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DOSSIER “VELTRONI <-> BERLUSCONI ”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Veltroni/Berlusconi"

Paura di Veltroni. Il signor tv in fuga dal confronto tv ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il Cavaliere ha davvero paura della rimonta Paura di Veltroni. Il signor tv in fuga dal confronto tv Gli uomini di Berlusconi sabotano il faccia-a-faccia. Il Pd li vuole stanare Veltroni incalza, il Cavaliere scappa. Anche ieri il Pd, con Bettini e Realacci, ha rilanciato la sfida al Pdl perché il suo leader, Berlusconi, accetti il confronto in una faccia a faccia televisivo.

Berlusconi dice che abolirà la par condicio intanto l'hanno già abolita i giornalisti ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: quello di Berlusconi e quello di Veltroni, le percentuali sono queste: Tg1 34,1 ? 24,4; Tg2 33,1 ? 26,8; Tg3 31,9 ? 28,6; Tg5: 38,7 ? 22,6; Tg4: 53,1 ? 23,5; Studio Aperto: 40 ? 31,4; Tg La7: 48,2 ? 28, 7. Chi ha realizzato questa situazione? I giornalisti, caro Di Piero, e chi, avendo il potere per ricondurli alla legalità,

Veltroni batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: due diverse strategie per Pd e Pdl Veltroni batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio FRANCESCO LO SARDO Dicono che si assomigliano, che si copiano. La verità è che, anche in campagna elettorale, Veltroni e Berlusconi seguono tattiche e strategie comunicative diverse. Lo si vedrà anche a partire dai prossimi giorni, subito dopo la pausa per le festività di Pasqua.

Alitalia, i bluff di Berlusconi e le opportunità del Pd ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: dichiara di volere un governo Veltroni- Berlusconi, perché l'uno compensa i difetti dell'altro e viceversa, interpreta il pensiero della maggioranza degli italiani. E conclude dicendo, con la solita concretezza femminile: "Solo così avremo un governo stabile per anni". Qualche candidatura che non c'è da una parte e dall'altra, pronta ad uscire dal cilindro delle necessità istituzionali,

L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: arma temibile nelle mani di Silvio Berlusconi. A sinistra si vuole attribuire la responsabilità al solo Bassolino e si ostenta ottimismo, ma dall'inizio della campagna Veltroni non ha ancora messo piede a Napoli". L'Economist batte un altro tasto dolente delle cronache italiane: "Le condizioni dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia sono state più dure del previsto,

Aiutini a Fausto? <Impossibile> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni ha spiegato molte volte che non è interessato ad una situazione nella quale nessuno possa governare o a determinare scenari da grande coalizione. Il Pd è interessato a creare le condizioni per vincere e governare il paese". In effetti, da ultimo venerdì scorso, a Le invasioni barbariche, il leader del Pd è tornato ad escludere ipotesi pasticciate:

La censura al faccia a faccia televisivo sembra quella della Cina su Tibet e Olimpia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: definitivi contro il rifiuto di Berlusconi a un faccia a faccia in tv con Veltroni; e contro la Rai, servizio pubblico, che dopo essersi prestata ai più bassi favori all'uomo di Arcore (la scrivania di ciliegio con l'attaché Vespa, per il "contratto con gli italiani"), non fa nulla per smuovere la sordida insensibilità della Casta, che non vuole rischi democratici per il suo Nume.

Walter e Silvio flop al voto della discoteca ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: nume attuale di Veltroni, che solo poche settimane fa ha spedito Carmen Calvo, il suo ministro della Cultura, in compagnia del segretario dei movimenti giovanili dello Psoe, nella madrilena discoteca Ohm, ordinando loro di chiedere il voto agli alfieri della movida, tra un acuto di Jocelyn Brown e un remix dei Depeche Mode.

SCOMMESSA SUL FUTURO ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi, in risposta alla proposta di Veltroni, ha sostenuto che un adeguamento delle pensioni all'indice dei prezzi è un fatto di giustizia sociale. L'attenzione della campagna elettorale si è così concentrata sull'adeguamento delle pensioni al costo della vita.

"Alitalia: nessuno resterà a casa" ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a casa" Veltroni: pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è "disposta ad assumere 180 giovani piloti. Giovedì faremo una proposta di accordo quadro.

Hanno criminalizzato in ogni modo il divertimento giovanile ora ne fanno le spese ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: un vero esempio positivo della musicalità italiana" del quale, c'è da scommettere, né Berlusconi né Veltroni conoscono neanche l'esistenza. "Non oso pensare cosa avrebbe fatto Sarkozy se io fossi stato francese", sibila... "A lor signori il nostro mondo non interessa. Quei sei milioni di discotecari sono solo disgraziati, drogati e ubriaconi.

L'incubo dei nanetti è destinato a pesare sulle ultime settimane di campagna e ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Eppoi perché una vittoria di Veltroni e del Pd, che al Senato renderebbe strategico il sostegno della Sinistra Arcobaleno a un eventuale ritorno del centrosinistra al governo, al momento, nelle previsioni, continua a restare lontano dalla realtà.

L'annuncio di Scajola "Berlusconi a Savona" ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: EX MINISTRO HA INAUGURATO IL POINT ELETTORALE DEL PDL L'annuncio di Scajola "Berlusconi a Savona" L'8 aprile comizio e pranzo con 1500 rappresentanti di lista [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Veltroni a Sanremo la settimana scorsa; Berlusconi a Savona l'otto aprile prossimo. La sfida fra i candidati premier delle due più importanti coalizioni si colora di Liguria.

Da premier Berlusconi non ha fatto nulla ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perchè non ha venduto la quota Alitalia quando ancora valeva qualcosa", aggiunge il quotidiano Usa. "Il leader del centrosinistra, ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, sostiene che Berlusconi sta adottando comportamenti magniloquenti populisti prima delle elezioni.

La linea del Piave crolla, il 31 marzo non è più la data entro cui si salva Alitalia. E il ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il rinvio conviene a destra, perché solo se va al governo Berlusconi avrà gli argomenti per mettere in piedi una cordata tricolore. E sforare i termini conviene pure a Veltroni. Perché il tema Alitalia riporta in auge Prodi, il suo governo, le liti tra ministri, e danneggia non poco la campagna elettorale Pd.

La legge all'improvviso ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: è facile che forniscano l'alibi perfetto al loro editore di riferimento. Il quale, dopo aver abusato in ogni modo dei suoi mezzi (e dei nostri) ora sostiene, mentendo, che non può affrontare Veltroni in diretta tv, perché la legge non lo consente. E quando mai si è curato della legge? FRONTE DEL VIDEO.

Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni auspica "disponibilità a trattare" da parte dei sindacati, "duttilità" da parte di Air France. E, dopo le contraddizioni interministeriali sui conti della compagnia e sulla sua autonomia finanziaria, Veltroni chiede una "posizione unitaria" da parte del governo.

Pd: da luglio 400 euro in più ai pensionati L'impegno di Veltroni: gli aumenti maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno Berlusconi costretto a inseguire. Il leader Pd: con ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: impegno di Veltroni: gli aumenti maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno Berlusconi costretto a inseguire. Il leader Pd: con le sue tv il Cavaliere altera il gioco Se il Pd vince le elezioni, dal prossimo primo luglio i pensionati ultrasessantacinquenni con un reddito fino a 25mila euro avranno un aumento medio annuo di 400 euro.

Berlusconi ha paura, ma vìola le regole con le sue tv ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni deve attaccare. Cerca di scuotere. Non è un caso che il leader del Pd accompagna l'attacco sulle televisioni di Berlusconi a parole durissime contro la mafia e chi ha governato la Sicilia in questi lunghi anni di torpore e di clientelismo.

Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Dieci secondi a Veltroni, ancor meno a Casini, un minutone a Berlusconi, che ricorda il suo glorioso passato e anticipa un magnifico futuro. Fede guida poi un finalino non male con il direttore di "Chi", Alfonso Signorini. Si parla di belle coppie, resistenti, impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede (e Signorini nota: "Fede,

Il doloroso obbligo di rispettare la legge ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi si deve continuare ad accontentare del bello e cattivo tempo che può fare nelle sue tv. Con l'appoggio di qualche amico in quella pubblica. "Non vuole fare il confronto con me e mi dispiace". Walter Veltroni incalza il Cavaliere e lui manda in campo il secondo colonnello, il poeta Sandro Bondi.

Il forzista cerca di recuperare Anche noi faremo qualcosa ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: è lo stesso candidato premier Silvio Berlusconi intervistato da Studioaperto su Italia Uno, nel giorno in cui il leader del Pd Walter Veltroni annuncia aumenti per le pensioni minime fin dal luglio 2008 Berlusconi rivendica che "il nostro governo è stato l'unico ad aumentare davvero le pensioni minime, adesso il problema è fondamentalmente uno: le pensioni non sono adeguate all'

Dopo il rinvio a giudizio, stop alla prescrizione ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma che "nel programma del Pd c'è scritto che 6-7 leggi ad personam vanno abrogate. e quando ho parlato con Veltroni. si è impegnato a rivederle". Oggi i gazebo Idv saranno nelle piazze d'Italia - la mappa su www.italiadeivalori.it ne riporta un centinaio - per spiegare le proposte e far conoscere i candidati.

Porta a Porta e i sondaggi Via col vento ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni) parla da un po' della rimonta in corso (effettivamente attestata da diverse ricerche), e adesso aggiunge che potrebbe non essere colta del tutto dai sondaggi, senza però mai disconoscere la regolarità dei loro metodi di rilevazione, anche di quelli dai risultati meno favorevoli, che lo piazzano distante dall'avversario.

Magdi Allam? La conversione pubblica mi lascia perplesso Cara Unità, le conversioni ( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: domanda della giornalista di cosa pensasse del faccia a faccia Veltroni-Berlusconi, ha risposto che l'unico faccia a faccia che può chiedere Veltroni e quello con Bassolino, poi cosa ne pensava del piano pensioni di Veltroni, ha risposto che l'unico piano che può mettere in atto Veltroni è quello di tassare i Bot e i Cct, stesso tono su Alitalia, ma vi sembrano risposte normali?

Pensioni, duello tra pd e pdl ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni: aumentare subito le minime. Berlusconi: adeguiamole al carovita. Venerdì un altro incontro Air France-sindacati Pensioni, duello tra Pd e Pdl Spinetta rilancia: "Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle pensioni.

Veltroni: no al poker sui lavoratori il pdl chiama prodi in parlamento ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: inaccettabile speculare in campagna elettorale sul futuro di migliaia di persone Veltroni: no al poker sui lavoratori Il Pdl chiama Prodi in Parlamento "Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara" ROMA - Il caso Alitalia rimbalza anche in Parlamento, nonostante le Camere sciolte.

Sfida sull'aiuto ai pensionati veltroni: aumenti già da luglio - goffredo de marchis ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: aiuto ai pensionati Veltroni: aumenti già da luglio Berlusconi: serve l'adeguamento al costo della vita GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Una "mensilità" in più per le pensioni fino a 25 mila euro, un assegno aggiuntivo più piccolo per quelle che arrivano a 55 mila. "L'aumento del costo della vita è diventato insostenibile, specie per la fasce più deboli.

Nel piano pd "sollievo" per 2 milioni pdl alla riscoperta della scala mobile - roberto mania ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: L'intervento proposto da Veltroni concentrato sul Nord, quello di Berlusconi più mirato al Sud Nel piano Pd "sollievo" per 2 milioni Pdl alla riscoperta della scala mobile Sotto il tiro di entrambi gli schieramenti la riforma Amato varata nel '92 ROBERTO MANIA ROMA - Caccia al voto dei pensionati.

Rimoralizzare la politica - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La proposta di Veltroni di abbassare i compensi alla media europea è dunque giusta, ma merita di essere messa bene fuoco, se non vuole rimanere un blando auspicio. Molto più delle promesse ai pensionati, rappresenta un salto rispetto al passato, la cui novità è da rimarcare.

Scala mobile elettorale - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: si ribatte con una proposta che potrebbe anche sembrare risolutiva ma ha il non lieve difetto di essere priva di indicazione sia di tempo sia di spazio contabile. In altre parole l'uovo che Veltroni propone oggi ai pensionati non potrà soddisfarne i legittimi appetiti arretrati, mentre quella che Berlusconi fa balenare per domani non è una gallina ma soltanto il suo coccodè.

LA BATTAGLIA DEL CENTRO ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Abilità che certo non manca a Berlusconi: per lui la campagna elettorale è in discesa. E' invece in salita per la principale forza corresponsabile del governo passato, il Partito democratico, ed è a Veltroni che è richiesto un sovrappiù di capacità innovativa reale e di virtuosità mediatica.

La cordata del silenzio ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni. Ieri Bertinotti ha definito "stupidaggini " le accuse di un asse con Berlusconi. E in effetti, se qualcuno pensasse che si tratti di una regìa concordata, andrebbe fuori strada. La convergenza è oggettiva. Per questo, si avverte una sintonia fra il vicepresidente di FI, Giulio Tremonti che vede nell'atteggiamento verso Alitalia "

Spinetta apre su piloti ed esuberi ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Bisogna vedere qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha davvero degli imprenditori. In mattinata il leader del Pd, Walter Veltroni, forse annusando la possibile svolta, aveva rotto gli indugi esprimendo una preferenza per i francesi: "Alitalia - aveva detto - ha bisogno di una soluzione al suo problema strutturale: allo stato delle cose questa soluzione si chiama Air France"

Veltroni, duello con Berlusconi sulle pensioni ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: REDAZIONALE I leader di Pd e Pdl Veltroni, duello con Berlusconi sulle pensioni ROMA - Sulle pensioni nuovo duello tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Il leader del Pd propone, utilizzando la leva fiscale, un "bonus" già da luglio prossimo attorno ai 400 euro l'anno per i pensionati con assegno fino a 25 mila euro.

Veltroni e il piano pensioni <Più alte già da luglio> ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi è immobile sei punti avanti, il Pd ruba voti a sinistra ma non al Pdl e a Veltroni non resta che inseguire il Cavaliere sul suo stesso terreno, presentare a Roma la proposta sulle pensioni e poi riprendere il viaggio, salire su un jet privato e volare a Trapani per la tre giorni siciliana.

Battaglia al centro ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: è a costo zero solo quando si è convinti che vincerebbe Berlusconi in ogni caso e non ci sarebbe "voto utile" che potrebbe rovesciare la situazione. Se il vantaggio del Pdl cominciasse a ridursi i voti utili potrebbero fare la differenza tra Berlusconi e Veltroni e non pochi, nella sinistra tradizionale, potrebbero riconsiderare le loro scelte.

Berlusconi: le adeguerò tutte all'inflazione ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni offre una novità sulle pensioni, passano poche ore e il Cavaliere chiama Studio Aperto per replicare sullo stesso tema. "Incrementi già da luglio", promette Veltroni e il leader del Pdl rilancia: "Noi le adegueremo al carovita, perché il problema numero uno è quello di adeguare le pensioni più basse ai prezzi,

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Veltroni. Ma Mussi c'entra poco". Perché? "Personalmente ho un solo scopo. Battere Berlusconi". Chissà cosa ne dirà Mussi. Paolo Conti Ricerca A sinistra, Fabio Mussi ministro dell'Università. In alto, a sinistra Lucio Villari e a destra Sebastiano Maffettone.

<Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo> ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo" MILANO - Veltroni e Berlusconi? Per lui pari sono. Con due differenze: una leggera ("la elle del Pdl che nel Pd non c'è"). L'altra di peso: il Cavaliere andrà a Palazzo Chigi ("la sua vittoria è segnata") mentre Veltroni consegnerà alla sinistra la "più dura sconfitta della sua storia"

Famiglia Cristiana, attacco a Mastella: dia in beneficenza l'assegno da 300mila euro ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Dopo Veltroni, Berlusconi e altri politici di casa nostra, ora se la prende anche con il già tartassato, nonché cattolico, Clemente Mastella. In particolare per il fatto che, nonostante abbia rinunciato a ricandidarsi, "per reinserirsi a Ceppaloni" ora prenderà "un modico assegno di 300 mila euro".

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Walter Veltroni presenta una proposta di "bonus" immediato. Berlusconi: "Siamo stati gli unici ad aver aumentato le minime davvero". Fini: Prodi ha aumentato le imposte ai pensionati. Cronache Mozzarelle, stretta da Tokyo Allarme diossina, da Tokyo più controlli sulle mozzarelle.

Ars, i sopravvissuti di tangentopoli - emanuele lauria ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Sicilia la rivoluzione di Veltroni e Berlusconi sembra fermarsi a quelle. Almeno in parte. E gli uomini? Eccoli, arrivano dritti dal passato. In primis, Raffaele Lombardo, il candidato governatore del centrodestra che attraversò con qualche impaccio quella stagione: era assessore agli Enti locali, fu arrestato per una storia di concorsi truccati alla Usl di Catania ma poi assolto.

"camorra cancro del mezzogiorno" - angelo carotenuto ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: forti chieste da Saviano a Veltroni, per ora arrivano da Massimo D'Alema, a Scampia, nell'Auditorium affollato, dove mafia e camorra vengono chiamate per quello che sono. "La cancrena del Mezzogiorno". Eccola, la politica che non tace dinanzi alla criminalità, con il capolista alla Camera del Pd che racconta quanto sia lunga la battaglia: "Ma lo Stato non sta con le mani in mano.

Camper e navi, pdl in marcia sui rifiuti - roberto fuccillo ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: uno dei depliant in distribuzione allinea i faccioni dei leader del centrosinistra, Fassino e Veltroni, D'Alema e Prodi, Visco e Rutelli, Bassolino e Iervolino. "Eppure ne manca uno - si osserva nel camper - si sono scordati Pecoraro". Pecoraro e Bassolino sono ovviamente sinonimo di spazzatura, la causa principale che dovrebbe dare la vittoria al Pdl qui in Campania.

"i'm pd", ora anche veltroni ha il suo spot videomusicale ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Milano La curiosità Lo hanno realizzato i giovani milanesi sulle note dei Village People "I'm Pd", ora anche Veltroni ha il suo spot videomusicale L'hanno girato a Milano e da ieri impazza su You Tube. è un video clip destinato, secondo gli ideatori, a diventare l'inno della campagna elettorale di Veltroni. Titolo, "Si può fare con Walter". Ritornello, "I'm Pd".

SONO ormai poco meno di 17 milioni le persone che in Italia fruiscono di una pensione; e sono po ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno, le pensioni per i titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde promettendo di legarle al costo della vita. Il tipo di promessa dei candidati non è però solo una questione legata alla folla di pensionati, che significa folla di elettori.

Pensioni, duello Veltroni-Berlusconi ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nel rush finale della campagna elettorale irrompe la previdenza. Casini: è un gioco a chi la spara più grossa Pensioni, duello Veltroni-Berlusconi Il leader Pd: aumenti fino a 400 euro da luglio. Il Cavaliere: aggancio all'inflazione reale.

ROMA Sono le pensioni il nuovo terreno dello scontro elettorale. Veltroni, propone di rivalutare di ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Immediata la replica di Berlusconi: "Il mio governo ha già innalzato le minime", ricorda. E promette di adeguare gli assegni degli anziani al costo della vita. Fini accusa: "Prodi ha tassato la previdenza". Il leader dell'Udc, Casini, raccomanda che "il fisco sia amico delle famiglie" e accusa: "Sulle pensioni si sta giocando a chi la spara più grossa"

Controffensiva I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni va sulle pensioni La guerra delle promesse: per uscire dall'angolo di Malpensa, 400 euro di aumento a sei milioni di anziani Veltroni ci prova, ad uscire dall'angolo di Malpensa in cui l'ha chiuso Berlusconi. Prima con la proposta-choc, presentata ieri, di un aumento delle pensioni, per età e per reddito,

Segue dal loft ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ieri Veltroni ha illustrato la proposta, su cui hanno lavorato il guru del programma Morando, l'ex ministro Treu, e l'economista Stefano Fassina, di "un intervento immediato" sul fronte delle pensioni. Che riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determinerebbe, a partire da luglio, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'

Proposta ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi o Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i dipendenti della compagnia di bandiera. Perché non fare votare loro, pro o contro il piano industriale di Air France? La proposta viene dal professor Ugo Arrigo, economista dell'università di Milano-Bicocca e blogger pro-liberalizzazioni.

Sicilia fisionomia del candidato potente ( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Catania e Messina -, Walter Veltroni si troverà di fronte a una novità, un colpo d'occhio un po' speciale, come lo Statuto autonomo dell'isola che è andato a visitare. Per le strade assolate non troverà come nelle altre regioni d'Italia i maxicartelloni con il suo volto sorridente o quello di Berlusconi.

Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'ann ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Di ANTONIO GOLINI Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno, le pensioni per i titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde promettendo di legarle al costo della vita. Il tipo di promessa dei candidati non è però solo una questione legata alla folla di pensionati, che significa folla di elettori.

La cura del ferro proclamata da Rutelli nel 1993 è stata un fallimento . Basta ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: E nel viaggio di ritorno, nel corso di un confronto volante con alcuni passeggeri, c'è stato spazio anche per una battuta. A una ragazza che auspicava comunque l'alternanza in Campidoglio, Alemanno ha risposto: "Purchè non si tratti di alternanza fra Rutelli e Veltroni...". M.Ev.

ROMA - No a chi la spara più grossa pur di vincere. No ad alleanze con Silvio Berlusconi dopo i ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: No ad alleanze con Silvio Berlusconi dopo il voto. No al "trasformismo" del Pd. Picchia duro Pier Ferdinando Casini. Non risparmia critiche al Cavaliere nè a Walter Veltroni. Li accusa di "giocare con l'argomento pensioni, facendo a gara a chi la spara più grossa. Ma sono chiacchiere da campagna elettorale fatte oggi pur di raccattare voti- osserva-

ROMA Toto ministri? No, sarebbe meglio chiamarlo Totò ministri. Perchè ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ma Veltroni no e poi no: via Arenula a Tonino proprio non gliela vuole dare ma qualche nome di ministro lo vuole annunciare e lo farà la prossima settimana. Per fortuna, nel Pd, qualcuno se la ride. Bersani: "Perchè non facciamo io alla Giustizia e Di Pietro all'Economia?

Dopo l'Alitalia, le pensioni. All'indomani dell'exploit berlusconiano di u ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Così mentre Rosi Bindi denuncia che Berlusconi "non sa di cosa parla" perché non indica come sostenere finanziariamente la sua idea, Emma Bonino sostiene una cosa simile ma per il verso opposto: bene Veltroni a patto che ci sia la copertura, perchè non si può aumentare il debito pubblico.

Dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi ( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: che Veltroni porta l'affondo più acuminato. "La destra ha fatto male alla Sicilia", urla tra gli applausi. E sciorina un carniere di malefatte, con dati e numeri, da brivido. La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento,

"Meglio la nostra ricetta, è una sorta di scala mobile e costerà molto meno" ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni ha presentato una dettagliata proposta del Pd sulle pensioni. Alle quali il programma del Pdl dedica invece solo una riga, "graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse". Ci dice su quali ipotesi state lavorando? "Noi proponiamo un pieno adeguamento semestrale, ovvero calcolato sull'inflazione del semestre precedente,

Dal Popolo della libertà Fini attacca La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai pensionati ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: per la prima volta Veltroni ha iniziato a cambiare toni e linguaggio nei confronti di Silvio Berlusconi. Dai cantieri navali di Trapani (davanti a 400 persone) Veltroni ha paragonato Berlusconi ad Achille Lauro. Alludendo alla vicenda dell'Alitalia, il leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle elezioni si prometteva la scarpa destra e poi,

Veltroni: aumenti delle pensioni ai primi di luglio ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: anno Berlusconi: "Noi le adegueremo al caro vita" [FIRMA]STEFANO LEPRI ROMA Walter Veltroni presenta una proposta dettagliata sulle pensioni, Silvio Berlusconi in risposta ne abbozza una sua. Che le pensioni, o molte di esse, siano rimaste indietro rispetto al costo della vita le ritengono entrambe le grandi forze politiche.

Paese da terzo mondo ma con tasse scandinave ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni, Berlusconi, Casini etc., basta con le vostre chiacchiere, sprechi e privilegi. Basta con gli stipendi italiani più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte d'Europa". Il settimanale dei Paolini deplora l'"impotenza dei politici e la povertà delle famiglie", criticando dal "baby-pensionato da 5 mila euro al mese"

"veltroni e berlusconi più fondi alla ricerca" ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e Berlusconi più fondi alla ricerca" Una lettera per chiedere a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni cosa hanno intenzione di fare per la ricerca del nostro paese. La invieranno alle riviste scientifiche Nature e Science Silvio Garattini, Rino Rappuoli responsabile dei vaccini alla Novartis e Ivano Bertini del Cerm di Firenze.

Quel mendicante di dalla che sferza i potenti in dialetto - francesca parisini ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: verso a Berlusconi e Veltroni e, con loro, alla società attuale. Bene, è più o meno ciò che andrà in scena sabato sera (ore 20.30) al Teatro Duse, con la "Beggar's Opera" che John Gay scrisse nel 1728 per mettere alla berlina l'Inghilterra dei politici e dei potenti del tempo, raccontati però attraverso il mondo dei mendicanti e dei vagabondi che affollavano le città del Settecento.

"berlusconi non vuole il duello tv" - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: portavoce del Cavaliere assicura che "il confronto con Veltroni" farebbe "aumentare di 10 punti il vantaggio che già gli italiani assegnano a Berlusconi". Replica di lì a poco il ministro Paolo Gentiloni: "Berlusconi dica se teme il faccia a faccia tv, che è un diritto degli italiani e un dovere farlo".

Flores d'arcais: ho cambiato idea voto pd per evitare 5 anni di berlusconi - carmelo lopapa ( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: se contribuiamo a far avere alla coalizione Veltroni-Di Pietro-Bonino un solo voto in meno rispetto alla coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, avremo cooperato irreversibilmente a cinque anni di governo Berlusconi, seguiti da altri suoi sette anni al Quirinale. Dodici, non possiamo permettercelo".

Il duello tv non spaventa Silvio e Walter ma gli altri candidati premier ( da "Panorama.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: [1] Silvio Berlusconi e [2] Walter Veltroni complice anche il clima di fair play di queste settimane non si sono mai detti contrari. Ma a remare contro è, o sembra essere, la legge in vigore, ovvero la [3] par condicio. Quella stessa che il Cavaliere ha promesso di abolire "perché rende tutti uguali".

ANTICIPAZIONI ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 14 Intervista a Veltroni Il leader del Pd racconta la sua Italia in vista del voto: "Perché penso di vincere". Domani sul manifesto Al voto Tv, Walter si riscopre anti-berlusconiano A PAGINA 3 Diossina Anche Tokyo dice no alle nostre mozzarelle A APGINA 6 Iraq È guerra a Bassora nel cuore del petrolio A PAGINA 9.

Il voto appeso a una cordata ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Alitalia ha offerto a Berlusconi lo spunto per tornare sulle prime pagine dei giornali, tagliando l'erba sotto i piedi a Veltroni. In Italia nessuno è felice di cedere Alitalia ai francesi, ma l'ipotesi dell'italianità della compagnia (avanzata da Air One con l'appoggio di Banca Intesa) purtroppo non aveva gambe per camminare.

Tv, alla fine Walter attacca Silvio ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ma qualche ora dopo Walter Veltroni, rompendo un silenzio più che sospetto, è uscito allo scoperto, andando oltre e toccando uno dei nervi più scoperti di Berlusconi: il conflitto d'interessi. Il leader del Pd, davanti alle 10mila persone che lo hanno ascoltato a Palermo per la prima giornata del suo tour in Sicilia, ha aperto uno squarcio nella pax col Cavaliere,

Scripta manent ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Rutelli, Casini (con l'anello nuziale), D'Alema, Berlusconi, Bertinotti (senza anello nuziale). Cose più serie? Un altro sondaggio, e butta male ancora una volta: su 1.560 cittadini intervistati, il 42% andrebbe a cena con Berlusconi (paga lui?), il 33% con Veltroni, che però è il compagno (di viaggio!

Un tocco rutelliano per la rimonta ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: quello che cercava di stanare Silvio Berlusconi, refrattario al confronto tv, sfottendolo: "Ha una fifa blu". Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, dopo aver mandato per giorni avanti i suoi, si fa sotto personalmente sfidando il Cavaliere - che "se la dà gambe", dice - al duello televisivo.

Veltroni si butta sui poveri pensionati ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Walter Veltroni, che da Palermo - "feudo" del Pdl di Berlusconi - ha parlato a una delle classi più disagiate del paese, gli over 60 con assegni sotto la soglia di povertà. La ricetta cerca di essere più immediata possibile, una cifra tonda tonda offerta come "premio" post vittoria elettorale: 400 euro in più (l'anno)già a partire da luglio 2008,

Conflitto di interessi, terzo mea culpa: una legge che dovevamo proprio fare ( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Unione avrebbe fatto "una legge rigorosa" in base alla quale se Berlusconi si vorrà ricandidare "dovrà prima sistemare la sua situazione". Ed eccoci qui: Berlusconi non ha risolto niente (semmai ha rafforzato, arricchendosi), si ricandida senza problemi, si avvia persino a rivincere e Veltroni può solo ricordarsi del conflitto di interessi.

DI PIETRO SI ALLINEA AL PD: DECIDA IL PROSSIMO ESECUTIVO. VELTRONI E CASINI: DA BERLUSCONI SOLO PROPAGANDA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Di Pietro si allinea al Pd: decida il prossimo esecutivo. Veltroni e Casini: da Berlusconi solo propaganda.

CORDATA VIRTUALE , IL GOVERNO SI RICOMPATTA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati e non hanno messo i soldi?" Domande simili a quelle del candidato premier del Pd Walter Veltroni, che attacca il Cavaliere seppure senza mai pronunciarne il nome: "L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare.

SI SANA SOLO L'INFLAZIONE PREGRESSA ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La proposta di Veltroni arriva tardi: sana solo l'inflazione già trascorsa. Berlusconi, invece, promette solo di aumentare le pensioni senza nemmeno porsi il problema di dove trovare i soldi". Secondo Felice Roberto Pizzuti, docente di politica economica alla Sapienza e da più di un decennio curatore del rapporto annuale sullo stato sociale,

MARIA PAOLA MILANESIO ROMA. IL PROGRAMMA è AMBIZIOSO: SE VINCERà IL PD, DA LUGLIO NELLE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: non considera realizzabile il progetto di Veltroni. Giulio Tremonti, il candidato più accreditato all'Economia in caso di vittoria di Berlusconi, mette in guardia dalle promesse: "Hanno in mente solo le tasse, quelle che aumenteranno sui Bot, sui Cct e sui depositi bancari". Per Roberto Calderoli le pensioni vanno legate all'inflazione reale,

DUELLO TV, IL PD RILANCIA IL MATCH. CASINI: INCOERENTI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: il confronto aumenterebbe il vantaggio Pdl Pd ancora all'attacco di Berlusconi sul finora mancato duello tv. Questa volta, però, è Walter Veltroni a scendere direttamente in campo: "Ritengo molto strano e un segno di debolezza che non si voglia fare il confronto tv. Ci si sottrae ma si utilizzano le proprie tv per violare le regole" attacca dalla Sicilia.

D'ALEMA: ECCO I NOSTRI ATTI CONTRO LE COSCHE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Walter Veltroni in testa - ad esprimersi con chiarezza contro la criminalità organizzata, ecco che il vicepremier Massimo D'Alema, capolista del Pd per Campania 1, replica ricordando in concreto quello che finora la politica ha fatto. Dice D'Alema parlando a Scampia, davanti alla platea che gremisce la sala del centro polifunzionale della municipalità:

Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi ( da "Panorama.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: fare rima con le denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani: "Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più 'bene comune' e meno privilegi?" E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del "V-day" del comico genovese.

Prodi vede sfumare l ultimo affare. E medita vendetta ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Subodorando anche questa sconfitta, Romano ha deciso di vendicarsi: quando Veltroni arriverà nella sua Bologna, sarà lì, dietro di lui, a ricordare a tutto il Paese che Veltroni e Prodi sono la stessa cosa". [Data pubblicazione: 25/03/2008].

Il sogno di Veltroni: <Basta parlare di Alitalia> Tremonti: <Prodi pensa di essere ancora all Iri> ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il sogno di Veltroni: "Basta parlare di Alitalia" Tremonti: "Prodi pensa di essere ancora all Iri" Roma - Le richieste della Lega Nord, subito sottoscritte dal Pdl, stanno smuovendo qualcosa. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha infatti convocato per questa mattina la Conferenza dei presidenti di gruppo.

Quell intesa datata 1997 Prodi-Air France ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Qualcuno sussurra anche per non far piacere a Veltroni. In questo modo si alienavano il Nord: una pesante sconfitta di Veltroni poteva rimettere in discussione il Pd". Tutte le strade non portavano più a Roma. Ma con franchezza, Galli, lei come uscirebbe dallo stallo? "La cosa migliore? Lasciar fallire Alitalia, come è accaduto con Swiss Air, e far entrare una nuova cordata.

Lega e Pdl: vicenda fuori controllo, i ministri riferiscano in Aula ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: apre alla cordata italiana organizzata da Berlusconi. Il balletto dell Esecutivo sulla vendita della compagnia di bandiera ad Air France rischia di fare molto male ad Alitalia e Malpensa, "ma anche" ai sogni di gloria di Walter Veltroni. Davanti a uno scenario tanto imbarazzante, però, la Lega chiede di fermare le bocce sul tavolo e pretende spiegazioni.

Svendo io! No tu no ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi riesca in ciò che ha annunciato. Che rappresenterebbe una debacle per lui e compagni. Prendete Veltroni, l altra faccia di Prodi. A parte le barzellette sul paese risanato , puntualmente sputtanate e smentite da mezzo mondo oltre che da tutti gli organismi italiani e internazionali, il Walter che è in politica e vive di politica da quando era bambino pretende che in 48

Walter inchiodato a meno nove. Vola l alleanza Lega-Pdl ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: L alleanza guidata da Silvio Berlusconi sale al 44,4 per cento, guadagnando quasi un punto e mezzo rispetto al livello raggiunto - 43,2 - il 18 febbraio, giorno della prima rilevazione. La coalizione guidata da Veltroni non esce dallo stallo ed è ferma al 35,2, una percentuale di consensi superiore al 33,8 del 18 febbraio, ma in netto calo rispetto al 36,

Se il Pd ha solo cambiato facciata ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Alema e Veltroni. Questi signori prima hanno fatto sparire il termine "comunista" dai loro simboli, poi hanno tolto di mezzo anche il riferimento di "sinistra", e sono arrivati a proporre il Partito democratico di questi giorni. Sempre gli stessi hanno lasciato falce e martello per un breve periodo ai Bertinotti ed ai Diliberto,

Per i bookmaker inglesi Silvio allunga ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La quota di Berlusconi vincitore è scesa ulteriormente, da 1,34 a 1,27. Ma è quella di Walter Veltroni ad aver subito un impennata, passando a 5,5 dal precedente 5. In base a queste variazioni, ora le possibilità che il segretario del Partito democratico diventi il nuovo premier dopo il voto del 13-14 aprile sono pari al 18,

Mauro: <Promettono soldi a tutti Alla fine si è visto come è andata con lo scippo del Tfr...> ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni - annota ancora il consigliere regionale leghista - dà in pasto al Paese un libro dei sogni con la speranza di poter vincere le elezioni. ma da chi ha rapinato i lavoratori e le aziende del Tfr, non si può fidare". ieri anche Berlusconi ha replicato alla proposta del leader del Pd avanzando l idea di un adeguamento delle pensioni al costo della vita.

Il baby pensionato tradisce quelli veri ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Certamente Veltroni è un grande esperto di pensioni visto che a 52 anni lui la pensione già ce l ha per oltre 5000 euro al mese. Dopo di chè resta il fatto che l unica soluzione per garantire il potere di acquisto delle pensioni nel tempo è quello di indicizzarle al costo reale della vita dei pensionati, e non certo all indice medio nazionale dell inflazione,

A Di Pietro non danno Giustizia Nel Pd è già lotta per le poltrone ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: su un incarico da Guardasigilli per lui qualora Veltroni vinca le elezioni. Posizioni "incomprensibili e inaccettabili", tuona Di Pietro. L ex pm assicura che "almeno una decina di compagni" è pronta a sbarrargli la strada. Di nomi Di Pietro non ne fa, "tanto lo sanno tutti". Di certo in cima alla lista c è il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini,

Se conosci Veltroni non lo voti ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c.

Non solo i giovani oltraggiano ( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c.

Il battesimo liberale di Walter ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: E che Veltroni è davvero il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare le raccolte di Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa ha impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale.

Destra incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va nessuno "Ogni giorno il divario si accorcia, i sondaggi lo dimostrano, sono preoccupati". Parlando ieri in Sicilia, il leader del Pd ha accennato alla possibilità di un pareggio al senato, prospettata da uno studio di Ipr marketing.

Qualche aiutino può essere utile ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Tuttavia una parte degli elettori che credono nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire "post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere le elezioni e governare per i prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo centrodestra che fronteggerà il Pd in futuro.

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare in tintoria.


Articoli

Paura di Veltroni. Il signor tv in fuga dal confronto tv (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Tre settimane al voto, parte il rush nale. Il Cavaliere ha davvero paura della rimonta Paura di Veltroni. Il signor tv in fuga dal confronto tv Gli uomini di Berlusconi sabotano il faccia-a-faccia. Il Pd li vuole stanare Veltroni incalza, il Cavaliere scappa. Anche ieri il Pd, con Bettini e Realacci, ha rilanciato la sfida al Pdl perché il suo leader, Berlusconi, accetti il confronto in una faccia a faccia televisivo. E anche ieri lo staff del Cavaliere, per voce di Paolo Bonaiuti, ha suonato la ritirata strategica: "Il confronto è la negazione della loro stessa par condicio, nella vana speranza di dare un minimo di ossigeno al loro candidato". Per la verità era stato lo stesso Berlusconi a dirsi a disponibile al confronto tv, salvo poi negarsi tramite i suoi collaboratori, impedendo l'organizzazione del duello con Veltroni. Ma il Cavaliere è in fuga anche da altre trasmissioni, giudicate scomode. Il responsabile informazione del Pd Marco Follini ieri ha invitato le reti Mediaset "a correggere la disparità di trattamento a favore del Pdl che la stessa Agcom ha rilevato e che ha sbilanciato il confronto televisivo, in questa prima fase di campagna elettorale, tra le parti in campo". Modificando i suoi programmi, intanto, Berlusconi ha deciso di battere a tappeto in tandem con Fini il Lazio, una delle regioni in bilico.

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Berlusconi dice che abolirà la par condicio intanto l'hanno già abolita i giornalisti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

FEDERICO ORLANDO Cara Europa, leggo nella settimanale rubrica di Giovanni Valentini "Il sabato del villaggio" (immagino il villaggio globale dei media) che Berlusconi "annuncia, minaccia o promette che la legge sulla par condicio sarà una delle prime a venir abrogata" dal suo eventuale governo. Se è vero, cosa intende fare il Partito democratico, far rispettare la legge che c'è e, domani, spingere alla risoluzione dei veri nodi che stanno "a monte" e per i quali il governo dell'Unione non ha fatto niente? AMEDEO DI PIERO, ROMA Caro Di Piero, davvero non lo so, anche perché l'Italia è, come diceva Manzoni, il paese del sopire: "tacere sopire, sopire dormire". Da millecinquecento anni. Il potente ha sempre ragione, e se qualche pazzo, isolato o no, si ribella, per lui una volta c'è la mordacchia, un'altra il manganello. Ma è l'eccezione. La regola è subire, sopire, non far chiasso. Perciò non ci credo che Berlusconi abolirebbe la legge sulla par condicio. Per due ragioni. La prima l'ha scritta proprio Valentini: si attirerebbe addosso una canea mondiale, in sede di Unione Europea e di Nazioni Unite: tutti a volerci veder chiaro, a denunciare (come fosse cosa nuova) l'"anomalia italiana", unica al mondo, col presidente del consiglio padrone di tutta la tv privata e anche imbavagliatore della tv pubblica. Gli osservatori e le inchieste internazionali, che oggi la presidente del Congresso americano signora Pelosi invoca contro la Cina per il Tibet, domani li invocherebbero Merkel e Zapatero, Brown e perfino Sarkozy contro l'Italia. Berlusconi non è fesso e in simile situazione non ci si mette. Anche perché ? e questa è la seconda delle due ragioni ? non è affatto necessario abolire una legge che finge di proteggere i cittadini tutti, quando è così semplice continuare a non farla rispettare, proprio come se non ci fosse. A che servono procuratori della repubblica e giornalisti, se non a sopire, insabbiare, annusando la direzione prima ancora che il vento sopraggiunga? Come ben dice Petruccioli, a cui non creano imbarazzo i rilievi al Tg1 e al Tg2 del garante della comunicazione, la par condicio sta a valle di una serie di porcherie (il termine è mio) non risolte né dalla destra né dalla sinistra né dal centro: e cioè la legge antitrust, il regime delle concessioni, il conflitto d'interesse, la governance della Rai, le obbligazioni della tv privata in materia di servizi pubblici. Lei avrà visto certamente i dati dell'ultima settimana, forniti dal garante: limitandoci al confronto (tempo di parola e commento redazionale) fra i due gruppi politici maggiori, quello di Berlusconi e quello di Veltroni, le percentuali sono queste: Tg1 34,1 ? 24,4; Tg2 33,1 ? 26,8; Tg3 31,9 ? 28,6; Tg5: 38,7 ? 22,6; Tg4: 53,1 ? 23,5; Studio Aperto: 40 ? 31,4; Tg La7: 48,2 ? 28, 7. Chi ha realizzato questa situazione? I giornalisti, caro Di Piero, e chi, avendo il potere per ricondurli alla legalità, non vede e non sente. Ammesso che ci sia qualcuno che abbia quel potere. A giudicare dalla strafottenza con cui qualche "direttore" dice "io questa legge non la rispetto", parrebbe di no. E con un popolo che prende schiaffi e calci in questo modo, lei pensa che Berlusconi si attirerebbe i fulmini del mondo abolendo la par condicio? Non scherziamo. Tanto più che in Italia abbiamo da occuparci di embrioni.

