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DOSSIER “VELTRONI <-> BERLUSCONI ”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


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Report "Veltroni/Berlusconi"

Per i voti neri di Frosinone, Berlusconi rompe il gioco ( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Uno scontro che fa gongolare Storace: "Non avevo dubbi che Berlusconi alla fine desse del bugiardo a Fini, perché lo conosce". Per Walter Veltroni, Berlusconi "ha strattonato e sbattuto An come se fosse insignificante", dimostrando che nel Pdl "c'è un'idea che considero la prosecuzione pura e semplice di un quindicennio.

La rivincita di Calearo ( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: nel Nordest del pullman veltroniano. Qualcosa è cambiato. Spiega: "La gente che era lì, gli imprenditori, gli artigiani hanno detto a Veltroni: ci rappresenti". Un Mi fido di te al quadrato. L'ex numero uno di Federmeccanica quasi si intesta la versione autentica e più hard del superamento dell'antitesi operaipadroni sbandierato dal leader democrat in questa campagna elettorale:

Confronti tra premier in tv, è buio tto ( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Si farà o no il confronto televisivo tra Berlusconi e Veltroni? Si faranno mai gli altri confronti tra i due big e i candidati minori? Sì farà mai la trasmissione monstre con tutti i candidati premier seduti attorno allo stesso tavolo ipotizzata dalla commissione parlamentare e da Agcom?

Berlusconi contro An: <Fini era d'accordo> ( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Una giustificazione che per Walter Veltroni è "quasi peggiore" della presenza stessa in lista dell'aspirante tamburino balilla. L'imbarazzo all'interno di An è evidente. Ma Berlusconi non è tipo da tirarsi indietro e se Fini dice che non ne sapeva niente, prontamente il Cavaliere ribatte: "Anche An era d'accordo".

Condannato a vivere nel passato ( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: al di là dei proclami del predellino, si gioca invece ancora con le regole vecchie: si cerca di arraffare tutto e di tutto, che si tratti dello pseudo-scudocrociato di Pizza o dell'editore nero. È proprio vero: Veltroni può perdere, ma ha un futuro. Berlusconi può vincere, ma la sua storia finisce qui.

IL CENTRO SENZA PALLA ( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni, come Berlusconi, candidano insieme imprenditori e lavoratori, borghesi e operai, precari e popolo della partita Iva. Se c'è una differenza, tra i due nuovi partiti a vocazione maggioritaria, è che nel tempo Berlusconi, e per lui Tremonti, hanno riscoperto posizioni stataliste che nel passato appartenevano alla sinistra classica ed oggi a quella radicale.

E Walter sogna Sant'Egidio agli Esteri ( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Romano Prodi ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo Giulio Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non daranno mai la loro disponibilità prima del 13 aprile.

"È il grande inciucio" La denuncia di Casini ( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: la spartizione del potere tra Veltroni e Berlusconi, sostiene preoccupato Pier Ferdinando Casini. Il quale avverte che non farà da stampella a nessuno, ma è pronto a sostenere un'ipotetica larga coalizione solo se "sarà virtuosa". Tranquilli, assicura Veltroni, con gli avversari politici si discute, "ma non faremo mai un governo insieme".

Spunta la candidata rom ( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La Sinistra Arcobaleno è stata l'unica a rispondere", spiega Dijana. "Ma di certo, mai mi sarei candidata con Berlusconi o con Veltroni. Non mi sarei messa in lista con chi vuole "patti di sicurezza" o con chi vuole cacciare via dal Paese chi è diverso".

Walter Veltroni lo ha confessato soltanto a pochi. Uno dei suoi principali obiettivi per le prossime ( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Romano Prodi ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo Giulio Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non daranno mai la loro disponibilità prima del 13 aprile.

La traversata nel deserto - massimo giannini ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: LA TRAVERSATA NEL DESERTO MASSIMO GIANNINI Con tempra virile e mascella volitiva, Silvio Berlusconi esorta la nazione: rialzati, Italia! Con sguardo sereno e tono suadente, Walter Veltroni la blandisce: ripeteremo il miracolo degli anni '60. Bentornati sulla terra. SEGUE A PAGINA 38.

Effetto-soubrette e sospetti di "spinte" sulle donne in lista delusioni bipartisan - giovanna casadio ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: sulla cui candidatura anche Veltroni ha declinato ogni responsabilità ("L'ho saputo solo a cose fatte"). La giovane candidata è "amareggiata", il padre la difende: "Ha bevuto la politica con il latte, si è impegnata e ora... ". "Sciampista" lei e le altre giovani donne del Pd, per Maurizio Gasparri.

Berlusconi: "il ppe è antifascista ciarrapico non conterà nulla" - gianluca luzi ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni ha un compito impossibile". Ma i bookmaker inglesi on-line notano invece un recupero significativo: la vittoria di Berlusconi è sempre quotata a 1,36 mentre quella di Veltroni a 4,40. Ma la percentuale di scommesse su Berlusconi è calata dal 58 al 53 per cento in una settimana, quelle su Veltroni è cresciuta dal 42 al 47 per cento.

"sì alla grande coalizione per le riforme ma non faremo la stampella di nessuno" - edoardo buffoni ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Credo che dopo il 13 aprile avverrà una spartizione di poteri tra Berlusconi e Veltroni, costruita sulle loro convenienze e noi non potremmo che fare opposizione". Il candidato premier Pier Ferdinando Casini attacca Pd e Pdl, e traccia la linea di condotta dell'Udc dopo il voto. Lo fa rispondendo alle domande di più di 600 partecipanti al forum via Internet di Repubblica Tv.

Pdl, un contro comizio per oscurare veltroni ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: un contro comizio per oscurare Veltroni Il 20 arriva Fini al Teatro Nuovo Difficile invece il ritorno di Berlusconi Il 18 marzo tutti in piazza per contrastare l'effetto Veltroni in città. Finito il bailamme delle liste, placati gli accessi d'ira dei delusi, il Pdl si dedica a due questioni, il caso di Asti ancora da chiudere (ma le chance di Mariangela Cotto sono in ascesa)

Rosa bianca, salta l'accordo con rutelli - giovanna vitale ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: sul modello di quella sperimentata da Veltroni alle ultime elezioni. Proposta subito considerata irricevibile dai centristi, che per primi si erano avvicinati e che poi nella notte hanno fatto saltare il banco. "Abbiamo constatato che il legame tra Rutelli e la sinistra massimalista rende impossibile l'apparentamento", ha spiegato il consigliere ex Udc ora Rosa,

Un siciliano su due per berlusconi ma veltroni risale di cinque punti - antonella romano ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Al 28 per cento arriva il partito di Veltroni, che fino a un mese fa registrava solo il 23 per cento. Italia dei valori si mantiene invece al 3 per cento. Lo scenario prospettato, che dà per vincente la coalizione di Berlusconi, con un distacco di 19 punti da quella di Veltroni, riguarda al momento il quadro politico nazionale.

"nel 2009 ci verranno a cercare" ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Non sarà che davvero la vostra scelta dia una mano a Veltroni? "Non siamo noi a tramare con il Pd. L'unica preoccupazione di Giovanardi, come di Berlusconi, pare quella di cercare di vincere le elezioni, a tutti i costi. Anche a costo di allearsi col diavolo e di non riuscire a governare il giorno dopo.

Pdl, in emilia il nemico è casini - silvia bignami ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: volta soltanto a danneggiare il Pdl e a favorire Veltroni". Senza quella decisione "avremmo potuto vincere anche in questa Regione e avremmo potuto ottenere il premio di maggioranza anche al Senato". Ecco perché il voto alla Vela è non solo "inutile" ma "dannoso". Meno bellicosi gli altri candidati, tra cui l'ex ministro Pietro Lunardi e l'ex direttore del Carlino Giancarlo Mazzuca,

Domani l'offerta finale di air france pronto il via libera di alitalia - lucio cillis ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Pier Ferdinando Casini a Repubblica Tv ha invece chiesto a "Berlusconi, Veltroni e Bertinotti di dire chiaramente che vogliono bloccare la trattativa con Air France. Io - spiega - dico una cosa diversa: il governo deve andare avanti e avere carta bianca, visto che alternative credibili non si affacciano".

Nell'ex ulivo e nell'udc i serbatoi degli incerti che decideranno la partita - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni, infatti, continua a tenere testa a Berlusconi, nel confronto diretto. Fra i candidati premier, è quello che riscuote maggior fiducia fra gli elettori. La campagna elettorale, fino ad oggi, pare non averne usurato l'immagine. Inoltre, il peso degli incerti resta molto alto.

Pdl avanti, ma tanti voti ancora in bilico - roberto biorcio fabio bordignon ( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni più gradito di Berlusconi Atlante politico Per il sondaggio di DemosΠ sale lievemente lo scarto rispetto al mese scorso. Il leader del Pd vince la sfida personale con l'ex premier I miglioramenti più netti messi a segno da Italia dei valori e Lega Nord ROBERTO BIORCIO FABIO BORDIGNON Si è riequilibrato,

Veltroni: tra noi e il Pdl è testa a testa E Berlusconi se la prende coi comunisti ( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Stai consultando l'edizione del Veltroni: tra noi e il Pdl è testa a testa E Berlusconi se la prende coi comunisti Il distacco tra Pd e Pdl si riduce e Berlusconi rispolvera i "comunisti" e lancia l'allarme brogli cercando di limitare i danni prodotti dalla candidatura di Ciarrapico.

Veltroni: primo, la sicurezza A Verona il leader Pd lancia un doppio ddl: più forze dell'ordine e politiche sociali E sui sondaggi dice: noi e il Pdl abbiamo ormai la stessa percen ( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ricordiamoci che Berlusconi ci aveva lasciato senza benzina nelle macchine della polizia...". Quando Veltroni inizia a parlare una donna dal fondo urla: "salvaci...". Ma c'è anche un'interruzione meno benevola. Veltroni parla di stipendi in sofferenza e sotto al palco un signore urla "ci dica anche perché sono fermi".

Sul satellite, ma non come Laika. Come Gagarin ( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: grande e piuttosto maturo direttore Fede va oltre e immagina che un giorno Veltroni, leggendo queste righe e non condividendo quanto vado scrivendo sulle faziosità del Tg4, mi castigherà. Non ho la più pallida idea di come la pensa Veltroni, che pure è stato direttore di questo giornale. Non ho padroni, ma capisco e solidarizzo con il collega Fede che, invece, un padrone ce l'ha,

Se cambia il Nordest ( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ultimo fattore che consente a Berlusconi di "fare la differenza" con il Pd. I sondaggi Swg, infatti, riducono a quattro-cinque punti il vantaggio del Cavaliere: al netto del Carroccio - mette in rilievo Veltroni - Pd e Pdl "hanno lo stesso livello percentuale". La rimonta democratica dovrà fare i conti con il Nord, quindi.

La Costituzione è antifascista e va rispettata Cara Unità,dopo le dichiarazioni e ( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Franco Giustolisi Tanta gente per Veltroni: scegliete spazi all'aperto Ho partecipato a due comizi del segretario Veltroni (Treviso e Pordenone) e quivi si è notata come in altre province una grande partecipazione popolare, però secondo me sono stati privilegiati luoghi all'interno, tipo teatri, cinema etc, con un limitato numero di posti,

Ciarrapico nelle liste? Ci preoccupa ma bisogna distinguere tra partiti e candidati ( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Posso dire che nella mia grande famiglia allargata ci saranno molti che voteranno per Veltroni e molti per il Pdl. E poi ci sono, purtroppo gli indifferenti che dicono: il partito di Berlusconi è comunque fascista e il Pd di Veltroni resta sempre comunista. Un grave errore, che non aiuta alla creazione di due schieramenti. Anzi tre, c'è pure Casini".

Corsa al pranzo con Walter Dalla ragazza madre agli anziani ex dc e pci ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ha quindi ottime probabilità di apparecchiare per Walter il diciottenne milanese con mamma veltroniana e papà berlusconiano. Monica Guerzoni I dolci Veltroni arriva dalla famiglia Fonfanelli di Ozzano A tavola Veltroni e Chiamparino a Torino dai Maviglia Pd Ermete Realacci.

Confalonieri: i telefoni? Nessun governo ce li darebbe ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Che alle elezioni vinca Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, la sostanza non cambia: una fusione fra Telecom Italia e il gruppo di Cologno Monzese sarebbe impossibile. Eppure, presentando ieri alla comunità finanziaria i risultati 2007, Confalonieri ha ribadito che il matrimonio fra telecomunicazioni e media avrebbe senso.

Politica, scuola, giustizia L'Italia privatizzata ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Be, per arrivare a Walter Veltroni ci sono state le primarie, ma somigliano a quelle americane come Little Tony somiglia a Elvis Presley. La privatizzazione, qui, assume un'altra forma. Siccome è il turno di Walter Veltroni (c'è stato quello di Prodi, di Rutelli, di D'Alema), nessuno osa fargli ombra.

Una democrazia al verde ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La verità è che sia Berlusconi che Prodi del riscaldamento della Terra si sono strafregati, e nemmeno Veltroni si stravolge più di tanto. Quanti Pil verrà a costare, quando i nodi verranno al pettine (sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa né lo vuol sapere.

Il Pdl a caccia di <testimonial> della porta accanto ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: significherebbe tornare alla politica degli sgomberi di Veltroni". Mentre è sul fronte di possibili alleanze che il quadro non è chiaro, come dimostra l'ultimo botta e risposta con La Destra di Storace. Una dichiarazione dell'ex presidente della Regione ("se il Pdl ci lascia in pace, si può ragionare") aveva fatto pensare ad un'apertura verso il centrodestra ed Alemanno aveva commentato:

Dal nostro inviato VERONA - Braccia aperte con che viene a lavo ( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La linea di Walter Veltroni sulla sicurezza, che costituirà una priorità di governo e che porterà al primo Cdm, è netta. Rompe quasi un tabù, impensabile fino a pochi mesi fa quando l'alleanza con la sinistra radicale non era naufragata. E non è nemmeno d'accordo con Berlusconi.

ROMA - Non voglio più vedere poliziotti che mettono i timbri sui passaporti. I poliziotti ( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Lo ha detto Veltroni, presentando il programma sulla sicurezza del Partito Democratico. Due parole che dicono più di un trattato. Significano maggiore mobilitazione di forze, più impegno, più presenza delle forze dell'ordine tra i cittadini. Veltroni però non parla, come fa Berlusconi, di aumentare il numero dei poliziotti di quartiere.

Berlusconi: Ciarrapico, uno tra mille Il leader di An: la vicenda è chiusa ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: sposare il figlio di Berlusconi". L'ultima domanda mischia calcio e politica: "è più probabile che la Roma superi l'Inter in campionato o che Veltroni superi Berlusconi? ". Risposta: "La Roma ha un compito difficile, Veltroni ha un compito impossibile". E ancora sui numeri: "Il direttore dell'istituto che fa i sondaggi per Repubblica ci dà 30 senatori di vantaggio e 60 deputati.

Fini: più militari in Afghanistan E in Libano ne abbiamo troppi ( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Gianfranco Fini si è occupato anche di economia ed ha polemizzato con Walter Veltroni che ha accusato Giulio Tremonti di portare avanti una linea protezionista. "La chiave di lettura che propone Tremonti è tutt'altro che banale, glielo ho detto personalmente - afferma Fini - e colgo l'occasione per ripeterlo in pubblico.

ROMA - Mentre si tirano le somme in vista del 13 aprile, e si vede che i candidati premier saranno b ( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: soli 5 punti da quella che Veltroni ha già battezzato "la più grande rimonta della storia". Anzi, no: è fermo al palo e lo stacco dal Pdl è del 10%. Secondo un sondaggio di ieri della Swg pubblicato dal quotidiano online Affaritaliani.it., la coalizione guidata da Veltroni starebbe mangiando terreno al Pdl a tal punto che il distacco tra gli due schieramenti sarebbe passato da 5,

ROMA Il "dopo" comincia adesso. Il 13 e 14 aprile sono i giorni della sfida elett ( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nella quale cioè noi non staremmo per dare una mano a Veltroni o a Berlusconi, ma per creare uno generale scenario nuovo". Quindi non avremo l'inciucio? Il pericolo che un accordo al ribasso fra i partiti più grandi possa realizzarsi Casini non smette di vederlo. "Temo - spiega - una spartizione di potere fra Veltroni e Berlusconi, che è sicuramente nell'interesse di quest'

Ricorsi la fuga alla vittorio emanuele III non è riuscita ( da "Riformista, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Vittorio Emanuele terzo ma anche il Walter Veltroni edizione 2001. Quell'anno si tennero le politiche con Francesco Rutelli candidato-premier e la sconfitta contro Silvio Berlusconi era annunciata. I Ds venivano dati al minimo storico già dai sondaggi e il loro segretario Veltroni approntò un'exit strategy preventiva candidandosi a sindaco della Capitale.

PostGravina dove sono i leader? ( da "Riformista, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: come la Moratti o Veltroni o Chiamparino o Cofferati, è assurto a ruoli nazionali. Nessun governatore come Formigoni ha potuto aspirare a un incarico di ministro. Se questo non è accaduto, ci dev'essere una ragione, forse ce n'è più di una. La più nascosta, che dovrebbe anche essere la più esplorata, per capire verso dove sta andando metà del Paese,

La disumana non-notizia ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: i fogli bianchi strappati da Berlusconi, le boutades sulla castrazione chimica di Veltroni, la rincorsa ai santini distribuiti da Ruini. Fanno più colore. "Funzionano", "tirano", come si dice adesso. Qualcuno ha sentito un solo fiato, al centro o da quello che si chiamava fino a ieri il centro-sinistra (lasciamo andare la destra,

Berlusconi: Quel candidato non conterà nulla . E Fini si adegua ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: interessato ha smentito le dichiarazioni che gli erano state attribuite, Veltroni tuttavia continua ad insisterci. Io penso che sbagli, perché non credo che agli italiani interessi quello che ha dichiarato un certo signore o che non ha dichiarato quando c'è la tragedia dei rifiuti, il caro vita che aumenta, i criminali che imperversano.

Scripta manent ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Primo: il fascistone Ciarrapico che piace a Berlusconi ma nausea Fini. Secondo: l'imprenditore filo leghista Calearo che un po imbarazza Veltroni. Più gustoso il contorno, servito quasi sempre nelle pagine interne, fatta eccezione per i giornali che cucinerebbero di tutto pur di compiacere il padrone del ristorante.

Verba votant ( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Più interessante il fatto che il noto slogan veltroniano "I care" sia stato coniato da Don Milani proprio in contrapposizione al menefrego fascista. Ma già nel 1990 il democristiano Goria, parlando di ecologia in un comizio elettorale poteva affermare che "il nostro motto è ci tengo, al contrario di menefrego".

Alle urne: i partiti danno i numeri. Ma la guerra dei sondaggi non sposta voti ( da "Panorama.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La coalizione guidata da Berlusconi si attesterebbe, quindi, in totale al 45%. E quella di Veltroni si attesterebbe al 36%: (Pd al 33,5% e Idv al 2,5%). Simili i dati di [9] Demos per Repubblica: "Il distacco fra la coalizione guidata da Berlusconi e quella guidata da Veltroni è lievemente cresciuto.

N. 62 del 2008-03-13 pagina 2 La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su set... ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: pressoché alla pari senza gli alleati (34,5% ciascuno nell'ipotesi più favorevole a Veltroni, 35 a 34 per Berlusconi nella peggiore). La statistica ha ovviamente mandato in sollucchero il candidato in pullman. "La cosa più interessante - ha commentato l'ex sindaco di Roma - è che la differenza tra i due schieramenti la fa la Lega".

Mario Giordano ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi facesse un patto elettorale con Veltroni? 03-02-2008 - E ORA CHIUDETE L'ULTIMO SPIRAGLIO 02-02-2008 - Mancano solo gli Amici del bollito 31-01-2008 - OPERAZIONE SPERICOLATA 29-01-2008 - La piazza buona è sempre rossa 25-01-2008 - E ora nessun pateracchio 23-01-2008 - CRONACHE MARZIANE 22-01-2008 - LA SOLUZIONE È NELLE URNE Username Password Hai dimenticato la password?

Gianni Baget Bozzo ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Ma non si facciano accordi con Veltroni 28-02-2008 - La questione cattolica che destabilizza il Pd 25-02-2008 - Così la gente si riappropria della politica 22-02-2008 - De Mita, Gattopardo centrista che aiuta il Pd 17-02-2008 - Berlusconi ha difeso la Chiesa più della Dc 13-02-2008 - Il centrismo non esiste più 10-02-2008 - I due "gemelli" dc all'ultimo bivio 09-

L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Internet fa bene ai giornali ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Ma la Germania si sta italianizzando? ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

<Pd ipocrita, più sincero il Cavaliere> ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: è stato un comizio di Veltroni a Padova molto scandalizzato, ma non mi sembra che Veltroni abbia manifestato lo stesso scandalo nel momento in cui nasceva il Pd romano alla presenza di Ciarrapico. Lo trovo bizzarro". E allora perché tutto questo polverone? "Una delle riforme da pensare sarebbe quella della trasparenza, della sincerità dei comportamenti.

Pera: <L'aborto è omicidio Difendo l'Europa cristiana> ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni lo ha licenziato candidandolo a sindaco di Roma". Non le chiedo di Veltroni. "Uno che rinnega il suo passato e passa dal comunismo al Partito democratico, saltando la socialdemocrazia europea, ha dei problemi". Non abbiamo citato un altro concorrente, Casini.

Fini chiude il caso Ciarrapico: ha smentito, guardo al futuro ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Veltroni e l'intero Pd si preoccupano solo di Ciarrapico. E questo dà la cifra di quanto siano davvero poco interessati ai reali problemi del Paese". La chiosa finale, però, è firmata Francesco Cossiga, secondo il quale l'Italia è un Paese "beato e felice" perché è alle prese con un solo anche se grave problema "quello della candidatura al Parlamento dell'

Silvio scalda i motori Dopo la nave azzurra i camper della libertà ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: La replica al magic bus di Walter Veltroni? Macché, la sentenza è spietata: "Con il pullman del Pd hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case degli italiani", ha ironizzato nel comizio facendo sorridere finalmente anche l'onorevole Mara Carfagna, sempre seria seria e sempre più smagrita.

Berlusconi, Veltroni e Casini come Follini ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Veltroni corre solo ma anche con Di Pietro ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

Il caso Bertè (e il caso strano) ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

Jovanotti è un passo avanti ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

Questa è bella, Venditti ha l'ansia ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

Oopps, a Patti è scappato un ruttino ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

In Confindustria comincia l'era di Emma, lady d'acciaio ( da "Panorama.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Soddisfatto anche Walter Veltroni. "È una donna, è una giovane imprenditrice, è una persona che ha talento e competenza" e rappresenta "una grande risorsa per Confindustria", ha detto il leader del Pd. Insomma, Confindustria si prepara "all'era-Emma". Che dovrebbe garantire una forte attenzione ai temi dell'internalizzazione delle imprese,

L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Walter e l'Italia "sapore di sale" ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Walter e le tre cose che è meglio "non fare" ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche.

Lasciare stare Tricarico ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

La rivoluzione di Chiambretti ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.

Santo, il candidato di casa Versace: "Ecco perché corro con il Pdl di Berlusconi" ( da "Panorama.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Alla domanda sul perché si candida con Berlusconi e non con Veltroni, Versace dice: "Perché mi è stato chiesto nella maniera giusta. Condivido il programma del Popolo della libertà. Ho sempre parlato di meritocrazia e di educazione. In Calabria, pur avendo accettato, con l'economista Andrea Monorchio, di fare l'advisor per una regione governata dal centrosinistra,

Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? ( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.

La crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra? ( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Abstract: Berlusconi fa solo battute La crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra? Veltroni: "Non si può andare avanti così". Cioè risanare senza crescere Quindici anni in altalena tra una spesa pubblica allegra alimentata dalla corsa ai condoni del centrodestra e la rincorsa, a tratti ossessiva a tratti autolesionistica,


Articoli

Per i voti neri di Frosinone, Berlusconi rompe il gioco (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scontro aperto con Fini, il problema è fermare Storace. Per il Pd un regalo insperato Per i voti neri di Frosinone, Berlusconi rompe il gioco "Ciarrapico ci serve". La novità del Pdl sacri cata per "salvare" il Lazio Il Popolo delle libertà è già sconquassato da una guerra civile. Causa del contendere la candidatura di Giuseppe Ciarrapico al senato in una regione, il Lazio, in cui Berlusconi deve arginare le perdite a destra verso Storace, pena la perdita del premio di maggioranza a favore del Pd. Il Cavaliere più che alla persona e al suo passato guarda ai giornali di cui è editore e per questo non esita nemmeno a sfidare gli alleati di An, che si sono opposti alla candidatura: "Anche loro erano d'accordo", garantisce il Cavaliere. Ma La Russa smentisce: "Noi ci eravamo subito opposti". Uno scontro che fa gongolare Storace: "Non avevo dubbi che Berlusconi alla fine desse del bugiardo a Fini, perché lo conosce". Per Walter Veltroni, Berlusconi "ha strattonato e sbattuto An come se fosse insignificante", dimostrando che nel Pdl "c'è un'idea che considero la prosecuzione pura e semplice di un quindicennio. Di queste furbate l'Italia è stanca". Da Ferrara, ennesima tappa del suo tour preelettorale, il leader del Pd garantisce: "L'esito delle elezioni è assolutamente aperto. Tutti i sondaggi ci danno in recupero".

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La rivincita di Calearo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

IL PULLMAN DI VELTRONI NEL NORD EST Successo nella Vicenza dell'ex capo di Federmeccanica La rivincita di Calearo Il capolista del Pd: "Gli imprenditori e gli artigiani si dano del Partito democratico di Walter che vuole chiudere con l'antagonismo fra i lavoratori e le aziende. E qui da noi in Veneto la lotta di classe non c'è mai stata". MARIO LAVIA "Qui la lotta di classe non c'è mai stata". Qualcosa è cambiato, se Massimo Calearo manifesta parlando con Europa tutta la sua soddisfazione per com'è andata nella sua Vicenza, ultima tappa del giro nel Nordest del pullman veltroniano. Qualcosa è cambiato. Spiega: "La gente che era lì, gli imprenditori, gli artigiani hanno detto a Veltroni: ci rappresenti". Un Mi fido di te al quadrato. L'ex numero uno di Federmeccanica quasi si intesta la versione autentica e più hard del superamento dell'antitesi operaipadroni sbandierato dal leader democrat in questa campagna elettorale: "Io sono l'anima del Nordest e posso spiegare quello che è successo. Vede, Veltroni li ha colpiti dicendo che lavoratori e imprenditori devono lavorare insieme per salvare le aziende: è quanto gli artigiani, gente operosa, concreta, voleva sentire". A rendere plastica questa impostazione ci ha pensato lui stesso, stringendo calorosamente la mano al cigiellino Paolo Nerozzi, fino a poche settimane fa un mussiano. È un po' la rivincita di Calearo. Che ha fatto da anfitrione, da padrone di casa. Era sul palco quando il candidato premier snocciolava le sue ricette. A un certo punto ha confidato con ironia a chi gli stava vicino: "Dai giornali di questi giorni non sembrava ci fossero tanti imprenditori a seguirmi...". È dunque una Vicenza al contrario questa Calearo- city, una Vicenza che non sembra quella del 2006, quando gli imprenditori che si spellavano le mani per Berlusconi. "Non voglio parlar male di un collega...", svicola Calearo alla domanda se l'aria nei confronti del Cavaliere stia cambiando. Non era per nulla scontato che andasse così. Prendiamo il caso Marzotto. Ora "è tutto risolto", ci dice Calearo. A Vicenza Paolo Marzotto era in platea, si è pure alzato a salutare il candidato premier. E sì che ieri sul Corriere della sera si leggevano queste sue parole: "Calearo è il tipico industriale del Nordest, con una mentalità conservatrice. Non mi pare che rinnovamento della politica possa passare da una figura come la sua". Non l'aveva mandata a dire, Marzotto, uno dei nomi più importanti dell'industria tessile italiana nonché uomo di prima fila del mitico Nordest produttivo. Non gli era piaciuta, quella candidatura: "Massimo deve farsi le ossa ? aveva detto ? non è detto che un buon imprenditore sia un buon ministro. Specie alle prime armi". L'uscita marzottiana era stata vissuta male, al loft. Come l'indizio di una distanza che il nome del presidente di Federmeccanica non riusciva a colmare, nemmeno ad accorciare. La successiva, sfortunata, performance di Calearo a Ballarò la scorsa settimana aveva fatto il resto, instillando il dubbio che il Veneto fosse ancora una terra promessa impossibile da raggiungere, un velleitario assalto al cielo, il lido lontano intravisto dalla zattera dem. Va detto che il pullman veltroniano ha fatto rotta verso quella zona del paese con animo disincantato, tipico di chi ci prova e in fondo non ha niente da perdere, e vediamo se funziona. Ebbene, ha funzionato. Gli uomini della Veltroni machine sono rimasti persino sorpresi, bene a Venezia (e ricucitura con Cacciari), a Treviso la gente fuori, gente a Rovigo, soprattutto migliaia a Vicenza. Bene pure a Padova, nel pomeriggio, ma lì di solito le cose vanno un pochino meglio anche se il segretario regionale veneto Paolo Giaretta ha commentato: "Sono trenta anni che a Padova non si vedeva una piazza così piena". Diciamo venti, quella sera di giugno del 1984 a sentire per l'ultima volta Berlinguer ? Veltroni lo ha ricordato ? c'era pure molta gente.

