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Per
i voti neri di Frosinone, Berlusconi rompe il gioco
( da "EUROPA.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Uno scontro
che fa gongolare Storace: "Non avevo dubbi che Berlusconi alla fine desse
del bugiardo a Fini, perché lo conosce". Per Walter Veltroni, Berlusconi
"ha strattonato e sbattuto An come se fosse insignificante",
dimostrando che nel Pdl "c'è un'idea che considero la prosecuzione pura e
semplice di un quindicennio.
La
rivincita di Calearo ( da "EUROPA.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
nel Nordest
del pullman veltroniano. Qualcosa è cambiato. Spiega: "La gente che era
lì, gli imprenditori, gli artigiani hanno detto a Veltroni: ci
rappresenti". Un Mi fido di te al quadrato. L'ex numero uno di
Federmeccanica quasi si intesta la versione autentica e più hard del
superamento dell'antitesi operaipadroni sbandierato dal leader democrat in
questa campagna elettorale:
Confronti
tra premier in tv, è buio tto ( da "EUROPA.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Si farà o no
il confronto televisivo tra Berlusconi e Veltroni? Si faranno mai gli altri
confronti tra i due big e i candidati minori? Sì farà mai la trasmissione
monstre con tutti i candidati premier seduti attorno allo stesso tavolo
ipotizzata dalla commissione parlamentare e da Agcom?
Berlusconi
contro An: <Fini era d'accordo>
( da "EUROPA.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Una
giustificazione che per Walter Veltroni è "quasi peggiore" della
presenza stessa in lista dell'aspirante tamburino balilla. L'imbarazzo
all'interno di An è evidente. Ma Berlusconi non è tipo da tirarsi indietro e se
Fini dice che non ne sapeva niente, prontamente il Cavaliere ribatte:
"Anche An era d'accordo".
Condannato
a vivere nel passato ( da "EUROPA.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
al di là dei
proclami del predellino, si gioca invece ancora con le regole vecchie: si cerca
di arraffare tutto e di tutto, che si tratti dello pseudo-scudocrociato di
Pizza o dell'editore nero. È proprio vero: Veltroni può perdere, ma ha un
futuro. Berlusconi può vincere, ma la sua storia finisce qui.
IL
CENTRO SENZA PALLA ( da "Stampa, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni,
come Berlusconi, candidano insieme imprenditori e lavoratori, borghesi e
operai, precari e popolo della partita Iva. Se c'è una differenza, tra i due
nuovi partiti a vocazione maggioritaria, è che nel tempo Berlusconi, e per lui
Tremonti, hanno riscoperto posizioni stataliste che nel passato appartenevano
alla sinistra classica ed oggi a quella radicale.
E
Walter sogna Sant'Egidio agli Esteri
( da "Stampa,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Romano Prodi
ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio
Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo Giulio
Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il
governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non daranno mai la loro
disponibilità prima del 13 aprile.
"È
il grande inciucio" La denuncia di Casini
( da "Stampa,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
la
spartizione del potere tra Veltroni e Berlusconi, sostiene preoccupato Pier
Ferdinando Casini. Il quale avverte che non farà da stampella a nessuno, ma è
pronto a sostenere un'ipotetica larga coalizione solo se "sarà
virtuosa". Tranquilli, assicura Veltroni, con gli avversari politici si
discute, "ma non faremo mai un governo insieme".
Spunta
la candidata rom ( da "Stampa, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La Sinistra
Arcobaleno è stata l'unica a rispondere", spiega Dijana. "Ma di
certo, mai mi sarei candidata con Berlusconi o con Veltroni. Non mi sarei messa
in lista con chi vuole "patti di sicurezza" o con chi vuole cacciare
via dal Paese chi è diverso".
Walter
Veltroni lo ha confessato soltanto a pochi. Uno dei suoi principali obiettivi
per le prossime ( da "Stampa, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Romano Prodi
ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio
Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo Giulio
Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il
governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non daranno mai la loro
disponibilità prima del 13 aprile.
La
traversata nel deserto - massimo giannini
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
LA TRAVERSATA
NEL DESERTO MASSIMO GIANNINI Con tempra virile e mascella volitiva, Silvio
Berlusconi esorta la nazione: rialzati, Italia! Con sguardo sereno e tono
suadente, Walter Veltroni la blandisce: ripeteremo il miracolo degli anni '60.
Bentornati sulla terra. SEGUE A PAGINA 38.
Effetto-soubrette
e sospetti di "spinte" sulle donne in lista delusioni bipartisan -
giovanna casadio ( da "Repubblica, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
sulla cui
candidatura anche Veltroni ha declinato ogni responsabilità ("L'ho saputo
solo a cose fatte"). La giovane candidata è "amareggiata", il
padre la difende: "Ha bevuto la politica con il latte, si è impegnata e
ora... ". "Sciampista" lei e le altre giovani donne del Pd, per
Maurizio Gasparri.
Berlusconi:
"il ppe è antifascista ciarrapico non conterà nulla" - gianluca luzi
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni ha
un compito impossibile". Ma i bookmaker inglesi on-line notano invece un
recupero significativo: la vittoria di Berlusconi è sempre quotata a 1,36
mentre quella di Veltroni a 4,40. Ma la percentuale di scommesse su Berlusconi
è calata dal 58 al 53 per cento in una settimana, quelle su Veltroni è
cresciuta dal 42 al 47 per cento.
"sì
alla grande coalizione per le riforme ma non faremo la stampella di
nessuno" - edoardo buffoni ( da "Repubblica, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Credo che
dopo il 13 aprile avverrà una spartizione di poteri tra Berlusconi e Veltroni,
costruita sulle loro convenienze e noi non potremmo che fare opposizione".
Il candidato premier Pier Ferdinando Casini attacca Pd e Pdl, e traccia la
linea di condotta dell'Udc dopo il voto. Lo fa rispondendo alle domande di più
di 600 partecipanti al forum via Internet di Repubblica Tv.
Pdl,
un contro comizio per oscurare veltroni
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
un contro
comizio per oscurare Veltroni Il 20 arriva Fini al Teatro Nuovo Difficile
invece il ritorno di Berlusconi Il 18 marzo tutti in piazza per contrastare
l'effetto Veltroni in città. Finito il bailamme delle liste, placati gli
accessi d'ira dei delusi, il Pdl si dedica a due questioni, il caso di Asti
ancora da chiudere (ma le chance di Mariangela Cotto sono in ascesa)
Rosa
bianca, salta l'accordo con rutelli - giovanna vitale
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
sul modello
di quella sperimentata da Veltroni alle ultime elezioni. Proposta subito
considerata irricevibile dai centristi, che per primi si erano avvicinati e che
poi nella notte hanno fatto saltare il banco. "Abbiamo constatato che il
legame tra Rutelli e la sinistra massimalista rende impossibile
l'apparentamento", ha spiegato il consigliere ex Udc ora Rosa,
Un
siciliano su due per berlusconi ma veltroni risale di cinque punti - antonella
romano ( da "Repubblica, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Al 28 per
cento arriva il partito di Veltroni, che fino a un mese fa registrava solo il
23 per cento. Italia dei valori si mantiene invece al 3 per cento. Lo scenario
prospettato, che dà per vincente la coalizione di Berlusconi, con un distacco
di 19 punti da quella di Veltroni, riguarda al momento il quadro politico
nazionale.
"nel
2009 ci verranno a cercare" ( da "Repubblica, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Non sarà che
davvero la vostra scelta dia una mano a Veltroni? "Non siamo noi a tramare
con il Pd. L'unica preoccupazione di Giovanardi, come di Berlusconi, pare
quella di cercare di vincere le elezioni, a tutti i costi. Anche a costo di
allearsi col diavolo e di non riuscire a governare il giorno dopo.
Pdl,
in emilia il nemico è casini - silvia bignami
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
volta
soltanto a danneggiare il Pdl e a favorire Veltroni". Senza quella
decisione "avremmo potuto vincere anche in questa Regione e avremmo potuto
ottenere il premio di maggioranza anche al Senato". Ecco perché il voto
alla Vela è non solo "inutile" ma "dannoso". Meno bellicosi
gli altri candidati, tra cui l'ex ministro Pietro Lunardi e l'ex direttore del
Carlino Giancarlo Mazzuca,
Domani
l'offerta finale di air france pronto il via libera di alitalia - lucio cillis
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Pier
Ferdinando Casini a Repubblica Tv ha invece chiesto a "Berlusconi,
Veltroni e Bertinotti di dire chiaramente che vogliono bloccare la trattativa
con Air France. Io - spiega - dico una cosa diversa: il governo deve andare avanti
e avere carta bianca, visto che alternative credibili non si affacciano".
Nell'ex
ulivo e nell'udc i serbatoi degli incerti che decideranno la partita - (segue
dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni,
infatti, continua a tenere testa a Berlusconi, nel confronto diretto. Fra i
candidati premier, è quello che riscuote maggior fiducia fra gli elettori. La
campagna elettorale, fino ad oggi, pare non averne usurato l'immagine. Inoltre,
il peso degli incerti resta molto alto.
Pdl
avanti, ma tanti voti ancora in bilico - roberto biorcio fabio bordignon
( da "Repubblica,
La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni più
gradito di Berlusconi Atlante politico Per il sondaggio di DemosΠ sale
lievemente lo scarto rispetto al mese scorso. Il leader del Pd vince la sfida
personale con l'ex premier I miglioramenti più netti messi a segno da Italia
dei valori e Lega Nord ROBERTO BIORCIO FABIO BORDIGNON Si è riequilibrato,
Veltroni:
tra noi e il Pdl è testa a testa E Berlusconi se la prende coi comunisti
( da "Unita,
L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Stai
consultando l'edizione del Veltroni: tra noi e il Pdl è testa a testa E
Berlusconi se la prende coi comunisti Il distacco tra Pd e Pdl si riduce e
Berlusconi rispolvera i "comunisti" e lancia l'allarme brogli
cercando di limitare i danni prodotti dalla candidatura di Ciarrapico.
Veltroni:
primo, la sicurezza A Verona il leader Pd lancia un doppio ddl: più forze
dell'ordine e politiche sociali E sui sondaggi dice: noi e il Pdl abbiamo ormai
la stessa percen ( da "Unita, L'"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ricordiamoci
che Berlusconi ci aveva lasciato senza benzina nelle macchine della
polizia...". Quando Veltroni inizia a parlare una donna dal fondo urla:
"salvaci...". Ma c'è anche un'interruzione meno benevola. Veltroni
parla di stipendi in sofferenza e sotto al palco un signore urla "ci dica
anche perché sono fermi".
Sul
satellite, ma non come Laika. Come Gagarin
( da "Unita,
L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
grande e
piuttosto maturo direttore Fede va oltre e immagina che un giorno Veltroni,
leggendo queste righe e non condividendo quanto vado scrivendo sulle faziosità
del Tg4, mi castigherà. Non ho la più pallida idea di come la pensa Veltroni,
che pure è stato direttore di questo giornale. Non ho padroni, ma capisco e
solidarizzo con il collega Fede che, invece, un padrone ce l'ha,
Se
cambia il Nordest ( da "Unita, L'"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ultimo
fattore che consente a Berlusconi di "fare la differenza" con il Pd.
I sondaggi Swg, infatti, riducono a quattro-cinque punti il vantaggio del
Cavaliere: al netto del Carroccio - mette in rilievo Veltroni - Pd e Pdl
"hanno lo stesso livello percentuale". La rimonta democratica dovrà
fare i conti con il Nord, quindi.
La
Costituzione è antifascista e va rispettata Cara Unità,dopo le dichiarazioni e
( da "Unita,
L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Franco
Giustolisi Tanta gente per Veltroni: scegliete spazi all'aperto Ho partecipato
a due comizi del segretario Veltroni (Treviso e Pordenone) e quivi si è notata
come in altre province una grande partecipazione popolare, però secondo me sono
stati privilegiati luoghi all'interno, tipo teatri, cinema etc, con un limitato
numero di posti,
Ciarrapico
nelle liste? Ci preoccupa ma bisogna distinguere tra partiti e candidati
( da "Unita,
L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Posso dire
che nella mia grande famiglia allargata ci saranno molti che voteranno per
Veltroni e molti per il Pdl. E poi ci sono, purtroppo gli indifferenti che
dicono: il partito di Berlusconi è comunque fascista e il Pd di Veltroni resta
sempre comunista. Un grave errore, che non aiuta alla creazione di due
schieramenti. Anzi tre, c'è pure Casini".
Corsa
al pranzo con Walter Dalla ragazza madre agli anziani ex dc e pci
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ha quindi
ottime probabilità di apparecchiare per Walter il diciottenne milanese con
mamma veltroniana e papà berlusconiano. Monica Guerzoni I dolci Veltroni arriva
dalla famiglia Fonfanelli di Ozzano A tavola Veltroni e Chiamparino a Torino
dai Maviglia Pd Ermete Realacci.
Confalonieri:
i telefoni? Nessun governo ce li darebbe
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Che alle
elezioni vinca Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, la sostanza non cambia: una
fusione fra Telecom Italia e il gruppo di Cologno Monzese sarebbe impossibile.
Eppure, presentando ieri alla comunità finanziaria i risultati 2007,
Confalonieri ha ribadito che il matrimonio fra telecomunicazioni e media
avrebbe senso.
Politica,
scuola, giustizia L'Italia privatizzata
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Be, per
arrivare a Walter Veltroni ci sono state le primarie, ma somigliano a quelle
americane come Little Tony somiglia a Elvis Presley. La privatizzazione, qui,
assume un'altra forma. Siccome è il turno di Walter Veltroni (c'è stato quello
di Prodi, di Rutelli, di D'Alema), nessuno osa fargli ombra.
Una
democrazia al verde ( da "Corriere della Sera"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La verità è
che sia Berlusconi che Prodi del riscaldamento della Terra si sono strafregati,
e nemmeno Veltroni si stravolge più di tanto. Quanti Pil verrà a costare,
quando i nodi verranno al pettine (sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa
né lo vuol sapere.
Il
Pdl a caccia di <testimonial> della porta accanto
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
significherebbe
tornare alla politica degli sgomberi di Veltroni". Mentre è sul fronte di
possibili alleanze che il quadro non è chiaro, come dimostra l'ultimo botta e
risposta con La Destra di Storace. Una dichiarazione dell'ex presidente della
Regione ("se il Pdl ci lascia in pace, si può ragionare") aveva fatto
pensare ad un'apertura verso il centrodestra ed Alemanno aveva commentato:
Dal
nostro inviato VERONA - Braccia aperte con che viene a lavo
( da "Messaggero,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La linea di
Walter Veltroni sulla sicurezza, che costituirà una priorità di governo e che
porterà al primo Cdm, è netta. Rompe quasi un tabù, impensabile fino a pochi
mesi fa quando l'alleanza con la sinistra radicale non era naufragata. E non è
nemmeno d'accordo con Berlusconi.
ROMA
- Non voglio più vedere poliziotti che mettono i timbri sui passaporti. I
poliziotti ( da "Messaggero, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Lo ha detto
Veltroni, presentando il programma sulla sicurezza del Partito Democratico. Due
parole che dicono più di un trattato. Significano maggiore mobilitazione di
forze, più impegno, più presenza delle forze dell'ordine tra i cittadini.
Veltroni però non parla, come fa Berlusconi, di aumentare il numero dei
poliziotti di quartiere.
Berlusconi:
Ciarrapico, uno tra mille Il leader di An: la vicenda è chiusa
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
sposare il
figlio di Berlusconi". L'ultima domanda mischia calcio e politica: "è
più probabile che la Roma superi l'Inter in campionato o che Veltroni superi
Berlusconi? ". Risposta: "La Roma ha un compito difficile, Veltroni
ha un compito impossibile". E ancora sui numeri: "Il direttore dell'istituto
che fa i sondaggi per Repubblica ci dà 30 senatori di vantaggio e 60 deputati.
Fini:
più militari in Afghanistan E in Libano ne abbiamo troppi
( da "Corriere
della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Gianfranco
Fini si è occupato anche di economia ed ha polemizzato con Walter Veltroni che
ha accusato Giulio Tremonti di portare avanti una linea protezionista. "La
chiave di lettura che propone Tremonti è tutt'altro che banale, glielo ho detto
personalmente - afferma Fini - e colgo l'occasione per ripeterlo in pubblico.
ROMA
- Mentre si tirano le somme in vista del 13 aprile, e si vede che i candidati
premier saranno b ( da "Messaggero, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
soli 5 punti
da quella che Veltroni ha già battezzato "la più grande rimonta della
storia". Anzi, no: è fermo al palo e lo stacco dal Pdl è del 10%. Secondo
un sondaggio di ieri della Swg pubblicato dal quotidiano online Affaritaliani.it.,
la coalizione guidata da Veltroni starebbe mangiando terreno al Pdl a tal punto
che il distacco tra gli due schieramenti sarebbe passato da 5,
ROMA
Il "dopo" comincia adesso. Il 13 e 14 aprile sono i giorni della
sfida elett ( da "Messaggero, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nella quale
cioè noi non staremmo per dare una mano a Veltroni o a Berlusconi, ma per
creare uno generale scenario nuovo". Quindi non avremo l'inciucio? Il pericolo
che un accordo al ribasso fra i partiti più grandi possa realizzarsi Casini non
smette di vederlo. "Temo - spiega - una spartizione di potere fra Veltroni
e Berlusconi, che è sicuramente nell'interesse di quest'
Ricorsi
la fuga alla vittorio emanuele III non è riuscita
( da "Riformista,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Vittorio
Emanuele terzo ma anche il Walter Veltroni edizione 2001. Quell'anno si tennero
le politiche con Francesco Rutelli candidato-premier e la sconfitta contro
Silvio Berlusconi era annunciata. I Ds venivano dati al minimo storico già dai
sondaggi e il loro segretario Veltroni approntò un'exit strategy preventiva
candidandosi a sindaco della Capitale.
PostGravina
dove sono i leader? ( da "Riformista, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
come la
Moratti o Veltroni o Chiamparino o Cofferati, è assurto a ruoli nazionali.
Nessun governatore come Formigoni ha potuto aspirare a un incarico di ministro.
Se questo non è accaduto, ci dev'essere una ragione, forse ce n'è più di una.
La più nascosta, che dovrebbe anche essere la più esplorata, per capire verso
dove sta andando metà del Paese,
La
disumana non-notizia ( da "Manifesto, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
i fogli
bianchi strappati da Berlusconi, le boutades sulla castrazione chimica di
Veltroni, la rincorsa ai santini distribuiti da Ruini. Fanno più colore.
"Funzionano", "tirano", come si dice adesso. Qualcuno ha
sentito un solo fiato, al centro o da quello che si chiamava fino a ieri il
centro-sinistra (lasciamo andare la destra,
Berlusconi:
Quel candidato non conterà nulla . E Fini si adegua
( da "Manifesto,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
interessato
ha smentito le dichiarazioni che gli erano state attribuite, Veltroni tuttavia
continua ad insisterci. Io penso che sbagli, perché non credo che agli italiani
interessi quello che ha dichiarato un certo signore o che non ha dichiarato
quando c'è la tragedia dei rifiuti, il caro vita che aumenta, i criminali che
imperversano.
Scripta
manent ( da "Manifesto, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Primo: il
fascistone Ciarrapico che piace a Berlusconi ma nausea Fini. Secondo:
l'imprenditore filo leghista Calearo che un po imbarazza Veltroni. Più gustoso
il contorno, servito quasi sempre nelle pagine interne, fatta eccezione per i
giornali che cucinerebbero di tutto pur di compiacere il padrone del
ristorante.
Verba
votant ( da "Manifesto, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Più
interessante il fatto che il noto slogan veltroniano "I care" sia
stato coniato da Don Milani proprio in contrapposizione al menefrego fascista.
Ma già nel 1990 il democristiano Goria, parlando di ecologia in un comizio
elettorale poteva affermare che "il nostro motto è ci tengo, al contrario
di menefrego".
Alle
urne: i partiti danno i numeri. Ma la guerra dei sondaggi non sposta voti
( da "Panorama.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La coalizione
guidata da Berlusconi si attesterebbe, quindi, in totale al 45%. E quella di
Veltroni si attesterebbe al 36%: (Pd al 33,5% e Idv al 2,5%). Simili i dati di
[9] Demos per Repubblica: "Il distacco fra la coalizione guidata da
Berlusconi e quella guidata da Veltroni è lievemente cresciuto.
N.
62 del 2008-03-13 pagina 2 La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da
sei sondaggi su set... ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
pressoché
alla pari senza gli alleati (34,5% ciascuno nell'ipotesi più favorevole a
Veltroni,
Mario
Giordano ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi
facesse un patto elettorale con Veltroni? 03-02-2008 - E ORA CHIUDETE L'ULTIMO
SPIRAGLIO 02-02-2008 - Mancano solo gli Amici del bollito 31-01-2008 -
OPERAZIONE SPERICOLATA 29-01-2008 - La piazza buona è sempre rossa 25-01-2008 -
E ora nessun pateracchio 23-01-2008 - CRONACHE MARZIANE 22-01-2008 - LA
SOLUZIONE È NELLE URNE Username Password Hai dimenticato la password?
Gianni
Baget Bozzo ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Ma non si
facciano accordi con Veltroni 28-02-2008 - La questione cattolica che
destabilizza il Pd 25-02-2008 - Così la gente si riappropria della politica
22-02-2008 - De Mita, Gattopardo centrista che aiuta il Pd 17-02-2008 -
Berlusconi ha difeso la Chiesa più della Dc 13-02-2008 - Il centrismo non
esiste più 10-02-2008 - I due "gemelli" dc all'ultimo bivio 09-
L'ultima
moda: tutti immobili per tre minuti
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Internet
fa bene ai giornali ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Ma
la Germania si sta italianizzando?
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Un
disoccupato italiano di cui essere orgogliosi
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
<Pd
ipocrita, più sincero il Cavaliere>
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
è stato un
comizio di Veltroni a Padova molto scandalizzato, ma non mi sembra che Veltroni
abbia manifestato lo stesso scandalo nel momento in cui nasceva il Pd romano
alla presenza di Ciarrapico. Lo trovo bizzarro". E allora perché tutto
questo polverone? "Una delle riforme da pensare sarebbe quella della
trasparenza, della sincerità dei comportamenti.
Pera:
<L'aborto è omicidio Difendo l'Europa cristiana>
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni lo
ha licenziato candidandolo a sindaco di Roma". Non le chiedo di Veltroni.
"Uno che rinnega il suo passato e passa dal comunismo al Partito
democratico, saltando la socialdemocrazia europea, ha dei problemi". Non
abbiamo citato un altro concorrente, Casini.
Fini
chiude il caso Ciarrapico: ha smentito, guardo al futuro
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Veltroni e
l'intero Pd si preoccupano solo di Ciarrapico. E questo dà la cifra di quanto
siano davvero poco interessati ai reali problemi del Paese". La chiosa
finale, però, è firmata Francesco Cossiga, secondo il quale l'Italia è un Paese
"beato e felice" perché è alle prese con un solo anche se grave
problema "quello della candidatura al Parlamento dell'
Silvio
scalda i motori Dopo la nave azzurra i camper della libertà
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
La replica al
magic bus di Walter Veltroni? Macché, la sentenza è spietata: "Con il
pullman del Pd hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case
degli italiani", ha ironizzato nel comizio facendo sorridere finalmente
anche l'onorevole Mara Carfagna, sempre seria seria e sempre più smagrita.
Berlusconi,
Veltroni e Casini come Follini ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Sardegna,
Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Veltroni
corre solo ma anche con Di Pietro
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no Walter
e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per
l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
I
dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Ma
nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano?
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Pippo
fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.
Il
caso Bertè (e il caso strano) ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
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Jovanotti
è un passo avanti ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.
Soluzione
all'italiana: Bertè squalificata ma canta
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.
Questa
è bella, Venditti ha l'ansia ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
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Oopps,
a Patti è scappato un ruttino ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.
In
Confindustria comincia l'era di Emma, lady d'acciaio
( da "Panorama.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Soddisfatto
anche Walter Veltroni. "È una donna, è una giovane imprenditrice, è una
persona che ha talento e competenza" e rappresenta "una grande
risorsa per Confindustria", ha detto il leader del Pd. Insomma,
Confindustria si prepara "all'era-Emma". Che dovrebbe garantire una
forte attenzione ai temi dell'internalizzazione delle imprese,
L'ultima
moda: tutti immobili per tre minuti
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Globalizzazione,
ma Tremonti ha ragione o torto? ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
E
la droga sparisce (dalla campagna elettorale)
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
L'incubo
Kosovo: la Russia finirà come la Serbia?
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Fisco
e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Già
dimenticata la lezione elettorale di Sarkozy?
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
Le
sette missioni di Berlusconi per l'Italia
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Walter
e l'Italia "sapore di sale"
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Quel
programma "stracciato" ma dalla sinistra
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini Veltroni
corre solo ma anche.
Il
Giornale.it si rinnova e si apre ai commenti dei lettori
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Walter
e le tre cose che è meglio "non fare"
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no
Walter e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
I
dolori di Walter, Emma e le liste chiuse ma anche no
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
ma anche no Walter
e l'Italia "sapore di sale" Le sette missioni di Berlusconi per
l'Italia Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Ma nel Pd,
radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Berlusconi, Veltroni e Casini. come Follini
Veltroni corre solo ma anche.
Lasciare
stare Tricarico ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.
La
rivoluzione di Chiambretti ( da "Giornale.it, Il"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Nessuno di
noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi
si fa costruendo e non più distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta
(anche se non nuovissima) che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie
Commenti ( 17 ) " (8 votes, average: 4.
Santo,
il candidato di casa Versace: "Ecco perché corro con il Pdl di
Berlusconi" ( da "Panorama.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Alla domanda
sul perché si candida con Berlusconi e non con Veltroni, Versace dice:
"Perché mi è stato chiesto nella maniera giusta. Condivido il programma
del Popolo della libertà. Ho sempre parlato di meritocrazia e di educazione. In
Calabria, pur avendo accettato, con l'economista Andrea Monorchio, di fare
l'advisor per una regione governata dal centrosinistra,
Un
(osceno) baratto tra Stati Uniti e Cina?
( da "Giornale.it,
Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi -
il quale di solito dà il meglio di sé in campagna elettorale - non sembra avere
ancora trovato il passo e gli argomenti giusti per motivare gli elettori.
Veltroni ha iniziato bene, recuperando qualche punto nei sondaggi e
costringendo il centrodestra a seguirlo su certi temi.
La
crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra?
( da "EUROPA.it"
del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Abstract:
Berlusconi fa
solo battute La crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra?