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Veltroni batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

LA CAMPAGNA ELETTORALE Mancano solo 19 giorni alle elezioni: due diverse strategie per Pd e Pdl Veltroni batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio FRANCESCO LO SARDO Dicono che si assomigliano, che si copiano. La verità è che, anche in campagna elettorale, Veltroni e Berlusconi seguono tattiche e strategie comunicative diverse. Lo si vedrà anche a partire dai prossimi giorni, subito dopo la pausa per le festività di Pasqua. C'è chi da destra sostiene che Veltroni si muove con l'astuzia di Rommel, ma che le guerre si vincono con la solidità di Montgomery cui s'ispirerebbe il Cavaliere. Ma il parallelo con i due generali che si fronteggiarono in nordafrica porta a conclusioni del tutto opposte. Più flessibile e mobile, cioè tipicamente alla Rommel è la tattica elettorale del Cavaliere che predilige la decisione dell'ultimo minuto, il ricorso al colpo di scena e al fuori programma. Più strutturata, articolata secondo un piano che prevede un percorso con tappe già definite, la marcia di Veltroni, una campagna per l'appunto alla Montgomery. Il teatro di guerra è duplice: si combatte in terra e nell'aria, o meglio, nell'etere. Sul fronte terrestre Veltroni da oggi percorrerà la Sicilia col suo pullman per poi risalire lo stivale dalla Calabria alla Campania, secondo un tragitto messo a punto da tempo. Sul secondo fronte, quello televisivo, il leader del Pd alza il tono della sfida a Berlusconi perché accetti un confronto faccia a faccia: per esempio a Ballarò, dove si lavora per un duello al massimo livello domenica 6 aprile. Se il duello resta pur sempre l'obiettivo principale, Veltroni prevede comunque di utilizzare le prossime settimane, in particolare negli ultimi quindici giorni di campagna elettorale, per cannoneggiare l'avversario da tutte le casematte disponibili per convincere gli indecisi: si comincia domenica 30 RaiTre 30 a In mezz'ora alle 14 e 30 e due sere dopo, martedì primo aprile, con la conferenza del leader del Pd, intervistato da cinque giornalisti individuati dalle Tribune e servizi parlamentari, sulla Rai alle 21 e 50. Lo stesso giorno, cinquanta minuti prima, andrà in onda la tribuna di Berlusconi che, nel frattempo, ha radicalmente modificato il suo programma di presenza sul territorio. In tandem con Fini, visti gli ultimi sondaggi, il Cavaliere batterà a tappeto il Lazio, una delle regioni in bilico per via delle possibili emorragie provocate dalla Destra di Storace e da Casini: oggi Fini sarà ad Anguillara, domani Berlusconi terrà un comizio a Viterbo. Ma è soprattutto su Roma che il duo Berlusconi- Fini vuol sferrare una pesante offensiva: giovedì il Cavaliere userà la tribuna offertagli dalla Confartigianato, mentre Fini parlerà al palacongressi dell'Eur. Venerdì, in coppia, interverranno alla manifestazione Donne per l'Italia, sempre all'Eur. Sul fronte televisivo, invece, il Cavaliere resta asserragliato nel bunker. Ieri il braccio destro di Veltroni, Bettini, è tornato all'attacco chiedendo un faccia a faccia tra i due leader: "Berlusconi dice di volerlo, i suoi collaboratori dicono il contrario. Il Cavaliere è imbrigliato dai suoi o è un gioco delle parti che segnala una preoccupazione per il faccia a faccia?". Chi conosce Berlusconi sa che nessuno potrebbe imbrigliarlo, se davvero volesse il confronto. Il fatto è che il Rommel della Pdl, nonostante l'elevatissima considerazione di se stesso, sa che a vedersela col Montgomery del Pd in tv avrebbe solo da rimetterci. Perciò glissa, così come finora evita di mettere piede in trasmissioni giudicate insidiose, come quella dell'Annunziata: la giornalista lo ha invitato da un mese per domenica 6 aprile, ma dal Cavaliere non è finora arrivata alcuna risposta. Difficile pensare che sia il suo staff a nascondergli la posta.

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Alitalia, i bluff di Berlusconi e le opportunità del Pd (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ARNALDO SCIARELLI L'imprenditore De Benedetti al Tg1 ha affermato che tutti gli attori produttivi hanno beneficiato dell'euro mentre i soggetti percettori di reddito fisso sono stati devastati nell'economia familiare. Questo perché, secondo me, i prezzi al dettaglio, grazie alle intese nascoste del governo di centrodestra con Confcommercio e i vari Billè, non hanno subito l'obbligazione della doppia lettura euro/lira e quindi nessun controllo. Così facendo si è prodotta una violenza quotidiana nelle case di gran parte degli Italiani. Questa politica nel tempo, sostenuta da filocapitalisti ottusi, blocca i consumi per mancanza di reddito disponibile e quindi la crescita economica del paese. Crescita economica che potrebbe essere compensata esclusivamente dalla capacità di penetrazione in mercati non domestici, capacità che al momento non esiste. Senza tener conto dei risvolti sociali sul territorio nazionale. Tremonti inneggia alla socialdemocrazia, invoca Keynes, critica la globalizzazione come Stiglitz, potrebbe suscitare addirittura l'ammirazione di Sraffa. Berlusconi afferma che l'offerta di Air France è arrogante ed irricevibile e non posso dargli torto. Ovviamente senza dimenticare le responsabilità quinquennali del governo di centrodestra nella gestione dell'Alitalia a causa di errori strategici dovuti ad incapacità manageriali. Le norme europee, frutto di uno sciocco ultraliberismo, impongono comportamenti antisociali anche in "tempi congiunturali". Pensare quindi ad obbligare Air France ad offerte più eque, rivisitare l'ipotesi di Passera chiedendone miglioramenti, intravedere una cordata italiana sono esercitazioni credibili e non dannose. Riflettere sull'intervento di Eni, Enel, Finmeccanica e altri imprenditori privati potrebbe essere tutt'altro che demenziale. Berlusconi spera e non bluffa con il prestito-ponte perché lo spernacchiamento sarebbe per lui dopo insostenibile in qualità di probabile premier incaricato. Per un paese come il nostro privarsi di una compagnia di bandiera efficace ed efficiente, pensare allo smantellamento di Malpensa e a esuberi eticamente insostenibili e produttori di disagio, e non soltanto di disagio sociale, non è, questo sì, intelligente. Quindi, quando una giovane attrice intervistata qualche giorno fa dichiara di volere un governo Veltroni- Berlusconi, perché l'uno compensa i difetti dell'altro e viceversa, interpreta il pensiero della maggioranza degli italiani. E conclude dicendo, con la solita concretezza femminile: "Solo così avremo un governo stabile per anni". Qualche candidatura che non c'è da una parte e dall'altra, pronta ad uscire dal cilindro delle necessità istituzionali, alimenta qualche sospetto. Ma Berlusconi dovrebbe depurare il suo universo da postfascisti e leghisti, che sono lì, ma i voti dei quali non sarebbero più necessari. Oltre ad avere la disponibilità di altri voti obiettivamente democratici in cerca di collocazione operativa, vedi Rosa Bianca/Udc e Socialisti se ce la faranno. E non è detto che il voto inutile per il senato non dia una mano al Pd evitando premi di maggioranza regionali al centrodestra. Noi, comunque, dobbiamo rimboccarci le maniche per difendere i risultati del 2006, nei limiti del possibile, per combattere in Sicilia, resistere in Campania e vincere a Roma e nel Lazio al primo turno. Il Pd è un'idea romana e Roma sarà l'interpretazione più autentica del suo possibile divenire con un'alleanza riformista e progressista che vuole governare intelligentemente per allontanare il pericolo della conservazione. Pericolo che purtroppo si annida anche in una parte politica che si dice di sinistra e pensa al '21, alla fine degli anni '40, agli anni '50, ai primi anni '60, al dramma degli anni '70 come modello da imitare. Dimentica dei suoi errori clamorosi degli anni '80 all'inizio degli anni '90, errori che hanno consentito il rigurgito ufficiale e formale di una destra fondamentalmente utilitarista che, vendendosi come nuovo e come difensore della libertà, ha ancora di più qualunquizzato ed incasinato l'elettorato e quindi la politica del nostro paese.

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L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'ITALIA VISTA DAGLI ALTRI L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale "Potrebbe essere il contrappasso ideale della società dei consumi: l'ombra dello scandalo dei rifiuti si stende su uno dei pilastri dello stile di vita europeo". Così il britannico Independent commenta la vicenda delle mozzarelle di bufala campane contaminate dalla diossina. "Le associazioni di produttori stanno facendo di tutto per prevenire la psicosi, ma è un fatto che Napoli e la sua regione siano diventate ormai il simbolo stesso della sporcizia ", scrive il corrispondente John Phillips. Secondo Le Monde, "alla vigilia delle elezioni lo scandalo rifiuti sta diventando un'arma temibile nelle mani di Silvio Berlusconi. A sinistra si vuole attribuire la responsabilità al solo Bassolino e si ostenta ottimismo, ma dall'inizio della campagna Veltroni non ha ancora messo piede a Napoli". L'Economist batte un altro tasto dolente delle cronache italiane: "Le condizioni dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia sono state più dure del previsto, con le azioni del vettore valutate appena 0,10 euro l'una. Ma la compagnia ha dovuto accettare: i mendicanti non hanno diritto di scegliere". Lo svizzero Le Temps commenta invece il processo a poliziotti e carabinieri responsabili delle violenze al G8 di Genova nel 2001. "I pm hanno chiesto 76 anni di prigione per i 44 imputati, accusati di abuso d'ufficio, violenze e lesioni ? la tortura non è prevista dal codice penale italiano. Ma in meno di un anno i reati cadranno in prescrizione ". Il Daily Telegraph, infine, evidenzia le candidature di Santo Versace, fratello dello stilista assassinato Gianni, dell'ex pornostar Milly D'Abbraccio e di Emanuele Filiberto di Savoia alle prossime elezioni: "Il ricorso a candidati "eclettici" è una tattica elettorale comune in Italia. È stato Berlusconi ad ammettere che nel parlamento di Roma ci sono solo 30 persone che lavorano, mentre gli altri devono solo timbrare il cartellino e seguire la linea".

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Aiutini a Fausto? <Impossibile> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

VERSO IL 13 APRILE Il Pd si interroga sull'ipotesi del Sole 24 ore: spostare voti sui partiti medi in funzione anti-Silvio Aiutini a Fausto? "Impossibile" MARIO LAVIA La "bomba" l'ha sganciata Roberto D'Alimonte sul Sole 24 ore. Difficile che esploda, però. La teoria dell'esperto di flussi elettorali, in sostanza, si fonda sull'ennesima incongruenza del porcellum. L'ipotesi è questa: se Sinistra Arcobaleno riuscisse a superare la fatidica soglia dell'8 per cento al senato in Lombardia o per altro verso in Emilia ,"ruberebbe" alcuni senatori a Berlusconi. E siccome il margine di vantaggio che gli istituti di sondaggi attribuiscono al Pdl è esiguo, ecco che se il Pd regalasse in quelle regioni un "aiutino" a Bertinotti, il gioco sarebbe fatto. Un po' troppo facile, detta così. Le "voci di dentro" del Pd, soprattutto quelle di provenienza ds, segnalano che si tratta di "un non-problema ", in quanto "è praticamente impossibile valutare quanti voti bisognerebbe spostare sulla Sinistra arcobaleno. È dai tempi dei voti regalati al Psiup che in Emilia non c'è un'indicazione del genere: stiamo parlando del 1972, col proporzionale puro...". Ma soprattutto ? fanno osservare gli emiliani ? "da noi Sa dovrebbe superare l'8 per cento senza nessun aiuto, e così nelle altre regioni rosse". "Soprattutto ? aggiunge Roberto Cuillo ? come si fa a farlo in modo riservato? Qui si parla di centinaia, forse migliaia di voti: se ne accorgerebbero tutti, e che figura faremmo? ". Il discorso sarebbe finito qui. E però sentite Pierluigi Castagnetti, che combatte proprio in Emilia: "So che ci sono persone che ragionano in questo modo, indipendentemente dal Sole 24 ore. Mi è capitato a due iniziative, una a Reggio e l'altra in provincia di Piacenza, di parlare con due giovani che vorrebbero votare alla camera per noi e al senato per Sa. Io non ci avevo neppure pensato, ma mi sembra un sistema molto rischioso da organizzare". Insomma, soprattutto fra i più giovani, spunterebbe una versione particolarmente raffinata del voto utile. Sono sentimenti spontanei, indotti da una legge assurda. "Si tratta di un'ipotesi assolutamente non plausibile ? conferma il costituzionalista Salvatore Vassallo, anch'egli candidato in Emilia ? che il Pd attivi una strategia volta ad ottenere il risultato di un indebolimento di Berlusconi in questo modo". Le obiezioni sono di due tipi: tecnico e politico. "Se è vero che al senato in alcune regioni potrebbe essere "vantaggioso" il superamento dell'8 per cento da parte di Sinistra arcobaleno, d'altro canto è pure vero che alla camera il Pd punta a vincere: ed è molto difficile che esista un segmento significativo talmente sofisticato disposto a votare in due modi diversi: Pd alla camera e Sa al senato". Ma poi c'è l'obiezione politica: "Veltroni ha spiegato molte volte che non è interessato ad una situazione nella quale nessuno possa governare o a determinare scenari da grande coalizione. Il Pd è interessato a creare le condizioni per vincere e governare il paese". In effetti, da ultimo venerdì scorso, a Le invasioni barbariche, il leader del Pd è tornato ad escludere ipotesi pasticciate: "Chi ha un voto in più governa". Senza tanti escamotages. La speranza in casa democrat è piuttosto un'altra. È la via maestra della conquista del primato elettorale ? e del relativo premio di maggioranza ? in alcune delle regioni in bilico, il Lazio, la Liguria, l'Abruzzo: tre regioni non citate a caso ma dove risulta ai dem che la possibilità è concreta. Le elezioni si vincono o si perdono qui. Nel Lazio, Storace viene "dato" molto forte e Casini non va male. Un lavoro ai fianchi del Cavaliere che, sommato alla buona performance che ci si aspetta dalla capitale (anche grazie al combinato disposto Veltroni-Rutelli), fa pendere la bilancia dalla parte se non del risultato finale almeno della speranza di vincere. È proprio qui che il Pd intende sparare le ultime cartucce di campagna elettorale, è da Roma che si prepara ad una grossa partecipazione ai gazebo del 30 marzo e a due settimane di fuochi d'artificio.

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La censura al faccia a faccia televisivo sembra quella della Cina su Tibet e Olimpia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

FEDERICO ORLANDO RISPONDE Cara Europa, sento in rassegna stampa che Curzio Maltese di Repubblica porta argomenti pressoché definitivi contro il rifiuto di Berlusconi a un faccia a faccia in tv con Veltroni; e contro la Rai, servizio pubblico, che dopo essersi prestata ai più bassi favori all'uomo di Arcore (la scrivania di ciliegio con l'attaché Vespa, per il "contratto con gli italiani"), non fa nulla per smuovere la sordida insensibilità della Casta, che non vuole rischi democratici per il suo Nume. Sarà banale, ma mi chiedo ancora una volta perché paghiamo il canone. SILVESTRO GIACCHI, TREVISO Caro Giacchi, premesso che, come liberale, credo poco agli argomenti "definitivi" o, come oggi si dice, "non negoziabili", io penso (o spero?) che alla fine il faccia a faccia si tenga, diversamente da quel che teme Curzio Maltese, del quale condivido tutti gli argomenti che porta nell'articolo da lei citato. Di più: se, come dicono i reggicoda di Berlusconi in fiorentino o in milanese, il loro capo accettasse il faccia a faccia purché non regolato dalla par condicio, io al posto di Veltroni ci starei, proprio per l'argomento non definitivo ma decisivo di Maltese: che nel duello fra il candidato vecchio e il candidato giovane vince il giovane, a cominciare dallo scontro John Kennedy- Richard Nixon e continuando con Bill Clinton-Bush senior. Nelle democrazie avanzate, dove i programmi si somigliano, sono soprattutto il linguaggio e l'affidabilità dei contendenti a pesare sulla scelta degli elettori: purché, appunto, questi possano rendersi conto del linguaggio e dell'affidabilità. Il faccia a faccia significa rispettare il diritto dei cittadini migliori a non veder affidato l'esito elettorale all'ignoranza dei cittadini peggiori. Gli studiosi concordano che un faccia a faccia sposta di 2-3 punti l'orientamento degli elettori. Si può capire la paura di Berlusconi, che forse è il primo a non credere al suo attuale "consolidato" vantaggio; ma non si può capire come il sistema istituzionale possa tradire il diritto dei cittadini (canone o non canone) all'einaudiano "Conoscere per deliberare". Se questo diritto venisse tradito, auspicherei una campagna elettorale che affrontasse con la necessaria chiarezza e durezza questo tema centrale, la difesa della democrazia: ricordando, in primo luogo, che un paese ai cui cittadini è negato conoscere fino in fondo i leader che si candidano a governarlo, è un paese che non ha titoli per criticare regimi tirannici come quello cinese. Pechino può mentire sulla repressione in Tibet, non solo centellinando le notizie e mandando in tv solo gli assalti dei nazionalisti tibetani agli occupanti cinesi; ma addirittura sospendendo per 40 secondi la diretta da Olimpia, per riprenderla, continuando a chiamarla "diretta", dopo aver tagliato i momenti della contestazione alla Cina da parte di Reporters sans frontières. L'Italia della Rai, della Vigilanza, di Berlusconi è, in questo momento, un paese cinesizzato. Il Pd deve dirlo giorno per giorno in questi ultimi 15 giorni di campagna elettorale; e debbono dirlo i giornali: meno paginate sui battesimi di pseudomusulmani in mondovisione, e più diritti degli italiani a decidere del proprio destino. Se passerà questo messaggio, il vecchio don Chisciotte scenderà da cavallo e si confronterà. E vedremo dove stanno i mulini a vento.

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Walter e Silvio flop al voto della discoteca (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Politici poco rock, il popolo della notte li snobba [FIRMA]KLAUS DAVI Nessuno ricorda la convention dell'Unione tenutasi nel 2003 al PalaLottomatica di Roma. Un evento che non ha certo lasciato il segno nella storia della comunicazione politica nostrana. Tra le tante note stonate spiccò, già allora, l'astrusa idea di scegliere "Canzone popolare" come inno musicale del nuovo movimento, brano scritto da Ivano Fossati. Chiariamo subito: Fossati è uno degli autori più straordinari della musica leggera italiana, ma il suo appeal sul target giovane è tutto da dimostrare. Qualche passo avanti si fece con la scelta del successivo testimonial canoro: il compianto Rino Gaetano. La sua "Ma il cielo è sempre più blu" fu uno dei pezzi forti della campagna elettorale dell'Unione. I teenager conoscono quantomeno le versioni techno delle sue canzoni. E, seppure il mito di Jovanotti appare un po' appannato presso il target under 25, la sua canzone "Mi fido di te", scelta dal Pd per la campagna in corso, ha almeno il pregio di trasmettere ai ventenni un briciolo di speranza. La diffidenza tutta italiana per il mondo della notte origina in vecchi pregiudizi radicati soprattutto nella sinistra. Fin dalla sua affermazione, a metà degli Anni Settanta, la disco music fu bollata come "di destra" dai vati del pensiero politico d'antan, Nanni Balestrini e Goffredo Fofi, che l'accusavano di spingere le masse verso il più bieco disimpegno. Oggi, dati alla mano, tanta cecità risulta abbastanza incomprensibile. L'Istat ci dice che sono almeno 13 milioni gli italiani che vanno in un club almeno una volta l'anno. Mentre lo zoccolo duro dei frequentatori dei locali notturni racchiude l'iperbolica cifra di 6 milioni di persone. Una valanga di voti, snobbati da destra e da sinistra, per pura protervia e mancanza di cultura. Un pernicioso autolesionismo se si considera che una ricerca dell'Istituto Cattaneo rivelava, all'indomani della vittoria dell'Unione, che Prodi doveva ringraziare soprattutto i ragazzi se gli era stato consentito di occupare la sedia di premier a Palazzo Chigi. E lo studio non si riferiva certo a quelli appartenenti ai centri sociali o ai mini burocrati in fasce che bazzicano i circoli dei partiti. Bensì, a quella fascia totalmente a-politicizzata, sovrapponibile sociologicamente al cosiddetto "Popolo House", godereccia sì, ma non per questo insensibile ai messaggi della politica, anzi. E sì che per uscire dal dilettantismo italiota basterebbe gettare uno sguardo a cosa succede appena al di là delle Alpi. Partiamo dalla rigida e conservatrice Germania. Proprio per scongiurare una immagine stantia e vecchio stile, Edmund Stoiber, un tale non certo a capo di un movimento fashion, visto che era il candidato alla cancelleria dell'austera Cdu/Csu, decise nel 2002 di battezzare la sua campagna elettorale in un famoso locale notturno di Monaco di Baviera, il 90 Grad, frequentato dai puristi della house. Non da meno un certo Zapatero, nume attuale di Veltroni, che solo poche settimane fa ha spedito Carmen Calvo, il suo ministro della Cultura, in compagnia del segretario dei movimenti giovanili dello Psoe, nella madrilena discoteca Ohm, ordinando loro di chiedere il voto agli alfieri della movida, tra un acuto di Jocelyn Brown e un remix dei Depeche Mode. E Berlusconi che direbbe di Nicholas Sarkozy che ha sfidato il popolo metrosexual del mitico Bains Douche di Parigi presentando a 4000 diavoli danzanti il programma elettorale durante la sua campagna presidenziale? Forse troppo avanti, per il pur innovativo Silvio, anche la strategia messa in campo da John McCain che, scortato dalla figlia, si è recato a più riprese al Tabu Ultra di Las Vegas e al Tenjune di New York City per urlare ai giovani: "Sono con voi!". Di contro Obama ha battuto indefesso, coast to coast, oltre 15 locali hip hop, house e r&b; Hillary, per tutta risposta, ha ballato ai ritmi garage del Social di Hollywood, senza disdegnare una versione karaoke di Thriller di Michael Jackson, mimando persino il mitico passo moonwalk. Ce lo vedete Bertinotti? Hanno collaborato GIAN ANDREA CERONE e GERARDO MAURO.

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SCOMMESSA SUL FUTURO (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pietro Garibaldi SCOMMESSA SUL FUTURO Le pensioni sono entrate a pieno titolo nella campagna elettorale. Veltroni ha annunciato ieri che, se vincerà, aumenterà le pensioni di vecchiaia già dal 1° luglio 2008. Il Pd ha promesso che i pensionati con reddito inferiore ai 25 mila euro riceveranno subito un aumento annuo fino a 400 euro, mentre quelli con reddito tra 25 mila e 55 mila euro avranno tra i 250 e i 400 euro. Berlusconi, in risposta alla proposta di Veltroni, ha sostenuto che un adeguamento delle pensioni all'indice dei prezzi è un fatto di giustizia sociale. L'attenzione della campagna elettorale si è così concentrata sull'adeguamento delle pensioni al costo della vita. Nel sistema in essere, le pensioni di vecchiaia sono indicizzate anno per anno a una quota dell'aumento effettivo dell'indice dei prezzi al consumo. Con l'accelerazione dell'inflazione di questi ultimi anni, il meccanismo in essere ha inevitabilmente ridotto il valore reale di molte pensioni. Esiste quindi un importante problema legato al potere d'acquisto delle pensioni più basse. La proposta del Partito democratico è abbastanza dettagliata e riguarda sia un intervento immediato sulle pensioni attuali sia una proposta di intervento sulle pensioni future. La proposta di aumento immediato delle pensioni di vecchiaia ha ricevuto maggior eco, anche perché cerca di affrontare immediatamente la questione del potere d'acquisto dei pensionati. Tecnicamente, il Partito democratico vuol sostenere il potere d'acquisto dei pensionati attraverso un aumento delle detrazioni fiscali delle pensioni, in modo da aumentarne il valore netto. Maggiore l'età anagrafica, maggiori saranno le detrazioni fiscali, con un beneficio massimo per i pensionati di età superiore ai 75 anni. Tuttavia, i benefici proposti si ridurranno in funzione del valore della pensione percepita e tenderanno a essere nulli per i pensionati con reddito superiore ai 55 mila euro. Secondo le stime rilasciate ieri dal Partito democratico questo intervento avrebbe un costo annuo di circa 2,5 miliardi di euro, finanziabile attraverso il contenimento di spese e il recupero di gettito già annunciati nel programma elettorale. La prima sensazione è che si tratti di una proposta estemporanea. Stupisce che l'intervento sulle pensioni non fosse esplicitamente considerato tra i dodici punti dell'azione di governo presentati da Veltroni all'inizio della campagna elettorale. In aggiunta, la questione del potere d'acquisto non riguarda soltanto i pensionati, ma anche molti lavoratori attivi. In Italia esistono infatti centinaia di migliaia di working poors, lavoratori pienamente in attività ma con una retribuzione non lontana dalla soglia di povertà. Un intervento completo di sostegno al reddito dovrebbe riguardare non solo i redditi dei pensionati, ma anche quelli di tutti quei lavoratori che non raggiungono 25 mila euro. Inoltre, la questione della copertura finanziaria dell'intervento richiede certamente maggior approfondimento. Più solida e lungimirante sembra essere la proposta del Partito democratico relativa alle pensioni future. Seppur lentamente, il sistema contributivo introdotto dalla riforma Dini del 1995, in base al quale le pensioni saranno legate ai contributi versati lungo tutta la vita lavorativa, sta entrando a regime. La proposta di Veltroni prevede l'adeguamento delle pensioni future all'indice dei prezzi dei pensionati, e non più all'indice dei prezzi medi come avviene nella legislazione attuale. In questo modo, sarà più facile legare l'adeguamento delle pensioni all'aumento dei prezzi dei beni di consumo propri dei pensionati. Il sistema pensionistico del futuro richiede poi l'aggiornamento e la revisione periodica di alcuni parametri chiave, per aggiustare le pensioni all'andamento della produttività e ai cambiamenti dell'aspettativa di vita. La proposta del Pd prevede l'introduzione di un coefficiente di sostenibilità, un parametro che permetterebbe alle pensioni future di essere indicizzate al rapporto tra il monte salari della popolazione attiva e il totale della spesa pensionistica. Questa riforma tenderebbe così a legare l'aumento delle pensioni future all'aumento di occupazione e produttività della popolazione attiva. Alla luce dei ben noti problemi strutturali del Paese, si tratterebbe di un importante passo avanti. Le motivazioni elettorali spingono inevitabilmente ad aumentare immediatamente le pensioni di vecchiaia. Tuttavia, la parte di proposta più interessante appare quella relativa alle pensioni future, anche perché guarda direttamente agli interessi di lungo periodo, quelli su cui si giocherà il futuro del Paese, ben oltre l'orizzonte delle prossime elezioni.

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"Alitalia: nessuno resterà a casa" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Spinetta annuncia una nuova proposta di Air France-Klm. Disgelo dei sindacati. S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a casa" Veltroni: pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è "disposta ad assumere 180 giovani piloti. Giovedì faremo una proposta di accordo quadro. Nessuno resterà a casa". Disgelo dei sindacati, anche se restano cautele. Sul fronte politico, le pensioni hanno rappresentato il tema del giorno. Veltroni ha illustrato la proposta del Pd per aumentarle da luglio. Berlusconi ha detto che vanno agganciate al costo della vita. DA PAGINA 2 A PAGINA 4.

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Hanno criminalizzato in ogni modo il divertimento giovanile ora ne fanno le spese (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Hanno criminalizzato in ogni modo il divertimento giovanile ora ne fanno le spese" P otrebbero condizionare sei milioni di voti, sono quasi tutti di sinistra, ma nessuno, nemmeno l'ultimo portaborse di Veltroni, li ha mai presi in considerazione. Sono i dj, gli opinion leader della notte, molti dei quali sono vere star internazionali. Non si stupiscono di fronte al dato (pubblicato dalla rivista Marketing e Tv) secondo cui tra i politici più apprezzati dai giovani frequentatori del mondo della notte figurano Fini (18%) e Casini (14%) ma anche Storace (9%). Simpatia, certo, che non si traduce in voti sonanti, ma comunque indicativa di come oscilli il pendolo del consenso. Al di là dei sondaggi, i dj italiani disprezzano il mondo politico e ne stigmatizzano la prevedibilità della comunicazione. Ne sa qualcosa Alex Gaudino, musicista made in Calabria, arrivato primo in Inghilterra con il suo Destination Calabria, definito dal Times di Londra "un vero esempio positivo della musicalità italiana" del quale, c'è da scommettere, né BerlusconiVeltroni conoscono neanche l'esistenza. "Non oso pensare cosa avrebbe fatto Sarkozy se io fossi stato francese", sibila... "A lor signori il nostro mondo non interessa. Quei sei milioni di discotecari sono solo disgraziati, drogati e ubriaconi...". Rincara la dose Provenzano DJ, anima creativa della radio M20, nonché produttore di fama mondiale: "Non c'è interesse dei politici a contattare i giovanissimi. Si tratta di un consenso che non viene preso in considerazione. Non affrontano le sale perché hanno paura di essere fischiati". Ancora più laconico Claudio Cecchetto: "Difficile venire a cercare voti in discoteca dopo che la politica ha criminalizzato con ogni mezzo il divertimento giovanile". L'inventore dei Finley, trionfatori nell'ultimo Sanremo, osserva: "L'esperienza di Sarkozy qui è irripetibile, lui è andato veramente senza timore a caccia dei giovani; mentre i nostri vengono in discoteca solo per tacchinare". Un problema di credibilità per Dorian, anima del Plastic di Milano, tempio supremo della generazione electro: "Non scherziamo col fuoco: i laburisti inglesi puntarono veramente sulla musica e ne fecero un punto di forza del loro programma, il rilancio dei giovani non era solo stitica retorica elettorale". Ancora più pessimista il vate indiscusso della musica by night. "Attenzione ai giovani? Questa campagna elettorale si distingue per un completo disinteresse verso un'intera fascia di votanti", afferma Claudio Coccoluto, punta di diamante di Radio Deejay. \.

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L'incubo dei nanetti è destinato a pesare sulle ultime settimane di campagna e (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'incubo dei "nanetti" è destinato a pesare sulle ultime settimane di campagna elettorale. Casini, Storace, Bertinotti rischiano di condizionare il risultato finale del Senato, rendendo per la seconda volta consecutiva ingovernabile la Camera alta. Dato per scontato, sulla base di tendenze fin qui costanti, che il Pdl vinca sul Pd, è interessante valutare quale sarebbe l'atteggiamento delle formazioni minori rispetto a un governo alla ricerca del loro appoggio. Per Storace, che sta conducendo una campagna spietatamente anti-Fini e anti-An - mirando a sottrarre voti al Pdl soprattutto nel Lazio, a ottenere per sé almeno l'8 per cento che gli consentirebbe di entrare al Senato, e a spostare a favore del PD il premio regionale di maggioranza-, lo sbocco è obbligato: se Berlusconi vincerà e formerà il governo, la Destra negozierà il proprio appoggio in cambio di un posto di ministro per Daniela Santanché. Si tratterebbe, in questo caso, di una vittoria politica e personale importantissima per l'ex portavoce di Fini nei confronti del suo ex leader. Anche per Casini la via più semplice sarebbe quella di rinegoziare un accordo con il Cavaliere, ed è per questo che, malgrado l'agguerrita campagna che Pierferdi sta conducendo contro Silvio, le voci su un suo possibile rientro al governo come ministro degli Esteri non accennano a placarsi. Ma per l'Udc c'è anche un'altra possibilità, che potrebbe capovolgere il quadro: nel caso in cui la situazione al Senato sia di effettivo pareggio e renda indispensabili i voti centristi, Casini potrebbe concedere l'appoggio al centrodestra in cambio della scelta di un premier diverso da Berlusconi. Si tratterebbe, anche in questo caso, di una notevole affermazione dell'ex presidente della Camera e della sostanziale realizzazione dell'obiettivo dell'uscita di scena del Cavaliere perseguito per tutta la precedente legislatura dall'Udc. Quanto a Bertinotti, ha meno possibilità. Intanto perché i sondaggi sembrano non premiare la frettolosa alleanza con Verdi e Sinistra Democratica nata alla vigilia delle elezioni per cercare di aggirare le soglie di sbarramento del 4 per cento alla Camera e dell'8 al Senato. Eppoi perché una vittoria di Veltroni e del Pd, che al Senato renderebbe strategico il sostegno della Sinistra Arcobaleno a un eventuale ritorno del centrosinistra al governo, al momento, nelle previsioni, continua a restare lontano dalla realtà.

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L'annuncio di Scajola "Berlusconi a Savona" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

IERI A SANREMO L'EX MINISTRO HA INAUGURATO IL POINT ELETTORALE DEL PDL L'annuncio di Scajola "Berlusconi a Savona" L'8 aprile comizio e pranzo con 1500 rappresentanti di lista [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Veltroni a Sanremo la settimana scorsa; Berlusconi a Savona l'otto aprile prossimo. La sfida fra i candidati premier delle due più importanti coalizioni si colora di Liguria. L'annuncio della presenza del Cavaliere a Savona è stato dato ufficialmente ieri dall'ex ministro Claudio Scajola, a Sanremo, per inaugurare il point del Popolo delle libertà in piazza Mameli. Berlusconi arriverà in aereo a Villanova d'Albenga ("Non a Nizza", ha sottolineato con un sorriso Scajola, quasi a voler ribadire il suo appoggio incondizionato allo scalo savonese), poi nella tarda mattinata passeggiata per le strade del centro di Savona e un comizio in piazza proprio di fronte al Palazzo comunale. "Quindi - ha aggiunto il presidente del Copasir - un pranzo con i 1500 difensori del voto che si sono impegnati a rappresentare il Pdl il 13 e 14 aprile in tutti i seggi della Liguria e non i vertici del partito". Scajola, nel suo breve intervento di fronte a centinaia di simpatizzanti, prima ha affrontato alcuni temi nazionali come il caso-Alitalia: "L'operazione in questi anni è stata seguita male. Non si può e non si deve svendere uno dei patrimoni nazionali; l'Italia ha bisogno di una sua compagnia di bandiera". Poi ha affrontato la situazione politica di Sanremo e i quattro anni di governo della sinistra: "In questa città che è sempre stata azzurra, l'amministrazione comunale non esiste. La città è ferma e l'amministrazione non corrisponde alla volontà popolare. E' soltanto pervicacemente attaccata alle poltrone. La giunta Borea è arrivata al capolinea ammesso che sia mai partita". Poi la stoccata: "In questi quattro anni cosa abbiamo visto? Nulla. Quattro anni fa, dopo la vittoria, Borea ha illuso gli elettori con programmi e promesse. Ma gli unici due cantieri che sono decollati in questi quattro anni sono quelli dell'Aurelia bis, entrambi finanziati dal nostro governo. Purtroppo per lui Borea ha avuto la sfortuna d'incontrare sul suo cammino il governo Prodi e il governatore Burlando e i lavori sono stati rallentati dai loro interventi. Borea, Prodi, Burlando, una triade davvero funesta. E non è solo sfortuna". Sulla stessa lunghezza d'onda il presidente della Provincia, Gianni Giuliano: "Sanremo, in questa campagna elettorale, sta ritrovando l'entusiasmo dopo un periodo in cui la buona politica ha abbandonato la città". Certo del successo il coordinatore provinciale del partito Maurizio Zoccarato, più volte citato da Scajola nel suo intervento per il suo dinamismo: "La presenza continua e costante del presidente sul territorio della Liguria, ma soprattutto nella nostra provincia, ci assicurerà più voti di quelli che, all'inizio della sfida, rappresentavano le nostre più rosee previsioni". "Alleanza di grande spessore - è intervenuto il presidente provinciale di An, Paolo Strescino, presente all'incontro - per qualcuno ancora da metabolizzare, ma certamente vincente". Parlando della campagna elettorale nazionale, Scajola ha aggiunto: "In Liguria sia per la Camera che per il Senato abbiamo schierato una lista competitiva con tutti i nostri campioni; oggi anche chi nel 2006 non ci ha votato si è accorto che scegliere Veltroni significa dare il voto a Prodi. E voglio ricordare a quanti non vogliono votare la sinistra e hanno deciso di schierarsi con la Destra o con l'Udc che dare il voto a quei due partiti è come votare Veltroni. E cioè Prodi". Infine ancora Savona che, con l'arrivo di Berlusconi, diventerà il centro più importante della campagna elettorale della Liguria. "Il venerdì prima della pausa di riflessione - ha concluso Scajola - faremo una grande festa a Savona con tutti i candidati della Liguria e gli uomini e le donne che ci hanno accompagnato in questa lunga e impegnativa battaglia per riprenderci il governo nazionale".

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Da premier Berlusconi non ha fatto nulla (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il Wall Street Journal "Da premier Berlusconi non ha fatto nulla" La vicenda Alitalia dimostra che Silvio Berlusconi "si è rivelato essere più corporativo e contrario alla concorrenza che liberale in economia". È quanto sostiene l'edizione europea del Wall Street Journal, edizione europea, in un editoriale dal titolo "Silvio e Alitalia". Secondo il quotidiano finanziario il candidato premier del Pdl è "un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al potere. E questa non è un gran notizia per l'Alitalia o per l'Italia", tanto più che nella sua ultima permanenza a palazzo Chigi Berlusconi "non ha trovato dei salvatori del Alitalia". "Invece ha traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in alto arrivando a circa 1,3 miliardi di euro a gennaio", osserva il Wsj. "Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perchè non ha venduto la quota Alitalia quando ancora valeva qualcosa", aggiunge il quotidiano Usa. "Il leader del centrosinistra, ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, sostiene che Berlusconi sta adottando comportamenti magniloquenti populisti prima delle elezioni. L'altra parte potrebbe colpire l'ex premier più duro per non avere messo a posto l'economia italiana, quando ne ha avuto l'occasione".

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La linea del Piave crolla, il 31 marzo non è più la data entro cui si salva Alitalia. E il (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Palazzo, unanime, respira di sollievo. L'ultimo "giapponese" è il solito Padoa-Schioppa, ma a sera pure lui si arrende, dopo un colloquio con Prodi fa sapere che non si opporrà al rinvio se a chiederlo sarà la compagnia di bandiera. Semmai lui lo vorrebbe breve, il tempo necessario a chiudere la trattativa tra sindacati e Air France. Ma tutto fa pensare invece che la parola "fine" arriverà dopo il 14 aprile, data delle elezioni. Il rinvio conviene a destra, perché solo se va al governo Berlusconi avrà gli argomenti per mettere in piedi una cordata tricolore. E sforare i termini conviene pure a Veltroni. Perché il tema Alitalia riporta in auge Prodi, il suo governo, le liti tra ministri, e danneggia non poco la campagna elettorale Pd. Ecco dunque Ermete Realacci, uno dei moschettieri veltroniani, sollecitare apertamente una moratoria sull'argomento: "Che la vicenda Alitalia non debba coincidere con la fase terminale della campagna elettorale, mi sembrerebbe una cosa di buon senso". Di Pietro lo sostiene da tempo, ad "aspettare tre settimane non casca il mondo". La novità è sentir dire da Pierluigi Bersani, ministro in carica, che nuove proposte possono arrivare entro giugno... Insomma, non c'è più quella fretta indiavolata. L'importante adesso, secondo Veltroni, è "registrare passi avanti nella trattativa tra i sindacati e Spinetta in attesa", si noti la vena ironica, "di quella cordata che, al di là degli annunci fatti dopo le cene e le feste, non si è ancora materializzata". E difatti, pure il Cavaliere leva il piede dall'acceleratore. Si fa intervistare da "Studio aperto", attacca Walter sulle pensioni, ma da Alitalia si tiene al largo. Idem Bonaiuti, il Portavoce: "Non parlo, perché il silenzio è d'obbligo". Ma come! Berlusconi ha piazzato addirittura i suoi figli tra i potenziali acquirenti... "No, lui ha fatto solo un appello" agli imprenditori italiani, minimizza Bonaiuti. E già un punto il Cavaliere l'ha messo a segno: Air France pare pronta a modificare l'offerta. Improbabile che domani sera, quando Spinetta sottoporrà ai sindacati la nuova bozza di accordo-quadro, le riserve del Pdl vengano a cadere: resta sempre il nodo Malpensa su cui la Lega non transige e, di conseguenza, il Cavaliere neppure. Però, rispetto ai proclami dei giorni scorsi, si coglie una certa prudenza verbale. Che Gianni Letta, da sempre favorevole all'affare con Air France, sia tornato alla carica? Che Berlusconi voglia dare ascolto a Fini, al quale Franza o Spagna fa poca differenza, purché Alitalia "resti compagnia di bandiera"? Il vero motivo della cautela berlusconiana è molto concreto. "Non è che una cordata di imprenditori si tira fuori dal taschino", quasi s'arrabbia uno dei consiglieri. Bruno Ermolli, incaricato dal Capo di raccogliere adesioni nella cosiddetta "razza Padana", sta faticando a trovare investitori di peso. In pratica, Berlusconi non ha niente in mano. Ligresti, ad esempio, è tra quanti non puntano su una scommessa, vuole ben altre certezze. Berlusconi può darne solo se torna a Palazzo Chigi, prima è impossibile. E forse anche dopo, avverte Bossi: "Con l'aviazione non si guadagna". Il diversivo del centrodestra consiste nell'attaccare il governo. Forza Italia e An chiedono un dibattito parlamentare su Alitalia in cui riferisca il premier, o quantomeno Padoa-Schioppa. L'obiettivo è ricordare all'Italia che Prodi sta sempre a Palazzo Chigi, il rinnovamento di Veltroni è solo maquillage. Gli argomenti contro il Professore saranno quelli anticipati da Calderoli: il sospetto di un accordo privilegiato con Air France "è di una gravità assoluta, la vicenda va approfondita". Giulio Tremonti conferma, "il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse immaginare". Ma pure il Cavaliere si trova sotto tiro. Del "Wall Street Journal", unico quotidiano finianziario del mondo finora a lui non particolarmente ostile. Che lo accusa di alto tradimento per i "vagheggiamenti" di una cordata nazionale: "Berlusconi si è dimostrato più corporativo che liberale".

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La legge all'improvviso (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del La legge all'improvviso Maria Novella Oppo MENTRE UN GRUPPO DI GIOVANI ATTRICI greche accendeva il fuoco sacro di Olimpia in diretta su tutte le tv del mondo, il rappresentante cinese dei Giochi è stato contestato. Ma non ha fatto una piega, cosicché ai solerti censori è bastato tagliare le immagini di pochi secondi per non far sapere niente dell'accaduto all'immenso popolo della Cina. La tv è potere allo stato puro; basta poterne usare (e abusare) la tecnologia come una sorta di macchina del tempo. Cosa che successe anche, non a caso, durante il pessimo governo Berlusconi, quando alcuni pessimi dirigenti Rai decisero di mandare in onda il concerto del 1° Maggio con appena un minuto di differita. Ora, siccome quasi tutti i dirigenti televisivi insediati da Berlusconi sono rimasti al loro posto, è facile che forniscano l'alibi perfetto al loro editore di riferimento. Il quale, dopo aver abusato in ogni modo dei suoi mezzi (e dei nostri) ora sostiene, mentendo, che non può affrontare Veltroni in diretta tv, perché la legge non lo consente. E quando mai si è curato della legge? FRONTE DEL VIDEO.

