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IN EVIDENZA
Il quadro emerso da diverso tempo appare confermato: la coalizione di
centrodestra rimane in vantaggio, con una differenza di circa 6 punti rispetto
a quella avversaria. Ma quest'ultima sembra, di recente, secondo alcuni
istituti, avere accorciato significativamente le distanze. Occorre tuttavia
sottolineare che questi dati si riferiscono alla competizione per la Camera,
ove il computo del premio di maggioranza (oltre che della soglia di accesso del
4%) si effettua considerando l'elettorato nel suo insieme, come fanno, appunto
i sondaggi. Diverso è il discorso per il Senato, ove il calcolo avviene a
livello delle singole regioni. Anche qui si rileva oggi la prevalenza netta
della coalizione di centrodestra, con circa 9 seggi oltre la maggioranza
assoluta.
Ma il dato può modificarsi anche sostanzialmente. Per almeno due ordini di
fattori: a) la distanza ravvicinata tra le coalizioni in alcune regioni. In certi
contesti, il risultato appare ragionevolmente scontato. Lombardia, Veneto e
Sicilia andranno al Pdl (con Lega e MPA). In Emilia, Toscana e Umbria vincerà
il Pd (con l'Idv). In altre regioni, l'esito parrebbe però in qualche misura
più contrastato e in alcune (Liguria, Sardegna, Abruzzo, Calabria e Lazio)
davvero molto incerto, dato che la distanza tra le due coalizioni risulta assai
esigua e oscillante tra l'1-2%. b) La «lotteria» dell'8%. Il secondo fattore
comporta a un risultato imprevedibile in tutte (o quasi) le regioni. Si tratta
di quella che D'Alimonte ha denominato in modo assai efficace la «lotteria»
dell'8%. Nella gran parte delle regioni, infatti, le due principali forze
concorrenti ai partiti maggiori, vale a dire l'Udc e la Sinistra l'Arcobaleno,
risultano oggi toccare da vicino — ma non sempre superare — la soglia per
accedere alla distribuzione dei posti in Senato.
Il raggiungimento dell'8% in una o più regioni comporterebbe un maggior
numero di partecipanti alla ripartizione dei seggi e quindi una parziale
sottrazione di questi ultimi al Pd o al Pdl. Se, ad esempio, in una data
regione debbono essere assegnati in tutto 10 seggi e 6 vanno alla coalizione
vincente (Pd o Pdl), i restanti 4 andranno tutti al soccombente (Pd o Pdl) se
nessun altro raggiunge l'8%. Andranno invece ripartiti anche con Udc e/o Sin.
Arcobaleno se questi riescono a superare la soglia di ammissione. Tutto ciò può
modificare, anche in modo sostanziale, gli equilibri e le maggioranze. Nessuno
quindi può dire se il responso delle urne confermerà il quadro oggi rilevato:
la volta scorsa, nel 2006, le ultime due settimane videro, grazie alla capacità
comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una forte «rimonta» da parte
del centrodestra.
Potrà Veltroni
«rimontare» in modo analogo? Secondo alcuni, lo sta già facendo. L'ex sindaco
di Roma ha dalla sua parte una forte popolarità personale: un recente sondaggio
ha visto proprio Veltroni primo nella classifica nella fiducia espressa dagli
elettori. Forse anche per questo, il quesito che richiede le previsioni degli
stessi elettori sull'esito del voto, mostra, nelle ultime settimane, un
accrescersi della quantità di indecisi sul risultato elettorale. Ma non è detto
che il leader del Pd sappia o possa sfruttare appieno queste sue potenzialità.
Tutto dipenderà da quella minoranza (10%) che deciderà all' ultimo minuto. E'
verso costoro - che sceglieranno sulla base dei confronti televisivi e, spesso,
dei consigli degli amici - che è diretta in realtà la campagna elettorale dei
prossimi giorni.
28 marzo 2008
Destra
incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va
nessuno "Ogni giorno il divario si accorcia, i sondaggi lo dimostrano,
sono preoccupati". Parlando ieri in Sicilia, il leader del Pd ha accennato
alla possibilità di un pareggio al senato, prospettata da uno studio di Ipr
marketing.
Qualche
aiutino può essere utile ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Tuttavia una
parte degli elettori che credono nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere
di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire
"post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere
le elezioni e governare per i prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo
centrodestra che fronteggerà il Pd in futuro.
Il
battesimo liberale di Walter ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
E che
Veltroni è davvero il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare
le raccolte di Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era
arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa
ha impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale.
La
carta anti-casta ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il Partito
democratico è lo strumento attraverso il quale Veltroni si è impegnato a
cambiare davvero la politica italiana e a questa promessa deve tenere testa.
Dopo la scelta di un pacchetto di candidati a forte valore simbolico, la
tensione su questo terreno sembra calata mentre sarebbe importante trovare
qualche proposta credibile in materia.
<È
vero, siamo cambiati> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Street
Journal ha dedicato la prima pagina alle ricette economiche che Veltroni
intende applicare al malato Italia. Un vero e proprio endorsement, con tanto di
foto, per lo sfidante di Berlusconi. In evidenza quasi tutti i cavalli di
battaglia: dalla diminuzione della spesa pubblica alla riduzione delle tasse,
dal taglio ai costi della politica alla sburocratizzazione dell'economia.
Berlusconi
rilancia: <400 euro l'anno? No, 1000 al mese>
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Paga lui,
Silvio Berlusconi che ieri nella foga di spiegare perché le misure del Partito
democratico non vadano bene e nel tentativo di far capire che la proposta di
Veltroni sugli aumenti "è a vanvera e non tiene conto nemmeno della
disponibilità di bilancio", si sbilancia.
<I
giovani? Non c'è la ricetta magica>
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Si può sempre
fare di più e comunicare meglio, ma in questo Veltroni è stato molto netto e
concreto. La proposta più forte sulla precarietà l'ha fatta il Partito
democratico, non il Pdl. E il leader del Pd ha dichiarato che la prima legge
che presenterà al consiglio dei ministri sarà proprio quella sulla precarietà e
sul minimo dei mille euro".
Pareggio?
Non si governa ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
DEMOCRATICI
Veltroni a Caltanisetta ed Enna cambia passo: contro la destra e la ma a
Pareggio? Non si governa RUDY FRANCESCO CALVO inviato a Enna "Non voglio
parlare politically correct, mi sono stufato". Il Veltroni siciliano ha
subito dato l'impressione di voler dare una scossa alla propria campagna
elettorale.
DEBOLE
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
In quello del
Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di
Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce
delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in
altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare
in tintoria.
Alitalia,
la bufala avvelenata di Berlusconi Annuncia i nomi per la cordata: Benetton,
Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene smentito Allora si corregge: è un
eventuale interesse f ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Una dopo
l'altra fioccano le smentite degli interessati. E lo stesso Berlusconi è
costretto a correggere: "Si tratta di un eventuale interesse
futuro...". Veltroni ironizza: "Quante smentite ancora?". Il
caso all'esame di Procura e Consob. Di Giovanni e Venturelli alle pagine 2 e 3.
VELTRONI,
GRANDE FOLLA A MESSINA Adesso il Pdl ci insegue
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del VELTRONI, GRANDE FOLLA A MESSINA "Adesso il Pdl
ci insegue" "BERLUSCONI È COSTRETTO A INSEGUIRCI DA MESI".
Walter Veltroni ha concluso ieri il suo viaggio in Sicilia con una serie di
affollate manifestazioni. A Messina ha annunciato che "domenica riapriremo
in tutta Italia i gazebo".
Mitterrand
diceva che viene eletto chi, in quel momento, riesce a essere l'eroe credibile
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi ha
già avuto la sua chance di essere l'eroe e ha tradito l'aspettativa degli
elettori. Veltroni sembra portare con sé un progetto di cambiamento e ha fatto
una campagna per dimostrarlo" Jacques Seguela, guru della pubblicità, è
stato consulente di Mitterrand nelle elezioni del 1981, Magazine del Corriere
della Sera,
Macché
par condicio: è che sa di non avere più smalto
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma alla fine
questo benedetto confronto tra Veltroni e Berlusconi ci sarà o no?
"Capisco le preoccupazioni di Berlusconi. Non se la sente, ritiene di non
aver più lo smalto di un tempo, non vuole dare un'opportunità a Veltroni... ma
il prezzo di una scelta così arrogante, che priverebbe gli italiani di quello
che in mezzo mondo è considerato un diritto,
Se
ci fosse il pareggio si acceleri la fase costituente Veltroni chiude il tour in
Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei hanno la mia età,
non la sua ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni
chiude il tour in Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei
hanno la mia età, non la sua di Bruno Miserendino inviato a Catania E SE FOSSE
PAREGGIO? Rieccolo il tormentone. La Destra suona le trombe dicendo che il
pareggio non ci sarà, ma l'ipotesi, stando ai sondaggi e alla bizzarria della
legge elettorale,
Venti
a nove Bertinotti batte Veltroni ( da "Unita, L'"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
PRESENZE IN
TV Venti a nove Bertinotti batte Veltroni Bertinotti è il candidato premier più
presente nelle trasmissioni tv. Nei due mesi prima delle elezioni, ha
partecipato a 20 trasmissioni. Seguono Casini con 17, Boselli con 14,
Berlusconi e Santanchè con 13, Veltroni con 9. Berlusconi e Veltroni sono gli
unici candidati premier a non avere mai sostenuto un contraddittorio in tv.
Va
in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ieri era
trino: un Berlusconi per l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo
Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli
vieta Porta a Porta. E qui, la verità è andata a farsi friggere: la colpa è di
Veltroni il quale, avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di
Berlusconi.
Senato,
Berlusconi ha paura Non votate i minori
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Aveva
cominciato con la querelle Porta a Porta: "Macché par condicio: è stato un
atto violento di Veltroni". È il giudizio berlusconiano sull'annullamento
della sua partecipazione al salotto di Vespa: "Il fatto che lui non voglia
andare non significa che il leader dell'opposizione non possa andare lui. Lui
non vuole rispondere ai giornalisti, chi è che scappa?
Giusto
non andare a Porta a Porta senza un contraddittorio Cara Unità, condivido co
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
edizione del
Giusto non andare a Porta a Porta senza un contraddittorio Cara Unità,
condivido con entusiasmo la decisione di Veltroni di partecipare a Porta a
Porta solo in occasione di un confronto diretto con Berlusconi. In qualche modo
occorre denunciare e contrastare questa situazione in cui quasi tutti i
giornalisti televisivi fanno da "porgitori di microfono".
Finocchiaro:
posso vincere ho già recuperato 8 punti
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
prioprio nei
giorni in cui è arrivato il pullman verde di Walter Veltroni. Ottimista,
malgrado un sondaggio Demopolis che dà Lombardo al 57% e lei al 38%: "I
sondaggi? Non mi impressiono proprio, ci vuole altro per impressionarmi".
Il professor Centorrino dice che la gente in Sicilia si rifugia in una sorta di
supplenza dello Stato, che di volta in volta è familismo amorale,
Il
Cavaliere si agita: avrò le istituzioni contro
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
genuflessi su
un tappeto persiano davanti alle richieste di Veltroni il Sultano" mentre
il Capo gigioneggia sull'età, rispolvera il tradizionale anticomunismo di
sempre, promette di ridurre le tasse, attacca gli ex alleati esibendo i dati di
quanti in determinate regioni, Campania in testa, sono passati dall'Udc alla
sua ala protettrice.
L'ultima
mascalzonata di Berlusconi Annuncia i nomi della cordata, che non c'è.
Veltroni: quante smentite sono arrivate?
( da "Unita,
L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
È l'ultima
"manovra elettorale" di Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in
Borsa fa un balzo del 10,8% a quota 64 centesimi. Una scena da film: Berlusconi
rilancia, gli imprenditori si affrettano a frenare. Tanto che in serata Walter
Veltroni si chiede: "A che numero di smentite siamo arrivati?
Berlusconi:
al senato rischio ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il leader
Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di
bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato
rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è
irresponsabile.
Alitalia,
pioggia di smentite sulla cordata di berlusconi - barbara ardu
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
candidato
premier del Partito democratico Walter Veltroni, perché portano a
"turbative alla trattativa", "è una sarabanda", aggiunge.
"Io non ho fatto nessun nome", ribatte Berlusconi. Ma il botta e
risposta va avanti. "Quale smentita fa? A che numero di smentita
siamo?", chiede Veltroni ai cronisti che sollecitavano un commento sulle ultime
affermazioni di Berlusconi su Alitalia.
"la
rai è tutta in mano alla sinistra" - silvio buzzanca
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
dice il
Cavaliere - c'entra un atto violento da parte di Veltroni che ha detto:
"Non voglio andare a rispondere ai giornalisti"". Secondo
Berlusconi, Veltroni "è stanco e lo capisco. Ma il fatto che lui non
voglia andare non significa che non possa andarci il leader dell'opposizione:
questa è una violenza inaccettabile".
Il
mito del teleduello l'ultima frontiera della videopolitica - (segue dalla prima
pagina) filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
raccoglieva
spunti per un eventuale combattimento in tv con Veltroni. Questi, si leggeva
nel dossier, "è un moderato "senza nemici". Tende a dare
l'immagine di homo novus, non del solito politicante di mestiere. Il suo
atteggiamento è molto pacato e di grande distacco. Ci si potrebbe domandare -
attenzione qui - come si comporterebbe di fronte a provocazioni che ne
scatenino la passione"
Ciarrapico
insiste: saluto il camerata sindaco di littoria
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Da Veltroni a
Casini, da Prodi a Bertinotti. "Ha blaterato contro di me Casini - è il
suo esordio - lo stesso Casini che io ho finanziato nelle Feste dell'Amicizia a
Fiuggi e che diceva di essere onorato di sedermi accanto. Può darsi anche, come
dice, che Berlusconi mi abbia raccolto, ma io farò di tutto perchè la corte di
Casini non metta più piede in queste zone,
Sulla
pelle del paese - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
lo
"scheletro che Veltroni voleva nascondere nell'armadio", cioè quello
di Romano Prodi. Un boiardo dell'Iri, che oggi fa accordi sottobanco
sull'Alitalia come ieri li ha fatti sulla Sme, e che col suo governo ha messo
in ginocchio il Paese. Risucchiarlo nell'arena elettorale è utile a
delegittimare il suo erede.
"preparerò
io i difensori del voto" - marco trabucco
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
abbiamo
uomini in ogni seggio MARCO TRABUCCO "Guardi che io non vi voto,
preferisco Veltroni", dice l'anziano signore. "Io non voglio
convincerla ad ogni costo - gli risponde Enzo Ghigo - voti chi vuole, ma scelga
almeno uno dei due grandi schieramenti, tra Veltroni o Berlusconi non disperda
il suo voto, sarebbe una danno per l'Italia".
Gli
elettori scommettono sul cavaliere "ma nella nostra regione si vive
bene" ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
contro appena
il 17 per cento che è convinto vinca l'accoppiata Veltroni-Di Pietro mentre non
si esprime un intervistato su quattro. E' questo vento di centrodestra, più
nazionale che ligure, che fa dire agli esperti di Ipr Marketing che "la
Liguria rimane una delle regioni incerte ma al momento, secondo noi, c'è un
leggero vantaggio della coalizione di Berlusconi.
Segue
la cordata a orologeria ( da "Riformista, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ultimo fronte
che il Cavaliere (così come Veltroni, del resto) ha intenzione di concentrare i
suoi ultimi sforzi prima del rush finale. L'obiettivo dell'ex premier, da ora
fino alla fine della campagna elettorale, sarà ricompattare - almeno sulle
schede elettorali del Senato - il vecchio elettorato della defunta Casa delle
libertà.
Fase
due la noia elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ecco perché Berlusconi
e Veltroni hanno alzato i toni E se il trenta per cento di indecisi censiti
dagli istituti di sondaggio si trasformasse il 14 aprile, in tutto o in parte,
in un battaglione di astenuti? In Italia l'affluenza alle politiche non è mai
scesa sotto l'80 per cento, ma le possibilità che questo accada stavolta sono
invece alte.
Conversazione
di Berlusconi resterò sempre amica
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nella stessa
trasmissione, in orari più facili, Berlusconi ha fatto il 19 e Veltroni il 20.
Stasera (ieri per chi legge, ndr) sono ad Annozero con Bertinotti. Vado da sola
nella tana del lupo, ma non ho paura. Se fossi stata una donna orizzontale non
mi sarei rimessa in gioco in questa missione difficile ma non impossibile.
Alitalia
tutti smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Un'indicazione
in questo senso è arrivata anche da Berlusconi. "Io nomi non ne ho
fatti", ha sottolineato l'ex premier. Il cui mirino, in questo dossier,
non è più puntato su Prodi, né su Veltroni. Ma su Parigi e, in particolare, su
Spinetta. 2 Tommaso Labate 28/03/2008.
Alitalia
2 ha riaperto vecchi fronti e riportato prodi al centro della scena
( da "Riformista,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni che
deve ricorrere all'argomento delle pensioni da rivalutare per ribattere a
Berlusconi, che le vuole indicizzare con una sorta di scala mobile. Come fecero
Confindustria e sindacati con i salari, nella Prima repubblica. A questo punto
davvero si rischia di ribaltare il risultato economico, il bilancio di quello
che avrebbe potuto essere il cambiamento avviato con la crisi
Berlusconi:
Senato a rischio E lancia il <voto disgiunto>
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi:
Senato a rischio E lancia il "voto disgiunto" "Casini, un bel
fioeu. Chi vuole lo scelga, ma solo alla Camera" Affondo sul no di
Veltroni a Vespa: violenza inaccettabile, la Rai è ancora in mano alla sinistra
ROMA - "Solo un matto si può prendere la responsabilità di governare di
fronte alla situazione in cui la sinistra ha ridotto il Paese"
Il
Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Mi
accusano di insider trading? Io? Ma se non ho mai avuto un'azione Alitalia.
Loro, piuttosto, sono loro che trattano su Alitalia a Borsa aperta. Un governo
incapace, che lascia in piedi una trattativa in esclusiva con Air Walter
Veltroni e Silvio Berlusconi.
Il
Ciarra a <Littoria>: io camerata non pentito
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Aggiunge un
po' di considerazioni velenose su Veltroni, sui cantieri della metropolitana di
Roma, sugli ospedali costruiti dal regime fascista, sulla sua fedina penale:
"è vero, sono stato condannato all'epoca della giustizia secondo Di
Pietro... e allora? Sono un imprenditore ferito: ma solo chi combatte, si
ferisce.
<Cordata
italiana, troppe parole> Procura e Consob in campo
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
se la prende
anche con Veltroni: "Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche
loro". Polemiche di una campagna elettorale in cui tutti hanno inasprito i
toni? Secondo il socialista Enrico Boselli è il momento di raffreddare gli
animi: "Penso che si tratti di due attori: uno certamente molto capace
(Berlusconi), l'altro mediocre (Di Pietro),
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6
La Nota di M... ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Silvio
Berlusconi può evocare il latte impregnato di diossina per dire: "è
successo quello che temevo"; e la Lega, additare "il filotto dei
disastri di Bassolino- Prodi-Veltroni". Il Pd è costretto sulla difensiva.
Ma a rendere la vicenda imbarazzante non sono tanto le polemiche berlusconiane.
Pdl-Pd,
lite sulla <bufala> D'Alema: speculazioni
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Perché adesso
saranno visti con sospetto al pari dei colleghi napoletani e "troveranno
difficoltà a piazzare i prodotti all'estero". Cota ne deduce che il trio
Bassolino-Prodi- Veltroni ha combinato un bel "filotto di disastri".
"è sicura" Il ministro De Castro (a destra) mangia mozzarella Marco
Nese.
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Tormentone
Sopra, un'immagine di "I'm Pd", l'inno pro-Veltroni realizzato da
giovani del circolo 02PD di Milano sulle note di "Ymca", celebre hit
dei Village People; a lato, il gruppo pop americano Germano Antonucci GUARDA i
video dei candidati all'estero su www.corriere.it.
Veltroni:
se ci sarà lo stallo sì a una fase costituente
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Senato come
il più probabile esito della sfida con Berlusconi e ieri a Taormina, davanti ai
vertici di Confagricoltura, Walter Veltroni si è spinto avanti, fino a proporre
la sua ricetta per uscire da un eventuale stallo istituzionale. "Non so se
una assemblea costituente, ma di certo noi avremo bisogno di una fase
costituente, la cui composizione verificheremo dopo le elezioni.
Vecchioni:
agricoltura sfida europea ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
tre ospiti
d'eccezione: prima Walter Veltroni (Pd), poi Pier Ferdinando Casini (Udc) e
infine Silvio Berlusconi (Pdl). Che cosa chiedete ai partiti che si presentano
alle elezioni? "Che ci sia un'attenzione strategica al nostro settore -
risponde il presidente della Confagricoltura, Federico Vecchioni -.
Sfida
Pdl-Pd, in cinque regioni la distanza è del 2%
( da "Corriere
della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
grazie alla
capacità comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una forte
"rimonta" da parte del centrodestra. Potrà Veltroni
"rimontare" in modo analogo? Secondo alcuni, lo sta già facendo. L'ex
sindaco di Roma ha dalla sua parte una forte popolarità personale: un recente
sondaggio ha visto proprio Veltroni primo nella classifica nella fiducia
espressa dagli elettori.
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
imprenditori
e i gruppi che preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio
Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte:
niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob. Mozzarelle, monito Ue
L'Europa richiama l'Italia sul tema delle mozzarelle di bufala alla diossina.
Le misure messe in atto sono "insufficienti " secondo la Commissione
europea,
ROMA
Gli indecisi al 30%, secondo i sondaggisti. E la partita al Senato che è
difficile da pre ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Questi due
elementi di incertezza spingono Berlusconi (nella foto) a invocare il
"voto utile" per il Pdl e non per l'Udc, in modo da battere il Pd, e
Veltroni a fare la stessa cosa nei confronti della Sinistra Arcobaleno, perchè
non disperda consensi necessari a Walter per superare Silvio.
Alitalia,
polemica sulla cordata ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi:
mai fatto nomi, al progetto non rinuncio. Veltroni: gli annunci turbano la
trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in campo. Nuovo
piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.
La
Rai dei comunisti ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
intesa
cordiale di Veltroni con Berlusconi sulla riforma elettorale, dovrebbe farsi
conquistare dalla scelta di cavalcare la tigre del duello televisivo a ogni
costo. E fino al punto di accettare che il faccia faccia possa svolgersi anche
nelle televisioni del Cavaliere, nel cuore pulsante di un conflitto di
interessi, mai nominato dall'inizio della campagna elettorale.
Ricostruire
la sinistra, la sfida del ventunesimo secolo
( da "Manifesto,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
era finita e
pochi giorni prima del voto spagnolo Veltroni aveva dichiarato proprio allo
spagnolo El Pais: "Siamo riformisti, ma non di sinistra". Il Partito
democratico nasceva "per unire l'Italia, per abbattere i muri da Nord a
Sud, fra padri e figli, laici e cattolici, destra e sinistra" e per
costruire un'Italia "grande e lieve".
Unguenti
miracolosi ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Infine, tra
le pieghe di un libro del 1995 si trova l'inizio di tutto: "Berlusconi
applica alla politica lo stesso linguaggio che Wanna Marchi applica alla
vendita degli unguenti miracolosi". Firmato Walter Veltroni, ne "La
bella politica". E così il cerchio si chiude. alberto piccinini.
Rifondazione
si indigna ma frena ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni si è
assunto la responsabilità di consegnare il paese a Berlusconi. Dopo il voto
sarà chiaro a tutti che per vincere gli mancheranno esattamente i nostri
voti". Neanche i Verdi le mandano a dire. "Veltroni ora quasi si
vergogna di essere stato di sinistra.
Da
Veltroni violenza inaccettabile E Berlusconi duella fuori dallo schermo
( da "Manifesto,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Da
Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori dallo schermo
Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la sinistra che
"domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho deciso io Roma
Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra.
Walter
ci esclude, è peggio della Dc ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
opposizione e
vincesse Berlusconi, non annuncia un'apertura a destra, almeno sulle riforme?
Questo il Pd lo dice esplicitamente. Berlusconi e Veltroni possono benissimo
fare le riforme anche da soli. La sinistra allora ha il dovere di mandare a
entrambi un messaggio forte e chiaro: il tavolo delle riforme non può essere a
due.
Si
è sfilata la cordata ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Stavolta ne
parla anche Walter Veltroni: "La politica è una cosa seria, in cui ogni
parola pesa sulla Borsa e su questi temi non si possono inventare affermazioni
non sostenute dalla realtà. Ci sarebbe da ridere se in gioco non ci fossero i
posti di lavoro di migliaia di persone".
Scripta
manent ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi?
Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato
Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul
fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di
Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un
incontrino di wrestling al femminile,
Bestiario
( da "Espresso,
L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
bensì al Pidì
del pacifico Veltroni. Lo si è visto fin dall'inizio della campagna elettorale.
E il primo a farne le spese è stato il giuslavorista Pietro Ichino: candidato
di Walter e bestia nera dei regressisti per le sue opinioni sull'articolo 18
dello Statuto dei lavoratori e sulla legge Biagi, uno che vive da sei anni
sotto scorta.
Satira
preventiva ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
incrimino
anzi no di Marco Travaglio Veltroni l'ha scritto sul 'Riformista', per non
farlo sapere troppo in giro. Ma l'ha scritto: l'"obbligatorietà
dell'azione penale" va attenuata con "criteri di priorità"
fissati da "Parlamento, Csm e Procuratori della Repubblica". Peccato,
perché nella prima parte dell'articolo aveva fatto bene i compiti: i mali della
giustizia sono i troppi "
Occhio
al candidato ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
e dei
programmi elettorali di Berlusconi e di Veltroni, c'è una lunga radiografia
degli inquisiti, imputati e condannati presenti nelle liste. A farla da padrone
è il Popolo delle libertà, che - se ha lasciato a casa i Pomicino, i Vito, i
Biondi, e i Mastella - ha rinnovato il repertorio con parecchie new entry per
meriti penali.
PASSAPAROLA
WALTER ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ECCO LA
STRATEGIA DI VELTRONI PER CONQUISTARE GLI INDECISI Allora facciamo il punto. Va
male? Malino, malissimo? O c'è qualche chance di recupero? Una lucina in fondo
alla galleria del 13-14 aprile? Per il momento si vede che Silvio Berlusconi è
un pascià e agita l'Alitalia come una scimitarra contro il centrosinistra,
riuscendo perfino nell'
Auto
e moto ( da "Espresso, L' (abbonati)"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Società Per
posta, per email Attenti alle smargiassate Mi sembra che Veltroni stia
rincorrendo Berlusconi nelle sue smargiassate. Noi siamo più seri, le
guasconate lasciamole fare a Berlusconi. Non si possono fare annunci tipo
'sconto fiscale per i figli fino a 12 anni'. E chi ha la sfortuna di non poter
avere figli?
Dal
nostro inviato TAORMINA - Il made in Italy sotto attacco? N
( da "Messaggero,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
la richiesta
che Confagricoltura gira senza mezzi termini ai tre candidati premier (ieri
Veltroni, oggi Casini, domani Berlusconi) che hanno scelto di far tappa al
grande Forum dell'associazione, qui a Taormina. Insieme a quella di un
ripensamento drastico delle strategie di promozione e comunicazione sul
comparto: "Un messaggio forte, organizzato;
ROMA
Inevitabilmente, quando la campagna elettorale si arroventa, la Rai diventa
terreno di ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
a innescare
la miccia è la decisione di Walter Veltroni di non andare a Porta a Porta,
impedendo (vista la legge sulla par condicio tv) così al leader
dell'opposizione di partecipare al salotto televisivo di Vespa. "Mi ha
fatto una vera e propria violenza, è inaccettabile", attacca Berlusconi,
che alla sfida sul faccia a faccia "anche sulle reti Mediaset",
ROMA
Il numero degli indecisi è alto, secondo i sondaggisti: intorno al 30 per
cento. La p ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Dunque, sia
Veltroni sia Berlusconi si appellano da tempo al voto utile (ai due partiti
maggiori), ma adesso si fa largo, con tanto di polemiche, anche il tema del
voto disgiunto. Il Cavaliere lo tratta così: "Se uno vuole votare Casini,
magari perchè è un bel figliolo, lo faccia pure.
ROMA
- C'era calma a viale Mazzini. Va beh, qualche scontro sui dati della par
condicio ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
lo stato
dell'arte delle presenze dei politici in Rai e perché proprio Berlusconi non lo
si poteva chiamare ieri sera a "Porta a Porta". Incidente chiuso?
Difficile. Anche perché all'orizzonte c'è un possibile nuovo scoglio. Domenica
Lucia Annunziata ospita nel suo "In 1/2 h" Veltroni, per attendere
Berlusconi sette giorni dopo.
ROMA
- A monte ci sono le regole della par condicio. A valle - ultimo frutto di una
legge tr ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Salvo
l'eventualità che i due passaggi separati di Berlusconi e Veltroni nel salotto
di Vespa si fossero trasformati in un faccia a faccia tra i due leader, nel
qual caso Veltroni avrebbe fatto in modo di interrompere la sua campagna
elettorale per confrontarsi con il rivale a "Porta a Porta".
ROMA
- Il voto disgiunto è l'altra faccia del voto utile. Preferenza a un parti
( da "Messaggero,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Toscana e
Lombardia possono togliere a Berlusconi un gruzzolo di 6-7 seggi. Il loft di
Veltroni si è dissociato. Ma ieri il quotidiano Europa ha inserito persino
l'ipotesi Udc: in effetti, aiutando Casini in Veneto a prendere il quorum
dell'8%, i democratici potrebbero togliere altri due seggi al Cavaliere.
Berlusconi:
la Rai è dominata dalla sinistra ( da "Messaggero, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Veltroni
mi ha fatto violenza negandomi Porta a Porta". Franceschini: è agitato
prenda una camomilla.
Sui
costi della politica l'ultimo colpo di Walter
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
sarebbe
comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si
dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a
farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca
d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici
interni?
Scontro
sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La par
condicio non c'entra nulla" protesta Berlusconi, "Veltroni commette
un atto di violenza inaccettabile", favorito dal fatto che la Rai
("come tutte le istituzioni" dal Capo dello Stato in giù) "è
ancora in mano alla sinistra, la domina come vuole". Magari fosse vero, sospira
Bertinotti, "dio acceca Berlusconi perché vuole perderlo".
Belpaese
- alessandra longo ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
c'è un tizio
ex comunista di nome Veltroni, o con lui o contro di lui". Anche un monito
ai recidivi: "Comunisti, il mondo vi ripudia, recate miseria,
sottosviluppo, fame e morte". Dettagli pratici per il futuro:
"Silvio, ti prego, togli l'obbligo dell'elenco clienti-fornitori
reintrodotto dai comunisti".
La
droga e i giovani I dati circa la diffusione della droga nei giovani e negli
adulti so ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
DON MARIO
FORADINI La memoria di Bettini Goffredo Bettini, braccio destro di Veltroni, ha
accusato Berlusconi di essere l'unico leader europeo che si è candidato cinque
volte alla presidenza del Consiglio. Anzi, ha rincarato la dose Bettini,
l'unico che ha fatto come Berlusconi è stato il leader dell'estrema destra
francese Le Pen.
Piazzetta
davvero della Lega ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
da Walter
Veltroni a Massimo D'Alema e Emma Bonino per il Pd, Umberto Bossi per la Lega
Nord, Francesco Storace per La Destra e oggi Rocco Buttiglione per l'Udc. Forse
più interesse si registra tra le poche migliaia di elettori dei cinque Comuni -
Fubine, Montaldo Bormida, Francavilla Bisio, Molino dei Torti e Malvicino (poco
più grande di un condominio)
Nella
calabria che attende in bilico pesa su walter l'incognita scontenti -
sebastiano messina ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
segnali di
smottamento che oggi non sfuggiranno a Walter Veltroni quando arriverà qui a
bordo del suo pullman. Eppure, seduto dietro a una scrivania Ikea riscaldata da
una stufetta elettrica nel suo ufficio al Partito democratico, Marco Minniti
mantiene il suo ottimismo della volontà. Lui che come viceministro dell'Interno
è il politico più potente della Calabria,
Condannati
e voltagabbana ecco chi ha il seggio sicuro - concetto vecchio
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni ne
ha dodici: Wonderuolter, Topo Gigio, Ma Anche, Il Buonista, Walter Disney,
Superwalter, Uòlter, Veltrusconi, Fregoli, Zelig, Girodiwalter, L'Americanino.
Il Pdl ha candidato 25 condannati in primo, secondo o terzo grado. Come
Giuseppe Ciarrapico, 3 anni per il crack della casina Valadier e altri 4 per
l'Ambrosiano.
E
ora l'operazione voto disgiunto tenta il pd in più di una regione - goffredo de
marchis ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Sono voti
sottratti a Veltroni, ma danneggerebbero Berlusconi come se li prendessero i
democratici. Il segretario del Pd ha studiato i numeri e le tabelle. Per il
momento punta ancora a costruire il consenso intorno al Pd. "è difficile
il meccanismo del voto disgiunto.
Berlusconi
lancia l'allarme "al senato si può perdere" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
lancia l'allarme "Al Senato si può perdere" Casini: è una truffa.
Veltroni: Costituente se c'è il pari Il Cavaliere: "A qualcuno piace
l'Udc? Gli dia il voto ma solo alla Camera" GIANLUCA LUZI ROMA - Ne parla
Veltroni, i sondaggi lo confermano e per la prima volta dall'inizio della
campagna elettorale Berlusconi evoca esplicitamente il fantasma del pareggio.
Congelato
il distacco tra pdl e pd partita in mano a indecisi e astensionisti - roberto
biorcio fabio bordignon ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
indecisi e
astensionisti E nella sfida personale parità assoluta tra Veltroni e Berlusconi
Atlante politico L'ex sindaco di Roma conferma il primato nella classifica dei
voti positivi riguardante i leader ROBERTO BIORCIO FABIO BORDIGNON L'ultima
rilevazione dell'Atlante Politico, realizzata da Demos per la Repubblica,
conferma il vantaggio della coalizione guidata da Berlusconi.
Finito
il surplace l'inseguitore obbligato ad alzare la voce - (segue dalla prima
pagina) ( da "Repubblica, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
E molti si
aspettano che Veltroni imiti il Berlusconi del 2006 (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
Senza grandi scostamenti. Pochi decimali differenziano una rilevazione
dall'altra. Inutile, anzi, dannoso cercare di inseguirli. Si rischierebbe di
dare senso politico a variazioni che possono dipendere da errore statistico.
<Da
Veltroni violenza inaccettabile> E Berlusconi duella fuori dallo schermo
( da "Manifesto,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Da
Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori dallo schermo
Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la sinistra che
"domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho deciso io Mi.
B. Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra.
Candidarsi
addosso ( da "Manifesto, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi?
Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato
Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul
fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di
Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un
incontrino di wrestling al femminile,
QUARANTENNI
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Propongo
qualche ragionamento sulle date di nascita: Berlusconi, 1936; Fassino 1949;
Fini, 1952; Rutelli 1954; Veltroni 1955. Cosa significa allora questo
"largo agli under 40"? Significa che tra il 1955 e il
Confronti
televisivi ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi la
mette giù anche più dura e meno sofisticata: quelli del Pd sono i soliti
prepotenti, antidemocratici e comunisti. Di sicuro, Veltroni da settimane
chiede a Berlusconi di incrociare opinioni e proposte davanti alle telecamere,
e da settimane Berlusconi fischietta noncurante.
Battaglia
sulla cordata italiana ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni:
Berlusconi turba la trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per Alitalia.
Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se per Scaroni,
amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia restasse in
mani italiane".
22,50
Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e S.
Berlusconi 22,50 Sport MARTEDÌ CHAMPIONS con Marco Civoli 21 Attualità ELEZIONI
POLITICHE con R. Rabellino e S. Montanari 23,55 Film IL TOCCO DEL MALE con
Denzel Washington 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con M. Ferrando e S. De Luca
22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti.
W
alter Veltroni continua instancabile il suo giro di tutte le province italiane,
ovunque è acc ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi,
che dovrà misurare le dimensioni della sua vittoria sulla capacità o meno di
governare anche al Senato. E l'altro, Veltroni, che per la prima volta avrà
creato a sinistra un grande partito riformista, spostando la maggior parte dei
voti di quella parte dalle estreme verso il centro, e preparandosi ad essere il
premier della prossima volta.
Alle
dieci della sera Walter Veltroni può aspettare ancora un po', i tremila del
"Teatro g ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
sarebbe
comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si
dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a
farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership? Oppure Bettini gioca
d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno processare dai nemici
interni?
Berlusconi
gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei lavoratori
( da "Stampa,
La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Hanno detto
Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale coi destini dei
lavoratori I piloti di Alitalia in esubero sono circa la metà di quelli
affermati da Air France Ci vuole un piano industriale che guardi al futuro e da
cui ricavare le indicazioni sull'occupazione Walter Veltroni Luigi Angeletti
Cesare Damiano.
Per
garantire liquidità è probabile che il Fisco rimborsi 85 milioni di crediti
d'imposta ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Durissimo il
leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi "gioca a dadi
sul tavolo della campagna elettorale con i destini dei lavoratori". Ma il
cavaliere tiene il punto: "certo questi imprenditori oggi non possono dire
che è vero, né ammettere un accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire,
tra coloro che mi hanno telefonato, un eventuale interesse futuro.
Uno
su tre non sa per chi votare ( da "Stampa, La"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
quando anche
Berlusconi "scende in campo". Nelle settimane precedenti, infati, era
stato prevalentemente Walter Veltroni a occupare gli spazi e ad avere risalto
grazie alla "novità" del Partito democratico. Il secondo periodo si
conclude l'11 di marzo, quando gli istituti pubblicano le intenzioni di voto
rilevate al momento della chiusura delle liste.
Bertinotti
e la guerra tra poveri in Italia ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
L'Iran
sta tentando il colpo di mano in Iraq?
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
Crociata
contro l'Islam radicale? Il caso Allam inquieta la Cia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
Milva
e quei sette milioni nascosti per la vecchiaia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
Oddio,
Carla Bruni fa la morale ai giornalisti
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
L'ultima
moda: tutti immobili per tre minuti
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
Un
(osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina?
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
niente
Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani
abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama
alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Ethica,
La
lezione dei Rem (e di Mtv) ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Bill
più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno le valigie
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Oops,
Vasco stavolta ha toppato ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Led
Zeppelin in tour. O forse no ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Ecco
perche' Vasco si è laureato ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Bjork,
il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Jovanotti
è un passo avanti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi)
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Soluzione
all'italiana: Bertè squalificata ma canta
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di
Prete
usa la Madonna come <santino>
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
anche se
stuprato da Berlusconi e compagnia". Berlusconi. "C'è un solo modo
per fermarlo, un solo modo per toglierlo di scena: votare il Partito
democratico di monsignor Dabliu Veltroni, turandosi il naso e tutto il resto.
Non si può nemmeno votare i cosiddetti partiti di sinistra che sono
responsabili dello sfilacciamento del governo Prodi e della distruzione dell'
Alla
grande marcia del Pd basta un marciapiede
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
A Luigi
Bersani toccherà un giro a Savona l'8 aprile nel giorno in cui ci sarà anche
Silvio Berlusconi. I big? Piero Fassino dovrebbe venire ma non si sa quando.
Veltroni e Franceschini hanno già dato e in Liguria non torneranno. Qui il
risultato è in bilico? La Liguria è decisiva? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
Pensioni,
a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Quel
programma "stracciato" ma dalla sinistra
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Sinistra
a caccia dell'operaio perduto ( da "Giornale.it, Il"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
5 per cento
preferisce Berlusconi a Veltroni, il 31,5 per cento sceglie il Pd e l'11,9 per
cento la Sinistra arcobaleno. Eppure le due sinistre, a mettere il cappello
sulla classe operaia (o meglio, sul 43 per cento che gli rimane) proprio non
vogliono rinunciare. Per dire l'ultima, il Pd è arrivato a tradire la regola
numero uno della campagna elettorale di Walter Veltroni -
L'ultimo
trucco del Pd: <aiutini> a Udc e Sinistra
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
dove il Pd è
più solido e ha in tasca il premio di maggioranza, l'elettore veltroniano
decide di votare per il Senato Sinistra arcobaleno (voto disgiunto), non solo
porta ex Prc, Verdi e gli altri arcobaleni a Palazzo Madama innalzandoli sopra
il fatidico 8%, ma toglie seggi al Popolo della libertà e contribuisce a creare
una situazione di pareggio-stallo.
Rai,
Berlusconi: "Violenza da Veltroni"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi:
"Violenza da Veltroni" di Adalberto Signore Berlusconi: "è
inaccettabile che io non possa andare a “Porta a Porta” perché lui è stanco. Il
Pd? è l'ultima mimetizzazione del Pci". Attacco alla tv di Stato:
"L'azienda è ancora dominata dalla sinistra" Roma - "Se devo
mettermi i guantoni da pugile,
Imposte
locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Dal
nanetto al "piccolo Ciarra"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Ma
nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano?
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
I
dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Le
sette missioni di Berlusconi per l'Italia
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Walter
e l'Italia "sapore di sale"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Walter
e le tre cose che è meglio "non fare"
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Il
Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori
( da "Giornale.it,
Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
mi ha dato la
misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di
rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che
con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'
Formisano:
"Basta con il Senato, mi candido alla Camera, è meno faticoso"
( da "Panorama.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Non è che
Veltroni fa il poliziotto buono e Di Pietro quello cattivo? Beh, un po' di
gioco delle parti c'è. Ovvio. Ma Berlusconi cerca di indebolire Veltroni
attaccando Di Pietro. Però voi dell'Idv siete un po' tosti. Siamo il partito
del radicalismo moderato: abbiamo principi radicali e siamo moderati nella
pratica.
Rocco
Buttiglione per l'UDC di Alessandria
( da "Giornal.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
E ancora:
"La nostra idea delle democrazia è l'ascolto, quella di Berlusconi e
Veltroni è quella televisiva". "Il Governo Prodi è stato un disastro.
La gente si è sentita violentata dalle vessazioni delle tasse. In Italia è
riemerso il popolo cristiano, l'unica speranza per il Paese". Foto Carlo
A.
Alza
la voce Walter, alza la voce ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
governata da
Berlusconi. Intendiamoci. L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno
dopo giorno le intelligenze del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il
rinnovamento. La cosa migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la
fuoriuscita definitiva da quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del
nemico.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Come previsto, dopo
Pasqua la campagna s'in amma. I sondaggi spaventano il Pdl Destra incagliata al
senato, Berlusconi bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va nessuno "Ogni giorno il divario
si accorcia, i sondaggi lo dimostrano, sono preoccupati". Parlando ieri in
Sicilia, il leader del Pd ha accennato alla possibilità di un pareggio al
senato, prospettata da uno studio di Ipr marketing. "Se sarà così ?
ha detto Veltroni ? il Paese sarà ingovernabile per
responsabilità di chi ha detto no alla riforma della legge elettorale".
"Veltroni dice bugie. Non siamo preoccupati e al
senato avremo trenta senatori di maggioranza", gli ha replicato il
Cavaliere. Nel suo tour siciliano il candidato democratico ha rilanciato la sua
sfida a Berlusconi sul confronto in tv: "Sono
pronto a farlo dove vuole, quando vuole e come vuole. Andiamo a farlo nelle sue
reti. Ma non scappi". È polemica, intanto, per la cancellazione della
puntata di oggi di Porta a porta con Berlusconi in
"solitaria" per rispetto della par condicio. "Una prepotenza
", dice il Cavaliere. Veltroni non avrebbe potuto
partecipare ad un'analoga puntata, impegnato nel tour elettorale: ma conferma
la sua la disponibilità al confronto con Berlusconi
già a partire dalla prossima settimana.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
(ch.g.) Il pareggio
al senato ormai è considerato una probabilità. I vertici del Pd però non la
cavalcano e non la evocano. Giusto: in campagna elettorale si parla di
vittoria, non di pareggio. Se poi si perde, è stato detto, anche per un solo
voto, allora meglio che governi Berlusconi piuttosto
che un senato ingovernabile. La strategia di Veltroni
e dei suoi è chiara: come Europa ha già scritto, il Pd sta puntando a una bella
percentuale nazionale, più che andare all'attacco delle regioni in bilico.
Dietro c'è un'idea della politica: un investimento su un bipolarismo maturo e
semplificato fino a tendere al bipartitismo, su una democrazia dell'alternanza
senza isterismi in cui il Pd, anche dall'opposizione, abbia respiro per
consolidarsi e crescere in vista della prossima sfida per il governo
dell'Italia. Tuttavia una parte degli elettori che credono
nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere di comportarsi in un altro modo. Lo scenario
che Veltroni evoca è per così dire "post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere le elezioni e governare per i
prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo centrodestra che fronteggerà il Pd in
futuro. Qualche elettore potrebbe decidere che vale la pena provare a
contrastare a questo esito, sfruttando la stupidità di un meccanismo elettorale
che i Democratici hanno subito, che è stato pensato contro di loro e che contro
la loro volontà non si è voluto cambiare. Il Porcellum, progettato su misura
degli interessi di una parte, diventa schizofrenico se a sfidarsi sono più di
due parti. Nelle regioni in cui la vittoria o la sconfitta del Pd al senato
sono certe, e uno dei contendenti "minori" sia vicino al quoziente
dell'8 per cento, qualcuno potrebbe decidere di votare "disgiunto"
per la sinistra o l'Udc, per togliere qualche senatore al Pdl. Non si tratta di
puntare al caos e all'ingovernabilità, ma a costringere un centrodestra non
autosufficiente a cambiare un sistema che non funziona: forse ad aprire una
stagione di riforme condivise. È un'alternativa un po' spericolata, ma è
un'alternativa.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
STEFANO MENICHINI Se
quest'anno non arriverà l'endorsement di Paolo Mieli, possiamo consolarci con
quello del Wall street journal di ieri. Lo scambio non è neanche male: né le
opinioni del Corriere né tanto meno quelle dell'house organ dei liberisti
americani spostano voti in Italia. Adesso però siamo proprio sicuri (vero,
Giuliano Ferrara?) che l'avversione a Berlusconi non è
un fenomeno ristretto all'inetto salotto buono della finanza italiana, né a
quei comunisti dell'Economist, ma è un sentimento più globalizzato. Sappiamo da
anni quanto sia controproducente farsi belli dei giudizi espressi oltreconfine
su Berlusconi. Infatti ci fermiamo qui, anche perché
non c'era bisogno del Wsj per sapere che non c'è nulla di liberale, e neanche
di liberista, nella destra berlusconiana, finiana, bossiana. Il problema che ci
pongono gli gnomi di Wall street è un altro, e riguarda casomai il Pd. Perché
ieri titolo, foto e articolo encomiastico rappresentavano un autentico battesimo
liberale per Walter Veltroni. Un investimento su colui
che appare, evidentemente, più credibile nei panni dell'indispensabile
innovatore di un paese fermo. La domanda che ci sale inarrestabile è: diamine,
è proprio così? Dopo aver atteso per dieci anni che fosse la sinistra
riformista a scatenare la rivoluzione liberale in Italia, il Wsj ci annuncia
che essa è possibile? E che Veltroni è davvero
il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare le raccolte di
Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa ha
impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale.
Conoscendo il nostro mondo meglio del Wsj, vediamo però ancora tante contraddizioni
(per esempio nodi non sciolti coi sindacati) e soprattutto sappiamo che una
malaugurata sconfitta elettorale potrebbe bastare, per scatenare la reazione e
rigettarci indietro nel tempo e nella politica. Ecco allora a cosa serve
l'endorsement di Wall street: a capire che per chi ci guarda da fuori il cambio
è ormai consumato, e comincia anzi a definirsi una nuova identità (proprio ciò
che mancava al Pd). Indietro non si torna, comunque vada il 14 aprile.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
MARIO RODRIGUEZ La
campagna elettorale procede, come previsto, attraverso una successione di
pseudo event, eventi preparati ad arte dagli staff centrali per attrarre
l'attenzione dei media. Ed anche le iniziative sul territorio, gli incontri e
le strette di mano hanno la funzione primaria di alimentare l'interesse dei
media. I media si confermano la fabbrica della realtà. Ma la necessità di fare
notizia contiene la condanna alla ricerca delle novità, le news. E fare cose
notiziabili non significa cedere alla spettacolarità fine a se stessa, nella
pubblicità scioccante, nella dichiarazione senza fondamento. Fare notizia
significa cercare un equilibrio, sempre precario, tra credibilità e stupore.