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Confronti tra premier in tv, è buio tto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

PAR CONDICIO Confronti tra premier in tv, è buio tto (fls) Il braccio di ferro, ancorché garbato nello stile, c'è. Da un lato la Commissione parlamentare di vigilanza Rai, dall'altro l'Autorità garante delle comunicazioni: in mezzo viale Mazzini, che non sa che pesci pigliare. Si farà o no il confronto televisivo tra Berlusconi e Veltroni? Si faranno mai gli altri confronti tra i due big e i candidati minori? Sì farà mai la trasmissione monstre con tutti i candidati premier seduti attorno allo stesso tavolo ipotizzata dalla commissione parlamentare e da Agcom? Il nodo sta arrivando al pettine: da ventiquattr'ore è infatti scattata la seconda fase della legge sulla par condicio, che tutela la parità di trattamento tra le coalizioni o le liste che abbiano espresso un candidato premier. I conduttori finora si sono arrangiati alla meno peggio, i due pesi massimi ? i leader dl Pd e del Pdl ? finora si sono sottratti ad un faccia a faccia e i pesi mosca e piuma si sono stufati di azzuffarsi tra di loro. Adesso, televisivamente, si rischia la paralisi. La parità di trattamento dev'essere assoluta, dice la legge: perciò o proseguono i soliloqui dei candidati, conditi da domande di giornalisti, oppure c'è la soluzione p r o p o s t a dalla vigilanza Rai, recepita ieri da una delibera dell'Agcom: la possibilità, negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale, di contrapporre tutti i candidati premier in un'unica trasmissione, in prima serata, della durata di un'ora e mezza. Undici candidati premier, forse tredici se nelle prossime ore il Viminale darà il via libera anche alla corsa di Giuliano Ferrara e di Stefano Montanari, lo scopritore delle nanoparticelle, del partito di Fernando Rossi. "Con la par condicio non avevamo alternative, ma ve lo immaginate un confronto televisivo tra tutti questi qui cheekto- cheek? Perciò penso che non se ne farà nulla", prevede il presidente della vigilanza Mario Landolfi. Viceversa l'Agcom pensa che nell'ambito di trasmissioni d'informazione, cui si riconducono programmi come Porta a Porta, Ballarò o Matrix, ci sia il margine per organizzare singoli faccia a faccia: i conduttori potrebbero organizzarne una serie, senza però far scontrare tutti contro tutti (occorrerebbero un centinaio di serate) e assumendosi la responsabilità di scegliere gli abbinamenti. A san Macuto replicano picche: il regolamento non si cambia. Anche perché, dicono, basterebbe un ricorso per provocare poi i fulmini della stessa Agcom su Rai e Mediaset. Oggi la Vigilanza si riunisce: ma per discutere i costi delle conferenze dei candidati premier: la questione dei confronti, dice Landolfi, per noi è chiusa.

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Berlusconi contro An: <Fini era d'accordo> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

IL CASO CIARRAPICO La candidatura dell'editore spacca il Pdl. La Russa: "Noi contrari dall'inizio" Berlusconi contro An: "Fini era d'accordo" (r. f. c.) Silvio Berlusconi è irremovibile: Ciarrapico non si tocca. Anche a costo di creare la prima grave grana all'interno del Popolo delle libertà con l'altro grande azionista, Gianfranco Fini e la "sua alleanzuccia", come l'ha definita il discusso candidato del Pdl. Il motivo che sta alla base della scelta del Cavaliere è semplice e lo ha spiegato lui stesso ieri, abbigliato in camicia nera: "Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e dobbiamo vincere. L'editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente importante che questi giornali continuino a esserlo, visto che tutti i grandi giornali stanno dall'altra parte". Più che il candidato, insomma, è importante tenersi buono l'editore. Una giustificazione che per Walter Veltroni è "quasi peggiore" della presenza stessa in lista dell'aspirante tamburino balilla. L'imbarazzo all'interno di An è evidente. Ma Berlusconi non è tipo da tirarsi indietro e se Fini dice che non ne sapeva niente, prontamente il Cavaliere ribatte: "Anche An era d'accordo". Ad aizzare gli animi dell'ala destra del Pdl interviene Francesco Storace, che provoca gli ex compagni di partito spiegando che fu proprio di Ciarrapico l'idea di ammantare i muri di Roma con centinaia di manifesti che mostravano Fini a braccio teso in un saluto romano. "Non vedo Ciarrapico agli ordini del capogruppo Gasparri in aula a schiacciare il bottone ? aggiunge il leader de La destra ? anche perché forse sarà più impegnato a prendere a schiaffoni quelli che ha querelato e stanno nella sua stessa lista. Non è uno spettacolo edificante, che avrebbero potuto risparmiarci, perché vogliono fare il Partito popolare europeo in camicia nera". "Dire che An era d'accordo è improprio", sbotta Ignazio La Russa, che spiega: "Ho saputo sabato mattina a Milano, prima della manifestazione del Pdl, della candidatura di Ciarrapico. Ne ho parlato subito con Fini e ho espresso a Berlusconi le nostre forti perplessità in ragione delle reiterate e pubbliche polemiche di Ciarrapico nei confronti di An e del presidente nazionale". Niente da dire invece , pare d'intuire, riguardo alle sue posizioni sul Ventennio. D'altra parte, lo stesso candidato a sindaco della capitale Gianni Alemanno prova a fermare la "fiera dell'ipocrisia" sulla candidatura dell'editore: "Vorrei vedere chi può permettersi di fare la vergine indignata". Ad alzare i toni contro il candidato premier del Pdl è invece il presidente dei senatori di An Altero Matteoli: "Non è che si candidano le persone a seconda di ciò che hanno, ma per ciò che possono portare all'interno della coalizione. Non credo che si debba candidare qualcuno perché ha dei giornali". E La Russa ribadisce l'invito all'editore-candidato: "Se se ne sta un po' da parte fa un buon servizio a tutti". Anche se, precisa il capogruppo in pectore Gasparri, "non credo che la democrazia corra pericoli". Già, perché "Ciarrapico è un signore di mondo, che sprizza la simpatia di un Fabrizi. Credete ? si chiede Berlusconi ? che una sua dichiarazione subito smentita sia così importante?". Lui stesso non se la prende più di tanto per quelle affermazioni sulla sua mancata partecipazione alle manifestazioni per il 25 aprile. Si limita a smentire "di non aver detto la mia e di non essermi mai unito a chi ha festeggiato questa data importanza della nostra storia". Per Veltroni, "l'unica vittima di questa vicenda politica è An, trattata da Fi come nessuno si tratta. Nessuno ha avuto il coraggio di dire ? afferma il leader del Pd da Ferrara ? che non c'è spazio in Italia per dare continuità a chi ha accettato le leggi razziali". Per Fausto Bertinotti "c'è un ritorno di un uso politico della questione fascista. Ciarrapico lo dice in modo rozzo, ma non ci è sfuggito che Fini ha detto che il 13 aprile sarà il giorno della liberazione dalla sinistra ". Una frase che, per il candidato premier della Sinistra arcobaleno, dimostra l'obiettivo della destra di "rovesciare la storia della Liberazione, nella quale la sinistra è stata la protagonista della nascita della nazione ".

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Condannato a vivere nel passato (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi invita a "parlar d'altro", e si capisce. Invece questa storia di Ciarrapico candidato è una metafora perfetta dello stato delle due coalizioni. Guardate, possiamo anche astenerci dallo strapparci le vesti per il fascista impenitente, l'editore del duce, il saluto romano. Giustamente è stato osservato che per Alessandra Mussolini nel Pdl non s'è fatto altrettanto scandalo. Infatti il problema è un altro. E solo così si spiega la furia autolesionistica con la quale Fini e tutta An hanno reagito a questa storia, arrivando al punto di riattizzare loro stessi la polemica, quando sarebbe bastato il silenzio per rubricare la vicenda come mera propaganda dell'avversario. Berlusconi ha tradito il proprio stesso progetto, e ha tradito Fini che vi aveva aderito. Ha dimostrato una volta di più che se si sta con lui, non ci sono né condivisione né solidarietà che tengano. Non essendo riuscito a comprare la desistenza della Destra di Storace (come racconta Buontempo), cerca di ridurne l'impatto nella regione-chiave del Lazio scagliandogli contro i giornali locali delle province meridionali. Cioè invade un territorio tradizionale di An cavalcando il peggiore nemico che Fini abbia nella sua area politica di provenienza. D'accordo, non diamo giudizi etici. E non strilliamo al ritorno delle camice nere. Troppo banale. Walter Veltroni però avrà gioco facile a dimostrare che, nel nome del nuovo paradigma della coerenza, lui non cerca accordi sottobanco e non va a caccia di voti che non sono assimilabili a un progetto di governo riformista. Dall'altra parte, al di là dei proclami del predellino, si gioca invece ancora con le regole vecchie: si cerca di arraffare tutto e di tutto, che si tratti dello pseudo-scudocrociato di Pizza o dell'editore nero. È proprio vero: Veltroni può perdere, ma ha un futuro. Berlusconi può vincere, ma la sua storia finisce qui.

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IL CENTRO SENZA PALLA (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Marcello Sorgi IL CENTRO SENZA PALLA Adispetto dei sondaggi che lo descrivono in grande ascesa, le elezioni politiche in cui il Centro, per la prima volta dopo quattordici anni, torna a competere con la Destra e la Sinistra, sono anche quelle in cui parte con più difficoltà. Non doveva essere così, non sarebbe stato così, se lo scioglimento anticipato delle Camere fosse arrivato, come molti prevedevano, nel 2009. Invece la rottura di Mastella, l'improvviso collasso della maggioranza prodiana e la chiamata alle urne degli elettori dopo soli venti mesi di legislatura, hanno improvvisamente travolto un progetto in preparazione da anni, accelerando la formazione del nuovo quadro politico basato su due grandi partiti rifondati e riaprendo al momento per Berlusconi, più che per Veltroni, la possibilità di tornare a Palazzo Chigi. Prima di questa svolta, il disegno ruotava attorno al partito di Casini, ma non solo, e puntava a uno svuotamento di Forza Italia e a una riorganizzazione dei suoi voti e della sua presenza parlamentare, grazie all'esaurimento della spinta del Cavaliere (dal quale, non a caso, il leader dell'Udc aveva cominciato a prendere le distanze fin dall'epoca del governo di centrodestra). Non più e non solo un piccolo Centro cattolico erede di quel che restava della tradizione Dc. Ma un nuovo Centro largo e composito, nel quale avrebbero potuto confluire tutte le spinte e le personalità della politica, della cultura, della tecnocrazia e della società civile - da Monti a Montezemolo, per usare una semplificazione, ai movimenti di base dei cattolici - da tempo deluse dalle due modeste e speculari esperienze dei governi di centrosinistra e centrodestra, e dall'impossibilità dimostrata di promuovere vere riforme al loro interno. Un siffatto Centro, va da sé, avrebbe rioccupato stabilmente una posizione di guida del Paese, negoziando i programmi di governo con alleati di sinistra (più probabilmente) e di destra. È esattamente questa tela - da mesi, per non dire da anni, in tessitura, sotto la luce del sole - che è stata lacerata, prima dal sorgere di un inedito asse tra Veltroni e Berlusconi, e poi dalla crisi e dalle elezioni. Oggi Casini in persona riconosce che ha dovuto mettere insieme le sue liste, senza andare tanto per il sottile, "in una settimana". Ed è evidente che molti degli osservatori e dei mondi che guardavano con simpatia al suo progetto si sono tirati indietro. Quel che occorre capire, a questo punto, è se - sia pure in uno spazio politico ristretto - il nuovo Centro nato dall'alleanza tra i diversi gruppi cattolici, dalla diaspora di una parte dell'Udc e dal ritiro di Mastella, possa risultare competitivo, sul terreno in cui gli elettori moderati giocano le loro scelte e determinano il risultato finale delle elezioni. Ma anche in questo campo, è inutile negarlo, la strada è in salita. Una volta infatti la competizione tra i due partiti maggiori - Dc e Pci - si giocava sulla rappresentazione della società: interclassista e solidale, secondo i cattolici; di classe e conflittuale, salvo vaghe eccezioni tipo "patto tra produttori", per la sinistra. Oggi invece il monopolio dell'interclassismo non esiste più: Veltroni, come Berlusconi, candidano insieme imprenditori e lavoratori, borghesi e operai, precari e popolo della partita Iva. Se c'è una differenza, tra i due nuovi partiti a vocazione maggioritaria, è che nel tempo Berlusconi, e per lui Tremonti, hanno riscoperto posizioni stataliste che nel passato appartenevano alla sinistra classica ed oggi a quella radicale. Mentre Veltroni ha colorato la sua strategia di striature di liberalismo, che il Cavaliere addirittura lo accusa di aver copiato dalla prima Forza Italia. Non esiste più un serbatoio privilegiato di voti moderati. Anzi tutto avviene in una cornice di preteso moderatismo, in cui i leader si rispettano, si confrontano ma non si scontrano, non si insultano più. Alla fine, il massimo di polemiche può riguardare Ciarrapico, un vecchio marpione fascista accreditato del controllo di un pacchetto di voti locali, che tra la neutralità verso Veltroni e l'alleanza e il seggio al Senato offertogli da Berlusconi, ha scelto la seconda opzione. Resta il voto cattolico, il cui prezzo, stavolta, è più alto, stando ai documenti dei vescovi e agli editoriali di Osservatore Romano e Famiglia Cristiana. Come Veltroni e Berlusconi, anche Casini ha dovuto prenderne atto. Quando la gerarchia e le voci del mondo cattolico, dopo aver denunciato il "pasticcio veltroniano in salsa pannelliana" e l'"anarchia dei valori berlusconiana", criticano le più discusse candidature dell'Udc (vedi Cuffaro), è segno che non c'è alcuna scelta preferenziale e un'indicazione di cautela per gli elettori credenti. In un quadro radicalmente mutato, la corsa solitaria è insomma diventata più difficile. Forse rimane al Centro il ruolo di sentinella, di denuncia, di guardiano del probabile divario tra le promesse e la condotta di governo del partito che risulterà vincitore. E ancora, quello di possibile alleato di chi dei due vincerà alla Camera, ma magari avrà bisogno di appoggi per ottenere la maggioranza al Senato. A meno che - sarebbe una novità, un'anomalia in Europa, la conferma di una specialità italiana - i due maggiori partiti non decidano di soccorrersi a vicenda, se necessario. E di dar vita a una Grande Coalizione, che per la prima volta vedrebbe il Centro all'opposizione.

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E Walter sogna Sant'Egidio agli Esteri (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Retroscena Partito il totoministri democratico E Walter sogna Sant'Egidio agli Esteri FABIO MARTINI INVIATO A VERONA Walter Veltroni lo ha confessato soltanto a pochi. Uno dei suoi principali obiettivi per le prossime settimane è quello di inserire nella sua squadra di governo il leader della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, negli anni diventato il ministro degli Esteri in pectore del Vaticano. I due si conoscono e si stimano da anni e nelle scorse settimane Veltroni aveva fatto un cauto sondaggio per capire se Riccardi avrebbe gradito una candidatura nel Partito democratico. La risposta è stata negativa, Veltroni se l'aspettava, ma quel che interessava al leader del Pd era capire la disponibilità per il dopo. Risposte definitive Veltroni non ne ha avute e l'intesa è di riparlarne dopo le elezioni. Dunque non sarà possibile spendere il nome di Riccardi nella fase elettorale, ma nell'ipotesi (al momento davvero chimerica) di una vittoria del Pd, a quel punto Veltroni potrebbe tirare fuori dal cassetto un'idea inconfessabile: Riccardi ministro degli Esteri. Al fondatore della Comunità di Sant'Egidio l'esperienza non manca. Negli anni Riccardi non solo è diventato, di fatto, il ministro del Vaticano per il dialogo interreligioso, ma è lui che ha dipanato per la Santa Sede alcuni dei dossier più scottanti, da quello dei rapporti con la Cina a quello della moratoria sulla pena di morte. A Sant'Egidio, qualche anno fa ribattezzata l'"Onu di Trastevere", Veltroni conosce tutti. A cominciare da don Matteo Zuppi: il parroco di Santa Maria in Trastevere, è un vecchio amico di Veltroni. Da ragazzi Walter e Matteo militavano nei Comitati unitari, una delle tante propaggini della Fgci, la federazione giovanile del Pci. Ma il rapporto più importante è quello che lega l'ex sindaco di Roma con Andrea Riccardi che due settimane fa ha accettato di presiedere il convegno voluto da Veltroni per "riconciliarsi" con i cattolici del Pd. E in quella occasione Riccardi ha concluso la sua relazione con parole lusinghiere per Veltroni: "La novità del Pd è la ricerca di una sintesi politica di ampio respiro e di lunghe prospettive, sottratta all'effimero del presente". Una fiducia che potrebbe preludere, in caso di esito incerto delle elezioni, all'indicazione di un altro uomo di Sant'Egidio per la squadra di governo, ma indubbiamente l'ipoteca della probabile sconfitta è per Veltroni un handicap anche in altri casi. Il leader del Pd sa che prima del 13 aprile sarebbe bene annunciare la personalità destinata a guidare il dicastero dell'Economia. Romano Prodi ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo Giulio Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non daranno mai la loro disponibilità prima del 13 aprile. Per tanti motivi, anche uno politico: proprio loro due sono i principali "indiziati" per Palazzo Chigi in caso di pareggio. E anche se nel Pd non si è mai discusso di squadra, alcune caselle sono quasi certe: sottosegretari alla presidenza Goffredo Bettini e Walter Verini, un ruolo di primo piano (Esteri) per Massimo D'Alema, Di Pietro alle Infrastrutture, Emma Bonino in un ministero tipo le Telecomunicazioni, Pierluigi Bersani di nuovo allo Sviluppo economico, Umberto Veronesi (Università e Ricerca, perché la Salute è accorpata al Lavoro), ben quotate Rosy Bindi e Anna Finocchiaro, mentre pare che Umberto Eco abbia declinato l'offerta veltroniana per la Cultura. E quanto al ministro del Nord-est annunciato ieri da Veltroni, le sue parole ("Non so se sarà un ministro, una ministra, un politico, un imprenditore") fanno capire che il nome non c'è ancora. Anche se i principali indiziati sono due. Massimo Cacciari e Riccardo Illy.

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"È il grande inciucio" La denuncia di Casini (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

[FIRMA]AMEDEO LA MATTINA ROMA Gianfranco Fini guarda al futuro. Tenta di mettere una pietra sopra il caso Ciarrapico e immagina una collaborazione con il Pd di Veltroni, ma con Berlusconi a Palazzo Chigi. Del resto, spiega il leader di An alla presentazione del nuovo numero del bimensile "Con.", tra il programma dei Democratici e quello del Pdl "non ci sono differenze così evidenti". La sua previsione è che da parte di Veltroni ci sarà "un'opposizione meno pregiudiziale" rispetto al 2001. Non dovrà quindi essere vista come una "follia o un inciucio" la possibilità di intese tra maggioranza e opposizione. Sarà "una semplice convergenza" su alcune leggi e le riforme: "Una cosa normale in gran parte d'Europa". Ovviamente affermazioni del genere hanno fatto scattare l'allarme rosso tra i partiti minori. Per Udc, La Destra e la Sinistra Arcobaleno è la prova provata di cosa ci aspetta dopo il 14 aprile. Ecco i "promessi sposi", grida Oliviero Diliberto. E' il "Grande Inciucio", la spartizione del potere tra Veltroni e Berlusconi, sostiene preoccupato Pier Ferdinando Casini. Il quale avverte che non farà da stampella a nessuno, ma è pronto a sostenere un'ipotetica larga coalizione solo se "sarà virtuosa". Tranquilli, assicura Veltroni, con gli avversari politici si discute, "ma non faremo mai un governo insieme". Le parole di Fini aprono scenari inediti forse dettati da sondaggi ballerini. Ma l'altra novità di ieri è che il leader di An ha recitato la parte del moderato ("semmai del vecchio democristiano: non ha il coraggio di dire che è pronto l'inciucio con i comunisti", affonda il coltello Daniela Santanchè), lasciando a Berlusconi quella più barricadiera. A Piazza del Popolo sono saltati i nervi al Cavaliere quando i giornalisti hanno insistito su Ciarrapico e su quello "sguattero" che il "Ciarra" ha affibbiato a Fini. Un epiteto che ha dovuto smentire con "la Repubblica" per poi aggiungere che Fini è invece un uomo che rispetta ("non dimentico che arrivò al "Secolo d'Italia" quando ne ero editore e lui iniziò la sua carriera politica con Giorgio Almirante"). Berlusconi ha potuto così tirare un sospiro di sollievo, ma non ce l'ha fatto a resistere di fronte alle domande dei cronisti. Ha caricato a testa bassa contro la sinistra che sarebbe tornata ad essere quella di sempre. Ciarrapico fascista? E' uno dei "mille candidati". E allora, "dobbiamo ricominciare a parlare dei comunisti e degli orrori che hanno commesso?". Non era fascista "quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a Caracciolo?". Si tratta di affermazione "incredibile", interviene un portavoce dell'ingegner De Benedetti: "La verità è esattamente all'opposto. Il controllo del gruppo Mondadori fu sottratto al legittimo titolare Cir grazie ad un gravissimo fatto di corruzione". Ora basta con questa "indignazione a intermittenza", si è inserito Fini. Con la smentita di Ciarrapico, "la vicenda è chiusa: andiamo avanti, parliamo di campagna elettorale e soprattutto di programmi". Già, i programmi che a suo parere non sono molto diversi. Questo potrebbe favorire le larghe intese se dalle urne dovesse uscire un pareggio al Senato. Ipotesi che Berlusconi esclude categoricamente, convinto che la distanza tra Pdl e Pd è di 10 punti. Mentre Veltroni sostiene che il distacco è di soli 5 punti, e che si tratta di una differenza che sarà colmata nelle prossime settimane. E' la solita guerra dei sondaggi che serve a entrambe le parti a galvanizzare le truppe. I nanetti invece mettono in guardia i due colossi politici dal cantare vittoria. Ma soprattutto esorcizzano l'ipotesi di accordi dopo le elezioni. "Chi parla di larghe intese - annota Savino Pezzotta della Rosa bianca - dovrebbe spiegare agli italiani perché ci ha portato al voto, sprecando tempo e risorse". Che la situazione non sia rosea lo ammette però Bertinotti che parla di "situazione drogata" dalle due maggiori forze. Con la conseguenza che ottenere "un buon risultato elettorale è veramente difficile".

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Spunta la candidata rom (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

SINISTRA ARCOBALENO Spunta la candidata rom Fa l'attrice, ha 31 anni, è laureata e non ha figli: è candidata alla Camera in Lombardia per la Sinistra Arcobaleno. Dijana Pavlovic (foto) potrebbe essere la prima zingara eletta in Parlamento. È infatti serba e romni (donna di etnia rom), e lavora come mediatrice culturale. "Il comitato nazionale rom e sinti ha chiesto a tutti i partiti italiani di candidare un suo rappresentante. La Sinistra Arcobaleno è stata l'unica a rispondere", spiega Dijana. "Ma di certo, mai mi sarei candidata con Berlusconi o con Veltroni. Non mi sarei messa in lista con chi vuole "patti di sicurezza" o con chi vuole cacciare via dal Paese chi è diverso".

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Walter Veltroni lo ha confessato soltanto a pochi. Uno dei suoi principali obiettivi per le prossime (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Stampa, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Settimane è quello di inserire nella sua squadra di governo il leader della Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, negli anni diventato il ministro degli Esteri in pectore del Vaticano. I due si conoscono e si stimano da anni e nelle scorse settimane Veltroni aveva fatto un cauto sondaggio per capire se Riccardi avrebbe gradito una candidatura nel Partito democratico. La risposta è stata negativa, Veltroni se l'aspettava, ma quel che interessava al leader del Pd era capire la disponibilità per il dopo. Risposte definitive Veltroni non ne ha avute e l'intesa è di riparlarne dopo le elezioni. Dunque non sarà possibile spendere il nome di Riccardi nella fase elettorale, ma nell'ipotesi (al momento davvero chimerica) di una vittoria del Pd, a quel punto Veltroni potrebbe tirare fuori dal cassetto un'idea inconfessabile: Riccardi ministro degli Esteri. Al fondatore della Comunità di Sant'Egidio l'esperienza non manca. Negli anni Riccardi non solo è diventato, di fatto, il ministro del Vaticano per il dialogo interreligioso, ma è lui che ha dipanato per la Santa Sede alcuni dei dossier più scottanti, da quello dei rapporti con la Cina a quello della moratoria sulla pena di morte. A Sant'Egidio, qualche anno fa ribattezzata l'"Onu di Trastevere", Veltroni conosce tutti. A cominciare da don Matteo Zuppi: il parroco di Santa Maria in Trastevere, è un vecchio amico di Veltroni. Da ragazzi Walter e Matteo militavano nei Comitati unitari, una delle tante propaggini della Fgci, la federazione giovanile del Pci. Ma il rapporto più importante è quello che lega l'ex sindaco di Roma con Andrea Riccardi che due settimane fa ha accettato di presiedere il convegno voluto da Veltroni per "riconciliarsi" con i cattolici del Pd. E in quella occasione Riccardi ha concluso la sua relazione con parole lusinghiere per Veltroni: "La novità del Pd è la ricerca di una sintesi politica di ampio respiro e di lunghe prospettive, sottratta all'effimero del presente". Una fiducia che potrebbe preludere, in caso di esito incerto delle elezioni, all'indicazione di un altro uomo di Sant'Egidio per la squadra di governo, ma indubbiamente l'ipoteca della probabile sconfitta è per Veltroni un handicap anche in altri casi. Il leader del Pd sa che prima del 13 aprile sarebbe bene annunciare la personalità destinata a guidare il dicastero dell'Economia. Romano Prodi ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo Giulio Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non daranno mai la loro disponibilità prima del 13 aprile. Per tanti motivi, anche uno politico: proprio loro due sono i principali "indiziati" per Palazzo Chigi in caso di pareggio. E anche se nel Pd non si è mai discusso di squadra, alcune caselle sono quasi certe: sottosegretari alla presidenza Goffredo Bettini e Walter Verini, un ruolo di primo piano (Esteri) per Massimo D'Alema, Di Pietro alle Infrastrutture, Emma Bonino in un ministero tipo le Telecomunicazioni, Pierluigi Bersani di nuovo allo Sviluppo economico, Umberto Veronesi (Università e Ricerca, perché la Salute è accorpata al Lavoro), ben quotate Rosy Bindi e Anna Finocchiaro, mentre pare che Umberto Eco abbia declinato l'offerta veltroniana per la Cultura. E quanto al ministro del Nord-est annunciato ieri da Veltroni, le sue parole ("Non so se sarà un ministro, una ministra, un politico, un imprenditore") fanno capire che il nome non c'è ancora. Anche se i principali indiziati sono due. Massimo Cacciari e Riccardo Illy.

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La traversata nel deserto - massimo giannini (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

LA TRAVERSATA NEL DESERTO MASSIMO GIANNINI Con tempra virile e mascella volitiva, Silvio Berlusconi esorta la nazione: rialzati, Italia! Con sguardo sereno e tono suadente, Walter Veltroni la blandisce: ripeteremo il miracolo degli anni '60. Bentornati sulla terra. SEGUE A PAGINA 38.

