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DOSSIER “VELTRONI <-> BERLUSCONI ”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Veltroni/Berlusconi"

Bolzaneto, la colpa non è solo della polizia ma del clima di impunità creato dalla destra ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Di questo ha parlato Veltroni 48 ore fa, e aspettiamo di sapere come si comporterà a riguardo la destra, che al sud candida amici della mafia e al nord tace su violenze moralmente più gravi di quelle degli estremisti, le violenze delle forze in divisa. Che trasformarono la Diaz in una mezza Guantanamo dopo aver abbandonato la città (o essere state costrette ad abbandonarla)

Porco d'un Porcellum. Però ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: coalizione vincente (attualmente quella di Berlusconi, ma il risultato sarebbe speculare in caso di vittoria di Veltroni) avrebbe il 10 per cento in più di seggi rispetto a quella perdente, un vantaggio di circa 50-60 seggi. Con la legge attuale, avrebbe viceversa oltre il 20 per cento di seggi in più, pari a 140 seggi circa.

Il partito degli indecisi e dinasty all'italiana ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Finalmente è diventato tema di ampia discussione sui quotidiani con la netta presa di posizione di Veltroni. Il manifesto aveva aperto la strada, tra i primi a pubblicare i verbali. Poi ci ha pensato Repubblica, con Giuseppe D'Avanzo e i commenti di Valerio Onida e, ieri, di Antonio Cassese. Sarà la volta buona per fare, come si usa dire, "piena luce"?

In piazza, ma anche in tv ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: VELTRONI-BERLUSCONI Walter snobba il piccolo schermo. Al loft però scommettono sul match In piazza, ma anche in tv GIANNI DEL VECCHIO Sceglie il teatro Politeama di Asti Walter Veltroni per fare quello che non ti aspetti: snobbare la televisione.

Il loft aspetta di vedere il bluff ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ALITALIA Il Pd non crede a Berlusconi, va migliorata la proposta francese Il loft aspetta di vedere il bluff MARIO LAVIA Guardingo, a dire poco. Walter Veltroni non si è sbilanciato, né in pubblico e nemmeno tanto con i suoi: "Non si capisce bene cosa Berlusconi abbia in mente".

Veltroni rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ALCAMO Veltroni rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte FABRIZIA BAGOZZI Reduce dall'attacco personale che gli ha sferrato Fini martedì, nell'ultima tappa del bustour prima della pausa pasquale, Veltroni rilancia il fair play chiamandosi ancora una volta fuori dalla logica della rissa che è stata il modello standard delle campagne elettorali italiane recenti e passate:

Duello sul futuro di alitalia tra veltroni e berlusconi ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 4 settimane Duello sul futuro di Alitalia tra Veltroni e Berlusconi ROMA - Botta e risposta su Alitalia tra Veltroni e Berlusconi. Il leader del Pdl ha dichiarato: "Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana: molti imprenditori si sono dichiarati disponibili". Ma sui tempi Veltroni ha chiesto un'accelerazione: "I nomi in 48 ore".

Berlusconi: c'è la cordata alitalia pronti in tre-quattro settimane - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il leader del Pd Walter Veltroni cerca di non farsi travolgere dall'ondata di dichiarazioni partite da Berlusconi: "La cordata tutta italiana? Ben venga - dice Veltroni - ma esca allo scoperto in 48 ore. Ho fatto un po di conti - conclude - dire che servono 3-4 settimane vuol dire scavallare le elezioni.

Il garante: par condicio violata nei tg troppo spazio al pdl - francesco bei ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Intanto si riaffaccia la possibilità di uno scontro diretto in Tv fra Berlusconi e Veltroni. "Sono assolutamente disponibile", dice il Cavaliere a SkyTg24, convinto che "tutti i conigli tirati fuori finora dal cilindro da Veltroni sono defunti". E il leader del Pd ricorda di aver già dato da tempo il suo via libera al faccia a faccia.

Fede: "per me sono dei pazzi questa legge non la rispetto" ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stia attento Veltroni, se Di Pietro continua ad attaccarci gli farà perdere le elezioni". Ce l'ha sempre con Casini e Di Pietro? "Li invito a prendere il mio posto. Da domani sono liberi di fare loro il Tg4, dico sul serio. La verità è che l'opinione pubblica è disgustata da questa legge sulla par condicio".

Petruccioli: è una regola burocratica paghiamo il conflitto d'interessi - aldo fontanarosa ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Hanno spiegato perché Casini non va con Berlusconi e Boselli con Veltroni. Gli italiani possono orientarsi bene e hanno perfino intuito, loro più di altri, che la Rai si muove tra nuove difficoltà". Quali, Petruccioli? "Noi applichiamo la regole sulla par condicio, pensate quando i candidati premier erano due o tre, ora che sono 15.

Si può abolire la par condicio? - giovanni valentini ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: prima che dal candidato premier Walter Veltroni e dal ministro uscente delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni - dalla numero uno, la signorina Marianna Madia che avendo lavorato anche a Rai Educational qualche idea in proposito dovrebbe pur averla maturata? è troppo chiedere loro di spiegare meglio, al di là delle tesi generiche contenute nel programma,

Pdl, missione mezzogiorno il governatore sotto accusa - ottavio lucarelli ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni è imbarazzato e non fa altro che rimandare la sua venuta a Napoli per il semplice motivo che la presenza di Bassolino è causa di perdita di voti, perché l'80 per cento dei campani non lo vuole più". Incalza anche Marcello Taglialatela: "La responsabilità per l'attuale situazione in cui versa la Campania ha un nome e cognome,

"berlusconi mi ha detto che occhi bellissimi..." - simona poli ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Non seguo un granché le primarie americane ma mi piace Obama, credo che potrebbe essere un buon presidente". Questo lo dice anche Veltroni. Le piace il cinema? "Non amo molto né il cinema né la tv. Quando sono libera faccio palestra e trekking, sono anche iscritta al Cai. Mi arrampico".

Impossibile bis per la lista... - fausto anderlini ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Perciò è facile fare una previsione per Bologna. Se nel 2009 la destra sarà al potere a Roma, non ci sarà partita. Il Pd vincerà in carrozza, per semplice reazione allo sconforto. Se invece Veltroni sarà riuscito nel miracolo, idem. Perché l'entusiasmo sarà alle stelle.

"chi vince governa anche con un solo senatore" ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: secondo Veltroni, ha recuperato 16 punti, 2 punti al mese. Berlusconi giura che i punti sono più di dieci ed è sicuro che vincerà lui? "Dal '94 ad oggi lo ha sempre detto, vinco io, e però alcune volte è stato battuto lo stesso". Ma perché Veltroni non cita mai per nome, nei comizi, Silvio Berlusconi?

"il governo prodi ha deluso le attese dei lavoratori per questo votano a destra" - paolo griseri ( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Non votano Berlusconi perché li convince, ma perché sono delusi da Prodi. E pensano che Veltroni sia la fotocopia di Prodi". Perché ce l'hanno con Prodi? "Si aspettavano che lo scalone delle pensioni venisse abolito davvero e non sostituito da tanti scalini.

Meno male che c'è il Tg3 ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: magari fa comodo dimostrare che alleato del Pd è il partito giustizialita, come viene chiamato". Cosa dice dei dati de La7? "È pazzesco, è la più squilibrata quando sembra la più libera". E i mancati faccia a faccia? "Sono possibili, dipende chi ci sta e Berlusconi sembra che non voglia fare il faccia a faccia con Veltroni".

I tg in ginocchio da Silvio Par condicio violata ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 30% e il Partito Socialista il 4,56 (per dare fastidio a Veltroni?); Di Pietro ha il 2,28% un 6,79 all'Udc, la Lega ha solo l'1,85, la Destra di Storace il 2,31%, A Studio Aperto il rapporto Pd - Pdl è del 22,2% contro il 38,35, però a Di Pietro è dedicato il 7,98% (più del Tg4, che riserva all'Idv il 4,37).

Tutti i tg ai piedi di Berlusconi Tranne il Tg3, l'informazione televisiva di Rai, Mediaset e La 7 viola la par condicio La denuncia del Garante: forte squilibrio a favore del Pdl ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi primeggia abbondantemente dappertutto, dal Tg4 di Fede al Tg1 di Riotta. Assieme al Pd sono penalizzati tutti gli altri partiti. Con una singolare eccezione del Tg5 di Mimun che assegna spazi discreti anche a Bertinotti: forse può far comodo in funzione anti-Veltroni. Lombardo a pagina 3.

Crisi Alitalia, spunta la cordata elettorale Berlusconi insiste sull'intervento italiano. Veltroni: se c'è venga fuori in 48 ore e non il 14 aprile ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi insiste sull'intervento italiano. Veltroni: se c'è venga fuori in 48 ore e non il 14 aprile "Sono impegnato io, quindi si farà". La vicenda Alitalia entra sempre di più nello scontro elettorale e Berlusconi assicura - smentendo i vertici di Intesa Sanpaolo - che la cordata italiana alternativa ad AirFrance sta marciando.

Vuol pensarci lui Ma per ora c'è solo il ... prestito ponte Cara Unità, c ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: giorni fa avete pubblicato una foto che vede Veltroni abbracciare il vecchio partigiano e comandante. Voglio aggiungere al brevissimo ritratto che il conte Luchino Dal Verme (cugino di Vittorio Emanuele III) è stato comandante della Divisione "Gramsci" Garibaldina nell'Oltrepo Pavese e la sua nomina fu dovuta su sollecitazione fatta da Ferruccio Parri a Italo Pietra (

Il rischio è che gli operai a votare non ci vadano proprio ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: "Un'importante operazione di redistribuzione di ricchezza si poteva fare comunque, grazie alle risorse del cosiddetto tesoretto. Ma il centrodestra ha rifiutato la proposta di Walter Veltroni di utilizzare l'extragettito per sostenere salari e pensioni".

I lavoratori guardano a destra ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La coalizione guidata da Walter Veltroni è votata dal 31,6% degli operai, ma una percentuale maggiore (46,5%) vota per l'alleanza di Silvio Berlusconi, che sul voto popolare distacca la coppia Pd e Idv di quasi 15 punti (14,9%). Ancora più in basso nel voto operaio c'è la Sinistra Arcobaleno con l'11,9%, seguita dall'Unione di centro con il 5,

Abbasseremo le tasse, è una certezza Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. Di Pietro non farà il Guardasigilli ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: è una certezza" Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. "Di Pietro non farà il Guardasigilli" di Federica Fantozzi / Roma OSPITE di quale famiglia italiana ha mangiato meglio? "In Veneto ma anche a Roma". Daria Bignardi insiste e ottiene, almeno, il primato del budino emiliano.

Feltri insulta Napolitano Il capo della casta... A Destra il livello è questo. Berlusconi più cortese definisce corretto , ma solo in astratto l'appello sul voto ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: a Veltroni, sostiene l'ex-premier, che ha l'aria di non volersi scontrare con il presidente. Il centrodestra, insomma, non ha ancora deciso se continuare a cavalcare, o no, il ronzino del qualunquismo, forse rendendosi conto che il fenomeno dell'antipolitica più probabilmente è destinato a ingrossare l'esercito dell'astensionismo elettorale,

Berlusconi lancia la cordata elettorale Sono impegnato io, quindi si farà . Veltroni: se ci sono disponibilità escano allo scoperto in 48 ore ( da "Unita, L'" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stai consultando l'edizione del Berlusconi lancia la cordata elettorale "Sono impegnato io, quindi si farà". Veltroni: se ci sono disponibilità escano allo scoperto in 48 ore di Roberto Rossi/ Roma ITALIANI "I pochi giorni" della mattina sono diventati "3 o 4 settimane" nel pomeriggio.

Garante contro i tg: ci sono solo Pdl e Pd ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: si difende il direttore Mauro Mazza, spiegando che aver avuto ospiti Veltroni e Di Pietro nei due giorni scorsi pareggerà automaticamente il conto col Pdl nel prossimo rilevamento. "Il mio criterio principale resta la notizia. Ma come direttore di tg dal 1994 ho sempre avuto la fedina pulita, senza mai una multa", scherza Clemente J.

CONTINUA A PAGINA 33 ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ha indubbiamente messo in moto il Partito democratico di Veltroni è durato molto. Le liste piene di contraddizioni, di volti sconosciuti e inutili, di portavoce e segretarie, il programma tanto ambizioso quanto vago, le promesse di un miracolo economico che tutti sanno non potrà avvenire, stanno via via convincendo i più che, anche se Veltroni vincesse (cosa comunque improbabile)

Alitalia, spunta l'ipotesi Lufthansa ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il Garante contro i tg: troppo spazio a Pdl e Pd Alitalia, spunta l'ipotesi Lufthansa Berlusconi: un mese per la cordata italiana. Veltroni: vuole arrivare al voto Con una chiamata alle armi che rimanda a Garibaldi e al Risorgimento, Silvio Berlusconi ha rilanciato ieri la soluzione della cordata italiana per l'acquisto dell'Alitalia.

Dopo l'ideologia si vota l'economia ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Così Veltroni insiste su un ipotetico, quanto impossibile, taglio delle tasse, ma si rifiuta di ammettere che l'aumento delle stesse praticato dal governo Prodi sia alla base della gelata che vede oggi l'Italia fanalino di coda nelle già magre previsioni sull'andamento economico globale dei prossimi mesi.

"In lista nel Pdl solo figli della nostra terra" ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Per la sinistra di Veltroni e Melandri la provincia di Imperia è un piccolo lembo di terra al confine con la Francia, per Scajola è la sua terra e la porta dell'Europa. Una bella differenza". Però Veltroni e Melandri sono venuti a Sanremo e in Riviera... "Sono certo che per altri dieci anni non li vedremo più.

[FIRMA] Non credo sia compito della politica metter su cordate . E' amara la prima co ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: candidato non di primissima fila nel Pd veltroniano. Come interpreta la mossa di Berlusconi? E possibile allestire una nuova cordata di qui al 31 marzo, data-limite, perché oltre la compagnia sarà fallita? "Ci si sarebbe aspettati di trovare, in un candidato premier, la consapevolezza di fondo dei problemi del Paese, l'idea che su alcune questioni non si fa campagna elettorale.

Di Alitalia e di altri tritacarne Veltroni chiede di non mettere Alitalia nel tritac ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Di Alitalia e di altri tritacarne Veltroni chiede di non mettere "Alitalia nel tritacarne della campagna elettorale perché sono in gioco migliaia di posti di lavoro". Forse è rimasto spiazzato dall'attivismo del suo avversario e non sa cosa dire a proposito della compagnia di bandiera.

E se non è un bluff? Ora il Pd ha paura ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ragiona Ermete Realacci, fedelissimo di Veltroni, nessuno può calcolare quanti voti sposterebbe l'offensiva del Cavaliere: "La difesa di Malpensa riguarda in fondo solo certe zone della Lombardia. In Veneto è già diverso, basta sentire che ne dice il governatore Galan". Da Berlusconi invece sono quantomeno euforici.

Le parole della politica: lessico dei candidati a confronto ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: masera Berlusconi e gli slogan. Veltroni e il nuovo. Casini e l'identità. Quali sono le parole più gettonate in questa campagna elettorale e come vengono utilizzate? Qual è il linguaggio dei candidati? Cosa li differenzia e cosa li accomuna? Risponde online Stefania Spina, ricercatrice all'Università per Stranieri di Perugia,

Berlusconi: offerta entro un mese ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Dal Pd Walter Veltroni risponde che "se c'è una cordata italiana va benissimo, anche se è strano che non sia uscita finora". Tuttavia, sarebbe il caso che questa cordata "venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile, e poi magari mai più. Dopo elezioni si scopre che non esiste perchè nel frattempo c'è il fallimento di Alitalia e il lastrico per migliaia di lavoratori"

Volante 1 a volante 2 ( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi fa propaganda, insiste sull'ineressamento di Banca Intesa e annuncia: "Cordata italiana pronta in 3 o 4 settimane". Cioè subito dopo le elezioni che pensa di vincere anche così. Veltroni ribatte: "Se c'è qualcosa di concreto venga fuori entro due giorni, altrimenti è solo speculazione".

Scripta manent ( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: prima delle elezioni poi vinte da Berlusconi". Amato, sorprendente, se ci si pensa! Liberazione alza il tiro con una doppia titolata "Dove eravate quando ci torturavano a Bolzaneto?". Roberto Mapelli c'era e ora chiede a Veltroni di "fare l'unico passo possibile: impegnatevi perché non possano più nuocere i nazisti che abbiamo incontrato a Bolzaneto,

Astenuti, qualcuno ci ripensa ( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni è partito troppo presto e adesso è senza fiato". Nemmeno lui, che nelle settimane scorse batteva sul tasto dei privilegi dei politici, si lascia convincere dalla promessa di Veltroni di tagliare lo stipendio ai parlamentari: "Se volevano potevano farlo prima, adesso è solo propaganda elettorale".

Tg, più Pdl per tutti. Poi c'è il Pd ( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Proprio ieri la Sinistra arcobaleno ha presentato un nuovo esposto all'Agcom. Ma anche il Pd Fabriizio Morri protesta per lo squilibro "a favore di Berlusconi e della sua coalizione e a danno di Veltroni", trascurando che tutti gli altri restano ancora più indietro.

Alitalia, il Cavaliere ci pensa dopo il voto ( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ma tra Pd-Pdl è già partito il gioco del cerino sulla pelle dei lavoratori Berlusconi insiste sul no ad Air France: "Ormai sono impegnato io, quindi la cordata italiana si fa. Datemi un mese". Veltroni sulla difensiva: "Fuori le carte subito. Malpensa si può salvare" R. Pol. Roma "Ormai sono impegnato io, quindi si fa".

Segue / silvio ( da "Riformista, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Segue / silvio Veltroni dà le 48 ore Fiat Non solo Alitalia. Anche sulla Fiat Silvio Berlusconi ha avuto modo di indossare per un attimo i panni del salvatore della patria. Era l'inverno 2002. Uno degli inverni più freddi per il gruppo torinese. Il Cavaliere, entrando in conflitto con Paolo Fresco e Gabriele Galateri,

Notizie in 2 minuti ( da "Corriere della Sera" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ha detto Silvio Berlusconi sulla costituzione di una cordata italiana che rilevi Alitalia al posto di Air France. E chiede un mese per definire l'offerta. Veltroni: "Se c'è una cordata italiana, si faccia avanti in 48 ore". Prodi: "E ora di essere seri". Focus Acqua sempre più cara In tre anni l'acqua è aumentata anche del 22%.

ROMA Banca Intesa non si è ritirata e c'è un gruppo di imprenditori, sensibile ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Walter Veltroni non chiude la porta ad altri investitori, ma li invita a venire allo scoperto presto e in modo chiaro. "Non si può giocare a dadi con la Compagnia di bandiera e con i suoi lavoratori e non vorrei si tratti di una cordata destinata a scomparire dopo il 13 aprile".

NON è più il 2006 quando c'era la sensazione di un pareggio. Ora il clima è ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il riferimento è al centrosinistra di Prodi e Veltroni. Per Berlusconi sono una cosa sola perchè il candidato premier del Pd "ha disatteso la promessa iniziale di voler rompere con il passato" e "ha confermato tutte le alleanze con la sinistra "comunista" di Bertinotti e Pecoraro Scanio, nelle elezioni amministrative".

D ALL'ALITALIA alle prospettive del dopo-elezioni, dall'emergenza econom ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: a tutto campo il faccia a faccia a distanza tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni realizzato in due forum a "Il Messaggero". I candidati premier dei maggiori partiti hanno accettato di rispondere alla stessa griglia di domande. Ed ecco, dunque, la Grande Sfida che finora le tv non sono riuscite a ospitare per i troppi cavilli giuridici, per i troppi candidati premier,

Veltroni e Berlusconi pronti al duello tv. Il leader del Pd: Per me è un piacere . Il Cavaliere: Assolutamente disponibile ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e Berlusconi pronti al duello tv. Il leader del Pd: "Per me è un piacere". Il Cavaliere: "Assolutamente disponibile".

ROMA - Non avevano evidentemente tutti i torti i cosiddetti piccoli partiti a lamentare di e ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: nulla impedisce il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni", e il portavoce del Cavaliere Paolo Bonaiuti.- Che afferma: "Il fariseo Gentiloni torna alla carica. Il ministro, che tanto ha amato la par condicio intesa come bavaglio a Berlusconi, ora cerca spregiudicatamente di adattare la legge alle sue speranze di impossibile rimonta.

ROMA - Walter Veltroni ha pronta da giorni la sua proposta sulle pensioni. I dettagli son ( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: relegando Veltroni al margine della battaglia. È stata per lui la grande occasione per riconquistare il centro dell'arena, dopo aver rincorso il leader del Pd per settimane. Pure Berlusconi però sta lavorando ad iniziative "mirate" per il rush finale. Innanzitutto la firma del nuovo "contratto con gli italiani".

ALITALIA, IL RILANCIO DI BERLUSCONI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: il rilancio di Berlusconi "In 3-4 settimane la proposta, m'impegno io". Veltroni: c'è una cordata? Si manifesti in 48 ore Toto (Air One): niente offerte al buio, qualunque operazione deve fare i conti con noi Ancora polemiche sulla vendita di Alitalia dopo il via libera del governo all'acquisto da parte di Air France.

Alitalia, ancora aperte le trattative per la cordata ( da "Panorama.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ieri il candidato dell'Unione Walter Veltroni ha commentato: "Se c'è una cordata italiana si faccia avanti in quarantott'ore". Una richiesta "assurda" secondo Berlusconi: "Questo governo" ha detto il candidato premier "ha dato 5-6 mesi ad Air France, unico interlocutore che poi ha presentato condizioni irricevibili".

Totoministri: chiunque vinca, molte new entry ma poche sorprese ( da "Panorama.it" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi e [4] Veltroni. Quest'ultimo vorrebbe ardentemente dare la Farnesina al fondatore della comunità di Sant'Egidio, [5] Andrea Riccardi. Idea che però non si concilia con la paventata permanenza di [6] Massimo D'Alema. In caso di vittoria verrebbero riconfermati anche [7] Pier Luigi Bersani , [8] Antonio Di Pietro ed Emma Bonino,

DEBOLE ( da "Stampa, La" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare in tintoria.

CONFERENZE: GLI SFIDANTI SU RAIDUE IL PRIMO APRILE ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: gli sfidanti su Raidue il primo aprile Dopo la pausa lampo per Pasqua la campagna elettorale entra nel vivo, e anche i palinsesti tv si adeguano: la Rai modifica perciò la programmazione in vista delle conferenze stampa dei leader in tv. Data clou sarà il primo aprile: nella stessa giornata su Raidue ci saranno Silvio Berlusconi (ore 21) e Walter Veltroni (ore 21,50).


Articoli

Bolzaneto, la colpa non è solo della polizia ma del clima di impunità creato dalla destra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

FEDERICO ORLANDO Cara Europa, dal luglio 2001 sentiamo parlare della "mattanza" alla caserma Diaz di Bolzaneto (meno, in verità, del soqquadro a cui fu messa Genova dai black block). Adesso la requisitoria dell'accusa nel processo ai poliziotti, colpevoli di violenze su inermi in stato di fermo, fa tornare l'orrore di quei giorni, su cui non s'é voluto fare un'inchiesta parlamentare. Che dirà il centrosinistra? DARIO DE AMBRIS GENOVA Caro De Ambris, ciò che intende fare il Partito democratico se governerà sarà la restaurazione dello Stato di diritto in Italia, non solo nei rapporti tra polizie magistrature e cittadini in tema di habeas corpus, ma anche per la riconquista ? armata se necessario ? delle regioni sottratte alla legalità e di fatto alla sovranità dello stato dalle organizzazioni criminali. Di questo ha parlato Veltroni 48 ore fa, e aspettiamo di sapere come si comporterà a riguardo la destra, che al sud candida amici della mafia e al nord tace su violenze moralmente più gravi di quelle degli estremisti, le violenze delle forze in divisa. Che trasformarono la Diaz in una mezza Guantanamo dopo aver abbandonato la città (o essere state costrette ad abbandonarla) alle devastazioni dei black block. Di costoro si sapeva che sarebbero arrivati a Genova da vari paesi d'Europa, e furono lasciati entrare in Italia senza filtro alcuno. Oggi sappiamo qual è il giudizio di primo grado sui no global processati: 108 anni per 24 imputati. Sapremmo già molto di più se il governo Berlusconi, che era nato un mese prima del 20-22 luglio, avesse consentito una vera inchiesta parlamentare, invece di una indagine conoscitiva agostana delle due commissioni affari costituzionali, dalla quale emersero dati culturali ben noti: l'Italia immortale della destra autoritaria, dell'8 settembre, del culto dell'incompetenza, dell'orrore della responsabilità, della privatizzazione del potere (se li ricorda i Fini, i Gasparri, gli Ascierto e altri postfascisti nelle cabine di regìa della polizia a Genova?) Queste costanti del paese le conosciamo a memoria e sappiamo che non è bastata una nuova costituzione nel 1948 e nemmeno 60 anni di democrazia per cambiare la mentalità di una parte delle forze dell'ordine, che hanno sempre identificato lo stato col governo e posto le ragioni del governo più in alto di quelle dei cittadini. Anzi, per alcuni (vedi denunce di Genova) i cittadini sono soltanto m. Ma perché se non sei in divisa sei pregiudizialmente dall'altra parte della legalità, anzi della governatività. Ora, caro De Ambris, questa cultura delle caserme, che i gallonati capi delle forze dell'ordine e i ministri politici che dovrebbero rispondere di loro, fanno poco o nulla per correggere, esplode come il gas quando s'accende una lampadina, se quella lampadina è un governo di destra. Un governo il cui capo irride alla legalità e una maggioranza in cui contano gli eredi del fascismo sono concimi per la latente cultura della violenza della parte meno professionale delle forze dell'ordine. Ma questo non autorizza a fare di ogni erba un fascio né a dimenticare che, se c'è un problema di benzina per le volanti, c'è un problema di educazione civica per alcuni "equipaggi"; e che tutti i governi fanno poco per affrontarli entrambi. Magari cominciando dall'educazione degli uomini, perché, come diceva il mio amico Salvatore Valitutti, ministro della pubblica istruzione vent'anni fa, un paese che trascura i suoi idraulici si condanna ad avere i tubi che gocciolano in casa.