Veltroni: "Non si può andare avanti così". Cioè risanare senza
crescere Quindici anni in altalena tra una spesa pubblica allegra alimentata
dalla corsa ai condoni del centrodestra e la rincorsa, a tratti ossessiva a
tratti autolesionistica,
( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Scontro aperto con
Fini, il problema è fermare Storace. Per il Pd un regalo insperato Per i voti
neri di Frosinone, Berlusconi rompe il gioco
"Ciarrapico ci serve". La novità del Pdl sacri cata per
"salvare" il Lazio Il Popolo delle libertà è già sconquassato da una
guerra civile. Causa del contendere la candidatura di Giuseppe Ciarrapico al
senato in una regione, il Lazio, in cui Berlusconi
deve arginare le perdite a destra verso Storace, pena la perdita del premio di
maggioranza a favore del Pd. Il Cavaliere più che alla persona e al suo passato
guarda ai giornali di cui è editore e per questo non esita nemmeno a sfidare
gli alleati di An, che si sono opposti alla candidatura: "Anche loro erano
d'accordo", garantisce il Cavaliere. Ma La Russa smentisce: "Noi ci
eravamo subito opposti". Uno scontro che fa gongolare
Storace: "Non avevo dubbi che Berlusconi alla
fine desse del bugiardo a Fini, perché lo conosce". Per Walter Veltroni, Berlusconi "ha strattonato e sbattuto An come se fosse
insignificante", dimostrando che nel Pdl "c'è un'idea che considero
la prosecuzione pura e semplice di un quindicennio. Di queste furbate
l'Italia è stanca". Da Ferrara, ennesima tappa del suo tour preelettorale,
il leader del Pd garantisce: "L'esito delle elezioni è assolutamente
aperto. Tutti i sondaggi ci danno in recupero".
( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
IL PULLMAN DI
VELTRONI NEL NORD EST Successo nella Vicenza dell'ex capo di Federmeccanica La
rivincita di Calearo Il capolista del Pd: "Gli imprenditori e gli
artigiani si dano del Partito democratico di Walter che vuole chiudere con
l'antagonismo fra i lavoratori e le aziende. E qui da noi in Veneto la lotta di
classe non c'è mai stata". MARIO LAVIA "Qui la lotta di classe non
c'è mai stata". Qualcosa è cambiato, se Massimo Calearo manifesta parlando
con Europa tutta la sua soddisfazione per com'è andata nella sua Vicenza,
ultima tappa del giro nel Nordest del pullman veltroniano.
Qualcosa è cambiato. Spiega: "La gente che era lì, gli imprenditori, gli
artigiani hanno detto a Veltroni: ci rappresenti". Un Mi fido di te al quadrato. L'ex numero
uno di Federmeccanica quasi si intesta la versione autentica e più hard del
superamento dell'antitesi operaipadroni sbandierato dal leader democrat in
questa campagna elettorale: "Io sono l'anima del Nordest e posso
spiegare quello che è successo. Vede, Veltroni li ha
colpiti dicendo che lavoratori e imprenditori devono lavorare insieme per
salvare le aziende: è quanto gli artigiani, gente operosa, concreta, voleva
sentire". A rendere plastica questa impostazione ci ha pensato lui stesso,
stringendo calorosamente la mano al cigiellino Paolo Nerozzi, fino a poche
settimane fa un mussiano. È un po' la rivincita di Calearo. Che ha fatto da
anfitrione, da padrone di casa. Era sul palco quando il candidato premier
snocciolava le sue ricette. A un certo punto ha confidato con ironia a chi gli
stava vicino: "Dai giornali di questi giorni non sembrava ci fossero tanti
imprenditori a seguirmi...". È dunque una Vicenza al contrario questa
Calearo- city, una Vicenza che non sembra quella del 2006, quando gli
imprenditori che si spellavano le mani per Berlusconi.
"Non voglio parlar male di un collega...", svicola Calearo alla
domanda se l'aria nei confronti del Cavaliere stia cambiando. Non era per nulla
scontato che andasse così. Prendiamo il caso Marzotto. Ora "è tutto
risolto", ci dice Calearo. A Vicenza Paolo Marzotto era in platea, si è
pure alzato a salutare il candidato premier. E sì che ieri sul Corriere della
sera si leggevano queste sue parole: "Calearo è il tipico industriale del
Nordest, con una mentalità conservatrice. Non mi pare che rinnovamento della
politica possa passare da una figura come la sua". Non l'aveva mandata a
dire, Marzotto, uno dei nomi più importanti dell'industria tessile italiana
nonché uomo di prima fila del mitico Nordest produttivo. Non gli era piaciuta,
quella candidatura: "Massimo deve farsi le ossa ? aveva detto ? non è
detto che un buon imprenditore sia un buon ministro. Specie alle prime
armi". L'uscita marzottiana era stata vissuta male, al loft. Come
l'indizio di una distanza che il nome del presidente di Federmeccanica non
riusciva a colmare, nemmeno ad accorciare. La successiva, sfortunata,
performance di Calearo a Ballarò la scorsa settimana aveva fatto il resto,
instillando il dubbio che il Veneto fosse ancora una terra promessa impossibile
da raggiungere, un velleitario assalto al cielo, il lido lontano intravisto
dalla zattera dem. Va detto che il pullman veltroniano ha fatto rotta verso
quella zona del paese con animo disincantato, tipico di chi ci prova e in fondo
non ha niente da perdere, e vediamo se funziona. Ebbene, ha funzionato. Gli
uomini della Veltroni machine sono rimasti persino
sorpresi, bene a Venezia (e ricucitura con Cacciari), a Treviso la gente fuori,
gente a Rovigo, soprattutto migliaia a Vicenza. Bene pure a Padova, nel
pomeriggio, ma lì di solito le cose vanno un pochino meglio anche se il
segretario regionale veneto Paolo Giaretta ha commentato: "Sono trenta
anni che a Padova non si vedeva una piazza così piena". Diciamo venti,
quella sera di giugno del
( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
PAR CONDICIO
Confronti tra premier in tv, è buio tto (fls) Il braccio di ferro, ancorché
garbato nello stile, c'è. Da un lato la Commissione parlamentare di vigilanza Rai,
dall'altro l'Autorità garante delle comunicazioni: in mezzo viale Mazzini, che
non sa che pesci pigliare. Si farà o no il confronto
televisivo tra Berlusconi e Veltroni? Si faranno mai gli altri confronti tra i due big e i candidati
minori? Sì farà mai la trasmissione monstre con tutti i candidati premier
seduti attorno allo stesso tavolo ipotizzata dalla commissione parlamentare e
da Agcom? Il nodo sta arrivando al pettine: da ventiquattr'ore è infatti
scattata la seconda fase della legge sulla par condicio, che tutela la parità
di trattamento tra le coalizioni o le liste che abbiano espresso un candidato
premier. I conduttori finora si sono arrangiati alla meno peggio, i due pesi
massimi ? i leader dl Pd e del Pdl ? finora si sono sottratti ad un faccia a
faccia e i pesi mosca e piuma si sono stufati di azzuffarsi tra di loro.
Adesso, televisivamente, si rischia la paralisi. La parità di trattamento
dev'essere assoluta, dice la legge: perciò o proseguono i soliloqui dei
candidati, conditi da domande di giornalisti, oppure c'è la soluzione p r o p o
s t a dalla vigilanza Rai, recepita ieri da una delibera dell'Agcom: la
possibilità, negli ultimi dieci giorni di campagna elettorale, di contrapporre
tutti i candidati premier in un'unica trasmissione, in prima serata, della
durata di un'ora e mezza. Undici candidati premier, forse tredici se nelle
prossime ore il Viminale darà il via libera anche alla corsa di Giuliano
Ferrara e di Stefano Montanari, lo scopritore delle nanoparticelle, del partito
di Fernando Rossi. "Con la par condicio non avevamo alternative, ma ve lo
immaginate un confronto televisivo tra tutti questi qui cheekto- cheek? Perciò
penso che non se ne farà nulla", prevede il presidente della vigilanza
Mario Landolfi. Viceversa l'Agcom pensa che nell'ambito di trasmissioni
d'informazione, cui si riconducono programmi come Porta a Porta, Ballarò o
Matrix, ci sia il margine per organizzare singoli faccia a faccia: i conduttori
potrebbero organizzarne una serie, senza però far scontrare tutti contro tutti
(occorrerebbero un centinaio di serate) e assumendosi la responsabilità di
scegliere gli abbinamenti. A san Macuto replicano picche: il regolamento non si
cambia. Anche perché, dicono, basterebbe un ricorso per provocare poi i fulmini
della stessa Agcom su Rai e Mediaset. Oggi la Vigilanza si riunisce: ma per
discutere i costi delle conferenze dei candidati premier: la questione dei
confronti, dice Landolfi, per noi è chiusa.
( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
IL CASO CIARRAPICO
La candidatura dell'editore spacca il Pdl. La Russa: "Noi contrari
dall'inizio" Berlusconi contro An: "Fini era
d'accordo" (r. f. c.) Silvio Berlusconi è
irremovibile: Ciarrapico non si tocca. Anche a costo di creare la prima grave
grana all'interno del Popolo delle libertà con l'altro grande azionista,
Gianfranco Fini e la "sua alleanzuccia", come l'ha definita il
discusso candidato del Pdl. Il motivo che sta alla base della scelta del
Cavaliere è semplice e lo ha spiegato lui stesso ieri, abbigliato in camicia
nera: "Noi dobbiamo fare una campagna elettorale e dobbiamo vincere.
L'editore Ciarrapico ha giornali importanti a noi non ostili ed è assolutamente
importante che questi giornali continuino a esserlo, visto che tutti i grandi
giornali stanno dall'altra parte". Più che il candidato, insomma, è
importante tenersi buono l'editore. Una giustificazione che
per Walter Veltroni è "quasi peggiore" della presenza stessa in lista
dell'aspirante tamburino balilla. L'imbarazzo all'interno di An è evidente. Ma Berlusconi non è tipo da tirarsi indietro e se Fini dice che non ne sapeva
niente, prontamente il Cavaliere ribatte: "Anche An era d'accordo".
Ad aizzare gli animi dell'ala destra del Pdl interviene Francesco Storace, che
provoca gli ex compagni di partito spiegando che fu proprio di Ciarrapico
l'idea di ammantare i muri di Roma con centinaia di manifesti che mostravano
Fini a braccio teso in un saluto romano. "Non vedo Ciarrapico agli ordini
del capogruppo Gasparri in aula a schiacciare il bottone ? aggiunge il leader
de La destra ? anche perché forse sarà più impegnato a prendere a schiaffoni
quelli che ha querelato e stanno nella sua stessa lista. Non è uno spettacolo
edificante, che avrebbero potuto risparmiarci, perché vogliono fare il Partito
popolare europeo in camicia nera". "Dire che An era d'accordo è
improprio", sbotta Ignazio La Russa, che spiega: "Ho saputo sabato
mattina a Milano, prima della manifestazione del Pdl, della candidatura di
Ciarrapico. Ne ho parlato subito con Fini e ho espresso a Berlusconi
le nostre forti perplessità in ragione delle reiterate e pubbliche polemiche di
Ciarrapico nei confronti di An e del presidente nazionale". Niente da dire
invece , pare d'intuire, riguardo alle sue posizioni sul Ventennio. D'altra
parte, lo stesso candidato a sindaco della capitale Gianni Alemanno prova a
fermare la "fiera dell'ipocrisia" sulla candidatura dell'editore:
"Vorrei vedere chi può permettersi di fare la vergine indignata". Ad
alzare i toni contro il candidato premier del Pdl è invece il presidente dei
senatori di An Altero Matteoli: "Non è che si candidano le persone a
seconda di ciò che hanno, ma per ciò che possono portare all'interno della
coalizione. Non credo che si debba candidare qualcuno perché ha dei
giornali". E La Russa ribadisce l'invito all'editore-candidato: "Se
se ne sta un po' da parte fa un buon servizio a tutti". Anche se, precisa
il capogruppo in pectore Gasparri, "non credo che la democrazia corra
pericoli". Già, perché "Ciarrapico è un signore di mondo, che sprizza
la simpatia di un Fabrizi. Credete ? si chiede Berlusconi
? che una sua dichiarazione subito smentita sia così importante?". Lui
stesso non se la prende più di tanto per quelle affermazioni sulla sua mancata
partecipazione alle manifestazioni per il 25 aprile. Si limita a smentire
"di non aver detto la mia e di non essermi mai unito a chi ha festeggiato
questa data importanza della nostra storia". Per Veltroni,
"l'unica vittima di questa vicenda politica è An, trattata da Fi come
nessuno si tratta. Nessuno ha avuto il coraggio di dire ? afferma il leader del
Pd da Ferrara ? che non c'è spazio in Italia per dare continuità a chi ha
accettato le leggi razziali". Per Fausto Bertinotti "c'è un ritorno
di un uso politico della questione fascista. Ciarrapico lo dice in modo rozzo,
ma non ci è sfuggito che Fini ha detto che il 13 aprile sarà il giorno della
liberazione dalla sinistra ". Una frase che, per il candidato premier
della Sinistra arcobaleno, dimostra l'obiettivo della destra di
"rovesciare la storia della Liberazione, nella quale la sinistra è stata
la protagonista della nascita della nazione ".
( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Berlusconi invita a "parlar
d'altro", e si capisce. Invece questa storia di Ciarrapico candidato è una
metafora perfetta dello stato delle due coalizioni. Guardate, possiamo anche
astenerci dallo strapparci le vesti per il fascista impenitente, l'editore del
duce, il saluto romano. Giustamente è stato osservato che per Alessandra
Mussolini nel Pdl non s'è fatto altrettanto scandalo. Infatti il problema è un
altro. E solo così si spiega la furia autolesionistica con la quale Fini e
tutta An hanno reagito a questa storia, arrivando al punto di riattizzare loro
stessi la polemica, quando sarebbe bastato il silenzio per rubricare la vicenda
come mera propaganda dell'avversario. Berlusconi ha
tradito il proprio stesso progetto, e ha tradito Fini che vi aveva aderito. Ha
dimostrato una volta di più che se si sta con lui, non ci sono né condivisione
né solidarietà che tengano. Non essendo riuscito a comprare la desistenza della
Destra di Storace (come racconta Buontempo), cerca di ridurne l'impatto nella
regione-chiave del Lazio scagliandogli contro i giornali locali delle province
meridionali. Cioè invade un territorio tradizionale di An cavalcando il
peggiore nemico che Fini abbia nella sua area politica di provenienza.
D'accordo, non diamo giudizi etici. E non strilliamo al ritorno delle camice
nere. Troppo banale. Walter Veltroni però avrà gioco
facile a dimostrare che, nel nome del nuovo paradigma della coerenza, lui non
cerca accordi sottobanco e non va a caccia di voti che non sono assimilabili a
un progetto di governo riformista. Dall'altra parte, al di
là dei proclami del predellino, si gioca invece ancora con le regole vecchie:
si cerca di arraffare tutto e di tutto, che si tratti dello
pseudo-scudocrociato di Pizza o dell'editore nero. È proprio vero: Veltroni può perdere, ma ha un futuro. Berlusconi può
vincere, ma la sua storia finisce qui.
( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Marcello Sorgi IL
CENTRO SENZA PALLA Adispetto dei sondaggi che lo descrivono in grande ascesa,
le elezioni politiche in cui il Centro, per la prima volta dopo quattordici
anni, torna a competere con la Destra e la Sinistra, sono anche quelle in cui
parte con più difficoltà. Non doveva essere così, non sarebbe stato così, se lo
scioglimento anticipato delle Camere fosse arrivato, come molti prevedevano,
nel 2009. Invece la rottura di Mastella, l'improvviso collasso della
maggioranza prodiana e la chiamata alle urne degli elettori dopo soli venti
mesi di legislatura, hanno improvvisamente travolto un progetto in preparazione
da anni, accelerando la formazione del nuovo quadro politico basato su due
grandi partiti rifondati e riaprendo al momento per Berlusconi,
più che per Veltroni, la possibilità di tornare a
Palazzo Chigi. Prima di questa svolta, il disegno ruotava attorno al partito di
Casini, ma non solo, e puntava a uno svuotamento di Forza Italia e a una
riorganizzazione dei suoi voti e della sua presenza parlamentare, grazie
all'esaurimento della spinta del Cavaliere (dal quale, non a caso, il leader
dell'Udc aveva cominciato a prendere le distanze fin dall'epoca del governo di
centrodestra). Non più e non solo un piccolo Centro cattolico erede di quel che
restava della tradizione Dc. Ma un nuovo Centro largo e composito, nel quale
avrebbero potuto confluire tutte le spinte e le personalità della politica,
della cultura, della tecnocrazia e della società civile - da Monti a Montezemolo,
per usare una semplificazione, ai movimenti di base dei cattolici - da tempo
deluse dalle due modeste e speculari esperienze dei governi di centrosinistra e
centrodestra, e dall'impossibilità dimostrata di promuovere vere riforme al
loro interno. Un siffatto Centro, va da sé, avrebbe rioccupato stabilmente una
posizione di guida del Paese, negoziando i programmi di governo con alleati di
sinistra (più probabilmente) e di destra. È esattamente questa tela - da mesi,
per non dire da anni, in tessitura, sotto la luce del sole - che è stata
lacerata, prima dal sorgere di un inedito asse tra Veltroni
e Berlusconi, e poi dalla crisi e dalle elezioni. Oggi
Casini in persona riconosce che ha dovuto mettere insieme le sue liste, senza
andare tanto per il sottile, "in una settimana". Ed è evidente che
molti degli osservatori e dei mondi che guardavano con simpatia al suo progetto
si sono tirati indietro. Quel che occorre capire, a questo punto, è se - sia
pure in uno spazio politico ristretto - il nuovo Centro nato dall'alleanza tra
i diversi gruppi cattolici, dalla diaspora di una parte dell'Udc e dal ritiro
di Mastella, possa risultare competitivo, sul terreno in cui gli elettori
moderati giocano le loro scelte e determinano il risultato finale delle
elezioni. Ma anche in questo campo, è inutile negarlo, la strada è in salita.
Una volta infatti la competizione tra i due partiti maggiori - Dc e Pci - si
giocava sulla rappresentazione della società: interclassista e solidale,
secondo i cattolici; di classe e conflittuale, salvo vaghe eccezioni tipo
"patto tra produttori", per la sinistra. Oggi invece il monopolio
dell'interclassismo non esiste più: Veltroni, come Berlusconi, candidano insieme imprenditori e lavoratori, borghesi e operai,
precari e popolo della partita Iva. Se c'è una differenza, tra i due nuovi
partiti a vocazione maggioritaria, è che nel tempo Berlusconi, e per
lui Tremonti, hanno riscoperto posizioni stataliste che nel passato
appartenevano alla sinistra classica ed oggi a quella radicale. Mentre Veltroni ha colorato la sua strategia di striature di
liberalismo, che il Cavaliere addirittura lo accusa di aver copiato dalla prima
Forza Italia. Non esiste più un serbatoio privilegiato di voti moderati. Anzi
tutto avviene in una cornice di preteso moderatismo, in cui i leader si
rispettano, si confrontano ma non si scontrano, non si insultano più. Alla
fine, il massimo di polemiche può riguardare Ciarrapico, un vecchio marpione
fascista accreditato del controllo di un pacchetto di voti locali, che tra la neutralità
verso Veltroni e l'alleanza e il seggio al Senato
offertogli da Berlusconi, ha scelto la seconda
opzione. Resta il voto cattolico, il cui prezzo, stavolta, è più alto, stando
ai documenti dei vescovi e agli editoriali di Osservatore Romano e Famiglia
Cristiana. Come Veltroni e Berlusconi,
anche Casini ha dovuto prenderne atto. Quando la gerarchia e le voci del mondo
cattolico, dopo aver denunciato il "pasticcio veltroniano in salsa
pannelliana" e l'"anarchia dei valori berlusconiana", criticano
le più discusse candidature dell'Udc (vedi Cuffaro), è segno che non c'è alcuna
scelta preferenziale e un'indicazione di cautela per gli elettori credenti. In
un quadro radicalmente mutato, la corsa solitaria è insomma diventata più
difficile. Forse rimane al Centro il ruolo di sentinella, di denuncia, di
guardiano del probabile divario tra le promesse e la condotta di governo del
partito che risulterà vincitore. E ancora, quello di possibile alleato di chi
dei due vincerà alla Camera, ma magari avrà bisogno di appoggi per ottenere la
maggioranza al Senato. A meno che - sarebbe una novità, un'anomalia in Europa,
la conferma di una specialità italiana - i due maggiori partiti non decidano di
soccorrersi a vicenda, se necessario. E di dar vita a una Grande Coalizione,
che per la prima volta vedrebbe il Centro all'opposizione.
( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Retroscena Partito
il totoministri democratico E Walter sogna Sant'Egidio agli Esteri FABIO
MARTINI INVIATO A VERONA Walter Veltroni lo ha
confessato soltanto a pochi. Uno dei suoi principali obiettivi per le prossime
settimane è quello di inserire nella sua squadra di governo il leader della
Comunità di Sant'Egidio, Andrea Riccardi, negli anni diventato il ministro
degli Esteri in pectore del Vaticano. I due si conoscono e si stimano da anni e
nelle scorse settimane Veltroni aveva fatto un cauto
sondaggio per capire se Riccardi avrebbe gradito una candidatura nel Partito
democratico. La risposta è stata negativa, Veltroni se
l'aspettava, ma quel che interessava al leader del Pd era capire la
disponibilità per il dopo. Risposte definitive Veltroni
non ne ha avute e l'intesa è di riparlarne dopo le elezioni. Dunque non sarà
possibile spendere il nome di Riccardi nella fase elettorale, ma nell'ipotesi
(al momento davvero chimerica) di una vittoria del Pd, a quel punto Veltroni potrebbe tirare fuori dal cassetto un'idea
inconfessabile: Riccardi ministro degli Esteri. Al fondatore della Comunità di
Sant'Egidio l'esperienza non manca. Negli anni Riccardi non solo è diventato,
di fatto, il ministro del Vaticano per il dialogo interreligioso, ma è lui che
ha dipanato per la Santa Sede alcuni dei dossier più scottanti, da quello dei
rapporti con la Cina a quello della moratoria sulla pena di morte. A
Sant'Egidio, qualche anno fa ribattezzata l'"Onu di Trastevere", Veltroni conosce tutti. A cominciare da don Matteo Zuppi: il
parroco di Santa Maria in Trastevere, è un vecchio amico di Veltroni.
Da ragazzi Walter e Matteo militavano nei Comitati unitari, una delle tante
propaggini della Fgci, la federazione giovanile del Pci. Ma il rapporto più
importante è quello che lega l'ex sindaco di Roma con Andrea Riccardi che due
settimane fa ha accettato di presiedere il convegno voluto da Veltroni per "riconciliarsi" con i cattolici del
Pd. E in quella occasione Riccardi ha concluso la sua relazione con parole lusinghiere
per Veltroni: "La novità del Pd è la ricerca di
una sintesi politica di ampio respiro e di lunghe prospettive, sottratta
all'effimero del presente". Una fiducia che potrebbe preludere, in caso di
esito incerto delle elezioni, all'indicazione di un altro uomo di Sant'Egidio
per la squadra di governo, ma indubbiamente l'ipoteca della probabile sconfitta
è per Veltroni un handicap anche in altri casi. Il
leader del Pd sa che prima del 13 aprile sarebbe bene annunciare la personalità
destinata a guidare il dicastero dell'Economia. Romano
Prodi ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006,
Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo
Giulio Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non
daranno mai la loro disponibilità prima del 13 aprile. Per tanti motivi,
anche uno politico: proprio loro due sono i principali "indiziati"
per Palazzo Chigi in caso di pareggio. E anche se nel Pd non si è mai discusso
di squadra, alcune caselle sono quasi certe: sottosegretari alla presidenza
Goffredo Bettini e Walter Verini, un ruolo di primo piano (Esteri) per Massimo
D'Alema, Di Pietro alle Infrastrutture, Emma Bonino in un ministero tipo le
Telecomunicazioni, Pierluigi Bersani di nuovo allo Sviluppo economico, Umberto
Veronesi (Università e Ricerca, perché la Salute è accorpata al Lavoro), ben
quotate Rosy Bindi e Anna Finocchiaro, mentre pare che Umberto Eco abbia
declinato l'offerta veltroniana per la Cultura. E quanto al ministro del
Nord-est annunciato ieri da Veltroni, le sue parole
("Non so se sarà un ministro, una ministra, un politico, un
imprenditore") fanno capire che il nome non c'è ancora. Anche se i
principali indiziati sono due. Massimo Cacciari e Riccardo Illy.
( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
[FIRMA]AMEDEO LA
MATTINA ROMA Gianfranco Fini guarda al futuro. Tenta di mettere una pietra
sopra il caso Ciarrapico e immagina una collaborazione con il Pd di Veltroni, ma con Berlusconi a
Palazzo Chigi. Del resto, spiega il leader di An alla presentazione del nuovo
numero del bimensile "Con.", tra il programma dei Democratici e
quello del Pdl "non ci sono differenze così evidenti". La sua
previsione è che da parte di Veltroni ci sarà
"un'opposizione meno pregiudiziale" rispetto al 2001. Non dovrà
quindi essere vista come una "follia o un inciucio" la possibilità di
intese tra maggioranza e opposizione. Sarà "una semplice convergenza"
su alcune leggi e le riforme: "Una cosa normale in gran parte
d'Europa". Ovviamente affermazioni del genere hanno fatto scattare
l'allarme rosso tra i partiti minori. Per Udc, La Destra e la Sinistra
Arcobaleno è la prova provata di cosa ci aspetta dopo il 14 aprile. Ecco i
"promessi sposi", grida Oliviero Diliberto. E' il "Grande
Inciucio", la spartizione del potere tra Veltroni e Berlusconi, sostiene preoccupato Pier Ferdinando Casini. Il quale avverte
che non farà da stampella a nessuno, ma è pronto a sostenere un'ipotetica larga
coalizione solo se "sarà virtuosa". Tranquilli, assicura Veltroni, con gli avversari politici si discute, "ma non faremo mai
un governo insieme". Le parole di Fini aprono scenari inediti forse
dettati da sondaggi ballerini. Ma l'altra novità di ieri è che il leader di An
ha recitato la parte del moderato ("semmai del vecchio democristiano: non
ha il coraggio di dire che è pronto l'inciucio con i comunisti", affonda
il coltello Daniela Santanchè), lasciando a Berlusconi
quella più barricadiera. A Piazza del Popolo sono saltati i nervi al Cavaliere
quando i giornalisti hanno insistito su Ciarrapico e su quello
"sguattero" che il "Ciarra" ha affibbiato a Fini. Un
epiteto che ha dovuto smentire con "la Repubblica" per poi aggiungere
che Fini è invece un uomo che rispetta ("non dimentico che arrivò al
"Secolo d'Italia" quando ne ero editore e lui iniziò la sua carriera
politica con Giorgio Almirante"). Berlusconi ha
potuto così tirare un sospiro di sollievo, ma non ce l'ha fatto a resistere di
fronte alle domande dei cronisti. Ha caricato a testa bassa contro la sinistra
che sarebbe tornata ad essere quella di sempre. Ciarrapico fascista? E' uno dei
"mille candidati". E allora, "dobbiamo ricominciare a parlare
dei comunisti e degli orrori che hanno commesso?". Non era fascista
"quando portava via i giornali da Berlusconi e li
consegnava a Caracciolo?". Si tratta di affermazione
"incredibile", interviene un portavoce dell'ingegner De Benedetti:
"La verità è esattamente all'opposto. Il controllo del gruppo Mondadori fu
sottratto al legittimo titolare Cir grazie ad un gravissimo fatto di
corruzione". Ora basta con questa "indignazione a
intermittenza", si è inserito Fini. Con la smentita di Ciarrapico,
"la vicenda è chiusa: andiamo avanti, parliamo di campagna elettorale e
soprattutto di programmi". Già, i programmi che a suo parere non sono
molto diversi. Questo potrebbe favorire le larghe intese se dalle urne dovesse
uscire un pareggio al Senato. Ipotesi che Berlusconi
esclude categoricamente, convinto che la distanza tra Pdl e Pd è di 10 punti.
