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DOSSIER “ALITALIA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


T ARTICOLI DEL  15 settembre 2008      #TOP


IN EVIDENZA

Alitalia, salgono a 12.500 gli assunti nell'accordo-quadro Autonomi: «è carta straccia» (Il Sole 24 Ore 15-9-2008)

 

Alitalia, al lavoro nella notte per un accordo quadro

Da oggi voli a rischio. La convulsa giornata di sabato

LA STORIA

Quando Swissair rimase "a terra" di Lino Terlizzi

Radio 24 / Che fine fanno biglietti acquistati e millemiglia

Alitalia, l'ipotesi B con Lufthansa o British A.

Alitalia, rottura su tagli e salari

ANALISI

Non è più tempo di veti di Franco Locatelli

C'è "condivisione" di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla proposta di accordo quadro per il salvataggio di Alitalia emersa negli incontri con il Governo e la Cai. Lo affermano fonti del ministero del Welfare, spiegando che l'accordo contiene il piano industriale ma non c'è un riferimento immediato al contratto. L'accordo quadro è quindi "un passo avanti".

Tra i punti dell'accordo quadro, l'incremento a 12.500 degli assunti nella nuova Alitalia, mille in più rispetto a quelli previsti nella prima proposta della Cai. Questi 1.500 lavoratori saranno così distribuiti: 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo, 7.650 operai, impiegati, quadri e dirigenti. «Cai - si legge nell'accordo quadro, - ai fini della realizzazione del piano industriale, organizzerà in una nuova società secondo forme organizzative orginali i cespiti aziendali materiali e i materiali acquisiti da società in amministrazione straordinara e dalla società Air One con l'assunzione di 2.500 connesse risorse umane». Il piano prevede una capitalizzazione iniziale di un miliardo e l'obiettivo di raggiungere il break even operativo in due anni. L'accordo conferma poi l'impiego alla stabilità dell'azionariato per 5 anni, o al mantenimento del controllo in caso di quotazione in Borsa, comunque non prima di tre anni. E l'obiettivo di un accordo con un partner internazionale che entri con una quota di minoranza.

«È stata una giornata sicuramente faticosa con qualche risultato non soltanto per i nostri lavoratori, ora bisogna proseguire nel lavoro». Lo ha detto nella notte il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, al termine di quella che ha definito una «giornata sicuramente faticosa in cui abbiamo raggiunto qualche risultato».
Nel sottolineare che c'è stata la condivisione sull'accordo quadro che parla del piano industriale, Matteoli ha aggiunto che ora «bisogna parlare con le altre categorie ed affrontare anche gli aspetti contrattuali».
Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, è stato fatto un primo passo ed ora «senza ultimatum si continuerà a lavorare fino a quando - dice - riusciremo a trovare un accordo».

Ma i sindacati sono divisi: secondo gli autonomi, il documento è nato da un confronto non aperto a tutte le sigle, e per questo motivo giudicato «inutile e provocatorio», niente più che «carta straccia», dalle sigle autonome che rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo: Anpac, Up, Avia, Anpav e SdL, che con documento unitario contestano «la scellerata messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze indipendenti del gruppo Alitalia».
È «carta straccia» per la SdL. Mentre per i piloti dell'Anpac è «molto grave la chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia». Duro l'attacco al ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: una gestione «scellerata», per le sigle autonome.

Il confronto è durato per ore ed ore nella sede del ministero del Lavoro. Ed è andato avanti anche nella notte mentre le altre sigle sindacali attendevano, presso una sede secondaria del ministero, l'inizio della trattativa formale con tutte le organizzazioni sindacali, convocata prima alle 18 di ieri sera, poi alle 19, poi slittata ancora alle 22. E mai avviata. Il confronto proseguirà oggi alle 11, con un nuovo incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Alle altre sigle è stata preannunciata una convocazione per un incontro che, probabilmente, si terrà nel primo pomeriggio.
Qualche centinaio di dipendenti di Alitalia ha atteso fino a tarda notte, in strada, l'avvio della trattativa formale che poi non è partita: fischi e contestazioni per il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ma anche slogan contro il presidente del Consiglio ed il ministro del Lavoro, ed un forte pressing sui sindacati perchè non accettino il piano proposto.



Report "Alitalia 2"

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Indice delle sezioni

Alitalia 2 (50)


Indice degli articoli

Sezione principale: Alitalia 2

ABerlusconi vola a zig zag ( da "Manifesto, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia, comprese diverse hostess con i loto bambini, hanno dato vita a un corteo interno al terminal di Fiumicino. Man mano che diventa evidente l'impasse della politica, gli animi cominciano a scaldarsi. Le nove sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac, Sdl, Anpav, Avia, Up) si sono trovate davanti un commissario straordinario più drammatizzante del solito,

Alitalia, il no dei piloti ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: autonomi rifiutano Alitalia, il no dei piloti Frenetica trattativa nella notte. Scontro Sacconi-Epifani ROMA - Trattative a oltranza nella notte tra governo e sindacati per la vertenza Alitalia, ma la rabbia dei piloti rischia di far saltare l'intesa. Dopo una giornata di incontri informali, il ministro del Lavoro Sacconi ha convocato solo le organizzazioni sindacali confederali,

Scaroni: stop kerosene se non ci pagano cash ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: quando Volare (controllata di Alitalia) ha chiesto all'Eni un rifornimento di carburante, proponendo di pagare con qualche mese di ritardo. "Ho chiamato Fantozzi (commissario straordinario di Alitalia n.d.r) ? dice Scaroni- e gli ho detto che non era possibile, che ero obbligato ad accettare solo pagamenti cash".

Lo scoglio è sugli esuberi, quasi fatta sui salari - luisa grion ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: L'ennesima, confusa, drammatica notte di Alitalia si è aperta su un groviglio di nodi ancora tutti da sciogliere. Una matassa dalla quale si sta faticosamente tentando di far emergere un "quadro unico" che delinei la nuova compagnia, quella che erediterebbe la parte "buona" della "vecchia" Alitalia.

Alitalia, i piloti dicono "no" lite tra sacconi ed epifani - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: A questo rischio vanno sommati i guai quotidiani cui deve far fronte il commissario straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi darà oggi il via alle iniziative annunciate nei giorni scorsi: partiranno quindi le prime lettere di messa in mobilità per gli equipaggi impegnati fino ad aprile scorso su 34 velivoli Alitalia messi a terra per contenere i costi.

La minaccia di aquila selvaggia "se ci escludete blocchiamo i voli" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: la vertenza Alitalia è stata anche questo. Anche per questo potrebbe ancora precipitare. E intanto non ci sono più ultimatum. La strategia del governo impersonificata dal titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, e sostenuta dalla Cai di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, nonché da Banca Intesa di Corrado Passera, e con il placet della Cisl di Raffaele Bonanni,

Fassino e il pd, una ricetta per genova - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Su Alitalia, Piero Fassino accusa il centrodestra "di gestione spregiudicata" di tutta la vicenda, nega che nel Pd qualcuno faccia il tifo per il fallimento della cordata Cai, ma avverte: "Il peso di questo insuccesso sarà pagato in buona parte dagli italiani".

Fischi e insulti: questi ci tradiscono - ferdinando giugliano maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Questi gli obiettivi della rabbia dei dipendenti Alitalia, una rabbia che, covata per tutta la giornata, è esplosa in serata a via Fornovo, fuori alla sede del Ministero del Lavoro. Rabbia, ma anche e soprattutto paura, di vedere le proprie professionalità buttate via e di essere esclusi dalla trattativa che ha al centro il loro futuro.

In tutto il mondo compagnie a rischio bruciano 14 milioni di dollari al giorno - valentina conte ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: E non solo per Alitalia. Il settore soffre e perde ovunque nel mondo. Utili e passeggeri seguono le curve di cherosene e carovita. Ma all'inverso: il petrolio schizza, la recessione avanza e le compagnie aeree (di linea e low cost) bruciano 14 milioni di dollari al giorno.

"sono la persona giusta per risolvere i problemi" - genova ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: dell'Alitalia. Rijkaard può aspettare: decideranno le prossime partite, giovedì prossimo in Coppa Uefa al Meazza con lo Zurigo, e soprattutto il derby del 28 settembre e il ritorno a Zurigo il 2 ottobre, anche se la linea ufficiale della società è che, per carità, da sempre conta prima il gioco e poi, casomai,

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: skytg24 sera Si discute con Maria Latella della crisi e del futuro dell'Alitalia. SkyTG24 22.35 SIGUR ROS LIVE@moma Il concerto del gruppo islandese al Museum of Modern Art di New York inaugura la stagione di Current Tv. Current tv 23.00 scorie Terza edizione di Scorie, il programma su tutto quello che la tv cerca di occultare, protagonisti Nicola Savino, Digei Angelo e Rocco Tanica.

Formula uno la ferrari va ma i piloti? - le responsabilita' su alitalia: oltre 90mila voti ( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: R2 Meteo Blog Il video Repubblica Tv Estate finita Pioggia e temporali Tutte le previsioni Una fiction francese sulla love story Bruni-Sarkozy Campionato Linea aperta con Gianni Mura Formula Uno la Ferrari va Ma i piloti? In fila a Roma per il casting dei grandi musical LE RESPONSABILITA' SU ALITALIA: OLTRE 90MILA VOTI.

Passato l'uragano, sabato all'imbrunire, il direttore operativo di Caselle ha guardato la ( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: su qualche volo sia da Air One che da Alitalia. Alcune compagnie, come Air France, hanno scelto anche di operare con aerei di maggior capacità, per poter ospitare senza problemi chi aveva rinunciato a partire sabato. Erano stati molti i passeggeri (almeno un centinaio) che sabato avevano spontaneamente rinunciato al decollo, una volta resisi conto della paurosa situazione meteo.

Ultima chiamata per Alitalia ( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Oggi voli regolari Ultima chiamata per Alitalia Trattativa notturna alla ricerca di un accordo. Verso il sì dei confederali Per Alitalia i tempi stringono. La trattativa per salvare la compagnia è proseguita ad oltranza. Il governo ha messo in atto una mediazione che permettesse ai sindacati di accettare il nuovo contratto di lavoro e il piano industriale.

ALITALIASi tratta nella notte, braccio di ferro con i sindacati ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: UNA LUNGA NOTTE di incontri per trovare una soluzione al caso Alitalia. Il governo punta a un "accordo quadro" con Cgil, Cisl e Uil, ma la tensione è alta. Le sigle autonome di piloti e assistenti di volo lamentano la loro esclusione dalla trattativa. Di Giovanni, Rossi, Lombardo e Ugolini alle pagine 4 e 5.

Di Pietro: non ci faremo annettere Il nostro alleato deve confrontarsi con noi. Siamo la lega dei valori ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e rimandare a casa Berlusconi che anche nella vicenda Alitalia "si è comportato come il mago Do Nascimento" e dovrà rispondere "del danno erariale che ha arrecato alle casse dello Stato". Il ricorso alla Corte dei Conti è pronto. È in undici punti il programma che Di Pietro ha illustrato e su cui intende procedere senza indugi.

Auguri, la nostra Iberia ora va bene ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per il caso Alitalia. L'ex primo ministro spagnolo ricorda di aver affrontato, da capo del governo, la questione della compagnia di bandiera spagnola Iberia: "È stata privatizzata - ha detto - è entrata British Airwais ed ora va bene. In queste situazioni non prendere decisioni è la peggiore delle soluzioni possibili".

Oggi previste 279 partenze ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Gli aerei Alitalia hanno continuato a decollare e atterrare regolarmente nello scalo romano di Fiumicino. Al Leonardo da VInci, dalle 6 di questa mattina e fino alle 20, non si sono registrate variazioni d'orario significative rispetto all'operativo voli Alitalia.

A firmare accordi impossibili ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: equazione Alitalia-Fiat sta però poco in piedi. Non so, infatti, che caratteristiche avrebbe una manifestazione di massa sul caso Alitalia oggi. Ho il sospetto che sotto accusa potrebbero e dovrebbero finire innanzitutto quelli che per vincere l'ultima campagna elettorale avevano promesso un futuro radioso alla Compagnia di bandiera.

I piloti: traditi da Berlusconi E minacciano il blocco dei cieli ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Quando Berti si prepara all'incontro finale (la storia Alitalia è fitta di incontri "finali") sa già che alcuni ostacoli sono ancora tutti da superare. Soprattutto quello della reppresentanza: Anpac e Up non vogliono la rappresentanza sindacale unitaria. Per loro devono restare le associazioni. Atteggiamento corporativo?

Dura contestazione al commissario Fantozzi ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Diverse centinaia di dipendenti di Alitalia si sono spontaneamente riunite in via Fornovo, a Roma, di fronte ad una delle sedi secondarie del ministero del Lavoro dov'era prevista la ripresa della trattativa formale sul piano di salvataggio per Alitalia. All'arrivo del commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, lo hanno contestato.

Berlusconi preoccupatissimo per il suo possibile fallimento Il premier affida la regia del negoziato al sottosegretario Letta, la sua battaglia per l'italianità costa cara ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: italianità costa cara di Natalia Lombardo/ Roma LO SPETTRO Ha delegato tutta la partita Alitalia a Gianni Letta, il premier "proccupatissimo" per la trattativa Alitalia che è proseguita ieri, presente anche il segretario generale della Cgil Epifani, già predestinato da Berlusconi come il responsabile, insieme al Pd, di un eventuale fallimento.

Alitalia, l'accordo è ancora in bilico Nella notte scontro tra Sacconi ed Epifani. Voci di intesa, poi smentite. Ipotesi di un rinvio ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Per chiudere la partita Alitalia con i sindacati ieri il governo ha giocato il tutto per tutto. Arrivando a cambiare la natura del confronto. Senza però successo. Anzi, creando ancora di più tensioni tra i lavoratori di Alitalia, la cui sorte è appesa ora una sottilissimo filo.

La pericolosa deriva del berlusconismo ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia è, da questo punto di vista, una vicenda esemplare. Quando a marzo la crisi era già aperta, l'acquisto di Alitalia da parte di Air France era ancora possibile. La trattativa era in corso, il governo Prodi cercò in tutti i modi di facilitarla e Berlusconi, dall'opposizione, fece di tutto per farla fallire promettendo una cordata italiana di cui lui personalmente sapeva (

Otis, Cagi, Tastex ecco la recessione ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è solo Alitalia nel drammatico panorama sociale del Paese. Anche se qui sono puntati gli occhi di tutti. Perché qui si consuma una vicenda emblematica di malgoverno. Basta però sollevare lo sguardo, magari sfogliare i quotidiani delle tante province italiane e accorgersi di una catena infinita di piccoli e grandi drammi del lavoro.

Linate, crisi Alitalia I lavoratori <Viviamo alla giornata> ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: crisi Alitalia I lavoratori "Viviamo alla giornata" Ore di attesa allo scalo di Linate. Voli regolari, ma "si vive alla giornata", dicono alcuni operatori. Quella di ieri è stata una giornata di grande traffico a Linate. "Anche grazie al Gran Premio", commentava una hostess, indicando le comitive di ferraristi.

Alitalia, primo sì dei sindacati ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: per adesso niente voli a rischio, ma è una lotta contro il tempo Alitalia, primo sì dei sindacati Accordo quadro di confederali e Ugl. Oggi si tratta con i piloti ROMA - Trattative a oltranza per un accordo tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati. Rischio fallimento e rischio caos. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro.

Alitalia Il confronto ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il confronto Critiche dal Pd: anche un'intesa non è risolutiva Secondo il Partito democratico, che da sempre attacca il disegno del governo, in realtà i guai per la compagnia di bandiera e per i suoi lavoratori non finiranno con la chiusura dell'accordo.

Bonanni: gli esuberi saranno 3.200 lavorare di più ma stesso stipendio ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Segretario a che punto è la trattativa per il salvataggio di Alitalia? "A un buon punto. Finora è andata abbastanza bene", dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, poco dopo l'una di notte, quando governo, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cai hanno deciso di interrompere la lunga giornata di negoziato, dandosi appuntamento a questa mattina per continuare.

Alitalia, i sindacati accettano il piano industriale ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, i sindacati accettano il piano industriale Oggi riprende la trattativa sui contratti anche con le sigle escluse, che minacciano: accordo inutile Raggiunto un accordo-quadro. Restano da definire le intese di categoria. Il nodo retribuzioni ROMA - Saranno 12.

<Voli non a rischio, è lotta contro il tempo> ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: è alcun rischio per i voli Alitalia in programma nella giornata di oggi. Lo ha assicurato nella notte il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi (nella foto), avvertendo però che "si sta lottando contro il tempo". Il ministro ha poi precisato che l'amministratore straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha affermato che "i tempi operativi sono brevi"

<Basta, ora fallisca> ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Sul sito Pdl crescono le voci controcorrente "Basta, ora fallisca" Fra i militanti del Pdl c'è chi non la pensa come Silvio Berlusconi. Sul sito del partito (foto), si legge tra l'altro: "Alitalia, con i suoi dipendenti, è un pozzo senza fondo: mandiamoli a casa".

Quegli irriducibili dei sit-in che decidono sulla trattativa ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: se non il fatto di lavorare per l'Alitalia. Ma si ritrovano in piazza, uno accanto all'altro, "per esclusione", nel senso che sono i lavoratori che si riconoscono nei sei sindacati esclusi dalla trattativa in corso tra governo, Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma loro, ad essere quelli che dovrebbero ratificare un accordo confezionato da altri,

E per i tagli scende in pista <l'altro Toto> ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: ombra del rilancio di Alitalia. L'imprenditore, che si dice sia vicino al sottosegretario Gianni Letta (abruzzese pure lui), è proprietario, tra l'altro, di Itali Airlines, la compagnia regionale abruzzese che fa capo all'Aeroservice group, e con 10 aerei (di proprietà delle banche) collega l'aeroporto di Pescara con Roma,

Alitalia La protesta ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia La protesta 19.000 è il numero complessivo degli attuali dipendenti di Alitalia. Il loro destino è legato all'esito delle trattative in corso a Roma presso il ministero del Lavoro.

Aereo russo a fuoco. <Una bomba> Imprenditore italiano tra gli 88 morti ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che sta tentando di lanciare la sua immagine su scala internazionale (voleva anche acquistare l'Alitalia), ha preso le distanze dall'Aeroflot Nord, quasi non fosse di sua proprietà. "Cesseremo la collaborazione", ha detto l'amministratore di Aeroflot Okulov il quale ha anche aggiunto che la compagnia di Arkhangelsk non potrà più usare il nome Aeroflot.

Il leader del Pd e i rischi di sposare <Into the Wild> ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Forse le intenzioni erano buone: vista la tragedia di Alitalia, il disastro permanente di Trenitalia, lo stato pietoso di Autostrade per l'Italia, Walter Veltroni ha parlato ai giovani democratici italiani del viaggio estremo di Christopher McCandless - quello di Into the Wild - per prepararli ad affrontare gli spostamenti nel nostro Paese.

Alitalia e Giustizia con Maria Latella ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: appuntamento serale Alitalia e Giustizia con Maria Latella MILANO - Per la seconda settimana Sky Tg24 delle 22.35 sarà affidato stasera e domani a Maria Latella, direttore del settimanale "A". Di 40 minuti ciascuna, le due trasmissioni affronteranno "stasera, l'argomento Alitalia con il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola - spiega -

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: e la vicenda Alitalia Ho letto l'articolo di Francesco Verderami pubblicato ieri sul Corriere sotto il titolo "Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra". Inter alia si legge nell'articolo quanto segue: "... di chi addirittura osservava il distacco di Tremonti, che giorni fa - alla festa di Azione giovani - dinnanzi alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva risposto:

Gli artigiani brianzoli difendono Linate: <Per noi è strategico> ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 15 pagina 1 Gli artigiani brianzoli difendono Linate: "Per noi è strategico" di Redazione Anche gli artigiani di Monza e Brianza scendono in campo per difendere Linate. E chiedono che il destino di Alitalia "non sia confuso con quello dello scalo, irrinunciabile per gli affari". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Gli artigiani: <Salviamo Linate, ci serve> ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: puntuale nella giornata cruciale per le sorti di Alitalia arriva la a presa di posizione dell'Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza di fronte alla reale possibilità che la compagnia di bandiera abbandoni lo scalo di Linate. "Non confondiamo i destini dell'Alitalia con quelli dello scalo milanese che riveste un'importanza strategica - afferma il segretario generale dell'

Esuberi e stipendi, ultimi nodi prima della firma ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Un primo passo importante per salvare Alitalia", ha aggiunto Bonanni della Cisl. L'accordo quadro prevede che la nuova compagnia assuma 12.500 dipendenti Alitalia, 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7650 tra operai, impiegati quadri e dirigenti. Per i lavoratori in esubero verranno attivati la Cassa integrazione straordinaria e altri ammortizzatori sociali.

Meno rotte e niente Stato: ecco il piano per decollare ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: che il piano Alitalia l'ha messo a punto, a Roberto Colaninno, che della nuova compagnia è presidente, ad Augusto Fantozzi, che della vecchia Alitalia è il commissario straordinario, si sente ripetere di più tra i vertici della Nuova Alitalia. La livrea degli aeromobili non cambia ma per tutto il resto la ristrutturazione sarà all'insegno del cambiamento,

Dal logo alle bibite: così sono lievitati gli sprechi ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: mettere in corsivo il marchio da Milano Dalle spese per le vivande a bordo a quelle per la comunicazione, la vecchia Alitalia si è contraddistinta per una gestione quantomai bizzarra delle risorse finanziarie. Se una bottiglia di Coca-Cola al supermercato viene via con 0,85 centesimi, sugli aerei Alitalia è diventata una specie di bene di lusso che può valere dai 7,50 ai 40 euro.

Il Pd annusa l'aria: speriamo nell'intesa ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: vada, Alitalia resta un problema" delle ore a ridosso degli incontri di ieri. Il più veloce a capire che i giochi sono aperti è stato un esponente di razza del Pd, Pier Luigi Bersani. Uno che queste cose le conosce e che in questi giorni si è speso per dimostrare come fosse migliore l'ipotesi Air France.

Alitalia a un passo dall'intesa ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: 37 del 2008-09-15 pagina 1 Alitalia a un passo dall'intesa di Redazione Senza sosta. La trattativa su Alitalia va avanti con sprazzi di ottimismo e qualche ricaduta. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dato il loro assenso all'accordo quadro con la Compagnia aerea italiana, ma la firma sui contratti è rinviata.

Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in discussione l'economia di mercato che,

"Sindacati a palazzo Chigi per firmare" Corteo di protesta dei lavoratori ( da "Quotidiano.net" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: inserimento anche di quote di minoranza della nuova Alitalia un nuovo percorso". Sindacati divisi, ma si trattaQuale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico 15/09/2008 11:55 alchimista Un carrozzone come alitalia non lo vuole nessuno. Anni di cattiva gestione, assenteismo, scarsa produttività, privilegi,

Accordo quadro: Alitalia riparte con 60 nuovi aerei ( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Alitalia riparte con 60 nuovi aerei di Redazione Un organico di 12.500 lavoratori, l'acquisizione di 60 nuovi aerei, una capitalizzazione iniziale di almeno un miliardo di euro e pareggio operativo in poco più di due anni. Questi gli elementi principali dell'accordo firmato da governo, Cai e organizzazioni confederali Roma -

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia

Abstract: Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba.


