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DOSSIER “VELTRONI <-> BERLUSCONI ”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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tARTICOLI DEL   2-4-2008       #TOP


Report "Veltroni/Berlusconi"

Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Dal nanetto al "piccolo Ciarra" ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Pensioni, a chi gli aumenti ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Walter e l'Italia "sapore di sale" ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Walter e le tre cose che è meglio "non fare" ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'

Berlusconi "Farò la lotta agli evasori" ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma rispetto al passato Silvio Berlusconi punta in questo giro su "umiltà e concretezza". Prova a non vendere illusioni. E la prima sfida indiretta con Veltroni, uno dopo l'altro ospiti di Rai2, non fa eccezione allo stile austero. L'unico sorriso, Berlusconi lo regala solo al momento di cedere il posto al rivale.

Magari è colpa nostra - di noi cittadini, di noi osservatori politici - se dopo aver chiesto pe ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: nel primo e probabilmente ultimo quasi faccia faccia tra di loro, né Veltroni né Berlusconi sono riusciti a lacerare la cappa di noia e di scarso interesse che pare coprire questa campagna elettorale. Nessuna promessa eclatante, tipo via l'Ici o milioni di nuovi posti di lavoro; niente enfasi o nuove frontiere o sogni da realizzare.

Una battuta del Cavaliere sulle forche caudine del Quirinale, al quale sarebbe sottopost ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: al quale sarebbe sottoposto un governo Berlusconi, ha fatto salire la tensione tra il Cavaliere e il Colle. Nonostante una telefonata chiarificatoria del leader Pdl con Napolitano, quest'ultimo ha diffuso una nota per dire: sempre super partes. E tra Veltroni e Berlusconi duello virtuale in tv sui precari: per il primo, il dramma più grande;

Tensione Berlusconi-Quirinale ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il leader Pdl: sul Colle persone di parte, con Ciampi forche caudine. Napolitano: parole gravi. Poi, telefonata di chiarimento Tensione Berlusconi-Quirinale Duello tv sui precari. Veltroni: dramma più grande. Il Cavaliere: non il solo.

Ci sono promesse elettorali che fanno venire l'acquolina in bocca. Che potrebbero far riconciliare i ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ha appena fatta Walter Veltroni, candidato premier del Partito Democratico. Ha detto: "Nel 2008 taglieremo 5 mila leggi", e il disegno di legge delega sarà varato subito, nel primo o nel secondo Consiglio dei Ministri del dopo elezioni. Un impegno non da poco L'impegno non è da poco: gli atti normativi vigenti in Italia sono circa 90 mila,

Per il duello fra leader bastano le nostre tv Chi le scrive lavora e risiede all'este ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: al di là delle schermaglie, in Italia il dibattito tv tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni non si farà. Viene meno un importante strumento di informazione per tutti gli elettori. Uno strumento particolarmente significativo per quelli come me che all'estero non hanno quotidiano accesso ai tradizionali mezzi di informazioni.

Bollette, no del Pdl ai tagli ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ma Veltroni non si lascia scavalcare dalla Sinistra e dice che la prima cosa da fare (quando sarà al governo?) è un intervento su prezzi, salari, stipendi e pensioni: "Le risorse ci sono, 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito".

Firenze insiste: giro di vite sui mendicanti ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: coordinatore provinciale della componente nata dalla lista "a sinistra per Veltroni" alle primarie del Pd, chiede "un'ampia discussione". La Sinistra Arcobaleno rileva come "l'accattonaggio non è un reato e quindi non può essere perseguibile". Il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, si spinge più in là: "Cioni è peggio del sindaco di Treviso Gentilini".

Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

Violenze e minacce, dobbiamo vigilare ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

Buona Pasqua ai naviganti ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

Il sacrificio del vescovo Rahho ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

In memoria di Edoardo Luciani ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio:

Scontro berlusconi-quirinale ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Napolitano difende anche Ciampi: "Nessun presidente di parte". In tv duello a distanza tra Veltroni e il capo del centrodestra Scontro Berlusconi-Quirinale "Il Colle non è imparziale", poi il leader Pdl chiede scusa SEGUE A PAGINA 2.

Il duello mancato tra walter e silvio - concita de gregorio ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Di più, nella nostra tv, non si può avere: Berlusconi non vuole il faccia a faccia con Veltroni perciò i due marciano in fila indiana, uno alla volta, prima uno poi l'altro senza pausa pubblicitaria. Nello studio tv una scena surreale, mai vista prima probabilmente su nessuno schermo del globo.

"una aggressione che ci riporta indietro" ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: altra stagione di conflitti istituzionali ROMA - Il Partito democratico coglie in fallo Silvio Berlusconi e si schiera a difesa del Quirinale. "Quella di oggi - commenta Walter Veltroni in diretta tv - è una brutta smentita. Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, e poi dover smentire ci riporta indietro in questo quattordicennio".

"guardatevi dagli archi-carnefici se vince silvio sarà uno sfacelo" - carlo brambilla ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: rivolgendosi a Walter Veltroni, commenta con durezza "l'immobiliarismo" di Silvio Berlusconi: "Già adesso in nome dei più bisognosi lo sentiamo parlare di apertura dei cantieri. E non è difficile immaginare lo sfacelo cui andremmo incontro se vincesse lui". Assumendo i toni del predicatore Celentano avverte che "nonostante l'operazione delittuosa intrapresa dagli archi-

Veltroni convince Dal Cavaliere il solito copione ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: edizione del Veltroni convince Dal Cavaliere il solito copione di Federica Fantozzi Le telecamere riprendono la parete a losanghe biancogrigie, la mano di Veltroni che stringe le altre quattro, la seggiolina ancora calda ma già vuota. Il delitto perfetto è compiuto: i due sfidanti non si sono incontrati, due conferenze stampa non hanno formato un frammento di faccia a faccia.

Berlusconi attacca il Quirinale Il Colle mi farà passare per le forche caudine . Poi smentisce. Il presidente: Parole gravi . Veltroni: brutta smentita ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi attacca il Quirinale "Il Colle mi farà passare per le forche caudine". Poi smentisce. Il presidente: "Parole gravi". Veltroni: brutta smentita di Natalia Lombardo / Roma FORCHE CAUDINE Questa volta ci si è infilato da solo, Silvio Berlusconi: il suo ennesino attacco al Quirinale non è stato sottovalutato dal Capo dello Stato che in una nota precisa di non aver mai avuto

L'amico padano. Berlusconi è contrario ad affrontare il confronto tv con Walter Velt ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stai consultando l'edizione del L'amico padano. "Berlusconi è contrario ad affrontare il confronto tv con Walter Veltroni perché un po' di stupidaggini le ha dette e in televisione verrebbero moltiplicate. Queste sono cose che fanno perdere voti..." Umberto Bossi Rai News 24, 31 marzo.

Il Manchester intanto ha segnato, Giuliana Dal Bufalo lo consola: Adesso ci sarà un altro ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Funziona così: finito il suo spazio, è previsto che Berlusconi si alzi dalla seggiolina di plastica bianca e lasci lo studio dall'uscita alle sue spalle, mentre Veltroni, che aspettava nella saletta contigua, entra dall'ingresso a fondo sala, dietro il grande tavolo a forma di dollaro. Tutto calcolato?

Il leader Pdl stanco e monocorde, Veltroni spigliato e comunicativo Nel Faccia a faccia indiretto Berlusconi non buca lo schermo. I due non si incontrano nemmeno dietro le quinte ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stai consultando l'edizione del Il leader Pdl stanco e monocorde, Veltroni spigliato e comunicativo Nel "Faccia a faccia" indiretto Berlusconi non buca lo schermo. I due non si incontrano nemmeno dietro le quinte.

Non lasciateci soli nella lotta alla mafia Cara Unità, sono un ragazzo calabrese, non ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: voterò il Partito democratico perché credo in Walter Veltroni. Scrivo dopo aver letto l'articolo di Pietro Spataro su l'Unità, relativo al PD-Day, sono orgoglioso che le mie idee si sposino con quelle del nostro leader. Chiedo soltanto una cosa: aiutateci e non lasciateci soli nella lotta contro la mafia, solo cosi potremo svilupparci e non dover sempre pesare sulle spalle dell'

Vieni avanti Gramazio ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: si preoccupano di dire che il nemico non è Berlusconi ma è Veltroni. Riguarda quelli fra noi che pensano, insieme alla buona regia di tutte le Tv e alla "pacatezza" un po' sospetta dei grandi giornali, che sia più civile lasciar correre le ragazzate, in attesa che tanti mitici Gianni Letta, siano pronti a sedersi allo stesso tavolo per il bene della Repubblica.

I numeri di Roma smentiscono Berlusconi Il coordinatore Pd Bettini smentisce con i dati il dossier anti-romano in arrivo da Arcore Il Pil è cresciuto il doppio della media italiana ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: rivolge agli elettori romani per smentire le accuse contenute nel dossier con cui Berlusconi si appresta a sommergere la città. "Cari elettori romani - comincia Bettini -, Berlusconi vi ha scritto cercando di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione, generosità e produttività. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi naturalmente respinto.

Degrado, guerra di lettere e manifesti - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi vi ha scritto cercando di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi naturalmente respinto". Un "quadro grottesco" quello disegnato dalla destra, secondo il coordinatore democrat, che snocciola tutte le cifre di un boom che "

D'Alema: con noi Italia a testa alta Berlusconi gioca solo per se stesso ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi, al contrario, propone la riedizione di qualcosa che il Paese ha già provato" Mancano 15 giorni alle elezioni. Il Pd ha guadagnato molti punti, ma gli indecisi sono ancora molti. Lei e Veltroni, però, mettete in guardia dal rischio astensioni, "Noi dobbiamo considerare l'anormalità di tornare al voto dopo appena due anni,

Celentano si schiera sul blog: Uno sfacelo se vince Berlusconi ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Uno sfacelo se vince Berlusconi" / Roma PIÙ CHE UN ENDORSEMENT pro Veltroni, quella di Adriano Celentano è una fausta previsione per il Pd. Sul suo blog, il Molleggiato, in un lungo intervento in cui si scaglia contro gli architetti e i Comuni che costruiscono case su case deturpando il pianeta, si rivolge direttamente a Berlusconi e Veltroni.

Lazio, la battaglia che il Pd può vincere Casini e Storace faranno male al Pdl ( da "Unita, L'" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ed è per questo che Veltroni ha deciso di cominciare dal capoluogo pontino, scandendo "è ora di cambiare" in piazza davanti a 4mila persone, il suo tour, che proseguendo per Viterbo, Rieti e (oggi) Frosinone, lo ha portato nella regione di cui fino a pochi mesi fa, da sindaco di Roma, ha cercato di cambiare gli equilibri elettorali.

Duello rai, lombardo dà forfait finocchiaro: "fugge per paura" - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Come Berlusconi che rifugge dal faccia a faccia con Veltroni, così in Sicilia Raffaele Lombardo si è rifiutato di partecipare al confronto diretto su Rai tre in programma per domani con tutti i candidati alla presidenza della Regione. La portavoce del leader del Pd conferma che, con ogni probabilità, il leader autonomista non ci sarà.

Veltroni: "Il vero ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: BERLUSCONI Ne dice di tutti i colori, ma non li chiama mai per nome. Per Veltroni, "non nominarlo è fare una campagna del 2008, non di quindici anni fa". Berlusconi è solo "il leader del maggior schieramento avverso". Schieramento, perchè poi "loro sono solo una somma di partiti", tanto che la "la Lega già minaccia una crisi di governo sul voto agli immigrati"

Berlusconi, lite con il Colle Poi si spiega ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: VERSO IL VOTO Berlusconi, lite con il Colle Poi si spiega IL CAVALIERE E IL QUIRINALE Telefonata Silvio prova a smussare "Mi riferivo a Ciampi". Secca replica "Ogni Presidente è stato imparziale" Veltroni: "Attaccare il Capo dello Stato ci riporta indietro di un quindicennio" "Dovremo passare per le forche caudine del Quirinale".

Il professor diliberto sulle banchine "sto con i portuali, a prescindere" - wanda valli ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma chi ha affossato la commissione è stato Di Pietro, il suo alleato che ha votato con la destra al Senato e ha impedito che si facesse". Ecco perché, conclude, l'unico vero voto utile è alla Sinistra Arcobaleno. Per evitare il governo di larghe intese, "il binomio Veltroni - Berlusconi, catastrofico per l'Italia". SEGUE A PAGINA V.

Voto all'estero, <cancellato> anche il Costarica ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: responsabile Italiani nel mondo per il partito di Walter Veltroni - e dalle notizie che abbiamo sono già moltissimi gli elettori che hanno esercitato il proprio diritto. Siamo fiduciosi sull'esito di questo voto". Insomma, tutto bene. Come sempre. felice.manti@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.

Solieri: <Sono schifato, non mi fido più> ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Se Berlusconi fosse una canzone? "Vedi 'o mare quant'è bello...". Veltroni? "Viva l'Italia, l'Italia liberata...". Bertinotti? "Un canto delle mondine anni Trenta". Casini? "Una di quelle canzoni che ascoltavo da ragazzino quando facevo il chierichetto.

GLI INDECISI ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: importante era non mandare al governo Berlusconi. Ora, a sinistra, l'importante è non mandare al governo né Berlusconi né Veltroni". Buona questa... "Sono un comico, devo saper sdrammatizzare, no? Altro refrain dei politici: buoni propositi sempre da parte di tutti: lotta all'evasione fiscale, lotta alla mafia, lotta al carovita.

Calearo, ora l'ex duro di Federmeccanica incita gli okkupanti ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: imprenditore berlusconiano diventato veltroniano, il candidato democratico che ringrazia San Mastella di aver tolto di mezzo Prodi e si augura che non sia rieletto Visco il dissanguatore (che gli aveva strappato il "raglio del mulo"), continua il suo personalissimo slalom elettorale oscillando tra i paletti di una pista che non gli è congeniale.

<Con Illy indebitamento record in Friuli> ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Almeno Veltroni ha avuto il coraggio di smarcare Pecoraro Scanio, Giordano e compagnia. Qui invece abbiamo persino l'assessorato alla Pace, concessione alla Sinistra arcobaleno. Sa quale sarà il mio primo atto se diventerò presidente? Lo abolirò, e istituirò un assessorato alla Sicurezza.

Al pd non serve lo splitting ma una mutazione genetica - franco carinci ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: A me sembra che tale variante eterodossa sia in dissonanza con quanto Veltroni proclama e predica: resuscita un anti-berlusconismo di maniera che tutto permette ed assolve, peraltro rivelatosi largamente perdente; e dà per affatto scontata una sconfitta, che non può essere rovesciata, ma solo congelata con un revival di doppiezza togliattiana.

Partito socialista, non siamo inutili ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Pur militando in campi diversi nessuno di noi si augura la vittoria di Berlusconi: del resto la scelta di Veltroni di andare "da solo con Di Pietro" è stata sua, ma se ad una vittoria di Berlusconi corrispondesse anche la sparizione del Partito socialista non potremmo neanche avere quella prospettiva di rivincita che ho cercato sommariamente di delineare.

Il grillismo globale, tra fiction e realtà ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi e Veltroni sono uguali, come il loro programmi", "repubblicani e democratici hanno gli stessi programmi". Alla fine Dobbs trionfa perché rompe le righe, sale sul palco, occupa i minuti riservati agli altri due candidati nel faccia a faccia finale, realizzando la simbiosi perfetta tra piccolo schermo e politica,

Silvio e Walter replicanti in tv ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Duello virtuale Silvio e Walter replicanti in tv Norma Rangeri Silvio Berlusconi e Walter Veltroni contro la partita di Champions Roma-Manchester. Due appuntamenti televisivi con l'emozione da una parte sola. Da separati in casa, uno dopo l'altro, i leader dei due schieramenti si sono presentati al pubblico della prima serata di Raidue, attori all'ennesima replica.

Un bipartitismo finto e tardivo ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: altra parte Veltroni sta costruendo un partito in campagna elettorale. Cosa inedita. Sì, una situazione particolare. A suo modo Berlusconi, quando è 'sceso in campo' ha fatto un'operazione analoga, usando però come perno l'azienda. Veltroni invece centra tutto sui comitati elettorali diffusi e una certa mobilitazione la crea.

Spenderlo bene senza perdere tempo ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: utile solo a Veltroni: concordare con l'opposizione riduzione fiscali sui carburanti e sulle tariffe di gas e luce. Se Berlusconi non accetterà, Veltroni farà festa, mentre la sinistra rimpiangerà (speriamo) di non aver fatto cadere "da sinistra" il governo Prodi, ma di essersi trovata di fronte, all'improvviso, a una situazione creata da un Clemente qualsiasi.

Padoa non molla il tesoretto ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Viene il sospetto che le promesse di Veltroni siano buone fino al 14 aprile". Ma è Padoa Schioppa il vincitore dallo scontro in Consiglio dei ministri. Il governo al momento si concentrerà sulla "sterilizzazione della quota fiscale di prezzi e tariffe", come spiegato dal ministro Giulio Santagata nella conferenza stampa di palazzo Chigi.

Scripta manent ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: No comment (ci penserà Veltroni). No comment anche per Michele Serra che su la Repubblica racconta Milano ispirandosi all'assunto Napoli/mandolino con affondi poetici tra cui uno dei più originali recita "i cittadini milanesi taciturni, le commesse ombrose e restie al saluto.

Verba votant ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma non si può chiedergli di fare professione ideologica"), Rutelli ("ma non sa nemmeno quello che dice") , Casini ("ma non gli si può chiedere di fare qualcosa che intralci l'ascesa di Berlusconi"), Fini ("ma del tutto a digiuno di politica estera"), Veltroni ("ma il suo vero mestiere è quello di operatore cinematografico"). Alberto Piccinini.

Cento: Dopo il voto avanti a sinistra ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni consegnerà Montecitorio a Berlusconi. Al senato ogni voto per la Sinistra arcobaleno contribuisce a sottrarre seggi decisivi al Pdl. Ed è positivo che qui in Emilia ci siano stati alcuni appelli pubblici di questo tipo. Anche perché c'è il valore aggiunto rappresentato da Rita Borsellino, una delle poche candidature indipendenti che intrecciano la società civile e la lotta

N el ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 1 autore: di ALDO GRASSO categoria: REDAZIONALE I leader in tv Gli inutili e tristi duelli a distanza N el duello televisivo a distanza, chi ha vinto fra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni? Ma c'è una domanda ancora più importante: servono questi duelli a spostare voti? Francamente ho qualche dubbio. CONTINUA A PAGINA 8.

STRANE ELEZIONI SENZA BATTAGLIA ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Al che Veltroni può rispondere che il malgoverno e non-governo di Berlusconi per 5 anni di fila è stato molto peggiore, e che lui della sinistra "troppo sinistra " si è liberato. Resta, però, che il voto "in avanti " si impernia sulla credibilità e sull'affidabilità dei candidati.

ROMA Giornata politica di grande tensione prima del duello televisivo virtuale (due conferenze stam ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Pa separate) tra Veltroni e Berlusconi. Il leader Pdl ha criticato l'ex Presidente Ciampi ("con lui forche caudine"). Il segretario del Pd: "Così si torna indietro". Napolitano ha commentato: "Parole gravi". Poi, in tv Berlusconi assicura che avrà la maggioranza anche in Senato, mentre Veltroni spiega il suo rinnovamento.

Ad aprire la polemica è stata una lettera di Berlusconi, anticipata nei giorni scorsi, che sar& ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ad aprire la polemica è stata una lettera di Berlusconi, anticipata nei giorni scorsi, che sarà inviata agli elettori romani. Il Cavaliere attaccava a testa bassa l'amministrazione di Roma targata Veltroni, parlando di "disastro". Da qui la risposta di Bettini, braccio destro del segretario del Pd.

Tensione Berlusconi-Quirinale ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Il leader Pdl critica l'ex capo dello Stato. Poi telefonata di chiarimento al Colle. Veltroni: così indietro di anni Tensione Berlusconi-Quirinale Il Cavaliere: forche caudine con Ciampi. Napolitano: parole gravi.

L'Osservatorio di Pavia: Tg1 equilibrato sui leader ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Silvio Berlusconi e Walter Veltroni risultano alla pari con il 33,2 per cento dello spazio a loro dedicato. Sempre in base ai dati dell'Osservatorio, seguono Casini dell'Udc (10,5 per cento), Bertinotti della sinistra Arcobaleno (9,3), Boselli del partito socialista (2,9) e Daniela Santanché della Destra (2,

ROMA - Non sono per niente la fotocopia di Bossi, che è un amico a cui voglio bene. Non m ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Così il leader del Pdl Silvio Berlusconi risponde a Goffredo Bettini. Il braccio destro di Walter Veltroni, in una lettera agli elettori romani (in risposta ad un'analoga iniziativa del Cavaliere), aveva accusato Berlusconi e Bossi di disprezzare Roma. L'ex premier ha dunque voluto replicare alle accuse del Pd.

ROMA In serata, nella Conferenza stampa Rai, Silvio Berlusconi appare di ottimo umore. Eppur ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: con il quale Veltroni ha siglato l'accordo elettorale, mi fa orrore perchè è il simbolo del giustizialismo". E in televisione il leader del Pdl assicura massima apertura nei confronti degli ex alleati dell'Udc di Casini, pur ricordando: "Noi non abbiamo deciso di lasciar fuori alcun alleato, è stata una decisione loro".

Berlusconi: la precarietà non è il male assoluto ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi esce dagli studi di Saxa Rubra e pochi secondi dopo entra Veltroni. Ingressi separati. L'accordo con i rispettivi staff, dall'azienda Rai, è stato rispettato. Nessuno dei due aveva voglia anche solo di sfiorare l'avversario. Ieri sera chi sperava in un imprevisto, anche una sola stretta di mano,

Marcorè: stimo Mara Carfagna ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 9 categoria: REDAZIONALE Su "A" Marcorè: stimo Mara Carfagna MILANO - "Veltroni è un caterpillar, ma non so se voterò". Valerio Mastandrea, protagonista del film Non pensarci, confida i suoi dubbi ad "A", il settimanale diretto da Maria Latella, in edicola da oggi: "Ho votato sempre a sinistra, Berlusconi non lo voterei mai.

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: A... ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni si è smarcato da Berlusconi ricordando anche la differenza di età, ha invocato una netta discontinuità con il passato. Impossibile sapere ora quale pubblico abbia seguito le due conferenze stampa ma l'impressione è che qualche voto in più di Berlusconi l'abbia portato a casa.

Duelli a distanza inutili È la mestizia da par condicio ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: avversario (Veltroni è stato gratificato di "illusionista" ma anche di "buon comunicatore"), nelle risposte ai giornalisti ("domandatori" li ha definiti) è sempre sceso in particolari tecnici, tipo lista della spesa. Veltroni si è presentato dando del tu a tutti: "Ciao Marcello (Sorgi), ciao Gianni (Riotta), ciao Mauro (Mazza),

<In piedi quando entra il prof>, Franceschini apre al Cavaliere ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: come pensa di recuperarlo Veltroni, in un Paese dove non si riescono neppure a pagare tutte le borse di studio dovute?". Anche Rina Gagliardi, storica firma di Liberazione e senatrice di Rifondazione, è "intristita" da come la scuola viene trattata in questa campagna elettorale: "Sciocca e ridicola.

Veltroni: chi si astiene poi non può lamentarsi ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni ci arriva scortato dai fedelissimi Verini, Roscani, Coldagelli, Martino e Ilaria Capitani, in tempo per studiarsi Berlusconi in diretta tv in una saletta riservata, sgranocchiando salatini. Il Cavaliere esce ed entra lui, la sigla non è allegra ma lo sfidante sorride, si lancia a passo spedito verso i giornalisti che lo aspettano al varco dietro al tavolone rosso Ferrari

Povia e Baccini rifanno Guareschi ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Mi piace un'Italia con Veltroni da una parte e Fini- Berlusconi dall'altra che si accordano per risanare il debito senza troppe chiacchiere". A un certo punto il prete e il comunista si scambiano di bicchieri: il prete beve vino il sindaco acqua. "Più aumentano i mezzi di comunicazione, più sparisce la comunicazione.

Bettini scrive ai romani <Silvio non è credibile> ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi vi ha scritto cercando di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione, generosità e produttività. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi naturalmente respinto". Inizia così una lettera aperta a tutti i cittadini romani scritta da Goffredo Bettini,

Dopo Silvio, Bettini: guerra di lettere ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ha cercato di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi respinto e che i loro saranno soldi buttati". Bettini insiste: "Il quadro che la destra dà di Roma è grottesco. Berlusconi è la fotocopia di Bossi, che voleva bruciare il Colosseo.

<Un secondo anello per il Raccordo> ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Sarcastico Bruno Astorre, assessore ai Lavori pubblici della Regione: "Il nuovo raccordo? Un bel pesce d'aprile...". In serata, Alemanno non ha risparmiato una frecciata ai suoi avversari: "Rutelli e Veltroni sono come gli specchi rotti: portano 7 anni di mali...". Ernesto Menicucci.

Polemica sul manifesto del Pd: <Una vergogna chiamarci nemici> ( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Mi dispiace che Rutelli abbia perduto la testa autorizzando questo plumbeo manifesto. Ognuno ha il suo stile: il mio è quello di considerare il mio antagonista soltanto un avversario con il quale misurarsi con lealtà". E Antonio Tajani ha aggiunto: "Berlusconi, con la sua lettera, ha fatto saltare i nervi a Veltroni".

Berlusconi: Il merito maggiore spetta a Letizia Veltroni: Milano è l'Italia, il Paese prima di tutto ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi: "Il merito maggiore spetta a Letizia" Veltroni: "Milano è l'Italia, il Paese prima di tutto".

ROMA Il comitato promotore non c'è più, adesso tocca al Comitato di pianificazione M ( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: torna sulla polemica il leader del Pd Walter Veltroni. D'Alema rincara la dose: "Quando si è convocati in Nazionale, ci si mette la maglietta azzurra e si vince con l'Italia. Alcuni giocatori riescono a giocare solo con addosso la maglietta della loro squadra". Critico invece il cantante Celentano: "L'Expo 2015 sarà il "colpo di grazia" per Milano,

"avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni non ha manifestato il desiderio di intrattenersi con Berlusconi, verrà dunque fatto accomodare qui dove ora c'è un maggiordomo in livrea che prepara le pizzette e poi fatto salire al primo piano dalla scala di destra. Berlusconi non ha fatto sapere di volersi fermare a stringere la mano a Veltroni perciò l'auto lo raccoglierà subito fuori dall'

"vinco di sicuro". "ci sarà la sorpresa" - giovanna casadio gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ci sarà la sorpresa" In tv Berlusconi minimizza sui precari. Veltroni: invece è il dramma più grande Il duello Ma il Cavaliere ripete l'appello a "non disperdere i voti sulle forze minori" GIOVANNA CASADIO GIANLUCA LUZI ROMA - Comincia con un appello a "non disperdere il voto sulle forze minori" la tribuna elettorale di Silvio Berlusconi.

Il figlio di mentana in lista per rutelli negli "under 30" ( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Mentre il padre cerca ancora di convincere Berlusconi e Veltroni a sfidarsi nel suo studio di Matrix, il figlio ventenne si candida alle amministrative di Roma con il centrosinistra. Stefano Mentana, classe 1987, figlio di Enrico, cercherà di conquistare un seggio nei municipi IX e XVII per la lista Under 30 di Rutelli.

Rimane solo la denigrazione ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: saremmo fatti tagliare una mano piuttosto che riconoscere a Berlusconi anche un solo merito. In questo senso, la campagna del 2008 non è qualitativamente diversa da quelle che l'hanno preceduta. Le due parti si rinfacciano continuità col passato: Berlusconi è sempre ostaggio di Bossi e Veltroni è sempre un paravento dietro al quale si nascondono comunisti e aguzzini dei contribuenti.

Si apre la bagarre televisiva, Veltroni formato famiglia ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi. Ieri sera le due conferenze stampa televisive tra i principali candidati hanno dato il via al rush finale, che il Pd si giocherà sui temi della famiglia. A cominciare dal piano casa, illustrato ieri mattina dallo stesso Veltroni all'Ance, che parte dalla necessità di 100 mila alloggi popolari per 3 miliardi di euro di investimenti ma prevede anche aumenti di detrazioni

Berlusconi IV già in pre-crisi e non è teatro: ecco perché il nodo è serio ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: VELTRONI: "È GIÀ PARTITA LA SARABANDA". Berlusconi IV già in pre-crisi e non è teatro: ecco perché il nodo è serio FRANCESCO LO SARDO Nota Veltroni che "la legislatura deve ancora cominciare e già è partita la sarabanda nel centrodestra sugli immigrati".

Forza Roma, forza Lazio, si decide qui ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: vorrebbe dire la falcidia dei senatori di Berlusconi (che qui due anni fa conquistò il premio e 17 seggi che ora verrebbero più che dimezzati, come spiega Mario Lavia oggi su Europa). Tre giorni fa, transitando nel Lazio per il suo tour, Veltroni ha dato questo annuncio, attribuendone merito a Rutelli e Zingaretti.

Cambio passo? <Già fatto> ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: DEMOCRATICI Il richiamo di Bersani mentre per Veltroni "la rimonta è in corso" Cambio passo? "Già fatto" MARIO LAVIA Un'intervista, un titolo magari un po' forzato ("Caro Walter, è ora di cambiare passo"), e gli ingredienti per un caso-Bersani ci potevano stare. Qualche giorno dopo il D'Alema che giudica "moscio" lo slogan veltroniano del "si può fare",

Una lettera di Walter ai giovani sulla cultura (nascosta nelle pagine domenicali di "Repubblica") ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Eugenio Scalfari su Repubblica contro il Tg1 e altri telegiornali pubblici già al guinzaglio del berlusconismo; e per la certezza espressa che il Pd vincerà le elezioni. Forse per il piacere della lettura, mi è sfuggito un articolo di Veltroni sullo stesso numero, in cui esalta il ruolo della cultura sia come qualità morale degli italiani, sia per la sua stessa produttività materiale.

<Era ora>. La piccola impresa attende da anni l'abolizione di lacci e lacciuoli ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: non può che essere accolta con molta soddisfazione anche perché dimostra attenzione da parte di Veltroni alle richieste del mondo delle imprese che noi abbiamo avanzato anche recentemente. D'altronde l'esigenza di intervenire su questo terreno è stata sottolineata anche da Berlusconi nei giorni scorsi a riprova dell'assoluta necessità di mettere mano al problema".

Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: <Ha faticato con le ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: proprio come la crisi di Alitalia, e quindi nessuno - compreso Berlusconi - può "permettersi di fischiettare". Quanto a Bassolino, si capisce che Veltroni vorrebbe (dire che si deve dimettere) ma non può, perché i voti e il sistema di potere del Governatore contano e Bassolino ha difensori importanti nel Pd.

Segue walter ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La mossa del cavallo la può fare Berlusconi. Il probabile vincitore come governerà? I suoi lo spingeranno a far da solo. L'appetito vien mangiando. Il Cavaliere, invece, ha deciso di fare lo "splendido" e aprirà in parte all'opposizione. Ma aprirà a Veltroni? Un mese fa la risposta sarebbe stata semplice.

Manovre dalemiani scontenti, d'alema prudente. Marini difende il leader. Parisi: non si cono sconfitte onorevoli ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: onorevoli Che cosa sarà del Pd dopo il 14 aprile Veltroni resta comunque, ma dovrà essere meno liquido. Malumori per la campagna al centro, si torna a sinistra C'è malumore nel Pd sull'esito della sfida a Silvio Berlusconi? Serpeggia la tentazione di rinfacciare a Walter Veltroni le scelte su alleanze (quelle strette e quelle sciolte), candidature (dal caso Madia al metodo Calearo)

Visti dalla Spagna ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni le manda una carta a través de Il Mattino y desde Sicilia lanza a la mafia un curioso mensaje antielectoral: "No nos votéis, os destruiremos". Berlusconi lo oye, y se suma: "Más antimafia somos nosotros". Es buffo cómo salen y qué poco tiempo duran los temas importantes a escena en esta campaña electoral.

Segue par condicio ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: per emettere le solite fatwe su chi sia più o meno berlusconiano, veltroniano o veltrusconiano. Con episodi comici: Eugenio Scalfari che attacca il Tg1 perché avrebbe criticato la par condicio. Riotta che fa replicare il segretario di redazione: il commento critico era sullo stop alla diffusione dei sondaggi (rilievi ragionevoli, aggiungo io: capirei un divieto a 72 o 96 ore prima,

Tg1 perché lo scontro Scalfari-Riotta ( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: da un lato la Tessera Numero Uno del Pd veltroniano (l'Ingegnere), dall'altro l'ultimo strenuo difensore del prodismo (il Fondatore). E in mezzo Riotta che starebbe transitando da una sponda all'altra. La verità, infatti, è che in previsione del regime change di metà aprile, il coté prodiano starebbe censendo tutti i "traditori".

Cento: <Dopo il voto avanti a sinistra> ( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni consegnerà Montecitorio a Berlusconi. Al senato ogni voto per la Sinistra arcobaleno contribuisce a sottrarre seggi decisivi al Pdl. Ed è positivo che qui in Emilia ci siano stati alcuni appelli pubblici di questo tipo. Anche perché c'è il valore aggiunto rappresentato da Rita Borsellino, una delle poche candidature indipendenti che intrecciano la società civile e la lotta

Berlusconi contro Veltroni in televisione. Ma a distanza ( da "Panorama.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: con Berlusconi che ha rilanciato l'idea della cordata italiana e Veltroni che ha sottolineato che si tratta di un problema che ha radici lontane. Tra qualche cenno alla crisi economica internazionale (Veltroni) e alla vicenda del Tibet (Berlusconi), durante le due "Conferenze Stampa" si è parlato poco di politica estera.

Duello tv, Berlusconi: "Noi liberali veri" Veltroni: "Salvo Prodi, non l'Unione" ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: 79 del 2008-04-02 pagina 0 Duello tv, Berlusconi: "Noi liberali veri" Veltroni: "Salvo Prodi, non l'Unione" di Adalberto Signore Duello virtuale su Rai2. Il leader Pdl: "La legge elettorale non garantisce una larga maggioranza al Senato però siamo sicuri di vincere". E sull'Udc: "Le porte restano aperte".

Berlusconi contro Veltroni in televisione. Ma a (minima) distanza ( da "Panorama.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: con Berlusconi che ha rilanciato l'idea della cordata italiana e Veltroni che ha sottolineato che si tratta di un problema che ha radici lontane. Tra qualche cenno alla crisi economica internazionale (Veltroni) e alla vicenda del Tibet (Berlusconi), durante le due "Conferenze Stampa" si è parlato poco di politica estera.

Duello tv virtuale, scontro reale. Pd e Pdl litigano sullo share ( da "Panorama.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Pd e Pdl litigano sullo share Posted By redazione On 2/4/2008 @ 14:17 In Apertura#2 | No Comments Walter Veltroni meglio di Silvio Berlusconi [1] nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue: è il risultato degli ascolti tv di ieri. Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell'11.

Duello tv, scontro tra Veltroni e Berlusconi ( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: scontro tra Veltroni e Berlusconi di Redazione Veltroni ha la meglio su Berlusconi nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue. Il candidato dei Democratici: "Il paese guarda al futuro". Fini: "Avrà un'amara sorpresa" Roma - Walter Veltroni meglio su Silvio Berlusconi nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue:

22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti ( da "Stampa, La" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e S. Berlusconi 22,50 Sport MARTEDÌ CHAMPIONS con Marco Civoli 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con R. Rabellino e S. Montanari 23,55 Film IL TOCCO DEL MALE con Denzel Washington 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con M. Ferrando e S. De Luca 22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti.

Campagna di pizze, uova, pomodori e mortadelle ( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Solo Veltroni fa proposte vere Campagna di pizze, uova, pomodori e mortadelle Le elezioni naufragano, fra rischi di rinvio e aggressioni squadristiche Walter Veltroni ha completato ieri la sua ennesima giornata di folla (in Sardegna) e di proposte concrete (il bonus di 600 euro per i consumi delle famiglie meno abbienti,


Articoli

Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... 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Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Dal nanetto al "piccolo Ciarra" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... 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Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Pensioni, a chi gli aumenti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (1) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (1) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e l'Italia "sapore di sale" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (1) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. 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Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... 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Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... 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Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 13 ) " (16 votes, average: 3.19 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (25) Ultime discussioni Giorgia Rho: Un risultato grandioso! Ora super-poteri a Letizia! Elena Aliberti: Bene! Ottimo risultato! Ora ripulire la città! Mastro Giacomo: Tre punti da sistemare: 1- lotta all'illegalità (rom, spaccio di droga, clandestini,... Dodo: Dopo questa vittoria magistrale (a dimostrazione che il sistema lombardo funziona), vediamo di consegnare anche... Mago Merlino: Sono davvero soddisfatto del risultato. ho solo 19 anni e la situazione economica dell'Italia non... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (1) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Milano ce l'ha fatta, a conquistare l'Expo Universale del 2015. Dicono - ed è vero - che è stata dura, durissima. Ma ha vinto il gioco di squadra, l'intesa fra le istituzioni. Nell'interesse di Milano, della Lombardia, dell'Italia. Arriveranno maxi investimenti, Milano potrà ridisegnare il suo futuro ed esaltare la sua vocazione europea e internazionale. Ma la squadra che ha vinto ha avuto un leader. Che si chiama Letizia Moratti: il sindaco di Milano. La Lady di ferro che si è trasformata in globetrotter della diplomazia e ha girato il mondo instancabilmente per la sua Milano (sempre uno staff ridottissimo, sempre con i tempi contingentati. Ad esempio: volo per Pechino, arrivo al mattimo e via dall'aeroporto alla sede del forum mondiale dell'economia dove doveva parlare, poi un giorno a Tokio e da lì a Washington, poi a Milano: aeroporto e subito al mattino in Consiglio comunale. ). Una superdonna? Ma no. Una donna che crede in quello che fa e lo fa. Semplicemente. Il vicesindaco Riccardo De Corato è sceso in piazza davanti a Palazzo Marino a festeggiare la vittoria con le "bollicine" assieme agli assessori e a molti dipendenti comunali. Una bellissima idea, spontanea e non programmata (bravo chi l'ha avuta) e ha detto: "Letizia sarà un sindaco che resterà (e segnerà, aggiungo) nella storia di Milano". Ha ragione. Donna Letizia, "il signor sindaco" può farlo. Ha la capacità del leader e una visione del mondo adeguata alla sfida di ridisegnare la metropoli perché entri nel nuovo millennio da protagonista. Molti hanno scritto che è stato vinto il primo round e adesso viene il difficile. Vero: investimenti miliardari, mega progetti urbanistici, infrastrutture decisive per lo sviluppo, nuovi posti di lavoro. Ma c'è anche un altro terreno che Letizia Moratti dovrà dissodare (e non sarà facile) per garantire davvero il successo dell'Expo nell'interesse della città e dell'Italia (parafraso Susanna Agnelli: quello che va bene per Milano va bene per l'Italia): fatta l'Expo deve "rifare" i milanesi. Ridare cioè ai milanesi l'orgoglio della milanesità che oggi è davvero sottotraccia ma che non è mai scomparso. Quel modo di vedere le cose in positivo, concretamente, con la capacità di saper guardare avanti, al futuro. Orgoglio della milanesità, ovvero "fare squadra con i cittadini" nell'interesse di una metropoli che è sempre stata aperta, internazionale, innovativa, capace di valorizzare ingegno e capacità. Come giustamente dice Escobar "Una città provinciale? Ma no, smettiamola." E io la pensa come Escobar, e come il "signor sindaco". Questo - l'orgoglio della milanesità - è sempre stato la forza di Milano. E questa è l'arma in più per il successo dell'Expo 2015. Che cosa ne pensate della milanesità perduta? Esiste ancora? E cos'è per voi? E che cosa chiedete dalla Milano dell'Expo? Il dibattito è aperto Milano 2015. Ecco come sarà la città del futuro (leggi l'articolo) Scritto in Varie Commenti ( 33 ) " (31 votes, average: 1.65 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Mar 08 Pensioni, a chi gli aumenti. Inevitabile che le pensioni e il loro adeguamento fossero uno snodo centrale cella campagna elettorale. Il duello sulla previdenza fa discutere. Veltroni promette 400 euro in più all'anno per i pensionati con più di 65 anni e un tetto pensionistico massimo di 25 mila euro e fra 100 e 250 euro fra 25 e 50mila euro. Spiega Tiziano Treu: "Creremo un indice legato alla spesa reale degli anziani". E la copertura finanziaria? E' legata al miglioramento delle entrate fiscali e quindi a eventuali "tesoretti" futuri. Se ci saranno. Ma Berlusconi (che aveva già aumentato le pensioni all'inizio del suo governo) rilancia: quando sarà al governo il Pdl farà partire un programma di incrementi (come ha detto anche l'economista Roberto Brunetta alla "Stampa"), semeastrali con una specie di scala mobile agganciata non solo ai prezzi ma anche all'andamento degli aumenti dei salari. E la copertura? Dice Brunetta: sarà solidaristica e certa, con un aumento dei contributi ai pensionati che lavorano. Questo in uno scenario generale in cui il Pdl si è impegnato a portare la pressione fiscale generale al di sotto del 40% nell' arco di cinque anni di legislatura. Cosa ne pensate? Scritto in Varie Commenti ( 30 ) " (12 votes, average: 2.58 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 19Mar 08 Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Ormai la parola "emergenza" è all'ordine del giorno, si usa quasi per tutto, a torto o a ragione ma quelle delle tasse, in Italia è la vera "emergenza": vogliamo parlare, così, di "caro tasse"? Vanno su - come petrolio, gasolio, benzina - e non conoscono ribassi. Tasse su tutto, palesi e nascoste, e colpiscono tutti: dipendenti, imprese, pensionati. Tasse nazionali e locali, balzelli e balzelletti, iva di qua iva di là e sigle (di tasse) una via l'altra. Per qusto voglio segnalare sul blog la bella inchiesta realizzata dal nostro inviato Stefano Filippi (leggi l'articolo): racconta cosa sta accadendo nel Nord (Marca trevigiana), dove il fisco uccite le imprese. Già, perché Roma taglia il trasferimento dei fondi statali e gli enti locali si "rifanno" aumentando le imposte per tappare i buschi e far cassa. Così metà dei sindaci del Veneto ha presentato un ricordo al Quirinale. Ecco l'altra notizia: la pressione fiscale quest'anno non scenderà sotto la soglia del 43%. E anche per il 2009 il dato resta confermato. Non ci sarà, quindi, a breve un alleggerimento del fisco (a meno che il nuovo governo, dopo le elezioni. ndr). La previsione è contenuta nel rapporto dell'Isae sulle previsioni per l'economia italiana. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 2.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Mar 08 Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Oggi mi è lieve lo scrivere sul blog, quasi un piccolo divertimento. Leggere i post di alcuni "anti-berlusconiani" che ho pubblicato (di altri ve ne ho fatto grazia per pudore e rispetto, non pubblicandoli ) mi ha dato la misura di come sia ardua la strada per Veltroni che tenta l'impresa di rifondare il centrosinistra su basi sicuramente più civili e aperte. Più che con Berlusconi deve e dovrà scontrarsi con gli "anti-berlusconiani preistorici" molti dei quali formano il suo elettorato. Appartengono a quella sinistra becera che spesso ha generato e genera anche reazioni becere dall'altra parte. Lo definirei l'elettorato dell'insulto per parte presa. A prescindere. C'è chi definisce il cavalietre un "nanetto" e chi mi ha definito "piccolo Ciarra". Piccolo sì, l'ho scritto anche: sono un "nanetto" anch'io. Ciarra proprio no: in famiglia ho qualcuno che ha fatto il partigiano in Piemonte (Brigata Garibaldi - comunista - "Romano della Torre", arruolato dal prete di un paesino e partigiano vero, con tanto di riconoscimento delle Forze armate e del governo Usa). Insomma, una storia diversa da quella del Ciarra. Ma la questione è un'altra: l'insulto gratuito e anonimo. quel "piccolo Ciarra" a mo' di sfida. Non vale una risposta e un post, direte. E' vero. Ma certi vizi privati sarebbe bene si trasformassero in pubbliche virtù. o è roba da uomini? Quanto al Ciarrapico, quello vero, candidato nel Pdl posso solo dire che certe sortite me lo rendono quasi simpatico. Chissenefrega. verrebbe voglia di dire, forse è un Ciarra che detta la linea a un partito? In realtà penso che sia proprio verò che tutte le polemiche portano acqua al mulino del Cavaliere, alla fine. Il metodo è sempre lo stesso: i meno giovani ricorderanno i vecchi tempi dei governi Fanfani. non c'era corteo, occupazione, manifestazione in cui si desse la colpa di qualcosa al povero Fanfani ("nanetto" anche lui) se pioveva era colpa di Fanfani e della Cia. ma anche se faceva troppo caldo. accidenti a Fanfani. Il tiro al Cavaliere è il gioco del momento, davanti al baraccone da luna park del Pd e della sinistra. E guai a parlar bene di Berlusconi. cari "piccoli Ciarra". Il Cav ha sempre torto. Per definizione, di parte. Scritto in Varie Commenti ( 25 ) " (18 votes, average: 3.17 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 09Mar 08 Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (17 votes, average: 2.94 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (16 votes, average: 1.5 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 8 ) " (17 votes, average: 2.59 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (17 votes, average: 2.88 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (17 votes, average: 2.53 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Pensioni, a chi gli aumenti... - 3 Emails Ultime News Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (1) March 2008 (5) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts L'Expo, la Moratti e l'orgoglio della milanesità da ritrovare. Come vorreste la Milano che verrà? Pensioni, a chi gli aumenti. Imposte locali: +111% in 10 anni. Se Roma taglia. Dal nanetto al "piccolo Ciarra" Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Berlusconi "Farò la lotta agli evasori" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Porte aperte a Casini se vuole tornare Nei giovani nessun allarme lavoro" [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Stanco? Con meno voglia che nel 2001? No, solo preoccupato perché l'Italia è nei guai, chiarisce il Cavaliere. L'entusiasmo rimane, ma rispetto al passato Silvio Berlusconi punta in questo giro su "umiltà e concretezza". Prova a non vendere illusioni. E la prima sfida indiretta con Veltroni, uno dopo l'altro ospiti di Rai2, non fa eccezione allo stile austero. L'unico sorriso, Berlusconi lo regala solo al momento di cedere il posto al rivale. Si alza dalla poltrona, saluta i quattro "gentili domandatori" (Stefano Folli, Mauro Mazza, Gianni Riotta, Marcello Sorgi) e commenta: "Sembra di essere dal dentista: avanti il prossimo...". La battuta non è casuale, significa che l'esibizione lo ha soddisfatto. Pensa di aver toccato le corde di un pubblico depurato dagli appassionati di calcio (mentre parlava, la Roma all'Olimpico se la batteva col Manchester). MANO TESA A CASINI Non per mollargli un ceffone ma per riportarlo a casa. "Mi auguro che quei moderati, i quali per egoismo dei propri leader non si sono uniti a noi, lo facciano nel futuro...". E poi: "Non siamo stati noi a lasciare l'Udc fuori dell'alleanza. Volesse tornare con noi, le porte non sono aperte ma spalancate". "Voto utile", anzi, "efficace" è la nuova, meno brutale definizione del Cavaliere. Consiste nel "non disperdere il consenso su forze minori che forse non ce la faranno nemmeno a superare lo sbarramento". Il messaggio è netto, "un voto non dato al Pdl significa un favore al Pd". Nel mirino, soprattutto la Destra di Storace e Santanchè che sta sbocconcellando l'elettorato di An. CHE BRAVO, WALTER! I complimenti all'avversario sono sinceri: "Bravissimo comunicatore, grande illusionista, abile affabulatore". Addirittura, riconosce Silvio, "ha dato una certa scossa ai sondaggi". Poi, però ha commesso tre sbagli. S'è preso in casa i Radicali e ha "apparentato il peggio del peggio, Di Pietro". Ha "stretto alleanza per il potere locale con la sinistra estrema dopo aver detto che correva da solo". Infine ha "candidato ministri e sottosegretari di Prodi, dimostrando che la sinistra vera è quella di questo governo". Conclusione: "Weltroni ha finito i fuochi d'artificio". RIFORME CONDIVISE Quelle istituzionali vanno fatte insieme, perfino quella della giustizia. "Sarebbe bello un intervento bipartisan per ridurre i costi della politica". E visto che il Pd ha copiato (sostiene Berlusconi) il programma del Pdl, una volta che sarà all'opposizione "non sarebbe male se votasse i provvedimenti condivisi, rompendo le abitudini del passato". LOTTA AGLI EVASORI Proprio così. Nell'elenco degli impegni programmatici, accanto agli aumenti per le pensioni minime e alla detassazione degli straordinari, è l'annuncio inatteso. Promette Berlusconi "un contrasto effettivo a chi non paga le tasse, chiedendo aiuto ai comuni per la verifica delle dichiarazioni non congrue con gli stili di vita". SCUOLA E RICERCA Un tempo era argomento saltato a pie' pari dal Cavaliere. Non più. "Bisogna partire di lì per ritornare competitivi" sui mercati mondiali. Serve una scuola "che metta un po' da parte il nozionismo e insegni ai giovani come diventare imprenditori di se stessi. Non avverto gli allarmi sulla precarietà come male attuale della gioventù". Servono incentivi alle aziende che fanno innovazione. La globalizzazione non è una tragedia, "sono meno preoccupato di Tremonti, l'Europa ce la può fare". E le Olimpiadi, andarci o boicottare Pechino? Berlusconi non ha dubbi, restare a casa "sarebbe un grande errore". Anche perché "uscire dal totalitarismo non è facile, quando si devono governare 1 miliardo 300 milioni di cittadini...".