Mentre Veltroni sostiene che il distacco è di soli 5
punti, e che si tratta di una differenza che sarà colmata nelle prossime
settimane. E' la solita guerra dei sondaggi che serve a entrambe le parti a
galvanizzare le truppe. I nanetti invece mettono in guardia i due colossi
politici dal cantare vittoria. Ma soprattutto esorcizzano l'ipotesi di accordi
dopo le elezioni. "Chi parla di larghe intese - annota Savino Pezzotta
della Rosa bianca - dovrebbe spiegare agli italiani perché ci ha portato al
voto, sprecando tempo e risorse". Che la situazione non sia rosea lo
ammette però Bertinotti che parla di "situazione drogata" dalle due
maggiori forze. Con la conseguenza che ottenere "un buon risultato
elettorale è veramente difficile".
( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
SINISTRA ARCOBALENO
Spunta la candidata rom Fa l'attrice, ha 31 anni, è laureata e non ha figli: è
candidata alla Camera in Lombardia per la Sinistra Arcobaleno. Dijana Pavlovic
(foto) potrebbe essere la prima zingara eletta in Parlamento. È infatti serba e
romni (donna di etnia rom), e lavora come mediatrice culturale. "Il
comitato nazionale rom e sinti ha chiesto a tutti i partiti italiani di
candidare un suo rappresentante. La Sinistra Arcobaleno è
stata l'unica a rispondere", spiega Dijana. "Ma di certo, mai mi
sarei candidata con Berlusconi o con Veltroni. Non mi sarei messa in lista con chi vuole "patti di
sicurezza" o con chi vuole cacciare via dal Paese chi è diverso".
( da "Stampa, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Settimane è quello
di inserire nella sua squadra di governo il leader della Comunità di
Sant'Egidio, Andrea Riccardi, negli anni diventato il ministro degli Esteri in
pectore del Vaticano. I due si conoscono e si stimano da anni e nelle scorse
settimane Veltroni aveva fatto un cauto sondaggio per
capire se Riccardi avrebbe gradito una candidatura nel Partito democratico. La
risposta è stata negativa, Veltroni se l'aspettava, ma
quel che interessava al leader del Pd era capire la disponibilità per il dopo.
Risposte definitive Veltroni non ne ha avute e
l'intesa è di riparlarne dopo le elezioni. Dunque non sarà possibile spendere
il nome di Riccardi nella fase elettorale, ma nell'ipotesi (al momento davvero
chimerica) di una vittoria del Pd, a quel punto Veltroni
potrebbe tirare fuori dal cassetto un'idea inconfessabile: Riccardi ministro
degli Esteri. Al fondatore della Comunità di Sant'Egidio l'esperienza non
manca. Negli anni Riccardi non solo è diventato, di fatto, il ministro del
Vaticano per il dialogo interreligioso, ma è lui che ha dipanato per la Santa
Sede alcuni dei dossier più scottanti, da quello dei rapporti con la Cina a
quello della moratoria sulla pena di morte. A Sant'Egidio, qualche anno fa
ribattezzata l'"Onu di Trastevere", Veltroni
conosce tutti. A cominciare da don Matteo Zuppi: il parroco di Santa Maria in
Trastevere, è un vecchio amico di Veltroni. Da ragazzi
Walter e Matteo militavano nei Comitati unitari, una delle tante propaggini
della Fgci, la federazione giovanile del Pci. Ma il rapporto più importante è
quello che lega l'ex sindaco di Roma con Andrea Riccardi che due settimane fa
ha accettato di presiedere il convegno voluto da Veltroni
per "riconciliarsi" con i cattolici del Pd. E in quella occasione
Riccardi ha concluso la sua relazione con parole lusinghiere per Veltroni: "La novità del Pd è la ricerca di una sintesi
politica di ampio respiro e di lunghe prospettive, sottratta all'effimero del
presente". Una fiducia che potrebbe preludere, in caso di esito incerto
delle elezioni, all'indicazione di un altro uomo di Sant'Egidio per la squadra
di governo, ma indubbiamente l'ipoteca della probabile sconfitta è per Veltroni un handicap anche in altri casi. Il leader del Pd
sa che prima del 13 aprile sarebbe bene annunciare la personalità destinata a
guidare il dicastero dell'Economia. Romano Prodi
ufficializzò Tommaso Padoa-Schioppa tre mesi prima del 13 maggio 2006, Silvio Berlusconi ha già fatto sapere che a via XX Settembre andrebbe di nuovo
Giulio Tremonti, mentre i personaggi che potrebbero fare al caso di Veltroni (il governatore Mario Draghi, il professor Mario Monti) non
daranno mai la loro disponibilità prima del 13 aprile. Per tanti motivi,
anche uno politico: proprio loro due sono i principali "indiziati"
per Palazzo Chigi in caso di pareggio. E anche se nel Pd non si è mai discusso
di squadra, alcune caselle sono quasi certe: sottosegretari alla presidenza
Goffredo Bettini e Walter Verini, un ruolo di primo piano (Esteri) per Massimo
D'Alema, Di Pietro alle Infrastrutture, Emma Bonino in un ministero tipo le
Telecomunicazioni, Pierluigi Bersani di nuovo allo Sviluppo economico, Umberto
Veronesi (Università e Ricerca, perché la Salute è accorpata al Lavoro), ben
quotate Rosy Bindi e Anna Finocchiaro, mentre pare che Umberto Eco abbia declinato
l'offerta veltroniana per la Cultura. E quanto al ministro del Nord-est
annunciato ieri da Veltroni, le sue parole ("Non
so se sarà un ministro, una ministra, un politico, un imprenditore") fanno
capire che il nome non c'è ancora. Anche se i principali indiziati sono due.
Massimo Cacciari e Riccardo Illy.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
LA
TRAVERSATA NEL DESERTO MASSIMO GIANNINI Con tempra virile e mascella volitiva,
Silvio Berlusconi esorta la nazione: rialzati,
Italia! Con sguardo sereno e tono suadente, Walter Veltroni la blandisce:
ripeteremo il miracolo degli anni '60. Bentornati sulla terra. SEGUE A PAGINA
38.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Nel Pdl i posti
all'"altra metà del cielo" sono pochi: il 17-21%. Nel Pd invece
arrivano al 40% Effetto-soubrette e sospetti di "spinte" sulle donne
in lista delusioni bipartisan GIOVANNA CASADIO ROMA - Contro la candidatura
della bionda soubrette Barbara Matera, bellezza che al Cavaliere ricorda quella
della moglie Veronica in gioventù, c'è stata una sollevazione tra le donne
forziste. Infine, Gianni Letta, sabato scorso, ha convinto Silvio Berlusconi a scelte più avvedute e per la Puglia, in quota
rosa, è stata prescelta una altrettanto avvenente giovane donna, Elvira Savino,
con brillante curriculum, collaboratrice della rivista "Formiche". Ma
gli aggiustamenti di rotta non hanno impedito la quasi rivolta delle donne del
Pdl. Scontente? Furiose. Hanno fornito i numeri del malcontento: nelle liste
del Pdl le candidate sono circa il 21,5% alla Camera e il 17% al Senato. In
posizioni tutt'altro che eccellenti, tali insomma da non arrivare a quella
soglia del 25% di elette che era stata promessa dai leader. Se non fosse stato
per Ciarrapico, che si è preso la scena delle polemiche, questa storia delle
donne in lista e degli insulti che hanno accompagnato le candidature -
"sciampiste, letteronze, zoccole" - avrebbe tenuto banco. Nella metà
campo del centrodestra, Stefania Prestigiacomo si è chiusa in un "no
comment" irritato. Isabella Bertolini, quattordicesima in Emilia, lascia
intendere che in campagna elettorale si fa buon viso a cattivo gioco. Giulia
Bongiorno di An, ammette: "Non ci sono livelli accettabili di donne nelle
nostre liste, però le donne si faranno avanti a piccoli passi". Solo
Michela Vittoria Brambilla, la "rossa" del Cavaliere, capolista di
fatto in Emilia, sostiene che "va bene così, quel che conta sono le
competenze non il genere". Parla più volentieri di sé: non sono a caccia
di poltrone, dice, però "non starò seduta ad aspettare di pigiare un
bottone". A denunciare il brutto clima, è Alessandra Mussolini, segretario
di As, nel partito di Berlusconi. "Quando ho
letto di Lotito che definiva zoccole le candidate del Pdl, sa cosa ho fatto? Ho
chiamato Luxuria, perché bisogna finirla con le discriminazioni. Nel prossimo
Parlamento dobbiamo fare fronte comune". Con la transex del Prc, Mussolini
si era accapigliata in tv. Ma nell'altra metà campo, nel Pd, dove pure le
candidate sono il 42% (379 donne) e di queste almeno 100 saranno parlamentari
sicure, i malumori ruotano sulla discrezionalità delle scelte dei leader
maschi. Vilma Mazzocco, portavoce del Terzo settore, uno dei 45 saggi del
Comitato per il Pd, ironizza: "Bisognerà mandarle in giro con la baby
sitter queste giovani parlamentari... Il Parlamento non è una convention, bene
il rinnovamento ma c'è stata superficialità. Di un parlamentare ci si deve
chiedere chi rappresenta, come e perché". Riferimento implicito a Marianna
Madia? La Madia ha dovuto ingoiare amarissimi attacchi. Così come Daniela
Cardinale, figlia di Totò, ex ministro delle Comunicazioni, sulla cui candidatura anche Veltroni ha
declinato ogni responsabilità ("L'ho saputo solo a cose fatte"). La
giovane candidata è "amareggiata", il padre la difende: "Ha
bevuto la politica con il latte, si è impegnata e ora... ".
"Sciampista" lei e le altre giovani donne del Pd, per Maurizio
Gasparri. Che non si pente delle parole dette: "Cioè, mi dispiace
per le sciampiste, ma è stata una reazione alle definizioni di
"letteronze", "zoccolonze" indirizzate alle nostre
candidate". Barbara Pollastrini, la ministra delle Pari opportunità è
severa: "Questi insulti sono gravissimi scivoloni maschilisti. Ho fiducia
in Veltroni sulle donne in un futuro governo. No alle
polemiche nel Pd: se non metti i giovani a nuotare nessuno emergerà".
Intanto, le donne dell'Udi invitano ad andare al voto con una lettera scarlatta
all'occhiello per protesta contro le poche donne e le scelte pilotate. Una
bella ricerca su "Differenza di genere e democrazia" è stata
presentata ieri da Giovanna Altieri (Ires/Cgil) e da Marina Cacace (Asdo). Si è
parlato della "resistenza sistematica" alla presenza di donne nei
luoghi del potere. Daniela Santanché rivendica la novità rappresentata dal
fatto che è lei - leader della Destra - l'unica donna candidato premier.
Paradossi italiani.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Berlusconi: "Il Ppe è antifascista
Ciarrapico non conterà nulla" L'editore chiede scusa a Fini. E lui: il
caso è chiuso GIANLUCA LUZI ROMA - "Ciarrapico è solo uno dei mille
candidati. Non conterà niente". Berlusconi - dopo
che Fini ha accettato la lettera di scuse di Ciarrapico - cerca di mettere la
parola fine alla polemica sulla candidatura dell'imprenditore ciociaro, che da
tre giorni domina la campagna elettorale e scuote il Pdl. Il Cavaliere è in
piazza del Popolo per presentare i "200 camper della libertà" che
gireranno per l'Italia con il programma e il simbolo del Pdl. Forse per caso, o
magari no, proprio Ciarrapico precede di una mezz'ora Berlusconi
e si rifugia in una saletta riservata del caffè Rosati, un tempo suo. Fuori,
una piccola folla di telecamere, giornalisti e fans circonda il leader del Pdl
che arriva a piedi. E per la prima volta in questa campagna elettorale
rispolvera i toni aggressivi contro "i comunisti". A chi gli ricorda
che Ciarrapico non ha mai rinnegato il fascismo, Berlusconi
risponde partendo alla carica. "Su Ciarrapico la sinistra è tornata quella
di sempre. Si tratta solo di uno dei mille candidati del Pdl. Solo oggi vi
ricordate che è fascista? Allora dobbiamo riprendere a parlare dei comunisti e
dei loro misfatti? Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo. Lo
ricordate oggi - accusa Berlusconi - ma vi ha fatto
comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e
li consegnava a De Benedetti e Caracciolo. Volete che anche noi ricominciamo a
parlare dei comunisti, tantissimi candidati nel Pd?" Quanto a Ciarrapico
"ha smentito le sue frasi e comunque è un candidato indipendente che non
conterà niente nella politica del Ppe che è anticomunista, antifascista e
antitotalitarista". Ciarrapico forse non avrà gradito, ma la candidatura
ormai è blindatissima. Pazienza se con un significativo lapsus Berlusconi trasforma i "camper della libertà" in
pullman, il mezzo usato da Veltroni per la campagna
elettorale. Ecco pronta la battuta - un po' acida - per rimediare alla gaffe:
"Con il pullman nel Pd hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo
nelle case degli italiani...". In verità anche Tremonti, di recente, ha
fatto colazione a casa di una famiglia con relativo servizio su un popolare
settimanale. Ma Berlusconi ha anche l'inno personale
che ormai sta soppiantando Azzurra libertà. A piazza del Popolo risuona Meno
male che Silvio c'è: "Inno che mi lascia imbarazzato, canzone
assolutamente dentro il culto della personalità - scherza il Cavaliere - ma che
si fa ricordare e porta allegria". Non scherza affatto, invece, quando si
tratta di sondaggi. E alla Swg che fotografa una consistente rimonta di Veltroni replica: "E' la solita propaganda della
sinistra. I sondaggi veri non sono quelli. Gli istituti seri di sondaggi -
ribadisce in serata al Tg2 - ci danno ancora al 45,2%, mentre il Pd è al 35,4%.
Il che fa 9,8 punti di differenza, quasi dieci. Si tratta - sottolinea negando
la rimonta di Veltroni - della stessa situazione di un
mese fa, quando è cominciata la campagna elettorale". Quindi se Veltroni vuole superarlo, come la Roma vuole agganciare
l'Inter in cima alla classifica, "diciamo che la Roma ha un compito
difficile, Veltroni ha un compito impossibile". Ma i bookmaker inglesi on-line
notano invece un recupero significativo: la vittoria di Berlusconi è sempre quotata a 1,36 mentre quella di Veltroni a 4,40. Ma la percentuale di scommesse su Berlusconi è calata dal 58 al 53 per cento in una settimana, quelle su Veltroni è cresciuta dal 42 al 47 per cento.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Cuffaro Mastella
"Sì alla grande coalizione per le riforme ma non faremo la stampella di
nessuno" Casini: temo inciuci Pd-Pdl, i nostri valori non sono in vendita
Candidare Cuffaro? Non è giusto che le liste le faccia la magistratura
"Troppi calci a Mastella, per me è una persona perbene" EDOARDO
BUFFONI ROMA - "Temo che dietro l'angolo ci sia un grande inciucio, altro
che grande coalizione. Credo che dopo il 13 aprile avverrà
una spartizione di poteri tra Berlusconi e Veltroni, costruita sulle loro convenienze e noi non potremmo che fare
opposizione". Il candidato premier Pier Ferdinando Casini attacca Pd e
Pdl, e traccia la linea di condotta dell'Udc dopo il voto. Lo fa rispondendo
alle domande di più di 600 partecipanti al forum via Internet di Repubblica Tv.
Un dialogo serrato su tutti i temi più scottanti, dal rapporto chiesa-politica
alla candidatura di Cuffaro in Sicilia. In caso di pareggio elettorale, con chi
si schiererà il Centro di Casini? "Non abbiamo alcuna intenzione di fare
la stampella a Veltroni o Berlusconi
al Senato dopo il voto, e siamo pronti a restare all'opposizione. Detto questo,
se ci fosse l'ipotesi di una grande coalizione virtuosa per fare le riforme,
avremmo la responsabilità di esaminare questa situazione. Voteremo i
provvedimenti che sono nel nostro programma e che condividiamo. Ma sia chiaro:
non voteremo la fiducia a un governo che non sia sulla nostra linea. Nessuna
geometria variabile. Se dovessi coniare un spot direi: i nostri valori non sono
in vendita". Dunque nessuna alleanza dopo il voto? "Ho già detto che
per noi le alleanze si fanno prima del voto. Io ho una bussola: credo che il
trasformismo sia il cancro della democrazia. Noi non faremo sconti, né a Veltroni né a Berlusconi. Faremo
opposizione seria, moderata, intelligente". La candidatura di Cuffaro al
Senato in Sicilia non rischia di essere un boomerang? Anche Famiglia Cristiana
vi ha criticato per questo. "La candidatura di Cuffaro non è una novità,
abbiamo già spiegato che lo riteniamo una persona per bene. Ha una sentenza non
passata in giudicato e ha già rinunciato due volte all'immunità parlamentare e,
comunque, non è giusto che le liste le facciamo fare alla magistratura. Quelle
di Famiglia Cristiana sono critiche che vedo con grande rispetto. E' chiaro che
il mondo cattolico non deve fiancheggiare nessuno e deve parlare con tutti, ed
e' giusto che abbia anche un suo esercizio di critica costruttiva nei confronti
di tutti. Mentre mi sembra che gli altri siano intolleranti alle critiche, noi
le accogliamo. Comunque la Chiesa non ha dato e non darà indicazioni di
voto". Vi aspettavate un sostegno maggiore, più esplicito dalla Chiesa?
"No, anzi, mi sarei potuto aspettare qualcosa di meno. Lo ripeto: saremmo
dei primitivi con la clava in mano se ci aspettassimo una Chiesa che da
indicazioni di voto. La pluralità del mondo cattolico c'è da 30 anni in
politica. C'è comunque chi si comporta in modo coerente con quei valori. Non è
un caso che per il referendum sulla procreazione assistita Fini e Veltroni sono andati a votare e io no. Ciascuno è artefice
del suo destino e c'è chi vuole difendere i valori cattolici". In
Parlamento che posizione avrete sulla legge 194? "Dobbiamo attuarla in
tutte le sue parti, ma non è all'ordine del giorno una sua revisione". In
questa campagna elettorale Berlusconi la sta
attaccando duramente. "Berlusconi è stato
velenoso con me, ma vedrete che da qui in avanti non lo sarà più. Ha cercato di
schiacciarmi, ora vede che nei sondaggi cresciamo e non parlerà più di me. Uno
che vuole governare il Paese non può essere angosciato da me. Berlusconi negli anni sta diventando sempre più
ripetitivo". Un risultato sotto il 6 per cento per voi sarebbe una
sconfitta? "Vediamo cosa succede nei prossimi giorni. Ma vi ricordo che
solo un mese fa dovevamo essere schiacciati e scomparire. A quanti senatori
puntiamo? Il sistema è complicato, potranno essere 15 come 7". Cosa pensa
di Mastella escluso dalle liste? "Sono stati dati troppi calci dell'asino
a Mastella da persone che non avevano l'autorità morale per farlo. Lui è una
persona per bene". Si opporrà all'ingresso del Pdl nel Partito Popolare
Europeo? "La cosa non è all'ordine del giorno e quando lo sarà bisognerà
vedere se il Pdl esiterà ancora visto che non si è ancora capito se è un
partito. Il Pdl, come il Pd, ha affastellato tutto e il contrario di tutto,
guardate Ciarrapico. Quella è vera e propria mercificazione della politica.
Comunque che il Pdl si sia spostato a destra ormai è ovvio per tutti".
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina IX - Torino
Prevista una manifestazione in piazza con i candidati Pdl, un
contro comizio per oscurare Veltroni Il 20 arriva Fini al Teatro
Nuovo Difficile invece il ritorno di Berlusconi Il 18
marzo tutti in piazza per contrastare l'effetto Veltroni in città.
Finito il bailamme delle liste, placati gli accessi d'ira dei delusi, il Pdl si
dedica a due questioni, il caso di Asti ancora da chiudere (ma le chance di
Mariangela Cotto sono in ascesa) e l'avvio della campagna elettorale.
Che per martedì prossimo, giornata-evento per lo sbarco del pullman veltroniano
in città, dovrà dare il meglio di sé portando in una piazza del centro (molte
le opzioni, ma la decisione finale non c'è ancora) la folla delle migliori
occasioni. La mission è chiara: fare di tutto per oscurare l'arrivo della
potente macchina veltroniana. In assenza del Cavaliere, davanti ai gazebo
marchiati Pdl saranno schierati tutti i nomi forti di Forza Italia e del Popolo
della libertà. Se non bastasse, il "creativo" Agostino Ghiglia di An
annuncia di avere pronta un'arma segreta. Pensa ad un volantino double: da un
lato "Romano", dall'altro "Il Romano". Prodi e Veltroni come le due facce della stessa moneta. La
distribuzione partirà il giorno dell'arrivo di Veltroni
e proseguirà nei giorni successivi fino ad esaurimento della scorta. Giovedì
prossimo sarà poi il giorno di Gianfranco Fini, protagonista in serata al
Teatro Nuovo. Comizio classico in programma alle 21, con "caldo
invito" a tutti i rappresentanti della coalizione del centrodestra di
partecipare in massa per potenziare l'effetto. Nel pomeriggio, il leader di An
passerà da un colloquio privato all'altro. Ieri sera è partita in via ufficiale
la campagna elettorale di Forza Italia. Luogo scelto per l'avvio il Palalancia
di Chivasso, dove hanno sfilato tutti i candidati di Forza Italia, da Caterina
Ferrero, al coordinatore Guido Crosetto, da Enzo Ghigo a Osvaldo Napoli.
Ottocento posti a sedere tutti esauriti e molte richieste che non è stato
possibile soddisfare. Inevitabile la richiesta a iscritti, simpatizzanti e
sostenitori: un contributo di 30 euro per sostenere la campagna. Un prezzo a
misura di mille tasche che dovrebbe riuscire a far crescere in pochi giorni la
somma totale. (s.str.).
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina XII - Roma
Rosa Bianca, salta l'accordo con Rutelli Sondaggio Piepoli, centrosinistra
avanti. E Storace apre ad Alemanno La Sinistra: "Come spiegavamo ai nostri
un'alleanza con i sostenitori del Family day?" GIOVANNA VITALE è sfumato
nella notte l'apparentamento tra la Rosa Bianca e il centrosinistra, accordo
che avrebbe potuto rimescolare le carte e imprimere un segno diverso alla corsa
per il Campidoglio. Dopo aver rotto con l'Udc romano, infatti, il partito di
Baccini era quasi entrato nella coalizione che sostiene la candidatura di
Rutelli sindaco. L'intesa, raggiunta con il Pd nella mattinata di ieri, è stata
frenata nel pomeriggio anche dalla Sinistra Arcobaleno, che ha posto una
questione di metodo, oltre che di merito. Non solo Smeriglio, Sentinelli &
Co. nulla sapevano della trattativa in corso, illustrata dal coordinatore
democratico Riccardo Milana a cose praticamente fatte. Ma hanno soprattutto
fatto notare le difficoltà che avrebbero avuto nello spiegare al loro
elettorato un'alleanza con i sostenitori del Family day. Più accettabile
sarebbe stato se la Rosa Bianca avesse rinunciato al suo simbolo e dato vita a
una lista civica "Moderati per Rutelli" sul
modello di quella sperimentata da Veltroni alle
ultime elezioni. Proposta subito considerata irricevibile dai centristi, che
per primi si erano avvicinati e che poi nella notte hanno fatto saltare il
banco. "Abbiamo constatato che il legame tra Rutelli e la sinistra
massimalista rende impossibile l'apparentamento", ha spiegato il
consigliere ex Udc ora Rosa, Roberto Rastelli. "Noi non possiamo in
alcun modo rinunciare al nostro simbolo che rappresenta la lotta contro la casta".
Oggi a mezzogiorno, dunque, Baccini dirà cosa intende fare. Tenendo anche
presente i risultati dell'ultimo sondaggio realizzato da Nicola Piepoli secondo
cui "al primo turno Rutelli otterrà più voti del suo più diretto
avversario Alemanno, ma non riuscirà a vincere. Ce la farà invece al secondo
turno". E questo "a causa delle divisioni interne al centrodestra,
che avvantaggiano la coalizione opposta". Divisioni che se risultano
fondamentali per portare il centrosinistra al ballottaggio ("Rutelli potrebbe
paradossalmente vincere già al primo turno se il centrodestra fosse
unito") si rivelano controproducenti al secondo turno. Se insomma il Pdl e
la Destra non si dovessero alleare "Storace potrebbe essere colui che
consentirà la vittoria a Rutelli", conclude il sondaggista. A meno che non
cambi idea all'ultimo minuto. Come invece appare sempre più probabile. "Se
il Pdl ci lascia in pace e noi riusciamo a raggiungere il quorum per il Senato,
allora si può ragionare", ha aperto ieri il leader della Destra alludendo
all'inserimento di Ciarrapico nelle liste del Pdl. Ipotesi che si fa strada
anche a livello nazionale. Tant'è che ieri Silvio Berlusconi
in persona ha assicurato la sua disponibilità a fare campagna elettorale a Roma
per il ticket Alemanno-Cutrufo in caso di ballottaggio. Quindici giorni tra il
primo e il secondo turno durante i quali "molti dei campioni del salto in
corsa", s'è detto sicuro il presidente di An, Gianfranco Fini,
"scenderanno dal carro del vincitore e molleranno Rutelli". SEGUE A
PAGINA VI.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina IV - Palermo
IL SONDAGGIO Le rilevazioni dell'istituto Demopolis: al maggiore blocco di
centodestra il 50 per cento del gradimento Un siciliano su due per Berlusconi ma Veltroni risale di
cinque punti Gli autonomisti sono all'11 per cento, l'Udc con la Rosa bianca si
attesta sul 9 per cento Il partito degli indecisi è ancora molto forte: circa
il 24 per cento degli elettori Insoddisfazione per i nomi in campo richiesta di
maggiore controllo sui prezzi Rispetto alla ricerca precedente il
centrosinistra guadagna consensi ANTONELLA ROMANO TRA un mese, alla prima prova
del voto per Pdl e Pd, Silvio Berlusconi in Sicilia
sarà in vantaggio schiacciante rispetto a Walter Veltroni.