Diventa cruciale quindi, nelle ultime settimane di campagna, decidere con
attenzione verso quali argomenti orientare la costruzione degli pseudo event,
quale stupore generare. L'attenzione dello staff centrale del Partito
democratico sembra orientarsi verso le cose concrete, i salari, la precarietà,
le pensioni. Più un approccio da rational choice che da comunicazione
simbolica. I temi programmatici hanno preso il sopravvento sulla promessa di
rinnovare la politica uscita indebolita dopo il varo delle liste. Il tour fa
sempre meno notizia e il caso Alitalia ha determinato un contesto diverso
rispetto ai giorni di Spello. Anche se Berlusconi
appare abbastanza in ombra per stanchezza o per la convinzione di aver già
comunque vinto. Se è convinto di aver già comunque vinto a fare e dire rischia
solo di sbagliare. Ed ecco il gioco di rimessa. Gioco nel quale però non dà il
meglio di se. Il Berlusconi più efficace è un free rider,
un attore imprevedibile che non rispetta le regole del gioco, capace di
sparigliare. Infatti, anche se sembra abbastanza contenuto e trattenuto dai
suoi (famigliari e famuli) non si è lasciato sfuggire l'occasione Alitalia. Ma
se non colpisce la spregiudicatezza del "ghe pensi mi" quello su cui
è opportuno mettere l'accento è il legame stretto tra l'interesse che crea
questo atteggiamento e il clima di sfiducia verso i politici che è ampiamente
diffuso nella società italiana e che continua ad essere alimentato dalle
informazioni contenute in articoli e libri di successo. Su un'opinione pubblica
frastornata da caste e papponi l'atteggiamento di Berlusconi
fa presa. Poco fanno le dichiarazioni a difesa dei politici seri che hanno
svolto coscienziosamente il loro mandato. Ancora meno il lamento sul conflitto
di interessi. Per un'opinione pubblica in buona parte convinta che i politici
pensino in primo luogo ai propri interessi personali, un personaggio che fa gli
affari suoi rientra nella norma e se così facendo sollecita nuovi investimenti
o, quanto meno, negozia con più forza con i francesi, che male c'è? Il problema
allora è come affrontare, anche in queste settimane, la convinzione che il ceto
politico italiano sia inadeguato, come contrastare l'opinione che una serie
molto articolata di regolamenti e leggi determini per chi fa politica
favoritismi e posizioni di vantaggio mai esposte a verifica? Questa è la
percezione diffusa cioè la realtà con cui fare i conti. È una percezione che si
è stratificata in anni non in giorni. E verso la quale anche e proprio i
politici seri hanno fatto poco e comunque non abbastanza. È inconcludente
pensare che questo sia cedimento all'antipolitica o che su questo terreno le
promesse siano più rischiose che su quello dei salari minimi, delle pensioni o
della casa. Il Partito democratico è lo strumento
attraverso il quale Veltroni si è impegnato a cambiare davvero la politica italiana e a
questa promessa deve tenere testa. Dopo la scelta di un pacchetto di candidati
a forte valore simbolico, la tensione su questo terreno sembra calata mentre
sarebbe importante trovare qualche proposta credibile in materia. Anche
perché su questo terreno la destra è molto meno credibile. Dare forza e
sostanza al recupero di credibilità della buona politica è condizione
indispensabile di qualsiasi processo di cambiamento. E questa speranza non va
delusa.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'ENDORSEMENT DEL
WALL STREET JOURNAL Intervista a Morando: "Sulla ricetta liberal non c'è
scollamento tra gli ex Ds" "È vero, siamo cambiati" Per il
coordinatore del programma del Pd il paese è sulla stessa linea d'onda del
quotidiano nanziario: "Sto girando il Nordest e tutti mi chiedono di
ridurre la spesa e ridimensionare il peso della burocrazia". GIANNI DEL
VECCHIO "La prima cosa che ho provato quando ho visto il giornale è stata
una grande soddisfazione. Soddisfazione perché è stata riconosciuta la bontà
del lavoro che abbiamo fatto". Non nasconde l'adrenalina, Enrico Morando,
il coordinatore del programma del Partito democratico. Ieri il Wall Street Journal ha dedicato la prima pagina alle ricette
economiche che Veltroni intende applicare al malato Italia. Un vero e proprio
endorsement, con tanto di foto, per lo sfidante di Berlusconi. In
evidenza quasi tutti i cavalli di battaglia: dalla diminuzione della spesa
pubblica alla riduzione delle tasse, dal taglio ai costi della politica alla
sburocratizzazione dell'economia. Nonostante il riconoscimento del
quotidiano finanziario, il centrodestra e qualche commentatore hanno avanzato
dubbi sulla reale copertura delle misure che avete previsto nel programma. Cosa
risponde? Il problema è che molti hanno ignorato quale sia il primo canale di
finanziamento: la riduzione della spesa primaria. Su questo si poggia la
sostenibilità finanziaria e non sulla lotta all'evasione. Il Wsj se ne è accorto
e mi fa particolarmente piacere. L'endorsement tuttavia arriva da un giornale
conservatore, che di solito viene considerato la "bibbia" degli
operatori finanziari. Ciò non la preoccupa? Non teme che il Pd stia facendo un
salto in avanti rispetto al suo tradizionale elettorato? In questi giorni sto
facendo campagna elettorale nel Nordest. Ebbene tutti, da operai a
imprenditori, da commercianti ad artigiani, mi chiedono sistematicamente: cosa
fate per ridurre la spesa? Cosa fate per alleviare il peso della burocrazia?
Cosa fate per fornire servizi più adeguati alle tasse che paghiamo? Non so se
leggono il Wsj, ma è questo che vogliono. Va bene il Nordest, ma cosa pensa
quello zoccolo duro di elettori, soprattutto ex Ds, che sono tendenzialmente
conservatori di sinistra? Sono spaventati? Tutt'altro. Li ho trovati entusiasti
dell'innovazione che stiamo producendo, anche perché vedono la capacità di
presa nella società. Non vedo una resistenza passiva, di tipo ideologico, nel
corpo più tradizionale degli ex Ds. Un bel colpo per Veltroni.
In Italia la sinistra si sta innovando, sulla scorta di quello che in altre
parti d'Europa è avvenuto dieci anni fa. Ovvero quando Blair o Schroeder hanno
rotto con il paradigma socialdemocratico classico e hanno reinventato il centrosinistra.
Vedo invece molto male la destra, che fatica ad uscire dal ritardo accumulato
con le altre formazioni conservatrici europee. Anzi, come dimostra tutti i
giorni Berlusconi, si rifugia in un populismo
neocorporativo che è tutto fuor che liberale. Non a caso lo stesso Wsj ha
duramente attaccato il candidato premier del Pdl nei giorni scorsi. Perché il
giornalismo anglosassone è abituato a guardare più cosa si è fatto rispetto a
cosa s'è detto o si dice. E Berlusconi ha fallito nei
suoi cinque anni di governo. Basta ricordare il fatto che nel programma attuale
il Pdl ha messo l'abolizione dell'Irap ai primi posti; peccato che si tratti
della stessa promessa fatta nel 2001 e poi non mantenuta.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
PENSIONI Berlusconi rilancia: "400 euro l'anno? No, 1000 al mese"
(ra. c.) Pensionati d'Italia, aprite le orecchie. L'uomo dei fatti, come ama
definirsi, ha detto sì: mille euro in più. Non l'anno. Bensì al mese. Subito.
Cash. Altro che addio sogni di gloria. Cari pensionati che, in questi giorni,
vi fate il pane in casa perché non riuscite più a comprare la ciriola, il
Cavaliere non vi promette solo di recuperare il potere d'acquisto perso in
questi mesi. Vi promette sogni di gloria: potrete cambiare la vecchia
automobile, permettervi la crociera, cambiare il bastone e, perché no, anche il
guardaroba. Paga lui, Silvio Berlusconi che
ieri nella foga di spiegare perché le misure del Partito democratico non vadano
bene e nel tentativo di far capire che la proposta di Veltroni sugli
aumenti "è a vanvera e non tiene conto nemmeno della disponibilità di
bilancio", si sbilancia. E non di poco: "La nostra proposta ?
spiega il leader del Partito della libertà ? è condivisa dal partito dei
pensionati che ora sta con noi e prevede l'innalzamento delle pensioni minime,
l'adeguamento al costo della vita di tutte le pensioni fino al livello di mille
euro al mese". Una proposta così assurda che ha strappato la replica dello
stesso Veltroni che, da Enna, osserva come è
"tutta la campagna elettorale che il principale leader dell'opposizione ci
insegue. Diciamo una cosa e il giorno dopo lui dice "più uno". Oggi,
dopo la nostra proposta sulle pensioni, ha detto che darà mille euro. Ma non ha
detto che questa proposta costa più di 20 miliardi e non ha detto dove li
trova". Nel ricordare come tra il 2001 e il 2006 "per quattro milioni
di pensionati non sia successo nulla e ora i pensionati sanno che il tempo
delle finte promesse è finito", ieri Veltroni ha
sottolineato come le promesse di Berlusconi
"valgono fino al giorno delle elezioni e il giorno dopo non valgono più.
Ma gli italiani sanno che il tempo delle false promesse è finito". A
mettere il dito nella piaga è il vicepresidente dei senatori del Pd, Luigi
Zanda, che avanza l'ipotesi che "a questo punto Silvio Berlusconi
ha paura di perdere le elezioni". E il motivo è presto detto:
"Soltanto così si può provare a spiegare il rilancio propagandistico sulle
pensioni del candidato premier del Pdl e della Lega che, pur di inseguire Veltroni, hanno proposto una sorta di scala mobile
agganciando le pensioni al costo della vita e oggi, a meno di 24 ore di
distanza, rilancia dicendo di voler portare tutte le pensioni fino al livello
di mille euro al mese". E sulle contraddizioni della destra si sofferma
Tiziano Treu del Pd: "Fini ha detto no alla "scala mobile" per
le pensioni proposta da Berlusconi e rilanciata da
Brunetta e sì al paniere proposto da noi. Nel Pdl una mano non sa cosa fa
l'altra. Un atteggiamento preoccupante e irresponsabile che dimostra come la
destra sia totalmente inadeguata a governare il paese. Sinceramente vorremmo
capire cosa pensano veramente su questo tema". E che nel Pdl regni il caos
è evidente dice anche Giorgio Tonini, responsabile economia del Pd, che replica
a Brunetta secondo cui tutta la confusione di questi giorni "serve a
nascondere il programma vero del Pdl che, come è facile verificare, dedica alle
pensioni una riga ... anche volendo come e soprattutto dove avremmo potuto, noi
del Pd, copiare in tema di pensioni?". Chi invece si è chiesto che fine
hanno fatto le promesse contenute e sottoscritte dal Cavaliere nel suo
contratto con gli italiani che avrebbero dovuto portare le pensioni minime a
516 euro per oltre 6 milioni di cittadini italiani è stato il senatore del Pd
Paolo Giaretta che ha ricordato a Berlusconi che
"non stiamo partecipando a un'asta e che per alzare l'offerta è necessario
disporre di una copertura di spesa".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
UNDER 30
REALACCI: "IL PD IN DIFFICOLTÀ CON CHI LAVORA, FORTE CON GLI
STUDENTI" "I giovani? Non c'è la ricetta magica" FABRIZIA
BAGOZZI "Noi non abbiamo un problema con i giovani in generale, ma con un
particolare segmento del mondo giovanile che ha mediamente un tasso di
istruzione più basso, un po' come del resto accade per gli adulti", spiega
a Europa Ermete Realacci, responsabile della comunicazione del Partito democratico
commentando i sondaggi sul voto degli under 30 e il Pd. Il giovane maschio che
lavora è al momento un punto dolente per il Partito democratico. "In
generale rischiamo di essere più deboli con i gruppi sociali meno istruiti e
questo a volte coincide con fasce di giovani lavoratori e con le donne, mentre
siamo un po' più forti su chi ha più strumenti culturali e cioé gli studenti,
soprattutto maschi". E infatti, "dando uno sguardo ai dati
disaggregati, rispetto alla media dei votanti, fra gli studenti siamo qualche
punto sopra al Pdl, mentre rimaniamo sotto sul resto". È questa la
fotografia della situazione che i sondagi restituiscono al loft. Rispetto alla
quale, sottolinea Realacci, "non c'è una ricetta magica", perché
quando si parla di questi gruppi giovanili, si parla di persone che sono molto
distanti dalla politica, che non leggono i giornali per cui "non li
raggiungi con le proposte, a meno che non siano molto semplici e di forte
impatto complessivo" Il responsabile comunicazione del Pd non crede che
nell'aggancio di questo segmento il problema sia la concretezza delle idee che
si mettono in campo: "Si può sempre fare di più e
comunicare meglio, ma in questo Veltroni è stato
molto netto e concreto. La proposta più forte sulla precarietà l'ha fatta il
Partito democratico, non il Pdl. E il leader del Pd ha dichiarato che la prima
legge che presenterà al consiglio dei ministri sarà proprio quella sulla
precarietà e sul minimo dei mille euro". Il punto dunque non è
circostanziare meglio, dettagliare ciò che è già chiaro: "Credo che la
questione sia più complessa e che abbia piuttosto a che fare con la capacità di
offrire visione e speranza per il futuro. È più una questione di slancio vitale
che non di proposte, semplicemente perché le proposte a questi mondi non
arrivano. Conta molto di più l'idea dello scarto, della sfida generosa da
portare avanti anche con le componenti generazionali del Pd". "Noi ?
riflette Realacci ? dobbiamo insistere nel mostrarci per ciò che siamo: gente
che nel linguaggio del corpo ci crede, che sa sfidare il futuro e ha coraggio e
generosità. E certo, ribadire le proposte già avanzate a favore dei giovani. Da
riprendere con forza quando chi è lontano anni luce dalla politica ? quelli che
Berlusconi raggiunge con un messaggio subliminale ?
attiverà l'audio: per chi studia una forte scommessa sul merito e
sull'innovazione, per chi lavora una battaglia vera sulla precarietà. E poi è
molto importante il lavoro di presenza massiccia sul territorio che stiamo
avviando con l'iniziativa di domenica, i gazebo e il contatto diretto con le
persone".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
DEMOCRATICI
Veltroni a Caltanisetta ed Enna cambia
passo: contro la destra e la ma a Pareggio? Non si governa RUDY FRANCESCO CALVO
inviato a Enna "Non voglio parlare politically correct, mi sono
stufato". Il Veltroni siciliano ha
subito dato l'impressione di voler dare una scossa alla propria campagna
elettorale. Da
quando, di fronte alla piazza di Palermo, ha attaccato a fronte bassa quella
linea di contatto tra mafia e politica "che troppe volte viene superata
", rimproverando precise responsabilità in questo senso alla "destra,
che ha fatto del male alla Sicilia". Ma non solo. La questione del
conflitto d'interesse è emersa per la prima volta in questa campagna, legata al
rifiuto di Berlusconi di affrontare il faccia a faccia
televisivo. "Facciamolo dove vuole, quando vuole e come vuole ? ha
insistito ieri il leader del Pd a Enna ? vado a farlo anche nelle sue reti, ma
non scappi". E poi ancora gli sprechi, l'alleanza tra le due leghe, una
che vuole il ponte sullo Stretto e l'altra che "ha tra le sue manifestazioni
di volontà l'eruzione dell'Etna ", il voto di scambio favorito da una
politica asfissiante anche nei settori che non sono di sua competenza. È
iniziato dall'isola, insomma, quel cambio di passo che era stato preannunciato
dagli strateghi del Pd per il dopo-Pasqua. Proprio della pausa pasquale del
tour hanno approfittato al loft per mettere a punto la nuova strategia
comunicativa. Sul tavolo i dati di uno studio appositamente commissionato, dal
quale emerge che quella ampia fascia di indecisi (sarebbero ancora il 31 per
cento), che influiranno in maniera determinante sul voto del 13 e 14 aprile,
comprende molti ex elettori del centrodestra. Esaurito l'effetto
dell'"andare da soli", esaurito il traino del "voto utile",
con effetti positivi a sinistra, ora è questo il nuovo target del Pd. Anche
perché un sondaggio Ipr Marketing pubblicato ieri da Repubblica.it dimostra che
a palazzo Madama i numeri del Pdl saranno fortemente ristretti: "Se gli
andrà di lusso ? ha illustrato Veltroni ? avranno 3 o
4 seggi di vantaggio. Ma siccome non gli andrà di lusso, o il senato lo
governeremo noi e loro si mangeranno le mani per non aver voluto la riforma
elettorale, o ci sarà una situazione di stallo e allora non si dica che è colpa
di tutti, ma è solo colpa di chi ha fatto questa legge". Qui in Sicilia,
il tentativo di fare breccia nel feudo cuffarianoberlusconiano non può che
passare da un'opposizione netta alla mafia, che ieri è stata declinata in un
vero e proprio decalogo. I contatti a rischio, la necessità di avere
"conoscenze" nei posti giusti, l'enorme macchina burocratica della
regione ? è il ragionamento che sottende la strategia democrat in Sicilia ? non
hanno dato beneficio alla stragrande maggioranza dei siciliani, che si trovano
ancora a fare i conti con la mancanza d'acqua, con infrastrutture carenti
("Come fa un turista che vuole visitare l'Etna e i templi di Agrigento a
spostarsi da una parte all'altra?", si è chiesto più volte Veltroni), nonché con uno sviluppo inesistente, una
disoccupazione che viaggia su livelli elevatissimi, un ritorno dell'emigrazione
dei giovani, non più con le valigie di cartone, ma con la laurea in tasca. Di
questo si sono resi conto in tanti, anche tra i ceti una volta più vicini
all'ex Cdl. E s'intravedono i primi segnali di reazione, a partire dagli
imprenditori di Confindustria che si oppongono al pizzo. Sono questi segnali
che il Pd vuole incoraggiare. Misurando i toni: duri di fronte alle piazze più
sensibili (Palermo) e anche più difficili (ad Agrigento, in uno slargo circondato
da quattro condomini, le finestre erano tutte chiuse), più moderati dove il
clima è favorevole, come ieri a Caltanissetta ed Enna. "Se vinceremo le
elezioni ? ha assicurato ieri il candidato del Pd di fronte ai membri
dell'associazione antiracket nissena ? saremo il governo che farà della lotta
alla mafia il suo obiettivo principale". Lombardo e Cuffaro sono
accomunati nel giudizio negativo espresso a spron battuto da Veltroni
e Finocchiaro. Non solo perché l'uno si pone dichiaratamente in continuità
rispetto all'altro, ma anche perché sono i veri avversari da battere. Tra
Lombardo e Finocchiaro è uno scontro diretto, mentre Veltroni
si trova nelle condizioni di dover prosciugare la lista dell'Udc al senato,
capeggiata proprio dall'ex governatore, per spingerla sotto l'8 per cento e
ottenere per il Pd tutti gli 11 seggi che verranno assegnati alla minoranza.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Continua la campagna elettorale e i muri sono zeppi
di manifesti. Che b'lssa. Siam di nuovo circondati di bei musi con le camicie
di cemento e cravatte di marmo per dar senso di stabilità. Gente fotografata
con la mano sul cuore e quella che non si vede sul... Molti son seduti alla
scrivania. Per far vedere che lavorano. Invece si son messi lì prima di andare
a fare l'happy hour... Casini nel manifesto elettorale c'ha una biffa che sembra
che voglia sputare in testa a tutti quelli che gli passano sotto. Sorriso
tirato.. Sembra che il fotografo invece che "sorrida" gli abbia detto
"guardi che ha la bottega aperta...". In quello
del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto.
Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo,
in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da
portare in tintoria. La Santanchè è mistica, santificata e santificante.
Metafisica. Gli occhi rivolti al cielo. Sarà il botulino. Fini invece è
fotografato di taglio, di sbieco, vent'anni fa però. Manca la foto di Berlusconi. Sì. I manifesti del Pdl sono senza foto, c'han
solo il simbolone. Come facciamo adesso? Trovarmi la faccia di Berlusconi sui muri della mia città per me era una
tradizione. Come trovare i piccioni in piazza San Marco. Cioè. Non vedere quel
sorriso a tastiera d'organo senza diesis e bemolle, quegli occhietti a spillo
strizzati che fa uno quando gli scappa la pipì... è brutto. Perché non han
messo la foto di Berlusconi? Ha usato la stessa
lozione di Ronaldo, gli son venuti troppi capelli e non sono riusciti a
scontornarla? Dall'agitazione è venuto mosso? Secondo me è una strategia per
stupire. Sono certa che si inventa qualcosa. Vedrai. Capace che si fa
proiettare come il marchio di Batman sulle nuvole di notte. Frann. Oppure si fa
costruire dei sosia di pannolenci e li appende ai balconi come i Babbi Natale
di Cortina d'Ampezzo. Comunque sia, politici o no, farsi fotografare in primo
piano è sempre un casino. Perchè si vedono le magagne del tempo. Più che le
mille primavere si vedono i settanta, ottanta autunni. E' vero che ti sparano
in faccia faroni da mille watt, che poi vieni piallata, con tutta quella luce
del naso vedi poi solo due buchini, ma non basta. E' vero ancora che si lavora
al computer di photoshop. Se il neo è troppo importante si clicca sopra e si
riduce a icona, ma non basta. Si migliora la faccia da babaciu, si taglia e
incolla l'orecchia a cerbottana, si assottiglia il collo da cinghiale della Val
di Lanzo ma serve a poco. E' proprio il primo piano in sé che è un rischio.
Guarda solo che foto abbiamo tutti sulla patente. Non so voi, ma io quando mi
fermano i vigili più che per la multa sto male all'idea che vedano la foto.
Sulla foto della patente di solito gli uomini sembrano o brigatisti Anni 70, o
seminaristi cacciati per inclinazioni omosessuali. Le donne prostitute kabuki o
mocie vileda. Io nella foto della patente ho 18 anni e sembro la nonna della
Montalcini. Il mio boy il cugino di Gianduia.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Alitalia, la bufala avvelenata di Berlusconi
Annuncia i nomi per la cordata: Benetton, Eni, Mediobanca, Ligresti... Ma viene
smentito Allora si corregge: è un eventuale interesse futuro. Consob e Procura
esaminano il caso Benetton, e poi Ligresti, e l'Eni, Mediobanca: una sfilza di
nomi importanti lanciati da Silvio Berlusconi, in un
colloquio con La Stampa, a proposito della fantomatica cordata italiana pronta
a contendere ad Air France il controllo di Alitalia. Ma è una balla, una nuova
bufala avvelenata del Cavaliere, che continua a giocare - per evidentissimi
motivi elettorali - sulla pelle di migliaia e migliaia di lavoratori. Una dopo l'altra fioccano le smentite degli interessati. E lo
stesso Berlusconi è costretto a correggere: "Si tratta di un eventuale
interesse futuro...". Veltroni ironizza: "Quante
smentite ancora?". Il caso all'esame di Procura e Consob. Di Giovanni e
Venturelli alle pagine 2 e 3.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Stai
consultando l'edizione del VELTRONI, GRANDE FOLLA A MESSINA "Adesso il Pdl
ci insegue" "BERLUSCONI È COSTRETTO A INSEGUIRCI DA MESI".
Walter Veltroni ha concluso ieri il suo viaggio in
Sicilia con una serie di affollate manifestazioni. A Messina ha annunciato che
"domenica riapriremo in tutta Italia i gazebo". Berlusconi?
"I leader europei hanno la mia età, non la sua". Miserendino a pagina
6.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Stai consultando
l'edizione del "Mitterrand diceva che viene eletto chi, in quel momento,
riesce a essere l'eroe credibile della storia che racconta. Berlusconi ha già
avuto la sua chance di essere l'eroe e ha tradito l'aspettativa degli elettori.
Veltroni sembra portare con sé un progetto di cambiamento e ha fatto una
campagna per dimostrarlo" Jacques Seguela, guru della pubblicità, è stato
consulente di Mitterrand nelle elezioni del 1981, Magazine del Corriere della
Sera, 27 marzo.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del PAOLO GENTILONIIl ministro delle Comunicazioni: secondo la legge
sono i direttori dei tg a dover assicurare un principio generale di equilibrio
"Macché par condicio: è che sa di non avere più smalto" di Roberto Brunelli/
Roma L'ultima puntata della telenovela di Re Silvio si chiama Il faccia a
faccia. Gli ingredienti: urla beluine contro "i comunisti" che
bivaccano nella tv di Stato, Veltroni definito dal
fido Bonaiuti "il sultano di Viale Mazzini", una par condicio usa e
getta a seconda delle convenienze, il Bruno Vespa che giura "io non
c'entro nulla". Paolo Gentiloni, ministro delle comunicazioni, non sa se
ridere o piangere. Ministro, siamo di nuovo alla storia di una "Rai in
mano ai comunisti"... "È che Berlusconi non
riesce a liberarsi da un ritornello che canta da ormai 15 anni. E poi, si
immagina Vespa con la camicia rossa o Del Noce col pugno chiuso, il direttore
Cappon che brandisce Il Capitale? Sinceramente siamo alle comiche". Com'è
questa storia che è la par condicio a vietare il faccia a faccia tra Veltroni e Berlusconi? "La
legge sulla par condicio affida alla commissione di vigilanza l'organizzazione
di appositi spazi di comunicazione politica, ossia le tribune elettorali, ed in
effetti in questi spazi comandano il cronometro e i sorteggi, e la commissione
non ha previsto faccia a faccia. Completamente diversa è la situazione per i tg
e i programmi giornalistici: la legge richiede il rispetto di condizioni di
parità nell'intero ciclo di trasmissioni, affidando non alla Vigilanza ma ai
direttori dei tg e ai conduttori - i vari Vespa, Floris o Mentana - le modalità
per assicurare il principio generale di equilibrio. Il che vuol dire che
possono tranquillamente ospitare confronti tra i diversi leader e candidati nei
loro programmi. Tant'è vero che questi confronti già ci sono: ne ho contati
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del "Se ci fosse il pareggio si acceleri la fase
costituente" Veltroni chiude il tour in Sicilia: da mesi ci inseguono Berlusconi? I leader europei hanno la mia età, non la sua di Bruno
Miserendino inviato a Catania E SE FOSSE PAREGGIO? Rieccolo il tormentone. La
Destra suona le trombe dicendo che il pareggio non ci sarà, ma l'ipotesi,
stando ai sondaggi e alla bizzarria della legge elettorale, è sul
tappeto più che mai. "Ci si chiede se ci sarà una maggioranza... ".
Vel- troni, sia chiaro, non vuole larghe intese, "chi ha un voto in più
governa", ma riforme e governabilità bisogna assicurarle. "Una fase
costituente" è indispensabile al paese, dice, e bisognerà pur chiedersi
come si governa in una congiuntura così difficile, coi venti di recessione che
vengono dagli Usa. Non è la prima volta che ne parla, ma stavolta l'accento
batte sulla debolezza dell'Italia. Lo dice all'assemblea di Confagricoltura di
Taormina, nella sala che ospiterà tra oggi e domani anche Casini e Berlusconi. Fa un discorso che non cerca applausi, spiega
perché il paese rischia brutto se non si fronteggia la situazione e non si
accelera sulle riforme. Il presidente di Confagricoltura evoca l'assemblea
costituente e Veltroni dice che quella no, non serve,
però una fase costituente per le riforme, quella sì che ce n'è bisogno come il
pane, comunque vadano le elezioni: "Può darsi - aggiunge - che saremo
costretti ad accelerare i tempi perché se alla fine di questa fiera finirà come
dicono i sondaggi con 3-4 voti di differenza, voglio capire come si governa
questo paese". All'uscita dall'assemblea di Confagricoltura, vista la
curiosità dei cronisti, getta acqua sul fuoco: "Non ho detto niente di
nuovo". Come dire, non ci sono larghe intese alle viste, chi vince
governa, poi, come ho sempre sostenuto, le riforme di sistema si fanno insieme.
Il problema, fa capire Veltroni, è che se si arrivasse
a una situazione simile a quella che ha inguaiato Prodi, non si potrebbe
tornare alle elezioni senza mettere mano alle riforme. E nel frattempo ci
vorrebbe un governo in grado di fronteggiare l'emergenza economica che sta
arrivando. È chiaro che se vincesse la Destra, in ogni caso quella del Pd
sarebbe un'opposizione per le riforme, non distruttiva, che si farebbe carico
del problema della governabilità. Non è un caso che il riferimento alla fase
costituente Veltroni lo fa citando esempi stranieri:
"Ci sono Paesi in cui la maggioranza ha pochi voti di scarto, ma c'è un
fair play che consente stabilità. E senza stabilità il Paese va a gambe
all'aria". Da noi, invece, "se c'è un'epidemia d'influenza rischia di
cadere il governo... ". Ecco perché lui darebbe la guida di una Camera
all'opposizione, al contrario di Berlusconi che ha già
fatto marcia indietro sul punto. Quello di Veltroni,
dunque, è un discorso di metodo. "Noi puntiamo a vincere - dicono al Pd -
e ci crediamo perché i sondaggi lo indicano", però bisogna fare i conti
con questa legge elettorale. Il leader del Pd non fa sconti a chi non ha voluto
le riforme. "La chiave della macchina Italia è sotto i piedi di chi l'ha
schiacciata il giorno in cui ci disse no all'ipotesi di un governo per le
riforme". Al Paese, dice, servono "alcuni anni di terapia di
innovazione". La situazione economica ricorda tanto la crisi del '29
"e bisogna tenere alta la guardia". "Serve una stagione
riformista, di qualunque segno essa sia...", afferma. Aggiunta,
sorridendo: "Più di questo non posso dire, basta che non restiamo nella
gelatina". "Girare la testa verso il futuro", è il leit motiv di
Veltroni. Un modo elegante e volutamente soft per dire
che dall'altra parte c'è il vecchio. Insiste sull'età del candidato Berlusconi, che non nomina mai, spiegando che in nessun
paese del mondo ci si candida per la quinta volta a premier. Spiega che in
tutta Europa i leader che contano hanno la sua età, non quella di Berlusconi. E Tremonti si occuperà di economia e Bossi di
riforme, proprio come 14 anni fa."Su ogni cosa che facciamo, subito il
giorno dopo, c'è un inseguimento". Come sulle pensioni. A Messina, terza
tappa dopo Siracusa (comizio sotto la pioggia) e Taormina, Veltroni
trova un palasport gremito da migliaia di persone e dà la carica, dando
appuntamento alla domenica dei gazebo. Al Palasport partono fischi contro Berlusconi e Tremonti ma lui stoppa: "Anche se loro non
hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro... ". Anche a Catania teatro
stracolmo. Il tour siciliano si conclude a tarda sera, con una videochat
notturna in diretta. Veltroni ci crede ancora.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del PRESENZE IN TV Venti a nove Bertinotti batte
Veltroni Bertinotti è il candidato premier più presente nelle
trasmissioni tv. Nei due mesi prima delle elezioni, ha partecipato a 20
trasmissioni. Seguono Casini con 17, Boselli con 14, Berlusconi e
Santanchè con 13, Veltroni con 9. Berlusconi e Veltroni sono gli unici candidati premier a non avere mai sostenuto un
contraddittorio in tv. I dati, raccolti in collaborazione con il Centro
d'ascolto per l'informazione radiotelevisiva, evidenziano in particolare per Berlusconi 13 presenze senza contraddittori (3 al Tg4,
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Va in onda alle 2 di notte la par condicio del Tg4 Si vede che
la campagna elettorale sta entrando in dirittura e lo si vede dai telegiornali
berlusconiani, che ormai hanno rotto gli argini: il Capo occupa ogni spazio. Ieri era trino: un Berlusconi per
l'Alitalia, un Berlusconi per attaccare il governo Prodi, sentina di ogni orrore; un Berlusconi contro la par condicio che gli vieta Porta a Porta. E qui, la
verità è andata a farsi friggere: la colpa è di Veltroni il quale,
avendo rifiutato Vespa, impedisce lo show solitario di Berlusconi. E allora? C'è una legge e, finché c'è, va rispettata.
Non un cenno, non una parola sulla fuga di Berlusconi
all'idea di un faccia a faccia con Veltroni, che
sarebbe la vera notizia. E stiano attenti i colleghi della Rai non
berlusconiani: il Cavaliere ha scoperto che la Rai "è sempre in mano ai
comunisti" e ne farà strage. Poi c'è il caso Fede. Se Corrado Calabrò
rivede il Tg4 di ieri sera, monologo del "Leader del Popolo della
Libertà", sviene. E dovrebbe anche risentirsi: quando Fede, con molto
sussiego, annuncia che nel corso della notte, darà 4 minuti anche a Veltroni, non siamo per caso di fronte a una ribalda presa
in giro? Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Senato, Berlusconi ha paura "Non
votate i minori..." di Giuseppe Vittori / Roma ECCO DI NUOVO il Berlusconi scatenato, quello che non ne vuole sapere di
"toni bassi", quello che strepita contro una Rai in mano ai comunisti
e teme di perdere al Senato. È nervoso il capo del Pdl, secondo molti
osservatori. Aveva cominciato con la querelle Porta a
Porta: "Macché par condicio: è stato un atto violento di Veltroni". È il giudizio berlusconiano sull'annullamento della sua
partecipazione al salotto di Vespa: "Il fatto che lui non voglia andare
non significa che il leader dell'opposizione non possa andare lui. Lui non
vuole rispondere ai giornalisti, chi è che scappa?". Per il
Cavaliere si tratta di "una violenza inaccettabile e gli italiani devono
sapere che ancora la Rai è in mano alla sinistra che la domina come e quando
vuole". Poveretto: "Ho anche tutte le istituzioni contro: il Capo
dello Stato lo hanno nominato loro, così come 11 membri della Corte
Costituzionale. Ho una sola preoccupazione, un solo incubo: i brogli elettorali".
Per la verità, di incubi ce n'è anche un altro: il voto ai partiti minori, che
al Senato potrebbero far vincere il Pd. "Bisogna spiegare a tutti coloro
che sono del centrodestra come il voto, soprattutto al Senato, dato ai partiti
minori può portare in qualche regione a una vittoria dell'altra parte".
Subito si corregge, almeno parzialmente. Parla di "ipotesi non
realistiche" come quelle relative a pareggi e grandi coalizioni. "Ho
dei dati - ha spiegato - che mi dicono che in Senato ho una vasta maggioranza,
si calcola sui 28-30 senatori". Così, mentre il Capo accusa la Rai e trema
per il Senato, ed Emilio Fede, direttore del Tg4, attua una sua personalissima
par condicio (per Veltroni e il Pd minuti al
cronometro, ma alle due di notte), tiene banco il caso Porta a Porta,
coinvolgendo tutti i livelli della Rai, dal presidente Petruccioli, al
direttore generale Cappon. Petruccioli ha ricostruito, "fino alla
pignoleria" - scrive, rispondendo a Mario Landolfi, della Vigilanza - la
vicenda. "Qui si tratta di una seconda presenza di Berlusconi
non equilibrata da altre presenze e, in particolare, da una seconda presenza di
Veltroni". Il succo, insomma, è che "il
comitato si è trovato di fronte ad una ipotesi di programmazione per le ultime
10 puntate di Porta a Porta in cui erano previste due presenze di Berlusconi e una di Veltroni, senza
che ne venisse fornita alcuna giustificazione". Non è d'accordo,
ovviamente, Bruno Vespa. Scrive in una lettera di non condividere che
un'assenza volontaria ne determini un'altra: "Ho detto che avrei annullato
la trasmissione solo dopo una lettera di Cappon. Questa lettera, molto cortese,
ma anche assai esplicita, è arrivata più tardi. Non si può dunque attribuirmi
in alcun modo la decisione finale".
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Stai consultando l'edizione del Giusto non andare a Porta a Porta senza un
contraddittorio Cara Unità, condivido con entusiasmo la decisione di Veltroni di partecipare a Porta a Porta solo in occasione di un confronto
diretto con Berlusconi. In qualche modo occorre denunciare e contrastare questa
situazione in cui quasi tutti i giornalisti televisivi fanno da "porgitori
di microfono". Domande che sono veri e propri assist per l'avvio di
un comizietto senza alcun accenno di contraddittorio, senza la "seconda
domanda" che chieda conto di contraddizioni e falsità. La trasmissione di
Vespa è il prototipo del giornalismo in ginocchio. D'altronde ricordiamo le
intercettazioni in cui si proponevano "puntate tagliate su misura" al
politico di turno. E anche molti giornalisti della carta stampata non sfuggono
all'imperante piattume. Un esempio: proprio a Porta a Porta il Direttore del
Sole 24Ore ricordava, ad un Berlusconi indignato per
la spazzatura campana che "massacra l'immagine dell'Italia", l'oscena
gazzarra andata in scena al Senato in occasione della caduta del Governo Prodi.
Il Cavaliere, con una faccia seria e austera, ha assicurato che nelle liste dei
candidati alle prossime elezioni non ci sarebbe stato posto per chi aveva dato
così riprovevole spettacolo. È noto che quei senatori sono invece presenti
nelle liste dei candidati. È sorprendente che il direttore De Bortoli non abbia
chiesto ragione a Berlusconi di questa palese bugia
dalle pagine del suo giornale e/o nei successivi interventi tv. Purtroppo non
ci sono più i Montanelli e i Biagi. Purtroppo pochissimi sono i loro eredi.
Gianni Molteni Magdi Allam, la conversione con un deputato di Forza Italia
Particolari importanti Cara Unità, torno, con qualche giorno di ritardo, al
"caso" Magdi Allam ed alla discutibile pubblicizzazione del suo
battesimo, collegandomi alla polemica suscitata al tempo in cui Paolo Mieli
fece la scelta di appoggiare il governo Prodi alle scorse elezioni ed a al
grande scalpore che questa cosa suscitò. Se non sbaglio mi è parso di scorgere
nelle immagini trasmesse che, ad accompagnare Allam ci fosse un personaggio
noto: l'Onorevole Maurizio Lupi - Forza Italia (Cl). Ora le amicizie private
sono scelte personali e vanno rispettate, ma ad un atto che è diventato
pubblico per scelta, credo che si debba porre attenzione ad ogni dettaglio. Per
questo credo che il vicedirettore del Corriere della Sera, in mondovisione
abbia fatto il suo endorsement e che questo non sia affatto un caso. Paolo
Raimondi Votano Berlusconi altrimenti la giostra non
funziona più Cara Unità, perché voti Berlusconi?
"pecché si no nu' gira cchiù a' ggiostra" Non è più il nuovo, non è
più l'antipolitica, non è più l'anticomunista, ma allora perché circa 1/4 degli
italiani è per il berlusca? "pecché si no nu' gira cchiù a' ggiostra"
mi risponde un mio amico di Napoli. Traduco: perché altrimenti viene ostacolata
l'attitudine di agire ai margini della legalità. E sono in tanti, dal nord al
sud, a vivere di sommerso, a non ritenere giusto pagare le tasse, a vivere di
mafia o a vivere di privilegi non dovuti. Solo una minoranza crede che la
legalità e la meritocrazia siano più importanti del proprio orticello. Gigi
Festa Mettiamoci in moto per cambiare questo Paese Si può fare Cara Unità,
utilizziamo questi giorni adoperando il massimo impegno per ottenere
l'opportunità di governare. Per il bene di tutti. Facciamo nostra l'operosità
delle formichine. Queste procedono in lunghe file, chi va e chi viene dal
formicaio e ogni qualvolta che si incontrano si connettono e incessantemente
comunicano. Cosa? Il vantaggio comune. Il "nostro" Pd ha in sé il
potenziale dei valori da diffondere. Ha gli uomini capaci e giusti per
sradicare la mala pianta e dare speranza a un nuovo corso. Ogni giorno insieme
per costruire l'opificio dove stivare: pace, onestà, operosità, beneficio,
altruismo, solidarietà, giustizia ... Progresso Democratico e civile! Il lato
luminoso di un popolo. Fulvio Babbini, Luscignano - Casola L. (Ms) È un bene
che il Pd riconosca grande interesse verso l'Unità Cara Unità, leggo con grande
emozione e piacere, sul numero di mercoledì scorso a pag.7, un grosso titolo
dal contenuto inequivocabile: "Dal Pd enorme interesse al rafforzamento
dell'Unità". È proprio quello che anch'io speravo! Penso che sia un
obiettivo politico essenziale e decisivo, anche se assai impegnativo dal punto
di vista finanziario, e ne parleremo con gli amici e compagni del nostro
circolo. Dopo sedici anni di militanza nel Pci, poi Pds, passato al movimento
dei "cittadini per l'Ulivo" incominciai a leggere "la Repubblica",
ma poi le 95 pagine di questo buon giornale hanno incominciato a pesarmi
troppo, a viverle come un altro segno del consumismo generale ... e sono
ritornato alla mia leggera, ma sostanziosa, "Unità" dove ho anche
trovato Antonio Gramsci junior, corrispondente da Mosca! Ora è necessario
riprendere le campagne di diffusione d'un tempo, il Pd deve avere un suo
giornale in tutti i sensi. Penso che non dobbiamo lasciarci prendere dalla
smania della "discontinuità" in ogni cosa, certamente la storia
cammina, i tempi cambiano ma i valori restano, e la nostra parte ha un
patrimonio di esperienze e di valori da non perdere. Silvio Montiferrari,
Coazze (To) Aumenta la pensione Ma se crescono anche le tasse... Cara Unità, un
promemoria per Veltroni. La mia pensione nel 2008 è
stata aumentata del 1,6% (lordo), Regione (centrosinistra) e Comune
(centrodesra) hanno provveduto ad aumentare le percentuali delle imposte di
loro competenza, portandole dal 1,1% al 1,8% complessivo. Così facendo la mia
pensione (e quella di tanti altri) è rimatsa pressocchè immutata. Avendo
partecipato al risanamento dei conti pubblici(per l'ennesima volta), io
continuo a sperare che le cose possano cambiare in meglio. Dino Zinelli, Parma
Se sarà pareggio chi ha fatto il "porcellum" sarà responsabile? Cara
Unità, nonostante il Capo dello Stato abbia esortato di modificare la legge
elettorale, ci accingiamo a votare con "il porcellum". Mi chiedo: se
l'esito elettorale riproporrà l'ingovernabilità al Senato ci sarà un gesto di
responsabilità da parte di coloro che hanno voluto mantenere simile sistema?
Certo che no. Nell'ipotesi, però, potremmo tornare alle urne. E poi solita
litania? Franco Fronzoli Rapallo I risultati economici di Prodi facciamoli
giudicare da esperti super partes Cara Unità, ogni qualvolta un esponente del
centro sinistra elenca le cose fatte dal governo Prodi, dal 2006 al 2008, e
cioè: 1. Riduzione del debito pubblico dal 106% al 104%; 2. Riduzione del
deficit pubblico dal 4,2% al 1,8%; 3. Riduzione della spesa pubblica; 4.
Ripristino del disavanzo primario dallo 0% al 3%; 5. Riduzione della
disoccupazione dal 6,8% al 6,1%; 6. Lotta all'evasione fiscale; puntualmente
gli esponenti del centro destra smentiscono, come l'Onorevole Fini, dicendo di
averle lette sui Topolino. Proporrei a questo punto, di "assumere"
tre saggi esperti di macroeconomia, che siano fuori da ogni schieramento
politico e che espongano agli italiani la realtà dei fatti e dei risultati
raggiunti, da far parlare nei telegiornali e nei vari talkshow di politica
della televisione. Questo per dare agli elettori e agli indecisi, una verità
certa sui fatti. Claudio Micarelli, Roma.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Finocchiaro: posso vincere ho già recuperato 8 punti... di Maria
Zegarelli / Roma A sedici giorni dal voto la Sicilia resta ancora terra da
conquistare per il Partito democratico e per Anna Finocchiaro in corsa per
governare l'isola più difficile del Paese. Raffaele Lombardo, uomo del
centrodestra la vittoria se la sente in tasca. "Mai come adesso la Sicilia
vuole rompere con il passato e dare il via ad un cambiamento vero", dice
Anna Finocchiaro durante una pausa del tour elettorale in lungo e in largo
nelle province siciliane, prioprio nei giorni in cui è
arrivato il pullman verde di Walter Veltroni.
Ottimista, malgrado un sondaggio Demopolis che dà Lombardo al 57% e lei al 38%:
"I sondaggi? Non mi impressiono proprio, ci vuole altro per
impressionarmi". Il professor Centorrino dice che la gente in Sicilia si
rifugia in una sorta di supplenza dello Stato, che di volta in volta è
familismo amorale, clientelismo e rete mafiosa. Si può cambiare? "È
assolutamente possibile. Anche perché questo affidamento è arrivato al punto
estremo di elasticità, non è più in grado di offrire risorse, ma le brucia
drammaticamente. È un sistema che favorisce la rete dell'illegalità, lo scambio
di favori al posto dei diritti, che perde di vista i veri bisogni della gente.
Alla fine salta". Siamo entrati nell'era post-cannoli alla Cuffaro?
"Sono convinta che questo sia un momento particolare della storia della
Sicilia per una serie di ragioni. La chiusura anticipata di questa legislatura,
per il modo in cui si è chiusa l'esperienza Cuffaro, ha fatto malissimo alla
Sicilia, alla sua immagine e all'immagine dei siciliani e questo viene
avvertito dalla gente. Ma abbiamo anche dei segnali straordinari: la posizione
di Confindustria regionale; il fatto che il contrasto al racket e al pizzo
piuttosto che essere un luogo di solitudine è diventato un luogo di
elaborazione, di proposta e di solidarietà. Si percepisce un nuovo clima e un nuovo
modo in cui i siciliani avvertono se stessi e quanto è avvenuto con la gestione
Cuffaro. Quello che resta da capire è se questo momento straordinario riesce ad
essere anche il momento in cui quel 31% di indecisi di siciliani che vanno alle
urne capisce che la svolta è qui e che si può imboccare una strada nuova.
Durante i miei comizi l'entusiasmo maggiore arriva quando dico che nella
pubblica amministrazione si dovrà entrare solo per pubblico concorso. Questo
vuol dire che siamo arrivati a un punto di rottura con il sistema clientelare e
un po' mafioso che finora ha imperversato. Si tratta di ammortizzatori sociali
rispetto ai guasti del governare, il fatto che non ci siano crescita,
occupazione, controllo della spesa pubblica non è privo di responsabilità.
Paradossalmente il cattivo governo prepara tutte le condizioni per rendere
vincente l'arma del ricatto". Lei ha aperto la campagna elettorale dicendo
che la legalità è la priorità assoluta. Il Pdl su questo tace. Ma i sondaggi lo
danno in vantaggio. Il vento del cambiamento non è un po' debole? "Questo
è il vento di cambiamento più forte che io abbia mai sentito. A questo aggiungo
che quando noi ragioniamo di mafia parliamo del contrasto affidato alla
magistratura, alle agenzie tradizionali, mentre c'è un altra forma di contrasto
fondamentale che va messa in atto. Oggi la presenza mafiosa sul territorio
modifica le regole di concorrenza e premia l'impresa illegale, perché l'impresa
che prende il prestito dalla mafia anziché dalla banca, che si fa proteggere i
cantieri, che sfrutta il lavoro nero, che non adotta le misure di sicurezza e
che inquina, è concorrenziale. Qui l'impresa sana non ha mercato, diventa
marginale. Io propongo una "bollinatura" dell'impresa sana, che
significa sgravi fiscali, rapporti privilegiati con la pubblica
amministrazione, ampi spazi di autocertificazione, cioè quel riequilibrio che
dimostra che ciò che paga non è la mafia, ma è la regola. Come diceva Max Weber
nel 1929 fuori delle regole del mercato c'è solo il capitalismo di rapina o il
capitalismo politico. Cuffaro che fa? Scrive sui manifesti "la mafia fa
schifo"? La Regione che ha fatto per corrispondere coerentemente a quello
che dice Confindustria siciliana? Tra il mio programma e il decalogo di
Confindustria c'è assoluta armonia. Ci siamo messi d'accordo? No. C'è armonia
perché la modernità è una, quella". La Sicilia senza tempi, delle pratiche
infinite e di quelle velocissime. Come si interviene? "Intanto sulla
riorganizzazione della macchina burocratica della Regione semplificando i
procedimenti; introducendo l'innovazione tecnologica; rendendo trasparente la
pubblica amministrazione; dando premi ai dirigenti che si impegnano in questa
direzione; introducendo il tempo come variabile essenziale dei procedimenti
amministrativi. In Sicilia oggi un'autorizzazione possono dartela in sei mesi,
un anno oppure mai e senza spiegarti perché". La spesa pubblica è senza
controllo, eppure cresce la povertà... "La prima cosa da fare è istituire
entro 90 giorni una commissione di valutazione della spesa pubblica che faccia
il monitoraggio e verifichi la qualità della spesa. Le spese si programmano e
quindi si verifica come si procede, non come accade oggi che si buttano i soldi
dalla finestra. La Sicilia spende 327 milioni di euro l'anno per il turismo
contro i 51 della Toscana; è una vergogna. E non è l'unica: oggi per andare da
Siracusa ad Agrigento un treno impiega 7 ore. Per Palermo ce ne vogliono 11.
Noi vogliamo partire dalla mobilità interna ed esterna per merci e persone, da
porti, interporti, autostrade e ferrovie per far ripartire la Sicilia. Infine,
sembra strano dirlo, ma vogliamo l'acqua nei rubinetti di tutta la Sicilia.
Serve un intervento massiccio, altro che le due dighe incompiute di Totò
Cuffaro". Con quante donne al governo, intende cambiare la Sicilia?
"Con il maggior numero possibile. Intanto Rita Borsellino sarà presidente
dell'Assemblea, Rosario Crocetta assessore ai lavori pubblici. Iniziamo a fare
un po' di pulizia". Se va male in Sicilia torna in Senato come presidente?
"Mah, non lo so. Io sto pensando a vincere qui". I sondaggi dicono
che il Senato è a rischio pareggio. Lei sostiene che in quel caso si devono
fare le riforme, compresa la legge elettorale e poi si deve tornare alle urne.
Tre tornate elettorali in meno di quattro anni. Non si chiede troppo agli
italiani? "Questa non è davvero nostra responsabilità. Se avessimo fatto
la legge elettorale oggi non ci troveremmo in questa situazione. Berlusconi ha mentito sapendo di mentire quando diceva che
aveva trenta senatori in più. Avremo di nuovo un Senato imballato, mille tra
deputati e senatori e ancora la navetta. Qualcuno dovrà prendersi questa
responsabilità". Grande coalizione? "No. L'Italia ha bisogno di
governo. Gli italiani sappiano con chi devono prendersela: con Berlusconi, che ha sparato soltanto balle. L'ultima su
Alitalia". Crede davvero possibile una rimonta in queste ultimi giorni?
"In Sicilia ho già recuperato otto punti, sto lavorando come una tigre per
convincere gli indecisi e ho buone ragioni per avere speranza".
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Il Cavaliere si agita: avrò le istituzioni contro di Marcella
Ciarnelli Il Cavaliere ha paura. Si agita sul palcoscenico della politica
cercando di non perdere il ruolo del protagonista. Silvio Berlusconi
non lo ammette ma dentro di sè ha forte la convinzione che alla fine della
partita il risultato potrebbe non premiarlo. Anche un pareggio sarebbe una
sconfitta dal suo punto di vista. Non lo dà a vedere. Non sarebbe nello stile
del vincente che si è cucito addosso come una seconda pelle. Ma la paura c'è.
Per questo in un'altra delle giornate in cui ha parlato ovunque ha potuto, non
ha mancato di ricordare che "nel caso dovessi vincere le elezioni avrò
tutte le istituzioni contro". Segue l'elenco dettagliato dei "nemici"
che lo aspettano al varco, compilato senza un briciolo di quel rispetto per le
istituzioni che è sempre dovuto, a prescindere dall'enfasi della campagna
elettorale. "Il Capo dello Stato lo hanno nominato loro; il Csm è di là e
le Procure anche. Poi nella Corte Costituzionale hanno la maggioranza e
volevano anche nominare l'ex loro sindaco di Genova, Giuseppe Pericu. Quando si
tratta di ragionare in termini di potere non hanno limiti". I modi
liquidatori usati dal Cavaliere denotano nervosismo. E indicano la presenza
concreta di quella paura che Berlusconi sostiene di
non provare. Se fosse così sicuro di vincere, volendo scendere al suo livello
di mera conta dell'appartenenza, dovrebbe bastare a tranquillizzarlo la
notazione che, superato vittorioso lo scoglio del voto, a Palazzo Chigi ci
siederà lui in pompa magna. E per i suoi, com'è noto per nulla interessati al
potere, ci saranno posti a volontà. A cominciare dalla presidenza delle due
Camere. Se Berlusconi non ragiona così allora c'è
davvero qualcosa, in quei sondaggi sventolati da mesi come bandiere di una
battaglia già vinta, che non funziona come lui auspica. Nel dubbio meglio
attaccare. E conservare il fiato per scappare meglio da quel confronto in tv
con l'avversario che il leader del Pdl non vuole proprio fare. Si vedrebbe
troppo la differenza. Di idee, di età, di stile. Il Sancho Panza del Cavaliere,
con qualche macchia e molta paura, immagina i dirigenti di viale Mazzini in
veste di giannizzeri "genuflessi su un tappeto
persiano davanti alle richieste di Veltroni il
Sultano" mentre il Capo gigioneggia sull'età, rispolvera il tradizionale
anticomunismo di sempre, promette di ridurre le tasse, attacca gli ex alleati
esibendo i dati di quanti in determinate regioni, Campania in testa, sono
passati dall'Udc alla sua ala protettrice. Sdegnata la replica di
Michele Vietti: "I topi fuggono, gli elettori aumentano". Come la
strizza del Cavaliere. In Fondo a Destra.