Articoli

ABerlusconi vola a zig zag (sezione: Alitalia 2)

( da "Manifesto, Il" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Giornata di contatti "privati". Il commissario, Augusto Fantozzi, prima lancia l'allarme sul possibile blocco dei voli da lunedì per mancanza di benzina. Poi smentisce tutto. E ammette di non poter aprire le procedure di mobilità fino al 30 novembre. In serata Berlusconi annuncia la convocazione dei sindacati Francesco Piccioni ROMA L'ultimo assalto di Augusto Fantozzi ai sindacati è iniziato alle tre di pomeriggio. Quando già Silvio Berlusconi aveva buttato sul tavolo il suo ennesimo "ci penso io". Nelle stesse ore 150 dipendenti dell'Alitalia, comprese diverse hostess con i loto bambini, hanno dato vita a un corteo interno al terminal di Fiumicino. Man mano che diventa evidente l'impasse della politica, gli animi cominciano a scaldarsi. Le nove sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac, Sdl, Anpav, Avia, Up) si sono trovate davanti un commissario straordinario più drammatizzante del solito, almeno con la stampa, fino all'ingresso alla Magliana. E' partito da difficoltà di giornata ("per le difficoltà finanziarie di Alitalia oggi c'era il rischio che 12 aerei restassero fermi"), per arrivare ad annunciare la cassa integrazione per gli equipaggi dei 34 aerei che rimarranno comunque a terra. Ma è andato anche al di là: "Da lunedì i voli non sono più garantiti. Non ci riforniscono di carburante". Un quadro pre-liquidazione, visto che, sempre da lunedì, "sarà richiesta l'estensione del commissariamento alle altre società del gruppo". Una forma di pressione pensata come definitiva, o comunque sufficiente a provocare uno smottamento in almeno alcuni dei sindacati. Anche l'Enac faceva sentire la sua presenza, con il presidente, Vito Riggio, che manifestava preoccupazione perché, in mancanza di una soluzione a breve termine, "anche la licenza provvisoria di volo" finisce a rischio. Si è trovato però davanti una serie di contestazioni molto competenti, tipo "strano che l'Eni, compagnia di proprietà statale, si rifiuti di rifornire la compagnia di bandiera, tuttora statale". Lo stesso Fantozzi, di lì a poco, smentiva che ci fossero problemi di rifornimento. Peggio ancora sul fronte dell'apertura delle procedure di mobilità. Il commissario, al tavolo, doveva ammettere che questa possibilità si apre dal 30 novembre in poi, e non "da subito" come aveva minacciato nei giorni scorsi e ancora al momento di iniziare l'incontro di ieri. L'avvio della cassa integrazione per meno di un migliaio di dipendenti (il corrispettivo dei 34 aerei già fermi, ma al calcolo vanno aggiunti molti precari con contratto a tempo determinato) è stato accolto positivamente dai sindacati, che anzi hanno criticato il ritardo con cui è stata presa questa decisione (sono andate inutilmente perse delle risorse finanziarie che avrebbero potuto far comodo, in questa situazione). Berlusconi, intanto, iniziava a sparare contro i sindacati che non avevano dato l'ok che lui considerava sicuro ("non possono che dire di sì", aveva ripetuto per giorni), arrischiando anche una lettura politica: "il destino di Alitalia è messo in forse dal comportamento irragionevole di alcune categorie di dipendenti e vediamo forte l'influenza della sinistra". Berlusconi rischia molto dal fallimento della sua "cordata", ma comincia a fargli difetto la lucidità. Ben tre dei nove sindacati (Anpac, Up, Ugl) sono diretti da uomini che militano in o guardano ad Alleanza nazionale. Altri due (Cisl e Uil) si erano detti pronti a firmare l'accordo prima ancora di conoscerne in dettaglio i contenuti. Altri (Anpav e Avia) sono organizzazioni di tipo "professionale", senza nessun referente politico. Se queste sette sigle non sono riuscite a trovare sufficienti ragioni per firmare, qualche motivo "di merito" ci dovrà pur essere. Il problema è che la Compagnia aerea italiana (Cai) si è presentata al tavolo con una proposta risibile sul piano industriale (una brutta copia delle precedenti, disastrose, ristrutturazioni interne all'Alitalia, tutto incentrato sulla "difesa del mercato domestico" insidiato dalle low cost e a breve anche dalle ferrovie ad alta velocità) e "irricevibile" su quello contrattuale (orari, turni, ferie, salari). E neppure ieri mattina, a ormai 24 ore dalla rottura, l'amministratore unico Rocco Sabelli riusciva a trovare l'idea per cambiare gioco: "c'è disponibilità assoluta, ma la nostra posizione è ferma, non ci muoviamo da lì, crediamo nel progetto". Tutto il pomeriggio sfarinava nel silenzio. Poi, a sera, tornava prepotente in campo il presidente del consiglio. "Convocazione dei sindacati a palazzo Chigi alle 21". Peccato che alle 20,30 i "convocati" non erano stati ancora avvertiti ufficialmente, cosicché diventava difficile che l'incontro potesse iniziare prima delle 10, se non più tardi. Partiva a quel punto il totoprevisioni, che sarà sciolto - forse - solo stamattina. Il ministro Sacconi, lasciando la sede del ministero, prevedeva che "se ci si incontra tutti è per firmare". Una simile conclusione - imprevedibile, stando alle dichiarazioni di tutte le parti - sembra possibile solo a due condizioni: o che la Cai abbia accettato, su "consiglio" berlusconiano, di modificare sostanzialmente la propria proposta; oppure che alcuni dei sindacati ritenuti "chiave" - i quattro confederali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl) più l'Anpac, ossia il grosso dei piloti - hanno alzato bandiera bianca. Diversamente, si tratterebbe solo del coinvolgimento diretto dell'uomo di Arcore nella sarabanda delle trattative. Una prima, ancorché mezza, sconfitta.

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Alitalia, il no dei piloti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Riunioni informali per tutta la giornata. Il governo cerca un'intesa quadro, la Cgil e gli autonomi rifiutano Alitalia, il no dei piloti Frenetica trattativa nella notte. Scontro Sacconi-Epifani ROMA - Trattative a oltranza nella notte tra governo e sindacati per la vertenza Alitalia, ma la rabbia dei piloti rischia di far saltare l'intesa. Dopo una giornata di incontri informali, il ministro del Lavoro Sacconi ha convocato solo le organizzazioni sindacali confederali, scatenando le proteste delle altre cinque sigle e del leader della Cgil Guglielmo Epifani. CILLIS, CONTE, GIUGLIANO, GRION, MANIA E VINCENZI ALLE PAGINE 6, 7 E 9.

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Scaroni: stop kerosene se non ci pagano cash (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Il caso Scaroni: stop kerosene se non ci pagano cash L'ad dell'Eni spiega perché ha dovuto dire di no a Volare venerdì scorso ROMA - "Neppure se me lo chiede Berlusconi o il Papa". Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, spiega a "Repubblica" che la sua società, così come tutti gli altri gruppi petroliferi, "non può fornire carburante alle compagnie aeree se queste ultime non sono in grado di pagare cash". "Non c'è pressing che tenga, gli accordi internazionali sono chiari". Il caso è scoppiato venerdì scorso, quando Volare (controllata di Alitalia) ha chiesto all'Eni un rifornimento di carburante, proponendo di pagare con qualche mese di ritardo. "Ho chiamato Fantozzi (commissario straordinario di Alitalia n.d.r) ? dice Scaroni- e gli ho detto che non era possibile, che ero obbligato ad accettare solo pagamenti cash". Il top manager dell'Eni racconta anche che il giorno prima un rifornimento del valore di 4 milioni di euro era stato venduto ad Alitalia, e che la compagnia aveva accettato di pagare immediatamente.

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Lo scoglio è sugli esuberi, quasi fatta sui salari - luisa grion (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Nessuna mediazione possibile: "Troppi mille tagli in cabina". Aperture sulla riduzione al 20% della sforbiciata alle retribuzioni Lo scoglio è sugli esuberi, quasi fatta sui salari I comandanti chiedono che il numero di aerei previsto dal piano salga a 178 LUISA GRION ROMA - Esuberi, salari, piano industriale e contratto unico o diviso in base alle diverse professionalità. L'ennesima, confusa, drammatica notte di Alitalia si è aperta su un groviglio di nodi ancora tutti da sciogliere. Una matassa dalla quale si sta faticosamente tentando di far emergere un "quadro unico" che delinei la nuova compagnia, quella che erediterebbe la parte "buona" della "vecchia" Alitalia. Ma dopo giorni di defatigante trattativa gli intoppi, ieri notte, erano ancora troppi: il primo riguarda ancora il contratto, che la cordata Cai vorrebbe unico per piloti, assistenti di volo e personale di terra, senza tenere conto delle specificità di categoria. Un'impostazione che i 2.100 i piloti rifiutano e sulla quale ieri si è aperto uno spiraglio quando la Cai si è detta disponibile ad assimilare la categoria a quella dei dirigenti: ipotesi che i piloti accetterebbero. Resta invece irremovibile il loro "no" al piano industriale e soprattutto ai mille esuberi che li riguardano. I piloti, infatti, si dichiarano disposti ad accettarne non più di 500, sembra che la cordata - grazie ai 100 milioni in più messi sul tavolo da Colaninno con un ritocco degli obiettivi - si possa scendere ad 800: la distanza da riempire, dunque, è ancora ampia. Per ridurre i tagli la categoria vorrebbe aumentare il numero di aerei previsti dal piano industriale: Cai intende farne volare 138 per innalzare, a regime, la quota a 153. I piloti chiedono che il tetto venga elevato a 178. La questione esuberi, però, è ancora aperta anche nel suo complesso: gli interi tagli di Alitalia, conferma il governo, sono 3.200. Inoltre, 2.050 dipendenti saranno "esternalizzati", ovvero usciranno dal gruppo per lavorare in altre aziende (si tratta dei 1.600 lavoratori impegnati nella manutenzione pesante e dei 450 addetti al settore cargo, il trasporto merci). Ma resta tutta da definire la partita della cosiddetta "zona grigia": i 700 addetti al call center e amministrazione, sul cui destino - allo stato attuale delle cose - ancora poco si sa. Retribuzioni: qui Cai ha ammorbidito la linea rispetto alle posizioni iniziali. Dai tagli indiscriminati fra il 25 e 30 per cento che facevano dire a steward e hostess "meglio la mobilità", ora si parla ora di una riduzione del 20 per cento. Tetto che si cercherà di abbassare il più possibile soprattutto per il personale di terra, (stipendi che oscillano fra i 1000 e i 1500 euro). Da parte dei sindacati ci sarebbe una disponibilità di massima a discuterne, anche se ieri sera la piattaforma presentata dagli assistenti di volo chiedeva di mantenere fermi livelli salariali e quattordicesima mensilità a fronte di una disponibilità ad aumentare la produttività. Ancora aperto poi, per le varie categorie, il discorso su ferie e riposi: per i piloti passerebbero dagli attuali 41 (quota che comprende i giorni di recupero) a 30, con un giorno in più ogni cinque anni fino ad un massimo di cinque. Per il personale di terra è aperta la questione delle maggiorazioni per giorni festivi e notturni (oggi è considerato tale il lasso di tempo fra le 22 serali e le 8 di mattina, la proposta Cai la riduce fra le 22 e le 6). Ridotti - e quindi compressi verso il basso - anche i livelli di inquadramento e aumentato il monte ore di lavoro settimanale oltre il quale scatterebbe lo straordinario: dalle 37,5 attuali si passerebbe a 40. I margini di cambiamento - secondo Cai - sono risicatissimi e si lavora sul filo del rasoio.

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Alitalia, i piloti dicono "no" lite tra sacconi ed epifani - lucio cillis (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Alitalia, i piloti dicono "no" lite tra Sacconi ed Epifani La Cgil: niente accordi separati, o tutti o nessuno Oggi il commissario governativo Fantozzi mette in moto le prime procedure di cassa integrazione LUCIO CILLIS ROMA - Rischia di precipitare la trattativa Alitalia. Una spaccatura molto profonda tra sindacati confederali da una parte e le sigle professionali dall'altra, potrebbe mettere in discussione non solo la firma all'accordo con Cai, la cordata di imprenditori italiani, ma anche l'operatività stessa dei voli. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, tenta di incassare un sì preventivo al contratto da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl, che trattano per i dipendenti di terra, prima di affrontare l'ultimo ostacolo all'accordo rappresentato da piloti e hostess. Una mossa che rischia di scatenare una reazione molto dura da parte delle associazioni professionali del volo che chiedono, invece, un tavolo unico. Ma il leader della Cgil Guglielmo Epifani si sarebbe opposto con molta durezza a questo tentativo, arrivando ieri ad un vero e proprio scontro verbale con Sacconi. Al termine di una giornata frenetica, l'ennesima di un confronto durissimo, piloti e assistenti di volo, hanno accusato i sindacati confederali di "ipocrisia" e di voler chiudere un pre-accordo che rischia di metterli all'angolo. La posizione dei naviganti è infatti molto ferma e i comandanti, in particolare, non cedono su esuberi e flotta; mentre avallano le novità sulla parte economica e sull'inquadramento come dirigenti previsto dal nuovo contratto Cai. I tagli previsti all'interno della categoria, sarebbero sempre troppo alti, (circa 800) e si punta a scendere sotto quota 500. Ma in serata sono stati gli stessi sindacalisti confederali, accusati di accordi sottobanco, a chiarire di non avere "l'intenzione di firmare alcunché". Probabile, però, la presentazione da Cgil, Cisl, Uil e Ugl di un protocollo quadro da sottoporre ai naviganti. L'ennesimo atto della una no-stop tra Compagnia aerea italiana e sigle sindacali di Alitalia è costato un altro giorno ed un'altra notte insonne anche per centinaia di lavoratori, accorsi sotto le sedi del ministero del Lavoro da Fiumicino con fischietti e bandiere per contestare "la svendita della compagnia". La tensione è quindi altissima e potrebbero esplodere senza preavviso le proteste selvagge di piloti e hostess già nelle prossime ore. A questo rischio vanno sommati i guai quotidiani cui deve far fronte il commissario straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi darà oggi il via alle iniziative annunciate nei giorni scorsi: partiranno quindi le prime lettere di messa in mobilità per gli equipaggi impegnati fino ad aprile scorso su 34 velivoli Alitalia messi a terra per contenere i costi. Il numero di piloti e assistenti di volo colpiti da questo atto del commissario non sono ancora stati ufficializzati ma oscillano tra gli 800 e i 1.000. Nel contempo, Fantozzi chiederà l'allargamento dei suoi poteri di commissario a tutte le altre aziende del gruppo. E resta ancora in sospeso la questione dei rifornimenti di carburante. Fonti vicine alla compagnia di bandiera minimizzano i problemi di approvvigionamento e parlano di "operatività nella norma" anche per le prossime ore. Resta da capire fino a quando Alitalia e i suoi responsabili riusciranno a pagare in contanti, come avviene da alcuni giorni, sia i rifornimenti di kerosene, sia gli alberghi degli equipaggi. In cassa ormai ci sono poche briciole e una volta superato il livello di guardia, sarà il momento di scegliere dove tagliare: il commissario dovrà decidere quali rotte garantire e quali, invece, bloccare.

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La minaccia di aquila selvaggia "se ci escludete blocchiamo i voli" - roberto mania (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia I piloti reagiscono al tentativo del governo di accordo separato con i confederali, bocciato da Epifani La minaccia di Aquila Selvaggia "Se ci escludete blocchiamo i voli" Il personale di volo della compagnia per ora resta fuori dal negoziato. Il governo tratta con Cgil, Cisl, Uil e Ugl ROBERTO MANIA ROMA - Una guerra anche tra sindacati. Tra chi tratta e chi no, tra chi sta in Via Veneto, sede nobile del ministero del Lavoro, e chi a Via Fornovo, quartiere Prati, sede periferica di quel che fu il ministero della Solidarietà sociale retto dal rifondarolo Paolo Ferrero. Una guerra dagli esiti ancora incerti. Con nuove e inedite alleanze: la destrorsa Ugl di Renata Polverini allo stesso tavolo delle blasonate storiche "democratiche" confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil; la lobby aristocratica dei piloti a lottare al fianco dei sindacati di base degli assistenti di volo e fischiare l'arrivo del commissario straordinario della bad company Augusto Fantozzi. Ieri notte, la vertenza Alitalia è stata anche questo. Anche per questo potrebbe ancora precipitare. E intanto non ci sono più ultimatum. La strategia del governo impersonificata dal titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, e sostenuta dalla Cai di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, nonché da Banca Intesa di Corrado Passera, e con il placet della Cisl di Raffaele Bonanni, rischia di non portare al risultato, cioè all'accordo e al decollo della Nuova Alitalia. Tenere fuori dalla porta principale i sindacati autonomi di base, gli irriducibili piloti arci-corporativi, potrebbe rivelarsi un boomerang. Ieri notte la "discontinuità" nelle relazioni industriali voluta con determinazione dalla cordata tricolore ancora non c'era. Diceva Fabio Berti, capo indiscusso di quella che finora alla Magliana è stata la potentissima Anpac a cui è iscritta la stragrande maggioranza dei piloti: "La situazione è gravissima. I piloti sono esasperati". E poi: "Lo scenario del blocco è altamente probabile". Ecco, perché gli "esclusi" sono quelli che possono bloccare il trasporto aereo, hanno un'arma in più. Che per Cgil, Cisl, Uil e Ugl potrebbe significare anche la sconfessione plateale di un eventuale accordo. Lo scenario temuto fortemente dalla Cgil di Guglielmo Epifani. Che ieri, in uno dei momenti topici del fittissimo negoziato, ha detto che lui un'intesa senza il coinvolgimento di tutte le categorie non l'avrebbe firmata. Chiedeva la convocazione di un tavolo comune "perché ognuno si assuma la propria responsabilità". Proposta accolta con durezza dal leader degli assistenti di volo aderenti all'Sdl, Paolo Marras: "Lacrime di coccodrillo che puzzano di ipocrisia". Ma la questione ha anche un paradossale aspetto politico. Lo dice ancora Berti: "Quello che non è riuscito ai governi di centro-sinistra sta riuscendo a quello di cento-destra". Cioè, l'emarginazione dei piloti. Che però - si sa e lo dicono - votano quasi tutti per la destra.

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Fassino e il pd, una ricetta per genova - wanda valli (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pagina II - Genova Fassino e il Pd, una ricetta per Genova Il leader a tutto campo alla Festa. "Alleanza con Milano per l'Expò 2015" Freddezza sulle liste civiche di Grillo: "Giudicheranno gli elettori" WANDA VALLI (segue dalla prima di cronaca) Torna a Genova, Piero Fassino, dove è stato eletto deputato e dove, ricorda ieri sera alla Festa del Pd, ha ancora tanti amici, come Giuseppe Pericu, seduto in prima fila, che ringrazia ancora per come ha guidato per dieci anni la città. Torna per chiudere la prima Festa del Pd, il partito in cui ha creduto, che ha contribuito a far nascere e che, spiega alla gente, sta crescendo. Molto più e molto meglio di quanto non appaia. Lo presentano due giovani, come il segretario di Genova, Victor Rasetto e Raffaele Caruso, organizzatore della Festa, lo intervista il direttore del Secolo XIX, Lanfranco Vaccari. Prima, mentre fa un giro tra gli stand, Piero Fassino parla dei temi più legati alla città. Prendiamo la Notte Grigio Topo organizzata ala Cep che ha avuto come protagonista Beppe Grillo. Il comico, ormai quasi politico, ha rilanciato l'idea di future liste civiche segnate dalla sigla "V" come i "Vaffa Day" che organizza, ben lontani dal mondo della politica tradizionale, ma amati dalla gente. Che pensa l'ex segretario Ds? Piero Fassino non si scalda più di tanto: "Siamo in un Paese libero, dove ognuno ha il diritto di presentare e proporre le liste che vuole", commenta. Poi aggiunge: "Lo facciano pure, saranno poi gli elettori a dare il giudizio definitivo con il loro voto". E il Pd, partito che sembra in affanno, tra segreterie da cambiare, correnti che nascono, opposizione che non morde? Fassino è ottimista, il Pd- spiega - sta meglio di quanto appare. E' un partito nato solo 11 mesi fa, quindi è nel vivo della sua fase costituente: "Lo hanno voluto 3 milioni e mezzo di persone, lo hanno votato 12 milioni di italiani, sono stati aperti 8 mila circoli, si sta preparando una grande manifestazione per il 25 ottobre che dimostrerà la nostra forza". Intanto, però, non si capisce se sia più grave, la questione del Nord, del Centro o del Sud dell'Italia. Fassino ammette: "L'Italia rischia la frammentazione, un rischio accresciuto da questo governo di destra che sollecita tutte le spinte centrifughe, mentre bisognerebbe badare molto all'unità". Si torna ancora a Genova che si propone, con il sì di Veltroni, come porto dell'Expò 2015 di Milano. Per Piero Fassino è una scelta quasi "naturale", per le infrastrutture, per la vicinanza oggettiva tra le due città, perché l'Expò "dovrà coinvolgere molte città, non solo Milano che sarà il cuore della manifestazione". E le infrastrutture, dalla Tav alla Torino- Savona a corsie raddoppiate, serviranno proprio "a avvicinare territori simili, dove si potrà lavorare insieme". E' un altro obiettivo da perseguire se si vuole tenere unita l'Italia. Su Alitalia, Piero Fassino accusa il centrodestra "di gestione spregiudicata" di tutta la vicenda, nega che nel Pd qualcuno faccia il tifo per il fallimento della cordata Cai, ma avverte: "Il peso di questo insuccesso sarà pagato in buona parte dagli italiani". Davanti alla gente che riempie lo spazio dibattiti, torna ancora sul ruolo del partito che, ricorda "ho contribuito a creare come segretario Ds". Spiega che, come per far nascere una vita "non basta la volontà di due persone", così il Pd, nato dalla volontà di Ds e Margherita, via via che andrà avanti nel suo cammino "sarà sempre più autonomo, mantenendo il riflesso della storia". Non teme, l'ex segretario Ds, le correnti interne, né il dibattito, "noi non dobbiamo rispondere a un capo che è anche il padrone come Berlusconi", ma mette in guardia: va bene tutto, purché lo scopo finale sia dare maggiore forza al Pd, non indebolirlo. Fa un solo esempio per chiarire che cosa vuole la gente: "Girando per le feste, ho risposto a dubbi, paure, interrogativi, nessuno mi ha chiesto di tornare indietro". La gente applaude, Piero Fassino si sofferma sulla situazione attuale: "Sono passati solo cinque mesi dalle elezioni e in un tempo così breve non c'è nessuno in grado di sostituire chi governa". Chi ha vinto ha ancora la spinta di quel successo, chi ha perso si sta ancora riorganizzando. Quindi "al di là del sentimento, la razionalità fa dire che serve tempo per un'opposizione efficace". Perché la politica non si improvvisa, perché "è ben far largo ai giovani dirigenti, ma nessuno può diventarlo in una settimana o in un mese". Poi tocca alle critiche al governo che annuncia meraviglie e ne realizza molto meno. A partire dalla scuola: "Il futuro deve investire sul sapere e qui si fa una riforma che elimina 90.000 insegnanti, vuol dire basta con il tempo pieno o con gli insegnanti di sostegno". Le tasse: "Non diminuiranno e l'Ici, che è stata tolta, tornerà con un altro nome e molto più salata". L'immigrazione: "Si era detto che solo il sapere che c'è un certo tipo di governo l'avrebbe diminuita, non è vero, in agosto è raddoppiato il numero degli immigrati". Sulla legge elettorale, Piero Fassino, conferma il sì del Pd a uno sbarramento al 3 per cento per le Europee con il ritorno della preferenza, mentre sempre di sbarramento, ma con quota da verificare, tra il 3 e il 5 per cento, parla per le elezioni politiche. Dove lo sbarramento serve a non buttare all'aria la semplificazione dei partiti, trainata dal Pd.