è quello che potrebbe accadere alle elezioni politiche nazionali del 13 aprile
secondo le previsioni dell'istituto nazionale Demopolis, che ha condotto una
recente indagine su un campione di mille siciliani. Dai dati raccolti dal
sondaggio risulta che il Popolo della libertà assieme all'Mpa, considerato in
netta crescita e favorito dalla candidatura a presidente del leader Raffaele
Lombardo, potrà contare in Sicilia sul 50 per cento netto dei consensi. In
questa prospettiva, il Partito democratico, assieme all'Idv, raggiungerebbe un
gradimento pari al 31 per cento, comunque in aumento rispetto agli umori
raccolti un mese fa. In dettaglio, secondo le stime di Demopolis, il Popolo
delle Libertà si posiziona al 39 per cento con l'Mpa all'11 per cento. Al 28 per cento arriva il partito di Veltroni, che fino
a un mese fa registrava solo il 23 per cento. Italia dei valori si mantiene
invece al 3 per cento. Lo scenario prospettato, che dà per vincente la
coalizione di Berlusconi, con un distacco di 19 punti da quella di Veltroni, riguarda al momento il quadro politico nazionale. Ma se
sono queste le intenzioni degli elettori siciliani, a un mese dal test del 13
aprile, con la coincidenza del voto per il rinnovo dell'Ars è possibile
immaginare un risultato non molto dissimile anche per le regionali. Quel che
emerge è che ci sarà un reciproco condizionamento tra le due elezioni. Tra
l'altro in Sicilia si vota con la preferenza e l'elettore sarà portato a fare
per due volte la stessa scelta. "La coincidenza con l'appuntamento
elettorale per il rinnovo dell'Assemblea regionale siciliana, che potrebbe
favorire in particolare l'Mpa di Raffaele Lombardo, condizionerà certamente il
risultato delle urne e il consenso ai partiti. Così come a influire sul
risultato ci sarà anche l'alto numero di indecisi, oggi al 24 per cento",
afferma il direttore di Demopolis Pietro Vento. La coalizione di centrodestra
con il 50 per cento può contare nell'Isola su un vantaggio in grado di
garantirle il premio di maggioranza per il Senato, con l'attribuzione di 15
seggi su 26. Gli altri 11 si dividerebbero tra il Pd di Veltroni
(con l'Idv) e l'Udc di Casini. La chiara ripresa del Pd è da addebitare,
secondo Demopolis, alla capacità dimostrata da Walter Veltroni
di evidenziare la novità della proposta politica e la discontinuità rispetto
all'esperienza del governo Prodi. Tanto che nel gradimento dei siciliani nei
confronti dei candidati premier del Pd e del Pdl la distanza è molto più corta:
Veltroni è al 53 per cento, con un solo punto in meno
rispetto a Berlusconi, al 54 per cento. Apprezzamenti
degli elettori siicliani anche per Bertinotti (35 per cento), Casini (43 per
cento), Boselli (24 per cento), Santanchè (26 per cento). Gli altri partiti
appaiono, secondo l'indagine dell'istituto, leggermente penalizzati dalla
polarizzazione del panorama politico: l'Udc (con la Rosa Bianca) si attesta
intorno al 9 per cento, la Sinistra Arcobaleno di Bertinotti al 6,5 per cento,
la Destra della Santanchè al 2,5 per cento. Sotto l'1 per cento i Socialisti e
gli altri partiti. Critico il giudizio espresso dal 52 per cento dei siciliani
sulle modalità di composizione delle liste per camera e Senato, dove non si
potrà votare con la preferenza. Infine, tra le priorità evidenziate dagli
elettori siciliani per il futuro governo del Paese ci sono al primo posto la
crescita dei salari e delle pensioni, al secondo e al terzo posto la richiesta
di politiche più efficaci per l'occupazione dei giovani e un maggior controllo
dei prezzi. Poi la sicurezza per i cittadini e le imprese, la riduzione delle
tasse e dei costi della politica.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina IX - Bologna
I luogotenente di Casini replica agli ex-amici. "Stanno facendo la
campagna elettorale per noi" "Nel 2009 ci verranno a cercare"
Galletti: cerca di far dimenticare che è in lista con Ciarrapico "Mi
sembra che la migliore campagna elettorale ce la stia facendo il Pdl". Il
deputato Udc Gianluca Galletti rispedisce al mittente le accuse dell'ex
compagno di partito Carlo Giovanardi. Definisce "ridicolo"
l'obiettivo del Pdl di raggiungere il 35% dei consensi in Emilia e alza le
spalle a chi accusa la Vela di sabotare la vittoria del Pdl per favorire il Pd:
"Noi siamo gli unici veramente alternativi a Veltroni.
Sono loro che tramano 'inciuci' con il Pd a Roma". Quanto alle
amministrative del 2009 sorride: "Se sono d'accordo su Guazzaloca ci
vengano a cercare loro. Noi non "cambiamo direzione"". Intanto
il 18 aprile Pier Ferdinando Casini aprirà proprio a Bologna la sua campagna
elettorale, alle 18,30 al teatro dell'Antoniano. Giovanardi sostiene che se
Casini non avesse fatto la scelta "incomprensibile" di andare solo,
il Pdl avrebbe vinto il premio di maggioranza al Senato anche in Emilia.
"Incomprensibili e ottuse non sono le nostre scelte ma le sue parole.
Giovanardi fa solo un disperato tentativo di far dimenticare di essersi
candidato nella stessa lista di Alessandra Mussolini e Giuseppe Ciarrapico, e
propone ragionamenti che nulla hanno a che vedere con la politica come la
vediamo noi, cioè come testimonianza di identità e valori". Valori
cattolici, s'intende. An dice che i cattolici sono anche nel Pdl però.
"Nessuno qui si propone come il partito dei cattolici. Il problema è
l'omogeneità di valori. Berlusconi stesso ha
riconosciuto che il Pdl è un partito "anarchico" da questo punto di
vista. Noi invece siamo molto più omogenei, tutto qui" Anche senza di voi
comunque il Pdl punta a prendere il 35% alla Camera. Le pare realistico?
"Tutte le aspirazioni sono legittime, certo bisogna stare attenti a che
non diventino "ridicole". Faccio loro i miei migliori auguri in ogni
caso. Noi abbiamo sempre l'8% come obiettivo, per entrare al Senato" E'
vero però che se vi foste accordati con il Pdl forse avreste sbancato anche in
Emilia. Non sarà che davvero la vostra scelta dia una mano
a Veltroni? "Non siamo noi a tramare con il Pd. L'unica preoccupazione
di Giovanardi, come di Berlusconi, pare quella di cercare di vincere le elezioni, a tutti i costi.
Anche a costo di allearsi col diavolo e di non riuscire a governare il giorno
dopo. Io dico che il vero voto utile è solo per l'Udc". Giovanardi
però non ha chiuso la porta a una nuova alleanza con l'Udc alle prossime
amministrative nel 2009. Purché siate voi a cambiare direzione. "L'ex
ministro Giovanardi qualche tempo fa è venuto a Bologna e si è espresso a
favore di Giorgio Guazzaloca come candidato sindaco. Per le amministrative può
venire a cercarci lui. Se non ha già cambiato idea, come fa spesso".
(s.b.).
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pagina IX - Bologna
Pdl, in Emilia il nemico è Casini Giovanardi: "La sua scelta sciagurata
serve solo a danneggiarci" La Brambilla annuncia l'obiettivo di
conquistare il 35% in regione SILVIA BIGNAMI Il Popolo della Libertà schiera la
sua squadra di deputati e senatori per il Parlamento, punta a tagliare il
traguardo del 35% in Emilia Romagna (Lega Nord esclusa) e sceglie il suo nemico
numero uno. Non il Pd ma l'ex alleato Pier Ferdinando Casini. Colpevole,
secondo lo stato maggiore del Pdl - in testa l'ex Udc Carlo Giovanardi, ora
capolista al Senato con Berlusconi - di sabotare la
vittoria del centro destra in regione. Anche se poi il Pdl non chiude le porte
a una possibile alleanza con l'Udc alle amministrative 2009, "nel caso
cambino idea e tornino a cercarci" dice Giovanardi. Calcoli e sondaggi alla
mano il neopartito berlusconiano resta comunque ottimista. Ieri il coordinatore
regionale di FI Giampaolo Bettamio ha fatto gli onori di casa e ha presentato
alla stampa i candidati in lista per Montecitorio e Palazzo Madama. L'obiettivo
è conquistare 20 seggi alla Camera e 8 al Senato e "scardinare anche in
Emilia Romagna il sessantennale potere della sinistra". Se poi il Pdl non
centrerà l'obiettivo la colpa sarà solo di Casini. L'ex amico di sempre, che
ora minaccia di sforbiciare consensi al centro e tra i cattolici, soprattutto
nella "sua" Bologna. "Ma non è vero che i cattolici sono solo
nell'Udc" attacca subito il coordinatore di An Filippo Berselli: "Di
cattolici ce ne sono dappertutto, sia in Forza Italia che in An". Ma
spetta proprio all'ex Udc Giovanardi usare le parole più dure contro il leader
della Vela: "Io sono rimasto dove sono sempre stato, dal
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Economia Domani
l'offerta finale di Air France pronto il via libera di Alitalia LUCIO CILLIS
ROMA - Nessuna condizione capestro, solo una analisi "realistica" del
quadro economico e industriale di Alitalia: Air France-Klm, fa filtrare da
Parigi la sua interpretazione della offerta vincolante. Domani è infatti atteso
a Roma, sul tavolo del ministro dell'Economia uscente Tommaso Padoa-Schioppa,
il dossier francese. Immediatamente dopo, sarà il consiglio di amministrazione
di Alitalia, guidato da Maurizio Prato, a dare il proprio benestare a tutta
l'operazione. La valutazione del Tesoro dovrebbe arrivare all'inizio della
prossima settimana. Una accelerazione presto spiegata: la cassa langue e nel
solo mese di gennaio sono evaporati 3 milioni al giorno contro 1,2 milioni
bruciati in media negli ultimi mesi. Dai 282 milioni di euro disponibili a fine
gennaio di questo passo non passerebbero 90 giorni prima del fallimento e
ancora meno (30 giorni) per la sospensione delle attività di volo che
necessitano di fondi per almeno due mesi di attività. Maggio è quindi l'ultimo
mese utile per non chiudere e andare avanti con l'aumento di capitale (tra 750
milioni ed un miliardo di euro) a carico dei francesi. Una volta incassato il
primo via libera all'operazione il numero uno della compagnia franco-olandese
Jean-Cyril Spinetta piomberà a Roma e in pochi giorni, entro Pasqua, dovrà
convincere i sindacati della bontà del suo piano di rilancio e incassare il via
libera scritto. Tagli ed esternalizzazioni previste saranno certamente
superiori a quanto annunciato a dicembre (erano 1.700 unità per il solo settore
Fly): secondo fonti vicine al dossier, Air France-Klm "non licenzierà
nessuno". Semmai per i circa 4mila che secondo le indiscrezioni sarebbero
destinati a lasciare Alitalia, si apriranno le porte di altre aziende. Infatti,
nella trattativa andranno considerati, anche i 7.600 lavoratori di Az Servizi
che saranno ridotti a circa 4.800 tra esuberi (una piccola parte) e passaggi
sotto i marchi Fintecna, Eds e Accenture. Nell'operazione in queste ore si
starebbe trattando per girare in futuro diversi dipendenti dei servizi di terra
da Fintecna a Finmeccanica. Ma sia il mondo politico sia quello sindacale
restano scettici di fronte alle voci che circolano attorno all'offerta vincolante
francese. "Le condizioni poste da Air France-Klm sono di natura tale che
ci vorrà del tempo per rimuoverle, ammesso che ci si riesca" ha detto ieri
il ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi. Pier
Ferdinando Casini a Repubblica Tv ha invece chiesto a "Berlusconi, Veltroni e Bertinotti di dire chiaramente che vogliono bloccare la
trattativa con Air France. Io - spiega - dico una cosa diversa: il governo deve
andare avanti e avere carta bianca, visto che alternative credibili non si
affacciano". E per il leader della Uil Luigi Angeletti il fatto che
"Air France-Klm desideri un ok dei sindacati non è un grande vantaggio
visto che la nostra opinione viene a valle di una complicata trattativa. Quindi
veniamo posti nella spiacevole condizione di mangiare questa minestra o saltare
dalla finestra".
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Nell'ex Ulivo e
nell'Udc i serbatoi degli incerti che decideranno la partita è verosimile che
il confronto diventi più aspro. A meno che il leader del Pdl abbia sondaggi che
gli danno la certezza della vittoria Calano i partiti maggiori. In parte li
penalizza la ricerca di consensi eterogenei, in parte la "bassa
intensità" della campagna (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Si allarga a 6,7
punti considerando i partiti "apparentati" (grazie al contributo
della Lega). Tuttavia, i due partiti maggiori arretrano un poco. Insieme, il
loro peso sul totale degli elettori passa dal 76% al 73%. Se ne avvantaggiano,
in parte, le liste che, fino a poche settimane fa, erano alleate mentre ora
sono concorrenti. La Sinistra Arcobaleno, da un lato. L'Udc e la Destra,
dall'altro. In parte, però, il calo subito dai due partiti principali favorisce
gli alleati: l'Italia dei valori e la Lega. Le ragioni di questa ripresa, per
quanto limitata, della "concorrenza" sul mercato elettorale sono
diverse. 1. Anzitutto, la presentazione delle liste e il conseguente avvio
ufficiale della campagna hanno reso visibile la presenza di altri partiti,
oltre ai due principali. Ciò ha allargato la "dispersione" delle
scelte, rendendo la competizione un po' più "proporzionale". E'come
se i consumatori del (super) mercato elettorale cominciassero a prendere
confidenza con i nuovi prodotti. 2. Il calo dei partiti maggiori è, inoltre,
dettato dalle difficoltà incontrate nella costruzione delle liste, nel
tentativo di attrarre i settori di mercato elettorale più diversi. E, in
particolare, i più critici. Così, il Pd ha candidato Massimo Calearo,
imprenditore del Nordest, orientato a destra: per intercettare i voti degli
imprenditori del Nordest, (largamente) orientati a destra. Mentre il Pdl ha
"reclutato" Giuseppe Ciarrapico, noto imprenditore romano, nostalgico
e un po' fascista: per drenare i voti romani e nostalgici attratti dalla Destra
di Storace. Per conquistare al Senato una regione determinante come il Lazio,
dove Ciarrapico pubblica numerose testate locali. Ha, inoltre, sollevato
malumori la collezione di candidati come etichette simboliche. I giovani e le
giovani: di varia cultura e professione. Possibilmente, di bell'aspetto. Per non
parlar degli operai. Veri. Sopravvissuti alle stragi nei luoghi di lavoro. Ma,
soprattutto, all'estinzione della specie. Quanto al Pd, l'accordo con i
radicali ne ha allargato i confini identitari. Ha, inoltre, "incluso"
una base di elettori limitata, ma coerente e fedele. Creando, tuttavia, disagio
e disaffezione presso l'elettorato cattolico. 3. Il minor grado di
polarizzazione, peraltro, è favorito dalla ridotta intensità del confronto fra
Pdl e Pd. Almeno, fino a una settimana fa. Il Pdl, in particolare, ha
concentrato la polemica sull'Udc. Offrendole visibilità e identità. Anche per
questo, sabato scorso, a Milano, Berlusconi ha
effettuato uno "strappo" rispetto al profilo basso tenuto fino ad
allora. Stracciando - letteralmente - il programma del Pd. Non solo perché
sopraffatto dal suo "spirito caimano". Anche per indicare apertamente
l'avversario. L'unico, vero "antagonista". Il Pd di Prodi, che Veltroni - l'illusionista - vorrebbe occultare. D'altronde,
una campagna così soft, questo dibattito "politicamente corretto",
rischiano di indurre gli elettori a votare in libertà, sfuggendo alla logica
(secondo alcuni, al "ricatto") del "voto utile". Ma, nella
fattispecie, danneggiano principalmente il Pdl. Il cui vantaggio dal Pd resta
ampio. Ma non incolmabile. Veltroni, infatti, continua a tenere testa a Berlusconi, nel
confronto diretto. Fra i candidati premier, è quello che riscuote maggior
fiducia fra gli elettori. La campagna elettorale, fino ad oggi, pare non averne
usurato l'immagine. Inoltre, il peso degli incerti resta molto alto.
Oltre un terzo degli elettori. Tra essi, la quota maggiore è costituita da
elettori che due anni fa avevano votato per l'Ulivo. Tentati, in larga misura,
dall'astensione. Incerto, peraltro, è il 30% di quanti nel 2006 avevano scelto
l'Udc. Questi dati suggeriscono che, prima del voto, molto può ancora
succedere. Ma indica anche i due diversi problemi, a cui i partiti maggiori
dedicheranno la loro campagna. Per il Pd: l'area della disaffezione e
dell'astensione, in cui staziona un settore molto ampio di elettori di
centrosinistra. Per il Pdl: l'elettorato orientato verso l'Udc (ampio, ma anche
molto incerto) e quello attratto dalla Destra (delimitato, ma territorialmente
concentrato e in sensibile crescita, nelle ultime settimane). Per questo
riteniamo che la campagna elettorale, nelle prossime settimane, sia destinata
ad accendersi, assumendo toni più aspri. Soprattutto per iniziativa di Berlusconi, che, quando si muove in modo educato e felpato,
come in questa fase, appare un po' legato. Sicuramente più a disagio di Veltroni. Uno specialista nel recitare la parte del
"buono". Mentre il Cavaliere dà il meglio di sé quando può liberare
il suo "animal spirit". Guardare dritto negli occhi l'elettore. Il
"suo" elettore. Dargli del tu. Parlargli in modo diretto. Da
imprenditore a imprenditore, da operaio a operaio, da ottimista a ottimista, da
casalinga a casalinga. Da anticomunista ad anticomunista. D'altronde, il
Cavaliere, ha già "strappato" rispetto allo stile ovattato delle
settimane scorse. Non vuole sorprese. E sembra disposto a risvegliare
l'antiberlusconismo. Che potrebbe convincere gli incerti di centrosinistra a
"votare". In modo "utile": per il Pd. Erigendo di nuovo il
muro di Arcore, però, Berlusconi rivolgerebbe agli
elettori orientati a votare per l'Udc e per la Destra un messaggio esplicito.
Non c'è alternativa possibile, fra il Pdl e la sinistra. Naturalmente, potremmo
sbagliare. La campagna potrebbe riprendere come prima - noiosa e politicamente
corretta. Soprattutto se, come dicono i sondaggi commissionati da Berlusconi, la partita fosse davvero chiusa e senza speranza
per gli avversari. In questo caso, non ci sarebbe motivo di alzare la voce,
spaventare i moderati, gridare al lupo e al comunista. Né di tuonare - ogni
giorno - contro i sondaggi taroccati (quelli degli altri). Per quel che ci
riguarda, per rispondere alle polemiche sull'argomento (sollevate non solo da Berlusconi), preferiamo ricorrere alle parole dell'Uomo
Comune disegnato da Altan, qualche giorno fa, sulla prima della Repubblica.
Alla richiesta di un sondaggista, intenzionato a intervistarlo, reagisce:
"Sì. Ma l'avverto che alla mia risposta non ci credo". Perché i
sondaggi non prevedono il futuro. Al massimo il presente. Non anticipano le
decisioni degli elettori. Ma solo le intenzioni.
( da "Repubblica, La" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Pdl avanti, ma tanti
voti ancora in bilico Divario di 6,7 punti tra le coalizioni. Veltroni più gradito di Berlusconi Atlante politico Per il
sondaggio di DemosΠ sale lievemente lo scarto rispetto al mese scorso. Il
leader del Pd vince la sfida personale con l'ex premier I miglioramenti più
netti messi a segno da Italia dei valori e Lega Nord ROBERTO BIORCIO FABIO
BORDIGNON Si è riequilibrato, nel corso delle ultime settimane, il
rapporto tra i due maggiori partiti e le altre formazioni in corsa per il voto
del 13 e 14 aprile. Pd e Pdl mostrano una lieve flessione, mentre crescono sia
gli alleati sia i partiti esterni ai due principali blocchi. Si allarga
leggermente lo scarto in favore della coalizione berlusconiana, che oggi supera
i sei punti e mezzo, ma gli incerti comprendono ancora oltre un terzo
dell'elettorato. E' quanto emerge dall'ultimo sondaggio dell'Atlante Politico,
realizzato da Demos per la Repubblica. Il distacco fra la coalizione guidata da
Berlusconi e quella guidata da Veltroni
è lievemente cresciuto rispetto alla rilevazione del 18-20 febbraio. Per ora,
tuttavia, la variazione assume dimensioni statisticamente trascurabili. Lo
scarto, intorno ai sei punti e mezzo, varia però sensibilmente nelle diverse
aree territoriali. Si ripropone, di fatto, lo schema di competizione già visto
alle precedenti tornate. Il vantaggio della coalizione che fa capo al Pdl resta
molto forte nelle regioni del Nord, mentre nelle tradizionali aree rosse i
rapporti di forza si rovesciano a favore del Pd. Più competitiva appare la
situazione nel Mezzogiorno (soprattutto in alcune regioni), per quanto la
coalizione guidata da Berlusconi goda ancora di un
significativo vantaggio. Se nelle ultime due settimane non si sono registrati
movimenti rilevanti negli orientamenti di voto, si possono però cogliere alcuni
effetti della campagna elettorale. La tendenza alla concentrazione dei consensi
sui due partiti maggiori resta forte, ma deve fare i conti con le polemiche e
le critiche concentriche degli altri soggetti politici, che denunciano
sistematicamente il duopolio e cercano di orientare il malcontento e la
disaffezione diffusa contro le possibili alleanze fra Berlusconi
e Veltroni. Pd (34%) e Pdl (39%) arretrano, ciascuno,
di circa un punto. L'Unione di centro non riesce, per ora, a coagulare i
consensi destinati, in precedenza, a Udc e Rosa Bianca (e rimane al 6%).
Mentre, "sulle ali", guadagnano consensi la Sinistra Arcobaleno
(6,2%) e La Destra (1,9%). A crescere sono però soprattutto i partner delle due
formazioni maggiori: Italia dei Valori, oggi al 4,5%; e, in modo speculare, la
Lega Nord, al 5.5%. Ad un mese dal voto, continua a riscontrarsi una vasta area
di incertezza nelle scelte di voto, manifestata anche da intervistati che
esprimono comunque un orientamento preferenziale per un partito, o almeno per
una coalizione. Segnalano esitazioni e difficoltà nella scelta soprattutto
alcuni settori sociali: i lavoratori autonomi, i disoccupati, le donne (e in
particolare le casalinghe), i cattolici praticanti, i residenti nelle regioni
meridionali e, in generale, gli intervistati meno istruiti. Si registra, poi,
una incertezza più elevata tra gli elettori che si collocano politicamente al
centro o che non sanno (o non vogliono) definire un proprio orientamento sulla
dimensione destra/sinistra. Nel frattempo, Veltroni
conferma il proprio appeal personale: seppure in lieve arretramento, il leader
del Pd conserva la maggioranza assoluta dei consensi (51%), restando in vetta
tra i politici più apprezzati. Fini, in calo al 48%, e Berlusconi,
al 41%, si collocano rispettivamente al secondo e al terzo posto. Al leader
centrista, Casini, va invece il 40% degli apprezzamenti. Nel testa a testa fra
i due principali contendenti per la poltrona di Palazzo Chigi, infine, Veltroni supera di misura Berlusconi:
36% a 32% l'esito del test "presidenziale" proposto dal sondaggio (ma
va notato che il 23% delle persone interpellate boccia entrambi i candidati).
( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Stai
consultando l'edizione del Veltroni: tra noi e il
Pdl è testa a testa E Berlusconi se la prende
coi comunisti Il distacco tra Pd e Pdl si riduce e Berlusconi rispolvera i
"comunisti" e lancia l'allarme brogli cercando di limitare i danni
prodotti dalla candidatura di Ciarrapico. Dopo averlo definito importante "con i suoi
giornali" per la vittoria, adesso il Cavaliere dice che "non conterà
nulla". Intanto da Trento e Bolzano Veltroni
annuncia una legge sulla sicurezza e che porterà nel governo un ministro del
nord-est. alle pagine 4, 6 e 7.
( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Stai consultando
l'edizione del Veltroni: primo, la sicurezza A Verona
il leader Pd lancia un doppio ddl: più forze dell'ordine e politiche sociali E
sui sondaggi dice: noi e il Pdl abbiamo ormai la stessa percentuale di Bruno
Miserendino inviato a Verona LO DICE ALLA FINE ringraziando il Veneto per il
calore di questi tre giorni: "Se vinciamo, nel futuro governo ci sarà una
persona che rappresenta il nordest, non so se sarà una donna, un imprenditore,
un amministratore ma ci sarà, e questo non accadeva da molti anni". Era
nell'aria l'annuncio, ma fa lo stesso un bell'effetto al palazzo della Gran
Guardia, nella centralissima piazza Bra. Verona, ultima tappa veneta, ha voglia
di riscatto e si vede: inseguito dagli strali leghisti di Galan e Maroni, Veltroni fa il pienone anche qui, come è accaduto spesso in
questo tour nel nord est. La Lega sarà forte, ma la platea si spella quando il
leader del Pd ironizza: "Sono quelli che fanno la secessione il lunedì, e
fanno accordi nei ristoranti romani il martedì". Il nordest avrà un
ministro (Calearo, Cacciari, chissà), e l'annuncio coincide con la
presentazione del pacchetto sicurezza del Pd, un doppio disegno di legge che in
caso di vittoria dovrebbe essere presentato in consiglio dei ministri entro i
primi cento giorni del governo. La filosofia è questa: più forze dell'ordine in
strada, più tecnologia al servizio del cittadino, misure di raccordo tra
sindaci e polizia e carabinieri, rafforzamento degli uffici giudiziari, più
mezzi. "Sicurezza senza razzismo", sintetizza Marco Minniti. Ma anche
senza vecchi stereotipi buonisti: "Chi sbaglia deve pagare... La sicurezza
non è né di destra né di sinistra, e per averlo detto mi sono preso molti
strali dalla sinistra radicale". Soprattutto, la sicurezza è l'altro corno
della questione nord-est, dopo fisco, burocrazia e infrastrutture, ed è il
terreno su cui il centrosinistra ha perso molti punti alle ultime elezioni.
Come dice Elisa Cavazza, candidata giovane ed emozionata, ma decisa, "è
soprattutto da noi che si è usata la paura dei cittadini per conquistare
consenso". La partita si gioca anche su questo tema: è difficile, ma non
impossibile. Sul palco Veltroni si è portato i
prefetti candidati Achille Serra e Luigi De Sena, Marcella Lucidi, Flavia
Mogherini. In platea ci sono Cofferati e Zanonato. Un'ovazione accoglie le
parole di Serra: "Non bisogna ingannare i cittadini, come dice chi
promette di cacciare fuori tutti i rumeni: questi proclami non risolvono i
problemi, è il rapporto delle istituzioni la carta vincente". Ovazione
anche per il sindaco di Torino Chiamparino: "Grazie Walter, sei stato
coraggioso, in politica ma anche sulla sicurezza, ricordiamoci
che Berlusconi ci aveva lasciato senza benzina nelle macchine della polizia...".