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Magari è colpa nostra - di noi cittadini, di noi osservatori politici - se dopo aver chiesto pe (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

R anni un "Paese normale" e la fine delle polemiche e delle risse inconcludenti tra partiti e partitini, ora stiamo a lamentarci di quanto sia noiosa questa campagna elettorale. Lo ripetiamo: magari è colpa nostra, che alle iperboli e alle "sparate" senza senso, ormai ci eravamo abituati. Ma è indubitabile che ancora ieri, nel primo e probabilmente ultimo quasi faccia faccia tra di loro, né VeltroniBerlusconi sono riusciti a lacerare la cappa di noia e di scarso interesse che pare coprire questa campagna elettorale. Nessuna promessa eclatante, tipo via l'Ici o milioni di nuovi posti di lavoro; niente enfasi o nuove frontiere o sogni da realizzare. Alla fine, in fondo, sono forse rimasti impressi più i no (il no chiaro di Veltroni all'aumento della tassazione delle rendite finanziarie o quello di Berlusconi al boicottaggio delle Olimpiadi) piuttosto che l'ennesimo miraggio fatto balenare di fronte agli elettori. E così, salvo sorprese dell'ultima ora, la scelta che è di fronte ai cittadini (almeno per quel che riguarda i due partiti maggiori) sembra ormai definita e chiara: da una parte c'è il noto, il conosciuto, lo stile di governo berlusconiano sperimentato nel '94-'95 prima e nel 2001-2006 dopo; dall'altro il semi-noto, il parzialmente conosciuto, cioè la scommessa veltroniana di innovare ma nella continuità (non totale, eppure non certo irrilevante) delle proposte programmatiche e del personale politico. Il primo, insomma, propone agli elettori una sorta di ritorno al passato (passato sul quale, ovviamente, ognuno mantiene il suo giudizio); il secondo, al contrario, invita a scommettere su un futuro che però sembra in larga parte già visto. Il tutto accompagnato da uno stile adattato alla difficoltà della campagna e soprattutto alla drammaticità delle condizioni del Paese: Berlusconi meno ironico e guascone (pur se ieri è tornato ad attaccare gli inquilini del Quirinale, presenti e passati); Veltroni meno retorico e ottimista di quanto all'inizio della campagna ci si sarebbe forse aspettato. Inutile, naturalmente, provare a dire chi abbia vinto e chi abbia perduto il confronto a (breve) distanza: nessuno dei due leader è incorso in scivoloni gravi (ma Berlusconi poteva forse evitare di tornare a parlare di brogli elettorali) ed è difficile che la doppia tribuna abbia modificato in maniera sensibile i convincimenti di chi ha già deciso come votare o l'incertezza di chi è ancora lì a ragionare su cosa fare. E così, a ben vedere, quel che è venuto in primo piano è il teatro, lo sfondo di questa campagna elettorale: e cioè, le condizioni in cui si trova il Paese. In fondo, è proprio questo quel che ha forse condizionato comportamenti, stili e proposte per la sfida elettorale. Si parla di inflazione? Bisogna intervenire. Di salari? Siamo gli ultimi in Europa. Di scuola e ricerca? Siamo indietro. Di crescita? Il Paese è fermo da anni. E' questo, in fondo, che ha impedito e impedisce all'uno e all'altro battute e iperboli, promesse grandiose e risse da pollaio. Ed è questo, forse, che ha precipitato nella noia l'intera campagna elettorale. Infatti, a dirla come la direbbe uno qualunque, c'è poco da ridere, ormai. I conti sono quelli che sono e le difficoltà evidenti a tutti: e non a caso i programmi, a grandi linee, non sono poi così diversi. Se questa è la situazione, è forse inutile attendersi colpi d'ala e cambi di scena da qui al giorno del voto. E' tutta la campagna elettorale, infatti, a subire il peso di una situazione giunta ormai al livello di guardia. Se è così, anche il tanto evocato "duello tra leader" difficilmente potrà provocare grandi spostamenti di consensi. Un motivo in più, in fondo, per farlo senza più stare tanto a girarci intorno.

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Una battuta del Cavaliere sulle forche caudine del Quirinale, al quale sarebbe sottopost (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Una battuta del Cavaliere sulle "forche caudine" del Quirinale, al quale sarebbe sottoposto un governo Berlusconi, ha fatto salire la tensione tra il Cavaliere e il Colle. Nonostante una telefonata chiarificatoria del leader Pdl con Napolitano, quest'ultimo ha diffuso una nota per dire: sempre super partes. E tra Veltroni e Berlusconi duello virtuale in tv sui precari: per il primo, il dramma più grande; per il secondo non sono il male assoluto. DA PAG. 2 A PAG. 4.

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Tensione Berlusconi-Quirinale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il leader Pdl: sul Colle persone di parte, con Ciampi forche caudine. Napolitano: parole gravi. Poi, telefonata di chiarimento Tensione Berlusconi-Quirinale Duello tv sui precari. Veltroni: dramma più grande. Il Cavaliere: non il solo.

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Ci sono promesse elettorali che fanno venire l'acquolina in bocca. Che potrebbero far riconciliare i (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Cittadini con la classe politica tanto è il senso comune che esprimono. Che addirittura sono giudicate utili sia a destra sia a sinistra, e che trovano d'accordo i radicali con i riformisti, o i laici con i cattolici. Una di queste promesse l'ha appena fatta Walter Veltroni, candidato premier del Partito Democratico. Ha detto: "Nel 2008 taglieremo 5 mila leggi", e il disegno di legge delega sarà varato subito, nel primo o nel secondo Consiglio dei Ministri del dopo elezioni. Un impegno non da poco L'impegno non è da poco: gli atti normativi vigenti in Italia sono circa 90 mila, di questi, le leggi o i provvedimenti aventi forza di legge erano, a fine dicembre, 21.691. Tagliarne 5 mila significa ridurre di circa un quarto il monte-leggi esistente. Certo, saremmo ancora lontani dalla Francia che conta circa 10 mila leggi o dalla Germania che si ferma a 4.547, ma i vantaggi, stando alle stime, sarebbero consistenti: maggiore crescita di circa 0,5 punti di Pil nel periodo 2009-2012; minori costi burocratici a carico delle imprese per oltre 9 miliardi; risparmio a regime per le casse dello Stato di 3-3,5 miliardi. Le norme già esistenti Tutto perfetto, dunque, se non fosse che nel "lontano" 2005 l'allora maggioranza di centrodestra aveva varato una legge (L. 246/05), poi definita "taglialeggi", che già consente al Governo di intervenire. Funziona così. In una prima fase, l'esecutivo "individua le disposizioni legislative statali vigenti, evidenziando le incongruenze e le antinomie normative relative ai diversi settori legislativi, e trasmette al Parlamento una relazione finale" (art. 14, comma 12). Entro i successivi due anni (dicembre 2009), sempre l'esecutivo "è delegato ad adottare (.) decreti legislativi che individuano le disposizioni legislative statali, pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, (.) delle quali si ritiene indispensabile la permanenza in vigore" (art. 14, comma 14). Decorso tale termine, "tutte le disposizioni legislative statali pubblicate anteriormente al 1° gennaio 1970, anche se modificate con provvedimenti successivi, sono abrogate" (art. 14, comma 16). Pur tra mille difficoltà, il primo passaggio, quello del censimento delle leggi esistenti, è stato adempiuto dal Governo Prodi lo scorso dicembre. Ora bisognerebbe proseguire nell'opera. Il diritto alla semplicità Conclude Veltroni: "Noi vogliamo il diritto alla semplicità". Ma allora, non sarebbe più semplice utilizzare la legge esistente, migliorandola se serve, e portare avanti il lavoro già fatto, anziché, per l'ennesima volta, ricominciare tutto da capo? Certo, la promessa elettorale dovrebbe suonare più o meno così: "Vi prometto che porterò a termine un buon progetto iniziato da Berlusconi nel 2005 e proseguito da Prodi in questa legislatura". È meno affascinante, ma forse più credibile. n.grigoletto@polena.net.

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Per il duello fra leader bastano le nostre tv Chi le scrive lavora e risiede all'este (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ro. Ho capito che, al di là delle schermaglie, in Italia il dibattito tv tra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni non si farà. Viene meno un importante strumento di informazione per tutti gli elettori. Uno strumento particolarmente significativo per quelli come me che all'estero non hanno quotidiano accesso ai tradizionali mezzi di informazioni. Che tale costrizione sia davvero imposta da un'applicazione rigorosa della legge sulla par condicio ovvero quest'ultima sia solo la comoda via d'uscita per politici troppo spesso abituati a rilasciare dichiarazioni prive di contraddittorio a giornalisti compiacenti non so dirlo. Ma un'alternativa al silenzio c'è: il dibattito si può tenere all'estero. Non esistono vincoli giuridici in tal senso: Silvio Berlusconi e Walter Veltroni possono decidere di dibattere davanti alle telecamere di uno dei tanti network informativi internazionali che, probabilmente, non si farebbero sfuggire l'occasione. Milioni di italiani e tra loro la gran parte di quelli che vivono all'estero, potrebbero così essere informati e incentivati a partecipare alla vita democratica del Paese. A Berlusconi e Veltroni dunque l'onere di dimostrare che lo vogliono. E che sono pronti, forti delle loro idee e proposte, al civile contraddittorio che la democrazia italiana gli chiede. Sarebbe una piacevole e inattesa sorpresa. Se così non avverrà, allora la politica italiana avrà dimostrato ancora una volta di essere viziata e piegata su se stessa. Incapace di sfide senza paracadute. MATTEO COSTI Della sua lettera prendo per buono il suo desiderio di voler essere meglio informato sulla politica nazionale, ma do per inteso che è una battuta la sua proposta. Le pare serio sostenere che Berlusconi e Veltroni debbano discutere su una tv straniera? Pensa davvero che il problema sia che manchino le tv in Italia, o non crede piuttosto che sia una loro scelta? Evidentemente lei ci scrive per rimarcare la differenza e forse la "provincialità" dell'Italia. Ed è a questa opinione che rispondo dunque più seriamente: ci sono molte ragioni per lamentarsi del proprio paese, ma quasi nessuna di queste sopravvive quando viene fatta calare dall'estero, un po' dall'alto, come se si parlasse da un punto di vista migliore. Ho anch'io molte critiche alla politica italiana, ma in generale non trovo perfetti né media né i sistemi degli altri Paesi. Per concludere: lei e quasi tutti gli italiani che vivono all'estero avete molte ragioni a lamentare la mancanza di una rete d'informazione italiana in altre lingue, mirata al resto del mondo; ma in questo caso, per seguire la politica nazionale, credo che bastino e avanzino le fonti che l'Italia ha, e che sono perfettamente raggiungibili da quasi tutte le capitali.

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Bollette, no del Pdl ai tagli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

[FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA La Sinistra Arcobaleno ha messo agli atti l'ultimo scontro con Padoa-Schioppa e il Pd sul "tesoretto" e Prodi anche questa volta ha dovuto mediare. Il tema è stato il caro-prezzi che nel finale di campagna elettorale è una bandierina buona da sventolare. E' successo che ieri a Palazzo Chigi i ministri Ferrero, Mussi e Pecoraro Scanio hanno chiesto di sterilizzare la quota fiscale che incide sulle tariffe del settore energetico. Ma non si sono limitati a questo: sono andati all'assalto dell'extragettito da distribuire subito a lavoratori e pensionati. Il ministro dell'Economia si è opposto ed è scoppiato un parapiglia. Un film già visto tante altre volte. Così alla fine il premier ha fatto la sua ennesima mediazione: per evitare che la proposta sia fatta a scopi elettorali, bisogna prima verificare se il centrodestra è d'accordo a intervenire sull'aumento dei prodotti petroliferi. Il governo, ha spiegato Giulio Santagata, tenterà un decreto condiviso con l'opposizione. Berlusconi non ha preso neanche in considerazione la proposta. Ha detto di non saperne nulla. Ha poi aggiunto che "questo governo non ha fatto niente", quindi vada a casa. Più esplicito Mario Baldassarri per il quale si tratta "demagogia totale". "Dopo avere tartassato gli italiani, ci pensano ora alle famiglie?", si chiede l'ex viceministro all'Economia. "Non è congelando le tariffe che si risolve il problema. Sarà il prossimo esecutivo a risollevare il potere d'acquisto". Quella andata in scena ieri a Palazzo Chigi è una partita tutta elettorale che la Sinistra Arcobaleno ha voluto giocare soprattutto contro il Pd. Vista poi la reazione del centrodestra, sembra chiaro che del decreto anti-rincari non se ne farà nulla. Tuttavia Ferrero, Mussi e Pecoraro Scanio hanno voluto mettere alle corde i ministri Democratici che non hanno speso una parola a favore della proposta degli ex alleati. Si guarda al futuro, spiegano a Piazza Santa Anastasia: è difficile fare un'operazione del genere quando non esiste più una maggioranza. Ma Veltroni non si lascia scavalcare dalla Sinistra e dice che la prima cosa da fare (quando sarà al governo?) è un intervento su prezzi, salari, stipendi e pensioni: "Le risorse ci sono, 4 miliardi di euro nei primi tre mesi come extragettito". Al Consiglio dei ministri l'affondo della Sinistra è caduto nel vuoto. C'è stata però la reazione di Padoa-Schioppa che ha minacciato di prendere pubblicamente le distanze se fosse passata la proposta di utilizzare adesso l'eventuale extra-gettito e di intervenire sui prezzi. Ci sono vincoli di debito pubblico europei, è stato il suo ragionamento. E poi l'inflazione è causata da fattori internazionali: per cui è impossibile intervenire sui mercati. Ad attaccarlo è stato Ferrero. "Avevi detto che il tesoretto non c'era, invece Visco ha confermato che c'è. Va distribuito". Tps ha risposto che non si è mai vista un aggiustamento di bilancio a marzo. E Ferrero ha ribattuto che non si è mai visto una situazione così difficile per le famiglie: "In questi due anni abbiamo viaggiato sempre con il freno a mano tirato per colpa tua". A testa bassa hanno attaccato pure Pecoraro Scanio e Mussi che se la sono presa con il Pd che annuncia, in caso di vittoria, interventi per miliardi di euro e invece adesso fa il pesce in barile. Allora quelle di Veltroni sono "promesse da marinaio buone fino al 14 aprile".

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Firenze insiste: giro di vite sui mendicanti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domande a Reportage Sulle strade d'Italia almeno 50 mila minori Firenze insiste: giro di vite sui mendicanti Franco Cardini storico "Che pena questa sinistra che fa come la destra" MARCO NEIROTTI Tra minacce e pietà I mille volti del popolo con la mano tesa "Sdraiati a terra sono pericolosi per i pedoni" Il Comune aveva già detto no ai lavavetri TORINO [FIRMA]GIAMPIERO CALAPÀ FIRENZE Dopo i lavavetri, i medicanti. Firenze ci riprova, e prepara un provvedimento che ha il dichiarato intento di fare sparire chi vive di elemosine sdraiato per le strade cittadine. Se ne occupa, ancora una volta, l'assessore Graziano Cioni, responsabile nella giunta di centrosinistra che governa il Comune della sicurezza e delle politiche sociali. Mette le mani avanti: "Non siamo di fronte a un gruppo di malviventi. Però...", Però? "Legga questa lettera". Una centralinista non vedente, Rita Moldavio, 56 anni, sposata, un figlio di 35 anni, scrive al Comune: "Venerdì scorso mi stavo recando a lavoro quando sono inciampata in un mendicante disteso sul marciapiede. Ho riportato un'escoriazione al ginocchio e tre denti incisivi rotti". Cioni ripiega la lettera e spiega: "Ho chiesto agli uffici di predisporre il divieto amministrativo per chi mendica sdraiato sul marciapiede". Apriti cielo. Imbarazzo a sinistra. Alessio Biagioli, coordinatore provinciale della componente nata dalla lista "a sinistra per Veltroni" alle primarie del Pd, chiede "un'ampia discussione". La Sinistra Arcobaleno rileva come "l'accattonaggio non è un reato e quindi non può essere perseguibile". Il segretario di Rifondazione comunista, Franco Giordano, si spinge più in là: "Cioni è peggio del sindaco di Treviso Gentilini". Il verde Bonelli parla di "iniziative vergognosa". Pdl contrario E la destra? L'attacco a Cioni è diretto e senza appello: "Si tratta dell'ennesimo spot pre-elettorale dell'assessore - accusa Giovanni Donezelli, consigliere comunale di An - buon comunicatore, ma pessimo amministratore. Così come a dieci giorni dalle primarie del Pd si inventò l'ordinanza sui lavavetri, ora s'inventa quest'altra cosa non meglio precisata riguardante i mendicanti. In realtà in Toscana mancano i Cpt perché la sinistra non li vuole, mentre permettono agli occupanti del Movimento di lotta per la casa di restare negli stabili di cui hanno preso possesso in barba a qualsiasi legge e al decoro urbano. Detto questo siamo favorevoli a ridurre l'accattonaggio molesto, ma purtroppo si tratta soltanto di propaganda". Eppure per la non vedente Rita Moldavio "Cioni è l'unico politico, l'unica autorità cittadina, che abbia dimostrato sensibilità per quanto mi è accaduto e per quanto un cieco ogni giorno deve vivere recandosi a lavoro per le strade di Firenze". Franco Cardini storico è fiorentino e conosce bene l'assessore Cioni. Professore allora a Firenze via anche i mendicanti, lo dice uno di sinistra.. "La sinistra a lungo ha percorso la via del populismo indiscriminato, si doveva essere buoni con tutti. Se reagivi quando un ragazzino, magari rom, cercava di rubarti qualcosa eri un fascista. Adesso certe sinistre "legali" cercano di impadronirsi del perbenismo della destra". Cioni dice che è un problema di sicurezza. Secondo lei? "Adesso tutti i mali vengono da immigrati, mendicanti e rom: la sinistra deve disputare questa cosa a Bossi e Berlusconi". Qualcuno ha insinuato che questa sia una boutade elettorale. "Credo proprio che sia così. Stimo Cioni, che è un po' guascone, però mi fa una certa malinconia: queste cose dette da uno di destra mi fanno imbestialire, da uno di sinistra mi fanno pena". \3Tradizione e abitudine, convenzione e tristezza, odio e pensieri in libertà: schiavi, ricattatori, quelli che hanno dieci anni e ti guardano con gli occhi disperati e quelli che qualche volta potranno lasciarti una riga sul fianco dell'auto, più o meno all'altezza della maniglia, mascalzoni, figli di sciagurati o sciagurati che di persona ciondolano intono ai semafori davanti alla Fiera di Milano o agli ospedali di Torino, alla stazione di Brescia o ai parcheggi di San Giovanni Rotondo. Un mondo che è ovunque E' ovunque il mondo di un'elemosina della quale non si conoscono i confini. Commozione? Un taglio al fondo della borsa o della tasca dei pantaloni? Davvero una mano tesa? Basta prendere - anche con tutte le pinze possibili - un rapporto dell'Osservatorio europeo sui fenomeni di razzismo e xenofobia. Per la sola Italia, nel 2007, cita in Lazio, senza andare oltre confine, 8 mila mendicanti minorenni. Non c'entrano nuovi poveri, padri di famiglia disperati. In base a quello studio, i minori con la mano tesa - molti rom, ma non solo rom - sono intorno ai 50 mila. Dati da rivedere, da confrontare con quelli delle questure. Quasi un'estorsione E' vero che siamo abituati alla mano tesa al telefono, al sorriso complice al parcheggio. Che fare? Sempre più bambini, certo, perché sono loro a commuovere. Però a Torino, accanto all'ospedale Molinette (il centro di riferimento del Piemonte) non puoi posteggiare l'auto senza che ti chiedano soldi magrebini accanto a strisce blu dove già paghi al Comune la tua sosta per farti visitare o per andare a salutare chi sta male. Doppio pedaggio. Vicino all'estorsione, quello degli abusivi che spesso Polizia e Vigili allontanano. A Milano hanno zone precise. A Brescia non trovi mendicanti, ma se ti avvicini alla stazione cambia tutto. A San Giovanni Rotondo, dove si è pronti al nuovo pellegrinaggio per Padre Pio riesumato, trovi ora a ogni passo una donna zingara, o una poveretta della zona che si accontentano di qualsiasi cosa. La nuova povertà la incontri nelle strade. A due passi dall'edificio dove nasce questo giornale c'era un signore con la barba bianca, la giacca un po' stazzonata, la cravatta al suo posto, un sorriso rassicurante: "Scusi, posso disturbare un attimno?". Dica. "Ha per caso un euro, 50 centesimi?". Quasi timido, ma inesorabile. Si incominciava allora, fine secolo, a parlare di "nuovi poveri". Intervistavamo gente in fila davanti alla chiesa di Sant'Alfonso, a Torino, o davanti alla Charitas. Ritiravano il "rancio" da portare a casa per non mettere in coda la famiglia. Lo aspettavano nell'umile e dignitosa eleganza dell'abito migliore rimasto. Qualcuno si fece anche fotografare: "Ditelo. E' così". Non le pubblicammo. Adesso incroci, davvero, richieste di elemosina diverse e ciascuno ritiene di averne diritto più degli altri. La miseria della gente di casa è più riservata. Ore 20,10 di ieri, disoccupato torinese, che forse fra dieci giorni avrà un posto una ditta di impianti di refrigerazione: "Non chiedo elemosina in giro perché non ci riesco. Ma quando torno a casa mi dispiace non averlo fatto". "E' un tuo problema" Lo fanno in tanti, invece. I rom mandano i ragazzini, ma ci sono anche le madri. Ci sono, sull'elemosina, anche forme di racket. A Torino "La Stampa" pubblicò anche l'estratto conto di una famiglia che taglieggiava tutto il campo: paga il cinquanta per cento o tuo figlio non andrà mai più in giro". In un mese avevano raddoppiato il conto. Impedire? Giulio B., anni 42, barbone da quando ne aveva 28 e una storia di vita sua lo portò a spasso tra l'alcol e le stazioni, fiero di mostrarsi, abituale passeggero del treno che da Torino scende a Piacenza, sorride davanti a una birra: "Vuoi che ti spieghi l'elemosina? E' una storia tua, cultura tua, bisogno tuo. Io non sarei capace. Vedo gente che si accosta adagio, come per non spaventare. Vedo altri, gli stranieri, e non ce l'ho con loro, che sembrano avere un diritto. Vogliono vietare? Non so che dirti. Chiedere è chiedere. Ripeto: non chiederei mai, mi darebbe fastidio farlo. Però non è rubare. Io se passi e mi metti qualcosa vicino ti guardo e se mi va sorrido. Se no verrà domani".

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Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... Alessia: Caro Francesco, leggo spesso Blondet e devo confessare che il suo estremismo talvolta mi disturba non poco.... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... Alessia: Caro Francesco, leggo spesso Blondet e devo confessare che il suo estremismo talvolta mi disturba non poco.... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... 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Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... Alessia: Caro Francesco, leggo spesso Blondet e devo confessare che il suo estremismo talvolta mi disturba non poco.... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? A Milano l'arcivescovo dice no - 4 Emails Padre Pio, accuse vecchissime e superate - 3 Emails Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 3 Emails Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 3 Emails Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio - 3 Emails "La Chiesa di Cristo è quella cattolica" - 2 Emails Ultime news Berlusconi: Veltroni uomo delle fantasie Il Pd: "Antiquariato"Caso Raciti, arrestato un complice di SpezialeMeredith, il pg: "I tre restino in cella"Sms erotici, cacciato ministro finlandeseAlitalia, Spinetta: "Pronti a modifiche" I sindacati: "Nessuna novità di rilievo" Inflazione, il governo pensa a un accordo con il Pdl per limare le tariffe energetiche Blog Amici Dio: pace o dominio Il blog di Accattoli Il blog di Magister il blog di Marcello Foa Il blog di Marco Tosatti Il blog di Matteo L. Napolitano il blog di Maurizio Caverzan Il blog di Phil Pullella Il blog di Raffaella Il blog di Rodari il blog di Stefano Tramezzani Siti Utili Avvenire Fides Il sito sul cardinale Siri Korazym La Santa Sede Sito web ilGiornale.it April 2008 M T W T F S S " Mar 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 Archivio dei post April 2008 (1) March 2008 (15) February 2008 (15) January 2008 (14) December 2007 (13) November 2007 (18) October 2007 (16) September 2007 (18) August 2007 (19) July 2007 (30) Trackback recenti cultura: lupi agnelli e Tornielli cultura: viva Ismaele! I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 86 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts In memoria di Papa Wojtyla Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del vescovo Rahho Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Violenze e minacce, dobbiamo vigilare (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... 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Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. 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I più votati Violenze e minacce, dobbiamo vigilare - 86 Votes La comunione nella mano, la fine dell'inginocchiatoio - 57 Votes Milano e il motu proprio, la colpa è della stampa - 54 Votes La preoccupazione dei vescovi per il regime di Chavez - 51 Votes In difesa del cardinale Tettamanzi - 48 Votes Se lo storico replica: "Lei non sa chi sono io!" - 46 Votes Il Papa non andrà alla Sapienza - 41 Votes Il parroco trevigiano trasforma l'oratorio in moschea - 39 Votes Ebrei salvati da Pio XII: Bruno Ascoli, guardia palatina - 39 Votes Bregantini, il trasferimento contestato. Ma... - 38 Votes Recent Posts In memoria di Papa Wojtyla Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del vescovo Rahho Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Buona Pasqua ai naviganti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... Alessia: Caro Francesco, leggo spesso Blondet e devo confessare che il suo estremismo talvolta mi disturba non poco.... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

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Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... 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Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... Alessia: Caro Francesco, leggo spesso Blondet e devo confessare che il suo estremismo talvolta mi disturba non poco.... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Il sacrificio del vescovo Rahho (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 18Mar 08 L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l'Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l'articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: "Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!". Leggo in queste parole, tra l'altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... Alessia: Caro Francesco, leggo spesso Blondet e devo confessare che il suo estremismo talvolta mi disturba non poco.... Gli articoli più inviati Messe show, facciamo un catalogo? - 10 Emails La battaglia finale - 5 Emails Dopo la messa tridentina, in Cattolica cambiano l'altare - 5 Emails Martini contro il Motu proprio di Benedetto XVI - 4 Emails Il Motu proprio? 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Ma... - 38 Votes Recent Posts In memoria di Papa Wojtyla Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio Buona Pasqua ai naviganti Il professore di Padova e la Sindone L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet Violenze e minacce, dobbiamo vigilare In memoria di Edoardo Luciani Il sacrificio del vescovo Rahho Pagine About Disclaimer I miei libri Pio XII. Un uomo sul trono di Pietro Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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In memoria di Edoardo Luciani (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Domani, 2 aprile, ricorre il terzo anniversario della morte del servo di Dio Giovanni Paolo II. La causa di beatificazione procede, il postulatore, monsignor Slawomir Oder, ha consegnato la bozza della Positio al relatore della Congregazione delle cause dei santi. Voglio ricordare questo grande Papa, che viveva totalmente immerso in Dio e ha insegnato alla nostra generazione come la fermezza su ciò che è essenziale della fede si possa coniugare con una straordinaria apertura verso tutti. E' stato un evangelizzatore e un uomo di pace. Il suo successore Benedetto XVI, che lo ha commemorato domenica scorsa prima del Regina Coeli e che celebrerà la messa in suo suffragio, gli è stato accanto nel delicato compito di "custode della fede" più a lungo di qualsiasi altro responsabile di dicastero. Scritto in Varie Commenti ( 59 ) " (18 votes, average: 4.56 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 28Mar 08 Amato "ministro" della liturgia, Fisichella al Sant'Uffizio Cambio della guardia in vista alla Congregazione per il Culto divino e la Disciplima dei sacramenti, il "ministero della liturgia" vaticano: il cardinale nigeriano Francis Arinze (ha compiuto 75 anni lo scorso novembre) potrebbe presto lasciare e al suo posto arrivare - il condizionale è d'obbligo - l'arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede. Incarico quest'ultimo che si libererebbe per monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell'università Lateranense. Da tempo si sapeva che Amato, il quale ha preso il posto lasciato da Bertone nel 2003, era candidato a un incarico cardinalizio. Ma il suo arrivo al culto rappresenterebbe una sorpresa, dato che fino ad oggi il suo nome veniva fatto per il dicastero dei santi o dell'educazione cattolica. In molti, infatti, ritenevano che il candidato "naturale" alla successione di Arinze fosse l'attuale Segretario della congregazione, l'arcivescovo cingalese Malcom Ranjith Patabendige Don, il quale era già stato nella Curia romana come numero due del cardinale Sepe a Propaganda Fide, era stato poi inviato in Indonesia come nunzio apostolico, era stato nuovamente richiamato a Roma da Benedetto XVI che aveva voluto nominarlo al culto divino, un dicastero-chiave nella visione di Papa Ratzinger. Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere. E' anche vero che per prassi curiale solo in rari casi il numero due diventa Prefetto dello stesso dicastero e che Ranjith ha appena compiuto 60 anni. Se questa ipotesi si avvererà, Fisichella potrebbe essere il successore di Amato come numero due all'ex Sant'Uffizio. Ruolo cruciale e di rilievo. Scritto in Varie Commenti ( 168 ) " (15 votes, average: 3.93 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Mar 08 Ancora sul battesimo di Allam e sui dubbi Ho letto con attenzione tutti i vostri commenti al post precedente. Il novanta per cento di voi non ha condiviso il mio dubbio. Devo dire che io, invece, dopo aver letto la lettera con la quale Magdi Cristiano Allam ha raccontato la sua conversione (non la conoscevo ancora quando, la mattina di Pasqua, ho scritto quel post), ho visto approfondirsi e acuirsi il mio dubbio. Mi è sembrato fuori luogo il fatto che a poche ore dal battesimo ricevuto - dono di grazia - Allam abbia pubblicato una sorta di manifesto antimusulmano dicendo che "la radice del male è insita in un islam che è fisiologicamente violento" e affermando che il battesimo lo ha liberato "dall'oscurantismo di un'ideologia che legittima la menzogna e la dissimulazione, la morte violenta che induce all'omicidio e al suicidio, la cieca sottomissione e la tirannia". Non risulta infatti che Magdi Allam sia mai stato così succubo di questa religione "oscurantista". E' stato, invece, oggetto di gravi minacce (e per questo vive sotto scorta). Sono in grado dunque di specificare meglio il mio dubbio e le mie perplessità: mi rallegro - ovviamente - per l'approdo a cui il giornalista è giunto dopo un cammino interiore e degli incontri significativi. Non discuto in alcun modo la scelta di celebrare il battesimo in San Pietro. Discuto, invece, il significato altamente simbolico e anti-islamico che Allam ha voluto dare fornendo la mattina di Pasqua l'interpretazione del gesto del Papa. Interpretazione battagliera, che non mi risulta poi così condivisa Oltretevere. Vorrei ricordare, perché è importante farlo, che dopo il discorso di Ratisbona 138 intellettuali musulmani hanno scritto al Papa e si sono gettate le basi per un dialogo. Magdi Allam, in un articolo intitolato "La doppiezza del terrore", aveva rivolto critiche durissime ai 138, bollando tra l'altro come ingenue le reazioni di Giuliano Ferrara (che non mi pare un imbelle e irenico "cattolico adulto", di quelli che aborriscono alcuni visitatori di questo blog) e dei cardinali Angelo Scola (patriarca di Venezia) e Jean Luis Tauran (Presidente del Pontificio consiglio per il dialogo interreligioso). Magdi Allam afferma che non esiste un islam moderato, che l'islam quando dialoga in realtà dissimula, che l'islam è geneticamente violento. Magdi Allam ha bollato come complici dei terroristi anche certi cristiani che cercano il dialogo. Ha sostenuto fino in fondo la guerra anglo-americana contro l'Irak, osteggiata da Giovanni Paolo II e realisticamente descritta come catastrofica da Benedetto XVI pochi giorni fa. Ecco, vorrei dire agli amici del blog - sperando di annoverarli ancora come tali dopo questo mio post - che il battesimo di Allam è una notizia bella e commovente. Ma che l'interpretazione un po' bellica che lui stesso ne ha fornito, accusando la Chiesa di essere stata troppo prudente, no. Non credo proprio che battezzandolo in San Pietro il Papa e la Santa Sede abbiano voluto far propri contenuti e toni degli articoli del vicedirettore del Corriere della Sera, come invece traspare da molti dei vostri entusiasti commenti. Mi permetto di citare una frase di Giovanni Paolo II (24 gennaio 2003) riferita proprio alla responsabilità dei mass media: "Mettere l'uno contro l'altro in nome della religione è un errore particolarmente grave contro la verità e la giustizia, come lo è un atteggiamento discriminatorio nei confronti delle diverse convinzioni religiose, poiché esse appartengono alla sfera più profonda della dignità e della libertà della persona umana". L'atteggiamento dei cristiani verso l'islam è quello sancito dal Concilio Vaticano II e ribadito più volte da Papa Benedetto XVI, che il 25 settembre 2006 ha detto: "In un mondo segnato dal relativismo, e che troppo spesso esclude la trascendenza dall'universalità della ragione, abbiamo assolutamente bisogno d'un dialogo autentico tra le religioni e tra le culture, un dialogo in grado di aiutarci a superare insieme tutte le tensioni in uno spirito di proficua intesa. In continuità con l'opera intrapresa dal mio predecessore, il Papa Giovanni Paolo II, auspico dunque vivamente che i rapporti ispirati a fiducia, che si sono instaurati da diversi anni fra cristiani e musulmani, non solo proseguano, ma si sviluppino in uno spirito di dialogo sincero e rispettoso, un dialogo fondato su una conoscenza reciproca sempre più autentica che, con gioia, riconosce i valori religiosi comuni e, con lealtà, prende atto e rispetta le differenze". Non mi nascondo (e ne ho scritto moltissime volte) i gravi problemi del fondamentalismo islamico, delle leggi liberticide che non rispettano la dignità delle persone e il loro diritto a cambiar religione, di tradizioni che umiliano le donne, etc. etc. Credo però che le semplificazioni non servano a fare chiarezza. E credo che affermare che tutto l'islam è intrinsecamente violento e che il dialogo da parte dei musulmani è dissimulazione, semplicemente non sia vero. Aggiungo le parole pronunciate poco fa dal direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, in riferimento al battesimo di Magdi Allam: "Accogliere nella Chiesa un nuovo credente non significa evidentemente sposarne tutte le idee e le posizioni. Magdi Allam ha il diritto ad esprimere le proprie idee, che rimangono idee personali, senza evidentemente diventarei in alcun modo espressione ufficiale delle posizioni del Papa o della Santa Sede". Scritto in Varie Commenti ( 216 ) " (19 votes, average: 3.74 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Mar 08 Un abbraccio a Magdi Allam e un dubbio La notte di Pasqua il vicedirettore del "Corriere della Sera" Magdi Allam ha ricevuto il battesimo da Benedetto XVI divenendo cristiano. Ha scelto proprio Cristiano come nome di battesimo. A lui, costretto a vivere sotto scorta, va un abbraccio fraterno e l'augurio di Buona Pasqua. Vengo al dubbio: viste le posizioni molto forti (e molto contestate) prese da Magdi Allam contro il fondamentalismo e le sue infiltrazioni in Occidente, mi chiedo se fosse davvero opportuno che il battesimo avvenisse in San Pietro con il Pontefice come celebrante. Già il fatto che Allam si sia convertito ha un alto valore simbolico, data la storia del suo protagonista. La celebrazione del Papa nella veglia di Pasqua amplifica enormemente questo simbolismo, la cui portata sarebbe stata ridotta se Allam avesse ricevuto il battesimo nella sua parrocchia, senza le telecamere. Stamattina ho parlato di questo con un amico che occupa un posto di responsabilità in Vaticano di questo mio dubbio: mi ha assicurato che - ovviamente - la portata del gesto era stata tenuta ben presente al momento della decisione. Mi fido dunque della saggezza di chi governa la Chiesa, della decisione del Papa e dei suoi collaboratori. Scritto in Varie Commenti ( 198 ) " (22 votes, average: 3.86 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Mar 08 Buona Pasqua ai naviganti Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L'evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all'origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell'evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un'idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni - e anche oggi, purtroppo persino certa teologia - si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, "vide e credette". Buona Pasqua. Scritto in Varie Commenti ( 32 ) " (17 votes, average: 4.24 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 19Mar 08 Il professore di Padova e la Sindone Sul Giornale di oggi pubblico un'intervista con il prof. Giulio Fanti, docente di misure meccaniche e termiche all'università di Padova, che sta per pubblicare (uscirà a giorni) un poderoso volume di 608 pagine sulla Sindone e sulle ricerche scientifiche più avanzate che la riguardano. Il professore prova che la datazione al radiocarbonio è stata falsata da contaminazioni esterne (e per far quadrare un certo risultato è stato cambiato un numero): rifacendo i calcoli si scopre che l'età medioevale ha un'attendibilità pari all'1,2 per cento, cioè praticamente nulla! Inoltre, il professore ha studiato e sta studiando la formazione della misteriosa immagine. L'unica conclusione è che si sia creata per irradiazione, come in un lampo di luce. Vi invito a leggere l'intervista e soprattutto il libro. Scritto in Varie Commenti ( 164 ) " (17 votes, average: 4.35 out of 5) Loading ... 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Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l'intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera. Scritto in Varie Commenti ( 141 ) " (20 votes, average: 4.2 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 16Mar 08 Violenze e minacce, dobbiamo vigilare Due notizie. La prima riguarda un episodio avvenuto ieri, nella prima tappa della due giorni veneta di Giuliano Ferrara per la campagna elettorale. Come sapere, il direttore del Foglio ha presentato una lista per una moratoria sull'aborto. A Conegliano è accaduta una cosa incredibile: non solo violenze verbali dei "democratici" dei centri sociali, ma si è pasatti anche alle mani. Il giornalista Francesco Agnoli è stato aggredito con due pugni e si è visto strappare tutti i libri e volantini che aveva con sè; alla candidata Maria Luisa Tezza ed a un simpatizzante hanno conficcato in bocca prezzemolo e tirato addossa uova e vernice rossa. Lo stesso trattamento l'ha ricevuto qualche comune cittadino che era lì solo per ascoltare. Alle proteste di Agnoli contro il questore, si è sentito rispondere: "Questi sono gli ordini. Dobbiamo solo contenere, perchè se reagiamo scoppia il finimondo". Oggi Ferrara è a Padova. Speriamo bene. La seconda notizia riguarda Pacifico Gammella, frequentatore da un paio di mesi di questo blog. Spesso e volentieri le sue riflessioni e i suoi commenti hanno provocato accesissimi dibattiti. Bene, Gammella e la sua famiglia hanno ricevuto minacce. Mi ha chiesto di cancellare dal blog ogni suo commento. Nessuno deve essere minacciato, nessuno aggredito, per aver espresso le proprie opinioni. Esprimo tutta la mia (e credo anche la vostra) solidarietà, agli aggrediti di Conegliano e a Gammella. Aggiungo oggi (Venerdì Santo) che ho letto la denuncia di Gammella ai carabinieri: è stato minacciato a mano armata e gli è stato detto di non scrivere più sui vari siti Internet. Per questo mi ha chiesto di cancellare i suoi post. Lo farò subito. Scritto in Varie Commenti ( 235 ) " (86 votes, average: 4.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 14Mar 08 In memoria di Edoardo Luciani Lunedì scorso, alle 21.00, è morto improvvisamente a causa di un'embolia Edoardo Luciani, fratello di Giovanni Paolo I. Era stato ricoverato dal sabato precedente all'ospedale di Belluno ed era stato appena sottoposto a un intervento - riuscito - di angioplastica. Edoardo, detto "maestro Berto", aveva quasi 91 anni. Lo conoscevo bene da una decina d'anni, mi aveva aiutato a scrivere la biografia del fratello che pubblicai in occasione dei vent'anni dell'elezione e della morte. Lo incontravo due volte l'anno, nella sua casa di Natale d'Agordo, accanto alla stufa di maiolica, nella stessa stanza in cui era nato Albino. Ogni volta che mi salutava, dopo avermi dato l'immancabile regalo dei funghi che lui stesso aveva raccolto, mi diceva: "Arrivederci, qui o in cielo.". L'ho incontrato l'ultima volta il 31 dicembre. Erano appena stati da lui due signori venuti appositamente da Milano per portargli i saluti di Papa Giovanni Paolo I, ricevuti - dicevano - attraverso un medium. Lui li aveva ascoltati con pazienza, fingendo di credere loro, per buona educazione. Era divertito mentre me lo raccontava: "Quanta gente strana c'è al mondo. Mi hanno detto: 'Suo fratello le manda i saluti e le vuole far sapere che sta bene dove sta.' Pensa!". Era rimasto solo, dopo la morte della moglie. Finalmente ha potuto riabbracciarla e riabbracciare Albino, che una sera del settembre 1978, accompagnandolo all'ascensore, volle stringerlo a sé come per un addio. Berto, che era in partenza per l'Australia, non capì quel gesto inconsueto per due montanari schivi quali erano. Lo comprese pochi giorni dopo, quando lo raggiunsero telefonicamete a Sindney per comunicargli che suo fratello Papa si era spento nella notte. Dopo soli 33 giorni di pontificato. Scritto in Varie Commenti ( 29 ) " (13 votes, average: 4.38 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 13Mar 08 Il sacrificio del vescovo Rahho Oggi in Iraq è stato ritrovato il cadavere di monsignor Paulos Faraj Rahho, arcivescovo di Mossul dei Caldei, rapito il 29 febbraio. Lo ha riferito monsignor Shlemon Warduni, vescovo ausiliare di Babilonia dei Caldei. "Lo abbiamo ritrovato privo di vita nei dintorni di Mossul, i rapitori lo avevano sepolto" ha affermato il presule citato dall'agenzia Sir. Faccio autocritica per non aver dedicato qualche post al sacrificio di quest'uomo. Fino a quando dovrà continuare questa situazione scatenata dalla maledetta guerra in Irak? Ricordo ancora con commozione la determinazione con cui il vecchio Papa Giovanni Paolo II, già malato, urlò implorando dalla finestra del suo studio che non si iniziasse questo conflitto. Scritto in Varie Commenti ( 92 ) " (10 votes, average: 3.8 out of 5) Loading ... Il Blog di Andrea Tornielli © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono Andrea Tornielli, il vaticanista del Giornale, classe 1964, laurea in storia della lingua greca. Sono sposato e ho tre figli. Vivo tra Roma e Milano Tutti gli articoli di Andrea Tornielli su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (159) Ultime discussioni Giancarlo: @ Francesco Ursino: NT,1-Timoteo 2,12: "Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge... Gianluca Barile: A Pipìta. Risposta diplomatica: un blog richiederebbe energie che, per il momento, preferiamo... Enzo: Parla Tariq Ramadan a nome dei mitici 138 saggi suoi compagni: Roma, 1 apr. (Apcom) - "Esiste un problema... Francesco Ursino: Caro Andrea "Feynman", com'è finita poi la questione in merito al tuo sito preso... 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Scontro berlusconi-quirinale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Napolitano difende anche Ciampi: "Nessun presidente di parte". In tv duello a distanza tra Veltroni e il capo del centrodestra Scontro Berlusconi-Quirinale "Il Colle non è imparziale", poi il leader Pdl chiede scusa SEGUE A PAGINA 2.