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Fischi e insulti: questi ci tradiscono - ferdinando giugliano maria elena vincenzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia Fischi e insulti: questi ci tradiscono Grida di "assassino" a Fantozzi, un corteo a Fiumicino contesta Angeletti Slogan anche contro il premier: "Fa il salvatore della patria e paghiamo noi" FERDINANDO GIUGLIANO MARIA ELENA VINCENZI ROMA - "Buffoni, buffoni" ai sindacati confederali, "assassino, assassino" a Fantozzi, "furbetti del quartierino" ai sindacati e un quanto mai ironico "salvatore della patria" a Berlusconi. Questi gli obiettivi della rabbia dei dipendenti Alitalia, una rabbia che, covata per tutta la giornata, è esplosa in serata a via Fornovo, fuori alla sede del Ministero del Lavoro. Rabbia, ma anche e soprattutto paura, di vedere le proprie professionalità buttate via e di essere esclusi dalla trattativa che ha al centro il loro futuro. La mattinata di ieri, in realtà, era stata abbastanza tranquilla. Restavano però i segni delle proteste della serata precedente, che prendevano la forma della blindatura di Piazza Colonna, il largo antistante Palazzo Chigi. Le transenne e i cordoni delle forze dell'ordine bloccavano l'accesso al pubblico, mentre ai giornalisti era consentito passare, ma non sostare davanti all'entrata del palazzo. La protesta dei dipendenti si era, infatti, in un primo momento spostata a Fiumicino dove, alle 15.30, c'è stato un corteo degli assistenti di volo. Un corteo che si è svolto al di fuori dall'orario di lavoro e che non ha, dunque, causato problemi ai passeggeri, ma al cui interno non sono mancati i toni accesi. Al grido di "tutti in treno, tutti in treno", i manifestanti hanno prima sfilato e poi organizzato un sit-in all'interno del terminal C dello scalo romano, Le critiche più dure erano quelle per i sindacati confederali, tanto che un messaggio inviato dal segretario della Uil, Angeletti, è stato fischiato sonoramente. Al termine del corteo, la protesta si è spostata sotto la sede del Ministero del Lavoro, dove la rabbia è notevolmente aumentata. La piazza si è velocemente gremita di centinaia di manifestanti, un numero che continuava ad aumentare con il passare delle ore. Il primo obiettivo dei contestatori è stato il commissario fallimentare, Fantozzi, il cui ingresso è stato subissato dai fischi dei manifestanti. Col procedere delle trattative ed il rincorrersi di voci su un possibile accordo quadro del governo soltanto coi confederali, l'obiettivo principe sono diventate Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, accusate di trattare senza rappresentare la maggioranza dei piloti e degli assistenti di volo. "Stanno buttando via la mia professionalità - dice Federico A., pilota Alitalia da 8 anni - mi sento come un operaio che ha messo su mattoni su mattoni per poi vedersi togliere la casa". Una rabbia a cui si associa la paura, ma anche l'orgoglio, presente nelle parole di Massimo D., assistente di volo da 20 anni, che denuncia come "stiano svendendo il trasporto aereo italiano mentre le spese le paghiamo noi". Tutto intorno, boati, canti e fischi, sintomatici di un sentimento condiviso da una piazza davvero inferocita e certo non disposta a perdere soldi e dignità, per di più senza avere alcuna voce in capitolo.

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In tutto il mondo compagnie a rischio bruciano 14 milioni di dollari al giorno - valentina conte (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Economia In tutto il mondo compagnie a rischio bruciano 14 milioni di dollari al giorno Perdite quasi tutte in Usa: in testa United, American e Delta Il dossier La Iata: "La crisi del settore è stata innescata dai rincari del greggio" VALENTINA CONTE ROMA - Guai nei cieli. E non solo per Alitalia. Il settore soffre e perde ovunque nel mondo. Utili e passeggeri seguono le curve di cherosene e carovita. Ma all'inverso: il petrolio schizza, la recessione avanza e le compagnie aeree (di linea e low cost) bruciano 14 milioni di dollari al giorno. Poi stremate, molte portano i libri in tribunale. Nei primi sei mesi di quest'anno ben venticinque hanno smesso di volare o dichiarato il fallimento. Una cifra che non ha uguali nella storia del trasporto aereo. E prima di Natale - avverte l'amministratore di British Airways - altre trenta potrebbero andare in bancarotta. Il fallimento nei giorni scorsi di Xl, il terzo tour operator britannico, ha fatto tremare i polsi a molti. I 90 mila turisti inglesi spiaggiati negli aeroporti di mezzo mondo in attesa del ponte aereo che li riportasse a casa rendono meglio di qualunque cifra. Che pure c'è e con il segno meno. L'industria del trasporto aereo - dicono i conti della Iata, l'associazione internazionale che raggruppa 260 compagnie - perderà 5,2 miliardi di dollari quest'anno e 4,1 miliardi il prossimo. "Ci aspettiamo dei miglioramenti ma il settore è in rosso - lamenta il presidente Giovanni Bisignani - e il contesto economico difficile". Previsioni e calcoli che Iata sviluppa a partire da un prezzo medio del barile quasi ottimistico: 113 dollari nel 2008 e 110 nel 2009. Nel corso dell'anno, però, il prezzo del cherosene è raddoppiato, sfiorando i 170 dollari. E il peso del carburante sul totale dei costi delle compagnie è passato dal 13 al 35 per cento. Una zavorra impossibile da comprimere. Le compagnie si sono messe a dieta pur di asciugare i bilanci. Le hanno pensate tutte: velocità di volo ridotta, sedili alleggeriti, serbatoi pieni a metà, tasse per scegliere il posto, stretta su peso e dimensioni dei bagagli, soste a terra ai limiti. Con tutto quello che ne consegue in termini di minore sicurezza. Se in luglio il numero di passeggeri è salito (di un timido 1,9%), la curva per l'anno in corso corre verso il basso. Le vacanze sono sforbiciate. E dunque aerei più vuoti, rotte tagliate, orari compressi. Il mercato americano è allo stremo. Per il 2008 i vettori statunitensi registreranno perdite per due miliardi e mezzo di euro. Tutto il Nord America 5 miliardi tondi. Quasi la totalità dei complessivi 5,2 miliardi. I bilanci del secondo trimestre si riassumono in una sola parola, perdite: United airlines (2,7 miliardi di dollari), American airlines (1,4 miliardi), Delta airlines (1,04 miliardi), Us airlines (377 milioni), Continental (3 milioni). Ad aprile hanno chiesto il Chapter 11 (fallimento) Ata, Skybus, Aloha, Frontier. In Europa non va meglio. La compagnia austriaca, Austrian airlines, ambita da francesi e tedeschi, annuncia un rosso di 90 milioni di euro per quest'anno. La Spanair nei primi sei mesi è andata sotto di 81 milioni di dollari e dopo il tragico incidente dello scorso agosto a Madrid le sue quotazioni si sono ridotte ancora. La Sas, compagnia scandinava corteggiata da Lufthansa, ha chiuso il secondo trimestre con meno 70 milioni di dollari. Le low cost sono in crisi di identità profonda: Ryanair si avvia al primo anno in negativo (il risultato al 30 giugno è crollato dell'85%), mentre Futura e Zoom hanno chiuso i battenti e Easyjet boccheggia. Tre giorni fa l'inglese Xl. Insomma, tutti giù per terra.

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"sono la persona giusta per risolvere i problemi" - genova (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Sport "Sono la persona giusta per risolvere i problemi" Ancelotti, fiducia di Berlusconi: ma decide l'Uefa Galliani: "Nel secondo tempo ho visto il Milan migliore, da lì si deve ripartire" GENOVA Poiché nell'era di Berlusconi la cronaca calcistica s'intreccia inestricabilmente con la cronaca politica, l'inevitabile e blasfema chiosa alla pessima domenica del Milan è che l'eventuale esubero di Ancelotti è andato in coda a quelli, un po' più drammatici, dell'Alitalia. Rijkaard può aspettare: decideranno le prossime partite, giovedì prossimo in Coppa Uefa al Meazza con lo Zurigo, e soprattutto il derby del 28 settembre e il ritorno a Zurigo il 2 ottobre, anche se la linea ufficiale della società è che, per carità, da sempre conta prima il gioco e poi, casomai, i risultati. Nel pieno delle trattative per il futuro della compagnia aerea, la telefonata del presidente del consiglio-padrone della squadra al suo allenatore è arrivata ed è stata rassicurante, malgrado la seconda sconfitta in campionato su due partite: "Mi ha detto di stare tranquillo e che i problemi li risolveremo", ha raccontato lo stesso Ancelotti e poi ha aggiunto il resto: "Sono io la persona giusta per uscire da questa situazione e la società lo sa". Che nessuno meglio di lui possa gestire uno spogliatoio zeppo di primedonne, pagate attualmente con stipendi inversamente proporzionali al rendimento, lo comprovano in effetti le sette stagioni precedenti, in cui si è districato con saggezza e diplomazia impareggiabile tra le campagne acquisti mirabolanti e i consigli-ordini di argomento tattico dei suoi datori di lavoro. Tuttavia le parole vanno interpretate e quelle di Galliani, reduce a sua volta da una telefonata con Berlusconi, hanno solo in apparenza dissipato il dubbio che la panchina non traballi: "E' l'ultima volta che lo dico e c'è piena sintonia tra me e il presidente: Ancelotti rimane. Non abbiamo mai avuto la minima tentazione di cambiare allenatore. Non lo ripeterò più". In compenso ripete altre due cose. La prima è un'ardita tesi, non meno spericolata di quella con cui due settimane fa attribuì la sconfitta casalinga col Bologna al fato, che trasformava i piedi degli avversari, di solito scentrati, in perfidi strumenti di precisione (vedi il gol di Valiani): "Mi ha detto il presidente che abbiamo il mal di nazionali". La traduzione è che lo 0-2 di Genova, non potendo essere attribuito all'occasionale luna buona di un attaccante di fama come Milito, va addebitato alle fastidiose qualificazioni per i Mondiali, che hanno sottratto per una decina di giorni numerosi giocatori al laboratorio di Milanello, dove Ancelotti è impegnato a pigiare in formazione gli attaccanti usciti dal mercato: "Il Milan, finora, non c'è mai stato. Ora lavoreremo, se le nazionali ce lo consentiranno. Abbiamo finalmente tre settimane, prima delle prossime partite di qualificazione al Mondiale". Tre settimane saranno, dunque, il tempo concesso ad Ancelotti, per rimettere in piedi la squadra? Qui spunta il secondo enunciato di Galliani, che lui definisce un'opinione, ma somiglia molto a un desiderio e si sa che certi desideri sono ordini. "Io faccio l'amministratore delegato e le scelte tattiche non mi competono. Ma nel secondo tempo ho visto un Milan molto migliore ed è da lì, credo, che bisogna ripartire". Il Milan del secondo tempo, per la cronaca, ha giocato in partenza con un 4-4-2: fuori Shevchenko e Ronaldinho, dentro Borriello e Seedorf. Poi è diventato di nuovo 4-3-1-2: fuori Flamini, dentro Pato. La piena sconfessione della campagna acquisti? "Non si tratta di scelte contro la società, ma di mie idee. Non cerco capri espiatori. Troveremo in gruppo le soluzioni", chiosa Ancelotti, che già stamattina ha convocato la squadra a Milanello. "Lo aiuteremo: non sarebbe giusto sostituire l'allenatore, si vince tutti insieme e si perde tutti insieme", così parla l'ecumenico Shevchenko. In fondo, per dirla con Ancelotti, al casello di Solbiate Arno Rijkaard non è stato ancora avvistato. (e.cu.).

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Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Chi l'ha visto? I casi di Denise Pipitone e Denise Seveso, scomparse a Mazara del Vallo nel 2004 e a Busto Arsizio lo scorso settembre. RaiTre 21.05 l'infedele Primo ospite della nuova stagione dell'approfondimento settimanale di Gad Lerner è Giuliano Tavaroli, protagonista del clamoroso caso di spionaggio all'interno della security Telecom. La 7 21.10 skytg24 sera Si discute con Maria Latella della crisi e del futuro dell'Alitalia. SkyTG24 22.35 SIGUR ROS LIVE@moma Il concerto del gruppo islandese al Museum of Modern Art di New York inaugura la stagione di Current Tv. Current tv 23.00 scorie Terza edizione di Scorie, il programma su tutto quello che la tv cerca di occultare, protagonisti Nicola Savino, Digei Angelo e Rocco Tanica. RaiDue 0.00.

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Formula uno la ferrari va ma i piloti? - le responsabilita' su alitalia: oltre 90mila voti (sezione: Alitalia 2)

( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

R2 Meteo Blog Il video Repubblica Tv Estate finita Pioggia e temporali Tutte le previsioni Una fiction francese sulla love story Bruni-Sarkozy Campionato Linea aperta con Gianni Mura Formula Uno la Ferrari va Ma i piloti? In fila a Roma per il casting dei grandi musical LE RESPONSABILITA' SU ALITALIA: OLTRE 90MILA VOTI.

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Passato l'uragano, sabato all'imbrunire, il direttore operativo di Caselle ha guardato la (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Pista preoccupato. La violenza del vento e le esondazioni avevano portato sui 3300 metri della mitica pista 36, quintali di rami, frasche e infissi strappati un po' di qua e un po' di là. Il momento era delicatissimo: i metar dell'Enav cominciavano a indicare il miglioramento delle condizioni meteo e le compagnie chiedevano di poter effettuare i primi collegamenti subito dopo mezzanotte. Come sgomberare rapidamente gli oltre 3 chilometri di pista, più altri altrettanti di raccordi e i giganteschi piazzali? L'idea giusta è arrivata subito: gli spazzaneve. Così, la decina di poderosi mezzi che la Sagat tiene pronta per neutralizzare una nevicata è stata messa in pista per ripulirla. I rami, i cartoni, la plastica, i frammenti di infissi sono stati raccolti, sotto la spinta delle pale, poi caricati su camion e portati lontano. A mezzanotte in punto, la Sagat ha potuto dare all'Enav il suo ok e pochi minuti dopo, dalla pista di Catania Fontanarossa, è decollato l'Airbus 320 di Windjet, il primo aereo di linea poi atterrato verso le 2 al "Sandro Pertini" dopo il fortunale, con 180 passeggeri a bordo. La domenica a Caselle è stata comunque una domenica di lavoro. Nello scalo c'era ancora acqua in diversi punti, alcune porte automatiche erano bloccate, il sotterraneo della stazione ferroviaria ha avuto necessità dell'intervento delle idrovore, pozze d'acqua occhieggiavano dal salone del check-in remoto. Però si è volato e volato abbastanza bene. Pagato il pedaggio, scontato, dei quattro voli cancellati di prima mattina (un Catania, un Roma, un Parigi e un Francoforte) per il mancato arrivo, sabato sera, dei corrispondenti aeromobili, la giornata è stata tutta volta a recuperare il tempo perso, nonostante ritardi operativi (sino a due ore) registrati su qualche volo sia da Air One che da Alitalia. Alcune compagnie, come Air France, hanno scelto anche di operare con aerei di maggior capacità, per poter ospitare senza problemi chi aveva rinunciato a partire sabato. Erano stati molti i passeggeri (almeno un centinaio) che sabato avevano spontaneamente rinunciato al decollo, una volta resisi conto della paurosa situazione meteo. La Sagat ha ieri diffuso un comunicato: "Sull'aeroporto sono caduti 280 millimetri d'acqua in poche ore, evento che non si registrava da oltre 55 anni. Il protrarsi delle avverse condizioni meteo (forti raffiche di vento, chicchi di grandine di 4 cm di diametro) ha reso la straordinaria situazione non compatibile con i limiti imposti di operatività. D'intesa con Enav ed Enac sono quindi stati vietati i decolli e gli atterraggi, posticipando di ora in ora il ripristino dell'operatività, che è ripresa intorno a mezzanotte, dopo l'intervento di pulitura del fondo della pista e le verifiche tecniche. I voli cancellati sono stati 35, quelli dirottati 21. Il personale ha sempre assistito tutti i passeggeri offrendo loro la massima disponibilità". C'è invece preoccupazione a Caselle per quanto potrà avvenire oggi sia per le possibili turbolenze Alitalia, sia per il confermato sciopero della società di handling (cioè di assistenza a terra degli aerei) Aviapartner che segue, a Torino, Lufthansa, Air Dolomiti, Air France e Royal Air Maroc. Possibili cancellazioni di voli verso gli hub tedeschi e quello francese, ma dalle 7 alle 10 e dalle 18 alle 21 (fasce protette) il traffico dovrebbe essere regolare. Oggi è comunque anche una giornata molto positiva per Caselle: debuttano infatti il volo per Palermo della compagnia low-cost Windjet (che ha ottenuto un notevole successo di prenotazioni) e torna il terzo volo giornaliero su Roma, nella fascia meridiana, dell'altra compagnia low-cost Blu Express che sarebbe pronta ad aumentare ulteriormente la frequenza dei voli nel caso di uno stop dell'attività di Alitalia. Sempre oggi è atteso l'annuncio di una nuova destinazione italiana: Salerno. Dovrebbe essere collegata, a partire dal 1° dicembre, con otto collegamenti settimanali operati dalla compagnia aerea spagnola Orion Air, a tariffe da circa 60 euro per tratta.

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Ultima chiamata per Alitalia (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Dalla Cai altri 80 milioni per il contratto. Il sindacato dei piloti: non possiamo pagare per tutti. Oggi voli regolari Ultima chiamata per Alitalia Trattativa notturna alla ricerca di un accordo. Verso il sì dei confederali Per Alitalia i tempi stringono. La trattativa per salvare la compagnia è proseguita ad oltranza. Il governo ha messo in atto una mediazione che permettesse ai sindacati di accettare il nuovo contratto di lavoro e il piano industriale. Ma è questione di ore: se non si arrivasse all'accordo, ha avvertito il commissario straordinario Fantozzi, da oggi dovrebbero prendere il via le procedure della cassa integrazione. Ieri la Compagnia Aerea Italiana ha messo sul piatto altri 80 milioni. Confronto no-stop tra la Cai e le nove sigle sindacali. I confederali, nella notte, hanno detto sì all'accordo quadro. Assenti invece gli autonomi - Anpac e Up e gli assistenti di volo di Avia e Sdl - che hanno accusato Sacconi di una gestione "irresponsabile" della vertenza. "Non possiamo pagare noi per tutti", sostengono i piloti. Ieri, nonostante le manifestazioni che si sono svolte a Fiumicino, il servizio è stato pressoché normale. E, almeno per oggi, i voli dovrebbero ancora essere regolari. Barbera, Giovannini e Palmieri ALLE PAG. 2 E 3.

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ALITALIASi tratta nella notte, braccio di ferro con i sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

UNA LUNGA NOTTE di incontri per trovare una soluzione al caso Alitalia. Il governo punta a un "accordo quadro" con Cgil, Cisl e Uil, ma la tensione è alta. Le sigle autonome di piloti e assistenti di volo lamentano la loro esclusione dalla trattativa. Di Giovanni, Rossi, Lombardo e Ugolini alle pagine 4 e 5.

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Di Pietro: non ci faremo annettere Il nostro alleato deve confrontarsi con noi. Siamo la lega dei valori (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Pietro: non ci faremo annettere "Il nostro alleato deve confrontarsi con noi. Siamo la lega dei valori" di Marcella Ciarnelli inviato a Vasto È STATO il giorno dell'altolà dei partiti "cadetti" delle coalizioni. Quasi in contemporanea. Mentre Umberto Bossi lanciava il messaggio ultimativo al suo principale alleato sui futuri passi del governo, a centinaia di chilometri di distanza altrettanto faceva Antonio Di Pietro rivolto al Pd. Si riconfermava di- sponibile ad un lavoro comune e ad un rilancio della coalizione ma "su basi diverse che escludano l'annessione supponente e a testa bassa che ci si voleva proporre". Insomma se il partito di Veltroni "vuole rimanere nostro alleato deve confrontarsi con noi" perché "siamo la lega dei valori". Il leader dell'Italia dei Valori, nella mattinata conclusiva della kermesse di Vasto dove ha riunito base e vertici del partito, ha scelto come interlocutore privilegiato "il popolo del Pd" perché il confronto con la classe dirigente di quel partito non sembra ancora possibile fino in fondo dato che "quelli devono ancora capire cosa vogliono fare da grandi" e sono preda "delle bizze di tanti notabili". Per quanto riguarda lui e i suoi non è mancata la riconferma della lealtà totale verso il centrosinistra perché "noi non casineremo mai". La mancata chiusura di Casini verso l'una o l'altra delle coalizioni, l'azione dell'Udc che "intende il nostro Paese come una giungla in cui pochi possono comandare" non fa parte del modo di intendere i rapporti politici da parte di Antonio Di Pietro. E lui non lo nasconde in alcun modo. "Stare all'opposizione può essere una risorsa", spiega l'ex ministro che non ha alcuna voglia di restarci forte anche "della crescente fiducia dell'elettorato". "L'obbiettivo di tutti deve essere però quello di costruire una alternativa di governo e bisogna lottare uniti" anche attraverso nuove aggregazioni, come "fu l'Asinello, ucciso dalle segreterie dei partiti" (e il saluto va ad Arturo Parisi), e rimandare a casa Berlusconi che anche nella vicenda Alitalia "si è comportato come il mago Do Nascimento" e dovrà rispondere "del danno erariale che ha arrecato alle casse dello Stato". Il ricorso alla Corte dei Conti è pronto. È in undici punti il programma che Di Pietro ha illustrato e su cui intende procedere senza indugi. Lotta al precariato, agli sprechi, quindi la riduzione degli enti e, innanzitutto le "mani pulite" sempre nella gestione della cosa pubblica. Dal più piccolo degli enti alle presidenze, a cominciare da quella della Regione Abruzzo a cui ha candidato Carlo Costantini. "In quella regione ha governato sia il centrodestra che il centrosinistra ma i faccendieri sono rimasti sempre gli stessi. Bisogna fare un punto fermo per riconquistare la fiducia dei cittadini". I prossimi appuntamenti sono già fissati. La manifestazione dell'11 ottobre nella quale l'Italia dei Valori lancerà la campagna per la raccolta di firme per il referendum abrogativo del Lodo Alfano, tre mesi di lavoro intenso, "e mi auguro che i dirigenti del Pd non mandino messaggi ai loro elettori per non farli partecipare" e l'adesione alla manifestazione dl 25 ottobre indetta dal Pd.

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Auguri, la nostra Iberia ora va bene (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

"Auguri, la nostra Iberia ora va bene.." "Good luck, buena suerte, buona fortuna". È quanto augura l'ex premier spagnolo, Josè Maria Aznar, a Silvio Berlusconi, per il caso Alitalia. L'ex primo ministro spagnolo ricorda di aver affrontato, da capo del governo, la questione della compagnia di bandiera spagnola Iberia: "È stata privatizzata - ha detto - è entrata British Airwais ed ora va bene. In queste situazioni non prendere decisioni è la peggiore delle soluzioni possibili".

