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T ARTICOLI DEL 15 settembre
2008 #TOP
IN EVIDENZA
Alitalia, al lavoro nella notte per un accordo quadro
Da oggi voli a rischio. La convulsa giornata di sabato
LA STORIA
Quando Swissair rimase "a terra" di
Lino Terlizzi
Radio 24 / Che fine fanno
biglietti acquistati e millemiglia
Alitalia, l'ipotesi B con Lufthansa o British A.
Alitalia, rottura su tagli e salari
ANALISI
Non è più tempo di veti di Franco Locatelli
C'è
"condivisione" di Cgil, Cisl, Uil e Ugl sulla proposta di accordo
quadro per il salvataggio di Alitalia emersa negli incontri con il Governo e la
Cai. Lo affermano fonti del ministero del Welfare, spiegando che l'accordo
contiene il piano industriale ma non c'è un riferimento immediato al contratto.
L'accordo quadro è quindi "un passo avanti".
Tra i punti dell'accordo quadro, l'incremento a 12.500 degli assunti nella
nuova Alitalia, mille in più rispetto a quelli previsti nella prima proposta
della Cai. Questi 1.500 lavoratori saranno così distribuiti: 1.550 piloti,
3.300 assistenti di volo, 7.650 operai, impiegati, quadri e dirigenti. «Cai -
si legge nell'accordo quadro, - ai fini della realizzazione del piano
industriale, organizzerà in una nuova società secondo forme organizzative
orginali i cespiti aziendali materiali e i materiali acquisiti da società in
amministrazione straordinara e dalla società Air One con l'assunzione di 2.500
connesse risorse umane». Il piano prevede una capitalizzazione iniziale di un
miliardo e l'obiettivo di raggiungere il break even operativo in due anni.
L'accordo conferma poi l'impiego alla stabilità dell'azionariato per 5 anni, o
al mantenimento del controllo in caso di quotazione in Borsa, comunque non
prima di tre anni. E l'obiettivo di un accordo con un partner internazionale
che entri con una quota di minoranza.
«È stata una giornata sicuramente faticosa con qualche risultato non soltanto
per i nostri lavoratori, ora bisogna proseguire nel lavoro». Lo ha detto nella
notte il ministro delle Infrastrutture e Trasporti, Altero Matteoli, al termine
di quella che ha definito una «giornata sicuramente faticosa in cui abbiamo
raggiunto qualche risultato».
Nel sottolineare che c'è stata la condivisione sull'accordo quadro che parla
del piano industriale, Matteoli ha aggiunto che ora «bisogna parlare con le
altre categorie ed affrontare anche gli aspetti contrattuali».
Per il leader della Cgil, Guglielmo Epifani, è stato fatto un primo passo ed
ora «senza ultimatum si continuerà a lavorare fino a quando - dice - riusciremo
a trovare un accordo».
Ma i sindacati sono divisi: secondo gli autonomi, il documento è nato da un
confronto non aperto a tutte le sigle, e per questo motivo giudicato «inutile e
provocatorio», niente più che «carta straccia», dalle sigle autonome che
rappresentano la maggior parte dei piloti e degli assistenti di volo: Anpac,
Up, Avia, Anpav e SdL, che con documento unitario contestano «la scellerata
messa in scena del sindacato confederale e del ministero del Lavoro tesa a
produrre un documento precostituito da sottoporre alle rappresentanze
indipendenti del gruppo Alitalia».
È «carta straccia» per la SdL. Mentre per i piloti dell'Anpac è «molto grave la
chiusura di un accordo senza aver coinvolto le sigle che rappresentano la
grande maggioranza dei lavoratori del gruppo Alitalia». Duro l'attacco al
ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi: una gestione «scellerata», per le sigle
autonome.
Il confronto è durato per ore ed ore nella sede del ministero del Lavoro. Ed è
andato avanti anche nella notte mentre le altre sigle sindacali attendevano,
presso una sede secondaria del ministero, l'inizio della trattativa formale con
tutte le organizzazioni sindacali, convocata prima alle 18 di ieri sera, poi
alle 19, poi slittata ancora alle 22. E mai avviata. Il confronto proseguirà
oggi alle 11, con un nuovo incontro con Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Alle altre sigle
è stata preannunciata una convocazione per un incontro che, probabilmente, si
terrà nel primo pomeriggio.
Qualche centinaio di dipendenti di Alitalia ha atteso fino a tarda notte, in
strada, l'avvio della trattativa formale che poi non è partita: fischi e contestazioni
per il commissario straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, ma anche slogan
contro il presidente del Consiglio ed il ministro del Lavoro, ed un forte
pressing sui sindacati perchè non accettino il piano proposto.
·
Articoli
Alitalia 2
(50)
ABerlusconi
vola a zig zag ( da "Manifesto, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia,
comprese diverse hostess con i loto bambini, hanno dato vita a un corteo
interno al terminal di Fiumicino. Man mano che diventa evidente l'impasse della
politica, gli animi cominciano a scaldarsi. Le nove sigle sindacali (Cgil,
Cisl, Uil, Ugl, Anpac, Sdl, Anpav, Avia, Up) si sono trovate davanti un
commissario straordinario più drammatizzante del solito,
Alitalia, il no dei piloti ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
autonomi
rifiutano Alitalia, il no dei piloti Frenetica trattativa nella notte. Scontro
Sacconi-Epifani ROMA - Trattative a oltranza nella notte tra governo e
sindacati per la vertenza Alitalia, ma la rabbia dei piloti rischia di far
saltare l'intesa. Dopo una giornata di incontri informali, il ministro del
Lavoro Sacconi ha convocato solo le organizzazioni sindacali confederali,
Scaroni: stop kerosene se non ci pagano cash ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
quando Volare
(controllata di Alitalia) ha chiesto all'Eni un rifornimento di carburante,
proponendo di pagare con qualche mese di ritardo. "Ho chiamato Fantozzi
(commissario straordinario di Alitalia n.d.r) ? dice Scaroni- e gli ho detto
che non era possibile, che ero obbligato ad accettare solo pagamenti
cash".
Lo scoglio è sugli esuberi, quasi fatta sui salari -
luisa grion ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
L'ennesima,
confusa, drammatica notte di Alitalia si è aperta su un groviglio di nodi
ancora tutti da sciogliere. Una matassa dalla quale si sta faticosamente
tentando di far emergere un "quadro unico" che delinei la nuova
compagnia, quella che erediterebbe la parte "buona" della
"vecchia" Alitalia.
Alitalia, i piloti dicono "no" lite tra
sacconi ed epifani - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
A questo
rischio vanno sommati i guai quotidiani cui deve far fronte il commissario
straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi darà oggi il via alle iniziative
annunciate nei giorni scorsi: partiranno quindi le prime lettere di messa in
mobilità per gli equipaggi impegnati fino ad aprile scorso su 34 velivoli
Alitalia messi a terra per contenere i costi.
La minaccia di aquila selvaggia "se ci escludete
blocchiamo i voli" - roberto mania ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
la vertenza
Alitalia è stata anche questo. Anche per questo potrebbe ancora precipitare. E
intanto non ci sono più ultimatum. La strategia del governo impersonificata dal
titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, e sostenuta dalla Cai di Roberto
Colaninno e Rocco Sabelli, nonché da Banca Intesa di Corrado Passera, e con il
placet della Cisl di Raffaele Bonanni,
Fassino e il pd, una ricetta per genova - wanda valli ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Su Alitalia,
Piero Fassino accusa il centrodestra "di gestione spregiudicata" di
tutta la vicenda, nega che nel Pd qualcuno faccia il tifo per il fallimento
della cordata Cai, ma avverte: "Il peso di questo insuccesso sarà pagato
in buona parte dagli italiani".
Fischi e insulti: questi ci tradiscono - ferdinando
giugliano maria elena vincenzi ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Questi gli
obiettivi della rabbia dei dipendenti Alitalia, una rabbia che, covata per
tutta la giornata, è esplosa in serata a via Fornovo, fuori alla sede del
Ministero del Lavoro. Rabbia, ma anche e soprattutto paura, di vedere le
proprie professionalità buttate via e di essere esclusi dalla trattativa che ha
al centro il loro futuro.
In tutto il mondo compagnie a rischio bruciano 14
milioni di dollari al giorno - valentina conte ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
E non solo
per Alitalia. Il settore soffre e perde ovunque nel mondo. Utili e passeggeri
seguono le curve di cherosene e carovita. Ma all'inverso: il petrolio schizza,
la recessione avanza e le compagnie aeree (di linea e low cost) bruciano 14
milioni di dollari al giorno.
"sono la persona giusta per risolvere i
problemi" - genova ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
dell'Alitalia.
Rijkaard può aspettare: decideranno le prossime partite, giovedì prossimo in
Coppa Uefa al Meazza con lo Zurigo, e soprattutto il derby del 28 settembre e
il ritorno a Zurigo il 2 ottobre, anche se la linea ufficiale della società è
che, per carità, da sempre conta prima il gioco e poi, casomai,
Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
skytg24 sera
Si discute con Maria Latella della crisi e del futuro dell'Alitalia. SkyTG24
22.35 SIGUR ROS LIVE@moma Il concerto del gruppo islandese al Museum of Modern
Art di New York inaugura la stagione di Current Tv. Current tv 23.00 scorie
Terza edizione di Scorie, il programma su tutto quello che la tv cerca di
occultare, protagonisti Nicola Savino, Digei Angelo e Rocco Tanica.
Formula uno la ferrari va ma i piloti? - le
responsabilita' su alitalia: oltre 90mila voti ( da "Repubblica, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
R2 Meteo Blog
Il video Repubblica Tv Estate finita Pioggia e temporali Tutte le previsioni
Una fiction francese sulla love story Bruni-Sarkozy Campionato Linea aperta con
Gianni Mura Formula Uno la Ferrari va Ma i piloti? In fila a Roma per il
casting dei grandi musical LE RESPONSABILITA' SU ALITALIA: OLTRE 90MILA VOTI.
Passato l'uragano, sabato all'imbrunire, il direttore
operativo di Caselle ha guardato la ( da "Stampa, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
su qualche
volo sia da Air One che da Alitalia. Alcune compagnie, come Air France, hanno
scelto anche di operare con aerei di maggior capacità, per poter ospitare senza
problemi chi aveva rinunciato a partire sabato. Erano stati molti i passeggeri
(almeno un centinaio) che sabato avevano spontaneamente rinunciato al decollo,
una volta resisi conto della paurosa situazione meteo.
Ultima chiamata per Alitalia ( da "Stampa, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Oggi voli
regolari Ultima chiamata per Alitalia Trattativa notturna alla ricerca di un
accordo. Verso il sì dei confederali Per Alitalia i tempi stringono. La
trattativa per salvare la compagnia è proseguita ad oltranza. Il governo ha
messo in atto una mediazione che permettesse ai sindacati di accettare il nuovo
contratto di lavoro e il piano industriale.
ALITALIASi tratta nella notte, braccio di ferro con i
sindacati ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
UNA LUNGA
NOTTE di incontri per trovare una soluzione al caso Alitalia. Il governo punta
a un "accordo quadro" con Cgil, Cisl e Uil, ma la tensione è alta. Le
sigle autonome di piloti e assistenti di volo lamentano la loro esclusione
dalla trattativa. Di Giovanni, Rossi, Lombardo e Ugolini alle pagine 4 e 5.
Di Pietro: non ci faremo annettere Il nostro alleato
deve confrontarsi con noi. Siamo la lega dei valori ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e rimandare a
casa Berlusconi che anche nella vicenda Alitalia "si è comportato come il
mago Do Nascimento" e dovrà rispondere "del danno erariale che ha
arrecato alle casse dello Stato". Il ricorso alla Corte dei Conti è
pronto. È in undici punti il programma che Di Pietro ha illustrato e su cui
intende procedere senza indugi.
Auguri, la nostra Iberia ora va bene ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per il caso
Alitalia. L'ex primo ministro spagnolo ricorda di aver affrontato, da capo del
governo, la questione della compagnia di bandiera spagnola Iberia: "È
stata privatizzata - ha detto - è entrata British Airwais ed ora va bene. In
queste situazioni non prendere decisioni è la peggiore delle soluzioni
possibili".
Oggi previste 279 partenze ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Gli aerei
Alitalia hanno continuato a decollare e atterrare regolarmente nello scalo
romano di Fiumicino. Al Leonardo da VInci, dalle 6 di questa mattina e fino
alle 20, non si sono registrate variazioni d'orario significative rispetto
all'operativo voli Alitalia.
A firmare accordi impossibili ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
equazione
Alitalia-Fiat sta però poco in piedi. Non so, infatti, che caratteristiche
avrebbe una manifestazione di massa sul caso Alitalia oggi. Ho il sospetto che
sotto accusa potrebbero e dovrebbero finire innanzitutto quelli che per vincere
l'ultima campagna elettorale avevano promesso un futuro radioso alla Compagnia
di bandiera.
I piloti: traditi da Berlusconi E minacciano il blocco
dei cieli ( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Quando Berti
si prepara all'incontro finale (la storia Alitalia è fitta di incontri
"finali") sa già che alcuni ostacoli sono ancora tutti da superare.
Soprattutto quello della reppresentanza: Anpac e Up non vogliono la
rappresentanza sindacale unitaria. Per loro devono restare le associazioni.
Atteggiamento corporativo?
Dura contestazione al commissario Fantozzi ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Diverse
centinaia di dipendenti di Alitalia si sono spontaneamente riunite in via
Fornovo, a Roma, di fronte ad una delle sedi secondarie del ministero del
Lavoro dov'era prevista la ripresa della trattativa formale sul piano di
salvataggio per Alitalia. All'arrivo del commissario straordinario della
compagnia, Augusto Fantozzi, lo hanno contestato.
Berlusconi preoccupatissimo per il suo possibile
fallimento Il premier affida la regia del negoziato al sottosegretario Letta,
la sua battaglia per l'italianità costa cara ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
italianità
costa cara di Natalia Lombardo/ Roma LO SPETTRO Ha delegato tutta la partita
Alitalia a Gianni Letta, il premier "proccupatissimo" per la
trattativa Alitalia che è proseguita ieri, presente anche il segretario
generale della Cgil Epifani, già predestinato da Berlusconi come il
responsabile, insieme al Pd, di un eventuale fallimento.
Alitalia, l'accordo è ancora in bilico Nella notte
scontro tra Sacconi ed Epifani. Voci di intesa, poi smentite. Ipotesi di un
rinvio ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Per chiudere
la partita Alitalia con i sindacati ieri il governo ha giocato il tutto per
tutto. Arrivando a cambiare la natura del confronto. Senza però successo. Anzi,
creando ancora di più tensioni tra i lavoratori di Alitalia, la cui sorte è
appesa ora una sottilissimo filo.
La pericolosa deriva del berlusconismo ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia è,
da questo punto di vista, una vicenda esemplare. Quando a marzo la crisi era già
aperta, l'acquisto di Alitalia da parte di Air France era ancora possibile. La
trattativa era in corso, il governo Prodi cercò in tutti i modi di facilitarla
e Berlusconi, dall'opposizione, fece di tutto per farla fallire promettendo una
cordata italiana di cui lui personalmente sapeva (
Otis, Cagi, Tastex ecco la recessione ( da "Unita, L'" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è solo
Alitalia nel drammatico panorama sociale del Paese. Anche se qui sono puntati
gli occhi di tutti. Perché qui si consuma una vicenda emblematica di
malgoverno. Basta però sollevare lo sguardo, magari sfogliare i quotidiani
delle tante province italiane e accorgersi di una catena infinita di piccoli e
grandi drammi del lavoro.
Linate, crisi Alitalia I lavoratori <Viviamo alla
giornata> ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
crisi
Alitalia I lavoratori "Viviamo alla giornata" Ore di attesa allo
scalo di Linate. Voli regolari, ma "si vive alla giornata", dicono
alcuni operatori. Quella di ieri è stata una giornata di grande traffico a
Linate. "Anche grazie al Gran Premio", commentava una hostess,
indicando le comitive di ferraristi.
Alitalia, primo sì dei sindacati ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
per adesso
niente voli a rischio, ma è una lotta contro il tempo Alitalia, primo sì dei
sindacati Accordo quadro di confederali e Ugl. Oggi si tratta con i piloti ROMA
- Trattative a oltranza per un accordo tra la Compagnia aerea italiana (Cai) e
i sindacati. Rischio fallimento e rischio caos. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro.
Alitalia Il confronto ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano -
data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il confronto
Critiche dal Pd: anche un'intesa non è risolutiva Secondo il Partito
democratico, che da sempre attacca il disegno del governo, in realtà i guai per
la compagnia di bandiera e per i suoi lavoratori non finiranno con la chiusura
dell'accordo.
Bonanni: gli esuberi saranno 3.200 lavorare di più ma
stesso stipendio ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Segretario a
che punto è la trattativa per il salvataggio di Alitalia? "A un buon
punto. Finora è andata abbastanza bene", dice il leader della Cisl,
Raffaele Bonanni, poco dopo l'una di notte, quando governo, Cgil, Cisl, Uil,
Ugl e Cai hanno deciso di interrompere la lunga giornata di negoziato, dandosi
appuntamento a questa mattina per continuare.
Alitalia, i sindacati accettano il piano industriale ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
data:
2008-09-15 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, i sindacati accettano
il piano industriale Oggi riprende la trattativa sui contratti anche con le
sigle escluse, che minacciano: accordo inutile Raggiunto un accordo-quadro.
Restano da definire le intese di categoria. Il nodo retribuzioni ROMA - Saranno
12.
<Voli non a rischio, è lotta contro il tempo> ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
è alcun
rischio per i voli Alitalia in programma nella giornata di oggi. Lo ha
assicurato nella notte il ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi (nella foto),
avvertendo però che "si sta lottando contro il tempo". Il ministro ha
poi precisato che l'amministratore straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi,
ha affermato che "i tempi operativi sono brevi"
<Basta, ora fallisca> ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Primo Piano -
data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Sul sito Pdl crescono le
voci controcorrente "Basta, ora fallisca" Fra i militanti del Pdl c'è
chi non la pensa come Silvio Berlusconi. Sul sito del partito (foto), si legge
tra l'altro: "Alitalia, con i suoi dipendenti, è un pozzo senza fondo:
mandiamoli a casa".
Quegli irriducibili dei sit-in che decidono sulla
trattativa ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
se non il
fatto di lavorare per l'Alitalia. Ma si ritrovano in piazza, uno accanto
all'altro, "per esclusione", nel senso che sono i lavoratori che si
riconoscono nei sei sindacati esclusi dalla trattativa in corso tra governo,
Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma loro, ad essere quelli che dovrebbero
ratificare un accordo confezionato da altri,
E per i tagli scende in pista <l'altro Toto> ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
ombra del
rilancio di Alitalia. L'imprenditore, che si dice sia vicino al sottosegretario
Gianni Letta (abruzzese pure lui), è proprietario, tra l'altro, di Itali
Airlines, la compagnia regionale abruzzese che fa capo all'Aeroservice group, e
con 10 aerei (di proprietà delle banche) collega l'aeroporto di Pescara con
Roma,
Alitalia La protesta ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Alitalia La protesta 19.000 è il numero complessivo
degli attuali dipendenti di Alitalia. Il loro destino è legato all'esito delle
trattative in corso a Roma presso il ministero del Lavoro.
Aereo russo a fuoco. <Una bomba> Imprenditore
italiano tra gli 88 morti ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che sta
tentando di lanciare la sua immagine su scala internazionale (voleva anche
acquistare l'Alitalia), ha preso le distanze dall'Aeroflot Nord, quasi non
fosse di sua proprietà. "Cesseremo la collaborazione", ha detto
l'amministratore di Aeroflot Okulov il quale ha anche aggiunto che la compagnia
di Arkhangelsk non potrà più usare il nome Aeroflot.