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Porco d'un Porcellum. Però (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

PAOLO NATALE Gli ultimi sondaggi, pubblicati o riservati, ci raccontano una sostanziale immobilità nelle intenzioni di voto. Dopo la ridefinizione dell'offerta politica e la scelta delle nuove adesioni, gli elettori stanno ora a guardare come si comporteranno i diversi leader nelle tre settimane che ci separano dal voto. E soltanto nei giorni immediatamente precedenti la chiamata alle urne sapremo se si prospettano importanti cambiamenti, clamorosi recuperi o drastiche riduzioni dei consensi, causati per lo più dai cittadini oggi ancora indecisi (circa il 10-12 per cento degli italiani) che finalmente penseranno seriamente da che parte stare. È quindi tempo di prenderci una piccola vacanza pasquale, senza occuparci direttamente delle intenzioni di voto. Andando piuttosto a verificare come si tramuteranno i voti in seggi. Il quesito che ci poniamo è dunque il seguente: quantomeno alla camera, la legge con cui andremo a votare ci darà risultati migliori o peggiori ? in termini di semplificazione ? rispetto a quelle proposte da Salvatore Vassallo o da Enzo Bianco? Sappiamo che questi due sistemi di voto erano stati caldeggiati a più riprese dal Pd e da Veltroni per riuscire a ridurre la frammentazione, permettendo un più facile governo per il partito (o le micro-coalizioni) che avrebbe vinto le elezioni. Ma questo scopo sarebbe stato raggiunto con quelle proposte di legge? Avvalendoci di un articolato studio compiuto dal politologo Paolo Feltrin, e presentato in un convegno mercoledì scorso a Torino, possiamo cercare di dare una prima risposta, fornendo un importante contributo a fare chiarezza anche sulla possibile futura legge elettorale, che sarà sicuramente all'ordine del giorno subito dopo il 13-14 aprile. Vediamo innanzitutto il primo elemento, che accomuna i tre sistemi elettorali: in tutte le ipotesi scompaiono dalla camera i partiti minori, quelli che non superano la soglia del 4 per cento. Un secondo, ancor più decisivo elemento salta all'occhio, quello relativo al peso specifico che hanno i cosiddetti "partiti intermedi", le formazioni come Sinistra arcobaleno o l'Udc, che avranno una quota di voti oscillante tra il 6 e l'8 per cento. Qui i tre sistemi si differenziano in modo significativo. Le proposte Vassallo e Bianco hanno come conseguenza l'incremento del peso specifico di queste forze, fino a ottenere circa il 10 per cento dei seggi. Al contrario, con la legge attuale, il loro peso resterà limitato al 6 per cento circa. Vediamo infine la performance dei due raggruppamenti maggiori. Con le ipotesi Vassallo e Bianco, la mini-coalizione vincente (attualmente quella di Berlusconi, ma il risultato sarebbe speculare in caso di vittoria di Veltroni) avrebbe il 10 per cento in più di seggi rispetto a quella perdente, un vantaggio di circa 50-60 seggi. Con la legge attuale, avrebbe viceversa oltre il 20 per cento di seggi in più, pari a 140 seggi circa. Se l'obiettivo è ridurre la frammentazione, diminuire la forza dei partiti intermedi e accrescere la possibilità di governare "tranquillamente" alla formazione vincente, non c'è dubbio che la soluzione migliore è rappresentata dal deprecato "Porcellum", che raggiunge nel migliore dei modi tutti e tre gli obiettivi grazie al premio di maggioranza nazionale. Certo, il discorso sull'attuale legge elettorale deve andare affrontato prendendo anche in considerazione le sue forti lacune: prima di tutto il sistema in vigore al senato che, con i premi di maggioranza regionali, non potrà mai permettere una maggioranza significativa, a meno di una vittoria in quasi tutte le regioni. In secondo luogo la presenza di liste bloccate, che non permettono in alcun modo al cittadino-elettore di scegliere in prima persona i propri governanti o gli oppositori parlamentari. Ma, correggendo opportunamente queste due condizioni, siamo proprio sicuri che dell'attuale legge elettorale sarebbe opportuno disfarsi al più presto?.

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Il partito degli indecisi e dinasty all'italiana (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

S C R I P T A M A N E N T Il partito degli indecisi e dinasty all'italiana PANORAMIX Il "colosso" Pdi C'è il Pd, ovvio. C'è il Pdl, naturale. "Ma c'è anche, sia pure temporaneamente, un partito che vale quasi quanto i due colossi: il Pdi, il Partito degli Indecisi". Così sul Messaggero Mario Ajello racconta "quelli della zona Cesarini ", di cui da qualche giorno si occupano, con insistenza, molti quotidiani. Il Pdi "ha in pugno i destini della scena politica italiana ? aggiunge Ajello ?. Un insigne sociologo, Ilvo Diamanti, individua un 35-36 per cento di indecisi. Per Renato Mannheimer, rappresentano il 25 per cento dell'elettorato. Gli indecisi si decideranno?". Intanto, scrive ancora il quotidiano romano, "la Coesis Research di Alessandro Amadori sta per pubblicare il primo studio sistematico su questo universo poco palpabile e molto cruciale". Spiega Amadori: "Non esiste un profilo netto degli indecisi. Ciò che si può dire è che, al momento, più di un elettore su tre non sa se andrà a votare e non sa nel caso ci vada, per chi voterà. Gli indecisi sono politicamente trasversali. Sono particolarmente presenti nelle fasce giovanili, quelle maggiormente tentate dall'astensionismo, e presso l'elettorato femminile, che è quello che tifa meno, che è più portato al voto d'opinione piuttosto che a quello di appartenenza". Questo identikit dell'indeciso, prosegue Ajello, "coincide con quello elaborato anche da un altro istituto di ricerca, la Swg di Roberto Weber, che colloca per lo più al centro, e nella categoria dei cattolici praticanti, l'elettore che non ha ancora scelto dove mettere la sua X". Non a caso, dunque, il Messaggero sponsorizza il partito degli indecisi. E la titolazione conferma: "Il Partito degli Indecisi all'assalto di Veltrusconi". Se non fosse abbastanza chiaro ecco il sottotitolo: "Non sa per chi votare il 30% degli italiani. Pd e Pdl giudicati troppo simili. A vantaggio del centro ". Cattolici praticanti, moderati... Del resto si sa, di questi tempi la direzione del quotidiani di via del Tritone ha un'attenzione particolare verso le famiglie. Una in particolare? Dinasty all'italiana Da una famiglia a un'altra. Natalia Lombardo su l'Unità racconta come i settimanali patinati si sono buttati su un filone d'oro (e elettoralmente schierato): la dinasty dei Berlusconi. "L'albero genealogico, ovvio, è quello dei Berlusconi spalmato sui magazine Mondadori e non solo. Comoda campagna elettorale in una stanza ? scrive Lombardo ?. Sulle pagine patinate dei settimanali di costume e società è sfilata nella prima metà di marzo, tutta la famiglia del Cavaliere Patinato". Patinato il padre su Gente della Rusconi e su Chi (Mondadori), patinata la figlia Marina su A magazine Rcs, patinato pure il figlio su Vanity Fair (Condé Nast ma abbonamenti Mondadori). Insomma padri, figli e nipoti. Conclusione del quotidiano diretto da Antonio Padellaro. "Solo Veronica è sola". Bolzaneto, Italia Conclusione sulle torture a Bolzaneto, anno 2001. Finalmente è diventato tema di ampia discussione sui quotidiani con la netta presa di posizione di Veltroni. Il manifesto aveva aperto la strada, tra i primi a pubblicare i verbali. Poi ci ha pensato Repubblica, con Giuseppe D'Avanzo e i commenti di Valerio Onida e, ieri, di Antonio Cassese. Sarà la volta buona per fare, come si usa dire, "piena luce"?.

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In piazza, ma anche in tv (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

VELTRONI-BERLUSCONI Walter snobba il piccolo schermo. Al loft però scommettono sul match In piazza, ma anche in tv GIANNI DEL VECCHIO Sceglie il teatro Politeama di Asti Walter Veltroni per fare quello che non ti aspetti: snobbare la televisione. Proprio lui che anche un mago della comunicazione come Berlusconi riconosce "un grande comunicatore " dice di preferire il calore della gente, dei teatri e delle piazze al gelo del piccolo schermo. Il segretario del Pd ha invitato i propri sostenitori ad attuare una specie di passaparola per convincere gli elettori ancora indecisi. "Perché non c'è mezzo di comunicazione più convincente del consiglio che ti dà la persona di cui ti fidi. Non c'è trasmissione tv che valga altrettanto, quello che conta è il rapporto con le persone". Cosa è successo a Veltroni? Il segretario del Pd ha cambiato strategia e centellinerà le proprie apparizioni televisive? Non proprio. Al loft tira un'aria diversa, nessuno pensa che la tv possa uscire dal battage mediatico veltroniano. Anzi, dopo Pasqua i dirigenti del Pd cercheranno il colpo grosso ovvero convincere Berlusconi al duello in diretta televisiva. "La settimana prossima daremo il via all'ultima fase della campagna elettorale ? spiega Ermete Realacci, responsabile comunicazione del Pd ?, quella più decisiva visto che gli indecisi per definizione decidono chi votare solo negli ultimi giorni. Incalzeremo il candidato premier del Pdl affinché accetti un match con Veltroni". Del resto lo stesso leader democratico ha più di una volta chiesto a Berlusconi un faccia a faccia televisivo, senza tuttavia ottenere una risposta positiva. Qualche giorno fa il portavoce Paolo Bonaiuti ha anzi escluso che si possa fare, dando la colpa però alla par condicio. Niente di più falso però: anche in questa campagna elettorale con quindici premier si potrebbero organizzare singoli duelli. L'ha ricordato ieri il ministro Paolo Gentiloni: "La Commissione parlamentare di vigilanza ha deciso di non prevedere i faccia a faccia tra leader delle coalizioni negli spazi delle tribune elettorali, sostenendo che sarebbero stati troppi. Non è proprio così, visto che nella scorsa campagna, con la stessa legge elettorale e la stessa par condicio, la Commissione, di cui ero presidente, diede una diversa interpretazione" Per il ministro, "il rispetto doveroso del regolamento della Vigilanza non esclude affatto che nei normali programmi di approfondimento ? e dunque non nelle tribune ? il faccia a faccia possa svolgersi. In questi programmi, infatti, l'equilibrio tra i partiti va assicurato nel ciclo intero e non in ogni singolo programma. E dunque, così come sono già andati in onda vari duelli (tra Fini e Franceschini, ad esempio), nulla osta alla messa in onda di un duello Berlusconi- Veltroni in programmi come Matrix o Porta a Porta o altri". Interpretazione questa che invece viene rigettata dall'attuale presidente della Vigilanza, Mario Landolfi: "Gentiloni dimentica che a differenza di due anni fa i candidati a premier non sono due ma quindici. Che par condicio sarebbe se su quindici a confrontarsi fossero solo due?". Chi invece è pronto a cogliere le indicazioni del ministro delle comunicazioni è Enrico Mentana, che non nasconde il fatto di star lavorando, seppur con cautela, a un possibile duello. "Oggi la questione è ancora prematura, tutto si deciderà più avanti. Si tratta di una specie di lunga partita a carte, devi stare attento a giocare le carte giuste. Tuttavia tutto è nelle mani dei due duellanti: se loro vogliono allora tutto si può fare e in quel caso non ci sarebbe Agcom che tenga".

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Il loft aspetta di vedere il bluff (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ALITALIA Il Pd non crede a Berlusconi, va migliorata la proposta francese Il loft aspetta di vedere il bluff MARIO LAVIA Guardingo, a dire poco. Walter Veltroni non si è sbilanciato, né in pubblico e nemmeno tanto con i suoi: "Non si capisce bene cosa Berlusconi abbia in mente". In serata, poi, è stato ironico: "Magari dirà che è stato frainteso". Per cui conviene far diradare la nebbia, confidando che quello del Cavaliere sia "un bluff" perché non si vede quali possano essere le banche coinvolte in una ipotetica cordata in grado di battere l'offerta di Air France. Che resta l'unica agli atti, "pure Fini era favorevole, ora ha cambiato idea", ha detto il candidato premier del Pd. Se tutto, alla fine, si dovesse ridurre ad una sortita elettoralistica ? è il ragionamento dei veltroniani ? l'uscita di Berlusconi sull'"interesse dei figli" potrebbe ritorcerglisi contro. La linea del wait and see tenuta dai dem si salda bene, oltretutto, con il nuovo credo bipartisan che si recita al loft. "La soluzione per Alitalia deve essere condivisa ? dice Ermete Realacci ? è giusto che su una questione strategica come questa ci sia una consultazione che corresponsabilizzi tutti". Con il leader silente, ieri da Franceschini a D'Alema a Rutelli tutti hanno battuto sullo stesso tasto: "Le chiacchiere stanno a zero ? ha detto quest'ultimo ? se esiste una cordata italiana disposta a rilevare Alitalia è il momento che si faccia avanti". Magari sperando, che non ci sia: "Non può dire: la faccio fallire e poi me la compro... Berlusconi se ce l'ha faccia la sua proposta", pensa D'Alema. Il Pd dunque per ora non "tifa" per nessuno, si limita a maledire l'accelerazione che la vicenda ha subito, un po' per cause oggettive, un po' per la spregiudicatezza dei francesi, un po' per un certo spirito che ha caratterizzato palazzo Chigi e via Venti settembre. Nelle ultime due riunioni del consiglio dei ministri di Alitalia se n'è parlato molto. Nella prima, lunedì, Padoa-Schioppa ha illustrato lo stato dell'arte e i contenuti dell'offerta di Air France. Riunione non preparata adeguatamente, si lamenta qualche ministro: "Non si fanno sedute in questo modo su un tema così importante con metà governo assente e con un ordine del giorno che non sembrava stringente". Mercoledì un'altra discussione, con il ministro dell'economia sempre più pressante: o si accetta la proposta dei francesi o c'è il commissariamento. Non si aveva sentore che Berlusconi stesse meditando di scendere in campo, lui e i suoi figli. Veltroni si è ripetutamente lamentato con Prodi della gestione di questa vicenda negli ultimi giorni. I due si sono sentiti anche ieri mattina. Le fiches restano dunque sulla proposta francese, purché migliorata. Soprattutto sul piano degli esuberi, i dem incoraggiano l'iniziativa dei sindacati: "Non c'è dubbio che il governo sentirà le proposte sindacali", ha sottolineato D'Alema. Di tutto c'è bisogno tranne che di una spaccatura con Epifani, e per questo la parola d'ordine resta quella della "gradualità", nel senso che quella che va aperta è una vera e propria trattativa che nessuno può dire adesso che tempi avrà. Ma la preoccupazione per un impatto dell'iniziativa berlusconiana sul voto resta alta. Il timore che nella Pedemontana la risacca possa travolgere il successo del pullman veltroniano è forte, come mettono in rilievo in queste ore i Democratici lombardi: dalla Lombardia forse il pullman è andato via proprio nel momento in cui ve n'era più bisogno, si punta molto ora sulla conferenza operaia di Brescia del 29 che è un'altra cosa ma sarà pur sempre l'occasione per lanciare un messaggio chiaro su quella che al Nord è diventata la prima emergenza: dopo anni in cui era la sicurezza adesso è l'occupazione.

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Veltroni rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

WALTERTOUR   FRA PIEMONTE E LIGURIA ULTIMA TAPPA PRIMA DI PASQUA. IL VIAGGIO RIPRENDE MARTEDÌ DA ALCAMO Veltroni rilancia il fair play e punta sui comizi di mezzanotte FABRIZIA BAGOZZI Reduce dall'attacco personale che gli ha sferrato Fini martedì, nell'ultima tappa del bustour prima della pausa pasquale, Veltroni rilancia il fair play chiamandosi ancora una volta fuori dalla logica della rissa che è stata il modello standard delle campagne elettorali italiane recenti e passate: "Bisogna liberare il paese dagli odii del passato. Siamo tornati ai vecchi linguaggi, a una campagna in cui si aggredisce personalmente". A Veltroni non è ovviamente andato giù né il siluro ad personam del numero due del Pdl ? che lo ha costretto a mettere i puntini sulle i sulla vicenda del vitalizio ? né il tentativo di tirarlo per i capelli in un gioco di botta e risposta che con la politica c'entra poco. "Passano i giorni e noi riusciamo a mantenere il tono e l'ispirazione di questa campagna elettorale perché voglio evitare agli italiani lo spettacolo amaro e desolante di vedere uno spettacolo che vedono da troppo tempo: stessi riti, stessi attacchi, stesse urla. Io a questo non partecipo. Non intendo parlare contro qualcuno, ma dire che cosa si vuole fare per questo paese". E per rimarcare, a Berlusconi che gli dà del vecchio comunista che ha inserito in lista la nomenclatura comunista risponde ironico: "Nomenclatura comunista come Veronesi, Calearo, Colaninno, il generale Del Vecchio. Sapete cosa rispondo a queste dichiarazioni che arrivano con 14 anni di ritardo? Niente e passiamo oltre". Il leader del Pd parla ad Asti, piccola città ricca del Piemonte agricolo e slow food, ancora una volta di fronte a tanta gente: "La partecipazione popolare che abbiamo visto in questi giorni è una grande festa per la democrazia, come quando tre milioni e mezzo di persone andarono a votare per le primarie". Fra le cose da fare per l'Italia, Veltroni mette al primo posto la precarietà: "In Italia oggi ci sono 875mila ragazzi che prendono meno di 700 euro al mese senza riuscire a progettarsi un futuro. Per questo abbiamo proposto di istituire un compenso minimo legale di circa mille euro al mese". Ma c'è anche la scuola: "È il grande scomparso di questa campagna elettorale ". L'Italia può funzionare soltanto con un sistema scolastico adeguato, per questo "sono determinanti la formazione e la retribuzione degli insegnanti, la loro stabilità. Ed è necessaria una scuola plasmata attorno a un'idea di autonomia didattica in cui però sia centrale l'insegnante ". A Cuneo, città medaglia d'oro per la Resistenza parla di fronte a una platea in buona parte composta da ex partigiani e rende omaggio a "quella gloriosa parte della nostra storia e alla grandezza di questi italiani che hanno fatto prevalere gli interessi generali su quelli personali". Qui torna a esprimere solidarietà al popolo tibetano e al Dalai Lama "che è stato capace di insistere proprio in queste ore sulla non violenza e sull'evitare forme estremi di lotta". A Savona Veltroni non elude il nodo di Alitalia: "Se ne parla con grande leggerezza, si annunciano cose che fanno un incendio su una vicenda la cui delicatezza è evidente per il futuro del paese. Del resto, sulla sorte della nostra compagnia di bandiera, Berlusconi e Fini hanno detto cose che sono il giorno e la notte". E per vedere l'effetto che fa, visto che, dice, "ovunque e a qualsiasi ora abbiamo trovato teatri e piazze piene", annuncia che in Puglia farà una manifestazione elettorale a tarda notte. Sarà il primo comizio di mezzanotte della storia italiana.

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Duello sul futuro di alitalia tra veltroni e berlusconi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il leader Pd sfida il Cavaliere: i nomi della cordata in 48 ore. La replica: servono 3-4 settimane Duello sul futuro di Alitalia tra Veltroni e Berlusconi ROMA - Botta e risposta su Alitalia tra Veltroni e Berlusconi. Il leader del Pdl ha dichiarato: "Penso ci sia la possibilità di concretizzare una cordata italiana: molti imprenditori si sono dichiarati disponibili". Ma sui tempi Veltroni ha chiesto un'accelerazione: "I nomi in 48 ore". E sul tema Berlusconi ha replicato bocciando la scadenza: "Servono tre o quattro settimane". CILLIS, IEZZI, MANIA, MARTINOTTI, PONS E TOTARO ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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Berlusconi: c'è la cordata alitalia pronti in tre-quattro settimane - lucio cillis (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Economia Berlusconi: c'è la cordata Alitalia pronti in tre-quattro settimane Veltroni ironico: giusto il tempo di arrivare al voto LUCIO CILLIS ROMA - Il destino della compagnia di bandiera resta protagonista della campagna elettorale. Se il premier uscente Romano Prodi ha scelto di non toccare l'argomento, il leader del Pdl Silvio Berlusconi, al grido "o si fa Alitalia o si muore", è tornato a parlare a tutto campo della compagnia, "della necessità di non svenderla" e, ancora una volta, della cordata di imprenditori italiani che sarebbe "già pronta", e che nel giro di "tre o quattro settimane" si farà avanti, "assistita da importanti banche. Alla fine - ha precisato il Cavaliere - presenterà una proposta definitiva che penso e spero possa risolvere la situazione". Il gruppo di industriali disposto ad entrare in gioco, potrebbe quindi rinforzare l'alleanza tra Air One ed Intesa Sanpaolo. Il vettore guidato da Carlo Toto, ieri ha di fatto confermato la possibilità di riprendere in mano il dossier, ma a patto di poter vedere da vicino i traballanti conti di Alitalia per almeno tre settimane, contro le otto concesse ad Air France-Klm. Il leader del Pd Walter Veltroni cerca di non farsi travolgere dall'ondata di dichiarazioni partite da Berlusconi: "La cordata tutta italiana? Ben venga - dice Veltroni - ma esca allo scoperto in 48 ore. Ho fatto un po' di conti - conclude - dire che servono 3-4 settimane vuol dire scavallare le elezioni. Non vorrei che si evocasse oggi l'ipotesi di una cordata per poi scoprire dopo il voto che non c'è". Il caso Alitalia ha rimesso in moto le dichiarazioni di gran parte del mondo politico a favore della soluzione francese o di quella alternativa tutta italiana. La Sinistra arcobaleno critica Berlusconi per il mancato salvataggio negli anni del suo governo e critica Air France nel merito della proposta. Il ministro dei Trasporti Alessandro Bianchi, dal canto suo, scommette sulla bontà del nuovo tentativo targato Air One e lo rilancia. Più compatto il Pd che alla mossa di Berlusconi replica ricordando lo stato avanzato di una crisi finanziaria gravissima che, nel caso di un allungamento dei tempi delle trattative, porterebbe diritto Alitalia coi libri in tribunale. Francesco Rutelli, candidato sindaco a Roma, chiede "scelte responsabili e trasparenti" mentre il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ricorda che "se Alitalia fallisce è una cosa drammatica, il problema va risolto con serietà, senza propaganda elettorale". Il tempo stringe, quindi, anche se l'atteso incontro con il numero uno di Air France Jean-Cyril Spinetta avverrà solo dopo il ponte di Pasqua. Martedì i manager francesi incontreranno i sindacati. Le due delegazioni sono folte al punto che Alitalia, padrone di casa, ha chiesto, quanto meno alle sigle sindacali, di ridurre le presenze al minimo indispensabile per procedere più rapidamente nel confronto. In queste ore Spinetta e i suoi sono ancora al lavoro a Parigi per limare i nodi cargo e contratti con Az Servizi e chiudere in tempi brevi mentre i rappresentanti dei 18mila lavoratori Alitalia aprono alla proposta alternativa di Air One con la speranza di ottenere un segnale anche timido di apertura dalla Francia.