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Oggi previste 279 partenze (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Gli aerei Alitalia hanno continuato a decollare e atterrare regolarmente nello scalo romano di Fiumicino. Al Leonardo da VInci, dalle 6 di questa mattina e fino alle 20, non si sono registrate variazioni d'orario significative rispetto all'operativo voli Alitalia. E per oggi i voli AZ programmati in partenza dal Leonardo da Vinci sono 279, di cui 131 internazionali e 148 nazionali. Fino a ieri sera erano tutti confernati e non risultavano cancellazioni.

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A firmare accordi impossibili (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

A firmare accordi "impossibili" di Bruno Ugolini Tornano alla memoria, in queste ore, leggendo i dispacci d'agenzia sull'Alitalia, ascoltando nei telegiornali le parole sommesse o gridate di piloti o hostess o meccanici, altre storie. Storie di altre sconfitte che rappresentarono in qualche modo la fine di un'epoca. Ero stato come cronista, nell'autunno del 1980 per 35 giorni e 35 notti alla Fiat, a Torino. Avevo visto e vissuto quella vicenda sindacale, culminata in una sconfitta. Scrivevo ogni giorno per questo stesso giornale, allora diretto da Alfredo Reichlin, le mie lunghe cronache. Ascoltavo le voci degli operai e quelle dei dirigenti di allora, politici e sindacali: Luciano Lama, Pierre Carniti, Sergio Garavini, Claudio Sabattini, Fausto Bertinotti, Giorgio Benvenuto, Piero Fassino, Diego Novelli, Giuliano Ferrara... Tanti nomi che si accavallano nella memoria, fino alla visita di Enrico Berlinguer, oggetto di tante strumentalizzazioni. Ho rivisto, tempo fa, nel bel film di Francesca Comencini, Fabbrica, Bruno Trentin davanti ai cancelli di Mirafiori che inascoltato, con la sua foga razionale, sosteneva la necessità di abbandonare la perdente lotta ad oltranza per abbracciare forme di lotta articolate, capaci di durare. Tempi lontani. Oggi quella storia si ripete? I nuovi Cipputi, senza tuta, sono le donne e gli uomini di Fiumicino, di Linate, della Malpensa? C'è chi in questi giorni sostiene che per l'Alitalia ci vorrebbe una nuova marcia dei quarantamila. Il riferimento è a quella manifestazione di massa, non certo spontanea, voluta e organizzata dalla Fiat, che mise in moto il 14 ottobre del 1980, quarantamila tra impiegati, capireparto, capo-officina. Fu l'avvenimento che precipitò le cose, convinse i sindacati a firmare precipitosamente l'accordo, pose fine al blocco dei cancelli della grande fabbrica. Tutto tornò alla normalità ma con migliaia di lavoratori in cassa integrazione e con decimate le rappresentanze sindacali. Il segnale della sconfitta. L'equazione Alitalia-Fiat sta però poco in piedi. Non so, infatti, che caratteristiche avrebbe una manifestazione di massa sul caso Alitalia oggi. Ho il sospetto che sotto accusa potrebbero e dovrebbero finire innanzitutto quelli che per vincere l'ultima campagna elettorale avevano promesso un futuro radioso alla Compagnia di bandiera. Aveva dichiarato, proprio un anno fa, Silvio Berlusconi: "La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un chiaro e secco no. Comincio ad operare perché questa operazione possa riuscire e in previsione di avere la responsabilità di governo sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo. Dopo l'annuncio della mia contrarietà, Air France rinuncerà alla partita. Rinuncerà, perché, se sa che il futuro presidente del Consiglio è contrario, farà un passo indietro". E ancora: "Air France rinuncerà alla partita su Alitalia lasciando spazio all'ingresso di Air One, la cui regia nell'operazione considero indispensabile". Ecco chi ha davvero mandato a monte l'accordo con la Compagnia francese che un anno fa avrebbe potuto rappresentare un salvataggio assai meno drammatico. Ed ecco perché un bis della marcia dei quarantamila potrebbe dirigere i suoi strali più che verso hostess e piloti, verso i saloni di Palazzo Chigi. Se non altro perché tutti capiscono come negli aeroporti non sia in corso una lotta a oltranza, guidata dalle tre Confederazioni. Assistiamo solo a sporadiche e un po' disperate proteste. Certo c'è attesa e tensione. È del resto tutta gente che ha vissuto sulla propria pelle, in questi lunghi anni, una serie infinita di ristrutturazioni, con cacciata degli "esuberi" e dilagare dei precari, con persino esperienze di quasi cogestione. Hanno visto passare sotto gli hangar decine di manager, spesso promossi non per le loro specifiche competenze in campo aereonautico ma solo per le loro strette parentele politiche. Uomini di fiducia, come si dice. Che per quella stessa salda fiducia sono usciti da quelli stessi hangar con magnifiche liquidazioni ma lasciando strascichi fallimentari. Non hanno pagato nulla, non pagheranno nulla. Pagheranno i nuovi Cipputi dei cieli. Con la consapevolezza che la loro Alitalia non rischia di fallire oggi, è fallita nel corso di tutti questi anni.

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I piloti: traditi da Berlusconi E minacciano il blocco dei cieli (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Bianca Di Giovanni / Roma "Non voglio credere che si pensi ad un accordo senza i piloti. Non lo credo e penso che non sia così". Sono le 19 di ieri quando Fabio Berti, segretario del potente (ancora?) sindacato Anpac sale sul taxi per raggiungere via Fornovo, la sede del ministero del Lavoro dove è stato convocato. In realtà la partita vera si sta giocando in Via Veneto, dove i Confederali e l'Ugl stanno mettendo a punto un'intesa quadro da sottoporre agli altri. Per i piloti Anpac è un vero smacco. Insieme all'Up rappresentano quasi l'80% della categoria: vedersi scavalcati al tavolo è inaccettabile. A notte fonda i toni sono completamente diversi. Berti si rivolge direttamente al premier: "Uscivamo da una difficile trattativa con Air France. Berlusconi ci aveva dato delle garanzie e ci avevamo creduto, ora deve intervenire. O personalmente o anche tramite il sottosegretario Gianni Letta che ha dimostrato buonsenso". Verso le 22 il "bersaglio" dei biloti era il ministro Sacconi, definito "irresponsabile" per aver trattato solo con i confederali e Ugl. Gli autonomi insistono: se non ci sarà "una immediata riunificazione del tavolo delle trattative la situazione è destinata inesorabilmente a diventare ingestibile". La situazione precipita anche in Via Veneto. Voci di corridoio riportano anche una Renata Polverini sull'orlo di una crisi di nervi. La segretaria Ugl avrebbe chiamato al telefono Gianni Alemanno e Altero Matteoli. "Tirate fuori le p... - avrebbe detto - Vi state facendo mettere i piedi in testa da Fi e Lega". Si sa quanto An ci tenga ai piloti. E ieri sera gli uomini in divisa erano davvero inferociti. A dire la verità si aspettavano una serata "barricadera", tanto che con una catena di sms avevano chiamato a raccolta tutti i dipendenti. "Non è una mobilitazione - spiega Berti quando ancora la situazione è relativamente calma - Sono venuti al ministero per seguire da vicino la trattativa". Più tardi saranno proprio loro, i lavoratori in strada, a lanciare accuse contro chi in Via Veneto potrebbe firmare da solo. Non credono alla storia del tavolo tecnico: e i vertici degli autonomi cavalcano il malcontento. "In assenza di una immediata riunificazione del tavolo negoziale, la situazione è destinata a diventare, inesorabilmente, ingestibile a partire dalle prossime ore", avvertono piloti e assitenti di volo. Senza di loro non si vola: lo sanno bene. Per questo puntano i piedi. "Se firmano senza gli autonomi - avvertono - se ne pentiranno". Quando Berti si prepara all'incontro finale (la storia Alitalia è fitta di incontri "finali") sa già che alcuni ostacoli sono ancora tutti da superare. Soprattutto quello della reppresentanza: Anpac e Up non vogliono la rappresentanza sindacale unitaria. Per loro devono restare le associazioni. Atteggiamento corporativo? "Macché, in tutta Europa è così e anche l'associazione europea dei piloti chiede che restino le associazioni - spiega - perché siamo una categoria particolare, che ha bisogno di aggiornamenti, esercitazioni. Non possiamo essere un semplice sindacato". Eh, no: loro un semplice sindacato non lo sono da tempo. Proprio dai vertici Anpac venne il primo membro del board a rappresentare i lavoratori. Con l'Anpac cominciò quella cogestione su cui fu coniato il "modello Alitalia". Forse è proprio quello che i nuovi padroni vogliono cancellare. "Ma quale cogestione, ma quale potere - insiste Berti - Quando ho chiesto che differenza fa per loro una rsa o un'associazione non ho avuto nessuna risposta. La verità è che noi siamo il capro espiatorio di questa storiaccia". Che ci siano privilegi e prebende o no, sta di fatto al tavolo per Anpac e Up c'è anche da combattere una battaglia difficile in difesa del lavoro. Su questo le posizioni si avvicinano anche alla Cgil. Il nuovo contratto proposto da Cai condensa in poche linee tutta la nuova filosofia del centrodestra improntata sulla deregulation. Contratti a termine illimitati, contratto d'ingresso più "punitivo" per i giovani, parte fissa delle retribuzioni più leggera. Insomma, c'è chi sospetta che dietro questa partita Alitalia si nasconda anche l'altra, quella sul modello contrattuale, in cui Confindustria e sindacati sono alle battute finali. "Se passa questo contratto noi saremo un precedente per molte altre categorie", spiega un pilota in mobilitazione davanti al ministero. Come dire: vogliono fare di noi, simbolo di prebende e privilegi, il cavallo di Troia per entrare in tutte le categorie. Così, d'improvviso, per uno strano gioco di coincidenze, i piloti, simbolo di corporazione, diventano l'avanguardia della difesa dei dei lavoratori. Un altro scherzo dell'Alitalia che muore.

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Dura contestazione al commissario Fantozzi (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Tensione e proteste sono cresciute nel corso della giornata di ieri tra i dipendenti di Alitalia. Mentre si diffondevano voci e indiscrezioni sui possibili scenari finali della trattatriva, molti lavoratori hanno organizzato cortei e manifestazioni spontanee. E in una di queste iniziativa ne ha fatto le spese il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Diverse centinaia di dipendenti di Alitalia si sono spontaneamente riunite in via Fornovo, a Roma, di fronte ad una delle sedi secondarie del ministero del Lavoro dov'era prevista la ripresa della trattativa formale sul piano di salvataggio per Alitalia. All'arrivo del commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, lo hanno contestato. "Buffone, buffone, assassino, assassino", hanno gridato più volte. La strada era presidiata da polizia e carabinieri, anche con blindati attrezzati per l'ordine pubblico. Molti dipendenti della compagnia hanno continuato ad arrivare e a riunirsi. Presenti molti piloti e assistenti di volo in divisa, anche intere famiglie con i bambini. Dagli slogan è continuato il pressing sui sindacati perchè non si arrivasse ad un accordo su condizioni giudicate inaccettabili. "Non firmate, non firmate; il contratto non si tocca" hanno ripetuto gli slogan. A Fiumicino il traffico aereo è stato regolare anche se tra i lavoratori dello scalo sono cresciute le preoccupazioni e non sono mancate piccole iniziative di protesta. Ma oggi sarà la giornata per misurare il possibile accordo oppure la rottura delle trattative: con le conseguenzi azioni dei lavoratori.

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Berlusconi preoccupatissimo per il suo possibile fallimento Il premier affida la regia del negoziato al sottosegretario Letta, la sua battaglia per l'italianità costa cara (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Berlusconi "preoccupatissimo" per il suo possibile fallimento Il premier affida la regia del negoziato al sottosegretario Letta, la sua battaglia per l'italianità costa cara di Natalia Lombardo/ Roma LO SPETTRO Ha delegato tutta la partita Alitalia a Gianni Letta, il premier "proccupatissimo" per la trattativa Alitalia che è proseguita ieri, presente anche il segretario generale della Cgil Epifani, già predestinato da Berlusconi come il responsabile, insieme al Pd, di un eventuale fallimento. Sabato sera il presidente del Consiglio non è andato a Palazzo Chigi, nononstante avesse annunciato di voler incontrare i sindacati, da lui convocati al tavolo con il governo nella maratona notturna. Ieri mattina, invece, mentre crescevano ansie e proteste dei lavoratori, il cavaliere ha fatto un salto con l'aereo di Stato a Villa Certosa in Costa Smeralda (anche se alle cinque un'agenzia diceva che era rimasto a Roma per seguire la trattativa). Dopo la tappa fra i cactus in serata è ri-volato a Milano nella villa di Macherio. Da lì il suo staff ha cominciato a inondare di comunicazioni: il presidente è "in stretto contatto con i suoi collaboratori e con il ministro Sacconi" alle prese con la trattativa più grande di lui al ministero del Lavoro. E, soprattutto, in contatto con Gianni Letta, il diplomatico per antonomasia al quale Silvio ha lasciato la patata bollente. Come ogni partita difficile, affidata al Gran Mediatore. Di persona Berlusconi ha parlato di nuovo, come aveva fatto sabato di ritorno da Bari, con Roberto Colaninno, presidente della Cai, la società che dovrebbe far rinascere la compagnia, e con Corrado Passera, amministatore delegato di Intesa-San Paolo. Il premier ha cercato di convincerli a mollare un po' le redini e poter far avvicinare al tavolo i piloti. Vero nodo della trattativa, velenosamente accusati, in cuor suo, di difendere tramite le associazioni i presunti privilegi. Lo spettro di un fallimento di Alitalia, lo sfilacciarsi della sua "cordata italiana" sbandierata come uno straccio bianco in campagna elettorale e poi messa in piedi dopo i primi mesi di governo, sarebbero dei colpi terribili per Silvio dei Miracoli che si schermisce come un'educanda: "Ho un consenso imbarazzante". Finora gli è riuscito a Napoli con i rifiuti, "'o miracolo" con la minuscola, come avrebbe detto l'indimenticabile Massimo Troisi. Il miracolo di aver ricostruito un rapporto con gli amministratori locali, anche i più scettici dei piccoli comuni. Ma nel pasticciaccio Az il magnate Berlusconi ha a che fare non solo con i sindacati, ma anche con degli imprenditori come lui, ai quali è riuscito a strappare solo qualche briciola. È la legge del mercato che lui venera. Magari sarà tentato di metterci del suo, come disse all'inizio della partita in primavera, di far entrare i suoi figli nella cordata. Cosa impossibile per l'esorbitante conflitto d'interessi, che esploderebbe. Ci si mette pure Bossi, ancora più attento al suo elettorato e agli interessi del Nord, nel dire che "i lavoratori vogliono tutti mantenere il posto di lavoro ed è un loro diritto". Tira una brutta aria davvero, una roulette russa per Re Silvio IV. In serata la situazione è diventata scivolosa, nel tentativo del governo di firmare un accordo completo con i sindacati confederali a Via Veneto, per poi mostrarlo come atto compiuto a quelli autonomi dei piloti a Via Fornovo. Una domenica da dimenticare, per Silvio l'ottimista. Gli è andata male pure col Milan, sconfitto dal Genoa e bloccato a punti zero in campionato. Se Alitalia dovesse fallire è già pronto a dar la colpa alla sinistra. Stasera alla riapertura di Porta a Porta (Vespa gli ha riservato il taglio del nastro di stagione) sceglierà il lato A o quello B del disco da ripetere in tv: o l'autocelebrazione per l'accordo raggiunto, o il j'accuse a sinistra e sindacati. Il premier limerà i discorsi oggi, tornato a Roma. Ma il Pd spunta le armi: Damiano si augura che l'accordo vada in porto, "nonostante gli errori del governo". Più scettico Bersani: tuttalpiù sarà"una piccola compagnia domestica che per portare la nostra gente nel mondo dovrà farsi dare un passaggio da un'altra compagnia".

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Alitalia, l'accordo è ancora in bilico Nella notte scontro tra Sacconi ed Epifani. Voci di intesa, poi smentite. Ipotesi di un rinvio (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Di Roberto Rossi / Roma BANCO Due tavoli separati. Uno per Cgil, Cisl, Uil e Ugl, un altro per le altre sigle sindacali Anpac, Up, Anpav, Sdl e Avia. Per chiudere la partita Alitalia con i sindacati ieri il governo ha giocato il tutto per tutto. Arrivando a cambiare la natura del confronto. Senza però successo. Anzi, creando ancora di più tensioni tra i lavoratori di Alitalia, la cui sorte è appesa ora una sottilissimo filo. Il tentativo di Palazzo Chigi, poi fallito, è stato quello di isolare le sigle autonome interne alla compagnia di bandiera. Per fare questo l'esecutivo ha lavorato tutto il giorno, nelle sede centrale del ministero del Lavoro in via Veneto, per determinare un accordo quadro con le confederazioni e la Compagnia aerea italiana, la società pronta a rilevare Alitalia. Un'intesa, da sottoporre poi alle altre sigle per piccole modifiche, che al pomeriggio sembrava cosa fatta, ma che alla sera non c'è più. A far saltare il banco, secondo fonti industriali, è stata la Cgil. Quando sembrava che per i lavoratori di terra e hostess si fosse raggiunta un'intesa il segretario della Cgil Guglielmo Epifani ha chiesto più tutele nei confronti dei lavoratori. La sua richiesta ha mandato su tutte le furie il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi. Tra i due ci sarebbe stato anche un pesante diverbio. Secondo una ricostruzione sindacale l'uscita di Epifani sarebbe stata strumentale. Il leader della Cgil avrebbe voluto un allargamento del tavolo anche alle altre organizzazioni prima del raggiungimento di un accordo quadro. Il ministro Sacconi, spalleggiato da Cisl e Uil, invece, avrebbe pressato perché prima si firmasse e poi si discutesse con gli altri attori. Da qui il rilancio di Epifani, che ha trovato un'insolita sponda nell'Ugl di Renata Polverini, e la rottura del tavolo dopo 11 ore di confronto. "A fronte della confusione che sta esasperando gli animi - ha scritto la Filt in una nota - è opportuno chiarire che non è stato raggiunto nessun tipo di accordo sulla vertenza Alitalia. Il lavoro informale svolto da tutte le organizzazioni sindacali e associazioni professionali, non ha prodotto, al momento, un risultato utile a risolvere la vertenza. È il momento - si legge - che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, a cominciare dalla Cai, e che il governo convochi tutte le sigle sindacali di Alitalia". La presa di posizione della Cgil è venuta in un momento di massima tensione. Le altre sigle sindacali, che in Alitalia rappresentano la maggioranza dei lavoratori, erano pronte a dare battaglia fin da oggi anche con scioperi spontanei. La firma di un accordo quadro tra Cai, governo e le confederazioni, li avrebbe messi con le spalle al muro. Per tutto il pomeriggio, quindi, il nervosismo è stato altissimo. Con le sigle interne dirottate da una parte all'altra di Roma, in una sorta di caccia la Tesoro. Il tutto ha inizio intorno alle 17 un comunicato del governo annuncia un vertice tra governo e sindacati da tenersi nella sede del ministero del Lavoro di via Flavia, dietro il ministero del Tesoro. Non passano neanche 40 minuti e l'incontro viene posticipato alle 19. Stranamente cambia anche la sede dell'incontro, da tenersi in via Fornovo, presso il quartiere Prati. In via Fornovo il palazzo del ministero è distribuito in vari piani. Si diffonde la voce di tavoli separati e di firme separate. Da una parte le organizzazioni confederali, appunto, forti tra i lavoratori di terra, dall'altra i sindacati dei piloti e degli assistenti di volo. "Ci hanno diviso tra buoni e cattivi" è stato il commento di un sindacalista dei servizi volo. E in effetti di divisione si tratta. Mentre gli assistenti di volo e piloti si dirigono in via Fornovo, convocati dal governo, dall'altra parte della città, in via Veneto, nella sede principale del ministero, l'esecutivo tenta di chiudere l'accordo quadro. Il momento della rabbia per piloti e assistenti di volo arriva alle 19.30 quando il segretario nazionale della Fit-Cisl per il trasporto aereo, Claudio Genovesi, annuncia che per il personale di terra si è trovata un'intesa. La notizia rimbalza. A via Fornovo arriva anche il commissario straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, che subisce una contestazione. Quando, poi, il governo decide di far slittare nuovamente l'incontro alle 22 la situazione rischia di precipitare. Poi la chiusura della Cgil riporta alla calma. I sindacati tornano al tavolo. A tardissima sera si tratta ancora sul contratto per assistenti di volo e piloti. Nella notte circolano ipotesi di rinvio. Si parla addirittura di una settimana o due. Se ci sarà ancora spazio. Da oggi il cerino passa in mano a Fantozzi. Il baratro si avvicina.