Il leader del Pd e i rischi di sposare <Into the
Wild> ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Forse le
intenzioni erano buone: vista la tragedia di Alitalia, il disastro permanente
di Trenitalia, lo stato pietoso di Autostrade per l'Italia, Walter Veltroni ha
parlato ai giovani democratici italiani del viaggio estremo di Christopher
McCandless - quello di Into the Wild - per prepararli ad affrontare gli
spostamenti nel nostro Paese.
Alitalia e Giustizia con Maria Latella ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
appuntamento
serale Alitalia e Giustizia con Maria Latella MILANO - Per la seconda settimana
Sky Tg24 delle 22.35 sarà affidato stasera e domani a Maria Latella, direttore
del settimanale "A". Di 40 minuti ciascuna, le due trasmissioni
affronteranno "stasera, l'argomento Alitalia con il ministro delle
Attività produttive Claudio Scajola - spiega -
Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
e la vicenda
Alitalia Ho letto l'articolo di Francesco Verderami pubblicato ieri sul
Corriere sotto il titolo "Letta, i fornitori e lo strano allarme da
Londra". Inter alia si legge nell'articolo quanto segue: "... di chi
addirittura osservava il distacco di Tremonti, che giorni fa - alla festa di
Azione giovani - dinnanzi alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva
risposto:
Gli artigiani brianzoli difendono Linate: <Per noi
è strategico> ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
15 pagina 1
Gli artigiani brianzoli difendono Linate: "Per noi è strategico" di
Redazione Anche gli artigiani di Monza e Brianza scendono in campo per
difendere Linate. E chiedono che il destino di Alitalia "non sia confuso
con quello dello scalo, irrinunciabile per gli affari". © SOCIETà EUROPEA
DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Gli artigiani: <Salviamo Linate, ci serve> ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
puntuale
nella giornata cruciale per le sorti di Alitalia arriva la a presa di posizione
dell'Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza di fronte alla reale
possibilità che la compagnia di bandiera abbandoni lo scalo di Linate.
"Non confondiamo i destini dell'Alitalia con quelli dello scalo milanese che
riveste un'importanza strategica - afferma il segretario generale dell'
Esuberi e stipendi, ultimi nodi prima della firma ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Un primo
passo importante per salvare Alitalia", ha aggiunto Bonanni della Cisl.
L'accordo quadro prevede che la nuova compagnia assuma 12.500 dipendenti
Alitalia, 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7650 tra operai, impiegati
quadri e dirigenti. Per i lavoratori in esubero verranno attivati la Cassa
integrazione straordinaria e altri ammortizzatori sociali.
Meno rotte e niente Stato: ecco il piano per decollare ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
che il piano
Alitalia l'ha messo a punto, a Roberto Colaninno, che della nuova compagnia è
presidente, ad Augusto Fantozzi, che della vecchia Alitalia è il commissario
straordinario, si sente ripetere di più tra i vertici della Nuova Alitalia. La
livrea degli aeromobili non cambia ma per tutto il resto la ristrutturazione
sarà all'insegno del cambiamento,
Dal logo alle bibite: così sono lievitati gli sprechi ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
mettere in
corsivo il marchio da Milano Dalle spese per le vivande a bordo a quelle per la
comunicazione, la vecchia Alitalia si è contraddistinta per una gestione
quantomai bizzarra delle risorse finanziarie. Se una bottiglia di Coca-Cola al
supermercato viene via con 0,85 centesimi, sugli aerei Alitalia è diventata una
specie di bene di lusso che può valere dai 7,50 ai 40 euro.
Il Pd annusa l'aria: speriamo nell'intesa ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
vada,
Alitalia resta un problema" delle ore a ridosso degli incontri di ieri. Il
più veloce a capire che i giochi sono aperti è stato un esponente di razza del
Pd, Pier Luigi Bersani. Uno che queste cose le conosce e che in questi giorni
si è speso per dimostrare come fosse migliore l'ipotesi Air France.
Alitalia a un passo dall'intesa ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
37 del
2008-09-15 pagina 1 Alitalia a un passo dall'intesa di Redazione Senza sosta.
La trattativa su Alitalia va avanti con sprazzi di ottimismo e qualche
ricaduta. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dato il loro assenso all'accordo quadro
con la Compagnia aerea italiana, ma la firma sui contratti è rinviata.
Alitalia e Lehman, la sconfitta del buon senso ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
annaspa
Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile? Senza
dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e
dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi
spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in
discussione l'economia di mercato che,
"Sindacati a palazzo Chigi per firmare"
Corteo di protesta dei lavoratori ( da "Quotidiano.net" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
inserimento
anche di quote di minoranza della nuova Alitalia un nuovo percorso".
Sindacati divisi, ma si trattaQuale futuro per Alitalia?La protesta dei
dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un amico 15/09/2008 11:55
alchimista Un carrozzone come alitalia non lo vuole nessuno. Anni di cattiva
gestione, assenteismo, scarsa produttività, privilegi,
Accordo quadro: Alitalia riparte con 60 nuovi aerei ( da "Giornale.it, Il" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Alitalia
riparte con 60 nuovi aerei di Redazione Un organico di 12.500 lavoratori,
l'acquisizione di 60 nuovi aerei, una capitalizzazione iniziale di almeno un
miliardo di euro e pareggio operativo in poco più di due anni. Questi gli
elementi principali dell'accordo firmato da governo, Cai e organizzazioni
confederali Roma -
DEBOLE ( da "Stampa, La" del
15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Abstract:
Compriamo
l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni
giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e
Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della
tinca di Ceresole d'Alba.
( da "Manifesto, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Giornata di contatti
"privati". Il commissario, Augusto Fantozzi, prima lancia l'allarme
sul possibile blocco dei voli da lunedì per mancanza di benzina. Poi smentisce tutto.
E ammette di non poter aprire le procedure di mobilità fino al 30 novembre. In
serata Berlusconi annuncia la convocazione dei sindacati Francesco Piccioni
ROMA L'ultimo assalto di Augusto Fantozzi ai sindacati è iniziato alle tre di
pomeriggio. Quando già Silvio Berlusconi aveva buttato sul tavolo il suo
ennesimo "ci penso io". Nelle stesse ore 150 dipendenti dell'Alitalia, comprese diverse hostess con i
loto bambini, hanno dato vita a un corteo interno al terminal di Fiumicino. Man
mano che diventa evidente l'impasse della politica, gli animi cominciano a
scaldarsi. Le nove sigle sindacali (Cgil, Cisl, Uil, Ugl, Anpac, Sdl, Anpav,
Avia, Up) si sono trovate davanti un commissario straordinario più
drammatizzante del solito, almeno con la stampa, fino all'ingresso alla
Magliana. E' partito da difficoltà di giornata ("per le difficoltà
finanziarie di Alitalia oggi c'era il rischio che 12
aerei restassero fermi"), per arrivare ad annunciare la cassa integrazione
per gli equipaggi dei 34 aerei che rimarranno comunque a terra. Ma è andato
anche al di là: "Da lunedì i voli non sono più garantiti. Non ci
riforniscono di carburante". Un quadro pre-liquidazione, visto che, sempre
da lunedì, "sarà richiesta l'estensione del commissariamento alle altre
società del gruppo". Una forma di pressione pensata come definitiva, o
comunque sufficiente a provocare uno smottamento in almeno alcuni dei
sindacati. Anche l'Enac faceva sentire la sua presenza, con il presidente, Vito
Riggio, che manifestava preoccupazione perché, in mancanza di una soluzione a
breve termine, "anche la licenza provvisoria di volo" finisce a
rischio. Si è trovato però davanti una serie di contestazioni molto competenti,
tipo "strano che l'Eni, compagnia di proprietà statale, si rifiuti di
rifornire la compagnia di bandiera, tuttora statale". Lo stesso Fantozzi,
di lì a poco, smentiva che ci fossero problemi di rifornimento. Peggio ancora
sul fronte dell'apertura delle procedure di mobilità. Il commissario, al
tavolo, doveva ammettere che questa possibilità si apre dal 30 novembre in poi,
e non "da subito" come aveva minacciato nei giorni scorsi e ancora al
momento di iniziare l'incontro di ieri. L'avvio della cassa integrazione per
meno di un migliaio di dipendenti (il corrispettivo dei 34 aerei già fermi, ma
al calcolo vanno aggiunti molti precari con contratto a tempo determinato) è
stato accolto positivamente dai sindacati, che anzi hanno criticato il ritardo
con cui è stata presa questa decisione (sono andate inutilmente perse delle
risorse finanziarie che avrebbero potuto far comodo, in questa situazione).
Berlusconi, intanto, iniziava a sparare contro i sindacati che non avevano dato
l'ok che lui considerava sicuro ("non possono che dire di sì", aveva
ripetuto per giorni), arrischiando anche una lettura politica: "il destino
di Alitalia è messo in forse dal comportamento
irragionevole di alcune categorie di dipendenti e vediamo forte l'influenza
della sinistra". Berlusconi rischia molto dal fallimento della sua
"cordata", ma comincia a fargli difetto la lucidità. Ben tre dei nove
sindacati (Anpac, Up, Ugl) sono diretti da uomini che militano in o guardano ad
Alleanza nazionale. Altri due (Cisl e Uil) si erano detti pronti a firmare
l'accordo prima ancora di conoscerne in dettaglio i contenuti. Altri (Anpav e
Avia) sono organizzazioni di tipo "professionale", senza nessun
referente politico. Se queste sette sigle non sono riuscite a trovare
sufficienti ragioni per firmare, qualche motivo "di merito" ci dovrà
pur essere. Il problema è che la Compagnia aerea italiana (Cai) si è presentata
al tavolo con una proposta risibile sul piano industriale (una brutta copia
delle precedenti, disastrose, ristrutturazioni interne all'Alitalia,
tutto incentrato sulla "difesa del mercato domestico" insidiato dalle
low cost e a breve anche dalle ferrovie ad alta velocità) e
"irricevibile" su quello contrattuale (orari, turni, ferie, salari).
E neppure ieri mattina, a ormai 24 ore dalla rottura, l'amministratore unico
Rocco Sabelli riusciva a trovare l'idea per cambiare gioco: "c'è
disponibilità assoluta, ma la nostra posizione è ferma, non ci muoviamo da lì,
crediamo nel progetto". Tutto il pomeriggio sfarinava nel silenzio. Poi, a
sera, tornava prepotente in campo il presidente del consiglio. "Convocazione
dei sindacati a palazzo Chigi alle 21". Peccato che alle 20,30 i
"convocati" non erano stati ancora avvertiti ufficialmente, cosicché
diventava difficile che l'incontro potesse iniziare prima delle 10, se non più
tardi. Partiva a quel punto il totoprevisioni, che sarà sciolto - forse - solo
stamattina. Il ministro Sacconi, lasciando la sede del ministero, prevedeva che
"se ci si incontra tutti è per firmare". Una simile conclusione -
imprevedibile, stando alle dichiarazioni di tutte le parti - sembra possibile
solo a due condizioni: o che la Cai abbia accettato, su "consiglio"
berlusconiano, di modificare sostanzialmente la propria proposta; oppure che
alcuni dei sindacati ritenuti "chiave" - i quattro confederali (Cgil,
Cisl, Uil, Ugl) più l'Anpac, ossia il grosso dei piloti - hanno alzato bandiera
bianca. Diversamente, si tratterebbe solo del coinvolgimento diretto dell'uomo
di Arcore nella sarabanda delle trattative. Una prima, ancorché mezza,
sconfitta.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Riunioni informali
per tutta la giornata. Il governo cerca un'intesa quadro, la Cgil e gli autonomi rifiutano Alitalia, il no dei piloti Frenetica trattativa nella notte. Scontro
Sacconi-Epifani ROMA - Trattative a oltranza nella notte tra governo e
sindacati per la vertenza Alitalia, ma la rabbia dei piloti rischia di far saltare l'intesa. Dopo
una giornata di incontri informali, il ministro del Lavoro Sacconi ha convocato
solo le organizzazioni sindacali confederali, scatenando le proteste
delle altre cinque sigle e del leader della Cgil Guglielmo Epifani. CILLIS,
CONTE, GIUGLIANO, GRION, MANIA E VINCENZI ALLE PAGINE 6, 7 E 9.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Il caso
Scaroni: stop kerosene se non ci pagano cash L'ad dell'Eni spiega perché ha
dovuto dire di no a Volare venerdì scorso ROMA - "Neppure se me lo chiede
Berlusconi o il Papa". Paolo Scaroni, amministratore delegato dell'Eni,
spiega a "Repubblica" che la sua società, così come tutti gli altri
gruppi petroliferi, "non può fornire carburante alle compagnie aeree se
queste ultime non sono in grado di pagare cash". "Non c'è pressing
che tenga, gli accordi internazionali sono chiari". Il caso è scoppiato
venerdì scorso, quando Volare (controllata di Alitalia) ha chiesto all'Eni un
rifornimento di carburante, proponendo di pagare con qualche mese di ritardo.
"Ho chiamato Fantozzi (commissario straordinario di Alitalia n.d.r) ? dice Scaroni- e gli ho
detto che non era possibile, che ero obbligato ad accettare solo pagamenti
cash". Il top manager dell'Eni racconta anche che il giorno prima
un rifornimento del valore di 4 milioni di euro era stato venduto ad Alitalia, e che la compagnia aveva accettato di pagare
immediatamente.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Nessuna mediazione
possibile: "Troppi mille tagli in cabina". Aperture sulla riduzione
al 20% della sforbiciata alle retribuzioni Lo scoglio è sugli esuberi, quasi
fatta sui salari I comandanti chiedono che il numero di aerei previsto dal
piano salga a 178 LUISA GRION ROMA - Esuberi, salari, piano industriale e
contratto unico o diviso in base alle diverse professionalità. L'ennesima, confusa, drammatica notte di Alitalia si è aperta su un groviglio di
nodi ancora tutti da sciogliere. Una matassa dalla quale si sta faticosamente
tentando di far emergere un "quadro unico" che delinei la nuova
compagnia, quella che erediterebbe la parte "buona" della
"vecchia" Alitalia. Ma dopo giorni di defatigante trattativa gli intoppi,
ieri notte, erano ancora troppi: il primo riguarda ancora il contratto, che la
cordata Cai vorrebbe unico per piloti, assistenti di volo e personale di terra,
senza tenere conto delle specificità di categoria. Un'impostazione che i 2.100
i piloti rifiutano e sulla quale ieri si è aperto uno spiraglio quando la Cai
si è detta disponibile ad assimilare la categoria a quella dei dirigenti:
ipotesi che i piloti accetterebbero. Resta invece irremovibile il loro
"no" al piano industriale e soprattutto ai mille esuberi che li
riguardano. I piloti, infatti, si dichiarano disposti ad accettarne non più di
500, sembra che la cordata - grazie ai 100 milioni in più messi sul tavolo da
Colaninno con un ritocco degli obiettivi - si possa scendere ad 800: la
distanza da riempire, dunque, è ancora ampia. Per ridurre i tagli la categoria
vorrebbe aumentare il numero di aerei previsti dal piano industriale: Cai
intende farne volare 138 per innalzare, a regime, la quota a 153. I piloti
chiedono che il tetto venga elevato a 178. La questione esuberi, però, è ancora
aperta anche nel suo complesso: gli interi tagli di Alitalia,
conferma il governo, sono 3.200. Inoltre, 2.050 dipendenti saranno
"esternalizzati", ovvero usciranno dal gruppo per lavorare in altre
aziende (si tratta dei 1.600 lavoratori impegnati nella manutenzione pesante e
dei 450 addetti al settore cargo, il trasporto merci). Ma resta tutta da
definire la partita della cosiddetta "zona grigia": i 700 addetti al
call center e amministrazione, sul cui destino - allo stato attuale delle cose
- ancora poco si sa. Retribuzioni: qui Cai ha ammorbidito la linea rispetto
alle posizioni iniziali. Dai tagli indiscriminati fra il 25 e 30 per cento che
facevano dire a steward e hostess "meglio la mobilità", ora si parla
ora di una riduzione del 20 per cento. Tetto che si cercherà di abbassare il
più possibile soprattutto per il personale di terra, (stipendi che oscillano
fra i 1000 e i 1500 euro). Da parte dei sindacati ci sarebbe una disponibilità
di massima a discuterne, anche se ieri sera la piattaforma presentata dagli assistenti
di volo chiedeva di mantenere fermi livelli salariali e quattordicesima
mensilità a fronte di una disponibilità ad aumentare la produttività. Ancora
aperto poi, per le varie categorie, il discorso su ferie e riposi: per i piloti
passerebbero dagli attuali 41 (quota che comprende i giorni di recupero) a 30,
con un giorno in più ogni cinque anni fino ad un massimo di cinque. Per il
personale di terra è aperta la questione delle maggiorazioni per giorni festivi
e notturni (oggi è considerato tale il lasso di tempo fra le 22 serali e le 8
di mattina, la proposta Cai la riduce fra le 22 e le 6). Ridotti - e quindi
compressi verso il basso - anche i livelli di inquadramento e aumentato il
monte ore di lavoro settimanale oltre il quale scatterebbe lo straordinario:
dalle 37,5 attuali si passerebbe a 40. I margini di cambiamento - secondo Cai -
sono risicatissimi e si lavora sul filo del rasoio.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Alitalia, i piloti dicono "no" lite tra Sacconi ed
Epifani La Cgil: niente accordi separati, o tutti o nessuno Oggi il commissario
governativo Fantozzi mette in moto le prime procedure di cassa integrazione
LUCIO CILLIS ROMA - Rischia di precipitare la trattativa Alitalia.
Una spaccatura molto profonda tra sindacati confederali da una parte e le sigle
professionali dall'altra, potrebbe mettere in discussione non solo la firma
all'accordo con Cai, la cordata di imprenditori italiani, ma anche
l'operatività stessa dei voli. Il ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, tenta
di incassare un sì preventivo al contratto da parte di Cgil, Cisl, Uil e Ugl,
che trattano per i dipendenti di terra, prima di affrontare l'ultimo ostacolo
all'accordo rappresentato da piloti e hostess. Una mossa che rischia di
scatenare una reazione molto dura da parte delle associazioni professionali del
volo che chiedono, invece, un tavolo unico. Ma il leader della Cgil Guglielmo
Epifani si sarebbe opposto con molta durezza a questo tentativo, arrivando ieri
ad un vero e proprio scontro verbale con Sacconi. Al termine di una giornata
frenetica, l'ennesima di un confronto durissimo, piloti e assistenti di volo,
hanno accusato i sindacati confederali di "ipocrisia" e di voler chiudere
un pre-accordo che rischia di metterli all'angolo. La posizione dei naviganti è
infatti molto ferma e i comandanti, in particolare, non cedono su esuberi e
flotta; mentre avallano le novità sulla parte economica e sull'inquadramento
come dirigenti previsto dal nuovo contratto Cai. I tagli previsti all'interno
della categoria, sarebbero sempre troppo alti, (circa 800) e si punta a
scendere sotto quota 500. Ma in serata sono stati gli stessi sindacalisti
confederali, accusati di accordi sottobanco, a chiarire di non avere
"l'intenzione di firmare alcunché". Probabile, però, la presentazione
da Cgil, Cisl, Uil e Ugl di un protocollo quadro da sottoporre ai naviganti.