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Il garante: par condicio violata nei tg troppo spazio al pdl - francesco bei (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il Garante: par condicio violata nei Tg troppo spazio al Pdl Berlusconi: pronto a sfida tv. Veltroni: io avevo già detto sì Il Cavaliere: "Sono ormai tutti i conigli usciti dal cilindro leader del Pd" FRANCESCO BEI ROMA - Per Rai, Mediaset e La7 il bipartitismo è già una realtà: esistono solo Pdl e Pd (molto meno il Pd), tutti gli altri si accontentino delle briciole. A tre settimane dalle elezioni l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni interviene in maniera severa contro tutte le emittenti segnalando il "forte squilibrio" dei tempi di parola assegnati alle varie formazioni politiche. L'Agcom rileva infatti che "dal monitoraggio della campagna elettorale emergono dati di forte squilibrio sia tra le due forze politiche maggiori e il complesso delle altre sia, anche, tra il Pdl e il Pd a favore del primo". I dati sono incontrovertibili e indicano in oltre due ore e mezza i servizi in più a favore del Pdl nei confronti del Pd nei servizi dei telegiornali della Rai, di Mediaset e del gruppo Telecom Italia Media. Sui Tg della Rai il Pdl ha avuto il 37,24% contro il 29,75 del Pd. Tendenza anche più marcata sulle reti Mediaset, dove il Pdl ha fatto registrare il 45,99% contro il 23,80% per il Pd, mentre su La7 al Pdl è stato concesso il 48,23% e ai democratici il 28,48%. Ma sono le forze minori le più discriminate e ora possono farsi forti dell'ingiunzione dell'Authority che pretende "l'immediato riequilibrio dell'informazione tra tutte le liste". Francesco Storace, che aveva presentato mercoledì un esposto per denunciare l'oscuramento della Destra, canta vittoria: "E' evidente che se il riequilibrio imposto da Agcom non dovesse esserci con effetto immediato, per i direttori dei Tg si aprirebbe un contenzioso presso il tribunale civile". La Sinistra Arcobaleno non si accontenta e presenta un altro esposto basato su una serie di dati elaborati dal "Centro di ascolto" e denuncia che al Pd e al Pdl "è stato garantito, da parte delle emittenti pubbliche e private il 60% della somma dei telespettatori", mentre alla formazione di Bertinotti "è stato concesso uno scarso 13,5%". Si lamenta anche il Pd con Marco Follini per "lo squilibrio a favore del Pdl" e chiede "l'applicazione di una legge dello Stato". Berlusconi, messo sul banco degli imputati per le sue televisioni, se la prende invece con la "legge liberticida" della par condicio e sostiene di non essere andato molto in tv. "L'Authority - aggiunge il leader Pdl - guardi alla sostanza delle cose: un partito che viene votato dal 50% degli italiani deve poter esporre il proprio programma e deve poterlo fare più di un partito che ha l'1%". Gli replica indirettamente Michele Lauria, commissario dell'Agcom, che ricorda come la par condicio sia presente "in tutte le democrazie occidentali" ed in Italia "la legge è nata anche per fronteggiare il non risolto conflitto d'interesse". Intanto si riaffaccia la possibilità di uno scontro diretto in Tv fra Berlusconi e Veltroni. "Sono assolutamente disponibile", dice il Cavaliere a SkyTg24, convinto che "tutti i conigli tirati fuori finora dal cilindro da Veltroni sono defunti". E il leader del Pd ricorda di aver già dato da tempo il suo via libera al faccia a faccia. Ma il presidente della Vigilanza, Mario Landolfi, sostiene che "la par condicio impedisce i faccia a faccia". Quindi se Berlusconi si confronta con Veltroni "è obbligato a farlo con tutti i candidati premier".

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Fede: "per me sono dei pazzi questa legge non la rispetto" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Squilibrio Fede: "Per me sono dei pazzi questa legge non la rispetto" Questo squilibrio non lo vedo, assolutamente non c'è ROMA - Emilio Fede è al trucco. Sta ripassando la scaletta serale del Tg4. Poco prima della diretta sfoga tutta la sua rabbia per "le ridicole imposizioni" dell'Agcom. Il suo Tg4 è già stato multato con una sanzione di 100 mila euro per il mancato rispetto della par condicio. Adesso c'è questo nuovo richiamo. Non si ravvede? "Continuano a rompermi le scatole, ma sono tranquillo: i miei telespettatori hanno fiducia in me. Curioso poi che agli altri fanno le ammonizioni ma le multe arrivano solo a me". Forse perché gli altri sono più equilibrati, da lei invece Berlusconi dilaga. "A me di cosa fanno gli altri Tg non importa niente. Constato solo che a me hanno dato la multa, agli altri no". L'Agcom denuncia un "forte squilibrio" dei Tg favore dei partiti più grandi e, in particolare, del Pdl. Non si sente chiamato in causa? "Io questo squilibrio non lo vedo assolutamente". Suvvia, Di Pietro e l'Udc hanno pure presentato degli esposti contro di lei perché li ignorava. Non vorrà negare che nel suo Tg qualcuno parla sempre e altri non parlano mai... "Queste imposizioni hanno un sapore ridicolo, mortificano la libertà di informazione. E poi negli ultimi 3 giorni ho dato spazio a Di Pietro 10 volte e altrettante a Casini. Stia attento Veltroni, se Di Pietro continua ad attaccarci gli farà perdere le elezioni". Ce l'ha sempre con Casini e Di Pietro? "Li invito a prendere il mio posto. Da domani sono liberi di fare loro il Tg4, dico sul serio. La verità è che l'opinione pubblica è disgustata da questa legge sulla par condicio". Le costa molto rispettarla? "Non si può dare lo stesso spazio a tutti, sono dei pazzi. Ma io non intendo rispettarla. Ovvero, la rispetterò secondo la mia deontologia, come fanno i direttori dei quotidiani". (f. b.).

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Petruccioli: è una regola burocratica paghiamo il conflitto d'interessi - aldo fontanarosa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

A valle Stranezza Petruccioli: è una regola burocratica paghiamo il conflitto d'interessi "Comunque farò il possibile per far applicare le direttive dell'Authority" La par condicio è una regoletta burocratica. Cerca di arginare a valle le frane che si creano e che la politica non riesce a risolvere L'ordine delle conferenze stampa dei leader l'ha deciso un sorteggio. Mi sembra strano. Era più sensato tenere conto dei voti ALDO FONTANAROSA ROMA - La par condicio? "Una regoletta burocratica con cui si tenta di fermare a valle le tante frane che la politica non riesce a bloccare a monte". I telegiornali e i programmi della Rai? "Onesti e validi, perché hanno spiegato agli italiani tutto quello che c'era da spiegare sulle elezioni". Claudio Petruccioli vive in assoluta serenità la bacchettata dell'Autorità in tema di pluralismo: "Noi - osserva - abbiamo fatto il possibile in condizioni non facili". E non risparmia, il presidente della Rai, una stoccata alla commissione parlamentare di Vigilanza. Presidente Petruccioli: lei per due volte, il 7 e il 12 marzo, ha parlato di un'informazione Rai corretta, pur riconoscendo squilibri ai danni dei partiti minori. Ma il Garante accerta adesso problemi ben più gravi. "I periodi sotto esame sono diversi. Io mi sono pronunciato solo sul primo mese della campagna elettorale. Ora prenderò visione degli ultimi dati e farò il possibile per applicare la legge e anche le direttive dell'Autorità, come è mio dovere". Dunque lei riconosce che, negli ultimi giorni, la Rai ha smarrito l'equilibrio dei primi? "In generale, i nostri telegiornali e i programmi hanno fatto un lavoro notevole. Confermo quindi un giudizio lusinghiero per l'intera campagna elettorale, per il prima e per il dopo. I Tg hanno detto tutto. Hanno spiegato perché Casini non va con Berlusconi e Boselli con Veltroni. Gli italiani possono orientarsi bene e hanno perfino intuito, loro più di altri, che la Rai si muove tra nuove difficoltà". Quali, Petruccioli? "Noi applichiamo la regole sulla par condicio, pensate quando i candidati premier erano due o tre, ora che sono 15. La Cassazione, che doveva indicarci tutti i candidati protetti dalla par condicio, ci ha scritto due giorni fa. Poi c'è la questione delle conferenze stampa individuali...". Partiranno il primo aprile, una per ogni candidato premier, su Rai Due... "Il primo aprile, già... Un tempo, un mio omonimo di nome Claudio Petruccioli - e qui il presidente Rai chiaramente ironizza - era parlamentare e presidente della commissione che vigila sulla tv di Stato. Quando dovemmo decidere l'ordine di apparizione dei politici, stabilimmo che le forze più grandi sarebbero andate in video a ridosso del voto. Adesso invece è stato scelto il sorteggio e i primi a parlare saranno Berlusconi e Veltroni". Dunque lei critica questo sorteggio che fa parlare per primi i big, per ultimi De Vita e Ferrara, dunque favoriti. "Io non critico nessuno. Io dico che il mio omonimo Claudio Petruccioli si spese per un criterio legato alle dimensioni e alla rappresentatività. Ora c'è questo sorteggio e l'effetto mi sembra un po' strano". La legge sulla par condicio è da eliminare, allora? "Oggi non sono più parlamentare e non darò suggerimenti. Penso, però, che si sia tramutata in una regoletta burocratica che tenta di arginare a valle le frane e i problemi che partono a monte". Lei si riferisce al conflitto d'interessi... "Al conflitto d'interessi, alla liberalizzazione del mercato tv. Questi gravi problemi, la politica non è riuscita a risolverli. Così scarica tutto sulle fragili spalle della legge sulla par condicio". Da eliminare, dunque... "Il principio è sacrosanto. Ma oggi la legge entra in conflitto con il diritto-dovere di informare. I nostri Tg sono come il suo quotidiano: partono dagli eventi, dalla realtà. Questo hanno fatto in campagna elettorale guadagnandosi dunque la mia stima".

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Si può abolire la par condicio? - giovanni valentini (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Commenti IL SABATO DEL VILLAGGIO Si può abolire la par condicio? GIOVANNI VALENTINI Prendiamo in parola Silvio Berlusconi quando annuncia, minaccia o promette che la legge sulla "par condicio" sarà una delle prime a venire abrogata, se il centrodestra vincerà le elezioni e tornerà al governo. Già questo, da solo, potrebbe essere un buon motivo, valido e sufficiente per orientarsi di conseguenza al momento del voto. Basterà immaginare che cosa accadrebbe senza più "par condicio"; quale diluvio di spot elettorali sommergerebbe i poveri telespettatori italiani; quanto spenderebbe il partito del Cavaliere sulle reti Rai e soprattutto su quelle Mediaset; come i Tg del Biscione - a cominciare ovviamente da quello del fedelissimo Emilio Fede - racconterebbero la prossima campagna. Sarebbe, appunto, una competizione impari, cioè squilibrata, sbilanciata, sproporzionata, fra il colosso politico-mediatico che fa capo a Berlusconi e gli altri contendenti. Tutto dipenderà, com'è ovvio, dalla maggioranza di cui eventualmente disporrà il Popolo delle libertà nel nuovo Parlamento e dai rapporti di forza con l'opposizione. O meglio, con le opposizioni, al plurale, perché contro l'abolizione della "par condicio" si sono già pronunciati - oltre al Partito democratico - anche la Sinistra Arcobaleno e l'Udc di Pier Ferdinando Casini. Auguriamoci fin d'ora che la questione non diventi moneta di scambio in un'ipotetica trattativa sulle riforme istituzionali né tantomeno oggetto di "larghe intese" o peggio ancora di inciuci sotto banco. Nel frattempo, converrà ricordare che la pubblicità elettorale - gratuita o a pagamento - è vietata in Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna, tanto sulla televisione pubblica che sulle reti private. è ammessa invece negli Stati Uniti, dove vigono però dal 1934 i principi contenuti nel Federal Communications Act. Tra questi, in particolare, il principio dell'equal time, in base al quale le emittenti tv sono tenute per legge a offrire spazi a parità di condizione a tutti i candidati (costi, collocazione oraria, frequenza), in modo appunto da non squilibrare la campagna elettorale. Fin dal '38, inoltre, la cosiddetta fairness doctrine (dottrina dell'imparzialità, dell'equità) elaborata dalla Federal Communications Commission, l'omologa della nostra Autorità sulle Comunicazioni, stabilisce che nessuna emittente televisiva può mettere le proprie trasmissioni al servizio di una causa di carattere politico, ideologico o religioso. Per l'Authority americana, un'eccessiva partigianeria costituisce addirittura giusta causa per la revoca o il rifiuto di rinnovare la concessione. Una Retequattro made in Usa, insomma, non sarebbe neppure concepibile. Ma, per prendere davvero in parola Berlusconi, bisogna prima capire che cosa intenderebbe fare - una volta tornato al governo - sulla "vexata quaestio" del conflitto d'interessi e della normativa anti-trust nel settore televisivo. A parte il problema dei rapporti parlamentari, non si può ragionevolmente pensare di abrogare la "par condicio" senza sciogliere preventivamente i due nodi suddetti. O forse, si può pure pensare, ma poi non si riuscirebbe in pratica a farlo. Quanto al conflitto d'interessi, che non riguarda tanto le "attività imprenditoriali" di Berlusconi - come dice semplicisticamente il moderato Follini, neo-responsabile del settore Informazione per il Pd, nel libro-intervista citato all'inizio - ma soprattutto il suo "status" particolare di concessionario pubblico, non lo consentirebbe la decenza: immaginate come reagirebbero l'establishment internazionale, l'opinione pubblica e perfino i mercati, di fronte a un capo di governo, proprietario di tre reti tv, che elimina la "par condicio" e conserva intatta la sua concentrazione televisiva. L'Onu, l'Unione Europea e chissà quali altri organismi sopranazionali invierebbero d'urgenza i loro osservatori speciali in Italia, per verificare lo stato di salute della nostra democrazia. Tanto più se il Cavaliere, dopo aver occupato le frequenze invisibili dell'etere, invadesse ora anche i corridoi visibili dello spazio aereo acquisendo per sé o per i suoi figli il controllo dell'Alitalia: due beni pubblici, l'etere e lo spazio aereo, sottoposti a regime di concessione ovvero di licenza. Per quanto riguarda invece la normativa anti-trust sulla tv, qui l'Europa è già intervenuta avviando una procedura d'infrazione contro l'Italia per la legge Gasparri, con la minaccia di una maxi-sanzione se il provvedimento non verrà rapidamente modificato o sostituito. E più di recente, la Corte di giustizia ha messo sotto accusa l'intera legislazione italiana in materia, dalla legge Maccanico del '97 in avanti: ciò che potrebbe consentire ora al nostro Consiglio di Stato che a suo tempo l'aveva interpellata, di imporre al governo la disapplicazione delle norme censurate. Berlusconi contro Berlusconi, insomma, per dire l'assurdità della situazione. Che cosa pensa di tutto questo il Partito democratico? Qual è, in particolare, l'opinione della "testa di lista" che guida il Pd nel Lazio, composta - prima che dal candidato premier Walter Veltroni e dal ministro uscente delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni - dalla numero uno, la signorina Marianna Madia che avendo lavorato anche a Rai Educational qualche idea in proposito dovrebbe pur averla maturata? è troppo chiedere loro di spiegare meglio, al di là delle tesi generiche contenute nel programma, come risolverebbero il conflitto d'interessi, come riformerebbero il sistema televisivo se andassero al governo e come si comporterebbero nei confronti del duopolio tv se andassero all'opposizione? In passato, la sinistra italiana ha già commesso troppi errori e omissioni in questo campo per trascurare adesso una questione di tale rilevanza. E se il termine "sinistra" non risulta oggi troppo riduttivo, spregiativo o addirittura offensivo per il Pd, sarebbe quantomai opportuno che il partito di Veltroni evitasse in futuro di perseverare diabolicamente. Se non altro, per non recriminare a vuoto domani, magari battendosi il petto e recitando l'ennesimo "mea culpa". (sabatorepubblica. it).

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Pdl, missione mezzogiorno il governatore sotto accusa - ottavio lucarelli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina V - Napoli Sinistra Vademecum Pdl, missione Mezzogiorno il governatore sotto accusa "Il nostro governo fermerà i fondi a pioggia" D'Alema sta mistificando la realtà. Nessuno ha realizzato tanti danni come la sinistra Dieci proposte, una sorta di vademecum che va dalla lotta alla criminalità ai fondi europei OTTAVIO LUCARELLI "Il nuovo governo bloccherà la ripartizione a pioggia dei fondi europei decisa in Regione. Le promesse elettorali di Antonio Bassolino oggi sono carta straccia, occorre un'alta vigilanza sul suo bunker e su quanto si decide nel chiuso delle stanze di via Santa Lucia". Stefano Caldoro, candidato alla Camera nella "testa di lista" Napoli e provincia, lancia la sfida in mattinata durante la presentazione del programma del Pdl per la Campania e il Mezzogiorno, assieme ad altri esponenti di punta del centrodestra tra cui Mario Landolfi, Marcello Taglialatela, Nicola Cosentino, Maurizio Iapicca. Messaggi a raffica contro Bassolino, il chiaro segnale di un cambio di marcia in Campania da parte di un centrodestra che dopo quindici anni vissuti quasi sempre da spettatore, ora vuole salire sul palco e diventare protagonista. Lo conferma Mario Landolfi: "Veltroni è imbarazzato e non fa altro che rimandare la sua venuta a Napoli per il semplice motivo che la presenza di Bassolino è causa di perdita di voti, perché l'80 per cento dei campani non lo vuole più". Incalza anche Marcello Taglialatela: "La responsabilità per l'attuale situazione in cui versa la Campania ha un nome e cognome, Antonio Bassolino, che non ha ancora fatto autocritica e, anzi, approfitta della campagna elettorale per continuare a muoversi nel sistema clientelare che ha creato". Affonda il coltello anche Maurizio Iapicca, da venti anni uomo Mediaset e ora in corsa per il Parlamento: "Le bugie hanno le gambe corte. Anche quelle del G7 quando lui prese meriti che erano solo di Silvio Berlusconi". Dieci i punti del programma del "Governo del fare, missione Sud", come lo definisce il Popolo della libertà: "Campania fanalino di coda", "ultima occasione fondi europei", "contrasto alla criminalità", "il malgoverno della Regione" sono alcuni dei capitoli che, secondo il coordinatore regionale di Forza Italia Nicola Cosentino "saranno il punto di partenza per mandare a casa una classe dirigente che in Campania è stata la peggiore in assoluto dal dopoguerra". E il Pdl ne ha anche per D'Alema, con Stefano Caldoro che accusa: "Sta mistificando una realtà disastrosa, ma non può imbrogliare i napoletani. Non può non constatare che la sua parte politica ha espresso, giudicando i fatti, una pessima classe dirigente. Mai sono stati causati tanti danni come ha fatto la sinistra negli ultimi quindici anni in Campania. Il caso dei rifiuti è solo l'esempio più drammatico che mostra chiaramente il fallimento di Bassolino". Accuse che rimbalzano anche dalla sede del Consiglio regionale, dove tuona il capogruppo di Forza Italia, Cosimo Sibilia, anch'egli candidato: "Nelle forze politiche di opposizione in Regione non ci sono falchi o corvi e non c'è chi getta fango su una delle più belle regioni del mondo. C'è, piuttosto, passione e denuncia politica nei confronti di chi, insieme alla sua maggioranza, non ha salvaguardato il territorio e i diritti dei suoi cittadini, non ha tutelato gli onesti dai disonesti ed ha imposto tasse regionali sempre più alte". Il centrodestra avvia il conto alla rovescia per Bassolino mentre Mara Carfagna, altra candidata di punta del Pdl in Campania, da Salerno rincara: "I turisti sono in fuga per colpa di Bassolino che, rinchiuso nella sua torre d'avorio, ha perso il contatto con la realtà. Lo faremo scendere sulla terra il 14 aprile, una data che per la Campania può significare la liberazione dal malgoverno".

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"berlusconi mi ha detto che occhi bellissimi..." - simona poli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IX - Firenze Erica Mazzetti, 30 anni, candidata alla Camera per il Pdl "Berlusconi mi ha detto che occhi bellissimi..." Geometra, le piace la palestra e il trekking L'aborto? "Una scelta privata" SIMONA POLI Giovedì scorso la prima foto con Berlusconi, a Roma, come candidata alla Camera nella lista toscana del Partito della libertà. Erica Mazzetti ha 30 anni, da quattro è consigliere comunale di Forza Italia nel Comune di Vernio, vicino Prato. Di lavoro fa la geometra. Com'è Berlusconi visto da vicino? "Ero talmente emozionata che sul momento non capivo neanche bene cosa stesse succedendo. Comunque è molto affabile, uno che sa metterti subito a tuo agio. Gli ho detto "complimenti Cavaliere" e lui a me "complimenti a lei, ha degli occhi bellissimi". Così". Non pensa che esageri a candidarsi per la quinta volta? "Non è più un ragazzino, ma ha un carisma che batte quello di tanti trentenni. Fa bene a correre di nuovo perché è un rivoluzionario, un anticipatore di idee. L'età non conta, contano il carattere e il modo in cui uno si pone". Le sue vicende giudiziarie non l'hanno mai fatta tentennare? "La magistratura non sta molto dalla parte di Berlusconi, specie sotto elezioni. E poi credo che a personaggi del suo livello con tante attività in campi diversi possa succedere di essere coinvolti in qualche inchiesta. Finora si è sempre rialzato". Lei è ventinovesima in lista, dunque corre per fede. "La mia è una candidatura di bandiera, l'idea di inserirmi è nata nel coordinamento provinciale di Prato, sono anche l'unica donna che ne fa parte". Pensa che le donne siano discriminate in politica? "Per la mia esperienza personale non potrei dirlo". Però non l'hanno messa tra gli eleggibili. "E' vero, con le preferenze forse avrei avuto più chance. Ma prima di andare in Parlamento è bene fare esperienza". Campagna elettorale grigetta. A Prato che fate per movimentarla? "Tante iniziative, anche al femminile. Come una sfilata di moda in costume con vestiti dalla fine dell'Ottocento ad oggi". Della crociata anti aborto che pensa? "Che nella vita privata ognuno è libero di fare le sue scelte". Favorevole anche ai matrimoni gay? "Alle coppie semmai. Il matrimonio è un'altra cosa, io credo alla famiglia, sono anche cattolica". Se vivesse negli Stati Uniti chi voterebbe? "Non seguo un granché le primarie americane ma mi piace Obama, credo che potrebbe essere un buon presidente". Questo lo dice anche Veltroni. Le piace il cinema? "Non amo molto né il cinema né la tv. Quando sono libera faccio palestra e trekking, sono anche iscritta al Cai. Mi arrampico".

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Impossibile bis per la lista... - fausto anderlini (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina XI - Bologna IMPOSSIBILE BIS PER LA LISTA... FAUSTO ANDERLINI (segue dalla prima di cronaca) Carta, in ogni modo, buona come azzardo, perché alla prova dei fatti potrebbe trasformarsi in un bluff. Quando la Civiltà parmigiana di Ubaldi si presentò in provincia, ad esempio, nonostante il cono protettivo della Gazzetta di Parma, l'operazione si risolte in un fiasco. A dimostrare che le operazioni civiche hanno possibilità di successo quando pescano nel torbido della politica locale. Assai meno, se non per nulla, quando ambiscono a sedimentare il seguito locale in una proposta di appartenenza politica. A parte gli strascichi della campagna elettorale, se a Bologna l'Udc non riuscirà a viaggiare sulle due cifre, anche per un pelo, ben difficilmente potrà pretendere di re-installare Guazzaloca come candidato di ritorno. Del resto nel centro-destra la frattura sembra insanabile, perché ha innanzitutto una valenza culturale. Il civismo è agito essenzialmente da una forma di "nostalgia restauratrice". L'old style è nel loro dna ed è l'unica garanzia che offrono. Mentre nella destra spingono forze "barbariche" e, in certo senso di "rottura", non più disposte, comunque, a sottostare all'egemonia di certe oligarchie. Di questa frattura, del resto, il Casini è perfettamente consapevole, ed è per questo che spera in un soccorso da parte di quei pezzi della sinistra nei quali più acrimoniosi sono i refoli della "nostalgija". Nel '99, funzionò, tanto che almeno un cinque per cento dell'elettorato di sinistra (secondo le stime) scivolò verso i civici. Vedremo come evolverà la soap. C'è però un dato sistemico che gli analisti politici dovrebbero sapere. Il ciclo politico delle città, da almeno quindici anni a questa parte si muove all'inverso rispetto a quello nazionale. Il voto amministrativo, di norma, tramite il gioco astensionistico, da la stura al malcontento verso il governo centrale di turno. In ultima analisi a decidere nel '99 fu la crisi fiduciaria nella quale era impelagato il governo D'Alema, mentre nel 2004 la sinistra potè avvantaggiarsi del disgusto verso il governo Berlusconi. Se si guardano i dati demoscopici più recenti le stesse sofferenze dell'amministrazione Cofferati hanno culminato con la devastante crisi fiduciaria del governo Prodi. Perciò è facile fare una previsione per Bologna. Se nel 2009 la destra sarà al potere a Roma, non ci sarà partita. Il Pd vincerà in carrozza, per semplice reazione allo sconforto. Se invece Veltroni sarà riuscito nel miracolo, idem. Perché l'entusiasmo sarà alle stelle.