Quando Veltroni inizia a parlare una donna dal fondo urla:
"salvaci...". Ma c'è anche un'interruzione meno benevola. Veltroni parla di stipendi in sofferenza e sotto al palco un signore urla
"ci dica anche perché sono fermi". La gente si infastidisce,
ma Veltroni lo spiega perché le famiglie soffrono:
"perché dal 2000 i salari sono fermi, dal 2001 al 2006 la crescita è stata
zero e i conti pubblici sono andati a rotoli, perché tante promesse non sono
state mantenute, ecco perché". Applausi. L'economia irrompe per qualche
minuto. "Vengono brutti segnali dagli Usa e ci vorranno decisioni
difficili e coraggiose, l'Italia ha bisogno di un ciclo lungo di riforme, non
di un governo qualunque". Si potevano diminuire subito le tasse sui salari,
se la Destra avesse voluto, insiste Veltroni, e
sarebbe stato possibile perché noi abbiamo fatto la lotta all'evasione,
"perché Prodi ha risanato il paese per la seconda volta, mentre la Destra
ha fatto i condoni". Sì, la sicurezza c'entra. "Perché è alimentata
dal disagio e dall'ineguaglianza, dalla mancata inclusione sociale, dal
degrado". Sull'immigrazione la ricetta di Veltroni
è quella che i sindaci conoscono bene: inclusione, politiche sociali, braccia
aperte e aiuto concreto a chi si vuole integrare, durezza con chi delinque e
certezza della pena. "Le ideologie però non rispondono al problema della
sicurezza nella sua complessità", avverte Veltroni.
E rivolto alla platea attacca, senza nominarla, la Lega: "Attenti, c'è una
rappresentazione falsa della vostra terra, anche il centrosinistra ha sbagliato
in passato. Il Veneto vuole produrre, chiede uno stato più veloce e più
semplice, ma c'è chi vuole isolare il Veneto, e gli fa del male". Noi,
dice, abbiamo scelto di andare da soli, separandoci dalla sinistra radicale, ma
loro si sono separati dal centro. "Fa tristezza vedere al Senato uno che
fa il saluto romano", dice riferendosi al caso Ciarrapico. Veltroni saluta il Veneto e sbarca nel Trentino Alto Adige.
A Trento è bagno di folla, Giorgio Tonini, dell'esecutivo, lo accompagna e non
ricorda tanta gente a una manifestazione. Ma ci sono anche una decina di
leghisti e alcuni No-Tav che contestano. Veltroni non
si scompone. Finale a Bolzano, e qui c'è tempo per ricordare il dramma infinito
degli operai Thyssen. Al giro del Nord est mancano Trieste e Gorizia. Però Veltroni ne ha già tratto buoni auspici. Cita un sondaggio
secondo cui Pd e Pdl hanno la stessa forza. "Un mese fa era impossibile,
ora siamo a 4-5 punti da loro. Forza...".
( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Sul satellite, ma non come Laika. Come Gagarin Paolo Ojetti I
lettori mi perdoneranno se per una volta dedico queste poche righe non ai Tg
berlusconiani, ma alla persona di Emilio Fede che ieri sera, in diretta, mi ha
definito "signorino frastornato", "giovanotto" (cosa di cui
lo ringrazio: magari fosse), "scribacchino" dell'Unità che lo vuole
"sul satellite come la cagnetta Laika". Facciamo ammenda: lo vogliamo
sul satellite come Gagarin, che è persino diventato eroe dell'Urss. Potrei
chiudere qui la querelle con il noto proverbio in stile Ciarrapico: molti
nemici, molto onore. Ma il grande e piuttosto maturo
direttore Fede va oltre e immagina che un giorno Veltroni, leggendo
queste righe e non condividendo quanto vado scrivendo sulle faziosità del Tg4,
mi castigherà. Non ho la più pallida idea di come la pensa Veltroni, che pure è stato direttore di questo giornale. Non ho padroni,
ma capisco e solidarizzo con il collega Fede che, invece, un padrone ce l'ha,
eccome. L'unica cosa importante e stranota è che Rete4 occupa l'etere
abusivamente e che Berlusconi è l'unico capopartito al
mondo che ha il controllo assoluto su tre televisioni nazionali. Bisognerà
rimediare. Questo è il punto e basta.
( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del Se cambia il Nordest Ninni Andriolo Si capirà il 14 aprile se il
disincanto che si avverte nel Nordest per l'amarcord politico proposto dal
Cavaliere aprirà una breccia anche elettorale nel "muro" che separa
il centrosinistra da quest'area del Paese. C'è da rilevare, in ogni caso, che
le ripetute dichiarazioni leghiste che accompagnano il pullman di Veltroni, dimostrano un certo nervoso fastidio per
l'intrusione in terra veneta di un leader "della sinistra", che
chiede scusa per gli errori compiuti nei confronti del Nordest dalla parte
politica che rappresenta. E la Lega - che "la domenica parla di
secessione" e il lunedì fa accordi "nei salotti e nei ristoranti
romani" - è ormai l'ultimo fattore che consente a Berlusconi di "fare la differenza" con il Pd. I sondaggi Swg,
infatti, riducono a quattro-cinque punti il vantaggio del Cavaliere: al netto
del Carroccio - mette in rilievo Veltroni - Pd e
Pdl "hanno lo stesso livello percentuale". La rimonta democratica
dovrà fare i conti con il Nord, quindi. Con quella parte economicamente
più avanzata del Paese che nel 2006 bocciò l'Unione di Prodi. Nulla è scontato
in una campagna elettorale che aveva già decretato un sicuro vincitore che ha
perso poi velocità lungo la strada, ma il Pd spera in un'inversione di tendenza
che nel Nord-est sarebbe già un miracolo. Non si ferma lì, in ogni caso,
l'obiettivo di Veltroni. Il leader del Pd semina
perché i democratici possano raccogliere frutti anche in futuro, al di là della
scadenza elettorale. Veltroni parte dai problemi e
cerca di far germogliare un rapporto di fiducia che duri nel tempo. E se è vero
che la diffidenza di tanti piccoli e medi imprenditori, ex operai o figli di
operai, "che tutti i giorni si spezzano la schiena", si supera con i
fatti e non con le parole, è anche vero che gli argomenti - dalla sicurezza al
fisco, dal federalismo alla semplificazione burocratica - e i toni utilizzati
dal leader Pd hanno prodotto qualcosa di più della semplice curiosità e della
rispettosa attenzione. Veltroni propone il "patto
tra produttori" e boccia come arcaica la "lotta di classe" che
ripropone Bertinotti. E lo fa con maggiore convinzione da una terra dove,
peraltro, "i primi a non vivere i datori di lavoro come padroni sono i
dipendenti delle piccole imprese". Si vedrà, già il 14 aprile quanti
frutti darà a Padova, Vicenza o Verona l'offensiva dell'attenzione che Veltroni porta avanti, promettendo anche un ministro che
rappresenti il Nordest a Roma. In Veneto, intanto - a sentire i democratici -
"piazze e sale gremite per Walter come da tempo non si vedeva".
Massimo Calearo - l'imprenditore che tempo fa prometteva che mai avrebbe votato
centrosinistra e che oggi guida le liste Pd - si rivolgeva così, martedì
scorso, a un piccolo industriale vicentino intervenuto all'incontro con Veltroni: "So che tu e gli altri non avete mai votato
centrosinistra, ma mi basta che ci stiate pensando". Quanto peserà anche
nel Nordest l'immagine stanca di un Berlusconi
incapace di dispensare "miracoli"? E che - a dispetto della sicurezza
che ostenta - si mostra tanto vulnerabile da ricorrere a un nostalgico del
"ventennio" come Ciarrapico per esorcizzare il fantasma di un pareggio
al Senato? Ed è un caso se - a dispetto dei balbettii imbarazzati di Fini - le
parole più dure nei confronti dell'imprenditore ciociaro le abbia pronunciate
Umberto Bossi, l'unico che ne abbia chiesto l'esclusione dalle liste? Non basta
una candidatura romana per decretare chi vince o chi perde. Ma anche Ciarrapico
nel Nordest può "far pensare", aumentando il disincanto nei confronti
del Cavaliere. Bossi che prende le distanze, in fondo, è un segnale. La
giornata.
( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del La Costituzione è antifascista e va rispettata Cara Unità,dopo
le dichiarazioni esplicite di colleganza con la stirpe fascista di Giuseppe
Ciarrapico, candidato per il partito della libertà (libertà da chi e da che, ci
verrà mai spiegato un giorno?); dopo quelle assai più subdole di Gianfranco
Fini circa una liberazione da ascrivere non al 25 aprile, anniversario
nazionale della cacciata dall'Italia di fascisti e nazisti, bensì al giorno
delle future elezioni dopo la caduta del Governo Prodi che i suoi festeggiarono
a champagne e mortadella nell'aula del Senato, probabilmente in ricordo del
loro progenitore Benito Mussolini, che voleva tramutare il Parlamento in un
luogo di bivacco di manipoli, nonché a dose di eiaeiaalala e di saluti fascisti
in una piazza romana; dopo quelle ultraciniche di Silvio Berlusconi
("Lui, Ciarrapico, ci serve per vincere le elezioni"). Dopo tutto
questo, che fare? Ricordare l'art. 12 delle norme transitorie della
Costituzione? Non basta sarebbe necessario che il massimo esponente delle garanzie
costituzionali, cioè il presidente Giorgio Napolitano, al quale invierò questa
lettera, pretenda che i candidati e, tanto più gli eletti, facendo riferimento
a quell'articolo, dichiarino esplicitamente il loro distacco sociale, politico
e morale dalla dittatura.Franco Giustolisi Tanta gente per Veltroni: scegliete spazi all'aperto Ho partecipato a due comizi del
segretario Veltroni (Treviso e Pordenone) e quivi si è notata come in altre province
una grande partecipazione popolare, però secondo me sono stati privilegiati
luoghi all'interno, tipo teatri, cinema etc, con un limitato numero di posti,
lasciando all'esterno moltissima gente. Chiedo pertanto che gli organizzatori
cerchino di privilegiare luoghi esterni, per poter permettere a tanta gente di
poter assistervi senza problemi, anche perché si coinvolgono maggiormente
persone che passando in quei posti siano coinvolti negli splendidi comizi del
nostro segretario, che dovunque è andato ha lasciato un segno tangibile della
sua presenza, fatto che non succedeva da moltissimo tempo.Sergio Canal Diritti
di tutti o privilegio di pochi? Caro Direttore, stiamo vivendo il periodo
indubbiamente più pericoloso dal secondo dopoguerra ad oggi. L'accanimento così
morbosamente esasperato ed esasperante alla poltrona e non il doveroso rispetto
verso il proprio partito, ha portato la società e quindi la vita ad un
disequilibrio comportamentale tale da essere ritenuto a tutti gli effetti
pericoloso per il singolo cittadino e per le istituzioni. È scomparsa quella
meritocrazia che una volta portava chiunque in maniera serena e pacata ad avere
il sacrosanto rispetto e la dovuta fiducia verso le istituzioni e verso quei
valori morali, i quali, si mantenevano proporzionalmente stabili alla stabilità
di una politica che comunque aveva una ragione di esistere, dato il doveroso
rispetto verso gli elettori. Oggi allo stato dei fatti siamo in una società
fatta solo di doveri. I diritti spettano solo ai potenti ed ai servi dei
potenti. Si è innescato quindi un meccanismo altamente pericoloso per la vita
di chiunque, perché la gente ormai non ha gli elementi per credere in qualcosa.
Walter Veltroni ha preso il coraggio a due mani e si è
presentato per tentare di riportare il paese ad un equilibrio che gli
permetterebbe di uscire dall'attuale soglia di pericolosità. Grazie Veltroni. Grazie Direttore. Ines e Antonio Di Gregorio
Rispondetemi a queste domande Pongo alcune domande, grazie in anticipo delle
risposte: 1) perché nessuna trasmissione di Rai e Mediaset fino ad ora non ha
trasmesso l'ultima intervista di Paolo Borsellino e approfondito in studio
l'argomento sui rapporti tra la mafia e il cavaliere? Non è cosa utile
informare i cittadini su chi si candida per la quinta volta a guidare il
Paese?; 2) perché uno che ha il curriculum giudiziario del cavaliere, ha il
monopolio dei media, può candidarsi per la quinta volta?; 3) perché nessuno
ricorda che Berlusconi definisce i suoi elettori
bambini di V elementare?; 4) perché furono allontanati Santoro, Biagi,
Guzzanti, mentre Vespa colto in fragrante in un'intercettazione, è ancora al
suo posto? L'ultima volta che il cavaliere era a Porta a Porta, Vespa ha
risposto per lui alla domanda del direttore del Messaggero che lo stava
mettendo in difficoltà, alla faccia della par condicio. 5) come mai per l'ong
americana Freedom House l'Italia durante il governo Berlusconi
è scesa al 79° posto nel mondo, l'unico Stato europeo con una informazione
parzialmente libera? Dopo il cambio di governo, la stessa ong ha rilevato un
miglioramento fino a salire al 61° posto. Ma rimaniamo sempre dietro a
Kiribati, Tuvalu, Nauru e al Mali. Credete che l'Italia con il prossimo governo
Berlusconi supererà tutte le dittature del mondo
compreso il Sudan, Iran, ecc.? Livio d.b. Bananas e il senatore Cimmino Nel
febbraio 2006, nella rubrica Bananas, mi occupai dell'ex senatore Tancredi
Cimmino, all'epoca tesoriere dell'Udeur in dissidio con il leader Clemente
Mastella. Riprendendo in poche righe una notizia rilanciata da agenzie di
stampa e quotidiani, scrissi che Cimmino aveva "deciso di dirottare i
finanziamenti pubblici al quotidiano del partito "Il Campanile" in
una cooperativa da lui stesso presieduta" per ottenere una candidatura
"sicura" nel nuovo Parlamento. La notizia era accompagnata da un ricordo
delle gesta del defunto tesoriere della Dc, condannato più volte per
finanziamenti illeciti al suo partito, ancorché mai sospettato di aver
trattenuto una sola lira per sé. Il senatore Cimmino s'è sentito offeso da
quell'accostamento, anche perché la sua querelle con il suo ex partito si è poi
risolta e alcuni particolari del dissidio raccontati dai giornali si sono
rivelati nel frattempo imprecisi e dunque diffamatorii. Credo che, quando un
giornalista sbaglia, abbia il dovere di rettificare. È quello che intendo fare
anche questa volta dando atto al senatore Cimmino della sua correttezza.Marco
Travaglio Noi del rugby abbiamo a cuore i disabili Gentilissimo direttore, in
merito all'articolo apparso nell'edizione del 12 marzo del Suo giornale dal titolo
"Rugby, disabili in carrozzella dietro i cartelloni" Le chiedo
ospitalità per poter puntualizzare alcune situazioni. In primis mi preme
sottolineare che, da sempre, la Federugby si è dimostrata sensibile e
disponibile nei confronti dei disabili, partecipando spesso ad iniziative
benefiche a favore dei portatori di handicap. Lo stadio Flaminio, come Lei ben
sa, è al momento in fase di ristrutturazione. È, come si suol dire, un
"cantiere aperto". È in via di ammodernamento proprio per esaudire le
necessità e le esigenze di tutti gli spettatori. Credo sia pertanto naturale
che, attualmente, si possano incontrare disagi. Posso, comunque, affermare che
al fine di rendere una maggior e miglior visibilità ai disabili si è provveduto
ad alzare il bordo del settore loro riservato, proprio per evitare che i
cartelloni pubblicitari, posizionati a bordo campo, possano ostacolare la
visione delle fasi dell'incontro. Di più: sono stati anche collocati speciali
strapuntini per gli accompagnatori. Le posso assicurare che la situazione dei
portatori di handicap sta a cuore alla Federugby. Non fa parte della nostra
filosofia di uomini e di sportivi ostacolare il desiderio dei disabili di
coltivare le proprie passioni sportive. Cordialità. Gian Franco Bellè Ufficio
Stampa Federazione Italiana Rugby.
( da "Unita, L'" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
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l'edizione del RICCARDO PACIFICIIl portavoce e vicepresidente della Comunità ebraica:
non l'avremmo voluto, ma noi non facciamo politica, dialoghiamo con tutti
"Ciarrapico nelle liste? Ci preoccupa ma bisogna distinguere tra partiti e
candidati" di Maristella Iervasi / Roma Mettere il Pdl nell'angoletto
considerandolo un partito fascista solo perchè c'è Fini e adesso Ciarrapico, è
come dire che il Pd di Walter Veltroni che ha dentro
Massimo D'Alema con i suoi costanti pregiudizi su Israele, ha posizioni
nostalgiche". Riccardo Pacifici, portavoce e vicepresidente della Comunità
ebraica romana, mette uno stop ai pregiudizi e dice: "Occorre distinguere
tra partiti e candidati. Certo, vedere personaggi nelle liste elettorali come
il "Ciarra", fascista amatriciano, ci angoscia e ci preoccupa. Perché
la boutade del fascismo rivendicato, dell'editore ciociaro ma anche di una
certa candidata premier che non nomino (Santanchè, ndr) sono più pericolose
delle teste rasate. Possono innescare meccanismi perversi che all'oggi non si
colgono: il ritorno delle camicie brune di Berlino o quelle nere di Roma".
La comunità ebraica è spaventata da Ciarrapico? "I modelli dei nostri
vicini di casa non rappresentano l'icona del fascista tipico. Voglio dire: il
fascistone è un personaggio che nessun italiano inviterebbe a cena, neanche i
cosiddetti nostalgici. Ma quando nello stesso modo si muovono persone in doppio
petto, insospettabili, c'è da aver paura: perché possono far conquiste con le
loro azioni demagogiche e con i loro i comizi". Adesso Ciarrapico fa pure
il saluto romano dal computer della sala lettura di Montecitorio. Con una foto
salvaschermo. "È un fatto grave, che va stigmatizzato. Ma ci dobbiamo
preoccupare del fascismo all'amatriciana o delle conseguenze di una poca
attenzione in politica estera, del fondamentalismo islamico, del terrorismo, del
riarmo al nucleare dell'Iran? Cos'è più pericoloso, tutto questo o Ciarrapico
che è finito in lista con il Pdl? Di certo non l'avremmo voluto. Ma dobbiamo
stare zitti: la comunità non fa politica, dialoga con tutti". Siete alle
prese con un filotto elettorale: il 30 marzo avete il rinnovo del consiglio
della Comunità ebraica, ad aprile le urne per la politica nazionale e del
Campidoglio. Qualche indicazione elettorale? "Posso
dire che nella mia grande famiglia allargata ci saranno molti che voteranno per
Veltroni e molti per il Pdl. E poi ci sono, purtroppo gli indifferenti
che dicono: il partito di Berlusconi è comunque fascista e il
Pd di Veltroni resta sempre comunista. Un grave errore, che non aiuta alla
creazione di due schieramenti. Anzi tre, c'è pure Casini". Lei
disse: "Non c'è nulla di male a votare Walter Veltroni".
Lo pensa ancora? "L'esperienza che la nostra comunità ha avuto con Veltroni è incredibile: sempre presente e al nostro fianco
ad ogni efferato attentato suicida in Israele, ad ogni commemorazione. Tanto
che i blog di chi inneggia al terrorismo suicida scrive: Veltroni,
più in Sinagoga che al Campidoglio. E poi quel gesto che rimarrà nella
storia... C'era al governo Berlusconi, tutti
incontravano Tareq Aziz, solo Veltroni si rifiutò. E ancora:
il grande impegno sulla Memoria e il museo della Shoah di Villa Torlonia".
Fin qui l'elogio, ma al dunque? "Credo che qualora Veltroni
dovesse diventare premier, sarà garante di tutto: politica estera, Shoah,
Memoria, per capacità di ascoltò dei nostri valori e valorizzazione della
nostra storia, che non è solo quella dell'icona ebreo intesa come vittima della
Shoah o "persecutori" in Medio Oriente. E ancora una cosa: conosco i
programmi elettorali: in politica estera Berlusconi, Veltroni e Casini hanno molto in comune".
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-13 num: - pag: 10 categoria:
REDAZIONALE Il Cavaliere: così mangia a sbafo Corsa al pranzo con Walter Dalla
ragazza madre agli anziani ex dc e pci ROMA - Sarà pur vero che mangia "a
sbafo", come gli ha rimproverato Berlusconi, ma
alla padrona di casa porta sempre un vassoio di pastarelle e gli italiani quasi
se lo litigano. Per mettere a tavola Walter Veltroni e
rimpinzarlo di agnolotti o pappardelle hanno scritto "in migliaia",
giurano quelli del pullman. "Caro Walter, nonna Gina fa le migliori
lasagne dell'Emilia". Inviti formali o strappalacrime, lettere vecchio
stile con busta e francobollo ma soprattutto mail, 500 quelle approdate con un
clic nella sola casella elettronica del pullman. Una gara tra il politico e il
culinario dalle Alpi alla Sicilia, dalla cassiera Coop della Toscana
"rossa" all'imprenditore del Nordest. E mentre le candidature degli
aspiranti padroni di casa si accumulano sui tavoli del loft, l'aspirante
premier - che non ha certo fama di gourmet - mette su pancia e dal palco dei
comizi si affanna a giurare che no, lui non ingrassa: "Brucio tutto,
io...". Per dire di Mirko Lami, l'operaio di Piombino che dieci giorni fa
ha vinto alla "lotteria" del Pd: "Questo pranzo me lo sono
ritrovato tra capo e collo. Mi chiamano e mi dicono "sabato Veltroni verrà a casa tua a pranzo". Ma che, siamo su
Scherzi a parte? ". Se potesse, l'ex sindaco di Roma entrerebbe in tutte
le case d'Italia e con ogni famiglia farebbe la foto ricordo dal balcone, ma il
tempo è quello che è e dunque tocca scegliere. La coppia operaia di Carpi che
ha provato a sedurlo con le poesie di Neruda o il prof di Avellino che spera in
lui non tanto per "cambiare l'Italia" quanto per riabbracciare i tre
figli grandi? L'imprenditore berlusconiano di Verona "interessato alla
politica fiscale del Pd" o gli sposini con B&B nel Salento, che
vedendolo in tv col viso un po' tirato lo hanno invitato a riposarsi da loro?
"Non è per farci pubblicità, se vieni togliamo l'insegna". E chi ha
il cuore di scartare i due anziani di Paestum, lui fanatico di Moro e lei di
Berlinguer? "è il loro compromesso storico", ha scritto la figlia
Katia. Fino ad ora il leader del Pd ha accettato inviti da famiglie molto tradizionali
ma prima o poi, a giudicare dalle lettere che arrivano, la scelta si imporrà:
non è famiglia anche l'avvocatessa di Parma, ragazza madre con un figlio di tre
anni? Deciderà il leader, che si vanta di visionare personalmente la posta in
arrivo all'indirizzo "stampabus". La scrematura delle autocandidature
si fa a Roma, capolinea del pullman democratico, ma sembra che le proposte
avanzate dai dirigenti locali godano di corsia preferenziale. In commissione
d'esame anche il regista del viaggio elettorale Lino Paganelli e Giovanni
Lattanzi. Veltroni lo chiama "il pesce
pilota", perché tocca a lui buttare un occhio fra tinello e cucina nelle
case prescelte e predisporre le piazze per l'arrivo del leader. Ma il gran
responsabile del concorsone "indovina chi viene a pranzo?" è Ermete
Realacci, mente e cuore della campagna. Lui i banchetti in famiglia li chiama
"carotaggi della società" e teorizza che per andare "davvero in
profondità" bisogna scegliere famiglie "di confine". Ha quindi ottime probabilità di apparecchiare per Walter il
diciottenne milanese con mamma veltroniana e papà berlusconiano. Monica
Guerzoni I dolci Veltroni arriva dalla famiglia Fonfanelli di Ozzano A tavola Veltroni e Chiamparino a Torino dai Maviglia Pd Ermete Realacci.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Economia - data: 2008-03-13 num: - pag: 35 categoria:
REDAZIONALE Mediaset Endemol esamina acquisizioni negli Stati Uniti e Gran
Bretagna Confalonieri: i telefoni? Nessun governo ce li darebbe MILANO -
"Chiunque sia l'inquilino del Palazzo non ce la farebbe fare". Fedele
Confalonieri, presidente di Mediaset, non rinuncia alla battuta sul Fattore P,
la politica. Che alle elezioni vinca Silvio Berlusconi o Walter Veltroni, la sostanza non cambia: una fusione fra Telecom Italia e il
gruppo di Cologno Monzese sarebbe impossibile. Eppure, presentando ieri alla
comunità finanziaria i risultati 2007, Confalonieri ha ribadito che il
matrimonio fra telecomunicazioni e media avrebbe senso. "Sarebbe
una cosa ragionevole - osserva -. Tanto che lo stesso Marco Tronchetti Provera
aveva incontrato Rupert Murdoch proprio per parlare di contenuti. Perché è
questo il futuro di Telecom". Ma, in realtà, oltre alla politica ci sono
anche altre ragioni a sbarrare la strada a Mediaset: "Arrivare a una
fusione significherebbe diluirsi in modo così importante da perdere la nostra
identità - ammette il presidente -. Non ne vale la pena". Pur costretti a
lasciare nel cassetto il loro sogno proibito, i vertici del Biscione hanno
comunque sottolineato ieri la buona performance realizzata in un 2007
"molto difficile": ricavi per 4,082 miliardi (+8,9% sul 2006), utile
netto di 506,8 milioni (dai 505,5 dell'anno scorso), raccolta pubblicitaria per
2,88 miliardi (+ 1,1%). E il 2008 è iniziato con la pubblicità cresciuta del 5%
in gennaio e febbraio e poi rallentata a più 3% il mese seguente. "Per il
primo quadrimestre dovremmo confermare il più 5% - ha sottolineato
l'amministratore delegato Giuliano Adreani -. E, vista la partenza, a fine anno
faremo certamente meglio che nel 2007". Ma su questi dati il mercato ha
espresso la sua delusione, tanto che ieri il titolo Mediaset ha ceduto in Borsa
lo 0,38%. Dal canto suo, il vicepresidente esecutivo Pier Silvio Berlusconi ha confermato che il gruppo punta sempre più
sulla tv digitale terrestre, soprattutto attraverso i contenuti pay per view
con le carte prepagate: un servizio che attualmente può già contare su
2.420.000 clienti. In vista c'è anche un accordo con Sky per offrire su
abbonamento alcuni programmi della compagnia che fa capo a Murdoch. Il 2008
sarà poi l'anno di Endemol, la multinazionale olandese di produzione televisiva
(celebre per format come "Il grande fratello" o "Affari
tuoi") che Mediaset ha comprato insieme a Goldman Sachs e John de Mol e
che ora, come ha spiegato Piersilvio Berlusconi, ha
avviato "analisi approfondite " per acquisire società in Usa e Gran
Bretagna. Giancarlo Radice Fedele Confalonieri Pier Silvio Berlusconi.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-13 num: - pag: 44 categoria:
REDAZIONALE Italians di Beppe Severgnini Politica, scuola, giustizia L'Italia
privatizzata "H o visto cose che voi umani non potete immaginare...
candidati che combattono col volto in fiamme al largo dei bastioni di Veltroni. E ho visto i raggi B(erlusconi) balenare nel buio
vicino a Porta a Porta con Mannheimer. E tutti quei momenti andranno perduti
nel tempo come lacrime nella pioggia ... è tempo di morire. Dal ridere?".
