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DOSSIER “VELTRONI <-> BERLUSCONI ”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


top          ARTICOLI DEL  28-3-2008      #TOP


IN EVIDENZA

 

Sfida Pdl-Pd, in cinque regioni  la distanza è del 2%. Il sondaggio In bilico Sardegna, Liguria, Abruzzo, Calabria e Lazio.

A livello nazionale il divario è intorno al 6 per cento. Seggi al Senato, decisivo il risultato di Udc e Sinistra

 

Il quadro emerso da diverso tempo appare confermato: la coalizione di centrodestra rimane in vantaggio, con una differenza di circa 6 punti rispetto a quella avversaria. Ma quest'ultima sembra, di recente, secondo alcuni istituti, avere accorciato significativamente le distanze. Occorre tuttavia sottolineare che questi dati si riferiscono alla competizione per la Camera, ove il computo del premio di maggioranza (oltre che della soglia di accesso del 4%) si effettua considerando l'elettorato nel suo insieme, come fanno, appunto i sondaggi. Diverso è il discorso per il Senato, ove il calcolo avviene a livello delle singole regioni. Anche qui si rileva oggi la prevalenza netta della coalizione di centrodestra, con circa 9 seggi oltre la maggioranza assoluta.

Ma il dato può modificarsi anche sostanzialmente. Per almeno due ordini di fattori: a) la distanza ravvicinata tra le coalizioni in alcune regioni. In certi contesti, il risultato appare ragionevolmente scontato. Lombardia, Veneto e Sicilia andranno al Pdl (con Lega e MPA). In Emilia, Toscana e Umbria vincerà il Pd (con l'Idv). In altre regioni, l'esito parrebbe però in qualche misura più contrastato e in alcune (Liguria, Sardegna, Abruzzo, Calabria e Lazio) davvero molto incerto, dato che la distanza tra le due coalizioni risulta assai esigua e oscillante tra l'1-2%. b) La «lotteria» dell'8%. Il secondo fattore comporta a un risultato imprevedibile in tutte (o quasi) le regioni. Si tratta di quella che D'Alimonte ha denominato in modo assai efficace la «lotteria» dell'8%. Nella gran parte delle regioni, infatti, le due principali forze concorrenti ai partiti maggiori, vale a dire l'Udc e la Sinistra l'Arcobaleno, risultano oggi toccare da vicino — ma non sempre superare — la soglia per accedere alla distribuzione dei posti in Senato.

Il raggiungimento dell'8% in una o più regioni comporterebbe un maggior numero di partecipanti alla ripartizione dei seggi e quindi una parziale sottrazione di questi ultimi al Pd o al Pdl. Se, ad esempio, in una data regione debbono essere assegnati in tutto 10 seggi e 6 vanno alla coalizione vincente (Pd o Pdl), i restanti 4 andranno tutti al soccombente (Pd o Pdl) se nessun altro raggiunge l'8%. Andranno invece ripartiti anche con Udc e/o Sin. Arcobaleno se questi riescono a superare la soglia di ammissione. Tutto ciò può modificare, anche in modo sostanziale, gli equilibri e le maggioranze. Nessuno quindi può dire se il responso delle urne confermerà il quadro oggi rilevato: la volta scorsa, nel 2006, le ultime due settimane videro, grazie alla capacità comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una forte «rimonta» da parte del centrodestra.

Potrà Veltroni «rimontare» in modo analogo? Secondo alcuni, lo sta già facendo. L'ex sindaco di Roma ha dalla sua parte una forte popolarità personale: un recente sondaggio ha visto proprio Veltroni primo nella classifica nella fiducia espressa dagli elettori. Forse anche per questo, il quesito che richiede le previsioni degli stessi elettori sull'esito del voto, mostra, nelle ultime settimane, un accrescersi della quantità di indecisi sul risultato elettorale. Ma non è detto che il leader del Pd sappia o possa sfruttare appieno queste sue potenzialità. Tutto dipenderà da quella minoranza (10%) che deciderà all' ultimo minuto. E' verso costoro - che sceglieranno sulla base dei confronti televisivi e, spesso, dei consigli degli amici - che è diretta in realtà la campagna elettorale dei prossimi giorni.
28 marzo 2008

 


Report "Veltroni/Berlusconi"

Destra incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va nessuno "Ogni giorno il divario si accorcia, i sondaggi lo dimostrano, sono preoccupati". Parlando ieri in Sicilia, il leader del Pd ha accennato alla possibilità di un pareggio al senato, prospettata da uno studio di Ipr marketing.

Qualche aiutino può essere utile ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Tuttavia una parte degli elettori che credono nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire "post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere le elezioni e governare per i prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo centrodestra che fronteggerà il Pd in futuro.

Il battesimo liberale di Walter ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: E che Veltroni è davvero il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare le raccolte di Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa ha impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale.

La carta anti-casta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il Partito democratico è lo strumento attraverso il quale Veltroni si è impegnato a cambiare davvero la politica italiana e a questa promessa deve tenere testa. Dopo la scelta di un pacchetto di candidati a forte valore simbolico, la tensione su questo terreno sembra calata mentre sarebbe importante trovare qualche proposta credibile in materia.

<È vero, siamo cambiati> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Street Journal ha dedicato la prima pagina alle ricette economiche che Veltroni intende applicare al malato Italia. Un vero e proprio endorsement, con tanto di foto, per lo sfidante di Berlusconi. In evidenza quasi tutti i cavalli di battaglia: dalla diminuzione della spesa pubblica alla riduzione delle tasse, dal taglio ai costi della politica alla sburocratizzazione dell'economia.

Berlusconi rilancia: <400 euro l'anno? No, 1000 al mese> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Paga lui, Silvio Berlusconi che ieri nella foga di spiegare perché le misure del Partito democratico non vadano bene e nel tentativo di far capire che la proposta di Veltroni sugli aumenti "è a vanvera e non tiene conto nemmeno della disponibilità di bilancio", si sbilancia.

<I giovani? Non c'è la ricetta magica> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Si può sempre fare di più e comunicare meglio, ma in questo Veltroni è stato molto netto e concreto. La proposta più forte sulla precarietà l'ha fatta il Partito democratico, non il Pdl. E il leader del Pd ha dichiarato che la prima legge che presenterà al consiglio dei ministri sarà proprio quella sulla precarietà e sul minimo dei mille euro".

Pareggio? Non si governa ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: DEMOCRATICI Veltroni a Caltanisetta ed Enna cambia passo: contro la destra e la ma a Pareggio? Non si governa RUDY FRANCESCO CALVO inviato a Enna "Non voglio parlare politically correct, mi sono stufato". Il Veltroni siciliano ha subito dato l'impressione di voler dare una scossa alla propria campagna elettorale.

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare in tintoria.

Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse f ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Una dopo l'altra fioccano le smentite degli interessati. E lo stesso Berlusconi è costretto a correggere: "Si tratta di un eventuale interesse futuro...". Veltroni ironizza: "Quante smentite ancora?". Il caso all'esame di Procura e Consob. Di Giovanni e Venturelli alle pagine 2 e 3.

VELTRONI, GRANDE FOLLA A MESSINA Adesso il Pdl ci insegue ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stai consultando l'edizione del VELTRONI, GRANDE FOLLA A MESSINA "Adesso il Pdl ci insegue" "BERLUSCONI È COSTRETTO A INSEGUIRCI DA MESI". Walter Veltroni ha concluso ieri il suo viaggio in Sicilia con una serie di affollate manifestazioni. A Messina ha annunciato che "domenica riapriremo in tutta Italia i gazebo".

Mitterrand diceva che viene eletto chi, in quel momento, riesce a essere l'eroe credibile ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi ha già avuto la sua chance di essere l'eroe e ha tradito l'aspettativa degli elettori. Veltroni sembra portare con sé un progetto di cambiamento e ha fatto una campagna per dimostrarlo" Jacques Seguela, guru della pubblicità, è stato consulente di Mitterrand nelle elezioni del 1981, Magazine del Corriere della Sera,

Macché par condicio: è che sa di non avere più smalto ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma alla fine questo benedetto confronto tra Veltroni e Berlusconi ci sarà o no? "Capisco le preoccupazioni di Berlusconi. Non se la sente, ritiene di non aver più lo smalto di un tempo, non vuole dare un'opportunità a Veltroni... ma il prezzo di una scelta così arrogante, che priverebbe gli italiani di quello che in mezzo mondo è considerato un diritto,

Se ci fosse il pareggio si acceleri la fase costituente Veltroni chiude il tour in Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei hanno la mia età, non la sua ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni chiude il tour in Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei hanno la mia età, non la sua di Bruno Miserendino inviato a Catania E SE FOSSE PAREGGIO? Rieccolo il tormentone. La Destra suona le trombe dicendo che il pareggio non ci sarà, ma l'ipotesi, stando ai sondaggi e alla bizzarria della legge elettorale,

Venti a nove Bertinotti batte Veltroni ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: PRESENZE IN TV Venti a nove Bertinotti batte Veltroni Bertinotti è il candidato premier più presente nelle trasmissioni tv. Nei due mesi prima delle elezioni, ha partecipato a 20 trasmissioni. Seguono Casini con 17, Boselli con 14, Berlusconi e Santanchè con 13, Veltroni con 9. Berlusconi e Veltroni sono gli unici candidati premier a non avere mai sostenuto un contraddittorio in tv.

Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ieri era trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta. E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi.

Senato, Berlusconi ha paura Non votate i minori ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Aveva cominciato con la querelle Porta a Porta: "Macché par condicio: è stato un atto violento di Veltroni". È il giudizio berlusconiano sull'annullamento della sua partecipazione al salotto di Vespa: "Il fatto che lui non voglia andare non significa che il leader dell'opposizione non possa andare lui. Lui non vuole rispondere ai giornalisti, chi è che scappa?

Giusto non andare a Porta a Porta senza un contraddittorio Cara Unità, condivido co ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: edizione del Giusto non andare a Porta a Porta senza un contraddittorio Cara Unità, condivido con entusiasmo la decisione di Veltroni di partecipare a Porta a Porta solo in occasione di un confronto diretto con Berlusconi. In qualche modo occorre denunciare e contrastare questa situazione in cui quasi tutti i giornalisti televisivi fanno da "porgitori di microfono".

Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: prioprio nei giorni in cui è arrivato il pullman verde di Walter Veltroni. Ottimista, malgrado un sondaggio Demopolis che dà Lombardo al 57% e lei al 38%: "I sondaggi? Non mi impressiono proprio, ci vuole altro per impressionarmi". Il professor Centorrino dice che la gente in Sicilia si rifugia in una sorta di supplenza dello Stato, che di volta in volta è familismo amorale,

Il Cavaliere si agita: avrò le istituzioni contro ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: genuflessi su un tappeto persiano davanti alle richieste di Veltroni il Sultano" mentre il Capo gigioneggia sull'età, rispolvera il tradizionale anticomunismo di sempre, promette di ridurre le tasse, attacca gli ex alleati esibendo i dati di quanti in determinate regioni, Campania in testa, sono passati dall'Udc alla sua ala protettrice.

L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? ( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: È l'ultima "manovra elettorale" di Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64 centesimi. Una scena da film: Berlusconi rilancia, gli imprenditori si affrettano a frenare. Tanto che in serata Walter Veltroni si chiede: "A che numero di smentite siamo arrivati?

Berlusconi: al senato rischio ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il leader Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è irresponsabile.

Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di berlusconi - barbara ardu ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni, perché portano a "turbative alla trattativa", "è una sarabanda", aggiunge. "Io non ho fatto nessun nome", ribatte Berlusconi. Ma il botta e risposta va avanti. "Quale smentita fa? A che numero di smentita siamo?", chiede Veltroni ai cronisti che sollecitavano un commento sulle ultime affermazioni di Berlusconi su Alitalia.

"la rai è tutta in mano alla sinistra" - silvio buzzanca ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: dice il Cavaliere - c'entra un atto violento da parte di Veltroni che ha detto: "Non voglio andare a rispondere ai giornalisti"". Secondo Berlusconi, Veltroni "è stanco e lo capisco. Ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell'opposizione: questa è una violenza inaccettabile".

Il mito del teleduello l'ultima frontiera della videopolitica - (segue dalla prima pagina) filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: raccoglieva spunti per un eventuale combattimento in tv con Veltroni. Questi, si leggeva nel dossier, "è un moderato "senza nemici". Tende a dare l'immagine di homo novus, non del solito politicante di mestiere. Il suo atteggiamento è molto pacato e di grande distacco. Ci si potrebbe domandare - attenzione qui - come si comporterebbe di fronte a provocazioni che ne scatenino la passione"

Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di littoria ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Da Veltroni a Casini, da Prodi a Bertinotti. "Ha blaterato contro di me Casini - è il suo esordio - lo stesso Casini che io ho finanziato nelle Feste dell'Amicizia a Fiuggi e che diceva di essere onorato di sedermi accanto. Può darsi anche, come dice, che Berlusconi mi abbia raccolto, ma io farò di tutto perchè la corte di Casini non metta più piede in queste zone,

Sulla pelle del paese - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: lo "scheletro che Veltroni voleva nascondere nell'armadio", cioè quello di Romano Prodi. Un boiardo dell'Iri, che oggi fa accordi sottobanco sull'Alitalia come ieri li ha fatti sulla Sme, e che col suo governo ha messo in ginocchio il Paese. Risucchiarlo nell'arena elettorale è utile a delegittimare il suo erede.

"preparerò io i difensori del voto" - marco trabucco ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: abbiamo uomini in ogni seggio MARCO TRABUCCO "Guardi che io non vi voto, preferisco Veltroni", dice l'anziano signore. "Io non voglio convincerla ad ogni costo - gli risponde Enzo Ghigo - voti chi vuole, ma scelga almeno uno dei due grandi schieramenti, tra Veltroni o Berlusconi non disperda il suo voto, sarebbe una danno per l'Italia".

Gli elettori scommettono sul cavaliere "ma nella nostra regione si vive bene" ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: contro appena il 17 per cento che è convinto vinca l'accoppiata Veltroni-Di Pietro mentre non si esprime un intervistato su quattro. E' questo vento di centrodestra, più nazionale che ligure, che fa dire agli esperti di Ipr Marketing che "la Liguria rimane una delle regioni incerte ma al momento, secondo noi, c'è un leggero vantaggio della coalizione di Berlusconi.

Segue la cordata a orologeria ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ultimo fronte che il Cavaliere (così come Veltroni, del resto) ha intenzione di concentrare i suoi ultimi sforzi prima del rush finale. L'obiettivo dell'ex premier, da ora fino alla fine della campagna elettorale, sarà ricompattare - almeno sulle schede elettorali del Senato - il vecchio elettorato della defunta Casa delle libertà.

Fase due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ecco perché Berlusconi e Veltroni hanno alzato i toni E se il trenta per cento di indecisi censiti dagli istituti di sondaggio si trasformasse il 14 aprile, in tutto o in parte, in un battaglione di astenuti? In Italia l'affluenza alle politiche non è mai scesa sotto l'80 per cento, ma le possibilità che questo accada stavolta sono invece alte.

Conversazione di Berlusconi resterò sempre amica ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nella stessa trasmissione, in orari più facili, Berlusconi ha fatto il 19 e Veltroni il 20. Stasera (ieri per chi legge, ndr) sono ad Annozero con Bertinotti. Vado da sola nella tana del lupo, ma non ho paura. Se fossi stata una donna orizzontale non mi sarei rimessa in gioco in questa missione difficile ma non impossibile.

Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Un'indicazione in questo senso è arrivata anche da Berlusconi. "Io nomi non ne ho fatti", ha sottolineato l'ex premier. Il cui mirino, in questo dossier, non è più puntato su Prodi, né su Veltroni. Ma su Parigi e, in particolare, su Spinetta. 2 Tommaso Labate 28/03/2008.

Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena ( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni che deve ricorrere all'argomento delle pensioni da rivalutare per ribattere a Berlusconi, che le vuole indicizzare con una sorta di scala mobile. Come fecero Confindustria e sindacati con i salari, nella Prima repubblica. A questo punto davvero si rischia di ribaltare il risultato economico, il bilancio di quello che avrebbe potuto essere il cambiamento avviato con la crisi

Berlusconi: Senato a rischio E lancia il <voto disgiunto> ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi: Senato a rischio E lancia il "voto disgiunto" "Casini, un bel fioeu. Chi vuole lo scelga, ma solo alla Camera" Affondo sul no di Veltroni a Vespa: violenza inaccettabile, la Rai è ancora in mano alla sinistra ROMA - "Solo un matto si può prendere la responsabilità di governare di fronte alla situazione in cui la sinistra ha ridotto il Paese"

Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Mi accusano di insider trading? Io? Ma se non ho mai avuto un'azione Alitalia. Loro, piuttosto, sono loro che trattano su Alitalia a Borsa aperta. Un governo incapace, che lascia in piedi una trattativa in esclusiva con Air Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.

Il Ciarra a <Littoria>: io camerata non pentito ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Aggiunge un po' di considerazioni velenose su Veltroni, sui cantieri della metropolitana di Roma, sugli ospedali costruiti dal regime fascista, sulla sua fedina penale: "è vero, sono stato condannato all'epoca della giustizia secondo Di Pietro... e allora? Sono un imprenditore ferito: ma solo chi combatte, si ferisce.

<Cordata italiana, troppe parole> Procura e Consob in campo ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: se la prende anche con Veltroni: "Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Polemiche di una campagna elettorale in cui tutti hanno inasprito i toni? Secondo il socialista Enrico Boselli è il momento di raffreddare gli animi: "Penso che si tratti di due attori: uno certamente molto capace (Berlusconi), l'altro mediocre (Di Pietro),

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di M... ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Silvio Berlusconi può evocare il latte impregnato di diossina per dire: "è successo quello che temevo"; e la Lega, additare "il filotto dei disastri di Bassolino- Prodi-Veltroni". Il Pd è costretto sulla difensiva. Ma a rendere la vicenda imbarazzante non sono tanto le polemiche berlusconiane.

Pdl-Pd, lite sulla <bufala> D'Alema: speculazioni ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Perché adesso saranno visti con sospetto al pari dei colleghi napoletani e "troveranno difficoltà a piazzare i prodotti all'estero". Cota ne deduce che il trio Bassolino-Prodi- Veltroni ha combinato un bel "filotto di disastri". "è sicura" Il ministro De Castro (a destra) mangia mozzarella Marco Nese.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Tormentone Sopra, un'immagine di "I'm Pd", l'inno pro-Veltroni realizzato da giovani del circolo 02PD di Milano sulle note di "Ymca", celebre hit dei Village People; a lato, il gruppo pop americano Germano Antonucci GUARDA i video dei candidati all'estero su www.corriere.it.

Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Senato come il più probabile esito della sfida con Berlusconi e ieri a Taormina, davanti ai vertici di Confagricoltura, Walter Veltroni si è spinto avanti, fino a proporre la sua ricetta per uscire da un eventuale stallo istituzionale. "Non so se una assemblea costituente, ma di certo noi avremo bisogno di una fase costituente, la cui composizione verificheremo dopo le elezioni.

Vecchioni: agricoltura sfida europea ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: tre ospiti d'eccezione: prima Walter Veltroni (Pd), poi Pier Ferdinando Casini (Udc) e infine Silvio Berlusconi (Pdl). Che cosa chiedete ai partiti che si presentano alle elezioni? "Che ci sia un'attenzione strategica al nostro settore - risponde il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni -.

Sfida Pdl-Pd, in cinque regioni la distanza è del 2% ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: grazie alla capacità comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una forte "rimonta" da parte del centrodestra. Potrà Veltroni "rimontare" in modo analogo? Secondo alcuni, lo sta già facendo. L'ex sindaco di Roma ha dalla sua parte una forte popolarità personale: un recente sondaggio ha visto proprio Veltroni primo nella classifica nella fiducia espressa dagli elettori.

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: imprenditori e i gruppi che preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte: niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob. Mozzarelle, monito Ue L'Europa richiama l'Italia sul tema delle mozzarelle di bufala alla diossina. Le misure messe in atto sono "insufficienti " secondo la Commissione europea,

ROMA Gli indecisi al 30%, secondo i sondaggisti. E la partita al Senato che è difficile da pre ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Questi due elementi di incertezza spingono Berlusconi (nella foto) a invocare il "voto utile" per il Pdl e non per l'Udc, in modo da battere il Pd, e Veltroni a fare la stessa cosa nei confronti della Sinistra Arcobaleno, perchè non disperda consensi necessari a Walter per superare Silvio.

Alitalia, polemica sulla cordata ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi: mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.

La Rai dei comunisti ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: intesa cordiale di Veltroni con Berlusconi sulla riforma elettorale, dovrebbe farsi conquistare dalla scelta di cavalcare la tigre del duello televisivo a ogni costo. E fino al punto di accettare che il faccia faccia possa svolgersi anche nelle televisioni del Cavaliere, nel cuore pulsante di un conflitto di interessi, mai nominato dall'inizio della campagna elettorale.

Ricostruire la sinistra, la sfida del ventunesimo secolo ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: era finita e pochi giorni prima del voto spagnolo Veltroni aveva dichiarato proprio allo spagnolo El Pais: "Siamo riformisti, ma non di sinistra". Il Partito democratico nasceva "per unire l'Italia, per abbattere i muri da Nord a Sud, fra padri e figli, laici e cattolici, destra e sinistra" e per costruire un'Italia "grande e lieve".

Unguenti miracolosi ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Infine, tra le pieghe di un libro del 1995 si trova l'inizio di tutto: "Berlusconi applica alla politica lo stesso linguaggio che Wanna Marchi applica alla vendita degli unguenti miracolosi". Firmato Walter Veltroni, ne "La bella politica". E così il cerchio si chiude. alberto piccinini.

Rifondazione si indigna ma frena ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni si è assunto la responsabilità di consegnare il paese a Berlusconi. Dopo il voto sarà chiaro a tutti che per vincere gli mancheranno esattamente i nostri voti". Neanche i Verdi le mandano a dire. "Veltroni ora quasi si vergogna di essere stato di sinistra.

Da Veltroni violenza inaccettabile E Berlusconi duella fuori dallo schermo ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Da Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori dallo schermo Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la sinistra che "domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho deciso io Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra.

Walter ci esclude, è peggio della Dc ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: opposizione e vincesse Berlusconi, non annuncia un'apertura a destra, almeno sulle riforme? Questo il Pd lo dice esplicitamente. Berlusconi e Veltroni possono benissimo fare le riforme anche da soli. La sinistra allora ha il dovere di mandare a entrambi un messaggio forte e chiaro: il tavolo delle riforme non può essere a due.

Si è sfilata la cordata ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stavolta ne parla anche Walter Veltroni: "La politica è una cosa seria, in cui ogni parola pesa sulla Borsa e su questi temi non si possono inventare affermazioni non sostenute dalla realtà. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fossero i posti di lavoro di migliaia di persone".

Scripta manent ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi? Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un incontrino di wrestling al femminile,

Bestiario ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: bensì al Pidì del pacifico Veltroni. Lo si è visto fin dall'inizio della campagna elettorale. E il primo a farne le spese è stato il giuslavorista Pietro Ichino: candidato di Walter e bestia nera dei regressisti per le sue opinioni sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e sulla legge Biagi, uno che vive da sei anni sotto scorta.

Satira preventiva ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: incrimino anzi no di Marco Travaglio Veltroni l'ha scritto sul 'Riformista', per non farlo sapere troppo in giro. Ma l'ha scritto: l'"obbligatorietà dell'azione penale" va attenuata con "criteri di priorità" fissati da "Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica". Peccato, perché nella prima parte dell'articolo aveva fatto bene i compiti: i mali della giustizia sono i troppi "

Occhio al candidato ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: e dei programmi elettorali di Berlusconi e di Veltroni, c'è una lunga radiografia degli inquisiti, imputati e condannati presenti nelle liste. A farla da padrone è il Popolo delle libertà, che - se ha lasciato a casa i Pomicino, i Vito, i Biondi, e i Mastella - ha rinnovato il repertorio con parecchie new entry per meriti penali.

PASSAPAROLA WALTER ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ECCO LA STRATEGIA DI VELTRONI PER CONQUISTARE GLI INDECISI Allora facciamo il punto. Va male? Malino, malissimo? O c'è qualche chance di recupero? Una lucina in fondo alla galleria del 13-14 aprile? Per il momento si vede che Silvio Berlusconi è un pascià e agita l'Alitalia come una scimitarra contro il centrosinistra, riuscendo perfino nell'

Auto e moto ( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Società Per posta, per email Attenti alle smargiassate Mi sembra che Veltroni stia rincorrendo Berlusconi nelle sue smargiassate. Noi siamo più seri, le guasconate lasciamole fare a Berlusconi. Non si possono fare annunci tipo 'sconto fiscale per i figli fino a 12 anni'. E chi ha la sfortuna di non poter avere figli?

Dal nostro inviato TAORMINA - Il made in Italy sotto attacco? N ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: la richiesta che Confagricoltura gira senza mezzi termini ai tre candidati premier (ieri Veltroni, oggi Casini, domani Berlusconi) che hanno scelto di far tappa al grande Forum dell'associazione, qui a Taormina. Insieme a quella di un ripensamento drastico delle strategie di promozione e comunicazione sul comparto: "Un messaggio forte, organizzato;

ROMA Inevitabilmente, quando la campagna elettorale si arroventa, la Rai diventa terreno di ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: a innescare la miccia è la decisione di Walter Veltroni di non andare a Porta a Porta, impedendo (vista la legge sulla par condicio tv) così al leader dell'opposizione di partecipare al salotto televisivo di Vespa. "Mi ha fatto una vera e propria violenza, è inaccettabile", attacca Berlusconi, che alla sfida sul faccia a faccia "anche sulle reti Mediaset",

ROMA Il numero degli indecisi è alto, secondo i sondaggisti: intorno al 30 per cento. La p ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Dunque, sia Veltroni sia Berlusconi si appellano da tempo al voto utile (ai due partiti maggiori), ma adesso si fa largo, con tanto di polemiche, anche il tema del voto disgiunto. Il Cavaliere lo tratta così: "Se uno vuole votare Casini, magari perchè è un bel figliolo, lo faccia pure.

ROMA - C'era calma a viale Mazzini. Va beh, qualche scontro sui dati della par condicio ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: lo stato dell'arte delle presenze dei politici in Rai e perché proprio Berlusconi non lo si poteva chiamare ieri sera a "Porta a Porta". Incidente chiuso? Difficile. Anche perché all'orizzonte c'è un possibile nuovo scoglio. Domenica Lucia Annunziata ospita nel suo "In 1/2 h" Veltroni, per attendere Berlusconi sette giorni dopo.

ROMA - A monte ci sono le regole della par condicio. A valle - ultimo frutto di una legge tr ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Salvo l'eventualità che i due passaggi separati di Berlusconi e Veltroni nel salotto di Vespa si fossero trasformati in un faccia a faccia tra i due leader, nel qual caso Veltroni avrebbe fatto in modo di interrompere la sua campagna elettorale per confrontarsi con il rivale a "Porta a Porta".

ROMA - Il voto disgiunto è l'altra faccia del voto utile. Preferenza a un parti ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Toscana e Lombardia possono togliere a Berlusconi un gruzzolo di 6-7 seggi. Il loft di Veltroni si è dissociato. Ma ieri il quotidiano Europa ha inserito persino l'ipotesi Udc: in effetti, aiutando Casini in Veneto a prendere il quorum dell'8%, i democratici potrebbero togliere altri due seggi al Cavaliere.

Berlusconi: la Rai è dominata dalla sinistra ( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Veltroni mi ha fatto violenza negandomi Porta a Porta". Franceschini: è agitato prenda una camomilla.

Sui costi della politica l'ultimo colpo di Walter ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici interni?

Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La par condicio non c'entra nulla" protesta Berlusconi, "Veltroni commette un atto di violenza inaccettabile", favorito dal fatto che la Rai ("come tutte le istituzioni" dal Capo dello Stato in giù) "è ancora in mano alla sinistra, la domina come vuole". Magari fosse vero, sospira Bertinotti, "dio acceca Berlusconi perché vuole perderlo".

Belpaese - alessandra longo ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: c'è un tizio ex comunista di nome Veltroni, o con lui o contro di lui". Anche un monito ai recidivi: "Comunisti, il mondo vi ripudia, recate miseria, sottosviluppo, fame e morte". Dettagli pratici per il futuro: "Silvio, ti prego, togli l'obbligo dell'elenco clienti-fornitori reintrodotto dai comunisti".

La droga e i giovani I dati circa la diffusione della droga nei giovani e negli adulti so ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: DON MARIO FORADINI La memoria di Bettini Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, ha accusato Berlusconi di essere l'unico leader europeo che si è candidato cinque volte alla presidenza del Consiglio. Anzi, ha rincarato la dose Bettini, l'unico che ha fatto come Berlusconi è stato il leader dell'estrema destra francese Le Pen.

Piazzetta davvero della Lega ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: da Walter Veltroni a Massimo D'Alema e Emma Bonino per il Pd, Umberto Bossi per la Lega Nord, Francesco Storace per La Destra e oggi Rocco Buttiglione per l'Udc. Forse più interesse si registra tra le poche migliaia di elettori dei cinque Comuni - Fubine, Montaldo Bormida, Francavilla Bisio, Molino dei Torti e Malvicino (poco più grande di un condominio)

Nella calabria che attende in bilico pesa su walter l'incognita scontenti - sebastiano messina ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: segnali di smottamento che oggi non sfuggiranno a Walter Veltroni quando arriverà qui a bordo del suo pullman. Eppure, seduto dietro a una scrivania Ikea riscaldata da una stufetta elettrica nel suo ufficio al Partito democratico, Marco Minniti mantiene il suo ottimismo della volontà. Lui che come viceministro dell'Interno è il politico più potente della Calabria,

Condannati e voltagabbana ecco chi ha il seggio sicuro - concetto vecchio ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni ne ha dodici: Wonderuolter, Topo Gigio, Ma Anche, Il Buonista, Walter Disney, Superwalter, Uòlter, Veltrusconi, Fregoli, Zelig, Girodiwalter, L'Americanino. Il Pdl ha candidato 25 condannati in primo, secondo o terzo grado. Come Giuseppe Ciarrapico, 3 anni per il crack della casina Valadier e altri 4 per l'Ambrosiano.

E ora l'operazione voto disgiunto tenta il pd in più di una regione - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Sono voti sottratti a Veltroni, ma danneggerebbero Berlusconi come se li prendessero i democratici. Il segretario del Pd ha studiato i numeri e le tabelle. Per il momento punta ancora a costruire il consenso intorno al Pd. "è difficile il meccanismo del voto disgiunto.

Berlusconi lancia l'allarme "al senato si può perdere" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi lancia l'allarme "Al Senato si può perdere" Casini: è una truffa. Veltroni: Costituente se c'è il pari Il Cavaliere: "A qualcuno piace l'Udc? Gli dia il voto ma solo alla Camera" GIANLUCA LUZI ROMA - Ne parla Veltroni, i sondaggi lo confermano e per la prima volta dall'inizio della campagna elettorale Berlusconi evoca esplicitamente il fantasma del pareggio.

Congelato il distacco tra pdl e pd partita in mano a indecisi e astensionisti - roberto biorcio fabio bordignon ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: indecisi e astensionisti E nella sfida personale parità assoluta tra Veltroni e Berlusconi Atlante politico L'ex sindaco di Roma conferma il primato nella classifica dei voti positivi riguardante i leader ROBERTO BIORCIO FABIO BORDIGNON L'ultima rilevazione dell'Atlante Politico, realizzata da Demos per la Repubblica, conferma il vantaggio della coalizione guidata da Berlusconi.

Finito il surplace l'inseguitore obbligato ad alzare la voce - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: E molti si aspettano che Veltroni imiti il Berlusconi del 2006 (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Senza grandi scostamenti. Pochi decimali differenziano una rilevazione dall'altra. Inutile, anzi, dannoso cercare di inseguirli. Si rischierebbe di dare senso politico a variazioni che possono dipendere da errore statistico.

<Da Veltroni violenza inaccettabile> E Berlusconi duella fuori dallo schermo ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Da Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori dallo schermo Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la sinistra che "domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho deciso io Mi. B. Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra.

Candidarsi addosso ( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi? Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un incontrino di wrestling al femminile,

QUARANTENNI ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Propongo qualche ragionamento sulle date di nascita: Berlusconi, 1936; Fassino 1949; Fini, 1952; Rutelli 1954; Veltroni 1955. Cosa significa allora questo "largo agli under 40"? Significa che tra il 1955 e il 1968 in Italia non è nato nessuno degno di assumersi responsabilità politiche o sociali?

Confronti televisivi ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi la mette giù anche più dura e meno sofisticata: quelli del Pd sono i soliti prepotenti, antidemocratici e comunisti. Di sicuro, Veltroni da settimane chiede a Berlusconi di incrociare opinioni e proposte davanti alle telecamere, e da settimane Berlusconi fischietta noncurante.

Battaglia sulla cordata italiana ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni: Berlusconi turba la trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia. Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in mani italiane".

22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e S. Berlusconi 22,50 Sport MARTEDÌ CHAMPIONS con Marco Civoli 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con R. Rabellino e S. Montanari 23,55 Film IL TOCCO DEL MALE con Denzel Washington 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con M. Ferrando e S. De Luca 22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti.

W alter Veltroni continua instancabile il suo giro di tutte le province italiane, ovunque è acc ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi, che dovrà misurare le dimensioni della sua vittoria sulla capacità o meno di governare anche al Senato. E l'altro, Veltroni, che per la prima volta avrà creato a sinistra un grande partito riformista, spostando la maggior parte dei voti di quella parte dalle estreme verso il centro, e preparandosi ad essere il premier della prossima volta.

Alle dieci della sera Walter Veltroni può aspettare ancora un po', i tremila del "Teatro g ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici interni?

Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Hanno detto Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori I piloti di Alitalia in esubero sono circa la metà di quelli affermati da Air France Ci vuole un piano industriale che guardi al futuro e da cui ricavare le indicazioni sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti Cesare Damiano.

Per garantire liquidità è probabile che il Fisco rimborsi 85 milioni di crediti d'imposta ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Durissimo il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi "gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale con i destini dei lavoratori". Ma il cavaliere tiene il punto: "certo questi imprenditori oggi non possono dire che è vero, né ammettere un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro.

Uno su tre non sa per chi votare ( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: quando anche Berlusconi "scende in campo". Nelle settimane precedenti, infati, era stato prevalentemente Walter Veltroni a occupare gli spazi e ad avere risalto grazie alla "novità" del Partito democratico. Il secondo periodo si conclude l'11 di marzo, quando gli istituti pubblicano le intenzioni di voto rilevate al momento della chiusura delle liste.

Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,

L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,

Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,

Milva e quei sette milioni nascosti per la vecchiaia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,

Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,

L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,

Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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La lezione dei Rem (e di Mtv) ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Oops, Vasco stavolta ha toppato ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Led Zeppelin in tour. O forse no ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Ecco perche' Vasco si è laureato ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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Jovanotti è un passo avanti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di

Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di

Prete usa la Madonna come <santino> ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: anche se stuprato da Berlusconi e compagnia". Berlusconi. "C'è un solo modo per fermarlo, un solo modo per toglierlo di scena: votare il Partito democratico di monsignor Dabliu Veltroni, turandosi il naso e tutto il resto. Non si può nemmeno votare i cosiddetti partiti di sinistra che sono responsabili dello sfilacciamento del governo Prodi e della distruzione dell'

Alla grande marcia del Pd basta un marciapiede ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: A Luigi Bersani toccherà un giro a Savona l'8 aprile nel giorno in cui ci sarà anche Silvio Berlusconi. I big? Piero Fassino dovrebbe venire ma non si sa quando. Veltroni e Franceschini hanno già dato e in Liguria non torneranno. Qui il risultato è in bilico? La Liguria è decisiva? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Pensioni, a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Sinistra a caccia dell'operaio perduto ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 5 per cento preferisce Berlusconi a Veltroni, il 31,5 per cento sceglie il Pd e l'11,9 per cento la Sinistra arcobaleno. Eppure le due sinistre, a mettere il cappello sulla classe operaia (o meglio, sul 43 per cento che gli rimane) proprio non vogliono rinunciare. Per dire l'ultima, il Pd è arrivato a tradire la regola numero uno della campagna elettorale di Walter Veltroni -

L'ultimo trucco del Pd: <aiutini> a Udc e Sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: dove il Pd è più solido e ha in tasca il premio di maggioranza, l'elettore veltroniano decide di votare per il Senato Sinistra arcobaleno (voto disgiunto), non solo porta ex Prc, Verdi e gli altri arcobaleni a Palazzo Madama innalzandoli sopra il fatidico 8%, ma toglie seggi al Popolo della libertà e contribuisce a creare una situazione di pareggio-stallo.

Rai, Berlusconi: "Violenza da Veltroni" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi: "Violenza da Veltroni" di Adalberto Signore Berlusconi: "è inaccettabile che io non possa andare a “Porta a Porta” perché lui è stanco. Il Pd? è l'ultima mimetizzazione del Pci". Attacco alla tv di Stato: "L'azienda è ancora dominata dalla sinistra" Roma - "Se devo mettermi i guantoni da pugile,

Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Dal nanetto al "piccolo Ciarra" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

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Walter e l'Italia "sapore di sale" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Walter e le tre cose che è meglio "non fare" ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori ( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Formisano: "Basta con il Senato, mi candido alla Camera, è meno faticoso" ( da "Panorama.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Non è che Veltroni fa il poliziotto buono e Di Pietro quello cattivo? Beh, un po' di gioco delle parti c'è. Ovvio. Ma Berlusconi cerca di indebolire Veltroni attaccando Di Pietro. Però voi dell'Idv siete un po' tosti. Siamo il partito del radicalismo moderato: abbiamo principi radicali e siamo moderati nella pratica.

Rocco Buttiglione per l'UDC di Alessandria ( da "Giornal.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: E ancora: "La nostra idea delle democrazia è l'ascolto, quella di Berlusconi e Veltroni è quella televisiva". "Il Governo Prodi è stato un disastro. La gente si è sentita violentata dalle vessazioni delle tasse. In Italia è riemerso il popolo cristiano, l'unica speranza per il Paese". Foto Carlo A.

Alza la voce Walter, alza la voce ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: governata da Berlusconi. Intendiamoci. L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno dopo giorno le intelligenze del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il rinnovamento. La cosa migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la fuoriuscita definitiva da quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del nemico.


Articoli

Destra incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Come previsto, dopo Pasqua la campagna s'in amma. I sondaggi spaventano il Pdl Destra incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va nessuno "Ogni giorno il divario si accorcia, i sondaggi lo dimostrano, sono preoccupati". Parlando ieri in Sicilia, il leader del Pd ha accennato alla possibilità di un pareggio al senato, prospettata da uno studio di Ipr marketing. "Se sarà così ? ha detto Veltroni ? il Paese sarà ingovernabile per responsabilità di chi ha detto no alla riforma della legge elettorale". "Veltroni dice bugie. Non siamo preoccupati e al senato avremo trenta senatori di maggioranza", gli ha replicato il Cavaliere. Nel suo tour siciliano il candidato democratico ha rilanciato la sua sfida a Berlusconi sul confronto in tv: "Sono pronto a farlo dove vuole, quando vuole e come vuole. Andiamo a farlo nelle sue reti. Ma non scappi". È polemica, intanto, per la cancellazione della puntata di oggi di Porta a porta con Berlusconi in "solitaria" per rispetto della par condicio. "Una prepotenza ", dice il Cavaliere. Veltroni non avrebbe potuto partecipare ad un'analoga puntata, impegnato nel tour elettorale: ma conferma la sua la disponibilità al confronto con Berlusconi già a partire dalla prossima settimana.

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Qualche aiutino può essere utile (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

(ch.g.) Il pareggio al senato ormai è considerato una probabilità. I vertici del Pd però non la cavalcano e non la evocano. Giusto: in campagna elettorale si parla di vittoria, non di pareggio. Se poi si perde, è stato detto, anche per un solo voto, allora meglio che governi Berlusconi piuttosto che un senato ingovernabile. La strategia di Veltroni e dei suoi è chiara: come Europa ha già scritto, il Pd sta puntando a una bella percentuale nazionale, più che andare all'attacco delle regioni in bilico. Dietro c'è un'idea della politica: un investimento su un bipolarismo maturo e semplificato fino a tendere al bipartitismo, su una democrazia dell'alternanza senza isterismi in cui il Pd, anche dall'opposizione, abbia respiro per consolidarsi e crescere in vista della prossima sfida per il governo dell'Italia. Tuttavia una parte degli elettori che credono nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire "post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere le elezioni e governare per i prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo centrodestra che fronteggerà il Pd in futuro. Qualche elettore potrebbe decidere che vale la pena provare a contrastare a questo esito, sfruttando la stupidità di un meccanismo elettorale che i Democratici hanno subito, che è stato pensato contro di loro e che contro la loro volontà non si è voluto cambiare. Il Porcellum, progettato su misura degli interessi di una parte, diventa schizofrenico se a sfidarsi sono più di due parti. Nelle regioni in cui la vittoria o la sconfitta del Pd al senato sono certe, e uno dei contendenti "minori" sia vicino al quoziente dell'8 per cento, qualcuno potrebbe decidere di votare "disgiunto" per la sinistra o l'Udc, per togliere qualche senatore al Pdl. Non si tratta di puntare al caos e all'ingovernabilità, ma a costringere un centrodestra non autosufficiente a cambiare un sistema che non funziona: forse ad aprire una stagione di riforme condivise. È un'alternativa un po' spericolata, ma è un'alternativa.

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Il battesimo liberale di Walter (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

STEFANO MENICHINI Se quest'anno non arriverà l'endorsement di Paolo Mieli, possiamo consolarci con quello del Wall street journal di ieri. Lo scambio non è neanche male: né le opinioni del Corriere né tanto meno quelle dell'house organ dei liberisti americani spostano voti in Italia. Adesso però siamo proprio sicuri (vero, Giuliano Ferrara?) che l'avversione a Berlusconi non è un fenomeno ristretto all'inetto salotto buono della finanza italiana, né a quei comunisti dell'Economist, ma è un sentimento più globalizzato. Sappiamo da anni quanto sia controproducente farsi belli dei giudizi espressi oltreconfine su Berlusconi. Infatti ci fermiamo qui, anche perché non c'era bisogno del Wsj per sapere che non c'è nulla di liberale, e neanche di liberista, nella destra berlusconiana, finiana, bossiana. Il problema che ci pongono gli gnomi di Wall street è un altro, e riguarda casomai il Pd. Perché ieri titolo, foto e articolo encomiastico rappresentavano un autentico battesimo liberale per Walter Veltroni. Un investimento su colui che appare, evidentemente, più credibile nei panni dell'indispensabile innovatore di un paese fermo. La domanda che ci sale inarrestabile è: diamine, è proprio così? Dopo aver atteso per dieci anni che fosse la sinistra riformista a scatenare la rivoluzione liberale in Italia, il Wsj ci annuncia che essa è possibile? E che Veltroni è davvero il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare le raccolte di Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa ha impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale. Conoscendo il nostro mondo meglio del Wsj, vediamo però ancora tante contraddizioni (per esempio nodi non sciolti coi sindacati) e soprattutto sappiamo che una malaugurata sconfitta elettorale potrebbe bastare, per scatenare la reazione e rigettarci indietro nel tempo e nella politica. Ecco allora a cosa serve l'endorsement di Wall street: a capire che per chi ci guarda da fuori il cambio è ormai consumato, e comincia anzi a definirsi una nuova identità (proprio ciò che mancava al Pd). Indietro non si torna, comunque vada il 14 aprile.

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La carta anti-casta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

MARIO RODRIGUEZ La campagna elettorale procede, come previsto, attraverso una successione di pseudo event, eventi preparati ad arte dagli staff centrali per attrarre l'attenzione dei media. Ed anche le iniziative sul territorio, gli incontri e le strette di mano hanno la funzione primaria di alimentare l'interesse dei media. I media si confermano la fabbrica della realtà. Ma la necessità di fare notizia contiene la condanna alla ricerca delle novità, le news. E fare cose notiziabili non significa cedere alla spettacolarità fine a se stessa, nella pubblicità scioccante, nella dichiarazione senza fondamento. Fare notizia significa cercare un equilibrio, sempre precario, tra credibilità e stupore. Diventa cruciale quindi, nelle ultime settimane di campagna, decidere con attenzione verso quali argomenti orientare la costruzione degli pseudo event, quale stupore generare. L'attenzione dello staff centrale del Partito democratico sembra orientarsi verso le cose concrete, i salari, la precarietà, le pensioni. Più un approccio da rational choice che da comunicazione simbolica. I temi programmatici hanno preso il sopravvento sulla promessa di rinnovare la politica uscita indebolita dopo il varo delle liste. Il tour fa sempre meno notizia e il caso Alitalia ha determinato un contesto diverso rispetto ai giorni di Spello. Anche se Berlusconi appare abbastanza in ombra per stanchezza o per la convinzione di aver già comunque vinto. Se è convinto di aver già comunque vinto a fare e dire rischia solo di sbagliare. Ed ecco il gioco di rimessa. Gioco nel quale però non dà il meglio di se. Il Berlusconi più efficace è un free rider, un attore imprevedibile che non rispetta le regole del gioco, capace di sparigliare. Infatti, anche se sembra abbastanza contenuto e trattenuto dai suoi (famigliari e famuli) non si è lasciato sfuggire l'occasione Alitalia. Ma se non colpisce la spregiudicatezza del "ghe pensi mi" quello su cui è opportuno mettere l'accento è il legame stretto tra l'interesse che crea questo atteggiamento e il clima di sfiducia verso i politici che è ampiamente diffuso nella società italiana e che continua ad essere alimentato dalle informazioni contenute in articoli e libri di successo. Su un'opinione pubblica frastornata da caste e papponi l'atteggiamento di Berlusconi fa presa. Poco fanno le dichiarazioni a difesa dei politici seri che hanno svolto coscienziosamente il loro mandato. Ancora meno il lamento sul conflitto di interessi. Per un'opinione pubblica in buona parte convinta che i politici pensino in primo luogo ai propri interessi personali, un personaggio che fa gli affari suoi rientra nella norma e se così facendo sollecita nuovi investimenti o, quanto meno, negozia con più forza con i francesi, che male c'è? Il problema allora è come affrontare, anche in queste settimane, la convinzione che il ceto politico italiano sia inadeguato, come contrastare l'opinione che una serie molto articolata di regolamenti e leggi determini per chi fa politica favoritismi e posizioni di vantaggio mai esposte a verifica? Questa è la percezione diffusa cioè la realtà con cui fare i conti. È una percezione che si è stratificata in anni non in giorni. E verso la quale anche e proprio i politici seri hanno fatto poco e comunque non abbastanza. È inconcludente pensare che questo sia cedimento all'antipolitica o che su questo terreno le promesse siano più rischiose che su quello dei salari minimi, delle pensioni o della casa. Il Partito democratico è lo strumento attraverso il quale Veltroni si è impegnato a cambiare davvero la politica italiana e a questa promessa deve tenere testa. Dopo la scelta di un pacchetto di candidati a forte valore simbolico, la tensione su questo terreno sembra calata mentre sarebbe importante trovare qualche proposta credibile in materia. Anche perché su questo terreno la destra è molto meno credibile. Dare forza e sostanza al recupero di credibilità della buona politica è condizione indispensabile di qualsiasi processo di cambiamento. E questa speranza non va delusa.

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<È vero, siamo cambiati> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'ENDORSEMENT DEL WALL STREET JOURNAL Intervista a Morando: "Sulla ricetta liberal non c'è scollamento tra gli ex Ds" "È vero, siamo cambiati" Per il coordinatore del programma del Pd il paese è sulla stessa linea d'onda del quotidiano nanziario: "Sto girando il Nordest e tutti mi chiedono di ridurre la spesa e ridimensionare il peso della burocrazia". GIANNI DEL VECCHIO "La prima cosa che ho provato quando ho visto il giornale è stata una grande soddisfazione. Soddisfazione perché è stata riconosciuta la bontà del lavoro che abbiamo fatto". Non nasconde l'adrenalina, Enrico Morando, il coordinatore del programma del Partito democratico. Ieri il Wall Street Journal ha dedicato la prima pagina alle ricette economiche che Veltroni intende applicare al malato Italia. Un vero e proprio endorsement, con tanto di foto, per lo sfidante di Berlusconi. In evidenza quasi tutti i cavalli di battaglia: dalla diminuzione della spesa pubblica alla riduzione delle tasse, dal taglio ai costi della politica alla sburocratizzazione dell'economia. Nonostante il riconoscimento del quotidiano finanziario, il centrodestra e qualche commentatore hanno avanzato dubbi sulla reale copertura delle misure che avete previsto nel programma. Cosa risponde? Il problema è che molti hanno ignorato quale sia il primo canale di finanziamento: la riduzione della spesa primaria. Su questo si poggia la sostenibilità finanziaria e non sulla lotta all'evasione. Il Wsj se ne è accorto e mi fa particolarmente piacere. L'endorsement tuttavia arriva da un giornale conservatore, che di solito viene considerato la "bibbia" degli operatori finanziari. Ciò non la preoccupa? Non teme che il Pd stia facendo un salto in avanti rispetto al suo tradizionale elettorato? In questi giorni sto facendo campagna elettorale nel Nordest. Ebbene tutti, da operai a imprenditori, da commercianti ad artigiani, mi chiedono sistematicamente: cosa fate per ridurre la spesa? Cosa fate per alleviare il peso della burocrazia? Cosa fate per fornire servizi più adeguati alle tasse che paghiamo? Non so se leggono il Wsj, ma è questo che vogliono. Va bene il Nordest, ma cosa pensa quello zoccolo duro di elettori, soprattutto ex Ds, che sono tendenzialmente conservatori di sinistra? Sono spaventati? Tutt'altro. Li ho trovati entusiasti dell'innovazione che stiamo producendo, anche perché vedono la capacità di presa nella società. Non vedo una resistenza passiva, di tipo ideologico, nel corpo più tradizionale degli ex Ds. Un bel colpo per Veltroni. In Italia la sinistra si sta innovando, sulla scorta di quello che in altre parti d'Europa è avvenuto dieci anni fa. Ovvero quando Blair o Schroeder hanno rotto con il paradigma socialdemocratico classico e hanno reinventato il centrosinistra. Vedo invece molto male la destra, che fatica ad uscire dal ritardo accumulato con le altre formazioni conservatrici europee. Anzi, come dimostra tutti i giorni Berlusconi, si rifugia in un populismo neocorporativo che è tutto fuor che liberale. Non a caso lo stesso Wsj ha duramente attaccato il candidato premier del Pdl nei giorni scorsi. Perché il giornalismo anglosassone è abituato a guardare più cosa si è fatto rispetto a cosa s'è detto o si dice. E Berlusconi ha fallito nei suoi cinque anni di governo. Basta ricordare il fatto che nel programma attuale il Pdl ha messo l'abolizione dell'Irap ai primi posti; peccato che si tratti della stessa promessa fatta nel 2001 e poi non mantenuta.