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"chi vince governa anche con un solo senatore" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Chi vince governa anche con un solo senatore" Veltroni al Cavaliere: niente inciuci, non si deve scherzare sui precari "Antonio Di Pietro? Non sarà ministro della giustizia" ROMA - "Niente inciuci, niente pasticci dopo il voto. Chi vince, anche per un voto, anche con un senatore in più, governa". Il pareggio al Senato "sarebbe un disastro". Walter Veltroni, prima al Tg2 e poi su La 7 nel programma di Daria Bignardi, torna ad escludere larghe intese con Berlusconi. E annuncia che fra qualche giorno anticiperà i nomi di alcuni dei ministri della sua futura squadra di governo, "è giusto farlo prima del voto, ma prometto che non li annuncerò in televisione, e ci sto lavorando". Calearo futuro ministro dell'Economia? Il leader del Pd non si sbilancia, si limita a indicare i criteri per la scelta, "saranno nomi che esprimeranno la novità della sfida del Pd". Di Pietro alla Giustizia? Questo lo esclude anche Veltroni, "non credo proprio che Di Pietro sia interessato a quell'incarico, non è proprio nel novero delle cose di cui si discute". Sui sondaggi, il candidato premier del Pd non crede tanto a quelli che danno il voto operaio in marcia verso il centrodestra, "non penso che sia così", ricorda che cinque milioni di lavoratori hanno approvato il pacchetto welfare del governo, e che chiedono salari, pensioni e più sicurezza come fa il Pd. Insomma, "c'è una naturale sintonia fra chi lavora e il nostro partito". Veltroni, sulle unioni di fatto, è pronto a fare i Cus e non i Dico, "una cosa molto importante e non una robina, anche perché le soluzioni estreme e ideologiche non sono sempre quelle più giuste". Quanto alle distanze fra i due schieramenti il distacco "è fra 4 e 6 punti", da settembre il Pd, secondo Veltroni, ha recuperato 16 punti, 2 punti al mese. Berlusconi giura che i punti sono più di dieci ed è sicuro che vincerà lui? "Dal '94 ad oggi lo ha sempre detto, vinco io, e però alcune volte è stato battuto lo stesso". Ma perché Veltroni non cita mai per nome, nei comizi, Silvio Berlusconi? "Perché la contrapposizione personale mi sa tanto di vecchia campagna elettorale, di veleni che vanno lasciati alle nostre spalle". Ma certe battute del leader del Pdl sono di cattivo gusto, come l'offerta alla giovane precaria di sposare il figlio Piersilvio, "detta il giorno dopo il suicidio di un operaio rimasto disoccupato: su certe cose non si può scherzare, sono troppo serie per risolverle con una battuta". Ma Berlusconi nelle campagne elettorali fa sempre entrare in scena i suoi figli, "una volta ci giura sopra, un'altra gli vuol far sposare una precaria, adesso gli fa comprare l'Alitalia". Piersilvio muscoloso e sulla moto, come in copertina della riviste patinate? Veltroni ride, "non è nel mio stile, se posso scegliere.". Taglio dei parlamentari (ridotti a 570), dei loro stipendi (equiparati alla media europea), una sola Camera, riforma elettorale sono alcune delle modifiche istituzionali che Veltroni rilancia. Frutto della pressione dell'antipolitica? "No, esigenze maturate già prima, anche perché a volte l'antipolitica si presenta alle elezioni. Veltroni spera che un ramo del Parlamento possa andare all'opposizione, così come le commissioni di controllo, e che i leader dei due schieramenti sulle grandi questioni si parlino per uscire da quindici anni di "blocco e di odio". Ma insieme si possono fare solo le riforme istituzionali, "cosa che potevamo fare anche prima delle elezioni". (u.r.).

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"il governo prodi ha deluso le attese dei lavoratori per questo votano a destra" - paolo griseri (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Boccuzzi, operaio Thyssen, candidato del Pd "Il governo Prodi ha deluso le attese dei lavoratori per questo votano a destra" "Le persone con cui parlo sono sfiduciate, molti dicono che non voteranno" PAOLO GRISERI TORINO - Se gli operai votano a destra "è perché sono rimasti molto delusi dal governo Prodi. Avevano aspettative molto alte che non si sono realizzate nei tempi attesi". Antonio Boccuzzi, operaio della Thyssen candidato nel Pd, non si stupisce del sondaggio Demos-Coop pubblicato ieri da Repubblica. E aggiunge: "Spero che cambino idea ma al momento l'aria è proprio quella". Che cosa li convince nel programma del Pdl? "Non votano Berlusconi perché li convince, ma perché sono delusi da Prodi. E pensano che Veltroni sia la fotocopia di Prodi". Perché ce l'hanno con Prodi? "Si aspettavano che lo scalone delle pensioni venisse abolito davvero e non sostituito da tanti scalini. Si aspettavano di vedere gli effetti del taglio delle tasse sui salari e invece non se ne sono accorti". Che cosa risponde a queste critiche? "Che non c'è stato il tempo e che il governo di Veltroni potrà decidere più in fretta". E loro non si convincono? "è difficile spiegare che bisogna avere pazienza a chi fatica ad arrivare alla quarta settimana. Tutti i mesi hanno quattro settimane. Le attese su quel che avrebbe potuto fare il governo erano molto alte. Si sperava che le cose potessero cambiare da un giorno all'altro". E così oggi preferiscono Berlusconi? "Lo dimostra il fatto che anche Bertinotti verrebbe penalizzato. Perché dicono che adesso è tornato sulle barricate ma appena ha avuto un posto importante è diventato più moderato. E pure Rifondazione sosteneva Prodi". In fabbrica si pensa davvero che le promesse di Berlusconi siano più credibili di quelle di Veltroni? "Non so. Ma le persone con cui parlo sono deluse. Molti dicono che non andranno a votare". Come cercherà di far cambiare idea ai suoi compagni di lavoro? "Ricorderò che c'è differenza tra un ministro come Damiano, che ha regolarizzato i dipendenti dei call center, e uno come Maroni che voleva cancellare la legge per i lavoratori esposti all'amianto".

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Meno male che c'è il Tg3 (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del CARLO ROGNONI"Tra Rai e Mediaset c'è qualcuno che non rispetta le regole" "Meno male che c'è il Tg3..." / Roma n.l. "Meno male che c'è il Tg3: sarebbe quello più di sinistra invece è il più equilibrato". Per il consigliere Rai Carlo Rognoni i dati Agcom sono un segnale utile per recuperare equilibrio in tv. Lo squilibrio è evidente e riguarda anche i tg Rai. Vi è sfuggito di mano? "Mi viene da dire, meno male che c'è la Rai, i dati dei nostri tg a confronto con quelli di Mediaset dimostrano che qualcuno non rispetta le regole e la legge. Certo ci sono dei limiti anche nella Rai, ma dall'altra parte ci sono dei dati allarmanti. E fa bene l'Agcom a intervenire e a chiedere un riequilibrio". Fra i tg Rai ci sono delle differenze di trattamento per i soggetti politici. "È vero. Allora dico: meno male che c'è il Tg3. Si vive di pregiudizi: chi non direbbe che il Tg3 è il giornale più di sinistra? Eppure è il più equilibrato. Devo dire bravo al direttore Di Bella, è il più corretto in assoluto. Un altro mito infranto è il Tg1: si dice che è il più equilibrato e il più corretto? Si vede che, a forza di volere essere corretto gli è cresciuta una bella coda di paglia al Tg1, il risultato è che privilegia il Popolo delle Libertà. E solo in un caso vengono confermati i pregiudizi: si dice che il Tg2 è di destra? be', carta canta, i dati lo confermano. Mi ha stupito RaiNews24: il buon Mineo, che passa da uomo di sinistra, è il più sgangherato con il tempo per il Pd al 25% e al 46 per il Pdl; deve fare un bel riequilibrio". Come interverrete? "Il segnale dell'Agcom è importante. Il presidente Petruccioli tutte le settimane manda ai direttori i dati e chiede loro di riequilibrare se ce n'è bisogno, lo farà anche questa volta". Passiamo a Mediaset... "Si parla poco di conflitto d'interessi in questa campagna elettorale, e di nuovo dico: meno male, perché quando se ne è parlato tanto non è successo nulla. Meglio non promettere leggi che poi non si riesce a far passare. Comunque il conflitto d'interessi c'è ed è grande come una casa e pesa come un macigno in questa campagna elettorale, basti vedere i dati su Mediaset. Dovrebbe essere un segnale anche per l'azienda, nell'interesse e nell'immagine di Mediaset riequilibrare, dato che protestano sempre perché si vuole togliere loro una rete". Il Tg4 di Fede ha il record. "Già. Ma mi insospettisce lo spazio che il Tg4 dedica a Di Pietro: magari fa comodo dimostrare che alleato del Pd è il partito giustizialita, come viene chiamato". Cosa dice dei dati de La7? "È pazzesco, è la più squilibrata quando sembra la più libera". E i mancati faccia a faccia? "Sono possibili, dipende chi ci sta e Berlusconi sembra che non voglia fare il faccia a faccia con Veltroni".

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I tg in ginocchio da Silvio Par condicio violata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del I tg in ginocchio da Silvio "Par condicio violata" di Natalia Lombardo/ Roma SQUILIBRIO L'Authority per le telecomunicazioni denuncia un "forte squilibrio" nello spazio dedicato dai tg alle forze politiche, e chiede un "immediato riequilibrio". Berlusconi fa lo gnorri: "vado poco in tv" ma sui tg Rai e Mediaset il Pdl domina. Non sul Tg3. Nella settimana dal 10 al 17 marzo, con la par condicio a pieno ritmo, i dati resi noti ieri sul sito Agcom.it sono allarmanti: il Popolo della libertà ha un vantaggio di due ore e mezza sui servizi dedicati al Pd nei tg Rai, Mediaset, e Telecom (La7 e Mtv). Sui tg Rai il Pdl ha avuto il 37,24% del tempo, contro il 29,75 del Pd. Su Mediaset è peggio: 45,99% al Pdl, contro il 23,80% per il Pd. La7 e Mtv riservano al Pdl il 48,23% del tempo, al Pd il 28,48%. La Sinistra Arcobaleno ha presentato un esposto all'Agcom. Buttiglione per l'Udc si lamenta ma non si capisce perché, dato supera di molto la Lega e quasi raggiunge Sa. Va da sé che Emilio Fede ha il record della parzialità sul "tempo di parola" (è il soggetto che parla): 53,65% al Pdl, 15,66% al Pd: uno a tre per Berlusconi, intervistato per tre volte in tre settimane nonostante Fede abbia ricevuto una multa Agcom da 100mila euro. In casa Mediaset è squilibrato anche il Tg5 di Mimun: il Pdl ha il 36,62% mentre il Pd ha il 24,78% (va peggio nel "tempo di antenna" che comprende anche il tempo su un argomento che riguarda il soggetto politico: 25,29% al Pd, ben 43,61% al Pdl). La Sinistra Arcobaleno schizza al 17,30% e il Partito Socialista il 4,56 (per dare fastidio a Veltroni?); Di Pietro ha il 2,28% un 6,79 all'Udc, la Lega ha solo l'1,85, la Destra di Storace il 2,31%, A Studio Aperto il rapporto Pd - Pdl è del 22,2% contro il 38,35, però a Di Pietro è dedicato il 7,98% (più del Tg4, che riserva all'Idv il 4,37). Abile uso della comunicazione, che per esempio fra dedicare dal TgCom di Canale5, nelo squilibrio del 63 a 23 (Pdl-Pd) il 4,77% del tempo all'Mpa di Lombardo. Ma anche sui tg Rai è Berlusconi ad avere più spazio, salvo che al Tg3. Se per il Tg2, diretto da Mauro Mazza, uomo di An è scontato il rapporto 26,05 per il Pd e 37,58 per il Pdl, lo è meno per il Tg1 diretto da Gianni Riotta che dovrebbe avere la palma dell'imparzialità: al Pdl ha dato il 37,27 del tempo parola, al Pd il 30,40%; alla Sinistra Arcobaleno il 9,92%, come all'Udc (9,8), alla neonata Destra il 3,12 e alla Lega il 2,65; seguono socialisti con 1,58 e Di Pietro con 1,47. (Storace protesta lo stesso). Il più equilibrato è il Tg3 diretto da Antonio Di Bella: Pdl 31,86, Pd al 31,16%; Sinistra Arcobaleno il 14,73% e l'Udc il 12,72. Una sorpresa in negativo è RaiNews24: Pd 25,6 e Pdl 32,89, anche se dedica l'11,89% al governo come istituzione. Sballata anche La7, che premia il Pdl con il 41,71% contro il 19,44 per il Pd; la Sinistra A è al 7.53, mentre Di Pietro svetta al 15,46 , l'Udc solo il 2,4 i socialisti godono al 12,99%. L'Authority impone un riequilibrio, pena delle sanzioni. Dal Pd denunciano "l'inaccettabile squilibrio", Morri e Follini. E Berlusconi, parlando in tv (a Sky) dice che "io non sono andato molto in tv, l'Agcom guardi alla sostanza: un partito del 50% non può avere lo stesso spazio di uno dell'1%". Tutta colpa della par condicio, legge "liberticida" che blocca Silvio capace di diventare uno e trino su tre tg in contemporanea.

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Tutti i tg ai piedi di Berlusconi Tranne il Tg3, l'informazione televisiva di Rai, Mediaset e La 7 viola la par condicio La denuncia del Garante: forte squilibrio a favore del Pdl (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Tutti i tg ai piedi di Berlusconi Tranne il Tg3, l'informazione televisiva di Rai, Mediaset e La 7 viola la par condicio La denuncia del Garante: forte squilibrio a favore del Pdl. Il Pd: si rimedi subito Due ore e mezza di più dedicati a Berlusconi e al suo partito: così tutti i Tg Rai (con l'eccezione del Tg3), Mediaset e Telecom (La 7 e Mtv) violano la par condicio in campagna elettorale. È la denuncia del Garante delle comunicazioni che chiede un "immediato riequilibrio" della situazione. Berlusconi primeggia abbondantemente dappertutto, dal Tg4 di Fede al Tg1 di Riotta. Assieme al Pd sono penalizzati tutti gli altri partiti. Con una singolare eccezione del Tg5 di Mimun che assegna spazi discreti anche a Bertinotti: forse può far comodo in funzione anti-Veltroni. Lombardo a pagina 3.

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Crisi Alitalia, spunta la cordata elettorale Berlusconi insiste sull'intervento italiano. Veltroni: se c'è venga fuori in 48 ore e non il 14 aprile (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Crisi Alitalia, spunta la "cordata elettorale" Berlusconi insiste sull'intervento italiano. Veltroni: se c'è venga fuori in 48 ore e non il 14 aprile "Sono impegnato io, quindi si farà". La vicenda Alitalia entra sempre di più nello scontro elettorale e Berlusconi assicura - smentendo i vertici di Intesa Sanpaolo - che la cordata italiana alternativa ad AirFrance sta marciando. Anche se non sarà più questione di giorni, ma di "3 o 4 settimane". Veltroni: se ci sono disponibilità vengano allo scoperto in 48 ore. Intanto i francesi non cedono e chiedono una decisione immediata per il futuro della compagnia. Il 25 incontro con i sindacati. R.Rossi e Di Giovanni alle pagine 6 e 7.

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Vuol pensarci lui Ma per ora c'è solo il ... prestito ponte Cara Unità, c (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Vuol pensarci lui Ma per ora c'è solo il ... prestito ponte Cara Unità, circa venti anni or sono l'Iri stava vendendo la Sme a De Benedetti: la trattativa fu bloccata da un gruppo di imprenditori con una offerta superiore, se non ricordo male, di 50 milioni di lire; a capo di quella cordata c'era il Sig. Berlusconi, che si muoveva per conto e su mandato di altri. Naturalmente non se ne fece nulla. Oggi lo stesso signore evoca per Alitalia un'altra cordata, di cui dovrebbero far parte anche i figli. Solo che, a fronte di una offerta che ancora non c'è, lo Stato dovrebbe impegnarsi con un "prestito ponte", e questa, al momento, è l'unica proposta concreta. Insomma, la storia si ripete: si scompagina con le chiacchiere il tavolo senza risolvere nulla. Il problema è che il cavaliere non ama soluzioni che non portino la sua firma: così è stato all'epoca della Commissione bilaterale (il nome era quello di D'Alema), così è stato, recentemente, in occasione del tentativo di Marini di fare un governo finalizzato a riforme da tutti ritenute necessarie. Eccesso di protagonismo? No, mancanza del senso dello Stato, o meglio il senso dello Stato c'è solo e per quanto gli interessi dello Stato coincidano con i suoi. Questo è l'uomo che ancora una volta si candida a tutelare gli interessi degli Italiani. Con l'occasione qualcuno potrebbe spiegarmi che differenza c'è tra un "prestito ponte" e un "prestito non ponte"? Francesco Avallone Alitalia, perché nessuno fa notare che Berlusconi ha governato per 5 anni? Cara Unità, come fa Berlusconi a parlare di Alitalia e di colpe del Governo Prodi? Il disastro è cominciato e si è compiuto nel suo quinquennio di governo. Ma perchè nessuno, come fa Travaglio, documenta la sua sfacciataggine e lo sbugiarda pubblicamente? Pensiamo che gli Italiani siano così informati e traggano le dovute conclusioni? Temo di no, se vediamo rete quattro e le altre del Cavaliere, ma anche la RAI che gli accorda uno spazio inverecondo. E' necessario far emergere la verità su Alitalia, su di un certo leghista Bonomi che ora vuole i danni per Malpensa. Ma la vergogna delle proprie colpe non la prova più nessuno? Gianbattista Liazza, Ravenna Malpensa, una disgrazia Se vuole, Berlusconi metta i suoi soldi, non i nostri Cra Unità, sono un imprenditore di Firenze, ho viaggiato moltissimo per lavoro, dopo la prima volta a Malpensa subito dopo l'apertura mi chiesi chi era il disgraziato che aveva scelto quella posizione con quelle infrastrutture di trasporto poi decisi che avrei volato da Malpensa solo se non avessi trovato alternativa, poi penssai anche che avrebbero istituito voli diretti da tutte le principali città italiane e che avrebbero fatto una linea ferroviaria. Niente, Malpensa ha rovinato (in parte ) Alitalia. A gennaio sono tornato da Zanzibar, atterro alle 18,50 a Malpensa, nessun autonologgio ha macchine disponibili, prendo un taxi per la Stazione di Milano, 80 euro, arrivo che il treno per Firenze è partito da 5 minuti: dopo le 20 non ci sono più treni per Firenze. Ristorante a Milano, due persone 80 euro, albergo vicino alla stazione 180 euro, mezza giornata di lavoro buttata perché arrivo a Firenze alle 11 del giorno dopo. Se voglio partire da Firenze per Malpensa devo calcolare almeno 9 ore fra viaggio, imprevisti e attesa al chek in, il che vuol dire per voli in mattinata partire sempre il giorno prima, costo auto, costo autostrada, giornata persa, albergo ecc. quanto costa? Fate voi il calcolo. Vorrei che tutto questo fosse detto ai demagoghi che vorrebbero buttare ancora soldi in Alitalia e Malpensa: per favorere tirateli fuori dalle vostre tasche non dalle mie. Berlusconi ha un patrimonio personale che gli permette di acquistare circa 25 Alitalia, per favore provveda lui ma senza annunci pubblici che fanno sbalzare il titolo in borsa con grandi danni e/o profitti per chi sa prima o dopo quello che lui dirà. Luciano Cungi, Firenze Televisione, basta con pacchi e pacchetti Sì alle trasmissioni di qualità Cara Unità, giusto il rilievo che date sulle serate Rai con "Coraggio di Angela" e " Vita rubata". Sarebbe il caso di suggerire, anzi sollecitare, trasmissioni su chi guida ubriaco, sul "bullismo" e su altri temi, la cui trattazione potrebbe contribuire a formare una orientamento, un comportamento positivo in soggetti che non si rendono conto del danno che fanno al prossimo e a se stessi. E comunque non sarebbe male se ciò portasse ad eliminare, o quantomeno a ridurre, lo spazio e le spese impiegati per trasmissioni con pacchi e pacchetti, che non elevano certo il livello culturale e la coscienza civile delle persone. Antonio Rosini, Avezzano Grazie Luchino Dal Verme per farci sentire ancora la tua forza Cara Unità, giorni fa avete pubblicato una foto che vede Veltroni abbracciare il vecchio partigiano e comandante. Voglio aggiungere al brevissimo ritratto che il conte Luchino Dal Verme (cugino di Vittorio Emanuele III) è stato comandante della Divisione "Gramsci" Garibaldina nell'Oltrepo Pavese e la sua nomina fu dovuta su sollecitazione fatta da Ferruccio Parri a Italo Pietra (Commissario politico della Brigate Garibaldi dell'Oltrepo Pavese). Fu un Comandante amatissimo dai suoi partigiani e fu sempre legato al territorio pavese e mai rifiutò una sua partecipazione alle manifestazioni e alle Feste de l'Unità che si tenevano a Varzi, capoluogo della Valle Staffora nel territorio in cui operava anche la sua Divisione. Voglio qui ringraziarlo per questo nuovo gesto che lo rende ammirevole e che mi onora sentendolo nuovamente con me vivo e partecipe al Partito Democratico: auguri a te Luchino, vecchio partigiano combattente. Alfredo Schiavi, Sanremo Errata corrige: in Liguria Orsi e Morgillo corrono per Berlusconi. Per un errore di redazione nell'articolo Liguria in bilico, tra Lombardia e Toscana. E il Pd punta sul "federalismo portuale", pubblicato ieri da l'Unità a firma di Eduardo Di Blasi, è saltata una frase, finendo per collocare nelle liste del Pd due esponenti del Pdl. Il testo corretto era: "È quella l'unica arma per riequilibrare le sorti di una partita che per il Pd resta difficile. Il Pdl, infatti, è opinione comune che abbia fatto una lista competitiva, molto legata al territorio. Nei posti "a rischio" della lista del Senato ha piazzato due competitors accreditati di buon seguito nelle zone di Savona e La Spezia, Franco Orsi e Luigi Morgillo. Il Pd propone Roberta Pinotti, genovese, presidente della commissione Difesa della Camera...". Ce ne scusiamo con i lettori e con l'autore.

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Il rischio è che gli operai a votare non ci vadano proprio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del ACHILLE PASSONIIl candidato al Senato per il Pd: la disillusione e le difficoltà concrete che portano sulle spalle li stanno allontanando dalla partecipazione politica "Il rischio è che gli operai a votare non ci vadano proprio" di Luigina Venturelli / Milano Il cuore della classe operaia batte sempre di più a destra? "Il rischio vero, almeno dal punto di vista elettorale, è che gli operai a votare non ci vadano proprio". Achille Passoni dissente dal sondaggio Demos-Coop: per l'ex segretario confederale della Cgil, ora candidato al Senato per il Partito democratico, l'allarme non riguarda tanto lo spostamento delle preferenze verso il Popolo delle Libertà, quanto l'allontanamento progressivo dalla politica nel suo complesso. Il che, probabilmente, rappresenta nei lavoratori un sintomo di malessere ben peggiore del passaggio nelle preferenze di voto tra i diversi schieramenti. Achille Passoni, perché gli operai sono maggiormente orientati a destra in vista delle elezioni del 13 aprile? Circa il 46% promette di votare Pdl contro il 31% accordato al Pd. "La campagna elettorale non è ancora finita, nelle urne le percentuali di voto degli operai saranno diverse. Il pericolo, semmai, è che i lavoratori dipendenti non vadano proprio a votare: la disillusione e le difficoltà concrete che portano sulle spalle sono tanto pesanti da portarli all'abbandono della partecipazione politica". Da dove arriva tutta questa disillusione? "Il governo di centrosinistra ha suscitato grandi speranze che non ha potuto realizzare appieno: le difficoltà interne alla coalizione e l'interruzione della legislatura dopo soli venti mesi gli hanno consentito di redistribuire ricchezza in quantità ridotte, non ha avuto il tempo di costruire altre risorse. Ma le cause vengono da lontano, dai tempi del governo Berlusconi, quando maturò la condizione e la convinzione del declino delle classi lavoratrici". Dal punto di vista elettorale, però, risulta più penalizzato il Pd. "Se si riesce a scalfire l'astensionismo, è la proposta del Partito democratico a vincere nel merito. I lavoratori vogliono impegni precisi, non fumo negli occhi, e il programma del Pd è concreto e praticabile nel ridare valore al lavoro". Chi si definisce "classe lavoratrice" vuole spesso significare uno scivolamento in basso nelle classi sociali, in seguito all'estromissione dal ceto medio. "Oggi dirsi operaio è un problema perché è stata invertita la gerarchia dei valori. Il valore del lavoro è basso sia in termini economici che sociali, e per cambiare questa situazione non basta agire sull'economia, ma serve un grande impegno culturale. Gli operai devono tornare a sentirsi valorizzati nel loro ruolo sociale". Per il momento vince la sensazione di un declino diffuso. "Non è una sorpresa. I sindacati l'hanno capito dai tempi del protocollo sul welfare di luglio: nelle consultazioni tra i lavoratori erano evidenti la delusione e la preoccupazione del futuro. Così si decise di porre con forza la questione salariale e di fare la piattaforma sul fisco. Se la legislatura non fosse stata interrotta, oggi il sondaggio Demos-Coop darebbe probabilmente risultati diversi". Ma le Camere sono state sciolte. "Un'importante operazione di redistribuzione di ricchezza si poteva fare comunque, grazie alle risorse del cosiddetto tesoretto. Ma il centrodestra ha rifiutato la proposta di Walter Veltroni di utilizzare l'extragettito per sostenere salari e pensioni".