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Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse di Laura Matteucci / Milano GIOSTRAAlitalia sull'otto volante in Borsa. Nel giorno dell'incontro tra i sindacati e il numero uno di Air France-Klm, Jean Ciryl Spinetta, e dell'annuncio di una nuova proposta con alcune aperture, il titolo prima naufraga e poi prende il volo. A piazza Affari le azioni della compagnia hanno chiuso in rialzo del 32,35% a quota 0,45 euro, dopo numerose sospensioni al rialzo e al ribasso, e dopo aver toccato un massimo teorico dell'87,9% e un massimo di seduta a 0,5 euro (+44%). Al termine delle contrattazioni sono passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale, quasi sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta sedute pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Fuochi d'artificio, insomma. Tanto da indurre il presidente della Consob Lamberto Cardia a lanciare un appello ai politici: troppe esternazioni, bisogna attenersi alla regola aurea "notizie certe, chiare e a Borsa chiusa". Mentre sul caso Alitalia sono stati convocati per oggi i capigruppo della Camera. Nella riunione dovrebbero essere all'ordine del giorno la convocazione delle Commissioni parlamentari per affrontare la questione. Della mitica cordata italiana millantata da Berlusconi giusto a ridosso delle elezioni, nulla è dato sapere. A parte il fatto che Intesa Sanpaolo, la banca che avrebbe affiancato l'AirOne di Toto, non si sta occupando del dossier Alitalia, come ha dichiarato recisamente il presidente del consiglio di gestione Enrico Salza. "Dov'è la cordata? - chiede il segretario del Pd Walter Veltroni - L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare. Si manifesti per evitare che Alitalia vada a gambe all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi il sabato che sarà pronta tra un mese, cioè dopo le elezioni". Veltroni auspica "disponibilità a trattare" da parte dei sindacati, "duttilità" da parte di Air France. E, dopo le contraddizioni interministeriali sui conti della compagnia e sulla sua autonomia finanziaria, Veltroni chiede una "posizione unitaria" da parte del governo. Sempre a proposito dell'italica cordata: "Il problema Alitalia noi l'abbiamo affrontato - dice Massimo D'Alema - Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perchè non si sono presentati quando si è fatta la gara?". Mentre Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo, torna sul nodo Malpensa, che avrebbe bisogno di "un tavolo di transizione", e punta dunque ad un piano di "redistribuzione dei voli nel nord Italia" per dare una prospettiva "credibile a Malpensa, con point intercontinentali, rilanciando lo scalo con lo sviluppo delle infrastrutture". E sulla sulla vendita della compagnia secondo Fausto Bertinotti della Sinistra arcobaleno "si può prendere del tempo, non è una questione di giorni, togliamoci dal ricatto". Anche perchè la proposta di Air France "così com'è è irricevibile". Tanto che "l'intervento dello Stato per affrontare la crisi sarebbe auspicabile", e comunque l'assetto proprietario "viene dopo purchè ci sia la difesa dell'occupazione e si salvaguardi il ruolo strategico della compagnia". Poi Bertinotti attacca i manager italiani: "Non è possibile che nessuno paghi mai, le responsabilità sono di qualcuno. Parliamo dei manager di Alitalia che prendono liquidazioni gigantesche. Parliamo della casta dei manager che non pagano mai". Un epitaffio da Bruno Tabacci, la Rosa per l'Italia: "Spero si trovi un accordo nell'interesse dei lavoratori ma bisogna essere chiari: Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi, di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Quindi? "Prima si volta questa pagina meglio è: Alitalia per i nostri conti è stata come una sanguisuga". Del resto, "fa ridere questo richiamo alla bandiera: l'ultima volta che ci si è appellati all'italianità è stato due anni fa con i furbetti del quartierino e le loro scalate bancarie...".

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Pd: da luglio 400 euro in più ai pensionati L'impegno di Veltroni: gli aumenti maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno Berlusconi costretto a inseguire. Il leader Pd: con (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Pd: da luglio 400 euro in più ai pensionati L'impegno di Veltroni: gli aumenti maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno Berlusconi costretto a inseguire. Il leader Pd: con le sue tv il Cavaliere altera il gioco Se il Pd vince le elezioni, dal prossimo primo luglio i pensionati ultrasessantacinquenni con un reddito fino a 25mila euro avranno un aumento medio annuo di 400 euro. È l'impegno preso ieri da Walter Veltroni: il piano sarà realizzato attraverso l'utilizzo della leva fiscale. Aumenti tra i 100 e i 250 euro per i redditi tra i 25mila e i 55mila euro. "Milioni di persone - ha spiegato Veltroni - vedono fortemente erosa dal carovita la capacità di sostegno delle loro pensioni". E ora Berlusconi è costretto a inseguire anche su questo terreno e parla anche lui di adeguare pensioni. Il leader Pd ieri in Sicilia ha accusato il Cavaliere: "Sfugge al confronto, ma con le sue tv vìola le regole del gioco". R. Rossi, Di Giovanni e Miserendino alle pagine 4 e 5.

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Berlusconi ha paura, ma vìola le regole con le sue tv (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del "Berlusconi ha paura, ma vìola le regole con le sue tv" di Bruno Miserendino inviato a Palermo Non lo nomina mai Berlusconi e lo chiama come fa sempre: "il principale leader dello schieramento a noi avverso". Però stavolta l'attacco c'è. "Il mio avversario - dice Veltroni - non vuole fare con me un confronto televisivo, e me ne dispiace, è qualcosa che non succede in nessun altro paese e non deve succedere nemmeno nel nostro, tanto più che si usano le proprie tv in modo da violare costantemente le regole del gioco". Il leader del Pd sbarca in Sicilia e si capisce che la partita è entrata nell'ultimo miglio. Veltroni deve attaccare. Cerca di scuotere. Non è un caso che il leader del Pd accompagna l'attacco sulle televisioni di Berlusconi a parole durissime contro la mafia e chi ha governato la Sicilia in questi lunghi anni di torpore e di clientelismo. E i due elementi, mafia e responsabilità politiche, ci tiene a tenerli legati. "La Destra - dice Veltroni davanti a migliaia di palermitani nella centralissima piazza Verdi - ha fatto del male a questa terra". E la mafia "è la principale nemica della Sicilia, perché le impedisce di competere, sta seduta come un colosso di bronzo sopra la vitalità di questo paese". "Non è solo orrenda per i mascalzoni che hanno ucciso e sciolto nell'acido i bambini, i mafiosi sono criminali, assassini, e vigliacchi". Aggiunta: "Per intenderci noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis e perché si faccia in fretta nell'utilizzo pubblico dei beni confiscati alla mafia". Applausi, naturalmente. Che sembrano liberatori. Perché non è scontato, in Sicilia, che i leader diano dei vigliacchi e degli assassini ai mafiosi. La parola d'ordine del Pd qui è obbligata: rompere la cappa di torpore, "la melassa", che sembra avvolgere la Sicilia, come se l'isola fosse rassegnata a una classe dirigente di serie B, che ha portato a una disoccupazione più alta della media del Mezzogiorno, a un aumento della povertà, a una diffusione imprenditoriale più bassa della media del Sud. Qui l'obbliga è stare dalla parte degli imprenditori che rifiutano il pizzo e rischiano. Ma la politica non può essere assolta. "Se la Sicilia va indietro, qualcuno, che magari mangiava i cannoli, ne dovrà rispondere". Veltroni è accompagnato in ogni tappa da Anna Finocchiaro, che corre per la guida della regione, e che attacca a sua volta. Gli spunti non mancano. Il leader del Pd sbarca il giorno in cui si viene a sapere che la Regione ha deciso una regalia elettoralistica a tutti i suoi 18mila dipendenti. Eccola la Sicilia che vuole Lombardo, dice Anna Finocchiaro, "lui fa interviste in doppio petto a giornali economici, parla di modernizzazione, di valori, di merito come leva per lo sviluppo, di qualità, e di formazione, ma qui la sua raccomandazione vale molto di più di un dottorato di ricerca.". Come dice una ragazza dal palco di piazza Verdi: "Qui un giovane deve avere coraggio per restare". "Non basta - dice Anna Finocchiaro - scrivere sugli autobus che la mafia fa schifo, bisogna fare in modo che la legalità torni a convenire a quest'isola". Veltroni vede nella Sicilia l'emblema di un paese che potrebbe molto ma che è impedito, bloccato, fermo e che invece ha bisogno di speranza: "Ho la sensazione che nella pelle del paese si inizi a voler voltare pagina", azzarda il leader del Pd. Veltroni ricorda due cose. Primo, le nostre proposte, a cominciare da quella sulle pensioni che ha presentato proprio prima di partire per la Sicilia, sono tutte coperte dal punto dei vista dei costi. "Perché noi di balle ne abbiamo sentito tante...". Secondo, bisognerebbe almeno confrontare le proposte. Ed è qui l'attacco a Berlusconi. Strana sensazione, fa capire Veltroni, questo è un paese in cui sembra ineluttabile che un candidato premier possa rifiutare un confronto televisivo, perché ha paura di perdere e nel frattempo può usare il suo impero mediatico per alterare le regole della campagna elettorale. Veltroni scherza un po': "questa di Palermo è la settantunesima provincia che visito, ad Agrigento sarà la settanduesima. Pensate, è l'eta del leader dello schieramento a noi avverso". Come dire: l'Italia stanca e ripetitiva, che presenta gli stessi programmi, gli stessi vicepremier, gli stessi ministri di 14 anni fa è da quella parte. "Oltrettutto, sono divisi su tutto a cominciare dall'Alitalia". "Pensate, hanno annunciato l'esistenza di una nuova cordata alla fine di una festa a casa di un candidato. E' proprio vero che sul tavolo da poker della campagna elettorale viene giocato di tutto. Ora basta, è ora che la politica della furbizia lasci il posto alla serietà. "Noi - ripete - al contrario di loro vogliamo vincere per cambiare, per aprire un ciclo riformista". In Sicilia, aggiunge, Berlusconi fa cabaret: "Dice che lui non è alleato di Cuffaro. Dice che lui è alleato di Lombardo, poi è Lombardo ad essere alleato di Cuffaro". Non è una cosa seria, rincara Anna Finocchiaro, e sarebbe bene che i siciliani usassero l'unica vera arma che hanno: il voto.

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Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi Visto che il Cavaliere ha i suoi interessi in conflitto, a Emilio Fede la trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace. Acido, chiama più volte "Spinettà o Spinetta che dir si voglia" l'amministratore delegato della compagnia francese. Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l'ha: usare i soldi di Enel, Eni, Finmeccanica. Dopo questo rigurgito statalista, Fede si commuove per i dipendenti a rischio. Appena evocata la "liberticida" par condicio, il Tg4 la viola di nuovo. Si parla di pensioni? Dieci secondi a Veltroni, ancor meno a Casini, un minutone a Berlusconi, che ricorda il suo glorioso passato e anticipa un magnifico futuro. Fede guida poi un finalino non male con il direttore di "Chi", Alfonso Signorini. Si parla di belle coppie, resistenti, impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede (e Signorini nota: "Fede, non porti la fede?") e quella di Veltroni (anche lui "senza fede"). Per una volta e per forza di cose, Berlusconi è ignorato. Del Tg5 non possiamo che dire bene: equilibrato, a parte un Tremonti minaccioso e senza repliche. Paolo Ojetti.

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Il doloroso obbligo di rispettare la legge (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Il "doloroso" obbligo di rispettare la legge di Marcella Ciarnelli Il grande comunicatore continua a comunicare per interposta persona. Silvio Berlusconi sfugge al confronto con il diretto avversario spaventato dall'idea che un confronto ravvicinato di immagine e idee possa far scoprire il suo trucco anche agli elettori meno avvertiti. Quando si hanno da esibire rughe e vecchie idee è difficile accettare di metterle volontariamente sotto gli impietosi riflettori di uno studio tv. Così il Cavaliere prende tempo. E manda avanti i colonnelli cercando di evitare di scendere in campo lui. E' Paolo Bonaiuti che cerca di giustificare il no ad un confronto a viso aperto che in qualunque Paese del mondo non verrebbe negato ai cittadini chiamati alle urne. La giustificazione, che non sta in piedi, è sempre quella che la par condicio non consentirebbe il faccia a faccia. "Il Pd sta menando il can per l'aia perché sa che con queste regole non si può fare" ha affermato il baldo portavoce impegnato, per il momento lui, in un faccia a faccia con il ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni. "La vittoria di Berlusconi sarà tale che non abbiamo paura del confronto ma voi siete così farisei che in Vigilanza non avete fatto nessuna richiesta per un confronto" che si potrebbe anche fare, fosse per lui, dato che potrebbe contribuire al vantaggio del Partito della libertà contro una sinistra "che trucca le carte". Solito refrain. Che noia. Mente sapendo di mentire Paolo Bonaiuti, il comunicatore del comunicatore. Sa bene quali sono limiti e possibilità della legge contestata. Ma finge di non saperlo e conferma la provocazione "siamo favorevolissimi al confronto ma prima cancellate la par condicio" come se cancellare una normativa fosse possibile come passare il cancellino su una lavagna. I padroni evidentemente fanno così in azienda. Un ordine di servizio e si cambia. Al momento con le leggi dello stato non funziona così. Berlusconi si deve continuare ad accontentare del bello e cattivo tempo che può fare nelle sue tv. Con l'appoggio di qualche amico in quella pubblica. "Non vuole fare il confronto con me e mi dispiace". Walter Veltroni incalza il Cavaliere e lui manda in campo il secondo colonnello, il poeta Sandro Bondi. "Ci avrei scommesso che anche Veltroni avrebbe cominciato con la solita, prevedibile e noiosa tiritera del confronto televisivo, pur sapendo perfettamente che il presidente Berlusconi non si è mai sottratto, nè si sottrarrebbe, ad alcun confronto politico e pur sapendo che l'attuale legge non permette un contronto diretto solo tra i due candidati premier rappresentativi delle due principali forze del Paese". Mente anche il fido Bondi, anche lui sapendo di mentire. E' lo stile della casa. Scotta al Cavaliere e alla sua armata dover fare i conti con una legge che l'Udc gli ha impedito di smantellare. Quel diavolo di Casini e dei suoi. Altro che "spina nel fianco". Molto di più. Perchè il nostro è ben consapevole, glielo ha ricordato anche il ministro Gentiloni, che il diritto-dovere dei due candidati di fornire agli elettori strumenti di valutazione attraverso un confronto a viso aperto, non è impedito da nessuna norma. Se non dalla strizza di perderlo. E Berlusconi quella ce l'ha. In Fondo a Destra.

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Il forzista cerca di recuperare Anche noi faremo qualcosa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del BERLUSCONI Il forzista cerca di recuperare "Anche noi faremo qualcosa" ROMA "Introdurre un adeguamento delle pensioni, a cominciare dalle più basse, al caro vita": è la ricetta del Pdl sulle pensioni. A spiegarla è lo stesso candidato premier Silvio Berlusconi intervistato da Studioaperto su Italia Uno, nel giorno in cui il leader del Pd Walter Veltroni annuncia aumenti per le pensioni minime fin dal luglio 2008 Berlusconi rivendica che "il nostro governo è stato l'unico ad aumentare davvero le pensioni minime, adesso il problema è fondamentalmente uno: le pensioni non sono adeguate all'aumento del costo della vita". "Un adeguamento ai prezzi significa fare giustizia - osserva il Cavaliere - perché i prezzi sono aumentati nell'ultimo anno del 4% in media e del 12 e 14% per i beni di prima necessità come pane e pasta mentre le pensioni dell'1,6%". "Il partito dei pensionati sta con noi - conclude Berlusconi - e i pensionati ci daranno il loro voto per ciò che abbiamo fatto e che faremo".

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Dopo il rinvio a giudizio, stop alla prescrizione (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del DI PIETRO "Dopo il rinvio a giudizio, stop alla prescrizione" L'Italia dei valori proporrà l'interruzione dei termini di prescrizione dal momento del rinvio a giudizio. Lo ha annunciato il leader dell'Idv Antonio Di Pietro a Porta a Porta, illustrando le proposte Idv. "Ridurre da tre a due i gradi di giudizio, aumentare del 30% i fondi per la polizia e il personale che assiste i magistrati e applicare la pena dopo il primo grado di giudizio, in caso di pericolosità sociale". Quanto ai termini di prescrizione, quella legge "se l'è fatta Berlusconi per sé. Siamo per ridurre i tempi dei processi, ma quando si incardina un procedimento questo va concluso, non deve finire nel nulla a causa della prescrizione che, così, diventa impunità". Il ministro spiega che queste sono le proposte dell'Idv, ma che "nel programma del Pd c'è scritto che 6-7 leggi ad personam vanno abrogate. e quando ho parlato con Veltroni. si è impegnato a rivederle". Oggi i gazebo Idv saranno nelle piazze d'Italia - la mappa su www.italiadeivalori.it ne riporta un centinaio - per spiegare le proposte e far conoscere i candidati.

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Porta a Porta e i sondaggi Via col vento (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Porta a Porta e i sondaggi Via col vento Enzo Costa Non escludo affatto di sbagliarmi, di aver rimosso la cosa, di avere una memoria più labile di quella dello Smemorato di Cologno di fiorelliana memoria, se non di Gianfranco Fini (quello che bollò come "comiche finali" il partito del predellino dello Smemorato di Cologno autentico, e che ora gli scodinzola dietro, dopo aver proclamato per il 13 aprile la Festa della Liberazione, per la gioia immemore sua e della nipotina di colui da cui l'Italia grazie al cielo si liberò sul serio il 25 del mese medesimo). Insomma, se ricordo male, sono pronto a rettificare, fatto sta che - per quanto mi sforzi - non riesco a rammentare, da fedele telespettatore di Porta a Porta, che due anni fa, di questi tempi, le puntate elettorali della trasmissione ospitanti i principali candidati al governo prevedessero un elemento oggi costante: la rassegna integrale dei sondaggi sulle intenzioni di voto. Eppure, a ben pensarci, la situazione era specularmente identica o quasi: chi aveva governato in quella legislatura risultava, da pressoché tutte le rilevazioni statistiche, in svantaggio; di conseguenza, chi era stato all'opposizione veniva accreditato di parecchi punti percentuali in più. Situazione simile a oggi, per l'appunto, ma a parti invertite: allora il centrodestra era indietro, e il centrosinistra davanti. Una differenza piccola, ma non irrilevante, è che l'inseguitore del 2006 (Berlusconi) negava fin da subito di essere in svantaggio, e lo faceva definendo (impunemente, ça va sans dire) falsi e comunisti tutti i sondaggi tranne quello da lui mai ben esplicitato, di origine americana, che a suo vaghissimo dire lo dava testa a testa con l'avversario. Mentre l'inseguitore del 2008 (Veltroni) parla da un po' della rimonta in corso (effettivamente attestata da diverse ricerche), e adesso aggiunge che potrebbe non essere colta del tutto dai sondaggi, senza però mai disconoscere la regolarità dei loro metodi di rilevazione, anche di quelli dai risultati meno favorevoli, che lo piazzano distante dall'avversario. Ma la differenza davvero significativa - sempre che la memoria non mi tradisca - è, lo accennavo poc'anzi, questa: Porta a Porta due anni fa non faceva quello che fa oggi. Vale a dire non affidava all'affabile Renato Mannheimer un periodico bollettino dei sondaggi, non solo di quello realizzato dal suo istituto (che di solito per Veltroni registra un maggiore recupero), ma anche di tutti gli altri, debitamente illustrati da una grafica eloquente, che - partendo dal dato scritto sul partito dell'ospite di turno - consente a ricercatore e conduttore di dire e ribadire la distanza che lo separa dal dato del partito avversario. E l'impatto è notevole: ha voglia, chi insegue, a sottolineare la rimonta (più o meno marcata), l'effetto visivo e sonoro di quel sistematico panorama sondaggistico è - puntata su puntata - una sorta di riaffermazione d'ineluttabilità: il Pdl è in vantaggio, il Pd è in ritardo. Non sto qui a questionare sull'attendibilità di queste rilevazioni. Né a far presente come il ripeterle ossessivamente, con tanto di tabelle a tutto schermo, possa giovare all'esito che esse a oggi prefigurano, persuadendo i molti incerti sull'inutilità di votare per chi è sempre distanziato (come si dice, l'effetto "profezia che si avvera"). Sono qui, più semplicemente, a interrogarmi sulla curiosa diversità con le precedenti elezioni politiche: com'è che (sempre nel caso io ricordi bene) durante la campagna elettorale 2006 l'imparzialissimo Vespa non commissionò al fido Mannheimer un lavoretto simile? Com'è che - a fronte di un Prodi dato in nettissimo vantaggio da tutti i sondaggi eccetto quello fantomatico made in Usa vagheggiato dal Cavaliere - non assistevamo, introdotto dalle accattivanti note di "Via col vento", all'irradiamento sistematico di numerosissime rilevazioni statistiche dei più autorevoli istituti di ricerca attestanti giorno dopo giorno, puntata di Porta a Porta dopo puntata, una sostanziale staticità degli orientamenti di voto, con Prodi in sistematico vantaggio e Berlusconi (a dispetto del suo imprecisato sondaggio) in sistematico ritardo? Il fazioso centrosinistrorso che è in me risponde che ciò avveniva perché - in quel caso - l'effetto "profezia che si avvera" sarebbe stato sgradito al centrodestra. E perché conferire autorevolezza (mostrandoli sistematicamente) a sondaggi che Silvio dava per taroccati, avrebbe scalfito la tesi del Cavaliere, (s)qualificandolo agli occhi dei teleutenti come un bluffatore. Ma sono certo che quel notaio super partes di Vespa saprà fornirmi una spiegazione ben più credibile (sempre che, lo scrivo ancora una volta, io non abbia dimenticato i puntualissimi sondaggi periodici di Porta a Porta 2006). enzo@enzocosta.net www.enzocosta.net.

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Magdi Allam? La conversione pubblica mi lascia perplesso Cara Unità, le conversioni (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Magdi Allam? La conversione pubblica mi lascia perplesso Cara Unità, le conversioni propagandistiche fatte il giorno di pasqua con coinvolgimento del Papa alla presenza di tutto il mondo mi imbarazzano e mi creano disagio. Nel caso clamoroso di Magdi Allam pare che non si tratti di vera conversione dal momento che risulta di famiglia coopta ( la chiesa cristiana egiziana) e che abbia avuto una educazione scolastica cattolica. Sembrerebbe che Magdi Allam non sia mai stato musulmano. Pietro Ancona Giovani, andate a votare Io vedo speranza nella proposta del Pd Cara Unità, sono una giovane donna di sinistra, leggo e mi informo cercando di arrivare alle elezioni del 13 e 14 Aprile e sperando di vincere. La grande speranza che ripongo nel Partito democratico e nel suo Leader, mi motiva e crea in me la voglia di diffondere i grandi valori della tradizione e le grandi aspettative verso il futuro, entrambi fondamento del Pd. Nel futuro del Pd c'è il nuovo. Abbiamo lavato via quella politica avvinta dalle ragnatele, quella politica che ci fa ripetere al bar "Tanto sono tutti uguali... ". Nel nuovo mi ci metto anche io, che faccio parte del piccolo circolo del mio paese, di nuovo ci sono tanti giovani come me, alle Province, alle Regioni, ed in ultimo al Parlamento. Questo rinnovamento di persone deve far capire agli elettori quanta freschezza, speranza, aspettativa, quanta forza c'è in tutte queste gambe giovani che porteranno il nostro paese verso il futuro. Con la nascita del Partito Democratico abbiamo creato la macchina, elettori: dateci la benzina! Il grande messaggio che cerco nei giornali e che non trovo, è l'invito a tutti ad andare a votare! L'Italia ci chiama in suo aiuto, riprendiamo in mano la politica, rendiamola pulita, trasparente: facciamo in modo che la politica diventi uno strumento non che lo strumento dei politici siamo noi! Tutti gli appelli che sento fare in tv incitano al voto per ..., mentre la gente è sempre più schifata da tutto. La competizione elettorale di Veltroni ci sta insegnando come vincere l'avversario sui fatti, con toni pacati e senza violenza verbale. Non ho sentito dalla bocca di Veltroni parole che di disprezzo verso altri Leader di partito, non ho sentito parole di giudizio negativo e gratuito sull'operato degli altri partiti e non ho visto strappare i programmi di altri! Ho sentito solo descrivere un programma concreto e attuabile, nonché ben strutturato e solidale verso lo stato e noi cittadini. Ho sentito descrivere una politica nuova e pulita. Ho sentito l'onestà di una persona in cui mi riconosco e alla quale mi appello. Io vedo forza in Veltroni, vedo speranza. Giovani e meno giovani, andate a votare, dimostriamo la coscienza civile, diamo onore a quanti hanno lottato x il diritto di voto. Prendiamo il volante di questa macchina e ingraniamo la marcia, perché si può fare! Gianna Pazzaglia Tremonti non risponde E io dico: non facciamolo tornare al governo Cara Unità ascoltando la radio in macchina mi sono imbattuto in una intervista a Giulio Tremonti, alla domanda della giornalista di cosa pensasse del faccia a faccia Veltroni-Berlusconi, ha risposto che l'unico faccia a faccia che può chiedere Veltroni e quello con Bassolino, poi cosa ne pensava del piano pensioni di Veltroni, ha risposto che l'unico piano che può mettere in atto Veltroni è quello di tassare i Bot e i Cct, stesso tono su Alitalia, ma vi sembrano risposte normali? E magari Tremonti lo troveremo nel prossimo Governo. poveri noi! Odino Passarella, Goro (Fe) Elezioni assurde condizioni per i disabili Cara Unità, siamo nel 2008 ed un disabile grave per andare a votare ed essere assistito deve: prendere appuntamento con un medico legale della asl (non basta il verbale dell'invalidità) quindi andare a fare visita medico legale. Portare il tutto all'ufficio elettorale. Già tutto questo è assurdo, un disabile, perché tale, non può andare, non può fare, ma perché ci dicono così tante bugie che fanno le cose per agevolarci quando è vero esattamente il contrario. Morale della favola il numero dell'uff. elettorale è perennemente occupato. La medicina legale risponde che non ha comunicazione dal comune di farsi sentire l'ultima settimana prima delle elezioni, che vorrà dire ressa, confusione, file e quantaltro. Quando ho chiesto chiarimenti mi è stato risposto che se abbiamo problemi che la disabile non votasse! È una vergogna! lettere firmata Copertura per ogni proposta Siamo stanchi dei libri dei sogni Cara Unità, si avvicinano le elezioni e aumentano postumi benefici in tutti i gangli della vita pubblica. Vi è reticenza su una dettagliata e seria copertura dei costi finanziari necessari a farvi fronte. Serietà vuole che programmi seri siano accompagnati da indicazioni precise sulle coperture finanziarie. Siamo stanchi di libri dei sogni.C'è chi non trovando collimanza tra proposte e copertura, preferisca disertare le urne. Franco Fronzoli, Rapallo Non ci meritiamo Fini, Gasparri e gli altri Fermiamoli con il voto Cara Unità, ho assistito su Rai Uno alla fiction dedicata alle vittime delle fosse Ardeatine. Su La 7 andava in onda " Niente di Personale " dedicato alle vittime della mafia. Penso che molti Italiani abbiano seguito le due trasmissioni. La mia considerazione e questa: è mai possibile che nonostante questi ricordi siano ancora vivi, noi Italiani stiamo per consegnare , ancora una volta, il nostro paese e il futuro dei nostri figli in mano a gente come Fini, Gasparri, Ronchi e agli altri iscritti al Popolo della Libertà? Forse è questo che meritiamo? Michele De Gregorio Aumentare i salari prima occupazione del nuovo governo Cara Unità, presto saremo chiamati alle urne per rinnovare amministrazioni Comunali, Provinciali, Regionali e il Governo Nazionale. Gli indirizzi del nuovo Governo saranno quelli che maggiormente incideranno sui cittadini. Ritengo che la sfida salariale sia tra le priorità che dovrà affrontare il nuovo esecutivo che guiderà l'Italia, solo con politiche di aumento dei redditi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati, che rappresentano la maggioranza degli italiani, potremo avviare un rilancio dei consumi della domanda interna e dell'economia, facendo ripartire quel volano che può dare nuovo slancio al nostro paese. Paoloni Giovanni, Premariacco (Ud).

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Pensioni, duello tra pd e pdl (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Veltroni: aumentare subito le minime. Berlusconi: adeguiamole al carovita. Venerdì un altro incontro Air France-sindacati Pensioni, duello tra Pd e Pdl Spinetta rilancia: "Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle pensioni. Il segretario del Pd ha proposto ieri un aumento fino a 400 euro all'anno delle minime già a partire dal luglio 2008. Immediata la replica del Cavaliere, che ha avanzato l'ipotesi di adeguare le pensioni al costo della vita. Sul fronte dell'Alitalia, si attende il nuovo piano di Air France, che sarà presentato domani. "Credo nella crescita della Compagnia", ha detto ieri il presidente di Air France Jean-Cyril Spinetta. Venerdì intanto i francesi torneranno a incontrare i sindacati. SERVIZI DA PAGINA 2 A PAGINA 7.

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Veltroni: no al poker sui lavoratori il pdl chiama prodi in parlamento (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Economia Il leader del Pd: inaccettabile speculare in campagna elettorale sul futuro di migliaia di persone Veltroni: no al poker sui lavoratori Il Pdl chiama Prodi in Parlamento "Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara" ROMA - Il caso Alitalia rimbalza anche in Parlamento, nonostante le Camere sciolte. I capigruppo delle forze della maggioranza e dell'opposizione sono stati convocati per oggi a Montecitorio dal presidente Fausto Bertinotti: dovranno decidere se mettere all'ordine del giorno delle Commissioni competenti l'audizione del premier uscente, Romano Prodi. Una richiesta avanzata in un primo momento da Fi e alla quale si è aggiunta An. All'appuntamento il Pdl e il Pd arrivano contrapposti. Ieri il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha ribadito la propria opinione, già espressa nei giorni scorsi: "Se c'è una cordata italiana perfetto - ha detto - , però venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air France e nella trattativa con i sindacati mi auguro possa essere fatto un passo in avanti". Veltroni ha nuovamente criticato il tentativo da parte del Pdl di fare dell'Alitalia un terreno del "tritacarne" della campagna elettorale: "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone, ma questo è inaccettabile". Tesi ribadite anche dal sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta: "Bisogna puntare sull'industria, perchè il nostro Paese ha la sua forza nei suoi imprenditori e nei suoi lavoratori e dopo la Germania è la seconda potenza industriale d'Europa ma non c'è bisogno di cordate in zona Cesarini per salvare Alitalia". Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri D'Alema con una battuta indirizzata al Cavaliere: "Noi il problema lo abbiamo affrontato, abbiamo detto che questa società rischia di fallire, apriamo una gara, la privatizziamo, chiamiamo gli imprenditori. Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara per comprare l'Alitalia?". Nel Pdl, mentre il portavoce di Berlusconi sottolinea che quello del leader del Pdl "è solo un appello per salvare Alitalia", toni meno drastici giungono da parte di Fini. "A me - ha detto il leader di An - non interessa se Alitalia venga acquistata da Lufthansa, da Air France, o, come auspico anch'io, da una cordata italiana. Quello che mi interessa è che Alitalia continui a volare, che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". Baldassarri (An) ha aggiunto che il rilancio dell'idea di una cordata italiana da parte di Berlusconi "ha costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza". Il compito di polemizzare direttamente con Prodi è stato affidato a Tremonti: "Prodi - ha detto l'ex ministro del Tesoro del centrodestra - crede di stare svendendo l'Iri. Sta facendo accordi come se fosse al terzo mandato dell'organismo di riconversione industriale e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione".

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Sfida sull'aiuto ai pensionati veltroni: aumenti già da luglio - goffredo de marchis (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Sfida sull'aiuto ai pensionati Veltroni: aumenti già da luglio Berlusconi: serve l'adeguamento al costo della vita GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Una "mensilità" in più per le pensioni fino a 25 mila euro, un assegno aggiuntivo più piccolo per quelle che arrivano a 55 mila. "L'aumento del costo della vita è diventato insostenibile, specie per la fasce più deboli. Dobbiamo garantire ai nostri pensionati livelli di sussistenza dignitosi", dice Walter Veltroni presentando la sua proposta sugli aumenti previdenziali. è un bonus annuale (la cosiddetta "quattordicesima") che si affianca a quello già varato dal governo Prodi per i trattamenti non superiori a 8675 euro. "Lo possiamo erogare già il 1° luglio", garantisce il candidato premier del Partito democratico. è anche un intervento sostenibile, che non sfora i vincoli di bilancio e che serve a sanare "una situazione inaccettabile", vale a dire l'erosione continua degli assegni previdenziale a causa del carovita. Per le pensioni sotto i 25 mila euro l'incremento medio è di circa 400 euro. Per chi è sopra quella soglia l'assegno va dai 250 ai 100 euro l'anno. Per questi soldi si usa la leva fiscale, s'innalza la detrazione a cominciare dalle pensioni più vecchie e quindi più "consumate" dall'inflazione vera e da quella percepita. La misura riguarda i pensionati da 65 anni in su. A coprire la spesa di questo intervento di riduzione fiscale sulle pensioni (0,2 per cento in meno) sarebbe l'aumento di gettito (anche se nei prossimi due anni difficilmente raggiungerà i livelli attuali) e il contenimento della spesa primaria. Con Enrico Morando, Giorgio Tonini e Alessia Mosca, che hanno lavorato alla proposta, Veltroni ha anche immaginato un altro intervento da sottoporre al futuro governo e alle parti sociali. Una nuova indicizzazione della previdenza che non si basi più solo sui dati Istat, ma sul monte salari. "Da anni in Italia non c'è una sfida come avviene negli altri Paesi in cui si mette assieme crescita e lotta alla disuguaglianza". Se l'economia va bene e aumentano i redditi e la produttività, devono crescere anche le pensioni. "Così coinvolgiamo anche la popolazione non attiva in una politica di riforme", spiega Morando. Al Pd risponde subito Silvio Berlusconi. In un collegamento con Studio aperto cerca di parare il colpo dei democratici annunciando il suo intervento sulla previdenza. "Dobbiamo adeguare le pensioni ai prezzi, al carovita, a partire dalle più basse. è un fatto di giustizia", dice. Il Cavaliere ricorda l'aumento delle pensioni minime durante il suo governo e poi usa il Partito dei pensionati a garanzia delle sue promesse: "Quel partito era dalla parte di Prodi nel 2006, adesso è con noi. L'altra volta ha portato 333 mila voti. Credo che i pensionati ci premieranno per ciò che abbiamo fatto e per quello che faremo". Sulle pensioni si riaccende dunque la sfida corpo a corpo tra i due schieramenti principali. Rosy Bindi fa notare che il Pd "anche in questo caso ci insegue". Gianfranco Fini però è più aggressivo di Berlusconi e sottolinea che "furono poco meno di due milioni i pensionati che ebbero l'aumento delle minime durante il governo del centrodestra. Noi abbiamo messo in campo fatti concreti, non solo impegni". Ma Dario Franceschini, numero due del Pd, gli risponde: "Sei senza pudore, tutti sanno che gli impegni del centrodestra non sono stati mantenuti".

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Nel piano pd "sollievo" per 2 milioni pdl alla riscoperta della scala mobile - roberto mania (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'intervento proposto da Veltroni concentrato sul Nord, quello di Berlusconi più mirato al Sud Nel piano Pd "sollievo" per 2 milioni Pdl alla riscoperta della scala mobile Sotto il tiro di entrambi gli schieramenti la riforma Amato varata nel '92 ROBERTO MANIA ROMA - Caccia al voto dei pensionati. Da ieri gli "over 65" sono entrati nella campagna elettorale. Voto appetibile visto che solo l'Inps eroga ogni mese 5,6 milioni di pensioni di vecchiaia, su un totale complessivo di assegni di quasi 15 milioni (comprese invalidità, superstiti e anzianità). Il Pd di Walter Veltroni ha lanciato il suo progetto: aumento dei trattamenti per circa due milioni di pensionati - perché questa sarebbe la platea sulla base delle prime approssimative stime del responsabile del programma Enrico Morando - attraverso il meccanismo delle detrazioni fiscali. Il Popolo delle libertà ha rilanciato: "una robusta scala mobile", così la chiama Maurizio Sacconi, uomo di punta nello schieramento del Cavaliere sui temi del welfare state, per salvaguardare il potere d'acquisto delle pensioni più basse. I destinatari della proposta democratica dovrebbero concentrarsi più nelle regioni settentrionali, dove è maggiore la presenza di pensionati che hanno regolarmente versato i contributi. Mentre è destinata a operare più nel Mezzogiorno l'idea del Pdl, data la sua natura più dichiaratamente assistenziale. La proposta del Pd completa l'"operazione quattordicesima" varata dal governo Prodi che aveva previsto una mensilità aggiuntiva per i pensionati oltre i 64 anni con un reddito fino a 8.675 euro l'anno. In tutto sono stati coinvolti tre milioni di pensionati il cui reddito è troppo basso per poter trarre vantaggi dagli sconti fiscali. Per i circa due milioni con un assegno superiore (da 25 mila euro l'anno a 55 mila) e con età superiore a 65 anni, invece, si agirà sulle detrazioni fiscali. Che si riducono man mano che cresce il reddito fino ad azzerarsi per i redditi pari o superiori a 55 mila euro l'anno. E, fatto salvo il tetto, si prevede che con il crescere dell'età salga lo sconto. Il costo pari a 2,5 miliardi l'anno dovrebbe essere coperto, secondo Morando, con il taglio della spesa corrente prevista dal programma e con l'extragettito derivante dalla lotta all'evasione. Sia Pd sia Pdl, oltre al superamento del divieto di cumulo pensione-lavoro, puntano a "correggere" uno degli interventi più efficaci (sotto il profilo del controllo della dinamica della spesa pensionistica) realizzato nei decenni passati: quella parte della riforma Amato del '92 che rivisitò, sulla scia dell'emergenza finanziaria, i meccanismi di indicizzazione delle pensioni, legandoli esclusivamente ai prezzi e non anche all'aumento delle retribuzioni contrattuali dei lavoratori attivi. Da allora gli assegni dei pensionati hanno continuato a perdere potere d'acquisto. Manageritalia (la federazione dei dirigenti) ha calcolato che chi ha ricevuto il suo primo assegno pensionistico nel '92 si ritrova oggi con una perdita netta di potere d'acquisto di oltre mille euro mensili. Il piano del Pd dovrebbe realizzarsi in due tempi: prima la riduzione delle tasse, poi l'aggiornamento del meccanismo di indicizzazione. Quest'ultimo si compone di due elementi che saranno oggetto di trattativa con i sindacati: l'introduzione di un paniere Istat per i pensionati e un sistema di adeguamento delle pensioni al cosiddetto "monte dei redditi da lavoro dipendente", meccanismo che è già stato adottato in Germania e che collega la pensione all'aumento dell'occupazione ma anche della produttività. A un paniere Istat specifico per i pensionati pensa anche il Pdl in modo da adeguare automaticamente gli assegni al costo della vita. "Non è improprio - dice Sacconi - parlare di una robusta scala mobile. Perché se questa ha generato effetti perversi sui redditi dei lavoratori, altrettanto non si può dire per chi non lavora più". La copertura? "Siamo nell'ambito del compatibile", risponde Sacconi secondo il quale gli interventi per i pensionati si completeranno con l'ampliamento della no tax area, la rimodulazione delle aliquote Irpef e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa.

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Rimoralizzare la politica - (segue dalla prima pagina) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Commenti RIMORALIZZARE LA POLITICA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se faccio fatica ad arrivare alla fine del mese e vedo che i connazionali in Parlamento guadagnano stipendi da umiliare i congressmen americani, mi arrabbio. Se faccio fatica ad arrivare alla fine del mese e vedessi però che si sono dimezzati la paga, mi arrabbierei un po' meno. Proporre aumenti alle pensioni è un segnale verso le fasce basse in sofferenza, ma qualcuno può seriamente obiettare che questa esigenza di compensazione, verso le fasce alte, non sia ragionevole? C'era una volta un mondo in cui questi ragionamenti venivano liquidati come "demagogia" e si replicava altezzosamente con catene di argomenti: uno stipendio basso consentirebbe di far politica solo ai ricchi, molti parlamentari ne lasciano metà al partito, se lo stipendio è troppo basso chi ha un lavoro importante non farebbe mai il deputato. C'è poi un argomento "benaltrista": il vero problema non è lo stipendio, ma il numero troppo elevato di parlamentari. (Che è solo un'aggravante). La proposta di Veltroni di abbassare i compensi alla media europea è dunque giusta, ma merita di essere messa bene fuoco, se non vuole rimanere un blando auspicio. Molto più delle promesse ai pensionati, rappresenta un salto rispetto al passato, la cui novità è da rimarcare. E sarà tremendamente difficile realizzarlo. è vero che quello della "casta" riassume tantissimi problemi nazionali, ma proprio per questo uno si chiede: si riuscirà ad aggredirlo? La campagna elettorale sembra sorvolare sulle difficoltà delle promesse di cui si parla: la riduzione dei costi della politica così come i progetti relativi alla disciplina del lavoro, la meritocrazia e la produttività nel pubblico impiego sono tutte cose tremendamente impegnative, che richiedono una intera riconsiderazione del passato, l'abbandono di vecchie abitudini mentali, l'entrata in scena di una nuova visione dei rapporti tra politica e cittadini. E invece la campagna elettorale sembra fare solo del piccolo cabotaggio. Non perdiamo di vista lo scambio polemico tra Fini e Veltroni sui costi della politica e sui personali guadagni dell'uno e dell'altro; anche se insultante esso tocca un tema importante per due leader politici, che vengono, per quanto di diverse sponde, dalla storia di partiti ideologici. Entrambi sono tenuti sotto tiro da un (ex) seguito di ex compagni vogliosi di accusarli di tradimento della Causa (la Santanchè e Storace per il primo, Liberazione per il secondo): avrebbero annacquato in una generica cultura liberaldemocratica l'eredità di un movimento politico e di una identità forte e gloriosa. La verità è che questo nuovo ambiente, che gli accusatori presumono generico, asettico e pallido, è invece un terreno drammaticamente accidentato dove si dovrebbero combattere battaglie campali che possono cambiare l'Italia. Se davvero sia la destra che la sinistra, nelle loro componenti maggioritarie, intendono abbandonare la tradizione di una politica di quieto vivere, bisognerebbe preparare i cittadini al cambiamento. Se si vuole avviare una fase più dinamica, per un sistema economico competitivo (e non protezionista!), bisogna spiegare bene che cosa significa. La sinistra ? sostiene un noto cognitivista, G.Lakoff ? occupa nell'immaginario della tradizione il posto della "madre protettiva" (la destra quella del "padre severo", ndr) che ti garantisce l'amore incondizionato dello stato sociale e del posto fisso, e che ti perdona quando sbagli. Rappresenta il grande ombrello della sicurezza. Se vuole essere credibile, quando si impegna per riforme che movimentano queste certezze, deve spiegare ai cittadini che ora entra in scena la loro "responsabilità". C'è una sinistra "da reinventare" e una destra non meno "da reinventare" (a meno che qualcuno si illuda che una nuova nasca per germinazione spontanea dietro la scia della vaga piattaforma di Berlusconi e delle sue fortune). è chiaro che, eccetto il caso malaugurato e non escluso, che l'Italia resti ferma nel pantano e lentamente affondi nel fango, si dovrà fare appello alla responsabilità dei cittadini (dalle battaglie antimafia alla cultura del lavoro, dell'impegno e del merito). Le riforme non si faranno con i decreti o con i poteri di polizia. Se si procede ulteriormente nel mettere fine alle bolle protettive che in passato hanno "insonorizzato" i problemi per la minoranza garantita, il clima si farà più tempestoso. Un esempio riuscito di "reinvenzione" fu quello della svolta blairiana del New Labour: ai cittadini offri più opportunità e un po' meno sicurezze, "meno reti e più trampolini". Si capisce che per farlo devi rivolgere loro un appello, come quando un veicolo si ferma e i passeggeri sono chiamati anche a spingere, non solo ad aspettare soccorsi. Ci vuole la energia di un appello ideologico e morale; i laburisti lo chiamarono "moral manifesto" e funzionò. I programmi politici di cambiamento sono credibili se fanno vedere le difficoltà e chiamano in causa tutti, non solo se promettono aumenti. Bisogna dirlo, come fa Obama, come fece Kennedy: vi chiedo di non credere solo nella mia capacità cambiare le cose a Washington, ma "in voi stessi", in quello che "voi potete fare". E se la politica comincia a usare di più le parole "fatica", "merito", "rischio", i cittadini diventano anche più esigenti, e la loro attenzione per la vita dei leader, e per quanto guadagnano, diventa ossessiva, molto maggiore certo che nella quieta Italia della Dc e del Pci, quando i rapporti erano cementati da un inossidabile legame ideologico e fiduciario, quando il militante era contento che il suo deputato avesse un ottimo stipendio (e non solo perché devolveva al partito, lo considerava un confortante investimento per il futuro). Molto più bassa si fa la tolleranza verso gli sprechi, le ineguaglianze, le sproporzioni di status, se la politica che prima dava, comincia a smettere di dare e poi anche a chiedere, come non potrà non fare. Blair è stato arrostito sotto la lente dei media cattivi (per definizione, è il loro ruolo) molto di più di quanto non lo siano Fini e Veltroni. Lo hanno costretto a cancellare vacanze con famiglia in Toscana, lo hanno massacrato quando fu sorpreso sulla barca di amici ricchi. Eppure ha resistito per dieci anni. Conclusione: una società più dinamica chiede di più ai cittadini che chiedono di più alla politica, vogliono coerenza e meno distanza, nello stile di vita e nei guadagni. Questa evoluzione potrà anche non piacere, ma è una sorta di inevitabile "ri-moralizzazione" della scena politica: un riformismo efficace non funziona senza un ethos. Per questo ci tiene un po' in ansia una campagna elettorale in cui obiettivi di cambiamento forte sono enunciati come se fossero semplici. Dove sono nascoste le armate che serviranno per sradicare certi antichi vizi? O l'appello capace di suscitare il "grande risveglio" ? come gli storici chiamano certe fasi sorprendenti ? arriverà negli ultimi giorni prima del voto?.