Ispirato da un lettore, ho cambiato qualcosa nel celebre addio del replicante
Roy Batty in Blade Runner (www.youtube.com/watch?v=ZQcUS4chhc4). Un po' di
fantasia è necessaria, per non farsi prendere dello scoramento elettorale. In
Italia, infatti, non girano solo i replicanti. Segnalo un fenomeno meno
insolito, ma più inquietante: la privatizzazione. Non quella che piace a The
Economist, però. La privatizzazione in cui siamo bravi è un'altra: prendere
qualcosa che è di tutti, e farlo nostro. Per sempre o per un po': dipende.
Prendiamo la politica. Il Popolo della Libertà (Pdl) è il risultato di
un'acquisizione (Forza Italia assorbe Alleanza Nazionale, e cambia nome). Chi è
il presidente e amministratore delegato lo sappiamo bene: il centrodestra, dal
1994, è un affare privato di Silvio Berlusconi.
Candidato per la quinta volta alla guida del Paese, ideatore di una legge
elettorale che lo rende onnipotente nella formazione delle liste. Senza nulla
togliere al fascino e all' abilità del personaggio, non c'è dubbio che siamo di
fronte a un caso clamoroso di privatizzazione politica, senza uguali al mondo.
Nel centrosinistra va meglio? Be', per arrivare a Walter Veltroni
ci sono state le primarie, ma somigliano a quelle americane come Little Tony
somiglia a Elvis Presley. La privatizzazione, qui, assume un'altra forma. Siccome
è il turno di Walter Veltroni (c'è stato quello di
Prodi, di Rutelli, di D'Alema), nessuno osa fargli ombra. Risultato: il Partito
democratico, che avrebbe bisogno di tutto l'aiuto possibile, rinuncia ai suoi
campioni. Dove sono Illy, Soru, Penati, Errani, Cacciari? In quale sgabuzzino è
stato chiuso Chiamparino, uno dei pochi capace di prendere voti al Nord? La
politica privatizzata non sorprende perché tutta l'Italia è privatizzata.
Pensate al mondo accademico: i professori, salvo eccezioni, ritengono che la
cattedra gli appartenga, e si scelgono collaboratori e successori (spesso tra i
parenti), alla faccia dei concorsi. Guardate il mondo giudiziario: i tribunali
sono spesso dominati da una persona, che diventa padre-padrone di qualcosa che
non è suo. Osservate cosa accade nelle società di calcio: i presidenti sono
guru, papà, vati e mecenati. Studiate il mondo delle comunità religiose, e quei
sacerdoti cui Candido Cannavò ha appena dedicato un libro ( Pretacci. Storie di
uomini che portano il Vangelo sul marciapiede, Rizzoli). Ce ne sono di ottimi,
di buoni e di discutibili. Hanno in comune un egocentrismo pari all'altruismo.
Se va bene, abbiamo un santo. Se va meno bene, un don Gelmini. Così dovunque:
pensateci. www.corriere.it/italians www.beppesevergnini.com \\ Silvio, Walter,
i professori: prendono una cosa di tutti e la fanno propria.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Opinioni - data: 2008-03-13 num: - pag: 44 autore: di
GIOVANNI SARTORI categoria: REDAZIONALE IL SOMMERSO DEI PROGRAMMI Una
democrazia al verde SEGUE DALLA PRIMA Giuseppe Turani stima che la rete
ferroviaria da rifare costerebbe 30-40 miliardi, e che "per diventare (in
materia di viabilità) un Paese moderno in media con gli altri Paesi europei
dovremmo spendere nell'arco di una ventina d'anni almeno un altro Pil al completo".
Basta e avanza così? Purtroppo no. Perché tra le partite ad alto costo c'è
anche la partita ecologica e dell'incombente disastro climatico. In materia i
nostri Verdi fanno ridere o fanno danno. Per loro il problema principale è di
bloccare strade, ferrovie e fabbricati "brutti", nonché il grosso
degli impianti per l'energia elettrica e la rigassificazione del metano. Il
brutto non piace nemmeno a me. Ma è irresponsabile raccontarci che il
fabbisogno energetico (in vertiginosa crescita) sarà fronteggiato dal sole e
dal vento. Nel contempo si limitano a piangere, soltanto l'estate, quando i
nostri boschi bruciano; e il ministro Pecoraro Scanio si è distinto nel
bloccare a Napoli i termovalorizzatori perché il suo collegio elettorale è,
appunto, Napoli. Abbiamo sottoscritto gli accordi di Kyoto, dopodiché le nostre
emissioni di gas serra (il vero problema) hanno superato del 13% il limite che
abbiamo accettato. La verità è che sia Berlusconi che Prodi del riscaldamento della Terra si sono strafregati, e
nemmeno Veltroni si stravolge più di tanto. Quanti Pil verrà a costare, quando i
nodi verranno al pettine (sarà presto), questa cecità? Nessuno lo sa né lo vuol
sapere. Infine c'è il costo del federalismo promesso a Bossi da Berlusconi. Nei programmi è un costo non contemplato, come
se spezzettare il Paese in parecchie Sicilie aggiuntive non comportasse un
esiziale aggravio di sprechi clientelari e di ogni sorta di disfunzioni.
Pertanto quando si osserva che i programmi del Pd e del Pdl si equivalgono, si
dimentica che se Berlusconi vincerà dovrà pagare a
Bossi il salatissimo prezzo del suo sostegno. Ripeto, nessuno lo nota ma su
questa partita Berlusconi, e soltanto lui, ci costerà
molto caro. Cerchiamo di fare il punto a oggi. Siamo una democrazia troppo
indebitata? Sicuramente sì. Siamo anche una "democrazia in deficit",
per dire che le uscite superano regolarmente le entrate? Per ora è ancora così;
e dubito sulla redenzione prevista per il 2012. La cosa certa è, invece, che
siamo una "democrazia al verde", senza un soldo in tasca, e che ha
raschiato il fondo del barile (ci resta soltanto la risorsa, poco saggia, di
continuare a vendere il patrimonio dello Stato). Si risponde che siamo pur
sempre una "democrazia in crescita" in termini di Pil. Ma questa
crescita è modestissima. Eppoi il Pil a questo effetto non è un buon
indicatore. Il dato significativo è che oggi, secondo i dati Ocse, il potere di
acquisto dei nostri lavoratori è del 18% circa inferiore a quello dei Paesi
dell'euro. E siccome ci mancano i soldi per rimediare, il mio sospetto è che
noi siamo una "democrazia in decrescita" e cioè caduta nel vortice di
uno sviluppo non sostenibile che distribuisce più di quel che produce.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-03-13 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Centrodestra Si prepara, con qualche sorpresa, la manifestazione di
sabato a Corviale con Berlusconi e Fini Il Pdl a
caccia di "testimonial" della porta accanto Chi l'ha detto che il
testimonial deve essere per forza un vip o una "bellona" di turno?
Nel Pdl che cerca di prendersi Roma ribaltando i pronostici, e in una campagna
elettorale dove il leit-motiv è parlare di problemi che stanno davvero a cuore
alla gente (alloggi popo-lari, asili nido, rilancio delle piccole e medie
imprese, sicurezza bipartisan), l'idea è tutt'altra: a Corviale, sabato
mattina, per firmare il "Patto per Roma " con Berlusconi
e Fini, ci saranno i "testimonial della porta accanto". Cittadini
normali, insomma, magari con l'unica peculiarità di essere rappresentativi di
una parte dei romani: esponenti di categorie sociali, dei comitati di
quartiere, di forze produttive della città. Tutti insieme, col candidato
sindaco Alemanno, quello alla Provincia Antoniozzi e i leader nazionali, per
far passare un messaggio: il centrodestra parla a tutti e non usa il
"politichese ". Nomi? Ancora top secret, anche perchè nella
segreteria di Alemanno i lavori sono ancora in corso. Però, è possibile che i
testimonial possano essere diversi, almeno uno per ogni punto programmatico del
Pdl. Programma, tra l'altro, che nelle intenzioni degli uomini del centrodestra
dovrebbe essere molto snello, essenziale, basato sulla "Carta per
Roma" redatta in 12 punti: sicurezza con immigrazione e nomadi, casa,
asili nido, rifiuti ("la denuncia di Italia Nostra è pertinente: bisogna
diffondere la raccolta porta a porta per non trovarci come Napoli", ha
detto ieri Alemanno), famiglia, imposte, mobilità, turismo, commercio, Roma
capitale, polizia di prossimità, cultura. Su alcuni di questi punti, come
quello della sicurezza, qualcosa di più preciso comincia ad emergere:
"Parlare - ha affermato Alemanno - di chiusura dei campi nomadi, senza
espulsioni dei clandestini, è insufficiente: significherebbe
tornare alla politica degli sgomberi di Veltroni".
Mentre è sul fronte di possibili alleanze che il quadro non è chiaro, come
dimostra l'ultimo botta e risposta con La Destra di Storace. Una dichiarazione
dell'ex presidente della Regione ("se il Pdl ci lascia in pace, si può
ragionare") aveva fatto pensare ad un'apertura verso il centrodestra ed
Alemanno aveva commentato: "Non vogliamo comprimere La Destra e
l'Udc, i nostri avversari sono Rutelli e Zingaretti: è fisiologico che al
ballottaggio ci sia una confluenza di voti su di noi". E La Destra, a quel
punto, ha controreplicato con una nota: "Le parole di Storace sono state
mal interpretate e volutamente trasformate in un appoggio ad Alemanno al
Campidoglio". In ogni caso, il Pdl va avanti per la sua strada, non
risparmiando qualche frecciata a quello che viene definito "il principale
antagonista": "Rutelli - ha detto Alemanno - vuole interpretare il
cambiamento, ma non ha nè la maggioranza nè i presupposti culturali per farlo".
Tensione in mattinata, quando un gazebo del centrodestra, a Centocelle (VII
Municipio) è stato trovato distrutto da un'azione vandalica compiuta nella
notte: "Un atto intimidatorio - ha commentato Vincenzo Piso, vice
presidente uscente del consiglio comunale - che tenta di imbarbarire la
campagna elettorale. Ci aspettiamo una ferma condanna del Pd". Condanna
che è arrivata poco dopo, per bocca del deputato Roberto Giachetti: "Piena
solidarietà al centrodestra. Qualche delinquente o deficiente non ha capito che
Roma merita una campagna elettorale civile e democratica". Ernesto
Menicucci Candidato Gianni Alemanno.
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
FABRIZIO RIZZI dal
nostro inviato VERONA - "Braccia aperte con che viene a lavorare",
mano dura con chi sbaglia. La linea di Walter Veltroni sulla sicurezza, che costituirà una priorità di governo e che
porterà al primo Cdm, è netta. Rompe quasi un tabù, impensabile fino a pochi
mesi fa quando l'alleanza con la sinistra radicale non era naufragata. E non è
nemmeno d'accordo con Berlusconi. Ammonisce dal palco dell'Auditorium, stracolmo di folla
che suggella l'addio del tour nel Nord-Est. "Gli atteggiamenti ideologici
non risolvono i problemi della sicurezza. Che non è di destra, né di sinistra.
Non li risolve chi giustifica in una qualche forma le rapine o altri reati, né
chi ha un approccio puramente aggressivo". Chi proclama che la pena di
morte è un deterrente, sbaglia. La destra "parla di sanzioni più
truculente", ma negli Stati Uniti, dove è in vigore, "non ferma chi
imbraccia il fucile per fare stragi nelle scuole". Semmai, il problema si
può risolvere coniugando "una politica di riduzione delle diseguaglianze e
delle ingiustizie con una politica di integrazione, per impedire che chi ha
meno, resti ai margini". Attorniato da Marco Minniti, vice-ministro
dell'Interno, con i prefetti De Sena e Serra, ora candidati, ed i sindaci
Chiamparino e Cofferati, Veltroni strappa più di un
applauso quando afferma di non voler "più vedere poliziotti che mettono
timbri sui passaporti". Le misure da fare subito sono l'estensione in ogni
capoluogo dei patti per la sicurezza "che hanno prodotto ottimi
risultati" e poi un portachiavi elettronico, che ogni persona che lavora
di notte (infermieri, turnisti, benzinai, tabaccai) può azionare, chiamando una
volante in caso di pericolo. Saranno utilizzati prevalentemente al Nord, 4500
agenti e carabinieri assunti attraverso l'ultima Finanziaria. In ogni caso,
"chi sbaglia deve pagare, perchè questa è la garanzia per la sicurezza
degli altri". E vanno puniti anche i magistrati che sbagliano. "Non è
possibile che un giudice (a Gela) per 7 anni e 8 mesi - ha detto al
"Gazzettino"- non riesca a scrivere una sentenza e questo consenta a
un gruppo di responsabili di reati gravissimi di uscire di galera. In casi
simili devono scattare provvedimenti nei confronti dei magistrati". La
Bossi-Fini non ha "mai funzionato", anzi ha consentito di
"imbarcare una quantità altissima di immigrazione clandestina". Non
vuole chiudere i Ctp. "Finchè ci sarò il fenomeno clandestini, è irrealistico
pensare che non ce ne sia bisogno". Si dice d'accordo nel "fare passi
avanti per il federalismo fiscale". Poi promette che il Nord avrà un
ministro nel suo governo, non fa nomi, "non so se imprenditore o
altro". La lotta all'evasione ha consentito "di ristabilire piena
libertà di mercato" a favore di chi paga le tasse. Ma dobiamo avere un
"fisco che aiuta le piccole e medie imprese". Critica i leghisti che
hanno contestato la giornalista Rula Jebreal. E' a favore della Tav. "E'
possibile -si chiede Veltroni- che in Italia ci si
debba opporre al più ecologico dei mezzi, alla ferrovia, rispetto alla gomma
che inquina?". Più tardi a Trento, un gruppetto di leghisti e
disobbedienti fischia il leader Pd. "Questa - ha esclamato - è l'Italia
che molti vogliono lasciarsi alle spalle, l'intolleranza, lo spirito di
conservatorismo".
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
ROMA - "Non
voglio più vedere poliziotti che mettono i timbri sui passaporti. I poliziotti
devono stare per strada". Lo ha detto Veltroni, presentando il programma sulla sicurezza del Partito
Democratico. Due parole che dicono più di un trattato. Significano maggiore
mobilitazione di forze, più impegno, più presenza delle forze dell'ordine tra i
cittadini. Veltroni però non parla, come fa Berlusconi, di
aumentare il numero dei poliziotti di quartiere. No, egli piuttosto si
rivolge alle tecnologie, che auspica divengano un po' i nostri "angeli
custodi". Là dove i poliziotti non arrivano, arriveranno le
"macchine": sembra essere questo lo slogan di Veltroni.
Siccome di fronte a queste affermazioni il cittadino comune sgrana gli occhi,
ecco pronta la spiegazione fornita dallo stesso Veltroni:
"C'è uno strumento, tipo un portachiavi - ha detto il leader del Pd -
Questo strumento garantisce ai cittadini più attaccati come benzinai e
tabaccai, di segnalare l'emergenza alle forze dell'ordine attraverso una rete
di copertura". E' ciò che si chiama "telesorveglianza". Il
programma del Pd prevede una riconferma dei "Patti per la sicurezza",
che sono "espressione della solidarietà interistituzionale nell'affrontare
meglio il problema della sicurezza", come ha detto il ministro
dell'Interno, Giuliano Amato. I "patti" dovranno essere approvati,
secondo il Pd, in ogni capoluogo di provincia. Il programma del Pd prevede
anche un utilizzo più razionale delle forze dell'ordine sul territorio,
preconizzando uno spostamento di uomini e mezzi verso il Nord, ritenuto
evidentemente più "sensibile", in questo contesto. E non ha
trascurato, naturalmente, la necessità di aumentare le risorse per le forze
dell'ordine.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-13 num: - pag: 14 categoria:
REDAZIONALE # Il Pdl A un precario dice: anch'io lo sono. E a una ragazza:
sposa mio figlio. "Avanti di 9,8 punti" Berlusconi:
Ciarrapico, uno tra mille Il leader di An: la vicenda è chiusa Il Cavaliere:
stima per Gianfranco, l'editore non conterà nulla Il leader azzurro: è fascista
solo oggi? Non quando andava dal Pd ROMA - Ai turisti americani che gli
chiedono una foto in posa chiede 35 euro. Al centurione romano augura in bocca
al lupo: "Vinciamo prima la Coppa dei Campioni, poi meno tasse per
Totti". Altri cento metri e un ragazzo gli passa il cellulare per salutare
la madre. Lui si diverte, offre strette di mano a tutti coloro che si fanno
avanti, percorre a piedi il tratto da piazza del Popolo a piazza di Spagna: è
la cosa che più gli piace quando si sente in forma, il bagno di folla. Ieri
mattina Berlusconi ne ha fatto uno rigeneratore. Dopo
le polemiche su Ciarrapico serve anche l'incontro con un precario:
"Presidente sono tanti anni che lavoro e sono ancora precario, ma vado
avanti". Stretta di mano, sorriso e battuta spensierata dell'ex premier:
"Anch'io sono precario...". La mattina romana non è primaverile, ma è
mite, i gradini di Trinità dei Monti si riempiono di ragazzi che vogliono lo
scatto ricordo, mamme che vogliono toccarlo: c'è una buona fetta di suo
elettorato, il Cavaliere lo fiuta e pensa forse ai sondaggi che devono
rassicurare il suo popolo. Li dirà in serata al Tg2, per smentire quelli
pubblicati da un quotidiano, che lo darebbero in difficoltà: "Non è
cambiato nulla dall'inizio della campagna elettorale, siamo avanti del 9,8%,
noi al 45,2%, loro 35,4%". L'inizio della giornata è davanti a uno dei 200
camper che da ieri hanno iniziato a girare per l'Italia: la sua faccia, i
colori del Popolo della libertà, il simbolo del nuovo partito, la scritta a
caratteri cubitali: "Meno male che Silvio c'è". è anche leitmotiv del
nuovo inno del partito: "Che mi imbarazza un po', perché c'è del culto
della personalità, ma che mi commuove anche, si fa ascoltare, porta gioia e
allegria...". I camper del centrodestra "serviranno soprattutto a
fare conoscere il nostro nuovo simbolo e partito più del nostro programma, che
tutti già conoscono". Il pullman di Veltroni
invece serve ad altro, almeno per lui: "Hanno trovato un modo per fare
colazioni a sbafo nelle case degli italiani". A due passi dal camper del
Pdl, curiosamente, c'è anche Ciarrapico, dentro un bar. Berlusconi
viene informato: "Gli auguro buon aperitivo". La querelle con An
sulla candidatura dell'imprenditore laziale sembra in via di chiusura: Fini e Berlusconi si sentono al telefono almeno due volte. Il
secondo in una nota ufficiale sottolinea la "stima" per il leader di
An, che a sua volta dichiara che "il caso è chiuso". Per l'ex premier
l'editore che rinnega il fascismo "è solo uno dei mille candidati del Pdl.
Solo oggi vi ricordate che è fascista? Allora dobbiamo ricominciare a parlare
dei comunisti. Oggi vi ricordate che è fascista, ma ha fatto comodo quando
portava via i giornali a Berlusconi e li consegnava a
Caracciolo e De Benedetti, faceva comodo quando andava all'assemblea del Pd.
Ciarrapico ha smentito quanto ha detto, è un indipendente che non conterà
niente nella politica del Partito popolare europeo, che è anticomunista e
antifascista ". Al Tg2, a una studentessa che gli chiede com'è possibile
per i giovani precari mettere su famiglia, consiglia "di cercare di sposare il figlio di Berlusconi".
L'ultima domanda mischia calcio e politica: "è più probabile che la Roma
superi l'Inter in campionato o che Veltroni superi Berlusconi? ". Risposta: "La Roma ha un compito difficile, Veltroni ha un compito impossibile". E ancora sui numeri: "Il
direttore dell'istituto che fa i sondaggi per Repubblica ci dà 30 senatori di
vantaggio e 60 deputati. Con un risultato del genere, chi vince le
elezioni ha il dovere di governare da solo". Marco Galluzzo GUARDA il
video di Berlusconi su www.corriere.it I duecento
camper Il leader del Pdl Silvio Berlusconi (a destra)
ieri ha lanciato l'iniziativa elettorale dei "camper della libertà"
in piazza del Popolo a Roma: 200 camper che toccheranno i comuni d'Italia,
decorati sulle fiancate con la scritta: "Meno male che Silvio c'è".
"Frase che mi imbarazza un po' - ha detto Berlusconi
- perché c'è del culto della personalità, ma che mi commuove anche...".
Sopra, Fiorella Ceccacci, Deborah Bergamini e Giorgia Meloni.
( da "Corriere della Sera" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-03-13 num: - pag: 15 categoria:
REDAZIONALE Politica estera Sfida a distanza sulle truppe. Il capo di An: che
ci facciamo a Timor Est? Fini: più militari in Afghanistan E in Libano ne
abbiamo troppi D'Alema: a Kabul missione problematica, non vogliamo occupare
ROMA - Sulle missioni italiane all'estero polemica a distanza tra Gianfranco
Fini e l'attuale ministro degli Esteri, Massimo D'Alema, a testimonianza dei
diversi punti di vista sulla politica internazionale: più filoatlantico Fini,
assertore del multilateralismo D'Alema. Il primo auspica un potenziamento del
contingente in Afghanistan in sintonia con quanto sollecitano da tempo Gran
Bretagna e Stati Uniti d'America mentre il secondo sostiene invece che spetta
al comando dell'Isaf decidere l'eventuale disimpegno e il rientro dei nostri
soldati. Lo scambio prende l'avvio dall'intervento di Fini alla presentazione
della rivista "Con". Il leader di An si sofferma sulle ragioni della
presenza dell'Italia nelle aree del mondo dove sono in corso conflitti che devono
essere contenuti. "Prima di dire no a un rafforzamento della presenza dei
nostri militari in Afghanistan e a nuove regole di ingaggio, occorrerebbe
pensarci molto, molto bene", dice l'ex ministro degli Esteri nel passato
governo Berlusconi. Fini argomenta che "l'Italia
dispone di risorse limitate per le forze armate e quindi è difficilmente
comprensibile una missione a Timor Est" ed è proprio per questo motivo che
si dovrebbe selezionare accuratamente "la scelta delle zone di intervento
e concentrare le truppe laddove si gioca il conflitto tra radicalismo islamico
e occidente perché un eventuale disimpegno della comunità internazionale
avrebbe conseguenze nefaste in tutta l'area". In questo quadro, a suo
giudizio, "è necessario ripensare la distribuzione delle forze impiegate
in alcune aree, penso al Libano, dove abbiamo più militari rispetto alle
possibilità che ci sono, la nostra presenza insomma è sovrastimata rispetto
alle necessità". Diverso, se non diametralmente opposto, il punto di vista
dell'attuale ministro degli Esteri D'Alema, il quale rimanda a una decisione
dell'Isaf la scelta di trasferire in mani afghane la sicurezza di Kabul
consentendo in tal modo il rientro degli italiani. Intervistato da Sky Tg24,
D'Alema rileva che se siano mature le condizioni per un passaggio di consegne e
quindi di un nostro ritiro "lo giudicherà il comando della missione
internazionale. La decisione non spetta a noi ma al comando dell'Isaf. Noi
siamo lì in una missione internazionale svolta dalla Nato su mandato Onu".
Lo scopo di questa missione, precisa, "è mettere via via gli afghani nelle
condizioni di proteggere se stessi, non abbiamo l'obiettivo di occupare
l'Afghanistan". Nel corso della presentazione della rivista
"Con", diretta da Italo Bocchino, Gianfranco Fini
si è occupato anche di economia ed ha polemizzato con Walter Veltroni che ha accusato Giulio Tremonti di portare avanti una linea
protezionista. "La chiave di lettura che propone Tremonti è tutt'altro che
banale, glielo ho detto personalmente - afferma Fini - e colgo l'occasione per
ripeterlo in pubblico. La linea che espone non è protezionismo, ma è in
chiave europea ciò che il partito democratico americano propone per tutelare i
legittimi interessi del popolo statunitense ". 4 agosto 2005 Gianfranco Fini
con Hamid Karzai a Kabul.
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
En 16, è guerra dei
sondaggi fra gli schieramenti maggiori. Il Pd è a soli 5
punti da quella che Veltroni ha già battezzato "la più grande rimonta della
storia". Anzi, no: è fermo al palo e lo stacco dal Pdl è del 10%. Secondo
un sondaggio di ieri della Swg pubblicato dal quotidiano online
Affaritaliani.it., la coalizione guidata da Veltroni starebbe
mangiando terreno al Pdl a tal punto che il distacco tra gli due schieramenti
sarebbe passato da 5,5-8 punti a 4-
( da "Messaggero, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Di MARIO AJELLO ROMA
Il "dopo" comincia adesso. Il 13 e 14 aprile sono i giorni della
sfida elettorale, ma la partita che si prepara riguarda anche la fase
successiva al voto. Nella quale, almeno nelle intenzioni di oggi ma domani è un
altro giorno, nessuno dei contendenti - specie se non ci sarà un vincitore schiacciante,
cosa di cui solo Silvio Berlusconi si dice certo
("avremo il dovere di governare da soli") - sembra voler imporre un
gioco duro. Al contrario, la partita del "dopo" la si sta studiando
per farla somigliare il meno possibile a un inciucio e il più possibile a
quella che ieri Pier Ferdinando Casini ha definito "una grande coalizione
virtuosa". Ovvero, un Paese bisognoso di riforme che trova nei suoi
partiti una nuova volontà di convergere su alti obiettivi da raggiungere
nell'interesse di tutti e alla luce del sole, senza accordicchi sottobanco e su
terreni come quelli della riforma elettorale e istituzionale e di certe materie
economiche. Alle quali potrebbe aggiungersi - è l'auspicio dei teodem del Pd,
Bobba & Binetti - un nuova clima di "trasversalismo etico", ossia
la ricerca di intese sulle questioni della vita e della morte, da sottrarre -
almeno queste - al bipolarismo armato in vigore finora. Insomma, "no
all'inciucio", dice Casini, perchè un inciucio fra i due grandi partitoni
Pdl e Pd servirebbe più a loro che a tutti, e avanti con "una grande
coalizione solo se virtuosa. Nella quale cioè noi non
staremmo per dare una mano a Veltroni o a Berlusconi, ma per creare uno generale scenario nuovo". Quindi non
avremo l'inciucio? Il pericolo che un accordo al ribasso fra i partiti più
grandi possa realizzarsi Casini non smette di vederlo. "Temo - spiega -
una spartizione di potere fra Veltroni e Berlusconi, che è
sicuramente nell'interesse di quest'ultimo". I democrat però, al
momento, dicono di guardare con interesse allo scenario di convergenza
"alta" proposta da Casini. Castagnetti: "Se al Senato si
determina una situazione di pareggio come nella passata legislatura, i
parlamentari dell'Udc non potranno stare fermi sulla riva del fiume". Ma
se vengono invitati a un inciucio, quelli diranno no e poi no, mentre una
"grande coalizione virtuosa" li vedrebbe partecipare al gioco. Altra
apertura democrat, firmata Realacci: "La grande coalizione virtuosa
sarebbe un'ipotesi positiva". Ma nel centro-destra, c'è chi stronca ogni
ipotesi di larghe intese ("Non ci saranno, perchè non ci sarà
pareggio", taglia corto Calderoli) e chi invece, come Gianfranco Fini,
intravede un quadro di questo tipo: "No a larghe intese dopo la vittoria
del Pdl, ma sì a convergenze su proposte della maggioranza, condivise
dall'opposizione. E' prevedibile, anche da parte del Pd, un'opposizione meno
pregiudiziale che nel 2001". Dunque, la partita del "dopo" è già
sul tavolo dei partiti. Nella speranza che l'ultimo mese di campagna elettorale
non accenda troppo gli animi e renda poco lungimiranti i protagonisti.