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Berlusconi rilancia: <400 euro l'anno? No, 1000 al mese> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

PENSIONI Berlusconi rilancia: "400 euro l'anno? No, 1000 al mese" (ra. c.) Pensionati d'Italia, aprite le orecchie. L'uomo dei fatti, come ama definirsi, ha detto sì: mille euro in più. Non l'anno. Bensì al mese. Subito. Cash. Altro che addio sogni di gloria. Cari pensionati che, in questi giorni, vi fate il pane in casa perché non riuscite più a comprare la ciriola, il Cavaliere non vi promette solo di recuperare il potere d'acquisto perso in questi mesi. Vi promette sogni di gloria: potrete cambiare la vecchia automobile, permettervi la crociera, cambiare il bastone e, perché no, anche il guardaroba. Paga lui, Silvio Berlusconi che ieri nella foga di spiegare perché le misure del Partito democratico non vadano bene e nel tentativo di far capire che la proposta di Veltroni sugli aumenti "è a vanvera e non tiene conto nemmeno della disponibilità di bilancio", si sbilancia. E non di poco: "La nostra proposta ? spiega il leader del Partito della libertà ? è condivisa dal partito dei pensionati che ora sta con noi e prevede l'innalzamento delle pensioni minime, l'adeguamento al costo della vita di tutte le pensioni fino al livello di mille euro al mese". Una proposta così assurda che ha strappato la replica dello stesso Veltroni che, da Enna, osserva come è "tutta la campagna elettorale che il principale leader dell'opposizione ci insegue. Diciamo una cosa e il giorno dopo lui dice "più uno". Oggi, dopo la nostra proposta sulle pensioni, ha detto che darà mille euro. Ma non ha detto che questa proposta costa più di 20 miliardi e non ha detto dove li trova". Nel ricordare come tra il 2001 e il 2006 "per quattro milioni di pensionati non sia successo nulla e ora i pensionati sanno che il tempo delle finte promesse è finito", ieri Veltroni ha sottolineato come le promesse di Berlusconi "valgono fino al giorno delle elezioni e il giorno dopo non valgono più. Ma gli italiani sanno che il tempo delle false promesse è finito". A mettere il dito nella piaga è il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi Zanda, che avanza l'ipotesi che "a questo punto Silvio Berlusconi ha paura di perdere le elezioni". E il motivo è presto detto: "Soltanto così si può provare a spiegare il rilancio propagandistico sulle pensioni del candidato premier del Pdl e della Lega che, pur di inseguire Veltroni, hanno proposto una sorta di scala mobile agganciando le pensioni al costo della vita e oggi, a meno di 24 ore di distanza, rilancia dicendo di voler portare tutte le pensioni fino al livello di mille euro al mese". E sulle contraddizioni della destra si sofferma Tiziano Treu del Pd: "Fini ha detto no alla "scala mobile" per le pensioni proposta da Berlusconi e rilanciata da Brunetta e sì al paniere proposto da noi. Nel Pdl una mano non sa cosa fa l'altra. Un atteggiamento preoccupante e irresponsabile che dimostra come la destra sia totalmente inadeguata a governare il paese. Sinceramente vorremmo capire cosa pensano veramente su questo tema". E che nel Pdl regni il caos è evidente dice anche Giorgio Tonini, responsabile economia del Pd, che replica a Brunetta secondo cui tutta la confusione di questi giorni "serve a nascondere il programma vero del Pdl che, come è facile verificare, dedica alle pensioni una riga ... anche volendo come e soprattutto dove avremmo potuto, noi del Pd, copiare in tema di pensioni?". Chi invece si è chiesto che fine hanno fatto le promesse contenute e sottoscritte dal Cavaliere nel suo contratto con gli italiani che avrebbero dovuto portare le pensioni minime a 516 euro per oltre 6 milioni di cittadini italiani è stato il senatore del Pd Paolo Giaretta che ha ricordato a Berlusconi che "non stiamo partecipando a un'asta e che per alzare l'offerta è necessario disporre di una copertura di spesa".

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<I giovani? Non c'è la ricetta magica> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

UNDER 30  REALACCI: "IL PD IN DIFFICOLTÀ CON CHI LAVORA, FORTE CON GLI STUDENTI" "I giovani? Non c'è la ricetta magica" FABRIZIA BAGOZZI "Noi non abbiamo un problema con i giovani in generale, ma con un particolare segmento del mondo giovanile che ha mediamente un tasso di istruzione più basso, un po' come del resto accade per gli adulti", spiega a Europa Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del Partito democratico commentando i sondaggi sul voto degli under 30 e il Pd. Il giovane maschio che lavora è al momento un punto dolente per il Partito democratico. "In generale rischiamo di essere più deboli con i gruppi sociali meno istruiti e questo a volte coincide con fasce di giovani lavoratori e con le donne, mentre siamo un po' più forti su chi ha più strumenti culturali e cioé gli studenti, soprattutto maschi". E infatti, "dando uno sguardo ai dati disaggregati, rispetto alla media dei votanti, fra gli studenti siamo qualche punto sopra al Pdl, mentre rimaniamo sotto sul resto". È questa la fotografia della situazione che i sondagi restituiscono al loft. Rispetto alla quale, sottolinea Realacci, "non c'è una ricetta magica", perché quando si parla di questi gruppi giovanili, si parla di persone che sono molto distanti dalla politica, che non leggono i giornali per cui "non li raggiungi con le proposte, a meno che non siano molto semplici e di forte impatto complessivo" Il responsabile comunicazione del Pd non crede che nell'aggancio di questo segmento il problema sia la concretezza delle idee che si mettono in campo: "Si può sempre fare di più e comunicare meglio, ma in questo Veltroni è stato molto netto e concreto. La proposta più forte sulla precarietà l'ha fatta il Partito democratico, non il Pdl. E il leader del Pd ha dichiarato che la prima legge che presenterà al consiglio dei ministri sarà proprio quella sulla precarietà e sul minimo dei mille euro". Il punto dunque non è circostanziare meglio, dettagliare ciò che è già chiaro: "Credo che la questione sia più complessa e che abbia piuttosto a che fare con la capacità di offrire visione e speranza per il futuro. È più una questione di slancio vitale che non di proposte, semplicemente perché le proposte a questi mondi non arrivano. Conta molto di più l'idea dello scarto, della sfida generosa da portare avanti anche con le componenti generazionali del Pd". "Noi ? riflette Realacci ? dobbiamo insistere nel mostrarci per ciò che siamo: gente che nel linguaggio del corpo ci crede, che sa sfidare il futuro e ha coraggio e generosità. E certo, ribadire le proposte già avanzate a favore dei giovani. Da riprendere con forza quando chi è lontano anni luce dalla politica ? quelli che Berlusconi raggiunge con un messaggio subliminale ? attiverà l'audio: per chi studia una forte scommessa sul merito e sull'innovazione, per chi lavora una battaglia vera sulla precarietà. E poi è molto importante il lavoro di presenza massiccia sul territorio che stiamo avviando con l'iniziativa di domenica, i gazebo e il contatto diretto con le persone".

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Pareggio? Non si governa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DEMOCRATICI Veltroni a Caltanisetta ed Enna cambia passo: contro la destra e la ma a Pareggio? Non si governa RUDY FRANCESCO CALVO inviato a Enna "Non voglio parlare politically correct, mi sono stufato". Il Veltroni siciliano ha subito dato l'impressione di voler dare una scossa alla propria campagna elettorale. Da quando, di fronte alla piazza di Palermo, ha attaccato a fronte bassa quella linea di contatto tra mafia e politica "che troppe volte viene superata ", rimproverando precise responsabilità in questo senso alla "destra, che ha fatto del male alla Sicilia". Ma non solo. La questione del conflitto d'interesse è emersa per la prima volta in questa campagna, legata al rifiuto di Berlusconi di affrontare il faccia a faccia televisivo. "Facciamolo dove vuole, quando vuole e come vuole ? ha insistito ieri il leader del Pd a Enna ? vado a farlo anche nelle sue reti, ma non scappi". E poi ancora gli sprechi, l'alleanza tra le due leghe, una che vuole il ponte sullo Stretto e l'altra che "ha tra le sue manifestazioni di volontà l'eruzione dell'Etna ", il voto di scambio favorito da una politica asfissiante anche nei settori che non sono di sua competenza. È iniziato dall'isola, insomma, quel cambio di passo che era stato preannunciato dagli strateghi del Pd per il dopo-Pasqua. Proprio della pausa pasquale del tour hanno approfittato al loft per mettere a punto la nuova strategia comunicativa. Sul tavolo i dati di uno studio appositamente commissionato, dal quale emerge che quella ampia fascia di indecisi (sarebbero ancora il 31 per cento), che influiranno in maniera determinante sul voto del 13 e 14 aprile, comprende molti ex elettori del centrodestra. Esaurito l'effetto dell'"andare da soli", esaurito il traino del "voto utile", con effetti positivi a sinistra, ora è questo il nuovo target del Pd. Anche perché un sondaggio Ipr Marketing pubblicato ieri da Repubblica.it dimostra che a palazzo Madama i numeri del Pdl saranno fortemente ristretti: "Se gli andrà di lusso ? ha illustrato Veltroni ? avranno 3 o 4 seggi di vantaggio. Ma siccome non gli andrà di lusso, o il senato lo governeremo noi e loro si mangeranno le mani per non aver voluto la riforma elettorale, o ci sarà una situazione di stallo e allora non si dica che è colpa di tutti, ma è solo colpa di chi ha fatto questa legge". Qui in Sicilia, il tentativo di fare breccia nel feudo cuffarianoberlusconiano non può che passare da un'opposizione netta alla mafia, che ieri è stata declinata in un vero e proprio decalogo. I contatti a rischio, la necessità di avere "conoscenze" nei posti giusti, l'enorme macchina burocratica della regione ? è il ragionamento che sottende la strategia democrat in Sicilia ? non hanno dato beneficio alla stragrande maggioranza dei siciliani, che si trovano ancora a fare i conti con la mancanza d'acqua, con infrastrutture carenti ("Come fa un turista che vuole visitare l'Etna e i templi di Agrigento a spostarsi da una parte all'altra?", si è chiesto più volte Veltroni), nonché con uno sviluppo inesistente, una disoccupazione che viaggia su livelli elevatissimi, un ritorno dell'emigrazione dei giovani, non più con le valigie di cartone, ma con la laurea in tasca. Di questo si sono resi conto in tanti, anche tra i ceti una volta più vicini all'ex Cdl. E s'intravedono i primi segnali di reazione, a partire dagli imprenditori di Confindustria che si oppongono al pizzo. Sono questi segnali che il Pd vuole incoraggiare. Misurando i toni: duri di fronte alle piazze più sensibili (Palermo) e anche più difficili (ad Agrigento, in uno slargo circondato da quattro condomini, le finestre erano tutte chiuse), più moderati dove il clima è favorevole, come ieri a Caltanissetta ed Enna. "Se vinceremo le elezioni ? ha assicurato ieri il candidato del Pd di fronte ai membri dell'associazione antiracket nissena ? saremo il governo che farà della lotta alla mafia il suo obiettivo principale". Lombardo e Cuffaro sono accomunati nel giudizio negativo espresso a spron battuto da Veltroni e Finocchiaro. Non solo perché l'uno si pone dichiaratamente in continuità rispetto all'altro, ma anche perché sono i veri avversari da battere. Tra Lombardo e Finocchiaro è uno scontro diretto, mentre Veltroni si trova nelle condizioni di dover prosciugare la lista dell'Udc al senato, capeggiata proprio dall'ex governatore, per spingerla sotto l'8 per cento e ottenere per il Pd tutti gli 11 seggi che verranno assegnati alla minoranza.

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DEBOLE (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Continua la campagna elettorale e i muri sono zeppi di manifesti. Che b'lssa. Siam di nuovo circondati di bei musi con le camicie di cemento e cravatte di marmo per dar senso di stabilità. Gente fotografata con la mano sul cuore e quella che non si vede sul... Molti son seduti alla scrivania. Per far vedere che lavorano. Invece si son messi lì prima di andare a fare l'happy hour... Casini nel manifesto elettorale c'ha una biffa che sembra che voglia sputare in testa a tutti quelli che gli passano sotto. Sorriso tirato.. Sembra che il fotografo invece che "sorrida" gli abbia detto "guardi che ha la bottega aperta...". In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare in tintoria. La Santanchè è mistica, santificata e santificante. Metafisica. Gli occhi rivolti al cielo. Sarà il botulino. Fini invece è fotografato di taglio, di sbieco, vent'anni fa però. Manca la foto di Berlusconi. Sì. I manifesti del Pdl sono senza foto, c'han solo il simbolone. Come facciamo adesso? Trovarmi la faccia di Berlusconi sui muri della mia città per me era una tradizione. Come trovare i piccioni in piazza San Marco. Cioè. Non vedere quel sorriso a tastiera d'organo senza diesis e bemolle, quegli occhietti a spillo strizzati che fa uno quando gli scappa la pipì... è brutto. Perché non han messo la foto di Berlusconi? Ha usato la stessa lozione di Ronaldo, gli son venuti troppi capelli e non sono riusciti a scontornarla? Dall'agitazione è venuto mosso? Secondo me è una strategia per stupire. Sono certa che si inventa qualcosa. Vedrai. Capace che si fa proiettare come il marchio di Batman sulle nuvole di notte. Frann. Oppure si fa costruire dei sosia di pannolenci e li appende ai balconi come i Babbi Natale di Cortina d'Ampezzo. Comunque sia, politici o no, farsi fotografare in primo piano è sempre un casino. Perchè si vedono le magagne del tempo. Più che le mille primavere si vedono i settanta, ottanta autunni. E' vero che ti sparano in faccia faroni da mille watt, che poi vieni piallata, con tutta quella luce del naso vedi poi solo due buchini, ma non basta. E' vero ancora che si lavora al computer di photoshop. Se il neo è troppo importante si clicca sopra e si riduce a icona, ma non basta. Si migliora la faccia da babaciu, si taglia e incolla l'orecchia a cerbottana, si assottiglia il collo da cinghiale della Val di Lanzo ma serve a poco. E' proprio il primo piano in sé che è un rischio. Guarda solo che foto abbiamo tutti sulla patente. Non so voi, ma io quando mi fermano i vigili più che per la multa sto male all'idea che vedano la foto. Sulla foto della patente di solito gli uomini sembrano o brigatisti Anni 70, o seminaristi cacciati per inclinazioni omosessuali. Le donne prostitute kabuki o mocie vileda. Io nella foto della patente ho 18 anni e sembro la nonna della Montalcini. Il mio boy il cugino di Gianduia.

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Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse f (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse futuro. Consob e Procura esaminano il caso Benetton, e poi Ligresti, e l'Eni, Mediobanca: una sfilza di nomi importanti lanciati da Silvio Berlusconi, in un colloquio con La Stampa, a proposito della fantomatica cordata italiana pronta a contendere ad Air France il controllo di Alitalia. Ma è una balla, una nuova bufala avvelenata del Cavaliere, che continua a giocare - per evidentissimi motivi elettorali - sulla pelle di migliaia e migliaia di lavoratori. Una dopo l'altra fioccano le smentite degli interessati. E lo stesso Berlusconi è costretto a correggere: "Si tratta di un eventuale interesse futuro...". Veltroni ironizza: "Quante smentite ancora?". Il caso all'esame di Procura e Consob. Di Giovanni e Venturelli alle pagine 2 e 3.

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VELTRONI, GRANDE FOLLA A MESSINA Adesso il Pdl ci insegue (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del VELTRONI, GRANDE FOLLA A MESSINA "Adesso il Pdl ci insegue" "BERLUSCONI È COSTRETTO A INSEGUIRCI DA MESI". Walter Veltroni ha concluso ieri il suo viaggio in Sicilia con una serie di affollate manifestazioni. A Messina ha annunciato che "domenica riapriremo in tutta Italia i gazebo". Berlusconi? "I leader europei hanno la mia età, non la sua". Miserendino a pagina 6.

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Mitterrand diceva che viene eletto chi, in quel momento, riesce a essere l'eroe credibile (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del "Mitterrand diceva che viene eletto chi, in quel momento, riesce a essere l'eroe credibile della storia che racconta. Berlusconi ha già avuto la sua chance di essere l'eroe e ha tradito l'aspettativa degli elettori. Veltroni sembra portare con sé un progetto di cambiamento e ha fatto una campagna per dimostrarlo" Jacques Seguela, guru della pubblicità, è stato consulente di Mitterrand nelle elezioni del 1981, Magazine del Corriere della Sera, 27 marzo.

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Macché par condicio: è che sa di non avere più smalto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del PAOLO GENTILONIIl ministro delle Comunicazioni: secondo la legge sono i direttori dei tg a dover assicurare un principio generale di equilibrio "Macché par condicio: è che sa di non avere più smalto" di Roberto Brunelli/ Roma L'ultima puntata della telenovela di Re Silvio si chiama Il faccia a faccia. Gli ingredienti: urla beluine contro "i comunisti" che bivaccano nella tv di Stato, Veltroni definito dal fido Bonaiuti "il sultano di Viale Mazzini", una par condicio usa e getta a seconda delle convenienze, il Bruno Vespa che giura "io non c'entro nulla". Paolo Gentiloni, ministro delle comunicazioni, non sa se ridere o piangere. Ministro, siamo di nuovo alla storia di una "Rai in mano ai comunisti"... "È che Berlusconi non riesce a liberarsi da un ritornello che canta da ormai 15 anni. E poi, si immagina Vespa con la camicia rossa o Del Noce col pugno chiuso, il direttore Cappon che brandisce Il Capitale? Sinceramente siamo alle comiche". Com'è questa storia che è la par condicio a vietare il faccia a faccia tra Veltroni e Berlusconi? "La legge sulla par condicio affida alla commissione di vigilanza l'organizzazione di appositi spazi di comunicazione politica, ossia le tribune elettorali, ed in effetti in questi spazi comandano il cronometro e i sorteggi, e la commissione non ha previsto faccia a faccia. Completamente diversa è la situazione per i tg e i programmi giornalistici: la legge richiede il rispetto di condizioni di parità nell'intero ciclo di trasmissioni, affidando non alla Vigilanza ma ai direttori dei tg e ai conduttori - i vari Vespa, Floris o Mentana - le modalità per assicurare il principio generale di equilibrio. Il che vuol dire che possono tranquillamente ospitare confronti tra i diversi leader e candidati nei loro programmi. Tant'è vero che questi confronti già ci sono: ne ho contati 70 in queste settimane, compresi Casini e Bertinotti o Santanché e Boselli. È pittoresco immaginare confronti tra tutti i candidati ma non tra i candidati maggiori. Ovviamente il vero problema è un altro...". E cioè? "È che Berlusconi cerca un alibi per non farlo, il faccia a faccia, perché teme di non poter garantire l'effetto freschezza necessario per affrontare il confronto". I piccoli partiti tirano in ballo il fatto che l'Italia non è un sistema bipartitico. "Nessuno dei paesi europei in cui il faccia a faccia è prassi è a regime bipartitico: né la Germania, né la Francia, né la Spagna". Nonostante la par condicio, c'è uno squilibrio fortissimo a favore del Pdl. Lo dicono i numeri. "In Mediaset lo squilibrio è pazzesco, in Rai è più contenuto, e mi auguro che venga corretto. Detto questo, mentre in Mediaset lo sbilanciamento deriva anche dall'intervento attivo di alcuni comunisti come Emilio Fede, in Rai - se vogliamo dare un'interpretazione non maliziosa - dipende dal fatto che se da una parte il Pd ha fatto una vera e grande operazione politica diventando un solo partito, dietro la sigla Pdl si nascondono diversi partiti, con svariati uffici stampa che esercitano pressioni molto forti. In altre parole, nei Tg il Pd è uno, il Pdl è uno e trino. Per quanto riguarda le reti Mediaset, riservano a Berlusconi il doppio dello spazio che al Pd. Il doppio: non sarebbe possibile in nessun paese del mondo". Il che ci porta diretti al tema del conflitto d'interessi... "C'è da chiedersi se questo comportamento di Mediaset non contraddica persino la legge vigente. La quale, pur non prevedendo sanzioni, comunque vieta il "sostegno privilegiato" di aziende di proprietà di esponenti politici ai suddetti esponenti politici". Di Pietro, a proposito di questo ma anche della vicenda di Rete4-Europa7, ha detto che il centrosinistra finora è stato, più che timido, latitante... "Noi abbiamo proposto una riforma televisiva equilibrata, che avrebbe risolto i problemi di cui abbiamo parlato, compreso quello di Europa7 con più concorrenza, quindi più pluralismo e riducendo le posizioni dominanti. La riforma non si è portata a termine non solo per la conclusione anticipata della legislatura, ma anche perché all'ostruzionismo senza quartiere del partito Mediaset si è aggiunto qualche scricchiolìo interno alla maggioranza. Aggiungo però che se vincerà il Pd nella prossima legislatura - visto che ci saranno una maggioranza coesa e un unico gruppo parlamentare, e visto che è presente nei dodici punti del nostro programma - quella riforma si farà". Senta, ma alla fine questo benedetto confronto tra Veltroni e Berlusconi ci sarà o no? "Capisco le preoccupazioni di Berlusconi. Non se la sente, ritiene di non aver più lo smalto di un tempo, non vuole dare un'opportunità a Veltroni... ma il prezzo di una scelta così arrogante, che priverebbe gli italiani di quello che in mezzo mondo è considerato un diritto, sarebbe tale che alla fine si convincerà".

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Se ci fosse il pareggio si acceleri la fase costituente Veltroni chiude il tour in Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei hanno la mia età, non la sua (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del "Se ci fosse il pareggio si acceleri la fase costituente" Veltroni chiude il tour in Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei hanno la mia età, non la sua di Bruno Miserendino inviato a Catania E SE FOSSE PAREGGIO? Rieccolo il tormentone. La Destra suona le trombe dicendo che il pareggio non ci sarà, ma l'ipotesi, stando ai sondaggi e alla bizzarria della legge elettorale, è sul tappeto più che mai. "Ci si chiede se ci sarà una maggioranza... ". Vel- troni, sia chiaro, non vuole larghe intese, "chi ha un voto in più governa", ma riforme e governabilità bisogna assicurarle. "Una fase costituente" è indispensabile al paese, dice, e bisognerà pur chiedersi come si governa in una congiuntura così difficile, coi venti di recessione che vengono dagli Usa. Non è la prima volta che ne parla, ma stavolta l'accento batte sulla debolezza dell'Italia. Lo dice all'assemblea di Confagricoltura di Taormina, nella sala che ospiterà tra oggi e domani anche Casini e Berlusconi. Fa un discorso che non cerca applausi, spiega perché il paese rischia brutto se non si fronteggia la situazione e non si accelera sulle riforme. Il presidente di Confagricoltura evoca l'assemblea costituente e Veltroni dice che quella no, non serve, però una fase costituente per le riforme, quella sì che ce n'è bisogno come il pane, comunque vadano le elezioni: "Può darsi - aggiunge - che saremo costretti ad accelerare i tempi perché se alla fine di questa fiera finirà come dicono i sondaggi con 3-4 voti di differenza, voglio capire come si governa questo paese". All'uscita dall'assemblea di Confagricoltura, vista la curiosità dei cronisti, getta acqua sul fuoco: "Non ho detto niente di nuovo". Come dire, non ci sono larghe intese alle viste, chi vince governa, poi, come ho sempre sostenuto, le riforme di sistema si fanno insieme. Il problema, fa capire Veltroni, è che se si arrivasse a una situazione simile a quella che ha inguaiato Prodi, non si potrebbe tornare alle elezioni senza mettere mano alle riforme. E nel frattempo ci vorrebbe un governo in grado di fronteggiare l'emergenza economica che sta arrivando. È chiaro che se vincesse la Destra, in ogni caso quella del Pd sarebbe un'opposizione per le riforme, non distruttiva, che si farebbe carico del problema della governabilità. Non è un caso che il riferimento alla fase costituente Veltroni lo fa citando esempi stranieri: "Ci sono Paesi in cui la maggioranza ha pochi voti di scarto, ma c'è un fair play che consente stabilità. E senza stabilità il Paese va a gambe all'aria". Da noi, invece, "se c'è un'epidemia d'influenza rischia di cadere il governo... ". Ecco perché lui darebbe la guida di una Camera all'opposizione, al contrario di Berlusconi che ha già fatto marcia indietro sul punto. Quello di Veltroni, dunque, è un discorso di metodo. "Noi puntiamo a vincere - dicono al Pd - e ci crediamo perché i sondaggi lo indicano", però bisogna fare i conti con questa legge elettorale. Il leader del Pd non fa sconti a chi non ha voluto le riforme. "La chiave della macchina Italia è sotto i piedi di chi l'ha schiacciata il giorno in cui ci disse no all'ipotesi di un governo per le riforme". Al Paese, dice, servono "alcuni anni di terapia di innovazione". La situazione economica ricorda tanto la crisi del '29 "e bisogna tenere alta la guardia". "Serve una stagione riformista, di qualunque segno essa sia...", afferma. Aggiunta, sorridendo: "Più di questo non posso dire, basta che non restiamo nella gelatina". "Girare la testa verso il futuro", è il leit motiv di Veltroni. Un modo elegante e volutamente soft per dire che dall'altra parte c'è il vecchio. Insiste sull'età del candidato Berlusconi, che non nomina mai, spiegando che in nessun paese del mondo ci si candida per la quinta volta a premier. Spiega che in tutta Europa i leader che contano hanno la sua età, non quella di Berlusconi. E Tremonti si occuperà di economia e Bossi di riforme, proprio come 14 anni fa."Su ogni cosa che facciamo, subito il giorno dopo, c'è un inseguimento". Come sulle pensioni. A Messina, terza tappa dopo Siracusa (comizio sotto la pioggia) e Taormina, Veltroni trova un palasport gremito da migliaia di persone e dà la carica, dando appuntamento alla domenica dei gazebo. Al Palasport partono fischi contro Berlusconi e Tremonti ma lui stoppa: "Anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro... ". Anche a Catania teatro stracolmo. Il tour siciliano si conclude a tarda sera, con una videochat notturna in diretta. Veltroni ci crede ancora.

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Venti a nove Bertinotti batte Veltroni (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del PRESENZE IN TV Venti a nove Bertinotti batte Veltroni Bertinotti è il candidato premier più presente nelle trasmissioni tv. Nei due mesi prima delle elezioni, ha partecipato a 20 trasmissioni. Seguono Casini con 17, Boselli con 14, Berlusconi e Santanchè con 13, Veltroni con 9. Berlusconi e Veltroni sono gli unici candidati premier a non avere mai sostenuto un contraddittorio in tv. I dati, raccolti in collaborazione con il Centro d'ascolto per l'informazione radiotelevisiva, evidenziano in particolare per Berlusconi 13 presenze senza contraddittori (3 al Tg4, 2 a Porta a porta, una a Tg5, Tg2, Primo piano, Belpietro, Matrix, Unomattina, Tv7, Tg1. Per Veltroni, invece 9 presenze senza contraddittori (2 a Porta a porta, una a Invasioni barbariche, Tg2, Tv7, Tg1, Unomattina, Tg5, Tg4). Boselli ha polemicamente lasciato Porta a porta, ma totalizza 14 presenze con 5 contraddittori, poco meno di Casini che ne ha 17 con 5 contraddittori. In linea anche Santanchè (13 presenze con 9 contraddittori). Fanalini di coda D'Angeli e Ferrando (5 presenze ciascuno). Solo due presenze per Montanari; chi non può abbandonare per protesta nessuna trasmissione è De Luca, ospitato solo da Porta a Porta. Se ne fosse andato, si sarebbe oscurato da solo.

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Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 Si vede che la campagna elettorale sta entrando in dirittura e lo si vede dai telegiornali berlusconiani, che ormai hanno rotto gli argini: il Capo occupa ogni spazio. Ieri era trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta. E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi. E allora? C'è una legge e, finché c'è, va rispettata. Non un cenno, non una parola sulla fuga di Berlusconi all'idea di un faccia a faccia con Veltroni, che sarebbe la vera notizia. E stiano attenti i colleghi della Rai non berlusconiani: il Cavaliere ha scoperto che la Rai "è sempre in mano ai comunisti" e ne farà strage. Poi c'è il caso Fede. Se Corrado Calabrò rivede il Tg4 di ieri sera, monologo del "Leader del Popolo della Libertà", sviene. E dovrebbe anche risentirsi: quando Fede, con molto sussiego, annuncia che nel corso della notte, darà 4 minuti anche a Veltroni, non siamo per caso di fronte a una ribalda presa in giro? Paolo Ojetti.

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Senato, Berlusconi ha paura Non votate i minori (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Senato, Berlusconi ha paura "Non votate i minori..." di Giuseppe Vittori / Roma ECCO DI NUOVO il Berlusconi scatenato, quello che non ne vuole sapere di "toni bassi", quello che strepita contro una Rai in mano ai comunisti e teme di perdere al Senato. È nervoso il capo del Pdl, secondo molti osservatori. Aveva cominciato con la querelle Porta a Porta: "Macché par condicio: è stato un atto violento di Veltroni". È il giudizio berlusconiano sull'annullamento della sua partecipazione al salotto di Vespa: "Il fatto che lui non voglia andare non significa che il leader dell'opposizione non possa andare lui. Lui non vuole rispondere ai giornalisti, chi è che scappa?". Per il Cavaliere si tratta di "una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che ancora la Rai è in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole". Poveretto: "Ho anche tutte le istituzioni contro: il Capo dello Stato lo hanno nominato loro, così come 11 membri della Corte Costituzionale. Ho una sola preoccupazione, un solo incubo: i brogli elettorali". Per la verità, di incubi ce n'è anche un altro: il voto ai partiti minori, che al Senato potrebbero far vincere il Pd. "Bisogna spiegare a tutti coloro che sono del centrodestra come il voto, soprattutto al Senato, dato ai partiti minori può portare in qualche regione a una vittoria dell'altra parte". Subito si corregge, almeno parzialmente. Parla di "ipotesi non realistiche" come quelle relative a pareggi e grandi coalizioni. "Ho dei dati - ha spiegato - che mi dicono che in Senato ho una vasta maggioranza, si calcola sui 28-30 senatori". Così, mentre il Capo accusa la Rai e trema per il Senato, ed Emilio Fede, direttore del Tg4, attua una sua personalissima par condicio (per Veltroni e il Pd minuti al cronometro, ma alle due di notte), tiene banco il caso Porta a Porta, coinvolgendo tutti i livelli della Rai, dal presidente Petruccioli, al direttore generale Cappon. Petruccioli ha ricostruito, "fino alla pignoleria" - scrive, rispondendo a Mario Landolfi, della Vigilanza - la vicenda. "Qui si tratta di una seconda presenza di Berlusconi non equilibrata da altre presenze e, in particolare, da una seconda presenza di Veltroni". Il succo, insomma, è che "il comitato si è trovato di fronte ad una ipotesi di programmazione per le ultime 10 puntate di Porta a Porta in cui erano previste due presenze di Berlusconi e una di Veltroni, senza che ne venisse fornita alcuna giustificazione". Non è d'accordo, ovviamente, Bruno Vespa. Scrive in una lettera di non condividere che un'assenza volontaria ne determini un'altra: "Ho detto che avrei annullato la trasmissione solo dopo una lettera di Cappon. Questa lettera, molto cortese, ma anche assai esplicita, è arrivata più tardi. Non si può dunque attribuirmi in alcun modo la decisione finale".

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Giusto non andare a Porta a Porta senza un contraddittorio Cara Unità, condivido co (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Giusto non andare a Porta a Porta senza un contraddittorio Cara Unità, condivido con entusiasmo la decisione di Veltroni di partecipare a Porta a Porta solo in occasione di un confronto diretto con Berlusconi. In qualche modo occorre denunciare e contrastare questa situazione in cui quasi tutti i giornalisti televisivi fanno da "porgitori di microfono". Domande che sono veri e propri assist per l'avvio di un comizietto senza alcun accenno di contraddittorio, senza la "seconda domanda" che chieda conto di contraddizioni e falsità. La trasmissione di Vespa è il prototipo del giornalismo in ginocchio. D'altronde ricordiamo le intercettazioni in cui si proponevano "puntate tagliate su misura" al politico di turno. E anche molti giornalisti della carta stampata non sfuggono all'imperante piattume. Un esempio: proprio a Porta a Porta il Direttore del Sole 24Ore ricordava, ad un Berlusconi indignato per la spazzatura campana che "massacra l'immagine dell'Italia", l'oscena gazzarra andata in scena al Senato in occasione della caduta del Governo Prodi. Il Cavaliere, con una faccia seria e austera, ha assicurato che nelle liste dei candidati alle prossime elezioni non ci sarebbe stato posto per chi aveva dato così riprovevole spettacolo. È noto che quei senatori sono invece presenti nelle liste dei candidati. È sorprendente che il direttore De Bortoli non abbia chiesto ragione a Berlusconi di questa palese bugia dalle pagine del suo giornale e/o nei successivi interventi tv. Purtroppo non ci sono più i Montanelli e i Biagi. Purtroppo pochissimi sono i loro eredi. Gianni Molteni Magdi Allam, la conversione con un deputato di Forza Italia Particolari importanti Cara Unità, torno, con qualche giorno di ritardo, al "caso" Magdi Allam ed alla discutibile pubblicizzazione del suo battesimo, collegandomi alla polemica suscitata al tempo in cui Paolo Mieli fece la scelta di appoggiare il governo Prodi alle scorse elezioni ed a al grande scalpore che questa cosa suscitò. Se non sbaglio mi è parso di scorgere nelle immagini trasmesse che, ad accompagnare Allam ci fosse un personaggio noto: l'Onorevole Maurizio Lupi - Forza Italia (Cl). Ora le amicizie private sono scelte personali e vanno rispettate, ma ad un atto che è diventato pubblico per scelta, credo che si debba porre attenzione ad ogni dettaglio. Per questo credo che il vicedirettore del Corriere della Sera, in mondovisione abbia fatto il suo endorsement e che questo non sia affatto un caso. Paolo Raimondi Votano Berlusconi altrimenti la giostra non funziona più Cara Unità, perché voti Berlusconi? "pecché si no nu' gira cchiù a' ggiostra" Non è più il nuovo, non è più l'antipolitica, non è più l'anticomunista, ma allora perché circa 1/4 degli italiani è per il berlusca? "pecché si no nu' gira cchiù a' ggiostra" mi risponde un mio amico di Napoli. Traduco: perché altrimenti viene ostacolata l'attitudine di agire ai margini della legalità. E sono in tanti, dal nord al sud, a vivere di sommerso, a non ritenere giusto pagare le tasse, a vivere di mafia o a vivere di privilegi non dovuti. Solo una minoranza crede che la legalità e la meritocrazia siano più importanti del proprio orticello. Gigi Festa Mettiamoci in moto per cambiare questo Paese Si può fare Cara Unità, utilizziamo questi giorni adoperando il massimo impegno per ottenere l'opportunità di governare. Per il bene di tutti. Facciamo nostra l'operosità delle formichine. Queste procedono in lunghe file, chi va e chi viene dal formicaio e ogni qualvolta che si incontrano si connettono e incessantemente comunicano. Cosa? Il vantaggio comune. Il "nostro" Pd ha in sé il potenziale dei valori da diffondere. Ha gli uomini capaci e giusti per sradicare la mala pianta e dare speranza a un nuovo corso. Ogni giorno insieme per costruire l'opificio dove stivare: pace, onestà, operosità, beneficio, altruismo, solidarietà, giustizia ... Progresso Democratico e civile! Il lato luminoso di un popolo. Fulvio Babbini, Luscignano - Casola L. (Ms) È un bene che il Pd riconosca grande interesse verso l'Unità Cara Unità, leggo con grande emozione e piacere, sul numero di mercoledì scorso a pag.7, un grosso titolo dal contenuto inequivocabile: "Dal Pd enorme interesse al rafforzamento dell'Unità". È proprio quello che anch'io speravo! Penso che sia un obiettivo politico essenziale e decisivo, anche se assai impegnativo dal punto di vista finanziario, e ne parleremo con gli amici e compagni del nostro circolo. Dopo sedici anni di militanza nel Pci, poi Pds, passato al movimento dei "cittadini per l'Ulivo" incominciai a leggere "la Repubblica", ma poi le 95 pagine di questo buon giornale hanno incominciato a pesarmi troppo, a viverle come un altro segno del consumismo generale ... e sono ritornato alla mia leggera, ma sostanziosa, "Unità" dove ho anche trovato Antonio Gramsci junior, corrispondente da Mosca! Ora è necessario riprendere le campagne di diffusione d'un tempo, il Pd deve avere un suo giornale in tutti i sensi. Penso che non dobbiamo lasciarci prendere dalla smania della "discontinuità" in ogni cosa, certamente la storia cammina, i tempi cambiano ma i valori restano, e la nostra parte ha un patrimonio di esperienze e di valori da non perdere. Silvio Montiferrari, Coazze (To) Aumenta la pensione Ma se crescono anche le tasse... Cara Unità, un promemoria per Veltroni. La mia pensione nel 2008 è stata aumentata del 1,6% (lordo), Regione (centrosinistra) e Comune (centrodesra) hanno provveduto ad aumentare le percentuali delle imposte di loro competenza, portandole dal 1,1% al 1,8% complessivo. Così facendo la mia pensione (e quella di tanti altri) è rimatsa pressocchè immutata. Avendo partecipato al risanamento dei conti pubblici(per l'ennesima volta), io continuo a sperare che le cose possano cambiare in meglio. Dino Zinelli, Parma Se sarà pareggio chi ha fatto il "porcellum" sarà responsabile? Cara Unità, nonostante il Capo dello Stato abbia esortato di modificare la legge elettorale, ci accingiamo a votare con "il porcellum". Mi chiedo: se l'esito elettorale riproporrà l'ingovernabilità al Senato ci sarà un gesto di responsabilità da parte di coloro che hanno voluto mantenere simile sistema? Certo che no. Nell'ipotesi, però, potremmo tornare alle urne. E poi solita litania? Franco Fronzoli Rapallo I risultati economici di Prodi facciamoli giudicare da esperti super partes Cara Unità, ogni qualvolta un esponente del centro sinistra elenca le cose fatte dal governo Prodi, dal 2006 al 2008, e cioè: 1. Riduzione del debito pubblico dal 106% al 104%; 2. Riduzione del deficit pubblico dal 4,2% al 1,8%; 3. Riduzione della spesa pubblica; 4. Ripristino del disavanzo primario dallo 0% al 3%; 5. Riduzione della disoccupazione dal 6,8% al 6,1%; 6. Lotta all'evasione fiscale; puntualmente gli esponenti del centro destra smentiscono, come l'Onorevole Fini, dicendo di averle lette sui Topolino. Proporrei a questo punto, di "assumere" tre saggi esperti di macroeconomia, che siano fuori da ogni schieramento politico e che espongano agli italiani la realtà dei fatti e dei risultati raggiunti, da far parlare nei telegiornali e nei vari talkshow di politica della televisione. Questo per dare agli elettori e agli indecisi, una verità certa sui fatti. Claudio Micarelli, Roma.

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Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti... di Maria Zegarelli / Roma A sedici giorni dal voto la Sicilia resta ancora terra da conquistare per il Partito democratico e per Anna Finocchiaro in corsa per governare l'isola più difficile del Paese. Raffaele Lombardo, uomo del centrodestra la vittoria se la sente in tasca. "Mai come adesso la Sicilia vuole rompere con il passato e dare il via ad un cambiamento vero", dice Anna Finocchiaro durante una pausa del tour elettorale in lungo e in largo nelle province siciliane, prioprio nei giorni in cui è arrivato il pullman verde di Walter Veltroni. Ottimista, malgrado un sondaggio Demopolis che dà Lombardo al 57% e lei al 38%: "I sondaggi? Non mi impressiono proprio, ci vuole altro per impressionarmi". Il professor Centorrino dice che la gente in Sicilia si rifugia in una sorta di supplenza dello Stato, che di volta in volta è familismo amorale, clientelismo e rete mafiosa. Si può cambiare? "È assolutamente possibile. Anche perché questo affidamento è arrivato al punto estremo di elasticità, non è più in grado di offrire risorse, ma le brucia drammaticamente. È un sistema che favorisce la rete dell'illegalità, lo scambio di favori al posto dei diritti, che perde di vista i veri bisogni della gente. Alla fine salta". Siamo entrati nell'era post-cannoli alla Cuffaro? "Sono convinta che questo sia un momento particolare della storia della Sicilia per una serie di ragioni. La chiusura anticipata di questa legislatura, per il modo in cui si è chiusa l'esperienza Cuffaro, ha fatto malissimo alla Sicilia, alla sua immagine e all'immagine dei siciliani e questo viene avvertito dalla gente. Ma abbiamo anche dei segnali straordinari: la posizione di Confindustria regionale; il fatto che il contrasto al racket e al pizzo piuttosto che essere un luogo di solitudine è diventato un luogo di elaborazione, di proposta e di solidarietà. Si percepisce un nuovo clima e un nuovo modo in cui i siciliani avvertono se stessi e quanto è avvenuto con la gestione Cuffaro. Quello che resta da capire è se questo momento straordinario riesce ad essere anche il momento in cui quel 31% di indecisi di siciliani che vanno alle urne capisce che la svolta è qui e che si può imboccare una strada nuova. Durante i miei comizi l'entusiasmo maggiore arriva quando dico che nella pubblica amministrazione si dovrà entrare solo per pubblico concorso. Questo vuol dire che siamo arrivati a un punto di rottura con il sistema clientelare e un po' mafioso che finora ha imperversato. Si tratta di ammortizzatori sociali rispetto ai guasti del governare, il fatto che non ci siano crescita, occupazione, controllo della spesa pubblica non è privo di responsabilità. Paradossalmente il cattivo governo prepara tutte le condizioni per rendere vincente l'arma del ricatto". Lei ha aperto la campagna elettorale dicendo che la legalità è la priorità assoluta. Il Pdl su questo tace. Ma i sondaggi lo danno in vantaggio. Il vento del cambiamento non è un po' debole? "Questo è il vento di cambiamento più forte che io abbia mai sentito. A questo aggiungo che quando noi ragioniamo di mafia parliamo del contrasto affidato alla magistratura, alle agenzie tradizionali, mentre c'è un altra forma di contrasto fondamentale che va messa in atto. Oggi la presenza mafiosa sul territorio modifica le regole di concorrenza e premia l'impresa illegale, perché l'impresa che prende il prestito dalla mafia anziché dalla banca, che si fa proteggere i cantieri, che sfrutta il lavoro nero, che non adotta le misure di sicurezza e che inquina, è concorrenziale. Qui l'impresa sana non ha mercato, diventa marginale. Io propongo una "bollinatura" dell'impresa sana, che significa sgravi fiscali, rapporti privilegiati con la pubblica amministrazione, ampi spazi di autocertificazione, cioè quel riequilibrio che dimostra che ciò che paga non è la mafia, ma è la regola. Come diceva Max Weber nel 1929 fuori delle regole del mercato c'è solo il capitalismo di rapina o il capitalismo politico. Cuffaro che fa? Scrive sui manifesti "la mafia fa schifo"? La Regione che ha fatto per corrispondere coerentemente a quello che dice Confindustria siciliana? Tra il mio programma e il decalogo di Confindustria c'è assoluta armonia. Ci siamo messi d'accordo? No. C'è armonia perché la modernità è una, quella". La Sicilia senza tempi, delle pratiche infinite e di quelle velocissime. Come si interviene? "Intanto sulla riorganizzazione della macchina burocratica della Regione semplificando i procedimenti; introducendo l'innovazione tecnologica; rendendo trasparente la pubblica amministrazione; dando premi ai dirigenti che si impegnano in questa direzione; introducendo il tempo come variabile essenziale dei procedimenti amministrativi. In Sicilia oggi un'autorizzazione possono dartela in sei mesi, un anno oppure mai e senza spiegarti perché". La spesa pubblica è senza controllo, eppure cresce la povertà... "La prima cosa da fare è istituire entro 90 giorni una commissione di valutazione della spesa pubblica che faccia il monitoraggio e verifichi la qualità della spesa. Le spese si programmano e quindi si verifica come si procede, non come accade oggi che si buttano i soldi dalla finestra. La Sicilia spende 327 milioni di euro l'anno per il turismo contro i 51 della Toscana; è una vergogna. E non è l'unica: oggi per andare da Siracusa ad Agrigento un treno impiega 7 ore. Per Palermo ce ne vogliono 11. Noi vogliamo partire dalla mobilità interna ed esterna per merci e persone, da porti, interporti, autostrade e ferrovie per far ripartire la Sicilia. Infine, sembra strano dirlo, ma vogliamo l'acqua nei rubinetti di tutta la Sicilia. Serve un intervento massiccio, altro che le due dighe incompiute di Totò Cuffaro". Con quante donne al governo, intende cambiare la Sicilia? "Con il maggior numero possibile. Intanto Rita Borsellino sarà presidente dell'Assemblea, Rosario Crocetta assessore ai lavori pubblici. Iniziamo a fare un po' di pulizia". Se va male in Sicilia torna in Senato come presidente? "Mah, non lo so. Io sto pensando a vincere qui". I sondaggi dicono che il Senato è a rischio pareggio. Lei sostiene che in quel caso si devono fare le riforme, compresa la legge elettorale e poi si deve tornare alle urne. Tre tornate elettorali in meno di quattro anni. Non si chiede troppo agli italiani? "Questa non è davvero nostra responsabilità. Se avessimo fatto la legge elettorale oggi non ci troveremmo in questa situazione. Berlusconi ha mentito sapendo di mentire quando diceva che aveva trenta senatori in più. Avremo di nuovo un Senato imballato, mille tra deputati e senatori e ancora la navetta. Qualcuno dovrà prendersi questa responsabilità". Grande coalizione? "No. L'Italia ha bisogno di governo. Gli italiani sappiano con chi devono prendersela: con Berlusconi, che ha sparato soltanto balle. L'ultima su Alitalia". Crede davvero possibile una rimonta in queste ultimi giorni? "In Sicilia ho già recuperato otto punti, sto lavorando come una tigre per convincere gli indecisi e ho buone ragioni per avere speranza".

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Il Cavaliere si agita: avrò le istituzioni contro (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Il Cavaliere si agita: avrò le istituzioni contro di Marcella Ciarnelli Il Cavaliere ha paura. Si agita sul palcoscenico della politica cercando di non perdere il ruolo del protagonista. Silvio Berlusconi non lo ammette ma dentro di sè ha forte la convinzione che alla fine della partita il risultato potrebbe non premiarlo. Anche un pareggio sarebbe una sconfitta dal suo punto di vista. Non lo dà a vedere. Non sarebbe nello stile del vincente che si è cucito addosso come una seconda pelle. Ma la paura c'è. Per questo in un'altra delle giornate in cui ha parlato ovunque ha potuto, non ha mancato di ricordare che "nel caso dovessi vincere le elezioni avrò tutte le istituzioni contro". Segue l'elenco dettagliato dei "nemici" che lo aspettano al varco, compilato senza un briciolo di quel rispetto per le istituzioni che è sempre dovuto, a prescindere dall'enfasi della campagna elettorale. "Il Capo dello Stato lo hanno nominato loro; il Csm è di là e le Procure anche. Poi nella Corte Costituzionale hanno la maggioranza e volevano anche nominare l'ex loro sindaco di Genova, Giuseppe Pericu. Quando si tratta di ragionare in termini di potere non hanno limiti". I modi liquidatori usati dal Cavaliere denotano nervosismo. E indicano la presenza concreta di quella paura che Berlusconi sostiene di non provare. Se fosse così sicuro di vincere, volendo scendere al suo livello di mera conta dell'appartenenza, dovrebbe bastare a tranquillizzarlo la notazione che, superato vittorioso lo scoglio del voto, a Palazzo Chigi ci siederà lui in pompa magna. E per i suoi, com'è noto per nulla interessati al potere, ci saranno posti a volontà. A cominciare dalla presidenza delle due Camere. Se Berlusconi non ragiona così allora c'è davvero qualcosa, in quei sondaggi sventolati da mesi come bandiere di una battaglia già vinta, che non funziona come lui auspica. Nel dubbio meglio attaccare. E conservare il fiato per scappare meglio da quel confronto in tv con l'avversario che il leader del Pdl non vuole proprio fare. Si vedrebbe troppo la differenza. Di idee, di età, di stile. Il Sancho Panza del Cavaliere, con qualche macchia e molta paura, immagina i dirigenti di viale Mazzini in veste di giannizzeri "genuflessi su un tappeto persiano davanti alle richieste di Veltroni il Sultano" mentre il Capo gigioneggia sull'età, rispolvera il tradizionale anticomunismo di sempre, promette di ridurre le tasse, attacca gli ex alleati esibendo i dati di quanti in determinate regioni, Campania in testa, sono passati dall'Udc alla sua ala protettrice. Sdegnata la replica di Michele Vietti: "I topi fuggono, gli elettori aumentano". Come la strizza del Cavaliere. In Fondo a Destra.

