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Paura
di Veltroni. Il signor tv in fuga dal confronto tv
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il Cavaliere
ha davvero paura della rimonta Paura di Veltroni. Il signor tv in fuga dal
confronto tv Gli uomini di Berlusconi sabotano il faccia-a-faccia. Il Pd li
vuole stanare Veltroni incalza, il Cavaliere scappa. Anche ieri il Pd, con
Bettini e Realacci, ha rilanciato la sfida al Pdl perché il suo leader,
Berlusconi, accetti il confronto in una faccia a faccia televisivo.
Berlusconi
dice che abolirà la par condicio intanto l'hanno già abolita i giornalisti
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
quello di
Berlusconi e quello di Veltroni, le percentuali sono queste: Tg1 34,1 ? 24,4;
Tg2 33,1 ? 26,8; Tg3 31,9 ? 28,6; Tg5: 38,7 ? 22,6; Tg4: 53,1 ? 23,5; Studio
Aperto: 40 ? 31,4; Tg La7: 48,2 ? 28, 7. Chi ha realizzato questa situazione? I
giornalisti, caro Di Piero, e chi, avendo il potere per ricondurli alla
legalità,
Veltroni
batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
due diverse
strategie per Pd e Pdl Veltroni batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio
FRANCESCO LO SARDO Dicono che si assomigliano, che si copiano. La verità è che,
anche in campagna elettorale, Veltroni e Berlusconi seguono tattiche e
strategie comunicative diverse. Lo si vedrà anche a partire dai prossimi
giorni, subito dopo la pausa per le festività di Pasqua.
Alitalia,
i bluff di Berlusconi e le opportunità del Pd
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
dichiara di
volere un governo Veltroni- Berlusconi, perché l'uno compensa i difetti
dell'altro e viceversa, interpreta il pensiero della maggioranza degli
italiani. E conclude dicendo, con la solita concretezza femminile: "Solo
così avremo un governo stabile per anni". Qualche candidatura che non c'è
da una parte e dall'altra, pronta ad uscire dal cilindro delle necessità
istituzionali,
L'ombra
di Napoli sulla campagna elettorale
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
arma temibile
nelle mani di Silvio Berlusconi. A sinistra si vuole attribuire la
responsabilità al solo Bassolino e si ostenta ottimismo, ma dall'inizio della
campagna Veltroni non ha ancora messo piede a Napoli". L'Economist batte
un altro tasto dolente delle cronache italiane: "Le condizioni
dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia sono state più dure del previsto,
Aiutini
a Fausto? <Impossibile> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni ha
spiegato molte volte che non è interessato ad una situazione nella quale
nessuno possa governare o a determinare scenari da grande coalizione. Il Pd è
interessato a creare le condizioni per vincere e governare il paese". In
effetti, da ultimo venerdì scorso, a Le invasioni barbariche, il leader del Pd
è tornato ad escludere ipotesi pasticciate:
La
censura al faccia a faccia televisivo sembra quella della Cina su Tibet e
Olimpia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
definitivi
contro il rifiuto di Berlusconi a un faccia a faccia in tv con Veltroni; e
contro la Rai, servizio pubblico, che dopo essersi prestata ai più bassi favori
all'uomo di Arcore (la scrivania di ciliegio con l'attaché Vespa, per il
"contratto con gli italiani"), non fa nulla per smuovere la sordida
insensibilità della Casta, che non vuole rischi democratici per il suo Nume.
Walter
e Silvio flop al voto della discoteca
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
nume attuale
di Veltroni, che solo poche settimane fa ha spedito Carmen Calvo, il suo
ministro della Cultura, in compagnia del segretario dei movimenti giovanili
dello Psoe, nella madrilena discoteca Ohm, ordinando loro di chiedere il voto
agli alfieri della movida, tra un acuto di Jocelyn Brown e un remix dei Depeche
Mode.
SCOMMESSA
SUL FUTURO ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi,
in risposta alla proposta di Veltroni, ha sostenuto che un adeguamento delle
pensioni all'indice dei prezzi è un fatto di giustizia sociale. L'attenzione
della campagna elettorale si è così concentrata sull'adeguamento delle pensioni
al costo della vita.
"Alitalia:
nessuno resterà a casa" ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
S'allarga il
fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a casa" Veltroni:
pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno
di Air France-Klm, Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è
"disposta ad assumere 180 giovani piloti. Giovedì faremo una proposta di
accordo quadro.
Hanno
criminalizzato in ogni modo il divertimento giovanile ora ne fanno le spese
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
un vero
esempio positivo della musicalità italiana" del quale, c'è da scommettere,
né Berlusconi né Veltroni conoscono neanche l'esistenza. "Non oso pensare
cosa avrebbe fatto Sarkozy se io fossi stato francese", sibila... "A
lor signori il nostro mondo non interessa. Quei sei milioni di discotecari sono
solo disgraziati, drogati e ubriaconi.
L'incubo
dei nanetti è destinato a pesare sulle ultime settimane di campagna e
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Eppoi perché
una vittoria di Veltroni e del Pd, che al Senato renderebbe strategico il
sostegno della Sinistra Arcobaleno a un eventuale ritorno del centrosinistra al
governo, al momento, nelle previsioni, continua a restare lontano dalla realtà.
L'annuncio
di Scajola "Berlusconi a Savona"
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
EX MINISTRO
HA INAUGURATO IL POINT ELETTORALE DEL PDL L'annuncio di Scajola
"Berlusconi a Savona" L'8 aprile comizio e pranzo con 1500
rappresentanti di lista [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Veltroni a Sanremo la
settimana scorsa; Berlusconi a Savona l'otto aprile prossimo. La sfida fra i
candidati premier delle due più importanti coalizioni si colora di Liguria.
Da
premier Berlusconi non ha fatto nulla
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Gli
elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perchè non ha venduto la
quota Alitalia quando ancora valeva qualcosa", aggiunge il quotidiano Usa.
"Il leader del centrosinistra, ex sindaco di Roma, Walter Veltroni,
sostiene che Berlusconi sta adottando comportamenti magniloquenti populisti
prima delle elezioni.
La
linea del Piave crolla, il 31 marzo non è più la data entro cui si salva
Alitalia. E il ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il rinvio
conviene a destra, perché solo se va al governo Berlusconi avrà gli argomenti
per mettere in piedi una cordata tricolore. E sforare i termini conviene pure a
Veltroni. Perché il tema Alitalia riporta in auge Prodi, il suo governo, le
liti tra ministri, e danneggia non poco la campagna elettorale Pd.
La
legge all'improvviso ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
è facile che
forniscano l'alibi perfetto al loro editore di riferimento. Il quale, dopo aver
abusato in ogni modo dei suoi mezzi (e dei nostri) ora sostiene, mentendo, che
non può affrontare Veltroni in diretta tv, perché la legge non lo consente. E
quando mai si è curato della legge? FRONTE DEL VIDEO.
Altalena
in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce: meno esternazioni, solo
notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni
auspica "disponibilità a trattare" da parte dei sindacati,
"duttilità" da parte di Air France. E, dopo le contraddizioni
interministeriali sui conti della compagnia e sulla sua autonomia finanziaria,
Veltroni chiede una "posizione unitaria" da parte del governo.
Pd:
da luglio 400 euro in più ai pensionati L'impegno di Veltroni: gli aumenti
maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno Berlusconi costretto a
inseguire. Il leader Pd: con ( da "Unita, L'"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
impegno di
Veltroni: gli aumenti maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno
Berlusconi costretto a inseguire. Il leader Pd: con le sue tv il Cavaliere
altera il gioco Se il Pd vince le elezioni, dal prossimo primo luglio i
pensionati ultrasessantacinquenni con un reddito fino a 25mila euro avranno un
aumento medio annuo di 400 euro.
Berlusconi
ha paura, ma vìola le regole con le sue tv
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni deve
attaccare. Cerca di scuotere. Non è un caso che il leader del Pd accompagna
l'attacco sulle televisioni di Berlusconi a parole durissime contro la mafia e
chi ha governato la Sicilia in questi lunghi anni di torpore e di clientelismo.
Tra
le belle coppie non c'è quella di Berlusconi
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Dieci secondi
a Veltroni, ancor meno a Casini, un minutone a Berlusconi, che ricorda il suo
glorioso passato e anticipa un magnifico futuro. Fede guida poi un finalino non
male con il direttore di "Chi", Alfonso Signorini. Si parla di belle
coppie, resistenti, impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede (e
Signorini nota: "Fede,
Il
doloroso obbligo di rispettare la legge
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi si
deve continuare ad accontentare del bello e cattivo tempo che può fare nelle
sue tv. Con l'appoggio di qualche amico in quella pubblica. "Non vuole
fare il confronto con me e mi dispiace". Walter Veltroni incalza il
Cavaliere e lui manda in campo il secondo colonnello, il poeta Sandro Bondi.
Il
forzista cerca di recuperare Anche noi faremo qualcosa
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
è lo stesso
candidato premier Silvio Berlusconi intervistato da Studioaperto su Italia Uno,
nel giorno in cui il leader del Pd Walter Veltroni annuncia aumenti per le
pensioni minime fin dal luglio 2008 Berlusconi rivendica che "il nostro
governo è stato l'unico ad aumentare davvero le pensioni minime, adesso il
problema è fondamentalmente uno: le pensioni non sono adeguate all'
Dopo
il rinvio a giudizio, stop alla prescrizione
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma che
"nel programma del Pd c'è scritto che 6-7 leggi ad personam vanno
abrogate. e quando ho parlato con Veltroni. si è impegnato a rivederle".
Oggi i gazebo Idv saranno nelle piazze d'Italia - la mappa su
www.italiadeivalori.it ne riporta un centinaio - per spiegare le proposte e far
conoscere i candidati.
Porta
a Porta e i sondaggi Via col vento
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni)
parla da un po' della rimonta in corso (effettivamente attestata da diverse
ricerche), e adesso aggiunge che potrebbe non essere colta del tutto dai
sondaggi, senza però mai disconoscere la regolarità dei loro metodi di
rilevazione, anche di quelli dai risultati meno favorevoli, che lo piazzano
distante dall'avversario.
Magdi
Allam? La conversione pubblica mi lascia perplesso Cara Unità, le conversioni
( da "Unita,
L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
domanda della
giornalista di cosa pensasse del faccia a faccia Veltroni-Berlusconi, ha
risposto che l'unico faccia a faccia che può chiedere Veltroni e quello con
Bassolino, poi cosa ne pensava del piano pensioni di Veltroni, ha risposto che
l'unico piano che può mettere in atto Veltroni è quello di tassare i Bot e i
Cct, stesso tono su Alitalia, ma vi sembrano risposte normali?
Pensioni,
duello tra pd e pdl ( da "Repubblica, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni:
aumentare subito le minime. Berlusconi: adeguiamole al carovita. Venerdì un
altro incontro Air France-sindacati Pensioni, duello tra Pd e Pdl Spinetta
rilancia: "Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello
a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle pensioni.
Veltroni:
no al poker sui lavoratori il pdl chiama prodi in parlamento
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
inaccettabile
speculare in campagna elettorale sul futuro di migliaia di persone Veltroni: no
al poker sui lavoratori Il Pdl chiama Prodi in Parlamento "Dov'erano i
figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la
gara" ROMA - Il caso Alitalia rimbalza anche in Parlamento, nonostante le
Camere sciolte.
Sfida
sull'aiuto ai pensionati veltroni: aumenti già da luglio - goffredo de marchis
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
aiuto ai
pensionati Veltroni: aumenti già da luglio Berlusconi: serve l'adeguamento al
costo della vita GOFFREDO DE MARCHIS ROMA - Una "mensilità" in più
per le pensioni fino a 25 mila euro, un assegno aggiuntivo più piccolo per
quelle che arrivano a 55 mila. "L'aumento del costo della vita è diventato
insostenibile, specie per la fasce più deboli.
Nel
piano pd "sollievo" per 2 milioni pdl alla riscoperta della scala
mobile - roberto mania ( da "Repubblica, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
L'intervento
proposto da Veltroni concentrato sul Nord, quello di Berlusconi più mirato al
Sud Nel piano Pd "sollievo" per 2 milioni Pdl alla riscoperta della
scala mobile Sotto il tiro di entrambi gli schieramenti la riforma Amato varata
nel '92 ROBERTO MANIA ROMA - Caccia al voto dei pensionati.
Rimoralizzare
la politica - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La proposta
di Veltroni di abbassare i compensi alla media europea è dunque giusta, ma
merita di essere messa bene fuoco, se non vuole rimanere un blando auspicio.
Molto più delle promesse ai pensionati, rappresenta un salto rispetto al passato,
la cui novità è da rimarcare.
Scala
mobile elettorale - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
si ribatte
con una proposta che potrebbe anche sembrare risolutiva ma ha il non lieve
difetto di essere priva di indicazione sia di tempo sia di spazio contabile. In
altre parole l'uovo che Veltroni propone oggi ai pensionati non potrà
soddisfarne i legittimi appetiti arretrati, mentre quella che Berlusconi fa
balenare per domani non è una gallina ma soltanto il suo coccodè.
LA
BATTAGLIA DEL CENTRO ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Abilità che
certo non manca a Berlusconi: per lui la campagna elettorale è in discesa. E'
invece in salita per la principale forza corresponsabile del governo passato,
il Partito democratico, ed è a Veltroni che è richiesto un sovrappiù di
capacità innovativa reale e di virtuosità mediatica.
La
cordata del silenzio ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni.
Ieri Bertinotti ha definito "stupidaggini " le accuse di un asse con
Berlusconi. E in effetti, se qualcuno pensasse che si tratti di una regìa
concordata, andrebbe fuori strada. La convergenza è oggettiva. Per questo, si
avverte una sintonia fra il vicepresidente di FI, Giulio Tremonti che vede
nell'atteggiamento verso Alitalia "
Spinetta
apre su piloti ed esuberi ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Bisogna
vedere qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha davvero degli
imprenditori. In mattinata il leader del Pd, Walter Veltroni, forse annusando
la possibile svolta, aveva rotto gli indugi esprimendo una preferenza per i
francesi: "Alitalia - aveva detto - ha bisogno di una soluzione al suo
problema strutturale: allo stato delle cose questa soluzione si chiama Air
France"
Veltroni,
duello con Berlusconi sulle pensioni
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
REDAZIONALE I
leader di Pd e Pdl Veltroni, duello con Berlusconi sulle pensioni ROMA - Sulle
pensioni nuovo duello tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Il leader del Pd
propone, utilizzando la leva fiscale, un "bonus" già da luglio
prossimo attorno ai 400 euro l'anno per i pensionati con assegno fino a 25 mila
euro.
Veltroni
e il piano pensioni <Più alte già da luglio>
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi è
immobile sei punti avanti, il Pd ruba voti a sinistra ma non al Pdl e a
Veltroni non resta che inseguire il Cavaliere sul suo stesso terreno,
presentare a Roma la proposta sulle pensioni e poi riprendere il viaggio,
salire su un jet privato e volare a Trapani per la tre giorni siciliana.
Battaglia
al centro ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
è a costo
zero solo quando si è convinti che vincerebbe Berlusconi in ogni caso e non ci
sarebbe "voto utile" che potrebbe rovesciare la situazione. Se il
vantaggio del Pdl cominciasse a ridursi i voti utili potrebbero fare la
differenza tra Berlusconi e Veltroni e non pochi, nella sinistra tradizionale,
potrebbero riconsiderare le loro scelte.
Berlusconi:
le adeguerò tutte all'inflazione ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni
offre una novità sulle pensioni, passano poche ore e il Cavaliere chiama Studio
Aperto per replicare sullo stesso tema. "Incrementi già da luglio",
promette Veltroni e il leader del Pdl rilancia: "Noi le adegueremo al
carovita, perché il problema numero uno è quello di adeguare le pensioni più
basse ai prezzi,
Corriere
della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13
categoria: ALT... ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Veltroni.
Ma Mussi c'entra poco". Perché? "Personalmente ho un solo scopo.
Battere Berlusconi". Chissà cosa ne dirà Mussi. Paolo Conti Ricerca A
sinistra, Fabio Mussi ministro dell'Università. In alto, a sinistra Lucio
Villari e a destra Sebastiano Maffettone.
<Veltroni
disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo>
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni
disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo" MILANO -
Veltroni e Berlusconi? Per lui pari sono. Con due differenze: una leggera
("la elle del Pdl che nel Pd non c'è"). L'altra di peso: il Cavaliere
andrà a Palazzo Chigi ("la sua vittoria è segnata") mentre Veltroni
consegnerà alla sinistra la "più dura sconfitta della sua storia"
Famiglia
Cristiana, attacco a Mastella: dia in beneficenza l'assegno da 300mila euro
( da "Corriere
della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Dopo
Veltroni, Berlusconi e altri politici di casa nostra, ora se la prende anche
con il già tartassato, nonché cattolico, Clemente Mastella. In particolare per
il fatto che, nonostante abbia rinunciato a ricandidarsi, "per reinserirsi
a Ceppaloni" ora prenderà "un modico assegno di 300 mila euro".
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Walter
Veltroni presenta una proposta di "bonus" immediato. Berlusconi:
"Siamo stati gli unici ad aver aumentato le minime davvero". Fini:
Prodi ha aumentato le imposte ai pensionati. Cronache Mozzarelle, stretta da
Tokyo Allarme diossina, da Tokyo più controlli sulle mozzarelle.
Ars,
i sopravvissuti di tangentopoli - emanuele lauria
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Sicilia la
rivoluzione di Veltroni e Berlusconi sembra fermarsi a quelle. Almeno in parte.
E gli uomini? Eccoli, arrivano dritti dal passato. In primis, Raffaele
Lombardo, il candidato governatore del centrodestra che attraversò con qualche
impaccio quella stagione: era assessore agli Enti locali, fu arrestato per una
storia di concorsi truccati alla Usl di Catania ma poi assolto.
"camorra
cancro del mezzogiorno" - angelo carotenuto
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
forti chieste
da Saviano a Veltroni, per ora arrivano da Massimo D'Alema, a Scampia,
nell'Auditorium affollato, dove mafia e camorra vengono chiamate per quello che
sono. "La cancrena del Mezzogiorno". Eccola, la politica che non tace
dinanzi alla criminalità, con il capolista alla Camera del Pd che racconta
quanto sia lunga la battaglia: "Ma lo Stato non sta con le mani in mano.
Camper
e navi, pdl in marcia sui rifiuti - roberto fuccillo
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
uno dei
depliant in distribuzione allinea i faccioni dei leader del centrosinistra,
Fassino e Veltroni, D'Alema e Prodi, Visco e Rutelli, Bassolino e Iervolino.
"Eppure ne manca uno - si osserva nel camper - si sono scordati
Pecoraro". Pecoraro e Bassolino sono ovviamente sinonimo di spazzatura, la
causa principale che dovrebbe dare la vittoria al Pdl qui in Campania.
"i'm
pd", ora anche veltroni ha il suo spot videomusicale
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Milano La
curiosità Lo hanno realizzato i giovani milanesi sulle note dei Village People
"I'm Pd", ora anche Veltroni ha il suo spot videomusicale L'hanno
girato a Milano e da ieri impazza su You Tube. è un video clip destinato,
secondo gli ideatori, a diventare l'inno della campagna elettorale di Veltroni.
Titolo, "Si può fare con Walter". Ritornello, "I'm Pd".
SONO
ormai poco meno di 17 milioni le persone che in Italia fruiscono di una
pensione; e sono po ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Con Veltroni
che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno, le pensioni per i
titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde promettendo di
legarle al costo della vita. Il tipo di promessa dei candidati non è però solo
una questione legata alla folla di pensionati, che significa folla di elettori.
Pensioni,
duello Veltroni-Berlusconi ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nel rush
finale della campagna elettorale irrompe la previdenza. Casini: è un gioco a
chi la spara più grossa Pensioni, duello Veltroni-Berlusconi Il leader Pd:
aumenti fino a 400 euro da luglio. Il Cavaliere: aggancio all'inflazione reale.
ROMA
Sono le pensioni il nuovo terreno dello scontro elettorale. Veltroni, propone
di rivalutare di ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Immediata la
replica di Berlusconi: "Il mio governo ha già innalzato le minime",
ricorda. E promette di adeguare gli assegni degli anziani al costo della vita.
Fini accusa: "Prodi ha tassato la previdenza". Il leader dell'Udc,
Casini, raccomanda che "il fisco sia amico delle famiglie" e accusa:
"Sulle pensioni si sta giocando a chi la spara più grossa"
Controffensiva
I sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e
previdenza ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni va
sulle pensioni La guerra delle promesse: per uscire dall'angolo di Malpensa,
400 euro di aumento a sei milioni di anziani Veltroni ci prova, ad uscire
dall'angolo di Malpensa in cui l'ha chiuso Berlusconi. Prima con la
proposta-choc, presentata ieri, di un aumento delle pensioni, per età e per
reddito,
Segue
dal loft ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ieri Veltroni
ha illustrato la proposta, su cui hanno lavorato il guru del programma Morando,
l'ex ministro Treu, e l'economista Stefano Fassina, di "un intervento
immediato" sul fronte delle pensioni. Che riguarda i pensionati di oltre
65 anni e determinerebbe, a partire da luglio, un incremento medio di quasi 400
euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro l'
Proposta
( da "Riformista,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi o
Veltroni dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i
dipendenti della compagnia di bandiera. Perché non fare votare loro, pro o
contro il piano industriale di Air France? La proposta viene dal professor Ugo
Arrigo, economista dell'università di Milano-Bicocca e blogger
pro-liberalizzazioni.
Sicilia
fisionomia del candidato potente ( da "Riformista, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Catania e
Messina -, Walter Veltroni si troverà di fronte a una novità, un colpo d'occhio
un po' speciale, come lo Statuto autonomo dell'isola che è andato a visitare.
Per le strade assolate non troverà come nelle altre regioni d'Italia i
maxicartelloni con il suo volto sorridente o quello di Berlusconi.
Con
Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'ann
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Di ANTONIO
GOLINI Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno,
le pensioni per i titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde
promettendo di legarle al costo della vita. Il tipo di promessa dei candidati
non è però solo una questione legata alla folla di pensionati, che significa
folla di elettori.
La
cura del ferro proclamata da Rutelli nel 1993 è stata un fallimento . Basta
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
E nel viaggio
di ritorno, nel corso di un confronto volante con alcuni passeggeri, c'è stato
spazio anche per una battuta. A una ragazza che auspicava comunque l'alternanza
in Campidoglio, Alemanno ha risposto: "Purchè non si tratti di alternanza
fra Rutelli e Veltroni...". M.Ev.
ROMA
- No a chi la spara più grossa pur di vincere. No ad alleanze con Silvio
Berlusconi dopo i ( da "Messaggero, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
No ad
alleanze con Silvio Berlusconi dopo il voto. No al "trasformismo" del
Pd. Picchia duro Pier Ferdinando Casini. Non risparmia critiche al Cavaliere nè
a Walter Veltroni. Li accusa di "giocare con l'argomento pensioni, facendo
a gara a chi la spara più grossa. Ma sono chiacchiere da campagna elettorale
fatte oggi pur di raccattare voti- osserva-
ROMA
Toto ministri? No, sarebbe meglio chiamarlo Totò ministri. Perchè
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ma Veltroni
no e poi no: via Arenula a Tonino proprio non gliela vuole dare ma qualche nome
di ministro lo vuole annunciare e lo farà la prossima settimana. Per fortuna,
nel Pd, qualcuno se la ride. Bersani: "Perchè non facciamo io alla
Giustizia e Di Pietro all'Economia?
Dopo
l'Alitalia, le pensioni. All'indomani dell'exploit berlusconiano di u
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Così mentre
Rosi Bindi denuncia che Berlusconi "non sa di cosa parla" perché non
indica come sostenere finanziariamente la sua idea, Emma Bonino sostiene una
cosa simile ma per il verso opposto: bene Veltroni a patto che ci sia la
copertura, perchè non si può aumentare il debito pubblico.
Dal
nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e gi
( da "Messaggero,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
che Veltroni
porta l'affondo più acuminato. "La destra ha fatto male alla
Sicilia", urla tra gli applausi. E sciorina un carniere di malefatte, con
dati e numeri, da brivido. La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi
posti in tutte le classifiche sociali", sicché se l'occupazione in Italia
è al 58,7 per cento,
"Meglio
la nostra ricetta, è una sorta di scala mobile e costerà molto meno"
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni ha
presentato una dettagliata proposta del Pd sulle pensioni. Alle quali il
programma del Pdl dedica invece solo una riga, "graduale e progressivo
aumento delle pensioni più basse". Ci dice su quali ipotesi state
lavorando? "Noi proponiamo un pieno adeguamento semestrale, ovvero
calcolato sull'inflazione del semestre precedente,
Dal
Popolo della libertà Fini attacca La realtà è che la sinistra ha alzato le
imposte ai pensionati ( da "Stampa, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
per la prima
volta Veltroni ha iniziato a cambiare toni e linguaggio nei confronti di Silvio
Berlusconi. Dai cantieri navali di Trapani (davanti a 400 persone) Veltroni ha
paragonato Berlusconi ad Achille Lauro. Alludendo alla vicenda dell'Alitalia,
il leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle
elezioni si prometteva la scarpa destra e poi,
Veltroni:
aumenti delle pensioni ai primi di luglio
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
anno
Berlusconi: "Noi le adegueremo al caro vita" [FIRMA]STEFANO LEPRI
ROMA Walter Veltroni presenta una proposta dettagliata sulle pensioni, Silvio
Berlusconi in risposta ne abbozza una sua. Che le pensioni, o molte di esse,
siano rimaste indietro rispetto al costo della vita le ritengono entrambe le
grandi forze politiche.
Paese
da terzo mondo ma con tasse scandinave
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni,
Berlusconi, Casini etc., basta con le vostre chiacchiere, sprechi e privilegi.
Basta con gli stipendi italiani più bassi e le retribuzioni dei parlamentari
più alte d'Europa". Il settimanale dei Paolini deplora l'"impotenza
dei politici e la povertà delle famiglie", criticando dal
"baby-pensionato da 5 mila euro al mese"
"veltroni
e berlusconi più fondi alla ricerca"
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi più fondi alla ricerca" Una lettera per chiedere a Silvio
Berlusconi e Walter Veltroni cosa hanno intenzione di fare per la ricerca del
nostro paese. La invieranno alle riviste scientifiche Nature e Science Silvio
Garattini, Rino Rappuoli responsabile dei vaccini alla Novartis e Ivano Bertini
del Cerm di Firenze.
Quel
mendicante di dalla che sferza i potenti in dialetto - francesca parisini
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
verso a
Berlusconi e Veltroni e, con loro, alla società attuale. Bene, è più o meno ciò
che andrà in scena sabato sera (ore 20.30) al Teatro Duse, con la
"Beggar's Opera" che John Gay scrisse nel 1728 per mettere alla
berlina l'Inghilterra dei politici e dei potenti del tempo, raccontati però
attraverso il mondo dei mendicanti e dei vagabondi che affollavano le città del
Settecento.
"berlusconi
non vuole il duello tv" - giovanna casadio
( da "Repubblica,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
portavoce del
Cavaliere assicura che "il confronto con Veltroni" farebbe
"aumentare di 10 punti il vantaggio che già gli italiani assegnano a
Berlusconi". Replica di lì a poco il ministro Paolo Gentiloni: "Berlusconi
dica se teme il faccia a faccia tv, che è un diritto degli italiani e un dovere
farlo".
Flores
d'arcais: ho cambiato idea voto pd per evitare 5 anni di berlusconi - carmelo
lopapa ( da "Repubblica, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
se
contribuiamo a far avere alla coalizione Veltroni-Di Pietro-Bonino un solo voto
in meno rispetto alla coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, avremo
cooperato irreversibilmente a cinque anni di governo Berlusconi, seguiti da
altri suoi sette anni al Quirinale. Dodici, non possiamo permettercelo".
Il
duello tv non spaventa Silvio e Walter ma gli altri candidati premier
( da "Panorama.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
[1] Silvio
Berlusconi e [2] Walter Veltroni complice anche il clima di fair play di queste
settimane non si sono mai detti contrari. Ma a remare contro è, o sembra
essere, la legge in vigore, ovvero la [3] par condicio. Quella stessa che il
Cavaliere ha promesso di abolire "perché rende tutti uguali".
ANTICIPAZIONI
( da "Manifesto,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
14 Intervista
a Veltroni Il leader del Pd racconta la sua Italia in vista del voto:
"Perché penso di vincere". Domani sul manifesto Al voto Tv, Walter si
riscopre anti-berlusconiano A PAGINA 3 Diossina Anche Tokyo dice no alle nostre
mozzarelle A APGINA 6 Iraq È guerra a Bassora nel cuore del petrolio A PAGINA
9.
Il
voto appeso a una cordata ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Alitalia ha
offerto a Berlusconi lo spunto per tornare sulle prime pagine dei giornali,
tagliando l'erba sotto i piedi a Veltroni. In Italia nessuno è felice di cedere
Alitalia ai francesi, ma l'ipotesi dell'italianità della compagnia (avanzata da
Air One con l'appoggio di Banca Intesa) purtroppo non aveva gambe per
camminare.
Tv,
alla fine Walter attacca Silvio ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ma qualche
ora dopo Walter Veltroni, rompendo un silenzio più che sospetto, è uscito allo
scoperto, andando oltre e toccando uno dei nervi più scoperti di Berlusconi: il
conflitto d'interessi. Il leader del Pd, davanti alle 10mila persone che lo
hanno ascoltato a Palermo per la prima giornata del suo tour in Sicilia, ha
aperto uno squarcio nella pax col Cavaliere,
Scripta
manent ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Rutelli,
Casini (con l'anello nuziale), D'Alema, Berlusconi, Bertinotti (senza anello
nuziale). Cose più serie? Un altro sondaggio, e butta male ancora una volta: su
1.560 cittadini intervistati, il 42% andrebbe a cena con Berlusconi (paga
lui?), il 33% con Veltroni, che però è il compagno (di viaggio!
Un
tocco rutelliano per la rimonta ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
quello che
cercava di stanare Silvio Berlusconi, refrattario al confronto tv, sfottendolo:
"Ha una fifa blu". Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, dopo
aver mandato per giorni avanti i suoi, si fa sotto personalmente sfidando il
Cavaliere - che "se la dà gambe", dice - al duello televisivo.
Veltroni
si butta sui poveri pensionati ( da "Manifesto, Il"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Walter
Veltroni, che da Palermo - "feudo" del Pdl di Berlusconi - ha parlato
a una delle classi più disagiate del paese, gli over 60 con assegni sotto la
soglia di povertà. La ricetta cerca di essere più immediata possibile, una
cifra tonda tonda offerta come "premio" post vittoria elettorale: 400
euro in più (l'anno)già a partire da luglio 2008,
Conflitto
di interessi, terzo mea culpa: una legge che dovevamo proprio fare
( da "Manifesto,
Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Unione
avrebbe fatto "una legge rigorosa" in base alla quale se Berlusconi
si vorrà ricandidare "dovrà prima sistemare la sua situazione". Ed
eccoci qui: Berlusconi non ha risolto niente (semmai ha rafforzato,
arricchendosi), si ricandida senza problemi, si avvia persino a rivincere e
Veltroni può solo ricordarsi del conflitto di interessi.
DI
PIETRO SI ALLINEA AL PD: DECIDA IL PROSSIMO ESECUTIVO. VELTRONI E CASINI: DA
BERLUSCONI SOLO PROPAGANDA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Di Pietro si
allinea al Pd: decida il prossimo esecutivo. Veltroni e Casini: da Berlusconi
solo propaganda.
CORDATA
VIRTUALE , IL GOVERNO SI RICOMPATTA
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
erano i
figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati e non hanno messo i
soldi?" Domande simili a quelle del candidato premier del Pd Walter
Veltroni, che attacca il Cavaliere seppure senza mai pronunciarne il nome:
"L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una festa di
compleanno è una cosa che non si può immaginare.
SI
SANA SOLO L'INFLAZIONE PREGRESSA ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La proposta
di Veltroni arriva tardi: sana solo l'inflazione già trascorsa. Berlusconi,
invece, promette solo di aumentare le pensioni senza nemmeno porsi il problema
di dove trovare i soldi". Secondo Felice Roberto Pizzuti, docente di
politica economica alla Sapienza e da più di un decennio curatore del rapporto
annuale sullo stato sociale,
MARIA
PAOLA MILANESIO ROMA. IL PROGRAMMA è AMBIZIOSO: SE VINCERà IL PD, DA LUGLIO
NELLE ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
non considera
realizzabile il progetto di Veltroni. Giulio Tremonti, il candidato più
accreditato all'Economia in caso di vittoria di Berlusconi, mette in guardia
dalle promesse: "Hanno in mente solo le tasse, quelle che aumenteranno sui
Bot, sui Cct e sui depositi bancari". Per Roberto Calderoli le pensioni
vanno legate all'inflazione reale,
DUELLO
TV, IL PD RILANCIA IL MATCH. CASINI: INCOERENTI
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
il confronto
aumenterebbe il vantaggio Pdl Pd ancora all'attacco di Berlusconi sul finora
mancato duello tv. Questa volta, però, è Walter Veltroni a scendere
direttamente in campo: "Ritengo molto strano e un segno di debolezza che
non si voglia fare il confronto tv. Ci si sottrae ma si utilizzano le proprie
tv per violare le regole" attacca dalla Sicilia.
D'ALEMA:
ECCO I NOSTRI ATTI CONTRO LE COSCHE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Walter
Veltroni in testa - ad esprimersi con chiarezza contro la criminalità organizzata,
ecco che il vicepremier Massimo D'Alema, capolista del Pd per Campania 1,
replica ricordando in concreto quello che finora la politica ha fatto. Dice
D'Alema parlando a Scampia, davanti alla platea che gremisce la sala del centro
polifunzionale della municipalità:
Famiglia
Cristiana nel partito di Grillo: contro la Casta avida di privilegi
( da "Panorama.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
fare rima con
le denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani:
"Cari politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le
chiacchiere. È così impegnativo garantire più 'bene comune' e meno
privilegi?" E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa
politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del
"V-day" del comico genovese.
Prodi
vede sfumare l ultimo affare. E medita vendetta
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Subodorando
anche questa sconfitta, Romano ha deciso di vendicarsi: quando Veltroni
arriverà nella sua Bologna, sarà lì, dietro di lui, a ricordare a tutto il
Paese che Veltroni e Prodi sono la stessa cosa". [Data pubblicazione:
25/03/2008].
Il
sogno di Veltroni: <Basta parlare di Alitalia> Tremonti: <Prodi pensa
di essere ancora all Iri> ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il sogno di
Veltroni: "Basta parlare di Alitalia" Tremonti: "Prodi pensa di
essere ancora all Iri" Roma - Le richieste della Lega Nord, subito
sottoscritte dal Pdl, stanno smuovendo qualcosa. Il Presidente della Camera dei
deputati, Fausto Bertinotti, ha infatti convocato per questa mattina la
Conferenza dei presidenti di gruppo.
Quell
intesa datata 1997 Prodi-Air France
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Qualcuno
sussurra anche per non far piacere a Veltroni. In questo modo si alienavano il
Nord: una pesante sconfitta di Veltroni poteva rimettere in discussione il
Pd". Tutte le strade non portavano più a Roma. Ma con franchezza, Galli,
lei come uscirebbe dallo stallo? "La cosa migliore? Lasciar fallire
Alitalia, come è accaduto con Swiss Air, e far entrare una nuova cordata.
Lega
e Pdl: vicenda fuori controllo, i ministri riferiscano in Aula
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
apre alla
cordata italiana organizzata da Berlusconi. Il balletto dell Esecutivo sulla
vendita della compagnia di bandiera ad Air France rischia di fare molto male ad
Alitalia e Malpensa, "ma anche" ai sogni di gloria di Walter Veltroni.
Davanti a uno scenario tanto imbarazzante, però, la Lega chiede di fermare le
bocce sul tavolo e pretende spiegazioni.
Svendo
io! No tu no ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
riesca in ciò che ha annunciato. Che rappresenterebbe una debacle per lui e
compagni. Prendete Veltroni, l altra faccia di Prodi. A parte le barzellette
sul paese risanato , puntualmente sputtanate e smentite da mezzo mondo oltre
che da tutti gli organismi italiani e internazionali, il Walter che è in
politica e vive di politica da quando era bambino pretende che in 48
Walter
inchiodato a meno nove. Vola l alleanza Lega-Pdl
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
L alleanza
guidata da Silvio Berlusconi sale al 44,4 per cento, guadagnando quasi un punto
e mezzo rispetto al livello raggiunto - 43,2 - il 18 febbraio, giorno della
prima rilevazione. La coalizione guidata da Veltroni non esce dallo stallo ed è
ferma al 35,2, una percentuale di consensi superiore al 33,8 del 18 febbraio,
ma in netto calo rispetto al 36,
Se
il Pd ha solo cambiato facciata ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Alema e
Veltroni. Questi signori prima hanno fatto sparire il termine
"comunista" dai loro simboli, poi hanno tolto di mezzo anche il
riferimento di "sinistra", e sono arrivati a proporre il Partito
democratico di questi giorni. Sempre gli stessi hanno lasciato falce e martello
per un breve periodo ai Bertinotti ed ai Diliberto,
Per
i bookmaker inglesi Silvio allunga
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La quota di
Berlusconi vincitore è scesa ulteriormente, da
Mauro:
<Promettono soldi a tutti Alla fine si è visto come è andata con lo scippo
del Tfr...> ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni - annota
ancora il consigliere regionale leghista - dà in pasto al Paese un libro dei
sogni con la speranza di poter vincere le elezioni. ma da chi ha rapinato i
lavoratori e le aziende del Tfr, non si può fidare". ieri anche Berlusconi
ha replicato alla proposta del leader del Pd avanzando l idea di un adeguamento
delle pensioni al costo della vita.
Il
baby pensionato tradisce quelli veri
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Certamente
Veltroni è un grande esperto di pensioni visto che a 52 anni lui la pensione
già ce l ha per oltre 5000 euro al mese. Dopo di chè resta il fatto che l unica
soluzione per garantire il potere di acquisto delle pensioni nel tempo è quello
di indicizzarle al costo reale della vita dei pensionati, e non certo all
indice medio nazionale dell inflazione,
A
Di Pietro non danno Giustizia Nel Pd è già lotta per le poltrone
( da "Padania,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
su un
incarico da Guardasigilli per lui qualora Veltroni vinca le elezioni. Posizioni
"incomprensibili e inaccettabili", tuona Di Pietro. L ex pm assicura
che "almeno una decina di compagni" è pronta a sbarrargli la strada.
Di nomi Di Pietro non ne fa, "tanto lo sanno tutti". Di certo in cima
alla lista c è il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini,
Se
conosci Veltroni non lo voti ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
In fondo
sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più
facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a
quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che essere
tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c.
Non
solo i giovani oltraggiano ( da "Padania, La"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
In fondo
sulle pensioni il primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più
facile per lui farci un aumento, sa come fare oltre che dire! E poi... a
quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più che
essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c.
Il
battesimo liberale di Walter ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
E che
Veltroni è davvero il suo profeta? A partire dal Lingotto (e prima, sfogliare
le raccolte di Europa per credere) abbiamo scritto che sì, il momento era
arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa
ha impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale.
Destra
incagliata al senato, Berlusconi bloccato in tv
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
bloccato in tv La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va
nessuno "Ogni giorno il divario si accorcia, i sondaggi lo dimostrano,
sono preoccupati". Parlando ieri in Sicilia, il leader del Pd ha accennato
alla possibilità di un pareggio al senato, prospettata da uno studio di Ipr
marketing.
Qualche
aiutino può essere utile ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Tuttavia una
parte degli elettori che credono nella scommessa di Veltroni potrebbe decidere
di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire
"post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere
le elezioni e governare per i prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo
centrodestra che fronteggerà il Pd in futuro.
DEBOLE
( da "Stampa,
La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
In quello del
Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di
Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce
delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in
altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare
in tintoria.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Tre settimane al
voto, parte il rush nale. Il Cavaliere ha davvero paura
della rimonta Paura di Veltroni. Il signor tv in fuga dal confronto tv Gli uomini di Berlusconi sabotano il faccia-a-faccia.
Il Pd li vuole stanare Veltroni incalza, il Cavaliere scappa. Anche ieri il Pd, con Bettini e
Realacci, ha rilanciato la sfida al Pdl perché il suo leader, Berlusconi, accetti il confronto in una
faccia a faccia televisivo. E anche ieri lo staff del Cavaliere, per
voce di Paolo Bonaiuti, ha suonato la ritirata strategica: "Il confronto è
la negazione della loro stessa par condicio, nella vana speranza di dare un
minimo di ossigeno al loro candidato". Per la verità era stato lo stesso Berlusconi a dirsi a disponibile al confronto tv, salvo poi
negarsi tramite i suoi collaboratori, impedendo l'organizzazione del duello con
Veltroni. Ma il Cavaliere è in fuga anche da altre
trasmissioni, giudicate scomode. Il responsabile informazione del Pd Marco
Follini ieri ha invitato le reti Mediaset "a correggere la disparità di
trattamento a favore del Pdl che la stessa Agcom ha rilevato e che ha
sbilanciato il confronto televisivo, in questa prima fase di campagna
elettorale, tra le parti in campo". Modificando i suoi programmi, intanto,
Berlusconi ha deciso di battere a tappeto in tandem
con Fini il Lazio, una delle regioni in bilico.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
FEDERICO ORLANDO
Cara Europa, leggo nella settimanale rubrica di Giovanni Valentini "Il
sabato del villaggio" (immagino il villaggio globale dei media) che Berlusconi "annuncia, minaccia o promette che la legge
sulla par condicio sarà una delle prime a venir abrogata" dal suo
eventuale governo. Se è vero, cosa intende fare il Partito democratico, far
rispettare la legge che c'è e, domani, spingere alla risoluzione dei veri nodi
che stanno "a monte" e per i quali il governo dell'Unione non ha
fatto niente? AMEDEO DI PIERO, ROMA Caro Di Piero, davvero non lo so, anche
perché l'Italia è, come diceva Manzoni, il paese del sopire: "tacere
sopire, sopire dormire". Da millecinquecento anni. Il potente ha sempre
ragione, e se qualche pazzo, isolato o no, si ribella, per lui una volta c'è la
mordacchia, un'altra il manganello. Ma è l'eccezione. La regola è subire,
sopire, non far chiasso. Perciò non ci credo che Berlusconi
abolirebbe la legge sulla par condicio. Per due ragioni. La prima l'ha scritta
proprio Valentini: si attirerebbe addosso una canea mondiale, in sede di Unione
Europea e di Nazioni Unite: tutti a volerci veder chiaro, a denunciare (come
fosse cosa nuova) l'"anomalia italiana", unica al mondo, col
presidente del consiglio padrone di tutta la tv privata e anche imbavagliatore
della tv pubblica. Gli osservatori e le inchieste internazionali, che oggi la
presidente del Congresso americano signora Pelosi invoca contro la Cina per il
Tibet, domani li invocherebbero Merkel e Zapatero, Brown e perfino Sarkozy
contro l'Italia. Berlusconi non è fesso e in simile
situazione non ci si mette. Anche perché ? e questa è la seconda delle due
ragioni ? non è affatto necessario abolire una legge che finge di proteggere i
cittadini tutti, quando è così semplice continuare a non farla rispettare,
proprio come se non ci fosse. A che servono procuratori della repubblica e
giornalisti, se non a sopire, insabbiare, annusando la direzione prima ancora
che il vento sopraggiunga? Come ben dice Petruccioli, a cui non creano
imbarazzo i rilievi al Tg1 e al Tg2 del garante della comunicazione, la par
condicio sta a valle di una serie di porcherie (il termine è mio) non risolte
né dalla destra né dalla sinistra né dal centro: e cioè la legge antitrust, il
regime delle concessioni, il conflitto d'interesse, la governance della Rai, le
obbligazioni della tv privata in materia di servizi pubblici. Lei avrà visto
certamente i dati dell'ultima settimana, forniti dal garante: limitandoci al
confronto (tempo di parola e commento redazionale) fra i due gruppi politici
maggiori, quello di Berlusconi e quello di Veltroni, le percentuali sono queste: Tg1 34,1 ? 24,4; Tg2 33,1 ? 26,8;
Tg3 31,9 ? 28,6; Tg5: 38,7 ? 22,6; Tg4: 53,1 ? 23,5; Studio Aperto: 40 ? 31,4;
Tg La7: 48,2 ? 28, 7. Chi ha realizzato questa situazione? I giornalisti, caro
Di Piero, e chi, avendo il potere per ricondurli alla legalità, non vede
e non sente. Ammesso che ci sia qualcuno che abbia quel potere. A giudicare
dalla strafottenza con cui qualche "direttore" dice "io questa
legge non la rispetto", parrebbe di no. E con un popolo che prende
schiaffi e calci in questo modo, lei pensa che Berlusconi
si attirerebbe i fulmini del mondo abolendo la par condicio? Non scherziamo.