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I lavoratori guardano a destra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del IL SONDAGGIO I lavoratori guardano a destra Incertezza nel futuro, tanto che il 54% degli italiani ritiene inutile fare progetti impegnativi per sè o per la famiglia, e il 51% ha visto peggiorare il proprio stato economico contro il 36% di due anni fa. È il quadro tracciato da un sondaggio Demos-Coop pubblicato da La Repubblica: gli italiani sono sempre più poveri e il diffuso senso di declino non è privo di conseguenze elettorali. La coalizione guidata da Walter Veltroni è votata dal 31,6% degli operai, ma una percentuale maggiore (46,5%) vota per l'alleanza di Silvio Berlusconi, che sul voto popolare distacca la coppia Pd e Idv di quasi 15 punti (14,9%). Ancora più in basso nel voto operaio c'è la Sinistra Arcobaleno con l'11,9%, seguita dall'Unione di centro con il 5,7%. L'alleanza Pdl-Lega-Mpa prevale anche nel voto di insegnanti, tecnici e funzionari del settore privato (43,8% contro 37,6% di Pd-Idv), di lavoratori autonomi e imprenditori (57,9% contro 22,9%), dei liberi professionisti (53,7% contro 28,8%) e delle casalinghe (52,5% contro 29,2%). A prevalere è invece la coalizione di Veltroni tra impiegati, insegnanti, tecnici e funzionario del settore pubblico (51,2% contro 30,7%), gli studenti (43,7% contro 38,2%) e i pensionati (45,7% contro 37,3% della coalizione di Berlusconi).

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Abbasseremo le tasse, è una certezza Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. Di Pietro non farà il Guardasigilli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del "Abbasseremo le tasse, è una certezza" Veltroni: non si scherza sui precari, come ha fatto Berlusconi. "Di Pietro non farà il Guardasigilli" di Federica Fantozzi / Roma OSPITE di quale famiglia italiana ha mangiato meglio? "In Veneto ma anche a Roma". Daria Bignardi insiste e ottiene, almeno, il primato del budino emiliano. Al tavolo delle Invasioni Barbariche, Veltroni annuncia che i punti di distacco sono 4-6, che il pareg- gio sarebbe un disastro perché "chi vince anche con un solo senatore governerà" ma le riforme istituzionali saranno condivise. Serafico al punto che la conduttrice de La 7 si domanda se faccia meditazione o si droghi, il candidato premier smonta i sondaggi berlusconiani: "Lui dal '94 dice sempre che vince, ma a volte ha perso". Il Pd partiva da meno 20 punti a settembre e ne ha recuperati 16. Gli operai votano per il centrodestra? "Non credo. Siamo in sintonia con loro". Promette che ridurre la pressione fiscale è possibile: "Assolutamente sì". Un punto percentuale per ogni aliquota. "Meno tasse e anche meno spesa pubblica". Come si dimezzeranno i parlamentari (obiettivo 570) e si allineeranno alla media europea i loro stipendi, benefici compresi: "Non possono stare più in alto di quelli dei lavoratori". I diritti dei gay? Non ci saranno i Dico, promette ma i Cus, perché il "realismo" - giura - frutta più di "soluzioni estreme". Rassicura: "Ogni forma di omofobia è una follia" Dribbla il toto-governo ma non del tutto: "Di Pietro non sarà Guardasigilli. Non credo che lui lo voglia, non è nel novero delle cose". Per il resto un criterio: "Persone che esprimano la novità del Pd". Perché se il PdL è quello di sempre con l'aggravante di aver "perso il più moderato Casini e imbarcato i meno moderati Mussolini e Ciarrapico". Il Pd invece è "un grande partito e un solo gruppo parlamentare" che, sull'esempio di Blair o Zapatero punta a cambiare il Pase con un "programma nuovo e fatto con un senso di libertà" (da alleati ingombranti). Il pullman partirà per la tappa in Sicilia dopo Pasqua (però niente cannoli, "li mangia qualcun altro"): "Questo viaggio è una bella immersione nell'Italia vera. Ma ho trovato un Paese teso e cupo che deve ritrovare dinamismo". Le preoccupazioni espresse da Riccardo Illy non lo contagiano. Il Nord Est? "Vuole velocità e meno burocrazia". I figli di Berlusconi? "Compaiono in tutte le campagne elettorali, per giurarci su o vendergli ALitalia". Il primo ddl in consiglio dei ministri sarà quello contro la precarietà. E fa la predica alla Bignardi che si interrogava sulla sinistra più indignata per la battuta berlusconiana "sposi mio figlio" della stessa destinataria: "Daria... Si era appena suicidato un operaio che aveva perso il lavoro. Sbaglierò, ma su questo tema non mi viene da ridere". L'antipolitica? "Alla fine si presenta alle elezioni. Io punto alla sobrietà della politica". Il confronto tv con Berlusconi? "Da mesi sono disponibile". Vittorio Zincone lo provoca: dagli antiabortisti siculi con Veronesi e la Bonino, dai pacifisti kosovari con Del Vecchio... Non è che se la politica arruola esterni per rappresentare quei mondi è perché ognuno rappresenta se stesso? Giammai: "No, no, un partito moderno tiene insieme chi sta insieme nel Paese. Sennò l'Italia si fascia. La strada opposta riporta al '900". La Bignardi manda in onda la vecchia imitazione di Corrado Guzzanti in cui Veltroni sfoglia la rosa dei candidati: Raul Bova? Ha detto no perchè teme di perdere pubblico. Di Caprio? Ha già fatto Titanic. Nazzari? "È morto, serve una riforma per candidarlo". Heidi era disponibile ma il nonno vota a destra, Topogigio è copyright Mediaset, resta solo Napo Orso Capo. Il bersaglio della satira - ovviamente - ride. Infine, si dichiara "non pentito" di aver doppiato il sindaco Rino Tacchino in un cartone animato (per beneficenza). Ma, a richiesta, si rifiuta di gorgogliare in diretta. Bisogna accontentarsi di un "possiamo farcela".

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Feltri insulta Napolitano Il capo della casta... A Destra il livello è questo. Berlusconi più cortese definisce corretto , ma solo in astratto l'appello sul voto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Feltri insulta Napolitano "Il capo della casta..." A Destra il livello è questo. Berlusconi più cortese definisce "corretto", ma solo in astratto l'appello sul voto di Vincenzo Vasile/ Roma L'ATTACCO È violento, diretto e personale. Viene da destra, la parte politica che ha mostrato sin qui maggior risentimento per le battute scambiate da Giorgio Napolitano in Cile con alcuni giornalisti italiani prima di far ritorno in patria. "Napolitano, capo della casta" è il titolo dell'editoriale di Vittorio Feltri su Libero di ieri. Secondo il direttore del quotidiano le battute contro l'"antipolitica" pronunciate dal presidente sarebbero state in verità riferite a una serie di articoli, giunti ieri al numero 4, che il suo giornale va pubblicando in questi giorni sotto la testatina dai toni non proprio garbati: "papponi di Stato". "Il presidente non cita né il giornale, né gli autori degli articoli, ma identificare l'uno e gli altri non è difficile, dato che sono i soli a occuparsi delle piacevolezze del Palazzo", sostiene l'egocentrico Feltri. Che almeno per oggi viene lasciato, però, abbastanza solo nella tenzone con il Colle. A cominciare da Berlusconi, che sull'altra dichiarazione controversa del presidente - quella con cui Napolitano ha negato l'esistenza di un "voto inutile" - ha ingaggiato, invece, una disputa ben più educata, all'insegna dei distinguo. E' "corretta" in astratto la posizione di Napolitano, dal punto di vista istituzionale, però votando con questo sistema elettorale per Casini e Storace l'elettore di centrodestra "fa un favore" a Veltroni, sostiene l'ex-premier, che ha l'aria di non volersi scontrare con il presidente. Il centrodestra, insomma, non ha ancora deciso se continuare a cavalcare, o no, il ronzino del qualunquismo, forse rendendosi conto che il fenomeno dell'antipolitica più probabilmente è destinato a ingrossare l'esercito dell'astensionismo elettorale, anziché portare voti alla destra. Che anche in questo caso, sull'atteggiamento da tenere nei confronti di Napolitano, si divide. E a Feltri non rimane, così, altro che rivangare le solite statistiche sui "bilanci straricchi" del Quirinale; e il confronto, in un pezzetto pubblicato in pagina interna, è - come al solito - con Buckingham Palace. Ma è abbastanza noto che dal Colle hanno sempre fatto notare che il paragone delle spese sostenute dalla presidenza della Repubblica Italiana per gestire il proprio Palazzo con quelle della reggia inglese non è proponibile. Perché le attività pubbliche di quel "museo" a porte aperte che è il palazzo del Quirinale influiscono in modo determinante e in misura esponenziale sui costi. Di solito, Napolitano su questi argomenti ha affidato ai suoi collaboratori il compito di ribattere - con argomenti tecnici - sulle questioni delle spese e dei bilanci: proprio l'altro ieri la Padania ha dovuto pubblicare una lettera indirizzata a Umberto Bossi (in qualità di "direttore politico" del giornale) a firma del segretario generale del Quirinale, Donato Marra, che fa le pulci a un analogo e altrettanto immotivato attacco sferrato all'amministrazione del Colle da parte dell'organo giornalistico della Lega: Marra in questa occasione si rivolge a Bossi ringraziandolo "per quanto potrà fare perché il giornale che si richiama al suo partito recepisca in modo meno acritico e indifferente accuse gratuite non tanto alla mia modesta persona, quanto allo stesso capo dello Stato". E fa notare, tra l'altro, che accuse del genere non hanno alcun reale fondamento, visto che per la prima volta proprio quest'anno si conta, tra l'altro, di arrivare a una minore spesa di ottocentomila euro, con una "non irrilevante" inversione di tendenza nel bilancio della Presidenza.

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Berlusconi lancia la cordata elettorale Sono impegnato io, quindi si farà . Veltroni: se ci sono disponibilità escano allo scoperto in 48 ore (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Berlusconi lancia la cordata elettorale "Sono impegnato io, quindi si farà". Veltroni: se ci sono disponibilità escano allo scoperto in 48 ore di Roberto Rossi/ Roma ITALIANI "I pochi giorni" della mattina sono diventati "3 o 4 settimane" nel pomeriggio. Ma la cordata italiana alternativa ad Air France per l'acquisizione di Alitalia sta marciando. Almeno secondo il promotore Silvio Berlusconi. È una "proposta vera", ha assicurato il leader della Pdl. Che per ora, però, non ha padri. Di imprenditori pronti a farsi avanti, tranne qualche minore eccezione, se ne vedono pochi. neanche la chiamata alle armi di Berlusconi in stile Risorgimento - "o si fa Alitalia o si muore" - ha raccolto consensi. Il fatto è che la partita è troppo complicata. Il gruppo aereo costa troppo, oltre due miliardi tra debito e investimenti, per farne un solo boccone. Questo non vuol dire che Berlusconi non ci stia provando. Il premier, secondo fonti informate, avrebbe sguinzagliato il consulente di fiducia Bruno Ermolli per cercare volonterosi. Ma per ora le adesioni sono state piuttosto scarse e risicate. C'è il gruppo turistico alberghiero Soglia (Gerardo Soglia, alla guida del gruppo, è candidato alla Camera con il Pdl nel collegio Campania 2), forse un'altra società bergamasca specializzata in trasporto aereo cargo, ma per ora nulla più. C'è anche AirOne, ma quella c'era anche prima e da sola non basta. Ci sono i figli di Berlusconi ma, come ha ricordato l'ex premier, "potrebbero unirsi a un esercito di imprenditori" solo dopo, con "un intervento ad adiuvandum". Non ci sono imprenditori e mancano anche le banche. Intesa Sanpaolo ha sempre espresso un interessamento di fondo per finanziare un progetto su Alitalia ma vincolandolo a un progetto serio. Quello di AirOne era stato reputato tale ma quattro mesi fa. Ora senza niente sul tavolo la banca non si muove. È anche per questo che si sta cercando altrove. All'estero soprattutto. Sembra che sia stata interpellata anche Jp Morgan, ma anche qui i risultati sono stati pochi. Per questo Berlusconi, nonostante le rassicurazioni ("sono impegnato io, quindi si fa"), ha preso altro tempo. Tre o quattro settimane che portano dritto alle elezioni. La campagna elettorale rischia di ingessarsi su un solo argomento e sulle trovate di Berlusconi. Un rischio che Walter Veltroni non vuole correre. "Se c'è una cordata italiana si faccia avanti in 48 ore - ha detto il leader del Partito Democratico - altrimenti con Air France si faccia un accordo sindacale che riduca l'impatto sociale e si consenta a Malpensa nei tempi giusti di poter sostituire le vecchie rotte Alitalia con altre compagnie aeree. Altrimenti è legittimo pensare che nuove cordate siano evocate per ragioni elettorali ". Per ora quindi la proposta di Air France è l'unica sul campo. E nonostante la pressione politica di Berlusconi - "la risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del Consiglio e sarà un secco e un pieno no" -, il gruppo parigino non intende mollare. Jean-Cyril Spinetta sta preparando con "serietà, buona volontà, grande scrupolo" l'incontro di martedì prossimo con i sindacati italiani: è convinto che la proposta per l'integrazione di Alitalia nel gruppo franco-olandese sia "solida, concreta, fondata", ed è certo di avere "interlocutori attenti". Per i francesi ottenere il via libera del prossimo governo resta una condizione necessaria, ma è un problema che, eventualmente, si porrà solo a suo tempo. "Noi sappiamo ciò che possiamo fare e bisogna che questo piano sia accettato o rifiutato, ma adesso e non tra due mesi o un mese", ha detto il direttore commerciale di Air France-Klm, Christian Boireau. La posizione dei francesi è la stessa degli amministratori di Alitalia. Preoccupati dalla situazione finanziaria del gruppo, poco solida. Servono subito 200-300 milioni e più una ricapitalizzazione di circa 750 milioni a maggio. "È ora di essere seri" ha detto il premier Romano Prodi. Anche perché ci sono circa diecimila dipendenti che vorrebbero conoscere con certezza il loro futuro. In tempi brevi. Per evitare, come ha spiegato Veltroni, "il fallimento e il lastrico per migliaia di lavoratori".

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Garante contro i tg: ci sono solo Pdl e Pd (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

[FIRMA]MARIA GRAZIA BRUZZONE ROMA Pdl pigliatutto nei tg pubblici e privati. Almeno, stando ai dati dell'Autorità garante delle comunicazioni, impegnatissima nel monitoraggio dei tg in campagna elettorale. E che ieri ha denunciato il "forte squilibrio" presente nei notiziari tv tra Pdl e Pd da una parte e gli altri partiti dall'altra, e tra Pdl e Pd, a favore del primo. Ordinando un "immediato riequilibrio dell'informazione politica". Berlusconi lì per lì cade dalle nuvole, "non sono al corrente, non sono andato molto in tv". Ma subito si scuote e se la piglia con la par condicio, "legge liberticida che c'è solo in Italia". E poi "l'Agcom guardi alla sostanza: un partito che viene votato dal 50% dei cittadini deve potere esporre i suoi programmi ai suoi elettori perché ci sia un voto consapevole, e deve poterlo fare più di un partito che ha l'1%". Gli esponenti della Destra non la pensano così. "Inseguiremo Fini dappertutto e faremo nelle piazze quei faccia a faccia che i media nazionali ci negano, come sottolinea anche l'Agcom", tuona il segretario nazionale di Fiamma Tricolore Luca Romagnoli, candidato numero 2 al Senato nel Lazio, dove La Destra dà al Pdl un bel filo da torcere, erodendole i consensi necessari a vincere il premio di maggioranza. Nani e nanetti sono sul piede di guerra e tempestano di esposti l'Agcom (ne sono già arrivati da Idv, Udc, Ps, Manzione & soci e, ieri, anche dalla Sinistra Arcobaleno). I più piccoli, del resto, sono scesi in campo proprio per avere visibilità, oltre che i rimborsi elettorali per ottenere i quali basta l'1% dei voti (e nessun seggio). L'Autorità da parte sua deve far rispettare la legge che parla di "equilibrio" fra tutte le forze politiche che si presentano alle elezioni. Pronta a far partire richiami, poi diffide, quindi ordini di reintegro, infine sanzioni e perfino sospensioni della concessione. Un'impresa "quasi disperata" confessano con le mani nei capelli. Perché la legge era stata pensata quando la competizione era bipolare, mentre oggi assegnare "pari condizioni" a 11 candidati premier è praticamente impossibile, anche se "i notiziari non stanno certo facendo del loro meglio". I dati del monitoraggio parlano chiaro. Nelle edizioni principali dei tre tg Rai dal 10 al 17 marzo, il Pdl ha avuto il 33,45% (il 38,8 sul Tg2) mentre il Pd totalizza il 27%. Di Pietro arriva al 10,66, Sinistra Arcobaleno e Udc al 9,05, La Destra al 3,3%. Trascuratissimi gli altri, tranne che dal Tg2, pur con numeri irrisori. Squilibri molto maggiori nei tg Mediaset. Il Tg4 dedica il 39% del suo tempo al Pdl "in voce", al Pd il 18,2%, il 10,1% ai Socialisti e l'8,8 alla Sinistra Arcobaleno che raggiunge addirittura il 13,6% al Tg5 dove il Pdl supera il 40%, contro il 22,2% del Pd. Più o meno quanto Studio aperto, con Pdl al 44,4 e Pd al 26,8%, ma almeno concede qualche briciola ai nanetti. "Il Tg2 ha dato spazio anche a partiti che avranno giusto il voto dei parenti più intimi, per il resto il riequilibrio viene da sé, non aspettiamo certo l'Agcom", si difende il direttore Mauro Mazza, spiegando che aver avuto ospiti Veltroni e Di Pietro nei due giorni scorsi pareggerà automaticamente il conto col Pdl nel prossimo rilevamento. "Il mio criterio principale resta la notizia. Ma come direttore di tg dal 1994 ho sempre avuto la fedina pulita, senza mai una multa", scherza Clemente J. Mimun, dal Tg5. Una multa da 100.000 euro ha invece già colpito Emilio Fede, furioso a tal punto coi suoi impallinatori Udc e Idv, che ieri sera se ne è uscito con una delle sue trovate. "Invito Casini detto "Pierre" e Di Pietro, "Checiazzecca" per gli amici, a prendersi per una sera tutto lo spazio del mio tg per dire la loro", ha detto in video. Aggiungendo sarcastico: "... così gli elettori indecisi capiranno per chi non votare".

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CONTINUA A PAGINA 33 (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Passione politica? Poca, quasi inesistente. Rassegnazione? Molta, quasi totale. Con questo stato d'animo la maggior parte degli italiani si prepara a votare fra tre settimane, a destra come al centro come a sinistra. Non tutti ovviamente, una minoranza partecipa, si mobilita, riempie teatri o piazze dove parlano i leader, sottoscrive appelli. Questa minoranza organizza cene elettorali, fa propaganda, assiste ai dibattiti televisivi magari sperando che prima o poi arrivi pure il duello tra i due big. Ma si tratta di una cerchia ristretta, molto più ristretta di due, cinque, dodici o quattordici anni fa. Sono quelli che proprio non possono fare a meno della politica, che ancora credono nella sua capacità di modificare il corso delle cose, e dunque si danno da fare. Meno male che ancora esistono. Ma gli altri, e parliamo di decine di milioni di persone, non ci credono più, almeno questa è la sensazione che trasmettono (e non è un caso che il Presidente Napolitano l'altro ieri abbia lanciato il suo allarme: andate a votare, nessun voto è inutile). Non è colpa loro. Vengono da anni di delusioni provocate dalla politica, qualunque sia o fosse la loro opzione. Gli ultimi sono i delusi dal governo Prodi, siano essi di centro-sinistra o di sinistra-sinistra. Solo due anni fa gli uni e gli altri si erano spesi nella campagna elettorale, non vedevano l'ora di liberarsi di Berlusconi. Si erano mobilitati contro le sue leggi, contro la guerra in Iraq, ma anche contro tutta la loro leadership, da D'Alema a Fassino, da Bertinotti a Rutelli, accusata di aver spianato la strada al ritorno del Cavaliere. I girotondi, Cofferati, il Circo Massimo, tutto questo dicevano. Però poi, quando è nata l'Unione, finalmente si erano ritrovati a casa, e allora via con la rivincita e con l'agognata vittoria. Una vittoria che però nella sostanza non c'è stata, sia nel risultato elettorale sia nell'azione del governo. E così delusione dopo delusione, questo (ex) popolo arriva alle elezioni senza sapere cosa aspettarsi. E neanche l'entusiasmo che all'inizio ha indubbiamente messo in moto il Partito democratico di Veltroni è durato molto. Le liste piene di contraddizioni, di volti sconosciuti e inutili, di portavoce e segretarie, il programma tanto ambizioso quanto vago, le promesse di un miracolo economico che tutti sanno non potrà avvenire, stanno via via convincendo i più che, anche se Veltroni vincesse (cosa comunque improbabile), non cambierebbe granché nella loro condizione reale. E non per colpa del leader del Pd, ma proprio perché questa è la situazione generale, dell'Italia e di tutto il mondo occidentale. Dall'altra parte l'approccio stavolta è più concreto, Berlusconi non promette sogni. Finalmente. Ma allora anche l'elettore di centrodestra, quello che ha odiato Prodi, odia i comunisti, vorrebbe strangolare Visco e le sue tasse, ama il mercato e le sue libertà, viene messo di fronte a uno specchio brutale: le tasse non caleranno, i salari non aumenteranno, la crisi è già arrivata e nessuno ha in tasca una ricetta miracolosa per risolverla in un solo Paese. Realistico come non mai, Tremonti lo ripete mattina e sera da tutti gli schermi. E se lo dice lui, che potrebbe essere il futuro ministro dell'Economia, quello che si inventò addirittura la finanza creativa per poter rispettare il famigerato contratto con gli italiani firmato dal suo leader nel 2001, c'è poco da illudersi. Chi voterà da questa parte lo farà per pura scelta politico-ideologica, ma senza sperare che qualcosa possa realmente cambiare. Quindi senza entusiasmo, senza passione, e senza neanche godere troppo dell'eventuale rivincita. Se poi passiamo alle forze minori, peggio mi sento. Chi vota per Casini lo fa soprattutto per mantenere in vita una piccola forza di interdizione e di potere locale. Perpetuare un ceto politico che oggi magari non serve a molto ma domani chissà, può sempre rientrare in gioco. Dunque meglio esserci, non si sa mai. Diversa la motivazione di chi invece voterà per Bertinotti, qui entrano in gioco due fattori. Il primo è la pura e semplice rappresentanza, cioè voto chi sento più vicino alle mie idee anche se non servirà a nulla per il governo del Paese. Il secondo è la sfida contro Veltroni e la sua ideologia iper-riformista. Più voti la Sinistra Arcobaleno riesce a togliere al Pd (o a non farseli togliere), più resta aperta la scommessa sul futuro tra le cosiddette due sinistre. E' la vecchia questione dei rapporti di forza insomma, ché se Veltroni dovesse annichilire Bertinotti il discorso sarebbe chiuso (vedi Izquierda Unida in Spagna). Altrimenti, se la sinistra ottenesse un risultato decente e il Pd non vincesse le elezioni, dalla rivalità di oggi potrebbe anche nascere una nuova intesa. Domani no, dopodomani forse. Se questo è il quadro, risulta evidente come sia difficile per un elettore qualsiasi appassionarsi alla battaglia del 13 aprile. La sua impressione è che si tratti soprattutto di una partita tra partiti (che certo non godono di un'ottima fama), alla quale lui può al massimo assistere dalle tribune. Senza nemmeno esultare per un gol della sua presunta squadra. CONTINUA A PAGINA 33.