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L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del L'ultima mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni: quante smentite sono arrivate? di Bianca Di Giovanni / Roma DIETROFRONT Prima lascia trapelare nomi di imprenditori pronti a scendere in campo per "salvare" Alitalia, poi fa marcia indietro quando dai board delle aziende coinvolte iniziano a "fioccare" smentite (richieste anche dalla Consob). È l'ultima "manovra elettorale" di Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64 centesimi. Una scena da film: Berlusconi rilancia, gli imprenditori si affrettano a frenare. Tanto che in serata Walter Veltroni si chiede: "A che numero di smentite siamo arrivati? non si possono fare battute su una materia così seria. L'Italia non ha bisogno di dichiarazioni roboanti ma di serietà". Sta di fatto che di concreto attualmente ci sono le smentite dei nomi avanzati da indiscrezioni sulla "Stampa" di Torino: l'Eni di Paolo Scaroni, Mediobanca, la famiglia Benetton. Tutti scrivono che "allo stato" non c'è nessuna iniziativa avviata. Una formula che consente al leader del Pdl di insistere: per ora non è così, ma non si esclude che ci stiano pensando. Perché lui vuole che Alitalia resti italiana. In serata ci si mette il suo "emissario" nel mondo degli affari a chiarire come stanno le cose. È Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di Mediaset, l'uomo chiamato a compiere il "miracolo" (lo dice Bossi) su Alitalia. Il tempo non è ancora maturo: prima deve chiudersi il confronto con Air France e poi sarà possibile aprire il dossier esaminando i conti. "Nel constatare come la perdita definitiva della Compagnia di bandiera arrecherebbe un evidente ed irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi - scrive Ermolli - mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese. Ho immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione". Quella di Berlusconi è una "chiamata di patriottismo" dichiara il leader, che aggiunge: "Nessuno può smentire un interesse futuro". Il fatto è che un ipotetico interesse futuro rischia di vanificare gli unici sforzi concreti che si sono visti finora. Quanto agli sforzi dell'imprenditoria italiana, finora ce ne sono stati molti nel prendere sussidi e contributi pubblici. Magari il miracolo rischia di essere ancora quello: soldi pubblici, profitti privati. In ogni caso il leader dell'opposizione non chiude la porta ai francesi. Ad Air France chiede di mettere Alitalia sullo stesos piano: o si fa un conglomerato in cui si è tutti sullo stesso livello, oppure si chiuda con Parigi. Difficile giudicare le esternazioni a raffica del leader Pdl dai piani alti della Magliana, dove si sta giocando una partita sull'orlo del precipizio dell'amministrazione controllata. È convocato per oggi un nuovo consiglio d'amminitrazione chiamato a decidere ufficilamente lo slittamento del 31 marzo come data ultima della trattativa e i tempi di slittamento, in base alle possibilità di cassa. Intanto l'incontro tra i vertici parigini e i sindacati è slittato a lunedì: si allungano i tempi della presentazione del piano da parte di Air France-Klm. Sul tavolo sempre la questione esuberi (che restano 2.100 secondo Parigi, ma con "paracaduti" sostanzioni: l'intero stipendio per circa 7 anni) e il perimetro aziendale, che potrebbe allargarsi per includere quei lavoratori inizialmente "scaricati" su Fintecna in Az Servizi. Intanto tornano ad alzare la voce i piloti dell'Anpac, che respingono i numeri di Parigi. Pur di evitare il ridimensionamento l'Anpac cavalca la cordata italiana targata Berlusconi.

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Berlusconi: al senato rischio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il leader Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è irresponsabile.

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Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di berlusconi - barbara ardu (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Economia Alitalia, pioggia di smentite sulla cordata di Berlusconi Ma il leader del Pdl insiste. Veltroni: è una sarabanda Lo scontro Il Cavaliere: chi mi ha telefo-nato non può smentire un interesse futuro Il leader Pd: attenzione a ciò che dice. C'è in gioco il destino di tanti lavoratori BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è un fantasma la cordata italiana interessata a rilevare Alitalia. La mattina si materializza sui giornali, poi svanisce. Il film s'è ripetuto ieri. La Stampa riporta un colloquio con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere avrebbe svelato alcuni nomi. E sono tutti di rilievo: il colosso energetico pubblico Eni, il salotto buono della finanza Mediobanca, la famiglia Benetton, il gruppo Ligresti. E inizia il belletto delle smentite. Prima Mediobanca, poi l'Eni. è lo stesso amministratore delegato Paolo Scaroni a chiarire che "Alitalia non è oggi nell'agenda di Eni", ma sarebbe un bene se rimasse "radicata in Italia", aggiunge il numero uno del colosso petrolifero, che aggiunge però di parlare come cittadino. Una manciata di minuti e il Cavaliere liquida come "indiscrezioni o supposizioni da parte giornalistica". In Borsa succede un terremoto, il titolo schizza in alto e alla fine guadagna il 10 per cento. Un balletto di smentite che però questa volta non soddisfa la Consob. L'organo di controllo chiede alle società coinvolte di dare informazione ufficiali al mercato. Già nei giorni scorsi il presidente Cardia aveva richiamato i politici a usare maggiore cautela sulla vicenda. "Bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti", aveva dichiarato. E forse non è un caso che lo stesso Berlusconi affidi a una nota, messa nero su bianco, il suo pensiero su Alitalia e le sue iniziative. "Ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la possibilità di realizzare quella che è stata impropriamente definita una "cordata"", scrive il Cavaliere, che però aggiunge che "tutto questo non potrà mai avvenire fino a quando è in corso la procedura di trattativa esclusiva con Air France". Finora, aggiunge, sono in corso solo "contatti", ma "nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". è Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di Mediaset a studiare, per conto del Cavaliere, una possibile "cordata" italiana. E anche lui chiarisce con una nota. Per la presentazione di un "piano industriale" su Alitalia alternativo a quello di Air France, scrive, "non basteranno pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France". Dunque tutto è rimandato. Solo ipotesi, per ora. Che però scatenano una bufera politica, entrano nella campagna elettorale e accendono lo scontro. "Di quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata, due hanno già smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare battute", attacca il candidato premier del Partito democratico Walter Veltroni, perché portano a "turbative alla trattativa", "è una sarabanda", aggiunge. "Io non ho fatto nessun nome", ribatte Berlusconi. Ma il botta e risposta va avanti. "Quale smentita fa? A che numero di smentita siamo?", chiede Veltroni ai cronisti che sollecitavano un commento sulle ultime affermazioni di Berlusconi su Alitalia. "Smentire è meglio che mentire", puntualizza il leader del Pdl. Il duello va avanti tutta la giornata. Il leader dell'Udc Casini dichiara che "di bufale se ne sparano tante". "La cordata si faccia avanti o è una sceneggiata", commenta Boselli, socialisti. Maroni spera in una soluzione italiana, come il Cavaliere. "Spero - dichiara - che Berlusconi riesca a convincere gli imprenditori, che sarebbe un miracolo che solo lui può fare". è sera quanto Eni, Mediobanca, Benetton e Ligresti dichiarano alla Consob che non c'è nessun interessamento. Ma Berlusconi va avanti. "Nessuno può smentire un eventuale interesse futuro" per Alitalia.

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"la rai è tutta in mano alla sinistra" - silvio buzzanca (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"La Rai è tutta in mano alla sinistra" Il Cavaliere attacca dopo lo stop da Vespa. Il Pd: tesi da barzelletta SILVIO BUZZANCA ROMA - Comunisti mimetizzati nel Pd, Veltroni violento, la Rai sempre in mano alla sinistra. Silvio Berlusconi sente avvicinarsi la data delle elezioni e il suo linguaggio torna all'antico. Torna a sbandierare la bandiera dell'anticomunismo. Seccato per la cancellazione della sua apparizione a Porta a Porta, se la prende con il candidato premier del Pd. "La par condicio non c'entra niente - dice il Cavaliere - c'entra un atto violento da parte di Veltroni che ha detto: "Non voglio andare a rispondere ai giornalisti"". Secondo Berlusconi, Veltroni "è stanco e lo capisco. Ma il fatto che lui non voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell'opposizione: questa è una violenza inaccettabile". In realtà gli organismi dirigenti della Rai, come ha spiegato ieri nuovamente il presidente Claudio Petruccioli, si sono trovati sul tavolo un progetto di comunicazione politica di Rai Uno tutto delegato a Porta a Porta, con due presenze di Berlusconi: ieri sera e il 10 aprile. Per Veltroni era prevista solo un'apparizione il 9 aprile. Una violazione della par condicio che la Rai non poteva permettere se non in presenza di un'altra puntata dedicata a Veltroni. Ma l'ex sindaco di Roma era disposto a mutare la sua agenda solo per un faccia a faccia, che Berlusconi non vuole per niente. "Se facessi il confronto tv con Veltroni - spiega il leader forzista - dovrei farlo anche con gli altri candidati. Quindi questo confronto non si può fare". Così il Pd non ha dato la disponibilità per una puntata di "riequilibrio" e Vespa ha dovuto "cancellare" il Cavaliere. Quanto basta per fare scatenare il leader del Pdl e si suoi colonnelli contro Viale Mazzini. "Gli italiani devono sapere - afferma il Cavaliere - che ancora la Rai è in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. Bisogna andare a votare, votare per il Popolo della libertà per riportare l'Italia in Europa e in Occidente e non subire i condizionamenti di un partito che è ancora radicato nella sinistra estrema". Dal Pd la risposta non si fa attendere. "Berlusconi non è il vecchio senatore McCarthy, noi non siamo negli anni '50 e il muro di Berlino è caduto. La caccia ai "sovversivi" di viale Mazzini è puro maccartismo televisivo", dice Marco Follini, responsabile informazione. "Mi sembra una barzelletta perché Berlusconi ha parlato addirittura di una Rai in mano ai comunisti: io faccio fatica a vedere l'ombra di Stalin dietro a Bruno Vespa o quella di Mao alle spalle di Claudio Cappon", aggiunge il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Antonio Di Pietro, ricorda invece che il suo partito "ha già ottenuto dall'Authority la condanna delle reti di Berlusconi a 100 mila euro di multa da pagare perché non rispettano la par condicio. Quindi Berlusconi dice cornuto all'asino". Ironico il commento di Fausto Bertinotti. "Tutti sanno che a governare le tv non sono i comunisti. Scherzando, direi purtroppo. Berlusconi - dice il leader della Sinistra arcobaleno - faccia una prova: si metta davanti alla tv, cambi i canali e poi si domandi ciascuna rete a chi appartiene. Vedrà che si confonde".

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Il mito del teleduello l'ultima frontiera della videopolitica - (segue dalla prima pagina) filippo ceccarelli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Dalla sfida tra il Cavaliere e Occhetto alle tenzoni con Prodi Il mito del teleduello l'ultima frontiera della videopolitica Nel 2001 Berlusconi evitò in tutti i modi di battersi in tv con Rutelli Gli allenamenti con i più stretti collaboratori che simulavano voce e tic dello sfidante (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) FILIPPO CECCARELLI Per dire la tradizione, ormai, di questo classico rito mediatico: nell'estate del 1995 sul tavolo vacanziero di Berlusconi atterrò un agile report (numero 330) dal titolo "Analisi argomentativa di alcuni leader politici" che la società Diakron dell'allora sondaggista di Arcore, il pelatissimo Gianni Pilo, aveva eseguito sulla base di diversi programmi televisivi. Ebbene, neanche a farlo apposta, già allora il Cavaliere raccoglieva spunti per un eventuale combattimento in tv con Veltroni. Questi, si leggeva nel dossier, "è un moderato "senza nemici". Tende a dare l'immagine di homo novus, non del solito politicante di mestiere. Il suo atteggiamento è molto pacato e di grande distacco. Ci si potrebbe domandare - attenzione qui - come si comporterebbe di fronte a provocazioni che ne scatenino la passione". Ah, la passione dei tele-duelli, e quanta strada da allora! L'anno prima, con spilletta sfavillante all'occhiello del blazer, Berlusconi aveva travolto il povero Occhetto, che si era presentato nello studio televisivo con un tragico, indimenticabile completo marrone. Si comprenda la forzatura su distintivi e colori. Almeno in Italia, in effetti, il mito fondante di questo spettacolo politico si fa risalire al celebre duello fra Kennedy e Nixon e alla leggenda che il primo guadagnò la Casa Bianca perché la camicia dell'altro "sparava" mettendo in risalto l'alone scuro di una rasatura che sembrava incompiuta. In realtà la questione del successo dei tele-duelli nel tempo della personalizzazione e della videopolitica è un tantino più complicata. Secondo il sociologo dei processi culturali Gianmarco Navarini (Le forme rituali della politica, Laterza, 2001) si tratta di rappresentazioni sapientemente imbastite secondo la logica della violenza e della guerra simulata; prove che agli occhi del pubblico richiedono salute fisica, esperienza, astuzia, coraggio, autocontrollo, e nelle quali, soprattutto, più che la vittoria è importante mettere in scena l'uccisione simbolica dell'avversario, anzi del nemico. Questo spiega l'importanza che i politici annettono al tele-duello - e un po' anche il perché di volta in volta sono disposti a concedersi o a negarsi quando si ritengono (come Veltroni ai tempi delle primarie) in vantaggio rispetto agli antagonisti. E comunque. Con un congruo ritardo si è venuto a sapere che nel 1996 Prodi utilizzò come sparring-partner lo psichiatra Vittorino Andreoli: forniva consigli per reagire ai più che probabili attacchi di Berlusconi, ha spiegato la moglie del leader dell'Ulivo nell'autobiografia coniugale Insieme (edizioni Paoline, 2005). E bisogna dire che non gli andò poi così male. Nel 2001 Berlusconi, che si sentiva vincente, evitò in tutti i modi di battersi in tv con Rutelli. Perché più vecchio e più brutto, si disse fin da allora. Ma in qualche modo fu il diniego stesso del Cavaliere e la relativa mancanza di tele-duello a movimentare il tormentone. Così un giorno Fiorello combinò uno scontro radiofonico tra omonimi e si fece perfino un sondaggio sull'ideale conduttore, che risultò Monsignor Tonini, seguito da Enzo Biagi e da Raffaella Carrà. Non solo, ma pare su indicazione del guru clintoniano Stan Greenberg venne messo alle calcagna di Berlusconi un militante rutelliano, a nome Enrico Erba, vestito da coniglio e sulla cui bianca t-shirt spiccava la scritta: "Perché fuggi dalle domande di Rutelli?". Il coniglio persecutorio non ebbe troppa fortuna. Una volta, rincorso dalla folla di Gallipoli, dovette arrampicarsi su un lampione; ma ormai tutti avevano deciso per chi votare. Ancora cinque anni e tra il 2005 e il 2006 è Berlusconi in difficoltà a pretendere il faccia a faccia televisivo e Prodi almeno inizialmente a rifiutarlo. In verità, se ne tennero addirittura due e la piccola grande epica del tele-duello all'italiana conobbe l'ennesima spaesante metamorfosi collocando l'oggetto lungo un orizzonte segnato un po' dalla commedia, un po' dal derby del calcio e un po' dall'antica pratica dell'ordalia, anche detta Giudizio di Dio. Il Cavaliere minacciava infatti di procedere da solo, o meglio di monologare con una sedia vuota al fianco "su cui potrò poi salire per dimostrare che non sono poi così basso" (lo fece, ci sono le foto); mentre il Professore sembrava divertirsi un mondo a fare il prezioso. Arrivati al grande giorno, venne fuori che entrambi i contendenti si erano lungamente allenati con i loro più stretti collaboratori, Angelone Rovati e Valentino Valentini, che - mirabile caso di clonazione mediagenica - simulavano anche nella voce, nelle facce e nei tic i rispettivi duellanti. Dato conto di questa bizzarria, a tal punto i media diedero conto della preparazione fisica, atletica e dietetica dei leader da indurre Andreotti a richiedere polemicamente anche quella anti-doping. Ma al dunque il doppio show si rivelò abbastanza moscio perché lo scontro era troppo regolamentato negli spazi, nei tempi e nelle inquadrature. E come si sa: più la televisione rinuncia allo spettacolo, più finisce per assomigliare alla realtà.

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Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di littoria (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Comizio del candidato del Pdl a Latina: "Non capisco il clamore sul fascismo, difendo solo la nostra storia" Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di Littoria LATINA - "Non pensavo che la mia modesta figura suscitasse tanto clamore. Non capisco perchè io non possa ricordare e difendere questa parte della nostra storia". Giuseppe Ciarrapico non si rassegna. E torna a difendere a spada tratta l'esperienza fascista. Così, nel giorno della presentazione ufficiale a Latina della sua candidatura al Senato per il Pdl, ritorna sulla polemica innescata dall'intervista di alcune settimane fa a Repubblica, nella quale affermò senza mezzi termini di non rinnegare il Ventennio. Ciarrapico ha voluto spiegare la sua scelta di "Littoria Latina" e di Piana delle Orme per la presentazione della sua candidatura: "Qui tutto parla di noi, camerata Finestra - ha detto rivolgendosi ad Ajmone Finestra, ex senatore del Movimento sociale italiano ed ex sindaco di Latina - . E scrivetelo pure voi giornalisti perchè noi siamo diversi e ci piace essere diversi". Durante il suo lungo discorso, l'ex proprietario delle Terme di Fiuggi risponde a tutti i suoi critici. Da Veltroni a Casini, da Prodi a Bertinotti. "Ha blaterato contro di me Casini - è il suo esordio - lo stesso Casini che io ho finanziato nelle Feste dell'Amicizia a Fiuggi e che diceva di essere onorato di sedermi accanto. Può darsi anche, come dice, che Berlusconi mi abbia raccolto, ma io farò di tutto perchè la corte di Casini non metta più piede in queste zone, perchè qui c'è gente per bene". Poi si rivolge direttamente all'ex presidente della Camera: "Vede Casini, una cosa è certa: quando ha voluto affermare il primato dell'Unione di centro le ho portato via il sindaco più importante della Provincia di Frosinone, il sindaco di Cassino che ha subito aderito al Pdl. Il suo maestro era Forlani, eppure quando lo misero alla gogna lei, Casini, non fu capace di una parola. Tra noi e voi c'è una differenza: noi sappiamo pagare quando dobbiamo pagare". Ciarrapico se la prende pure con Romano Prodi, "che ha sempre svenduto tutto e ora vuole svendere anche Alitalia", e con Fausto Bertinotti, "rosso sì ma rosso come il lusso". Quindi un cenno alle sue condanne penali: "Non vi spaventate se ho avuto tre defaillance nella mia vita di imprenditore. Ho avuto un finanziamento di 29 miliardi di lire e ne ho restituiti oltre 70". E chissà cosa potrebbe dire il candidato filo-fascista del Pdl se decidesse di replicare a Francesco Storace che, ieri, lo ha definito "un Aldo Fabrizi reincarnato, altro che Mussolini del terzo millennio".

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Sulla pelle del paese - (segue dalla prima pagina) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Commenti SULLA PELLE DEL PAESE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono passati quattro anni. E non solo allora non l'ha risanata. Ma ora sta impiegando tutto il suo "talento" per farla fallire. In un micidiale impasto di indegnità politica, di irresponsabilità economica e forse addirittura di illiceità giuridica. Avevamo provato a prendere sul serio gli annunci del Cavaliere sulla sedicente "cordata italiana" pronta a scendere in campo per evitare la "svendita" della compagnia di bandiera ad Air France. Avevamo tentato di non irridere il presunto "tentativo patriottico" di difendere un interesse nazionale, di fronte alla prima pioggia di smentite che già dal primo giorno della sua offensiva su Alitalia, giovedì della scorsa settimana, avevano sommerso il Cavaliere. Smentite sull'esistenza di "numerosi imprenditori italiani disposti a intervenire", sul "sicuro coinvolgimento di Banca Intesa", sulla richiesta di "un prestito-ponte al governo" per sostenere l'iniziativa. Avevamo provato a chiedere al leader del Pdl un estremo gesto di responsabilità. Nei confronti del Paese, di uno dei suoi asset industriali più blasonati, delle 18 mila persone che ci lavorano, dei mercati finanziari, degli elettori. Se esiste davvero un "cavaliere bianco" in marcia su Alitalia, il Cavaliere di Arcore ha il dovere di dire chi è, con quali soldi interviene, con quali progetti industriali risana, con quali alleanze internazionali rilancia. A modo suo, Berlusconi ha raccolto l'invito. Mettendo in fila la più stupefacente sequela di profezie autosmentite della sua quindicennale avventura politica. Giovedì scorso aveva detto che nella cordata tricolore c'erano anche i suoi figli: "li conosco, non si tirerebbero mai indietro". L'altro ieri ci ha ripensato: "I miei figli in campo? Nemmeno per sogno". Ieri, finalmente, ha fatto i nomi: Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni. "In questi giorni mi hanno confidato il loro interessamento", ha dichiarato alla Stampa. La pioggia di smentite si è ripetuta, persino più intensa di sette giorni fa. Nessuno dei soggetti chiamati in causa ha sul tavolo la pratica Alitalia. In serata il solito voltafaccia: "Sono solo contatti, non decisioni già assunte". Poi la rituale minaccia: "Colpa dei giornali, che intingono la penna nell'inchiostro rosso della sinistra". La campagna del Cavaliere sull'affare Alitalia è un caso di scuola. Sta ripetendo un'operazione epistemologica nota. è la "strategia del tranello" raccontata a suo tempo da Alessandro Amadori. Lancia un segnale, affermando qualcosa o attaccando qualcuno. Ottiene una reazione, meglio se indignata e spropositata. Nega di aver affermato, o di aver voluto attaccare. Lascia l'avversario impantanato nel suo stesso eccesso di reazione. è il meccanismo della "schismogenesi", sul quale ha costruito tanta parte delle sue fortune politiche. Ha funzionato tutti questi anni, complice una sinistra non sempre consapevole di fare il suo gioco. è convinto che possa funzionare ancora. Ma sta anche costruendo un'operazione politica nuova. L'uso strumentale della vendita ai francesi serve al Cavaliere a far scattare la trappola mortale sul centrosinistra. Da un lato, riporta in vita, per esporlo alla pubblica gogna di qui al 13 aprile, lo "scheletro che Veltroni voleva nascondere nell'armadio", cioè quello di Romano Prodi. Un boiardo dell'Iri, che oggi fa accordi sottobanco sull'Alitalia come ieri li ha fatti sulla Sme, e che col suo governo ha messo in ginocchio il Paese. Risucchiarlo nell'arena elettorale è utile a delegittimare il suo erede. Dall'altro lato, riattiva la solita sinapsi anticomunista, per spaventare i moderati sull'esistenza del solido filo che collega Pci-Pds-Ds-Pd. Un'equazione ideologica, che ieri è servita a sfondare al centro e oggi può mobilitare gli indecisi. Rilanciarla nella campagna elettorale è utile a negare l'evoluzione identitaria che ha portato ex-comunisti ed ex-democristiani a confluire nel nuovo Partito democratico. Ma questa volta c'è una doppia aggravante. La prima è di merito. Berlusconi continua a speculare politicamente su una vicenda che ha enormi implicazioni, economiche e finanziarie. Investe allegramente sulla rottura dell'accordo con Air France, puntando a far fallire l'unica trattativa in corso e preparandosi a scaricare sul Paese i costi del fallimento di Alitalia. Scommette al buio sui destini di un'azienda e sul futuro dei lavoratori. Gioca a dadi con un titolo quotato in Borsa, che nell'ultima settimana ha avuto sbalzi di prezzo al rialzo e al ribasso fino del 40%. E solo oggi, con un ritardo tanto inspiegabile quanto colpevole, la Consob si premura di intervenire, e la Procura di Roma si decide ad accendere un faro. Coinvolge nella sua disinvolta partita individuale altri pezzi di capitalismo pubblico e privato, di cui da premier in pectore potrebbe diventare azionista (l'Eni) o concessore (i Benetton). E ancora una volta, con un'evidenza mai tanto lampante, si ripropone l'irrisolto vulnus democratico del conflitto di interessi. La seconda aggravante è di metodo. Nessun'altra democrazia occidentale tollererebbe un leader politico capace di giocare così spudoratamente su una questione di interesse nazionale e su un'operazione market sensitive. Nessun altro Paese civile sarebbe disposto a riconoscere un briciolo di credibilità ad un potenziale premier capace di manipolare così irresponsabilmente i dati della realtà, i fatti dell'economia, gli interessi delle persone, i diritti degli elettori. Purtroppo, per la quinta volta dal 1994, è esattamente quello che sta succedendo. La tragedia d'Italia degenera nella farsa dell'Alitalia. O viceversa. Ci sarebbe da ridere. Ma stavolta, tra vere mozzarelle venefiche e false bufale mediatiche, c'è davvero da piangere.

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"preparerò io i difensori del voto" - marco trabucco (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina VII - Torino I brogli "Preparerò io i difensori del voto" Stavolta non correremo rischi, abbiamo uomini in ogni seggio MARCO TRABUCCO "Guardi che io non vi voto, preferisco Veltroni", dice l'anziano signore. "Io non voglio convincerla ad ogni costo - gli risponde Enzo Ghigo - voti chi vuole, ma scelga almeno uno dei due grandi schieramenti, tra Veltroni o Berlusconi non disperda il suo voto, sarebbe una danno per l'Italia". Poi continua sorridente: "Certo, se ci pensa bene, una crocetta sulla scheda per noi può farla". Ore 11.30 di ieri, mercato rionale di corso Svizzera: Enzo Ghigo, ex presidente della Regione e capolista del Pdl in Piemonte al Senato, parte di lì per gli ultimi frenetici quindici giorni di campagna elettorale. Tocca a lui, e al compagno di partito Angelo Mastrullo (anche lui candidato, ma alla Camera), dare il via ai tour dei sei camper che il Popolo delle Libertà sguinzaglierà al seguito degli aspiranti onorevoli su piazze e mercati di Torino e provincia, nelle prossime due settimane. Altri 29 saranno invece i camper in giro nel resto del Piemonte. E a dare ulteriore forza alla campagna del centrodestra a Torino ritornerà lunedì Silvio Berlusconi, che alle 19 al Teatro Nuovo parteciperà a una manifestazione di tutto il Pdl per presentare i candidati. Ghigo intanto fa due passi tra i banchi accolto da saluti, domande e dai soliti mugugni contro la politica. Molti lo riconoscono. Tante sono le critiche al governo Prodi, ma i problemi di cui la gente si lamenta sono sempre gli stessi: il costo della vita, le pensioni, la questione della casa: "Rispetto alle ultime elezioni - dice il senatore azzurro - noto maggiore partecipazione e, sia pur nelle difficoltà del quotidiano, mi sembra di riscontrare un clima positivo. Certo la situazione è pesante, l'eredità lasciata da questi due anni di un governo di sinistra, che ha puntato alla riduzione del debito pubblico senza occuparsi delle difficoltà della gente, si sente". Lo ferma anche una signora bionda che dice: "Farò la presidente di seggio, sono con voi, ma aiutatemi a far sì che non ci siano brogli, perché la volta scorsa ne ho viste di tutti i colori...". Ghigo la tranquillizza: "Questa volta non correremo questo rischio - spiega - riusciremo a mettere rappresentanti di lista in tutte le sezioni elettorali di Torino, oltre novecento. E in più, in vista del voto del 13 aprile, abbiamo organizzato un corso di formazione proprio per i rappresentanti di lista, che abbiamo battezzato non a caso "i difensori del voto"". Si tratterà di quattro lezioni che si terranno nelle aule di Piazza dei Mestieri e che coinvolgeranno circa duecento persone alla volta. "In due di queste lezioni - conclude Ghigo - sarò io a fare il docente, perché sono il responsabile di questo settore per il Piemonte. Mentre nelle altre gli insegnanti saranno altri candidati del Pdl".

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Gli elettori scommettono sul cavaliere "ma nella nostra regione si vive bene" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina V - Genova Intenzioni di voto quasi in parità, per più della metà degli intervistati, però, alla fine, vincerà il centrodestra Gli elettori scommettono sul Cavaliere "Ma nella nostra regione si vive bene" Solo un sostenitore del centrosinistra su quattro è pronto a puntare sul successo del proprio schieramento Intanto vince il centrodestra. Se le intenzioni di voto sono equilibrate tra i due diversi fronti, se vai a chiedere agli elettori liguri chi primeggerà tra meno di tre settimane la risposta è quasi univoca: "vince l'alleanza tra Popolo delle Libertà, Lega Nord ed Mpa" sostiene il 58 per cento del campione, contro appena il 17 per cento che è convinto vinca l'accoppiata Veltroni-Di Pietro mentre non si esprime un intervistato su quattro. E' questo vento di centrodestra, più nazionale che ligure, che fa dire agli esperti di Ipr Marketing che "la Liguria rimane una delle regioni incerte ma al momento, secondo noi, c'è un leggero vantaggio della coalizione di Berlusconi. Al di là delle intenzioni di voto, il clima di opinione rimane favorevole al centrodestra, visto che tra gli elettori c'è la convinzione che le elezioni saranno vinte dallo schieramento di Berlusconi". I numeri non lasciano dubbi: la certezza degli elettori del centrodestra sulla vittoria del loro schieramento è granitica (lo pensa l'81 per cento degli intervistati) mentre è ottimista sui propri colori solo un elettore di centrosinistra su quattro. Ancora, ad essere certi della vittoria di Berlusconi sono più i maschi delle femmine, più i giovani degli altri, più gli imprenditori e i liberi professionisti dei lavoratori dipendenti, più i laureati degli altri. Ma come si vive, in Liguria? Due elettori su tre sono molto o abbastanza soddisfatti, solo il 28 per cento mugugna "poco o per niente bene". Disaggregato, il dato è ancora più sorpredente: ci sarà pure crisi, ma se interrogate i giovani la percentuale dei soddisfatti sale ulteriormente ("molto o abbastanza bene" è la risposta di 72 giovani su cento) e tocca percentuali bulgare tra gli elettori del centrosinistra ("molto/abbastanza bene per il 76 per cento). Ancora, più sale il livello culturale, più aumenta la soddisfazione. Eppure, dicono gli intervistati, i problemi non mancano: alla richiesta di individuare quali sono i temi più urgenti da affrontare in Liguria, l'intervistato non ha dubbi e indica "lavoro e occupazione" nel 56 per cento dei casi (va detto, però, che era ammessa più di una risposta). La seconda voce, "costo della vita", ottiene poco più della metà delle indicazioni, rispetto ai problemi del lavoro, e batte a sua volta, di pochissimo, "sanità e problemi assistenziali". Poi al quarto posto "salari, stipendi e pensioni" e solo al quinto "microcriminalità, sicurezza, ordine pubblico" che - secondo la classe politica - è il tema più avvertito, con quello del lavoro. Ancora, interessano mediamente i temi della lotta all'inquinamento, del trasporto pubblico e del turismo e praticamente per niente il rilancio e la promozione dell'immagine della Liguria, le iniziative culturali, per non parlare del rilancio del porto che interessa solo una persona tra tutte quelle intervistate. Disaggregando i dati, non mancano le sorprese: agli elettori del centrosinistra lavoro e occupazione interessano molto più che ai loro omologhi del centrodestra, e il tema è sentito più dalle donne che dagli uomini e ovviamente più dai giovani. Tra chi ha un titolo scolastico più basso il tema del costo della vita è sentito quasi quanto quello della disoccupazione, mentre tra i laureati - molti dei quali, evidentemente, non hanno problemi con la quarta settimana - il secondo tema più sentito, dopo quelle del lavoro, è la sanità. Appunti utili, si presume, per chi si appresta alla volata finale. (r. n.).

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Segue la cordata a orologeria (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Segue la cordata a orologeria di Tommaso Labate Mister Air France è l'uomo che, a sentire ancora ieri fonti di palazzo Chigi, "ha tutte le carte in regola per chiudere la trattativa Alitalia, anche ai tempi supplementari". Persino contro il volere del possibile futuro premier? "Anche in questo caso", risponde uno stretto collaboratore di Prodi, segnalando come "a differenza di quanto accade per chi vuol fare affari sui treni, il business sugli aerei consentirebbe a chi ha coraggio anche di prescidere da un capo di governo". E a Spinetta, è il sottotesto, il coraggio sembra non mancare. Prima di farsi cordata, gli imprenditori che hanno già risposto o risponderebbero "presente" all'appello tricolore di Silvio aspettano di vedere se il progetto di reconquista del Popolo delle libertà andrà a buon fine senza intoppi. Vale sia per la pressoché scontata maggioranza a Montecitorio che per quella, molto più incerta, di Palazzo Madama. È proprio su quest'ultimo fronte che il Cavaliere (così come Veltroni, del resto) ha intenzione di concentrare i suoi ultimi sforzi prima del rush finale. L'obiettivo dell'ex premier, da ora fino alla fine della campagna elettorale, sarà ricompattare - almeno sulle schede elettorali del Senato - il vecchio elettorato della defunta Casa delle libertà. Magari agitando lo spettro del Veltroni in ascesa ("Con il voto ai partiti minori è possibile una vittoria del Pd al Senato") e rivolgendosi direttamente all'elettorato centrista per un voto disgiunto ("Se a uno piace Casini, il voto glielo dia alla Camera e non al Senato"). Nella corsa contro i francesi, sia Berlusconi che gli imprenditori nell'ombra possono sperare in qualche fattore esterno. Ad esempio, i sindacati. Tra di essi, c'è chi non ha mancato di tessere le lodi del barricadero Bonanni; mentre è più difficile disegnare scenari su Epifani, molto vicino a Veltroni, che ieri s'è accodato all'appello di Montezemolo ("Non a strumentalizzazioni elettorali su Alitalia"). Se il fronte dei lavoratori cedesse al nuovo piano Spinetta, Air France sarebbe più vicina all'obiettivo. E il disegno del Cavaliere di ri-esordire a palazzo coi galloni del salvatore della patria si complicherebbe. E non poco. 28/03/2008.

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Fase due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Fase due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli "Un milione di voti validi in meno" Allarme astensioni nei sondaggi, ecco perché Berlusconi e Veltroni hanno alzato i toni E se il trenta per cento di indecisi censiti dagli istituti di sondaggio si trasformasse il 14 aprile, in tutto o in parte, in un battaglione di astenuti? In Italia l'affluenza alle politiche non è mai scesa sotto l'80 per cento, ma le possibilità che questo accada stavolta sono invece alte. Sulle urne incombe un astensionismo di sinistra (i delusi dall'Unione), di destra (demotivati e disinteressati) e pure uno grillino, che impazza sul web in chiave anti-casta e anti-inciucio. In più, la campagna televisiva non decolla e il mancato duello finale Veltroni-Berlusconi, che due anni fa si concluse con il colpo di scena del Cavaliere sull'Ici, potrebbe confermare la tendenza. I numeri. "Mi aspetto almeno un milioni di voti validi in meno, da 38 milioni a 37", dice al Riformista Roberto Weber dell'istituto Swg. Stima condivisa anche da Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia research, l'istituto che nel 2006 fu il più lesto a cogliere i segni della rimonta berlusconiana e che anche in questa campagna sforna sondaggi per il leader del Pdl. Se si considera che due anni fa furono decisivi 25 mila voti, si può immaginare quale smottamento sia in vista. Dice Ghisleri: "Noi continuiamo a registrare una forte disaffezione. Nel centrodestra si esprime soprattutto in forma di demotivazione davanti a una vittoria considerata ormai scontata. Nel centrosinistra prevale invece un certo disorientamento per un'offerta politica del tutto nuova. Non dimentichiamo che gli elettori non troveranno molti simboli conosciuti sulla scheda elettorale". E anche per Weber il rischio astensione è no partisan. La fase 2. Berlusconi ha ben presente il problema e lo vive con una certa preoccupazione. Perché tre o quattro punti in meno di affluenza rispetto al 2006, quando il Cavaliere con un tour de force multimediatico risalì la china rispetto all'Unione, potrebbero incidere non poco sulla performance del Pdl. Per questo è partita la fase 2 della campagna berlusconiana e il fair play ha lasciato il posto a rodati messaggi e vecchi refrain: "Il Pd è la mimetizzazione del vecchio partito comunista italiano", ha detto ieri Berlusconi. Altro attacco è partito sulla rinuncia del leader del Pd a Porta a porta , che ha costretto a sua volta il Cavaliere a perdere un giro da Vespa: "Da Veltroni ho subito un atto violento. La Rai è in mano ai comunisti". E ancora: "Se vinco avrò tutte le istituzioni contro". Ripescato anche il pericolo "brogli". E siamo solo all'inizio. Si prepara la grande sorpresa per l'ultima settimana di campagna: "Aspettiamo e vediamo...", sussurra Berlusconi ai cronisti. Coincidenze. Ma anche Veltroni non può stare troppo tranquillo. Anzi, insospettisce la coincidenza con cui pure dal fronte Pd sono saliti i decibel. L'interesse ad alzare i toni è reciproco. Prima il D'Alema contro il Berlusconi "sudamericano" del caso Alitalia, quindi Goffredo Bettini, che pure non ha mai smesso di tessere filo bipartisan con Gianni Letta, ha sparato sul Corsera di ieri: "Il Cavaliere è come Le Pen". Comunismo contro fascismo? Sì, se serve a rianimare le rispettive truppe. Il fatto è che il 35 per cento, oltre che la soglia di sopravvivenza della leadership di Veltroni, rischia di trasformarsi per il leader del Pd anche in un muro invalicabile, oltre il quale c'è la massa di indecisi, ostili e (appunto) astenuti. Dice il vicecapogruppo del Pd al Senato Nicola Latorre: "Nelle nostre tappe elettorali le piazze sono piene sì, ma sono i nostri. In giro c'è molta disattenzione, tornare a votare a così poca distanza dall'ultima volta è una vera iattura". 3 28/03/2008.

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Conversazione di Berlusconi resterò sempre amica (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Conversazione di Berlusconi resterò sempre amica Daniela star in tv: "Sono una donna verticale" Nove lettere, verticale. Oppure orizzontale. Come in un cruciverba. "Scelga lei onorevole". Risposta: "Nove lettere verticale: Santanché". Daniela Santanché è rimasta saldamente in piedi, cioè in posizione verticale, dopo le polemiche con la Nipote di Benito Mussolini ma anche di Sofia Loren su posture e fascismo. Breve riassunto delle querelle politico-sessuale tra le due. Daniela: "Berlusconi vede le donne solo in posizione orizzontale". Alessandra (Mussolini) : "L'elezione della Santanché in Parlamento è avvenuta orizzontalmente dietro a Fini. Adesso lei è sotto Storace". Daniela: "Nonno Benito si sta rivoltando nella tomba a vederla fare la valletta di Fini". Alessandra: "Lasci stare il fascismo, è una cosa troppo seria per lei". Dice Santanché, reduce dalla visita a un campo nomadi di Milano dove è stata contestata da un gruppetto di rom: "Come ha detto Storace ero il miglior uomo della Destra da candidare a premier. Io mi sento fascista. Mussolini ha fatto grandi errori ma anche grandi cose. Lenin diceva che invidiava tre rivoluzionari italiani: Marinetti, D'Annunzio e Mussolini. Mi sento fascista se si tratta di contrastare l'egemonia culturale della sinistra o di cacciare a pedate nel sedere gli immigrati clandestini. Non ci vogliono palle di velluto per scegliere la Destra. Io sogno di fare il capopopolo di tutta la destra italiana. Sono più vicina di Fini a Sarkozy e Cameron. Il mio modello è Evita Perón. Sono una donna verticale". Ogni volta che appare in televisione, Santanché, già larussiana glamour di An nonché socia e amica di Flavio Briatore (un nome su tutto: il Billionaire) fa impennare lo share. Una vera e propria garanzia per l'audience. "L'altra sera da Vespa, dopo la mezzanotte, ho fatto il 21 per cento. Nella stessa trasmissione, in orari più facili, Berlusconi ha fatto il 19 e Veltroni il 20. Stasera (ieri per chi legge, ndr) sono ad Annozero con Bertinotti. Vado da sola nella tana del lupo, ma non ho paura. Se fossi stata una donna orizzontale non mi sarei rimessa in gioco in questa missione difficile ma non impossibile. E poi darla (sì, in quel senso lì, ndr) per accorciare la distanza verso un obiettivo non funziona. Conta il merito. E non accetto lezioni o ricette o soluzioni da chi in vita sua non ha mai lavorato, da chi ha fatto sempre e soltanto teoria. Io sono un'imprenditrice mentre Fini è uno che ha sempre vissuto coi soldi della politica. Se si mettesse sul mercato del lavoro, prenderebbe uno stipendio medio-basso". In base alle agenzie di stampa, ieri Santanché e Storace, il fondatore della Destra scissionista di An, avrebbero avuto il loro primo e pesante litigio. Motivo: il voto di fiducia a un'eventuale governo Berlusconi. Santanché sarebbe favorevole. Storace no. Sostiene la candidata-premier della Destra: "È stata equivocato il senso di una mia intervista ad Affari italiani . Io ho detto che daremo fiducia a tutti quei provvedimenti presi nell'interesse degli italiani. Una cosa ben diversa dalla fiducia al governo. Del resto, come faremmo a votarla se non abbiamo fatto alcun accordo elettorale con il Pdl? Con Francesco non c'è stato nulla. Abbiamo la stessa linea". Nella polemica mediatica si è inserito anche un ex compagno di partito, il finiano Maurizio Gasparri: "Storace ha ragione quando zittisce Santanché". Replica: "È bene chiarire che molti in An continuano ad avere le palle di velluto, soprattutto Gasparri". In ogni caso, palle o non palle, il Cavaliere resta un amico: "Io non tradisco mai l'amicizia, per me è un valore carissimo. Per esempio, mi sento ancora amica di La Russa, anche se non ho più avuto modo di parlarci. Silvio? Berlusconi non è più Berlusconi da quando ha seguito i consigli di qualcuno ed è entrato nel teatrino della politica. Io vorrei che tornasse a fare Berlusconi. Vorrei aiutarlo in questo senso. Comunque sia chiaro: con Silvio non litigherò mai. È un amico". Stasera, il tour televisivo di Santanché proseguirà con un'altra trasmissione griffata, le Invasioni Barbariche di Daria Bignardi su La7: "Io non credo ai sondaggi che ci danno bassi. Anche se poi bisogna vedere se tutta questa audience si tramuterà in voti. Ma non mi importa se siamo sottovalutati. Io sono stata sottovalutata per una vita intera. Continuassero pure a scrivere e a parlare dei tacchi a spillo, del Billionaire, dei salotti. Io faccio politica, faccio la mamma e faccio l'imprenditrice. Sono una donna verticale, che non è stata colpita dal canto delle sirene del Cavaliere della politica". Gira e rigira si finisce alla posizione di partenza. Verticale. Oppure orizzontale. Come in un cruciverba: "Sono una santa di nome ma non di fatto, lo ammetto. Però, per me, è cruciale l'amore. Io vorrei riportare l'amore al centro di tutto. No, nessuno mi fa proposte indecenti, non lo consento a nessuno. Lo so che non mi crede. Certo mi fa piacere ricevere complimenti, sarei falsa se dicessi il contrario. Ma in politica alzo un'assoluta difesa personale. Non sono disponibile. Single? In questo periodo non sono innamorata, ma una mamma non è mai single". Una mamma fascista, per la precisione. 28/03/2008.

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Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Alitalia tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier La cordata a orologeria, uscirà solo se vince Silvio "Ancora non l'hanno capito che non si tratta di campagna elettorale. Fermare lo scempio della svendita di Alitalia ai francesi è dovere di un primo ministro". Visto che non son pochi i generali della Pdl (Fini compreso) a cui ieri mattina stava per venire un coccolone, a tutti quelli che in privato gli hanno chiesto lumi sulla rumorosa "indiscrezione" della Stampa (titolo: "Berlusconi: ecco la mia cordata; firma: Augusto Minzolini), Silvio Berlusconi ha opposto il medesimo ragionamento. Un ragionamento che nella versione di uno dei suoi più stretti collaboratori suona così: "È il suo primo atto da prossimo presidente del Consiglio". Praticamente tutte le persone fisiche e giuridiche della presunta "cordata italiana per Alitalia" che la Stampa ha attribuito alla viva voce del Cavaliere hanno fatto registrare le loro smentite. A cominciare da Mediobanca ("Nessuna offerta, né interventi su Alitalia") fino a Benetton ("Non abbiamo avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta"), passando per l'Eni ("Alitalia oggi non è nella nostra agenda"). A conti fatti, dunque, l'unico dei "tirati in ballo" nel valzer berlusconiano a rimanere defilato è stato Salvatore Ligresti, che ha scelto la strada del "no comment". La cordata, tecnicamente, non esiste. Ciò non vuol dire che non esistano gli imprenditori disposti a tuffarsi nell'affare della compagnia di bandiera all'indomani del 14 aprile, nell'ipotesi in cui il Cavaliere dovesse tornare ad accomodarsi sulla poltrona di palazzo Chigi. L'ha detto Berlusconi stesso: "Questi imprenditori certamente non possono dire che è vero, non possono dire di avere in questo momento un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un clima: c'è veramente una grande voglia di dare risposta a questa mia chiamata al patriottismo da parte degli imprenditori italiani". La seconda faccia della medaglia l'ha descritta Bruno Ermolli in una nota: "Berlusconi mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese". E il sondaggio di Ermolli, qualche risultato significativo, l'ha prodotto. Morale? Il lavorìo imprenditoriale c'è ma l'operazione va congelata fino al 14 aprile. Un'indicazione in questo senso è arrivata anche da Berlusconi. "Io nomi non ne ho fatti", ha sottolineato l'ex premier. Il cui mirino, in questo dossier, non è più puntato su Prodi, né su Veltroni. Ma su Parigi e, in particolare, su Spinetta. 2 Tommaso Labate 28/03/2008.

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Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Alitalia 2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena C'è anche l'effetto "Rebecca, la prima moglie": un tuffo nel passato Da qualche giorno siamo tornati bruscamente ad un passato prossimo che appariva, invece e finalmente, molto remoto. Far esplodere, a due terzi del cammino che ci portava verso la competizione elettorale, la crisi Alitalia ha avuto conseguenze sorprendenti. Riappare al centro della scena Romano Prodi, che litiga con i sindacati, e si trova circondato da una variegata compagnia di forze minori, da Di Pietro a Bertinotti, dai socialisti di Borselli a Ferrero. Una confusa brigata che lo strattona in direzioni tra loro antagoniste. Il minimo comune denominatore di questo coacervo - una marmellata che ricorda la dimensione peggiore della coalizione che per due anni ha sostenuto il Governo Prodi - è ovviamente solo la contrapposizione di principio a Berlusconi. Che, a sua volta, si presenta metà brigante e metà uomo del fare. Uno che ha imparato dalla vita come si affrontano, e si fanno, gli affari ed adesso spiega come e perché esista una soluzione alla crisi dell'Alitalia, anche se Tommaso Padoa-Schioppa sembra incapace di vederla. Tremonti lo affianca con lo stile del ragazzo per bene, che non condivide le regole europee ma le rispetta fino a quando non cambieranno mentre lascia intendere che Padoa Schioppa sia solo un banchiere, o forse un bancario, prestato all'arte del governo. Questo tuffo nel passato, un vero effetto Rebecca, in cui l'ombra della prima moglie sbaraglia la prospettiva di un nuovo inizio, è l'infortunio più clamoroso di una campagna elettorale che prometteva un esito assai migliore di quello che ora si profila. Con Veltroni che deve ricorrere all'argomento delle pensioni da rivalutare per ribattere a Berlusconi, che le vuole indicizzare con una sorta di scala mobile. Come fecero Confindustria e sindacati con i salari, nella Prima repubblica. A questo punto davvero si rischia di ribaltare il risultato economico, il bilancio di quello che avrebbe potuto essere il cambiamento avviato con la crisi del governo Prodi e la sua mancata soluzione in parlamento. Quando, nonostante l'impegno del presidente della Repubblica, le parti in causa decisero che la spesa, di un governo tecnico od istituzionale, non valeva l'impresa, di un cambiamento delle regole elettorali prima di andare alla verifica del voto ed al rinnovo delle Camere parlamentari. Il costo di scegliere l'interruzione della legislatura mentre si apriva una crisi economica e finanziaria alla scala del mercato globale, e l'Italia appariva come il classico vaso di coccio tra i vasi di ferro, sembrava, allora, bilanciato da alcuni benefici potenziali importanti. La scomparsa del bipolarismo federale e rissoso, un parto mostruoso della seconda repubblica; la fine dell'equivoco, secondo il quale si ottiene una politica di riforme solo con una coalizione che nasce per ostacolare l'eterno avversario, Berlusconi. Coalizione nella quale le posizioni minoritarie hanno un potere, di interdizione e controllo, superiore a quello delle componenti maggioritarie. La nascita, infine, di un bipolarismo più equilibrato, creato sul campo da due grandi aggregazione che si presentano stand alone e non federate. Evitando, quindi, di essere condizionate dai loro soci di minoranza nello sviluppo della propria politica. Il rischio di lasciare andare alla deriva la politica economica nazionale durante una burrasca internazionale di un certo rilievo - alla vigilia di cose da fare molto importanti, come il risanamento della finanza pubblica e l'utilizzo intelligente degli ultimi fondi europei, disponibili per superare il dualismo tra Nord e Sud - non era l'unico costo da subire per cogliere i tre benefici politici appena ricordati. Basta ricordare il costo di liste dove i parlamentari sono stati nominati dai leader dei partiti ma non sono eletti dai cittadini. Anche se, nonostante questa mutilazione democratica, che può generare astensione e disaffezione dal voto, nel prossimo parlamento si realizzerà comunque una positiva semplificazione. Insomma, tutto faceva sperare in un bilancio equilibrato di questo trauma elettorale. Anche considerando l'ipotesi, non troppo remota, che proprio quel nuovo parlamento, caratterizzato da due poli più densi e con una identità meglio precisata, avrebbe vissuto comunque una legislatura breve: per varare nuove regole elettorali; riorganizzare la relazione tra centro e periferia, ridisegnando il nostro ormai improbabile federalismo; consolidare il risanamento della finanza pubblica e tornare a votare, per avviare davvero la terza stagione della nostra tormentata repubblica. Alcune crepe, preoccupanti per la stabilità del nuovo edificio, si erano manifestate in presenza degli apparentamenti (tra Berlsuconi, la lega ed il movimento di Lombardo in Sicilia o tra Di Pietro ed il Pd, che assorbiva ma non federava i radicali) ma l'architettura del sistema sembrava adeguatamente stabile. Dietro questi eventi si leggeva il rischio che una caduta di tono, nella competizione elettorale, potesse richiamare in vita tutti i vecchi vizi della seconda repubblica. Ora la crisi Alitalia rischia davvero di dare uno scossone eccessivo alle fondamenta del progetto. Speriamo che la deriva destabilizzante del ritorno al passato si fermi e che la scelta degli elettori consolidi la nettezza del cambiamento rispetto al passato. Il vento della crisi economica non promette catastrofi epocali - si tranquillizzino i profeti di sventura - ma richiederà, in autunno, un governo capace di reggere il timone ed una opposizione capace di indicare al pilota come evitare gli errori che ognuno, come è naturale che sia, compie quando deve agire in un contesto incerto e turbolento. Quale che sia il governo e quale che sia l'opposizione. 28/03/2008.