Tanto più che in Italia abbiamo da occuparci di embrioni.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
LA CAMPAGNA
ELETTORALE Mancano solo 19 giorni alle elezioni: due
diverse strategie per Pd e Pdl Veltroni batte il sud, Silvio (e Fini) il Lazio FRANCESCO LO SARDO Dicono
che si assomigliano, che si copiano. La verità è che, anche in campagna
elettorale, Veltroni e Berlusconi seguono tattiche e strategie
comunicative diverse. Lo si vedrà anche a partire dai prossimi giorni, subito
dopo la pausa per le festività di Pasqua. C'è chi da destra sostiene che
Veltroni si muove con l'astuzia di Rommel, ma che le
guerre si vincono con la solidità di Montgomery cui s'ispirerebbe il Cavaliere.
Ma il parallelo con i due generali che si fronteggiarono in nordafrica porta a
conclusioni del tutto opposte. Più flessibile e mobile, cioè tipicamente alla
Rommel è la tattica elettorale del Cavaliere che predilige la decisione
dell'ultimo minuto, il ricorso al colpo di scena e al fuori programma. Più
strutturata, articolata secondo un piano che prevede un percorso con tappe già
definite, la marcia di Veltroni, una campagna per
l'appunto alla Montgomery. Il teatro di guerra è duplice: si combatte in terra
e nell'aria, o meglio, nell'etere. Sul fronte terrestre Veltroni
da oggi percorrerà la Sicilia col suo pullman per poi risalire lo stivale dalla
Calabria alla Campania, secondo un tragitto messo a punto da tempo. Sul secondo
fronte, quello televisivo, il leader del Pd alza il tono della sfida a Berlusconi perché accetti un confronto faccia a faccia: per
esempio a Ballarò, dove si lavora per un duello al massimo livello domenica 6
aprile. Se il duello resta pur sempre l'obiettivo principale, Veltroni prevede comunque di utilizzare le prossime
settimane, in particolare negli ultimi quindici giorni di campagna elettorale,
per cannoneggiare l'avversario da tutte le casematte disponibili per convincere
gli indecisi: si comincia domenica 30 RaiTre
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
ARNALDO SCIARELLI
L'imprenditore De Benedetti al Tg1 ha affermato che tutti gli attori produttivi
hanno beneficiato dell'euro mentre i soggetti percettori di reddito fisso sono
stati devastati nell'economia familiare. Questo perché, secondo me, i prezzi al
dettaglio, grazie alle intese nascoste del governo di centrodestra con
Confcommercio e i vari Billè, non hanno subito l'obbligazione della doppia
lettura euro/lira e quindi nessun controllo. Così facendo si è prodotta una
violenza quotidiana nelle case di gran parte degli Italiani. Questa politica
nel tempo, sostenuta da filocapitalisti ottusi, blocca i consumi per mancanza
di reddito disponibile e quindi la crescita economica del paese. Crescita
economica che potrebbe essere compensata esclusivamente dalla capacità di
penetrazione in mercati non domestici, capacità che al momento non esiste.
Senza tener conto dei risvolti sociali sul territorio nazionale. Tremonti
inneggia alla socialdemocrazia, invoca Keynes, critica la globalizzazione come
Stiglitz, potrebbe suscitare addirittura l'ammirazione di Sraffa. Berlusconi afferma che l'offerta di Air France è arrogante
ed irricevibile e non posso dargli torto. Ovviamente senza dimenticare le
responsabilità quinquennali del governo di centrodestra nella gestione
dell'Alitalia a causa di errori strategici dovuti ad incapacità manageriali. Le
norme europee, frutto di uno sciocco ultraliberismo, impongono comportamenti
antisociali anche in "tempi congiunturali". Pensare quindi ad
obbligare Air France ad offerte più eque, rivisitare l'ipotesi di Passera
chiedendone miglioramenti, intravedere una cordata italiana sono esercitazioni
credibili e non dannose. Riflettere sull'intervento di Eni, Enel, Finmeccanica
e altri imprenditori privati potrebbe essere tutt'altro che demenziale. Berlusconi spera e non bluffa con il prestito-ponte perché
lo spernacchiamento sarebbe per lui dopo insostenibile in qualità di probabile
premier incaricato. Per un paese come il nostro privarsi di una compagnia di
bandiera efficace ed efficiente, pensare allo smantellamento di Malpensa e a
esuberi eticamente insostenibili e produttori di disagio, e non soltanto di
disagio sociale, non è, questo sì, intelligente. Quindi, quando una giovane
attrice intervistata qualche giorno fa dichiara di volere
un governo Veltroni- Berlusconi, perché l'uno compensa i
difetti dell'altro e viceversa, interpreta il pensiero della maggioranza degli
italiani. E conclude dicendo, con la solita concretezza femminile: "Solo
così avremo un governo stabile per anni". Qualche candidatura che non c'è
da una parte e dall'altra, pronta ad uscire dal cilindro delle necessità
istituzionali, alimenta qualche sospetto. Ma Berlusconi
dovrebbe depurare il suo universo da postfascisti e leghisti, che sono lì, ma i
voti dei quali non sarebbero più necessari. Oltre ad avere la disponibilità di
altri voti obiettivamente democratici in cerca di collocazione operativa, vedi
Rosa Bianca/Udc e Socialisti se ce la faranno. E non è detto che il voto
inutile per il senato non dia una mano al Pd evitando premi di maggioranza
regionali al centrodestra. Noi, comunque, dobbiamo rimboccarci le maniche per
difendere i risultati del 2006, nei limiti del possibile, per combattere in
Sicilia, resistere in Campania e vincere a Roma e nel Lazio al primo turno. Il
Pd è un'idea romana e Roma sarà l'interpretazione più autentica del suo
possibile divenire con un'alleanza riformista e progressista che vuole
governare intelligentemente per allontanare il pericolo della conservazione.
Pericolo che purtroppo si annida anche in una parte politica che si dice di
sinistra e pensa al '21, alla fine degli anni '40, agli anni '50, ai primi anni
'60, al dramma degli anni '70 come modello da imitare. Dimentica dei suoi errori
clamorosi degli anni '80 all'inizio degli anni '90, errori che hanno consentito
il rigurgito ufficiale e formale di una destra fondamentalmente utilitarista
che, vendendosi come nuovo e come difensore della libertà, ha ancora di più
qualunquizzato ed incasinato l'elettorato e quindi la politica del nostro
paese.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'ITALIA VISTA DAGLI
ALTRI L'ombra di Napoli sulla campagna elettorale "Potrebbe essere il
contrappasso ideale della società dei consumi: l'ombra dello scandalo dei
rifiuti si stende su uno dei pilastri dello stile di vita europeo". Così
il britannico Independent commenta la vicenda delle mozzarelle di bufala
campane contaminate dalla diossina. "Le associazioni di produttori stanno
facendo di tutto per prevenire la psicosi, ma è un fatto che Napoli e la sua
regione siano diventate ormai il simbolo stesso della sporcizia ", scrive
il corrispondente John Phillips. Secondo Le Monde, "alla vigilia delle
elezioni lo scandalo rifiuti sta diventando un'arma
temibile nelle mani di Silvio Berlusconi. A sinistra si vuole attribuire la responsabilità al solo
Bassolino e si ostenta ottimismo, ma dall'inizio della campagna Veltroni non ha ancora messo piede a
Napoli". L'Economist batte un altro tasto dolente delle cronache italiane:
"Le condizioni dell'offerta di Air France-Klm per Alitalia sono state più
dure del previsto, con le azioni del vettore valutate appena 0,10 euro
l'una. Ma la compagnia ha dovuto accettare: i mendicanti non hanno diritto di
scegliere". Lo svizzero Le Temps commenta invece il processo a poliziotti
e carabinieri responsabili delle violenze al G8 di Genova nel 2001. "I pm
hanno chiesto 76 anni di prigione per i 44 imputati, accusati di abuso
d'ufficio, violenze e lesioni ? la tortura non è prevista dal codice penale
italiano. Ma in meno di un anno i reati cadranno in prescrizione ". Il
Daily Telegraph, infine, evidenzia le candidature di Santo Versace, fratello
dello stilista assassinato Gianni, dell'ex pornostar Milly D'Abbraccio e di
Emanuele Filiberto di Savoia alle prossime elezioni: "Il ricorso a candidati
"eclettici" è una tattica elettorale comune in Italia. È stato Berlusconi ad ammettere che nel parlamento di Roma ci sono
solo 30 persone che lavorano, mentre gli altri devono solo timbrare il
cartellino e seguire la linea".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
VERSO IL 13 APRILE
Il Pd si interroga sull'ipotesi del Sole 24 ore: spostare voti sui partiti medi
in funzione anti-Silvio Aiutini a Fausto? "Impossibile" MARIO LAVIA
La "bomba" l'ha sganciata Roberto D'Alimonte sul Sole 24 ore. Difficile
che esploda, però. La teoria dell'esperto di flussi elettorali, in sostanza, si
fonda sull'ennesima incongruenza del porcellum. L'ipotesi è questa: se Sinistra
Arcobaleno riuscisse a superare la fatidica soglia dell'8 per cento al senato
in Lombardia o per altro verso in Emilia ,"ruberebbe" alcuni senatori
a Berlusconi. E siccome il margine di vantaggio che
gli istituti di sondaggi attribuiscono al Pdl è esiguo, ecco che se il Pd
regalasse in quelle regioni un "aiutino" a Bertinotti, il gioco
sarebbe fatto. Un po' troppo facile, detta così. Le "voci di dentro"
del Pd, soprattutto quelle di provenienza ds, segnalano che si tratta di
"un non-problema ", in quanto "è praticamente impossibile
valutare quanti voti bisognerebbe spostare sulla Sinistra arcobaleno. È dai
tempi dei voti regalati al Psiup che in Emilia non c'è un'indicazione del
genere: stiamo parlando del 1972, col proporzionale puro...". Ma
soprattutto ? fanno osservare gli emiliani ? "da noi Sa dovrebbe superare
l'8 per cento senza nessun aiuto, e così nelle altre regioni rosse".
"Soprattutto ? aggiunge Roberto Cuillo ? come si fa a farlo in modo
riservato? Qui si parla di centinaia, forse migliaia di voti: se ne
accorgerebbero tutti, e che figura faremmo? ". Il discorso sarebbe finito
qui. E però sentite Pierluigi Castagnetti, che combatte proprio in Emilia:
"So che ci sono persone che ragionano in questo modo, indipendentemente
dal Sole 24 ore. Mi è capitato a due iniziative, una a Reggio e l'altra in
provincia di Piacenza, di parlare con due giovani che vorrebbero votare alla
camera per noi e al senato per Sa. Io non ci avevo neppure pensato, ma mi
sembra un sistema molto rischioso da organizzare". Insomma, soprattutto
fra i più giovani, spunterebbe una versione particolarmente raffinata del voto
utile. Sono sentimenti spontanei, indotti da una legge assurda. "Si tratta
di un'ipotesi assolutamente non plausibile ? conferma il costituzionalista
Salvatore Vassallo, anch'egli candidato in Emilia ? che il Pd attivi una
strategia volta ad ottenere il risultato di un indebolimento di Berlusconi in questo modo". Le obiezioni sono di due
tipi: tecnico e politico. "Se è vero che al senato in alcune regioni
potrebbe essere "vantaggioso" il superamento dell'8 per cento da
parte di Sinistra arcobaleno, d'altro canto è pure vero che alla camera il Pd
punta a vincere: ed è molto difficile che esista un segmento significativo
talmente sofisticato disposto a votare in due modi diversi: Pd alla camera e Sa
al senato". Ma poi c'è l'obiezione politica: "Veltroni ha spiegato molte volte che non è interessato ad una situazione
nella quale nessuno possa governare o a determinare scenari da grande
coalizione. Il Pd è interessato a creare le condizioni per vincere e governare
il paese". In effetti, da ultimo venerdì scorso, a Le invasioni barbariche,
il leader del Pd è tornato ad escludere ipotesi pasticciate: "Chi
ha un voto in più governa". Senza tanti escamotages. La speranza in casa
democrat è piuttosto un'altra. È la via maestra della conquista del primato
elettorale ? e del relativo premio di maggioranza ? in alcune delle regioni in
bilico, il Lazio, la Liguria, l'Abruzzo: tre regioni non citate a caso ma dove
risulta ai dem che la possibilità è concreta. Le elezioni si vincono o si
perdono qui. Nel Lazio, Storace viene "dato" molto forte e Casini non
va male. Un lavoro ai fianchi del Cavaliere che, sommato alla buona performance
che ci si aspetta dalla capitale (anche grazie al combinato disposto Veltroni-Rutelli), fa pendere la bilancia dalla parte se non
del risultato finale almeno della speranza di vincere. È proprio qui che il Pd
intende sparare le ultime cartucce di campagna elettorale, è da Roma che si
prepara ad una grossa partecipazione ai gazebo del 30 marzo e a due settimane
di fuochi d'artificio.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
FEDERICO ORLANDO
RISPONDE Cara Europa, sento in rassegna stampa che Curzio Maltese di Repubblica
porta argomenti pressoché definitivi contro il rifiuto di Berlusconi a un faccia a faccia in tv
con Veltroni; e contro la
Rai, servizio pubblico, che dopo essersi prestata ai più bassi favori all'uomo
di Arcore (la scrivania di ciliegio con l'attaché Vespa, per il "contratto
con gli italiani"), non fa nulla per smuovere la sordida insensibilità
della Casta, che non vuole rischi democratici per il suo Nume. Sarà banale,
ma mi chiedo ancora una volta perché paghiamo il canone. SILVESTRO GIACCHI,
TREVISO Caro Giacchi, premesso che, come liberale, credo poco agli argomenti
"definitivi" o, come oggi si dice, "non negoziabili", io
penso (o spero?) che alla fine il faccia a faccia si tenga, diversamente da
quel che teme Curzio Maltese, del quale condivido tutti gli argomenti che porta
nell'articolo da lei citato. Di più: se, come dicono i reggicoda di Berlusconi in fiorentino o in milanese, il loro capo
accettasse il faccia a faccia purché non regolato dalla par condicio, io al
posto di Veltroni ci starei, proprio per l'argomento
non definitivo ma decisivo di Maltese: che nel duello fra il candidato vecchio
e il candidato giovane vince il giovane, a cominciare dallo scontro John
Kennedy- Richard Nixon e continuando con Bill Clinton-Bush senior. Nelle
democrazie avanzate, dove i programmi si somigliano, sono soprattutto il
linguaggio e l'affidabilità dei contendenti a pesare sulla scelta degli
elettori: purché, appunto, questi possano rendersi conto del linguaggio e
dell'affidabilità. Il faccia a faccia significa rispettare il diritto dei
cittadini migliori a non veder affidato l'esito elettorale all'ignoranza dei
cittadini peggiori. Gli studiosi concordano che un faccia a faccia sposta di
2-3 punti l'orientamento degli elettori. Si può capire la paura di Berlusconi, che forse è il primo a non credere al suo
attuale "consolidato" vantaggio; ma non si può capire come il sistema
istituzionale possa tradire il diritto dei cittadini (canone o non canone)
all'einaudiano "Conoscere per deliberare". Se questo diritto venisse
tradito, auspicherei una campagna elettorale che affrontasse con la necessaria
chiarezza e durezza questo tema centrale, la difesa della democrazia: ricordando,
in primo luogo, che un paese ai cui cittadini è negato conoscere fino in fondo
i leader che si candidano a governarlo, è un paese che non ha titoli per
criticare regimi tirannici come quello cinese. Pechino può mentire sulla
repressione in Tibet, non solo centellinando le notizie e mandando in tv solo
gli assalti dei nazionalisti tibetani agli occupanti cinesi; ma addirittura
sospendendo per 40 secondi la diretta da Olimpia, per riprenderla, continuando
a chiamarla "diretta", dopo aver tagliato i momenti della
contestazione alla Cina da parte di Reporters sans frontières. L'Italia della
Rai, della Vigilanza, di Berlusconi è, in questo
momento, un paese cinesizzato. Il Pd deve dirlo giorno per giorno in questi
ultimi 15 giorni di campagna elettorale; e debbono dirlo i giornali: meno
paginate sui battesimi di pseudomusulmani in mondovisione, e più diritti degli
italiani a decidere del proprio destino. Se passerà questo messaggio, il
vecchio don Chisciotte scenderà da cavallo e si confronterà. E vedremo dove stanno
i mulini a vento.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Politici poco rock,
il popolo della notte li snobba [FIRMA]KLAUS DAVI Nessuno ricorda la convention
dell'Unione tenutasi nel 2003 al PalaLottomatica di Roma. Un evento che non ha
certo lasciato il segno nella storia della comunicazione politica nostrana. Tra
le tante note stonate spiccò, già allora, l'astrusa idea di scegliere
"Canzone popolare" come inno musicale del nuovo movimento, brano
scritto da Ivano Fossati. Chiariamo subito: Fossati è uno degli autori più
straordinari della musica leggera italiana, ma il suo appeal sul target giovane
è tutto da dimostrare. Qualche passo avanti si fece con la scelta del
successivo testimonial canoro: il compianto Rino Gaetano. La sua "Ma il
cielo è sempre più blu" fu uno dei pezzi forti della campagna elettorale
dell'Unione. I teenager conoscono quantomeno le versioni techno delle sue
canzoni. E, seppure il mito di Jovanotti appare un po' appannato presso il
target under 25, la sua canzone "Mi fido di te", scelta dal Pd per la
campagna in corso, ha almeno il pregio di trasmettere ai ventenni un briciolo
di speranza. La diffidenza tutta italiana per il mondo della notte origina in
vecchi pregiudizi radicati soprattutto nella sinistra. Fin dalla sua
affermazione, a metà degli Anni Settanta, la disco music fu bollata come
"di destra" dai vati del pensiero politico d'antan, Nanni Balestrini
e Goffredo Fofi, che l'accusavano di spingere le masse verso il più bieco
disimpegno. Oggi, dati alla mano, tanta cecità risulta abbastanza
incomprensibile. L'Istat ci dice che sono almeno 13 milioni gli italiani che
vanno in un club almeno una volta l'anno. Mentre lo zoccolo duro dei
frequentatori dei locali notturni racchiude l'iperbolica cifra di 6 milioni di
persone. Una valanga di voti, snobbati da destra e da sinistra, per pura protervia
e mancanza di cultura. Un pernicioso autolesionismo se si considera che una
ricerca dell'Istituto Cattaneo rivelava, all'indomani della vittoria
dell'Unione, che Prodi doveva ringraziare soprattutto i ragazzi se gli era
stato consentito di occupare la sedia di premier a Palazzo Chigi. E lo studio
non si riferiva certo a quelli appartenenti ai centri sociali o ai mini
burocrati in fasce che bazzicano i circoli dei partiti. Bensì, a quella fascia
totalmente a-politicizzata, sovrapponibile sociologicamente al cosiddetto
"Popolo House", godereccia sì, ma non per questo insensibile ai
messaggi della politica, anzi. E sì che per uscire dal dilettantismo italiota
basterebbe gettare uno sguardo a cosa succede appena al di là delle Alpi.
Partiamo dalla rigida e conservatrice Germania. Proprio per scongiurare una
immagine stantia e vecchio stile, Edmund Stoiber, un tale non certo a capo di
un movimento fashion, visto che era il candidato alla cancelleria dell'austera
Cdu/Csu, decise nel 2002 di battezzare la sua campagna elettorale in un famoso
locale notturno di Monaco di Baviera, il 90 Grad, frequentato dai puristi della
house. Non da meno un certo Zapatero, nume attuale di Veltroni, che solo poche settimane fa ha
spedito Carmen Calvo, il suo ministro della Cultura, in compagnia del
segretario dei movimenti giovanili dello Psoe, nella madrilena discoteca Ohm,
ordinando loro di chiedere il voto agli alfieri della movida, tra un acuto di
Jocelyn Brown e un remix dei Depeche Mode. E Berlusconi
che direbbe di Nicholas Sarkozy che ha sfidato il popolo metrosexual del mitico
Bains Douche di Parigi presentando a 4000 diavoli danzanti il programma
elettorale durante la sua campagna presidenziale? Forse troppo avanti, per il
pur innovativo Silvio, anche la strategia messa in campo da John McCain che,
scortato dalla figlia, si è recato a più riprese al Tabu Ultra di Las Vegas e
al Tenjune di New York City per urlare ai giovani: "Sono con voi!".
Di contro Obama ha battuto indefesso, coast to coast, oltre 15 locali hip hop,
house e r&b; Hillary, per tutta risposta, ha ballato ai ritmi garage del
Social di Hollywood, senza disdegnare una versione karaoke di Thriller di
Michael Jackson, mimando persino il mitico passo moonwalk. Ce lo vedete
Bertinotti? Hanno collaborato GIAN ANDREA CERONE e GERARDO MAURO.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pietro Garibaldi
SCOMMESSA SUL FUTURO Le pensioni sono entrate a pieno titolo nella campagna
elettorale. Veltroni ha annunciato ieri che, se
vincerà, aumenterà le pensioni di vecchiaia già dal 1° luglio 2008. Il Pd ha
promesso che i pensionati con reddito inferiore ai 25 mila euro riceveranno
subito un aumento annuo fino a 400 euro, mentre quelli con reddito tra 25 mila
e 55 mila euro avranno tra i 250 e i 400 euro. Berlusconi, in risposta alla proposta di Veltroni, ha sostenuto che un adeguamento delle pensioni all'indice dei
prezzi è un fatto di giustizia sociale. L'attenzione della campagna elettorale
si è così concentrata sull'adeguamento delle pensioni al costo della vita.
Nel sistema in essere, le pensioni di vecchiaia sono indicizzate anno per anno
a una quota dell'aumento effettivo dell'indice dei prezzi al consumo. Con
l'accelerazione dell'inflazione di questi ultimi anni, il meccanismo in essere
ha inevitabilmente ridotto il valore reale di molte pensioni. Esiste quindi un
importante problema legato al potere d'acquisto delle pensioni più basse. La
proposta del Partito democratico è abbastanza dettagliata e riguarda sia un
intervento immediato sulle pensioni attuali sia una proposta di intervento
sulle pensioni future. La proposta di aumento immediato delle pensioni di
vecchiaia ha ricevuto maggior eco, anche perché cerca di affrontare
immediatamente la questione del potere d'acquisto dei pensionati. Tecnicamente,
il Partito democratico vuol sostenere il potere d'acquisto dei pensionati
attraverso un aumento delle detrazioni fiscali delle pensioni, in modo da
aumentarne il valore netto. Maggiore l'età anagrafica, maggiori saranno le
detrazioni fiscali, con un beneficio massimo per i pensionati di età superiore
ai 75 anni. Tuttavia, i benefici proposti si ridurranno in funzione del valore
della pensione percepita e tenderanno a essere nulli per i pensionati con
reddito superiore ai 55 mila euro. Secondo le stime rilasciate ieri dal Partito
democratico questo intervento avrebbe un costo annuo di circa 2,5 miliardi di
euro, finanziabile attraverso il contenimento di spese e il recupero di gettito
già annunciati nel programma elettorale. La prima sensazione è che si tratti di
una proposta estemporanea. Stupisce che l'intervento sulle pensioni non fosse
esplicitamente considerato tra i dodici punti dell'azione di governo presentati
da Veltroni all'inizio della campagna elettorale. In
aggiunta, la questione del potere d'acquisto non riguarda soltanto i
pensionati, ma anche molti lavoratori attivi. In Italia esistono infatti
centinaia di migliaia di working poors, lavoratori pienamente in attività ma
con una retribuzione non lontana dalla soglia di povertà. Un intervento
completo di sostegno al reddito dovrebbe riguardare non solo i redditi dei
pensionati, ma anche quelli di tutti quei lavoratori che non raggiungono 25
mila euro. Inoltre, la questione della copertura finanziaria dell'intervento
richiede certamente maggior approfondimento. Più solida e lungimirante sembra essere
la proposta del Partito democratico relativa alle pensioni future. Seppur
lentamente, il sistema contributivo introdotto dalla riforma Dini del
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Spinetta annuncia
una nuova proposta di Air France-Klm. Disgelo dei sindacati. S'allarga il fronte del rinvio "Alitalia: nessuno resterà a
casa" Veltroni:
pensioni più alte da luglio. Berlusconi: adeguarle al caro vita Il numero uno di Air France-Klm,
Spinetta, ha detto ai sindacati che la compagnia francese è "disposta ad
assumere 180 giovani piloti. Giovedì faremo una proposta di accordo quadro.
Nessuno resterà a casa". Disgelo dei sindacati, anche se restano cautele.
Sul fronte politico, le pensioni hanno rappresentato il tema del giorno. Veltroni ha illustrato la proposta del Pd per aumentarle da
luglio. Berlusconi ha detto che vanno agganciate al
costo della vita. DA PAGINA
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Hanno
criminalizzato in ogni modo il divertimento giovanile ora ne fanno le
spese" P otrebbero condizionare sei milioni di voti, sono quasi tutti di
sinistra, ma nessuno, nemmeno l'ultimo portaborse di Veltroni,
li ha mai presi in considerazione. Sono i dj, gli opinion leader della notte,
molti dei quali sono vere star internazionali. Non si stupiscono di fronte al
dato (pubblicato dalla rivista Marketing e Tv) secondo cui tra i politici più
apprezzati dai giovani frequentatori del mondo della notte figurano Fini (18%)
e Casini (14%) ma anche Storace (9%). Simpatia, certo, che non si traduce in
voti sonanti, ma comunque indicativa di come oscilli il pendolo del consenso.
Al di là dei sondaggi, i dj italiani disprezzano il mondo politico e ne
stigmatizzano la prevedibilità della comunicazione. Ne sa qualcosa Alex
Gaudino, musicista made in Calabria, arrivato primo in Inghilterra con il suo
Destination Calabria, definito dal Times di Londra "un
vero esempio positivo della musicalità italiana" del quale, c'è da
scommettere, né Berlusconi
né Veltroni conoscono
neanche l'esistenza. "Non oso pensare cosa avrebbe fatto Sarkozy se io
fossi stato francese", sibila... "A lor signori il nostro mondo non
interessa. Quei sei milioni di discotecari sono solo disgraziati, drogati e
ubriaconi...". Rincara la dose Provenzano DJ, anima creativa della
radio M20, nonché produttore di fama mondiale: "Non c'è interesse dei
politici a contattare i giovanissimi. Si tratta di un consenso che non viene
preso in considerazione. Non affrontano le sale perché hanno paura di essere
fischiati". Ancora più laconico Claudio Cecchetto: "Difficile venire
a cercare voti in discoteca dopo che la politica ha criminalizzato con ogni
mezzo il divertimento giovanile". L'inventore dei Finley, trionfatori
nell'ultimo Sanremo, osserva: "L'esperienza di Sarkozy qui è irripetibile,
lui è andato veramente senza timore a caccia dei giovani; mentre i nostri
vengono in discoteca solo per tacchinare". Un problema di credibilità per
Dorian, anima del Plastic di Milano, tempio supremo della generazione electro:
"Non scherziamo col fuoco: i laburisti inglesi puntarono veramente sulla
musica e ne fecero un punto di forza del loro programma, il rilancio dei
giovani non era solo stitica retorica elettorale". Ancora più pessimista
il vate indiscusso della musica by night. "Attenzione ai giovani? Questa
campagna elettorale si distingue per un completo disinteresse verso un'intera
fascia di votanti", afferma Claudio Coccoluto, punta di diamante di Radio
Deejay. \.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'incubo dei
"nanetti" è destinato a pesare sulle ultime settimane di campagna
elettorale. Casini, Storace, Bertinotti rischiano di condizionare il risultato
finale del Senato, rendendo per la seconda volta consecutiva ingovernabile la
Camera alta. Dato per scontato, sulla base di tendenze fin qui costanti, che il
Pdl vinca sul Pd, è interessante valutare quale sarebbe l'atteggiamento delle
formazioni minori rispetto a un governo alla ricerca del loro appoggio. Per
Storace, che sta conducendo una campagna spietatamente anti-Fini e anti-An -
mirando a sottrarre voti al Pdl soprattutto nel Lazio, a ottenere per sé almeno
l'8 per cento che gli consentirebbe di entrare al Senato, e a spostare a favore
del PD il premio regionale di maggioranza-, lo sbocco è obbligato: se Berlusconi vincerà e formerà il governo, la Destra negozierà
il proprio appoggio in cambio di un posto di ministro per Daniela Santanché. Si
tratterebbe, in questo caso, di una vittoria politica e personale
importantissima per l'ex portavoce di Fini nei confronti del suo ex leader.
Anche per Casini la via più semplice sarebbe quella di rinegoziare un accordo
con il Cavaliere, ed è per questo che, malgrado l'agguerrita campagna che
Pierferdi sta conducendo contro Silvio, le voci su un suo possibile rientro al
governo come ministro degli Esteri non accennano a placarsi. Ma per l'Udc c'è
anche un'altra possibilità, che potrebbe capovolgere il quadro: nel caso in cui
la situazione al Senato sia di effettivo pareggio e renda indispensabili i voti
centristi, Casini potrebbe concedere l'appoggio al centrodestra in cambio della
scelta di un premier diverso da Berlusconi. Si
tratterebbe, anche in questo caso, di una notevole affermazione dell'ex
presidente della Camera e della sostanziale realizzazione dell'obiettivo
dell'uscita di scena del Cavaliere perseguito per tutta la precedente
legislatura dall'Udc. Quanto a Bertinotti, ha meno possibilità. Intanto perché
i sondaggi sembrano non premiare la frettolosa alleanza con Verdi e Sinistra
Democratica nata alla vigilia delle elezioni per cercare di aggirare le soglie
di sbarramento del 4 per cento alla Camera e dell'8 al Senato. Eppoi perché una vittoria di Veltroni e del Pd, che al Senato renderebbe strategico il sostegno della
Sinistra Arcobaleno a un eventuale ritorno del centrosinistra al governo, al
momento, nelle previsioni, continua a restare lontano dalla realtà.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
IERI A SANREMO L'EX MINISTRO HA INAUGURATO IL POINT ELETTORALE DEL PDL L'annuncio
di Scajola "Berlusconi
a Savona" L'8 aprile comizio e pranzo con 1500 rappresentanti di lista
[FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Veltroni a Sanremo la settimana scorsa; Berlusconi a Savona l'otto aprile prossimo. La sfida fra i candidati
premier delle due più importanti coalizioni si colora di Liguria.
L'annuncio della presenza del Cavaliere a Savona è stato dato ufficialmente
ieri dall'ex ministro Claudio Scajola, a Sanremo, per inaugurare il point del
Popolo delle libertà in piazza Mameli. Berlusconi
arriverà in aereo a Villanova d'Albenga ("Non a Nizza", ha
sottolineato con un sorriso Scajola, quasi a voler ribadire il suo appoggio
incondizionato allo scalo savonese), poi nella tarda mattinata passeggiata per
le strade del centro di Savona e un comizio in piazza proprio di fronte al
Palazzo comunale. "Quindi - ha aggiunto il presidente del Copasir - un
pranzo con i 1500 difensori del voto che si sono impegnati a rappresentare il
Pdl il 13 e 14 aprile in tutti i seggi della Liguria e non i vertici del
partito". Scajola, nel suo breve intervento di fronte a centinaia di
simpatizzanti, prima ha affrontato alcuni temi nazionali come il caso-Alitalia:
"L'operazione in questi anni è stata seguita male. Non si può e non si
deve svendere uno dei patrimoni nazionali; l'Italia ha bisogno di una sua
compagnia di bandiera". Poi ha affrontato la situazione politica di
Sanremo e i quattro anni di governo della sinistra: "In questa città che è
sempre stata azzurra, l'amministrazione comunale non esiste. La città è ferma e
l'amministrazione non corrisponde alla volontà popolare. E' soltanto
pervicacemente attaccata alle poltrone. La giunta Borea è arrivata al capolinea
ammesso che sia mai partita". Poi la stoccata: "In questi quattro
anni cosa abbiamo visto? Nulla. Quattro anni fa, dopo la vittoria, Borea ha
illuso gli elettori con programmi e promesse. Ma gli unici due cantieri che
sono decollati in questi quattro anni sono quelli dell'Aurelia bis, entrambi
finanziati dal nostro governo. Purtroppo per lui Borea ha avuto la sfortuna
d'incontrare sul suo cammino il governo Prodi e il governatore Burlando e i
lavori sono stati rallentati dai loro interventi. Borea, Prodi, Burlando, una
triade davvero funesta. E non è solo sfortuna". Sulla stessa lunghezza
d'onda il presidente della Provincia, Gianni Giuliano: "Sanremo, in questa
campagna elettorale, sta ritrovando l'entusiasmo dopo un periodo in cui la
buona politica ha abbandonato la città". Certo del successo il coordinatore
provinciale del partito Maurizio Zoccarato, più volte citato da Scajola nel suo
intervento per il suo dinamismo: "La presenza continua e costante del
presidente sul territorio della Liguria, ma soprattutto nella nostra provincia,
ci assicurerà più voti di quelli che, all'inizio della sfida, rappresentavano
le nostre più rosee previsioni". "Alleanza di grande spessore - è
intervenuto il presidente provinciale di An, Paolo Strescino, presente
all'incontro - per qualcuno ancora da metabolizzare, ma certamente
vincente". Parlando della campagna elettorale nazionale, Scajola ha
aggiunto: "In Liguria sia per la Camera che per il Senato abbiamo
schierato una lista competitiva con tutti i nostri campioni; oggi anche chi nel
2006 non ci ha votato si è accorto che scegliere Veltroni
significa dare il voto a Prodi. E voglio ricordare a quanti non vogliono votare
la sinistra e hanno deciso di schierarsi con la Destra o con l'Udc che dare il
voto a quei due partiti è come votare Veltroni. E cioè
Prodi". Infine ancora Savona che, con l'arrivo di Berlusconi,
diventerà il centro più importante della campagna elettorale della Liguria.
"Il venerdì prima della pausa di riflessione - ha concluso Scajola -
faremo una grande festa a Savona con tutti i candidati della Liguria e gli
uomini e le donne che ci hanno accompagnato in questa lunga e impegnativa
battaglia per riprenderci il governo nazionale".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il Wall Street
Journal "Da premier Berlusconi non ha fatto
nulla" La vicenda Alitalia dimostra che Silvio Berlusconi
"si è rivelato essere più corporativo e contrario alla concorrenza che
liberale in economia". È quanto sostiene l'edizione europea del Wall
Street Journal, edizione europea, in un editoriale dal titolo "Silvio e
Alitalia". Secondo il quotidiano finanziario il candidato premier del Pdl
è "un politico disposto a fare qualsiasi cosa per ritornare al potere. E
questa non è un gran notizia per l'Alitalia o per l'Italia", tanto più che
nella sua ultima permanenza a palazzo Chigi Berlusconi
"non ha trovato dei salvatori del Alitalia". "Invece ha
traccheggiato mentre il debito della compagnia schizzava in alto arrivando a
circa 1,3 miliardi di euro a gennaio", osserva il Wsj. "Gli elettori italiani potrebbero chiedere a Berlusconi perchè non ha venduto la
quota Alitalia quando ancora valeva qualcosa", aggiunge il quotidiano Usa.
"Il leader del centrosinistra, ex sindaco di Roma, Walter Veltroni, sostiene che Berlusconi sta adottando comportamenti
magniloquenti populisti prima delle elezioni. L'altra parte potrebbe
colpire l'ex premier più duro per non avere messo a posto l'economia italiana,
quando ne ha avuto l'occasione".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Palazzo, unanime,
respira di sollievo. L'ultimo "giapponese" è il solito
Padoa-Schioppa, ma a sera pure lui si arrende, dopo un colloquio con Prodi fa
sapere che non si opporrà al rinvio se a chiederlo sarà la compagnia di
bandiera. Semmai lui lo vorrebbe breve, il tempo necessario a chiudere la
trattativa tra sindacati e Air France. Ma tutto fa pensare invece che la parola
"fine" arriverà dopo il 14 aprile, data delle elezioni. Il rinvio conviene a destra, perché solo se va al governo Berlusconi avrà gli argomenti per
mettere in piedi una cordata tricolore. E sforare i termini conviene pure a Veltroni. Perché il tema Alitalia
riporta in auge Prodi, il suo governo, le liti tra ministri, e danneggia non
poco la campagna elettorale Pd. Ecco dunque Ermete Realacci, uno dei
moschettieri veltroniani, sollecitare apertamente una moratoria sull'argomento:
"Che la vicenda Alitalia non debba coincidere con la fase terminale della
campagna elettorale, mi sembrerebbe una cosa di buon senso". Di Pietro lo
sostiene da tempo, ad "aspettare tre settimane non casca il mondo".
La novità è sentir dire da Pierluigi Bersani, ministro in carica, che nuove
proposte possono arrivare entro giugno... Insomma, non c'è più quella fretta
indiavolata. L'importante adesso, secondo Veltroni, è
"registrare passi avanti nella trattativa tra i sindacati e Spinetta in
attesa", si noti la vena ironica, "di quella cordata che, al di là
degli annunci fatti dopo le cene e le feste, non si è ancora
materializzata". E difatti, pure il Cavaliere leva il piede
dall'acceleratore. Si fa intervistare da "Studio aperto", attacca
Walter sulle pensioni, ma da Alitalia si tiene al largo. Idem Bonaiuti, il
Portavoce: "Non parlo, perché il silenzio è d'obbligo". Ma come! Berlusconi ha piazzato addirittura i suoi figli tra i
potenziali acquirenti... "No, lui ha fatto solo un appello" agli
imprenditori italiani, minimizza Bonaiuti. E già un punto il Cavaliere l'ha
messo a segno: Air France pare pronta a modificare l'offerta. Improbabile che
domani sera, quando Spinetta sottoporrà ai sindacati la nuova bozza di
accordo-quadro, le riserve del Pdl vengano a cadere: resta sempre il nodo
Malpensa su cui la Lega non transige e, di conseguenza, il Cavaliere neppure.
Però, rispetto ai proclami dei giorni scorsi, si coglie una certa prudenza
verbale. Che Gianni Letta, da sempre favorevole all'affare con Air France, sia
tornato alla carica? Che Berlusconi voglia dare
ascolto a Fini, al quale Franza o Spagna fa poca differenza, purché Alitalia
"resti compagnia di bandiera"? Il vero motivo della cautela
berlusconiana è molto concreto. "Non è che una cordata di imprenditori si
tira fuori dal taschino", quasi s'arrabbia uno dei consiglieri. Bruno
Ermolli, incaricato dal Capo di raccogliere adesioni nella cosiddetta
"razza Padana", sta faticando a trovare investitori di peso. In
pratica, Berlusconi non ha niente in mano. Ligresti,
ad esempio, è tra quanti non puntano su una scommessa, vuole ben altre
certezze. Berlusconi può darne solo se torna a Palazzo
Chigi, prima è impossibile. E forse anche dopo, avverte Bossi: "Con
l'aviazione non si guadagna". Il diversivo del centrodestra consiste
nell'attaccare il governo. Forza Italia e An chiedono un dibattito parlamentare
su Alitalia in cui riferisca il premier, o quantomeno Padoa-Schioppa.
L'obiettivo è ricordare all'Italia che Prodi sta sempre a Palazzo Chigi, il
rinnovamento di Veltroni è solo maquillage. Gli
argomenti contro il Professore saranno quelli anticipati da Calderoli: il
sospetto di un accordo privilegiato con Air France "è di una gravità
assoluta, la vicenda va approfondita". Giulio Tremonti conferma, "il
rapporto con Air France è stato quanto di più volutamente opaco si potesse
immaginare". Ma pure il Cavaliere si trova sotto tiro. Del "Wall
Street Journal", unico quotidiano finianziario del mondo finora a lui non
particolarmente ostile. Che lo accusa di alto tradimento per i "vagheggiamenti"
di una cordata nazionale: "Berlusconi si è
dimostrato più corporativo che liberale".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del La legge all'improvviso Maria Novella Oppo MENTRE UN GRUPPO DI
GIOVANI ATTRICI greche accendeva il fuoco sacro di Olimpia in diretta su tutte
le tv del mondo, il rappresentante cinese dei Giochi è stato contestato. Ma non
ha fatto una piega, cosicché ai solerti censori è bastato tagliare le immagini
di pochi secondi per non far sapere niente dell'accaduto all'immenso popolo
della Cina. La tv è potere allo stato puro; basta poterne usare (e abusare) la
tecnologia come una sorta di macchina del tempo. Cosa che successe anche, non a
caso, durante il pessimo governo Berlusconi, quando
alcuni pessimi dirigenti Rai decisero di mandare in onda il concerto del 1°
Maggio con appena un minuto di differita. Ora, siccome quasi tutti i dirigenti
televisivi insediati da Berlusconi sono rimasti al
loro posto, è facile che forniscano l'alibi perfetto al
loro editore di riferimento. Il quale, dopo aver abusato in ogni modo dei suoi
mezzi (e dei nostri) ora sostiene, mentendo, che non può affrontare Veltroni in diretta tv, perché la legge
non lo consente. E quando mai si è curato della legge? FRONTE DEL VIDEO.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
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l'edizione del Altalena in Borsa: la Consob frena i politici Cardia ammonisce:
meno esternazioni, solo notizie certe e chiare, a contrattazioni chiuse di
Laura Matteucci / Milano GIOSTRAAlitalia sull'otto volante in Borsa. Nel giorno
dell'incontro tra i sindacati e il numero uno di Air France-Klm, Jean Ciryl
Spinetta, e dell'annuncio di una nuova proposta con alcune aperture, il titolo
prima naufraga e poi prende il volo. A piazza Affari le azioni della compagnia
hanno chiuso in rialzo del 32,35% a quota 0,45 euro, dopo numerose sospensioni
al rialzo e al ribasso, e dopo aver toccato un massimo teorico dell'87,9% e un
massimo di seduta a 0,5 euro (+44%). Al termine delle contrattazioni sono
passate di mano 71,5 milioni di azioni, vale a dire il 5,1% del capitale, quasi
sette volte in più rispetto la media giornaliera delle ultime trenta sedute
pari a 11,1 milioni di pezzi scambiati. Fuochi d'artificio, insomma. Tanto da
indurre il presidente della Consob Lamberto Cardia a lanciare un appello ai
politici: troppe esternazioni, bisogna attenersi alla regola aurea
"notizie certe, chiare e a Borsa chiusa". Mentre sul caso Alitalia
sono stati convocati per oggi i capigruppo della Camera. Nella riunione
dovrebbero essere all'ordine del giorno la convocazione delle Commissioni
parlamentari per affrontare la questione. Della mitica cordata italiana
millantata da Berlusconi giusto a ridosso delle
elezioni, nulla è dato sapere. A parte il fatto che Intesa Sanpaolo, la banca
che avrebbe affiancato l'AirOne di Toto, non si sta occupando del dossier
Alitalia, come ha dichiarato recisamente il presidente del consiglio di
gestione Enrico Salza. "Dov'è la cordata? - chiede il segretario del Pd
Walter Veltroni - L'annuncio di una cordata fatta non
si sa dove alla fine di una festa di compleanno è una cosa che non si può
immaginare. Si manifesti per evitare che Alitalia vada a gambe all'aria. È
insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi il sabato
che sarà pronta tra un mese, cioè dopo le elezioni". Veltroni auspica "disponibilità a trattare" da parte dei
sindacati, "duttilità" da parte di Air France. E, dopo le
contraddizioni interministeriali sui conti della compagnia e sulla sua
autonomia finanziaria, Veltroni chiede una "posizione unitaria" da parte del governo.