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Effetto-soubrette e sospetti di "spinte" sulle donne in lista delusioni bipartisan - giovanna casadio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Nel Pdl i posti all'"altra metà del cielo" sono pochi: il 17-21%. Nel Pd invece arrivano al 40% Effetto-soubrette e sospetti di "spinte" sulle donne in lista delusioni bipartisan GIOVANNA CASADIO ROMA - Contro la candidatura della bionda soubrette Barbara Matera, bellezza che al Cavaliere ricorda quella della moglie Veronica in gioventù, c'è stata una sollevazione tra le donne forziste. Infine, Gianni Letta, sabato scorso, ha convinto Silvio Berlusconi a scelte più avvedute e per la Puglia, in quota rosa, è stata prescelta una altrettanto avvenente giovane donna, Elvira Savino, con brillante curriculum, collaboratrice della rivista "Formiche". Ma gli aggiustamenti di rotta non hanno impedito la quasi rivolta delle donne del Pdl. Scontente? Furiose. Hanno fornito i numeri del malcontento: nelle liste del Pdl le candidate sono circa il 21,5% alla Camera e il 17% al Senato. In posizioni tutt'altro che eccellenti, tali insomma da non arrivare a quella soglia del 25% di elette che era stata promessa dai leader. Se non fosse stato per Ciarrapico, che si è preso la scena delle polemiche, questa storia delle donne in lista e degli insulti che hanno accompagnato le candidature - "sciampiste, letteronze, zoccole" - avrebbe tenuto banco. Nella metà campo del centrodestra, Stefania Prestigiacomo si è chiusa in un "no comment" irritato. Isabella Bertolini, quattordicesima in Emilia, lascia intendere che in campagna elettorale si fa buon viso a cattivo gioco. Giulia Bongiorno di An, ammette: "Non ci sono livelli accettabili di donne nelle nostre liste, però le donne si faranno avanti a piccoli passi". Solo Michela Vittoria Brambilla, la "rossa" del Cavaliere, capolista di fatto in Emilia, sostiene che "va bene così, quel che conta sono le competenze non il genere". Parla più volentieri di sé: non sono a caccia di poltrone, dice, però "non starò seduta ad aspettare di pigiare un bottone". A denunciare il brutto clima, è Alessandra Mussolini, segretario di As, nel partito di Berlusconi. "Quando ho letto di Lotito che definiva zoccole le candidate del Pdl, sa cosa ho fatto? Ho chiamato Luxuria, perché bisogna finirla con le discriminazioni. Nel prossimo Parlamento dobbiamo fare fronte comune". Con la transex del Prc, Mussolini si era accapigliata in tv. Ma nell'altra metà campo, nel Pd, dove pure le candidate sono il 42% (379 donne) e di queste almeno 100 saranno parlamentari sicure, i malumori ruotano sulla discrezionalità delle scelte dei leader maschi. Vilma Mazzocco, portavoce del Terzo settore, uno dei 45 saggi del Comitato per il Pd, ironizza: "Bisognerà mandarle in giro con la baby sitter queste giovani parlamentari... Il Parlamento non è una convention, bene il rinnovamento ma c'è stata superficialità. Di un parlamentare ci si deve chiedere chi rappresenta, come e perché". Riferimento implicito a Marianna Madia? La Madia ha dovuto ingoiare amarissimi attacchi. Così come Daniela Cardinale, figlia di Totò, ex ministro delle Comunicazioni, sulla cui candidatura anche Veltroni ha declinato ogni responsabilità ("L'ho saputo solo a cose fatte"). La giovane candidata è "amareggiata", il padre la difende: "Ha bevuto la politica con il latte, si è impegnata e ora... ". "Sciampista" lei e le altre giovani donne del Pd, per Maurizio Gasparri. Che non si pente delle parole dette: "Cioè, mi dispiace per le sciampiste, ma è stata una reazione alle definizioni di "letteronze", "zoccolonze" indirizzate alle nostre candidate". Barbara Pollastrini, la ministra delle Pari opportunità è severa: "Questi insulti sono gravissimi scivoloni maschilisti. Ho fiducia in Veltroni sulle donne in un futuro governo. No alle polemiche nel Pd: se non metti i giovani a nuotare nessuno emergerà". Intanto, le donne dell'Udi invitano ad andare al voto con una lettera scarlatta all'occhiello per protesta contro le poche donne e le scelte pilotate. Una bella ricerca su "Differenza di genere e democrazia" è stata presentata ieri da Giovanna Altieri (Ires/Cgil) e da Marina Cacace (Asdo). Si è parlato della "resistenza sistematica" alla presenza di donne nei luoghi del potere. Daniela Santanché rivendica la novità rappresentata dal fatto che è lei - leader della Destra - l'unica donna candidato premier. Paradossi italiani.

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Berlusconi: "il ppe è antifascista ciarrapico non conterà nulla" - gianluca luzi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi: "Il Ppe è antifascista Ciarrapico non conterà nulla" L'editore chiede scusa a Fini. E lui: il caso è chiuso GIANLUCA LUZI ROMA - "Ciarrapico è solo uno dei mille candidati. Non conterà niente". Berlusconi - dopo che Fini ha accettato la lettera di scuse di Ciarrapico - cerca di mettere la parola fine alla polemica sulla candidatura dell'imprenditore ciociaro, che da tre giorni domina la campagna elettorale e scuote il Pdl. Il Cavaliere è in piazza del Popolo per presentare i "200 camper della libertà" che gireranno per l'Italia con il programma e il simbolo del Pdl. Forse per caso, o magari no, proprio Ciarrapico precede di una mezz'ora Berlusconi e si rifugia in una saletta riservata del caffè Rosati, un tempo suo. Fuori, una piccola folla di telecamere, giornalisti e fans circonda il leader del Pdl che arriva a piedi. E per la prima volta in questa campagna elettorale rispolvera i toni aggressivi contro "i comunisti". A chi gli ricorda che Ciarrapico non ha mai rinnegato il fascismo, Berlusconi risponde partendo alla carica. "Su Ciarrapico la sinistra è tornata quella di sempre. Si tratta solo di uno dei mille candidati del Pdl. Solo oggi vi ricordate che è fascista? Allora dobbiamo riprendere a parlare dei comunisti e dei loro misfatti? Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo. Lo ricordate oggi - accusa Berlusconi - ma vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Volete che anche noi ricominciamo a parlare dei comunisti, tantissimi candidati nel Pd?" Quanto a Ciarrapico "ha smentito le sue frasi e comunque è un candidato indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe che è anticomunista, antifascista e antitotalitarista". Ciarrapico forse non avrà gradito, ma la candidatura ormai è blindatissima. Pazienza se con un significativo lapsus Berlusconi trasforma i "camper della libertà" in pullman, il mezzo usato da Veltroni per la campagna elettorale. Ecco pronta la battuta - un po' acida - per rimediare alla gaffe: "Con il pullman nel Pd hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case degli italiani...". In verità anche Tremonti, di recente, ha fatto colazione a casa di una famiglia con relativo servizio su un popolare settimanale. Ma Berlusconi ha anche l'inno personale che ormai sta soppiantando Azzurra libertà. A piazza del Popolo risuona Meno male che Silvio c'è: "Inno che mi lascia imbarazzato, canzone assolutamente dentro il culto della personalità - scherza il Cavaliere - ma che si fa ricordare e porta allegria". Non scherza affatto, invece, quando si tratta di sondaggi. E alla Swg che fotografa una consistente rimonta di Veltroni replica: "E' la solita propaganda della sinistra. I sondaggi veri non sono quelli. Gli istituti seri di sondaggi - ribadisce in serata al Tg2 - ci danno ancora al 45,2%, mentre il Pd è al 35,4%. Il che fa 9,8 punti di differenza, quasi dieci. Si tratta - sottolinea negando la rimonta di Veltroni - della stessa situazione di un mese fa, quando è cominciata la campagna elettorale". Quindi se Veltroni vuole superarlo, come la Roma vuole agganciare l'Inter in cima alla classifica, "diciamo che la Roma ha un compito difficile, Veltroni ha un compito impossibile". Ma i bookmaker inglesi on-line notano invece un recupero significativo: la vittoria di Berlusconi è sempre quotata a 1,36 mentre quella di Veltroni a 4,40. Ma la percentuale di scommesse su Berlusconi è calata dal 58 al 53 per cento in una settimana, quelle su Veltroni è cresciuta dal 42 al 47 per cento.

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"sì alla grande coalizione per le riforme ma non faremo la stampella di nessuno" - edoardo buffoni (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Cuffaro Mastella "Sì alla grande coalizione per le riforme ma non faremo la stampella di nessuno" Casini: temo inciuci Pd-Pdl, i nostri valori non sono in vendita Candidare Cuffaro? Non è giusto che le liste le faccia la magistratura "Troppi calci a Mastella, per me è una persona perbene" EDOARDO BUFFONI ROMA - "Temo che dietro l'angolo ci sia un grande inciucio, altro che grande coalizione. Credo che dopo il 13 aprile avverrà una spartizione di poteri tra Berlusconi e Veltroni, costruita sulle loro convenienze e noi non potremmo che fare opposizione". Il candidato premier Pier Ferdinando Casini attacca Pd e Pdl, e traccia la linea di condotta dell'Udc dopo il voto. Lo fa rispondendo alle domande di più di 600 partecipanti al forum via Internet di Repubblica Tv. Un dialogo serrato su tutti i temi più scottanti, dal rapporto chiesa-politica alla candidatura di Cuffaro in Sicilia. In caso di pareggio elettorale, con chi si schiererà il Centro di Casini? "Non abbiamo alcuna intenzione di fare la stampella a Veltroni o Berlusconi al Senato dopo il voto, e siamo pronti a restare all'opposizione. Detto questo, se ci fosse l'ipotesi di una grande coalizione virtuosa per fare le riforme, avremmo la responsabilità di esaminare questa situazione. Voteremo i provvedimenti che sono nel nostro programma e che condividiamo. Ma sia chiaro: non voteremo la fiducia a un governo che non sia sulla nostra linea. Nessuna geometria variabile. Se dovessi coniare un spot direi: i nostri valori non sono in vendita". Dunque nessuna alleanza dopo il voto? "Ho già detto che per noi le alleanze si fanno prima del voto. Io ho una bussola: credo che il trasformismo sia il cancro della democrazia. Noi non faremo sconti, né a Veltroni né a Berlusconi. Faremo opposizione seria, moderata, intelligente". La candidatura di Cuffaro al Senato in Sicilia non rischia di essere un boomerang? Anche Famiglia Cristiana vi ha criticato per questo. "La candidatura di Cuffaro non è una novità, abbiamo già spiegato che lo riteniamo una persona per bene. Ha una sentenza non passata in giudicato e ha già rinunciato due volte all'immunità parlamentare e, comunque, non è giusto che le liste le facciamo fare alla magistratura. Quelle di Famiglia Cristiana sono critiche che vedo con grande rispetto. E' chiaro che il mondo cattolico non deve fiancheggiare nessuno e deve parlare con tutti, ed e' giusto che abbia anche un suo esercizio di critica costruttiva nei confronti di tutti. Mentre mi sembra che gli altri siano intolleranti alle critiche, noi le accogliamo. Comunque la Chiesa non ha dato e non darà indicazioni di voto". Vi aspettavate un sostegno maggiore, più esplicito dalla Chiesa? "No, anzi, mi sarei potuto aspettare qualcosa di meno. Lo ripeto: saremmo dei primitivi con la clava in mano se ci aspettassimo una Chiesa che da indicazioni di voto. La pluralità del mondo cattolico c'è da 30 anni in politica. C'è comunque chi si comporta in modo coerente con quei valori. Non è un caso che per il referendum sulla procreazione assistita Fini e Veltroni sono andati a votare e io no. Ciascuno è artefice del suo destino e c'è chi vuole difendere i valori cattolici". In Parlamento che posizione avrete sulla legge 194? "Dobbiamo attuarla in tutte le sue parti, ma non è all'ordine del giorno una sua revisione". In questa campagna elettorale Berlusconi la sta attaccando duramente. "Berlusconi è stato velenoso con me, ma vedrete che da qui in avanti non lo sarà più. Ha cercato di schiacciarmi, ora vede che nei sondaggi cresciamo e non parlerà più di me. Uno che vuole governare il Paese non può essere angosciato da me. Berlusconi negli anni sta diventando sempre più ripetitivo". Un risultato sotto il 6 per cento per voi sarebbe una sconfitta? "Vediamo cosa succede nei prossimi giorni. Ma vi ricordo che solo un mese fa dovevamo essere schiacciati e scomparire. A quanti senatori puntiamo? Il sistema è complicato, potranno essere 15 come 7". Cosa pensa di Mastella escluso dalle liste? "Sono stati dati troppi calci dell'asino a Mastella da persone che non avevano l'autorità morale per farlo. Lui è una persona per bene". Si opporrà all'ingresso del Pdl nel Partito Popolare Europeo? "La cosa non è all'ordine del giorno e quando lo sarà bisognerà vedere se il Pdl esiterà ancora visto che non si è ancora capito se è un partito. Il Pdl, come il Pd, ha affastellato tutto e il contrario di tutto, guardate Ciarrapico. Quella è vera e propria mercificazione della politica. Comunque che il Pdl si sia spostato a destra ormai è ovvio per tutti".

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Pdl, un contro comizio per oscurare veltroni (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IX - Torino Prevista una manifestazione in piazza con i candidati Pdl, un contro comizio per oscurare Veltroni Il 20 arriva Fini al Teatro Nuovo Difficile invece il ritorno di Berlusconi Il 18 marzo tutti in piazza per contrastare l'effetto Veltroni in città. Finito il bailamme delle liste, placati gli accessi d'ira dei delusi, il Pdl si dedica a due questioni, il caso di Asti ancora da chiudere (ma le chance di Mariangela Cotto sono in ascesa) e l'avvio della campagna elettorale. Che per martedì prossimo, giornata-evento per lo sbarco del pullman veltroniano in città, dovrà dare il meglio di sé portando in una piazza del centro (molte le opzioni, ma la decisione finale non c'è ancora) la folla delle migliori occasioni. La mission è chiara: fare di tutto per oscurare l'arrivo della potente macchina veltroniana. In assenza del Cavaliere, davanti ai gazebo marchiati Pdl saranno schierati tutti i nomi forti di Forza Italia e del Popolo della libertà. Se non bastasse, il "creativo" Agostino Ghiglia di An annuncia di avere pronta un'arma segreta. Pensa ad un volantino double: da un lato "Romano", dall'altro "Il Romano". Prodi e Veltroni come le due facce della stessa moneta. La distribuzione partirà il giorno dell'arrivo di Veltroni e proseguirà nei giorni successivi fino ad esaurimento della scorta. Giovedì prossimo sarà poi il giorno di Gianfranco Fini, protagonista in serata al Teatro Nuovo. Comizio classico in programma alle 21, con "caldo invito" a tutti i rappresentanti della coalizione del centrodestra di partecipare in massa per potenziare l'effetto. Nel pomeriggio, il leader di An passerà da un colloquio privato all'altro. Ieri sera è partita in via ufficiale la campagna elettorale di Forza Italia. Luogo scelto per l'avvio il Palalancia di Chivasso, dove hanno sfilato tutti i candidati di Forza Italia, da Caterina Ferrero, al coordinatore Guido Crosetto, da Enzo Ghigo a Osvaldo Napoli. Ottocento posti a sedere tutti esauriti e molte richieste che non è stato possibile soddisfare. Inevitabile la richiesta a iscritti, simpatizzanti e sostenitori: un contributo di 30 euro per sostenere la campagna. Un prezzo a misura di mille tasche che dovrebbe riuscire a far crescere in pochi giorni la somma totale. (s.str.).

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Rosa bianca, salta l'accordo con rutelli - giovanna vitale (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina XII - Roma Rosa Bianca, salta l'accordo con Rutelli Sondaggio Piepoli, centrosinistra avanti. E Storace apre ad Alemanno La Sinistra: "Come spiegavamo ai nostri un'alleanza con i sostenitori del Family day?" GIOVANNA VITALE è sfumato nella notte l'apparentamento tra la Rosa Bianca e il centrosinistra, accordo che avrebbe potuto rimescolare le carte e imprimere un segno diverso alla corsa per il Campidoglio. Dopo aver rotto con l'Udc romano, infatti, il partito di Baccini era quasi entrato nella coalizione che sostiene la candidatura di Rutelli sindaco. L'intesa, raggiunta con il Pd nella mattinata di ieri, è stata frenata nel pomeriggio anche dalla Sinistra Arcobaleno, che ha posto una questione di metodo, oltre che di merito. Non solo Smeriglio, Sentinelli & Co. nulla sapevano della trattativa in corso, illustrata dal coordinatore democratico Riccardo Milana a cose praticamente fatte. Ma hanno soprattutto fatto notare le difficoltà che avrebbero avuto nello spiegare al loro elettorato un'alleanza con i sostenitori del Family day. Più accettabile sarebbe stato se la Rosa Bianca avesse rinunciato al suo simbolo e dato vita a una lista civica "Moderati per Rutelli" sul modello di quella sperimentata da Veltroni alle ultime elezioni. Proposta subito considerata irricevibile dai centristi, che per primi si erano avvicinati e che poi nella notte hanno fatto saltare il banco. "Abbiamo constatato che il legame tra Rutelli e la sinistra massimalista rende impossibile l'apparentamento", ha spiegato il consigliere ex Udc ora Rosa, Roberto Rastelli. "Noi non possiamo in alcun modo rinunciare al nostro simbolo che rappresenta la lotta contro la casta". Oggi a mezzogiorno, dunque, Baccini dirà cosa intende fare. Tenendo anche presente i risultati dell'ultimo sondaggio realizzato da Nicola Piepoli secondo cui "al primo turno Rutelli otterrà più voti del suo più diretto avversario Alemanno, ma non riuscirà a vincere. Ce la farà invece al secondo turno". E questo "a causa delle divisioni interne al centrodestra, che avvantaggiano la coalizione opposta". Divisioni che se risultano fondamentali per portare il centrosinistra al ballottaggio ("Rutelli potrebbe paradossalmente vincere già al primo turno se il centrodestra fosse unito") si rivelano controproducenti al secondo turno. Se insomma il Pdl e la Destra non si dovessero alleare "Storace potrebbe essere colui che consentirà la vittoria a Rutelli", conclude il sondaggista. A meno che non cambi idea all'ultimo minuto. Come invece appare sempre più probabile. "Se il Pdl ci lascia in pace e noi riusciamo a raggiungere il quorum per il Senato, allora si può ragionare", ha aperto ieri il leader della Destra alludendo all'inserimento di Ciarrapico nelle liste del Pdl. Ipotesi che si fa strada anche a livello nazionale. Tant'è che ieri Silvio Berlusconi in persona ha assicurato la sua disponibilità a fare campagna elettorale a Roma per il ticket Alemanno-Cutrufo in caso di ballottaggio. Quindici giorni tra il primo e il secondo turno durante i quali "molti dei campioni del salto in corsa", s'è detto sicuro il presidente di An, Gianfranco Fini, "scenderanno dal carro del vincitore e molleranno Rutelli". SEGUE A PAGINA VI.

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Un siciliano su due per berlusconi ma veltroni risale di cinque punti - antonella romano (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IV - Palermo IL SONDAGGIO Le rilevazioni dell'istituto Demopolis: al maggiore blocco di centodestra il 50 per cento del gradimento Un siciliano su due per Berlusconi ma Veltroni risale di cinque punti Gli autonomisti sono all'11 per cento, l'Udc con la Rosa bianca si attesta sul 9 per cento Il partito degli indecisi è ancora molto forte: circa il 24 per cento degli elettori Insoddisfazione per i nomi in campo richiesta di maggiore controllo sui prezzi Rispetto alla ricerca precedente il centrosinistra guadagna consensi ANTONELLA ROMANO TRA un mese, alla prima prova del voto per Pdl e Pd, Silvio Berlusconi in Sicilia sarà in vantaggio schiacciante rispetto a Walter Veltroni. è quello che potrebbe accadere alle elezioni politiche nazionali del 13 aprile secondo le previsioni dell'istituto nazionale Demopolis, che ha condotto una recente indagine su un campione di mille siciliani. Dai dati raccolti dal sondaggio risulta che il Popolo della libertà assieme all'Mpa, considerato in netta crescita e favorito dalla candidatura a presidente del leader Raffaele Lombardo, potrà contare in Sicilia sul 50 per cento netto dei consensi. In questa prospettiva, il Partito democratico, assieme all'Idv, raggiungerebbe un gradimento pari al 31 per cento, comunque in aumento rispetto agli umori raccolti un mese fa. In dettaglio, secondo le stime di Demopolis, il Popolo delle Libertà si posiziona al 39 per cento con l'Mpa all'11 per cento. Al 28 per cento arriva il partito di Veltroni, che fino a un mese fa registrava solo il 23 per cento. Italia dei valori si mantiene invece al 3 per cento. Lo scenario prospettato, che dà per vincente la coalizione di Berlusconi, con un distacco di 19 punti da quella di Veltroni, riguarda al momento il quadro politico nazionale. Ma se sono queste le intenzioni degli elettori siciliani, a un mese dal test del 13 aprile, con la coincidenza del voto per il rinnovo dell'Ars è possibile immaginare un risultato non molto dissimile anche per le regionali. Quel che emerge è che ci sarà un reciproco condizionamento tra le due elezioni. Tra l'altro in Sicilia si vota con la preferenza e l'elettore sarà portato a fare per due volte la stessa scelta. "La coincidenza con l'appuntamento elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana, che potrebbe favorire in particolare l'Mpa di Raffaele Lombardo, condizionerà certamente il risultato delle urne e il consenso ai partiti. Così come a influire sul risultato ci sarà anche l'alto numero di indecisi, oggi al 24 per cento", afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento. La coalizione di centrodestra con il 50 per cento può contare nell'Isola su un vantaggio in grado di garantirle il premio di maggioranza per il Senato, con l'attribuzione di 15 seggi su 26. Gli altri 11 si dividerebbero tra il Pd di Veltroni (con l'Idv) e l'Udc di Casini. La chiara ripresa del Pd è da addebitare, secondo Demopolis, alla capacità dimostrata da Walter Veltroni di evidenziare la novità della proposta politica e la discontinuità rispetto all'esperienza del governo Prodi. Tanto che nel gradimento dei siciliani nei confronti dei candidati premier del Pd e del Pdl la distanza è molto più corta: Veltroni è al 53 per cento, con un solo punto in meno rispetto a Berlusconi, al 54 per cento. Apprezzamenti degli elettori siicliani anche per Bertinotti (35 per cento), Casini (43 per cento), Boselli (24 per cento), Santanchè (26 per cento). Gli altri partiti appaiono, secondo l'indagine dell'istituto, leggermente penalizzati dalla polarizzazione del panorama politico: l'Udc (con la Rosa Bianca) si attesta intorno al 9 per cento, la Sinistra Arcobaleno di Bertinotti al 6,5 per cento, la Destra della Santanchè al 2,5 per cento. Sotto l'1 per cento i Socialisti e gli altri partiti. Critico il giudizio espresso dal 52 per cento dei siciliani sulle modalità di composizione delle liste per camera e Senato, dove non si potrà votare con la preferenza. Infine, tra le priorità evidenziate dagli elettori siciliani per il futuro governo del Paese ci sono al primo posto la crescita dei salari e delle pensioni, al secondo e al terzo posto la richiesta di politiche più efficaci per l'occupazione dei giovani e un maggior controllo dei prezzi. Poi la sicurezza per i cittadini e le imprese, la riduzione delle tasse e dei costi della politica.

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"nel 2009 ci verranno a cercare" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IX - Bologna I luogotenente di Casini replica agli ex-amici. "Stanno facendo la campagna elettorale per noi" "Nel 2009 ci verranno a cercare" Galletti: cerca di far dimenticare che è in lista con Ciarrapico "Mi sembra che la migliore campagna elettorale ce la stia facendo il Pdl". Il deputato Udc Gianluca Galletti rispedisce al mittente le accuse dell'ex compagno di partito Carlo Giovanardi. Definisce "ridicolo" l'obiettivo del Pdl di raggiungere il 35% dei consensi in Emilia e alza le spalle a chi accusa la Vela di sabotare la vittoria del Pdl per favorire il Pd: "Noi siamo gli unici veramente alternativi a Veltroni. Sono loro che tramano 'inciuci' con il Pd a Roma". Quanto alle amministrative del 2009 sorride: "Se sono d'accordo su Guazzaloca ci vengano a cercare loro. Noi non "cambiamo direzione"". Intanto il 18 aprile Pier Ferdinando Casini aprirà proprio a Bologna la sua campagna elettorale, alle 18,30 al teatro dell'Antoniano. Giovanardi sostiene che se Casini non avesse fatto la scelta "incomprensibile" di andare solo, il Pdl avrebbe vinto il premio di maggioranza al Senato anche in Emilia. "Incomprensibili e ottuse non sono le nostre scelte ma le sue parole. Giovanardi fa solo un disperato tentativo di far dimenticare di essersi candidato nella stessa lista di Alessandra Mussolini e Giuseppe Ciarrapico, e propone ragionamenti che nulla hanno a che vedere con la politica come la vediamo noi, cioè come testimonianza di identità e valori". Valori cattolici, s'intende. An dice che i cattolici sono anche nel Pdl però. "Nessuno qui si propone come il partito dei cattolici. Il problema è l'omogeneità di valori. Berlusconi stesso ha riconosciuto che il Pdl è un partito "anarchico" da questo punto di vista. Noi invece siamo molto più omogenei, tutto qui" Anche senza di voi comunque il Pdl punta a prendere il 35% alla Camera. Le pare realistico? "Tutte le aspirazioni sono legittime, certo bisogna stare attenti a che non diventino "ridicole". Faccio loro i miei migliori auguri in ogni caso. Noi abbiamo sempre l'8% come obiettivo, per entrare al Senato" E' vero però che se vi foste accordati con il Pdl forse avreste sbancato anche in Emilia. Non sarà che davvero la vostra scelta dia una mano a Veltroni? "Non siamo noi a tramare con il Pd. L'unica preoccupazione di Giovanardi, come di Berlusconi, pare quella di cercare di vincere le elezioni, a tutti i costi. Anche a costo di allearsi col diavolo e di non riuscire a governare il giorno dopo. Io dico che il vero voto utile è solo per l'Udc". Giovanardi però non ha chiuso la porta a una nuova alleanza con l'Udc alle prossime amministrative nel 2009. Purché siate voi a cambiare direzione. "L'ex ministro Giovanardi qualche tempo fa è venuto a Bologna e si è espresso a favore di Giorgio Guazzaloca come candidato sindaco. Per le amministrative può venire a cercarci lui. Se non ha già cambiato idea, come fa spesso". (s.b.).

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Pdl, in emilia il nemico è casini - silvia bignami (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pagina IX - Bologna Pdl, in Emilia il nemico è Casini Giovanardi: "La sua scelta sciagurata serve solo a danneggiarci" La Brambilla annuncia l'obiettivo di conquistare il 35% in regione SILVIA BIGNAMI Il Popolo della Libertà schiera la sua squadra di deputati e senatori per il Parlamento, punta a tagliare il traguardo del 35% in Emilia Romagna (Lega Nord esclusa) e sceglie il suo nemico numero uno. Non il Pd ma l'ex alleato Pier Ferdinando Casini. Colpevole, secondo lo stato maggiore del Pdl - in testa l'ex Udc Carlo Giovanardi, ora capolista al Senato con Berlusconi - di sabotare la vittoria del centro destra in regione. Anche se poi il Pdl non chiude le porte a una possibile alleanza con l'Udc alle amministrative 2009, "nel caso cambino idea e tornino a cercarci" dice Giovanardi. Calcoli e sondaggi alla mano il neopartito berlusconiano resta comunque ottimista. Ieri il coordinatore regionale di FI Giampaolo Bettamio ha fatto gli onori di casa e ha presentato alla stampa i candidati in lista per Montecitorio e Palazzo Madama. L'obiettivo è conquistare 20 seggi alla Camera e 8 al Senato e "scardinare anche in Emilia Romagna il sessantennale potere della sinistra". Se poi il Pdl non centrerà l'obiettivo la colpa sarà solo di Casini. L'ex amico di sempre, che ora minaccia di sforbiciare consensi al centro e tra i cattolici, soprattutto nella "sua" Bologna. "Ma non è vero che i cattolici sono solo nell'Udc" attacca subito il coordinatore di An Filippo Berselli: "Di cattolici ce ne sono dappertutto, sia in Forza Italia che in An". Ma spetta proprio all'ex Udc Giovanardi usare le parole più dure contro il leader della Vela: "Io sono rimasto dove sono sempre stato, dal 1994 a oggi: nel centrodestra" esordisce. E' Casini che ha fatto una "scelta sciagurata e assolutamente incomprensibile, oltre che logicamente e politicamente sbagliata". Una scelta, attacca l'ex ministro "che è volta soltanto a danneggiare il Pdl e a favorire Veltroni". Senza quella decisione "avremmo potuto vincere anche in questa Regione e avremmo potuto ottenere il premio di maggioranza anche al Senato". Ecco perché il voto alla Vela è non solo "inutile" ma "dannoso". Meno bellicosi gli altri candidati, tra cui l'ex ministro Pietro Lunardi e l'ex direttore del Carlino Giancarlo Mazzuca, che non ha commentato gli attacchi a Casini. Assente la lady di ferro Isabella Bertolini (FI), forse in polemica con il partito che l'ha relegata al 14° posto in lista. Guest star la regina dei Circoli della Libertà Michela Vittoria Brambilla, numero 3 in lista per la Camera. Arrivata in leggero ritardo per un incidente che l'ha bloccata in autostrada, la "Rossa" di Brianza ha subito rigettato l'etichetta di "paracadutata". "Ho chiesto io personalmente al Presidente Silvio Berlusconi di essere candidata qui in Emilia - ha detto - perché la mia mamma è romagnola di Forlì, e io da sempre trascorro le mie estati a Cesenatico". Tra l'altro, ha aggiunto "qui c'è un gran lavoro da fare perché la macchina economica si è inceppata" e "ci sono problemi di ordine pubblico e di sicurezza". Già pronta anche la macchina elettorale: domani la Brambilla farà il tour delle province, sarà a Bologna venerdì prossimo e chiuderà sotto le Due Torri la sua campagna elettorale l'11 aprile. Intanto scoppia la protesta dei gazebo nei quartieri, con Forza Italia che denuncia i pochi spazi concessi per i banchetti elettorali al centrodestra. Il tutto alla vigilia dell'arrivo di Silvio Berlusconi e Gianfranco Fini in città. Entrambi faranno tappa sotto le due torri, assicurano dal Pdl, "dopo Pasqua".