( da "Unita, L'" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del L'ultima mascalzonata di Berlusconi
Annuncia i nomi della cordata, che non c'è. Veltroni:
quante smentite sono arrivate? di Bianca Di Giovanni / Roma DIETROFRONT Prima
lascia trapelare nomi di imprenditori pronti a scendere in campo per
"salvare" Alitalia, poi fa marcia indietro quando dai board delle
aziende coinvolte iniziano a "fioccare" smentite (richieste anche
dalla Consob). È l'ultima "manovra elettorale" di
Silvio Berlusconi su Alitalia, che intanto in Borsa fa un balzo del 10,8% a quota
64 centesimi. Una scena da film: Berlusconi
rilancia, gli imprenditori si affrettano a frenare. Tanto che in serata Walter Veltroni si chiede: "A che numero di smentite siamo arrivati?
non si possono fare battute su una materia così seria. L'Italia non ha bisogno
di dichiarazioni roboanti ma di serietà". Sta di fatto che di concreto
attualmente ci sono le smentite dei nomi avanzati da indiscrezioni sulla
"Stampa" di Torino: l'Eni di Paolo Scaroni, Mediobanca, la famiglia
Benetton. Tutti scrivono che "allo stato" non c'è nessuna iniziativa
avviata. Una formula che consente al leader del Pdl di insistere: per ora non è
così, ma non si esclude che ci stiano pensando. Perché lui vuole che Alitalia
resti italiana. In serata ci si mette il suo "emissario" nel mondo
degli affari a chiarire come stanno le cose. È Bruno Ermolli, presidente di
Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di Mediaset, l'uomo
chiamato a compiere il "miracolo" (lo dice Bossi) su Alitalia. Il
tempo non è ancora maturo: prima deve chiudersi il confronto con Air France e
poi sarà possibile aprire il dossier esaminando i conti. "Nel constatare
come la perdita definitiva della Compagnia di bandiera arrecherebbe un evidente
ed irreversibile danno al sistema Italia, il Presidente Berlusconi
- scrive Ermolli - mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare
degli imprenditori italiani che per capacità imprenditoriali e per forza
economica avrebbero potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e
nel rilancio di Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del
Paese. Ho immediatamente assunto molteplici contatti con il mondo
imprenditoriale dopo aver studiato la percorribilità dell'operazione".
Quella di Berlusconi è una "chiamata di patriottismo"
dichiara il leader, che aggiunge: "Nessuno può smentire un interesse
futuro". Il fatto è che un ipotetico interesse futuro rischia di
vanificare gli unici sforzi concreti che si sono visti finora. Quanto agli
sforzi dell'imprenditoria italiana, finora ce ne sono stati molti nel prendere
sussidi e contributi pubblici. Magari il miracolo rischia di essere ancora
quello: soldi pubblici, profitti privati. In ogni caso il leader
dell'opposizione non chiude la porta ai francesi. Ad Air France chiede di mettere
Alitalia sullo stesos piano: o si fa un conglomerato in cui si è tutti sullo
stesso livello, oppure si chiuda con Parigi. Difficile giudicare le
esternazioni a raffica del leader Pdl dai piani alti della Magliana, dove si
sta giocando una partita sull'orlo del precipizio dell'amministrazione
controllata. È convocato per oggi un nuovo consiglio d'amminitrazione chiamato
a decidere ufficilamente lo slittamento del 31 marzo come data ultima della
trattativa e i tempi di slittamento, in base alle possibilità di cassa. Intanto
l'incontro tra i vertici parigini e i sindacati è slittato a lunedì: si
allungano i tempi della presentazione del piano da parte di Air France-Klm. Sul
tavolo sempre la questione esuberi (che restano 2.100 secondo Parigi, ma con "paracaduti"
sostanzioni: l'intero stipendio per circa 7 anni) e il perimetro aziendale, che
potrebbe allargarsi per includere quei lavoratori inizialmente
"scaricati" su Fintecna in Az Servizi. Intanto tornano ad alzare la
voce i piloti dell'Anpac, che respingono i numeri di Parigi. Pur di evitare il
ridimensionamento l'Anpac cavalca la cordata italiana targata Berlusconi.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il
leader Pdl: "Il Pd può vincere a Palazzo Madama". Sulla compagnia di
bandiera indaga la Consob, il caso anche alla Procura Berlusconi: al Senato
rischio Alitalia, smentite alla cordata del Cavaliere. Veltroni: è
irresponsabile.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Economia Alitalia,
pioggia di smentite sulla cordata di Berlusconi Ma il
leader del Pdl insiste. Veltroni: è una sarabanda Lo
scontro Il Cavaliere: chi mi ha telefo-nato non può smentire un interesse
futuro Il leader Pd: attenzione a ciò che dice. C'è in gioco il destino di
tanti lavoratori BARBARA ARDU BARBARA ARDù ROMA - è un fantasma la cordata
italiana interessata a rilevare Alitalia. La mattina si materializza sui
giornali, poi svanisce. Il film s'è ripetuto ieri. La Stampa riporta un
colloquio con Silvio Berlusconi. Il Cavaliere avrebbe
svelato alcuni nomi. E sono tutti di rilievo: il colosso energetico pubblico
Eni, il salotto buono della finanza Mediobanca, la famiglia Benetton, il gruppo
Ligresti. E inizia il belletto delle smentite. Prima Mediobanca, poi l'Eni. è
lo stesso amministratore delegato Paolo Scaroni a chiarire che "Alitalia
non è oggi nell'agenda di Eni", ma sarebbe un bene se rimasse
"radicata in Italia", aggiunge il numero uno del colosso petrolifero,
che aggiunge però di parlare come cittadino. Una manciata di minuti e il
Cavaliere liquida come "indiscrezioni o supposizioni da parte
giornalistica". In Borsa succede un terremoto, il titolo schizza in alto e
alla fine guadagna il 10 per cento. Un balletto di smentite che però questa
volta non soddisfa la Consob. L'organo di controllo chiede alle società
coinvolte di dare informazione ufficiali al mercato. Già nei giorni scorsi il
presidente Cardia aveva richiamato i politici a usare maggiore cautela sulla vicenda.
"Bisogna distinguere progetti e finalità dai fatti concreti", aveva
dichiarato. E forse non è un caso che lo stesso Berlusconi
affidi a una nota, messa nero su bianco, il suo pensiero su Alitalia e le sue
iniziative. "Ho fatto verificare a dei consulenti di grande livello la
possibilità di realizzare quella che è stata impropriamente definita una
"cordata"", scrive il Cavaliere, che però aggiunge che
"tutto questo non potrà mai avvenire fino a quando è in corso la procedura
di trattativa esclusiva con Air France". Finora, aggiunge, sono in corso
solo "contatti", ma "nessuno è autorizzato a scambiare questi
contatti come decisioni già assunte o peggio manifestate". è Bruno
Ermolli, presidente di Sinergetica e membro del consiglio di amministrazione di
Mediaset a studiare, per conto del Cavaliere, una possibile "cordata"
italiana. E anche lui chiarisce con una nota. Per la presentazione di un
"piano industriale" su Alitalia alternativo a quello di Air France,
scrive, "non basteranno pochi giorni ma soprattutto, nel pieno rispetto
della normativa, dovrà esaurirsi la trattativa con Air France". Dunque
tutto è rimandato. Solo ipotesi, per ora. Che però scatenano una bufera
politica, entrano nella campagna elettorale e accendono lo scontro. "Di
quattro nomi annunciati da un uomo politico per la cordata, due hanno già
smentito. Questo è un tema su cui non si possono inventare battute",
attacca il candidato premier del Partito democratico Walter
Veltroni, perché portano a "turbative alla trattativa", "è
una sarabanda", aggiunge. "Io non ho fatto nessun nome", ribatte
Berlusconi. Ma il botta e risposta va avanti. "Quale smentita fa? A
che numero di smentita siamo?", chiede Veltroni ai
cronisti che sollecitavano un commento sulle ultime affermazioni di Berlusconi su Alitalia. "Smentire è meglio che mentire",
puntualizza il leader del Pdl. Il duello va avanti tutta la giornata. Il leader
dell'Udc Casini dichiara che "di bufale se ne sparano tante".
"La cordata si faccia avanti o è una sceneggiata", commenta Boselli,
socialisti. Maroni spera in una soluzione italiana, come il Cavaliere.
"Spero - dichiara - che Berlusconi riesca a
convincere gli imprenditori, che sarebbe un miracolo che solo lui può
fare". è sera quanto Eni, Mediobanca, Benetton e Ligresti dichiarano alla
Consob che non c'è nessun interessamento. Ma Berlusconi
va avanti. "Nessuno può smentire un eventuale interesse futuro" per
Alitalia.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"La Rai è tutta
in mano alla sinistra" Il Cavaliere attacca dopo lo stop da Vespa. Il Pd:
tesi da barzelletta SILVIO BUZZANCA ROMA - Comunisti mimetizzati nel Pd, Veltroni violento, la Rai sempre in mano alla sinistra.
Silvio Berlusconi sente avvicinarsi la data delle
elezioni e il suo linguaggio torna all'antico. Torna a sbandierare la bandiera
dell'anticomunismo. Seccato per la cancellazione della sua apparizione a Porta
a Porta, se la prende con il candidato premier del Pd. "La par condicio
non c'entra niente - dice il Cavaliere - c'entra un atto
violento da parte di Veltroni che ha detto: "Non voglio andare a rispondere ai
giornalisti"". Secondo Berlusconi, Veltroni "è stanco e lo capisco. Ma il fatto che lui non voglia
andare non significa che non possa andarci il leader dell'opposizione: questa è
una violenza inaccettabile". In realtà gli organismi dirigenti
della Rai, come ha spiegato ieri nuovamente il presidente Claudio Petruccioli,
si sono trovati sul tavolo un progetto di comunicazione politica di Rai Uno tutto
delegato a Porta a Porta, con due presenze di Berlusconi:
ieri sera e il 10 aprile. Per Veltroni era prevista
solo un'apparizione il 9 aprile. Una violazione della par condicio che la Rai
non poteva permettere se non in presenza di un'altra puntata dedicata a Veltroni. Ma l'ex sindaco di Roma era disposto a mutare la
sua agenda solo per un faccia a faccia, che Berlusconi
non vuole per niente. "Se facessi il confronto tv con Veltroni
- spiega il leader forzista - dovrei farlo anche con gli altri candidati.
Quindi questo confronto non si può fare". Così il Pd non ha dato la
disponibilità per una puntata di "riequilibrio" e Vespa ha dovuto
"cancellare" il Cavaliere. Quanto basta per fare scatenare il leader
del Pdl e si suoi colonnelli contro Viale Mazzini. "Gli italiani devono
sapere - afferma il Cavaliere - che ancora la Rai è in mano alla sinistra che
la domina come e quando vuole. Bisogna andare a votare, votare per il Popolo
della libertà per riportare l'Italia in Europa e in Occidente e non subire i condizionamenti
di un partito che è ancora radicato nella sinistra estrema". Dal Pd la
risposta non si fa attendere. "Berlusconi non è
il vecchio senatore McCarthy, noi non siamo negli anni '50 e il muro di Berlino
è caduto. La caccia ai "sovversivi" di viale Mazzini è puro
maccartismo televisivo", dice Marco Follini, responsabile informazione.
"Mi sembra una barzelletta perché Berlusconi ha
parlato addirittura di una Rai in mano ai comunisti: io faccio fatica a vedere
l'ombra di Stalin dietro a Bruno Vespa o quella di Mao alle spalle di Claudio
Cappon", aggiunge il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni. Antonio
Di Pietro, ricorda invece che il suo partito "ha già ottenuto
dall'Authority la condanna delle reti di Berlusconi a
100 mila euro di multa da pagare perché non rispettano la par condicio. Quindi Berlusconi dice cornuto all'asino". Ironico il commento
di Fausto Bertinotti. "Tutti sanno che a governare le tv non sono i
comunisti. Scherzando, direi purtroppo. Berlusconi -
dice il leader della Sinistra arcobaleno - faccia una prova: si metta davanti
alla tv, cambi i canali e poi si domandi ciascuna rete a chi appartiene. Vedrà
che si confonde".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Dalla sfida tra il
Cavaliere e Occhetto alle tenzoni con Prodi Il mito del teleduello l'ultima
frontiera della videopolitica Nel 2001 Berlusconi
evitò in tutti i modi di battersi in tv con Rutelli Gli allenamenti con i più
stretti collaboratori che simulavano voce e tic dello sfidante (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) FILIPPO CECCARELLI Per dire la tradizione, ormai, di questo
classico rito mediatico: nell'estate del 1995 sul tavolo vacanziero di Berlusconi atterrò un agile report (numero 330) dal titolo
"Analisi argomentativa di alcuni leader politici" che la società
Diakron dell'allora sondaggista di Arcore, il pelatissimo Gianni Pilo, aveva
eseguito sulla base di diversi programmi televisivi. Ebbene, neanche a farlo
apposta, già allora il Cavaliere raccoglieva spunti per un
eventuale combattimento in tv con Veltroni. Questi,
si leggeva nel dossier, "è un moderato "senza nemici". Tende a
dare l'immagine di homo novus, non del solito politicante di mestiere. Il suo
atteggiamento è molto pacato e di grande distacco. Ci si potrebbe domandare -
attenzione qui - come si comporterebbe di fronte a provocazioni che ne
scatenino la passione". Ah, la passione dei tele-duelli, e quanta
strada da allora! L'anno prima, con spilletta sfavillante all'occhiello del
blazer, Berlusconi aveva travolto il povero Occhetto,
che si era presentato nello studio televisivo con un tragico, indimenticabile
completo marrone. Si comprenda la forzatura su distintivi e colori. Almeno in
Italia, in effetti, il mito fondante di questo spettacolo politico si fa risalire
al celebre duello fra Kennedy e Nixon e alla leggenda che il primo guadagnò la
Casa Bianca perché la camicia dell'altro "sparava" mettendo in
risalto l'alone scuro di una rasatura che sembrava incompiuta. In realtà la
questione del successo dei tele-duelli nel tempo della personalizzazione e
della videopolitica è un tantino più complicata. Secondo il sociologo dei
processi culturali Gianmarco Navarini (Le forme rituali della politica,
Laterza, 2001) si tratta di rappresentazioni sapientemente imbastite secondo la
logica della violenza e della guerra simulata; prove che agli occhi del
pubblico richiedono salute fisica, esperienza, astuzia, coraggio,
autocontrollo, e nelle quali, soprattutto, più che la vittoria è importante
mettere in scena l'uccisione simbolica dell'avversario, anzi del nemico. Questo
spiega l'importanza che i politici annettono al tele-duello - e un po' anche il
perché di volta in volta sono disposti a concedersi o a negarsi quando si
ritengono (come Veltroni ai tempi delle primarie) in
vantaggio rispetto agli antagonisti. E comunque. Con un congruo ritardo si è
venuto a sapere che nel 1996 Prodi utilizzò come sparring-partner lo psichiatra
Vittorino Andreoli: forniva consigli per reagire ai più che probabili attacchi
di Berlusconi, ha spiegato la moglie del leader
dell'Ulivo nell'autobiografia coniugale Insieme (edizioni Paoline, 2005). E
bisogna dire che non gli andò poi così male. Nel 2001 Berlusconi,
che si sentiva vincente, evitò in tutti i modi di battersi in tv con Rutelli.
Perché più vecchio e più brutto, si disse fin da allora. Ma in qualche modo fu
il diniego stesso del Cavaliere e la relativa mancanza di tele-duello a
movimentare il tormentone. Così un giorno Fiorello combinò uno scontro
radiofonico tra omonimi e si fece perfino un sondaggio sull'ideale conduttore,
che risultò Monsignor Tonini, seguito da Enzo Biagi e da Raffaella Carrà. Non
solo, ma pare su indicazione del guru clintoniano Stan Greenberg venne messo
alle calcagna di Berlusconi un militante rutelliano, a
nome Enrico Erba, vestito da coniglio e sulla cui bianca t-shirt spiccava la
scritta: "Perché fuggi dalle domande di Rutelli?". Il coniglio
persecutorio non ebbe troppa fortuna. Una volta, rincorso dalla folla di
Gallipoli, dovette arrampicarsi su un lampione; ma ormai tutti avevano deciso
per chi votare. Ancora cinque anni e tra il 2005 e il 2006 è Berlusconi
in difficoltà a pretendere il faccia a faccia televisivo e Prodi almeno
inizialmente a rifiutarlo. In verità, se ne tennero addirittura due e la
piccola grande epica del tele-duello all'italiana conobbe l'ennesima spaesante
metamorfosi collocando l'oggetto lungo un orizzonte segnato un po' dalla
commedia, un po' dal derby del calcio e un po' dall'antica pratica
dell'ordalia, anche detta Giudizio di Dio. Il Cavaliere minacciava infatti di
procedere da solo, o meglio di monologare con una sedia vuota al fianco
"su cui potrò poi salire per dimostrare che non sono poi così basso"
(lo fece, ci sono le foto); mentre il Professore sembrava divertirsi un mondo a
fare il prezioso. Arrivati al grande giorno, venne fuori che entrambi i
contendenti si erano lungamente allenati con i loro più stretti collaboratori,
Angelone Rovati e Valentino Valentini, che - mirabile caso di clonazione
mediagenica - simulavano anche nella voce, nelle facce e nei tic i rispettivi
duellanti. Dato conto di questa bizzarria, a tal punto i media diedero conto
della preparazione fisica, atletica e dietetica dei leader da indurre Andreotti
a richiedere polemicamente anche quella anti-doping. Ma al dunque il doppio
show si rivelò abbastanza moscio perché lo scontro era troppo regolamentato
negli spazi, nei tempi e nelle inquadrature. E come si sa: più la televisione
rinuncia allo spettacolo, più finisce per assomigliare alla realtà.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Comizio del
candidato del Pdl a Latina: "Non capisco il clamore sul fascismo, difendo
solo la nostra storia" Ciarrapico insiste: saluto il camerata sindaco di
Littoria LATINA - "Non pensavo che la mia modesta figura suscitasse tanto
clamore. Non capisco perchè io non possa ricordare e difendere questa parte
della nostra storia". Giuseppe Ciarrapico non si rassegna. E torna a
difendere a spada tratta l'esperienza fascista. Così, nel giorno della
presentazione ufficiale a Latina della sua candidatura al Senato per il Pdl, ritorna
sulla polemica innescata dall'intervista di alcune settimane fa a Repubblica,
nella quale affermò senza mezzi termini di non rinnegare il Ventennio.
Ciarrapico ha voluto spiegare la sua scelta di "Littoria Latina" e di
Piana delle Orme per la presentazione della sua candidatura: "Qui tutto
parla di noi, camerata Finestra - ha detto rivolgendosi ad Ajmone Finestra, ex
senatore del Movimento sociale italiano ed ex sindaco di Latina - . E
scrivetelo pure voi giornalisti perchè noi siamo diversi e ci piace essere
diversi". Durante il suo lungo discorso, l'ex proprietario delle Terme di
Fiuggi risponde a tutti i suoi critici. Da Veltroni a Casini, da Prodi a Bertinotti. "Ha blaterato contro di me
Casini - è il suo esordio - lo stesso Casini che io ho finanziato nelle Feste
dell'Amicizia a Fiuggi e che diceva di essere onorato di sedermi accanto. Può
darsi anche, come dice, che Berlusconi mi abbia raccolto, ma io
farò di tutto perchè la corte di Casini non metta più piede in queste zone,
perchè qui c'è gente per bene". Poi si rivolge direttamente all'ex
presidente della Camera: "Vede Casini, una cosa è certa: quando ha voluto
affermare il primato dell'Unione di centro le ho portato via il sindaco più
importante della Provincia di Frosinone, il sindaco di Cassino che ha subito
aderito al Pdl. Il suo maestro era Forlani, eppure quando lo misero alla gogna
lei, Casini, non fu capace di una parola. Tra noi e voi c'è una differenza: noi
sappiamo pagare quando dobbiamo pagare". Ciarrapico se la prende pure con
Romano Prodi, "che ha sempre svenduto tutto e ora vuole svendere anche
Alitalia", e con Fausto Bertinotti, "rosso sì ma rosso come il
lusso". Quindi un cenno alle sue condanne penali: "Non vi spaventate
se ho avuto tre defaillance nella mia vita di imprenditore. Ho avuto un
finanziamento di 29 miliardi di lire e ne ho restituiti oltre 70". E
chissà cosa potrebbe dire il candidato filo-fascista del Pdl se decidesse di
replicare a Francesco Storace che, ieri, lo ha definito "un Aldo Fabrizi
reincarnato, altro che Mussolini del terzo millennio".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Commenti SULLA PELLE
DEL PAESE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Sono passati quattro anni. E non solo
allora non l'ha risanata. Ma ora sta impiegando tutto il suo
"talento" per farla fallire. In un micidiale impasto di indegnità
politica, di irresponsabilità economica e forse addirittura di illiceità
giuridica. Avevamo provato a prendere sul serio gli annunci del Cavaliere sulla
sedicente "cordata italiana" pronta a scendere in campo per evitare
la "svendita" della compagnia di bandiera ad Air France. Avevamo tentato
di non irridere il presunto "tentativo patriottico" di difendere un
interesse nazionale, di fronte alla prima pioggia di smentite che già dal primo
giorno della sua offensiva su Alitalia, giovedì della scorsa settimana, avevano
sommerso il Cavaliere. Smentite sull'esistenza di "numerosi imprenditori
italiani disposti a intervenire", sul "sicuro coinvolgimento di Banca
Intesa", sulla richiesta di "un prestito-ponte al governo" per
sostenere l'iniziativa. Avevamo provato a chiedere al leader del Pdl un estremo
gesto di responsabilità. Nei confronti del Paese, di uno dei suoi asset
industriali più blasonati, delle 18 mila persone che ci lavorano, dei mercati
finanziari, degli elettori. Se esiste davvero un "cavaliere bianco"
in marcia su Alitalia, il Cavaliere di Arcore ha il dovere di dire chi è, con
quali soldi interviene, con quali progetti industriali risana, con quali
alleanze internazionali rilancia. A modo suo, Berlusconi
ha raccolto l'invito. Mettendo in fila la più stupefacente sequela di profezie autosmentite
della sua quindicennale avventura politica. Giovedì scorso aveva detto che
nella cordata tricolore c'erano anche i suoi figli: "li conosco, non si
tirerebbero mai indietro". L'altro ieri ci ha ripensato: "I miei
figli in campo? Nemmeno per sogno". Ieri, finalmente, ha fatto i nomi:
Ligresti, Benetton, Mediobanca, l'Eni. "In questi giorni mi hanno
confidato il loro interessamento", ha dichiarato alla Stampa. La pioggia
di smentite si è ripetuta, persino più intensa di sette giorni fa. Nessuno dei
soggetti chiamati in causa ha sul tavolo la pratica Alitalia. In serata il
solito voltafaccia: "Sono solo contatti, non decisioni già assunte".
Poi la rituale minaccia: "Colpa dei giornali, che intingono la penna
nell'inchiostro rosso della sinistra". La campagna del Cavaliere
sull'affare Alitalia è un caso di scuola. Sta ripetendo un'operazione
epistemologica nota. è la "strategia del tranello" raccontata a suo
tempo da Alessandro Amadori. Lancia un segnale, affermando qualcosa o
attaccando qualcuno. Ottiene una reazione, meglio se indignata e spropositata.
Nega di aver affermato, o di aver voluto attaccare. Lascia l'avversario
impantanato nel suo stesso eccesso di reazione. è il meccanismo della
"schismogenesi", sul quale ha costruito tanta parte delle sue fortune
politiche. Ha funzionato tutti questi anni, complice una sinistra non sempre
consapevole di fare il suo gioco. è convinto che possa funzionare ancora. Ma
sta anche costruendo un'operazione politica nuova. L'uso strumentale della
vendita ai francesi serve al Cavaliere a far scattare la trappola mortale sul
centrosinistra. Da un lato, riporta in vita, per esporlo alla pubblica gogna di
qui al 13 aprile, lo "scheletro che Veltroni voleva nascondere nell'armadio", cioè quello di Romano
Prodi. Un boiardo dell'Iri, che oggi fa accordi sottobanco sull'Alitalia come
ieri li ha fatti sulla Sme, e che col suo governo ha messo in ginocchio il
Paese. Risucchiarlo nell'arena elettorale è utile a delegittimare il suo erede.
Dall'altro lato, riattiva la solita sinapsi anticomunista, per spaventare i
moderati sull'esistenza del solido filo che collega Pci-Pds-Ds-Pd. Un'equazione
ideologica, che ieri è servita a sfondare al centro e oggi può mobilitare gli
indecisi. Rilanciarla nella campagna elettorale è utile a negare l'evoluzione
identitaria che ha portato ex-comunisti ed ex-democristiani a confluire nel
nuovo Partito democratico. Ma questa volta c'è una doppia aggravante. La prima
è di merito. Berlusconi continua a speculare
politicamente su una vicenda che ha enormi implicazioni, economiche e
finanziarie. Investe allegramente sulla rottura dell'accordo con Air France,
puntando a far fallire l'unica trattativa in corso e preparandosi a scaricare
sul Paese i costi del fallimento di Alitalia. Scommette al buio sui destini di
un'azienda e sul futuro dei lavoratori. Gioca a dadi con un titolo quotato in
Borsa, che nell'ultima settimana ha avuto sbalzi di prezzo al rialzo e al
ribasso fino del 40%. E solo oggi, con un ritardo tanto inspiegabile quanto
colpevole, la Consob si premura di intervenire, e la Procura di Roma si decide
ad accendere un faro. Coinvolge nella sua disinvolta partita individuale altri
pezzi di capitalismo pubblico e privato, di cui da premier in pectore potrebbe
diventare azionista (l'Eni) o concessore (i Benetton). E ancora una volta, con
un'evidenza mai tanto lampante, si ripropone l'irrisolto vulnus democratico del
conflitto di interessi. La seconda aggravante è di metodo. Nessun'altra
democrazia occidentale tollererebbe un leader politico capace di giocare così
spudoratamente su una questione di interesse nazionale e su un'operazione
market sensitive. Nessun altro Paese civile sarebbe disposto a riconoscere un
briciolo di credibilità ad un potenziale premier capace di manipolare così
irresponsabilmente i dati della realtà, i fatti dell'economia, gli interessi
delle persone, i diritti degli elettori. Purtroppo, per la quinta volta dal
1994, è esattamente quello che sta succedendo. La tragedia d'Italia degenera
nella farsa dell'Alitalia. O viceversa. Ci sarebbe da ridere. Ma stavolta, tra
vere mozzarelle venefiche e false bufale mediatiche, c'è davvero da piangere.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina VII - Torino
I brogli "Preparerò io i difensori del voto" Stavolta non correremo
rischi, abbiamo uomini in ogni seggio MARCO TRABUCCO
"Guardi che io non vi voto, preferisco Veltroni",
dice l'anziano signore. "Io non voglio convincerla ad ogni costo - gli
risponde Enzo Ghigo - voti chi vuole, ma scelga almeno uno dei due grandi
schieramenti, tra Veltroni o Berlusconi non disperda il suo voto, sarebbe una danno per l'Italia".
Poi continua sorridente: "Certo, se ci pensa bene, una crocetta sulla
scheda per noi può farla". Ore 11.30 di ieri, mercato rionale di corso
Svizzera: Enzo Ghigo, ex presidente della Regione e capolista del Pdl in
Piemonte al Senato, parte di lì per gli ultimi frenetici quindici giorni di
campagna elettorale. Tocca a lui, e al compagno di partito Angelo Mastrullo
(anche lui candidato, ma alla Camera), dare il via ai tour dei sei camper che
il Popolo delle Libertà sguinzaglierà al seguito degli aspiranti onorevoli su
piazze e mercati di Torino e provincia, nelle prossime due settimane. Altri 29
saranno invece i camper in giro nel resto del Piemonte. E a dare ulteriore
forza alla campagna del centrodestra a Torino ritornerà lunedì Silvio Berlusconi, che alle 19 al Teatro Nuovo parteciperà a una
manifestazione di tutto il Pdl per presentare i candidati. Ghigo intanto fa due
passi tra i banchi accolto da saluti, domande e dai soliti mugugni contro la
politica. Molti lo riconoscono. Tante sono le critiche al governo Prodi, ma i
problemi di cui la gente si lamenta sono sempre gli stessi: il costo della
vita, le pensioni, la questione della casa: "Rispetto alle ultime elezioni
- dice il senatore azzurro - noto maggiore partecipazione e, sia pur nelle difficoltà
del quotidiano, mi sembra di riscontrare un clima positivo. Certo la situazione
è pesante, l'eredità lasciata da questi due anni di un governo di sinistra, che
ha puntato alla riduzione del debito pubblico senza occuparsi delle difficoltà
della gente, si sente". Lo ferma anche una signora bionda che dice:
"Farò la presidente di seggio, sono con voi, ma aiutatemi a far sì che non
ci siano brogli, perché la volta scorsa ne ho viste di tutti i colori...".
Ghigo la tranquillizza: "Questa volta non correremo questo rischio -
spiega - riusciremo a mettere rappresentanti di lista in tutte le sezioni
elettorali di Torino, oltre novecento. E in più, in vista del voto del 13
aprile, abbiamo organizzato un corso di formazione proprio per i rappresentanti
di lista, che abbiamo battezzato non a caso "i difensori del
voto"". Si tratterà di quattro lezioni che si terranno nelle aule di
Piazza dei Mestieri e che coinvolgeranno circa duecento persone alla volta.
"In due di queste lezioni - conclude Ghigo - sarò io a fare il docente,
perché sono il responsabile di questo settore per il Piemonte. Mentre nelle
altre gli insegnanti saranno altri candidati del Pdl".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina V - Genova
Intenzioni di voto quasi in parità, per più della metà degli intervistati, però,
alla fine, vincerà il centrodestra Gli elettori scommettono sul Cavaliere
"Ma nella nostra regione si vive bene" Solo un sostenitore del
centrosinistra su quattro è pronto a puntare sul successo del proprio
schieramento Intanto vince il centrodestra. Se le intenzioni di voto sono
equilibrate tra i due diversi fronti, se vai a chiedere agli elettori liguri
chi primeggerà tra meno di tre settimane la risposta è quasi univoca:
"vince l'alleanza tra Popolo delle Libertà, Lega Nord ed Mpa"
sostiene il 58 per cento del campione, contro appena il 17
per cento che è convinto vinca l'accoppiata Veltroni-Di Pietro
mentre non si esprime un intervistato su quattro. E' questo vento di
centrodestra, più nazionale che ligure, che fa dire agli esperti di Ipr
Marketing che "la Liguria rimane una delle regioni incerte ma al momento,
secondo noi, c'è un leggero vantaggio della coalizione di Berlusconi. Al di là delle intenzioni di voto, il clima di opinione
rimane favorevole al centrodestra, visto che tra gli elettori c'è la convinzione
che le elezioni saranno vinte dallo schieramento di Berlusconi".
I numeri non lasciano dubbi: la certezza degli elettori del centrodestra sulla
vittoria del loro schieramento è granitica (lo pensa l'81 per cento degli
intervistati) mentre è ottimista sui propri colori solo un elettore di
centrosinistra su quattro. Ancora, ad essere certi della vittoria di Berlusconi sono più i maschi delle femmine, più i giovani
degli altri, più gli imprenditori e i liberi professionisti dei lavoratori
dipendenti, più i laureati degli altri. Ma come si vive, in Liguria? Due
elettori su tre sono molto o abbastanza soddisfatti, solo il 28 per cento
mugugna "poco o per niente bene". Disaggregato, il dato è ancora più
sorpredente: ci sarà pure crisi, ma se interrogate i giovani la percentuale dei
soddisfatti sale ulteriormente ("molto o abbastanza bene" è la
risposta di 72 giovani su cento) e tocca percentuali bulgare tra gli elettori
del centrosinistra ("molto/abbastanza bene per il 76 per cento). Ancora,
più sale il livello culturale, più aumenta la soddisfazione. Eppure, dicono gli
intervistati, i problemi non mancano: alla richiesta di individuare quali sono
i temi più urgenti da affrontare in Liguria, l'intervistato non ha dubbi e
indica "lavoro e occupazione" nel 56 per cento dei casi (va detto,
però, che era ammessa più di una risposta). La seconda voce, "costo della
vita", ottiene poco più della metà delle indicazioni, rispetto ai problemi
del lavoro, e batte a sua volta, di pochissimo, "sanità e problemi assistenziali".
Poi al quarto posto "salari, stipendi e pensioni" e solo al quinto
"microcriminalità, sicurezza, ordine pubblico" che - secondo la
classe politica - è il tema più avvertito, con quello del lavoro. Ancora,
interessano mediamente i temi della lotta all'inquinamento, del trasporto
pubblico e del turismo e praticamente per niente il rilancio e la promozione
dell'immagine della Liguria, le iniziative culturali, per non parlare del
rilancio del porto che interessa solo una persona tra tutte quelle intervistate.
Disaggregando i dati, non mancano le sorprese: agli elettori del centrosinistra
lavoro e occupazione interessano molto più che ai loro omologhi del
centrodestra, e il tema è sentito più dalle donne che dagli uomini e ovviamente
più dai giovani. Tra chi ha un titolo scolastico più basso il tema del costo
della vita è sentito quasi quanto quello della disoccupazione, mentre tra i
laureati - molti dei quali, evidentemente, non hanno problemi con la quarta
settimana - il secondo tema più sentito, dopo quelle del lavoro, è la sanità.
Appunti utili, si presume, per chi si appresta alla volata finale. (r. n.).
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Segue la cordata a
orologeria di Tommaso Labate Mister Air France è l'uomo che, a sentire ancora
ieri fonti di palazzo Chigi, "ha tutte le carte in regola per chiudere la
trattativa Alitalia, anche ai tempi supplementari". Persino contro il
volere del possibile futuro premier? "Anche in questo caso", risponde
uno stretto collaboratore di Prodi, segnalando come "a differenza di
quanto accade per chi vuol fare affari sui treni, il business sugli aerei
consentirebbe a chi ha coraggio anche di prescidere da un capo di
governo". E a Spinetta, è il sottotesto, il coraggio sembra non mancare.
Prima di farsi cordata, gli imprenditori che hanno già risposto o
risponderebbero "presente" all'appello tricolore di Silvio aspettano
di vedere se il progetto di reconquista del Popolo delle libertà andrà a buon
fine senza intoppi. Vale sia per la pressoché scontata maggioranza a
Montecitorio che per quella, molto più incerta, di Palazzo Madama. È proprio su
quest'ultimo fronte che il Cavaliere (così come Veltroni, del resto) ha intenzione di concentrare i suoi ultimi sforzi
prima del rush finale. L'obiettivo dell'ex premier, da ora fino alla fine della
campagna elettorale, sarà ricompattare - almeno sulle schede elettorali del
Senato - il vecchio elettorato della defunta Casa delle libertà. Magari
agitando lo spettro del Veltroni in ascesa ("Con
il voto ai partiti minori è possibile una vittoria del Pd al Senato") e
rivolgendosi direttamente all'elettorato centrista per un voto disgiunto
("Se a uno piace Casini, il voto glielo dia alla Camera e non al
Senato"). Nella corsa contro i francesi, sia Berlusconi
che gli imprenditori nell'ombra possono sperare in qualche fattore esterno. Ad
esempio, i sindacati. Tra di essi, c'è chi non ha mancato di tessere le lodi
del barricadero Bonanni; mentre è più difficile disegnare scenari su Epifani,
molto vicino a Veltroni, che ieri s'è accodato
all'appello di Montezemolo ("Non a strumentalizzazioni elettorali su
Alitalia"). Se il fronte dei lavoratori cedesse al nuovo piano Spinetta,
Air France sarebbe più vicina all'obiettivo. E il disegno del Cavaliere di
ri-esordire a palazzo coi galloni del salvatore della patria si complicherebbe.
E non poco. 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Fase due la noia
elettorale in tv e il tam tam sul web stanno mordendo i poli "Un milione
di voti validi in meno" Allarme astensioni nei sondaggi, ecco perché Berlusconi e Veltroni hanno alzato i toni E se il trenta per cento di indecisi censiti
dagli istituti di sondaggio si trasformasse il 14 aprile, in tutto o in parte,
in un battaglione di astenuti? In Italia l'affluenza alle politiche non è mai
scesa sotto l'80 per cento, ma le possibilità che questo accada stavolta sono
invece alte. Sulle urne incombe un astensionismo di sinistra (i delusi
dall'Unione), di destra (demotivati e disinteressati) e pure uno grillino, che
impazza sul web in chiave anti-casta e anti-inciucio. In più, la campagna
televisiva non decolla e il mancato duello finale Veltroni-Berlusconi, che due anni fa si concluse con il colpo di
scena del Cavaliere sull'Ici, potrebbe confermare la tendenza. I numeri.
"Mi aspetto almeno un milioni di voti validi in meno, da 38 milioni a
37", dice al Riformista Roberto Weber dell'istituto Swg. Stima condivisa
anche da Alessandra Ghisleri, direttore di Euromedia research, l'istituto che
nel 2006 fu il più lesto a cogliere i segni della rimonta berlusconiana e che
anche in questa campagna sforna sondaggi per il leader del Pdl. Se si considera
che due anni fa furono decisivi 25 mila voti, si può immaginare quale
smottamento sia in vista. Dice Ghisleri: "Noi continuiamo a registrare una
forte disaffezione. Nel centrodestra si esprime soprattutto in forma di
demotivazione davanti a una vittoria considerata ormai scontata. Nel
centrosinistra prevale invece un certo disorientamento per un'offerta politica
del tutto nuova. Non dimentichiamo che gli elettori non troveranno molti
simboli conosciuti sulla scheda elettorale". E anche per Weber il rischio
astensione è no partisan. La fase 2. Berlusconi ha ben
presente il problema e lo vive con una certa preoccupazione. Perché tre o
quattro punti in meno di affluenza rispetto al 2006, quando il Cavaliere con un
tour de force multimediatico risalì la china rispetto all'Unione, potrebbero
incidere non poco sulla performance del Pdl. Per questo è partita la fase 2
della campagna berlusconiana e il fair play ha lasciato il posto a rodati
messaggi e vecchi refrain: "Il Pd è la mimetizzazione del vecchio partito
comunista italiano", ha detto ieri Berlusconi.
Altro attacco è partito sulla rinuncia del leader del Pd a Porta a porta , che
ha costretto a sua volta il Cavaliere a perdere un giro da Vespa: "Da Veltroni ho subito un atto violento. La Rai è in mano ai
comunisti". E ancora: "Se vinco avrò tutte le istituzioni
contro". Ripescato anche il pericolo "brogli". E siamo solo
all'inizio. Si prepara la grande sorpresa per l'ultima settimana di campagna:
"Aspettiamo e vediamo...", sussurra Berlusconi
ai cronisti. Coincidenze. Ma anche Veltroni non può
stare troppo tranquillo. Anzi, insospettisce la coincidenza con cui pure dal
fronte Pd sono saliti i decibel. L'interesse ad alzare i toni è reciproco.
Prima il D'Alema contro il Berlusconi
"sudamericano" del caso Alitalia, quindi Goffredo Bettini, che pure
non ha mai smesso di tessere filo bipartisan con Gianni Letta, ha sparato sul
Corsera di ieri: "Il Cavaliere è come Le Pen". Comunismo contro
fascismo? Sì, se serve a rianimare le rispettive truppe. Il fatto è che il 35
per cento, oltre che la soglia di sopravvivenza della leadership di Veltroni, rischia di trasformarsi per il leader del Pd anche
in un muro invalicabile, oltre il quale c'è la massa di indecisi, ostili e
(appunto) astenuti. Dice il vicecapogruppo del Pd al Senato Nicola Latorre:
"Nelle nostre tappe elettorali le piazze sono piene sì, ma sono i nostri.
In giro c'è molta disattenzione, tornare a votare a così poca distanza
dall'ultima volta è una vera iattura". 3 28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Conversazione di Berlusconi resterò sempre amica Daniela star in tv:
"Sono una donna verticale" Nove lettere, verticale. Oppure
orizzontale. Come in un cruciverba. "Scelga lei onorevole". Risposta:
"Nove lettere verticale: Santanché". Daniela Santanché è rimasta
saldamente in piedi, cioè in posizione verticale, dopo le polemiche con la
Nipote di Benito Mussolini ma anche di Sofia Loren su posture e fascismo. Breve
riassunto delle querelle politico-sessuale tra le due. Daniela: "Berlusconi vede le donne solo in posizione
orizzontale". Alessandra (Mussolini) : "L'elezione della Santanché in
Parlamento è avvenuta orizzontalmente dietro a Fini. Adesso lei è sotto
Storace". Daniela: "Nonno Benito si sta rivoltando nella tomba a
vederla fare la valletta di Fini". Alessandra: "Lasci stare il
fascismo, è una cosa troppo seria per lei". Dice Santanché, reduce dalla
visita a un campo nomadi di Milano dove è stata contestata da un gruppetto di
rom: "Come ha detto Storace ero il miglior uomo della Destra da candidare
a premier. Io mi sento fascista. Mussolini ha fatto grandi errori ma anche
grandi cose. Lenin diceva che invidiava tre rivoluzionari italiani: Marinetti,
D'Annunzio e Mussolini. Mi sento fascista se si tratta di contrastare
l'egemonia culturale della sinistra o di cacciare a pedate nel sedere gli
immigrati clandestini. Non ci vogliono palle di velluto per scegliere la
Destra. Io sogno di fare il capopopolo di tutta la destra italiana. Sono più
vicina di Fini a Sarkozy e Cameron. Il mio modello è Evita Perón. Sono una
donna verticale". Ogni volta che appare in televisione, Santanché, già
larussiana glamour di An nonché socia e amica di Flavio Briatore (un nome su
tutto: il Billionaire) fa impennare lo share. Una vera e propria garanzia per
l'audience. "L'altra sera da Vespa, dopo la mezzanotte, ho fatto il 21 per
cento. Nella stessa trasmissione, in orari più facili, Berlusconi ha fatto il 19 e Veltroni il 20.
Stasera (ieri per chi legge, ndr) sono ad Annozero con Bertinotti. Vado da sola
nella tana del lupo, ma non ho paura. Se fossi stata una donna orizzontale non
mi sarei rimessa in gioco in questa missione difficile ma non impossibile.
E poi darla (sì, in quel senso lì, ndr) per accorciare la distanza verso un
obiettivo non funziona. Conta il merito. E non accetto lezioni o ricette o
soluzioni da chi in vita sua non ha mai lavorato, da chi ha fatto sempre e
soltanto teoria. Io sono un'imprenditrice mentre Fini è uno che ha sempre
vissuto coi soldi della politica. Se si mettesse sul mercato del lavoro,
prenderebbe uno stipendio medio-basso". In base alle agenzie di stampa,
ieri Santanché e Storace, il fondatore della Destra scissionista di An,
avrebbero avuto il loro primo e pesante litigio. Motivo: il voto di fiducia a
un'eventuale governo Berlusconi. Santanché sarebbe
favorevole. Storace no. Sostiene la candidata-premier della Destra: "È
stata equivocato il senso di una mia intervista ad Affari italiani . Io ho
detto che daremo fiducia a tutti quei provvedimenti presi nell'interesse degli
italiani. Una cosa ben diversa dalla fiducia al governo. Del resto, come
faremmo a votarla se non abbiamo fatto alcun accordo elettorale con il Pdl? Con
Francesco non c'è stato nulla. Abbiamo la stessa linea". Nella polemica
mediatica si è inserito anche un ex compagno di partito, il finiano Maurizio
Gasparri: "Storace ha ragione quando zittisce Santanché". Replica:
"È bene chiarire che molti in An continuano ad avere le palle di velluto,
soprattutto Gasparri". In ogni caso, palle o non palle, il Cavaliere resta
un amico: "Io non tradisco mai l'amicizia, per me è un valore carissimo.
Per esempio, mi sento ancora amica di La Russa, anche se non ho più avuto modo
di parlarci. Silvio? Berlusconi non è più Berlusconi da quando ha seguito i consigli di qualcuno ed è
entrato nel teatrino della politica. Io vorrei che tornasse a fare Berlusconi. Vorrei aiutarlo in questo senso. Comunque sia
chiaro: con Silvio non litigherò mai. È un amico". Stasera, il tour
televisivo di Santanché proseguirà con un'altra trasmissione griffata, le
Invasioni Barbariche di Daria Bignardi su La7: "Io non credo ai sondaggi
che ci danno bassi. Anche se poi bisogna vedere se tutta questa audience si
tramuterà in voti. Ma non mi importa se siamo sottovalutati. Io sono stata
sottovalutata per una vita intera. Continuassero pure a scrivere e a parlare
dei tacchi a spillo, del Billionaire, dei salotti. Io faccio politica, faccio
la mamma e faccio l'imprenditrice. Sono una donna verticale, che non è stata
colpita dal canto delle sirene del Cavaliere della politica". Gira e
rigira si finisce alla posizione di partenza. Verticale. Oppure orizzontale.
Come in un cruciverba: "Sono una santa di nome ma non di fatto, lo
ammetto. Però, per me, è cruciale l'amore. Io vorrei riportare l'amore al
centro di tutto. No, nessuno mi fa proposte indecenti, non lo consento a
nessuno. Lo so che non mi crede. Certo mi fa piacere ricevere complimenti,
sarei falsa se dicessi il contrario. Ma in politica alzo un'assoluta difesa
personale. Non sono disponibile. Single? In questo periodo non sono innamorata,
ma una mamma non è mai single". Una mamma fascista, per la precisione.
28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Alitalia tutti
smentiscono l'ex premier, almeno finché non sarà premier La cordata a
orologeria, uscirà solo se vince Silvio "Ancora non l'hanno capito che non
si tratta di campagna elettorale. Fermare lo scempio della svendita di Alitalia
ai francesi è dovere di un primo ministro". Visto che non son pochi i
generali della Pdl (Fini compreso) a cui ieri mattina stava per venire un
coccolone, a tutti quelli che in privato gli hanno chiesto lumi sulla rumorosa
"indiscrezione" della Stampa (titolo: "Berlusconi:
ecco la mia cordata; firma: Augusto Minzolini), Silvio Berlusconi
ha opposto il medesimo ragionamento. Un ragionamento che nella versione di uno
dei suoi più stretti collaboratori suona così: "È il suo primo atto da
prossimo presidente del Consiglio". Praticamente tutte le persone fisiche
e giuridiche della presunta "cordata italiana per Alitalia" che la
Stampa ha attribuito alla viva voce del Cavaliere hanno fatto registrare le
loro smentite. A cominciare da Mediobanca ("Nessuna offerta, né interventi
su Alitalia") fino a Benetton ("Non abbiamo avviato iniziative
finalizzate alla presentazione di un'offerta"), passando per l'Eni
("Alitalia oggi non è nella nostra agenda"). A conti fatti, dunque,
l'unico dei "tirati in ballo" nel valzer berlusconiano a rimanere
defilato è stato Salvatore Ligresti, che ha scelto la strada del "no
comment". La cordata, tecnicamente, non esiste. Ciò non vuol dire che non
esistano gli imprenditori disposti a tuffarsi nell'affare della compagnia di
bandiera all'indomani del 14 aprile, nell'ipotesi in cui il Cavaliere dovesse
tornare ad accomodarsi sulla poltrona di palazzo Chigi. L'ha detto Berlusconi stesso: "Questi imprenditori certamente non
possono dire che è vero, non possono dire di avere in questo momento un
accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno
telefonato, un eventuale interesse futuro. Io registro un clima: c'è veramente
una grande voglia di dare risposta a questa mia chiamata al patriottismo da
parte degli imprenditori italiani". La seconda faccia della medaglia l'ha
descritta Bruno Ermolli in una nota: "Berlusconi
mi ha incaricato di valutare la possibilità di individuare degli imprenditori
italiani che per capacità imprenditoriali e per forza economica avrebbero
potuto esplicare un positivo intervento nel salvataggio e nel rilancio di
Alitalia, salvaguardando l'occupazione e gli interessi del Paese". E il
sondaggio di Ermolli, qualche risultato significativo, l'ha prodotto. Morale?
Il lavorìo imprenditoriale c'è ma l'operazione va congelata fino al 14 aprile. Un'indicazione in questo senso è arrivata anche da Berlusconi. "Io nomi non ne ho fatti", ha sottolineato l'ex
premier. Il cui mirino, in questo dossier, non è più puntato su Prodi, né su Veltroni. Ma su Parigi e, in particolare, su Spinetta. 2 Tommaso Labate
28/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Alitalia
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Verso il voto "Se vinco avrò tutte le istituzioni contro,
anche il capo dello Stato" Berlusconi: Senato a rischio E lancia il "voto disgiunto"
"Casini, un bel fioeu. Chi vuole lo scelga, ma solo alla Camera"
Affondo sul no di Veltroni a Vespa: violenza inaccettabile, la Rai è ancora in mano alla
sinistra ROMA - "Solo un matto si può prendere la responsabilità di
governare di fronte alla situazione in cui la sinistra ha ridotto il
Paese". Silvio Berlusconi si dà del folle,
in senso metaforico, per avere accettato la nuova sfida. Ma il tono è aspro:
"Se vincerò avrò tutte le istituzioni contro: il Capo dello Stato lo hanno
nominato loro, il Csm è di là, le Procure di là, nella Corte costituzionale
hanno la maggioranza e volevano pure nominare l'ex sindaco di Genova, Giuseppe
Pericu ". Evoca poi il cosiddetto voto disgiunto per scongiurare un
eventuale pareggio al Senato appellandosi agli elettori dell'Udc, benché in
serata si corregga sostenendo che "avremo una vasta maggioranza di 28-30
senatori ". Quella del voto disgiunto resta, comunque, una novità rispetto
al leitmotiv del voto utile usato finora, del voto cioè dato solo ai due grandi
partiti. Dopo avere ricordato l'importanza che gli elettori del centrodestra
diano la preferenza al Pdl per consentirgli di avere una maggioranza stabile, Berlusconi ammette: "Se a qualcuno piace Casini lo
voti, magari perché è un bel fioeu... lo voti alla Camera ma non al
Senato". Una battuta ironica che ricorda quella usata a suo tempo da
Romano Prodi che definì Francesco Rutelli "un bello guaglione". In
ogni caso, il bersaglio di Berlusconi è il capo del Pd
che, disertando una serata nel salotto tv di Bruno Vespa, "si sottrae al
confronto per la disperazione, è un già visto che fece anche Prodi nel
2006". Con questo scontro a distanza la campagna elettorale si infiamma.