L'ennesimo atto della una no-stop tra Compagnia aerea italiana e sigle sindacali
di Alitalia è costato un altro giorno ed un'altra
notte insonne anche per centinaia di lavoratori, accorsi sotto le sedi del
ministero del Lavoro da Fiumicino con fischietti e bandiere per contestare
"la svendita della compagnia". La tensione è quindi altissima e potrebbero
esplodere senza preavviso le proteste selvagge di piloti e hostess già nelle
prossime ore. A questo rischio vanno sommati i guai
quotidiani cui deve far fronte il commissario straordinario di Alitalia. Augusto Fantozzi darà oggi il
via alle iniziative annunciate nei giorni scorsi: partiranno quindi le prime
lettere di messa in mobilità per gli equipaggi impegnati fino ad aprile scorso
su 34 velivoli Alitalia
messi a terra per contenere i costi. Il numero di piloti e assistenti di
volo colpiti da questo atto del commissario non sono ancora stati
ufficializzati ma oscillano tra gli 800 e i 1.000. Nel contempo, Fantozzi
chiederà l'allargamento dei suoi poteri di commissario a tutte le altre aziende
del gruppo. E resta ancora in sospeso la questione dei rifornimenti di
carburante. Fonti vicine alla compagnia di bandiera minimizzano i problemi di
approvvigionamento e parlano di "operatività nella norma" anche per
le prossime ore. Resta da capire fino a quando Alitalia
e i suoi responsabili riusciranno a pagare in contanti, come avviene da alcuni
giorni, sia i rifornimenti di kerosene, sia gli alberghi degli equipaggi. In
cassa ormai ci sono poche briciole e una volta superato il livello di guardia,
sarà il momento di scegliere dove tagliare: il commissario dovrà decidere quali
rotte garantire e quali, invece, bloccare.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia I piloti
reagiscono al tentativo del governo di accordo separato con i confederali,
bocciato da Epifani La minaccia di Aquila Selvaggia "Se ci escludete
blocchiamo i voli" Il personale di volo della compagnia per ora resta
fuori dal negoziato. Il governo tratta con Cgil, Cisl, Uil e Ugl ROBERTO MANIA
ROMA - Una guerra anche tra sindacati. Tra chi tratta e chi no, tra chi sta in
Via Veneto, sede nobile del ministero del Lavoro, e chi a Via Fornovo,
quartiere Prati, sede periferica di quel che fu il ministero della Solidarietà
sociale retto dal rifondarolo Paolo Ferrero. Una guerra dagli esiti ancora
incerti. Con nuove e inedite alleanze: la destrorsa Ugl di Renata Polverini
allo stesso tavolo delle blasonate storiche "democratiche"
confederazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil; la lobby aristocratica dei piloti a
lottare al fianco dei sindacati di base degli assistenti di volo e fischiare
l'arrivo del commissario straordinario della bad company Augusto Fantozzi. Ieri
notte, la vertenza Alitalia è stata anche questo. Anche per questo potrebbe ancora
precipitare. E intanto non ci sono più ultimatum. La strategia del governo
impersonificata dal titolare del Lavoro, Maurizio Sacconi, e sostenuta dalla
Cai di Roberto Colaninno e Rocco Sabelli, nonché da Banca Intesa di Corrado
Passera, e con il placet della Cisl di Raffaele Bonanni, rischia di non
portare al risultato, cioè all'accordo e al decollo della Nuova Alitalia. Tenere fuori dalla porta principale i sindacati
autonomi di base, gli irriducibili piloti arci-corporativi, potrebbe rivelarsi
un boomerang. Ieri notte la "discontinuità" nelle relazioni
industriali voluta con determinazione dalla cordata tricolore ancora non c'era.
Diceva Fabio Berti, capo indiscusso di quella che finora alla Magliana è stata
la potentissima Anpac a cui è iscritta la stragrande maggioranza dei piloti:
"La situazione è gravissima. I piloti sono esasperati". E poi:
"Lo scenario del blocco è altamente probabile". Ecco, perché gli
"esclusi" sono quelli che possono bloccare il trasporto aereo, hanno
un'arma in più. Che per Cgil, Cisl, Uil e Ugl potrebbe significare anche la
sconfessione plateale di un eventuale accordo. Lo scenario temuto fortemente
dalla Cgil di Guglielmo Epifani. Che ieri, in uno dei momenti topici del
fittissimo negoziato, ha detto che lui un'intesa senza il coinvolgimento di
tutte le categorie non l'avrebbe firmata. Chiedeva la convocazione di un tavolo
comune "perché ognuno si assuma la propria responsabilità". Proposta
accolta con durezza dal leader degli assistenti di volo aderenti all'Sdl, Paolo
Marras: "Lacrime di coccodrillo che puzzano di ipocrisia". Ma la
questione ha anche un paradossale aspetto politico. Lo dice ancora Berti:
"Quello che non è riuscito ai governi di centro-sinistra sta riuscendo a
quello di cento-destra". Cioè, l'emarginazione dei piloti. Che però - si
sa e lo dicono - votano quasi tutti per la destra.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pagina II - Genova
Fassino e il Pd, una ricetta per Genova Il leader a tutto campo alla Festa.
"Alleanza con Milano per l'Expò 2015" Freddezza sulle liste civiche
di Grillo: "Giudicheranno gli elettori" WANDA VALLI (segue dalla
prima di cronaca) Torna a Genova, Piero Fassino, dove è stato eletto deputato e
dove, ricorda ieri sera alla Festa del Pd, ha ancora tanti amici, come Giuseppe
Pericu, seduto in prima fila, che ringrazia ancora per come ha guidato per
dieci anni la città. Torna per chiudere la prima Festa del Pd, il partito in
cui ha creduto, che ha contribuito a far nascere e che, spiega alla gente, sta
crescendo. Molto più e molto meglio di quanto non appaia. Lo presentano due
giovani, come il segretario di Genova, Victor Rasetto e Raffaele Caruso,
organizzatore della Festa, lo intervista il direttore del Secolo XIX, Lanfranco
Vaccari. Prima, mentre fa un giro tra gli stand, Piero Fassino parla dei temi
più legati alla città. Prendiamo la Notte Grigio Topo organizzata ala Cep che
ha avuto come protagonista Beppe Grillo. Il comico, ormai quasi politico, ha
rilanciato l'idea di future liste civiche segnate dalla sigla "V"
come i "Vaffa Day" che organizza, ben lontani dal mondo della
politica tradizionale, ma amati dalla gente. Che pensa l'ex segretario Ds?
Piero Fassino non si scalda più di tanto: "Siamo in un Paese libero, dove
ognuno ha il diritto di presentare e proporre le liste che vuole",
commenta. Poi aggiunge: "Lo facciano pure, saranno poi gli elettori a dare
il giudizio definitivo con il loro voto". E il Pd, partito che sembra in
affanno, tra segreterie da cambiare, correnti che nascono, opposizione che non
morde? Fassino è ottimista, il Pd- spiega - sta meglio di quanto appare. E' un
partito nato solo 11 mesi fa, quindi è nel vivo della sua fase costituente:
"Lo hanno voluto 3 milioni e mezzo di persone, lo hanno votato 12 milioni
di italiani, sono stati aperti 8 mila circoli, si sta preparando una grande
manifestazione per il 25 ottobre che dimostrerà la nostra forza". Intanto,
però, non si capisce se sia più grave, la questione del Nord, del Centro o del
Sud dell'Italia. Fassino ammette: "L'Italia rischia la frammentazione, un
rischio accresciuto da questo governo di destra che sollecita tutte le spinte
centrifughe, mentre bisognerebbe badare molto all'unità". Si torna ancora
a Genova che si propone, con il sì di Veltroni, come porto dell'Expò 2015 di
Milano. Per Piero Fassino è una scelta quasi "naturale", per le
infrastrutture, per la vicinanza oggettiva tra le due città, perché l'Expò
"dovrà coinvolgere molte città, non solo Milano che sarà il cuore della manifestazione".
E le infrastrutture, dalla Tav alla Torino- Savona a corsie raddoppiate,
serviranno proprio "a avvicinare territori simili, dove si potrà lavorare
insieme". E' un altro obiettivo da perseguire se si vuole tenere unita
l'Italia. Su Alitalia, Piero Fassino accusa il centrodestra "di gestione
spregiudicata" di tutta la vicenda, nega che nel Pd qualcuno faccia il
tifo per il fallimento della cordata Cai, ma avverte: "Il peso di questo
insuccesso sarà pagato in buona parte dagli italiani". Davanti alla
gente che riempie lo spazio dibattiti, torna ancora sul ruolo del partito che,
ricorda "ho contribuito a creare come segretario Ds". Spiega che,
come per far nascere una vita "non basta la volontà di due persone",
così il Pd, nato dalla volontà di Ds e Margherita, via via che andrà avanti nel
suo cammino "sarà sempre più autonomo, mantenendo il riflesso della
storia". Non teme, l'ex segretario Ds, le correnti interne, né il
dibattito, "noi non dobbiamo rispondere a un capo che è anche il padrone
come Berlusconi", ma mette in guardia: va bene tutto, purché lo scopo
finale sia dare maggiore forza al Pd, non indebolirlo. Fa un solo esempio per
chiarire che cosa vuole la gente: "Girando per le feste, ho risposto a
dubbi, paure, interrogativi, nessuno mi ha chiesto di tornare indietro".
La gente applaude, Piero Fassino si sofferma sulla situazione attuale:
"Sono passati solo cinque mesi dalle elezioni e in un tempo così breve non
c'è nessuno in grado di sostituire chi governa". Chi ha vinto ha ancora la
spinta di quel successo, chi ha perso si sta ancora riorganizzando. Quindi
"al di là del sentimento, la razionalità fa dire che serve tempo per
un'opposizione efficace". Perché la politica non si improvvisa, perché
"è ben far largo ai giovani dirigenti, ma nessuno può diventarlo in una
settimana o in un mese". Poi tocca alle critiche al governo che annuncia
meraviglie e ne realizza molto meno. A partire dalla scuola: "Il futuro
deve investire sul sapere e qui si fa una riforma che elimina 90.000
insegnanti, vuol dire basta con il tempo pieno o con gli insegnanti di
sostegno". Le tasse: "Non diminuiranno e l'Ici, che è stata tolta,
tornerà con un altro nome e molto più salata". L'immigrazione: "Si
era detto che solo il sapere che c'è un certo tipo di governo l'avrebbe
diminuita, non è vero, in agosto è raddoppiato il numero degli immigrati".
Sulla legge elettorale, Piero Fassino, conferma il sì del Pd a uno sbarramento
al 3 per cento per le Europee con il ritorno della preferenza, mentre sempre di
sbarramento, ma con quota da verificare, tra il 3 e il 5 per cento, parla per
le elezioni politiche. Dove lo sbarramento serve a non buttare all'aria la
semplificazione dei partiti, trainata dal Pd.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia Fischi e
insulti: questi ci tradiscono Grida di "assassino" a Fantozzi, un
corteo a Fiumicino contesta Angeletti Slogan anche contro il premier: "Fa
il salvatore della patria e paghiamo noi" FERDINANDO GIUGLIANO MARIA ELENA
VINCENZI ROMA - "Buffoni, buffoni" ai sindacati confederali,
"assassino, assassino" a Fantozzi, "furbetti del
quartierino" ai sindacati e un quanto mai ironico "salvatore della
patria" a Berlusconi. Questi gli obiettivi della
rabbia dei dipendenti Alitalia, una rabbia che, covata per tutta la giornata, è esplosa in
serata a via Fornovo, fuori alla sede del Ministero del Lavoro. Rabbia, ma
anche e soprattutto paura, di vedere le proprie professionalità buttate via e
di essere esclusi dalla trattativa che ha al centro il loro futuro. La
mattinata di ieri, in realtà, era stata abbastanza tranquilla. Restavano però i
segni delle proteste della serata precedente, che prendevano la forma della
blindatura di Piazza Colonna, il largo antistante Palazzo Chigi. Le transenne e
i cordoni delle forze dell'ordine bloccavano l'accesso al pubblico, mentre ai
giornalisti era consentito passare, ma non sostare davanti all'entrata del
palazzo. La protesta dei dipendenti si era, infatti, in un primo momento spostata
a Fiumicino dove, alle 15.30, c'è stato un corteo degli assistenti di volo. Un
corteo che si è svolto al di fuori dall'orario di lavoro e che non ha, dunque,
causato problemi ai passeggeri, ma al cui interno non sono mancati i toni
accesi. Al grido di "tutti in treno, tutti in treno", i manifestanti
hanno prima sfilato e poi organizzato un sit-in all'interno del terminal C
dello scalo romano, Le critiche più dure erano quelle per i sindacati
confederali, tanto che un messaggio inviato dal segretario della Uil,
Angeletti, è stato fischiato sonoramente. Al termine del corteo, la protesta si
è spostata sotto la sede del Ministero del Lavoro, dove la rabbia è
notevolmente aumentata. La piazza si è velocemente gremita di centinaia di
manifestanti, un numero che continuava ad aumentare con il passare delle ore.
Il primo obiettivo dei contestatori è stato il commissario fallimentare,
Fantozzi, il cui ingresso è stato subissato dai fischi dei manifestanti. Col
procedere delle trattative ed il rincorrersi di voci su un possibile accordo
quadro del governo soltanto coi confederali, l'obiettivo principe sono
diventate Cgil, Cisl, Uil ed Ugl, accusate di trattare senza rappresentare la
maggioranza dei piloti e degli assistenti di volo. "Stanno buttando via la
mia professionalità - dice Federico A., pilota Alitalia
da 8 anni - mi sento come un operaio che ha messo su mattoni su mattoni per poi
vedersi togliere la casa". Una rabbia a cui si associa la paura, ma anche l'orgoglio,
presente nelle parole di Massimo D., assistente di volo da 20 anni, che
denuncia come "stiano svendendo il trasporto aereo italiano mentre le
spese le paghiamo noi". Tutto intorno, boati, canti e fischi, sintomatici
di un sentimento condiviso da una piazza davvero inferocita e certo non
disposta a perdere soldi e dignità, per di più senza avere alcuna voce in
capitolo.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Economia In tutto il
mondo compagnie a rischio bruciano 14 milioni di dollari al giorno Perdite
quasi tutte in Usa: in testa United, American e Delta Il dossier La Iata:
"La crisi del settore è stata innescata dai rincari del greggio"
VALENTINA CONTE ROMA - Guai nei cieli. E non solo per Alitalia. Il settore soffre e perde
ovunque nel mondo. Utili e passeggeri seguono le curve di cherosene e carovita.
Ma all'inverso: il petrolio schizza, la recessione avanza e le compagnie aeree
(di linea e low cost) bruciano 14 milioni di dollari al giorno. Poi
stremate, molte portano i libri in tribunale. Nei primi sei mesi di quest'anno
ben venticinque hanno smesso di volare o dichiarato il fallimento. Una cifra
che non ha uguali nella storia del trasporto aereo. E prima di Natale - avverte
l'amministratore di British Airways - altre trenta potrebbero andare in
bancarotta. Il fallimento nei giorni scorsi di Xl, il terzo tour operator
britannico, ha fatto tremare i polsi a molti. I 90 mila turisti inglesi spiaggiati
negli aeroporti di mezzo mondo in attesa del ponte aereo che li riportasse a
casa rendono meglio di qualunque cifra. Che pure c'è e con il segno meno.
L'industria del trasporto aereo - dicono i conti della Iata, l'associazione
internazionale che raggruppa 260 compagnie - perderà 5,2 miliardi di dollari
quest'anno e 4,1 miliardi il prossimo. "Ci aspettiamo dei miglioramenti ma
il settore è in rosso - lamenta il presidente Giovanni Bisignani - e il
contesto economico difficile". Previsioni e calcoli che Iata sviluppa a
partire da un prezzo medio del barile quasi ottimistico: 113 dollari nel 2008 e
110 nel 2009. Nel corso dell'anno, però, il prezzo del cherosene è raddoppiato,
sfiorando i 170 dollari. E il peso del carburante sul totale dei costi delle compagnie
è passato dal 13 al 35 per cento. Una zavorra impossibile da comprimere. Le
compagnie si sono messe a dieta pur di asciugare i bilanci. Le hanno pensate
tutte: velocità di volo ridotta, sedili alleggeriti, serbatoi pieni a metà,
tasse per scegliere il posto, stretta su peso e dimensioni dei bagagli, soste a
terra ai limiti. Con tutto quello che ne consegue in termini di minore
sicurezza. Se in luglio il numero di passeggeri è salito (di un timido 1,9%),
la curva per l'anno in corso corre verso il basso. Le vacanze sono sforbiciate.
E dunque aerei più vuoti, rotte tagliate, orari compressi. Il mercato americano
è allo stremo. Per il 2008 i vettori statunitensi registreranno perdite per due
miliardi e mezzo di euro. Tutto il Nord America 5 miliardi tondi. Quasi la
totalità dei complessivi 5,2 miliardi. I bilanci del secondo trimestre si
riassumono in una sola parola, perdite: United airlines (2,7 miliardi di
dollari), American airlines (1,4 miliardi), Delta airlines (1,04 miliardi), Us
airlines (377 milioni), Continental (3 milioni). Ad aprile hanno chiesto il
Chapter 11 (fallimento) Ata, Skybus, Aloha, Frontier. In Europa non va meglio.
La compagnia austriaca, Austrian airlines, ambita da francesi e tedeschi,
annuncia un rosso di 90 milioni di euro per quest'anno. La Spanair nei primi
sei mesi è andata sotto di 81 milioni di dollari e dopo il tragico incidente
dello scorso agosto a Madrid le sue quotazioni si sono ridotte ancora. La Sas,
compagnia scandinava corteggiata da Lufthansa, ha chiuso il secondo trimestre
con meno 70 milioni di dollari. Le low cost sono in crisi di identità profonda:
Ryanair si avvia al primo anno in negativo (il risultato al 30 giugno è
crollato dell'85%), mentre Futura e Zoom hanno chiuso i battenti e Easyjet
boccheggia. Tre giorni fa l'inglese Xl. Insomma, tutti giù per terra.
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Sport "Sono la
persona giusta per risolvere i problemi" Ancelotti, fiducia di Berlusconi:
ma decide l'Uefa Galliani: "Nel secondo tempo ho visto il Milan migliore,
da lì si deve ripartire" GENOVA Poiché nell'era di Berlusconi la cronaca
calcistica s'intreccia inestricabilmente con la cronaca politica, l'inevitabile
e blasfema chiosa alla pessima domenica del Milan è che l'eventuale esubero di
Ancelotti è andato in coda a quelli, un po' più drammatici, dell'Alitalia.
Rijkaard può aspettare: decideranno le prossime partite, giovedì prossimo in
Coppa Uefa al Meazza con lo Zurigo, e soprattutto il derby del 28 settembre e
il ritorno a Zurigo il 2 ottobre, anche se la linea ufficiale della società è
che, per carità, da sempre conta prima il gioco e poi, casomai, i
risultati. Nel pieno delle trattative per il futuro della compagnia aerea, la
telefonata del presidente del consiglio-padrone della squadra al suo allenatore
è arrivata ed è stata rassicurante, malgrado la seconda sconfitta in campionato
su due partite: "Mi ha detto di stare tranquillo e che i problemi li risolveremo",
ha raccontato lo stesso Ancelotti e poi ha aggiunto il resto: "Sono io la
persona giusta per uscire da questa situazione e la società lo sa". Che
nessuno meglio di lui possa gestire uno spogliatoio zeppo di primedonne, pagate
attualmente con stipendi inversamente proporzionali al rendimento, lo
comprovano in effetti le sette stagioni precedenti, in cui si è districato con
saggezza e diplomazia impareggiabile tra le campagne acquisti mirabolanti e i
consigli-ordini di argomento tattico dei suoi datori di lavoro. Tuttavia le
parole vanno interpretate e quelle di Galliani, reduce a sua volta da una
telefonata con Berlusconi, hanno solo in apparenza dissipato il dubbio che la
panchina non traballi: "E' l'ultima volta che lo dico e c'è piena sintonia
tra me e il presidente: Ancelotti rimane. Non abbiamo mai avuto la minima
tentazione di cambiare allenatore. Non lo ripeterò più". In compenso
ripete altre due cose. La prima è un'ardita tesi, non meno spericolata di
quella con cui due settimane fa attribuì la sconfitta casalinga col Bologna al
fato, che trasformava i piedi degli avversari, di solito scentrati, in perfidi
strumenti di precisione (vedi il gol di Valiani): "Mi ha detto il
presidente che abbiamo il mal di nazionali". La traduzione è che lo 0-2 di
Genova, non potendo essere attribuito all'occasionale luna buona di un
attaccante di fama come Milito, va addebitato alle fastidiose qualificazioni
per i Mondiali, che hanno sottratto per una decina di giorni numerosi giocatori
al laboratorio di Milanello, dove Ancelotti è impegnato a pigiare in formazione
gli attaccanti usciti dal mercato: "Il Milan, finora, non c'è mai stato.