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La pericolosa deriva del berlusconismo (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Luigi Cancrini Lia Angeletti Viviamo in Europa, in uno dei Paesi più ricchi del mondo, mondo che è percorso tuttavia dalla sofferenza silenziosa dei vinti, da storie di emarginazione e violenza che non fanno notizia. Vorremmo dare spazio, in questa pagina, alla voce di chi rimane fuori dalla grande corsa che ci coinvolge tutti, parlando dei diritti negati a chi non è abbastanza forte per difenderli. Sono proprio le storie di chi non vede rispettati i propri diritti a far partire il bisogno di una politica intesa come ricerca appassionata e paziente di un mondo migliore di quello che abbiamo costruito finora. Scrivete a cstfr@mclink.it Sacconi che dice "O stanotte o mai più!", Sacconi che dice "Si teme il peggio, mobilità subito", Berlusconi che parla degli attuali procuratori della Repubblica come di persone che debbono presentarsi "con il cappello in mano" quando chiedono di parlare con il giudice, Bossi che impone il varo immediato di una legge "che cambia l'Italia" ottenendola nel corso di una cena. Siamo ancora in un paese democratico? Io comincio ad aver paura. Il paese sta scivolando lentamente verso una situazione che con la democrazia ha poco a che fare. Giovedì pomeriggio a Roma, intervenendo ad una manifestazione organizzata dai giovani di AN, Berlusconi si è vestito completamente di nero, camicia nera e pantalone dello stesso colore. Travestito ormai anche fisicamente da Mussolini ha parlato con l'aggressività e la boria del Duce di allora. Dimenticando, come fa ormai sempre più spesso, che il leader politico, in un paese democratico, è uno che fa proposte e discute le proposte degli altri, un primus inter pares investito della responsabilità, di governare tenendo conto, oltre che dei suoi, della volontà e degli interessi di un intero corpo sociale. È di questo che Berlusconi non si rende conto, mi pare, quando enfatizza, in modo sempre più scoperto, il ruolo che questo paese non gli ha mai attribuito di padrone e salvatore della patria: di una patria parlando che ormai dovrebbe essere salvata, invece, prima di tutto da lui. La vicenda Alitalia è, da questo punto di vista, una vicenda esemplare. Quando a marzo la crisi era già aperta, l'acquisto di Alitalia da parte di Air France era ancora possibile. La trattativa era in corso, il governo Prodi cercò in tutti i modi di facilitarla e Berlusconi, dall'opposizione, fece di tutto per farla fallire promettendo una cordata italiana di cui lui personalmente sapeva (senza però documentarlo e senza prendere, dunque, nessun tipo di impegno) che sarebbe intervenuta. Sotto gli occhi di tutti, l'intervento che lui propone oggi non è quello di un gruppo di investitori che immagina di risanare, lavorando e rischiando di suo, un'azienda in difficoltà ma un regalo fatto da lui ad un gruppo di persone furbe che non rischiano nulla, un indecente scarico del debito accumulato dalla compagnia sull'erario e dunque sulle tasche dei contribuenti, una dichiarazione aperta di totale indifferenza per la sorte dei lavoratori e degli utenti. Presentato da lui e da Tremonti però, con l'aiuto compiacente di troppi media, come un atto di buongoverno che potrebbe essere mandato in fumo solo dalla "cattiveria" dei sindacati e dei lavoratori "che ce l'hanno con lui" visto che non si sono lasciati zittire. Rifiutando il ricatto di un'urgenza di cui si sono accorti, lui e Sacconi, con sei mesi di ritardo. Al di là del merito, che pure è di grande importanza, la questione è una questione, sempre più drammatica, di forma e di costume. Non credo davvero di poter essere tacciato di antiberlusconismo se dico che l'idea su cui Berlusconi si sta muovendo in questi giorni è quella per cui vincere le elezioni significa avere la possibilità di instaurare una dittatura che ha il solo limite temporale delle elezioni successive. Con un'attenzione crescente al tema, tuttavia, del modo in cui le elezioni successive verranno celebrate (la legge elettorale) e preparate (il controllo della stampa e delle tv utilizzato ai fini di propaganda invece che di informazione e di dibattito) perché non c'è mai stata al mondo una dittatura che non abbia lavorato al tentativo di liberarsi anche dal peso del controllo esercitato dagli elettori. Gli obiettivi immediati di questa strategia di medio periodo sono, in questa fase, tre. L'eliminazione dei cosiddetti "piccoli partiti", superando nei fatti il principio costituzionale della libertà di associazione e di voto, il ridimensionamento forte dei sindacati che devono rappresentare, nell'ottica berlusconiana, degli strumenti di controllo invece che di ascolto delle richieste (e delle proteste) dei lavoratori e l'asservimento al potere politico della magistratura inquirente che deve smetterla di chiedere conto della liceità delle scelte di chi governa e deve accettare l'idea per cui nessuno dovrebbe disturbare il manovratore. Che è lui e che altri che lui non può e non deve essere. Le scelte che verranno fatte su questa strada sono già chiare. Il meccanismo elettorale annunciato in questi giorni (soglia del 5% e liste bloccate senza preferenze) renderà quasi impossibile la rappresentanza parlamentare e il rimborso elettorale per i piccoli partiti già esclusi oggi dal Parlamento. Creando serii problemi anche a quella UDC che ancora non ha accettato di piegare la testa ai diktat del grande capo e mettendo fine allo sconcio (lui così lo definisce) di personaggi politici che apertamente si richiamano alla tradizione e ai valori della sinistra. La vicenda Alitalia e la durezza senza alternative con cui la si è gestita in questi giorni servono a dare, d'altra parte, un colpo mortale al sindacato ed alla sua rappresentatività, nella misura in cui rendono chiaro a tutti che il governo tratta solo con gli imprenditori, imponendole poi ai sindacati, le questioni relative al mondo del lavoro. Riservandosi di ricorrere ai licenziamenti e, ovviamente, alla polizia ed all'esercito, già ben schierato nelle nostre città, se le proteste dovessero diventare troppo forti o troppo politiche. La riforma della giustizia affidata al pragmatismo disinvolto e servile di Alfano e dei peones parlamentari permetterà di mettere in piedi entro ottobre, infine, una situazione in cui l'esecutivo (questo esecutivo, Berlusconi ed i suoi) potrà agire al di fuori di qualsiasi controllo da parte dell'ordine giudiziario. Con tanti saluti all'equilibrio dei poteri di cui parlavano Montesquieu (nel '700) e i nostri costituenti (nell'ultimo dopoguerra). I rischi che si collegano ad una deriva di questo genere sono davvero enormi. Un mondo in cui soffiano di nuovo dei venti di guerra, con una candidata alla vicepresidenza Usa che parla di attacco alla Russia, con fronti nuovi che si stanno aprendo in Pakistan, con le incognite legate al futuro dell'Iran, della Palestina e d'Israele, è un mondo in cui un paese democratico di tutto ha bisogno meno che di un nuovo tipo di dittatore avido (nella sua capacità di prendere e inghiottire tutto) e crudele (nella sua capacità di passare sopra i problemi dei lavoratori e dei pensionati, degli emigrati e di chi non la pensa come lui). La storia insegna che sono i dittatori quelli che amano e facilitano la guerra che è sempre utile per rinforzare il loro potere ed a gonfiare il loro narcisismo patologico. Rendersene conto dovrebbe voler dire oggi riprendere a far politica: sul serio, però, e tutti insieme, superando le divisioni che a Berlusconi hanno ancora una volta aperto la strada. Diritti negati.

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Otis, Cagi, Tastex ecco la recessione (sezione: Alitalia 2)

( da "Unita, L'" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Bruno Ugolini Non c'è solo Alitalia nel drammatico panorama sociale del Paese. Anche se qui sono puntati gli occhi di tutti. Perché qui si consuma una vicenda emblematica di malgoverno. Basta però sollevare lo sguardo, magari sfogliare i quotidiani delle tante province italiane e accorgersi di una catena infinita di piccoli e grandi drammi del lavoro. È quella che gli studiosi chiamano senza mezzi termini "recessione". Una parola terribile che dovrebbe far tremare le vene e i polsi di chi governa e di chi fa opposizione. Nonché dei mass media, perlomeno di quelli che hanno a cuore le sorti dell'economia e della società, nonché, alla fine, dei propri lettori. Passo in rassegna, tanto per fare un esempio, le pagine milanesi de "Il Giorno". Leggo di una storia a Caponago, comune dell'operosa Brianza. Qui la UTC, (United Technologic Corporation), la multinazionale americana che controlla la Otis, famosa fabbrica di ascensori, ha deciso di chiudere i battenti. Sono sessantasette famiglie che di ritorno dalle ferie trovano la bella sorpresa: niente più lavoro, niente più busta paga. Eppure tutto sembrava filare tranquillamente. Era in calendario un incontro in questi primi giorni di settembre per concordare il premio di risultato. Una scadenza legata a quella tematica della produttività che tanto piace alla Confindustria, oggetto della fitta discussione sul futuro modello contrattuale. E chissà se saranno previste dure penali per chi invece del premio di risultato offre il licenziamento? Non si può nemmeno sostenere che la Otis sia alle prese con crisi o contrazioni di mercato. Certo è che solo in questa zona dell'Est Milano è la sedicesima attività che chiude. Così comincia l'autunno per quelle 87 famiglie. E se ci spostiamo sulle pagine de "La provincia Pavese" troviamo un altro caso: è in gioco il destino di 26 operai della Cagi Maglieria di Cilavegna. Sono stati messi in mobilità mentre altri 19 dovranno essere trasferiti a Motta Visconti. È uno dei tanti esempi che investono il settore tessile. Le più colpite, dicono i sindacati, sono le aziende piccole e medie che soffrono per la diminuzione di commesse. Un fatto dovuto all'indebolimento del dollaro rispetto al cambio con l'Euro. C'è, tra i lavoratori, chi soffre di più da tali vicende. È il caso dei 37 dipendenti dell'impresa Tastex che, leggiamo sull'"Eco di Bergamo", rischiano, dopo il licenziamento collettivo, di non godere dell'indennità di mobilità non prevista per le imprese commerciali con meno di 50 addetti. E la Tastex opera nel commercio tessile. Mentre, sempre in Lombardia, incrociamo, sul "Cittadino di Lodi" le cronache che parlano della Flexotecnica di Tavazzano, una fabbrica metalmeccanica che produce macchine per la stampa e che dà lavoro a circa 100 persone. Ora arriva la cassa integrazione lunga sette settimane per 35 lavoratori. Mentre poco lontano, un'azienda chimica con padroni coreani, la Bardiafarma di Borgo San Giovanni, lascia a casa una quarantina di famiglie. Sono solo spigolature. Come quelle indicate dalla "Gazzetta di Mantova" e che riguardano i lavoratori della Allpack di Suzzara, azienda addetta alla produzione di imballaggi in cartone ondulato. È un'impresa dove regna la pace sociale da cinque anni. È stata la responsabile scelta di lavoratori e sindacati motivata dalla volontà di agevolare l'acquisto di nuovi macchinari e quindi l'incremento della produttività. Episodi come tanti che testimoniano come non siamo di fronte ad un sindacalismo corporativo intento a difendere solo microinteressi. Cinque anni però sono tanti e le buste paga arrancano nell'inseguire il carovita. Oltretutto il contratto nazionale per la categoria è scaduto già da 18 mesi. E così le rappresentanze sindacali, hanno proposto un aumento mensile di 65 Euro. La risposta l'hanno avuta dopo le ferie e si riassume nell'offerta di cinque, diconsi cinque, Euro. Questa è l'Italia nelle sue mille sfaccettature, dove molti vivono in piccolo e in diverso modo il loro caso Alitalia. http://ugolini.blogspot.com Atipiciachi.

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Linate, crisi Alitalia I lavoratori <Viviamo alla giornata> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Aeroporti Linate, crisi Alitalia I lavoratori "Viviamo alla giornata" Ore di attesa allo scalo di Linate. Voli regolari, ma "si vive alla giornata", dicono alcuni operatori. Quella di ieri è stata una giornata di grande traffico a Linate. "Anche grazie al Gran Premio", commentava una hostess, indicando le comitive di ferraristi. Sul taglio dei voli, Franco Brioschi, responsabile Filt-Cgil per il trasporto aereo, ha chiarito: "C'è in corso una trattativa e c'è grande confusione. Ma non si tagliano i voli senza preavvisare la clientela". (P.D'A.).

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Alitalia, primo sì dei sindacati (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-15 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Sacconi: per adesso niente voli a rischio, ma è una lotta contro il tempo Alitalia, primo sì dei sindacati Accordo quadro di confederali e Ugl. Oggi si tratta con i piloti ROMA - Trattative a oltranza per un accordo tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati. Rischio fallimento e rischio caos. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro.

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Alitalia Il confronto (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il confronto Critiche dal Pd: anche un'intesa non è risolutiva Secondo il Partito democratico, che da sempre attacca il disegno del governo, in realtà i guai per la compagnia di bandiera e per i suoi lavoratori non finiranno con la chiusura dell'accordo. "In ogni caso il problema continua - dice Pierluigi Bersani - perché si avrebbe una piccola compagnia domestica che per portare la nostra gente nel mondo dovrà farsi dare un passaggio da un'altra compagnia".

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Bonanni: gli esuberi saranno 3.200 lavorare di più ma stesso stipendio (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE L'intervista Bonanni: gli esuberi saranno 3.200 lavorare di più ma stesso stipendio ROMA - Segretario a che punto è la trattativa per il salvataggio di Alitalia? "A un buon punto. Finora è andata abbastanza bene", dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, poco dopo l'una di notte, quando governo, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cai hanno deciso di interrompere la lunga giornata di negoziato, dandosi appuntamento a questa mattina per continuare. Il suo solito ottimismo? "No, c'è un fatto. Abbiamo raggiunto un punto di condivisione sul piano industriale, che è la premessa di tutto il resto". Che vuol dire? "Che intanto abbiamo definito il perimetro della nuova società". Quanti saranno gli esuberi? perché abbiamo recuperato anche i manutentori dei carrelli e la "zona grigia" degli amministrativi e dei lavoratori dei call center. Alla fine gli esuberi saranno 3.200". Perché non avete proseguito la trattativa fino all'accordo finale? "Perché è un negoziato molto complesso. Adesso dobbiamo affrontare l'impianto contrattuale. Lo faremo a partire da domani (oggi per chi legge, ndr.)". Ma le pare giusto che dal tavolo siano stati esclusi i sindacati dei piloti e degli assistenti di volo? "Noi non li abbiamo esclusi". E chi li ha esclusi? "Credo che in questa fase non avessero mostrato una grande disponibilità a discutere, ma noi ci siamo battuti per recuperare anche Il segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: "Negoziato molto complesso" loro alla trattativa. E così sarà". Che succederà al salario dei dipendenti della nuova Alitalia? "Anche qui molto è stato fatto. Abbiamo stabilito il principio dell'invarianza del salario". Significa che non ci saranno tagli della busta paga per nessun lavoratore? "Nella sostanza è così per i lavoratori con le retribuzioni più basse, il personale di terra". E per gli altri? "Stiamo puntando sulla flessibilità: lavorare di più, ma senza tagli dello stipendio. Questo è l'obiettivo del sindacato". La tensione tra i lavoratori sale. La protesta diventerà incontrollabile? "Non credo. è normale che ci sia grande agitazione tra i lavoratori, ma siamo tutti impegnati per evitare il fallimento di Alitalia e dare un futuro all'azienda". Tutti? Anche la Cgil? "Sì, stanno contribuendo tutti. L'accordo sul piano industriale è la matrice per arrivare presto all'intesa finale". C'è chi teme proteste spontanee e il blocco dei voli. "Non converrebbe a nessuno. Dobbiamo andare avanti fino al risultato, il salvataggio della compagnia. Abbiamo fatto il primo passo, quello più importante". Enr. Ma.

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Alitalia, i sindacati accettano il piano industriale (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, i sindacati accettano il piano industriale Oggi riprende la trattativa sui contratti anche con le sigle escluse, che minacciano: accordo inutile Raggiunto un accordo-quadro. Restano da definire le intese di categoria. Il nodo retribuzioni ROMA - Saranno 12.500 i lavoratori della nuova Alitalia. E' questo uno dei contenuti dell'accordo-quadro messo a punto ieri, dopo una trattativa terminata all'una di notte, dalla Compagnia aerea italiana (Cai), Cgil, Cisl, Uil e Ugl con la mediazione del governo. Oggi alle 15 sono stati convocati i sindacati categoriali esclusi ieri dal negoziato: Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl. Obiettivo è un confronto sui contratti di volo e di terra su cui finora non è stato trovato l'accordo. Il tempo però è contingentato: l'intesa dovrà essere trovata entro la data in cui Cai e il commissario Augusto Fantozzi avranno definito gli accordi per l'acquisto dei beni di Alitalia. L'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, e i segretari generali Guglielmo Epifani (Cgil) Raffaele Bonanni (Cisl), "Abbiamo fatto un buon lavoro, Luigi Angeletti (Uil) e Renata Polverini (Ugl), con la mediazione del sottosegretario Gianni Letta e del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, hanno trovato un'intesa, in sostanza, solo sul piano industriale. Nessuno, e in particolare la Cgil, si è assunto la responsabilità di firmare sui contratti con il rischio di essere sconfessato dalla base. "Si continua a lavorare senza ultimatum" è stata l'esortazione di Epifani. "Domani (oggi per chi legge, ndr) si vola" ha detto Sacconi. Questi i contenuti dell'intesa. Cai si è impegnata all'acquisto di 60 aerei nell'arco di piano e a una capitalizzazione iniziale di un miliardo. L'accordo prevede un generico impegno a integrare il piano "con un ulteriore rafforzamento del network domestico e internazionale ", lo "sviluppo di ulteriori rotte intercontinentali" e voli di feederaggio. Nel perimetro aziendale rientra oltre all'handling, la manutenzione di linea ma anche la leggera e le attività amministrative, informatiche e di call-center (zona grigia). Per manutenzione pesante e cargo è prevista la vendita a società esterne di cui Cai avrà una "significativa quota di minoranza" e un legame di tipo contrattuale, entrambi non meglio definiti. Cai s'impegna a conservare le proprie partecipazioni in Alitalia per 5 anni e, nel caso di quotazione (comunque non prima di 3 anni), a fare in modo che la maggioranza assoluta resti in mano italiane. Il partner straniero potrà entrare ma con una quota di minoranza, non superiore a quella massima riservata agli attuali soci. I dipendenti saranno 12.500, mille in più di quelli previsti: 1.550 piloti (dunque mille esuberi), 3.300 assistenti di volo e 7.650 lavoratori di terra. A restare fuori dunque dovrebbero essere 6.145 lavoratori. Prima della vendita degli asset sarà avviata per tutto il personale la procedura di mobilità con cassa integrazione anche a rotazione. Gli ammortizzatori dureranno massimo 7 anni e ciascun lavoratore avrà un'integrazione fino all'80% dello stipendio. A tale scopo sarà aumentata fino a 2 euro a biglietto la tassa che finanzia il fondo per i dipendenti aeroportuali. Anche per i lavoratori dell'indotto che perdano il posto sono previsti meccanismi d'integrazione del salario. L'intesa è stata definita unanimemente dai tre generali "un primo importante passo". Ma le sigle escluse dalla trattativa, che per tutto il giorno hanno animato una vivace protesta a Fiumicino e vicino alle sedi del negoziato, hanno già respinto l'accordo: "è carta straccia. Ogni documento prodotto senza la diretta partecipazione delle associazioni professionali e sindacali rappresentanti di tutte le categorie verrà considerato inutile e provocatorio". A. Bac. Contestato il commissario Il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è stato contestato ieri da un gruppo di dipendenti della compagnia.

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<Voli non a rischio, è lotta contro il tempo> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Il ministro del Lavoro Sacconi "Voli non a rischio, è lotta contro il tempo" ROMA - Non c'è alcun rischio per i voli Alitalia in programma nella giornata di oggi. Lo ha assicurato nella notte il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi (nella foto), avvertendo però che "si sta lottando contro il tempo". Il ministro ha poi precisato che l'amministratore straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ha affermato che "i tempi operativi sono brevi" e non che ci saranno problemi già a partire dalla giornata odierna.

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<Basta, ora fallisca> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Sul sito Pdl crescono le voci controcorrente "Basta, ora fallisca" Fra i militanti del Pdl c'è chi non la pensa come Silvio Berlusconi. Sul sito del partito (foto), si legge tra l'altro: "Alitalia, con i suoi dipendenti, è un pozzo senza fondo: mandiamoli a casa".

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Quegli irriducibili dei sit-in che decidono sulla trattativa (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Quegli irriducibili dei sit-in che decidono sulla trattativa I sei piccoli sindacati di piloti, assistenti e hostess Sono i lavoratori che si riconoscono nelle sigle escluse ieri. Appello dei piloti: intervenga il premier SEGUE DALLA PRIMA Ma anche di decine e decine di piloti in giacca e cravatta, meno abituati agli slogan gridati nei megafoni. In comune hanno davvero molto poco (soprattutto gli stipendi) se non il fatto di lavorare per l'Alitalia. Ma si ritrovano in piazza, uno accanto all'altro, "per esclusione", nel senso che sono i lavoratori che si riconoscono nei sei sindacati esclusi dalla trattativa in corso tra governo, Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma loro, ad essere quelli che dovrebbero ratificare un accordo confezionato da altri, non ci stanno. E allora ecco che Anpac e Up (piloti), Avia e Anpav (assistenti di volo), Sdl e Cub (personale di terra) cavalcano la protesta. Qualcuno giura perfino controvoglia. "Guardi che noi siamo un sindacato ultramoderato - dice Antonio Di Vietri, 51 anni, presidente dell'Avia -. Ci definiamo apartitici, ma se proprio vuole classificarci, allora siamo di centro, cattolici di centro. Nel gruppo dirigente ci sono appartenenti a Comunione e liberazione. Io non sono di Cl, ma sono un "fesso" che ha votato per Berlusconi. Ecco, le garantisco che non voglio scatenare la piazza, ma la piazza si scatena da sola". Il perché lo spiega Andrea Cavola, 52 anni, segretario di Sdl: "La proposta di Cai prevede che un lavoratore di terra passi da un netto di 1.200 euro a uno di 7-800 e che un assistente di volo da 2.500 euro netti a poco più di 2.000, che possono scendere fino a 650 euro se la persona non vola perché malata o per altre ragioni ". Cavola non ha difficoltà a riconoscere che Sdl (che una volta si chiamava Sult) ha un gruppo dirigente in buona parte orientato a sinistra, a partire dal segretario, "ma raccogliamo iscritti a destra e a sinistra perché seguiamo una linea pragmatica. Anche adesso ripetiamo: siamo disponibili a trattare a oltranza. Finora abbiamo continuato a invitare i lavoratori alla calma, ma anche l'acqua dei pompieri a un certo punto finisce ". E certo la situazione sembra davvero a un passo dal precipitare, se all'indirizzo del commissario Augusto Fantozzi che entra al ministero vengono lanciate grida di "assassino, assassino". Fabio Berti e Massimo Notaro, che guidano i due sindacati dei piloti, rispettivamente l'Anpac e l'Up, sono preoccupati. E loro, che sono politicamente i più vicini al governo, si appellano al presidente del Consiglio. Dice Berti, mentre alcuni lavoratori, a notte fonda, improvvisano una fiaccolata: "Spero che Berlusconi faccia molta attenzione e non sottovaluti quanto sta succedendo. La tensione è molto alta. Ci aveva dato delle garanzie e ci avevamo creduto. Ora deve intervenire". Non si possono escludere dalla trattativa i sindacati che complessivamente rappresentano la maggioranza dei lavoratori, sostengono i leader. Chi ha invece già deciso di andare allo scontro duro è la Cub. "Noi non firmeremo nulla. Gli altri sono generali senza esercito ", urla Fabio Frati nel megafono. Ma per fortuna la Cub, l'unica sigla davvero irriducibile, ha solo qualche centinaio di iscritti. Enrico Marro Protesta Qui sopra, la manifestazione di ieri dei dipendenti Alitalia. A sinistra, Andrea Cavola, leader di Sdl. A destra, Fabio Berti, presidente di Anpac, e Antonio Di Vietri, presidente di Avia.

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E per i tagli scende in pista <l'altro Toto> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Itali Airlines Il gruppo di Giuseppe Spadaccini potrebbe rilevare da 30 a 50 Md-80 e il relativo personale E per i tagli scende in pista "l'altro Toto" ROMA - Abruzzese di Chieti. Patròn di una compagnia aerea. Ma non è Carlo Toto. Giuseppe Spadaccini, classe 1957, ingegnere, ex pilota, chioma corvina, giacca e cravatta di ordinanza, potrebbe diventare "l'altro Toto", crescendo all'ombra del rilancio di Alitalia. L'imprenditore, che si dice sia vicino al sottosegretario Gianni Letta (abruzzese pure lui), è proprietario, tra l'altro, di Itali Airlines, la compagnia regionale abruzzese che fa capo all'Aeroservice group, e con 10 aerei (di proprietà delle banche) collega l'aeroporto di Pescara con Roma, Milano, Malpensa, Venezia, Olbia, Spalato, Torino e Nizza. Allo stesso Spadaccini fanno capo anche una compagnia charter, una società di manutenzione, un'altra che ha in gestione, tra l'altro, i 16 Canadair della Protezione civile e infine una compagnia di aerotaxi. Ma nella trattativa di Alitalia, il 51enne ingegnere, potrebbe giocare più di un ruolo. A lui sarebbero infatti destinati da 30 a 50 Md-80 (o anche Atr), dismessi dall'ex compagnia di bandiera, e il relativo personale di volo, in particolare da 300 a 500 piloti. Il suo viene considerato un contributo importante alla trattativa per sciogliere uno dei problemi avanzati dalle "aquile": gli esuberi. Non solo. Il passaggio alla sua compagnia di Atr e Md 80 potrebbe assicurare lavoro anche ai lavoratori dell'Atitech, forse assorbiti da Finmeccanica o dalla stessa società di Spadaccini (San). Ma il ruolo di Itali Airlines potrebbe essere anche un altro: assorbire le rotte dismesse dalla nuova Alitalia perché sovrapposte a quelle di Air One e quindi nel mirino dell'Antitrust. Si tratterebbe di un contributo al rafforzamento del monopolio tutto italiano sul mercato domestico. Spadaccini non è nuovo a grandi avventure: suo è stato il primo acquisto di 10 SuperJet 95LR (più 10 opzioni), l'aereo regionale frutto della collaborazione tra Alenia (Finmeccanica) e la russa Sukhoi: valore dell'ordine circa 280 milioni di dollari. Obiettivo: l'espansione su Malpensa e Fiumicino. Alla cerimonia di inaugurazione dell'aereo russo, in Siberia, Spadaccini c'era. Interrogato sulla possibilità di acquistare Alitalia, l'imprenditore si limitò a sorridere. Più tardi comunicò l'intenzione di puntare all'acquisto di alcuni aerei. Non solo. Al suo collega Toto fece giungere un invito: "Il mercato aereo in Italia è molto frammentato e in futuro sarà necessario stringere delle alleanze. Le sinergie sarebbero molteplici, e non solo perché gravitiamo entrambi nella zona tra Chieti e Pescara". Come Spadaccini riuscirà a far volare i vecchi aerei Alitalia che mangiano carburante, sarà tutto da vedere. A gennaio scorso Spadaccini è stato coinvolto in un'inchiesta della Guardia di finanza. L'ipotesi della procura è frode fiscale e riciclaggio per una serie di società con sede all'estero. Antonella Baccaro A sinistra, Giuseppe Spadaccini, proprietario della compagnia abruzzese Sotto, il logo di Itali Airlines.