Sempre a proposito dell'italica cordata: "Il problema Alitalia noi
l'abbiamo affrontato - dice Massimo D'Alema - Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perchè non si sono presentati quando si è fatta
la gara?". Mentre Pierluigi Bersani, ministro dello Sviluppo, torna sul
nodo Malpensa, che avrebbe bisogno di "un tavolo di transizione", e
punta dunque ad un piano di "redistribuzione dei voli nel nord
Italia" per dare una prospettiva "credibile a Malpensa, con point
intercontinentali, rilanciando lo scalo con lo sviluppo delle
infrastrutture". E sulla sulla vendita della compagnia secondo Fausto
Bertinotti della Sinistra arcobaleno "si può prendere del tempo, non è una
questione di giorni, togliamoci dal ricatto". Anche perchè la proposta di
Air France "così com'è è irricevibile". Tanto che "l'intervento
dello Stato per affrontare la crisi sarebbe auspicabile", e comunque
l'assetto proprietario "viene dopo purchè ci sia la difesa
dell'occupazione e si salvaguardi il ruolo strategico della compagnia".
Poi Bertinotti attacca i manager italiani: "Non è possibile che nessuno
paghi mai, le responsabilità sono di qualcuno. Parliamo dei manager di Alitalia
che prendono liquidazioni gigantesche. Parliamo della casta dei manager che non
pagano mai". Un epitaffio da Bruno Tabacci, la Rosa per l'Italia:
"Spero si trovi un accordo nell'interesse dei lavoratori ma bisogna essere
chiari: Alitalia è stato uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi,
di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Quindi? "Prima si
volta questa pagina meglio è: Alitalia per i nostri conti è stata come una
sanguisuga". Del resto, "fa ridere questo richiamo alla bandiera:
l'ultima volta che ci si è appellati all'italianità è stato due anni fa con i
furbetti del quartierino e le loro scalate bancarie...".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Pd: da luglio 400 euro in più ai pensionati L'impegno di Veltroni: gli aumenti maggiori per i redditi fino a 25mila euro l'anno Berlusconi costretto a inseguire. Il
leader Pd: con le sue tv il Cavaliere altera il gioco Se il Pd vince le
elezioni, dal prossimo primo luglio i pensionati ultrasessantacinquenni con un
reddito fino a 25mila euro avranno un aumento medio annuo di 400 euro. È
l'impegno preso ieri da Walter Veltroni: il piano sarà
realizzato attraverso l'utilizzo della leva fiscale. Aumenti tra i 100 e i 250
euro per i redditi tra i 25mila e i 55mila euro. "Milioni di persone - ha
spiegato Veltroni - vedono fortemente erosa dal
carovita la capacità di sostegno delle loro pensioni". E ora Berlusconi è costretto a inseguire anche su questo terreno e
parla anche lui di adeguare pensioni. Il leader Pd ieri in Sicilia ha accusato
il Cavaliere: "Sfugge al confronto, ma con le sue tv vìola le regole del
gioco". R. Rossi, Di Giovanni e Miserendino alle pagine 4 e 5.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del "Berlusconi ha paura, ma vìola le
regole con le sue tv" di Bruno Miserendino inviato a Palermo Non lo nomina
mai Berlusconi e lo chiama come fa sempre: "il
principale leader dello schieramento a noi avverso". Però stavolta l'attacco
c'è. "Il mio avversario - dice Veltroni - non
vuole fare con me un confronto televisivo, e me ne dispiace, è qualcosa che non
succede in nessun altro paese e non deve succedere nemmeno nel nostro, tanto
più che si usano le proprie tv in modo da violare costantemente le regole del
gioco". Il leader del Pd sbarca in Sicilia e si capisce che la partita è
entrata nell'ultimo miglio. Veltroni deve attaccare. Cerca di scuotere. Non è un caso che il leader
del Pd accompagna l'attacco sulle televisioni di Berlusconi a parole durissime contro la mafia e chi ha governato la Sicilia
in questi lunghi anni di torpore e di clientelismo. E i due elementi,
mafia e responsabilità politiche, ci tiene a tenerli legati. "La Destra -
dice Veltroni davanti a migliaia di palermitani nella
centralissima piazza Verdi - ha fatto del male a questa terra". E la mafia
"è la principale nemica della Sicilia, perché le impedisce di competere,
sta seduta come un colosso di bronzo sopra la vitalità di questo paese".
"Non è solo orrenda per i mascalzoni che hanno ucciso e sciolto nell'acido
i bambini, i mafiosi sono criminali, assassini, e vigliacchi". Aggiunta:
"Per intenderci noi siamo per l'applicazione severa del 41 bis e perché si
faccia in fretta nell'utilizzo pubblico dei beni confiscati alla mafia".
Applausi, naturalmente. Che sembrano liberatori. Perché non è scontato, in
Sicilia, che i leader diano dei vigliacchi e degli assassini ai mafiosi. La
parola d'ordine del Pd qui è obbligata: rompere la cappa di torpore, "la
melassa", che sembra avvolgere la Sicilia, come se l'isola fosse
rassegnata a una classe dirigente di serie B, che ha portato a una
disoccupazione più alta della media del Mezzogiorno, a un aumento della
povertà, a una diffusione imprenditoriale più bassa della media del Sud. Qui
l'obbliga è stare dalla parte degli imprenditori che rifiutano il pizzo e
rischiano. Ma la politica non può essere assolta. "Se la Sicilia va
indietro, qualcuno, che magari mangiava i cannoli, ne dovrà rispondere". Veltroni è accompagnato in ogni tappa da Anna Finocchiaro,
che corre per la guida della regione, e che attacca a sua volta. Gli spunti non
mancano. Il leader del Pd sbarca il giorno in cui si viene a sapere che la
Regione ha deciso una regalia elettoralistica a tutti i suoi 18mila dipendenti.
Eccola la Sicilia che vuole Lombardo, dice Anna Finocchiaro, "lui fa
interviste in doppio petto a giornali economici, parla di modernizzazione, di
valori, di merito come leva per lo sviluppo, di qualità, e di formazione, ma
qui la sua raccomandazione vale molto di più di un dottorato di ricerca.".
Come dice una ragazza dal palco di piazza Verdi: "Qui un giovane deve
avere coraggio per restare". "Non basta - dice Anna Finocchiaro -
scrivere sugli autobus che la mafia fa schifo, bisogna fare in modo che la
legalità torni a convenire a quest'isola". Veltroni
vede nella Sicilia l'emblema di un paese che potrebbe molto ma che è impedito,
bloccato, fermo e che invece ha bisogno di speranza: "Ho la sensazione che
nella pelle del paese si inizi a voler voltare pagina", azzarda il leader
del Pd. Veltroni ricorda due cose. Primo, le nostre
proposte, a cominciare da quella sulle pensioni che ha presentato proprio prima
di partire per la Sicilia, sono tutte coperte dal punto dei vista dei costi.
"Perché noi di balle ne abbiamo sentito tante...". Secondo,
bisognerebbe almeno confrontare le proposte. Ed è qui l'attacco a Berlusconi. Strana sensazione, fa capire Veltroni,
questo è un paese in cui sembra ineluttabile che un candidato premier possa
rifiutare un confronto televisivo, perché ha paura di perdere e nel frattempo
può usare il suo impero mediatico per alterare le regole della campagna
elettorale. Veltroni scherza un po': "questa di
Palermo è la settantunesima provincia che visito, ad Agrigento sarà la
settanduesima. Pensate, è l'eta del leader dello schieramento a noi
avverso". Come dire: l'Italia stanca e ripetitiva, che presenta gli stessi
programmi, gli stessi vicepremier, gli stessi ministri di 14 anni fa è da
quella parte. "Oltrettutto, sono divisi su tutto a cominciare
dall'Alitalia". "Pensate, hanno annunciato l'esistenza di una nuova
cordata alla fine di una festa a casa di un candidato. E' proprio vero che sul
tavolo da poker della campagna elettorale viene giocato di tutto. Ora basta, è
ora che la politica della furbizia lasci il posto alla serietà. "Noi -
ripete - al contrario di loro vogliamo vincere per cambiare, per aprire un
ciclo riformista". In Sicilia, aggiunge, Berlusconi
fa cabaret: "Dice che lui non è alleato di Cuffaro. Dice che lui è alleato
di Lombardo, poi è Lombardo ad essere alleato di Cuffaro". Non è una cosa
seria, rincara Anna Finocchiaro, e sarebbe bene che i siciliani usassero
l'unica vera arma che hanno: il voto.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Tra le belle coppie non c'è quella di Berlusconi
Visto che il Cavaliere ha i suoi interessi in conflitto, a Emilio Fede la
trattativa fra Alitalia e Air France proprio non piace. Acido, chiama più volte
"Spinettà o Spinetta che dir si voglia" l'amministratore delegato
della compagnia francese. Nella sua francofobia si fa spalleggiare dal
segretario della Cisl, Bonanni, che un rimedio per la crisi Alitalia ce l'ha:
usare i soldi di Enel, Eni, Finmeccanica. Dopo questo rigurgito statalista,
Fede si commuove per i dipendenti a rischio. Appena evocata la "liberticida"
par condicio, il Tg4 la viola di nuovo. Si parla di pensioni? Dieci secondi a Veltroni, ancor meno a Casini, un minutone a Berlusconi, che ricorda il suo glorioso passato e anticipa un magnifico
futuro. Fede guida poi un finalino non male con il direttore di
"Chi", Alfonso Signorini. Si parla di belle coppie, resistenti,
impermeabili, esemplari: quella dello stesso Fede (e Signorini nota:
"Fede, non porti la fede?") e quella di Veltroni
(anche lui "senza fede"). Per una volta e per forza di cose, Berlusconi è ignorato. Del Tg5 non possiamo che dire bene:
equilibrato, a parte un Tremonti minaccioso e senza repliche. Paolo Ojetti.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
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l'edizione del Il "doloroso" obbligo di rispettare la legge di
Marcella Ciarnelli Il grande comunicatore continua a comunicare per interposta
persona. Silvio Berlusconi sfugge al confronto con il
diretto avversario spaventato dall'idea che un confronto ravvicinato di
immagine e idee possa far scoprire il suo trucco anche agli elettori meno
avvertiti. Quando si hanno da esibire rughe e vecchie idee è difficile
accettare di metterle volontariamente sotto gli impietosi riflettori di uno
studio tv. Così il Cavaliere prende tempo. E manda avanti i colonnelli cercando
di evitare di scendere in campo lui. E' Paolo Bonaiuti che cerca di
giustificare il no ad un confronto a viso aperto che in qualunque Paese del
mondo non verrebbe negato ai cittadini chiamati alle urne. La giustificazione,
che non sta in piedi, è sempre quella che la par condicio non consentirebbe il
faccia a faccia. "Il Pd sta menando il can per l'aia perché sa che con
queste regole non si può fare" ha affermato il baldo portavoce impegnato,
per il momento lui, in un faccia a faccia con il ministro delle Comunicazioni,
Paolo Gentiloni. "La vittoria di Berlusconi sarà
tale che non abbiamo paura del confronto ma voi siete così farisei che in
Vigilanza non avete fatto nessuna richiesta per un confronto" che si
potrebbe anche fare, fosse per lui, dato che potrebbe contribuire al vantaggio
del Partito della libertà contro una sinistra "che trucca le carte".
Solito refrain. Che noia. Mente sapendo di mentire Paolo Bonaiuti, il
comunicatore del comunicatore. Sa bene quali sono limiti e possibilità della
legge contestata. Ma finge di non saperlo e conferma la provocazione
"siamo favorevolissimi al confronto ma prima cancellate la par
condicio" come se cancellare una normativa fosse possibile come passare il
cancellino su una lavagna. I padroni evidentemente fanno così in azienda. Un
ordine di servizio e si cambia. Al momento con le leggi dello stato non
funziona così. Berlusconi si deve
continuare ad accontentare del bello e cattivo tempo che può fare nelle sue tv.
Con l'appoggio di qualche amico in quella pubblica. "Non vuole fare il
confronto con me e mi dispiace". Walter Veltroni incalza il Cavaliere e lui manda in campo il secondo colonnello,
il poeta Sandro Bondi. "Ci avrei scommesso che anche Veltroni avrebbe cominciato con la solita, prevedibile e
noiosa tiritera del confronto televisivo, pur sapendo perfettamente che il
presidente Berlusconi non si è mai sottratto, nè si
sottrarrebbe, ad alcun confronto politico e pur sapendo che l'attuale legge non
permette un contronto diretto solo tra i due candidati premier rappresentativi
delle due principali forze del Paese". Mente anche il fido Bondi, anche
lui sapendo di mentire. E' lo stile della casa. Scotta al Cavaliere e alla sua
armata dover fare i conti con una legge che l'Udc gli ha impedito di
smantellare. Quel diavolo di Casini e dei suoi. Altro che "spina nel
fianco". Molto di più. Perchè il nostro è ben consapevole, glielo ha
ricordato anche il ministro Gentiloni, che il diritto-dovere dei due candidati
di fornire agli elettori strumenti di valutazione attraverso un confronto a
viso aperto, non è impedito da nessuna norma. Se non dalla strizza di perderlo.
E Berlusconi quella ce l'ha. In Fondo a Destra.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
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l'edizione del BERLUSCONI Il forzista cerca di recuperare "Anche noi
faremo qualcosa" ROMA "Introdurre un adeguamento delle pensioni, a
cominciare dalle più basse, al caro vita": è la ricetta del Pdl sulle
pensioni. A spiegarla è lo stesso candidato premier Silvio Berlusconi intervistato da Studioaperto
su Italia Uno, nel giorno in cui il leader del Pd Walter Veltroni annuncia aumenti per le
pensioni minime fin dal luglio 2008 Berlusconi rivendica che "il nostro governo è stato l'unico ad
aumentare davvero le pensioni minime, adesso il problema è fondamentalmente
uno: le pensioni non sono adeguate all'aumento del costo della
vita". "Un adeguamento ai prezzi significa fare giustizia - osserva
il Cavaliere - perché i prezzi sono aumentati nell'ultimo anno del 4% in media
e del 12 e 14% per i beni di prima necessità come pane e pasta mentre le
pensioni dell'1,6%". "Il partito dei pensionati sta con noi -
conclude Berlusconi - e i pensionati ci daranno il
loro voto per ciò che abbiamo fatto e che faremo".
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
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l'edizione del DI PIETRO "Dopo il rinvio a giudizio, stop alla prescrizione"
L'Italia dei valori proporrà l'interruzione dei termini di prescrizione dal
momento del rinvio a giudizio. Lo ha annunciato il leader dell'Idv Antonio Di
Pietro a Porta a Porta, illustrando le proposte Idv. "Ridurre da tre a due
i gradi di giudizio, aumentare del 30% i fondi per la polizia e il personale
che assiste i magistrati e applicare la pena dopo il primo grado di giudizio,
in caso di pericolosità sociale". Quanto ai termini di prescrizione,
quella legge "se l'è fatta Berlusconi per sé. Siamo
per ridurre i tempi dei processi, ma quando si incardina un procedimento questo
va concluso, non deve finire nel nulla a causa della prescrizione che, così,
diventa impunità". Il ministro spiega che queste sono le proposte
dell'Idv, ma che "nel programma del Pd c'è scritto che
6-7 leggi ad personam vanno abrogate. e quando ho parlato con Veltroni. si è impegnato a
rivederle". Oggi i gazebo Idv saranno nelle piazze d'Italia - la mappa su
www.italiadeivalori.it ne riporta un centinaio - per spiegare le proposte e far
conoscere i candidati.
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
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l'edizione del Porta a Porta e i sondaggi Via col vento Enzo Costa Non escludo
affatto di sbagliarmi, di aver rimosso la cosa, di avere una memoria più labile
di quella dello Smemorato di Cologno di fiorelliana memoria, se non di Gianfranco
Fini (quello che bollò come "comiche finali" il partito del
predellino dello Smemorato di Cologno autentico, e che ora gli scodinzola
dietro, dopo aver proclamato per il 13 aprile la Festa della Liberazione, per
la gioia immemore sua e della nipotina di colui da cui l'Italia grazie al cielo
si liberò sul serio il 25 del mese medesimo). Insomma, se ricordo male, sono
pronto a rettificare, fatto sta che - per quanto mi sforzi - non riesco a
rammentare, da fedele telespettatore di Porta a Porta, che due anni fa, di
questi tempi, le puntate elettorali della trasmissione ospitanti i principali
candidati al governo prevedessero un elemento oggi costante: la rassegna
integrale dei sondaggi sulle intenzioni di voto. Eppure, a ben pensarci, la
situazione era specularmente identica o quasi: chi aveva governato in quella
legislatura risultava, da pressoché tutte le rilevazioni statistiche, in
svantaggio; di conseguenza, chi era stato all'opposizione veniva accreditato di
parecchi punti percentuali in più. Situazione simile a oggi, per l'appunto, ma
a parti invertite: allora il centrodestra era indietro, e il centrosinistra
davanti. Una differenza piccola, ma non irrilevante, è che l'inseguitore del
2006 (Berlusconi) negava fin da subito di essere in
svantaggio, e lo faceva definendo (impunemente, ça va sans dire) falsi e
comunisti tutti i sondaggi tranne quello da lui mai ben esplicitato, di origine
americana, che a suo vaghissimo dire lo dava testa a testa con l'avversario.
Mentre l'inseguitore del 2008 (Veltroni) parla da un po' della rimonta in corso (effettivamente
attestata da diverse ricerche), e adesso aggiunge che potrebbe non essere colta
del tutto dai sondaggi, senza però mai disconoscere la regolarità dei loro
metodi di rilevazione, anche di quelli dai risultati meno favorevoli, che lo
piazzano distante dall'avversario. Ma la differenza davvero
significativa - sempre che la memoria non mi tradisca - è, lo accennavo
poc'anzi, questa: Porta a Porta due anni fa non faceva quello che fa oggi. Vale
a dire non affidava all'affabile Renato Mannheimer un periodico bollettino dei
sondaggi, non solo di quello realizzato dal suo istituto (che di solito per Veltroni registra un maggiore recupero), ma anche di tutti
gli altri, debitamente illustrati da una grafica eloquente, che - partendo dal
dato scritto sul partito dell'ospite di turno - consente a ricercatore e
conduttore di dire e ribadire la distanza che lo separa dal dato del partito
avversario. E l'impatto è notevole: ha voglia, chi insegue, a sottolineare la
rimonta (più o meno marcata), l'effetto visivo e sonoro di quel sistematico
panorama sondaggistico è - puntata su puntata - una sorta di riaffermazione
d'ineluttabilità: il Pdl è in vantaggio, il Pd è in ritardo. Non sto qui a
questionare sull'attendibilità di queste rilevazioni. Né a far presente come il
ripeterle ossessivamente, con tanto di tabelle a tutto schermo, possa giovare
all'esito che esse a oggi prefigurano, persuadendo i molti incerti
sull'inutilità di votare per chi è sempre distanziato (come si dice, l'effetto
"profezia che si avvera"). Sono qui, più semplicemente, a
interrogarmi sulla curiosa diversità con le precedenti elezioni politiche:
com'è che (sempre nel caso io ricordi bene) durante la campagna elettorale
( da "Unita, L'" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Stai consultando
l'edizione del Magdi Allam? La conversione pubblica mi lascia perplesso Cara
Unità, le conversioni propagandistiche fatte il giorno di pasqua con
coinvolgimento del Papa alla presenza di tutto il mondo mi imbarazzano e mi
creano disagio. Nel caso clamoroso di Magdi Allam pare che non si tratti di
vera conversione dal momento che risulta di famiglia coopta ( la chiesa
cristiana egiziana) e che abbia avuto una educazione scolastica cattolica.
Sembrerebbe che Magdi Allam non sia mai stato musulmano. Pietro Ancona Giovani,
andate a votare Io vedo speranza nella proposta del Pd Cara Unità, sono una
giovane donna di sinistra, leggo e mi informo cercando di arrivare alle
elezioni del 13 e 14 Aprile e sperando di vincere. La grande speranza che ripongo
nel Partito democratico e nel suo Leader, mi motiva e crea in me la voglia di
diffondere i grandi valori della tradizione e le grandi aspettative verso il
futuro, entrambi fondamento del Pd. Nel futuro del Pd c'è il nuovo. Abbiamo
lavato via quella politica avvinta dalle ragnatele, quella politica che ci fa
ripetere al bar "Tanto sono tutti uguali... ". Nel nuovo mi ci metto
anche io, che faccio parte del piccolo circolo del mio paese, di nuovo ci sono
tanti giovani come me, alle Province, alle Regioni, ed in ultimo al Parlamento.
Questo rinnovamento di persone deve far capire agli elettori quanta freschezza,
speranza, aspettativa, quanta forza c'è in tutte queste gambe giovani che
porteranno il nostro paese verso il futuro. Con la nascita del Partito Democratico
abbiamo creato la macchina, elettori: dateci la benzina! Il grande messaggio
che cerco nei giornali e che non trovo, è l'invito a tutti ad andare a votare!
L'Italia ci chiama in suo aiuto, riprendiamo in mano la politica, rendiamola
pulita, trasparente: facciamo in modo che la politica diventi uno strumento non
che lo strumento dei politici siamo noi! Tutti gli appelli che sento fare in tv
incitano al voto per ..., mentre la gente è sempre più schifata da tutto. La
competizione elettorale di Veltroni ci sta insegnando
come vincere l'avversario sui fatti, con toni pacati e senza violenza verbale.
Non ho sentito dalla bocca di Veltroni parole che di
disprezzo verso altri Leader di partito, non ho sentito parole di giudizio
negativo e gratuito sull'operato degli altri partiti e non ho visto strappare i
programmi di altri! Ho sentito solo descrivere un programma concreto e
attuabile, nonché ben strutturato e solidale verso lo stato e noi cittadini. Ho
sentito descrivere una politica nuova e pulita. Ho sentito l'onestà di una
persona in cui mi riconosco e alla quale mi appello. Io vedo forza in Veltroni, vedo speranza. Giovani e meno giovani, andate a
votare, dimostriamo la coscienza civile, diamo onore a quanti hanno lottato x
il diritto di voto. Prendiamo il volante di questa macchina e ingraniamo la
marcia, perché si può fare! Gianna Pazzaglia Tremonti non risponde E io dico:
non facciamolo tornare al governo Cara Unità ascoltando la radio in macchina mi
sono imbattuto in una intervista a Giulio Tremonti, alla domanda
della giornalista di cosa pensasse del faccia a faccia Veltroni-Berlusconi, ha risposto che l'unico faccia a faccia che può chiedere Veltroni e quello con Bassolino, poi
cosa ne pensava del piano pensioni di Veltroni, ha risposto che l'unico piano che può mettere in atto Veltroni è quello di tassare i Bot e i
Cct, stesso tono su Alitalia, ma vi sembrano risposte normali? E magari
Tremonti lo troveremo nel prossimo Governo. poveri noi! Odino Passarella, Goro
(Fe) Elezioni assurde condizioni per i disabili Cara Unità, siamo nel 2008 ed
un disabile grave per andare a votare ed essere assistito deve: prendere
appuntamento con un medico legale della asl (non basta il verbale
dell'invalidità) quindi andare a fare visita medico legale. Portare il tutto
all'ufficio elettorale. Già tutto questo è assurdo, un disabile, perché tale,
non può andare, non può fare, ma perché ci dicono così tante bugie che fanno le
cose per agevolarci quando è vero esattamente il contrario. Morale della favola
il numero dell'uff. elettorale è perennemente occupato. La medicina legale
risponde che non ha comunicazione dal comune di farsi sentire l'ultima
settimana prima delle elezioni, che vorrà dire ressa, confusione, file e
quantaltro. Quando ho chiesto chiarimenti mi è stato risposto che se abbiamo
problemi che la disabile non votasse! È una vergogna! lettere firmata Copertura
per ogni proposta Siamo stanchi dei libri dei sogni Cara Unità, si avvicinano
le elezioni e aumentano postumi benefici in tutti i gangli della vita pubblica.
Vi è reticenza su una dettagliata e seria copertura dei costi finanziari
necessari a farvi fronte. Serietà vuole che programmi seri siano accompagnati
da indicazioni precise sulle coperture finanziarie. Siamo stanchi di libri dei
sogni.C'è chi non trovando collimanza tra proposte e copertura, preferisca
disertare le urne. Franco Fronzoli, Rapallo Non ci meritiamo Fini, Gasparri e
gli altri Fermiamoli con il voto Cara Unità, ho assistito su Rai Uno alla
fiction dedicata alle vittime delle fosse Ardeatine. Su La 7 andava in onda
" Niente di Personale " dedicato alle vittime della mafia. Penso che
molti Italiani abbiano seguito le due trasmissioni. La mia considerazione e
questa: è mai possibile che nonostante questi ricordi siano ancora vivi, noi
Italiani stiamo per consegnare , ancora una volta, il nostro paese e il futuro
dei nostri figli in mano a gente come Fini, Gasparri, Ronchi e agli altri
iscritti al Popolo della Libertà? Forse è questo che meritiamo? Michele De
Gregorio Aumentare i salari prima occupazione del nuovo governo Cara Unità,
presto saremo chiamati alle urne per rinnovare amministrazioni Comunali,
Provinciali, Regionali e il Governo Nazionale. Gli indirizzi del nuovo Governo
saranno quelli che maggiormente incideranno sui cittadini. Ritengo che la sfida
salariale sia tra le priorità che dovrà affrontare il nuovo esecutivo che
guiderà l'Italia, solo con politiche di aumento dei redditi dei lavoratori
dipendenti e dei pensionati, che rappresentano la maggioranza degli italiani,
potremo avviare un rilancio dei consumi della domanda interna e dell'economia,
facendo ripartire quel volano che può dare nuovo slancio al nostro paese.
Paoloni Giovanni, Premariacco (Ud).
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Veltroni: aumentare
subito le minime. Berlusconi: adeguiamole al carovita. Venerdì
un altro incontro Air France-sindacati Pensioni, duello tra Pd e Pdl Spinetta
rilancia: "Credo in Alitalia". Domani la nuova proposta ROMA - Duello
a distanza tra Veltroni e Berlusconi sul tema delle
pensioni. Il
segretario del Pd ha proposto ieri un aumento fino a 400 euro all'anno delle
minime già a partire dal luglio 2008. Immediata la replica del Cavaliere, che
ha avanzato l'ipotesi di adeguare le pensioni al costo della vita. Sul fronte
dell'Alitalia, si attende il nuovo piano di Air France, che sarà presentato domani.
"Credo nella crescita della Compagnia", ha detto ieri il presidente
di Air France Jean-Cyril Spinetta. Venerdì intanto i francesi torneranno a
incontrare i sindacati. SERVIZI DA PAGINA
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Economia Il leader
del Pd: inaccettabile speculare in campagna elettorale sul
futuro di migliaia di persone Veltroni: no al poker sui lavoratori Il Pdl chiama Prodi in Parlamento
"Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta la gara"
ROMA - Il caso Alitalia rimbalza anche in Parlamento, nonostante le Camere
sciolte. I capigruppo delle forze della maggioranza e dell'opposizione
sono stati convocati per oggi a Montecitorio dal presidente Fausto Bertinotti:
dovranno decidere se mettere all'ordine del giorno delle Commissioni competenti
l'audizione del premier uscente, Romano Prodi. Una richiesta avanzata in un
primo momento da Fi e alla quale si è aggiunta An. All'appuntamento il Pdl e il
Pd arrivano contrapposti. Ieri il leader del Partito Democratico, Walter Veltroni, ha ribadito la propria opinione, già espressa nei
giorni scorsi: "Se c'è una cordata italiana perfetto - ha detto - , però
venga avanti adesso e non tra un mese, dopo le elezioni. Per ora c'è solo Air
France e nella trattativa con i sindacati mi auguro possa essere fatto un passo
in avanti". Veltroni ha nuovamente criticato il
tentativo da parte del Pdl di fare dell'Alitalia un terreno del
"tritacarne" della campagna elettorale: "Sul tavolo da poker
della vita politica e della campagna elettorale viene giocato tutto, anche il
lavoro di migliaia di persone, ma questo è inaccettabile". Tesi ribadite
anche dal sottosegretario alla Presidenza, Enrico Letta: "Bisogna puntare
sull'industria, perchè il nostro Paese ha la sua forza nei suoi imprenditori e
nei suoi lavoratori e dopo la Germania è la seconda potenza industriale
d'Europa ma non c'è bisogno di cordate in zona Cesarini per salvare
Alitalia". Sul tema è intervenuto anche il ministro degli Esteri D'Alema
con una battuta indirizzata al Cavaliere: "Noi il problema lo abbiamo
affrontato, abbiamo detto che questa società rischia di fallire, apriamo una
gara, la privatizziamo, chiamiamo gli imprenditori. Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono presentati quando si è fatta
la gara per comprare l'Alitalia?". Nel Pdl, mentre il portavoce di Berlusconi sottolinea che quello del leader del Pdl "è
solo un appello per salvare Alitalia", toni meno drastici giungono da
parte di Fini. "A me - ha detto il leader di An - non interessa se Alitalia
venga acquistata da Lufthansa, da Air France, o, come auspico anch'io, da una
cordata italiana. Quello che mi interessa è che Alitalia continui a volare, che
l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". Baldassarri (An)
ha aggiunto che il rilancio dell'idea di una cordata italiana da parte di Berlusconi "ha costretto Air France e Spinetta a
decidere di trattare ad oltranza". Il compito di polemizzare direttamente
con Prodi è stato affidato a Tremonti: "Prodi - ha detto l'ex ministro del
Tesoro del centrodestra - crede di stare svendendo l'Iri. Sta facendo accordi
come se fosse al terzo mandato dell'organismo di riconversione industriale e
non come presidente del Consiglio. Sta facendo traffici e confusione".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Sfida sull'aiuto ai pensionati Veltroni: aumenti già da luglio Berlusconi: serve l'adeguamento al costo della vita GOFFREDO DE MARCHIS
ROMA - Una "mensilità" in più per le pensioni fino a 25 mila euro, un
assegno aggiuntivo più piccolo per quelle che arrivano a 55 mila.
"L'aumento del costo della vita è diventato insostenibile, specie per la
fasce più deboli. Dobbiamo garantire ai nostri pensionati livelli di
sussistenza dignitosi", dice Walter Veltroni
presentando la sua proposta sugli aumenti previdenziali. è un bonus annuale (la
cosiddetta "quattordicesima") che si affianca a quello già varato dal
governo Prodi per i trattamenti non superiori a 8675 euro. "Lo possiamo
erogare già il 1° luglio", garantisce il candidato premier del Partito
democratico. è anche un intervento sostenibile, che non sfora i vincoli di
bilancio e che serve a sanare "una situazione inaccettabile", vale a
dire l'erosione continua degli assegni previdenziale a causa del carovita. Per
le pensioni sotto i 25 mila euro l'incremento medio è di circa 400 euro. Per
chi è sopra quella soglia l'assegno va dai 250 ai 100 euro l'anno. Per questi
soldi si usa la leva fiscale, s'innalza la detrazione a cominciare dalle
pensioni più vecchie e quindi più "consumate" dall'inflazione vera e
da quella percepita. La misura riguarda i pensionati da 65 anni in su. A
coprire la spesa di questo intervento di riduzione fiscale sulle pensioni (0,2
per cento in meno) sarebbe l'aumento di gettito (anche se nei prossimi due anni
difficilmente raggiungerà i livelli attuali) e il contenimento della spesa
primaria. Con Enrico Morando, Giorgio Tonini e Alessia Mosca, che hanno
lavorato alla proposta, Veltroni ha anche immaginato
un altro intervento da sottoporre al futuro governo e alle parti sociali. Una
nuova indicizzazione della previdenza che non si basi più solo sui dati Istat,
ma sul monte salari. "Da anni in Italia non c'è una sfida come avviene
negli altri Paesi in cui si mette assieme crescita e lotta alla
disuguaglianza". Se l'economia va bene e aumentano i redditi e la
produttività, devono crescere anche le pensioni. "Così coinvolgiamo anche
la popolazione non attiva in una politica di riforme", spiega Morando. Al
Pd risponde subito Silvio Berlusconi. In un
collegamento con Studio aperto cerca di parare il colpo dei democratici
annunciando il suo intervento sulla previdenza. "Dobbiamo adeguare le
pensioni ai prezzi, al carovita, a partire dalle più basse. è un fatto di
giustizia", dice. Il Cavaliere ricorda l'aumento delle pensioni minime
durante il suo governo e poi usa il Partito dei pensionati a garanzia delle sue
promesse: "Quel partito era dalla parte di Prodi nel 2006, adesso è con
noi. L'altra volta ha portato 333 mila voti. Credo che i pensionati ci
premieranno per ciò che abbiamo fatto e per quello che faremo". Sulle
pensioni si riaccende dunque la sfida corpo a corpo tra i due schieramenti
principali. Rosy Bindi fa notare che il Pd "anche in questo caso ci
insegue". Gianfranco Fini però è più aggressivo di Berlusconi
e sottolinea che "furono poco meno di due milioni i pensionati che ebbero
l'aumento delle minime durante il governo del centrodestra. Noi abbiamo messo
in campo fatti concreti, non solo impegni". Ma Dario Franceschini, numero
due del Pd, gli risponde: "Sei senza pudore, tutti sanno che gli impegni
del centrodestra non sono stati mantenuti".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'intervento
proposto da Veltroni concentrato sul Nord, quello di Berlusconi più mirato al
Sud Nel piano Pd "sollievo" per 2 milioni Pdl alla riscoperta della
scala mobile Sotto il tiro di entrambi gli schieramenti la riforma Amato varata
nel '92 ROBERTO MANIA ROMA - Caccia al voto dei pensionati. Da ieri gli "over 65"
sono entrati nella campagna elettorale. Voto appetibile visto che solo l'Inps
eroga ogni mese 5,6 milioni di pensioni di vecchiaia, su un totale complessivo
di assegni di quasi 15 milioni (comprese invalidità, superstiti e anzianità).
Il Pd di Walter Veltroni ha lanciato il suo progetto:
aumento dei trattamenti per circa due milioni di pensionati - perché questa
sarebbe la platea sulla base delle prime approssimative stime del responsabile
del programma Enrico Morando - attraverso il meccanismo delle detrazioni
fiscali. Il Popolo delle libertà ha rilanciato: "una robusta scala
mobile", così la chiama Maurizio Sacconi, uomo di punta nello schieramento
del Cavaliere sui temi del welfare state, per salvaguardare il potere
d'acquisto delle pensioni più basse. I destinatari della proposta democratica
dovrebbero concentrarsi più nelle regioni settentrionali, dove è maggiore la
presenza di pensionati che hanno regolarmente versato i contributi. Mentre è
destinata a operare più nel Mezzogiorno l'idea del Pdl, data la sua natura più
dichiaratamente assistenziale. La proposta del Pd completa l'"operazione
quattordicesima" varata dal governo Prodi che aveva previsto una mensilità
aggiuntiva per i pensionati oltre i 64 anni con un reddito fino a 8.675 euro
l'anno. In tutto sono stati coinvolti tre milioni di pensionati il cui reddito
è troppo basso per poter trarre vantaggi dagli sconti fiscali. Per i circa due
milioni con un assegno superiore (da 25 mila euro l'anno a 55 mila) e con età
superiore a 65 anni, invece, si agirà sulle detrazioni fiscali. Che si riducono
man mano che cresce il reddito fino ad azzerarsi per i redditi pari o superiori
a 55 mila euro l'anno. E, fatto salvo il tetto, si prevede che con il crescere
dell'età salga lo sconto. Il costo pari a 2,5 miliardi l'anno dovrebbe essere
coperto, secondo Morando, con il taglio della spesa corrente prevista dal
programma e con l'extragettito derivante dalla lotta all'evasione. Sia Pd sia
Pdl, oltre al superamento del divieto di cumulo pensione-lavoro, puntano a
"correggere" uno degli interventi più efficaci (sotto il profilo del
controllo della dinamica della spesa pensionistica) realizzato nei decenni
passati: quella parte della riforma Amato del '92 che rivisitò, sulla scia
dell'emergenza finanziaria, i meccanismi di indicizzazione delle pensioni,
legandoli esclusivamente ai prezzi e non anche all'aumento delle retribuzioni
contrattuali dei lavoratori attivi. Da allora gli assegni dei pensionati hanno
continuato a perdere potere d'acquisto. Manageritalia (la federazione dei
dirigenti) ha calcolato che chi ha ricevuto il suo primo assegno pensionistico
nel '92 si ritrova oggi con una perdita netta di potere d'acquisto di oltre
mille euro mensili. Il piano del Pd dovrebbe realizzarsi in due tempi: prima la
riduzione delle tasse, poi l'aggiornamento del meccanismo di indicizzazione.
Quest'ultimo si compone di due elementi che saranno oggetto di trattativa con i
sindacati: l'introduzione di un paniere Istat per i pensionati e un sistema di
adeguamento delle pensioni al cosiddetto "monte dei redditi da lavoro
dipendente", meccanismo che è già stato adottato in Germania e che collega
la pensione all'aumento dell'occupazione ma anche della produttività. A un
paniere Istat specifico per i pensionati pensa anche il Pdl in modo da adeguare
automaticamente gli assegni al costo della vita. "Non è improprio - dice
Sacconi - parlare di una robusta scala mobile. Perché se questa ha generato
effetti perversi sui redditi dei lavoratori, altrettanto non si può dire per
chi non lavora più". La copertura? "Siamo nell'ambito del
compatibile", risponde Sacconi secondo il quale gli interventi per i
pensionati si completeranno con l'ampliamento della no tax area, la
rimodulazione delle aliquote Irpef e l'abolizione dell'Ici sulla prima casa.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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RIMORALIZZARE LA POLITICA (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Se faccio fatica ad
arrivare alla fine del mese e vedo che i connazionali in Parlamento guadagnano
stipendi da umiliare i congressmen americani, mi arrabbio. Se faccio fatica ad
arrivare alla fine del mese e vedessi però che si sono dimezzati la paga, mi
arrabbierei un po' meno. Proporre aumenti alle pensioni è un segnale verso le
fasce basse in sofferenza, ma qualcuno può seriamente obiettare che questa
esigenza di compensazione, verso le fasce alte, non sia ragionevole? C'era una
volta un mondo in cui questi ragionamenti venivano liquidati come
"demagogia" e si replicava altezzosamente con catene di argomenti:
uno stipendio basso consentirebbe di far politica solo ai ricchi, molti parlamentari
ne lasciano metà al partito, se lo stipendio è troppo basso chi ha un lavoro
importante non farebbe mai il deputato. C'è poi un argomento
"benaltrista": il vero problema non è lo stipendio, ma il numero
troppo elevato di parlamentari. (Che è solo un'aggravante). La proposta di Veltroni di abbassare i compensi alla media europea è dunque giusta, ma
merita di essere messa bene fuoco, se non vuole rimanere un blando auspicio.