Parlando nel pomeriggio nella sede dell'AdnKronos, il Cavaliere cita un'ultima
rilevazione, secondo la quale il Pdl con la Lega e il Mpa è al 44,6% mentre il
Pd assieme all'Italia dei valori raggiunge il 36. Ed è questa la chiave per
comprendere il gesto dell'ex sindaco di Roma. "La sinistra di Walter Veltroni e Bettini - argomenta l'ex premier irritato per il
paragone con Jean-Marie Le Pen fatto per l'appunto da Bettini nell'intervista
al Corriere di ieri, segno a suo dire del cambio di strategia nella
comunicazione politica con il ritorno all'antiberlusconismo ha la
consapevolezza che questi ormai sono i sondaggi e loro sono a un sentimento
prossimo alla disperazione perché sono consapevoli dell'eredità che ci lasciano
e di come siano ormai cadute tutte le promesse contenute nella fiction di Veltroni". Davanti all'assemblea di Confartigianato, in
mattinata, l'ex premier è molto più duro. La decisione di Veltroni
di disertare Porta a porta, tuona, non significa che debba fare altrettanto il
leader dell'opposizione: "Questa è una violenza inaccettabile e gli italiani
devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina come e
quando vuole". Non solo: "La par condicio non c'entra nulla, c'entra
un atto violento da parte di Veltroni che ha detto non
voglio andare a rispondere ai giornalisti ". Certo, incalza sarcastico,
"lo capisco, poverino. è stanco a salire su e giù dal pullman. Tutti i
giorni va a mangiare a sbafo da una famiglia diversa. Capisco che sia stanco.
Ma così la Rai si è messa al suo servizio". Lorenzo Fuccaro "Siamo al
44,6%" Berlusconi ieri alla conferenza
organizzata dall'AdnKronos ( Cito/Ap).
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE I candidati premier Il Cavaliere: stiamo lavorando Veltroni: ora basta con i giochi ROMA - C'è chi prima prende
le distanze con un no comment e poi smentisce, come Ligresti e Benetton, chi
smentisce subito senza riserve, come Mediobanca, e chi lo fa dopo un po', come
l'Eni. "Oggi Alitalia non è nell'agenda dell'Eni" ha fatto sapere il
Cane a sei zampe, anche se l'amministratore delegato Paolo Scaroni si augura
che la compagnia resti italiana. Fatto sta che la cordata di soci italiani
sollecitata da Silvio Berlusconi a farsi carico
dell'Alitalia stenta a materializzarsi. I loro nomi, dice il Cavaliere,
"non li ho mai fatti, sono indiscrezioni o supposizioni dei
giornali", ma in Borsa i titoli Alitalia affrontano saliscendi paurosi, la
Consob preoccupata chiede chiarezza, e il centrosinistra attacca a testa bassa,
accusandolo di bluffare. Mentre lui, imperturbabile, rilancia. "Certamente
questi imprenditori non possono dire che è vero, che in questo momento hanno un
accordo. Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno
telefonato, un eventuale interesse futuro. C'è veramente una grande voglia di
dare una risposta a questa mia chiamata al patriottismo" aggiunge il
Cavaliere, passando al contrattacco. "Mi accusano di
insider trading? Io? Ma se non ho mai avuto un'azione Alitalia. Loro,
piuttosto, sono loro che trattano su Alitalia a Borsa aperta. Un governo
incapace, che lascia in piedi una trattativa in esclusiva con Air Walter Veltroni e Silvio Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Campagna elettorale Comizio vicino a Latina nel Museo sulle
bonifiche del Duce: Casini mi fa pena, grazie Fiorello Il Ciarra a
"Littoria": io camerata non pentito DAL NOSTRO INVIATO BORGO FAITI
(Latina) - Grande Ciarra, con il suo immenso sottocollo, la somiglianza ormai
davvero pazzesca con Aldo Fabrizi, la camminata ciondolante per evitare le
pozzanghere. Nostalgico Ciarra, venuto ad aprire la campagna elettorale per
diventare senatore del Pdl proprio al museo Piana delle Orme, museo della
memoria fascista, con gli attrezzi agricoli che servirono alla bonifica della
Pianura Pontina e il Duce, che lavora, in canottiera. Desolato Ciarra davanti a
un centinaio di infreddoliti, i baveri alzati, gli unici ad aver avuto il
coraggio di sfidare gli ordini di chi, segretamente, aveva chiesto, ordinato,
preteso che la prima uscita pubblica del "camerata non pentito", come
lui stesso si definisce, avvenisse in un salone deserto. Infatti Giuseppe
Ciarrapico adesso ride storto, mette su come un ghigno, per un'ora di comizio
eviterà, accuratamente, di nominare Gianfranco Fini. "Le sfide, beh, mi
eccitano ". Silvio Berlusconi, racconta, l'aveva
avvertito: "Cercheranno di spaventarti, mi disse, sperando di vederti
presto in ritirata...". Invece lui è qui, con la mano sul cuore mentre la
banda musicale di Sermoneta esegue l'Inno di Mameli e un bravo fotografo cerca
di fermare, in uno scatto, la coerenza e la retorica, la forza e il cinismo
d'un imprenditore che, nella sua biografia, ha praticamente tutto: squadre di
calcio abbandonate sull'orlo del burrone e cliniche fiorenti. Stazioni termali,
acque minerali, cartiere, aerotaxi, giornali, società di catering, giochi di
Borsa e premi letterari. Una collezione di soldatini da far invidia a Previti e
Cossiga. Una sentenza passata in giudicato per il crack Ambrosiano. La gestione
del lodo Mondadori, ai tempi del Caf, tra Berlusconi e
De Benedetti. E quindi ancora un mucchio di amicizie eccellenti, anche se
quella a cui lui tiene di più è con Giulio Andreotti, che chiama, senza ironia,
"il principale". Se diventi amico del Ciarra, dicono, fai un affare.
Ma guai a tradirlo. "Guai a fare come ha fatto Casini. Ha blaterato contro
di me, dimenticando che, per anni, gli ho finanziato le feste di partito che
teneva a Fiuggi. Però io ora non gli faccio più mettere piede, da queste
parti... Casini mi fa pena. L'ho visto inginocchiarsi davanti al cardinal Ruini
come un poveraccio". I toni di Ciarrapico sono questi. Risoluti, ruvidi,
mai diplomatici. Per dire: anche ripensando all'intervista concessa ad Antonello
Caporale di Repubblica, un paio di settimane fa, in cui affermò di candidarsi
con Berlusconi senza, per questo, rinnegare il suo
essere fascista. Sentite: "Sono socio da 40 anni del "rosso principe
Caracciolo", che mi rispetta ed è mio amico, e può darsi, perciò, che sia
caduto in un trappolone... m'hanno pure detto che Repubblica mi ha mandato
sotto il suo più velenoso cronista politico... ma io, vi giuro, più me la
rileggo, quella intervista, e più non ci trovo niente di strano... ".
Spiega: "Mi piace chiamare Latina con il suo vero nome: Littoria. Ma se lo
fa il professor De Felice, fa attività scientifica. Se lo faccio io, faccio
attività nostalgica. Boh". Colpisce il silenzio della platea (non più di
120 persone), che restano composte, niente applausi, niente euforia, anche
quando il Ciarra prova a fare la battuta: "M'hanno dato dell'antisemita:
ma se io, ai tempi delle leggi razziali, avevo 4 anni e mezzo?... la verità,
purtroppo, è che la mia carriera s'è interrotta con l'incarico di Balilla...".
Il Ciarra non è mai stato un grande battutista. O troppo greve, o troppo
allusivo. Non casualmente, fa ridere molto di più Fiorello, quando fa la sua
imitazione alla radio. "Eh, ma infatti io lo ringrazio, Fiorello: mi sta
facendo una campagna elettorale che se dovessi pagarla...". Aggiunge un po' di considerazioni velenose su Veltroni, sui cantieri della metropolitana di Roma, sugli ospedali
costruiti dal regime fascista, sulla sua fedina penale: "è vero, sono
stato condannato all'epoca della giustizia secondo Di Pietro... e allora? Sono
un imprenditore ferito: ma solo chi combatte, si ferisce. O no?". è
stato un comizio mesto e umido. Lui crede di chiuderlo con una frase a effetto,
ma la platea è di anziani. Così, ce ne è uno che si volta, e fa: "Ho
capito bene? Eh? Promette d'essere una palla infuocata? Una palla? Infuocata?
". Al Senato Da sinistra a destra: Giuseppe Ciarrapico ieri alla
presentazione della campagna elettorale; l'inaugurazione di Littoria, oggi
Latina, nell'ottobre 1932; Benito Mussolini in visita nell'agro pontino
Fabrizio Roncone.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE "Cordata italiana, troppe parole" Procura e Consob in
campo Le smentite di Benetton, Ligresti, Eni e Mediobanca . La denuncia di Di
Pietro L'ex pm va all'attacco del Cavaliere: indagare per insider trading e
aggiotaggio ROMA - Non c'è ancora un nuovo fascicolo su Alitalia, ma la Procura
di Roma sta seguendo con attenzione le indiscrezioni sulla trattativa e la loro
possibile incidenza sulle oscillazioni del titolo in Borsa della compagnia di
bandiera e attende i risultati di un'eventuale istruttoria da parte
dell'autorità di vigilanza. La Consob ha già avviato "un attento
monitoraggio " della situazione e, dopo gli inviti al silenzio e alla
cautela fatti nei giorni scorsi dal presidente Cardia, l'autorità che vigila
sulle società quotate ha chiesto alle aziende coinvolte, in una giornata
convulsa, di dare al più presto informazioni ufficiali al mercato. Alla Procura
di Roma al momento resta una sola inchiesta: quella per aggiotaggio aperta
l'estate scorsa dopo le oscillazioni anomale del titolo in quel periodo,
aggiornata poi con il filone di indagine relativo all'offerta lanciata dai
fondi americani Evergreen e Thl. Ma nel clima infuocato che ieri ha visto le
smentite e le precisazioni sull'ultima ipotesi di cordata italiana rilanciata e
poi a sua volta smentita da Berlusconi, è il ministro
delle Infrastrutture e leader dell'Italia dei Valori Antonio Di Pietro ad
aggiungere una nuova polemica: "Presenterò - annuncia - una denuncia alla
Procura della Repubblica al fine di accertare se vi siano gli estremi di reato
nelle dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul caso
Alitalia". Se la Procura al momento è cauta, Di Pietro è pronto a spronare
l'inchiesta. Quello che il ministro vuole sapere dai magistrati è se le
dichiarazioni del leader del Pdl "abbiano prodotto alterazioni o turbato
il mercato, visto che un giorno sì e l'altro pure egli ha fatto credere che vi
fosse una cordata pronta a rilevare la compagnia di bandiera, prima che ci
fosse una proposta alternativa concreta e vera. Se vi siano stati - tanto per
esser chiari -reati di aggiotaggio e/o insider trading". Che tra Berlusconi e Di Pietro non corra buon sangue non è una novità.
Poco prima che il leader dell'Italia dei Valori gettasse il suo tizzone nelle
polemiche, era stato il Cavaliere ad essere molto esplicito sul suo avversario:
non solo l'ha accusato di essersi laureato grazie ai servizi segreti, ma lo
aveva definito un mostro: "Mi fa orrore chi non ha rispetto per gli altri
e rovina le persone sbattendole in galera quando sono innocenti. Io ho paura di
gente così". E, ricordando che l'Italia dei Valori è alleata del Pd, se la prende anche con Veltroni:
"Sono giustizialisti dalla testa ai piedi anche loro". Polemiche di
una campagna elettorale in cui tutti hanno inasprito i toni? Secondo il
socialista Enrico Boselli è il momento di raffreddare gli animi: "Penso
che si tratti di due attori: uno certamente molto capace (Berlusconi), l'altro mediocre (Di Pietro), che stanno mettendo in
piedi una sceneggiata per portare via qualche voto in più". Gianna
Fregonara.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 La Nota di
Massimo Franco Un Paese in bilico fra risse elettorali e "rimproveri"
europei A l vertice di ieri al ministero delle Politiche agricole sulla "mozzarella
alla diossina" erano presenti una ventina di testate straniere: tutte
attirate dall'ennesima emergenza di un Paese condannato all'anomalia. è il
segno che l'ultima occasione scelta dai partiti per azzuffarsi non è più solo
materia di campagna elettorale. Rischia invece di diventare un altro simbolo
della credibilità declinante dell'Italia a livello internazionale. La questione
ha sfiorato con una domanda perfino Giorgio Napolitano, in visita a Trieste. Il
presidente della Repubblica l'ha schivata con diplomazia istituzionale, per non
complicare una situazione già tesa. Ma al governo sarà impossibile fare lo
stesso. Ieri pomeriggio la Commissione europea ha chiesto a Palazzo Chigi
misure più radicali ed in tempi stretti contro il formaggio contaminato, pena
l'embargo. E pensare che il ministro Paolo De Castro aveva dichiarato che
"non esiste un caso diossina in Campania". E Massimo D'Alema,
vicepremier ma soprattutto candidato del Pd nella regione, si era detto
"indignato per la speculazione che si è fatta nel nostro Paese". Una
speculazione probabilmente c'è, perché il tema ormai sta entrando a forza nello
scontro fra partiti: come il caso Alitalia e quello della spazzatura, di cui le
preziose mozzarelle sono appendici avvelenate. D'altronde la Campania, politicamente
"rossa" da anni, è un bersaglio facile per il Pdl. Con il suo
concentrato di emergenze consente di accomunare nel malgoverno vecchi e nuovi
responsabili; ed anche chi responsabilità non ne ha. Silvio
Berlusconi può evocare il latte impregnato di diossina per dire: "è
successo quello che temevo"; e la Lega, additare "il filotto dei
disastri di Bassolino- Prodi-Veltroni". Il Pd è costretto
sulla difensiva. Ma a rendere la vicenda imbarazzante non sono tanto le
polemiche berlusconiane. Pesano molto di più i giudizi della Commissione
Ue e di Guido Bertolaso. Quando il capo della Protezione civile dichiara che
"in Campania esiste un rischio reale"; e che ad Acerra "i
pastori vedevano le proprie pecore morire per diossina", diventa difficile
parlare di strumentalizzazione. E quando membri del governo cercano di placare
le paure di Giappone e Corea del Sud spiegando che le mozzarelle contaminate
sono state consumate in Italia, non esportate, l'allarme resta. Mettendo in
fila caso Alitalia, spazzatura, e adesso i formaggi pericolosi, il risultato è
di proiettare l'immagine di un Paese con una credibilità a dir poco precaria.
Come funghi velenosi, spuntano magagne che la campagna elettorale esaspera, ma
non inventa. Il guaio è che le reazioni mirano solo a mettere in difficoltà gli
avversari. Eppure, chiunque vinca le elezioni si troverà di fronte gli stessi
problemi. Berlusconi sembra rendersene oscuramente
conto. Vedendosi già a Palazzo Chigi, ammette: "Se non riuscirò entro due
o tre mesi a riportare Napoli e la Campania alla loro naturale bellezza,
quell'immondizia lì sarà colpa mia". E non solo quella. La psicosi di
un'epidemia rischia di mettere in quarantena non solo la regione dei rifiuti e
delle mozzarelle di bufala, ma un'Italia incapace di misurare l'effetto
internazionale di scelte mancate; e aggravate dalle lacerazioni interne. \\ La
polemica sulla diossina entra in campagna elettorale ma va oltre.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-28 num: - pag: 6 categoria:
REDAZIONALE Pdl-Pd, lite sulla "bufala" D'Alema: speculazioni
Iervolino: nessuno dia lezioni di igiene a Napoli I sospetti del ministro degli
Esteri: siamo sotto attacco, in gioco interessi per la sede dell'Expo 2015 ROMA
- Ed ecco che, sotto elezioni, la mozzarella diventa un affare politico. Berlusconi se lo sentiva che andava a finire male. "Era
quello che temevo", dice. Con tutta quella "monnezza" sparsa sulla
sventurata terra napoletana per colpa dei Bassolino e delle Iervolino, cosa ci
si poteva aspettare? Inevitabile, secondo il Cavaliere, che qualche elemento
nocivo finisse per contaminare il prelibato formaggio di bufala. Bugie, replica
Massimo D'Alema. "è tutta una speculazione", s'indigna il ministro
degli Esteri. Ed è implicito che nel difendere la purezza della mozzarella, fa
anche scudo a Bassolino e alla Iervolino. Si tiene fuori dalla discussione il
presidente Giorgio Napolitano che, a Trieste, in visita al Centro di fisica
teorica, se la cava con una battuta: "Io non mi occupo qui né di fisica,
per incompetenza, né di mozzarella pur avendone una vecchia competenza".
Ci si divide secondo una logica del tutto prevedibile. è accaduto prima con
l'Alitalia. Adesso si replica con la mozzarella. I partiti di governo da una
parte, a dire che bisogna smetterla con tutto questo allarmismo, e dall'altra
l'opposizione col dito puntato contro i presunti responsabili del disastro.
"I controlli - rassicura D'Alema - sono accurati e rigorosi ". Allora
perché tanta preoccupazione? Il titolare della Farnesina grida al complotto.
"Siamo sotto attacco ", afferma. Un "attacco contro la
Campania", ma non solo. A D'Alema viene da pensare che siano entrati in
gioco "interessi per la scelta della sede dell'Expo del 2015".
Convinto anche il ministro dell'Ambiente Pecoraro Scanio che si tratti di
"un'aggressione commerciale". "Tranquilli, giapponesi", è
tutto in regola, assicura il ministro per le Politiche agricole Paolo De Castro.
Quanto alla Corea del Sud, De Castro ipotizza che a Seul abbiano preso un
abbaglio e che la mozzarella sequestrata non sia di produzione italiana. E poi
perché i Paesi asiatici fanno tante storie? Come se fossero in grado di dare
"lezioni di igiene a noi di Napoli", arriva a dire il sindaco Rosa
Russo Iervolino. Lei confessa di nutrirsi a base di mozzarella tutti i santi
giorni, "e sto benissimo ". Non stanno bene gli allevatori del Nord,
secondo il leghista Roberto Cota. Perché adesso saranno
visti con sospetto al pari dei colleghi napoletani e "troveranno
difficoltà a piazzare i prodotti all'estero". Cota ne deduce che il trio
Bassolino-Prodi- Veltroni ha combinato un bel "filotto di disastri". "è
sicura" Il ministro De Castro (a destra) mangia mozzarella Marco Nese.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12 categoria:
ALTRI OGGETTI Le note di "Ymca" spopolano per un giorno. E ora su
YouTube le gaffe dei candidati italiani all'estero "I'm Pd" non si
può fare: via dal web la cover dei Village People MILANO - Ci sono cose che non
si possono fare. Nemmeno con Walter. Dopo una pioggia di clic e di commenti in
Rete (alcuni positivi, altri meno), "I'm Pd" - il tormentone web del
Partito democratico registrato sulle note di "Ymca" dei Village
People - è stato rimosso dal sito del circolo milanese "02Pd".
Questione di diritti, a quanto pare. "In realtà i Village People non hanno
protestato", spiegano gli autori, "ma il video, realizzato con un
budget di 65 euro, tanta passione e autoironia, da questo momento non è più
online, come richiestoci dalla concessionaria per l'Italia della proprietà
della composizione". In pochi giorni, l'ironico clip era diventato un
piccolo caso. Una specie di risposta "veltroniana" all'inno
"Menomale che Silvio c'è", dedicato a Berlusconi.
Sparito "I'm Pd", restano comunque su YouTube centinaia di video
promozionali dei vari candidati. Quelli che si presentano all'estero sono
particolarmente attivi. Spulciando qua e là si trovano idee originali e qualche
gaffe. Come quella di Luigi Casagrande (candidato al Senato per Africa, Asia,
Oceania e Antartide): di fronte alla telecamera snocciola con sicurezza i punti
essenziali del suo programma, fino a quando gli chiedono il nome del suo
partito. Casagrande sta per fare il nome del "Partito democratico",
ma riesce a fermarsi appena in tempo. Momento di imbarazzo, poi chiede aiuto ai
suoi: "Che partito siamo?". "Popolo della libertà" gli suggeriscono.
E Casagrande, accusando un po' il colpo, ripete come uno scolaretto: "Sì,
Popolo della libertà". E poi prosegue spedito sotto il sole australiano.
Il video della gaffe, pubblicato in Rete, si è ovviamente guadagnato una sfilza
di commenti. Tormentone Sopra, un'immagine di "I'm
Pd", l'inno pro-Veltroni realizzato da giovani del circolo 02PD di Milano sulle note di
"Ymca", celebre hit dei Village People; a lato, il gruppo pop
americano Germano Antonucci GUARDA i video dei candidati all'estero su
www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE Il Pd "Alla fine chi vince governa, anche con un solo consenso
in più" Veltroni: se ci sarà lo stallo sì a una
fase costituente Il candidato premier: in caso di pareggio vanno fatte le
riforme Il leader ferma i fischi al Cavaliere: anche se loro non hanno rispetto
per noi, io ce l'ho per loro DAL NOSTRO INVIATO TAORMINA - Per due giorni ha
evocato il pareggio al Senato come il più probabile esito
della sfida con Berlusconi e ieri a Taormina, davanti ai vertici di Confagricoltura, Walter
Veltroni si è spinto avanti, fino a proporre la sua ricetta per uscire da
un eventuale stallo istituzionale. "Non so se una assemblea costituente,
ma di certo noi avremo bisogno di una fase costituente, la cui composizione
verificheremo dopo le elezioni...". Nessun inciucio, niente larghe
intese. Però le parole di Veltroni non sembrano
stonare con l'immagine di un leader che ha fatto della responsabilità istituzionale
un tratto di distinzione. "Può darsi che saremo costretti ad accelerare i
tempi, perché se la parità dovesse realizzarsi voglio capire come si governa
questo Paese, vista la profonda crisi di sistema". Un esecutivo bipartisan
col Cavaliere? Veltroni non lo dice, offre la
presidenza di una Camera all'opposizione e si mostra stupito per la retromarcia
dell'avversario. Poi giura di non aver svelato nulla di nuovo: "è quel che
ho sempre detto, se c'è il pareggio bisognerà fare le riforme ". Ma niente
pasticci, chi vince governa "anche con un solo voto in più". E la
costituente? "No, tranquilli... Quando devo dire qualcosa di nuovo accendo
le lucette". A Siracusa piove e la piazza si svuota. Al Palasport di
Messina invece lo aspettano in 8.000, Veltroni rimarca
il vantaggio anagrafico su Berlusconi, al solo
evocarlo partono i fischi e lui li stoppa con ritrovato fair play: "Anche
se loro non hanno rispetto per noi, io ce l'ho per loro ". E il Cavaliere
che lo dipinge come uno stalinista riciclato? "Parole sentite per troppi
anni - ribatte al Tg1 - come quella dei brogli". Studia corposi tagli ai
costi della politica e intanto rimbalza da una città all'altra, da una tv
all'altra. A Primo piano strattona il Berlusconi che
"va all'inseguimento del Pd", si prende un bagno di folla a Catania e
poiché la clessidra è agli sgoccioli sfrutta anche la notte. Ieri l'ha fatta in
bianco, chattando con 4.000 ragazzi su Democratica.tv, con Serena Dandini tra
gli spettatori. Il duello? "Il mio avversario ha una paura inspiegabile,
come certi pugili dice "io quello lo distruggo", poi però rifiuta il
match ". Delle 6 mila domande lascia inevasa quella sulle coppie di fatto,
ma non il quesito sui figli del Cavaliere nella cordata per Alitalia:
"Teniamo le creature fuori dalla campagna elettorale... ". E oggi il
pullman approda in Calabria. Monica Guerzoni.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-28 num: - pag: 29 categoria:
REDAZIONALE Incontri Confagricoltura Vecchioni: agricoltura sfida europea ROMA
- Presidente, nei tre giorni del Forum della Confagricoltura, tre ospiti d'eccezione: prima Walter Veltroni (Pd), poi
Pier Ferdinando Casini (Udc) e infine Silvio Berlusconi (Pdl).
Che cosa chiedete ai partiti che si presentano alle elezioni? "Che ci sia
un'attenzione strategica al nostro settore - risponde il presidente della
Confagricoltura, Federico Vecchioni -. Che si riveda il titolo quinto
della Costituzione. Che l'agricoltura conti di più politicamente in Europa. Il
prossimo esecutivo deve far sentire la sua voce nella prossima riforma del
bilancio europeo, prevista a fine 2008". Con quale obiettivo?
"Evitare l'ulteriore riduzione del peso dell'agricoltura". Scusi ma
il vostro settore non è già abbastanza assistito e protetto? "No, questo è
un luogo comune. L'agricoltura dovrebbe arrivare nel
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-28 num: - pag: 12 autore: di
RENATO MANNHEIMER categoria: REDAZIONALE Il sondaggio In bilico Sardegna,
Liguria, Abruzzo, Calabria e Lazio Sfida Pdl-Pd, in cinque regioni la distanza
è del 2% A livello nazionale il divario è intorno al 6 per cento. Seggi al
Senato, decisivo il risultato di Udc e Sinistra I l quadro emerso da diverso
tempo appare confermato: la coalizione di centrodestra rimane in vantaggio, con
una differenza di circa 6 punti rispetto a quella avversaria. Ma quest'ultima
sembra, di recente, secondo alcuni istituti, avere accorciato significativamente
le distanze. Occorre tuttavia sottolineare che questi dati si riferiscono alla
competizione per la Camera, ove il computo del premio di maggioranza (oltre che
della soglia di accesso del 4%) si effettua considerando l'elettorato nel suo
insieme, come fanno, appunto i sondaggi. Diverso è il discorso per il Senato,
ove il calcolo avviene a livello delle singole regioni. Anche qui si rileva
oggi la prevalenza netta della coalizione di centrodestra, con circa 9 seggi
oltre la maggioranza assoluta. Ma il dato può modificarsi anche
sostanzialmente. Per almeno due ordini di fattori: a) la distanza ravvicinata
tra le coalizioni in alcune regioni. In certi contesti, il risultato appare
ragionevolmente scontato. Lombardia, Veneto e Sicilia andranno al Pdl (con Lega
e MPA). In Emilia, Toscana e Umbria vincerà il Pd (con l'Idv). In altre
regioni, l'esito parrebbe però in qualche misura più contrastato e in alcune
(Liguria, Sardegna, Abruzzo, Calabria e Lazio) davvero molto incerto, dato che
la distanza tra le due coalizioni risulta assai esigua e oscillante tra l'1-2%.
b) La "lotteria" dell'8%. Il secondo fattore comporta a un risultato
imprevedibile in tutte (o quasi) le regioni. Si tratta di quella che D'Alimonte
ha denominato in modo assai efficace la "lotteria" dell'8%. Nella
gran parte delle regioni, infatti, le due principali forze concorrenti ai
partiti maggiori, vale a dire l'Udc e la Sinistra l'Arcobaleno, risultano oggi
toccare da vicino - ma non sempre superare - la soglia per accedere alla distribuzione
dei posti in Senato. Il raggiungimento dell'8% in una o più regioni
comporterebbe un maggior numero di partecipanti alla ripartizione dei seggi e
quindi una parziale sottrazione di questi ultimi al Pd o al Pdl. Se, ad
esempio, in una data regione debbono essere assegnati in tutto 10 seggi e 6
vanno alla coalizione vincente (Pd o Pdl), i restanti 4 andranno tutti al
soccombente (Pd o Pdl) se nessun altro raggiunge l'8%. Andranno invece
ripartiti anche con Udc e/o Sin. Arcobaleno se questi riescono a superare la
soglia di ammissione. Tutto ciò può modificare, anche in modo sostanziale, gli
equilibri e le maggioranze. Nessuno quindi può dire se il responso delle urne
confermerà il quadro oggi rilevato: la volta scorsa, nel 2006, le ultime due
settimane videro, grazie alla capacità comunicativa di Berlusconi e agli errori di Prodi, una forte "rimonta" da parte
del centrodestra. Potrà Veltroni "rimontare" in modo analogo? Secondo alcuni, lo sta
già facendo. L'ex sindaco di Roma ha dalla sua parte una forte popolarità
personale: un recente sondaggio ha visto proprio Veltroni primo
nella classifica nella fiducia espressa dagli elettori. Forse anche per
questo, il quesito che richiede le previsioni degli stessi elettori sull'esito
del voto, mostra, nelle ultime settimane, un accrescersi della quantità di
indecisi sul risultato elettorale. Ma non è detto che il leader del Pd sappia o
possa sfruttare appieno queste sue potenzialità. Tutto dipenderà da quella
minoranza (10%) che deciderà all' ultimo minuto. E' verso costoro - che
sceglieranno sulla base dei confronti televisivi e, spesso, dei consigli degli
amici - che è diretta in realtà la campagna elettorale dei prossimi giorni.
( da "Corriere della Sera" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-28 num: - pag: 64 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Alitalia, caos cordata Bufera sulle
indiscrezioni circa gli imprenditori e i gruppi che
preparerebbero la cordata italiana auspicata da Silvio Berlusconi. Che smentisce: quei nomi non li ho fatti io. Veltroni avverte: niente turbative. Si muovono la Procura e la Consob.
Mozzarelle, monito Ue L'Europa richiama l'Italia sul tema delle mozzarelle di
bufala alla diossina. Le misure messe in atto sono "insufficienti "
secondo la Commissione europea, che chiede al governo italiano di
"adottare ulteriori provvedimenti per garantire che la mozzarella
contaminata non entri nel mercato Ue". Focus Il Vietnam delle donne
L'economia del Vietnam in mano alle donne. Ex insegnanti, giovani laureate ad
Harvard: il miracolo parte da loro. Esteri L'Europa e l'Olimpiade Al vertice
franco-britannico è emersa la differenza di opinioni sull'atteggiamento nei
confronti della Cina. Il primo ministro britannico Gordon Brown ha detto che
parteciperà alla cerimonia di apertura delle Olimpiadi, il presidente francese
Nicolas Sarkozy ha ribadito la sua posizione, cioè che non può escludere il
boicottaggio della cerimonia di apertura, ma consulterà gli altri Paesi
dell'Unione europea prima di prendere una decisione. Mumia, condanna annullata
Negli Usa un tribunale d'appello federale ha annullato la condanna a morte
contro Mumia Abu-Jamal. Il detenuto, ex membro delle Pantere Nere, è stato per
anni un simbolo delle campagne internazionali contro la pena di morte.
Giornalista radiofonico, Abu-Jamal era stato condannato a morte per l'uccisione
di un poliziotto nel 1982. Cronache Nuoro, morta la donna sparita Dina Dore, la
donna di 37 anni sparita mercoledì sera nel Nuorese, è stata trovata morta
nella notte dentro il bagagliaio della sua auto. "è morta sul colpo, poco
prima delle 19" ha riferito il questore di Nuoro, spiegando che i banditi
nel tentativo di sequestrarla le hanno dato una botta alla testa con un corpo
contundente che l'ha freddata all'istante. Il caffè Illy e la Coca-Cola Accordo
fra la Illy, l'azienda triestina produttrice di caffè, e la Coca-Cola per la
produzione di una bevanda in lattina. Formazione&Carriere Manager per le
città Dalla Bocconi al Ciset di Venezia, si moltiplicano i corsi oper city
manager: un ruolo che deve giostrarsi fra comunicazione ed eventi. Cultura Lo
scandaloso Walser Il nuovo romanzo di Martin Walser racconta la passione fra il
vecchio Goethe e la giovanissima Ulrike e scandalizza la Germania. Incontro con
il romanziere. La Cuba di Magris Racconto-reportage di Claudio Magris da Cuba.
L'eredità del lungo regno di Fidel Castro e i segni della transizione, la
società multietnica e l'apertura che auspicava Wojtyla. Spettacoli Il film di
Mereghetti "Tutta la vita davanti" è il nuovo film di Paolo Virzì,
con Sabrina Ferilli e Isabella Ragonese: note felliniane e lo stile di
monicelli nel raccontare, con toni surreali, la vita in un call-center. Sport
Buffon e lo stop Il portiere della Juventus, Buffon, e i suoi problemi di
salute. E un piano: mettere la squadra al sicuro in zona Champions e poi
prendersi 20 giorni per guarire. * Con Style: abbinamento obbligatorio
(Corriere e 1,00 + Style e 0,30); con "Corriere Enigmistica" e 2,60;
con "Foto:box" e 8,20; con "Storie della Bibbia" e 9,20;
con "La grande dinastia dei Paperi" e 9,20; con "Geronimo
Stilton English!" e 10,20; con "L'Europeo" e 9,20; con
"Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 14,20; con
"Il grande cinema di Alberto Sordi" e 11,29; con "Gli itinerari
di Dove" e 9,29; solo in Lombardia con "Gli atlanti a grande scala
Milano e Hinterland" e 14,20; con "Il Diritto" e 16,20; con
"Storia della civiltà europea" e 14,20; con "Il Mondo" e
2,50.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Vedere e considerata
di gran lunga più aperta rispetto a quella della Camera, dove il Pdl sarebbe in
largo vantaggio. Questi due elementi di incertezza spingono
Berlusconi (nella foto) a invocare il "voto utile" per il Pdl e
non per l'Udc, in modo da battere il Pd, e Veltroni a fare la
stessa cosa nei confronti della Sinistra Arcobaleno, perchè non disperda
consensi necessari a Walter per superare Silvio. Di più, ora irrompe in
campagna elettorale anche il voto disgiunto. Così: "Votate Casini, magari
perchè è bello, alla Camera, ma non al Senato!", dice il Cavaliere ai
moderati. Ovvero: scegliere l'Udc metterebbe a rischio Palazzo Madama in favore
dei democrat. Davvero? "Questa è una bufala!", è il commento di
Casini. Sul fronte opposto, Bertinotti contro il "voto utile"
teorizzato da Veltroni: "Un nostro successo al
Senato danneggia il Pdl. E non il Pd".
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Berlusconi: mai fatto nomi, al progetto non
rinuncio. Veltroni: gli annunci
turbano la trattativa Alitalia, polemica sulla cordata Consob e Procura in
campo. Nuovo piano Air France, aumentano gli esuberi dei piloti.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Norma Rangeri
Chiedere che gli elettori italiani possano assistere allo scontro finale dei
due leader dei principali schieramenti è la regola di un paese normale. Sarebbe
il compimento della tanto bistrattata par-condicio, pretestuosamente chiamata
in causa dal centrodestra per sottrarre Berlusconi
allo show cruciale. Sarebbe un atto di doveroso rispetto per quei sedici
milioni di telespettatori che seguirono, nel 2006, il duello tra Prodi e Berlusconi: la stessa imponente platea pronta a tornare
davanti al piccolo schermo. A due settimane dal voto del 13 aprile, la
televisione torna al centro della contesa elettorale. Il guanto di sfida
lanciato da Veltroni, quel "dove vuole, quando
vuole, come vuole", pur di ottenere il faccia a faccia in tv, e
costringere il Cavaliere nell'angolo, è una buona battuta a cui manca il resto
del copione. Che stanno gia scrivendo. Perché il giorno dopo le elezioni,
chiunque le vinca, si prenderà cura di mantenere l'anomalia berlusconiana. Già
si dà per scontato che nei primi mesi dopo il voto l'attuale consiglio di
amministrazione della Rai sarà prorogato, mentre l'ex ministro Gasparri tesse
le lodi del presidente della Rai Claudio Petruccioli, proponendo di
rieleggerlo. Il segno di una assoluta continuità con il recente, e
fallimentare, passato. Confermato da un conformismo asfissiante di una Rai che
accarezza i partiti nel momento in cui dovrebbe metterli sulla graticola di
fronte agli elettori. Per la partigianeria dell'informazione targata Mediaset
bastano i dati ancora freschi di stampa. Nella fase iniziale della campagna
elettorale, il leader del Pd ha corteggiato l'elettore moderato facendo del
post-berlusconismo la sua bandiera. Ora che siamo in vista del traguardo deve
alzare la temperatura e agganciare la sinistra astensionista con la febbre
dell'antiberlusconismo. L'elettorato più impegnato e informato, deluso
dall'incapacità del governo Prodi di cambiare la legge Gasparri, respinto dall'intesa cordiale di Veltroni con Berlusconi sulla riforma elettorale, dovrebbe farsi conquistare dalla
scelta di cavalcare la tigre del duello televisivo a ogni costo. E fino al
punto di accettare che il faccia faccia possa svolgersi anche nelle televisioni
del Cavaliere, nel cuore pulsante di un conflitto di interessi, mai nominato
dall'inizio della campagna elettorale. Anzi smentito mediaticamente
proprio da Veltroni quando, per rassicurare gli uomini
di Mediaset, è andato al Tg5 per confermare al direttore di quel tg che nessuna
riforma avrebbe in alcun modo toccato le televisioni del monopolio privato.
Difficile produrre un miracoloso sussulto di partecipazione del popolo
astensionista. Gli unici che possono realmente sollecitare un'onda
antiberlusconiana sono i berlusconiani medesimi, ogni volta che gridano, come
si ripete in modo petulante in queste ore contro la Rai "genuflessa ai
comunisti".
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'intervento
Ricostruire la sinistra, la sfida del ventunesimo secolo Giovanni Pieraccini Il
nove marzo si è votato in Europa, in Spagna e in Francia e nella tarda sera una
notizia è corsa attraverso tutti i mass media: hanno vinto i socialisti, con i
loro partiti e, con loro, il Partito socialista europeo. Il sedici marzo al
secondo turno francese delle elezioni amministrative la stessa notizia si
ripete: hanno vinto i socialisti. Colpiva con grande evidenza l'anomalia
italiana dove non c'è più fra i protagonisti una grande forza socialista. Da
lungo tempo, durante l'infinita gestazione della nascita del Partito
democratico era stato insegnato che l'epoca della socialdemocrazia (e ancora
più del socialismo) era finita e pochi giorni prima del
voto spagnolo Veltroni aveva dichiarato proprio allo spagnolo El Pais: "Siamo
riformisti, ma non di sinistra". Il Partito democratico nasceva "per
unire l'Italia, per abbattere i muri da Nord a Sud, fra padri e figli, laici e
cattolici, destra e sinistra" e per costruire un'Italia "grande e
lieve". Nasceva con una visione ecumenica, sottolineando i valori
comuni, le virtù dei cittadini, le colpe della politica. Sparivano Marx e
Togliatti, Turati e Matteotti, e Gramsci. Era il partito ecumenico della
nazione, della patria, degli italiani nel quale stanno fianco a fianco
imprenditori, operai, prefetti, poliziotti, precari, giovani, liberali,
socialisti, cattolici integralisti e radicali anticlericali. Una dubbia
"novità" questa, che sa di antico; che imbarca Di Pietro e i
radicali, ma esclude i socialisti e accusa ingiustamente la sinistra di aver
colpito Prodi, quando invece è il Partito democratico a aver liquidato
l'esperienza dell'Unione. Una "novità" che per altro usufruiva del
sostegno dei mass media (insieme al Popolo della libertà) e che riduceva le
voci delle minoranze, facendo scomparire un quotidiano aperto al dialogo delle
forze di sinistra come Il Riformista, riducendo al tempo stesso la presenza
delle forze minoritarie nella stessa campagna elettorale. Questo mentre un
analogo processo ecumenico si svolgeva e si svolge nel centrodestra, con un
accalcarsi di tutti su posizioni di centro. In realtà i due partiti hanno
programmi simili, tanto da suscitare il lamento di Berlusconi
di essere stato "copiato": ridurre la pressione fiscale, aumentare i
salari, difendere la famiglia, migliorare la sanità, porre mano alle
infrastrutture, assicurare sicurezza e giustizia. Sono misure (alcune anche
necessarie) anticongiunturali per il rilancio dei consumi e per la crescita del
Pil, sostanzialmente di redistribuzione dei redditi che si scontreranno -
chiunque vinca - con le gravi difficoltà di una situazione economica al margine
della recessione. Ma soprattutto sono misure simili perché nascono dal pensiero
unico dell'accettazione del mercato come il meccanismo capace di garantire il
progresso, lo sviluppo e la soluzione della crisi. Non a caso anche Carlo
Azeglio Ciampi, certamente non un nemico del mercato, ha denunciato una
campagna elettorale fatta di "piccolo cabotaggio con polemichette di
quart'ordine e senza un confronto con grandi idee e sui grandi principi. I temi
dell'economia sono pressoché assenti". Ma siamo arrivati al punto che
persino Giulio Tremonti arriva a scrivere: "L'economia è importante, ma la
realtà nella sua pienezza e la vita nella sua complessità sono una cosa
diversa. Il mercatismo, l'ideologia totalitaria per governare il XXI secolo,
demonizzava lo stato, quasi tutto ciò che era pubblico e comunitario, ponendo
la sovranità del mercato in posizione di dominio su tutto il resto. Ora non si
può più dire che questa è una linea giusta, la linea esclusiva". La
politica non ha fatto altro che adeguarsi a questo stato di cose, quando invece
il panorama interno e internazionale è inquietante e drammatico, pieno di
conflitti, di integralismi, di terrorismo, di disastri ambientali, con un
meccanismo del mercato che porta con sé i venti delle crisi e una permanente
violazione delle sacre regole della concorrenza, del trionfo della mano
invisibile. Ci sono forze di contestazione e di protesta, ma anche di riforma e
di sviluppo democratico, fra le quali preminente in Europa la forza socialista.
Come ripartire anche in Italia? Due compiti mi sembrano ineludibili. Intanto
ricostruire alcune premesse indispensabili a una democrazia matura. Cioè
cambiare le regole a partire dalla legge elettorale e da alcune riforme costituzionali.
E' una necessità per tutti, poiché è pericoloso per la stessa democrazia, avere
una legge elettorale che stabilisce un dominio oligarchico di poche persone
alla testa dei partiti perfino per la formazione del parlamento e la
"nomina" dei parlamentari. Inoltre per chiunque vinca, non si potrà
governare con l'attuale, senza avvitarsi in una crisi permanente del nostro
paese. Il secondo compito è di ricostruire la sinistra. I limiti del passato
vanno risolutamente abbandonati, tanto più che nel paese è sempre più avvertito
il bisogno di una grande politica di riforme, di libertà, di laicità, di
giustizia sociale nel segno del socialismo, che oggi però non trova più il suo
naturale referente politico. Occorre, dopo le elezioni, aprire un dialogo a tutto
campo, tra coloro che nello stesso Partito democratico si sentono ancora
socialisti, passando per i socialisti che sono organizzati in partito, siano o
no nel nuovo Parlamento, fino alle forze raccolte nella Sinistra l'Arcobaleno.
L'obiettivo deve essere la definizione del programma e dell'organizzazione del
socialismo del XXI secolo, per questo è però indispensabile che il 13 e 14
aprile esca dalle urne un segnale chiaro a favore delle forze della sinistra
italiana.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Verba votant
Unguenti miracolosi Attacca Tremonti: "Veltroni gira
le piazze con l'attitudine di un venditore di unguenti miracolosi". Non è
particolarmente originale. In principio il "venditore di unguenti" fu
Bossi. Lo sbeffeggiò senza fatica un corsivo non firmato de "Il
Popolo" nel 1992: "E' un bottegaio della politica (...) Pretende di
vendere sulle piazze cianfrusaglie e unguenti maleodoranti come se fossero
medicine prodigiose". Maleodoranti, neppure miracolosi. Però il giorno
dopo l'onorevole dc Portatadino, figlio di bottegai, lesse e si sentì molto offeso.
Soltanto l'anno scorso l'onorevole Napoli (Fi) ampliò il concetto, commentando
la proposta della sinistra di abbassare l'Ici: "Vendere unguenti
miracolosi raggirando 9 milioni di elettori è un trucco che non riuscirebbe
nemmeno al mago di Avellino", disse. En passant, è lo stesso mago citato
da Casini il giorno che gli chiesero se il governo Prodi stava per cadere. Infine, tra le pieghe di un libro del 1995 si trova l'inizio di
tutto: "Berlusconi applica alla politica lo stesso linguaggio che Wanna Marchi applica
alla vendita degli unguenti miracolosi". Firmato Walter Veltroni, ne "La bella politica". E così il cerchio si chiude.
alberto piccinini.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un voto
costituente. Il Prc in trincea spera in una tregua col Pd. Duri invece Pdci e
Verdi Rifondazione si indigna ma frena Roma "Veltroni
sa di perdere. E se non vuole fare intese con noi vuol dire che le farà con Berlusconi". Cesare Salvi è in macchina per un comizio
a Valmontone. Diluvia ma il morale è alto: "Dopo l'intervista al manifesto
il voto per noi più che utile è ormai necessario. Siamo l'unico ostacolo contro
due partiti 'liquidi' ma pericolosissimi". La sinistra arcobaleno, che in
queste elezioni si gioca la vita o la morte, ha sempre più chiaro che la vera
posta in gioco nelle urne non è tanto chi governerà pro tempore il paese,
quanto il paese che verrà. Cioè le riforme costituzionali e regolamentari che
sono già in agenda. Il referendum elettorale si è solo spostato di un anno. E
giocoforza si sa già che la prossima legislatura inizierà dove è finita, cioè
riforma dei regolamenti parlamentari, addio al bicameralismo perfetto, taglio
degli eletti in parlamento e nei consigli comunali, riforme istituzionali che
aumentino "governabilità" e poteri del premier. Anche per chi non
vuol sentire il catalogo è questo. Bertinotti (che il Foglio chiama malignamente
"Bertino-Bertisì-Bertiforse" a proposito del futuro rapporto con Veltroni) è incerto. Preferisce battere sul voto utile
("Saremo determinanti contro il Pdl") ma si astiene dal commentare
l'offensiva del Pd. Un po' più esplicito il segretario di Rifondazione Franco
Giordano: "Il vero obiettivo di Veltroni non è
costruire l'alternativa alle destre ma un modello politico e sociale americano
che cancelli la sinistra. Glielo impediremo con grande determinazione".
Via del Policlinico si è svuotata per la campagna elettorale ma la prudenza dei
vertici del Prc viene spiegata così: "A sinistra siamo noi l'unica forza
reale. Se usciamo dalle giunte di centrosinistra, cadono davvero. E vallo a
spiegare mentre a Roma e in Sicilia siamo impegnati in una campagna elettorale
comune". In altre parole, con Veltroni si è
avversari ma mai nemici. Dopo il voto si tratterà senza sconti, ma con quali
carte in mano è difficile dirlo oggi. La puntata è al massimo rischio: rosso o
nero. O vinci o perdi tutto. Oltre a Sd durissimi anche Pdci e Verdi. Oliviero
Diliberto dopo un comizio a Padova va giù pesante: "Mussi ha ragione, le
giunte locali non sono un dogma. Veltroni si è assunto la
responsabilità di consegnare il paese a Berlusconi. Dopo
il voto sarà chiaro a tutti che per vincere gli mancheranno esattamente i
nostri voti". Neanche i Verdi le mandano a dire. "Veltroni ora quasi si vergogna di essere stato di sinistra.
Spieghi pubblicamente agli italiani che preferisce collaborare con Casini o Berlusconi invece che con noi - attacca Angelo Bonelli -
cancellare la Sinistra arcobaleno vuol dire cancellare 3-4 milioni di voti. Ma
che democrazia è questa? Aumenterà il conflitto sociale, perché milioni di
persone saranno escluse per legge dalla rappresentanza. Non è un caso che in America
l'affluenza al voto è vicina al 50%". La Sinistra arcobaleno? "E' un
progetto semplice e comprensibile da tutti, perfettamente coerente con quello
che la Costituzione ha immaginato". M. Ba.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Da
Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori
dallo schermo Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la
sinistra che "domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho
deciso io Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla sinistra. E' lui, è il Silvio doc, quello
che per l'ultima parte di campagna elettorale si scaglia a testa bassa contro
Walter Veltroni, che a sua volta ha riscoperto
l'antiberlusconismo. Occasione della nuova intemerata del Cavaliere, la
cancellazione della puntata di Porta a Porta che ieri sera l'avrebbe dovuto
vedere protagonista. Appuntamento soppresso vista l'impossibilità di mettere in
piedi una successiva puntata con Veltroni (per
indisponibilità dello stesso ex sindaco di Roma) che, in nome della par
condicio, compesasse l'assolo del leader del Pdl. "E' una violenza
inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla
sinistra che la domina come e quando vuole", si scantena così Berlusconi. Da una parte, il segretario del Pd che insiste
sul faccia a faccia in tv con il suo rivale, sfidandolo a scegliere anche la
location: vuole giocare in casa, allestire il confronto sulla sua Mediaset? E
sia. Dall'altra, Berlusconi che di fronte alla
sottile, sottilissima allusione al suo conflitto d'interessi risponde che
"bisogna andare a votare Pdl per riportare l'Italia in Europa e in
Occidente e non subire i condizionamenti di un partito che è ancora radicato
nella sinistra estrema". Ma non si parli del faccia a faccia: quello non
si può fare - dice ora anche il Cavaliere dopo averlo fatto ripetere per giorni
ai suoi - perché la par condicio, la famosa "legge liberticida", non
lo consente. Il leader del Pd dice che Berlusconi
scappa?: "Ma chi scappa... C'è una legge che impedisce il confronto. Se
facessi un confronto con Veltroni dovrei farlo con
tutti gli altri 12 candidati", ribatte lo sfidato. Sul caso Porta a Porta
a viale Mazzini, dove le imminenti elezioni sono vissute con particolare
apprensione, si producono pacchi di comunicati. Il direttore generale Claudio
Cappon, dopo aver spiegato che l'azienda ha il fiato dell'Authority sul collo e
dunque ha solo applicato la par condicio, mette in chiaro che la decisione di
ritirare l'invito a sua emittenza non l'ha presa lui, ma "il comitato
consultivo sulla programmazione elettorale". La precisazione arriva dopo
che in campo sono scese le truppe Rai del Cavaliere, in primis il consigliere
d'amministrazione Angelo Maria Petroni (quello che era stato sostituito dal
governo Prodi e poi reintegrato dal Tar), che a Cappon aveva chiesto lumi sulle
"ragioni giuridiche di una decisione che non ha precedenti nella storia
del servizio pubblico", addirittura. A Petroni si associa la consigliera
della Lega Giovanna Bianchi Clerici: "È un'occasione persa il fatto che
uno dei candidati principali alle elezioni non abbia la possibilità di
partecipare a Porta a Porta a causa di un veto altrui, è una ferita per le
regole della democrazia". Entrambi, Petroni e Bianchi Clerici, protestano
perché la grave ferita alla democrazia è stata inferta senza informare preventivamente
il cda. Morale: "La necessità di rivedere la par condicio è sotto gli
occhi di tutti", spiega la leghista sintonizzandosi sui programmi del Cav.
A sua volta, sollecitato da una lettera del presidente della vigilanza Mario
landolfi, An, interviene il presidente Rai Claudio Petruccioli, che fa
un'accurata ricostruzione di quanto accaduto, minuto per minuto, per mettere a
tacere voci e indiscrezioni, spiega. Conclusione di Petruccioli: quella di Berlusconi ieri sera sarebbe stata una presenza aggiuntiva
rispetto a quelle già concordate per gli ultimi giorni di campagna elettorale.