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Il duello mancato tra walter e silvio - concita de gregorio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

I protagonisti Il duello mancato tra Walter e Silvio CONCITA DE GREGORIO Uno dopo l'altro anziché uno davanti all'altro. Una staffetta senza passaggio di testimone, neppure un incrocio di sguardi. Di più, nella nostra tv, non si può avere: Berlusconi non vuole il faccia a faccia con Veltroni perciò i due marciano in fila indiana, uno alla volta, prima uno poi l'altro senza pausa pubblicitaria. Nello studio tv una scena surreale, mai vista prima probabilmente su nessuno schermo del globo. SEGUE A PAGINA 7.

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"una aggressione che ci riporta indietro" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Veltroni e Casini criticano le parole del leader del Pdl. Solo Calderoli lo difende: è stato strumentalizzato dai comunisti "Una aggressione che ci riporta indietro" Il leader Udc: al Paese non serve un'altra stagione di conflitti istituzionali ROMA - Il Partito democratico coglie in fallo Silvio Berlusconi e si schiera a difesa del Quirinale. "Quella di oggi - commenta Walter Veltroni in diretta tv - è una brutta smentita. Attaccare il capo dello Stato, presente e passato, e poi dover smentire ci riporta indietro in questo quattordicennio". Ma anche da Pier Ferdinando Casini giunge un altolà al Cavaliere per i suoi giudizi su Napolitano e Ciampi. "Non serve al Paese - osserva infatti il leader dell'Udc da Napoli - la riapertura di una nuova stagione di conflitti istituzionali. Speriamo che Berlusconi se ne renda conto". Il partito di Veltroni affida invece la reazione ufficiale a Dario Franceschini: "Non si può affidare il Paese - dice il vicesegretario democratico - a un uomo che passa le giornate a dire cose e a smentirsi un minuto dopo, ad attaccare tutto e tutti, a cominciare dal presidente Napolitano e dal presidente Ciampi. L'Italia ha bisogno di altro, di serietà e buon senso". Una staffilata arriva anche da Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato e candidata alla presidenza siciliana, che giudica "inaccettabile" tirare in ballo le istituzioni dello Stato in campagna elettorale. "Sappiamo che Berlusconi cede spesso alla tentazione di fare delle gaffe per poi smentire le sue dichiarazioni - sottolinea Finocchiaro - . Anche stavolta si è scagliato contro il Quirinale per giustificare le difficoltà che avrebbe la sua raccogliticcia coalizione di Destra, in caso di vittoria, a legiferare in modo coerente. Il capo dello Stato, ogni capo dello Stato, non va tuttavia coinvolto in questioni che riguardano la propaganda e la campagna elettorale". Il Quirinale, aggiunge, "non è un'istituzione di parte. Berlusconi sia più serio". A sorpresa una difesa della terzietà del Colle arriva dal leghista Roberto Calderoli, convinto che "l'intervento di Berlusconi rispetto all'imparzialità del Quirinale non era certo riferito o riferibile all'attuale presidente della Repubblica". Calderoli offre quindi una spiegazione in chiave psicologica dell'uscita del leader Pdl: "Il povero Berlusconi nella sua vita politica è rimasto scottato da Scalfaro e da Ciampi, ma Napolitano ha dimostrato di essere di un'altra pasta". Il vicepresidente del Senato dà atto del "rigore" dimostrato da Napolitano sull'ammissibilità dei contenuti dei decreti legge, inoltre "le modalità con cui ha gestito la crisi del Governo Prodi e lo scioglimento anticipato delle Camere hanno testimoniato il suo ruolo super partes, mai venuto meno nonostante i tentativi di tirarlo per la giacca. E questo rappresenta la nostra miglior garanzia per il presente ed il futuro". (f. b.).

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"guardatevi dagli archi-carnefici se vince silvio sarà uno sfacelo" - carlo brambilla (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Cronaca Il cantante "Guardatevi dagli archi-carnefici se vince Silvio sarà uno sfacelo" Il Molleggiato sul suo blog: "Gioisco per l'evento, temo i grattacieli" CARLO BRAMBILLA MILANO - Contro L'Expo 2015, "colpo di grazia per Milano", scende in campo Adriano Celentano. E lo fa ancora una volta sparando a zero contro gli architetti, definiti "archi-carnefici", dalle cui mani scaturiranno gli "schizzo-frenici progetti per materializzare un'opera che potrebbe veramente essere un messaggio per il mondo, se fosse data in altre mani non inclini a speculazioni di stampo "sfigurativo"". L'odiata categoria era già stata suo bersaglio nel novembre scorso durante lo show "La situazione di mia sorella non è buona", trasmesso su Raiuno. Il nuovo affondo, destinato a infiammare le polemiche, mentre la città festeggia per la vittoria su Smirne, è arrivato ieri sera sul blog ufficiale dell'ex molleggiato (www.clancelentano.it). Da una parte Celentano gioisce "per la grande conquista fatta dall'Italia", ma subito si adombra, pensando a quale fine sta facendo la bellezza. "Da come vanno le cose nel mondo mi sembra di capire che poco o nulla si potrà fare per evitare che questo capolavoro sospeso nel cielo scivoli definitivamente in un precipizio senza fine. è sulla bellezza che si deve scommettere. La bellezza da regalare non ai ricchi egoisti, ma agli operai che sono il motore del pianeta". Più avanti, rivolgendosi a Walter Veltroni, commenta con durezza "l'immobiliarismo" di Silvio Berlusconi: "Già adesso in nome dei più bisognosi lo sentiamo parlare di apertura dei cantieri. E non è difficile immaginare lo sfacelo cui andremmo incontro se vincesse lui". Assumendo i toni del predicatore Celentano avverte che "nonostante l'operazione delittuosa intrapresa dagli archi-carnefici contemporanei, abbiamo ancora in serbo una bellezza interiore che dobbiamo solo avere il coraggio di risvegliare, per mettere in atto quella che sarebbe la nuova rivoluzione economica. Ma dobbiamo fare presto, prima che questo angolo di meraviglia racchiuso ancora per poco dentro ognuno di noi, si addormenti definitivamente in un coma irreversibile nel quale ci stanno trascinando le nuove star dell'architettura". E fa nomi e cognomi: Massimiliano Fuksas, Mario Botta, Daniel Libeskind, Arata Isozaki e Zaha Hadid. "Allora sarà la fine. E il colpo di grazia è già in canna, pronto per la sua gittata finale sull'Expo". Celentano elogia Francesco Rutelli per la sua battaglia contro gli ecomostri: "La prima cosa da fare è quello che sta facendo Rutelli: abbattere gli ecomostri portatori di gravi e devastanti malattie che annichiliscono. Per chi è ignorante come me annichilire significa distruggere, umiliare togliere ogni volontà di reazione, annientare l'arte del pensiero". L'attacco finale è alla globalizzazione "che ha ucciso i punti di partenza e di arrivo di tutte le cose". "Della vita e della morte o di quello che c'è fra la vita e la morte. Unificando ogni cosa. Si è perso il punto di partenza da un quartiere per arrivare ad un altro. E quindi lo stacco necessario tra un centro abitato e un altro. Tutto è paurosamente abitato, senza stacco, da Milano a Pechino. E questo crea stress e confusione". "Dobbiamo staccarci da tutto ciò che è grande perché è nel piccolo che ci ritroviamo. Mentre nel grande ci perdiamo. Ben venga l'avvento della tecnica. Ma guai alla tecnica se il suo avanzamento va a minare la bellezza delle cose".

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Veltroni convince Dal Cavaliere il solito copione (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Veltroni convince Dal Cavaliere il solito copione di Federica Fantozzi Le telecamere riprendono la parete a losanghe biancogrigie, la mano di Veltroni che stringe le altre quattro, la seggiolina ancora calda ma già vuota. Il delitto perfetto è compiuto: i due sfidanti non si sono incontrati, due conferenze stampa non hanno formato un frammento di faccia a faccia. Ore 21,45. Berlusconi saluta i "gentili domandatori che restano per il secondo turno, sembra di essere dal dentista.". segue a pagina 3 Confronto (differito) in tv.

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Berlusconi attacca il Quirinale Il Colle mi farà passare per le forche caudine . Poi smentisce. Il presidente: Parole gravi . Veltroni: brutta smentita (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Berlusconi attacca il Quirinale "Il Colle mi farà passare per le forche caudine". Poi smentisce. Il presidente: "Parole gravi". Veltroni: brutta smentita di Natalia Lombardo / Roma FORCHE CAUDINE Questa volta ci si è infilato da solo, Silvio Berlusconi: il suo ennesino attacco al Quirinale non è stato sottovalutato dal Capo dello Stato che in una nota precisa di non aver mai avuto "pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Resosi conto della brutta gaffe istituzionale, l'ex premier ha prima smentito e poi ha telefonato di corsa al presidente Napolitano per correre ai ripari e "chiarire il senso del suo intervento". Ovvero che si riferiva a Ciampi e non all'attuale inquilino del Colle, questo il berlusconi-pensiero. Anzi, parole. Dette pubblicamente durante il forum nella redazione de Il Tempo, storico quotidiano conservatore romano. "Sarà molto difficile compiere il ruolo di governo", afferma Berlusconi, "sappiamo come il consiglio dei ministri non potrà approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un Capo dello Stato che sta dall'altra parte. Ricordo il rapporto con Ciampi...". Non è la prima volta che il leader del Pdl dice queste cose con fastidio, ma stavolta l'attacco sembra comprendere anche l'attuale presidente. Andare al governo per Silvio sarà come "portare la croce e non un pranzo di nozze", lamenta, "avrò tutti contro, il presidente della Repubblica, la Corte costituzionale..." tutte le istituzioni "occupate" dalla sinistra. E, nel forum ricorda come "Dio solo sa che fatica ho fatto con Ciampi: mi rimandava indietro i decreti, il Quirinale chiedeva sempre perché emanassimo i decreti". Nel frattempo le agenzie avevano già battuto la notizia sulle "forche caudine". Ma, ancora nella redazione de Il Tempo il portavoce Paolo Bonaiuti comincia a fare un pressing su Berlusconi perché dirotti il tiro dal Quirinale. Al che l'ex premier precisa con un altro sgarbo istituzionale: "Mi riferivo ai cinque anni del mio governo, durante i quali abbiamo avuto un rapporto dialettico con il presidente Ciampi. Non c'entra niente il presidente Napolitano, a cui porto rispetto e stima che so essere condivise". (Per Veltroni è una "brutta smentita: attaccare il Capo dello Stato ci riporta 15 anni indietro"). Due minuti dopo, alle 19,56, arriva sulle agenzie la nota del Quirinale: "La presidenza della Repubblica, chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Dal Colle si vuole mettere "un punto fermo" e di principio per rispondere "a tutti i tentativi di trascinare il Capo dello Stato nella polemica elettorale". Non solo da parte di Berlusconi, è il messaggio, ma anche da alcuni personaggi o "editorialisti" (il pensiero va a Feltri).Il Quirinale, quindi, ribadisce il fondamentale ruolo "di garanzia delle istituzioni". Il leader del Pdl era a colloquio con l'editore, Formigoni lo aspettava nel palazzo del Tempo mentre Bonaiuti è rimasto sulle spine finché non ha comunicato che Berlusconi "ha chiamato poco fa il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per chiarire ancora meglio il senso del suo intervento". Il Capo dello Stato ha ribadito il senso della sua nota, e l'ex premier si è profuso in attestati di stima. Come sempre Berlusconi se la prende con la stampa: "Se tornassi indietro vorrei capire chi ha inventato i giornali". Eppure attacca Ciampi a ogni comizio perché non ha permesso il premio di maggioranza nazionale al Senato. A Silvio non è andata giù e ora ammette che "questa legge elettorale non rende sicura al Senato una larga maggioranza". Eppure, pesce d'aprile di Telelombardia a parte, sia la mattina che in serata nella conferenza stampa su RaiDue, Berlusconi auspica riforme "bipartisan" sulla giustizia e sullo Stato. O meglio, rispondendo ai "gentili domandatori" (i direttori, Folli, Riotta, Mazza e Sorgi) spiega che spera sia la sinistra a "votare i nostri provedimenti dato che il programma del Pd è copiato dal nostro". Nella conferenza stampa condotta dal direttore delle Tribune Parlamentari, Giuliana Del Bufalo (Fi) Berlusconi è verboso e ripetitivo. Capello tinto di troppo, il cavaliere sembra un Big Jim in cravatta. Sul Quirinale conferma: "è la realtà: la sinistra ha messo le mani su tutte le istituzioni". Su Alitalia si ripromette di telefonare da Palazzo Chigi "agli amici imprenditori che non possono negare delle fiches di presenza". Elogia il Veltroni "affabulatore" ma lo fa a capo di "liberali d'accatto". Dopo 50 minuti tocca a Walter e Silvio riscatta la noia: "Sembra di essere dal dentista... Avanti il prossimo...".

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L'amico padano. Berlusconi è contrario ad affrontare il confronto tv con Walter Velt (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del L'amico padano. "Berlusconi è contrario ad affrontare il confronto tv con Walter Veltroni perché un po' di stupidaggini le ha dette e in televisione verrebbero moltiplicate. Queste sono cose che fanno perdere voti..." Umberto Bossi Rai News 24, 31 marzo.

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Il Manchester intanto ha segnato, Giuliana Dal Bufalo lo consola: Adesso ci sarà un altro (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del di Federica Fantozzi / Segue dalla prima Il Manchester intanto ha segnato, Giuliana Dal Bufalo lo consola: "Adesso ci sarà un altro gol". Il leader del PdL, solito completo blu e cravatta a pois ha lasciato il posto al segretario del Pd, carta da zucchero e cravatta a quadretti. Monocorde Berlusconi, abbronzato dal fondotinta, calato nel repertorio della sinistra radicata nell'ortodossia marxista e del precariato inesistente, immerso in una tensione che sfiora la noia, al punto che Marcello Sorgi lo trova sottotono. Più espressivo Veltroni, disteso, interessato al dialogo, concentrato a comunicare anche gesticolando la "novità" e la "sincerità" del suo progetto. Un'ora prima a Saxa Rubra c'è nervosismo. Ballarò vorrebbe dieci secondi per riprendere lo studio vuoto ma non c'è verso: "Abbiamo detto di no a tutti". La visita alla città proibita dello Studio B appare complicata. Nervosismo a Saxa Rubra. Il clima è lampante: i due contendenti non vogliono neppure sfiorarsi, incrociarsi. La paura di battute a bruciapelo è alle stelle, giocarsi la posta nel corridoio del piano terra sarebbe una beffa. Non hanno posto il problema esplicitamente ma... vale il silenzio dissenso. "Non è giunta da nessuno dei due staff richiesta di incontrarsi - spiega il responsabile delle Relazioni Istituzionali, gran cerimoniere della serata - E dunque in modo spontaneo ci si è attrezzati affinché non succedesse". Funziona così: finito il suo spazio, è previsto che Berlusconi si alzi dalla seggiolina di plastica bianca e lasci lo studio dall'uscita alle sue spalle, mentre Veltroni, che aspettava nella saletta contigua, entra dall'ingresso a fondo sala, dietro il grande tavolo a forma di dollaro. Tutto calcolato? Tranne la partita di calcio. Berlusconi arriva, al solito già truccato, dieci minuti prima dell'inizio. Con lui ci sono Bonaiuti e l'assistente personale Sestino Giacomoni. Poco prima aveva ritirato il pass un altro della squadra: "Sono Anticoli Livio, il fotografo del presidente". Il fidato Roberto Gasparotti ha già controllato le luci e tenta di allontanare i giornalisti dal cortile: "Non era questo l'accordo con la Rai, e qui state calpestando l'erba". Poi torna in sé, e li invita a riavvicinarsi. Uno dopo l'altro ecco gli intervistatori: Mauro Mazza, Marcello Sorgi, Stefano Folli, Gianni Riotta con il blocchetto delle domande. Scherza: "Non riusciamo proprio a intralciarli un po' così si incontrano?". Siedono alla destra dell'intervistato: Berlusconi ci tiene a esporre il profilo sinistro, il suo migliore. Un'ora per uno senza interruzioni pubblicitarie. La Rai ha dovuto cimentarsi con un altro rompicapo: uno stacchetto commerciale o una sigla dopo il primo (Berlusconi) avrebbe potuto indurre i telespettatori a cambiare canale, penalizzando il secondo (Veltroni). Lesione della par condicio? Non sia mai: tra le due conferenza si piazza un "collegamento": una telecamera che continua a inquadrare chi entra ed esce durante la manciata di minuti di pausa. Veltroni arriva a pelo per non perdere lo show dell'avversario. Niente trucco - "Al massimo una pettinata" l'intenzione - e si infila in sala. Con il portavoce Roberto Roscani, Valter Verini, Luigi Coldagelli e Piero Martino. Una seconda task force è davanti alla tv al loft: Ivan Novelli, Federica Mogherini e Stella Bianchi ascoltano e forniscono in tempo reale critiche, precisazioni, informazioni. Pronto intervento per chi segue: Veltroni è punito dall'orario ma gode di una rete di protezione. Anche se, come in molti, probabilmente, sono su Sky davanti a Roma-Manchester. Serissimo sfondo a quadrettoni, lunghe zoomate sul tavolone bordeau. Berlusconi argomenta le porte aperte per Casini, dubita dei convertiti sulla via del liberismo. La Del Bufalo, giacca fiammante e farfallona di brillanti si ritaglia la parte della "casalinga di Voghera" e si informa sugli anziani. Sarà profetica: secondo gol degli inglesi sotto Veltroni.

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Il leader Pdl stanco e monocorde, Veltroni spigliato e comunicativo Nel Faccia a faccia indiretto Berlusconi non buca lo schermo. I due non si incontrano nemmeno dietro le quinte (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Il leader Pdl stanco e monocorde, Veltroni spigliato e comunicativo Nel "Faccia a faccia" indiretto Berlusconi non buca lo schermo. I due non si incontrano nemmeno dietro le quinte.

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Non lasciateci soli nella lotta alla mafia Cara Unità, sono un ragazzo calabrese, non (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Non lasciateci soli nella lotta alla mafia Cara Unità, sono un ragazzo calabrese, non sono un indeciso, voterò il Partito democratico perché credo in Walter Veltroni. Scrivo dopo aver letto l'articolo di Pietro Spataro su l'Unità, relativo al PD-Day, sono orgoglioso che le mie idee si sposino con quelle del nostro leader. Chiedo soltanto una cosa: aiutateci e non lasciateci soli nella lotta contro la mafia, solo cosi potremo svilupparci e non dover sempre pesare sulle spalle dell'altra Italia. Non lasciate vincere chi non ci vuole moderni come il resto d'Europa. Fabrizio De Luca Perché è utile il voto disgiunto Cara Unità, voto disgiunto, sì grazie. La Lombardia, politicamente, non è né l'Emilia Romagna né la Toscana o l'Umbria. Qui l'impasto di potere fra berlusconismo, Compagnia delle Opere e leghismo è ancora invasivo e nel 2006 il vantaggio della Cdl sul centrosinistra è stato di ben 14 punti. Non mi pare che nel frattempo vi siano state, localmente, novità tali da poter affermare che i rapporti di forza siano mutati a favore del Partito democratico. Non bastano i tour di Veltroni o d'altri importanti politici nazionali: è vero che ci sono, nel Partito democratico lombardo, personaggi nuovi e giovani, ma appaiono come figure burocratiche isolate e chiuse nei loro circoli. Occorrerebbe, per intaccare quel potere, un lavoro di base negli uffici, nei mercati, condominio per condominio. Manca quell'esercito d'attivisti che, nella migliore tradizione della sinistra, un tempo fungeva da cerniera fra i dirigenti e i cittadini nei quartieri e nei luoghi di lavoro. La conclusione è che in Lombardia può ancora essere considerata sicura la vittoria della Cdl, ed allora "gli elettori che si collocano a cavallo tra Partito democratico e Sinistra Arcobaleno", possono, se vogliono che la sinistra "pura" abbia speranza di superare lo sbarramento del 8 per cento al Senato, praticare il voto disgiunto. Il Partito democratico come secondo partito avrebbe qualche senatore in meno, ma gli equilibri, semplificando, fra destra e sinistra, resterebbero immutati. Mario Sacchi, Milano Una riforma per i titoli di Stato Cara Unità, per quanto riguarda la finanza pubblica, la prima considerazione da fare immediatamente è quella di avere sotto mano la realtà italiana: debito pubblico elevato, privatizzazioni in perfetto stallo. Al debito pubblico contribuiscono molto gli interessi pagati per i titoli di stato. Per diminuire il debito per interessi e riavviare le privatizzazioni bisognerebbe attivare una procedura del genere: 1) le nuove emissioni di titoli di stato devono essere convertibili in azioni delle società partecipate dallo stato; 2) per le vecchie emissioni proporre ai proprietari di titoli in scadenza ugualmente la conversione. Credo che con questa procedura lo stato si troverebbe nelle condizioni di non dover pagare più gli interessi sul debito pubblico e riavvierebbe la privatizzazione. Con questo sistema (soprattutto nel punto 2) inoltre si potrebbe evitare che aziende di grosso interesse pubblico, adesso di proprietà dello stato, passassero interamente a grossi gruppi finanziari. I titoli di stato, di vecchia emissione, una volta convertiti creerebbero una privatizzazione ad azionariato diffuso. Mario Pingerna, Sassari Expò a Milano, una vittoria di Prodi e D'Alema Cara Unità, Romano Prodi e Massimo D'Alema, sul finire della legislatura, hanno dimostrato ancora una volta di essere dei politici accorti, capaci e competenti. La scelta di Milano per l'Expo del 2015 è senz'altro da ascrivere alla tenacia ed al credito internazionale di cui godono uomini politici come loro e, senz'altro, anche all'impegno del sindaco Letizia Moratti. La sobrietà e la pacatezza del loro agire contrasta visibilmente con la sguaiatezza dei toni, con la volgarità di certe dichiarazioni, con l'istrionismo elevato a tecnica comunicativa priva di contenuti; caratteristiche sempre più presenti in un Silvio Berlusconi ormai invecchiato, incattivito ed incapace di tenere a freno la propria natura. Si vuole davvero correre il rischio di ri-affidare il Paese ad uno così? Giulio Pica Grazie per aver raccontato la storia del ragazzo gay ucciso Gentile signora Vaccarello, posso farle i miei complimenti per l'articolo pubblicato oggi su l'Unità (Sei gay? Freddato...)? È uno dei migliori che abbia mai letto su un "problema sociale" (cioè, su qualcosa che "viene interpretato" come problema sociale). Chiaro, ricco di fatti, e con i giudizi che nascono da soli dai fatti. Claudio Cappuccino, Milano Più attenzione ai ceti medio-bassi e a precise domande Cara Unità, sono un convinto ed attivo sostenitore del progetto del Partito Democratico. Giro per le piazze, faccio banchetti, prendo giornate di ferie per il volantinaggio ma soprattutto ascolto e parlo con i cittadini cercando di comunicare loro la novità che rappresentiamo, la possibilità, vera, di poter avere un Paese migliore, più attento ai bisogni dei cittadini. Un Paese nel quale la politica, i politici siano più vicini alla gente comune, la sappiano e la vogliano ascoltare e capire. Non è facile, i mezzi sono pochi e la disaffezione, la disillusione diffusa. Mi stupisco nell'ascoltare i ceti medio bassi, coloro verso i quali la nostra politica deve avere maggiori attenzioni, dirsi stufi di una certa classe dirigente e contestualmente farsi paladini del vecchio rappresentato dalla destra. Io ci provo, faccio e farò del mio meglio per divulgare il programma e gli atti concreti che andremo presto a mettere in campo e mi scontro sempre con due domande: la prima riguarda i valori di riferimento e come potremo far coesistere il progetto di laicità con le anime più conservatrici; la seconda, quella più pungente, riguarda il dove reperiremo le risorse in un Paese con la voragine del debito pubblico che abbiamo. Ti scrivo soltanto perchè voglio segnalare "le domande" nella loro imbarazzante semplicità. Se così tanti cittadini propongono sempre e solo queste due domande probabilmente, da parte dei nostri leader nazionali, ci vorrebbe maggior chiarezza nelle risposte. Con l'affetto di sempre, un tuo affezionato lettore. Matteo de Capitani.

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Vieni avanti Gramazio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Vieni avanti Gramazio Furio Colombo Segue dalla Prima E rrore, fa sapere fin da adesso Silvio Berlusconi, che non ha ancora vinto e - dobbiamo volerlo e sperarlo con tutto il cuore e con tutto l'impegno possibile - non vincerà. Berlusconi fa sapere senza equivoci che Santoro persevera nella sua "attività criminosa". Quando l'epurazione toccherà di nuovo a Santoro, non potremo dire che non ci era stato detto e che Berlusconi si era finto normale, civile, democratico. Non lo è. E tra la benevola disattenzione dei grandi media di tutti i tipi e di tutte le provenienze politiche o industriali, va a provocare i frenetici applausi che gli spettano nei teatri italiani, ripetendo, nel 2008, 20 anni dopo la caduta del muro, la gag del comunismo che minaccia il mondo. Per coloro che si aspettano la buona armonia del lavoro "insieme", viene avanti Ciarrapico, che è un capolavoro di schiettezza. È fascista e lo dice. Anzi fa anche tutti i gesti e ripete tutte le parole richieste per poter essere fascisti ed essere considerati fascisti. D'altra parte la carovana Berlusconi aveva già a bordo la camerata Mussolini che a sua volta è capofila di negazionisti e filo nazisti che l'Europa non potrebbe accettare (e - lo ha già detto - non accetterà) in alcun gruppo parlamentare europeo. Il desiderio di accettare Berlusconi e la sua orda pagano-clericale-fascista come se fosse gente di Angela Merkel, di Chirac o di Sarkozy, (o si trattasse di eroi del proprio Paese come Mc Cain) viene brutalmente frustrata dall'esibizione del camerata Gramazio. Lo so, era senatore della Repubblica nata dalla Resistenza e retta da più democratica e civile Costituzione europea, quella di cui Calamandrei ha potuto dire: "Facile per noi onorarla e rispettarla. Ma quanto sangue è costato conquistarla per renderci liberi e restituirci dignità". A Calamadrei potremmo forse rispondere oggi che non è più tanto facile neppure per noi difendere e salvaguardare quella Costituzione così duramente pagata. Perché noi, per esempio, siamo coloro che in Senato si vedono di fronte Gramazio. È colui che, alla notizia del voltafaccia di Mastella, ovvero un ministro della Giustizia che all'improvviso fa cadere il governo di cui è parte per ragioni private e personali, agita una bottiglia di champagne appositamente portata in Aula, in modo da ottenere l'effetto desiderato. E quando si avvicinano i commessi del Senato che cercano di contenerlo, di tranquillizzarlo, nel corso del loro lavoro, rovescia loro addosso il getto di schiuma, urla e si aggira esultante come un adolescente scriteriato, agitando champagne e mortadella, nel luogo che sarebbe, e una volta è stato, il Senato della Repubblica. Non possiamo negare che ha messo in scena una apertura esemplare di campagna elettorale. Persino Berlusconi, sul momento, sembrava aver notato il pericolo, se non altro per eccesso teatrale di volgarità. E su due piedi l'uomo tutto d'un pezzo di Arcore aveva detto che né Gramazio né l'altro protagonista dello spregevole spettacolo, il senatore Strano, sarebbero mai più stati inclusi nella lista di candidati. Lo sono. Perché alla fine l'uomo tutto d'un pezzo di Arcore deve avere apprezzato un rigurgito così grande e pieno e volgare, che a lui sarà sembrato anti-comunismo. Ora però Gramazio sembra avere una preoccupazione in più. E se nel mondo nuovo dove stanno per venire dei Ciarrapico - che vanta le radici fasciste - delle Mussolini ("meglio fascista che gay"), delle Santanchè scortate dai naziskin teste rasate, degli Storace che minacciano di fare il pieno del peggio dopo Salò, la sua immagine apparisse, a confronto, molle e borghese? Che cosa c'è di meglio che piazzare due pugni in faccia a uno che non ti dà ragione, mandandolo al pronto soccorso con prognosi di dieci giorni? A questo punto nessuno potrà negare che Gramazio è un buon camerata. Nessuno lo nega e certo avrà avuto la sua parte di riconoscimento e di rispetto da parte dei "ragazzi". Forse un pensiero lo ha fatto anche Fini - che infatti si è guardato bene anche solo dall'esprimere un cauto dissenso. Con gente come Gramazio forse Fini non si troverebbe più nella imbarazzante condizione di fare comizi a sale di cinema vuote. Gramazio, che sa come festeggiare e sa come punire nel suo tipo di Repubblica, saprebbe anche come riempire una sala per il capo. Il fatto di cui sto parlando però, non riguarda Gramazio e la sua politica virile, tra pugni e champagne. Il fatto riguarda noi, tutti noi che pensiamo di essere democratici e legati alla Costituzione. Riguarda quelli fra noi che si domandano cosa serve andare a votare se "i programmi si assomigliano" (rivedere per favore il capitolo sulla "televisione criminosa") coloro che si divertono al fotomontaggio di Newsweek con il titolo copiato dal Foglio "Veltrusconi". Riguarda coloro che - pur di dimostrare che sono più a sinistra - si preoccupano di dire che il nemico non è Berlusconi ma è Veltroni. Riguarda quelli fra noi che pensano, insieme alla buona regia di tutte le Tv e alla "pacatezza" un po' sospetta dei grandi giornali, che sia più civile lasciar correre le ragazzate, in attesa che tanti mitici Gianni Letta, siano pronti a sedersi allo stesso tavolo per il bene della Repubblica. Nessuno di noi - quando Ciarrapico e Gramazio dovessero andare al governo, con tutti i camerati sia rasati che in grisaglia - potrà dire: "Così fascisti? Non lo sapevo". Sia chiaro, sto parlando di un incubo. Ma loro hanno il coraggio di essere sinceri, e gli elettori potranno decidere sulla base di ciò che sanno. Vieni avanti Gramazio, fatti vedere bene, camerata di botte e di governo. furiocolombo@unita.it.

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I numeri di Roma smentiscono Berlusconi Il coordinatore Pd Bettini smentisce con i dati il dossier anti-romano in arrivo da Arcore Il Pil è cresciuto il doppio della media italiana (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del I numeri di Roma smentiscono Berlusconi Il coordinatore Pd Bettini smentisce con i dati il dossier anti-romano in arrivo da Arcore "Il Pil è cresciuto il doppio della media italiana, aumentano occupati, imprese e asili nido" di Dora Marchi "Il Pil di Roma (il valore che indica la ricchezza di una comunità) è cresciuto il doppio della media italiana. L'occupazione è aumentata di 184mila persone, più di quanto sia aumentata in tutto il territorio nazionale nei 5 anni nei quali ha governato Berlusconi. Sono nate nuove imprese, più di 3 volte rispetto al resto del Paese. Il turismo ha avuto un balzo in avanti enorme, grazie anche alle Notti bianche e alla Festa del Cinema. L'Ici nella Capitale è la più bassa tra le grandi città. C'è in campo la costruzione di una rete di metropolitane imponente. Dal 2001 sono aumentati del 137% gli asili nido. La spesa per i disabili è cresciuta del 95% e ci sono 100mila soggetti deboli assistiti in più". È con questi numeri che Goffredo Bettini, coordinatore nazionale del Pd, si rivolge agli elettori romani per smentire le accuse contenute nel dossier con cui Berlusconi si appresta a sommergere la città. "Cari elettori romani - comincia Bettini -, Berlusconi vi ha scritto cercando di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione, generosità e produttività. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi naturalmente respinto. È così grottesco il quadro che la destra di Berlusconi e Alessandra Mussolini fa di Roma, che non ci sarebbe bisogno di rispondere. Noi confidiamo sulla saggezza del popolo romano che ha espresso sempre, in ogni elezione e sondaggio, un gradimento per il Sindaco che va oltre il 70%". Pur senza nascondere le contraddizioni che lo sviluppo di una metropoli comporta ("la crescita di Roma certo crea ogni giorno nuovi problemi") e riconoscendo al candidato sindaco Rutelli "il suo impegno per realizzare quella 'rivoluzione' del quotidiano che può migliorare ancora la vita concreta dei romani", il coordinatore Pd bolla come propaganda l'iniziativa del centrodestra. "I romani hanno anche potuto toccare con mano l'atteggiamento della destra a fronte di questo sforzo serio e quotidiano di cambiare la città - spiega Bettini -. Solo no. No al Prg, no all'Auditorium, no alla cultura, no ai parcheggi, no a più taxi. No, solo no. In nome di che? Di un altro progetto? Si sta vedendo in campagna elettorale qual è il loro progetto. Il capo della rivolta corporativa dei tassisti, Bittarelli, lo evoca". Poi Bettini richiama il programma del candidato del Pdl Alemanno che ha proposto di portare a Roma un casinò: "Odiano il cinema e la grande cultura ma piace loro il gioco d'azzardo. Per parlare di Roma occorre credibilità. Come può avere credibilità agli occhi dei romani Berlusconi che è la fotocopia di Bossi? Bossi disprezza Roma. Voleva bruciare il Colosseo, la definisce ladrona, ha intenzione di colpirla e indebolirla. Berlusconi non può che seguirlo su questa strada". Contro l'iniziativa di Berlusconi arrivano anche le parole di Massimo Brutti, capolista Pd alle comunali: "Sarebbe preferibile che Berlusconi si occupasse un po' di più di Milano, senza pretendere di insegnare ai romani quali sono i problemi della città visto che lui Roma la vede sempre e soltanto da dietro lo schermo di una cinquantina di agenti di scorta. Quanto ad Alemanno, evidentemente qualcuno dei suoi amici pensa che egli non sia all'altezza del Campidoglio e tenta di metterlo sotto tutela". Sul candidato sindaco del Pdl torna anche Roberto Morassut, Assessore uscente all'Urbanistica del Comune di Roma e candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Lazio 1: "Alemanno si presenta sindaco di Roma con un simbolo. Quello del Pdl dove il suo nome appare, anche graficamente, subalterno a quello di Berlusconi. È evidente che non potrebbe mai essere il sindaco dei romani ma solo il sindaco di un partito. Un partito fortemente antiromano. Roma si governa dal Campidoglio e non da Arcore...". "IL LEADER PDL si occupi di Milano" dice il capolista Pd in Campidoglio Brutti. "È la dimostrazione che Alemanno è il candidato di un partito che è contro Roma" dice Morassut.

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Degrado, guerra di lettere e manifesti - giovanna vitale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IX - Roma Degrado, guerra di lettere e manifesti Dopo il libro di Berlusconi, in campo Bettini: "Loro sono contro Roma" GIOVANNA VITALE Chiamato in causa, l'unico che non risponde è proprio il principale imputato. Ritratto in un manifesto elettorale del Pd insieme a Tremonti e Gianni Alemanno, il candidato sindaco del Pdl accusato di stare "sempre con i nemici di Roma", Umberto Bossi ha taciuto. In compenso hanno parlato tutti gli altri: Berlusconi e Fini, gli stessi Tremonti e Alemanno, il centrista Ciocchetti e Rutelli, seguiti da moltissimi esponenti della politica nazionale. Compresa la voce più autorevole, il guru del centrosinistra capitolino, Goffredo Bettini, che in una "lettera ai romani" intinta nel veleno ha replicato punto per punto alle accuse mosse dal Cavaliere in analoga missiva di prefazione al pamphlet C'era una volta il modello Roma di Rutelli e Veltroni: l'eredità della sinistra, inviato in un milione di copie a tutte le famiglie. E così, a due settimane dal voto, scoppia la guerra della carta: da lettera e da manifesto. "Cari elettori romani", ha "postato" Bettini sul sito del Pd, "Berlusconi vi ha scritto cercando di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi naturalmente respinto". Un "quadro grottesco" quello disegnato dalla destra, secondo il coordinatore democrat, che snocciola tutte le cifre di un boom che "solo la propaganda in malafede può tentare di oscurare". Per parlare di Roma "occorre credibilità" mentre Berlusconi "è la fotocopia di Bossi, che voleva bruciare il Colosseo". Apriti cielo. "Quando non si hanno argomenti ci si attacca a tutto", taglia subito corto Berlusconi, per il quale "ormai la capitale è al disastro: non lo dico io ma lo stesso Rutelli, che nei suoi cartelli invoca una città più sicura e più pulita". Tanto più che "non mi risulta che Bossi volesse bruciare il Colosseo, che è fatto di pietre e marmi e non si possono bruciare" avanza una spiegazione tecnica l'ex premier. Spalleggiato dal coordinatore regionale, Francesco Giro ("Il prestafaccia di Veltroni ha impiegato tre giorni per replicare senza trovare di meglio che inanellare una serie di banalità: è la classica toppa peggiore del buco") e dal vice-coordinatore nazionale Fabrizio Cicchitto ("Invece di analizzare i dati del nostro studio, Bettini la sta buttando in caciara"). E se Rutelli sbotta: "Basta con le retoriche nordiste contro Roma", il pd Roberto Giachetti invita "Alemanno a dissociarsi da Bossi e a chiedere alla Lega di rimuovere dal suo sito i manifesti contro Roma". Ma Alemanno non ci sta: "Chi usa l'aggettivo nemico per definire l'avversario politico è una persona dominata dalla paura e dall'angoscia, che preferisce ricorrere a rozze campagne di istigazione all'odio piuttosto che confrontarsi con serenità sui programmi". E a Giulio Tremonti che professa "amo Roma e amo i romani", il coordinatore cittadino del Pd Riccardo Milana ribatte: "è una scoperta di oggi visto che fu proprio lui, da ministro del governo Berlusconi, ad azzerare i fondi per Roma Capitale". SEGUE A PAGINA VI.