Molto più delle promesse ai pensionati, rappresenta un salto rispetto al
passato, la cui novità è da rimarcare. E sarà tremendamente difficile
realizzarlo. è vero che quello della "casta" riassume tantissimi
problemi nazionali, ma proprio per questo uno si chiede: si riuscirà ad
aggredirlo? La campagna elettorale sembra sorvolare sulle difficoltà delle
promesse di cui si parla: la riduzione dei costi della politica così come i
progetti relativi alla disciplina del lavoro, la meritocrazia e la produttività
nel pubblico impiego sono tutte cose tremendamente impegnative, che richiedono
una intera riconsiderazione del passato, l'abbandono di vecchie abitudini
mentali, l'entrata in scena di una nuova visione dei rapporti tra politica e
cittadini. E invece la campagna elettorale sembra fare solo del piccolo
cabotaggio. Non perdiamo di vista lo scambio polemico tra Fini e Veltroni sui costi della politica e sui personali guadagni
dell'uno e dell'altro; anche se insultante esso tocca un tema importante per
due leader politici, che vengono, per quanto di diverse sponde, dalla storia di
partiti ideologici. Entrambi sono tenuti sotto tiro da un (ex) seguito di ex
compagni vogliosi di accusarli di tradimento della Causa (la Santanchè e
Storace per il primo, Liberazione per il secondo): avrebbero annacquato in una
generica cultura liberaldemocratica l'eredità di un movimento politico e di una
identità forte e gloriosa. La verità è che questo nuovo ambiente, che gli
accusatori presumono generico, asettico e pallido, è invece un terreno
drammaticamente accidentato dove si dovrebbero combattere battaglie campali che
possono cambiare l'Italia. Se davvero sia la destra che la sinistra, nelle loro
componenti maggioritarie, intendono abbandonare la tradizione di una politica
di quieto vivere, bisognerebbe preparare i cittadini al cambiamento. Se si
vuole avviare una fase più dinamica, per un sistema economico competitivo (e
non protezionista!), bisogna spiegare bene che cosa significa. La sinistra ?
sostiene un noto cognitivista, G.Lakoff ? occupa nell'immaginario della
tradizione il posto della "madre protettiva" (la destra quella del
"padre severo", ndr) che ti garantisce l'amore incondizionato dello
stato sociale e del posto fisso, e che ti perdona quando sbagli. Rappresenta il
grande ombrello della sicurezza. Se vuole essere credibile, quando si impegna
per riforme che movimentano queste certezze, deve spiegare ai cittadini che ora
entra in scena la loro "responsabilità". C'è una sinistra "da
reinventare" e una destra non meno "da reinventare" (a meno che
qualcuno si illuda che una nuova nasca per germinazione spontanea dietro la
scia della vaga piattaforma di Berlusconi e delle sue
fortune). è chiaro che, eccetto il caso malaugurato e non escluso, che l'Italia
resti ferma nel pantano e lentamente affondi nel fango, si dovrà fare appello
alla responsabilità dei cittadini (dalle battaglie antimafia alla cultura del
lavoro, dell'impegno e del merito). Le riforme non si faranno con i decreti o
con i poteri di polizia. Se si procede ulteriormente nel mettere fine alle
bolle protettive che in passato hanno "insonorizzato" i problemi per
la minoranza garantita, il clima si farà più tempestoso. Un esempio riuscito di
"reinvenzione" fu quello della svolta blairiana del New Labour: ai
cittadini offri più opportunità e un po' meno sicurezze, "meno reti e più
trampolini". Si capisce che per farlo devi rivolgere loro un appello, come
quando un veicolo si ferma e i passeggeri sono chiamati anche a spingere, non
solo ad aspettare soccorsi. Ci vuole la energia di un appello ideologico e
morale; i laburisti lo chiamarono "moral manifesto" e funzionò. I
programmi politici di cambiamento sono credibili se fanno vedere le difficoltà
e chiamano in causa tutti, non solo se promettono aumenti. Bisogna dirlo, come
fa Obama, come fece Kennedy: vi chiedo di non credere solo nella mia capacità cambiare
le cose a Washington, ma "in voi stessi", in quello che "voi
potete fare". E se la politica comincia a usare di più le parole
"fatica", "merito", "rischio", i cittadini
diventano anche più esigenti, e la loro attenzione per la vita dei leader, e per
quanto guadagnano, diventa ossessiva, molto maggiore certo che nella quieta
Italia della Dc e del Pci, quando i rapporti erano cementati da un inossidabile
legame ideologico e fiduciario, quando il militante era contento che il suo
deputato avesse un ottimo stipendio (e non solo perché devolveva al partito, lo
considerava un confortante investimento per il futuro). Molto più bassa si fa
la tolleranza verso gli sprechi, le ineguaglianze, le sproporzioni di status,
se la politica che prima dava, comincia a smettere di dare e poi anche a
chiedere, come non potrà non fare. Blair è stato arrostito sotto la lente dei
media cattivi (per definizione, è il loro ruolo) molto di più di quanto non lo
siano Fini e Veltroni. Lo hanno costretto a cancellare
vacanze con famiglia in Toscana, lo hanno massacrato quando fu sorpreso sulla
barca di amici ricchi. Eppure ha resistito per dieci anni. Conclusione: una
società più dinamica chiede di più ai cittadini che chiedono di più alla
politica, vogliono coerenza e meno distanza, nello stile di vita e nei
guadagni. Questa evoluzione potrà anche non piacere, ma è una sorta di
inevitabile "ri-moralizzazione" della scena politica: un riformismo
efficace non funziona senza un ethos. Per questo ci tiene un po' in ansia una
campagna elettorale in cui obiettivi di cambiamento forte sono enunciati come
se fossero semplici. Dove sono nascoste le armate che serviranno per sradicare
certi antichi vizi? O l'appello capace di suscitare il "grande
risveglio" ? come gli storici chiamano certe fasi sorprendenti ? arriverà
negli ultimi giorni prima del voto?.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Commenti SCALA
MOBILE ELETTORALE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Certo il tema delle pensioni è fra
quelli più socialmente sensibili soprattutto nel bel mezzo di una stagione che
ha visto crescere a gran velocità i prezzi dei beni di prima necessità (dai
prodotti alimentari e quelli energetici), creando difficoltà molto pesanti per
la vita quotidiana di quei milioni di italiani anziani privi di introiti
diversi da una pensione spesso calcolabile in poche centinaia di euro. Ciò può
forse spiegare la particolare reattività dell'intero sistema partitico
all'apertura di un dibattito sul che fare per rimediare al disagio profondo di
tanti cittadini. Ma non può anche giustificare i toni da improvvisazione
goliardica verso cui la discussione ha virato nell'arco di poche ore. La
proposta di Veltroni si condensa nell'ipotesi di
aumentare, già dal prossimo luglio, le detrazioni fiscali sulle pensioni in
modo che chi ne percepisce per un importo fino a 25 mila euro possa avere un
beneficio annuale fino a 400 euro in rapporto all'anzianità dell'addio al
lavoro e chi si trova nella forcella di reddito fra 25 e 55 mila euro abbia un
bonus variabile fra 250 e i 100 euro annui. Il tutto per un costo complessivo,
in termini di minor gettito, stimato dai tecnici del Pd nell'ordine dei 2,5
miliardi, pari allo 0,16 per cento del Pil. Niente di stravolgente per quanto
riguarda l'impatto sui conti pubblici: la ricerca di un finanziamento pari a un
decimale e mezzo di Pil non richiede un'opera di tagli sovrumani alla spesa
pubblica. Ma - va notato - anche per le tasche dei pensionati niente di più che
un primo segnale di pubblica considerazione per lo stato di disagio in cui
versano tanti cittadini di età più avanzata. Ecco, però, dove la politica sa
dare il suo peggio: l'inchiostro della proposta del leader del Pd non ha fatto
in tempo ad asciugarsi che prontamente Silvio Berlusconi
ha alzato la posta sul tavolo elettorale con un rilancio spettacolare. Altro
che defiscalizzare qualche centinaio di euro, per il Cavaliere occorre
introdurre una scala mobile specifica per tutelare il potere d'acquisto dei
pensionati di fronte al caro vita. Rilancio prepotente e anche un po' furbesco
perché il capo del Pdl ha detto che questo adeguamento automatico ai rincari
dovrà riguardare le pensioni più basse, guardandosi bene però dall'indicare
dove si collochi la soglia di questa definizione. Cosicché, in effetti, ogni
stima dell'impatto della sua proposta sui conti pubblici risulta impossibile in
premessa. Il sasso è lanciato, la mano resta nascosta e così - probabilmente
egli spera - l'affondo dell'avversario è parato. A dare la prova provata che
per la compagnia berlusconiana il tema pensioni va trattato solo come un
accidente elettorale ha poi provveduto una variopinta schiera di esponenti del
Pdl scaricando su Veltroni una valanga di sarcasmi e
contumelie a ruota libera, privi anche della più vaga critica di sostanza. Ed è
proprio questo l'aspetto più sconfortante della vicenda: la banalizzazione a
livello dei più infimi espedienti propagandistici di un problema quanto mai
serio, se non addirittura vitale, per alcuni milioni di italiani fra i meno
fortunati. L'ipotesi avanzata da Veltroni presenta il
limite evidente di essere soltanto una boccata d'ossigeno che potrebbe esaurire
rapidamente i suoi effetti dinanzi a ulteriori e probabili escalation dei
prezzi, ma ha almeno il merito di indicare che cosa si potrebbe fare
nell'immediato per aiutare chi si trova in reale e quotidiana difficoltà.
Dall'altra parte, invece, si ribatte con una proposta che
potrebbe anche sembrare risolutiva ma ha il non lieve difetto di essere priva
di indicazione sia di tempo sia di spazio contabile. In altre parole l'uovo che
Veltroni propone oggi ai
pensionati non potrà soddisfarne i legittimi appetiti arretrati, mentre quella
che Berlusconi fa balenare
per domani non è una gallina ma soltanto il suo coccodè.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-26 num: - pag: 1 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE CAMPAGNA ELETTORALE LA BATTAGLIA DEL
CENTRO I n un Paese che da dieci anni non cresce, male ammini-strato, afflitto
da problemi cui non si riesce a dare risposta, il governo uscente e le forze
politiche che l'hanno sostenuto partono con un pesante handicap quando si
arriva alle elezioni. E questo avviene anche se le vere cause
dell'insoddisfazione dei cittadini risalgono a molto più addietro o a circostanze
esterne avverse. All'handicap per chi ha governato corrisponde ovviamente un
vantaggio per lo sfidante: il problema per chi sta all' opposizione è solo di
amministrarlo con abilità. Abilità che certo non manca a Berlusconi: per lui la campagna elettorale
è in discesa. E' invece in salita per la principale forza corresponsabile del
governo passato, il Partito democratico, ed è a Veltroni che è richiesto un sovrappiù di capacità innovativa reale e di
virtuosità mediatica. Veltroni era partito
bene, con la mossa del corriamo da soli. Essa corrisponde a un'esigenza reale
del nostro sistema politico, correggere il rissoso e incoerente bipolarismo di
coalizione in cui stiamo vivendo da metà degli anni Novanta. E i suoi effetti
positivi si sono visti subito, con la costituzione del Popolo della Libertà:
per il momento una semplice lista elettorale, in futuro, forse, un vero e
proprio partito. Ma la proclamazione del corriamo da soli aveva anche un
vantaggio di breve periodo, di natura elettorale. Se il centrosinistra si fosse
presentato tutto insieme, come replica della vecchia Unione, non solo non si
sarebbe fatto alcun passo in avanti per risolvere il problema di coalizioni di
governo incoerenti, ma una sconfitta elettorale sarebbe stata inevitabile.
Tanto valeva allora rischiare. Senza rinnegare di aver fatto parte del
precedente governo, il Pd doveva cercare di convincere gli elettori che,
presentandosi da solo, la causa principale delle difficoltà di cui quel governo
aveva sofferto era stata eliminata. Convincerli che, se il Pd prevalesse nelle
prossime elezioni, il Paese avrebbe un governo di centrosinistra moderno e
coerente, alla Blair e Zapatero, per intenderci. La sfida era e rimane
formidabile. Si trattava (e si tratta) di erodere quella spaccatura in due
dell' elettorato italiano che quasi 15 anni di bipolarismo ideologico ed
esagitato hanno prodotto e che sembra essere tuttora molto stabile. Di cercare
elettori mobili e disposti a credere in un centrosinistra moderno, sia sul lato
destro sia sul sinistro della collocazione politica in cui il Pd si è posto.
Entrando la campagna elettorale nella sua fase decisiva, qual è il bilancio che
possiamo redigere? I sondaggi sembrano dire che la vecchia spaccatura resiste,
che, sul lato destro, né Veltroni né Casini sono
riusciti per ora a erodere sensibilmente il vantaggio del Pdl. Né sembra che,
sul lato sinistro, il Pd sia riuscito a intaccare la fortezza Arcobaleno. Ma
alle elezioni mancano ancora 18 giorni e tutti ricordiamo la spettacolare
rimonta di Berlusconi nelle elezioni del 2006. La
battaglia cruciale si gioca al centro: se il vantaggio del Pdl iniziasse
seriamente a ridursi, la resistenza della sinistra tradizionale comincerebbe a
cedere. CONTINUA A PAGINA 36.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Il commento La cordata del silenzio SEGUE DALLA PRIMA Ma l'esito
dell'offensiva adesso non è così scontato. Il fatto che ieri il segretario del
Pd abbia mostrato di "scegliere" Air France lascia capire che un
accordo, seppure difficile, alla fine potrebbe spuntare. E il silenzio
improvviso di Silvio Berlusconi, teorico di una
fantomatica "cordata italiana ", si abbina all'esaltazione che il
centrodestra fa delle proprie pressioni, decisive per riaprire la trattativa.
Sulla vendita dell'Alitalia, Silvio Berlusconi e la
Sinistra Arcobaleno, Fausto Bertinotti in testa, hanno interessi comuni. Non
economici, naturalmente: ad avvicinarli sono obiettivi puramente elettorali.
Per motivi diversi, il candidato a Palazzo Chigi del centrodestra e l'ex
presidente della Camera spargono scetticismo sulla soluzione Air France.
Additano le responsabilità di Romano Prodi. Ed evocano quotidianamente il
premier dimissionario. Farlo, significa insieme "oscurare " il
segretario del Pd, e costringerlo sulla difensiva. Veltroni
si sgola contro "l'uso elettorale " della vicenda Alitalia. Tutto
inutile: quella trattativa in bilico è una manna per un Pdl deciso a
risucchiarlo nell'orbita prodiana; a cancellare la discontinuità che l'ex
sindaco di Roma ha cercato di sottolineare fin dall'inizio; e a mettergli
contro il nord. Quanto a Bertinotti ed al suo partito, ricordare che "nei
Paesi europei i governi aiutano le compagnie di bandiera", serve a
schiacciare il Pd su un profilo liberista; a presentarsi come unica sinistra
senza aggettivi; ed a creare una tenaglia con la Cgil contro Prodi e, di
rimbalzo, Veltroni. Ieri
Bertinotti ha definito "stupidaggini " le accuse di un asse con Berlusconi. E in effetti, se qualcuno
pensasse che si tratti di una regìa concordata, andrebbe fuori strada. La
convergenza è oggettiva. Per questo, si avverte una sintonia fra il
vicepresidente di FI, Giulio Tremonti che vede nell'atteggiamento verso Alitalia
"un Prodi al terzo mandato all'Iri", e gli attacchi del Prc.
Ma non è una sintonia esclusiva. Basta registrare la posizione del ministro
Antonio Di Pietro, che pure è alleato del Pd, o dei sindacati. Si tratta di uno
schieramento nel quale i calcoli elettorali si incrociano e si mescolano con
una virata anche in termini di cultura economica. è quella che fa scrivere al
"Wall Street Journal": Berlusconi è "un
corporativo avverso alla libera concorrenza di mercato". Il contrario,
secondo il quotidiano newyorchese del magnate australiano Rupert Murdoch, di
"un liberale economico che intende fare quello di cui l'Italia ha bisogno
per rilanciare l'economia barcollante ". Ma sul versante italiano, a
condizionare la scelta sono le urne ed il rischio di licenziamenti. Esiste la
prospettiva concreta di un fallimento, che però "a Berlusconi
non interessa", accusa il vicepremier, Massimo D'Alema. Ma il centrodestra
è aiutato dalla riapertura della trattativa fra AF-Klm e sindacato. Gli
permette di accusare Prodi di voler "svendere" Alitalia. è un modo
per difendersi dalla critica di immobilismo che il Pd fa a Berlusconi,
riferendosi ai cinque anni in cui governava. Anche allora - fra 2001 e 2006 -
Alitalia perdeva, ma il Cavaliere non si impegnò a venderla: gliel'ha ricordato
il leader centrista Pier Ferdinando Casini. La replica, affidata a Gianfranco
Fini, è che "il centrodestra non mise sul mercato Alitalia, perché il
mercato era fermo dopo gli attentati dell'11 settembre 2001: l'avremmo
svenduta". Il fronte berlusconiano chiama a testimone delle proprie
ragioni, di nuovo, il sindacato. "Il governo Prodi", dice Fini,
"ha condotto le trattative in modo tale da far dire persino a Cgil, Cisl e
Uil (e sottolineo Cgil): 'vergognatevi'... ". Di nuovo, Prodi viene messo
in primo piano. E pensare che qualcuno si illudeva che Veltroni
sarebbe riuscito a farlo scomparire, e perfino dimenticare all'elettorato.
Massimo Franco.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-03-26 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE Spinetta apre su piloti ed esuberi I sindacati: sì alla trattativa
ma si parte in salita. Oggi consiglio Alitalia Veltroni:
la sola soluzione per ora è quella di Parigi. Il manager di Air France: non
lasceremo a piedi nessuno, non sono abituato a fallire ROMA - Air France-Klm
sfonda il muro del "no" dei sindacati di Alitalia e fissa per venerdì
prossimo l'avvio della trattativa sulla base di un nuovo documento, che
riporterà le correzioni apportate al piano e che potrebbe rivelarsi decisivo
per l'accordo. La svolta, avvenuta nell'incontro di ieri a Roma, durato sei
ore, tra il presidente francese Jean-Cyril Spinetta e le nove sigle, ha
costretto il Tesoro a rivedere il fatidico termine del 31 marzo, indicato per
la fine della trattativa: la proroga dovrebbe essere oggetto del consiglio
d'amministrazione di Alitalia convocato per oggi. Ieri il titolo in Borsa ha
chiuso con un rialzo del 32%. La sia pur cauta apertura del negoziato ha
sorpreso soprattutto il fronte favorevole alla cordata italiana lanciata da
Silvio Berlusconi, che fa un passo indietro. Il
portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti ieri ha definito "semplicemente un
appello " quello del Cavaliere. Mentre Mario Baldassarri (An) e Roberto
Castelli (Lega) hanno intestato al Pdl il cambiamento di rotta dei francesi:
"Berlusconi - ha detto Baldassarri - ha costretto
Air France e Spinetta a decidere di trattare ad oltranza ". Ma è stato il
leader della Lega a esprimere il ripensamento più cospicuo circa la cordata
italiana: "Bisogna stare attenti - ha detto in un comizio - perché gli
imprenditori di solito si buttano solo nelle cose in cui ci guadagnano e
l'aviazione è un campo in cui non si guadagna niente". E ancora: "Un
conto è Malpensa, un altro è Alitalia". L'Alitalia o trova un compratore o
fallisce. Bisogna vedere qual è il vero progetto di Berlusconi, se lui ha davvero degli
imprenditori. In mattinata il leader del Pd, Walter Veltroni, forse annusando la possibile svolta, aveva rotto gli indugi
esprimendo una preferenza per i francesi: "Alitalia - aveva detto - ha
bisogno di una soluzione al suo problema strutturale: allo stato delle cose
questa soluzione si chiama Air France". Spinetta ieri si è
presentato alla Magliana con due importanti modifiche al piano originario:
l'ingresso di 180 giovani piloti italiani in tre anni in Air France, dopo un
corso di formazione che prevede l'apprendimento del francese, a compensazione
della chiusura del cargo entro il 2010. E la reinternalizzazione nel perimetro
Alitalia della manutenzione leggera e di tutto l'handling di Fiumicino, per un
totale di 5 mila lavoratori. L'obiettivo di Air France, ha detto il manager, è
quello di "non lasciare nessuno per strada nel quadro della
ristrutturazione". Perciò nel nuovo documento che sarà "solido, molto
preciso e dettagliato" potrebbero essere indicati gli strumenti degli
ammortizzatori sociali. Intanto però gli 800 lavoratori dell'Atitech di Napoli,
che ieri hanno inscenato l'ennesima protesta ai cancelli della compagnia,
restano tagliati fuori dall'accordo e promettono di farsi sentire. "Se nel
2010 la mia ricetta non funzionasse e non si raggiungesse la redditività utile
a investire sarebbe un mio fallimento e a me non piace fallire" ha detto
ieri Spinetta. Venerdì il manager ripartirà con l'obiettivo di intese separate
per ogni settore: in Alitalia Fly con piloti, assistenti di volo e lavoratori
di terra; mentre per Alitalia Servizi si cercheranno intese su handling e
manutenzione. Sono stati i piloti dell'Anpac i primi a aprire, esprimendo un
"cauto ottimismo". Certo, resta il neo del cargo e del
dimensionamento della flotta e la preoccupazione che i piloti vengano messi in
cassintegrazione anziché in "rotazione". La Filt-Cgil per la prima
volta si è fatta tentare accettando "la sfida del futuro
profittevole" e puntando a ulteriori modifiche del piano, in particolare
su Atitech, in cambio di una riorganizzazione del lavoro e della produttività.
Più cauta è rimasta la Fit-Cisl che partiva da posizioni più intransigenti:
Claudio Claudiani ha definito l'incontro "sicuramente utile per
ricostruire le basi di un negoziato". Antonella Baccaro.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-03-26 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE I leader di Pd e Pdl Veltroni, duello con Berlusconi sulle pensioni ROMA - Sulle pensioni nuovo duello tra Walter Veltroni e Silvio Berlusconi. Il leader del Pd propone,
utilizzando la leva fiscale, un "bonus" già da luglio prossimo
attorno ai 400 euro l'anno per i pensionati con assegno fino a 25 mila euro.
Il Cavaliere rilancia: "Noi le adegueremo al carovita. Fummo gli unici ad
aumentare le pensioni minime, continueremo". ALLE PAGINE 12 E 13 Bagnoli e
Guerzoni.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 12 categoria:
REDAZIONALE Veltroni e il piano pensioni "Più
alte già da luglio" Il leader pd in Sicilia: la mafia scelga chiunque ma
non noi Attacco al Cavaliere: non accade in nessun Paese che ci si sottragga al
confronto tv violando le regole con i propri canali DAL NOSTRO INVIATO PALERMO
- "Di balle in questo Paese ne abbiamo sentite tantissime..." ma
quella che Walter Veltroni è venuto a offrire ai
siciliani che a migliaia lo ascoltano davanti al Teatro Massimo non è una
balla, giura il segretario del Pd, è una promessa. "è una proposta seria
che parla a milioni di italiani ed ha la copertura finanziaria". E dunque,
se l'ex sindaco vincerà le elezioni il potere di acquisto degli anziani salirà,
"già dal luglio 2008" aumenteranno le pensioni di chi ha più di 65
anni e non ha beneficiato della 14ma mensilità del governo Prodi. In soldoni,
un incremento medio di 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro e
tra i 250 e i
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-26 num: - pag: 36 autore: di
MICHELE SALVATI categoria: REDAZIONALE CAMPAGNA ELETTORALE Battaglia al centro
SEGUE DALLA PRIMA La testimonianza della propria identità di forza
antagonistica, la polemica contro i vicini più moderati, è
a costo zero solo quando si è convinti che vincerebbe Berlusconi in ogni caso e non ci sarebbe "voto utile" che
potrebbe rovesciare la situazione. Se il vantaggio del Pdl cominciasse a
ridursi i voti utili potrebbero fare la differenza tra Berlusconi e Veltroni e non pochi, nella sinistra tradizionale, potrebbero
riconsiderare le loro scelte. E' dunque al centro, contro il Pdl, che Veltroni condurrà l'offensiva principale ed è probabile che
lo scontro sarà più duro e diretto di quanto sia stato sinora. Il Pd deve
ancora giocare la sua carta migliore, la sua maggior coerenza rispetto a una
coalizione che vede insieme An e Lega: basta ripescare da internet il programma
della Lega (le tre macroregioni, il 90% delle risorse fiscali destinate alle
regioni d'origine…) per provocare serie preoccupazioni nel Mezzogiorno. E la
stessa idea della cordata nazionale per Alitalia, se duramente contrastata sul
piano della serietà, può rivelarsi un boomerang per chi l'ha proposta. Sono
solo esempi di confronto diretto e duro e tanti altri potrebbero aggiungersi.
Siamo a una svolta ed è probabilmente un Veltroni
diverso, più aggressivo, quello che vedremo in azione nei prossimi giorni. Sarà
un bello scontro.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria:
REDAZIONALE Centrodestra "Scelta di giustizia. E solo noi aumentammo le
minime" Berlusconi: le adeguerò tutte
all'inflazione "I prezzi sono aumentati nell'ultimo anno in media del 4
per cento e gli assegni previdenziali soltanto dell'1,6" ROMA - Anche se
nello staff del Cavaliere sono molto contenti degli ultimi sondaggi, convinti
che "Veltroni abbia esaurito ogni spinta, bucato
tutte le ruote del pullman e non sappia nemmeno dove ripararle " (metafora
di Maurizio Lupi), comunque ogni mossa del leader del Pd viene attentamente
monitorata e ritenuta degna di risposta. Ieri mattina l'ultimo caso: Veltroni offre una novità sulle
pensioni, passano poche ore e il Cavaliere chiama Studio Aperto per replicare
sullo stesso tema. "Incrementi già da luglio", promette Veltroni e il leader del Pdl rilancia:
"Noi le adegueremo al carovita, perché il problema numero uno è quello di
adeguare le pensioni più basse ai prezzi, al carovita. Noi fummo gli
unici ad aumentare le pensioni minime, continueremo in questa direzione se
vinceremo le elezioni, ma l'urgenza è quella di adeguarle tutte all'inflazione
". Fornisce anche delle cifre il Cavaliere, che ieri pomeriggio
trascorreva le ultime ore di una due giorni in Sardegna, a Villa Certosa:
"L'adeguamento è un fatto di giustizia perché i prezzi sono aumentati
nell'ultimo anno del 4% in media e le pensioni solo dell' 1,6%". Parla
anche a quel partito che oggi lo sostiene, a differenza del 2006: "Il
partito dei pensionati, che alle ultime consultazioni prese 330 mila voti oggi
sta nel Pdl". è novità di ieri anche il luogo della chiusura della
campagna elettorale: Fini e Berlusconi saranno
insieme, il 10 aprile, davanti all'Arco di Costantino, e all'ombra del
Colosseo. Si prevedono collegamenti video in diretta con la principali piazze
d'Italia. Gli ultimi numeri analizzati, nel corso di una riunione a Palazzo
Grazioli, danno il vantaggio del Pdl sul Pd stabile a circa 8 punti. Sono anche
fra gli ultimi dati che potranno essere diffusi: da venerdì prossimo infatti
scatta il black out imposto dalla legge sulla pubblicazione dei sondaggi. In
corsa Il leader del Popolo della libertà Silvio Berlusconi
M. Gal.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 13 categoria:
ALTRI OGGETTI e penetranti. Invece la sua riforma del modulo tre anni più due è
rimasta a metà in un clima di lentezza, confusione". Non voterà per Mussi?
"No. Sceglierò il male minore, ovvero Walter Veltroni.
E dico il male minore". Il filosofo Sebastiano Maffettone, docente alla
Luiss-Guido Carli ma anche all'Istituto Suor Orsola Benincasa a Napoli, è più
assolutorio: "Mi pare una manifesta esagerazione attribuire i guai
dell'università italiana a Fabio Mussi, dopo cinquant'anni di disastri. Magari
non sarà stato un ministro particolarmente brillante in un governo
sostanzialmente deludente. Ma non gli si può addossare l'intera mole, per dirla
con Alessandro Dal Lago, del collasso dell'istituzione universitaria ". E
Maffettone aggiunge una nota di merito: "Non capisco perché un professore
universitario debba attaccare l'operato di un ministro non sull'aspetto
accademico ma su quello politico. Il vero problema è che le tasse universitarie
dovrebbero essere più alte per far funzionare la competitività tra gli atenei.
Ma nessuno ha la forza politica per affrontare questa verità". Cosa
voterà? "Per le ragioni di prima, il mio voto è scollegato da questi
ragionamento. Comunque sono e resto all'antica, voterò per il Pd". Infine
il sociologo Alberto Abruzzese: "Indipendentemente dalla figura di Mussi,
penso che in generale la professione del politico distragga dai problemi reali
dell'università, non aiuti a capirli, direi a "ri-conoscerli". Il
caso Mussi in particolare? Avrebbe almeno dovuto scardinare la routine dei
comportamenti del ceto universitario, dai rettori in giù. Questo, sì. Non ha
fatto granché contro un apparato decrepito, macchinoso, vuoto di
contenuti". Il suo voto? "Veltroni. Ma Mussi c'entra poco".
Perché? "Personalmente ho un solo scopo. Battere Berlusconi". Chissà cosa ne dirà Mussi. Paolo Conti Ricerca A
sinistra, Fabio Mussi ministro dell'Università. In alto, a sinistra Lucio
Villari e a destra Sebastiano Maffettone.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Il candidato premier dei socialisti "Veltroni disfatta per la sinistra Di Pietro? Giustizia-spettacolo"
MILANO - Veltroni e Berlusconi? Per lui pari sono. Con due
differenze: una leggera ("la elle del Pdl che nel Pd non c'è").
L'altra di peso: il Cavaliere andrà a Palazzo Chigi ("la sua vittoria è
segnata") mentre Veltroni consegnerà alla sinistra la "più dura sconfitta della sua
storia". Altro che campagna elettorale alla camomilla. Enrico
Boselli, una vita all'insegna della pacatezza, ora picchia e picchia duro.
Questione di sopravvivenza. Il leader socialista sa bene di nuotare
controcorrente per via dell'"egemonia mediatica di Pd e Pdl" (così
l'ha chiamata) ma non ci sta a farsi seppellire dai due macropartiti. Nel corso
della videochat di Corriere.it, rilancia la sua battaglia arrivando ad
affidarsi anche a Cristo, inteso come lo spot elettorale del Ps, ("Gesù fu
il primo socialista" è lo slogan), che si è tirato addosso anatemi di ogni
tipo. "Nel nostro messaggio non c'è nulla di blasfemo" taglia corto
Boselli. Il bersaglio dei suoi strali è però Veltroni.
Annuncia pensioni più alte da luglio? Per Boselli "parla a vanvera di
spendere soldi", senza ricordarsi che il debito pubblico "è una palla
al piede". Idem su Alitalia. "Dice bugie. Non si può dire bene
Fiumicino, "ma anche" Malpensa". Sulle unioni civili è pesante
la stoccata al leader democratico. Nella sua esperienza da sindaco di Roma,
secondo Boselli, non ha mostrato una grande indipendenza dalla Chiesa e infatti
"vietò l'istituzione di un registro per le coppie di fatto".
"Solo Rutelli - rincara - è peggio e perciò candidiamo al Campidoglio Franco
Grillini". Il programma del Ps è incentrato su tre punti: scuola, diritti
e laicità, lavoro flessibile. "Siamo socialisti come Zapatero"
rivendica Boselli. Che non ha ancora digerito l'esclusione da un progetto in
cui è entrato Di Pietro. "Sì, ho chiesto a Walter perché non ci ha voluti
nel Pd: mi ha risposto perché no". Su Di Pietro è netto: "è il
simbolo della giustizia spettacolo, non può fare il Guardasigilli". Luca
Gelmini.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-26 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Cattolici contro La replica dell'Udeur: "La liquidazione è
dovuta per legge". E attacca il direttore: molti i beneficiati da
Clemente, quanti da lui? Famiglia Cristiana, attacco a Mastella: dia in
beneficenza l'assegno da 300mila euro ROMA - Famiglia Cristiana va all'attacco.
Di nuovo. Dopo Veltroni, Berlusconi
e altri politici di casa nostra, ora se la prende anche con il già tartassato,
nonché cattolico, Clemente Mastella. In particolare per il fatto che,
nonostante abbia rinunciato a ricandidarsi, "per reinserirsi a
Ceppaloni" ora prenderà "un modico assegno di 300 mila euro".
Sarebbe in realtà la liquidazione di parlamentare, il tfr dovuto a chi si è
fatto come lui innumerevoli legislature. "Lo chiamano "assegno di
reinserimento nella vita sociale"", sottolinea scandalizzato il
settimanale dei Paolini. E chiede all'ex Guardasigilli: "Non sarebbe
meglio restituirli quei soldi o darli in beneficenza, come bel gesto?".
Clemente, che in questi giorni è all'estero, non risponde. Ma ci pensa il suo
ufficio stampa con una nota che fa capire tutta l'irritazione del leader
dell'Udeur per essere ancora una volta il bersaglio privilegiato della critica alla
classe politica: "Si tratta di una somma dovuta per legge a chi lascia
l'attività parlamentare e il suo ammontare dipende, come per la liquidazione,
dagli anni maturati in Parlamento". Si ricorda che ci sono molti altri
politici che hanno già preso o che prenderanno una somma uguale o superiore. E
si riserva una battuta "al veleno " sul passaggio che riguarda
l'invito a devolvere quella cifra ai poveri: "Quanto alla beneficenza, non
sappiamo se il direttore di Famiglia Cristiana la faccia. Certamente la fa e la
continuerà a fare il senatore Mastella: ben lo sanno i suoi tanti
beneficiati". E così si apre un nuovo duello tra la rivista cattolica più
letta e i politici. C'è comunque da sottolineare che nell'editoriale in
questione le accuse non sono riservate solo a Mastella, ma ai "privilegi
che godono tutti i parlamentari italiani". Il risultato è quello di un
"Paese da terzo mondo con tasse scandinave ". I nostri deputati,
aggiunge, "guadagnano il 70 per cento in più dei loro colleghi tedeschi e
il 75 per cento in più di quelli inglesi: chi chiede sacrifici ai cittadini,
non può non essere credibile e non dare per primo l'esempio, altrimenti è una
presa in giro". E conclude: "Di recente il cardinale Bagnasco,
presidente della Cei, ha sintetizzato l'emergenza italiana con l'espressione:
"il problema della spesa". Non si riferiva certo a chi, al ristorante
di Montecitorio, ordina un passato di verdura con crostini a 1 euro e 80 o
involtini di manzo a 4 euro e 80". Ex Guardasigilli Clemente Mastella R.
Zuc.
( da "Corriere della Sera" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-26 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo piano Vendita di Alitalia: domani nuova offerta
da Air France Vendita di Alitalia: aperture di Air France che presenterà domani
una nuova offerta. Il numero uno del gruppo franco- olandese all'incontro con i
sindacati: nessuno resterà per strada e preannuncia il possibile trasferimento
in Air France di 180 piloti in tre anni. L'Unione Piloti: tratteremo fino alla
fine. Jaguar agli indiani di Tata Gli indiani di Tata Motors, partner della
Fiat, hanno chiuso l'accordo per acquistare dalla Ford due tra le più note e
prestigiose case automobilistiche del Regno Unito: Jaguar e Land Rover.
Olimpiadi: Sarkozy non esclude il boicottaggio Nicolas Sarkozy non esclude la
possibilità di boicottare le Olimpiadi di Pechino per protestare contro la
repressione in Tibet: "Tutte le opzioni rimangono aperte". Il
Vaticano sul caso Allam: non è un atto ostile all'Islam Da Hamas critiche al
giornalista Magdi Allam e al comportamento del Vaticano per "l'alto
profilo intenzionale" dedicato al suo battesimo. L'Osservatore Romano: non
è stato un atto "ostile" verso l'Islam. Focus Boom delle fattorie
sociali Sono in continuo aumento in Italia le fattorie sociali, luoghi di
produzione ma anche di cura per disabili e malati psichici. Politica Scontro
sulle pensioni Le pensioni animano il dibattito elettorale. Walter Veltroni presenta una proposta di "bonus" immediato. Berlusconi: "Siamo stati gli unici
ad aver aumentato le minime davvero". Fini: Prodi ha aumentato le imposte
ai pensionati. Cronache Mozzarelle, stretta da Tokyo Allarme diossina, da Tokyo
più controlli sulle mozzarelle. Migliaia di chili del latticino fermi
alla dogana giapponese per verifiche. Oggi riunione al ministero. Don Gelmini:
chiesto il rinvio a giudizio Il rinvio a giudizio nei confronti di don Pierino
Gelmini per presunti abusi sessuali nei confronti di alcuni ex ospiti della
Comunità Incontro è stato chiesto dalla Procura della Repubblica di Terni.
Nessun avviso del provvedimento è finora giunto ai difensori. Economia Volano
le Borse europee Le Borse europee, ripartite ieri dopo la pausa pasquale, hanno
cavalcato l'onda positiva con un avvio forte dei listini: Piazza Affari ha
chiuso con il Mibtel in progresso del 3,58%. Cultura Sartori: il mercato non
salva la Terra Nel nuovo libro di Giovanni Sartori un forte allarme per lo
"sviluppo insostenibile ", la crisi energetica e la penuria idrica:
il benessere porta automaticamente con sé la democrazia? Spettacoli Naomi Watts
diva del brivido Naomi Watts, l'enigmatica Diane di Mulholland Drive, sarebbe
piaciuta a Alfred Hitchcock. L'attrice, grande fan del regista, ha accettato un
rischioso remake di Gli uccelli nel ruolo che fu di Tippi Hedren. Sport
Nazionale in campo Spagna-Italia come dessert finale (alle 22), ma oggi c'è un
ricco piatto internazionale: a Parigi la Francia, avversaria degli azzurri agli
Europei, ospita l'Inghilterra. Con grandi ritorni: Trezeguet nella Francia e
Beckham nell'Inghilterra di Capello. * Con "Style Magazine" e 3,00;
con "Corriere Enigmistica" e 2,30; con "Foto:box" e 7,90;
con "Storie della Bibbia" e 8,90; con "La grande dinastia dei
Paperi" e 8,90; con "Geronimo Stilton English!" e 9,90; con
"L'Europeo" e 8,90; con "Dizionario enciclopedico della Cucina
italiana" e 13,90; con "Il grande cinema di Alberto Sordi" e
10,99; con "Gli itinerari di Dove" e 8,99; con "Il Diritto"
e 15,90; con "Storia della civiltà europea" e 13,90. In Sicilia,
Lazio (no Roma), Umbria, Marche, Puglia, Trentino Alto Adige, Friuli Venezia
Giulia, Sardegna e nelle province di PD e PR con La Gazzetta dello Sport e
1,00.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina III - Palermo
Ventotto dei novanta onorevoli di quella legislatura sono in corsa per le
politiche e le regionali. Gli altri stanno nel sottogoverno Ars, i
sopravvissuti di Tangentopoli Metà dei deputati in carica nel '91 è ancora
sulla scena politica EMANUELE LAURIA (segue dalla prima di cronaca) In manette
un ex presidente della Regione, due vicepresidenti dell'Assemblea, 10 ex assessori.
Insomma, un incubo. Plasticamente rappresentato dal gesto - per fortuna, solo
minacciato - di Salvatore "Turi" Leanza, ex assessore all'Industria
del Psi accusato di avere intascato due bustarelle da 108 milioni di lire
ciascuna: raggiunto da un ordine di custodia cautelare mentre si trovava
all'estero, Leanza mandò un fax dalla Bulgaria annunciando un suicidio che si
sarebbe dovuto consumare 15 giorni dopo, in occasione del suo compleanno. Non
si uccise, rientrò in Italia, affrontò il processo e fu scagionato: e dieci
anni dopo quella vicenda, "Turi" si candidò a sindaco di Bronte per
il centrosinistra e venne eletto. Storia di una sopravvivenza politica. Una
storia che oggi torna d'attualità. Perché quella legislatura regionale che va dal
'91 al '96, e che doveva fungere da spartiacque, sancendo la fine della Prima
repubblica seppellita dalla Tangentopoli siciliana, tre lustri dopo diventa il
paradigma di un rinnovamento mancato. Quarantadue inquilini di quell'Assemblea
sotto assedio, coinvolta negli scandali, sono ancora protagonisti della scena
istituzionale: nove sono oggi candidati alle elezioni regionali, ben 19 alle
politiche, otto continuano a fare politica in posizione di spicco, sei occupano
incarichi di vertice in enti pubblici. Cos'è cambiato? Le sigle dei partiti,
sicuramente. Ma in Sicilia la rivoluzione di Veltroni e Berlusconi sembra fermarsi a quelle. Almeno in parte. E gli uomini? Eccoli,
arrivano dritti dal passato. In primis, Raffaele Lombardo, il candidato
governatore del centrodestra che attraversò con qualche impaccio quella
stagione: era assessore agli Enti locali, fu arrestato per una storia di
concorsi truccati alla Usl di Catania ma poi assolto. E corrono oggi per
l'Ars altri due pezzi grossi della legislatura della presunta svolta: il
presidente di quell'Assemblea, Angelo Capitummino, e il vice, Nicolò Nicolosi.
Entrambi reclutati dall'Mpa. In lista, ma per l'Udc, c'è di nuovo Pippo Gianni,
che frequentava Palazzo dei Normanni all'alba dei Novanta e che nella scorsa
legislatura ha salutato il rientro andando a sedersi sulla poltrona di
presidente della commissione Cultura. Per lo scudocrociato c'è pure l'avvocato
nisseno Rudy Maira, che a lungo dovette confrontarsi con pesantissime accuse
(si indagò su strane telefonate dal suo cellulare nei minuti che precedettero
la strage di Capaci) ma che poi, anche lui, fu liberato da ogni addebito.
D'altronde, gran parte delle inchieste che si abbatterono sull'Ars in quel
periodo si conclusero con un nulla di fatto. Quella che toccò altri due
candidati alle regionali per il centrosinistra: Giovanni Barbagallo, deputato
catanese della Dc divenuto in tempi recenti capogruppo della Margherita, e Turi
Lombardo, ex assessore regionale socialista che i suoi 5 mesi di carcere li
raccontò in un pamphlet ("qui la caponata è un genere di lusso")
prima di essere rimborsato con 210 mila euro per ingiusta detenzione. Per
inciso: più o meno la stessa cifra accordata a Gianni e a Nicolosi per i torti
subiti dalla giustizia. In realtà, molti dei protagonisti di quegli anni sono
incappati solo più tardi in rilevanti guai giudiziari: Salvatore Cuffaro, ad
esempio, a metà del '93 aveva giusto una condanna (poi annullata) per aver
raccomandato un giovane di nome Cesare Ganci. Nulla a che vedere con la
sentenza Talpe che gli sarebbe costata l'abbandono della presidenza della
Regione. Vincenzo Lo Giudice e Bartolo Pellegrino dovevano ancora conoscere,
negli anni di Tangentopoli, il successo e la brusca ricaduta. Ma non è questo
il punto: nell'Isola la politica, le istituzioni, sembrano non mutare volto, al
di là dei proclami che giungono da Roma. Se è vero, appunto, che nel plotone di
candidati alle Politiche ci sono altri 19 "reduci" da quella lontana
esperienza: da Enzo Bianco a Leoluca Orlando, da Nino Strano a Giuseppe
Firrarello, gli udc Giuseppe Drago e Cuffaro insieme ai democratici Giovanni
Burtone e Franco Piro. E altri, non pochi, continuano a fare politica fuori dai
palazzi. Come Bernardo Alaimo, dirigente dell'Udc che è stato consulente di
Cuffaro sino a dicembre. O Rino La Placa, tesoriere del Pd. Biagio Susinni
medita di rifare il sindaco di Mascali. E chi non fa vita attiva di partito è
finito nei board di importanti enti regionali: Antonio Carullo guida l'Ircac,
Sebastiano Burgaretta è al timone di Multiservizi, Domenico Sudano sta a capo
della società regionale che si occupa di riscossioni. "No, le facce della
politica non cambiano: e sono pronto a scommettere che almeno in provincia di
Palermo gli eletti saranno quasi tutti volti noti del Palazzo", prevede
Giusto Catania, uno della nouvelle vague che da europarlamentare sta tentando
la strada dell'Ars. E non sembra un azzardo, visto che sono ricandidati per
l'Assemblea regionale ben 76 dei 90 deputati uscenti. E nelle politiche il
rapporto non cambia di molto: 68 degli ottanta parlamentari nazionali uscenti
riprovano lo sbarco alla Camera o al Senato. Il Pdl ha escluso sette dei 27
uscenti mentre il Pd, che ha applicato il tetto dei tre mandati (con qualche
deroga), non ha riproposto quattro parlamentari di lungo corso. "Hai
voglia a candidare l'operaio della Thyssen o la giovane del call-center:
nell'Isola Pd e Pdl propongono candidature imbarazzanti - ancora Catania - Ma
il problema è che non sono cambiate neanche le pratiche politiche". Turi
Lombardo, uno della vecchia guardia, invita a diffidare: "Rinnovamento?
Andiamoci piano. Io non devo fare carriera, un necrologio con scritto
"on." "prof." e "avv." l'ho già assicurato. Metto
sul piatto, come altri colleghi, la mia collaudata esperienza amministrativa. E
la gente si fida. Eccome se si fida".
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina IV - Napoli
"Camorra cancro del Mezzogiorno" D'Alema nella casa del boss Misso:
"Lo Stato reagisce" "Saviano chiede un impegno, ma la politica
ha risposto con atti concreti" Nuova minaccia al senatore Sodano, che ora ha
la scorta: otto proiettili in busta ANGELO CAROTENUTO Le parole forti chieste da Saviano a Veltroni, per ora arrivano da Massimo D'Alema, a Scampia, nell'Auditorium
affollato, dove mafia e camorra vengono chiamate per quello che sono. "La
cancrena del Mezzogiorno". Eccola, la politica che non tace dinanzi alla
criminalità, con il capolista alla Camera del Pd che racconta quanto sia lunga
la battaglia: "Ma lo Stato non sta con le mani in mano. Lo dimostra
il numero dei boss arrestati, dei clan sgominati e dei beni confiscati. è
giusto che Saviano, scrittori e giornalisti chiedano un impegno, ed è
altrettanto giusto che la politica risponda non a parole, ma con degli atti.