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Domani l'offerta finale di air france pronto il via libera di alitalia - lucio cillis (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Economia Domani l'offerta finale di Air France pronto il via libera di Alitalia LUCIO CILLIS ROMA - Nessuna condizione capestro, solo una analisi "realistica" del quadro economico e industriale di Alitalia: Air France-Klm, fa filtrare da Parigi la sua interpretazione della offerta vincolante. Domani è infatti atteso a Roma, sul tavolo del ministro dell'Economia uscente Tommaso Padoa-Schioppa, il dossier francese. Immediatamente dopo, sarà il consiglio di amministrazione di Alitalia, guidato da Maurizio Prato, a dare il proprio benestare a tutta l'operazione. La valutazione del Tesoro dovrebbe arrivare all'inizio della prossima settimana. Una accelerazione presto spiegata: la cassa langue e nel solo mese di gennaio sono evaporati 3 milioni al giorno contro 1,2 milioni bruciati in media negli ultimi mesi. Dai 282 milioni di euro disponibili a fine gennaio di questo passo non passerebbero 90 giorni prima del fallimento e ancora meno (30 giorni) per la sospensione delle attività di volo che necessitano di fondi per almeno due mesi di attività. Maggio è quindi l'ultimo mese utile per non chiudere e andare avanti con l'aumento di capitale (tra 750 milioni ed un miliardo di euro) a carico dei francesi. Una volta incassato il primo via libera all'operazione il numero uno della compagnia franco-olandese Jean-Cyril Spinetta piomberà a Roma e in pochi giorni, entro Pasqua, dovrà convincere i sindacati della bontà del suo piano di rilancio e incassare il via libera scritto. Tagli ed esternalizzazioni previste saranno certamente superiori a quanto annunciato a dicembre (erano 1.700 unità per il solo settore Fly): secondo fonti vicine al dossier, Air France-Klm "non licenzierà nessuno". Semmai per i circa 4mila che secondo le indiscrezioni sarebbero destinati a lasciare Alitalia, si apriranno le porte di altre aziende. Infatti, nella trattativa andranno considerati, anche i 7.600 lavoratori di Az Servizi che saranno ridotti a circa 4.800 tra esuberi (una piccola parte) e passaggi sotto i marchi Fintecna, Eds e Accenture. Nell'operazione in queste ore si starebbe trattando per girare in futuro diversi dipendenti dei servizi di terra da Fintecna a Finmeccanica. Ma sia il mondo politico sia quello sindacale restano scettici di fronte alle voci che circolano attorno all'offerta vincolante francese. "Le condizioni poste da Air France-Klm sono di natura tale che ci vorrà del tempo per rimuoverle, ammesso che ci si riesca" ha detto ieri il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Pier Ferdinando Casini a Repubblica Tv ha invece chiesto a "Berlusconi, Veltroni e Bertinotti di dire chiaramente che vogliono bloccare la trattativa con Air France. Io - spiega - dico una cosa diversa: il governo deve andare avanti e avere carta bianca, visto che alternative credibili non si affacciano". E per il leader della Uil Luigi Angeletti il fatto che "Air France-Klm desideri un ok dei sindacati non è un grande vantaggio visto che la nostra opinione viene a valle di una complicata trattativa. Quindi veniamo posti nella spiacevole condizione di mangiare questa minestra o saltare dalla finestra".

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Nell'ex ulivo e nell'udc i serbatoi degli incerti che decideranno la partita - (segue dalla prima pagina) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Nell'ex Ulivo e nell'Udc i serbatoi degli incerti che decideranno la partita è verosimile che il confronto diventi più aspro. A meno che il leader del Pdl abbia sondaggi che gli danno la certezza della vittoria Calano i partiti maggiori. In parte li penalizza la ricerca di consensi eterogenei, in parte la "bassa intensità" della campagna (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Si allarga a 6,7 punti considerando i partiti "apparentati" (grazie al contributo della Lega). Tuttavia, i due partiti maggiori arretrano un poco. Insieme, il loro peso sul totale degli elettori passa dal 76% al 73%. Se ne avvantaggiano, in parte, le liste che, fino a poche settimane fa, erano alleate mentre ora sono concorrenti. La Sinistra Arcobaleno, da un lato. L'Udc e la Destra, dall'altro. In parte, però, il calo subito dai due partiti principali favorisce gli alleati: l'Italia dei valori e la Lega. Le ragioni di questa ripresa, per quanto limitata, della "concorrenza" sul mercato elettorale sono diverse. 1. Anzitutto, la presentazione delle liste e il conseguente avvio ufficiale della campagna hanno reso visibile la presenza di altri partiti, oltre ai due principali. Ciò ha allargato la "dispersione" delle scelte, rendendo la competizione un po' più "proporzionale". E'come se i consumatori del (super) mercato elettorale cominciassero a prendere confidenza con i nuovi prodotti. 2. Il calo dei partiti maggiori è, inoltre, dettato dalle difficoltà incontrate nella costruzione delle liste, nel tentativo di attrarre i settori di mercato elettorale più diversi. E, in particolare, i più critici. Così, il Pd ha candidato Massimo Calearo, imprenditore del Nordest, orientato a destra: per intercettare i voti degli imprenditori del Nordest, (largamente) orientati a destra. Mentre il Pdl ha "reclutato" Giuseppe Ciarrapico, noto imprenditore romano, nostalgico e un po' fascista: per drenare i voti romani e nostalgici attratti dalla Destra di Storace. Per conquistare al Senato una regione determinante come il Lazio, dove Ciarrapico pubblica numerose testate locali. Ha, inoltre, sollevato malumori la collezione di candidati come etichette simboliche. I giovani e le giovani: di varia cultura e professione. Possibilmente, di bell'aspetto. Per non parlar degli operai. Veri. Sopravvissuti alle stragi nei luoghi di lavoro. Ma, soprattutto, all'estinzione della specie. Quanto al Pd, l'accordo con i radicali ne ha allargato i confini identitari. Ha, inoltre, "incluso" una base di elettori limitata, ma coerente e fedele. Creando, tuttavia, disagio e disaffezione presso l'elettorato cattolico. 3. Il minor grado di polarizzazione, peraltro, è favorito dalla ridotta intensità del confronto fra Pdl e Pd. Almeno, fino a una settimana fa. Il Pdl, in particolare, ha concentrato la polemica sull'Udc. Offrendole visibilità e identità. Anche per questo, sabato scorso, a Milano, Berlusconi ha effettuato uno "strappo" rispetto al profilo basso tenuto fino ad allora. Stracciando - letteralmente - il programma del Pd. Non solo perché sopraffatto dal suo "spirito caimano". Anche per indicare apertamente l'avversario. L'unico, vero "antagonista". Il Pd di Prodi, che Veltroni - l'illusionista - vorrebbe occultare. D'altronde, una campagna così soft, questo dibattito "politicamente corretto", rischiano di indurre gli elettori a votare in libertà, sfuggendo alla logica (secondo alcuni, al "ricatto") del "voto utile". Ma, nella fattispecie, danneggiano principalmente il Pdl. Il cui vantaggio dal Pd resta ampio. Ma non incolmabile. Veltroni, infatti, continua a tenere testa a Berlusconi, nel confronto diretto. Fra i candidati premier, è quello che riscuote maggior fiducia fra gli elettori. La campagna elettorale, fino ad oggi, pare non averne usurato l'immagine. Inoltre, il peso degli incerti resta molto alto. Oltre un terzo degli elettori. Tra essi, la quota maggiore è costituita da elettori che due anni fa avevano votato per l'Ulivo. Tentati, in larga misura, dall'astensione. Incerto, peraltro, è il 30% di quanti nel 2006 avevano scelto l'Udc. Questi dati suggeriscono che, prima del voto, molto può ancora succedere. Ma indica anche i due diversi problemi, a cui i partiti maggiori dedicheranno la loro campagna. Per il Pd: l'area della disaffezione e dell'astensione, in cui staziona un settore molto ampio di elettori di centrosinistra. Per il Pdl: l'elettorato orientato verso l'Udc (ampio, ma anche molto incerto) e quello attratto dalla Destra (delimitato, ma territorialmente concentrato e in sensibile crescita, nelle ultime settimane). Per questo riteniamo che la campagna elettorale, nelle prossime settimane, sia destinata ad accendersi, assumendo toni più aspri. Soprattutto per iniziativa di Berlusconi, che, quando si muove in modo educato e felpato, come in questa fase, appare un po' legato. Sicuramente più a disagio di Veltroni. Uno specialista nel recitare la parte del "buono". Mentre il Cavaliere dà il meglio di sé quando può liberare il suo "animal spirit". Guardare dritto negli occhi l'elettore. Il "suo" elettore. Dargli del tu. Parlargli in modo diretto. Da imprenditore a imprenditore, da operaio a operaio, da ottimista a ottimista, da casalinga a casalinga. Da anticomunista ad anticomunista. D'altronde, il Cavaliere, ha già "strappato" rispetto allo stile ovattato delle settimane scorse. Non vuole sorprese. E sembra disposto a risvegliare l'antiberlusconismo. Che potrebbe convincere gli incerti di centrosinistra a "votare". In modo "utile": per il Pd. Erigendo di nuovo il muro di Arcore, però, Berlusconi rivolgerebbe agli elettori orientati a votare per l'Udc e per la Destra un messaggio esplicito. Non c'è alternativa possibile, fra il Pdl e la sinistra. Naturalmente, potremmo sbagliare. La campagna potrebbe riprendere come prima - noiosa e politicamente corretta. Soprattutto se, come dicono i sondaggi commissionati da Berlusconi, la partita fosse davvero chiusa e senza speranza per gli avversari. In questo caso, non ci sarebbe motivo di alzare la voce, spaventare i moderati, gridare al lupo e al comunista. Né di tuonare - ogni giorno - contro i sondaggi taroccati (quelli degli altri). Per quel che ci riguarda, per rispondere alle polemiche sull'argomento (sollevate non solo da Berlusconi), preferiamo ricorrere alle parole dell'Uomo Comune disegnato da Altan, qualche giorno fa, sulla prima della Repubblica. Alla richiesta di un sondaggista, intenzionato a intervistarlo, reagisce: "Sì. Ma l'avverto che alla mia risposta non ci credo". Perché i sondaggi non prevedono il futuro. Al massimo il presente. Non anticipano le decisioni degli elettori. Ma solo le intenzioni.

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Pdl avanti, ma tanti voti ancora in bilico - roberto biorcio fabio bordignon (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Pdl avanti, ma tanti voti ancora in bilico Divario di 6,7 punti tra le coalizioni. Veltroni più gradito di Berlusconi Atlante politico Per il sondaggio di DemosΠ sale lievemente lo scarto rispetto al mese scorso. Il leader del Pd vince la sfida personale con l'ex premier I miglioramenti più netti messi a segno da Italia dei valori e Lega Nord ROBERTO BIORCIO FABIO BORDIGNON Si è riequilibrato, nel corso delle ultime settimane, il rapporto tra i due maggiori partiti e le altre formazioni in corsa per il voto del 13 e 14 aprile. Pd e Pdl mostrano una lieve flessione, mentre crescono sia gli alleati sia i partiti esterni ai due principali blocchi. Si allarga leggermente lo scarto in favore della coalizione berlusconiana, che oggi supera i sei punti e mezzo, ma gli incerti comprendono ancora oltre un terzo dell'elettorato. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio dell'Atlante Politico, realizzato da Demos per la Repubblica. Il distacco fra la coalizione guidata da Berlusconi e quella guidata da Veltroni è lievemente cresciuto rispetto alla rilevazione del 18-20 febbraio. Per ora, tuttavia, la variazione assume dimensioni statisticamente trascurabili. Lo scarto, intorno ai sei punti e mezzo, varia però sensibilmente nelle diverse aree territoriali. Si ripropone, di fatto, lo schema di competizione già visto alle precedenti tornate. Il vantaggio della coalizione che fa capo al Pdl resta molto forte nelle regioni del Nord, mentre nelle tradizionali aree rosse i rapporti di forza si rovesciano a favore del Pd. Più competitiva appare la situazione nel Mezzogiorno (soprattutto in alcune regioni), per quanto la coalizione guidata da Berlusconi goda ancora di un significativo vantaggio. Se nelle ultime due settimane non si sono registrati movimenti rilevanti negli orientamenti di voto, si possono però cogliere alcuni effetti della campagna elettorale. La tendenza alla concentrazione dei consensi sui due partiti maggiori resta forte, ma deve fare i conti con le polemiche e le critiche concentriche degli altri soggetti politici, che denunciano sistematicamente il duopolio e cercano di orientare il malcontento e la disaffezione diffusa contro le possibili alleanze fra Berlusconi e Veltroni. Pd (34%) e Pdl (39%) arretrano, ciascuno, di circa un punto. L'Unione di centro non riesce, per ora, a coagulare i consensi destinati, in precedenza, a Udc e Rosa Bianca (e rimane al 6%). Mentre, "sulle ali", guadagnano consensi la Sinistra Arcobaleno (6,2%) e La Destra (1,9%). A crescere sono però soprattutto i partner delle due formazioni maggiori: Italia dei Valori, oggi al 4,5%; e, in modo speculare, la Lega Nord, al 5.5%. Ad un mese dal voto, continua a riscontrarsi una vasta area di incertezza nelle scelte di voto, manifestata anche da intervistati che esprimono comunque un orientamento preferenziale per un partito, o almeno per una coalizione. Segnalano esitazioni e difficoltà nella scelta soprattutto alcuni settori sociali: i lavoratori autonomi, i disoccupati, le donne (e in particolare le casalinghe), i cattolici praticanti, i residenti nelle regioni meridionali e, in generale, gli intervistati meno istruiti. Si registra, poi, una incertezza più elevata tra gli elettori che si collocano politicamente al centro o che non sanno (o non vogliono) definire un proprio orientamento sulla dimensione destra/sinistra. Nel frattempo, Veltroni conferma il proprio appeal personale: seppure in lieve arretramento, il leader del Pd conserva la maggioranza assoluta dei consensi (51%), restando in vetta tra i politici più apprezzati. Fini, in calo al 48%, e Berlusconi, al 41%, si collocano rispettivamente al secondo e al terzo posto. Al leader centrista, Casini, va invece il 40% degli apprezzamenti. Nel testa a testa fra i due principali contendenti per la poltrona di Palazzo Chigi, infine, Veltroni supera di misura Berlusconi: 36% a 32% l'esito del test "presidenziale" proposto dal sondaggio (ma va notato che il 23% delle persone interpellate boccia entrambi i candidati).

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Veltroni: tra noi e il Pdl è testa a testa E Berlusconi se la prende coi comunisti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Veltroni: tra noi e il Pdl è testa a testa E Berlusconi se la prende coi comunisti Il distacco tra Pd e Pdl si riduce e Berlusconi rispolvera i "comunisti" e lancia l'allarme brogli cercando di limitare i danni prodotti dalla candidatura di Ciarrapico. Dopo averlo definito importante "con i suoi giornali" per la vittoria, adesso il Cavaliere dice che "non conterà nulla". Intanto da Trento e Bolzano Veltroni annuncia una legge sulla sicurezza e che porterà nel governo un ministro del nord-est. alle pagine 4, 6 e 7.

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Veltroni: primo, la sicurezza A Verona il leader Pd lancia un doppio ddl: più forze dell'ordine e politiche sociali E sui sondaggi dice: noi e il Pdl abbiamo ormai la stessa percen (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Veltroni: primo, la sicurezza A Verona il leader Pd lancia un doppio ddl: più forze dell'ordine e politiche sociali E sui sondaggi dice: noi e il Pdl abbiamo ormai la stessa percentuale di Bruno Miserendino inviato a Verona LO DICE ALLA FINE ringraziando il Veneto per il calore di questi tre giorni: "Se vinciamo, nel futuro governo ci sarà una persona che rappresenta il nordest, non so se sarà una donna, un imprenditore, un amministratore ma ci sarà, e questo non accadeva da molti anni". Era nell'aria l'annuncio, ma fa lo stesso un bell'effetto al palazzo della Gran Guardia, nella centralissima piazza Bra. Verona, ultima tappa veneta, ha voglia di riscatto e si vede: inseguito dagli strali leghisti di Galan e Maroni, Veltroni fa il pienone anche qui, come è accaduto spesso in questo tour nel nord est. La Lega sarà forte, ma la platea si spella quando il leader del Pd ironizza: "Sono quelli che fanno la secessione il lunedì, e fanno accordi nei ristoranti romani il martedì". Il nordest avrà un ministro (Calearo, Cacciari, chissà), e l'annuncio coincide con la presentazione del pacchetto sicurezza del Pd, un doppio disegno di legge che in caso di vittoria dovrebbe essere presentato in consiglio dei ministri entro i primi cento giorni del governo. La filosofia è questa: più forze dell'ordine in strada, più tecnologia al servizio del cittadino, misure di raccordo tra sindaci e polizia e carabinieri, rafforzamento degli uffici giudiziari, più mezzi. "Sicurezza senza razzismo", sintetizza Marco Minniti. Ma anche senza vecchi stereotipi buonisti: "Chi sbaglia deve pagare... La sicurezza non è né di destra né di sinistra, e per averlo detto mi sono preso molti strali dalla sinistra radicale". Soprattutto, la sicurezza è l'altro corno della questione nord-est, dopo fisco, burocrazia e infrastrutture, ed è il terreno su cui il centrosinistra ha perso molti punti alle ultime elezioni. Come dice Elisa Cavazza, candidata giovane ed emozionata, ma decisa, "è soprattutto da noi che si è usata la paura dei cittadini per conquistare consenso". La partita si gioca anche su questo tema: è difficile, ma non impossibile. Sul palco Veltroni si è portato i prefetti candidati Achille Serra e Luigi De Sena, Marcella Lucidi, Flavia Mogherini. In platea ci sono Cofferati e Zanonato. Un'ovazione accoglie le parole di Serra: "Non bisogna ingannare i cittadini, come dice chi promette di cacciare fuori tutti i rumeni: questi proclami non risolvono i problemi, è il rapporto delle istituzioni la carta vincente". Ovazione anche per il sindaco di Torino Chiamparino: "Grazie Walter, sei stato coraggioso, in politica ma anche sulla sicurezza, ricordiamoci che Berlusconi ci aveva lasciato senza benzina nelle macchine della polizia...". Quando Veltroni inizia a parlare una donna dal fondo urla: "salvaci...". Ma c'è anche un'interruzione meno benevola. Veltroni parla di stipendi in sofferenza e sotto al palco un signore urla "ci dica anche perché sono fermi". La gente si infastidisce, ma Veltroni lo spiega perché le famiglie soffrono: "perché dal 2000 i salari sono fermi, dal 2001 al 2006 la crescita è stata zero e i conti pubblici sono andati a rotoli, perché tante promesse non sono state mantenute, ecco perché". Applausi. L'economia irrompe per qualche minuto. "Vengono brutti segnali dagli Usa e ci vorranno decisioni difficili e coraggiose, l'Italia ha bisogno di un ciclo lungo di riforme, non di un governo qualunque". Si potevano diminuire subito le tasse sui salari, se la Destra avesse voluto, insiste Veltroni, e sarebbe stato possibile perché noi abbiamo fatto la lotta all'evasione, "perché Prodi ha risanato il paese per la seconda volta, mentre la Destra ha fatto i condoni". Sì, la sicurezza c'entra. "Perché è alimentata dal disagio e dall'ineguaglianza, dalla mancata inclusione sociale, dal degrado". Sull'immigrazione la ricetta di Veltroni è quella che i sindaci conoscono bene: inclusione, politiche sociali, braccia aperte e aiuto concreto a chi si vuole integrare, durezza con chi delinque e certezza della pena. "Le ideologie però non rispondono al problema della sicurezza nella sua complessità", avverte Veltroni. E rivolto alla platea attacca, senza nominarla, la Lega: "Attenti, c'è una rappresentazione falsa della vostra terra, anche il centrosinistra ha sbagliato in passato. Il Veneto vuole produrre, chiede uno stato più veloce e più semplice, ma c'è chi vuole isolare il Veneto, e gli fa del male". Noi, dice, abbiamo scelto di andare da soli, separandoci dalla sinistra radicale, ma loro si sono separati dal centro. "Fa tristezza vedere al Senato uno che fa il saluto romano", dice riferendosi al caso Ciarrapico. Veltroni saluta il Veneto e sbarca nel Trentino Alto Adige. A Trento è bagno di folla, Giorgio Tonini, dell'esecutivo, lo accompagna e non ricorda tanta gente a una manifestazione. Ma ci sono anche una decina di leghisti e alcuni No-Tav che contestano. Veltroni non si scompone. Finale a Bolzano, e qui c'è tempo per ricordare il dramma infinito degli operai Thyssen. Al giro del Nord est mancano Trieste e Gorizia. Però Veltroni ne ha già tratto buoni auspici. Cita un sondaggio secondo cui Pd e Pdl hanno la stessa forza. "Un mese fa era impossibile, ora siamo a 4-5 punti da loro. Forza...".

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Sul satellite, ma non come Laika. Come Gagarin (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Sul satellite, ma non come Laika. Come Gagarin Paolo Ojetti I lettori mi perdoneranno se per una volta dedico queste poche righe non ai Tg berlusconiani, ma alla persona di Emilio Fede che ieri sera, in diretta, mi ha definito "signorino frastornato", "giovanotto" (cosa di cui lo ringrazio: magari fosse), "scribacchino" dell'Unità che lo vuole "sul satellite come la cagnetta Laika". Facciamo ammenda: lo vogliamo sul satellite come Gagarin, che è persino diventato eroe dell'Urss. Potrei chiudere qui la querelle con il noto proverbio in stile Ciarrapico: molti nemici, molto onore. Ma il grande e piuttosto maturo direttore Fede va oltre e immagina che un giorno Veltroni, leggendo queste righe e non condividendo quanto vado scrivendo sulle faziosità del Tg4, mi castigherà. Non ho la più pallida idea di come la pensa Veltroni, che pure è stato direttore di questo giornale. Non ho padroni, ma capisco e solidarizzo con il collega Fede che, invece, un padrone ce l'ha, eccome. L'unica cosa importante e stranota è che Rete4 occupa l'etere abusivamente e che Berlusconi è l'unico capopartito al mondo che ha il controllo assoluto su tre televisioni nazionali. Bisognerà rimediare. Questo è il punto e basta.

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Se cambia il Nordest (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del Se cambia il Nordest Ninni Andriolo Si capirà il 14 aprile se il disincanto che si avverte nel Nordest per l'amarcord politico proposto dal Cavaliere aprirà una breccia anche elettorale nel "muro" che separa il centrosinistra da quest'area del Paese. C'è da rilevare, in ogni caso, che le ripetute dichiarazioni leghiste che accompagnano il pullman di Veltroni, dimostrano un certo nervoso fastidio per l'intrusione in terra veneta di un leader "della sinistra", che chiede scusa per gli errori compiuti nei confronti del Nordest dalla parte politica che rappresenta. E la Lega - che "la domenica parla di secessione" e il lunedì fa accordi "nei salotti e nei ristoranti romani" - è ormai l'ultimo fattore che consente a Berlusconi di "fare la differenza" con il Pd. I sondaggi Swg, infatti, riducono a quattro-cinque punti il vantaggio del Cavaliere: al netto del Carroccio - mette in rilievo Veltroni - Pd e Pdl "hanno lo stesso livello percentuale". La rimonta democratica dovrà fare i conti con il Nord, quindi. Con quella parte economicamente più avanzata del Paese che nel 2006 bocciò l'Unione di Prodi. Nulla è scontato in una campagna elettorale che aveva già decretato un sicuro vincitore che ha perso poi velocità lungo la strada, ma il Pd spera in un'inversione di tendenza che nel Nord-est sarebbe già un miracolo. Non si ferma lì, in ogni caso, l'obiettivo di Veltroni. Il leader del Pd semina perché i democratici possano raccogliere frutti anche in futuro, al di là della scadenza elettorale. Veltroni parte dai problemi e cerca di far germogliare un rapporto di fiducia che duri nel tempo. E se è vero che la diffidenza di tanti piccoli e medi imprenditori, ex operai o figli di operai, "che tutti i giorni si spezzano la schiena", si supera con i fatti e non con le parole, è anche vero che gli argomenti - dalla sicurezza al fisco, dal federalismo alla semplificazione burocratica - e i toni utilizzati dal leader Pd hanno prodotto qualcosa di più della semplice curiosità e della rispettosa attenzione. Veltroni propone il "patto tra produttori" e boccia come arcaica la "lotta di classe" che ripropone Bertinotti. E lo fa con maggiore convinzione da una terra dove, peraltro, "i primi a non vivere i datori di lavoro come padroni sono i dipendenti delle piccole imprese". Si vedrà, già il 14 aprile quanti frutti darà a Padova, Vicenza o Verona l'offensiva dell'attenzione che Veltroni porta avanti, promettendo anche un ministro che rappresenti il Nordest a Roma. In Veneto, intanto - a sentire i democratici - "piazze e sale gremite per Walter come da tempo non si vedeva". Massimo Calearo - l'imprenditore che tempo fa prometteva che mai avrebbe votato centrosinistra e che oggi guida le liste Pd - si rivolgeva così, martedì scorso, a un piccolo industriale vicentino intervenuto all'incontro con Veltroni: "So che tu e gli altri non avete mai votato centrosinistra, ma mi basta che ci stiate pensando". Quanto peserà anche nel Nordest l'immagine stanca di un Berlusconi incapace di dispensare "miracoli"? E che - a dispetto della sicurezza che ostenta - si mostra tanto vulnerabile da ricorrere a un nostalgico del "ventennio" come Ciarrapico per esorcizzare il fantasma di un pareggio al Senato? Ed è un caso se - a dispetto dei balbettii imbarazzati di Fini - le parole più dure nei confronti dell'imprenditore ciociaro le abbia pronunciate Umberto Bossi, l'unico che ne abbia chiesto l'esclusione dalle liste? Non basta una candidatura romana per decretare chi vince o chi perde. Ma anche Ciarrapico nel Nordest può "far pensare", aumentando il disincanto nei confronti del Cavaliere. Bossi che prende le distanze, in fondo, è un segnale. La giornata.