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Alitalia, spunta l'ipotesi Lufthansa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

I tedeschi potrebbero appoggiare AirOne. Il Garante contro i tg: troppo spazio a Pdl e Pd Alitalia, spunta l'ipotesi Lufthansa Berlusconi: un mese per la cordata italiana. Veltroni: vuole arrivare al voto Con una chiamata alle armi che rimanda a Garibaldi e al Risorgimento, Silvio Berlusconi ha rilanciato ieri la soluzione della cordata italiana per l'acquisto dell'Alitalia. "Ci vuole un mese", promette il Cavaliere. Ma Veltroni non è d'accordo: "Si decide entro 48 ore e non si usi la questione per fare campagna elettorale". Intanto, spunta l'ipotesi Lufthansa. I tedeschi, infatti, sarebbero pronti ad appoggiare AirOne. Intanto il Garante attacca le tv: nei tg c'è spazio solo per Pdl e Pd. Bruzzone, Giovannini, Grignetti, Magri, Rampino e Spini PAG. 5, 6 E 7.

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Dopo l'ideologia si vota l'economia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Taccuino elettorale Marcello Sorgi Dopo l'ideologia si vota l'economia L'Italia non è ancora l'America, dove si dice che gli elettori vadano a votare con la mano sul portafogli, ma l'influenza dei temi economici sulla campagna elettorale non è mai stata così forte, anche qui, per varie ragioni. La prima è che la nascita dei due nuovi grandi partiti a vocazione maggioritaria, che si legittimano reciprocamente e si dichiarano idonei ad assumersi anche da soli l'onere del governo, ha determinato l'abbandono degli argomenti e della propaganda ideologici. Leggi: fine dell'anticomunismo da una parte e dell'antiberlusconismo dall'altra. La seconda è che se non c'è più scontro ideologico e la competizione è solo sul piano del pragmatismo, l'economia diventa la misura reale, più semplice da spiegare e da comprendere, della qualità della vita degli elettori. Peccato che la congiuntura internazionale (crisi Usa ai limiti della recessione) e la durezza con cui si ripercuote sul nostro Paese (Ocse e Fmi stimano la crescita dell'Italia nel 2008 allo 0,6 per cento mentre quella reale s'è fermata nel primo trimestre allo 0,3) costringano i concorrenti a dire (e a fare, chi dei due vincerà) il contrario della politica economica che ciascuno ha fin qui predicato. Così Veltroni insiste su un ipotetico, quanto impossibile, taglio delle tasse, ma si rifiuta di ammettere che l'aumento delle stesse praticato dal governo Prodi sia alla base della gelata che vede oggi l'Italia fanalino di coda nelle già magre previsioni sull'andamento economico globale dei prossimi mesi. E Berlusconi è particolarmente prudente e quasi si rifiuta di parlare di fisco, pur essendo convinto che solo una drastica riduzione dei prelievi potrebbe rimettere in moto il meccanismo bloccato della nostra economia.

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"In lista nel Pdl solo figli della nostra terra" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Intervista Maurizio Zoccarato "In lista nel Pdl solo figli della nostra terra" GIAN PIERO MORETTI SANREMO Il ministro Giovanna Melandri, nella sua missione elettorale in terra di Liguria, dove è candidata per il Pd, ha detto testuale: "Al feudalismo di Scajola, le cui dichiarazioni sono discutibili, preferiamo un dinamismo rinascimentale". La battuta non è andata giù al coordinatore provinciale di Forza Italia Maurizio Zoccarato che è subito sceso in campo con una dura replica. Ma la provincia di Imperia non è un feudo di Scajola? "La Melandri confonde la parola feudo con stima. La stima che gli abitanti della nostra provincia nutrono nei confronti del presidente. Scajola conosce ogni centimetro della sua provincia, la Melandri sa a malapena dove si trova l'Ariston a Sanremo. Più o meno come una turista. Per la sinistra di Veltroni e Melandri la provincia di Imperia è un piccolo lembo di terra al confine con la Francia, per Scajola è la sua terra e la porta dell'Europa. Una bella differenza". Però Veltroni e Melandri sono venuti a Sanremo e in Riviera... "Sono certo che per altri dieci anni non li vedremo più. I candidati del Pdl sono figli della nostra terra, donne e uomini che vogliono il bene della Liguria mentre i tre quarti dei candidati del Pd arrivano da fuori regione. E' questa la considerazione che il Pd ha per la nostra terra". Alla convention di Scajola c'erano 1200 persone; a quella di Veltroni solo un migliaio. Meno di Scajola. Eppure Veltroni è un candidato premier. Da cosa dipende? "E' chiaro: siamo in una provincia di centrodestra. Quell'incontro è stato una partenza incredibile per la nostra campagna elettorale. Ha caricato tutti quei cittadini che hanno voglia di cambiare e di tagliare con il passato dei Prodi, dei Veltroni e dei Visco. Con loro l'Italia ha toccato il fondo". Veltroni ha tenuto un comizio in piazza, alla vecchia maniera. E voi? "I nostri candidati saranno presenti nei banchetti in strada per essere più vicini alla gente. L'on Boscetto visiterà tutti i 67 centri della provincia". Scajola ha detto che le porte del Pdl sono aperte a tutti coloro i quali intendono partecipare al vostro progetto e il taccuino della politica ha fatto registrare moltissimi arrivi. E' in corso una campagna acquisti? "Nessuna campagna acquisti. Scajola ha precisato che non c'è alcuna regia. Porte aperte e basta". Perchè tutte queste adesioni al Pdl? "Ormai è chiaro che votare Udc o Destra significa aiutare Veltroni, Prodi e Visco e tutti i nuovi arrivi non intendono fare regali alla sinistra". "Veltroni ha fatto moltissime promesse, ha esaltato la terra di Liguria... "Con il centrodestra sono arrivati moltissimi finanziamenti, abbiamo avuto un ministro imperiese, le nostre liste per Camera e Senato sono figlie del territorio. Con il centrosinistra la Liguria è stata e sarà dimenticata". Prodi non è più candidato. Cambierà qualcosa? "Prodi, Veltroni e Visco sono un'unica persona. Votare Veltroni è come votare Prodi e Visco". Scajola ha anche aggiunto che non ci saranno più prime file riservate e che il Pdl non avrà militanti di serie A e altri di serie B utili solo a portare le borracce. Cosa vuol dire? "Siamo stati chiamati da Berlusconi a partecipare ad un grande progetto di libertà. Le porte saranno sempre aperte, anzi le ho fatte togliere così a nessuno verrà più in mente di chiuderle".

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[FIRMA] Non credo sia compito della politica metter su cordate . E' amara la prima co (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

[FIRMA]"Non credo sia compito della politica metter su cordate". E' amara la prima constatazione sul caso Alitalia del professor Nicola Rossi, economista di primo piano e candidato non di primissima fila nel Pd veltroniano. Come interpreta la mossa di Berlusconi? E' possibile allestire una nuova cordata di qui al 31 marzo, data-limite, perché oltre la compagnia sarà fallita? "Ci si sarebbe aspettati di trovare, in un candidato premier, la consapevolezza di fondo dei problemi del Paese, l'idea che su alcune questioni non si fa campagna elettorale. Negli ultimi dieci anni non è stato possibile per i governi affrontare il problema di Alitalia, proprio per l'invadenza della politica. Invece, se il centrosinistra separando i propri destini da quelli della sinistra radicale ha preso posizioni coraggiose e innovative, la destra ha separato i propri destini da quelli del centro, e dimostrato qual è la sua autentica cultura. Alitalia è solo un esempio, un altro è il ritorno all'annona, con Tremonti che annuncia le regalìe di pane e di latte...". Alitalia però rischia. "I risvolti sono imbarazzanti. C'è una procedura in corso, con un'offerta di Air France che forse non entusiasma, ma non è entusiasmante anzitutto lo stato in cui Alitalia si trova. E Berlusconi come d'incanto ha sostituito a una procedura di mercato, seguita nell'ultimo anno, la fotografia di due anni fa: Alitalia ostaggio della politica e dei veti sindacali. Un'iniziativa sommamente improvvida. Come saremmo governati se vincesse il Pdl?". Berlusconi ha annunciato però qualcosa che sembra appartenere perfettamente a una logica di mercato. "Se ci fosse stata una cordata italiana, si sarebbe già fatta avanti. Se invece sorge adesso, è perché il principe, Berlusconi, chiama i vassalli alla guerra. E questo è allarmante: i vassalli, poi, si faranno pagare. E sa come? Con i feudi dei tempi moderni: le rendite. Una cordata italiana che fosse spinta a conquistare Alitalia quando non ce ne sono le condizioni economiche si farebbe pagare in termini di rendita di posizione. Saranno i cittadini a pagare la tratta Roma-Milano molto di più. E poi naturalmente, come accadeva mezzo millennio orsono, i primi a vedersi concessi i feudi o le rendite, sono i familiari del principe". Però, Berlusconi a parte, nella storia Alitalia anche il centrosinistra ha fatto la propria parte. Già il primo Prodi non affrontò il problema. E anche l'attuale governo, ha rimandato e rimandato, fino alla soglia del fallimento... "Ci si riguardi i consigli d'amministrazione di Alitalia negli ultimi vent'anni e si vedrà che al confronto è poca cosa la formazione delle liste elettorali, che tanto scandalo desta. Io riconosco però un merito a Prodi: aver deciso di voler portare a soluzione il problema. Dopodiché io sono il primo a pensare che si poteva fare meglio. Ma le sortite di Berlusconi su Alitalia sono da medioevo, sono pre-moderne. L'Italia non può consegnare se stessa a una cultura così lontana da quello che ci serve per competere e creare sviluppo".

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Di Alitalia e di altri tritacarne Veltroni chiede di non mettere Alitalia nel tritac (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di Alitalia e di altri tritacarne Veltroni chiede di non mettere "Alitalia nel tritacarne della campagna elettorale perché sono in gioco migliaia di posti di lavoro". Forse è rimasto spiazzato dall'attivismo del suo avversario e non sa cosa dire a proposito della compagnia di bandiera. Perché se si prendesse alla lettera l'invocazione di Veltroni, allora cosa dovremmo dire, tanto per fare un esempio, delle promesse di pensioni e stipendi più alti? Anche in questo caso si mette nel tritacarne della campagna elettorale un tema delicato(spesso fonte di delusione per gli elettori). NICO WET, nicowet@virgilio.it Berlusconi e i Tir/1 Autostrade in tilt Ma a che titolo i "100 Tir bianchi col logo del Pdl" viaggeranno lungo le autostrade italiane? Contribuiranno ad intasare la già problematica situazione viaria di molti tratti autostradali (con imprenditori che si presteranno, con tutti i rischi del caso, a colorare i loro Tir con un simbolo che non a tutti piace e dunque ad alto rischio di imbrattamento) oppure girovagando qua e là con i rimorchi vuoti in attesa dei sostanziosi rimborsi elettorali? LORIS NUCERA, COGNE (AO) Berlusconi e i Tir/2 Il codice lo vieta Nell'articolo della Stampa del 20 marzo "E il Cavaliere mette in pista 100 tir" è scritto che Berlusconi avrebbe intenzione di far viaggiare su e giù per le autostrade italiane 100 tir di 14 metri per far conoscere il proprio logo agli elettori. Mi chiedo come sia possibile visto che il codice della strada (art. 23 Pubblicità sulle strade e sui veicoli, comma 7) prevede esplicitamente che "è vietata qualsiasi forma di pubblicità lungo e in vista delle autostrade". La legge non è uguale per tutti? MATTIA MORANDI, ROMA Quei cacciatori di brogli elettorali Se, in base all'antico adagio, il miglior guardiacaccia è il bracconiere, per la proprietà simmetrica è lecito pensare che il miglior bracconiere sia, almeno potenzialmente, il guardiacaccia. Qualcuno, nell'intento dichiarato di scongiurare l'eventualità di brogli elettorali, sta addestrando un piccolo esercito di esperti in materia, non sarà il caso di cominciare a preoccuparsi davvero? GIORGIO GAI Proviamo a eliminare la raccolta punti Alcuni anni fa una nota ditta italiana eliminò la raccolta punti e contestualmente i prezzi dei suoi prodotti diminuirono. Visti i tempi di magra, perché tutte le aziende, dai produttori ai supermercati alle compagnie petrolifere, non prendono in considerazione l'idea di eliminare, almeno temporaneamente, le raccolte di punti e diminuire un po' i prezzi? Me ne frega niente di avere una pentola con un "piccolo contributo" dopo avere speso centinaia di euro, se poi la pentola mi resta vuota. MIRKO BALOCCO Migliorare la scuola? Via le classi unisex Decidiamoci a rompere il tabù della scuola si Stato e quello della scuola unisex che hanno dato risultati tanto deludenti: otto studenti su dieci con debiti scolastici. Da un sondaggio di Radio Tre risulta che il 30 per cento degli ascoltatori è favorevole al ritorno alle classi separate per sesso. Incominciamo a sperimentare il ritorno a questo metodo che ha dato ottimi risultati all'estero, partendo dalle scuole pubbliche non statali, dette anche paritarie, finanziando la legge del 2000 che giace inapplicata fin dalla sua emanazione. Nelle statali si arriverà dopo, quando anche i più fissati avranno visto il miglioramento dei risultati delle classi separate per sesso. L'unisex per adesso è un dogma nelle scuole statali. Introduciamo almeno questa forma alternativa di scuola per cercare di attuare il pluralismo nel nostro sistema scolastico, altrimenti dovremo tenerci una scuola di tipo sovietico, e non potremo poi lamentarci se gli studenti saranno dei somari. BRUNO MARDEGAN, MILANO Per i nostri problemi solo chiacchiere Non dubito che Veltroni sia in buona fede quando afferma chi sbaglia deve pagare. La domanda: è possibile cambiare la mentalità di un paese che tra perdonismo cattolico e permissivismo di sinistra si rende inaffidabile al mondo? Il disastro della giustizia affidata a una casta che non risponde mai dei propri errori. Il tracollo Alitalia, è avvenuto per fatalità, per precise responsabilità sindacali, o per amministratori incapaci? Discorso analogo per tutti i settori. I rifiuti a Napoli sembrano essere dovuti a imponderabili fattori, nessuno se ne assume davvero la responsabilità. Bassolino aggiunge il danno alla beffa. C'è un solo settore, tra scuola, giustizia, sanità, pubblica amministrazione, che sia all'altezza degli altri paesi europei? La risposta è no. Il resto sono chiacchiere e sofismi. FRANCESCO SFORZA Cina, Olimpiadi e commesse italiane Silvio Berlusconi potrebbe compiere un nobile gesto a favore del Tibet: rinunciare alle commesse Mediaset in Cina per le Olimpiadi. Chiaramente l'illustre imprenditore affermerebbe che "Un gesto isolato non serve a niente", proprio qui sta il punto: le iniziative solitarie possono innescare reazioni a catena, ma trovare qualche Davide coraggioso tra i politici per combattere i Golia è impresa ardua. FILIPPO TESTA BALDISSERO TORINESE (TO) I rifiuti in casa non è provocazione Il suggerimento dato ai napoletani di tenersi i rifiuti in casa è stato accolto quasi come una provocazione. Visto con occhi stranieri e da tanto lontano non sembra affatto un'idea balzana. Infatti, la raccolta differenziata determina alcune conseguenze, anche quella di selezionare i rifiuti e magari doverseli tenere per qualche giorno fino a che non avviene il ritiro settimanale. Dove si fa la raccolta differenziata è normale. LUCIA MARINOVIC ragusajug@katamail.com.

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E se non è un bluff? Ora il Pd ha paura (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Veltroni sta facendo la cosa logica, nelle sue condizioni: chiedere al Cavaliere che scopra le carte. Se davvero esiste una cordata di imprenditori pronti a rilevare Alitalia, bene, fantastico, però faccia i nomi. Dica chi sono questi benefattori. In caso contrario smetta, il caro Silvio, di minare la trattativa coi francesi... Questa tattica sarebbe perfetta, a patto che Berlusconi non abbia davvero nulla in mano. Che si comporti come un furbo giocatore di poker. Si sbilanciano al Loft, sede Pd: "Mica potrà andare avanti fino al 14 aprile spacciando che lui ha la chiave per Alitalia. Potrà fingere ancora un po', poi dovrà mollare". Dunque niente panico, ufficialmente. Nessuna mossa disperata nel campo veltroniano, sul presupposto che la vescica si sgonfierà da sé. "Certo, se nelle prossime ore la cordata italiana si appalesasse e facesse l'offerta, beh, allora sarebbe un colpo di scena clamoroso. Ma noi non ci crediamo", alza le spalle Giorgio Tonini. Salta fuori che Walter ha avuto contatti un po' allarmati con Corrado Passera, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, per sapere se realmente sarebbe disposto a raccogliere l'appello del Cavaliere. Risposta rasserenante, la solita: sul tavolo "non c'è nulla di concreto", solo l'interesse sempre dichiarato per il piano AirOne. E poi, ragiona Ermete Realacci, fedelissimo di Veltroni, nessuno può calcolare quanti voti sposterebbe l'offensiva del Cavaliere: "La difesa di Malpensa riguarda in fondo solo certe zone della Lombardia. In Veneto è già diverso, basta sentire che ne dice il governatore Galan". Da Berlusconi invece sono quantomeno euforici. Sicuri di surfare sulla cresta dell'onda. "Gli italiani non chiedevano altro", gongola Paolo Bonaiuti sventolando "un sondaggio di Piepoli: il 77 per cento a metà febbraio voleva che Alitalia restasse italiana, figurarsi adesso". Già, ma il Cavaliere non può cavarsela così, deve dimostrare che la cordata esiste... "Macché, non deve dimostrare nulla", insorge il Portavoce, "e tantomeno nelle prossime 48 ore, come chiede Veltroni. Figurarsi se la lista di imprenditori può saltar fuori dall'uovo di Pasqua". Quando, allora? Tre-quattro settimane, giura Berlusconi. In pratica, dopo il voto. "E a quel punto magari la cordata non gli servirà più per fare propaganda", ironizza Tonini. Oppure potrebbe accadere l'esatto contrario, suggerisce un conoscitore del business berlusconiano: imprenditori restii a scendere in campo, finché a Palazzo Chigi c'è Prodi, si sentiranno invogliati da una eventuale vittoria del Pdl. Nella speranza di papparsi Alitalia praticamente gratis. Ecco perché puntare tutto sul bluff, come sta facendo Veltroni, potrebbe rivelarsi un boomerang. Uno sforzo per dar vita alla cordata è realmente in atto. Berlusconi lo sta facendo, a modo suo, coadiuvato da figure magari poco note al grande pubblico come Bruno Ermolli o Mario Resca, gente di Mediaset, consulenti con l'acquolina in bocca. Nei prossimi giorni sarà tutto uno stillicidio di piccole conferme, nomi fatti filtrare, imprenditori contattati direttamente dal Capo oppure reclutati da un Formigoni in odore di ministero economico (Attività produttive), pronti per una cordata che non scala Alitalia solo in quanto Prodi cattivo lo impedisce, negando la "due diligence" sui conti segreti... Ecco allora il vero pericolo per Veltroni (i suoi ne sono perfettamente coscienti): che l'alibi di Berlusconi pronto a intervenire ma con le mani legate, generoso verso Alitalia e tuttavia impotente fino al giorno della vittoria finale, venga confezionato là dove meno immagineresti, nelle stanze del governo. Con atteggiamenti inflessibili, di preconcetta chiusura a una soluzione fatta in casa. Con ultimatum che prendono a pugni le leggi della politica. Quando invece, per disinnescare la manovra del Cavaliere, serve elasticità mentale. Dito puntato in particolare su Tommaso Padoa-Schioppa: "Certe sue uscite da professore offeso, in difesa di Air France, non ci ci sono state assolutamente d'aiuto".

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Le parole della politica: lessico dei candidati a confronto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

TECNOLOGIA INSTANT POLL Oggi su www.lastampa.it DOSSIER ELEZIONI Arriva il software per riconoscere le foto ritoccate Plebiscito online per una Pasqua senza strage di agnelli Le parole della politica: lessico dei candidati a confronto Con le foto digitali, è difficile distinguere quelle ritoccate. Per venire incontro a chi vuole avere la garanzia di immagini non ritoccate, Micah Kimo Johnson, ricercatore del Mit, ha sviluppato un software che si basa sulle differenze di luce per rilevare i falsi. Il programma aiuta il controllo umano. Ma, si sa, nessun software è perfetto. www.lastampa.it/masera Berlusconi e gli slogan. Veltroni e il nuovo. Casini e l'identità. Quali sono le parole più gettonate in questa campagna elettorale e come vengono utilizzate? Qual è il linguaggio dei candidati? Cosa li differenzia e cosa li accomuna? Risponde online Stefania Spina, ricercatrice all'Università per Stranieri di Perugia, su "Le parole delle elezioni 2008". L'Enpa lancia l'appello: "Celebriamo la Pasqua senza contribuire alla strage di agnelli. Le pecorelle di zucchero o di pasta di mandorle potranno senza sfigurare svolgere le funzioni degli ovini veri". Aderite? Votate l'instant poll. Attualmente il risultato è un plebiscito contro la mattanza degli innocenti (al 90 per cento) per festeggiare in tavola. a cura di Anna Masera.

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Berlusconi: offerta entro un mese (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

[FIRMA]ROBERTO GIOVANNINI ROMA L'affaire Alitalia sta trasformandosi sempre di più in pochade. Silvio Berlusconi ieri ha scomodato persino Giuseppe Garibaldi: "O si fa Alitalia o si muore". Il Cavaliere ha spiegato che la "salvezza dalla colonizzazione", dalla "svendita ai francesi" deve passare per la cordata italiana. Che nascerà, perché "ormai sono impegnato io, quindi si fa". Già nel febbraio 2004 l'allora premier Silvio Berlusconi (lo ha ricordato con malizia Pierferdinando Casini, che ha parlato di "buffonate") si impegnò: "per fortuna di Alitalia - aveva detto - c'è il signor Silvio Berlusconi che impiegherà il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere". Chissà se stavolta andrà meglio: lui dice di pensare che "ci sia la possibilità di concretizzare la cordata in pochi giorni", sempre con il contributo di IntesaSanpaolo, Air One ed eventualmente di Piersilvio e Marina e altri. Non fa i nomi "per riservatezza", ma dice che sono "nomi grossi, tutti in contatto con Toto". E spiega che serve un mese di tempo. Almeno. Dal Pd Walter Veltroni risponde che "se c'è una cordata italiana va benissimo, anche se è strano che non sia uscita finora". Tuttavia, sarebbe il caso che questa cordata "venga fuori in 48 ore, non il 14 aprile, e poi magari mai più. Dopo elezioni si scopre che non esiste perchè nel frattempo c'è il fallimento di Alitalia e il lastrico per migliaia di lavoratori". Insomma, conclude Veltroni, "per ora c'è l'offerta di Air France e i sindacati devono trattare per ottenere le condizioni più accettabili". Secco Romano Prodi: "Non parlo perché c'è una procedura in corso. Se ci sono altre proposte vedremo. È ora di essere seri". Antonio Di Pietro accusa il leader del Pdl di "insider trading". Certo è che non sembra casuale che - come Berlusconi - anche Air One chieda tre-quattro settimane per una due diligence sui conti Alitalia. In una nota, la compagnia di Toto afferma che "a dicembre avevamo presentato un piano forte di risanamento e di rilancio per Alitalia, ma siamo stati esclusi dalla fase di due diligence che è stata concessa, per tre mesi, solo ad Air France-Klm. Deve decidere il governo se vuole ricevere altre proposte: è impossibile presentare offerte al buio senza una due diligence, sebbene breve (almeno tre settimane)". Air France- sembra tutt'altro che intenzionata a mollare. C'è l'incontro con i sindacati martedì prossimo, il 27 è convocato un Cda, e il presidente Jean-Cyril Spinetta manda a dire dal suo direttore commerciale, Christian Boireau, che la compagnia preme per raggiungere al più presto un accordo con Alitalia, cui prospetta un futuro che "sarà positivo nel medio termine. Ma il piano "deve essere accettato o rifiutato ma ora, non tra due mesi o un mese".

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Volante 1 a volante 2 (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Alitalia sempre più al centro dello scontro elettorale. Berlusconi fa propaganda, insiste sull'ineressamento di Banca Intesa e annuncia: "Cordata italiana pronta in 3 o 4 settimane". Cioè subito dopo le elezioni che pensa di vincere anche così. Veltroni ribatte: "Se c'è qualcosa di concreto venga fuori entro due giorni, altrimenti è solo speculazione". Intanto Air France comincia a perdere la pazienza: "Si decida subito". Martedì l'incontro tra i francesi e i sindacati PAGINE 2, 3.