Ora lavoreremo, se le nazionali ce lo consentiranno. Abbiamo finalmente tre
settimane, prima delle prossime partite di qualificazione al Mondiale".
Tre settimane saranno, dunque, il tempo concesso ad Ancelotti, per rimettere in
piedi la squadra? Qui spunta il secondo enunciato di Galliani, che lui
definisce un'opinione, ma somiglia molto a un desiderio e si sa che certi desideri
sono ordini. "Io faccio l'amministratore delegato e le scelte tattiche non
mi competono. Ma nel secondo tempo ho visto un Milan molto migliore ed è da lì,
credo, che bisogna ripartire". Il Milan del secondo tempo, per la cronaca,
ha giocato in partenza con un 4-4-2: fuori Shevchenko e Ronaldinho, dentro
Borriello e Seedorf. Poi è diventato di nuovo 4-3-1-2: fuori Flamini, dentro
Pato. La piena sconfessione della campagna acquisti? "Non si tratta di
scelte contro la società, ma di mie idee. Non cerco capri espiatori. Troveremo
in gruppo le soluzioni", chiosa Ancelotti, che già stamattina ha convocato
la squadra a Milanello. "Lo aiuteremo: non sarebbe giusto sostituire
l'allenatore, si vince tutti insieme e si perde tutti insieme", così parla
l'ecumenico Shevchenko. In fondo, per dirla con Ancelotti, al casello di
Solbiate Arno Rijkaard non è stato ancora avvistato. (e.cu.).
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Chi l'ha visto? I
casi di Denise Pipitone e Denise Seveso, scomparse a Mazara del Vallo nel 2004
e a Busto Arsizio lo scorso settembre. RaiTre
( da "Repubblica, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
R2
Meteo Blog Il video Repubblica Tv Estate finita Pioggia e temporali Tutte le
previsioni Una fiction francese sulla love story Bruni-Sarkozy Campionato Linea
aperta con Gianni Mura Formula Uno la Ferrari va Ma i piloti? In fila a Roma
per il casting dei grandi musical LE RESPONSABILITA' SU ALITALIA: OLTRE 90MILA
VOTI.
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Pista preoccupato.
La violenza del vento e le esondazioni avevano portato sui
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Dalla Cai altri 80
milioni per il contratto. Il sindacato dei piloti: non possiamo pagare per
tutti. Oggi voli regolari Ultima chiamata per Alitalia Trattativa notturna alla
ricerca di un accordo. Verso il sì dei confederali Per Alitalia i tempi stringono. La
trattativa per salvare la compagnia è proseguita ad oltranza. Il governo ha
messo in atto una mediazione che permettesse ai sindacati di accettare il nuovo
contratto di lavoro e il piano industriale. Ma è questione di ore: se
non si arrivasse all'accordo, ha avvertito il commissario straordinario
Fantozzi, da oggi dovrebbero prendere il via le procedure della cassa
integrazione. Ieri la Compagnia Aerea Italiana ha messo sul piatto altri 80
milioni. Confronto no-stop tra la Cai e le nove sigle sindacali. I confederali,
nella notte, hanno detto sì all'accordo quadro. Assenti invece gli autonomi -
Anpac e Up e gli assistenti di volo di Avia e Sdl - che hanno accusato Sacconi
di una gestione "irresponsabile" della vertenza. "Non possiamo
pagare noi per tutti", sostengono i piloti. Ieri, nonostante le
manifestazioni che si sono svolte a Fiumicino, il servizio è stato pressoché
normale. E, almeno per oggi, i voli dovrebbero ancora essere regolari. Barbera,
Giovannini e Palmieri ALLE PAG. 2 E 3.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
UNA
LUNGA NOTTE di incontri per trovare una soluzione al caso Alitalia. Il governo
punta a un "accordo quadro" con Cgil, Cisl e Uil, ma la tensione è
alta. Le sigle autonome di piloti e assistenti di volo lamentano la loro
esclusione dalla trattativa. Di Giovanni, Rossi, Lombardo e Ugolini alle pagine
4 e 5.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Pietro: non ci
faremo annettere "Il nostro alleato deve confrontarsi con noi. Siamo la
lega dei valori" di Marcella Ciarnelli inviato a Vasto È STATO il giorno
dell'altolà dei partiti "cadetti" delle coalizioni. Quasi in
contemporanea. Mentre Umberto Bossi lanciava il messaggio ultimativo al suo
principale alleato sui futuri passi del governo, a centinaia di chilometri di
distanza altrettanto faceva Antonio Di Pietro rivolto al Pd. Si riconfermava
di- sponibile ad un lavoro comune e ad un rilancio della coalizione ma "su
basi diverse che escludano l'annessione supponente e a testa bassa che ci si
voleva proporre". Insomma se il partito di Veltroni "vuole rimanere
nostro alleato deve confrontarsi con noi" perché "siamo la lega dei
valori". Il leader dell'Italia dei Valori, nella mattinata conclusiva
della kermesse di Vasto dove ha riunito base e vertici del partito, ha scelto
come interlocutore privilegiato "il popolo del Pd" perché il
confronto con la classe dirigente di quel partito non sembra ancora possibile
fino in fondo dato che "quelli devono ancora capire cosa vogliono fare da
grandi" e sono preda "delle bizze di tanti notabili". Per quanto
riguarda lui e i suoi non è mancata la riconferma della lealtà totale verso il
centrosinistra perché "noi non casineremo mai". La mancata chiusura
di Casini verso l'una o l'altra delle coalizioni, l'azione dell'Udc che
"intende il nostro Paese come una giungla in cui pochi possono
comandare" non fa parte del modo di intendere i rapporti politici da parte
di Antonio Di Pietro. E lui non lo nasconde in alcun modo. "Stare
all'opposizione può essere una risorsa", spiega l'ex ministro che non ha
alcuna voglia di restarci forte anche "della crescente fiducia
dell'elettorato". "L'obbiettivo di tutti deve essere però quello di
costruire una alternativa di governo e bisogna lottare uniti" anche
attraverso nuove aggregazioni, come "fu l'Asinello, ucciso dalle
segreterie dei partiti" (e il saluto va ad Arturo Parisi), e rimandare a casa Berlusconi che anche nella vicenda Alitalia "si è comportato come il
mago Do Nascimento" e dovrà rispondere "del danno erariale che ha
arrecato alle casse dello Stato". Il ricorso alla Corte dei Conti è
pronto. È in undici punti il programma che Di Pietro ha illustrato e su cui
intende procedere senza indugi. Lotta al precariato, agli sprechi,
quindi la riduzione degli enti e, innanzitutto le "mani pulite"
sempre nella gestione della cosa pubblica. Dal più piccolo degli enti alle
presidenze, a cominciare da quella della Regione Abruzzo a cui ha candidato
Carlo Costantini. "In quella regione ha governato sia il centrodestra che
il centrosinistra ma i faccendieri sono rimasti sempre gli stessi. Bisogna fare
un punto fermo per riconquistare la fiducia dei cittadini". I prossimi
appuntamenti sono già fissati. La manifestazione dell'11 ottobre nella quale
l'Italia dei Valori lancerà la campagna per la raccolta di firme per il
referendum abrogativo del Lodo Alfano, tre mesi di lavoro intenso, "e mi
auguro che i dirigenti del Pd non mandino messaggi ai loro elettori per non
farli partecipare" e l'adesione alla manifestazione dl 25 ottobre indetta
dal Pd.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
"Auguri, la
nostra Iberia ora va bene.." "Good luck, buena suerte, buona
fortuna". È quanto augura l'ex premier spagnolo, Josè Maria Aznar, a
Silvio Berlusconi, per il caso Alitalia. L'ex primo ministro spagnolo ricorda di aver affrontato, da
capo del governo, la questione della compagnia di bandiera spagnola Iberia:
"È stata privatizzata - ha detto - è entrata British Airwais ed ora va
bene. In queste situazioni non prendere decisioni è la peggiore delle soluzioni
possibili".
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Gli
aerei Alitalia hanno continuato a decollare e atterrare regolarmente
nello scalo romano di Fiumicino. Al Leonardo da VInci, dalle 6 di questa
mattina e fino alle 20, non si sono registrate variazioni d'orario
significative rispetto all'operativo voli Alitalia. E per oggi i voli AZ programmati
in partenza dal Leonardo da Vinci sono 279, di cui 131 internazionali e 148
nazionali. Fino a ieri sera erano tutti confernati e non risultavano
cancellazioni.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
A firmare accordi
"impossibili" di Bruno Ugolini Tornano alla memoria, in queste ore,
leggendo i dispacci d'agenzia sull'Alitalia,
ascoltando nei telegiornali le parole sommesse o gridate di piloti o hostess o
meccanici, altre storie. Storie di altre sconfitte che rappresentarono in qualche
modo la fine di un'epoca. Ero stato come cronista, nell'autunno del 1980 per 35
giorni e 35 notti alla Fiat, a Torino. Avevo visto e vissuto quella vicenda
sindacale, culminata in una sconfitta. Scrivevo ogni giorno per questo stesso
giornale, allora diretto da Alfredo Reichlin, le mie lunghe cronache. Ascoltavo
le voci degli operai e quelle dei dirigenti di allora, politici e sindacali:
Luciano Lama, Pierre Carniti, Sergio Garavini, Claudio Sabattini, Fausto
Bertinotti, Giorgio Benvenuto, Piero Fassino, Diego Novelli, Giuliano
Ferrara... Tanti nomi che si accavallano nella memoria, fino alla visita di
Enrico Berlinguer, oggetto di tante strumentalizzazioni. Ho rivisto, tempo fa,
nel bel film di Francesca Comencini, Fabbrica, Bruno Trentin davanti ai cancelli
di Mirafiori che inascoltato, con la sua foga razionale, sosteneva la necessità
di abbandonare la perdente lotta ad oltranza per abbracciare forme di lotta
articolate, capaci di durare. Tempi lontani. Oggi quella storia si ripete? I
nuovi Cipputi, senza tuta, sono le donne e gli uomini di Fiumicino, di Linate,
della Malpensa? C'è chi in questi giorni sostiene che per l'Alitalia
ci vorrebbe una nuova marcia dei quarantamila. Il riferimento è a quella
manifestazione di massa, non certo spontanea, voluta e organizzata dalla Fiat,
che mise in moto il 14 ottobre del 1980, quarantamila tra impiegati,
capireparto, capo-officina. Fu l'avvenimento che precipitò le cose, convinse i
sindacati a firmare precipitosamente l'accordo, pose fine al blocco dei
cancelli della grande fabbrica. Tutto tornò alla normalità ma con migliaia di
lavoratori in cassa integrazione e con decimate le rappresentanze sindacali. Il
segnale della sconfitta. L'equazione Alitalia-Fiat sta però poco in piedi.
Non so, infatti, che caratteristiche avrebbe una manifestazione di massa sul
caso Alitalia oggi. Ho il
sospetto che sotto accusa potrebbero e dovrebbero finire innanzitutto quelli
che per vincere l'ultima campagna elettorale avevano promesso un futuro radioso
alla Compagnia di bandiera. Aveva dichiarato, proprio un anno fa, Silvio
Berlusconi: "La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del
Consiglio e sarà un chiaro e secco no. Comincio ad operare perché questa
operazione possa riuscire e in previsione di avere la responsabilità di governo
sono sicuro che arriveremo ad un risultato positivo. Dopo l'annuncio della mia
contrarietà, Air France rinuncerà alla partita. Rinuncerà, perché, se sa che il
futuro presidente del Consiglio è contrario, farà un passo indietro". E
ancora: "Air France rinuncerà alla partita su Alitalia
lasciando spazio all'ingresso di Air One, la cui regia nell'operazione
considero indispensabile". Ecco chi ha davvero mandato a monte l'accordo
con la Compagnia francese che un anno fa avrebbe potuto rappresentare un
salvataggio assai meno drammatico. Ed ecco perché un bis della marcia dei
quarantamila potrebbe dirigere i suoi strali più che verso hostess e piloti,
verso i saloni di Palazzo Chigi. Se non altro perché tutti capiscono come negli
aeroporti non sia in corso una lotta a oltranza, guidata dalle tre
Confederazioni. Assistiamo solo a sporadiche e un po' disperate proteste. Certo
c'è attesa e tensione. È del resto tutta gente che ha vissuto sulla propria
pelle, in questi lunghi anni, una serie infinita di ristrutturazioni, con
cacciata degli "esuberi" e dilagare dei precari, con persino
esperienze di quasi cogestione. Hanno visto passare sotto gli hangar decine di
manager, spesso promossi non per le loro specifiche competenze in campo
aereonautico ma solo per le loro strette parentele politiche. Uomini di
fiducia, come si dice. Che per quella stessa salda fiducia sono usciti da
quelli stessi hangar con magnifiche liquidazioni ma lasciando strascichi
fallimentari. Non hanno pagato nulla, non pagheranno nulla. Pagheranno i nuovi
Cipputi dei cieli. Con la consapevolezza che la loro Alitalia
non rischia di fallire oggi, è fallita nel corso di tutti questi anni.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Bianca Di
Giovanni / Roma "Non voglio credere che si pensi ad un accordo senza i
piloti. Non lo credo e penso che non sia così". Sono le 19 di ieri quando
Fabio Berti, segretario del potente (ancora?) sindacato Anpac sale sul taxi per
raggiungere via Fornovo, la sede del ministero del Lavoro dove è stato
convocato. In realtà la partita vera si sta giocando in Via Veneto, dove i
Confederali e l'Ugl stanno mettendo a punto un'intesa quadro da sottoporre agli
altri. Per i piloti Anpac è un vero smacco. Insieme all'Up rappresentano quasi
l'80% della categoria: vedersi scavalcati al tavolo è inaccettabile. A notte
fonda i toni sono completamente diversi. Berti si rivolge direttamente al
premier: "Uscivamo da una difficile trattativa con Air France. Berlusconi
ci aveva dato delle garanzie e ci avevamo creduto, ora deve intervenire. O
personalmente o anche tramite il sottosegretario Gianni Letta che ha dimostrato
buonsenso". Verso le 22 il "bersaglio" dei biloti era il
ministro Sacconi, definito "irresponsabile" per aver trattato solo
con i confederali e Ugl. Gli autonomi insistono: se non ci sarà "una
immediata riunificazione del tavolo delle trattative la situazione è destinata
inesorabilmente a diventare ingestibile". La situazione precipita anche in
Via Veneto. Voci di corridoio riportano anche una Renata Polverini sull'orlo di
una crisi di nervi. La segretaria Ugl avrebbe chiamato al telefono Gianni
Alemanno e Altero Matteoli. "Tirate fuori le p... - avrebbe detto - Vi
state facendo mettere i piedi in testa da Fi e Lega". Si sa quanto An ci
tenga ai piloti. E ieri sera gli uomini in divisa erano davvero inferociti. A
dire la verità si aspettavano una serata "barricadera", tanto che con
una catena di sms avevano chiamato a raccolta tutti i dipendenti. "Non è
una mobilitazione - spiega Berti quando ancora la situazione è relativamente
calma - Sono venuti al ministero per seguire da vicino la trattativa". Più
tardi saranno proprio loro, i lavoratori in strada, a lanciare accuse contro
chi in Via Veneto potrebbe firmare da solo. Non credono alla storia del tavolo
tecnico: e i vertici degli autonomi cavalcano il malcontento. "In assenza
di una immediata riunificazione del tavolo negoziale, la situazione è destinata
a diventare, inesorabilmente, ingestibile a partire dalle prossime ore",
avvertono piloti e assitenti di volo. Senza di loro non si vola: lo sanno bene.
Per questo puntano i piedi. "Se firmano senza gli autonomi - avvertono -
se ne pentiranno". Quando Berti si prepara
all'incontro finale (la storia Alitalia è fitta di incontri "finali") sa già che alcuni
ostacoli sono ancora tutti da superare. Soprattutto quello della
reppresentanza: Anpac e Up non vogliono la rappresentanza sindacale unitaria.
Per loro devono restare le associazioni. Atteggiamento corporativo?
"Macché, in tutta Europa è così e anche l'associazione europea dei piloti
chiede che restino le associazioni - spiega - perché siamo una categoria
particolare, che ha bisogno di aggiornamenti, esercitazioni. Non possiamo
essere un semplice sindacato". Eh, no: loro un semplice sindacato non lo
sono da tempo. Proprio dai vertici Anpac venne il primo membro del board a
rappresentare i lavoratori. Con l'Anpac cominciò quella cogestione su cui fu
coniato il "modello Alitalia". Forse è
proprio quello che i nuovi padroni vogliono cancellare. "Ma quale
cogestione, ma quale potere - insiste Berti - Quando ho chiesto che differenza
fa per loro una rsa o un'associazione non ho avuto nessuna risposta. La verità
è che noi siamo il capro espiatorio di questa storiaccia". Che ci siano
privilegi e prebende o no, sta di fatto al tavolo per Anpac e Up c'è anche da
combattere una battaglia difficile in difesa del lavoro. Su questo le posizioni
si avvicinano anche alla Cgil. Il nuovo contratto proposto da Cai condensa in
poche linee tutta la nuova filosofia del centrodestra improntata sulla
deregulation. Contratti a termine illimitati, contratto d'ingresso più
"punitivo" per i giovani, parte fissa delle retribuzioni più leggera.
Insomma, c'è chi sospetta che dietro questa partita Alitalia
si nasconda anche l'altra, quella sul modello contrattuale, in cui
Confindustria e sindacati sono alle battute finali. "Se passa questo
contratto noi saremo un precedente per molte altre categorie", spiega un
pilota in mobilitazione davanti al ministero. Come dire: vogliono fare di noi,
simbolo di prebende e privilegi, il cavallo di Troia per entrare in tutte le
categorie. Così, d'improvviso, per uno strano gioco di coincidenze, i piloti,
simbolo di corporazione, diventano l'avanguardia della difesa dei dei
lavoratori. Un altro scherzo dell'Alitalia che muore.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Tensione e proteste
sono cresciute nel corso della giornata di ieri tra i dipendenti di Alitalia. Mentre si diffondevano voci e indiscrezioni sui
possibili scenari finali della trattatriva, molti lavoratori hanno organizzato
cortei e manifestazioni spontanee. E in una di queste iniziativa ne ha fatto le
spese il commissario straordinario Augusto Fantozzi. Diverse
centinaia di dipendenti di Alitalia si sono spontaneamente riunite in via Fornovo, a Roma, di fronte
ad una delle sedi secondarie del ministero del Lavoro dov'era prevista la
ripresa della trattativa formale sul piano di salvataggio per Alitalia. All'arrivo del commissario
straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, lo hanno contestato.