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Alitalia La protesta (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Alitalia La protesta 19.000 è il numero complessivo degli attuali dipendenti di Alitalia. Il loro destino è legato all'esito delle trattative in corso a Roma presso il ministero del Lavoro.

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Aereo russo a fuoco. <Una bomba> Imprenditore italiano tra gli 88 morti (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-15 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE Cronache Strage Il controllore di volo: il pilota dell'Aeroflot non seguiva le indicazioni, poi l'ho sentito urlare Aereo russo a fuoco. "Una bomba" Imprenditore italiano tra gli 88 morti L'ipotesi di un attentato. A bordo l'ex capo delle truppe russe in Cecenia Tommaso Martinazzo era partito da Treviso sabato per lavoro Lascia la moglie e due figlie DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA - Ancora un incidente aereo in Russia, a venti giorni dal disastro che ha colpito un aereo del Kirghizistan diretto a Mosca con una novantina di persone, compresa una squadra di basket. Si pensa al cattivo tempo, a un motore forse in fiamme prima della collisione con il suolo, ma non si possono escludere altre cause; un controllore di volo ha parlato del "comportamento strano " del pilota e di un grido ascoltato per radio ("siamo fottuti! ") subito prima di perdere il contatto. Secondo il ministro dei Trasporti Igor Levitin, nessun elemento indurrebbe a pensare a un attentato. Il Boeing 737 dell'Aeroflot, la principale compagnia russa, è precipitato mentre si stava avvicinando alla città siberiana di Perm, sugli Urali. Tutte morte le 88 persone a bordo, tra cui l'imprenditore italiano Tommaso Martinazzo e altri 20 stranieri. L'aereo si era abbassato fino a 1.100 metri per atterrare, ma evidentemente c'erano problemi meteorologici: il pilota avrebbe tentato per due volte di raggiungere la pista di Perm. Il controllore di volo che stava seguendo il Boeing ha raccontato a Newsru.com che il pilota si comportava in maniera anormale. "Gli dicevo di scendere e lui saliva, poi davo l'indicazione di girare a sinistra e lui girava a destra. Gli ho chiesto se a bordo andava tutto bene e mi ha risposto di sì. Quindi ho sentito un urlo, siamo fottuti! E subito ho perso il contatto". Testimoni hanno detto di aver visto l'aereo in fiamme "precipitare come una cometa ". Alla France Presse un altro testimone ha spiegato di aver visto l'apparecchio passare sul tetto della sua casa e poi precipitare 200 metri più lontano. Pezzi della carlinga si sono sparsi su un raggio di diversi chilometri, secondo altri abitanti. Danneggiati anche i binari della Transiberiana, chiusa per ore. Il capo della commissione d'inchiesta ha già dichiarato che l'incidente "sarebbe collegato a un guasto tecnico e all'incendio del motore destro. Ci sono molte prove a favore di questa ipotesi ". Il Boeing 737 aveva 15 anni e, secondo l'Aeroflot, aveva recentemente passato un controllo accurato. Tecnicamente apparteneva ad una sussidiaria, la Aeroflot Nord, ex Arkhangelsk Airlines, di cui Aeroflot controlla il 51% dal 2004. Dopo l'incidente la compagnia madre, che sta tentando di lanciare la sua immagine su scala internazionale (voleva anche acquistare l'Alitalia), ha preso le distanze dall'Aeroflot Nord, quasi non fosse di sua proprietà. "Cesseremo la collaborazione", ha detto l'amministratore di Aeroflot Okulov il quale ha anche aggiunto che la compagnia di Arkhangelsk non potrà più usare il nome Aeroflot. Tra i passeggeri, l'ex comandante delle truppe russe nel Caucaso e in Cecenia Gennadij Troshev; forse per questo Okulov non esclude l'ipotesi attentato. Il passeggero italiano, Tommaso Martinazzo, 51 anni, aveva un'impresa di essiccazione del legno a Crocetta del Montello, vicino a Treviso; "Era partito ieri pomeriggio (sabato, ndr) da Venezia, a Perm doveva collaudare le macchine di alcune ditte per cui faceva consulenza ", racconta Lucia Poloniato, vicesindaco e cugina dell'imprenditore, che lascia la moglie e due figlie di 8 e 14 anni. Fabrizio Dragosei GUARDA Il video della tragedia su www.corriere.it Rottami I soccorritori si aggirano tra i resti del Boeing precipitato ieri alle porte di Perm, sugli Urali: nessun sopravvissuto (Ansa/Epa) Il Boeing 737 aveva recentemente passato una verifica accurata. Apparteneva ad una società controllata da Aeroflot. Ora la compagnia bloccherà la collaborazione Il mezzo Scomparso L'imprenditore italiano Tommaso Martinazzo, 51 anni, di Crocetta del Montello (Treviso).

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Il leader del Pd e i rischi di sposare <Into the Wild> (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Nuova icona Il leader del Pd e i rischi di sposare "Into the Wild" di MARIA LAURA RODOTA' Scusate il qualunquismo; ma siamo già nei guai. L'intrattenimento ci viene già fornito dagli esponenti più estroversi della maggioranza di governo; e il Pidì dovrebbe aver di meglio da fare che pensare a nuove figurine per il suo Pantheon. Da un filmone hollywoodiano, poi. Forse le intenzioni erano buone: vista la tragedia di Alitalia, il disastro permanente di Trenitalia, lo stato pietoso di Autostrade per l'Italia, Walter Veltroni ha parlato ai giovani democratici italiani del viaggio estremo di Christopher McCandless - quello di Into the Wild - per prepararli ad affrontare gli spostamenti nel nostro Paese. Una tratta Termoli-Domodossola con vari cambi più i ritardi spaventerebbe il regista Sean Penn più del diario di McCandless, magari (magari il giovane italiano non muore alla fine come McCandless; dice solo un sacco di parolacce, è il minimo). Veltroni ha citato il ragazzo diarista - che aveva lasciato tutto per andare verso nord, a vivere nella natura - nel molto urbano e forse un po' depresso ambiente della Summer School (scuola estiva) per giovani del Pd. Lo ha fatto per ispirarli, probabile; per spingerli verso l'avventura, l'amore per la natura e il coraggio di fronte ai fenomeni naturali come Di Pietro e il Pdl. Per spiegargli, con McCandless, che "la felicità è reale solo quando è condivisa", Parole bellissime. Contesto, ahimè, preoccupante. Perché: (a) McCandless arrivava e moriva in Alaska, da dove è or ora partita trionfante Sarah Palin, repubblicana che uccide e scuoia gli alci; e (b) un giovane del Pd è probabile che ci si senta un po' come un alce, oggi come oggi.

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Alitalia e Giustizia con Maria Latella (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-09-15 num: - pag: 43 categoria: REDAZIONALE L'appuntamento serale Alitalia e Giustizia con Maria Latella MILANO - Per la seconda settimana Sky Tg24 delle 22.35 sarà affidato stasera e domani a Maria Latella, direttore del settimanale "A". Di 40 minuti ciascuna, le due trasmissioni affronteranno "stasera, l'argomento Alitalia con il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola - spiega -. Sui rapporti con il sindacato interverranno Giulio Anselmi, direttore della Stampa, e Stefano Livadiotti, autore del libro-inchiesta "L'altra casta" (Bompiani). Domani, invece, per la prima volta sarà in tv il ministro della Giustizia Alfano, toccando tutti i punti della riforma del governo Berlusconi". Nella stessa fascia oraria di "Ballarò" su Raitre e di "Porta a porta" su Raiuno, Latella sfida Vespa? "Il nostro programma è più breve. Punta su giovani e donne, sempre più interessate alla politica. Ma toccheremo anche argomenti più leggeri". Maria Latella, direttore di "A" e in onda su SkyTg24.

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Interventi e Repliche (sezione: Alitalia 2)

( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-15 num: - pag: 31 categoria: BREVI Interventi e Repliche Tremonti e la vicenda Alitalia Ho letto l'articolo di Francesco Verderami pubblicato ieri sul Corriere sotto il titolo "Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra". Inter alia si legge nell'articolo quanto segue: "... di chi addirittura osservava il distacco di Tremonti, che giorni fa - alla festa di Azione giovani - dinnanzi alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva risposto: "Nooo... Va tutto bene"". Ho parlato di Alitalia in Parlamento la mattina di mercoledì 10 settembre. Non è mia abitudine andare in giro a parlare di questioni importanti. Se Verderami mi avesse telefonato, glielo avrei confermato a voce. Giulio Tremonti La legge elettorale per le europee Nell'articolo "Chi ha paura delle preferenze?" sul Corriere di domenica 14 settembre, Paolo Franchi dice che Cicchitto, nel difendere la proposta di liste bloccate per le elezioni europee, ha usato gli argomenti sostenuti da Mario Segni nel referendum sulla preferenza unica del 1991: quello, come dice Franchi, iniziò la cosiddetta rivoluzione italiana. Non so che cosa abbia detto l'on. Cicchitto. Quello che so con certezza è che nessuno degli argomenti con cui sostenemmo nel '91 il primo referendum elettorale può essere addotto per giustificare l'ignominia delle liste bloccate. Sono risolutamente contrario a questa proposta non solo perché la considero una gravissima spoliazione del potere di scelta del cittadino, ma anche perché contraddice in pieno il contenuto delle riforme elettorali volute da una amplissima maggioranza. Punto centrale di tutta la campagna referendaria fu la rivendicazione dei diritti dei cittadini, contro lo strapotere dei partiti. Gli strumenti con cui raggiungemmo l'obiettivo furono il collegio uninominale all'inglese, cancellato dalla legge Calderoli, e l'elezione diretta del sindaco e del governatore. Per completare il cammino verso una autentica democrazia dei cittadini si sarebbe dovuto accompagnare al collegio uninominale la regola delle primarie, vero perno della democrazia americana. Le liste bloccate sono invece la consacrazione della "repubblica dei partiti", un ritorno indietro nel cammino della nostra democrazia e il contrario di quello, che con il pieno consenso della degli italiani, facemmo negli anni 90. Mario Segni L'insegnamento della matematica Per anni ho tenuto l'insegnamento di Matematica e Didattica della matematica per il corso di laurea per diventare maestri, alla facoltà di Scienze della formazione di Roma Tre. La maggior parte degli studenti a cui ho insegnato (250 all'anno) aveva svariati e gravi deficit di preparazione in ambito matematico, che ho cercato di colmare, come ho potuto (con 60 ore di lezione e 40 di laboratorio). La stragrande maggioranza mi confessava di sperare di non dover insegnare matematica ed era felicissima quando riusciva a prendere uno striminzito diciotto. Su una trentina di insegnamenti complessivi avrebbero dovuto sostenere solo un altro esame di Didattica della matematica (30 ore di lezione e 20 di laboratorio). Quindi la matematica era e, a quanto mi risulta, è presente ancora oggi nella loro preparazione neppure al 10% del totale. Mi chiedo se il ministro Gelmini sia al corrente di questo stato di cose e come sia possibile in queste condizioni ritornare al maestro unico. Giordano Bruno bruno@dmmm.uniroma1.it.

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Gli artigiani brianzoli difendono Linate: <Per noi è strategico> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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N. 37 del 2008-09-15 pagina 1 Gli artigiani brianzoli difendono Linate: "Per noi è strategico" di Redazione Anche gli artigiani di Monza e Brianza scendono in campo per difendere Linate. E chiedono che il destino di Alitalia "non sia confuso con quello dello scalo, irrinunciabile per gli affari". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Gli artigiani: <Salviamo Linate, ci serve> (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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N. 37 del 2008-09-15 pagina 4 Gli artigiani: "Salviamo Linate, ci serve" di Franco Sala No al depotenziamento dell'aeroporto di Linate. Gli artigiani non intendono spalancare le porte della polemica ma premono e chiedono che sia "salvato" lo scalo Forlanini. In particolare per i voli nazionali ed europei. E puntuale nella giornata cruciale per le sorti di Alitalia arriva la a presa di posizione dell'Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza di fronte alla reale possibilità che la compagnia di bandiera abbandoni lo scalo di Linate. "Non confondiamo i destini dell'Alitalia con quelli dello scalo milanese che riveste un'importanza strategica - afferma il segretario generale dell'Unione, Marco Accornero -. Secondo una stima della nostra organizzazione, circa il 2 per cento degli oltre 240 mila operatori artigiani lombardi si serve, per motivi di lavoro, almeno 5 volte l'anno degli scali milanesi. Il 7,5 per cento lo fa almeno più di 10 volte l'anno e, complessivamente, oltre l'80 esprime gradimento per lo scalo di Linate". E continua: "Non entriamo assolutamente nel merito - continua - Accornero - rispetto alla necessità che, per fronteggiare la crisi e dar corso al nuovo piano societario, Alitalia debba rinunciare a operare su Linate, ma ciò non toglie che occorre una soluzione". In questi ultimi anni l'artigianato lombardo, milanese e brianzolo hanno vissuto un consistente processo di crescita ed espansione verso i mercati esteri raccogliendo le opportunità e le incentivazioni per rafforzare i processi d'internazionalizzazione. "Gli imprenditori del nostro settore conclude - costituiscono sempre di più "utenza rilevante" anche nei collegamenti aerei verso le capitali europee. Crediamo che sia doveroso ascoltarne le proposte e considerare che l'aeroporto di Linate è davvero un riferimento indispensabile per la loro attività e per la crescita economica e produttiva". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Esuberi e stipendi, ultimi nodi prima della firma (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 37 del 2008-09-15 pagina 3 Esuberi e stipendi, ultimi nodi prima della firma di Gian Maria De Francesco I sindacati condividono l'accordo quadro con Cai: passo decisivo. Sacconi: "Oggi voli non a rischio" da Roma L'ultima notte della vecchia Alitalia si conclude in maniera positiva. I sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno sostanzialmente condiviso l'accordo quadro sul piano industriale proposto da Cai. La questione contrattuale, invece, sarà rinviata ai prossimi giorni. Decisiva la mediazione del governo effettuata dal sottosegretario Letta e dai ministri Sacconi e Matteoli mentre il premier Berlusconi si è tenuto costantemente in contatto con i suoi monitorando la situazione. "Un'importante intesa", ha commentato il titolare del Welfare Sacconi definendo l'accordo "una solida base di partenza per costruire il futuro della compagnia di bandiera". "Un primo passo importante per salvare Alitalia", ha aggiunto Bonanni della Cisl. L'accordo quadro prevede che la nuova compagnia assuma 12.500 dipendenti Alitalia, 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7650 tra operai, impiegati quadri e dirigenti. Per i lavoratori in esubero verranno attivati la Cassa integrazione straordinaria e altri ammortizzatori sociali. Sin da ieri mattina alle 9 l'esecutivo ha avviato una mediazione ininterrotta per sfruttare le aperture concesse dalle organizzazioni dei lavoratori nella notte fra sabato e domenica. Presso la sede del ministero del Welfare in via Veneto il confronto è proseguito senza soluzione di continuità. Un summit portato avanti dall'ad di Cai Rocco Sabelli e dai segretari generali Bonanni, Angeletti, Polverini ed Epifani che ha voluto impegnarsi di persona. La successiva riunione con le altre sigle sindacali (prevista alle 18), comprese le rappresentanze dei piloti, è slittata in quanto l'intesa notturna sarà loro sottoposta successivamente. Intorno alle 22, infatti, è iniziata una riunione ristretta tra Sabelli, Sacconi e i segretari, mentre in nottata Cgil, Cisl, Uil e Ugl si sono incontrati per valutare la proposta. L'esito, come detto, ha portato a una condivisione ma sui contratti si dovrà ancora negoziare. La mossa ad hoc del governo è stata il cambiamento di strategia: quello che era iniziato come un vertice informale si è trasformato in una trattativa vera e propria. L'esecutivo, infatti, ha continuato a lavorare su tutti i fronti per avvantaggiarsi dell'onda lunga del confronto notturno di sabato. Sul tavolo, infatti, sono state ulteriormente limate le questioni retributive salvaguardando gli stipendi più bassi. Il mantenimento del salario in cambio di un aumento della produttività è rimasto il principio guida. Tuttavia, il governo, per agevolare una conclusione positiva, avrebbe fatto pressing sulla compagine guidata da Roberto Colaninno e assistita da Intesa Sanpaolo per aumentare le risorse a disposizione del personale: sul piatto ci sarebbero almeno 100 milioni di euro in più. Il rischio di una rottura, però, si è materializzato più volte. Il leader della Cgil Guglielmo Epifani ha sollevato questioni meno fondanti come l'orario di lavoro (che Cai vorrebbe aumentare da 37 a 40 ore settimanali) e la previdenza integrativa. L'intenzione era quella di non chiudere la porta alle altre sigle firmando un accordo separato. Il ministro Matteoli avrebbe anche chiesto un aggiornamento per non far saltare il tavolo, ma alla fine ha prevalso il buon senso. Cgil, Cisl e Uil hanno insistito per includere nella Nuova Alitalia settori non-core come i call center e la manutenzione. Sono stati in parte soddisfatti. Le altre sigle sindacali, che in mattinata erano state ricevute a Palazzo Chigi, hanno mal digerito l'esclusione dal tavolo principale. Da via Fornovo, dove si erano recate già nel primo pomeriggio, Anpac, Avia, Sdl, Anpav e Up stigmatizzavano come "irresponsabile la gestione della vertenza Alitalia da parte del governo nella persona del ministro Sacconi" e chiedendo l'intervento immediato del premier. E proprio a Via Fornovo centinaia di lavoratori della compagnia hanno organizzato un sit in: piloti in divisa, hostess e altri dipendenti hanno accolto l'arrivo del commissario straordinario di Alitalia Augusto Fantozzi al grido di "vergogna, il contratto non si tocca", "buffone" e "assassino". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Meno rotte e niente Stato: ecco il piano per decollare (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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N. 37 del 2008-09-15 pagina 2 Meno rotte e niente Stato: ecco il piano per decollare di Redazione I 16 soci della Cai promettono: società più snella, capitali privati, nuova flotta e più collegamenti diretti. L'obiettivo: ottenere i primi profitti nel 2011 con 13.500 dipendenti da Milano Discontinuità. È questa la parola chiave che, dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che il piano Alitalia l'ha messo a punto, a Roberto Colaninno, che della nuova compagnia è presidente, ad Augusto Fantozzi, che della vecchia Alitalia è il commissario straordinario, si sente ripetere di più tra i vertici della Nuova Alitalia. La livrea degli aeromobili non cambia ma per tutto il resto la ristrutturazione sarà all'insegno del cambiamento, dalla compagine azionaria, alla struttura dei costi, alle relazioni sindacali. Ad affossare la vecchia compagnia di bandiera semipubblica (con il Tesoro al 49%) una storia di consociativismo nella quale il potere del sindacato "bilanciava" quello delle nomine pubbliche. Un buco diventato voragine Un sistema che ha gonfiato gli organici, portato i costi a superare i ricavi nell'ordine di 300-400 milioni l'anno, accumulando un buco complessivo di 3 miliardi di euro in 10 anni. Quale che sia l'accordo che si raggiungerà in queste ultime ore di contrattazione con le sigle sindacali quel che è certo è che non ci saranno più buste paga con 550 voci, spostamenti del personale a carico dell'azienda, pernottamenti in hotel cinque stelle lusso per il personale viaggiante, né un consiglio di amministrazione fatto di 17 poltrone. Un'azienda con capitali privati La Nuova Alitalia, o Compagnia aerea italiana (Cai), sarà innanzitutto un'azienda al 100% privata. Sono 16 i primi soci entrati nel capitale della nuova società. Ne fanno parte alcuni dei maggiori imprenditori italiani, a capo di cinque società quotate in Borsa, due fondi chiusi (con azionisti italiani e internazionali), altri gruppi con fatturati di diversi miliardi di euro che operano su mercati internazionali. Si va dallo stesso presidente della Cai, Roberto Colaninno (Piaggio) al gruppo Benetton, dall'armatore Aponte (Msc) ai gruppi dell'acciaio Riva e Marcegaglia. L'azionariato della nuova Alitalia è precluso ai soci pubblici. Lo ha confermato direttamente lo stesso Passera qualche giorno fa, "non è previsto l'ingresso di entità non private" nella Nuova Alitalia, ha detto, per fermare le ambizioni del governatore del Lazio che puntava a una quota per la Regione. Inoltre, si tratterà di un controllo azionario diffuso: nessun socio avrà più del 10% del capitale. E il discorso vale anche per il partner straniero. Questo potrebbe essere Air France, che si è dimostrata più disponibile a diventare socia e con la quale si sono avuti i contatti più frequenti, anche perché è già alleata di Alitalia in Sky Team. Ma le ipotesi vedono sul tavolo anche British Airwais e Lufthansa. Fatturato, addetti e flotta Ma sarà soprattutto una compagnia più snella, che dovrà essere in grado di stare sul mercato e fare utili. Non si tratta comunque di una mini compagnia: dall'unione della vecchia Alitalia con l'Air One uscirà infatti un'azienda da 4,3 miliardi di ricavi complessivi, con i primi profitti attesi nel 2011. Circa 13.500 sono gli occupati previsti (su circa 18mila della precedente gestione). Esternalizzati alcuni servizi come la manutenzione e il cargo (ma nelle trattative in corso si parla di una partecipazione al capitale). La flotta sarà più nuova (con vantaggi nell'efficienza, nella sicurezza e nei costi di carburante). Cai parte con 137 vettori, per arrivare a 158 nel 2013, di cui 60 nuovi, i circa 100 aerei lasciati a terra sono per i vecchi Md 80. L'età media della flotta passa così da 12,5 a 8,5 anni. Tagli alle vecchie rotte Le rotte saranno 65 in tutto, con la cancellazione di alcune delle anti economiche destinazioni intercontinentali (i dettagli non sono ancora noti, ma si parla di tagli soprattutto alle rotte asiatiche); si punterà invece su una strategia point to point, al servizio del cliente, per la quale saranno aumentati i collegamenti diretti e diminuiti quelli che devono passare per un hub centrale. Al posto di due grandi hub in concorrenza (Malpensa e Fiumicino), la compagnia di bandiera conterà su sei mini hub: Milano, Torino, Venezia, Roma, Napoli e Catania. La quota del traffico italiano sarà superiore al 50%. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Dal logo alle bibite: così sono lievitati gli sprechi (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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N. 37 del 2008-09-15 pagina 2 Dal logo alle bibite: così sono lievitati gli sprechi di Paolo Bracalini "Per una Coca Cola si spendono fino a 40 euro" 520mila euro per mettere in corsivo il marchio da Milano Dalle spese per le vivande a bordo a quelle per la comunicazione, la vecchia Alitalia si è contraddistinta per una gestione quantomai bizzarra delle risorse finanziarie. Se una bottiglia di Coca-Cola al supermercato viene via con 0,85 centesimi, sugli aerei Alitalia è diventata una specie di bene di lusso che può valere dai 7,50 ai 40 euro. Tanto è il conto che la compagnia di bandiera avrebbe pagato negli ultimi anni per una bottiglia della bibita, secondo i resoconti degli assistenti di volo Alitalia. Incredibile? No, se la bottiglietta deve fare un viaggio periglioso tra container, ditte appaltatrici, grossisti e fornitori prima di finire sul carrellino delle hostess. Per gli assistenti barricati a Fiumicino l'odissea delle bevande pagate a costi stellari è una follia arcinota. "È possibile perché la bottiglia non viene comprata dalla Coca-Cola ma attraverso ditte o altri indotti - sostiene ai microfoni del Gr2 David Evangelisti, assistente di volo Alitalia -. Per cui questa bottiglia fa dei giri che fanno lievitare il costo a prezzi mostruosi". Sono sempre gli assistenti di volo a raccontare la geniale fornitura delle bibite per gli aerei destinati alle rotte Stati Uniti-Italia. Invece di comprare banalmente le bottiglie direttamente in loco, l'Alitalia ha escogitato un metodo più creativo per rifornire gli aerei in partenza dagli States: imbarca le bottiglie su delle navi che vanno a Boston, e da lì agli aeroporti americani. Semplice no? Il tutto in stretta osservanza degli appalti con società italiane che verrebbero scavalcate dall'acquisto delle bottigliette fuori dal suolo italico. "Viene incaricata una società e poi altre ancora, addirittura spediamo l'acqua e la Coca-Cola nei container via nave in America per inbarcarla lì" racconta furente un altro steward Alitalia al giornale di Radio Uno. Sprechi destinati a finire con il nuovo corso della compagnia di bandiera. Il catering in questi anni è stato una valvola da cui sono usciti fiumi di denaro. Anche per i modesti pasti del personale a bordo si spendono cifre che sembrano fuori da ogni logica. Il cestino con una insalata e un panino, roba che in un bar si pagherebbe una decina di euro, all'Alitalia (che in compenso ne compra a centinaia) ne costa 20. Una assistente di volo spulcia le fatture del volo Catania-Roma e mostra l'esorbitante valore del carrello con le bevande: 510 euro. Stiamo parlando di un semplice carrello con qualche cartoncino di succo di frutta, bibite gassate e tè, acque minerali, salatini e salviettine rinfrescanti. In un supermarket cittadino probabilmente non si supererebbero i 40 euro per una spesa del genere, ma anche qui Alitalia riesce nell'impresa di far lievitare i costi. E c'è ancora, tra i rappresentanti degli assistenti di volo, chi ricorda quando a Palermo, per trasportare i sacchetti con i pasti del personale di bordo dallo scalo all'aereomobile (un centinaio di metri scarsi), il costo per la passeggiatina dell'incaricato fosse di 100mila lire. Di queste spese evidentemente non si sono mai accorte le varie società di consulenza generosamente assunte da Alitalia negli ultimi anni. Come la prestigiosa McKinsey, che a quanto risulta da una relazione dell'ex presidente di Alitalia Berardino Libonati, ha ricevuto dalla compagnia di bandiera negli anni 2004, 2005 e 2006 la bellezza di 42 milioni di euro. O come Accenture, società di consulenza presa nel 2005, per un progetto di ristrutturazione del sistema amministrativo-contabile: 30 milioni di euro. La comunicazione è uno dei settori in cui la compagnia ha investito di più. Il logo per esempio è stato oggetto di profondi studi per il restyling avvenuto nel 2005. Alla fine i creativi di Saatchi&Saatchi hanno trovato la soluzione, che consiste nell'aver inclinato di qualche grado la scritta "Alitalia", da carattere tondo a corsivo. La genialata (i disegni e la realizzazione dei nuovi materiali) è costata alla compagnia 520mila euro. Però con che risultati: il gradimento del logo tra i passeggeri è passato dal 57% al 61%. Senza contare poi i costi per ridipingere il marchio sugli aerei. Quest'anno invece, nel pieno della crisi, si è pensato di far elaborare un nuovo slogan alla società di consulenza: "Volare Alitalia fa volare l'Italia", e altri 5milioni fuori dalle casse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il Pd annusa l'aria: speriamo nell'intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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N. 37 del 2008-09-15 pagina 3 Il Pd annusa l'aria: speriamo nell'intesa di Redazione L'opposizione tuona ("sindacati e governo hanno sbagliato") ma ammorbidisce la linea da Roma Dal "tanto peggio, tanto meglio", al "tanto meglio tanto peggio" il cambiamento è stato immediato e quasi indolore. Il Partito democratico è passato dai "ve lo avevamo detto" pronunciati nella fase più acuta della trattativa al "comunque, vada, Alitalia resta un problema" delle ore a ridosso degli incontri di ieri. Il più veloce a capire che i giochi sono aperti è stato un esponente di razza del Pd, Pier Luigi Bersani. Uno che queste cose le conosce e che in questi giorni si è speso per dimostrare come fosse migliore l'ipotesi Air France. Ieri all'Unità ha pronosticato un possibile successo del lodo Berlusconi ("ci metteranno una pezza"). Poi in giornata è tornato sull'argomento: "Adesso vediamo se c'è l'accordo, in ogni caso il problema continua, non è che finisce domani". Anche perché "comunque vada la vicenda Alitalia, avremo una piccola compagnia domestica che lavora in forma monopolistica, che per portare la gente nel mondo dovrà farsi dare un passaggio da altre compagnie". Una stoccata anche ai sindacati, che su questa vicenda hanno sempre avuto una linea diversa rispetto a quella del Pd e della sinistra in generale, in particolare su Air France. "Con Alitalia sono stati protagonisti in tutti questi anni di una vicenda non lodevole, con limiti e errori. Adesso vengono messi con le spalle al muro: non loro, i lavoratori", ha sottolineato il ministro ombra dell'economia. Troppo rancore, devono avere pensato altri esponenti del Pd. Timorosi di trovarsi a criticare un accordo che, prima o poi, potrebbe essere trovato. "Spero che nelle ultime ore subentri quella responsabilità che è mancata fino ad ora e si trovi una soluzione nel bene del Paese", ha detto l'ex segretario dei Ds Piero Fassino. L'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano si augura invece che "nonostante gli errori del governo", si giunga ad un accordo. Unico a puntare sul fallimento è solo Antonio Di Pietro che chiede a Silvio Berlusconi di rifondere "di tasca sua" il "danno erariale". In silenzio il leader del Pd Walter Veltroni, che sabato aveva chiesto di riaprire le procedure di vendita, per cercare nuovi possibili acquirenti per la compagnia. Ieri non ha parlato di Alitalia, nonostante il suo intervento alla scuola estiva del Pd, tutto contro il governo. Magari il fatto che la trattativa, tra alti e bassi, sia ripartita non è una buona notizia per il segretario dei democratici. Anche perché - notava ieri l'ex presidente della Repubblica Francesco Cossiga - una mancata soluzione sarebbe "una sconfitta molto dura per il governo". Naturale, quindi, che Pd e Cgil non tifino per un accordo. E la disoccupazione per 20mila lavoratori? "Non può costituire un problema per il Pd che non è una associazione benefica, ma uno strumento di lotta politica". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia a un passo dall'intesa (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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N. 37 del 2008-09-15 pagina 1 Alitalia a un passo dall'intesa di Redazione Senza sosta. La trattativa su Alitalia va avanti con sprazzi di ottimismo e qualche ricaduta. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dato il loro assenso all'accordo quadro con la Compagnia aerea italiana, ma la firma sui contratti è rinviata. I piloti e gli assistenti non mollano e chiedono un nuovo intervento del presidente del Consiglio Berlusconi. Ma il tempo stringe e gli aerei rischiano di restare a terra. Contestato Fantozzi. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