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La Costituzione è antifascista e va rispettata Cara Unità,dopo le dichiarazioni e (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del La Costituzione è antifascista e va rispettata Cara Unità,dopo le dichiarazioni esplicite di colleganza con la stirpe fascista di Giuseppe Ciarrapico, candidato per il partito della libertà (libertà da chi e da che, ci verrà mai spiegato un giorno?); dopo quelle assai più subdole di Gianfranco Fini circa una liberazione da ascrivere non al 25 aprile, anniversario nazionale della cacciata dall'Italia di fascisti e nazisti, bensì al giorno delle future elezioni dopo la caduta del Governo Prodi che i suoi festeggiarono a champagne e mortadella nell'aula del Senato, probabilmente in ricordo del loro progenitore Benito Mussolini, che voleva tramutare il Parlamento in un luogo di bivacco di manipoli, nonché a dose di eiaeiaalala e di saluti fascisti in una piazza romana; dopo quelle ultraciniche di Silvio Berlusconi ("Lui, Ciarrapico, ci serve per vincere le elezioni"). Dopo tutto questo, che fare? Ricordare l'art. 12 delle norme transitorie della Costituzione? Non basta sarebbe necessario che il massimo esponente delle garanzie costituzionali, cioè il presidente Giorgio Napolitano, al quale invierò questa lettera, pretenda che i candidati e, tanto più gli eletti, facendo riferimento a quell'articolo, dichiarino esplicitamente il loro distacco sociale, politico e morale dalla dittatura.Franco Giustolisi Tanta gente per Veltroni: scegliete spazi all'aperto Ho partecipato a due comizi del segretario Veltroni (Treviso e Pordenone) e quivi si è notata come in altre province una grande partecipazione popolare, però secondo me sono stati privilegiati luoghi all'interno, tipo teatri, cinema etc, con un limitato numero di posti, lasciando all'esterno moltissima gente. Chiedo pertanto che gli organizzatori cerchino di privilegiare luoghi esterni, per poter permettere a tanta gente di poter assistervi senza problemi, anche perché si coinvolgono maggiormente persone che passando in quei posti siano coinvolti negli splendidi comizi del nostro segretario, che dovunque è andato ha lasciato un segno tangibile della sua presenza, fatto che non succedeva da moltissimo tempo.Sergio Canal Diritti di tutti o privilegio di pochi? Caro Direttore, stiamo vivendo il periodo indubbiamente più pericoloso dal secondo dopoguerra ad oggi. L'accanimento così morbosamente esasperato ed esasperante alla poltrona e non il doveroso rispetto verso il proprio partito, ha portato la società e quindi la vita ad un disequilibrio comportamentale tale da essere ritenuto a tutti gli effetti pericoloso per il singolo cittadino e per le istituzioni. È scomparsa quella meritocrazia che una volta portava chiunque in maniera serena e pacata ad avere il sacrosanto rispetto e la dovuta fiducia verso le istituzioni e verso quei valori morali, i quali, si mantenevano proporzionalmente stabili alla stabilità di una politica che comunque aveva una ragione di esistere, dato il doveroso rispetto verso gli elettori. Oggi allo stato dei fatti siamo in una società fatta solo di doveri. I diritti spettano solo ai potenti ed ai servi dei potenti. Si è innescato quindi un meccanismo altamente pericoloso per la vita di chiunque, perché la gente ormai non ha gli elementi per credere in qualcosa. Walter Veltroni ha preso il coraggio a due mani e si è presentato per tentare di riportare il paese ad un equilibrio che gli permetterebbe di uscire dall'attuale soglia di pericolosità. Grazie Veltroni. Grazie Direttore. Ines e Antonio Di Gregorio Rispondetemi a queste domande Pongo alcune domande, grazie in anticipo delle risposte: 1) perché nessuna trasmissione di Rai e Mediaset fino ad ora non ha trasmesso l'ultima intervista di Paolo Borsellino e approfondito in studio l'argomento sui rapporti tra la mafia e il cavaliere? Non è cosa utile informare i cittadini su chi si candida per la quinta volta a guidare il Paese?; 2) perché uno che ha il curriculum giudiziario del cavaliere, ha il monopolio dei media, può candidarsi per la quinta volta?; 3) perché nessuno ricorda che Berlusconi definisce i suoi elettori bambini di V elementare?; 4) perché furono allontanati Santoro, Biagi, Guzzanti, mentre Vespa colto in fragrante in un'intercettazione, è ancora al suo posto? L'ultima volta che il cavaliere era a Porta a Porta, Vespa ha risposto per lui alla domanda del direttore del Messaggero che lo stava mettendo in difficoltà, alla faccia della par condicio. 5) come mai per l'ong americana Freedom House l'Italia durante il governo Berlusconi è scesa al 79° posto nel mondo, l'unico Stato europeo con una informazione parzialmente libera? Dopo il cambio di governo, la stessa ong ha rilevato un miglioramento fino a salire al 61° posto. Ma rimaniamo sempre dietro a Kiribati, Tuvalu, Nauru e al Mali. Credete che l'Italia con il prossimo governo Berlusconi supererà tutte le dittature del mondo compreso il Sudan, Iran, ecc.? Livio d.b. Bananas e il senatore Cimmino Nel febbraio 2006, nella rubrica Bananas, mi occupai dell'ex senatore Tancredi Cimmino, all'epoca tesoriere dell'Udeur in dissidio con il leader Clemente Mastella. Riprendendo in poche righe una notizia rilanciata da agenzie di stampa e quotidiani, scrissi che Cimmino aveva "deciso di dirottare i finanziamenti pubblici al quotidiano del partito "Il Campanile" in una cooperativa da lui stesso presieduta" per ottenere una candidatura "sicura" nel nuovo Parlamento. La notizia era accompagnata da un ricordo delle gesta del defunto tesoriere della Dc, condannato più volte per finanziamenti illeciti al suo partito, ancorché mai sospettato di aver trattenuto una sola lira per sé. Il senatore Cimmino s'è sentito offeso da quell'accostamento, anche perché la sua querelle con il suo ex partito si è poi risolta e alcuni particolari del dissidio raccontati dai giornali si sono rivelati nel frattempo imprecisi e dunque diffamatorii. Credo che, quando un giornalista sbaglia, abbia il dovere di rettificare. È quello che intendo fare anche questa volta dando atto al senatore Cimmino della sua correttezza.Marco Travaglio Noi del rugby abbiamo a cuore i disabili Gentilissimo direttore, in merito all'articolo apparso nell'edizione del 12 marzo del Suo giornale dal titolo "Rugby, disabili in carrozzella dietro i cartelloni" Le chiedo ospitalità per poter puntualizzare alcune situazioni. In primis mi preme sottolineare che, da sempre, la Federugby si è dimostrata sensibile e disponibile nei confronti dei disabili, partecipando spesso ad iniziative benefiche a favore dei portatori di handicap. Lo stadio Flaminio, come Lei ben sa, è al momento in fase di ristrutturazione. È, come si suol dire, un "cantiere aperto". È in via di ammodernamento proprio per esaudire le necessità e le esigenze di tutti gli spettatori. Credo sia pertanto naturale che, attualmente, si possano incontrare disagi. Posso, comunque, affermare che al fine di rendere una maggior e miglior visibilità ai disabili si è provveduto ad alzare il bordo del settore loro riservato, proprio per evitare che i cartelloni pubblicitari, posizionati a bordo campo, possano ostacolare la visione delle fasi dell'incontro. Di più: sono stati anche collocati speciali strapuntini per gli accompagnatori. Le posso assicurare che la situazione dei portatori di handicap sta a cuore alla Federugby. Non fa parte della nostra filosofia di uomini e di sportivi ostacolare il desiderio dei disabili di coltivare le proprie passioni sportive. Cordialità. Gian Franco Bellè Ufficio Stampa Federazione Italiana Rugby.

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Ciarrapico nelle liste? Ci preoccupa ma bisogna distinguere tra partiti e candidati (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Unita, L'" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Stai consultando l'edizione del RICCARDO PACIFICIIl portavoce e vicepresidente della Comunità ebraica: non l'avremmo voluto, ma noi non facciamo politica, dialoghiamo con tutti "Ciarrapico nelle liste? Ci preoccupa ma bisogna distinguere tra partiti e candidati" di Maristella Iervasi / Roma Mettere il Pdl nell'angoletto considerandolo un partito fascista solo perchè c'è Fini e adesso Ciarrapico, è come dire che il Pd di Walter Veltroni che ha dentro Massimo D'Alema con i suoi costanti pregiudizi su Israele, ha posizioni nostalgiche". Riccardo Pacifici, portavoce e vicepresidente della Comunità ebraica romana, mette uno stop ai pregiudizi e dice: "Occorre distinguere tra partiti e candidati. Certo, vedere personaggi nelle liste elettorali come il "Ciarra", fascista amatriciano, ci angoscia e ci preoccupa. Perché la boutade del fascismo rivendicato, dell'editore ciociaro ma anche di una certa candidata premier che non nomino (Santanchè, ndr) sono più pericolose delle teste rasate. Possono innescare meccanismi perversi che all'oggi non si colgono: il ritorno delle camicie brune di Berlino o quelle nere di Roma". La comunità ebraica è spaventata da Ciarrapico? "I modelli dei nostri vicini di casa non rappresentano l'icona del fascista tipico. Voglio dire: il fascistone è un personaggio che nessun italiano inviterebbe a cena, neanche i cosiddetti nostalgici. Ma quando nello stesso modo si muovono persone in doppio petto, insospettabili, c'è da aver paura: perché possono far conquiste con le loro azioni demagogiche e con i loro i comizi". Adesso Ciarrapico fa pure il saluto romano dal computer della sala lettura di Montecitorio. Con una foto salvaschermo. "È un fatto grave, che va stigmatizzato. Ma ci dobbiamo preoccupare del fascismo all'amatriciana o delle conseguenze di una poca attenzione in politica estera, del fondamentalismo islamico, del terrorismo, del riarmo al nucleare dell'Iran? Cos'è più pericoloso, tutto questo o Ciarrapico che è finito in lista con il Pdl? Di certo non l'avremmo voluto. Ma dobbiamo stare zitti: la comunità non fa politica, dialoga con tutti". Siete alle prese con un filotto elettorale: il 30 marzo avete il rinnovo del consiglio della Comunità ebraica, ad aprile le urne per la politica nazionale e del Campidoglio. Qualche indicazione elettorale? "Posso dire che nella mia grande famiglia allargata ci saranno molti che voteranno per Veltroni e molti per il Pdl. E poi ci sono, purtroppo gli indifferenti che dicono: il partito di Berlusconi è comunque fascista e il Pd di Veltroni resta sempre comunista. Un grave errore, che non aiuta alla creazione di due schieramenti. Anzi tre, c'è pure Casini". Lei disse: "Non c'è nulla di male a votare Walter Veltroni". Lo pensa ancora? "L'esperienza che la nostra comunità ha avuto con Veltroni è incredibile: sempre presente e al nostro fianco ad ogni efferato attentato suicida in Israele, ad ogni commemorazione. Tanto che i blog di chi inneggia al terrorismo suicida scrive: Veltroni, più in Sinagoga che al Campidoglio. E poi quel gesto che rimarrà nella storia... C'era al governo Berlusconi, tutti incontravano Tareq Aziz, solo Veltroni si rifiutò. E ancora: il grande impegno sulla Memoria e il museo della Shoah di Villa Torlonia". Fin qui l'elogio, ma al dunque? "Credo che qualora Veltroni dovesse diventare premier, sarà garante di tutto: politica estera, Shoah, Memoria, per capacità di ascoltò dei nostri valori e valorizzazione della nostra storia, che non è solo quella dell'icona ebreo intesa come vittima della Shoah o "persecutori" in Medio Oriente. E ancora una cosa: conosco i programmi elettorali: in politica estera Berlusconi, Veltroni e Casini hanno molto in comune".

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Corsa al pranzo con Walter Dalla ragazza madre agli anziani ex dc e pci (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-13 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE Il Cavaliere: così mangia a sbafo Corsa al pranzo con Walter Dalla ragazza madre agli anziani ex dc e pci ROMA - Sarà pur vero che mangia "a sbafo", come gli ha rimproverato Berlusconi, ma alla padrona di casa porta sempre un vassoio di pastarelle e gli italiani quasi se lo litigano. Per mettere a tavola Walter Veltroni e rimpinzarlo di agnolotti o pappardelle hanno scritto "in migliaia", giurano quelli del pullman. "Caro Walter, nonna Gina fa le migliori lasagne dell'Emilia". Inviti formali o strappalacrime, lettere vecchio stile con busta e francobollo ma soprattutto mail, 500 quelle approdate con un clic nella sola casella elettronica del pullman. Una gara tra il politico e il culinario dalle Alpi alla Sicilia, dalla cassiera Coop della Toscana "rossa" all'imprenditore del Nordest. E mentre le candidature degli aspiranti padroni di casa si accumulano sui tavoli del loft, l'aspirante premier - che non ha certo fama di gourmet - mette su pancia e dal palco dei comizi si affanna a giurare che no, lui non ingrassa: "Brucio tutto, io...". Per dire di Mirko Lami, l'operaio di Piombino che dieci giorni fa ha vinto alla "lotteria" del Pd: "Questo pranzo me lo sono ritrovato tra capo e collo. Mi chiamano e mi dicono "sabato Veltroni verrà a casa tua a pranzo". Ma che, siamo su Scherzi a parte? ". Se potesse, l'ex sindaco di Roma entrerebbe in tutte le case d'Italia e con ogni famiglia farebbe la foto ricordo dal balcone, ma il tempo è quello che è e dunque tocca scegliere. La coppia operaia di Carpi che ha provato a sedurlo con le poesie di Neruda o il prof di Avellino che spera in lui non tanto per "cambiare l'Italia" quanto per riabbracciare i tre figli grandi? L'imprenditore berlusconiano di Verona "interessato alla politica fiscale del Pd" o gli sposini con B&B nel Salento, che vedendolo in tv col viso un po' tirato lo hanno invitato a riposarsi da loro? "Non è per farci pubblicità, se vieni togliamo l'insegna". E chi ha il cuore di scartare i due anziani di Paestum, lui fanatico di Moro e lei di Berlinguer? "è il loro compromesso storico", ha scritto la figlia Katia. Fino ad ora il leader del Pd ha accettato inviti da famiglie molto tradizionali ma prima o poi, a giudicare dalle lettere che arrivano, la scelta si imporrà: non è famiglia anche l'avvocatessa di Parma, ragazza madre con un figlio di tre anni? Deciderà il leader, che si vanta di visionare personalmente la posta in arrivo all'indirizzo "stampabus". La scrematura delle autocandidature si fa a Roma, capolinea del pullman democratico, ma sembra che le proposte avanzate dai dirigenti locali godano di corsia preferenziale. In commissione d'esame anche il regista del viaggio elettorale Lino Paganelli e Giovanni Lattanzi. Veltroni lo chiama "il pesce pilota", perché tocca a lui buttare un occhio fra tinello e cucina nelle case prescelte e predisporre le piazze per l'arrivo del leader. Ma il gran responsabile del concorsone "indovina chi viene a pranzo?" è Ermete Realacci, mente e cuore della campagna. Lui i banchetti in famiglia li chiama "carotaggi della società" e teorizza che per andare "davvero in profondità" bisogna scegliere famiglie "di confine". Ha quindi ottime probabilità di apparecchiare per Walter il diciottenne milanese con mamma veltroniana e papà berlusconiano. Monica Guerzoni I dolci Veltroni arriva dalla famiglia Fonfanelli di Ozzano A tavola Veltroni e Chiamparino a Torino dai Maviglia Pd Ermete Realacci.

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Confalonieri: i telefoni? Nessun governo ce li darebbe (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-13 num: - pag: 35 categoria: REDAZIONALE Mediaset Endemol esamina acquisizioni negli Stati Uniti e Gran Bretagna Confalonieri: i telefoni? Nessun governo ce li darebbe MILANO - "Chiunque sia l'inquilino del Palazzo non ce la farebbe fare". Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, non rinuncia alla battuta sul Fattore P, la politica. Che alle elezioni vinca Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, la sostanza non cambia: una fusione fra Telecom Italia e il gruppo di Cologno Monzese sarebbe impossibile. Eppure, presentando ieri alla comunità finanziaria i risultati 2007, Confalonieri ha ribadito che il matrimonio fra telecomunicazioni e media avrebbe senso. "Sarebbe una cosa ragionevole - osserva -. Tanto che lo stesso Marco Tronchetti Provera aveva incontrato Rupert Murdoch proprio per parlare di contenuti. Perché è questo il futuro di Telecom". Ma, in realtà, oltre alla politica ci sono anche altre ragioni a sbarrare la strada a Mediaset: "Arrivare a una fusione significherebbe diluirsi in modo così importante da perdere la nostra identità - ammette il presidente -. Non ne vale la pena". Pur costretti a lasciare nel cassetto il loro sogno proibito, i vertici del Biscione hanno comunque sottolineato ieri la buona performance realizzata in un 2007 "molto difficile": ricavi per 4,082 miliardi (+8,9% sul 2006), utile netto di 506,8 milioni (dai 505,5 dell'anno scorso), raccolta pubblicitaria per 2,88 miliardi (+ 1,1%). E il 2008 è iniziato con la pubblicità cresciuta del 5% in gennaio e febbraio e poi rallentata a più 3% il mese seguente. "Per il primo quadrimestre dovremmo confermare il più 5% - ha sottolineato l'amministratore delegato Giuliano Adreani -. E, vista la partenza, a fine anno faremo certamente meglio che nel 2007". Ma su questi dati il mercato ha espresso la sua delusione, tanto che ieri il titolo Mediaset ha ceduto in Borsa lo 0,38%. Dal canto suo, il vicepresidente esecutivo Pier Silvio Berlusconi ha confermato che il gruppo punta sempre più sulla tv digitale terrestre, soprattutto attraverso i contenuti pay per view con le carte prepagate: un servizio che attualmente può già contare su 2.420.000 clienti. In vista c'è anche un accordo con Sky per offrire su abbonamento alcuni programmi della compagnia che fa capo a Murdoch. Il 2008 sarà poi l'anno di Endemol, la multinazionale olandese di produzione televisiva (celebre per format come "Il grande fratello" o "Affari tuoi") che Mediaset ha comprato insieme a Goldman Sachs e John de Mol e che ora, come ha spiegato Piersilvio Berlusconi, ha avviato "analisi approfondite " per acquisire società in Usa e Gran Bretagna. Giancarlo Radice Fedele Confalonieri Pier Silvio Berlusconi.

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Politica, scuola, giustizia L'Italia privatizzata (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-13 num: - pag: 44 categoria: REDAZIONALE Italians di Beppe Severgnini Politica, scuola, giustizia L'Italia privatizzata "H o visto cose che voi umani non potete immaginare... candidati che combattono col volto in fiamme al largo dei bastioni di Veltroni. E ho visto i raggi B(erlusconi) balenare nel buio vicino a Porta a Porta con Mannheimer. E tutti quei momenti andranno perduti nel tempo come lacrime nella pioggia ... è tempo di morire. Dal ridere?". Ispirato da un lettore, ho cambiato qualcosa nel celebre addio del replicante Roy Batty in Blade Runner (www.youtube.com/watch?v=ZQcUS4chhc4). Un po' di fantasia è necessaria, per non farsi prendere dello scoramento elettorale. In Italia, infatti, non girano solo i replicanti. Segnalo un fenomeno meno insolito, ma più inquietante: la privatizzazione. Non quella che piace a The Economist, però. La privatizzazione in cui siamo bravi è un'altra: prendere qualcosa che è di tutti, e farlo nostro. Per sempre o per un po': dipende. Prendiamo la politica. Il Popolo della Libertà (Pdl) è il risultato di un'acquisizione (Forza Italia assorbe Alleanza Nazionale, e cambia nome). Chi è il presidente e amministratore delegato lo sappiamo bene: il centrodestra, dal 1994, è un affare privato di Silvio Berlusconi. Candidato per la quinta volta alla guida del Paese, ideatore di una legge elettorale che lo rende onnipotente nella formazione delle liste. Senza nulla togliere al fascino e all' abilità del personaggio, non c'è dubbio che siamo di fronte a un caso clamoroso di privatizzazione politica, senza uguali al mondo. Nel centrosinistra va meglio? Be', per arrivare a Walter Veltroni ci sono state le primarie, ma somigliano a quelle americane come Little Tony somiglia a Elvis Presley. La privatizzazione, qui, assume un'altra forma. Siccome è il turno di Walter Veltroni (c'è stato quello di Prodi, di Rutelli, di D'Alema), nessuno osa fargli ombra. Risultato: il Partito democratico, che avrebbe bisogno di tutto l'aiuto possibile, rinuncia ai suoi campioni. Dove sono Illy, Soru, Penati, Errani, Cacciari? In quale sgabuzzino è stato chiuso Chiamparino, uno dei pochi capace di prendere voti al Nord? La politica privatizzata non sorprende perché tutta l'Italia è privatizzata. Pensate al mondo accademico: i professori, salvo eccezioni, ritengono che la cattedra gli appartenga, e si scelgono collaboratori e successori (spesso tra i parenti), alla faccia dei concorsi. Guardate il mondo giudiziario: i tribunali sono spesso dominati da una persona, che diventa padre-padrone di qualcosa che non è suo. Osservate cosa accade nelle società di calcio: i presidenti sono guru, papà, vati e mecenati. Studiate il mondo delle comunità religiose, e quei sacerdoti cui Candido Cannavò ha appena dedicato un libro ( Pretacci. Storie di uomini che portano il Vangelo sul marciapiede, Rizzoli). Ce ne sono di ottimi, di buoni e di discutibili. Hanno in comune un egocentrismo pari all'altruismo. Se va bene, abbiamo un santo. Se va meno bene, un don Gelmini. Così dovunque: pensateci. www.corriere.it/italians www.beppesevergnini.com \\ Silvio, Walter, i professori: prendono una cosa di tutti e la fanno propria.

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Una democrazia al verde (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-13 num: - pag: 44 autore: di GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE IL SOMMERSO DEI PROGRAMMI Una democrazia al verde SEGUE DALLA PRIMA Giuseppe Turani stima che la rete ferroviaria da rifare costerebbe 30-40 miliardi, e che "per diventare (in materia di viabilità) un Paese moderno in media con gli altri Paesi europei dovremmo spendere nell'arco di una ventina d'anni almeno un altro Pil al completo". Basta e avanza così? Purtroppo no. Perché tra le partite ad alto costo c'è anche la partita ecologica e dell'incombente disastro climatico. In materia i nostri Verdi fanno ridere o fanno danno. Per loro il problema principale è di bloccare strade, ferrovie e fabbricati "brutti", nonché il grosso degli impianti per l'energia elettrica e la rigassificazione del metano. Il brutto non piace nemmeno a me. Ma è irresponsabile raccontarci che il fabbisogno energetico (in vertiginosa crescita) sarà fronteggiato dal sole e dal vento. Nel contempo si limitano a piangere, soltanto l'estate, quando i nostri boschi bruciano; e il ministro Pecoraro Scanio si è distinto nel bloccare a Napoli i termovalorizzatori perché il suo collegio elettorale è, appunto, Napoli. Abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, dopodiché le nostre emissioni di gas serra (il vero problema) hanno superato del 13% il limite che abbiamo accettato. La verità è che sia Berlusconi che Prodi del riscaldamento della Terra si sono strafregati, e nemmeno Veltroni si stravolge più di tanto. Quanti Pil verrà a costare, quando i nodi verranno al pettine (sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa né lo vuol sapere. Infine c'è il costo del federalismo promesso a Bossi da Berlusconi. Nei programmi è un costo non contemplato, come se spezzettare il Paese in parecchie Sicilie aggiuntive non comportasse un esiziale aggravio di sprechi clientelari e di ogni sorta di disfunzioni. Pertanto quando si osserva che i programmi del Pd e del Pdl si equivalgono, si dimentica che se Berlusconi vincerà dovrà pagare a Bossi il salatissimo prezzo del suo sostegno. Ripeto, nessuno lo nota ma su questa partita Berlusconi, e soltanto lui, ci costerà molto caro. Cerchiamo di fare il punto a oggi. Siamo una democrazia troppo indebitata? Sicuramente sì. Siamo anche una "democrazia in deficit", per dire che le uscite superano regolarmente le entrate? Per ora è ancora così; e dubito sulla redenzione prevista per il 2012. La cosa certa è, invece, che siamo una "democrazia al verde", senza un soldo in tasca, e che ha raschiato il fondo del barile (ci resta soltanto la risorsa, poco saggia, di continuare a vendere il patrimonio dello Stato). Si risponde che siamo pur sempre una "democrazia in crescita" in termini di Pil. Ma questa crescita è modestissima. Eppoi il Pil a questo effetto non è un buon indicatore. Il dato significativo è che oggi, secondo i dati Ocse, il potere di acquisto dei nostri lavoratori è del 18% circa inferiore a quello dei Paesi dell'euro. E siccome ci mancano i soldi per rimediare, il mio sospetto è che noi siamo una "democrazia in decrescita" e cioè caduta nel vortice di uno sviluppo non sostenibile che distribuisce più di quel che produce.

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Il Pdl a caccia di <testimonial> della porta accanto (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-13 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Centrodestra Si prepara, con qualche sorpresa, la manifestazione di sabato a Corviale con Berlusconi e Fini Il Pdl a caccia di "testimonial" della porta accanto Chi l'ha detto che il testimonial deve essere per forza un vip o una "bellona" di turno? Nel Pdl che cerca di prendersi Roma ribaltando i pronostici, e in una campagna elettorale dove il leit-motiv è parlare di problemi che stanno davvero a cuore alla gente (alloggi popo-lari, asili nido, rilancio delle piccole e medie imprese, sicurezza bipartisan), l'idea è tutt'altra: a Corviale, sabato mattina, per firmare il "Patto per Roma " con Berlusconi e Fini, ci saranno i "testimonial della porta accanto". Cittadini normali, insomma, magari con l'unica peculiarità di essere rappresentativi di una parte dei romani: esponenti di categorie sociali, dei comitati di quartiere, di forze produttive della città. Tutti insieme, col candidato sindaco Alemanno, quello alla Provincia Antoniozzi e i leader nazionali, per far passare un messaggio: il centrodestra parla a tutti e non usa il "politichese ". Nomi? Ancora top secret, anche perchè nella segreteria di Alemanno i lavori sono ancora in corso. Però, è possibile che i testimonial possano essere diversi, almeno uno per ogni punto programmatico del Pdl. Programma, tra l'altro, che nelle intenzioni degli uomini del centrodestra dovrebbe essere molto snello, essenziale, basato sulla "Carta per Roma" redatta in 12 punti: sicurezza con immigrazione e nomadi, casa, asili nido, rifiuti ("la denuncia di Italia Nostra è pertinente: bisogna diffondere la raccolta porta a porta per non trovarci come Napoli", ha detto ieri Alemanno), famiglia, imposte, mobilità, turismo, commercio, Roma capitale, polizia di prossimità, cultura. Su alcuni di questi punti, come quello della sicurezza, qualcosa di più preciso comincia ad emergere: "Parlare - ha affermato Alemanno - di chiusura dei campi nomadi, senza espulsioni dei clandestini, è insufficiente: significherebbe tornare alla politica degli sgomberi di Veltroni". Mentre è sul fronte di possibili alleanze che il quadro non è chiaro, come dimostra l'ultimo botta e risposta con La Destra di Storace. Una dichiarazione dell'ex presidente della Regione ("se il Pdl ci lascia in pace, si può ragionare") aveva fatto pensare ad un'apertura verso il centrodestra ed Alemanno aveva commentato: "Non vogliamo comprimere La Destra e l'Udc, i nostri avversari sono Rutelli e Zingaretti: è fisiologico che al ballottaggio ci sia una confluenza di voti su di noi". E La Destra, a quel punto, ha controreplicato con una nota: "Le parole di Storace sono state mal interpretate e volutamente trasformate in un appoggio ad Alemanno al Campidoglio". In ogni caso, il Pdl va avanti per la sua strada, non risparmiando qualche frecciata a quello che viene definito "il principale antagonista": "Rutelli - ha detto Alemanno - vuole interpretare il cambiamento, ma non ha nè la maggioranza nè i presupposti culturali per farlo". Tensione in mattinata, quando un gazebo del centrodestra, a Centocelle (VII Municipio) è stato trovato distrutto da un'azione vandalica compiuta nella notte: "Un atto intimidatorio - ha commentato Vincenzo Piso, vice presidente uscente del consiglio comunale - che tenta di imbarbarire la campagna elettorale. Ci aspettiamo una ferma condanna del Pd". Condanna che è arrivata poco dopo, per bocca del deputato Roberto Giachetti: "Piena solidarietà al centrodestra. Qualche delinquente o deficiente non ha capito che Roma merita una campagna elettorale civile e democratica". Ernesto Menicucci Candidato Gianni Alemanno.

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Dal nostro inviato VERONA - Braccia aperte con che viene a lavo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

FABRIZIO RIZZI dal nostro inviato VERONA - "Braccia aperte con che viene a lavorare", mano dura con chi sbaglia. La linea di Walter Veltroni sulla sicurezza, che costituirà una priorità di governo e che porterà al primo Cdm, è netta. Rompe quasi un tabù, impensabile fino a pochi mesi fa quando l'alleanza con la sinistra radicale non era naufragata. E non è nemmeno d'accordo con Berlusconi. Ammonisce dal palco dell'Auditorium, stracolmo di folla che suggella l'addio del tour nel Nord-Est. "Gli atteggiamenti ideologici non risolvono i problemi della sicurezza. Che non è di destra, né di sinistra. Non li risolve chi giustifica in una qualche forma le rapine o altri reati, né chi ha un approccio puramente aggressivo". Chi proclama che la pena di morte è un deterrente, sbaglia. La destra "parla di sanzioni più truculente", ma negli Stati Uniti, dove è in vigore, "non ferma chi imbraccia il fucile per fare stragi nelle scuole". Semmai, il problema si può risolvere coniugando "una politica di riduzione delle diseguaglianze e delle ingiustizie con una politica di integrazione, per impedire che chi ha meno, resti ai margini". Attorniato da Marco Minniti, vice-ministro dell'Interno, con i prefetti De Sena e Serra, ora candidati, ed i sindaci Chiamparino e Cofferati, Veltroni strappa più di un applauso quando afferma di non voler "più vedere poliziotti che mettono timbri sui passaporti". Le misure da fare subito sono l'estensione in ogni capoluogo dei patti per la sicurezza "che hanno prodotto ottimi risultati" e poi un portachiavi elettronico, che ogni persona che lavora di notte (infermieri, turnisti, benzinai, tabaccai) può azionare, chiamando una volante in caso di pericolo. Saranno utilizzati prevalentemente al Nord, 4500 agenti e carabinieri assunti attraverso l'ultima Finanziaria. In ogni caso, "chi sbaglia deve pagare, perchè questa è la garanzia per la sicurezza degli altri". E vanno puniti anche i magistrati che sbagliano. "Non è possibile che un giudice (a Gela) per 7 anni e 8 mesi - ha detto al "Gazzettino"- non riesca a scrivere una sentenza e questo consenta a un gruppo di responsabili di reati gravissimi di uscire di galera. In casi simili devono scattare provvedimenti nei confronti dei magistrati". La Bossi-Fini non ha "mai funzionato", anzi ha consentito di "imbarcare una quantità altissima di immigrazione clandestina". Non vuole chiudere i Ctp. "Finchè ci sarò il fenomeno clandestini, è irrealistico pensare che non ce ne sia bisogno". Si dice d'accordo nel "fare passi avanti per il federalismo fiscale". Poi promette che il Nord avrà un ministro nel suo governo, non fa nomi, "non so se imprenditore o altro". La lotta all'evasione ha consentito "di ristabilire piena libertà di mercato" a favore di chi paga le tasse. Ma dobiamo avere un "fisco che aiuta le piccole e medie imprese". Critica i leghisti che hanno contestato la giornalista Rula Jebreal. E' a favore della Tav. "E' possibile -si chiede Veltroni- che in Italia ci si debba opporre al più ecologico dei mezzi, alla ferrovia, rispetto alla gomma che inquina?". Più tardi a Trento, un gruppetto di leghisti e disobbedienti fischia il leader Pd. "Questa - ha esclamato - è l'Italia che molti vogliono lasciarsi alle spalle, l'intolleranza, lo spirito di conservatorismo".