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D'Alema: con noi Italia a testa alta Berlusconi gioca solo per se stesso (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del D'Alema: con noi Italia a testa alta Berlusconi gioca solo per se stesso di Ninni Andriolo/ segue dalla prima D'Alema è di ottimo umore. È sbarcato a Roma da Parigi dopo "la grande vittoria ottenuta dall'Italia" e sferza le polemiche "elettoralistiche e provinciali" su Milano che avrebbe prevalso su Smirne malgrado il governo Prodi. "Siamo stati noi a candidare Milano - ricorda il vice premier - È stato il consiglio dei ministri ad investire sull'Expo, che rappresenta una grande occasione per il Paese". Presidente, su questo sono tutti d'accordo, è sui meriti della vittoria che i pareri si dividono. "Lasciamo da parte le faziosità pretestuose. È l'Italia tutta che ha riportato un successo. non solo per l'esposizione in sé, che sarà in grado di attirare oltre 30 milioni di visitatori verso Milano e verso l'Italia. E neppure soltanto per la la fase preparatoria. Perché, come dicono giustamente diversi osservatori, non bisogna fare dell'Expo solo l'occasione per valorizzare aree e costruire padiglioni. Ma, soprattutto, per un tema - quello della nutrizione, del rapporto con la vita umana e con l'ambiente - che individua una questione cruciale per il mondo di oggi" Perché l'Italia ha prevalso, secondo lei? "Abbiamo vinto grazie al fatto che abbiamo costruito una rete di alleanze internazionali, soprattutto con i paesi emergenti e i paesi poveri. Abbiamo spiegato che, attraverso progetti di cooperazione, vogliamo coinvolgere l'America latina ma, soprattutto, i paesi africani e quelli del Pacifico. Intorno a Milano abbiamo costruito un grande progetto di cooperazione e di politica estera, quindi. E vorrei dire che adesso ci si aspetta che saremo capaci di realizzare tutte queste cose. Serve anche l'impegno delle Università e dei centri di ricerca. Vorrei ricordare, anche, che sono stati assunti importanti impegni finanziari e risorse da parte della cooperazione internazionale e del governo". Tutto ciò, in ogni caso, sta diventando materia di polemica elettorale... "Noi non abbiamo fatto campagna elettorale. In questo caso non ha senso ragionare per schieramenti. Ad esempio, se è vero che Milano è governata dal centrodestra, è anche vero che hanno chiamato Al Gore per presentare il progetto. Cioè, una delle personalità di maggior spicco internazionale del Partito democratico americano. C'era anche Attali, c'era la cultura riformista internazionale intorno a Milano. Altro, poi, se il governo italiano non ha avuto ruolo per favorire la vittoria di Milano! Vorrei ricordare qualche cifra: 120 missioni all'estero in preparazione dell'Expo, un Ambasciatore a capo della delegazione per l'Expo, tre ambasciatori itineranti, una task force congiunta a Parigi, pressing su tutte le capitali in bilico, contatti a tappeto con le Ambasciate a Roma da parte di tutta la struttura della Farnesina. Abbiamo mosso tutta la struttura diplomatica che ha dimostrato notevole qualità e capacità. Abbiamo fatto un gioco di squadra con Milano e questo si è rivelato estremamente efficace". Oltre Milano, l'Italia come potrà giovarsi dell'opportunità dell'Expo? "Oggi pomeriggio (ieri, ndr), avremo già una riunione a Palazzo Chigi con il sindaco di Milano. Bisognerà fare dell'Expo un evento nazionale. In coincidenza con l'Expo sulla nutrizione noi, ad esempio, potremmo organizzare un percorso eno-gastronomico dell'Italia. Dobbiamo far diventare questo evento una grande occasione per il Paese". Berlusconi sostiene che hanno pagato i suoi contatti internazionali e che il governo Prodi non ha alcun merito. "Berlusconi ha fatto una gaffe, la sua è stata una caduta di stile. In un grande Paese si fa come nel calcio, quando c'è il campionato si tifa per l'Inter, per la Roma o per altre squadre. Ma poi, quando gioca la Nazionale, ci si mette la casacca e ci si impegna per l'Italia. Se uno non si vuole togliere la maglia del proprio club, non può essere convocato in Nazionale. Io, ad esempio, ho interrotto la mia campagna elettorale e sono andato a fare la campagna elettorale per Milano e per il nostro Paese. È evidente che nel risultato di Parigi c'è dentro Milano, ma c'è dentro anche il carattere espansivo della nostra politica estera" Da Martino in poi, però, è un coro per dire che la politica estera italiana è stata fallimentare. "Vorrei ricordare che qui, alla Farnesina, si è tenuta la Conferenza per la pace nel Libano, alla quale hanno partecipato rappresentanti di tutte le parti del mondo. Vorrei ricordare che siamo stati eletti nel Consiglio di sicurezza dell'Onu, nel Consiglio per i diritti umani, nel Consiglio direttivo dell'Unesco, che presiediamo il Comitato ministeriale del Fondo monetario internazionale, che c'è un ammiraglio italiano alla Presidenza del Comitato militare della Nato. Che abbiamo portato al successo la risoluzione per la moratoria della pena di morte. Ogni volta che abbiamo candidato l'Italia, e in diversi contesti, abbiamo sempre vinto. Percorso netto, quindi. Questo dimostra capacità di allacciare relazioni, di riprendere rapporti storici che erano stati dismessi, di suscitare simpatie". L'Expo ha rilanciato le polemiche del centrodestra verso Prodi. È vero che il Pd "oscura" l'attuale premier? "Nulla di ciò. Il governo ha fatto bene nelle condizioni date. Non è riuscito a comunicare al Paese una parte importante delle cose buone che ha fatto. Anche perché spesso ciò è stato soffocato dalla dialettica politica. Nello stesso tempo però, lo ha detto Veltroni ed è un suo grande merito, noi proponiamo una cosa nuova. L'oggetto della campagna elettorale non è rifare il governo precedente. Abbiamo preso atto che non il governo Prodi, ma questo tipo di governabilità - fondato su coalizioni multipartitiche e su aggregati che non hanno coerenza programmatica - non è più riproponibile. Dobbiamo spiegare al Paese che noi proponiamo qualcosa di radicalmente nuovo. Con grande rispetto naturalmente, io di questo governo ne faccio parte. Berlusconi, al contrario, propone la riedizione di qualcosa che il Paese ha già provato" Mancano 15 giorni alle elezioni. Il Pd ha guadagnato molti punti, ma gli indecisi sono ancora molti. Lei e Veltroni, però, mettete in guardia dal rischio astensioni, "Noi dobbiamo considerare l'anormalità di tornare al voto dopo appena due anni, perché questo dà il senso di una politica malata. E dobbiamo registrare che, soprattutto nella fascia sociale più sofferente, c'è delusione verso la politica in generale. E questo può portare ad una crescita delle astensioni" Si tratta di settori sociali dove non arriva nemmeno il messaggio di Berlusconi, però. "Lui sicuramente non è credibile. Il Paese ricorda che governava fino a due anni fa e non ha risolto i problemi. Anche a Napoli, sulla questione dei rifiuti, lui più che altro galvanizza i suoi. Non mi pare che penetri nel popolo profondo. Questo, tra l'altro, percepisce immediatamente le strumentalizzazioni. Ha descritto la Campania sommersa dall'immondizia. Non voglio negare l'esistenza di questo problema, ma dobbiamo dire che, seppure lentamente, stiamo uscendo dall'emergenza". Cosa bisognerebbe fare per conquistare gli indecisi? "La novità del Pd ha eroso effettivamente anche l' elettorato di centrodestra. Lo registro (anche) direttamente, in prima persona. C'è qualcosa che si muove nella borghesia. Ci avverte come una realtà effettivamente nuova, come una forza seria che si è liberata. Però... Però presidente? "Però c'è un pezzo dell'elettorato nostro che dev'essere recuperato. Non è che possiamo convincere tutti gli indecisi. Ma dobbiamo recuperare quelli che hanno votato per il centrosinistra nel 2006, che, in questo momento, sono delusi e che, quando ci sono i sondaggi dicono "non sappiamo se andremo a votare". Non è un elettorato che ci critica da posizioni di sinistra radicale, ma un elettorato di persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Prodi se ne stava occupando... "Sì, il Governo aveva cominciato ad occuparsene, ma poi questo lavoro è stato bruscamente interrotto. E il contraccolpo della caduta del Governo, dopo meno di due anni di lavoro serio, ha indubbiamente generato sconforto e delusione. E come pensate di superare questa delusione? "Riuscendo a suscitare nuovamente speranza. Sono convinto che bisogna farlo riproponendo i temi sociali al centro della campagna elettorale: il fatto che vogliamo ridurre la pressione fiscale sui salari, che vogliamo stabilizzare il lavoro precario, che vogliamo aumentare le pensioni. E vedo che Veltroni, giustamente, ha preso di petto questi temi. Il nostro messaggio deve essere che queste per noi sono priorità. Noi siamo posizionati politicamente molto bene. La novità del Pd è arrivata. Il punto vero è quello di riuscire a smuovere un elettorato profondo, nel Mezzogiorno ma non solo, e restituirgli speranza" Presidente è vero che lei giudica un po' "moscio" lo slogan del Pd, "Si può fare"? "Ho detto che "yes, we can" io l'avrei tradotto con "sì, possiamo". Ma si tratta di dettagli. In ogni caso ritengo che importare quello slogan in Italia sia stato geniale ". C'è chi ha dedotto che se il Pd non raggiungesse il 35% si andrebbe alla "resa dei conti" tra i democratici "Sono teorie strampalate, non vale nemmeno la pena tornarci sopra".

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Celentano si schiera sul blog: Uno sfacelo se vince Berlusconi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Celentano si schiera sul blog: "Uno sfacelo se vince Berlusconi" / Roma PIÙ CHE UN ENDORSEMENT pro Veltroni, quella di Adriano Celentano è una fausta previsione per il Pd. Sul suo blog, il Molleggiato, in un lungo intervento in cui si scaglia contro gli architetti e i Comuni che costruiscono case su case deturpando il pianeta, si rivolge direttamente a Berlusconi e Veltroni. Al primo ricorda che la rimonta del Pd è assai concreta, e al secondo regala un complimento, "geniale", a proposito della scelta di correre da solo. "È sulla bellezza che si deve scommettere- scrive Celentano-. La bellezza da regalare non ai ricchi egoisti, come avvenuto finora, ma agli operai che sono il motore del Pianeta. È a loro che ci si deve inchinare, per lavargli i piedi come il Padrone dell'Universo li lavò ai suoi servi. È questa la rivoluzione che tu Silvio dovresti fare. E io non dubito che tu possa farla. Ma per te è più difficile. Troppe sono le persone con cui dovresti combattere e le tue ricchezze non te lo permettono. Ecco allora il grande vantaggio di quel Walter che ha avuto la geniale idea di correre da solo e che giorno dopo giorno sta accorciando la distanza che vi separa. Certo, lui potrebbe anche non vincere, ma ha il vantaggio di essere nelle condizioni di fare quella rivoluzione che forse anche tu, in cuor tuo, vorresti fare, ma non puoi...". Celentano fa ruotare tutto il ragionamento attorno al cemento, e anche a proposito dell'Expo milanese, da una parte "gioisce" per "la grande conquista" italiana, dall'altra "si adombra fortemente" per le possibili speculazioni degli "archi-carnefici". Dopo aver ringraziato Rutelli per la battaglia contro gli eco-mostri ("Grazie Francesco per la tua conquista, so quanto hai lottato..."), si rivolge a Veltroni: "Caro Walter, mi rivolgo a te prima che a Silvio. Per lui è più difficile mettere in pratica una politica che va contro il suo stesso "immobiliarismo". Già adesso, in nome dei più bisognosi, lo sentiamo parlare di apertura dei cantieri, e non è difficile immaginare lo sfacelo a cui andremmo incontro se vincesse lui". Celentano insiste sul suo "programma", di cui parla da anni nei monologhi tv: il bello, le città a misura d'uomo. "La chiave del risorgimento sta nel coinvolgere la gente in questa nuova ricostruzione, dove la disoccupazione sarebbe annientata dal gran lavoro che ne verrebbe nel distruggere il brutto per costruire il bello...".g.v.

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Lazio, la battaglia che il Pd può vincere Casini e Storace faranno male al Pdl (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del VIAGGIO NELLE REGIONI IN BILICO Lazio, la battaglia che il Pd può vincere Casini e Storace faranno male al Pdl Sull'Expo "gioisce" per "la grande conquista" ma "si adombra" per le possibili speculazioni degli "archi-carnefici" di Maria Grazia Gerina / Roma Nel 1932, Mussolini la fondò in mezzo alla bonifica pontina con il nome di Littoria, caro ancora all'editore di Latina Oggi, Peppino Ciarrapico. Dopo la guerra, per quarant'anni la Dc alzò il suo vessillo sull'ex cittadina fascista, lanciandola a colpi di industrie verso il futuro, per poi cedere il passo nel 1992, nel pieno del declino economico, alla nostalgia missina del fascistissimo sindaco Ajmone Finestra, e poi, con qualche diffidenza, al partito di Gianfranco Fini, rappresentato dal fedelissimo Vincenzo Zaccheo. Ancora nel 2006, comunque, Latina, con le sue tensioni tra nostalgia e futuro e la sua vasta provincia, roccaforte della destra, ha regalato alla Cdl la vittoria al senato, conquistando qui uno scarto di 89mila voti, tanti quasi da azzerare in un colpo solo il vantaggio di 104mila voti conquistato a Roma-città dal centrosinistra. Il Lazio è più vasto della sua capitale, anche se Roma da sola custodisce la metà dei voti regionali. Ed è per questo che Veltroni ha deciso di cominciare dal capoluogo pontino, scandendo "è ora di cambiare" in piazza davanti a 4mila persone, il suo tour, che proseguendo per Viterbo, Rieti e (oggi) Frosinone, lo ha portato nella regione di cui fino a pochi mesi fa, da sindaco di Roma, ha cercato di cambiare gli equilibri elettorali. E che ora con i suoi 27 seggi è diventata l'ago della bilancia per la battaglia del senato. L'altra volta, persa per appena 37mila voti. "Nel Lazio ci giochiamo Palazzo Madama, Walter ci ha rimesso in partita facendo un miracolo, adesso tocca a noi, qui ormai dal 2005 siamo di nuovo forza di governo anche in Regione, abbiamo fatto crescere questo territorio... e poi ce lo meritiamo", carica la squadra Michele Meta, chiamato a coordinare la campagna del Pd nel Lazio, che potrebbe regalare a Veltroni quei 15 seggi decisivi in palio con il premio di maggioranza. L'occasione è di quelle storiche e il Pd, guidato al senato da Franco Marini, ha messo in campo anche per le elezioni amministrative alcuni dei suoi cavalli vincenti, richiamando a Roma Francesco Rutelli e Nicola Zingaretti, per la sfida in provincia. Tutti e due impegnati a fare il pieno di voti anche per tirare la volata al Pd al senato, che nella capitale deve conquistare un vantaggio quanto più largo possibile, come insegnano le precedenti tornate elettorali: nel 2005 le regionali furono vinte soprattutto grazie ai 200mila voti in più conquistati a Roma. Senza trascurare le altre province, dove pure vanno recuperati uno a uno i 37mila voti che mancarono nel 2006. A Viterbo: la città di Beppe Fioroni e del tesoriere della Quercia Ugo Sposetti, impegnato nella doppia battaglia (come sindaco e come numero tre alla Camera), a Frosinone, rappresentato dalla candidatura al senato dell'assessore regionale De Angelis, a Rieti, dove nel 2006 la vittoria fu mancata per 1800 voti, e a Latina dove il Pd ha schierato alla Camera Sesa Amici e al senato l'ex casiniano Raffaele Ranucci. "Abbiamo messo in campo migliaia di iniziative in tutti i comuni del Lazio", spiega Meta. Anche nel capoluogo pontino la mobilitazione è senza precedenti. Con i manifesti del Pd che per la prima volta sui muri del capoluogo pontino provano a contendere gli spazi a quelli del centrodestra. "Fervono i preparativi", ha scritto con un tocco di stile bipartisan alla vigilia dell'arrivo veltroniano persino il giornale locale di Ciarrapico, che il Cavaliere con un colpo gobbo ha conquistato alla causa del Pdl. In basso a destra, un piccolo riquadro, dedicato alla "visita" pontina di Francesco Storace. Sopra, titolo a sei colonne per l'arrivo, l'altro giorno, di Maurizio Gasparri, numero due del Pdl al senato. Quasi ad ostentare un ritrovato equilibrio. Ma sotto le pagine di Latina Oggi scorre ancora la guerra che, scoppiata all'indomani della vittoria nel 2006, sta facendo tremare la roccaforte pontina. E il Pdl. A dare la scossa, proprio i due ever-black: Peppino Ciarrapico detto er Ciarra, ex patròn di Fiuggi e re della stampa pontino-ciociara. E Francesco Storace, detto Epurator, ora capolista de La Destra al senato. Divisi alla vigilia della prova elettorale più importante. Ma fianco a fianco nella crociata contro Fini, lanciata un anno fa, in occasione delle elezioni comunali di Latina. Con titoli a tutta pagina contro il suo alter-ego pontino: "Liberiamoci dall'incubo Zaccheo". E tifo per Fabrizio Cirilli, il candidato storaciano, che, senza vincere è riuscito a guastare la festa al candidato di An e Fi, mandandolo al ballottaggio con il candidato dell'Unione, Maurizio Mansutti, accompagnato dal vento delle primarie pontine. A distanza di un anno il vero esito della crociata si può leggere ancora sulle colonne del solito quotidiano, che celebra Ciarra, candidato unico del Pdl pontino, insieme all'azzurro Fazzone, e canta il de profundis ad An con i suoi esponenti locali cancellati dalle liste di Berlusconi. Una disfatta per Fini, ora pronto a fare tappa fissa nel Lazio per recuperare. Ma probabilmente non solo per lui. Lo stesso Berlusconi mostra il fianco: dopo aver schierato contro Storace da una parte Ciarrapico e dall'altra Alemanno, ri-candidato sindaco a Roma più per marcare a uomo l'ex governatore che per battere Rutelli, ha preso carta e penna per rivolgersi direttamente ai romani. Ma la scena madre è andata in onda due settimane fa dal palco di Corviale, il palazzone della periferia romana dove Fini e Alemanno avevano organizzato il momento clou della campagna sulla capitale. In camicia nero-blu, davanti a un pugno di sostenitori, Berlusconi, di solito più popolare, ha perso alcune preziose battute a spiegare la legge elettorale scritta dal suo ex ministro, il leghista Calderoli. Per concludere allarmato che soprattutto nel Lazio al senato ogni voto ai "partiti minori" è sprecato. Storace, trasformatosi in poche settimane da costola berlusconiana a spina nel fianco del Pdl, gode. E ricambia con battute al vetriolo. La sua preferita fa secco il numero tre del Pdl al senato, Lamberto Dini: "Un bel rospo da ingoiare per gli elettori di An". Gasparri, numero due nella lista laziale guidata da Marcello Pera, l'ha sistemato l'altra mattina in un confronto esplosivo a Omnibus. E anche Fini spera di poterlo sfidare in un duello tv. Pietoso solo con il Cavaliere: "È stato Gianfranco a imporgli di rompere con la Destra". E l'ex governatore farà di tutto per dimostrare che quella è stata una scelta sciagurata. Ha già pronto il motto da sussurrare nell'urna: "Dio ti vede, Fini no". I sondaggi sembrano dargli ragione. Fotografano un Lazio, con i suoi 27 seggi, ago della bilancia. Con il Pd in crescita e il Pdl in crescente difficoltà. Quelli condotti da Swg danno i democratici già in testa: al 40 per cento, sommando i voti di Idv, due punti sopra al Pdl che qui con i voti della Lega non va oltre il 38%. Più cauta, ma comunque poco rosea per Berlusconi, la proiezione elaborata dal Cise e ripresa dal Sole 24 Ore che dà Pdl in testa, ma con gli ex alleati alle calcagna. Da una parte Storace, che partirebbe da una base di 114 mila voti. Da non dimenticare che nel 2006 i 60mila voti della destra estrema a sostegno di Berlusconi furono determinanti. Dall'altra Casini, ancora più insidioso con i suoi 222mila voti di base e le sue storiche roccaforti. Nel frusinate, per esempio, a Cassino, dove il Cavaliere a pochi giorni dal voto si è messo a strappare all'Udc il sindaco Scittarelli, passato ora al Pdl. Altro colpo basso e altro sintomo di nervosismo. Come la missione affidata a Gianni Letta, inviato in Vaticano a suggerire il voto disgiunto per stornare le simpatie ecclesiastiche sul Pdl, almeno al senato. Obiettivo poco evangelico: frenare i più piccoli, che lontani dall'8 per cento si preparano comunque a drenare voti e strappare al Pdl i 15 seggi del premio di maggioranza. E se poi Sinistra-Arcobaleno superasse lo sbarramento dell'8 per cento, lo smacco potrebbe essere anche più grande.

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Duello rai, lombardo dà forfait finocchiaro: "fugge per paura" - antonella romano (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina III - Palermo Confronti solo a distanza. In Confindustria le tesi dei due contendenti sulla sanità privata Duello Rai, Lombardo dà forfait Finocchiaro: "Fugge per paura" Sulle opportunità per la Sicilia di Expò 2015 al candidato Pd risponde Cuffaro ANTONELLA ROMANO HA evitato per tutta la campagna elettorale di incontrarla e adesso rifiuta il duello televisivo alla Rai con la sua avversaria. Come Berlusconi che rifugge dal faccia a faccia con Veltroni, così in Sicilia Raffaele Lombardo si è rifiutato di partecipare al confronto diretto su Rai tre in programma per domani con tutti i candidati alla presidenza della Regione. La portavoce del leader del Pd conferma che, con ogni probabilità, il leader autonomista non ci sarà. Secondo le regole della par condicio, al posto di Lombardo ci sarà una sedia vuota. "Non so perché non accetti di fare un faccia a faccia in tv con me - spiega la candidata del Pd Anna Finocchiaro - Mi ha solo fatto sapere che non vuole e basta. Peccato, ci saremmo divertiti". Secondo la Finocchiaro, Lombardo avrebbe timore di ritrovarsi al suo cospetto perché sa che molte delle accuse da lui lanciate all'indirizzo della sua rivale verrebbero smontate. "Non ha perso un momento per accusarci di cose da noi mai dette e mai pensate - aggiungono dallo staff della Finocchiaro - Sui termovalorizzatori non abbiamo mai detto di non essere d'accordo. Vorremmo spiegare cosa pensiamo, e cioè che siamo contro il piano Cuffaro. E vorremmo conoscere anche il pensiero di Lombardo. Ma lui fugge per paura. Un contraddittorio sarebbe utile per tutti". Da Lombardo, che ieri ha firmato il patto per lo sviluppo proposto da Unioncamere Sicilia, è arrivato solo un no secco. La sfida tra i due continua così a distanza. Prossimo appuntamento all'Aiop-Sicilia, l'associazione che nell'Isola rappresenta 55 case di cura e che incontrerà separatamente i due candidati, oggi alle 18.30 la Finocchiaro e venerdì alle 14 Lombardo, nella sede di Confindustria Sicilia, in via Volta 44. "Serve un confronto chiaro sulla sanità in Sicilia - afferma Barbara Cittadini, presidente regionale dell'Aiop - per discutere con i candidati dei loro progetti per razionalizzare un sistema afflitto ancora da inaccettabili storture". Sempre di sanità parleranno oggi la candidata alla presidenza della regione del Pd e Rita Borsellino, nel ticket con la Finocchiaro come presidente dell'Ars. L'appuntamento è a Villa Igiea, alle 16,30. Alle 17,30, Anna Finocchiaro, sempre in Confindustria Sicilia, incontrerà il gruppo dirigente dell'associazione guidata da Ivan Lo Bello. Quando non interviene Lombardo, è Cuffaro a prendere di mira la Finocchiaro. è accaduto ieri per alcune dichiarazione sull'Expo a Milano. "Sono convinta che si possa lavorare perché l'Expo 2015 possa approdare in Sicilia - ha detto la senatrice - Ma perché ciò accada è necessario creare nell'Isola condizioni di crescita e sviluppo. Cosa ha fatto la destra di Cuffaro e di Lombardo, per creare queste condizioni? Non è certo utilizzando solo il 57 per cento dei fondi europei o usandoli per corsi di formazione fantasma, finiti nel mirino della Corte dei Conti, che si avvicina la Sicilia al resto dell'Italia". Replica di Cuffaro: "Ci vuole faccia tosta e alla Finocchiaro certo non manca visto che tenta di addomesticare la verità pro domo sua. Con quale coraggio - si chiede l'ex governatore - un membro importante della coalizione che ha sostenuto Prodi, che tanti danni ha fatto alla Sicilia oggi parli di portare in Sicilia la prestigiosa rassegna?".

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Veltroni: "Il vero (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Dramma è il precariato" "La flessibilità non può essere una minaccia Subito interventi su prezzi, salari, pensioni" [FIRMA]ANTONELLA RAMPINO ROMA Usciva da una giornata da annunci ad effetto, centomila case popolari subito, liste d'attesa nella sanità pubblica al massimo di 72 ore, cinquemila leggi cancellate con un tratto-pen nelle mani di Bassanini. E "per ogni nuova che me ne proporranno ne dovranno cancellare almeno dieci...". Così anche Veltroni s'è messo in condizione di fare, come Berlusconi, una smentita. "Ho detto quella frase scherzando, per dire che, una volta cancellate le leggi, poi non dobbiamo ricominciare a farne". DEREGULATION E' la novità ultima della campagna elettorale veltroniana, anche se lui naturalmente si guarda bene dal pronunciare l'aborrita parola reganiana: "Abbiamo 21mila leggi e 100mila regolamenti: dobbiamo ridurle almeno a 2200, e che ognuna abbia al suo interno la tempistica. Possibile che non sia ancora possibile fondare un'impresa in un giorno?". Snellire, semplificare, sveltire. Dare al Paese "quello shock di innovazione di cui ha bisogno". Lo shock, naturalmente, solo il Pd è in grado di darlo, solo il Pd può "riportare l'Italia, un Paese stanco che ha sulle spalle una scimmia goffa, il sistema politico, agli anni più belli della sua storia". BERLUSCONI Ne dice di tutti i colori, ma non li chiama mai per nome. Per Veltroni, "non nominarlo è fare una campagna del 2008, non di quindici anni fa". Berlusconi è solo "il leader del maggior schieramento avverso". Schieramento, perchè poi "loro sono solo una somma di partiti", tanto che la "la Lega già minaccia una crisi di governo sul voto agli immigrati". "Loro" tornerebbero a fare quel mai il Pd farà, "vertici, riunioni di maggioranza, verifiche". E lui, altra citazione per Berlusconi, "continua ancora a parlare di brogli, ha appena attaccato la presidenza della Repubblica e poi è stato costretto ad attaccarsi al telefono per smentire...", Vogliamo ancora continuare così, tra vertici e smentite? No, il futuro è il Pd. E lanciando lo sguardo solo al futuro, dedicando nessuna attenzione all'avversario principe, se non per attaccarlo en passant, Walter si dedica a proporre agli italiani l'Italia magnifica e progressiva del Pd. PRECARIETA' E IMPRESA Avrà anche come motivazione il recuperare a sinistra quel che a sinistra era stato tagliato, cioè il consenso, ma al primo punto Veltroni mette la lotta alla precarietà. Certo, "la priorità è tornare a crescere", quel che l'Italia non è risuscita a fare quando al governo c'erano "loro", e nemmeno con Prodi, "grande uomo di Stato che ha risanato le finanze", che doveva litigare con "gli altri di una maggioranza che andava da Dini, alleato oggi della Mussolini, fino a Caruso". Ma la precarietà "è il più grande dramma sociale del Paese, per i giovani il futuro è diventato una minaccia". Stessero tranquille le imprese, "le aiuteremo fiscalmente per ogni precario che assumeranno, la flessibilità non è la precarietà". Del resto, "27 paesi europei hanno il salario minimo garantito, dov'è lo scandalo". E poi per il Pd "col Nord Est è caduto un muro, e meno male, è importantissimo per lo sviluppo, per la crescita del Pil che è la nostra stella polare". E poi anche i sindacati..."il mondo non finisce tra loro e Confindustria, il Paese si regge sugli artigiani, l'agricoltura... Non più cinquanta, ma solo dieci sigle attorno al tavolo della concertazione". SI VINCE O SI PERDE? Si vince, si vince, "eravamo sotto di 22 punti, siamo a un'incollatura". E se si vince, "si governa senza inciuci anche con un voto solo", e si deve durare: "Io ho l'età che più o meno hanno tutti i leader europei, e questo è importante perchè un Paese non lo si cambia con una sola legislatura, un Paese per essere governato ha bisogno di dinamicità, energia e innovazione". C'era bisogno di nominare Berlusconi?.

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Berlusconi, lite con il Colle Poi si spiega (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

VERSO IL VOTO Berlusconi, lite con il Colle Poi si spiega IL CAVALIERE E IL QUIRINALE Telefonata Silvio prova a smussare "Mi riferivo a Ciampi". Secca replica "Ogni Presidente è stato imparziale" Veltroni: "Attaccare il Capo dello Stato ci riporta indietro di un quindicennio" "Dovremo passare per le forche caudine del Quirinale". E Napolitano lo bacchetta [FIRMA]FRANCESCO GRIGNETTI ROMA L'insofferenza per un Quirinale che vigila su Palazzo Chigi è sempre stata dissimulata. Ma questa volta, punzecchiato sulle difficoltà che potrebbe incontrare una volta tornato al governo, Silvio Berlusconi s'è sfogato: "Sappiamo che ogni decisione del Consiglio dei ministri dovrà passare per le forche caudine di un capo dello Stato che sta dall'altra parte. Ricordo i rapporti con Carlo Azeglio Ciampi". Già, Ciampi. Ci sono scappati anche i riferimenti ai suoi anni di premier e "le guerre che si facevano per far passare un decreto legge. Perché si discuteva. Non c'era nulla che sembrasse necessitato e urgente". Berlusconi insomma, al forum del Tempo, l'ha detta tutta. Che fatica le coabitazioni... Il suo staff, però, annusa problemi e quindi scatta la precisazione del Cavaliere. "Mi riferivo al fatto che in cinque anni di governo abbiamo avuto un rapporto dialettico con il capo dello Stato, Ciampi. Non c'entra niente Napolitano, con cui ho un ottimo rapporto, e a cui porto affetto e stima che so essere condivise". Troppo tardi. Nel giro di qualche minuto il candidato premier del centrodestra è fulminato da una nota ufficiale di Giorgio Napolitano. "La Presidenza della Repubblica, chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla Costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo, e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Una difesa a tutto tondo dell'istituzione. Un pasticcio di cui Berlusconi avrebbe fatto volentieri a meno. Chiama anche il Quirinale al telefono per chiarirsi personalmente con l'attuale inquilino e ci tiene a farlo sapere in giro. Ma già divampano le polemiche. Si scatenano in tanti a sinistra. E il più tranchant di tutti è Walter Veltroni alla televisione: "Che brutta smentita... Attaccare un Capo dello Stato, passato o presente... Poi dover telefonare... Ci riporta indietro al quindicennio trascorso". Il che, nella terminologia veltroniana, è l'insulto peggiore: roba vecchia. L'idea che la sinistra abbia preso il controllo dei poteri costituzionali, però, nel leader del Pdl c'è e rimane. Roberto Calderoli la spiega così: "Il povero Berlusconi nella sua vita politica è rimasto scottato da Scalfaro e da Ciampi, ma Napolitano ha dimostrato di essere di un'altra pasta". Berlusconi lo ripete pure in tv: "La sinistra ha messo le mani su tutte le istituzioni. La Corte Costituzionale vede 11 giudici dalla parte della sinistra, contro 3 dei nostri. "Il Csm è la stessa cosa, i sindacati pure, la grande stampa è a sinistra, e parte dei pm non solo sono a sinistra, ma usano i loro poteri per fare lotta politica. Quindi la situazione è obiettivamente difficile".

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Il professor diliberto sulle banchine "sto con i portuali, a prescindere" - wanda valli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IV - Genova Il segretario del Pdci, docente di Diritto Romano, chiede una "moratoria che lasci la situazione così com'è, facendo prevalere il dialogo Il professor Diliberto sulle banchine "Sto con i portuali, a prescindere" WANDA VALLI Il segretario del Pdci, Oliviero Diliberto, sta "con i portuali, a prescindere". Lo annuncia ieri pomeriggio, all'Expò, e poi lo ripete più tardi, nella manifestazione pubblica di piazza Matteotti per la "Sinistra Arcobaleno", affiancato dal capolista alla Camera, Orazio Licandro, dal numero 2, Stefano Quaranta e da Cristina Morelli, capolista al Senato. Lui che ha rinunciato al suo posto sicuro per lasciarlo a un operaio della Thyssen, non è pentito di quella scelta, anzi, garantisce, "ogni giorno che passa mi sento più sollevato, nessuno potrà dire che vado a chiedere qualcosa per me". Una scelta, sottolinea, nello stile di quello che considera il suo maestro, Enrico Berlinguer, leader di una sinistra, partita con il Pci che, negli ultimi venticinque anni ha subito "uno tsunami" e ora rischia di scomparire. Per questo il voto utile è solo alla "Sinistra Arcobaleno". Ma, intanto, ieri Genova vive lo scontro duro tra la Culmv e l'Autorità portuale, con sciopero, minacce di altri blocchi. Che cosa ne pensa, il giurista, Oliviero Diliberto, cattedratico di diritto romano all'Università di Cagliari? La legge del 1994 che ha fatto nascere e ha stabilito i poteri delle Autorità portuali, va cambiata, ragiona il professor Diliberto: "nell'attesa, però, serve una moratoria per cui non si interviene, si lascia la situazione com'è, andando incontro ai lavoratori". E, però, la magistratura ha aperto un'indagine, ritiene che quei lavoratori abbiano usufruito di favori non dovuti. Diliberto: "la magistratura deve fare il suo corso, nel modo più indipendente e libero, per il momento, però, non si è ancora pronunciata, quindi aspettiamo, come sempre, con la massima serenità". Conclude: "vengo da una città di mare, conosco bene i problemi dei portuali, me ne sono occupato per tanti anni. Adesso sono qui come leader di una parte politica e con un solo motto "sto con i portuali, a prescindere"". Anche perché, a suo parere, "il protagonismo dei lavoratori è sempre un fatto positivo. Le condizioni di lavoro, di salario, di salute sono peggiorati in tutta Europa e ancora di più in Italia, quindi riprendere la lotta è un bene e noi siamo dalla parte di chi lotta". E dalla parte della sinistra, per salvarla dallo tsunami. Dice Oliviero Diliberto: "nel 1991 muore il Pci, diventa Pds, poi Ds adesso ha perso la "s" di sinistra e non ricorda che il 35 per cento così esaltato dal Pd, lo aveva già raggiunto il Pci nei suoi momenti più felici". Ecco perché "il voto utile non esiste, le idee sono uguali sia alla Camera che al Senato" e chi sta a sinistra ha una sola possibilità "la Sinistra Arcobaleno" che, garantisce il segretario del Pdci, proseguirà nella strada dell'unità. Previsioni? "Non azzardo nulla, dopo che nel 2006 dovevamo stravincere e fu un pareggio. Ma Genova, medaglia d'oro della Resistenza, città solidamente di sinistra ci fa ben sperare, come altre realtà, anche al sud". Il timore di Berlusconi di brogli nelle urne, porta Diliberto a raccontare quello che ha scoperto pochi giorni fa in Svizzera: "si fa incetta delle lettere per far votare gli italiani all'estero. Si vendono a quotazioni tra i 20 e i 50 euro a lobbisti. L'ho segnalato al ministero degli Interni, spero si trovi un rimedio". Sul G8, Oliviero Diliberto replica a distanza a Fini: "esprimo sempre solidarietà agli uomini delle forze dell'ordine, sono lavoratori in divisa, ma non quelli di Bolzaneto e della Diaz". E sulla commissione d'inchiesta attacca il Pd: "Walter Veltroni ha chiesto che sia fatta piena luce, ma chi ha affossato la commissione è stato Di Pietro, il suo alleato che ha votato con la destra al Senato e ha impedito che si facesse". Ecco perché, conclude, l'unico vero voto utile è alla Sinistra Arcobaleno. Per evitare il governo di larghe intese, "il binomio Veltroni - Berlusconi, catastrofico per l'Italia". SEGUE A PAGINA V.