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Fallisce Lehman Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e l'eccessivo statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro canto la via di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto importanti: quelli dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica soluzione è di riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non esiste al mondo una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si esercita correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di regole quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo quando lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente prevenendo le crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida di oggi è di riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e senza ricadere negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie e, soprattutto, gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in globalizzazione, democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 2 ) " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Sep 08 L'altra verità su Sarah e la democrazia di sola immagine Pian pianino sta emergendo un'altra verità su Sarah Barracuda, meno idilliaca di quella proiettata finora dai media: ha cercato di far fuori il cognato per vendetta, avrebbe incassato la diaria di trasferta mentre stava a casa e secondo il National Enquirer (un giornalaccio che però recentemente ha realizzato scoop veri tra cui quello sul senatore Edwards), Sarah avrebbe avuto un amante qualche anno fa, l'allora socio d'affari di suo marito, mentre emergono dettagli sulla sua famiglia: il primogenito, il 19enne Trax pare sia un tossicodipendente con problemi giudiziari alle spalle e un curriculum scolastico scadente. La figlia Bristol sarebbe "una scatenata dedita a droghe varie e assai promiscua" e quando cinque mesi fa è rimasta incinta sarebbe stata cacciata di casa da Sarah Barracuda. Da europeo dico: pazienza, sono problemi suoi, non mi scandalizzo. Ma, come sappiamo, in America i criteri sono diversi e queste rivelazioni rischiano di incidere non poco sulla campagna elettorale, tanto più se, come la Palin, hai usato la famiglia per sedurre il pubblico esibendola sul palco della Convention. Da qui alcune considerazioni: 1) Diffidare sempre dei moralisti, come Sarah Palin un'oltranzista evangelica che abbandonò la Chiesa cattolica ritenendola troppo tollerante. 2) Lo spin è uno strumento potentissimo, ma va maneggiato con cura; se si sbaglia il dosaggio, rischia di ritorcersi contro chi lo usa. E in questo caso pare sia stata commessa una leggerezza: i consulenti repubblicani non hanno setacciato il passato della Palin prima dell'annuncio della sua candidatura. McCain l'ha scelta all'ultimo minuto, sulla fiducia (e su consiglio di Rove). 3) Fino ad oggi la campagna elettorale è stata determinata dall'immagine dei candidati (il fascino di Obama prima, l'esplosiva carica della Palin poi) e dalla pubblicità negativa, tutto il resto non conta: vince chi è più bravo a infangare l'avversario, non chi ha le idee migliori per il Paese. Provo un crescente disagio e mi chiedo: la democrazia ridotta a una guerra di disinformazione e di manipolazione dell'opinione pubblica, è ancora una vera democrazia? La comunicazione politica nelle sue attuali, diffamanti e fuorvianti forme è vero progresso? Io dico di no. Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 60 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.43 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Sep 08 Un mese di Georgia: Mosca ha vinto, l'Occidente ha perso Ieri Sarkozy è volato ancora una volta a Mosca e, come era accaduto un mese fa, Medvedev si è preso gioco di lui. Non ha esposto la bandiera della Ue e ha ironizzato sui negoziati di Ginevra anticipando che li considera inutili. Che cosa ha ottenuto il presidente francese? L'invio di 200 osservatori e la promessa generica di un ritiro dalle zone della Georgia entro il 15 ottobre ovvero praticamente nulla. L'America continua a dar fiato alla retorica pro-Georgia, anche in campagna elettorale. Ma con quali risultati? Ben pochi e dopo tante polemiche, Washington ha annunciato una misura concreta: la sospesione del programma di cooperazione sul nucleare civile. Sai che roba. E' trascorso un mese dalla guerra in Ossezia del Sud ed è tempo di bilanci. Diciamolo francamente: la Russia ha vinto perché é riuscita a ottenere la secessione di Ossezia del Sud e Abkhazia, l'Occidente ha perso perché non può far nulla per impedirla, visto che ha fatto altrettanto (e per primo) nel Kosovo. Ancora: la Russia ha vinto perché ha dimostrato di poter esercitare la propria influenza in ampie zone dell'Urss e tra poco tenterà di applicare il modello Ossezia all'Ucraina (dove il governo sembra già in crisi) e alla Moldavia. La formula è la stessa: anziché riconquistare il Paese, Mosca punta a dividerlo alimentando la rivolta delle minoranze russofone. L'Occidente ha perso perché vede fallire la strategia di accerchiamento della Russia e dimostra tutta la sua impotenza: noi europei siamo dipendenti dal gas russo, l'America in questo momento non ha le risorse morali, né finanziarie, nè strategiche per contrastare efficacemente i piani del Cremlino. Domanda: per l'Occidente è solo una crisi transitoria o, passate le elezioni presidenziali americane, troverà il modo per reagire? Lo scudo spaziale, che di fatto è rivolto contro Mosca, è davvero necessario o non è meglio cambiare strategia considerando la Russia un alleato di lungo periodo anziché un potenziale nemico? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 51 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Sep 08 L'America sotto ricatto economico è ancora una superpotenza? Titoli sui giornali americani di questa mattina: il governo americano prende il controllo di Fannie Mae e Freddie Mac. Bene, anzi male. I liberisti sono furiosi, perché secondo le logiche del mercato i due colossi dovevano fallire, come perlatro la Bera Starns. Gli americani e gli operatori economici tirano un sospiro di sollievo, perché il crollo totale di queste due compagnie, che controllano o garantiscono quasi meta' dei 12.000 miliardi di dollari di mutui Usa, avrebbe definitivamente affossato il mercato immobiliare, che ha perso oltre il 20% del valore e in cui i pignoramenti sono saliti ai livelli massimi degli ultimi trent'anni. Ma l'aspetto più interessante riguarda le modalità dell'intervento. Gli azionisti perderanno quasi tutto, mentre i titoli obbligazionari verranno garantiti dal governo. E sapete chi ha in portafoglio questi bond? Fondi sovrani e grandi investitori arabi, giapponesi e soprattutto cinesi per cifre colossali. Un mese fa hanno bussato alla porta delle Federal reserve e del Tesoro americano e hanno fatto questo discorso: non accetteremo perdite così ingenti e dunque o il governo Usa si fa carico di quelle obbligazioni o da ora in avanti non daremo più credito agli Usa e disinvestiremo tutti i nostri asset dal mercato statunitensi: dunque, di fatto, niente più Buoni del tesoro, obbligazioni private, Wall Street; una fuga dall'America che avrebbe provocato uno tsunami sui mercati. E Washington ha piegato la testa. E' un retroscena di importanza colossale, che fa riflettere. L'America afflitta dai debiti e sotto ricatto straniero è ancora una superpotenza? Scritto in notizie nascoste, gli usa e il mondo Commenti ( 37 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 05Sep 08 Ecco cosa c'è dietro il fenomeno Sarah Palin Qualcuno l'ha paragonata a Margaret Thatcher, altri a Ronald Reaga. Esagerazioni. Sarah Palin è un azzardo mediatico, ora vincente. Sulla carta voluto da McCain, in realtà dietro le quinte imposto dal regista occulto di questa campagna, il cinico ex spin doctor di Karl Rove. L'operazione è stata decisa all'ultimo minuto, senza che ci fosse il tempo di scandagliare il passato della governatrice dell'Alaska. E questo spiega le tante rivelazioni dei giorni scorsi, dalla gravidanza della figlia alle sbandate legali del marito. Ma a quanto pare non ci sono altri scheletri nell'armadio. Dunque il piano va avanti. secondo questo schema: 1) Sarah Palin è un'ultraconservatrice, graditissima alla destra evangelica e tradizionalista, che con McCain non riusciva ad entusiasmarsi e che ora invece è motivatissima. 2) Come ha ammesso lo stesso Rove, la Palin è una scelta elettorale e non di governo. Ovvero: chi esprime dubbi sulle sue credenziali come vicepresidente non ha tutti i torti. Ma questo è influente secondo le logiche dello spin. Sarah Palin è un personaggio che deve vivere fino al 4 novembre, dopo si vedrà. 3) E' riuscita a rubare la ribalta mediatica a Barack Obama, che non è più la novità di queste elezioni. 4) Il discorso che ha pronunciato l'altra notte è stato magistrale, ma non lo ha scritto lei, lo ha solo interpretato, benissimo. E non era rivolto alla base repubblicana, bensì al pubblico a casa, all'americano medio che non ha ancora deciso per chi votare e che in realtà non si identifica nè in Obama, nè in McCain in Beiden. Ma nella Palin ora sì, come scrivo in una corrspondenza sul Giornale. Che cosa ha visto in lei il pubblico? Una madre di famiglia che "superando gli alti e i bassi della vita", riesce a conciliare figli e carriera. Poi una donna di temperamento, forse un po' mascolina, ma che grazie alla sua grinta e al suo incrollabile ottimismo arriva dappertutto. Infine, una ragazza di provincia dai gusti semplici e dai valori sani, che dopo aver messo in riga i politici corrotti dell'Alaska, promette di fare altrettanto a Washington. Un po' eroina da film di Hollywood (tipo la Erin Brckovich interpretata da Julia Roberts), un po' donna della porta accanto. In ogni caso una vera americana. E questo è un elemento decisivo nella corsa alla Casa Bianca. Lo fu per Bush quattro anni fa, lo sarà anche quest'anno. Mentre scrivo, le agenzie battono i primi sondaggi. Grazie alla Palin, McCain ha recuperato lo svantaggio su Obama e ora è di nuovo alla pari. In più Sarah, soprannominata Barracuda, sa mordere, come ha dimostrato attaccando più volte efficacemente Obama. Insomma, la corsa per la Casa Bianca è più aperta che mai. E non è difficile prevedere che cosa accadrà adesso: una campagna sempre più emotiva, sempre più sporca. Cattiva, cattivissima, da una parte e dall'altra. Vincerà non chi ha le idee migliori, ma chi riesce a distruggere l'immagine e la credibilità del proprio avversario. Una volta di più: la democrazia, perlomeno in America e nei Paesi anglosassoni, funziona così. Ci divertiremo. Purtroppo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 33 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Sep 08 Tra Obama e McCain vince.. la Coca-Cola Ancora qualche spigolatura sulla campagna elettorale. A Denver la settimana ho ricevuto dagli organizzatori, con il pass, una borsa nera con lo stemma della Convention democratica e quello della Coca-Cola. A Minneapolis-St. Paul ho ricevuto la stessa borsa nera con il simbolo della Convention repubblicana e. quello della Coca-Cola. Capito? Entrambi i candidati promettono il rinnovamento e,via Internet, ricevono milioni di dollari dai sostenitori. Ultimi dati: in luglio McCain 47 milioni, Obama 50 milioni. Ma dietro le quinte l'influenza di K Steet, la via dei lobbisti a Washington, continua ad essere pressante e molte grandi aziende ancora una volta si cautelano sponsorizzando sia il partito dell'elefante sia quello dell'asinello. A Denver, ad esempio, due grandi industrie dell'industria della difesa hanno organizzato dei seminari per formare le nuove leve democratiche, mentre un giornalista dell'Abc è stato arrestato mentre tentava di filmare (stile le Iene) una riunione tra pezzi grossi del partito e un potente gruppo di finanziatori. Niente male per un leader moralizzatore e progressista. A St. Paul is business as usual: anche qui le lobbies imperano e nei corridoi della Convention incontri le solite facce.. del clan Bush. Ma McCain non era un anticonformista quasi indipendente? E' il sistema che li intrappola, come d'altronde anche nelle altri grandi democrazie occidentali. La politica costa troppo e rende prigionieri. Sono troppo pessimista se dico che anche questa volta chi si aspetta un vero rinnovamento rimarrà deluso? Il metodo americano non funziona e finisce per generare corruzione, quello italiano incentrato sul finanziamento pubblico nemmeno. Tra i grandi Paesi non ne vedo alcuno esemplare. Un problema senza soluzione? Scritto in democrazia, presidenziali usa Commenti ( 26 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 01Sep 08 L'uragano Gustav e gli errori dei media Usa Sono negli Stati Uniti, eppure mi sento fuori dal mondo. Ero a Denver (Colorado) e ora sono a St.Paul (Minnesota), ma da una decina di giorni non so più che cosa accade in Europa o in Asia. O meglio: lo so perché grazie a Internet leggo i siti del Vecchio Continente, ma guardando la Cnn americana e le altre tv, leggendo i giornali locali e Usa Today non avrei avuto nemmeno l'eco degli ultimi sviluppi in Georgia, né delle rinnovate polemiche tra Putin e l'Occidente. Il che mi suggerisce alcune considerazioni: 1) In queste condizioni lo spin (ovvero l'informazione condizionata o nei casi estremi manipolata) funziona benissimo e con estrema facilità, perché al cittadino, quancdo scoppiano delle crisi, mancano gli strumenti per valutare criticamente le notizie diramate dalla Casa Bianca. Questo spiega (lo sapevo già, ma ne ho avuto conferma) perché l'opinione pubblica americana ha impiegato molto più tempo di quella europea ad accorgersi delle bugie sull'Irak. 2) L'informazione è troppo americano-centrica, con alcune distorsioni clamorose. Da 24 ore pubbliche non si parla che dell'uragano Gustav, nel timore che si ripeta quanto accaduto con Kathrina tre anni. Il che è comprensibile, ma logica imporrebbe che si parlasse anche dei paesi dove Gustav ha già colpito: la Repubblica domenicana, Haiti, la Giamaica, Cuba. E con conseguenze tragiche: 70 morti, migliaia di feriti, centinaia di migliaia senza tetto. E invece niente o quasi: poche righe, scarse immagini televisive, non una parola di compassione o di semplice umana solidarietà. . Le principali tv americane sono viste nella maggior parte di questi Paese e sentirsi ignorati dalla superpotenza provoca rancore. Non mi meraviglio che ciò accada; mi meraviglio, piuttosto, che gli Usa reiterino lo stesso errore e non solo con Gustav. Accade in molte altre parti del mondo. E' un meccanismo infernale, che peraltro non rispetta il sentimento dell'americano medio, che una volta di più mi colpisce per la sua cordialità e la sua cortesia, anche in tempi di crisi economica. Eppure nè il governo, nè i media cambiano rotta. L'antiamericanismo nel mondo ha molte cause, ma i media Usa danno il loro contributo e tutt'altro che secondario. Purtroppo. O sbaglio? Scritto in gli usa e il mondo, giornalismo Commenti ( 25 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Aug 08 Barack Obama, una promessa o un'illusione? Visto dall'America, dove sono da qualche giorno per seguire le convention democratica e repubblicana, un altro Obama. L'opinione pubblica italiana, come quella europea, subisce ancora il fascino del candidato democratico; qui invece si diffondono i dubbi. Sì , Barack è un grande parlatore ed è molto affascinante. Fino a oggi gli è bastato promettere il cambiamento e invocare la speranza, per incantare gli elettori. Ma in una campagna che dura nove mesi, l'ipnosi collettiva da sola non basta. Occorre che Obama dia contenuto e spessore al proprio programma. Nei primi due giorni della convention questo non è avvenuto e infatti i sondaggi danno i due candidati alla pari. Domani notte Barack pronuncerà il discorso di accettazione: vedremo se riuscirà a imprimere la svolta che molti strateghi invocano. Intanto però la sua figura appare appannata. Nella sua biografia "i sogni di mio padre" , ad esempio, ha raccontato tante frottole proprio su suo padre, come spiego in questo articolo qualche giorno fa. Ma non solo: il mito di Obama che superando le barriere razziali emerge eroicamente in un mondo politico corrotto, appare esagerato e fuorviante. Esaminando l' attività politica svolta finora nel Senato dell'Illinois e in quello del Congresso americano emerge il profilo di un politico alquanto convenzionale; furbo e opportunista più che innovatore. Come fa Obama a proporre un cambiamento che lui stesso non ha mai applicato e, a quanto pare, al di là degli slogan nemmeno progettato? Intanto McCain attacca con spot molto efficaci . Il dubbio c'è: Obama è una promessa o un'illusione? AGGIORNAMENTO: Poco fa è terminato il discorso all'Invesco Field di Denver, Oama è stato spettacolare e arrembante e finalmente ha formulato proposte concrete, ma non ha sviluppato un discorso coerente. Anzi: è emersa la sua anima liberal (socialdemocratica) che certo non gli gioverà: promette più stato, più governo, e al contempo meno tasse per la classe media, ma i soldi dove li trova? Ha pronunciato slogan accattivanti ma poco credibili sulla fine della dipendenza dal petrolio entro dieci anni e ha sferrato attacchi troppo duri contro McCain su un terreno a lui non favorevole, politica estera e sicurezza. Infine: si è comportato da star in una scenografia hollywwodiana con fuochi d'artificio finali, un trionfalismo inopportuno perché prematuto e dunque arrogante. I dubbi su Obama aumentano. Intanto Veltroni e Rutelli vanno a caccia di popolarità a Denver, con risvolti divertenti, come racconto in questo articolo. Scritto in presidenziali usa Commenti ( 68 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Aug 08 L'educazione dei figli, tra utopie e piccolissime virtù E' capitato, in qualche post, di parlare un tema fondamentale e delicato come quello dell'educazione dei figli. Ora un caro amico, Giovanni Scirocco, mi segnala questo brano di Natalia Ginzburg, che propongo sul blog perché offre molti spunti di riflessione: Per quanto riguarda l'educazione dei figli, penso che si debbano insegnar loro non le piccole virtù, ma le grandi. Non il risparmio, ma la generosità e l'indifferenza al denaro; non la prudenza, ma il coraggio e lo sprezzo del pericolo; non l'astuzia, ma la schiettezza e l'amore alla verità; non la diplomazia, ma l'amore al prossimo e all'abnegazione; non il desiderio del successo, ma il desiderio di essere e di sapere. Di solito invece facciamo il contrario: ci affrettiamo a insegnare il rispetto per le piccole virtù, fondando su di esse tutto il nostro sistema educativo. Scegliamo, in questo modo, la via più comoda: perché le piccole virtù non racchiudono alcun pericolo materiale, e anzi tengono al riparo dai colpi della fortuna (.) L'educazione non è che un certo rapporto che stabiliamo fra noi e i nostri figli, un certo clima in cui fioriscono i sentimenti, gli istinti, i pensieri. Ora io credo che un clima tutto ispirato al rispetto per le piccole virtù maturi insensibilmente al cinismo, o alla paura di vivere. Le piccole virtù, in se stesse, non hanno nulla da fare col cinismo, o con la paura di vivere: ma tutte insieme, e senza le grandi, generano un'atmosfera che porta a quelle conseguenze (.) Il modo di esercitare le piccole virtù, in misura temperata e quando sia del tutto indispensabile, l'uomo può trovarlo intorno a sé e berlo nell'aria: perché le piccole virtù sono di un ordine assai comune e diffuso tra gli uomini. Ma le grandi virtù, quelle non si respirano nell'aria: e debbono essere la prima sostanza del nostro rapporto coi nostri figli, il primo fondamento dell'educazione. Inoltre, il grande può anche contenere il piccolo: ma il piccolo, per legge di natura, non può in alcun modo contenere il grande. Domanda a tutti voi: la Ginzburg ha ragione? Personalmente ritengo la citazione bella ma un po' troppo in bianco e nero. Seguendo quel che dice la Ginzburg si rischia di far crescere dei piccoli esaltati, fuori dal mondo; d'accordo sulla necessità di coltivare l'amore, la generosità, l'abnegazione, ma ritengo che queste siano virtù ancora più grandi se abbinate all'equilibrio interiore e all'armonia con se stessi. Questa è, secondo me, la vera sfida. Scritto in Italia, Varie Commenti ( 28 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Aug 08 L'America è debole e il mondo ne approfitta. Per sempre? Dopo la Russia, altre brutte notizie per l'Occidente. Il terrorismo islamico si è risvegliato: attentati in Algeria, ripresa dei kamikaze in Irak, i talebani all'offensiva in Afghanistan, dove hanno ucciso 10 soldati francesi, non sono mai stati così vicini alla capitale Kabul. Intanto, in Pakistan gli Usa perdono il fido Musharraf e mentre il mondo pensa alle Olimpiadi, la Cina prosegue la penetrazione in Africa. Come previsto l'opposizione alla Russia in Georgia è risultata sterile e Mosca continua a gestire la situazione a proprio piacimento (e infatti oggi l'Abkhazia ha chiesto l'indipendenza). L'accordo firmato dalla Rice con la Polonia per la fornitura di missili nell'ambito del progetto di scudo spaziale non proietta un'immagine di forza, bensì, per la fretta che ha caratterizzato le ultime trattative, di ansia. L'America è in disagio e la sua debolezza evidente: ho l'impressione che molti dei suoi antagonisti ne stiano approfittando per conquistare fette di potere o per rialzare la testa. Fino a dove si spingeranno? La debolezza geostrategica americana è strutturale o transitoria? Basterà un nuovo presidente a ridare lo smalto perduto? Come paiono lontani i tempi dell'America arrembante, eppure era appena il 2003. Scritto in gli usa e il mondo Commenti ( 66 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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"Sindacati a palazzo Chigi per firmare" Corteo di protesta dei lavoratori (sezione: Alitalia 2)