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ROMA - Non voglio più vedere poliziotti che mettono i timbri sui passaporti. I poliziotti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

ROMA - "Non voglio più vedere poliziotti che mettono i timbri sui passaporti. I poliziotti devono stare per strada". Lo ha detto Veltroni, presentando il programma sulla sicurezza del Partito Democratico. Due parole che dicono più di un trattato. Significano maggiore mobilitazione di forze, più impegno, più presenza delle forze dell'ordine tra i cittadini. Veltroni però non parla, come fa Berlusconi, di aumentare il numero dei poliziotti di quartiere. No, egli piuttosto si rivolge alle tecnologie, che auspica divengano un po' i nostri "angeli custodi". Là dove i poliziotti non arrivano, arriveranno le "macchine": sembra essere questo lo slogan di Veltroni. Siccome di fronte a queste affermazioni il cittadino comune sgrana gli occhi, ecco pronta la spiegazione fornita dallo stesso Veltroni: "C'è uno strumento, tipo un portachiavi - ha detto il leader del Pd - Questo strumento garantisce ai cittadini più attaccati come benzinai e tabaccai, di segnalare l'emergenza alle forze dell'ordine attraverso una rete di copertura". E' ciò che si chiama "telesorveglianza". Il programma del Pd prevede una riconferma dei "Patti per la sicurezza", che sono "espressione della solidarietà interistituzionale nell'affrontare meglio il problema della sicurezza", come ha detto il ministro dell'Interno, Giuliano Amato. I "patti" dovranno essere approvati, secondo il Pd, in ogni capoluogo di provincia. Il programma del Pd prevede anche un utilizzo più razionale delle forze dell'ordine sul territorio, preconizzando uno spostamento di uomini e mezzi verso il Nord, ritenuto evidentemente più "sensibile", in questo contesto. E non ha trascurato, naturalmente, la necessità di aumentare le risorse per le forze dell'ordine.

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Berlusconi: Ciarrapico, uno tra mille Il leader di An: la vicenda è chiusa (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-13 num: - pag: 14 categoria: REDAZIONALE # Il Pdl A un precario dice: anch'io lo sono. E a una ragazza: sposa mio figlio. "Avanti di 9,8 punti" Berlusconi: Ciarrapico, uno tra mille Il leader di An: la vicenda è chiusa Il Cavaliere: stima per Gianfranco, l'editore non conterà nulla Il leader azzurro: è fascista solo oggi? Non quando andava dal Pd ROMA - Ai turisti americani che gli chiedono una foto in posa chiede 35 euro. Al centurione romano augura in bocca al lupo: "Vinciamo prima la Coppa dei Campioni, poi meno tasse per Totti". Altri cento metri e un ragazzo gli passa il cellulare per salutare la madre. Lui si diverte, offre strette di mano a tutti coloro che si fanno avanti, percorre a piedi il tratto da piazza del Popolo a piazza di Spagna: è la cosa che più gli piace quando si sente in forma, il bagno di folla. Ieri mattina Berlusconi ne ha fatto uno rigeneratore. Dopo le polemiche su Ciarrapico serve anche l'incontro con un precario: "Presidente sono tanti anni che lavoro e sono ancora precario, ma vado avanti". Stretta di mano, sorriso e battuta spensierata dell'ex premier: "Anch'io sono precario...". La mattina romana non è primaverile, ma è mite, i gradini di Trinità dei Monti si riempiono di ragazzi che vogliono lo scatto ricordo, mamme che vogliono toccarlo: c'è una buona fetta di suo elettorato, il Cavaliere lo fiuta e pensa forse ai sondaggi che devono rassicurare il suo popolo. Li dirà in serata al Tg2, per smentire quelli pubblicati da un quotidiano, che lo darebbero in difficoltà: "Non è cambiato nulla dall'inizio della campagna elettorale, siamo avanti del 9,8%, noi al 45,2%, loro 35,4%". L'inizio della giornata è davanti a uno dei 200 camper che da ieri hanno iniziato a girare per l'Italia: la sua faccia, i colori del Popolo della libertà, il simbolo del nuovo partito, la scritta a caratteri cubitali: "Meno male che Silvio c'è". è anche leitmotiv del nuovo inno del partito: "Che mi imbarazza un po', perché c'è del culto della personalità, ma che mi commuove anche, si fa ascoltare, porta gioia e allegria...". I camper del centrodestra "serviranno soprattutto a fare conoscere il nostro nuovo simbolo e partito più del nostro programma, che tutti già conoscono". Il pullman di Veltroni invece serve ad altro, almeno per lui: "Hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case degli italiani". A due passi dal camper del Pdl, curiosamente, c'è anche Ciarrapico, dentro un bar. Berlusconi viene informato: "Gli auguro buon aperitivo". La querelle con An sulla candidatura dell'imprenditore laziale sembra in via di chiusura: Fini e Berlusconi si sentono al telefono almeno due volte. Il secondo in una nota ufficiale sottolinea la "stima" per il leader di An, che a sua volta dichiara che "il caso è chiuso". Per l'ex premier l'editore che rinnega il fascismo "è solo uno dei mille candidati del Pdl. Solo oggi vi ricordate che è fascista? Allora dobbiamo ricominciare a parlare dei comunisti. Oggi vi ricordate che è fascista, ma ha fatto comodo quando portava via i giornali a Berlusconi e li consegnava a Caracciolo e De Benedetti, faceva comodo quando andava all'assemblea del Pd. Ciarrapico ha smentito quanto ha detto, è un indipendente che non conterà niente nella politica del Partito popolare europeo, che è anticomunista e antifascista ". Al Tg2, a una studentessa che gli chiede com'è possibile per i giovani precari mettere su famiglia, consiglia "di cercare di sposare il figlio di Berlusconi". L'ultima domanda mischia calcio e politica: "è più probabile che la Roma superi l'Inter in campionato o che Veltroni superi Berlusconi? ". Risposta: "La Roma ha un compito difficile, Veltroni ha un compito impossibile". E ancora sui numeri: "Il direttore dell'istituto che fa i sondaggi per Repubblica ci dà 30 senatori di vantaggio e 60 deputati. Con un risultato del genere, chi vince le elezioni ha il dovere di governare da solo". Marco Galluzzo GUARDA il video di Berlusconi su www.corriere.it I duecento camper Il leader del Pdl Silvio Berlusconi (a destra) ieri ha lanciato l'iniziativa elettorale dei "camper della libertà" in piazza del Popolo a Roma: 200 camper che toccheranno i comuni d'Italia, decorati sulle fiancate con la scritta: "Meno male che Silvio c'è". "Frase che mi imbarazza un po' - ha detto Berlusconi - perché c'è del culto della personalità, ma che mi commuove anche...". Sopra, Fiorella Ceccacci, Deborah Bergamini e Giorgia Meloni.

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Fini: più militari in Afghanistan E in Libano ne abbiamo troppi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-13 num: - pag: 15 categoria: REDAZIONALE Politica estera Sfida a distanza sulle truppe. Il capo di An: che ci facciamo a Timor Est? Fini: più militari in Afghanistan E in Libano ne abbiamo troppi D'Alema: a Kabul missione problematica, non vogliamo occupare ROMA - Sulle missioni italiane all'estero polemica a distanza tra Gianfranco Fini e l'attuale ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a testimonianza dei diversi punti di vista sulla politica internazionale: più filoatlantico Fini, assertore del multilateralismo D'Alema. Il primo auspica un potenziamento del contingente in Afghanistan in sintonia con quanto sollecitano da tempo Gran Bretagna e Stati Uniti d'America mentre il secondo sostiene invece che spetta al comando dell'Isaf decidere l'eventuale disimpegno e il rientro dei nostri soldati. Lo scambio prende l'avvio dall'intervento di Fini alla presentazione della rivista "Con". Il leader di An si sofferma sulle ragioni della presenza dell'Italia nelle aree del mondo dove sono in corso conflitti che devono essere contenuti. "Prima di dire no a un rafforzamento della presenza dei nostri militari in Afghanistan e a nuove regole di ingaggio, occorrerebbe pensarci molto, molto bene", dice l'ex ministro degli Esteri nel passato governo Berlusconi. Fini argomenta che "l'Italia dispone di risorse limitate per le forze armate e quindi è difficilmente comprensibile una missione a Timor Est" ed è proprio per questo motivo che si dovrebbe selezionare accuratamente "la scelta delle zone di intervento e concentrare le truppe laddove si gioca il conflitto tra radicalismo islamico e occidente perché un eventuale disimpegno della comunità internazionale avrebbe conseguenze nefaste in tutta l'area". In questo quadro, a suo giudizio, "è necessario ripensare la distribuzione delle forze impiegate in alcune aree, penso al Libano, dove abbiamo più militari rispetto alle possibilità che ci sono, la nostra presenza insomma è sovrastimata rispetto alle necessità". Diverso, se non diametralmente opposto, il punto di vista dell'attuale ministro degli Esteri D'Alema, il quale rimanda a una decisione dell'Isaf la scelta di trasferire in mani afghane la sicurezza di Kabul consentendo in tal modo il rientro degli italiani. Intervistato da Sky Tg24, D'Alema rileva che se siano mature le condizioni per un passaggio di consegne e quindi di un nostro ritiro "lo giudicherà il comando della missione internazionale. La decisione non spetta a noi ma al comando dell'Isaf. Noi siamo lì in una missione internazionale svolta dalla Nato su mandato Onu". Lo scopo di questa missione, precisa, "è mettere via via gli afghani nelle condizioni di proteggere se stessi, non abbiamo l'obiettivo di occupare l'Afghanistan". Nel corso della presentazione della rivista "Con", diretta da Italo Bocchino, Gianfranco Fini si è occupato anche di economia ed ha polemizzato con Walter Veltroni che ha accusato Giulio Tremonti di portare avanti una linea protezionista. "La chiave di lettura che propone Tremonti è tutt'altro che banale, glielo ho detto personalmente - afferma Fini - e colgo l'occasione per ripeterlo in pubblico. La linea che espone non è protezionismo, ma è in chiave europea ciò che il partito democratico americano propone per tutelare i legittimi interessi del popolo statunitense ". 4 agosto 2005 Gianfranco Fini con Hamid Karzai a Kabul.

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ROMA - Mentre si tirano le somme in vista del 13 aprile, e si vede che i candidati premier saranno b (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

En 16, è guerra dei sondaggi fra gli schieramenti maggiori. Il Pd è a soli 5 punti da quella che Veltroni ha già battezzato "la più grande rimonta della storia". Anzi, no: è fermo al palo e lo stacco dal Pdl è del 10%. Secondo un sondaggio di ieri della Swg pubblicato dal quotidiano online Affaritaliani.it., la coalizione guidata da Veltroni starebbe mangiando terreno al Pdl a tal punto che il distacco tra gli due schieramenti sarebbe passato da 5,5-8 punti a 4-5 in cinque giorni. "I sondaggi veri sono altri", replica Berlusconi e sono quelli che "indipendenti, affidabili, ci danno sempre al 9-10% rispetto al Pd di Prodi". Un sondaggio Demoskopea commissionato per Sky Tg24 va proprio in questa linea e dà Pd e Pdl stabili a 9 punti di distanza uno dall'altro. Rispetto alla scorsa settimana il Pdl rimarebbe stabile al 40,5% e la coalizione di centrodestra si attesterebbe in totale al 45%. Anche il Pd conferma il risultato di sette giorni fa. Secondo la rilevazione Demoskopea otterrebbe di nuovo il 33,5% dei consensi, come l'Idv il 2,5%. L'apparentamento fra i due partiti raggiungerebbe in totale il 36%.

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ROMA Il "dopo" comincia adesso. Il 13 e 14 aprile sono i giorni della sfida elett (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Di MARIO AJELLO ROMA Il "dopo" comincia adesso. Il 13 e 14 aprile sono i giorni della sfida elettorale, ma la partita che si prepara riguarda anche la fase successiva al voto. Nella quale, almeno nelle intenzioni di oggi ma domani è un altro giorno, nessuno dei contendenti - specie se non ci sarà un vincitore schiacciante, cosa di cui solo Silvio Berlusconi si dice certo ("avremo il dovere di governare da soli") - sembra voler imporre un gioco duro. Al contrario, la partita del "dopo" la si sta studiando per farla somigliare il meno possibile a un inciucio e il più possibile a quella che ieri Pier Ferdinando Casini ha definito "una grande coalizione virtuosa". Ovvero, un Paese bisognoso di riforme che trova nei suoi partiti una nuova volontà di convergere su alti obiettivi da raggiungere nell'interesse di tutti e alla luce del sole, senza accordicchi sottobanco e su terreni come quelli della riforma elettorale e istituzionale e di certe materie economiche. Alle quali potrebbe aggiungersi - è l'auspicio dei teodem del Pd, Bobba & Binetti - un nuova clima di "trasversalismo etico", ossia la ricerca di intese sulle questioni della vita e della morte, da sottrarre - almeno queste - al bipolarismo armato in vigore finora. Insomma, "no all'inciucio", dice Casini, perchè un inciucio fra i due grandi partitoni Pdl e Pd servirebbe più a loro che a tutti, e avanti con "una grande coalizione solo se virtuosa. Nella quale cioè noi non staremmo per dare una mano a Veltroni o a Berlusconi, ma per creare uno generale scenario nuovo". Quindi non avremo l'inciucio? Il pericolo che un accordo al ribasso fra i partiti più grandi possa realizzarsi Casini non smette di vederlo. "Temo - spiega - una spartizione di potere fra Veltroni e Berlusconi, che è sicuramente nell'interesse di quest'ultimo". I democrat però, al momento, dicono di guardare con interesse allo scenario di convergenza "alta" proposta da Casini. Castagnetti: "Se al Senato si determina una situazione di pareggio come nella passata legislatura, i parlamentari dell'Udc non potranno stare fermi sulla riva del fiume". Ma se vengono invitati a un inciucio, quelli diranno no e poi no, mentre una "grande coalizione virtuosa" li vedrebbe partecipare al gioco. Altra apertura democrat, firmata Realacci: "La grande coalizione virtuosa sarebbe un'ipotesi positiva". Ma nel centro-destra, c'è chi stronca ogni ipotesi di larghe intese ("Non ci saranno, perchè non ci sarà pareggio", taglia corto Calderoli) e chi invece, come Gianfranco Fini, intravede un quadro di questo tipo: "No a larghe intese dopo la vittoria del Pdl, ma sì a convergenze su proposte della maggioranza, condivise dall'opposizione. E' prevedibile, anche da parte del Pd, un'opposizione meno pregiudiziale che nel 2001". Dunque, la partita del "dopo" è già sul tavolo dei partiti. Nella speranza che l'ultimo mese di campagna elettorale non accenda troppo gli animi e renda poco lungimiranti i protagonisti.

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Ricorsi la fuga alla vittorio emanuele III non è riuscita (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Ricorsi la fuga alla vittorio emanuele III non è riuscita Mancini si pente del suo otto settembre Quando la causa è persa c'è chi molla. O scappa. O fugge. Che è lo stesso. Prodotto tipico italiano, roba da denominazione a origine controllata su cui mise il marchio Gaetano Salvemini con questa citazione riportata da David Bidussa nel suo, appunto, Siamo italiani : "E quand'anche gl'italiani, che sono fatti diversamente, fossero non centomila, ma appena mille, cento, dieci, uno solo, quell'uomo solo dovrebbe tener duro e non mollare. E sarebbe dovere approvarlo, incoraggiarlo, sostenerlo, e non dirgli: pensa alla salute". Martedì sera, allo stadio San Siro di Milano, c'erano almeno ottantamila spettatori per la partita perfetta promessa dall'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini detto Mancio, contro il Liverpool. Ottavi di ritorno della Champions League, come si chiama oggi la vecchia Coppa dei campioni europea. Purtroppo per i nerazzurri, l'altra sera, di gelidamente perfetto, a parte il nodo della sciarpa al collo del Mancio, c'è stato solo il gol di Fernando Torres dei reds che nell'ordine ha fatto stop, giravolta e tiro di destro. Era il diciottesimo minuto del secondo tempo. A partita finita, con l'Inter fuori ancora una volta dalla Champions (due a zero all'andata per il Liverpool, uno a zero ieri), Mancini ha procurato un altro choc a società e tifosi annunciando la sua partenza per altri lidi, probabilmente inglesi, a fine stagione. Ora, l'Inter potrà pur vincere il campionato ma, sia detto con il massimo rispetto per il dolore della ritrovata direzione nerazzurra di questo quotidiano, ciò che resterà sull'erba di San Siro quest'anno è la tentazione della fuga per la sconfitta dell'uomo che ha vinto più Coppe Italia di tutti, quattro da allenatore (Fiorentina, Lazio e Inter) e sei da giocatore (Sampdoria e Lazio). Narciso e con quell'aria da figo (con la minuscola) antipatico incline al vittimismo, per cui la colpa è sempre degli altri, arbitri o medici, Mancini farebbe la gioia di Giuseppe Prezzolini buonanima che divise gli italiani in furbi e fessi. Il Mancio alla fine pare abbia deciso di rimanere ma a caldo voleva fuggirsene in Inghilterra. Forse partendo, chissà, da Brindisi dove re Vittorio Emanuele terzo si rifugiò dopo essere scappato da Roma nella notte dell'otto settembre 1943, giorno dell'armistizio con gli Alleati. Roma rimase senza il suo re e senza difesa. Un po' come l'Inter martedì sera. Rimasta prima senza difesa per infortuni o squalifiche (Materazzi, Cordoba e Samuel). Poi senza allenatore. Dal forum della Gazzetta dello sport di ieri: "Cinquecento chilometri per esserci e sostenere la squadra... ma se l'allenatore è il primo a tirarsi indietro allora me lo potevano dire subito risparmiavo la fatica... né lui né i giocatori ieri meritavano quello stadio e quell'affetto". Mancini, Vittorio Emanuele terzo ma anche il Walter Veltroni edizione 2001. Quell'anno si tennero le politiche con Francesco Rutelli candidato-premier e la sconfitta contro Silvio Berlusconi era annunciata. I Ds venivano dati al minimo storico già dai sondaggi e il loro segretario Veltroni approntò un'exit strategy preventiva candidandosi a sindaco della Capitale. Una scelta che Franco Marini commentò in questo modo: "Veltroni è il segretario dei Ds, primo partito della coalizione. Il suo compito fisiologico sarebbe quello di partecipare in prima persona alla campagna per le politiche, a livello nazionale". Veltroni, invece, la fece da candidato-sindaco più che da segretario e i Ds finirono nella polvere del loro minimo storico: sedici virgola sei punti percentuali. Ma in quella campagna, se la svignarono un po' tutti i leader della Quercia. D'Alema corse nel collegio pugliese di Gallipoli senza il paracadute del proporzionale. E Fassino fece da vice a Rutelli. Tanto che l'allora segretario regionale della potente Emilia, Mauro Zani, chiosò in questo modo il risultato: "Abbiamo avuto una visibilità pari a zero, e quando dico zero intendo proprio zero". La questione è che quando una causa è persa, talvolta si scappa. Fabrizio d'Esposito 13/03/2008.

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PostGravina dove sono i leader? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Riformista, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Povero Sud, senza classe dirigente solo indifferenza e super-assessori Il potere è in mano a ignoti notabili regionali S'è guadagnato le prime pagine dei giornali, Rino Vendola, sindaco di Gravina di Puglia, il paese dei due bambini Ciccio e Tore, scomparsi e ritrovati in fondo a un pozzo, dove hanno atteso per giorni che qualcuno andasse a trovarli. Vendola ha avuto il coraggio di dire apertamente quel che tutti avevano notato seguendo i telegiornali e vedendo la gente del paese, alle spalle dei cronisti in diretta, fare a spintoni per farsi inquadrare dalla tv. "Una comunità indifferente e spesso volgare. Di quella volgarità che nasce da ignoranza, sciacallaggio e incultura e voglia di apparire dietro le telecamere", ha dichiarato il sindaco al Corriere della Sera . È una descrizione impietosa, specie per chi è abituato a considerare il Sud come la terra in cui, anche per ritardi atavici, resiste ancora una dimensione umana, familiare, di comunità e solidarietà. E invece, mentre l'aspetto tradizionale a poco a poco scompare, larga parte del Sud, specie quello dei piccoli centri, sta a poco a poco staccandosi dalla realtà del resto del Paese. A parte la televisione, che rimane l'unico vero elemento di collegamento con il resto dell'Italia, il localismo ha preso il sopravvento, ed è venuta meno ogni speranza che la soluzione dei propri problemi passi per un intervento dello Stato. Napoli e il problema insolubile della mondezza sono l'esempio principe di questa nuova situazione. Ma ovunque ormai, si può dire, nel Meridione, è prevalsa la dimensione locale e una sorta di deteriore "fai da te". Non ci sono più leader politici nazionali che provengano dalle città del Sud. Chi ha preso il posto di Moro, Reale, Mancini, Amendola, Gullo, Di Vittorio, e perfino dei Colombo, Misasi, Mattarella, Formica? Per De Mita che corre nella sua Irpinia la sua ultima corsa, per Bassolino che - presto o tardi - si prepara a lasciare la sua Campania, dopo quasi un ventennio di regno ininterrotto, nessun nuovo astro è sorto, nessun ras ha preso posto. La vera classe politica del Sud sono gli assessori regionali dai nomi sconosciuti, che guidano amministrazioni spesso più grandi e più potenti di certi ministeri romani, e che naturalmente non rispondono a nessuno tranne che a sé stessi. Dei sedicenti manager della politica, alle prese spesso con complicate controversie giudiziarie, che badano ai propri interessi e solo in base a questi decidono la propria collocazione. Gente che, pur di ottenere, non un incarico, ma anche solo la promessa di un posto, può passare con indifferenza e senza il minimo imbarazzo da un partito all'altro, da uno schieramento all'altro portandosi dietro pacchetti di tessere e di voti, come ha fatto il siciliano, ex centrosinistra, Ferdinando Latteri, detto anche "mister trentamila voti", passato al Mpa. O come il calabrese Giuseppe Galati, deputato uscente Udc e passato a Forza Italia. O come il vicepresidente del consiglio provinciale di Cosenza Mario Caligiuri, passato, mantenendo l'incarico, dall'Udeur a Italia dei Valori. O ancora Oreste Morcavallo, anche lui calabrese, assessore all'Edilizia scolastica, passato dall'Udeur a Italia dei Valori. Nei quindici anni di Seconda Repubblica insomma non è avvenuto al Sud quel che invece è accaduto al Nord. Non è nato un Berlusconi (anzi, curiosamente, il Cavaliere ha nel Meridione una fortissima audience e una inesauribile riserva di voti). Né un Tremonti, né un Bossi (a meno di non voler considerare, ed è davvero spropositato, aspirante a un ruolo pari a quello del Senatur il leader del Mpa e candidato a presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo). Nessun sindaco di grandi città, come la Moratti o Veltroni o Chiamparino o Cofferati, è assurto a ruoli nazionali. Nessun governatore come Formigoni ha potuto aspirare a un incarico di ministro. Se questo non è accaduto, ci dev'essere una ragione, forse ce n'è più di una. La più nascosta, che dovrebbe anche essere la più esplorata, per capire verso dove sta andando metà del Paese, è quella svelata dal sindaco di Gravina: l'indifferenza, la volontà di affrontare e cercare di risolvere i problemi con i metodi locali, con le conoscenze locali, perfino con le guerre di bande e le mafie locali. Stupisce che né il centrodestra né il centrosinistra si interessino a una questione così importante. Se il Sud si stacca o diventa un pezzo a sé, non è un problema dei meridionali, ma di tutti noi. 13/03/2008.

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La disumana non-notizia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Marco Revelli La parola impronunciabile - quella che dovrebbe far scattare chiunque, con un senso di allarme istintivo - è stata pronunciata, in un'aula di tribunale. E non dagli avvocati: dai Pubblici ministeri. Connessa a fatti specifici. A ben individuati imputati. Documentata. Certificata da testimonianze giurate e giudicate vere da una magistratura di solito avara, quando si tratta di "organi dello Stato". "La tortura è stata molto vicina a Bolzaneto - ha detto la Pm Petruzziello - In quelle ore si è verificata una grave compromissione dei diritti umani". Nel nostro paese sono state praticate, a livello di massa, su oltre 200 persone, con continuità e ostentazione, sevizie, umiliazioni, crudeltà che rientrano tra gli atti previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Non è una notizia, questa? No, a leggere i grandi quotidiani italiani. L'ho cercata a lungo, quasi incredulo, quella notizia - almeno un titoletto, qualche riga, un corsivo, un piccolo editoriale... - sulle prime pagine del Corriere e di Repubblica, che pure, il giorno prima, in un'anticipazione della requisitoria (a pagina 16!) aveva parlato di "trattamenti inumani e degradanti...., dita spezzate, pugni, calci, manganellate su persone inermi, bruciature con accendini e mozziconi di sigaretta, bastonate sulle piante dei piedi; teste sbattute contro i muri, taglio di capelli, volti spinti nella tazza del water...". E che mercoledì non ne parla più - un compito già svolto, un fatto già archiviato -, mentre il Corriere la confina a pagina 23, come se si trattasse di cronaca nera, e la Stampa a pagina 20 (con almeno un piccolo richiamo in prima). Per i giovani di Bolzaneto, per i loro oltraggi subìti, non si scomodano gli opinion leader, i Panebianco, i Galli della Loggia, e nemmeno gli Scalfari o le Annunziata. De minimis non curat praetor. È più importante il gossip su Ciarrapico (prima pagina di tutti), sulle squillo del governatore di New York (in prima di Repubblica), sulla moglie di Mastella ... Non è nemmeno un fatto politico? Ancora una volta no, a porgere l'orecchio al brusio che viene da questa orribile campagna elettorale, tutta all'insegna della virtualità e della simbolizzazione. Evidentemente quei corpi umiliati, quei ragazzi profanati alla loro prima esperienza d'impegno pubblico, non sono simboli sufficientemente maneggiabili, né utili nello spazio degradato della competizione senza principii. Meglio il faccione di Calearo, i fogli bianchi strappati da Berlusconi, le boutades sulla castrazione chimica di Veltroni, la rincorsa ai santini distribuiti da Ruini. Fanno più colore. "Funzionano", "tirano", come si dice adesso. Qualcuno ha sentito un solo fiato, al centro o da quello che si chiamava fino a ieri il centro-sinistra (lasciamo andare la destra, che quelle torture le ha favorite, le ha prodotte e le ha coperte...), sullo scandalo di Bolzaneto? Sul nostro senso civile finito sotto i tacchi degli anfibi dei medici aguzzini e dei secondini sadici, in una caserma della Repubblica? Quegli stessi che ancora pochi mesi fa guidavano la caccia ai mendicanti e ai lavavetri in nome della legalità, e si stracciavano le vesti di fronte a un migrante privo di permesso di soggiorno, hanno obiettato qualcosa per quegli uomini in divisa che colpivano le ferite aperte, minacciavano di stupro ragazzine minorenni, piegavano a colpi di bastone adolescenti ridotti all'impotenza? Eventi come questi non sono indolori. Scavano un solco. Tracciano un confine. D'ora in poi sarà sempre più difficile mantenere anche solo un terreno di discorso possibile, e aperto, tra queste due Italie: quella piccola, esile, minoritaria fin che si vuole, che non ci sta a digerire tutto, anche il disumano, e quella disposta ormai a passare su tutto e che tutto accetta come "normale". Sarà sempre più difficile continuare a credere anche solo a una riga delle infinite colonne di piombo, e delle stucchevoli prediche sulla nostra bella democrazia, che ci ammanniscono sui giornali. Sarà sempre più difficile, quasi impossibile, continuare ad affidare anche solo un brandello dei nostri progetti e delle nostre speranze a un qualche settore di questo ceto politico indifferente a tutto tranne che a se stesso. Insomma, sarà sempre più difficile sentirsi parte, anche piccola, di un medesimo paese. Saremo apolidi, forse. O esuli mentali. Può darsi che sia questo l'estremo approdo del bradisismo che si è innescato in questa tormentata transizione italiana: la fuoriuscita dell'Altra Italia dall'Italia ufficiale. La chiusura definitiva del ciclo apertosi col 1945, e protrattosi per oltre un sessantennio. Non lo so. Ma una cosa è certa: d'ora in poi nessuno si permetta più di farci, dall'alto di un qualche luogo "istituzionale" o da qualche organo di stampa, la predica sul "bene comune", sull'"impegno civile", e della "buona cittadinanza". Perché ogni legittimazione è finita. marco revelli.