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Voto all'estero, <cancellato> anche il Costarica (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 5 Voto all'estero, "cancellato" anche il Costarica di Felice Manti Continuano le segnalazioni al "Giornale" di possibili brogli. La Sinistra: Amato intervenga. Il Pd: tutto ok da Milano Voti comprati, schede sbagliate, plichi in ritardo o mai partiti. Lo scandalo dei brogli legati al voto degli italiani all'estero si allarga a macchia d'olio, mentre i primi voti cominciano ad arrivare in Italia. Il termine ultimo è fissato per il 10 aprile. L'inchiesta del Giornale si arricchisce di nuove testimonianze incredibili. Come quella di Guido Colucci, residente in Costarica dal 1994. "Io ed altri 3mila italiani non abbiamo ricevuto alcun plico - dice al telefono Colucci - ho chiamato in ambasciata e mi hanno detto che i plichi sono arrivati in notevole ritardo e che non c'è più alcuna possibilità di stampare le schede in tempo. So che in Argentina sono state stampate 150mila schede in più (come ha ricordato ieri Silvio Berlusconi, ndr) potrebbero mandarcene qualcuna", scherza. Non c'è molto da ridere a pensare che nel 2008 a un cittadino italiano viene negato il diritto di voto. Senza speranze e senza appello. "Mi sento menomato nel mio diritto, e peraltro non so neanche a chi rivolgermi. E pensare che faccio parte del Comites, il comitato degli italiani all'estero. Anzi facevo. Mi sono dimesso ieri. Ma la mia domanda è: "E se il mio voto, o quello degli altri 3mila italiani in Costarica, fosse decisivo?"". Già. Stessa sorte per altri 51 paesi, dal Bangladesh allo Zimbabwe, dove secondo la Farnesina "non è possibile votare per corrispondenza". Il Costarica si aggiunge dunque al lungo, lunghissimo elenco di Paesi a rischio brogli, che comprende Spagna, Scozia e Australia. Per non parlare di Usa, Francia e Canada. E ancora Venezuela e Nicaragua, dove i nostri connazionali hanno segnalato anche ieri "pubblicità illecita dei patronati dentro i plichi o allegate alle lettere delle ambasciate". "Sono residente a Nizza, mi è arrivato il plico dal consolato d'Italia di Nizza con le schede per votare e con la propaganda del Pd", scrive il signor Danieli. La busta, che il Giornale ha visionato, reca in effetti una scritta "vota Farina". "Sicuramente l'addetto agli invii l'ha messo dentro per fare propaganda elettorale alla sua idea politica", riferisce il connazionale. Anche al Centro Italo-Venezuelano di Caracas sono di casa "esponenti della sinistra che raccontano un sacco di "balle", mentre ben poco spazio è stato dato alla controparte", scrive la signora Marta. C'è poi un vorticoso mercato dei voti che interessa Inghilterra, Belgio, Brasile e Germania (come dimostra l'inchiesta del settimanale Tempi), dove peraltro alcune schede sono anche sbagliate. Un vulnus del quale, anche se un po' tardivamente, si è accorta anche la sinistra. "Vengo dalla Svizzera dove so per certo che c'è una compravendita delle lettere destinate agli italiani all'estero per il voto", ha detto ieri il segretario del Pdci Oliviero Diliberto. "In qualche città è a 20 euro, in altre a 30, in altre ancora a 50. Ho chiesto al ministro dell'Interno un immediato intervento. Spero che da qui al 13 lo faccia e spieghi come intenda garantire la correttezza". Il problema dei plichi, come ha da tempo segnalato il Giornale, è che contrariamente a quanto prevede la legge vengono recapitati a casa come posta ordinaria e non come raccomandata. Qualcuna torna al consolato (solo in Svizzera sarebbero 8mila) altre finiscono in mano a vere e proprie organizzazioni che "giraro" i voti dietro compenso. Chi si dice ottimista è invece il Pd. "Gli italiani che risiedono all'estero hanno già ricevuto i plichi per votare per corrispondenza - afferma Maurizio Chiocchetti, responsabile Italiani nel mondo per il partito di Walter Veltroni - e dalle notizie che abbiamo sono già moltissimi gli elettori che hanno esercitato il proprio diritto. Siamo fiduciosi sull'esito di questo voto". Insomma, tutto bene. Come sempre. felice.manti@ilgiornale.it © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Solieri: <Sono schifato, non mi fido più> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 11 Solieri: "Sono schifato, non mi fido più" di Redazione Maurizio Solieri, chitarrista solista di Vasco Rossi. "Anche lei a chiedermi cosa ne penso dell'ultimo disco di Vasco, basta!" Veramente volevo parlare di politica. "Oh, finalmente". Lei ci andrà a votare? "Dipende dalla serata precedente...". Non faccia il qualunquista. "Sì, dovrei andare". E sa chi votare? "No, ci penserò poco prima di entrare nella cabina, deciderò all'ultimo". Menefreghismo o indecisione? "È che il mondo politico mi fa talmente schifo che non so davvero chi scegliere". Schifo. "Da troppi anni ci danno solo modo di pensare che non c'è da fidarsi. Ecco, non mi fido di nessuno". Questa fa molto disilluso, alla "Siamo solo noi". "Siamo in tanti, comunque". Cosa dovrebbero dirle per motivarla? "Dovrebbero iniziare a comportarsi in un altro modo, dimostrare che alle parole seguono i fatti. Prenda le grandi opere". Prendiamole. "Ne parlano tutti in campagna elettorale, ma poi non le fanno. Pensano solo ai soldi, al potere, ai loro interessi". Mandiamoli tutti a casa. "Il Paese è migliore di loro". Sicuro? "È che poi la gente si adatta, si siede, il popolo italiano ha scarso senso civico, i giovani guardano i reality e preferiscono guadagnare magari con una serata in discoteca, senza fatica, piuttosto che sviluppare un talento qualsiasi". Solieri inedito: predica ai giovani come un papà. "La politica deve mantenere le promesse". Se Berlusconi fosse una canzone? "Vedi 'o mare quant'è bello...". Veltroni? "Viva l'Italia, l'Italia liberata...". Bertinotti? "Un canto delle mondine anni Trenta". Casini? "Una di quelle canzoni che ascoltavo da ragazzino quando facevo il chierichetto...". Bossi? "Ovvio: oh mia bela Madunina". Santanchè? "Allarmi siam fascisti!". Com'è l'ultimo disco di Vasco? "Mi pare bello, ma lo sto ancora ascoltando... Pietà!". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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GLI INDECISI (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 10 GLI INDECISI di Redazione Nonno Libero Lino Banfi... Per chi vota alle prossime elezioni? "Sono indeciso. Mai vista una campagna elettorale così comica, sgretolata, falsa... Eppoi sembra condotta da Umberto Eco...". Cosa c'entrano i sociologi? "Perché uno dice una cosa e mezz'ora dopo l'avversario la ripete a macchinetta. Mi sembra di sentire l'eco... Uno fa: "Abbasseremo le tasse". E subito gli altri scimmiottano: "Abbasseremo le tasse". Oppure: "Noi vogliamo una sanità che funzioni e accessibile a tutti". E gli altri, come pappagalli: "Noi vogliamo una sanità che funzioni..."". Programmi fotocopia, insomma... "Esatto. C'è una novità, però: fino a ieri l'importante era non mandare al governo Berlusconi. Ora, a sinistra, l'importante è non mandare al governo né BerlusconiVeltroni". Buona questa... "Sono un comico, devo saper sdrammatizzare, no? Altro refrain dei politici: buoni propositi sempre da parte di tutti: lotta all'evasione fiscale, lotta alla mafia, lotta al carovita. Poi però...". Tutto già sentito troppe volte? "Sì, con qualche sorpresa. Veltroni, per esempio, ha appena detto che tutti i politici dovrebbero chiedere ai mafiosi di non votare per il proprio partito". E cosa c'è che non va? "Una bella cosa ma, scusi, mi viene da ridere". Meglio la prima o la seconda Repubblica? "La terza". Anche lei deluso dalla Casta, insomma: ha proprio ragione Beppe Grillo? "La gente è incazzeta veramente. Capisco lo strepitoso successo del blog di Beppe Grillo. Però è anche troppo facile puntare il dito e gridare "Fanno tutti schifo, sono tutti ladri"". Insomma, diserterà la cabina elettorale? "Deciderò all'ultimo momento. Ma a proposito di indecisione nell'urna, le recito i seguenti versi". Prego... "Se Bertinotti si chiamasse Bertinoni. Se Pier Casini si chiamasse Casoni, non ci sarebbero indecisioni. Per par condicio tutti in "oni". Non creerei le solite confusioni: Walterino è solo lui: Veltroni. Gianfranchino diventa Finoni. Pierfernandino, voilà, è Casoni. Il Silvietto l'è lù, l'è Berlusconi. E lord Brummell Faustino è Bertinoni. Questi cinque big so che sanno cantare. Uno canta in brianzolo, uno in romagnolo e l'altro, il romanaccio, canta non c'è malaccio. Prima di votare, tento una novità. Sondo: chi canta nella mia tonalità i miei quattro voti, ok, li piglierà". Ma insomma, non mi ha ancora detto a chi va la sua preferenza... "A tutti quelli il cui nome finisce per "oni"". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Calearo, ora l'ex duro di Federmeccanica incita gli okkupanti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 8 Calearo, ora l'ex duro di Federmeccanica incita gli okkupanti di Stefano Filippi L'imprenditore veneto ex centrodestra e ora capolista nel Pd visita gli operai che da giorni presidiano un'azienda in crisi: "Tenete duro, non mollate" Il falco che diventa colomba è come il ranocchio trasformato in principe, roba da fratelli Grimm, una favola della buonanotte, l'ultima speranziella per il più brutto degli scapoli. Ora al libro delle fiabe da comodino va aggiunta la storia del "duro" di Federmeccanica che si tramuta in paladino degli operai dopo il bacio di Walter Veltroni. Perché qualche giorno fa nemmeno i 60 dipendenti rodigini della multinazionale giapponese Ajinomoto credevano alle loro orecchie. Loro che da giorni occupano l'azienda in crisi, si sono sentiti dire da Massimo Calearo: "Tenete duro, non mollate". Continuate a okkupare. Un invito da sindacalista, che ci si sarebbe aspettati da un Bertinotti. E invece è arrivato dall'imprenditore che fino a poche settimane or sono era il presidente degli industriali meccanici, che nel braccio di ferro per il rinnovo del contratto si era cucito addosso la fama di falco, mentre adesso è una colomba che vola nell'empireo veltroniano. È una metamorfosi completa, quella di Calearo. Fino al mese scorso aveva l'inno di Forza Italia come suoneria del telefonino. Nel 2006 aveva organizzato nella sua Vicenza l'assemblea di Confindustria che segnò la riscossa di Silvio Berlusconi. L'estate scorsa incitava allo sciopero fiscale contro il governo rapace. Adesso invece ammette (Mattino di Padova di ieri) che "quella mia frase era il raglio del mulo che stava per essere soffocato dal peso eccessivo che trasportava". Proclama, senza troppo fair play, che "la prima legge che proporrò è che il presidente della Repubblica sia alto più di 1 metro e 71 cm, supertacchi compresi". E gira per le fabbriche facendo l'agit-prop, incoraggiando la protesta dei lavoratori contro i padroni. Così, tra le tappe del tour in Polesine, ha inserito anche la Ajinomoto Bioitalia spa di Bottrighe (Rovigo), che produce amminoacidi per il settore farmaceutico e alimentare, azienda controllata da una multinazionale giapponese. Le maestranze sono riunite in assemblea permanente dal 27 febbraio, il 14 marzo è stata annunciata la liquidazione, il rinnovo della cassa integrazione è ancora incerto, per ora l'unico sbocco sembra la messa in mobilità. In campagna elettorale la fabbrica è meta di un incessante pellegrinaggio di politici. Calearo non ha voluto far mancare ai 60 dipendenti il suo sprone: "Il vostro caso non è quello di un'azienda decotta che si cerca di tenere in vita con le flebo ma una realtà industriale innovativa e tecnologicamente avanzata. Per questo dovete tenere duro e non mollare perché con il coinvolgimento delle autorità locali e nazionali si possa presto trovare una soluzione positiva e soprattutto un compratore che possa rilevare l'azienda". L'Ajinomoto Bioitalia è in crisi da anni, l'amministratore Roberto Giordani ricorda che da 14 mesi si cerca invano un compratore "ma finora tra azienda, parti sociali e istituzioni non c'è stato nessun accordo". Piomba l'ex falco Calearo e promette che contatterà Bersani perché "bisogna tener calda la questione e la Regione deve prolungare la cassa integrazione a dicembre". "Voi non bloccate la produzione per un aumento di stipendio - ha incitato l'imprenditore candidato - ma per salvaguardare il posto. Dovete continuare a farlo fino a quando non troveremo una cordata in grado di rilevare l'azienda. Gli elementi per crederci ci sono tutti, c'è mercato, c'è prodotto, ci sono i clienti, presenterò questo caso anche a livello nazionale perché si trovi una cordata interessata". Così l'imprenditore berlusconiano diventato veltroniano, il candidato democratico che ringrazia San Mastella di aver tolto di mezzo Prodi e si augura che non sia rieletto Visco il dissanguatore (che gli aveva strappato il "raglio del mulo"), continua il suo personalissimo slalom elettorale oscillando tra i paletti di una pista che non gli è congeniale. Un giorno va in videochat a sentenziare che "lo Statuto dei lavoratori va certamente rivisto", un altro passa a distribuire pacche sulle spalle delle maestranze in lotta come se si fosse appena tolto la tuta blu, mentre evita di farsi vedere alla conferenza operaia del Pd a Brescia. "Volevamo un candidato di discontinuità", dice il numero uno del Pd veneto, Paolo Giaretta. L'hanno trovato. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Con Illy indebitamento record in Friuli> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 8 "Con Illy indebitamento record in Friuli" di Mariateresa Conti Renzo Tondo (Pdl): "Secondo uno studio della Bocconi in cinque anni l'esposizione è cresciuta del 128%, roba da repubblica argentina" da Milano "Avevo lasciato una Regione con un indebitamento accettabile. Adesso la situazione è disastrosa, si è passati dai 706,36 milioni di euro del 2002 a 1.617,02 milioni di euro del 2008, più 128,9 per cento, roba da repubblica argentina. Almeno si trattasse di indebitamento virtuoso. Invece qui, in questi anni, non si è fatta neppure un'infrastruttura, solo immagine del presidente con distribuzione di fondi a pioggia. Ma i friulani se ne rendono conto... ". Non lascia spazio a equivoci il biglietto da visita di Renzo Tondo, deputato di Forza Italia uscente candidato del Pdl alla presidenza della Regione Friuli-Venezia Giulia. Incarico non nuovo per Tondo che è già stato presidente per due anni, prima del "caso Guerra" e dell'elezione di Riccardo Illy. E proprio come anti-Illy l'onorevole Tondo si presenta, consapevole com'è che in Friuli - dove il 13 e 14 aprile si vota pure per la provincia di Udine - la partita più importante, quella per la guida della Regione, si gioca tutta sulla capacità di convincere gli indecisi di area moderata, stimati intorno all11 per cento. Una battaglia importante. Non a caso Silvio Berlusconi proprio a Udine, l'11 aprile, chiuderà la campagna elettorale. "Quello che voglio far capire ai cittadini del Friuli - dice Tondo - è che fare una scelta di campo è importante. Chi vota centrodestra qui trova pienamente ragioni di coesione, sono con me l'Udc, i Pensionati e anche la Destra, che pure non ha lista. Chi vota Illy deve invece sapere che vota pure per Rifondazione comunista. Almeno Veltroni ha avuto il coraggio di smarcare Pecoraro Scanio, Giordano e compagnia. Qui invece abbiamo persino l'assessorato alla Pace, concessione alla Sinistra arcobaleno. Sa quale sarà il mio primo atto se diventerò presidente? Lo abolirò, e istituirò un assessorato alla Sicurezza. Servono atti concreti, non demagogia". Non teme che l'alleanza solo per le Regionali con l'Udc possa creare confusione negli elettori? "Assolutamente no. Chi vota centrodestra in Friuli trova un fronte coeso, non ci saranno equivoci". Lei si presenta come l'anti-Illy... "Siamo del tutto opposti, io sono figlio di questa terra, sono un piccolo imprenditore (ha un ristorante e un'attività alberghiera, ndr) che conosce bene la realtà friulana. Illy è un plutocrate prestato alla politica. Il dato relativo all'indebitamento, ricavato dal bilancio regionale attraverso uno studio che abbiamo commissionato ad un docente della Bocconi, mi sembra eloquente. La corretta amministrazione, la pulizia morale sono tutte operazioni di immagine. Illy è un grandissimo comunicatore, ma gratta gratta sta lasciando una situazione disastrosa. In soli cinque anni ha realizzato da solo il 50 per cento di indebitamento di tutta la storia della Regione. È una situazione difficile". Scusi, onorevole Tondo, ma chi glielo fa fare? Lei era deputato, poteva restare a Roma... "E probabilmente potevo diventare anche sottosegretario. È quello che dice mia moglie. Ma mio padre mi ripeteva sempre: "Nella vita devi fare quello che senti". Ecco, mi ha spinto a candidarmi la voglia di stare in mezzo al mio popolo, il rispetto per la gente della mia terra". Quali sono i principali problemi da affrontare? "Il filo conduttore del mio lavoro si può schematizzare nelle tre "i": internazionalizzazione, innovazione e infrastrutture. L'internazionalizzazione di Illy è stata solo tartine e caviale, io invece lavorerò per le infrastrutture nei Comuni, per fare di Trieste il porto d'Europa, per l'apertura a Est con la Tav. Fare infrastrutture qui non è utile solo al Friuli: questa regione non è più un punto di frontiera, ma è il centro dell'Europa, la punta verso un mercato dell'Est che si sta aprendo e che crescerà". Quali sono le principali infrastrutture sui cui puntare? "Il passante di Mestre è già partito, e questo grazie a noi. C'è da ripensare la rete ferroviaria. E poi il porto di Trieste, unico nel Mediterraneo, da potenziare. È assurdo che le merci per arrivare a Vienna debbano passare da Rotterdam. Infine, l'aeroporto. Occorre lavorare in sinergia con Venezia, e creare un sistema di trasporti integrato con quello marittimo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Al pd non serve lo splitting ma una mutazione genetica - franco carinci (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina III - Bologna L'intervento Al Pd non serve lo splitting ma una mutazione genetica FRANCO CARINCI COME ormai ben noto al lettore, Loredana Dolci, segretaria regionale dei Comunisti italiani, con lineare incoerenza, ha confessato che voterà per il Pd; Mario Zani, leader storico del Pci-Pds-Ds, con consapevole spregiudicatezza, ha dichiarato che privilegerà al Senato la Sinistra Arcobaleno. Una doppia variante del voto "utile": ortodossa quella della Dolci, per cui la partita deve essere condotta in una prospettiva bipartitica (vota Pd contro Pdl); eterodossa quella di Zani, per cui la scommessa deve essere giocata in una logica multipartitica (vota Pd per Montecitorio e Sinistra Arcobaleno per Palazzo Madama contro Pdl). Zani l'ha fatta propria, ma riprendendola da Gianfranco Pasquino, che di recente ha cercato di nobilitarla dandole una dimensione non solo tattica, di ottenere un "pareggio"; ma anche strategica, di assicurare una presenza della Sinistra Arcobaleno in entrambi i rami del Parlamento. A me sembra che tale variante eterodossa sia in dissonanza con quanto Veltroni proclama e predica: resuscita un anti-berlusconismo di maniera che tutto permette ed assolve, peraltro rivelatosi largamente perdente; e dà per affatto scontata una sconfitta, che non può essere rovesciata, ma solo congelata con un revival di doppiezza togliattiana. Niente male: un Pd nato per costituire una forza atta a governare o a fare un'opposizione determinata ma costruttiva, finirebbe per puntare solo su una situazione di stallo, drammatica per il Paese ed usurante per tutte le forze politiche. A dirla con un pizzico di simpatetica ironia, una cosa forse comprensibile per politici ed intellettuali, ma non per i comuni votanti alla ricerca di identità, rappresentanza, coerenza fra il dire ed il fare. SEGUE A PAGINA IX.

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Partito socialista, non siamo inutili (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Lettera Partito socialista, non siamo inutili Non credo ci si possa rallegrare della situazione della sinistra italiana. E' vero che Pd e Sinistra Arcobaleno gridano a tutta gola che la situazione è nuova perché questa volta sono divisi e non sono più uniti. Ma non è che questo di per sé assicuri quel ripensamento della vicenda del governo Prodi 2 che invece si impone. Basta pensare al fatto che dal punto di vista della composizione questo è stato il governo più a sinistra della storia d'Italia (per la prima volta c'era tutta la sinistra alternativa) ma che è stato altresì il governo che al momento della sua caduta registrava un tasso di apprezzamento molto basso. In questo senso la presentazione di liste del Partito socialista (che ricordiamo è l'unico a far parte attualmente del Partito del socialismo europeo) può costituire una salutare provocazione nell'ambito di tutto lo schieramento che va dal centro sinistra alla sinistra italiana. Ci battiamo strenuamente per raggiungere quel 4% che, dopo che qualsiasi altra forza politica ci aveva negato l'apparentamento, costituisce la soglia per l'ingresso alla Camera dei deputati e quindi per avere voce nel massimo organismo istituzionale e rappresentativo del nostro paese. Quello che a me preme precisare è l'utilizzazione che faremmo del nostro successo se raggiungiamo il 4%. Non certo un'utilizzazione solipsistica o parrocchiale. Faremmo qualcosa di diverso e di ben più importante. Forti di un'affermazione che smentirebbe la sottovalutazione operata nei nostri confronti dal Pd, riproporremmo al Pd stesso non la difesa del "piccolo è bello" quanto la riaffermazione di una "sinistra nuova" (Riccardo Lombardi), cioè a dire una prospettiva unitaria non contro o a scavalco del socialismo europeo, bensì coerente col socialismo europeo che sintetizzeremo col nome di Zapatero. Solo l'affermazione del Partito socialista può provocare un processo di questo genere e, ne sono convinto, può interessare anche ad importanti aree della Sinistra Arcobaleno caratterizzate sia dall'interesse verso il socialismo europeo che da un ambientalismo moderno. Pur militando in campi diversi nessuno di noi si augura la vittoria di Berlusconi: del resto la scelta di Veltroni di andare "da solo con Di Pietro" è stata sua, ma se ad una vittoria di Berlusconi corrispondesse anche la sparizione del Partito socialista non potremmo neanche avere quella prospettiva di rivincita che ho cercato sommariamente di delineare. Come socialisti non balliamo da soli ma lavoriamo per una prospettiva che a ben vedere riguarda tutta la sinistra italiana. Valdo Spini.

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Il grillismo globale, tra fiction e realtà (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Vespri Il grillismo globale, tra fiction e realtà NormaRangeri Un ritorno ai vecchi tempi. Dopo il replay del cavaliere contro "Santoro che continua impunemente a fare un uso criminoso di una televisione pubblica pagata con i mezzi di tutti", in prima serata, a Annozero, arriva la replica del giornalista, unico sopravvissuto all'editto bulgaro (grazie alle sentenze della magistratura). L'incombenza è riservata a Marco Travaglio, pronto a rinfrescare la memoria al pubblico della tv sull'esistenza in Italia di un "caso Berlusconi". Citando l'appello con il quale Sylos Labini, Galante Garrone e Norberto Bobbio, nel 2001, si rivolgevano agli italiani per invitarli a votare contro Berlusconi, Travaglio elenca le ragioni che indussero i tre intellettuali a schierarsi. Così risulta evidente come nessuna di quelle anomalie si sia nel frattempo sciolta, ma, al contrario, rafforzata dall'espandersi del potere berlusconiano (Mediobanca, Endemol...). E oggi, morti i grandi vecchi, a raccoglierne il testimone restano poche e isolate voci (Antonio Di Pietro, Furio Colombo, Eugenio Scalfari, Barbara Spinelli, Paolo Flores d'Arcais). Parlando di Un paese in bilico (titolo della puntata), come succede da qualche tempo nel programma di Santoro, l'arringa contro la partitocrazia è affidata a Beppe Grillo, ai suoi comizi in giro per l'Italia. Ma, per quelle strane alchimie del palinsesto, un esempio transoceanico del grillismo internettiano era in onda su un canale Sky, con L'uomo dell'anno, (2006), un film del democratico moderato Barry Levinson, con Robin Williams e Christopher Walken. E' appunto la storia di un comico della tv, subissato da e-mail che lo incitano a candidarsi alla presidenza degli Stati uniti. "Sono stufo della partitocrazia", "se uno spende duecentomila dollari per la campagna elettorale poi dovrà trovare il modo di ringraziare chi glieli ha dati", dice il candidato Tom Dobbs, che se ne va in giro su un pullman, accompagnato dallo staff dei suoi autori. Questa squadra di esperti di comunicazione televisiva, vorrebbe vederlo sferrare battute cattive, come succede nel talk-show, ma il comico-candidato resiste, vuole parlare solo di contenuti. E' la parte più interessante del film. Grillo e Dobbs recitano lo stesso copione: "Berlusconi e Veltroni sono uguali, come il loro programmi", "repubblicani e democratici hanno gli stessi programmi". Alla fine Dobbs trionfa perché rompe le righe, sale sul palco, occupa i minuti riservati agli altri due candidati nel faccia a faccia finale, realizzando la simbiosi perfetta tra piccolo schermo e politica, tra linguaggio comico e contenuto elettorale. E la sua battuta sembra tutta nostra: "ma non è pazzesco che a dare le notizie siano i comici?". nrangeri@ilmanifesto.it.

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Silvio e Walter replicanti in tv (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Duello virtuale Silvio e Walter replicanti in tv Norma Rangeri Silvio Berlusconi e Walter Veltroni contro la partita di Champions Roma-Manchester. Due appuntamenti televisivi con l'emozione da una parte sola. Da separati in casa, uno dopo l'altro, i leader dei due schieramenti si sono presentati al pubblico della prima serata di Raidue, attori all'ennesima replica. Oltretutto, replica per replica, quella del Commissario Montalbano, in onda contemporaneamente su Raiuno, prometteva contenuti più forti. Sfumato il faccia a faccia per la clamorosa fuga dello showman, tramontata l'illusione di assistere a un botta e risposta, i duellanti si sono presentati davanti alle telecamere per la prima di una lunga serie di tribune elettorali, come deciso dalla commissione parlamentare di vigilanza. "Uno dopo l'altro come dal dentista", scherza Berlusconi. La sfrenata autonomia degli organizzatori di questo tour televisivo si è però impegnata nell'individuare dei giornalisti senza peli sulla lingua, veri mastini del contraddittorio politico, uomini per nulla legati al carrozzone della lottizzazione. Nello studio allestito con la fantasia di un ufficio postale, benedetti dalla direttora di Rai-parlamento, Giuliana Del Bufalo (che si autonomina casalinga di Voghera per sparare sulla par condicio, come usano le casalinghe), a rivolgere le domande ai rappresentanti del popolo sono stati scelti i direttori di Tg1 e Tg2. Il primo nominato dal defunto governo di centrosinistra, l'altro delegato di An all'informazione. In compagnia di due habitué del piccolo schermo, Marcello Sorgi e Stefano Folli. Si accenna alla polemica con il Quirinale: "Con quale spirito tornerà a palazzo Chigi?". Si osa addirittura: "che ne pensa del suo avversario?". Berlusconi beve volentieri i due amabili aperitivi di Folli e Mazza, sproloquia snocciolando "rialzati Italia", "il tedesco paga 3000 euro per lo stato, noi 4500", prendendo la tangente della digitalizzazione della pubblica amministrazione. Poi scivola felice sul Tibet proposto da Riotta, e plana su Sorgi che lo interroga sulla sua voglia di vincere. Con il candidato del Pd si replica. Se "il principale avversario dello schieramento avverso" (Silvio), aveva ripetuto "alzati Italia", Veltroni offre la variante "l'Italia deve crescere", seguito da "non è possibile che a crescere sia il Pil degli altri paesi", oppure "si deve votare per l'apertura di un nuovo ciclo politico". Non bisognava attendere la conferenza stampa di ieri per sapere quel che i due politici avevano da dire. Tutto perfettamente normale. L'informazione televisiva è la camera di compensazione della propaganda politica, naturale che il clou della campagna elettorale, il momento più importante della comunicazione politica, si risolva in una passerella dove megafonare slogan e promesse. La scena dello scontro a distanza ne è l'imbarazzante epilogo, e i telegiornalisti che lanciano richiami struggenti al Cavaliere perchè ci ripensi e alla fine si convinca al match, lo è ancora di più. Così appare addirittura come un colpo di genio, l'espediente escogitato da Enrico Mentana che a Matrix, l'11 aprile, monterà due interviste, precedentemente registrate con Berlusconi e Veltroni. Politica virtuale al quadrato.

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Un bipartitismo finto e tardivo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Uno schema in crisi ovunque ora arriva da noi. Ma fuori tempo, gli schieramenti troppo simili tra loro". "Il Cavaliere non è più l'autobiografia italiana. Walter non mi convince, ma crea mobilitazione". Parla lo storico Giorgio Galli Un bipartitismo finto e tardivo Gabriele Polo E' stato il teorico del bipartitismo, per anni lo ha considerato il punto d'approdo più efficace per le democrazie occidentali. Ora, Giorgio Galli, quel bipartitismo lo vede annaspare: "E' in crisi profonda, sta perdendo di senso, perché gli schieramenti che si affrontano in realtà sono sempre più simili tra loro, nelle pratiche politiche e nei programmi. Pur dentro un sistema capitalistico comunemente accettato, fino alla fine degli anni '70 i due schieramenti rappresentavano modi diversi d'amministrare la realtà: da un lato accumulazione e conservazione, dall'altro distribuzione e progresso. Ora questo schema non funziona più, è andato progressivamente in tilt con l'era Reagan-Thatcher. Questo manda in crisi l'essenza stessa della democrazia occidentale. Il paradosso è che noi stiamo arrivando al bipartitismo proprio mentre perde ovunque senso. Come al solito arriviamo in ritardo". Perché il bipartitismo è diventato una dialettica simulata? Perché è entrato in crisi? La democrazia occidentale cresce nell'incontro tra movimenti collettivi per migliorare le condizioni di lavoro e di vita con intellettuali innovatori e ribelli. Secondo me questi due soggetti sono cambiati profondamente e si sono separati tra loro. I movimenti collettivi sulle condizioni materiali di lavoro e di vita tendono a difendere piuttosto che a innovare. Sono diventati prudenti, chiusi in se stessi. Tra gli intellettuali la tendenza a essere integrati ha preso il sopravvento su quella a essere critici e ribelli. E poi, al fondo, il progresso è un concetto non più universalmente accettato e praticabile collettivamente. La crisi del progresso è la crisi della crescita capitalistica? Sì. Paradossalmente gli intellettuali ribelli hanno pensato troppo spesso che il capitalismo fosse in difficoltà, magari definitiva. Ora è in difficoltà davvero e gli intellettuali tacciono. E' in crisi soprattutto perché - come ha visto bene Marx sulla globalizzazione - nel momento in cui conquista il mondo, perde la sua dinamicità economica e anche i movimenti collettivi risentono di ciò, lo percepiscono e si ritraggono nella conservazione di ciò che hanno. Di quel poco che hanno. Ma ci sono molti che hanno ben poco da difendere, la precarietà della vita e del lavoro dovrebbe spingere al cambiamento.. Il punto è che quando prevale l'idea che le condizioni di vita non si possono migliorare - se non per via individuale e competitiva - chi ha qualcosa da difendere lo fa, chi no si arrangia. E poi, c'è il problema della comunicazione delle proprie aspirazioni. Il proletariato di fabbrica non sarà stato magari l'erede della filosofia classica tedesca - e qui Marx è stato smentito - ma aveva un luogo di aggregazione, di azione comune. Oggi questo c'è molto meno. Se poi passa l'idea che le condizioni di vita non possono migliorare, subentra la rassegnazione. L'idea della fine del progresso non porta con sé la sollevazione o la ribellione, anzi. Insomma, il capitalismo non è più dinamico, ha una tendenza alla stagnazione più che allo sviluppo, l'alternativa non è più visibile, per di più c'è una sensazione di diffuso timore per il futuro. In questa situazione c'è una peculiarità tutta italiana? Ce ne sono molte. Potremmo parlare della lunga tradizione trasformista o del più recente sistema televisivo in mano da un lato a un uomo solo e dall'altro lottizzato dai partiti. Ma mi limito a indicare una specificità tutta nostra, cioè il peso delle gerarchie ecclesiastiche. Della chiesa cattolica che non orienta tanto le persone quanto il ceto politico, perché il ceto politico ne tiene eccessivamente conto, al punto che Zapatero sembra un marziano qui da noi. Veniamo agli schieramenti elettorali. Berlusconi condiziona la vita politica da più di un decennio, come se tutto ruotasse attorno a lui. E' così solo per effetto delle sue tv, o perché ha incarnato una parte profonda della società italiana, magari la sua zona più grigia? Non credo che Berlusconi rappresenti l'odierna autobiografia italiana, ma è vero che può rispecchiare l'immaginario di piccoli e medi imprenditori, operai o poveracci che sperano di avere successo, insomma i self made man, o presunti tali. Per questo ha grandi risultati soprattutto al nord. Difficile per la sinistra recuperare in questo bacino sociale e culturale, in questo mondo che vive un'illusione di benessere individuale e nella paura di perderlo. Dall'altra parte Veltroni sta costruendo un partito in campagna elettorale. Cosa inedita. Sì, una situazione particolare. A suo modo Berlusconi, quando è 'sceso in campo' ha fatto un'operazione analoga, usando però come perno l'azienda. Veltroni invece centra tutto sui comitati elettorali diffusi e una certa mobilitazione la crea. Forse un precedente è il De Gaulle dell'Unione per la Nuova Repubblica. Di certo Veltroni ha saputo trasformare un problema in un'opportunità: costruire un nuovo soggetto sulla debolezza organizzativa e di consenso degli apparati di partito, persino usando un po' il vento dell'antipolitica e la critica ai partiti. E comunque vadano le elezioni il suo argomento di partenza sarà l'aver recuperato una parte consistente della distanza dal centrodestra. Ma in Italia può funzionare un modello obamiano? In campagna elettorale sicuramente sì. Se poi raggiunge o supera il 35 per cento, e Berlusconi ottiene una maggioranza risicata, si pongono le premesse perché funzioni, anche nel lungo periodo. Ma è difficile ipotizzare il futuro, d'altra parte ovunque i partiti tradizionali sono in crisi. Mentre il bipartitismo si afferma da noi quasi fuori tempo massimo, questo modello di partito leggero arriva come lo spirito del presente. L'Italia è depressa, una mucillagine secondo il Censis: condivide questo ritratto? E' la versione italiana di quella tendenza generale di cui parlavamo prima, la crisi del progresso, il venir meno della convinzione che il futuro sarà sempre meglio del presente. Forse noi ne risentiamo un po' di più, ma non siamo i soli malati del mondo. Poi ci sono gli specifici politici. E qui insisto: uno dei fattori più pesanti della nostra stasi è rappresentato dall'eccessivo spazio che viene dato alla chiesa di Roma, anche sui media. Sarà mica una notizia da apertura del tg che il papa ha fatto la via Crucis: la fa ogni anno. E' uno degli aspetti di una scarsa cultura della cittadinanza: dal dopoguerra agli anni '70 eravamo in ascesa, poi ci siamo fermati. Politicamente e culturalmente. Per insufficienza della classe dirigente? Ricordo sempre che quando c'è stata la riunione tra Andreotti e la delegazione del Pci per la formazione di quello che poi sarebbe stato il governo Dc sostenuto con il voto esterno dei comunisti, Andreotti chiese in premessa se ci fossero delle obiezioni sulla sua persona. Berlinguer rispose di no. Avrebbe dovuto dire sì. Che cosa resta in questo paese dell'ipotesi socialista? Potrebbe rimanere il concetto del controllo del potere. Del potere reale, cioè dei grandi gruppi economici. Senza quel controllo dal basso viene meno la credibilità della democrazia rappresentativa. In fondo, è un'eredità che deriva dal migliore pensiero liberale, secondo cui la politica doveva controllare il potere dove stava davvero. Ha funzionato tra l'800 e il '900 quando la gran parte del potere si concentrava negli stati ed era un potere politico. E veniva messa in pratica attraverso il voto, arrivando al suffragio universale. Adesso abbiamo grandi concentrazioni di potere economico. Ma mentre sembra irrealizzabile o fallimentare la pianificazione economica o la nazionalizzazione generalizzata, bisogna cercare il modo di ottenere un controllo sulle concentrazioni di potere che veda la partecipazione dei cittadini: è un problema di aggiornamento della democrazia e di sua futura credibilità. Che poi è il tema della democrazia odierna, vista la profonda crisi della rappresentanza. Il cittadino deve poter controllare il potere dove si esercita concretamente. Se il potere sta nei grandi gruppi economici, deve esercitare lì il suo controllo, perché lì vengono prese le decisioni che riguardano la sua vita quotidiana. Altrimenti la sua percezione è che lo fanno votare tante volte, ma inutilmente. E alla fine non vota più. Il meccanismo della democrazia rappresentativa è nato in una società semplice dove l'80 per cento delle risorse erano concentrate nell'agricoltura: è stata una macchina ben costruita ed è i miracoloso che sia arrivata fino alla società post-industriale. Ora siamo a un bivio. O si affidano le decisioni a un'élite sempre più ristretta (potenzialmente autoritaria, castale) oppure dobbiamo dare ai cittadini la possibilità di decidere, prima avendo le informazioni necessarie e poi votando i cda dei gruppi che gestiscono i beni comuni. Se non riusciamo in questo salto di qualità, rassegniamoci al declino della democrazia. Per esempio, la politica fa la riforma sanitaria, ma poi chi designa gli amministratori degli ospedali? Un tempo erano i partiti, oggi sono piccoli gruppi di potere: Mastella l'ha fatto rozzamente, Formigoni qui in Lombardia lo fa in maniera sistematica e "pulita": ma un ente pubblico deve essere gestito pubblicamente, con il voto dei cittadini. E' un percorso complesso, ma l'unico che può fare un salto di qualità alla democrazia. Del resto, alle sue origini, è stato ostacolato anche il suffragio universale, che poi per molto tempo ha funzionato bene. Il voto resta il meccanismo di partecipazione da cui non si può prescindere. Solo che oggi va articolato sui poteri reali. A proposito di voto. C'è qualcuno l'ha convinta fino in fondo in questa campagna elettorale? Nessuno fino in fondo. Ma non credo nemmeno che nessuno lo pretenda.

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Spenderlo bene senza perdere tempo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Tesoretto Spenderlo bene senza perdere tempo Galapagos Il tesoretto c'è e anche anche nel 2008 dovrebbe essere consistente: la conferma l'abbiamo avuta con i dati diffusi negli ultimi due giorni. Lunedì gli uomini di Padoa Schioppa ci hanno fatto sapere che anche in marzo le entrate fiscali sono andate molto bene (+10,1% sul marzo 2007) nonostante il forte rallentamento dell'economia. Ieri, invece, ci hanno detto che migliora il fabbisogno di cassa che in marzo risulta inferiore di 4,9 miliardi a quello dello stesso mese dello scorso anno. Insomma, i conti pubblici godono di una buona salute e quest'anno, salvo tracolli dell'economia reale, il rapporto deficit/Pil potrebbe perfino essere inferiore a quello (1,9%) del 2007 che a consuntivo è risultato inferiore di mezzo punto (oltre 8 miliardi di euro) a quanto concordato con la Ue. Ieri i dati Istat sulla crescita delle retribuzioni contrattuali hanno confermato che i salari seguitano a rincorrere vanamente l'inflazione ufficiale, senza mai riuscire a sopravanzarla. Ma c'è di peggio: il dato nazionale sull'inflazione sottostima il reale aumento dei prezzi dei prodotti che costituiscono il paniere dei consumi dei lavoratori dipendenti e dei pensionati. Insomma, l'erosione del potere d'acquisto non si limita al 3,3% di marzo (correttamente segnalato dall'Istat, come variazione media dei prezzi per l'intera collettività) ma si avvicina a una percentuale almeno doppia che penalizza ancora di più il "reddito fisso". Insomma, il vero problema è quello di un livello retributivo "inadeguato", per dirla con le parole di Giorgio Napolitano. Che oltretutto deprime la domanda interna e amplifica il rallentamento della crescita economica e impone che il governo (benché in ordinaria amministrazione) vari dei provvedimenti compensativi per chi a partire dal 2002 ha visto il potere d'acquisto ridursi progressivamente. Il deterioramento del quadro congiunturale e la forte crescita dei prezzi erano visibili da parecchi mesi. Ma il governo Prodi non si è mosso (a parte pochi spiccioli) e la sinistra ha fatto ancora meno per convincerlo a imboccare un'altra strada. A spuntarla nei mesi scorsi è stato Padoa Schioppa, accanito sostenitore del risanamento dei conti pubblici. E la sinistra lo ha lasciato fare con "l'attenuante generica" che i numeri "veri" sono stati gelosamente custoditi dal ministro dell'economia che prometteva un futuro migliore (la distribuzione del tesoretto) solo quando l'extra gettito fosse consolidato. E la sinistra "antagonista" mandava giù il boccone soddisfatta di poter contare qualcosa nella stanza dei bottoni, di nenniana memoria. Ieri - dicono le cronache - in consiglio dei ministri sull'alleggerimento del carico fiscale per i dipendenti (previsto dalla finanziaria, ma non solo) si è discusso molto. Ma alla fine è uscita fuori una soluzione molto politica, utile solo a Veltroni: concordare con l'opposizione riduzione fiscali sui carburanti e sulle tariffe di gas e luce. Se Berlusconi non accetterà, Veltroni farà festa, mentre la sinistra rimpiangerà (speriamo) di non aver fatto cadere "da sinistra" il governo Prodi, ma di essersi trovata di fronte, all'improvviso, a una situazione creata da un Clemente qualsiasi.

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Padoa non molla il tesoretto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scontro in Consiglio dei ministri: per i rappresentanti della Sinistra è il momento di sostenere i redditi di lavoratori dipendenti e pensionati, il ministro dell'Economia resiste ma non convince nemmeno i moderati Chiti e D'Alema Padoa non molla il tesoretto Offerta al Pdl Compromesso: Prodi propone di votare insieme un decreto per contenere prezzi e tariffe dell'energia Roma Alle liti in Consiglio dei ministri il governo Prodi era abituato e ieri sul carovita il copione è stato rispettato con in più la libertà degli ultimi giorni di campagna elettorale. Ministri contro, con Tommaso Padoa Schioppa rigido nel ruolo di custode dei conti (che pure vanno bene) e i rappresentanti della Sinistra arcobaleno (che dopo il passaggio del Pdci Bianchi al Pd sono rimasti in tre: Ferrero, Pecoraro e Mussi) ostinati nel chiedere un segnale per le famiglie in crisi da inflazione. La novità è che un paio di ministri del Pd si sono schierati con i colleghi della sinistra. Vannino Chiti avrebbe fatto notare come l'intervento di sostegno al reddito sia in realtà un impegno del governo. Sta scritto nella finanziaria 2008: l'extragettito fiscale va destinato prima al conseguimento degli obiettivi di riduzione del debito e subito dopo "le maggiori entrate sono destinate alla riduzione della pressione fiscale nei confronti dei lavoratori dipendenti". Anche Massimo D'Alema avrebbe preso la parola sostenendo che si tratterebbe oltretutto di misure popolari, non da buttar via per chi deve recuperare consensi elettorali. L'emergenza si chiama costi dell'energia. L'aumento dell'inflazione registrato dall'Istat è trainato dal costo del petrolio. Per la sinistra l'intervento del governo dovrebbe essere a più ampio raggio e prevedere la destinazione di tutto il tesoretto alle detrazioni per i lavoratori dipendenti e i pensionati. "I soldi ci sono, bisogna destinare subito il tesoretto ai più deboli" ha detto il ministro Paolo Ferrero, protagonista dello scontro con Padoa Schioppa - "un vivace scambio di opinioni, secondo Ferrero, visto che Padoa "frena moltissimo". "E' assurdo che si annunci questo o quello all'indomani del voto del 13 aprile e non si dia invece corso a quanto stabilito con la Finanziaria", ha detto Ferrero, "la lotta all'evasione ha dato i suoi frutti ora bisogna ridistribuirli". Sulla stessa linea il ministro Fabio Mussi: "Il Pd annuncia per maggio, in caso di vittoria, interventi per minori entrate e maggiori spese per decine di miliardi di euro. Si potrà fare qualcosa già adesso per le famiglie che non ce la fanno? Sono veramente sorpreso dalla differenza tra gli annunci prossimi futuri e quello che non si fa ora. Viene il sospetto che le promesse di Veltroni siano buone fino al 14 aprile". Ma è Padoa Schioppa il vincitore dallo scontro in Consiglio dei ministri. Il governo al momento si concentrerà sulla "sterilizzazione della quota fiscale di prezzi e tariffe", come spiegato dal ministro Giulio Santagata nella conferenza stampa di palazzo Chigi. Un intervento che si immagina limitato ai costi dell'energia e che non dovrebbe incidere più di tanto sul tesoretto. Se un intervento ci sarà, perché il governo intende prendere sul serio l'impegno al solo disbrigo degli affari correnti e dunque Romano Prodi ha annunciato che chiederà all'opposizione di votare insieme le misure anti inflazione che dovrebbero essere contenute in un prossimo decreto. "Siamo un governo in uscita", ha detto Santagata, "la decisione è quella di elaborare una serie di possibilità e strumenti da proporre all'opposizione". Che al momento però non sembra affatto disponibile. "Non so nulla di questo decreto legge - ha detto a caldo Silvio Berlusconi -, questo governo sui prezzi non ha fatto niente". E anche al di là dei toni da campagna elettorale del cavaliere, il popolo delle libertà non può certo permettersi di firmare un provvedimento con il centrosinistra ad urne quasi aperte. Dall'altra parte Veltroni non inizierà certo adesso a vantare la sua parentela prossima con il governo Prodi: un provvedimento finalmente popolare però non gli farebbe certo male. A. Fab.

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Scripta manent (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scripta manent Il Massimo della Letizia Luca Fazio Fantascienza, ragazzi! Ma prima cominciamo da una notizia cattiva (anzi idiota) che arriva dal capoluogo toscano, e da una cattivissima che arriva dalle colline bolognesi, dove abita Michele Serra che detesta Milano, sentimento più che legittimo ma che andrebbe nutrito aggiornando il parco luoghi comuni, altrimenti finisce che uno si arrabbia per niente. La prima la leggiamo su il Firenze (quotidiano del gruppo E Polis) e protagonista è lui, Graziano Cioni, l'assessore alla Vivibilità della feroce giunta guidata dal Pd: "Multe ai mendicanti per strada, la nuova battaglia dello sceriffo". Per i democratici fiorentini, "la situazione dell'accattonaggio è diventata insostenibile", soprattutto "dopo che una donna non vedente si è ferita inciampando su un mendicante", per cui "una norma porrà un divieto per chi mendica sdraiato in strada...". In piedi? No comment (ci penserà Veltroni). No comment anche per Michele Serra che su la Repubblica racconta Milano ispirandosi all'assunto Napoli/mandolino con affondi poetici tra cui uno dei più originali recita "i cittadini milanesi taciturni, le commesse ombrose e restie al saluto...". Ok, arrivederci e grazie. Tiriamoci su senza cambiare giornale, perché Bossi c'è ed ancora il re del cabaret: "Berlusconi va a Piacenza e vuole piacere, passa da Lodi e vuole lodare". A proposito di lodare, come non accorgersi che dietro ai reciproci salamelecchi per la vittoria dell'Expo si sta palesando qualcosa di mostruso che assomiglia al Veltrusconi clonato da Newsweek ma è addirittura peggio? Sembra l'invasione degli ultracorpi, ma provate un po' a guardare la prima del Corriere della Sera...Donna Letizia riceve un bacio obliquo che sembra un sussurro dal leader Massimo, e proprio di fianco Giannelli dipinge una vignetta che guarda al futuro: Moratti, indicando Berlusconi con il globo sulle spalle verso il 2015, dice "è Milano che regge le sorti dell'Italia nel mondo", e D'Alema chiede se "reggerà fino al 2015". Forse da via Solferino, scherzando, vogliono suggerire che questo Veltrusconi non gode di ottima salute, ecco perché si comincia a origliare "dietro le quinte" del Pd per raccogliere i malumori del loft: "Walter e il fuoco amico: non mi farà mettere all'angolo"; già, si mastica amaro da quelle parti, "non si è mai vista una guerra in cui, mentre l'esercito combatte, i colonnelli sparano al generale". A rinfrancare la truppa ci pensa quel trascinatore di Dario Franceschini su La Stampa: dice a Bersani (critico per la mosciaggine di Walter) che "Al Pd basta essere nuovo e concreto". Jena, che fiuta puzza di cadavere, rincara la dose: "Veltroni non intende polemizzare con D'Alema che gli ha bocciato lo slogan e con Bersani che l'ha invitato a cambiare passo. Però si è già comprato un giubbotto antiproiettile". Che non servirebbe contro le granate di Boselli, che suggerisce un titolone così: "Berlusconi ha già vinto ed è solo colpa di Walter". Ma se così stanno le cose, vuol dire che non c'è più il futuro di una volta, e allora - anche se gli ultracorpi non sono ancora maturi - ci si può già sbizzarrire a riscrivere il titolo della sceneggiata, come fa l'Unità a proposito dell'Expo: "Il successo bipartisan dà una mano a Milano e all'Italia". A proposito di Grossa Coalizione, un consiglio al direttore di Liberazione, che vorrebbe fare causa al Newsweek perché il marchio "Veltrusconi è roba nostra": visto che è andata così (ormai lo sanno tutti), perché non depositare il marchio del nuovo ultracorpo che si profila all'orizzonte? Tipo: il Massimo della Letizia, o D'Alematti da legare? Scherziamo. Silvio è giovane e non ha già vinto, e poi non è tutta colpa di Walter.