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Scala mobile elettorale - (segue dalla prima pagina) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Commenti SCALA MOBILE ELETTORALE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Certo il tema delle pensioni è fra quelli più socialmente sensibili soprattutto nel bel mezzo di una stagione che ha visto crescere a gran velocità i prezzi dei beni di prima necessità (dai prodotti alimentari e quelli energetici), creando difficoltà molto pesanti per la vita quotidiana di quei milioni di italiani anziani privi di introiti diversi da una pensione spesso calcolabile in poche centinaia di euro. Ciò può forse spiegare la particolare reattività dell'intero sistema partitico all'apertura di un dibattito sul che fare per rimediare al disagio profondo di tanti cittadini. Ma non può anche giustificare i toni da improvvisazione goliardica verso cui la discussione ha virato nell'arco di poche ore. La proposta di Veltroni si condensa nell'ipotesi di aumentare, già dal prossimo luglio, le detrazioni fiscali sulle pensioni in modo che chi ne percepisce per un importo fino a 25 mila euro possa avere un beneficio annuale fino a 400 euro in rapporto all'anzianità dell'addio al lavoro e chi si trova nella forcella di reddito fra 25 e 55 mila euro abbia un bonus variabile fra 250 e i 100 euro annui. Il tutto per un costo complessivo, in termini di minor gettito, stimato dai tecnici del Pd nell'ordine dei 2,5 miliardi, pari allo 0,16 per cento del Pil. Niente di stravolgente per quanto riguarda l'impatto sui conti pubblici: la ricerca di un finanziamento pari a un decimale e mezzo di Pil non richiede un'opera di tagli sovrumani alla spesa pubblica. Ma - va notato - anche per le tasche dei pensionati niente di più che un primo segnale di pubblica considerazione per lo stato di disagio in cui versano tanti cittadini di età più avanzata. Ecco, però, dove la politica sa dare il suo peggio: l'inchiostro della proposta del leader del Pd non ha fatto in tempo ad asciugarsi che prontamente Silvio Berlusconi ha alzato la posta sul tavolo elettorale con un rilancio spettacolare. Altro che defiscalizzare qualche centinaio di euro, per il Cavaliere occorre introdurre una scala mobile specifica per tutelare il potere d'acquisto dei pensionati di fronte al caro vita. Rilancio prepotente e anche un po' furbesco perché il capo del Pdl ha detto che questo adeguamento automatico ai rincari dovrà riguardare le pensioni più basse, guardandosi bene però dall'indicare dove si collochi la soglia di questa definizione. Cosicché, in effetti, ogni stima dell'impatto della sua proposta sui conti pubblici risulta impossibile in premessa. Il sasso è lanciato, la mano resta nascosta e così - probabilmente egli spera - l'affondo dell'avversario è parato. A dare la prova provata che per la compagnia berlusconiana il tema pensioni va trattato solo come un accidente elettorale ha poi provveduto una variopinta schiera di esponenti del Pdl scaricando su Veltroni una valanga di sarcasmi e contumelie a ruota libera, privi anche della più vaga critica di sostanza. Ed è proprio questo l'aspetto più sconfortante della vicenda: la banalizzazione a livello dei più infimi espedienti propagandistici di un problema quanto mai serio, se non addirittura vitale, per alcuni milioni di italiani fra i meno fortunati. L'ipotesi avanzata da Veltroni presenta il limite evidente di essere soltanto una boccata d'ossigeno che potrebbe esaurire rapidamente i suoi effetti dinanzi a ulteriori e probabili escalation dei prezzi, ma ha almeno il merito di indicare che cosa si potrebbe fare nell'immediato per aiutare chi si trova in reale e quotidiana difficoltà. Dall'altra parte, invece, si ribatte con una proposta che potrebbe anche sembrare risolutiva ma ha il non lieve difetto di essere priva di indicazione sia di tempo sia di spazio contabile. In altre parole l'uovo che Veltroni propone oggi ai pensionati non potrà soddisfarne i legittimi appetiti arretrati, mentre quella che Berlusconi fa balenare per domani non è una gallina ma soltanto il suo coccodè.

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LA BATTAGLIA DEL CENTRO (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-26 num: - pag: 1 autore: di MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE CAMPAGNA ELETTORALE LA BATTAGLIA DEL CENTRO I n un Paese che da dieci anni non cresce, male ammini-strato, afflitto da problemi cui non si riesce a dare risposta, il governo uscente e le forze politiche che l'hanno sostenuto partono con un pesante handicap quando si arriva alle elezioni. E questo avviene anche se le vere cause dell'insoddisfazione dei cittadini risalgono a molto più addietro o a circostanze esterne avverse. All'handicap per chi ha governato corrisponde ovviamente un vantaggio per lo sfidante: il problema per chi sta all' opposizione è solo di amministrarlo con abilità. Abilità che certo non manca a Berlusconi: per lui la campagna elettorale è in discesa. E' invece in salita per la principale forza corresponsabile del governo passato, il Partito democratico, ed è a Veltroni che è richiesto un sovrappiù di capacità innovativa reale e di virtuosità mediatica. Veltroni era partito bene, con la mossa del corriamo da soli. Essa corrisponde a un'esigenza reale del nostro sistema politico, correggere il rissoso e incoerente bipolarismo di coalizione in cui stiamo vivendo da metà degli anni Novanta. E i suoi effetti positivi si sono visti subito, con la costituzione del Popolo della Libertà: per il momento una semplice lista elettorale, in futuro, forse, un vero e proprio partito. Ma la proclamazione del corriamo da soli aveva anche un vantaggio di breve periodo, di natura elettorale. Se il centrosinistra si fosse presentato tutto insieme, come replica della vecchia Unione, non solo non si sarebbe fatto alcun passo in avanti per risolvere il problema di coalizioni di governo incoerenti, ma una sconfitta elettorale sarebbe stata inevitabile. Tanto valeva allora rischiare. Senza rinnegare di aver fatto parte del precedente governo, il Pd doveva cercare di convincere gli elettori che, presentandosi da solo, la causa principale delle difficoltà di cui quel governo aveva sofferto era stata eliminata. Convincerli che, se il Pd prevalesse nelle prossime elezioni, il Paese avrebbe un governo di centrosinistra moderno e coerente, alla Blair e Zapatero, per intenderci. La sfida era e rimane formidabile. Si trattava (e si tratta) di erodere quella spaccatura in due dell' elettorato italiano che quasi 15 anni di bipolarismo ideologico ed esagitato hanno prodotto e che sembra essere tuttora molto stabile. Di cercare elettori mobili e disposti a credere in un centrosinistra moderno, sia sul lato destro sia sul sinistro della collocazione politica in cui il Pd si è posto. Entrando la campagna elettorale nella sua fase decisiva, qual è il bilancio che possiamo redigere? I sondaggi sembrano dire che la vecchia spaccatura resiste, che, sul lato destro, né Veltroni né Casini sono riusciti per ora a erodere sensibilmente il vantaggio del Pdl. Né sembra che, sul lato sinistro, il Pd sia riuscito a intaccare la fortezza Arcobaleno. Ma alle elezioni mancano ancora 18 giorni e tutti ricordiamo la spettacolare rimonta di Berlusconi nelle elezioni del 2006. La battaglia cruciale si gioca al centro: se il vantaggio del Pdl iniziasse seriamente a ridursi, la resistenza della sinistra tradizionale comincerebbe a cedere. CONTINUA A PAGINA 36.

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La cordata del silenzio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Il commento La cordata del silenzio SEGUE DALLA PRIMA Ma l'esito dell'offensiva adesso non è così scontato. Il fatto che ieri il segretario del Pd abbia mostrato di "scegliere" Air France lascia capire che un accordo, seppure difficile, alla fine potrebbe spuntare. E il silenzio improvviso di Silvio Berlusconi, teorico di una fantomatica "cordata italiana ", si abbina all'esaltazione che il centrodestra fa delle proprie pressioni, decisive per riaprire la trattativa. Sulla vendita dell'Alitalia, Silvio Berlusconi e la Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti in testa, hanno interessi comuni. Non economici, naturalmente: ad avvicinarli sono obiettivi puramente elettorali. Per motivi diversi, il candidato a Palazzo Chigi del centrodestra e l'ex presidente della Camera spargono scetticismo sulla soluzione Air France. Additano le responsabilità di Romano Prodi. Ed evocano quotidianamente il premier dimissionario. Farlo, significa insieme "oscurare " il segretario del Pd, e costringerlo sulla difensiva. Veltroni si sgola contro "l'uso elettorale " della vicenda Alitalia. Tutto inutile: quella trattativa in bilico è una manna per un Pdl deciso a risucchiarlo nell'orbita prodiana; a cancellare la discontinuità che l'ex sindaco di Roma ha cercato di sottolineare fin dall'inizio; e a mettergli contro il nord. Quanto a Bertinotti ed al suo partito, ricordare che "nei Paesi europei i governi aiutano le compagnie di bandiera", serve a schiacciare il Pd su un profilo liberista; a presentarsi come unica sinistra senza aggettivi; ed a creare una tenaglia con la Cgil contro Prodi e, di rimbalzo, Veltroni. Ieri Bertinotti ha definito "stupidaggini " le accuse di un asse con Berlusconi. E in effetti, se qualcuno pensasse che si tratti di una regìa concordata, andrebbe fuori strada. La convergenza è oggettiva. Per questo, si avverte una sintonia fra il vicepresidente di FI, Giulio Tremonti che vede nell'atteggiamento verso Alitalia "un Prodi al terzo mandato all'Iri", e gli attacchi del Prc. Ma non è una sintonia esclusiva. Basta registrare la posizione del ministro Antonio Di Pietro, che pure è alleato del Pd, o dei sindacati. Si tratta di uno schieramento nel quale i calcoli elettorali si incrociano e si mescolano con una virata anche in termini di cultura economica. è quella che fa scrivere al "Wall Street Journal": Berlusconi è "un corporativo avverso alla libera concorrenza di mercato". Il contrario, secondo il quotidiano newyorchese del magnate australiano Rupert Murdoch, di "un liberale economico che intende fare quello di cui l'Italia ha bisogno per rilanciare l'economia barcollante ". Ma sul versante italiano, a condizionare la scelta sono le urne ed il rischio di licenziamenti. Esiste la prospettiva concreta di un fallimento, che però "a Berlusconi non interessa", accusa il vicepremier, Massimo D'Alema. Ma il centrodestra è aiutato dalla riapertura della trattativa fra AF-Klm e sindacato. Gli permette di accusare Prodi di voler "svendere" Alitalia. è un modo per difendersi dalla critica di immobilismo che il Pd fa a Berlusconi, riferendosi ai cinque anni in cui governava. Anche allora - fra 2001 e 2006 - Alitalia perdeva, ma il Cavaliere non si impegnò a venderla: gliel'ha ricordato il leader centrista Pier Ferdinando Casini. La replica, affidata a Gianfranco Fini, è che "il centrodestra non mise sul mercato Alitalia, perché il mercato era fermo dopo gli attentati dell'11 settembre 2001: l'avremmo svenduta". Il fronte berlusconiano chiama a testimone delle proprie ragioni, di nuovo, il sindacato. "Il governo Prodi", dice Fini, "ha condotto le trattative in modo tale da far dire persino a Cgil, Cisl e Uil (e sottolineo Cgil): 'vergognatevi'... ". Di nuovo, Prodi viene messo in primo piano. E pensare che qualcuno si illudeva che Veltroni sarebbe riuscito a farlo scomparire, e perfino dimenticare all'elettorato. Massimo Franco.

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Spinetta apre su piloti ed esuberi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Spinetta apre su piloti ed esuberi I sindacati: sì alla trattativa ma si parte in salita. Oggi consiglio Alitalia Veltroni: la sola soluzione per ora è quella di Parigi. Il manager di Air France: non lasceremo a piedi nessuno, non sono abituato a fallire ROMA - Air France-Klm sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì prossimo l'avvio della trattativa sulla base di un nuovo documento, che riporterà le correzioni apportate al piano e che potrebbe rivelarsi decisivo per l'accordo. La svolta, avvenuta nell'incontro di ieri a Roma, durato sei ore, tra il presidente francese Jean-Cyril Spinetta e le nove sigle, ha costretto il Tesoro a rivedere il fatidico termine del 31 marzo, indicato per la fine della trattativa: la proroga dovrebbe essere oggetto del consiglio d'amministrazione di Alitalia convocato per oggi. Ieri il titolo in Borsa ha chiuso con un rialzo del 32%. La sia pur cauta apertura del negoziato ha sorpreso soprattutto il fronte favorevole alla cordata italiana lanciata da Silvio Berlusconi, che fa un passo indietro. Il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti ieri ha definito "semplicemente un appello " quello del Cavaliere. Mentre Mario Baldassarri (An) e Roberto Castelli (Lega) hanno intestato al Pdl il cambiamento di rotta dei francesi: "Berlusconi - ha detto Baldassarri - ha costretto Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza ". Ma è stato il leader della Lega a esprimere il ripensamento più cospicuo circa la cordata italiana: "Bisogna stare attenti - ha detto in un comizio - perché gli imprenditori di solito si buttano solo nelle cose in cui ci guadagnano e l'aviazione è un campo in cui non si guadagna niente". E ancora: "Un conto è Malpensa, un altro è Alitalia". L'Alitalia o trova un compratore o fallisce. Bisogna vedere qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha davvero degli imprenditori. In mattinata il leader del Pd, Walter Veltroni, forse annusando la possibile svolta, aveva rotto gli indugi esprimendo una preferenza per i francesi: "Alitalia - aveva detto - ha bisogno di una soluzione al suo problema strutturale: allo stato delle cose questa soluzione si chiama Air France". Spinetta ieri si è presentato alla Magliana con due importanti modifiche al piano originario: l'ingresso di 180 giovani piloti italiani in tre anni in Air France, dopo un corso di formazione che prevede l'apprendimento del francese, a compensazione della chiusura del cargo entro il 2010. E la reinternalizzazione nel perimetro Alitalia della manutenzione leggera e di tutto l'handling di Fiumicino, per un totale di 5 mila lavoratori. L'obiettivo di Air France, ha detto il manager, è quello di "non lasciare nessuno per strada nel quadro della ristrutturazione". Perciò nel nuovo documento che sarà "solido, molto preciso e dettagliato" potrebbero essere indicati gli strumenti degli ammortizzatori sociali. Intanto però gli 800 lavoratori dell'Atitech di Napoli, che ieri hanno inscenato l'ennesima protesta ai cancelli della compagnia, restano tagliati fuori dall'accordo e promettono di farsi sentire. "Se nel 2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile a investire sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire" ha detto ieri Spinetta. Venerdì il manager ripartirà con l'obiettivo di intese separate per ogni settore: in Alitalia Fly con piloti, assistenti di volo e lavoratori di terra; mentre per Alitalia Servizi si cercheranno intese su handling e manutenzione. Sono stati i piloti dell'Anpac i primi a aprire, esprimendo un "cauto ottimismo". Certo, resta il neo del cargo e del dimensionamento della flotta e la preoccupazione che i piloti vengano messi in cassintegrazione anziché in "rotazione". La Filt-Cgil per la prima volta si è fatta tentare accettando "la sfida del futuro profittevole" e puntando a ulteriori modifiche del piano, in particolare su Atitech, in cambio di una riorganizzazione del lavoro e della produttività. Più cauta è rimasta la Fit-Cisl che partiva da posizioni più intransigenti: Claudio Claudiani ha definito l'incontro "sicuramente utile per ricostruire le basi di un negoziato". Antonella Baccaro.

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Veltroni, duello con Berlusconi sulle pensioni (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-26 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I leader di Pd e Pdl Veltroni, duello con Berlusconi sulle pensioni ROMA - Sulle pensioni nuovo duello tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Il leader del Pd propone, utilizzando la leva fiscale, un "bonus" già da luglio prossimo attorno ai 400 euro l'anno per i pensionati con assegno fino a 25 mila euro. Il Cavaliere rilancia: "Noi le adegueremo al carovita. Fummo gli unici ad aumentare le pensioni minime, continueremo". ALLE PAGINE 12 E 13 Bagnoli e Guerzoni.

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Veltroni e il piano pensioni <Più alte già da luglio> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Veltroni e il piano pensioni "Più alte già da luglio" Il leader pd in Sicilia: la mafia scelga chiunque ma non noi Attacco al Cavaliere: non accade in nessun Paese che ci si sottragga al confronto tv violando le regole con i propri canali DAL NOSTRO INVIATO PALERMO - "Di balle in questo Paese ne abbiamo sentite tantissime..." ma quella che Walter Veltroni è venuto a offrire ai siciliani che a migliaia lo ascoltano davanti al Teatro Massimo non è una balla, giura il segretario del Pd, è una promessa. "è una proposta seria che parla a milioni di italiani ed ha la copertura finanziaria". E dunque, se l'ex sindaco vincerà le elezioni il potere di acquisto degli anziani salirà, "già dal luglio 2008" aumenteranno le pensioni di chi ha più di 65 anni e non ha beneficiato della 14ma mensilità del governo Prodi. In soldoni, un incremento medio di 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro e tra i 250 e i 100 l'anno per quelle tra i 25 e i 55 mila euro. Berlusconi è immobile sei punti avanti, il Pd ruba voti a sinistra ma non al Pdl e a Veltroni non resta che inseguire il Cavaliere sul suo stesso terreno, presentare a Roma la proposta sulle pensioni e poi riprendere il viaggio, salire su un jet privato e volare a Trapani per la tre giorni siciliana. Il vento soffia forte e freddo e ad accoglierlo sono in pochini, ma a Palermo quando cala il sole la scena cambia, piazza piena e un Veltroni inedito, aggressivo, stufo di porgere all'avversario l'altra guancia. Sale sul palco al fianco di Anna Finocchiaro e colpisce duro. "La sanità pubblica siciliana è la grande lavanderia del denaro sporco della mafia" apre lo scontro la sfidante di Raffaele Lombardo. E lui, Veltroni, ci mette il carico. Dice che "la destra ha fatto male alla Sicilia", condanna la mafia con parole mai così aspre e poiché ha capito che il politicamente corretto non gli porterà altri voti lega la "piovra che tiene inchiodata" la Sicilia alla classe dirigente che da anni la governa. La destra e la mafia. Ha due facce, il dramma della regione e Veltroni vuol dirlo "con parole che restino", senza paura di denunciare quanto "sottile" sia il confine che le tiene distinte. "La mafia è la principale nemica di questa terra, la mafia è orrenda, i mafiosi sono bande di mascalzoni criminali assassini e vigliacchi, perché per ammazzare un bambino e scioglierlo nell'acido bisogna solo essere dei vigliacchi...". Stupore, silenzio, forse anche timore e poi un lungo, liberatorio applauso, anche quando Veltroni chiede "l'applicazione severa del 41 bis". Basta con la politica british, non è più tempo di dire dai palchi delle piazze che il Pd non grida, non odia, non replica alle accuse, il voto si avvicina e Veltroni adesso affonda. Paragona Berlusconi ad Achille Lauro che "regalava la scarpa destra e prometteva la sinistra" e sfida il Cavaliere a duello in tv: "Sottrarsi al confronto in una campagna elettorale così importante non accade in nessun Paese e non dovrebbe accadere neppure nel nostro, tantopiù se si utilizzano le proprie televisioni violando le regole". Sciorina i dati da allarme rosso di una regione rimasta indietro in ogni campo e chiede a Cuffaro, quello che "mangiava i cannoli ", di assumersi le sue responsabilità. Rinfaccia a Berlusconi l'alleanza con l'ex governatore condannato a cinque anni e ai palermitani e prega i palermitani di "non dare un voto a chi vuole male alla Sicilia" ma di premiare il Pd. "Perché la nostra onestà e competenza sono fuori discussione...". E la mafia, chiude che è notte ad Agrigento, "decida per chi votare ma non voti per noi". Monica Guerzoni.

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Battaglia al centro (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-26 num: - pag: 36 autore: di MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE CAMPAGNA ELETTORALE Battaglia al centro SEGUE DALLA PRIMA La testimonianza della propria identità di forza antagonistica, la polemica contro i vicini più moderati, è a costo zero solo quando si è convinti che vincerebbe Berlusconi in ogni caso e non ci sarebbe "voto utile" che potrebbe rovesciare la situazione. Se il vantaggio del Pdl cominciasse a ridursi i voti utili potrebbero fare la differenza tra Berlusconi e Veltroni e non pochi, nella sinistra tradizionale, potrebbero riconsiderare le loro scelte. E' dunque al centro, contro il Pdl, che Veltroni condurrà l'offensiva principale ed è probabile che lo scontro sarà più duro e diretto di quanto sia stato sinora. Il Pd deve ancora giocare la sua carta migliore, la sua maggior coerenza rispetto a una coalizione che vede insieme An e Lega: basta ripescare da internet il programma della Lega (le tre macroregioni, il 90% delle risorse fiscali destinate alle regioni d'origine…) per provocare serie preoccupazioni nel Mezzogiorno. E la stessa idea della cordata nazionale per Alitalia, se duramente contrastata sul piano della serietà, può rivelarsi un boomerang per chi l'ha proposta. Sono solo esempi di confronto diretto e duro e tanti altri potrebbero aggiungersi. Siamo a una svolta ed è probabilmente un Veltroni diverso, più aggressivo, quello che vedremo in azione nei prossimi giorni. Sarà un bello scontro.

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Berlusconi: le adeguerò tutte all'inflazione (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria: REDAZIONALE Centrodestra "Scelta di giustizia. E solo noi aumentammo le minime" Berlusconi: le adeguerò tutte all'inflazione "I prezzi sono aumentati nell'ultimo anno in media del 4 per cento e gli assegni previdenziali soltanto dell'1,6" ROMA - Anche se nello staff del Cavaliere sono molto contenti degli ultimi sondaggi, convinti che "Veltroni abbia esaurito ogni spinta, bucato tutte le ruote del pullman e non sappia nemmeno dove ripararle " (metafora di Maurizio Lupi), comunque ogni mossa del leader del Pd viene attentamente monitorata e ritenuta degna di risposta. Ieri mattina l'ultimo caso: Veltroni offre una novità sulle pensioni, passano poche ore e il Cavaliere chiama Studio Aperto per replicare sullo stesso tema. "Incrementi già da luglio", promette Veltroni e il leader del Pdl rilancia: "Noi le adegueremo al carovita, perché il problema numero uno è quello di adeguare le pensioni più basse ai prezzi, al carovita. Noi fummo gli unici ad aumentare le pensioni minime, continueremo in questa direzione se vinceremo le elezioni, ma l'urgenza è quella di adeguarle tutte all'inflazione ". Fornisce anche delle cifre il Cavaliere, che ieri pomeriggio trascorreva le ultime ore di una due giorni in Sardegna, a Villa Certosa: "L'adeguamento è un fatto di giustizia perché i prezzi sono aumentati nell'ultimo anno del 4% in media e le pensioni solo dell' 1,6%". Parla anche a quel partito che oggi lo sostiene, a differenza del 2006: "Il partito dei pensionati, che alle ultime consultazioni prese 330 mila voti oggi sta nel Pdl". è novità di ieri anche il luogo della chiusura della campagna elettorale: Fini e Berlusconi saranno insieme, il 10 aprile, davanti all'Arco di Costantino, e all'ombra del Colosseo. Si prevedono collegamenti video in diretta con la principali piazze d'Italia. Gli ultimi numeri analizzati, nel corso di una riunione a Palazzo Grazioli, danno il vantaggio del Pdl sul Pd stabile a circa 8 punti. Sono anche fra gli ultimi dati che potranno essere diffusi: da venerdì prossimo infatti scatta il black out imposto dalla legge sulla pubblicazione dei sondaggi. In corsa Il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi M. Gal.

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria: ALT... (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria: ALTRI OGGETTI e penetranti. Invece la sua riforma del modulo tre anni più due è rimasta a metà in un clima di lentezza, confusione". Non voterà per Mussi? "No. Sceglierò il male minore, ovvero Walter Veltroni. E dico il male minore". Il filosofo Sebastiano Maffettone, docente alla Luiss-Guido Carli ma anche all'Istituto Suor Orsola Benincasa a Napoli, è più assolutorio: "Mi pare una manifesta esagerazione attribuire i guai dell'università italiana a Fabio Mussi, dopo cinquant'anni di disastri. Magari non sarà stato un ministro particolarmente brillante in un governo sostanzialmente deludente. Ma non gli si può addossare l'intera mole, per dirla con Alessandro Dal Lago, del collasso dell'istituzione universitaria ". E Maffettone aggiunge una nota di merito: "Non capisco perché un professore universitario debba attaccare l'operato di un ministro non sull'aspetto accademico ma su quello politico. Il vero problema è che le tasse universitarie dovrebbero essere più alte per far funzionare la competitività tra gli atenei. Ma nessuno ha la forza politica per affrontare questa verità". Cosa voterà? "Per le ragioni di prima, il mio voto è scollegato da questi ragionamento. Comunque sono e resto all'antica, voterò per il Pd". Infine il sociologo Alberto Abruzzese: "Indipendentemente dalla figura di Mussi, penso che in generale la professione del politico distragga dai problemi reali dell'università, non aiuti a capirli, direi a "ri-conoscerli". Il caso Mussi in particolare? Avrebbe almeno dovuto scardinare la routine dei comportamenti del ceto universitario, dai rettori in giù. Questo, sì. Non ha fatto granché contro un apparato decrepito, macchinoso, vuoto di contenuti". Il suo voto? "Veltroni. Ma Mussi c'entra poco". Perché? "Personalmente ho un solo scopo. Battere Berlusconi". Chissà cosa ne dirà Mussi. Paolo Conti Ricerca A sinistra, Fabio Mussi ministro dell'Università. In alto, a sinistra Lucio Villari e a destra Sebastiano Maffettone.

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<Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Il candidato premier dei socialisti "Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo" MILANO - Veltroni e Berlusconi? Per lui pari sono. Con due differenze: una leggera ("la elle del Pdl che nel Pd non c'è"). L'altra di peso: il Cavaliere andrà a Palazzo Chigi ("la sua vittoria è segnata") mentre Veltroni consegnerà alla sinistra la "più dura sconfitta della sua storia". Altro che campagna elettorale alla camomilla. Enrico Boselli, una vita all'insegna della pacatezza, ora picchia e picchia duro. Questione di sopravvivenza. Il leader socialista sa bene di nuotare controcorrente per via dell'"egemonia mediatica di Pd e Pdl" (così l'ha chiamata) ma non ci sta a farsi seppellire dai due macropartiti. Nel corso della videochat di Corriere.it, rilancia la sua battaglia arrivando ad affidarsi anche a Cristo, inteso come lo spot elettorale del Ps, ("Gesù fu il primo socialista" è lo slogan), che si è tirato addosso anatemi di ogni tipo. "Nel nostro messaggio non c'è nulla di blasfemo" taglia corto Boselli. Il bersaglio dei suoi strali è però Veltroni. Annuncia pensioni più alte da luglio? Per Boselli "parla a vanvera di spendere soldi", senza ricordarsi che il debito pubblico "è una palla al piede". Idem su Alitalia. "Dice bugie. Non si può dire bene Fiumicino, "ma anche" Malpensa". Sulle unioni civili è pesante la stoccata al leader democratico. Nella sua esperienza da sindaco di Roma, secondo Boselli, non ha mostrato una grande indipendenza dalla Chiesa e infatti "vietò l'istituzione di un registro per le coppie di fatto". "Solo Rutelli - rincara - è peggio e perciò candidiamo al Campidoglio Franco Grillini". Il programma del Ps è incentrato su tre punti: scuola, diritti e laicità, lavoro flessibile. "Siamo socialisti come Zapatero" rivendica Boselli. Che non ha ancora digerito l'esclusione da un progetto in cui è entrato Di Pietro. "Sì, ho chiesto a Walter perché non ci ha voluti nel Pd: mi ha risposto perché no". Su Di Pietro è netto: "è il simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guardasigilli". Luca Gelmini.

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Famiglia Cristiana, attacco a Mastella: dia in beneficenza l'assegno da 300mila euro (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Cattolici contro La replica dell'Udeur: "La liquidazione è dovuta per legge". E attacca il direttore: molti i beneficiati da Clemente, quanti da lui? Famiglia Cristiana, attacco a Mastella: dia in beneficenza l'assegno da 300mila euro ROMA - Famiglia Cristiana va all'attacco. Di nuovo. Dopo Veltroni, Berlusconi e altri politici di casa nostra, ora se la prende anche con il già tartassato, nonché cattolico, Clemente Mastella. In particolare per il fatto che, nonostante abbia rinunciato a ricandidarsi, "per reinserirsi a Ceppaloni" ora prenderà "un modico assegno di 300 mila euro". Sarebbe in realtà la liquidazione di parlamentare, il tfr dovuto a chi si è fatto come lui innumerevoli legislature. "Lo chiamano "assegno di reinserimento nella vita sociale"", sottolinea scandalizzato il settimanale dei Paolini. E chiede all'ex Guardasigilli: "Non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?". Clemente, che in questi giorni è all'estero, non risponde. Ma ci pensa il suo ufficio stampa con una nota che fa capire tutta l'irritazione del leader dell'Udeur per essere ancora una volta il bersaglio privilegiato della critica alla classe politica: "Si tratta di una somma dovuta per legge a chi lascia l'attività parlamentare e il suo ammontare dipende, come per la liquidazione, dagli anni maturati in Parlamento". Si ricorda che ci sono molti altri politici che hanno già preso o che prenderanno una somma uguale o superiore. E si riserva una battuta "al veleno " sul passaggio che riguarda l'invito a devolvere quella cifra ai poveri: "Quanto alla beneficenza, non sappiamo se il direttore di Famiglia Cristiana la faccia. Certamente la fa e la continuerà a fare il senatore Mastella: ben lo sanno i suoi tanti beneficiati". E così si apre un nuovo duello tra la rivista cattolica più letta e i politici. C'è comunque da sottolineare che nell'editoriale in questione le accuse non sono riservate solo a Mastella, ma ai "privilegi che godono tutti i parlamentari italiani". Il risultato è quello di un "Paese da terzo mondo con tasse scandinave ". I nostri deputati, aggiunge, "guadagnano il 70 per cento in più dei loro colleghi tedeschi e il 75 per cento in più di quelli inglesi: chi chiede sacrifici ai cittadini, non può non essere credibile e non dare per primo l'esempio, altrimenti è una presa in giro". E conclude: "Di recente il cardinale Bagnasco, presidente della Cei, ha sintetizzato l'emergenza italiana con l'espressione: "il problema della spesa". Non si riferiva certo a chi, al ristorante di Montecitorio, ordina un passato di verdura con crostini a 1 euro e 80 o involtini di manzo a 4 euro e 80". Ex Guardasigilli Clemente Mastella R. Zuc.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-26 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Vendita di Alitalia: domani nuova offerta da Air France Vendita di Alitalia: aperture di Air France che presenterà domani una nuova offerta. Il numero uno del gruppo franco- olandese all'incontro con i sindacati: nessuno resterà per strada e preannuncia il possibile trasferimento in Air France di 180 piloti in tre anni. L'Unione Piloti: tratteremo fino alla fine. Jaguar agli indiani di Tata Gli indiani di Tata Motors, partner della Fiat, hanno chiuso l'accordo per acquistare dalla Ford due tra le più note e prestigiose case automobilistiche del Regno Unito: Jaguar e Land Rover. Olimpiadi: Sarkozy non esclude il boicottaggio Nicolas Sarkozy non esclude la possibilità di boicottare le Olimpiadi di Pechino per protestare contro la repressione in Tibet: "Tutte le opzioni rimangono aperte". Il Vaticano sul caso Allam: non è un atto ostile all'Islam Da Hamas critiche al giornalista Magdi Allam e al comportamento del Vaticano per "l'alto profilo intenzionale" dedicato al suo battesimo. L'Osservatore Romano: non è stato un atto "ostile" verso l'Islam. Focus Boom delle fattorie sociali Sono in continuo aumento in Italia le fattorie sociali, luoghi di produzione ma anche di cura per disabili e malati psichici. Politica Scontro sulle pensioni Le pensioni animano il dibattito elettorale. Walter Veltroni presenta una proposta di "bonus" immediato. Berlusconi: "Siamo stati gli unici ad aver aumentato le minime davvero". Fini: Prodi ha aumentato le imposte ai pensionati. Cronache Mozzarelle, stretta da Tokyo Allarme diossina, da Tokyo più controlli sulle mozzarelle. Migliaia di chili del latticino fermi alla dogana giapponese per verifiche. Oggi riunione al ministero. Don Gelmini: chiesto il rinvio a giudizio Il rinvio a giudizio nei confronti di don Pierino Gelmini per presunti abusi sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della Comunità Incontro è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Terni. Nessun avviso del provvedimento è finora giunto ai difensori. Economia Volano le Borse europee Le Borse europee, ripartite ieri dopo la pausa pasquale, hanno cavalcato l'onda positiva con un avvio forte dei listini: Piazza Affari ha chiuso con il Mibtel in progresso del 3,58%. Cultura Sartori: il mercato non salva la Terra Nel nuovo libro di Giovanni Sartori un forte allarme per lo "sviluppo insostenibile ", la crisi energetica e la penuria idrica: il benessere porta automaticamente con sé la democrazia? Spettacoli Naomi Watts diva del brivido Naomi Watts, l'enigmatica Diane di Mulholland Drive, sarebbe piaciuta a Alfred Hitchcock. L'attrice, grande fan del regista, ha accettato un rischioso remake di Gli uccelli nel ruolo che fu di Tippi Hedren. Sport Nazionale in campo Spagna-Italia come dessert finale (alle 22), ma oggi c'è un ricco piatto internazionale: a Parigi la Francia, avversaria degli azzurri agli Europei, ospita l'Inghilterra. Con grandi ritorni: Trezeguet nella Francia e Beckham nell'Inghilterra di Capello. * Con "Style Magazine" e 3,00; con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90; con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con "L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e 10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Il Diritto" e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia, Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e 1,00.

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Ars, i sopravvissuti di tangentopoli - emanuele lauria (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina III - Palermo Ventotto dei novanta onorevoli di quella legislatura sono in corsa per le politiche e le regionali. Gli altri stanno nel sottogoverno Ars, i sopravvissuti di Tangentopoli Metà dei deputati in carica nel '91 è ancora sulla scena politica EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) In manette un ex presidente della Regione, due vicepresidenti dell'Assemblea, 10 ex assessori. Insomma, un incubo. Plasticamente rappresentato dal gesto - per fortuna, solo minacciato - di Salvatore "Turi" Leanza, ex assessore all'Industria del Psi accusato di avere intascato due bustarelle da 108 milioni di lire ciascuna: raggiunto da un ordine di custodia cautelare mentre si trovava all'estero, Leanza mandò un fax dalla Bulgaria annunciando un suicidio che si sarebbe dovuto consumare 15 giorni dopo, in occasione del suo compleanno. Non si uccise, rientrò in Italia, affrontò il processo e fu scagionato: e dieci anni dopo quella vicenda, "Turi" si candidò a sindaco di Bronte per il centrosinistra e venne eletto. Storia di una sopravvivenza politica. Una storia che oggi torna d'attualità. Perché quella legislatura regionale che va dal '91 al '96, e che doveva fungere da spartiacque, sancendo la fine della Prima repubblica seppellita dalla Tangentopoli siciliana, tre lustri dopo diventa il paradigma di un rinnovamento mancato. Quarantadue inquilini di quell'Assemblea sotto assedio, coinvolta negli scandali, sono ancora protagonisti della scena istituzionale: nove sono oggi candidati alle elezioni regionali, ben 19 alle politiche, otto continuano a fare politica in posizione di spicco, sei occupano incarichi di vertice in enti pubblici. Cos'è cambiato? Le sigle dei partiti, sicuramente. Ma in Sicilia la rivoluzione di Veltroni e Berlusconi sembra fermarsi a quelle. Almeno in parte. E gli uomini? Eccoli, arrivano dritti dal passato. In primis, Raffaele Lombardo, il candidato governatore del centrodestra che attraversò con qualche impaccio quella stagione: era assessore agli Enti locali, fu arrestato per una storia di concorsi truccati alla Usl di Catania ma poi assolto. E corrono oggi per l'Ars altri due pezzi grossi della legislatura della presunta svolta: il presidente di quell'Assemblea, Angelo Capitummino, e il vice, Nicolò Nicolosi. Entrambi reclutati dall'Mpa. In lista, ma per l'Udc, c'è di nuovo Pippo Gianni, che frequentava Palazzo dei Normanni all'alba dei Novanta e che nella scorsa legislatura ha salutato il rientro andando a sedersi sulla poltrona di presidente della commissione Cultura. Per lo scudocrociato c'è pure l'avvocato nisseno Rudy Maira, che a lungo dovette confrontarsi con pesantissime accuse (si indagò su strane telefonate dal suo cellulare nei minuti che precedettero la strage di Capaci) ma che poi, anche lui, fu liberato da ogni addebito. D'altronde, gran parte delle inchieste che si abbatterono sull'Ars in quel periodo si conclusero con un nulla di fatto. Quella che toccò altri due candidati alle regionali per il centrosinistra: Giovanni Barbagallo, deputato catanese della Dc divenuto in tempi recenti capogruppo della Margherita, e Turi Lombardo, ex assessore regionale socialista che i suoi 5 mesi di carcere li raccontò in un pamphlet ("qui la caponata è un genere di lusso") prima di essere rimborsato con 210 mila euro per ingiusta detenzione. Per inciso: più o meno la stessa cifra accordata a Gianni e a Nicolosi per i torti subiti dalla giustizia. In realtà, molti dei protagonisti di quegli anni sono incappati solo più tardi in rilevanti guai giudiziari: Salvatore Cuffaro, ad esempio, a metà del '93 aveva giusto una condanna (poi annullata) per aver raccomandato un giovane di nome Cesare Ganci. Nulla a che vedere con la sentenza Talpe che gli sarebbe costata l'abbandono della presidenza della Regione. Vincenzo Lo Giudice e Bartolo Pellegrino dovevano ancora conoscere, negli anni di Tangentopoli, il successo e la brusca ricaduta. Ma non è questo il punto: nell'Isola la politica, le istituzioni, sembrano non mutare volto, al di là dei proclami che giungono da Roma. Se è vero, appunto, che nel plotone di candidati alle Politiche ci sono altri 19 "reduci" da quella lontana esperienza: da Enzo Bianco a Leoluca Orlando, da Nino Strano a Giuseppe Firrarello, gli udc Giuseppe Drago e Cuffaro insieme ai democratici Giovanni Burtone e Franco Piro. E altri, non pochi, continuano a fare politica fuori dai palazzi. Come Bernardo Alaimo, dirigente dell'Udc che è stato consulente di Cuffaro sino a dicembre. O Rino La Placa, tesoriere del Pd. Biagio Susinni medita di rifare il sindaco di Mascali. E chi non fa vita attiva di partito è finito nei board di importanti enti regionali: Antonio Carullo guida l'Ircac, Sebastiano Burgaretta è al timone di Multiservizi, Domenico Sudano sta a capo della società regionale che si occupa di riscossioni. "No, le facce della politica non cambiano: e sono pronto a scommettere che almeno in provincia di Palermo gli eletti saranno quasi tutti volti noti del Palazzo", prevede Giusto Catania, uno della nouvelle vague che da europarlamentare sta tentando la strada dell'Ars. E non sembra un azzardo, visto che sono ricandidati per l'Assemblea regionale ben 76 dei 90 deputati uscenti. E nelle politiche il rapporto non cambia di molto: 68 degli ottanta parlamentari nazionali uscenti riprovano lo sbarco alla Camera o al Senato. Il Pdl ha escluso sette dei 27 uscenti mentre il Pd, che ha applicato il tetto dei tre mandati (con qualche deroga), non ha riproposto quattro parlamentari di lungo corso. "Hai voglia a candidare l'operaio della Thyssen o la giovane del call-center: nell'Isola Pd e Pdl propongono candidature imbarazzanti - ancora Catania - Ma il problema è che non sono cambiate neanche le pratiche politiche". Turi Lombardo, uno della vecchia guardia, invita a diffidare: "Rinnovamento? Andiamoci piano. Io non devo fare carriera, un necrologio con scritto "on." "prof." e "avv." l'ho già assicurato. Metto sul piatto, come altri colleghi, la mia collaudata esperienza amministrativa. E la gente si fida. Eccome se si fida".

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"camorra cancro del mezzogiorno" - angelo carotenuto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IV - Napoli "Camorra cancro del Mezzogiorno" D'Alema nella casa del boss Misso: "Lo Stato reagisce" "Saviano chiede un impegno, ma la politica ha risposto con atti concreti" Nuova minaccia al senatore Sodano, che ora ha la scorta: otto proiettili in busta ANGELO CAROTENUTO Le parole forti chieste da Saviano a Veltroni, per ora arrivano da Massimo D'Alema, a Scampia, nell'Auditorium affollato, dove mafia e camorra vengono chiamate per quello che sono. "La cancrena del Mezzogiorno". Eccola, la politica che non tace dinanzi alla criminalità, con il capolista alla Camera del Pd che racconta quanto sia lunga la battaglia: "Ma lo Stato non sta con le mani in mano. Lo dimostra il numero dei boss arrestati, dei clan sgominati e dei beni confiscati. è giusto che Saviano, scrittori e giornalisti chiedano un impegno, ed è altrettanto giusto che la politica risponda non a parole, ma con degli atti. Noi li abbiamo compiuti". Noi significa centrosinistra. "Abbiamo sciolto consigli comunali. L'infiltrazione nelle istituzioni è un tema cruciale. Se ci misuriamo su cose concrete, il Pd può dire che fa della difesa della legalità un punto fermo della sua visione. Rifiuta la logica dei condoni e difende l'operato della magistratura". E gli avversari no? Dinanzi al mondo dell'associazionismo a cui dà voce Samuele Ciambriello, D'Alema non cita mai Berlusconi. Ma i suoi governi sì. Quelli dei "due condoni fiscali, uno edilizio e un rimpatrio di fondi all'estero a tassazione 2 per cento. Il primo problema è misurare le forze politiche per il loro grado di impermeabilità alla camorra. Chi delegittima la magistratura, colpisce i princìpi della legalità". Parla alla Scampia che - come dice il diciannovenne Rosario - "aspettava una piccola piazza dove incontrarsi nella quotidianità e se ne ritrova una che si chiama piazza dei Grandi Eventi". A quella Scampia che per dare sostanza al lavoro di Antonio Piccolo coi ragazzini dell'Arci, voleva un campetto di calcio. Gliene hanno costruito uno omologato per la serie C, ma in mezzo ai palazzi, dove il pallone spacca i vetri alle finestre. Ed è ancora chiuso. Alla Scampia dove la famiglia di Pino e Gianni Maddaloni offre sport gratuito per 700 persone. Un quartiere che alla politica chiede con la voce di Massimiliano D'Aniello: "Aiutateci a fuggire dalla cocaina e dalla camorra". è questa la Scampia a cui D'Alema dice: "So che la criminalità è cosa diversa dal non portare il casco in motorino, ma la lotta all'illegalità comincia da cose minute. Nessun degrado economico giustifica la scelta della criminalità. C'è gente che ha sfidato la miseria pur di non arrendersi. Non accettate che si parli di Scampia solo per la camorra: il tasso di omicidi a New York è superiore" Dopo le giornate dedicate a lavoro e sviluppo, D'Alema tocca il tema legalità (domani e venerdì torna per una nuova iniziativa). è accompagnato da Enzo Amendola. Partecipano Armato, Incostante, Marciano, Moxedano, Villari. Va tra i volontari dell'Avog a largo Donnaregina, nell'appartamento confiscato al clan Misso, dove ringrazia gli operatori sociali che operano "per prevenire che si formi la mentalità camorristica e il mito della guapparia: non una sfida per soli poliziotti, ma una sfida delle coscienze". In forma privata e con Geppino Fiorenza (Libera), D'Alema incontra al Trianon alcuni familiari delle vittime di camorra: il marito di Silvia Ruotolo, la moglie di Attilio Romanò, la famiglia di Marcello Torre, il fratello di Giancarlo Siani. Nel pomeriggio è in provincia. Comincia a Portici (con Amedeo Cortese), poi va a Torre Annunziata, dove prima di una manifestazione pubblica incontra il presidente del Tribunale, Greco, e il procuratore aggiunto Marino. Ma è polemica a distanza con Tommaso Sodano, senatore di Prc e capolista di Sinistra Arcobaleno, che ha ricevuto nuove minacce dopo quelle del 17 marzo: una busta con 8 proiettili al suo comitato elettorale di Pomigliano. "Giovedì 20 D'Alema partecipava a un'iniziativa elettorale in un cinema a due passi da me, ma ha evitato di venire a salutarmi". In serata il chiarimento.