E in questa corsa a precisare e discolparsi, non manca Bruno Vespa: "Non
mi si può in alcun modo attribuire la decisione finale" di mettere alla
porta Berlusconi. Mi. B.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Dopo la chiusura
totale del leader del Pd all'Arcobaleno Fabio Mussi avverte: "Se pensa di
fare le riforme solo con Berlusconi sappia che le
giunte locali sono a rischio. Non può allearsi con la sinistra di giorno e
cancellarla di notte" Walter ci esclude, è peggio della Dc Matteo Bartocci
"Mi pare che Veltroni ribadisca il tema chiave
della sua campagna elettorale: annientare la sinistra. Anche
all'opposizione". Fabio Mussi e il leader del Pd si conoscono da
trent'anni. Eppure il coordinatore di Sinistra democratica non riesce a
nascondere tutta la sua sorpresa e l'indignazione per l'intervista all'amico
Walter pubblicata ieri sul manifesto. "Quando lo incontrammo all'indomani
della caduta del governo per verificare se c'erano le condizioni di un accordo
programmatico tra il Pd e la Sinistra arcobaleno - ricorda il ministro uscente
dell'università - lui respinse l'intesa con noi quasi come in un gentlemen'
agreement, presentandola come una separazione consensuale. Invece via via,
nella campagna elettorale, il suo progetto è venuto fuori perfino con una certa
crudezza". "Da soli si può". Cioè senza sinistra. Esatto.
Naturalmente quel suo "andiamo da soli", come se fosse un cavaliere
senza macchia e senza paura, era un falso. Poi non solo si è alleato con Di Pietro
ma ha anche imbarcato i radicali nel Pd con un'operazione perfino
spregiudicata. Se pensiamo alla legge 40 o a temi biopolitici come la ricerca
sulle staminali il Pd si è sostanzialmente comprato il silenzio dei radicali in
cambio di un po' di posti e di finanziamenti. Non voglio sembrare un nostalgico
ma la Dc era un partito di centro che guardava alla sua sinistra. Oggi il Pd si
è spostato al centro e guarda Di Pietro. Non tutte le innovazioni dunque sono
positive. Aver rotto i ponti a sinistra non è di per sé un male. Vi consegna
una responsabilità doppia? Se il tema è cancellare la sinistra ci possono
essere due conseguenze: o la sinistra perde e allora sarà ininfluente. O la
Sinistra arcobaleno avrà un risultato soddisfacente e allora potrà costringere
il Pd a cambiare le sue posizioni. Se infatti vince la linea "il deserto a
sinistra" credo che non ci sarà nessun argine allo slittamento centrista
del Pd. Eppure ricordo che la scorsa estate, alla festa di Sinistra democratica
a Orvieto, Veltroni vi disse che in futuro vi avrebbe
sorpreso e che prima o poi vi sarete rivisti. Me lo ricordo bene. E oggi invece
parla della sinistra come se fosse chissà quale diavoleria sconosciuta. Certo,
nel tempo si può cambiare idea ma fino a pochi anni fa eravamo tutti insieme
nel Pci. A proposito di tempi che cambiano. L'Unità di oggi (ieri per chi
legge, ndr) esulta in prima pagina: "Anche il Wall Street Journal tifa Veltroni". Certo un po' fa impressione: il quotidiano
di Antonio Gramsci e quello di Rupert Murdoch "tifano" entrambi per Veltroni. Sono giornali autorevoli tutti e due, ovviamente,
ma il Pd è proprio sicuro che quei fortissimi poteri economici gli chiedono
cose che è in grado di mantenere? Ma una chiusura così netta a sinistra, anche
se sarete all'opposizione e vincesse Berlusconi, non annuncia un'apertura a destra, almeno sulle riforme? Questo
il Pd lo dice esplicitamente. Berlusconi e Veltroni possono benissimo fare le riforme anche da soli. La sinistra
allora ha il dovere di mandare a entrambi un messaggio forte e chiaro: il
tavolo delle riforme non può essere a due. A chi ci chiede noi da che
parte stiamo rispondo che ci batteremo con la maggioranza del popolo italiano
che tre anni fa ha respinto con il referendum le riforme costituzionali della
destra. E se si limitassero alla riforma elettorale? Se pensano di fare un
bipartitismo coatto per legge sappiano che ciò non sarà senza conseguenze. Non
si può pensare di governare città, province e regioni con la sinistra al
mattino e cancellarla per legge a livello nazionale la sera. Approvare una
riforma elettorale attraverso un patto scellerato con Berlusconi
innescherà un effetto domino ovunque governiamo insieme. Chiedo che dicano
subito quali sono le loro intenzioni, perché quello che prometti agli elettori
poi lo devi fare.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Berlusconi fa i nomi dei possibili
"scalatori" di Alitalia: Benetton, Eni, Ligresti, Mediobanca. Tutti
smentiscono a stretto giro di posta. Consob e procura tengono d'occhio i
movimenti speculativi sul titolo, più volte sospeso in borsa Sara Farolfi Dire,
ridire e smentire. Poi, ripulito il campo, rilanciare. La situazione è grave ma
non seria, direbbe Flaiano. Non fosse che ieri la Consob e la Procura di Roma
hanno battuto un colpo. L'autorità di vigilanza sulla Borsa per annunciare di
avere messo in atto un "attento monitoraggio" della situazione
Alitalia (il cui titolo anche ieri è stato sospeso svariate volte per eccesso
di rialzo, per poi chiudere con un più 8,44%). E la magistratura - che segue la
vicenda Alitalia dalla scorsa estate - per dirsi pronta a esaminare il
materiale che dovesse emergere nell'ipotesi di un'istruttoria da parte
dell'autorità di vigilanza. Dopo giorni di mezze parole a mezzo stampa, Silvio Berlusconi ha reso noto in un colloquio con la Stampa alcuni
dei nomi dei potenziali interessati a una cordata italiana per l'acquisizione
di Alitalia: Ligresti, Benetton, Mediobanca e Eni. Tempo qualche ora, e la
giornata si è trasformata in una lunga coda di smentite e no comment.
"Nessun interesse", da parte della holding dei Benetton.
"Nessuna ipotesi di cordata o di ingresso nel capitale di Alitalia è allo
studio", detta Mediobanca. All'Eni (di cui comunque risponde, in ultima
istanza, il Tesoro che ha in mano poco meno del 30% delle azioni) tocca dire,
per bocca dell'amministratore delegato Paolo Scaroni, che "il dossier
Alitalia non è in agenda". Anche l'Enel (assente dalla lista) mette le
mani avanti: "Io compro solo i biglietti di Alitalia", si diverte
l'ad Fulvio Conti. E Ligresti, storico amico del cavaliere, sottolinea di
"non aver avviato alcuna iniziativa finalizzata a presentare
un'offerta". Fuffa elettorale, dunque, l'ennesima. Così il berlusca
corregge il tiro - "i nomi apparsi sui giornali sono indiscrezioni o
supposizioni giornalistiche", "i giornali intingono la penna nel
rosso della sinistra" - e prepara il rilancio - "l'Italia non può
rinunciare a una sua compagnia di bandiera, perciò ho lanciato un appello a
tutti gli imprenditori perchè sentissero l'orgoglio di garantire la
sopravvivenza e il rilancio di Alitalia.. c'è tutto il tempo di condurre in
porto le esplorazioni e i contatti già avviati e nessuno è autorizzato a
scambiare questi contatti come decisioni già assunte o peggio
manifestate". Le precisazioni toccano poi a Bruno Ermolli, presidente di
Sinergetica, membro del cda di Mediaset, e da qualche settimana
"esploratore" designato dal cavaliere: "E' chiaro che non
basteranno pochi giorni, e soprattutto il tutto dovrà farsi una volta esaurita
la trattativa con Air France". Ma in serata la conclusione di Berlusconi è la seguente: "Un'offerta impegnativa per
l'acquisizione della compagnia di bandiera si potrebbe consolidare in tre,
quattro settimane". Allo scoccare dell'ennesima dichiarazione, la maionese
elettorale è già impazzita. Di Pietro, nell'abito che più gli è consono,
minaccia: "L'Italia dei valori presenterà una denuncia al fine di
accertare se vi siano estremi di reato, insider trading o aggiotaggio, nelle
dichiarazioni di Berlusconi sul caso Alitalia".
"Insider trading? Ma io non ho neanche un'azione Alitalia", risponde Berlusconi. Palazzo Chigi, chiamato in causa dal presunto
interessamento di Eni alla cordata italiana, non si sbilancia. Stavolta ne parla anche Walter Veltroni: "La
politica è una cosa seria, in cui ogni parola pesa sulla Borsa e su questi temi
non si possono inventare affermazioni non sostenute dalla realtà. Ci sarebbe da
ridere se in gioco non ci fossero i posti di lavoro di migliaia di
persone". Secondo il candidato premier Pd, l'accordo con Air France
va fatto, con due garanzie: limitando l'impatto sociale per quanto riguarda gli
esuberi e garantendo un ruolo importante a Malpensa. "Gli imprenditori
italiani sono persone serie che prima risolvono i problemi e solo dopo dicono
di averli risolti", ne approfitta Massimo Calearo, ex presidente di
Federmeccanica candidato nelle liste del Pd. "Solo bufale e non
mozzarelle", arriva dal centro di Pier Casini. E persino Bossi non fa che
ripetere che si tratta di "un miracolo che può fare solo Berlusconi". Si può diventare laici anche
involontariamente.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
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Candidarsi addosso
Luca Fazio Uff...Non sanno nemmeno mandarsi affanculo come si deve! Insultarsi
per bene, con cognizione di causa, scegliere la parola giusta per lasciare di
sasso l'avversario, è un'arte che ha a che fare con la poesia. Lo sapeva bene
Borges, che purtroppo, però, non fa i titoli dei giornali. Prendiamo l'apertura
del Corriere della Sera, per esempio: "Elezioni, è l'ora dello
scontro". Palla colossale, a meno che dopo un'ammucchiata di legislature
inginocchiate sulle poltroncine di Bruno Vespa non ci sia ancora qualcuno
disposto ad eccitarsi per una scaramuccia a Porta a Porta. E lo scontro?
Eccolo. Sei vecchio e scappi. E tu sei stalinista. Ci siete ancora? Bene, è
tutto qui. Tanto basta per far dire a Massimo Franco che "il segretario
del Pd e i suoi uomini si preparano a sfilarsi i guanti di velluto e a mettersi
i guantoni da boxe". Sentite un po' che colpi spara il coordinatore del
Pd, Goffredo Bettini: "Berlusconi? Il solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque
volte è stato Jean Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia
sul fuocherello anche a pagina 2, "Veltroni vara la
svolta: all'assalto di Silvio". Siccome non è Foreman contro Mohamed Alì,
tocca ripiegare su un incontrino di wrestling al femminile, nel fango.
Sul ring "Mussolini contro Santanché: so quel che Benito pensa di
te". Siete lì che pendete dalle loro labbra? Tutta roba finta: la nipotina
del dittatore, apostrofata con un "sei una valletta di Fini", replica
con un "parli tu che sei politicamente orizzontale". Finalmente il
più classico degli insulti? Mah. Per guadagnarsi la prima pagina, l'icona
popolare che lo rappresenta andrebbe nominata con più coraggio. E Berlusconi, che una volta dava dei coglioni al 50% degli
elettori? Le solite battute. Stalinista di qui, stalinista di là, e poi solo
una frecciata a Di Pietro: "Mi fa orrore non perché è brutto, ma perché
con una grammatica così c'è da credere che la sua laurea non sia altro che un
titolo fornito dai servizi". Cambiamo laurea, e andiamo a cercare qualche
cattiveria su l'Unità che per épater la bourgeoisie pubblica in prima una
epistola di Mario Capanna, letteralmente infuriato con l'Università Cattolica
che quattro decenni fa lo cacciò per insubordinazione. Tuoni e fulmini? Macché:
"Caro Rettore, ora voglio le scuse". Ah. Più perfida, almeno nelle
intenzioni, l'apertura a sei colonne: "Il mondo ci guarda: Silvio vecchio,
Walter nuovo". Vecchio. Ecco l'insulto che più spesso viene indirizzato al
Cavaliere, e potrebbe essere anche un boomerang, poiché, considerato che di
vecchi è piena l'italietta, meglio sarebbe accompagnare l'epiteto con un
sostantivo appropriato. Vecchio...cosa? Eppure (prendiamo La Stampa) è proprio
sull'età che Veltroni tradisce quell'aria da Gianni
Morandi che poco si adatta agli scontri frontali: "Sono alla 71esima tappa
del mio giro fra le province, più o meno l'età del mio avversario". E la
Repubblica che fa, visto che "E' scontro sul duello in tv"? Buffetti,
solo Curzio Maltese roso da un dubbio - "Che senso ha una campagna
elettorale senza il faccia a faccia tra i due candidati?" - e poi una
carognata di seconda mano di Ellekappa sui soliti insulti del piccoletto di
Arcore: "Berlusconi tira fuori i suoi vecchi
cavalli di battaglia"; replica l'altro, "Vediamo se tira fuori anche
lo stalliere". Ma, seppur involontaria, la più cattivella di tutte è stata
riservata alle incolpevoli suore clarisse del monastero di Santa Rosa.
Cavaliere ha qualche consiglio? "Non fate tardi quando uscite la
sera". Un colpo di fioretto.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
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OPINIONI BESTIARIO
Contrordine compagni di Giampaolo Pansa Torte in faccia. Accuse maligne. Comizi
interrotti. Lanci di uova. Attacchi alle sedi. è la sinistra nevrotica Una
torta di panna no-global tirata in faccia a un capo no-global? Impossibile,
dirà qualcuno. Invece è accaduto sabato 22 marzo a Venezia. Il colpito è
Francesco Caruso, già deputato di Rifondazione e oggi ricandidato dalla Cosa
Rossa in Veneto 2, ossia a Treviso, Belluno e Venezia. Il Caruso stava tenendo
una conferenza stampa in un ristorante veneziano e spiegava perché i capi della
Sinistra Arcobaleno l'avessero deportato tanto lontano dal suo Mezzogiorno.
Aveva accanto il chiarissimo professor Nicola Tranfaglia, storico, comunista
del partitino di Diliberto, anche lui rimesso in lista. All'improvviso, è
comparso un ragazzo in cappuccio nero che ha fatto partire il missile di panna
montata. Un razzo di un chilo, forse uscito dall'arsenale di Luca Casarini, il
capo-no global del Veneto che apprezza poco quel compagno del Sud. Risultato:
colpito Caruso. E con lui la sacra barba di Tranfaglia. Messo così, l'assalto
pannoso sarebbe cosa da nulla, roba da tardo film comico. Ma vista nel famoso contesto
che tanto piace ai pensatori della sinistra regressista, la faccenda acquista
un valore ben più pregnante. E svela la paura di perdere che serpeggia nelle
file dell'Arcobaleno Rosso, in braghe di tela per la polemica sul voto utile.
La paura ha generato una nevrosi isterica. Rivolta non al blocco del famigerato
Caimano Berlusca, bensì al Pidì del pacifico Veltroni. Lo si è visto fin dall'inizio della campagna elettorale. E il
primo a farne le spese è stato il giuslavorista Pietro Ichino: candidato di Walter
e bestia nera dei regressisti per le sue opinioni sull'articolo 18 dello
Statuto dei lavoratori e sulla legge Biagi, uno che vive da sei anni sotto
scorta. Già alla fine di febbraio, i capi della Cosa rossa tiravano su
di lui. Marco Rizzo è stato lapidario: "è un servo dei padroni". E
Diliberto: "è uguale a Berlusconi". E madama
Manuela Palermi: "è un vero talebano, un pazzo". E Franco Giordano,
un tantino meno rozzo: "La candidatura di Ichino mostra la volontà di
favorire una politica economica liberista". Qualche giorno dopo, il
ringhio dei Cosarossi & Affini è diventato bipartisan. Il 29 febbraio, a
Torino, una squadraccia di antagonisti ha devastato la sede di Forza Italia,
inondandola di liquame. Il 1 marzo a Livorno sono andati distrutti due gazebo
della Lega, più le botte a un leghista. E prima ancora, sempre a Livorno, erano
state devastate le sedi dei comitati elettorali di Altero Matteoli e di Guido
Guastalla. Il 7 marzo a Genova i centri sociali hanno interrotto un comizio del
leghista Mario Borghezio. Lo stesso giorno a Roma ha fatto la medesima fine un
convegno di An sulla festa dell'Otto marzo all'Università della Sapienza. Qui è
stato aggredito il direttore del 'Secolo d'Italia', Luciano Lanna. Il 12 marzo,
sempre a Roma, i Centri sociali hanno invaso la sede nazionale del Pidì, il
famoso loft di Veltroni, pretendendo la verità sui
pestaggi della polizia durante il G8 del
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
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OPINIONI SIGNORNò Vi
incrimino anzi no di Marco Travaglio Veltroni l'ha scritto sul 'Riformista', per non farlo sapere troppo in
giro. Ma l'ha scritto: l'"obbligatorietà dell'azione penale" va
attenuata con "criteri di priorità" fissati da "Parlamento, Csm
e Procuratori della Repubblica". Peccato, perché nella prima parte
dell'articolo aveva fatto bene i compiti: i mali della giustizia sono i troppi
"colpevoli impuniti, scarcerazioni incomprensibili, sentenze dopo
moltissimi anni", dunque occorrono più mezzi, più organizzazione e meno
cavilli. Poi però Uòlter è scivolato su una ricetta che, oltre a portare il
marchio di Gelli, di Craxi, di Berlusconi e della
Bicamerale, tradisce la Costituzione proprio nel 60 compleanno e butta a mare
uno dei rari fiori all'occhiello del nostro sistema. Perché la legge sia uguale
per tutti, i pm e i giudici devono essere "indipendenti da ogni altro
potere". E, per esserlo davvero, devono coltivare tutte le notizie di
reato. Senza poter scegliere quelle che preferiscono. Si dirà: i reati sono
troppi e si è già costretti a scegliere. Bene, anzi male: il rimedio è
depenalizzare i reati ritenuti superflui. Ma dire "questo è reato, ma non
sarà punito" è assurdo e devastante. Obiezione: il procuratore torinese
Marcello Maddalena ha raccomandato ai suoi pm di accantonare i processi
destinati a pena indultata e dare la precedenza a quelli nuovi. Vero, ma è una
misura eccezionale per fronteggiare l'emergenza indulto, che costringe i
giudici a processare anche imputati per reati commessi fino al 2006 e dunque
destinati, in caso di condanna, a subire una pena puramente virtuale. Pessima
poi l'idea di far decidere al Parlamento, cioè ai partiti, quali reati
perseguire e quali no. Perché metterebbe fine all'indipendenza della
magistratura. E perché gli ultimi 15 anni di 'riforme' la dicono lunga su quali
siano, per i nostri partiti, i 'reati gravi': quelli degli altri. Nel 1997
destra e sinistra depenalizzarono l'abuso d'ufficio non patrimoniale,
legalizzando lottizzazioni, favoritismi, concorsi truccati. Nel '99 destra e
sinistra tentarono di depenalizzare il finanziamento illecito dei partiti, e
dovettero rinunciare solo grazie al no di Di Pietro e di alcuni grandi
giornali. Nel 2000 destra e sinistra depenalizzarono l'uso di fatture false con
relative frodi fiscali. Nel 2002 Berlusconi cancellò
di fatto il falso in bilancio e dimezzò la prescrizione per i reati di
Tangentopoli: due controriforme che, nonostante le promesse, l'Unione non
cancellò. La Lega bloccò il reato di tortura (e Uòlter, che ora chiede
"piena luce" su Bolzaneto, dovrebbe ricordarlo). Dal 2006 il governo
Prodi boicotta il processo sul sequestro di Abu Omar. E da anni destra e
sinistra tentano di dimezzare le pene per la bancarotta. Se il Parlamento mette
becco pure nell'azione penale, sappiamo già come va a finire: i reati 'meno
gravi' sono quelli delle classi dirigenti, cioè proprio i più dannosi per la
collettività. Quelli che, nei paesi seri, sono puniti con la galera. E in
Italia, invece, con la presidenza del Consiglio. Ma chissà che gli è preso, a
Uòlter: per dire certe castronerie, non bastava Berlusconi?
OPINIONI SATIRA PREVENTIVA malpensa pitonata di michele serra L'annuncio di una
cordata guidata dai figli di Berlusconi per sottrarre
le spoglie di Alitalia ai francesi è stata accolta con grande interesse dagli
analisti finanziari. Secondo alcuni la liquidità della famiglia, finora
destinata soprattutto all'acquisizione di centinaia di ville identiche, con
patio e pozzo rustico, in tutte le località turistiche del pianeta, basterebbe
da sola a ripianare l'intero deficit nazionale e risollevare le sorti di tutti
i comparti industriali. Sono allo studio diversi interventi risolutivi. Vediamo
i principali. Malpensa La famiglia Berlusconi rileverà
Malpensa soprattutto per riqualificarla dal punto di vista estetico e
urbanistico. Ogni pista sarà dotata di patio e ogni aereo di un prestigioso
pozzo rustico, proprio dietro la cabina del pilota. Le sale d'attesa,
delimitate da anonime vetrate secondo la sciatta usanza mondiale, saranno
finalmente perlinate per conferire all'aerostazione il giusto orgoglio 'local',
molto apprezzato dalla Lega che ha già fatto perlinare l'intera provincia di
Varese. Ogni passeggero, con una modica spesa aggiuntiva, potrà ricoprire la
sua valigia con uno speciale cellophan pitonato, ideato da Marina Berlusconi in persona, e prendere posto nelle salette vip,
che saranno identiche alle altre ma si distingueranno per la scritta 'saletta
vip', la presenza di soli passeggeri con bagaglio pitonato e una hostess che si
premura di chiudere personalmente la bocca dei passeggeri che si addormentano con
la bocca aperta. Autogrill Le tristi cataste di caciotte e peluche, grazie alla
gestione Berlusconi, verranno soppiantate da
allestimenti di tutt'altro livello: le caciotte saranno confezionate in
prestigiosi reggiseni, i peluche non rappresenteranno più i soliti orsetti e
delfini, ma donnine nude, alcune a grandezza naturale, in grado di dire 'ti
amo' con una semplice pressione sulle natiche. L'idea di moquettare l'intero
tracciato dell'Autosole è invece stata abbandonata dopo avere valutato i costi
del battitappeto. Si è ripiegato sulla moquettatura delle sole aree di
parcheggio. I caselli saranno sostituiti da pozzi rustici, nei quali gettare il
denaro contante, oppure da Telepass di nuova concezione, che riconoscono
l'automobilista, lo salutano con nome e cognome e gli gridano di tornare subito
indietro perché deve ancora ascoltare alcuni consigli pubblicitari, pena il
raddoppio della tariffa. Caffè Greco Perché lasciare il più prestigioso caffè
di Roma nel suo decrepito aspetto di locale storico? Piersilvio Berlusconi in persona intende rilevarlo e trasformarlo in
sushi bar. I vecchi camerieri potranno rimanare al loro posto ma verranno
tatuati e dovranno servire i clienti a torso nudo, con un gilet argentato,
danzando al suono della musica techno. Gli anziani clienti (senatori,
intellettuali, professori con la gotta, turisti americani per bene) saranno
costretti dai buttafuori a intingere il sushi nel cappuccino. In alternativa, a
farsi un piercing. Un medico interno provvederà a soccorrere il presidente
Napolitano quando, appena entrato nel locale, cadrà per terra inseguendo il suo
caffè che fugge sul nastro rotante. Fiat I modelli della gamma attuale
rimangono legati a un concetto di popolarità che mortifica le ambizioni nei
nuovi proprietari. Nemmeno la Panda con le basette lanciata da Lapo Elkann per
ricordare il nonno viene ritenuta sufficientemente pacchiana dallo staff di Berlusconi, che intende rivoluzionare la produzione,
valorizzando l'esperienza immobiliare del gruppo. Via la Punto e la Croma, arriveranno
l'ammiraglia 'Superattico', con pozzo rustico nel bagagliaio, la media
'Prestigioso quadrilocale', con citofono, e l'utilitaria 'Soluzione
interessante', parcheggiata sempre a soli venti minuti dal proprietario. Attesa
anche la city-car per signore 'Luana', con il paraurti anteriore rifatto. Tutti
i modelli avranno la possibilità di montare ruote col rialzo e come optional un
avvocato seduto al fianco del guidatore.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
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Attualità ELEZIONI /
LE LISTE AL MICROSCOPIO occhio al candidato Di peter gomez e marco travaglio
Condannati. Riciclati. Voltagabbana. Fannulloni. Un libro analizza gli
aspiranti parlamentari. Elenca quelli 'da evitare'. E propone il loro
sciocchezzaio S'intitola 'Se li conosci li eviti': è il nuovo libro di Peter
Gomez e Marco Travaglio (ed. Chiarelettere, 14,60 euro). Un "manuale di pronto
soccorso" per aiutare gli elettori a scegliere il meglio, o il meno
peggio, tra le liste dei candidati, anzi dei parlamentari nominati dai partiti
grazie alla legge elettorale Porcellum. Il sottotitolo parla da sé:
"Raccomandati, riciclati, condannati, imputati, ignoranti, voltagabbana,
fannulloni del nuovo Parlamento". Ma, all'inizio del libro, gli autori
fanno uno sforzo costruttivo ed elencano "i magnifici venti", cioè
altrettanti parlamentari che hanno meritato la riconferma (infatti alcuni di
essi, come Nando Dalla Chiesa e Tana De Zulueta, non sono stati ricandidati).
Poi inizia il rosario degli impresentabili, scelti per categorie. Quelli che
hanno votato l'indulto. Quelli che hanno partecipato alla grande abbuffata
della monnezza in Campania. Quelli che han comprato case nel centro di Roma a
prezzi di box auto. E poi i voltagabbana, gli assenteisti cronici, i somari
sorpresi dalle Iene a balbettare anche sulla data della scoperta dell'America o
della Rivoluzione francese e così via. Prima di un confronto fra gli ultimi due
governi del centrodestra e del centrosinistra, con relative leggi vergogna, e dei programmi elettorali di Berlusconi e di Veltroni, c'è una lunga radiografia degli inquisiti, imputati e
condannati presenti nelle liste. A farla da padrone è il Popolo delle libertà,
che - se ha lasciato a casa i Pomicino, i Vito, i Biondi, e i Mastella - ha
rinnovato il repertorio con parecchie new entry per meriti penali. A
cominciare dai pregiudicati Ciarrapico e Sciascia e dagli indagati Speciale e
Bergamini. In tutto, i condannati in primo o secondo o terzo grado del Pdl sono
25, più almeno altrettanti indagati o rinviati a giudizio, senza contare i
miracolati dalla prescrizione. E pensare che Sandro Bondi aveva promesso
"nessun candidato sottoposto a procedimenti penali" (anche se poi
aveva aggiunto: "Tranne i perseguitati politici..."). L'Udc vanta
almeno cinque condannati, fra provvisori e definitivi. La Destra due rinviati a
giudizio, tra cui il suo leader Storace. Ma le sorprese vengono dal Pd che,
nonostante la promessa di Veltroni di non candidare
nemmeno i puniti in primo grado, schiera due condannati definitivi, Enzo Carra
e Antonino Papania (entrambi in Sicilia, dove svetta anche Mirello Crisafulli,
amico del boss di Enna), un condannato in primo grado, uno in appello, cinque
indagati (tutti fra la Calabria e la Basilicata), un rinviato a giudizio, tre
salvati dalla prescrizione (tra i quali D'Alema). Senza dimenticare tutti i
protettori di Giovanni Consorte nella scalata Unipol a Bnl. Completano il
quadro l'Arcobaleno (due condannati: Caruso e Farina, ancorché per reati legati
all'attività politica di "disobbedienti") e i Socialisti (un
condannato per tangenti: De Michelis). Le schede di ogni 'impresentabile' si
concludono con uno o più 'frasi celebri', che costituiscono un impareggiabile
bestiario dei legislatori. Ecco una piccola antologia: Lucio Barani (Pdl):
"L'Eta agisce nel Nord dell'Irlanda, è l'organizzazione che vuole liberare
la sua regione dall'Inghilterra". Silvio Berlusconi
(Pdl): "Mi sono battuto fino all'ultimo perché Enzo Biagi restasse in
Rai". Roberto Calderoli (Lega): "Dare il voto agli immigrati non mi
sembra il caso, un paese civile non può far votare dei bingo-bongo che fino a
qualche anno fa stavano ancora sugli alberi, dai". Massimo Calearo (Pd):
"San Clemente Mastella ha fatto bene al Paese perché ha fermato il governo
Prodi e adesso c'è un partito come il Pd che ha un programma moderno...."
(2008). Francesco Caruso (Sa): "L'indulto è uno scambio di prigionieri:
noi liberiamo i nostri compagni e Forza Italia libera i suoi". Roberto
Castelli (Lega): "In base ai princìpi di Montesquieu, propongo una
versione all'argata del lodo Maccanico (la norma dichiarata incostituzionale
che impediva i processi al premier, nda) anche per i ministri. Basterà una
legge ordinaria, senza problemi di costituzionalità". Giuseppe Ciarrapico
(Pdl): "'Sta destra imbalsamata... Ma chi la vole? è una monnezza..."
(2007). Giuseppe Consolo (An): "Aumenta la credibilità di Igor Marini (il
calunniatore del caso Telecom-Serbia, nda) è innegabilmente più credibile di
ieri..." (2005). Gennaro Coronella (An): "La scoperta dell'America?
Diciassettesimo secolo, 1700". Massimo D'Alema (Pd): "Veltroni leader del Pd? Non finché io vivo" (giugno
'06). Antonio Del Pennino (Pdl): "Abbandono definitivamente la politica,
mi dedicherò all'editoria..." (1994). Marcello Dell'Utri (Pdl): "Se
esiste la mafia? Le risponderò con una frase di Luciano Liggio: se esiste
l'antimafia esisterà anche la mafia...". Lamberto Dini (Pdl): "Non
sono un trasformista, sono sempre stato coerente..." (10 febbraio 2008).
Renato Farina (Pdl): "La mia ambizione è sempre stata inconsciamente
quella di Karol Wojtyla: lui morire nei viaggi, io sul fronte". Gianfranco
Fini (Pdl): "Voglio che sia a tutti chiaro che, almeno per quanto riguarda
il presidente di An, non esiste alcuna possibilità che An si sciolga e
confluisca nel nuovo partito di Berlusconi... Berlusconi con me ha chiuso, non pensi di recuperarmi, io al
contrario di lui non cambio posizione. Se vuole far il premier, deve fare i
conti con me, che ho pure vent'anni di meno..." (18 novembre 2007).
Giampaolo Fogliardi (Pd): "Effetto serra è il pianeta che si
raffredda". Marco Follini (Pd): "Cuffaro è una persona per bene e io
l'appoggio" (2006). Maurizio Gasparri (Pdl): "Mi tocca di stringere
centinaia di mani, sudate, calde, sporche. E, al sud, addirittura il bacio. Il
saluto romano è più pulito. Dovrebbero imporlo le Asl per evitare il
contagio". Carlo Giovanardi (Pdl): "Il decreto Bersani prevede che
l'Iva passi dal 10 al 20 per cento per una serie di merci: ci sono i prodotti
dolciari, francobolli da collezione. C'è già una reazione furibonda da parte di
collezionisti di francobolli, che sono migliaia... Le tariffe dei taxi italiani
sono già tra le più basse d'Europa". Luigi Grillo (Pdl): "Il
governatore Antonio Fazio è un uomo di una severità, di una trasparenza, di una
pulizia morale assolute". Enrico La Loggia (Pdl): "C'è un manipolo di
magistrati facinorosi che devono essere messi in condizione di non continuare a
fare questo attacco alla democrazia. Forse varrà la pena di farne un breve
elenco" (2002). Mario Landolfi (Pdl): "è la tv che ha invaso la
politica, non il contrario". Raffaele Lombardo (Mpa): "Non ci piace
Garibaldi. Noi dobbiamo rivalutare i nostri briganti". Francesco Lucchese
(Udc): "Nelson Mandela? Il presidente sudamericano... brasiliano. No,
Sudafrica, scusi il copsus... Ha combattuto per l'apartid, per il diritto di
separazione fra bianchi e neri". Leonardo Martinello (Udc):
"Guantanamo? Mai sentito... I carceri in Iraq o in Afagnistan...
Apfaghistan...". Antonio Martino (Pdl): "Lunga vita ai paradisi fiscali.
Difendo quei paesi dove viene salvaguardato strenuamente il segreto bancario,
alto principio di civiltà e di garanzia per i contribuenti". Riccardo
Minardo (Pdl): "La rivoluzione francese? Milleottocento, seconda metà,
mentre si faceva l'Unità d'Italia, si faceva anche la Rivoluzione francese...
1860, più o meno...". Gaetano Pecorella (Pdl): "Hamas sappiamo
benissimo che cos'è: è il capo dell'organizzazione palestinese. Lo sappiamo
tutti...". Marcello Pera (Pdl): "Berlusconi
è a metà strada tra un cabarettista azzimato e un venditore televisivo di
stoviglie, una roba che avrebbe angosciato e ispirato il povero Fellini"
(1994). Oskar Peterlini (Svp):"La Rcs è un'assicurazione, no?".
Pietro Rao (Mpa): "Caino era il figlio d'Isacco". Claudio Scajola (Pdl):
"Fatevi dire da Maroni se Marco Biagi era una figura centrale: era un
rompicoglioni che voleva il rinnovo del contratto di consulenza". Walter Veltroni (Pd): "Non penso affatto di presentarmi come
leader del centrosinistra" (gennaio 2006). Luigi Vitali (Pdl): "La
scoperta dell'America? 1862". n.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Attualità ELEZIONI /
PARTITO DEMOCRATICO ALLA PROVA PASSAPAROLA WALTER COMUNICAZIONE PI AGGRESSIVA.
DUELLO TVPER ATTRARRE ELETTORI NON POLITICIZZATI. MA SOPRATTUTTO MOBILITAZIONE
DEL POPOLO DELLE PRIMARIE. ECCO LA STRATEGIA DI VELTRONI
PER CONQUISTARE GLI INDECISI Allora facciamo il punto. Va male? Malino,
malissimo? O c'è qualche chance di recupero? Una lucina in fondo alla galleria
del 13-14 aprile? Per il momento si vede che Silvio Berlusconi è un
pascià e agita l'Alitalia come una scimitarra contro il centrosinistra,
riuscendo perfino nell'impresa di resuscitare la coppia Prodi &
Padoa-Schioppa come nemici preferiti, 'il duo che vi piace odiare'. I suoi
media fanno campagna sino in fondo, comportandosi come autentici house organ di
propaganda, e innescando fuochi artificiali con ogni titolo; il giornale
d'opinione della famiglia berlusconiana, 'Il Foglio', partecipa alla festa
preventiva del Pdl e scrive un giorno sì e l'altro pure che "il Cav. si
appresta a vincere a valanga". Sarà vero, sarà falso. Comunque a dare
retta ai sondaggi sembra che non ci siano realistiche possibilità di
rovesciamento del match: "La situazione è statica", conferma a denti
stretti Roberto Weber di Swg, nel senso che dopo la prima rincorsa il rapporto
di forze tra Pdl e Pd si è stabilizzato: "Veltroni
non è più in crescita". Ilvo Diamanti, il maggiore interprete del Nord,
lascia trasparire lo scetticismo del politologo: questione di liste
discutibili, di messaggi poco leggibili. è vero che a Mantova come a Varese, a
Sesto San Giovanni come a Milano, piazze e spazi urbani si sono riempiti di
folla, ma lasciando a molti la sensazione che il tour di 'Walter' abbia mosso
le acque superficiali più che quelle profonde. Quanto al "bruciante
programma di modernizzazione" auspicato dai Michele Salvati e dai Nicola
Rossi, dopo le candidature di Colaninno junior e del confindustriale Calearo,
oltre la linea gotica si è perso il filo. Nell'area ultrariformista trapelano
perplessità: forse ci voleva uno sforzo in più per qualificare il Partito
democratico come lo strumento storico della concorrenza e delle
liberalizzazioni. Occorreva guadagnare il via libera degli establishment,
"e invece siamo qui a discutere il protezionismo chic di Tremonti". A
cui si aggiunge il populismo nazionalista delle trovate di Berlusconi
sull'Alitalia ("i miei figli faranno il loro dovere"), accolte senza
una reazione adeguata. "Berlusconi in verità
sembrava bollito, tutt'altro che entusiasta di andare a Palazzo Chigi, ma con
l'Alitalia ha fatto un numero da acrobata, paragonabile a quello del 2006
durante l'ultimo confronto in tv con Prodi, quando a sorpresa promise
l'eliminazione dell'Ici", commenta il politologo Roberto Cartocci:
"Ed è piuttosto sensazionale che i liberisti e liberalizzatori, e anche i
secessionisti, siano diventati i difensori dell'italianità. Solo che su questo
tema Veltroni, ex sindaco di Roma e legato alla pax
sindacale, è paralizzato". Insomma, nel circuito veltroniano ci sarebbero
serie condizioni per il pessimismo. La Chiesa sembra sempre su posizioni ruiniane,
diffidente verso le tracce di radicalismo 'laicista' presenti in qualche
frangia democratica. E invece nel loft e sul pullman, fra i collaboratori, nei
discorsi di Goffredo Bettini e dell'ufficio stampa, circola un discreto
buonumore. Così come nel circuito politico che affianca il leader. Il numero
due del Pd, Dario Franceschini, è in attesa che si realizzi il 'Democratic
Day', "cioè il nostro D-Day", e annuncia la strategia per le ultime
due settimane di campagna: "Abbiamo dalla nostra parte una forza che non
ha nessuno, il popolo delle primarie. è un esercito che non ha generali né
reggimenti; ma sappiamo che almeno il 15 per cento del voto è indotto da un
consiglio personale e diretto. Si tratta di un voto che si può definire di
prossimità. E se finora abbiamo fatto la campagna elettorale in tv, adesso
chiediamo di farla a quei tre milioni e mezzo di cittadini che scelsero Veltroni nei seggi della consultazione democratica. Con il
passaparola, il metodo più antico e più nuovo del mondo". Ma nel vertice
del Pd avranno la percezione che, se dovesse andare molto male, c'è il rischio
di recludere la sinistra riformista all'opposizione per un paio di decenni? E
che allora non basta il guerrilla marketing, il marketing virale, il 'word of
mouth', e occorre un po' di pathos? Finora l'unico e vero segnale politico
lanciato dai Veltronici è stato il messaggio
strategico-organizzativo. "Abbiamo cambiato lo schema competitivo, e fatto
capire all'opinione pubblica che il 'correre da soli' è stato un cambio di fase
rivoluzionario per la politica italiana. Certo, la trasformazione del format
non basta. Ma adesso andiamo a mettere le mani dentro la società. Coraggio, si
riparte". Il primo punto della 'ripartenza' alla Arrigo Sacchi consiste
innanzitutto nella mobilitazione delle aree di elettorato ancora incerte. Cioè
una quota di voto ancora altissima, che a seconda dei sondaggi si situa fra il
30 e il 34 del totale. Elettorato deluso, elettorato astensionista, elettorato
da portare ai seggi quasi a forza. è vero che statisticamente gli incerti
tendono a suddividersi tra le forze in campo, ma il leader del Pd deve fare
tutto il possibile per riportare alle urne l'elettorato di centrosinistra
frustrato, quello che aveva nutrito aspettative che il governo Prodi non ha
soddisfatto. Ma come si fa a rimobilitare segmenti di società precipitati
nell'apatia politica, disillusi sul loro potere d'acquisto, scarsamente
fiduciosi sul futuro e sul loro ruolo sociale? Si pensi ad esempio al
traumatico disincanto del mondo della scuola, e degli ambienti della ricerca. E
anche al lavoro dipendente qualificato, impiegati superiori, dirigenti e
manager, uno strato sociale ad alto tasso di consenso al centrosinistra su cui
è precipitata la tempesta delle tasse prodiane. "Intanto", confida
Salvati abbandonando per il momento la veste accademica, "sarebbe il caso
che Veltroni mettesse fuori un po' di unghie. è una
conquista civile condurre la campagna elettorale con il fair play, ma lo stile
e la correttezza non implicano che bisogna smettere di attaccare l'avversario e
magari lasciarsi tirare sonori cazzotti in faccia, come è accaduto con la
storiella antipatica della pensione da cinquemila euro, con tutta la destra
all'unisono che si è messa a strillare contro il 'pensionato' Veltroni". E che cosa significa, in pratica, mettere
fuori le unghie? "Che ci sono infinite occasioni per una critica pungente
della stessa alleanza berlusconiana. Ossia del modo in cui si è costituita e
della sua natura politica. Andate a leggervi il programma della Lega e vedrete
che il Carroccio non è cambiato, è sempre culturalmente secessionista. Dunque
ci sarebbe da divertirsi a farsi spiegare da Berlusconi
come stanno insieme, fuori dalla propaganda elettorale, le macroregioni di
Bossi, sì, proprio quelle inventate da Gianfranco Miglio (la Padania, l'Etruria
e la Mediterranea), e le clientele meridionali di Raffaele Lombardo. E magari
bisognerebbe spiegare allo stesso capo dell'Mpa che cosa significa il fatto che
il 90 per cento del gettito fiscale deve restare, secondo la Lega, nelle
regioni della Padania. Altro che 'fiscalità di vantaggio' per la Sicilia, come
chiede Lombardo". Ci vorrebbe anche minore timidezza nell'attaccare il Pdl
sulla passata gestione della finanza statale: sotto questa luce vale lo schema
enunciato a suo tempo in aula da Enrico Morando, che segnalava come la spesa
pubblica sia aumentata nei cinque anni berlusconiani del 2,2 per cento:
"Ragazzi, noi dell'Unione non saremo granché, ma voi siete stati un
disastro". Oppure la sintesi suprema di Tiziano Treu di fronte alle
sbandierate 36 riforme della Cdl: "Se le vostre riforme hanno prodotto la
crescita zero, vuol dire che erano 36 riforme sbagliate". Un altro punto
di leva consiste nell'andare a caccia di segmenti di elettorato a cui la politica
oggi fatica a parlare. C'è almeno la metà del voto operaio da provare a
riconquistare, anche se, come segnala Cartocci, "non è una novità lo
slittamento a destra delle classi lavoratrici; già nel 2001, secondo una
indagine dell'Istituto Cattaneo, quasi il 40 per cento della classe operaia
aveva votato per Forza Italia e quasi il 60 per la Casa delle libertà". E
poi c'è l'aggregato informale dei ceti non politicizzati, vale a dire in
sostanza le immense platee televisive "implose nella privacy" (come
scrisse il filosofo Carlo Galli), esposte al potere sovrano del piccolo
schermo. E qui non ci sono ricette alternative: tocca proprio a Veltroni giocarsela fino in fondo, cercando il confronto in
tv con Berlusconi, per far vedere chi è: un uomo
politico moderno, l'unico in grado di battere mediaticamente il Padrone delle
tv. n Il borsino del voto A confronto le previsioni di quattro istituti di
ricerca sull'esito delle prossime elezioni Demoskopea Demopolis Ipsos Agron srl
(realizzato il 13-17/3) (realizzato il 14-18/3) (realizzato il 17/3)
(realizzato il 17-18/3) Pdl 40,5 38,0 39,4 38,5 Lega Nord 5,0 4,5 5,0 4,9 Mpa
0,5 1,5 0,2 1,3 La destra 0,1 2,5 1,9 2,1 Unione di centro 6,0 6,0 5,9 6,4
Altri di cdx - - - 0,5 Pd 34,5 34,0 33,7 32,2 Italia dei valori 2,5 3,5 4,4 3,1
Partito socialista 0,5 1,0 0,9 1,6 Sinistra arcobaleno 7,5 7,5 6,7 7,6 Altri di
csx - - - 0,7 Altri 0,5 1,5 1,9 1,1 Fonte: www.sondaggielettorali.it.
( da "Espresso, L' (abbonati)" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Società razza
mutante di Maurizio Maggi Sopra, si veste da sportiva. Sotto, da Suv. Morale:
nasce il Sac, Sport Activity Coupé, l'acronimo che, in Bmw, s'è deciso di
coniare per incasellare la nuova X6. Ultima creatura della marca tedesca, la X6
sfrutta la base della X5, storica fuoristrada costruita negli Stati Uniti. E a
prima vista sembra il prodotto di un matrimonio tra una vettura filante e
sportiva e un Suv. Le fiancate da granturismo e la linea inclinata dei
finestrini laterali contribuiscono a farla sembrare bassa e cattiva. Ma bassa
non è. Il pianale dista da terra quanto quelli dei Suv, e le ruotone da
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
ANTONIO PAOLINI dal
nostro inviato TAORMINA - "Il made in Italy sotto attacco? Noi diciamo di
sì. Perché, a cominciare proprio da quello agroalimentare, a più di qualcuno il
made in Italy fa paura. Te ne accorgi dal livello, dalla veemenza dell'allarme
mediatico, e da quanto sta arrivando lontano. Occorrerebbe adesso una risposta
altrettanto forte e ferma". Federico Vecchioni, presidente di
Confagricoltura, ha pochi dubbi sul modo di leggere almeno un aspetto della
vicenda mozzarella. E nel quadro che disegna ci sta anche il mezzo paradosso
che l'allarme rosso sia partito proprio da uno di quei Paesi - la Corea del Sud
- che, nella classifica dell'export dei prodotti da latte di bufala -
"santa" mozzarella in primis - è sommariamente rubricato sotto la
voce "altri", il pacchetto indistinto delle nazioni che, per esiguità
di volume d'affari, non meritano casella individuale. Paradosso ulteriore: in
quell'"altri", che con la Corea include vari piccoli clienti
orientali (come Taiwan, altra protagonista della saga dei fermi in frontiera),
conta certo molto di più per noi, specie in prospettiva, un emergente come la
Russia. Un altro di quei Paesi che da due giorni s'è accodato alla filosofia
dei "maggiori controlli"; uno di quelli dove i ristoranti di cucina
italiana (lì in pieno boom) e i migliori market fanno, nel frattempo, sparire,
fino a migliori nuove, la mozzarella dai menu e dai banchi. Lo stesso Giappone,
che pure con i suoi oltre 3.000 ristoranti a insegna italiana nella sola Tokyo
è certo un target strategico, è però solo sesto nella graduatoria dei Paesi
acquirenti. Tuttora dominata, in valore e quantità, dall'Europa. Ricapitolando:
il Consorzio della mozzarella di bufala campana Dop (si tratta, come si sa, di
un prodotto a Denominazione di origine protetta) nel
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di CLAUDIA TERRACINA
ROMA Inevitabilmente, quando la campagna elettorale si arroventa, la Rai
diventa terreno di scontro all'ok corral. Questa volta, a
innescare la miccia è la decisione di Walter Veltroni di non
andare a Porta a Porta, impedendo (vista la legge sulla par condicio tv) così
al leader dell'opposizione di partecipare al salotto televisivo di Vespa.
"Mi ha fatto una vera e propria violenza, è inaccettabile", attacca Berlusconi, che alla sfida sul faccia a faccia "anche sulle reti
Mediaset", lanciata dal candidato premier del Partito democratico
risponde: "Io non scappo, è la legge che impedisce il nostro confronto in
tv". "E' inutile- tuona- la sinistra non perde il vizio di occupare
il potere e i mezzi di informazione". L'accusa non è nuova: "Gli
italiani devono sapere che la Rai è ancora in mano alla sinistra che la domina
come e quando vuole. E spiega che "la par condicio non c'entra niente. E'
invece un atto violento da parte di Veltroni che -
racconta- ha detto di non voler andare a rispondere ai giornalisti".
Toccatemi tutto, ma non il diritto di andare in tv, sembra dire Berlusconi che si prende la soddisfazione, dopo tanto fair
play, di attaccare a viso aperto il leader del Pd, "che sarà anche stanco,
lo capisco, ma non può decidere di non andare alle trasmissioni televisive,
impedendo anche a al leader dell'opposizione di partecipare". L'ex
premier, ospite della Confartigianato, si diverte a ironizzare sul fatto che
"tutti i giorni va a mangiare a sbafo in una famiglia diversa" e
continua ad accusare la Rai "di essersi messa al suo servizio". E il
suo portavoce, Paolo Bonaiuti, vicepresidente della commissione di vigilanza
sulla Rai, punta l'indice contro "i dirigenti di Viale Mazzini che hanno
steso un morbido tappeto persiano e si sono genuflessi dinanzi alle richieste
di Veltroni e della sua corte. Lanciano l'idea di un
confronto a Ballarò, accettano duelli vari tra candidati premier, anche i più
improbabili, tutto lasciano correre per amore e timore del Sultano. Ma -
aggiunge - su un punto, solo quello, usano la mannaia: sui telegiornali e sui
giornali radio guai a chi fa apparire Berlusconi,
perchè lì la par condicio, la famigerata legge bavaglio, deve funzionare,
eccome. Lo vuole il Sultano e i giannizzeri si adeguano". Veltroni non replica. "Non rispondo e non
risponderò", dice ai giornalisti che gli chiedono un commento sulle accuse
di "stalinismo" da parte del Cavaliere. Poi, però, sospira: "Ho
la sensazione, quando mi portano queste agenzie, che siano del '94. Sono tutte
parole sentite per tanti, troppi, anni, mentre negli altri Paesi europei si
discuteva di cose serie". Il messaggio che si vuol far passare è chiaro: Berlusconi è vecchio, un film già visto. Sullo stesso tasto
batte il vice segretario del Pd, Dario Franceschini, che sottolinea: "Berlusconi sembra avere dimenticato, di colpo, tutti i suoi
buoni propositi e sta conducendo una campagna agitata e fatta di aggressioni
che non gli fa neanche bene. Lo invito a prendersi una camomilla o un calmante
perchè sta rispolverando tutti i toni di aggressione dicendo cose trite e
ritrite che sentiamo da 15 anni. Voglio ricordargli che oggi votano ragazzi che
avevano 4 anni quando lui ha iniziato a dire le stesse cose che dice oggi. Se
proprio vuole insistere- ironizza- almeno cambi repertorio". E Marco
Follini giudica "singolare la descrizione berlusconiana della Rai come di
un covo di estremisti di sinistra. Berlusconi non è il
vecchio senatore Joseph McCarthy, non siamo negli anni '50 e il muro di Berlino
è caduto. Ma la caccia ai cosiddetti sovversivi di viale Mazzini è maccartismo
televisivo".