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Verba votant (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Verba votant Bel fioeu "Se uno vuol votare Casini, magari perché è un bel fioeu lo faccia alla Camera, non al Senato". L'ultima scoperta di Berlusconi sul voto disgiunto riporta in auge un vecchio lombardismo di repertorio. Già nel 2000 il Cavaliere sponsorizzava l'ex sindaco di Milano Albertini così: "E' un bon fioeu". Un bravo figlio. Mica bello però. "Bravo figliolo" fu definito anche il presidente della provincia di Palermo Musotto, che gli aveva appena combinato un gran casino dentro Forza Italia. Capitò a Rutelli in campagna elettorale all'autodromo di Imola di venir osannato così dalle signore presenti: "Sei proprio un bel figliolo". L'espressione può intendersi in senso letterale. Ma non viene mai sola, specie quando si scende a sud dove sfuma nel "bravo raghezzo" di Banfi ("Veltroni ha la faccia da bravo raghezzo", ha detto di recente l'attore) e ha la rima che merita. "Bravo ragazzo" è da sempre uno dei tic verbali di Cossiga, che negli anni ha riservato l'ambiguo appellativo a: Nando Della Chiesa ("è un bravo ragazzo ma ha le idee confuse"), Leoluca Orlando ("ma non ha capito quanto danno ha fatto nella lotta contro la mafia"), Di Pietro ("ma non si può chiedergli di fare professione ideologica"), Rutelli ("ma non sa nemmeno quello che dice") , Casini ("ma non gli si può chiedere di fare qualcosa che intralci l'ascesa di Berlusconi"), Fini ("ma del tutto a digiuno di politica estera"), Veltroni ("ma il suo vero mestiere è quello di operatore cinematografico"). Alberto Piccinini.

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Cento: Dopo il voto avanti a sinistra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il candidato ambientalista: "Paul Ginsborg ha ragione. Basta con le scuse, l'unità è irreversibile" Cento: "Dopo il voto avanti a sinistra" Matteo Bartocci "Dopo il 13 aprile non ci sono più scuse per nessuno. Il progetto della Sinistra arcobaleno deve andare avanti. Mi auguro che tutti partecipino all'assemblea nazionale di Firenze organizzata da Paul Ginsborg e lo dichiarino prima del voto. Io ci sarò". Paolo Cento, candidato ambientalista in senato, accoglie le osservazioni dell'associazione "per una sinistra unita e plurale": "Il risultato elettorale avrà un suo peso ma è importante chiarire che il processo della Sinistra arcobaleno è irreversibile. E' necessario quindi darsi da subito un momento di confronto sul futuro che finora è mancato". Perché è mancato? Va dato atto ai gruppi dirigenti dei vari partiti di aver fatto in due mesi un percorso che andava iniziato un anno fa. La crisi di governo ci ha costretti ad accelerare e la fretta ha evidenziato tutti i limiti e i ritardi che avevamo accumulato. Però dopo il voto non ci possono più essere scuse per nessuno. Per questo confido molto nell'assemblea del 19 aprile. Sei candidato in Emilia Romagna. Una di quelle regioni dove è possibile il voto disgiunto del Pd a favore della Sinistra. E' un ragionamento limpido e trasparente. Noi chiediamo il voto sia alla camera che al senato perché solo con un risultato positivo si può ragionare serenamente sul dopo. Sappiamo però che ci sono molti indecisi che sceglieranno il Pd alla camera per battere le destre anche se il "voto utile" non ha senso, visto che la scelta solitaria di Veltroni consegnerà Montecitorio a Berlusconi. Al senato ogni voto per la Sinistra arcobaleno contribuisce a sottrarre seggi decisivi al Pdl. Ed è positivo che qui in Emilia ci siano stati alcuni appelli pubblici di questo tipo. Anche perché c'è il valore aggiunto rappresentato da Rita Borsellino, una delle poche candidature indipendenti che intrecciano la società civile e la lotta alla mafia. Il voto a Sinistra è l'unico voto contro Berlusconi, dici. Anche perché Pd e Pdl già parlano di dialogo sulle riforme? Il problema è molto semplice: dopo il 13 aprile il Pd guarderà a sinistra o procederà al grande "inciucio" col centrodestra? Ogni voto per noi rafforza l'autonomia della sinistra e impedisce quelle grandi riforme economiche e istituzionali che Pd e Pdl rischiano di fare insieme. Al di là di chi governerà formalmente, non escludo infatti che ci sarà un governo di fatto, che attraverso le "larghe intese" affronti i temi sociali e ambientali in un modo solo. Le candidature nel Pd di Ichino rispetto all'articolo 18 o quelle di Calearo e Colaninno rendono evidente l'obiettivo di smantellare la legislazione sociale. E il cosiddetto "ambientalismo del fare" si occuperà del resto. Ogni voto per noi è un investimento per il conflitto sociale. La battaglia non si fa solo in parlamento. Visto che ti trovi in una regione rossa, che ne pensi dell'appalto aggiudicato alle coop per la base di Vicenza? Lo abbiamo sempre detto: quella base al Dal Molin non va fatta. L'esito dell'appalto dimostra che non porterà nemmeno un beneficio economico alle popolazioni visto che arricchirà le grandi imprese cooperative che gestiranno i lavori. Come sottosegretario fai parte di un governo molto impopolare. E' una zavorra che avverti in campagna elettorale? E' un peso collettivo. Il governo Prodi non ha risposto alle aspettative di cambiamento sociale e civile del 2006. Gli elettori però ormai sono consapevoli che si è chiusa la stagione delle coalizioni onnicomprensive. La sinistra ora riconquista la propria autonomia, ha un programma chiaro e torna nella società sapendo che i conflitti e le trasformazioni non si gestiscono per forza stando al governo. Registro una percezione diffusa che il governo è stato messo in crisi da chi lo voleva spostare più a destra: Dini, Fisichella e Mastella hanno fatto il lavoro che il Pd non poteva fare direttamente.

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N el (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-02 num: - pag: 1 autore: di ALDO GRASSO categoria: REDAZIONALE I leader in tv Gli inutili e tristi duelli a distanza N el duello televisivo a distanza, chi ha vinto fra Silvio Berlusconi e Walter Veltroni? Ma c'è una domanda ancora più importante: servono questi duelli a spostare voti? Francamente ho qualche dubbio. CONTINUA A PAGINA 8.

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STRANE ELEZIONI SENZA BATTAGLIA (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-04-02 num: - pag: 1 autore: di GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE LA STRATEGIA DEL PD STRANE ELEZIONI SENZA BATTAGLIA I n vita mia di elezioni in giro per il mondo ne ho viste parecchie, se non altro per dovere professionale (le studiavo). Eppure la campagna elettorale in corso non cessa di stupirmi: è sicuramente la più strana che io abbia mai visto. Di regola, nelle democrazie "normali" le elezioni sono il momento del combattimento, della guerra senza esclusione di colpi. Ma subito dopo la guerra finisce. Abbastanza spesso chi ha perso "concede" e si rallegra con il vincitore. Dopodiché il leader sconfitto non passa a gestire in Parlamento una "opposizione- rivincita" ma un'opposizione senza barricate che non subordina il bene del Paese al bene della sua parte. In Italia abbiamo invece capovolto tutte queste regole. Dalla seconda metà degli anni 90 il rapporto tra governo e opposizione è sempre stato di guerra continua; dopodiché a Prodi subentra un Veltroni che combatte un'elezione quasi senza combatterla: nomina il meno possibile il suo principale avversario, non risponde o risponde debolmente (senza contrattaccare) ai suoi attacchi. Diciamo che questa è una strategia irenica (in greco irene è pace). è una strategia vincente? Per chi si trova a dover risalire una china di circa 7 punti percentuali di svantaggio direi proprio di no. Non so chi abbia suggerito a Veltroni la strategia soft, morbida e in sottotono, che ha perseguito sinora. Forse è Veltroni stesso che l'ha ricavata dai sondaggi, e cioè dall'esistenza di un largo pubblico esasperato e stufo della litigiosità continua dei nostri politici. Questa esasperazione c'è; ma i dati bisogna saperli interpretare. Io, per esempio, li interpreto così: che mentre gli italiani sono stufi della rissosità quotidiana, in tempo di elezioni hanno pur sempre bisogno di un combattimento, di botte e risposte, atte a chiarire le idee. Invece Veltroni batte le piazze illustrando il suo programma. Uno sforzo generoso ma poco redditizio. Per rendersene conto occorre identificare i criteri del voto. Che può essere: 1) retrospettivo, punisce o premia il già fatto; 2) proiettivo o novitista, il votante spera e crede in un candidato; 3) identificato, il voto fisso di chi sposa una fede o bandiera a vita. Va da sé che il terzo tipo di voto ci interessa poco; così come va da sé che il voto retrospettivo e proiettivo si mescolano anche se in proporzioni diverse. Ed ecco un'ulteriore stranezza. Veltroni gioca tutte le sue carte sul voto proiettivo, sulla novità. Così scarta il voto punitivo, il consuntivo sul passato. Certo, risvegliare la memoria può essere pericoloso anche per la sinistra. I1 breve governo Prodi non lascia un buon ricordo, e la sinistra al governo è stata troppo di sinistra. Al che Veltroni può rispondere che il malgoverno e non-governo di Berlusconi per 5 anni di fila è stato molto peggiore, e che lui della sinistra "troppo sinistra " si è liberato. Resta, però, che il voto "in avanti " si impernia sulla credibilità e sull'affidabilità dei candidati. E come si accerta questa credibilità? Ovviamente sulla base delle promesse che in passato hanno mantenuto o tradito. La stranezza è, allora, che Veltroni punta su una fiducia-sfiducia sulla quale si imbavaglia. Regalando così al Cavaliere una verginità che non merita. Temo che ormai sia tardi per rimediare. Ma forse non è tardi per dare più grinta e mordente a una campagna elettorale troppo flaccida.

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ROMA Giornata politica di grande tensione prima del duello televisivo virtuale (due conferenze stam (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pa separate) tra Veltroni e Berlusconi. Il leader Pdl ha criticato l'ex Presidente Ciampi ("con lui forche caudine"). Il segretario del Pd: "Così si torna indietro". Napolitano ha commentato: "Parole gravi". Poi, in tv Berlusconi assicura che avrà la maggioranza anche in Senato, mentre Veltroni spiega il suo rinnovamento.

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Ad aprire la polemica è stata una lettera di Berlusconi, anticipata nei giorni scorsi, che sar& (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ad aprire la polemica è stata una lettera di Berlusconi, anticipata nei giorni scorsi, che sarà inviata agli elettori romani. Il Cavaliere attaccava a testa bassa l'amministrazione di Roma targata Veltroni, parlando di "disastro". Da qui la risposta di Bettini, braccio destro del segretario del Pd.

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Tensione Berlusconi-Quirinale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il leader Pdl critica l'ex capo dello Stato. Poi telefonata di chiarimento al Colle. Veltroni: così indietro di anni Tensione Berlusconi-Quirinale Il Cavaliere: forche caudine con Ciampi. Napolitano: parole gravi.

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L'Osservatorio di Pavia: Tg1 equilibrato sui leader (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Par condicio L'Osservatorio di Pavia: Tg1 equilibrato sui leader MILANO - Dopo le polemiche sugli "squilibri" nella presenza dei partiti nei telegiornali, l'Osservatorio di Pavia promuove il Tg1. è la stessa testata a far sapere che in tutte le edizioni del Tg1, dall'11 al 31 marzo, Silvio Berlusconi e Walter Veltroni risultano alla pari con il 33,2 per cento dello spazio a loro dedicato. Sempre in base ai dati dell'Osservatorio, seguono Casini dell'Udc (10,5 per cento), Bertinotti della sinistra Arcobaleno (9,3), Boselli del partito socialista (2,9) e Daniela Santanché della Destra (2,6). Gli squilibri in vari tg erano emersi dai dati dell'Agcom, che ieri ha replicato alla "contestazione tanto veemente quanto infondata" di Antonio Di Pietro. Secondo il leader dell'Italia dei Valori, l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni sarebbe "uno sperpero di denaro pubblico", come le altre autorità che "tutelano solo i partiti". L'Agcom ha ribattuto di aver preso "decine di decisioni atte a far rispettare la legge. è proprio grazie agli interventi dell'Autorità che l'onorevole Di Pietro ha potuto fruire di precisi spazi di recupero in tv". Ma Di pietro rilancia: "L'Agcom è inutile perché non serve allo scopo. Essa sostiene che verifica tutte le inadempienze in tema di par condicio. Ma è questo il punto: una volta fatti gli accertamenti essa non è poi in grado di farli rispettare".

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ROMA - Non sono per niente la fotocopia di Bossi, che è un amico a cui voglio bene. Non m (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ROMA - "Non sono per niente la fotocopia di Bossi, che è un amico a cui voglio bene. Non mi risulta che Bossi volesse bruciare il Colosseo anche perché il Colosseo è fatto di pietre e marmi e non si possono bruciare. Quando non si hanno argomenti ci si attacca a tutto". Così il leader del Pdl Silvio Berlusconi risponde a Goffredo Bettini. Il braccio destro di Walter Veltroni, in una lettera agli elettori romani (in risposta ad un'analoga iniziativa del Cavaliere), aveva accusato Berlusconi e Bossi di disprezzare Roma. L'ex premier ha dunque voluto replicare alle accuse del Pd. Insieme a lui anche Paolo Bonaiuti: "Ormai la sinistra fa polemiche su tutto, ma ciò vuol dire che non si discute più delle cifre e dei dati e che si torna alla vecchia politica". Con il Cavaliere si schiera tutta Forza Italia, e in particolare il vicecoordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto, secondo il quale Bettini "non fa altro che buttarla in caciara". Critiche che evidentemente non hanno scoraggiato l'esponente del Pd che è tornato alla carica e ha allargato il campo geografico dell'attacco all'alleanza tra Lega e Pdl: "La destra è nordista. La destra considera il Mezzorgiorno d'Italia un peso ed un problema, e non una terra meravigliosa, piena di ricchezze e di talenti, che va solo organizzata meglio e sostenuta nelle sue ambizioni di sviluppo".

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ROMA In serata, nella Conferenza stampa Rai, Silvio Berlusconi appare di ottimo umore. Eppur (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di CLAUDIA TERRACINA ROMA In serata, nella Conferenza stampa Rai, Silvio Berlusconi appare di ottimo umore. Eppure, la giornata è stata densa di tensione a causa di una frase, che ha pronunciato durante un "forum" a Il Tempo. Argomento, "le istituzioni, che non sono certo dalla nostra parte, ma sono occupate dalla sinistra", con un attacco all'ex presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. "Sarà molto difficile svolgere il compito del governo del Paese - sospira - e non si potranno fare leggi che poi non devono passare sotto le forche caudine del Capo dello Stato. Mi ricordo con Ciampi...". Tanto basta per far scattare la precisazione da parte del Quirinale, che non ha gradito le allusioni del Cavaliere. "Sono parole gravi", è il commento di Napolitano. Ma arriva anche una nota nella quale si ribadisce che "la presidenza della Repubblica, chiunque ne fosse il titolare, ha sempre esercitato una funzione di garanzia nell'ambito delle competenze attribuitele dalla Costituzione senza mai sottoporre a interferenze improprie le decisioni di alcun governo e considera grave che le si possano attribuire pregiudizi ostili nei confronti di qualsiasi parte politica". Il disagio è palpabile. Tanto che Berlusconi capisce che è meglio raffreddare e distinguere. Per questo, stila un comunicato nel quale spiega: "C'è una frase che potrebbe dare luogo ad interpretazioni. Mi riferivo al fatto che in cinque anni di governo abbiamo avuto un rapporto dialettico con il Capo dello Stato, Ciampi. Non c'entra niente Napolitano, con cui ho un ottimo rapporto e a cui porto affetto e stima che so essere condivise". E più tardi, il portavoce del Cavaliere, Paolo Bonaiuti, fa sapere che Berlusconi ha anche telefonato al presidente della Repubblica "per chiarire il senso del suo intervento". Chiarimento accettato, anche se il Quirinale ha tenuto a difendere sia la "terzietà" dell'istituzione, sia l'operato di Ciampi. "Non c'è mai stato accanimento contro chicchessia, la presidenza della Repubblica segue soltanto la Costituzione", è la precisazione. L'incidente si è consumato durante il "forum" del quotidiano romano. "Andiamo a palazzo Chigi sapendo che non andiamo ad una festa", premette Berlusconi, prima di attaccare il predecessore di Napolitano sulla difficoltà di fare certe leggi e certe riforme. "Sappiamo che il Consiglio dei ministri non potrà approvare nulla che non debba passare sotto le forche caudine di un Capo dello Stato che sta dall'altra parte. Ricordo il rapporto con Ciampi", ribadisce. Poi, la pioggia di precisazioni. Insomma, giornata complessa per l'ex premier che in serata torna ad accusare "la sinistra di avere occupato tutte le istituzioni", evitando però accuratamente ogni accenno al Quirinale. In mattinata, mette invece in guardia dal rischio brogli elettorali. "Li temiamo dovunque, sulla questione degli italiani all'estero ci è arrivata la notizia di 150.000 schede in più che sono state stampate in Argentina", denuncia. Poi, ammette che "sì, con questa legge il risultato in Senato "è incerto perchè si decide su poche regioni che sono in bilico", salvo poi ribadire, durante la conferenza stampa Rai, che "il Pdl è comunque certissimo di vincere anche a palazzo Madama". E, tuttavia, non dimentica il suo nuovo afflato bipartisan chiedendo la collaborazione degli avversari sulla giustizia e sulle riforme. "Sulla riforma dell'architettura istituzionale o su una profonda riforma dell'ordinamento giudiziario, che bisogna riportare ad essere ordine come previsto nella Costituzione, sarebbe opportuno fare un accordo bipartisan con l'opposizione", spiega, pur ripetendo che "Di Pietro, con il quale Veltroni ha siglato l'accordo elettorale, mi fa orrore perchè è il simbolo del giustizialismo". E in televisione il leader del Pdl assicura massima apertura nei confronti degli ex alleati dell'Udc di Casini, pur ricordando: "Noi non abbiamo deciso di lasciar fuori alcun alleato, è stata una decisione loro". Poi però torna a sottolineare "i mille ostacoli che i centristi opposero alle riforme del mio governo". Tuttavia, la governabilità è la governabilità. E allora meglio essere magnanimi. Eccolo quindi assicurare: "Se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma spalancate".

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Berlusconi: la precarietà non è il male assoluto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Berlusconi: la precarietà non è il male assoluto E su Casini: se dovesse tornare per lui porte spalancate Confronto a distanza a Saxa Rubra tra i due candidati premier. Berlusconi: Walter ha dato una scossa ai sondaggi ROMA - Il minimo di distanza che li separa è 20 metri. Ma nessuno dei due vede fisicamente l'altro. Berlusconi esce dagli studi di Saxa Rubra e pochi secondi dopo entra Veltroni. Ingressi separati. L'accordo con i rispettivi staff, dall'azienda Rai, è stato rispettato. Nessuno dei due aveva voglia anche solo di sfiorare l'avversario. Ieri sera chi sperava in un imprevisto, anche una sola stretta di mano, è rimasto deluso. Tutto è filato via liscio come l'olio: i due competitor negli stessi studi per almeno un'ora (Veltroni arriva poco dopo il Cavaliere, segue l'intervista a Berlusconi da un monitor Rai) ma nessun contatto. Alla fine è il leader del centrodestra a ironizzare sulla tempistica del mancato incontro. Il leader del Pd sta per mettere un piede dentro, lui ha già un piede fuori campo: "Sembra di essere dal dentista, avanti il prossimo.. ". Ed è senza sorprese anche la trasmissione. Il leader del Pdl parla dell'avversario in toni non polemici, lo elogia persino all'inizio, "ha dato una scossa ai sondaggi, con buoni risultati per il suo partito, solo che poi ha commesso alcuni errori drammatici, imbarcare i radicali e il peggio del peggio giustizialista, ovvero Di Pietro, smentendo non solo quella cultura liberale che ha sbandierato per mesi, ma anche la promessa di correre da solo". Il concetto che il Cavaliere ripete sino all'ossessione è quello delle "due sinistre": quella della "realtà", del governo Prodi, e quella "delle parole", di Veltroni, "che è anche un bravissimo comunicatore, ma vuole farci credere che la prima non esiste, quando invece tutti i ministri del governo Prodi sono candidati con lui". Conclusione: "I giochi di artificio del leader del Pd sono finiti, Veltroni è intriso come gli altri di una cultura che richiama l'ortodossia marxista, non è certo San Paolo folgorato sulla via di Damasco". Davanti alle telecamere di Rai2, e ai suoi "domandatori ", come chiama i giornalisti che lo intervistano, il Cavaliere aggiunge che "se mai Casini dovesse tornare le porte sono sempre aperte, anzi spalancate ". E torna su un argomento che nei giorni scorsi è stato materia di critiche reciproche con il Pd, quello del precariato giovanile: "Non mi sembra questo male assoluto che denuncia sempre la sinistra, io la vedo in un altro modo. L'80% dei giovani che ottengono un contratto a progetto vengono alla fine assunti a tempo indeterminato". Nel pomeriggio è invece un forum nella redazione de Il Tempo l'appuntamento principale. Berlusconi si dice preoccupato "per il pericolo delle schede bianche", l'ipotesi che possano essere più del previsto. Critica la scelta del Viminale, che "ha sbagliato a definire una scheda elettorale con un lunghissima e indistinta teoria di simboli politici, che genererà solo confusione". Quindi l'ormai ricorrente carico di preoccupazione per la responsabilità di governo: "Andare a Palazzo Chigi non sarà una festa, sarà come portare una croce pesante e dolorosa, tutti i cittadini italiani dovrebbero essermi grati per quello che mi appresto a fare". Quindi l'argomento forse più nuovo delle ultime ore di campagna elettorale del Cavaliere: i costi della politica, la promessa di "abolire le consulenze degli enti pubblici, le comunità montane, le inutili Province". Insomma "faremo un bel bucato, una bella pulizia", senza dimenticare di citare "che è stato Veltroni ad aumentare in Campidoglio del 243% le spese per consulenze, facendole lievitare a oltre dieci milioni di euro ". Marco Galluzzo.

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Marcorè: stimo Mara Carfagna (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Su "A" Marcorè: stimo Mara Carfagna MILANO - "Veltroni è un caterpillar, ma non so se voterò". Valerio Mastandrea, protagonista del film Non pensarci, confida i suoi dubbi ad "A", il settimanale diretto da Maria Latella, in edicola da oggi: "Ho votato sempre a sinistra, Berlusconi non lo voterei mai. Nel 2006 ho votato Prc". Sostiene Veltroni Neri Marcorè, che vede "troppi nani e ballerine. Ma bisogna anche distinguere: la Carfagna fa politica con serietà".

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: A... (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: ALTRI OGGETTI drammatizzato la precarietà dei giovani, non ha irriso l'avversario (senza mai nominarlo), ha parlato di valori, di rinnovamento, non ha rinunciato al "ma anche", ha proclamato una lotta alla mafia. Berlusconi è stato misurato (non si è mai abbandonato all'affronto folcloristico), è sembrato abbastanza disteso, quasi fosse già investito da doveri istituzionali. Come nel caso del salvataggio di Alitalia. Si è congedato con una battuta felice: "Avanti il prossimo, sembra di essere dal dentista". Veltroni si è smarcato da Berlusconi ricordando anche la differenza di età, ha invocato una netta discontinuità con il passato. Impossibile sapere ora quale pubblico abbia seguito le due conferenze stampa ma l'impressione è che qualche voto in più di Berlusconi l'abbia portato a casa. Ma in tv vige una regola ferrea, così riassumibile: all'umiliata location corrisponde un umiliato interprete, cui corrisponde un umiliato spettatore. Mi spiego: la conferenza stampa della Tribuna elettorale, diretta da Giuliana Del Bufalo, era immersa in un'atmosfera di mestizia, di ufficiosità, la perfetta rappresentazione della par condicio. Che è un capitolo umiliante dell'informazione tv; segno di immaturità delle istituzioni. Per non saper essere leali, ci facciamo del male. Era triste la "casalinga" Del Bufalo, erano tristi i quattro moschettieri e i due candidati, eravamo tristi noi tutti. Sembrava di essere in uno studio dentistico. Aldo Grasso Incontri digitali in videochat oggi alle 12. Inviate le vostre domande già dalle 8 Roberto Maroni.

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Duelli a distanza inutili È la mestizia da par condicio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE Il commento Duelli a distanza inutili è la mestizia da par condicio SEGUE DALLA PRIMA Come ormai è appurato, la tv incide solo sugli indecisi. I convinti si convincono sempre di più quando appare il loro leader. Berlusconi ha usato un tipo di comunicazione poco consona agli indecisi, i quali hanno soprattutto bisogno di sognare. è stato sul generico (contro il "voto inutile", i punti del Pil, il suo status di "fungibile"), ha attaccato il governo Prodi, la sinistra, l'avversario (Veltroni è stato gratificato di "illusionista" ma anche di "buon comunicatore"), nelle risposte ai giornalisti ("domandatori" li ha definiti) è sempre sceso in particolari tecnici, tipo lista della spesa. Veltroni si è presentato dando del tu a tutti: "Ciao Marcello (Sorgi), ciao Gianni (Riotta), ciao Mauro (Mazza), ciao Stefano (Folli), ciao Giuliana (Del Bufalo)". Dimostrando un eccesso di contiguità con persone che dovrebbero invece tenerlo d'occhio. Ha sapientemente.

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<In piedi quando entra il prof>, Franceschini apre al Cavaliere (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Il caso Il numero due del Pd favorevole alla proposta. La Gagliardi: sono intristita, la scuola è trattata in modo sciocco e ridicolo "In piedi quando entra il prof", Franceschini apre al Cavaliere "è un gesto intelligente e dovuto". No da Mussi: idea di Sarkozy, ma l'autorità non si impone ROMA - Tutti in piedi, entra il professore. A proporre di tornare a una certa formalità a scuola è Silvio Berlusconi, intervistato nella videochat del Corriere. è una questione di "rispetto ", per l'ex premier e candidato del Pdl, che però precisa di non sentirsi un "parruccone". L'idea di tornare al saluto solenne non è una novità. Fece scalpore in Francia Nicolas Sarkozy che propose, durante la campagna elettorale, di ritornare al "lei" tra insegnanti e alunni. A Parigi stanno mettendo a punto un vero e proprio piano per i ragazzi che prevede oltre alla Marsigliese anche alcune regole di comportamento. La proposta di Berlusconi sembra avere un appeal bipartisan. Questione di un po' di educazione, secondo il vicesegretario del Pd Dario Franceschini, che - interrogato a Porta a porta sull'idea del Cavaliere - si sbilancia: "Alzarsi in piedi è una cosa intelligente e dovuta nei confronti di chi come il maestro o il professore, in molti casi, è una personalità importante nella formazione di un ragazzo". Anche se, ammette Franceschini, "non si può introdurre con decreto". Non è così propenso a metter gli alunni sull'attenti il ministro dell'Università Fabio Mussi, candidato con la Sinistra Arcobaleno: "Lo propose Sarkozy e ora mi sembra che persino quando entra lui non si alza in piedi più nessuno. L'autorità non si impone e l'autorevolezza neppure, in una società in cui la scuola ha perso il senso della sua missione, della nobiltà del suo compito". Ma Mussi non è contrario solo alla proposta berlusconiana. è anche più seccato per "la disinvoltura con cui tutti i candidati lanciano i loro fuochi d'artificio": si riferisce all'idea veltroniana di abolire le tasse universitarie. "Mi sono battuto per mantenerle come sono, nella media europea peraltro, e per avere più soldi per la ricerca e l'Università. Valgono un miliardo e mezzo di euro, come pensa di recuperarlo Veltroni, in un Paese dove non si riescono neppure a pagare tutte le borse di studio dovute?". Anche Rina Gagliardi, storica firma di Liberazione e senatrice di Rifondazione, è "intristita" da come la scuola viene trattata in questa campagna elettorale: "Sciocca e ridicola. Bisogna che gli insegnanti tornino a essere rispettati dalla società per il loro ruolo, bisogna ricostruire un clima culturale di ammirazione nei confronti della scuola e di quanti hanno in mano la testa dei nostri figli". Sono polemici i sindacati: se si vuole ridare credito e autorevolezza alla scuola "la cosa più urgente da fare è riconoscere il valore del lavoro degli insegnanti, anche attraverso l'incremento degli stipendi", chiede Massimo di Menna, della Uil. Silvio Berlusconi ha una "visione da fiaba della scuola ", protesta Enrico Panini della Cgil. Mentre la Gilda è più possibilista: "C'è bisogno di rimettere a posto l'educazione e il rispetto, senza ovviamente tornare all'autoritarismo - dice Rino Di Meglio, coordinatore della Gilda- ma ogni maestro e professore può scegliere i mezzi e le forme migliori per insegnare l'educazione". Gianna Fregonara.

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Veltroni: chi si astiene poi non può lamentarsi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-04-02 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE Veltroni: chi si astiene poi non può lamentarsi "No a grandi coalizioni, insieme solo per le riforme" Il leader del Pd: avrei voluto fare il duello televisivo. La par condicio? Non c'entra niente ROMA - Stringere la mano all'avversario negli studi Rai? "No grazie" declinava Walter Veltroni al mattino, a chi gli chiedeva se a Saxa Rubra avrebbe incrociato il favorito. Perché concedere la foto opportunity a chi ha rifiutato un (vero) duello televisivo? "Bertinotti e Casini lo hanno fatto, perché noi no? La par condicio non c'entra niente". In Rai, alle nove e dieci della sera, Walter Veltroni ci arriva scortato dai fedelissimi Verini, Roscani, Coldagelli, Martino e Ilaria Capitani, in tempo per studiarsi Berlusconi in diretta tv in una saletta riservata, sgranocchiando salatini. Il Cavaliere esce ed entra lui, la sigla non è allegra ma lo sfidante sorride, si lancia a passo spedito verso i giornalisti che lo aspettano al varco dietro al tavolone rosso Ferrari e li saluta per nome con il tu, ciao Stefano (Folli), ciao Gianni (Riotta), ciao Mauro (Mazza), ciao Marcello (Sorgi). La quinta stretta di mano è per la moderatrice Giuliana Del Bufalo, nella parte "casalinga di Voghera ". Come posso chiamarla, segretario? "Eccellenza", rompe il ghiaccio il leader pd, in look fotocopia di quello sfoggiato da Berlusconi, abito blu, camicia celeste, cravatta bluette a simil-pallini. Capelli pettinatissimi, si nota l'abbronzatura conquistata sul palco dei comizi mentre gli spettatori non vedono l'immancabile mocassino elettorale, che ha toccato il suolo di 87 province. Duello a distanza su Rai Due, in sfortunata coincidenza con la sfida Roma-Manchester. Stasera per chi tifa? "E che domanda, quando c'è una squadra italiana che gioca non si discute neanche". Gli chiedono della soglia 35 per cento fissata da Goffredo Bettini, al di sotto della quale la sua leadership potrebbe vacillare. E Veltroni: "Noi le elezioni le vogliamo vincere... Grazie al nostro coraggio politico ora siamo lì, a una incollatura gli uni dagli altri". Ma quando la domanda è insidiosa, la risposta è necessariamente evasiva. A Napoli vorrà Bassolino sul palco? "Sinceramente al palco ancora non ho pensato". Rimarca che la crescita del Paese è la sua priorità, chiarisce che non intende aumentare le tasse sulle rendite finanziarie, prende a modello di governo la conquista bipartisan dell'Expo di Milano, loda Letizia Moratti però i complimenti di Berlusconi, che ne ha riconosciuto le doti di "grande affabulatore", non li ricambia. E se pure il Cavaliere "picchierà agli occhi", lui porgerà l'altra guancia. La grande coalizione? "No, questo Paese non ha bisogno di un'altra transizione ". Difende Prodi e punzecchia D'Alema. Poco efficace lo slogan Si può fare? "è una valutazione estetica e come tale opinabile". Se qualcuno lo vede stanco è perché arriva da una giornata infernale in cui si è paragonato a Martin Luther King, si è scagliato contro i "seminatori di odio" del Pdl, ha visto crescere "quasi plasticamente " il consenso per il Pd, ha accolto sul pullman Serena Dandini e si è appellato agli italiani indecisi: "Se ti astieni non puoi lamentarti se le cose vanno in un certo modo ". L'ultimo appello è una chiamata alle urne: "Italiani, andate a votare...". Monica Guerzoni.

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Povia e Baccini rifanno Guareschi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Spettacoli - data: 2008-04-02 num: - pag: 46 categoria: REDAZIONALE # Novità Giuseppe: "La collaborazione Chiesa-comunisti mi affascina". Francesco: "No alla pancia, sì ai baffi stalinisti" Povia e Baccini rifanno Guareschi I due cantanti interpretano Don Camillo e Peppone nel video "Uniti" Il clip, che ripropone la saga del parroco e del sindaco comunista, è ispirato al brano che Baudo non ha voluto a Sanremo MILANO - Don Camillo e Peppone, la saga del parroco e del sindaco comunista in un paesino della Bassa, creata da Giovanni Guareschi e poi amplificata dalla fortunata serie cinematografica interpretata da Fernandel e Gino Cervi, rivive in un sorprendente video realizzato da Giuseppe Povia e Francesco Baccini su un brano che Baudo non volle a Sanremo. "Uniti" è il titolo della canzone che viene illustrata dai due cantautori-amici facendo parlare-cantare Povia in abito talare e cappello da arciprete dal pulpito di una chiesetta di paese, e Baccini dalla tribuna d'un comizio comunista con tanto di fazzoletto rosso e baffi alla Stalin. Enunciano concetti contrapposti dai rispettivi pulpiti, ma poi si siedono al tavolo di un'osteria davanti a due bicchieri (vino per il compagno, acqua per il Don) e cercano insieme soluzioni. "Lo spirito di questa collaborazione chiesa-comunisti mi ha sempre affascinato - spiega Povia -. I film di Don Camillo e Peppone me li fece scoprire mia madre. Così, dopo aver scritto con Baccini il brano "Uniti", abbiamo cercato una situazione che simboleggiasse il contrasto fra due poteri forti e opposti, ma anche la necessità che tesi e antitesi a un certo punto si incontrassero nell'interesse comune. Perché era il buon senso che ispirava Don Camillo e Peppone che da una parte si insultavano, ma nei punti importanti collaboravano. Nella realtà il giusto e lo sbagliato sono assai difficile da distinguere: è evidente che il giudizio sull'aborto cambia se a praticarlo è una ragazzina di 16 anni che ha fatto un sbaglio o una donna in carriera che vuol solo salvaguardare il tenore di vita". "Ecco - prosegue Povia - tutti abbiamo degli scopi, ma è da come li conseguiamo che si misura il nostro valore. Più in generale la canzone e il video sostengono che bisogna dialogare sulle cose che ci uniscono e non su quelle che dividono. Solo così si costruisce. Oggi siamo un Paese che assomiglia a una casa che crolla e all'interno gli abitanti litigano e basta. Io non mi vergogno di dire che mi batto per 3 cose: famiglia, ricerca e sanità. Mi piace un'Italia con Veltroni da una parte e Fini- Berlusconi dall'altra che si accordano per risanare il debito senza troppe chiacchiere". A un certo punto il prete e il comunista si scambiano di bicchieri: il prete beve vino il sindaco acqua. "Più aumentano i mezzi di comunicazione, più sparisce la comunicazione. In quel contesto il prete e il comunista si scontrano in un dialogo che però è totale e costruttivo". Baccini, nei panni di Peppone: "Mi sono rifiutato di metter su la pancia finta, ma sui baffi stalinisti non ho lesinato - scherza -. Mi sono divertito a rappresentare un contesto umano e comunicativo, una chiesetta, un paesino, affetti familiari, incontrato con un parlamento che sembra una classe delle medie dove si lanciano aeroplanini di carta. Il video cade in una campagna elettorale che per fortuna ha toni diversi dal passato e dove l'idea dell'unione per risolvere le emergenze sembra farsi strada. Ma il messaggio è chiaro: la Chiesa e la sinistra sono dalla parte dei deboli, e questo le può unire". Amici Giuseppe Povia e Francesco Baccini in una scena del videoclip di "Uniti", canzone scartata allo scorso Sanremo Mario Luzzatto Fegiz.

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Bettini scrive ai romani <Silvio non è credibile> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Lettera aperta Bettini scrive ai romani "Silvio non è credibile" "Cari elettori romani, Berlusconi vi ha scritto cercando di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione, generosità e produttività. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi naturalmente respinto". Inizia così una lettera aperta a tutti i cittadini romani scritta da Goffredo Bettini, coordinatore nazionale del Pd, e pubblicata sul sito del partito. "è così grottesco il quadro che la destra di Berlusconi e Alessandra Mussolini fa di Roma- si legge- che non ci sarebbe bisogno di rispondere. Noi confidiamo sulla saggezza del popolo romano che ha espresso sempre un gradimento per il sindaco che va oltre il 70%". Bettini sottolinea come "con Veltroni Roma è enormemente cresciuta e migliorata, il Pil è cresciuto il doppio della media italiana. L'occupazione è aumentata di 184.000 persone, più di quanto sia aumentata in tutto il territorio nazionale nei 5 anni nei quali ha governato Berlusconi. Sono nate nuove imprese, più di 3 volte rispetto al resto del Paese". "Il turismo- sottolinea l'esponente pd- ha avuto un balzo in avanti enorme, grazie anche alle notti bianche e alla Festa del Cinema. L'Ici è la più bassa tra le grandi città. C'è in campo la costruzione di una rete di metropolitane. Dal 2001 sono aumentati del 137% gli asili nido. E la spesa per i disabili del 95%. Infine ci sono oltre 100.000 persone assistite in più. Per l'emergenza abitativa sono stati dati circa 75.0000 buoni-casa e si sta realizzando un piano per l'affitto o vendita di 10.000 case popolari entro il 2011". Bettini continua così: "Certo la crescita di Roma crea ogni giorno nuovi problemi. E fa bene Rutelli ogni giorno a segnalare il suo impegno per realizzare quella "rivoluzione" del quotidiano che può migliorare ancora la vita concreta dei romani. I romani hanno potuto toccare con mano l'atteggiamento della destra a fronte di questo sforzo serio e quotidiano di cambiare la città. Solo "No". No al Prg, no all'Auditorium, no alla cultura, no ai parcheggi, no a più taxi. No, solo no. In nome di che? Di un altro progetto?". "Si sta vedendo - prosegue Bettini - qual è il loro progetto. Odiano il cinema e la grande cultura ma piace loro il gioco d'azzardo. Per parlare di Roma occorre credibilità. Come può avere credibilità agli occhi dei romani Berlusconi che è la fotocopia di Bossi? Bossi disprezza Roma. Voleva bruciare il Colosseo, la definisce ladrona, ha intenzione di colpirla e indebolirla. Berlusconi non può che seguirlo su questa strada. Anche se sarà in contraddizione con i suoi elogi al Sindaco di qualche anno fa. Perchè Bossi comanderà ed è decisivo nella sua alleanza di governo. Vi arriverà la lettera di Berlusconi dunque, ma sono fiducioso che per la destra saranno soldi (tanti!) buttati". Stratega Goffredo Bettini.

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Dopo Silvio, Bettini: guerra di lettere (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-04-02 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Pd Il coordinatore: "La destra dà un quadro grottesco di Roma" Dopo Silvio, Bettini: guerra di lettere Dopo la lettera di Berlusconi, anche Goffredo Bettini - coordinatore nazionale del Pd - scrive ai romani. E la sua, naturalmente, è una risposta al leader del Pdl: "Berlusconi - si legge nella missiva - ha cercato di demolire il lavoro per Roma che per sette anni Veltroni ha svolto con tanta passione. Sono sicuro che tanto malanimo sarà da voi respinto e che i loro saranno soldi buttati". Bettini insiste: "Il quadro che la destra dà di Roma è grottesco. Berlusconi è la fotocopia di Bossi, che voleva bruciare il Colosseo. Odiano il cinema e la grande cultura". A PAGINA 2 Servizio.

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<Un secondo anello per il Raccordo> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Pdl L'opera dovrebbe collegare tutta la provincia. Il leader di An: niente pedaggio "Un secondo anello per il Raccordo" Alemanno: una nuova infrastruttura lunga 120 chilometri per liberare Roma Tre anni per il progetto, cinque per i lavori: spesa prevista di 5,7 miliardi di euro Per il candidato alla Provincia Alfredo Antoniozzi "il Gra, ormai, non basta più: serve una nuova opera per il traffico" Era il 18 marzo del 2004, cantiere della terza corsia del Raccordo Anulare, altezza Castel Giubileo. Quel giorno, a sorpresa, Silvio Berlusconi - all'epoca presidente del Consiglio - tirò fuori dal cilindro l'ennesimo colpo: "Costruiremo anche il secondo raccordo anulare ". Oggi, quattro anni dopo, quel progetto torna d'attualità, rilanciato dalla componente di Forza Italia dentro al Pdl e inserito nel programma del candidato alla Provincia Alfredo Antoniozzi e di Gianni Alemanno per il Campidoglio. La premessa, sostanzialmente, è questa: visto che il Gra non basta più, visto che Roma fuori dall'anello è una realtà e che i paesi limitrofi alla capitale sono cresciuti a dismisura, serve un altro "cerchio ", più grande e più esterno. Si chiamerà, qualora il progetto andasse in porto, "Nia" (Nuova Infrastruttura Anulare) e dovrebbe collegare tutta la Provincia di Roma. Dalla Cisterna-Valmontone alla Fiano-San Cesareo fino alla Civitavecchia- Orte, passando per quella Civitavecchia-Roma-Latina che dovrebbe chiudere una sorta di quadrilatero intorno alla capitale. "Il Raccordo - dice Antoniozzi - è diventato ormai un'arteria cittadina, ed è sempre bloccato. Nel 2010 ci transiteranno circa 133 mila veicoli al giorno, di cui l'86% costituito da auto. Con la Nia, le diminuzioni del flusso veicolare possono arrivare al 36%". Progetto ambizioso, di certo. Sia come costi che come lavori. Si tratterebbe di un'arteria da 120 chilometri di lunghezza, 40 di diametro, con 20 svincoli e 7 interconnessioni col sistema autostradale esistente. Costerebbe 5.710 milioni di euro, tutto compreso: progettazione, lavori, espropri, compensazione ambientale. Il 40% dei 120 chilometri sarebbero all'aperto, il 30% viadotti, il 20% gallerie artificiali e il 10% gallerie naturali. L'opera, da realizzare a 10 km dal Gra, servirebbe anche da snodo intermodale: dove la Nia incrocia le linee ferroviarie sono previste delle stazioni di scambio. Come finanziare il tutto? Alemanno ha smentito uno degli elementi di polemica di questi giorni: "Sia chiaro: non faremo pagare il pedaggio, nemmeno sul Gra. è stata la disinformazione di sinistra a mettere in giro questa voce ". I soldi arriverebbero per due vie: l'aumento del pedaggio sulla rete autostradale esistente, oppure finanziamenti europei. Per i tempi di realizzazione, si parla di almeno 8 anni: 3 di progettazione, 5 di lavori. "Vogliamo - ha detto Alemanno - liberare i pendolari dalle tre ore che in media passano in macchina per andare a lavoro. Non si possono lasciare incompiute grandi opere solo per un ambientalismo ideologico: il tempo perso nel traffico, si traduce in maggiore inquinamento. La cura del ferro non basta, se non viene legata al trasporto su gomma, che avrà sempre un'incidenza preponderante ". Sarcastico Bruno Astorre, assessore ai Lavori pubblici della Regione: "Il nuovo raccordo? Un bel pesce d'aprile...". In serata, Alemanno non ha risparmiato una frecciata ai suoi avversari: "Rutelli e Veltroni sono come gli specchi rotti: portano 7 anni di mali...". Ernesto Menicucci.