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Camper e navi, pdl in marcia sui rifiuti - roberto fuccillo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina V - Napoli Camper e navi, Pdl in marcia sui rifiuti "Con Berlusconi cambia tutto". La proposta: 5 per mille per le bonifiche ROBERTO FUCCILLO CI sono giornate in cui anche la politica deve arrangiarsi. Sotto la pioggia asfissiante Valeria e Valeria, due signore omonime di Posillipo, sono lì inflessibili, con il loro banchetto e la T-shirt bianca, con la scritta "Rialzati Italia", a difendere la postazione di piazza San Luigi. Unica concessione all'arrangiatevi il rifugio ricavato sotto la tettoia in plexiglass della fermata del bus. Capita anche questo durante una campagna elettorale già freddina di per sé. Le due signore tengono una postazione berlusconiana, alla quale fa visita uno dei camper in giro in questi giorni, per l'occasione quello del deputato Paolo Russo. Non è che sia una vita brillantissima quella del candidato itinerante. Nel piccolo salottino interno del van non si riesce neanche a spaziare sulla città: l'intera fiancata del mezzo, finestrini compresi, è tappata dal megamanifesto che ricorda come "la sinistra ha messo in ginocchio il paese". Dentro, fra magliette ancora imbustate, penne, spille e magneti, tutte con lo slogan ripetuto sopra, non resta che fare qualche chiacchiera con lo staff o ristudiare le carte con gli elenchi di quanti hanno già chiesto di fare i rappresentanti ai seggi, i cosiddetti "difensori del voto". Russo apre la cartellina e ripassa i numeri: al solo call center se ne sono offerti oltre 400 per le poco meno di 900 sezioni elettorali di Napoli. Buon segno. I ragazzi del camper sono fiduciosi, scherzano anche: uno dei depliant in distribuzione allinea i faccioni dei leader del centrosinistra, Fassino e Veltroni, D'Alema e Prodi, Visco e Rutelli, Bassolino e Iervolino. "Eppure ne manca uno - si osserva nel camper - si sono scordati Pecoraro". Pecoraro e Bassolino sono ovviamente sinonimo di spazzatura, la causa principale che dovrebbe dare la vittoria al Pdl qui in Campania. è un tema da cui non si sfugge. Dopo gli strattoni alla frizione del traffico cittadino, il camper arriva in piazza dei Martiri. C'è un tavolino, lo tiene il signor Maurizio. è alle prese con una signora che poco prima ha terminato la sua "via crucis" quotidiana portando i sacchetti al punto di raccolta di piazza Vittoria. Ora è qui a lamentarsi e sperare: "Voto Berlusconi se viene qui e promette di liberarmi dalla spazzatura". Netturbino "ex machina". Si sorride. Un signore sfiora il capannello e rilancia: "Lo voto anch'io se non fa piovere più". Sorride anche Russo, che però piazza anche il colpo elettorale: "Ai rifiuti ci stiamo pensando eccome". In effetti poco prima si è svolta la riunione al comitato elettorale. Ne è sortito un calendario di incontri sui temi della sanità, dello sviluppo, dell'ambiente. Verranno nei prossimi giorni Tremonti e Formigoni, Scajola e la Brambilla. E, lunedì, sarà la volta di Altero Matteoli. è l'ex ministro dell'Ambiente, anche lui è sinonimo di emergenza spazzatura, nel senso del bisogno di risolverla. E il senatore di Fini verrà in effetti a Napoli a puntualizzare una proposta alla quale il Pdl sta lavorando: inserire la voce bonifiche fra quelle per cui optare nell'ambito del 5 per mille in sede di dichiarazione Irpef. "Purché la si faccia finita - lamenta un'altra signora, stavolta dal banchetto di piazza San Luigi - anche questo slargo è stato ridotto a parcheggio e discarica di spazzatura". Intanto qualcuno si lamenta del fatto che gli attivisti stiano con tutto il materiale sotto la pensilina dell'Anm. Passa una volante a controllare che non ci sia nulla di irregolare, poi Valeria e Valeria decidono di sollevarsi dalla giornata plumbea con la foto di Giuseppe, il figlio dell'onorevole, appuntandogli la spilla elettorale al bavero del giaccone. Ma la pioggia è ancora lì a imperversare. Il pullman ridiscende da Posillipo, abbozza una sosta anche a Piazza Trieste e Trento, ma ormai l'ora e il maltempo hanno fatto il vuoto. Si torna alla base, in piazza Bovio. Sperando che il meteo si risollevi, almeno per venerdì. Per quel giorno infatti l'intero Pdl ha varato una manifestazione-conferenza a bordo di una nave, la motonave Snav Sicilia. L'ultima volta che si vide qualcosa del genere fu con "Azzurra", la nave che Berlusconi portò in vari porti italiani, Napoli compresa: era il 2000, da lì a poco il risultato delle amministrative avrebbe indotto D'Alema a lasciare Palazzo Chigi.

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"i'm pd", ora anche veltroni ha il suo spot videomusicale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina V - Milano La curiosità Lo hanno realizzato i giovani milanesi sulle note dei Village People "I'm Pd", ora anche Veltroni ha il suo spot videomusicale L'hanno girato a Milano e da ieri impazza su You Tube. è un video clip destinato, secondo gli ideatori, a diventare l'inno della campagna elettorale di Veltroni. Titolo, "Si può fare con Walter". Ritornello, "I'm Pd". Tutto sulle note di "Ymca", celeberrima hit dei Village People. Lo cantano a squarciagola volontari e simpatizzanti dei Democratici, mentre interpretano se stessi. "è la nostra risposta al berlusconiano "Meno male che Silvio c'è"", dice il giovane consigliere comunale Pierfrancesco Maran. RODOLFO SALA A PAGINA IX.

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SONO ormai poco meno di 17 milioni le persone che in Italia fruiscono di una pensione; e sono po (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di ANTONIO GOLINI SONO ormai poco meno di 17 milioni le persone che in Italia fruiscono di una pensione; e sono poco meno di 24 milioni le prestazioni pensionistiche erogate, molte di più dei pensionati dal momento che in media vengono elargite circa 1,4 pensioni per ognuno di loro. Insomma, ormai in Italia all'incirca il 40 per cento della popolazione fruisce di una prestazione pensionistica. È quindi ben ovvia l'attenzione che i candidati premier dei due maggiori partiti riservano a un popolo così vasto. Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno, le pensioni per i titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde promettendo di legarle al costo della vita. Il tipo di promessa dei candidati non è però solo una questione legata alla folla di pensionati, che significa folla di elettori. È che entrambe le proposte meritano davvero di essere onorate, considerando da un lato che ben il 43 per cento dei pensionati di vecchiaia percepisce un vitalizio inferiore ai mille euro e dall'altro che le pensioni hanno una rivalutazione annuale minore dell'aumento del costo della vita, perdendo perciò continuamente potere d'acquisto. Questa delle pensioni è quindi, da noi come in tutti gli altri Paesi europei, questione costantemente all'ordine del giorno, che per di più si lega strettamente alla capacità di crescita economica del Paese e ad alcune questioni del lavoro, tanto quello fatto dai giovani italiani, quanto quello fatto dai giovani stranieri. Alcune semplicissime relazioni, ben note in economia e in demografia, ci dicono come il Prodotto interno lordo di un Paese, cioè la ricchezza prodotta, dipenda: a) dal livello di produttività (che nel nostro Paese è bassa e cresce di gran lunga di meno di quella dei Paesi nostri competitori); b) dalla proporzione di coloro che lavorano ma che lo fanno ufficialmente (che da noi è assai bassa, soprattutto per quanto riguarda le donne, i giovani anziani dai 55 ai 65 anni, e in generale il Mezzogiorno); c) dalla proporzione di coloro che si trovano in età da lavoro; d) dall'ammontare della popolazione. Non solo, come è stato appena precisato, i fattori "a" e "b" sono da noi su livelli molto più bassi che negli altri Paesi europei, ma i fattori "c" e "d", quelli più strettamente demografici, che finora hanno retto bene, si preannunciano in forte e pressoché irrefrenabile discesa. È in particolare la popolazione in età lavorativa che diminuirà fortemente nei prossimi anni come conseguenza della intensa denatalità dei decenni passati, mentre continuerà, almeno lo si spera, l'allungamento della vita. Il risultato è come ci dicono assai recenti previsioni delle Nazioni Unite che da qui al 2050 (quando una mia nipotina che compie oggi 3 anni ne avrà 45 e sarà quindi neanche a metà della sua vita) in Italia ci possiamo aspettare un aumento di 4 milioni e mezzo di ultraottantenni e una diminuzione di più di 11 milioni e mezzo di persone con meno di 80 anni. Un tale "incredibile" stravolgimento della popolazione (nella quale è già messa in conto una continua, consistente immigrazione) richiede necessariamente un nuovo patto e obbligo sociale ed economico, frutto di una presa di coscienza e responsabilità non solo dei candidati leader, ma di tutta la classe dirigente e di ogni singolo lavoratore che dovrà necessariamente lavorare di più e più a lungo, ma, non meno necessariamente, lavorare con maggiore impegno e senso di responsabilità. Anche perché il lavoro incerto e precario di una grande quantità di giovani e il lavoro sommerso e precario di una grande quantità di immigrati lasciano facilmente immaginare una forte crescita delle pensioni assistenziali, dal momento che i contributi versati assicurerebbero loro una pensione ridottissima, assai, assai lontana dall'attuale beneficio pensionistico che oggi rende sicura una pensione di vecchiaia pari al 54 per cento del reddito medio per abitante. Insomma, con una demografia che come scrive al riguardo Greenspan ex governatore della Banca centrale americana è un destino, pensare e ripensare al sistema pensionistico e alla sua struttura significa non soltanto provvedere alle difficoltà e alle ingiustizie dell'oggi, ma anche assicurare a tutti i nipotini una vita migliore, o almeno non peggiore, di quella dei loro nonni.

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Pensioni, duello Veltroni-Berlusconi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Nel rush finale della campagna elettorale irrompe la previdenza. Casini: è un gioco a chi la spara più grossa Pensioni, duello Veltroni-Berlusconi Il leader Pd: aumenti fino a 400 euro da luglio. Il Cavaliere: aggancio all'inflazione reale.

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ROMA Sono le pensioni il nuovo terreno dello scontro elettorale. Veltroni, propone di rivalutare di (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

400 euro da luglio i vitalizi fino a 25 mila euro l'anno. Tra i cento e i 250 euro l'anno è invece l'aumento previsto per le pensioni fino a 55 mila euro. Immediata la replica di Berlusconi: "Il mio governo ha già innalzato le minime", ricorda. E promette di adeguare gli assegni degli anziani al costo della vita. Fini accusa: "Prodi ha tassato la previdenza". Il leader dell'Udc, Casini, raccomanda che "il fisco sia amico delle famiglie" e accusa: "Sulle pensioni si sta giocando a chi la spara più grossa".

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Controffensiva I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Controffensiva I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza L'aereo non porta voti, Veltroni va sulle pensioni La guerra delle promesse: per uscire dall'angolo di Malpensa, 400 euro di aumento a sei milioni di anziani Veltroni ci prova, ad uscire dall'angolo di Malpensa in cui l'ha chiuso Berlusconi. Prima con la proposta-choc, presentata ieri, di un aumento delle pensioni, per età e per reddito, degli over 65 a partire da luglio di quest'anno grazie alla leva fiscale. Poi ripartendo dagli operai, che saranno i protagonisti indiscussi di un happening che si svolgerà sabato a Brescia. Anzi di una vera e propria "conferenza operaia" - il termine, volutamente d'antan , non è stato scelto a caso - con un obiettivo: dare voce al Cipputi di oggi. Al loft negano che l'uno-due veltroniano sia studiato a tavolino: "Erano tutti appuntamenti messi in calendario da tempo", dicono. Eppure i fattori in campo non avrebbero potuto trovare, per Veltroni, una combinazione migliore per reagire alla difficoltà in cui il segretario del Pd si è trovato, suo malgrado, con l'affaire Alitalia. Che, dicono al loft, ha riportato l'orologio ai tempi del governo Prodi, come mostra la litigiosità dei ministri nei giorni scorsi. Ma che, in termini di voti, non sembra aver spostato pezzi di elettorato né dalle parti di Fiumicino né a Malpensa. I sondaggi (causa vacanze pasquali) arriveranno domani ma per Roberto Weber dell'Swg il Pd, al Nord, potrebbe addirittura volgere a suo favore la partita giocando su un'immagine più innovativa rispetto a quel partito del rinvio che mette insieme Berlusconi e Bertinotti. E anche per Mannheimer dell'Ispo Alitalia è una di quelle questioni seguite da un elettorato ben informato e che ha già una sua opinione. Gli spostamenti veri, invece, si verificherebbero verso la fine della campagna elettorale su temi che toccano direttamente i cittadini. Come, appunto, le pensioni e i salari. Conclusione dei ragionamenti (dei veltroniani): ci sono i margini per una controffensiva, purché si parli al paese reale. Morando non usa perifrasi: "Alitalia non conta niente elettoralmente. E i cittadini hanno la bava alla bocca per le tasse che devono pagare, anche su Alitalia". 2 Alessandro De Angelis 26/03/2008.

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Segue dal loft (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Segue dal loft di Alessandro De Angelis E per rispondere ai cittadini con la bava alla bocca (o almeno a una loro parte), ieri Veltroni ha illustrato la proposta, su cui hanno lavorato il guru del programma Morando, l'ex ministro Treu, e l'economista Stefano Fassina, di "un intervento immediato" sul fronte delle pensioni. Che riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determinerebbe, a partire da luglio, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'anno e un incremento fra i 100 e i 250 euro per le pensioni comprese tra 25 mila e 55 mila euro. I numeri spiegano da soli la portata dell'affondo veltroniano: i pensionati fino a 25 mila euro sono circa sei milioni, più di un milione e mezzo quelli tra i 25 e i 40 mila. A questa platea di oltre sette milioni di pensionati (e di elettori) il Pd vuole proporsi come la novità più affidabile. Dice Fassina: "Vogliamo ridare potere d'acquisto a chi ne ha perso di più perché è stato in pensione più a lungo. Non è una trovata estemporanea, o un coniglio dal cilindro: noi stiamo facendo una campagna elettorale sui programmi". E proprio dalle pensioni riparte lo schema più caro al segretario del Pd: la doppia novità sia rispetto a Prodi che a Berlusconi. Afferma Morando: "Con la nostra proposta parliamo a quei pensionati che non sono stati toccati dal Protocollo e non saranno tutelati da Berlusconi". La mossa veltroniana - e non è un dettaglio - ha trovato anche ampi consensi sul fronte sindacale (Epifani in primis) che su Alitalia qualche tensione col loft l'ha vissuta. E ha spiazzato la sinistra-sinistra: Bertinotti si è limitato a un "chiedo al Pd perché non sia stato possibile farlo prima". Qui si inserisce l'altro capitolo della controffensiva veltroniana. Alla conferenza operaia del Pd, a Brescia, Veltroni parlerà a un altro rilevante pezzo di paese con la bava alla bocca. Al loft si stanno mettendo a punto una serie trovate ad effetto, come un video stile I care sulla condizione operaia: "Non si sa se ce la faremo. Qui è una lotta contro il tempo" dice Alessia Mosca, responsabile lavoro del Pd. Di sicuro ci saranno i tre leader sindacali. E Veltroni lancerà, nel cuore nel Nord, un messaggio opposto a quello di Tremonti. Spiega Alessia Mosca: "Le nostre proposte su formazione e innovazione sono l'opposto rispetto al protezionismo di un centrodestra che gioca sulla paura". Ma anche rispetto alla Sinistra arcobaleno. Che sabato farà una sua "conferenza operaia" a Milano e teme il confronto mediatico col Pd. Sarà un caso anche questo, come dicono al loft. Oppure è partita la controffensiva veltroniana. 26/03/2008.

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Proposta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Proposta Un referendum all'Alitalia Il capitalismo è quel sistema economico nel quale chi prende una decisione sbagliata ne sopporta i costi. Chiunque sciolga il nodo Alitalia - Prodi e Tps ora, Berlusconi o Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i dipendenti della compagnia di bandiera. Perché non fare votare loro, pro o contro il piano industriale di Air France? La proposta viene dal professor Ugo Arrigo, economista dell'università di Milano-Bicocca e blogger pro-liberalizzazioni. Ci sembra molto di buon senso. Su Alitalia meglio un referendum vero che quello fittizio e fracassone in cui Berlusconi vuole trasformare le prossime elezioni. Meglio un voto che abbia per oggetto un piano industriale che c'è e pertanto si può leggere e valutare (a differenza delle promesse peroniste) e che porti alle urne chi ha un interesse legittimo e una competenza di prima mano. Se la politica spergiura di voler tutelare i dipendenti Alitalia, perché non dar loro voce, considerandoli gli azionisti del proprio futuro? 26/03/2008.

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Sicilia fisionomia del candidato potente (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Sicilia fisionomia del candidato potente I signori delle tessere li riconosci dal baffo Nel tour che in due giorni lo porterà in giro per tutta la Sicilia - da Palermo a Trapani, Agrigento, Siracusa, Enna, Catania e Messina -, Walter Veltroni si troverà di fronte a una novità, un colpo d'occhio un po' speciale, come lo Statuto autonomo dell'isola che è andato a visitare. Per le strade assolate non troverà come nelle altre regioni d'Italia i maxicartelloni con il suo volto sorridente o quello di Berlusconi. Piuttosto, una numerosa fila di ritrattini di candidati locali dai cognomi come Ciulla, Campagna, Spina, Pantuso, Capitummino, prevalentemente uomini, quasi tutti con barba, baffi o pizzetto. Volti espressivi, sguardi ammalianti diretti a rassicurare gli elettori quasi a dire qui siamo noi quelli conosciuti, abbiate fiducia. La rappresentanza femminile - e questo è un altro dato atipico - sui manifesti elettorali è lasciata quasi esclusivamente ad Anna Finocchiaro. Ma per trovarne uno con la foto della candidata governatrice bisogna lasciare le vie principali ed inoltrarsi nelle traverse e nei vicoli. A Trapani, prima tappa del viaggio in Sicilia, altra peculiarità: Veltroni è stato accolto da un annuncio elettorale pubblicato a mezza pagina su un giornale locale, in cui è il senatore Nino Papalia - non il Pd - ad invitare i cittadini a partecipare alla manifestazione in cui, per inciso, è prevista anche la presenza del candidato alla presidenza del Consiglio. In una campagna tutta mirata sullo scontro tra i leader nazionali, colpisce l'eccezione siciliana di una corsa dei candidati locali che mette in ombra la grande partita per la guida del governo. Va bene che in Sicilia le elezioni regionali contano forse più di quelle nazionali, e che questa è l'unica regione dove non si è mai realizzata l'alternanza e si è passati da un grande predominio dc a un enorme serbatoio di voti per il centrodestra. Ma tutto questo non basta a spiegare l'anomalia. La verità è che qui il sistema delle preferenze non è mai finito, le clientele locali sono riuscite ad aggirare la rivoluzione italiana e l'avvento del bipolarismo. Non siamo ai tempi dei Viceré e neppure del Gattopardo, ma il voto per essere dato deve essere garantito. E il sorriso sotto i baffi di Raffaele Lombardo vale più di molte parole. 26/03/2008.

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Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'ann (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di ANTONIO GOLINI Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno, le pensioni per i titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde promettendo di legarle al costo della vita. Il tipo di promessa dei candidati non è però solo una questione legata alla folla di pensionati, che significa folla di elettori. È che entrambe le proposte meritano davvero di essere onorate, considerando da un lato che ben il 43 per cento dei pensionati di vecchiaia percepisce un vitalizio inferiore ai mille euro e dall'altro che le pensioni hanno una rivalutazione annuale minore dell'aumento del costo della vita, perdendo perciò continuamente potere d'acquisto. Questa delle pensioni è quindi, da noi come in tutti gli altri Paesi europei, questione costantemente all'ordine del giorno, che per di più si lega strettamente alla capacità di crescita economica del Paese e ad alcune questioni del lavoro, tanto quello fatto dai giovani italiani, quanto quello fatto dai giovani stranieri. Alcune semplicissime relazioni, ben note in economia e in demografia, ci dicono come il Prodotto interno lordo di un Paese, cioè la ricchezza prodotta, dipenda: a) dal livello di produttività (che nel nostro Paese è bassa e cresce di gran lunga di meno di quella dei Paesi nostri competitori); b) dalla proporzione di coloro che lavorano ma che lo fanno ufficialmente (che da noi è assai bassa, soprattutto per quanto riguarda le donne, i giovani anziani dai 55 ai 65 anni, e in generale il Mezzogiorno); c) dalla proporzione di coloro che si trovano in età da lavoro; d) dall'ammontare della popolazione. Non solo, come è stato appena precisato, i fattori "a" e "b" sono da noi su livelli molto più bassi che negli altri Paesi europei, ma i fattori "c" e "d", quelli più strettamente demografici, che finora hanno retto bene, si preannunciano in forte e pressoché irrefrenabile discesa. È in particolare la popolazione in età lavorativa che diminuirà fortemente nei prossimi anni come conseguenza della intensa denatalità dei decenni passati, mentre continuerà, almeno lo si spera, l'allungamento della vita. Il risultato è come ci dicono assai recenti previsioni delle Nazioni Unite che da qui al 2050 (quando una mia nipotina che compie oggi 3 anni ne avrà 45 e sarà quindi neanche a metà della sua vita) in Italia ci possiamo aspettare un aumento di 4 milioni e mezzo di ultraottantenni e una diminuzione di più di 11 milioni e mezzo di persone con meno di 80 anni. Un tale "incredibile" stravolgimento della popolazione (nella quale è già messa in conto una continua, consistente immigrazione) richiede necessariamente un nuovo patto e obbligo sociale ed economico, frutto di una presa di coscienza e responsabilità non solo dei candidati leader, ma di tutta la classe dirigente e di ogni singolo lavoratore che dovrà necessariamente lavorare di più e più a lungo, ma, non meno necessariamente, lavorare con maggiore impegno e senso di responsabilità. Anche perché il lavoro incerto e precario di una grande quantità di giovani e il lavoro sommerso e precario di una grande quantità di immigrati lasciano facilmente immaginare una forte crescita delle pensioni assistenziali, dal momento che i contributi versati assicurerebbero loro una pensione ridottissima, assai, assai lontana dall'attuale beneficio pensionistico che oggi rende sicura una pensione di vecchiaia pari al 54 per cento del reddito medio per abitante. Insomma, con una demografia che come scrive al riguardo Greenspan ex governatore della Banca centrale americana è un destino, pensare e ripensare al sistema pensionistico e alla sua struttura significa non soltanto provvedere alle difficoltà e alle ingiustizie dell'oggi, ma anche assicurare a tutti i nipotini una vita migliore, o almeno non peggiore, di quella dei loro nonni.

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La cura del ferro proclamata da Rutelli nel 1993 è stata un fallimento . Basta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"La cura del ferro proclamata da Rutelli nel 1993 è stata un fallimento". "Basta con lo spezzatino, serve una società unica per i trasporti pubblici che metta insieme Met.Ro., Atac e Trambus". "La sicurezza della metropolitana può essere garantita solo da una migliore manutenzione, l'incidente sulla linea A dell'ottobre 2006 mise in evidenza una falla nel sistema". Gianni Alemanno, candidato a sindaco del Pdl, ieri mattina si è svegliato presto. Alle 7.30 era alla stazione Termini dove è salito su un treno della linea A che l'ha portato fino a Subaugusta. Qui ha incontrato una delegazione di macchinisti. C'è stato anche il tempo per parlare di altro. Ad esempio ha spiegato che "fare il sindaco di Roma è più importante di dieci ministeri". Ha ricordato che al secondo turno chiederà l'apparentamento tanto a destra quanto al centro. Le parole di Alemanno: "Del ballottaggio parleremo quando ci saremo arrivati. In quel caso faremo un invito all'apparentamento sia al centro sia a La Destra sulla base di un programma definito per la creazione di un'alternativa credibile". Il viaggio sulla metro ha visto Alemanno al fianco del vicepresidente uscente del consiglio comunale, Vincenzo Piso. Secondo il candidato a sindaco del Pdl, il fallimento della cura di ferro si spiega in questo modo: "Con il cambio delle vetture sulla linea A la situazione è migliorata ma rimangono delle criticità per quanto riguarda la manutenzione ed in alcuni casi la ristrutturazione degli impianti. Si è arrivati a sfiorare la possibilità di chiusura della linea per i problemi di infiltrazioni. Rimangono evidenti le lacune dell'amministrazione di centrosinistra nel ritardo con cui sono state operate le scelte relative alla Metro. La B ha ancora dei convogli vecchi. La cura del ferro promessa nel 1993 da Rutelli è stata un fallimento". Alemanno indica tre situazioni critiche: "scarsa manutenzione" ("abbiamo solo due linee, dovrebbero essere curate nei minimi dettagli"), mancato potenziamento dei treni per i pendolari e mancato potenziamento della Roma-Lido. Il prolungamento della metro B e la metro C sono stati "finanziati al 70% dal Governo Berlusconi e solo al 18% dal Comune di Roma". Alemanno ha parlato con alcuni macchinisti che hanno sottolineato come "dopo l'incidente di piazza Vittorio sia sceso un clima di omertà, un codice etico secondo il quale non possiamo parlare". C'è poi il tema del futuro delle società che gestiscono il trasporto pubblico a Roma. Su questo Alemanno ha avanzato una proposta "antispezzatino". "Vogliamo ripotenziare il sistema del trasporto pubblico locale per creare una società pubblica forte in grado di competere. I processi di liberalizzazione devono essere in grado di competere a livello complessivo. Non fare uno spezzatino ma una società pubblica unica. L'obiettivo è accorpare Met.Ro., Trambus e Atac". E Vincenzo Piso ha portato un esempio che dimostrerebbe il fallimento della cura del ferro. "Basta guardare il destino della società Officine grandi revisioni, operativa dal 26 maggio 2006, che avrebbe dovuto gestire le attività di grande revisione, manutenzione straordinaria e ammodernamento del parco rotabile. Bene, la società di proprietà al 100 per cento di Met.Ro. dopo pochi mesi è fallita come si può dedurre dalle note dell'amministratore unico e dal continuo affidamento all'esterno dei lavori di manutenzione". E nel viaggio di ritorno, nel corso di un confronto volante con alcuni passeggeri, c'è stato spazio anche per una battuta. A una ragazza che auspicava comunque l'alternanza in Campidoglio, Alemanno ha risposto: "Purchè non si tratti di alternanza fra Rutelli e Veltroni...". M.Ev.

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ROMA - No a chi la spara più grossa pur di vincere. No ad alleanze con Silvio Berlusconi dopo i (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di PAOLA OREFICE ROMA - No a chi la spara più grossa pur di vincere. No ad alleanze con Silvio Berlusconi dopo il voto. No al "trasformismo" del Pd. Picchia duro Pier Ferdinando Casini. Non risparmia critiche al Cavaliere nè a Walter Veltroni. Li accusa di "giocare con l'argomento pensioni, facendo a gara a chi la spara più grossa. Ma sono chiacchiere da campagna elettorale fatte oggi pur di raccattare voti- osserva- domani chissà se tutto questo sarà possibile". Replica così il candidato premier dell'Unione di centro alle promesse del Pd e del Pdl. D'altronde, è attaccato in continuazione da Berlusconi che, nonostante tutto, ultimamente gli ha più volte chiesto un accordo post elettorale per governare. Ma lui replica: "Le alleanze si fanno prima e non dopo il voto. Questa è una risposta chiara, ultimativa e netta. Berlusconi ha teorizzato la sua autosufficienza. Probabilmente l'avrà, sennò peggio per lui, ma se l'avrà certamente governerà per conto suo". Casini ricorda: "Io sono stato sempre leale ma non servile e questo forse per Berlusconi è una colpa". Introduce poi il concetto di trasformismo. Prima rivolto al Cavaliere dice: "C'è un tumore nella democrazia italiana ed è il trasformismo. Non solo non sono stato trasformista ieri nell'essere leale col centro destra ma non lo sarò oggi col nuovo patto che stipulo coi miei elettori". Poi a Veltroni chiarisce: "Il vero trasformismo c'è nel Pd visto che loro hanno fatto appello alla par condicio quando si trattava di fare una battaglia contro Berlusconi e oggi, in sprezzante violazione di quella legge, chiedono un confronto elettorale a due tagliando fuori gli altri candidati. Berlusconi in questo ha una sua coerenza: lui probabilmente ritiene che la campagna elettorale ideale sia quella della Russia, con Putin. Ha già detto che la par condicio è una delle prime leggi che cambierà se vincerà. Questo la dice lunga sull'idea dei bisogni degli italiani". Gli italiani hanno bisogno che "il fisco sia amico delle famiglie", non si interessano della par condicio. Riconosce Casini che "è una campagna elettorale faticosa, impegnativa. Sono solo, tutto il peso è su di me. Combatto con la fionda contro i bazooka dei miei avversari". E si chiede "se mi sento penalizzato? Lo sono, è un dato di fatto. Ma la gente inizia a essere stufa di questo dominio dei due colossi. E' in atto un fenomeno di rigetto". Rigetto che i sondaggi stanno rilevando. Tanto è vero che "gli ultimi sondaggi - dice il leader dell'Udc - danno Pd e Pdl fermi. Noi siamo in crescita. In alcune regioni chiave supereremo l'8%. E lo garantisco ai nostri elettori: saremo le sentinelle contro l'inciucio. Terremo a freno "Veltrusconi"". Affronta il candidato premier dell'Unione di centro il tema della giustizia, proponendo di "sfoltire le misure alternative al carcere limitandole a casi tassativi dopo aver scontato effettivamente almeno due terzi della pena". Parla quindi di costruire nuove carceri contro il sovraffollamento e di "riordino del corpo di polizia penitenziaria". Sul ruolo dei Pubblici ministeri dice: "La responsabilità del Pm va necessariamente collegata a una regolamentazione dell'azione penale, che individui i criteri chiari di priorità tra le notizie di reato da coltivare. Legiferare con tempestività sull'argomento eviterebbe quell'indebito discrimine fra vicende note e meno note, che hanno trasferito i processi dalle aule di giustizia sulle pagine dei giornali". Rivendica Casini la rappresentanza dell'identità cristiana: "Ci sentiamo più rappresentativi di altri rispetto a certi valori. Non si tratta di esibizionismo religioso, ma di difendere l'identità cristiana del Paese, cosa che noi facciamo più di altri". Visto che "riteniamo che la difesa dell'identità cristiana dell'Italia sia una questione civile e politica perchè siamo in un mondo globalizzato, dove arrivano tanti extracomunitari. L'identità cristiana è il presupposto per dialogare efficacemente con gli altri". Da segnalare che la Dc di Pizza nelle Marche ha deciso di appoggiare l'Unione di centro in dissenso con il segretario alleato con il Pdl.

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ROMA Toto ministri? No, sarebbe meglio chiamarlo Totò ministri. Perchè (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di MARIO AJELLO ROMA Toto ministri? No, sarebbe meglio chiamarlo Totò ministri. Perchè sembra una comica, a venti giorni dal voto e senza sapere come va a finire, questa pazza corsa bipartisan alle auto-candidature a ministro, alle pseudo-candidature a viceministro, alle fanta-candidature a sottosegretario. Nel Totò ministri che coinvolge anche i piccoletti ("Io alla Sanità!", annuncia Giuliano Ferrara, "Santanchè superministro dell'Economia con Berlusconi", proclama Storace anche se il Cav. ha già assegnato quel posto a Tremonti) s'accavallano sogni espressi e desideri inespressi. Illusioni vagamente fondate e pretese totalmente a vanvera. Slanci di generosità ("Ho le competenze giuste per andare ai Beni Culturali", assicura l'attore e candidato Luca Barbareschi, ma deve vedersela con Sandro Bondi che a sua volta aspira) e veri e propri spot autopromozionali. Come quello di Di Pietro alla Giustizia, che annuncia continuamente il suo programma da indesideratissimo fanta-Guardasigilli non voluto da Walter nè da Chiti nè dal socialista Boselli nè da nessun altro: "Cancellerò le leggi ad personam...". Ma Veltroni no e poi no: via Arenula a Tonino proprio non gliela vuole dare ma qualche nome di ministro lo vuole annunciare e lo farà la prossima settimana. Per fortuna, nel Pd, qualcuno se la ride. Bersani: "Perchè non facciamo io alla Giustizia e Di Pietro all'Economia?". Qualcuno resta serio, la Bonino: "Io potrei avere la Difesa ma gestirei meglio gli Esteri" (però potrebbe andare alle Comunicazioni anche se ora lamenta che il Pd "mi oscura e non mi fa parlare"). E qualcun altro ancora, nel centro-destra, si diverte davanti a questo spettacolino. Si tratta dell'avvocato Giuseppe Consolo, candidato del Pdl alla Camera nel Lazio: "L'ultimo passatempo in voga nel Pd è quello di abbandonarsi al mondo dei sogni, fantasticando e litigando su incarichi ministeriali che mai potranno avere per il semplice motivo che....perderanno le elezioni". Berlusconi invece le vince? Ancora non le ha vinte, ma nel Totò ministri ecco Formigoni già seduto sulla poltronissima della Farnesina (anzi no, ci sarebbe addirittura un fanta-veto degli americani che lo ritenevano troppo amico del regime di Saddam) ma se non va in quella finisce alle Infrastrutture e agli Esteri ci si reca Frattini ma Frattini potrebbe andare pure agli Interni dove tuttavia Pisanu sarebbe pronto a tornare ma magari Pisanu fa il presidente del Senato (poltrona che se viene concessa all'opposizione potrebbe riospitare le terga di Franco Marini mentre la Camera o gli Esteri sono per Fini) e alla Giustizia si piazza Pera, anzi no La Russa che però starebbe bene pure alle Comunicazioni, o magari l'avvocatessa Bongiorno o forse... e casomai... e purtuttavia... e nell'eventualità... C'è già chi immagina, un tanto al chilo, che in un ipotetico governo delle larghe intese gli ipoteticissimi ministri economicissimi potrebbero fare tandem: Ichino-Tremonti. Se stravince invece Walter, Marianna Madia bionda e riccioluta ministra trendy delle Pari Opportunità (posto della Carfagna, se trionfa il Pdl ma chissà come la prenderebbero la Brambilla e la Prestigiacomo) dove porterebbe la sua "straordinaria inesperienza" già fonte di gaffe? Peccato che Umberto Veronesi metta le mani avanti: "Non vorrò fare il ministro". Magari lo farà ("Voglio un ministro del Nord-est", annuncia Walter) l'imprenditore veneto Gianni Zonin (alle Attività Produttive) ma non il suo collega e conterraneo Massimo Calearo. Perchè da ministro in pectore il Calearo pare sia stato declassato a eventuale sottosegretario. Sbigottendo la sua mamma ("Chi avrebbe mai immaginato di avere un figlio di centro-destra diventare sottosegretario di un governo di centro-sinistra!") e divertendo certamente Totò. Da sempre convinto che "il nostro è un Paese di santi, poeti, navigatori e.... sottosegretari".

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Dopo l'Alitalia, le pensioni. All'indomani dell'exploit berlusconiano di u (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Na cordata italiana pronta, a suo dire, a scendere in campo per affiancarsi e contrastare Air France per l'acquisizione della compagnia di bandiera italiana, ora arriva l'affondo veltroniano sulle pensioni con la proposta di aumenti subito, fino a 400 euro per chi ha un reddito inferiore ai 25 mila euro l'anno. Insomma a tre settimane circa dal voto, la campagna elettorale entra nel vivo dei problemi prendendo di petto due nodi strategici: la capacità industriale del sistema-Paese e il peso del carovita, soprattutto per le fasce più deboli. E' un bene, e va salutato con favore anche il fatto che le promesse e gli impegni non siano di stampo miracolistico ma cerchino di stare dentro le compatibilità di una difficile situazione congiunturale. Tuttavia tutto questo non basta ad allontanare il sospetto che i partiti, e segnatamente i due maggiori, siano alla ricerca - a tratti parossistica - del colpo ad effetto, capace di solleticare l'immaginario collettivo dell'elettorato, in particolare in quel settore fondamentale che sono gli incerti, pari ad un terzo circa degli aventi diritto al voto. E' normale che le forze politiche puntino alla mobilitazione dell'elettorato nelle fasi finali che precedono l'apertura delle urne. E infatti mentre Veltroni sciorinava le sue cifre, pronta è arrivata la replica del Cavaliere in favore dell'adeguamento delle pensioni al costo della vita. Il punto vero, ovviamente, è quello della credibilità. Per questo è significativo non tanto il fatto che Fini reclami che le pensioni il governo di centro-destra le abbia aumentate "per davvero", quanto il confronto che nasce su dove trovare i soldi. Così mentre Rosi Bindi denuncia che Berlusconi "non sa di cosa parla" perché non indica come sostenere finanziariamente la sua idea, Emma Bonino sostiene una cosa simile ma per il verso opposto: bene Veltroni a patto che ci sia la copertura, perchè non si può aumentare il debito pubblico. Fiducia con tante ombre bipartisan, dunque: proprio quelle che i cittadini vorrebbero veder fugate.

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Dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

NINO BERTOLONI MELI dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e già a Trapanì (volo privato da Ciampino, niente Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto civile tra avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia. "Basta con il cuffarismo", è una delle frasi più gettonate e applaudite. Ai cantieri navali trapanesi, in una città che fa finta di non accorgersi del pullman, dopo una ragazza che apre il comizio dandogli del lei ("caro Walter, faccia qualcosa per non far più emigrare tanti giovani"), il leader del Pd lancia il primo affondo contro la destra: "Questa classe dirigente affarista e sperperatrice dovrà rendere conto del suo operato disastroso. Dobbiamo liberarci di questa cappa di piombo che incombe sulla Sicilia". Ma è a Palermo, in una piazza Verdi con cinquemila persone davanti al teatro Massimo, che Veltroni porta l'affondo più acuminato. "La destra ha fatto male alla Sicilia", urla tra gli applausi. E sciorina un carniere di malefatte, con dati e numeri, da brivido. La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento, nell'isola è al 44,6; la disoccupazione a sua volta è al 13 mentre nel "Continente" è al 6,1; le donne disoccupate sono il 17,3 mentre in Italia sono il 7,9; le imprese in Sicilia ammontano a 270 mila su un totale di 4 milioni 371 mila (nel Mezzogiorno un milione 221 mila); pil per abitante, 16 mila euro nell'isola contro 25 mila nel Paese. Conclusione: "Chi ha governato tutti questi anni, chi mangia cannoli deve rendere conto di tutto questo sfascio". Sul palco, unica ad avere accesso, c'è Anna Finocchiaro l'anti-Lombardo, che Veltroni indica alla pubblica ammirazione. Anna la catanese riesce ad accendere l'animo dei corregionali e batte e ribatte sul tasto delle "classi dirigenti siciliane vera calamità da estirpare, e con l'arma del voto potete farlo". Giù dal palco confuso con tanti altri notabili, ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra, Colajanni), c'è Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è capolista. Dice il ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38 per cento. Troppo? No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano la soglia e molti loro voti verranno a noi. E poi non ci sono i radicali". Fioroni ha organizzato una cena elettorale ad Agrigento di ex Margheriti e centristi, Cardinale e Cusumano tra gli altri, ma Veltroni non c'è andato. L'attacco del leader Pd alla destra continua. Dal palco palermitano su Cosa nostra piomba l'anatema: "I mafiosi sono vigliacchi, mascalzoni, bande di assassini che arrivano a sciogliere bambini nell'acido, la mafia è la vera rovina di questa terra". E torna a martellare sul Pdl e su Lombardo, spiegando in sostanza che se un siciliano vota Mpa si ritrova Bossi in casa e degli stranieri al governo se quelli vincessero, visto che "l'ultima furbizia" del Cavaliere è stata di allearsi con la Lega al Nord e con l'Mpa al Sud, "ma chi vota Pdl si ritrova a votare i sostenitori di "forza Etna", ve li ricordate, quelli che tifavano per l'eruzione del vulcano". E Berlusconi? "Continua a rifiutare il confronto in tv, ma non rinuncia ad attaccarci sulle sue televisioni, tutto questo non è normale".