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Berlusconi: Quel candidato non conterà nulla . E Fini si adegua (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Berlusconi: "Quel candidato non conterà nulla". E Fini si adegua Il Ciarra imperversa: "Il leader di An è uno sguattero". Il Cavaliere gli deve chiedere l'ennesima smentita. Poi minimizza: a nessuno interessa quello che dice Roma "Il caso è chiuso". Nel primo pomeriggio, il leader di An Gianfranco Fini mette la parola fine alla vicenda Ciarrapico. In realtà, già lunedì, dopo l'intervista a Repubblica dell'editore ciociaro con un debole per il fascismo, e la sua successiva "smentita", l'ex vicepremier premier aveva ingoiato il rospo. Così come martedì sera, nonostante il battibecco con Silvio Berlusconi ("Fini era d'accordo"; "no, non è vero"), il nazional-alleato non aveva potuto far altro che prendere atto. Ma arrivati al terzo giorno, il socio di minoranza del Pdl si ritrova, sempre sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, l'incontinente Ciarra che parla ancora di lui: "Ormai Fini lo trattano come uno sguattero", e poi "in pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo". Il leader di An non apprezza e di primo mattino si attacca al telefono con il Cavaliere: è troppo, Silvio fai qualcosa... E Silvio non ci mette molto a "chiarire". Va a apiazza del Popolo a visitare il camper elettorale e, inviando un messaggio anche a Strasburgo dove a dir poco storcono il naso, giura: "Ciarrapico è uno tra mille, un indipendente che non conterà niente nella politica del Partito popolare europeo". E poi, innervosito dall'insistenza dei cronisti, in particolare dalla giornalista del Tg3, la butta sui "comunisti di cui sono piene le liste del Pd" e poi "Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a Caracciolo e De Benedetti. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo", sbotta. Segue dichiarazione di un portavoce di Carlo Debenedetti: "La verità è all'opposto: il controllo del Gruppo Mondadori fu sottratto al legittimo titolare, Cir Spa, grazie a un gravissimo fatto di corruzione giudiziaria, come è stato ormai accertato dalla magistratura italiana con sentenza passata in giudicato". Nel frattempo il leader di Alleanza nazionale è lì che attende di avere qualche altro appiglio per poter chiudere il caso. E così il Cavaliere produce anche una nota ufficiale con cui rinnova "la solidarietà già espressa a Gianfranco Fini con tutta la mia stima e la mia amicizia" e prende atto "con sollievo" della smentita di Ciarrapico a Repubblica (che però conferma tutto) a proposito dello "sguattero". La smentita in questione non è ancora stata diffusa, ma Berlusconi sa che arriverà perché è stato lui a pretenderla dal Ciarra. Che invia anche una lettera al nazional-alleato: tante scuse, e la disponibilità a chiarire in qualsiasi momento "l'equivoco". Ottenuta la rettifica quotidiana, il nazional-alleato mette, per quanto lo riguarda, la parola fine alla vicenda: "Andiamo avanti, parliamo di programmi e facciamo la campagna elettorale". Più tardi, perché non si pensi che si farà mettere i piedi in testa, spiega: "Non siamo ancora nella fase del partito unitario e solo in autunno comincerà una stagione costituente che dovrà portare a regole statutarie sul modo di prendere decisioni politiche in caso di mancanza di consenso unanime. Guai se si continuasse ad agire in base alle vecchie casacche di appartenenza" Alle 20.30, il Cavaliere appare invece al Tg2 e assicura per l'ennesima volta: "Non c'è nessun caso, l'interessato ha smentito le dichiarazioni che gli erano state attribuite, Veltroni tuttavia continua ad insisterci. Io penso che sbagli, perché non credo che agli italiani interessi quello che ha dichiarato un certo signore o che non ha dichiarato quando c'è la tragedia dei rifiuti, il caro vita che aumenta, i criminali che imperversano...". Mancano solo le cavallette.

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Scripta manent (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Scripta manent Avanzi tutta verso il voto Luca Fazio Il menù quotidiano della campagna elettorale ieri è stato rifritto con i due bocconi prelibati che sono rimasti sullo stomaco ai due capotavola. Avanzi. Primo: il fascistone Ciarrapico che piace a Berlusconi ma nausea Fini. Secondo: l'imprenditore filo leghista Calearo che un po' imbarazza Veltroni. Più gustoso il contorno, servito quasi sempre nelle pagine interne, fatta eccezione per i giornali che cucinerebbero di tutto pur di compiacere il padrone del ristorante. la Repubblica ci dà dentro con Peppino Ciarrapico che a pagina 6 saluta romanamente al funerale della Ciano - titolo "Me ne frego, Fini è uno sguattero" - mentre il lavapiatti per contro strilla a pagina 7 - "Potrei portarlo in tribunale" (tutto finito). Una doppia pagina viene offerta anche alla coppia Veltroni/Callearo. "Ora siamo liberi, patto per la crescita" esulta il leader del Pd, un po' spaesato a Vicenza; a siglare l'intesa la foto della Grosse Koalition, Calearo e l'ex segretario della Cgil Nerozzi mano nella mano, anche se il veneto obbliga a titolare "Dura far pace con Roma, ma ci provo" (tanto Nerozzi è emiliano...). Il Corriere della Sera, invece, punta decisamente sulle donne: la nonna, le mamme e la compagna, e la sostanza non cambia con l'unico maschietto che merita una citazione, Piersilvio B. - "Papà, stai attento alle foto con donne". Quanto a Veltroni, che alle "sue" donne ci stia attento pure lui. Guardate la mamma di Calearo, la signora Lucia, costretta a votarlo per la prima volta: "Non volevo, ho acceso pure un cero". Per lei e per suo marito (e non solo per loro) "è stato un choc" vedere il figliolo candidato con un ex comunista (e già che c'erano si è candidata pure la fidanzata del pargolo, Maria Pia Novelli). L'altra brillante candidatura in carica alla compagine veltroniana però va ascritta al merito di Di Pietro: "Una madre di Rignano". Roberta Lerici, "portatrice di interessi collettivi in questo caso seri e importanti: la lotta alla pedofilia", infatti è anche per merito suo se alcune maestre di Rignano Flaminio furono ingiustamente arrestate (e poi liberate) con l'accusa di aver abusato dei bambini. Bel colpo anche questo, per il corpo docente. Più divertente quel peperino di Donna Assunta (Almirante) che ridendosela difende il suo Ciarrapico che preferisce il saluto fascista alla stretta di mano, "è più igienico". E poi: "Il Pdl è un ospizio". La Stampa liquida il caso con un morso di Jena che ricorda quando il fascistone dimostrò il suo entusiasmo per la nascita del Pd: "Vi ricordate le reazioni indignate di Veltroni, Fassino, Rutelli, D'Alema e Prodi? Io no". Noi nemmeno. Solo per l'Unità la faccenda merita ancora l'apertura del giornale: "I giorni neri di Fini e Berlusconi", con un commento tignoso del solito Travaglio che ripercorre i guai giudiziari del ciociaro plurinquisito concludendo "camica nera, fedina pure", come se un fascista immacolato ci facesse meno orrore. Tanto per cambiare colore, una curiosità. A pagina 5 un articolo sull'effetto Spagna mette il dito nella piaga di Bertinotti & Co. dicendo che "il voto utile fa paura alla Sinistra", mentre a pagina 8 lo stesso concetto viene ribaltato, ma con una mezza pagina a pagamento e lo slogan "Diritti civili. In Spagna Zapatero. In Italia la Sinistra l'Arcobaleno" (e che nessuno si azzardi a dire che la "sinistra radicale" non possa disporrea suo piacimento di benevoli spazi pubblicitari per far sentire le sue ragioni). Non per essere qualunquisti, ma siamo obbligati a chiudere con Liberazione, perché accanto alla testata, come sempre, virgoletta la frase del giorno: "La politica è la scelta fra il disastroso e lo spiacevole" (John. K.Galbraith). Scegliete gente? Dal giornale del Prc, per cambiare discorso, rubiamo e sottoscriviamo il pezzo del direttore Sansonetti che si occupa dell'unico uomo più fotografato di Ciarrapico. Filippo Pappalardi, il padre dei due bambini di Gravina: "C'è qualcuno - tra i giudici, tra i giornalisti - che ha voglia di chiedere scusa?".

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Verba votant (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Verba votant Me ne frego Cos'altro può rispondere Ciarrapico al giornalista che gli chiede conto di certe sue impresentabili nostalgie? "Me ne frego!" Correggendosi subito dopo alla francese: "Me ne fotto!". L'espressione è uno dei fantasmi più longevi della chiacchiera politica italiana. Se Almirante ancora nel 1982 poteva apostrofare i suoi così: "E' tempo che i missini rilancino il menefrego!", negli anni successivi Storace ha potuto liquidare sondaggi e alleati che lo invitavano a dimettersi da Presidente della Regione proprio con un tonante "menefrego". E non vedeva l'ora. "Me ne frego" sbottò convinta Alessandra Mussolini a chi voleva tenerla fuori dalla Cdl alle ultime elezioni. "Me ne frego", lo riferiscono le cronache, c'era scritto sui berrettini neri in vendita ad una festa di Alleanza Nazionale, due anni fa. Più interessante il fatto che il noto slogan veltroniano "I care" sia stato coniato da Don Milani proprio in contrapposizione al menefrego fascista. Ma già nel 1990 il democristiano Goria, parlando di ecologia in un comizio elettorale poteva affermare che "il nostro motto è ci tengo, al contrario di menefrego". L'espressione, nella Seconda Repubblica, continua a indicare comunque una certa maschia determinazione, piuttosto fanfarona, eventualmente smentibile il giorno dopo. "Quando i cronisti mi dicono che il tal politico ha detto una cosa, e il talaltro un'altra io rispondo: me ne frego". Chi l'ha detto? Berlusconi l'anno scorso. alberto piccinini.

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Alle urne: i partiti danno i numeri. Ma la guerra dei sondaggi non sposta voti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Alle urne: i partiti danno i numeri. Ma la guerra dei sondaggi non sposta voti Posted By vasco_pirri_ardizzone On 13/3/2008 @ 13:10 In Apertura#1 | No Comments Siamo a un mese esatto dalle elezioni politiche ed è guerra di numeri, non solo come era prevedibile tra[1] Walter Veltroni e [2] Silvio Berlusconi, ma pure tra le case di sondaggi: [3] Swg contro [4] Demoskopea contro Demos. Secondo [5] l'ultima rilevazione Swg, il distacco tra i due poli è passato da 5,5-8 punti a soli 4-5 in cinque giorni. In pratica secondo questi dati il totale Pdl-LegaNord-Mpa oscilla tra il 42,5 e il 43%, in calo rispetto alla rilevazione del 6 marzo (43,5-44,5%). A subire una perdita consistente è il Popolo della Libertà, sceso al 34,5-35% dal precedente 36-37%. In crescita invece la Lega Nord, che passa dal 6-6,5% al 7%. Per quanto riguarda l'Mpa la percentuale è dell'1 rispetto all'1-1,5%. La coalizione Pd-Idv è salita al 38-38,5% dal 36,5-38% di cinque giorni fa. Il partito di Antonio Di Pietro si attesta al 4% dal precedente 3,5-4%. Il Pd di Veltroni da solo cresce al 34-34,5% (praticamente lo stesso valore del Pdl) dal 33-34% del 6 marzo. Completamente differenti [6] i dati forniti[7] a Sky TG24,[8] dalla società Demoskopea, secondo cui alla data di ieri sarebbero ben nove i punti che dividono il Pd dal Pdl. Rispetto alla scorsa settimana il Pdl rimane stabile al 40,5%. Lo stesso vale per Lega Nord (4%) e Mpa (0,5%). La coalizione guidata da Berlusconi si attesterebbe, quindi, in totale al 45%. E quella di Veltroni si attesterebbe al 36%: (Pd al 33,5% e Idv al 2,5%). Simili i dati di [9] Demos per Repubblica: "Il distacco fra la coalizione guidata da Berlusconi e quella guidata da Veltroni è lievemente cresciuto. Per ora, tuttavia, la variazione assume dimensioni statisticamente trascurabili. Lo scarto, intorno ai sei punti e mezzo: Pd (34%) e Pdl (39%) arretrano, ciascuno, di circa un punto". Anche se "a un mese dalle elezioni, aumenta anche la fascia degli indecisi", dice Demos, che si attesta "oltre il 30%". Come mai numeri così diversi? E a chi credere? Dai due quartier generali arrivano risposte ovviamente opposte. Dal loft dei democratici sintetizzano con una sola frase: "Il Pdl ha paura". Mentre dal quartier generale del Cavaliere spiegano: "Il nostro elettorato è moderato e prima del voto non si sbilancia". Per capire di quale sindrome matematica soffra il nostro Paese è sufficiente guardare Oltreoceano. Negli Stati Uniti lo chiamano push polling. Ovvero il modo per spingere l'opinione pubblica a rafforzare l'immagine di un candidato. Basta pensare alla vicenda politica di [10] Barack Obama, che è arrivato all'inizio delle primarie in netto svantaggio su Hillary Clinton e dopo poche affermazioni nei primi caucus è salito nei sondaggi e poi nei voti reali. E sebbene i [11] rilevatori dicano che i sondaggi non influenzano l'opinione pubblica, è però vero che tutti i partiti, in Italia e nel mondo, usano i sondagi per fare training autogeno. Cioè per rafforzare l'idea di una rimonta o per far credere che il distacco sia incolmabile. Un meccanismo confermato da [12] un recente post sul blog del ministro delle Comunicazioni, [13] Paolo Gentiloni, che di campagne elettorali all'americana (fu lui quando era responsabile della campagna di Rutelli premier nel 2001 a chiamare i guru americani) è considerato grande esperto. Dobbiamo quindi rassegnarci alla guerra dei numeri? Sì. Almeno fino al 30 marzo, quando a 15 giorni dal voto i [14] sondaggi non potranno più essere diffusi.

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N. 62 del 2008-03-13 pagina 2 La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su set... (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 62 del 2008-03-13 pagina 2 La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette di Gian Maria De Francesco I democratici esultano: "Vittoria a portata di mano", ma solo la Swg alimenta il sogno da Roma "Noi vinciamo sicuramente in otto Regioni, loro sicuramente in tre. Ne restano quattro: potrebbero andare due di qua e due di là". Massimo D'Alema, alla vigilia delle Regionali 2000, era fermamente convinto delle giornate radiose che gli si sarebbero prospettate. Non andò così: l'Ulivo prevalse solo in 7 sfide e pochi giorni dopo il premier dovette fare le valigie da Palazzo Chigi. Sul banco degli imputati finì anche Swg, l'istituto di ricerche che indusse D'Alema a sbilanciarsi. Ieri, proprio Swg ha diffuso un nuovo sondaggio-shock. Non solo la distanza tra le due mini-coalizioni di centrodestra e centrosinistra sarebbe ridotta a 4-5 punti percentuali, ma Pd e Pdl sarebbero, secondo le rilevazioni dell'11 marzo, pressoché alla pari senza gli alleati (34,5% ciascuno nell'ipotesi più favorevole a Veltroni, 35 a 34 per Berlusconi nella peggiore). La statistica ha ovviamente mandato in sollucchero il candidato in pullman. "La cosa più interessante - ha commentato l'ex sindaco di Roma - è che la differenza tra i due schieramenti la fa la Lega". Ma Walter, sotto sotto, ci crede: "A settembre la distanza era quantificata intorno al 20-22 per cento. Ora possiamo consentire all'Italia di aprire un nuovo ciclo". Manca solo uno "Yes, we can" e poi sembrerebbe di sentire Obama. Silvio Berlusconi, invece, non ha rinunciato a mostrarsi ottimista. "Cosa vi aspettate da Swg? È di casa nella sinistra ed è sempre stata così: la solita propaganda della sinistra", ha replicato il Cavaliere riferendosi proprio all'episodio del 2000 oltreché alla tradizionale fornitura di sondaggi ai Ds da parte dell'istituto triestino. "Noi siamo di casa in Italia!", ha risposto piccato l'ad di Swg, Maurizio Pessato. Ma per Berlusconi "i sondaggi veri non sono quelli". E d'altronde i risultati dell'indagine effettuata da Demoskopea per Sky Tg24 sembrano dargli ragione. Il Pdl è stabile rispetto alla scorsa settimana al 40,5% e così pure la Lega (4%) e l'Mpa (0,5%) che portano il totale al 45 per cento. Ossia nove punti percentuali in più del rassemblement tra Pd (33,5%) e Idv (2,5%). Insomma, altro che pareggio: tra i due partiti c'è un 7% di differenza e anche gli alleati del Cavaliere sono più "pesanti" di quelli di Walter. L'interpolazione (la rappresentazione grafica dei valori ottenuti dalle varie indagini; ndr) effettuata dal sito tocqueville.it e rappresentata nei grafici a fianco mette in evidenza una significativa tendenza. Il distacco medio tra Pdl e Pd e del 7,4%, in molti casi è superiore al 9 per cento e, soprattutto, il leggero avanzamento Udc pare aver bloccato il centrosinistra nel range 36-37 per cento. Ma è chiaro che l'effetto-spin del sondaggio di Swg ha prodotto le dichiarazioni pro-Veltroni del politburo democratico. Per il vicesegretario Franceschini "la vittoria è a portata di mano", per il capogruppo alla Camera Soro "i dati premiano la nuova politica" veltroniana, mentre per Realacci la "rimonta è possibile". Caustico, come al solito, il leghista Calderoli: "L'ottimismo di Veltroni finirà il 13 aprile". La cautela, in questi casi, sarebbe d'obbligo. Non solo visto l'infausto (per il centrosinistra) precedente dalemiano, ma anche per quanto accaduto nel 2006. I sondaggi (Swg compresa) consideravano l'Unione ampiamente vincente sia alla Camera sia al Senato. Il resto, ovvero il "pensionamento" di Prodi, è storia recente. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Mario Giordano (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

13-03-2008 - DIETRO LA LAVAGNA 10-03-2008 - ALZIAMO I TONI 06-03-2008 - VECCHIE RUGHE SOTTO IL TRUCCO 02-03-2008 - IL FESTIVAL DEL GIÀ VISTO 01-03-2008 - LE BRIOCHES DI PRODI 28-02-2008 - PURCHé SIA LIBERISTA 27-02-2008 - CHI SI FIDA DELLA BEFANA 25-02-2008 - MENO TASSE PER TOTTI 23-02-2008 - Questo Pd è tutto un programma 20-02-2008 - LO CHIAMAVANO FORMAGGINO 18-02-2008 - Berlusconi: "L'addio di Casini? Nelle urne non sposta nulla" 17-02-2008 - NON RESTA CHE VOLARE 13-02-2008 - CARO FERRARA NON TI VOTEREMO 10-02-2008 - IL PUNTO DI NON RITORNO 08-02-2008 - SULLA STRADA DEL PREDELLINO 07-02-2008 - LA TRAPPOLA DA EVITARE 05-02-2008 - CHI HA PAURA DELL'UTOPIA 04-02-2008 - E se ora Berlusconi facesse un patto elettorale con Veltroni? 03-02-2008 - E ORA CHIUDETE L'ULTIMO SPIRAGLIO 02-02-2008 - Mancano solo gli Amici del bollito 31-01-2008 - OPERAZIONE SPERICOLATA 29-01-2008 - La piazza buona è sempre rossa 25-01-2008 - E ora nessun pateracchio 23-01-2008 - CRONACHE MARZIANE 22-01-2008 - LA SOLUZIONE È NELLE URNE Username Password Hai dimenticato la password? Che cos'è? Leggi il disclaimer Registrati Leggi la nostra privacy policy più letti più votati più commentati La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco "Sono diventato giustiziere per difendere Milano assediata dai clandestini" Luca Fazzo Pappalardi a casa Litigano i magistrati Bepi Castellaneta Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco tutti i candidati del Pdl Adalberto Signore DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco Le mille correnti della Dc bonsai Gianni Baget Bozzo "Sono diventato giustiziere per difendere Milano assediata dai clandestini" Luca Fazzo Berlusconi: "Campagna porta a porta" Redazione DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco tutti i candidati del Pdl Adalberto Signore Pappalardi a casa Litigano i magistrati Bepi Castellaneta La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco Pubblicità Pubblicità I nostri servizi Ricevi ilGiornale a casa tua Le iniziative in edicola Ricevi ilGiornale.it sul tuo computer Ricevi ilGiornale.it sul tuo lettore portatile Entra nella community de ilGiornale.it Archivio ilGiornale e ilGiornale.it © SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 01790590150.

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Gianni Baget Bozzo (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

13-03-2008 - Le mille correnti della Dc bonsai 06-03-2008 - Ai veri cattolici non serve il bollino 01-03-2008 - Ma non si facciano accordi con Veltroni 28-02-2008 - La questione cattolica che destabilizza il Pd 25-02-2008 - Così la gente si riappropria della politica 22-02-2008 - De Mita, Gattopardo centrista che aiuta il Pd 17-02-2008 - Berlusconi ha difeso la Chiesa più della Dc 13-02-2008 - Il centrismo non esiste più 10-02-2008 - I due "gemelli" dc all'ultimo bivio 09-02-2008 - Prova di forza per la libertà 09-02-2008 - Prova di forza per la libertà 07-02-2008 - Il coraggio di andare al voto 01-02-2008 - Fallimento che mette a rischio la democrazia 29-01-2008 - Le radici ideologiche del "prodismo" 26-01-2008 - Con la fusione fredda il Pd fa un autogol 22-01-2008 - La Chiesa militante 17-01-2008 - L'assurdo del Pd: il diavolo e l'acqua santa 10-01-2008 - LO STATO NEL CASSONETTO 03-01-2008 - "Quella legge è intoccabile" 31-12-2007 - Baget Bozzo: "La crisi può attendere Il premier è sorretto dai poteri forti" 24-12-2007 - La Chiesa torni a cercare l'anima 20-12-2007 - Gazebo e maglietta come antidoto... 17-12-2007 - Celebrati i 40 anni di sacerdozio di don Baget Bozzo 13-12-2007 - è la chance che Berlusconi offre al Paese 11-12-2007 - L'intesa possibile Username Password Hai dimenticato la password? Che cos'è? Leggi il disclaimer Registrati Leggi la nostra privacy policy più letti più votati più commentati La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco "Sono diventato giustiziere per difendere Milano assediata dai clandestini" Luca Fazzo Pappalardi a casa Litigano i magistrati Bepi Castellaneta Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco tutti i candidati del Pdl Adalberto Signore DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco Le mille correnti della Dc bonsai Gianni Baget Bozzo "Sono diventato giustiziere per difendere Milano assediata dai clandestini" Luca Fazzo Berlusconi: "Campagna porta a porta" Redazione DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco tutti i candidati del Pdl Adalberto Signore Pappalardi a casa Litigano i magistrati Bepi Castellaneta La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco Pubblicità Pubblicità I nostri servizi Ricevi ilGiornale a casa tua Le iniziative in edicola Ricevi ilGiornale.it sul tuo computer Ricevi ilGiornale.it sul tuo lettore portatile Entra nella community de ilGiornale.it Archivio ilGiornale e ilGiornale.it © SOCIETÀ EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano - P.IVA 01790590150.

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L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Internet fa bene ai giornali (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Ma la Germania si sta italianizzando? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. 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Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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<Pd ipocrita, più sincero il Cavaliere> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 62 del 2008-03-13 pagina 8 "Pd ipocrita, più sincero il Cavaliere" di Emanuela Fontana da Roma Senatore Gavino Angius, lei ha dichiarato che nella vicenda Ciarrapico il più sincero è Berlusconi. Conferma? "Berlusconi ha detto la verità: Ciarrapico è stato cercato per prendere più voti. È stata una scelta politica per contrastare la candidatura di Storace nel Lazio, scelta politica anche criticabile, ma di questo si tratta. Francamente il modo in cui si è discusso di questa candidatura mi è sembrato un po' ipocrita". La candidatura di Ciarrapico non le turba il sonno? "Io sono per la politica sincera. Che Ciarrapico sia una persona con una cultura politica di destra fortemente connotata non c'è dubbio, però dall'affermare questo a denunciarlo come una specie di pericolo per la democrazia mi sembra che ce ne corra". In tanti a sinistra l'hanno detto. "Chi sostiene questo mi dovrebbe spiegare come mai Ciarrapico stava in prima fila ad applaudire la nascita del Pd romano in un'assemblea al teatro Eliseo presentata dal senatore Goffredo Bettini. In quell'occasione non ci fu nessunissimo scandalo". E adesso? "Quello che mi lascia allibito sono le violente dichiarazioni che sono state fatte contro la candidatura di Ciarrapico. C'è stato un comizio di Veltroni a Padova molto scandalizzato, ma non mi sembra che Veltroni abbia manifestato lo stesso scandalo nel momento in cui nasceva il Pd romano alla presenza di Ciarrapico. Lo trovo bizzarro". E allora perché tutto questo polverone? "Una delle riforme da pensare sarebbe quella della trasparenza, della sincerità dei comportamenti. In questo caso questa coerenza non è stata rispettata". Cosa non le piace di queste elezioni? "Non aver consentito ai cittadini di scegliere i candidati: una volta che un candidato viene inserito in lista dalla direzione del partito se ne può anche andare alle Seychelles. Purtroppo Berlusconi e il Popolo della libertà non hanno voluto cambiare la legge elettorale rischiando di rimanere vittime della loro macchinazione al Senato. Mi sembra che in questa campagna elettorale manchi anche il senso della crisi grave che vive l'Italia". Perché secondo lei Veltroni ha preferito Di Pietro a voi socialisti? "Si voleva strizzare l'occhio al mondo giustizialista e girotondino e cercare di avere una copertura da quel lato. Sono rimasto senza parole perché quest'alleanza contrasta con un'evoluzione dei democratici di sinistra in senso garantista". Veltroni è davvero lo Zapatero italiano? "La corsa all'accaparramento della vittoria di Zapatero è ridicola e poco seria. Ricordo anche che Zapatero è socialista, prima che democratico". Non teme che con l'assorbimento dei radicali nel Pd si perdano battaglie care anche a voi sui diritti civili? "È curioso come nel programma del Pd non ci sia una sola riga di quei diritti civili portati avanti da tante battaglie dei radicali e da Zapatero in Spagna. Nel programma del Pd c'è qualcosa sul divorzio breve, sul testamento biologico, sulle unioni di fatto, sulla fecondazione assistita? Non c'è nulla. Però Veltroni dice che il programma è uguale a quello di Zapatero. Come si fa a dire una bugia, a sostenere una cosa di questo genere?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pera: <L'aborto è omicidio Difendo l'Europa cristiana> (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 62 del 2008-03-13 pagina 5 Pera: "L'aborto è omicidio Difendo l'Europa cristiana" di Luca Telese Il capolista del Pdl al Senato nel Lazio: "Una campagna per i valori. Ferrara dice che la legge 194 è intoccabile? No, è migliorabile" da Roma È un professore, un ex presidente del Senato, il capolista del Popolo della libertà nel Lazio. Eppure Marcello Pera non teme il politicamente scorretto: dice che questa campagna elettorale è un nuovo capitolo della sua battaglia in difesa delle "ragioni cristiane dell'Europa". Non è una candidatura come un'altra? "No. Sento una grande responsabilità sulle spalle, capisco che se mi hanno spostato dalla Toscana a capolista del Lazio un motivo c'è". Stretto fra Storace e Rutelli è una delle regioni più difficili per il Pdl... "Perché è una delle regioni che, se vinta, fa vincere al Senato". Se dovesse spiegare perché si ricandida, e con quale spirito cosa direbbe? "Vuole una sintesi? Mi sento il portatore di una campagna in difesa dei valori, dell'Occidente, dell'identità europea e delle radici cristiane, che, mai come oggi, continuano a essere minacciate". Il pericolo è così grande? "Per aver lanciato questo allarme, sono da anni oggetto di attacchi e aggressioni". Quali attacchi? "C'erano persino degli addetti bastonatori: Angius e Bordon". Lei non teme il politicamente scorretto, vedo. "Combattiamo da anni una recrudescenza di fondamentalismo islamico aggressivo. Non possiamo abbassare la guardia". Cosa la preoccupa di più. "L'invasione del nostro paese che l'Islam mette in atto con l'immigrazione". Invasione è molto. "Eh, eh... lei forse non lo ricorda, ma a inventarla non sono stato io, ma il colonnello Gheddafi". L'hanno definita, con Ferrara, un "ateo devoto". "Sono solo uno dei tanti laici che ha risposto all'appello del cardinale Ratzinger alle minoranze creative. L'ho fatto perché è in gioco la nostra identità e la nostra civiltà cristiana". La legge sull'immigrazione va rivista? "È una buona legge, va applicata con severità. Ma parlo di un problema culturale". Quale? "Chi non ha identità non può integrare nessuno". Su molti temi lei ha opinioni simili alla lista Ferrara... "Dico agli elettori una cosa: per difendere questi valori in Parlamento serve grande determinazione. E una grande forza politica". Vuol dire che Ferrara questa forza non ce l'ha? "Dico che apprezzo la sua battaglia ma senza una massiccia presenza parlamentare non si può incidere sulle grandi questioni etiche". Ferrara ha votato la sua campagna al no all'aborto. "Non credo di essere meno impegnato di lui su questo". Facciamo un test? "Non ho difficoltà a dirle che l'aborto è o-mi-ci-dio. La soppressione di una vita che nessuno può approvare". Persino Ferrara, però, dice che la 194 non si tocca. "Esiste un conflitto fra due valori: la vita e la salute delle madri da una parte e la persona del nascituro dall'altra. La 194 è nata per risolverlo. Perciò può essere migliorata". Come si può fare? "Evitando che l'aborto diventi di fatto uno strumento di selezione eugenetica". In Irlanda la legge giustifica l'aborto solo in caso di grave rischio per la madre. "Questo principio è giusto. Altrimenti l'aborto si fa pratica contraccettiva o strumento di selezione della razza". Il confine è labile. "Sì purtroppo lo è. È facile passare dall'aborto per una grave malformazione, a quello per una seria malattia, fino a scivolare all'assurdo per cui si accetta un bimbo solo se è alto e biondo!". Cosa la spaventa di più? "Quando si scorda che in gioco c'è una persona". Le piace di più la frase di Berlusconi sulla monarchia della leadership o quella sull'anarchia dei valori? (ride) "A dire il vero non amo né la monarchia né l'anarchia. Ma Berlusconi intendeva che la sua leadership è incontrastata e che il nostro è un partito liberale". Ha notato che lei è l'unico dei famosi professori del '94 ancora in politica? Perché? "Non ci avevo pensato! Sarò forse quello che più ha lavorato e si messo a disposizione?". Se vincerete cosa farà lei? "Io non chiedo nulla, non sono abituato. Sono a disposizione, è molto diverso". Cosa dice ai post missini tentati di votare Storace? "I valori del Pdl sono cristianesimo, identità e famiglia". Lei che lezione trae dal caso Ciarrapico? (sorriso) "L'antifascismo è considerato un valore, l'anticomunismo no". E a chi è tentato di votare Rutelli cosa dice? "Che non è stato un gran ministro e come leader politico non ha impedito la mortificazione dei cattolici nel Pd. Veltroni lo ha licenziato candidandolo a sindaco di Roma". Non le chiedo di Veltroni. "Uno che rinnega il suo passato e passa dal comunismo al Partito democratico, saltando la socialdemocrazia europea, ha dei problemi". Non abbiamo citato un altro concorrente, Casini. "Non ha saputo aspettare il suo turno per eccesso di protagonismo. Ha continuato a sognare la politica delle mani libere". Cosa va cambiato, in caso di vittoria? "I regolamenti parlamentari, con assoluta urgenza. Poi la Costituzione. E la legge elettorale tanto voluta dall'Udc". In Parlamento cosa cambierebbe subito? "Lascerei gli attuali senatori a vita ad esaurimento come fu deciso dalla Bicamerale di D'Alema". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Fini chiude il caso Ciarrapico: ha smentito, guardo al futuro (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 62 del 2008-03-13 pagina 8 Fini chiude il caso Ciarrapico: ha smentito, guardo al futuro di Fabrizio De Feo Arriva il chiarimento dell'editore romano sulle frasi contro il leader di An. Scambio di accuse fra Berlusconi e De Benedetti da Roma È un intervento scacciapolemiche, quello con cui Silvio Berlusconi appone il sigillo di chiusura sul caso Ciarrapico. Una dichiarazione, dettata a margine del suo comizione a piazza del Popolo, con cui il candidato premier del centrodestra soffia via il fumo da campagna elettorale che ha circondato la vicenda in questi ultimi tre giorni. "Ciarrapico è un indipendente che non conterà niente nella politica del Ppe, che è anticomunista, antifascista e antitotalitario. Lui è solo uno dei mille candidati del Popolo della libertà" dice il leader azzurro, rispondendo alle domande sulla candidatura dell'editore. A Giuseppe Ciarrapico entrato poco prima dell'arrivo del Cavaliere nello storico Caffè Rosati di piazza del Popolo (un tempo di proprietà dell'ex presidente della Roma), Berlusconi augura "buon aperitivo, data l'ora". E ai giornalisti che gli fanno notare come il discusso candidato del Pdl porti in dote giornali importanti e non ostili, il leader del centrodestra risponde secco: "Dobbiamo riprendere a parlare dei comunisti nelle liste del Pd e dei loro misfatti? Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo". Un'affermazione che fa scattare la reazione dell'editore di Repubblica, che diffonde una nota nella quale si legge che sul caso Mondadori "la verità è proprio all'opposto". In precedenza la polemica era tornata a fare capolino sui giornali con una dichiarazione riportata da Repubblica. "Quando il fascismo ha fatto le leggi razziali, io avevo 4 anni: che responsabilità posso avere? Mi hanno trattato come se fossi il comandante del campo di Auschwitz. Una follia. Ma io ne frego! Anzi, me ne fotto!". Il tutto corredato da una postilla sul leader di An. "Fini? Ormai lo trattano come uno sguattero. In pubblico mi dà del fascista, poi in privato mi invita a pranzo. Anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a pranzo". Una definizione, quella di "sguattero" smentita dall'editore. "Pur dissentendo da alcune posizioni politiche di Gianfranco Fini - spiega Ciarrapico in una nota - lo rispetto come uomo e come politico e non dimentico che arrivò al Secolo d'Italia quando ne ero editore e che iniziò la sua carriera politica con Giorgio Almirante". Anche Berlusconi saluta con favore l'intervento di Ciarrapico. "Prendo atto con sollievo della smentita di Giuseppe Ciarrapico - spiega in una nota -. Certo, se veramente avesse detto quelle cose la sua presenza in lista, per tanti aspetti già problematica e discussa, sarebbe diventata impossibile". E ancora: "Rinnovo la solidarietà già espressa a Gianfranco Fini con tutta la mia stima e la mia amicizia". A chiudere il cerchio ci pensa lo stesso Fini che prende la parola sull'argomento in occasione di una intervista pubblica per la presentazione della rivista Con edita da Italo Bocchino. "Quella del Pd su Ciarrapico è un'indignazione a intermittenza" dice il leader di An. "Un anno fa Ciarrapico partecipò a un convegno del Pd, lì elogiò Bettini, professò la sua fede fascista, salvo smentite successive. La vicenda Ciarrapico fa parte della propaganda, ma io guardo al futuro e non credo che rimarrà al centro del dibattito nelle prossime ore". Sullo sfondo del chiarimento effettuato tra i leader del Pdl, sul nome dell'ex presidente della Roma Calcio resta comunque qualche strascico. Maurizio Gasparri chiede che "Ciarrapico resti sulla linea delle smentite che ha fatto e quindi dei valori del Popolo della libertà". Roberto Calderoli paventa il rischio che la sua candidatura possa rivelarsi "un danno". Fabrizio Cicchitto, invece, fa notare che "Veltroni e l'intero Pd si preoccupano solo di Ciarrapico. E questo dà la cifra di quanto siano davvero poco interessati ai reali problemi del Paese". La chiosa finale, però, è firmata Francesco Cossiga, secondo il quale l'Italia è un Paese "beato e felice" perché è alle prese con un solo anche se grave problema "quello della candidatura al Parlamento dell'amico Ciarrapico". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Silvio scalda i motori Dopo la nave azzurra i camper della libertà (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