Noi li abbiamo compiuti". Noi significa centrosinistra. "Abbiamo
sciolto consigli comunali. L'infiltrazione nelle istituzioni è un tema
cruciale. Se ci misuriamo su cose concrete, il Pd può dire che fa della difesa
della legalità un punto fermo della sua visione. Rifiuta la logica dei condoni
e difende l'operato della magistratura". E gli avversari no? Dinanzi al
mondo dell'associazionismo a cui dà voce Samuele Ciambriello, D'Alema non cita
mai Berlusconi. Ma i suoi governi sì. Quelli dei
"due condoni fiscali, uno edilizio e un rimpatrio di fondi all'estero a
tassazione 2 per cento. Il primo problema è misurare le forze politiche per il
loro grado di impermeabilità alla camorra. Chi delegittima la magistratura,
colpisce i princìpi della legalità". Parla alla Scampia che - come dice il
diciannovenne Rosario - "aspettava una piccola piazza dove incontrarsi
nella quotidianità e se ne ritrova una che si chiama piazza dei Grandi
Eventi". A quella Scampia che per dare sostanza al lavoro di Antonio
Piccolo coi ragazzini dell'Arci, voleva un campetto di calcio. Gliene hanno
costruito uno omologato per la serie C, ma in mezzo ai palazzi, dove il pallone
spacca i vetri alle finestre. Ed è ancora chiuso. Alla Scampia dove la famiglia
di Pino e Gianni Maddaloni offre sport gratuito per 700 persone. Un quartiere
che alla politica chiede con la voce di Massimiliano D'Aniello: "Aiutateci
a fuggire dalla cocaina e dalla camorra". è questa la Scampia a cui
D'Alema dice: "So che la criminalità è cosa diversa dal non portare il
casco in motorino, ma la lotta all'illegalità comincia da cose minute. Nessun
degrado economico giustifica la scelta della criminalità. C'è gente che ha
sfidato la miseria pur di non arrendersi. Non accettate che si parli di Scampia
solo per la camorra: il tasso di omicidi a New York è superiore" Dopo le
giornate dedicate a lavoro e sviluppo, D'Alema tocca il tema legalità (domani e
venerdì torna per una nuova iniziativa). è accompagnato da Enzo Amendola.
Partecipano Armato, Incostante, Marciano, Moxedano, Villari. Va tra i volontari
dell'Avog a largo Donnaregina, nell'appartamento confiscato al clan Misso, dove
ringrazia gli operatori sociali che operano "per prevenire che si formi la
mentalità camorristica e il mito della guapparia: non una sfida per soli
poliziotti, ma una sfida delle coscienze". In forma privata e con Geppino
Fiorenza (Libera), D'Alema incontra al Trianon alcuni familiari delle vittime
di camorra: il marito di Silvia Ruotolo, la moglie di Attilio Romanò, la
famiglia di Marcello Torre, il fratello di Giancarlo Siani. Nel pomeriggio è in
provincia. Comincia a Portici (con Amedeo Cortese), poi va a Torre Annunziata,
dove prima di una manifestazione pubblica incontra il presidente del Tribunale,
Greco, e il procuratore aggiunto Marino. Ma è polemica a distanza con Tommaso
Sodano, senatore di Prc e capolista di Sinistra Arcobaleno, che ha ricevuto
nuove minacce dopo quelle del 17 marzo: una busta con 8 proiettili al suo
comitato elettorale di Pomigliano. "Giovedì 20 D'Alema partecipava a
un'iniziativa elettorale in un cinema a due passi da me, ma ha evitato di
venire a salutarmi". In serata il chiarimento.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina V - Napoli
Camper e navi, Pdl in marcia sui rifiuti "Con Berlusconi
cambia tutto". La proposta: 5 per mille per le bonifiche ROBERTO FUCCILLO
CI sono giornate in cui anche la politica deve arrangiarsi. Sotto la pioggia
asfissiante Valeria e Valeria, due signore omonime di Posillipo, sono lì
inflessibili, con il loro banchetto e la T-shirt bianca, con la scritta
"Rialzati Italia", a difendere la postazione di piazza San Luigi.
Unica concessione all'arrangiatevi il rifugio ricavato sotto la tettoia in
plexiglass della fermata del bus. Capita anche questo durante una campagna
elettorale già freddina di per sé. Le due signore tengono una postazione
berlusconiana, alla quale fa visita uno dei camper in giro in questi giorni,
per l'occasione quello del deputato Paolo Russo. Non è che sia una vita
brillantissima quella del candidato itinerante. Nel piccolo salottino interno
del van non si riesce neanche a spaziare sulla città: l'intera fiancata del
mezzo, finestrini compresi, è tappata dal megamanifesto che ricorda come
"la sinistra ha messo in ginocchio il paese". Dentro, fra magliette
ancora imbustate, penne, spille e magneti, tutte con lo slogan ripetuto sopra,
non resta che fare qualche chiacchiera con lo staff o ristudiare le carte con
gli elenchi di quanti hanno già chiesto di fare i rappresentanti ai seggi, i
cosiddetti "difensori del voto". Russo apre la cartellina e ripassa i
numeri: al solo call center se ne sono offerti oltre 400 per le poco meno di
900 sezioni elettorali di Napoli. Buon segno. I ragazzi del camper sono
fiduciosi, scherzano anche: uno dei depliant in
distribuzione allinea i faccioni dei leader del centrosinistra, Fassino e Veltroni, D'Alema e Prodi, Visco e
Rutelli, Bassolino e Iervolino. "Eppure ne manca uno - si osserva nel
camper - si sono scordati Pecoraro". Pecoraro e Bassolino sono ovviamente
sinonimo di spazzatura, la causa principale che dovrebbe dare la vittoria al
Pdl qui in Campania. è un tema da cui non si sfugge. Dopo gli strattoni
alla frizione del traffico cittadino, il camper arriva in piazza dei Martiri.
C'è un tavolino, lo tiene il signor Maurizio. è alle prese con una signora che
poco prima ha terminato la sua "via crucis" quotidiana portando i
sacchetti al punto di raccolta di piazza Vittoria. Ora è qui a lamentarsi e
sperare: "Voto Berlusconi se viene qui e promette
di liberarmi dalla spazzatura". Netturbino "ex machina". Si
sorride. Un signore sfiora il capannello e rilancia: "Lo voto anch'io se
non fa piovere più". Sorride anche Russo, che però piazza anche il colpo
elettorale: "Ai rifiuti ci stiamo pensando eccome". In effetti poco
prima si è svolta la riunione al comitato elettorale. Ne è sortito un
calendario di incontri sui temi della sanità, dello sviluppo, dell'ambiente.
Verranno nei prossimi giorni Tremonti e Formigoni, Scajola e la Brambilla. E,
lunedì, sarà la volta di Altero Matteoli. è l'ex ministro dell'Ambiente, anche
lui è sinonimo di emergenza spazzatura, nel senso del bisogno di risolverla. E
il senatore di Fini verrà in effetti a Napoli a puntualizzare una proposta alla
quale il Pdl sta lavorando: inserire la voce bonifiche fra quelle per cui
optare nell'ambito del 5 per mille in sede di dichiarazione Irpef. "Purché
la si faccia finita - lamenta un'altra signora, stavolta dal banchetto di
piazza San Luigi - anche questo slargo è stato ridotto a parcheggio e discarica
di spazzatura". Intanto qualcuno si lamenta del fatto che gli attivisti
stiano con tutto il materiale sotto la pensilina dell'Anm. Passa una volante a
controllare che non ci sia nulla di irregolare, poi Valeria e Valeria decidono
di sollevarsi dalla giornata plumbea con la foto di Giuseppe, il figlio
dell'onorevole, appuntandogli la spilla elettorale al bavero del giaccone. Ma
la pioggia è ancora lì a imperversare. Il pullman ridiscende da Posillipo,
abbozza una sosta anche a Piazza Trieste e Trento, ma ormai l'ora e il maltempo
hanno fatto il vuoto. Si torna alla base, in piazza Bovio. Sperando che il
meteo si risollevi, almeno per venerdì. Per quel giorno infatti l'intero Pdl ha
varato una manifestazione-conferenza a bordo di una nave, la motonave Snav
Sicilia. L'ultima volta che si vide qualcosa del genere fu con
"Azzurra", la nave che Berlusconi portò in
vari porti italiani, Napoli compresa: era il 2000, da lì a poco il risultato
delle amministrative avrebbe indotto D'Alema a lasciare Palazzo Chigi.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina V - Milano La curiosità Lo hanno realizzato i giovani milanesi sulle
note dei Village People "I'm Pd", ora anche Veltroni ha il suo spot videomusicale L'hanno girato a Milano e da ieri
impazza su You Tube. è un video clip destinato, secondo gli ideatori, a
diventare l'inno della campagna elettorale di Veltroni. Titolo, "Si può fare con Walter". Ritornello, "I'm
Pd". Tutto sulle note di "Ymca", celeberrima hit dei
Village People. Lo cantano a squarciagola volontari e simpatizzanti dei
Democratici, mentre interpretano se stessi. "è la nostra risposta al
berlusconiano "Meno male che Silvio c'è"", dice il giovane consigliere
comunale Pierfrancesco Maran. RODOLFO SALA A PAGINA IX.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di ANTONIO GOLINI
SONO ormai poco meno di 17 milioni le persone che in Italia fruiscono di una
pensione; e sono poco meno di 24 milioni le prestazioni pensionistiche erogate,
molte di più dei pensionati dal momento che in media vengono elargite circa 1,4
pensioni per ognuno di loro. Insomma, ormai in Italia all'incirca il 40 per
cento della popolazione fruisce di una prestazione pensionistica. È quindi ben
ovvia l'attenzione che i candidati premier dei due maggiori partiti riservano a
un popolo così vasto. Con Veltroni che promette di elevare subito, già a partire da quest'anno, le
pensioni per i titolari con più di 65 anni e con Berlusconi che risponde promettendo di legarle al costo della vita. Il tipo
di promessa dei candidati non è però solo una questione legata alla folla di
pensionati, che significa folla di elettori. È che entrambe le proposte
meritano davvero di essere onorate, considerando da un lato che ben il 43 per
cento dei pensionati di vecchiaia percepisce un vitalizio inferiore ai mille
euro e dall'altro che le pensioni hanno una rivalutazione annuale minore
dell'aumento del costo della vita, perdendo perciò continuamente potere
d'acquisto. Questa delle pensioni è quindi, da noi come in tutti gli altri
Paesi europei, questione costantemente all'ordine del giorno, che per di più si
lega strettamente alla capacità di crescita economica del Paese e ad alcune
questioni del lavoro, tanto quello fatto dai giovani italiani, quanto quello
fatto dai giovani stranieri. Alcune semplicissime relazioni, ben note in
economia e in demografia, ci dicono come il Prodotto interno lordo di un Paese,
cioè la ricchezza prodotta, dipenda: a) dal livello di produttività (che nel
nostro Paese è bassa e cresce di gran lunga di meno di quella dei Paesi nostri
competitori); b) dalla proporzione di coloro che lavorano ma che lo fanno
ufficialmente (che da noi è assai bassa, soprattutto per quanto riguarda le
donne, i giovani anziani dai 55 ai 65 anni, e in generale il Mezzogiorno); c)
dalla proporzione di coloro che si trovano in età da lavoro; d) dall'ammontare
della popolazione. Non solo, come è stato appena precisato, i fattori
"a" e "b" sono da noi su livelli molto più bassi che negli
altri Paesi europei, ma i fattori "c" e "d", quelli più
strettamente demografici, che finora hanno retto bene, si preannunciano in
forte e pressoché irrefrenabile discesa. È in particolare la popolazione in età
lavorativa che diminuirà fortemente nei prossimi anni come conseguenza della
intensa denatalità dei decenni passati, mentre continuerà, almeno lo si spera,
l'allungamento della vita. Il risultato è come ci dicono assai recenti
previsioni delle Nazioni Unite che da qui al 2050 (quando una mia nipotina che
compie oggi 3 anni ne avrà 45 e sarà quindi neanche a metà della sua vita) in
Italia ci possiamo aspettare un aumento di 4 milioni e mezzo di ultraottantenni
e una diminuzione di più di 11 milioni e mezzo di persone con meno di 80 anni.
Un tale "incredibile" stravolgimento della popolazione (nella quale è
già messa in conto una continua, consistente immigrazione) richiede
necessariamente un nuovo patto e obbligo sociale ed economico, frutto di una
presa di coscienza e responsabilità non solo dei candidati leader, ma di tutta
la classe dirigente e di ogni singolo lavoratore che dovrà necessariamente
lavorare di più e più a lungo, ma, non meno necessariamente, lavorare con
maggiore impegno e senso di responsabilità. Anche perché il lavoro incerto e precario
di una grande quantità di giovani e il lavoro sommerso e precario di una grande
quantità di immigrati lasciano facilmente immaginare una forte crescita delle
pensioni assistenziali, dal momento che i contributi versati assicurerebbero
loro una pensione ridottissima, assai, assai lontana dall'attuale beneficio
pensionistico che oggi rende sicura una pensione di vecchiaia pari al 54 per
cento del reddito medio per abitante. Insomma, con una demografia che come
scrive al riguardo Greenspan ex governatore della Banca centrale americana è un
destino, pensare e ripensare al sistema pensionistico e alla sua struttura
significa non soltanto provvedere alle difficoltà e alle ingiustizie dell'oggi,
ma anche assicurare a tutti i nipotini una vita migliore, o almeno non
peggiore, di quella dei loro nonni.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Nel
rush finale della campagna elettorale irrompe la previdenza. Casini: è un gioco
a chi la spara più grossa Pensioni, duello Veltroni-Berlusconi Il leader Pd:
aumenti fino a 400 euro da luglio. Il Cavaliere: aggancio all'inflazione reale.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
400 euro da luglio i
vitalizi fino a 25 mila euro l'anno. Tra i cento e i 250 euro l'anno è invece
l'aumento previsto per le pensioni fino a 55 mila euro. Immediata
la replica di Berlusconi:
"Il mio governo ha già innalzato le minime", ricorda. E promette di
adeguare gli assegni degli anziani al costo della vita. Fini accusa:
"Prodi ha tassato la previdenza". Il leader dell'Udc, Casini,
raccomanda che "il fisco sia amico delle famiglie" e accusa:
"Sulle pensioni si sta giocando a chi la spara più grossa".
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Controffensiva I
sondaggi raffreddano la battaglia aerea, il Pd si butta su salari e previdenza
L'aereo non porta voti, Veltroni
va sulle pensioni La guerra delle promesse: per uscire dall'angolo di Malpensa,
400 euro di aumento a sei milioni di anziani Veltroni ci prova, ad uscire dall'angolo di Malpensa in cui l'ha chiuso Berlusconi. Prima con la proposta-choc,
presentata ieri, di un aumento delle pensioni, per età e per reddito,
degli over
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Segue dal loft di
Alessandro De Angelis E per rispondere ai cittadini con la bava alla bocca (o
almeno a una loro parte), ieri Veltroni ha illustrato la proposta, su cui hanno lavorato il guru del
programma Morando, l'ex ministro Treu, e l'economista Stefano Fassina, di
"un intervento immediato" sul fronte delle pensioni. Che riguarda i
pensionati di oltre 65 anni e determinerebbe, a partire da luglio, un
incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni fino a 25 mila euro
l'anno e un incremento fra i 100 e i 250 euro per le pensioni comprese
tra 25 mila e 55 mila euro. I numeri spiegano da soli la portata dell'affondo
veltroniano: i pensionati fino a 25 mila euro sono circa sei milioni, più di un
milione e mezzo quelli tra i 25 e i 40 mila. A questa platea di oltre sette
milioni di pensionati (e di elettori) il Pd vuole proporsi come la novità più
affidabile. Dice Fassina: "Vogliamo ridare potere d'acquisto a chi ne ha
perso di più perché è stato in pensione più a lungo. Non è una trovata estemporanea,
o un coniglio dal cilindro: noi stiamo facendo una campagna elettorale sui
programmi". E proprio dalle pensioni riparte lo schema più caro al
segretario del Pd: la doppia novità sia rispetto a Prodi che a Berlusconi. Afferma Morando: "Con la nostra proposta
parliamo a quei pensionati che non sono stati toccati dal Protocollo e non
saranno tutelati da Berlusconi". La mossa
veltroniana - e non è un dettaglio - ha trovato anche ampi consensi sul fronte
sindacale (Epifani in primis) che su Alitalia qualche tensione col loft l'ha
vissuta. E ha spiazzato la sinistra-sinistra: Bertinotti si è limitato a un
"chiedo al Pd perché non sia stato possibile farlo prima". Qui si
inserisce l'altro capitolo della controffensiva veltroniana. Alla conferenza operaia
del Pd, a Brescia, Veltroni parlerà a un altro
rilevante pezzo di paese con la bava alla bocca. Al loft si stanno mettendo a
punto una serie trovate ad effetto, come un video stile I care sulla condizione
operaia: "Non si sa se ce la faremo. Qui è una lotta contro il tempo"
dice Alessia Mosca, responsabile lavoro del Pd. Di sicuro ci saranno i tre
leader sindacali. E Veltroni lancerà, nel cuore nel
Nord, un messaggio opposto a quello di Tremonti. Spiega Alessia Mosca: "Le
nostre proposte su formazione e innovazione sono l'opposto rispetto al
protezionismo di un centrodestra che gioca sulla paura". Ma anche rispetto
alla Sinistra arcobaleno. Che sabato farà una sua "conferenza
operaia" a Milano e teme il confronto mediatico col Pd. Sarà un caso anche
questo, come dicono al loft. Oppure è partita la controffensiva veltroniana.
26/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Proposta Un
referendum all'Alitalia Il capitalismo è quel sistema economico nel quale chi
prende una decisione sbagliata ne sopporta i costi. Chiunque sciolga il nodo
Alitalia - Prodi e Tps ora, Berlusconi o Veltroni
dopo le elezioni - i primi a sentirne le conseguenze saranno i dipendenti della
compagnia di bandiera. Perché non fare votare loro, pro o contro il piano
industriale di Air France? La proposta viene dal professor Ugo Arrigo,
economista dell'università di Milano-Bicocca e blogger pro-liberalizzazioni.
Ci sembra molto di buon senso. Su Alitalia meglio un referendum vero che quello
fittizio e fracassone in cui Berlusconi vuole
trasformare le prossime elezioni. Meglio un voto che abbia per oggetto un piano
industriale che c'è e pertanto si può leggere e valutare (a differenza delle
promesse peroniste) e che porti alle urne chi ha un interesse legittimo e una
competenza di prima mano. Se la politica spergiura di voler tutelare i
dipendenti Alitalia, perché non dar loro voce, considerandoli gli azionisti del
proprio futuro? 26/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Sicilia fisionomia
del candidato potente I signori delle tessere li riconosci dal baffo Nel tour
che in due giorni lo porterà in giro per tutta la Sicilia - da Palermo a
Trapani, Agrigento, Siracusa, Enna, Catania e Messina -,
Walter Veltroni si troverà
di fronte a una novità, un colpo d'occhio un po' speciale, come lo Statuto
autonomo dell'isola che è andato a visitare. Per le strade assolate non troverà
come nelle altre regioni d'Italia i maxicartelloni con il suo volto sorridente
o quello di Berlusconi.
Piuttosto, una numerosa fila di ritrattini di candidati locali dai cognomi come
Ciulla, Campagna, Spina, Pantuso, Capitummino, prevalentemente uomini, quasi
tutti con barba, baffi o pizzetto. Volti espressivi, sguardi ammalianti diretti
a rassicurare gli elettori quasi a dire qui siamo noi quelli conosciuti,
abbiate fiducia. La rappresentanza femminile - e questo è un altro dato atipico
- sui manifesti elettorali è lasciata quasi esclusivamente ad Anna Finocchiaro.
Ma per trovarne uno con la foto della candidata governatrice bisogna lasciare
le vie principali ed inoltrarsi nelle traverse e nei vicoli. A Trapani, prima
tappa del viaggio in Sicilia, altra peculiarità: Veltroni
è stato accolto da un annuncio elettorale pubblicato a mezza pagina su un
giornale locale, in cui è il senatore Nino Papalia - non il Pd - ad invitare i
cittadini a partecipare alla manifestazione in cui, per inciso, è prevista
anche la presenza del candidato alla presidenza del Consiglio. In una campagna
tutta mirata sullo scontro tra i leader nazionali, colpisce l'eccezione
siciliana di una corsa dei candidati locali che mette in ombra la grande
partita per la guida del governo. Va bene che in Sicilia le elezioni regionali
contano forse più di quelle nazionali, e che questa è l'unica regione dove non
si è mai realizzata l'alternanza e si è passati da un grande predominio dc a un
enorme serbatoio di voti per il centrodestra. Ma tutto questo non basta a
spiegare l'anomalia. La verità è che qui il sistema delle preferenze non è mai
finito, le clientele locali sono riuscite ad aggirare la rivoluzione italiana e
l'avvento del bipolarismo. Non siamo ai tempi dei Viceré e neppure del
Gattopardo, ma il voto per essere dato deve essere garantito. E il sorriso
sotto i baffi di Raffaele Lombardo vale più di molte parole. 26/03/2008.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di
ANTONIO GOLINI Con Veltroni che promette di elevare subito,
già a partire da quest'anno, le pensioni per i titolari con più di 65 anni e
con Berlusconi che risponde promettendo di legarle al costo della
vita. Il tipo di promessa dei candidati non è però solo una questione legata
alla folla di pensionati, che significa folla di elettori. È che entrambe le proposte
meritano davvero di essere onorate, considerando da un lato che ben il 43 per
cento dei pensionati di vecchiaia percepisce un vitalizio inferiore ai mille
euro e dall'altro che le pensioni hanno una rivalutazione annuale minore
dell'aumento del costo della vita, perdendo perciò continuamente potere
d'acquisto. Questa delle pensioni è quindi, da noi come in tutti gli altri
Paesi europei, questione costantemente all'ordine del giorno, che per di più si
lega strettamente alla capacità di crescita economica del Paese e ad alcune
questioni del lavoro, tanto quello fatto dai giovani italiani, quanto quello
fatto dai giovani stranieri. Alcune semplicissime relazioni, ben note in
economia e in demografia, ci dicono come il Prodotto interno lordo di un Paese,
cioè la ricchezza prodotta, dipenda: a) dal livello di produttività (che nel
nostro Paese è bassa e cresce di gran lunga di meno di quella dei Paesi nostri
competitori); b) dalla proporzione di coloro che lavorano ma che lo fanno
ufficialmente (che da noi è assai bassa, soprattutto per quanto riguarda le
donne, i giovani anziani dai 55 ai 65 anni, e in generale il Mezzogiorno); c)
dalla proporzione di coloro che si trovano in età da lavoro; d) dall'ammontare
della popolazione. Non solo, come è stato appena precisato, i fattori
"a" e "b" sono da noi su livelli molto più bassi che negli
altri Paesi europei, ma i fattori "c" e "d", quelli più
strettamente demografici, che finora hanno retto bene, si preannunciano in
forte e pressoché irrefrenabile discesa. È in particolare la popolazione in età
lavorativa che diminuirà fortemente nei prossimi anni come conseguenza della
intensa denatalità dei decenni passati, mentre continuerà, almeno lo si spera,
l'allungamento della vita. Il risultato è come ci dicono assai recenti
previsioni delle Nazioni Unite che da qui al 2050 (quando una mia nipotina che
compie oggi 3 anni ne avrà 45 e sarà quindi neanche a metà della sua vita) in
Italia ci possiamo aspettare un aumento di 4 milioni e mezzo di ultraottantenni
e una diminuzione di più di 11 milioni e mezzo di persone con meno di 80 anni.
Un tale "incredibile" stravolgimento della popolazione (nella quale è
già messa in conto una continua, consistente immigrazione) richiede
necessariamente un nuovo patto e obbligo sociale ed economico, frutto di una
presa di coscienza e responsabilità non solo dei candidati leader, ma di tutta
la classe dirigente e di ogni singolo lavoratore che dovrà necessariamente
lavorare di più e più a lungo, ma, non meno necessariamente, lavorare con
maggiore impegno e senso di responsabilità. Anche perché il lavoro incerto e
precario di una grande quantità di giovani e il lavoro sommerso e precario di
una grande quantità di immigrati lasciano facilmente immaginare una forte
crescita delle pensioni assistenziali, dal momento che i contributi versati assicurerebbero
loro una pensione ridottissima, assai, assai lontana dall'attuale beneficio
pensionistico che oggi rende sicura una pensione di vecchiaia pari al 54 per
cento del reddito medio per abitante. Insomma, con una demografia che come
scrive al riguardo Greenspan ex governatore della Banca centrale americana è un
destino, pensare e ripensare al sistema pensionistico e alla sua struttura
significa non soltanto provvedere alle difficoltà e alle ingiustizie dell'oggi,
ma anche assicurare a tutti i nipotini una vita migliore, o almeno non
peggiore, di quella dei loro nonni.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"La cura del
ferro proclamata da Rutelli nel 1993 è stata un fallimento". "Basta
con lo spezzatino, serve una società unica per i trasporti pubblici che metta
insieme Met.Ro., Atac e Trambus". "La sicurezza della metropolitana
può essere garantita solo da una migliore manutenzione, l'incidente sulla linea
A dell'ottobre 2006 mise in evidenza una falla nel sistema". Gianni
Alemanno, candidato a sindaco del Pdl, ieri mattina si è svegliato presto. Alle
7.30 era alla stazione Termini dove è salito su un treno della linea A che l'ha
portato fino a Subaugusta. Qui ha incontrato una delegazione di macchinisti.
C'è stato anche il tempo per parlare di altro. Ad esempio ha spiegato che
"fare il sindaco di Roma è più importante di dieci ministeri". Ha
ricordato che al secondo turno chiederà l'apparentamento tanto a destra quanto
al centro. Le parole di Alemanno: "Del ballottaggio parleremo quando ci
saremo arrivati. In quel caso faremo un invito all'apparentamento sia al centro
sia a La Destra sulla base di un programma definito per la creazione di
un'alternativa credibile". Il viaggio sulla metro ha visto Alemanno al
fianco del vicepresidente uscente del consiglio comunale, Vincenzo Piso. Secondo
il candidato a sindaco del Pdl, il fallimento della cura di ferro si spiega in
questo modo: "Con il cambio delle vetture sulla linea A la situazione è
migliorata ma rimangono delle criticità per quanto riguarda la manutenzione ed
in alcuni casi la ristrutturazione degli impianti. Si è arrivati a sfiorare la
possibilità di chiusura della linea per i problemi di infiltrazioni. Rimangono
evidenti le lacune dell'amministrazione di centrosinistra nel ritardo con cui
sono state operate le scelte relative alla Metro. La B ha ancora dei convogli
vecchi. La cura del ferro promessa nel 1993 da Rutelli è stata un
fallimento". Alemanno indica tre situazioni critiche: "scarsa
manutenzione" ("abbiamo solo due linee, dovrebbero essere curate nei
minimi dettagli"), mancato potenziamento dei treni per i pendolari e
mancato potenziamento della Roma-Lido. Il prolungamento della metro B e la
metro C sono stati "finanziati al 70% dal Governo Berlusconi
e solo al 18% dal Comune di Roma". Alemanno ha parlato con alcuni
macchinisti che hanno sottolineato come "dopo l'incidente di piazza
Vittorio sia sceso un clima di omertà, un codice etico secondo il quale non
possiamo parlare". C'è poi il tema del futuro delle società che gestiscono
il trasporto pubblico a Roma. Su questo Alemanno ha avanzato una proposta
"antispezzatino". "Vogliamo ripotenziare il sistema del
trasporto pubblico locale per creare una società pubblica forte in grado di
competere. I processi di liberalizzazione devono essere in grado di competere a
livello complessivo. Non fare uno spezzatino ma una società pubblica unica.
L'obiettivo è accorpare Met.Ro., Trambus e Atac". E Vincenzo Piso ha
portato un esempio che dimostrerebbe il fallimento della cura del ferro.
"Basta guardare il destino della società Officine grandi revisioni,
operativa dal 26 maggio 2006, che avrebbe dovuto gestire le attività di grande
revisione, manutenzione straordinaria e ammodernamento del parco rotabile.
Bene, la società di proprietà al 100 per cento di Met.Ro. dopo pochi mesi è
fallita come si può dedurre dalle note dell'amministratore unico e dal continuo
affidamento all'esterno dei lavori di manutenzione". E
nel viaggio di ritorno, nel corso di un confronto volante con alcuni
passeggeri, c'è stato spazio anche per una battuta. A una ragazza che auspicava
comunque l'alternanza in Campidoglio, Alemanno ha risposto: "Purchè non si
tratti di alternanza fra Rutelli e Veltroni...". M.Ev.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di PAOLA OREFICE
ROMA - No a chi la spara più grossa pur di vincere. No ad
alleanze con Silvio Berlusconi dopo il voto. No al "trasformismo" del Pd. Picchia
duro Pier Ferdinando Casini. Non risparmia critiche al Cavaliere nè a Walter Veltroni. Li accusa di "giocare con
l'argomento pensioni, facendo a gara a chi la spara più grossa. Ma sono
chiacchiere da campagna elettorale fatte oggi pur di raccattare voti- osserva-
domani chissà se tutto questo sarà possibile". Replica così il candidato
premier dell'Unione di centro alle promesse del Pd e del Pdl. D'altronde, è attaccato
in continuazione da Berlusconi che, nonostante tutto,
ultimamente gli ha più volte chiesto un accordo post elettorale per governare.
Ma lui replica: "Le alleanze si fanno prima e non dopo il voto. Questa è
una risposta chiara, ultimativa e netta. Berlusconi ha
teorizzato la sua autosufficienza. Probabilmente l'avrà, sennò peggio per lui,
ma se l'avrà certamente governerà per conto suo". Casini ricorda: "Io
sono stato sempre leale ma non servile e questo forse per Berlusconi
è una colpa". Introduce poi il concetto di trasformismo. Prima rivolto al
Cavaliere dice: "C'è un tumore nella democrazia italiana ed è il
trasformismo. Non solo non sono stato trasformista ieri nell'essere leale col
centro destra ma non lo sarò oggi col nuovo patto che stipulo coi miei
elettori". Poi a Veltroni chiarisce: "Il
vero trasformismo c'è nel Pd visto che loro hanno fatto appello alla par
condicio quando si trattava di fare una battaglia contro Berlusconi
e oggi, in sprezzante violazione di quella legge, chiedono un confronto
elettorale a due tagliando fuori gli altri candidati. Berlusconi
in questo ha una sua coerenza: lui probabilmente ritiene che la campagna
elettorale ideale sia quella della Russia, con Putin. Ha già detto che la par
condicio è una delle prime leggi che cambierà se vincerà. Questo la dice lunga
sull'idea dei bisogni degli italiani". Gli italiani hanno bisogno che
"il fisco sia amico delle famiglie", non si interessano della par
condicio. Riconosce Casini che "è una campagna elettorale faticosa,
impegnativa. Sono solo, tutto il peso è su di me. Combatto con la fionda contro
i bazooka dei miei avversari". E si chiede "se mi sento penalizzato?
Lo sono, è un dato di fatto. Ma la gente inizia a essere stufa di questo
dominio dei due colossi. E' in atto un fenomeno di rigetto". Rigetto che i
sondaggi stanno rilevando. Tanto è vero che "gli ultimi sondaggi - dice il
leader dell'Udc - danno Pd e Pdl fermi. Noi siamo in crescita. In alcune
regioni chiave supereremo l'8%. E lo garantisco ai nostri elettori: saremo le
sentinelle contro l'inciucio. Terremo a freno "Veltrusconi"".
Affronta il candidato premier dell'Unione di centro il tema della giustizia,
proponendo di "sfoltire le misure alternative al carcere limitandole a
casi tassativi dopo aver scontato effettivamente almeno due terzi della
pena". Parla quindi di costruire nuove carceri contro il sovraffollamento
e di "riordino del corpo di polizia penitenziaria". Sul ruolo dei Pubblici
ministeri dice: "La responsabilità del Pm va necessariamente collegata a
una regolamentazione dell'azione penale, che individui i criteri chiari di
priorità tra le notizie di reato da coltivare. Legiferare con tempestività
sull'argomento eviterebbe quell'indebito discrimine fra vicende note e meno
note, che hanno trasferito i processi dalle aule di giustizia sulle pagine dei
giornali". Rivendica Casini la rappresentanza dell'identità cristiana:
"Ci sentiamo più rappresentativi di altri rispetto a certi valori. Non si tratta
di esibizionismo religioso, ma di difendere l'identità cristiana del Paese,
cosa che noi facciamo più di altri". Visto che "riteniamo che la
difesa dell'identità cristiana dell'Italia sia una questione civile e politica
perchè siamo in un mondo globalizzato, dove arrivano tanti extracomunitari.
L'identità cristiana è il presupposto per dialogare efficacemente con gli
altri". Da segnalare che la Dc di Pizza nelle Marche ha deciso di
appoggiare l'Unione di centro in dissenso con il segretario alleato con il Pdl.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di MARIO AJELLO ROMA
Toto ministri? No, sarebbe meglio chiamarlo Totò ministri. Perchè sembra una
comica, a venti giorni dal voto e senza sapere come va a finire, questa pazza
corsa bipartisan alle auto-candidature a ministro, alle pseudo-candidature a viceministro,
alle fanta-candidature a sottosegretario. Nel Totò ministri che coinvolge anche
i piccoletti ("Io alla Sanità!", annuncia Giuliano Ferrara,
"Santanchè superministro dell'Economia con Berlusconi",
proclama Storace anche se il Cav. ha già assegnato quel posto a Tremonti)
s'accavallano sogni espressi e desideri inespressi. Illusioni vagamente fondate
e pretese totalmente a vanvera. Slanci di generosità ("Ho le competenze
giuste per andare ai Beni Culturali", assicura l'attore e candidato Luca
Barbareschi, ma deve vedersela con Sandro Bondi che a sua volta aspira) e veri
e propri spot autopromozionali. Come quello di Di Pietro alla Giustizia, che
annuncia continuamente il suo programma da indesideratissimo
fanta-Guardasigilli non voluto da Walter nè da Chiti nè dal socialista Boselli
nè da nessun altro: "Cancellerò le leggi ad personam...". Ma Veltroni
no e poi no: via Arenula a Tonino proprio non gliela vuole dare ma qualche nome
di ministro lo vuole annunciare e lo farà la prossima settimana. Per fortuna,
nel Pd, qualcuno se la ride. Bersani: "Perchè non facciamo io alla
Giustizia e Di Pietro all'Economia?". Qualcuno resta serio, la
Bonino: "Io potrei avere la Difesa ma gestirei meglio gli Esteri"
(però potrebbe andare alle Comunicazioni anche se ora lamenta che il Pd
"mi oscura e non mi fa parlare"). E qualcun altro ancora, nel
centro-destra, si diverte davanti a questo spettacolino. Si tratta
dell'avvocato Giuseppe Consolo, candidato del Pdl alla Camera nel Lazio:
"L'ultimo passatempo in voga nel Pd è quello di abbandonarsi al mondo dei
sogni, fantasticando e litigando su incarichi ministeriali che mai potranno
avere per il semplice motivo che....perderanno le elezioni". Berlusconi invece le vince? Ancora non le ha vinte, ma nel
Totò ministri ecco Formigoni già seduto sulla poltronissima della Farnesina
(anzi no, ci sarebbe addirittura un fanta-veto degli americani che lo
ritenevano troppo amico del regime di Saddam) ma se non va in quella finisce
alle Infrastrutture e agli Esteri ci si reca Frattini ma Frattini potrebbe
andare pure agli Interni dove tuttavia Pisanu sarebbe pronto a tornare ma
magari Pisanu fa il presidente del Senato (poltrona che se viene concessa
all'opposizione potrebbe riospitare le terga di Franco Marini mentre la Camera
o gli Esteri sono per Fini) e alla Giustizia si piazza Pera, anzi no La Russa
che però starebbe bene pure alle Comunicazioni, o magari l'avvocatessa
Bongiorno o forse... e casomai... e purtuttavia... e nell'eventualità... C'è
già chi immagina, un tanto al chilo, che in un ipotetico governo delle larghe
intese gli ipoteticissimi ministri economicissimi potrebbero fare tandem:
Ichino-Tremonti. Se stravince invece Walter, Marianna Madia bionda e riccioluta
ministra trendy delle Pari Opportunità (posto della Carfagna, se trionfa il Pdl
ma chissà come la prenderebbero la Brambilla e la Prestigiacomo) dove
porterebbe la sua "straordinaria inesperienza" già fonte di gaffe?
Peccato che Umberto Veronesi metta le mani avanti: "Non vorrò fare il
ministro". Magari lo farà ("Voglio un ministro del Nord-est",
annuncia Walter) l'imprenditore veneto Gianni Zonin (alle Attività Produttive)
ma non il suo collega e conterraneo Massimo Calearo. Perchè da ministro in
pectore il Calearo pare sia stato declassato a eventuale sottosegretario.
Sbigottendo la sua mamma ("Chi avrebbe mai immaginato di avere un figlio
di centro-destra diventare sottosegretario di un governo di
centro-sinistra!") e divertendo certamente Totò. Da sempre convinto che
"il nostro è un Paese di santi, poeti, navigatori e....
sottosegretari".
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Na cordata italiana
pronta, a suo dire, a scendere in campo per affiancarsi e contrastare Air
France per l'acquisizione della compagnia di bandiera italiana, ora arriva
l'affondo veltroniano sulle pensioni con la proposta di aumenti subito, fino a
400 euro per chi ha un reddito inferiore ai 25 mila euro l'anno. Insomma a tre
settimane circa dal voto, la campagna elettorale entra nel vivo dei problemi
prendendo di petto due nodi strategici: la capacità industriale del sistema-Paese
e il peso del carovita, soprattutto per le fasce più deboli. E' un bene, e va
salutato con favore anche il fatto che le promesse e gli impegni non siano di
stampo miracolistico ma cerchino di stare dentro le compatibilità di una
difficile situazione congiunturale. Tuttavia tutto questo non basta ad
allontanare il sospetto che i partiti, e segnatamente i due maggiori, siano
alla ricerca - a tratti parossistica - del colpo ad effetto, capace di
solleticare l'immaginario collettivo dell'elettorato, in particolare in quel
settore fondamentale che sono gli incerti, pari ad un terzo circa degli aventi
diritto al voto. E' normale che le forze politiche puntino alla mobilitazione
dell'elettorato nelle fasi finali che precedono l'apertura delle urne. E infatti
mentre Veltroni sciorinava le sue cifre, pronta è
arrivata la replica del Cavaliere in favore dell'adeguamento delle pensioni al
costo della vita. Il punto vero, ovviamente, è quello della credibilità. Per
questo è significativo non tanto il fatto che Fini reclami che le pensioni il
governo di centro-destra le abbia aumentate "per davvero", quanto il
confronto che nasce su dove trovare i soldi. Così mentre
Rosi Bindi denuncia che Berlusconi "non sa di cosa parla" perché non indica come
sostenere finanziariamente la sua idea, Emma Bonino sostiene una cosa simile ma
per il verso opposto: bene Veltroni a patto che ci sia la copertura, perchè non si può aumentare il
debito pubblico. Fiducia con tante ombre bipartisan, dunque: proprio
quelle che i cittadini vorrebbero veder fugate.
( da "Messaggero, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
NINO BERTOLONI MELI
dal nostro inviato PALERMO Sbarca in Sicilia col cappotto, Walter Veltroni, e già a Trapanì (volo privato da Ciampino, niente
Alitalia) lo usa come una corazza per andare lancia in resta contro il Pdl e la
destra. Per la prima volta da quando è in campagna elettorale, il leader del Pd
abbandona il guanto di velluto e lo schema del "confronto civile tra
avversari" e veste i panni del grintoso attaccante di mischia. "Basta
con il cuffarismo", è una delle frasi più gettonate e applaudite. Ai
cantieri navali trapanesi, in una città che fa finta di non accorgersi del
pullman, dopo una ragazza che apre il comizio dandogli del lei ("caro
Walter, faccia qualcosa per non far più emigrare tanti giovani"), il
leader del Pd lancia il primo affondo contro la destra: "Questa classe
dirigente affarista e sperperatrice dovrà rendere conto del suo operato
disastroso. Dobbiamo liberarci di questa cappa di piombo che incombe sulla
Sicilia". Ma è a Palermo, in una piazza Verdi con cinquemila persone
davanti al teatro Massimo, che Veltroni porta l'affondo più acuminato. "La destra ha fatto male
alla Sicilia", urla tra gli applausi. E sciorina un carniere di malefatte,
con dati e numeri, da brivido. La Sicilia, informa Veltroni, "è agli ultimi posti in tutte le classifiche
sociali", sicché se l'occupazione in Italia è al 58,7 per cento,
nell'isola è al 44,6; la disoccupazione a sua volta è al 13 mentre nel
"Continente" è al 6,1; le donne disoccupate sono il 17,3 mentre in
Italia sono il 7,9; le imprese in Sicilia ammontano a 270 mila su un totale di
4 milioni 371 mila (nel Mezzogiorno un milione 221 mila); pil per abitante, 16
mila euro nell'isola contro 25 mila nel Paese. Conclusione: "Chi ha
governato tutti questi anni, chi mangia cannoli deve rendere conto di tutto
questo sfascio". Sul palco, unica ad avere accesso, c'è Anna Finocchiaro
l'anti-Lombardo, che Veltroni indica alla pubblica
ammirazione. Anna la catanese riesce ad accendere l'animo dei corregionali e
batte e ribatte sul tasto delle "classi dirigenti siciliane vera calamità
da estirpare, e con l'arma del voto potete farlo". Giù dal palco confuso
con tanti altri notabili, ex e aspiranti (si vedono Lumia, D'Antoni, Carra,
Colajanni), c'è Beppe Fioroni da Viterbo ora proconsole in Sicilia dove è
capolista. Dice il ministro uscente dell'Istruzione: "Qui puntiamo al 38
per cento. Troppo? No, sinistra alternativa e Di Pietro nell'isola non passano
la soglia e molti loro voti verranno a noi. E poi non ci sono i radicali".
Fioroni ha organizzato una cena elettorale ad Agrigento di ex Margheriti e
centristi, Cardinale e Cusumano tra gli altri, ma Veltroni
non c'è andato. L'attacco del leader Pd alla destra continua. Dal palco
palermitano su Cosa nostra piomba l'anatema: "I mafiosi sono vigliacchi,
mascalzoni, bande di assassini che arrivano a sciogliere bambini nell'acido, la
mafia è la vera rovina di questa terra". E torna a martellare sul Pdl e su
Lombardo, spiegando in sostanza che se un siciliano vota Mpa si ritrova Bossi in
casa e degli stranieri al governo se quelli vincessero, visto che
"l'ultima furbizia" del Cavaliere è stata di allearsi con la Lega al
Nord e con l'Mpa al Sud, "ma chi vota Pdl si ritrova a votare i
sostenitori di "forza Etna", ve li ricordate, quelli che tifavano per
l'eruzione del vulcano". E Berlusconi?
"Continua a rifiutare il confronto in tv, ma non rinuncia ad attaccarci
sulle sue televisioni, tutto questo non è normale".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Renato Brunetta
(Pdl) "Meglio la nostra ricetta, è una sorta di scala mobile e costerà
molto meno" [FIRMA]ANTONELLA RAMPINO ROMA Professor Brunetta, Veltroni ha presentato una dettagliata
proposta del Pd sulle pensioni. Alle quali il programma del Pdl dedica invece
solo una riga, "graduale e progressivo aumento delle pensioni più
basse". Ci dice su quali ipotesi state lavorando? "Noi proponiamo un
pieno adeguamento semestrale, ovvero calcolato sull'inflazione del semestre
precedente, all'aumento del costo della vita. E questo perché i
pensionati non hanno, a differenza dei lavoratori dipendenti, l'adeguamento
automatico all'inflazione e alla produttività, che è quel che porta i salari ad
aumentare automaticamente del 4,5%, se l'inflazione è per esempio al 2,5. Non
vorrei chiamarla così, ma in pratica si tratta di una sorta di "scala
mobile" per i pensionati, agganciata a quella dei redditi da lavoro".
