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DOSSIER “VELTRONI <-> BERLUSCONI ” |
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Bolzaneto,
la colpa non è solo della polizia ma del clima di impunità creato dalla destra
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Di questo ha
parlato Veltroni 48 ore fa, e aspettiamo di sapere come si comporterà a
riguardo la destra, che al sud candida amici della mafia e al nord tace su
violenze moralmente più gravi di quelle degli estremisti, le violenze delle
forze in divisa. Che trasformarono la Diaz in una mezza Guantanamo dopo aver
abbandonato la città (o essere state costrette ad abbandonarla)
Porco
d'un Porcellum. Però ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
coalizione
vincente (attualmente quella di Berlusconi, ma il risultato sarebbe speculare
in caso di vittoria di Veltroni) avrebbe il 10 per cento in più di seggi
rispetto a quella perdente, un vantaggio di circa 50-60 seggi. Con la legge
attuale, avrebbe viceversa oltre il 20 per cento di seggi in più, pari a 140
seggi circa.
Il
partito degli indecisi e dinasty all'italiana
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Finalmente è
diventato tema di ampia discussione sui quotidiani con la netta presa di
posizione di Veltroni. Il manifesto aveva aperto la strada, tra i primi a
pubblicare i verbali. Poi ci ha pensato Repubblica, con Giuseppe D'Avanzo e i
commenti di Valerio Onida e, ieri, di Antonio Cassese. Sarà la volta buona per
fare, come si usa dire, "piena luce"?
In
piazza, ma anche in tv ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
VELTRONI-BERLUSCONI
Walter snobba il piccolo schermo. Al loft però scommettono sul match In piazza,
ma anche in tv GIANNI DEL VECCHIO Sceglie il teatro Politeama di Asti Walter
Veltroni per fare quello che non ti aspetti: snobbare la televisione.
Il
loft aspetta di vedere il bluff ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ALITALIA Il
Pd non crede a Berlusconi, va migliorata la proposta francese Il loft aspetta
di vedere il bluff MARIO LAVIA Guardingo, a dire poco. Walter Veltroni non si è
sbilanciato, né in pubblico e nemmeno tanto con i suoi: "Non si capisce
bene cosa Berlusconi abbia in mente".
Veltroni
rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ALCAMO
Veltroni rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte FABRIZIA
BAGOZZI Reduce dall'attacco personale che gli ha sferrato Fini martedì,
nell'ultima tappa del bustour prima della pausa pasquale, Veltroni rilancia il
fair play chiamandosi ancora una volta fuori dalla logica della rissa che è
stata il modello standard delle campagne elettorali italiane recenti e passate:
Duello
sul futuro di alitalia tra veltroni e berlusconi
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
4 settimane
Duello sul futuro di Alitalia tra Veltroni e Berlusconi ROMA - Botta e risposta
su Alitalia tra Veltroni e Berlusconi. Il leader del Pdl ha dichiarato:
"Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana: molti
imprenditori si sono dichiarati disponibili". Ma sui tempi Veltroni ha
chiesto un'accelerazione: "I nomi in 48 ore".
Berlusconi:
c'è la cordata alitalia pronti in tre-quattro settimane - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il leader del
Pd Walter Veltroni cerca di non farsi travolgere dall'ondata di dichiarazioni
partite da Berlusconi: "La cordata tutta italiana? Ben venga - dice
Veltroni - ma esca allo scoperto in 48 ore. Ho fatto un po di conti - conclude
- dire che servono 3-4 settimane vuol dire scavallare le elezioni.
Il
garante: par condicio violata nei tg troppo spazio al pdl - francesco bei
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Intanto si
riaffaccia la possibilità di uno scontro diretto in Tv fra Berlusconi e
Veltroni. "Sono assolutamente disponibile", dice il Cavaliere a
SkyTg24, convinto che "tutti i conigli tirati fuori finora dal cilindro da
Veltroni sono defunti". E il leader del Pd ricorda di aver già dato da
tempo il suo via libera al faccia a faccia.
Fede:
"per me sono dei pazzi questa legge non la rispetto"
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Stia attento
Veltroni, se Di Pietro continua ad attaccarci gli farà perdere le
elezioni". Ce l'ha sempre con Casini e Di Pietro? "Li invito a
prendere il mio posto. Da domani sono liberi di fare loro il Tg4, dico sul
serio. La verità è che l'opinione pubblica è disgustata da questa legge sulla
par condicio".
Petruccioli:
è una regola burocratica paghiamo il conflitto d'interessi - aldo fontanarosa
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Hanno
spiegato perché Casini non va con Berlusconi e Boselli con Veltroni. Gli
italiani possono orientarsi bene e hanno perfino intuito, loro più di altri,
che la Rai si muove tra nuove difficoltà". Quali, Petruccioli? "Noi
applichiamo la regole sulla par condicio, pensate quando i candidati premier
erano due o tre, ora che sono 15.
Si
può abolire la par condicio? - giovanni valentini
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
prima che dal
candidato premier Walter Veltroni e dal ministro uscente delle Comunicazioni,
Paolo Gentiloni - dalla numero uno, la signorina Marianna Madia che avendo
lavorato anche a Rai Educational qualche idea in proposito dovrebbe pur averla
maturata? è troppo chiedere loro di spiegare meglio, al di là delle tesi
generiche contenute nel programma,
Pdl,
missione mezzogiorno il governatore sotto accusa - ottavio lucarelli
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni è
imbarazzato e non fa altro che rimandare la sua venuta a Napoli per il semplice
motivo che la presenza di Bassolino è causa di perdita di voti, perché l'80 per
cento dei campani non lo vuole più". Incalza anche Marcello Taglialatela:
"La responsabilità per l'attuale situazione in cui versa la Campania ha un
nome e cognome,
"berlusconi
mi ha detto che occhi bellissimi..." - simona poli
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Non
seguo un granché le primarie americane ma mi piace Obama, credo che potrebbe
essere un buon presidente". Questo lo dice anche Veltroni. Le piace il
cinema? "Non amo molto né il cinema né la tv. Quando sono libera faccio
palestra e trekking, sono anche iscritta al Cai. Mi arrampico".
Impossibile
bis per la lista... - fausto anderlini
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Perciò è
facile fare una previsione per Bologna. Se nel 2009 la destra sarà al potere a
Roma, non ci sarà partita. Il Pd vincerà in carrozza, per semplice reazione
allo sconforto. Se invece Veltroni sarà riuscito nel miracolo, idem. Perché
l'entusiasmo sarà alle stelle.
"chi
vince governa anche con un solo senatore"
( da "Repubblica,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
secondo
Veltroni, ha recuperato 16 punti, 2 punti al mese. Berlusconi giura che i punti
sono più di dieci ed è sicuro che vincerà lui? "Dal '94 ad oggi lo ha
sempre detto, vinco io, e però alcune volte è stato battuto lo stesso". Ma
perché Veltroni non cita mai per nome, nei comizi, Silvio Berlusconi?
"il
governo prodi ha deluso le attese dei lavoratori per questo votano a
destra" - paolo griseri ( da "Repubblica, La"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Non
votano Berlusconi perché li convince, ma perché sono delusi da Prodi. E pensano
che Veltroni sia la fotocopia di Prodi". Perché ce l'hanno con Prodi?
"Si aspettavano che lo scalone delle pensioni venisse abolito davvero e
non sostituito da tanti scalini.
Meno
male che c'è il Tg3 ( da "Unita, L'"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
magari fa
comodo dimostrare che alleato del Pd è il partito giustizialita, come viene
chiamato". Cosa dice dei dati de La7? "È pazzesco, è la più
squilibrata quando sembra la più libera". E i mancati faccia a faccia?
"Sono possibili, dipende chi ci sta e Berlusconi sembra che non voglia
fare il faccia a faccia con Veltroni".
I
tg in ginocchio da Silvio Par condicio violata
( da "Unita,
L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
30% e il
Partito Socialista il 4,56 (per dare fastidio a Veltroni?); Di Pietro ha il
2,28% un 6,79 all'Udc, la Lega ha solo l'1,85, la Destra di Storace il 2,31%, A
Studio Aperto il rapporto Pd - Pdl è del 22,2% contro il 38,35, però a Di
Pietro è dedicato il 7,98% (più del Tg4, che riserva all'Idv il 4,37).
Tutti
i tg ai piedi di Berlusconi Tranne il Tg3, l'informazione televisiva di Rai,
Mediaset e La 7 viola la par condicio La denuncia del Garante: forte squilibrio
a favore del Pdl ( da "Unita, L'"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
primeggia abbondantemente dappertutto, dal Tg4 di Fede al Tg1 di Riotta.
Assieme al Pd sono penalizzati tutti gli altri partiti. Con una singolare
eccezione del Tg5 di Mimun che assegna spazi discreti anche a Bertinotti: forse
può far comodo in funzione anti-Veltroni. Lombardo a pagina 3.
Crisi
Alitalia, spunta la cordata elettorale Berlusconi insiste sull'intervento
italiano. Veltroni: se c'è venga fuori in 48 ore e non il 14 aprile
( da "Unita,
L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
insiste sull'intervento italiano. Veltroni: se c'è venga fuori in 48 ore e non
il 14 aprile "Sono impegnato io, quindi si farà". La vicenda Alitalia
entra sempre di più nello scontro elettorale e Berlusconi assicura - smentendo
i vertici di Intesa Sanpaolo - che la cordata italiana alternativa ad AirFrance
sta marciando.
Vuol
pensarci lui Ma per ora c'è solo il ... prestito ponte Cara Unità, c
( da "Unita,
L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
giorni fa
avete pubblicato una foto che vede Veltroni abbracciare il vecchio partigiano e
comandante. Voglio aggiungere al brevissimo ritratto che il conte Luchino Dal
Verme (cugino di Vittorio Emanuele III) è stato comandante della Divisione
"Gramsci" Garibaldina nell'Oltrepo Pavese e la sua nomina fu dovuta
su sollecitazione fatta da Ferruccio Parri a Italo Pietra (
Il
rischio è che gli operai a votare non ci vadano proprio
( da "Unita,
L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
"Un'importante
operazione di redistribuzione di ricchezza si poteva fare comunque, grazie alle
risorse del cosiddetto tesoretto. Ma il centrodestra ha rifiutato la proposta
di Walter Veltroni di utilizzare l'extragettito per sostenere salari e pensioni".
I
lavoratori guardano a destra ( da "Unita, L'"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La coalizione
guidata da Walter Veltroni è votata dal 31,6% degli operai, ma una percentuale
maggiore (46,5%) vota per l'alleanza di Silvio Berlusconi, che sul voto
popolare distacca la coppia Pd e Idv di quasi 15 punti (14,9%). Ancora più in
basso nel voto operaio c'è la Sinistra Arcobaleno con l'11,9%, seguita
dall'Unione di centro con il 5,
Abbasseremo
le tasse, è una certezza Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto
Berlusconi. Di Pietro non farà il Guardasigilli
( da "Unita,
L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
è una
certezza" Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi.
"Di Pietro non farà il Guardasigilli" di Federica Fantozzi / Roma
OSPITE di quale famiglia italiana ha mangiato meglio? "In Veneto ma anche
a Roma". Daria Bignardi insiste e ottiene, almeno, il primato del budino
emiliano.
Feltri
insulta Napolitano Il capo della casta... A Destra il livello è questo.
Berlusconi più cortese definisce corretto , ma solo in astratto l'appello sul
voto ( da "Unita, L'"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
a Veltroni,
sostiene l'ex-premier, che ha l'aria di non volersi scontrare con il
presidente. Il centrodestra, insomma, non ha ancora deciso se continuare a
cavalcare, o no, il ronzino del qualunquismo, forse rendendosi conto che il
fenomeno dell'antipolitica più probabilmente è destinato a ingrossare
l'esercito dell'astensionismo elettorale,
Berlusconi
lancia la cordata elettorale Sono impegnato io, quindi si farà . Veltroni: se
ci sono disponibilità escano allo scoperto in 48 ore
( da "Unita,
L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Berlusconi lancia la cordata elettorale "Sono
impegnato io, quindi si farà". Veltroni: se ci sono disponibilità escano
allo scoperto in 48 ore di Roberto Rossi/ Roma ITALIANI "I pochi
giorni" della mattina sono diventati "3 o 4 settimane" nel
pomeriggio.
Garante
contro i tg: ci sono solo Pdl e Pd
( da "Stampa,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
si difende il
direttore Mauro Mazza, spiegando che aver avuto ospiti Veltroni e Di Pietro nei
due giorni scorsi pareggerà automaticamente il conto col Pdl nel prossimo
rilevamento. "Il mio criterio principale resta la notizia. Ma come direttore
di tg dal 1994 ho sempre avuto la fedina pulita, senza mai una multa",
scherza Clemente J.
CONTINUA
A PAGINA 33 ( da "Stampa, La"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ha
indubbiamente messo in moto il Partito democratico di Veltroni è durato molto.
Le liste piene di contraddizioni, di volti sconosciuti e inutili, di portavoce
e segretarie, il programma tanto ambizioso quanto vago, le promesse di un
miracolo economico che tutti sanno non potrà avvenire, stanno via via
convincendo i più che, anche se Veltroni vincesse (cosa comunque improbabile)
Alitalia,
spunta l'ipotesi Lufthansa ( da "Stampa, La"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il Garante
contro i tg: troppo spazio a Pdl e Pd Alitalia, spunta l'ipotesi Lufthansa
Berlusconi: un mese per la cordata italiana. Veltroni: vuole arrivare al voto
Con una chiamata alle armi che rimanda a Garibaldi e al Risorgimento, Silvio
Berlusconi ha rilanciato ieri la soluzione della cordata italiana per
l'acquisto dell'Alitalia.
Dopo
l'ideologia si vota l'economia ( da "Stampa, La"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Così Veltroni
insiste su un ipotetico, quanto impossibile, taglio delle tasse, ma si rifiuta
di ammettere che l'aumento delle stesse praticato dal governo Prodi sia alla
base della gelata che vede oggi l'Italia fanalino di coda nelle già magre
previsioni sull'andamento economico globale dei prossimi mesi.
"In
lista nel Pdl solo figli della nostra terra"
( da "Stampa,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Per la
sinistra di Veltroni e Melandri la provincia di Imperia è un piccolo lembo di
terra al confine con la Francia, per Scajola è la sua terra e la porta
dell'Europa. Una bella differenza". Però Veltroni e Melandri sono venuti a
Sanremo e in Riviera... "Sono certo che per altri dieci anni non li
vedremo più.
[FIRMA]
Non credo sia compito della politica metter su cordate . E' amara la prima co
( da "Stampa,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
candidato non
di primissima fila nel Pd veltroniano. Come interpreta la mossa di Berlusconi?
E possibile allestire una nuova cordata di qui al 31 marzo, data-limite, perché
oltre la compagnia sarà fallita? "Ci si sarebbe aspettati di trovare, in
un candidato premier, la consapevolezza di fondo dei problemi del Paese, l'idea
che su alcune questioni non si fa campagna elettorale.
Di
Alitalia e di altri tritacarne Veltroni chiede di non mettere Alitalia nel
tritac ( da "Stampa, La"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Di Alitalia e
di altri tritacarne Veltroni chiede di non mettere "Alitalia nel
tritacarne della campagna elettorale perché sono in gioco migliaia di posti di
lavoro". Forse è rimasto spiazzato dall'attivismo del suo avversario e non
sa cosa dire a proposito della compagnia di bandiera.
E
se non è un bluff? Ora il Pd ha paura
( da "Stampa,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ragiona Ermete
Realacci, fedelissimo di Veltroni, nessuno può calcolare quanti voti
sposterebbe l'offensiva del Cavaliere: "La difesa di Malpensa riguarda in
fondo solo certe zone della Lombardia. In Veneto è già diverso, basta sentire
che ne dice il governatore Galan". Da Berlusconi invece sono quantomeno
euforici.
Le
parole della politica: lessico dei candidati a confronto
( da "Stampa,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
masera
Berlusconi e gli slogan. Veltroni e il nuovo. Casini e l'identità. Quali sono
le parole più gettonate in questa campagna elettorale e come vengono
utilizzate? Qual è il linguaggio dei candidati? Cosa li differenzia e cosa li
accomuna? Risponde online Stefania Spina, ricercatrice all'Università per
Stranieri di Perugia,
Berlusconi:
offerta entro un mese ( da "Stampa, La"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Dal Pd Walter
Veltroni risponde che "se c'è una cordata italiana va benissimo, anche se
è strano che non sia uscita finora". Tuttavia, sarebbe il caso che questa
cordata "venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile, e poi magari mai più.
Dopo elezioni si scopre che non esiste perchè nel frattempo c'è il fallimento
di Alitalia e il lastrico per migliaia di lavoratori"
Volante
1 a volante 2 ( da "Manifesto, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi fa
propaganda, insiste sull'ineressamento di Banca Intesa e annuncia:
"Cordata italiana pronta in 3 o 4 settimane". Cioè subito dopo le
elezioni che pensa di vincere anche così. Veltroni ribatte: "Se c'è
qualcosa di concreto venga fuori entro due giorni, altrimenti è solo speculazione".
Scripta
manent ( da "Manifesto, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
prima delle
elezioni poi vinte da Berlusconi". Amato, sorprendente, se ci si pensa!
Liberazione alza il tiro con una doppia titolata "Dove eravate quando ci
torturavano a Bolzaneto?". Roberto Mapelli c'era e ora chiede a Veltroni
di "fare l'unico passo possibile: impegnatevi perché non possano più
nuocere i nazisti che abbiamo incontrato a Bolzaneto,
Astenuti,
qualcuno ci ripensa ( da "Manifesto, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni è
partito troppo presto e adesso è senza fiato". Nemmeno lui, che nelle
settimane scorse batteva sul tasto dei privilegi dei politici, si lascia
convincere dalla promessa di Veltroni di tagliare lo stipendio ai parlamentari:
"Se volevano potevano farlo prima, adesso è solo propaganda
elettorale".
Tg,
più Pdl per tutti. Poi c'è il Pd ( da "Manifesto, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Proprio ieri
la Sinistra arcobaleno ha presentato un nuovo esposto all'Agcom. Ma anche il Pd
Fabriizio Morri protesta per lo squilibro "a favore di Berlusconi e della
sua coalizione e a danno di Veltroni", trascurando che tutti gli altri
restano ancora più indietro.
Alitalia,
il Cavaliere ci pensa dopo il voto
( da "Manifesto,
Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ma tra Pd-Pdl
è già partito il gioco del cerino sulla pelle dei lavoratori Berlusconi insiste
sul no ad Air France: "Ormai sono impegnato io, quindi la cordata italiana
si fa. Datemi un mese". Veltroni sulla difensiva: "Fuori le carte
subito. Malpensa si può salvare" R. Pol. Roma "Ormai sono impegnato
io, quindi si fa".
Segue
/ silvio ( da "Riformista, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Segue /
silvio Veltroni dà le 48 ore Fiat Non solo Alitalia. Anche sulla Fiat Silvio
Berlusconi ha avuto modo di indossare per un attimo i panni del salvatore della
patria. Era l'inverno 2002. Uno degli inverni più freddi per il gruppo
torinese. Il Cavaliere, entrando in conflitto con Paolo Fresco e Gabriele
Galateri,
Notizie
in 2 minuti ( da "Corriere della Sera"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ha detto
Silvio Berlusconi sulla costituzione di una cordata italiana che rilevi
Alitalia al posto di Air France. E chiede un mese per definire l'offerta.
Veltroni: "Se c'è una cordata italiana, si faccia avanti in 48 ore".
Prodi: "E ora di essere seri". Focus Acqua sempre più cara In tre
anni l'acqua è aumentata anche del 22%.
ROMA
Banca Intesa non si è ritirata e c'è un gruppo di imprenditori, sensibile
( da "Messaggero,
Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Walter
Veltroni non chiude la porta ad altri investitori, ma li invita a venire allo
scoperto presto e in modo chiaro. "Non si può giocare a dadi con la
Compagnia di bandiera e con i suoi lavoratori e non vorrei si tratti di una
cordata destinata a scomparire dopo il 13 aprile".
NON
è più il 2006 quando c'era la sensazione di un pareggio. Ora il clima è
( da "Messaggero,
Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Il
riferimento è al centrosinistra di Prodi e Veltroni. Per Berlusconi sono una
cosa sola perchè il candidato premier del Pd "ha disatteso la promessa
iniziale di voler rompere con il passato" e "ha confermato tutte le
alleanze con la sinistra "comunista" di Bertinotti e Pecoraro Scanio,
nelle elezioni amministrative".
D
ALL'ALITALIA alle prospettive del dopo-elezioni, dall'emergenza econom
( da "Messaggero,
Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
a tutto campo
il faccia a faccia a distanza tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni
realizzato in due forum a "Il Messaggero". I candidati premier dei
maggiori partiti hanno accettato di rispondere alla stessa griglia di domande.
Ed ecco, dunque, la Grande Sfida che finora le tv non sono riuscite a ospitare
per i troppi cavilli giuridici, per i troppi candidati premier,
Veltroni
e Berlusconi pronti al duello tv. Il leader del Pd: Per me è un piacere . Il
Cavaliere: Assolutamente disponibile
( da "Messaggero,
Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
Berlusconi pronti al duello tv. Il leader del Pd: "Per me è un
piacere". Il Cavaliere: "Assolutamente disponibile".
ROMA
- Non avevano evidentemente tutti i torti i cosiddetti piccoli partiti a
lamentare di e ( da "Messaggero, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
nulla
impedisce il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni", e il portavoce del
Cavaliere Paolo Bonaiuti.- Che afferma: "Il fariseo Gentiloni torna alla
carica. Il ministro, che tanto ha amato la par condicio intesa come bavaglio a
Berlusconi, ora cerca spregiudicatamente di adattare la legge alle sue speranze
di impossibile rimonta.
ROMA
- Walter Veltroni ha pronta da giorni la sua proposta sulle pensioni. I
dettagli son ( da "Messaggero, Il"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
relegando
Veltroni al margine della battaglia. È stata per lui la grande occasione per
riconquistare il centro dell'arena, dopo aver rincorso il leader del Pd per
settimane. Pure Berlusconi però sta lavorando ad iniziative "mirate"
per il rush finale. Innanzitutto la firma del nuovo "contratto con gli
italiani".
ALITALIA,
IL RILANCIO DI BERLUSCONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
il rilancio
di Berlusconi "In 3-4 settimane la proposta, m'impegno io". Veltroni:
c'è una cordata? Si manifesti in 48 ore Toto (Air One): niente offerte al buio,
qualunque operazione deve fare i conti con noi Ancora polemiche sulla vendita
di Alitalia dopo il via libera del governo all'acquisto da parte di Air France.