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Berlusconi: Senato a rischio E lancia il <voto disgiunto> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Verso il voto "Se vinco avrò tutte le istituzioni contro, anche il capo dello Stato" Berlusconi: Senato a rischio E lancia il "voto disgiunto" "Casini, un bel fioeu. Chi vuole lo scelga, ma solo alla Camera" Affondo sul no di Veltroni a Vespa: violenza inaccettabile, la Rai è ancora in mano alla sinistra ROMA - "Solo un matto si può prendere la responsabilità di governare di fronte alla situazione in cui la sinistra ha ridotto il Paese". Silvio Berlusconi si dà del folle, in senso metaforico, per avere accettato la nuova sfida. Ma il tono è aspro: "Se vincerò avrò tutte le istituzioni contro: il Capo dello Stato lo hanno nominato loro, il Csm è di là, le Procure di là, nella Corte costituzionale hanno la maggioranza e volevano pure nominare l'ex sindaco di Genova, Giuseppe Pericu ". Evoca poi il cosiddetto voto disgiunto per scongiurare un eventuale pareggio al Senato appellandosi agli elettori dell'Udc, benché in serata si corregga sostenendo che "avremo una vasta maggioranza di 28-30 senatori ". Quella del voto disgiunto resta, comunque, una novità rispetto al leitmotiv del voto utile usato finora, del voto cioè dato solo ai due grandi partiti. Dopo avere ricordato l'importanza che gli elettori del centrodestra diano la preferenza al Pdl per consentirgli di avere una maggioranza stabile, Berlusconi ammette: "Se a qualcuno piace Casini lo voti, magari perché è un bel fioeu... lo voti alla Camera ma non al Senato". Una battuta ironica che ricorda quella usata a suo tempo da Romano Prodi che definì Francesco Rutelli "un bello guaglione". In ogni caso, il bersaglio di Berlusconi è il capo del Pd che, disertando una serata nel salotto tv di Bruno Vespa, "si sottrae al confronto per la disperazione, è un già visto che fece anche Prodi nel 2006". Con questo scontro a distanza la campagna elettorale si infiamma. Parlando nel pomeriggio nella sede dell'AdnKronos, il Cavaliere cita un'ultima rilevazione, secondo la quale il Pdl con la Lega e il Mpa è al 44,6% mentre il Pd assieme all'Italia dei valori raggiunge il 36. Ed è questa la chiave per comprendere il gesto dell'ex sindaco di Roma. "La sinistra di Walter Veltroni e Bettini - argomenta l'ex premier irritato per il paragone con Jean-Marie Le Pen fatto per l'appunto da Bettini nell'intervista al Corriere di ieri, segno a suo dire del cambio di strategia nella comunicazione politica con il ritorno all'antiberlusconismo ha la consapevolezza che questi ormai sono i sondaggi e loro sono a un sentimento prossimo alla disperazione perché sono consapevoli dell'eredità che ci lasciano e di come siano ormai cadute tutte le promesse contenute nella fiction di Veltroni". Davanti all'assemblea di Confartigianato, in mattinata, l'ex premier è molto più duro. La decisione di Veltroni di disertare Porta a porta, tuona, non significa che debba fare altrettanto il leader dell'opposizione: "Questa è una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole". Non solo: "La par condicio non c'entra nulla, c'entra un atto violento da parte di Veltroni che ha detto non voglio andare a rispondere ai giornalisti ". Certo, incalza sarcastico, "lo capisco, poverino. è stanco a salire su e giù dal pullman. Tutti i giorni va a mangiare a sbafo da una famiglia diversa. Capisco che sia stanco. Ma così la Rai si è messa al suo servizio". Lorenzo Fuccaro "Siamo al 44,6%" Berlusconi ieri alla conferenza organizzata dall'AdnKronos ( Cito/Ap).

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Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE I candidati premier Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi ROMA - C'è chi prima prende le distanze con un no comment e poi smentisce, come Ligresti e Benetton, chi smentisce subito senza riserve, come Mediobanca, e chi lo fa dopo un po', come l'Eni. "Oggi Alitalia non è nell'agenda dell'Eni" ha fatto sapere il Cane a sei zampe, anche se l'amministratore delegato Paolo Scaroni si augura che la compagnia resti italiana. Fatto sta che la cordata di soci italiani sollecitata da Silvio Berlusconi a farsi carico dell'Alitalia stenta a materializzarsi. I loro nomi, dice il Cavaliere, "non li ho mai fatti, sono indiscrezioni o supposizioni dei giornali", ma in Borsa i titoli Alitalia affrontano saliscendi paurosi, la Consob preoccupata chiede chiarezza, e il centrosinistra attacca a testa bassa, accusandolo di bluffare. Mentre lui, imperturbabile, rilancia. "Certamente questi imprenditori non possono dire che è vero, che in questo momento hanno un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. C'è veramente una grande voglia di dare una risposta a questa mia chiamata al patriottismo" aggiunge il Cavaliere, passando al contrattacco. "Mi accusano di insider trading? Io? Ma se non ho mai avuto un'azione Alitalia. Loro, piuttosto, sono loro che trattano su Alitalia a Borsa aperta. Un governo incapace, che lascia in piedi una trattativa in esclusiva con Air Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.

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Il Ciarra a <Littoria>: io camerata non pentito (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Campagna elettorale Comizio vicino a Latina nel Museo sulle bonifiche del Duce: Casini mi fa pena, grazie Fiorello Il Ciarra a "Littoria": io camerata non pentito DAL NOSTRO INVIATO BORGO FAITI (Latina) - Grande Ciarra, con il suo immenso sottocollo, la somiglianza ormai davvero pazzesca con Aldo Fabrizi, la camminata ciondolante per evitare le pozzanghere. Nostalgico Ciarra, venuto ad aprire la campagna elettorale per diventare senatore del Pdl proprio al museo Piana delle Orme, museo della memoria fascista, con gli attrezzi agricoli che servirono alla bonifica della Pianura Pontina e il Duce, che lavora, in canottiera. Desolato Ciarra davanti a un centinaio di infreddoliti, i baveri alzati, gli unici ad aver avuto il coraggio di sfidare gli ordini di chi, segretamente, aveva chiesto, ordinato, preteso che la prima uscita pubblica del "camerata non pentito", come lui stesso si definisce, avvenisse in un salone deserto. Infatti Giuseppe Ciarrapico adesso ride storto, mette su come un ghigno, per un'ora di comizio eviterà, accuratamente, di nominare Gianfranco Fini. "Le sfide, beh, mi eccitano ". Silvio Berlusconi, racconta, l'aveva avvertito: "Cercheranno di spaventarti, mi disse, sperando di vederti presto in ritirata...". Invece lui è qui, con la mano sul cuore mentre la banda musicale di Sermoneta esegue l'Inno di Mameli e un bravo fotografo cerca di fermare, in uno scatto, la coerenza e la retorica, la forza e il cinismo d'un imprenditore che, nella sua biografia, ha praticamente tutto: squadre di calcio abbandonate sull'orlo del burrone e cliniche fiorenti. Stazioni termali, acque minerali, cartiere, aerotaxi, giornali, società di catering, giochi di Borsa e premi letterari. Una collezione di soldatini da far invidia a Previti e Cossiga. Una sentenza passata in giudicato per il crack Ambrosiano. La gestione del lodo Mondadori, ai tempi del Caf, tra Berlusconi e De Benedetti. E quindi ancora un mucchio di amicizie eccellenti, anche se quella a cui lui tiene di più è con Giulio Andreotti, che chiama, senza ironia, "il principale". Se diventi amico del Ciarra, dicono, fai un affare. Ma guai a tradirlo. "Guai a fare come ha fatto Casini. Ha blaterato contro di me, dimenticando che, per anni, gli ho finanziato le feste di partito che teneva a Fiuggi. Però io ora non gli faccio più mettere piede, da queste parti... Casini mi fa pena. L'ho visto inginocchiarsi davanti al cardinal Ruini come un poveraccio". I toni di Ciarrapico sono questi. Risoluti, ruvidi, mai diplomatici. Per dire: anche ripensando all'intervista concessa ad Antonello Caporale di Repubblica, un paio di settimane fa, in cui affermò di candidarsi con Berlusconi senza, per questo, rinnegare il suo essere fascista. Sentite: "Sono socio da 40 anni del "rosso principe Caracciolo", che mi rispetta ed è mio amico, e può darsi, perciò, che sia caduto in un trappolone... m'hanno pure detto che Repubblica mi ha mandato sotto il suo più velenoso cronista politico... ma io, vi giuro, più me la rileggo, quella intervista, e più non ci trovo niente di strano... ". Spiega: "Mi piace chiamare Latina con il suo vero nome: Littoria. Ma se lo fa il professor De Felice, fa attività scientifica. Se lo faccio io, faccio attività nostalgica. Boh". Colpisce il silenzio della platea (non più di 120 persone), che restano composte, niente applausi, niente euforia, anche quando il Ciarra prova a fare la battuta: "M'hanno dato dell'antisemita: ma se io, ai tempi delle leggi razziali, avevo 4 anni e mezzo?... la verità, purtroppo, è che la mia carriera s'è interrotta con l'incarico di Balilla...". Il Ciarra non è mai stato un grande battutista. O troppo greve, o troppo allusivo. Non casualmente, fa ridere molto di più Fiorello, quando fa la sua imitazione alla radio. "Eh, ma infatti io lo ringrazio, Fiorello: mi sta facendo una campagna elettorale che se dovessi pagarla...". Aggiunge un po' di considerazioni velenose su Veltroni, sui cantieri della metropolitana di Roma, sugli ospedali costruiti dal regime fascista, sulla sua fedina penale: "è vero, sono stato condannato all'epoca della giustizia secondo Di Pietro... e allora? Sono un imprenditore ferito: ma solo chi combatte, si ferisce. O no?". è stato un comizio mesto e umido. Lui crede di chiuderlo con una frase a effetto, ma la platea è di anziani. Così, ce ne è uno che si volta, e fa: "Ho capito bene? Eh? Promette d'essere una palla infuocata? Una palla? Infuocata? ". Al Senato Da sinistra a destra: Giuseppe Ciarrapico ieri alla presentazione della campagna elettorale; l'inaugurazione di Littoria, oggi Latina, nell'ottobre 1932; Benito Mussolini in visita nell'agro pontino Fabrizio Roncone.

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<Cordata italiana, troppe parole> Procura e Consob in campo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE "Cordata italiana, troppe parole" Procura e Consob in campo Le smentite di Benetton, Ligresti, Eni e Mediobanca . La denuncia di Di Pietro L'ex pm va all'attacco del Cavaliere: indagare per insider trading e aggiotaggio ROMA - Non c'è ancora un nuovo fascicolo su Alitalia, ma la Procura di Roma sta seguendo con attenzione le indiscrezioni sulla trattativa e la loro possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo in Borsa della compagnia di bandiera e attende i risultati di un'eventuale istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza. La Consob ha già avviato "un attento monitoraggio " della situazione e, dopo gli inviti al silenzio e alla cautela fatti nei giorni scorsi dal presidente Cardia, l'autorità che vigila sulle società quotate ha chiesto alle aziende coinvolte, in una giornata convulsa, di dare al più presto informazioni ufficiali al mercato. Alla Procura di Roma al momento resta una sola inchiesta: quella per aggiotaggio aperta l'estate scorsa dopo le oscillazioni anomale del titolo in quel periodo, aggiornata poi con il filone di indagine relativo all'offerta lanciata dai fondi americani Evergreen e Thl. Ma nel clima infuocato che ieri ha visto le smentite e le precisazioni sull'ultima ipotesi di cordata italiana rilanciata e poi a sua volta smentita da Berlusconi, è il ministro delle Infrastrutture e leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ad aggiungere una nuova polemica: "Presenterò - annuncia - una denuncia alla Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso Alitalia". Se la Procura al momento è cauta, Di Pietro è pronto a spronare l'inchiesta. Quello che il ministro vuole sapere dai magistrati è se le dichiarazioni del leader del Pdl "abbiano prodotto alterazioni o turbato il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure egli ha fatto credere che vi fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci fosse una proposta alternativa concreta e vera. Se vi siano stati - tanto per esser chiari -reati di aggiotaggio e/o insider trading". Che tra Berlusconi e Di Pietro non corra buon sangue non è una novità. Poco prima che il leader dell'Italia dei Valori gettasse il suo tizzone nelle polemiche, era stato il Cavaliere ad essere molto esplicito sul suo avversario: non solo l'ha accusato di essersi laureato grazie ai servizi segreti, ma lo aveva definito un mostro: "Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di gente così". E, ricordando che l'Italia dei Valori è alleata del Pd, se la prende anche con Veltroni: "Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Polemiche di una campagna elettorale in cui tutti hanno inasprito i toni? Secondo il socialista Enrico Boselli è il momento di raffreddare gli animi: "Penso che si tratti di due attori: uno certamente molto capace (Berlusconi), l'altro mediocre (Di Pietro), che stanno mettendo in piedi una sceneggiata per portare via qualche voto in più". Gianna Fregonara.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di M... (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di Massimo Franco Un Paese in bilico fra risse elettorali e "rimproveri" europei A l vertice di ieri al ministero delle Politiche agricole sulla "mozzarella alla diossina" erano presenti una ventina di testate straniere: tutte attirate dall'ennesima emergenza di un Paese condannato all'anomalia. è il segno che l'ultima occasione scelta dai partiti per azzuffarsi non è più solo materia di campagna elettorale. Rischia invece di diventare un altro simbolo della credibilità declinante dell'Italia a livello internazionale. La questione ha sfiorato con una domanda perfino Giorgio Napolitano, in visita a Trieste. Il presidente della Repubblica l'ha schivata con diplomazia istituzionale, per non complicare una situazione già tesa. Ma al governo sarà impossibile fare lo stesso. Ieri pomeriggio la Commissione europea ha chiesto a Palazzo Chigi misure più radicali ed in tempi stretti contro il formaggio contaminato, pena l'embargo. E pensare che il ministro Paolo De Castro aveva dichiarato che "non esiste un caso diossina in Campania". E Massimo D'Alema, vicepremier ma soprattutto candidato del Pd nella regione, si era detto "indignato per la speculazione che si è fatta nel nostro Paese". Una speculazione probabilmente c'è, perché il tema ormai sta entrando a forza nello scontro fra partiti: come il caso Alitalia e quello della spazzatura, di cui le preziose mozzarelle sono appendici avvelenate. D'altronde la Campania, politicamente "rossa" da anni, è un bersaglio facile per il Pdl. Con il suo concentrato di emergenze consente di accomunare nel malgoverno vecchi e nuovi responsabili; ed anche chi responsabilità non ne ha. Silvio Berlusconi può evocare il latte impregnato di diossina per dire: "è successo quello che temevo"; e la Lega, additare "il filotto dei disastri di Bassolino- Prodi-Veltroni". Il Pd è costretto sulla difensiva. Ma a rendere la vicenda imbarazzante non sono tanto le polemiche berlusconiane. Pesano molto di più i giudizi della Commissione Ue e di Guido Bertolaso. Quando il capo della Protezione civile dichiara che "in Campania esiste un rischio reale"; e che ad Acerra "i pastori vedevano le proprie pecore morire per diossina", diventa difficile parlare di strumentalizzazione. E quando membri del governo cercano di placare le paure di Giappone e Corea del Sud spiegando che le mozzarelle contaminate sono state consumate in Italia, non esportate, l'allarme resta. Mettendo in fila caso Alitalia, spazzatura, e adesso i formaggi pericolosi, il risultato è di proiettare l'immagine di un Paese con una credibilità a dir poco precaria. Come funghi velenosi, spuntano magagne che la campagna elettorale esaspera, ma non inventa. Il guaio è che le reazioni mirano solo a mettere in difficoltà gli avversari. Eppure, chiunque vinca le elezioni si troverà di fronte gli stessi problemi. Berlusconi sembra rendersene oscuramente conto. Vedendosi già a Palazzo Chigi, ammette: "Se non riuscirò entro due o tre mesi a riportare Napoli e la Campania alla loro naturale bellezza, quell'immondizia lì sarà colpa mia". E non solo quella. La psicosi di un'epidemia rischia di mettere in quarantena non solo la regione dei rifiuti e delle mozzarelle di bufala, ma un'Italia incapace di misurare l'effetto internazionale di scelte mancate; e aggravate dalle lacerazioni interne. \\ La polemica sulla diossina entra in campagna elettorale ma va oltre.

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Pdl-Pd, lite sulla <bufala> D'Alema: speculazioni (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Pdl-Pd, lite sulla "bufala" D'Alema: speculazioni Iervolino: nessuno dia lezioni di igiene a Napoli I sospetti del ministro degli Esteri: siamo sotto attacco, in gioco interessi per la sede dell'Expo 2015 ROMA - Ed ecco che, sotto elezioni, la mozzarella diventa un affare politico. Berlusconi se lo sentiva che andava a finire male. "Era quello che temevo", dice. Con tutta quella "monnezza" sparsa sulla sventurata terra napoletana per colpa dei Bassolino e delle Iervolino, cosa ci si poteva aspettare? Inevitabile, secondo il Cavaliere, che qualche elemento nocivo finisse per contaminare il prelibato formaggio di bufala. Bugie, replica Massimo D'Alema. "è tutta una speculazione", s'indigna il ministro degli Esteri. Ed è implicito che nel difendere la purezza della mozzarella, fa anche scudo a Bassolino e alla Iervolino. Si tiene fuori dalla discussione il presidente Giorgio Napolitano che, a Trieste, in visita al Centro di fisica teorica, se la cava con una battuta: "Io non mi occupo qui né di fisica, per incompetenza, né di mozzarella pur avendone una vecchia competenza". Ci si divide secondo una logica del tutto prevedibile. è accaduto prima con l'Alitalia. Adesso si replica con la mozzarella. I partiti di governo da una parte, a dire che bisogna smetterla con tutto questo allarmismo, e dall'altra l'opposizione col dito puntato contro i presunti responsabili del disastro. "I controlli - rassicura D'Alema - sono accurati e rigorosi ". Allora perché tanta preoccupazione? Il titolare della Farnesina grida al complotto. "Siamo sotto attacco ", afferma. Un "attacco contro la Campania", ma non solo. A D'Alema viene da pensare che siano entrati in gioco "interessi per la scelta della sede dell'Expo del 2015". Convinto anche il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che si tratti di "un'aggressione commerciale". "Tranquilli, giapponesi", è tutto in regola, assicura il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro. Quanto alla Corea del Sud, De Castro ipotizza che a Seul abbiano preso un abbaglio e che la mozzarella sequestrata non sia di produzione italiana. E poi perché i Paesi asiatici fanno tante storie? Come se fossero in grado di dare "lezioni di igiene a noi di Napoli", arriva a dire il sindaco Rosa Russo Iervolino. Lei confessa di nutrirsi a base di mozzarella tutti i santi giorni, "e sto benissimo ". Non stanno bene gli allevatori del Nord, secondo il leghista Roberto Cota. Perché adesso saranno visti con sospetto al pari dei colleghi napoletani e "troveranno difficoltà a piazzare i prodotti all'estero". Cota ne deduce che il trio Bassolino-Prodi- Veltroni ha combinato un bel "filotto di disastri". "è sicura" Il ministro De Castro (a destra) mangia mozzarella Marco Nese.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12 categoria: ALT... (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12 categoria: ALTRI OGGETTI Le note di "Ymca" spopolano per un giorno. E ora su YouTube le gaffe dei candidati italiani all'estero "I'm Pd" non si può fare: via dal web la cover dei Village People MILANO - Ci sono cose che non si possono fare. Nemmeno con Walter. Dopo una pioggia di clic e di commenti in Rete (alcuni positivi, altri meno), "I'm Pd" - il tormentone web del Partito democratico registrato sulle note di "Ymca" dei Village People - è stato rimosso dal sito del circolo milanese "02Pd". Questione di diritti, a quanto pare. "In realtà i Village People non hanno protestato", spiegano gli autori, "ma il video, realizzato con un budget di 65 euro, tanta passione e autoironia, da questo momento non è più online, come richiestoci dalla concessionaria per l'Italia della proprietà della composizione". In pochi giorni, l'ironico clip era diventato un piccolo caso. Una specie di risposta "veltroniana" all'inno "Menomale che Silvio c'è", dedicato a Berlusconi. Sparito "I'm Pd", restano comunque su YouTube centinaia di video promozionali dei vari candidati. Quelli che si presentano all'estero sono particolarmente attivi. Spulciando qua e là si trovano idee originali e qualche gaffe. Come quella di Luigi Casagrande (candidato al Senato per Africa, Asia, Oceania e Antartide): di fronte alla telecamera snocciola con sicurezza i punti essenziali del suo programma, fino a quando gli chiedono il nome del suo partito. Casagrande sta per fare il nome del "Partito democratico", ma riesce a fermarsi appena in tempo. Momento di imbarazzo, poi chiede aiuto ai suoi: "Che partito siamo?". "Popolo della libertà" gli suggeriscono. E Casagrande, accusando un po' il colpo, ripete come uno scolaretto: "Sì, Popolo della libertà". E poi prosegue spedito sotto il sole australiano. Il video della gaffe, pubblicato in Rete, si è ovviamente guadagnato una sfilza di commenti. Tormentone Sopra, un'immagine di "I'm Pd", l'inno pro-Veltroni realizzato da giovani del circolo 02PD di Milano sulle note di "Ymca", celebre hit dei Village People; a lato, il gruppo pop americano Germano Antonucci GUARDA i video dei candidati all'estero su www.corriere.it.

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Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Il Pd "Alla fine chi vince governa, anche con un solo consenso in più" Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente Il candidato premier: in caso di pareggio vanno fatte le riforme Il leader ferma i fischi al Cavaliere: anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro DAL NOSTRO INVIATO TAORMINA - Per due giorni ha evocato il pareggio al Senato come il più probabile esito della sfida con Berlusconi e ieri a Taormina, davanti ai vertici di Confagricoltura, Walter Veltroni si è spinto avanti, fino a proporre la sua ricetta per uscire da un eventuale stallo istituzionale. "Non so se una assemblea costituente, ma di certo noi avremo bisogno di una fase costituente, la cui composizione verificheremo dopo le elezioni...". Nessun inciucio, niente larghe intese. Però le parole di Veltroni non sembrano stonare con l'immagine di un leader che ha fatto della responsabilità istituzionale un tratto di distinzione. "Può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi, perché se la parità dovesse realizzarsi voglio capire come si governa questo Paese, vista la profonda crisi di sistema". Un esecutivo bipartisan col Cavaliere? Veltroni non lo dice, offre la presidenza di una Camera all'opposizione e si mostra stupito per la retromarcia dell'avversario. Poi giura di non aver svelato nulla di nuovo: "è quel che ho sempre detto, se c'è il pareggio bisognerà fare le riforme ". Ma niente pasticci, chi vince governa "anche con un solo voto in più". E la costituente? "No, tranquilli... Quando devo dire qualcosa di nuovo accendo le lucette". A Siracusa piove e la piazza si svuota. Al Palasport di Messina invece lo aspettano in 8.000, Veltroni rimarca il vantaggio anagrafico su Berlusconi, al solo evocarlo partono i fischi e lui li stoppa con ritrovato fair play: "Anche se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro ". E il Cavaliere che lo dipinge come uno stalinista riciclato? "Parole sentite per troppi anni - ribatte al Tg1 - come quella dei brogli". Studia corposi tagli ai costi della politica e intanto rimbalza da una città all'altra, da una tv all'altra. A Primo piano strattona il Berlusconi che "va all'inseguimento del Pd", si prende un bagno di folla a Catania e poiché la clessidra è agli sgoccioli sfrutta anche la notte. Ieri l'ha fatta in bianco, chattando con 4.000 ragazzi su Democratica.tv, con Serena Dandini tra gli spettatori. Il duello? "Il mio avversario ha una paura inspiegabile, come certi pugili dice "io quello lo distruggo", poi però rifiuta il match ". Delle 6 mila domande lascia inevasa quella sulle coppie di fatto, ma non il quesito sui figli del Cavaliere nella cordata per Alitalia: "Teniamo le creature fuori dalla campagna elettorale... ". E oggi il pullman approda in Calabria. Monica Guerzoni.

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Vecchioni: agricoltura sfida europea (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-28 num: - pag: 29 categoria: REDAZIONALE Incontri Confagricoltura Vecchioni: agricoltura sfida europea ROMA - Presidente, nei tre giorni del Forum della Confagricoltura, tre ospiti d'eccezione: prima Walter Veltroni (Pd), poi Pier Ferdinando Casini (Udc) e infine Silvio Berlusconi (Pdl). Che cosa chiedete ai partiti che si presentano alle elezioni? "Che ci sia un'attenzione strategica al nostro settore - risponde il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni -. Che si riveda il titolo quinto della Costituzione. Che l'agricoltura conti di più politicamente in Europa. Il prossimo esecutivo deve far sentire la sua voce nella prossima riforma del bilancio europeo, prevista a fine 2008". Con quale obiettivo? "Evitare l'ulteriore riduzione del peso dell'agricoltura". Scusi ma il vostro settore non è già abbastanza assistito e protetto? "No, questo è un luogo comune. L'agricoltura dovrebbe arrivare nel 2012 a pesare nel bilancio europeo il 32%. Ricordiamoci che era al 70% 15-20 anni fa. Oggi siamo al 44% e credo che non dobbiamo scendere sotto questo livello, se non vogliamo compromettere la capacità produttiva ed essere esposti all'inflazione agricola. Tutti i Paesi avanzati hanno delle politiche per il settore agroalimentare". Quale tra i programmi elettorali dei principali partiti le sembra più vicino alle vostre richieste? "Il problema è che in tutti questi programmi si dedicano solo poche righe all'agricoltura. L'auspicio è che invece si passi a un'attenzione politica sostanziale ". Federico Vecchioni Enr. Ma.

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Sfida Pdl-Pd, in cinque regioni la distanza è del 2% (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12 autore: di RENATO MANNHEIMER categoria: REDAZIONALE Il sondaggio In bilico Sardegna, Liguria, Abruzzo, Calabria e Lazio Sfida Pdl-Pd, in cinque regioni la distanza è del 2% A livello nazionale il divario è intorno al 6 per cento. Seggi al Senato, decisivo il risultato di Udc e Sinistra I l quadro emerso da diverso tempo appare confermato: la coalizione di centrodestra rimane in vantaggio, con una differenza di circa 6 punti rispetto a quella avversaria. Ma quest'ultima sembra, di recente, secondo alcuni istituti, avere accorciato significativamente le distanze. Occorre tuttavia sottolineare che questi dati si riferiscono alla competizione per la Camera, ove il computo del premio di maggioranza (oltre che della soglia di accesso del 4%) si effettua considerando l'elettorato nel suo insieme, come fanno, appunto i sondaggi. Diverso è il discorso per il Senato, ove il calcolo avviene a livello delle singole regioni. Anche qui si rileva oggi la prevalenza netta della coalizione di centrodestra, con circa 9 seggi oltre la maggioranza assoluta. Ma il dato può modificarsi anche sostanzialmente. Per almeno due ordini di fattori: a) la distanza ravvicinata tra le coalizioni in alcune regioni. In certi contesti, il risultato appare ragionevolmente scontato. Lombardia, Veneto e Sicilia andranno al Pdl (con Lega e MPA). In Emilia, Toscana e Umbria vincerà il Pd (con l'Idv). In altre regioni, l'esito parrebbe però in qualche misura più contrastato e in alcune (Liguria, Sardegna, Abruzzo, Calabria e Lazio) davvero molto incerto, dato che la distanza tra le due coalizioni risulta assai esigua e oscillante tra l'1-2%. b) La "lotteria" dell'8%. Il secondo fattore comporta a un risultato imprevedibile in tutte (o quasi) le regioni. Si tratta di quella che D'Alimonte ha denominato in modo assai efficace la "lotteria" dell'8%. Nella gran parte delle regioni, infatti, le due principali forze concorrenti ai partiti maggiori, vale a dire l'Udc e la Sinistra l'Arcobaleno, risultano oggi toccare da vicino - ma non sempre superare - la soglia per accedere alla distribuzione dei posti in Senato. Il raggiungimento dell'8% in una o più regioni comporterebbe un maggior numero di partecipanti alla ripartizione dei seggi e quindi una parziale sottrazione di questi ultimi al Pd o al Pdl. Se, ad esempio, in una data regione debbono essere assegnati in tutto 10 seggi e 6 vanno alla coalizione vincente (Pd o Pdl), i restanti 4 andranno tutti al soccombente (Pd o Pdl) se nessun altro raggiunge l'8%. Andranno invece ripartiti anche con Udc e/o Sin. Arcobaleno se questi riescono a superare la soglia di ammissione. Tutto ciò può modificare, anche in modo sostanziale, gli equilibri e le maggioranze. Nessuno quindi può dire se il responso delle urne confermerà il quadro oggi rilevato: la volta scorsa, nel 2006, le ultime due settimane videro, grazie alla capacità comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una forte "rimonta" da parte del centrodestra. Potrà Veltroni "rimontare" in modo analogo? Secondo alcuni, lo sta già facendo. L'ex sindaco di Roma ha dalla sua parte una forte popolarità personale: un recente sondaggio ha visto proprio Veltroni primo nella classifica nella fiducia espressa dagli elettori. Forse anche per questo, il quesito che richiede le previsioni degli stessi elettori sull'esito del voto, mostra, nelle ultime settimane, un accrescersi della quantità di indecisi sul risultato elettorale. Ma non è detto che il leader del Pd sappia o possa sfruttare appieno queste sue potenzialità. Tutto dipenderà da quella minoranza (10%) che deciderà all' ultimo minuto. E' verso costoro - che sceglieranno sulla base dei confronti televisivi e, spesso, dei consigli degli amici - che è diretta in realtà la campagna elettorale dei prossimi giorni.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-28 num: - pag: 64 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, caos cordata Bufera sulle indiscrezioni circa gli imprenditori e i gruppi che preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte: niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob. Mozzarelle, monito Ue L'Europa richiama l'Italia sul tema delle mozzarelle di bufala alla diossina. Le misure messe in atto sono "insufficienti " secondo la Commissione europea, che chiede al governo italiano di "adottare ulteriori provvedimenti per garantire che la mozzarella contaminata non entri nel mercato Ue". Focus Il Vietnam delle donne L'economia del Vietnam in mano alle donne. Ex insegnanti, giovani laureate ad Harvard: il miracolo parte da loro. Esteri L'Europa e l'Olimpiade Al vertice franco-britannico è emersa la differenza di opinioni sull'atteggiamento nei confronti della Cina. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha detto che parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha ribadito la sua posizione, cioè che non può escludere il boicottaggio della cerimonia di apertura, ma consulterà gli altri Paesi dell'Unione europea prima di prendere una decisione. Mumia, condanna annullata Negli Usa un tribunale d'appello federale ha annullato la condanna a morte contro Mumia Abu-Jamal. Il detenuto, ex membro delle Pantere Nere, è stato per anni un simbolo delle campagne internazionali contro la pena di morte. Giornalista radiofonico, Abu-Jamal era stato condannato a morte per l'uccisione di un poliziotto nel 1982. Cronache Nuoro, morta la donna sparita Dina Dore, la donna di 37 anni sparita mercoledì sera nel Nuorese, è stata trovata morta nella notte dentro il bagagliaio della sua auto. "è morta sul colpo, poco prima delle 19" ha riferito il questore di Nuoro, spiegando che i banditi nel tentativo di sequestrarla le hanno dato una botta alla testa con un corpo contundente che l'ha freddata all'istante. Il caffè Illy e la Coca-Cola Accordo fra la Illy, l'azienda triestina produttrice di caffè, e la Coca-Cola per la produzione di una bevanda in lattina. Formazione&Carriere Manager per le città Dalla Bocconi al Ciset di Venezia, si moltiplicano i corsi oper city manager: un ruolo che deve giostrarsi fra comunicazione ed eventi. Cultura Lo scandaloso Walser Il nuovo romanzo di Martin Walser racconta la passione fra il vecchio Goethe e la giovanissima Ulrike e scandalizza la Germania. Incontro con il romanziere. La Cuba di Magris Racconto-reportage di Claudio Magris da Cuba. L'eredità del lungo regno di Fidel Castro e i segni della transizione, la società multietnica e l'apertura che auspicava Wojtyla. Spettacoli Il film di Mereghetti "Tutta la vita davanti" è il nuovo film di Paolo Virzì, con Sabrina Ferilli e Isabella Ragonese: note felliniane e lo stile di monicelli nel raccontare, con toni surreali, la vita in un call-center. Sport Buffon e lo stop Il portiere della Juventus, Buffon, e i suoi problemi di salute. E un piano: mettere la squadra al sicuro in zona Champions e poi prendersi 20 giorni per guarire. * Con Style: abbinamento obbligatorio (Corriere e 1,00 + Style e 0,30); con "Corriere Enigmistica" e 2,60; con "Foto:box" e 8,20; con "Storie della Bibbia" e 9,20; con "La grande dinastia dei Paperi" e 9,20; con "Geronimo Stilton English!" e 10,20; con "L'Europeo" e 9,20; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 14,20; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 11,29; con "Gli itinerari di Dove" e 9,29; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala Milano e Hinterland" e 14,20; con "Il Diritto" e 16,20; con "Storia della civiltà europea" e 14,20; con "Il Mondo" e 2,50.

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ROMA Gli indecisi al 30%, secondo i sondaggisti. E la partita al Senato che è difficile da pre (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Vedere e considerata di gran lunga più aperta rispetto a quella della Camera, dove il Pdl sarebbe in largo vantaggio. Questi due elementi di incertezza spingono Berlusconi (nella foto) a invocare il "voto utile" per il Pdl e non per l'Udc, in modo da battere il Pd, e Veltroni a fare la stessa cosa nei confronti della Sinistra Arcobaleno, perchè non disperda consensi necessari a Walter per superare Silvio. Di più, ora irrompe in campagna elettorale anche il voto disgiunto. Così: "Votate Casini, magari perchè è bello, alla Camera, ma non al Senato!", dice il Cavaliere ai moderati. Ovvero: scegliere l'Udc metterebbe a rischio Palazzo Madama in favore dei democrat. Davvero? "Questa è una bufala!", è il commento di Casini. Sul fronte opposto, Bertinotti contro il "voto utile" teorizzato da Veltroni: "Un nostro successo al Senato danneggia il Pdl. E non il Pd".

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Alitalia, polemica sulla cordata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi: mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.

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La Rai dei comunisti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Norma Rangeri Chiedere che gli elettori italiani possano assistere allo scontro finale dei due leader dei principali schieramenti è la regola di un paese normale. Sarebbe il compimento della tanto bistrattata par-condicio, pretestuosamente chiamata in causa dal centrodestra per sottrarre Berlusconi allo show cruciale. Sarebbe un atto di doveroso rispetto per quei sedici milioni di telespettatori che seguirono, nel 2006, il duello tra Prodi e Berlusconi: la stessa imponente platea pronta a tornare davanti al piccolo schermo. A due settimane dal voto del 13 aprile, la televisione torna al centro della contesa elettorale. Il guanto di sfida lanciato da Veltroni, quel "dove vuole, quando vuole, come vuole", pur di ottenere il faccia a faccia in tv, e costringere il Cavaliere nell'angolo, è una buona battuta a cui manca il resto del copione. Che stanno gia scrivendo. Perché il giorno dopo le elezioni, chiunque le vinca, si prenderà cura di mantenere l'anomalia berlusconiana. Già si dà per scontato che nei primi mesi dopo il voto l'attuale consiglio di amministrazione della Rai sarà prorogato, mentre l'ex ministro Gasparri tesse le lodi del presidente della Rai Claudio Petruccioli, proponendo di rieleggerlo. Il segno di una assoluta continuità con il recente, e fallimentare, passato. Confermato da un conformismo asfissiante di una Rai che accarezza i partiti nel momento in cui dovrebbe metterli sulla graticola di fronte agli elettori. Per la partigianeria dell'informazione targata Mediaset bastano i dati ancora freschi di stampa. Nella fase iniziale della campagna elettorale, il leader del Pd ha corteggiato l'elettore moderato facendo del post-berlusconismo la sua bandiera. Ora che siamo in vista del traguardo deve alzare la temperatura e agganciare la sinistra astensionista con la febbre dell'antiberlusconismo. L'elettorato più impegnato e informato, deluso dall'incapacità del governo Prodi di cambiare la legge Gasparri, respinto dall'intesa cordiale di Veltroni con Berlusconi sulla riforma elettorale, dovrebbe farsi conquistare dalla scelta di cavalcare la tigre del duello televisivo a ogni costo. E fino al punto di accettare che il faccia faccia possa svolgersi anche nelle televisioni del Cavaliere, nel cuore pulsante di un conflitto di interessi, mai nominato dall'inizio della campagna elettorale. Anzi smentito mediaticamente proprio da Veltroni quando, per rassicurare gli uomini di Mediaset, è andato al Tg5 per confermare al direttore di quel tg che nessuna riforma avrebbe in alcun modo toccato le televisioni del monopolio privato. Difficile produrre un miracoloso sussulto di partecipazione del popolo astensionista. Gli unici che possono realmente sollecitare un'onda antiberlusconiana sono i berlusconiani medesimi, ogni volta che gridano, come si ripete in modo petulante in queste ore contro la Rai "genuflessa ai comunisti".

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Ricostruire la sinistra, la sfida del ventunesimo secolo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'intervento Ricostruire la sinistra, la sfida del ventunesimo secolo Giovanni Pieraccini Il nove marzo si è votato in Europa, in Spagna e in Francia e nella tarda sera una notizia è corsa attraverso tutti i mass media: hanno vinto i socialisti, con i loro partiti e, con loro, il Partito socialista europeo. Il sedici marzo al secondo turno francese delle elezioni amministrative la stessa notizia si ripete: hanno vinto i socialisti. Colpiva con grande evidenza l'anomalia italiana dove non c'è più fra i protagonisti una grande forza socialista. Da lungo tempo, durante l'infinita gestazione della nascita del Partito democratico era stato insegnato che l'epoca della socialdemocrazia (e ancora più del socialismo) era finita e pochi giorni prima del voto spagnolo Veltroni aveva dichiarato proprio allo spagnolo El Pais: "Siamo riformisti, ma non di sinistra". Il Partito democratico nasceva "per unire l'Italia, per abbattere i muri da Nord a Sud, fra padri e figli, laici e cattolici, destra e sinistra" e per costruire un'Italia "grande e lieve". Nasceva con una visione ecumenica, sottolineando i valori comuni, le virtù dei cittadini, le colpe della politica. Sparivano Marx e Togliatti, Turati e Matteotti, e Gramsci. Era il partito ecumenico della nazione, della patria, degli italiani nel quale stanno fianco a fianco imprenditori, operai, prefetti, poliziotti, precari, giovani, liberali, socialisti, cattolici integralisti e radicali anticlericali. Una dubbia "novità" questa, che sa di antico; che imbarca Di Pietro e i radicali, ma esclude i socialisti e accusa ingiustamente la sinistra di aver colpito Prodi, quando invece è il Partito democratico a aver liquidato l'esperienza dell'Unione. Una "novità" che per altro usufruiva del sostegno dei mass media (insieme al Popolo della libertà) e che riduceva le voci delle minoranze, facendo scomparire un quotidiano aperto al dialogo delle forze di sinistra come Il Riformista, riducendo al tempo stesso la presenza delle forze minoritarie nella stessa campagna elettorale. Questo mentre un analogo processo ecumenico si svolgeva e si svolge nel centrodestra, con un accalcarsi di tutti su posizioni di centro. In realtà i due partiti hanno programmi simili, tanto da suscitare il lamento di Berlusconi di essere stato "copiato": ridurre la pressione fiscale, aumentare i salari, difendere la famiglia, migliorare la sanità, porre mano alle infrastrutture, assicurare sicurezza e giustizia. Sono misure (alcune anche necessarie) anticongiunturali per il rilancio dei consumi e per la crescita del Pil, sostanzialmente di redistribuzione dei redditi che si scontreranno - chiunque vinca - con le gravi difficoltà di una situazione economica al margine della recessione. Ma soprattutto sono misure simili perché nascono dal pensiero unico dell'accettazione del mercato come il meccanismo capace di garantire il progresso, lo sviluppo e la soluzione della crisi. Non a caso anche Carlo Azeglio Ciampi, certamente non un nemico del mercato, ha denunciato una campagna elettorale fatta di "piccolo cabotaggio con polemichette di quart'ordine e senza un confronto con grandi idee e sui grandi principi. I temi dell'economia sono pressoché assenti". Ma siamo arrivati al punto che persino Giulio Tremonti arriva a scrivere: "L'economia è importante, ma la realtà nella sua pienezza e la vita nella sua complessità sono una cosa diversa. Il mercatismo, l'ideologia totalitaria per governare il XXI secolo, demonizzava lo stato, quasi tutto ciò che era pubblico e comunitario, ponendo la sovranità del mercato in posizione di dominio su tutto il resto. Ora non si può più dire che questa è una linea giusta, la linea esclusiva". La politica non ha fatto altro che adeguarsi a questo stato di cose, quando invece il panorama interno e internazionale è inquietante e drammatico, pieno di conflitti, di integralismi, di terrorismo, di disastri ambientali, con un meccanismo del mercato che porta con sé i venti delle crisi e una permanente violazione delle sacre regole della concorrenza, del trionfo della mano invisibile. Ci sono forze di contestazione e di protesta, ma anche di riforma e di sviluppo democratico, fra le quali preminente in Europa la forza socialista. Come ripartire anche in Italia? Due compiti mi sembrano ineludibili. Intanto ricostruire alcune premesse indispensabili a una democrazia matura. Cioè cambiare le regole a partire dalla legge elettorale e da alcune riforme costituzionali. E' una necessità per tutti, poiché è pericoloso per la stessa democrazia, avere una legge elettorale che stabilisce un dominio oligarchico di poche persone alla testa dei partiti perfino per la formazione del parlamento e la "nomina" dei parlamentari. Inoltre per chiunque vinca, non si potrà governare con l'attuale, senza avvitarsi in una crisi permanente del nostro paese. Il secondo compito è di ricostruire la sinistra. I limiti del passato vanno risolutamente abbandonati, tanto più che nel paese è sempre più avvertito il bisogno di una grande politica di riforme, di libertà, di laicità, di giustizia sociale nel segno del socialismo, che oggi però non trova più il suo naturale referente politico. Occorre, dopo le elezioni, aprire un dialogo a tutto campo, tra coloro che nello stesso Partito democratico si sentono ancora socialisti, passando per i socialisti che sono organizzati in partito, siano o no nel nuovo Parlamento, fino alle forze raccolte nella Sinistra l'Arcobaleno. L'obiettivo deve essere la definizione del programma e dell'organizzazione del socialismo del XXI secolo, per questo è però indispensabile che il 13 e 14 aprile esca dalle urne un segnale chiaro a favore delle forze della sinistra italiana.

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Unguenti miracolosi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Verba votant Unguenti miracolosi Attacca Tremonti: "Veltroni gira le piazze con l'attitudine di un venditore di unguenti miracolosi". Non è particolarmente originale. In principio il "venditore di unguenti" fu Bossi. Lo sbeffeggiò senza fatica un corsivo non firmato de "Il Popolo" nel 1992: "E' un bottegaio della politica (...) Pretende di vendere sulle piazze cianfrusaglie e unguenti maleodoranti come se fossero medicine prodigiose". Maleodoranti, neppure miracolosi. Però il giorno dopo l'onorevole dc Portatadino, figlio di bottegai, lesse e si sentì molto offeso. Soltanto l'anno scorso l'onorevole Napoli (Fi) ampliò il concetto, commentando la proposta della sinistra di abbassare l'Ici: "Vendere unguenti miracolosi raggirando 9 milioni di elettori è un trucco che non riuscirebbe nemmeno al mago di Avellino", disse. En passant, è lo stesso mago citato da Casini il giorno che gli chiesero se il governo Prodi stava per cadere. Infine, tra le pieghe di un libro del 1995 si trova l'inizio di tutto: "Berlusconi applica alla politica lo stesso linguaggio che Wanna Marchi applica alla vendita degli unguenti miracolosi". Firmato Walter Veltroni, ne "La bella politica". E così il cerchio si chiude. alberto piccinini.

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Rifondazione si indigna ma frena (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un voto costituente. Il Prc in trincea spera in una tregua col Pd. Duri invece Pdci e Verdi Rifondazione si indigna ma frena Roma "Veltroni sa di perdere. E se non vuole fare intese con noi vuol dire che le farà con Berlusconi". Cesare Salvi è in macchina per un comizio a Valmontone. Diluvia ma il morale è alto: "Dopo l'intervista al manifesto il voto per noi più che utile è ormai necessario. Siamo l'unico ostacolo contro due partiti 'liquidi' ma pericolosissimi". La sinistra arcobaleno, che in queste elezioni si gioca la vita o la morte, ha sempre più chiaro che la vera posta in gioco nelle urne non è tanto chi governerà pro tempore il paese, quanto il paese che verrà. Cioè le riforme costituzionali e regolamentari che sono già in agenda. Il referendum elettorale si è solo spostato di un anno. E giocoforza si sa già che la prossima legislatura inizierà dove è finita, cioè riforma dei regolamenti parlamentari, addio al bicameralismo perfetto, taglio degli eletti in parlamento e nei consigli comunali, riforme istituzionali che aumentino "governabilità" e poteri del premier. Anche per chi non vuol sentire il catalogo è questo. Bertinotti (che il Foglio chiama malignamente "Bertino-Bertisì-Bertiforse" a proposito del futuro rapporto con Veltroni) è incerto. Preferisce battere sul voto utile ("Saremo determinanti contro il Pdl") ma si astiene dal commentare l'offensiva del Pd. Un po' più esplicito il segretario di Rifondazione Franco Giordano: "Il vero obiettivo di Veltroni non è costruire l'alternativa alle destre ma un modello politico e sociale americano che cancelli la sinistra. Glielo impediremo con grande determinazione". Via del Policlinico si è svuotata per la campagna elettorale ma la prudenza dei vertici del Prc viene spiegata così: "A sinistra siamo noi l'unica forza reale. Se usciamo dalle giunte di centrosinistra, cadono davvero. E vallo a spiegare mentre a Roma e in Sicilia siamo impegnati in una campagna elettorale comune". In altre parole, con Veltroni si è avversari ma mai nemici. Dopo il voto si tratterà senza sconti, ma con quali carte in mano è difficile dirlo oggi. La puntata è al massimo rischio: rosso o nero. O vinci o perdi tutto. Oltre a Sd durissimi anche Pdci e Verdi. Oliviero Diliberto dopo un comizio a Padova va giù pesante: "Mussi ha ragione, le giunte locali non sono un dogma. Veltroni si è assunto la responsabilità di consegnare il paese a Berlusconi. Dopo il voto sarà chiaro a tutti che per vincere gli mancheranno esattamente i nostri voti". Neanche i Verdi le mandano a dire. "Veltroni ora quasi si vergogna di essere stato di sinistra. Spieghi pubblicamente agli italiani che preferisce collaborare con Casini o Berlusconi invece che con noi - attacca Angelo Bonelli - cancellare la Sinistra arcobaleno vuol dire cancellare 3-4 milioni di voti. Ma che democrazia è questa? Aumenterà il conflitto sociale, perché milioni di persone saranno escluse per legge dalla rappresentanza. Non è un caso che in America l'affluenza al voto è vicina al 50%". La Sinistra arcobaleno? "E' un progetto semplice e comprensibile da tutti, perfettamente coerente con quello che la Costituzione ha immaginato". M. Ba.

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Da Veltroni violenza inaccettabile E Berlusconi duella fuori dallo schermo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Da Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori dallo schermo Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la sinistra che "domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho deciso io Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra. E' lui, è il Silvio doc, quello che per l'ultima parte di campagna elettorale si scaglia a testa bassa contro Walter Veltroni, che a sua volta ha riscoperto l'antiberlusconismo. Occasione della nuova intemerata del Cavaliere, la cancellazione della puntata di Porta a Porta che ieri sera l'avrebbe dovuto vedere protagonista. Appuntamento soppresso vista l'impossibilità di mettere in piedi una successiva puntata con Veltroni (per indisponibilità dello stesso ex sindaco di Roma) che, in nome della par condicio, compesasse l'assolo del leader del Pdl. "E' una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole", si scantena così Berlusconi. Da una parte, il segretario del Pd che insiste sul faccia a faccia in tv con il suo rivale, sfidandolo a scegliere anche la location: vuole giocare in casa, allestire il confronto sulla sua Mediaset? E sia. Dall'altra, Berlusconi che di fronte alla sottile, sottilissima allusione al suo conflitto d'interessi risponde che "bisogna andare a votare Pdl per riportare l'Italia in Europa e in Occidente e non subire i condizionamenti di un partito che è ancora radicato nella sinistra estrema". Ma non si parli del faccia a faccia: quello non si può fare - dice ora anche il Cavaliere dopo averlo fatto ripetere per giorni ai suoi - perché la par condicio, la famosa "legge liberticida", non lo consente. Il leader del Pd dice che Berlusconi scappa?: "Ma chi scappa... C'è una legge che impedisce il confronto. Se facessi un confronto con Veltroni dovrei farlo con tutti gli altri 12 candidati", ribatte lo sfidato. Sul caso Porta a Porta a viale Mazzini, dove le imminenti elezioni sono vissute con particolare apprensione, si producono pacchi di comunicati. Il direttore generale Claudio Cappon, dopo aver spiegato che l'azienda ha il fiato dell'Authority sul collo e dunque ha solo applicato la par condicio, mette in chiaro che la decisione di ritirare l'invito a sua emittenza non l'ha presa lui, ma "il comitato consultivo sulla programmazione elettorale". La precisazione arriva dopo che in campo sono scese le truppe Rai del Cavaliere, in primis il consigliere d'amministrazione Angelo Maria Petroni (quello che era stato sostituito dal governo Prodi e poi reintegrato dal Tar), che a Cappon aveva chiesto lumi sulle "ragioni giuridiche di una decisione che non ha precedenti nella storia del servizio pubblico", addirittura. A Petroni si associa la consigliera della Lega Giovanna Bianchi Clerici: "È un'occasione persa il fatto che uno dei candidati principali alle elezioni non abbia la possibilità di partecipare a Porta a Porta a causa di un veto altrui, è una ferita per le regole della democrazia". Entrambi, Petroni e Bianchi Clerici, protestano perché la grave ferita alla democrazia è stata inferta senza informare preventivamente il cda. Morale: "La necessità di rivedere la par condicio è sotto gli occhi di tutti", spiega la leghista sintonizzandosi sui programmi del Cav. A sua volta, sollecitato da una lettera del presidente della vigilanza Mario landolfi, An, interviene il presidente Rai Claudio Petruccioli, che fa un'accurata ricostruzione di quanto accaduto, minuto per minuto, per mettere a tacere voci e indiscrezioni, spiega. Conclusione di Petruccioli: quella di Berlusconi ieri sera sarebbe stata una presenza aggiuntiva rispetto a quelle già concordate per gli ultimi giorni di campagna elettorale. E in questa corsa a precisare e discolparsi, non manca Bruno Vespa: "Non mi si può in alcun modo attribuire la decisione finale" di mettere alla porta Berlusconi. Mi. B.