E questa è esattamente la proposta del Pd, illustrata diffusamente da Enrico
Morando... "Beh, se è così l'hanno copiata da noi. Io avevo già preparato
la proposta, l'ho data a Berlusconi che doveva
annunciarla nell'incontro con la platea di pensionati 20 giorni fa, ma poi Berlusconi l'ha solo accennata, forse temeva di annoiare
l'uditorio". Resta la similitudine. L'effetto è che il Pdl insegue il Pd,
e comunque i programmi, se si scende nelle tecnicalità, appaiono non troppo
diversi... "La nostra proposta è diversa, invece. L'aggancio ai redditi da
lavoro avviene solo per un terzo. In questo modo, il costo è di soli 2 miliardi
di euro". Quella del Pd ne costerebbe 2 e mezzo. "No, almeno un miliardo
in più, perché il Pd sottostima la platea interessata. Si limitano a parlare di
over 65, ma sono molti di più di quanto loro calcolino". E le coperture?
Dove le trovate? "Le troviamo in maniera equa e solidaristica: aumentando
la contribuzione dei pensionati che lavorano, i quali possono tranquillamente
pagare più contributi per compensare i pensionati che non lavorano. In più le
faccio notare che la proposta del Pdl sulle pensioni non sta, nel programma, in
sola mezza riga. Perché noi dichiariamo di voler portare, in cinque anni di
legislatura, tutta la pressione fiscale al di sotto del 40%". Mentre il Pd
vorrebbe tagliarla di mezzo punto all'anno, per cinque anni. Qual è la
differenza? "Che la riduzione fiscale proposta dal Pd è sottoposta a
meccanismi di bilancio, come dire che non è certa e può costare molto. La
nostra è invece già quantificata: sappiamo quanto costa, sappiamo quale
copertura dobbiamo trovare".
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Dal Popolo della
libertà Fini attacca "La realtà è che la sinistra ha alzato le imposte ai
pensionati" E' grande, è lunga piazza Verdi, i palermitani l'hanno
riempita per metà e ora che Walter Veltroni sta
parlando di mafia i cinquemila ascoltano con un silenzio speciale, un misto di
timore e curiosità. E' come se il leader del Pd volesse scuotere la platea
raccolta all'ombra del teatro Massimo: "Ora voglio dire qualcosa che
resta: i mafiosi sono criminali, assassini e vigliacchi, perché per sciogliere
nell'acido i bambini bisogna essere dei vigliacchi. Sì, degli assassini vigliacchi!".
La gente applaude ad una frase forte che è il punto di arrivo di un
ragionamento crudo sui due mali di cui soffre la Sicilia: la destra e la mafia.
Urla Veltroni: "La destra ha fatto male alla
Sicilia" e poco dopo: "La mafia è la principale nemica della
Sicilia". Non c'è una connessione logica e diretta, del tipo la destra
rappresenta la mafia, ma il messaggio sembra proprio quello. Ed è tanto più
significativo questo passaggio così hard sulla destra siciliana perché, proprio
da qui, per la prima volta Veltroni ha iniziato a cambiare toni e linguaggio nei confronti di Silvio
Berlusconi. Dai cantieri
navali di Trapani (davanti a 400 persone) Veltroni ha paragonato Berlusconi ad Achille Lauro. Alludendo alla vicenda dell'Alitalia, il
leader del Pd: "Sembra di essere tornati ai tempi nei quali prima delle
elezioni si prometteva la scarpa destra e poi, ad elezioni fatte, quella
sinistra...". E in piazza Verdi a Palermo, Veltroni
picchia sulla questione del match in tv col Cavaliere: "Sottrarsi al
confronto televisivo in una campagna elettorale così importante non accade in
nessun Paese del mondo e tantomeno non dovrebbe accadere nel nostro, dove si
usano le proprie televisioni per violare le regole del gioco". E
sull'articolo 41 bis, così "malvisto" dai boss mafiosi ma che per
motivi di garantismo di volta in volta ha trovato critici sia nel centro-destra
che all'estrema sinistra, Veltroni non usa
chiaroscuri: "Noi siamo per l'applicazione severa". E ancora:
"La mafia decida per chi votare, ma non voti per noi". E la candidata
governatore Anna Finocchiaro è sulla stessa sintonia: "La sanità pubblica
siciliana è diventata la grande lavanderia del denaro sporco della
mafia!". Bordate non casuali. La prova sta nel fatto che per la prima
volta Veltroni ha omesso quello che era diventato un
refrain nei suoi precedenti settanta comizi: "Da me non sentirete mai una
frase di odio". Un passaggio, questo, che nei precedenti discorsi era
stato puntualmente accompagnato da battimani convintissimi e che probabilmente
tornerà anche nelle prossime, decisive esibizioni televisive. Ma un certo
incrudimento dei toni sembra indirettamente suggerito dai sondaggi che
continuano ad arrivare al Loft: quelli pubblici e quelli privati concordano nel
segnalare oramai da due settimane un vantaggio quasi immutabile dal Pdl di Berlusconi. Quel che colpisce (e preoccupa) lo staff di Veltroni non è solo il sostanziale stallo del Pd (seppure
dopo una rimonta inizialmente spettacolare), ma la "staticità" del
monte-voti di Berlusconi. In altre parole, il Pdl non
solo tiene, ma soprattutto non ne cede al Pd. E quelli che passano da una parte
all'altra sono voti pesanti, voti che varrebbero doppio. Come fa osservare il
coordinatore della campagna veltroniana, Ermete Realacci, "la nostra missione
più che rubare elettori consolidati dall'altra parte, è recuperare gli elettori
incerti e per farlo, non criminalizzeremo Berlusconi
perché, tra l'altro gli consentiremmo di fare il richiamo della foresta".
E infatti Veltroni non ha attaccato frontalmente Berlusconi, che continua a definire "il principale
esponente dello schieramento avversario". Ma sta prendendo le misure e
sembra di capire che gli attacchi sono destinati ad aumentare nel caso in cui
la rimonta diventasse un'utopia. Perché a quel punto l'imperativo del Pd
diventerebbe uno solo: fare il pieno dei voti della propria area.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Nel piano del Pd
fino a 400 euro in più all'anno Berlusconi: "Noi le adegueremo al caro vita" [FIRMA]STEFANO LEPRI
ROMA Walter Veltroni
presenta una proposta dettagliata sulle pensioni, Silvio Berlusconi in risposta ne abbozza una
sua. Che le pensioni, o molte di esse, siano rimaste indietro rispetto al costo
della vita le ritengono entrambe le grandi forze politiche. Le soluzioni
offerte sono, nella tecnica, diverse; ne nasce una polemica in cui si accusa l'avversario,
come spesso avviene a ridosso delle elezioni, allo stesso tempo di voler
spendere troppo e di non dare abbastanza. La proposta di Veltroni,
illustrata ieri un una conferenza stampa, si compone di tre pezzi. Il primo è uno
sgravio fiscale che estenderebbe ad altri 9 milioni di pensionati oltre i 65
anni la "quattordicesima" già concessa dal governo Prodi a tre
milioni di pensionati più poveri. Il secondo pezzo consiste nell'agganciare la
scala mobile delle pensioni a un nuovo indice del costo della vita
specificamente calcolato per i pensionati. Il terzo pezzo prospetta migliori
adeguamenti nel tempo per la parte delle pensioni calcolata con il metodo
contributivo. Lo sgravio fiscale, che dovrebbe dare 400 euro all'anno alle
pensioni fino a 25.000 euro, e tra 100 e
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Denuncia di Famiglia
Cristiana "Paese da terzo mondo ma con tasse scandinave" L'Italia è
un "paese da terzo mondo con tasse scandinave". Il
"J'accuse" di Famiglia cristiana: "Veltroni, Berlusconi,
Casini etc., basta con le vostre chiacchiere, sprechi e privilegi. Basta con
gli stipendi italiani più bassi e le retribuzioni dei parlamentari più alte
d'Europa". Il settimanale dei Paolini deplora l'"impotenza dei
politici e la povertà delle famiglie", criticando dal
"baby-pensionato da 5 mila euro al mese" Veltroni
a Mastella che "per reinserirsi a Ceppaloni, prende un modico assegno di
300 mila euro (non sarebbe meglio restituirli quei soldi o darli in
beneficenza?"). E mentre "i costi della spesa schizzano alle
stelle", al ristorante di Montecitorio si mangia con pochi spiccioli.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina II - Firenze
La lettera Garattini, Rappuoli e Bertini scrivono a Nature e Science "Veltroni e Berlusconi più fondi alla ricerca" Una lettera per chiedere a Silvio Berlusconi e Walter Veltroni cosa hanno intenzione di fare
per la ricerca del nostro paese. La invieranno alle riviste scientifiche Nature
e Science Silvio Garattini, Rino Rappuoli responsabile dei vaccini alla
Novartis e Ivano Bertini del Cerm di Firenze. I tre hanno deciso ieri, a
margine della presentazione del Premio città di Firenze, di scrivere un testo.
E' bastata una chiacchierata di pochi minuti per prepararlo. Adesso la lettera
è aperta agli altri ricercatori che vorranno aderire. Mentre loro discutevano,
anche Craig Venter è intervenuto sul tema, spiegando che gli italiani
dovrebbero essere imbarazzati per lo scarso numero di ricercatori che hanno.
"Secondo un articolo uscito proprio su Nature - spiegano i tre professori
- Il nostro paese investe pochissimo in ricerca, lo 0,9 per cento del pil.
Vorremmo che questo dato salisse al 3 per cento, cioè diventasse lo stesso di
Germania ed Inghilterra. Ebbene, i candidati dei due principali schieramenti
che si presentano alle prossime elezioni non parlano mai della ricerca e della sua
importanza. Chiediamo di sapere qual è il loro programma in questo settore
centrale per lo sviluppo del paese". Bertini spiega che "E' ormai
chiaro quanto sia inutile puntare sui settori manifatturiero e del commercio,
che sono in forte declino. Per promuovere la crescita bisogna investire sulla
ricerca scientifica". Garattini ha aggiunto: "Pensiamo di
interpretare il pensiero di gran parte del mondo scientifico italiano che vuole
andare avanti, anche se ci sono quelli intenzionati a restare fermi".
Craig Venter ha ascoltato le lamentele dei colleghi italiani. "In questo
paese ci sono molte teste di alto livello, che quando lavorano con la mentalità
statunitense fanno ottime cose. Basta pensare a Dulbecco, il primo a sviluppare
il programma per decodificare il genoma, e allo stesso Rappuoli. Il problema è
che il numero dei ricercatori qua è basso rispetto alla popolazione. Gli
italiani dovrebbero essere imbarazzati per una cosa del genere". E' lo
stesso Garattini a lanciare l'allarme sui ricercatori. "La ricerca, in
Italia, sta languendo - ha detto il direttore dell'istituto Mario Negri -
Esistono centri significativi e di eccellenza ma manca una massa critica per
fare ricerca in modo significativo. In Italia ci sono 2,7 ricercatori ogni
mille lavoratori, contro una media europea del 5,1. In Gran Bretagna i
ricercatori sono 6 su 1000, negli Stati Uniti
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina XII - Bologna
Quel mendicante di Dalla che sferza i potenti in dialetto Ieri il cantautore ha
discusso la sua messinscena (debutto sabato al Duse) con Cofferati e i critici
Il sindaco: stiamo lavorando per la sopravvivenza del Duse, è complicato ma
sono ottimista FRANCESCA PARISINI Immaginate che fra trecento anni o giù di lì
qualcuno rispolveri da una vecchia teca polverosa uno spettacolo di satira dei
nostri giorni, dove si fa il verso a Berlusconi e Veltroni e, con loro, alla società attuale. Bene, è più o meno ciò che
andrà in scena sabato sera (ore 20.30) al Teatro Duse, con la "Beggar's
Opera" che John Gay scrisse nel 1728 per mettere alla berlina
l'Inghilterra dei politici e dei potenti del tempo, raccontati però attraverso
il mondo dei mendicanti e dei vagabondi che affollavano le città del
Settecento. "Oggi sarebbe assurdo usare una forma di spettacolo
così poco frequentata come il melodramma per fare della satira, ma l'opera di
allora era la televisione di oggi", spiega il Marco Tutino compositore, ma
anche sovrintendente del Teatro Comunale che produce questo nuovo allestimento
(musiche di Johann Cristoph Pepusch e dello stesso Gay) con la regia di Lucio
Dalla e la riscrittura drammaturgica di Giuseppe Di Leva. Ieri, nel foyer
Rossini del Teatro Comunale, a parlare dell'Opera del Mendicante (questo il
titolo in italiano) sono stati chiamati, oltre agli autori della messa in scena,
Carlo Sini, il filosofo, e il sindaco Sergio Cofferati, arrivato in passeggiata
per via Zamboni, seguito dalla scorta e preceduto dalla compagna Raffaella, con
la carrozzina in cui dormiva il piccolo Edoardo. "L'opera di Gay ci
racconta che c'è qualcosa di criminale nel potere - sostiene Sini - ed è la
prima volta che a teatro si denuncia che i poteri forti non sempre sono
ispirati ai principi etici che vanno proclamando, che il codice d'onore dei
potenti è stranamente aderente a quello dei ladri che il potere stesso mette in
galera, e che tutti noi, coi nostri vizi, siamo complici di una società che non
può essere che delinquenziale". E' la politica, bellezza, sembra allora da
sempre la filosofia. Fuori delle grandi vetrate che affacciano su piazza Verdi,
la campagna elettorale di oggi infuria. Issato sul tetto di una jeep,
l'onorevole Filippo Berselli del PdL brandisce un microfono per un paio di
slogan. Se ne va in breve tempo e dentro il foyer in pochi sembrano essersene
accorti. Così continua il racconto di questa che più che un'opera sarà uno
spettacolo di teatro musicale, tra arie cantati e brani recitati. Anche in
dialetto: il bolognese per Angela Baraldi, nei panni di Mrs Peauchum, e il
napoletano per Peppe Servillo, cioè Mr. Peachum, chiamato anche Spia.
"Quest'opera è una lasagna", continua Di Leva nella descrizione in
salsa petroniana del titolo di Gay. "Un multistrato - prosegue - composto
di un teatro che il pubblico del tempo richiedeva meno retorico, di attualità
politica alla portata di tutti e di musica". Lucio Dalla per un'ora
abbandona le prove e arriva in teatro da solo, a bordo di uno scooter che
parcheggia proprio di fronte all'uscita del Comunale. "Ho scelto di fare
questo lavoro - racconta - perché mi interessano i periodi e le società
turbolente come quello raccontato da Gay. La Beggar's Opera non è altro che un
mondo rovesciato, carta carbone di quello di oggi dove si vende per morale ciò
che non è". Infine, il cantautore bolognese tiene a spiegare perché
l'opera va in scena al Duse. "E' il teatro della mia infanzia. Ma
soprattutto perché il teatro sta vivendo un problema di sopravvivenza, con il
rischio di una chiusura e un cambio d'uso. La nostra opera al Duse, allora, è
per chiedere fermamente ai bolognesi di opporsi a tale possibilità".
"Stiamo lavorando per la sopravvivenza del teatro - conferma a margine il
sindaco Cofferati -. La ricerca di una soluzione è vicenda complessa per motivi
organizzativi, in quanto il teatro ha una proprietà privata, ed economici,
perché la sala ha una gestione costosa. E' un problema molto serio ma sono
ottimista". Infine, all'odierna conferenza stampa di presentazione
dell'opera, parteciperanno anche i lavoratori del Duse con cartelli di
protesta.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Berlusconi non vuole il duello tv" Veltroni
in Sicilia: "Chi mangiava cannoli risponda dello sfascio" "Con
Agrigento le province toccate sono 71, più o meno l'età del mio
avversario" Finocchiaro: "La sanità è diventata un'immensa lavanderia
dei soldi della mafia" GIOVANNA CASADIO PALERMO - Un atto d'accusa contro
la mafia, contro "la destra che ha fatto del male alla Sicilia" e
contro Berlusconi. Serrato, forte il discorso che
Walter Veltroni tiene a Palermo in una piazza Verdi
quasi gremita. Quando il segretario del Partito democratico parte all'attacco
del leader del Pdl, l'atmosfera si scalda: "Il mio avversario rifiuta di
fare con me il confronto televisivo ma poi usa le sue tv violando le regole del
gioco". Veltroni non era mai stato così diretto
nella denuncia del conflitto di interessi. E si consente anche una battuta
ironica: "Finora ho percorso 71 province, con Agrigento il numero sarà più
o meno l'età del mio principale avversario alla presidenza del
Consiglio?". Il centrodestra incassa e contrattacca. Paolo Bonaiuti, portavoce del Cavaliere assicura che "il confronto con Veltroni" farebbe "aumentare
di 10 punti il vantaggio che già gli italiani assegnano a Berlusconi". Replica di lì a poco
il ministro Paolo Gentiloni: "Berlusconi dica se teme il faccia a faccia tv, che è un diritto degli italiani
e un dovere farlo". Non è "pacatamente e serenamente" che
il candidato premier del Pd affronta il giro della Sicilia. Qui c'è il cancro
della mafia. "La mafia è seduta come un colosso sopra la vitalità di
questa terra. La mafia è la principale nemica della Sicilia perché le impedisce
la possibilità di competere. La mafia è orrenda e i mafiosi sono mascalzoni,
criminali, assassini e vigliacchi perché per ammazzare un bambino e scioglierlo
nell'acido bisogna essere dei vigliacchi", alza il tono Veltroni.
I numeri della Sicilia, che il segretario elenca, danno la dimensione della
drammaticità della situazione: un tasso di disoccupazione doppio rispetto alla
media nazionale, una crescita della povertà del 10%. "Qualcuno ne dovrà
rispondere, qualcuno che ha mangiato cannoli?". Totò Cuffaro, s'intende, e
il centrodestra che lo sosteneva. Ci sono Beppe Fioroni, Piero Martino, Enzo
Carra, i candidati Pd siciliani attorno al palco. Ad Agrigento una cena dei
cattolici-democratici. Beppe Lumia, l'ex presidente della commissione
Antimafia, capolista al Senato, ha preparato per il segretario una nota con le
cifre dell'economia criminale. è lui, con il capo della Mobile di Trapani
Giuseppe Linares ad accogliere il segretario a Trapani, l'estremo confine
occidentale della Sicilia e la città dove - è la definizione di Lumia e Linares
- "la mafia si è "incistata" nella società, si è fatta
sistema". Veltroni precisa: "Noi siamo per
l'applicazione severa del 41 bis". "Grazie a Walter - commenta Lumia
- si riparla di lotta ai boss". A Trapani, Veltroni
mangia il cous-cous a casa del pescatore Erasmo Messina, promette
d'interessarsi per il recupero dei corpi di Giacomo e Salvatore Grimaldo,
affondati un anno fa con il loro peschereccio, esorta i siciliani alla
riscossa: "Questa terra deve ritrovare i valori di legalità. Sembra
inchiodata. Ma non è un destino basta far governare persone competenti e
perbene". Ad ascoltarlo ai Cantieri navali trapanesi non sono in molti,
gli operai lo avvicinano: "Noi jettamu u' sangu?". Anna Finocchiaro,
la candidata del Pd a "governatore" usa parole ancora più forti
contro la mafia: "La sanità è diventata una immensa lavanderia dei soldi
della mafia?". Veltroni ne loda più volte il
coraggio: "è la persona giusta per guidare la Sicilia, lei non ha dovuto
fare l'alleanza con Bossi, con chi vuole l'eruzione dell'Etna", come
Raffaele Lombardo.
( da "Repubblica, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Editoriale del
direttore di Micro Mega nel numero dedicato alle elezioni del 13 aprile Flores
d'Arcais: ho cambiato idea voto Pd per evitare 5 anni di Berlusconi
"Rischiamo un paese in salsa Putin" E sul sito scoppia il dibattito
sul voto utile CARMELO LOPAPA ROMA - Salvarsi l'anima e non votare Pd. Oppure,
tentare di impedire dodici anni di strapotere berlusconiano in salsa russa. è
il bivio al quale è inchiodato il popolo dei girotondi e dei movimenti, a
sentire uno degli intellettuali di riferimento di quel mondo, il direttore di
MicroMega Paolo Flores d'Arcais. Ebbene, nell'ultimo numero in edicola il suo
invito è a "trascurare l'anima" e votare Pd. Adesioni ma anche
critiche dei lettori-elettori, sul sito della rivista: "Non caschi anche
lei nella trappola del voto utile". Direttore, invita a votare un po'
torandosi il naso, alla Indro Montanelli? "Il mio ragionamento è semplice.
Andremo a votare con un sistema porcata, con cui il risultato della croce sulla
scheda potrebbe rovesciare il senso che si è inteso dare al voto. Quindi, quali
che siano i nostri sentimenti, se contribuiamo a far avere
alla coalizione Veltroni-Di
Pietro-Bonino un solo voto in meno rispetto alla coalizione Berlusconi-Fini-Bossi-Ciarrapico, avremo
cooperato irreversibilmente a cinque anni di governo Berlusconi, seguiti da altri suoi sette anni al Quirinale. Dodici, non
possiamo permettercelo". Lei accenna alla delusione dell'elettorato
di centrosinistra. Ha la sensazione che il mondo dei girotondi sia tentato dal
voto alla Sinistra Arcobaleno? "Una quota consistente di quel mondo ha
mille motivi ragionevoli per non votare o definire inaccettabile la preferenza
al Pd, come alcuni stanno scrivendo in queste ore sul sito micromega.net. C'è
rabbia e delusione e questo stato d'animo di fondo mi preoccupa. Ma
l'alternativa è il disegno populista eversivo della coalizione berlusconiana:
il fondamento antifascista della Costituzione sarà irriso, la morsa clericale e
oscurantista celebrerà fasti medioevali, tolleranza zero verso gli emarginati,
impunità totale per gli amici". Siete tornati apocalittici? "I toni
possono suonare allarmistici. Ma la sostanza sta nei comportamenti del fronte
che ha assemblato il Cavaliere" Eppure, lei, già deluso nel settembre 2006
dopo i primi mesi di governo Prodi, scriveva che "bisognava rifiutare ogni
ricatto del tipo "finirete per far vincere Berlusconi"".
E adesso? "Ho cambiato idea. Troppo alto il rischio di veder trasformare
la democrazia italiana in una gemella di quella di Putin. Il dilemma è:
salvarci l'anima o salvarci da dodici anni di Berlusconi.
Io, da buon materialista e ateo, trascurerò l'anima".
( da "Panorama.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Il duello tv non spaventa Silvio e Walter ma
gli altri candidati premier Posted By vasco_pirri_ardizzone On 26/3/2008 @ 8:03
In Apertura#1 | No Comments La proposta di un faccia a faccia tv tra i due
maggiori candidati premier aleggia come un fantasma dall'inizio della campagna
elettorale. [1] Silvio Berlusconi e [2] Walter Veltroni complice anche il clima di fair play di queste settimane non si
sono mai detti contrari. Ma a remare contro è, o sembra essere, la legge in
vigore, ovvero la [3] par condicio. Quella stessa che il Cavaliere ha promesso
di abolire "perché rende tutti uguali". In pratica Pd e Pdl,
lo ha spiegato lo stesso Berlusconi più volte, a causa
della [4] legge 28 del 2000 "si indeboliscono a scapito degli altri
partiti anche minuscoli che hanno lo stesso trattamento (in termini di
minutaggio) mediatico". In realtà un recente [5] richiamo dell'Agcom
chiede un riequilibrio, sia nelle tv pubbliche che private, in favore delle
liste partecipanti alla campagna elettorale, sottolineando il vantaggio a
favore del Popolo della Libertà. Il punto è che essendo i candidati premier
tanti si dovrebbero tenere tantissimi faccia a faccia. Nei giorni scorsi è
sceso in campo il [6] ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, che prima
sul suo [7] blog poi sul [8] sito del Pd ha sostenuto che non è vero che la
legge obblighi a tanti faccia a faccia e che l'incontro tra i due big "si
può fare, anzi si farà". Per il centrodestra in questi giorni ha risposto
più volte il portavoce del Cavaliere, [9] Paolo Bonaiuti, che ha ribadito la
precondizione al sì al dibattito tv: "prima abolire la par condicio".
E proprio martedì 25 i telespettatori di [10] Sky hanno assistito ad un duello
tra i due. Tra Bonaiuti e Gentiloni. Il primo, spavaldo, ha sostenuto che il
Cavaliere "non ha certo paura e non può che vincere in maniera
altisonante. Ma abbiamo l'impressione che il Pd stia menando il can per l'aia
parlando di confronto tv e sapendo che con queste regole non si può fare perché
avete fatto una legge, la par condicio, fatta per mettere il bavaglio e
limitare i nostri spazi. Siamo favorevolissimi al duello tv ma prima
cancelliamo questa legge. Non abbiamo paura del confronto, ma voi siete così
farisei che in Vigilanza non avete fatto nessuna richiesta di faccia a
faccia". Parole a cui il ministro del Pd ha risposto: "La Vigilanza
non regola i programmi giornalisti ma le tribune elettorali. Il confronto Tv si
può fare basta assicurare l'equilibrio tra le forze politiche. Si è sempre
fatto, l'unica differenza è che oggi uno dei due non vuole". Poi la
stoccata: "In queste settimane ci sono stati tanti faccia a faccia tra
candidati premier. Come mai l'unico vietato è quello tra Berlusconi
e Veltroni?". A Panorama.it il deputato Radicale,
[11] Marco Beltrandi - membro della Commissione di Vigilanza Rai - spiega:
"Non c'entra nulla il regolamento recentemente varato dalla Vigilanza. È
proprio la legge sulla par condicio che lo vieta", perché aggiunge:
"Nella seconda parte della campagna elettorale, cioè ora, tutti i
candidati premier devono avere pari trattamento assoluto. Si potrebbero fare
confronti con cinque candidati per volta estratti a sorte come negli Usa. Nel
nostro caso, visto che i candidati premier sono circa 15, ne servirebbero tre.
Fattibile". Eppure durante il fine settimana pasquale alcuni giornalisti
(da [12] Giovanni Floris a Bruno Vespa fino ad Enrico Mentana) si sono fatti
avanti per ospitare i due leader nelle loro trasmissioni e sono quindi pronti a
"disubbidire". Che succederebbe? Beltrandi è netto: "Se ci fosse
un faccia a faccia Berlusconi-Veltroni,
basterebbe una denuncia all'[13] Agcom che farebbe una delibera di ripristino
della parità delle condizioni". E se il faccia a faccia si facesse negli
ultimissimi giorni? "Verrebbe fregata la par condicio" conclude
Beltrandi "ma l'azienda potrebbe pagare una multa di 100-150mila
euro". Multa che il direttore di [14] Sky Tg 24, Emilio Carelli, dice di
esser pronto a pagare "perché l'importante per noi è affermare la validità
giornalistica di un dibattito tv tra i due candidati maggiori". In ogni
caso rivela il direttore dell'emittente all news: "Noi li abbiamo invitati
tutti e 15 per il 6 aprile ad un dibattito comune".
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Michael Moore Il
regista americano: "Pasqua di sangue in Iraq, Dio non benedica l'America,
la aiuti. Per favore" P. 9 Festival donna All'edizione 2008 del Festival
del Cinema delle donne, 30 anni di immagini "non consensuali" P. 14 Intervista a Veltroni Il leader del Pd racconta la sua Italia in vista del voto:
"Perché penso di vincere". Domani sul manifesto Al voto Tv, Walter si
riscopre anti-berlusconiano A PAGINA 3 Diossina Anche Tokyo dice no alle nostre
mozzarelle A APGINA 6 Iraq È guerra a Bassora nel cuore del petrolio A PAGINA
9.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Galapagos Giorgio
Chinaglia, mitico bomber della Lazio, anni fa affermò che era pronto a lanciare
un'Opa sulla sua ex squadra. In parecchi sentirono odore di bruciato.
Intervenne la Consob e per Giorgione finì male, sommerso da una serie di accuse
pesanti: aggiotaggio e turbativa dei mercati. Oggi la storia si ripete, con
Alitalia, ma la Consob, ufficialmente, resta alla finestra, anche se il
presidente dell'Autorità, Lamberto Cardia, lancia dalle pagine del Sole 24-ore
un ultimatum: "La politica rispetti le regole del mercato". Cardia
sarebbe stato molto più chiaro se avesse affermato: "Berlusconi,
rispetti le regole del mercato". Per Berlusconi
il mercato è l'ultimo dei problemi. Non a caso ieri il Wall Street Journal ha
scritto che "più che liberal, Berlusconi è un
corporativo". Vi sembra normale l'affermazione del cavaliere che avvisa:
sarà il prossimo governo, cioè io sicuro vincitore delle elezioni, a decidere
sull'Alitalia. Poi ha aggiunto: nel futuro non ci sarà Air France, ma una
cordata di imprenditori italiani tra i quali sarà presente mio figlio. Chi
altro avrebbe potuto fare una affermazione simile, senza ritrovarsi con i
carabinieri dietro l'uscio? Ieri in borsa le azioni di Alitalia sono volate: in
chiusura i titoli segnavano un guadagno di oltre il 33% e c'è chi ha guadagnato
palate di soldi facendo trading sulle voci di un intervento diretto di Berlusconi nella vicenda. Non è il leader dell'attuale
opposizione a pompare i mercati con un aggiotaggio senza precedenti? Che
differenza c'è tra le dichiarazioni di Chinaglia e le sue? Le difficoltà di
Alitalia non nascono oggi: nel 2001 quando Berlusconi
andò al governo, era già evidente che la compagnia di bandiera era sull'orlo di
una crisi senza ritorno. Ma Berlusconi e Tremonti non
fecero nulla per Alitalia. Anzi fecero di peggio: avallarono le ipotesi
leghiste di una fusione per l'incorporazione di Alitalia in Volare, una piccola
compagnia aerea del Nord. Ma Volare è fallita prima che il progetto si
realizzasse. Oggi il cavaliere non trova di meglio che fare di Alitalia un tema
di campagna elettorale, attaccando Prodi e Padoa Schioppa per nascondere le sue
responsabilità. Anzi, la sua irresponsabilità, come ha sottolineato sempre ieri
il Wall Street Journal facendo osservare che se Alitalia fosse stata
privatizzata alcuni anni fa lo stato avrebbe incassato più soldi e gli esuberi
sarebbero stati minori. Alitalia ha offerto a Berlusconi lo spunto per tornare sulle
prime pagine dei giornali, tagliando l'erba sotto i piedi a Veltroni. In Italia nessuno è felice di
cedere Alitalia ai francesi, ma l'ipotesi dell'italianità della compagnia
(avanzata da Air One con l'appoggio di Banca Intesa) purtroppo non aveva gambe
per camminare. A questo punto l'unica soluzione che rimane è quella -
dolorosa per i dipendenti - di una trattativa con Air France. I sindacati la
stanno facendo. Berlusconi invece "gioca"
sulla pelle delle lavoratori, puntando unicamente a una manciata di voti in più
che il Nord potrebbe dargli, per essere stato lasciato a terra.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Il nostro
avversario usa le sue televisioni per violare le regole". Il fair play è
finito, dal leader Pd arriva l'affondo al Cavaliere. "Se la dà a gambe. Un
leader che si sottrae al confronto? Non succede in nessun altro paese" Fra
Palermo e Agrigento, prima giornata del tour in Sicilia, l'avviso ai mafiosi:
"Vigliacchi, seduti come colossi di bronzo sopra le energie di questa
terra" Cinzia Della Valle Palermo Sul duello in tv il prologo l'avevano
recitato Paolo Bonaiuti e Paolo Gentiloni durante la registrazione della
puntata di SkyTg24 pomeriggio, aprendo al possibile faccia a faccia. Ma qualche ora dopo Walter Veltroni, rompendo un silenzio più che sospetto, è uscito allo scoperto,
andando oltre e toccando uno dei nervi più scoperti di Berlusconi: il conflitto d'interessi. Il
leader del Pd, davanti alle 10mila persone che lo hanno ascoltato a Palermo per
la prima giornata del suo tour in Sicilia, ha aperto uno squarcio nella pax col
Cavaliere, dicendo a chiare lettere che "non dovrebbe succedere che
nel nostro paese si utilizzano le proprie tv per violare costantemente le
regole del gioco". Insomma, Veltroni cala l'asso
del conflitto d'interessi, in un momento in cui i riflettori sono tutti puntati
sul caso Alitalia, che spadroneggia nei Tg del Biscione. Quello dell'ex sindaco
di Roma, in realtà, non è stato un attacco frontale, anzi solo un accenno
all'irrisolto conflitto del Cavaliere, facendo intendere però che la questione
è aperta. L'affondo Veltroni lo ha fatto invece sul
duello in tv, accusando il suo "principale avversario", di "non
volere fare il confronto". "Me ne dispiace - ha chiosato - ma penso
che sottrarsi in una campagna elettorale così importante è qualcosa che non
succede in nessun altro paese". E poi in serata, a Agrigento, ha
incalzato: "Ritengo molto strano e un segno di debolezza che non si voglia
fare il confronto. Uno può dire 'non lo voglio fare', ma non si può dire 'sono
pronto, lui deve avere paura' e poi darsela a gambe". A Palermo, davanti a
elettori e militanti che sventolavano i manifesti con lo slogan "Si può
fare", Veltroni ha difeso le proposte del Pd
"sui salari, sulla precarietà e sulle pensioni", definendole
"serie e concrete, con una copertura finanziaria perché di balle in questo
paese se ne sono sentite tantissime in questi anni". Ed è tornato a
criticare Berlusconi per la battuta rivolta alla
giovane precaria romana. "Io credo - ha detto - di essere dotato di senso
dell'umorismo ma quella non era una battuta casuale, indicava una concezione
della vita per me inaccettabile". Buona parte del suo discorso, Veltroni lo ha dedicato alle condizioni socio-economiche
della Sicilia, con "il 30 per cento dei cittadini sotto la soglia di
povertà, un Pil che non cresce, un tasso di disoccupazione bel al di sopra
della media nazionale". Come responsabili delle disastrose condizione
siciliane, ha indicato la classe politica che ha governato e la mafia,
"una piovra alla quale lo Stato è riuscito a staccare alcuni tentacoli,
grazie alla magistratura, alle forse dell'ordine e al ministro Amato". Nel
banco degli imputati Veltroni mette l'ex governatore
Totò Cuffaro, dimessosi dopo la condanna in primo grado a cinque anni per avere
favorito singoli mafiosi e ora capolista dell'Udc al Senato in Sicilia.
"Qualcuno che ha governato questa terra e mangiava cannoli deve rispondere
di questa situazione" ha tuonato il leader del Pd, secondo cui "la
destra ha fatto male alla Sicilia e ora è giunto il momento di cambiare pagina
e si può provare con Anna Finocchiaro e Rita Borsellino". Contro la mafia Veltroni ha usato parole dure, "è orrenda e i mafiosi
sono mascalzoni, criminali, assassini e vigliacchi", ricordando l'omicidio
del piccolo Giuseppe Di Matteo, il bambino sciolto nell'acido per punire il
padre pentito. "La mafia - ha sostenuto Veltroni
- è seduta come un colosso di bronzo sopra la vitalità e le energie di questa
terra. Sono coraggiosi gli imprenditori che hanno denunciato il pizzo e noi
siamo solidali con loro". E ha definito il Pd "figlio del movimento
contro la mafia" e tra gli applausi della piazza ha citato ad uno ad uno
"gli uomini e le donne che hanno difeso lo Stato: i poliziotti, i
carabinieri, i finanzieri morti in servizio, Libero Grassi, Pio La Torre,
Piersanti Mattarella, Rocco Chinnici, Giovanni Falcone, Paolo Borsellino, Carlo
Alberto Dalla Chiesa, i morti di Portella della Ginestra". Altrettanto
netto il messaggio ai mafiosi: "Noi siamo per l'applicazione severa del 41
bis e non vogliamo nessuna attenuazione di uno strumento che si è rivelato
importante e siamo dalla parte dei magistrati che chiedono che si intensifichi
l'opportunità dei collaboratori di giustizia". Altro strumento per
combattere la mafia è la confisca dei beni, "la cosa che fa più impazzire
i mafiosi, ma io chiedo che una volta che si confiscano si faccia in fretta a
utilizzare questi patrimoni magari con l'attivazione di una agenzia".
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Scripta manent I
signori degli anelli Luca Fazio Dopo la conversione pasquale in mondo visione
del buon Allam - che Avvenire saluta con un titolo che fa tremar dal ridere,
"Per Magdi una gioia discreta che sa tremare" - la calendarizzazione
della campagna elettorale dovrebbe subire una brusca accelerazione verso
l'elettrizzante rush finale. Chi ci crede ancora, o non legge i giornali oppure
legge solo l'Unità, l'unico quotidiano che punta ancora tutto sul fatto che
"Berlusconi fugge dal duello-tv con Veltroni", mentre quasi tutti gli altri, più o meno
esplicitamente, lasciano intendere che - tv o non tv - ormai i giochi sono
fatti. Stefano Folli, su Il Sole 24 Ore, prende spunto dalla vicenda di
Alitalia e intona il de profundis per il Pd: "Se Veltroni
voleva dissolvere nel ricordo degli italiani l'ombra di Prodi e delle divisioni
che hanno scandito i suoi venti mesi, l'operazione è fallita. La
spregiudicatezza di Berlusconi è servita, più che a
salvare Alitalia, a riemescolare le carte. Facendo apparire il leader del Pd
come il più in difficoltà nel delineare una posizione originale sul caso,
stretto com'è tra Prodi e i sindacati" (ancora meno incoraggiante il
sondaggio sull'orientamento dei giovani pubblicato dal giornale degli industriali:
36% per il Pdl, 25% per il Pd). La Stampa quasi getta la spugna e
malinconicamente saluta Berlusconi vincitore. "In
assenza di autentiche alternative alla sua leadership - scrive Andrea Romano -
in mancanza di competitori sufficientemente forti o coraggiosi da sfidarne il
carisma di cui gode presso i moderati italiani, l'elettorato sembra pronto a
riprendersi quanto era stato accantonato dal voto del 2006 pur di lasciarsi
alle spalle i due anni dell'Unione". E i poteri Super Walter? "Si è
limitato a tonificare le proprie truppe...". Di retroscena per
"completare la rimonta" si occupa invece Federico Geremicca, ma si
capisce che lui non ci scommetterebbe un euro: "Le pensioni ultimo treno
per Walter". Anche la Repubblica cerca faticosamente di rilanciare con la
polemica "Veltroni, il Cavaliere e la democrazia
della tv", e come sempre tocca a Curzio Maltese ribadire che "Berlusconi fugge il faccia a faccia con l'avversario per un
calcolo egoistico motivato. Il suo punto debole è l'essere vecchio". Già
sentita. Meno consueto è leggere sul giornale di Ezio Mauro che "il
confronto diretto, personale, diventa ancora più cruciale quando i programmi si
assomigliano, come succede nelle moderne democrazie" (sulla somiglianza
dei due competitor, ci saranno 5 anni di tempo per riflettere, probabilmente
dopo il 13 aprile). Butta male anche sul fronte "curiosità", pare
infatti che su "You Tube l'inno di Silvio ha 28 versioni". In preda a
una vera e propria crisi mistico-religiosa per via della folgorante conversione
di Magdi Allam, il Corriere della Sera confeziona una pagina imperdibile piena
zeppa di fede, e di fedi. Chi ce l'ha al dito, e chi no. Walter, per esempio,
che insieme alla moglie ha rilasciato un'intervista parallela su Chi, non porta
l'anello "dalla sera delle nozze". Fa il furbo come sempre, è sposato
ma anche? Macché: "Da ragazzo sono rimasto traumatizzato, quando un mio
amico ha perso un dito della mano perché la sua fede era rimasta impigliata in
un cancello...". Fondamentale specchietto: Napolitano, Rutelli, Casini (con l'anello nuziale), D'Alema, Berlusconi, Bertinotti (senza anello
nuziale). Cose più serie? Un altro sondaggio, e butta male ancora una volta: su
1.560 cittadini intervistati, il 42% andrebbe a cena con Berlusconi (paga lui?), il 33% con Veltroni, che però è il compagno (di
viaggio!) ideale. E per finire, facciamoci del male con Liberazione che
chiede al professor Alessandro Dal Lago un editoriale da infilare
obbligatoriamente sotto il titolo "Sinistra, sono deluso ma ti voto".
Il punto è che sotto il titolo incoraggiante, Dal Lago elenca alcuni motivi -
"la lista è più lunga" - per cui "non voterei nemmeno la
Sinistra arcobaleno, perché sono un elettore (di Rifondazione) profondamente
deluso". Meglio astenersi (dal leggerlo).
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Telescontro Un tocco
rutelliano per la rimonta Micaela Bongi Sembra il Francesco Rutelli del 2001, quello che cercava di stanare Silvio Berlusconi, refrattario al confronto tv, sfottendolo: "Ha una fifa
blu". Il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, dopo aver mandato per giorni avanti i suoi, si fa sotto
personalmente sfidando il Cavaliere - che "se la dà gambe", dice - al
duello televisivo. E' un po' rutelliano, Veltroni,
anche quando dice che "di balle in questo paese ne abbiamo sentite
tantissime, negli ultimi anni". Non si riferirà solo al leader del Pdl, il
segretario democratico, ma quella parola, "balle", piaceva tanto
all'altro ex sindaco di Roma tornato a correre per il Campidoglio. Decisamente
"rutelliana" - o meglio del suo guru per la campagna elettorale 2001,
Stan Greenberg - la trovata della "rimonta": ripeterlo come un mantra
fino all'ultimo giorno utile prima del voto, era il suggerimento dello spin
doctor, motiva l'elettorato. Con Rutelli sembrò funzionare, anche se non abbastanza
da fargli vincere le elezioni. Il candidato del Pd dunque lo ha ripetuto dal
primo momento, "siamo in rimonta". Ma a un certo punto si è accorto
che la "profezia autoavverantesi" non si stava avverando granché. E
allora ha deciso di cambiare registro. Va bene che "siamo in un'altra
epoca" (lo ha detto, Veltroni, a un militante del
Pd che contestava Berlusconi), va bene il fair play.
Ma c'è un limite a tutto. E così, dopo aver fatto una ramanzina a Antonio Di
Pietro quando disse che a Mediaset bisognava togliere una rete e magari pure
due, anche il candidato di centrosinistra sospettato di intelligenza con il
nemico rispolvera piano piano l'antiberlusconismo d'antan: "Il leader
dello schieramento avversario", come Veltroni
chiama Berlusconi senza nominarlo (un vecchio trucco,
anche questo, per screditare il rivale), si sottrae al confronto proprio mentre
"utilizza le sue tv per violare costantemente le regole del gioco".