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Scripta manent (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scripta manent Sorprendente, se ci si pensa Luca Fazio Chi ha avuto il coraggio di pronunciare queste parole? "Non parlerei di silenzio. Parlerei di indifferenza, o meglio di ritrosia. Sorprendente, se ci si pensa: si è strillato molto più per Guantanamo che non per Genova. Siamo più sensibili ai diritti umani nel mondo, che al loro rispetto a casa nostra. Anche per questo sarebbe essenziale che rilevassimo come una macchia l'eccezione del 2001 e attivassimo le difese per evitare che si ripeta". 1) Irene Khan, segretario generale di Amnesty International. 2) Giuliano Giuliani, padre di Carlo. 3) Giuliano Amato, ministro degli Interni. La risposta giusta è la numero 3. Sorprendente, se ci si pensa! Intervistato da Giuseppe D'Avanzo su la Repubblica, sette anni dopo le torture di Bolzaneto, Amato ha detto anche altro, dando l'idea di non provare nemmeno un briciolo di vergogna per la sua personale indifferenza, o meglio ritrosia, o meglio faccia tosta. E dire che D'Avanzo ci ha provato. De Gennaro, per esempio, ex capo della polizia, era il caso di promuoverlo dopo la mattanza? "Non è che debba volare per forza una testa posta in alto perché altrimenti si dice che sono volati solo gli stracci. Io non credo che immolare il capo della polizia avrebbe risolto il problema. Il capo della polizia ha ritenuto di non dimettersi. Ha con fermezza detto di non essere il responsabile di quanto è accaduto. Le violenze di Genova gli sono apparse così lontane dalla sua cultura professionale, dalla sua storia di poliziotto che ha pensato di restare al suo posto, di difendere se stesso". Non ci sarebbe altro da aggiungere, se non che la notizia è da un'altra parte, nascosta in un colonnino illustrato da due foto, il nostro Amato e Beppe Pisanu (ex e futuro ministro dell'Interno) che si sorridono. Il resoconto dell'imbarazzante teatrino sembra un passaggio delle consegne. Dice Pisanu: "Il prossimo ministro deve riprendere il lavoro di Amato". Concorda il dottor Sottile: "La continuità ha una grande importanza...Nei patti per la sicurezza non c'è niente di sinistra, sono stati stipulati a Roma come a Milano, a Palermo come a Firenze". La vicenda della tardiva scoperta delle torture della polizia, coperte da due governi diversi, è così clamorosa che anche tra le pieghe de l'Unità si intravede un barlume di autocritica. Battute da cabaret a parte ("il giorno dopo la denuncia di Veltroni che ha chiesto chiarezza..."), la fanzine del Pd ha intervistato il sindaco di Genova: "G8, An spieghi perché era in sala regia". Però Giuseppe Pericu, a coraggiosa domanda sulla commissione di inchiesta affossata dal centrosinistra, così risponde: "Credo che qualcuno non abbia voluto andare a rivangare responsabilità che non sono soltanto del centrodestra, a cui ovviamente va attribuita grande parte del fallimento del G8. Non dimentichiamo che l'evento venne organizzato e preparato nel periodo del governo Amato di centrosinistra, prima delle elezioni poi vinte da Berlusconi". Amato, sorprendente, se ci si pensa! Liberazione alza il tiro con una doppia titolata "Dove eravate quando ci torturavano a Bolzaneto?". Roberto Mapelli c'era e ora chiede a Veltroni di "fare l'unico passo possibile: impegnatevi perché non possano più nuocere i nazisti che abbiamo incontrato a Bolzaneto, in questura e per le strade". Graziella Mascia formula un paio di domande e precisa alcune cose, tristemente risapute. "Veltroni dov'era nel 2001?" e "Come mai il suo partito ha trattato con disprezzo la sinistra, la quale gridava contro le atrocità di Bolzaneto?". Inoltre, la commissione di inchiesta non è passata di un voto, "e tra i responsabili c'è il partito collegato al Pd, l'Italia dei Valori; e anche la contrarietà del presidente Violante (Ds e poi Pd)". Non è sorprendente, se ci si pensa.

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Astenuti, qualcuno ci ripensa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Tutti al mare Astenuti, qualcuno ci ripensa Andrea Fabozzi Settimana di ripensamenti. Ne mancano tre al voto e ne sono passate quattro da quando abbiamo iniziato a seguire la campagna elettorale con un gruppo di ex elettori di centrosinistra questa volta decisi ad astenersi. Ma decisi è troppo. Ogni giorno ha i suoi dubbi e a parte Silvio, il fotografo cinquantenne di Palermo che quasi subito ha cambiato idea pensando che sarà meglio andare a votare "firmando l'astensione", adesso nella nostra pattuglia ci sono almeno altri due che hanno già un piede fuori dalla porta, in direzione del seggio elettorale. Persino i ragionamenti di Ilenia, la ricercatrice ventottenne di Roma che fino a qui era forse la più convinta della scelta astensionista (nel 2006 aveva votato per i Comunisti italiani), sono meno categorici. "Premessa: sono circondata da persone che la pensano come me e credo proprio che saremo in tanti ad astenerci". E malgrado ciò "ho dei dubbi e ogni tanto anche qualche senso di colpa. Mantengo la mia idea, mi asterrò, ma a fatica". Una cosa è importante: "I miei dubbi non dipendono affatto dalle promesse dei candidati ma solo dal mio senso civico". Bertinotti o Veltroni possono fare poco per recuperare questo voto. Con Alessandro, il trentacinquenne programmatore napoletano, invece ci sta riuscendo il suocero, vecchia tempra di militante "anche lui disgustato dal Pd ma convinto dal voto utile". E sta convincendo anche lui: "Dice che non possiamo sempre far scegliere gli altri, noi astensionisti non saremo mai abbastanza per diventare un vero fenomeno di protesta. Confesso che sotto sotto gli do ragione anche se mi vergogno un po' a dirlo... aiuto, non voglio tradire il gruppo!". Ma Tutti al mare non considera un tradimento il cambio di opinione, al contrario è il senso del gioco. L'ultima volta Alessandro aveva votato per Di Pietro, chissà adesso che farà. Silvio, intanto, butta lì un'altra delle sue domande difficili: "Gli italiani sono stati informati che sono chiamati alle urne per eleggere un parlamento e non un governo?". Proprio lui, che nel 2006 ha votato Ds e Pdci, mette in dubbio il senso stesso della partecipazione (anche se ha già detto che stavolta andrà a votare e "firmerà" per Sinistra critica): "La campagna elettorale tradisce la Costituzione, dobbiamo scegliere una politica non un capo". La soluzione potrebbe essere quella che si augura Elena, avvocata genovese trentacinquenne ex elettrice di Rifondazione divisa tra "i nostri" che sono "inguardabili" e "gli altri" che fanno "paura". E allora? "Vincere senza andare a votare sarebbe il massimo, ma lo so è ignobile". Unico rimedio "dormirci sopra a pasquetta". Anna Lisa invece è partita per l'Africa, ma si è portata dietro la sua irrequietezza elettorale insieme a un pacco di giornali che hanno aggiunto dubbi a dubbi. Ha 34 anni, fa la lettrice all'università di Bari e a votare proprio non ci andrebbe. Ma il suo contributo contro Berlusconi pensa di doverlo dare: "Non voglio vergognarmi quando parlo con i miei amici e compatrioti", dice lei che è nata in Francia, "per quanto Sarkozy sia uno scandalo lo preferisco al cavaliere". E dunque pensa: "Forse più che astenermi ho bisogno di un voto più radicale (l'ultima volta ha votato Ds), in fondo la sinistra ha dato il meglio di sé quando stava all'opposizione" e visto che lì sembra diretta, è il ragionamento, dovrebbero esserci meno occasioni per pentirsi di averla votata. Granitico invece Giulio, l'impiegato nel commercio di Bologna, 50 anni, che la volta scorsa aveva votato Ds e Di Pietro: stavolta se ne starà a casa (o chissà, andrà a Rimini). Anche perché la campagna elettorale lo appassiona poco: "E' addormentata, Veltroni è partito troppo presto e adesso è senza fiato". Nemmeno lui, che nelle settimane scorse batteva sul tasto dei privilegi dei politici, si lascia convincere dalla promessa di Veltroni di tagliare lo stipendio ai parlamentari: "Se volevano potevano farlo prima, adesso è solo propaganda elettorale". Come Silvio, Giacomo - 34 anni, milanese, fisioterapista - contesta l'idea che si debba votare solo per chi vince: "Questa storia del voto utile mi sta facendo litigare con tante persone, Veltroni, è chiaro, sta cercando di ghettizzare tutta la cultura di sinistra". Verso Bertinotti e compagni Giacomo si mantiene molto critico, però, sta ragionando, "il voto per la sinistra arcobaleno è un voto sulla fiducia che può consentire a una coalizione elettorale di organizzarsi dopo le elezioni". Nel 2006 Giacomo ha votato per Rifondazione e questa settimana sembra avviato a ritrovare la fiducia di cui parla. Anche se, aggiunge, "si tratta di pagare un prezzo molto alto". In fondo anche questo sembra un voto utile, reggerà? Ve lo racconteremo sabato prossimo.

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Tg, più Pdl per tutti. Poi c'è il Pd (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Per il Cavaliere la violazione della par condicio è irrilevante: la "legge liberticida" non dovrebbe esistere e l'Agcom "deve guardare alla sostanza delle cose". Ovvero: è giusto che il suo partito abbia più spazio in tv L'Authority invia un richiamo alla Rai e alle tv private: l'informazione politica premia i partiti maggiori, in particolare il Popolo delle libertà Mi. B. Roma L'Authority per le comunicazioni non badi a norme e regolamenti, ma "guardi alla sostanza delle cose: un partito che viene votato dal 50% degli italiani deve poter esporre i suoi programmi ai cittadini per un voto consapevole più di un partito che ha l'1%". Per quanto riguarda Silvio Berlusconi, la legge "liberticida" sulla par condicio non ha mai avuto motivo di esistere e dunque potrebbe tranquillamente essere ignorata da chi dovrebbe garantirne l'applicazione, nonostante possa essere difficile come dice il commissario Michele Lauria. E invece l'Authority ha inviato un richiamo alle emittenti pubbliche e private chiedendo "l'immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale". Perché, in particolare nei tg, l'Agcom ha rilevato, nella settimana dal 10 a 17 marzo, un trattamento privilegiato nei confronti di Pd e Pdl rispetto a tutte le altre forze politiche, una disparità di trattamento tra queste ultime e, tra i due partiti maggiori, uno squilibrio in favore della lista di Berlusconi e Fini. La parte del leone (berlusconiano) la fa il Tg4, che al partito del capo dedica il 53,65% del tempo contro il 15,66 del Pdl e il 7,93 della Sinistra arcobaleno. Sul tg di Emilio Fede, Socialisti (6,86) e Idv (4.37), ottengono più dell'Udc (3,79), ma pure della Lega (2,75). Rispetto alle altre testate, sul Tg5 di Clemente Mimun la situazione per la Sinistra arcobaleno va meglio: ottiene il 17,30% del tempo di parola contro il 34,86 del Pdl e il 23,59 del Pd. L'Udc è al 6,46 e gli altri sotto. A Studio Aperto il Pdl è al 37,80%, il Pd al 21,89 e al terzo posto, con il 7,86, si piazza l'Idv. Sui Tg Rai, il Pdl ha la meglio in tutte le edizioni, seguito dal Pd, che forse in ossequio ai sondaggi su Tg1 e Tg2 è sette punti sotto, mentre sul Tg3, più ottimista, il distacco è di meno di un punto, ma sempre a favore del Pdl. Il Tg1 assegna a Sinistra arcobaleno e Udc poco più del 9% e gli altri sono tutti sotto il 3. Pari merito Arcobaleno-Udc anche sul Tg2 (sotto il 7%), mentre sul Tg3 la sinistra è al 13,61 e Casini all'11,75. E ancora, sul Tg La7 svetta il Pdl, al 41,71% contro il 19,44 del Pd con il 15,46 a Di Pietro, il 12.99 dei socialisti e il 7,58 della Sinistra. Questi i dati relativi a tutte le edizioni. Per quanto riguarda le edizioni principali, sul Tg1 migliora la performance del Pd (i punti di distacco dal Pdl scendono a circa 4), mentre restano invariati gli altri risultati. Sul Tg2, Pdl al 37,62 e Pd al 22,70, Sinistra all'8,9 e Udc al 7,78, gli altri dal 3 circa in giù. Al Tg3, dopo Pdl e Pd migliorano Arcobaleno (va al 15,38%) e l'Udc, tutti gli altri sono sotto il 2. Il Tg4 si ridimensiona (Pdl al 39,18% e Pd al 18.24, poi socialisti al 10,17, Sinistra all'8,84, Di Pietro al 6,48% e Udc al 5,62). Il Tg5 invece rispetto alla media di tutte le edizioni premia ancora di più il Pdl, così come Studio Aperto. Proprio ieri la Sinistra arcobaleno ha presentato un nuovo esposto all'Agcom. Ma anche il Pd Fabriizio Morri protesta per lo squilibro "a favore di Berlusconi e della sua coalizione e a danno di Veltroni", trascurando che tutti gli altri restano ancora più indietro.

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Alitalia, il Cavaliere ci pensa dopo il voto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il futuro della compagnia di bandiera infiamma la campagna elettorale. La settimana prossima ultimo round tra Parigi e Roma. Ma tra Pd-Pdl è già partito il gioco del cerino sulla pelle dei lavoratori Berlusconi insiste sul no ad Air France: "Ormai sono impegnato io, quindi la cordata italiana si fa. Datemi un mese". Veltroni sulla difensiva: "Fuori le carte subito. Malpensa si può salvare" R. Pol. Roma "Ormai sono impegnato io, quindi si fa". E' un Silvio Berlusconi alla garibaldina - "O si fa Alitalia o si muore"- quello che in serata respinge le richieste del governo e di Veltroni di presentare entro 48 ore la fantomatica "cordata italiana" interessata all'acquisto della compagnia di bandiera al posto di Air France. "Servono tre o quattro settimane - assicura il Cavaliere -, vista la posizione di Air France non ci resta che dare vita a un'altra offerta che sarà sicuramente presentata da imprenditori italiani insieme alle banche. Si deve dare ad altri la possibilità di conoscere la situazione". E poi, da premier in pectore: "La risposta ad Air France la darà il prossimo presidente del consiglio, ed è un secco no". Si parla di cordate, mentre Banca Intesa sta alla finestra e l'AirOne conferma di non poter fare nessuna offerta vincolante senza una due diligence (la verifica dei conti, ndr) che duri alcuni mesi. E' sempre più evidente che è sempre il Nord il crocevia di una controversia poco politica e molto elettoralistica. Berlusconi insiste: "Banca Intesa non ha smentito affatto, mi risulta che è sulle posizioni di mesi fa e che è disponibile ad aiutare un gruppo che presenti un serio piano industriale". Al suo fianco in un'offensiva per ora solo mediatica, il governatore lombardo Roberto Formigoni e la Lega, con l'obiettivo primario di difendere quell'aeroporto di Malpensa che da solo pesa per due terzi nei debiti di Alitalia. Nessun cedimento infatti nella causa da 1,2 miliardi di euro intentata da Sea (la società che gestisce Malpensa di cui il comune di Milano è il primo azionista) contro Alitalia. Ora il Carroccio vuole salvare capra e cavoli e divide le due questioni: "Credo che la proposta fatta da Berlusconi rispetto a una cordata di imprenditori italiani per salvare Alitalia e l'hub di Malpensa sia la soluzione ideale". E' una strategia spregiudicata e ad alto rischio, che non esclude un'ulteriore perdita di tempo che porti al fallimento di Alitalia e quindi a uno "spezzatino" per comprare ciò che serve a prezzi di saldo. Almeno così paventa Francesco Rutelli, vicepremier uscente e candidato sindaco a Roma: "Non si può portare al fallimento Alitalia e poi dire 'ecco arriviamo noi a risanarla'. Se ci sono altre opzioni credibili vengano presentate con trasparenza e responsabilità". Anche Pier Casini, che Berlusconi lo conosce bene, pensa ormai di essere su "scherzi a parte" quando legge un'agenzia Ansa del 17 febbraio 2004i: "Per fortuna di Alitalia c'è il signor Silvio Berlusconi che impiegherà tutto il suo talento per risolvere un problema che altri non hanno saputo risolvere. È una sua dichiarazione di quattro anni fa - rileva sconsolato il leader Udc - la politica non può prendere in giro i lavoratori e gli italiani. Basta buffonate, lo dico con sincerità. Se Berlusconi e i suoi figli vogliono comprare Alitalia lo facciano subito, ma non si faccia una colossale montatura fino al 14 aprile, perché è umiliante che si speculi anche su questo argomento". La Sinistra arcobaleno è preoccupata per i tagli all'occupazione e anche Veltroni pare sulla difensiva: "Ho l'impressione che la vicenda Alitalia venga buttata nel tritacarne della campagna elettorale. Parliamo di migliaia e migliaia di lavoratori, se c'è una cordata italiana benissimo, ma venga fuori entro 48 ore e non il 14 aprile". La durissima offerta francese rischia di sconvolgere i consensi elettorali nel Lazio e nel Nord. Infatti, intervistato dal Tg Lombardia, il leader del Pd si affretta a difendere Malpensa: "Può e deve essere uno dei principali aeroporti italiani". Al loft pesano sempre di più i malumori sindacali, che non a caso aprono alla trattativa italiana per difendersi meglio dalla scure francese. E nel frattempo di conflitto di interessi non si parla più. "Questione dimenticata", attacca il Sole 24 Ore di ieri, ricordando che il Cavaliere, i suoi figli o i ministri di Lega e Fi potrebbero trovarsi tra pochi giorni a decidere, dal governo, su quisquilie come il "prestito ponte" per Alitalia, i sussidi ai dipendenti licenziati e le compensazioni alla Sea: "Un inizio da incubo per la prossima legislatura".

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Segue / silvio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Segue / silvio Veltroni dà le 48 ore Fiat Non solo Alitalia. Anche sulla Fiat Silvio Berlusconi ha avuto modo di indossare per un attimo i panni del salvatore della patria. Era l'inverno 2002. Uno degli inverni più freddi per il gruppo torinese. Il Cavaliere, entrando in conflitto con Paolo Fresco e Gabriele Galateri, disse: "Mi piacerebbe moltissimo essere lì". Dove per "lì" intendeva alla guida della Fiat. "Se io fossi libero, mi offrirei per prendere in mano l'azienda". Silvio si spinse oltre presentando una sorta di piano industriale: abolizione dello "storico" marchio Fiat a favore dei marchi Alfa Romeo, Ferrari e Maserati. Finì tutto in una bolla di sapone. Così come il sogno berlusconiano di vedere nel traffico una Panda con lo stemma del Cavallino. "Bisogna che il nostro piano sia accettato o rifiutato adesso, non tra due mesi o un mese", ha detto il direttore commerciale di Air France-Klm, Christian Boireau. "L'offerta deve essere sul piatto entro 48 ore", ha dichiarato Walter Veltroni. "È ora di essere seri", ha ammonito Romano Prodi. La novità sono i sindacati. Tra le principali sigle, è cominciata a serpeggiare più di una preoccupazione per l'interventismo ormai irrefrenabile di Berlusconi. Non a caso, il fuoco di sbarramento anti Air France ha cominciato a scemare. Segnale che i big del sindacato - dopo aver alzato la posta - sarebbero persino pronti a rivedere la pratica Spinetta? Ma se Spinetta, preso atto dell'ostilità del "probabile futuro premier", facesse un passo indietro? Tra le tante incognite, c'è anche quella che riguarda il caso Malpensa. "Lo so anch'io che Alitalia non può reggere due hub. In futuro è prevedibile infatti che le strade dello scalo si separino da quelle della compagnia", si è lasciato scappare Berlusconi conversando con più d'un interlocutore. Se il Cavaliere non avesse in mano le carte che dice di avere, il finale più scontato è quello di un fallimento pre-13 aprile della compagnia, che il Pdl addosserebbe a Prodi (e quindi al Pd). C'è anche la variante che prevede i tempi supplementari: Berlusconi al governo, mormora uno stretto consigliere di Veltroni, "regalerà la polpa di Alitalia agli amichetti a condizioni nettamente inferiori rispetto a quelle di Air France". Un sospetto, questo, che ha già intaccato i consueti canali di comunicazione bipartisan. Fanno notare al loft che Alitalia è un caso di interesse nazionale, "uno di quelli in cui gli avversari dovrebbero scambiarsi quantomeno una telefonata di cortesia". E invece "Gianni Letta non s'è fatto sentire e il telefono di casa Bettini, finora, non ha mai squillato". C'è anche un caso Lega. Da Umberto Bossi in giù, le camicie verdi temono che l' affaire Alitalia vada a ingrossare le percentuali elettorali della Pdl riducendo quelle del Carroccio. "La cordata c'è. Gli imprenditori che ho sentito sono in contatto con Carlo Toto", continua a insistere Berlusconi. Il bluff potrebbe garantire l'asso pigliatutto. O rivelarsi un boomerang. Per sapere quanto pesi Malpensa dal punto di vista dell'elettorato lombardo serve il buon senso. Per capire quanto può incidere sul resto del Nord basta dare un'occhiata all'intervista rilasciata ieri dal governatore veneto Galan al Corriere della sera . 22/03/2008.

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Notizie in 2 minuti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-03-22 num: - pag: 56 categoria: BREVI Notizie in 2 minuti Primo Piano Usa, spiati i candidati I dati dei passaporti di Barack Obama, Hillary Clinton e John McCain, i tre principali candidati alla presidenza Usa, sono stati violati. Lo ha ammesso il Dipartimento di Stato. Scuse di Condoleezza Rice. Ma la campagna elettorale si tinge di giallo. Alitalia, lite sui tempi "Ormai sono impegnato io, quindi si fa, in pochi giorni", ha detto Silvio Berlusconi sulla costituzione di una cordata italiana che rilevi Alitalia al posto di Air France. E chiede un mese per definire l'offerta. Veltroni: "Se c'è una cordata italiana, si faccia avanti in 48 ore". Prodi: "E' ora di essere seri". Focus Acqua sempre più cara In tre anni l'acqua è aumentata anche del 22%. E in Italia ci sono 356 tariffe diverse. Nel 1994 la liberalizzazione: oggi sono state raccolte 400 mila firme per tornare al servizio pubblico Politica Sei su 10 sono per il voto utile Il 61% di tutti gli elettori sono per il voto utile, ossia per la preferenza a uno dei due maggiori partiti. La percentuale sale a oltre il 70% per gli elettori del Pdl. Esteri Cipro, si tratta I leader greco-cipriota Demetris Christofias e turco-cipriota Mehmet Ali Talat hanno deciso di riprendere i colloqui di pace per la riunificazione dell'isola. Il Reichstag verde Dalla prossima estate il Reichstag, l'edificio che ospita il Parlamento tedesco, funzionerà completamente con energia prodotta da fonti rinnovabili: eolica, solare, biomasse. Cronache Donna uccisa da una razza Judy Kay Zagorsky, 57 anni, mentre prendeva il sole su un battello al largo della Florida, è stata uccisa da una razza che è balzata improvvisamente fuori dall'acqua e l'ha colpita alla testa. Scienze Biocarburanti sotto accusa L'impiego dei prodotti agricoli per produrre carburanti, così da sostituire il petrolio, provoca allarme tra gli scienziati. Secondo un rapporto dell'Onu, fa impennare i prezzi e accresce la fame nel mondo. Economia Un patto per il Bondi-bis Verso la riconferma l'intero consiglio di amministrazione della Parmalat gestita da Enrico Bondi. I fondi, riuniti intorno alla Lehman Brothers, in rappresentanza di circa il 10% del capitale, hanno raggiunto un accordo a termine sulla lista unica degli amministratori. Cultura Severino e Tremonti Il filosofo Emanuele Severino contesta La paura e la speranza, il libro di Giulio Tremonti. L'ex ministro dell'Economia, afferma Severino, fonda la politica sulle radici giudaico-cristiane dell'Occidente e in particolare dell'Europa. Ma trascura la scienza. Spettacoli Il ritorno di Keanu Dopo una lunga pausa, torna sugli schermi Keanu Reeves, il Neo di Matrix. Sarà un detective di Los Angeles nel film Street Kings (che in italiano diventerà La notte non aspetta), tratto da un soggetto di James Ellroy. Sport Nuoto, due ori Medaglia d'oro e primato italiano per Alessia Filippi negli 800 stile libero agli Europei di Eindhoven. E oro nei tuffi dalla piattaforma 10 metri anche per Tania Cagnotto. Il francese Alain Bernard nuovo primatista mondiale nei 100 stile libero.