Alitalia,
ancora aperte le trattative per la cordata
( da "Panorama.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ieri il
candidato dell'Unione Walter Veltroni ha commentato: "Se c'è una cordata
italiana si faccia avanti in quarantott'ore". Una richiesta
"assurda" secondo Berlusconi: "Questo governo" ha detto il
candidato premier "ha dato 5-6 mesi ad Air France, unico interlocutore che
poi ha presentato condizioni irricevibili".
Totoministri:
chiunque vinca, molte new entry ma poche sorprese
( da "Panorama.it"
del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi e
[4] Veltroni. Quest'ultimo vorrebbe ardentemente dare la Farnesina al fondatore
della comunità di Sant'Egidio, [5] Andrea Riccardi. Idea che però non si
concilia con la paventata permanenza di [6] Massimo D'Alema. In caso di
vittoria verrebbero riconfermati anche [7] Pier Luigi Bersani , [8] Antonio Di
Pietro ed Emma Bonino,
DEBOLE
( da "Stampa,
La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
In quello del
Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di
Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce
delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in
altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare
in tintoria.
CONFERENZE:
GLI SFIDANTI SU RAIDUE IL PRIMO APRILE
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
gli sfidanti
su Raidue il primo aprile Dopo la pausa lampo per Pasqua la campagna elettorale
entra nel vivo, e anche i palinsesti tv si adeguano: la Rai modifica perciò la
programmazione in vista delle conferenze stampa dei leader in tv. Data clou
sarà il primo aprile: nella stessa giornata su Raidue ci saranno Silvio
Berlusconi (ore 21) e Walter Veltroni (ore 21,50).
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
FEDERICO ORLANDO
Cara Europa, dal luglio 2001 sentiamo parlare della "mattanza" alla
caserma Diaz di Bolzaneto (meno, in verità, del soqquadro a cui fu messa Genova
dai black block). Adesso la requisitoria dell'accusa nel processo ai
poliziotti, colpevoli di violenze su inermi in stato di fermo, fa tornare
l'orrore di quei giorni, su cui non s'é voluto fare un'inchiesta parlamentare.
Che dirà il centrosinistra? DARIO DE AMBRIS GENOVA Caro De Ambris, ciò che
intende fare il Partito democratico se governerà sarà la restaurazione dello
Stato di diritto in Italia, non solo nei rapporti tra polizie magistrature e
cittadini in tema di habeas corpus, ma anche per la riconquista ? armata se
necessario ? delle regioni sottratte alla legalità e di fatto alla sovranità
dello stato dalle organizzazioni criminali. Di questo ha
parlato Veltroni 48 ore fa,
e aspettiamo di sapere come si comporterà a riguardo la destra, che al sud
candida amici della mafia e al nord tace su violenze moralmente più gravi di
quelle degli estremisti, le violenze delle forze in divisa. Che trasformarono
la Diaz in una mezza Guantanamo dopo aver abbandonato la città (o essere state
costrette ad abbandonarla) alle devastazioni dei black block. Di costoro
si sapeva che sarebbero arrivati a Genova da vari paesi d'Europa, e furono
lasciati entrare in Italia senza filtro alcuno. Oggi sappiamo qual è il
giudizio di primo grado sui no global processati: 108 anni per 24 imputati.
Sapremmo già molto di più se il governo Berlusconi,
che era nato un mese prima del 20-22 luglio, avesse consentito una vera
inchiesta parlamentare, invece di una indagine conoscitiva agostana delle due
commissioni affari costituzionali, dalla quale emersero dati culturali ben
noti: l'Italia immortale della destra autoritaria, dell'8 settembre, del culto
dell'incompetenza, dell'orrore della responsabilità, della privatizzazione del
potere (se li ricorda i Fini, i Gasparri, gli Ascierto e altri postfascisti
nelle cabine di regìa della polizia a Genova?) Queste costanti del paese le
conosciamo a memoria e sappiamo che non è bastata una nuova costituzione nel
1948 e nemmeno 60 anni di democrazia per cambiare la mentalità di una parte
delle forze dell'ordine, che hanno sempre identificato lo stato col governo e
posto le ragioni del governo più in alto di quelle dei cittadini. Anzi, per
alcuni (vedi denunce di Genova) i cittadini sono soltanto m. Ma perché se non
sei in divisa sei pregiudizialmente dall'altra parte della legalità, anzi della
governatività. Ora, caro De Ambris, questa cultura delle caserme, che i
gallonati capi delle forze dell'ordine e i ministri politici che dovrebbero
rispondere di loro, fanno poco o nulla per correggere, esplode come il gas
quando s'accende una lampadina, se quella lampadina è un governo di destra. Un
governo il cui capo irride alla legalità e una maggioranza in cui contano gli
eredi del fascismo sono concimi per la latente cultura della violenza della
parte meno professionale delle forze dell'ordine. Ma questo non autorizza a
fare di ogni erba un fascio né a dimenticare che, se c'è un problema di benzina
per le volanti, c'è un problema di educazione civica per alcuni
"equipaggi"; e che tutti i governi fanno poco per affrontarli
entrambi. Magari cominciando dall'educazione degli uomini, perché, come diceva
il mio amico Salvatore Valitutti, ministro della pubblica istruzione vent'anni
fa, un paese che trascura i suoi idraulici si condanna ad avere i tubi che gocciolano
in casa.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
PAOLO NATALE Gli
ultimi sondaggi, pubblicati o riservati, ci raccontano una sostanziale
immobilità nelle intenzioni di voto. Dopo la ridefinizione dell'offerta
politica e la scelta delle nuove adesioni, gli elettori stanno ora a guardare
come si comporteranno i diversi leader nelle tre settimane che ci separano dal
voto. E soltanto nei giorni immediatamente precedenti la chiamata alle urne
sapremo se si prospettano importanti cambiamenti, clamorosi recuperi o
drastiche riduzioni dei consensi, causati per lo più dai cittadini oggi ancora
indecisi (circa il 10-12 per cento degli italiani) che finalmente penseranno
seriamente da che parte stare. È quindi tempo di prenderci una piccola vacanza
pasquale, senza occuparci direttamente delle intenzioni di voto. Andando
piuttosto a verificare come si tramuteranno i voti in seggi. Il quesito che ci
poniamo è dunque il seguente: quantomeno alla camera, la legge con cui andremo
a votare ci darà risultati migliori o peggiori ? in termini di semplificazione
? rispetto a quelle proposte da Salvatore Vassallo o da Enzo Bianco? Sappiamo
che questi due sistemi di voto erano stati caldeggiati a più riprese dal Pd e
da Veltroni per riuscire a ridurre la frammentazione,
permettendo un più facile governo per il partito (o le micro-coalizioni) che
avrebbe vinto le elezioni. Ma questo scopo sarebbe stato raggiunto con quelle
proposte di legge? Avvalendoci di un articolato studio compiuto dal politologo
Paolo Feltrin, e presentato in un convegno mercoledì scorso a Torino, possiamo
cercare di dare una prima risposta, fornendo un importante contributo a fare
chiarezza anche sulla possibile futura legge elettorale, che sarà sicuramente
all'ordine del giorno subito dopo il 13-14 aprile. Vediamo innanzitutto il
primo elemento, che accomuna i tre sistemi elettorali: in tutte le ipotesi
scompaiono dalla camera i partiti minori, quelli che non superano la soglia del
4 per cento. Un secondo, ancor più decisivo elemento salta all'occhio, quello
relativo al peso specifico che hanno i cosiddetti "partiti
intermedi", le formazioni come Sinistra arcobaleno o l'Udc, che avranno
una quota di voti oscillante tra il 6 e l'8 per cento. Qui i tre sistemi si
differenziano in modo significativo. Le proposte Vassallo e Bianco hanno come
conseguenza l'incremento del peso specifico di queste forze, fino a ottenere
circa il 10 per cento dei seggi. Al contrario, con la legge attuale, il loro
peso resterà limitato al 6 per cento circa. Vediamo infine la performance dei
due raggruppamenti maggiori. Con le ipotesi Vassallo e Bianco, la mini-coalizione vincente (attualmente quella di Berlusconi, ma il risultato sarebbe
speculare in caso di vittoria di Veltroni) avrebbe il 10 per cento in più di seggi rispetto a quella
perdente, un vantaggio di circa 50-60 seggi. Con la legge attuale, avrebbe
viceversa oltre il 20 per cento di seggi in più, pari a 140 seggi circa.
Se l'obiettivo è ridurre la frammentazione, diminuire la forza dei partiti
intermedi e accrescere la possibilità di governare "tranquillamente"
alla formazione vincente, non c'è dubbio che la soluzione migliore è
rappresentata dal deprecato "Porcellum", che raggiunge nel migliore
dei modi tutti e tre gli obiettivi grazie al premio di maggioranza nazionale.
Certo, il discorso sull'attuale legge elettorale deve andare affrontato
prendendo anche in considerazione le sue forti lacune: prima di tutto il
sistema in vigore al senato che, con i premi di maggioranza regionali, non
potrà mai permettere una maggioranza significativa, a meno di una vittoria in
quasi tutte le regioni. In secondo luogo la presenza di liste bloccate, che non
permettono in alcun modo al cittadino-elettore di scegliere in prima persona i
propri governanti o gli oppositori parlamentari. Ma, correggendo opportunamente
queste due condizioni, siamo proprio sicuri che dell'attuale legge elettorale
sarebbe opportuno disfarsi al più presto?.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
S C R I P T A M A N
E N T Il partito degli indecisi e dinasty all'italiana PANORAMIX Il
"colosso" Pdi C'è il Pd, ovvio. C'è il Pdl, naturale. "Ma c'è
anche, sia pure temporaneamente, un partito che vale quasi quanto i due
colossi: il Pdi, il Partito degli Indecisi". Così sul Messaggero Mario
Ajello racconta "quelli della zona Cesarini ", di cui da qualche
giorno si occupano, con insistenza, molti quotidiani. Il Pdi "ha in pugno
i destini della scena politica italiana ? aggiunge Ajello ?. Un insigne
sociologo, Ilvo Diamanti, individua un 35-36 per cento di indecisi. Per Renato
Mannheimer, rappresentano il 25 per cento dell'elettorato. Gli indecisi si
decideranno?". Intanto, scrive ancora il quotidiano romano, "la
Coesis Research di Alessandro Amadori sta per pubblicare il primo studio
sistematico su questo universo poco palpabile e molto cruciale". Spiega
Amadori: "Non esiste un profilo netto degli indecisi. Ciò che si può dire
è che, al momento, più di un elettore su tre non sa se andrà a votare e non sa
nel caso ci vada, per chi voterà. Gli indecisi sono politicamente trasversali.
Sono particolarmente presenti nelle fasce giovanili, quelle maggiormente
tentate dall'astensionismo, e presso l'elettorato femminile, che è quello che
tifa meno, che è più portato al voto d'opinione piuttosto che a quello di
appartenenza". Questo identikit dell'indeciso, prosegue Ajello,
"coincide con quello elaborato anche da un altro istituto di ricerca, la
Swg di Roberto Weber, che colloca per lo più al centro, e nella categoria dei
cattolici praticanti, l'elettore che non ha ancora scelto dove mettere la sua
X". Non a caso, dunque, il Messaggero sponsorizza il partito degli
indecisi. E la titolazione conferma: "Il Partito degli Indecisi
all'assalto di Veltrusconi". Se non fosse abbastanza chiaro ecco il
sottotitolo: "Non sa per chi votare il 30% degli italiani. Pd e Pdl
giudicati troppo simili. A vantaggio del centro ". Cattolici praticanti,
moderati... Del resto si sa, di questi tempi la direzione del quotidiani di via
del Tritone ha un'attenzione particolare verso le famiglie. Una in particolare?
Dinasty all'italiana Da una famiglia a un'altra. Natalia Lombardo su l'Unità
racconta come i settimanali patinati si sono buttati su un filone d'oro (e
elettoralmente schierato): la dinasty dei Berlusconi.
"L'albero genealogico, ovvio, è quello dei Berlusconi
spalmato sui magazine Mondadori e non solo. Comoda campagna elettorale in una
stanza ? scrive Lombardo ?. Sulle pagine patinate dei settimanali di costume e
società è sfilata nella prima metà di marzo, tutta la famiglia del Cavaliere
Patinato". Patinato il padre su Gente della Rusconi e su Chi (Mondadori),
patinata la figlia Marina su A magazine Rcs, patinato pure il figlio su Vanity
Fair (Condé Nast ma abbonamenti Mondadori). Insomma padri, figli e nipoti.
Conclusione del quotidiano diretto da Antonio Padellaro. "Solo Veronica è
sola". Bolzaneto, Italia Conclusione sulle torture a Bolzaneto, anno 2001.
Finalmente è diventato tema di ampia discussione sui
quotidiani con la netta presa di posizione di Veltroni. Il manifesto aveva aperto la strada, tra i primi a pubblicare i
verbali. Poi ci ha pensato Repubblica, con Giuseppe D'Avanzo e i commenti di
Valerio Onida e, ieri, di Antonio Cassese. Sarà la volta buona per fare, come
si usa dire, "piena luce"?.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
VELTRONI-BERLUSCONI
Walter snobba il piccolo schermo. Al loft però scommettono sul match In piazza,
ma anche in tv GIANNI DEL VECCHIO Sceglie il teatro Politeama di Asti Walter Veltroni per fare
quello che non ti aspetti: snobbare la televisione. Proprio lui che anche un mago
della comunicazione come Berlusconi riconosce "un
grande comunicatore " dice di preferire il calore della gente, dei teatri
e delle piazze al gelo del piccolo schermo. Il segretario del Pd ha invitato i
propri sostenitori ad attuare una specie di passaparola per convincere gli elettori
ancora indecisi. "Perché non c'è mezzo di comunicazione più convincente
del consiglio che ti dà la persona di cui ti fidi. Non c'è trasmissione tv che
valga altrettanto, quello che conta è il rapporto con le persone". Cosa è
successo a Veltroni? Il segretario del Pd ha cambiato
strategia e centellinerà le proprie apparizioni televisive? Non proprio. Al
loft tira un'aria diversa, nessuno pensa che la tv possa uscire dal battage
mediatico veltroniano. Anzi, dopo Pasqua i dirigenti del Pd cercheranno il
colpo grosso ovvero convincere Berlusconi al duello in
diretta televisiva. "La settimana prossima daremo il via all'ultima fase
della campagna elettorale ? spiega Ermete Realacci, responsabile comunicazione
del Pd ?, quella più decisiva visto che gli indecisi per definizione decidono
chi votare solo negli ultimi giorni. Incalzeremo il candidato premier del Pdl
affinché accetti un match con Veltroni". Del
resto lo stesso leader democratico ha più di una volta chiesto a Berlusconi un faccia a faccia televisivo, senza tuttavia
ottenere una risposta positiva. Qualche giorno fa il portavoce Paolo Bonaiuti
ha anzi escluso che si possa fare, dando la colpa però alla par condicio.
Niente di più falso però: anche in questa campagna elettorale con quindici
premier si potrebbero organizzare singoli duelli. L'ha ricordato ieri il
ministro Paolo Gentiloni: "La Commissione parlamentare di vigilanza ha
deciso di non prevedere i faccia a faccia tra leader delle coalizioni negli
spazi delle tribune elettorali, sostenendo che sarebbero stati troppi. Non è
proprio così, visto che nella scorsa campagna, con la stessa legge elettorale e
la stessa par condicio, la Commissione, di cui ero presidente, diede una
diversa interpretazione" Per il ministro, "il rispetto doveroso del
regolamento della Vigilanza non esclude affatto che nei normali programmi di
approfondimento ? e dunque non nelle tribune ? il faccia a faccia possa
svolgersi. In questi programmi, infatti, l'equilibrio tra i partiti va
assicurato nel ciclo intero e non in ogni singolo programma. E dunque, così
come sono già andati in onda vari duelli (tra Fini e Franceschini, ad esempio),
nulla osta alla messa in onda di un duello Berlusconi-
Veltroni in programmi come Matrix o Porta a Porta o
altri". Interpretazione questa che invece viene rigettata dall'attuale
presidente della Vigilanza, Mario Landolfi: "Gentiloni dimentica che a
differenza di due anni fa i candidati a premier non sono due ma quindici. Che
par condicio sarebbe se su quindici a confrontarsi fossero solo due?". Chi
invece è pronto a cogliere le indicazioni del ministro delle comunicazioni è
Enrico Mentana, che non nasconde il fatto di star lavorando, seppur con
cautela, a un possibile duello. "Oggi la questione è ancora prematura,
tutto si deciderà più avanti. Si tratta di una specie di lunga partita a carte,
devi stare attento a giocare le carte giuste. Tuttavia tutto è nelle mani dei
due duellanti: se loro vogliono allora tutto si può fare e in quel caso non ci
sarebbe Agcom che tenga".
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
ALITALIA
Il Pd non crede a Berlusconi, va migliorata la proposta
francese Il loft aspetta di vedere il bluff MARIO LAVIA Guardingo, a dire poco.
Walter Veltroni non si è sbilanciato, né in pubblico e nemmeno tanto con
i suoi: "Non si capisce bene cosa Berlusconi abbia in
mente". In
serata, poi, è stato ironico: "Magari dirà che è stato frainteso".
Per cui conviene far diradare la nebbia, confidando che quello del Cavaliere
sia "un bluff" perché non si vede quali possano essere le banche
coinvolte in una ipotetica cordata in grado di battere l'offerta di Air France.
Che resta l'unica agli atti, "pure Fini era favorevole, ora ha cambiato
idea", ha detto il candidato premier del Pd. Se tutto, alla fine, si
dovesse ridurre ad una sortita elettoralistica ? è il ragionamento dei
veltroniani ? l'uscita di Berlusconi
sull'"interesse dei figli" potrebbe ritorcerglisi contro. La linea
del wait and see tenuta dai dem si salda bene, oltretutto, con il nuovo credo
bipartisan che si recita al loft. "La soluzione per Alitalia deve essere
condivisa ? dice Ermete Realacci ? è giusto che su una questione strategica
come questa ci sia una consultazione che corresponsabilizzi tutti". Con il
leader silente, ieri da Franceschini a D'Alema a Rutelli tutti hanno battuto
sullo stesso tasto: "Le chiacchiere stanno a zero ? ha detto quest'ultimo
? se esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che
si faccia avanti". Magari sperando, che non ci sia: "Non può dire: la
faccio fallire e poi me la compro... Berlusconi se ce
l'ha faccia la sua proposta", pensa D'Alema. Il Pd dunque per ora non
"tifa" per nessuno, si limita a maledire l'accelerazione che la
vicenda ha subito, un po' per cause oggettive, un po' per la spregiudicatezza
dei francesi, un po' per un certo spirito che ha caratterizzato palazzo Chigi e
via Venti settembre. Nelle ultime due riunioni del consiglio dei ministri di
Alitalia se n'è parlato molto. Nella prima, lunedì, Padoa-Schioppa ha
illustrato lo stato dell'arte e i contenuti dell'offerta di Air France.
Riunione non preparata adeguatamente, si lamenta qualche ministro: "Non si
fanno sedute in questo modo su un tema così importante con metà governo assente
e con un ordine del giorno che non sembrava stringente". Mercoledì
un'altra discussione, con il ministro dell'economia sempre più pressante: o si
accetta la proposta dei francesi o c'è il commissariamento. Non si aveva
sentore che Berlusconi stesse meditando di scendere in
campo, lui e i suoi figli. Veltroni si è ripetutamente
lamentato con Prodi della gestione di questa vicenda negli ultimi giorni. I due
si sono sentiti anche ieri mattina. Le fiches restano dunque sulla proposta
francese, purché migliorata. Soprattutto sul piano degli esuberi, i dem
incoraggiano l'iniziativa dei sindacati: "Non c'è dubbio che il governo
sentirà le proposte sindacali", ha sottolineato D'Alema. Di tutto c'è
bisogno tranne che di una spaccatura con Epifani, e per questo la parola
d'ordine resta quella della "gradualità", nel senso che quella che va
aperta è una vera e propria trattativa che nessuno può dire adesso che tempi
avrà. Ma la preoccupazione per un impatto dell'iniziativa berlusconiana sul
voto resta alta. Il timore che nella Pedemontana la risacca possa travolgere il
successo del pullman veltroniano è forte, come mettono in rilievo in queste ore
i Democratici lombardi: dalla Lombardia forse il pullman è andato via proprio
nel momento in cui ve n'era più bisogno, si punta molto ora sulla conferenza
operaia di Brescia del 29 che è un'altra cosa ma sarà pur sempre l'occasione
per lanciare un messaggio chiaro su quella che al Nord è diventata la prima
emergenza: dopo anni in cui era la sicurezza adesso è l'occupazione.
( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
WALTERTOUR
FRA PIEMONTE E LIGURIA ULTIMA TAPPA PRIMA DI PASQUA. IL VIAGGIO RIPRENDE
MARTEDÌ DA ALCAMO Veltroni rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte FABRIZIA
BAGOZZI Reduce dall'attacco personale che gli ha sferrato Fini martedì,
nell'ultima tappa del bustour prima della pausa pasquale, Veltroni rilancia il fair play
chiamandosi ancora una volta fuori dalla logica della rissa che è stata il
modello standard delle campagne elettorali italiane recenti e passate:
"Bisogna liberare il paese dagli odii del passato. Siamo tornati ai vecchi
linguaggi, a una campagna in cui si aggredisce personalmente". A Veltroni non è ovviamente andato giù né il siluro ad
personam del numero due del Pdl ? che lo ha costretto a mettere i puntini sulle
i sulla vicenda del vitalizio ? né il tentativo di tirarlo per i capelli in un
gioco di botta e risposta che con la politica c'entra poco. "Passano i
giorni e noi riusciamo a mantenere il tono e l'ispirazione di questa campagna
elettorale perché voglio evitare agli italiani lo spettacolo amaro e desolante
di vedere uno spettacolo che vedono da troppo tempo: stessi riti, stessi attacchi,
stesse urla. Io a questo non partecipo. Non intendo parlare contro qualcuno, ma
dire che cosa si vuole fare per questo paese". E per rimarcare, a Berlusconi che gli dà del vecchio comunista che ha inserito
in lista la nomenclatura comunista risponde ironico: "Nomenclatura
comunista come Veronesi, Calearo, Colaninno, il generale Del Vecchio. Sapete
cosa rispondo a queste dichiarazioni che arrivano con 14 anni di ritardo?