Non siamo alla "gravità inaudita" (tipico refrain del Veltroni epoca Ds), non siamo alla vigilia di un girotondo
targato Pd, ma in effetti qualcosa è cambiato. C'è da immaginare che Veltroni resterà sulla palla. Così come insisterà sul faccia
a faccia tv, occasione, secondo l'ex sindaco capitolino, per dimostrare al
tele-votante chi è nuovo è chi no. La possibilità che il confronto sia messo in
piedi è remota, visto che il Cavaliere, da sempre allergico al contraddittorio,
non ha motivo di rischiare. Al segretario del Pd risponde Sandro Bondi:
"Ci avrei scommesso che anche lui avrebbe cominciato con la solita,
prevedibile e noiosa tiritera, pur sapendo perfettamente che il presidente Berlusconi non si è mai sottratto, né si sottrarrebbe, ad
alcun confronto". Tutti sanno che Berlusconi si è
già sottratto in passato (vedi Rutelli), ma gli uomini del Cavaliere si
appellano alla pur odiata par condicio che a loro detta non permette che a
affrontarsi faccia a faccia siano solo i candidati premier dei due principali
schieramenti. Di confronti tra candidati premier ne sono stati già fatti, ad
esempio da Vespa (Bertinotti versus Casini, ma non solo). Non si capisce perché
i tassativi divieti della par condicio (inesistenti, per quanto riguarda le
trasmissioni di approfondimento), dovrebbero valere solo per i leader dei due
partiti maggiori. E allora, se proprio vuole scoprire il bluff del Cavaliere, Veltroni potrebbe raccogliere l'invito al dibattito in tv
che gli hanno rivolto altri sfidanti.
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Le pensioni e il
sempre più debole potere d'acquisto degli italiani entrano nella campagna
elettorale. Il leader del Pd propone detrazioni fiscali, con l'appoggio della
Cgil. La Sinistra: assicuriamo il 65% dell'ultima retribuzione Il Pd: 400 euro
in più l'anno. Berlusconi: noi lo abbiamo già fatto.
La Sinistra: "Assegno minimo di 800 euro" Antonio Sciotto Roma Era
inevitabile che il dibattito elettorale finisse prima o poi sulle pensioni,
vero pezzo forte per pescare consensi: così ieri a lanciare la pietra è stato
il candidato premier del Pd, Walter Veltroni, che da Palermo -
"feudo" del Pdl di Berlusconi - ha parlato a una delle classi più disagiate del paese, gli
over 60 con assegni sotto la soglia di povertà. La ricetta cerca di essere più
immediata possibile, una cifra tonda tonda offerta come "premio" post
vittoria elettorale: 400 euro in più (l'anno)già a partire da luglio
( da "Manifesto, Il" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
La
"schifosa" Frattini Promessa: stavolta regoleremo gli interessi del
cavaliere. Ma la riforma è durata 48 ore alla camera, mentre Veltroni
dialogava sulla bozza Bianco Andrea Fabozzi Roma "Le sue
televisioni". Walter Veltroni è riuscito a dirlo:
il cavaliere "viola costantemente le regole del gioco" grazie a
Canale 5, Italia 1 e Rete 4. Se continua così arriverà a dire che Berlusconi - anzi, "il mio avversario" - ha un
conflitto di interessi. Facile? No, visto che pochi giorni fa se qualcuno nel
centrosinistra sollevava il problema, magari il suo unico alleato Antonio Di
Pietro, il segretario del Pd la prendeva come un'offesa personale. Per due
lunghi mesi Veltroni ha creduto al dialogo con il
cavaliere sulla legge elettorale: vietato allora parlare di conflitto di
interessi. E subito dopo ha deciso che la campagna elettorale andava fatta
senza "odio e rancore", strumenti della "vecchia politica".
Ma i sondaggi languono ed è arrivato il momento di cambiare strategia.
Bentornato conflitto di interessi allora. In parlamento in questa legislatura
ha vissuto vita breve: 48 ore. E' tutto il tempo in cui il progetto di legge
per cambiare la Frattini (norma barzelletta in Europa) è rimasto all'ordine del
giorno della camera dei deputati, nello scorso maggio. Poi più nulla.
Intrecciati i sentimenti intorno alla "bozza Bianco", Veltroni e Berlusconi si urtarono
allo stesso modo quando Prodi ricordò che il conflitto di interessi era una
legge promessa agli elettori dell'Unione. E promessa era anche poco. Una
campagna elettorale fa, uscendo dal quinquennio berlusconiano, Romano Prodi
annunciò solenne: "Non l'abbiamo fatta prima, faremo adesso una legge sul
conflitto di interessi che si ispira ai grandi paesi democratici". Rutelli
chiese persino scusa: "Sono pronto a discutere e ad accettare critiche -
disse quando il centrosinistra lasciò la maggioranza -, coltivando l'illusione
di una accordo con Berlusconi l'Ulivo ha mancato
l'approvazione di leggi come il conflitto di interessi e la regolamentazione
delle tv". L'illusione di un accordo: sembra storia di oggi ma è storia di
sempre. Luciano Violante lo disse senza giri di parole in un famoso intervento
alla camera del 2002: "Nel '
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di
Pietro si allinea al Pd: decida il prossimo esecutivo. Veltroni e Casini: da Berlusconi solo
propaganda.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Cordata
virtuale", il governo si ricompatta ALESSIO FANUZZI Air France apre ai
sindacati e nel governo torna il sereno. O quasi. Il clima da tutti contro
tutti che aveva caratterizzato le festività pasquali resta un ricordo,
accantonato dopo la tregua armata chiesta a gran voce da Veltroni.
Così, nel giorno in cui Spinetta tende una mano alle associazioni dei
lavoratori e il ministro dell'Economia Padoa-Schioppa vede il premier Prodi a
Palazzo Chigi, i ministri sotterrano l'ascia di guerra. Tutti tranne Paolo
Ferrero, titolare del dicastero per la Solidarietà sociale e candidato della
Sinistra Arcobaleno: "Dopo tante trattative nell'ombra - spiega - c'è ora
spazio per una trattativa vera, che entri finalmente nel merito delle
questioni". Individua i punti chiave, Ferrero. E, a nome dei lavoratori,
apre anche alla cordata Berlusconi: "Se davvero
esiste è questo il momento per confrontarsi e per misurare le diverse
proposte". Voce contro - ma non troppo - anche il ministro delle
Infrastrutture Antonio Di Pietro che, in linea con le dichiarazioni di Realacci,
responsabile comunicazione del Pd, preme perché la decisione sia lasciata al
prossimo governo: "Del resto - osserva - non parliamo di anni ma di tre
settimane". Alla cordata guidata dal Cavaliere, però, il segretario di Idv
non dà troppo credito: "Ma cordata di che? Voglio vedere quali
imprenditori sono disposti a farsi avanti. Se c'è gente che fa pantaloni, come
fa a far volare gli aerei?" Sarcastico il commento di Emma Bonino,
responsabile delle Politiche comunitarie: "Rispetto agli ultimi giorni Di
Pietro ha cambiato idea, non so cosa farci". Accantonate le polemiche
interne, sulla cordata annunciata da Berlusconi si
dice scettico anche il vicepremier Massimo D'Alema che, da Napoli, carica a
testa bassa: "Il problema Alitalia noi l'abbiamo affrontato, abbiamo detto
che la società rischia di fallire, abbiamo aperto una gara e abbiamo chiamato
gli imprenditori. Dov'erano i figlioli di Berlusconi? Perché non si sono
presentati e non hanno messo i soldi?" Domande simili a quelle del
candidato premier del Pd Walter Veltroni, che attacca il Cavaliere seppure senza mai pronunciarne il
nome: "L'annuncio di una cordata fatta non si sa dove alla fine di una
festa di compleanno è una cosa che non si può immaginare. Questi
imprenditori ci sono? Si manifestino per evitare che Alitalia vada a gambe
all'aria. È insopportabile sentir dire il giovedì che la cordata è pronta e poi
il sabato che sarà pronta tra un mese, dopo le elezioni". D'accordo Pier
Ferdinando Casini, candidato premier dell'Udc, secondo cui la cordata italiana
è solo "una trovata pubblicitaria elettorale". "Dov'era fino a
ieri? Penso proprio che si scioglierà come neve al sole il giorno dopo il
voto". Parole dure, rilanciate anche dal dirigente Udc Bruno Tabacci che
definisce Alitalia "uno scandalo nazionale gestito male dai vari governi,
di destra e di sinistra, e dai vari sindacati". Fausto Bertinotti, leader
della Sinistra Arcobaleno, invece, boccia la proposta di Air France. "È
inaccettabile - spiega - perché amputa le grandi linee di traffico e minaccia
tagli insostenibili". Il piano di Spinetta non piace neanche al Pdl. E se
il portavoce di Berlusconi, Paolo Bonaiuti, ricorda
che il Cavaliere non ha annunciato cordate ma solo "lanciato un appello
sottolineando che, eventualmente, si sarebbero potuti presentare anche i suoi
figli", il numero due del Popolo della libertà, Gianfranco Fini, va oltre:
"A me non interessa - spiega - se Alitalia viene acquistata da Air France,
Lufthansa o una cordata. A me interessa solo che Alitalia continui a volare e
che l'Italia non perda il vettore di compagnia di bandiera". E se Umberto
Bossi riconosce che "non è facile trovare imprenditori disponibili",
Giulio Tremonti è sarcastico: "Prodi sembra al terzo mandato Iri. Fa
traffici e confusione, il rapporto con Air France è stato quanto di più
volutamente opaco si potesse organizzare".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Si sana solo
l'inflazione pregressa" ADOLFO PAPPALARDO "La
proposta di Veltroni arriva
tardi: sana solo l'inflazione già trascorsa. Berlusconi, invece, promette solo di aumentare le pensioni senza nemmeno
porsi il problema di dove trovare i soldi". Secondo Felice Roberto
Pizzuti, docente di politica economica alla Sapienza e da più di un decennio
curatore del rapporto annuale sullo stato sociale, le proposte dei due
leader generano solo dubbi perché poco incisive. Veltroni
propone un aumento dai cento ai 400 euro l'anno: è poco rispetto al carovita
nonostante la spesa annuale ammonta a ben 2,5 miliardi? "Per la verità la
proposta di Veltroni si muove in un discorso di
politica fiscale più ampia che mira a un rientro del debito pubblico. La mia
impressione, però, è che si ripercuoterà sulla spesa sociale oltre al fatto che
non riuscirà a fronteggiare il clima recessivo. Ma questo è un discorso di matrice
macroeconomico". Come giudica il documento del Pd? "Gli interventi
sulle pensioni sono indubbiamente costose, certo, ma bisogna rilevare che
questa proposta sana solamente gli effetti dell'inflazione già trascorsa senza
ipotizzare un meccanismo stabile di difesa. In futuro, quindi, occorrerà
prevedere altri interventi. Sarebbe positivo se l'adeguamento delle pensioni
avvenisse sui beni di prima necessità per i pensionati, come alimenti,
trasporti, benzina, che sono aumentati in misura maggiore. A me sembra che la
proposta di Veltroni, oltre ad arrivare tardi, è una
sorta di una tantum non capace di legare in maniera strutturale le pensioni ai
prezzi". Ha ragione Berlusconi allora? "Il
suo mi sembra solo un auspicio ad aumentare le pensioni. Il Pd, almeno, si pone
il problema di come finanziare la proposta. Nel caso del Cavaliere mi sembra
che vi sia un fine puramente elettoralistico senza contare che il suo governo,
su questo fronte, non ha avuto grande attenzione. A cominciare dallo
scalone". Alla Cgil non piace la proposta del leader Pd: gli chiedono,
invece, il rispetto del protocollo dello scorso luglio. "È quello che
dicevo prima: la futura inflazione dovrà essere sanata da un altro
provvedimento. Il metodo utilizzato è quello delle detrazioni fiscali
commisurate all'anzianità dei contribuenti. Un 65enne, quindi, verrà aiutato di
più rispetto ad un 63enne anche se è in pensione da più anni. Esiste un
meccanismo di indicizzazione delle pensioni che ora è solo parziale, arriva in
ritardo e solo per alcuni". Come modificherebbe la proposta del Pd?
"Comincerei dall'adeguamento del calcolo dei metodi di trasformazione
ovvero il meccanismo che serve ad adeguare il calcolo della pensione
sull'invecchiamento demografico. In base alla legge esistente, gli oneri
vengono accollati solo ai pensionati: devono essere portati, invece, su tutta
la popolazione. Veltroni vuole legare questi indici ai
salari ma si rischia un corto circuito perché legato alla massa produttiva che
si va riducendo. In questo modo, si rischia un effetto al ribasso e una
riduzione della spesa sociale".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
MARIA PAOLA
MILANESIO Roma. Il programma è ambizioso: se vincerà il Pd, da luglio nelle
tasche dei pensionati entreranno fino a 400 euro in più all'anno. Pochi gli
esclusi, visto che solo chi supera i 55mila euro annuali non percepirà alcun
beneficio dalla riforma delle pensioni presentata ieri da Walter Veltroni. "L'aumento del costo della vita è diventato
insostenibile, specie per le fasce più deboli. Dobbiamo garantire ai pensionati
livelli di sussistenza dignitosi", dice il candidato premier del Pd, prima
di partire per il suo tour in Sicilia. Dal Pdl concordano, ma l'adesione non va
al di là del riconoscimento che un aumento è necessario ma non sarà certo Veltroni a realizzarlo. I motivi? Dal Pd - dicono - solo
promesse e nessun fatto concreto, perché non c'è copertura finanziaria e il
governo Prodi ha addirittura aumentato le imposte ai pensionati. "Il vero
problema è adeguare le pensioni, partendo dalla più basse, al costo della vita.
Sarebbe un fatto fondamentale di giustizia", dichiara Silvio Berlusconi, lasciando che siano gli alleati a ricordare che
è stato proprio il suo governo ad aumentare le pensioni minime a 516 euro.
"Ne beneficiarono in quasi due milioni. Un fatto concreto, non solo
impegni", sottolinea Gianfranco Fini, molto critico con l'esecutivo Prodi
per "le promesse non mantenute". I pensionati rappresentano una
platea di circa 18 milioni di elettori; un dato sufficiente per capire quale
rilievo possano avere in vista dell'appuntamento del 13-14 aprile e come siano
ambiti dagli schieramenti politici. "Gli interventi sulle pensioni sono
una parte fondamentale del disegno del Pd e in questo settore serve una grande
azione di giustizia sociale", dichiara Veltroni
nel presentare il progetto del suo partito. Dopo la cosiddetta quattordicesima
mensilità (introdotta dal governo Prodi per chi ha più di 64 anni e un reddito
annuo che non supera gli 8.675 euro), il Pd prospetta un aumento per i ceti
medi, visto che saranno esclusi dalle detrazioni fiscali solo coloro che
ricevono più di 55mila euro all'anno. Il bonus fiscale è graduale: aumenta con
l'età anagrafica e diminuisce se il reddito cresce. In sostanza, per i
pensionati con oltre 65 anni e un reddito fino a 25mila euro annui l'incremento
sarà di quasi 400 euro all'anno; passa, invece, da
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
La polemica La
denuncia: le reti Mediaset utilizzate contro i democratici Bonaiuti: il confronto aumenterebbe il vantaggio Pdl Pd ancora all'attacco
di Berlusconi sul finora
mancato duello tv. Questa volta, però, è Walter Veltroni a scendere direttamente in campo: "Ritengo molto strano e
un segno di debolezza che non si voglia fare il confronto tv. Ci si sottrae ma
si utilizzano le proprie tv per violare le regole" attacca dalla Sicilia.
Pronta la risposta dei luogotenenti del Cavaliere ("Si cerca di truccare
le carte sul tavolo da gioco") ma durissimo è soprattutto l'affondo di
Pier Ferdinando Casini a Veltroni e Berlusconi.
Sul primo: "Il Pd chiede, in violazione di legge, un confronto elettorale
a due tagliando fuori gli altri candidati: è trasformismo". Sul secondo:
"Ritiene che la campagna elettorale ideale sia quella della Russia di
Putin". Insomma, più che sui programmi da giorni l'argomento dibattuto è
proprio quello del duello (o dei duelli) televisivi. Nel Pd, i ministri
Gentiloni e Bindi continuano a invocarlo mentre nella ex Cdl ci si trincera
dietro la stretta osservanza della legge sulla par condicio. La novità di ieri,
però, è che Veltroni chiede lo scontro diretto sotto
le telecamere. "Il leader del principale schieramento avversario non vuole
fare il confronto con me e me ne dispiace ma penso che sottrarsi in una
campagna elettorale così importante è qualcosa che non succede in nessun altro
Paese e - attacca l'ex sindaco di Roma - non dovrebbe succedere neanche nel
nostro tanto più se si utilizzano le proprie tv per violare costantemente le
regole del gioco". È un guanto di sfida anche se contro Veltroni
si levano accuse di trasformismo. Il primo a lanciarle è il candidato premier
dell'Unione di centro. "Hanno fatto appello alla par condicio quando si
trattava di fare una battaglia contro Berlusconi e
oggi, in sprezzante violazione di quella legge - attacca Pier Ferdinando Casini
- chiedono un confronto elettorale a due tagliando fuori gli altri candidati.
Il vero trasformismo è del Pd che oggi si dimentica di difendere la legge
perché la loro convenienza è cambiata. Almeno Berlusconi
in questo ha una sua coerenza e ha già detto che la par condicio è una delle
prime leggi che cambierà se vincerà". I fedelissimi del Cavaliere Sandro
Bondi e Paolo Bonaiuti, invece, attaccano a testa bassa il leader Pd. "Ci
avrei scommesso che anche Veltroni avrebbe cominciato
con la solita, prevedibile e noiosa tiritera del confronto televisivo, pur
sapendo perfettamente che il presidente Berlusconi non
si è mai sottratto, né si sottrarrebbe, ad alcun confronto politico" dice
il primo; "il confronto può soltanto aumentare quel vantaggio di 10 punti
che già gli italiani assegnano a Berlusconi nei
sondaggi. Questo è scontato. Ma la sinistra vuole anche mantenere la legge
quella par condicio che mette il bavaglio proprio a Berlusconi.
Come al solito la sinistra trucca le carte" dice il secondo. Solo scuse,
secondo il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni che, da giorni nel suo
blog o durante i suoi interventi, continua a chiedere il duello tv. E così ieri
sbotta: "Se Berlusconi non se la sente, abbia
l'onestà di dirlo, senza cercare alibi nelle regole in vigore che, invece,
consentono i faccia a faccia, come sono stati fatti in passato e come si
continuano a fare ogni sera tra diversi candidati premier". ad. pa.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
D'Alema: ecco i
nostri atti contro le cosche CORRADO CASTIGLIONE Fatti non parole. Allo
scrittore Roberto Saviano che qualche giorno fa ha sfidato i leader nazionali -
Walter Veltroni in testa - ad esprimersi con chiarezza contro la criminalità
organizzata, ecco che il vicepremier Massimo D'Alema, capolista del Pd per
Campania 1, replica ricordando in concreto quello che finora la politica ha
fatto. Dice D'Alema parlando a Scampia, davanti alla platea che gremisce la
sala del centro polifunzionale della municipalità: "Saviano chiede
una dichiarazione, il suo richiamo è giusto, ma forse alla politica sarebbe
meglio chiedere atti e noi ne abbiamo compiuti di rigorosi, come dimostrano il
numero dei boss arrestati e i beni confiscati alle mafie e restituiti alla
collettività". Ma la lotta all'illegalità è a tutto campo, e D'Alema lo
sottolinea riferendosi a Silvio Berlusconi e a chi
come lui parla di condoni: "In questo modo lo Stato lancia un messaggio
negativo incoraggiando una tendenza. Se le istituzioni sono inquinate dalla
criminalità è una lotta persa in partenza. Come Consiglio dei ministri nei
giorni scorsi abbiamo dovuto sciogliere due consigli comunali in Campania per i
pesanti sospetti di condizionamento mafioso". A Scampia D'Alema incontra
il mondo delle associazioni e del volontariato. Dopo l'introduzione di Samuele
Ciambriello, operatore del privato sociale, ascolta le esperienze di chi è
impegnato in prima linea sul fronte: prendono la parola Rosario Esposito La
Rosa, 19 anni, studente di Giurisprudenza e giovane autore del libro Al di là
della neve; Silvana Amendola, della cooperativa Casa della socialità; padre
Carlo De Angelis già parroco a Miano; Aldo Bifulco responsabile della scuola di
pace; Massimiliano D'Aniello, dell'associazione West Scampia che si occupa di
minori. Al termine dirà: "Ho sentito delle belle esperienze. Vedo
l'orgoglio di esserci. È fondamentale questo scatto d'orgoglio, per far sapere
a tutti che Scampia non è solo delitti di camorra. La lotta alla criminalità
non vuol dire solo repressione, ma una politica pulita e un processo di
liberazione della società. La camorra è una cancrena che richiede una lotta di
lungo periodo". In particolare poi si riferisce ai giovani, proponendo un
patto per la riscossa: "Alle nuove generazioni va detto che c'è gente che
ha saputo sfidare la miseria e non si è arresa al crimine. Gente che non si è
chiusa di fronte al disagio. Occorre una bonifica del territorio, portata
avanti con un'azione culturale e sociale di recupero delle giovani
generazioni". Dell'importanza del lavoro svolto sul territorio D'Alema
torna a parlare a largo Donnaregina, dove nella casa appartenuta ai capi del
clan Misso e confiscata dallo Stato da ben quattro anni operano i volontari
guanelliani dell'Avog, per un centro di mediazione sociale che sostiene i
giovanissimi segnalati dalla Giustizia minorile, dalle scuole per bullismo o
per dispersione scolastica. Analoghe notazioni ritornano al Trianon,
nell'incontro privato che D'Alema ha con una ventina di familiari delle vittime
innocenti di criminalità e terrorismo. Tra gli altri ci sono Lorenzo Clemente,
il marito di Silvia Ruotolo, Paolo Siani, la moglie di Attilio Romanò, il
negoziante ucciso per errore durante la faida, e la figlia di Marcello Torre, il
penalista ucciso dalla camorra. A Portici l'incontro con Amedeo Cortese, 25
anni, il candidato più giovane d'Italia. E D'Alema ribadisce le ragioni di un
impegno: "Noi vogliamo sostenere un progetto di rilancio per questa città.
Napoli stia pagando il prezzo di una emergenza che viene da lontano e che ci
preoccupa. In questi giorni guardiamo con preoccupazione al calo delle presenze
turistiche ed altri segnali inquietanti e vogliamo aiutare un progetto di
rilancio per Napoli". Quindi l'incontro privato alla Procura di Torre
Annunziata: assente per malattia il procuratore capo Diego Marmo, D'Alema ha
avuto un colloquio con il vice-procuratore aggiunto Raffaele Marino insieme ad
alcuni sostituti e con il presidente del Tribunale Antonio Greco. Infine, la
conclusione a Torre Annunziata al teatro Politeama, dove lo accompagnano fra
gli altri i deputati Maria Fortuna Incostante e Riccardo Villari. Qui viene
accolto dalle grida di una trentina di disoccupati ed ex operai che chiedono
lavoro. E c'è chi invoca la nuova caserma dei carabinieri. Da qui D'Alema
lancia un nuovo attacco contro il "cinismo antimeridionale" di
"razzismo leghista". Per D'Alema la Lega, "che non ha candidati
al Sud e non può essere giudicata dagli elettori meridionali" è "una
forza straniera".
( da "Panorama.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Famiglia Cristiana nel partito di Grillo:
contro la Casta avida di privilegi Posted By filippomaria_battaglia On
26/3/2008 @ 10:38 In Apertura#4 | 1 Comment Basta con gli sprechi, stop ai
privilegi. Altro che cerchiobottismo in stile vecchia Dc: da qualche settimana,
[1] Famiglia Cristiana picchia duro contro "l'impotenza dei
politici". Negli ultimi numeri e sempre con maggiore rilevanza, sulla
rivista paolina sono apparse infatti una lunga serie di editoriali e commenti,
spesso a firma della direzione, quasi sempre rivolti a denunciare abusi ed
inefficienze della classe dirigente nostrana. Il settimanale aveva iniziato
poco più di un mese fa con il Pd, accusato di "pasticcio veltroniano in
salsa pannelliana"[2] per aver ragginto l'accordo elettorale con i
radicali di Emma Bonino. Aveva poi continuato, bacchettando il Pdl ("dove
si ritiene che i valori eticamente sensibili siano una dote acquisita, una
sorta di lascito ottenuto per sorteggio da parte degli italiani") e Silvio
Berlusconi, che "ha definito il suo partito
'monarchico' (crediamo per via della potenza del leader) e insieme anarchico,
nel senso che non ha una posizione ufficiale su molti temi di rilevanza etica e
lascia tutto alla libertà di coscienza dei singoli". [3] Ma non ha neppure
risparmiato Pier Ferdinando Casini: "Perché i voti e le presenze di certi
candidati, tipo Cuffaro?.Ci saremmo aspettati qualcosa di diverso e di più
innovativo, per allontanare il dubbio di una buona occasione (forse l'ultima?)
sciupata malamente". Adesso, [4] l'ultima bordata del settimanale paolino
arriva col numero oggi in edicola e sembra fare rima con le
denunce lanciate da Beppe Grillo e dai suoi grillini internettiani: "Cari
politici (Veltroni, Berlusconi, Casini etc.), basta con le
chiacchiere. È così impegnativo garantire più 'bene comune' e meno
privilegi?" E giù, giù con un editoriale che al tratto doroteo di certa
politica democristiana preferisce lo strale al fosforo tipico del
"V-day" del comico genovese. E non è un caso infatti che la
mira sia puntata anche sul solito Mastella: "per reinserirsi a Ceppaloni,
prende un modico assegno di 300 mila euro: lo chiamano 'assegno di
reinserimento nella vita sociale'. Non sarebbe meglio restituirli quei soldi o
darli in beneficenza, come bel gesto?". Resta ora da capire se alle
frecciate lanciate dalla rivista diretta da don Antonio Sciortino (foto sopra)
seguirà una vera e propria indicazione di voto per uno dei partiti in corsa per
le elezioni del prossimo 13 aprile. Possibilità questa, a dire il vero, molto
sparuta: anche perché, tra bocciati e diffidati, la casella dei politici
"graziati" dalla scure del settimanale paolino a tutt'oggi risulta
ancora non pervenuta.
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Matteo mauri Aveva
tenuto un profilo bassissimo, senza mai intervenire nella campagna elettorale.
Per non disturbare. O meglio: per non peggiorare l immagine di Valter Veltroni, che si è presentato al via con un pullman tirato a
lucido, spacciandosi come il nuovo che avanza (tanto che la baby-pensione,
maturata in anni di duro lavoro parlamentare, da quel buon uomo che è, l ha
sempre data in beneficenza). Eppure Romano Prodi, quando è venuto a galla l
affaire Air France, non ce l ha più fatta: è sbottato, ha cominciato a
dichiarare, a difendere con i denti e con le unghie il colpaccio che stava per
portare a casa, insieme col suo amico Tommaso Padoa Schioppa. Ha cominciato a
mandare segnali, serrare le fila, stringere i tempi: guai a farsi sfuggire l
occasione. Del resto la strategia, finemente messa a punto almeno un anno fa,
non ammetteva possibilità di sconfitta: il governo indice una gara per la
vendita di Alitalia, indicando condizioni capestro per i potenziali acquirenti,
tra cui la salvaguardia dei posti di lavoro. Tale gara va deserta, perchè, poco
a poco, tutti i soggetti interessati si ritirano. A quel punto si va a
trattativa privata. Con Air France. La quale detta le condizioni: acquisto per
un pugno di dollari, morte di Malpensa, licenziamenti a valanga. E Prodi ci
sta: per forza l aveva pensata lui così fin dall inizio. Solo che alle
condizioni vantaggiosissime concesse ad Air France anche altri soggetti
avrebbero potuto partecipare con successo. E quindi scoppia la guerra. Alla
quale Romano non si sottrae. Prima ridicolizza la possibile cordata italiana
proposta da Berlusconi. Poi s irrigidisce quando
capisce che il Cavaliere fa sul serio, per altro trovando insperati alleati nella
sinistra Arcobaleno, a cominciare da Fausto Bertinotti. Infine fa il
possibilista con una mezza apertura, tanto per evitare che la sua francesità
sia smaccata e indifendibile. Il tentativo di slalom di ieri più o meno suona
così: auspico una cordata italiana ma, per il momento, non ne vede nessuna
traccia. E i sindacati siano responsabili. "Una proposta tutta italiana
deve essere concreta, con risorse, persone, un piano industriale". E sui
tedeschi: "quando Lufthansa era interessata, dopo l incontro con i
sindacalisti hanno rinunciato a fare l'offerta". Attacca quei sindacati
che si mettono contro e non sopporta che l ultimo colpaccio non vada a segno. Subodorando anche questa sconfitta, Romano ha deciso di
vendicarsi: quando Veltroni
arriverà nella sua Bologna, sarà lì, dietro di lui, a ricordare a tutto il
Paese che Veltroni e Prodi
sono la stessa cosa". [Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il
sogno di Veltroni: "Basta parlare di
Alitalia" Tremonti: "Prodi pensa di essere ancora all Iri" Roma
- Le richieste della Lega Nord, subito sottoscritte dal Pdl, stanno smuovendo
qualcosa. Il Presidente della Camera dei deputati, Fausto Bertinotti, ha
infatti convocato per questa mattina la Conferenza dei presidenti di gruppo. Nella riunione si valuterà la
richiesta di un audizione in Parlamento del Governo sul caso Alitalia. Per il
resto i temi sul banco restano due: la nuova proposta di Spinetta e la cordata
italiana. Per Mario Baldassarri è stata proprio l appello agli imprenditori
italiani lanciato da Silvio Berlusconi "a
costringere Air France a decidere di trattare ad oltranza". "Il
Governo - sottolinea invece Gianfranco Fini - ha condotto una trattativa di cui
anche la Cgil, la Cisl e la Uil hanno detto di vergognarsi. Hanno detto: vi
siete preoccupati di avere un interlocutore solo e non di averlo in base ad un
piano industriale ". Giulio Tremonti ricorre al sarcasmo: "Prodi sta
facendo accordi come fosse al terzo mandato dell Iri e non come presidente del
Consiglio. Sta facendo traffici e confusione. Il rapporto con Air France è
stato quanto di più volutamente opaco si potesse organizzare". Nel campo
del centrosinistra, però, le opinioni continuano ad essere variegate. Walter Veltroni vorrebbe che di Alitalia non si parlasse fino al 13
aprile. "Sul tavolo da poker della vita politica e della campagna
elettorale - dice - viene giocato tutto, anche il lavoro di migliaia di persone
ma questo è inaccettabile. Se c è una cordata sull Alitalia bene, si faccia
avanti subito. Altrimenti bisogna trovare un accordo per consentire di avere
minor prezzo sociale per salvare la compagnia e rilanciarla". Il ministro
delle Infrastrutture Antonio Di Pietro, spalleggiato da un altro esponente non
secondario del Pd come Ermete Realazzi, ammette che "la responsabilità politica
di una decisione del genere sarebbe meglio che la prendesse il nuovo governo,
nella pienezza dei propri poteri" mentre il ministro del Lavoro Cesare
Damiano si augura che la trattativa con Air France vada in porto. Sulla stessa
linea sono anche Emma Bonino e Paolo Gentiloni. "Dobbiamo stare attenti ed
evitare - osserva il ministro delle Comunicazioni - che battute di propaganda
elettorale non facciano venir meno l unica offerta seria sul tappeto". D
accordo Rosy Bindi: "Ad oggi - dice il ministro della Famiglia - l unica
proposta percorribile sul tappeto è quella di Air France. Quindi o Alitalia
fallisce o entra a far parte di un grande gruppo internazionale. Un altra
strada, in questo momento, non c è. Se ci sarà e sarà seria e competitiva la
prenderemo in considerazione. Se invece, come sembra, e ancora una volta,
soprattutto da parte di Berlusconi è un pretesto per
rinviare la soluzione del problema credo che non solo debba essere restituita
al mittente ma inoltre bisognerebbe anche denunciare la stranezza di un
comportamento che rischia davvero di compromettere Alitalia ed il trasporto
aereo nazionale". "Dopo tante trattative nell ombra - commenta infine
Paolo Ferrero - c è ora lo spazio per una trattativa vera che entri finalmente
nel merito delle questioni, fatti cadere gli astrusi termini del 31 marzo. Se
davvero esiste una cordata di aziende italiane interessate è questo il momento
per il confronto e per misurare le diverse proposte. Berlusconi
deve perciò uscire dalla dinamica elettorale e, se davvero esiste questa
proposta. deve essere resa pubblica, nell interesse del Paese dei
lavoratori". A.Mon. [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Prima lo stipendio
minimo garantito per i precari, poi la diminuzione delle tasse, le promesse
sulla sicurezza, l accelerazione per le infrastrutture, ieri l aumento delle
pensioni. stefania piazzo Come andrà a finire? Malpensa vivrà ma, soprattutto,
l avrà vinta Romano Prodi o il Nord? Air France farà fagotto? Quel che è certo,
per Giancarlo Galli, scrittore ed editorialista economico, c è un nuovo
orizzonte. Un grumo concreto di consapevolezza, la costituzione di una catena
di dna imprenditoriale che fa branco per il Nord. Una classe dirigente,
economica, che si intreccia con la politica che verrà a Palazzo Chigi. Per
farla breve, il Nord salverà il Nord con l aiuto di Dio, dei suoi politici,
delle sue banche e dei suoi imprenditori. Galli, la gente davanti ai fatti di
Alitalia è confusa, non comprende questo tira e molla. "Certo, quel che
sembra delinearsi è uno stallo delle trattative con Air France per arrivare,
invece, ad un discorso più pluralista...". Una cordata di casa nostra?
"Può proprio succedere". Come spiega la sintonia tra Prodi e i
francesi? "Non dimentichiamoci che già nel 1997 iniziarono i primi
contatti fra l allora Governo Prodi e Spinetta, uomo del socialista Jospin. Fin
dall inizio l operazione ha avuto come protagonista da sempre Prodi che ha
ritenuto, sostenuto da Tommaso Padoa Schioppa, di sbarazzarsi del problema
Alitalia, scaricandolo attraverso un accordo con Air France". Ma ad un
prezzo inaccettabile. "Il sacrificio di Malpensa, con la concentrazione di
Alitalia a Roma". Possono convivere due hub nel Paese? "Ci sono Paesi
federali con due hub che non necessariamente, vedi la Germania, si identificano
con la capitale. Lo stesso vale per gli Usa: sono a Los Angeles e New York ma
non a Washington. In Italia viceversa a Roma c è un hub obbligato. Non
dimentichiamolo: c è il Vaticano, il più potente mezzo di attrazione
turistica". E allora niente hub in Padania? " Per averne un altro
forte al Nord bisognava da subito puntare sulla dimensione federalista e cioè
avere un Nord federale, una Padania compatta che, da Torino a Trieste, dicesse
Non passiamo da Roma ma da Milano ". Poi Alitalia è sempre stata romana...
"Forte delle sue origini, ha sempre tirato a fare il suo gioco,
privilegiando l assetto romanocentrico. Un po come la Rai. Milano non ha mai
avuto quel che le spettava". Colpa dello Stato centrale? "Altra
riprova: Prodi non ha mai avuto una pulsione verso il Nord, c è sempre stata
una trascuratezza colpevole nella nostra classe dirigente verso la questione
settentrionale". Tornando a Malpensa, cosa a suo avviso ha rotto i piani
del Governo? "Nell estate scorsa quando Prodi pensava di restare fino al
2011 o, nella peggiore delle ipotesi, sino alle europee del 2009, credeva di
risolvere il nodo Alitalia. La situazione economica mondiale era ancora buona e
si pensava di chiudere con Air France, spazzando via tutti i concorrenti,
eliminati peraltro in modo piuttosto discutibile". Il vento era in poppa?
"L ostacolo più grande, quello del personale, con un Governo Prodi e le
sinistre dentro e i sindacati che non avrebbero fatto troppo rumore, si pensava
sarebbe stato gestito senza dolori". Poi però l Esecutivo ha perso
aderenza. "Strada facendo ha iniziato a barcollare; poi è arrivato Sarkozi
che, con Spinetta, è tutto meno che asola e bottone. Il presidente è uno che
non scherza nell alzare la bandiera nazionale. E le condizioni di Air France
sono mutate in peggio. Poi la crisi globale ha toccato anche Air France, scesa
in Borsa perdendo circa il 30%". Ed è caduto Prodi. "E da quel 24
gennaio i francesi sono stati spinti da Prodi e TPS a chiudere subito. Qualcuno sussurra anche per non far piacere a Veltroni. In questo modo si alienavano
il Nord: una pesante sconfitta di Veltroni poteva rimettere in discussione il Pd". Tutte le strade non
portavano più a Roma. Ma con franchezza, Galli, lei come uscirebbe dallo
stallo? "La cosa migliore? Lasciar fallire Alitalia, come è accaduto con
Swiss Air, e far entrare una nuova cordata. La prima cosa da fare, poi,
è quella di avere nuove condizioni del lavoro, ricercando un grande partner
". Può essere Air One? "Punto interrogativo...". Può essere
Lufthansa? "Yes. Potrebbe lasciare l hub a Milano, così quello di Roma
resterebbe, diciamo così, secondario. L hub commerciale per natura e vocazione
abita al Nord, quello turistico è a Roma. Gli aerei per le Americhe e l Estremo
Oriente devono partire da Malpensa e non da Roma". Servono però i danè.
"Trovo interessante che si sia formata su questa idea che il Nord va
difeso di fronte ad un operazione di invadenza, un coagulo di classe dirigente
che mette insieme le Emma Marcegaglia e i Corrado Passera, entrato peraltro in
rotta di collisione con Gianni Bazoli, e che pone Banca Intesa su questa nuova
linea. Si è creato un asse reale sulla linea Milano-Torino". Attorno al
fatto politico si innesta la difesa imprenditoriale? "Bisogna leggerla
anche così: è un atto di ribellione presecessionistico, è una secessione dolce
verso il volere di Roma. Come dire: Noi difendiamo Malpensa al di là di
Alitalia, siamo noi che non prendiamo in considerazione i problemi di Roma
bensì quelli del Nord ". E Berlusconi? "Ha
ribaltato tutto dicendo: Voi non siete graditi . E come si fa adesso a firmare
un accordo quando il futuro capo del Governo ti fa sapere che tu non sei
gradito?!". Come finirà, Galli? "Il gioco è aperto. Grazie alla Lega
e anche a Formigoni che hanno tenuto alta la bandiera di Malpensa, scartando la
rassegnazione". Adesso arrivano le banche? " Non dimentichiamo la
famosa battuta di Gianni Agnelli: il sistema economico è per natura
governativo. Poi si sta riscoprendo, ce lo insegna Giulio Tremonti, il
protezionismo a difesa dei danni della globalizzazione. Qualche anno fa era un
grave peccato. Oggi invece si parla di dazi...". Non cedere Alitalia è una
prova di forza antiglobalizzazione? "Il Governo che verrà vuole dimostrare
di saper gestire da subito l operazione e punta i piedi. Trova terreno favorevole:
Air France non ha più tanta voglia, rischiando di trovarsi col cerino in mano
con un accordo firmato con un Governo che cade male, con un ministro che non ci
sarà più e col sindacato che dovrebbe firmare all estero 2.000
licenziamenti". Galli, e il ricorso Sea di Bonomi? "Geniale: 1.250
euro di penale! Ma ora si tratta di concretizzare. Il Nord deve farsi
strada". [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
ALESSANDRO MONTANARI
Roma - C è il ministro Bianchi che contesta il ministro Padoa Schioppa, il
ministro Bonino che contesta il ministro Bianchi, Antonio Di Pietro che fa il
ministro "di lotta e di governo" e un premier che, seppure con
ostentato disgusto, apre alla cordata italiana organizzata
da Berlusconi. Il balletto
dell Esecutivo sulla vendita della compagnia di bandiera ad Air France rischia
di fare molto male ad Alitalia e Malpensa, "ma anche" ai sogni di
gloria di Walter Veltroni.
Davanti a uno scenario tanto imbarazzante, però, la Lega chiede di fermare le
bocce sul tavolo e pretende spiegazioni. "C è una rissa continua
tra ministri - spiega Roberto Maroni -e in piu questa novità di Bonanni che
accusa Prodi di agire per interessi personali, per favorire Air France. La
situazione è fuori controllo e per questo chiediamo che il premier venga in
Aula a dirci come stanno davvero le cose". "In un Paese che non sia
una Repubblica delle Banane - rincara la dose Roberto Calderoli -non è
ammissibile che due ministri del medesimo governo diano versioni completamente
opposte sulla liquidità della compagnia di bandiera. In attesa che nella
prossima legislatura una commissione d inchiesta sveli le responsabilità e i
motivi che avrebbero portato alla svendita di un bene pubblico e alla chiusura
dell aereoporto internazionale di riferimento del Nord, i ministri Bianchi e
Padoa Schioppa devono venire in Parlamento con i conti alla mano. E lo facciano
subito perché è evidente che uno dei due mente". Roberto Cota, invece,
punta l attenzione sull inaffidabilità del Pd. "Nel Partito Democratico -
attacca l esponente del Carroccio - non è cambiato nulla, sono tutti contro
tutti e, nonostante i giochi di prestigio di Veltroni,
si stanno comportando esattamente come hanno sempre fatto nell Unione. L unica
consolazione è che, comunque, dal prossimo 13 aprile continueranno a litigare
nei banchi dell opposizione". Sottoscrive la richiesta leghista di un
audizione alle Camere il Pdl, che con gli azzurri Bondi e Cicchitto sottolinea
la necessità di chiarire diversi passaggi della vendita. Margherita Boniver,
invece, spande sarcasmo su Tommaso Padoa Schioppa consegnandogli "l Oscar
delle gaffe istituzionali: dopo aver licenziato Petroni, silurato Speciale, il
ministro dell Economia ci stupisce per la fretta con la quale vuole liquidare
Alitalia". "Da pessimo boiardo - osserva l ex ministro Maurizio
Gasparri - Prodi è abituato a svendere le aziende di Stato procedendo in
operazioni poco trasparenti. Lo stesso si voleva fare con Alitalia. Peccato che
ministri del suo stesso defunto governo lo stiano sbugiardando, dando versioni
opposte della stessa condizione economica della compagnia di bandiera. L
ultimatum di Air France non deve essere una resa. L interesse comune è
salvaguardare l italianità dell azienda. Va quindi dato il tempo necessario ad
una offerta tutta italiana che salvi Alitalia e tuteli gli Hub di Malpensa e
Fiumicino". "In gioco - conclude il leader della Dc per le Autonomie
Gianfranco Rotondi - ci sono la nostra compagnia di bandiera, migliaia di posti
di lavoro e il futuro di Malpensa: la cordata italiana sarebbe un
toccasana". [Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Carovita, sorpresa
amara nell uovo: sulle tavole rincari fino al 40 per cento Mentre Prodi ci
lascia in eredità una superbolletta statale da 13 miliardi Svendo io! No tu
no... Pasqua è arrivata, ma la Quaresima dei cittadini non è finita. Lo
testimoniano le cifre offerte dalle associazioni dei consumatori, che anche per
queste festività, registrano rincari a go go su tutte le principali voci di
spesa per imbandire la tavola. L Unione consumatori ha stimato che rispetto al
2001, pasta fresca, vino e spumante sono aumentati del 30/40 per cento. Cifre
analoghe per l agnello, che costa il 33,33 per cento in più. Non va meglio per
i dolci tipici del periodo. Per un uovo di cioccolato, si deve sborsare quasi
il 40 per cento in più rispetto a sette anni fa. Lo stesso vale per le colombe,
che lievitano non solo per l amido, ma anche per il prezzo: + 33 per cento.