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ROMA Banca Intesa non si è ritirata e c'è un gruppo di imprenditori, sensibile (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ROMA "Banca Intesa non si è ritirata e c'è un gruppo di imprenditori, sensibile al mio appello, pronto a intervenire insieme alle banche". Silvio Berlusconi resta schierato a difesa dell'italianità dell'Alitalia e assicura che entrerà in campo una cordata di imprenditori italiani che a suo giudizio dovrebbero spuntarla sui francesi. Il leader del centrodestra parla di nuova forma di "colonialismo" e sollecita il governo a concedere "tre o quattro settimane", perché "ad Air France sono stati concessi sei mesi" per effettuare la "due diligence" dei conti della Compagnia. Walter Veltroni non chiude la porta ad altri investitori, ma li invita a venire allo scoperto presto e in modo chiaro. "Non si può giocare a dadi con la Compagnia di bandiera e con i suoi lavoratori e non vorrei si tratti di una cordata destinata a scomparire dopo il 13 aprile". Il leader del Pd invita il centrodestra ad un "tavolo bipartisan" per togliere la soluzione dei problemi della Compagnia "dal tritacarne della politica".

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NON è più il 2006 quando c'era la sensazione di un pareggio. Ora il clima è (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"NON è più il 2006 quando c'era la sensazione di un pareggio. Ora il clima è nettamente cambiato. Avverto una grande responsabilità perchè la situazione che ereditiamo è drammatica. Non abbiamo la bacchetta magica. Per questo anche i nostri più accaniti sostenitori devono tenere i piedi per terra. Qualcuno dice "Berlusconi è cambiato", ma non è vero. È la situazione che è mutata profondamente e quindi deve essere affrontata in modo diverso". Doppio petto slacciato, tono della voce fermo, Silvio Berlusconi spiega il programma elettorale del "Popolo delle Libertà", con il piglio di chi si sente già premier investito della responsabilità di governare. "All'Italia serve un colpo di reni forte. Non può condurre fuori dagli scogli la "nave-Italia" il capitano che l'ha portata ad infrangersi tra gli scogli". Il riferimento è al centrosinistra di Prodi e Veltroni. Per Berlusconi sono una cosa sola perchè il candidato premier del Pd "ha disatteso la promessa iniziale di voler rompere con il passato" e "ha confermato tutte le alleanze con la sinistra "comunista" di Bertinotti e Pecoraro Scanio, nelle elezioni amministrative".

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D ALL'ALITALIA alle prospettive del dopo-elezioni, dall'emergenza econom (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ica al potere d'acquisto delle famiglie, dalla tutela della privacy al problema della sicurezza. Fino alla politica estera. E' a tutto campo il faccia a faccia a distanza tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni realizzato in due forum a "Il Messaggero". I candidati premier dei maggiori partiti hanno accettato di rispondere alla stessa griglia di domande. Ed ecco, dunque, la Grande Sfida che finora le tv non sono riuscite a ospitare per i troppi cavilli giuridici, per i troppi candidati premier, per le diverse strategie di comunicazione. Il primo a entrare nella sede del giornale, alle dieci in punto, è stato il segretario del Partito democratico. Poco dopo le dodici è stata la volta del leader del Popolo della libertà. I due forum si sono protratti entrambi per oltre novanta minuti, in un confronto corale con la direzione e la redazione. Berlusconi punta l'indice sui "disastri" del governo di centrosinistra e sulla "continuità" tra la vecchia coalizione guidata da Romano Prodi e il leader del Pd. E promette "un colpo di reni" capace "di far rialzare l'Italia". Veltroni propone al Paese di "voltare pagina", chiudendo "quindici anni di divisioni, mandando al governo un partito omogeneo che non sarà costretto a mediare continuamente tra i singoli partiti per raggiungere gli obiettivi". Insommma, alcuni punti di contatto, molte le divergenze. Con una convinzione comune: niente larghe intese, nessun inciucio dopo le elezioni del 13 e 14 aprile. Chiunque vinca, anche se avrà una maggioranza di pochi voti al Senato, dovrà assumersi in proprio l'onore e l'onere del governo del Paese. "Veltrusconi non esiste", dicono Veltroni e Berlusconi. A.Gen.

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Veltroni e Berlusconi pronti al duello tv. Il leader del Pd: Per me è un piacere . Il Cavaliere: Assolutamente disponibile (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Veltroni e Berlusconi pronti al duello tv. Il leader del Pd: "Per me è un piacere". Il Cavaliere: "Assolutamente disponibile".

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ROMA - Non avevano evidentemente tutti i torti i cosiddetti piccoli partiti a lamentare di e (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di ALBERTO GUARNIERI ROMA - Non avevano evidentemente tutti i torti i cosiddetti piccoli partiti a lamentare di essere emarginati dall'informazione delle grandi reti Rai e Mediaset. L'Authority per le comunicazioni ha dato loro ieri ufficialmnete ragione. Serve un "immediato riequilibrio dell'informazione politica tra tutte le liste partecipanti alla campagna elettorale", in particolare nei tg, dove si nota un "forte squilibrio" nel rapporto tra formazioni maggiori e minori e tra Pdl e Pd, a vantaggio del primo. "Ma io vado poco in tv, guardiamo la sostanza: un partito del 50% va pesato diversamente da un altro che ha l'1%", commenta Silvio Berlusconi. Mentre la Sinistra-Arcobaleno annuncia un nuovo esposto relativo agli ultimi giorni di campagna, diamo un'occhiata ai dati delle rilevazioni Agcom, che nel grafico di questa pagina riassumiamo relativamente alla settimana dal 10 al 16 marzo nei telegiornali di maggior ascolto. Il dato che colpisce di più, tra quelli relativi al tempo di parola dei soggetti politici in tutte le edizioni, è quello del Tg4 che nel periodo preso in considerazione vede il Popolo della libertà al 53.65% e il Partito democratico al 15.66%; segue poi la Sinistra arcobaleno al 7.93%, il Partito socialista al 6.86% mentre le altre forze sono sotto il 4.37% dell'Italia dei Valori. Sempre in casa Mediaset il Tg5 per tutte le edizioni vede il Pdl al 34.86% e il Pd al 23.59%, con a sorpresa la Sinistra arcobaleno al 17.30%, al 6.46% l'Udc, il Partito socialista al 4.34% e gli altri intorno al 2% o meno. A Studio Aperto Pdl al 37.80% e il Pd al 21.89%, terza formazione quella di Di Pietro con il 7.86%. Per quanto riguarda la Rai in tutte le edizioni il tempo di parola è sempre a vantaggio del Pdl, sempre in seconda posizione il Pd. Al Tg1 Pdl 35.13%, Pd 28.66%. Al Tg2 Pdl 36.10%. Al Tg3 29.44% al Pdl, 28.79% al Pd. Al terzo posto, al Tg1 quasi pari merito tra la Sinistra arcobaleno e l'Udc, rispettivamente al 9.35% e 9.24% (a grande distanza gli altri dal 2.94% de La destra in giù); al Tg2 sempre la Sinistra arcobaleno al 6.88% e poi l'Udc al 6.61%; al Tg3 la Sinistra arcobaleno al 13.61% e l'Udc all'11.75%. Al Tg La7, il Popolo della libertà al 41.71% e il Partito democratico al 19.44%, segue Di Pietro con il 15.46%, poi il Partito socialista al 12.99%. Mentre l'altra emittente del gruppo, Mtv, vede il Pdl al 35.89%, il Pd al 30.02% e la Sinistra-arcobaleno al 20.09%. "Le regole della par condicio, in presenza di quindici candidati premier e circa una ventina di soggetti politici in competizione, sono di difficile e dubbia applicazione sia da parte dell'Autorità, sia da parte della commissione parlamentare di Vigilanza Rai, nonché dalle stesse emittenti televisive", osserva il commissario dell'Autorità Michele Lauria. "Da questa obiettiva situazione - spiega - nascono le polemiche, a volte corrette a volte strumentali". Ed è subito polemica tra il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni, che ribadisce come "nulla impedisce il faccia a faccia Berlusconi-Veltroni", e il portavoce del Cavaliere Paolo Bonaiuti.- Che afferma: "Il fariseo Gentiloni torna alla carica. Il ministro, che tanto ha amato la par condicio intesa come bavaglio a Berlusconi, ora cerca spregiudicatamente di adattare la legge alle sue speranze di impossibile rimonta. Se Gentiloni vuole davvero un libero confronto sa quello che deve fare: abolire la par condicio". E il Cavaliere chiosa: "Io comunque sono disponibile al confronto".

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ROMA - Walter Veltroni ha pronta da giorni la sua proposta sulle pensioni. I dettagli son (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di CLAUDIO SARDO ROMA - Walter Veltroni ha pronta da giorni la sua proposta sulle pensioni. I dettagli sono top secret, ma dovrebbe trattarsi di un meccanismo di rivalutazione per chi prende meno di mille euro mensili. Un messaggio rivolto a milioni di pensionati: Veltroni potrebbe scegliere martedì per il lancio. E sarà probabilmente il primo "colpo" della fase finale della campagna elettorale, quella che comincerà dopo Pasqua. Quella decisiva per la conquista degli incerti (che sono di più nel centrosinistra). Il rallentamento della campagna negli ultimi giorni dipende anche da questo: ogni candidato si tiene le carte migliori per dopo la feste. Silvio Berlusconi sta giocando di rimessa, amministrando - spiegano i suoi collaboratori - il vantaggio. Ora ha preso in mano il pallino sull'Alitalia. Mossa non programmata, assicura l'interessato. Ma il caso gli ha consentito di proporsi come premier "in pectore" e al tempo stesso di indicare come antagonisti Prodi e Padoa Schioppa, relegando Veltroni al margine della battaglia. È stata per lui la grande occasione per riconquistare il centro dell'arena, dopo aver rincorso il leader del Pd per settimane. Pure Berlusconi però sta lavorando ad iniziative "mirate" per il rush finale. Innanzitutto la firma del nuovo "contratto con gli italiani". Ma il Cavaliere non trascura le "regioni marginali" del Senato (Lazio, Abruzzo, Marche) dove si deciderà la maggioranza e dove andrà nei prossimi giorni. La Seconda Repubblica ha rivoluzionato le modalità della campagna elettorale. E via via i leader e gli staff si sono professionalizzati. Nel '96 cambiò l'andamento dei sondaggi quel Porta a porta immortalato da Nanni Moretti ("D'Alema dì qualcosa di sinistra") con il leader Ds accanto a Dini, con Berlusconi in tandem con Fini, e con Bossi solo contro tutti. Nonostante l'ira di Moretti, l'Ulivo cominciò a vincere da lì. Nel 2001 il Cavaliere si prese la rivincita con una strategia per molti aspetti simile a quella di oggi. Non a caso culminata, a pochi giorni dal voto, con la firma del "contratto" in tv. Il colpo a ridosso delle elezioni, se efficace, lascia l'avversario senza possibilità di reagire. Per questo è il sogno di tutti. Berlusconi, a suo modo, ha concesso il bis nel 2006. Dopo una campagna in rimonta, cercando continuamente di creare affanno nella multiforme coalizione di Prodi, tirò il colpo finale con la proposta di abolire l'Ici. Perse le elezioni d'un soffio. Ma vinse la campagna. Ora tutti hanno fatto memoria di queste esperienze. Anche i leader delle forze intermedie sono chiamati ad adeguare le loro strategie elettorali. Il problema principale per Pier Ferdinando Casini è, a questo punto, far conoscere il suo programma. Le cinque priorità dell'Udc: famiglia, merito, sicurezza, vita, energia. Il messaggio sulle ragioni delle scelta di autonomia è arrivato. La difesa rispetto alla minaccia del "voto utile" dovrà restare alta fino alla fine (anzi, rafforzarsi perché Berlusconi tornerà alla carica). Ma la proposta di merito è spesso travolta, oscurata dai partiti maggiori. È un problema che riguarda anche Fausto Bertinotti. Costretto a contendere con il Pd i voti di sinistra. Quelli dei ceti sociali tradizionali. E quelli dei giovani, su cui la Sinistra arcobaleno punta in particolare (la proposta sulle droghem è stata un anticipo). Nelle ultime tre settimane di campagna, però, Bertinotti incrocerà molte volte Veltroni. Il leader del Pd, più che sulle regioni marginali, si concentrerà infatti sulle fasce sociali colpite dalla crisi, sfiduciate dalla politica, insofferenti verso il governo. Insomma, il vecchio blocco storico del centrosinistra, dove ora si trovano molti incerti e delusi. Il Pd deve dimostrare di essere utile. Altrimenti Veltroni rischia grosso. Ecco perché gli spin doctor sono al lavoro su pensioni, salari e sui temi sociali.

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ALITALIA, IL RILANCIO DI BERLUSCONI (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pressing di Air France: il nostro piano venga rifiutato o accettato subito, non fra tre mesi. In campo l'ipotesi Lufthansa Alitalia, il rilancio di Berlusconi "In 3-4 settimane la proposta, m'impegno io". Veltroni: c'è una cordata? Si manifesti in 48 ore Toto (Air One): niente offerte al buio, qualunque operazione deve fare i conti con noi Ancora polemiche sulla vendita di Alitalia dopo il via libera del governo all'acquisto da parte di Air France. Berlusconi è tornato sulla possibilità di un'entrata in campo di una cordata italiana: "In tre-quattro settimane la proposta, m'impegno io". Pronta la replica di Veltroni: "C'è una cordata? Si manifesti in 48 ore". Prodi: "Non parlo, è l'ora della serietà". Ma Air France chiede che il suo piano venga rifiutato o accettato subito. Toto (Air One): "Niente offerte al buio, qualunque operazione deve fare i conti con noi". FANUZZI E A. TROISE ALLE PAGINE 2 E 3.

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Alitalia, ancora aperte le trattative per la cordata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Economia - http://blog.panorama.it/economia - Alitalia, ancora aperte le trattative per la cordata Posted By redazione On 22/3/2008 @ 12:15 In Apertura#1 | No Comments Stringono i tempi per il destino di Alitalia. "O si fa Alitalia o si muore" ha dichiarato il leader del Pdl Silvio Berlusconi che sostiene la cordata italiana di Air One e Banca Intesa. La società di Carlo Toto chiede due settimane per la due diligence, il controllo dei conti della compagnia di bandiera: Air One aveva presentato già tre mesi fa un piano di risanamento, ma era stata esclusa dalla revisione contabile. E se da un lato Banca Intesa dichiara di non essere interessata, si potrebbero aprire comunque spiragli per un piano di riserva presso l'istituto di credito. Ieri il candidato dell'Unione Walter Veltroni ha commentato: "Se c'è una cordata italiana si faccia avanti in quarantott'ore". Una richiesta "assurda" secondo Berlusconi: "Questo governo" ha detto il candidato premier "ha dato 5-6 mesi ad Air France, unico interlocutore che poi ha presentato condizioni irricevibili". E da Parigi trapela che il numero uno di Air France-Klm Jean Cyril Spinetta sta preparando con "serietà, buona volontà, grande scrupolo" l'incontro di martedì prossimo con i sindacati italiani: è convinto che la proposta per l'integrazione di Alitalia nel gruppo franco-olandese sia "solida, concreta, fondata", ed è certo di avere "interlocutori attenti". La pressione politica accesa da Silvio Berlusconi, però, dà più forza al fronte del no nel confronto sindacale. Per i francesi ottenere il via libera del prossimo governo resta una condizione necessaria, ma è un problema che, eventualmente, si porrà a suo tempo. Martedì pomeriggio l'incontro tra Spinetta ed i sindacati, due i temi più spinosi: l'impatto sugli esuberi previsti per i piloti della decisione di dismettere gradualmente i 5 aerei full cargo, ed il futuro dei lavoratori di Az Servizi, (manutenzione, handling, informatica, call center, amministrazione: attività deconsolidate sotto il controllo della finanziaria del Tesoro Fintecna che solo in parte rientrano nel perimetro dell'offerta dei francesi). Dopo l'incontro potrebbe tornare a riunirsi il cda di Alitalia. LEGGI ANCHE: [1] Quanto ci costa regalare Alitalia ai francesi n n Alitalia: la compagnia di bandiera resterà italiana o diventerà francese? Si, resterà italiana No, diventerà francese Mostra i risultati.

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Totoministri: chiunque vinca, molte new entry ma poche sorprese (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Totoministri: chiunque vinca, molte new entry ma poche sorprese Posted By vasco_pirri_ardizzone On 22/3/2008 @ 12:54 In Apertura#2 | No Comments È lo sport preferito dai giornalisti, ma anche dai politici. Che in fondo lo subiscono con un certo sadomasochismo: parliamo del totoministri. Una di quelle discipline semiolimpiche che si svolgono a cavallo tra le elezioni e la formazione del nuovo governo. Una ridda di voci, spesso alimentata dagli stessi che si propongono o che vogliono fare fuori un collega. Facili e immaginifici quelli di chi non vincerà, come Daniela Santanchè che promette una squadra di sole ministre donne e [1] Letizia Moratti come vicepremier. E chissà di questo passo magari anche Marco Ferrando del [2] Pcl potrebbe promettere Antonio Gramsci al ministero della Cultura, a sostituire Francesco Rutelli. Più realistiche, o quantomeno possibili, le squadre di [3] Berlusconi e [4] Veltroni. Quest'ultimo vorrebbe ardentemente dare la Farnesina al fondatore della comunità di Sant'Egidio, [5] Andrea Riccardi. Idea che però non si concilia con la paventata permanenza di [6] Massimo D'Alema. In caso di vittoria verrebbero riconfermati anche [7] Pier Luigi Bersani , [8] Antonio Di Pietro ed Emma Bonino, che però potrebbe essere spostata alle Comunicazioni. Derby tra un capo del sindacato e un ex sindacalista per il dicastero del Lavoro: [9] Guglielmo Epifani e [10] Pietro Ichino. Mentre in pole position per un posto al ministero dell'Ambiente c'è [11] Ermete Realacci. A palazzo Chigi, a fianco a sé come sottosegretari alla Presidenza, Veltroni chiamerebbe il dominus delle strategie elettorali, [12] Goffredo Bettini, e il suo uomo ombra da tanti anni, Walter Verini. A rappresentare il Nord Est, Veltroni vorrebbe [13] Massimo Calearo, che però incontrerà parecchie difficoltà per la sua nomea di falco confindustriale. I più smaliziati nel campo politico poi giurano che in caso di vittoria del Pd i fuochi d'artificio di Veltroni sarebbero luminosissimi: come dare il ministero dello Sport a [14] Luca Pancalli. Scelta che certamente farebbe rimanere male Giovanna Melandri. Ma nel campo femminile una poltrona sicura sarebbe per Anna Finocchiaro, che tutti danno per scontato perderà la corsa siciliana. Se vincerà il Pdl accanto a Silvio Berlusconi a palazzo Chigi potrebbe esserci [15] Gianni Letta, non come sottosegretario alla presidenza del Consiglio, ma stavolta in qualità di vicepremier. Lo scenario prevederebbe [16] Gianfranco Fini sullo scranno più alto di Montecitorio e quindi non ci sarebbe bisogno di dare la poltrona politica di vicepremier ad altri della coalizione. Scontato che all'Economia andrà Giulio Tremonti, agli Esteri il Cavaliere metterebbe il rientrante dall'Europa [17] Franco Frattini, mentre agli Interni le voci danno per favorito [18] Renato Schifani, che lascia la presidenza dei senatori libera per [19] Maurizio Gasparri. Derby nordico tra [20] Ignazio La Russa e [21] Claudio Scajola per il ministero della Difesa. Sempre che le voci di un dirottamento di quest'ultimo alle Attività Produttive non siano vere. Nelle settimane scorse Berlusconi ha più volte detto che [22] Lucio Stanca è sulla via del ritorno per il ministero dell'Innovazione, che nei piani del leader del Pdl dovrà servire per digitalizzare la Pubblica Amministrazione e quindi risparmiare fondi per circa 20 miliardi di euro. Sempre il Cavaliere ha promesso quattro donne in grisaglia ministeriale: e se [23] Mara Carfagna è lanciatissima verso la Famiglia, [24] Adriana Poli Bortone è la favorita per andare a sostituire Emma Bonino alle politiche dell'Europa. Anche l'ex avvocato di Giulio Andreotti, [25] ora deputata di An, Giulia Bongiorno, è considerata uno dei possibili ministri, magari alla Giustizia. Infine il rebus Sicilia, che se da una parte promette di essere fondamentale nello scacchiere della vittoria del centrodestra, dall'altra rimane un grande problema a livello di poltrone: quali caselle verranno assegnate a Raffaele Lombardo, Gianfranco Miccichè e Stefania Prestigiacomo? I quadri sopra descritti sono però sensibili di un netto mutamento qualora gli scenari di un pareggio divenissero reali. In quel caso sono in molti a scommettere su un governo Letta-Bettini di larghe intese. Un esecutivo che faccia le riforme e porti di nuovo al voto nel giro 18-24 mesi. [26] Partecipa al FORUM: fai il tuo governo.

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DEBOLE (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DI Il pensiero LUCIANA LITTIZZETTO DEBOLE Continua la campagna elettorale e i muri sono zeppi di manifesti. Che b'lssa. Siam di nuovo circondati di bei musi con le camicie di cemento e cravatte di marmo per dar senso di stabilità. Gente fotografata con la mano sul cuore e quella che non si vede sul... Molti son seduti alla scrivania. Per far vedere che lavorano. Invece si son messi lì prima di andare a fare l'happy hour... Casini nel manifesto elettorale c'ha una biffa che sembra che voglia sputare in testa a tutti quelli che gli passano sotto. Sorriso tirato.. Sembra che il fotografo invece che "sorrida" gli abbia detto "guardi che ha la bottega aperta...". In quello del Pd invece c'è Veltroni che ride conttttenttto., ride, ride come al circo. Di Veltroni mi piace sempre tanto il naso. Perché cambia in ogni foto. Subisce delle metamorfosi. Cambia forma. Alle volte sembra una coscia di pollo, in altre un culetto di neonato, altre ancora il fagotto delle lenzuola da portare in tintoria. La Santanchè è mistica, santificata e santificante. Metafisica. Gli occhi rivolti al cielo. Sarà il botulino. Fini invece è fotografato di taglio, di sbieco, vent'anni fa però. Manca la foto di Berlusconi. Sì. I manifesti del Pdl sono senza foto, c'han solo il simbolone. Come facciamo adesso? Trovarmi la faccia di Berlusconi sui muri della mia città per me era una tradizione. Come trovare i piccioni in piazza San Marco. Cioè. Non vedere quel sorriso a tastiera d'organo senza diesis e bemolle, quegli occhietti a spillo strizzati che fa uno quando gli scappa la pipì... è brutto. Perché non han messo la foto di Berlusconi? Ha usato la stessa lozione di Ronaldo, gli son venuti troppi capelli e non sono riusciti a scontornarla? Dall'agitazione è venuto mosso? Secondo me è una strategia per stupire. Sono certa che si inventa qualcosa. Vedrai. Capace che si fa proiettare come il marchio di Batman sulle nuvole di notte. Frann. Oppure si fa costruire dei sosia di pannolenci e li appende ai balconi come i Babbi Natale di Cortina d'Ampezzo. Comunque sia, politici o no, farsi fotografare in primo piano è sempre un casino. Perchè si vedono le magagne del tempo. Più che le mille primavere si vedono i settanta, ottanta autunni. E' vero che ti sparano in faccia faroni da mille watt, che poi vieni piallata, con tutta quella luce del naso vedi poi solo due buchini, ma non basta. E' vero ancora che si lavora al computer di photoshop. Se il neo è troppo importante si clicca sopra e si riduce a icona, ma non basta. Si migliora la faccia da babaciu, si taglia e incolla l'orecchia a cerbottana, si assottiglia il collo da cinghiale della Val di Lanzo ma serve a poco. E' proprio il primo piano in sé che è un rischio. Guarda solo che foto abbiamo tutti sulla patente. Non so voi, ma io quando mi fermano i vigili più che per la multa sto male all'idea che vedano la foto. Sulla foto della patente di solito gli uomini sembrano o brigatisti Anni 70, o seminaristi cacciati per inclinazioni omosessuali. Le donne prostitute kabuki o mocie vileda. Io nella foto della patente ho 18 anni e sembro la nonna della Montalcini. Il mio boy il cugino di Gianduia.

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CONFERENZE: GLI SFIDANTI SU RAIDUE IL PRIMO APRILE (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 22-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Conferenze: gli sfidanti su Raidue il primo aprile Dopo la pausa lampo per Pasqua la campagna elettorale entra nel vivo, e anche i palinsesti tv si adeguano: la Rai modifica perciò la programmazione in vista delle conferenze stampa dei leader in tv. Data clou sarà il primo aprile: nella stessa giornata su Raidue ci saranno Silvio Berlusconi (ore 21) e Walter Veltroni (ore 21,50).

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