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di MARIO AJELLO ROMA
Il numero degli indecisi è alto, secondo i sondaggisti: intorno al 30 per
cento. La partita al Senato pare tutt'altro che predefinita, e comunque -
sempre secondo i calcoli degli istituti di ricerca - saranno pochi voti a fare
la differenza a Palazzo Madama. Dunque, sia Veltroni sia Berlusconi si appellano da tempo al voto utile (ai due partiti maggiori),
ma adesso si fa largo, con tanto di polemiche, anche il tema del voto
disgiunto. Il Cavaliere lo tratta così: "Se uno vuole votare Casini,
magari perchè è un bel figliolo, lo faccia pure. Ma alla Camera e non al
Senato. Perchè al Senato, con il premio di maggioranza, rischia di non dare al
Pdl una maggioranza tale da consentire di governare". E ancora l'ex
premier, ospite ieri del Palazzo dell'Informazione del gruppo di Giuseppe Marra:
"Bisogna concentrare il voto, perchè con questa legge elettorale, se uno
non si riconosce nella sinistra e non sceglie il Pdl, fa il gioco di Veltroni". Insomma, il Cavaliere sta dicendo che chi
vota per i partiti meno grandi, come l'Udc, mette a rischio, per il Pdl, il
Senato e rende possibile la vittoria dei democrat. Ragionamenti che Pier
Ferdinando Casini giudica "bufale". E spiega: "E' una campagna
elettorale piena di bufale. E lo sono anche queste sul voto disgiunto, che come
tali verranno smentite". Un duello, questo, fra i due ex alleati. E Casini
lo gioca anche così: "Voglio rivolgere un appello a tutti gli italiani. Il
vero voto utile è quello che difende i vostri valori e i vostri interessi. E
che, per esempio, non lascia a Bossi il controllo determinante dell'Italia e
degli italiani". L'accenno al leader della Lega, le cui
"sparate" sempre i moderati di centro hanno giudicato inopportune e
offensive, si spiega con i nuovi attacchi, sulla base di un vecchissimo
spartito, che Bossi va rivolgendo a Roma: la "Roma Ladrona" simbolo
di chissà quali immaginarie turpitudini, agli occhi lumbard. Compresa quella di
avere avuto come sindaco Veltroni: "Il Nord sarà
pirla quanto volete - tuona il Senatur - ma non vota un sindaco di Roma
Ladrona!". Quello sì che sarebbe, per i duri e puri del Carroccio, un
voto, oltre che "stupido", anche inutile. Ma guai a parlare di
utilità o inutilità delle scelte elettorali a chi, come Fausto Bertinotti, è
impegnato a smontare la campagna veltroniana contro il "voto inutile"
alla Sinistra Arcobaleno che favorirebbe il Pdl. Macchè, obietta Bertinotti:
"Un successo al Senato della Sinistra Arcobaleno, soprattutto in regioni
rosse come la Toscana e l'Emilia Romagna, tecnicamente toglierebbe seggi
soltanto al Pdl". E ancora: "Se superassimo l'8 per cento al Senato,
per esempio in Lombardia, toglieremmo ben tre seggi al Pdl e uno solo al
Pd". In questo discorso, il Pdl - con Altero Matteoli, capolista in
Toscana - vede l'intenzione di un accordo sottobanco. E lo denuncia: "Se
fosse vera l'ipotesi di una desistenza fra Pd e Sinistra Arcobaleno nelle
regioni rosse, in modo da togliere senatori al Pdl, ci si troverebbe di fronte
ad un tradimento del mandato elettorale che il leader del Pd Veltroni
ha ricevuto". E comunque i "piccoli" insistono nella loro
campagna anti-voto utile e anti-voto disgiunto. Dando mostra di ottimismo:
"Sono molto confortato dai sondaggi, che penso ci rendano determinanti al
Senato", dice Casini. E sempre lui: "L'idea del voto utile per qualcuno
è veramente barbara". Ma è un'idea che, insieme a quella del voto
disgiunto, circola di qua e di là. In nome di un bipartitismo che non è detto
riesca a sfondare e al quale, comunque, Bertinotti e Casini stanno facendo una
forte resistenza.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di ALBERTO GUARNIERI
ROMA - C'era calma a viale Mazzini. Va beh, qualche scontro sui dati della par
condicio: ma questo è fisiologico. E a risolverlo ci pensava il presidente
Claudio Petruccioli con comunicati tanto stracolmi di dati da far passare la voglia
di far polemica anche al più rissoso deputato. Tanta prudenza veniva premiata
dall'imprimatur che più bipartisan non si può del ministro Paolo Gentiloni e
del presidente della Vigilanza Mario Landolfi. I due, praticamente a una voce,
a un forum di "Radio 24" dichiaravano che questo Cda sicuramente
sarebbe andato in prorogatio almeno fino al prossimo ottobre. Musica per le
orecchie di Petruccioli che come è noto, punta a una riconferma, insieme almeno
a metà del Cda. L'affaire "Porta a Porta", invece, sta rischiando di
rovinare tutto. Anche il bon ton. Il consigliere forzista Angelo Petroni
lamentava ieri di non aver ricevuto risposta dal direttore generale Claudio
Cappon a una sua lettera nella quale si giudicava "fatto senza
precedenti" l'annullamento della puntata del programma di Bruno Vespa con
il Cavaliere. Cappon replicava giustificando il ritardo e ripetendo la linea di
condotta Rai decisa dal comitato consultivo sulla programmazione elettorale.
Cioè che dando spazio a Berlusconi si sarebbe creato uno
squilibrio tra candidati premier. Una risposta però evidentemente non del tutto
esauriente visto che subito Bruno Vespa si sentiva in dovere di chiarire che la
scelta di non ospitare Berlusconi non era sua. Mentre
i consiglieri di amministrazione di dividevano tra chi stava col direttore
(Rizzo Nervo) e chi no (Bianchi Clerici), anche il presidente della Vigilanza
Landolfi (su questo argomento in rotta di collisione con Gentiloni, che tra
l'altro resta convinto che il faccia a faccia si farà) contestava la scelta
Rai. Insomma, addio unanimità. E Petruccioli era costretto a prendere carta e
penna e stendere un "pignolo" (parole sue) comunicato per spiegare
trasmissione per trasmissione, tribuna elettorale per tribuna, lo stato dell'arte delle presenze dei politici in Rai e perché
proprio Berlusconi non lo si poteva chiamare ieri sera a "Porta a Porta".
Incidente chiuso? Difficile. Anche perché all'orizzonte c'è un possibile nuovo
scoglio. Domenica Lucia Annunziata ospita nel suo "In 1/2 h" Veltroni, per attendere Berlusconi sette giorni dopo.
E se oggi o domani il Cavaliere - che l'ultima volta abbandonò la compagnia
dell'Annunziata a metà trasmissione - dice "no grazie", che si fa?.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di MARIO STANGANELLI
ROMA - A monte ci sono le regole della par condicio. A valle - ultimo frutto di
una legge tra le più controverse - l'annullamento della puntata di "Porta
a Porta" di ieri con Silvio Berlusconi unico
politico ospite. Il nodo, quello della disponibilità di Walter Veltroni a partecipare a un'altra puntata della trasmissione
di Bruno Vespa che lasciasse i piatti della bilancia in perfetto equilibrio.
Disponibilità che è stata prima annunciata nei contatti avuti con la redazione
di "Porta a Porta" dal portavoce del Pd, Piero Martino, e poi
ritirata a causa degli impegni elettorali del candidato premier del Pd. Salvo l'eventualità che i due passaggi separati di Berlusconi e Veltroni nel salotto di Vespa si fossero trasformati in un faccia a faccia
tra i due leader, nel qual caso Veltroni avrebbe
fatto in modo di interrompere la sua campagna elettorale per confrontarsi con
il rivale a "Porta a Porta". Come è noto, la difficoltà di
procedere - sempre in osservanza della par condicio - a un confronto tv tra due
soli candidati premier in presenza di altri 13 aspiranti alla stessa poltrona,
ha lasciato in calendario solo la trasmissione con Berlusconi
per la serata di ieri. Che si sarebbe aggiunta a quella già prevista per il 10
aprile a chiusura del ciclo elettorale di "Porta a Porta" preceduta
il giorno prima da un'eguale ospitata di Veltroni da
Vespa. La patata bollente è finita nelle mani del Comitato sulla programmazione
editoriale della Rai presieduto da Claudio Petruccioli, a cui "non è
sembrato corretto e accettabile che, nelle ultime dieci trasmissioni di
"Porta a Porta" prima del voto, l'on. Berlusconi
fosse presente due volte e l'on. Veltroni una
sola" e che ha quindi annullato la puntata con il leader del Pdl. Questo è
quanto ha spiegato lo stesso Petruccioli in una lettera al presidente della
Commissione di Vigilanza Rai, Mario Landolfi, il quale aveva osservato che
"la decisione di Veltroni di non partecipare a
"Porta a Porta" non può impedire a Vespa di ospitare Berlusconi in un'altra puntata". Per l'annullamento
della trasmissione protestava anche Paolo Bonaiuti rilevando che "la cosa
è ancora più strana se si considera che la richiesta di questo giro di
trasmissioni ci era stato detto che proveniva da Veltroni
e dal suo staff e, solo per questo, avevamo deciso di venire incontro a tale
richiesta. Dobbiamo però pensare - aggiungeva il portavoce di Berlusconi - che i dirigenti di viale Mazzini si siano
genuflessi di fronte ai capricci di Veltroni".
Sullo sviluppo della vicenda pare concordare con Bonaiuti la nota diffusa dalla
redazione di "Porta a Porta" nella quale si afferma che "nei
giorni precedenti la settimana santa la disponibilità di Veltroni
a partecipare alla trasmissione era stata manifestata dal portavoce del Pd,
Piero Martino". Disponibilità che "era stata accolta con
favore", subordinandola solo a quella di Berlusconi,
Bertinotti e Casini a partecipare a un nuovo giro di trasmissioni. Ma una volta
acquisita la disponibilità dei tre leader, Veltroni -
aggiunge la nota - "ci ha fatto sapere che i suoi impegni non gli
avrebbero consentito di partecipare in nessuna data alla trasmissione".
Salvo la realizzazione di un faccia a faccia tra il Cavaliere e l'ex sindaco di
Roma. Sulla tempistica dei fatti non concorda Piero Martino che in replica alla
nota di "Porta a Porta" afferma che l'ufficio stampa del Pd aveva
comunicato "tempestivamente" e cioè prima della settimana santa
l'indisponibilità di Veltroni, che - sempre secondo
Martino - era stata preannunciata da subito ai redattori di Vespa come "la
più probabile delle scelte definitive di Veltroni".
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
To alla Camera, ad
uno diverso al Senato. Il gioco potrebbe diffondersi nei prossimi giorni.
Perché, con questa legge elettorale, basta spostare poche migliaia di voti per
cambiare il risultato finale in Senato. Il tam tam è partito dal
centrosinistra. Pochi voti girati dal Pd alla Sinistra arcobaleno in Emilia, Toscana e Lombardia possono togliere a Berlusconi un
gruzzolo di 6-7 seggi. Il loft di Veltroni si è
dissociato. Ma ieri il quotidiano Europa ha inserito persino l'ipotesi Udc: in
effetti, aiutando Casini in Veneto a prendere il quorum dell'8%, i democratici
potrebbero togliere altri due seggi al Cavaliere. In una legislatura
dove tutto può giocarsi su pochi senatori, c'è già abbastanza polpa. Berlusconi ha rilanciato il suo "voto utile"
davanti a una platea, dove immaginava larghe simpatie verso i centristi. Ma
così facendo ha aperto anche lui le porte al voto disgiunto. E ha dimostrato,
per chi ancora ne avesse bisogno, che la partita di Palazzo Madama è
apertissima. Non c'è sondaggio né previsione che possa garantire o rassicurare.
Un piccolo spostamento marginale (decisivo per un premio o anche solo per un
quorum) può sottrarre o aggiungere i seggi determinanti. Del resto il Porcellum,
pur con i suoi 17 premi di varia consistenza, resta una legge proporzionale. E
una maggioranza relativa (al di sotto del 50%) non può ipotecare una
maggioranza in seggi. cla.sa.
( da "Messaggero, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Veltroni mi ha fatto
violenza negandomi Porta a Porta". Franceschini: è agitato prenda una
camomilla.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Alle dieci della
sera Walter Veltroni può aspettare ancora un po', i
tremila del "Teatro grande delle ciminiere" sono tutti per Anna
Finocchiaro, che è catanese come loro e affetta il sistema di potere isolano
con la sua voce più potente e siciliana che mai. Anche se due giorni fa,
scendendo dal palco dell'Auditorium di Caltanissetta, sottovoce Anna aveva
mosso una corda diversa, quella dell'ironia: scorgendo finalmente da queste
parti il ministro Beppe Fioroni (un viterbese "paracadutato" come
capolista della Sicilia occidentale) lo aveva salutato con un bel sorriso:
"Che bello, vederti mi consola...". Presa alla lettera, una battuta
innocente, ma in realtà in quelle parole della Finocchiaro c'era l'amarezza di
chi sente trascurata dai notabili della Margherita e in generale da tutto il
Pd, nella difficilissima sfida a Raffaele Lombardo per la presidenza della
Regione Sicilia. Sono innumerevoli - in questi giorni e in tutta Italia - i
microconflitti sotterranei tra ex Ds ed ex Margherita, tensioni destinate ad
alimentare un dopo-elezioni tutto da decifrare. Semmai la grossa sorpresa è
un'altra: il dopo-14 aprile si è già aperto e con largo anticipo ad opera di
due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il
ministro Paolo Gentiloni si era detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi
aveva sostenuto che un Pd al 35 per cento era da considerarsi un buon
risultato. Ed esattamente su quella stessa soglia si era seduto l'indomani
Goffredo Bettini, il braccio destro di Veltroni, che
in un'intervista al "Corriere della Sera", ha affermato: "Se è
decisivo vincere le elezioni, lo è altrettanto impiantare una grande forza
riformista che si attesti attorno al 35 per cento", ma se quell'obiettivo
non fosse raggiunto "non credo ai dirigenti che valgono per tutte le
stagioni, siano essi vincenti o perdenti". Come dire: meglio vincerle le
elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato
storico, mentre invece sotto quella soglia Veltroni si
dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership?
Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno
processare dai nemici interni? "Ma no - dice il veltroniano Giorgio
Tonini - non mi sembra questo il signficato, anche perché sarebbe
sbagliatissimo. Da mesi sosteniamo la linea - alla fine condivisa da tutti -
del doppio colpo: provare a vincere, impresa molto difficile, oppure se
perdiamo, posizionare un partito che rappresenta un terzo degli italiani,
pronto a giocare a vincere con Veltroni al secondo
colpo". Ma uno come Peppino Caldarola, l'ex direttore
dell'"Unità" che da anni conosce a memoria sia Veltroni
che D'Alema, ha un'altra idea: "Bettini dice, guardate che in caso di
risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare e siamo pronti,
dimettendoci, a chiudere di fatto l'esperienza del Pd. A quel punto la palla
tornerà a D'Alema: sparare l'ultima raffica e mettere in campo Bersani, oppure
ritirarsi dalla lotta...". Perché, certo in caso di (improbabile)
sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto
il 35%), tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli
ex Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo
interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: "Scusa ma secondo te
il Pd dura?". Insomma se l'Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il
cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D'Alema? Potrebbe
assecondare l'ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una
campagna elettorale un po' appartata, da "riserva del partito"? E
quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi
"colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per
ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni
annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e
pensioni; tagliando i fondi ai partiti e ai loro giornali; sforbiciando
prebende e privilegi, ogni anno lo Stato italiano potrà risparmiare 400-500
milioni di euro, che tradotto sull'arco di una legislatura significa qualcosa
come l'equivalente di 4500-5000 miliardi delle vecchie lire.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
DOPO IL NO DEL
SEGRETARIO DEL PD, E LA SUCCESSIVA ESCLUSIONE DI SILVIO DA PORTA A PORTA
Scontro sulla tv, Berlusconi accusa: la Rai è asservita
[FIRMA]UGO MAGRI ROMA Siamo già alle denunce penali. Di Pietro invita i suoi ex
colleghi pm a valutare se, su Alitalia, il Cavaliere si comporta da
delinquente. Ma pure Berlusconi non scherza. Addosso a
un Veltroni in apparenza nonviolento e gandhiano
rovescia una sequela di epiteti tra cui il più carino è "bugiardo
mentitore". L'ira di Silvio contro Walter ha origine nel caso "Porta
a Porta", cioè nel veto dei vertici Rai a una puntata di Vespa su Berlusconi, visto che il segretario Pd è indisponibile a
farne una anche lui. E' divampata una piccola guerra orchestrata dal portavoce
del Cavaliere, Bonaiuti. I rappresentanti Pdl a viale Mazzini e nella
Commissione di vigilanza hanno messo nel mirino il tandem Petruccioli-Cappon,
si ipotizza addirittura un ricorso al garante delle comunicazioni (Ag Com). Ma
le parole più esplosive sono uscite dalla bocca del Capo. "La par condicio non c'entra nulla" protesta Berlusconi, "Veltroni commette un atto di violenza inaccettabile", favorito dal
fatto che la Rai ("come tutte le istituzioni" dal Capo dello Stato in
giù) "è ancora in mano alla sinistra, la domina come vuole". Magari
fosse vero, sospira Bertinotti, "dio acceca Berlusconi perché
vuole perderlo". Ci risiamo coi bolscevichi, anche se stavolta il
Cavaliere ha l'attenuante della provocazione. Bettini, braccio destro
veltroniano, l'ha paragonato al razzista antisemita Le Pen, lui risponde con un
polemico "grazie!" e attacca: "Allora dirò che il Pd è l'ultima
mimetizzazione dei comunisti italiani". Non solo: candida "finti
operai e finti precari". E poi: "Veltroni
mangia tutti i giorni a sbafo da una famiglia diversa". La lingua ribatte
sul solito dente: "Si sottrae al programma tivù per disperazione".
Infine: "E' stanco, lo capisco, a furia di andare sul pullman con tutti
quegli spifferi... Poi è pensionato, deve stare attento". Veltroni finge di non udire gli insulti. Si trova in Sicilia
dove le piazze traboccano ma i sondaggi deludono (da mezzanotte scatta il
divieto di pubblicarli). Sta cercando di convincere i suoi elettori che, con un
piccolo sforzo supplementare, quantomeno il pareggio è a portata di mano. Forse
per renderlo più credibile, anticipa gli scenari che si aprirebbero in quel
caso, paesaggi nuovi e suggestivi. "Serve una fase costituente per le
riforme", argomenta il segretario Pd, "e può darsi che saremo
costretti ad accelerare i tempi perché, se alla fine di questa fiera ci saranno
3-4 seggi di differenza, voglio capire come si governa questo paese...".
Astutamente Walter esclude "governissimi" (lo accuserebbero
immediatamente di "inciucio"), però spande l'aroma di larghe intese.
Fassino non conferma e non smentisce, "valuteremo dopo il 14 aprile".
Grandi manovre in corso tra Pd e Sinistra arcobaleno. "Europa",
quotidiano ex Margherita, scrive che non sarebbe una disgrazia se in Emilia e
Toscana un po' di voti Pd confluissero su Bertinotti, permettendogli di
superare il quorum (8 per cento). L'interessato approva, "toglieremmo
seggi solo alla destra", e si allarga: "In Lombardia ne toglieremmo 3
al Pdl e uno solo al Pd". Ma neppure il Cavaliere resta con le mani in
mano. Gli hanno spiegato che il "voto disgiunto" (così si chiama nel
gergo tecnico) può convenire anche a lui. Ed eccolo suggerire una sorta di
scambio: "Se c'è qualcuno a cui piace Casini perché è un "bel
fijeul", lo voti alla Camera e non al Senato". Nel primo caso non
rischia nulla, perché secondo Euromedia research (unico istituto di cui si
fida) alla Camera conserva 8,6 punti di margine, e gli basta un solo voto in
più per incassare il premio. Dunque, chi è incerto sostenga pure i centristi.
Purché "rinsavisca" al Senato, dove in 4-5 Regioni la battaglia è
incertissima, e si rischia. Proposta indecente, secondo Casini. Che la liquida
come "una bufala".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
BELPAESE FINALMENTE
I COMUNISTI ALESSANDRA LONGO è come se si fossero liberati dall'incubo del
politically correct. I militanti del Pdl si scatenano nel sito del partito.
Finalmente ci si può riempire la bocca di nuovo dell'odiata parola: comunista,
comunismo. Subito l'appello: "Ragazzi, c'è un tizio ex
comunista di nome Veltroni, o con lui o contro di lui". Anche un monito ai recidivi:
"Comunisti, il mondo vi ripudia, recate miseria, sottosviluppo, fame e
morte". Dettagli pratici per il futuro: "Silvio, ti prego, togli
l'obbligo dell'elenco clienti-fornitori reintrodotto dai comunisti".
Duri con la stampa che li fiancheggia: "La stampa italiana è una vergogna.
Presidente, si scateni, vanno bastonati tutti". Senso di gratitudine,
guardando insù, verso il cielo: "Comunque vadano le elezioni, ringrazio
Dio di aver fatto nascere Silvio Berlusconi".
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
No impressionanti. È
triste pensare che specie gli adolescenti e i giovani fanno sempre più uso di
svariati tipi di droghe, sempre più micidiali per la salute. È in pericolo il
futuro della nazione, direi il futuro psichico, perché la devastazione mentale,
fisica, psicologia che la droga causa è terribile! Chi si droga, cerca di
colmare la sua solitudine, frutto sovente di una vita senza ideali e motivi
veri per cui vivere. È urgente che la famiglia, la scuola, le Chiese, tutti
noi, affrontiamo questo problema con nuove forze educative, nuovi mezzi di
comunicazione e dialogo, per aiutare i giovani a scoprire il senso del valore
del bene, l'unica forza più forte della tentazione di drogarsi. Guai se si
ferma la lotta contro la droga: sarebbe il trionfo della morte sulla vita,
della disperazione sul futuro e la speranza. E i partiti, nei loro programmi,
che spazio di impegno si propongono per aiutare in modo efficace e costruttivo
le nuove generazioni a non morire di droga? La droga è uno dei massimi mali
moderni, non possiamo lavarci le mani come Pilato, occorre reagire con tutte le
forze ed energie, personali e collettive, per non distruggere la vita. DON MARIO FORADINI La memoria di Bettini Goffredo Bettini,
braccio destro di Veltroni, ha accusato Berlusconi di essere l'unico leader
europeo che si è candidato cinque volte alla presidenza del Consiglio. Anzi, ha
rincarato la dose Bettini, l'unico che ha fatto come Berlusconi è stato
il leader dell'estrema destra francese Le Pen. Capisco che in campagna
elettorale si possano dire delle bugie, ma questa è una falsificazione
clamorosa. Felipe González, leader socialista spagnolo, si è candidato alla
presidenza del governo per sei volte (1979, 1982, 1986, 1990, 1994, 1996);
Helmut Kohl si è candidato alla cancelleria per sei volte (1976, 1983, 1987,
1990, 1994, 1998); François Mitterrand si è candidato quattro volte alla
presidenza della Repubblica (1965, 1974, 1981, 1988) e una volta alla
presidenza del Consiglio (1967). Bettini dovrebbe dare una ripassata alle sue
conoscenze politiche. ANDREA RUINI, MODENA Una mancia ai pensionati Malgrado i
miei sforzi, non riesco a capire perché sia necessario elargire una mancia di
due o trecento euro a chi percepisce una pensione di cinquantamila. ADALBERTO
MARCHIONI, PARMA Riconoscenti alla Corea Grazie al blocco delle mozzarelle da
parte della Corea, anche le nostre autorità competenti e disattente hanno scoperto
che il latte di bufala contiene quantità eccessive di diossina ed hanno
cominciato a sequestrare partite contaminate e pronte per la
commercializzazione. Già si sentono le voci di coloro che, all'italiana, dicono
"sì, abbiamo sforato i limiti ammessi, ma solo di poco che diamine, e
poi... teniamo famiglia...". Anche noi consumatori teniamo famiglia e
preferiremmo non avvelenarla né poco né tanto. Meno male che i controlli li fa
per noi la Corea alle cui autorità va la nostra sentita riconoscenza. BRUNO
STRICKER Il Tibet non è come l'Iraq A commento della lettera del sig.
Simonetta, vorrei fare un paio di osservazioni: 1. Da quando è iniziata la
guerra in Iraq c'è stata un'infinità di manifestazioni di protesta, sia
"popolari" che ufficiali, contro l'intervento americano; dal 1949,
anno dell'invasione cinese del Tibet, mi risulta che questa sia la prima volta
che succede. 2. Qualche probabilità che gli americani, prima o poi, se ne
vadano dall'Iraq c'è (anche grazie alle prese di posizione della società americana);
per quel che riguarda il Tibet, dubito molto che i cinesi si tolgano mai di
torno... Per finire, una considerazione generale: perché, ogni volta che
qualcuno si mobilita per qualcosa, salta subito fuori qualcun altro che tira in
ballo altri fatti analoghi che, secondo lui, non sono stati trattati allo
stesso modo? EGIDIO FRACCALVIERI Speriamo solo nella buona sorte Sciorinare al
vento i panni sporchi, amplificando di fronte al mondo i nostri difetti a soli
fini elettorali è, innegabilmente, quanto di più stupido si possa fare. Dopo
Alitalia, la monnezza e le mozzarelle di bufala contaminate, pare, dalla
medesima, presto sentiremo una parte politica incolpare l'altra perché è stata
rinvenuta anche nel latte materno una quantità di diossina superiore a quella
ritenuta ammissibile. E' auspicabile quindi che finisca al più presto questa
grottesca (ed inutile) campagna elettorale e che si consegni il Paese "a
chi di dovere" confidando solo in una generica quanto improbabile buona
sorte. GIULIANO GHISOLFO Non è questione di coraggio Quasi sempre, quando un
uomo politico affermava che quanto scritto da Augusto Minzolini su un certo
argomento non corrispondeva alla realtà, lui, sul giornale, invariabilmente
rispondeva: "Confermo integralmente quanto ho scritto". Ora che Berlusconi smentisce quanto riportato dalla Stampa circa la
cordata che dovrebbe rilevare l'Alitalia, affermando che sono soltanto
supposizioni giornalistiche, voglio vedere se A.M., autore di quella
rivelazione, ha il coraggio di ribattere che quanto da lui scritto è tutto
vero. Io dubito che lo farà. LUIGI NOCERA Nelle tante dichiarazioni che l'on.
Silvio Berlusconi ha fatto ieri non c'è mai nessun
riferimento esplicito al mio articolo su La Stampa. Prendo, comunque, la sua
lettera come spunto per confermare, se ce ne fosse bisogno, che i virgolettati
dell'on. Berlusconi riportati nell'articolo in
questione sono il contenuto del colloquio avuto con lui la sera di mercoledì 26
marzo. Non si tratta di coraggio, ma della pura verità. Del resto, visto il
tono della sua lettera, preciso che non mi scandalizzerei, ma semmai sarei
contento se una cordata di imprenditori italiani intervenisse in un'operazione
di salvataggio dell'Alitalia per salvaguardarne l'italianità. Era la stessa
cosa che auspicava tra gli altri Walter Veltroni - si
faccia una cultura in materia - nel gennaio 2006. Questo è il nocciolo della
questione. \.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
COMIZI.SFIDA A
DISTANZA ALLE URNE Analisi Verso il voto per Comuni e Parlamento Piazzetta
davvero della Lega Si scontrano su Alitalia Il Senatùr: Berlusconi
può fare il miracolo Lei: buco senza fondo Già nominati i 2180 scrutatori e i
545 presidenti Campagna elettorale con tanti big: oggi arriva Buttiglione F. M.
ALESSANDRIA FRANCO MARCHIARO MASSIMO PUTZU ALESSANDRIA La campagna elettorale
si accende anche in provincia ed in particolare ieri con la "calata"
in città di due fra gli esponenti di spicco dei due maggiori raggruppamenti
politici italiani: Emma Bonino per il Partito democratico e il senatùr, Umberto
Bossi, per il Pdl. L'esponente radicale, ministro al Commercio internazionale e
capolista al Senato in Piemonte per il Partito democratico, in mattinata ha
incontrato i vertici del Distretto orafo di Valenza, poi le associazioni di
categoria del mondo produttivo alessandrino sul tema "imprese più forti per
competere meglio". Ha ricordato gli impegni di programma del Pd sullo
sviluppo di qualità e non poteva "dimenticare" due problemi del
momento: Alitalia e mozzarella di bufala. "Credo - ha detto - che per
Alitalia l'unica proposta seria sia quella di Air France, se c'è una cordata
italiana Berlusconi faccia il favore di presentare
un'offerta al governo". E: "Non si vende un gioiello di famiglia ma
una roba che fa acqua da tutte le parti, pozzo senza fondo che costa a tutti
montagne di soldi". Per la mozzarella: giusti i controlli e eventuali
provvedimenti se emergono problemi "ma senza cedere alla psicosi".
Dopo un pranzo elettorale ha partecipato con Parise, Pietrasanta, Marcenaro e
Brina ad un incontro sui temi dei diritti civili e umani, realpolitick e democrazia.
E parlando di diritti e democrazia non poteva mancare il caso Tibet. Per la
Bonino occorre battersi per fermare la repressione cinese "ma nessun
sabotaggio delle Olimpiade che non chiede neppure il Dalai Lama". Si dice
entusiasta del tour nella sua terra, il Piemonte, e definisce importante la
sfida per il Senato per non tornare allo stallo del dopo elezioni 2006. Tardo
pomeriggio invece con protagonista in piazzetta della Lega Lombarda, un
"ruspante" Umberto Bossi che è arrivato alle 18,55 ed è partito da
Alessandria alle 19,45. Lo hanno accolto oltre 300 fedelissimi con cori e
striscioni da stadio: "Padania is not Italy" e "Bossi santo
subito, viva la Lega". Bossi che ha esordito: "Abbiamo fatto
Alessandria, la Lega Lombarda contro i nobili, e come allora siamo adesso uniti
al Nord contro il centralismo romano". Poi una carrellata sui temi
"caldi": la Cina ed il Tibet ("la globalizzazione tanto
decantata dalla sinistra che doveva farci tutti più ricchi, è finita e sono con
Tremonti, ci vogliono dazi doganali"; l'Alitalia ("la cordata
italiana? Solo Berlusconi può fare il miracolo");
il voto ("Ditemi che non tornerà Prodi, è stato così difficile farlo
cadere"; e ancora il federalismo fiscale, toccasana per i mali italiani e
la restituzione del tfr ai lavoratori. Oggi in città arriva Rocco Buttiglione,
alle 16 sarà nella sede dell'Udc in via Faà di Bruno, ricevuto dal presidente
provinciale Giovanni Barosini. A Valenza "La Destra" presenta
candidati e programmi al "San Rocco" con Mauro Tasso e Aldo Rovito.Diciotto
giorni all'appuntamento con le urne per le elezioni del 13 e 14 aprile e, a
parte l'impegno delle diverse formazioni politiche, è già in pieno svolgimento
il lavoro degli uffici elettorali di tutti i Comuni e della prefettura. Sono
545 i seggi in provincia - 93 ad Alessandria - e le commissioni elettorali
comunali hanno già provveduto alla nomina dei 2180 scrutatori. Nel capoluogo
sono 372, più 20 che saranno utilizzati per i seggi speciali. La scelta è stata
fatta dalle commissioni attraverso gli elenchi degli iscritti. "Pochi,
almeno al momento, hanno rinunciato - dicono gli addetti ai lavori -, non
creano tra l'altro problemi in quanto, sempre grazie agli elenchi, ci sono già
i nomi delle eventuali riserve". Sono anche in atto le nomine dei 545 presidenti
di seggio. In provincia, a oggi sono 333.003 gli elettori (158.075 uomini e
174.938 femmine) per il Senato, mentre per la Camera sono 353.791 (168.712
uomini e 185.079 donne). Ad Alessandria per il Senato gli elettori sono 68.501
(31.818 uomini e 36.683 donne), per la Camera 72.859 (34.052 uomini e 38.807
donne). La campagna elettorale è complessivamente sotto tono malgrado l' arrivo
di vari big: da Walter Veltroni a Massimo
D'Alema e Emma Bonino per il Pd, Umberto Bossi per la Lega Nord, Francesco
Storace per La Destra e oggi Rocco Buttiglione per l'Udc. Forse più interesse
si registra tra le poche migliaia di elettori dei cinque Comuni - Fubine,
Montaldo Bormida, Francavilla Bisio, Molino dei Torti e Malvicino (poco più
grande di un condominio) dove si devono anche eleggere i sindaci e i
Consigli comunali. A parte Fubine, dove le liste sono tre ed una è di
Rifondazione comunista, i candidati si presentano senza precise connotazioni
politiche sotto simboli vari. A Malvicino un'unica lista, negli altre tre paesi
sono due. Questa sera a Fubine, alle 21 nella Casa del popolo, per An, Polo
della Libertà e Lega Nord, interventi di Piercarlo Fabbio, Ugo Cavallera,
Franco Stradella, Tino Rossi, Rossana Boldi e Marco Botta.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Nella Calabria che
attende in bilico pesa su Walter l'incognita scontenti La classe politica
locale esclusa dalle liste, guidate dal superprefetto De Sena Loiero: ho subito
un torto. Minniti: dovevamo dare un segnale di rinnovamento SEBASTIANO MESSINA
dal nostro inviato REGGIO CALABRIA - - "Lei vuol sapere chi vincerà qui in
Calabria. Noi del Pd, mi auguro. Però c'è tanta sofferenza nella nostra base. E
tanta delusione. Quando ero ragazzo manifestavo per il diritto
all'autodeterminazione del popolo del Congo Belga, contro coloro che dicevano:
ma quelli non sono maturi per la democrazia. Ecco, noi calabresi stavolta siamo
stati trattati come il popolo del Congo Belga". Guardando il mare, le navi
e la Sicilia dalla grande vetrata del suo ufficio presidenziale, il compagno
Peppe Bova pesa le parole quando parla della grande incognita del 13 aprile,
ovvero il voto degli scontenti. Lui che prima di sedersi sulla poltrona di
presidente del Consiglio regionale ha fatto tutta la gavetta nel partito, dalla
Fgci ai Ds passando per il sindacato e naturalmente per il Pci, oggi è uno di
loro. In questo gigantesco palazzo di vetro e cemento che vorrebbe essere un
monumento alla modernità e invece oggi assomiglia terribilmente alla Fortezza
Bastiani del "Deserto dei tartari" - dove tutti aspettano ogni giorno
un nemico invisibile - Bova ripensa al 16 ottobre di tre anni fa, il giorno del
delitto Fortugno, e confida che da quel giorno, improvvisamente, tutti hanno
messo in quarantena la classe politica calabrese. "Sembrava che avessimo
tutti l'Aids. Si ammazzano tra di loro, pensava qualcuno". Così, in questa
regione dove la passione comanda sulla ragione, dove la prepotenza atterra la
legalità, dove c'è un morto ammazzato al giorno, dove l'azienda più florida è
la Ndrangheta Spa e l'unico primato nazionale è quello delle truffe sui fondi
dell'Unione europea, si è creato un confine invisibile tra il Vecchio e il
Nuovo. Un confine che è diventato visibile, anzi visibilissimo, nelle liste del
Pd per il nuovo Parlamento. E' quella linea rossa che parte dal posto di
capolista assegnato al superprefetto De Sena e arriva fino al vuoto dei nomi
che mancano. Non c'è nessuno del gruppo del compagno presidente Bova, che alle
europee raccolse 60 mila voti e alle primarie del Pd raggiunse il 40 per cento,
con la lista "A testa alta per la Calabria". Non c'è nessun amico del
presidente della Regione Agazio Loiero, nemmeno Ottavio Bruni che per
candidarsi alla Camera si era dimesso da presidente della provincia di Vibo
("Credo di aver subìto un torto nella compilazione delle liste", ha
ammesso Loiero a denti stretti). E non c'è nemmeno il senatore Pietro Fuda, che
due anni fa approdò a Palazzo Madama con i 52 mila voti della Lista Consumatori
(5,3 per cento, in Calabria), che oggi, amareggiato, dice: "Io dirò ai
miei elettori di votare per il Pd. Ma un conto è se gli chiedo di votare per
me, un conto è se gli chiedo il voto per il partito che mi ha escluso dalle
liste senza neanche avvertirmi...". Sono indizi di disimpegno dei collettori
di voti (questa è la patria della politica del "do ut des"), segnali di smottamento che oggi non sfuggiranno a Walter Veltroni quando arriverà qui a bordo del suo pullman. Eppure, seduto
dietro a una scrivania Ikea riscaldata da una stufetta elettrica nel suo ufficio
al Partito democratico, Marco Minniti mantiene il suo ottimismo della volontà.
Lui che come viceministro dell'Interno è il politico più potente della
Calabria, è il primo a rendersi conto che si sta giocando una partita
anche più importante del premio di maggioranza (sei seggi su dieci) in palio
per il Senato. "Noi abbiamo voluto dare un segnale forte di rinnovamento.
Certo, i mal di pancia ci sono stati, e particolarmente forti. Ma non credo al
disimpegno: se va male il Pd è chiaro che si affievolisce anche la spinta
innovatrice alla Regione". Loiero faccia bene i suoi conti, insomma. Ai
calabresi, "un popolo che ha voglia di un partito forte, che non sia
ostaggio della 'ndrangheta", Minniti promette di riuscire a far convivere
la legalità con lo sviluppo: "Un esempio concreto: da quando l'azienda
ospedaliera di Reggio Calabria ha affidato la gestione dei suoi appalti alla
prefettura, le gare sono passate da
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Travaglio cataloga
gli "impresentabili" della nuova legislatura Condannati e
voltagabbana ecco chi ha il seggio sicuro Il Pdl candida 25 sanzionati dalla
giustizia, tra cui Ciarrapico: 7 anni per due crack CONCETTO VECCHIO ROMA -
Parlamentari da salvare dell'ultima legislatura: appena venti, tra cui Bindi,
Colombo, Dalla Chiesa, Luxuria, Prodi e finanche quattro del centrodestra,
Napoli, Meloni, Tabacci e Vizzini. Da bocciare: gli acquirenti di case a Roma a
prezzi stracciati; i partecipanti all'abbuffata della monnezza in Campania; i
somari, come Francesco Paolo Lucchese (Udc) che alla domanda delle Iene
"chi è Nelson Mandela?" rispose: "Il presidente sudamericano.
Brasiliano! No, Sudafrica. Scusi il copsus". Esce oggi nelle librerie Se
li conosci, li eviti, editore Chiarelettere, l'ultimo libro di Peter Gomez e
Marco Travaglio, un manuale di "pronto soccorso", secondo la
definizione degli autori, "per aiutare a scegliere il meglio" alle
prossime elezioni politiche del 13 e 14 aprile. Seicento pagine, 150 schede sui
probabili prossimi inquilini di Camera e Senato, classificati secondo la fedina
penale, la coerenza politica (Elisabetta Gardini: "Separata dal marito e
convivente con un nuovo compagno, ma intransigente sui sacri valori della
famiglia"), percentuale di presenze in aula, tasso di trasformismo,
moralità pubblica (Maria Elisabetta Alberti Casellati, Forza Italia, nel 2001
appena diviene sottosegretaria alla Salute sistema la figlia Ludovica a capo
della sua segreteria al ministero); impegno a favore del conflitto d'interesse
e della questione morale. E perfino soprannomi. Veltroni ne ha
dodici: Wonderuolter, Topo Gigio, Ma Anche, Il Buonista, Walter Disney, Superwalter,
Uòlter, Veltrusconi, Fregoli, Zelig, Girodiwalter, L'Americanino. Il Pdl ha
candidato 25 condannati in primo, secondo o terzo grado. Come Giuseppe
Ciarrapico, 3 anni per il crack della casina Valadier e altri 4 per
l'Ambrosiano. L'Udc schiera 5 pregiudicati. Due condannati definitivi
anche per il Pd, Carra e Papania. Di Gianni Alemanno, candidato sindaco di Roma
per il Pdl, vengono ricordati i tre arresti per le intemperanze come segretario
nazionale del Fronte della Gioventù (tra cui una feroce contestazione a Bush
padre) e la controversa storia della vacanza pagata dai Tanzi, da cui comunque
è uscito assolto. I voltagabbana abbondano. Fabrizio Cicchitto era di estrema
sinistra, dopo l'assassinio di Giorgiana Masi nel 1977 tuonò contro lo Stato
repressore, e oggi è vicecoordinatore nazionale di Forza Italia. Paolo
Bonaiuti, il portavoce di Berlusconi, pubblicò un
durissimo editoriale contro il Cavaliere sul Messaggero il 7 gennaio 1994 prima
di venir folgorato sulla via di Arcore. A Berlusconi sono
riservate 13 pagine. Scuce sorrisi l'antologia dei sanguinosi (e ben noti)
insulti di Bossi a Silvio: ben 43 tra il 1994 e il 1998, tra cui "è un
cornuto"; "nazista, nazistoide, paranazistoide"; "Berlusconi è un mafioso, lo dichiaro ufficialmente". Travaglio
voterà per l'Italia dei Valori.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E ora l'operazione
voto disgiunto tenta il Pd in più di una regione GOFFREDO DE MARCHIS ROMA -
"Dovete andare bene, mi raccomando". Con un sorrisetto piuttosto
chiaro, Pierluigi Bersani ha augurato al leader della Sinistra Arcobaleno
Franco Giordano un buon risultato nella sua regione, l'Emilia Romagna. I due si
sono incrociati in uno studio televisivo qualche giorno fa e hanno parlato del
"voto inutile" che invece può diventare utilissimo, soprattutto per
chi insegue. Utile per impedire la vittoria del Popolo delle libertà al Senato,
per creare le condizioni di un sostanziale pareggio. Nelle regioni rosse
(Toscana, Emilia, Umbria, Marche) lo schieramento di Fausto Bertinotti deve
perciò assolutamente superare l'8 per cento necessario a strappare seggi al
Senato. Tanto lì il Partito democratico ha già il premio di maggioranza in
tasca, dunque bisogna concentrarsi sui voti di minoranza e fare in modo che il
resto dei senatori eletti in quell'area vadano a tutti (anche all'Udc di Pier
Ferdinando Casini) fuorché a Berlusconi, Fini e Bossi,
cioè al Popolo delle libertà. I sondaggi dicono che una buona affermazione dei
centristi e della sinistra è davvero in grado di condizionare l'esito delle
elezioni e disegnare una situazione di stallo al Senato. L'ipotesi è stata
ripresa da Europa, l'ex quotidiano dalla Margherita che adesso vede l'utilità
di un voto disgiunto: Partito democratico alla Camera, naturalmente, e
un'eventuale preferenza a Casini o Bertinotti al Senato (ma più Casini di
Bertinotti visti i rapporti della Margherita con Rifondazione nell'ultima
legislatura). Sono voti sottratti a Veltroni, ma danneggerebbero Berlusconi come se
li prendessero i democratici. Il segretario del Pd ha studiato i numeri e le
tabelle. Per il momento punta ancora a costruire il consenso intorno al Pd.
"è difficile il meccanismo del voto disgiunto...", evita di
sbilanciarsi Veltroni. Ma il "trucco" è possibile.
"Se la Lega si fosse presentata da sola o con una lista Bossi in Lombardia
e Veneto, il centrodestra avrebbe preso 7 senatori in più", spiega Roberto
Calderoli, l'autore della legge che per la seconda volta potrebbe portare
all'ingovernabilità di Palazzo Madama. "Ma ascoltate me che sono il
massimo esperto di questa norma: il pareggio non ci sarà, vincerà il Pdl. Di
30, 15 o 9 senatori in più non importa. Ma vincerà". Perciò invita sia Veltroni sia il suo alleato Berlusconi
"a non fare appelli per il voto disgiunto". Dice Calderoli:
"Date alla gente la possibilità di scegliere con chiarezza". Certo,
la tentazione rimane. Bertinotti e Casini sognano un ruolo decisivo a Palazzo
Madama e quindi per la partita complessiva. Chi è in vantaggio teme il pareggio,
chi insegue, come il Partito democratico, ci fa un pensierino. Il Partito
democratico per esempio è destinato alla sconfitta in Veneto, ma in quella
regione l'Udc oscilla intorno al 7 per cento, a un punto dalla fatidica soglia.
Conviene a Veltroni appellarsi al voto disgiunto? Mica
tanto. Se Casini resta sotto l'8 (e la Sinistra Arcobaleno in Veneto è molto
lontana da quel risultato) i seggi di minoranza può conquistarli tutti Veltroni magari lasciandone uno a Di Pietro. Nel Lazio, che
è in bilico, al Pd conviene giocarsela fino in fondo invece di augurare all'Udc
il superamento del tetto. Ma in Campania, dove i democratici sembrano avviati
alla sconfitta, la possibilità di far superare a Casini l'8 per cento permette
di riaprire la partita. E in Puglia può accadere lo stesso. Poi, per paradosso,
questo meccanismo consentirebbe in Campania di favorire l'elezione a Ciriaco De
Mita che dell'Unione di centro è il capolista, ma questo è un aspetto
secondario. Nel '96 la lista Dini, allora nel centrosinistra, superò lo scoglio
del 4 per cento grazie ai voti della Quercia, si disse. Oggi forse non è più
così facile controllare i voti. Ma anche i trucchi legati alla legge elettorale
fanno parte del gioco.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Berlusconi lancia l'allarme "Al Senato
si può perdere" Casini: è una truffa. Veltroni: Costituente
se c'è il pari Il Cavaliere: "A qualcuno piace l'Udc? Gli dia il voto ma
solo alla Camera" GIANLUCA LUZI ROMA - Ne parla Veltroni, i sondaggi lo
confermano e per la prima volta dall'inizio della campagna elettorale Berlusconi evoca
esplicitamente il fantasma del pareggio. Anzi, va ancora più in là e in un forum elettorale
all'agenzia di stampa Adnkronos ammette che al Senato può anche perdere.
"Non mi esercito mai in ipotesi che considero irrealistiche",
premette il leader del Pdl riferendosi alla Grande coalizione dopo il voto.
"I dati in mio possesso - afferma Berlusconi -
dicono che avremo una vasta maggioranza al Senato, di 28-30 senatori". Ma Berlusconi non sembra tanto sicuro che le cose andranno a
finire proprio così, o perlomeno non con una vittoria che lo metterebbe in
condizione di governare senza problemi. Perché c'è Storace che toglie voti da
destra e soprattutto c'è Casini che può erodere il patrimonio di voti del Pdl.
Per questo, martella Berlusconi, "dobbiamo
spiegare agli elettori del centrodestra come il voto ai partiti minori,
soprattutto al Senato, può portare a una vittoria dell'altra parte, è un regalo
a Veltroni". Del resto, già ieri mattina
incontrando la Confartigianato, Berlusconi aveva
avvertito che "bisogna concentrare il voto e non disperderlo: un elettore
di centrodestra deve votare il Pdl per consentirgli di ottenere una solida
maggioranza. E se a qualcuno piace Casini perché l'è un bel fioeu, allora lo
voti alla Camera ma non al Senato". Berlusconi
cita l'ultimo sondaggio a sua disposizione che dà al Pdl un vantaggio di 8,6
punti sul Pd: "Noi con la Lega e l'Mpa siamo al 44,6 per cento, mentre il
Pd con Di Pietro sta al 36 per cento". Ma l'ipotesi pareggio evidentemente
è presente anche al vertice del Pdl tanto che Fini avverte perentorio: "Al
Senato non si può disperdere neanche un voto". Casini naturalmente sul
"voto utile" come lo intende Berlusconi è di
parere opposto così come definisce "bufale che verranno smentite"
quelle del voto disgiunto: Udc alla Camera e Pdl al Senato. "Gli elettori
italiani non si facciano coinvolgere da una politica che è diventata molto poco
seria, e votino per i loro ideali". E in caso di pareggio Casini esclude
un accordo con il Pdl: "Non esiste proprio. Le alleanze si fanno prima del
voto e non dopo". I sondaggi dicono che tira aria di pareggio. Anche per Veltroni è un'ipotesi realistica e in questo caso -
sottolinea il leader del Pd - bisognerà fare le riforme che non sono state
fatte prima dello scioglimento delle Camere. "Se alla fine di questa fiera
c'è parità, voglio capire come si governa questo Paese. - fa notare Veltroni - Serve una fase costituente e può darsi che saremo
costretti ad accelerare i tempi". L'Italia "ha bisogno di una fase
costituente che porti a tutte quelle riforme di cui il Paese ha bisogno,
soprattutto in un momento in cui la congiuntura economica internazionale è
negativa e l'Italia sta attraversando una fase di difficoltà". Il
pericolo, per Veltroni, è che il Paese "rischia
di non trovare la chiave per accendere la macchina" quindi "serve una
stagione riformista, di qualunque segno essa sia, basta che non restiamo nella
gelatina o nella marmellata. Senza una stagione riformista rischiamo di entrare
in una spirale molto negativa". E se c'è il pareggio? "Qualunque sia
il risultato delle elezioni, per me lo scenario non cambia: chi vince anche di
un solo voto governa, poi le riforme si fanno insieme".
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Nota metodologica
Congelato il distacco tra Pdl e Pd partita in mano a indecisi
e astensionisti E nella sfida personale parità assoluta tra Veltroni e Berlusconi Atlante politico L'ex sindaco di Roma conferma il primato nella
classifica dei voti positivi riguardante i leader ROBERTO BIORCIO FABIO
BORDIGNON L'ultima rilevazione dell'Atlante Politico, realizzata da Demos per
la Repubblica, conferma il vantaggio della coalizione guidata da Berlusconi. Alla vigilia dell'entrata in vigore del divieto di
diffondere sondaggi, la situazione si presenta simile, anche se rovesciata,
rispetto a quella di due anni fa: Pdl e alleati hanno un margine di 6-7 punti,
che non sembra però mettere al riparo da sorprese. Veltroni
potrà ripetere lo stesso inseguimento realizzato dal Cavaliere nel 2006? La
situazione attuale appare molto più complessa. I due leader non hanno solo il
problema di contendersi gli incerti, mobilitando le proprie aree di
riferimento. Appaiono soprattutto impegnati a fronteggiare la concorrenza degli
(ex)alleati nei rispettivi campi. In una situazione in cui resta elevatissima
l'incertezza degli elettori. Un campagna serrata potrebbe rafforzare entrambi,
senza variare in modo significativo il distacco. Possiamo però rilevare alcuni
elementi di asimmetria fra le coalizioni, che potrebbero modificare gli attuali
rapporti di forza. Gli intervistati orientati all'astensionismo si ritrovano in
prevalenza nel centrosinistra (e soprattutto fra chi aveva votato per l'Ulivo).
Le decisioni finali di questo settore potranno influire in modo decisivo
sull'esito del voto. Per Berlusconi esiste invece il
problema della possibile smobilitazione dei settori più marginali del suo
elettorato, in mancanza di una adeguata drammatizzazione della scadenza
elettorale. Veltroni mantiene d'altra parte un
notevole appeal personale, che potrebbe essere capitalizzato nei giorni che
precedono il voto. Un altro aspetto importate da verificare riguarda il
rapporto tra le due formazioni maggiori e gli "altri" partiti. Per
ora, i sondaggi hanno rilevato una forte tendenza alla concentrazione dei voti
su Pd e Pdl, e un complementare ridimensionamento delle "terze
forze". La conclusione della campagna elettorale potrebbe però segnare un
ritorno della delegittimazione reciproca, dell'antipolitica e della protesta
per le condizioni di vita, orientando gli elettori verso altre scelte. Oggi non
abbiamo elementi per stabilire quale di queste tendenze prevarrà: possiamo solo
registrare con sufficiente precisione la situazione esistente.