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Walter ci esclude, è peggio della Dc (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Dopo la chiusura totale del leader del Pd all'Arcobaleno Fabio Mussi avverte: "Se pensa di fare le riforme solo con Berlusconi sappia che le giunte locali sono a rischio. Non può allearsi con la sinistra di giorno e cancellarla di notte" Walter ci esclude, è peggio della Dc Matteo Bartocci "Mi pare che Veltroni ribadisca il tema chiave della sua campagna elettorale: annientare la sinistra. Anche all'opposizione". Fabio Mussi e il leader del Pd si conoscono da trent'anni. Eppure il coordinatore di Sinistra democratica non riesce a nascondere tutta la sua sorpresa e l'indignazione per l'intervista all'amico Walter pubblicata ieri sul manifesto. "Quando lo incontrammo all'indomani della caduta del governo per verificare se c'erano le condizioni di un accordo programmatico tra il Pd e la Sinistra arcobaleno - ricorda il ministro uscente dell'università - lui respinse l'intesa con noi quasi come in un gentlemen' agreement, presentandola come una separazione consensuale. Invece via via, nella campagna elettorale, il suo progetto è venuto fuori perfino con una certa crudezza". "Da soli si può". Cioè senza sinistra. Esatto. Naturalmente quel suo "andiamo da soli", come se fosse un cavaliere senza macchia e senza paura, era un falso. Poi non solo si è alleato con Di Pietro ma ha anche imbarcato i radicali nel Pd con un'operazione perfino spregiudicata. Se pensiamo alla legge 40 o a temi biopolitici come la ricerca sulle staminali il Pd si è sostanzialmente comprato il silenzio dei radicali in cambio di un po' di posti e di finanziamenti. Non voglio sembrare un nostalgico ma la Dc era un partito di centro che guardava alla sua sinistra. Oggi il Pd si è spostato al centro e guarda Di Pietro. Non tutte le innovazioni dunque sono positive. Aver rotto i ponti a sinistra non è di per sé un male. Vi consegna una responsabilità doppia? Se il tema è cancellare la sinistra ci possono essere due conseguenze: o la sinistra perde e allora sarà ininfluente. O la Sinistra arcobaleno avrà un risultato soddisfacente e allora potrà costringere il Pd a cambiare le sue posizioni. Se infatti vince la linea "il deserto a sinistra" credo che non ci sarà nessun argine allo slittamento centrista del Pd. Eppure ricordo che la scorsa estate, alla festa di Sinistra democratica a Orvieto, Veltroni vi disse che in futuro vi avrebbe sorpreso e che prima o poi vi sarete rivisti. Me lo ricordo bene. E oggi invece parla della sinistra come se fosse chissà quale diavoleria sconosciuta. Certo, nel tempo si può cambiare idea ma fino a pochi anni fa eravamo tutti insieme nel Pci. A proposito di tempi che cambiano. L'Unità di oggi (ieri per chi legge, ndr) esulta in prima pagina: "Anche il Wall Street Journal tifa Veltroni". Certo un po' fa impressione: il quotidiano di Antonio Gramsci e quello di Rupert Murdoch "tifano" entrambi per Veltroni. Sono giornali autorevoli tutti e due, ovviamente, ma il Pd è proprio sicuro che quei fortissimi poteri economici gli chiedono cose che è in grado di mantenere? Ma una chiusura così netta a sinistra, anche se sarete all'opposizione e vincesse Berlusconi, non annuncia un'apertura a destra, almeno sulle riforme? Questo il Pd lo dice esplicitamente. Berlusconi e Veltroni possono benissimo fare le riforme anche da soli. La sinistra allora ha il dovere di mandare a entrambi un messaggio forte e chiaro: il tavolo delle riforme non può essere a due. A chi ci chiede noi da che parte stiamo rispondo che ci batteremo con la maggioranza del popolo italiano che tre anni fa ha respinto con il referendum le riforme costituzionali della destra. E se si limitassero alla riforma elettorale? Se pensano di fare un bipartitismo coatto per legge sappiano che ciò non sarà senza conseguenze. Non si può pensare di governare città, province e regioni con la sinistra al mattino e cancellarla per legge a livello nazionale la sera. Approvare una riforma elettorale attraverso un patto scellerato con Berlusconi innescherà un effetto domino ovunque governiamo insieme. Chiedo che dicano subito quali sono le loro intenzioni, perché quello che prometti agli elettori poi lo devi fare.

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Si è sfilata la cordata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi fa i nomi dei possibili "scalatori" di Alitalia: Benetton, Eni, Ligresti, Mediobanca. Tutti smentiscono a stretto giro di posta. Consob e procura tengono d'occhio i movimenti speculativi sul titolo, più volte sospeso in borsa Sara Farolfi Dire, ridire e smentire. Poi, ripulito il campo, rilanciare. La situazione è grave ma non seria, direbbe Flaiano. Non fosse che ieri la Consob e la Procura di Roma hanno battuto un colpo. L'autorità di vigilanza sulla Borsa per annunciare di avere messo in atto un "attento monitoraggio" della situazione Alitalia (il cui titolo anche ieri è stato sospeso svariate volte per eccesso di rialzo, per poi chiudere con un più 8,44%). E la magistratura - che segue la vicenda Alitalia dalla scorsa estate - per dirsi pronta a esaminare il materiale che dovesse emergere nell'ipotesi di un'istruttoria da parte dell'autorità di vigilanza. Dopo giorni di mezze parole a mezzo stampa, Silvio Berlusconi ha reso noto in un colloquio con la Stampa alcuni dei nomi dei potenziali interessati a una cordata italiana per l'acquisizione di Alitalia: Ligresti, Benetton, Mediobanca e Eni. Tempo qualche ora, e la giornata si è trasformata in una lunga coda di smentite e no comment. "Nessun interesse", da parte della holding dei Benetton. "Nessuna ipotesi di cordata o di ingresso nel capitale di Alitalia è allo studio", detta Mediobanca. All'Eni (di cui comunque risponde, in ultima istanza, il Tesoro che ha in mano poco meno del 30% delle azioni) tocca dire, per bocca dell'amministratore delegato Paolo Scaroni, che "il dossier Alitalia non è in agenda". Anche l'Enel (assente dalla lista) mette le mani avanti: "Io compro solo i biglietti di Alitalia", si diverte l'ad Fulvio Conti. E Ligresti, storico amico del cavaliere, sottolinea di "non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare un'offerta". Fuffa elettorale, dunque, l'ennesima. Così il berlusca corregge il tiro - "i nomi apparsi sui giornali sono indiscrezioni o supposizioni giornalistiche", "i giornali intingono la penna nel rosso della sinistra" - e prepara il rilancio - "l'Italia non può rinunciare a una sua compagnia di bandiera, perciò ho lanciato un appello a tutti gli imprenditori perchè sentissero l'orgoglio di garantire la sopravvivenza e il rilancio di Alitalia.. c'è tutto il tempo di condurre in porto le esplorazioni e i contatti già avviati e nessuno è autorizzato a scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". Le precisazioni toccano poi a Bruno Ermolli, presidente di Sinergetica, membro del cda di Mediaset, e da qualche settimana "esploratore" designato dal cavaliere: "E' chiaro che non basteranno pochi giorni, e soprattutto il tutto dovrà farsi una volta esaurita la trattativa con Air France". Ma in serata la conclusione di Berlusconi è la seguente: "Un'offerta impegnativa per l'acquisizione della compagnia di bandiera si potrebbe consolidare in tre, quattro settimane". Allo scoccare dell'ennesima dichiarazione, la maionese elettorale è già impazzita. Di Pietro, nell'abito che più gli è consono, minaccia: "L'Italia dei valori presenterà una denuncia al fine di accertare se vi siano estremi di reato, insider trading o aggiotaggio, nelle dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia". "Insider trading? Ma io non ho neanche un'azione Alitalia", risponde Berlusconi. Palazzo Chigi, chiamato in causa dal presunto interessamento di Eni alla cordata italiana, non si sbilancia. Stavolta ne parla anche Walter Veltroni: "La politica è una cosa seria, in cui ogni parola pesa sulla Borsa e su questi temi non si possono inventare affermazioni non sostenute dalla realtà. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fossero i posti di lavoro di migliaia di persone". Secondo il candidato premier Pd, l'accordo con Air France va fatto, con due garanzie: limitando l'impatto sociale per quanto riguarda gli esuberi e garantendo un ruolo importante a Malpensa. "Gli imprenditori italiani sono persone serie che prima risolvono i problemi e solo dopo dicono di averli risolti", ne approfitta Massimo Calearo, ex presidente di Federmeccanica candidato nelle liste del Pd. "Solo bufale e non mozzarelle", arriva dal centro di Pier Casini. E persino Bossi non fa che ripetere che si tratta di "un miracolo che può fare solo Berlusconi". Si può diventare laici anche involontariamente.

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Scripta manent (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Candidarsi addosso Luca Fazio Uff...Non sanno nemmeno mandarsi affanculo come si deve! Insultarsi per bene, con cognizione di causa, scegliere la parola giusta per lasciare di sasso l'avversario, è un'arte che ha a che fare con la poesia. Lo sapeva bene Borges, che purtroppo, però, non fa i titoli dei giornali. Prendiamo l'apertura del Corriere della Sera, per esempio: "Elezioni, è l'ora dello scontro". Palla colossale, a meno che dopo un'ammucchiata di legislature inginocchiate sulle poltroncine di Bruno Vespa non ci sia ancora qualcuno disposto ad eccitarsi per una scaramuccia a Porta a Porta. E lo scontro? Eccolo. Sei vecchio e scappi. E tu sei stalinista. Ci siete ancora? Bene, è tutto qui. Tanto basta per far dire a Massimo Franco che "il segretario del Pd e i suoi uomini si preparano a sfilarsi i guanti di velluto e a mettersi i guantoni da boxe". Sentite un po' che colpi spara il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini: "Berlusconi? Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un incontrino di wrestling al femminile, nel fango. Sul ring "Mussolini contro Santanché: so quel che Benito pensa di te". Siete lì che pendete dalle loro labbra? Tutta roba finta: la nipotina del dittatore, apostrofata con un "sei una valletta di Fini", replica con un "parli tu che sei politicamente orizzontale". Finalmente il più classico degli insulti? Mah. Per guadagnarsi la prima pagina, l'icona popolare che lo rappresenta andrebbe nominata con più coraggio. E Berlusconi, che una volta dava dei coglioni al 50% degli elettori? Le solite battute. Stalinista di qui, stalinista di là, e poi solo una frecciata a Di Pietro: "Mi fa orrore non perché è brutto, ma perché con una grammatica così c'è da credere che la sua laurea non sia altro che un titolo fornito dai servizi". Cambiamo laurea, e andiamo a cercare qualche cattiveria su l'Unità che per épater la bourgeoisie pubblica in prima una epistola di Mario Capanna, letteralmente infuriato con l'Università Cattolica che quattro decenni fa lo cacciò per insubordinazione. Tuoni e fulmini? Macché: "Caro Rettore, ora voglio le scuse". Ah. Più perfida, almeno nelle intenzioni, l'apertura a sei colonne: "Il mondo ci guarda: Silvio vecchio, Walter nuovo". Vecchio. Ecco l'insulto che più spesso viene indirizzato al Cavaliere, e potrebbe essere anche un boomerang, poiché, considerato che di vecchi è piena l'italietta, meglio sarebbe accompagnare l'epiteto con un sostantivo appropriato. Vecchio...cosa? Eppure (prendiamo La Stampa) è proprio sull'età che Veltroni tradisce quell'aria da Gianni Morandi che poco si adatta agli scontri frontali: "Sono alla 71esima tappa del mio giro fra le province, più o meno l'età del mio avversario". E la Repubblica che fa, visto che "E' scontro sul duello in tv"? Buffetti, solo Curzio Maltese roso da un dubbio - "Che senso ha una campagna elettorale senza il faccia a faccia tra i due candidati?" - e poi una carognata di seconda mano di Ellekappa sui soliti insulti del piccoletto di Arcore: "Berlusconi tira fuori i suoi vecchi cavalli di battaglia"; replica l'altro, "Vediamo se tira fuori anche lo stalliere". Ma, seppur involontaria, la più cattivella di tutte è stata riservata alle incolpevoli suore clarisse del monastero di Santa Rosa. Cavaliere ha qualche consiglio? "Non fate tardi quando uscite la sera". Un colpo di fioretto.

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Bestiario (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

OPINIONI BESTIARIO Contrordine compagni di Giampaolo Pansa Torte in faccia. Accuse maligne. Comizi interrotti. Lanci di uova. Attacchi alle sedi. è la sinistra nevrotica Una torta di panna no-global tirata in faccia a un capo no-global? Impossibile, dirà qualcuno. Invece è accaduto sabato 22 marzo a Venezia. Il colpito è Francesco Caruso, già deputato di Rifondazione e oggi ricandidato dalla Cosa Rossa in Veneto 2, ossia a Treviso, Belluno e Venezia. Il Caruso stava tenendo una conferenza stampa in un ristorante veneziano e spiegava perché i capi della Sinistra Arcobaleno l'avessero deportato tanto lontano dal suo Mezzogiorno. Aveva accanto il chiarissimo professor Nicola Tranfaglia, storico, comunista del partitino di Diliberto, anche lui rimesso in lista. All'improvviso, è comparso un ragazzo in cappuccio nero che ha fatto partire il missile di panna montata. Un razzo di un chilo, forse uscito dall'arsenale di Luca Casarini, il capo-no global del Veneto che apprezza poco quel compagno del Sud. Risultato: colpito Caruso. E con lui la sacra barba di Tranfaglia. Messo così, l'assalto pannoso sarebbe cosa da nulla, roba da tardo film comico. Ma vista nel famoso contesto che tanto piace ai pensatori della sinistra regressista, la faccenda acquista un valore ben più pregnante. E svela la paura di perdere che serpeggia nelle file dell'Arcobaleno Rosso, in braghe di tela per la polemica sul voto utile. La paura ha generato una nevrosi isterica. Rivolta non al blocco del famigerato Caimano Berlusca, bensì al Pidì del pacifico Veltroni. Lo si è visto fin dall'inizio della campagna elettorale. E il primo a farne le spese è stato il giuslavorista Pietro Ichino: candidato di Walter e bestia nera dei regressisti per le sue opinioni sull'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori e sulla legge Biagi, uno che vive da sei anni sotto scorta. Già alla fine di febbraio, i capi della Cosa rossa tiravano su di lui. Marco Rizzo è stato lapidario: "è un servo dei padroni". E Diliberto: "è uguale a Berlusconi". E madama Manuela Palermi: "è un vero talebano, un pazzo". E Franco Giordano, un tantino meno rozzo: "La candidatura di Ichino mostra la volontà di favorire una politica economica liberista". Qualche giorno dopo, il ringhio dei Cosarossi & Affini è diventato bipartisan. Il 29 febbraio, a Torino, una squadraccia di antagonisti ha devastato la sede di Forza Italia, inondandola di liquame. Il 1 marzo a Livorno sono andati distrutti due gazebo della Lega, più le botte a un leghista. E prima ancora, sempre a Livorno, erano state devastate le sedi dei comitati elettorali di Altero Matteoli e di Guido Guastalla. Il 7 marzo a Genova i centri sociali hanno interrotto un comizio del leghista Mario Borghezio. Lo stesso giorno a Roma ha fatto la medesima fine un convegno di An sulla festa dell'Otto marzo all'Università della Sapienza. Qui è stato aggredito il direttore del 'Secolo d'Italia', Luciano Lanna. Il 12 marzo, sempre a Roma, i Centri sociali hanno invaso la sede nazionale del Pidì, il famoso loft di Veltroni, pretendendo la verità sui pestaggi della polizia durante il G8 del 2001 a Genova. Hanno lanciato fumogeni ed esposto uno striscione di scherno per Walter: 'Tortura al G8? Yes, we can!'. Ve lo immaginate che cosa sarebbe successo se una squadra di anarchici o di trotzkisti avesse occupato le mitiche Botteghe Oscure del Pci, ai tempi di Berlinguer, ma anche a quelli di Occhetto? Io sì che me lo immagino. Ma oggi siamo diventati tutti dei fighetti pacifisti in guanti bianchi ed è fuori moda reagire. E così, sotto la pelle di una campagna in apparenza soft, si lasciano correre umori maligni, come se fossero innocue barzellette della vecchia 'Domenica del Corriere'. Dappertutto sprizzano rancori vecchi e nuovi, a inquinare un'aria già fetida. Diliberto cede il proprio posto in lista a un operaio della Thyssen e il suo vecchio compagno Cossutta lo accusa: "Demagogia e plebeismo. O plebeismo demagogico, il che fa lo stesso". Sul 'manifesto', Vauro pubblica una vignetta infame contro Fiamma Nirenstein, candidata con Berlusconi. Fiamma è dipinta come un Frankenstein che inalbera la stella di Davide e il fascio littorio, ma pochi protestano. Idem per le aggressioni a Giuliano Ferrara, in tour elettorale per la sua lista 'Pro Life', inseguito da torme di donne su di giri. E lo stesso accade per i lanci di uova contro gli uffici romani di 'Famiglia Cristiana' e di 'Avvenire', accusati nientemeno che di 'clericofascismo'. Mi domando che cosa verrà lanciato, al posto delle uova, dai nevrotici del regressismo nel caso di una vittoria del Caimano. Ci vorrebbe, a sinistra, qualcuno capace di fermarli con il grido famoso di Giovannino Guareschi: 'Contrordine compagni!'. Ma, ahimè, oggi non vedo nessuno che ne abbia l'autorità. Se esiste, vorrei proprio conoscerlo. Per stringergli la mano. E dirgli: coraggio, pensaci tu, prima che sia troppo tardi.

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Satira preventiva (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

OPINIONI SIGNORNò Vi incrimino anzi no di Marco Travaglio Veltroni l'ha scritto sul 'Riformista', per non farlo sapere troppo in giro. Ma l'ha scritto: l'"obbligatorietà dell'azione penale" va attenuata con "criteri di priorità" fissati da "Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica". Peccato, perché nella prima parte dell'articolo aveva fatto bene i compiti: i mali della giustizia sono i troppi "colpevoli impuniti, scarcerazioni incomprensibili, sentenze dopo moltissimi anni", dunque occorrono più mezzi, più organizzazione e meno cavilli. Poi però Uòlter è scivolato su una ricetta che, oltre a portare il marchio di Gelli, di Craxi, di Berlusconi e della Bicamerale, tradisce la Costituzione proprio nel 60 compleanno e butta a mare uno dei rari fiori all'occhiello del nostro sistema. Perché la legge sia uguale per tutti, i pm e i giudici devono essere "indipendenti da ogni altro potere". E, per esserlo davvero, devono coltivare tutte le notizie di reato. Senza poter scegliere quelle che preferiscono. Si dirà: i reati sono troppi e si è già costretti a scegliere. Bene, anzi male: il rimedio è depenalizzare i reati ritenuti superflui. Ma dire "questo è reato, ma non sarà punito" è assurdo e devastante. Obiezione: il procuratore torinese Marcello Maddalena ha raccomandato ai suoi pm di accantonare i processi destinati a pena indultata e dare la precedenza a quelli nuovi. Vero, ma è una misura eccezionale per fronteggiare l'emergenza indulto, che costringe i giudici a processare anche imputati per reati commessi fino al 2006 e dunque destinati, in caso di condanna, a subire una pena puramente virtuale. Pessima poi l'idea di far decidere al Parlamento, cioè ai partiti, quali reati perseguire e quali no. Perché metterebbe fine all'indipendenza della magistratura. E perché gli ultimi 15 anni di 'riforme' la dicono lunga su quali siano, per i nostri partiti, i 'reati gravi': quelli degli altri. Nel 1997 destra e sinistra depenalizzarono l'abuso d'ufficio non patrimoniale, legalizzando lottizzazioni, favoritismi, concorsi truccati. Nel '99 destra e sinistra tentarono di depenalizzare il finanziamento illecito dei partiti, e dovettero rinunciare solo grazie al no di Di Pietro e di alcuni grandi giornali. Nel 2000 destra e sinistra depenalizzarono l'uso di fatture false con relative frodi fiscali. Nel 2002 Berlusconi cancellò di fatto il falso in bilancio e dimezzò la prescrizione per i reati di Tangentopoli: due controriforme che, nonostante le promesse, l'Unione non cancellò. La Lega bloccò il reato di tortura (e Uòlter, che ora chiede "piena luce" su Bolzaneto, dovrebbe ricordarlo). Dal 2006 il governo Prodi boicotta il processo sul sequestro di Abu Omar. E da anni destra e sinistra tentano di dimezzare le pene per la bancarotta. Se il Parlamento mette becco pure nell'azione penale, sappiamo già come va a finire: i reati 'meno gravi' sono quelli delle classi dirigenti, cioè proprio i più dannosi per la collettività. Quelli che, nei paesi seri, sono puniti con la galera. E in Italia, invece, con la presidenza del Consiglio. Ma chissà che gli è preso, a Uòlter: per dire certe castronerie, non bastava Berlusconi? OPINIONI SATIRA PREVENTIVA malpensa pitonata di michele serra L'annuncio di una cordata guidata dai figli di Berlusconi per sottrarre le spoglie di Alitalia ai francesi è stata accolta con grande interesse dagli analisti finanziari. Secondo alcuni la liquidità della famiglia, finora destinata soprattutto all'acquisizione di centinaia di ville identiche, con patio e pozzo rustico, in tutte le località turistiche del pianeta, basterebbe da sola a ripianare l'intero deficit nazionale e risollevare le sorti di tutti i comparti industriali. Sono allo studio diversi interventi risolutivi. Vediamo i principali. Malpensa La famiglia Berlusconi rileverà Malpensa soprattutto per riqualificarla dal punto di vista estetico e urbanistico. Ogni pista sarà dotata di patio e ogni aereo di un prestigioso pozzo rustico, proprio dietro la cabina del pilota. Le sale d'attesa, delimitate da anonime vetrate secondo la sciatta usanza mondiale, saranno finalmente perlinate per conferire all'aerostazione il giusto orgoglio 'local', molto apprezzato dalla Lega che ha già fatto perlinare l'intera provincia di Varese. Ogni passeggero, con una modica spesa aggiuntiva, potrà ricoprire la sua valigia con uno speciale cellophan pitonato, ideato da Marina Berlusconi in persona, e prendere posto nelle salette vip, che saranno identiche alle altre ma si distingueranno per la scritta 'saletta vip', la presenza di soli passeggeri con bagaglio pitonato e una hostess che si premura di chiudere personalmente la bocca dei passeggeri che si addormentano con la bocca aperta. Autogrill Le tristi cataste di caciotte e peluche, grazie alla gestione Berlusconi, verranno soppiantate da allestimenti di tutt'altro livello: le caciotte saranno confezionate in prestigiosi reggiseni, i peluche non rappresenteranno più i soliti orsetti e delfini, ma donnine nude, alcune a grandezza naturale, in grado di dire 'ti amo' con una semplice pressione sulle natiche. L'idea di moquettare l'intero tracciato dell'Autosole è invece stata abbandonata dopo avere valutato i costi del battitappeto. Si è ripiegato sulla moquettatura delle sole aree di parcheggio. I caselli saranno sostituiti da pozzi rustici, nei quali gettare il denaro contante, oppure da Telepass di nuova concezione, che riconoscono l'automobilista, lo salutano con nome e cognome e gli gridano di tornare subito indietro perché deve ancora ascoltare alcuni consigli pubblicitari, pena il raddoppio della tariffa. Caffè Greco Perché lasciare il più prestigioso caffè di Roma nel suo decrepito aspetto di locale storico? Piersilvio Berlusconi in persona intende rilevarlo e trasformarlo in sushi bar. I vecchi camerieri potranno rimanare al loro posto ma verranno tatuati e dovranno servire i clienti a torso nudo, con un gilet argentato, danzando al suono della musica techno. Gli anziani clienti (senatori, intellettuali, professori con la gotta, turisti americani per bene) saranno costretti dai buttafuori a intingere il sushi nel cappuccino. In alternativa, a farsi un piercing. Un medico interno provvederà a soccorrere il presidente Napolitano quando, appena entrato nel locale, cadrà per terra inseguendo il suo caffè che fugge sul nastro rotante. Fiat I modelli della gamma attuale rimangono legati a un concetto di popolarità che mortifica le ambizioni nei nuovi proprietari. Nemmeno la Panda con le basette lanciata da Lapo Elkann per ricordare il nonno viene ritenuta sufficientemente pacchiana dallo staff di Berlusconi, che intende rivoluzionare la produzione, valorizzando l'esperienza immobiliare del gruppo. Via la Punto e la Croma, arriveranno l'ammiraglia 'Superattico', con pozzo rustico nel bagagliaio, la media 'Prestigioso quadrilocale', con citofono, e l'utilitaria 'Soluzione interessante', parcheggiata sempre a soli venti minuti dal proprietario. Attesa anche la city-car per signore 'Luana', con il paraurti anteriore rifatto. Tutti i modelli avranno la possibilità di montare ruote col rialzo e come optional un avvocato seduto al fianco del guidatore.

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Occhio al candidato (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Attualità ELEZIONI / LE LISTE AL MICROSCOPIO occhio al candidato Di peter gomez e marco travaglio Condannati. Riciclati. Voltagabbana. Fannulloni. Un libro analizza gli aspiranti parlamentari. Elenca quelli 'da evitare'. E propone il loro sciocchezzaio S'intitola 'Se li conosci li eviti': è il nuovo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio (ed. Chiarelettere, 14,60 euro). Un "manuale di pronto soccorso" per aiutare gli elettori a scegliere il meglio, o il meno peggio, tra le liste dei candidati, anzi dei parlamentari nominati dai partiti grazie alla legge elettorale Porcellum. Il sottotitolo parla da sé: "Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana, fannulloni del nuovo Parlamento". Ma, all'inizio del libro, gli autori fanno uno sforzo costruttivo ed elencano "i magnifici venti", cioè altrettanti parlamentari che hanno meritato la riconferma (infatti alcuni di essi, come Nando Dalla Chiesa e Tana De Zulueta, non sono stati ricandidati). Poi inizia il rosario degli impresentabili, scelti per categorie. Quelli che hanno votato l'indulto. Quelli che hanno partecipato alla grande abbuffata della monnezza in Campania. Quelli che han comprato case nel centro di Roma a prezzi di box auto. E poi i voltagabbana, gli assenteisti cronici, i somari sorpresi dalle Iene a balbettare anche sulla data della scoperta dell'America o della Rivoluzione francese e così via. Prima di un confronto fra gli ultimi due governi del centrodestra e del centrosinistra, con relative leggi vergogna, e dei programmi elettorali di Berlusconi e di Veltroni, c'è una lunga radiografia degli inquisiti, imputati e condannati presenti nelle liste. A farla da padrone è il Popolo delle libertà, che - se ha lasciato a casa i Pomicino, i Vito, i Biondi, e i Mastella - ha rinnovato il repertorio con parecchie new entry per meriti penali. A cominciare dai pregiudicati Ciarrapico e Sciascia e dagli indagati Speciale e Bergamini. In tutto, i condannati in primo o secondo o terzo grado del Pdl sono 25, più almeno altrettanti indagati o rinviati a giudizio, senza contare i miracolati dalla prescrizione. E pensare che Sandro Bondi aveva promesso "nessun candidato sottoposto a procedimenti penali" (anche se poi aveva aggiunto: "Tranne i perseguitati politici..."). L'Udc vanta almeno cinque condannati, fra provvisori e definitivi. La Destra due rinviati a giudizio, tra cui il suo leader Storace. Ma le sorprese vengono dal Pd che, nonostante la promessa di Veltroni di non candidare nemmeno i puniti in primo grado, schiera due condannati definitivi, Enzo Carra e Antonino Papania (entrambi in Sicilia, dove svetta anche Mirello Crisafulli, amico del boss di Enna), un condannato in primo grado, uno in appello, cinque indagati (tutti fra la Calabria e la Basilicata), un rinviato a giudizio, tre salvati dalla prescrizione (tra i quali D'Alema). Senza dimenticare tutti i protettori di Giovanni Consorte nella scalata Unipol a Bnl. Completano il quadro l'Arcobaleno (due condannati: Caruso e Farina, ancorché per reati legati all'attività politica di "disobbedienti") e i Socialisti (un condannato per tangenti: De Michelis). Le schede di ogni 'impresentabile' si concludono con uno o più 'frasi celebri', che costituiscono un impareggiabile bestiario dei legislatori. Ecco una piccola antologia: Lucio Barani (Pdl): "L'Eta agisce nel Nord dell'Irlanda, è l'organizzazione che vuole liberare la sua regione dall'Inghilterra". Silvio Berlusconi (Pdl): "Mi sono battuto fino all'ultimo perché Enzo Biagi restasse in Rai". Roberto Calderoli (Lega): "Dare il voto agli immigrati non mi sembra il caso, un paese civile non può far votare dei bingo-bongo che fino a qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai". Massimo Calearo (Pd): "San Clemente Mastella ha fatto bene al Paese perché ha fermato il governo Prodi e adesso c'è un partito come il Pd che ha un programma moderno...." (2008). Francesco Caruso (Sa): "L'indulto è uno scambio di prigionieri: noi liberiamo i nostri compagni e Forza Italia libera i suoi". Roberto Castelli (Lega): "In base ai princìpi di Montesquieu, propongo una versione all'argata del lodo Maccanico (la norma dichiarata incostituzionale che impediva i processi al premier, nda) anche per i ministri. Basterà una legge ordinaria, senza problemi di costituzionalità". Giuseppe Ciarrapico (Pdl): "'Sta destra imbalsamata... Ma chi la vole? è una monnezza..." (2007). Giuseppe Consolo (An): "Aumenta la credibilità di Igor Marini (il calunniatore del caso Telecom-Serbia, nda) è innegabilmente più credibile di ieri..." (2005). Gennaro Coronella (An): "La scoperta dell'America? Diciassettesimo secolo, 1700". Massimo D'Alema (Pd): "Veltroni leader del Pd? Non finché io vivo" (giugno '06). Antonio Del Pennino (Pdl): "Abbandono definitivamente la politica, mi dedicherò all'editoria..." (1994). Marcello Dell'Utri (Pdl): "Se esiste la mafia? Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste l'antimafia esisterà anche la mafia...". Lamberto Dini (Pdl): "Non sono un trasformista, sono sempre stato coerente..." (10 febbraio 2008). Renato Farina (Pdl): "La mia ambizione è sempre stata inconsciamente quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte". Gianfranco Fini (Pdl): "Voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quanto riguarda il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al contrario di lui non cambio posizione. Se vuole far il premier, deve fare i conti con me, che ho pure vent'anni di meno..." (18 novembre 2007). Giampaolo Fogliardi (Pd): "Effetto serra è il pianeta che si raffredda". Marco Follini (Pd): "Cuffaro è una persona per bene e io l'appoggio" (2006). Maurizio Gasparri (Pdl): "Mi tocca di stringere centinaia di mani, sudate, calde, sporche. E, al sud, addirittura il bacio. Il saluto romano è più pulito. Dovrebbero imporlo le Asl per evitare il contagio". Carlo Giovanardi (Pdl): "Il decreto Bersani prevede che l'Iva passi dal 10 al 20 per cento per una serie di merci: ci sono i prodotti dolciari, francobolli da collezione. C'è già una reazione furibonda da parte di collezionisti di francobolli, che sono migliaia... Le tariffe dei taxi italiani sono già tra le più basse d'Europa". Luigi Grillo (Pdl): "Il governatore Antonio Fazio è un uomo di una severità, di una trasparenza, di una pulizia morale assolute". Enrico La Loggia (Pdl): "C'è un manipolo di magistrati facinorosi che devono essere messi in condizione di non continuare a fare questo attacco alla democrazia. Forse varrà la pena di farne un breve elenco" (2002). Mario Landolfi (Pdl): "è la tv che ha invaso la politica, non il contrario". Raffaele Lombardo (Mpa): "Non ci piace Garibaldi. Noi dobbiamo rivalutare i nostri briganti". Francesco Lucchese (Udc): "Nelson Mandela? Il presidente sudamericano... brasiliano. No, Sudafrica, scusi il copsus... Ha combattuto per l'apartid, per il diritto di separazione fra bianchi e neri". Leonardo Martinello (Udc): "Guantanamo? Mai sentito... I carceri in Iraq o in Afagnistan... Apfaghistan...". Antonio Martino (Pdl): "Lunga vita ai paradisi fiscali. Difendo quei paesi dove viene salvaguardato strenuamente il segreto bancario, alto principio di civiltà e di garanzia per i contribuenti". Riccardo Minardo (Pdl): "La rivoluzione francese? Milleottocento, seconda metà, mentre si faceva l'Unità d'Italia, si faceva anche la Rivoluzione francese... 1860, più o meno...". Gaetano Pecorella (Pdl): "Hamas sappiamo benissimo che cos'è: è il capo dell'organizzazione palestinese. Lo sappiamo tutti...". Marcello Pera (Pdl): "Berlusconi è a metà strada tra un cabarettista azzimato e un venditore televisivo di stoviglie, una roba che avrebbe angosciato e ispirato il povero Fellini" (1994). Oskar Peterlini (Svp):"La Rcs è un'assicurazione, no?". Pietro Rao (Mpa): "Caino era il figlio d'Isacco". Claudio Scajola (Pdl): "Fatevi dire da Maroni se Marco Biagi era una figura centrale: era un rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza". Walter Veltroni (Pd): "Non penso affatto di presentarmi come leader del centrosinistra" (gennaio 2006). Luigi Vitali (Pdl): "La scoperta dell'America? 1862". n.

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PASSAPAROLA WALTER (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Attualità ELEZIONI / PARTITO DEMOCRATICO ALLA PROVA PASSAPAROLA WALTER COMUNICAZIONE PI AGGRESSIVA. DUELLO TVPER ATTRARRE ELETTORI NON POLITICIZZATI. MA SOPRATTUTTO MOBILITAZIONE DEL POPOLO DELLE PRIMARIE. ECCO LA STRATEGIA DI VELTRONI PER CONQUISTARE GLI INDECISI Allora facciamo il punto. Va male? Malino, malissimo? O c'è qualche chance di recupero? Una lucina in fondo alla galleria del 13-14 aprile? Per il momento si vede che Silvio Berlusconi è un pascià e agita l'Alitalia come una scimitarra contro il centrosinistra, riuscendo perfino nell'impresa di resuscitare la coppia Prodi & Padoa-Schioppa come nemici preferiti, 'il duo che vi piace odiare'. I suoi media fanno campagna sino in fondo, comportandosi come autentici house organ di propaganda, e innescando fuochi artificiali con ogni titolo; il giornale d'opinione della famiglia berlusconiana, 'Il Foglio', partecipa alla festa preventiva del Pdl e scrive un giorno sì e l'altro pure che "il Cav. si appresta a vincere a valanga". Sarà vero, sarà falso. Comunque a dare retta ai sondaggi sembra che non ci siano realistiche possibilità di rovesciamento del match: "La situazione è statica", conferma a denti stretti Roberto Weber di Swg, nel senso che dopo la prima rincorsa il rapporto di forze tra Pdl e Pd si è stabilizzato: "Veltroni non è più in crescita". Ilvo Diamanti, il maggiore interprete del Nord, lascia trasparire lo scetticismo del politologo: questione di liste discutibili, di messaggi poco leggibili. è vero che a Mantova come a Varese, a Sesto San Giovanni come a Milano, piazze e spazi urbani si sono riempiti di folla, ma lasciando a molti la sensazione che il tour di 'Walter' abbia mosso le acque superficiali più che quelle profonde. Quanto al "bruciante programma di modernizzazione" auspicato dai Michele Salvati e dai Nicola Rossi, dopo le candidature di Colaninno junior e del confindustriale Calearo, oltre la linea gotica si è perso il filo. Nell'area ultrariformista trapelano perplessità: forse ci voleva uno sforzo in più per qualificare il Partito democratico come lo strumento storico della concorrenza e delle liberalizzazioni. Occorreva guadagnare il via libera degli establishment, "e invece siamo qui a discutere il protezionismo chic di Tremonti". A cui si aggiunge il populismo nazionalista delle trovate di Berlusconi sull'Alitalia ("i miei figli faranno il loro dovere"), accolte senza una reazione adeguata. "Berlusconi in verità sembrava bollito, tutt'altro che entusiasta di andare a Palazzo Chigi, ma con l'Alitalia ha fatto un numero da acrobata, paragonabile a quello del 2006 durante l'ultimo confronto in tv con Prodi, quando a sorpresa promise l'eliminazione dell'Ici", commenta il politologo Roberto Cartocci: "Ed è piuttosto sensazionale che i liberisti e liberalizzatori, e anche i secessionisti, siano diventati i difensori dell'italianità. Solo che su questo tema Veltroni, ex sindaco di Roma e legato alla pax sindacale, è paralizzato". Insomma, nel circuito veltroniano ci sarebbero serie condizioni per il pessimismo. La Chiesa sembra sempre su posizioni ruiniane, diffidente verso le tracce di radicalismo 'laicista' presenti in qualche frangia democratica. E invece nel loft e sul pullman, fra i collaboratori, nei discorsi di Goffredo Bettini e dell'ufficio stampa, circola un discreto buonumore. Così come nel circuito politico che affianca il leader. Il numero due del Pd, Dario Franceschini, è in attesa che si realizzi il 'Democratic Day', "cioè il nostro D-Day", e annuncia la strategia per le ultime due settimane di campagna: "Abbiamo dalla nostra parte una forza che non ha nessuno, il popolo delle primarie. è un esercito che non ha generali né reggimenti; ma sappiamo che almeno il 15 per cento del voto è indotto da un consiglio personale e diretto. Si tratta di un voto che si può definire di prossimità. E se finora abbiamo fatto la campagna elettorale in tv, adesso chiediamo di farla a quei tre milioni e mezzo di cittadini che scelsero Veltroni nei seggi della consultazione democratica. Con il passaparola, il metodo più antico e più nuovo del mondo". Ma nel vertice del Pd avranno la percezione che, se dovesse andare molto male, c'è il rischio di recludere la sinistra riformista all'opposizione per un paio di decenni? E che allora non basta il guerrilla marketing, il marketing virale, il 'word of mouth', e occorre un po' di pathos? Finora l'unico e vero segnale politico lanciato dai Veltronici è stato il messaggio strategico-organizzativo. "Abbiamo cambiato lo schema competitivo, e fatto capire all'opinione pubblica che il 'correre da soli' è stato un cambio di fase rivoluzionario per la politica italiana. Certo, la trasformazione del format non basta. Ma adesso andiamo a mettere le mani dentro la società. Coraggio, si riparte". Il primo punto della 'ripartenza' alla Arrigo Sacchi consiste innanzitutto nella mobilitazione delle aree di elettorato ancora incerte. Cioè una quota di voto ancora altissima, che a seconda dei sondaggi si situa fra il 30 e il 34 del totale. Elettorato deluso, elettorato astensionista, elettorato da portare ai seggi quasi a forza. è vero che statisticamente gli incerti tendono a suddividersi tra le forze in campo, ma il leader del Pd deve fare tutto il possibile per riportare alle urne l'elettorato di centrosinistra frustrato, quello che aveva nutrito aspettative che il governo Prodi non ha soddisfatto. Ma come si fa a rimobilitare segmenti di società precipitati nell'apatia politica, disillusi sul loro potere d'acquisto, scarsamente fiduciosi sul futuro e sul loro ruolo sociale? Si pensi ad esempio al traumatico disincanto del mondo della scuola, e degli ambienti della ricerca. E anche al lavoro dipendente qualificato, impiegati superiori, dirigenti e manager, uno strato sociale ad alto tasso di consenso al centrosinistra su cui è precipitata la tempesta delle tasse prodiane. "Intanto", confida Salvati abbandonando per il momento la veste accademica, "sarebbe il caso che Veltroni mettesse fuori un po' di unghie. è una conquista civile condurre la campagna elettorale con il fair play, ma lo stile e la correttezza non implicano che bisogna smettere di attaccare l'avversario e magari lasciarsi tirare sonori cazzotti in faccia, come è accaduto con la storiella antipatica della pensione da cinquemila euro, con tutta la destra all'unisono che si è messa a strillare contro il 'pensionato' Veltroni". E che cosa significa, in pratica, mettere fuori le unghie? "Che ci sono infinite occasioni per una critica pungente della stessa alleanza berlusconiana. Ossia del modo in cui si è costituita e della sua natura politica. Andate a leggervi il programma della Lega e vedrete che il Carroccio non è cambiato, è sempre culturalmente secessionista. Dunque ci sarebbe da divertirsi a farsi spiegare da Berlusconi come stanno insieme, fuori dalla propaganda elettorale, le macroregioni di Bossi, sì, proprio quelle inventate da Gianfranco Miglio (la Padania, l'Etruria e la Mediterranea), e le clientele meridionali di Raffaele Lombardo. E magari bisognerebbe spiegare allo stesso capo dell'Mpa che cosa significa il fatto che il 90 per cento del gettito fiscale deve restare, secondo la Lega, nelle regioni della Padania. Altro che 'fiscalità di vantaggio' per la Sicilia, come chiede Lombardo". Ci vorrebbe anche minore timidezza nell'attaccare il Pdl sulla passata gestione della finanza statale: sotto questa luce vale lo schema enunciato a suo tempo in aula da Enrico Morando, che segnalava come la spesa pubblica sia aumentata nei cinque anni berlusconiani del 2,2 per cento: "Ragazzi, noi dell'Unione non saremo granché, ma voi siete stati un disastro". Oppure la sintesi suprema di Tiziano Treu di fronte alle sbandierate 36 riforme della Cdl: "Se le vostre riforme hanno prodotto la crescita zero, vuol dire che erano 36 riforme sbagliate". Un altro punto di leva consiste nell'andare a caccia di segmenti di elettorato a cui la politica oggi fatica a parlare. C'è almeno la metà del voto operaio da provare a riconquistare, anche se, come segnala Cartocci, "non è una novità lo slittamento a destra delle classi lavoratrici; già nel 2001, secondo una indagine dell'Istituto Cattaneo, quasi il 40 per cento della classe operaia aveva votato per Forza Italia e quasi il 60 per la Casa delle libertà". E poi c'è l'aggregato informale dei ceti non politicizzati, vale a dire in sostanza le immense platee televisive "implose nella privacy" (come scrisse il filosofo Carlo Galli), esposte al potere sovrano del piccolo schermo. E qui non ci sono ricette alternative: tocca proprio a Veltroni giocarsela fino in fondo, cercando il confronto in tv con Berlusconi, per far vedere chi è: un uomo politico moderno, l'unico in grado di battere mediaticamente il Padrone delle tv. n Il borsino del voto A confronto le previsioni di quattro istituti di ricerca sull'esito delle prossime elezioni Demoskopea Demopolis Ipsos Agron srl (realizzato il 13-17/3) (realizzato il 14-18/3) (realizzato il 17/3) (realizzato il 17-18/3) Pdl 40,5 38,0 39,4 38,5 Lega Nord 5,0 4,5 5,0 4,9 Mpa 0,5 1,5 0,2 1,3 La destra 0,1 2,5 1,9 2,1 Unione di centro 6,0 6,0 5,9 6,4 Altri di cdx - - - 0,5 Pd 34,5 34,0 33,7 32,2 Italia dei valori 2,5 3,5 4,4 3,1 Partito socialista 0,5 1,0 0,9 1,6 Sinistra arcobaleno 7,5 7,5 6,7 7,6 Altri di csx - - - 0,7 Altri 0,5 1,5 1,9 1,1 Fonte: www.sondaggielettorali.it.