Niente e passiamo oltre". Il leader del Pd parla ad Asti, piccola città
ricca del Piemonte agricolo e slow food, ancora una volta di fronte a tanta
gente: "La partecipazione popolare che abbiamo visto in questi giorni è
una grande festa per la democrazia, come quando tre milioni e mezzo di persone
andarono a votare per le primarie". Fra le cose da fare per l'Italia, Veltroni mette al primo posto la precarietà: "In Italia
oggi ci sono 875mila ragazzi che prendono meno di 700 euro al mese senza
riuscire a progettarsi un futuro. Per questo abbiamo proposto di istituire un
compenso minimo legale di circa mille euro al mese". Ma c'è anche la
scuola: "È il grande scomparso di questa campagna elettorale ".
L'Italia può funzionare soltanto con un sistema scolastico adeguato, per questo
"sono determinanti la formazione e la retribuzione degli insegnanti, la
loro stabilità. Ed è necessaria una scuola plasmata attorno a un'idea di
autonomia didattica in cui però sia centrale l'insegnante ". A Cuneo,
città medaglia d'oro per la Resistenza parla di fronte a una platea in buona
parte composta da ex partigiani e rende omaggio a "quella gloriosa parte
della nostra storia e alla grandezza di questi italiani che hanno fatto
prevalere gli interessi generali su quelli personali". Qui torna a
esprimere solidarietà al popolo tibetano e al Dalai Lama "che è stato
capace di insistere proprio in queste ore sulla non violenza e sull'evitare
forme estremi di lotta". A Savona Veltroni non
elude il nodo di Alitalia: "Se ne parla con grande leggerezza, si
annunciano cose che fanno un incendio su una vicenda la cui delicatezza è
evidente per il futuro del paese. Del resto, sulla sorte della nostra compagnia
di bandiera, Berlusconi e Fini hanno detto cose che
sono il giorno e la notte". E per vedere l'effetto che fa, visto che,
dice, "ovunque e a qualsiasi ora abbiamo trovato teatri e piazze
piene", annuncia che in Puglia farà una manifestazione elettorale a tarda
notte. Sarà il primo comizio di mezzanotte della storia italiana.
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il leader Pd sfida
il Cavaliere: i nomi della cordata in 48 ore. La replica: servono 3-4 settimane Duello sul futuro di Alitalia tra Veltroni e Berlusconi ROMA - Botta e risposta su Alitalia tra Veltroni e Berlusconi. Il leader del Pdl ha dichiarato: "Penso ci sia la
possibilità di concretizzare una cordata italiana: molti imprenditori si sono
dichiarati disponibili". Ma sui tempi Veltroni ha chiesto un'accelerazione: "I nomi in 48 ore".
E sul tema Berlusconi ha replicato bocciando la
scadenza: "Servono tre o quattro settimane". CILLIS, IEZZI, MANIA,
MARTINOTTI, PONS E TOTARO ALLE PAGINE 2, 3 E 4.
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Economia Berlusconi: c'è la cordata Alitalia pronti in tre-quattro
settimane Veltroni ironico: giusto il tempo di
arrivare al voto LUCIO CILLIS ROMA - Il destino della compagnia di bandiera
resta protagonista della campagna elettorale. Se il premier uscente Romano
Prodi ha scelto di non toccare l'argomento, il leader del Pdl Silvio Berlusconi, al grido "o si fa Alitalia o si
muore", è tornato a parlare a tutto campo della compagnia, "della
necessità di non svenderla" e, ancora una volta, della cordata di
imprenditori italiani che sarebbe "già pronta", e che nel giro di
"tre o quattro settimane" si farà avanti, "assistita da
importanti banche. Alla fine - ha precisato il Cavaliere - presenterà una
proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la situazione". Il
gruppo di industriali disposto ad entrare in gioco, potrebbe quindi rinforzare
l'alleanza tra Air One ed Intesa Sanpaolo. Il vettore guidato da Carlo Toto,
ieri ha di fatto confermato la possibilità di riprendere in mano il dossier, ma
a patto di poter vedere da vicino i traballanti conti di Alitalia per almeno
tre settimane, contro le otto concesse ad Air France-Klm. Il leader del Pd
Walter Veltroni cerca di non farsi travolgere
dall'ondata di dichiarazioni partite da Berlusconi:
"La cordata tutta italiana? Ben venga - dice Veltroni
- ma esca allo scoperto in 48 ore. Ho fatto un po' di conti - conclude - dire
che servono 3-4 settimane vuol dire scavallare le elezioni. Non vorrei che si
evocasse oggi l'ipotesi di una cordata per poi scoprire dopo il voto che non
c'è". Il caso Alitalia ha rimesso in moto le dichiarazioni di gran parte
del mondo politico a favore della soluzione francese o di quella alternativa
tutta italiana. La Sinistra arcobaleno critica Berlusconi
per il mancato salvataggio negli anni del suo governo e critica Air France nel
merito della proposta. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, dal canto
suo, scommette sulla bontà del nuovo tentativo targato Air One e lo rilancia.
Più compatto il Pd che alla mossa di Berlusconi
replica ricordando lo stato avanzato di una crisi finanziaria gravissima che,
nel caso di un allungamento dei tempi delle trattative, porterebbe diritto
Alitalia coi libri in tribunale. Francesco Rutelli, candidato sindaco a Roma,
chiede "scelte responsabili e trasparenti" mentre il ministro delle
Comunicazioni Paolo Gentiloni ricorda che "se Alitalia fallisce è una cosa
drammatica, il problema va risolto con serietà, senza propaganda
elettorale". Il tempo stringe, quindi, anche se l'atteso incontro con il
numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta avverrà solo dopo il ponte di
Pasqua. Martedì i manager francesi incontreranno i sindacati. Le due
delegazioni sono folte al punto che Alitalia, padrone di casa, ha chiesto,
quanto meno alle sigle sindacali, di ridurre le presenze al minimo
indispensabile per procedere più rapidamente nel confronto. In queste ore
Spinetta e i suoi sono ancora al lavoro a Parigi per limare i nodi cargo e
contratti con Az Servizi e chiudere in tempi brevi mentre i rappresentanti dei
18mila lavoratori Alitalia aprono alla proposta alternativa di Air One con la
speranza di ottenere un segnale anche timido di apertura dalla Francia.
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il Garante: par
condicio violata nei Tg troppo spazio al Pdl Berlusconi:
pronto a sfida tv. Veltroni: io avevo già detto sì Il
Cavaliere: "Sono ormai tutti i conigli usciti dal cilindro leader del Pd"
FRANCESCO BEI ROMA - Per Rai, Mediaset e La7 il bipartitismo è già una realtà:
esistono solo Pdl e Pd (molto meno il Pd), tutti gli altri si accontentino
delle briciole. A tre settimane dalle elezioni l'Autorità per le garanzie nelle
comunicazioni interviene in maniera severa contro tutte le emittenti segnalando
il "forte squilibrio" dei tempi di parola assegnati alle varie
formazioni politiche. L'Agcom rileva infatti che "dal monitoraggio della
campagna elettorale emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze
politiche maggiori e il complesso delle altre sia, anche, tra il Pdl e il Pd a
favore del primo". I dati sono incontrovertibili e indicano in oltre due
ore e mezza i servizi in più a favore del Pdl nei confronti del Pd nei servizi
dei telegiornali della Rai, di Mediaset e del gruppo Telecom Italia Media. Sui
Tg della Rai il Pdl ha avuto il 37,24% contro il 29,75 del Pd. Tendenza anche
più marcata sulle reti Mediaset, dove il Pdl ha fatto registrare il 45,99%
contro il 23,80% per il Pd, mentre su La7 al Pdl è stato concesso il 48,23% e
ai democratici il 28,48%. Ma sono le forze minori le più discriminate e ora
possono farsi forti dell'ingiunzione dell'Authority che pretende
"l'immediato riequilibrio dell'informazione tra tutte le liste".
Francesco Storace, che aveva presentato mercoledì un esposto per denunciare
l'oscuramento della Destra, canta vittoria: "E' evidente che se il
riequilibrio imposto da Agcom non dovesse esserci con effetto immediato, per i
direttori dei Tg si aprirebbe un contenzioso presso il tribunale civile".
La Sinistra Arcobaleno non si accontenta e presenta un altro esposto basato su
una serie di dati elaborati dal "Centro di ascolto" e denuncia che al
Pd e al Pdl "è stato garantito, da parte delle emittenti pubbliche e private
il 60% della somma dei telespettatori", mentre alla formazione di
Bertinotti "è stato concesso uno scarso 13,5%". Si lamenta anche il
Pd con Marco Follini per "lo squilibrio a favore del Pdl" e chiede
"l'applicazione di una legge dello Stato". Berlusconi,
messo sul banco degli imputati per le sue televisioni, se la prende invece con
la "legge liberticida" della par condicio e sostiene di non essere
andato molto in tv. "L'Authority - aggiunge il leader Pdl - guardi alla
sostanza delle cose: un partito che viene votato dal 50% degli italiani deve
poter esporre il proprio programma e deve poterlo fare più di un partito che ha
l'1%". Gli replica indirettamente Michele Lauria, commissario dell'Agcom,
che ricorda come la par condicio sia presente "in tutte le democrazie
occidentali" ed in Italia "la legge è nata anche per fronteggiare il
non risolto conflitto d'interesse". Intanto si
riaffaccia la possibilità di uno scontro diretto in Tv fra Berlusconi e Veltroni. "Sono assolutamente disponibile", dice il Cavaliere a
SkyTg24, convinto che "tutti i conigli tirati fuori finora dal cilindro da
Veltroni sono
defunti". E il leader del Pd ricorda di aver già dato da tempo il suo via
libera al faccia a faccia. Ma il presidente della Vigilanza, Mario
Landolfi, sostiene che "la par condicio impedisce i faccia a faccia".
Quindi se Berlusconi si confronta con Veltroni "è obbligato a farlo con tutti i candidati
premier".
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Squilibrio Fede:
"Per me sono dei pazzi questa legge non la rispetto" Questo squilibrio
non lo vedo, assolutamente non c'è ROMA - Emilio Fede è al trucco. Sta
ripassando la scaletta serale del Tg4. Poco prima della diretta sfoga tutta la
sua rabbia per "le ridicole imposizioni" dell'Agcom. Il suo Tg4 è già
stato multato con una sanzione di 100 mila euro per il mancato rispetto della
par condicio. Adesso c'è questo nuovo richiamo. Non si ravvede?
"Continuano a rompermi le scatole, ma sono tranquillo: i miei
telespettatori hanno fiducia in me. Curioso poi che agli altri fanno le ammonizioni
ma le multe arrivano solo a me". Forse perché gli altri sono più
equilibrati, da lei invece Berlusconi dilaga. "A
me di cosa fanno gli altri Tg non importa niente. Constato solo che a me hanno
dato la multa, agli altri no". L'Agcom denuncia un "forte
squilibrio" dei Tg favore dei partiti più grandi e, in particolare, del
Pdl. Non si sente chiamato in causa? "Io questo squilibrio non lo vedo
assolutamente". Suvvia, Di Pietro e l'Udc hanno pure presentato degli
esposti contro di lei perché li ignorava. Non vorrà negare che nel suo Tg
qualcuno parla sempre e altri non parlano mai... "Queste imposizioni hanno
un sapore ridicolo, mortificano la libertà di informazione. E poi negli ultimi
3 giorni ho dato spazio a Di Pietro 10 volte e altrettante a Casini. Stia attento Veltroni, se Di Pietro continua ad attaccarci gli farà perdere le
elezioni". Ce l'ha sempre con Casini e Di Pietro? "Li invito a
prendere il mio posto. Da domani sono liberi di fare loro il Tg4, dico sul
serio. La verità è che l'opinione pubblica è disgustata da questa legge sulla
par condicio". Le costa molto rispettarla? "Non si può dare lo
stesso spazio a tutti, sono dei pazzi. Ma io non intendo rispettarla. Ovvero,
la rispetterò secondo la mia deontologia, come fanno i direttori dei
quotidiani". (f. b.).
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
A valle Stranezza
Petruccioli: è una regola burocratica paghiamo il conflitto d'interessi
"Comunque farò il possibile per far applicare le direttive
dell'Authority" La par condicio è una regoletta burocratica. Cerca di
arginare a valle le frane che si creano e che la politica non riesce a
risolvere L'ordine delle conferenze stampa dei leader l'ha deciso un sorteggio.
Mi sembra strano. Era più sensato tenere conto dei voti ALDO FONTANAROSA ROMA -
La par condicio? "Una regoletta burocratica con cui si tenta di fermare a
valle le tante frane che la politica non riesce a bloccare a monte". I telegiornali
e i programmi della Rai? "Onesti e validi, perché hanno spiegato agli
italiani tutto quello che c'era da spiegare sulle elezioni". Claudio
Petruccioli vive in assoluta serenità la bacchettata dell'Autorità in tema di
pluralismo: "Noi - osserva - abbiamo fatto il possibile in condizioni non
facili". E non risparmia, il presidente della Rai, una stoccata alla
commissione parlamentare di Vigilanza. Presidente Petruccioli: lei per due
volte, il 7 e il 12 marzo, ha parlato di un'informazione Rai corretta, pur
riconoscendo squilibri ai danni dei partiti minori. Ma il Garante accerta
adesso problemi ben più gravi. "I periodi sotto esame sono diversi. Io mi
sono pronunciato solo sul primo mese della campagna elettorale. Ora prenderò
visione degli ultimi dati e farò il possibile per applicare la legge e anche le
direttive dell'Autorità, come è mio dovere". Dunque lei riconosce che,
negli ultimi giorni, la Rai ha smarrito l'equilibrio dei primi? "In
generale, i nostri telegiornali e i programmi hanno fatto un lavoro notevole.
Confermo quindi un giudizio lusinghiero per l'intera campagna elettorale, per
il prima e per il dopo. I Tg hanno detto tutto. Hanno
spiegato perché Casini non va con Berlusconi e Boselli con Veltroni. Gli italiani possono orientarsi bene e hanno perfino intuito,
loro più di altri, che la Rai si muove tra nuove difficoltà". Quali,
Petruccioli? "Noi applichiamo la regole sulla par condicio, pensate quando
i candidati premier erano due o tre, ora che sono 15. La Cassazione, che
doveva indicarci tutti i candidati protetti dalla par condicio, ci ha scritto
due giorni fa. Poi c'è la questione delle conferenze stampa
individuali...". Partiranno il primo aprile, una per ogni candidato
premier, su Rai Due... "Il primo aprile, già... Un tempo, un mio omonimo
di nome Claudio Petruccioli - e qui il presidente Rai chiaramente ironizza -
era parlamentare e presidente della commissione che vigila sulla tv di Stato.
Quando dovemmo decidere l'ordine di apparizione dei politici, stabilimmo che le
forze più grandi sarebbero andate in video a ridosso del voto. Adesso invece è
stato scelto il sorteggio e i primi a parlare saranno Berlusconi
e Veltroni". Dunque lei critica questo sorteggio
che fa parlare per primi i big, per ultimi De Vita e Ferrara, dunque favoriti.
"Io non critico nessuno. Io dico che il mio omonimo Claudio Petruccioli si
spese per un criterio legato alle dimensioni e alla rappresentatività. Ora c'è
questo sorteggio e l'effetto mi sembra un po' strano". La legge sulla par
condicio è da eliminare, allora? "Oggi non sono più parlamentare e non
darò suggerimenti. Penso, però, che si sia tramutata in una regoletta
burocratica che tenta di arginare a valle le frane e i problemi che partono a
monte". Lei si riferisce al conflitto d'interessi... "Al conflitto
d'interessi, alla liberalizzazione del mercato tv. Questi gravi problemi, la
politica non è riuscita a risolverli. Così scarica tutto sulle fragili spalle
della legge sulla par condicio". Da eliminare, dunque... "Il
principio è sacrosanto. Ma oggi la legge entra in conflitto con il
diritto-dovere di informare. I nostri Tg sono come il suo quotidiano: partono
dagli eventi, dalla realtà. Questo hanno fatto in campagna elettorale
guadagnandosi dunque la mia stima".
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Commenti IL SABATO
DEL VILLAGGIO Si può abolire la par condicio? GIOVANNI VALENTINI Prendiamo in
parola Silvio Berlusconi quando annuncia, minaccia o
promette che la legge sulla "par condicio" sarà una delle prime a
venire abrogata, se il centrodestra vincerà le elezioni e tornerà al governo.
Già questo, da solo, potrebbe essere un buon motivo, valido e sufficiente per
orientarsi di conseguenza al momento del voto. Basterà immaginare che cosa
accadrebbe senza più "par condicio"; quale diluvio di spot elettorali
sommergerebbe i poveri telespettatori italiani; quanto spenderebbe il partito
del Cavaliere sulle reti Rai e soprattutto su quelle Mediaset; come i Tg del
Biscione - a cominciare ovviamente da quello del fedelissimo Emilio Fede -
racconterebbero la prossima campagna. Sarebbe, appunto, una competizione
impari, cioè squilibrata, sbilanciata, sproporzionata, fra il colosso
politico-mediatico che fa capo a Berlusconi e gli
altri contendenti. Tutto dipenderà, com'è ovvio, dalla maggioranza di cui
eventualmente disporrà il Popolo delle libertà nel nuovo Parlamento e dai
rapporti di forza con l'opposizione. O meglio, con le opposizioni, al plurale,
perché contro l'abolizione della "par condicio" si sono già pronunciati
- oltre al Partito democratico - anche la Sinistra Arcobaleno e l'Udc di Pier
Ferdinando Casini. Auguriamoci fin d'ora che la questione non diventi moneta di
scambio in un'ipotetica trattativa sulle riforme istituzionali né tantomeno
oggetto di "larghe intese" o peggio ancora di inciuci sotto banco.
Nel frattempo, converrà ricordare che la pubblicità elettorale - gratuita o a
pagamento - è vietata in Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, tanto sulla
televisione pubblica che sulle reti private. è ammessa invece negli Stati
Uniti, dove vigono però dal 1934 i principi contenuti nel Federal
Communications Act. Tra questi, in particolare, il principio dell'equal time,
in base al quale le emittenti tv sono tenute per legge a offrire spazi a parità
di condizione a tutti i candidati (costi, collocazione oraria, frequenza), in
modo appunto da non squilibrare la campagna elettorale. Fin dal '38, inoltre,
la cosiddetta fairness doctrine (dottrina dell'imparzialità, dell'equità)
elaborata dalla Federal Communications Commission, l'omologa della nostra
Autorità sulle Comunicazioni, stabilisce che nessuna emittente televisiva può
mettere le proprie trasmissioni al servizio di una causa di carattere politico,
ideologico o religioso. Per l'Authority americana, un'eccessiva partigianeria
costituisce addirittura giusta causa per la revoca o il rifiuto di rinnovare la
concessione. Una Retequattro made in Usa, insomma, non sarebbe neppure
concepibile. Ma, per prendere davvero in parola Berlusconi,
bisogna prima capire che cosa intenderebbe fare - una volta tornato al governo
- sulla "vexata quaestio" del conflitto d'interessi e della normativa
anti-trust nel settore televisivo. A parte il problema dei rapporti
parlamentari, non si può ragionevolmente pensare di abrogare la "par
condicio" senza sciogliere preventivamente i due nodi suddetti. O forse,
si può pure pensare, ma poi non si riuscirebbe in pratica a farlo. Quanto al
conflitto d'interessi, che non riguarda tanto le "attività
imprenditoriali" di Berlusconi - come dice
semplicisticamente il moderato Follini, neo-responsabile del settore
Informazione per il Pd, nel libro-intervista citato all'inizio - ma soprattutto
il suo "status" particolare di concessionario pubblico, non lo
consentirebbe la decenza: immaginate come reagirebbero l'establishment
internazionale, l'opinione pubblica e perfino i mercati, di fronte a un capo di
governo, proprietario di tre reti tv, che elimina la "par condicio" e
conserva intatta la sua concentrazione televisiva. L'Onu, l'Unione Europea e
chissà quali altri organismi sopranazionali invierebbero d'urgenza i loro
osservatori speciali in Italia, per verificare lo stato di salute della nostra
democrazia. Tanto più se il Cavaliere, dopo aver occupato le frequenze
invisibili dell'etere, invadesse ora anche i corridoi visibili dello spazio
aereo acquisendo per sé o per i suoi figli il controllo dell'Alitalia: due beni
pubblici, l'etere e lo spazio aereo, sottoposti a regime di concessione ovvero
di licenza. Per quanto riguarda invece la normativa anti-trust sulla tv, qui
l'Europa è già intervenuta avviando una procedura d'infrazione contro l'Italia
per la legge Gasparri, con la minaccia di una maxi-sanzione se il provvedimento
non verrà rapidamente modificato o sostituito. E più di recente, la Corte di
giustizia ha messo sotto accusa l'intera legislazione italiana in materia,
dalla legge Maccanico del '
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina V - Napoli
Sinistra Vademecum Pdl, missione Mezzogiorno il governatore sotto accusa
"Il nostro governo fermerà i fondi a pioggia" D'Alema sta
mistificando la realtà. Nessuno ha realizzato tanti danni come la sinistra
Dieci proposte, una sorta di vademecum che va dalla lotta alla criminalità ai
fondi europei OTTAVIO LUCARELLI "Il nuovo governo bloccherà la
ripartizione a pioggia dei fondi europei decisa in Regione. Le promesse
elettorali di Antonio Bassolino oggi sono carta straccia, occorre un'alta
vigilanza sul suo bunker e su quanto si decide nel chiuso delle stanze di via
Santa Lucia". Stefano Caldoro, candidato alla Camera nella "testa di
lista" Napoli e provincia, lancia la sfida in mattinata durante la presentazione
del programma del Pdl per la Campania e il Mezzogiorno, assieme ad altri
esponenti di punta del centrodestra tra cui Mario Landolfi, Marcello
Taglialatela, Nicola Cosentino, Maurizio Iapicca. Messaggi a raffica contro
Bassolino, il chiaro segnale di un cambio di marcia in Campania da parte di un
centrodestra che dopo quindici anni vissuti quasi sempre da spettatore, ora
vuole salire sul palco e diventare protagonista. Lo conferma Mario Landolfi:
"Veltroni è imbarazzato e non
fa altro che rimandare la sua venuta a Napoli per il semplice motivo che la
presenza di Bassolino è causa di perdita di voti, perché l'80 per cento dei
campani non lo vuole più". Incalza anche Marcello Taglialatela: "La
responsabilità per l'attuale situazione in cui versa la Campania ha un nome e
cognome, Antonio Bassolino, che non ha ancora fatto autocritica e, anzi,
approfitta della campagna elettorale per continuare a muoversi nel sistema
clientelare che ha creato". Affonda il coltello anche Maurizio Iapicca, da
venti anni uomo Mediaset e ora in corsa per il Parlamento: "Le bugie hanno
le gambe corte. Anche quelle del G7 quando lui prese meriti che erano solo di
Silvio Berlusconi". Dieci i punti del programma
del "Governo del fare, missione Sud", come lo definisce il Popolo
della libertà: "Campania fanalino di coda", "ultima occasione
fondi europei", "contrasto alla criminalità", "il
malgoverno della Regione" sono alcuni dei capitoli che, secondo il
coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino "saranno il punto
di partenza per mandare a casa una classe dirigente che in Campania è stata la
peggiore in assoluto dal dopoguerra". E il Pdl ne ha anche per D'Alema,
con Stefano Caldoro che accusa: "Sta mistificando una realtà disastrosa,
ma non può imbrogliare i napoletani. Non può non constatare che la sua parte
politica ha espresso, giudicando i fatti, una pessima classe dirigente. Mai
sono stati causati tanti danni come ha fatto la sinistra negli ultimi quindici
anni in Campania. Il caso dei rifiuti è solo l'esempio più drammatico che mostra
chiaramente il fallimento di Bassolino". Accuse che rimbalzano anche dalla
sede del Consiglio regionale, dove tuona il capogruppo di Forza Italia, Cosimo
Sibilia, anch'egli candidato: "Nelle forze politiche di opposizione in
Regione non ci sono falchi o corvi e non c'è chi getta fango su una delle più
belle regioni del mondo. C'è, piuttosto, passione e denuncia politica nei
confronti di chi, insieme alla sua maggioranza, non ha salvaguardato il
territorio e i diritti dei suoi cittadini, non ha tutelato gli onesti dai
disonesti ed ha imposto tasse regionali sempre più alte". Il centrodestra
avvia il conto alla rovescia per Bassolino mentre Mara Carfagna, altra
candidata di punta del Pdl in Campania, da Salerno rincara: "I turisti
sono in fuga per colpa di Bassolino che, rinchiuso nella sua torre d'avorio, ha
perso il contatto con la realtà. Lo faremo scendere sulla terra il 14 aprile,
una data che per la Campania può significare la liberazione dal
malgoverno".