( da "Repubblica, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Finito il surplace
l'inseguitore obbligato ad alzare la voce La disaffezione tocca in gran parte
l'area ulivista. Per questo serve una sferzata. E molti si
aspettano che Veltroni imiti il Berlusconi del 2006 (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Senza grandi scostamenti.
Pochi decimali differenziano una rilevazione dall'altra. Inutile, anzi, dannoso
cercare di inseguirli. Si rischierebbe di dare senso politico a variazioni che
possono dipendere da errore statistico. La verità è che il clima evoca
la vigilia dello scontro finale. Fino ad oggi, rinviato. I leader dei due
partiti nuovi - e maggiori - si sono fronteggiati, evitando di scontrarsi.
Così, abbiamo assistito a polemiche indirette. Non sui contenuti o sui
programmi. Ma su persone tradotte in simboli. Da un lato, Calearo.
Imprenditore. Sicuramente non di sinistra. E anzi piuttosto di destra.
Candidato dal Pd. Agitato polemicamente dal PdL, ma anche da Sinistra
l'Arcobaleno, per creare difficoltà a Veltroni, nel
rapporto con i lavoratori. Dall'altro, Ciarrapico e la Mussolini, candidati del
Pdl. Gli avversari ne hanno polemicamente dal PdL, ma anche da Sinistra
l'Arcobaleno, per creare difficoltà a Veltroni, nel
rapporto con i lavoratori. Dall'altro, Ciarrapico e la Mussolini, candidati del
PdL. Gli avversari ne hanno fatto un bersaglio critico, per spaventare gli
elettori moderati (ammesso che il riferimento al fascismo li spaventi). Solo
nell'ultima settimana il dibattito è stato scosso da questioni più concrete.
Piegate anch'esse a scopi elettorali. "O si fa l' (Al) Italia o si
muore", ha esclamato Berlusconi. Solleticando
l'orgoglio nazionale (che, peraltro, si impenna solo durante i mondiali di
calcio). E, al tempo stesso, il popolo nordista, che guarda Malpensa. D'altro
canto, Veltroni ha galvanizzato i pensionati, che
rappresentano una base elettorale solida per il Pd. Intorno, le altre forze
politiche hanno sgomitato, alla ricerca di visibilità. Perché questo sondaggio
conferma che si va verso un bipartitismo robusto. Quasi tre elettori su quattro
concentrano le loro intenzioni di voto su Pd e PdL. Considerando i partiti
apparentati, si sfiora l'85%. Quanto all'esito finale, restano 6 punti e mezzo
di vantaggio, a favore del Pdl e dei suoi alleati. Un distacco "non"
incolmabile. Fosse convinto davvero di avere già vinto, Berlusconi
non reagirebbe in modo stizzito ogni qualvolta Veltroni
annuncia che la rimonta prosegue. Né suggerirebbe agli elettori dell'Unione di
centro di votare in modo disgiunto, scegliendo il Pdl al Senato. Il cui esito,
in termini di seggi, può essere previsto solo da un oracolo. Fosse convinto
davvero di avere già vinto, Berlusconi non reagirebbe
in modo stizzito ogni qualvolta Veltroni annuncia che
la rimonta prosegue. Né suggerirebbe agli elettori dell'Unione di Centro di
votare in modo disgiunto, scegliendo il PdL al Senato. Il cui esito, in termini
di seggi, può essere previsto solo da un oracolo. Il fatto è che, dal 1994 ad
oggi, ogni previsione "certa" è stata smentita. Tutte le elezioni si
sono risolte in pochi punti di distacco (1996 e 2001). Talora, in frazioni di
decimale (2006). Anche quando i sondaggi certificavano un distacco più largo di
oggi (nel 2001, ad esempio). Le rimonte, le svolte, si sono verificate nelle
ultime settimane. Quando gli elettori indecisi hanno deciso. I potenziali
astensionisti si sono rassegnati a votare. Turandosi il naso (e anche il
resto). Naturalmente, le differenze del passato sono profonde. Alle spalle
abbiamo quattordici anni di campagne elettorali condotte in un clima e con un
linguaggio da guerra civile ("a bassa intensità", per evocare una
nota metafora). Su fronti contrapposti. Sottinteso che, chiunque avesse vinto
le elezioni, gli altri se ne sarebbero andati a vivere altrove. Fin qui, per
ora, ha regnato una calma piatta. Nel sondaggio di Demos, cambia poco. Veltroni si conferma il leader che gode di maggiore fiducia.
I consensi, per la premiership, si dividono esattamente a metà, fra lui e Berlusconi. Il Pdl resta avanti, rispetto al Pd, più o meno
come prima. Si corre lungo il crinale fra attesa e delusione. Rischioso
"solo" per il Pd. La disaffezione, infatti, affligge soprattutto i
suoi elettori. Potrebbero essere tentati dal non voto, senza una sferzata. Per
questo, molti osservatori - ed elettori - si attendono che qualcosa di nuovo
avvenga, nelle prossime settimane. Che la campagna elettorale diventi
politicamente più scorretta. Che esplodano polemiche vere su questioni vere.
Com'è avvenuto in Spagna, fra Zapatero e Rajoy. Oppure nelle primarie
democratiche Usa, fra la Clinton e Obama. Sistemi aperti a democrazia
competitiva, dove partiti e candidati di sponda alternativa si riconoscono
reciprocamente. Ma, in campagna elettorale, si misurano in modo aspro. Senza
risparmiarsi colpi bassi. (Zapatero e Rajoy, nell'ultimo faccia a faccia, si
sono accusati reciprocamente ed esplicitamente di sfruttare il terrorismo a
fini elettorali). Altrimenti, non si capisce su che base possano decidere gli
elettori, in tempi di depressione psicologica e disincanto ideologico. Per questo,
immaginiamo che Veltroni, nel prossimo periodo, alzerà
il tono del confronto. Costringerà Berlusconi a un
faccia a faccia tivù. Senza rete. Si farà sentire e vedere dovunque. Non solo
sul territorio. Come il Cavaliere, due anni fa. Intervenne perfino a
"Uomini e camion", in radio. Non si tratta di riedificare il muro di
Arcore, rilanciando l'antiberlusconismo. Berlusconi
non è il nemico. E' l'avversario più forte. Come tale, va sfidato, incalzato.
Ogni giorno. Se si pretende di vincere. Questo, peraltro, sembra il modo più
efficace di promuovere il voto "utile". Convincere gli elettori a
votare per un partito e un candidato perché hanno idee, proposte, relazioni,
capacità. Migliori degli altri. E le sanno comunicare. Imporre, se necessario.
Perché, in politica, non il voto, ma il "vuoto" è inutile. Questo,
peraltro, sembra il modo più efficace di promuovere il voto "utile".
Convincere gli elettori a votare per un partito e un candidato perché hanno
idee, proposte, relazioni, capacità. Migliori degli altri. E le sanno
comunicare. Imporre, se necessario. Perché, in politica, non il voto, ma il
"vuoto" è inutile.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Da
Veltroni violenza inaccettabile" E Berlusconi duella fuori
dallo schermo Sul mancato "Porta a Porta" il Cavaliere attacca la
sinistra che "domina la Rai". Il direttore generale Cappon: non ho
deciso io Mi. B. Roma Torna l'anticomunismo e torna la Rai dominata dalla
sinistra. E'
lui, è il Silvio doc, quello che per l'ultima parte di campagna elettorale si
scaglia a testa bassa contro Walter Veltroni, che a
sua volta ha riscoperto l'antiberlusconismo. Occasione della nuova intemerata
del Cavaliere, la cancellazione della puntata di Porta a Porta che ieri sera
l'avrebbe dovuto vedere protagonista. Appuntamento soppresso vista
l'impossibilità di mettere in piedi una successiva puntata con Veltroni (per indisponibilità dello stesso ex sindaco di
Roma) che, in nome della par condicio, compesasse l'assolo del leader del Pdl.
"E' una violenza inaccettabile e gli italiani devono sapere che la Rai è
ancora in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole", si
scantena così Berlusconi. Da una parte, il segretario
del Pd che insiste sul faccia a faccia in tv con il suo rivale, sfidandolo a
scegliere anche la location: vuole giocare in casa, allestire il confronto
sulla sua Mediaset? E sia. Dall'altra, Berlusconi che
di fronte alla sottile, sottilissima allusione al suo conflitto d'interessi
risponde che "bisogna andare a votare Pdl per riportare l'Italia in Europa
e in Occidente e non subire i condizionamenti di un partito che è ancora
radicato nella sinistra estrema". Ma non si parli del faccia a faccia:
quello non si può fare - dice ora anche il Cavaliere dopo averlo fatto ripetere
per giorni ai suoi - perché la par condicio, la famosa "legge liberticida",
non lo consente. Il leader del Pd dice che Berlusconi
scappa?: "Ma chi scappa... C'è una legge che impedisce il confronto. Se
facessi un confronto con Veltroni dovrei farlo con
tutti gli altri 12 candidati", ribatte lo sfidato. Sul caso Porta a Porta
a viale Mazzini, dove le imminenti elezioni sono vissute con particolare
apprensione, si producono pacchi di comunicati. Il direttore generale Claudio
Cappon, dopo aver spiegato che l'azienda ha il fiato dell'Authority sul collo e
dunque ha solo applicato la par condicio, mette in chiaro che la decisione di
ritirare l'invito a sua emittenza non l'ha presa lui, ma "il comitato
consultivo sulla programmazione elettorale". La precisazione arriva dopo
che in campo sono scese le truppe Rai del Cavaliere, in primis il consigliere
d'amministrazione Angelo Maria Petroni (quello che era stato sostituito dal
governo Prodi e poi reintegrato dal Tar), che a Cappon aveva chiesto lumi sulle
"ragioni giuridiche di una decisione che non ha precedenti nella storia del
servizio pubblico", addirittura. A Petroni si associa la consigliera della
Lega Giovanna Bianchi Clerici: "È un'occasione persa il fatto che uno dei
candidati principali alle elezioni non abbia la possibilità di partecipare a
Porta a Porta a causa di un veto altrui, è una ferita per le regole della
democrazia". Entrambi, Petroni e Bianchi Clerici, protestano perché la
grave ferita alla democrazia è stata inferta senza informare preventivamente il
cda. Morale: "La necessità di rivedere la par condicio è sotto gli occhi
di tutti", spiega la leghista sintonizzandosi sui programmi del Cav. A sua
volta, sollecitato da una lettera del presidente della vigilanza Mario
landolfi, An, interviene il presidente Rai Claudio Petruccioli, che fa
un'accurata ricostruzione di quanto accaduto, minuto per minuto, per mettere a
tacere voci e indiscrezioni, spiega. Conclusione di Petruccioli: quella di Berlusconi ieri sera sarebbe stata una presenza aggiuntiva
rispetto a quelle già concordate per gli ultimi giorni di campagna elettorale.
E in questa corsa a precisare e discolparsi, non manca Bruno Vespa: "Non
mi si può in alcun modo attribuire la decisione finale" di mettere alla
porta Berlusconi.
( da "Manifesto, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Scripta manent
Candidarsi addosso Luca Fazio Uff...Non sanno nemmeno mandarsi affanculo come
si deve! Insultarsi per bene, con cognizione di causa, scegliere la parola
giusta per lasciare di sasso l'avversario, è un'arte che ha a che fare con la
poesia. Lo sapeva bene Borges, che purtroppo, però, non fa i titoli dei
giornali. Prendiamo l'apertura del Corriere della Sera, per esempio: "Elezioni,
è l'ora dello scontro". Palla colossale, a meno che dopo un'ammucchiata di
legislature inginocchiate sulle poltroncine di Bruno Vespa non ci sia ancora
qualcuno disposto ad eccitarsi per una scaramuccia a Porta a Porta. E lo
scontro? Eccolo. Sei vecchio e scappi. E tu sei stalinista. Ci siete ancora?
Bene, è tutto qui. Tanto basta per far dire a Massimo Franco che "il
segretario del Pd e i suoi uomini si preparano a sfilarsi i guanti di velluto e
a mettersi i guantoni da boxe". Sentite un po' che colpi spara il
coordinatore del Pd, Goffredo Bettini: "Berlusconi? Il
solo che ha avuto la sfrontatezza di candidarsi per cinque volte è stato Jean
Marie Le Pen". Tié. Il giornale di via Solferino soffia sul fuocherello
anche a pagina 2, "Veltroni vara la svolta: all'assalto di Silvio". Siccome non è
Foreman contro Mohamed Alì, tocca ripiegare su un incontrino di wrestling al
femminile, nel fango. Sul ring "Mussolini contro Santanché: so quel
che Benito pensa di te". Siete lì che pendete dalle loro labbra? Tutta
roba finta: la nipotina del dittatore, apostrofata con un "sei una
valletta di Fini", replica con un "parli tu che sei politicamente
orizzontale". Finalmente il più classico degli insulti? Mah. Per
guadagnarsi la prima pagina, l'icona popolare che lo rappresenta andrebbe
nominata con più coraggio. E Berlusconi, che una volta
dava dei coglioni al 50% degli elettori? Le solite battute. Stalinista di qui,
stalinista di là, e poi solo una frecciata a Di Pietro: "Mi fa orrore non
perché è brutto, ma perché con una grammatica così c'è da credere che la sua
laurea non sia altro che un titolo fornito dai servizi". Cambiamo laurea,
e andiamo a cercare qualche cattiveria su l'Unità che per épater la bourgeoisie
pubblica in prima una epistola di Mario Capanna, letteralmente infuriato con
l'Università Cattolica che quattro decenni fa lo cacciò per insubordinazione.
Tuoni e fulmini? Macché: "Caro Rettore, ora voglio le scuse". Ah. Più
perfida, almeno nelle intenzioni, l'apertura a sei colonne: "Il mondo ci
guarda: Silvio vecchio, Walter nuovo". Vecchio. Ecco l'insulto che più
spesso viene indirizzato al Cavaliere, e potrebbe essere anche un boomerang,
poiché, considerato che di vecchi è piena l'italietta, meglio sarebbe
accompagnare l'epiteto con un sostantivo appropriato. Vecchio...cosa? Eppure
(prendiamo La Stampa) è proprio sull'età che Veltroni
tradisce quell'aria da Gianni Morandi che poco si adatta agli scontri frontali:
"Sono alla 71esima tappa del mio giro fra le province, più o meno l'età
del mio avversario". E la Repubblica che fa, visto che "E' scontro
sul duello in tv"? Buffetti, solo Curzio Maltese roso da un dubbio -
"Che senso ha una campagna elettorale senza il faccia a faccia tra i due
candidati?" - e poi una carognata di seconda mano di Ellekappa sui soliti
insulti del piccoletto di Arcore: "Berlusconi
tira fuori i suoi vecchi cavalli di battaglia"; replica l'altro,
"Vediamo se tira fuori anche lo stalliere". Ma, seppur involontaria,
la più cattivella di tutte è stata riservata alle incolpevoli suore clarisse
del monastero di Santa Rosa. Cavaliere ha qualche consiglio? "Non fate
tardi quando uscite la sera". Un colpo di fioretto.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
IL CRETINO NON HA
ETA' Splendidi DI E ALLORA COSA SIGNIFICA QUESTA DEMAGOGIA DEL "LARGO AI
GIOVANI"? QUARANTENNI ALESSANDRO PERISSINOTTO Siamo ciulati. Perdonatemi
l'inizio un po' brusco, ma la situazione è drammatica: è finita l'epoca degli
splendidi quarantenni, si apre la campagna di rottamazione. Le prime avvisaglie
si erano già avute qualche mese fa con un decreto che assegnava un
finanziamento speciale ai ricercatori sanitari con meno di quarant'anni; come
dire che se hai compiuto i quaranta ormai... E anche Federico Moccia ci ha
messo del suo: il bel quarantenne che fa girare la testa alla ragazzina, quello
che nel film è interpretato da Raul Bova, in realtà di anni non ne ha quaranta,
ma trentanove; se ne avesse avuti quaranta compiuti la ninfetta adolescente lo
avrebbe sicuramente schifato. Ma il culmine si è toccato in questa campagna
elettorale, dove entrambi i partiti maggioritari hanno fatto leva sulla
presenza di candidati "under 40". Propongo
qualche ragionamento sulle date di nascita: Berlusconi, 1936;
Fassino 1949; Fini, 1952; Rutelli 1954; Veltroni 1955.
Cosa significa allora questo "largo agli under 40"? Significa che tra
il 1955 e il
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Mattia Feltri
Confronti televisivi CAVALIERE SI FACCIA CORAGGIO Ora resta da stabilire se
Walter Veltroni sia straordinariamente impegnato
oppure una simpatica canaglia: il resto è chiaro. Mercoledì (versione Bruno
Vespa) o al massimo una settimana prima (versione del loft) il capo del Partito
democratico ha declinato l'invito di Porta a Porta per la trasmissione di
stasera; in omaggio alla par condicio, la Rai ha dovuto cancellare anche la
puntata prevista per ieri con Silvio Berlusconi. Posto
il dilemma iniziale, l'interpretazione diabolica è che Veltroni
abbia escogitato il sistema per farla pagare al carissimo rivale: non vuoi
affrontare il confronto con me? E io ti oscuro; se in tv non ci andiamo
insieme, non ci va nessuno dei due. Berlusconi la mette giù anche più
dura e meno sofisticata: quelli del Pd sono i soliti prepotenti,
antidemocratici e comunisti. Di sicuro, Veltroni da
settimane chiede a Berlusconi di incrociare opinioni e proposte davanti alle telecamere, e da
settimane Berlusconi fischietta noncurante. E poi si diverte a fare il
ganassa, come si dice a Milano: io in televisione straccio chiunque. Sarà, ma
la storia non è nuova. Già nel 2001 il leader del centrodestra si negò a
Francesco Rutelli con la giustificazione che il contendente di turno non era
altro che un burattino nelle mani di Massimo D'Alema; tuttavia si guardò bene
dal concedersi al burattinaio. La cosa si ripete oggi, sette anni più tardi, e
la costante è che Berlusconi conduce, secondo i
sondaggi, con parecchi punti di vantaggio. Nel 2004, invece, il Cavaliere
inseguiva. Le inchieste demoscopiche consegnavano a Romano Prodi un margine di
gran sicurezza, ed era ovviamente l'inseguitore a sollecitare il duello con le
alte e nobili ragioni della democrazia eccetera eccetera. Alla fine Prodi
acconsentì e Berlusconi dovrebbe ricordare - e forse
ricorda benissimo - che la sua spettacolare rimonta, madre della fragilità del
governo dell'Unione, cominciò da lì. Le scuse proposte da Berlusconi
per rifiutare a Veltroni quello che ebbe da Prodi
sembrano piuttosto friabili. Siccome stavolta i pretendenti a Palazzo Chigi
sono dodici, e non due, gli toccherebbe poi di sottostare ad altri dieci match,
avviando uno spettacolare girone all'italiana, come nel campionato di calcio,
per un totale di centodieci sfide. A parte che non ce ne sarebbe nemmeno il
tempo, questo accadrebbe magari in un Paese un po' più maniaco del nostro in
fatto di regole, e probabilmente un Paese un po' più maniaco del nostro avrebbe
studiato un'altra legge elettorale e mai un mostro ridicolo e costantemente
violato come la par condicio. Volendo - se è il rigore legalitario la
recentissima moda - il problema sarebbe aggirabile con un confronto pubblico,
in piazza, in uno stadio, in un palazzetto dello sport, in un teatro. Ma non è
nemmeno questo il punto. Piuttosto, alla vigilia e successivamente alla caduta
del governo, Berlusconi e Veltroni
avevano annunciato una nuova epoca di fair play, in cui scompariva il nemico e
subentrava l'avversario, dove si contrastavano i progetti e non si vilipendeva
il progettista. I due si davano cordialmente appuntamento a dopo il voto per un
lavoro in comune, chiunque fosse il vincitore, sui temi sommi del funzionamento
del Paese, dell'economia e della sicurezza. Gli eccellenti propositi -
apprezzati anche da questo giornale - sono andati a farsi benedire a suon di
insulti ed è difficile immaginare che Silvio e Walter si incontreranno in
Parlamento se non riescono a incontrarsi in seconda serata. Ecco, nel
nascondersi Berlusconi sbaglia per diversi motivi,
l'ultimo dei quali è la giustificazione. Tutti sanno che non ci sta per
rifiutare al rivale, incagliato nei sondaggi, la minima possibilità di
recupero, e cioè la medesima possibilità che gli concesse l'arcinemico Prodi. E
quando uno è una simpatica canaglia, e fa una canagliata, si aspetti di essere
ripagato con la stessa moneta.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Mediobanca, Eni e
Benetton "non interessati". Ligresti "informato". A Scaroni
piacerebbe se non andasse agli stranieri Battaglia sulla cordata italiana
Alitalia, si muovono Procura e Consob. Veltroni: Berlusconi turba la trattativa Toni accesi sulla cordata italiana per
Alitalia. Smentiscono l'interessamento Mediobanca, Benetton ed Eni, anche se
per Scaroni, amministratore delegato dell'Eni, "ideale sarebbe se Alitalia
restasse in mani italiane". Berlusconi
insiste: la cordata c'è. Dopo il colloquio con il Cavaliere apparso ieri su
"La Stampa", la Consob ha imposto a quattro aziende quotate una
risposta scritta alle sue affermazioni. Sul caso Alitalia si è mossa anche la
Procura di Roma. Durissimo il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi turba la
trattativa con Air France. ALLE PAG. 2 E 3.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
21,05 Telefilm SENZA
TRACCIA con Anthony La Paglia 22,40 Telefilm E-RING con Benjamin Bratt 21
Telefilm COLD CASE con Kathryn Morris 22,35 Sport SABATO SPRINT con Enrico
Varriale 21,05 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti 0,40 Attualità
PROTESTANTESIMO con Enrico Varriale 21,05 Attualità ANNOZERO con Michele
Santoro 22,50 Telefilm CRIMINAL MINDS con Thomas Gibson 21 Attualità ELEZIONI
POLITICHE con W. Veltroni e S. Berlusconi 22,50 Sport MARTEDÌ CHAMPIONS con Marco Civoli 21 Attualità
ELEZIONI POLITICHE con R. Rabellino e S. Montanari 23,55 Film IL TOCCO DEL MALE
con Denzel Washington 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con M. Ferrando e S. De
Luca 22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Olto da piazze
piene, entusiasmo, curiosità mediatica che si allarga anche alla sua famiglia.
Se anche i risultati del 14 aprile dovessero confermare che alla fine Berlusconi avrà la meglio, sarà difficile considerare quella
del segretario del Pd come una qualsiasi sconfitta. La nascita di un partito
nuovo, che potrebbe raccogliere oltre un terzo dei voti, difficilmente potrà
essere accantonata come se non fosse accaduta. Se le cose andranno così, ci
troveremmo, anzi ci ritroveremmo, nella classica situazione dei "due
vincitori": uno, Berlusconi, che dovrà misurare le dimensioni della sua vittoria sulla
capacità o meno di governare anche al Senato. E l'altro, Veltroni, che per la prima volta avrà creato a sinistra un grande partito
riformista, spostando la maggior parte dei voti di quella parte dalle estreme
verso il centro, e preparandosi ad essere il premier della prossima volta.
Già, ma cosa succede in Italia quando ci sono due vincitori? I precedenti sono
emblematici, ma - va detto - lontani nel tempo e difficilmente catalogabili
adesso. Due vincitori ci furono nelle elezioni politiche anticipate del 1976,
che aprirono la strada al compromesso storico tra Dc e Pci, ai governi
Andreotti della "non sfiducia" (con i comunisti solo nella
maggioranza, ma senza ministri) e, purtroppo, a una stagione di terrorismo che
conobbe il suo apice nel sequestro Moro. Gli stessi due vincitori si ebbero
alle elezioni europee del 1984, quando l'intesa tra i due maggiori partiti si
era esaurita, a Palazzo Chigi era arrivato Craxi alla guida di un governo
pentapartito, che Berlinguer, poco prima di morire, aveva definito addirittura
"pericoloso per la democrazia", e che dopo la morte del grande leader
comunista, e l'ondata di commozione che ne seguì e portò il Pci a sorpassare,
sia pure di poche decine di migliaia di voti, la Dc (mentre il Psi era rimasto
al chiodo), continuò tranquillamente a governare per altri tre anni.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Rande delle
ciminiere" sono tutti per Anna Finocchiaro, che è catanese come loro e
affetta il sistema di potere isolano con la sua voce più potente e siciliana
che mai. Anche se due giorni fa, scendendo dal palco dell'Auditorium di
Caltanissetta, sottovoce Anna aveva mosso una corda diversa, quella
dell'ironia: scorgendo finalmente da queste parti il ministro Beppe Fioroni (un
viterbese "paracadutato" come capolista della Sicilia occidentale) lo
aveva salutato con un bel sorriso: "Che bello, vederti mi
consola...". Presa alla lettera, una battuta innocente, ma in realtà in
quelle parole della Finocchiaro c'era l'amarezza di chi sente trascurata dai
notabili della Margherita e in generale da tutto il Pd, nella difficilissima
sfida a Raffaele Lombardo per la presidenza della Regione Sicilia. Sono innumerevoli
- in questi giorni e in tutta Italia - i microconflitti sotterranei tra ex Ds
ed ex Margherita, tensioni destinate ad alimentare un dopo-elezioni tutto da
decifrare. Semmai la grossa sorpresa è un'altra: il dopo-14 aprile si è già
aperto e con largo anticipo ad opera di due personaggi vicini a Veltroni. Due giorni fa, il ministro Paolo Gentiloni si era
detto fiducioso sulla vittoria del Pd, ma poi aveva sostenuto che un Pd al 35
per cento era da considerarsi un buon risultato. Ed esattamente su quella
stessa soglia si era seduto l'indomani Goffredo Bettini, il braccio destro di Veltroni, che in un'intervista al "Corriere della
Sera", ha affermato: "Se è decisivo vincere le elezioni, lo è
altrettanto impiantare una grande forza riformista che si attesti attorno al 35
per cento", ma se quell'obiettivo non fosse raggiunto "non credo ai
dirigenti che valgono per tutte le stagioni, siano essi vincenti o
perdenti". Come dire: meglio vincerle le elezioni, ma un Pd al 35% sarebbe comunque un risultato storico, mentre invece sotto quella
soglia Veltroni si dimetterebbe. Un annuncio da prendere sul serio? Ma davvero Veltroni è pronto a farsi da parte dopo appena sei mesi di leadership?
Oppure Bettini gioca d'anticipo, facendo capire che al Loft non si lasceranno
processare dai nemici interni? "Ma no - dice il veltroniano Giorgio
Tonini - non mi sembra questo il signficato, anche perché sarebbe
sbagliatissimo. Da mesi sosteniamo la linea - alla fine condivisa da tutti -
del doppio colpo: provare a vincere, impresa molto difficile, oppure se
perdiamo, posizionare un partito che rappresenta un terzo degli italiani,
pronto a giocare a vincere con Veltroni al secondo
colpo". Ma uno come Peppino Caldarola, l'ex direttore
dell'"Unità" che da anni conosce a memoria sia Veltroni
che D'Alema, ha un'altra idea: "Bettini dice, guardate che in caso di
risultato negativo, Walter ed io non ci lasceremo processare e siamo pronti,
dimettendoci, a chiudere di fatto l'esperienza del Pd. A quel punto la palla
tornerà a D'Alema: sparare l'ultima raffica e mettere in campo Bersani, oppure
ritirarsi dalla lotta...". Perché, certo in caso di (improbabile)
sconfitta piena (Berlusconi a Palazzo Chigi e Pd sotto
il 35%), tutto potrebbe rimettersi in movimento. Per esempio che farebbero gli
ex Popolari di Franco Marini? Qualche tempo fa a Clemente Mastella che lo
interpellava sul futuro, Beppe Fioroni ha confidato: "Scusa ma secondo te
il Pd dura?". Insomma se l'Udc andasse bene, potrebbe davvero aprirsi il
cantiere del centro tante volte evocato a vanvera. E Massimo D'Alema? Potrebbe
assecondare l'ascesa di Pierluigi Bersani, che non a caso sta svolgendo una campagna
elettorale un po' appartata, da "riserva del partito"? E quanto a Veltroni sta preparando uno dei suoi ultimi
"colpi". Nei prossimi giorni presenterà un pacchetto di misure per
ridurre i costi della politica, con tanto di conto allegato. Veltroni
annuncerà che dimezzando il numero dei parlamentari e diminuendo indennità e
pensioni; tagliando i fondi ai partiti e ai loro giornali; sforbiciando
prebende e privilegi, ogni anno lo Stato italiano potrà risparmiare 400-500
milioni di euro, che tradotto sull'arco di una legislatura significa qualcosa
come l'equivalente di 4500-5000 miliardi delle vecchie lire.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Hanno
detto Berlusconi gioca a dadi sul tavolo della
campagna elettorale coi destini dei lavoratori I piloti di Alitalia in esubero
sono circa la metà di quelli affermati da Air France Ci vuole un piano
industriale che guardi al futuro e da cui ricavare le indicazioni sull'occupazione
Walter Veltroni Luigi Angeletti Cesare Damiano.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
[FIRMA]ALESSANDRO
BARBERA ROMA Alle 18.10, stavolta a mercati rigorosamente chiusi, Silvio Berlusconi scrive una nota di quelle che di solito faceva da
presidente del Consiglio. "Per trovare un'alternativa ad Air France-Klm
per Alitalia c'è tutto il tempo di condurre in porto i contatti avviati dai
consulenti e nessuno è autorizzato a scambiarli come decisioni già assunte o
peggio manifestate". Di Eni, Mediobanca, le famiglie Benetton e Ligresti il
Cavaliere si riserva di parlare nuovamente dopo la fine della "trattativa
in esclusiva con Air France-Klm". Registrato l'enorme imbarazzo della
Consob e della Procura di Roma per il suo colloquio apparso ieri su "La
Stampa", le dichiarazioni di Berlusconi
costringono la Commissione di Borsa a imporre a quattro aziende quotate una
risposta scritta alle sue affermazioni. Eni precisa che "Alitalia non è
oggi in agenda". Mediobanca chiarisce che "non ha avviato né
partecipa ad alcuna iniziativa volta a promuovere offerte". Gilberto
Benetton spiega "di non aver avviato iniziative finalizzate alla
presentazione di un'offerta". Idem Salvatore Ligresti: "Non c'è
nessuna iniziativa". L'appello pubblico a tutta la politica del presidente
della Consob Lamberto Cardia non è bastato e così, dopo quattro giorni di
saliscendi da brivido sull'ottovolante di Borsa, è passato alle vie di fatto.
Ieri, dopo numerose sospensioni, il titolo è cresciuto del 10,8% e valeva ben
64 centesimi, il 120% in più di cinque giorni fa. Sul caso Alitalia la Procura
di Roma ha un fascicolo aperto da mesi: non è escluso che qualcuno abbia
approfittato delle dichiarazioni di questo o quell'esponente di Governo.
L'eventuale alternativa italiana ad Air France-Klm resta così nell'ombra. Ma
non significa che un gruppo di interessi non si stia saldando: la Air One di
Carlo Toto ribadisce il suo interesse; Gilberto Benetton, pur precisando,
sembra lasciare aperto uno spiraglio. E Bruno Ermolli, l'uomo del Cavaliere
nell'affare Alitalia, ricorda di "aver avuto l'incarico di valutare la
possibilità di individuare degli imprenditori italiani" per il
"salvataggio" di Alitalia. E del resto, assolti i doveri di bon ton
istituzionale con la Commissione di Borsa, in serata il Cavaliere tornerà all'attacco
con la sua offensiva che è anzitutto elettorale: "Un'offerta impegnativa
per l'acquisizione di Alitalia da parte di un gruppo di imprenditori italiani
si potrebbe già consolidare entro tre-quattro settimane". A meno che, dice
il Cavaliere, Air France-Klm non presenti un'offerta accettabile: "O si
torna all'inizio della trattativa, dicendo no a un assorbimento di Alitalia e
sì ad una grande società che metta insieme sullo stesso piano Alitalia, Air
France e Klm, oppure la partita è chiusa". Durissimo
il leader del Partito Democratico Walter Veltroni: Berlusconi "gioca a dadi sul tavolo della campagna elettorale con i
destini dei lavoratori". Ma il cavaliere tiene il punto: "certo
questi imprenditori oggi non possono dire che è vero, né ammettere un accordo.
Ma non credo che nessuno possa smentire, tra coloro che mi hanno telefonato, un
eventuale interesse futuro. Io registro un clima, c'è veramente una
grande voglia di dare una risposta alla mia chiamata di patriottismo".
Ieri al quartier generale di Air France-Klm c'è stato un lungo consiglio di
amministrazione dopo il quale è filtrato solo silenzio. Entro ieri sera avrebbe
dovuto essere spedita ai sindacati una bozza di piano industriale che sarà
recapitata forse stamattina. Intanto però la trattativa slitta: anzichè oggi i
sindacati torneranno alla Magliana lunedì. Fonti vicine al numero uno
Jean-Cyril Spinetta confermano però che il manager è determinato a proseguire
nella trattativa con i sindacati e che il 31 mattina sarà a Roma con le nove
sigle Alitalia. "Quali siano le reali intenzioni di Air France-Klm dopo
questo trambusto lo capiremo dal tipo di documento che riceveremo", spiega
Fabrizio Solari della Filt-Cgil. I piloti dell'Anpac sono furibondi per le
indiscrezioni sul numero di esuberi fra i piloti, ed ora dicono di vedere
"con favore" l'attivismo di Berlusconi. Oggi
Alitalia avrà un cda nel quale sarà decisa una proroga del termine per chiudere
la trattativa, fissato per il 31 marzo. Alitalia ha in cassa circa 160 milioni
di euro, e per questo al Tesoro si stanno valutando tutte le strade per
garantire la liquidità sufficiente ad evitare il commissariamento. Per ora la
più probabile è il rimborso dei crediti d'imposta che Alitalia ha nei confronti
dell'amministrazione fiscale. L'ultima semestrale li quantificava in ben 85
milioni di euro.
( da "Stampa, La" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
DA QUESTA SERA A
MEZZANOTTE STOP ALLA DIFFUSIONE DEI SONDAGGI: GIORNALI E TV NON POTRANNO PIU'
PUBBLICARLI Uno su tre non sa per chi votare Il trend premia i partiti maggiori
a scapito soprattutto dell'Udc ROMA Oggi è l'ultimo giorno in cui è possibile
pubblicare i sondaggi. Riassumiamo qui di fianco i trend registrati da cinque
istituti differenti. Abbiamo diviso questi due mesi in tre periodi. Il primo
periodo comincia dalla caduta di Romano Prodi alla entrata nel vivo della
campagna elettorale al 18 febbraio, quando anche Berlusconi "scende in campo". Nelle settimane precedenti, infati,
era stato prevalentemente Walter Veltroni a
occupare gli spazi e ad avere risalto grazie alla "novità" del
Partito democratico. Il secondo periodo si conclude l'11 di marzo, quando gli
istituti pubblicano le intenzioni di voto rilevate al momento della chiusura
delle liste. Il terzo periodo riguarda le ultime due settimane. Dai dati
si può rilevare una sostanziale immobilità del distacco tra i due maggiori
partiti che migliorano le proprie percentuali a discapito dei partiti più
piccoli, soprattutto dell'Udc. Gli incerti continuano ad essere quasi un terzo
del totale. Molto quindi potrebbe cambiare da qui al 13-14 aprile.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è persuaso
che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una guerra tra
poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della Roma
istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada nelle
periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata
dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle
regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è
extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani
più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono
traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia.
Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani
che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno e per
risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà che
propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E' questo
che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 ) " (1
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27Mar
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
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Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini,
che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano
giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero
degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno
e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà
che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E'
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immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
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che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
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inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
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che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e
invocano giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il
numero degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza
numero uno e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti
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Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
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provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
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che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e
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Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata provocata
dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre delle
regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli inquilini è
extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio gli italiani
più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini, che si sentono
traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano giustizia.
Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero degli italiani
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Ieri sera ho visto
qualche passaggio di Anno Zero, la trasmissione di Santoro. Riuscita, come
sempre. Sarà fazioso, ma Santoro riesce a fare giornalismo in tv senza dar
voglia di cambiare canale e affrontando temi difficili, come quello
dell'attribuzione degli alloggi popolari. Ieri i due ospiti prinicipali erano
Bertinotti e la Santanché. Secondo il leader del neopartito la Destra, le case
andrebbero date prima agli italiani indigenti e solo in un secondo tempo agli
immigrati extracomunitari. E' così assurdo? Secondo me no e molti Stati
occidentali applicano senza remore questo principio. Bertinotti invece pensa
che andrebbe mantenuto l'attuale criterio per le graduatorie che, non
considerando la nazionalità, finisce per agevolare proprio gli immigrati, che
infatti sono ai primi posti nelle classifiche. Il leader di Rifondazione è
persuaso che le misure proposte dalla Santanché finirebbero per scatenare una
guerra tra poveri. Probabilmente la presidenza della Camera e i fasti della
Roma istituzionale gli hanno fatto perdere il contatto con la realtà: vada
nelle periferie della grandi città. La guerra tra poveri c'è già ed è stata
provocata dall'incapacità del governo di arginare l'immigrazione e di imporre
delle regole ci convivenza civile. Vada nelle case popolari: il 90% degli
inquilini è extracomunitario. E questo è giusto? No e a urlarlo sono proprio
gli italiani più poveri, che vedono i propri quartieri invasi da clandestini,
che si sentono traditi dallo Stato, che sono oggettivamente penalizzati e invocano
giustizia. Le statistiche lo dimostrano: in questo Paese aumenta il numero
degli italiani che vivono sotto il minimo vitale. Questa è l'urgenza numero uno
e per risolverla bisogna regolamentare l'immigrazione. Altrimenti non si farà
che propagare l'odio e l'ingiustizia, tra gli stranieri e gli italiani. E'
questo che vuole Bertinotti? Scritto in Italia, immigrazione Commenti ( 8 )
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Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a
un amico 27Mar
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La
lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una
bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto
"blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i
supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci
hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati
come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono
rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo
in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo
stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia
su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era
così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la
porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti,
così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse
no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led
Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff
McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo
ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy
Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è
qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo
che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere
ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale.
Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un
concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così
bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti.
Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si
deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei",
il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e
la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà
per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita
ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo
di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili.
Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi
accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco
manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli
altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il
disinteresse delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun
provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in
Italia accede sempre così ed è per questo che, nonostante una legge molto
restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno
viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso improbabile, viene
individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni prima di fare il
processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di Britney Spears
stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical Center arriva
anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il diritto
all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta vedere quello
che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del ginecologo suicida e
la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di quanto abbiamo ancora da
imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet,
l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un concerto
in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del
Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti
cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito
spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro
paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in
futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in
programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino
più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato
contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a
Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono
uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le
organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le
regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto
e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e
politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie
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articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è
arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al
Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte
le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il
suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza.
Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato
delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna,
all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo
sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che
l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene
scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo.
Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana:
Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo.
Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata
squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però
lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro
caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare
(vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes,
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sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha
sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche
avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM
Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a
tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo,
Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti
stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo
capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso
permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I
più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a
febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati
maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops,
Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque. Scritto
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articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel fanno
le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una telenovela.
Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono farsi le
valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del cantante Bill
Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione virale??
Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi la
riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i motivi
dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere migliaia di
fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio Hotel, che
sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le scene per un
bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li hanno
utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5 votes,
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Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo: infiammazione
alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio proprio come in
questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è già confermato
che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle Capannelle (ma la
data era già probabile da settimane, prima ancora dell'annullamento), a Torino
i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto invece il futuro dello show
bolognese che però difficilmente sarà recuperato. Infine non rimane che da
sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave. Non è che in tutti questi
mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno
anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne
pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di
solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo
esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti
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19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già
questa è una bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono
molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal
vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso
un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive,
Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston,
Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my
religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day
is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto
"blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i
supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci
hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani
stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non
possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il
concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono
innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha
regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9
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Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata
l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni.
Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa,
annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di
Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è
evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando
le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni
Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a
un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi
assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un
gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e
degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5
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toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo
che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo
album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente
si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la
solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito
corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti
impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando
che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di
Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da
tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle
due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel
pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò
noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia
così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) "
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Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati
Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa
anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria.
Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio??
Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono
rapidamente informati delle condizioni di salute della ragazza, con
l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene,
adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo
perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per
licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti
disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei
medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le
cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney
Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato
per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi
strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i
fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times,
invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un
comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti
per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e
non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in
Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt
Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la
prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è
difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere,
che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i
magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che,
nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono
conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso
improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni
prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di
Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal
Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che
neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E
basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del
ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di
quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork,
il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un
concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza
del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!"
Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno
reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del
nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'.
Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che
abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si
verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha
protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in
visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando
sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove
siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a
violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina
succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia
dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti.
Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti
Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del
venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure
riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica,
ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre
con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e
quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io
penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno
a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se
penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti
iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso.
Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of
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Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana:
Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo.
Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata
squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però
lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso
Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista
la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5
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RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo
Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il
volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti
Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la
fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM
Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a
tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo,
Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti
stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo
capolavoro con un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso
permettermi di dire che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I
più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a
febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati
maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops,
Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando,
ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei
testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro
cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran
bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato
da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da
Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato
alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un
mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru.
Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato
eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con
tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo'
cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La
lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una
bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto
interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo
al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un
pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive,
Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston,
Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my
religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day
is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un
concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in
occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E
invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino
in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui
non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il
concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono
innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha
regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led
Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata
l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni.
Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa,
annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di
Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è
evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando
le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni
Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a
un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi
assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un
gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli
strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of
5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha
toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo
che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo
album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che
implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato,
Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e
tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di
rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due
giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla.
Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa
distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di
riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue
parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo
prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono
faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie
Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi
uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una
notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo
imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida
sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni
giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della
ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano
dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa
sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto
intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti,
aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie
contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati
inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per
fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo
quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però
ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non
solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles
Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso
un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure
stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha
sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che
sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o,
anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in
ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è
giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle
autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni
decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti
privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di questi è
la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia
(il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi
conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 )
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08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet!
Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente
intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha
infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo
cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli
sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché
episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa
italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro
radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a
questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza
per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di
solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio
gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una
goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure
silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 )
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27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è
esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao
Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione
da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso
Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e
di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari
genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella,
Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime
notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato
da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da
Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato
alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un
mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru.
Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato
eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con
tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo'
cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
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22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora incerto
invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà recuperato.
Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile quanto grave.
Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente esplosi in
mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti troppo dai
loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle corde vocali
è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati. Se fosse così,
sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da chiarire.
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questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato
i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché sono tre musicisti
che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera
li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico
(anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well,
Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man,
Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great
beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life
(bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito
ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a pochi ospiti.
Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si
risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino
all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion - che è un
cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire che,
quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando
se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà
trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma
la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa
foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati
Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie
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Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in
tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha
detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la
supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason
Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i
grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo
grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei
soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led
Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere:
raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza
così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 )
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08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno
dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi
che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli,
spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare
sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra
strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni
esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho
ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece
poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia
in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un
punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano
con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un
pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui
dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in
Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche
noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato
una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo
imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida
sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni
giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della
ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano
dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa
sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere,
che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire
procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro
ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati
inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per
fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo
quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa.
Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi
italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del
Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha
semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha
"misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia:
chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello
che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti
o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in
ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è
giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle
autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno
si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è
per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la
privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E
se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci
vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre
spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito
a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza
per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di
solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio
gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una
goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure
silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 )
" (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
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27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è
esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao
Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione
da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso
Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e
di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari
genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella,
Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails
Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
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articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
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Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando,
ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei
testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro
cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran
bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato
da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da
Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato
alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un
mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru.
Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato
eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con
tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo'
cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La
lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una
bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto
interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo
al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un
pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive,
Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston,
Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my
religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day
is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un
concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni
così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i
Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani
stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui non
possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il
concerto era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono
innamorati e se la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha
regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Led
Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata
l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni.
Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa,
annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di
Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è
evidente che c'è qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando
le date di questo che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni
Settanta a resistere ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a
un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi
assicuro che è un concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un
gruppo suonare così bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e
degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5
out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha
toppato "Ci si deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo
che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo
album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli, spot, servizi che
implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato,
Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e
tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di
rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due
giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla.
Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa
distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un punto di
riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano con le sue
parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo
prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono
faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie
Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo
a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi
uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una
notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo
imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida
sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni
giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della
ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano
dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa
sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto
intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti,
aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie
contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati
inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per
fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo
quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa.
Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi
italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del
Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha
semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha
"misure stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia:
chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello
che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti
o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in
ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è
giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle
autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
( 6 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet!
Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente
intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha
infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo
cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli
sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché
episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa
italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro
radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a
questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza
per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di
solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio
gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una
goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure
silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 )
" (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
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27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica
leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è
esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao
Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione
da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso
Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e
di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari
genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella,
Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails
Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
Varie Commenti ( 9 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
( 32 ) " (16 votes, average: 4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
Varie Commenti ( 32 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa' perche'.
Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche dopo ,in
cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi' bravo da
essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando, insultando,
ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il profilo dei
testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu, altro
cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un gran
bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque suonato
da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con me) da
Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è arrivato
alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha reso un
mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in un guru.
Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E' distaccato
eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici dentro con
tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non puo'
cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
37 ) " (5 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di
Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono letteralmente
esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono stati spremuti
troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze?? L'infiammazione alle
corde vocali è un malessere che di solito coglie i cantanti troppo impegnati.
Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse questo è l'unico dubbio da
chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7 votes, average: 5 out of
5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione dei Rem (e di
Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella notizia perché
sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti da ascoltare. Ma
poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling Stone di Milano.
Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La scaletta ve la giro
subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second guessing, Accelerate,
Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural superserious, Bad day,
Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna dj, Horse to water,
Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man on the moon (bis). Mi
ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato", riservato a
pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia
oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono
impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my religion
- che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno fatto capire
che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione, mica solo
quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il concerto
sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia.
Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la vedete in questa
foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in tour negli Stati
Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di
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a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche mese fa a Ian
Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin sarebbero andati in
tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei Velvet Revolver ha
detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la sua band sarà la
supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul Jones e Jason
Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io so che i
grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente l'ultimo
grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla tentazione dei
soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono sicuro che i Led
Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto da non perdere:
raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene, con una padronanza
così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in Varie Commenti ( 9 )
" (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 17Mar
08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve accontentare". E' uno
dei versi de "Il mondo che vorrei", il nuovo singolo di Vasco Rossi
che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la solita vagonata di articoli,
spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per tutta l'estate. Per ritornare
sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona rock con un assolo di chitarra
strepitoso e tutto il solito corredo di versi sofferti, di predizioni
esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il solito corredo. L'ho
ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse qualche emozione. Invece
poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x factor, non ha quella marcia
in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e che lo ha trasformato in un
punto di riferimento per quelle due o tre generazioni che ancora oggi parlano
con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità. Ma, parlando di Vasco, è un
pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso. Sentiremo l'album, di cui
dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai che delusione. Scritto in
Varie Commenti ( 143 ) " (12 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il
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articolo a un amico 15Mar 08 Bravi, così si protegge Britney (e impariamo anche
noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato
una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo
imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri di Britney Spears in rapida
sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa fuga di notizie e per alcuni
giorni tutti furono rapidamente informati delle condizioni di salute della
ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano
dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa
sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto
intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici dipendenti,
aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause giudiziarie
contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite
le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna
Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che
è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono
questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo
per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times,
invece di frignare o smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un
comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure stringenti
per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e
non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in
Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt
Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in ospedale. Non solo la
prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è giustificabile ma è
difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle autorità ospedaliere,
che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né tantomeno si sarebbero mossi i
magistrati. D'altronde in Italia accede sempre così ed è per questo che,
nonostante una legge molto restrittiva, non esiste più la privacy. Non ci sono
conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa franca. E se, per un caso
improbabile, viene individuato, può star tranquillo perché ci vogliono anni
prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su altre spiagge, il caso di
Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle punizioni decise dal Medical
Center arriva anche una bella lezione: ci sono limiti privati che neppure il
diritto all'informazione può superare. Uno di questi è la salute. E basta
vedere quello che proprio in questi giorni accade in Italia (il caso del
ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per rendersi conto di
quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (12
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 Bjork,
il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi L'altro giorno durante un
concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza
del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!"
Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno
reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del
nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'.
Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che
abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si
verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha
protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in
visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando
sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove
siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a
violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina
succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia
dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti.
Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16 votes, average: 4.81 out of 5)
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Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti
Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del
venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure
riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica,
ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre
con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e
quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io
penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è
intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico.
E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di
giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha
commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (16 votes, average:
4.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione
all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di
Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi
è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa.
Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un
altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a
criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (12
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Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e
ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (78) Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche
avuto la fortuna di vederlo suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM
Stevens... Sissi: Ciao Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a
tutti di ascoltare questo disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo,
Hard rocker: Vasco è esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri...
Gabriella: Ciao Giordano, mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con
un'emozione da... Lui Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire
che lo stesso Vasco è esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La
lezione dei Rem (e di Mtv) - 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1
Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1
Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha
toppato - 1 Emails Ultime notizie Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché.
Infezione virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere
operato. E poi la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga.
Quindi i motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto
piangere migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo
i Tokio Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a
lasciare le scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su
quanto e come li hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti (
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22Mar 08 Tokio Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era
nell'aria ma è stata confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello
di Torino, i Tokio Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani
ancora in piedi: il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul
Reno. Motivo: infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in
ginocchio proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se
a Roma è già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo
delle Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
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lezione dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una
bella notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto
interessanti da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo
al Rolling Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un
pezzo). La scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive,
Second guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston,
Supernatural superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my
religion, I'm gonna dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day
is done (bis), Man on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un
concerto "blindato", riservato a pochi ospiti. Di solito, in
occasioni così i supergruppi non ne hanno voglia oppure si risparmiano molto. E
invece i Rem ci hanno dato dentro, si sono impegnati fino all'ultimo e persino
in brani stra-usati come Losing my religion - che è un cavallo di battaglia cui
non possono rinunciare - hanno fatto capire che, quando si è superstar, bisogna
dimostrarlo in ogni occasione, mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha
fatto lo stesso. Non solo il concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi
giorni sia su Mtv Hits che su Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto
era così bella (la vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se
la porteranno in tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a
tutti, così si fa. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (9 votes, average: 5
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forse no Qualche mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i
Led Zeppelin sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff
McKagan dei Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo
ufficioso che la sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy
Page, John Paul Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è
qualcosa e anche io so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo
che è probabilmente l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere
ancora alla tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale.