N. 62 del 2008-03-13 pagina 4 Silvio scalda i motori Dopo la nave azzurra i camper della libertà di Gianni Pennacchi Da domani 200 automezzi in marcia per la campagna elettorale in 8mila comuni italiani da Roma Non è alta come le staccionate di campagna, quella ringhierina in ferro battuto che circonda l'obelisco di piazza del Popolo, un sessanta centimetri appena, ma lui l'ha affrontata ugualmente d'impeto, appoggiando la mano sul cippo di marmo, ostentando l'agilità del protagonista di quello spot dell'olio di lunga giovinezza. Presidente, gli abbiamo domandato mentre planava a terra con le gambe tese, davvero andrà pure lei a far campagna elettorale col camper? "Un giro ce lo faccio di certo: ho appena rinnovato la patente apposta", ha risposto raggiante Silvio Berlusconi raggiungendo la piccola folla che lo attendeva sotto la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, dove appunto erano parcheggiati i due camper, nuovi di zecca e prototipi dei duecento che da venerdì inizieranno il giro degli 8.101 comuni italiani coi candidati del Pdl a darsi il cambio a bordo. Dagli altoparlanti la musica è cambiata, via il jazz e a tutto volume è partito il nuovo inno col refrain che incita: "Presidente siamo con te, meno male che Silvio c'è". Tutto in antrace e blu notte dalla testa ai piedi, come vuole il look della sua corsa al 13 aprile, il leader del centrodestra ha poi smorzato l'impatto della canzoncina, si è detto "imbarazzato che sia venuta fuori", spiegando: "È una cosa assolutamente dentro il culto della personalità e per questo motivo non si dovrebbe fare. Ma è partita dai giovani, e porterà gioia e allegria dove i camper riusciranno ad arrivare". I giovani autori dell'inno che erano lì per l'occasione ci sono rimasti un po' male, "eppure lui stesso ci ha dato una mano, per le parole". Va be', il comizio volante lestamente improvvisato da Berlusconi li ha consolati, galvanizzando fedeli e passanti. Una donna gli si è inginocchiata davanti, con occhi rapiti. Lui le ha accarezzato il capo, e forse per non cedere alla tentazione di benedirla come fosse Padre Pio, ha afferrato al volo il telefonino che gli tendeva una giovane, "c'è mia madre in linea, le vuol parlare". Non doveva essere una manifestazione di massa, fanno notare gli organizzatori, ma una semplice presentazione a stampa e tv dei camper in partenza. Sììì, semplice e misurata... Era da un'ora che la gente si fermava, sentendo che sarebbe arrivato Berlusconi. E i giapponesi ammassati sul piano scoperto dei pullman turistici, quasi precipitavano sporgendosi per fotografare a raffica. Rieccolo il Cavaliere che dalla nave delle elezioni regionali del 2000, quella che lo portava nei maggiori porti italiani imbarcando le masse per il comizio nella stiva, ora dà il via ai camper. La replica al magic bus di Walter Veltroni? Macché, la sentenza è spietata: "Con il pullman del Pd hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case degli italiani", ha ironizzato nel comizio facendo sorridere finalmente anche l'onorevole Mara Carfagna, sempre seria seria e sempre più smagrita. Intimidita quasi, dai cronisti che le domandano se davvero Berlusconi le ha promesso il ministero degli Affari sociali. "Sono fantasie giornalistiche", ha risposto, "ma se dovessi scegliere la delega mi piacerebbe occuparmi di famiglia e maternità". Fabrizio Cicchitto ascoltava silente con le labbra strette in quel suo sorriso enigmatico. Stefano De Lillo, capofamiglia dei Kennedy de noantri, ventimila voti tra la Cassia e l'Aurelia, si guardava attorno da padron di casa. Mauro Cutrufo, senatore rotondiano e candidato al Campidoglio come vice di Gianni Alemanno, assicurava che Berlusconi "farà campagna a Roma" in caso di ballottaggio con Francesco Rutelli. Già per sabato, al leader hanno organizzato un comizio volante al Corviale che s'annuncia infuocato. Volete che rinunciasse al bagno di folla? A piedi, non in camper, ha imboccato via del Babuino per raggiungere piazza di Spagna. Tutti a sorridergli, salutarlo e toccarlo come una madonna pellegrina, "presidente una foto", "ce l'hai 30 euro?" rispondeva allegro. E ai turisti stranieri: "Roma is beautiful!". Sotto la scalinata di Trinità dei Monti un figurante in armatura di centurione per foto ricordo gli ha gridato "daje Sirvio, forza Roma!"; e lui con generosità forse eccessiva: "Speravo che l'Inter andasse avanti, peccato... Ma ora dobbiamo vincere la Champions con la Roma: poi faremo meno tasse per Totti". Infine, risalendo in macchina, s'è rivolto ai giornalisti: "Anche voi vedete che mi circonda un affetto quasi imbarazzante e un grande entusiasmo. Ma io ho già detto che non ho la bacchetta magica. Dobbiamo rimboccarci le maniche, c'è un gran lavoro da fare". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi, Veltroni e Casini come Follini (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Veltroni corre solo ma anche con Di Pietro (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? 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Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try again later. 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Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po' tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??) addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy: un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (1) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Il caso Bertè (e il caso strano) Lasciare stare Tricarico La rivoluzione di Chiambretti Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Questa è bella, Venditti ha l'ansia Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo Oopps, a Patti è scappato un ruttino Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Il caso Bertè (e il caso strano) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po' tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. 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Jovanotti è un passo avanti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... 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Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. 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Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po' tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??) addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy: un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (1) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Il caso Bertè (e il caso strano) Lasciare stare Tricarico La rivoluzione di Chiambretti Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Questa è bella, Venditti ha l'ansia Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo Oopps, a Patti è scappato un ruttino Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Questa è bella, Venditti ha l'ansia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... 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Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??) addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy: un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... 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Oopps, a Patti è scappato un ruttino (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

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L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po' tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??) addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy: un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (1) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Il caso Bertè (e il caso strano) Lasciare stare Tricarico La rivoluzione di Chiambretti Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Questa è bella, Venditti ha l'ansia Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo Oopps, a Patti è scappato un ruttino Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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In Confindustria comincia l'era di Emma, lady d'acciaio (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Economia - http://blog.panorama.it/economia - In Confindustria comincia l'era di Emma, lady d'acciaio Posted By redazione On 13/3/2008 @ 15:33 In Apertura#1, NotiziaHome | No Comments Ora è ufficiale: [1] il vertice di Confindustria si tinge di rosa. La Giunta dell'associazione ha infatti designato Emma Marcegaglia come prossimo presidente della Confederazione. Ad annunciarlo è stato il numero uno di Finmeccanica, [2] Pier Francesco Guarguaglini che ha confermato come quello sull'imprenditrice mantovana sia stato un voto plebiscitario "come previsto": ha ottenuto il 95% delle preferenze. Un voto plebiscitario, come lo stesso numero uno di Finmeccanica ha confermato. Lei, [3] la signora dell'acciaio, entrando in viale dell'Astronomia, si è detta "molto emozionata". In tailleur, pantalone nero e top bianco, la prima presidente donna della Confindustria in circa 100 anni di storia dell'associazione ha definito quella odierna "una giornata importante". E il presidente uscente Luca di Montezemolo, a nome di tutti i presenti, secondo quanto si è appreso, le ha donato un grande mazzo di rose rosse. Marcegaglia è stata eletta "a larghissima maggioranza con 125 voti su 132. È stata una decisione quasi unitaria", ha commentato l'ad di Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Apprezzamento e auguri per la nuova numero uno degli industriali sono arrivati da tutte le parti politiche, sindacati compresi. "Auguri alla signora Marcegaglia", dice Silvio Berlusconi, leader del Pdl. "È una persona molto giovane ed è un segnale di grande interesse, un buon segnale per il Paese", aggiunge Giulio Tremonti. Per Marina Sereni, vicepresidente del PD alla Camera dei deputati, "È un'ottima notizia per l'associazione degli industriali, per il Paese, per le donne".Soddisfatto anche Walter Veltroni. "È una donna, è una giovane imprenditrice, è una persona che ha talento e competenza" e rappresenta "una grande risorsa per Confindustria", ha detto il leader del Pd. Insomma, Confindustria si prepara "all'era-Emma". Che dovrebbe garantire una forte attenzione ai temi dell'internalizzazione delle imprese, della ricerca e dell'innovazione. Nessuno stravolgimento con la linea del predecessore Montezemolo, assicura il presidente designato, ma una "continuità forte con elementi di novità". Certo, il momento non è particolarmente favorevole, con una crescita molto debole e i consumi che crollano, ma "noi abbiamo fiducia nella sua esperienza - conclude Montezemolo - e nelle sue capacità". Nella prossima Giunta di Confindustria, fissata per il 23 aprile, il neo-presidente dovrà presentare la sua squadra (che, come [4] già scritto da Panorama.it, terrà in grande considerazione l'ala veneta degli imprenditori), in cui troveranno spazio nuove entrate e probabilmente anche alcune riconferme. Mentre l'investitura ufficiale avverrà il 21 maggio. La Marcegaglia, mantovana, 43 anni, è laureata in Economia Aziendale con un master in Business Administration alla New York University ed è cresciuta nella azienda di famiglia che si occupa della lavorazione dell'acciaio. Il suo incarico nell'associazione degli industriali risale al 1996 quando è stata presidente per il Movimento dei Giovani Industriali sino al 2000, e successivamente Vicepresidente dell'associazione dal 2000 al 2002 sotto la presidenza di Antonio D'Amato, dal 2004 ha aggiunto la delega per l'energia e il coordinamento delle politiche industriali e ambientali.

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L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 22Feb 08 Un disoccupato italiano di cui essere orgogliosi Recentemente uno dei partecipanti più assidui a questo blog, Rodolfo De Trent, mi ha scritto per invitarmi a dare spazio anche a notizie positive. Ha ragione: l'umore nel Paese è tale che tutti noi tendiamo a vedere tutto nero e ad amplificare le cattive notizie rispetto a quelle buone. Qualcuno di voi obbietterà: ma ci sono buone notizie in Italia? Sì, ma quasi mai finiscono in prima pagina, talvolta nemmeno nelle edizioni nazionali. Una l'ho trovata per caso nelle pagine di cronaca di Torino del quotidiano "la Stampa". Racconta di un cinquantenne disoccupato, che ha trovato 200 euro dimenticati in un bancomat. Ma invece di infilarseli in tasca, lui li ha consegnati ai carabinieri, i quali in breve tempo hanno rintracciato il legittimo proprietario, una nobildonna torinese, che, ha scritto ieri la collega Grazia Longo, "incantata da tanta onestà glieli ha regalati", ma lui li ha rifiutati ed entrambi hanno deciso di devolverli ai parenti delle vittime della tragedia alla Thyssenkrupp. Ed entrambi hanno preferito restare anonimi. Splendide le motivazioni dell'uomo: "Quel che conta non è il mio nome sul giornale, ma il gesto che ho fatto. Era mio dovere sia restituire quel denaro, nonostante i miei problemi economici, sia offrirlo a chi sta vivendo momenti più difficili e drammatici del mio". E ancora: "Sono sicuro che chiunque altro al mio posto avrebbe agito come me. Basta avere un minimo di coscienza, per capire che non puoi impadronirti di quello che trovi. Mi sembrava la cosa più giusta da fare". Io non so se, davvero, chiunque al suo posto si sarebbe comportato allo stesso modo, ma non posso che provare grande gratitudine nei confronti di quest'uomo, che con un comportamento esemplare e usando parole semplici, ormai desuete, ha dato a tutti una grande lezione. Chi ascolta ancora la coscienza, che suggerisce " le cose giuste da fare"? Chi, nel momento del bisogno, è così nobile d'animo da anteporre le altrui tragedie alle proprie difficoltà? Che grande uomo, questo anonimo disoccupato. Persone come lui nobilitano l'Italia e voglio credere che siano più numerose di quanto si creda. Sbaglio? I vostri commenti e le vostre segnalazioni di episodi analoghi sono, come sempre, benvenuti. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 22 ) " (7 voti, il voto medio è: 4.86 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (10) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (19) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e l'Italia "sapore di sale" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio dei post March 2008 (2) February 2008 (19) Trackback recenti Recent Posts Quel programma "stracciato" ma dalla sinistra I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? Pagine About Disclaimer Filo diretto con il lettori del Giornale.it Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Alberto Taliani © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano, piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi, quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta) ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere. Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta. Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada "berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di "nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio: "Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica: "Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza: "Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono. Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe "dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare" per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni. E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. 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Lasciare stare Tricarico (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po' tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??) addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy: un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (1) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Il caso Bertè (e il caso strano) Lasciare stare Tricarico La rivoluzione di Chiambretti Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Questa è bella, Venditti ha l'ansia Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo Oopps, a Patti è scappato un ruttino Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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La rivoluzione di Chiambretti (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

L'altro giorno durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro "Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che "Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù. Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente. Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 ) " (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel 1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 ) " (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po' tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito. Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08 Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb 08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano "ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere. Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia?? Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità. Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi. Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) " (22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08 Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night' accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea, tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco. Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno, conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. 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I più inviati I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March 2008 M T W T F S S " Feb 1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 Archivio degli post March 2008 (1) February 2008 (13) January 2008 (12) December 2007 (2) November 2007 (2) October 2007 (16) September 2007 (7) August 2007 (16) July 2007 (2) Trackback recenti Recent Posts Bjork, il Tibet, l'(in)tolleranza cinese e i nostri silenzi Jovanotti è un passo avanti Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Il caso Bertè (e il caso strano) Lasciare stare Tricarico La rivoluzione di Chiambretti Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Questa è bella, Venditti ha l'ansia Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo Oopps, a Patti è scappato un ruttino Pagine About Pannello di controllo Login Entries RSS Comments RSS WordPress.com Photos Feed RSS di questo blog Feed RSS dei commenti al blog Il Blog di Paolo Giordano © 2008 disclaimer Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti.

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Santo, il candidato di casa Versace: "Ecco perché corro con il Pdl di Berlusconi" (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Panorama.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Italia - http://blog.panorama.it/italia - Santo, il candidato di casa Versace: "Ecco perché corro con il Pdl di Berlusconi" Posted By redazione On 13/3/2008 @ 17:37 In Headlines | No Comments "La politica è sempre stata la mia passione. Mio padre prevedeva che avrei fatto politica. Ma quando c'è stata la possibilità di fare la moda con Gianni ho lasciato. Nel 1967 non presi più la tessera socialista". Santo Versace, presidente della Versace, si candida alla Camera in Calabria con il Pdl e spiega il motivo in un'intervista a Panorama pubblicata sul numero in edicola da venerdì 14 marzo. Alla domanda sul perché si candida con Berlusconi e non con Veltroni, Versace dice: "Perché mi è stato chiesto nella maniera giusta. Condivido il programma del Popolo della libertà. Ho sempre parlato di meritocrazia e di educazione. In Calabria, pur avendo accettato, con l'economista Andrea Monorchio, di fare l'advisor per una regione governata dal centrosinistra, non ho potuto dare alcun contributo perché non mi è stato richiesto". Sul trauma causato dalla morte del fratello Gianni, Santo Versace afferma: "Per me, fratello maggiore, vedere Gianni morire in questa maniera è stato un trauma pazzesco. Poi ci sono state le battaglie verso tutti gli speculatori e i millantatori, finite con la sentenza del marzo 2002 dell'alta corte di Sydney dove il mondo ha conosciuto la trasparenza di Gianni e della famiglia Versace. È stato un lungo percorso per venirne fuori. Sono stati cinque anni difficili".

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Un (osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Chi segue i mercati finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza, certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce". Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo 1 Commento " (Nessun voto) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 12Mar 08 L'ultima moda: tutti immobili per tre minuti E' un'organizzazione nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o, forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche, culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare, culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in globalizzazione Commenti ( 11 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times, per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre "esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui. A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due - Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca. La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria, agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10 miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 L'incubo Kosovo: la Russia finirà come la Serbia? Sono a Mosca per seguire le presidenziali russe e da qui si capiscono meglio le ragioni che inducono il Cremlino a usare toni durissimi sul Kosovo. Putin teme che l'America voglia destabilizzare la Russia usando strategie opache e incruente. Finora era convinto che gli Usa stessero preparando una rivoluzione popolare a Mosca, come quelle arancione in Ucraina e rosa in Georgia. Oggi infatti sappiamo che quelle rivolte furono pianificate per tempo e incentivate per da spin doctor statunitensi. Ma, come spiega il politologo Serghei Kara-Mourza che cito oggi sul Giornale, "esistono tanti altri modi per rovesciare in modo incruento un regime, ad esempio fomentando le tensioni etniche o le spinte separatiste di alcune regioni". E ai piani alti del Cremlino l'indipendenza accordata dall'Occidente al Kosovo suona come un pericoloso precedente per una Russia più fragile di quanto si pensi: ha un territorio enorme, frazionato in decine di repubbliche e province autonome, ma la popolazione è in drastico declino e nell'estremo oriente intere zone stanno diventando cinesi. La Russia da tempo non si fida più degli Usa. Ha ragione il Cremlino nel temere che la variante Kosovo possa essere applicata al proprio Paese? O si tratta di una psicosi, considerato che gli Usa, in piena crisi economica e in un anno elettorale, non paiono nelle condizioni migliori per tentare una manovra del genere, ammesso che sia davvero nei loro piani? Scritto in russia, gli usa e il mondo Commenti ( 52 ) " (5 voti, il voto medio è: 3.2 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb 08 Ma la Germania si sta italianizzando? Seguo con crescente sconcerto la vicenda dei conti segreti in Lichtenstein, scoperti dai servizi segreti tedeschi. Non riconosco più la Germania: l'evasione stimata da parte di un gruppo di alti dirigenti è di 3-4 miliardi di euro, una cifra enorme, che denota un forte deterioramento del senso civico delle élites economiche del Paese. Che la Germania si stia italianizzando? E ancora: per scoprire corrotti e corruttori, i servizi segreti hanno. corrotto un funzionario, forse ricorrendo al ricatto, perché, come ha spiegato Salvo Mazzolini ieri sul Giornale, pare sia un pedofilo e ora vive sotto protezione. Mi chiedo: sono questi i metodi di un Paese civile per stanare gli evasori? Non mi sembra un'iniziativa degna della Merkel.. Tutti questi fatti in un certo senso consolano gli italiani, ma inducono a riflessioni più ampie. Fino ad oggi eravamo persuasi che il processo di unificazione europea avrebbe indotto i Paesi meno etici ad adattarsi alle norme di quelli più morali. Per l'euro, per i conti pubblici, per l'impossibilità di ricorrere alle svalutazioni competitive, per la necessità di dotarsi di amministrazioni pubbliche più efficienti e snelle. E invece ho l'impressione che stia avvenendo il contrario: anzichè migliorare gli standard italiani o greci, l'Unione europea finisce per peggiorare quelli di Paesi tradizionalmente esemplari come la Germania ma, anche - pare - Francia, Gran Bretagna, Olanda. da qui una domanda: la Ue livella verso il basso? Se così fosse per l'Italia sarebbe una sciagura. Scritto in germania Commenti ( 22 ) " (5 voti, il voto medio è: 4.6 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 25Feb 08 Già dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy? La scorsa primavera Sarkozy vinse le elezioni presidenziali impostando la campagna elettorare su tre principi: 1) un programma coerente e una campagna incentrata su pochi punti vincenti e condivisi dalla maggior parte della popolazione 2) un partito unito che ha evitato polemiche, spaccature, contraddizioni; e dunque ha rafforzato i messaggi chiavi del candidato. 3) la capacità di imporre ai concorrenti i temi della campagna, rifiutando al contempo di raccogliere le provocazioni altrui. Sarkozy ha costretto a Bayrou e, soprattutto, Ségolène Royal a rincorrerlo sui suoi argomenti. Osservando l'inizio della campagna elettorale italiana, ho l'impressione che Pd e Pdl stiano perdendo la bussola. Berlusconi - il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori. Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi. Ma nelle ultime ore il Pd pare essersi aggrovigliato: l'arrivo di Emma Bonino risulta inaccettabile all'ala cattolico-sociale rappresentata dalla Bindi, il programma non è più coerente, certe candidature risultano imbarazzanti. Come si fa a promettere il rinnovamento e poi candidare Veronesi al Senato a Milano? Come fa il figlio del giudice Alessandrini, ucciso dalle Br, a candidarsi nello stesso partito dell'ex terrorista di Prima Linea, Sergio D'Elia? Il Pd è un partito d'ispirazione cattolico o laico-radicale? Si registrano altre anomalie: un brillante blogger, Wolly ovvero Paolo Valenti, ha evidenziato in un post come la candidatura nelle liste del Pd di Matteo Colaninno, presidente in carica dei Giovani imprenditori di Confindustria, nonché vice presidedente della stessa Confindustria, non abbia precedenti e rischi di spostare a sinistra un'associazione che è sempre stata apartitica. Per Veltroni è un bel colpo, ma giustamente Wolly si chiede che cosa stia accadendo in Confindustria. Il Paese ha bisogno di nuovi equivoci? Anche nel centrodestra non mancano le contraddizioni. Il Ponte di Messina, che costerà una fortuna, è davvero una priorità per il Paese? Quali sono le priorità programmatiche? E ora Fini e la Lega litigano sul voto agli immigrati. Il timore è che il tentativo di un chiarimento politico con la nascita di due grandi partiti moderati di centrodestra e di centrosinistra rischi di fallire rapidamente, proprio perché sono stati trascurati quei tre semplicissimi punti elencati all'inizio del post. O sono troppo pessimista? Scritto in Italia Commenti ( 19 ) " (4 voti, il voto medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico Post precedenti Chi sono Sono inviato speciale di politica internazionale. Sposato, ho tre figli. Risiedo a Milano e giro il mondo. Tutti gli articoli di Marcello Foa su ilGiornale.it contatti Categorie cina (11) democrazia (13) francia (14) germania (2) giornalismo (29) gli usa e il mondo (20) globalizzazione (2) immigrazione (17) islam (10) Italia (72) medio oriente (7) notizie nascoste (26) presidenziali usa (5) russia (9) svizzera (3) turchia (11) Varie (12) I più inviati In una lettera il ritratto dell'Italia di oggi - 2 Emails Dalla Svizzera una lezione (anche per il centrodestra italiano) - 2 Emails Cina, il regime intimidisce anche i giornalisti stranieri - 1 Emails Immigrazione, la sinistra sbaglia. 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La crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra? (sezione: Veltroni/Berlusconi)

( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)

Argomenti: Veltroni/Berlusconi

Il Pd deve prendere di petto la recessione e le sue ragioni. Berlusconi fa solo battute La crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra? Veltroni: "Non si può andare avanti così". Cioè risanare senza crescere Quindici anni in altalena tra una spesa pubblica allegra alimentata dalla corsa ai condoni del centrodestra e la rincorsa, a tratti ossessiva a tratti autolesionistica, delle lacrime e sangue del centrosinistra. Dopo cinque lustri di grandi scelte (poche) e di grandi errori (tanti), l'Italia si scopre più povera e più demotivata. Un paese stanco che non cresce e che non riesce più neanche a capire perché. Mentre Berlusconi scivola su una pessima battuta sui precari, Walter Veltroni si mostra allarmato ("così non si può andare avanti "), lasciando capire che l'agenda del Partito democratico sarà diversa da quella seguita finora dal centrosinistra. Il candidato premier ha presentato un disegno di legge per un immediato sostegno ai salari e la progressiva riduzione delle aliquote Irpef per tutti i cittadini. Parlando alla Coldiretti, il candidato premier ha fatto propria la proposta del farmer market, cioè un meccanismo che consenta ai produttori di vendere direttamente ai consumatori e ha detto che salari e stipendi devono tenere conto dell'aumento del costo della vita. ALLE PAGINE 2 E 3.

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