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina IX - Firenze
Erica Mazzetti, 30 anni, candidata alla Camera per il Pdl "Berlusconi mi ha detto che occhi bellissimi..."
Geometra, le piace la palestra e il trekking L'aborto? "Una scelta
privata" SIMONA POLI Giovedì scorso la prima foto con Berlusconi,
a Roma, come candidata alla Camera nella lista toscana del Partito della
libertà. Erica Mazzetti ha 30 anni, da quattro è consigliere comunale di Forza
Italia nel Comune di Vernio, vicino Prato. Di lavoro fa la geometra. Com'è Berlusconi visto da vicino? "Ero talmente emozionata
che sul momento non capivo neanche bene cosa stesse succedendo. Comunque è
molto affabile, uno che sa metterti subito a tuo agio. Gli ho detto
"complimenti Cavaliere" e lui a me "complimenti a lei, ha degli
occhi bellissimi". Così". Non pensa che esageri a candidarsi per la
quinta volta? "Non è più un ragazzino, ma ha un carisma che batte quello
di tanti trentenni. Fa bene a correre di nuovo perché è un rivoluzionario, un
anticipatore di idee. L'età non conta, contano il carattere e il modo in cui
uno si pone". Le sue vicende giudiziarie non l'hanno mai fatta tentennare?
"La magistratura non sta molto dalla parte di Berlusconi,
specie sotto elezioni. E poi credo che a personaggi del suo livello con tante
attività in campi diversi possa succedere di essere coinvolti in qualche
inchiesta. Finora si è sempre rialzato". Lei è ventinovesima in lista,
dunque corre per fede. "La mia è una candidatura di bandiera, l'idea di
inserirmi è nata nel coordinamento provinciale di Prato, sono anche l'unica
donna che ne fa parte". Pensa che le donne siano discriminate in politica?
"Per la mia esperienza personale non potrei dirlo". Però non l'hanno
messa tra gli eleggibili. "E' vero, con le preferenze forse avrei avuto
più chance. Ma prima di andare in Parlamento è bene fare esperienza". Campagna
elettorale grigetta. A Prato che fate per movimentarla? "Tante iniziative,
anche al femminile. Come una sfilata di moda in costume con vestiti dalla fine
dell'Ottocento ad oggi". Della crociata anti aborto che pensa? "Che
nella vita privata ognuno è libero di fare le sue scelte". Favorevole
anche ai matrimoni gay? "Alle coppie semmai. Il matrimonio è un'altra
cosa, io credo alla famiglia, sono anche cattolica". Se vivesse negli
Stati Uniti chi voterebbe? "Non seguo un granché le
primarie americane ma mi piace Obama, credo che potrebbe essere un buon
presidente". Questo lo dice anche Veltroni. Le piace il cinema? "Non amo molto né il cinema né la tv.
Quando sono libera faccio palestra e trekking, sono anche iscritta al Cai. Mi
arrampico".
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina XI - Bologna
IMPOSSIBILE BIS PER LA LISTA... FAUSTO ANDERLINI (segue dalla prima di cronaca)
Carta, in ogni modo, buona come azzardo, perché alla prova dei fatti potrebbe
trasformarsi in un bluff. Quando la Civiltà parmigiana di Ubaldi si presentò in
provincia, ad esempio, nonostante il cono protettivo della Gazzetta di Parma,
l'operazione si risolte in un fiasco. A dimostrare che le operazioni civiche
hanno possibilità di successo quando pescano nel torbido della politica locale.
Assai meno, se non per nulla, quando ambiscono a sedimentare il seguito locale
in una proposta di appartenenza politica. A parte gli strascichi della campagna
elettorale, se a Bologna l'Udc non riuscirà a viaggiare sulle due cifre, anche
per un pelo, ben difficilmente potrà pretendere di re-installare Guazzaloca
come candidato di ritorno. Del resto nel centro-destra la frattura sembra
insanabile, perché ha innanzitutto una valenza culturale. Il civismo è agito
essenzialmente da una forma di "nostalgia restauratrice". L'old style
è nel loro dna ed è l'unica garanzia che offrono. Mentre nella destra spingono
forze "barbariche" e, in certo senso di "rottura", non più
disposte, comunque, a sottostare all'egemonia di certe oligarchie. Di questa
frattura, del resto, il Casini è perfettamente consapevole, ed è per questo che
spera in un soccorso da parte di quei pezzi della sinistra nei quali più
acrimoniosi sono i refoli della "nostalgija". Nel '99, funzionò,
tanto che almeno un cinque per cento dell'elettorato di sinistra (secondo le
stime) scivolò verso i civici. Vedremo come evolverà la soap. C'è però un dato
sistemico che gli analisti politici dovrebbero sapere. Il ciclo politico delle
città, da almeno quindici anni a questa parte si muove all'inverso rispetto a
quello nazionale. Il voto amministrativo, di norma, tramite il gioco
astensionistico, da la stura al malcontento verso il governo centrale di turno.
In ultima analisi a decidere nel '99 fu la crisi fiduciaria nella quale era
impelagato il governo D'Alema, mentre nel 2004 la sinistra potè avvantaggiarsi
del disgusto verso il governo Berlusconi. Se si
guardano i dati demoscopici più recenti le stesse sofferenze
dell'amministrazione Cofferati hanno culminato con la devastante crisi
fiduciaria del governo Prodi. Perciò è facile fare una
previsione per Bologna. Se nel 2009 la destra sarà al potere a Roma, non ci
sarà partita. Il Pd vincerà in carrozza, per semplice reazione allo sconforto.
Se invece Veltroni sarà
riuscito nel miracolo, idem. Perché l'entusiasmo sarà alle stelle.
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"Chi vince
governa anche con un solo senatore" Veltroni al
Cavaliere: niente inciuci, non si deve scherzare sui precari "Antonio Di
Pietro? Non sarà ministro della giustizia" ROMA - "Niente inciuci,
niente pasticci dopo il voto. Chi vince, anche per un voto, anche con un
senatore in più, governa". Il pareggio al Senato "sarebbe un
disastro". Walter Veltroni, prima al Tg2 e poi su
La 7 nel programma di Daria Bignardi, torna ad escludere larghe intese con Berlusconi. E annuncia che fra qualche giorno anticiperà i
nomi di alcuni dei ministri della sua futura squadra di governo, "è giusto
farlo prima del voto, ma prometto che non li annuncerò in televisione, e ci sto
lavorando". Calearo futuro ministro dell'Economia? Il leader del Pd non si
sbilancia, si limita a indicare i criteri per la scelta, "saranno nomi che
esprimeranno la novità della sfida del Pd". Di Pietro alla Giustizia?
Questo lo esclude anche Veltroni, "non credo
proprio che Di Pietro sia interessato a quell'incarico, non è proprio nel
novero delle cose di cui si discute". Sui sondaggi, il candidato premier
del Pd non crede tanto a quelli che danno il voto operaio in marcia verso il
centrodestra, "non penso che sia così", ricorda che cinque milioni di
lavoratori hanno approvato il pacchetto welfare del governo, e che chiedono
salari, pensioni e più sicurezza come fa il Pd. Insomma, "c'è una naturale
sintonia fra chi lavora e il nostro partito". Veltroni,
sulle unioni di fatto, è pronto a fare i Cus e non i Dico, "una cosa molto
importante e non una robina, anche perché le soluzioni estreme e ideologiche
non sono sempre quelle più giuste". Quanto alle distanze fra i due
schieramenti il distacco "è fra 4 e 6 punti", da settembre il Pd, secondo Veltroni, ha recuperato 16 punti, 2 punti al mese. Berlusconi giura che i punti sono più di
dieci ed è sicuro che vincerà lui? "Dal '94 ad oggi lo ha sempre detto,
vinco io, e però alcune volte è stato battuto lo stesso". Ma perché Veltroni non cita mai per nome, nei
comizi, Silvio Berlusconi?
"Perché la contrapposizione personale mi sa tanto di vecchia campagna
elettorale, di veleni che vanno lasciati alle nostre spalle". Ma certe
battute del leader del Pdl sono di cattivo gusto, come l'offerta alla giovane
precaria di sposare il figlio Piersilvio, "detta il giorno dopo il
suicidio di un operaio rimasto disoccupato: su certe cose non si può scherzare,
sono troppo serie per risolverle con una battuta". Ma Berlusconi
nelle campagne elettorali fa sempre entrare in scena i suoi figli, "una
volta ci giura sopra, un'altra gli vuol far sposare una precaria, adesso gli fa
comprare l'Alitalia". Piersilvio muscoloso e sulla moto, come in copertina
della riviste patinate? Veltroni ride, "non è nel
mio stile, se posso scegliere.". Taglio dei parlamentari (ridotti a 570),
dei loro stipendi (equiparati alla media europea), una sola Camera, riforma
elettorale sono alcune delle modifiche istituzionali che Veltroni
rilancia. Frutto della pressione dell'antipolitica? "No, esigenze maturate
già prima, anche perché a volte l'antipolitica si presenta alle elezioni. Veltroni spera che un ramo del Parlamento possa andare
all'opposizione, così come le commissioni di controllo, e che i leader dei due
schieramenti sulle grandi questioni si parlino per uscire da quindici anni di
"blocco e di odio". Ma insieme si possono fare solo le riforme
istituzionali, "cosa che potevamo fare anche prima delle elezioni".
(u.r.).
( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Boccuzzi, operaio
Thyssen, candidato del Pd "Il governo Prodi ha deluso le attese dei
lavoratori per questo votano a destra" "Le persone con cui parlo sono
sfiduciate, molti dicono che non voteranno" PAOLO GRISERI TORINO - Se gli
operai votano a destra "è perché sono rimasti molto delusi dal governo
Prodi. Avevano aspettative molto alte che non si sono realizzate nei tempi
attesi". Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen candidato nel Pd, non si
stupisce del sondaggio Demos-Coop pubblicato ieri da Repubblica. E aggiunge:
"Spero che cambino idea ma al momento l'aria è proprio quella". Che
cosa li convince nel programma del Pdl? "Non votano Berlusconi perché li convince, ma perché
sono delusi da Prodi. E pensano che Veltroni sia la fotocopia di Prodi". Perché ce l'hanno con Prodi?
"Si aspettavano che lo scalone delle pensioni venisse abolito davvero e
non sostituito da tanti scalini. Si aspettavano di vedere gli effetti
del taglio delle tasse sui salari e invece non se ne sono accorti". Che
cosa risponde a queste critiche? "Che non c'è stato il tempo e che il
governo di Veltroni potrà decidere più in
fretta". E loro non si convincono? "è difficile spiegare che bisogna
avere pazienza a chi fatica ad arrivare alla quarta settimana. Tutti i mesi
hanno quattro settimane. Le attese su quel che avrebbe potuto fare il governo
erano molto alte. Si sperava che le cose potessero cambiare da un giorno
all'altro". E così oggi preferiscono Berlusconi?
"Lo dimostra il fatto che anche Bertinotti verrebbe penalizzato. Perché
dicono che adesso è tornato sulle barricate ma appena ha avuto un posto
importante è diventato più moderato. E pure Rifondazione sosteneva Prodi".
In fabbrica si pensa davvero che le promesse di Berlusconi
siano più credibili di quelle di Veltroni? "Non
so. Ma le persone con cui parlo sono deluse. Molti dicono che non andranno a
votare". Come cercherà di far cambiare idea ai suoi compagni di lavoro?
"Ricorderò che c'è differenza tra un ministro come Damiano, che ha
regolarizzato i dipendenti dei call center, e uno come Maroni che voleva
cancellare la legge per i lavoratori esposti all'amianto".
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del CARLO ROGNONI"Tra Rai e Mediaset c'è qualcuno che non
rispetta le regole" "Meno male che c'è il Tg3..." / Roma n.l.
"Meno male che c'è il Tg3: sarebbe quello più di sinistra invece è il più
equilibrato". Per il consigliere Rai Carlo Rognoni i dati Agcom sono un
segnale utile per recuperare equilibrio in tv. Lo squilibrio è evidente e
riguarda anche i tg Rai. Vi è sfuggito di mano? "Mi viene da dire, meno
male che c'è la Rai, i dati dei nostri tg a confronto con quelli di Mediaset
dimostrano che qualcuno non rispetta le regole e la legge. Certo ci sono dei
limiti anche nella Rai, ma dall'altra parte ci sono dei dati allarmanti. E fa
bene l'Agcom a intervenire e a chiedere un riequilibrio". Fra i tg Rai ci
sono delle differenze di trattamento per i soggetti politici. "È vero.
Allora dico: meno male che c'è il Tg3. Si vive di pregiudizi: chi non direbbe
che il Tg3 è il giornale più di sinistra? Eppure è il più equilibrato. Devo
dire bravo al direttore Di Bella, è il più corretto in assoluto. Un altro mito
infranto è il Tg1: si dice che è il più equilibrato e il più corretto? Si vede
che, a forza di volere essere corretto gli è cresciuta una bella coda di paglia
al Tg1, il risultato è che privilegia il Popolo delle Libertà. E solo in un
caso vengono confermati i pregiudizi: si dice che il Tg2 è di destra? be',
carta canta, i dati lo confermano. Mi ha stupito RaiNews24: il buon Mineo, che
passa da uomo di sinistra, è il più sgangherato con il tempo per il Pd al 25% e
al 46 per il Pdl; deve fare un bel riequilibrio". Come interverrete?
"Il segnale dell'Agcom è importante. Il presidente Petruccioli tutte le
settimane manda ai direttori i dati e chiede loro di riequilibrare se ce n'è
bisogno, lo farà anche questa volta". Passiamo a Mediaset... "Si
parla poco di conflitto d'interessi in questa campagna elettorale, e di nuovo
dico: meno male, perché quando se ne è parlato tanto non è successo nulla.
Meglio non promettere leggi che poi non si riesce a far passare. Comunque il
conflitto d'interessi c'è ed è grande come una casa e pesa come un macigno in
questa campagna elettorale, basti vedere i dati su Mediaset. Dovrebbe essere un
segnale anche per l'azienda, nell'interesse e nell'immagine di Mediaset
riequilibrare, dato che protestano sempre perché si vuole togliere loro una
rete". Il Tg4 di Fede ha il record. "Già. Ma mi insospettisce lo
spazio che il Tg4 dedica a Di Pietro: magari fa comodo
dimostrare che alleato del Pd è il partito giustizialita, come viene
chiamato". Cosa dice dei dati de La7? "È pazzesco, è la più
squilibrata quando sembra la più libera". E i mancati faccia a faccia?
"Sono possibili, dipende chi ci sta e Berlusconi sembra che non voglia fare il faccia a faccia con Veltroni".
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del I tg in ginocchio da Silvio "Par condicio violata" di
Natalia Lombardo/ Roma SQUILIBRIO L'Authority per le telecomunicazioni denuncia
un "forte squilibrio" nello spazio dedicato dai tg alle forze politiche,
e chiede un "immediato riequilibrio". Berlusconi
fa lo gnorri: "vado poco in tv" ma sui tg Rai e Mediaset il Pdl
domina. Non sul Tg3. Nella settimana dal 10 al 17 marzo, con la par condicio a
pieno ritmo, i dati resi noti ieri sul sito Agcom.it sono allarmanti: il Popolo
della libertà ha un vantaggio di due ore e mezza sui servizi dedicati al Pd nei
tg Rai, Mediaset, e Telecom (La7 e Mtv). Sui tg Rai il Pdl ha avuto il 37,24%
del tempo, contro il 29,75 del Pd. Su Mediaset è peggio: 45,99% al Pdl, contro
il 23,80% per il Pd. La7 e Mtv riservano al Pdl il 48,23% del tempo, al Pd il
28,48%. La Sinistra Arcobaleno ha presentato un esposto all'Agcom. Buttiglione
per l'Udc si lamenta ma non si capisce perché, dato supera di molto la Lega e
quasi raggiunge Sa. Va da sé che Emilio Fede ha il record della parzialità sul
"tempo di parola" (è il soggetto che parla): 53,65% al Pdl, 15,66% al
Pd: uno a tre per Berlusconi, intervistato per tre
volte in tre settimane nonostante Fede abbia ricevuto una multa Agcom da
100mila euro. In casa Mediaset è squilibrato anche il Tg5 di Mimun: il Pdl ha
il 36,62% mentre il Pd ha il 24,78% (va peggio nel "tempo di antenna"
che comprende anche il tempo su un argomento che riguarda il soggetto politico:
25,29% al Pd, ben 43,61% al Pdl). La Sinistra Arcobaleno schizza al 17,30% e il Partito Socialista il 4,56 (per dare fastidio a Veltroni?); Di Pietro ha il 2,28% un
6,79 all'Udc, la Lega ha solo l'1,85, la Destra di Storace il 2,31%, A Studio
Aperto il rapporto Pd - Pdl è del 22,2% contro il 38,35, però a Di Pietro è
dedicato il 7,98% (più del Tg4, che riserva all'Idv il 4,37). Abile uso
della comunicazione, che per esempio fra dedicare dal TgCom di Canale5, nelo
squilibrio del
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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l'edizione del Tutti i tg ai piedi di Berlusconi Tranne
il Tg3, l'informazione televisiva di Rai, Mediaset e La 7 viola la par condicio
La denuncia del Garante: forte squilibrio a favore del Pdl. Il Pd: si rimedi
subito Due ore e mezza di più dedicati a Berlusconi e
al suo partito: così tutti i Tg Rai (con l'eccezione del Tg3), Mediaset e
Telecom (La 7 e Mtv) violano la par condicio in campagna elettorale. È la
denuncia del Garante delle comunicazioni che chiede un "immediato
riequilibrio" della situazione. Berlusconi primeggia abbondantemente dappertutto, dal Tg4 di Fede al Tg1 di
Riotta. Assieme al Pd sono penalizzati tutti gli altri partiti. Con una
singolare eccezione del Tg5 di Mimun che assegna spazi discreti anche a
Bertinotti: forse può far comodo in funzione anti-Veltroni. Lombardo a pagina 3.
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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l'edizione del Crisi Alitalia, spunta la "cordata elettorale" Berlusconi insiste sull'intervento
italiano. Veltroni: se c'è venga
fuori in 48 ore e non il 14 aprile "Sono impegnato io, quindi si
farà". La vicenda Alitalia entra sempre di più nello scontro elettorale e Berlusconi assicura - smentendo i
vertici di Intesa Sanpaolo - che la cordata italiana alternativa ad AirFrance
sta marciando. Anche se non sarà più questione di giorni, ma di "3
o 4 settimane". Veltroni: se ci sono
disponibilità vengano allo scoperto in 48 ore. Intanto i francesi non cedono e
chiedono una decisione immediata per il futuro della compagnia. Il 25 incontro
con i sindacati. R.Rossi e Di Giovanni alle pagine 6 e 7.
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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l'edizione del Vuol pensarci lui Ma per ora c'è solo il ... prestito ponte Cara
Unità, circa venti anni or sono l'Iri stava vendendo la Sme a De Benedetti: la
trattativa fu bloccata da un gruppo di imprenditori con una offerta superiore,
se non ricordo male, di 50 milioni di lire; a capo di quella cordata c'era il
Sig. Berlusconi, che si muoveva per conto e su mandato
di altri. Naturalmente non se ne fece nulla. Oggi lo stesso signore evoca per
Alitalia un'altra cordata, di cui dovrebbero far parte anche i figli. Solo che,
a fronte di una offerta che ancora non c'è, lo Stato dovrebbe impegnarsi con un
"prestito ponte", e questa, al momento, è l'unica proposta concreta.