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"Meglio la nostra ricetta, è una sorta di scala mobile e costerà molto meno" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Renato Brunetta (Pdl) "Meglio la nostra ricetta, è una sorta di scala mobile e costerà molto meno" [FIRMA]ANTONELLA RAMPINO ROMA Professor Brunetta, Veltroni ha presentato una dettagliata proposta del Pd sulle pensioni. Alle quali il programma del Pdl dedica invece solo una riga, "graduale e progressivo aumento delle pensioni più basse". Ci dice su quali ipotesi state lavorando? "Noi proponiamo un pieno adeguamento semestrale, ovvero calcolato sull'inflazione del semestre precedente, all'aumento del costo della vita. E questo perché i pensionati non hanno, a differenza dei lavoratori dipendenti, l'adeguamento automatico all'inflazione e alla produttività, che è quel che porta i salari ad aumentare automaticamente del 4,5%, se l'inflazione è per esempio al 2,5. Non vorrei chiamarla così, ma in pratica si tratta di una sorta di "scala mobile" per i pensionati, agganciata a quella dei redditi da lavoro". E questa è esattamente la proposta del Pd, illustrata diffusamente da Enrico Morando... "Beh, se è così l'hanno copiata da noi. Io avevo già preparato la proposta, l'ho data a Berlusconi che doveva annunciarla nell'incontro con la platea di pensionati 20 giorni fa, ma poi Berlusconi l'ha solo accennata, forse temeva di annoiare l'uditorio". Resta la similitudine. L'effetto è che il Pdl insegue il Pd, e comunque i programmi, se si scende nelle tecnicalità, appaiono non troppo diversi... "La nostra proposta è diversa, invece. L'aggancio ai redditi da lavoro avviene solo per un terzo. In questo modo, il costo è di soli 2 miliardi di euro". Quella del Pd ne costerebbe 2 e mezzo. "No, almeno un miliardo in più, perché il Pd sottostima la platea interessata. Si limitano a parlare di over 65, ma sono molti di più di quanto loro calcolino". E le coperture? Dove le trovate? "Le troviamo in maniera equa e solidaristica: aumentando la contribuzione dei pensionati che lavorano, i quali possono tranquillamente pagare più contributi per compensare i pensionati che non lavorano. In più le faccio notare che la proposta del Pdl sulle pensioni non sta, nel programma, in sola mezza riga. Perché noi dichiariamo di voler portare, in cinque anni di legislatura, tutta la pressione fiscale al di sotto del 40%". Mentre il Pd vorrebbe tagliarla di mezzo punto all'anno, per cinque anni. Qual è la differenza? "Che la riduzione fiscale proposta dal Pd è sottoposta a meccanismi di bilancio, come dire che non è certa e può costare molto. La nostra è invece già quantificata: sappiamo quanto costa, sappiamo quale copertura dobbiamo trovare".

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Dal Popolo della libertà Fini attacca La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai pensionati (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Dal Popolo della libertà Fini attacca "La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai pensionati" E' grande, è lunga piazza Verdi, i palermitani l'hanno riempita per metà e ora che Walter Veltroni sta parlando di mafia i cinquemila ascoltano con un silenzio speciale, un misto di timore e curiosità. E' come se il leader del Pd volesse scuotere la platea raccolta all'ombra del teatro Massimo: "Ora voglio dire qualcosa che resta: i mafiosi sono criminali, assassini e vigliacchi, perché per sciogliere nell'acido i bambini bisogna essere dei vigliacchi. Sì, degli assassini vigliacchi!". La gente applaude ad una frase forte che è il punto di arrivo di un ragionamento crudo sui due mali di cui soffre la Sicilia: la destra e la mafia. Urla Veltroni: "La destra ha fatto male alla Sicilia" e poco dopo: "La mafia è la principale nemica della Sicilia". Non c'è una connessione logica e diretta, del tipo la destra rappresenta la mafia, ma il messaggio sembra proprio quello. Ed è tanto più significativo questo passaggio così hard sulla destra siciliana perché, proprio da qui, per la prima volta Veltroni ha iniziato a cambiare toni e linguaggio nei confronti di Silvio Berlusconi. Dai cantieri navali di Trapani (davanti a 400 persone) Veltroni ha paragonato Berlusconi ad Achille Lauro. Alludendo alla vicenda dell'Alitalia, il leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle elezioni si prometteva la scarpa destra e poi, ad elezioni fatte, quella sinistra...". E in piazza Verdi a Palermo, Veltroni picchia sulla questione del match in tv col Cavaliere: "Sottrarsi al confronto televisivo in una campagna elettorale così importante non accade in nessun Paese del mondo e tantomeno non dovrebbe accadere nel nostro, dove si usano le proprie televisioni per violare le regole del gioco". E sull'articolo 41 bis, così "malvisto" dai boss mafiosi ma che per motivi di garantismo di volta in volta ha trovato critici sia nel centro-destra che all'estrema sinistra, Veltroni non usa chiaroscuri: "Noi siamo per l'applicazione severa". E ancora: "La mafia decida per chi votare, ma non voti per noi". E la candidata governatore Anna Finocchiaro è sulla stessa sintonia: "La sanità pubblica siciliana è diventata la grande lavanderia del denaro sporco della mafia!". Bordate non casuali. La prova sta nel fatto che per la prima volta Veltroni ha omesso quello che era diventato un refrain nei suoi precedenti settanta comizi: "Da me non sentirete mai una frase di odio". Un passaggio, questo, che nei precedenti discorsi era stato puntualmente accompagnato da battimani convintissimi e che probabilmente tornerà anche nelle prossime, decisive esibizioni televisive. Ma un certo incrudimento dei toni sembra indirettamente suggerito dai sondaggi che continuano ad arrivare al Loft: quelli pubblici e quelli privati concordano nel segnalare oramai da due settimane un vantaggio quasi immutabile dal Pdl di Berlusconi. Quel che colpisce (e preoccupa) lo staff di Veltroni non è solo il sostanziale stallo del Pd (seppure dopo una rimonta inizialmente spettacolare), ma la "staticità" del monte-voti di Berlusconi. In altre parole, il Pdl non solo tiene, ma soprattutto non ne cede al Pd. E quelli che passano da una parte all'altra sono voti pesanti, voti che varrebbero doppio. Come fa osservare il coordinatore della campagna veltroniana, Ermete Realacci, "la nostra missione più che rubare elettori consolidati dall'altra parte, è recuperare gli elettori incerti e per farlo, non criminalizzeremo Berlusconi perché, tra l'altro gli consentiremmo di fare il richiamo della foresta". E infatti Veltroni non ha attaccato frontalmente Berlusconi, che continua a definire "il principale esponente dello schieramento avversario". Ma sta prendendo le misure e sembra di capire che gli attacchi sono destinati ad aumentare nel caso in cui la rimonta diventasse un'utopia. Perché a quel punto l'imperativo del Pd diventerebbe uno solo: fare il pieno dei voti della propria area.

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Veltroni: aumenti delle pensioni ai primi di luglio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Nel piano del Pd fino a 400 euro in più all'anno Berlusconi: "Noi le adegueremo al caro vita" [FIRMA]STEFANO LEPRI ROMA Walter Veltroni presenta una proposta dettagliata sulle pensioni, Silvio Berlusconi in risposta ne abbozza una sua. Che le pensioni, o molte di esse, siano rimaste indietro rispetto al costo della vita le ritengono entrambe le grandi forze politiche. Le soluzioni offerte sono, nella tecnica, diverse; ne nasce una polemica in cui si accusa l'avversario, come spesso avviene a ridosso delle elezioni, allo stesso tempo di voler spendere troppo e di non dare abbastanza. La proposta di Veltroni, illustrata ieri un una conferenza stampa, si compone di tre pezzi. Il primo è uno sgravio fiscale che estenderebbe ad altri 9 milioni di pensionati oltre i 65 anni la "quattordicesima" già concessa dal governo Prodi a tre milioni di pensionati più poveri. Il secondo pezzo consiste nell'agganciare la scala mobile delle pensioni a un nuovo indice del costo della vita specificamente calcolato per i pensionati. Il terzo pezzo prospetta migliori adeguamenti nel tempo per la parte delle pensioni calcolata con il metodo contributivo. Lo sgravio fiscale, che dovrebbe dare 400 euro all'anno alle pensioni fino a 25.000 euro, e tra 100 e 250 a quelle tra 25.000 e 50.000, andrebbe in vigore "dal 1° luglio" sottolinea Veltroni. Il costo "2,5 miliardi all'anno" viene messo a carico di una evoluzione delle entrate fiscali migliore di quella, assai prudente, calcolata da Tommaso Padoa-Schioppa nell'ultima Relazione del Tesoro; di nuovi "tesoretti", insomma. Una copertura finanziaria assai vaga, commentano subito gli economisti, tra cui l'esperta di pensioni Elsa Fornero. Berlusconi subito ha reagito: "Noi adegueremo le pensioni al carovita, a partire da quelle più basse" senza fornire altri dettagli. La versione di Gianfranco Fini sembra differente da quella che Renato Brunetta espone in questa pagina, e non troppo lontana da quella di Veltroni: "Il problema è garantire che i pensionati non perdano potere d'acquisto. Non si può tornare alla scala mobile, e lo dico a scanso di equivoci. Ma ci può essere un paniere di beni essenziali per la vita dei pensionati. Legare il potere d'acquisto delle pensioni all' aumento del costo di quei beni è un dovere morale". Fini accusa il centro-sinistra di aver aumentato le imposte ai pensionati. L'Ugl, sindacato vicino alla destra, cita invece come fatto positivo "la boccata d'ossigeno alle pensioni basse" data dal governo Prodi in base all'accordo sul Welfare. Cgil, Cisl e Uil, ovviamente la prima con più entusiasmo, apprezzano la proposta di Veltroni (che raccoglie alcune idee dei loro sindacati dei pensionati) pur con qualche dubbio sulle coperture finanziarie. Sia Berlusconi sia Fini rivendicano al solo centro-destra di aver fatto qualcosa per le pensioni più basse. Li contesta Enrico Franceschini, vicesegretario del Pd: "Abbiano un po' più di pudore. Avevano promesso nel contratto con gli italiani che avrebbero portato le pensioni minime a 516 euro per oltre 6 milioni di persone. Si sono fermati a un milione e 800 mila persone". Tra gli altri partiti, la Sinistra arcobaleno dice no a Veltroni per rilanciare con proposte più ampie, i socialisti sostengono che i soldi non ci sono. Nei dati del Tesoro, i pensionati sopra i 65 anni sono circa 11,4 milioni. Con le fasce di reddito individuate dal Pd lo sgravio-quattordicesima ne riguarderebbe la maggior parte. Tecnicamente, la detrazione Irpef per reddito da pensione, oggi di 1.725 euro, salirebbe a 1.940 per i pensionati tra i 65 e i 70 anni, con aumenti successivi per età fino ad arrivare a 2.140 per i pensionati oltre i 75 anni. Incita il Pd ad essere più chiaro sulla copertura finanziaria anche Emma Bonino, che ne è alleata: "non dobbiamo in nessun modo rialzare il debito pubblico".

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Paese da terzo mondo ma con tasse scandinave (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Denuncia di Famiglia Cristiana "Paese da terzo mondo ma con tasse scandinave" L'Italia è un "paese da terzo mondo con tasse scandinave". Il "J'accuse" di Famiglia cristiana: "Veltroni, Berlusconi, Casini etc., basta con le vostre chiacchiere, sprechi e privilegi. Basta con gli stipendi italiani più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte d'Europa". Il settimanale dei Paolini deplora l'"impotenza dei politici e la povertà delle famiglie", criticando dal "baby-pensionato da 5 mila euro al mese" Veltroni a Mastella che "per reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di 300 mila euro (non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza?"). E mentre "i costi della spesa schizzano alle stelle", al ristorante di Montecitorio si mangia con pochi spiccioli.

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"veltroni e berlusconi più fondi alla ricerca" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina II - Firenze La lettera Garattini, Rappuoli e Bertini scrivono a Nature e Science "Veltroni e Berlusconi più fondi alla ricerca" Una lettera per chiedere a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni cosa hanno intenzione di fare per la ricerca del nostro paese. La invieranno alle riviste scientifiche Nature e Science Silvio Garattini, Rino Rappuoli responsabile dei vaccini alla Novartis e Ivano Bertini del Cerm di Firenze. I tre hanno deciso ieri, a margine della presentazione del Premio città di Firenze, di scrivere un testo. E' bastata una chiacchierata di pochi minuti per prepararlo. Adesso la lettera è aperta agli altri ricercatori che vorranno aderire. Mentre loro discutevano, anche Craig Venter è intervenuto sul tema, spiegando che gli italiani dovrebbero essere imbarazzati per lo scarso numero di ricercatori che hanno. "Secondo un articolo uscito proprio su Nature - spiegano i tre professori - Il nostro paese investe pochissimo in ricerca, lo 0,9 per cento del pil. Vorremmo che questo dato salisse al 3 per cento, cioè diventasse lo stesso di Germania ed Inghilterra. Ebbene, i candidati dei due principali schieramenti che si presentano alle prossime elezioni non parlano mai della ricerca e della sua importanza. Chiediamo di sapere qual è il loro programma in questo settore centrale per lo sviluppo del paese". Bertini spiega che "E' ormai chiaro quanto sia inutile puntare sui settori manifatturiero e del commercio, che sono in forte declino. Per promuovere la crescita bisogna investire sulla ricerca scientifica". Garattini ha aggiunto: "Pensiamo di interpretare il pensiero di gran parte del mondo scientifico italiano che vuole andare avanti, anche se ci sono quelli intenzionati a restare fermi". Craig Venter ha ascoltato le lamentele dei colleghi italiani. "In questo paese ci sono molte teste di alto livello, che quando lavorano con la mentalità statunitense fanno ottime cose. Basta pensare a Dulbecco, il primo a sviluppare il programma per decodificare il genoma, e allo stesso Rappuoli. Il problema è che il numero dei ricercatori qua è basso rispetto alla popolazione. Gli italiani dovrebbero essere imbarazzati per una cosa del genere". E' lo stesso Garattini a lanciare l'allarme sui ricercatori. "La ricerca, in Italia, sta languendo - ha detto il direttore dell'istituto Mario Negri - Esistono centri significativi e di eccellenza ma manca una massa critica per fare ricerca in modo significativo. In Italia ci sono 2,7 ricercatori ogni mille lavoratori, contro una media europea del 5,1. In Gran Bretagna i ricercatori sono 6 su 1000, negli Stati Uniti 8, in Giappone 9. L'Italia non deve essere parassita degli altri paesi in campo delle conoscenze, soprattutto quelle biomediche. E non deve continuare a esportare cervelli, contribuendo ad accrescere la competitività negli altri Paesi, mettendo il proprio a rischio". (mi.bo.).

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Quel mendicante di dalla che sferza i potenti in dialetto - francesca parisini (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina XII - Bologna Quel mendicante di Dalla che sferza i potenti in dialetto Ieri il cantautore ha discusso la sua messinscena (debutto sabato al Duse) con Cofferati e i critici Il sindaco: stiamo lavorando per la sopravvivenza del Duse, è complicato ma sono ottimista FRANCESCA PARISINI Immaginate che fra trecento anni o giù di lì qualcuno rispolveri da una vecchia teca polverosa uno spettacolo di satira dei nostri giorni, dove si fa il verso a Berlusconi e Veltroni e, con loro, alla società attuale. Bene, è più o meno ciò che andrà in scena sabato sera (ore 20.30) al Teatro Duse, con la "Beggar's Opera" che John Gay scrisse nel 1728 per mettere alla berlina l'Inghilterra dei politici e dei potenti del tempo, raccontati però attraverso il mondo dei mendicanti e dei vagabondi che affollavano le città del Settecento. "Oggi sarebbe assurdo usare una forma di spettacolo così poco frequentata come il melodramma per fare della satira, ma l'opera di allora era la televisione di oggi", spiega il Marco Tutino compositore, ma anche sovrintendente del Teatro Comunale che produce questo nuovo allestimento (musiche di Johann Cristoph Pepusch e dello stesso Gay) con la regia di Lucio Dalla e la riscrittura drammaturgica di Giuseppe Di Leva. Ieri, nel foyer Rossini del Teatro Comunale, a parlare dell'Opera del Mendicante (questo il titolo in italiano) sono stati chiamati, oltre agli autori della messa in scena, Carlo Sini, il filosofo, e il sindaco Sergio Cofferati, arrivato in passeggiata per via Zamboni, seguito dalla scorta e preceduto dalla compagna Raffaella, con la carrozzina in cui dormiva il piccolo Edoardo. "L'opera di Gay ci racconta che c'è qualcosa di criminale nel potere - sostiene Sini - ed è la prima volta che a teatro si denuncia che i poteri forti non sempre sono ispirati ai principi etici che vanno proclamando, che il codice d'onore dei potenti è stranamente aderente a quello dei ladri che il potere stesso mette in galera, e che tutti noi, coi nostri vizi, siamo complici di una società che non può essere che delinquenziale". E' la politica, bellezza, sembra allora da sempre la filosofia. Fuori delle grandi vetrate che affacciano su piazza Verdi, la campagna elettorale di oggi infuria. Issato sul tetto di una jeep, l'onorevole Filippo Berselli del PdL brandisce un microfono per un paio di slogan. Se ne va in breve tempo e dentro il foyer in pochi sembrano essersene accorti. Così continua il racconto di questa che più che un'opera sarà uno spettacolo di teatro musicale, tra arie cantati e brani recitati. Anche in dialetto: il bolognese per Angela Baraldi, nei panni di Mrs Peauchum, e il napoletano per Peppe Servillo, cioè Mr. Peachum, chiamato anche Spia. "Quest'opera è una lasagna", continua Di Leva nella descrizione in salsa petroniana del titolo di Gay. "Un multistrato - prosegue - composto di un teatro che il pubblico del tempo richiedeva meno retorico, di attualità politica alla portata di tutti e di musica". Lucio Dalla per un'ora abbandona le prove e arriva in teatro da solo, a bordo di uno scooter che parcheggia proprio di fronte all'uscita del Comunale. "Ho scelto di fare questo lavoro - racconta - perché mi interessano i periodi e le società turbolente come quello raccontato da Gay. La Beggar's Opera non è altro che un mondo rovesciato, carta carbone di quello di oggi dove si vende per morale ciò che non è". Infine, il cantautore bolognese tiene a spiegare perché l'opera va in scena al Duse. "E' il teatro della mia infanzia. Ma soprattutto perché il teatro sta vivendo un problema di sopravvivenza, con il rischio di una chiusura e un cambio d'uso. La nostra opera al Duse, allora, è per chiedere fermamente ai bolognesi di opporsi a tale possibilità". "Stiamo lavorando per la sopravvivenza del teatro - conferma a margine il sindaco Cofferati -. La ricerca di una soluzione è vicenda complessa per motivi organizzativi, in quanto il teatro ha una proprietà privata, ed economici, perché la sala ha una gestione costosa. E' un problema molto serio ma sono ottimista". Infine, all'odierna conferenza stampa di presentazione dell'opera, parteciperanno anche i lavoratori del Duse con cartelli di protesta.

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"berlusconi non vuole il duello tv" - giovanna casadio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Berlusconi non vuole il duello tv" Veltroni in Sicilia: "Chi mangiava cannoli risponda dello sfascio" "Con Agrigento le province toccate sono 71, più o meno l'età del mio avversario" Finocchiaro: "La sanità è diventata un'immensa lavanderia dei soldi della mafia" GIOVANNA CASADIO PALERMO - Un atto d'accusa contro la mafia, contro "la destra che ha fatto del male alla Sicilia" e contro Berlusconi. Serrato, forte il discorso che Walter Veltroni tiene a Palermo in una piazza Verdi quasi gremita. Quando il segretario del Partito democratico parte all'attacco del leader del Pdl, l'atmosfera si scalda: "Il mio avversario rifiuta di fare con me il confronto televisivo ma poi usa le sue tv violando le regole del gioco". Veltroni non era mai stato così diretto nella denuncia del conflitto di interessi. E si consente anche una battuta ironica: "Finora ho percorso 71 province, con Agrigento il numero sarà più o meno l'età del mio principale avversario alla presidenza del Consiglio?". Il centrodestra incassa e contrattacca. Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere assicura che "il confronto con Veltroni" farebbe "aumentare di 10 punti il vantaggio che già gli italiani assegnano a Berlusconi". Replica di lì a poco il ministro Paolo Gentiloni: "Berlusconi dica se teme il faccia a faccia tv, che è un diritto degli italiani e un dovere farlo". Non è "pacatamente e serenamente" che il candidato premier del Pd affronta il giro della Sicilia. Qui c'è il cancro della mafia. "La mafia è seduta come un colosso sopra la vitalità di questa terra. La mafia è la principale nemica della Sicilia perché le impedisce la possibilità di competere. La mafia è orrenda e i mafiosi sono mascalzoni, criminali, assassini e vigliacchi perché per ammazzare un bambino e scioglierlo nell'acido bisogna essere dei vigliacchi", alza il tono Veltroni. I numeri della Sicilia, che il segretario elenca, danno la dimensione della drammaticità della situazione: un tasso di disoccupazione doppio rispetto alla media nazionale, una crescita della povertà del 10%. "Qualcuno ne dovrà rispondere, qualcuno che ha mangiato cannoli?". Totò Cuffaro, s'intende, e il centrodestra che lo sosteneva. Ci sono Beppe Fioroni, Piero Martino, Enzo Carra, i candidati Pd siciliani attorno al palco. Ad Agrigento una cena dei cattolici-democratici. Beppe Lumia, l'ex presidente della commissione Antimafia, capolista al Senato, ha preparato per il segretario una nota con le cifre dell'economia criminale. è lui, con il capo della Mobile di Trapani Giuseppe Linares ad accogliere il segretario a Trapani, l'estremo confine occidentale della Sicilia e la città dove - è la definizione di Lumia e Linares - "la mafia si è "incistata" nella società, si è fatta sistema". Veltroni precisa: "Noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis". "Grazie a Walter - commenta Lumia - si riparla di lotta ai boss". A Trapani, Veltroni mangia il cous-cous a casa del pescatore Erasmo Messina, promette d'interessarsi per il recupero dei corpi di Giacomo e Salvatore Grimaldo, affondati un anno fa con il loro peschereccio, esorta i siciliani alla riscossa: "Questa terra deve ritrovare i valori di legalità. Sembra inchiodata. Ma non è un destino basta far governare persone competenti e perbene". Ad ascoltarlo ai Cantieri navali trapanesi non sono in molti, gli operai lo avvicinano: "Noi jettamu u' sangu?". Anna Finocchiaro, la candidata del Pd a "governatore" usa parole ancora più forti contro la mafia: "La sanità è diventata una immensa lavanderia dei soldi della mafia?". Veltroni ne loda più volte il coraggio: "è la persona giusta per guidare la Sicilia, lei non ha dovuto fare l'alleanza con Bossi, con chi vuole l'eruzione dell'Etna", come Raffaele Lombardo.

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Flores d'arcais: ho cambiato idea voto pd per evitare 5 anni di berlusconi - carmelo lopapa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Editoriale del direttore di Micro Mega nel numero dedicato alle elezioni del 13 aprile Flores d'Arcais: ho cambiato idea voto Pd per evitare 5 anni di Berlusconi "Rischiamo un paese in salsa Putin" E sul sito scoppia il dibattito sul voto utile CARMELO LOPAPA ROMA - Salvarsi l'anima e non votare Pd. Oppure, tentare di impedire dodici anni di strapotere berlusconiano in salsa russa. è il bivio al quale è inchiodato il popolo dei girotondi e dei movimenti, a sentire uno degli intellettuali di riferimento di quel mondo, il direttore di MicroMega Paolo Flores d'Arcais. Ebbene, nell'ultimo numero in edicola il suo invito è a "trascurare l'anima" e votare Pd. Adesioni ma anche critiche dei lettori-elettori, sul sito della rivista: "Non caschi anche lei nella trappola del voto utile". Direttore, invita a votare un po' torandosi il naso, alla Indro Montanelli? "Il mio ragionamento è semplice. Andremo a votare con un sistema porcata, con cui il risultato della croce sulla scheda potrebbe rovesciare il senso che si è inteso dare al voto. Quindi, quali che siano i nostri sentimenti, se contribuiamo a far avere alla coalizione Veltroni-Di Pietro-Bonino un solo voto in meno rispetto alla coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, avremo cooperato irreversibilmente a cinque anni di governo Berlusconi, seguiti da altri suoi sette anni al Quirinale. Dodici, non possiamo permettercelo". Lei accenna alla delusione dell'elettorato di centrosinistra. Ha la sensazione che il mondo dei girotondi sia tentato dal voto alla Sinistra Arcobaleno? "Una quota consistente di quel mondo ha mille motivi ragionevoli per non votare o definire inaccettabile la preferenza al Pd, come alcuni stanno scrivendo in queste ore sul sito micromega.net. C'è rabbia e delusione e questo stato d'animo di fondo mi preoccupa. Ma l'alternativa è il disegno populista eversivo della coalizione berlusconiana: il fondamento antifascista della Costituzione sarà irriso, la morsa clericale e oscurantista celebrerà fasti medioevali, tolleranza zero verso gli emarginati, impunità totale per gli amici". Siete tornati apocalittici? "I toni possono suonare allarmistici. Ma la sostanza sta nei comportamenti del fronte che ha assemblato il Cavaliere" Eppure, lei, già deluso nel settembre 2006 dopo i primi mesi di governo Prodi, scriveva che "bisognava rifiutare ogni ricatto del tipo "finirete per far vincere Berlusconi"". E adesso? "Ho cambiato idea. Troppo alto il rischio di veder trasformare la democrazia italiana in una gemella di quella di Putin. Il dilemma è: salvarci l'anima o salvarci da dodici anni di Berlusconi. Io, da buon materialista e ateo, trascurerò l'anima".

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Il duello tv non spaventa Silvio e Walter ma gli altri candidati premier (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Il duello tv non spaventa Silvio e Walter ma gli altri candidati premier Posted By vasco_pirri_ardizzone On 26/3/2008 @ 8:03 In Apertura#1 | No Comments La proposta di un faccia a faccia tv tra i due maggiori candidati premier aleggia come un fantasma dall'inizio della campagna elettorale. [1] Silvio Berlusconi e [2] Walter Veltroni complice anche il clima di fair play di queste settimane non si sono mai detti contrari. Ma a remare contro è, o sembra essere, la legge in vigore, ovvero la [3] par condicio. Quella stessa che il Cavaliere ha promesso di abolire "perché rende tutti uguali". In pratica Pd e Pdl, lo ha spiegato lo stesso Berlusconi più volte, a causa della [4] legge 28 del 2000 "si indeboliscono a scapito degli altri partiti anche minuscoli che hanno lo stesso trattamento (in termini di minutaggio) mediatico". In realtà un recente [5] richiamo dell'Agcom chiede un riequilibrio, sia nelle tv pubbliche che private, in favore delle liste partecipanti alla campagna elettorale, sottolineando il vantaggio a favore del Popolo della Libertà. Il punto è che essendo i candidati premier tanti si dovrebbero tenere tantissimi faccia a faccia. Nei giorni scorsi è sceso in campo il [6] ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che prima sul suo [7] blog poi sul [8] sito del Pd ha sostenuto che non è vero che la legge obblighi a tanti faccia a faccia e che l'incontro tra i due big "si può fare, anzi si farà". Per il centrodestra in questi giorni ha risposto più volte il portavoce del Cavaliere, [9] Paolo Bonaiuti, che ha ribadito la precondizione al sì al dibattito tv: "prima abolire la par condicio". E proprio martedì 25 i telespettatori di [10] Sky hanno assistito ad un duello tra i due. Tra Bonaiuti e Gentiloni. Il primo, spavaldo, ha sostenuto che il Cavaliere "non ha certo paura e non può che vincere in maniera altisonante. Ma abbiamo l'impressione che il Pd stia menando il can per l'aia parlando di confronto tv e sapendo che con queste regole non si può fare perché avete fatto una legge, la par condicio, fatta per mettere il bavaglio e limitare i nostri spazi. Siamo favorevolissimi al duello tv ma prima cancelliamo questa legge. Non abbiamo paura del confronto, ma voi siete così farisei che in Vigilanza non avete fatto nessuna richiesta di faccia a faccia". Parole a cui il ministro del Pd ha risposto: "La Vigilanza non regola i programmi giornalisti ma le tribune elettorali. Il confronto Tv si può fare basta assicurare l'equilibrio tra le forze politiche. Si è sempre fatto, l'unica differenza è che oggi uno dei due non vuole". Poi la stoccata: "In queste settimane ci sono stati tanti faccia a faccia tra candidati premier. Come mai l'unico vietato è quello tra Berlusconi e Veltroni?". A Panorama.it il deputato Radicale, [11] Marco Beltrandi - membro della Commissione di Vigilanza Rai - spiega: "Non c'entra nulla il regolamento recentemente varato dalla Vigilanza. È proprio la legge sulla par condicio che lo vieta", perché aggiunge: "Nella seconda parte della campagna elettorale, cioè ora, tutti i candidati premier devono avere pari trattamento assoluto. Si potrebbero fare confronti con cinque candidati per volta estratti a sorte come negli Usa. Nel nostro caso, visto che i candidati premier sono circa 15, ne servirebbero tre. Fattibile". Eppure durante il fine settimana pasquale alcuni giornalisti (da [12] Giovanni Floris a Bruno Vespa fino ad Enrico Mentana) si sono fatti avanti per ospitare i due leader nelle loro trasmissioni e sono quindi pronti a "disubbidire". Che succederebbe? Beltrandi è netto: "Se ci fosse un faccia a faccia Berlusconi-Veltroni, basterebbe una denuncia all'[13] Agcom che farebbe una delibera di ripristino della parità delle condizioni". E se il faccia a faccia si facesse negli ultimissimi giorni? "Verrebbe fregata la par condicio" conclude Beltrandi "ma l'azienda potrebbe pagare una multa di 100-150mila euro". Multa che il direttore di [14] Sky Tg 24, Emilio Carelli, dice di esser pronto a pagare "perché l'importante per noi è affermare la validità giornalistica di un dibattito tv tra i due candidati maggiori". In ogni caso rivela il direttore dell'emittente all news: "Noi li abbiamo invitati tutti e 15 per il 6 aprile ad un dibattito comune".

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ANTICIPAZIONI (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Michael Moore Il regista americano: "Pasqua di sangue in Iraq, Dio non benedica l'America, la aiuti. Per favore" P. 9 Festival donna All'edizione 2008 del Festival del Cinema delle donne, 30 anni di immagini "non consensuali" P. 14 Intervista a Veltroni Il leader del Pd racconta la sua Italia in vista del voto: "Perché penso di vincere". Domani sul manifesto Al voto Tv, Walter si riscopre anti-berlusconiano A PAGINA 3 Diossina Anche Tokyo dice no alle nostre mozzarelle A APGINA 6 Iraq È guerra a Bassora nel cuore del petrolio A PAGINA 9.

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Il voto appeso a una cordata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Galapagos Giorgio Chinaglia, mitico bomber della Lazio, anni fa affermò che era pronto a lanciare un'Opa sulla sua ex squadra. In parecchi sentirono odore di bruciato. Intervenne la Consob e per Giorgione finì male, sommerso da una serie di accuse pesanti: aggiotaggio e turbativa dei mercati. Oggi la storia si ripete, con Alitalia, ma la Consob, ufficialmente, resta alla finestra, anche se il presidente dell'Autorità, Lamberto Cardia, lancia dalle pagine del Sole 24-ore un ultimatum: "La politica rispetti le regole del mercato". Cardia sarebbe stato molto più chiaro se avesse affermato: "Berlusconi, rispetti le regole del mercato". Per Berlusconi il mercato è l'ultimo dei problemi. Non a caso ieri il Wall Street Journal ha scritto che "più che liberal, Berlusconi è un corporativo". Vi sembra normale l'affermazione del cavaliere che avvisa: sarà il prossimo governo, cioè io sicuro vincitore delle elezioni, a decidere sull'Alitalia. Poi ha aggiunto: nel futuro non ci sarà Air France, ma una cordata di imprenditori italiani tra i quali sarà presente mio figlio. Chi altro avrebbe potuto fare una affermazione simile, senza ritrovarsi con i carabinieri dietro l'uscio? Ieri in borsa le azioni di Alitalia sono volate: in chiusura i titoli segnavano un guadagno di oltre il 33% e c'è chi ha guadagnato palate di soldi facendo trading sulle voci di un intervento diretto di Berlusconi nella vicenda. Non è il leader dell'attuale opposizione a pompare i mercati con un aggiotaggio senza precedenti? Che differenza c'è tra le dichiarazioni di Chinaglia e le sue? Le difficoltà di Alitalia non nascono oggi: nel 2001 quando Berlusconi andò al governo, era già evidente che la compagnia di bandiera era sull'orlo di una crisi senza ritorno. Ma Berlusconi e Tremonti non fecero nulla per Alitalia. Anzi fecero di peggio: avallarono le ipotesi leghiste di una fusione per l'incorporazione di Alitalia in Volare, una piccola compagnia aerea del Nord. Ma Volare è fallita prima che il progetto si realizzasse. Oggi il cavaliere non trova di meglio che fare di Alitalia un tema di campagna elettorale, attaccando Prodi e Padoa Schioppa per nascondere le sue responsabilità. Anzi, la sua irresponsabilità, come ha sottolineato sempre ieri il Wall Street Journal facendo osservare che se Alitalia fosse stata privatizzata alcuni anni fa lo stato avrebbe incassato più soldi e gli esuberi sarebbero stati minori. Alitalia ha offerto a Berlusconi lo spunto per tornare sulle prime pagine dei giornali, tagliando l'erba sotto i piedi a Veltroni. In Italia nessuno è felice di cedere Alitalia ai francesi, ma l'ipotesi dell'italianità della compagnia (avanzata da Air One con l'appoggio di Banca Intesa) purtroppo non aveva gambe per camminare. A questo punto l'unica soluzione che rimane è quella - dolorosa per i dipendenti - di una trattativa con Air France. I sindacati la stanno facendo. Berlusconi invece "gioca" sulla pelle delle lavoratori, puntando unicamente a una manciata di voti in più che il Nord potrebbe dargli, per essere stato lasciato a terra.

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Tv, alla fine Walter attacca Silvio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Il nostro avversario usa le sue televisioni per violare le regole". Il fair play è finito, dal leader Pd arriva l'affondo al Cavaliere. "Se la dà a gambe. Un leader che si sottrae al confronto? Non succede in nessun altro paese" Fra Palermo e Agrigento, prima giornata del tour in Sicilia, l'avviso ai mafiosi: "Vigliacchi, seduti come colossi di bronzo sopra le energie di questa terra" Cinzia Della Valle Palermo Sul duello in tv il prologo l'avevano recitato Paolo Bonaiuti e Paolo Gentiloni durante la registrazione della puntata di SkyTg24 pomeriggio, aprendo al possibile faccia a faccia. Ma qualche ora dopo Walter Veltroni, rompendo un silenzio più che sospetto, è uscito allo scoperto, andando oltre e toccando uno dei nervi più scoperti di Berlusconi: il conflitto d'interessi. Il leader del Pd, davanti alle 10mila persone che lo hanno ascoltato a Palermo per la prima giornata del suo tour in Sicilia, ha aperto uno squarcio nella pax col Cavaliere, dicendo a chiare lettere che "non dovrebbe succedere che nel nostro paese si utilizzano le proprie tv per violare costantemente le regole del gioco". Insomma, Veltroni cala l'asso del conflitto d'interessi, in un momento in cui i riflettori sono tutti puntati sul caso Alitalia, che spadroneggia nei Tg del Biscione. Quello dell'ex sindaco di Roma, in realtà, non è stato un attacco frontale, anzi solo un accenno all'irrisolto conflitto del Cavaliere, facendo intendere però che la questione è aperta. L'affondo Veltroni lo ha fatto invece sul duello in tv, accusando il suo "principale avversario", di "non volere fare il confronto". "Me ne dispiace - ha chiosato - ma penso che sottrarsi in una campagna elettorale così importante è qualcosa che non succede in nessun altro paese". E poi in serata, a Agrigento, ha incalzato: "Ritengo molto strano e un segno di debolezza che non si voglia fare il confronto. Uno può dire 'non lo voglio fare', ma non si può dire 'sono pronto, lui deve avere paura' e poi darsela a gambe". A Palermo, davanti a elettori e militanti che sventolavano i manifesti con lo slogan "Si può fare", Veltroni ha difeso le proposte del Pd "sui salari, sulla precarietà e sulle pensioni", definendole "serie e concrete, con una copertura finanziaria perché di balle in questo paese se ne sono sentite tantissime in questi anni". Ed è tornato a criticare Berlusconi per la battuta rivolta alla giovane precaria romana. "Io credo - ha detto - di essere dotato di senso dell'umorismo ma quella non era una battuta casuale, indicava una concezione della vita per me inaccettabile". Buona parte del suo discorso, Veltroni lo ha dedicato alle condizioni socio-economiche della Sicilia, con "il 30 per cento dei cittadini sotto la soglia di povertà, un Pil che non cresce, un tasso di disoccupazione bel al di sopra della media nazionale". Come responsabili delle disastrose condizione siciliane, ha indicato la classe politica che ha governato e la mafia, "una piovra alla quale lo Stato è riuscito a staccare alcuni tentacoli, grazie alla magistratura, alle forse dell'ordine e al ministro Amato". Nel banco degli imputati Veltroni mette l'ex governatore Totò Cuffaro, dimessosi dopo la condanna in primo grado a cinque anni per avere favorito singoli mafiosi e ora capolista dell'Udc al Senato in Sicilia. "Qualcuno che ha governato questa terra e mangiava cannoli deve rispondere di questa situazione" ha tuonato il leader del Pd, secondo cui "la destra ha fatto male alla Sicilia e ora è giunto il momento di cambiare pagina e si può provare con Anna Finocchiaro e Rita Borsellino". Contro la mafia Veltroni ha usato parole dure, "è orrenda e i mafiosi sono mascalzoni, criminali, assassini e vigliacchi", ricordando l'omicidio del piccolo Giuseppe Di Matteo, il bambino sciolto nell'acido per punire il padre pentito. "La mafia - ha sostenuto Veltroni - è seduta come un colosso di bronzo sopra la vitalità e le energie di questa terra. Sono coraggiosi gli imprenditori che hanno denunciato il pizzo e noi siamo solidali con loro". E ha definito il Pd "figlio del movimento contro la mafia" e tra gli applausi della piazza ha citato ad uno ad uno "gli uomini e le donne che hanno difeso lo Stato: i poliziotti, i carabinieri, i finanzieri morti in servizio, Libero Grassi, Pio La Torre, Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo Alberto Dalla Chiesa, i morti di Portella della Ginestra". Altrettanto netto il messaggio ai mafiosi: "Noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis e non vogliamo nessuna attenuazione di uno strumento che si è rivelato importante e siamo dalla parte dei magistrati che chiedono che si intensifichi l'opportunità dei collaboratori di giustizia". Altro strumento per combattere la mafia è la confisca dei beni, "la cosa che fa più impazzire i mafiosi, ma io chiedo che una volta che si confiscano si faccia in fretta a utilizzare questi patrimoni magari con l'attivazione di una agenzia".

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Scripta manent (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scripta manent I signori degli anelli Luca Fazio Dopo la conversione pasquale in mondo visione del buon Allam - che Avvenire saluta con un titolo che fa tremar dal ridere, "Per Magdi una gioia discreta che sa tremare" - la calendarizzazione della campagna elettorale dovrebbe subire una brusca accelerazione verso l'elettrizzante rush finale. Chi ci crede ancora, o non legge i giornali oppure legge solo l'Unità, l'unico quotidiano che punta ancora tutto sul fatto che "Berlusconi fugge dal duello-tv con Veltroni", mentre quasi tutti gli altri, più o meno esplicitamente, lasciano intendere che - tv o non tv - ormai i giochi sono fatti. Stefano Folli, su Il Sole 24 Ore, prende spunto dalla vicenda di Alitalia e intona il de profundis per il Pd: "Se Veltroni voleva dissolvere nel ricordo degli italiani l'ombra di Prodi e delle divisioni che hanno scandito i suoi venti mesi, l'operazione è fallita. La spregiudicatezza di Berlusconi è servita, più che a salvare Alitalia, a riemescolare le carte. Facendo apparire il leader del Pd come il più in difficoltà nel delineare una posizione originale sul caso, stretto com'è tra Prodi e i sindacati" (ancora meno incoraggiante il sondaggio sull'orientamento dei giovani pubblicato dal giornale degli industriali: 36% per il Pdl, 25% per il Pd). La Stampa quasi getta la spugna e malinconicamente saluta Berlusconi vincitore. "In assenza di autentiche alternative alla sua leadership - scrive Andrea Romano - in mancanza di competitori sufficientemente forti o coraggiosi da sfidarne il carisma di cui gode presso i moderati italiani, l'elettorato sembra pronto a riprendersi quanto era stato accantonato dal voto del 2006 pur di lasciarsi alle spalle i due anni dell'Unione". E i poteri Super Walter? "Si è limitato a tonificare le proprie truppe...". Di retroscena per "completare la rimonta" si occupa invece Federico Geremicca, ma si capisce che lui non ci scommetterebbe un euro: "Le pensioni ultimo treno per Walter". Anche la Repubblica cerca faticosamente di rilanciare con la polemica "Veltroni, il Cavaliere e la democrazia della tv", e come sempre tocca a Curzio Maltese ribadire che "Berlusconi fugge il faccia a faccia con l'avversario per un calcolo egoistico motivato. Il suo punto debole è l'essere vecchio". Già sentita. Meno consueto è leggere sul giornale di Ezio Mauro che "il confronto diretto, personale, diventa ancora più cruciale quando i programmi si assomigliano, come succede nelle moderne democrazie" (sulla somiglianza dei due competitor, ci saranno 5 anni di tempo per riflettere, probabilmente dopo il 13 aprile). Butta male anche sul fronte "curiosità", pare infatti che su "You Tube l'inno di Silvio ha 28 versioni". In preda a una vera e propria crisi mistico-religiosa per via della folgorante conversione di Magdi Allam, il Corriere della Sera confeziona una pagina imperdibile piena zeppa di fede, e di fedi. Chi ce l'ha al dito, e chi no. Walter, per esempio, che insieme alla moglie ha rilasciato un'intervista parallela su Chi, non porta l'anello "dalla sera delle nozze". Fa il furbo come sempre, è sposato ma anche? Macché: "Da ragazzo sono rimasto traumatizzato, quando un mio amico ha perso un dito della mano perché la sua fede era rimasta impigliata in un cancello...". Fondamentale specchietto: Napolitano, Rutelli, Casini (con l'anello nuziale), D'Alema, Berlusconi, Bertinotti (senza anello nuziale). Cose più serie? Un altro sondaggio, e butta male ancora una volta: su 1.560 cittadini intervistati, il 42% andrebbe a cena con Berlusconi (paga lui?), il 33% con Veltroni, che però è il compagno (di viaggio!) ideale. E per finire, facciamoci del male con Liberazione che chiede al professor Alessandro Dal Lago un editoriale da infilare obbligatoriamente sotto il titolo "Sinistra, sono deluso ma ti voto". Il punto è che sotto il titolo incoraggiante, Dal Lago elenca alcuni motivi - "la lista è più lunga" - per cui "non voterei nemmeno la Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di Rifondazione) profondamente deluso". Meglio astenersi (dal leggerlo).