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Auto e moto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Società razza mutante di Maurizio Maggi Sopra, si veste da sportiva. Sotto, da Suv. Morale: nasce il Sac, Sport Activity Coupé, l'acronimo che, in Bmw, s'è deciso di coniare per incasellare la nuova X6. Ultima creatura della marca tedesca, la X6 sfrutta la base della X5, storica fuoristrada costruita negli Stati Uniti. E a prima vista sembra il prodotto di un matrimonio tra una vettura filante e sportiva e un Suv. Le fiancate da granturismo e la linea inclinata dei finestrini laterali contribuiscono a farla sembrare bassa e cattiva. Ma bassa non è. Il pianale dista da terra quanto quelli dei Suv, e le ruotone da 20 pollici rafforzano l'idea di forza. è una macchina particolare, la X6: un centauro che non assomiglia a niente di quello che c'è in commercio. Sarà interessante seguire da vicino l'accoglienza del pubblico, capire se ruberà clienti alla X5 o alla più piccola X3 o andrà a scovarne di nuovi. Che magari non avevano voglia di sentirsi dare dei 'suvisti' e che amano sorprendere. Prima che arrivasse, si pensava: è più compatta, meno ingombrante, forse un po' più discreta. Balle. La X6 stupisce, ma discrezione e downsizing c'entrano poco. Costa parecchio - il listino parte dai 60 mila euro - monta propulsori potenti. Appare meno massiccia dei Suv classici, però la X6 è più larga della X5, pur essendo un po' più bassina. Inoltre, pur con 3 centimetri di lunghezza totale in più, ha un bagagliaio meno capiente ed è omologata per trasportare soltanto quattro persone. Insomma, è un grattacapo rifilare etichette a questa grintosissima creatura uscita dalla matita di Chris Bangle. Il designer americano, un passato alla Fiat, sembra impegnato in un braccio di ferro a distanza con un altro 'straniero' al servizio delle teutoniche truppe, l'italiano Walter de' Silva, gran capo dello stile Volkswagen e papà di tutte le ultime Audi, altra marca del lusso scatenata nella segmentazione della gamma e nella muscolosità delle forme. Se i propulsori tra cui scegliere sono quattro - due a benzina e due a gasolio - sul cambio hanno già stabilito tutto a Monaco di Baviera, puntando sull'automatico-sequenziale Steptronic a sei marce, con le palettine di fianco al volante per sentirsi ancora più sportivi. Ha le quattro ruote motrici innestate in azione permanente ma, per la prima volta, scende in campo il Dynamic Performance Control, meccanismo che s'incarica di distribuire alla bisogna la quantità di trazione necessaria. Non soltanto tra l'asse anteriore e quello posteriore: il DPC calibra la quantità di coppia motrice da piazzare su ogni ruota. Per dare una mano in curva e su fondi stradali rognosetti. Società emiliani di park avenue Sotto sotto, è una yankee, la GranTurismo della Maserati. Il suo principale mercato di sbocco sono gli Stati Uniti e quindi è normale che l'anteprima mondiale della versione cattiva, che al nome d'origine ci aggiunge una bella 'S', abbia avuto luogo nello showroom della marca emiliana sulla Park Avenue di Manhattan, una delle strade più eleganti di New York. Ospiti d'onore, clienti e collezionisti americani. L'anno scorso, le consegne di Maserati negli Usa hanno superato le 2.600 unità, con un aumento del 20 per cento rispetto al 2006. La GT - due porte, quattro posti, 4,88 metri di lunghezza e 114 mila euro di listino - è la 'piccola' di Casa Maserati, la più corta e anche la meno cara. Rispetto alla versione base, la GT S disporrà di 35 cavalli in più (salendo così a 440); il suo cambio elettronico darà una risposta più rapida nel passare di marcia e alcuni ritocchini estetici la faranno - giustamente - apparire più aggressiva della già pur tosta sorellina. Ancora da definire il prezzo, che si aggirerà tra i 125 mila e i 130 mila euro. M.M. Società Bmw X6 35d xDrive Eletta Prezzo: 61.700 euro Cilindrata: 2.993 centimetri cubi Motore: turbodiesel, 6 cilindri Potenza massima: 286 cavalli Velocità massima: 236 km/ora Accelerazione da 0 a 100 km/ora: 6,9 secondi Cambio: automatico a sei marce Consumo medio: 12,0 km/litro Emissioni di C02: 220 grammi/km Lunghezza: 4,88 metri Bollo annuale: da 683,70 a 752,60 euro Società dove piace l'ibrida Ormai tutti parlano di ibride, le vetture provviste di doppia alimentazione, un po' a benzina un po' elettrica. Vero, al momento sul mercato ci sono soltanto le pioniere, Toyota e Honda. Ma piovono a raffica gli annunci di debutti prossimi venturi, provenienti dallo stesso Giappone come dagli Stati Uniti (ben sedici solo in casa General Motors) e persino dalla Cina. Da noi, in lista per il prossimo biennio ci sono sia i tedeschi (Bmw, Mercedes, Porsche) sia i francesi del gruppo Peugeot-CitroËn. Ma il bello è che sull'argomento non tutti la pensano allo stesso modo. Toyota per esempio, la prima a credere in questa soluzione, giudica un nonsenso l'accoppiata fra motore elettrico e diesel: un po' perché è spendibile soltanto in uno dei tre megamercati del mondo (come noto, sia in America sia in Giappone il diesel è a dir poco marginale), un po' perché così facendo si finisce semplicemente per sommare due costi aggiuntivi, quello del motore a gasolio e quello del motore elettrico. Di segno opposto la posizione europea: Mercedes ha già annunciato per il 2009 il debutto del suo primo ibrido con un quattro cilindri diesel, per la Suv compatta GLK; Bmw si appresta a fare altrettanto per la X5. E pure i francesi hanno confermato che (probabilmente nel 2010) saranno in campo con un modello di taglia media, tipo Peugeot 308, che utilizza batterie e gasolio assieme. Il tempo dirà chi ha ragione, quel che è certo è che in un modo o nell'altro l'ibrido un futuro ce l'ha. Anche a casa di coloro che, solo qualche anno fa, lo giudicavano una stravaganza. Massimo Nascimbene Società MOTO Tradizioni di famiglia di Maurizio Tanca è facile scambiarla per una supersportiva di media cilindrata. Il colpo d'occhio può ingannare anche un esperto. Normale, visto che la matita che ha disegnato la snellissima Yamaha YZF-R 125 per sedicenni sportiveggianti è la stessa che ha generato le potentissime YZF-R1 e R6, che magari i papà dei suddetti sedicenni già hanno nel box. Con la R6, la piccolina condivide la soluzione dello scarico basso, anziché sdoppiato sotto la sella, come sull'ammiraglia R1. Il telaio in acciaio, da tradizione Yamaha, si chiama Deltabox, e dietro spicca un forcellone stile racing. Bella e accattivante com'è, la leggerissima sportiva con i fari a mandorla sembra avere le carte in regola per ingolosire futuri pistaioli. Chiaro: è difficile bearsi dell'ululato a 14.000 e passa giri delle sorellone a quattro cilindri, dato che la piccola YZF di cilindri ne ha uno. E anche se la lancetta del contagiri di bordo può oltrepassare i 10.000, il silenziatore ne mitiga efficacemente le estensioni vocali. I 15 cavalli di potenza - limite massimo imposto dalla legge per le 125 - spingono la YZF-R a sfiorare i 130 orari. Velocità più che eccessiva dal momento che a questa categoria di moto l'autostrada è preclusa. Ma il bello del moderno motore 125 a quattro tempi sta nel fatto che, anche grazie all'iniezione elettronica, consuma pochissimo. Un'ottima cosa, quando c'è da fare il pieno. Yamaha YZF-R 125 Prezzo: 3.971 euro Cilindrata: 125 centimetri cubi Motore: monocilindrico, 4 valvole Potenza massima: 15 cavalli Velocità massima: 130 km/ora Consumo medio: 30 km/litro Capacità serbatoio: 13,8 litri Peso col pieno: 137 chilogrammi Altezza sella da terra: 82 centimetri Bollo annuale: da 19,11 a 22 euro Società matrimonio blasonato La MV Agusta Brutale 118R Wally, esempio di moderno co-marketing ma anche affascinante gemellaggio tra motociclismo e nautica. Settori affini a livello innovazione, di ricerca tecnologica e prestazionale, di prodotti spesso elitari e, quindi, di grande prestigio. La Wally Yacht, azienda nautica fondata da Luca Bassani nel 1993, produce sofisticate e costose imbarcazioni, come il '118', al top della gamma Wallypower. Un superyacht da quasi 17.000 cavalli, lungo 36 metri, dalle linee ardite, con la prua verticale e appariscenti prese d'aria laterali, e ammirato per la velocità e la manovrabilità. Proprio come la MV Brutale, celebre naked del blasonato marchio varesino. Nella speciale versione Wally, sarà prodotta in soli 118 esemplari. Monta un motore a quattro cilindri accreditato di ben 139 cavalli a 11.000 giri, e costa oltre 18 mila euro. M.T. Società Per posta, per email Attenti alle smargiassate Mi sembra che Veltroni stia rincorrendo Berlusconi nelle sue smargiassate. Noi siamo più seri, le guasconate lasciamole fare a Berlusconi. Non si possono fare annunci tipo 'sconto fiscale per i figli fino a 12 anni'. E chi ha la sfortuna di non poter avere figli? Deve continuare a stringere la cinghia? E dopo i 12 anni cosa succede, vengono abbandonati? Non sa l'amico Veltroni che i figli costano di più man mano che l'età cresce? Non si possono fare annunci tipo 'salario minimo garantito ai precari' e agli altri? e ai tanti giovani disoccupati e a chi ha perso il lavoro cosa si dà? e chi paga? Sempre lo stesso Pantalone? Sono spot pubblicitari che possono illudere gli sprovveduti ma se fossero attuati non farebbero che peggiorare le cose aumentando deficit e debito pubblico. Palliativi che peraltro non produrrebbero gli effetti sperati, anzi dopo breve si ritorcerebbero contro con maggior danno. Intervenire con provvedimenti tampone e solo su una parte della popolazione è sbagliato oltre che ingiusto. Veltroni nei suoi primi interventi pubblici ha parlato di lotta al precariato dicendo 'sono ossessionato dal precariato'. Bene. Questo è un ottimo argomento che riguarda non solo quei lavoratori che stanno vivendo questa drammatica situazione ma si riflette sulla certezza del lavoro e quindi su tutto il mondo del lavoro. Ma non mi sembra sufficiente dire in modo generico 'mi impegno nella lotta contro il precariato', è necessario dire anche come si intende intervenire. I lavoratori vogliono un riferimento concreto. è il lavoro che rende un Paese ricco e soprattutto restituisce dignità al lavoratore. è questo l'argomento su cui bisogna tentare di trovare una soluzione. Il lavoro e di conseguenza la ricchezza che si creerebbe nel nostro Paese determinerebbero automaticamente la riduzione della pressione fiscale e, nello stesso tempo, si potrebbero migliorare i servizi. Se invece si continua con provvedimenti tampone, con elemosine, il Paese rimarrà povero, con servizi sempre più precari ed un fisco sempre più oneroso. Ci piace essere definiti riformisti ma quali sono le grandi riforme di cui possiamo vantarci? Se riforma ci deve essere, deve essere drastica e rivoluzionaria. Per esempio, una riduzione dell'orario di lavoro da otto a sei ore giornaliere. Una ipotesi avanzata alla fine degli anni Sessanta da Galbraith ed in epoca più recente da Rifkin nel suo libro 'La fine del lavoro'. Giuseppe Florio giusitalo@libero.it. Nelle tasche degli italiani 'Non metteremo le mani nelle tasche degli italiani'. La dichiarazione ripetuta dai politici del centro-destra si insinua nella mente degli italiani e nessuno del centro-sinistra prova a dimostrare che non è vero. A questo scopo ecco un piccolo contributo: la tassa di circolazione di una Golf 1600 nel 2002 aumentò di 19,07 euro rispetto al 2001, per una Punto aumentò di 13,92 euro. L'aumento nel 2007 rispetto al 2006 è stato invece di 17,76 euro per la Golf e di 7,2 per la Punto. Il canone Rai durante il governo di centro-destra subì aumenti annuali, tranne nell'ultimo anno, per un totale di 7,16 euro rispetto al 2001; il governo di centro-sinistra ha aumento il canone complessivamente di 6,4 euro. Ci sono stati poi vari aumenti sulle sigarette e sugli alcolici. Le riduzioni degli stanziamenti a Comuni e Regioni si sono ripetute durante tutto il periodo di governo del centro-destra con conseguenti aumenti delle tasse locali. Ricordo le proteste dei Comuni, delle Regioni ed anche degli organi di polizia. Persino il conservatorio Pollini di Padova per protesta effettuò un concerto in mutande. Raffaele Osci, e-mait Il Partito della libertà non è di Berlusconi Il nome/marchio Partito della Libertà utilizzato sulla copertina de 'L'espresso' n. 11 ed il relativo simbolo sono stati erroneamente attribuiti all'area politica dell'on. Berlusconi. Di fatti il nome appartiene da anni alla Federazione dei Liberali, membro italiano dell'Internazionale Liberale, e il simbolo esatto dello stesso nome è quello riconosciuto dal Ministero dell'Interno (vedere siti www.liberali.it e www.partitodellaliberta.it). La Federazione dei Liberali, proprio perché liberale, si è sempre opposta alla politica popolar conservatrice dell'on. Berlusconi denunciandone le inclinazione leaderistisco plebiscitarie cui in questa campagna elettorale si è accodato in ginocchio il Partito democratico. La Federazione dei Liberali tramite lo studio legale Taglioretti e associati e lo studio legale Brenelli ha citato avanti il Tribunale di Milano la sig.ra Brambilla e i responsabili di Forza Italia per danni conseguenti all'abusivo utilizzo del nome/marchio nel periodo agosto-dicembre 2007 pari ad una somma di 30 milioni di euro (prima udienza il 9 aprile 2008) mentre lo studio milanese degli ing. Guzzi e Ravizza ha depositato opposizione (numero B 1286923) presso l'Ufficio per l'Armonizzazione nel Mercato Interno di Alicante contro la richiesta in sede europea per lo stesso nome fatta sempre dalla sig.ra Brambilla. Avv. Giammarco Brenelli, Milano Il cantiere fantasma Scrivo in risposta all'articolo 'Il cantiere fantasma' ('L'espresso' n. 10). L'aspetto è decisamente sgradevole, l'erba incolta e i rifiuti che ne tappezzano le sponde, il fango a vista rendono inguardabile un angolo di Milano che è indicato come uno dei suoi simboli: la Darsena, il punto in cui le acque portate dal Naviglio Grande imboccano la strada per Pavia nel Naviglio Pavese. Su questo, concordo con quanto scritto, ma la Darsena rappresenta anche un monumento idraulico di grande interesse ed è quanto rimane del sistema di acque che in qualche progetto si vorrebbe far rivivere. è quindi necessario costruirvi un parcheggio a rotazione e in funzione della movida? Noi, cittadini e residenti, che abbiamo firmato e depositato un Ricorso al Tar ben quattro anni fa, crediamo di no. La riqualificazione del quartiere non richiede questo investimento di Società private, ma una diversa interpretazione di luoghi, una volta ricchi di attività artigianali e artistiche e oggi snaturati da una serie infinita di ritrovi notturni di non certo grande qualità e dove è assente qualsiasi forma di vita diurna e di turismo, nonostante le bellezze paesaggistiche e anche monumentali presenti. Gli scavi hanno riportato all'attenzione le Mura di confine del vecchio bacino dei primi dell'Ottocento, oltre alle fondamenta dei Bastioni spagnoli considerati nell'articolo 'di bassissimo interesse' e una Conca lignea del 1439, il prototipo delle future conche da cui prese ispirazione anche Leonardo da Vinci. La nostra speranza è che con i monumenti presenti nell'area delle basiliche divenga parte di un parco archeologico che ridarebbe pregio a questi luoghi. La realizzazione del parcheggio, indipendente dalla riqualificazione superficiale a carico dell'Amministrazione Comunale, impedirebbe tutto ciò; anche nella relazione dei Saggi è sconsigliata la costruzione di parcheggi a rotazione, che sono e rimangono attrattori di traffico, in una zona ormai centrale di Milano. Altre aree limitrofe potrebbero diventare sede di più idonei e appetibili parcheggi per residenti. Gabriella Valassina, Milano. A nome del gruppo residenti zona Naviglio La Cina è lontana Leggo che non si può boicottare la Cina perché importiamo troppe merci da loro. Quali merci? Giocattoli rischiosi per i nostri bambini, medicine pericolose, alimenti contaminati da dio-sa-cosa, auto che si sfasciano se urtano una buca sulla strada... Abbiamo tutta questa convenienza? Enrico Benedetti, Roma.

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Dal nostro inviato TAORMINA - Il made in Italy sotto attacco? N (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ANTONIO PAOLINI dal nostro inviato TAORMINA - "Il made in Italy sotto attacco? Noi diciamo di sì. Perché, a cominciare proprio da quello agroalimentare, a più di qualcuno il made in Italy fa paura. Te ne accorgi dal livello, dalla veemenza dell'allarme mediatico, e da quanto sta arrivando lontano. Occorrerebbe adesso una risposta altrettanto forte e ferma". Federico Vecchioni, presidente di Confagricoltura, ha pochi dubbi sul modo di leggere almeno un aspetto della vicenda mozzarella. E nel quadro che disegna ci sta anche il mezzo paradosso che l'allarme rosso sia partito proprio da uno di quei Paesi - la Corea del Sud - che, nella classifica dell'export dei prodotti da latte di bufala - "santa" mozzarella in primis - è sommariamente rubricato sotto la voce "altri", il pacchetto indistinto delle nazioni che, per esiguità di volume d'affari, non meritano casella individuale. Paradosso ulteriore: in quell'"altri", che con la Corea include vari piccoli clienti orientali (come Taiwan, altra protagonista della saga dei fermi in frontiera), conta certo molto di più per noi, specie in prospettiva, un emergente come la Russia. Un altro di quei Paesi che da due giorni s'è accodato alla filosofia dei "maggiori controlli"; uno di quelli dove i ristoranti di cucina italiana (lì in pieno boom) e i migliori market fanno, nel frattempo, sparire, fino a migliori nuove, la mozzarella dai menu e dai banchi. Lo stesso Giappone, che pure con i suoi oltre 3.000 ristoranti a insegna italiana nella sola Tokyo è certo un target strategico, è però solo sesto nella graduatoria dei Paesi acquirenti. Tuttora dominata, in valore e quantità, dall'Europa. Ricapitolando: il Consorzio della mozzarella di bufala campana Dop (si tratta, come si sa, di un prodotto a Denominazione di origine protetta) nel 2007 ha "timbrato" 35.600 tonnellate di prodotto. Poco più del 16% è finito all'estero: circa 5.700 tonnellate, per un valore inferiore ai 50 milioni, di cui Francia e Germania, da sole, si sono accaparrate circa il 40%. Una fetta che si allarga, fino a sfondare ampiamente il 50%, se ci si aggiunge il 14% che prende la via del Regno Unito. In mezzo, con la loro consolidata passione per la "italian way of cooking", la filosofia italiana in cucina, e il robusto pacchetto di italoamericani, ci sono gli Usa. Va oltreoceano il 15% circa del prodotto esportato; e c'è ancora il 2% del Canada. Ma molto di più vale, ad esempio, per i produttori laziali, salernitani, casertani, un piccolo "gran maestro" di formaggi come la Svizzera (6%) e, per vari motivi, di cultura e di radici d'immigrazione, il Belgio (4%). Puntare l'indice su Seul, cliente "micro" e insieme primo affossatore dell'oro bianco di Campania, aiuta però fino a un certo punto a capire. La Corea è stata solo la più veloce. Un giorno, due: e sarebbe toccato a qualcun altro rammentare a tutti quanto centrale è il nodo della trasparenza e sicurezza totale nell'alimentare. Tanto più, quanto più i consumi (e i consumatori nel mondo) divengono evoluti: e in parallelo le nostre "nicchie" preziose e protette potenzialmente sempre più appetibili. "Ma è proprio in questo emergere del problema che il consumatore può e deve fondare la sua fiducia nel sistema dei controlli. Che è a maglie doppie, e in cui la pressione europea nel garantire la sicurezza è formidabile. Il caso viene alla luce perché i controlli funzionano. E il loro verdetto dunque potrà essere accolto con fiducia", argomenta il presidente Vecchioni, riassumendo il messaggio che i produttori italiani mandano alla filiera del consumo. "La sicurezza - aggiunge Vecchioni - è un cardine del nostro sistema imprenditoriale. Che si basa su prodotti a denominazione. E ha dunque proprio in questa impalcatura di garanzie la sua forza, che lo ha portato a crescere brillantemente sui mercati esteri nel 2007, malgrado il freno del supereuro". E i punti di debolezza, i nemici, invece quali sono? Risponde Vecchioni: "C'è l'agropirateria, quella vera e propria delle falsificazioni di prodotto, e l'astuzia subdola del cosiddetto "italian sounding", nomi ed etichette che evocano, senza diritto né radici, il prodotto italiano. Ma c'è poi un nemico interno forse ancor più nefasto: la sottovalutazione della centralità di questo comparto, del ruolo che ha e può sempre più avere nel creare ricchezza per il Paese. Occorrono politiche dedicate; integrate, e bene, nell'Europa e nei mercati, ma senza eurosudditanze come quelle che già scontiamo su cereali, zootecnia, ortofrutta. Serve un disegno strategico nazionale in agricoltura". E' la richiesta che Confagricoltura gira senza mezzi termini ai tre candidati premier (ieri Veltroni, oggi Casini, domani Berlusconi) che hanno scelto di far tappa al grande Forum dell'associazione, qui a Taormina. Insieme a quella di un ripensamento drastico delle strategie di promozione e comunicazione sul comparto: "Un messaggio forte, organizzato; una voce convincente, coesa, è quel che serve. Per fare di più sui mercati, per rispondere meglio in circostanze come queste".

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ROMA Inevitabilmente, quando la campagna elettorale si arroventa, la Rai diventa terreno di (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di CLAUDIA TERRACINA ROMA Inevitabilmente, quando la campagna elettorale si arroventa, la Rai diventa terreno di scontro all'ok corral. Questa volta, a innescare la miccia è la decisione di Walter Veltroni di non andare a Porta a Porta, impedendo (vista la legge sulla par condicio tv) così al leader dell'opposizione di partecipare al salotto televisivo di Vespa. "Mi ha fatto una vera e propria violenza, è inaccettabile", attacca Berlusconi, che alla sfida sul faccia a faccia "anche sulle reti Mediaset", lanciata dal candidato premier del Partito democratico risponde: "Io non scappo, è la legge che impedisce il nostro confronto in tv". "E' inutile- tuona- la sinistra non perde il vizio di occupare il potere e i mezzi di informazione". L'accusa non è nuova: "Gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole. E spiega che "la par condicio non c'entra niente. E' invece un atto violento da parte di Veltroni che - racconta- ha detto di non voler andare a rispondere ai giornalisti". Toccatemi tutto, ma non il diritto di andare in tv, sembra dire Berlusconi che si prende la soddisfazione, dopo tanto fair play, di attaccare a viso aperto il leader del Pd, "che sarà anche stanco, lo capisco, ma non può decidere di non andare alle trasmissioni televisive, impedendo anche a al leader dell'opposizione di partecipare". L'ex premier, ospite della Confartigianato, si diverte a ironizzare sul fatto che "tutti i giorni va a mangiare a sbafo in una famiglia diversa" e continua ad accusare la Rai "di essersi messa al suo servizio". E il suo portavoce, Paolo Bonaiuti, vicepresidente della commissione di vigilanza sulla Rai, punta l'indice contro "i dirigenti di Viale Mazzini che hanno steso un morbido tappeto persiano e si sono genuflessi dinanzi alle richieste di Veltroni e della sua corte. Lanciano l'idea di un confronto a Ballarò, accettano duelli vari tra candidati premier, anche i più improbabili, tutto lasciano correre per amore e timore del Sultano. Ma - aggiunge - su un punto, solo quello, usano la mannaia: sui telegiornali e sui giornali radio guai a chi fa apparire Berlusconi, perchè lì la par condicio, la famigerata legge bavaglio, deve funzionare, eccome. Lo vuole il Sultano e i giannizzeri si adeguano". Veltroni non replica. "Non rispondo e non risponderò", dice ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle accuse di "stalinismo" da parte del Cavaliere. Poi, però, sospira: "Ho la sensazione, quando mi portano queste agenzie, che siano del '94. Sono tutte parole sentite per tanti, troppi, anni, mentre negli altri Paesi europei si discuteva di cose serie". Il messaggio che si vuol far passare è chiaro: Berlusconi è vecchio, un film già visto. Sullo stesso tasto batte il vice segretario del Pd, Dario Franceschini, che sottolinea: "Berlusconi sembra avere dimenticato, di colpo, tutti i suoi buoni propositi e sta conducendo una campagna agitata e fatta di aggressioni che non gli fa neanche bene. Lo invito a prendersi una camomilla o un calmante perchè sta rispolverando tutti i toni di aggressione dicendo cose trite e ritrite che sentiamo da 15 anni. Voglio ricordargli che oggi votano ragazzi che avevano 4 anni quando lui ha iniziato a dire le stesse cose che dice oggi. Se proprio vuole insistere- ironizza- almeno cambi repertorio". E Marco Follini giudica "singolare la descrizione berlusconiana della Rai come di un covo di estremisti di sinistra. Berlusconi non è il vecchio senatore Joseph McCarthy, non siamo negli anni '50 e il muro di Berlino è caduto. Ma la caccia ai cosiddetti sovversivi di viale Mazzini è maccartismo televisivo".

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ROMA Il numero degli indecisi è alto, secondo i sondaggisti: intorno al 30 per cento. La p (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di MARIO AJELLO ROMA Il numero degli indecisi è alto, secondo i sondaggisti: intorno al 30 per cento. La partita al Senato pare tutt'altro che predefinita, e comunque - sempre secondo i calcoli degli istituti di ricerca - saranno pochi voti a fare la differenza a Palazzo Madama. Dunque, sia Veltroni sia Berlusconi si appellano da tempo al voto utile (ai due partiti maggiori), ma adesso si fa largo, con tanto di polemiche, anche il tema del voto disgiunto. Il Cavaliere lo tratta così: "Se uno vuole votare Casini, magari perchè è un bel figliolo, lo faccia pure. Ma alla Camera e non al Senato. Perchè al Senato, con il premio di maggioranza, rischia di non dare al Pdl una maggioranza tale da consentire di governare". E ancora l'ex premier, ospite ieri del Palazzo dell'Informazione del gruppo di Giuseppe Marra: "Bisogna concentrare il voto, perchè con questa legge elettorale, se uno non si riconosce nella sinistra e non sceglie il Pdl, fa il gioco di Veltroni". Insomma, il Cavaliere sta dicendo che chi vota per i partiti meno grandi, come l'Udc, mette a rischio, per il Pdl, il Senato e rende possibile la vittoria dei democrat. Ragionamenti che Pier Ferdinando Casini giudica "bufale". E spiega: "E' una campagna elettorale piena di bufale. E lo sono anche queste sul voto disgiunto, che come tali verranno smentite". Un duello, questo, fra i due ex alleati. E Casini lo gioca anche così: "Voglio rivolgere un appello a tutti gli italiani. Il vero voto utile è quello che difende i vostri valori e i vostri interessi. E che, per esempio, non lascia a Bossi il controllo determinante dell'Italia e degli italiani". L'accenno al leader della Lega, le cui "sparate" sempre i moderati di centro hanno giudicato inopportune e offensive, si spiega con i nuovi attacchi, sulla base di un vecchissimo spartito, che Bossi va rivolgendo a Roma: la "Roma Ladrona" simbolo di chissà quali immaginarie turpitudini, agli occhi lumbard. Compresa quella di avere avuto come sindaco Veltroni: "Il Nord sarà pirla quanto volete - tuona il Senatur - ma non vota un sindaco di Roma Ladrona!". Quello sì che sarebbe, per i duri e puri del Carroccio, un voto, oltre che "stupido", anche inutile. Ma guai a parlare di utilità o inutilità delle scelte elettorali a chi, come Fausto Bertinotti, è impegnato a smontare la campagna veltroniana contro il "voto inutile" alla Sinistra Arcobaleno che favorirebbe il Pdl. Macchè, obietta Bertinotti: "Un successo al Senato della Sinistra Arcobaleno, soprattutto in regioni rosse come la Toscana e l'Emilia Romagna, tecnicamente toglierebbe seggi soltanto al Pdl". E ancora: "Se superassimo l'8 per cento al Senato, per esempio in Lombardia, toglieremmo ben tre seggi al Pdl e uno solo al Pd". In questo discorso, il Pdl - con Altero Matteoli, capolista in Toscana - vede l'intenzione di un accordo sottobanco. E lo denuncia: "Se fosse vera l'ipotesi di una desistenza fra Pd e Sinistra Arcobaleno nelle regioni rosse, in modo da togliere senatori al Pdl, ci si troverebbe di fronte ad un tradimento del mandato elettorale che il leader del Pd Veltroni ha ricevuto". E comunque i "piccoli" insistono nella loro campagna anti-voto utile e anti-voto disgiunto. Dando mostra di ottimismo: "Sono molto confortato dai sondaggi, che penso ci rendano determinanti al Senato", dice Casini. E sempre lui: "L'idea del voto utile per qualcuno è veramente barbara". Ma è un'idea che, insieme a quella del voto disgiunto, circola di qua e di là. In nome di un bipartitismo che non è detto riesca a sfondare e al quale, comunque, Bertinotti e Casini stanno facendo una forte resistenza.

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ROMA - C'era calma a viale Mazzini. Va beh, qualche scontro sui dati della par condicio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di ALBERTO GUARNIERI ROMA - C'era calma a viale Mazzini. Va beh, qualche scontro sui dati della par condicio: ma questo è fisiologico. E a risolverlo ci pensava il presidente Claudio Petruccioli con comunicati tanto stracolmi di dati da far passare la voglia di far polemica anche al più rissoso deputato. Tanta prudenza veniva premiata dall'imprimatur che più bipartisan non si può del ministro Paolo Gentiloni e del presidente della Vigilanza Mario Landolfi. I due, praticamente a una voce, a un forum di "Radio 24" dichiaravano che questo Cda sicuramente sarebbe andato in prorogatio almeno fino al prossimo ottobre. Musica per le orecchie di Petruccioli che come è noto, punta a una riconferma, insieme almeno a metà del Cda. L'affaire "Porta a Porta", invece, sta rischiando di rovinare tutto. Anche il bon ton. Il consigliere forzista Angelo Petroni lamentava ieri di non aver ricevuto risposta dal direttore generale Claudio Cappon a una sua lettera nella quale si giudicava "fatto senza precedenti" l'annullamento della puntata del programma di Bruno Vespa con il Cavaliere. Cappon replicava giustificando il ritardo e ripetendo la linea di condotta Rai decisa dal comitato consultivo sulla programmazione elettorale. Cioè che dando spazio a Berlusconi si sarebbe creato uno squilibrio tra candidati premier. Una risposta però evidentemente non del tutto esauriente visto che subito Bruno Vespa si sentiva in dovere di chiarire che la scelta di non ospitare Berlusconi non era sua. Mentre i consiglieri di amministrazione di dividevano tra chi stava col direttore (Rizzo Nervo) e chi no (Bianchi Clerici), anche il presidente della Vigilanza Landolfi (su questo argomento in rotta di collisione con Gentiloni, che tra l'altro resta convinto che il faccia a faccia si farà) contestava la scelta Rai. Insomma, addio unanimità. E Petruccioli era costretto a prendere carta e penna e stendere un "pignolo" (parole sue) comunicato per spiegare trasmissione per trasmissione, tribuna elettorale per tribuna, lo stato dell'arte delle presenze dei politici in Rai e perché proprio Berlusconi non lo si poteva chiamare ieri sera a "Porta a Porta". Incidente chiuso? Difficile. Anche perché all'orizzonte c'è un possibile nuovo scoglio. Domenica Lucia Annunziata ospita nel suo "In 1/2 h" Veltroni, per attendere Berlusconi sette giorni dopo. E se oggi o domani il Cavaliere - che l'ultima volta abbandonò la compagnia dell'Annunziata a metà trasmissione - dice "no grazie", che si fa?.

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ROMA - A monte ci sono le regole della par condicio. A valle - ultimo frutto di una legge tr (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di MARIO STANGANELLI ROMA - A monte ci sono le regole della par condicio. A valle - ultimo frutto di una legge tra le più controverse - l'annullamento della puntata di "Porta a Porta" di ieri con Silvio Berlusconi unico politico ospite. Il nodo, quello della disponibilità di Walter Veltroni a partecipare a un'altra puntata della trasmissione di Bruno Vespa che lasciasse i piatti della bilancia in perfetto equilibrio. Disponibilità che è stata prima annunciata nei contatti avuti con la redazione di "Porta a Porta" dal portavoce del Pd, Piero Martino, e poi ritirata a causa degli impegni elettorali del candidato premier del Pd. Salvo l'eventualità che i due passaggi separati di Berlusconi e Veltroni nel salotto di Vespa si fossero trasformati in un faccia a faccia tra i due leader, nel qual caso Veltroni avrebbe fatto in modo di interrompere la sua campagna elettorale per confrontarsi con il rivale a "Porta a Porta". Come è noto, la difficoltà di procedere - sempre in osservanza della par condicio - a un confronto tv tra due soli candidati premier in presenza di altri 13 aspiranti alla stessa poltrona, ha lasciato in calendario solo la trasmissione con Berlusconi per la serata di ieri. Che si sarebbe aggiunta a quella già prevista per il 10 aprile a chiusura del ciclo elettorale di "Porta a Porta" preceduta il giorno prima da un'eguale ospitata di Veltroni da Vespa. La patata bollente è finita nelle mani del Comitato sulla programmazione editoriale della Rai presieduto da Claudio Petruccioli, a cui "non è sembrato corretto e accettabile che, nelle ultime dieci trasmissioni di "Porta a Porta" prima del voto, l'on. Berlusconi fosse presente due volte e l'on. Veltroni una sola" e che ha quindi annullato la puntata con il leader del Pdl. Questo è quanto ha spiegato lo stesso Petruccioli in una lettera al presidente della Commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi, il quale aveva osservato che "la decisione di Veltroni di non partecipare a "Porta a Porta" non può impedire a Vespa di ospitare Berlusconi in un'altra puntata". Per l'annullamento della trasmissione protestava anche Paolo Bonaiuti rilevando che "la cosa è ancora più strana se si considera che la richiesta di questo giro di trasmissioni ci era stato detto che proveniva da Veltroni e dal suo staff e, solo per questo, avevamo deciso di venire incontro a tale richiesta. Dobbiamo però pensare - aggiungeva il portavoce di Berlusconi - che i dirigenti di viale Mazzini si siano genuflessi di fronte ai capricci di Veltroni". Sullo sviluppo della vicenda pare concordare con Bonaiuti la nota diffusa dalla redazione di "Porta a Porta" nella quale si afferma che "nei giorni precedenti la settimana santa la disponibilità di Veltroni a partecipare alla trasmissione era stata manifestata dal portavoce del Pd, Piero Martino". Disponibilità che "era stata accolta con favore", subordinandola solo a quella di Berlusconi, Bertinotti e Casini a partecipare a un nuovo giro di trasmissioni. Ma una volta acquisita la disponibilità dei tre leader, Veltroni - aggiunge la nota - "ci ha fatto sapere che i suoi impegni non gli avrebbero consentito di partecipare in nessuna data alla trasmissione". Salvo la realizzazione di un faccia a faccia tra il Cavaliere e l'ex sindaco di Roma. Sulla tempistica dei fatti non concorda Piero Martino che in replica alla nota di "Porta a Porta" afferma che l'ufficio stampa del Pd aveva comunicato "tempestivamente" e cioè prima della settimana santa l'indisponibilità di Veltroni, che - sempre secondo Martino - era stata preannunciata da subito ai redattori di Vespa come "la più probabile delle scelte definitive di Veltroni".

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ROMA - Il voto disgiunto è l'altra faccia del voto utile. Preferenza a un parti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

To alla Camera, ad uno diverso al Senato. Il gioco potrebbe diffondersi nei prossimi giorni. Perché, con questa legge elettorale, basta spostare poche migliaia di voti per cambiare il risultato finale in Senato. Il tam tam è partito dal centrosinistra. Pochi voti girati dal Pd alla Sinistra arcobaleno in Emilia, Toscana e Lombardia possono togliere a Berlusconi un gruzzolo di 6-7 seggi. Il loft di Veltroni si è dissociato. Ma ieri il quotidiano Europa ha inserito persino l'ipotesi Udc: in effetti, aiutando Casini in Veneto a prendere il quorum dell'8%, i democratici potrebbero togliere altri due seggi al Cavaliere. In una legislatura dove tutto può giocarsi su pochi senatori, c'è già abbastanza polpa. Berlusconi ha rilanciato il suo "voto utile" davanti a una platea, dove immaginava larghe simpatie verso i centristi. Ma così facendo ha aperto anche lui le porte al voto disgiunto. E ha dimostrato, per chi ancora ne avesse bisogno, che la partita di Palazzo Madama è apertissima. Non c'è sondaggio né previsione che possa garantire o rassicurare. Un piccolo spostamento marginale (decisivo per un premio o anche solo per un quorum) può sottrarre o aggiungere i seggi determinanti. Del resto il Porcellum, pur con i suoi 17 premi di varia consistenza, resta una legge proporzionale. E una maggioranza relativa (al di sotto del 50%) non può ipotecare una maggioranza in seggi. cla.sa.

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Berlusconi: la Rai è dominata dalla sinistra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Veltroni mi ha fatto violenza negandomi Porta a Porta". Franceschini: è agitato prenda una camomilla.

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Sui costi della politica l'ultimo colpo di Walter (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Alle dieci della sera Walter Veltroni può aspettare ancora un po', i tremila del "Teatro grande delle ciminiere" sono tutti per Anna Finocchiaro, che è catanese come loro e affetta il sistema di potere isolano con la sua voce più potente e siciliana che mai. Anche se due giorni fa, scendendo dal palco dell'Auditorium di Caltanissetta, sottovoce Anna aveva mosso una corda diversa, quella dell'ironia: scorgendo finalmente da queste parti il ministro Beppe Fioroni (un viterbese "paracadutato" come capolista della Sicilia occidentale) lo aveva salutato con un bel sorriso: "Che bello, vederti mi consola...". Presa alla lettera, una battuta innocente, ma in realtà in quelle parole della Finocchiaro c'era l'amarezza di chi sente trascurata dai notabili della Margherita e in generale da tutto il Pd, nella difficilissima sfida a Raffaele Lombardo per la presidenza della Regione Sicilia. Sono innumerevoli - in questi giorni e in tutta Italia - i microconflitti sotterranei tra ex Ds ed ex Margherita, tensioni destinate ad alimentare un dopo-elezioni tutto da decifrare. Semmai la grossa sorpresa è un'altra: il dopo-14 aprile si è già aperto e con largo anticipo ad opera di due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il ministro Paolo Gentiloni si era detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi aveva sostenuto che un Pd al 35 per cento era da considerarsi un buon risultato. Ed esattamente su quella stessa soglia si era seduto l'indomani Goffredo Bettini, il braccio destro di Veltroni, che in un'intervista al "Corriere della Sera", ha affermato: "Se è decisivo vincere le elezioni, lo è altrettanto impiantare una grande forza riformista che si attesti attorno al 35 per cento", ma se quell'obiettivo non fosse raggiunto "non credo ai dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti". Come dire: meglio vincerle le elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici interni? "Ma no - dice il veltroniano Giorgio Tonini - non mi sembra questo il signficato, anche perché sarebbe sbagliatissimo. Da mesi sosteniamo la linea - alla fine condivisa da tutti - del doppio colpo: provare a vincere, impresa molto difficile, oppure se perdiamo, posizionare un partito che rappresenta un terzo degli italiani, pronto a giocare a vincere con Veltroni al secondo colpo". Ma uno come Peppino Caldarola, l'ex direttore dell'"Unità" che da anni conosce a memoria sia Veltroni che D'Alema, ha un'altra idea: "Bettini dice, guardate che in caso di risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare e siamo pronti, dimettendoci, a chiudere di fatto l'esperienza del Pd. A quel punto la palla tornerà a D'Alema: sparare l'ultima raffica e mettere in campo Bersani, oppure ritirarsi dalla lotta...". Perché, certo in caso di (improbabile) sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto il 35%), tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli ex Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: "Scusa ma secondo te il Pd dura?". Insomma se l'Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D'Alema? Potrebbe assecondare l'ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una campagna elettorale un po' appartata, da "riserva del partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi "colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e pensioni; tagliando i fondi ai partiti e ai loro giornali; sforbiciando prebende e privilegi, ogni anno lo Stato italiano potrà risparmiare 400-500 milioni di euro, che tradotto sull'arco di una legislatura significa qualcosa come l'equivalente di 4500-5000 miliardi delle vecchie lire.

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Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DOPO IL NO DEL SEGRETARIO DEL PD, E LA SUCCESSIVA ESCLUSIONE DI SILVIO DA PORTA A PORTA Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Siamo già alle denunce penali. Di Pietro invita i suoi ex colleghi pm a valutare se, su Alitalia, il Cavaliere si comporta da delinquente. Ma pure Berlusconi non scherza. Addosso a un Veltroni in apparenza nonviolento e gandhiano rovescia una sequela di epiteti tra cui il più carino è "bugiardo mentitore". L'ira di Silvio contro Walter ha origine nel caso "Porta a Porta", cioè nel veto dei vertici Rai a una puntata di Vespa su Berlusconi, visto che il segretario Pd è indisponibile a farne una anche lui. E' divampata una piccola guerra orchestrata dal portavoce del Cavaliere, Bonaiuti. I rappresentanti Pdl a viale Mazzini e nella Commissione di vigilanza hanno messo nel mirino il tandem Petruccioli-Cappon, si ipotizza addirittura un ricorso al garante delle comunicazioni (Ag Com). Ma le parole più esplosive sono uscite dalla bocca del Capo. "La par condicio non c'entra nulla" protesta Berlusconi, "Veltroni commette un atto di violenza inaccettabile", favorito dal fatto che la Rai ("come tutte le istituzioni" dal Capo dello Stato in giù) "è ancora in mano alla sinistra, la domina come vuole". Magari fosse vero, sospira Bertinotti, "dio acceca Berlusconi perché vuole perderlo". Ci risiamo coi bolscevichi, anche se stavolta il Cavaliere ha l'attenuante della provocazione. Bettini, braccio destro veltroniano, l'ha paragonato al razzista antisemita Le Pen, lui risponde con un polemico "grazie!" e attacca: "Allora dirò che il Pd è l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani". Non solo: candida "finti operai e finti precari". E poi: "Veltroni mangia tutti i giorni a sbafo da una famiglia diversa". La lingua ribatte sul solito dente: "Si sottrae al programma tivù per disperazione". Infine: "E' stanco, lo capisco, a furia di andare sul pullman con tutti quegli spifferi... Poi è pensionato, deve stare attento". Veltroni finge di non udire gli insulti. Si trova in Sicilia dove le piazze traboccano ma i sondaggi deludono (da mezzanotte scatta il divieto di pubblicarli). Sta cercando di convincere i suoi elettori che, con un piccolo sforzo supplementare, quantomeno il pareggio è a portata di mano. Forse per renderlo più credibile, anticipa gli scenari che si aprirebbero in quel caso, paesaggi nuovi e suggestivi. "Serve una fase costituente per le riforme", argomenta il segretario Pd, "e può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi perché, se alla fine di questa fiera ci saranno 3-4 seggi di differenza, voglio capire come si governa questo paese...". Astutamente Walter esclude "governissimi" (lo accuserebbero immediatamente di "inciucio"), però spande l'aroma di larghe intese. Fassino non conferma e non smentisce, "valuteremo dopo il 14 aprile". Grandi manovre in corso tra Pd e Sinistra arcobaleno. "Europa", quotidiano ex Margherita, scrive che non sarebbe una disgrazia se in Emilia e Toscana un po' di voti Pd confluissero su Bertinotti, permettendogli di superare il quorum (8 per cento). L'interessato approva, "toglieremmo seggi solo alla destra", e si allarga: "In Lombardia ne toglieremmo 3 al Pdl e uno solo al Pd". Ma neppure il Cavaliere resta con le mani in mano. Gli hanno spiegato che il "voto disgiunto" (così si chiama nel gergo tecnico) può convenire anche a lui. Ed eccolo suggerire una sorta di scambio: "Se c'è qualcuno a cui piace Casini perché è un "bel fijeul", lo voti alla Camera e non al Senato". Nel primo caso non rischia nulla, perché secondo Euromedia research (unico istituto di cui si fida) alla Camera conserva 8,6 punti di margine, e gli basta un solo voto in più per incassare il premio. Dunque, chi è incerto sostenga pure i centristi. Purché "rinsavisca" al Senato, dove in 4-5 Regioni la battaglia è incertissima, e si rischia. Proposta indecente, secondo Casini. Che la liquida come "una bufala".

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Belpaese - alessandra longo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

BELPAESE FINALMENTE I COMUNISTI ALESSANDRA LONGO è come se si fossero liberati dall'incubo del politically correct. I militanti del Pdl si scatenano nel sito del partito. Finalmente ci si può riempire la bocca di nuovo dell'odiata parola: comunista, comunismo. Subito l'appello: "Ragazzi, c'è un tizio ex comunista di nome Veltroni, o con lui o contro di lui". Anche un monito ai recidivi: "Comunisti, il mondo vi ripudia, recate miseria, sottosviluppo, fame e morte". Dettagli pratici per il futuro: "Silvio, ti prego, togli l'obbligo dell'elenco clienti-fornitori reintrodotto dai comunisti". Duri con la stampa che li fiancheggia: "La stampa italiana è una vergogna. Presidente, si scateni, vanno bastonati tutti". Senso di gratitudine, guardando insù, verso il cielo: "Comunque vadano le elezioni, ringrazio Dio di aver fatto nascere Silvio Berlusconi".

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La droga e i giovani I dati circa la diffusione della droga nei giovani e negli adulti so (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

No impressionanti. È triste pensare che specie gli adolescenti e i giovani fanno sempre più uso di svariati tipi di droghe, sempre più micidiali per la salute. È in pericolo il futuro della nazione, direi il futuro psichico, perché la devastazione mentale, fisica, psicologia che la droga causa è terribile! Chi si droga, cerca di colmare la sua solitudine, frutto sovente di una vita senza ideali e motivi veri per cui vivere. È urgente che la famiglia, la scuola, le Chiese, tutti noi, affrontiamo questo problema con nuove forze educative, nuovi mezzi di comunicazione e dialogo, per aiutare i giovani a scoprire il senso del valore del bene, l'unica forza più forte della tentazione di drogarsi. Guai se si ferma la lotta contro la droga: sarebbe il trionfo della morte sulla vita, della disperazione sul futuro e la speranza. E i partiti, nei loro programmi, che spazio di impegno si propongono per aiutare in modo efficace e costruttivo le nuove generazioni a non morire di droga? La droga è uno dei massimi mali moderni, non possiamo lavarci le mani come Pilato, occorre reagire con tutte le forze ed energie, personali e collettive, per non distruggere la vita. DON MARIO FORADINI La memoria di Bettini Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, ha accusato Berlusconi di essere l'unico leader europeo che si è candidato cinque volte alla presidenza del Consiglio. Anzi, ha rincarato la dose Bettini, l'unico che ha fatto come Berlusconi è stato il leader dell'estrema destra francese Le Pen. Capisco che in campagna elettorale si possano dire delle bugie, ma questa è una falsificazione clamorosa. Felipe González, leader socialista spagnolo, si è candidato alla presidenza del governo per sei volte (1979, 1982, 1986, 1990, 1994, 1996); Helmut Kohl si è candidato alla cancelleria per sei volte (1976, 1983, 1987, 1990, 1994, 1998); François Mitterrand si è candidato quattro volte alla presidenza della Repubblica (1965, 1974, 1981, 1988) e una volta alla presidenza del Consiglio (1967). Bettini dovrebbe dare una ripassata alle sue conoscenze politiche. ANDREA RUINI, MODENA Una mancia ai pensionati Malgrado i miei sforzi, non riesco a capire perché sia necessario elargire una mancia di due o trecento euro a chi percepisce una pensione di cinquantamila. ADALBERTO MARCHIONI, PARMA Riconoscenti alla Corea Grazie al blocco delle mozzarelle da parte della Corea, anche le nostre autorità competenti e disattente hanno scoperto che il latte di bufala contiene quantità eccessive di diossina ed hanno cominciato a sequestrare partite contaminate e pronte per la commercializzazione. Già si sentono le voci di coloro che, all'italiana, dicono "sì, abbiamo sforato i limiti ammessi, ma solo di poco che diamine, e poi... teniamo famiglia...". Anche noi consumatori teniamo famiglia e preferiremmo non avvelenarla né poco né tanto. Meno male che i controlli li fa per noi la Corea alle cui autorità va la nostra sentita riconoscenza. BRUNO STRICKER Il Tibet non è come l'Iraq A commento della lettera del sig. Simonetta, vorrei fare un paio di osservazioni: 1. Da quando è iniziata la guerra in Iraq c'è stata un'infinità di manifestazioni di protesta, sia "popolari" che ufficiali, contro l'intervento americano; dal 1949, anno dell'invasione cinese del Tibet, mi risulta che questa sia la prima volta che succede. 2. Qualche probabilità che gli americani, prima o poi, se ne vadano dall'Iraq c'è (anche grazie alle prese di posizione della società americana); per quel che riguarda il Tibet, dubito molto che i cinesi si tolgano mai di torno... Per finire, una considerazione generale: perché, ogni volta che qualcuno si mobilita per qualcosa, salta subito fuori qualcun altro che tira in ballo altri fatti analoghi che, secondo lui, non sono stati trattati allo stesso modo? EGIDIO FRACCALVIERI Speriamo solo nella buona sorte Sciorinare al vento i panni sporchi, amplificando di fronte al mondo i nostri difetti a soli fini elettorali è, innegabilmente, quanto di più stupido si possa fare. Dopo Alitalia, la monnezza e le mozzarelle di bufala contaminate, pare, dalla medesima, presto sentiremo una parte politica incolpare l'altra perché è stata rinvenuta anche nel latte materno una quantità di diossina superiore a quella ritenuta ammissibile. E' auspicabile quindi che finisca al più presto questa grottesca (ed inutile) campagna elettorale e che si consegni il Paese "a chi di dovere" confidando solo in una generica quanto improbabile buona sorte. GIULIANO GHISOLFO Non è questione di coraggio Quasi sempre, quando un uomo politico affermava che quanto scritto da Augusto Minzolini su un certo argomento non corrispondeva alla realtà, lui, sul giornale, invariabilmente rispondeva: "Confermo integralmente quanto ho scritto". Ora che Berlusconi smentisce quanto riportato dalla Stampa circa la cordata che dovrebbe rilevare l'Alitalia, affermando che sono soltanto supposizioni giornalistiche, voglio vedere se A.M., autore di quella rivelazione, ha il coraggio di ribattere che quanto da lui scritto è tutto vero. Io dubito che lo farà. LUIGI NOCERA Nelle tante dichiarazioni che l'on. Silvio Berlusconi ha fatto ieri non c'è mai nessun riferimento esplicito al mio articolo su La Stampa. Prendo, comunque, la sua lettera come spunto per confermare, se ce ne fosse bisogno, che i virgolettati dell'on. Berlusconi riportati nell'articolo in questione sono il contenuto del colloquio avuto con lui la sera di mercoledì 26 marzo. Non si tratta di coraggio, ma della pura verità. Del resto, visto il tono della sua lettera, preciso che non mi scandalizzerei, ma semmai sarei contento se una cordata di imprenditori italiani intervenisse in un'operazione di salvataggio dell'Alitalia per salvaguardarne l'italianità. Era la stessa cosa che auspicava tra gli altri Walter Veltroni - si faccia una cultura in materia - nel gennaio 2006. Questo è il nocciolo della questione. \.

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Piazzetta davvero della Lega (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

COMIZI.SFIDA A DISTANZA ALLE URNE Analisi Verso il voto per Comuni e Parlamento Piazzetta davvero della Lega Si scontrano su Alitalia Il Senatùr: Berlusconi può fare il miracolo Lei: buco senza fondo Già nominati i 2180 scrutatori e i 545 presidenti Campagna elettorale con tanti big: oggi arriva Buttiglione F. M. ALESSANDRIA FRANCO MARCHIARO MASSIMO PUTZU ALESSANDRIA La campagna elettorale si accende anche in provincia ed in particolare ieri con la "calata" in città di due fra gli esponenti di spicco dei due maggiori raggruppamenti politici italiani: Emma Bonino per il Partito democratico e il senatùr, Umberto Bossi, per il Pdl. L'esponente radicale, ministro al Commercio internazionale e capolista al Senato in Piemonte per il Partito democratico, in mattinata ha incontrato i vertici del Distretto orafo di Valenza, poi le associazioni di categoria del mondo produttivo alessandrino sul tema "imprese più forti per competere meglio". Ha ricordato gli impegni di programma del Pd sullo sviluppo di qualità e non poteva "dimenticare" due problemi del momento: Alitalia e mozzarella di bufala. "Credo - ha detto - che per Alitalia l'unica proposta seria sia quella di Air France, se c'è una cordata italiana Berlusconi faccia il favore di presentare un'offerta al governo". E: "Non si vende un gioiello di famiglia ma una roba che fa acqua da tutte le parti, pozzo senza fondo che costa a tutti montagne di soldi". Per la mozzarella: giusti i controlli e eventuali provvedimenti se emergono problemi "ma senza cedere alla psicosi". Dopo un pranzo elettorale ha partecipato con Parise, Pietrasanta, Marcenaro e Brina ad un incontro sui temi dei diritti civili e umani, realpolitick e democrazia. E parlando di diritti e democrazia non poteva mancare il caso Tibet. Per la Bonino occorre battersi per fermare la repressione cinese "ma nessun sabotaggio delle Olimpiade che non chiede neppure il Dalai Lama". Si dice entusiasta del tour nella sua terra, il Piemonte, e definisce importante la sfida per il Senato per non tornare allo stallo del dopo elezioni 2006. Tardo pomeriggio invece con protagonista in piazzetta della Lega Lombarda, un "ruspante" Umberto Bossi che è arrivato alle 18,55 ed è partito da Alessandria alle 19,45. Lo hanno accolto oltre 300 fedelissimi con cori e striscioni da stadio: "Padania is not Italy" e "Bossi santo subito, viva la Lega". Bossi che ha esordito: "Abbiamo fatto Alessandria, la Lega Lombarda contro i nobili, e come allora siamo adesso uniti al Nord contro il centralismo romano". Poi una carrellata sui temi "caldi": la Cina ed il Tibet ("la globalizzazione tanto decantata dalla sinistra che doveva farci tutti più ricchi, è finita e sono con Tremonti, ci vogliono dazi doganali"; l'Alitalia ("la cordata italiana? Solo Berlusconi può fare il miracolo"); il voto ("Ditemi che non tornerà Prodi, è stato così difficile farlo cadere"; e ancora il federalismo fiscale, toccasana per i mali italiani e la restituzione del tfr ai lavoratori. Oggi in città arriva Rocco Buttiglione, alle 16 sarà nella sede dell'Udc in via Faà di Bruno, ricevuto dal presidente provinciale Giovanni Barosini. A Valenza "La Destra" presenta candidati e programmi al "San Rocco" con Mauro Tasso e Aldo Rovito.Diciotto giorni all'appuntamento con le urne per le elezioni del 13 e 14 aprile e, a parte l'impegno delle diverse formazioni politiche, è già in pieno svolgimento il lavoro degli uffici elettorali di tutti i Comuni e della prefettura. Sono 545 i seggi in provincia - 93 ad Alessandria - e le commissioni elettorali comunali hanno già provveduto alla nomina dei 2180 scrutatori. Nel capoluogo sono 372, più 20 che saranno utilizzati per i seggi speciali. La scelta è stata fatta dalle commissioni attraverso gli elenchi degli iscritti. "Pochi, almeno al momento, hanno rinunciato - dicono gli addetti ai lavori -, non creano tra l'altro problemi in quanto, sempre grazie agli elenchi, ci sono già i nomi delle eventuali riserve". Sono anche in atto le nomine dei 545 presidenti di seggio. In provincia, a oggi sono 333.003 gli elettori (158.075 uomini e 174.938 femmine) per il Senato, mentre per la Camera sono 353.791 (168.712 uomini e 185.079 donne). Ad Alessandria per il Senato gli elettori sono 68.501 (31.818 uomini e 36.683 donne), per la Camera 72.859 (34.052 uomini e 38.807 donne). La campagna elettorale è complessivamente sotto tono malgrado l' arrivo di vari big: da Walter Veltroni a Massimo D'Alema e Emma Bonino per il Pd, Umberto Bossi per la Lega Nord, Francesco Storace per La Destra e oggi Rocco Buttiglione per l'Udc. Forse più interesse si registra tra le poche migliaia di elettori dei cinque Comuni - Fubine, Montaldo Bormida, Francavilla Bisio, Molino dei Torti e Malvicino (poco più grande di un condominio) dove si devono anche eleggere i sindaci e i Consigli comunali. A parte Fubine, dove le liste sono tre ed una è di Rifondazione comunista, i candidati si presentano senza precise connotazioni politiche sotto simboli vari. A Malvicino un'unica lista, negli altre tre paesi sono due. Questa sera a Fubine, alle 21 nella Casa del popolo, per An, Polo della Libertà e Lega Nord, interventi di Piercarlo Fabbio, Ugo Cavallera, Franco Stradella, Tino Rossi, Rossana Boldi e Marco Botta.