Insomma, la storia si ripete: si scompagina con le chiacchiere il tavolo senza
risolvere nulla. Il problema è che il cavaliere non ama soluzioni che non
portino la sua firma: così è stato all'epoca della Commissione bilaterale (il
nome era quello di D'Alema), così è stato, recentemente, in occasione del
tentativo di Marini di fare un governo finalizzato a riforme da tutti ritenute
necessarie. Eccesso di protagonismo? No, mancanza del senso dello Stato, o
meglio il senso dello Stato c'è solo e per quanto gli interessi dello Stato
coincidano con i suoi. Questo è l'uomo che ancora una volta si candida a
tutelare gli interessi degli Italiani. Con l'occasione qualcuno potrebbe
spiegarmi che differenza c'è tra un "prestito ponte" e un
"prestito non ponte"? Francesco Avallone Alitalia, perché nessuno fa
notare che Berlusconi ha governato per 5 anni? Cara
Unità, come fa Berlusconi a parlare di Alitalia e di
colpe del Governo Prodi? Il disastro è cominciato e si è compiuto nel suo
quinquennio di governo. Ma perchè nessuno, come fa Travaglio, documenta la sua
sfacciataggine e lo sbugiarda pubblicamente? Pensiamo che gli Italiani siano
così informati e traggano le dovute conclusioni? Temo di no, se vediamo rete
quattro e le altre del Cavaliere, ma anche la RAI che gli accorda uno spazio
inverecondo. E' necessario far emergere la verità su Alitalia, su di un certo
leghista Bonomi che ora vuole i danni per Malpensa. Ma la vergogna delle
proprie colpe non la prova più nessuno? Gianbattista Liazza, Ravenna Malpensa,
una disgrazia Se vuole, Berlusconi metta i suoi soldi,
non i nostri Cra Unità, sono un imprenditore di Firenze, ho viaggiato
moltissimo per lavoro, dopo la prima volta a Malpensa subito dopo l'apertura mi
chiesi chi era il disgraziato che aveva scelto quella posizione con quelle
infrastrutture di trasporto poi decisi che avrei volato da Malpensa solo se non
avessi trovato alternativa, poi penssai anche che avrebbero istituito voli
diretti da tutte le principali città italiane e che avrebbero fatto una linea
ferroviaria. Niente, Malpensa ha rovinato (in parte ) Alitalia. A gennaio sono
tornato da Zanzibar, atterro alle
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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l'edizione del ACHILLE PASSONIIl candidato al Senato per il Pd: la disillusione
e le difficoltà concrete che portano sulle spalle li stanno allontanando dalla
partecipazione politica "Il rischio è che gli operai a votare non ci vadano
proprio" di Luigina Venturelli / Milano Il cuore della classe operaia
batte sempre di più a destra? "Il rischio vero, almeno dal punto di vista
elettorale, è che gli operai a votare non ci vadano proprio". Achille
Passoni dissente dal sondaggio Demos-Coop: per l'ex segretario confederale
della Cgil, ora candidato al Senato per il Partito democratico, l'allarme non
riguarda tanto lo spostamento delle preferenze verso il Popolo delle Libertà,
quanto l'allontanamento progressivo dalla politica nel suo complesso. Il che,
probabilmente, rappresenta nei lavoratori un sintomo di malessere ben peggiore
del passaggio nelle preferenze di voto tra i diversi schieramenti. Achille
Passoni, perché gli operai sono maggiormente orientati a destra in vista delle
elezioni del 13 aprile? Circa il 46% promette di votare Pdl contro il 31%
accordato al Pd. "La campagna elettorale non è ancora finita, nelle urne
le percentuali di voto degli operai saranno diverse. Il pericolo, semmai, è che
i lavoratori dipendenti non vadano proprio a votare: la disillusione e le
difficoltà concrete che portano sulle spalle sono tanto pesanti da portarli
all'abbandono della partecipazione politica". Da dove arriva tutta questa
disillusione? "Il governo di centrosinistra ha suscitato grandi speranze
che non ha potuto realizzare appieno: le difficoltà interne alla coalizione e
l'interruzione della legislatura dopo soli venti mesi gli hanno consentito di
redistribuire ricchezza in quantità ridotte, non ha avuto il tempo di costruire
altre risorse. Ma le cause vengono da lontano, dai tempi del governo Berlusconi, quando maturò la condizione e la convinzione del
declino delle classi lavoratrici". Dal punto di vista elettorale, però,
risulta più penalizzato il Pd. "Se si riesce a scalfire l'astensionismo, è
la proposta del Partito democratico a vincere nel merito. I lavoratori vogliono
impegni precisi, non fumo negli occhi, e il programma del Pd è concreto e
praticabile nel ridare valore al lavoro". Chi si definisce "classe
lavoratrice" vuole spesso significare uno scivolamento in basso nelle
classi sociali, in seguito all'estromissione dal ceto medio. "Oggi dirsi
operaio è un problema perché è stata invertita la gerarchia dei valori. Il
valore del lavoro è basso sia in termini economici che sociali, e per cambiare
questa situazione non basta agire sull'economia, ma serve un grande impegno
culturale. Gli operai devono tornare a sentirsi valorizzati nel loro ruolo
sociale". Per il momento vince la sensazione di un declino diffuso.
"Non è una sorpresa. I sindacati l'hanno capito dai tempi del protocollo
sul welfare di luglio: nelle consultazioni tra i lavoratori erano evidenti la
delusione e la preoccupazione del futuro. Così si decise di porre con forza la
questione salariale e di fare la piattaforma sul fisco. Se la legislatura non
fosse stata interrotta, oggi il sondaggio Demos-Coop darebbe probabilmente
risultati diversi". Ma le Camere sono state sciolte. "Un'importante
operazione di redistribuzione di ricchezza si poteva fare comunque, grazie alle
risorse del cosiddetto tesoretto. Ma il centrodestra ha rifiutato la proposta
di Walter Veltroni di
utilizzare l'extragettito per sostenere salari e pensioni".
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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l'edizione del IL SONDAGGIO I lavoratori guardano a destra Incertezza nel
futuro, tanto che il 54% degli italiani ritiene inutile fare progetti impegnativi
per sè o per la famiglia, e il 51% ha visto peggiorare il proprio stato
economico contro il 36% di due anni fa. È il quadro tracciato da un sondaggio
Demos-Coop pubblicato da La Repubblica: gli italiani sono sempre più poveri e
il diffuso senso di declino non è privo di conseguenze elettorali. La coalizione guidata da Walter Veltroni è votata dal 31,6% degli operai, ma una percentuale maggiore
(46,5%) vota per l'alleanza di Silvio Berlusconi, che sul voto popolare distacca la coppia Pd e Idv di quasi 15
punti (14,9%). Ancora più in basso nel voto operaio c'è la Sinistra Arcobaleno
con l'11,9%, seguita dall'Unione di centro con il 5,7%. L'alleanza
Pdl-Lega-Mpa prevale anche nel voto di insegnanti, tecnici e funzionari del
settore privato (43,8% contro 37,6% di Pd-Idv), di lavoratori autonomi e
imprenditori (57,9% contro 22,9%), dei liberi professionisti (53,7% contro
28,8%) e delle casalinghe (52,5% contro 29,2%). A prevalere è invece la
coalizione di Veltroni tra impiegati, insegnanti,
tecnici e funzionario del settore pubblico (51,2% contro 30,7%), gli studenti
(43,7% contro 38,2%) e i pensionati (45,7% contro 37,3% della coalizione di Berlusconi).
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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l'edizione del "Abbasseremo le tasse, è una
certezza" Veltroni:
non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. "Di Pietro non farà il Guardasigilli" di Federica
Fantozzi / Roma OSPITE di quale famiglia italiana ha mangiato meglio? "In
Veneto ma anche a Roma". Daria Bignardi insiste e ottiene, almeno, il
primato del budino emiliano. Al tavolo delle Invasioni Barbariche, Veltroni annuncia che i punti di distacco sono 4-6, che il
pareg- gio sarebbe un disastro perché "chi vince anche con un solo
senatore governerà" ma le riforme istituzionali saranno condivise.
Serafico al punto che la conduttrice de La 7 si domanda se faccia meditazione o
si droghi, il candidato premier smonta i sondaggi berlusconiani: "Lui dal
'94 dice sempre che vince, ma a volte ha perso". Il Pd partiva da meno 20
punti a settembre e ne ha recuperati 16. Gli operai votano per il centrodestra?
"Non credo. Siamo in sintonia con loro". Promette che ridurre la
pressione fiscale è possibile: "Assolutamente sì". Un punto percentuale
per ogni aliquota. "Meno tasse e anche meno spesa pubblica". Come si
dimezzeranno i parlamentari (obiettivo 570) e si allineeranno alla media
europea i loro stipendi, benefici compresi: "Non possono stare più in alto
di quelli dei lavoratori". I diritti dei gay? Non ci saranno i Dico,
promette ma i Cus, perché il "realismo" - giura - frutta più di
"soluzioni estreme". Rassicura: "Ogni forma di omofobia è una
follia" Dribbla il toto-governo ma non del tutto: "Di Pietro non sarà
Guardasigilli. Non credo che lui lo voglia, non è nel novero delle cose".
Per il resto un criterio: "Persone che esprimano la novità del Pd".
Perché se il PdL è quello di sempre con l'aggravante di aver "perso il più
moderato Casini e imbarcato i meno moderati Mussolini e Ciarrapico". Il Pd
invece è "un grande partito e un solo gruppo parlamentare" che,
sull'esempio di Blair o Zapatero punta a cambiare il Pase con un
"programma nuovo e fatto con un senso di libertà" (da alleati
ingombranti). Il pullman partirà per la tappa in Sicilia dopo Pasqua (però
niente cannoli, "li mangia qualcun altro"): "Questo viaggio è
una bella immersione nell'Italia vera. Ma ho trovato un Paese teso e cupo che
deve ritrovare dinamismo". Le preoccupazioni espresse da Riccardo Illy non
lo contagiano. Il Nord Est? "Vuole velocità e meno burocrazia". I
figli di Berlusconi? "Compaiono in tutte le
campagne elettorali, per giurarci su o vendergli ALitalia". Il primo ddl
in consiglio dei ministri sarà quello contro la precarietà. E fa la predica
alla Bignardi che si interrogava sulla sinistra più indignata per la battuta
berlusconiana "sposi mio figlio" della stessa destinataria:
"Daria... Si era appena suicidato un operaio che aveva perso il lavoro.
Sbaglierò, ma su questo tema non mi viene da ridere". L'antipolitica?
"Alla fine si presenta alle elezioni. Io punto alla sobrietà della
politica". Il confronto tv con Berlusconi?
"Da mesi sono disponibile". Vittorio Zincone lo provoca: dagli
antiabortisti siculi con Veronesi e la Bonino, dai pacifisti kosovari con Del
Vecchio... Non è che se la politica arruola esterni per rappresentare quei
mondi è perché ognuno rappresenta se stesso? Giammai: "No, no, un partito
moderno tiene insieme chi sta insieme nel Paese. Sennò l'Italia si fascia. La
strada opposta riporta al '900". La Bignardi manda in onda la vecchia
imitazione di Corrado Guzzanti in cui Veltroni sfoglia
la rosa dei candidati: Raul Bova? Ha detto no perchè teme di perdere pubblico.
Di Caprio? Ha già fatto Titanic. Nazzari? "È morto, serve una riforma per
candidarlo". Heidi era disponibile ma il nonno vota a destra, Topogigio è
copyright Mediaset, resta solo Napo Orso Capo. Il bersaglio della satira -
ovviamente - ride. Infine, si dichiara "non pentito" di aver doppiato
il sindaco Rino Tacchino in un cartone animato (per beneficenza). Ma, a
richiesta, si rifiuta di gorgogliare in diretta. Bisogna accontentarsi di un
"possiamo farcela".
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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del Feltri insulta Napolitano "Il capo della casta..." A Destra il
livello è questo. Berlusconi più cortese definisce
"corretto", ma solo in astratto l'appello sul voto di Vincenzo
Vasile/ Roma L'ATTACCO È violento, diretto e personale. Viene da destra, la
parte politica che ha mostrato sin qui maggior risentimento per le battute
scambiate da Giorgio Napolitano in Cile con alcuni giornalisti italiani prima
di far ritorno in patria. "Napolitano, capo della casta" è il titolo
dell'editoriale di Vittorio Feltri su Libero di ieri. Secondo il direttore del
quotidiano le battute contro l'"antipolitica" pronunciate dal
presidente sarebbero state in verità riferite a una serie di articoli, giunti
ieri al numero 4, che il suo giornale va pubblicando in questi giorni sotto la
testatina dai toni non proprio garbati: "papponi di Stato". "Il
presidente non cita né il giornale, né gli autori degli articoli, ma
identificare l'uno e gli altri non è difficile, dato che sono i soli a
occuparsi delle piacevolezze del Palazzo", sostiene l'egocentrico Feltri.
Che almeno per oggi viene lasciato, però, abbastanza solo nella tenzone con il
Colle. A cominciare da Berlusconi, che sull'altra
dichiarazione controversa del presidente - quella con cui Napolitano ha negato
l'esistenza di un "voto inutile" - ha ingaggiato, invece, una disputa
ben più educata, all'insegna dei distinguo. E' "corretta" in astratto
la posizione di Napolitano, dal punto di vista istituzionale, però votando con
questo sistema elettorale per Casini e Storace l'elettore di centrodestra
"fa un favore" a Veltroni, sostiene l'ex-premier, che ha l'aria di non volersi scontrare
con il presidente. Il centrodestra, insomma, non ha ancora deciso se continuare
a cavalcare, o no, il ronzino del qualunquismo, forse rendendosi conto che il
fenomeno dell'antipolitica più probabilmente è destinato a ingrossare
l'esercito dell'astensionismo elettorale, anziché portare voti alla
destra. Che anche in questo caso, sull'atteggiamento da tenere nei confronti di
Napolitano, si divide. E a Feltri non rimane, così, altro che rivangare le
solite statistiche sui "bilanci straricchi" del Quirinale; e il
confronto, in un pezzetto pubblicato in pagina interna, è - come al solito -
con Buckingham Palace. Ma è abbastanza noto che dal Colle hanno sempre fatto
notare che il paragone delle spese sostenute dalla presidenza della Repubblica
Italiana per gestire il proprio Palazzo con quelle della reggia inglese non è
proponibile. Perché le attività pubbliche di quel "museo" a porte
aperte che è il palazzo del Quirinale influiscono in modo determinante e in
misura esponenziale sui costi. Di solito, Napolitano su questi argomenti ha
affidato ai suoi collaboratori il compito di ribattere - con argomenti tecnici
- sulle questioni delle spese e dei bilanci: proprio l'altro ieri la Padania ha
dovuto pubblicare una lettera indirizzata a Umberto Bossi (in qualità di
"direttore politico" del giornale) a firma del segretario generale
del Quirinale, Donato Marra, che fa le pulci a un analogo e altrettanto
immotivato attacco sferrato all'amministrazione del Colle da parte dell'organo
giornalistico della Lega: Marra in questa occasione si rivolge a Bossi
ringraziandolo "per quanto potrà fare perché il giornale che si richiama
al suo partito recepisca in modo meno acritico e indifferente accuse gratuite
non tanto alla mia modesta persona, quanto allo stesso capo dello Stato".
E fa notare, tra l'altro, che accuse del genere non hanno alcun reale
fondamento, visto che per la prima volta proprio quest'anno si conta, tra
l'altro, di arrivare a una minore spesa di ottocentomila euro, con una
"non irrilevante" inversione di tendenza nel bilancio della
Presidenza.
( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
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consultando l'edizione del Berlusconi lancia la
cordata elettorale "Sono impegnato io, quindi si farà". Veltroni: se ci sono
disponibilità escano allo scoperto in 48 ore di Roberto Rossi/ Roma ITALIANI
"I pochi giorni" della mattina sono diventati "3 o 4
settimane" nel pomeriggio. Ma la cordata italiana alternativa ad Air France per
l'acquisizione di Alitalia sta marciando. Almeno secondo il promotore Silvio Berlusconi. È una "proposta vera", ha assicurato
il leader della Pdl. Che per ora, però, non ha padri. Di imprenditori pronti a
farsi avanti, tranne qualche minore eccezione, se ne vedono pochi. neanche la
chiamata alle armi di Berlusconi in stile Risorgimento
- "o si fa Alitalia o si muore" - ha raccolto consensi. Il fatto è
che la partita è troppo complicata. Il gruppo aereo costa troppo, oltre due
miliardi tra debito e investimenti, per farne un solo boccone. Questo non vuol
dire che Berlusconi non ci stia provando. Il premier,
secondo fonti informate, avrebbe sguinzagliato il consulente di fiducia Bruno
Ermolli per cercare volonterosi. Ma per ora le adesioni sono state piuttosto
scarse e risicate. C'è il gruppo turistico alberghiero Soglia (Gerardo Soglia,
alla guida del gruppo, è candidato alla Camera con il Pdl nel collegio Campania
2), forse un'altra società bergamasca specializzata in trasporto aereo cargo,
ma per ora nulla più. C'è anche AirOne, ma quella c'era anche prima e da sola
non basta. Ci sono i figli di Berlusconi ma, come ha
ricordato l'ex premier, "potrebbero unirsi a un esercito di
imprenditori" solo dopo, con "un intervento ad adiuvandum". Non
ci sono imprenditori e mancano anche le banche. Intesa Sanpaolo ha sempre
espresso un interessamento di fondo per finanziare un progetto su Alitalia ma
vincolandolo a un progetto serio. Quello di AirOne era stato reputato tale ma
quattro mesi fa. Ora senza niente sul tavolo la banca non si muove. È anche per
questo che si sta cercando altrove. All'estero soprattutto. Sembra che sia
stata interpellata anche Jp Morgan, ma anche qui i risultati sono stati pochi.
Per questo Berlusconi, nonostante le rassicurazioni
("sono impegnato io, quindi si fa"), ha preso altro tempo. Tre o
quattro settimane che portano dritto alle elezioni. La campagna elettorale
rischia di ingessarsi su un solo argomento e sulle trovate di Berlusconi. Un rischio che Walter Veltroni
non vuole correre. "Se c'è una cordata italiana si faccia avanti in 48 ore
- ha detto il leader del Partito Democratico - altrimenti con Air France si
faccia un accordo sindacale che riduca l'impatto sociale e si consenta a
Malpensa nei tempi giusti di poter sostituire le vecchie rotte Alitalia con
altre compagnie aeree. Altrimenti è legittimo pensare che nuove cordate siano
evocate per ragioni elettorali ". Per ora quindi la proposta di Air France
è l'unica sul campo. E nonostante la pressione politica di Berlusconi
- "la risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio
e sarà un secco e un pieno no" -, il gruppo parigino non intende mollare.
Jean-Cyril Spinetta sta preparando con "serietà, buona volontà, grande
scrupolo" l'incontro di martedì prossimo con i sindacati italiani: è
convinto che la proposta per l'integrazione di Alitalia nel gruppo franco-olandese
sia "solida, concreta, fondata", ed è certo di avere
"interlocutori attenti". Per i francesi ottenere il via libera del
prossimo governo resta una condizione necessaria, ma è un problema che,
eventualmente, si porrà solo a suo tempo. "Noi sappiamo ciò che possiamo
fare e bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra
due mesi o un mese", ha detto il direttore commerciale di Air France-Klm,
Christian Boireau. La posizione dei francesi è la stessa degli amministratori
di Alitalia. Preoccupati dalla situazione finanziaria del gruppo, poco solida.
Servono subito 200-300 milioni e più una ricapitalizzazione di circa 750
milioni a maggio. "È ora di essere seri" ha detto il premier Romano
Prodi. Anche perché ci sono circa diecimila dipendenti che vorrebbero conoscere
con certezza il loro futuro. In tempi brevi. Per evitare, come ha spiegato Veltroni, "il fallimento e il lastrico per migliaia di
lavoratori".
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
[FIRMA]MARIA GRAZIA
BRUZZONE ROMA Pdl pigliatutto nei tg pubblici e privati. Almeno, stando ai dati
dell'Autorità garante delle comunicazioni, impegnatissima nel monitoraggio dei
tg in campagna elettorale. E che ieri ha denunciato il "forte
squilibrio" presente nei notiziari tv tra Pdl e Pd da una parte e gli
altri partiti dall'altra, e tra Pdl e Pd, a favore del primo. Ordinando un
"immediato riequilibrio dell'informazione politica". Berlusconi lì per lì cade dalle nuvole, "non sono al
corrente, non sono andato molto in tv". Ma subito si scuote e se la piglia
con la par condicio, "legge liberticida che c'è solo in Italia". E
poi "l'Agcom guardi alla sostanza: un partito che viene votato dal 50% dei
cittadini deve potere esporre i suoi programmi ai suoi elettori perché ci sia
un voto consapevole, e deve poterlo fare più di un partito che ha l'1%".
Gli esponenti della Destra non la pensano così. "Inseguiremo Fini
dappertutto e faremo nelle piazze quei faccia a faccia che i media nazionali ci
negano, come sottolinea anche l'Agcom", tuona il segretario nazionale di
Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, candidato numero 2 al Senato nel Lazio, dove
La Destra dà al Pdl un bel filo da torcere, erodendole i consensi necessari a
vincere il premio di maggioranza. Nani e nanetti sono sul piede di guerra e
tempestano di esposti l'Agcom (ne sono già arrivati da Idv, Udc, Ps, Manzione
& soci e, ieri, anche dalla Sinistra Arcobaleno). I più piccoli, del resto,
sono scesi in campo proprio per avere visibilità, oltre che i rimborsi
elettorali per ottenere i quali basta l'1% dei voti (e nessun seggio).
L'Autorità da parte sua deve far rispettare la legge che parla di
"equilibrio" fra tutte le forze politiche che si presentano alle
elezioni. Pronta a far partire richiami, poi diffide, quindi ordini di
reintegro, infine sanzioni e perfino sospensioni della concessione. Un'impresa
"quasi disperata" confessano con le mani nei capelli. Perché la legge
era stata pensata quando la competizione era bipolare, mentre oggi assegnare
"pari condizioni" a 11 candidati premier è praticamente impossibile,
anche se "i notiziari non stanno certo facendo del loro meglio". I
dati del monitoraggio parlano chiaro. Nelle edizioni principali dei tre tg Rai
dal 10 al 17 marzo, il Pdl ha avuto il 33,45% (il 38,8 sul Tg2) mentre il Pd
totalizza il 27%. Di Pietro arriva al 10,66, Sinistra Arcobaleno e Udc al 9,05,
La Destra al 3,3%. Trascuratissimi gli altri, tranne che dal Tg2, pur con
numeri irrisori. Squilibri molto maggiori nei tg Mediaset. Il Tg4 dedica il 39%
del suo tempo al Pdl "in voce", al Pd il 18,2%, il 10,1% ai
Socialisti e l'8,8 alla Sinistra Arcobaleno che raggiunge addirittura il 13,6%
al Tg5 dove il Pdl supera il 40%, contro il 22,2% del Pd. Più o meno quanto
Studio aperto, con Pdl al 44,4 e Pd al 26,8%, ma almeno concede qualche
briciola ai nanetti. "Il Tg2 ha dato spazio anche a partiti che avranno
giusto il voto dei parenti più intimi, per il resto il riequilibrio viene da
sé, non aspettiamo certo l'Agcom", si difende il
direttore Mauro Mazza, spiegando che aver avuto ospiti Veltroni e Di Pietro nei due giorni
scorsi pareggerà automaticamente il conto col Pdl nel prossimo rilevamento.