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Un tocco rutelliano per la rimonta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Telescontro Un tocco rutelliano per la rimonta Micaela Bongi Sembra il Francesco Rutelli del 2001, quello che cercava di stanare Silvio Berlusconi, refrattario al confronto tv, sfottendolo: "Ha una fifa blu". Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, dopo aver mandato per giorni avanti i suoi, si fa sotto personalmente sfidando il Cavaliere - che "se la dà gambe", dice - al duello televisivo. E' un po' rutelliano, Veltroni, anche quando dice che "di balle in questo paese ne abbiamo sentite tantissime, negli ultimi anni". Non si riferirà solo al leader del Pdl, il segretario democratico, ma quella parola, "balle", piaceva tanto all'altro ex sindaco di Roma tornato a correre per il Campidoglio. Decisamente "rutelliana" - o meglio del suo guru per la campagna elettorale 2001, Stan Greenberg - la trovata della "rimonta": ripeterlo come un mantra fino all'ultimo giorno utile prima del voto, era il suggerimento dello spin doctor, motiva l'elettorato. Con Rutelli sembrò funzionare, anche se non abbastanza da fargli vincere le elezioni. Il candidato del Pd dunque lo ha ripetuto dal primo momento, "siamo in rimonta". Ma a un certo punto si è accorto che la "profezia autoavverantesi" non si stava avverando granché. E allora ha deciso di cambiare registro. Va bene che "siamo in un'altra epoca" (lo ha detto, Veltroni, a un militante del Pd che contestava Berlusconi), va bene il fair play. Ma c'è un limite a tutto. E così, dopo aver fatto una ramanzina a Antonio Di Pietro quando disse che a Mediaset bisognava togliere una rete e magari pure due, anche il candidato di centrosinistra sospettato di intelligenza con il nemico rispolvera piano piano l'antiberlusconismo d'antan: "Il leader dello schieramento avversario", come Veltroni chiama Berlusconi senza nominarlo (un vecchio trucco, anche questo, per screditare il rivale), si sottrae al confronto proprio mentre "utilizza le sue tv per violare costantemente le regole del gioco". Non siamo alla "gravità inaudita" (tipico refrain del Veltroni epoca Ds), non siamo alla vigilia di un girotondo targato Pd, ma in effetti qualcosa è cambiato. C'è da immaginare che Veltroni resterà sulla palla. Così come insisterà sul faccia a faccia tv, occasione, secondo l'ex sindaco capitolino, per dimostrare al tele-votante chi è nuovo è chi no. La possibilità che il confronto sia messo in piedi è remota, visto che il Cavaliere, da sempre allergico al contraddittorio, non ha motivo di rischiare. Al segretario del Pd risponde Sandro Bondi: "Ci avrei scommesso che anche lui avrebbe cominciato con la solita, prevedibile e noiosa tiritera, pur sapendo perfettamente che il presidente Berlusconi non si è mai sottratto, né si sottrarrebbe, ad alcun confronto". Tutti sanno che Berlusconi si è già sottratto in passato (vedi Rutelli), ma gli uomini del Cavaliere si appellano alla pur odiata par condicio che a loro detta non permette che a affrontarsi faccia a faccia siano solo i candidati premier dei due principali schieramenti. Di confronti tra candidati premier ne sono stati già fatti, ad esempio da Vespa (Bertinotti versus Casini, ma non solo). Non si capisce perché i tassativi divieti della par condicio (inesistenti, per quanto riguarda le trasmissioni di approfondimento), dovrebbero valere solo per i leader dei due partiti maggiori. E allora, se proprio vuole scoprire il bluff del Cavaliere, Veltroni potrebbe raccogliere l'invito al dibattito in tv che gli hanno rivolto altri sfidanti.

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Veltroni si butta sui poveri pensionati (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Le pensioni e il sempre più debole potere d'acquisto degli italiani entrano nella campagna elettorale. Il leader del Pd propone detrazioni fiscali, con l'appoggio della Cgil. La Sinistra: assicuriamo il 65% dell'ultima retribuzione Il Pd: 400 euro in più l'anno. Berlusconi: noi lo abbiamo già fatto. La Sinistra: "Assegno minimo di 800 euro" Antonio Sciotto Roma Era inevitabile che il dibattito elettorale finisse prima o poi sulle pensioni, vero pezzo forte per pescare consensi: così ieri a lanciare la pietra è stato il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, che da Palermo - "feudo" del Pdl di Berlusconi - ha parlato a una delle classi più disagiate del paese, gli over 60 con assegni sotto la soglia di povertà. La ricetta cerca di essere più immediata possibile, una cifra tonda tonda offerta come "premio" post vittoria elettorale: 400 euro in più (l'anno)già a partire da luglio 2008, a soli due mesi dalla formazione del nuovo esecutivo (che dovrebbe giurare - se i tempi saranno regolamentari - verso metà maggio). Farebbe pendant con l'altro pezzo forte offerto ad altri "poveracci" (i precari), quei mitici mille euro di "compenso minimo" che dovrebbero essere varati addirittura alla prima seduta del consiglio dei ministri. E così si chiuderebbe il cerchio. La proposta di Veltroni ha ovviamente sollevato una selva di contro-dichiarazioni, che hanno riempito la giornata politica. In particolare, ha risposto Silvio Berlusconi, vantando gli aumenti delle pensioni minime "già realizzati" nel suo quinquennato e proponendo di votare lui, "per continuare su quella strada". La Sinistra-l'Arcobaleno ha notato come sia giusto aumentare gli assegni, ma ha aggiunto che il pensiero di Veltroni appare tardivo, perché qualcosa poteva essere fatto già con l'attuale governo. Rifondazione, a sua volta, ha rilanciato: garantire, a chi oggi lavora, di andare in pensione con almeno il 65% dell'ultimo stipendio (attualmente siamo a un misero 40%) e assicurare a tutti, comunque, una soglia base di 800 euro al mese. Dunque le proposte sul piatto sono varie, ma vale la pena approfondire per cercare di capire cosa offra ogni contendente. Cominciamo dal Pd. Per i pensionati di oltre 65 anni, Veltroni promette, a partire da luglio, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro, e un aumento tra i 250 e i 100 euro per quelle di importo compreso tra 25 mila e 55 mila. Il tutto, si dovrebbe realizzare con un sistema di detrazioni progressivo (più alto per chi è più anziano e più povero, per abbassarsi via via per chi è più giovane e con la crescita del reddito). Il piano avrebbe un costo di 2,5 miliardi di euro annui, da recuperare, spiega Enrico Morando (che ha scritto la proposta) con un "taglio della spesa corrente primaria, di 0,5 punti di Pil il primo anno, e di un punto per ciascuno dei due anni successivi". Il Partito democratico propone comunque anche a una modifica dell'indice che rapporta le pensioni al monte dei redditi da lavoro, in modo da renderlo più aderente alla reale crescita del paese. Il Pd vorrebbe anche legare l'indice di adeguamento non più a quello generale dell'inflazione, ma a uno specifico individuato dall'Istat, basato sul paniere reale dei pensionati. Reazioni positive sono venute dalla Cgil: "Una proposta positiva - l'ha definita il segretario generale Guglielmo Epifani - La leva fiscale è lo strumento giusto per intervenire". "È questo l'intervento corretto piuttosto che la detassazione degli straordinari", ha aggiunto poi, tirando un'evidente stoccata al programma di Berlusconi. Il Pdl, dal canto suo, non ha mancato di attaccare Veltroni. Parecchi lo hanno fatto ricordando l'entità di pensione percepita dal leader del Pd (oltre 5 mila euro al mese). Gianfranco Fini ha ricordato come il passato governo di centrodestra abbia portato "quasi due milioni di pensionati fino a 516 euro al mese", mentre Silvio Berlusconi ha aggiunto che "sarebbe giusto introdurre un adeguamento ai prezzi, soprattutto a partire dagli assegni più bassi". Ma non ha indicato in dettaglio cosa intenderebbe fare. Ricette "tardive e insufficienti", per Cesare Salvi (Sa), "non bastano pochi euro al mese per affrontare in modo radicale la perdita del potere di acquisto". La Sinistra pensa a un'indicizzazione più seria e automatica degli assegni pensionistici, una sorta di scala mobile anche per i pensionati (oltre che per i salari del lavoro dipendente). "Il protocollo sul welfare - dice Maurizio Zipponi (Sa) - prevede già il riconoscimento del 65% dell'ultimo stipendio a fronte dell'attuale 40%. Le risorse possono essere trovate nell'equilibrio dei fondi pensionistici, abolendo i privilegi: a partire dalla "Cassa dirigenti", in passivo e sostenuta da chi prende pensioni di 500 euro al mese". La Sinistra Arcobaleno propone dunque di "garantire con il sistema contributivo il 65% dell'ultimo stipendio e portare le minime a 800 euro al mese, oltre a stabilire un adeguamento annuale automatico delle pensioni legate all'andamento dei salari".

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Conflitto di interessi, terzo mea culpa: una legge che dovevamo proprio fare (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

La "schifosa" Frattini Promessa: stavolta regoleremo gli interessi del cavaliere. Ma la riforma è durata 48 ore alla camera, mentre Veltroni dialogava sulla bozza Bianco Andrea Fabozzi Roma "Le sue televisioni". Walter Veltroni è riuscito a dirlo: il cavaliere "viola costantemente le regole del gioco" grazie a Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Se continua così arriverà a dire che Berlusconi - anzi, "il mio avversario" - ha un conflitto di interessi. Facile? No, visto che pochi giorni fa se qualcuno nel centrosinistra sollevava il problema, magari il suo unico alleato Antonio Di Pietro, il segretario del Pd la prendeva come un'offesa personale. Per due lunghi mesi Veltroni ha creduto al dialogo con il cavaliere sulla legge elettorale: vietato allora parlare di conflitto di interessi. E subito dopo ha deciso che la campagna elettorale andava fatta senza "odio e rancore", strumenti della "vecchia politica". Ma i sondaggi languono ed è arrivato il momento di cambiare strategia. Bentornato conflitto di interessi allora. In parlamento in questa legislatura ha vissuto vita breve: 48 ore. E' tutto il tempo in cui il progetto di legge per cambiare la Frattini (norma barzelletta in Europa) è rimasto all'ordine del giorno della camera dei deputati, nello scorso maggio. Poi più nulla. Intrecciati i sentimenti intorno alla "bozza Bianco", Veltroni e Berlusconi si urtarono allo stesso modo quando Prodi ricordò che il conflitto di interessi era una legge promessa agli elettori dell'Unione. E promessa era anche poco. Una campagna elettorale fa, uscendo dal quinquennio berlusconiano, Romano Prodi annunciò solenne: "Non l'abbiamo fatta prima, faremo adesso una legge sul conflitto di interessi che si ispira ai grandi paesi democratici". Rutelli chiese persino scusa: "Sono pronto a discutere e ad accettare critiche - disse quando il centrosinistra lasciò la maggioranza -, coltivando l'illusione di una accordo con Berlusconi l'Ulivo ha mancato l'approvazione di leggi come il conflitto di interessi e la regolamentazione delle tv". L'illusione di un accordo: sembra storia di oggi ma è storia di sempre. Luciano Violante lo disse senza giri di parole in un famoso intervento alla camera del 2002: "Nel '94 a Berlusconi fu data la garanzia piena che al cambio di governo non gli sarebbero state toccate le televisioni". Cinque anni dopo, dunque l'anno scorso, proprio Violante è stato l'autore di quel progetto di legge sul conflitto di interessi che criticato da una parte della maggioranza perché troppo blando (non affrontava la questione dell'ineleggibilità di Berlusconi) è rimasto comunque sepolto alla camera. Il presidente dell'assemblea, Fausto Bertinotti, non ne impose la calendarizzazione: ce l'aveva probabilmente anche con lui Romano Prodi quando attaccò gli alleai che per favorire il dialogo con Berlusconi facevano "volutamente delle manfrine" sul conflitto di interessi. Nonostante le scuse, e le promesse, di tutti i leader del centrosinistra alla vigilia del ritorno di Romano Prodi a palazzo Chigi - Rutelli: "Non rifaremo gli errori del passato, approveremo una legge sul conflitto di interessi nei primi cento giorni", Bassolino: "Non farla è stato il più grave errore dell'Ulivo", Fassino: "Approveremo sicuramente una legge sul modello americano" - resta così in vigore la legge Frattini, in base alla quale Berlusconi ha dovuto lasciare la presidenza del Milan ma può continuare a governare un impero della comunicazione e dell'intrattenimento rischiando al massimo una "censura politica" dal parlamento. "Una legge che fa schifo", come disse D'Alema (quello di "Mediaset è una risorsa del paese"), promettendo subito dopo che l'Unione avrebbe fatto "una legge rigorosa" in base alla quale se Berlusconi si vorrà ricandidare "dovrà prima sistemare la sua situazione". Ed eccoci qui: Berlusconi non ha risolto niente (semmai ha rafforzato, arricchendosi), si ricandida senza problemi, si avvia persino a rivincere e Veltroni può solo ricordarsi del conflitto di interessi. Adesso.

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DI PIETRO SI ALLINEA AL PD: DECIDA IL PROSSIMO ESECUTIVO. VELTRONI E CASINI: DA BERLUSCONI SOLO PROPAGANDA (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di Pietro si allinea al Pd: decida il prossimo esecutivo. Veltroni e Casini: da Berlusconi solo propaganda.

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CORDATA VIRTUALE , IL GOVERNO SI RICOMPATTA (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Cordata virtuale", il governo si ricompatta ALESSIO FANUZZI Air France apre ai sindacati e nel governo torna il sereno. O quasi. Il clima da tutti contro tutti che aveva caratterizzato le festività pasquali resta un ricordo, accantonato dopo la tregua armata chiesta a gran voce da Veltroni. Così, nel giorno in cui Spinetta tende una mano alle associazioni dei lavoratori e il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa vede il premier Prodi a Palazzo Chigi, i ministri sotterrano l'ascia di guerra. Tutti tranne Paolo Ferrero, titolare del dicastero per la Solidarietà sociale e candidato della Sinistra Arcobaleno: "Dopo tante trattative nell'ombra - spiega - c'è ora spazio per una trattativa vera, che entri finalmente nel merito delle questioni". Individua i punti chiave, Ferrero. E, a nome dei lavoratori, apre anche alla cordata Berlusconi: "Se davvero esiste è questo il momento per confrontarsi e per misurare le diverse proposte". Voce contro - ma non troppo - anche il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro che, in linea con le dichiarazioni di Realacci, responsabile comunicazione del Pd, preme perché la decisione sia lasciata al prossimo governo: "Del resto - osserva - non parliamo di anni ma di tre settimane". Alla cordata guidata dal Cavaliere, però, il segretario di Idv non dà troppo credito: "Ma cordata di che? Voglio vedere quali imprenditori sono disposti a farsi avanti. Se c'è gente che fa pantaloni, come fa a far volare gli aerei?" Sarcastico il commento di Emma Bonino, responsabile delle Politiche comunitarie: "Rispetto agli ultimi giorni Di Pietro ha cambiato idea, non so cosa farci". Accantonate le polemiche interne, sulla cordata annunciata da Berlusconi si dice scettico anche il vicepremier Massimo D'Alema che, da Napoli, carica a testa bassa: "Il problema Alitalia noi l'abbiamo affrontato, abbiamo detto che la società rischia di fallire, abbiamo aperto una gara e abbiamo chiamato gli imprenditori. Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati e non hanno messo i soldi?" Domande simili a quelle del candidato premier del Pd Walter Veltroni, che attacca il Cavaliere seppure senza mai pronunciarne il nome: "L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare. Questi imprenditori ci sono? Si manifestino per evitare che Alitalia vada a gambe all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi il sabato che sarà pronta tra un mese, dopo le elezioni". D'accordo Pier Ferdinando Casini, candidato premier dell'Udc, secondo cui la cordata italiana è solo "una trovata pubblicitaria elettorale". "Dov'era fino a ieri? Penso proprio che si scioglierà come neve al sole il giorno dopo il voto". Parole dure, rilanciate anche dal dirigente Udc Bruno Tabacci che definisce Alitalia "uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi, di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Fausto Bertinotti, leader della Sinistra Arcobaleno, invece, boccia la proposta di Air France. "È inaccettabile - spiega - perché amputa le grandi linee di traffico e minaccia tagli insostenibili". Il piano di Spinetta non piace neanche al Pdl. E se il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ricorda che il Cavaliere non ha annunciato cordate ma solo "lanciato un appello sottolineando che, eventualmente, si sarebbero potuti presentare anche i suoi figli", il numero due del Popolo della libertà, Gianfranco Fini, va oltre: "A me non interessa - spiega - se Alitalia viene acquistata da Air France, Lufthansa o una cordata. A me interessa solo che Alitalia continui a volare e che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". E se Umberto Bossi riconosce che "non è facile trovare imprenditori disponibili", Giulio Tremonti è sarcastico: "Prodi sembra al terzo mandato Iri. Fa traffici e confusione, il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare".

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SI SANA SOLO L'INFLAZIONE PREGRESSA (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Si sana solo l'inflazione pregressa" ADOLFO PAPPALARDO "La proposta di Veltroni arriva tardi: sana solo l'inflazione già trascorsa. Berlusconi, invece, promette solo di aumentare le pensioni senza nemmeno porsi il problema di dove trovare i soldi". Secondo Felice Roberto Pizzuti, docente di politica economica alla Sapienza e da più di un decennio curatore del rapporto annuale sullo stato sociale, le proposte dei due leader generano solo dubbi perché poco incisive. Veltroni propone un aumento dai cento ai 400 euro l'anno: è poco rispetto al carovita nonostante la spesa annuale ammonta a ben 2,5 miliardi? "Per la verità la proposta di Veltroni si muove in un discorso di politica fiscale più ampia che mira a un rientro del debito pubblico. La mia impressione, però, è che si ripercuoterà sulla spesa sociale oltre al fatto che non riuscirà a fronteggiare il clima recessivo. Ma questo è un discorso di matrice macroeconomico". Come giudica il documento del Pd? "Gli interventi sulle pensioni sono indubbiamente costose, certo, ma bisogna rilevare che questa proposta sana solamente gli effetti dell'inflazione già trascorsa senza ipotizzare un meccanismo stabile di difesa. In futuro, quindi, occorrerà prevedere altri interventi. Sarebbe positivo se l'adeguamento delle pensioni avvenisse sui beni di prima necessità per i pensionati, come alimenti, trasporti, benzina, che sono aumentati in misura maggiore. A me sembra che la proposta di Veltroni, oltre ad arrivare tardi, è una sorta di una tantum non capace di legare in maniera strutturale le pensioni ai prezzi". Ha ragione Berlusconi allora? "Il suo mi sembra solo un auspicio ad aumentare le pensioni. Il Pd, almeno, si pone il problema di come finanziare la proposta. Nel caso del Cavaliere mi sembra che vi sia un fine puramente elettoralistico senza contare che il suo governo, su questo fronte, non ha avuto grande attenzione. A cominciare dallo scalone". Alla Cgil non piace la proposta del leader Pd: gli chiedono, invece, il rispetto del protocollo dello scorso luglio. "È quello che dicevo prima: la futura inflazione dovrà essere sanata da un altro provvedimento. Il metodo utilizzato è quello delle detrazioni fiscali commisurate all'anzianità dei contribuenti. Un 65enne, quindi, verrà aiutato di più rispetto ad un 63enne anche se è in pensione da più anni. Esiste un meccanismo di indicizzazione delle pensioni che ora è solo parziale, arriva in ritardo e solo per alcuni". Come modificherebbe la proposta del Pd? "Comincerei dall'adeguamento del calcolo dei metodi di trasformazione ovvero il meccanismo che serve ad adeguare il calcolo della pensione sull'invecchiamento demografico. In base alla legge esistente, gli oneri vengono accollati solo ai pensionati: devono essere portati, invece, su tutta la popolazione. Veltroni vuole legare questi indici ai salari ma si rischia un corto circuito perché legato alla massa produttiva che si va riducendo. In questo modo, si rischia un effetto al ribasso e una riduzione della spesa sociale".

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MARIA PAOLA MILANESIO ROMA. IL PROGRAMMA è AMBIZIOSO: SE VINCERà IL PD, DA LUGLIO NELLE (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

MARIA PAOLA MILANESIO Roma. Il programma è ambizioso: se vincerà il Pd, da luglio nelle tasche dei pensionati entreranno fino a 400 euro in più all'anno. Pochi gli esclusi, visto che solo chi supera i 55mila euro annuali non percepirà alcun beneficio dalla riforma delle pensioni presentata ieri da Walter Veltroni. "L'aumento del costo della vita è diventato insostenibile, specie per le fasce più deboli. Dobbiamo garantire ai pensionati livelli di sussistenza dignitosi", dice il candidato premier del Pd, prima di partire per il suo tour in Sicilia. Dal Pdl concordano, ma l'adesione non va al di là del riconoscimento che un aumento è necessario ma non sarà certo Veltroni a realizzarlo. I motivi? Dal Pd - dicono - solo promesse e nessun fatto concreto, perché non c'è copertura finanziaria e il governo Prodi ha addirittura aumentato le imposte ai pensionati. "Il vero problema è adeguare le pensioni, partendo dalla più basse, al costo della vita. Sarebbe un fatto fondamentale di giustizia", dichiara Silvio Berlusconi, lasciando che siano gli alleati a ricordare che è stato proprio il suo governo ad aumentare le pensioni minime a 516 euro. "Ne beneficiarono in quasi due milioni. Un fatto concreto, non solo impegni", sottolinea Gianfranco Fini, molto critico con l'esecutivo Prodi per "le promesse non mantenute". I pensionati rappresentano una platea di circa 18 milioni di elettori; un dato sufficiente per capire quale rilievo possano avere in vista dell'appuntamento del 13-14 aprile e come siano ambiti dagli schieramenti politici. "Gli interventi sulle pensioni sono una parte fondamentale del disegno del Pd e in questo settore serve una grande azione di giustizia sociale", dichiara Veltroni nel presentare il progetto del suo partito. Dopo la cosiddetta quattordicesima mensilità (introdotta dal governo Prodi per chi ha più di 64 anni e un reddito annuo che non supera gli 8.675 euro), il Pd prospetta un aumento per i ceti medi, visto che saranno esclusi dalle detrazioni fiscali solo coloro che ricevono più di 55mila euro all'anno. Il bonus fiscale è graduale: aumenta con l'età anagrafica e diminuisce se il reddito cresce. In sostanza, per i pensionati con oltre 65 anni e un reddito fino a 25mila euro annui l'incremento sarà di quasi 400 euro all'anno; passa, invece, da 250 a 100 euro l'anno per chi percepisce una pensione tra 25mila e 55mila euro. A conti fatti, dicono gli esperti economici del Pd, servono 2,5 miliardi di euro all'anno che potranno arrivare dal tesoretto. "Oltre al bonus, però, sono previste altre due misure: l'introduzione del paniere specializzato per le famiglie di pensionati e la possibilità di agganciare i redditi da pensione e quelli del lavoro", aggiunge Giorgio Tonini, responsabile economico del partito. Cgil e Uil promuovono il progetto del Pd, sia perché mette in primo piano la questione delle pensioni sia perché utilizza la leva fiscale come strumento di intervento. Non c'è altrettanto entusiasmo, invece, nella Sinistra-Arcobaleno, convinta - con Fausto Bertinotti - che in materia potesse intervenire già il governo Prodi. Il Pdl, d'accordo sulla necessità di aumentare le pensioni, non considera realizzabile il progetto di Veltroni. Giulio Tremonti, il candidato più accreditato all'Economia in caso di vittoria di Berlusconi, mette in guardia dalle promesse: "Hanno in mente solo le tasse, quelle che aumenteranno sui Bot, sui Cct e sui depositi bancari". Per Roberto Calderoli le pensioni vanno legate all'inflazione reale, che è diversa da regione a regione: "Comunque, Veltroni le sta sparando grosse. A questo punto tanto vale promettere un aumento di 1000 euro anziché di 400".

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DUELLO TV, IL PD RILANCIA IL MATCH. CASINI: INCOERENTI (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

La polemica La denuncia: le reti Mediaset utilizzate contro i democratici Bonaiuti: il confronto aumenterebbe il vantaggio Pdl Pd ancora all'attacco di Berlusconi sul finora mancato duello tv. Questa volta, però, è Walter Veltroni a scendere direttamente in campo: "Ritengo molto strano e un segno di debolezza che non si voglia fare il confronto tv. Ci si sottrae ma si utilizzano le proprie tv per violare le regole" attacca dalla Sicilia. Pronta la risposta dei luogotenenti del Cavaliere ("Si cerca di truccare le carte sul tavolo da gioco") ma durissimo è soprattutto l'affondo di Pier Ferdinando Casini a Veltroni e Berlusconi. Sul primo: "Il Pd chiede, in violazione di legge, un confronto elettorale a due tagliando fuori gli altri candidati: è trasformismo". Sul secondo: "Ritiene che la campagna elettorale ideale sia quella della Russia di Putin". Insomma, più che sui programmi da giorni l'argomento dibattuto è proprio quello del duello (o dei duelli) televisivi. Nel Pd, i ministri Gentiloni e Bindi continuano a invocarlo mentre nella ex Cdl ci si trincera dietro la stretta osservanza della legge sulla par condicio. La novità di ieri, però, è che Veltroni chiede lo scontro diretto sotto le telecamere. "Il leader del principale schieramento avversario non vuole fare il confronto con me e me ne dispiace ma penso che sottrarsi in una campagna elettorale così importante è qualcosa che non succede in nessun altro Paese e - attacca l'ex sindaco di Roma - non dovrebbe succedere neanche nel nostro tanto più se si utilizzano le proprie tv per violare costantemente le regole del gioco". È un guanto di sfida anche se contro Veltroni si levano accuse di trasformismo. Il primo a lanciarle è il candidato premier dell'Unione di centro. "Hanno fatto appello alla par condicio quando si trattava di fare una battaglia contro Berlusconi e oggi, in sprezzante violazione di quella legge - attacca Pier Ferdinando Casini - chiedono un confronto elettorale a due tagliando fuori gli altri candidati. Il vero trasformismo è del Pd che oggi si dimentica di difendere la legge perché la loro convenienza è cambiata. Almeno Berlusconi in questo ha una sua coerenza e ha già detto che la par condicio è una delle prime leggi che cambierà se vincerà". I fedelissimi del Cavaliere Sandro Bondi e Paolo Bonaiuti, invece, attaccano a testa bassa il leader Pd. "Ci avrei scommesso che anche Veltroni avrebbe cominciato con la solita, prevedibile e noiosa tiritera del confronto televisivo, pur sapendo perfettamente che il presidente Berlusconi non si è mai sottratto, né si sottrarrebbe, ad alcun confronto politico" dice il primo; "il confronto può soltanto aumentare quel vantaggio di 10 punti che già gli italiani assegnano a Berlusconi nei sondaggi. Questo è scontato. Ma la sinistra vuole anche mantenere la legge quella par condicio che mette il bavaglio proprio a Berlusconi. Come al solito la sinistra trucca le carte" dice il secondo. Solo scuse, secondo il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che, da giorni nel suo blog o durante i suoi interventi, continua a chiedere il duello tv. E così ieri sbotta: "Se Berlusconi non se la sente, abbia l'onestà di dirlo, senza cercare alibi nelle regole in vigore che, invece, consentono i faccia a faccia, come sono stati fatti in passato e come si continuano a fare ogni sera tra diversi candidati premier". ad. pa.

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D'ALEMA: ECCO I NOSTRI ATTI CONTRO LE COSCHE (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

D'Alema: ecco i nostri atti contro le cosche CORRADO CASTIGLIONE Fatti non parole. Allo scrittore Roberto Saviano che qualche giorno fa ha sfidato i leader nazionali - Walter Veltroni in testa - ad esprimersi con chiarezza contro la criminalità organizzata, ecco che il vicepremier Massimo D'Alema, capolista del Pd per Campania 1, replica ricordando in concreto quello che finora la politica ha fatto. Dice D'Alema parlando a Scampia, davanti alla platea che gremisce la sala del centro polifunzionale della municipalità: "Saviano chiede una dichiarazione, il suo richiamo è giusto, ma forse alla politica sarebbe meglio chiedere atti e noi ne abbiamo compiuti di rigorosi, come dimostrano il numero dei boss arrestati e i beni confiscati alle mafie e restituiti alla collettività". Ma la lotta all'illegalità è a tutto campo, e D'Alema lo sottolinea riferendosi a Silvio Berlusconi e a chi come lui parla di condoni: "In questo modo lo Stato lancia un messaggio negativo incoraggiando una tendenza. Se le istituzioni sono inquinate dalla criminalità è una lotta persa in partenza. Come Consiglio dei ministri nei giorni scorsi abbiamo dovuto sciogliere due consigli comunali in Campania per i pesanti sospetti di condizionamento mafioso". A Scampia D'Alema incontra il mondo delle associazioni e del volontariato. Dopo l'introduzione di Samuele Ciambriello, operatore del privato sociale, ascolta le esperienze di chi è impegnato in prima linea sul fronte: prendono la parola Rosario Esposito La Rosa, 19 anni, studente di Giurisprudenza e giovane autore del libro Al di là della neve; Silvana Amendola, della cooperativa Casa della socialità; padre Carlo De Angelis già parroco a Miano; Aldo Bifulco responsabile della scuola di pace; Massimiliano D'Aniello, dell'associazione West Scampia che si occupa di minori. Al termine dirà: "Ho sentito delle belle esperienze. Vedo l'orgoglio di esserci. È fondamentale questo scatto d'orgoglio, per far sapere a tutti che Scampia non è solo delitti di camorra. La lotta alla criminalità non vuol dire solo repressione, ma una politica pulita e un processo di liberazione della società. La camorra è una cancrena che richiede una lotta di lungo periodo". In particolare poi si riferisce ai giovani, proponendo un patto per la riscossa: "Alle nuove generazioni va detto che c'è gente che ha saputo sfidare la miseria e non si è arresa al crimine. Gente che non si è chiusa di fronte al disagio. Occorre una bonifica del territorio, portata avanti con un'azione culturale e sociale di recupero delle giovani generazioni". Dell'importanza del lavoro svolto sul territorio D'Alema torna a parlare a largo Donnaregina, dove nella casa appartenuta ai capi del clan Misso e confiscata dallo Stato da ben quattro anni operano i volontari guanelliani dell'Avog, per un centro di mediazione sociale che sostiene i giovanissimi segnalati dalla Giustizia minorile, dalle scuole per bullismo o per dispersione scolastica. Analoghe notazioni ritornano al Trianon, nell'incontro privato che D'Alema ha con una ventina di familiari delle vittime innocenti di criminalità e terrorismo. Tra gli altri ci sono Lorenzo Clemente, il marito di Silvia Ruotolo, Paolo Siani, la moglie di Attilio Romanò, il negoziante ucciso per errore durante la faida, e la figlia di Marcello Torre, il penalista ucciso dalla camorra. A Portici l'incontro con Amedeo Cortese, 25 anni, il candidato più giovane d'Italia. E D'Alema ribadisce le ragioni di un impegno: "Noi vogliamo sostenere un progetto di rilancio per questa città. Napoli stia pagando il prezzo di una emergenza che viene da lontano e che ci preoccupa. In questi giorni guardiamo con preoccupazione al calo delle presenze turistiche ed altri segnali inquietanti e vogliamo aiutare un progetto di rilancio per Napoli". Quindi l'incontro privato alla Procura di Torre Annunziata: assente per malattia il procuratore capo Diego Marmo, D'Alema ha avuto un colloquio con il vice-procuratore aggiunto Raffaele Marino insieme ad alcuni sostituti e con il presidente del Tribunale Antonio Greco. Infine, la conclusione a Torre Annunziata al teatro Politeama, dove lo accompagnano fra gli altri i deputati Maria Fortuna Incostante e Riccardo Villari. Qui viene accolto dalle grida di una trentina di disoccupati ed ex operai che chiedono lavoro. E c'è chi invoca la nuova caserma dei carabinieri. Da qui D'Alema lancia un nuovo attacco contro il "cinismo antimeridionale" di "razzismo leghista". Per D'Alema la Lega, "che non ha candidati al Sud e non può essere giudicata dagli elettori meridionali" è "una forza straniera".

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Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Famiglia Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi Posted By filippomaria_battaglia On 26/3/2008 @ 10:38 In Apertura#4 | 1 Comment Basta con gli sprechi, stop ai privilegi. Altro che cerchiobottismo in stile vecchia Dc: da qualche settimana, [1] Famiglia Cristiana picchia duro contro "l'impotenza dei politici". Negli ultimi numeri e sempre con maggiore rilevanza, sulla rivista paolina sono apparse infatti una lunga serie di editoriali e commenti, spesso a firma della direzione, quasi sempre rivolti a denunciare abusi ed inefficienze della classe dirigente nostrana. Il settimanale aveva iniziato poco più di un mese fa con il Pd, accusato di "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana"[2] per aver ragginto l'accordo elettorale con i radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl ("dove si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani") e Silvio Berlusconi, che "ha definito il suo partito 'monarchico' (crediamo per via della potenza del leader) e insieme anarchico, nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli". [3] Ma non ha neppure risparmiato Pier Ferdinando Casini: "Perché i voti e le presenze di certi candidati, tipo Cuffaro?.Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l'ultima?) sciupata malamente". Adesso, [4] l'ultima bordata del settimanale paolino arriva col numero oggi in edicola e sembra fare rima con le denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani: "Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le chiacchiere. È così impegnativo garantire più 'bene comune' e meno privilegi?" E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del "V-day" del comico genovese. E non è un caso infatti che la mira sia puntata anche sul solito Mastella: "per reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di 300 mila euro: lo chiamano 'assegno di reinserimento nella vita sociale'. Non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?". Resta ora da capire se alle frecciate lanciate dalla rivista diretta da don Antonio Sciortino (foto sopra) seguirà una vera e propria indicazione di voto per uno dei partiti in corsa per le elezioni del prossimo 13 aprile. Possibilità questa, a dire il vero, molto sparuta: anche perché, tra bocciati e diffidati, la casella dei politici "graziati" dalla scure del settimanale paolino a tutt'oggi risulta ancora non pervenuta.