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Nella calabria che attende in bilico pesa su walter l'incognita scontenti - sebastiano messina (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Nella Calabria che attende in bilico pesa su Walter l'incognita scontenti La classe politica locale esclusa dalle liste, guidate dal superprefetto De Sena Loiero: ho subito un torto. Minniti: dovevamo dare un segnale di rinnovamento SEBASTIANO MESSINA dal nostro inviato REGGIO CALABRIA - - "Lei vuol sapere chi vincerà qui in Calabria. Noi del Pd, mi auguro. Però c'è tanta sofferenza nella nostra base. E tanta delusione. Quando ero ragazzo manifestavo per il diritto all'autodeterminazione del popolo del Congo Belga, contro coloro che dicevano: ma quelli non sono maturi per la democrazia. Ecco, noi calabresi stavolta siamo stati trattati come il popolo del Congo Belga". Guardando il mare, le navi e la Sicilia dalla grande vetrata del suo ufficio presidenziale, il compagno Peppe Bova pesa le parole quando parla della grande incognita del 13 aprile, ovvero il voto degli scontenti. Lui che prima di sedersi sulla poltrona di presidente del Consiglio regionale ha fatto tutta la gavetta nel partito, dalla Fgci ai Ds passando per il sindacato e naturalmente per il Pci, oggi è uno di loro. In questo gigantesco palazzo di vetro e cemento che vorrebbe essere un monumento alla modernità e invece oggi assomiglia terribilmente alla Fortezza Bastiani del "Deserto dei tartari" - dove tutti aspettano ogni giorno un nemico invisibile - Bova ripensa al 16 ottobre di tre anni fa, il giorno del delitto Fortugno, e confida che da quel giorno, improvvisamente, tutti hanno messo in quarantena la classe politica calabrese. "Sembrava che avessimo tutti l'Aids. Si ammazzano tra di loro, pensava qualcuno". Così, in questa regione dove la passione comanda sulla ragione, dove la prepotenza atterra la legalità, dove c'è un morto ammazzato al giorno, dove l'azienda più florida è la Ndrangheta Spa e l'unico primato nazionale è quello delle truffe sui fondi dell'Unione europea, si è creato un confine invisibile tra il Vecchio e il Nuovo. Un confine che è diventato visibile, anzi visibilissimo, nelle liste del Pd per il nuovo Parlamento. E' quella linea rossa che parte dal posto di capolista assegnato al superprefetto De Sena e arriva fino al vuoto dei nomi che mancano. Non c'è nessuno del gruppo del compagno presidente Bova, che alle europee raccolse 60 mila voti e alle primarie del Pd raggiunse il 40 per cento, con la lista "A testa alta per la Calabria". Non c'è nessun amico del presidente della Regione Agazio Loiero, nemmeno Ottavio Bruni che per candidarsi alla Camera si era dimesso da presidente della provincia di Vibo ("Credo di aver subìto un torto nella compilazione delle liste", ha ammesso Loiero a denti stretti). E non c'è nemmeno il senatore Pietro Fuda, che due anni fa approdò a Palazzo Madama con i 52 mila voti della Lista Consumatori (5,3 per cento, in Calabria), che oggi, amareggiato, dice: "Io dirò ai miei elettori di votare per il Pd. Ma un conto è se gli chiedo di votare per me, un conto è se gli chiedo il voto per il partito che mi ha escluso dalle liste senza neanche avvertirmi...". Sono indizi di disimpegno dei collettori di voti (questa è la patria della politica del "do ut des"), segnali di smottamento che oggi non sfuggiranno a Walter Veltroni quando arriverà qui a bordo del suo pullman. Eppure, seduto dietro a una scrivania Ikea riscaldata da una stufetta elettrica nel suo ufficio al Partito democratico, Marco Minniti mantiene il suo ottimismo della volontà. Lui che come viceministro dell'Interno è il politico più potente della Calabria, è il primo a rendersi conto che si sta giocando una partita anche più importante del premio di maggioranza (sei seggi su dieci) in palio per il Senato. "Noi abbiamo voluto dare un segnale forte di rinnovamento. Certo, i mal di pancia ci sono stati, e particolarmente forti. Ma non credo al disimpegno: se va male il Pd è chiaro che si affievolisce anche la spinta innovatrice alla Regione". Loiero faccia bene i suoi conti, insomma. Ai calabresi, "un popolo che ha voglia di un partito forte, che non sia ostaggio della 'ndrangheta", Minniti promette di riuscire a far convivere la legalità con lo sviluppo: "Un esempio concreto: da quando l'azienda ospedaliera di Reggio Calabria ha affidato la gestione dei suoi appalti alla prefettura, le gare sono passate da 3 a 18 nel giro di un anno. Una politica debole non fa gli appalti perché ha paura. E' la legalità, che muove l'economia". Il viceministro ha già fatto i suoi calcoli. Le possibilità che il Pd riesca a fare il bis dell'impresa del 2006, quando l'Unione distanziò di 14 punti il centro-destra, e tantomeno del miracolo dell'anno prima (60 a 40, per la Regione) sono prossime allo zero. Al 56,8 per cento di due anni fa bisogna togliere l'11,3 della Sinistra Arcobaleno, e scendiamo al 45,5. Bisogna sottrarre l'Udeur (4,2) che s'è squagliata, e caliamo al 41,3. Se leviamo anche una parte della Lista Consumatori (5,3), il Pd arriva al 38-40 per cento. Che non sarebbe poi un cattivo risultato, se Berlusconi non avesse (almeno secondo i suoi sondaggi) cinque punti di più. E se nella Reggio del "boia chi molla" la Destra di Storace facesse il pieno? "E' una possibilità che non esiste" risponde secco il sindaco di Reggio, Giuseppe Scopelliti, già segretario del Fronte della Gioventù. "Noi abbiamo saputo dare risposte alla gente. Loro invece prima hanno deluso gli elettori con Prodi e con Loiero, e poi hanno scontentato i militanti al momento di fare le liste. Come pensano di batterci?". "Non c'è alcun dubbio, vinceremo noi" assicura il senatore Giancarlo Pittelli che qui è il vero dominus di Forza Italia. Sulla carta, il Pdl parte dal 34,4 per cento di due anni fa, ma da allora molte cose sono cambiate, a cominciare dal passaggio di metà Udc (guidata dall'ex sottosegretario Pino Galati) sotto le insegne berlusconiane. "Mentre il centro-sinistra si smembrava, noi abbiamo aggregato. Sono venuti da noi una fetta dell'Udeur e pezzi della Margherita, oltre a tutti gli uomini di Giovanardi. Vedrete, il 14 aprile...".

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Condannati e voltagabbana ecco chi ha il seggio sicuro - concetto vecchio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Travaglio cataloga gli "impresentabili" della nuova legislatura Condannati e voltagabbana ecco chi ha il seggio sicuro Il Pdl candida 25 sanzionati dalla giustizia, tra cui Ciarrapico: 7 anni per due crack CONCETTO VECCHIO ROMA - Parlamentari da salvare dell'ultima legislatura: appena venti, tra cui Bindi, Colombo, Dalla Chiesa, Luxuria, Prodi e finanche quattro del centrodestra, Napoli, Meloni, Tabacci e Vizzini. Da bocciare: gli acquirenti di case a Roma a prezzi stracciati; i partecipanti all'abbuffata della monnezza in Campania; i somari, come Francesco Paolo Lucchese (Udc) che alla domanda delle Iene "chi è Nelson Mandela?" rispose: "Il presidente sudamericano. Brasiliano! No, Sudafrica. Scusi il copsus". Esce oggi nelle librerie Se li conosci, li eviti, editore Chiarelettere, l'ultimo libro di Peter Gomez e Marco Travaglio, un manuale di "pronto soccorso", secondo la definizione degli autori, "per aiutare a scegliere il meglio" alle prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Seicento pagine, 150 schede sui probabili prossimi inquilini di Camera e Senato, classificati secondo la fedina penale, la coerenza politica (Elisabetta Gardini: "Separata dal marito e convivente con un nuovo compagno, ma intransigente sui sacri valori della famiglia"), percentuale di presenze in aula, tasso di trasformismo, moralità pubblica (Maria Elisabetta Alberti Casellati, Forza Italia, nel 2001 appena diviene sottosegretaria alla Salute sistema la figlia Ludovica a capo della sua segreteria al ministero); impegno a favore del conflitto d'interesse e della questione morale. E perfino soprannomi. Veltroni ne ha dodici: Wonderuolter, Topo Gigio, Ma Anche, Il Buonista, Walter Disney, Superwalter, Uòlter, Veltrusconi, Fregoli, Zelig, Girodiwalter, L'Americanino. Il Pdl ha candidato 25 condannati in primo, secondo o terzo grado. Come Giuseppe Ciarrapico, 3 anni per il crack della casina Valadier e altri 4 per l'Ambrosiano. L'Udc schiera 5 pregiudicati. Due condannati definitivi anche per il Pd, Carra e Papania. Di Gianni Alemanno, candidato sindaco di Roma per il Pdl, vengono ricordati i tre arresti per le intemperanze come segretario nazionale del Fronte della Gioventù (tra cui una feroce contestazione a Bush padre) e la controversa storia della vacanza pagata dai Tanzi, da cui comunque è uscito assolto. I voltagabbana abbondano. Fabrizio Cicchitto era di estrema sinistra, dopo l'assassinio di Giorgiana Masi nel 1977 tuonò contro lo Stato repressore, e oggi è vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. Paolo Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi, pubblicò un durissimo editoriale contro il Cavaliere sul Messaggero il 7 gennaio 1994 prima di venir folgorato sulla via di Arcore. A Berlusconi sono riservate 13 pagine. Scuce sorrisi l'antologia dei sanguinosi (e ben noti) insulti di Bossi a Silvio: ben 43 tra il 1994 e il 1998, tra cui "è un cornuto"; "nazista, nazistoide, paranazistoide"; "Berlusconi è un mafioso, lo dichiaro ufficialmente". Travaglio voterà per l'Italia dei Valori.

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E ora l'operazione voto disgiunto tenta il pd in più di una regione - goffredo de marchis (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E ora l'operazione voto disgiunto tenta il Pd in più di una regione GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - "Dovete andare bene, mi raccomando". Con un sorrisetto piuttosto chiaro, Pierluigi Bersani ha augurato al leader della Sinistra Arcobaleno Franco Giordano un buon risultato nella sua regione, l'Emilia Romagna. I due si sono incrociati in uno studio televisivo qualche giorno fa e hanno parlato del "voto inutile" che invece può diventare utilissimo, soprattutto per chi insegue. Utile per impedire la vittoria del Popolo delle libertà al Senato, per creare le condizioni di un sostanziale pareggio. Nelle regioni rosse (Toscana, Emilia, Umbria, Marche) lo schieramento di Fausto Bertinotti deve perciò assolutamente superare l'8 per cento necessario a strappare seggi al Senato. Tanto lì il Partito democratico ha già il premio di maggioranza in tasca, dunque bisogna concentrarsi sui voti di minoranza e fare in modo che il resto dei senatori eletti in quell'area vadano a tutti (anche all'Udc di Pier Ferdinando Casini) fuorché a Berlusconi, Fini e Bossi, cioè al Popolo delle libertà. I sondaggi dicono che una buona affermazione dei centristi e della sinistra è davvero in grado di condizionare l'esito delle elezioni e disegnare una situazione di stallo al Senato. L'ipotesi è stata ripresa da Europa, l'ex quotidiano dalla Margherita che adesso vede l'utilità di un voto disgiunto: Partito democratico alla Camera, naturalmente, e un'eventuale preferenza a Casini o Bertinotti al Senato (ma più Casini di Bertinotti visti i rapporti della Margherita con Rifondazione nell'ultima legislatura). Sono voti sottratti a Veltroni, ma danneggerebbero Berlusconi come se li prendessero i democratici. Il segretario del Pd ha studiato i numeri e le tabelle. Per il momento punta ancora a costruire il consenso intorno al Pd. "è difficile il meccanismo del voto disgiunto...", evita di sbilanciarsi Veltroni. Ma il "trucco" è possibile. "Se la Lega si fosse presentata da sola o con una lista Bossi in Lombardia e Veneto, il centrodestra avrebbe preso 7 senatori in più", spiega Roberto Calderoli, l'autore della legge che per la seconda volta potrebbe portare all'ingovernabilità di Palazzo Madama. "Ma ascoltate me che sono il massimo esperto di questa norma: il pareggio non ci sarà, vincerà il Pdl. Di 30, 15 o 9 senatori in più non importa. Ma vincerà". Perciò invita sia Veltroni sia il suo alleato Berlusconi "a non fare appelli per il voto disgiunto". Dice Calderoli: "Date alla gente la possibilità di scegliere con chiarezza". Certo, la tentazione rimane. Bertinotti e Casini sognano un ruolo decisivo a Palazzo Madama e quindi per la partita complessiva. Chi è in vantaggio teme il pareggio, chi insegue, come il Partito democratico, ci fa un pensierino. Il Partito democratico per esempio è destinato alla sconfitta in Veneto, ma in quella regione l'Udc oscilla intorno al 7 per cento, a un punto dalla fatidica soglia. Conviene a Veltroni appellarsi al voto disgiunto? Mica tanto. Se Casini resta sotto l'8 (e la Sinistra Arcobaleno in Veneto è molto lontana da quel risultato) i seggi di minoranza può conquistarli tutti Veltroni magari lasciandone uno a Di Pietro. Nel Lazio, che è in bilico, al Pd conviene giocarsela fino in fondo invece di augurare all'Udc il superamento del tetto. Ma in Campania, dove i democratici sembrano avviati alla sconfitta, la possibilità di far superare a Casini l'8 per cento permette di riaprire la partita. E in Puglia può accadere lo stesso. Poi, per paradosso, questo meccanismo consentirebbe in Campania di favorire l'elezione a Ciriaco De Mita che dell'Unione di centro è il capolista, ma questo è un aspetto secondario. Nel '96 la lista Dini, allora nel centrosinistra, superò lo scoglio del 4 per cento grazie ai voti della Quercia, si disse. Oggi forse non è più così facile controllare i voti. Ma anche i trucchi legati alla legge elettorale fanno parte del gioco.

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Berlusconi lancia l'allarme "al senato si può perdere" - gianluca luzi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi lancia l'allarme "Al Senato si può perdere" Casini: è una truffa. Veltroni: Costituente se c'è il pari Il Cavaliere: "A qualcuno piace l'Udc? Gli dia il voto ma solo alla Camera" GIANLUCA LUZI ROMA - Ne parla Veltroni, i sondaggi lo confermano e per la prima volta dall'inizio della campagna elettorale Berlusconi evoca esplicitamente il fantasma del pareggio. Anzi, va ancora più in là e in un forum elettorale all'agenzia di stampa Adnkronos ammette che al Senato può anche perdere. "Non mi esercito mai in ipotesi che considero irrealistiche", premette il leader del Pdl riferendosi alla Grande coalizione dopo il voto. "I dati in mio possesso - afferma Berlusconi - dicono che avremo una vasta maggioranza al Senato, di 28-30 senatori". Ma Berlusconi non sembra tanto sicuro che le cose andranno a finire proprio così, o perlomeno non con una vittoria che lo metterebbe in condizione di governare senza problemi. Perché c'è Storace che toglie voti da destra e soprattutto c'è Casini che può erodere il patrimonio di voti del Pdl. Per questo, martella Berlusconi, "dobbiamo spiegare agli elettori del centrodestra come il voto ai partiti minori, soprattutto al Senato, può portare a una vittoria dell'altra parte, è un regalo a Veltroni". Del resto, già ieri mattina incontrando la Confartigianato, Berlusconi aveva avvertito che "bisogna concentrare il voto e non disperderlo: un elettore di centrodestra deve votare il Pdl per consentirgli di ottenere una solida maggioranza. E se a qualcuno piace Casini perché l'è un bel fioeu, allora lo voti alla Camera ma non al Senato". Berlusconi cita l'ultimo sondaggio a sua disposizione che dà al Pdl un vantaggio di 8,6 punti sul Pd: "Noi con la Lega e l'Mpa siamo al 44,6 per cento, mentre il Pd con Di Pietro sta al 36 per cento". Ma l'ipotesi pareggio evidentemente è presente anche al vertice del Pdl tanto che Fini avverte perentorio: "Al Senato non si può disperdere neanche un voto". Casini naturalmente sul "voto utile" come lo intende Berlusconi è di parere opposto così come definisce "bufale che verranno smentite" quelle del voto disgiunto: Udc alla Camera e Pdl al Senato. "Gli elettori italiani non si facciano coinvolgere da una politica che è diventata molto poco seria, e votino per i loro ideali". E in caso di pareggio Casini esclude un accordo con il Pdl: "Non esiste proprio. Le alleanze si fanno prima del voto e non dopo". I sondaggi dicono che tira aria di pareggio. Anche per Veltroni è un'ipotesi realistica e in questo caso - sottolinea il leader del Pd - bisognerà fare le riforme che non sono state fatte prima dello scioglimento delle Camere. "Se alla fine di questa fiera c'è parità, voglio capire come si governa questo Paese. - fa notare Veltroni - Serve una fase costituente e può darsi che saremo costretti ad accelerare i tempi". L'Italia "ha bisogno di una fase costituente che porti a tutte quelle riforme di cui il Paese ha bisogno, soprattutto in un momento in cui la congiuntura economica internazionale è negativa e l'Italia sta attraversando una fase di difficoltà". Il pericolo, per Veltroni, è che il Paese "rischia di non trovare la chiave per accendere la macchina" quindi "serve una stagione riformista, di qualunque segno essa sia, basta che non restiamo nella gelatina o nella marmellata. Senza una stagione riformista rischiamo di entrare in una spirale molto negativa". E se c'è il pareggio? "Qualunque sia il risultato delle elezioni, per me lo scenario non cambia: chi vince anche di un solo voto governa, poi le riforme si fanno insieme".

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Congelato il distacco tra pdl e pd partita in mano a indecisi e astensionisti - roberto biorcio fabio bordignon (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Nota metodologica Congelato il distacco tra Pdl e Pd partita in mano a indecisi e astensionisti E nella sfida personale parità assoluta tra Veltroni e Berlusconi Atlante politico L'ex sindaco di Roma conferma il primato nella classifica dei voti positivi riguardante i leader ROBERTO BIORCIO FABIO BORDIGNON L'ultima rilevazione dell'Atlante Politico, realizzata da Demos per la Repubblica, conferma il vantaggio della coalizione guidata da Berlusconi. Alla vigilia dell'entrata in vigore del divieto di diffondere sondaggi, la situazione si presenta simile, anche se rovesciata, rispetto a quella di due anni fa: Pdl e alleati hanno un margine di 6-7 punti, che non sembra però mettere al riparo da sorprese. Veltroni potrà ripetere lo stesso inseguimento realizzato dal Cavaliere nel 2006? La situazione attuale appare molto più complessa. I due leader non hanno solo il problema di contendersi gli incerti, mobilitando le proprie aree di riferimento. Appaiono soprattutto impegnati a fronteggiare la concorrenza degli (ex)alleati nei rispettivi campi. In una situazione in cui resta elevatissima l'incertezza degli elettori. Un campagna serrata potrebbe rafforzare entrambi, senza variare in modo significativo il distacco. Possiamo però rilevare alcuni elementi di asimmetria fra le coalizioni, che potrebbero modificare gli attuali rapporti di forza. Gli intervistati orientati all'astensionismo si ritrovano in prevalenza nel centrosinistra (e soprattutto fra chi aveva votato per l'Ulivo). Le decisioni finali di questo settore potranno influire in modo decisivo sull'esito del voto. Per Berlusconi esiste invece il problema della possibile smobilitazione dei settori più marginali del suo elettorato, in mancanza di una adeguata drammatizzazione della scadenza elettorale. Veltroni mantiene d'altra parte un notevole appeal personale, che potrebbe essere capitalizzato nei giorni che precedono il voto. Un altro aspetto importate da verificare riguarda il rapporto tra le due formazioni maggiori e gli "altri" partiti. Per ora, i sondaggi hanno rilevato una forte tendenza alla concentrazione dei voti su Pd e Pdl, e un complementare ridimensionamento delle "terze forze". La conclusione della campagna elettorale potrebbe però segnare un ritorno della delegittimazione reciproca, dell'antipolitica e della protesta per le condizioni di vita, orientando gli elettori verso altre scelte. Oggi non abbiamo elementi per stabilire quale di queste tendenze prevarrà: possiamo solo registrare con sufficiente precisione la situazione esistente.

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Finito il surplace l'inseguitore obbligato ad alzare la voce - (segue dalla prima pagina) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Finito il surplace l'inseguitore obbligato ad alzare la voce La disaffezione tocca in gran parte l'area ulivista. Per questo serve una sferzata. E molti si aspettano che Veltroni imiti il Berlusconi del 2006 (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Senza grandi scostamenti. Pochi decimali differenziano una rilevazione dall'altra. Inutile, anzi, dannoso cercare di inseguirli. Si rischierebbe di dare senso politico a variazioni che possono dipendere da errore statistico. La verità è che il clima evoca la vigilia dello scontro finale. Fino ad oggi, rinviato. I leader dei due partiti nuovi - e maggiori - si sono fronteggiati, evitando di scontrarsi. Così, abbiamo assistito a polemiche indirette. Non sui contenuti o sui programmi. Ma su persone tradotte in simboli. Da un lato, Calearo. Imprenditore. Sicuramente non di sinistra. E anzi piuttosto di destra. Candidato dal Pd. Agitato polemicamente dal PdL, ma anche da Sinistra l'Arcobaleno, per creare difficoltà a Veltroni, nel rapporto con i lavoratori. Dall'altro, Ciarrapico e la Mussolini, candidati del Pdl. Gli avversari ne hanno polemicamente dal PdL, ma anche da Sinistra l'Arcobaleno, per creare difficoltà a Veltroni, nel rapporto con i lavoratori. Dall'altro, Ciarrapico e la Mussolini, candidati del PdL. Gli avversari ne hanno fatto un bersaglio critico, per spaventare gli elettori moderati (ammesso che il riferimento al fascismo li spaventi). Solo nell'ultima settimana il dibattito è stato scosso da questioni più concrete. Piegate anch'esse a scopi elettorali. "O si fa l' (Al) Italia o si muore", ha esclamato Berlusconi. Solleticando l'orgoglio nazionale (che, peraltro, si impenna solo durante i mondiali di calcio). E, al tempo stesso, il popolo nordista, che guarda Malpensa. D'altro canto, Veltroni ha galvanizzato i pensionati, che rappresentano una base elettorale solida per il Pd. Intorno, le altre forze politiche hanno sgomitato, alla ricerca di visibilità. Perché questo sondaggio conferma che si va verso un bipartitismo robusto. Quasi tre elettori su quattro concentrano le loro intenzioni di voto su Pd e PdL. Considerando i partiti apparentati, si sfiora l'85%. Quanto all'esito finale, restano 6 punti e mezzo di vantaggio, a favore del Pdl e dei suoi alleati. Un distacco "non" incolmabile. Fosse convinto davvero di avere già vinto, Berlusconi non reagirebbe in modo stizzito ogni qualvolta Veltroni annuncia che la rimonta prosegue. Né suggerirebbe agli elettori dell'Unione di centro di votare in modo disgiunto, scegliendo il Pdl al Senato. Il cui esito, in termini di seggi, può essere previsto solo da un oracolo. Fosse convinto davvero di avere già vinto, Berlusconi non reagirebbe in modo stizzito ogni qualvolta Veltroni annuncia che la rimonta prosegue. Né suggerirebbe agli elettori dell'Unione di Centro di votare in modo disgiunto, scegliendo il PdL al Senato. Il cui esito, in termini di seggi, può essere previsto solo da un oracolo. Il fatto è che, dal 1994 ad oggi, ogni previsione "certa" è stata smentita. Tutte le elezioni si sono risolte in pochi punti di distacco (1996 e 2001). Talora, in frazioni di decimale (2006). Anche quando i sondaggi certificavano un distacco più largo di oggi (nel 2001, ad esempio). Le rimonte, le svolte, si sono verificate nelle ultime settimane. Quando gli elettori indecisi hanno deciso. I potenziali astensionisti si sono rassegnati a votare. Turandosi il naso (e anche il resto). Naturalmente, le differenze del passato sono profonde. Alle spalle abbiamo quattordici anni di campagne elettorali condotte in un clima e con un linguaggio da guerra civile ("a bassa intensità", per evocare una nota metafora). Su fronti contrapposti. Sottinteso che, chiunque avesse vinto le elezioni, gli altri se ne sarebbero andati a vivere altrove. Fin qui, per ora, ha regnato una calma piatta. Nel sondaggio di Demos, cambia poco. Veltroni si conferma il leader che gode di maggiore fiducia. I consensi, per la premiership, si dividono esattamente a metà, fra lui e Berlusconi. Il Pdl resta avanti, rispetto al Pd, più o meno come prima. Si corre lungo il crinale fra attesa e delusione. Rischioso "solo" per il Pd. La disaffezione, infatti, affligge soprattutto i suoi elettori. Potrebbero essere tentati dal non voto, senza una sferzata. Per questo, molti osservatori - ed elettori - si attendono che qualcosa di nuovo avvenga, nelle prossime settimane. Che la campagna elettorale diventi politicamente più scorretta. Che esplodano polemiche vere su questioni vere. Com'è avvenuto in Spagna, fra Zapatero e Rajoy. Oppure nelle primarie democratiche Usa, fra la Clinton e Obama. Sistemi aperti a democrazia competitiva, dove partiti e candidati di sponda alternativa si riconoscono reciprocamente. Ma, in campagna elettorale, si misurano in modo aspro. Senza risparmiarsi colpi bassi. (Zapatero e Rajoy, nell'ultimo faccia a faccia, si sono accusati reciprocamente ed esplicitamente di sfruttare il terrorismo a fini elettorali). Altrimenti, non si capisce su che base possano decidere gli elettori, in tempi di depressione psicologica e disincanto ideologico. Per questo, immaginiamo che Veltroni, nel prossimo periodo, alzerà il tono del confronto. Costringerà Berlusconi a un faccia a faccia tivù. Senza rete. Si farà sentire e vedere dovunque. Non solo sul territorio. Come il Cavaliere, due anni fa. Intervenne perfino a "Uomini e camion", in radio. Non si tratta di riedificare il muro di Arcore, rilanciando l'antiberlusconismo. Berlusconi non è il nemico. E' l'avversario più forte. Come tale, va sfidato, incalzato. Ogni giorno. Se si pretende di vincere. Questo, peraltro, sembra il modo più efficace di promuovere il voto "utile". Convincere gli elettori a votare per un partito e un candidato perché hanno idee, proposte, relazioni, capacità. Migliori degli altri. E le sanno comunicare. Imporre, se necessario. Perché, in politica, non il voto, ma il "vuoto" è inutile. Questo, peraltro, sembra il modo più efficace di promuovere il voto "utile". Convincere gli elettori a votare per un partito e un candidato perché hanno idee, proposte, relazioni, capacità. Migliori degli altri. E le sanno comunicare. Imporre, se necessario. Perché, in politica, non il voto, ma il "vuoto" è inutile.

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<Da Veltroni violenza inaccettabile> E Berlusconi duella fuori dallo schermo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Da Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori dallo schermo Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la sinistra che "domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho deciso io Mi. B. Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra. E' lui, è il Silvio doc, quello che per l'ultima parte di campagna elettorale si scaglia a testa bassa contro Walter Veltroni, che a sua volta ha riscoperto l'antiberlusconismo. Occasione della nuova intemerata del Cavaliere, la cancellazione della puntata di Porta a Porta che ieri sera l'avrebbe dovuto vedere protagonista. Appuntamento soppresso vista l'impossibilità di mettere in piedi una successiva puntata con Veltroni (per indisponibilità dello stesso ex sindaco di Roma) che, in nome della par condicio, compesasse l'assolo del leader del Pdl. "E' una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole", si scantena così Berlusconi. Da una parte, il segretario del Pd che insiste sul faccia a faccia in tv con il suo rivale, sfidandolo a scegliere anche la location: vuole giocare in casa, allestire il confronto sulla sua Mediaset? E sia. Dall'altra, Berlusconi che di fronte alla sottile, sottilissima allusione al suo conflitto d'interessi risponde che "bisogna andare a votare Pdl per riportare l'Italia in Europa e in Occidente e non subire i condizionamenti di un partito che è ancora radicato nella sinistra estrema". Ma non si parli del faccia a faccia: quello non si può fare - dice ora anche il Cavaliere dopo averlo fatto ripetere per giorni ai suoi - perché la par condicio, la famosa "legge liberticida", non lo consente. Il leader del Pd dice che Berlusconi scappa?: "Ma chi scappa... C'è una legge che impedisce il confronto. Se facessi un confronto con Veltroni dovrei farlo con tutti gli altri 12 candidati", ribatte lo sfidato. Sul caso Porta a Porta a viale Mazzini, dove le imminenti elezioni sono vissute con particolare apprensione, si producono pacchi di comunicati. Il direttore generale Claudio Cappon, dopo aver spiegato che l'azienda ha il fiato dell'Authority sul collo e dunque ha solo applicato la par condicio, mette in chiaro che la decisione di ritirare l'invito a sua emittenza non l'ha presa lui, ma "il comitato consultivo sulla programmazione elettorale". La precisazione arriva dopo che in campo sono scese le truppe Rai del Cavaliere, in primis il consigliere d'amministrazione Angelo Maria Petroni (quello che era stato sostituito dal governo Prodi e poi reintegrato dal Tar), che a Cappon aveva chiesto lumi sulle "ragioni giuridiche di una decisione che non ha precedenti nella storia del servizio pubblico", addirittura. A Petroni si associa la consigliera della Lega Giovanna Bianchi Clerici: "È un'occasione persa il fatto che uno dei candidati principali alle elezioni non abbia la possibilità di partecipare a Porta a Porta a causa di un veto altrui, è una ferita per le regole della democrazia". Entrambi, Petroni e Bianchi Clerici, protestano perché la grave ferita alla democrazia è stata inferta senza informare preventivamente il cda. Morale: "La necessità di rivedere la par condicio è sotto gli occhi di tutti", spiega la leghista sintonizzandosi sui programmi del Cav. A sua volta, sollecitato da una lettera del presidente della vigilanza Mario landolfi, An, interviene il presidente Rai Claudio Petruccioli, che fa un'accurata ricostruzione di quanto accaduto, minuto per minuto, per mettere a tacere voci e indiscrezioni, spiega. Conclusione di Petruccioli: quella di Berlusconi ieri sera sarebbe stata una presenza aggiuntiva rispetto a quelle già concordate per gli ultimi giorni di campagna elettorale. E in questa corsa a precisare e discolparsi, non manca Bruno Vespa: "Non mi si può in alcun modo attribuire la decisione finale" di mettere alla porta Berlusconi.

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Candidarsi addosso (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scripta manent Candidarsi addosso Luca Fazio Uff...Non sanno nemmeno mandarsi affanculo come si deve! Insultarsi per bene, con cognizione di causa, scegliere la parola giusta per lasciare di sasso l'avversario, è un'arte che ha a che fare con la poesia. Lo sapeva bene Borges, che purtroppo, però, non fa i titoli dei giornali. Prendiamo l'apertura del Corriere della Sera, per esempio: "Elezioni, è l'ora dello scontro". Palla colossale, a meno che dopo un'ammucchiata di legislature inginocchiate sulle poltroncine di Bruno Vespa non ci sia ancora qualcuno disposto ad eccitarsi per una scaramuccia a Porta a Porta. E lo scontro? Eccolo. Sei vecchio e scappi. E tu sei stalinista. Ci siete ancora? Bene, è tutto qui. Tanto basta per far dire a Massimo Franco che "il segretario del Pd e i suoi uomini si preparano a sfilarsi i guanti di velluto e a mettersi i guantoni da boxe". Sentite un po' che colpi spara il coordinatore del Pd, Goffredo Bettini: "Berlusconi? Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un incontrino di wrestling al femminile, nel fango. Sul ring "Mussolini contro Santanché: so quel che Benito pensa di te". Siete lì che pendete dalle loro labbra? Tutta roba finta: la nipotina del dittatore, apostrofata con un "sei una valletta di Fini", replica con un "parli tu che sei politicamente orizzontale". Finalmente il più classico degli insulti? Mah. Per guadagnarsi la prima pagina, l'icona popolare che lo rappresenta andrebbe nominata con più coraggio. E Berlusconi, che una volta dava dei coglioni al 50% degli elettori? Le solite battute. Stalinista di qui, stalinista di là, e poi solo una frecciata a Di Pietro: "Mi fa orrore non perché è brutto, ma perché con una grammatica così c'è da credere che la sua laurea non sia altro che un titolo fornito dai servizi". Cambiamo laurea, e andiamo a cercare qualche cattiveria su l'Unità che per épater la bourgeoisie pubblica in prima una epistola di Mario Capanna, letteralmente infuriato con l'Università Cattolica che quattro decenni fa lo cacciò per insubordinazione. Tuoni e fulmini? Macché: "Caro Rettore, ora voglio le scuse". Ah. Più perfida, almeno nelle intenzioni, l'apertura a sei colonne: "Il mondo ci guarda: Silvio vecchio, Walter nuovo". Vecchio. Ecco l'insulto che più spesso viene indirizzato al Cavaliere, e potrebbe essere anche un boomerang, poiché, considerato che di vecchi è piena l'italietta, meglio sarebbe accompagnare l'epiteto con un sostantivo appropriato. Vecchio...cosa? Eppure (prendiamo La Stampa) è proprio sull'età che Veltroni tradisce quell'aria da Gianni Morandi che poco si adatta agli scontri frontali: "Sono alla 71esima tappa del mio giro fra le province, più o meno l'età del mio avversario". E la Repubblica che fa, visto che "E' scontro sul duello in tv"? Buffetti, solo Curzio Maltese roso da un dubbio - "Che senso ha una campagna elettorale senza il faccia a faccia tra i due candidati?" - e poi una carognata di seconda mano di Ellekappa sui soliti insulti del piccoletto di Arcore: "Berlusconi tira fuori i suoi vecchi cavalli di battaglia"; replica l'altro, "Vediamo se tira fuori anche lo stalliere". Ma, seppur involontaria, la più cattivella di tutte è stata riservata alle incolpevoli suore clarisse del monastero di Santa Rosa. Cavaliere ha qualche consiglio? "Non fate tardi quando uscite la sera". Un colpo di fioretto.

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QUARANTENNI (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

IL CRETINO NON HA ETA' Splendidi DI E ALLORA COSA SIGNIFICA QUESTA DEMAGOGIA DEL "LARGO AI GIOVANI"? QUARANTENNI ALESSANDRO PERISSINOTTO Siamo ciulati. Perdonatemi l'inizio un po' brusco, ma la situazione è drammatica: è finita l'epoca degli splendidi quarantenni, si apre la campagna di rottamazione. Le prime avvisaglie si erano già avute qualche mese fa con un decreto che assegnava un finanziamento speciale ai ricercatori sanitari con meno di quarant'anni; come dire che se hai compiuto i quaranta ormai... E anche Federico Moccia ci ha messo del suo: il bel quarantenne che fa girare la testa alla ragazzina, quello che nel film è interpretato da Raul Bova, in realtà di anni non ne ha quaranta, ma trentanove; se ne avesse avuti quaranta compiuti la ninfetta adolescente lo avrebbe sicuramente schifato. Ma il culmine si è toccato in questa campagna elettorale, dove entrambi i partiti maggioritari hanno fatto leva sulla presenza di candidati "under 40". Propongo qualche ragionamento sulle date di nascita: Berlusconi, 1936; Fassino 1949; Fini, 1952; Rutelli 1954; Veltroni 1955. Cosa significa allora questo "largo agli under 40"? Significa che tra il 1955 e il 1968 in Italia non è nato nessuno degno di assumersi responsabilità politiche o sociali? Che a 53 o a 72 anni hai l'età giusta per guidare il Paese, ma che a 40 sei già troppo vecchio persino per ricevere un finanziamento per la ricerca? Cosa ne facciamo di tutti quelli che, essendo tra i 40 e i 50, sentono di poter mettere a frutto in pienezza di energie la loro esperienza maturata con fatica? Cassonetto differenziato per il quarantenne brizzolato? Il vero pericolo è quello di una politica che getta fumo negli occhi senza cambiare. Brassens cantava che "Le temps ne fait rien à l'affaire / Quand on est con, on est con /Qu'on ait vingt ans, qu'on soit grand-père /Quand on est con, on est con": il tempo non c'entra / quando si è cretini si è cretini / che si sia ventenni o nonni, quando si è cretini si è cretini. La giovinezza non garantisce né l'onestà, né la competenza e neppure il cambiamento. Questo "largo ai giovani" non ha niente di rivoluzionario. Sono quasi certo che la scelta dei due schieramenti cadrà su volti freschi, da presentare come un nuovo intonaco sulla facciata di un edificio decrepito, un intonaco nuovo che è ancora privo di una propria forma, che non è difficile far aderire perfettamente alle vecchia struttura. Grazie alla demagogia dell'età, non sono i giovani a farsi largo, ma sono i vecchi a replicare se stessi, a clonarsi attraverso investiture mirate. Non ci bastano i volti nuovi, ci servono idee nuove.

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Confronti televisivi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Mattia Feltri Confronti televisivi CAVALIERE SI FACCIA CORAGGIO Ora resta da stabilire se Walter Veltroni sia straordinariamente impegnato oppure una simpatica canaglia: il resto è chiaro. Mercoledì (versione Bruno Vespa) o al massimo una settimana prima (versione del loft) il capo del Partito democratico ha declinato l'invito di Porta a Porta per la trasmissione di stasera; in omaggio alla par condicio, la Rai ha dovuto cancellare anche la puntata prevista per ieri con Silvio Berlusconi. Posto il dilemma iniziale, l'interpretazione diabolica è che Veltroni abbia escogitato il sistema per farla pagare al carissimo rivale: non vuoi affrontare il confronto con me? E io ti oscuro; se in tv non ci andiamo insieme, non ci va nessuno dei due. Berlusconi la mette giù anche più dura e meno sofisticata: quelli del Pd sono i soliti prepotenti, antidemocratici e comunisti. Di sicuro, Veltroni da settimane chiede a Berlusconi di incrociare opinioni e proposte davanti alle telecamere, e da settimane Berlusconi fischietta noncurante. E poi si diverte a fare il ganassa, come si dice a Milano: io in televisione straccio chiunque. Sarà, ma la storia non è nuova. Già nel 2001 il leader del centrodestra si negò a Francesco Rutelli con la giustificazione che il contendente di turno non era altro che un burattino nelle mani di Massimo D'Alema; tuttavia si guardò bene dal concedersi al burattinaio. La cosa si ripete oggi, sette anni più tardi, e la costante è che Berlusconi conduce, secondo i sondaggi, con parecchi punti di vantaggio. Nel 2004, invece, il Cavaliere inseguiva. Le inchieste demoscopiche consegnavano a Romano Prodi un margine di gran sicurezza, ed era ovviamente l'inseguitore a sollecitare il duello con le alte e nobili ragioni della democrazia eccetera eccetera. Alla fine Prodi acconsentì e Berlusconi dovrebbe ricordare - e forse ricorda benissimo - che la sua spettacolare rimonta, madre della fragilità del governo dell'Unione, cominciò da lì. Le scuse proposte da Berlusconi per rifiutare a Veltroni quello che ebbe da Prodi sembrano piuttosto friabili. Siccome stavolta i pretendenti a Palazzo Chigi sono dodici, e non due, gli toccherebbe poi di sottostare ad altri dieci match, avviando uno spettacolare girone all'italiana, come nel campionato di calcio, per un totale di centodieci sfide. A parte che non ce ne sarebbe nemmeno il tempo, questo accadrebbe magari in un Paese un po' più maniaco del nostro in fatto di regole, e probabilmente un Paese un po' più maniaco del nostro avrebbe studiato un'altra legge elettorale e mai un mostro ridicolo e costantemente violato come la par condicio. Volendo - se è il rigore legalitario la recentissima moda - il problema sarebbe aggirabile con un confronto pubblico, in piazza, in uno stadio, in un palazzetto dello sport, in un teatro. Ma non è nemmeno questo il punto. Piuttosto, alla vigilia e successivamente alla caduta del governo, Berlusconi e Veltroni avevano annunciato una nuova epoca di fair play, in cui scompariva il nemico e subentrava l'avversario, dove si contrastavano i progetti e non si vilipendeva il progettista. I due si davano cordialmente appuntamento a dopo il voto per un lavoro in comune, chiunque fosse il vincitore, sui temi sommi del funzionamento del Paese, dell'economia e della sicurezza. Gli eccellenti propositi - apprezzati anche da questo giornale - sono andati a farsi benedire a suon di insulti ed è difficile immaginare che Silvio e Walter si incontreranno in Parlamento se non riescono a incontrarsi in seconda serata. Ecco, nel nascondersi Berlusconi sbaglia per diversi motivi, l'ultimo dei quali è la giustificazione. Tutti sanno che non ci sta per rifiutare al rivale, incagliato nei sondaggi, la minima possibilità di recupero, e cioè la medesima possibilità che gli concesse l'arcinemico Prodi. E quando uno è una simpatica canaglia, e fa una canagliata, si aspetti di essere ripagato con la stessa moneta.

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Battaglia sulla cordata italiana (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Mediobanca, Eni e Benetton "non interessati". Ligresti "informato". A Scaroni piacerebbe se non andasse agli stranieri Battaglia sulla cordata italiana Alitalia, si muovono Procura e Consob. Veltroni: Berlusconi turba la trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia. Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in mani italiane". Berlusconi insiste: la cordata c'è. Dopo il colloquio con il Cavaliere apparso ieri su "La Stampa", la Consob ha imposto a quattro aziende quotate una risposta scritta alle sue affermazioni. Sul caso Alitalia si è mossa anche la Procura di Roma. Durissimo il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi turba la trattativa con Air France. ALLE PAG. 2 E 3.

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22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

21,05 Telefilm SENZA TRACCIA con Anthony La Paglia 22,40 Telefilm E-RING con Benjamin Bratt 21 Telefilm COLD CASE con Kathryn Morris 22,35 Sport SABATO SPRINT con Enrico Varriale 21,05 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti 0,40 Attualità PROTESTANTESIMO con Enrico Varriale 21,05 Attualità ANNOZERO con Michele Santoro 22,50 Telefilm CRIMINAL MINDS con Thomas Gibson 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con W. Veltroni e S. Berlusconi 22,50 Sport MARTEDÌ CHAMPIONS con Marco Civoli 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con R. Rabellino e S. Montanari 23,55 Film IL TOCCO DEL MALE con Denzel Washington 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con M. Ferrando e S. De Luca 22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti.

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W alter Veltroni continua instancabile il suo giro di tutte le province italiane, ovunque è acc (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Olto da piazze piene, entusiasmo, curiosità mediatica che si allarga anche alla sua famiglia. Se anche i risultati del 14 aprile dovessero confermare che alla fine Berlusconi avrà la meglio, sarà difficile considerare quella del segretario del Pd come una qualsiasi sconfitta. La nascita di un partito nuovo, che potrebbe raccogliere oltre un terzo dei voti, difficilmente potrà essere accantonata come se non fosse accaduta. Se le cose andranno così, ci troveremmo, anzi ci ritroveremmo, nella classica situazione dei "due vincitori": uno, Berlusconi, che dovrà misurare le dimensioni della sua vittoria sulla capacità o meno di governare anche al Senato. E l'altro, Veltroni, che per la prima volta avrà creato a sinistra un grande partito riformista, spostando la maggior parte dei voti di quella parte dalle estreme verso il centro, e preparandosi ad essere il premier della prossima volta. Già, ma cosa succede in Italia quando ci sono due vincitori? I precedenti sono emblematici, ma - va detto - lontani nel tempo e difficilmente catalogabili adesso. Due vincitori ci furono nelle elezioni politiche anticipate del 1976, che aprirono la strada al compromesso storico tra Dc e Pci, ai governi Andreotti della "non sfiducia" (con i comunisti solo nella maggioranza, ma senza ministri) e, purtroppo, a una stagione di terrorismo che conobbe il suo apice nel sequestro Moro. Gli stessi due vincitori si ebbero alle elezioni europee del 1984, quando l'intesa tra i due maggiori partiti si era esaurita, a Palazzo Chigi era arrivato Craxi alla guida di un governo pentapartito, che Berlinguer, poco prima di morire, aveva definito addirittura "pericoloso per la democrazia", e che dopo la morte del grande leader comunista, e l'ondata di commozione che ne seguì e portò il Pci a sorpassare, sia pure di poche decine di migliaia di voti, la Dc (mentre il Psi era rimasto al chiodo), continuò tranquillamente a governare per altri tre anni.

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Alle dieci della sera Walter Veltroni può aspettare ancora un po', i tremila del "Teatro g (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Rande delle ciminiere" sono tutti per Anna Finocchiaro, che è catanese come loro e affetta il sistema di potere isolano con la sua voce più potente e siciliana che mai. Anche se due giorni fa, scendendo dal palco dell'Auditorium di Caltanissetta, sottovoce Anna aveva mosso una corda diversa, quella dell'ironia: scorgendo finalmente da queste parti il ministro Beppe Fioroni (un viterbese "paracadutato" come capolista della Sicilia occidentale) lo aveva salutato con un bel sorriso: "Che bello, vederti mi consola...". Presa alla lettera, una battuta innocente, ma in realtà in quelle parole della Finocchiaro c'era l'amarezza di chi sente trascurata dai notabili della Margherita e in generale da tutto il Pd, nella difficilissima sfida a Raffaele Lombardo per la presidenza della Regione Sicilia. Sono innumerevoli - in questi giorni e in tutta Italia - i microconflitti sotterranei tra ex Ds ed ex Margherita, tensioni destinate ad alimentare un dopo-elezioni tutto da decifrare. Semmai la grossa sorpresa è un'altra: il dopo-14 aprile si è già aperto e con largo anticipo ad opera di due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il ministro Paolo Gentiloni si era detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi aveva sostenuto che un Pd al 35 per cento era da considerarsi un buon risultato. Ed esattamente su quella stessa soglia si era seduto l'indomani Goffredo Bettini, il braccio destro di Veltroni, che in un'intervista al "Corriere della Sera", ha affermato: "Se è decisivo vincere le elezioni, lo è altrettanto impiantare una grande forza riformista che si attesti attorno al 35 per cento", ma se quell'obiettivo non fosse raggiunto "non credo ai dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o perdenti". Come dire: meglio vincerle le elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici interni? "Ma no - dice il veltroniano Giorgio Tonini - non mi sembra questo il signficato, anche perché sarebbe sbagliatissimo. Da mesi sosteniamo la linea - alla fine condivisa da tutti - del doppio colpo: provare a vincere, impresa molto difficile, oppure se perdiamo, posizionare un partito che rappresenta un terzo degli italiani, pronto a giocare a vincere con Veltroni al secondo colpo". Ma uno come Peppino Caldarola, l'ex direttore dell'"Unità" che da anni conosce a memoria sia Veltroni che D'Alema, ha un'altra idea: "Bettini dice, guardate che in caso di risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare e siamo pronti, dimettendoci, a chiudere di fatto l'esperienza del Pd. A quel punto la palla tornerà a D'Alema: sparare l'ultima raffica e mettere in campo Bersani, oppure ritirarsi dalla lotta...". Perché, certo in caso di (improbabile) sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto il 35%), tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli ex Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: "Scusa ma secondo te il Pd dura?". Insomma se l'Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D'Alema? Potrebbe assecondare l'ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una campagna elettorale un po' appartata, da "riserva del partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi "colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e pensioni; tagliando i fondi ai partiti e ai loro giornali; sforbiciando prebende e privilegi, ogni anno lo Stato italiano potrà risparmiare 400-500 milioni di euro, che tradotto sull'arco di una legislatura significa qualcosa come l'equivalente di 4500-5000 miliardi delle vecchie lire.

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Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Hanno detto Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori I piloti di Alitalia in esubero sono circa la metà di quelli affermati da Air France Ci vuole un piano industriale che guardi al futuro e da cui ricavare le indicazioni sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti Cesare Damiano.