"Il mio criterio principale resta la notizia. Ma come direttore di tg dal
1994 ho sempre avuto la fedina pulita, senza mai una multa", scherza
Clemente J. Mimun, dal Tg5. Una multa da 100.000 euro ha invece già
colpito Emilio Fede, furioso a tal punto coi suoi impallinatori Udc e Idv, che
ieri sera se ne è uscito con una delle sue trovate. "Invito Casini detto
"Pierre" e Di Pietro, "Checiazzecca" per gli amici, a
prendersi per una sera tutto lo spazio del mio tg per dire la loro", ha
detto in video. Aggiungendo sarcastico: "... così gli elettori indecisi
capiranno per chi non votare".
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
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Passione politica?
Poca, quasi inesistente. Rassegnazione? Molta, quasi totale. Con questo stato
d'animo la maggior parte degli italiani si prepara a votare fra tre settimane,
a destra come al centro come a sinistra. Non tutti ovviamente, una minoranza partecipa,
si mobilita, riempie teatri o piazze dove parlano i leader, sottoscrive
appelli. Questa minoranza organizza cene elettorali, fa propaganda, assiste ai
dibattiti televisivi magari sperando che prima o poi arrivi pure il duello tra
i due big. Ma si tratta di una cerchia ristretta, molto più ristretta di due,
cinque, dodici o quattordici anni fa. Sono quelli che proprio non possono fare
a meno della politica, che ancora credono nella sua capacità di modificare il
corso delle cose, e dunque si danno da fare. Meno male che ancora esistono. Ma
gli altri, e parliamo di decine di milioni di persone, non ci credono più,
almeno questa è la sensazione che trasmettono (e non è un caso che il
Presidente Napolitano l'altro ieri abbia lanciato il suo allarme: andate a
votare, nessun voto è inutile). Non è colpa loro. Vengono da anni di delusioni
provocate dalla politica, qualunque sia o fosse la loro opzione. Gli ultimi
sono i delusi dal governo Prodi, siano essi di centro-sinistra o di
sinistra-sinistra. Solo due anni fa gli uni e gli altri si erano spesi nella
campagna elettorale, non vedevano l'ora di liberarsi di Berlusconi.
Si erano mobilitati contro le sue leggi, contro la guerra in Iraq, ma anche
contro tutta la loro leadership, da D'Alema a Fassino, da Bertinotti a Rutelli,
accusata di aver spianato la strada al ritorno del Cavaliere. I girotondi,
Cofferati, il Circo Massimo, tutto questo dicevano. Però poi, quando è nata
l'Unione, finalmente si erano ritrovati a casa, e allora via con la rivincita e
con l'agognata vittoria. Una vittoria che però nella sostanza non c'è stata,
sia nel risultato elettorale sia nell'azione del governo. E così delusione dopo
delusione, questo (ex) popolo arriva alle elezioni senza sapere cosa
aspettarsi. E neanche l'entusiasmo che all'inizio ha
indubbiamente messo in moto il Partito democratico di Veltroni è durato molto. Le liste piene di contraddizioni, di volti
sconosciuti e inutili, di portavoce e segretarie, il programma tanto ambizioso
quanto vago, le promesse di un miracolo economico che tutti sanno non potrà
avvenire, stanno via via convincendo i più che, anche se Veltroni vincesse (cosa comunque
improbabile), non cambierebbe granché nella loro condizione reale. E non
per colpa del leader del Pd, ma proprio perché questa è la situazione generale,
dell'Italia e di tutto il mondo occidentale. Dall'altra parte l'approccio
stavolta è più concreto, Berlusconi non promette
sogni. Finalmente. Ma allora anche l'elettore di centrodestra, quello che ha
odiato Prodi, odia i comunisti, vorrebbe strangolare Visco e le sue tasse, ama
il mercato e le sue libertà, viene messo di fronte a uno specchio brutale: le
tasse non caleranno, i salari non aumenteranno, la crisi è già arrivata e
nessuno ha in tasca una ricetta miracolosa per risolverla in un solo Paese.
Realistico come non mai, Tremonti lo ripete mattina e sera da tutti gli
schermi. E se lo dice lui, che potrebbe essere il futuro ministro
dell'Economia, quello che si inventò addirittura la finanza creativa per poter
rispettare il famigerato contratto con gli italiani firmato dal suo leader nel
2001, c'è poco da illudersi. Chi voterà da questa parte lo farà per pura scelta
politico-ideologica, ma senza sperare che qualcosa possa realmente cambiare.
Quindi senza entusiasmo, senza passione, e senza neanche godere troppo
dell'eventuale rivincita. Se poi passiamo alle forze minori, peggio mi sento.
Chi vota per Casini lo fa soprattutto per mantenere in vita una piccola forza
di interdizione e di potere locale. Perpetuare un ceto politico che oggi magari
non serve a molto ma domani chissà, può sempre rientrare in gioco. Dunque
meglio esserci, non si sa mai. Diversa la motivazione di chi invece voterà per
Bertinotti, qui entrano in gioco due fattori. Il primo è la pura e semplice
rappresentanza, cioè voto chi sento più vicino alle mie idee anche se non
servirà a nulla per il governo del Paese. Il secondo è la sfida contro Veltroni e la sua ideologia iper-riformista. Più voti la
Sinistra Arcobaleno riesce a togliere al Pd (o a non farseli togliere), più
resta aperta la scommessa sul futuro tra le cosiddette due sinistre. E' la
vecchia questione dei rapporti di forza insomma, ché se Veltroni
dovesse annichilire Bertinotti il discorso sarebbe chiuso (vedi Izquierda Unida
in Spagna). Altrimenti, se la sinistra ottenesse un risultato decente e il Pd
non vincesse le elezioni, dalla rivalità di oggi potrebbe anche nascere una
nuova intesa. Domani no, dopodomani forse. Se questo è il quadro, risulta
evidente come sia difficile per un elettore qualsiasi appassionarsi alla
battaglia del 13 aprile. La sua impressione è che si tratti soprattutto di una
partita tra partiti (che certo non godono di un'ottima fama), alla quale lui
può al massimo assistere dalle tribune. Senza nemmeno esultare per un gol della
sua presunta squadra. CONTINUA A PAGINA 33.
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
I tedeschi
potrebbero appoggiare AirOne. Il Garante contro i tg:
troppo spazio a Pdl e Pd Alitalia, spunta l'ipotesi Lufthansa Berlusconi: un mese per la cordata
italiana. Veltroni: vuole arrivare
al voto Con una chiamata alle armi che rimanda a Garibaldi e al Risorgimento,
Silvio Berlusconi ha
rilanciato ieri la soluzione della cordata italiana per l'acquisto
dell'Alitalia. "Ci vuole un mese", promette il Cavaliere. Ma Veltroni non è d'accordo: "Si decide entro 48 ore e non
si usi la questione per fare campagna elettorale". Intanto, spunta
l'ipotesi Lufthansa. I tedeschi, infatti, sarebbero pronti ad appoggiare
AirOne. Intanto il Garante attacca le tv: nei tg c'è spazio solo per Pdl e Pd.
Bruzzone, Giovannini, Grignetti, Magri, Rampino e Spini PAG. 5, 6 E 7.
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Taccuino elettorale
Marcello Sorgi Dopo l'ideologia si vota l'economia L'Italia non è ancora
l'America, dove si dice che gli elettori vadano a votare con la mano sul
portafogli, ma l'influenza dei temi economici sulla campagna elettorale non è
mai stata così forte, anche qui, per varie ragioni. La prima è che la nascita
dei due nuovi grandi partiti a vocazione maggioritaria, che si legittimano
reciprocamente e si dichiarano idonei ad assumersi anche da soli l'onere del
governo, ha determinato l'abbandono degli argomenti e della propaganda
ideologici. Leggi: fine dell'anticomunismo da una parte e
dell'antiberlusconismo dall'altra. La seconda è che se non c'è più scontro
ideologico e la competizione è solo sul piano del pragmatismo, l'economia
diventa la misura reale, più semplice da spiegare e da comprendere, della
qualità della vita degli elettori. Peccato che la congiuntura internazionale
(crisi Usa ai limiti della recessione) e la durezza con cui si ripercuote sul
nostro Paese (Ocse e Fmi stimano la crescita dell'Italia nel 2008 allo 0,6 per
cento mentre quella reale s'è fermata nel primo trimestre allo 0,3) costringano
i concorrenti a dire (e a fare, chi dei due vincerà) il contrario della
politica economica che ciascuno ha fin qui predicato. Così Veltroni insiste su un ipotetico, quanto
impossibile, taglio delle tasse, ma si rifiuta di ammettere che l'aumento delle
stesse praticato dal governo Prodi sia alla base della gelata che vede oggi
l'Italia fanalino di coda nelle già magre previsioni sull'andamento economico
globale dei prossimi mesi. E Berlusconi è
particolarmente prudente e quasi si rifiuta di parlare di fisco, pur essendo
convinto che solo una drastica riduzione dei prelievi potrebbe rimettere in
moto il meccanismo bloccato della nostra economia.
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Intervista Maurizio
Zoccarato "In lista nel Pdl solo figli della nostra terra" GIAN PIERO
MORETTI SANREMO Il ministro Giovanna Melandri, nella sua missione elettorale in
terra di Liguria, dove è candidata per il Pd, ha detto testuale: "Al feudalismo
di Scajola, le cui dichiarazioni sono discutibili, preferiamo un dinamismo
rinascimentale". La battuta non è andata giù al coordinatore provinciale
di Forza Italia Maurizio Zoccarato che è subito sceso in campo con una dura
replica. Ma la provincia di Imperia non è un feudo di Scajola? "La
Melandri confonde la parola feudo con stima. La stima che gli abitanti della
nostra provincia nutrono nei confronti del presidente. Scajola conosce ogni
centimetro della sua provincia, la Melandri sa a malapena dove si trova l'Ariston
a Sanremo. Più o meno come una turista. Per la sinistra di Veltroni e Melandri la provincia di
Imperia è un piccolo lembo di terra al confine con la Francia, per Scajola è la
sua terra e la porta dell'Europa. Una bella differenza". Però Veltroni e Melandri sono venuti a
Sanremo e in Riviera... "Sono certo che per altri dieci anni non li
vedremo più. I candidati del Pdl sono figli della nostra terra, donne e
uomini che vogliono il bene della Liguria mentre i tre quarti dei candidati del
Pd arrivano da fuori regione. E' questa la considerazione che il Pd ha per la
nostra terra". Alla convention di Scajola c'erano 1200 persone; a quella
di Veltroni solo un migliaio. Meno di Scajola. Eppure Veltroni è un candidato premier. Da cosa dipende? "E'
chiaro: siamo in una provincia di centrodestra. Quell'incontro è stato una
partenza incredibile per la nostra campagna elettorale. Ha caricato tutti quei
cittadini che hanno voglia di cambiare e di tagliare con il passato dei Prodi,
dei Veltroni e dei Visco. Con loro l'Italia ha toccato
il fondo". Veltroni ha tenuto un comizio in
piazza, alla vecchia maniera. E voi? "I nostri candidati saranno presenti
nei banchetti in strada per essere più vicini alla gente. L'on Boscetto
visiterà tutti i 67 centri della provincia". Scajola ha detto che le porte
del Pdl sono aperte a tutti coloro i quali intendono partecipare al vostro
progetto e il taccuino della politica ha fatto registrare moltissimi arrivi. E'
in corso una campagna acquisti? "Nessuna campagna acquisti. Scajola ha
precisato che non c'è alcuna regia. Porte aperte e basta". Perchè tutte
queste adesioni al Pdl? "Ormai è chiaro che votare Udc o Destra significa
aiutare Veltroni, Prodi e Visco e tutti i nuovi arrivi
non intendono fare regali alla sinistra". "Veltroni
ha fatto moltissime promesse, ha esaltato la terra di Liguria... "Con il
centrodestra sono arrivati moltissimi finanziamenti, abbiamo avuto un ministro
imperiese, le nostre liste per Camera e Senato sono figlie del territorio. Con
il centrosinistra la Liguria è stata e sarà dimenticata". Prodi non è più
candidato. Cambierà qualcosa? "Prodi, Veltroni e
Visco sono un'unica persona. Votare Veltroni è come
votare Prodi e Visco". Scajola ha anche aggiunto che non ci saranno più
prime file riservate e che il Pdl non avrà militanti di serie A e altri di
serie B utili solo a portare le borracce. Cosa vuol dire? "Siamo stati
chiamati da Berlusconi a partecipare ad un grande
progetto di libertà. Le porte saranno sempre aperte, anzi le ho fatte togliere
così a nessuno verrà più in mente di chiuderle".
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
[FIRMA]"Non
credo sia compito della politica metter su cordate". E' amara la prima
constatazione sul caso Alitalia del professor Nicola Rossi, economista di primo
piano e candidato non di primissima fila nel Pd veltroniano. Come interpreta la
mossa di Berlusconi? E' possibile allestire una nuova
cordata di qui al 31 marzo, data-limite, perché oltre la compagnia sarà
fallita? "Ci si sarebbe aspettati di trovare, in un candidato premier, la
consapevolezza di fondo dei problemi del Paese, l'idea che su alcune questioni
non si fa campagna elettorale. Negli ultimi dieci anni non è stato possibile
per i governi affrontare il problema di Alitalia, proprio per l'invadenza della
politica. Invece, se il centrosinistra separando i propri destini da quelli
della sinistra radicale ha preso posizioni coraggiose e innovative, la destra
ha separato i propri destini da quelli del centro, e dimostrato qual è la sua
autentica cultura. Alitalia è solo un esempio, un altro è il ritorno
all'annona, con Tremonti che annuncia le regalìe di pane e di latte...".
Alitalia però rischia. "I risvolti sono imbarazzanti. C'è una procedura in
corso, con un'offerta di Air France che forse non entusiasma, ma non è
entusiasmante anzitutto lo stato in cui Alitalia si trova. E Berlusconi
come d'incanto ha sostituito a una procedura di mercato, seguita nell'ultimo
anno, la fotografia di due anni fa: Alitalia ostaggio della politica e dei veti
sindacali. Un'iniziativa sommamente improvvida. Come saremmo governati se
vincesse il Pdl?". Berlusconi ha annunciato però
qualcosa che sembra appartenere perfettamente a una logica di mercato. "Se
ci fosse stata una cordata italiana, si sarebbe già fatta avanti. Se invece
sorge adesso, è perché il principe, Berlusconi, chiama
i vassalli alla guerra. E questo è allarmante: i vassalli, poi, si faranno
pagare. E sa come? Con i feudi dei tempi moderni: le rendite. Una cordata
italiana che fosse spinta a conquistare Alitalia quando non ce ne sono le
condizioni economiche si farebbe pagare in termini di rendita di posizione.
Saranno i cittadini a pagare la tratta Roma-Milano molto di più. E poi
naturalmente, come accadeva mezzo millennio orsono, i primi a vedersi concessi
i feudi o le rendite, sono i familiari del principe". Però, Berlusconi a parte, nella storia Alitalia anche il
centrosinistra ha fatto la propria parte. Già il primo Prodi non affrontò il
problema. E anche l'attuale governo, ha rimandato e rimandato, fino alla soglia
del fallimento... "Ci si riguardi i consigli d'amministrazione di Alitalia
negli ultimi vent'anni e si vedrà che al confronto è poca cosa la formazione
delle liste elettorali, che tanto scandalo desta. Io riconosco però un merito a
Prodi: aver deciso di voler portare a soluzione il problema. Dopodiché io sono
il primo a pensare che si poteva fare meglio. Ma le sortite di Berlusconi su Alitalia sono da medioevo, sono pre-moderne.
L'Italia non può consegnare se stessa a una cultura così lontana da quello che
ci serve per competere e creare sviluppo".
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di
Alitalia e di altri tritacarne Veltroni chiede di non
mettere "Alitalia nel tritacarne della campagna elettorale perché sono in
gioco migliaia di posti di lavoro". Forse è rimasto spiazzato
dall'attivismo del suo avversario e non sa cosa dire a proposito della
compagnia di bandiera. Perché se si prendesse alla lettera l'invocazione di Veltroni, allora cosa dovremmo dire, tanto per fare un
esempio, delle promesse di pensioni e stipendi più alti? Anche in questo caso
si mette nel tritacarne della campagna elettorale un tema delicato(spesso fonte
di delusione per gli elettori). NICO WET, nicowet@virgilio.it Berlusconi e i Tir/1 Autostrade in tilt Ma a che titolo i
"100 Tir bianchi col logo del Pdl" viaggeranno lungo le autostrade
italiane? Contribuiranno ad intasare la già problematica situazione viaria di
molti tratti autostradali (con imprenditori che si presteranno, con tutti i
rischi del caso, a colorare i loro Tir con un simbolo che non a tutti piace e
dunque ad alto rischio di imbrattamento) oppure girovagando qua e là con i
rimorchi vuoti in attesa dei sostanziosi rimborsi elettorali? LORIS NUCERA,
COGNE (AO) Berlusconi e i Tir/2 Il codice lo vieta
Nell'articolo della Stampa del 20 marzo "E il Cavaliere mette in pista 100
tir" è scritto che Berlusconi avrebbe intenzione
di far viaggiare su e giù per le autostrade italiane 100 tir di
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Veltroni sta facendo la cosa logica, nelle
sue condizioni: chiedere al Cavaliere che scopra le carte. Se davvero esiste
una cordata di imprenditori pronti a rilevare Alitalia, bene, fantastico, però
faccia i nomi. Dica chi sono questi benefattori. In caso contrario smetta, il
caro Silvio, di minare la trattativa coi francesi... Questa tattica sarebbe
perfetta, a patto che Berlusconi non abbia davvero
nulla in mano. Che si comporti come un furbo giocatore di poker. Si sbilanciano
al Loft, sede Pd: "Mica potrà andare avanti fino al 14 aprile spacciando
che lui ha la chiave per Alitalia. Potrà fingere ancora un po', poi dovrà
mollare". Dunque niente panico, ufficialmente. Nessuna mossa disperata nel
campo veltroniano, sul presupposto che la vescica si sgonfierà da sé. "Certo,
se nelle prossime ore la cordata italiana si appalesasse e facesse l'offerta,
beh, allora sarebbe un colpo di scena clamoroso. Ma noi non ci crediamo",
alza le spalle Giorgio Tonini. Salta fuori che Walter ha avuto contatti un po'
allarmati con Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, per
sapere se realmente sarebbe disposto a raccogliere l'appello del Cavaliere.
Risposta rasserenante, la solita: sul tavolo "non c'è nulla di
concreto", solo l'interesse sempre dichiarato per il piano AirOne. E poi, ragiona Ermete Realacci, fedelissimo di Veltroni, nessuno può calcolare quanti voti sposterebbe l'offensiva del
Cavaliere: "La difesa di Malpensa riguarda in fondo solo certe zone della
Lombardia. In Veneto è già diverso, basta sentire che ne dice il governatore
Galan". Da Berlusconi
invece sono quantomeno euforici. Sicuri di surfare sulla cresta
dell'onda. "Gli italiani non chiedevano altro", gongola Paolo
Bonaiuti sventolando "un sondaggio di Piepoli: il 77 per cento a metà
febbraio voleva che Alitalia restasse italiana, figurarsi adesso". Già, ma
il Cavaliere non può cavarsela così, deve dimostrare che la cordata esiste...
"Macché, non deve dimostrare nulla", insorge il Portavoce, "e
tantomeno nelle prossime 48 ore, come chiede Veltroni.
Figurarsi se la lista di imprenditori può saltar fuori dall'uovo di
Pasqua". Quando, allora? Tre-quattro settimane, giura Berlusconi.
In pratica, dopo il voto. "E a quel punto magari la cordata non gli
servirà più per fare propaganda", ironizza Tonini. Oppure potrebbe
accadere l'esatto contrario, suggerisce un conoscitore del business
berlusconiano: imprenditori restii a scendere in campo, finché a Palazzo Chigi
c'è Prodi, si sentiranno invogliati da una eventuale vittoria del Pdl. Nella
speranza di papparsi Alitalia praticamente gratis. Ecco perché puntare tutto
sul bluff, come sta facendo Veltroni, potrebbe
rivelarsi un boomerang. Uno sforzo per dar vita alla cordata è realmente in
atto. Berlusconi lo sta facendo, a modo suo,
coadiuvato da figure magari poco note al grande pubblico come Bruno Ermolli o
Mario Resca, gente di Mediaset, consulenti con l'acquolina in bocca. Nei
prossimi giorni sarà tutto uno stillicidio di piccole conferme, nomi fatti
filtrare, imprenditori contattati direttamente dal Capo oppure reclutati da un
Formigoni in odore di ministero economico (Attività produttive), pronti per una
cordata che non scala Alitalia solo in quanto Prodi cattivo lo impedisce,
negando la "due diligence" sui conti segreti... Ecco allora il vero
pericolo per Veltroni (i suoi ne sono perfettamente
coscienti): che l'alibi di Berlusconi pronto a
intervenire ma con le mani legate, generoso verso Alitalia e tuttavia impotente
fino al giorno della vittoria finale, venga confezionato là dove meno
immagineresti, nelle stanze del governo. Con atteggiamenti inflessibili, di
preconcetta chiusura a una soluzione fatta in casa. Con ultimatum che prendono
a pugni le leggi della politica. Quando invece, per disinnescare la manovra del
Cavaliere, serve elasticità mentale. Dito puntato in particolare su Tommaso
Padoa-Schioppa: "Certe sue uscite da professore offeso, in difesa di Air
France, non ci ci sono state assolutamente d'aiuto".
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
TECNOLOGIA INSTANT
POLL Oggi su www.lastampa.it DOSSIER ELEZIONI Arriva il software per
riconoscere le foto ritoccate Plebiscito online per una Pasqua senza strage di
agnelli Le parole della politica: lessico dei candidati a confronto Con le foto
digitali, è difficile distinguere quelle ritoccate. Per venire incontro a chi
vuole avere la garanzia di immagini non ritoccate, Micah Kimo Johnson,
ricercatore del Mit, ha sviluppato un software che si basa sulle differenze di
luce per rilevare i falsi. Il programma aiuta il controllo umano. Ma, si sa,
nessun software è perfetto. www.lastampa.it/masera Berlusconi e gli slogan. Veltroni e il nuovo. Casini e
l'identità. Quali sono le parole più gettonate in questa campagna elettorale e
come vengono utilizzate? Qual è il linguaggio dei candidati? Cosa li
differenzia e cosa li accomuna? Risponde online Stefania Spina, ricercatrice
all'Università per Stranieri di Perugia, su "Le parole delle
elezioni 2008". L'Enpa lancia l'appello: "Celebriamo la Pasqua senza
contribuire alla strage di agnelli. Le pecorelle di zucchero o di pasta di
mandorle potranno senza sfigurare svolgere le funzioni degli ovini veri".