Però sono sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un
concerto da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così
bene, con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti.
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deve accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei",
il nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e
la solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà
per tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita
ballatona rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo
di versi sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili.
Esatto: il solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi
accendesse qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco
manca l'x factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli
altri e che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per carità.
Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto noioso.
Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così, altrimenti sai
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Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti. Il Los Angeles
Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche dall'agenzia
Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i due ricoveri
di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una clamorosa
fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente informati delle
condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile imprecisione che tutti i
pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il Medical Center dell'Ucla, dove
la popstar fu messa sotto controllo perché dava di matto, ha annunciato, o
perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare (esatto: licenziare) tredici
dipendenti, aprire procedimenti disciplinari contro altri sei e intentare cause
giudiziarie contro ben sei medici che avrebbero avuto accesso ai computer dove
erano stati inserite le cartelle mediche della Spears. Insomma, pugno duro.
Adesso per fortuna Britney Spears sta meglio e sembra che si sia rimessa in
forma dopo quello che è stato per lei un inferno orribilmente martoriato dalla
stampa. Però ci sono questi strascichi che sono molto indicativi anche per noi
italiani, non solo per i fans dell'(ex) lolita del pop. Dopo la rivelazione del
Los Angeles Times, invece di frignare o smentire, il Medical Center ha
semplicemente emesso un comunicato stampa in cui confermava che l'ospedale ha "misure
stringenti per proteggere la privacy dei pazienti". Ossia: chi ha
sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo. Proviamo a pensare a quello che
sarebbe successo in Italia (ed è successo, come nel caso di Lucio Battisti o,
anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse finito pubblicamente in
ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che purtroppo non è
giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse delle
autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
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Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è
esterofilo al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano,
mi sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui
Hard Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala,
l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco
delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il
blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E va bene, ero
partito con il piede sbagliato. Il primo singolo di Vasco mi piace poco, l'ho
scritto qui e voi mi avete crocifisso. E, sincerita' per sincerita', ieri
quando sono andato ad ascoltare tutto il disco (ci siamo trovati in un bel
locale di Milano che non conoscevo, il Mu) non ero ben disposto, chissa'
perche'. Poi ho ascoltato il disco una volta, due volte; l'ho ascoltato anche
dopo ,in cuffia. Ebbene, Vasco ha fatto il suo disco più maturo. E' stato cosi'
bravo da essere essenziale riuscendo a raccontarsi tutto, scherzando,
insultando, ammonendo, mostrandosi indifeso come nel brano chiave (sotto il
profilo dei testi) che è E adesso che tocca a me, seguito subito da Dimmelo tu,
altro cardine di Il mondo che vorrei. Ok, lasciamo perdere la musica, che è un
gran bel rock, talvolta stellare, talvolta un po' manieristico ma comunque
suonato da gran signori come Mike Landau, Tony Franklin e persino (in Gioca con
me) da Slash. Cio' che conta sono le parole e la vita che c'è dietro. Vasco è
arrivato alla sua terza. La prima è stata quella dell'esaltazione, che lo ha
reso un mito. La seconda quella della consapevolezza, che lo ha trasformato in
un guru. Adesso Vasco e' un artista capace di sognare e di essere cinico. E'
distaccato eppure ha una voglia pazzesca di tornare ai sogni, di calarvici
dentro con tutto il corpo e tutta la mente. La realtà gli fa schifo, sa che non
puo' cambiarla e se ne frega perche' sa che l'unica medicina sono il sogno,
l'ironia, il graffio non distruttivo ma creativo, libero. Con questo album, a
prescindere da quelle che saranno le vendite, si è laureato come l'unico vero
artista tridimensionale, che è cresciuto con il suo pubblico senza perdere per
strada nessuno. Complimenti. Anche alla faccia degli scettici come me, la sua è
una laurea con tanto di lode, la laurea definitiva: nessuno, nel rock italiano
ma anche nella canzone d'autore, ha fatto meglio di quanto ha fatto lui, con i
suoi capolavori e, soprattutto, con i suoi limiti. Giù il cappello, dunque.
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questo articolo a un amico 25Mar 08 Bill più grave del previsto, i Tokio Hotel
fanno le valigie Sulla salute non si scherza, ma qui sta diventando una
telenovela. Dopo essere stati spremuti come limoni, i Tokio Hotel adesso devono
farsi le valigie e prendersi una bella vacanza perché le condizioni del
cantante Bill Kaulitz sono più gravi del previsto. Mal di gola?? Macché. Infezione
virale?? Magari. Il cantante ha una cisti in gola e deve essere operato. E poi
la riabilitazione per tornare a cantare sarà lunga, molto lunga. Quindi i
motivi dell'annullamento dei loro concerti italiani (che ha fatto piangere
migliaia di fans) sono gravi e circostanziati. Questo obbliga non solo i Tokio
Hotel, che sono stati uno dei gruppi sorpresa della stagione, a lasciare le
scene per un bel po', ma anche i loro manager a riflettere su quanto e come li
hanno utilizzati in questi mesi. Scritto in Varie Commenti ( 37 ) " (5
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Tokio
Hotel in ginocchio, li rivedremo a luglio La notizia era nell'aria ma è stata
confermata solo sabato nel tardo pomeriggio. Dopo quello di Torino, i Tokio
Hotel hanno annullato anche gli ultimi due concerti italiani ancora in piedi:
il 25 marzo a Roma e il 26 al Palamalaguti di Casalecchio sul Reno. Motivo:
infiammazione alle corde vocali del cantante Bill che ora è in ginocchio
proprio come in questa foto. Insomma, l'appuntamento è rinviato. E se a Roma è
già confermato che i Tokio Hotel suoneranno il 6 luglio all'Ippodromo delle
Capannelle (ma la data era già probabile da settimane, prima ancora
dell'annullamento), a Torino i biglietti saranno solo rimborsati. Ancora
incerto invece il futuro dello show bolognese che però difficilmente sarà
recuperato. Infine non rimane che da sottolineare un sospetto, tanto esile
quanto grave. Non è che in tutti questi mesi i Tokio Hotel, che sono
letteralmente esplosi in mezzo mondo ma hanno anche un'età giovanissima, sono
stati spremuti troppo dai loro manager e ora ne pagano le conseguenze??
L'infiammazione alle corde vocali è un malessere che di solito coglie i
cantanti troppo impegnati. Se fosse così, sarebbe un pessimo esempio. E forse
questo è l'unico dubbio da chiarire. Scritto in Varie Commenti ( 22 ) " (7
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 La lezione
dei Rem (e di Mtv) Ho incontrato i Rem qui a Milano, e già questa è una bella
notizia perché sono tre musicisti che sanno parlare e sono molto interessanti
da ascoltare. Ma poi martedì sera li ho sentiti suonare dal vivo al Rolling
Stone di Milano. Concerto stratosferico (anche se ne ho perso un pezzo). La
scaletta ve la giro subito: Living well, Man sized wreath, Drive, Second
guessing, Accelerate, Animal, Hollow man, Electrolite, Houston, Supernatural
superserious, Bad day, Final straw, Great beyond, Losing my religion, I'm gonna
dj, Horse to water, Imitation of life (bis), Until the day is done (bis), Man
on the moon (bis). Mi ha colpito ascoltare i Rem in un concerto "blindato",
riservato a pochi ospiti. Di solito, in occasioni così i supergruppi non ne
hanno voglia oppure si risparmiano molto. E invece i Rem ci hanno dato dentro,
si sono impegnati fino all'ultimo e persino in brani stra-usati come Losing my
religion - che è un cavallo di battaglia cui non possono rinunciare - hanno
fatto capire che, quando si è superstar, bisogna dimostrarlo in ogni occasione,
mica solo quando se ne ha voglia. E anche Mtv ha fatto lo stesso. Non solo il
concerto sarà trasmesso più volte nei prossimi giorni sia su Mtv Hits che su
Mtv Italia. Ma la scenografia preparata per il concerto era così bella (la
vedete in questa foto) che i Rem se ne sono innamorati e se la porteranno in
tour negli Stati Uniti. E Mtv gliel'ha regalata. Bravi a tutti, così si fa.
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questo articolo a un amico 19Mar 08 Led Zeppelin in tour. O forse no Qualche
mese fa a Ian Atsbury dei Cult è scappata l'ammissione che i Led Zeppelin
sarebbero andati in tour dopo quasi trent'anni. Adesso anche Duff McKagan dei
Velvet Revolver ha detto la stessa cosa, annunciando in modo ufficioso che la
sua band sarà la supporter dei concerti di Robert Plant, Jimmy Page, John Paul
Jones e Jason Bonham. Boh, non si sa. Ma è evidente che c'è qualcosa e anche io
so che i grandi promoter stanno trattando le date di questo che è probabilmente
l'ultimo grande gruppo rock degli anni Settanta a resistere ancora alla
tentazione dei soldi e della fama collegati a un tour mondiale. Però sono
sicuro che i Led Zeppelin torneranno dal vivo e vi assicuro che è un concerto
da non perdere: raramente, anzi mai, ho sentito un gruppo suonare così bene,
con una padronanza così assoluta del repertorio e degli strumenti. Scritto in
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articolo a un amico 17Mar 08 Oops, Vasco stavolta ha toppato "Ci si deve
accontentare". E' uno dei versi de "Il mondo che vorrei", il
nuovo singolo di Vasco Rossi che preannuncia il nuovo album, il nuovo tour e la
solita vagonata di articoli, spot, servizi che implacabilmente si spalmerà per
tutta l'estate. Per ritornare sul mercato, Vasco ha scelto la solita ballatona
rock con un assolo di chitarra strepitoso e tutto il solito corredo di versi
sofferti, di predizioni esistenziali, di rimpianti impossibili. Esatto: il
solito corredo. L'ho ascoltato per due giorni, sperando che mi accendesse
qualche emozione. Invece poco o nulla. Stavolta al pezzo di Vasco manca l'x
factor, non ha quella marcia in più che sa distinguerlo da tutti gli altri e
che lo ha trasformato in un punto di riferimento per quelle due o tre
generazioni che ancora oggi parlano con le sue parole. E' un bel pezzo, per
carità. Ma, parlando di Vasco, è un pezzo prevedibile e perciò noioso. Molto
noioso. Sentiremo l'album, di cui dicono faville. E speriamo sia così,
altrimenti sai che delusione. Scritto in Varie Commenti ( 143 ) " (12
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 15Mar 08 Bravi,
così si protegge Britney (e impariamo anche noi) Poi uno dice gli Stati Uniti.
Il Los Angeles Times di venerdì ha riportato una notizia (poi ripresa anche
dall'agenzia Reuters) che noi italiani dovremmo imparare a memoria. Ricordate i
due ricoveri di Britney Spears in rapida sequenza a gennaio?? Allora ci fu una
clamorosa fuga di notizie e per alcuni giorni tutti furono rapidamente
informati delle condizioni di salute della ragazza, con l'inevitabile
imprecisione che tutti i pettegolezzi si portano dietro. Bene, adesso il
Medical Center dell'Ucla, dove la popstar fu messa sotto controllo perché dava
di matto, ha annunciato, o perlomeno fatto intendere, che sta per licenziare
(esatto: licenziare) tredici dipendenti, aprire procedimenti disciplinari
contro altri sei e intentare cause giudiziarie contro ben sei medici che
avrebbero avuto accesso ai computer dove erano stati inserite le cartelle
mediche della Spears. Insomma, pugno duro. Adesso per fortuna Britney Spears
sta meglio e sembra che si sia rimessa in forma dopo quello che è stato per lei
un inferno orribilmente martoriato dalla stampa. Però ci sono questi strascichi
che sono molto indicativi anche per noi italiani, non solo per i fans dell'(ex)
lolita del pop. Dopo la rivelazione del Los Angeles Times, invece di frignare o
smentire, il Medical Center ha semplicemente emesso un comunicato stampa in cui
confermava che l'ospedale ha "misure stringenti per proteggere la privacy
dei pazienti". Ossia: chi ha sbagliato, paghi e non perdiamo altro tempo.
Proviamo a pensare a quello che sarebbe successo in Italia (ed è successo, come
nel caso di Lucio Battisti o, anni prima, di Kurt Cobain) se un cantante fosse
finito pubblicamente in ospedale. Non solo la prevedibile fuga di notizie, che
purtroppo non è giustificabile ma è difficilmente arginabile. Ma poi il disinteresse
delle autorità ospedaliere, che non avrebbero preso nessun provvedimento. Né
tantomeno si sarebbero mossi i magistrati. D'altronde in Italia accede sempre
così ed è per questo che, nonostante una legge molto restrittiva, non esiste
più la privacy. Non ci sono conseguenze, mai. Se uno viola la privacy, la fa
franca. E se, per un caso improbabile, viene individuato, può star tranquillo
perché ci vogliono anni prima di fare il processo. Vabbè, senza esondare su
altre spiagge, il caso di Britney Spears stavolta dà una buona notizia. Dalle
punizioni decise dal Medical Center arriva anche una bella lezione: ci sono
limiti privati che neppure il diritto all'informazione può superare. Uno di
questi è la salute. E basta vedere quello che proprio in questi giorni accade
in Italia (il caso del ginecologo suicida e la spregevole fuga di notizie) per
rendersi conto di quanto abbiamo ancora da imparare. Scritto in Varie Commenti
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amico 08Mar 08 Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi
L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato
a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (16
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08
Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per
presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre
mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha
parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha
divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che
importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha
semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo
per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che
non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso
davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi
commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti
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amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione
all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già
pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo
Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston,
sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione
all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in
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leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli
articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (78)
Ultime discussioni Lui Hard Rocker: Io ho anche avuto la fortuna di vederlo
suonare in trio con Carl Palmer alla batteria e TM Stevens... Sissi: Ciao
Paolo, beh adesso si' che hai fatto venire voglia a tutti di ascoltare questo
disco, anche a fan... Paolo Giordano: Sono d'accordo, Hard rocker: Vasco è esterofilo
al punto che non solo usa musicisti stranieri... Gabriella: Ciao Giordano, mi
sono avvicinata oggi a questo nuovo capolavoro con un'emozione da... Lui Hard
Rocker: ..scusa Enrico.. posso permettermi di dire che lo stesso Vasco è
esterofilo? Ha sempre avuto dei... I più inviati La lezione dei Rem (e di Mtv)
- 2 Emails I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori,
i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha
l'ansia - 1 Emails Oops, Vasco stavolta ha toppato - 1 Emails Ultime notizie
Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i cani abbaino
poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai Lama alla
Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia, Spinetta
conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
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( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 75 del 2008-03-28
pagina 2 Prete usa la Madonna come "santino" di Diego Pistacchi (...)
Maria di Nazaret". Chiosa integrale dalla prima lettera della Madonna di
Lourdes a Paolo Farinella, prete. Tutto vero. Pardon, tutto davvero scritto.
Pubblicato su Micromega del 24 marzo scorso, la rivista di Paolo Flores
d'Arcais e della sinistra radical chic. Tutto elaborato da un sacerdote, questo
sì vero, che nella chiesa di Genova continua a mandare avanti una parrocchia. E
soprattutto a bestemmiare liberamente su internet e su qualsiasi pubblicazione
glielo consenta. Paolo Farinella, già noto per accuse al Papa, alla chiesa
tutta, insulti a Berlusconi in nome della fede, un
mese e mezzo fa aveva pubblicato una lettera aperta alla Madonna di Lourdes,
"candidandola", usandola nella sua personalissima battaglia politica,
rietendendola l'unica in grado di fare il "miracolo" di salvare l'Italia
da Berlusconi. Oggi ha scritto per lei anche la
risposta. "Caro Paolo, prete", inizia la missiva spedita
"tramite messaggero angelico". Ma la lettera continua. Impossibile
scegliere fior da fiore i concetti. Perché a Nostra Signora di Lourdes vengono
attribuiti innanzitutto i "criteri per il voto". Il primo dice di
"non votare quei partiti che con la legge elettorale porcata hanno tolto
agli italiani e alle italiane il potere e il dovere di esercitare il loro
diritto costituzionale di liberi cittadini sovrani, Sono i partiti di Berlusconi, Bossi, Casini, Fini e i loro cespugli".
Perché? Perché "La destra non farà mai gli interessi del popolo e dei
poveri perché i loro interessi sono rivolti ai cosiddetti ceti medio-alti con
tendenza al più alto". Ancora: "Un cristiano che vota questi figuri,
non può in buona coscienza partecipare all'Eucaristia e ricevere l'assoluzione
in confessione perché diventa complice in solido". Parola di un biblista,
autoproclamato finché si vuole, ma pur sempre biblista. Uno che la dottrina
della chiesa, almeno finché nessuno lo smentisce, la conosce bene e la insegna.
Ma Farinella, sotto forma di Madonna di Lourdes, ne ha anche per quelli che
finora lo hanno perdonato, lo hanno lasciato fare. "Ruini ieri e Bagnasco
oggi non perdono occasione per bacchettare su singoli temi il partito di Veltroni come non hanno risparmiato in nessuna occasione il
presidente del consiglio Prodi, che ebbe la colpa di dichiararsi cattolico
adulto in occasione del referendum sulla procreazione assistita. La Cei non ama
i cattolici adulti, ma predilige i chierichetti immaturi e sempre disponibili
all'ubbidienza cieca, pronta e assoluta". Per chi non avesse capito cosa
pensa della stesa chiesa cui coerentemente si ostina ad appartenere: "I
vescovi non stanno difendendo la libertà di fede che la costituzione
garantisce, ma finiscono per avallare un sistema di vita politica, una visione
di politica e scelte economiche che collidono con la Dottrina sociale della
Chiesa che mette in primo piano la prospettiva del bene comune e l'interesse
per i poveri e meno abbienti". Lo dimostra il Vangelo: "Gesù non ebbe
il permesso di soggiorno quando emigrò in Egitto, ricercato dalla polizia di
Erode che voleva ucciderlo. Se allora Moratti, Berlusconi,
Fini e Casini e Bossi fossero stati al posto di Erode, avrebbero sparato a
vista su Gesù bambino, profugo per necessità". La predica si fa via via
più esplicita. È sempre la Madonna che parla a Farinella, prete: "Il
cattolico che vota Berlusconi abiura da ogni principio
etico e religioso, anzi da ogni parvenza di umana dignità". Per carità,
non che Veltroni sia un santo, ma fa meno schifo del
diavolo fatto candidato: "Se gli Italiani e le Italiane dovessero
scegliere onestamente, secondo coscienza, non dovrebbero votare alcuno degli
attuali pretendenti - ammette in una consclusione-consiglio la Madonna - . Non
votare però è un brutto segno. È un insulto a tutti coloro che hanno dato la
vita per garantirci questo diritto, anche se mutilato, anche
se stuprato da Berlusconi e compagnia". Berlusconi.
"C'è un solo modo per fermarlo, un solo modo per toglierlo di scena:
votare il Partito democratico di monsignor Dabliu Veltroni,
turandosi il naso e tutto il resto. Non si può nemmeno votare i cosiddetti
partiti di sinistra che sono responsabili dello sfilacciamento del governo
Prodi e della distruzione dell'immagine del governo a causa della loro
sistematica rissa. Viene il dubbio che siano stati pagati sottobanco da Berlusconi". In sintesi, la lettera chiude con i dieci
comandamenti per il voto buono e giusto. "Se io, la Madonna, dovessi
essere in Italia e votare seguirei questi criteri, in quanto cittadina e in
quanto cristiana", conferma la lettera a Farinella. Ovviamente, inizia
Nostra Signora, "non voterei per i partiti o liste e/o individui suggeriti
o appoggiati, direttamente o indirettamente dall'autorità ecclesiastica".
Ma soprattutto, tra le tante regole, ce ne sono tre, una dietro l'altra,
davvero di ispirazione celestiale: "7. Non voterei liste o partiti che non
abbiano candidato almeno un 30% di presenze femminili. 8. Non voterei liste o
partiti che non abbiano almeno un 30% di candidati e candiate sotto i 40 anni.
9. Non voterei liste o partiti che presentano oltre il 30% di candidati con più
di tre legislature". Preparatissima, puntuale, persino troppo pignola
quando precisa "Io, la Madonna, voterei per salvare l'Italia dal baratro
della barbarie berlusconiana e poi dal giorno dopo le elezioni,... sarà un
altro giorno". Dopo le 18 apparizioni a Bernadette, la prima lettera a
Paolo, prete. E stavolta è tutto farinella del suo sacco. © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 75 del 2008-03-28
pagina 2 Alla grande marcia del Pd basta un marciapiede di Redazione Domani una
"passeggiata" di propaganda da Nervi al Porto Antico. Ma i big si
dimenticano della Liguria Hanno già iniziato il tam tam delle mail, chiedono di
fare più preiscrizioni possibili per "avere un'idea dell'impegno". Ma
non hanno chiesto l'interruzione del traffico cittadino perché "passeranno
sul marciapiede". È la premessa della grande mobilitazione del Pd ligure,
della "Marcia democratica" che domani attraverserà la città dal
porticciolo di Nervi fino al Porto Antico. È un'iniziativa, "la prima e
unica in Italia", del "Laboratorio8" e del Pd ligure, che vuole
"dare l'idea del partito in movimento" e che "è aperta a tutti,
a tutte le età". Roba da paralizzare una città intera dalle 8.45 alle
17.30. Ma che, parola degli stessi organizzatori, verrà contenuta sui
marciapiedi e grazie al servizio d'ordine di 30 persone dello staff. Cinque
euro, maglietta bianca con stemma del Pd, palloncini, punti ristoro in ogni circolo
del partito che si incontra lungo la strada e qualche comizio-flash a cura dei
candidati. Neppure tutti, interverranno, per ora l'hanno annunciato, Mario
Tullo, Giovanna Melandri, Roberta Pinotti e Ivan Scalfarotto. Ma di certo non
si faranno tutta la passeggiata, tutti gli undici chilometri e mezzo per
arrivare al "Banano Tsunami" dove ogni partecipante iscritto a 5 euro
avrà un buono consumazione per l'aperitivo. Un'idea nuova, attesa domani alla
prova della conta. Meno nuove le altre tecniche elettorali. E pazienza se
camper, gadget, kit elettorali, il cosiddetto "patto con la Liguria"
e tante altre scelte finiranno per alimentare le ragioni di chi ama
sottolineare le scopiazzature tra Pd e Pdl. La segreteria del partito è
impegnata soprattutto a organizzare gli ultimi appuntamenti con i big prima
delle elezioni. Arriveranno nientepopodimenoché Giorgio Tonini, Achille
Passoni, Tiziano Treu, Pierluigi Castagnetti. A Luigi
Bersani toccherà un giro a Savona l'8 aprile nel giorno in cui ci sarà anche
Silvio Berlusconi. I big? Piero Fassino dovrebbe venire ma non si sa quando. Veltroni e Franceschini hanno già dato e in Liguria non torneranno. Qui
il risultato è in bilico? La Liguria è decisiva? © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate?
Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading
... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma
taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa
quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera
"emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno
su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto,
palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse
nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di
tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta
realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa
sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese.
Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani"
che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non
pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la
strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi
sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e
dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei
quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che
spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo
definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi
definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito
"piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi.
cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di
parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma
"stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi
al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la
sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha
un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del
"librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi
le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo
dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede?
Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella
polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti,
ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il
paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che
poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti
a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse).
"Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un
richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma
testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un
navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti
continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di
pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da
parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più
al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei
lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri
blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse
Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente
il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete
acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo
avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che
solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media.
E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20
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Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato"
da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani
su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus:
Non bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e
assistenza sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è
forse operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG:
Riformulo la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura
del confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere...
lorenzo: Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi
fermo qui. Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non
possono lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli
aumenti... - 3 Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni
e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In
casa i cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una
"strega"Dalai Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione
del Tibet"Alitalia, Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente,
ma trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
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corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese,
pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di
là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la
bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi
l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il
fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere
sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha
dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi.
cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di
parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of
5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
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"stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi
al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la
sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha
un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del
"librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi
le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo
dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede?
Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella
polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti,
ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il
paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che
poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti
a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse).
"Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un
richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma
testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un
navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile,
da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un
oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali
anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare
lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che
appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie
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un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd
corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare
l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto.
Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento
presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi
la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a
"limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna
elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un
altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente.
La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile
negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la
vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
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bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
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Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 75 del 2008-03-28
pagina 8 Sinistra a caccia dell'operaio perduto di Antonio Signorini da Roma A
giudicare dai calibri in campo, sembrerebbero i preparativi per la battaglia
decisiva. Se si guarda alla realtà, pare piuttosto una scazzottata di cortile. Una
partita giocata nel poco spazio rimasto dopo l'esodo delle tute blu verso altri
lidi lavorativi e la fine del monopolio della rappresentanza politica. Insomma,
Partito democratico e Sinistra arcobaleno sembrano ignorare quello che ormai
anche i sassi sanno: gli operai veri e propri sono sempre meno. E sono molto
diversi da come ce li immaginiamo. Tanto per dirne una, non si fanno troppi
problemi a votare a destra. E, come se non bastasse, al Nord prediligono il
Popolo della libertà. Non è raro incontrare sindacalisti metalmeccanici,
compresi militanti della Fiom Cgil, con un debole per Forza Italia o la Lega
Nord. Alcuni addirittura con la tessera in tasca. I primi a documentarlo,
qualche anno fa, furono i ricercatori dell'Ires Cgil. Uno studio di DemosΠ
ha colto gli umori più recenti dei Cipputi: il 46,5 per
cento preferisce Berlusconi a Veltroni, il 31,5 per cento sceglie il Pd e l'11,9 per cento la Sinistra
arcobaleno. Eppure le due sinistre, a mettere il cappello sulla classe operaia
(o meglio, sul 43 per cento che gli rimane) proprio non vogliono rinunciare.
Per dire l'ultima, il Pd è arrivato a tradire la regola numero uno della
campagna elettorale di Walter Veltroni - discontinuità con
il passato della sinistra - e ha ritirato fuori la "Conferenza operaia"
del vecchio Partito comunista italiano. Quella del Pd si terrà domani a
Brescia. Per tutta risposta la Sinistra arcobaleno, che già aveva organizzato
un incontro sugli "invisibili" nei mesi scorsi a Torino, ha risposto
con una "Conferenza operaia" tutta sua che si terrà a Milano, sempre
domani. E non è solo campagna elettorale. Quella per il marchio di
"partito operaio Doc" è una guerra, con sgambetti e mosse a sorpresa,
come quella studiata dal segretario del Prc Franco Giordano che oggi, con un giorno
di anticipo rispetto a Veltroni, si presenterà a
Brescia per incontrare gli operai locali e incalzare il Pd sui temi più
scomodi: salari e flessibilità. Un modo per dire agli operai che i temi a loro
cari sono esclusivamente nel programma della Sinistra arcobaleno. Anche se a
leggere le parole pronunciate mercoledì - a microfoni spenti - alla
trasmissione Omnibus da Fausto Bertinotti, sono tutti sforzi inutili: "Ora
nelle fabbriche i sindacalisti Fiom hanno la tessera di Forza Italia. È
l'effetto di Romano Prodi". Pessimismo di chi - rileva Italia Oggi, che ha
riportato la frase del candidato premier della Sa - conosce le fabbriche. E sa
bene che ultimamente, tra le catene di montaggio, l'antipolitica va fortissimo.
Analisi nella quale il Pd preferisce non addentrarsi. Almeno allo scoperto e
non prima delle elezioni. La parola d'ordine è un po' la stessa utilizzata nel
Nord-Est. Il voto operaio, come quello degli imprenditori, è, di diritto, del
Pd. Le diffidenze e la sfiducia sono acqua passata. O almeno così deve
sembrare. Perché al Pd preme dimostrare che il legame con il Nord
industrializzato, quello che secondo Riccardo Illy ormai vota "di
default" per Silvio Berlusconi, è ancora vivo.
Motivazioni non identiche tra le due sinistre, quindi. Di simile c'è invece il
parterre delle due manifestazioni. Perché di operai in attività, a quelli che
dovrebbero essere i loro stati generali, ce ne sono pochini, almeno nei
programmi ufficiali. Sindacalisti e un deputato-operaio come Maurizio Zipponi
per l'Arcobaleno. Establishment allo stato puro per la kermesse bresciana del
Pd. Oltre a Veltroni, ci sono professori universitari
("chissà come mai non c'è Ichino", commentavano ieri perfidi
esponenti dell'Arcobaleno); professori, ministri e sindacalisti. Poi i noti rappresentanti
del mondo del lavoro nelle liste democratiche: Antonio Bocuzzi, operaio
ThyssenKrupp, Loredana Ilardi, la ex operatrice del call center presentata come
precaria (in realtà assunta). Resta Alberto Tosa operaio Iveco e sindaco Pd di
un comune. Ruoli da testimonial, verrebbe da pensare, per la classe che i
comunisti un tempo consideravano "l'erede dei filosofi classici
tedeschi". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 75 del 2008-03-28
pagina
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 75 del 2008-03-28
pagina 6 Rai, Berlusconi: "Violenza da Veltroni" di
Adalberto Signore Berlusconi: "è inaccettabile che io non possa andare a “Porta a Porta”
perché lui è stanco. Il Pd? è l'ultima mimetizzazione del Pci". Attacco
alla tv di Stato: "L'azienda è ancora dominata dalla sinistra" Roma -
"Se devo mettermi i guantoni da pugile, problemi non ce ne sono...
". è prima mattina quando Silvio Berlusconi legge
l'intervista di Goffredo Bettini al Corriere della Sera, una sorta di sigillo
ufficiale sulla fine del bon ton elettorale. L'ultimo atto, commenta il
Cavaliere in privato con i suoi collaboratori, di una vera e propria escalation
iniziata martedì con la battuta di Walter Veltroni
sulla sua età ("con Agrigento siamo arrivati alla tappa 71, più o meno gli
anni del mio avversario"), andata avanti mercoledì con la querelle su
Porta a porta e conclusasi ieri con l'affondo del braccio destro del segretario
del Pd con tanto di paragone tra l'ex premier e il leader dell'ultra destra
francese Jean Marie Le Pen. Il "segnale più evidentemente", chiosa Berlusconi, che "sono in grande difficoltà",
praticamente "alla disperazione". E per questo "tornano
all'antiberlusconismo militante", al quale - ragiona il Cavaliere -
"non si può non replicare" pure se "vedrete che domani diranno
tutti che sono io quello che ha archiviato il fair play". D'altra parte,
spiegherà a sera, "i giornali intingono la penna nel rosso della
sinistra". Un concetto che un deputato di casa a Palazzo Grazioli
sintetizza così: "C'è da chiedersi perché un quotidiano che dovrebbe
essere super partes come Il Sole-24 ore ieri aveva un inviato a seguire Veltroni a Caltanissetta e nessuno dietro a Berlusconi a Viterbo... ". Così, il Cavaliere i
guantoni se li mette davvero. Anche perché tra le conseguenze dell'addio al
fair play ci sta pure quello che da qualche giorno è un rumors insistente nei
Palazzi della politica, ripreso ieri da Europa, quotidiano della Margherita. E
cioè che nelle regioni già vinte o già perse il Pd sia tentato dal favorire il
cosiddetto voto disgiunto per dare una spinta affinché la Sinistra Arcobaleno o
l'Udc scavallino il fatidico quorum dell'8% al Senato. Il che significherebbe,
alchimie della legge elettorale, che il Pdl dovrebbe dividersi la quota di
senatori attribuiti ai perdenti o ai troppo vincenti con Bertinotti o Casini e
con conseguente riduzione della forbice di vantaggio a Palazzo Madama. è anche
per questo che Berlusconi decide di ribaltare la
questione: "Se uno vuole votare Casini, magari perché è un bel fioeul, lo
faccia pure. Ma alla Camera, non al Senato". Un concetto su cui torna più
d'una volta: "Bisogna spiegare a tutti coloro che sono del centrodestra
come il voto ai partiti minori, soprattutto al Senato, può portare in qualche
regione a una vittoria dell'altra parte". Il caso di scuola è quello del
Lazio. Ma la giornata del Cavaliere - sia la mattinata davanti all'assemblea di
Confartigianato che il tardo pomeriggio durante lo Speciale elezioni nella sede
dell'Adnkronos - è fatta soprattutto di affondi contro Veltroni,
Antonio Di Pietro e il Pd. Dicendo no a Porta a porta, attacca, l'ex sindaco di
Roma ha commesso "un atto violento" e "inaccettabile"
("lo capisco, è stanco, ma il fatto che non voglia andare in tv non
significa che non ci debba andare neanche il leader dell'opposizione").
D'altra parte, aggiunge, è "un già visto" perché "avvenne anche
con Prodi" nel 2006. Una scelta, spiega Berlusconi,
che deriva dal fatto che "Veltroni e Bettini
hanno la consapevolezza dei sondaggi". Insomma, "sono vicini alla
disperazione" perché "sono cadute tutte le loro promesse da
fiction". Gli italiani, aggiunge, "devono sapere che la Rai è ancora
in mano alla sinistra che la domina come e quando vuole". Ma gli affondi
più duri sono per Di Pietro e, dice facendo con le dita il gesto del denaro,
per "la mostruosità del partito dei valori". E ancora: "Mi fa
orrore chi non ha rispetto per gli altri e rovina le persone sbattendole in
galera quando sono innocenti. Ho paura di gente così". Insomma, "un
partito di giustizialisti" e se il Pd ha deciso di averli come alleati
significa che "anche loro sono giustizialisti dalla testa ai piedi".
D'altra parte, aggiunge rispolverando il vecchio assioma del Pci-Pds-Ds, il Pd
è "l'ultima mimetizzazione dei comunisti italiani" in cui ci sono
"gli stessi protagonisti del Pci tranne qualche candidatura spot come
quella della ragazzina, del finto operaio e del finto precario". Poi, per dire
che né Veltroni né Di Pietro ("entrambi
pensionati") taglieranno mai i costi della politica, si affida a una
metafora: "Mai visto dei tacchini presentare una mozione per anticipare il
Natale". A sera, quasi a fare il verso al suo avversario, torna sulla sua
età. Perché, ammette, "con Internet ho poca dimestichezza". Insomma,
"mi sa che hanno ragione quando dicono che sono troppo vecchio per
governare". Così, si definisce "un matto" che a 71 anni si
candida per la quinta volta alla guida di un Paese che versa in condizioni
"drammatiche". Poi, torna a snocciolare i sondaggi che danno il Pdl
in vantaggio di "oltre otto punti". Con "un solo incubo"
che è "quello dei brogli" perché "in questo sono dei
professionisti". Una "preoccupazione" sulla quale sta lavorando.
Tanto che a pranzo incontra a Palazzo Grazioli i "difensori del voto"
arruolati per il 13 e 14 aprile a cui viene consegnata una denuncia standard da
presentare in caso di conta irregolare. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via
G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove
il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
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14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere
sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato
la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra:
l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida.
Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe
bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al
Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me
lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un
Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò
che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il
metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei
governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse
la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se
pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di
sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i
piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si
possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan
disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di
sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla
politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e
subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è
coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono
state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro
nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e
Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto
dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci
sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non
straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter
infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che
quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche
questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia
pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il
tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di
Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa
Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al
Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo
la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle
realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione
quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i
giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni
ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento
della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che
ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui,
anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il
blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana),
dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei
fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte
per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha
presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale
quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato
resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a
meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta
nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è
lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di
alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho
fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi
ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra:
l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida.
Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe
bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi.
cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di
parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma
"stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi
al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la
sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha
un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del
"librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi
le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo
dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede?
Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella
polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti,
ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il
paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che
poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti
a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse).
"Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un
richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma
testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un
navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero
capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare
l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto.
Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire:
la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra
forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma trattiamo"Bufala,
l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La Francia ritira il blocco
delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca
Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti
Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione
Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni
Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento
delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci
saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le
pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl
farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista
Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala
mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei
salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un
aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario
generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale
al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate?
Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading
... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma
taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa
quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera
"emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno
su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto,
palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse
nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di
tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta
realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa
sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese.
Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5
votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha
dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa.
A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi
ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un
"nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha
fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano
della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con
tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una
storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani
e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al
Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e
della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi.
cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di
parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma
"stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi
al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la
sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha
un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del
"librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi
le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo
dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede?
Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella
polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti,
ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il
paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che
poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti
a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse).
"Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un
richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma
testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un
navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.".
Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se
cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti:
pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che
vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci
prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli
italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha
governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto
ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive
del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e
soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li
sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i
tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride
con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non
bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07 out
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Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le
liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire:
la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra
forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del confronto
TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo: Sono in
pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui. Lorè
luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono lavorare
e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo risultato
della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma
della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails
Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
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corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi
l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il
fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
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08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul
blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha
dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto
gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale
una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si
trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico,
quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono
quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che
detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le
polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre
lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non
c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa
al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di
Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il
tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del
Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi.
cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di
parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (13 votes, average: 3.38 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato"
ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al
Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la
sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha
un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del
"librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi
le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo
dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede?
Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella
polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti,
ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il
paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che
poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti
a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse).
"Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un
richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma
testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un
navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta
- dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
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corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana),
dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei
fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte
per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha
presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale
quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato
resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a
meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta
nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è
lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di
alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho
fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi
ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra:
l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida.
Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe
bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al
Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me
lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un
Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò
che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il
metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei
governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse
la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se
pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di
sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i
piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si
possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan
disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di
sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla
politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e
subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è
coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono
state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro
nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e
Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto
dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci
sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non
straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter
infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che
quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche
questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia
pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il
tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di
Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco.
Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il
centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia
campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il
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Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare
l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto.
Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che
cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
average: 3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento
presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi
la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a
"limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna
elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un
altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente.
La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile
negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la
vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6
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RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il
blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10
anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi
(leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove
il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
7 ) " (5 votes, average: 1.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere
sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato
la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra:
l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida.
Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe
bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al
Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me
lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un
Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò
che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il
metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei
governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse
la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se
pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di
sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i
piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si
possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan
disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di
sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla
politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e
subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è
coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono
state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro
nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e
Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto
dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci
sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non
straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter
infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che
quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche
questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia
pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il
tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di
Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa
Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al
Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo
la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle
realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione
quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i
giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni
ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento
della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che
ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui,
anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e
comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei
lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro
contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con
la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa
è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli:
"Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore
Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in
edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale
di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
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TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale
al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate?
Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5) Loading
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questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma
taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa
quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera
"emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno
su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto,
palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse
nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse)
una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta
realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa
sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese.
Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si
"rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa.
Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco
l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia
del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a
breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le
elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle
previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (5
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal
nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog,
quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha
dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra:
l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida.
Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe
bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al
Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me
lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un
Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò
che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il
metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei
governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse
la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se
pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
" (13 votes, average: 3.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di
sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i
piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si
possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan
disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di
sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla
politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e
subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è
coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono
state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro
nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e
Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto
dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci
sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non
straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter
infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che
quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche
questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia
pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il
tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di
Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa
Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al
Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo
la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle
realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione
quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i
giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni
ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (13 votes, average: 1.31 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (14 votes,
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose
che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il
programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da
Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non
ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano
state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in
questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi
transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre
"clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di
sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle
unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La
tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni
si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha
memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può
dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una
volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero
un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (15 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e
cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito
Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero
firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro
idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata
da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle
truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha
aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
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Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Inevitabile che le
pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna
elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni
promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un
tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e
50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa
reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al
miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti"
futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già
aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al
governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche
l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una
specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento
degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e
certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno
scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale
generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne
pensate? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (4 votes, average: 2 out of 5)
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anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del
giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in
Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro
tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono
ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti,
imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di
qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare
sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi
l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il
fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi
statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per
tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un
ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non
scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato.
Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo
governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto
dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti (
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08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul
blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni
"anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto
grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha
dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta
l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e
aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani
preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a
quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere
dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte
presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e
chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche:
sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno
che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista -
"Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano
vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa).
Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra:
l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida.
Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe
bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al
Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me
lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un
Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò
che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il
metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei
governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse
la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se
pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo.
accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al
baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha
sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 23 )
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09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di
Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli
strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra
non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama
soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni"
presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero
subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi
pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci
credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una
crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati
a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo.
per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A
seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia
altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il
programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di
sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i
piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si
possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan
disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di
sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla
politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e
subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è
coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la
coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà:
ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono
state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro
nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e
Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto
dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà
pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i
programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha
imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella
vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo,
Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure
tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i
buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (14 votes, average: 3.07
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (13 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più
leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08
Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per
poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe
andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti (
15 ) " (15 votes, average: 2.47 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto
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25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza
nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono
coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (14 votes, average: 3.21 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando,
sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata
alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia,
"l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la
"relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza.
Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (24) Ultime discussioni Reginaldus: Non
bastassero già le mille agevolazioni date allo straniero: scuole e assistenza
sanitaria gratis e... matteo: Aumentare l'importo delle pensioni è forse
operazione sacrosanta soprattutto per quelle persone che... biagioG: Riformulo
la domanda: Perchè l'On. Berlusconi ha paura del
confronto TV con Veltroni? Potrebbe essere... lorenzo:
Sono in pensione dal 1995 quindi tredici anni aumento â?¬190,00 mi fermo qui.
Lorè luciano: ma non si parla proprio degli invalidi civili che non possono
lavorare e devono vivere con quel minimo di... I più inviati Sayed, primo
risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la
conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3
Emails Ultime News Dibattiti in tv: niente Veltroni e Berlusconi da Lucia AnnunziataCassazione: "In casa i
cani abbaino poco"India da medioevo, linciata una "strega"Dalai
Lama alla Cina: "Vi assicuro, no alla separazione del Tibet"Alitalia,
Spinetta conferma: 2.100 esuberi I sindacati: "Insufficiente, ma
trattiamo"Bufala, l'Ue: "Nessun rischio per la salute" La
Francia ritira il blocco delle vendite Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il
blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Panorama.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Formisano: "Basta con il Senato, mi
candido alla Camera, è meno faticoso" Posted By vasco_pirri_ardizzone On
28/3/2008 @ 17:29 In Apertura#3, NotiziaHome | 1 Comment "Basta! Dopo due
anni faticosissimi passati a far entrare in aula i vecchietti ho deciso di
andare alla Camera", così a Panorama.it il presidente del gruppo Misto del
Senato, Nello Formisano, che è candidato per l'Italia dei Valori alla [1]
Camera in Campania. In quest'intervista risponde anche alle bordate che [2]
Silvio Berlusconi lancia contro il suo leader, [3]
Antonio Di Pietro e avverte che l'[4] Idv non si scioglierà dentro il Pd. [5]
Presidente Formisano, come mai dal Senato alla Camera? È una scelta che abbiamo
fatto come gruppi parlamentari. Da quanto stava a palazzo Madama? Sono al
Senato dal 2001. Gli ultimi due anni devono essere stati faticosi, eh?
Particolarmente densi. Dopo quello che abbiamo visto, densi è un eufemismo,
scusi. E non avete visto tutto: voi vedevate solo l'aula nei momenti critici.
Ma non sa che fatica in commissione. L'Unione aveva un senatore di maggioranza
in ogni commissione, che generalmente era un senatore a vita. E quindi ogni
giorno, in almeno 6 commissioni, si doveva provvedere alla sostituzione del
senatore a vita. E chi ci pensava? Io, ovviamente. Quanti senatori canuti ha
portato da una commissione all'altra o in aula? Tanti. Età media del gruppo?
Alta: ma lo dico con tutto il rispetto che si deve a persone che hanno illustrato
il Paese. Presidente, diciamo la verità non ce la faceva più coi vecchietti. Lo
dice lei. Però ammetto: ho dato. E poi alla Camera si è più liberi di fare
politica. Ma ci saranno numeri molto diversi tra Camera e Senato. Sì, ma per me
sarà meno faticoso. Andiamo alle bordate che si lanciano Berlusconi
e Di Pietro quasi ogni giorno. Per essere precisi, Di Pietro non comincia mai.
Risponde alle parole del Cavaliere. Negli ultimi due giorni, Berlusconi
prima ha detto che ha preso la laurea grazie ai servizi segreti e poi parlando
del vostro partito ha mimato il gesto "pollice-indice" simboleggiando
i soldi. Si deve vergognare per un gesto del genere. Non è
che Veltroni fa il poliziotto buono e Di Pietro quello cattivo? Beh, un po'
di gioco delle parti c'è. Ovvio. Ma Berlusconi cerca
di indebolire Veltroni attaccando Di Pietro. Però voi dell'Idv siete un po' tosti.
Siamo il partito del radicalismo moderato: abbiamo principi radicali e siamo
moderati nella pratica. Anche nel Pd qualcuno rumoreggia, per esempio
sulle vostre posizioni sulla giustizia. Mi pare evidente. Se avessimo lo stesso
programma saremmo nello stesso partito. Ma come? Non vi sciogliete dentro il Pd
dopo le elezioni? Cominciamo un discorso che non è detto che finirà nella
totale identificazione. Formisano, sia chiaro: non vi sciogliete? No. Abbiamo
sottoscritto solo l'impegno a fare i gruppi unitari. Tutto il resto è un
percorso da costruire. Lei è candidato in Campania. Terra difficile dove fare
campagna elettorale. Io prima del 2001 ero assessore in Campania. Ero il
ministro del Tesoro di Bassolino. E mi rifiutai allora, di portare in giunta la
delibera per l'affitto della sede della regione Campania a New York perché
costava molto. Non crede che adesso sia facile sparare su Bassolino e la sua
giunta? Il popolo campano ha dato una fiducia enorme a Bassolino. E se la
meritava tutta: ma molti di noi non pensavamo che sarebbe finita in un'intesa
Mastella-De Mita. È finita con gli orientali che ci prendono in giro e non
comprano più le mozzarelle. Questa mi sembra una strumentalizzazione puramente
elettoralistica. Giappone e Corea non li muove certo Berlusconi.
No, certo, ma legare il caso diossina all'emergenza rifiuti è assolutamente
fuorviante. Un altro tema caldo è quello della sicurezza. Su cui noi dell'Idv
abbiamo sempre avuto una posizione chiara. Siete sempre stati contrari
all'indulto. Con l'indulto sono usciti tantissimi picciotti che sono
ridiventati manovalanza per la criminalità. Noi chiediamo più agenti e li
vogliamo per strada, non a fare verbali dietro una scrivania.
( da "Giornal.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Prime foto della
visita elettorale di Rocco Buttiglione, figura storica del centro moderato
cattolico intaliano. Ad Alessandria ha incontrato i simpatizzanti dell'UDC, i
candidati alle prossime elezioni - il segretario provinciale Giovanni Barosini
è in lista per il Piemonte 2 - nella sede di via Faà di Bruno. Subito
circondato dai giornalisti ha risposto a domande sull'andamento della campagna
elettorale e sul ruolo del partito di Casini - candidato Premier - nel panorama
politico attuale fatto di grandi schieramenti che tendono ad accorpare le
realtà minori. Barosini per tutta la campagna elettorale ha ribadito ed
appoggiato in pieno la scelta - definita per certi versi "coraggiosa"
- di non perdere l'identità dello Scudo Crociato e di mantenere la rotta al
centro. "Il voto utile", ha detto Buttiglione, "è il voto che ti
rappresenta. Poter scegliere il candidato, ben sapendo che poi quella persona
c'è sempre. Gli altri pensano che le elezioni sono come il Festival di Sanremo:
voti chi è più simpatico. Ma quando il cittadino avrà bisogno di loro non
saranno lì ad ascoltarti". E ancora: "La nostra
idea delle democrazia è l'ascolto, quella di Berlusconi e Veltroni è quella televisiva". "Il Governo Prodi è stato un
disastro. La gente si è sentita violentata dalle vessazioni delle tasse. In
Italia è riemerso il popolo cristiano, l'unica speranza per il Paese".
Foto Carlo A.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 28-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Che poi è un titolo
improprio, perché riprende uno slogan da curva indirizzato verso oppositori
trattati da conigli. Cosa che con Walter Veltroni
proprio non si può fare: tutto si potrà dire del candidato del Pd, tranne che
non abbia forza e coraggio da vendere. Infatti non di derisione si tratta, ma
dell'invocazione di un cambio di passo, dell'apertura di una fase finale della
campagna elettorale nella quale alle sottigliezze contro "il nostro
principale competitore " si sostituisca la denuncia alta e forte dei
rischi drammatici ai quali va incontro un'Italia di nuovo (non) governata da Berlusconi. Intendiamoci.
L'antiberlusconismo è il male che ha corroso giorno dopo giorno le intelligenze
del centrosinistra e ne ha bloccato per lustri il rinnovamento. La cosa
migliore che Veltroni abbia fatto fin qui è proprio la fuoriuscita definitiva da
quell'ideologia nefasta, dalla mostrificazione del nemico. Dopo di che, Berlusconi è ancora lì (anche grazie agli antiberlusconiani
di lotta e di governo) e non consola affatto la circostanza già denunciata da
più parti che egli non voglia in realtà tornare a governare l'Italia. Dati i
problemi del paese, sarebbe meglio avere davanti il Cavaliere animoso ancorché
truffaldino del 2001, che questo spento del 2008, alla ricerca solo del
ferrariano happy end. Come dimostrano Alitalia e lo stallo quasi certo del
senato, ora sappiamo con certezza che in caso di vittoria del Pdl il paese non
avrà un brutto governo di destra, bensì non avrà alcun governo. Gli ultimi
sondaggi (da oggi oggetto di spaccio clandestino, come i liquori a Chicago
negli anni '30) dicono che Veltroni ha una
potenzialità espansiva superiore a quella di Berlusconi.
Questo grazie al suo stile, che è dunque un dato acquisito. Ciò che va
acquisito adesso, per trasformare l'apprezzamento in decisione di voto, non è
più lo stile, ma una buona e solida ragione per impedire a Berlusconi
di vincere. Difficile far passare questo messaggio se non parlando (parecchio)
male dell'avversario.