( da "Quotidiano.net" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

I leader di Cgil, Cisl, Uil e Ugl convocati per questa sera alle 20. Secondo fonti vicine al dossier si dovrebbe ratificare l'accordo per dare il via libera al salvataggio della compagnia

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L'accordo riguarda il piano e il contratto che dovrebbe essere quello di categoria e che diventerebbe il contratto collettivo di lavoro valido per tutti i dipendenti della compagnia. La firma dovrebbe consentire a Cai di procedere, tenendo conto che l'offerta scade il 30 settembre (rpt settembre), e cosi' ci sarebbe il tempo per espletare tutte le procedure comprese quelle europee e gli accordi internazionali. In sostanza, stasera potrebbe essere approvata la cornice dell'operazione. IL CORTEO Sono centinaia i lavoratori di Alitalia appartenenti alle sigle autonome Sdl, Apac, Avia, Anpav e Up, che stanno sfilando pacificamente in questi minuti per via del Tritone dopo aver lasciato la sede del ministero di via Veneto. I lavoratori si sono mossi in un corteo pacifico per recarsi davanti a palazzo Chigi dove attendono risposte da parte del Governo alla richiesta di una convocazione che riguardi le loro sigle. I rappresentanti sindacali non hanno escluso il rischio di blocchi ai voli nel caso non arrivi immediata la convocazione. Tra la folla dei lavoratori sfilano hostess, steward, piloti, anche in divisa e lavoratori del personale di terra urlando slogan di protesta contro il Governo e i sindacati confederali: "Meglio falliti che in mano a sti' banditi". VOLI A RISCHIO Se non ci saranno risposte immediate da parte del governo l'Sdl non può escludere proteste che mettano rischio l'operatività dei voli. Lo ha affermato Paolo Maras,coordinatore nazionale dell'Sdl, che al momento sta guidando il corteo delle sigle autonome di Alitalia verso Montecitorio. Sdl, Anpac, Avia, Up e Anpav non sono infatti state convocate dal governo sulla vertenza Alitalia. SCAJOLA "Nella notte c'è stata qualche ulteriore apertura: mille persone in più che verrebbero assunte, qualche volo in più che verrebbe garantito, una retribuzione contrattuale maggiormente aperta. Mi sembrano le precondizioni che potrebbero portare all'accordo e mi auguro vivamente che possa essere così. Il tempo sta per scadere". Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola a margine del convegno sulla contraffazione in corso a Napoli. "Abbiamo il problema di non avere i mezzi - ha proseguito Scajola - la benzina negli aerei, c'è una situazione di difficoltà con gli slot, in tanti scali italiani, europei e internazionali". Il ministro ha ricordato "è una vertenza difficile. Si richiedono sacrifici ai dipendenti - ha aggiunto - ma abbiamo il dovere di salvare il volo dell'Italia e di salvare la stragrande maggioranza dei dipendenti che sennò salterebbero, andrebbero fuori. La vertenza deve essere chiara: da una parte c'è una sola proposta perchè non sono arrivate altre proposte. Dall'altra parte c'è il fallimento dell'azienda e tutti a casa. La trattativa cerca di migliorare alcuni aspetti chiedendo sacrifici agli uni e agli altri. La mediazione del governo è intesa in questo modo". "Il tempo è scaduto - ha ribadito il ministro - ci sono poche ore davanti. Mi auguro che si riesca a limare quel poco che si può ancora limare per trovare una buona soluzione che oltretutto permette di avviare la seconda fase, cioè che coloro che non trovano collocazione nella nuova cordata possano ottenere possibilità di ripresa nel mondo del lavoro con la costituzione di nuove società. Penso a quella del Cargo e di Atitech che possa permettere con l'inserimento anche di quote di minoranza della nuova Alitalia un nuovo percorso". Sindacati divisi, ma si trattaQuale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico 15/09/2008 11:55 alchimista Un carrozzone come alitalia non lo vuole nessuno. Anni di cattiva gestione, assenteismo, scarsa produttività, privilegi, menefreghismo nei confronti di una clientela sempre più disaffezionata, sindacalismo velleitario e ottuso non possono sortire che il fallimento. I sindacati, confederali e soprattutto autonomi, dovrebbero farsi un bell'esame di coscienza, come tutti i dipendenti, in particolar modo i tanti privilegiati con uno stipendio netto, carico di indennità, ben superiore a quello dei dipendenti della Klm, della Airfrance o della Ryanair. Il fallimento sarà un sollievo per i poveri contribuenti che per anni sono stati spennati per mantenere il carrozzone e i privilegiati. Cari dipendenti alitalia, quelli che di voi vogliono mantenere un lavoro, si mettano a lavorare sul serio, dimentichino i privilegi di cui godono e soprattutto trattino il cliente come qualcuno che paga prima di tutto per non essere lasciato a piedi in aeroporto!. 15/09/2008 12:27 inqbo fallimento, per piacere : ci è già costata fin troppo. poi dopo se qualcuno vorrà acquistare qualcosa, vada dal curatore. e i dipendenti verranno assunti in base alla loro professionalità, quelli che ce l'hanno e non hanno mangiato e basta... 15/09/2008 13:28 Aldebaran Tutti a casa, tutti a casa, e grazie ai sindacati , come dice feltri, "hanno fatto un capolavoro".... Non e' possibile che siano 20 anni che L'italia tutta li deve sovvenzionare, e questi ( il doppio degli assunti della Luftansa, anche se la stessa e' tre volte l'alitalia ), si permettono di fare gli schizzinosi.... "solo 1400 euro al mese?..ma io fallisco con questa miseria, e poi ci chiedono di volare 900 ore l'anno " PS 900 ore l'anno e' il massimo che si puo' volare in un anno, che le altre compagnie rispettano, mentre i "nostri" hanno una redditivita' di circa 470 ore/anno... come si puo' pensare di continuare a legare i cani con la salsiccia ?... 15/09/2008 13:47 gabriele in tv si sentiva gente protestare e dire che era meglio il fallimento che accettare le propeste del governo. certa gente si dovrebbe vergognare e si meriterebbe di rimanere a casa senza lavoro per davvero. basta sprecare soldi per questi fannulloni 15/09/2008 13:56 IL CAMMELLO Ma quando si renderanno conto i sigg. piloti ed assistenti di volo, che è finito il tempo delle vacche grasse ? Sono due categorie che hanno sempre guadagnato molto di pi più di tutte le compagnie aeree europee. Ora basta, cedete e rientrate nella normalità, altrimenti l'aziensa fallisce. Allora non avrete neppure il giusto ! Però, avrete sulla coscienza il licenziamento di tutti vostri colleghi, se ve ne interessa qualcosa ! 15/09/2008 14:20 pierluigi il fallimento si ripercuterà sul turismo italiano una compagnia aerea serve al prestigio di una nazione come la nostra! Una cordata italiana di imprenditori con a cuore l'italianità del marchio ed anche l'economia dell'azienda potrà far rinascere questa compagnia eliminando tutti quei clientelismi politici che l'hanno portata a questa catastrofe. 15/09/2008 14:28 roberto tecnicamente fallita,allora facciamola fallire. nessuno di coloro che volano per lavoro piangeranno.....sono anni che non voliamo più alitalia...conosciuta come "sempre in ritardo ovunque nel mondo".non vogliamo pagare tasse per salvataggi vogliamo pagare tasse per opere pubbliche e servizi economici,efficaci ed efficenti.Berlusconi sei o non sei un liberale?La bandiera tutte chiacchere, se c'è bisogno di voli vengono tutti a farci volare. 15/09/2008 15:36 Vittorio in questo miserabile accanimento terapeutico su un cadavere, si odono i lamenti dei vermi che se ne nutrono. Sono presenti 8 commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora! Nome: Email: Commento: Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro consenso al trattamento dei dati consenso allargato I commenti inviati vengono pubblicati solo dopo esser stati approvati dalla redazione Tuo nome: Tua email: Nome amico: Email amico: Testo dell'email: Invia una copia anche al tuo indirizzo di posta Riscrivi il codice che compare qui sopra: Se il codice risultasse illeggibile CLICCA QUI per generarne un altro Cerca su Quotidiano.net nel Web Più commentati Commenti Sondaggi L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche per la fisica italiana (128 commenti) Via libera al ddl Carfagna "Arresto per i clienti delle lucciole" (113 commenti) La trattativa è appesa a un filo Matteoli: il Governo farà il possibile (87 commenti) Pm contro Guzzanti Archiviazione per Grillo (62 commenti) Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!" 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Accordo quadro: Alitalia riparte con 60 nuovi aerei (sezione: Alitalia 2)

( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

N. 37 del 2008-09-15 pagina 0 Accordo quadro: Alitalia riparte con 60 nuovi aerei di Redazione Un organico di 12.500 lavoratori, l'acquisizione di 60 nuovi aerei, una capitalizzazione iniziale di almeno un miliardo di euro e pareggio operativo in poco più di due anni. Questi gli elementi principali dell'accordo firmato da governo, Cai e organizzazioni confederali Roma - Un organico di 12.500 lavoratori, l'acquisizione di 60 nuovi aerei, una capitalizzazione iniziale di almeno un miliardo di euro e il conseguimento del pareggio operativo in poco più di due anni. Questi gli elementi principali dell'accordo quadro sulla nuova Alitalia firmato da governo, Cai e organizzazioni confederali. La Cai, si legge nel testo dell'accordo sul piano industriale 2009-2013, "intende dare vita ad una nuova Compagnia aerea di profilo internazionale, con caratteristiche ed obiettivi di competitività e sostenibilità attraverso la realizzazione di un piano industriale fortemente orientato al mercato, con una posizione di leadership domestica, un network completo nel breve e medio lungo raggio, una flotta moderna ed efficiente e un nuovo modello operativo". Leadership nel mercato domestico La Newco prevede anche un "presidio del mercato di breve-medio raggio basato sulla leadership del mercato domestico, la creazione di nuove basi territoriali, un ruolo di operatore di riferimento per i principali aeroporti italiani ed un livello di eccellenza in termini operativi e di costo" e "un posizionamento chiaro e sostenibile nel lungo raggio, focalizzato sui propri flussi naturali di traffico e sulle sinergie di mercato e di network conseguibili attraverso una partnership europea, capitalizzando il valore del mercato italiano e la forte discontinuità che la nuova compagnia rappresenta". Azienda integrata Inoltre i punti sono: "un assetto organizzativo tipico di una azienda integrata - incluse le attività manutentive e di handling - e con una struttura centrale di indirizzo strategico, dotata di funzioni gestionali complete, basata in Italia" e "obiettivi di business consistenti e realistici (consolidamento delle attuali quote di mercato, volumi crescenti di traffico, crescita costante dei ricavi con particolare riferimento al segmento intercontinentale)". Voli internazionali Il piano "potrà peraltro essere integrato, nella fase di implementazione operativa, secondo le seguenti direttrici: ulteriore rafforzamento del network domestico e internazionale a presidio delle quote di mercato, nei confronti in particolare dei competitor low cost; sviluppo di ulteriori rotte intercontinentali sulla base del miglioramento della capacità di marketing e vendita, di qualità del servizio e della conseguente maggiore penetrazione nei mercati di riferimento; espansioni del network nell'ambito del miglioramento dell'attuale congiuntura economica e di un positivo andamento nei prezzi del petrolio; ulteriore consolidamento e rafforzamento della flotta regional a supporto delle attività di federaggio e traffico regionale. Passeggeri Il piano prevede anche "la concentrazione delle attività della nuova società sul trasporto passeggeri, includendo le attività di volo, di terra, di manutenzione di linea e leggera, quelle di ground handling nonchè le strutture centrali di servizio (amministrativo, informatico). Per le attività full cargo e di manutenzione pesante societarizzate è prevista una partecipazione minoritaria di Cai". Partner internazionale di minoranza Sulla base dell'accordo "i soci di Cai si impegnano a conservare le proprie partecipazioni nella società per un periodo di 5 anni e, nel caso di quotazione in Borsa comunquenon prevedibile prima di 3 anni, si impegnano altresì a mantenere la maggioranza assoluta (oltre il 51%) del capitale ad azionisti italiani. Essi dichiarano altresì la volontà di individuare, quale elemento qualificante del progetto, un partner industriale internazionale, prevedendo anche la possibilità che questo partecipi al capitale della società con una quota di minoranza e in ogni caso non superiore a quella massima riservata agli attuali soci". Assunzioni: 12.500 Cai "organizzerà in una nuova società secondo forme organizzative originali i cespiti aziendali materiali e immateriali acquisiti da società in amministrazione straordinaria e dalla società Air One con l'assunzione di 12.500 connesse risorse umane; procederà a selezionare le risorse umane in coerenza con le esigenze del nuovo progetto industriale e dei nuovi assetti organizzativi nonchè con i criteri definiti da un'intesa tra le parti entro il 30 settembre 2008. Ciò premesso, le parti convengono che Cai potrà non procedere alla assunzione di coloro che matureranno i requisiti di accesso alle prestazioni previdenziali nell'arco di tempo - sommato al periodo di preavviso- di fruizione degli strumenti di integrazione del reddito che potranno essere attivati prima e dopo la risoluzione del rapporto di lavoro nelle rispettive amministrazioni straordinarie. Per questi lavoratori verrà attivata la cassa integrazione guadagni straordinaria". Full cargo Le attività full cargo di Alitalia e delle altre società del gruppo in Amministrazione straordinaria "verranno cedute dal Commissario ad operatori qualificati sulla base della migliore offerta, secondo i criteri e le modalità di cui al comma 10, art.1, del DL 134/08. Vista l'opportunità di mercato correlate a tale business e considerato il potenziale di sinergie con la propria attività, Cai si impegna ad entrare nel capitale della società che eserciterà l'attività con una significativa quota di minoranza e a stipulare un accordo di partnership strategica rivolto allo sviluppo delle attività 'Full Cargo' e 'Belly', in un ottica di presidio del mercato di riferimento e di sostenibilità economica". Cassa integrazione Per tutti i lavoratori delle società interessate "inclusa Air One, per i quali si renda necessario intervenire con misure di sostegno al reddito, saranno attivati gli strumenti della cassa integrazione guadagni straordinaria e della mobilità, previsti dalle vigenti disposizioni di legge in materia ed in particolare dal D.L. n.134/2008 che prevede un intervento di sostegno per complessivi 7 anni, di cui 4 di cigs e 3 di mobilità. Le tutele saranno incrementate con una indennità idonea a far ottenere a ciascun lavoratore l'80% della retribuzione media percepita nei 12 mesi precedenti la collocazione in cigs o in mobilità. A tal fine il fondo speciale per il sostegno al reddito dei dipendenti del sistema aeroportuale verrà aumentato nella misura massima di due euro a biglietto, anche prevedendo meccanismi idonei ad assicurare i corrispondenti trasferimenti al Fondo e la eventuale semplificazione delle procedure di trasferimento delle risorse all'Inps. Contratti a tempo determinato La deroga relativa alla possibilità di attivare contratti a tempo determinato durante l'utilizzo della cigs - già prevista per i contratti di solidarietà dei vettori e per la cigs in deroga delle società di gestione del sistema aeroportuale- verrà estesa ai vettori ed alle società derivate. Nell'ambito temporale del quadriennio di cigs, sarà favorito, unitamente ad altre forme di lavoro temporaneo, il distacco o il comando presso altre imprese sulla base di funzioni equipollenti, alla cui scadenza i lavoratori rientreranno in cigs. I lavoratori in mobilità potranno svolgere lavoro a tempo determinato e avranno diritto alla scadenza del contratto a rientrare in mobilità utilizzando i periodi di indennità non goduti. In caso di assunzione a tempo indeterminato, il lavoratore che viene licenziato per motivi oggettivi ha diritto a rientrare in mobilità usufruendo della relativa indennità per il periodo non goduto, decurtato del periodo di lavoro. Le norme in materia di cigs saranno adeguate al fine di consentire ai lavoratori in cigs, assunti a tempo indeterminato e licenziati per motivi oggettivi, di rientrare nell'ambito temporale del quadriennio, nel programma di cigs". Reinserimento lavorativo Nel piano si ribadisce "il diritto dovere per i lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali, sulla base della stipula di apposito patto di servizio, di partecipare attivamente a idonei percorsi di reinserimento lavorativo. A tal fine verrà promosso un apposito programma volto al reimpiego dei lavoratori, che terrà conto delle professionalità dei medesimi, attraverso l'utilizzo di Italia Lavoro per la realizzazione delle azioni previste dal programma stesso. Indotto "I lavoratori dell'indotto per i quali si sia determinata una interruzione o cessazione dell'attività lavorativa determinata dai processi di riorganizzazione produttiva di cui alla presente intesa saranno tutelati attraverso gli strumenti ordinari o 'in deroga' di integrazione del reddito, garantendone il Governo le relative risorse finanziarie. Le parti si impegnano ad una periodica consultazione per l'attuazione del presente accordo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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DEBOLE (sezione: Alitalia 2)

( da "Stampa, La" del 15-09-2008)

Argomenti: Alitalia

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo. Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo, e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa: "Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto, infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi sporgenti come quelli dei ghiri e tace.

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