( da "Riformista, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Ricorsi la fuga alla
vittorio emanuele III non è riuscita Mancini si pente del suo otto settembre
Quando la causa è persa c'è chi molla. O scappa. O fugge. Che è lo stesso.
Prodotto tipico italiano, roba da denominazione a origine controllata su cui
mise il marchio Gaetano Salvemini con questa citazione riportata da David
Bidussa nel suo, appunto, Siamo italiani : "E quand'anche gl'italiani, che
sono fatti diversamente, fossero non centomila, ma appena mille, cento, dieci,
uno solo, quell'uomo solo dovrebbe tener duro e non mollare. E sarebbe dovere
approvarlo, incoraggiarlo, sostenerlo, e non dirgli: pensa alla salute".
Martedì sera, allo stadio San Siro di Milano, c'erano almeno ottantamila spettatori
per la partita perfetta promessa dall'allenatore dell'Inter, Roberto Mancini
detto Mancio, contro il Liverpool. Ottavi di ritorno della Champions League,
come si chiama oggi la vecchia Coppa dei campioni europea. Purtroppo per i
nerazzurri, l'altra sera, di gelidamente perfetto, a parte il nodo della
sciarpa al collo del Mancio, c'è stato solo il gol di Fernando Torres dei reds
che nell'ordine ha fatto stop, giravolta e tiro di destro. Era il diciottesimo
minuto del secondo tempo. A partita finita, con l'Inter fuori ancora una volta
dalla Champions (due a zero all'andata per il Liverpool, uno a zero ieri),
Mancini ha procurato un altro choc a società e tifosi annunciando la sua
partenza per altri lidi, probabilmente inglesi, a fine stagione. Ora, l'Inter
potrà pur vincere il campionato ma, sia detto con il massimo rispetto per il
dolore della ritrovata direzione nerazzurra di questo quotidiano, ciò che
resterà sull'erba di San Siro quest'anno è la tentazione della fuga per la
sconfitta dell'uomo che ha vinto più Coppe Italia di tutti, quattro da
allenatore (Fiorentina, Lazio e Inter) e sei da giocatore (Sampdoria e Lazio).
Narciso e con quell'aria da figo (con la minuscola) antipatico incline al
vittimismo, per cui la colpa è sempre degli altri, arbitri o medici, Mancini
farebbe la gioia di Giuseppe Prezzolini buonanima che divise gli italiani in
furbi e fessi. Il Mancio alla fine pare abbia deciso di rimanere ma a caldo
voleva fuggirsene in Inghilterra. Forse partendo, chissà, da Brindisi dove re Vittorio
Emanuele terzo si rifugiò dopo essere scappato da Roma nella notte dell'otto
settembre 1943, giorno dell'armistizio con gli Alleati. Roma rimase senza il
suo re e senza difesa. Un po' come l'Inter martedì sera. Rimasta prima senza
difesa per infortuni o squalifiche (Materazzi, Cordoba e Samuel). Poi senza
allenatore. Dal forum della Gazzetta dello sport di ieri: "Cinquecento
chilometri per esserci e sostenere la squadra... ma se l'allenatore è il primo
a tirarsi indietro allora me lo potevano dire subito risparmiavo la fatica...
né lui né i giocatori ieri meritavano quello stadio e quell'affetto".
Mancini, Vittorio Emanuele terzo ma anche il Walter Veltroni edizione 2001. Quell'anno si tennero le politiche con Francesco
Rutelli candidato-premier e la sconfitta contro Silvio Berlusconi era annunciata. I Ds venivano dati al minimo storico già dai
sondaggi e il loro segretario Veltroni approntò un'exit strategy
preventiva candidandosi a sindaco della Capitale. Una scelta che Franco
Marini commentò in questo modo: "Veltroni è il
segretario dei Ds, primo partito della coalizione. Il suo compito fisiologico
sarebbe quello di partecipare in prima persona alla campagna per le politiche,
a livello nazionale". Veltroni, invece, la fece
da candidato-sindaco più che da segretario e i Ds finirono nella polvere del
loro minimo storico: sedici virgola sei punti percentuali. Ma in quella
campagna, se la svignarono un po' tutti i leader della Quercia. D'Alema corse
nel collegio pugliese di Gallipoli senza il paracadute del proporzionale. E
Fassino fece da vice a Rutelli. Tanto che l'allora segretario regionale della
potente Emilia, Mauro Zani, chiosò in questo modo il risultato: "Abbiamo
avuto una visibilità pari a zero, e quando dico zero intendo proprio zero".
La questione è che quando una causa è persa, talvolta si scappa. Fabrizio
d'Esposito 13/03/2008.
( da "Riformista, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Povero Sud, senza
classe dirigente solo indifferenza e super-assessori Il potere è in mano a
ignoti notabili regionali S'è guadagnato le prime pagine dei giornali, Rino
Vendola, sindaco di Gravina di Puglia, il paese dei due bambini Ciccio e Tore,
scomparsi e ritrovati in fondo a un pozzo, dove hanno atteso per giorni che
qualcuno andasse a trovarli. Vendola ha avuto il coraggio di dire apertamente
quel che tutti avevano notato seguendo i telegiornali e vedendo la gente del
paese, alle spalle dei cronisti in diretta, fare a spintoni per farsi
inquadrare dalla tv. "Una comunità indifferente e spesso volgare. Di
quella volgarità che nasce da ignoranza, sciacallaggio e incultura e voglia di
apparire dietro le telecamere", ha dichiarato il sindaco al Corriere della
Sera . È una descrizione impietosa, specie per chi è abituato a considerare il
Sud come la terra in cui, anche per ritardi atavici, resiste ancora una
dimensione umana, familiare, di comunità e solidarietà. E invece, mentre
l'aspetto tradizionale a poco a poco scompare, larga parte del Sud, specie
quello dei piccoli centri, sta a poco a poco staccandosi dalla realtà del resto
del Paese. A parte la televisione, che rimane l'unico vero elemento di collegamento
con il resto dell'Italia, il localismo ha preso il sopravvento, ed è venuta
meno ogni speranza che la soluzione dei propri problemi passi per un intervento
dello Stato. Napoli e il problema insolubile della mondezza sono l'esempio
principe di questa nuova situazione. Ma ovunque ormai, si può dire, nel
Meridione, è prevalsa la dimensione locale e una sorta di deteriore "fai
da te". Non ci sono più leader politici nazionali che provengano dalle
città del Sud. Chi ha preso il posto di Moro, Reale, Mancini, Amendola, Gullo,
Di Vittorio, e perfino dei Colombo, Misasi, Mattarella, Formica? Per De Mita
che corre nella sua Irpinia la sua ultima corsa, per Bassolino che - presto o
tardi - si prepara a lasciare la sua Campania, dopo quasi un ventennio di regno
ininterrotto, nessun nuovo astro è sorto, nessun ras ha preso posto. La vera
classe politica del Sud sono gli assessori regionali dai nomi sconosciuti, che
guidano amministrazioni spesso più grandi e più potenti di certi ministeri
romani, e che naturalmente non rispondono a nessuno tranne che a sé stessi. Dei
sedicenti manager della politica, alle prese spesso con complicate controversie
giudiziarie, che badano ai propri interessi e solo in base a questi decidono la
propria collocazione. Gente che, pur di ottenere, non un incarico, ma anche
solo la promessa di un posto, può passare con indifferenza e senza il minimo
imbarazzo da un partito all'altro, da uno schieramento all'altro portandosi
dietro pacchetti di tessere e di voti, come ha fatto il siciliano, ex centrosinistra,
Ferdinando Latteri, detto anche "mister trentamila voti", passato al
Mpa. O come il calabrese Giuseppe Galati, deputato uscente Udc e passato a
Forza Italia. O come il vicepresidente del consiglio provinciale di Cosenza
Mario Caligiuri, passato, mantenendo l'incarico, dall'Udeur a Italia dei
Valori. O ancora Oreste Morcavallo, anche lui calabrese, assessore all'Edilizia
scolastica, passato dall'Udeur a Italia dei Valori. Nei quindici anni di
Seconda Repubblica insomma non è avvenuto al Sud quel che invece è accaduto al
Nord. Non è nato un Berlusconi (anzi, curiosamente, il
Cavaliere ha nel Meridione una fortissima audience e una inesauribile riserva
di voti). Né un Tremonti, né un Bossi (a meno di non voler considerare, ed è
davvero spropositato, aspirante a un ruolo pari a quello del Senatur il leader
del Mpa e candidato a presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo).
Nessun sindaco di grandi città, come la Moratti o Veltroni o Chiamparino o Cofferati, è assurto a ruoli nazionali. Nessun
governatore come Formigoni ha potuto aspirare a un incarico di ministro. Se
questo non è accaduto, ci dev'essere una ragione, forse ce n'è più di una. La
più nascosta, che dovrebbe anche essere la più esplorata, per capire verso dove
sta andando metà del Paese, è quella svelata dal sindaco di Gravina:
l'indifferenza, la volontà di affrontare e cercare di risolvere i problemi con
i metodi locali, con le conoscenze locali, perfino con le guerre di bande e le
mafie locali. Stupisce che né il centrodestra né il centrosinistra si
interessino a una questione così importante. Se il Sud si stacca o diventa un
pezzo a sé, non è un problema dei meridionali, ma di tutti noi. 13/03/2008.
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Marco Revelli La
parola impronunciabile - quella che dovrebbe far scattare chiunque, con un
senso di allarme istintivo - è stata pronunciata, in un'aula di tribunale. E
non dagli avvocati: dai Pubblici ministeri. Connessa a fatti specifici. A ben
individuati imputati. Documentata. Certificata da testimonianze giurate e
giudicate vere da una magistratura di solito avara, quando si tratta di
"organi dello Stato". "La tortura è stata molto vicina a
Bolzaneto - ha detto la Pm Petruzziello - In quelle ore si è verificata una
grave compromissione dei diritti umani". Nel nostro paese sono state
praticate, a livello di massa, su oltre 200 persone, con continuità e
ostentazione, sevizie, umiliazioni, crudeltà che rientrano tra gli atti
previsti dalla Convenzione delle Nazioni Unite contro la tortura. Non è una
notizia, questa? No, a leggere i grandi quotidiani italiani. L'ho cercata a lungo,
quasi incredulo, quella notizia - almeno un titoletto, qualche riga, un
corsivo, un piccolo editoriale... - sulle prime pagine del Corriere e di
Repubblica, che pure, il giorno prima, in un'anticipazione della requisitoria
(a pagina 16!) aveva parlato di "trattamenti inumani e degradanti....,
dita spezzate, pugni, calci, manganellate su persone inermi, bruciature con
accendini e mozziconi di sigaretta, bastonate sulle piante dei piedi; teste
sbattute contro i muri, taglio di capelli, volti spinti nella tazza del
water...". E che mercoledì non ne parla più - un compito già svolto, un
fatto già archiviato -, mentre il Corriere la confina a pagina 23, come se si
trattasse di cronaca nera, e la Stampa a pagina 20 (con almeno un piccolo
richiamo in prima). Per i giovani di Bolzaneto, per i loro oltraggi subìti, non
si scomodano gli opinion leader, i Panebianco, i Galli della Loggia, e nemmeno
gli Scalfari o le Annunziata. De minimis non curat praetor. È più importante il
gossip su Ciarrapico (prima pagina di tutti), sulle squillo del governatore di
New York (in prima di Repubblica), sulla moglie di Mastella ... Non è nemmeno
un fatto politico? Ancora una volta no, a porgere l'orecchio al brusio che
viene da questa orribile campagna elettorale, tutta all'insegna della
virtualità e della simbolizzazione. Evidentemente quei corpi umiliati, quei
ragazzi profanati alla loro prima esperienza d'impegno pubblico, non sono
simboli sufficientemente maneggiabili, né utili nello spazio degradato della
competizione senza principii. Meglio il faccione di Calearo, i fogli bianchi strappati da Berlusconi, le
boutades sulla castrazione chimica di Veltroni, la
rincorsa ai santini distribuiti da Ruini. Fanno più colore.
"Funzionano", "tirano", come si dice adesso. Qualcuno ha
sentito un solo fiato, al centro o da quello che si chiamava fino a ieri il
centro-sinistra (lasciamo andare la destra, che quelle torture le ha
favorite, le ha prodotte e le ha coperte...), sullo scandalo di Bolzaneto? Sul
nostro senso civile finito sotto i tacchi degli anfibi dei medici aguzzini e
dei secondini sadici, in una caserma della Repubblica? Quegli stessi che ancora
pochi mesi fa guidavano la caccia ai mendicanti e ai lavavetri in nome della
legalità, e si stracciavano le vesti di fronte a un migrante privo di permesso
di soggiorno, hanno obiettato qualcosa per quegli uomini in divisa che
colpivano le ferite aperte, minacciavano di stupro ragazzine minorenni,
piegavano a colpi di bastone adolescenti ridotti all'impotenza? Eventi come
questi non sono indolori. Scavano un solco. Tracciano un confine. D'ora in poi
sarà sempre più difficile mantenere anche solo un terreno di discorso
possibile, e aperto, tra queste due Italie: quella piccola, esile, minoritaria
fin che si vuole, che non ci sta a digerire tutto, anche il disumano, e quella
disposta ormai a passare su tutto e che tutto accetta come "normale".
Sarà sempre più difficile continuare a credere anche solo a una riga delle
infinite colonne di piombo, e delle stucchevoli prediche sulla nostra bella democrazia,
che ci ammanniscono sui giornali. Sarà sempre più difficile, quasi impossibile,
continuare ad affidare anche solo un brandello dei nostri progetti e delle
nostre speranze a un qualche settore di questo ceto politico indifferente a
tutto tranne che a se stesso. Insomma, sarà sempre più difficile sentirsi
parte, anche piccola, di un medesimo paese. Saremo apolidi, forse. O esuli
mentali. Può darsi che sia questo l'estremo approdo del bradisismo che si è
innescato in questa tormentata transizione italiana: la fuoriuscita dell'Altra
Italia dall'Italia ufficiale. La chiusura definitiva del ciclo apertosi col
1945, e protrattosi per oltre un sessantennio. Non lo so. Ma una cosa è certa:
d'ora in poi nessuno si permetta più di farci, dall'alto di un qualche luogo
"istituzionale" o da qualche organo di stampa, la predica sul
"bene comune", sull'"impegno civile", e della "buona
cittadinanza". Perché ogni legittimazione è finita. marco revelli.
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Berlusconi: "Quel candidato non conterà nulla".
E Fini si adegua Il Ciarra imperversa: "Il leader di An è uno
sguattero". Il Cavaliere gli deve chiedere l'ennesima smentita. Poi
minimizza: a nessuno interessa quello che dice Roma "Il caso è
chiuso". Nel primo pomeriggio, il leader di An Gianfranco Fini mette la
parola fine alla vicenda Ciarrapico. In realtà, già lunedì, dopo l'intervista a
Repubblica dell'editore ciociaro con un debole per il fascismo, e la sua
successiva "smentita", l'ex vicepremier premier aveva ingoiato il
rospo. Così come martedì sera, nonostante il battibecco con Silvio Berlusconi ("Fini era d'accordo"; "no, non è
vero"), il nazional-alleato non aveva potuto far altro che prendere atto.
Ma arrivati al terzo giorno, il socio di minoranza del Pdl si ritrova, sempre
sul quotidiano diretto da Ezio Mauro, l'incontinente Ciarra che parla ancora di
lui: "Ormai Fini lo trattano come uno sguattero", e poi "in
pubblico mi dà del fascista, in privato mi invita a pranzo". Il leader di
An non apprezza e di primo mattino si attacca al telefono con il Cavaliere: è
troppo, Silvio fai qualcosa... E Silvio non ci mette molto a
"chiarire". Va a apiazza del Popolo a visitare il camper elettorale
e, inviando un messaggio anche a Strasburgo dove a dir poco storcono il naso,
giura: "Ciarrapico è uno tra mille, un indipendente che non conterà niente
nella politica del Partito popolare europeo". E poi, innervosito
dall'insistenza dei cronisti, in particolare dalla giornalista del Tg3, la
butta sui "comunisti di cui sono piene le liste del Pd" e poi
"Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali da Berlusconi e li consegnava a Caracciolo e De Benedetti. Vi
ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo", sbotta. Segue
dichiarazione di un portavoce di Carlo Debenedetti: "La verità è all'opposto:
il controllo del Gruppo Mondadori fu sottratto al legittimo titolare, Cir Spa,
grazie a un gravissimo fatto di corruzione giudiziaria, come è stato ormai
accertato dalla magistratura italiana con sentenza passata in giudicato".
Nel frattempo il leader di Alleanza nazionale è lì che attende di avere qualche
altro appiglio per poter chiudere il caso. E così il Cavaliere produce anche
una nota ufficiale con cui rinnova "la solidarietà già espressa a
Gianfranco Fini con tutta la mia stima e la mia amicizia" e prende atto
"con sollievo" della smentita di Ciarrapico a Repubblica (che però
conferma tutto) a proposito dello "sguattero". La smentita in
questione non è ancora stata diffusa, ma Berlusconi sa
che arriverà perché è stato lui a pretenderla dal Ciarra. Che invia anche una
lettera al nazional-alleato: tante scuse, e la disponibilità a chiarire in
qualsiasi momento "l'equivoco". Ottenuta la rettifica quotidiana, il
nazional-alleato mette, per quanto lo riguarda, la parola fine alla vicenda:
"Andiamo avanti, parliamo di programmi e facciamo la campagna
elettorale". Più tardi, perché non si pensi che si farà mettere i piedi in
testa, spiega: "Non siamo ancora nella fase del partito unitario e solo in
autunno comincerà una stagione costituente che dovrà portare a regole
statutarie sul modo di prendere decisioni politiche in caso di mancanza di
consenso unanime. Guai se si continuasse ad agire in base alle vecchie casacche
di appartenenza" Alle 20.30, il Cavaliere appare invece al Tg2 e assicura
per l'ennesima volta: "Non c'è nessun caso, l'interessato
ha smentito le dichiarazioni che gli erano state attribuite, Veltroni tuttavia continua ad insisterci. Io penso che sbagli, perché non
credo che agli italiani interessi quello che ha dichiarato un certo signore o
che non ha dichiarato quando c'è la tragedia dei rifiuti, il caro vita che
aumenta, i criminali che imperversano...". Mancano solo le
cavallette.
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Scripta manent
Avanzi tutta verso il voto Luca Fazio Il menù quotidiano della campagna
elettorale ieri è stato rifritto con i due bocconi prelibati che sono rimasti
sullo stomaco ai due capotavola. Avanzi. Primo: il fascistone Ciarrapico che
piace a Berlusconi ma nausea Fini. Secondo:
l'imprenditore filo leghista Calearo che un po' imbarazza Veltroni.
Più gustoso il contorno, servito quasi sempre nelle pagine interne, fatta
eccezione per i giornali che cucinerebbero di tutto pur di compiacere il
padrone del ristorante. la Repubblica ci dà dentro con Peppino Ciarrapico che a
pagina 6 saluta romanamente al funerale della Ciano - titolo "Me ne frego,
Fini è uno sguattero" - mentre il lavapiatti per contro strilla a pagina 7
- "Potrei portarlo in tribunale" (tutto finito). Una doppia pagina
viene offerta anche alla coppia Veltroni/Callearo.
"Ora siamo liberi, patto per la crescita" esulta il leader del Pd, un
po' spaesato a Vicenza; a siglare l'intesa la foto della Grosse Koalition,
Calearo e l'ex segretario della Cgil Nerozzi mano nella mano, anche se il
veneto obbliga a titolare "Dura far pace con Roma, ma ci provo"
(tanto Nerozzi è emiliano...). Il Corriere della Sera, invece, punta
decisamente sulle donne: la nonna, le mamme e la compagna, e la sostanza non
cambia con l'unico maschietto che merita una citazione, Piersilvio B. -
"Papà, stai attento alle foto con donne". Quanto a Veltroni,
che alle "sue" donne ci stia attento pure lui. Guardate la mamma di
Calearo, la signora Lucia, costretta a votarlo per la prima volta: "Non
volevo, ho acceso pure un cero". Per lei e per suo marito (e non solo per
loro) "è stato un choc" vedere il figliolo candidato con un ex
comunista (e già che c'erano si è candidata pure la fidanzata del pargolo,
Maria Pia Novelli). L'altra brillante candidatura in carica alla compagine
veltroniana però va ascritta al merito di Di Pietro: "Una madre di
Rignano". Roberta Lerici, "portatrice di interessi collettivi in
questo caso seri e importanti: la lotta alla pedofilia", infatti è anche
per merito suo se alcune maestre di Rignano Flaminio furono ingiustamente
arrestate (e poi liberate) con l'accusa di aver abusato dei bambini. Bel colpo
anche questo, per il corpo docente. Più divertente quel peperino di Donna
Assunta (Almirante) che ridendosela difende il suo Ciarrapico che preferisce il
saluto fascista alla stretta di mano, "è più igienico". E poi:
"Il Pdl è un ospizio". La Stampa liquida il caso con un morso di Jena
che ricorda quando il fascistone dimostrò il suo entusiasmo per la nascita del
Pd: "Vi ricordate le reazioni indignate di Veltroni,
Fassino, Rutelli, D'Alema e Prodi? Io no". Noi nemmeno. Solo per l'Unità
la faccenda merita ancora l'apertura del giornale: "I giorni neri di Fini
e Berlusconi", con un commento tignoso del solito
Travaglio che ripercorre i guai giudiziari del ciociaro plurinquisito
concludendo "camica nera, fedina pure", come se un fascista
immacolato ci facesse meno orrore. Tanto per cambiare colore, una curiosità. A
pagina 5 un articolo sull'effetto Spagna mette il dito nella piaga di
Bertinotti & Co. dicendo che "il voto utile fa paura alla
Sinistra", mentre a pagina 8 lo stesso concetto viene ribaltato, ma con
una mezza pagina a pagamento e lo slogan "Diritti civili. In Spagna
Zapatero. In Italia la Sinistra l'Arcobaleno" (e che nessuno si azzardi a
dire che la "sinistra radicale" non possa disporrea suo piacimento di
benevoli spazi pubblicitari per far sentire le sue ragioni). Non per essere
qualunquisti, ma siamo obbligati a chiudere con Liberazione, perché accanto
alla testata, come sempre, virgoletta la frase del giorno: "La politica è
la scelta fra il disastroso e lo spiacevole" (John. K.Galbraith).
Scegliete gente? Dal giornale del Prc, per cambiare discorso, rubiamo e
sottoscriviamo il pezzo del direttore Sansonetti che si occupa dell'unico uomo
più fotografato di Ciarrapico. Filippo Pappalardi, il padre dei due bambini di
Gravina: "C'è qualcuno - tra i giudici, tra i giornalisti - che ha voglia
di chiedere scusa?".
( da "Manifesto, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Verba votant Me ne
frego Cos'altro può rispondere Ciarrapico al giornalista che gli chiede conto
di certe sue impresentabili nostalgie? "Me ne frego!" Correggendosi
subito dopo alla francese: "Me ne fotto!". L'espressione è uno dei
fantasmi più longevi della chiacchiera politica italiana. Se Almirante ancora
nel 1982 poteva apostrofare i suoi così: "E' tempo che i missini rilancino
il menefrego!", negli anni successivi Storace ha potuto liquidare sondaggi
e alleati che lo invitavano a dimettersi da Presidente della Regione proprio
con un tonante "menefrego". E non vedeva l'ora. "Me ne
frego" sbottò convinta Alessandra Mussolini a chi voleva tenerla fuori
dalla Cdl alle ultime elezioni. "Me ne frego", lo riferiscono le
cronache, c'era scritto sui berrettini neri in vendita ad una festa di Alleanza
Nazionale, due anni fa. Più interessante il fatto che il
noto slogan veltroniano "I care" sia stato coniato da Don Milani
proprio in contrapposizione al menefrego fascista. Ma già nel 1990 il
democristiano Goria, parlando di ecologia in un comizio elettorale poteva
affermare che "il nostro motto è ci tengo, al contrario di
menefrego". L'espressione, nella Seconda Repubblica, continua a
indicare comunque una certa maschia determinazione, piuttosto fanfarona,
eventualmente smentibile il giorno dopo. "Quando i cronisti mi dicono che
il tal politico ha detto una cosa, e il talaltro un'altra io rispondo: me ne
frego". Chi l'ha detto? Berlusconi l'anno scorso.
alberto piccinini.
( da "Panorama.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Italia - http://blog.panorama.it/italia
- Alle urne: i partiti danno i numeri. Ma la guerra dei sondaggi non sposta
voti Posted By vasco_pirri_ardizzone On 13/3/2008 @ 13:10 In Apertura#1 | No
Comments Siamo a un mese esatto dalle elezioni politiche ed è guerra di numeri,
non solo come era prevedibile tra[1] Walter Veltroni e
[2] Silvio Berlusconi, ma pure tra le case di
sondaggi: [3] Swg contro [4] Demoskopea contro Demos. Secondo [5] l'ultima
rilevazione Swg, il distacco tra i due poli è passato da 5,5-8 punti a soli 4-
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 62 del 2008-03-13
pagina 2 La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su
sette di Gian Maria De Francesco I democratici esultano: "Vittoria a
portata di mano", ma solo la Swg alimenta il sogno da Roma "Noi
vinciamo sicuramente in otto Regioni, loro sicuramente in tre. Ne restano
quattro: potrebbero andare due di qua e due di là". Massimo D'Alema, alla
vigilia delle Regionali 2000, era fermamente convinto delle giornate radiose
che gli si sarebbero prospettate. Non andò così: l'Ulivo prevalse solo in 7
sfide e pochi giorni dopo il premier dovette fare le valigie da Palazzo Chigi.