"Buffone, buffone, assassino, assassino", hanno gridato più volte. La
strada era presidiata da polizia e carabinieri, anche con blindati attrezzati
per l'ordine pubblico. Molti dipendenti della compagnia hanno continuato ad
arrivare e a riunirsi. Presenti molti piloti e assistenti di volo in divisa,
anche intere famiglie con i bambini. Dagli slogan è continuato il pressing sui
sindacati perchè non si arrivasse ad un accordo su condizioni giudicate
inaccettabili. "Non firmate, non firmate; il contratto non si tocca"
hanno ripetuto gli slogan. A Fiumicino il traffico aereo è stato regolare anche
se tra i lavoratori dello scalo sono cresciute le preoccupazioni e non sono
mancate piccole iniziative di protesta. Ma oggi sarà la giornata per misurare
il possibile accordo oppure la rottura delle trattative: con le conseguenzi
azioni dei lavoratori.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Berlusconi
"preoccupatissimo" per il suo possibile fallimento Il premier affida
la regia del negoziato al sottosegretario Letta, la sua battaglia per l'italianità costa cara di Natalia Lombardo/ Roma LO SPETTRO Ha
delegato tutta la partita Alitalia a Gianni Letta, il premier "proccupatissimo" per la
trattativa Alitalia che è
proseguita ieri, presente anche il segretario generale della Cgil Epifani, già
predestinato da Berlusconi come il responsabile, insieme al Pd, di un eventuale
fallimento. Sabato sera il presidente del Consiglio non è andato a
Palazzo Chigi, nononstante avesse annunciato di voler incontrare i sindacati,
da lui convocati al tavolo con il governo nella maratona notturna. Ieri
mattina, invece, mentre crescevano ansie e proteste dei lavoratori, il
cavaliere ha fatto un salto con l'aereo di Stato a Villa Certosa in Costa
Smeralda (anche se alle cinque un'agenzia diceva che era rimasto a Roma per
seguire la trattativa). Dopo la tappa fra i cactus in serata è ri-volato a
Milano nella villa di Macherio. Da lì il suo staff ha cominciato a inondare di
comunicazioni: il presidente è "in stretto contatto con i suoi
collaboratori e con il ministro Sacconi" alle prese con la trattativa più
grande di lui al ministero del Lavoro. E, soprattutto, in contatto con Gianni
Letta, il diplomatico per antonomasia al quale Silvio ha lasciato la patata
bollente. Come ogni partita difficile, affidata al Gran Mediatore. Di persona
Berlusconi ha parlato di nuovo, come aveva fatto sabato di ritorno da Bari, con
Roberto Colaninno, presidente della Cai, la società che dovrebbe far rinascere
la compagnia, e con Corrado Passera, amministatore delegato di Intesa-San
Paolo. Il premier ha cercato di convincerli a mollare un po' le redini e poter
far avvicinare al tavolo i piloti. Vero nodo della trattativa, velenosamente
accusati, in cuor suo, di difendere tramite le associazioni i presunti
privilegi. Lo spettro di un fallimento di Alitalia, lo
sfilacciarsi della sua "cordata italiana" sbandierata come uno
straccio bianco in campagna elettorale e poi messa in piedi dopo i primi mesi
di governo, sarebbero dei colpi terribili per Silvio dei Miracoli che si
schermisce come un'educanda: "Ho un consenso imbarazzante". Finora
gli è riuscito a Napoli con i rifiuti, "'o miracolo" con la minuscola,
come avrebbe detto l'indimenticabile Massimo Troisi. Il miracolo di aver
ricostruito un rapporto con gli amministratori locali, anche i più scettici dei
piccoli comuni. Ma nel pasticciaccio Az il magnate Berlusconi ha a che fare non
solo con i sindacati, ma anche con degli imprenditori come lui, ai quali è
riuscito a strappare solo qualche briciola. È la legge del mercato che lui
venera. Magari sarà tentato di metterci del suo, come disse all'inizio della
partita in primavera, di far entrare i suoi figli nella cordata. Cosa impossibile
per l'esorbitante conflitto d'interessi, che esploderebbe. Ci si mette pure
Bossi, ancora più attento al suo elettorato e agli interessi del Nord, nel dire
che "i lavoratori vogliono tutti mantenere il posto di lavoro ed è un loro
diritto". Tira una brutta aria davvero, una roulette russa per Re Silvio
IV. In serata la situazione è diventata scivolosa, nel tentativo del governo di
firmare un accordo completo con i sindacati confederali a Via Veneto, per poi
mostrarlo come atto compiuto a quelli autonomi dei piloti a Via Fornovo. Una
domenica da dimenticare, per Silvio l'ottimista. Gli è andata male pure col
Milan, sconfitto dal Genoa e bloccato a punti zero in campionato. Se Alitalia dovesse fallire è già pronto a dar la colpa alla
sinistra. Stasera alla riapertura di Porta a Porta (Vespa gli ha riservato il
taglio del nastro di stagione) sceglierà il lato A o quello B del disco da
ripetere in tv: o l'autocelebrazione per l'accordo raggiunto, o il j'accuse a
sinistra e sindacati. Il premier limerà i discorsi oggi, tornato a Roma. Ma il
Pd spunta le armi: Damiano si augura che l'accordo vada in porto,
"nonostante gli errori del governo". Più scettico Bersani: tuttalpiù
sarà"una piccola compagnia domestica che per portare la nostra gente nel
mondo dovrà farsi dare un passaggio da un'altra compagnia".
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Di Roberto Rossi /
Roma BANCO Due tavoli separati. Uno per Cgil, Cisl, Uil e Ugl, un altro per le
altre sigle sindacali Anpac, Up, Anpav, Sdl e Avia. Per
chiudere la partita Alitalia con i sindacati ieri il governo ha giocato il tutto per tutto.
Arrivando a cambiare la natura del confronto. Senza però successo. Anzi,
creando ancora di più tensioni tra i lavoratori di Alitalia, la cui sorte è appesa ora una sottilissimo filo. Il
tentativo di Palazzo Chigi, poi fallito, è stato quello di isolare le sigle
autonome interne alla compagnia di bandiera. Per fare questo l'esecutivo ha
lavorato tutto il giorno, nelle sede centrale del ministero del Lavoro in via
Veneto, per determinare un accordo quadro con le confederazioni e la Compagnia
aerea italiana, la società pronta a rilevare Alitalia.
Un'intesa, da sottoporre poi alle altre sigle per piccole modifiche, che al
pomeriggio sembrava cosa fatta, ma che alla sera non c'è più. A far saltare il
banco, secondo fonti industriali, è stata la Cgil. Quando sembrava che per i
lavoratori di terra e hostess si fosse raggiunta un'intesa il segretario della
Cgil Guglielmo Epifani ha chiesto più tutele nei confronti dei lavoratori. La
sua richiesta ha mandato su tutte le furie il ministro del Lavoro Maurizio
Sacconi. Tra i due ci sarebbe stato anche un pesante diverbio. Secondo una
ricostruzione sindacale l'uscita di Epifani sarebbe stata strumentale. Il
leader della Cgil avrebbe voluto un allargamento del tavolo anche alle altre
organizzazioni prima del raggiungimento di un accordo quadro. Il ministro Sacconi,
spalleggiato da Cisl e Uil, invece, avrebbe pressato perché prima si firmasse e
poi si discutesse con gli altri attori. Da qui il rilancio di Epifani, che ha
trovato un'insolita sponda nell'Ugl di Renata Polverini, e la rottura del
tavolo dopo 11 ore di confronto. "A fronte della confusione che sta
esasperando gli animi - ha scritto la Filt in una nota - è opportuno chiarire
che non è stato raggiunto nessun tipo di accordo sulla vertenza Alitalia. Il lavoro informale svolto da tutte le
organizzazioni sindacali e associazioni professionali, non ha prodotto, al
momento, un risultato utile a risolvere la vertenza. È il momento - si legge -
che ciascuno si assuma le proprie responsabilità, a cominciare dalla Cai, e che
il governo convochi tutte le sigle sindacali di Alitalia".
La presa di posizione della Cgil è venuta in un momento di massima tensione. Le
altre sigle sindacali, che in Alitalia rappresentano
la maggioranza dei lavoratori, erano pronte a dare battaglia fin da oggi anche
con scioperi spontanei. La firma di un accordo quadro tra Cai, governo e le
confederazioni, li avrebbe messi con le spalle al muro. Per tutto il
pomeriggio, quindi, il nervosismo è stato altissimo. Con le sigle interne
dirottate da una parte all'altra di Roma, in una sorta di caccia la Tesoro. Il
tutto ha inizio intorno alle 17 un comunicato del governo annuncia un vertice
tra governo e sindacati da tenersi nella sede del ministero del Lavoro di via
Flavia, dietro il ministero del Tesoro. Non passano neanche 40 minuti e l'incontro
viene posticipato alle 19. Stranamente cambia anche la sede dell'incontro, da
tenersi in via Fornovo, presso il quartiere Prati. In via Fornovo il palazzo
del ministero è distribuito in vari piani. Si diffonde la voce di tavoli
separati e di firme separate. Da una parte le organizzazioni confederali,
appunto, forti tra i lavoratori di terra, dall'altra i sindacati dei piloti e
degli assistenti di volo. "Ci hanno diviso tra buoni e cattivi" è
stato il commento di un sindacalista dei servizi volo. E in effetti di
divisione si tratta. Mentre gli assistenti di volo e piloti si dirigono in via
Fornovo, convocati dal governo, dall'altra parte della città, in via Veneto,
nella sede principale del ministero, l'esecutivo tenta di chiudere l'accordo
quadro. Il momento della rabbia per piloti e assistenti di volo arriva alle
19.30 quando il segretario nazionale della Fit-Cisl per il trasporto aereo,
Claudio Genovesi, annuncia che per il personale di terra si è trovata
un'intesa. La notizia rimbalza. A via Fornovo arriva anche il commissario
straordinario della compagnia, Augusto Fantozzi, che subisce una contestazione.
Quando, poi, il governo decide di far slittare nuovamente l'incontro alle 22 la
situazione rischia di precipitare. Poi la chiusura della Cgil riporta alla
calma. I sindacati tornano al tavolo. A tardissima sera si tratta ancora sul
contratto per assistenti di volo e piloti. Nella notte circolano ipotesi di
rinvio. Si parla addirittura di una settimana o due. Se ci sarà ancora spazio.
Da oggi il cerino passa in mano a Fantozzi. Il baratro si avvicina.
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Luigi Cancrini Lia
Angeletti Viviamo in Europa, in uno dei Paesi più ricchi del mondo, mondo che è
percorso tuttavia dalla sofferenza silenziosa dei vinti, da storie di
emarginazione e violenza che non fanno notizia. Vorremmo dare spazio, in questa
pagina, alla voce di chi rimane fuori dalla grande corsa che ci coinvolge
tutti, parlando dei diritti negati a chi non è abbastanza forte per difenderli.
Sono proprio le storie di chi non vede rispettati i propri diritti a far
partire il bisogno di una politica intesa come ricerca appassionata e paziente
di un mondo migliore di quello che abbiamo costruito finora. Scrivete a cstfr@
( da "Unita, L'" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Bruno Ugolini Non c'è solo Alitalia nel drammatico panorama sociale del Paese. Anche se qui sono
puntati gli occhi di tutti. Perché qui si consuma una vicenda emblematica di
malgoverno. Basta però sollevare lo sguardo, magari sfogliare i quotidiani
delle tante province italiane e accorgersi di una catena infinita di piccoli e
grandi drammi del lavoro. È quella che gli studiosi chiamano senza mezzi
termini "recessione". Una parola terribile che dovrebbe far tremare
le vene e i polsi di chi governa e di chi fa opposizione. Nonché dei mass
media, perlomeno di quelli che hanno a cuore le sorti dell'economia e della
società, nonché, alla fine, dei propri lettori. Passo in rassegna, tanto per
fare un esempio, le pagine milanesi de "Il Giorno". Leggo di una
storia a Caponago, comune dell'operosa Brianza. Qui la UTC, (United Technologic
Corporation), la multinazionale americana che controlla la Otis, famosa
fabbrica di ascensori, ha deciso di chiudere i battenti. Sono sessantasette
famiglie che di ritorno dalle ferie trovano la bella sorpresa: niente più
lavoro, niente più busta paga. Eppure tutto sembrava filare tranquillamente.
Era in calendario un incontro in questi primi giorni di settembre per
concordare il premio di risultato. Una scadenza legata a quella tematica della
produttività che tanto piace alla Confindustria, oggetto della fitta
discussione sul futuro modello contrattuale. E chissà se saranno previste dure
penali per chi invece del premio di risultato offre il licenziamento? Non si
può nemmeno sostenere che la Otis sia alle prese con crisi o contrazioni di
mercato. Certo è che solo in questa zona dell'Est Milano è la sedicesima
attività che chiude. Così comincia l'autunno per quelle 87 famiglie. E se ci
spostiamo sulle pagine de "La provincia Pavese" troviamo un altro
caso: è in gioco il destino di 26 operai della Cagi Maglieria di Cilavegna.
Sono stati messi in mobilità mentre altri 19 dovranno essere trasferiti a Motta
Visconti. È uno dei tanti esempi che investono il settore tessile. Le più colpite,
dicono i sindacati, sono le aziende piccole e medie che soffrono per la
diminuzione di commesse. Un fatto dovuto all'indebolimento del dollaro rispetto
al cambio con l'Euro. C'è, tra i lavoratori, chi soffre di più da tali vicende.
È il caso dei 37 dipendenti dell'impresa Tastex che, leggiamo sull'"Eco di
Bergamo", rischiano, dopo il licenziamento collettivo, di non godere
dell'indennità di mobilità non prevista per le imprese commerciali con meno di
50 addetti. E la Tastex opera nel commercio tessile. Mentre, sempre in
Lombardia, incrociamo, sul "Cittadino di Lodi" le cronache che
parlano della Flexotecnica di Tavazzano, una fabbrica metalmeccanica che
produce macchine per la stampa e che dà lavoro a circa 100 persone. Ora arriva
la cassa integrazione lunga sette settimane per 35 lavoratori. Mentre poco
lontano, un'azienda chimica con padroni coreani, la Bardiafarma di Borgo San
Giovanni, lascia a casa una quarantina di famiglie. Sono solo spigolature. Come
quelle indicate dalla "Gazzetta di Mantova" e che riguardano i
lavoratori della Allpack di Suzzara, azienda addetta alla produzione di
imballaggi in cartone ondulato. È un'impresa dove regna la pace sociale da
cinque anni. È stata la responsabile scelta di lavoratori e sindacati motivata
dalla volontà di agevolare l'acquisto di nuovi macchinari e quindi l'incremento
della produttività. Episodi come tanti che testimoniano come non siamo di
fronte ad un sindacalismo corporativo intento a difendere solo microinteressi.
Cinque anni però sono tanti e le buste paga arrancano nell'inseguire il
carovita. Oltretutto il contratto nazionale per la categoria è scaduto già da
18 mesi. E così le rappresentanze sindacali, hanno proposto un aumento mensile
di 65 Euro. La risposta l'hanno avuta dopo le ferie e si riassume nell'offerta
di cinque, diconsi cinque, Euro. Questa è l'Italia nelle sue mille
sfaccettature, dove molti vivono in piccolo e in diverso modo il loro caso Alitalia. http://ugolini.blogspot.com Atipiciachi.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Aeroporti Linate, crisi Alitalia I lavoratori "Viviamo alla
giornata" Ore di attesa allo scalo di Linate. Voli regolari, ma "si
vive alla giornata", dicono alcuni operatori. Quella di ieri è stata una
giornata di grande traffico a Linate. "Anche grazie al Gran Premio",
commentava una hostess, indicando le comitive di ferraristi. Sul taglio
dei voli, Franco Brioschi, responsabile Filt-Cgil per il trasporto aereo, ha
chiarito: "C'è in corso una trattativa e c'è grande confusione. Ma non si
tagliano i voli senza preavvisare la clientela". (P.D'A.).
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-15 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Sacconi: per adesso niente voli a rischio, ma è
una lotta contro il tempo Alitalia, primo sì dei sindacati Accordo quadro di confederali e Ugl.
Oggi si tratta con i piloti ROMA - Trattative a oltranza per un accordo tra la
Compagnia aerea italiana (Cai) e i sindacati. Rischio fallimento e rischio
caos. ALLE PAGINE 5 E 6 Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num:
- pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia Il confronto Critiche dal Pd: anche un'intesa non è risolutiva
Secondo il Partito democratico, che da sempre attacca il disegno del governo,
in realtà i guai per la compagnia di bandiera e per i suoi lavoratori non
finiranno con la chiusura dell'accordo. "In ogni caso il problema
continua - dice Pierluigi Bersani - perché si avrebbe una piccola compagnia
domestica che per portare la nostra gente nel mondo dovrà farsi dare un
passaggio da un'altra compagnia".
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Bonanni: gli esuberi saranno 3.200 lavorare di più ma
stesso stipendio ROMA - Segretario a che punto è la
trattativa per il salvataggio di Alitalia? "A un buon punto. Finora è andata abbastanza bene",
dice il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, poco dopo l'una di notte, quando
governo, Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Cai hanno deciso di interrompere la lunga
giornata di negoziato, dandosi appuntamento a questa mattina per continuare.
Il suo solito ottimismo? "No, c'è un fatto. Abbiamo raggiunto un punto di
condivisione sul piano industriale, che è la premessa di tutto il resto".
Che vuol dire? "Che intanto abbiamo definito il perimetro della nuova
società". Quanti saranno gli esuberi? perché abbiamo recuperato anche i
manutentori dei carrelli e la "zona grigia" degli amministrativi e
dei lavoratori dei call center. Alla fine gli esuberi saranno 3.200". Perché
non avete proseguito la trattativa fino all'accordo finale? "Perché è un
negoziato molto complesso. Adesso dobbiamo affrontare l'impianto contrattuale.
Lo faremo a partire da domani (oggi per chi legge, ndr.)". Ma le pare
giusto che dal tavolo siano stati esclusi i sindacati dei piloti e degli
assistenti di volo? "Noi non li abbiamo esclusi". E chi li ha
esclusi? "Credo che in questa fase non avessero mostrato una grande
disponibilità a discutere, ma noi ci siamo battuti per recuperare anche Il
segretario generale della Cisl Raffaele Bonanni: "Negoziato molto
complesso" loro alla trattativa. E così sarà". Che succederà al
salario dei dipendenti della nuova Alitalia?
"Anche qui molto è stato fatto. Abbiamo stabilito il principio
dell'invarianza del salario". Significa che non ci saranno tagli della
busta paga per nessun lavoratore? "Nella sostanza è così per i lavoratori
con le retribuzioni più basse, il personale di terra". E per gli altri?
"Stiamo puntando sulla flessibilità: lavorare di più, ma senza tagli dello
stipendio. Questo è l'obiettivo del sindacato". La tensione tra i
lavoratori sale. La protesta diventerà incontrollabile? "Non credo. è
normale che ci sia grande agitazione tra i lavoratori, ma siamo tutti impegnati
per evitare il fallimento di Alitalia e dare un futuro
all'azienda". Tutti? Anche la Cgil? "Sì, stanno contribuendo tutti.
L'accordo sul piano industriale è la matrice per arrivare presto all'intesa
finale". C'è chi teme proteste spontanee e il blocco dei voli. "Non
converrebbe a nessuno. Dobbiamo andare avanti fino al risultato, il salvataggio
della compagnia. Abbiamo fatto il primo passo, quello più importante".
Enr. Ma.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num:
- pag: 5 categoria: REDAZIONALE Alitalia, i sindacati accettano il piano industriale Oggi riprende la
trattativa sui contratti anche con le sigle escluse, che minacciano: accordo
inutile Raggiunto un accordo-quadro. Restano da definire le intese di
categoria. Il nodo retribuzioni ROMA - Saranno 12.500 i lavoratori della
nuova Alitalia. E' questo uno dei contenuti
dell'accordo-quadro messo a punto ieri, dopo una trattativa terminata all'una
di notte, dalla Compagnia aerea italiana (Cai), Cgil, Cisl, Uil e Ugl con la
mediazione del governo. Oggi alle 15 sono stati convocati i sindacati
categoriali esclusi ieri dal negoziato: Anpac, Up, Avia, Anpav, Sdl. Obiettivo
è un confronto sui contratti di volo e di terra su cui finora non è stato
trovato l'accordo. Il tempo però è contingentato: l'intesa dovrà essere trovata
entro la data in cui Cai e il commissario Augusto Fantozzi avranno definito gli
accordi per l'acquisto dei beni di Alitalia.