Insomma, per un pranzo di otto persone, si spenderanno circa 162 euro, contro i
134,54 del 2004 e i 115,3 del 2001, cioè quasi 50 euro in più. leonardo boriani
"Sono pazzi questi Romani". Faccio mie le parole del ce- lebre
Asterix per commentare gli ultimi, schizofrenici e deliranti, giorni di una
banda -appunto quella romanocentrica guidata da Prodi e Veltroni-
sul caso Alitalia. Una banda infarcita di gente che non sa più cosa dire, cosa
fare, cosa negare, cosa promettere, quali balle sparare... pur di provare a
salvare il deretano. Se non ci fosse da piangere, a prender le loro
dichiarazioni ad una ad una ci sarebbe da ammazzarsi dalle risate. Il problema
è che questa accozzaglia (cattolici adulti, compagni, ex compagni, finti
convertiti, riformisti, riformisti per interesse con tutto il codazzo di
adulatori in tv e sui giornali) sta ammazzando veramente il paese. Anche se, lo
ricorderete, in campagna elettorale due anni or sono provarono a ficcarci in
testa che "la serietà sta tornando al governo". Prendete Prodi, l
altra faccia di Veltroni. La domenica di Pasqua fa
sapere attraverso gli organi-amici che gli imprenditori italiani gli hanno
sempre detto di no su Alitalia, ma già a Pasquetta cambia idea e apre - ...è
auspicabile... - ad una cordata italiana. Segno inequivocabile che il vento è
cambiato e quindi delle due l una: o non gli è mai fregato nulla di chiedere
alcunchè (cosa verosimile, leggetevi l intervista di Stefania Piazzo al
politologo Giancarlo Galli) o qui c è puzza, quella che nasce dalla paura che Berlusconi riesca in ciò che ha
annunciato. Che rappresenterebbe una debacle per lui e compagni. Prendete Veltroni, l altra faccia di Prodi. A
parte le barzellette sul paese risanato , puntualmente sputtanate e smentite da
mezzo mondo oltre che da tutti gli organismi italiani e internazionali, il
Walter che è in politica e vive di politica da quando era bambino pretende che
in 48 ore vengano alla luce cordata, nomi, soldi... insomma che in
duegiornidue il problema Alitalia venga risolto dopo che per ventiquattro mesi
è stato trascinato verso la sua inevitabile fine: o Air France o la morte. Un
comico vero, Uolter, come è nelle sue corde di uomo-spettacolo. "Viva
Malpensa - grida - ma io sono Fiumicino", "Viva il Nord - strepita -
ma io sono il Sud". Gira su un pullman esibendosi come il nuovo che avanza
(o arranca?) ma non si capisce con quale magia potrebbe salvare il paese dopo
che decine e decine di ministri, viceministri, sottosegretari non hanno
combinato nulla fino ad oggi, mentre da domani, imbarcati sul suo pullman (sono
gli stessi del governo Prodi, non dimentichiamolo), con la bacchetta magica
sarebbero in grado di risollevarci. E Padoa Schioppa? E Bersani? E il ministro
Bianchi? Per il primo, a Pasqua, Alitalia non aveva più una lira, per Bianchi
(subito ripreso dalla Bonino) alla sera di Pasqua i soldi ci sono (come
sostengono Calderoli e la Lega), per l ineffabile re delle lenzuolate non ci
sono svendite e senza Air France i libri vanno in tribunale . Un guazzabuglio
senza precedenti, come si può ben capire. Anzi, l unica cosa che si comprende
fin troppo bene è che la banda Romana ha ben inzuppato il biscotto nella
cioccolata Alitalia, quasi riuscendo nell intento che era ed è quello di
regalarla ai francesi; cosa che sarebbe riuscita se non ci fosse stata la Lega
con le sue forti e violente prese di posizione, tali da sparigliare
radicalmente le carte in tavola. Vediamo che accadrà oggi a Roma, nell incontro
con i sindacati (tra i quali manca, per inciso, quel Sin.Pa che rappresenta la
voce del Nord): chi calerà le brache? Le quotazioni di Prodi e della sua banda
sono in calo... Chiudo, sempre in tema di schizofrenia, con una chicca per voi,
cari lettori. Riguarda Bertinotti, che fino a pochi giorni fa era la terza
carica dello Stato, in quota Unione. Testuale dal Corsera, rispondendo ad una
domanda - non è riuscito nel suo intento? su Veltroni
e Alitalia : "... ha dovuto prendere le stesse anime divergenti che
caratterizzavano la coalizione e le ha messe insieme sotto un altro nome, Pd,
ma sono la stessa cosa di prima. E così non riescono ad andare avanti come non
riusciva ad andare avanti l Unione". Disarmante. Che aggiungere?
Complimenti vivissimi per averci preso per i fondelli per due anni... Il
problema è che questi vorrebbero ritornare a prenderci per i fondelli. LEONARDO
BORIANI In gergo si chiama sparigliare e significa (Zingarelli) creare
confusione, introdurre un elemento nuovo che tende a modificare una situazione
. Un verbo che viene usato nel gioco, in particolar modo a scopa e scopone.
Ebbene, il giocatore (ma qui non si può parlare che di rubamazzetto) Veltroni ha cercato ieri di sparigliare il gioco (politico)
sparandone una... ...delle sue: aumenterò le pensioni (sino a 400 euro) da
luglio. Da pollo qual è si è dimenticato naturalmente di indicare la cosa
principale, cioè l anno in cui il suo ennesimo miracolo (solo annunciato, fate
bene attenzione) avverrebbe. Perché qui si tratta veramente di moltiplicare
pani e pesci (per la serie bamboli qui non c è più un euro dopo il passaggio
degli Attila Prodi ViscoPadoaSchioppa ) e nemmeno un fenomeno come Walter l africano,
l attore e regista, l ottavo re di Roma, er sindaco (e chi più ne ha più ne
metta...) potrebbe riuscirci. Al di là delle battute, non fosse altro che per i
tempi: ma come si può pensare che in due mesi (maggio e giugno) si possano
adeguare milioni di pensioni? Una bufala, quindi, o il penoso tentativo di
sparigliare il gioco. Di cambiar discorso, soprattutto, dopo la sua personale
Caporetto nel caso Alitalia/Malpensa. Un discorso che Veltroni
deve per forza e necessità evitare. E non è un caso, cari lettori, che sulla
vicenda abbia fatto calare un profondo e assordante silenzio dopo la sparata
iniziale alla iniziativa di Berlusconi... Lo
ricorderete, fu un altra delle sue: ... in 48 ore ci vogliono nomi, soldi e
alleanze della cordata salvaAlitalia . Pazzesco. Dopo, il silenzio. Per la
vergogna, vi chiederete? Nemmeno per sogno, per il timore che la querelle
assumesse una piega nociva per la sua coalizione, composta - sottolineamolo
ancora una volta - da ex componenti la banda Prodi che tanti danni ha prodotto
nel Belpaese. Se viene a galla l ennesimo mar cio - si deve essere detto Walter
- perdiamo faccia e altro, e chiudiamo venti giorni prima del dovuto baracca e
burattini. Di qui la sua uscita totale dal palcoscenico Alitalia/Malpensa sul
quale, per sua sfortuna, sono però rientrati Prodi e compagni tra Pasqua e
Pasquetta con una tale serie di dichiarazioni, tutto e il suo contrario, da
vergognarsi per l eternità. Soprattutto, sta venendo a galla il fatto che i
tedeschi sono stati cacciati in malo modo (nessuno del Governo ha ancora
risposto alla provocazione sindacale) perché la trattativa, anzi il patto tra
Prodi e i francesi datava da anni (nessuno del Governo sente ovviamente la
necessità di parlarne, come chiede a gran voce la Lega). Insomma, per Veltroni, si profila una disfatta di proporzioni colossali e
che fa, il genio? Spariglia rilanciando la bufala delle pensioni. Un gran
brutto segno, da acqua alla gola. ma Prodi che è pur sempre il presidente del
Pd, ed è l altra faccia di Veltroni, gli sta
preparando il colpo finale: vuol salire con lui sul palco a Bologna il giorno
del comizio conclusivo e rammentare al Paese come lo ha risanato, la serietà
che vi ha portato e tutto il bene che ha fatto. Lassù, povero Walter, ci sarà
ben poco da sparigliare... [Data pubblicazione: 25/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Un recente sondaggio
afferma che il recupero del Pd è solo un illusione dell ex sindaco di Roma
Walter inchiodato a meno nove. Vola l alleanza Lega-Pdl Doccia fredda per
Walter Veltroni dall ultimo sondaggio di Lorien
Consulting realizzato tra il 18 e il 20 marzo su un campione di 1500 soggetti
rappresentativi della popolazione maggiorenne italiana. Le tendenze delle
ultime settimane risultano infatti confermate e rafforzate in una direzione che
registra un accentuazione dei consensi per la coalizione Lega Nord-Pdl-Mpa. L alleanza guidata da Silvio Berlusconi sale al 44,4 per cento, guadagnando quasi un punto e mezzo
rispetto al livello raggiunto - 43,2 - il 18 febbraio, giorno della prima
rilevazione. La coalizione guidata da Veltroni non esce dallo stallo ed è ferma al 35,2, una percentuale di
consensi superiore al 33,8 del 18 febbraio, ma in netto calo rispetto al 36,7
registrato l 11 marzo, rilevazione dopo la quale il trend diventa in discesa.
Il Pd è al 32,2 per cento, l Idv di Di Pietro è stabile al 3 per cento, da tre
settimane. Resta sotto l 8 per cento, intanto, la Sinistra Arcobaleno,
scivolata al 7,2. Una percentuale analoga è segnalata però per l Unione di
centro, 7,1, in leggerissima flessione rispetto alla precedente rilevazione del
18 marzo: 7,2. Ferma al 2 per cento la Destra (era al 2,3 il 18 febbraio), che
non riesce a forzare i confini del limbo nel quale si ritrova. Per tutti gli
altri, Lorien segnala una percentuale di consensi del 4 per cento. La
percentuale di chi non dichiara per quale partito voterà è del 35,2 per cento,
ma il 16,3 per cento di indecisi dichiara che voterà sicuramente o
probabilmente. Tra questi, secondo Lorien, il 23,2 voterà per il Pdl, il 6,9
per Lega ed Mpa, il 19,4 per il Pd, il 10,4 per L Italia dei valori, l 8,7 per
la Sinistra Arcobaleno, il 13,7 per l Unione di centro, il 2,3 per la destra e
il 4,1 per il Partito socialista. Intanto anche gli scommettitori britannici
puntano su Berlusconi premier. È quanto emerge dalla
media delle quote di tutti i bookmaker d Oltremanica, pubblicata da Odds
Bestbetting e resa nota dal sito Affaritaliani.it. Le probabilità che il leader
del Popolo della libertà torni a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio
sono pari all'81,2 per cento, in decisa crescita rispetto a otto giorni fa
(78,9 per cento). La quota di Berlusconi vincitore è
scesa ulteriormente, da
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
COMUNISMO E DINTORNI
Se il Pd ha solo cambiato facciata Luciano Dussin PCI: partito comunista
italiano - PDS: partito democratico di sinistra - DS: democratici di sinistra -
PD: partito democratico. Questa è la progressiva trasformazione di facciata,
che i dirigenti comunisti italiani hanno imposto al loro partito, per evitare
che il fallimento mondiale dello statalismo comunista li colpisse: stiamo
parlando di D'Alema e Veltroni. Questi signori prima hanno fatto sparire il termine
"comunista" dai loro simboli, poi hanno tolto di mezzo anche il
riferimento di "sinistra", e sono arrivati a proporre il Partito
democratico di questi giorni. Sempre gli stessi hanno lasciato falce e martello
per un breve periodo ai Bertinotti ed ai Diliberto, finché anche quest'ultimi
hanno cancellato i ricordi di gioventù passandoli ai Turigliatto di turno; si
sa, la roba che scotta è destinata a passare di mano in tempi sempre molto
veloci! Che dire, noi antistatalisti dovremo essere felici di questi
cambiamenti, ma purtroppo essendo solo cambiamenti di facciata e non di
sostanza dovremo continuare a battagliare ancora a lungo. D'Alema e Veltroni non fanno più paura perché si definiscono come
comunisti pentiti, in realtà per continuare nella loro professione politica
hanno bisogno dei voti di chi di comunismo ha vissuto per anni: per questo li
catalizzano, li adoperano, gli preparano i contenitori, li intruppano e alla
fine li contano. Il risultato di tanta operazione è che il nome del partito é
cambiato, ma la sostanza comunista è ancora tutta al suo posto. Ma chi sono
questi "comunisti sempre" che non si fanno mai da parte: sono, in
gran numero, categorie di cittadini votanti che hanno vissuto dei privilegi che
lo Stato elargisce con benevolenza ai fini della propria rigenerazione? In gran
parte sono dipendenti pubblici, non a caso ne abbiamo un paio di milioni altre
il necessario, e questi più che federalisti animati da spirito di
modernizzazione, sono veltroniani perché il loro stipendio sia garantito a vita
e a pagarlo siano sempre gli altri. Anche i baby pensionati, unica categoria al
mondo di beneficiati dallo Stato in questo modo spudorato, spesso alimentano le
file dei "comunisti sempre": criticano lo Stato, ma poi all'atto
della riscossione della pensione sono quelli che superano i vecchietti in fila
allo sportello... Gli invidiosi, categoria che non manca mai di essere
rappresentata nemmeno in politica, pure loro appartenenti al club dei
"comunisti sempre": sono quelli che pensano di fare dispetto a Berlusconi votando governatori locali come Bassolino,
ignorando che ad Arcore le immondizie non ci saranno mai, mentre a casa loro le
avranno sempre, ma tant'è, felici loro... Questo potenziale, ed ahinoi,
effettivo nucleo di assistiti alimenta i bisogni di conservazione politica di Veltroni e compagni a seguito, e noi, che siamo stanchi di
assistere chi non se lo merita, dobbiamo continuare a contrastare questo
incessante riproporsi di statalismo parassitario. Allora, votiamo Lega Nord
perché non ha più senso vivere in un Paese che ha uno Stato che si mangia metà
della ricchezza che ogni anno produciamo. Votiamola perché la Lombardia non è
più in grado di versare 30 miliardi di euro l'anno alle regioni perennemente in
passivo, e nemmeno il Veneto può permettersi di privarsi di 12 miliardi di euro
l'anno per alimentare i malgoverni regionali altrui. Diamo fiducia alla Lega
Nord perché non è giusto chiedere ulteriori sacrifici ai territori delle
regioni citate, che non hanno mai contribuito a generare gli oltre 1.600
miliardi di euro di debito pubblico che il resto d'Italia si ritrova ad avere,
chiedendo a queste di accollarsi pure l'onere di pagare gran parte degli
interessi che ormai ammontano a 78 miliardi di euro l'anno. Difendiamoci
votando Lega Nord; difendiamoci allontanando le proposte di Veltroni;
difendiamoci imparando una volta per tutte che il frutto del nostro lavoro è
nostro e non degli altri, peggio ancora se comunisti. [Data pubblicazione:
26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Più si avvicina la
data delle elezioni politiche e più gli scommettitori britannici puntano su
Silvio Berlusconi premier. È quanto emerge dalla media
delle quote di tutti i bookmaker d Oltremanica, pubblicata da Odds Bestbetting
e resa nota dal sito Affaritaliani.it. Le probabilità che il leader del Popolo
della libertà torni a Palazzo Chigi come presidente del Consiglio sono pari all
81,2 per cento, in decisa crescita rispetto a otto giorni fa (78,9 per cento). La quota di Berlusconi vincitore è scesa ulteriormente, da
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Mauro:
"Promettono soldi a tutti Alla fine si è visto come è andata con lo scippo
del Tfr..." simone girardin Mi sembra il fratello di Prodi: vedo lo stesso
atteggiamento, ascolto le stesse parole di due anni fa quando promettevano
soldi a tutti. Poi si è visto come è andata...". Non usa tanti giri di parole
Rosi Mauro, numero uno della commissione Bilancio del Pirellone e segretario
generale del Sindacato Padano, nel commentare il piano pensioni presentato in
queste ore dal leader del Pd Walter Veltroni.
L'intervento riguarda i pensionati di oltre 65 anni e determina, a partire dal
1 luglio 2008, un incremento medio di quasi 400 euro l'anno per le pensioni
fino a 25 mila euro l' anno (fino a circa 2 mila euro al mese) e un incremento
fra i 250 e i 100 euro l'anno per le pensioni di importo compreso tra 25 mila e
55 mila euro l'anno. Questa operazione "sarebbe possibile mediante
un'azione sulla leva fiscale", spiega Veltroni.
Di tutt altro avviso Rosi Mauro che parla di una "proposta
irricevibile" e attacca: "I pensionati e i giovani hanno problemi
reali. ma così Veltroni gioca sulla loro pelle".
ben diversa la strada da seguire, secondo l esponente leghista, per ridare
fiato alle famiglie e alle persone anziane: "Il problema principale è di
adeguare le pensioni al caro vita, a partire da quelle più basse. Ricordo che Cdl
è stata l unica ad aumentare le pensioni minime". "Certo questo non
basta", fa capire poi Mauro: "Bisogna reintrodurre una contrattazione
territoriale o se preferite le cosiddette gabbie salariali". Perchè
"la realtà ci parla di un costo della vita che varia di molto da Regione a
Regione. E di questo non si può non tenerne conto". Non è un caso che la
Lombardia sia stata la prima a introdurre una contrattazione regionale nell
articolo 119. "Si deve partire da qui per avere pensioni e stipendi legati
al reale costo della vita". Veltroni - annota ancora il consigliere regionale leghista - dà in pasto
al Paese un libro dei sogni con la speranza di poter vincere le elezioni. ma da
chi ha rapinato i lavoratori e le aziende del Tfr, non si può fidare".
ieri anche Berlusconi ha
replicato alla proposta del leader del Pd avanzando l idea di un adeguamento
delle pensioni al costo della vita. "Si tratta di un fatto di
giustizia perché i prezzi sono aumentati nell ultimo anno del 4% in media e del
12 e 14% per i beni di prima necessità come pane e pasta mentre le pensioni
dell 1,6%". Successivamente anche Gianfranco Fini ha ribadito le posizioni
di Berlusconi: "È positivo che si affronti il
problema reale del potere d'acquisto delle pensioni. I pensionati hanno memoria
e va ricordato che quando abbiamo governato furono poco meno di due milioni i
pensionati che videro aumentate le pensioni minime a 516 euro". [Data
pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Walter prende oltre
5mila al mese e parla di equità... Il baby pensionato tradisce quelli veri Roma
- "Certamente Veltroni è un grande esperto di pensioni visto che a 52 anni lui la
pensione già ce l ha per oltre 5000 euro al mese. Dopo di chè resta il fatto
che l unica soluzione per garantire il potere di acquisto delle pensioni nel
tempo è quello di indicizzarle al costo reale della vita dei pensionati, e non
certo all indice medio nazionale dell inflazione, che non incide nella
borsa della spesa dei pensionati". A parlare è il capogruppo di An alla
Commissione Bilancio del Senato, Mario Baldassarri, commentando le dichiarazioni
del leader del Partito democratico sulle pensioni. Facendo osservare che il
governo Berlusconi, nel 2001, "è stato l unico ad
aver aumentato sul serio le pensioni minime portandole da
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L ex pubblico
ministero a caccia del ministero A Di Pietro non danno Giustizia Nel Pd è già
lotta per le poltrone La campagna di Antonio Di Pietro, apertasi con grane
giudiziarie e proseguita con la minaccia di far sparire due reti Mediaset, s
infiamma ora contro gli alleati. Ai quali Di Pietro rinfaccia i veti - palesi e
occulti - su un incarico da Guardasigilli per lui qualora Veltroni vinca le elezioni. Posizioni
"incomprensibili e inaccettabili", tuona Di Pietro. L ex pm assicura
che "almeno una decina di compagni" è pronta a sbarrargli la strada.
Di nomi Di Pietro non ne fa, "tanto lo sanno tutti". Di certo in cima
alla lista c è il braccio destro di Veltroni, Goffredo Bettini, che il 2 marzo, intervistato su Raitre
da Lucia Annunziata, bocciò Di Pietro come possibile Guardasigilli: "Forse
per la storia che ha Di Pietro, quello della Giustizia è il ministero meno
adatto". L indomani, Di Pietro avrebbe replicato: "Mi sembra fuori
luogo e fuori tempo dire ora chi deve fare il ministro di questo o di quell
altro ministero". Il fossato tra l ex pm e via Arenula è stato allargato
la scorsa settimana proprio da Veltroni: "Di
Pietro ministro della Giustizia? Non è proprio nel novero delle cose di cui si
discute". E se Antonello Soro, capogruppo del Pd alla Camera, segnala che
"non c è alcun veto nei confronti di nessuno", in quanto "non c
è stata alcuna discussione, finora, sulla composizione del governo", il
ministro Vannino Chiti puntualizza: "Mi pare che Veltroni
abbia detto, a proposito dell aspetto che riguarda Di Pietro e la giustizia,
che non è opportuno". È improbabile che l alzata di scudi di Di Pietro (il
quale ha sottolineato che "Mani pulite brucia ancora a molti, forse hanno
il timore che voglia finire il lavoro, Berlusconi teme
che cancelli le sue leggi vergogna") possa spianargli il cammino verso il
ministero della Giustizia. Tanto più alla luce delle posizioni assunte dall ex
pm nelle recenti dispute giudiziarie, basti pensare alle lance che ha spezzato
a favore del gip milanese Clementina Forleo. In un intervista rilasciata alla
stampa estera, Di Pietro risponde dettagliatamente a una domanda sul modo in
cui affronterebbe "i tanti problemi della giustizia in Italia"
qualora potesse guidare il dicastero di via Arenula. Non è tuttavia chiaro se
la poltrona di Guardasigilli sia realmente tra gli obiettivi dell attuale
ministro delle Infrastrutture. Il quale di certo sta cogliendo la palla al
balzo per far parlare di sé. Tanto più alla luce di trend demoscopici non
brillanti per l Idv, l ultimo sondaggio Lorien la relega attorno al 3 per cento
in un quadro negativo anche per il Pd. Soggetto nel quale l Idv pareva pronta a
confluire, non solo a livello di gruppo parlamentare. Ora però Di Pietro fa
capire che l ipotesi è inesistente. E che non vuole essere
"inglobato". Anche se il 13 febbraio invocava "un percorso verso
un unità di intenti e di partiti, verso questo Partito Democratico che sarà un
modello riformatore del paese, sulla falsariga di quello che avviene in altre
democrazie occidentali". Nel Pd crescono i malumori per le diffidenze che
Di Pietro fa ora emergere e per le sortite solitarie dell ex magistrato. Chissà
se i maggiorenti del loft arriveranno a dare ragione a Marco Follini, tra i più
contrari, non da oggi, all alleanza con l Italia dei valori. Il 9 febbraio,
prima che Veltroni stringesse il patto con Di Pietro
(siglato il 13 febbraio), in una lettera alla Stampa Follini scriveva:
"Wittgenstein annota che il diavolo è nascosto nei dettagli. Ora, Di
Pietro non è il diavolo, ma un alleanza del Pd con lui sarebbe molto più che un
dettaglio. Credo profondamente che dovremmo evitarla. Abbiamo promesso di
andare da soli, fissando una nuova regola e perfino dettando una nuova moda.
Dobbiamo tenere il punto, fino in fondo. Una buona regola contempla eccezioni
solo a prezzo della sua credibilità. Non ce lo possiamo permettere".
Qualcuno, al loft, comincia a rimpiangere di non aver ascoltato la cassandra
Follini. [Data pubblicazione: 26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
LEOPOLDO CHIAPPINI
GUERRIERI Roseto degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica,
da elettore orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni:
" per le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa
essere di qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato
quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è
nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non
dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e
conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi
(e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in
politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci (
e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica
ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il
primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa
come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più
che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c...
, "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro
Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la
Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino
milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre
con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto
colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se
la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo
anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù.
Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno scritte
sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che girano con i coltelli a
strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se permettete suggerirei
una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per comprare i
manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di costituirsi parte civile nei
confronti di questo signore e di fargli pagare i manifesti che ha rotto, è
anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i dirigenti della Lega mi
ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una domanda nel
quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di Mussolini e il suo servizio
militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero avere molti elettori mi chiedo
quanti tra i candidati premier hanno fatto regolarmente il militare e quanti
invece hanno ottenuto l'esonero grazie a medici particolarmente compiacenti o,
peggio ancora, grazie alle amicizie politiche nelle sezioni giovanili dei vari
partiti. Pericolosa abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI Albissola Marina
(Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione di abolire le zebre sugli
attraversamenti, obbligando il conducente a dare la precedenza al pedone in
ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché diventerebbe ancora piú
difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il problema, come al solito
basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i conducenti sono indisciplinati
come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori di velocità vicino alle zebre;
in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono innanzi tutto affari tuoi,
dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare danni al di sopra di una
certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana. In molte nostre
cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al livello del marciapiede,
ottenendo due risultati importanti: rallentare il traffico e permettere a
disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le soluzioni, come si vede, ci
sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri umani, è di
solito tanto meschino dal detestare l'idea che il proprio mezzo possa subire un
danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega Nord di Rescaldina
Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la Ford per
comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti
preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è
la medesima cosa? Perché si insiste tanto per venderla ad Air France quando c è
un odiato Berlusconi e altri che si sono messi in
lista per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con l Alfa
Romeo, la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un esauriente
risposta; in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1 DIMITRI
QUATTRONE Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22 marzo che il
territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal tunnel di
Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti: la prima
che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che avrebbero
urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal maniera il
territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la quarta: la
Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista ligure
della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea
padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di
guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la
scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto"
lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio
foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di
dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2
CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna
non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di
Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo,
che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte,
evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre
100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4
milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto
per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei
due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro
territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può
dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e
trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la
storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove
realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre
le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste
nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat,
pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima
pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica
e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per
colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il
vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle
affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è
una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace
che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari
tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per
il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero
Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di
Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la
bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione:
26/03/2008].
( da "Padania, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Se conosci Veltroni non lo voti LEOPOLDO CHIAPPINI GUERRIERI Roseto
degli Abruzzi (Te) Egregio Direttore, ho fatto molta fatica, da elettore
orientato al PdL, a resistere alla tentazione Veltroni:
" per le pensioni aumenti immediati". Mi sono detto, cosa m'interessa
essere di qua o di là, per una volta penso alla mia saccoccia di pensionato
quasi settantenne, ho l'età e tutti i requisiti per l'aumento. Questo signore è
nuovo alla politica, avrà sicuramente fatto bene per sé prima, perché non
dovrei credergli? Mi hanno poi spiegato che trattasi dell'ex sindaco di Roma (e
conosco Roma e come è messa), che ha per 80% gli stessi collaboratori di Prodi
(e conosco come ha operato Prodi, nel passato e nel presente), che è in
politica dagli anni '80, cominciando da consigliere comunale di Roma nel Pci (
e conoscevo il Pci), che l'unico lavoro fatto nella vita è l'attività politica
ed allora mi sono preoccupato. In fondo sulle pensioni il
primo a pensarci fu Berlusconi, penso, volendo, sia più facile per lui farci un aumento, sa
come fare oltre che dire! E poi... a quindici giorni dalle elezioni Veltroni scopre queste tentazioni? Più
che essere tentato, a pensarci, sono incaz... perche vengo preso per il c...
, "chiedo scusa" per i puntini! Grazie per l'attenzione e buon lavoro
Non solo i giovani oltraggiano... LISETTA ALBERTI Agrate Brianza Ho letto su la
Padania del 23.3 u.s. un episodio di inciviltà commesso da un cittadino
milanese di 71 anni. Questo gentiluomo è stato sorpreso dai carabinieri mentre
con un coltello strappava i manifesti della Lega Nord. Il fatto mi ha molto
colpito, perché è un indice di non tolleranza delle idee altrui. E poi passi se
la cosa l avesse fatta un ragazzo di 14-15 anni, ma da una persona diciamo
anziana che dovrebbe avere un po di sale in zucca, la cosa non mi va giù.
Critichiamo spesso i nostri ragazzi perché imbrattano i monumenti, fanno
scritte sui muri, e poi ci ritroviamo con questi anziani che girano con i
coltelli a strappare i manifesti leghisti. Per questo fatto, io se permettete
suggerirei una cosa: siccome la Lega Nord (spende soldi e ne ha pochi), per
comprare i manifesti suggerirei agli avvocati della Lega di costituirsi parte
civile nei confronti di questo signore e di fargli pagare i manifesti che ha
rotto, è anche un esempio per i futuri vandali. Spero che i dirigenti della
Lega mi ascoltino! Espletamento del servizio militare LIA COLLODI BOTTI Una
domanda nel quiz di Gerry Scotti ha riproposto il dilemma di Mussolini e il suo
servizio militare. Spinta dalla curiosità che dovrebbero avere molti elettori
mi chiedo quanti tra i candidati premier hanno fatto regolarmente il militare e
quanti invece hanno ottenuto l'esonero grazie a medici particolarmente
compiacenti o, peggio ancora, grazie alle amicizie politiche nelle sezioni
giovanili dei vari partiti. Pericolosa abolizione delle strisce BRUNO DE GIUSTI
Albissola Marina (Sv) Leggo sempre piú spesso dell'intenzione di abolire le
zebre sugli attraversamenti, obbligando il conducente a dare la precedenza al
pedone in ogni caso. La ritengo una soluzione pericolosa perché diventerebbe
ancora piú difficile individuare chi attraversa. Per risolvere il problema,
come al solito basterebbe guardarsi intorno: in Spagna, dove i conducenti sono
indisciplinati come e piú di noi, hanno disseminato dissuasori di velocità
vicino alle zebre; in Norvegia, dove se non rispetti la legge sono innanzi
tutto affari tuoi, dossi invisibili, non segnalati e tarati per fare danni al
di sopra di una certa velocità s'incontrano a bizzeffe in ogni strada urbana.
In molte nostre cittadine, gli attraversamenti sono stati elevati al livello
del marciapiede, ottenendo due risultati importanti: rallentare il traffico e
permettere a disabili e mamme di attraversare senza fatica. Le soluzioni, come
si vede, ci sono, anche perché chi non nutre alcun rispetto verso gli esseri
umani, è di solito tanto meschino dal detestare l'idea che il proprio mezzo
possa subire un danno. Alitalia come Alfa Romeo SERGIO CASALONE Sezione Lega
Nord di Rescaldina Come mai quando l Alfa Romeo andava male ed è intervenuta la
Ford per comperarla i sindacati e tutti gli organi governativi si sono opposti
preferendo regalarla all odiato Agnelli della Fiat? Oggi con l Alitalia non è la
medesima cosa? Perché si insiste tanto per venderla ad Air France quando c è un
odiato Berlusconi e altri che si sono messi in lista
per comperarla? (O magari farsela regalare come hanno fatto con l Alfa Romeo,
la Cirio, la Parmalat ecc?). Dal mio quotidiano vorrei un esauriente risposta;
in diretta o indirettamente... La Liguria conta molto / 1 DIMITRI QUATTRONE
Carissimo Direttore, leggendo su la Padania di sabato 22 marzo che il
territorio reclama il Federalismo quale unica via per uscire dal tunnel di
Roma, sono rimasto sconcertato da due notizie veramente scioccanti: la prima
che, mentre si cita Piemonte, Lombardia e Veneto quali gole che avrebbero
urlato contro " il tunnel di Roma", si restringe in tal maniera il
territorio del Nord alle sole tre Regioni citate, dimenticando la quarta: la
Liguria. E questa implosione non mi gratifica affatto quale leghista ligure
della prima ora. La seconda che si citi come indistruttibile "linea
padana", la linea Maginot. Storicamente provato: dopo poche settimane di
guerra, questa non era più un problema per le armate tedesche che la
scavalcarono senza problemi. Semmai, se il "politicamente corretto"
lo avesse mai permesso, avrei dovuto leggere sul mio
foglio,...."l'indistruttibile linea Sigfrido padana". Tanto credo di
dovervi per una più corretta informazione. Emilia e Romagna contano molto / 2
CHRISTIAN MORSELLI Con grande dispiacere noto da tempo come Emilia e Romagna
non siano mai citate nei comizi del segretario Bossi, il quale parla solo di
Lombardo-Veneto ed ogni tanto di Piemonte. Stessa cosa per l'onorevole Gobbo,
che recentemente ha parlato di patto tra Lombardia, Triveneto e Piemonte,
evidentemente dimenticandosi di essere Europarlamentare anche grazie agli oltre
100mila voti avuti da Emilia e Romagna. Mi chiedo quindi se la mia regione (4
milioni di abitanti) faccia ancora parte del progetto politico Padania: giusto
per sapere cosa votare alle prossime elezioni. Prendo atto degli interventi dei
due lettori che, giustamente, ribadiscono la forza prorompente dei loro
territori nelle tenzoni elettorali passate, e, si spera, future. Ma non si può
dimenticare che la Lega inizia il suo cammino dalla Lombardia e dal Veneto e
trae anche le sue origini da quell Uopa che nasce in terra piemontese. E la
storia non si può cancellare. E indubbio però che la Padania presenta nuove
realtà come l Emilia e la Romagna e la Liguria e che oggi la sua forza va oltre
le nazioni che vengono quasi sempre citate. Riconosco la validità di queste
nazioni, ne terrò conto quando ne parlerò sul giornale. Pubblicità Fiat,
pollice verso LAPI Gentilissimi dirigenti della Fiat, dopo anni di bellissima
pubblicità dove si evidenzia bene il vostro prodotto, con straordinaria musica
e alto contenuto emotivo, devo rammentare la brutta pubblicità della Panda per
colpa della cattiva recita di Chiambretti. Il messaggio non c azzecca con il
vostro prodotto, anzi; Chiambretti approfitta per fare una classifica delle
affettività umane scartando i single e gli omosessuali. Ma vendete macchine o è
una nuova classifica di sociologia del periodo fascista? Infatti, mi dispiace
che una azienda cosi bella come la Fiat, faccia dei messaggi pubblicitari
tendenziosi al razzismo per i single e per gli omosessuali Fazzoletto verde per
il militante Bettini CRISTIANO GIRELLI E GUERRINA È mancato un militante, Vero
Leghista il 23 marzo 08 il giorno di Pasqua, Giuseppe Bettini, di anni 60 di
Ghedi (Brescia). Vogliamo ricordarlo con il fazzoletto verde al collo e la
bandiera Sole delle Alpi che sventola nelle sue mani. [Data pubblicazione:
26/03/2008].
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
STEFANO MENICHINI Se
quest'anno non arriverà l'endorsement di Paolo Mieli, possiamo consolarci con
quello del Wall street journal di ieri. Lo scambio non è neanche male: né le
opinioni del Corriere né tanto meno quelle dell'house organ dei liberisti
americani spostano voti in Italia. Adesso però siamo proprio sicuri (vero,
Giuliano Ferrara?) che l'avversione a Berlusconi non è
un fenomeno ristretto all'inetto salotto buono della finanza italiana, né a
quei comunisti dell'Economist, ma è un sentimento più globalizzato. Sappiamo da
anni quanto sia controproducente farsi belli dei giudizi espressi oltreconfine
su Berlusconi. Infatti ci fermiamo qui, anche perché
non c'era bisogno del Wsj per sapere che non c'è nulla di liberale, e neanche
di liberista, nella destra berlusconiana, finiana, bossiana. Il problema che ci
pongono gli gnomi di Wall street è un altro, e riguarda casomai il Pd. Perché
ieri titolo, foto e articolo encomiastico rappresentavano un autentico
battesimo liberale per Walter Veltroni. Un
investimento su colui che appare, evidentemente, più credibile nei panni
dell'indispensabile innovatore di un paese fermo. La domanda che ci sale
inarrestabile è: diamine, è proprio così? Dopo aver atteso per dieci anni che
fosse la sinistra riformista a scatenare la rivoluzione liberale in Italia, il
Wsj ci annuncia che essa è possibile? E che Veltroni è davvero il suo profeta? A
partire dal Lingotto (e prima, sfogliare le raccolte di Europa per credere)
abbiamo scritto che sì, il momento era arrivato e Veltroni era il leader giusto. Lui non ha cambiato linea e su questa ha
impostato la rupture col prodismo e poi la campagna elettorale.
Conoscendo il nostro mondo meglio del Wsj, vediamo però ancora tante contraddizioni
(per esempio nodi non sciolti coi sindacati) e soprattutto sappiamo che una
malaugurata sconfitta elettorale potrebbe bastare, per scatenare la reazione e
rigettarci indietro nel tempo e nella politica. Ecco allora a cosa serve
l'endorsement di Wall street: a capire che per chi ci guarda da fuori il cambio
è ormai consumato, e comincia anzi a definirsi una nuova identità (proprio ciò
che mancava al Pd). Indietro non si torna, comunque vada il 14 aprile.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Come previsto, dopo
Pasqua la campagna s'in amma. I sondaggi spaventano il Pdl Destra incagliata al
senato, Berlusconi bloccato in tv
La maggioranza non ci sarà. Veltroni: o il duello o in tv non va nessuno "Ogni giorno il divario
si accorcia, i sondaggi lo dimostrano, sono preoccupati". Parlando ieri in
Sicilia, il leader del Pd ha accennato alla possibilità di un pareggio al
senato, prospettata da uno studio di Ipr marketing. "Se sarà così ?
ha detto Veltroni ? il Paese sarà ingovernabile per
responsabilità di chi ha detto no alla riforma della legge elettorale".
"Veltroni dice bugie. Non siamo preoccupati e al
senato avremo trenta senatori di maggioranza", gli ha replicato il
Cavaliere. Nel suo tour siciliano il candidato democratico ha rilanciato la sua
sfida a Berlusconi sul confronto in tv: "Sono
pronto a farlo dove vuole, quando vuole e come vuole. Andiamo a farlo nelle sue
reti. Ma non scappi". È polemica, intanto, per la cancellazione della
puntata di oggi di Porta a porta con Berlusconi in
"solitaria" per rispetto della par condicio. "Una prepotenza
", dice il Cavaliere. Veltroni non avrebbe potuto
partecipare ad un'analoga puntata, impegnato nel tour elettorale: ma conferma
la sua la disponibilità al confronto con Berlusconi
già a partire dalla prossima settimana. A PAGINA 2.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
(ch.g.) Il pareggio
al senato ormai è considerato una probabilità. I vertici del Pd però non la
cavalcano e non la evocano. Giusto: in campagna elettorale si parla di
vittoria, non di pareggio. Se poi si perde, è stato detto, anche per un solo
voto, allora meglio che governi Berlusconi piuttosto
che un senato ingovernabile. La strategia di Veltroni
e dei suoi è chiara: come Europa ha già scritto, il Pd sta puntando a una bella
percentuale nazionale, più che andare all'attacco delle regioni in bilico.
Dietro c'è un'idea della politica: un investimento su un bipolarismo maturo e
semplificato fino a tendere al bipartitismo, su una democrazia dell'alternanza
senza isterismi in cui il Pd, anche dall'opposizione, abbia respiro per
consolidarsi e crescere in vista della prossima sfida per il governo
dell'Italia. Tuttavia una parte degli elettori che credono
nella scommessa di Veltroni
potrebbe decidere di comportarsi in un altro modo. Lo scenario che Veltroni evoca è per così dire
"post berlusconiano": però Berlusconi c'è ancora e potrebbe vincere le elezioni e governare per i
prossimi cinque anni. Lui, non il nuovo centrodestra che fronteggerà il Pd in
futuro. Qualche elettore potrebbe decidere che vale la pena provare a
contrastare a questo esito, sfruttando la stupidità di un meccanismo elettorale
che i Democratici hanno subito, che è stato pensato contro di loro e che contro
la loro volontà non si è voluto cambiare. Il Porcellum, progettato su misura
degli interessi di una parte, diventa schizofrenico se a sfidarsi sono più di
due parti. Nelle regioni in cui la vittoria o la sconfitta del Pd al senato
sono certe, e uno dei contendenti "minori" sia vicino al quoziente
dell'8 per cento, qualcuno potrebbe decidere di votare "disgiunto"
per la sinistra o l'Udc, per togliere qualche senatore al Pdl. Non si tratta di
puntare al caos e all'ingovernabilità, ma a costringere un centrodestra non
autosufficiente a cambiare un sistema che non funziona: forse ad aprire una
stagione di riforme condivise. È un'alternativa un po' spericolata, ma è
un'alternativa.
( da "Stampa, La" del 26-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Continua la campagna elettorale e i muri sono zeppi
di manifesti. Che b'lssa. Siam di nuovo circondati di bei musi con le camicie
di cemento e cravatte di marmo per dar senso di stabilità. Gente fotografata
con la mano sul cuore e quella che non si vede sul... Molti son seduti alla
scrivania. Per far vedere che lavorano. Invece si son messi lì prima di andare
a fare l'happy hour... Casini nel manifesto elettorale c'ha una biffa che
sembra che voglia sputare in testa a tutti quelli che gli passano sotto.
Sorriso tirato.. Sembra che il fotografo invece che "sorrida" gli
abbia detto "guardi che ha la bottega aperta...". In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso.
Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte
sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il
fagotto delle lenzuola da portare in tintoria. La Santanchè è mistica,
santificata e santificante. Metafisica. Gli occhi rivolti al cielo. Sarà il
botulino. Fini invece è fotografato di taglio, di sbieco, vent'anni fa però.
Manca la foto di Berlusconi. Sì. I manifesti del Pdl
sono senza foto, c'han solo il simbolone. Come facciamo adesso? Trovarmi la
faccia di Berlusconi sui muri della mia città per me
era una tradizione. Come trovare i piccioni in piazza San Marco. Cioè. Non
vedere quel sorriso a tastiera d'organo senza diesis e bemolle, quegli
occhietti a spillo strizzati che fa uno quando gli scappa la pipì... è brutto.
Perché non han messo la foto di Berlusconi? Ha usato
la stessa lozione di Ronaldo, gli son venuti troppi capelli e non sono riusciti
a scontornarla? Dall'agitazione è venuto mosso? Secondo me è una strategia per
stupire. Sono certa che si inventa qualcosa. Vedrai. Capace che si fa
proiettare come il marchio di Batman sulle nuvole di notte. Frann. Oppure si fa
costruire dei sosia di pannolenci e li appende ai balconi come i Babbi Natale
di Cortina d'Ampezzo. Comunque sia, politici o no, farsi fotografare in primo
piano è sempre un casino. Perchè si vedono le magagne del tempo. Più che le
mille primavere si vedono i settanta, ottanta autunni. E' vero che ti sparano
in faccia faroni da mille watt, che poi vieni piallata, con tutta quella luce
del naso vedi poi solo due buchini, ma non basta. E' vero ancora che si lavora
al computer di photoshop. Se il neo è troppo importante si clicca sopra e si
riduce a icona, ma non basta. Si migliora la faccia da babaciu, si taglia e
incolla l'orecchia a cerbottana, si assottiglia il collo da cinghiale della Val
di Lanzo ma serve a poco. E' proprio il primo piano in sé che è un rischio.
Guarda solo che foto abbiamo tutti sulla patente. Non so voi, ma io quando mi
fermano i vigili più che per la multa sto male all'idea che vedano la foto.
Sulla foto della patente di solito gli uomini sembrano o brigatisti Anni 70, o
seminaristi cacciati per inclinazioni omosessuali. Le donne prostitute kabuki o
mocie vileda. Io nella foto della patente ho 18 anni e sembro la nonna della
Montalcini. Il mio boy il cugino di Gianduia.