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Polemica sul manifesto del Pd: <Una vergogna chiamarci nemici> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-04-02 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Alemanno con Bossi e Tremonti Polemica sul manifesto del Pd: "Una vergogna chiamarci nemici" è polemica elettorale, sugli ultimi manifesti del Pd affissi in tutta Roma. Il messaggio, infatti, è quanto meno "politicamente scorretto": c'è una foto, nella quale il candidato sindaco del Pdl Alemanno è affiancato a Umberto Bossi e Giulio Tremonti, con l'inequivocabile slogan "Sempre con i nemici di Roma". Ed è quel termine, "nemico", a far discutere. Alemanno ha replicato: "Chi usa l'aggettivo nemico per definire l'avversario politico è una persona dominata dalla paura e dall'angoscia, che preferisce rozze campagne di istigazione all'odio al confronto sui programmi. Mi dispiace che Rutelli abbia perduto la testa autorizzando questo plumbeo manifesto. Ognuno ha il suo stile: il mio è quello di considerare il mio antagonista soltanto un avversario con il quale misurarsi con lealtà". E Antonio Tajani ha aggiunto: "Berlusconi, con la sua lettera, ha fatto saltare i nervi a Veltroni".

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Berlusconi: Il merito maggiore spetta a Letizia Veltroni: Milano è l'Italia, il Paese prima di tutto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi: "Il merito maggiore spetta a Letizia" Veltroni: "Milano è l'Italia, il Paese prima di tutto".

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ROMA Il comitato promotore non c'è più, adesso tocca al Comitato di pianificazione M (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ilano Expo 2015. E alla presidenza è stato confermato il sindaco di Milano Letizia Moratti, reduce dal successo di Parigi. Che come primo atto del suo insediamento ringrazia il governo e il presidente Romano Prodi: "La collaborazione è stata continua, c'è stata una linea diretta con Prodi anche a notte fonda, quando magari eravamo dall'altra parte del mondo". Ringraziamenti anche per Massimo D'Alema per la rete di relazioni diplomatiche, per Emma Bonino e "i voti ottenuti nell'area del Maghreb", per il sottosegretario Craxi che "ha girato tutto il mondo in cerca di voti". Quello che ha portato alla vittoria di Milano, afferma la Moratti, "è stato un gioco di squadra". E la squadra è tutta in prima fila al termine della prima riunione del Comitato svoltasi a Palazzo Chigi. Come la lady di ferro, anche il presidente del Consiglio Romano Prodi dice che è ora di mettere da parte i festeggiamenti. "La vittoria è un chiaro successo dell'Italia, ora si volta pagina e ci si mette subito al lavoro. Sette anni sono sufficienti ma non sono troppi", mette in guardia. A proposito di relazioni internazionali rileva come i rapporti con la Turchia non siano stati intaccati dalla delusione per la sconfitta di Smirne. "E' molto importante che l'amicizia con il presidente turco Gul non si sia rotta dopo il voto - dice Prodi - al contrario, mi ha anche invitato per una visita". D'Alema rivendica nel sopravvento della candidatura di Milano "un risultato della politica estera fatta negli ultimi due anni dal nostro Paese" e di un successo "merito dell'intero sistema Paese" parla Gianfranco Fini, mentre il governatore lombardo Formigoni evidenzia "l'unità dell'Italia per vincere al di fuori dei colori politici". E anche il centrista Pierferdinando Casini invita a "non farci del male con liti penose e provincialismi pre-elettorali". Ma Silvio Berlusconi sulla vicenda Expo non accetta compromessi. Due giorni fa aveva sostenuto che non era una vittoria del governo Prodi, ieri ha prima accusato i giornali di aver "strumentalizzato" la sua reazione, per poi ribadire: "Il governo avrà fatto del suo meglio, ma non ha un merito esclusivo, anche perché il merito maggiore spetta a Letizia Moratti, che per mesi ha svolto una campagna promozionale ed è anche merito mio che, sotto la regia di Letizia Moratti, ho fatto degli interventi invitando anche dei commissari ad Arcore". Emma Bonino si indigna: "Sapevamo benissimo - sostiene il ministro radicale - che se vinceva Milano sarebbe stata una vittoria della città, mentre se perdeva sarebbe stata colpa del governo. Nonostante ciò abbiamo perseguito l'obiettivo con assoluta determinazione, in una campagna intensa e motivata cui abbiamo dato fino all'ultimo minuto utile e all'ultima telefonata utile". "Milano è tutta l'Italia. Il Paese viene prima di tutto", torna sulla polemica il leader del Pd Walter Veltroni. D'Alema rincara la dose: "Quando si è convocati in Nazionale, ci si mette la maglietta azzurra e si vince con l'Italia. Alcuni giocatori riescono a giocare solo con addosso la maglietta della loro squadra". Critico invece il cantante Celentano: "L'Expo 2015 sarà il "colpo di grazia" per Milano, vibrato - scrive sul suo blog - dagli "archi-carnefici contemporanei", cioè le grandi firme dell'architettura. C.Gu.

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"avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza - (segue dalla prima pagina) concita de gregorio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il Cavaliere si presenta in studio con tecnici di fiducia. E per Veltroni quattro assistenti "Avanti il prossimo, come dal dentista" per i leader una staffetta a distanza Walter alla Del Bufalo: "Puoi chiamarmi come vuoi, anche eccellenza..." Accordi ferrei per evitare l'incontro degli sfidanti nei corridoi di Saxa Rubra (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) CONCITA DE GREGORIO Le telecamere inquadrano Berlusconi che esce dalla porta sul retro mentre Veltroni entra da quella davanti, i quattro giornalisti chiamati a intervistarli restano seduti ai loro posti così come Giuliana Del Bufalo direttore di Rai Parlamento nella sua giacchetta rossa intonata al tavolo. Sembra una seduta di laurea, senza applausi però. "Sembra il dentista", si innervosisce Berlusconi scontento fin dal principio per via della polemica del giorno, quella che lo oppone al Quirinale: "Sono sempre i giornalisti a strumentalizzare", si lamenta con gli intervistatori un attimo prima di iniziare: "Anche sulle donne ero stato così attento, l'altro giorno, a dire che sono domine e padrone della casa". Perseguitato dalla stampa nemica, ecco come si sente Berlusconi, e poi circondato da istituzioni ostili: "Confermo, non è un'opinione è la realtà: sono tutte a sinistra". Inoltre un dettaglio tecnico per lui non secondario: "Chi va in onda dopo di me avrà il vantaggio di avermi già ascoltato". Alla stessa ora su altro canale va in onda Roma-Manchester, circostanza che potrebbe minimizzare la portata della contesa. Niente affatto invece. Nervosissimo lo staff di Berlusconi presidia il territorio di Saxa Rubra fin dalle otto, ci sono accordi ferrei per non fare incontrare i leader e per tenere lontana la stampa non-Rai, la palazzina B dove si svolge la trasmissione in diretta è trasformata in una specie di Città proibita alla quale si accede solo fino a mezz'ora prima e su visita guidata, accompagnati e controllati da alti funzionari. Una troupe di Ballarò gira gli esterni. David Sassoli e Maurizio Mannoni si affacciano dalle rispettive stanze scendono a vedere che succede. Tutto il paese Rai esce nei vialetti. Si vedranno? Si parleranno? Non è mai successo in campagna elettorale: sarà oggi? Escluso, non è oggi. Veltroni non ha manifestato il desiderio di intrattenersi con Berlusconi, verrà dunque fatto accomodare qui dove ora c'è un maggiordomo in livrea che prepara le pizzette e poi fatto salire al primo piano dalla scala di destra. Berlusconi non ha fatto sapere di volersi fermare a stringere la mano a Veltroni perciò l'auto lo raccoglierà subito fuori dall'uscita secondaria. Nessuno dei due ha bisogno di trucco. Berlusconi arriva già truccato da casa, non si fida di mani ignote né di luci non devote. Ecco difatti l'ispettore dei faretti, già operatore Mediaset oggi alto collaboratore del leader. Ecco il regista al seguito quello che firmò negli anni d'oro Colpo Grosso. Ecco il fotografo personale del leader che si presenta declinando le generalità: Anticoli Livio. Causa traffico partita arriva con un filo di ritardo persino il Suv Chevrolet con vetri oscurati e sei body guard con auricolare a bordo che apre la strada alla berlina del leader del Popolo delle libertà. Cinque minuti alle nove, si comincia. Berlusconi ha un tappeto di capelli compatti che gli disegnano sul cranio una sagoma come quella di Diabolik ed ha cambiato cravatta. Non è più quella a pois degli ultimi dieci anni, questa è azzurro acceso quasi viola con disegni cachemire rossi, devono avergli detto che è più giovanile. Tuttavia il taglio della giacca l'impostazione oratoria, i lunghi monologhi e i sorrisi forzati ne denunciano ciò che anche Veltroni fra poco non mancherà di ricordare: l'età, lo stile da imprenditore anni Cinquanta quello che dice con orrore "la sinistra è radicata nell'ortodossia marxista" e poi si rivolge a Bonaiuti, suo sottoposto già sottosegretario alla presidenza del Consiglio, spazientendosi davanti ai microfoni aperti: "Ma dov'è Bonauti quando serve deve sempre andare al bagno". Nel merito rilevante solo il passaggio sui precari, che secondo Berlusconi in Italia non esistono: sono appena il 12 per cento e quasi tutti (per l'esattezza l'80 per cento del 12) destinati ad essere assunti a tempo indeterminato. "I giovani siano imprenditori di se stessi", fine della questione. Unica notizia politica: le porte aperte a Casini ove mai decidesse di tornare. Lo scambio di accuse ascoltato fin qui esi vede che era per gioco. Veltroni arriva che Berlusconi sta già parlando da un quarto d'ora. Lo accompagnano in quattro: Roscani, Verini, Coldagelli e Martino. Al loft c'è una squadra che sta seguendo la trasmissione, pronta ad intervenire in caso di bisogno di notizie o suggerimenti. Non mangia pizzette, non passa al trucco, sale al primo piano a guardare la tv. Ha una giacca più chiara e una cravatta più scura del suo avversario. I bottoni della camicia slacciati. Se Berlusconi esce stizzito dicendo sembra di essere dal dentista avanti il prossimo anche lui entra con una battuta, "ciao Giuliana, come mi devi chiamare? Come vuoi, anche eccellenza". è disinvolto, parla a bassa voce, guarda in camera. Dice che i precari esistono, che l'immondizia a Napoli non è un problema di ieri e l'Alitalia neppure. Parla di talenti, di semplicità e di una Bocconi al sud per fare una gioventù migliore. E' contento, quando esce. "Per me vinciamo, ma vinciamo perché abbiamo un lavoro da fare e io mi fido degli italiani. Davvero: mi fido di loro. La cosa peggiore che può capitare a questo paese è di continuare cosi".

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"vinco di sicuro". "ci sarà la sorpresa" - giovanna casadio gianluca luzi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

"Vinco di sicuro". "Ci sarà la sorpresa" In tv Berlusconi minimizza sui precari. Veltroni: invece è il dramma più grande Il duello Ma il Cavaliere ripete l'appello a "non disperdere i voti sulle forze minori" GIOVANNA CASADIO GIANLUCA LUZI ROMA - Comincia con un appello a "non disperdere il voto sulle forze minori" la tribuna elettorale di Silvio Berlusconi. Inizia con una promessa quella di Veltroni: "Le famiglie sono in difficoltà, bisogna intervenire sui prezzi e sui salari", un impegno: "Non intendiamo aumentare le rendite finanziarie" e una conferma che smentisce l'ipotesi delle larghe intese: "Chi prende un seggio in più governa, poi le riforme istituzionali si fanno insieme". Ma non manca un avviso al suo avversario: "Noi vogliamo vincere. Penso che il risultato elettorale ci darà delle grandi sorprese: ho ricordato già in passato che nel 2006 i punti di distanza erano 6 e poi si è visto come è andata a finire". Berlusconi alle nove di sera, Veltroni a seguire, alle nove e cinquanta. Non quel faccia a faccia che ormai è sfumato ma il confronto più ravvicinato possibile nello stesso studio tv. Il primo appello, la raccomandazione agli elettori del centrodestra a non votare l'Udc di Casini - anche se non l'ha citato il destinatario è evidente - è ormai un classico di questa campagna elettorale del Cavaliere: "Ogni voto non dato al Pdl ma alle forze minori è un regalo a Veltroni" e già qualche ora prima aveva ammesso che pur essendo convinto di avere la maggioranza, tuttavia la legge elettorale in vigore (e che lui non ha voluto cambiare) "non rende sicura al Senato una larga maggioranza". La "colpa" è dell'Udc, ma "se volessero tornare con noi, le porte non sono aperte, ma spalancate". I cattolici guardano con una certa apprensione sia al centrodestra che al centrosinistra. Veltroni li rassicura: "Da loro punti di vista vitali per la politica". Il leader del Pd - nel confronto a distanza - insiste sui temi economici. "La priorità è intervenire sui prezzi, sui salari, sugli stipendi e sulle pensioni". E le risorse "per questo ci sono: si potrebbero usare quattro miliardi di extragettito". Parole, fiction, gioco di prestigio, obietta il Cavaliere. "Esistono due sinistre: quella della realtà dei fatti, delle tasse, degli extracomunitari, dei rifiuti. Poi c'è un'altra sinistra, quella di Veltroni, delle promesse e delle parole, un grande gioco di prestigio per far dimenticare il governo Prodi e un passato che ritorna con gli stessi personaggi dell'ortodossia marxista. Veltroni si è speso da par suo e ha dato qualche scossa ai sondaggi, poi però ha commesso degli errori. Ha detto: andremo da soli ma ha preso i radicali e si è apparentato con quello che considero il peggio del peggio, cioè Di Pietro. Quindi ha mancato la promessa". Veltroni invece difende Prodi, ma non l'Unione "da Dini a Caruso". "Io penso che vada salvaguardato il lavoro di un uomo di Stato come Prodi, ma non la maggioranza che aveva, perché con quello schieramento non si poteva pensare ad una stagione riformista". Ma nonostante le asprezze della campagna elettorale, Veltroni cerca di mantenersi lontano dalla rissa, anche evitando di chiamare per nome il suo avversario. "Perché nei comizi non cito Berlusconi per nome? - spiega il leader del Pd - Per uscire da questo quindicennio, perchè è un modo, un gesto simbolico se volete, per fare la campagna elettorale del 2008 e non quella del 1994". Per il leader Pd "questo è un paese invecchiato e stanco. Ha bisogno di liberarsi da una specie di scimmia che porta sulle spalle e da un sistema politico goffo e inconcludente fondato sulla cultura del veto". Berlusconi tuttavia rispolvera le sua accuse al governo di centrosinistra da cui "avrò a Palazzo Chigi una situazione difficile e una eredità pesante. Non dubito che noi avremo una maggioranza vasta al Senato, però sulle riforme istituzionali e sulla riforma del sistema giudiziario un accordo bipartisan sarebbe opportuno. E dato che Veltroni ha saccheggiato il nostro programma, se lo mantiene non sarebbe male se aggiungesse il loro voto al nostro. Quando è toccato a noi lo abbiamo fatto". A tutti e due i contendenti è stata fatta la domanda sulla precarietà e il lavoro dei giovani. Diversissime le risposte. "Si deve partire dalla scuola e dalla ricerca anche con incentivi alle aziende per l'innovazione. - premette il Cavaliere - Ma non avverto gli allarmi della sinistra sulla precarietà come un male. Da quando il mio governo ha cambiato i contratti a termine, i lavori a tempo determinato cioè i contratti a diciotto mesi, all'ottanta per cento sono diventati a tempo indeterminato". Per Veltroni, "al contrario di quanto pensa il leader del principale schieramento avverso, la precarietà è il dramma più grande di questo Paese". Per i giovani "il futuro è una minaccia. Dobbiamo ridargli speranza". E per uscire dal dramma si deve seguire la strada europea: "In 23 paesi europei su 27 esiste il compenso minimo legale come noi lo proponiamo. Noi inoltre sosterremo fiscalmente le imprese che stabilizzano i lavoratori. Certo, le imprese hanno il diritto di valutare i lavoratori attraverso l'apprendistato ma non possiamo accettare la reiterazione infinita dei contratti di collaborazione".

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Il figlio di mentana in lista per rutelli negli "under 30" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il figlio di Mentana in lista per Rutelli negli "under 30" ROMA - Mentre il padre cerca ancora di convincere Berlusconi e Veltroni a sfidarsi nel suo studio di Matrix, il figlio ventenne si candida alle amministrative di Roma con il centrosinistra. Stefano Mentana, classe 1987, figlio di Enrico, cercherà di conquistare un seggio nei municipi IX e XVII per la lista Under 30 di Rutelli. Bruno, occhi celesti, studente universitario, Mentana jr non è nuovo all'esperienza politica: già iscritto alla sinistra giovanile, ora nei giovani democratici, è uno dei dirigenti dell'associazione Kanimambo, impegnata per l'Africa e promossa dalla giunta Veltroni. Con il quale Mentana jr ha fatto un viaggio di istruzione ad Auschwitz. (gio.vi.).

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Rimane solo la denigrazione (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Si capisce che quasi quasi Berlusconi avrebbe preferito che Milano lo perdesse, l'Expo 2015, per poi mettere la pietra tombale sui fallimenti di Prodi. Per lui il paese è tutto spazzatura, mozzarelle avariate e il più pesante discredito internazionale possibile. Successi nazionali, per altri quindici giorni, non sono graditi. Poi sarà tutto un trionfo. Non ci lamentiamo, in fondo a essere onesti veniamo ripagati della stessa m o n e t a che abbiamo usato contro tante analoghe defaillance del centrodestra, quando ci saremmo fatti tagliare una mano piuttosto che riconoscere a Berlusconi anche un solo merito. In questo senso, la campagna del 2008 non è qualitativamente diversa da quelle che l'hanno preceduta. Le due parti si rinfacciano continuità col passato: Berlusconi è sempre ostaggio di Bossi e Veltroni è sempre un paravento dietro al quale si nascondono comunisti e aguzzini dei contribuenti. Lo smarcamento di Casini non ha portato grandi novità, visto che si limita pigramente a ripetere entrambe le accuse contro entrambe le parti. Veltroni resiste all'invito ad "alzare la voce", non vuole correre il rischio di precipitare nella denigrazione dell'avversario. Lo si può capire: siccome da destra non vengono proposte specifiche di soluzione dei problemi del paese, anche criticarle diventa impossibile e ogni polemica finisce sul personale, proprio come quelle di Berlusconi. In questo senso, la sortita di ieri sulla delegificazione (con tutte le potenzialità e anche i limiti che evidenzia oggi su Europa Montesquieu, ma siamo in battaglia...) è perfetta: non va contro nessuno, se non contro un'Italia arcaica e inefficiente. Peccato solo che una di quelle leggi da abolire o riscrivere (la par condicio tv, altro frutto amaro del bipolarismo da caserma) limiti molto le possibilità di Veltroni di far conoscere proposte forti come questa al grande pubblico, l'unico veramente interessato.

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Si apre la bagarre televisiva, Veltroni formato famiglia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'agenda Pd: casa, spese per la salute, libri scolastici, università, bonus per i consumi Si apre la bagarre televisiva, Veltroni formato famiglia Tribune elettorali e prime serate tv servono alla rimonta democratica Negli ultimi giorni di campagna elettorale il leader del Pd Walter Veltroni accelera sulle proposte a sostegno della famiglia, a cominciare dalle famiglie meno abbienti. E lo fa nel giorno in cui si apre in tv il confronto elettorale, sebbene a distanza, con Berlusconi. Ieri sera le due conferenze stampa televisive tra i principali candidati hanno dato il via al rush finale, che il Pd si giocherà sui temi della famiglia. A cominciare dal piano casa, illustrato ieri mattina dallo stesso Veltroni all'Ance, che parte dalla necessità di 100 mila alloggi popolari per 3 miliardi di euro di investimenti ma prevede anche aumenti di detrazioni sugli affitti per gli inquilini e l'introduzione di un'aliquota secca al 20% per i proprietari. Sempre ieri Veltroni ha presentato la proposta del Partito democratico per la sanità che prevede l'ammodernamento degli ospedali, l'abbattimento delle liste d'attesa, un fondo per l'odontoiatria. Ma allo studio vi sarebbero anche misure a sostegno del potere d'acquisto, con un bonus per le famiglie in difficoltà. A PAGINA 3.

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Berlusconi IV già in pre-crisi e non è teatro: ecco perché il nodo è serio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DESTRA   LA LEGA: "NO AL VOTO AGLI IMMIGRATI O IL GOVERNO CADE". QUELLA DEL PDL, PERÒ, NON È UNA BOUTADE. VELTRONI: "È GIÀ PARTITA LA SARABANDA". Berlusconi IV già in pre-crisi e non è teatro: ecco perché il nodo è serio FRANCESCO LO SARDO Nota Veltroni che "la legislatura deve ancora cominciare e già è partita la sarabanda nel centrodestra sugli immigrati". In effetti fa impressione sentire prima dei risultati elettorali e prima della formazione di un governo, le grida della Lega contro un'ipotesi di voto agli immigrati. Urla che sono giunte ieri al loro diapason: "Se il futuro governo dovesse prendere in considerazione un disegno di legge del genere, per la Lega finirebbe il giorno dopo", è l'efficace sintesi del leghista Mario Borghezio, che traduce in un concetto chiaro il senso ultimo dei secchi altolà al Cavaliere (e a Fini) già pronunciati sulla questione da Bossi, Calderoli, Maroni, Castelli. Ma è molto più di una "sarabanda " quel che sta accadendo a destra sul nodo dell'immigrazione: s'è infatti aperta la prima seria frattura politica tra Pdl e Lega e la prima divaricazione tra l'autonomista Lombardo (sulla linea Berlusconi- Fini) e il Carroccio finora considerato, a destra, l'alleato privilegiato dell'Mpa siciliano. A chi poi pensa che il Cavaliere, che ha innescato la polemica con le sue aperture al voto agli immigrati, si sia lasciato andare a una delle sue solite boutade, va detto che le cose non stanno così. La promessa di una "discussione sulla concessione del voto amministrativo ai cittadini stranieri" che si farà ha detto Berlusconi "prossimamente con il mio governo", è stata pronunciata solennemente in un intervento sabato scorso alla Giornata della legalità a Parma, promossa dal Pdl e dal Movimento nuovi italiani: uno dei partiti alleati del Cavaliere, che nel 2006 aveva appoggiato Di Pietro, che a sentire il vicepresidente Marco Angelelli "ha un bacino di 160mila voti" e che ha al primo punto del programma "l'acquisizione di tutti i diritti politici" per chi regolarmente lavori e risieda in Italia. Lo scontro Lega-Pdl sul voto agli immigrati è però solo il sintomo di un malessere più grave della destra su un tema dai profili complessi. L'apertura del Cavaliere sposa una vecchia posizione di Fini ed è stata rilanciata intenzionalmente, non come sortita estemporanea. Mai e poi mai finora il Cavaliere avrebbe osato contrariare la Lega. Oggi invece si mette sulla stessa lunghezza d'onda del numero due del Pdl Fini che, forte di un affidavit da parte di ambienti confindustriali, sta guidando una sorta di virata soft del centrodestra sul nodo immigrazione. Berlusconi non cerca grane con Bossi: così due giorni fa ha dato rassicurazioni a Calderoli. Ma non c'è dubbio che il cavallo di battaglia di espulsioni a raffica sia stato rimesso nella stalla dal Pdl. Ai roboanti proclami di ripulire l'Italia dall'immigrazione clandestina e di fronteggiare l'emergenza di immigrati, anche comunitari, privi di mezzi di sostentamento è stata messa la sordina: un conto è tuonare dall'opposizione, altro è predisporsi a governare il fenomeno in un contesto legislativo europeo che consente ai governi nazionali ristretti margini di manovra. Se n'è accorta la Destra di Storace che infatti picchia duro, non solo dicendo "no" al voto agli immigrati. "La legge Bossi-Fini è blanda e non va bene ? spiega Daniela Santanchè ? e non funziona la parte sulle espulsioni, che non si riescono a fare". La svolta soft, che apre falle sull'elettorato di destra, viene contestata anche dall'interno del Pdl. Capofila dei duri è Maurizio Gasparri, che ha ribadito la sua "personale contrarietà" al voto agli immigrati. L'altra novità dello scontro che si consuma in queste ore è la profonda divaricazione tra Lega e l'Mpa: "Quando ci si integra in una comunità e si fa il proprio dovere ? dice Lombardo ? è naturale che l'altra faccia della medaglia comprenda i diritti, prima di tutto quello del voto". È l'opinione espressa da Fini il 25 febbraio, contro cui la Lega era già insorta. "Prepariamoci a una legislatura ? se la ride l'ex alleato Casini ? in cui se Bossi che è trainante s'arrabbia ci saranno scossoni". O crisi. E il nodo dell'immigrazione, a destra, tornerà presto a galla.

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Forza Roma, forza Lazio, si decide qui (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

È come se fosse suonata la patarina, anche se la campana del palazzo Senatorio sul Campidoglio non è più quella originaria da tanto tempo. Però l'hanno sentita in tutta Italia, chi fa politica. Il suo suono annuncia quella che potrebbe essere la svolta delle elezioni 2008: non solo Rutelli a un soffio dall'elezione a sindaco al primo turno, come Zingaretti alla Provincia, ma soprattutto (per i non romani) il senato del Lazio al Pd. Che con l'aggiunta dei possibili quorum di Udc e Sa, vorrebbe dire la falcidia dei senatori di Berlusconi (che qui due anni fa conquistò il premio e 17 seggi che ora verrebbero più che dimezzati, come spiega Mario Lavia oggi su Europa). Tre giorni fa, transitando nel Lazio per il suo tour, Veltroni ha dato questo annuncio, attribuendone merito a Rutelli e Zingaretti. La propaganda ha però stavolta dietro di sé valutazioni precise: la destra nella regione è partita avanti, è stata rimontata e già superata, seppur di poco. Una forte mobilitazione può dare il colpo definitivo. In coerenza con la propria strategia nazionale, il leader del Pd non dedicherà al Lazio e a Roma una cura specifica. C'è anche un motivo in più: l'opportunità di non calpestarsi i piedi con colui che a Roma corre per il sindaco dovendo inevitabilmente segnare qualche differenza rispetto al predecessore. Eppure c'è un nesso, tra la campagna nazionale di Veltroni e la battaglia romana. Si spingono a vicenda. Insieme possono sfociare in una più che possibile vittoria al senato che cambierebbe il destino dell'intera legislatura. Non sarebbe il frutto del caso. La destra politica romana è inesistente e frantumata ? sia pure in una città intrinsecamente di destra ? perché quindici anni di amministrazione progressista l'hanno minata perfino sui suoi temi (crescita economica, sicurezza) oltre che per una incomparabile visione generale della missione della città. Se questo avrà una simile ripercussione nazionale ? in un momento in cui risaltano solo questioni meridionali e settentrionali ? si capirà meglio quanto conta il "modello Roma".

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Cambio passo? <Già fatto> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

DEMOCRATICI Il richiamo di Bersani mentre per Veltroni "la rimonta è in corso" Cambio passo? "Già fatto" MARIO LAVIA Un'intervista, un titolo magari un po' forzato ("Caro Walter, è ora di cambiare passo"), e gli ingredienti per un caso-Bersani ci potevano stare. Qualche giorno dopo il D'Alema che giudica "moscio" lo slogan veltroniano del "si può fare", poi... Ma "figurarsi se polemizziamo a 15 giorni dal voto", protestano i bersaniani. E lui stesso, in serata: "I titoli non li faccio io". In effetti non pare il momento più giusto proprio ora che ? come ha ripetuto ieri Veltroni ? "la rimonta è in corso". Per farla breve, la "bomba" non esplode. Ad una lettura più attenta ? si fa notare ? il discorso del ministro per lo sviluppo non va inteso come l'antipasto di una resa dai conti post-13 aprile in caso di un risultato negativo ma come la sottolineatura di un'esigenza, "fatichiamo ad arrivare ad una certa fascia di elettorato e per questo dobbiamo essere capaci di un colpo di reni". Magari ci si poteva attendere un richiamo alle ragioni della sinistra e per questa via una opinione problematica sulla scelta di rompere con la sinistra radicale. Niente di tutto questo, invece: bisogna "corteggiare" di più i moderati, insistere sulla novità del Pd, che è "la risposta a una politica sputtanata". Un discorso che a Veltroni va più che bene, lui che ha impostato tutta la sua azione all'insegna della "novità" del Pd, a partire dall'andare da soli, e dai contenuti ultra-riformisti del suo programma. E dal ministro riceve pure una specie di polizza sulla vita: "Nella storia chi vince ha sempre ragione ma chi perde non sempre ha torto". Dopodiché non è un mistero che nel circuito politico- mediatico la questione del "che succede" se il Pd va male sia posta da giorni. Si discetta sull'"asticella", fissata giorni fa da Bettini al 35 per cento. Veltroni tutto questo lo sa, ha già detto la sua, e di tutto ha voglia tranne che di cimentarsi in una surreale discussione sul dopo-voto. Il candidato premier continua a sprizzare ottimismo da tutti i pori: "Il suo cambio di passo è questo ", dicono i suoi. Risulta che venerdì scorso abbia colpito qualche suo interlocutore: "Guardate che vinciamo ". Al senato? "Anche alla camera". Pare che ne abbia parlato con diversi osservatori, fra cui Eugenio Scalfari, che per conto suo aveva raggiunto la medesima convinzione, illustrata poi domenica in tv dalla Annunziata. Da Viterbo, ieri Veltroni ha scandito: "Abbiamo messo in moto un'onda gigantesca, la rimonta è in corso e possiamo dare un'ultima grande spinta". Al loft ci si comincia a credere sul serio. Il Democratic day di domenica è andato benissimo: non è solo pullman, la campagna dem. "Non lo so, certo è che ovunque Walter riscuote un successo enorme ? dice Giorgio Tonini ? ieri alla Confcooperative c'è stata una standing ovation, un entusiasmo che non credevo". Una platea certamente non ostile ma che nemmeno fa sconti. "È vero che la macchina del partito funziona un po' a macchia di leopardo ? dice ancora Tonini ? questo dipende da questa legge elettorale, dal fatto che non ci sono i collegi, che non si capisce come bisogna farla, questa campagna elettorale, che il Pd è nato solo pochi mesi fa... Se vinciamo? Io dico che la nostra maggiore colpa sarebbe quella di ritenere che i giochi sono fatti. Di non crederci Ma insomma se di là non c'è uno straccio di proposta e di idea perché il paese non dovrebbe credere a noi?". Walter è gasatissimo. Chi lo conosce sa che quando si mette a sparare battute è buon segno, e ieri ne ha avute per tutti. Per Berlusconi: "Ho letto che gli hanno fatto una domanda su internet e lui l'ha scambiata per una partita di calcio tra l'Inter ed una squadra straniera... ". Per Fini: "Alla manifestazione a Palermo non c'era nessuno e il presidente di An si è innervosito e ha cacciato via tutti". Per Casini, il più tenace oppositore del Cavaliere al punto che "ormai gli manca solo l'eskimo ".

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Una lettera di Walter ai giovani sulla cultura (nascosta nelle pagine domenicali di "Repubblica") (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

FEDERICO ORLANDO RISPONDE Cara Europa, domenica mi ha entusiasmato Eugenio Scalfari su Repubblica contro il Tg1 e altri telegiornali pubblici già al guinzaglio del berlusconismo; e per la certezza espressa che il Pd vincerà le elezioni. Forse per il piacere della lettura, mi è sfuggito un articolo di Veltroni sullo stesso numero, in cui esalta il ruolo della cultura sia come qualità morale degli italiani, sia per la sua stessa produttività materiale. Da "creativo", sarei interessato a leggere l'articolo, anche se procurarsi un arretrato del giornale pare operazione complessa. ANDREA SINISCALCHI, CASERTA Caro Siniscalchi, è buona norma conservare il giornale 2 ? 3 giorni, non bastano quattro righe di annuncio in prima pagina (come è stato per l'articolo di Veltroni) a richiamare l'attenzione del lettore. Walter dice una cosa che a me sta a cuore più d'ogni altra, ma che non è entrata nella campagna elettorale: che la cultura è la partenza di ogni politica alta. Come diceva Malraux, essa è ciò che ha fatto dell'uomo qualcosa di diverso da un accidente dell'evoluzione. L'attuale struttura politico-culturale in Italia non risponde a questa esigenza. Veltroni constata nel giro delle 110 province che la tv ci racconta un'Italia diversa da quella che è: ci racconta il reality invece della realtà, parla non di noi ma del nostro avatar (il nostro alter ego che ci costruiamo col ricorso all'elettronica, l'io fittizio col quale confidiamo). Tutto è innaturale nella tv di Rai e Mediaset, proprio nel paese dove è la cultura "l'unicità italiana". È solo essa che avvicina i giovani, con la loro creatività, alla problematica del nostro (loro) tempo e del futuro. "Nella spinta verso il cambiamento, non si può fare a meno di spalancare spazi alle nuove idee, alle nuove arti, alle espressioni della nostra contemporaneità, alle ragazze e ai ragazzi curiosi del mondo e che vogliono raccontarsi con ogni forma di comunicazione". Oltre che orgoglio e benessere spirituale, la creatività è opportunità di lavoro, che va definita, sia stabilizzando i profili professionali (l'artista, il creativo, l'imprenditore culturale, lo sperimentatore), sia disboscando la foresta normativa e burocratica che soffoca l'albero della creatività con le liane delle mezze maniche. Chi fa cultura dev'essere sottratto alla precarietà e alla necessità di trovarsi "prima" qualcosa per l'affitto e il pranzo. Il nuovo governo ? e solo il Pd può fare un governo che senta e pensi così ? deve essere convinto che la ricchezza del paese non si misura soltanto in Pil, che "l'artista e il creativo vanno considerati produttori" anche agli effetti retributivi, produttori della "specificità italiana" (non solo moda e design); che l'Expo 2015 di Milano, coi suoi 44 miliardi di euro e 70 mila posti di lavoro dev'essere nuova rispetto alle precedenti creando anche (come vuole nel suo gergo complicato De Rita) "reti brevi e lunghe" invece di Olimpi di ferro o di cristallo, ma creando nuovo rinascimento, dopo le rapine della politica e l'abbandono della cultura alle sue sole capacità e alla spesso connessa bohème. Sì, mi piacerebbe che Veltroni facesse di quell'articolo una lettera da un milione di copie e la mandasse ad altrettanti italiani interessati a conoscerla.

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<Era ora>. La piccola impresa attende da anni l'abolizione di lacci e lacciuoli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

RITARDI   POSITIVI I COMMENTI ALLA PROPOSTA DI VELTRONI ESPRESSI DA CONFARTIGIANATO, CNA E CONFCOMMERCIO "Era ora". La piccola impresa attende da anni l'abolizione di lacci e lacciuoli RAFFAELLA CASCIOLI Mezzo punto di Pil all'anno: tanto varrebbe l'abrogazione e la semplificazione legislativa proposta ieri dal leader del Pd, Walter Veltroni, entro il 2010. I lacci e lacciuoli lamentati in questi ultimi anni con sempre maggiore intensità dalle imprese costrette a correre con il freno a mano tirato potrebbero essere almeno in parte eliminati da quella che il candidato premier del Pd preannuncia essere "una vasta operazione di semplificazione dalla quale risulterà anche una riduzione dei costi per le imprese pari a 9-9,5 miliardi". Per il mondo della piccola imprese potrebbe essere senza dubbio quella boccata d'ossigeno richiesta ormai da tempo. Il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, dichiara a Europa che "l'impegno di Veltroni a sfoltire drasticamente la giungla di leggi italiane non può che avere il mio commento positivo. Mi auguro però che, ancora una volta, non si tratti di annunci. Le nostre imprese non ne possono più di promesse. Vogliamo i fatti. Ne va della nostra capacità competitiva rispetto alle altre imprese europee". Positivo anche il giudizio del segretario generale di Cna, Sergio Silvestrini, secondo cui la proposta del leader del Pd "non può che essere accolta con molta soddisfazione anche perché dimostra attenzione da parte di Veltroni alle richieste del mondo delle imprese che noi abbiamo avanzato anche recentemente. D'altronde l'esigenza di intervenire su questo terreno è stata sottolineata anche da Berlusconi nei giorni scorsi a riprova dell'assoluta necessità di mettere mano al problema". Anche Luigi Taranto, direttore generale di Confcommercio, spiega ad Europa che la Confederazione "trova importante ogni iniziativa che si proponga di affrontare con determinazione la questione della semplificazione normativa ed amministrativa, facendo proprio l'obiettivo comunitario di ridurre del 25%, entro il 2012, gli oneri imputabili alla legislazione in vigore e che, nel nostro paese, gravano sulle imprese dei servizi per oltre 8 miliardi di euro all'anno". Taranto ha insistito "sulla necessità di un dipartimento presso la presidenza del consiglio dedicato alle politiche per le pmi, oltre che sulla possibilità di delegare funzioni amministrative non discrezionali all'iniziativa organizzata dei privati. Questioni che ci sembrano emergere anche nella proposta illustrata da Veltroni e Bassanini". Secondo un recente studio di Confartigianato, infatti, gli oneri burocratici della furia normativa italiana (che ha prodotto tra il 1990 e il 2004 3.455 leggi nazionali contro una media di 1.215 registrata nello stesso periodo in Francia, Germania, Spagna e Regno Unito) raggiungono i 15 miliardi di euro l'anno per le imprese. Di questi oltre 11 miliardi di euro è a carico delle piccole imprese. "Ridurre il peso della burocrazia è la nostra priorità ? ha spiegato Guerrini ? lo abbiamo sottolineato anche lo scorso 6 marzo durante l'incontro tra Confartigianato e l'onorevole Veltroni. "A burocrazia zero", le piccole imprese recupererebbero più della metà del gap di produttività che oggi scontano rispetto alla media della produttività di Francia, Germania e Spagna". Il differenziale tra il nostro paese e la media europea considerata su Francia, Germania, Irlanda, Spagna e Regno Unito su molti capitoli rappresenta la cartina di tornasole della più lenta crescita del sistema Italia. Secondo lo studio di Confartigianato, ad esempio, il tempo necessario per pagare le tasse in Italia è oltre il doppio della media europea: 360 ore contro le 161 continentali; senza contare che un gap simile si riscontra anche sulla tassazione dei profitti che, in Italia, è pari al 30,8% contro il 17,8% della media comunitaria. La riduzione del divario in molti casi, però, può essere ottenuta a costo zero. Basti pensare che il numero delle procedure per registrare una proprietà è in Italia il doppio della media europea: 8 atti contro i 4,8 comunitari. Ed ancora è schiacciante il gap tra i chilometri di nuove autostrade realizzati nel decennio 1993- 2003 in Italia pari a 91 e la media europea a cinque paesi pari a 1.532. Per questo Confartigianato sta chiedendo a più riprese che per ogni nuova normativa si preveda la valutazione d'impatto sulle pmi; si realizzi una seria politica di semplificazione burocrativa, senza informatizzare l'inutile; si superi la frammentazione di competenza e di responsabilità istituzionali sulla materia; si privatizzi e si liberalizzi l'istruttoria amministrativa consentendo alle piccole imprese di accedere alla pubblica amministrazione attraverso le agenzie per le imprese. Anche la Cna ha sottolineato la necessità di passare dall'amministrazione che autorizza all'impresa responsabile della propria attività. Per Silvestrini occorre passare "da una legislazione prescrittiva a una legislazione precettiva".