L'amministratore delegato di Cai, Rocco Sabelli, e i segretari generali
Guglielmo Epifani (Cgil) Raffaele Bonanni (Cisl), "Abbiamo fatto un buon
lavoro, Luigi Angeletti (Uil) e Renata Polverini (Ugl), con la mediazione del
sottosegretario Gianni Letta e del ministro del Lavoro, Maurizio Sacconi, hanno
trovato un'intesa, in sostanza, solo sul piano industriale. Nessuno, e in
particolare la Cgil, si è assunto la responsabilità di firmare sui contratti
con il rischio di essere sconfessato dalla base. "Si continua a lavorare
senza ultimatum" è stata l'esortazione di Epifani. "Domani (oggi per
chi legge, ndr) si vola" ha detto Sacconi. Questi i contenuti dell'intesa.
Cai si è impegnata all'acquisto di 60 aerei nell'arco di piano e a una capitalizzazione
iniziale di un miliardo. L'accordo prevede un generico impegno a integrare il
piano "con un ulteriore rafforzamento del network domestico e
internazionale ", lo "sviluppo di ulteriori rotte
intercontinentali" e voli di feederaggio. Nel perimetro aziendale rientra
oltre all'handling, la manutenzione di linea ma anche la leggera e le attività
amministrative, informatiche e di call-center (zona grigia). Per manutenzione
pesante e cargo è prevista la vendita a società esterne di cui Cai avrà una
"significativa quota di minoranza" e un legame di tipo contrattuale,
entrambi non meglio definiti. Cai s'impegna a conservare le proprie
partecipazioni in Alitalia per 5 anni e, nel caso di
quotazione (comunque non prima di 3 anni), a fare in modo che la maggioranza
assoluta resti in mano italiane. Il partner straniero potrà entrare ma con una
quota di minoranza, non superiore a quella massima riservata agli attuali soci.
I dipendenti saranno 12.500, mille in più di quelli previsti: 1.550 piloti
(dunque mille esuberi), 3.300 assistenti di volo e 7.650 lavoratori di terra. A
restare fuori dunque dovrebbero essere 6.145 lavoratori. Prima della vendita
degli asset sarà avviata per tutto il personale la procedura di mobilità con
cassa integrazione anche a rotazione. Gli ammortizzatori dureranno massimo 7
anni e ciascun lavoratore avrà un'integrazione fino all'80% dello stipendio. A
tale scopo sarà aumentata fino a 2 euro a biglietto la tassa che finanzia il
fondo per i dipendenti aeroportuali. Anche per i lavoratori dell'indotto che
perdano il posto sono previsti meccanismi d'integrazione del salario. L'intesa
è stata definita unanimemente dai tre generali "un primo importante
passo". Ma le sigle escluse dalla trattativa, che per tutto il giorno
hanno animato una vivace protesta a Fiumicino e vicino alle sedi del negoziato,
hanno già respinto l'accordo: "è carta straccia. Ogni documento prodotto
senza la diretta partecipazione delle associazioni professionali e sindacali
rappresentanti di tutte le categorie verrà considerato inutile e
provocatorio". A. Bac. Contestato il commissario Il commissario
straordinario di Alitalia, Augusto Fantozzi, è stato
contestato ieri da un gruppo di dipendenti della compagnia.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 5 categoria:
REDAZIONALE Il ministro del Lavoro Sacconi "Voli non a rischio, è lotta
contro il tempo" ROMA - Non c'è alcun rischio per i
voli Alitalia in programma
nella giornata di oggi. Lo ha assicurato nella notte il ministro del Lavoro,
Maurizio Sacconi (nella foto), avvertendo però che "si sta lottando contro
il tempo". Il ministro ha poi precisato che l'amministratore straordinario
di Alitalia, Augusto
Fantozzi, ha affermato che "i tempi operativi sono brevi" e
non che ci saranno problemi già a partire dalla giornata odierna.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num:
- pag: 6 categoria: REDAZIONALE Sul sito Pdl crescono le voci controcorrente
"Basta, ora fallisca" Fra i militanti del Pdl c'è chi non la pensa
come Silvio Berlusconi. Sul sito del partito (foto), si legge tra l'altro:
"Alitalia, con i suoi
dipendenti, è un pozzo senza fondo: mandiamoli a casa".
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Quegli irriducibili dei sit-in che decidono sulla trattativa I sei
piccoli sindacati di piloti, assistenti e hostess Sono i lavoratori che si
riconoscono nelle sigle escluse ieri. Appello dei piloti: intervenga il premier
SEGUE DALLA PRIMA Ma anche di decine e decine di piloti in giacca e cravatta,
meno abituati agli slogan gridati nei megafoni. In comune hanno davvero molto
poco (soprattutto gli stipendi) se non il fatto di lavorare
per l'Alitalia. Ma si
ritrovano in piazza, uno accanto all'altro, "per esclusione", nel
senso che sono i lavoratori che si riconoscono nei sei sindacati esclusi dalla
trattativa in corso tra governo, Cai e Cgil, Cisl, Uil e Ugl. Ma loro, ad
essere quelli che dovrebbero ratificare un accordo confezionato da altri,
non ci stanno. E allora ecco che Anpac e Up (piloti), Avia e Anpav (assistenti
di volo), Sdl e Cub (personale di terra) cavalcano la protesta. Qualcuno giura
perfino controvoglia. "Guardi che noi siamo un sindacato ultramoderato -
dice Antonio Di Vietri, 51 anni, presidente dell'Avia -. Ci definiamo
apartitici, ma se proprio vuole classificarci, allora siamo di centro,
cattolici di centro. Nel gruppo dirigente ci sono appartenenti a Comunione e
liberazione. Io non sono di Cl, ma sono un "fesso" che ha votato per
Berlusconi. Ecco, le garantisco che non voglio scatenare la piazza, ma la
piazza si scatena da sola". Il perché lo spiega Andrea Cavola, 52 anni,
segretario di Sdl: "La proposta di Cai prevede che un lavoratore di terra
passi da un netto di 1.200 euro a uno di 7-800 e che un assistente di volo da
2.500 euro netti a poco più di 2.000, che possono scendere fino a 650 euro se
la persona non vola perché malata o per altre ragioni ". Cavola non ha
difficoltà a riconoscere che Sdl (che una volta si chiamava Sult) ha un gruppo
dirigente in buona parte orientato a sinistra, a partire dal segretario,
"ma raccogliamo iscritti a destra e a sinistra perché seguiamo una linea
pragmatica. Anche adesso ripetiamo: siamo disponibili a trattare a oltranza.
Finora abbiamo continuato a invitare i lavoratori alla calma, ma anche l'acqua
dei pompieri a un certo punto finisce ". E certo la situazione sembra
davvero a un passo dal precipitare, se all'indirizzo del commissario Augusto
Fantozzi che entra al ministero vengono lanciate grida di "assassino,
assassino". Fabio Berti e Massimo Notaro, che guidano i due sindacati dei
piloti, rispettivamente l'Anpac e l'Up, sono preoccupati. E loro, che sono politicamente
i più vicini al governo, si appellano al presidente del Consiglio. Dice Berti,
mentre alcuni lavoratori, a notte fonda, improvvisano una fiaccolata:
"Spero che Berlusconi faccia molta attenzione e non sottovaluti quanto sta
succedendo. La tensione è molto alta. Ci aveva dato delle garanzie e ci avevamo
creduto. Ora deve intervenire". Non si possono escludere dalla trattativa
i sindacati che complessivamente rappresentano la maggioranza dei lavoratori,
sostengono i leader. Chi ha invece già deciso di andare allo scontro duro è la
Cub. "Noi non firmeremo nulla. Gli altri sono generali senza esercito
", urla Fabio Frati nel megafono. Ma per fortuna la Cub, l'unica sigla
davvero irriducibile, ha solo qualche centinaio di iscritti. Enrico Marro
Protesta Qui sopra, la manifestazione di ieri dei dipendenti Alitalia.
A sinistra, Andrea Cavola, leader di Sdl. A destra, Fabio Berti, presidente di
Anpac, e Antonio Di Vietri, presidente di Avia.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Itali Airlines Il gruppo di Giuseppe Spadaccini potrebbe rilevare
da
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 6
categoria: REDAZIONALE Alitalia La protesta 19.000 è il numero
complessivo degli attuali dipendenti di Alitalia. Il loro
destino è legato all'esito delle trattative in corso a Roma presso il ministero
del Lavoro.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-15 num: - pag: 20 categoria: REDAZIONALE
Cronache Strage Il controllore di volo: il pilota dell'Aeroflot non seguiva le
indicazioni, poi l'ho sentito urlare Aereo russo a fuoco. "Una bomba"
Imprenditore italiano tra gli 88 morti L'ipotesi di un attentato. A bordo l'ex
capo delle truppe russe in Cecenia Tommaso Martinazzo era partito da Treviso
sabato per lavoro Lascia la moglie e due figlie DAL NOSTRO CORRISPONDENTE MOSCA
- Ancora un incidente aereo in Russia, a venti giorni dal disastro che ha
colpito un aereo del Kirghizistan diretto a Mosca con una novantina di persone,
compresa una squadra di basket. Si pensa al cattivo tempo, a un motore forse in
fiamme prima della collisione con il suolo, ma non si possono escludere altre
cause; un controllore di volo ha parlato del "comportamento strano "
del pilota e di un grido ascoltato per radio ("siamo fottuti! ")
subito prima di perdere il contatto. Secondo il ministro dei Trasporti Igor
Levitin, nessun elemento indurrebbe a pensare a un attentato. Il Boeing 737
dell'Aeroflot, la principale compagnia russa, è precipitato mentre si stava
avvicinando alla città siberiana di Perm, sugli Urali. Tutte morte le 88
persone a bordo, tra cui l'imprenditore italiano Tommaso Martinazzo e altri 20
stranieri. L'aereo si era abbassato fino a
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-15 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Nuova icona Il leader del Pd e i rischi di sposare "Into the
Wild" di MARIA LAURA RODOTA' Scusate il qualunquismo; ma siamo già nei
guai. L'intrattenimento ci viene già fornito dagli esponenti più estroversi
della maggioranza di governo; e il Pidì dovrebbe aver di meglio da fare che
pensare a nuove figurine per il suo Pantheon. Da un filmone hollywoodiano, poi.
Forse le intenzioni erano buone: vista la tragedia di Alitalia, il disastro permanente di
Trenitalia, lo stato pietoso di Autostrade per l'Italia, Walter Veltroni ha
parlato ai giovani democratici italiani del viaggio estremo di Christopher
McCandless - quello di Into the Wild - per prepararli ad affrontare gli
spostamenti nel nostro Paese. Una tratta Termoli-Domodossola con vari
cambi più i ritardi spaventerebbe il regista Sean Penn più del diario di
McCandless, magari (magari il giovane italiano non muore alla fine come
McCandless; dice solo un sacco di parolacce, è il minimo). Veltroni ha citato
il ragazzo diarista - che aveva lasciato tutto per andare verso nord, a vivere
nella natura - nel molto urbano e forse un po' depresso ambiente della Summer
School (scuola estiva) per giovani del Pd. Lo ha fatto per ispirarli,
probabile; per spingerli verso l'avventura, l'amore per la natura e il coraggio
di fronte ai fenomeni naturali come Di Pietro e il Pdl. Per spiegargli, con
McCandless, che "la felicità è reale solo quando è condivisa", Parole
bellissime. Contesto, ahimè, preoccupante. Perché: (a) McCandless arrivava e
moriva in Alaska, da dove è or ora partita trionfante Sarah Palin, repubblicana
che uccide e scuoia gli alci; e (b) un giovane del Pd è probabile che ci si
senta un po' come un alce, oggi come oggi.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-09-15 num: - pag: 43 categoria:
REDAZIONALE L'appuntamento serale Alitalia e Giustizia con Maria Latella MILANO - Per la seconda settimana
Sky Tg24 delle 22.35 sarà affidato stasera e domani a Maria Latella, direttore
del settimanale "A". Di 40 minuti ciascuna, le due trasmissioni
affronteranno "stasera, l'argomento Alitalia con il ministro delle Attività produttive Claudio Scajola -
spiega -. Sui rapporti con il sindacato interverranno Giulio Anselmi,
direttore della Stampa, e Stefano Livadiotti, autore del libro-inchiesta
"L'altra casta" (Bompiani). Domani, invece, per la prima volta sarà
in tv il ministro della Giustizia Alfano, toccando tutti i punti della riforma
del governo Berlusconi". Nella stessa fascia oraria di "Ballarò"
su Raitre e di "Porta a porta" su Raiuno, Latella sfida Vespa?
"Il nostro programma è più breve. Punta su giovani e donne, sempre più
interessate alla politica. Ma toccheremo anche argomenti più leggeri".
Maria Latella, direttore di "A" e in onda su SkyTg24.
( da "Corriere della Sera" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-15 num: - pag: 31
categoria: BREVI Interventi e Repliche Tremonti e la
vicenda Alitalia Ho letto
l'articolo di Francesco Verderami pubblicato ieri sul Corriere sotto il titolo
"Letta, i fornitori e lo strano allarme da Londra". Inter alia si
legge nell'articolo quanto segue: "... di chi addirittura osservava il
distacco di Tremonti, che giorni fa - alla festa di Azione giovani - dinnanzi
alle preoccupazioni di un dirigente di An aveva risposto: "Nooo...
Va tutto bene"". Ho parlato di Alitalia in
Parlamento la mattina di mercoledì 10 settembre. Non è mia abitudine andare in
giro a parlare di questioni importanti. Se Verderami mi avesse telefonato,
glielo avrei confermato a voce. Giulio Tremonti La legge elettorale per le
europee Nell'articolo "Chi ha paura delle preferenze?" sul Corriere
di domenica 14 settembre, Paolo Franchi dice che Cicchitto, nel difendere la
proposta di liste bloccate per le elezioni europee, ha usato gli argomenti
sostenuti da Mario Segni nel referendum sulla preferenza unica del 1991:
quello, come dice Franchi, iniziò la cosiddetta rivoluzione italiana. Non so
che cosa abbia detto l'on. Cicchitto. Quello che so con certezza è che nessuno
degli argomenti con cui sostenemmo nel '91 il primo referendum elettorale può
essere addotto per giustificare l'ignominia delle liste bloccate. Sono
risolutamente contrario a questa proposta non solo perché la considero una
gravissima spoliazione del potere di scelta del cittadino, ma anche perché
contraddice in pieno il contenuto delle riforme elettorali volute da una
amplissima maggioranza. Punto centrale di tutta la campagna referendaria fu la
rivendicazione dei diritti dei cittadini, contro lo strapotere dei partiti. Gli
strumenti con cui raggiungemmo l'obiettivo furono il collegio uninominale
all'inglese, cancellato dalla legge Calderoli, e l'elezione diretta del sindaco
e del governatore. Per completare il cammino verso una autentica democrazia dei
cittadini si sarebbe dovuto accompagnare al collegio uninominale la regola
delle primarie, vero perno della democrazia americana. Le liste bloccate sono
invece la consacrazione della "repubblica dei partiti", un ritorno
indietro nel cammino della nostra democrazia e il contrario di quello, che con
il pieno consenso della degli italiani, facemmo negli anni 90. Mario Segni
L'insegnamento della matematica Per anni ho tenuto l'insegnamento di Matematica
e Didattica della matematica per il corso di laurea per diventare maestri, alla
facoltà di Scienze della formazione di Roma Tre. La maggior parte degli
studenti a cui ho insegnato (250 all'anno) aveva svariati e gravi deficit di
preparazione in ambito matematico, che ho cercato di colmare, come ho potuto
(con 60 ore di lezione e 40 di laboratorio). La stragrande maggioranza mi
confessava di sperare di non dover insegnare matematica ed era felicissima
quando riusciva a prendere uno striminzito diciotto. Su una trentina di
insegnamenti complessivi avrebbero dovuto sostenere solo un altro esame di
Didattica della matematica (30 ore di lezione e 20 di laboratorio). Quindi la
matematica era e, a quanto mi risulta, è presente ancora oggi nella loro
preparazione neppure al 10% del totale. Mi chiedo se il ministro Gelmini sia al
corrente di questo stato di cose e come sia possibile in queste condizioni
ritornare al maestro unico. Giordano Bruno bruno@dmmm.uniroma1.it.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15 pagina 1 Gli artigiani brianzoli difendono Linate: "Per
noi è strategico" di Redazione Anche gli artigiani di Monza e Brianza
scendono in campo per difendere Linate. E chiedono che il destino di Alitalia "non sia confuso con
quello dello scalo, irrinunciabile per gli affari". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15
pagina 4 Gli artigiani: "Salviamo Linate, ci serve" di Franco Sala No
al depotenziamento dell'aeroporto di Linate. Gli artigiani non intendono
spalancare le porte della polemica ma premono e chiedono che sia "salvato"
lo scalo Forlanini. In particolare per i voli nazionali ed europei. E puntuale nella giornata cruciale per le sorti di Alitalia arriva la a presa di posizione
dell'Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza di fronte alla reale
possibilità che la compagnia di bandiera abbandoni lo scalo di Linate.
"Non confondiamo i destini dell'Alitalia con quelli dello scalo milanese che riveste un'importanza
strategica - afferma il segretario generale dell'Unione, Marco Accornero
-. Secondo una stima della nostra organizzazione, circa il 2 per cento degli
oltre 240 mila operatori artigiani lombardi si serve, per motivi di lavoro,
almeno 5 volte l'anno degli scali milanesi. Il 7,5 per cento lo fa almeno più
di 10 volte l'anno e, complessivamente, oltre l'80 esprime gradimento per lo
scalo di Linate". E continua: "Non entriamo assolutamente nel merito
- continua - Accornero - rispetto alla necessità che, per fronteggiare la crisi
e dar corso al nuovo piano societario, Alitalia debba
rinunciare a operare su Linate, ma ciò non toglie che occorre una
soluzione". In questi ultimi anni l'artigianato lombardo, milanese e
brianzolo hanno vissuto un consistente processo di crescita ed espansione verso
i mercati esteri raccogliendo le opportunità e le incentivazioni per rafforzare
i processi d'internazionalizzazione. "Gli imprenditori del nostro settore
conclude - costituiscono sempre di più "utenza rilevante" anche nei
collegamenti aerei verso le capitali europee. Crediamo che sia doveroso
ascoltarne le proposte e considerare che l'aeroporto di Linate è davvero un
riferimento indispensabile per la loro attività e per la crescita economica e
produttiva". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15
pagina 3 Esuberi e stipendi, ultimi nodi prima della firma di Gian Maria De
Francesco I sindacati condividono l'accordo quadro con Cai: passo decisivo.