Aderite? Votate l'instant poll. Attualmente il risultato è un plebiscito contro
la mattanza degli innocenti (al 90 per cento) per festeggiare in tavola. a cura
di Anna Masera.
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
[FIRMA]ROBERTO
GIOVANNINI ROMA L'affaire Alitalia sta trasformandosi sempre di più in pochade.
Silvio Berlusconi ieri ha scomodato persino Giuseppe
Garibaldi: "O si fa Alitalia o si muore". Il Cavaliere ha spiegato
che la "salvezza dalla colonizzazione", dalla "svendita ai
francesi" deve passare per la cordata italiana. Che nascerà, perché
"ormai sono impegnato io, quindi si fa". Già nel febbraio
( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Alitalia sempre più
al centro dello scontro elettorale. Berlusconi fa propaganda, insiste sull'ineressamento di Banca Intesa e
annuncia: "Cordata italiana pronta in 3 o 4 settimane". Cioè subito
dopo le elezioni che pensa di vincere anche così. Veltroni ribatte: "Se c'è qualcosa di concreto venga fuori entro due
giorni, altrimenti è solo speculazione". Intanto Air France
comincia a perdere la pazienza: "Si decida subito". Martedì
l'incontro tra i francesi e i sindacati PAGINE 2, 3.
( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Scripta manent
Sorprendente, se ci si pensa Luca Fazio Chi ha avuto il coraggio di pronunciare
queste parole? "Non parlerei di silenzio. Parlerei di indifferenza, o
meglio di ritrosia. Sorprendente, se ci si pensa: si è strillato molto più per
Guantanamo che non per Genova. Siamo più sensibili ai diritti umani nel mondo,
che al loro rispetto a casa nostra. Anche per questo sarebbe essenziale che
rilevassimo come una macchia l'eccezione del 2001 e attivassimo le difese per
evitare che si ripeta". 1) Irene Khan, segretario generale di Amnesty
International. 2) Giuliano Giuliani, padre di Carlo. 3) Giuliano Amato,
ministro degli Interni. La risposta giusta è la numero 3. Sorprendente, se ci
si pensa! Intervistato da Giuseppe D'Avanzo su la Repubblica, sette anni dopo
le torture di Bolzaneto, Amato ha detto anche altro, dando l'idea di non
provare nemmeno un briciolo di vergogna per la sua personale indifferenza, o
meglio ritrosia, o meglio faccia tosta. E dire che D'Avanzo ci ha provato. De
Gennaro, per esempio, ex capo della polizia, era il caso di promuoverlo dopo la
mattanza? "Non è che debba volare per forza una testa posta in alto perché
altrimenti si dice che sono volati solo gli stracci. Io non credo che immolare
il capo della polizia avrebbe risolto il problema. Il capo della polizia ha
ritenuto di non dimettersi. Ha con fermezza detto di non essere il responsabile
di quanto è accaduto. Le violenze di Genova gli sono apparse così lontane dalla
sua cultura professionale, dalla sua storia di poliziotto che ha pensato di
restare al suo posto, di difendere se stesso". Non ci sarebbe altro da
aggiungere, se non che la notizia è da un'altra parte, nascosta in un colonnino
illustrato da due foto, il nostro Amato e Beppe Pisanu (ex e futuro ministro
dell'Interno) che si sorridono. Il resoconto dell'imbarazzante teatrino sembra
un passaggio delle consegne. Dice Pisanu: "Il prossimo ministro deve
riprendere il lavoro di Amato". Concorda il dottor Sottile: "La
continuità ha una grande importanza...Nei patti per la sicurezza non c'è niente
di sinistra, sono stati stipulati a Roma come a Milano, a Palermo come a
Firenze". La vicenda della tardiva scoperta delle torture della polizia,
coperte da due governi diversi, è così clamorosa che anche tra le pieghe de
l'Unità si intravede un barlume di autocritica. Battute da cabaret a parte
("il giorno dopo la denuncia di Veltroni che ha
chiesto chiarezza..."), la fanzine del Pd ha intervistato il sindaco di
Genova: "G8, An spieghi perché era in sala regia". Però Giuseppe
Pericu, a coraggiosa domanda sulla commissione di inchiesta affossata dal
centrosinistra, così risponde: "Credo che qualcuno non abbia voluto andare
a rivangare responsabilità che non sono soltanto del centrodestra, a cui
ovviamente va attribuita grande parte del fallimento del G8. Non dimentichiamo
che l'evento venne organizzato e preparato nel periodo del governo Amato di
centrosinistra, prima delle elezioni poi vinte da Berlusconi". Amato, sorprendente,
se ci si pensa! Liberazione alza il tiro con una doppia titolata "Dove
eravate quando ci torturavano a Bolzaneto?". Roberto Mapelli c'era e ora
chiede a Veltroni di
"fare l'unico passo possibile: impegnatevi perché non possano più nuocere
i nazisti che abbiamo incontrato a Bolzaneto, in questura e per le
strade". Graziella Mascia formula un paio di domande e precisa alcune
cose, tristemente risapute. "Veltroni dov'era nel
2001?" e "Come mai il suo partito ha trattato con disprezzo la
sinistra, la quale gridava contro le atrocità di Bolzaneto?". Inoltre, la
commissione di inchiesta non è passata di un voto, "e tra i responsabili
c'è il partito collegato al Pd, l'Italia dei Valori; e anche la contrarietà del
presidente Violante (Ds e poi Pd)". Non è sorprendente, se ci si pensa.
( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Tutti al mare
Astenuti, qualcuno ci ripensa Andrea Fabozzi Settimana di ripensamenti. Ne
mancano tre al voto e ne sono passate quattro da quando abbiamo iniziato a
seguire la campagna elettorale con un gruppo di ex elettori di centrosinistra
questa volta decisi ad astenersi. Ma decisi è troppo. Ogni giorno ha i suoi dubbi
e a parte Silvio, il fotografo cinquantenne di Palermo che quasi subito ha
cambiato idea pensando che sarà meglio andare a votare "firmando
l'astensione", adesso nella nostra pattuglia ci sono almeno altri due che
hanno già un piede fuori dalla porta, in direzione del seggio elettorale.
Persino i ragionamenti di Ilenia, la ricercatrice ventottenne di Roma che fino
a qui era forse la più convinta della scelta astensionista (nel 2006 aveva
votato per i Comunisti italiani), sono meno categorici. "Premessa: sono
circondata da persone che la pensano come me e credo proprio che saremo in
tanti ad astenerci". E malgrado ciò "ho dei dubbi e ogni tanto anche
qualche senso di colpa. Mantengo la mia idea, mi asterrò, ma a fatica".
Una cosa è importante: "I miei dubbi non dipendono affatto dalle promesse
dei candidati ma solo dal mio senso civico". Bertinotti o Veltroni possono fare poco per recuperare questo voto. Con
Alessandro, il trentacinquenne programmatore napoletano, invece ci sta
riuscendo il suocero, vecchia tempra di militante "anche lui disgustato
dal Pd ma convinto dal voto utile". E sta convincendo anche lui:
"Dice che non possiamo sempre far scegliere gli altri, noi astensionisti
non saremo mai abbastanza per diventare un vero fenomeno di protesta. Confesso
che sotto sotto gli do ragione anche se mi vergogno un po' a dirlo... aiuto,
non voglio tradire il gruppo!". Ma Tutti al mare non considera un
tradimento il cambio di opinione, al contrario è il senso del gioco. L'ultima
volta Alessandro aveva votato per Di Pietro, chissà adesso che farà. Silvio,
intanto, butta lì un'altra delle sue domande difficili: "Gli italiani sono
stati informati che sono chiamati alle urne per eleggere un parlamento e non un
governo?". Proprio lui, che nel
( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Per il Cavaliere la
violazione della par condicio è irrilevante: la "legge liberticida"
non dovrebbe esistere e l'Agcom "deve guardare alla sostanza delle
cose". Ovvero: è giusto che il suo partito abbia più spazio in tv
L'Authority invia un richiamo alla Rai e alle tv private: l'informazione
politica premia i partiti maggiori, in particolare il Popolo delle libertà Mi.
B. Roma L'Authority per le comunicazioni non badi a norme e regolamenti, ma
"guardi alla sostanza delle cose: un partito che viene votato dal 50%
degli italiani deve poter esporre i suoi programmi ai cittadini per un voto
consapevole più di un partito che ha l'1%". Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, la legge "liberticida" sulla par
condicio non ha mai avuto motivo di esistere e dunque potrebbe tranquillamente
essere ignorata da chi dovrebbe garantirne l'applicazione, nonostante possa
essere difficile come dice il commissario Michele Lauria. E invece l'Authority
ha inviato un richiamo alle emittenti pubbliche e private chiedendo
"l'immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste
partecipanti alla campagna elettorale". Perché, in particolare nei tg,
l'Agcom ha rilevato, nella settimana dal
( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il futuro della
compagnia di bandiera infiamma la campagna elettorale. La settimana prossima
ultimo round tra Parigi e Roma. Ma tra Pd-Pdl è già partito
il gioco del cerino sulla pelle dei lavoratori Berlusconi insiste sul no ad Air France: "Ormai sono impegnato io,
quindi la cordata italiana si fa. Datemi un mese". Veltroni sulla difensiva: "Fuori le
carte subito. Malpensa si può salvare" R. Pol. Roma "Ormai sono
impegnato io, quindi si fa". E' un Silvio Berlusconi
alla garibaldina - "O si fa Alitalia o si muore"- quello che in
serata respinge le richieste del governo e di Veltroni
di presentare entro 48 ore la fantomatica "cordata italiana"
interessata all'acquisto della compagnia di bandiera al posto di Air France.
"Servono tre o quattro settimane - assicura il Cavaliere -, vista la
posizione di Air France non ci resta che dare vita a un'altra offerta che sarà
sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme alle banche. Si deve
dare ad altri la possibilità di conoscere la situazione". E poi, da
premier in pectore: "La risposta ad Air France la darà il prossimo
presidente del consiglio, ed è un secco no". Si parla di cordate, mentre
Banca Intesa sta alla finestra e l'AirOne conferma di non poter fare nessuna
offerta vincolante senza una due diligence (la verifica dei conti, ndr) che
duri alcuni mesi. E' sempre più evidente che è sempre il Nord il crocevia di
una controversia poco politica e molto elettoralistica. Berlusconi
insiste: "Banca Intesa non ha smentito affatto, mi risulta che è sulle
posizioni di mesi fa e che è disponibile ad aiutare un gruppo che presenti un
serio piano industriale". Al suo fianco in un'offensiva per ora solo
mediatica, il governatore lombardo Roberto Formigoni e la Lega, con l'obiettivo
primario di difendere quell'aeroporto di Malpensa che da solo pesa per due
terzi nei debiti di Alitalia. Nessun cedimento infatti nella causa da 1,2
miliardi di euro intentata da Sea (la società che gestisce Malpensa di cui il
comune di Milano è il primo azionista) contro Alitalia. Ora il Carroccio vuole
salvare capra e cavoli e divide le due questioni: "Credo che la proposta
fatta da Berlusconi rispetto a una cordata di
imprenditori italiani per salvare Alitalia e l'hub di Malpensa sia la soluzione
ideale". E' una strategia spregiudicata e ad alto rischio, che non esclude
un'ulteriore perdita di tempo che porti al fallimento di Alitalia e quindi a
uno "spezzatino" per comprare ciò che serve a prezzi di saldo. Almeno
così paventa Francesco Rutelli, vicepremier uscente e candidato sindaco a Roma:
"Non si può portare al fallimento Alitalia e poi dire 'ecco arriviamo noi
a risanarla'. Se ci sono altre opzioni credibili vengano presentate con
trasparenza e responsabilità". Anche Pier Casini, che Berlusconi
lo conosce bene, pensa ormai di essere su "scherzi a parte" quando
legge un'agenzia Ansa del 17 febbraio 2004i: "Per fortuna di Alitalia c'è
il signor Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il
suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere. È
una sua dichiarazione di quattro anni fa - rileva sconsolato il leader Udc - la
politica non può prendere in giro i lavoratori e gli italiani. Basta buffonate,
lo dico con sincerità. Se Berlusconi e i suoi figli
vogliono comprare Alitalia lo facciano subito, ma non si faccia una colossale
montatura fino al 14 aprile, perché è umiliante che si speculi anche su questo
argomento". La Sinistra arcobaleno è preoccupata per i tagli
all'occupazione e anche Veltroni pare sulla difensiva:
"Ho l'impressione che la vicenda Alitalia venga buttata nel tritacarne
della campagna elettorale. Parliamo di migliaia e migliaia di lavoratori, se
c'è una cordata italiana benissimo, ma venga fuori entro 48 ore e non il 14
aprile". La durissima offerta francese rischia di sconvolgere i consensi
elettorali nel Lazio e nel Nord. Infatti, intervistato dal Tg Lombardia, il
leader del Pd si affretta a difendere Malpensa: "Può e deve essere uno dei
principali aeroporti italiani". Al loft pesano sempre di più i malumori
sindacali, che non a caso aprono alla trattativa italiana per difendersi meglio
dalla scure francese. E nel frattempo di conflitto di interessi non si parla
più. "Questione dimenticata", attacca il Sole 24 Ore di ieri,
ricordando che il Cavaliere, i suoi figli o i ministri di Lega e Fi potrebbero
trovarsi tra pochi giorni a decidere, dal governo, su quisquilie come il
"prestito ponte" per Alitalia, i sussidi ai dipendenti licenziati e
le compensazioni alla Sea: "Un inizio da incubo per la prossima
legislatura".
( da "Riformista, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Segue
/ silvio Veltroni dà le 48 ore Fiat Non solo
Alitalia. Anche sulla Fiat Silvio Berlusconi ha avuto modo
di indossare per un attimo i panni del salvatore della patria. Era l'inverno
2002. Uno degli inverni più freddi per il gruppo torinese. Il Cavaliere,
entrando in conflitto con Paolo Fresco e Gabriele Galateri, disse: "Mi piacerebbe
moltissimo essere lì". Dove per "lì" intendeva alla guida della
Fiat. "Se io fossi libero, mi offrirei per prendere in mano l'azienda".
Silvio si spinse oltre presentando una sorta di piano industriale: abolizione
dello "storico" marchio Fiat a favore dei marchi Alfa Romeo, Ferrari
e Maserati. Finì tutto in una bolla di sapone. Così come il sogno berlusconiano
di vedere nel traffico una Panda con lo stemma del Cavallino. "Bisogna che
il nostro piano sia accettato o rifiutato adesso, non tra due mesi o un
mese", ha detto il direttore commerciale di Air France-Klm, Christian
Boireau. "L'offerta deve essere sul piatto entro 48 ore", ha dichiarato
Walter Veltroni. "È ora di essere seri", ha
ammonito Romano Prodi. La novità sono i sindacati. Tra le principali sigle, è
cominciata a serpeggiare più di una preoccupazione per l'interventismo ormai
irrefrenabile di Berlusconi. Non a caso, il fuoco di
sbarramento anti Air France ha cominciato a scemare. Segnale che i big del
sindacato - dopo aver alzato la posta - sarebbero persino pronti a rivedere la
pratica Spinetta? Ma se Spinetta, preso atto dell'ostilità del "probabile
futuro premier", facesse un passo indietro? Tra le tante incognite, c'è
anche quella che riguarda il caso Malpensa. "Lo so anch'io che Alitalia
non può reggere due hub. In futuro è prevedibile infatti che le strade dello
scalo si separino da quelle della compagnia", si è lasciato scappare Berlusconi conversando con più d'un interlocutore. Se il
Cavaliere non avesse in mano le carte che dice di avere, il finale più scontato
è quello di un fallimento pre-13 aprile della compagnia, che il Pdl
addosserebbe a Prodi (e quindi al Pd). C'è anche la variante che prevede i
tempi supplementari: Berlusconi al governo, mormora
uno stretto consigliere di Veltroni, "regalerà la
polpa di Alitalia agli amichetti a condizioni nettamente inferiori rispetto a
quelle di Air France". Un sospetto, questo, che ha già intaccato i
consueti canali di comunicazione bipartisan. Fanno notare al loft che Alitalia
è un caso di interesse nazionale, "uno di quelli in cui gli avversari
dovrebbero scambiarsi quantomeno una telefonata di cortesia". E invece
"Gianni Letta non s'è fatto sentire e il telefono di casa Bettini, finora,
non ha mai squillato". C'è anche un caso Lega. Da Umberto Bossi in giù, le
camicie verdi temono che l' affaire Alitalia vada a ingrossare le percentuali
elettorali della Pdl riducendo quelle del Carroccio. "La cordata c'è. Gli
imprenditori che ho sentito sono in contatto con Carlo Toto", continua a
insistere Berlusconi. Il bluff potrebbe garantire
l'asso pigliatutto. O rivelarsi un boomerang. Per sapere quanto pesi Malpensa
dal punto di vista dell'elettorato lombardo serve il buon senso. Per capire
quanto può incidere sul resto del Nord basta dare un'occhiata all'intervista
rilasciata ieri dal governatore veneto Galan al Corriere della sera .
22/03/2008.
( da "Corriere della Sera" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-22 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Usa, spiati i candidati I dati dei
passaporti di Barack Obama, Hillary Clinton e John McCain, i tre principali
candidati alla presidenza Usa, sono stati violati. Lo ha ammesso il
Dipartimento di Stato. Scuse di Condoleezza Rice. Ma la campagna elettorale si
tinge di giallo. Alitalia, lite sui tempi "Ormai sono impegnato io, quindi
si fa, in pochi giorni", ha detto Silvio Berlusconi
sulla costituzione di una cordata italiana che rilevi Alitalia al posto di Air
France. E chiede un mese per definire l'offerta. Veltroni:
"Se c'è una cordata italiana, si faccia avanti in 48 ore". Prodi:
"E' ora di essere seri". Focus Acqua sempre più cara In tre anni
l'acqua è aumentata anche del 22%. E in Italia ci sono 356 tariffe diverse. Nel
1994 la liberalizzazione: oggi sono state raccolte 400 mila firme per tornare
al servizio pubblico Politica Sei su 10 sono per il voto utile Il 61% di tutti
gli elettori sono per il voto utile, ossia per la preferenza a uno dei due
maggiori partiti. La percentuale sale a oltre il 70% per gli elettori del Pdl.
Esteri Cipro, si tratta I leader greco-cipriota Demetris Christofias e
turco-cipriota Mehmet Ali Talat hanno deciso di riprendere i colloqui di pace
per la riunificazione dell'isola. Il Reichstag verde Dalla prossima estate il
Reichstag, l'edificio che ospita il Parlamento tedesco, funzionerà
completamente con energia prodotta da fonti rinnovabili: eolica, solare,
biomasse. Cronache Donna uccisa da una razza Judy Kay Zagorsky, 57 anni, mentre
prendeva il sole su un battello al largo della Florida, è stata uccisa da una
razza che è balzata improvvisamente fuori dall'acqua e l'ha colpita alla testa.
Scienze Biocarburanti sotto accusa L'impiego dei prodotti agricoli per produrre
carburanti, così da sostituire il petrolio, provoca allarme tra gli scienziati.
Secondo un rapporto dell'Onu, fa impennare i prezzi e accresce la fame nel
mondo. Economia Un patto per il Bondi-bis Verso la riconferma l'intero
consiglio di amministrazione della Parmalat gestita da Enrico Bondi. I fondi,
riuniti intorno alla Lehman Brothers, in rappresentanza di circa il 10% del
capitale, hanno raggiunto un accordo a termine sulla lista unica degli
amministratori. Cultura Severino e Tremonti Il filosofo Emanuele Severino
contesta La paura e la speranza, il libro di Giulio Tremonti. L'ex ministro
dell'Economia, afferma Severino, fonda la politica sulle radici
giudaico-cristiane dell'Occidente e in particolare dell'Europa. Ma trascura la
scienza. Spettacoli Il ritorno di Keanu Dopo una lunga pausa, torna sugli
schermi Keanu Reeves, il Neo di Matrix. Sarà un detective di Los Angeles nel
film Street Kings (che in italiano diventerà La notte non aspetta), tratto da
un soggetto di James Ellroy. Sport Nuoto, due ori Medaglia d'oro e primato
italiano per Alessia Filippi negli 800 stile libero agli Europei di Eindhoven.
E oro nei tuffi dalla piattaforma
( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
ROMA "Banca
Intesa non si è ritirata e c'è un gruppo di imprenditori, sensibile al mio
appello, pronto a intervenire insieme alle banche". Silvio Berlusconi resta schierato a difesa dell'italianità
dell'Alitalia e assicura che entrerà in campo una cordata di imprenditori
italiani che a suo giudizio dovrebbero spuntarla sui francesi. Il leader del
centrodestra parla di nuova forma di "colonialismo" e sollecita il
governo a concedere "tre o quattro settimane", perché "ad Air
France sono stati concessi sei mesi" per effettuare la "due
diligence" dei conti della Compagnia. Walter Veltroni non chiude la porta ad altri
investitori, ma li invita a venire allo scoperto presto e in modo chiaro.
"Non si può giocare a dadi con la Compagnia di bandiera e con i suoi
lavoratori e non vorrei si tratti di una cordata destinata a scomparire dopo il
13 aprile". Il leader del Pd invita il centrodestra ad un
"tavolo bipartisan" per togliere la soluzione dei problemi della
Compagnia "dal tritacarne della politica".
( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
"NON è più il
2006 quando c'era la sensazione di un pareggio. Ora il clima è nettamente
cambiato. Avverto una grande responsabilità perchè la situazione che ereditiamo
è drammatica. Non abbiamo la bacchetta magica. Per questo anche i nostri più
accaniti sostenitori devono tenere i piedi per terra. Qualcuno dice "Berlusconi è cambiato", ma non è vero. È la situazione
che è mutata profondamente e quindi deve essere affrontata in modo
diverso". Doppio petto slacciato, tono della voce fermo, Silvio Berlusconi spiega il programma elettorale del "Popolo
delle Libertà", con il piglio di chi si sente già premier investito della
responsabilità di governare. "All'Italia serve un colpo di reni forte. Non
può condurre fuori dagli scogli la "nave-Italia" il capitano che l'ha
portata ad infrangersi tra gli scogli". Il riferimento
è al centrosinistra di Prodi e Veltroni. Per Berlusconi sono una cosa sola perchè il candidato premier del Pd "ha
disatteso la promessa iniziale di voler rompere con il passato" e "ha
confermato tutte le alleanze con la sinistra "comunista" di
Bertinotti e Pecoraro Scanio, nelle elezioni amministrative".
( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Ica al potere
d'acquisto delle famiglie, dalla tutela della privacy al problema della
sicurezza. Fino alla politica estera. E' a tutto campo il
faccia a faccia a distanza tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni realizzato in due forum a "Il Messaggero". I candidati
premier dei maggiori partiti hanno accettato di rispondere alla stessa griglia
di domande. Ed ecco, dunque, la Grande Sfida che finora le tv non sono riuscite
a ospitare per i troppi cavilli giuridici, per i troppi candidati premier,
per le diverse strategie di comunicazione. Il primo a entrare nella sede del
giornale, alle dieci in punto, è stato il segretario del Partito democratico.
Poco dopo le dodici è stata la volta del leader del Popolo della libertà. I due
forum si sono protratti entrambi per oltre novanta minuti, in un confronto
corale con la direzione e la redazione. Berlusconi
punta l'indice sui "disastri" del governo di centrosinistra e sulla
"continuità" tra la vecchia coalizione guidata da Romano Prodi e il
leader del Pd. E promette "un colpo di reni" capace "di far
rialzare l'Italia". Veltroni propone al Paese di
"voltare pagina", chiudendo "quindici anni di divisioni,
mandando al governo un partito omogeneo che non sarà costretto a mediare
continuamente tra i singoli partiti per raggiungere gli obiettivi".
Insommma, alcuni punti di contatto, molte le divergenze. Con una convinzione
comune: niente larghe intese, nessun inciucio dopo le elezioni del 13 e 14
aprile. Chiunque vinca, anche se avrà una maggioranza di pochi voti al Senato,
dovrà assumersi in proprio l'onore e l'onere del governo del Paese.
"Veltrusconi non esiste", dicono Veltroni e Berlusconi. A.Gen.
( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Veltroni e Berlusconi pronti al
duello tv. Il leader del Pd: "Per me è un piacere". Il Cavaliere:
"Assolutamente disponibile".
( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di ALBERTO GUARNIERI
ROMA - Non avevano evidentemente tutti i torti i cosiddetti piccoli partiti a
lamentare di essere emarginati dall'informazione delle grandi reti Rai e
Mediaset. L'Authority per le comunicazioni ha dato loro ieri ufficialmnete
ragione. Serve un "immediato riequilibrio dell'informazione politica tra
tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale", in particolare nei
tg, dove si nota un "forte squilibrio" nel rapporto tra formazioni
maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo. "Ma io vado poco
in tv, guardiamo la sostanza: un partito del 50% va pesato diversamente da un
altro che ha l'1%", commenta Silvio Berlusconi.
Mentre la Sinistra-Arcobaleno annuncia un nuovo esposto relativo agli ultimi
giorni di campagna, diamo un'occhiata ai dati delle rilevazioni Agcom, che nel
grafico di questa pagina riassumiamo relativamente alla settimana dal 10 al 16
marzo nei telegiornali di maggior ascolto. Il dato che colpisce di più, tra
quelli relativi al tempo di parola dei soggetti politici in tutte le edizioni,
è quello del Tg4 che nel periodo preso in considerazione vede il Popolo della
libertà al 53.65% e il Partito democratico al 15.66%; segue poi la Sinistra
arcobaleno al 7.93%, il Partito socialista al 6.86% mentre le altre forze sono
sotto il 4.37% dell'Italia dei Valori. Sempre in casa Mediaset il Tg5 per tutte
le edizioni vede il Pdl al 34.86% e il Pd al 23.59%, con a sorpresa la Sinistra
arcobaleno al 17.30%, al 6.46% l'Udc, il Partito socialista al 4.34% e gli
altri intorno al 2% o meno. A Studio Aperto Pdl al 37.80% e il Pd al 21.89%,
terza formazione quella di Di Pietro con il 7.86%. Per quanto riguarda la Rai
in tutte le edizioni il tempo di parola è sempre a vantaggio del Pdl, sempre in
seconda posizione il Pd. Al Tg1 Pdl 35.13%, Pd 28.66%. Al Tg2 Pdl 36.10%. Al
Tg3 29.44% al Pdl, 28.79% al Pd. Al terzo posto, al Tg1 quasi pari merito tra
la Sinistra arcobaleno e l'Udc, rispettivamente al 9.35% e 9.24% (a grande
distanza gli altri dal 2.94% de La destra in giù); al Tg2 sempre la Sinistra
arcobaleno al 6.88% e poi l'Udc al 6.61%; al Tg3 la Sinistra arcobaleno al
13.61% e l'Udc all'11.75%. Al Tg La7, il Popolo della libertà al 41.71% e il
Partito democratico al 19.44%, segue Di Pietro con il 15.46%, poi il Partito
socialista al 12.99%. Mentre l'altra emittente del gruppo, Mtv, vede il Pdl al
35.89%, il Pd al 30.02% e la Sinistra-arcobaleno al 20.09%. "Le regole
della par condicio, in presenza di quindici candidati premier e circa una
ventina di soggetti politici in competizione, sono di difficile e dubbia
applicazione sia da parte dell'Autorità, sia da parte della commissione
parlamentare di Vigilanza Rai, nonché dalle stesse emittenti televisive",
osserva il commissario dell'Autorità Michele Lauria. "Da questa obiettiva
situazione - spiega - nascono le polemiche, a volte corrette a volte
strumentali". Ed è subito polemica tra il ministro delle Comunicazioni
Paolo Gentiloni, che ribadisce come "nulla impedisce
il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni",
e il portavoce del Cavaliere Paolo Bonaiuti.- Che afferma: "Il fariseo
Gentiloni torna alla carica. Il ministro, che tanto ha amato la par condicio
intesa come bavaglio a Berlusconi, ora cerca spregiudicatamente di adattare la legge alle sue
speranze di impossibile rimonta. Se Gentiloni vuole davvero un libero
confronto sa quello che deve fare: abolire la par condicio". E il
Cavaliere chiosa: "Io comunque sono disponibile al confronto".
( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di CLAUDIO SARDO
ROMA - Walter Veltroni ha pronta da giorni la sua
proposta sulle pensioni. I dettagli sono top secret, ma dovrebbe trattarsi di
un meccanismo di rivalutazione per chi prende meno di mille euro mensili. Un
messaggio rivolto a milioni di pensionati: Veltroni
potrebbe scegliere martedì per il lancio. E sarà probabilmente il primo
"colpo" della fase finale della campagna elettorale, quella che
comincerà dopo Pasqua. Quella decisiva per la conquista degli incerti (che sono
di più nel centrosinistra). Il rallentamento della campagna negli ultimi giorni
dipende anche da questo: ogni candidato si tiene le carte migliori per dopo la
feste. Silvio Berlusconi sta giocando di rimessa,
amministrando - spiegano i suoi collaboratori - il vantaggio. Ora ha preso in
mano il pallino sull'Alitalia. Mossa non programmata, assicura l'interessato.
Ma il caso gli ha consentito di proporsi come premier "in pectore" e
al tempo stesso di indicare come antagonisti Prodi e Padoa Schioppa, relegando Veltroni al margine della battaglia. È stata per lui la grande occasione
per riconquistare il centro dell'arena, dopo aver rincorso il leader del Pd per
settimane. Pure Berlusconi
però sta lavorando ad iniziative "mirate" per il rush finale.
Innanzitutto la firma del nuovo "contratto con gli italiani".
Ma il Cavaliere non trascura le "regioni marginali" del Senato
(Lazio, Abruzzo, Marche) dove si deciderà la maggioranza e dove andrà nei
prossimi giorni. La Seconda Repubblica ha rivoluzionato le modalità della
campagna elettorale. E via via i leader e gli staff si sono professionalizzati.
Nel '96 cambiò l'andamento dei sondaggi quel Porta a porta immortalato da Nanni
Moretti ("D'Alema dì qualcosa di sinistra") con il leader Ds accanto
a Dini, con Berlusconi in tandem con Fini, e con Bossi
solo contro tutti. Nonostante l'ira di Moretti, l'Ulivo cominciò a vincere da
lì. Nel 2001 il Cavaliere si prese la rivincita con una strategia per molti
aspetti simile a quella di oggi. Non a caso culminata, a pochi giorni dal voto,
con la firma del "contratto" in tv. Il colpo a ridosso delle
elezioni, se efficace, lascia l'avversario senza possibilità di reagire. Per
questo è il sogno di tutti. Berlusconi, a suo modo, ha
concesso il bis nel 2006. Dopo una campagna in rimonta, cercando continuamente
di creare affanno nella multiforme coalizione di Prodi, tirò il colpo finale
con la proposta di abolire l'Ici. Perse le elezioni d'un soffio. Ma vinse la
campagna. Ora tutti hanno fatto memoria di queste esperienze. Anche i leader
delle forze intermedie sono chiamati ad adeguare le loro strategie elettorali.
Il problema principale per Pier Ferdinando Casini è, a questo punto, far
conoscere il suo programma. Le cinque priorità dell'Udc: famiglia, merito,
sicurezza, vita, energia. Il messaggio sulle ragioni delle scelta di autonomia
è arrivato. La difesa rispetto alla minaccia del "voto utile" dovrà
restare alta fino alla fine (anzi, rafforzarsi perché Berlusconi
tornerà alla carica). Ma la proposta di merito è spesso travolta, oscurata dai
partiti maggiori. È un problema che riguarda anche Fausto Bertinotti. Costretto
a contendere con il Pd i voti di sinistra. Quelli dei ceti sociali
tradizionali. E quelli dei giovani, su cui la Sinistra arcobaleno punta in
particolare (la proposta sulle droghem è stata un anticipo). Nelle ultime tre
settimane di campagna, però, Bertinotti incrocerà molte volte Veltroni. Il leader del Pd, più che sulle regioni marginali,
si concentrerà infatti sulle fasce sociali colpite dalla crisi, sfiduciate
dalla politica, insofferenti verso il governo. Insomma, il vecchio blocco
storico del centrosinistra, dove ora si trovano molti incerti e delusi. Il Pd
deve dimostrare di essere utile. Altrimenti Veltroni
rischia grosso. Ecco perché gli spin doctor sono al lavoro su pensioni, salari
e sui temi sociali.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pressing di Air
France: il nostro piano venga rifiutato o accettato subito, non fra tre mesi.
In campo l'ipotesi Lufthansa Alitalia, il rilancio di Berlusconi "In 3-4 settimane la
proposta, m'impegno io". Veltroni: c'è una cordata? Si manifesti in 48 ore Toto (Air One): niente
offerte al buio, qualunque operazione deve fare i conti con noi Ancora
polemiche sulla vendita di Alitalia dopo il via libera del governo all'acquisto
da parte di Air France. Berlusconi è tornato
sulla possibilità di un'entrata in campo di una cordata italiana: "In
tre-quattro settimane la proposta, m'impegno io". Pronta la replica di Veltroni: "C'è una cordata? Si manifesti in 48
ore". Prodi: "Non parlo, è l'ora della serietà". Ma Air France
chiede che il suo piano venga rifiutato o accettato subito. Toto (Air One):
"Niente offerte al buio, qualunque operazione deve fare i conti con
noi". FANUZZI E A. TROISE ALLE PAGINE 2 E 3.
( da "Panorama.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Economia -
http://blog.panorama.it/economia - Alitalia, ancora aperte le trattative per la
cordata Posted By redazione On 22/3/2008 @ 12:15 In Apertura#1 | No Comments
Stringono i tempi per il destino di Alitalia. "O si fa Alitalia o si
muore" ha dichiarato il leader del Pdl Silvio Berlusconi
che sostiene la cordata italiana di Air One e Banca Intesa. La società di Carlo
Toto chiede due settimane per la due diligence, il controllo dei conti della
compagnia di bandiera: Air One aveva presentato già tre mesi fa un piano di
risanamento, ma era stata esclusa dalla revisione contabile. E se da un lato
Banca Intesa dichiara di non essere interessata, si potrebbero aprire comunque
spiragli per un piano di riserva presso l'istituto di credito. Ieri il candidato dell'Unione Walter Veltroni ha commentato: "Se c'è una cordata italiana si faccia
avanti in quarantott'ore". Una richiesta "assurda" secondo Berlusconi: "Questo governo"
ha detto il candidato premier "ha dato 5-6 mesi ad Air France, unico
interlocutore che poi ha presentato condizioni irricevibili". E da
Parigi trapela che il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta sta
preparando con "serietà, buona volontà, grande scrupolo" l'incontro
di martedì prossimo con i sindacati italiani: è convinto che la proposta per
l'integrazione di Alitalia nel gruppo franco-olandese sia "solida,
concreta, fondata", ed è certo di avere "interlocutori attenti".
La pressione politica accesa da Silvio Berlusconi,
però, dà più forza al fronte del no nel confronto sindacale. Per i francesi
ottenere il via libera del prossimo governo resta una condizione necessaria, ma
è un problema che, eventualmente, si porrà a suo tempo. Martedì pomeriggio
l'incontro tra Spinetta ed i sindacati, due i temi più spinosi: l'impatto sugli
esuberi previsti per i piloti della decisione di dismettere gradualmente i 5
aerei full cargo, ed il futuro dei lavoratori di Az Servizi, (manutenzione,
handling, informatica, call center, amministrazione: attività deconsolidate
sotto il controllo della finanziaria del Tesoro Fintecna che solo in parte
rientrano nel perimetro dell'offerta dei francesi). Dopo l'incontro potrebbe
tornare a riunirsi il cda di Alitalia. LEGGI ANCHE: [1] Quanto ci costa
regalare Alitalia ai francesi n n Alitalia: la compagnia di bandiera resterà
italiana o diventerà francese? Si, resterà italiana No, diventerà francese
Mostra i risultati.
( da "Panorama.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Totoministri: chiunque vinca, molte new entry
ma poche sorprese Posted By vasco_pirri_ardizzone On 22/3/2008 @ 12:54 In
Apertura#2 | No Comments È lo sport preferito dai giornalisti, ma anche dai
politici. Che in fondo lo subiscono con un certo sadomasochismo: parliamo del
totoministri. Una di quelle discipline semiolimpiche che si svolgono a cavallo
tra le elezioni e la formazione del nuovo governo. Una ridda di voci, spesso
alimentata dagli stessi che si propongono o che vogliono fare fuori un collega.
Facili e immaginifici quelli di chi non vincerà, come Daniela Santanchè che
promette una squadra di sole ministre donne e [1] Letizia Moratti come
vicepremier. E chissà di questo passo magari anche Marco Ferrando del [2] Pcl
potrebbe promettere Antonio Gramsci al ministero della Cultura, a sostituire
Francesco Rutelli. Più realistiche, o quantomeno possibili, le squadre di [3] Berlusconi e [4] Veltroni. Quest'ultimo vorrebbe
ardentemente dare la Farnesina al fondatore della comunità di Sant'Egidio, [5]
Andrea Riccardi. Idea che però non si concilia con la paventata permanenza di
[6] Massimo D'Alema. In caso di vittoria verrebbero riconfermati anche [7] Pier
Luigi Bersani , [8] Antonio Di Pietro ed Emma Bonino, che però potrebbe
essere spostata alle Comunicazioni. Derby tra un capo del sindacato e un ex
sindacalista per il dicastero del Lavoro: [9] Guglielmo Epifani e [10] Pietro
Ichino. Mentre in pole position per un posto al ministero dell'Ambiente c'è
[11] Ermete Realacci. A palazzo Chigi, a fianco a sé come sottosegretari alla
Presidenza, Veltroni chiamerebbe il dominus delle
strategie elettorali, [12] Goffredo Bettini, e il suo uomo ombra da tanti anni,
Walter Verini. A rappresentare il Nord Est, Veltroni
vorrebbe [13] Massimo Calearo, che però incontrerà parecchie difficoltà per la
sua nomea di falco confindustriale. I più smaliziati nel campo politico poi
giurano che in caso di vittoria del Pd i fuochi d'artificio di Veltroni sarebbero luminosissimi: come dare il ministero
dello Sport a [14] Luca Pancalli. Scelta che certamente farebbe rimanere male
Giovanna Melandri. Ma nel campo femminile una poltrona sicura sarebbe per Anna
Finocchiaro, che tutti danno per scontato perderà la corsa siciliana. Se
vincerà il Pdl accanto a Silvio Berlusconi a palazzo
Chigi potrebbe esserci [15] Gianni Letta, non come sottosegretario alla
presidenza del Consiglio, ma stavolta in qualità di vicepremier. Lo scenario
prevederebbe [16] Gianfranco Fini sullo scranno più alto di Montecitorio e
quindi non ci sarebbe bisogno di dare la poltrona politica di vicepremier ad
altri della coalizione. Scontato che all'Economia andrà Giulio Tremonti, agli
Esteri il Cavaliere metterebbe il rientrante dall'Europa [17] Franco Frattini,
mentre agli Interni le voci danno per favorito [18] Renato Schifani, che lascia
la presidenza dei senatori libera per [19] Maurizio Gasparri. Derby nordico tra
[20] Ignazio La Russa e [21] Claudio Scajola per il ministero della Difesa.
Sempre che le voci di un dirottamento di quest'ultimo alle Attività Produttive
non siano vere. Nelle settimane scorse Berlusconi ha
più volte detto che [22] Lucio Stanca è sulla via del ritorno per il ministero
dell'Innovazione, che nei piani del leader del Pdl dovrà servire per
digitalizzare la Pubblica Amministrazione e quindi risparmiare fondi per circa
20 miliardi di euro. Sempre il Cavaliere ha promesso quattro donne in grisaglia
ministeriale: e se [23] Mara Carfagna è lanciatissima verso la Famiglia, [24]
Adriana Poli Bortone è la favorita per andare a sostituire Emma Bonino alle
politiche dell'Europa. Anche l'ex avvocato di Giulio Andreotti, [25] ora
deputata di An, Giulia Bongiorno, è considerata uno dei possibili ministri,
magari alla Giustizia. Infine il rebus Sicilia, che se da una parte promette di
essere fondamentale nello scacchiere della vittoria del centrodestra,
dall'altra rimane un grande problema a livello di poltrone: quali caselle
verranno assegnate a Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè e Stefania
Prestigiacomo? I quadri sopra descritti sono però sensibili di un netto
mutamento qualora gli scenari di un pareggio divenissero reali. In quel caso
sono in molti a scommettere su un governo Letta-Bettini di larghe intese. Un
esecutivo che faccia le riforme e porti di nuovo al voto nel giro 18-24 mesi.
[26] Partecipa al FORUM: fai il tuo governo.
( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
DI Il pensiero
LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Continua la campagna elettorale e i muri sono zeppi
di manifesti. Che b'lssa. Siam di nuovo circondati di bei musi con le camicie
di cemento e cravatte di marmo per dar senso di stabilità. Gente fotografata
con la mano sul cuore e quella che non si vede sul... Molti son seduti alla
scrivania. Per far vedere che lavorano. Invece si son messi lì prima di andare
a fare l'happy hour... Casini nel manifesto elettorale c'ha una biffa che
sembra che voglia sputare in testa a tutti quelli che gli passano sotto.
Sorriso tirato.. Sembra che il fotografo invece che "sorrida" gli
abbia detto "guardi che ha la bottega aperta...". In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso.
Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte
sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il
fagotto delle lenzuola da portare in tintoria. La Santanchè è mistica,
santificata e santificante. Metafisica. Gli occhi rivolti al cielo. Sarà il
botulino. Fini invece è fotografato di taglio, di sbieco, vent'anni fa però.
Manca la foto di Berlusconi. Sì. I manifesti del Pdl
sono senza foto, c'han solo il simbolone. Come facciamo adesso? Trovarmi la
faccia di Berlusconi sui muri della mia città per me
era una tradizione. Come trovare i piccioni in piazza San Marco. Cioè. Non
vedere quel sorriso a tastiera d'organo senza diesis e bemolle, quegli
occhietti a spillo strizzati che fa uno quando gli scappa la pipì... è brutto.
Perché non han messo la foto di Berlusconi? Ha usato
la stessa lozione di Ronaldo, gli son venuti troppi capelli e non sono riusciti
a scontornarla? Dall'agitazione è venuto mosso? Secondo me è una strategia per
stupire. Sono certa che si inventa qualcosa. Vedrai. Capace che si fa
proiettare come il marchio di Batman sulle nuvole di notte. Frann. Oppure si fa
costruire dei sosia di pannolenci e li appende ai balconi come i Babbi Natale
di Cortina d'Ampezzo. Comunque sia, politici o no, farsi fotografare in primo
piano è sempre un casino. Perchè si vedono le magagne del tempo. Più che le
mille primavere si vedono i settanta, ottanta autunni. E' vero che ti sparano
in faccia faroni da mille watt, che poi vieni piallata, con tutta quella luce
del naso vedi poi solo due buchini, ma non basta. E' vero ancora che si lavora
al computer di photoshop. Se il neo è troppo importante si clicca sopra e si
riduce a icona, ma non basta. Si migliora la faccia da babaciu, si taglia e
incolla l'orecchia a cerbottana, si assottiglia il collo da cinghiale della Val
di Lanzo ma serve a poco. E' proprio il primo piano in sé che è un rischio.
Guarda solo che foto abbiamo tutti sulla patente. Non so voi, ma io quando mi
fermano i vigili più che per la multa sto male all'idea che vedano la foto.
Sulla foto della patente di solito gli uomini sembrano o brigatisti Anni 70, o
seminaristi cacciati per inclinazioni omosessuali. Le donne prostitute kabuki o
mocie vileda. Io nella foto della patente ho 18 anni e sembro la nonna della
Montalcini. Il mio boy il cugino di Gianduia.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Conferenze: gli sfidanti su Raidue il primo aprile Dopo la pausa lampo per
Pasqua la campagna elettorale entra nel vivo, e anche i palinsesti tv si
adeguano: la Rai modifica perciò la programmazione in vista delle conferenze
stampa dei leader in tv. Data clou sarà il primo aprile: nella stessa giornata
su Raidue ci saranno Silvio Berlusconi (ore 21) e Walter Veltroni (ore 21,50).