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Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: <Ha faticato con le (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 2 Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: "Ha faticato con le categorie produttive. Va apprezzato il lavoro del premier, però la sua maggioranza non era riformista". Poi si inceppa su Bassolino di Laura Cesaretti da Roma Esordisce da par suo, stringendo la mano a ogni giornalista presente e salutandolo per nome, "Ciao Marcello", "Ciao Stefano". "Mi chiami eccellenza", scherza quando la direttrice delle Tribune, Giuliana Del Bufalo, gli chiede "come la devo chiamare?". D'altronde anche Berlusconi, seduto poco prima in quello stesso salotto catodico, gli aveva riconosciuto di essere "un grandissimo comunicatore". Quello che va in onda non è l'agognato confronto col Cavaliere, ma è la diretta tv che apre il rush finale della campagna elettorale, e si capisce che Walter Veltroni ci tenga a cominciare bene. Nonostante qualche nervosismo ben mascherato dietro al sorriso tranquillo. Che si spegne un po' quando gli viene rigirata una delle sue spine nel fianco, la Campania di Bassolino. "Lo vorrà sul palco del suo comizio a Napoli?", chiede perfido il direttore del Tg2 Mauro Mazza, e lui non se l'aspetta ed esita, non dice né sì né no: "Francamente non ho pensato al palco". Poi gioca in difesa: l'immondizia "non nasce da oggi", proprio come la crisi di Alitalia, e quindi nessuno - compreso Berlusconi - può "permettersi di fischiettare". Quanto a Bassolino, si capisce che Veltroni vorrebbe (dire che si deve dimettere) ma non può, perché i voti e il sistema di potere del Governatore contano e Bassolino ha difensori importanti nel Pd. E allora dice no "alla crocefissione", anche perché ci sono "responsabilità diffuse". Ma "gli amministratori devono stare lì finché dura l'emergenza, e poi si deve aprire una fase nuova". La parola dimissioni non viene pronunciata. Tira un sospiro di sollievo quando da Napoli si passa a Milano e al suo Expò: quello sì che "è un modello di come ci si deve comportare, lavorando tutti insieme per il bene del Paese". Perché, spiega patriottico, "right or wrong, it's my country". Ha sulle spalle un'eredità pesante, Veltroni, e non è facile prenderne le distanze senza fare strappi violenti. E così, dopo la domanda su Bassolino arriva puntuale quella su Prodi, e su cosa si può salvare del prodismo. E anche questa non è una risposta facile. "Prodi ha trovato un Paese devastato, al di là delle chiacchiere", ricorda. E ha fatto "il risanamento finanziario" necessario, dunque "il suo lavoro di uomo di Stato va salvaguardato". Ciò che va buttato, invece è l'Unione, la maggioranza che aveva", una coalizione che "faticava a comunicare con le categorie produttive perché metteva in manifesti con scritto che i ricchi devono piangere". E d'altronde, riconosce a Prodi, "se si è inventato, e io ero con lui, il Partito democratico, è perché sapeva che non si può governare così, con queste coalizioni che noi abbiamo cercato di superare". Come? Con quello che Veltroni rivendica come "un atto di coraggio", la rottura con la sinistra radicale e la scelta di "andare da soli", per uscire "dagli schemi di questo quindicennio" e produrre "uno choc di innovazione". Vincere, spiega, "è un mezzo, non un fine. Eravamo a 22 punti di differenza, ora siamo lì, a un'incollatura, e grazie a una scelta di coraggio politico. Ci sarà un solo gruppo parlamentare, ed è una cosa che non è mai successa in Italia, e per la prima volta se vince il Pd non ci saranno più quei terribili vertici di maggioranza che divertono voi giornalisti ma per i cittadini sono micidiali". Dunque, è il messaggio ai tanti indecisi, bisogna votare "per aprire un nuovo ciclo politico", come succede "in tutte le democrazie europee". E coglie l'occasione per ricordare che la novità è lui, non il "vecchio" Berlusconi: "Io ho più o meno l'età di tutti i premier europei". Ripete il suo no alle larghe intese, "chi ha un voto di più deve governare", ma poi "le regole del gioco si discutono insieme", e le riforme andranno fatte. E le prese di distanza che arrivano da dentro il Pd? La critica di D'Alema allo slogan "moscio" è "una valutazione estetica, quindi opinabile, perché quello slogan ha funzionato e nelle piazze viene ripetuto", assicura Veltroni. Quanto alla richiesta di un "colpo di reni" di Bersani, "c'è una totale condivisione della campagna, nessuna contraddizione tra noi. E penso - conclude ottimista - che il risultato elettorale ci darà grandi sorprese. È successo anche nel 2006, con i sondaggi che davano Berlusconi sotto di 6 punti che all'improvviso cambiarono". Ma quella volta il Cavaliere perse. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Segue walter (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Segue walter di Peppino Caldarola Riprendiamo il filo del discorso appena iniziato. Veltroni già fa sapere che sul 35% dobbiamo trattarlo come un vincitore. Si è anche lui, come D'Alema da giovane, convertito alla religione più aggressiva dopo l'islamismo radicale, il narcisismo radicale. I critici di Walter faranno obiezioni serie. Due in particolare. La rottura con la sinistra i cui numeri servono per governare. Il mancato sfondamento al centro. Molto fumo e poco arrosto. Questo il senso sia delle frasi di D'Alema sulla propaganda moscia, sia di Bersani sullo scarso coraggio verso i moderati. Veltroni sarà in una morsa. Il partito che voleva costruire non si potrà più fare. Ceccanti e Vassallo potranno abbonarsi alla Settimana Enigmistica per affrontare le lunghe giornate parlamentari. Veltroni potrà sopravvivere. Gestione collegiale in vista del congresso, congresso unitario - a parte qualche pazzo - con esito ancora più collegiale, un buon posto alle europee e in Europa. La mossa del cavallo la può fare Berlusconi. Il probabile vincitore come governerà? I suoi lo spingeranno a far da solo. L'appetito vien mangiando. Il Cavaliere, invece, ha deciso di fare lo "splendido" e aprirà in parte all'opposizione. Ma aprirà a Veltroni? Un mese fa la risposta sarebbe stata semplice. Cioè un sonoro sì. Oggi non è così certo. Berlusconi è uomo concreto, ti pesa. Veltroni è stato pesato in queste settimane e hanno creduto di capire che nel suo partito conta poco. Di più. L'alleanza con Di Pietro ha aperto due scenari, secondo i consulenti del Cavaliere. Va con Di Pietro perché è rimasto il vero capo e fondatore del Correntone o perché non è libero di liberarsi dell'ex pm? Di Pietro porterà pochi voti ma avrà allontanato il Cavaliere da Veltroni. Tutte queste cose D'Alema le sa. Tiriamo le fila di questo ragionamento. Veltroni e il suo Pd perdono, anche dignitosamente, ma subito dopo a sinistra si apre un Ambaradan. Veltroni ce la fa a sopravvivere. Resterà cinque anni a fare il capo dell'opposizione? Credo di no. Credo a due cose. Penso che il Pd non regga unito a cinque anni di opposizione. Credo che Veltroni si cercherà un altro mestiere più spettacolare. Come diceva nel V secolo a.C. Eraclito? Il destino dell'uomo è il suo carattere. E nel carattere di Walter c'è il ripudio della sconfitta. 02/04/2008.

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Manovre dalemiani scontenti, d'alema prudente. Marini difende il leader. Parisi: non si cono sconfitte onorevoli (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Manovre dalemiani scontenti, d'alema prudente. Marini difende il leader. Parisi: non si cono sconfitte onorevoli Che cosa sarà del Pd dopo il 14 aprile Veltroni resta comunque, ma dovrà essere meno liquido. Malumori per la campagna al centro, si torna a sinistra C'è malumore nel Pd sull'esito della sfida a Silvio Berlusconi? Serpeggia la tentazione di rinfacciare a Walter Veltroni le scelte su alleanze (quelle strette e quelle sciolte), candidature (dal caso Madia al metodo Calearo) e relativo posizionamento? E le critiche più o meno velate alla campagna veltroniana arrivate negli ultimi giorni da parte di alcuni leader (D'Alema, Bersani) preparano il terreno per una messa in discussione della leadership il 14 aprile? Se si gira il pacchetto di domande a Walter Veltroni, si ottiene una risposta lapidaria: "Il problema non si pone, perché vinceremo", assicura il candidato premier a tutti i suoi interlocutori. Ma che il tema sia di dominio al Loft e nelle piazze dove si svolge la campagna elettorale è dimostrato dall'intervento di Franco Marini, il quale oltre che presidente del Senato, è grande azionista del Pd: "Ma come è possibile - ha detto ieri Marini - mettere in discussione la leadership di Veltroni? Questa cosa proprio non esiste, perché Veltroni sta facendo una campagna elettorale straordinaria, con un impegno e una efficacia che non si vedevano da tempo". 3 Stefano Cappellini 02/04/2008.

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Visti dalla Spagna (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Visti dalla Spagna Todos hablan de los precarios Denuncia Roberto Saviano que en esta campaña nadie habla de lo realmente importante: la mafia. Veltroni le manda una carta a través de Il Mattino y desde Sicilia lanza a la mafia un curioso mensaje antielectoral: "No nos votéis, os destruiremos". Berlusconi lo oye, y se suma: "Más antimafia somos nosotros". Es buffo cómo salen y qué poco tiempo duran los temas importantes a escena en esta campaña electoral. De la Iglesia casi nadie habla, tampoco, quizá porque nadie la considera políticamente importante, o porque todos la consideran demasiado importante, o tal vez porque nadie lo pide. En España no haría falta: allí es nuestro subject favorito, da y quita más votos que la economía. Casi todos hablan, en cambio, de los precarios. Están de moda, incluso se hacen películas sobre ellos. Pero los precarios se quejan de que todos hablan de ellos en campaña y fuera de lla nadie hace nada por ellos. Christian y Rosanna, de 35 años, precarios perpetuos, no votarán el día 13. Dicen que el filme de Virzì es una banalización de una tragedia real, que impone la mediocridad como forma de vida, y consideran que no se sienten defendidos "ni por Bertinotti, ni por la Cgil, ni por Veltroni, ni por Berlusconi". La impresión que se tiene desde fuera, cuando se habla con los ciudadanos corrientes, es que la política italiana ha perdido el senso della realtá, o quizá que tiene un sentido de la realidad demasiado acusado, tan agudo que se convierte en miedo, en un ejercicio defensivo, paralizador. Quizá todos son conscientes de que para cambiar tantas cosas como hace falta cambiar no vale con hacer tal o cual ley, poner tal o cual candidato o ministro, sino que es necesario un verdadero cambio de cultura, de mentalidad, de civilización. Una revolución para acabar con la precariedad de la política y del trabajo, del Estado y del pensamiento. Pero, si ya no creemos en la revolución y en Occidente todo está precarizado, salvo la Mafia, la Iglesia y las grandes corporaciones, ¿quién nos desprecarizará? l'autore è il corrispondente in Italia di El Pais 02/04/2008.

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Segue par condicio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Segue par condicio Il microfono deve - ripeto: deve - essere porto "a prescindere", anche se in quel giorno il politico di turno ha poco o nulla da dire. Non importa. Vale solo la quantità di secondi che gli viene assicurata, e amen: la democrazia dell'informazione è salva. Insomma, la politica (tutta la politica!), che non ha saputo, potuto o voluto risolvere il problema del conflitto d'interessi - con gli annessi e i connessi: antitrust, concessioni, governance della Rai - ha scaricato sulle spalle dei giornalisti la "scimmia" della par condicio. Che in queste elezioni, sullo sfondo di una legge "porcella" (nata in un assetto bipolare diventato in corso d'opera una sottospecie di modello tedesco all'amatriciana), si è trasformata in un accrocchio grottesco e avvilente per i giornalisti e la loro professione. Tanto valeva mettere un videobox in piazza, far sfilare i candidati davanti a un microfono, e poi trasmettere il pregevole manufatto dentro il tg. Così, senza mediazione giornalistica alcuna. Che è poi il sogno neanche tanto recondito di più di un politico. Corollario di questo hellzapoppin: tutti lì a leggere le tabelle dell'Agcom e a estrapolare i dati come vengono, o come servono per emettere le solite fatwe su chi sia più o meno berlusconiano, veltroniano o veltrusconiano. Con episodi comici: Eugenio Scalfari che attacca il Tg1 perché avrebbe criticato la par condicio. Riotta che fa replicare il segretario di redazione: il commento critico era sullo stop alla diffusione dei sondaggi (rilievi ragionevoli, aggiungo io: capirei un divieto a 72 o 96 ore prima, ma addirittura a due settimane dal voto, perché altrimenti il cittadino, trattati alla stregua di un minus habens, potrebbe farsi influenzare, via!). E Barbapapà che chiosa: vabbe', se non è zuppa è pan bagnato. Sublime. Oppure Carlo Rognoni, già direttore di giornali e ora consigliere Rai, che insolentisce Corradino Mineo dandogli dello "sgangherato" filo berlusconiano -no, dico: Corradino Mineo - e La7 ("è pazzesco, è la più squilibrata quando sembra la più libera"). E questo perché, nella settimana dal 10 al 17 marzo, era stato rilevato uno squilibrio a favore del PdL. Peccato che, in base ai calcoli complessivi tra il 6 febbraio e il 26 marzo, il tg de La7 risulti essere il più equilibrato tra i due principali contendenti, con un divario inferiore al 4 per cento (a favore di Veltroni: negli altri Tg il gap -pro Walter o pro Silvio- è di gran lunga superiore, arrivando in qualche caso al 10). Ps. Tra tante voci (dal sen fuggite), un solo silenzio: quello del sindacato dei giornalisti, sempre pronto a ergersi a difesa della libertà di espressione e dell'articolo 21 della Costituzione. Che in questa campagna elettorale fortunatamente agli sgoccioli è tutelata per tutti, tranne che per noi della tv. Ppss: ieri l'Agcom ha denunciato gli attacchi di Di Pietro come "veementi e infondati" (iniziati già lo scorso 8 febbraio, quando a Torino il leader dell'Idv annunciò che tra i punti cardini della sua azione politica anche dopo le elezioni ci sarebbe stato "il conflitto d'interessi all'interno dell'Agcom"), ma è vero che già a metà marzo il presidente Corrado Calabrò aveva scritto un'accorata lettera in tal senso al Capo dello Stato? Si attende cortese smentita. Antonello Piroso, direttore del Tg de La7 02/04/2008.

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Tg1 perché lo scontro Scalfari-Riotta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Tg1 perché lo scontro Scalfari-Riotta Caccia ai "traditori" tra gli amici di Prodi Ultima lettera in basso a destra. La vera notizia, ieri su Repubblica , era a pagina trentaquattro. Una manciata di righe vergate dal segretario di redazione del Tg1, Pino Caserta, nome sconosciuto ai più, per rispondere al piccato editoriale scalfariano di domenica scorsa, in cui il fondatore di Repubblica ha sparato ad alzo zero contro il telegiornale diretto dall'ex prodiano, ormai, Gianni Riotta. Motivo? Secondo Scalfari, grazie al caso Alitalia il Cavaliere ha avuto sul Tg1 il doppio tempo riservato al suo competitor elettorale. Non solo: i servizi non avrebbero spiegato gli effetti sulla Borsa degli annunci berlusconiani sulla misteriosa cordata italiana, ossia turbativa di mercato con false notizie. Perdipiù, ha poi concluso Scalfari, in precedenza il telegiornale di Riotta ha anche criticato la legge sulla par condicio senza tenere conto del conflitto d'interessi del proprietario di Mediaset datosi alla politica. Risultato: senza badare alla sua reputazione, Riotta si sta riposizionando in previsione di una scontata vittoria elettorale del centrodestra. Insomma, una querelle tutta interna a un preciso campo politico che risalta ancora di più se si pensa che più di dieci giorni fa lo stesso Riotta aveva portato a casa uno scoop notevole: un'intervista a Carlo De Benedetti, presidente tra l'altro del gruppo Espresso-Repubblica . A Riotta, l'Ingegnere aveva consegnato tre messaggi forti: le critiche pesanti a Prodi per la trattativa Alitalia, l'elogio a Montezemolo per la Confindustria schierata contro la mafia (strano, visti i rapporti mai buoni tra i due), infine i pericoli che derivano dalla sindrome del ventinovismo. Riassumendo: da un lato la Tessera Numero Uno del Pd veltroniano (l'Ingegnere), dall'altro l'ultimo strenuo difensore del prodismo (il Fondatore). E in mezzo Riotta che starebbe transitando da una sponda all'altra. La verità, infatti, è che in previsione del regime change di metà aprile, il coté prodiano starebbe censendo tutti i "traditori". Tutti coloro, cioè, che pur avendo goduto della stima dell'attuale premier ancora in carica (tra questi, Riotta, nominato al Tg1), adesso sarebbero pronti per farsi risucchiare dalla trappola berlusconian-veltroniana della Grande coalizione o quantomeno a cedere alle sirene di un eventuale berlusconismo inclusivo travestito da commissione bipartisan modello Attali. Un cruccio, questo, che accomunerebbe il Professore, Padoa-Schioppa, Scalfari ma anche il banchiere Giovanni Bazoli (e qui si aprirebbe un ragionamento su Via Solferino se il recente Patto Rcs non avesse blindato Mieli), tutti allergici alla prospettiva che quelle che ritengono le migliori intelligenze del paese collaborino dopo il voto con il nemico di Arcore. Non a caso, l'attacco a Riotta, negli ambienti neoattaliani di casa nostra, viene interpretato come un monito alle altre "intelligenze", anche finanziarie, in procinto di "tradire". Ovviamente il presunto riposizionamento del direttore del Tg1 non è passato inosservato dalle parti di Palazzo Grazioli, residenza romana del Cavaliere. Ma qui il discorso si appiattisce sugli scenari post-elettorali per viale Mazzini, ancora da definire. Le varianti prese in considerazione sono due: vittoria netta del Pdl e quasi pareggio per via del Senato. In ogni caso, l'asse Fi-An del Pdl dà per scontata la partenza di Riotta. Nella prima ipotesi, vittoria netta, lo schema prevederebbe a fine giugno l'insediamento della nuova Vigilanza Rai con Paolo Gentiloni presidente. Poi a luglio il nuovo cda, dove non è esclusa la riconferma di Claudio Petruccioli alla guida del consiglio. A questo punto per assegnare le tre direzioni più pesanti (generale, Raiuno e Tg1) bisognerà vedere di che colore sarà la casella di viceministro delle Comunicazioni (con il ritorno della Bassanini le tlc perderanno il rango di ministero). Al momento il posto viene dato in quota ad An o Lega. Ergo, alla direzione generale andrebbe un berlusconiano. Fonti informate sostengono che Berlusconi prediligerebbe come al solito una soluzione esterna (il Cattaneo di turno per intenderci). Se poi dovesse ripiegare su quella interna, anche per motivi economici, il nome è uno solo: Fabrizio Del Noce, da sei anni alla testa di Raiuno. 02/04/2008.

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Cento: <Dopo il voto avanti a sinistra> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Cento: "Dopo il voto avanti a sinistra" Il candidato ambientalista: "Paul Ginsborg ha ragione. Basta con le scuse, l'unità è irreversibile" Matteo Bartocci "Dopo il 13 aprile non ci sono più scuse per nessuno. Il progetto della Sinistra arcobaleno deve andare avanti. Mi auguro che tutti partecipino all'assemblea nazionale di Firenze organizzata da Paul Ginsborg e lo dichiarino prima del voto. Io ci sarò". Paolo Cento, candidato ambientalista in senato, accoglie le osservazioni dell'associazione "per una sinistra unita e plurale": "Il risultato elettorale avrà un suo peso ma è importante chiarire che il processo della Sinistra arcobaleno è irreversibile. E' necessario quindi darsi da subito un momento di confronto sul futuro che finora è mancato". Perché è mancato? Va dato atto ai gruppi dirigenti dei vari partiti di aver fatto in due mesi un percorso che andava iniziato un anno fa. La crisi di governo ci ha costretti ad accelerare e la fretta ha evidenziato tutti i limiti e i ritardi che avevamo accumulato. Però dopo il voto non ci possono più essere scuse per nessuno. Per questo confido molto nell'assemblea del 19 aprile. Sei candidato in Emilia Romagna. Una di quelle regioni dove è possibile il voto disgiunto del Pd a favore della Sinistra. E' un ragionamento limpido e trasparente. Noi chiediamo il voto sia alla camera che al senato perché solo con un risultato positivo si può ragionare serenamente sul dopo. Sappiamo però che ci sono molti indecisi che sceglieranno il Pd alla camera per battere le destre anche se il "voto utile" non ha senso, visto che la scelta solitaria di Veltroni consegnerà Montecitorio a Berlusconi. Al senato ogni voto per la Sinistra arcobaleno contribuisce a sottrarre seggi decisivi al Pdl. Ed è positivo che qui in Emilia ci siano stati alcuni appelli pubblici di questo tipo. Anche perché c'è il valore aggiunto rappresentato da Rita Borsellino, una delle poche candidature indipendenti che intrecciano la società civile e la lotta alla mafia. Il voto a Sinistra è l'unico voto contro Berlusconi, dici. Anche perché Pd e Pdl già parlano di dialogo sulle riforme? Il problema è molto semplice: dopo il 13 aprile il Pd guarderà a sinistra o procederà al grande "inciucio" col centrodestra? Ogni voto per noi rafforza l'autonomia della sinistra e impedisce quelle grandi riforme economiche e istituzionali che Pd e Pdl rischiano di fare insieme. Al di là di chi governerà formalmente, non escludo infatti che ci sarà un governo di fatto, che attraverso le "larghe intese" affronti i temi sociali e ambientali in un modo solo. Le candidature nel Pd di Ichino rispetto all'articolo 18 o quelle di Calearo e Colaninno rendono evidente l'obiettivo di smantellare la legislazione sociale. E il cosiddetto "ambientalismo del fare" si occuperà del resto. Ogni voto per noi è un investimento per il conflitto sociale. La battaglia non si fa solo in parlamento. Visto che ti trovi in una regione rossa, che ne pensi dell'appalto aggiudicato alle coop per la base di Vicenza? Lo abbiamo sempre detto: quella base al Dal Molin non va fatta. L'esito dell'appalto dimostra che non porterà nemmeno un beneficio economico alle popolazioni visto che arricchirà le grandi imprese cooperative che gestiranno i lavori. Come sottosegretario fai parte di un governo molto impopolare. E' una zavorra che avverti in campagna elettorale? E' un peso collettivo. Il governo Prodi non ha risposto alle aspettative di cambiamento sociale e civile del 2006. Gli elettori però ormai sono consapevoli che si è chiusa la stagione delle coalizioni onnicomprensive. La sinistra ora riconquista la propria autonomia, ha un programma chiaro e torna nella società sapendo che i conflitti e le trasformazioni non si gestiscono per forza stando al governo. Registro una percezione diffusa che il governo è stato messo in crisi da chi lo voleva spostare più a destra: Dini, Fisichella e Mastella hanno fatto il lavoro che il Pd non poteva fare direttamente.

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Berlusconi contro Veltroni in televisione. Ma a distanza (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Berlusconi contro Veltroni in televisione. Ma a distanza Posted By vasco_pirri_ardizzone On 2/4/2008 @ 10:29 In Apertura#1 | No Comments Precarietà, caro vita, [1] Alitalia, emergenza rifiuti, alleanze elettorali. Sono alcuni dei temi protagonisti del confronto televisivo a distanza che è andato in onda ieri sera su Rai Due, nel corso della trasmissione Conferenza Stampa, tra i candidati premier del Popolo della Libertà e del Partito Democratico, [2] Silvio Berlusconi e [3] Walter Veltroni. Poco meno di cinquanta minuti a testa, in rapida successione, con cinque giornalisti a fare da "arbitri": Giuliana Del Bufalo, direttrice della [4] Testata Servizi Parlamentari della Rai, Gianni Riotta, direttore del Tg1, Mauro Mazza, direttore del Tg2, e gli editorialisti de La Stampa, Marcello Sorgi, e del Sole-24 Ore Stefano Folli. Non sono mancati gli attacchi polemici incrociati. Berlusconi ha definito Veltroni "un affabulatore", ma a suo dire "gli italiani non sono così creduloni e ingenui. Dopo i giochi d'artificio - ha aggiunto - si vede la sinistra vera, quella che ci lascia un'eredità drammatica". L'ex sindaco di Roma è invece tornato sulle dichiarazioni del Cavaliere in merito al Quirinale. "Quella di oggi è una brutta smentita" ha detto Veltroni. "Attaccare il capo dello Stato presente e passato e poi dovere smentire ci riporta indietro in questo quattordicennio". Poi, i due leader hanno elencato le priorità dei loro programmi. Berlusconi ha sottolineato che non ci "saranno ricette miracoliste". "Applicheremo solo la ricetta liberale, con meno tasse su famiglie, imprese, lavoro - ha spiegato - per fare ripartire l'economia e fare rialzare il Paese messo in ginocchio dalla sinistra". Dopo avere indicato "il ritardo infrastrutturale, gli alti costi dell'energia, l'alta evasione fiscale" tra le criticità del sistema Italia, Berlusconi ha ribadito due interventi prioritari contro il carovita in caso di vittoria alle urne ("l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari") e ha lanciato la proposta di "adeguare al costo della vita le pensioni sotto i mille euro al mese". Per Veltroni è prioritario "intervenire sui prezzi, e per aumentare il potere d'acquisto di salari, stipendi e pensioni. Per la copertura finanziaria si potrebbero usare quattro miliardi di extra-gettito". "Non intendiamo aumentare le rendite finanziarie - ha poi sottolineato -, ma puntiamo a mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle stock option". Tra le priorità programmatiche anche "stabilità di governo, forte innovazione, passaggio generazionale, lotta contro ogni forma di disuguaglianza, produrre ricchezza e distribuirla equamente". Un tema che ha dato vita ad un botta e risposta a distanza è stato quello della precarietà. A una domanda sui giovani, Berlusconi ha replicato di non avvertire "l'allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù". Per Veltroni invece "la precarietà è il dramma più grande del Paese". Parlando dell'ipotesi del pareggio al Senato, l'ex sindaco di Roma si è detto contrario a un governo di larghe intese. "Questo paese non ha bisogno di un'altra transizione - ha detto -. Ha bisogno di un governo. Chi prende un voto in più governa. Sono contrario a grandi coalizioni. Ci si mette insieme solo per le regole del gioco, le riforme istituzionali bisognerà farle in ogni caso". Berlusconi si è detto sicuro che il Pdl avrà la maggioranza al Senato, ma ha aperto alla possibilità, in caso di vittoria alle elezioni, di accordi con l'opposizione sulle riforme, ad esempio "dell'architettura istituzionale dello Stato e dell'ordinamento giudiziario". Il resto del dibattito ha visto i due rivali ribadire posizioni espresse più volte in questi giorni di campagna elettorale, ad esempio su Alitalia, con Berlusconi che ha rilanciato l'idea della cordata italiana e Veltroni che ha sottolineato che si tratta di un problema che ha radici lontane. Tra qualche cenno alla crisi economica internazionale (Veltroni) e alla vicenda del Tibet (Berlusconi), durante le due "Conferenze Stampa" si è parlato poco di politica estera. Infine il teatrino della politica: Berlusconi ha lasciato le "porte aperte, anzi spalancate" nel caso in cui l'Udc e altre forze moderate vogliano in futuro allearsi con il Pdl, mentre Veltroni è tornato a criticare la maggioranza eterogenea che sosteneva il governo Prodi ("non permetteva politiche riformiste"), e ha sottolineato ancora "l'innovazione" della scelta del Pd di correre da solo. Il VIDEO servizio:.

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Duello tv, Berlusconi: "Noi liberali veri" Veltroni: "Salvo Prodi, non l'Unione" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 0 Duello tv, Berlusconi: "Noi liberali veri" Veltroni: "Salvo Prodi, non l'Unione" di Adalberto Signore Duello virtuale su Rai2. Il leader Pdl: "La legge elettorale non garantisce una larga maggioranza al Senato però siamo sicuri di vincere". E sull'Udc: "Le porte restano aperte". Il candidato dei Democratici prende le distanze dal governo: "Apprezzo il lavoro del premier" Roma - La chiude come suo solito la tribuna politica su Raidue, rigorosamente in diretta e con il consueto e noioso susseguirsi di domande cronometro alla mano. "Sembra di essere dal dentista. Avanti il prossimo...", fa capolino con la mano che saluta quando è ormai già in piedi e sta per lasciare la poltrona al suo avversario. Per Walter Veltroni, d'altra parte, Silvio Berlusconi non ha parole troppo tenere pure nell'appello al voto che lancia a chiusura del suo intervento: "Noi siamo liberali da sempre. Non credo, invece, che gli italiani possano credere a chi nelle vita pur facendo politica di mestiere ha sbagliato tutto e adesso, come San Paolo sulla via di Damasco, è cambiato diventando veramente liberale". Ancora: "Credo che dei liberali di accatto siano meno credibili di chi è liberale da sempre". Torna poi sul confronto tv con Veltroni, che ieri incrocia per un attimo negli studi di Saxa Rubra: "è assurdo che i due principali candidati per il governo del Paese debbano essere estratti a sorte per una sovrapposizione e successione come quella di stasera, invece di potersi effettivamente incontrare. Purtroppo la legge lo impedisce perché se dessi a Veltroni la chance di incontrarmi, dovrei darla a tutti gli altri tredici candidati premier". Un Berlusconi, quello che apre il ciclo delle tribune politiche sulla Rai, che insiste nell'essere "cauto" e "prudente" rispetto alla situazione economica. D'altra parte, solo qualche ora prima durante il forum nella sede de Il Tempo a piazza Colonna, più d'una volta aveva rivolto lo sguardo verso Palazzo Chigi: "In questi due anni, quando lo guardavo da fuori tiravo un sospiro di sollievo. Ma ora mi toccherà ritornarci". D'altra parte, "non vado certo a una festa né a un pranzo di nozze" ma "a prendermi una croce molto pesante" e "credo che questo i cittadini lo capiscano". L'ex premier parla pure della legge elettorale che "non rende sicura una larga maggioranza al Senato" perché "tutto si decide in poche regioni in bilico". Anche se i sondaggi "ci dicono che abbiamo un vantaggio tale che ci consentirà di governare". Insomma, "non dubito che avremo la maggioranza a Palazzo Madama". Semmai, è il non detto del Cavaliere, il punto è capire quanto sarà ampia la forbice di senatori di vantaggio. Alle larghe intese, però, dice di "no" perché "il Veltrusconi è solo una brutta parola e svuotata di significato". Del resto, quella del "governo di buon senso" con Cacciari alla Cultura e Monti allo Sviluppo economico si è rivelata essere solo una bufala da pesce d'aprile. Su una cosa, però, Silvio Berlusconi apre al centrosinistra: sull'opportunità di portare avanti insieme una riforma del sistema giudiziario. "Per risolvere la grande palla al piede del Paese, quella della giustizia, c'è bisogno di una grande riforma da fare in accordo con l'opposizione. Altrimenti - spiega in mattinata ai microfoni di Radio24 - non si riuscirà a vincere questo potere dello Stato che, non è un caso se uso la parola potere, non è più solo un ordine". Di più, è una "metastasi italiana" visto che "una parte dei Pm usa il proprio potere per fini politici". La domanda sullo stato dei rapporti con Pier Ferdinando Casini è d'obbligo e Berlusconi torna a ripetere che non è stato lui a lasciarlo fuori. Insomma, "una decisione" dell'Udc. Detto questo, "se volessero tornare con noi le porte non sono aperte, ma spalancate". Il Cavaliere torna poi sulle nomine dei vertici di Eni, Enel, Finmeccanica e Terna per dire che non è sua intenzione cambiarli: "Mi pare che questi enti siano egregiamente condotti. Ci sono dei cambiamenti, per esempio il presidente di Eni ha deciso di lasciare, anche se l'Eni mi sembra faccia dei risultati straordinari. La stessa cosa posso dire di Enel e assolutamente di Finmeccanica e Terna". Sul fronte fiscale, poi, ribadisce l'impegno a non aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie. "è la sinistra che vuole innalzarle al 20%. Noi - dice - le lasceremo così come sono". Decisamente contrario, invece, al boicottaggio delle Olimpiadi in Cina che, anzi, dovrebbero essere "una grande occasione per la presenza del mondo occidentale dentro una situazione che cerca faticosamente di uscire dal totalitarismo". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi contro Veltroni in televisione. Ma a (minima) distanza (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Berlusconi contro Veltroni in televisione. Ma a (minima) distanza Posted By vasco_pirri_ardizzone On 2/4/2008 @ 10:29 In Apertura#2 | 1 Comment Precarietà, caro vita, [1] Alitalia, emergenza rifiuti, alleanze elettorali. Sono alcuni dei temi protagonisti del confronto televisivo a distanza che è andato in onda ieri sera su Rai Due, nel corso della trasmissione Conferenza Stampa, tra i candidati premier del Popolo della Libertà e del Partito Democratico, [2] Silvio Berlusconi e [3] Walter Veltroni. Poco meno di cinquanta minuti a testa, in rapida successione, con cinque giornalisti a fare da "arbitri": Giuliana Del Bufalo, direttrice della [4] Testata Servizi Parlamentari della Rai, Gianni Riotta, direttore del Tg1, Mauro Mazza, direttore del Tg2, e gli editorialisti de La Stampa, Marcello Sorgi, e del Sole-24 Ore Stefano Folli. Non sono mancati gli attacchi polemici incrociati. Berlusconi ha definito Veltroni "un affabulatore", ma a suo dire "gli italiani non sono così creduloni e ingenui. Dopo i giochi d'artificio - ha aggiunto - si vede la sinistra vera, quella che ci lascia un'eredità drammatica". L'ex sindaco di Roma è invece tornato [5] sulle dichiarazioni del Cavaliere in merito al Quirinale. "Quella di oggi è una brutta smentita" ha detto Veltroni. "Attaccare il capo dello Stato presente e passato e poi dovere smentire ci riporta indietro in questo quattordicennio". Poi, i due leader hanno elencato le priorità dei loro programmi. Berlusconi ha sottolineato che non ci "saranno ricette miracoliste". "Applicheremo solo la ricetta liberale, con meno tasse su famiglie, imprese, lavoro - ha spiegato - per fare ripartire l'economia e fare rialzare il Paese messo in ginocchio dalla sinistra". Dopo avere indicato "il ritardo infrastrutturale, gli alti costi dell'energia, l'alta evasione fiscale" tra le criticità del sistema Italia, Berlusconi ha ribadito due interventi prioritari contro il carovita in caso di vittoria alle urne ("l'abolizione dell'Ici sulla prima casa e la detassazione degli straordinari") e ha lanciato la proposta di "adeguare al costo della vita le pensioni sotto i mille euro al mese". Per Veltroni è prioritario "intervenire sui prezzi, e per aumentare il potere d'acquisto di salari, stipendi e pensioni. Per la copertura finanziaria si potrebbero usare quattro miliardi di extra-gettito". "Non intendiamo aumentare le rendite finanziarie - ha poi sottolineato -, ma puntiamo a mettere sullo stesso piano la tassazione sui conti correnti dei cittadini e certi benefit sulle stock option". Tra le priorità programmatiche anche "stabilità di governo, forte innovazione, passaggio generazionale, lotta contro ogni forma di disuguaglianza, produrre ricchezza e distribuirla equamente". Un tema che ha dato vita ad un botta e risposta a distanza è stato quello della precarietà. A una domanda sui giovani, Berlusconi ha replicato di non avvertire "l'allarme della sinistra che vede la precarietà come il male assoluto della nostra gioventù". Per Veltroni invece "la precarietà è il dramma più grande del Paese". Parlando dell'ipotesi del pareggio al Senato, l'ex sindaco di Roma si è detto contrario a un governo di larghe intese. "Questo paese non ha bisogno di un'altra transizione - ha detto -. Ha bisogno di un governo. Chi prende un voto in più governa. Sono contrario a grandi coalizioni. Ci si mette insieme solo per le regole del gioco, le riforme istituzionali bisognerà farle in ogni caso". Berlusconi si è detto sicuro che il Pdl avrà la maggioranza al Senato, ma ha aperto alla possibilità, in caso di vittoria alle elezioni, di accordi con l'opposizione sulle riforme, ad esempio "dell'architettura istituzionale dello Stato e dell'ordinamento giudiziario". Il resto del dibattito ha visto i due rivali ribadire posizioni espresse più volte in questi giorni di campagna elettorale, ad esempio su Alitalia, con Berlusconi che ha rilanciato l'idea della cordata italiana e Veltroni che ha sottolineato che si tratta di un problema che ha radici lontane. Tra qualche cenno alla crisi economica internazionale (Veltroni) e alla vicenda del Tibet (Berlusconi), durante le due "Conferenze Stampa" si è parlato poco di politica estera. Infine il teatrino della politica: Berlusconi ha lasciato le "porte aperte, anzi spalancate" nel caso in cui l'Udc e altre forze moderate vogliano in futuro allearsi con il Pdl, mentre Veltroni è tornato a criticare la maggioranza eterogenea che sosteneva il governo Prodi ("non permetteva politiche riformiste"), e ha sottolineato ancora "l'innovazione" della scelta del Pd di correre da solo. Il VIDEO servizio:.

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Duello tv virtuale, scontro reale. Pd e Pdl litigano sullo share (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Duello tv virtuale, scontro reale. Pd e Pdl litigano sullo share Posted By redazione On 2/4/2008 @ 14:17 In Apertura#2 | No Comments Walter Veltroni meglio di Silvio Berlusconi [1] nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue: è il risultato degli ascolti tv di ieri. Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell'11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle 22.35, 3.836.000 di audience e uno share del 13,91%. Ma è subito polemica. Gli ascolti di ieri sera per le due conferenze stampa di Silvio Berlusconi e Walter Veltroni mostrano che "il Paese è stanco di sentir dire le stesse cose da quindici anni, gli stessi toni. E probabilmente è più incuriosito di sentire ciò che può riguardare il futuro e non il passato". Così, Walter Veltroni, che nel corso di una conferenza stampa sui prezzi, nella sede della Margherita, ha commentato gli ascolti tv che definisce"sorprendenti: per il leader del Pdl" spiega Veltroni "gli spettatori sono stati 3 milioni 100, lo share è stato dell'11,02%. Per la mia conferenza stampa gli spettatori sono stati 3 milioni 836, lo share 13,91%. Questi dati confermano un clima che noi avvertiamo, la fiducia crescente e la sensazione che stia cambiando qualcosa". "Come si fa a dire, come fa Veltroni, 'ho avuto uno share più alto e perciò gli italiani vogliono qualcosa di nuovo'?". Gianfranco Fini contesta le dichiarazioni del candidato premier del Pd: "Questo dimostra che Veltroni non ha veramente più argomenti -Ma non gli passa per la testa che la fascia oraria in cui lui è andato in onda era forse migliore di quella di Berlusconi e che c'era Roma-Manchester? Continui pure con questi argomenti e il 14 sera avrà un'amara sorpresa". "Povero Veltroni, l'unica cosa a cui riesce ad attaccarsi ormai è il numero dei telespettatori che ieri sera hanno seguito il confronto televisivo a distanza con Berlusconi", commenta invece il leghista Roberto Calderoli. Che, ironicamente, spara a zero contro il candidato dei Democratici accusandolo di aver "coinvolto i telespettatori orfani del Grande Fratello che vedono in lui un futuro personaggio che, chiuso con la politica, si potrà collocare sull'Isola dei Famosi, e gli irritati tifosi della Roma i quali, dopo che la partita con il Manchester aveva un destino segnato, avranno cambiato canale". "Purtroppo per il nostro Obama di Trastevere, però" continua l'esponente del Carroccio "il 14 aprile non si conteranno i dati dello share ma i voti, dopo di che si potrà preparare per l'Isola dei Famosi oppure per sfruttare, almeno una volta nella vita, il suo diploma di perito cinematrografico per andare a Cinecittà e organizzare il prossimo Grande Fratello?". Il VIDEO servizio:.

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Duello tv, scontro tra Veltroni e Berlusconi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 79 del 2008-04-02 pagina 0 Duello tv, scontro tra Veltroni e Berlusconi di Redazione Veltroni ha la meglio su Berlusconi nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue. Il candidato dei Democratici: "Il paese guarda al futuro". Fini: "Avrà un'amara sorpresa" Roma - Walter Veltroni meglio su Silvio Berlusconi nella prima e unica conferenza stampa dei due leader su Raidue: è il risultato degli ascolti tv di ieri. Per Berlusconi, in onda dalle 21:06 alle 21:40 gli spettatori sono stati 3.100.000 con share dell'11.02%; per Veltroni, subito dopo, dalle 21:49 alle 22.35, 3.836.000, share 13,91%. Ma è subito polemica. Veltroni: "Il paese guarda al futuro" Gli ascolti di ieri sera per le due conferenze stampa di Silvio Berlusconi e Walter Veltroni mostrano che "il Paese è stanco di sentir dire le stesse cose da quindici anni, gli stessi toni. E probabilmente è più incuriosito di sentire ciò che può riguardare il futuro e non il passato". Così, Walter Veltroni, che nel corso di una conferenza stampa sui prezzi, nella sede della Margherita, ha commentato gli ascolti tv che definisce"sorprendenti: per il leader del Pdl - spiega Veltroni - gli spettatori sono stati 3 milioni 100, lo share è stato dell'11,02%. Per la mia conferenza stampa gli spettatori sono stati 3 milioni 836, lo share 13,91%. Questi dati confermano un clima che noi avvertiamo, la fiducia crescente e la sensazione che stia cambiando qualcosa". Fini: "Avrà un'amara sorpresa" "Come si fa a dire, come fa Veltroni, 'ho avuto uno share più alto e perciò gli italiani vogliono qualcosa di nuovo'?". Gianfranco Fini contesta le dichiarazioni del candidato premier del Pd: "Questo dimostra che Veltroni non ha veramente più argomenti -Ma non gli passa per la testa che la fascia oraria in cui lui è andato in onda era forse migliore di quella di Berlusconi e che c'era Roma-Manchester? Continui pure con questi argomenti e il 14 sera avrà un'amara sorpresa". Calderoli: "Il voto parlerà chiaro" "Povero Veltroni, l'unica cosa a cui riesce ad attaccarsi ormai è il numero dei telespettatori che ieri sera hanno seguito il confronto televisivo a distanza con Berlusconi". Il leghista Roberto Calderoli spara a zero contro il candidato dei Democratici accusandolo di aver "coinvolto i telespettatori orfani del Grande Fratello che vedono in lui un futuro personaggio che, chiuso con la politica, si potrà collocare sull'Isola dei Famosi, e gli irritati tifosi della Roma i quali, dopo che la partita con il Manchester aveva un destino segnato, avranno cambiato canale". "Purtroppo per il nostro Obama di Trastevere, però - ironizza il'esponente del Carroccio - il 14 aprile non si conteranno i dati dello share ma i voti, dopo di che si potrà preparare per l'Isola dei Famosi oppure per sfruttare, almeno una volta nella vita, il suo diploma di perito cinematrografico per andare a Cinecittà e organizzare il prossimo Grande Fratello?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

21,05 Telefilm SENZA TRACCIA con Anthony La Paglia 22,40 Telefilm E-RING con Benjamin Bratt 21 Telefilm COLD CASE con Kathryn Morris 22,35 Sport SABATO SPRINT con Enrico Varriale 21,05 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti 0,40 Attualità PROTESTANTESIMO con Enrico Varriale 21,05 Attualità ANNOZERO con Michele Santoro 22,50 Telefilm CRIMINAL MINDS con Thomas Gibson 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con W. Veltroni e S. Berlusconi 22,50 Sport MARTEDÌ CHAMPIONS con Marco Civoli 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con R. Rabellino e S. Montanari 23,55 Film IL TOCCO DEL MALE con Denzel Washington 21 Attualità ELEZIONI POLITICHE con M. Ferrando e S. De Luca 22,50 Reality X-FACTOR con Francesco Facchinetti.

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Campagna di pizze, uova, pomodori e mortadelle (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPAQUOTIDIANO.it" del 02-04-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Un brivido dalla pseudo-Dc, violenze contro Ferrara. Solo Veltroni fa proposte vere Campagna di pizze, uova, pomodori e mortadelle Le elezioni naufragano, fra rischi di rinvio e aggressioni squadristiche Walter Veltroni ha completato ieri la sua ennesima giornata di folla (in Sardegna) e di proposte concrete (il bonus di 600 euro per i consumi delle famiglie meno abbienti, anticipato da Europa martedì). Ma la fatica di condurre una campagna elettorale "normale" si fa improba, in un paese che appare travolto dall'irrazionalità. La giornata è stata dominata dalla sentenza del Consiglio di stato che, riammettendo la pseudo- Dc inventata da Pizza e sostenuta da Berlusconi per sabotare l'Udc, ha messo a rischio il regolare svolgimento delle elezioni il 13 e 14 aprile. Il Viminale è ricorso in Cassazione, tutti i partiti chiedono il rispetto dei tempi, anche Berlusconi che è all'origine del pasticcio. Notizia più drammatica da Bologna, dopo molti militanti dei gruppi femministi e antagonisti di sinistra hanno aggredito il comizio di Giuliano Ferrara, tirandogli uova, pomodori e mortadelle e costringendolo a lasciare il palco senza parlare dopo aver travolto un cordone di polizia. ALLE PAGINE 2, 3 E 4.

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