Sacconi: "Oggi voli non a rischio" da Roma L'ultima notte della
vecchia Alitalia si conclude in maniera positiva. I
sindacati confederali (Cgil, Cisl, Uil e Ugl) hanno sostanzialmente condiviso
l'accordo quadro sul piano industriale proposto da Cai. La questione
contrattuale, invece, sarà rinviata ai prossimi giorni. Decisiva la mediazione
del governo effettuata dal sottosegretario Letta e dai ministri Sacconi e
Matteoli mentre il premier Berlusconi si è tenuto costantemente in contatto con
i suoi monitorando la situazione. "Un'importante intesa", ha commentato
il titolare del Welfare Sacconi definendo l'accordo "una solida base di
partenza per costruire il futuro della compagnia di bandiera". "Un primo passo importante per salvare Alitalia", ha aggiunto Bonanni della Cisl. L'accordo quadro prevede
che la nuova compagnia assuma 12.500 dipendenti Alitalia, 1.550 piloti, 3.300 assistenti di volo e 7650 tra operai,
impiegati quadri e dirigenti. Per i lavoratori in esubero verranno attivati la
Cassa integrazione straordinaria e altri ammortizzatori sociali. Sin da
ieri mattina alle
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15
pagina 2 Meno rotte e niente Stato: ecco il piano per decollare di Redazione I 16
soci della Cai promettono: società più snella, capitali privati, nuova flotta e
più collegamenti diretti. L'obiettivo: ottenere i primi profitti nel 2011 con
13.500 dipendenti da Milano Discontinuità. È questa la parola chiave che,
dall'amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, che il
piano Alitalia l'ha messo a
punto, a Roberto Colaninno, che della nuova compagnia è presidente, ad Augusto
Fantozzi, che della vecchia Alitalia è il commissario straordinario, si sente ripetere di più tra i
vertici della Nuova Alitalia. La livrea degli aeromobili non cambia ma per tutto il resto la
ristrutturazione sarà all'insegno del cambiamento, dalla compagine
azionaria, alla struttura dei costi, alle relazioni sindacali. Ad affossare la
vecchia compagnia di bandiera semipubblica (con il Tesoro al 49%) una storia di
consociativismo nella quale il potere del sindacato "bilanciava"
quello delle nomine pubbliche. Un buco diventato voragine Un sistema che ha
gonfiato gli organici, portato i costi a superare i ricavi nell'ordine di
300-400 milioni l'anno, accumulando un buco complessivo di 3 miliardi di euro
in 10 anni. Quale che sia l'accordo che si raggiungerà in queste ultime ore di
contrattazione con le sigle sindacali quel che è certo è che non ci saranno più
buste paga con 550 voci, spostamenti del personale a carico dell'azienda,
pernottamenti in hotel cinque stelle lusso per il personale viaggiante, né un
consiglio di amministrazione fatto di 17 poltrone. Un'azienda con capitali
privati La Nuova Alitalia, o Compagnia aerea italiana
(Cai), sarà innanzitutto un'azienda al 100% privata. Sono 16 i primi soci
entrati nel capitale della nuova società. Ne fanno parte alcuni dei maggiori
imprenditori italiani, a capo di cinque società quotate in Borsa, due fondi
chiusi (con azionisti italiani e internazionali), altri gruppi con fatturati di
diversi miliardi di euro che operano su mercati internazionali. Si va dallo
stesso presidente della Cai, Roberto Colaninno (Piaggio) al gruppo Benetton,
dall'armatore Aponte (Msc) ai gruppi dell'acciaio Riva e Marcegaglia.
L'azionariato della nuova Alitalia è precluso ai soci
pubblici. Lo ha confermato direttamente lo stesso Passera qualche giorno fa,
"non è previsto l'ingresso di entità non private" nella Nuova Alitalia, ha detto, per fermare le ambizioni del governatore
del Lazio che puntava a una quota per la Regione. Inoltre, si tratterà di un
controllo azionario diffuso: nessun socio avrà più del 10% del capitale. E il
discorso vale anche per il partner straniero. Questo potrebbe essere Air
France, che si è dimostrata più disponibile a diventare socia e con la quale si
sono avuti i contatti più frequenti, anche perché è già alleata di Alitalia in Sky Team. Ma le ipotesi vedono sul tavolo anche
British Airwais e Lufthansa. Fatturato, addetti e flotta Ma sarà soprattutto
una compagnia più snella, che dovrà essere in grado di stare sul mercato e fare
utili. Non si tratta comunque di una mini compagnia: dall'unione della vecchia Alitalia con l'Air One uscirà infatti un'azienda da 4,3
miliardi di ricavi complessivi, con i primi profitti attesi nel 2011. Circa
13.500 sono gli occupati previsti (su circa 18mila della precedente gestione).
Esternalizzati alcuni servizi come la manutenzione e il cargo (ma nelle
trattative in corso si parla di una partecipazione al capitale). La flotta sarà
più nuova (con vantaggi nell'efficienza, nella sicurezza e nei costi di
carburante). Cai parte con 137 vettori, per arrivare a 158 nel 2013, di cui 60
nuovi, i circa 100 aerei lasciati a terra sono per i vecchi Md
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
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N. 37 del 2008-09-15
pagina 2 Dal logo alle bibite: così sono lievitati gli sprechi di Paolo
Bracalini "Per una Coca Cola si spendono fino a 40 euro" 520mila euro
per mettere in corsivo il marchio da Milano Dalle spese per
le vivande a bordo a quelle per la comunicazione, la vecchia Alitalia si è contraddistinta per una
gestione quantomai bizzarra delle risorse finanziarie. Se una bottiglia di
Coca-Cola al supermercato viene via con 0,85 centesimi, sugli aerei Alitalia è diventata una specie di bene
di lusso che può valere dai 7,50 ai 40 euro. Tanto è il conto che la
compagnia di bandiera avrebbe pagato negli ultimi anni per una bottiglia della
bibita, secondo i resoconti degli assistenti di volo Alitalia.
Incredibile? No, se la bottiglietta deve fare un viaggio periglioso tra
container, ditte appaltatrici, grossisti e fornitori prima di finire sul
carrellino delle hostess. Per gli assistenti barricati a Fiumicino l'odissea
delle bevande pagate a costi stellari è una follia arcinota. "È possibile
perché la bottiglia non viene comprata dalla Coca-Cola ma attraverso ditte o
altri indotti - sostiene ai microfoni del Gr2 David Evangelisti, assistente di
volo Alitalia -. Per cui questa bottiglia fa dei giri
che fanno lievitare il costo a prezzi mostruosi". Sono sempre gli
assistenti di volo a raccontare la geniale fornitura delle bibite per gli aerei
destinati alle rotte Stati Uniti-Italia. Invece di comprare banalmente le
bottiglie direttamente in loco, l'Alitalia ha
escogitato un metodo più creativo per rifornire gli aerei in partenza dagli
States: imbarca le bottiglie su delle navi che vanno a Boston, e da lì agli
aeroporti americani. Semplice no? Il tutto in stretta osservanza degli appalti
con società italiane che verrebbero scavalcate dall'acquisto delle bottigliette
fuori dal suolo italico. "Viene incaricata una società e poi altre ancora,
addirittura spediamo l'acqua e la Coca-Cola nei container via nave in America
per inbarcarla lì" racconta furente un altro steward Alitalia
al giornale di Radio Uno. Sprechi destinati a finire con il nuovo corso della
compagnia di bandiera. Il catering in questi anni è stato una valvola da cui
sono usciti fiumi di denaro. Anche per i modesti pasti del personale a bordo si
spendono cifre che sembrano fuori da ogni logica. Il cestino con una insalata e
un panino, roba che in un bar si pagherebbe una decina di euro, all'Alitalia (che in compenso ne compra a centinaia) ne costa
20. Una assistente di volo spulcia le fatture del volo Catania-Roma e mostra
l'esorbitante valore del carrello con le bevande: 510 euro. Stiamo parlando di
un semplice carrello con qualche cartoncino di succo di frutta, bibite gassate
e tè, acque minerali, salatini e salviettine rinfrescanti. In un supermarket
cittadino probabilmente non si supererebbero i 40 euro per una spesa del
genere, ma anche qui Alitalia riesce nell'impresa di
far lievitare i costi. E c'è ancora, tra i rappresentanti degli assistenti di
volo, chi ricorda quando a Palermo, per trasportare i sacchetti con i pasti del
personale di bordo dallo scalo all'aereomobile (un centinaio di metri scarsi),
il costo per la passeggiatina dell'incaricato fosse di 100mila lire. Di queste
spese evidentemente non si sono mai accorte le varie società di consulenza
generosamente assunte da Alitalia negli ultimi anni.
Come la prestigiosa McKinsey, che a quanto risulta da una relazione dell'ex
presidente di Alitalia Berardino Libonati, ha ricevuto
dalla compagnia di bandiera negli anni 2004, 2005 e 2006 la bellezza di 42
milioni di euro. O come Accenture, società di consulenza presa nel 2005, per un
progetto di ristrutturazione del sistema amministrativo-contabile: 30 milioni
di euro. La comunicazione è uno dei settori in cui la compagnia ha investito di
più. Il logo per esempio è stato oggetto di profondi studi per il restyling
avvenuto nel 2005. Alla fine i creativi di Saatchi&Saatchi hanno trovato la
soluzione, che consiste nell'aver inclinato di qualche grado la scritta "Alitalia", da carattere tondo a corsivo. La genialata
(i disegni e la realizzazione dei nuovi materiali) è costata alla compagnia
520mila euro. Però con che risultati: il gradimento del logo tra i passeggeri è
passato dal 57% al 61%. Senza contare poi i costi per ridipingere il marchio
sugli aerei. Quest'anno invece, nel pieno della crisi, si è pensato di far
elaborare un nuovo slogan alla società di consulenza: "Volare Alitalia fa volare l'Italia", e altri 5milioni fuori
dalle casse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 37 del 2008-09-15
pagina 3 Il Pd annusa l'aria: speriamo nell'intesa di Redazione L'opposizione
tuona ("sindacati e governo hanno sbagliato") ma ammorbidisce la
linea da Roma Dal "tanto peggio, tanto meglio", al "tanto meglio
tanto peggio" il cambiamento è stato immediato e quasi indolore. Il
Partito democratico è passato dai "ve lo avevamo detto" pronunciati
nella fase più acuta della trattativa al "comunque, vada,
Alitalia resta un
problema" delle ore a ridosso degli incontri di ieri. Il più veloce a
capire che i giochi sono aperti è stato un esponente di razza del Pd, Pier
Luigi Bersani. Uno che queste cose le conosce e che in questi giorni si è speso
per dimostrare come fosse migliore l'ipotesi Air France. Ieri all'Unità
ha pronosticato un possibile successo del lodo Berlusconi ("ci metteranno
una pezza"). Poi in giornata è tornato sull'argomento: "Adesso
vediamo se c'è l'accordo, in ogni caso il problema continua, non è che finisce
domani". Anche perché "comunque vada la vicenda Alitalia,
avremo una piccola compagnia domestica che lavora in forma monopolistica, che
per portare la gente nel mondo dovrà farsi dare un passaggio da altre
compagnie". Una stoccata anche ai sindacati, che su questa vicenda hanno
sempre avuto una linea diversa rispetto a quella del Pd e della sinistra in
generale, in particolare su Air France. "Con Alitalia
sono stati protagonisti in tutti questi anni di una vicenda non lodevole, con
limiti e errori. Adesso vengono messi con le spalle al muro: non loro, i
lavoratori", ha sottolineato il ministro ombra dell'economia. Troppo
rancore, devono avere pensato altri esponenti del Pd. Timorosi di trovarsi a
criticare un accordo che, prima o poi, potrebbe essere trovato. "Spero che
nelle ultime ore subentri quella responsabilità che è mancata fino ad ora e si
trovi una soluzione nel bene del Paese", ha detto l'ex segretario dei Ds
Piero Fassino. L'ex ministro del Lavoro Cesare Damiano si augura invece che
"nonostante gli errori del governo", si giunga ad un accordo. Unico a
puntare sul fallimento è solo Antonio Di Pietro che chiede a Silvio Berlusconi
di rifondere "di tasca sua" il "danno erariale". In
silenzio il leader del Pd Walter Veltroni, che sabato aveva chiesto di riaprire
le procedure di vendita, per cercare nuovi possibili acquirenti per la
compagnia. Ieri non ha parlato di Alitalia, nonostante
il suo intervento alla scuola estiva del Pd, tutto contro il governo. Magari il
fatto che la trattativa, tra alti e bassi, sia ripartita non è una buona
notizia per il segretario dei democratici. Anche perché - notava ieri l'ex
presidente della Repubblica Francesco Cossiga - una mancata soluzione sarebbe
"una sconfitta molto dura per il governo". Naturale, quindi, che Pd e
Cgil non tifino per un accordo. E la disoccupazione per 20mila lavoratori?
"Non può costituire un problema per il Pd che non è una associazione
benefica, ma uno strumento di lotta politica". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 37 del 2008-09-15 pagina 1 Alitalia a un passo dall'intesa di Redazione Senza sosta. La trattativa
su Alitalia va avanti con
sprazzi di ottimismo e qualche ricaduta. Cgil, Cisl, Uil e Ugl hanno dato il
loro assenso all'accordo quadro con la Compagnia aerea italiana, ma la firma
sui contratti è rinviata. I piloti e gli assistenti non mollano e
chiedono un nuovo intervento del presidente del Consiglio Berlusconi. Ma il
tempo stringe e gli aerei rischiano di restare a terra. Contestato Fantozzi. ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
Fallisce Lehman
Brothers, annaspa Alitalia e probabilmente si chiude un'era. Quella della finanza facile?
Senza dubbio, ma anche quella di un fideismo ideologico che, da una parte e
dall'altra, ha portato a situazioni estreme come quelle che viviamo oggi. Mi
spiego: sbaglia chi pensa che l'attuale crisi finanziaria debba rimettere in
discussione l'economia di mercato che, nonostante tutto, resta senza
alternativa. Ma è innegabile che la libertà senza limiti concessa alle banche
in un mondo globalizzato, anziché generare crescita e prosperità, ha
incoraggiato logiche speculative esasperate e, nel fondo, una mentalità
predatoria, sostenuta da un diffuso sentimento di impunità. La grande festa
globale delle banche ci lascia in eredità società occidentali in cui il livello
di indebitamento è stratosferico negli Usa e in Gran Bretagna, ed è crescente
anche nella Vecchia Europa, come ben sappiamo in Italia. L'assenza di regole
dettate dal buon senso ha generato squilibri fenomenali che rischiano di
portare il mondo alla recessione. E il paradosso è che all'apice della crisi i
mercati si rivolgono al governo e alle banche centrali, dunque al tanto
deprecato Stato, affinché trovi una soluzione. Che razza di liberismo è quello
che nei frangenti critici pretende che le perdite vengano accollate ai
contribuenti? Sebbene traumatica, la decisione del governo Usa di non salvare
Lehman è salutare perché pone finalmente questi gruppi, fino a ieri impietosi e
iperpotenti, di fronte alle proprie responsabilità. D'altro canto la vicenda Alitalia dimostra una volta di più i guai provocati da una
mentalità corporativa-clientelare e l'inefficienza di interventi pubblici in un
mercato libero. Il ritorno allo statalismo non può pertanto rappresentare una
soluzione ai problemi che stanno affossando le Borse mondiali. La lezione è che
il dogmatismo economico non funziona. Il liberismo senza contrappesi e l'eccessivo
statalismo provocano nel lungo periodo scompensi enormi. D'altro canto la via
di mezzo o il cerchiobottismo comporta rischi altrettanto importanti: quelli
dell'immobilismo e della paralisi creativa. E allora l'unica soluzione è di
riscoprire gli antichi saggi cinesi i quali ammonivano che non esiste al mondo
una formula magica valida in eterno, ma che il buon comando si esercita
correggendo la rotta, continuamente e con saggezza. Dunque un po' di regole
quando l'interesse privato diventa autodistruttivo, più individualismo quando
lo Stato si mostra opprimente. Il tutto con misura, possibilmente prevenendo le
crisi anziché reagire quando sono già esplose. E allora la sfida di oggi è di
riuscire correggere gli eccessi senza generare nuovi squilibri e senza ricadere
negli inganni di un approccio assolutista. Le nostre democrazie e, soprattutto,
gli attuali leader politici ne saranno capaci? Scritto in globalizzazione,
democrazia, Italia, gli usa e il mondo Commenti ( 2 ) " (Nessun voto)
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( da "Quotidiano.net" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
I leader di Cgil,
Cisl, Uil e Ugl convocati per questa sera alle 20. Secondo fonti vicine al
dossier si dovrebbe ratificare l'accordo per dare il via libera al salvataggio
della compagnia
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firmare" Corteo di protesta dei lavoratori I leader di Cgil, Cisl, Uil e
Ugl convocati per questa sera alle 20. Secondo fonti vicine al dossier si
dovrebbe ratificare l'accordo per dare il via libera al salvataggio della
compagnia Napoli, 15 settembre 2008 - I sindacati sono stati convocati a palazzo
Chigi stasera alle 20. Secondo quanto si apprende al momento la convocazione
riguarda solo Cgil, Cisl, Uil e Ugl. I leader sono stati convocati per la firma
dell'accordo con Compagnia aerea italiana che darebbe il via libera
all'operazione di salvataggio di Alitalia. Lo si
apprende da fonti vicine al dossier. L'accordo riguarda il piano e il contratto
che dovrebbe essere quello di categoria e che diventerebbe il contratto
collettivo di lavoro valido per tutti i dipendenti della compagnia. La firma
dovrebbe consentire a Cai di procedere, tenendo conto che l'offerta scade il 30
settembre (rpt settembre), e cosi' ci sarebbe il tempo per espletare tutte le
procedure comprese quelle europee e gli accordi internazionali. In sostanza,
stasera potrebbe essere approvata la cornice dell'operazione. IL CORTEO Sono
centinaia i lavoratori di Alitalia appartenenti alle
sigle autonome Sdl, Apac, Avia, Anpav e Up, che stanno sfilando pacificamente
in questi minuti per via del Tritone dopo aver lasciato la sede del ministero
di via Veneto. I lavoratori si sono mossi in un corteo pacifico per recarsi
davanti a palazzo Chigi dove attendono risposte da parte del Governo alla
richiesta di una convocazione che riguardi le loro sigle. I rappresentanti
sindacali non hanno escluso il rischio di blocchi ai voli nel caso non arrivi
immediata la convocazione. Tra la folla dei lavoratori sfilano hostess,
steward, piloti, anche in divisa e lavoratori del personale di terra urlando
slogan di protesta contro il Governo e i sindacati confederali: "Meglio
falliti che in mano a sti' banditi". VOLI A RISCHIO Se non ci saranno
risposte immediate da parte del governo l'Sdl non può escludere proteste che
mettano rischio l'operatività dei voli. Lo ha affermato Paolo
Maras,coordinatore nazionale dell'Sdl, che al momento sta guidando il corteo
delle sigle autonome di Alitalia verso Montecitorio.
Sdl, Anpac, Avia, Up e Anpav non sono infatti state convocate dal governo sulla
vertenza Alitalia. SCAJOLA "Nella notte c'è stata
qualche ulteriore apertura: mille persone in più che verrebbero assunte,
qualche volo in più che verrebbe garantito, una retribuzione contrattuale
maggiormente aperta. Mi sembrano le precondizioni che potrebbero portare
all'accordo e mi auguro vivamente che possa essere così. Il tempo sta per
scadere". Lo ha dichiarato il ministro dello Sviluppo economico Claudio
Scajola a margine del convegno sulla contraffazione in corso a Napoli.
"Abbiamo il problema di non avere i mezzi - ha proseguito Scajola - la
benzina negli aerei, c'è una situazione di difficoltà con gli slot, in tanti
scali italiani, europei e internazionali". Il ministro ha ricordato
"è una vertenza difficile. Si richiedono sacrifici ai dipendenti - ha
aggiunto - ma abbiamo il dovere di salvare il volo dell'Italia e di salvare la
stragrande maggioranza dei dipendenti che sennò salterebbero, andrebbero fuori.
La vertenza deve essere chiara: da una parte c'è una sola proposta perchè non
sono arrivate altre proposte. Dall'altra parte c'è il fallimento dell'azienda e
tutti a casa. La trattativa cerca di migliorare alcuni aspetti chiedendo
sacrifici agli uni e agli altri. La mediazione del governo è intesa in questo
modo". "Il tempo è scaduto - ha ribadito il ministro - ci sono poche
ore davanti. Mi auguro che si riesca a limare quel poco che si può ancora
limare per trovare una buona soluzione che oltretutto permette di avviare la
seconda fase, cioè che coloro che non trovano collocazione nella nuova cordata
possano ottenere possibilità di ripresa nel mondo del lavoro con la costituzione
di nuove società. Penso a quella del Cargo e di Atitech che possa permettere
con l'inserimento anche di quote di minoranza della nuova Alitalia un nuovo percorso".