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Prodi vede sfumare l ultimo affare. E medita vendetta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Matteo mauri Aveva tenuto un profilo bassissimo, senza mai intervenire nella campagna elettorale. Per non disturbare. O meglio: per non peggiorare l immagine di Valter Veltroni, che si è presentato al via con un pullman tirato a lucido, spacciandosi come il nuovo che avanza (tanto che la baby-pensione, maturata in anni di duro lavoro parlamentare, da quel buon uomo che è, l ha sempre data in beneficenza). Eppure Romano Prodi, quando è venuto a galla l affaire Air France, non ce l ha più fatta: è sbottato, ha cominciato a dichiarare, a difendere con i denti e con le unghie il colpaccio che stava per portare a casa, insieme col suo amico Tommaso Padoa Schioppa. Ha cominciato a mandare segnali, serrare le fila, stringere i tempi: guai a farsi sfuggire l occasione. Del resto la strategia, finemente messa a punto almeno un anno fa, non ammetteva possibilità di sconfitta: il governo indice una gara per la vendita di Alitalia, indicando condizioni capestro per i potenziali acquirenti, tra cui la salvaguardia dei posti di lavoro. Tale gara va deserta, perchè, poco a poco, tutti i soggetti interessati si ritirano. A quel punto si va a trattativa privata. Con Air France. La quale detta le condizioni: acquisto per un pugno di dollari, morte di Malpensa, licenziamenti a valanga. E Prodi ci sta: per forza l aveva pensata lui così fin dall inizio. Solo che alle condizioni vantaggiosissime concesse ad Air France anche altri soggetti avrebbero potuto partecipare con successo. E quindi scoppia la guerra. Alla quale Romano non si sottrae. Prima ridicolizza la possibile cordata italiana proposta da Berlusconi. Poi s irrigidisce quando capisce che il Cavaliere fa sul serio, per altro trovando insperati alleati nella sinistra Arcobaleno, a cominciare da Fausto Bertinotti. Infine fa il possibilista con una mezza apertura, tanto per evitare che la sua francesità sia smaccata e indifendibile. Il tentativo di slalom di ieri più o meno suona così: auspico una cordata italiana ma, per il momento, non ne vede nessuna traccia. E i sindacati siano responsabili. "Una proposta tutta italiana deve essere concreta, con risorse, persone, un piano industriale". E sui tedeschi: "quando Lufthansa era interessata, dopo l incontro con i sindacalisti hanno rinunciato a fare l'offerta". Attacca quei sindacati che si mettono contro e non sopporta che l ultimo colpaccio non vada a segno. Subodorando anche questa sconfitta, Romano ha deciso di vendicarsi: quando Veltroni arriverà nella sua Bologna, sarà lì, dietro di lui, a ricordare a tutto il Paese che Veltroni e Prodi sono la stessa cosa". [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Il sogno di Veltroni: <Basta parlare di Alitalia> Tremonti: <Prodi pensa di essere ancora all Iri> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il sogno di Veltroni: "Basta parlare di Alitalia" Tremonti: "Prodi pensa di essere ancora all Iri" Roma - Le richieste della Lega Nord, subito sottoscritte dal Pdl, stanno smuovendo qualcosa. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha infatti convocato per questa mattina la Conferenza dei presidenti di gruppo. Nella riunione si valuterà la richiesta di un audizione in Parlamento del Governo sul caso Alitalia. Per il resto i temi sul banco restano due: la nuova proposta di Spinetta e la cordata italiana. Per Mario Baldassarri è stata proprio l appello agli imprenditori italiani lanciato da Silvio Berlusconi "a costringere Air France a decidere di trattare ad oltranza". "Il Governo - sottolinea invece Gianfranco Fini - ha condotto una trattativa di cui anche la Cgil, la Cisl e la Uil hanno detto di vergognarsi. Hanno detto: vi siete preoccupati di avere un interlocutore solo e non di averlo in base ad un piano industriale ". Giulio Tremonti ricorre al sarcasmo: "Prodi sta facendo accordi come fosse al terzo mandato dell Iri e non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione. Il rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare". Nel campo del centrosinistra, però, le opinioni continuano ad essere variegate. Walter Veltroni vorrebbe che di Alitalia non si parlasse fino al 13 aprile. "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna elettorale - dice - viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone ma questo è inaccettabile. Se c è una cordata sull Alitalia bene, si faccia avanti subito. Altrimenti bisogna trovare un accordo per consentire di avere minor prezzo sociale per salvare la compagnia e rilanciarla". Il ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, spalleggiato da un altro esponente non secondario del Pd come Ermete Realazzi, ammette che "la responsabilità politica di una decisione del genere sarebbe meglio che la prendesse il nuovo governo, nella pienezza dei propri poteri" mentre il ministro del Lavoro Cesare Damiano si augura che la trattativa con Air France vada in porto. Sulla stessa linea sono anche Emma Bonino e Paolo Gentiloni. "Dobbiamo stare attenti ed evitare - osserva il ministro delle Comunicazioni - che battute di propaganda elettorale non facciano venir meno l unica offerta seria sul tappeto". D accordo Rosy Bindi: "Ad oggi - dice il ministro della Famiglia - l unica proposta percorribile sul tappeto è quella di Air France. Quindi o Alitalia fallisce o entra a far parte di un grande gruppo internazionale. Un altra strada, in questo momento, non c è. Se ci sarà e sarà seria e competitiva la prenderemo in considerazione. Se invece, come sembra, e ancora una volta, soprattutto da parte di Berlusconi è un pretesto per rinviare la soluzione del problema credo che non solo debba essere restituita al mittente ma inoltre bisognerebbe anche denunciare la stranezza di un comportamento che rischia davvero di compromettere Alitalia ed il trasporto aereo nazionale". "Dopo tante trattative nell ombra - commenta infine Paolo Ferrero - c è ora lo spazio per una trattativa vera che entri finalmente nel merito delle questioni, fatti cadere gli astrusi termini del 31 marzo. Se davvero esiste una cordata di aziende italiane interessate è questo il momento per il confronto e per misurare le diverse proposte. Berlusconi deve perciò uscire dalla dinamica elettorale e, se davvero esiste questa proposta. deve essere resa pubblica, nell interesse del Paese dei lavoratori". A.Mon. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Quell intesa datata 1997 Prodi-Air France (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Prima lo stipendio minimo garantito per i precari, poi la diminuzione delle tasse, le promesse sulla sicurezza, l accelerazione per le infrastrutture, ieri l aumento delle pensioni. stefania piazzo Come andrà a finire? Malpensa vivrà ma, soprattutto, l avrà vinta Romano Prodi o il Nord? Air France farà fagotto? Quel che è certo, per Giancarlo Galli, scrittore ed editorialista economico, c è un nuovo orizzonte. Un grumo concreto di consapevolezza, la costituzione di una catena di dna imprenditoriale che fa branco per il Nord. Una classe dirigente, economica, che si intreccia con la politica che verrà a Palazzo Chigi. Per farla breve, il Nord salverà il Nord con l aiuto di Dio, dei suoi politici, delle sue banche e dei suoi imprenditori. Galli, la gente davanti ai fatti di Alitalia è confusa, non comprende questo tira e molla. "Certo, quel che sembra delinearsi è uno stallo delle trattative con Air France per arrivare, invece, ad un discorso più pluralista...". Una cordata di casa nostra? "Può proprio succedere". Come spiega la sintonia tra Prodi e i francesi? "Non dimentichiamoci che già nel 1997 iniziarono i primi contatti fra l allora Governo Prodi e Spinetta, uomo del socialista Jospin. Fin dall inizio l operazione ha avuto come protagonista da sempre Prodi che ha ritenuto, sostenuto da Tommaso Padoa Schioppa, di sbarazzarsi del problema Alitalia, scaricandolo attraverso un accordo con Air France". Ma ad un prezzo inaccettabile. "Il sacrificio di Malpensa, con la concentrazione di Alitalia a Roma". Possono convivere due hub nel Paese? "Ci sono Paesi federali con due hub che non necessariamente, vedi la Germania, si identificano con la capitale. Lo stesso vale per gli Usa: sono a Los Angeles e New York ma non a Washington. In Italia viceversa a Roma c è un hub obbligato. Non dimentichiamolo: c è il Vaticano, il più potente mezzo di attrazione turistica". E allora niente hub in Padania? " Per averne un altro forte al Nord bisognava da subito puntare sulla dimensione federalista e cioè avere un Nord federale, una Padania compatta che, da Torino a Trieste, dicesse Non passiamo da Roma ma da Milano ". Poi Alitalia è sempre stata romana... "Forte delle sue origini, ha sempre tirato a fare il suo gioco, privilegiando l assetto romanocentrico. Un po come la Rai. Milano non ha mai avuto quel che le spettava". Colpa dello Stato centrale? "Altra riprova: Prodi non ha mai avuto una pulsione verso il Nord, c è sempre stata una trascuratezza colpevole nella nostra classe dirigente verso la questione settentrionale". Tornando a Malpensa, cosa a suo avviso ha rotto i piani del Governo? "Nell estate scorsa quando Prodi pensava di restare fino al 2011 o, nella peggiore delle ipotesi, sino alle europee del 2009, credeva di risolvere il nodo Alitalia. La situazione economica mondiale era ancora buona e si pensava di chiudere con Air France, spazzando via tutti i concorrenti, eliminati peraltro in modo piuttosto discutibile". Il vento era in poppa? "L ostacolo più grande, quello del personale, con un Governo Prodi e le sinistre dentro e i sindacati che non avrebbero fatto troppo rumore, si pensava sarebbe stato gestito senza dolori". Poi però l Esecutivo ha perso aderenza. "Strada facendo ha iniziato a barcollare; poi è arrivato Sarkozi che, con Spinetta, è tutto meno che asola e bottone. Il presidente è uno che non scherza nell alzare la bandiera nazionale. E le condizioni di Air France sono mutate in peggio. Poi la crisi globale ha toccato anche Air France, scesa in Borsa perdendo circa il 30%". Ed è caduto Prodi. "E da quel 24 gennaio i francesi sono stati spinti da Prodi e TPS a chiudere subito. Qualcuno sussurra anche per non far piacere a Veltroni. In questo modo si alienavano il Nord: una pesante sconfitta di Veltroni poteva rimettere in discussione il Pd". Tutte le strade non portavano più a Roma. Ma con franchezza, Galli, lei come uscirebbe dallo stallo? "La cosa migliore? Lasciar fallire Alitalia, come è accaduto con Swiss Air, e far entrare una nuova cordata. La prima cosa da fare, poi, è quella di avere nuove condizioni del lavoro, ricercando un grande partner ". Può essere Air One? "Punto interrogativo...". Può essere Lufthansa? "Yes. Potrebbe lasciare l hub a Milano, così quello di Roma resterebbe, diciamo così, secondario. L hub commerciale per natura e vocazione abita al Nord, quello turistico è a Roma. Gli aerei per le Americhe e l Estremo Oriente devono partire da Malpensa e non da Roma". Servono però i danè. "Trovo interessante che si sia formata su questa idea che il Nord va difeso di fronte ad un operazione di invadenza, un coagulo di classe dirigente che mette insieme le Emma Marcegaglia e i Corrado Passera, entrato peraltro in rotta di collisione con Gianni Bazoli, e che pone Banca Intesa su questa nuova linea. Si è creato un asse reale sulla linea Milano-Torino". Attorno al fatto politico si innesta la difesa imprenditoriale? "Bisogna leggerla anche così: è un atto di ribellione presecessionistico, è una secessione dolce verso il volere di Roma. Come dire: Noi difendiamo Malpensa al di là di Alitalia, siamo noi che non prendiamo in considerazione i problemi di Roma bensì quelli del Nord ". E Berlusconi? "Ha ribaltato tutto dicendo: Voi non siete graditi . E come si fa adesso a firmare un accordo quando il futuro capo del Governo ti fa sapere che tu non sei gradito?!". Come finirà, Galli? "Il gioco è aperto. Grazie alla Lega e anche a Formigoni che hanno tenuto alta la bandiera di Malpensa, scartando la rassegnazione". Adesso arrivano le banche? " Non dimentichiamo la famosa battuta di Gianni Agnelli: il sistema economico è per natura governativo. Poi si sta riscoprendo, ce lo insegna Giulio Tremonti, il protezionismo a difesa dei danni della globalizzazione. Qualche anno fa era un grave peccato. Oggi invece si parla di dazi...". Non cedere Alitalia è una prova di forza antiglobalizzazione? "Il Governo che verrà vuole dimostrare di saper gestire da subito l operazione e punta i piedi. Trova terreno favorevole: Air France non ha più tanta voglia, rischiando di trovarsi col cerino in mano con un accordo firmato con un Governo che cade male, con un ministro che non ci sarà più e col sindacato che dovrebbe firmare all estero 2.000 licenziamenti". Galli, e il ricorso Sea di Bonomi? "Geniale: 1.250 euro di penale! Ma ora si tratta di concretizzare. Il Nord deve farsi strada". [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Lega e Pdl: vicenda fuori controllo, i ministri riferiscano in Aula (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ALESSANDRO MONTANARI Roma - C è il ministro Bianchi che contesta il ministro Padoa Schioppa, il ministro Bonino che contesta il ministro Bianchi, Antonio Di Pietro che fa il ministro "di lotta e di governo" e un premier che, seppure con ostentato disgusto, apre alla cordata italiana organizzata da Berlusconi. Il balletto dell Esecutivo sulla vendita della compagnia di bandiera ad Air France rischia di fare molto male ad Alitalia e Malpensa, "ma anche" ai sogni di gloria di Walter Veltroni. Davanti a uno scenario tanto imbarazzante, però, la Lega chiede di fermare le bocce sul tavolo e pretende spiegazioni. "C è una rissa continua tra ministri - spiega Roberto Maroni -e in piu questa novità di Bonanni che accusa Prodi di agire per interessi personali, per favorire Air France. La situazione è fuori controllo e per questo chiediamo che il premier venga in Aula a dirci come stanno davvero le cose". "In un Paese che non sia una Repubblica delle Banane - rincara la dose Roberto Calderoli -non è ammissibile che due ministri del medesimo governo diano versioni completamente opposte sulla liquidità della compagnia di bandiera. In attesa che nella prossima legislatura una commissione d inchiesta sveli le responsabilità e i motivi che avrebbero portato alla svendita di un bene pubblico e alla chiusura dell aereoporto internazionale di riferimento del Nord, i ministri Bianchi e Padoa Schioppa devono venire in Parlamento con i conti alla mano. E lo facciano subito perché è evidente che uno dei due mente". Roberto Cota, invece, punta l attenzione sull inaffidabilità del Pd. "Nel Partito Democratico - attacca l esponente del Carroccio - non è cambiato nulla, sono tutti contro tutti e, nonostante i giochi di prestigio di Veltroni, si stanno comportando esattamente come hanno sempre fatto nell Unione. L unica consolazione è che, comunque, dal prossimo 13 aprile continueranno a litigare nei banchi dell opposizione". Sottoscrive la richiesta leghista di un audizione alle Camere il Pdl, che con gli azzurri Bondi e Cicchitto sottolinea la necessità di chiarire diversi passaggi della vendita. Margherita Boniver, invece, spande sarcasmo su Tommaso Padoa Schioppa consegnandogli "l Oscar delle gaffe istituzionali: dopo aver licenziato Petroni, silurato Speciale, il ministro dell Economia ci stupisce per la fretta con la quale vuole liquidare Alitalia". "Da pessimo boiardo - osserva l ex ministro Maurizio Gasparri - Prodi è abituato a svendere le aziende di Stato procedendo in operazioni poco trasparenti. Lo stesso si voleva fare con Alitalia. Peccato che ministri del suo stesso defunto governo lo stiano sbugiardando, dando versioni opposte della stessa condizione economica della compagnia di bandiera. L ultimatum di Air France non deve essere una resa. L interesse comune è salvaguardare l italianità dell azienda. Va quindi dato il tempo necessario ad una offerta tutta italiana che salvi Alitalia e tuteli gli Hub di Malpensa e Fiumicino". "In gioco - conclude il leader della Dc per le Autonomie Gianfranco Rotondi - ci sono la nostra compagnia di bandiera, migliaia di posti di lavoro e il futuro di Malpensa: la cordata italiana sarebbe un toccasana". [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Svendo io! No tu no (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Carovita, sorpresa amara nell uovo: sulle tavole rincari fino al 40 per cento Mentre Prodi ci lascia in eredità una superbolletta statale da 13 miliardi Svendo io! No tu no... Pasqua è arrivata, ma la Quaresima dei cittadini non è finita. Lo testimoniano le cifre offerte dalle associazioni dei consumatori, che anche per queste festività, registrano rincari a go go su tutte le principali voci di spesa per imbandire la tavola. L Unione consumatori ha stimato che rispetto al 2001, pasta fresca, vino e spumante sono aumentati del 30/40 per cento. Cifre analoghe per l agnello, che costa il 33,33 per cento in più. Non va meglio per i dolci tipici del periodo. Per un uovo di cioccolato, si deve sborsare quasi il 40 per cento in più rispetto a sette anni fa. Lo stesso vale per le colombe, che lievitano non solo per l amido, ma anche per il prezzo: + 33 per cento. Insomma, per un pranzo di otto persone, si spenderanno circa 162 euro, contro i 134,54 del 2004 e i 115,3 del 2001, cioè quasi 50 euro in più. leonardo boriani "Sono pazzi questi Romani". Faccio mie le parole del ce- lebre Asterix per commentare gli ultimi, schizofrenici e deliranti, giorni di una banda -appunto quella romanocentrica guidata da Prodi e Veltroni- sul caso Alitalia. Una banda infarcita di gente che non sa più cosa dire, cosa fare, cosa negare, cosa promettere, quali balle sparare... pur di provare a salvare il deretano. Se non ci fosse da piangere, a prender le loro dichiarazioni ad una ad una ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate. Il problema è che questa accozzaglia (cattolici adulti, compagni, ex compagni, finti convertiti, riformisti, riformisti per interesse con tutto il codazzo di adulatori in tv e sui giornali) sta ammazzando veramente il paese. Anche se, lo ricorderete, in campagna elettorale due anni or sono provarono a ficcarci in testa che "la serietà sta tornando al governo". Prendete Prodi, l altra faccia di Veltroni. La domenica di Pasqua fa sapere attraverso gli organi-amici che gli imprenditori italiani gli hanno sempre detto di no su Alitalia, ma già a Pasquetta cambia idea e apre - ...è auspicabile... - ad una cordata italiana. Segno inequivocabile che il vento è cambiato e quindi delle due l una: o non gli è mai fregato nulla di chiedere alcunchè (cosa verosimile, leggetevi l intervista di Stefania Piazzo al politologo Giancarlo Galli) o qui c è puzza, quella che nasce dalla paura che Berlusconi riesca in ciò che ha annunciato. Che rappresenterebbe una debacle per lui e compagni. Prendete Veltroni, l altra faccia di Prodi. A parte le barzellette sul paese risanato , puntualmente sputtanate e smentite da mezzo mondo oltre che da tutti gli organismi italiani e internazionali, il Walter che è in politica e vive di politica da quando era bambino pretende che in 48 ore vengano alla luce cordata, nomi, soldi... insomma che in duegiornidue il problema Alitalia venga risolto dopo che per ventiquattro mesi è stato trascinato verso la sua inevitabile fine: o Air France o la morte. Un comico vero, Uolter, come è nelle sue corde di uomo-spettacolo. "Viva Malpensa - grida - ma io sono Fiumicino", "Viva il Nord - strepita - ma io sono il Sud". Gira su un pullman esibendosi come il nuovo che avanza (o arranca?) ma non si capisce con quale magia potrebbe salvare il paese dopo che decine e decine di ministri, viceministri, sottosegretari non hanno combinato nulla fino ad oggi, mentre da domani, imbarcati sul suo pullman (sono gli stessi del governo Prodi, non dimentichiamolo), con la bacchetta magica sarebbero in grado di risollevarci. E Padoa Schioppa? E Bersani? E il ministro Bianchi? Per il primo, a Pasqua, Alitalia non aveva più una lira, per Bianchi (subito ripreso dalla Bonino) alla sera di Pasqua i soldi ci sono (come sostengono Calderoli e la Lega), per l ineffabile re delle lenzuolate non ci sono svendite e senza Air France i libri vanno in tribunale . Un guazzabuglio senza precedenti, come si può ben capire. Anzi, l unica cosa che si comprende fin troppo bene è che la banda Romana ha ben inzuppato il biscotto nella cioccolata Alitalia, quasi riuscendo nell intento che era ed è quello di regalarla ai francesi; cosa che sarebbe riuscita se non ci fosse stata la Lega con le sue forti e violente prese di posizione, tali da sparigliare radicalmente le carte in tavola. Vediamo che accadrà oggi a Roma, nell incontro con i sindacati (tra i quali manca, per inciso, quel Sin.Pa che rappresenta la voce del Nord): chi calerà le brache? Le quotazioni di Prodi e della sua banda sono in calo... Chiudo, sempre in tema di schizofrenia, con una chicca per voi, cari lettori. Riguarda Bertinotti, che fino a pochi giorni fa era la terza carica dello Stato, in quota Unione. Testuale dal Corsera, rispondendo ad una domanda - non è riuscito nel suo intento? su Veltroni e Alitalia : "... ha dovuto prendere le stesse anime divergenti che caratterizzavano la coalizione e le ha messe insieme sotto un altro nome, Pd, ma sono la stessa cosa di prima. E così non riescono ad andare avanti come non riusciva ad andare avanti l Unione". Disarmante. Che aggiungere? Complimenti vivissimi per averci preso per i fondelli per due anni... Il problema è che questi vorrebbero ritornare a prenderci per i fondelli. LEONARDO BORIANI In gergo si chiama sparigliare e significa (Zingarelli) creare confusione, introdurre un elemento nuovo che tende a modificare una situazione . Un verbo che viene usato nel gioco, in particolar modo a scopa e scopone. Ebbene, il giocatore (ma qui non si può parlare che di rubamazzetto) Veltroni ha cercato ieri di sparigliare il gioco (politico) sparandone una... ...delle sue: aumenterò le pensioni (sino a 400 euro) da luglio. Da pollo qual è si è dimenticato naturalmente di indicare la cosa principale, cioè l anno in cui il suo ennesimo miracolo (solo annunciato, fate bene attenzione) avverrebbe. Perché qui si tratta veramente di moltiplicare pani e pesci (per la serie bamboli qui non c è più un euro dopo il passaggio degli Attila Prodi ViscoPadoaSchioppa ) e nemmeno un fenomeno come Walter l africano, l attore e regista, l ottavo re di Roma, er sindaco (e chi più ne ha più ne metta...) potrebbe riuscirci. Al di là delle battute, non fosse altro che per i tempi: ma come si può pensare che in due mesi (maggio e giugno) si possano adeguare milioni di pensioni? Una bufala, quindi, o il penoso tentativo di sparigliare il gioco. Di cambiar discorso, soprattutto, dopo la sua personale Caporetto nel caso Alitalia/Malpensa. Un discorso che Veltroni deve per forza e necessità evitare. E non è un caso, cari lettori, che sulla vicenda abbia fatto calare un profondo e assordante silenzio dopo la sparata iniziale alla iniziativa di Berlusconi... Lo ricorderete, fu un altra delle sue: ... in 48 ore ci vogliono nomi, soldi e alleanze della cordata salvaAlitalia . Pazzesco. Dopo, il silenzio. Per la vergogna, vi chiederete? Nemmeno per sogno, per il timore che la querelle assumesse una piega nociva per la sua coalizione, composta - sottolineamolo ancora una volta - da ex componenti la banda Prodi che tanti danni ha prodotto nel Belpaese. Se viene a galla l ennesimo mar cio - si deve essere detto Walter - perdiamo faccia e altro, e chiudiamo venti giorni prima del dovuto baracca e burattini. Di qui la sua uscita totale dal palcoscenico Alitalia/Malpensa sul quale, per sua sfortuna, sono però rientrati Prodi e compagni tra Pasqua e Pasquetta con una tale serie di dichiarazioni, tutto e il suo contrario, da vergognarsi per l eternità. Soprattutto, sta venendo a galla il fatto che i tedeschi sono stati cacciati in malo modo (nessuno del Governo ha ancora risposto alla provocazione sindacale) perché la trattativa, anzi il patto tra Prodi e i francesi datava da anni (nessuno del Governo sente ovviamente la necessità di parlarne, come chiede a gran voce la Lega). Insomma, per Veltroni, si profila una disfatta di proporzioni colossali e che fa, il genio? Spariglia rilanciando la bufala delle pensioni. Un gran brutto segno, da acqua alla gola. ma Prodi che è pur sempre il presidente del Pd, ed è l altra faccia di Veltroni, gli sta preparando il colpo finale: vuol salire con lui sul palco a Bologna il giorno del comizio conclusivo e rammentare al Paese come lo ha risanato, la serietà che vi ha portato e tutto il bene che ha fatto. Lassù, povero Walter, ci sarà ben poco da sparigliare... [Data pubblicazione: 25/03/2008].

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Walter inchiodato a meno nove. Vola l alleanza Lega-Pdl (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Un recente sondaggio afferma che il recupero del Pd è solo un illusione dell ex sindaco di Roma Walter inchiodato a meno nove. Vola l alleanza Lega-Pdl Doccia fredda per Walter Veltroni dall ultimo sondaggio di Lorien Consulting realizzato tra il 18 e il 20 marzo su un campione di 1500 soggetti rappresentativi della popolazione maggiorenne italiana. Le tendenze delle ultime settimane risultano infatti confermate e rafforzate in una direzione che registra un accentuazione dei consensi per la coalizione Lega Nord-Pdl-Mpa. L alleanza guidata da Silvio Berlusconi sale al 44,4 per cento, guadagnando quasi un punto e mezzo rispetto al livello raggiunto - 43,2 - il 18 febbraio, giorno della prima rilevazione. La coalizione guidata da Veltroni non esce dallo stallo ed è ferma al 35,2, una percentuale di consensi superiore al 33,8 del 18 febbraio, ma in netto calo rispetto al 36,7 registrato l 11 marzo, rilevazione dopo la quale il trend diventa in discesa. Il Pd è al 32,2 per cento, l Idv di Di Pietro è stabile al 3 per cento, da tre settimane. Resta sotto l 8 per cento, intanto, la Sinistra Arcobaleno, scivolata al 7,2. Una percentuale analoga è segnalata però per l Unione di centro, 7,1, in leggerissima flessione rispetto alla precedente rilevazione del 18 marzo: 7,2. Ferma al 2 per cento la Destra (era al 2,3 il 18 febbraio), che non riesce a forzare i confini del limbo nel quale si ritrova. Per tutti gli altri, Lorien segnala una percentuale di consensi del 4 per cento. La percentuale di chi non dichiara per quale partito voterà è del 35,2 per cento, ma il 16,3 per cento di indecisi dichiara che voterà sicuramente o probabilmente. Tra questi, secondo Lorien, il 23,2 voterà per il Pdl, il 6,9 per Lega ed Mpa, il 19,4 per il Pd, il 10,4 per L Italia dei valori, l 8,7 per la Sinistra Arcobaleno, il 13,7 per l Unione di centro, il 2,3 per la destra e il 4,1 per il Partito socialista. Intanto anche gli scommettitori britannici puntano su Berlusconi premier. È quanto emerge dalla media delle quote di tutti i bookmaker d Oltremanica, pubblicata da Odds Bestbetting e resa nota dal sito Affaritaliani.it. Le probabilità che il leader del Popolo della libertà torni a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio sono pari all'81,2 per cento, in decisa crescita rispetto a otto giorni fa (78,9 per cento). La quota di Berlusconi vincitore è scesa ulteriormente, da 1,34 a 1,27. Ma è quella di Walter Veltroni ad aver subito un impennata, passando a 5,5 dal precedente 5. In base a queste variazioni, ora le possibilità che il segretario del Partito democratico diventi il nuovo premier dopo il voto del 13-14 aprile sono pari al 18,8 per cento. Il trend è costante. Due settimane fa le chance di vittoria del leader del Popolo della Libertà erano pari al 72 per cento, con una quota dell 1,36. Veltroni aveva il 28 per cento di probabilità di successo è una quota molto più bassa, 3,5. Venti giorni fa la vittoria del Cavaliere era data a 1,43 (valore medio tra tutte le puntate). Il leader del Pd era invece a 3,20. Le probabilità di trionfo dell'ex presidente del Consiglio erano pari al 68,97 per cento contro il 31,03 dell'ex sindaco di Roma. Un mese fa, invece, la quota di Berlusconi era sempre 1,43. Mentre quella di Veltroni era ancora più bassa (quindi più favorevole), 2,9. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Se il Pd ha solo cambiato facciata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

COMUNISMO E DINTORNI Se il Pd ha solo cambiato facciata Luciano Dussin PCI: partito comunista italiano - PDS: partito democratico di sinistra - DS: democratici di sinistra - PD: partito democratico. Questa è la progressiva trasformazione di facciata, che i dirigenti comunisti italiani hanno imposto al loro partito, per evitare che il fallimento mondiale dello statalismo comunista li colpisse: stiamo parlando di D'Alema e Veltroni. Questi signori prima hanno fatto sparire il termine "comunista" dai loro simboli, poi hanno tolto di mezzo anche il riferimento di "sinistra", e sono arrivati a proporre il Partito democratico di questi giorni. Sempre gli stessi hanno lasciato falce e martello per un breve periodo ai Bertinotti ed ai Diliberto, finché anche quest'ultimi hanno cancellato i ricordi di gioventù passandoli ai Turigliatto di turno; si sa, la roba che scotta è destinata a passare di mano in tempi sempre molto veloci! Che dire, noi antistatalisti dovremo essere felici di questi cambiamenti, ma purtroppo essendo solo cambiamenti di facciata e non di sostanza dovremo continuare a battagliare ancora a lungo. D'Alema e Veltroni non fanno più paura perché si definiscono come comunisti pentiti, in realtà per continuare nella loro professione politica hanno bisogno dei voti di chi di comunismo ha vissuto per anni: per questo li catalizzano, li adoperano, gli preparano i contenitori, li intruppano e alla fine li contano. Il risultato di tanta operazione è che il nome del partito é cambiato, ma la sostanza comunista è ancora tutta al suo posto. Ma chi sono questi "comunisti sempre" che non si fanno mai da parte: sono, in gran numero, categorie di cittadini votanti che hanno vissuto dei privilegi che lo Stato elargisce con benevolenza ai fini della propria rigenerazione? In gran parte sono dipendenti pubblici, non a caso ne abbiamo un paio di milioni altre il necessario, e questi più che federalisti animati da spirito di modernizzazione, sono veltroniani perché il loro stipendio sia garantito a vita e a pagarlo siano sempre gli altri. Anche i baby pensionati, unica categoria al mondo di beneficiati dallo Stato in questo modo spudorato, spesso alimentano le file dei "comunisti sempre": criticano lo Stato, ma poi all'atto della riscossione della pensione sono quelli che superano i vecchietti in fila allo sportello... Gli invidiosi, categoria che non manca mai di essere rappresentata nemmeno in politica, pure loro appartenenti al club dei "comunisti sempre": sono quelli che pensano di fare dispetto a Berlusconi votando governatori locali come Bassolino, ignorando che ad Arcore le immondizie non ci saranno mai, mentre a casa loro le avranno sempre, ma tant'è, felici loro... Questo potenziale, ed ahinoi, effettivo nucleo di assistiti alimenta i bisogni di conservazione politica di Veltroni e compagni a seguito, e noi, che siamo stanchi di assistere chi non se lo merita, dobbiamo continuare a contrastare questo incessante riproporsi di statalismo parassitario. Allora, votiamo Lega Nord perché non ha più senso vivere in un Paese che ha uno Stato che si mangia metà della ricchezza che ogni anno produciamo. Votiamola perché la Lombardia non è più in grado di versare 30 miliardi di euro l'anno alle regioni perennemente in passivo, e nemmeno il Veneto può permettersi di privarsi di 12 miliardi di euro l'anno per alimentare i malgoverni regionali altrui. Diamo fiducia alla Lega Nord perché non è giusto chiedere ulteriori sacrifici ai territori delle regioni citate, che non hanno mai contribuito a generare gli oltre 1.600 miliardi di euro di debito pubblico che il resto d'Italia si ritrova ad avere, chiedendo a queste di accollarsi pure l'onere di pagare gran parte degli interessi che ormai ammontano a 78 miliardi di euro l'anno. Difendiamoci votando Lega Nord; difendiamoci allontanando le proposte di Veltroni; difendiamoci imparando una volta per tutte che il frutto del nostro lavoro è nostro e non degli altri, peggio ancora se comunisti. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Per i bookmaker inglesi Silvio allunga (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Più si avvicina la data delle elezioni politiche e più gli scommettitori britannici puntano su Silvio Berlusconi premier. È quanto emerge dalla media delle quote di tutti i bookmaker d Oltremanica, pubblicata da Odds Bestbetting e resa nota dal sito Affaritaliani.it. Le probabilità che il leader del Popolo della libertà torni a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio sono pari all 81,2 per cento, in decisa crescita rispetto a otto giorni fa (78,9 per cento). La quota di Berlusconi vincitore è scesa ulteriormente, da 1,34 a 1,27. Ma è quella di Walter Veltroni ad aver subito un impennata, passando a 5,5 dal precedente 5. In base a queste variazioni, ora le possibilità che il segretario del Partito democratico diventi il nuovo premier dopo il voto del 13-14 aprile sono pari al 18,8 per cento. Il trend è costante. Due settimane fa le chance di vittoria del leader del Popolo della libertà erano pari al 72 per cento, con una quota dell 1,36. Veltroni aveva il 28 per cento di probabilità di successo è una quota molto più bassa, 3,5. Venti giorni fa la vittoria del Cavaliere era data a 1,43, il leader del Pd era ia 3,20. Un mese fa, invece, la quota di Berlusconi era sempre 1,43. Mentre quella di Veltroni era ancora più bassa (quindi più favorevole), 2,9. Senza alcuna probabilità di vittoria tutti gli altri candidati, da Pier Ferdinando Casini a Fausto Bertinotti passando per Daniela Santanché. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Mauro: <Promettono soldi a tutti Alla fine si è visto come è andata con lo scippo del Tfr...> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Mauro: "Promettono soldi a tutti Alla fine si è visto come è andata con lo scippo del Tfr..." simone girardin Mi sembra il fratello di Prodi: vedo lo stesso atteggiamento, ascolto le stesse parole di due anni fa quando promettevano soldi a tutti. Poi si è visto come è andata...". Non usa tanti giri di parole Rosi Mauro, numero uno della commissione Bilancio del Pirellone e segretario generale del Sindacato Padano, nel commentare il piano pensioni presentato in queste ore dal leader del Pd Walter Veltroni. L'intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal 1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l' anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e 55 mila euro l'anno. Questa operazione "sarebbe possibile mediante un'azione sulla leva fiscale", spiega Veltroni. Di tutt altro avviso Rosi Mauro che parla di una "proposta irricevibile" e attacca: "I pensionati e i giovani hanno problemi reali. ma così Veltroni gioca sulla loro pelle". ben diversa la strada da seguire, secondo l esponente leghista, per ridare fiato alle famiglie e alle persone anziane: "Il problema principale è di adeguare le pensioni al caro vita, a partire da quelle più basse. Ricordo che Cdl è stata l unica ad aumentare le pensioni minime". "Certo questo non basta", fa capire poi Mauro: "Bisogna reintrodurre una contrattazione territoriale o se preferite le cosiddette gabbie salariali". Perchè "la realtà ci parla di un costo della vita che varia di molto da Regione a Regione. E di questo non si può non tenerne conto". Non è un caso che la Lombardia sia stata la prima a introdurre una contrattazione regionale nell articolo 119. "Si deve partire da qui per avere pensioni e stipendi legati al reale costo della vita". Veltroni - annota ancora il consigliere regionale leghista - dà in pasto al Paese un libro dei sogni con la speranza di poter vincere le elezioni. ma da chi ha rapinato i lavoratori e le aziende del Tfr, non si può fidare". ieri anche Berlusconi ha replicato alla proposta del leader del Pd avanzando l idea di un adeguamento delle pensioni al costo della vita. "Si tratta di un fatto di giustizia perché i prezzi sono aumentati nell ultimo anno del 4% in media e del 12 e 14% per i beni di prima necessità come pane e pasta mentre le pensioni dell 1,6%". Successivamente anche Gianfranco Fini ha ribadito le posizioni di Berlusconi: "È positivo che si affronti il problema reale del potere d'acquisto delle pensioni. I pensionati hanno memoria e va ricordato che quando abbiamo governato furono poco meno di due milioni i pensionati che videro aumentate le pensioni minime a 516 euro". [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Il baby pensionato tradisce quelli veri (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Walter prende oltre 5mila al mese e parla di equità... Il baby pensionato tradisce quelli veri Roma - "Certamente Veltroni è un grande esperto di pensioni visto che a 52 anni lui la pensione già ce l ha per oltre 5000 euro al mese. Dopo di chè resta il fatto che l unica soluzione per garantire il potere di acquisto delle pensioni nel tempo è quello di indicizzarle al costo reale della vita dei pensionati, e non certo all indice medio nazionale dell inflazione, che non incide nella borsa della spesa dei pensionati". A parlare è il capogruppo di An alla Commissione Bilancio del Senato, Mario Baldassarri, commentando le dichiarazioni del leader del Partito democratico sulle pensioni. Facendo osservare che il governo Berlusconi, nel 2001, "è stato l unico ad aver aumentato sul serio le pensioni minime portandole da 270 a 516 euro al mese - continua Baldassarri -. Gli 81 centesimi al giorno di aumento concessi dal governo Prodi sono offensivi per gli stessi pensionati e smascherano le tante bugie del trio Prodi-Visco-Padoa Schioppa". Il senatore di An, poi, spiega come sia "evidente che i pensionati, oggi arrivano a fatica a fine mese, se ci arrivano, spendendo prevalentemente per alimentari, medicinali, assistenza, casa e bollette. Sono queste cinque voci che devono costituire il paniere specifico dell inflazione dei pensionati e portare quindi al recupero del potere di acquisto delle loro pensioni". "Il resto - conclude Baldassarri - è solo propaganda elettorale di chi prima nasconde di avere una pensione, e poi, colto con le mani nel sacco e a nervi scoperti, dichiara che dona tutto in beneficenza. Ma le ricevute fiscali di queste donazioni ancora non si sono viste, nè, tanto meno, i codici fiscali delle eventuali onlus alle quali sono state devolute. Resterebbe inoltre da spiegare come la sua famiglia arrivi a fine mese". C è anche una risposta pepata della Sinistra Arcobaleno: "La proposta Veltroni? Chi oggi propone questi aumenti non li ha fatti quando poteva vantare al governo 18 ministri su 25". Parola del capogruppo dei Verdi alla Camera, Angelo Bonelli. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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A Di Pietro non danno Giustizia Nel Pd è già lotta per le poltrone (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L ex pubblico ministero a caccia del ministero A Di Pietro non danno Giustizia Nel Pd è già lotta per le poltrone La campagna di Antonio Di Pietro, apertasi con grane giudiziarie e proseguita con la minaccia di far sparire due reti Mediaset, s infiamma ora contro gli alleati. Ai quali Di Pietro rinfaccia i veti - palesi e occulti - su un incarico da Guardasigilli per lui qualora Veltroni vinca le elezioni. Posizioni "incomprensibili e inaccettabili", tuona Di Pietro. L ex pm assicura che "almeno una decina di compagni" è pronta a sbarrargli la strada. Di nomi Di Pietro non ne fa, "tanto lo sanno tutti". Di certo in cima alla lista c è il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, che il 2 marzo, intervistato su Raitre da Lucia Annunziata, bocciò Di Pietro come possibile Guardasigilli: "Forse per la storia che ha Di Pietro, quello della Giustizia è il ministero meno adatto". L indomani, Di Pietro avrebbe replicato: "Mi sembra fuori luogo e fuori tempo dire ora chi deve fare il ministro di questo o di quell altro ministero". Il fossato tra l ex pm e via Arenula è stato allargato la scorsa settimana proprio da Veltroni: "Di Pietro ministro della Giustizia? Non è proprio nel novero delle cose di cui si discute". E se Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, segnala che "non c è alcun veto nei confronti di nessuno", in quanto "non c è stata alcuna discussione, finora, sulla composizione del governo", il ministro Vannino Chiti puntualizza: "Mi pare che Veltroni abbia detto, a proposito dell aspetto che riguarda Di Pietro e la giustizia, che non è opportuno". È improbabile che l alzata di scudi di Di Pietro (il quale ha sottolineato che "Mani pulite brucia ancora a molti, forse hanno il timore che voglia finire il lavoro, Berlusconi teme che cancelli le sue leggi vergogna") possa spianargli il cammino verso il ministero della Giustizia. Tanto più alla luce delle posizioni assunte dall ex pm nelle recenti dispute giudiziarie, basti pensare alle lance che ha spezzato a favore del gip milanese Clementina Forleo. In un intervista rilasciata alla stampa estera, Di Pietro risponde dettagliatamente a una domanda sul modo in cui affronterebbe "i tanti problemi della giustizia in Italia" qualora potesse guidare il dicastero di via Arenula. Non è tuttavia chiaro se la poltrona di Guardasigilli sia realmente tra gli obiettivi dell attuale ministro delle Infrastrutture. Il quale di certo sta cogliendo la palla al balzo per far parlare di sé. Tanto più alla luce di trend demoscopici non brillanti per l Idv, l ultimo sondaggio Lorien la relega attorno al 3 per cento in un quadro negativo anche per il Pd. Soggetto nel quale l Idv pareva pronta a confluire, non solo a livello di gruppo parlamentare. Ora però Di Pietro fa capire che l ipotesi è inesistente. E che non vuole essere "inglobato". Anche se il 13 febbraio invocava "un percorso verso un unità di intenti e di partiti, verso questo Partito Democratico che sarà un modello riformatore del paese, sulla falsariga di quello che avviene in altre democrazie occidentali". Nel Pd crescono i malumori per le diffidenze che Di Pietro fa ora emergere e per le sortite solitarie dell ex magistrato. Chissà se i maggiorenti del loft arriveranno a dare ragione a Marco Follini, tra i più contrari, non da oggi, all alleanza con l Italia dei valori. Il 9 febbraio, prima che Veltroni stringesse il patto con Di Pietro (siglato il 13 febbraio), in una lettera alla Stampa Follini scriveva: "Wittgenstein annota che il diavolo è nascosto nei dettagli. Ora, Di Pietro non è il diavolo, ma un alleanza del Pd con lui sarebbe molto più che un dettaglio. Credo profondamente che dovremmo evitarla. Abbiamo promesso di andare da soli, fissando una nuova regola e perfino dettando una nuova moda. Dobbiamo tenere il punto, fino in fondo. Una buona regola contempla eccezioni solo a prezzo della sua credibilità. Non ce lo possiamo permettere". Qualcuno, al loft, comincia a rimpiangere di non aver ascoltato la cassandra Follini. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Se conosci Veltroni non lo voti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica, da elettore orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni: " per le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa essere di qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi (e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci ( e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c... , "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù. Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno scritte sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che girano con i coltelli a strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se permettete suggerirei una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per comprare i manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di costituirsi parte civile nei confronti di questo signore e di fargli pagare i manifesti che ha rotto, è anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i dirigenti della Lega mi ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una domanda nel quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di Mussolini e il suo servizio militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero avere molti elettori mi chiedo quanti tra i candidati premier hanno fatto regolarmente il militare e quanti invece hanno ottenuto l'esonero grazie a medici particolarmente compiacenti o, peggio ancora, grazie alle amicizie politiche nelle sezioni giovanili dei vari partiti. Pericolosa abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione di abolire le zebre sugli attraversamenti, obbligando il conducente a dare la precedenza al pedone in ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché diventerebbe ancora piú difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il problema, come al solito basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i conducenti sono indisciplinati come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori di velocità vicino alle zebre; in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono innanzi tutto affari tuoi, dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare danni al di sopra di una certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana. In molte nostre cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al livello del marciapiede, ottenendo due risultati importanti: rallentare il traffico e permettere a disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le soluzioni, come si vede, ci sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri umani, è di solito tanto meschino dal detestare l'idea che il proprio mezzo possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è la medesima cosa? Perché si insiste tanto per venderla ad Air France quando c è un odiato Berlusconi e altri che si sono messi in lista per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con l Alfa Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un esauriente risposta; in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1 DIMITRI QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22 marzo che il territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal tunnel di Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti: la prima che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che avrebbero urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal maniera il territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la quarta: la Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista ligure della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto" lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2 CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo, che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte, evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre 100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4 milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat, pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Non solo i giovani oltraggiano (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Padania, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Se conosci Veltroni non lo voti LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica, da elettore orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni: " per le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa essere di qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi (e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci ( e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c... , "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù. Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno scritte sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che girano con i coltelli a strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se permettete suggerirei una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per comprare i manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di costituirsi parte civile nei confronti di questo signore e di fargli pagare i manifesti che ha rotto, è anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i dirigenti della Lega mi ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una domanda nel quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di Mussolini e il suo servizio militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero avere molti elettori mi chiedo quanti tra i candidati premier hanno fatto regolarmente il militare e quanti invece hanno ottenuto l'esonero grazie a medici particolarmente compiacenti o, peggio ancora, grazie alle amicizie politiche nelle sezioni giovanili dei vari partiti. Pericolosa abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione di abolire le zebre sugli attraversamenti, obbligando il conducente a dare la precedenza al pedone in ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché diventerebbe ancora piú difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il problema, come al solito basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i conducenti sono indisciplinati come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori di velocità vicino alle zebre; in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono innanzi tutto affari tuoi, dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare danni al di sopra di una certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana. In molte nostre cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al livello del marciapiede, ottenendo due risultati importanti: rallentare il traffico e permettere a disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le soluzioni, come si vede, ci sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri umani, è di solito tanto meschino dal detestare l'idea che il proprio mezzo possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è la medesima cosa? Perché si insiste tanto per venderla ad Air France quando c è un odiato Berlusconi e altri che si sono messi in lista per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con l Alfa Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un esauriente risposta; in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1 DIMITRI QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22 marzo che il territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal tunnel di Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti: la prima che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che avrebbero urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal maniera il territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la quarta: la Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista ligure della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto" lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2 CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo, che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte, evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre 100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4 milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat, pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione: 26/03/2008].

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Il battesimo liberale di Walter (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

STEFANO MENICHINI Se quest'anno non arriverà l'endorsement di Paolo Mieli, possiamo consolarci con quello del Wall street journal di ieri. Lo scambio non è neanche male: né le opinioni del Corriere né tanto meno quelle dell'house organ dei liberisti americani spostano voti in Italia. Adesso però siamo proprio sicuri (vero, Giuliano Ferrara?) che l'avversione a Berlusconi non è un fenomeno ristretto all'inetto salotto buono della finanza italiana, né a quei comunisti dell'Economist, ma è un sentimento più globalizzato. Sappiamo da anni quanto sia controproducente farsi belli dei giudizi espressi oltreconfine su Berlusconi. Infatti ci fermiamo qui, anche perché non c'era bisogno del Wsj per sapere che non c'è nulla di liberale, e neanche di liberista, nella destra berlusconiana, finiana, bossiana. Il problema che ci pongono gli gnomi di Wall street è un altro, e riguarda casomai il Pd. Perché ieri titolo, foto e articolo encomiastico rappresentavano un autentico battesimo liberale per Walter Veltroni. Un investimento su colui che appare, evidentemente, più credibile nei panni dell'indispensabile innovatore di un paese fermo. La domanda che ci sale inarrestabile è: diamine, è proprio così? Dopo aver atteso per dieci anni che fosse la sinistra riformista a scatenare la rivoluzione liberale in Italia, il Wsj ci annuncia che essa è possibile? E che Veltroni è davvero il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare le raccolte di Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa ha impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale. Conoscendo il nostro mondo meglio del Wsj, vediamo però ancora tante contraddizioni (per esempio nodi non sciolti coi sindacati) e soprattutto sappiamo che una malaugurata sconfitta elettorale potrebbe bastare, per scatenare la reazione e rigettarci indietro nel tempo e nella politica. Ecco allora a cosa serve l'endorsement di Wall street: a capire che per chi ci guarda da fuori il cambio è ormai consumato, e comincia anzi a definirsi una nuova identità (proprio ciò che mancava al Pd). Indietro non si torna, comunque vada il 14 aprile.

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Destra incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Come previsto, dopo Pasqua la campagna s'in amma. I sondaggi spaventano il Pdl Destra incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va nessuno "Ogni giorno il divario si accorcia, i sondaggi lo dimostrano, sono preoccupati". Parlando ieri in Sicilia, il leader del Pd ha accennato alla possibilità di un pareggio al senato, prospettata da uno studio di Ipr marketing. "Se sarà così ? ha detto Veltroni ? il Paese sarà ingovernabile per responsabilità di chi ha detto no alla riforma della legge elettorale". "Veltroni dice bugie. Non siamo preoccupati e al senato avremo trenta senatori di maggioranza", gli ha replicato il Cavaliere. Nel suo tour siciliano il candidato democratico ha rilanciato la sua sfida a Berlusconi sul confronto in tv: "Sono pronto a farlo dove vuole, quando vuole e come vuole. Andiamo a farlo nelle sue reti. Ma non scappi". È polemica, intanto, per la cancellazione della puntata di oggi di Porta a porta con Berlusconi in "solitaria" per rispetto della par condicio. "Una prepotenza ", dice il Cavaliere. Veltroni non avrebbe potuto partecipare ad un'analoga puntata, impegnato nel tour elettorale: ma conferma la sua la disponibilità al confronto con Berlusconi già a partire dalla prossima settimana. A PAGINA 2.

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Qualche aiutino può essere utile (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

(ch.g.) Il pareggio al senato ormai è considerato una probabilità. I vertici del Pd però non la cavalcano e non la evocano. Giusto: in campagna elettorale si parla di vittoria, non di pareggio. Se poi si perde, è stato detto, anche per un solo voto, allora meglio che governi Berlusconi piuttosto che un senato ingovernabile. La strategia di Veltroni e dei suoi è chiara: come Europa ha già scritto, il Pd sta puntando a una bella percentuale nazionale, più che andare all'attacco delle regioni in bilico. Dietro c'è un'idea della politica: un investimento su un bipolarismo maturo e semplificato fino a tendere al bipartitismo, su una democrazia dell'alternanza senza isterismi in cui il Pd, anche dall'opposizione, abbia respiro per consolidarsi e crescere in vista della prossima sfida per il governo dell'Italia. Tuttavia una parte degli elettori che credono nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire "post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere le elezioni e governare per i prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo centrodestra che fronteggerà il Pd in futuro. Qualche elettore potrebbe decidere che vale la pena provare a contrastare a questo esito, sfruttando la stupidità di un meccanismo elettorale che i Democratici hanno subito, che è stato pensato contro di loro e che contro la loro volontà non si è voluto cambiare. Il Porcellum, progettato su misura degli interessi di una parte, diventa schizofrenico se a sfidarsi sono più di due parti. Nelle regioni in cui la vittoria o la sconfitta del Pd al senato sono certe, e uno dei contendenti "minori" sia vicino al quoziente dell'8 per cento, qualcuno potrebbe decidere di votare "disgiunto" per la sinistra o l'Udc, per togliere qualche senatore al Pdl. Non si tratta di puntare al caos e all'ingovernabilità, ma a costringere un centrodestra non autosufficiente a cambiare un sistema che non funziona: forse ad aprire una stagione di riforme condivise. È un'alternativa un po' spericolata, ma è un'alternativa.

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DEBOLE (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 26-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Continua la campagna elettorale e i muri sono zeppi di manifesti. Che b'lssa. Siam di nuovo circondati di bei musi con le camicie di cemento e cravatte di marmo per dar senso di stabilità. Gente fotografata con la mano sul cuore e quella che non si vede sul... Molti son seduti alla scrivania. Per far vedere che lavorano. Invece si son messi lì prima di andare a fare l'happy hour... Casini nel manifesto elettorale c'ha una biffa che sembra che voglia sputare in testa a tutti quelli che gli passano sotto. Sorriso tirato.. Sembra che il fotografo invece che "sorrida" gli abbia detto "guardi che ha la bottega aperta...". In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare in tintoria. La Santanchè è mistica, santificata e santificante. Metafisica. Gli occhi rivolti al cielo. Sarà il botulino. Fini invece è fotografato di taglio, di sbieco, vent'anni fa però. Manca la foto di Berlusconi. Sì. I manifesti del Pdl sono senza foto, c'han solo il simbolone. Come facciamo adesso? Trovarmi la faccia di Berlusconi sui muri della mia città per me era una tradizione. Come trovare i piccioni in piazza San Marco. Cioè. Non vedere quel sorriso a tastiera d'organo senza diesis e bemolle, quegli occhietti a spillo strizzati che fa uno quando gli scappa la pipì... è brutto. Perché non han messo la foto di Berlusconi? Ha usato la stessa lozione di Ronaldo, gli son venuti troppi capelli e non sono riusciti a scontornarla? Dall'agitazione è venuto mosso? Secondo me è una strategia per stupire. Sono certa che si inventa qualcosa. Vedrai. Capace che si fa proiettare come il marchio di Batman sulle nuvole di notte. Frann. Oppure si fa costruire dei sosia di pannolenci e li appende ai balconi come i Babbi Natale di Cortina d'Ampezzo. Comunque sia, politici o no, farsi fotografare in primo piano è sempre un casino. Perchè si vedono le magagne del tempo. Più che le mille primavere si vedono i settanta, ottanta autunni. E' vero che ti sparano in faccia faroni da mille watt, che poi vieni piallata, con tutta quella luce del naso vedi poi solo due buchini, ma non basta. E' vero ancora che si lavora al computer di photoshop. Se il neo è troppo importante si clicca sopra e si riduce a icona, ma non basta. Si migliora la faccia da babaciu, si taglia e incolla l'orecchia a cerbottana, si assottiglia il collo da cinghiale della Val di Lanzo ma serve a poco. E' proprio il primo piano in sé che è un rischio. Guarda solo che foto abbiamo tutti sulla patente. Non so voi, ma io quando mi fermano i vigili più che per la multa sto male all'idea che vedano la foto. Sulla foto della patente di solito gli uomini sembrano o brigatisti Anni 70, o seminaristi cacciati per inclinazioni omosessuali. Le donne prostitute kabuki o mocie vileda. Io nella foto della patente ho 18 anni e sembro la nonna della Montalcini. Il mio boy il cugino di Gianduia.

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