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Per garantire liquidità è probabile che il Fisco rimborsi 85 milioni di crediti d'imposta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

[FIRMA]ALESSANDRO BARBERA ROMA Alle 18.10, stavolta a mercati rigorosamente chiusi, Silvio Berlusconi scrive una nota di quelle che di solito faceva da presidente del Consiglio. "Per trovare un'alternativa ad Air France-Klm per Alitalia c'è tutto il tempo di condurre in porto i contatti avviati dai consulenti e nessuno è autorizzato a scambiarli come decisioni già assunte o peggio manifestate". Di Eni, Mediobanca, le famiglie Benetton e Ligresti il Cavaliere si riserva di parlare nuovamente dopo la fine della "trattativa in esclusiva con Air France-Klm". Registrato l'enorme imbarazzo della Consob e della Procura di Roma per il suo colloquio apparso ieri su "La Stampa", le dichiarazioni di Berlusconi costringono la Commissione di Borsa a imporre a quattro aziende quotate una risposta scritta alle sue affermazioni. Eni precisa che "Alitalia non è oggi in agenda". Mediobanca chiarisce che "non ha avviato né partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte". Gilberto Benetton spiega "di non aver avviato iniziative finalizzate alla presentazione di un'offerta". Idem Salvatore Ligresti: "Non c'è nessuna iniziativa". L'appello pubblico a tutta la politica del presidente della Consob Lamberto Cardia non è bastato e così, dopo quattro giorni di saliscendi da brivido sull'ottovolante di Borsa, è passato alle vie di fatto. Ieri, dopo numerose sospensioni, il titolo è cresciuto del 10,8% e valeva ben 64 centesimi, il 120% in più di cinque giorni fa. Sul caso Alitalia la Procura di Roma ha un fascicolo aperto da mesi: non è escluso che qualcuno abbia approfittato delle dichiarazioni di questo o quell'esponente di Governo. L'eventuale alternativa italiana ad Air France-Klm resta così nell'ombra. Ma non significa che un gruppo di interessi non si stia saldando: la Air One di Carlo Toto ribadisce il suo interesse; Gilberto Benetton, pur precisando, sembra lasciare aperto uno spiraglio. E Bruno Ermolli, l'uomo del Cavaliere nell'affare Alitalia, ricorda di "aver avuto l'incarico di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori italiani" per il "salvataggio" di Alitalia. E del resto, assolti i doveri di bon ton istituzionale con la Commissione di Borsa, in serata il Cavaliere tornerà all'attacco con la sua offensiva che è anzitutto elettorale: "Un'offerta impegnativa per l'acquisizione di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani si potrebbe già consolidare entro tre-quattro settimane". A meno che, dice il Cavaliere, Air France-Klm non presenti un'offerta accettabile: "O si torna all'inizio della trattativa, dicendo no a un assorbimento di Alitalia e sì ad una grande società che metta insieme sullo stesso piano Alitalia, Air France e Klm, oppure la partita è chiusa". Durissimo il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi "gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale con i destini dei lavoratori". Ma il cavaliere tiene il punto: "certo questi imprenditori oggi non possono dire che è vero, né ammettere un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un clima, c'è veramente una grande voglia di dare una risposta alla mia chiamata di patriottismo". Ieri al quartier generale di Air France-Klm c'è stato un lungo consiglio di amministrazione dopo il quale è filtrato solo silenzio. Entro ieri sera avrebbe dovuto essere spedita ai sindacati una bozza di piano industriale che sarà recapitata forse stamattina. Intanto però la trattativa slitta: anzichè oggi i sindacati torneranno alla Magliana lunedì. Fonti vicine al numero uno Jean-Cyril Spinetta confermano però che il manager è determinato a proseguire nella trattativa con i sindacati e che il 31 mattina sarà a Roma con le nove sigle Alitalia. "Quali siano le reali intenzioni di Air France-Klm dopo questo trambusto lo capiremo dal tipo di documento che riceveremo", spiega Fabrizio Solari della Filt-Cgil. I piloti dell'Anpac sono furibondi per le indiscrezioni sul numero di esuberi fra i piloti, ed ora dicono di vedere "con favore" l'attivismo di Berlusconi. Oggi Alitalia avrà un cda nel quale sarà decisa una proroga del termine per chiudere la trattativa, fissato per il 31 marzo. Alitalia ha in cassa circa 160 milioni di euro, e per questo al Tesoro si stanno valutando tutte le strade per garantire la liquidità sufficiente ad evitare il commissariamento. Per ora la più probabile è il rimborso dei crediti d'imposta che Alitalia ha nei confronti dell'amministrazione fiscale. L'ultima semestrale li quantificava in ben 85 milioni di euro.

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Uno su tre non sa per chi votare (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DA QUESTA SERA A MEZZANOTTE STOP ALLA DIFFUSIONE DEI SONDAGGI: GIORNALI E TV NON POTRANNO PIU' PUBBLICARLI Uno su tre non sa per chi votare Il trend premia i partiti maggiori a scapito soprattutto dell'Udc ROMA Oggi è l'ultimo giorno in cui è possibile pubblicare i sondaggi. Riassumiamo qui di fianco i trend registrati da cinque istituti differenti. Abbiamo diviso questi due mesi in tre periodi. Il primo periodo comincia dalla caduta di Romano Prodi alla entrata nel vivo della campagna elettorale al 18 febbraio, quando anche Berlusconi "scende in campo". Nelle settimane precedenti, infati, era stato prevalentemente Walter Veltroni a occupare gli spazi e ad avere risalto grazie alla "novità" del Partito democratico. Il secondo periodo si conclude l'11 di marzo, quando gli istituti pubblicano le intenzioni di voto rilevate al momento della chiusura delle liste. Il terzo periodo riguarda le ultime due settimane. Dai dati si può rilevare una sostanziale immobilità del distacco tra i due maggiori partiti che migliorano le proprie percentuali a discapito dei partiti più piccoli, soprattutto dell'Udc. Gli incerti continuano ad essere quasi un terzo del totale. Molto quindi potrebbe cambiare da qui al 13-14 aprile.

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Bertinotti e la guerra tra poveri in Italia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. Ma la destra dov'è? - 1 Emails Putin e la Cina vogliono cacciare gli Usa dall'Asia centrale - 1 Emails Birmania, la forza dello spirito (e della tecnologia) - 1 Emails "Svizzera razzista", così i media impongono il pensiero unico - 1 Emails Ma il Wi-Fi nuoce alla salute? - 1 Emails Ma la Germania si sta italianizzando? - 1 Emails Ultime discussioni CORRADO: Ho visto la puntata di "Anno Zero" di ieri sera. Il Presidente Bertinotti mi è sembrato in... Ambrogio.: Non sono Comunista, ma AnnoZero l'ho sempre visto, tranne questa puntata(ne ho un pò piene le... ionescu: Foa chi le ha dato il dato dei '90% sono extracomunitari'? Se lo è inventato! Ambrogio.: Domanda a Lorenzo: premesso che in casi come l'Iran e tanti altri, vedo bene solo il sorgere di un... remo: Comunisti si nasce e non si diventa, perche'non andate avedre quello che faceva bertinotti durante il... 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L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. 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Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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Milva e quei sette milioni nascosti per la vecchiaia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? 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E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (12) democrazia (13) francia (15) germania (2) giornalismo (30) gli usa e il mondo (22) globalizzazione (3) immigrazione (18) islam (11) Italia (75) medio oriente (8) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea - 4 Emails In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ieri sera ho visto qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 L'Iran sta tentando il colpo di mano in Iraq? In apparenza sono le solite notizie dall'Iraq: bombe, morte, terrore. Anche ieri c'è stata un'ondata di attentati. In realtà potrebbero segnare l'inizio di una nuova fase di destabilizzazione dalle implicazioni strategiche assai significative. infatti, per la prima volta dopo mesi di relativa tranquillità, l'Iraq piomba nel terrore. La domanda d'obbligo è: perché? La risposta l'ha data il generale Petraeus qualche giorno fa quando aveva accusato gli iraniani di essere dietro questa recrudescenza. Ieri nuove conferme: in prima linea ci sarebbero i miliziani di Moqtada Al Sadr, uno sceicco sciita che è in sintonia con una delle ali più estreme del regime di Teheran. E proprio in Iran si sono appena concluse le elezioni legislative con la vittoria degli integralisti. L'America invece è nel pieno della recessione e di una campagna elettorale che durerà fino a novembre; dunque è oggettivamente debole. L'impressione è che il regime di Ahmadinejahd e, soprattutto, della guida spirituale Ali Khamenei ne stia approfittando per tentare un colpo di mano a Bagdad o per aumentare la propria influenza nella regione; comunque, ha tutto l'interesse a smontare la tesi dell'Amministrazione Bush secondo cui l'Iraq è avviato verso la normalizzazione. Un Iraq in fiamme influenzerebbe la campagna elettorale Usa, agevolando Barack Obama (l'unico candidato ostile al conflitto) e mettendo in imbarazzo John McCain (che la guerra non l'ha mai rinnegata) ovvero il candidato ritenuto più debole e pacifista rispetto a quello più patriottico e interventista. Tra l'altro una nuova ondata farebbe risalire i corsi del petrolio. Attenti all'Iran, non lascia nulla al caso. Guai in vista? Scritto in medio oriente, gli usa e il mondo Commenti ( 8 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Mar 08 Milva e quei sette milioni nascosti. per la vecchiaia Era rossa dentro e rossa fuori, orgogliosa di sostenere Bertinotti e Rifondazione comunista e di battersi contro la destra, il capitalismo e ovviamente Berlusconi. Ora sappiamo che qualcosa di rosso non ha: il conto. Milva in Lichtenstein custodiva sette milioni di euro ovviamente non dichiarati. Intervistata da Antonio Lodetti sul Giornale di oggi , la signora ha dichiarato di non essere preoccupata "perché chi mi segue in queste cose mi ha assicurato che è roba vecchia, prescritta". Se è prescritta significa che è frutto di attività comunque non lecite: forse la signora ha evaso il fisco, come un commenda qualunque? Non sta bene per un artista che si batte per la prosperità dei lavoratori. Poi, con aria svagata afferma di non essersi mai occupata di quel conto, ricordando però che "mio marito mi diceva sempre di pensare alla vecchiaia, di accantonare qualcosa magari all'estero, quando lavoravo fuori". Sette milioni di euro per la vecchiaia? Niente male per una comunista. Quasi quasi divento rosso anch'io. Scritto in Italia Commenti ( 30 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Crociata contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia La conversione di Magdi Allam è diventato un evento mondiale, ne parlano tutti i grandi media e, com'era prevedibile, i commenti nel mondo islamico sono tendenzialmente negativi. Tra le tante reazioni mi ha colpito quella di Stratfor, un centro studi americano molto vicino alla Cia e che pertanto ne riflette le opinioni. Nella sua ultima newsletter avverte: "Se Benedetto XVI deciderà di rendere più aggressiva la sua avversione all'Islam radicale, dando enorme rilevanza mediatica a casi come quello di Allam e dunque enfatizzando le conversioni anziché la coesistenza, il Vaticano diventerà il centro del confronto tra i fondamentalisti islamici e l'Occidente. E questo avrà profonde implicazioni geopolitiche". Da qui alcune domande: davvero il Papa vuole lanciare la sfida agli integralisti o ha semplicemente ribadito il diritto alla libertà religiosa? La Cia sembra credere alla prima ipotesi e non se ne rallegra: Stratfor scrive che il Papa rischia di alienare il rapporto con un miliardo di musulmani, proprio mentre l'America sta cercando di ricostruire i rapporti con il mondo islamico. Washington, insomma, non pare sostenere Benedetto XVI. Il Vaticano sta davvero lanciando una crociata solitaria? E questo è nell'interesse della Chiesa e dell'Occidente? Scritto in gli usa e il mondo, islam Commenti ( 28 ) " (5 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 20Mar 08 Oddio, Carla Bruni fa la morale ai giornalisti Ricordate la signora Carla Bruni prima che convolasse a nozze con il signor Sarkozy? Era una delle regine dell'infotainment e della stampa rosa. Da ex modella dotata di intuito e intelligenza aveva capito come pararametarsi con i media per incrementare la propria personalità. Era lei che faceva filtrare indiscrezioni sui suoi tanti amori, alimentando i pettegolezzi, lei che rilasciava interviste scandalistiche in cui si dichiarava poligama. Sì, ci sapeva fare, quando era una modella o una cantante. Ora che è una first-lady ha cambiato idea, per assumere i panni, improbabili, della vergine mediatica. Ha preso carta e penna e ha mandato un'appassionata lettera a Le Monde per commentare, con toni scandalizzati, la vicenda dell'Sms che Sarko avrebbe inviato all'ex moglie Cécilia; vicenda che peraltro si è chiusa con le scuse del Nouvel Observateur e il ritiro della querela da parte dell'Eliseo. La signora Bruni-Sarkozy si domanda: "Se i grandi giornali cessano di fare la selezione fra i pettegolezzi e i fatti, chi lo farà? Se, come la peggiore delle pubblicazioni trash, Le Nouvel Observateur, tradendo la sua vocazione ed anche il suo nome, non osserva più, ma inventa ciò che racconta, quale protezione ci resta contro l' isteria dell' epoca?". Poi chiude citando un passo di Beaumarchais, drammaturgo del '700, che parla dell' effetto devastante della calunnia, chiedendosi chi diavolo può resistere alla calunnia?'. La Bruni risponde: "I giornalisti, quelli veri". Sottoscrivo, ma a patto che tutti rispettino il copione, mentre da qualche tempo i personaggi del jet-set sembrano presi da schizofrenia: attori, calciatori, soubrette, modelle, fotografi, ereditieri alimentano per anni il giornalismo spazzatura, poi quando finiscono nei guai o cambiano ruolo, reclamano improvisamente l'etica, la moralità, indignandosi per le incursioni nelle sfere del privato e il cinismo della stampa. Vedi Fabrizio Corona o Paris Hilton o Luciano Moggi o i tanti eroi di un sistema che, sovente, premia il nulla ben confenzionato anziché il merito. Certo il caso della signora Bruni è particolare; direi unico; è saltata direttamente dal rotocalco all'Eliseo. Posso capire l' ansia di rifarsi una reputazione, ma, per cortesia, ci risparmi questi predicozzi, dietro a cui peraltro non è difficile scorgere la mano di uno spin doctor presidenziale. Ben venga la critica alla stampa, ma da censori credibili e possibilmente disinteressati. PS Ecco una splendida immagine di Carla Bruni scattata pochi mesi fa. Allora non mostrava turbamento per l'invadenza dei media. Scritto in francia, giornalismo Commenti ( 22 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.75 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Quei manager fanno disastri. Ma vengono premiati I manager delle principali banche mondiali hanno creato una bomba speculativa - quella dei muti subprime - che ora è esplosa drammaticamente. Stiamo pagando tutti un prezzo altissimo; tutti tranne loro. Nonostante da anni si parli della necessità di porre fine ai privilegi dei supermanager, nulla è stato fatto e in queste ore si sta creando una situazione paradossale. Gli alti dirigenti che hanno alimentato la speculazione sui subprime non pagano alcuno scotto personale. Anzi, quando vengono licenziati guadagnano. Oggi il Sole 24 Ore ha accesso i fari su Ubs, il colosso elvetico che è in grandi difficoltà, al pari di Citigroup, Morgan Stanley, Lehman Brothers, Goldman Sachs; cioè gli istituti che fino a poche settimane fa davano lezioni al mondo. Il numero uno di Ubs Marcel Ospel, sebbene molto contestato, è ancora in sella, mentre tre top manager sono stati licenziati. Peccato che se ne siano usciti con paracadute milionari: circa venti milioni di franchi svizzeri a testa. Hanno messo a repentaglio la solidità e la reputazione della prima banca svizzera e contribuito a scatenare la più grave crisi finanziaria degli ultimi 80 anni; ma se ne vanno più ricchi di prima. La beffa è doppia. Uno dei principi sacri del capitalismo è quello della responsabilità individuale: se sbagli paghi. La casta dei supermanager lo ha invece sovvertito: quando sbagliano loro sono gli altri a pagare. Ed è ora di dire basta a quella che ha tutta l'aria di essere una truffa legalizzata. Ribellarsi talvolta è un obbligo. Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Dietro la vicenda Alitalia la mano della lobby europea Come ha spiegato Paolo Stefanato sul Giornale di oggi Alitalia anziché essere svenduta sarà praticamente regalata ad Air France. E a rimetterci non sarà solo Malpensa. Molti si stanno pentendo, non però i ministri dell'attuale governo. E non è difficile capire perché. Se si analizza con distacco la vicenda ci si accorge come Bruxelles dietro le quinte abbia spinto per questa soluzione. Innanzitutto, considerazioni strategiche: è stata Bruxelles a volere che Air France diventasse la compagnia di riferimento europea. E dunque in questa logica era auspicabile che Alitalia finisse nelle mani di Air France-Klm e di conseguenza che l'hub di Parigi assumesse ancor più importanza con il declassamento di Malpensa. E chi ha condotto nel governo la trattativa per la cessione? Il ministro del Tesoro Tommaso Padoa Schioppa, ex membro della Banca centrale europea, con la vigile protezione di Romano Prodi, ex presidente della Commissione europea ovvero due leader politici che, assieme a Giuliano Amato ed Emma Bonino, sono da sempre estremamente sensibili agli interessi comunitari. Oggi la Commissione europea ha pronunciato un secco no alla concessione di nuovi aiuti di Stato. Il portavoce del commissario ai trasporti Jacques Barrot (un francese) ha ricordato che Alitalia ha già beneficiato in passato di aiuti di Stato e quindi, in base al principio "una volta, ultima volta" non potrà più ricevere questo genere di sostegno. Il tempismo è perfetto: mentre l'Italia scopre con sconcerto l'inganno ed è tentata dal dire di no, la Commissione europea la mette con le spalle al muro: o dice sì all'offerta o Alitalia dovrà fallire. Prodi e Padoa Schioppa naturalmente non manifestano rimorsi, né dubbi. Anzi, il premier uscente intima alla Sea di ritirare la richiesta di indennizzo danni rivolta ad Alitalia, come desiderato da Air France. Risponde presente, una volta di più. Un'operazione magistrale, complimenti alla lobby europea. Scritto in Italia Commenti ( 42 ) " (6 voti, il voto medio è: 4.83 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Boicottare le Olimpiadi crea confusione? Secondo il nostro ministro degli Esteri Massimo D'Alema disertare le Olimpiadi per mandare un messaggio alla Cina sul Tibet potrebbe "dividerci e far confusione". Io capisco l'imbarazzo della diplomazia in questi frangenti, ma perchè un boicottaggio dovrebbe "far confusione"? O si è favorevoli per ragioni umanitarie o si è contrari per ragioni di opportunità politica ed economica. Qual è la posizione dell'Italia? La confusione mi sembra la stia creando D'Alema, forse travolto dal vociare di queste ore. Improvvisamente tutti si occupano di Tibet: molti eponenti del Pdl e della Sinistra arcobaleno invocano il boicottaggio, il Pd medita, Cossiga è contrario e ancora una volta provoca: "Vorrei comprendere il motivo per il quale tutti protestano per le misure forti con le quali i governi di Pechino e di Nuova Delhi cercano di ristabilire l'ordine nei propri territori, mentre quasi tutti tacciono sulla repressione giudiziario-poliziesca del Governo di Madrid nei Paesi Baschi". In queste ore il mio cuore è con il Dalai Lama e con il popolo tibetano, ma ho l'impressione che, anche volendo, l'Occidente non possa permettersi il boicottaggio e che si sia rassegnato a convivere con questa Cina, capitalista e dittatoriale. E allora, a dispetto dell'emozione, ho l'impressione che finirà come in Birmania. Un bagno di sangue, qualche settimana per dimenticare e amici come prima. AGGIORNAMENTO IMPORTANTE: il Dalai Lama dice no al boicottaggio dei Giochi Olimpici, in quanto punirebbe ingiustamente il popolo cinese, mentre solo il governo di Pechino è responsabile di quello che ha definito un "genocidio culturale". E a questo punto cosa si deve fare: insistere comunque per il boicottaggio o seguire l'invito del Dalai Lama? Scritto in cina Commenti ( 54 ) " (4 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo Commenti ( 23 ) " (8 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 14 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. 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La lezione dei Rem (e di Mtv) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... 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O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. 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O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Oops, Vasco stavolta ha toppato (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... 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Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Led Zeppelin in tour. O forse no (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... 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Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Ecco perche' Vasco si è laureato (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... 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O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Jovanotti è un passo avanti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... 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Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... 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I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. O forse no Oops, Vasco stavolta ha toppato Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E va bene, ero partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno, l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (8) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Ecco perche' Vasco si è laureato Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La lezione dei Rem (e di Mtv) Led Zeppelin in tour. 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Prete usa la Madonna come <santino> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 75 del 2008-03-28 pagina 2 Prete usa la Madonna come "santino" di Diego Pistacchi (...) Maria di Nazaret". Chiosa integrale dalla prima lettera della Madonna di Lourdes a Paolo Farinella, prete. Tutto vero. Pardon, tutto davvero scritto. Pubblicato su Micromega del 24 marzo scorso, la rivista di Paolo Flores d'Arcais e della sinistra radical chic. Tutto elaborato da un sacerdote, questo sì vero, che nella chiesa di Genova continua a mandare avanti una parrocchia. E soprattutto a bestemmiare liberamente su internet e su qualsiasi pubblicazione glielo consenta. Paolo Farinella, già noto per accuse al Papa, alla chiesa tutta, insulti a Berlusconi in nome della fede, un mese e mezzo fa aveva pubblicato una lettera aperta alla Madonna di Lourdes, "candidandola", usandola nella sua personalissima battaglia politica, rietendendola l'unica in grado di fare il "miracolo" di salvare l'Italia da Berlusconi. Oggi ha scritto per lei anche la risposta. "Caro Paolo, prete", inizia la missiva spedita "tramite messaggero angelico". Ma la lettera continua. Impossibile scegliere fior da fiore i concetti. Perché a Nostra Signora di Lourdes vengono attribuiti innanzitutto i "criteri per il voto". Il primo dice di "non votare quei partiti che con la legge elettorale porcata hanno tolto agli italiani e alle italiane il potere e il dovere di esercitare il loro diritto costituzionale di liberi cittadini sovrani, Sono i partiti di Berlusconi, Bossi, Casini, Fini e i loro cespugli". Perché? Perché "La destra non farà mai gli interessi del popolo e dei poveri perché i loro interessi sono rivolti ai cosiddetti ceti medio-alti con tendenza al più alto". Ancora: "Un cristiano che vota questi figuri, non può in buona coscienza partecipare all'Eucaristia e ricevere l'assoluzione in confessione perché diventa complice in solido". Parola di un biblista, autoproclamato finché si vuole, ma pur sempre biblista. Uno che la dottrina della chiesa, almeno finché nessuno lo smentisce, la conosce bene e la insegna. Ma Farinella, sotto forma di Madonna di Lourdes, ne ha anche per quelli che finora lo hanno perdonato, lo hanno lasciato fare. "Ruini ieri e Bagnasco oggi non perdono occasione per bacchettare su singoli temi il partito di Veltroni come non hanno risparmiato in nessuna occasione il presidente del consiglio Prodi, che ebbe la colpa di dichiararsi cattolico adulto in occasione del referendum sulla procreazione assistita. La Cei non ama i cattolici adulti, ma predilige i chierichetti immaturi e sempre disponibili all'ubbidienza cieca, pronta e assoluta". Per chi non avesse capito cosa pensa della stesa chiesa cui coerentemente si ostina ad appartenere: "I vescovi non stanno difendendo la libertà di fede che la costituzione garantisce, ma finiscono per avallare un sistema di vita politica, una visione di politica e scelte economiche che collidono con la Dottrina sociale della Chiesa che mette in primo piano la prospettiva del bene comune e l'interesse per i poveri e meno abbienti". Lo dimostra il Vangelo: "Gesù non ebbe il permesso di soggiorno quando emigrò in Egitto, ricercato dalla polizia di Erode che voleva ucciderlo. Se allora Moratti, Berlusconi, Fini e Casini e Bossi fossero stati al posto di Erode, avrebbero sparato a vista su Gesù bambino, profugo per necessità". La predica si fa via via più esplicita. È sempre la Madonna che parla a Farinella, prete: "Il cattolico che vota Berlusconi abiura da ogni principio etico e religioso, anzi da ogni parvenza di umana dignità". Per carità, non che Veltroni sia un santo, ma fa meno schifo del diavolo fatto candidato: "Se gli Italiani e le Italiane dovessero scegliere onestamente, secondo coscienza, non dovrebbero votare alcuno degli attuali pretendenti - ammette in una consclusione-consiglio la Madonna - . Non votare però è un brutto segno. È un insulto a tutti coloro che hanno dato la vita per garantirci questo diritto, anche se mutilato, anche se stuprato da Berlusconi e compagnia". Berlusconi. "C'è un solo modo per fermarlo, un solo modo per toglierlo di scena: votare il Partito democratico di monsignor Dabliu Veltroni, turandosi il naso e tutto il resto. Non si può nemmeno votare i cosiddetti partiti di sinistra che sono responsabili dello sfilacciamento del governo Prodi e della distruzione dell'immagine del governo a causa della loro sistematica rissa. Viene il dubbio che siano stati pagati sottobanco da Berlusconi". In sintesi, la lettera chiude con i dieci comandamenti per il voto buono e giusto. "Se io, la Madonna, dovessi essere in Italia e votare seguirei questi criteri, in quanto cittadina e in quanto cristiana", conferma la lettera a Farinella. Ovviamente, inizia Nostra Signora, "non voterei per i partiti o liste e/o individui suggeriti o appoggiati, direttamente o indirettamente dall'autorità ecclesiastica". Ma soprattutto, tra le tante regole, ce ne sono tre, una dietro l'altra, davvero di ispirazione celestiale: "7. Non voterei liste o partiti che non abbiano candidato almeno un 30% di presenze femminili. 8. Non voterei liste o partiti che non abbiano almeno un 30% di candidati e candiate sotto i 40 anni. 9. Non voterei liste o partiti che presentano oltre il 30% di candidati con più di tre legislature". Preparatissima, puntuale, persino troppo pignola quando precisa "Io, la Madonna, voterei per salvare l'Italia dal baratro della barbarie berlusconiana e poi dal giorno dopo le elezioni,... sarà un altro giorno". Dopo le 18 apparizioni a Bernadette, la prima lettera a Paolo, prete. E stavolta è tutto farinella del suo sacco. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Alla grande marcia del Pd basta un marciapiede (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 75 del 2008-03-28 pagina 2 Alla grande marcia del Pd basta un marciapiede di Redazione Domani una "passeggiata" di propaganda da Nervi al Porto Antico. Ma i big si dimenticano della Liguria Hanno già iniziato il tam tam delle mail, chiedono di fare più preiscrizioni possibili per "avere un'idea dell'impegno". Ma non hanno chiesto l'interruzione del traffico cittadino perché "passeranno sul marciapiede". È la premessa della grande mobilitazione del Pd ligure, della "Marcia democratica" che domani attraverserà la città dal porticciolo di Nervi fino al Porto Antico. È un'iniziativa, "la prima e unica in Italia", del "Laboratorio8" e del Pd ligure, che vuole "dare l'idea del partito in movimento" e che "è aperta a tutti, a tutte le età". Roba da paralizzare una città intera dalle 8.45 alle 17.30. Ma che, parola degli stessi organizzatori, verrà contenuta sui marciapiedi e grazie al servizio d'ordine di 30 persone dello staff. Cinque euro, maglietta bianca con stemma del Pd, palloncini, punti ristoro in ogni circolo del partito che si incontra lungo la strada e qualche comizio-flash a cura dei candidati. Neppure tutti, interverranno, per ora l'hanno annunciato, Mario Tullo, Giovanna Melandri, Roberta Pinotti e Ivan Scalfarotto. Ma di certo non si faranno tutta la passeggiata, tutti gli undici chilometri e mezzo per arrivare al "Banano Tsunami" dove ogni partecipante iscritto a 5 euro avrà un buono consumazione per l'aperitivo. Un'idea nuova, attesa domani alla prova della conta. Meno nuove le altre tecniche elettorali. E pazienza se camper, gadget, kit elettorali, il cosiddetto "patto con la Liguria" e tante altre scelte finiranno per alimentare le ragioni di chi ama sottolineare le scopiazzature tra Pd e Pdl. La segreteria del partito è impegnata soprattutto a organizzare gli ultimi appuntamenti con i big prima delle elezioni. Arriveranno nientepopodimenoché Giorgio Tonini, Achille Passoni, Tiziano Treu, Pierluigi Castagnetti. A Luigi Bersani toccherà un giro a Savona l'8 aprile nel giorno in cui ci sarà anche Silvio Berlusconi. I big? Piero Fassino dovrebbe venire ma non si sa quando. Veltroni e Franceschini hanno già dato e in Liguria non torneranno. Qui il risultato è in bilico? La Liguria è decisiva? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pensioni, a chi gli aumenti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. 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Sinistra a caccia dell'operaio perduto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 75 del 2008-03-28 pagina 8 Sinistra a caccia dell'operaio perduto di Antonio Signorini da Roma A giudicare dai calibri in campo, sembrerebbero i preparativi per la battaglia decisiva. Se si guarda alla realtà, pare piuttosto una scazzottata di cortile. Una partita giocata nel poco spazio rimasto dopo l'esodo delle tute blu verso altri lidi lavorativi e la fine del monopolio della rappresentanza politica. Insomma, Partito democratico e Sinistra arcobaleno sembrano ignorare quello che ormai anche i sassi sanno: gli operai veri e propri sono sempre meno. E sono molto diversi da come ce li immaginiamo. Tanto per dirne una, non si fanno troppi problemi a votare a destra. E, come se non bastasse, al Nord prediligono il Popolo della libertà. Non è raro incontrare sindacalisti metalmeccanici, compresi militanti della Fiom Cgil, con un debole per Forza Italia o la Lega Nord. Alcuni addirittura con la tessera in tasca. I primi a documentarlo, qualche anno fa, furono i ricercatori dell'Ires Cgil. Uno studio di DemosΠ ha colto gli umori più recenti dei Cipputi: il 46,5 per cento preferisce Berlusconi a Veltroni, il 31,5 per cento sceglie il Pd e l'11,9 per cento la Sinistra arcobaleno. Eppure le due sinistre, a mettere il cappello sulla classe operaia (o meglio, sul 43 per cento che gli rimane) proprio non vogliono rinunciare. Per dire l'ultima, il Pd è arrivato a tradire la regola numero uno della campagna elettorale di Walter Veltroni - discontinuità con il passato della sinistra - e ha ritirato fuori la "Conferenza operaia" del vecchio Partito comunista italiano. Quella del Pd si terrà domani a Brescia. Per tutta risposta la Sinistra arcobaleno, che già aveva organizzato un incontro sugli "invisibili" nei mesi scorsi a Torino, ha risposto con una "Conferenza operaia" tutta sua che si terrà a Milano, sempre domani. E non è solo campagna elettorale. Quella per il marchio di "partito operaio Doc" è una guerra, con sgambetti e mosse a sorpresa, come quella studiata dal segretario del Prc Franco Giordano che oggi, con un giorno di anticipo rispetto a Veltroni, si presenterà a Brescia per incontrare gli operai locali e incalzare il Pd sui temi più scomodi: salari e flessibilità. Un modo per dire agli operai che i temi a loro cari sono esclusivamente nel programma della Sinistra arcobaleno. Anche se a leggere le parole pronunciate mercoledì - a microfoni spenti - alla trasmissione Omnibus da Fausto Bertinotti, sono tutti sforzi inutili: "Ora nelle fabbriche i sindacalisti Fiom hanno la tessera di Forza Italia. È l'effetto di Romano Prodi". Pessimismo di chi - rileva Italia Oggi, che ha riportato la frase del candidato premier della Sa - conosce le fabbriche. E sa bene che ultimamente, tra le catene di montaggio, l'antipolitica va fortissimo. Analisi nella quale il Pd preferisce non addentrarsi. Almeno allo scoperto e non prima delle elezioni. La parola d'ordine è un po' la stessa utilizzata nel Nord-Est. Il voto operaio, come quello degli imprenditori, è, di diritto, del Pd. Le diffidenze e la sfiducia sono acqua passata. O almeno così deve sembrare. Perché al Pd preme dimostrare che il legame con il Nord industrializzato, quello che secondo Riccardo Illy ormai vota "di default" per Silvio Berlusconi, è ancora vivo. Motivazioni non identiche tra le due sinistre, quindi. Di simile c'è invece il parterre delle due manifestazioni. Perché di operai in attività, a quelli che dovrebbero essere i loro stati generali, ce ne sono pochini, almeno nei programmi ufficiali. Sindacalisti e un deputato-operaio come Maurizio Zipponi per l'Arcobaleno. Establishment allo stato puro per la kermesse bresciana del Pd. Oltre a Veltroni, ci sono professori universitari ("chissà come mai non c'è Ichino", commentavano ieri perfidi esponenti dell'Arcobaleno); professori, ministri e sindacalisti. Poi i noti rappresentanti del mondo del lavoro nelle liste democratiche: Antonio Bocuzzi, operaio ThyssenKrupp, Loredana Ilardi, la ex operatrice del call center presentata come precaria (in realtà assunta). Resta Alberto Tosa operaio Iveco e sindaco Pd di un comune. Ruoli da testimonial, verrebbe da pensare, per la classe che i comunisti un tempo consideravano "l'erede dei filosofi classici tedeschi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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L'ultimo trucco del Pd: <aiutini> a Udc e Sinistra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 75 del 2008-03-28 pagina 9 L'ultimo trucco del Pd: "aiutini" a Udc e Sinistra di Emanuela Fontana Il quotidiano "Europa": dove il risultato è certo, meglio se i "minori" superano l'8% da Roma La parolina si affaccia da qualche giorno nelle conversazioni politiche, più insistente di un azzardo e meno fantasiosa di una suggestione. Dal Pd non arriva nessuna conferma, ma la parola ammaliante inizia a comparire anche sui giornali, brilla dalle colonne dei fogli amici del centrosinistra: l'"aiutino", voto all'apparenza inutile, eppure utilissimo, per portare la Sinistra arcobaleno in Senato e affossare il Pdl. Cos'è l'aiutino? L'ha scritto bene ieri Europa, quotidiano vicino al Pd, e che anzi, sulla parolina ci ha ricamato il titolo: "Qualche aiutino può essere utile". Ecco svelato il mistero dell'aiutino: "Nelle regioni in cui la vittoria o la sconfitta del Pd al Senato sono certe, e uno dei contendenti "minori" sia vicino al quoziente dell'8%, qualcuno", inteso come qualche elettore, "potrebbe decidere di votare disgiunto per la sinistra o l'Udc, per togliere qualche senatore al Pdl". Tradotto: lo sbarramento regionale per entrare al Senato è all'8%, se in alcune regioni, come l'Emilia, la Toscana o l'Umbria, dove il Pd è più solido e ha in tasca il premio di maggioranza, l'elettore veltroniano decide di votare per il Senato Sinistra arcobaleno (voto disgiunto), non solo porta ex Prc, Verdi e gli altri arcobaleni a Palazzo Madama innalzandoli sopra il fatidico 8%, ma toglie seggi al Popolo della libertà e contribuisce a creare una situazione di pareggio-stallo. Nessun suggerimento antidemocratico ma legge del contrappasso, secondo quanto spiega Europa: "Non si tratta di puntare al caos e alla ingovernabilità, ma a costringere un centrodestra non autosufficiente a cambiare un sistema che non funziona: forse ad aprire una stagione di riforme condivise". Veltroni per ora è stato assolutamente zitto sulla storia dell'aiutino, e dalla dirigenza del Pd non è arrivata nessuna conferma a questi scenari di soccorso politico. Dal Pdl è stato Altero Matteoli, di An, capolista in Toscana, a fiutare il nuovo vento e a insospettirsi: "Ci aspettiamo che Veltroni condanni e smentisca - ha auspicato -. Organizzare scientificamente la non vittoria dell'avversario è una scelta legittima ma poco seria". La teoria del voto disgiunto deve essere però sempre più stuzzicante, e comunque strutturata almeno a sinistra, se ieri anche il leader della Sinistra arcobaleno, Fausto Bertinotti, ha dichiarato ai microfoni di Sherpa Tv: "Un nostro successo al Senato, soprattutto in regioni forti, toglierebbe seggi solo al Popolo della libertà". Bertinotti ha già fatto i suoi calcoli: "Se superassimo l'8% al Senato, ad esempio in Lombardia, toglieremmo ben tre seggi al Pdl e uno al Pd...". I sondaggi danno per ora la Sinistra tra il 7 (inchiesta Demopolis) e l'8%, secondo il più generoso sondaggio Ipr Marketing, presentato ieri dal ministro Pecoraro Scanio. Ma la barriera dell'8% al Senato potrebbe essere superata, oltre che nelle tre regioni tradizionalmente "rosse", anche in Piemonte, Lombardia, Liguria, Marche, Lazio, Campania, Puglia. Il voto disgiunto potrebbe essere, sondaggi alla mano, decisivo. Il ragionamento piace tantissimo anche al sottosegretario all'Economia dei Verdi Paolo Cento, che al Giornale commenta: "Il voto alla Sinistra arcobaleno è un voto utile, perché garantisce in Parlamento una presenza chiara e trasparente della sinistra. Ma è utile due volte per abbattere la destra: i seggi che la Sinistra arcobaleno prenderà dove il Pd al Senato è forte, saranno tolti direttamente al centrodestra". Un piano vero e proprio? "È solo una considerazione tecnica e politica, ma diciamo che una pessima legge elettorale può consentire anche agli elettori del Pd di votare due volte contro Berlusconi: al Senato è decisivo il loro voto...". Il loro aiutino. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Rai, Berlusconi: "Violenza da Veltroni" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 75 del 2008-03-28 pagina 6 Rai, Berlusconi: "Violenza da Veltroni" di Adalberto Signore Berlusconi: "è inaccettabile che io non possa andare a “Porta a Porta” perché lui è stanco. Il Pd? è l'ultima mimetizzazione del Pci". Attacco alla tv di Stato: "L'azienda è ancora dominata dalla sinistra" Roma - "Se devo mettermi i guantoni da pugile, problemi non ce ne sono... ". è prima mattina quando Silvio Berlusconi legge l'intervista di Goffredo Bettini al Corriere della Sera, una sorta di sigillo ufficiale sulla fine del bon ton elettorale. L'ultimo atto, commenta il Cavaliere in privato con i suoi collaboratori, di una vera e propria escalation iniziata martedì con la battuta di Walter Veltroni sulla sua età ("con Agrigento siamo arrivati alla tappa 71, più o meno gli anni del mio avversario"), andata avanti mercoledì con la querelle su Porta a porta e conclusasi ieri con l'affondo del braccio destro del segretario del Pd con tanto di paragone tra l'ex premier e il leader dell'ultra destra francese Jean Marie Le Pen. Il "segnale più evidentemente", chiosa Berlusconi, che "sono in grande difficoltà", praticamente "alla disperazione". E per questo "tornano all'antiberlusconismo militante", al quale - ragiona il Cavaliere - "non si può non replicare" pure se "vedrete che domani diranno tutti che sono io quello che ha archiviato il fair play". D'altra parte, spiegherà a sera, "i giornali intingono la penna nel rosso della sinistra". Un concetto che un deputato di casa a Palazzo Grazioli sintetizza così: "C'è da chiedersi perché un quotidiano che dovrebbe essere super partes come Il Sole-24 ore ieri aveva un inviato a seguire Veltroni a Caltanissetta e nessuno dietro a Berlusconi a Viterbo... ". Così, il Cavaliere i guantoni se li mette davvero. Anche perché tra le conseguenze dell'addio al fair play ci sta pure quello che da qualche giorno è un rumors insistente nei Palazzi della politica, ripreso ieri da Europa, quotidiano della Margherita. E cioè che nelle regioni già vinte o già perse il Pd sia tentato dal favorire il cosiddetto voto disgiunto per dare una spinta affinché la Sinistra Arcobaleno o l'Udc scavallino il fatidico quorum dell'8% al Senato. Il che significherebbe, alchimie della legge elettorale, che il Pdl dovrebbe dividersi la quota di senatori attribuiti ai perdenti o ai troppo vincenti con Bertinotti o Casini e con conseguente riduzione della forbice di vantaggio a Palazzo Madama. è anche per questo che Berlusconi decide di ribaltare la questione: "Se uno vuole votare Casini, magari perché è un bel fioeul, lo faccia pure. Ma alla Camera, non al Senato". Un concetto su cui torna più d'una volta: "Bisogna spiegare a tutti coloro che sono del centrodestra come il voto ai partiti minori, soprattutto al Senato, può portare in qualche regione a una vittoria dell'altra parte". Il caso di scuola è quello del Lazio. Ma la giornata del Cavaliere - sia la mattinata davanti all'assemblea di Confartigianato che il tardo pomeriggio durante lo Speciale elezioni nella sede dell'Adnkronos - è fatta soprattutto di affondi contro Veltroni, Antonio Di Pietro e il Pd. Dicendo no a Porta a porta, attacca, l'ex sindaco di Roma ha commesso "un atto violento" e "inaccettabile" ("lo capisco, è stanco, ma il fatto che non voglia andare in tv non significa che non ci debba andare neanche il leader dell'opposizione"). D'altra parte, aggiunge, è "un già visto" perché "avvenne anche con Prodi" nel 2006. Una scelta, spiega Berlusconi, che deriva dal fatto che "Veltroni e Bettini hanno la consapevolezza dei sondaggi". Insomma, "sono vicini alla disperazione" perché "sono cadute tutte le loro promesse da fiction". Gli italiani, aggiunge, "devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole". Ma gli affondi più duri sono per Di Pietro e, dice facendo con le dita il gesto del denaro, per "la mostruosità del partito dei valori". E ancora: "Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Ho paura di gente così". Insomma, "un partito di giustizialisti" e se il Pd ha deciso di averli come alleati significa che "anche loro sono giustizialisti dalla testa ai piedi". D'altra parte, aggiunge rispolverando il vecchio assioma del Pci-Pds-Ds, il Pd è "l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani" in cui ci sono "gli stessi protagonisti del Pci tranne qualche candidatura spot come quella della ragazzina, del finto operaio e del finto precario". Poi, per dire che né Veltroni né Di Pietro ("entrambi pensionati") taglieranno mai i costi della politica, si affida a una metafora: "Mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il Natale". A sera, quasi a fare il verso al suo avversario, torna sulla sua età. Perché, ammette, "con Internet ho poca dimestichezza". Insomma, "mi sa che hanno ragione quando dicono che sono troppo vecchio per governare". Così, si definisce "un matto" che a 71 anni si candida per la quinta volta alla guida di un Paese che versa in condizioni "drammatiche". Poi, torna a snocciolare i sondaggi che danno il Pdl in vantaggio di "oltre otto punti". Con "un solo incubo" che è "quello dei brogli" perché "in questo sono dei professionisti". Una "preoccupazione" sulla quale sta lavorando. Tanto che a pranzo incontra a Palazzo Grazioli i "difensori del voto" arruolati per il 13 e 14 aprile a cui viene consegnata una denuncia standard da presentare in caso di conta irregolare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Dal nanetto al "piccolo Ciarra" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... 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Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e l'Italia "sapore di sale" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average: 2.77 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes, average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... 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Formisano: "Basta con il Senato, mi candido alla Camera, è meno faticoso" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Formisano: "Basta con il Senato, mi candido alla Camera, è meno faticoso" Posted By vasco_pirri_ardizzone On 28/3/2008 @ 17:29 In Apertura#3, NotiziaHome | 1 Comment "Basta! Dopo due anni faticosissimi passati a far entrare in aula i vecchietti ho deciso di andare alla Camera", così a Panorama.it il presidente del gruppo Misto del Senato, Nello Formisano, che è candidato per l'Italia dei Valori alla [1] Camera in Campania. In quest'intervista risponde anche alle bordate che [2] Silvio Berlusconi lancia contro il suo leader, [3] Antonio Di Pietro e avverte che l'[4] Idv non si scioglierà dentro il Pd. [5] Presidente Formisano, come mai dal Senato alla Camera? È una scelta che abbiamo fatto come gruppi parlamentari. Da quanto stava a palazzo Madama? Sono al Senato dal 2001. Gli ultimi due anni devono essere stati faticosi, eh? Particolarmente densi. Dopo quello che abbiamo visto, densi è un eufemismo, scusi. E non avete visto tutto: voi vedevate solo l'aula nei momenti critici. Ma non sa che fatica in commissione. L'Unione aveva un senatore di maggioranza in ogni commissione, che generalmente era un senatore a vita. E quindi ogni giorno, in almeno 6 commissioni, si doveva provvedere alla sostituzione del senatore a vita. E chi ci pensava? Io, ovviamente. Quanti senatori canuti ha portato da una commissione all'altra o in aula? Tanti. Età media del gruppo? Alta: ma lo dico con tutto il rispetto che si deve a persone che hanno illustrato il Paese. Presidente, diciamo la verità non ce la faceva più coi vecchietti. Lo dice lei. Però ammetto: ho dato. E poi alla Camera si è più liberi di fare politica. Ma ci saranno numeri molto diversi tra Camera e Senato. Sì, ma per me sarà meno faticoso. Andiamo alle bordate che si lanciano Berlusconi e Di Pietro quasi ogni giorno. Per essere precisi, Di Pietro non comincia mai. Risponde alle parole del Cavaliere. Negli ultimi due giorni, Berlusconi prima ha detto che ha preso la laurea grazie ai servizi segreti e poi parlando del vostro partito ha mimato il gesto "pollice-indice" simboleggiando i soldi. Si deve vergognare per un gesto del genere. Non è che Veltroni fa il poliziotto buono e Di Pietro quello cattivo? Beh, un po' di gioco delle parti c'è. Ovvio. Ma Berlusconi cerca di indebolire Veltroni attaccando Di Pietro. Però voi dell'Idv siete un po' tosti. Siamo il partito del radicalismo moderato: abbiamo principi radicali e siamo moderati nella pratica. Anche nel Pd qualcuno rumoreggia, per esempio sulle vostre posizioni sulla giustizia. Mi pare evidente. Se avessimo lo stesso programma saremmo nello stesso partito. Ma come? Non vi sciogliete dentro il Pd dopo le elezioni? Cominciamo un discorso che non è detto che finirà nella totale identificazione. Formisano, sia chiaro: non vi sciogliete? No. Abbiamo sottoscritto solo l'impegno a fare i gruppi unitari. Tutto il resto è un percorso da costruire. Lei è candidato in Campania. Terra difficile dove fare campagna elettorale. Io prima del 2001 ero assessore in Campania. Ero il ministro del Tesoro di Bassolino. E mi rifiutai allora, di portare in giunta la delibera per l'affitto della sede della regione Campania a New York perché costava molto. Non crede che adesso sia facile sparare su Bassolino e la sua giunta? Il popolo campano ha dato una fiducia enorme a Bassolino. E se la meritava tutta: ma molti di noi non pensavamo che sarebbe finita in un'intesa Mastella-De Mita. È finita con gli orientali che ci prendono in giro e non comprano più le mozzarelle. Questa mi sembra una strumentalizzazione puramente elettoralistica. Giappone e Corea non li muove certo Berlusconi. No, certo, ma legare il caso diossina all'emergenza rifiuti è assolutamente fuorviante. Un altro tema caldo è quello della sicurezza. Su cui noi dell'Idv abbiamo sempre avuto una posizione chiara. Siete sempre stati contrari all'indulto. Con l'indulto sono usciti tantissimi picciotti che sono ridiventati manovalanza per la criminalità. Noi chiediamo più agenti e li vogliamo per strada, non a fare verbali dietro una scrivania.

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Rocco Buttiglione per l'UDC di Alessandria (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornal.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Prime foto della visita elettorale di Rocco Buttiglione, figura storica del centro moderato cattolico intaliano. Ad Alessandria ha incontrato i simpatizzanti dell'UDC, i candidati alle prossime elezioni - il segretario provinciale Giovanni Barosini è in lista per il Piemonte 2 - nella sede di via Faà di Bruno. Subito circondato dai giornalisti ha risposto a domande sull'andamento della campagna elettorale e sul ruolo del partito di Casini - candidato Premier - nel panorama politico attuale fatto di grandi schieramenti che tendono ad accorpare le realtà minori. Barosini per tutta la campagna elettorale ha ribadito ed appoggiato in pieno la scelta - definita per certi versi "coraggiosa" - di non perdere l'identità dello Scudo Crociato e di mantenere la rotta al centro. "Il voto utile", ha detto Buttiglione, "è il voto che ti rappresenta. Poter scegliere il candidato, ben sapendo che poi quella persona c'è sempre. Gli altri pensano che le elezioni sono come il Festival di Sanremo: voti chi è più simpatico. Ma quando il cittadino avrà bisogno di loro non saranno lì ad ascoltarti". E ancora: "La nostra idea delle democrazia è l'ascolto, quella di Berlusconi e Veltroni è quella televisiva". "Il Governo Prodi è stato un disastro. La gente si è sentita violentata dalle vessazioni delle tasse. In Italia è riemerso il popolo cristiano, l'unica speranza per il Paese". Foto Carlo A.

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Alza la voce Walter, alza la voce (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Che poi è un titolo improprio, perché riprende uno slogan da curva indirizzato verso oppositori trattati da conigli. Cosa che con Walter Veltroni proprio non si può fare: tutto si potrà dire del candidato del Pd, tranne che non abbia forza e coraggio da vendere. Infatti non di derisione si tratta, ma dell'invocazione di un cambio di passo, dell'apertura di una fase finale della campagna elettorale nella quale alle sottigliezze contro "il nostro principale competitore " si sostituisca la denuncia alta e forte dei rischi drammatici ai quali va incontro un'Italia di nuovo (non) governata da Berlusconi. Intendiamoci. L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno dopo giorno le intelligenze del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il rinnovamento. La cosa migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la fuoriuscita definitiva da quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del nemico. Dopo di che, Berlusconi è ancora lì (anche grazie agli antiberlusconiani di lotta e di governo) e non consola affatto la circostanza già denunciata da più parti che egli non voglia in realtà tornare a governare l'Italia. Dati i problemi del paese, sarebbe meglio avere davanti il Cavaliere animoso ancorché truffaldino del 2001, che questo spento del 2008, alla ricerca solo del ferrariano happy end. Come dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del senato, ora sappiamo con certezza che in caso di vittoria del Pdl il paese non avrà un brutto governo di destra, bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi sondaggi (da oggi oggetto di spaccio clandestino, come i liquori a Chicago negli anni '30) dicono che Veltroni ha una potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi. Questo grazie al suo stile, che è dunque un dato acquisito. Ciò che va acquisito adesso, per trasformare l'apprezzamento in decisione di voto, non è più lo stile, ma una buona e solida ragione per impedire a Berlusconi di vincere. Difficile far passare questo messaggio se non parlando (parecchio) male dell'avversario.

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