Sindacati divisi, ma si trattaQuale futuro per Alitalia?La protesta dei dipendenti Commenti Invia commento Segnala ad un
amico 15/09/2008 11:55 alchimista Un carrozzone come alitalia non lo vuole
nessuno. Anni di cattiva gestione, assenteismo, scarsa produttività, privilegi,
menefreghismo nei confronti di una clientela sempre più disaffezionata,
sindacalismo velleitario e ottuso non possono sortire che il fallimento. I
sindacati, confederali e soprattutto autonomi, dovrebbero farsi un bell'esame
di coscienza, come tutti i dipendenti, in particolar modo i tanti privilegiati
con uno stipendio netto, carico di indennità, ben superiore a quello dei
dipendenti della Klm, della Airfrance o della Ryanair. Il fallimento sarà un
sollievo per i poveri contribuenti che per anni sono stati spennati per
mantenere il carrozzone e i privilegiati. Cari dipendenti alitalia, quelli che
di voi vogliono mantenere un lavoro, si mettano a lavorare sul serio,
dimentichino i privilegi di cui godono e soprattutto trattino il cliente come
qualcuno che paga prima di tutto per non essere lasciato a piedi in aeroporto!.
15/09/2008 12:27 inqbo fallimento, per piacere : ci è già costata fin troppo.
poi dopo se qualcuno vorrà acquistare qualcosa, vada dal curatore. e i
dipendenti verranno assunti in base alla loro professionalità, quelli che ce
l'hanno e non hanno mangiato e basta... 15/09/2008 13:28 Aldebaran Tutti a
casa, tutti a casa, e grazie ai sindacati , come dice feltri, "hanno fatto
un capolavoro".... Non e' possibile che siano 20 anni che L'italia tutta
li deve sovvenzionare, e questi ( il doppio degli assunti della Luftansa, anche
se la stessa e' tre volte l'alitalia ), si permettono di fare gli
schizzinosi.... "solo 1400 euro al mese?..ma io fallisco con questa
miseria, e poi ci chiedono di volare 900 ore l'anno " PS 900 ore l'anno e'
il massimo che si puo' volare in un anno, che le altre compagnie rispettano,
mentre i "nostri" hanno una redditivita' di circa 470 ore/anno...
come si puo' pensare di continuare a legare i cani con la salsiccia ?...
15/09/2008 13:47 gabriele in tv si sentiva gente protestare e dire che era
meglio il fallimento che accettare le propeste del governo. certa gente si
dovrebbe vergognare e si meriterebbe di rimanere a casa senza lavoro per
davvero. basta sprecare soldi per questi fannulloni 15/09/2008 13:56 IL
CAMMELLO Ma quando si renderanno conto i sigg. piloti ed assistenti di volo,
che è finito il tempo delle vacche grasse ? Sono due categorie che hanno sempre
guadagnato molto di pi più di tutte le compagnie aeree europee. Ora basta,
cedete e rientrate nella normalità, altrimenti l'aziensa fallisce. Allora non
avrete neppure il giusto ! Però, avrete sulla coscienza il licenziamento di
tutti vostri colleghi, se ve ne interessa qualcosa ! 15/09/2008 14:20 pierluigi
il fallimento si ripercuterà sul turismo italiano una compagnia aerea serve al prestigio
di una nazione come la nostra! Una cordata italiana di imprenditori con a cuore
l'italianità del marchio ed anche l'economia dell'azienda potrà far rinascere
questa compagnia eliminando tutti quei clientelismi politici che l'hanno
portata a questa catastrofe. 15/09/2008 14:28 roberto tecnicamente
fallita,allora facciamola fallire. nessuno di coloro che volano per lavoro
piangeranno.....sono anni che non voliamo più alitalia...conosciuta come
"sempre in ritardo ovunque nel mondo".non vogliamo pagare tasse per
salvataggi vogliamo pagare tasse per opere pubbliche e servizi
economici,efficaci ed efficenti.Berlusconi sei o non sei un liberale?La
bandiera tutte chiacchere, se c'è bisogno di voli vengono tutti a farci volare.
15/09/2008 15:36 Vittorio in questo miserabile accanimento terapeutico su un
cadavere, si odono i lamenti dei vermi che se ne nutrono. Sono presenti 8
commenti, invia il tuo commento! Pagine: 1 sei già iscritto a Club? Accedi ora!
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fate il sugo e, tutti insieme, non rompete le pa...nchine davanti la
scuola![...] Sit-in di protesta alla 'Pirandello' "Vogliamo una scuola che
vale"16:56:44 - Mourinho ha il diritto di esprimere , in modo civile ,il
suo pensiero , chi non è d'accordo puo' ris[...] Lo Monaco (Catania) contro
Mourinho "E' uno da bastonare nei denti no, meglio il cemento a presa
rapida"16:50:28 - Ma c'è ancora una ragione per seguire il calcio e i suoi
discutibili protagonisti? Basta calcio![...] Lo Monaco (Catania) contro Mourinho
"E' uno da bastonare nei denti no, meglio il cemento a presa
rapida"16:37:26 - ha ragione la Gelmini,noi genitori vogliamo il maestro
unico; è assurdo che un bambino della prima e[...] Sit-in di protesta alla
'Pirandello' "Vogliamo una scuola che vale"16:28:51 - Chi le prende
le bombe stimolanti nel calcio? Da sempre si pensava ai giocatori, mi sa che
qualcosa [...] Lo Monaco (Catania) contro Mourinho "E' uno da bastonare
nei denti no, meglio il cemento a presa rapida"16:28:31 - Non è certamente
con l'arresto del cliente che si arginerà questo fenomeno, ma con una
prostituzione[...] Prostitute in rivolta contro Mara "Orrore per chi vende
il corpo? Ma se il ministro è nuda sui calendari!"16:27:14 - Ma senti
dalla Toscana che commenti!!!! La patria della Normale e di Galileo!!!! E
pensare che la te[...] L'acceleratore LHC funziona al meglio un successo anche
per la fisica italiana Ridurre l'orario scolastico, sei d'accordo?Fini:
"La destra si riconosca nei valori dell'antifascismo". Sei d'accordo?Sei
d'accordo con il disegno di legge Carfagna-Alfano sulla prostituzione?Miss
Italia, bisogna cambiare la formula televisiva del concorso?Celle negli stadi
per i tifosi violenti, sei d'accordo?Livorno-Pisa, sei favorevole alla presenza
dei tifosi ospiti per il derby?E' utile bloccare il traffico il giovedì per
combattere le polveri sottili e lo smog?Carcere per i clienti delle
prostituteUn anno di carcere per chi riga le auto, sei d'accordo?Carcere per i
clienti delle prostitute, sei d'accordo?Torna L'Isola dei Famosi, la
guarderai?Aprire l'interno delle Mura Urbane per renderle fruibili (con visite
guidate) ai visitatori. Sei d'accordo?Miss Italia 2008, vota la tua
preferitaPreferisci il treno o l'aereo?Salva due bambini dalle acque, poi muore
d'infarto. Giusto dargli una medaglia d'oro al Valor Civile? LA FOTO DEL GIORNO
'The duchess', la storia si ripete Nel film in uscita in Gran Bretagna Keira
Knightley interpreta Georgiana Spencer, duchessa di Devonshire nel 18esimo
secolo, che ricorda in maniera sorprendente Lady Diana: stesso cognome, stessa
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( da "Giornale.it, Il" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
N. 37 del 2008-09-15
pagina 0 Accordo quadro: Alitalia
riparte con 60 nuovi aerei di Redazione Un organico di 12.500 lavoratori,
l'acquisizione di 60 nuovi aerei, una capitalizzazione iniziale di almeno un
miliardo di euro e pareggio operativo in poco più di due anni. Questi gli
elementi principali dell'accordo firmato da governo, Cai e organizzazioni
confederali Roma - Un organico di 12.500 lavoratori, l'acquisizione di
60 nuovi aerei, una capitalizzazione iniziale di almeno un miliardo di euro e
il conseguimento del pareggio operativo in poco più di due anni. Questi gli
elementi principali dell'accordo quadro sulla nuova Alitalia
firmato da governo, Cai e organizzazioni confederali. La Cai, si legge nel
testo dell'accordo sul piano industriale 2009-2013, "intende dare vita ad
una nuova Compagnia aerea di profilo internazionale, con caratteristiche ed
obiettivi di competitività e sostenibilità attraverso la realizzazione di un
piano industriale fortemente orientato al mercato, con una posizione di
leadership domestica, un network completo nel breve e medio lungo raggio, una
flotta moderna ed efficiente e un nuovo modello operativo". Leadership nel
mercato domestico La Newco prevede anche un "presidio del mercato di
breve-medio raggio basato sulla leadership del mercato domestico, la creazione
di nuove basi territoriali, un ruolo di operatore di riferimento per i
principali aeroporti italiani ed un livello di eccellenza in termini operativi
e di costo" e "un posizionamento chiaro e sostenibile nel lungo
raggio, focalizzato sui propri flussi naturali di traffico e sulle sinergie di
mercato e di network conseguibili attraverso una partnership europea,
capitalizzando il valore del mercato italiano e la forte discontinuità che la
nuova compagnia rappresenta". Azienda integrata Inoltre i punti sono:
"un assetto organizzativo tipico di una azienda integrata - incluse le
attività manutentive e di handling - e con una struttura centrale di indirizzo
strategico, dotata di funzioni gestionali complete, basata in Italia" e
"obiettivi di business consistenti e realistici (consolidamento delle
attuali quote di mercato, volumi crescenti di traffico, crescita costante dei
ricavi con particolare riferimento al segmento intercontinentale)". Voli
internazionali Il piano "potrà peraltro essere integrato, nella fase di
implementazione operativa, secondo le seguenti direttrici: ulteriore
rafforzamento del network domestico e internazionale a presidio delle quote di
mercato, nei confronti in particolare dei competitor low cost; sviluppo di
ulteriori rotte intercontinentali sulla base del miglioramento della capacità
di marketing e vendita, di qualità del servizio e della conseguente maggiore
penetrazione nei mercati di riferimento; espansioni del network nell'ambito del
miglioramento dell'attuale congiuntura economica e di un positivo andamento nei
prezzi del petrolio; ulteriore consolidamento e rafforzamento della flotta
regional a supporto delle attività di federaggio e traffico regionale.
Passeggeri Il piano prevede anche "la concentrazione delle attività della
nuova società sul trasporto passeggeri, includendo le attività di volo, di
terra, di manutenzione di linea e leggera, quelle di ground handling nonchè le
strutture centrali di servizio (amministrativo, informatico). Per le attività
full cargo e di manutenzione pesante societarizzate è prevista una
partecipazione minoritaria di Cai". Partner internazionale di minoranza
Sulla base dell'accordo "i soci di Cai si impegnano a conservare le
proprie partecipazioni nella società per un periodo di 5 anni e, nel caso di
quotazione in Borsa comunquenon prevedibile prima di 3 anni, si impegnano
altresì a mantenere la maggioranza assoluta (oltre il 51%) del capitale ad
azionisti italiani. Essi dichiarano altresì la volontà di individuare, quale
elemento qualificante del progetto, un partner industriale internazionale,
prevedendo anche la possibilità che questo partecipi al capitale della società
con una quota di minoranza e in ogni caso non superiore a quella massima
riservata agli attuali soci". Assunzioni: 12.500 Cai "organizzerà in
una nuova società secondo forme organizzative originali i cespiti aziendali
materiali e immateriali acquisiti da società in amministrazione straordinaria e
dalla società Air One con l'assunzione di 12.500 connesse risorse umane;
procederà a selezionare le risorse umane in coerenza con le esigenze del nuovo
progetto industriale e dei nuovi assetti organizzativi nonchè con i criteri
definiti da un'intesa tra le parti entro il 30 settembre 2008. Ciò premesso, le
parti convengono che Cai potrà non procedere alla assunzione di coloro che
matureranno i requisiti di accesso alle prestazioni previdenziali nell'arco di
tempo - sommato al periodo di preavviso- di fruizione degli strumenti di
integrazione del reddito che potranno essere attivati prima e dopo la
risoluzione del rapporto di lavoro nelle rispettive amministrazioni
straordinarie. Per questi lavoratori verrà attivata la cassa integrazione
guadagni straordinaria". Full cargo Le attività full cargo di Alitalia e delle altre società del gruppo in Amministrazione
straordinaria "verranno cedute dal Commissario ad operatori qualificati
sulla base della migliore offerta, secondo i criteri e le modalità di cui al comma
10, art.1, del DL 134/08. Vista l'opportunità di mercato correlate a tale
business e considerato il potenziale di sinergie con la propria attività, Cai
si impegna ad entrare nel capitale della società che eserciterà l'attività con
una significativa quota di minoranza e a stipulare un accordo di partnership
strategica rivolto allo sviluppo delle attività 'Full Cargo' e 'Belly', in un
ottica di presidio del mercato di riferimento e di sostenibilità
economica". Cassa integrazione Per tutti i lavoratori delle società
interessate "inclusa Air One, per i quali si renda necessario intervenire
con misure di sostegno al reddito, saranno attivati gli strumenti della cassa
integrazione guadagni straordinaria e della mobilità, previsti dalle vigenti
disposizioni di legge in materia ed in particolare dal D.L. n.134/2008 che
prevede un intervento di sostegno per complessivi 7 anni, di cui 4 di cigs e 3
di mobilità. Le tutele saranno incrementate con una indennità idonea a far
ottenere a ciascun lavoratore l'80% della retribuzione media percepita nei 12
mesi precedenti la collocazione in cigs o in mobilità. A tal fine il fondo
speciale per il sostegno al reddito dei dipendenti del sistema aeroportuale
verrà aumentato nella misura massima di due euro a biglietto, anche prevedendo
meccanismi idonei ad assicurare i corrispondenti trasferimenti al Fondo e la
eventuale semplificazione delle procedure di trasferimento delle risorse
all'Inps. Contratti a tempo determinato La deroga relativa alla possibilità di
attivare contratti a tempo determinato durante l'utilizzo della cigs - già
prevista per i contratti di solidarietà dei vettori e per la cigs in deroga
delle società di gestione del sistema aeroportuale- verrà estesa ai vettori ed
alle società derivate. Nell'ambito temporale del quadriennio di cigs, sarà
favorito, unitamente ad altre forme di lavoro temporaneo, il distacco o il
comando presso altre imprese sulla base di funzioni equipollenti, alla cui
scadenza i lavoratori rientreranno in cigs. I lavoratori in mobilità potranno
svolgere lavoro a tempo determinato e avranno diritto alla scadenza del
contratto a rientrare in mobilità utilizzando i periodi di indennità non
goduti. In caso di assunzione a tempo indeterminato, il lavoratore che viene
licenziato per motivi oggettivi ha diritto a rientrare in mobilità usufruendo
della relativa indennità per il periodo non goduto, decurtato del periodo di
lavoro. Le norme in materia di cigs saranno adeguate al fine di consentire ai
lavoratori in cigs, assunti a tempo indeterminato e licenziati per motivi
oggettivi, di rientrare nell'ambito temporale del quadriennio, nel programma di
cigs". Reinserimento lavorativo Nel piano si ribadisce "il diritto
dovere per i lavoratori destinatari di ammortizzatori sociali, sulla base della
stipula di apposito patto di servizio, di partecipare attivamente a idonei
percorsi di reinserimento lavorativo. A tal fine verrà promosso un apposito
programma volto al reimpiego dei lavoratori, che terrà conto delle
professionalità dei medesimi, attraverso l'utilizzo di Italia Lavoro per la
realizzazione delle azioni previste dal programma stesso. Indotto "I
lavoratori dell'indotto per i quali si sia determinata una interruzione o
cessazione dell'attività lavorativa determinata dai processi di riorganizzazione
produttiva di cui alla presente intesa saranno tutelati attraverso gli
strumenti ordinari o 'in deroga' di integrazione del reddito, garantendone il
Governo le relative risorse finanziarie. Le parti si impegnano ad una periodica
consultazione per l'attuazione del presente accordo". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 15-09-2008)
Argomenti: Alitalia
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Sa. Diamoci un andi. Facciamo qualcosa di utile. Compriamo l'Alitalia. Facciamo una cordata anche noi. Tanto ne spunta una nuova ogni
giorno. Avete notato? Il giorno prima la comprano Rockerduk, l'omino Bialetti e
Pino tre dita. Il giorno dopo Gustav Thoeni, Lo spek Sudtirol e gli Amici della
tinca di Ceresole d'Alba. Quello dopo ancora I Veterinari dell'Amaro
Averna, le sorella Ebe, il maestro Mazza e Stanislao Mulinsky in uno dei suoi
più riusciti travestimenti. D'altronde se il capo della baracca è uno che si
chiama Fantozzi non è che si può tanto pretendere. Mica son tutti come Brunetta
che è alto come un cerino ma ha l'energia di un cinghiale della Val di Lanzo.
Anvelenà. Avvelenato. Mi ricorda la signora Geltrude, la direttrice del
Collegio Pierpaolo Pierpaoli, quella invasata che rincorreva Giamburrasca
intorno al tavolo camminando sulle ginocchia. Anche Bossi tocca dire che non
perde un colpo. Quest'estate ha fatto di nuovo vedere a tutta Italia quanto ce
l'ha lungo. Per fortuna stavolta il dito medio. Io lo valuterei già come un
piccolo passo avanti. E' l'unico che quando parla trova il modo di avere sempre
le prime pagine dei giornali perché spara delle robe talmente fuori dalla
grazia di dio da far restare tutti a bocca aperta. "Garibaldi era un
cretino, abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Prendiamo i fucili
e liberiamo l'Italia. Che schiava di Roma Tiè!". Silenzio. Tutti zitti. Ma
per forza! Perché tutti aspettano di vedere come va avanti. Pensi: Cosa dirà
adesso? Che Cavour era un pirla, Mazzini era gay, e Donna nana tutta tana? E
Calderoli il giorno dopo arranca, perché non capisce cosa vuole il capo, ma
pretende lo stesso di rincarare la dose: "Sìì! Portiamo un porco a far
pipì dove devono fare la moschea, Leonardo Da Vinci rubava i Ferrero Rochet e
Charlot era un mimo di merda!". Restano tutti sbacaliti compreso Fini che
se è inquadrato quando parla Bossi sembra che la mascella gli resti attaccata
alla testa solo per due fili come alle marionette. E adesso ricominceranno pure
i dibattiti televisivi. Sarà che sto diventando anziana, ma non sopporto più la
gente che litiga, grida e si interrompe. Non si riesce mai a capire quello che
dicono, uno ruba la parola all'altro, sembra una gara a chi ce l'ha più lungo,
e dire che hanno anche una certa età e dovrebbero essersi rassegnati ciascuno
alla sua misura. Come comincia uno a parlare c'è subito l'altro che fa:
"Guardi la devo interrompere subito". Ma minchia!? Aspetta un minuto,
infame. Il tuo rivale sta dicendo una boiata? E fagliela finire... sarà mica la
prima boiata che senti nella vita? Tanto comunque quello che aveva cominciato a
parlare mica molla? Di solito si incanta e ripete sempre la frase: "Mi
faccia finire, mi faccia finire, mi faccia finire...!". Gli parte il
disco, il conduttore si aggiunge al coro e c'è quel bel crescendo dove non si
capisce più niente e ciascuno dice cosa vuole. Io sogno un dibattito televisivo
dove chi partecipa accetta le regola di partenza che è la seguente: o uno
lascia finire l'altro prima di parlare o dalla poltrona scatta un dito di gomma
che gli fa l'esame prostatico. Vedrai che non si interrompono più. E se dovesse
capitare lo noti subito perché all'interrompitore vengono di colpo gli occhi
sporgenti come quelli dei ghiri e tace.