Sul banco degli imputati finì anche Swg, l'istituto di ricerche che indusse
D'Alema a sbilanciarsi. Ieri, proprio Swg ha diffuso un nuovo sondaggio-shock.
Non solo la distanza tra le due mini-coalizioni di centrodestra e
centrosinistra sarebbe ridotta a 4-5 punti percentuali, ma Pd e Pdl sarebbero,
secondo le rilevazioni dell'11 marzo, pressoché alla pari
senza gli alleati (34,5% ciascuno nell'ipotesi più favorevole a Veltroni,
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
13-03-2008 - DIETRO
LA LAVAGNA 10-03-2008 - ALZIAMO I TONI 06-03-2008 - VECCHIE RUGHE SOTTO IL
TRUCCO 02-03-2008 - IL FESTIVAL DEL GIÀ VISTO 01-03-2008 - LE BRIOCHES DI PRODI
28-02-2008 - PURCHé SIA LIBERISTA 27-02-2008 - CHI SI FIDA DELLA BEFANA
25-02-2008 - MENO TASSE PER TOTTI 23-02-2008 - Questo Pd è tutto un programma
20-02-2008 - LO CHIAMAVANO FORMAGGINO 18-02-2008 - Berlusconi:
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RESTA CHE VOLARE 13-02-2008 - CARO FERRARA NON TI VOTEREMO 10-02-2008 - IL
PUNTO DI NON RITORNO 08-02-2008 - SULLA STRADA DEL PREDELLINO 07-02-2008 - LA
TRAPPOLA DA EVITARE 05-02-2008 - CHI HA PAURA DELL'UTOPIA 04-02-2008 - E se ora
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03-02-2008 - E ORA CHIUDETE L'ULTIMO SPIRAGLIO 02-02-2008 - Mancano solo gli
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sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco
"Sono diventato giustiziere per difendere Milano assediata dai
clandestini" Luca Fazzo Pappalardi a casa Litigano i magistrati Bepi
Castellaneta Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo Berlusconi:
vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco tutti i candidati del Pdl
Adalberto Signore DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Bancarotta di governo Gian
Battista Bozzo La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei sondaggi
su sette Gian Maria De Francesco Le mille correnti della Dc bonsai Gianni Baget
Bozzo "Sono diventato giustiziere per difendere Milano assediata dai
clandestini" Luca Fazzo Berlusconi:
"Campagna porta a porta" Redazione DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco tutti
i candidati del Pdl Adalberto Signore Pappalardi a casa Litigano i magistrati
Bepi Castellaneta La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da sei
sondaggi su sette Gian Maria De Francesco Pubblicità Pubblicità I nostri
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
13-03-2008 - Le
mille correnti della Dc bonsai 06-03-2008 - Ai veri cattolici non serve il
bollino 01-03-2008 - Ma non si facciano accordi con Veltroni 28-02-2008 - La questione cattolica che destabilizza il Pd
25-02-2008 - Così la gente si riappropria della politica 22-02-2008 - De Mita,
Gattopardo centrista che aiuta il Pd 17-02-2008 - Berlusconi ha
difeso la Chiesa più della Dc 13-02-2008 - Il centrismo non esiste più
10-02-2008 - I due "gemelli" dc all'ultimo bivio 09-02-2008 -
Prova di forza per la libertà 09-02-2008 - Prova di forza per la libertà
07-02-2008 - Il coraggio di andare al voto 01-02-2008 - Fallimento che mette a
rischio la democrazia 29-01-2008 - Le radici ideologiche del
"prodismo" 26-01-2008 - Con la fusione fredda il Pd fa un autogol 22-01-2008
- La Chiesa militante 17-01-2008 - L'assurdo del Pd: il diavolo e l'acqua santa
10-01-2008 - LO STATO NEL CASSONETTO 03-01-2008 - "Quella legge è
intoccabile" 31-12-2007 - Baget Bozzo: "La crisi può attendere Il
premier è sorretto dai poteri forti" 24-12-2007 - La Chiesa torni a
cercare l'anima 20-12-2007 - Gazebo e maglietta come antidoto... 17-12-2007 -
Celebrati i 40 anni di sacerdozio di don Baget Bozzo 13-12-2007 - è la chance
che Berlusconi offre al Paese 11-12-2007 - L'intesa
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sette Gian Maria De Francesco "Sono diventato giustiziere per difendere
Milano assediata dai clandestini" Luca Fazzo Pappalardi a casa Litigano i
magistrati Bepi Castellaneta Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco
tutti i candidati del Pdl Adalberto Signore DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano
Bancarotta di governo Gian Battista Bozzo La rimonta della sinistra? Un bluff
smascherato da sei sondaggi su sette Gian Maria De Francesco Le mille correnti
della Dc bonsai Gianni Baget Bozzo "Sono diventato giustiziere per
difendere Milano assediata dai clandestini" Luca Fazzo Berlusconi:
"Campagna porta a porta" Redazione DIETRO LA LAVAGNA Mario Giordano Berlusconi: vittoria impossibile per il Pd Politiche, ecco
tutti i candidati del Pdl Adalberto Signore Pappalardi a casa Litigano i
magistrati Bepi Castellaneta La rimonta della sinistra? Un bluff smascherato da
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma
Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della
globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da
predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il
corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne
ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno
di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si
sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava
già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di
soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato
dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale,
generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero
dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di
libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo
applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al
mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi
finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In
particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza
necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la
globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il
comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti
forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta
positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia
di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la
globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e
il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a
un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma
di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce
l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le
coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le
detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o
quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E'
un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni
svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila
euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare.
E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in
Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la
petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere
sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo
blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto
medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E
la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei
Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema
droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei
programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte
riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le
statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle
nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti.
Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in
molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i
narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione
nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin).
L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere
bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero
preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema
che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile,
condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera
con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono
blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione
della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e
cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il
centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in
generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare
una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori
sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non
dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più
o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di
sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un
interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano
che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i
partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie
nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai
giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non
esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di
protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento
della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione,
rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa
che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna
credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi,
restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a
spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack
Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora
una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è
che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08
Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
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Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della
globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da
predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il
corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne
ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno
di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si
sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava
già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di
soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato
dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale,
generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero
dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di
libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo
applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al
mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi
finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In
particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza
necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la
globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il
comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti
forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta
positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia
di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la
globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e
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Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a
un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma
di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce
l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le
coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le
detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o
quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E'
un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni
svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila
euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare.
E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in
Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la
petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere
sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo
blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto
medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
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la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei
Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema
droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei
programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte
riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le
statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle
nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti.
Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in
molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i
narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione
nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin).
L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere
bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero
preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema
che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile,
condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera
con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono
blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione
della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e
cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il
centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in
generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare
una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori
sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non
dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più
o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di
sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un
interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano
che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i
partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie
nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai
giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non
esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di
protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento
della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione,
rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa
che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna
credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi,
restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a
spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack
Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora
una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è
che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08
Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma
Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella
della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da
fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso
terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e
qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel
mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un
pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale,
ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora
peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo
questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe
stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza
personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del
mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava
su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge
di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché
applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo
non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il
capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice
di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale".
Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero
il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i
recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che
resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria
centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche
volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in
globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco
e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra
o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a
parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per
incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei
numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia
con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un
figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti
cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs
(6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente
familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma,
mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet,
la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni
o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog
l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio
è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga
sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi
occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga
diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi
dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti
marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche
dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società,
come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma
non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E
secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti
avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati
europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra
l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il
primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto
- i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli
emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si
imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e
analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra
il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge
Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni
tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del
partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti
portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in
campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è
fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che
rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole
perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di
cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra
gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti
avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa
società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è
la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti (
12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di
solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti
fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro.
Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta
costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e
umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie
con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione
tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la
campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli
interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento
complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai
conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio
europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i
blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle
testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge
da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia
chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale.
Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge
invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La
convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
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Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
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Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della
globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da
predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il
corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne
ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno
di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si
sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava
già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di
soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato
dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale,
generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero
dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di
libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo
applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al
mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi
finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In
particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza
necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la
globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il
comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti
forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta
positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia
di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la
globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e
il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a
un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma
di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce
l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le
coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le
detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o
quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E'
un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni
svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila
euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare.
E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in
Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la
petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere
sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo
blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto
medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
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la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei
Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema
droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei
programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte
riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le
statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle
nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti.
Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in
molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i
narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione
nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin).
L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere
bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero
preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema
che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile,
condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera
con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono
blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione
della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e
cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il
centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in
generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare
una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori
sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non
dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più
o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di
sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un
interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano
che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i
partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie
nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai
giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non
esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di
protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento
della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione,
rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa
che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna
credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi,
restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a
spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack
Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora
una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è
che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08
Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 62 del 2008-03-13
pagina 8 "Pd ipocrita, più sincero il Cavaliere" di Emanuela Fontana
da Roma Senatore Gavino Angius, lei ha dichiarato che nella vicenda Ciarrapico
il più sincero è Berlusconi. Conferma? "Berlusconi ha detto la verità: Ciarrapico è stato cercato
per prendere più voti. È stata una scelta politica per contrastare la
candidatura di Storace nel Lazio, scelta politica anche criticabile, ma di
questo si tratta. Francamente il modo in cui si è discusso di questa
candidatura mi è sembrato un po' ipocrita". La candidatura di Ciarrapico
non le turba il sonno? "Io sono per la politica sincera. Che Ciarrapico
sia una persona con una cultura politica di destra fortemente connotata non c'è
dubbio, però dall'affermare questo a denunciarlo come una specie di pericolo
per la democrazia mi sembra che ce ne corra". In tanti a sinistra l'hanno
detto. "Chi sostiene questo mi dovrebbe spiegare come mai Ciarrapico stava
in prima fila ad applaudire la nascita del Pd romano in un'assemblea al teatro
Eliseo presentata dal senatore Goffredo Bettini. In quell'occasione non ci fu
nessunissimo scandalo". E adesso? "Quello che mi lascia allibito sono
le violente dichiarazioni che sono state fatte contro la candidatura di
Ciarrapico. C'è stato un comizio di Veltroni a Padova molto scandalizzato, ma non mi sembra che Veltroni abbia manifestato lo stesso scandalo nel momento in cui nasceva
il Pd romano alla presenza di Ciarrapico. Lo trovo bizzarro". E allora
perché tutto questo polverone? "Una delle riforme da pensare sarebbe
quella della trasparenza, della sincerità dei comportamenti. In questo
caso questa coerenza non è stata rispettata". Cosa non le piace di queste
elezioni? "Non aver consentito ai cittadini di scegliere i candidati: una
volta che un candidato viene inserito in lista dalla direzione del partito se
ne può anche andare alle Seychelles. Purtroppo Berlusconi
e il Popolo della libertà non hanno voluto cambiare la legge elettorale
rischiando di rimanere vittime della loro macchinazione al Senato. Mi sembra
che in questa campagna elettorale manchi anche il senso della crisi grave che
vive l'Italia". Perché secondo lei Veltroni ha
preferito Di Pietro a voi socialisti? "Si voleva strizzare l'occhio al
mondo giustizialista e girotondino e cercare di avere una copertura da quel
lato. Sono rimasto senza parole perché quest'alleanza contrasta con
un'evoluzione dei democratici di sinistra in senso garantista". Veltroni è davvero lo Zapatero italiano? "La corsa
all'accaparramento della vittoria di Zapatero è ridicola e poco seria. Ricordo
anche che Zapatero è socialista, prima che democratico". Non teme che con
l'assorbimento dei radicali nel Pd si perdano battaglie care anche a voi sui
diritti civili? "È curioso come nel programma del Pd non ci sia una sola
riga di quei diritti civili portati avanti da tante battaglie dei radicali e da
Zapatero in Spagna. Nel programma del Pd c'è qualcosa sul divorzio breve, sul
testamento biologico, sulle unioni di fatto, sulla fecondazione assistita? Non
c'è nulla. Però Veltroni dice che il programma è
uguale a quello di Zapatero. Come si fa a dire una bugia, a sostenere una cosa
di questo genere?". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 -
20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 62 del 2008-03-13
pagina 5 Pera: "L'aborto è omicidio Difendo l'Europa cristiana" di
Luca Telese Il capolista del Pdl al Senato nel Lazio: "Una campagna per i
valori. Ferrara dice che la legge 194 è intoccabile? No, è migliorabile"
da Roma È un professore, un ex presidente del Senato, il capolista del Popolo
della libertà nel Lazio. Eppure Marcello Pera non teme il politicamente
scorretto: dice che questa campagna elettorale è un nuovo capitolo della sua
battaglia in difesa delle "ragioni cristiane dell'Europa". Non è una
candidatura come un'altra? "No. Sento una grande responsabilità sulle
spalle, capisco che se mi hanno spostato dalla Toscana a capolista del Lazio un
motivo c'è". Stretto fra Storace e Rutelli è una delle regioni più difficili
per il Pdl... "Perché è una delle regioni che, se vinta, fa vincere al
Senato". Se dovesse spiegare perché si ricandida, e con quale spirito cosa
direbbe? "Vuole una sintesi? Mi sento il portatore di una campagna in
difesa dei valori, dell'Occidente, dell'identità europea e delle radici
cristiane, che, mai come oggi, continuano a essere minacciate". Il
pericolo è così grande? "Per aver lanciato questo allarme, sono da anni
oggetto di attacchi e aggressioni". Quali attacchi? "C'erano persino
degli addetti bastonatori: Angius e Bordon". Lei non teme il politicamente
scorretto, vedo. "Combattiamo da anni una recrudescenza di fondamentalismo
islamico aggressivo. Non possiamo abbassare la guardia". Cosa la preoccupa
di più. "L'invasione del nostro paese che l'Islam mette in atto con
l'immigrazione". Invasione è molto. "Eh, eh... lei forse non lo
ricorda, ma a inventarla non sono stato io, ma il colonnello Gheddafi".
L'hanno definita, con Ferrara, un "ateo devoto". "Sono solo uno
dei tanti laici che ha risposto all'appello del cardinale Ratzinger alle
minoranze creative. L'ho fatto perché è in gioco la nostra identità e la nostra
civiltà cristiana". La legge sull'immigrazione va rivista? "È una
buona legge, va applicata con severità. Ma parlo di un problema culturale".
Quale? "Chi non ha identità non può integrare nessuno". Su molti temi
lei ha opinioni simili alla lista Ferrara... "Dico agli elettori una cosa:
per difendere questi valori in Parlamento serve grande determinazione. E una
grande forza politica". Vuol dire che Ferrara questa forza non ce l'ha?
"Dico che apprezzo la sua battaglia ma senza una massiccia presenza
parlamentare non si può incidere sulle grandi questioni etiche". Ferrara
ha votato la sua campagna al no all'aborto. "Non credo di essere meno
impegnato di lui su questo". Facciamo un test? "Non ho difficoltà a
dirle che l'aborto è o-mi-ci-dio. La soppressione di una vita che nessuno può
approvare". Persino Ferrara, però, dice che la 194 non si tocca.
"Esiste un conflitto fra due valori: la vita e la salute delle madri da
una parte e la persona del nascituro dall'altra. La 194 è nata per risolverlo.
Perciò può essere migliorata". Come si può fare? "Evitando che
l'aborto diventi di fatto uno strumento di selezione eugenetica". In
Irlanda la legge giustifica l'aborto solo in caso di grave rischio per la
madre. "Questo principio è giusto. Altrimenti l'aborto si fa pratica
contraccettiva o strumento di selezione della razza". Il confine è labile.
"Sì purtroppo lo è. È facile passare dall'aborto per una grave malformazione,
a quello per una seria malattia, fino a scivolare all'assurdo per cui si
accetta un bimbo solo se è alto e biondo!". Cosa la spaventa di più?
"Quando si scorda che in gioco c'è una persona". Le piace di più la
frase di Berlusconi sulla monarchia della leadership o
quella sull'anarchia dei valori? (ride) "A dire il vero non amo né la
monarchia né l'anarchia. Ma Berlusconi intendeva che
la sua leadership è incontrastata e che il nostro è un partito liberale".
Ha notato che lei è l'unico dei famosi professori del '94 ancora in politica?
Perché? "Non ci avevo pensato! Sarò forse quello che più ha lavorato e si
messo a disposizione?". Se vincerete cosa farà lei? "Io non chiedo
nulla, non sono abituato. Sono a disposizione, è molto diverso". Cosa dice
ai post missini tentati di votare Storace? "I valori del Pdl sono
cristianesimo, identità e famiglia". Lei che lezione trae dal caso
Ciarrapico? (sorriso) "L'antifascismo è considerato un valore,
l'anticomunismo no". E a chi è tentato di votare Rutelli cosa dice?
"Che non è stato un gran ministro e come leader politico non ha impedito
la mortificazione dei cattolici nel Pd. Veltroni lo ha
licenziato candidandolo a sindaco di Roma". Non le chiedo di Veltroni. "Uno che rinnega il suo passato e passa dal comunismo al
Partito democratico, saltando la socialdemocrazia europea, ha dei
problemi". Non abbiamo citato un altro concorrente, Casini.
"Non ha saputo aspettare il suo turno per eccesso di protagonismo. Ha
continuato a sognare la politica delle mani libere". Cosa va cambiato, in
caso di vittoria? "I regolamenti parlamentari, con assoluta urgenza. Poi
la Costituzione. E la legge elettorale tanto voluta dall'Udc". In
Parlamento cosa cambierebbe subito? "Lascerei gli attuali senatori a vita
ad esaurimento come fu deciso dalla Bicamerale di D'Alema". © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 62 del 2008-03-13
pagina 8 Fini chiude il caso Ciarrapico: ha smentito, guardo al futuro di
Fabrizio De Feo Arriva il chiarimento dell'editore romano sulle frasi contro il
leader di An. Scambio di accuse fra Berlusconi e De
Benedetti da Roma È un intervento scacciapolemiche, quello con cui Silvio Berlusconi appone il sigillo di chiusura sul caso
Ciarrapico. Una dichiarazione, dettata a margine del suo comizione a piazza del
Popolo, con cui il candidato premier del centrodestra soffia via il fumo da
campagna elettorale che ha circondato la vicenda in questi ultimi tre giorni.
"Ciarrapico è un indipendente che non conterà niente nella politica del
Ppe, che è anticomunista, antifascista e antitotalitario. Lui è solo uno dei
mille candidati del Popolo della libertà" dice il leader azzurro,
rispondendo alle domande sulla candidatura dell'editore. A Giuseppe Ciarrapico
entrato poco prima dell'arrivo del Cavaliere nello storico Caffè Rosati di
piazza del Popolo (un tempo di proprietà dell'ex presidente della Roma), Berlusconi augura "buon aperitivo, data l'ora". E
ai giornalisti che gli fanno notare come il discusso candidato del Pdl porti in
dote giornali importanti e non ostili, il leader del centrodestra risponde
secco: "Dobbiamo riprendere a parlare dei comunisti nelle liste del Pd e
dei loro misfatti? Ciarrapico vi ha fatto comodo quando portava via i giornali
da Berlusconi e li consegnava a De Benedetti e
Caracciolo. Vi ricordate che è fascista solo quando vi fa comodo".
Un'affermazione che fa scattare la reazione dell'editore di Repubblica, che
diffonde una nota nella quale si legge che sul caso Mondadori "la verità è
proprio all'opposto". In precedenza la polemica era tornata a fare
capolino sui giornali con una dichiarazione riportata da Repubblica.
"Quando il fascismo ha fatto le leggi razziali, io avevo 4 anni: che
responsabilità posso avere? Mi hanno trattato come se fossi il comandante del
campo di Auschwitz. Una follia. Ma io ne frego! Anzi, me ne fotto!". Il
tutto corredato da una postilla sul leader di An. "Fini? Ormai lo trattano
come uno sguattero. In pubblico mi dà del fascista, poi in privato mi invita a
pranzo. Anche Gianni Alemanno e Altero Matteoli mi hanno invitato a
pranzo". Una definizione, quella di "sguattero" smentita
dall'editore. "Pur dissentendo da alcune posizioni politiche di Gianfranco
Fini - spiega Ciarrapico in una nota - lo rispetto come uomo e come politico e
non dimentico che arrivò al Secolo d'Italia quando ne ero editore e che iniziò
la sua carriera politica con Giorgio Almirante". Anche Berlusconi
saluta con favore l'intervento di Ciarrapico. "Prendo atto con sollievo
della smentita di Giuseppe Ciarrapico - spiega in una nota -. Certo, se
veramente avesse detto quelle cose la sua presenza in lista, per tanti aspetti
già problematica e discussa, sarebbe diventata impossibile". E ancora:
"Rinnovo la solidarietà già espressa a Gianfranco Fini con tutta la mia
stima e la mia amicizia". A chiudere il cerchio ci pensa lo stesso Fini
che prende la parola sull'argomento in occasione di una intervista pubblica per
la presentazione della rivista Con edita da Italo Bocchino. "Quella del Pd
su Ciarrapico è un'indignazione a intermittenza" dice il leader di An.
"Un anno fa Ciarrapico partecipò a un convegno del Pd, lì elogiò Bettini,
professò la sua fede fascista, salvo smentite successive. La vicenda Ciarrapico
fa parte della propaganda, ma io guardo al futuro e non credo che rimarrà al
centro del dibattito nelle prossime ore". Sullo sfondo del chiarimento
effettuato tra i leader del Pdl, sul nome dell'ex presidente della Roma Calcio
resta comunque qualche strascico. Maurizio Gasparri chiede che "Ciarrapico
resti sulla linea delle smentite che ha fatto e quindi dei valori del Popolo
della libertà". Roberto Calderoli paventa il rischio che la sua
candidatura possa rivelarsi "un danno". Fabrizio Cicchitto, invece,
fa notare che "Veltroni e l'intero Pd si preoccupano solo di Ciarrapico. E questo dà la
cifra di quanto siano davvero poco interessati ai reali problemi del
Paese". La chiosa finale, però, è firmata Francesco Cossiga, secondo il
quale l'Italia è un Paese "beato e felice" perché è alle prese con un
solo anche se grave problema "quello della candidatura al Parlamento dell'amico
Ciarrapico". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
N. 62 del 2008-03-13
pagina 4 Silvio scalda i motori Dopo la nave azzurra i camper della libertà di
Gianni Pennacchi Da domani 200 automezzi in marcia per la campagna elettorale
in 8mila comuni italiani da Roma Non è alta come le staccionate di campagna,
quella ringhierina in ferro battuto che circonda l'obelisco di piazza del
Popolo, un sessanta centimetri appena, ma lui l'ha affrontata ugualmente
d'impeto, appoggiando la mano sul cippo di marmo, ostentando l'agilità del
protagonista di quello spot dell'olio di lunga giovinezza. Presidente, gli
abbiamo domandato mentre planava a terra con le gambe tese, davvero andrà pure
lei a far campagna elettorale col camper? "Un giro ce lo faccio di certo:
ho appena rinnovato la patente apposta", ha risposto raggiante Silvio Berlusconi raggiungendo la piccola folla che lo attendeva
sotto la chiesa di Santa Maria dei Miracoli, dove appunto erano parcheggiati i
due camper, nuovi di zecca e prototipi dei duecento che da venerdì inizieranno
il giro degli 8.101 comuni italiani coi candidati del Pdl a darsi il cambio a
bordo. Dagli altoparlanti la musica è cambiata, via il jazz e a tutto volume è
partito il nuovo inno col refrain che incita: "Presidente siamo con te,
meno male che Silvio c'è". Tutto in antrace e blu notte dalla testa ai
piedi, come vuole il look della sua corsa al 13 aprile, il leader del
centrodestra ha poi smorzato l'impatto della canzoncina, si è detto
"imbarazzato che sia venuta fuori", spiegando: "È una cosa
assolutamente dentro il culto della personalità e per questo motivo non si
dovrebbe fare. Ma è partita dai giovani, e porterà gioia e allegria dove i
camper riusciranno ad arrivare". I giovani autori dell'inno che erano lì
per l'occasione ci sono rimasti un po' male, "eppure lui stesso ci ha dato
una mano, per le parole". Va be', il comizio volante lestamente
improvvisato da Berlusconi li ha consolati,
galvanizzando fedeli e passanti. Una donna gli si è inginocchiata davanti, con
occhi rapiti. Lui le ha accarezzato il capo, e forse per non cedere alla
tentazione di benedirla come fosse Padre Pio, ha afferrato al volo il
telefonino che gli tendeva una giovane, "c'è mia madre in linea, le vuol
parlare". Non doveva essere una manifestazione di massa, fanno notare gli
organizzatori, ma una semplice presentazione a stampa e tv dei camper in
partenza. Sììì, semplice e misurata... Era da un'ora che la gente si fermava,
sentendo che sarebbe arrivato Berlusconi. E i giapponesi
ammassati sul piano scoperto dei pullman turistici, quasi precipitavano
sporgendosi per fotografare a raffica. Rieccolo il Cavaliere che dalla nave
delle elezioni regionali del 2000, quella che lo portava nei maggiori porti
italiani imbarcando le masse per il comizio nella stiva, ora dà il via ai
camper. La replica al magic bus di Walter Veltroni? Macché, la sentenza è spietata: "Con il pullman del Pd
hanno trovato un modo per fare colazioni a sbafo nelle case degli
italiani", ha ironizzato nel comizio facendo sorridere finalmente anche
l'onorevole Mara Carfagna, sempre seria seria e sempre più smagrita.
Intimidita quasi, dai cronisti che le domandano se davvero Berlusconi
le ha promesso il ministero degli Affari sociali. "Sono fantasie
giornalistiche", ha risposto, "ma se dovessi scegliere la delega mi
piacerebbe occuparmi di famiglia e maternità". Fabrizio Cicchitto ascoltava
silente con le labbra strette in quel suo sorriso enigmatico. Stefano De Lillo,
capofamiglia dei Kennedy de noantri, ventimila voti tra la Cassia e l'Aurelia,
si guardava attorno da padron di casa. Mauro Cutrufo, senatore rotondiano e
candidato al Campidoglio come vice di Gianni Alemanno, assicurava che Berlusconi "farà campagna a Roma" in caso di
ballottaggio con Francesco Rutelli. Già per sabato, al leader hanno organizzato
un comizio volante al Corviale che s'annuncia infuocato. Volete che rinunciasse
al bagno di folla? A piedi, non in camper, ha imboccato via del Babuino per
raggiungere piazza di Spagna. Tutti a sorridergli, salutarlo e toccarlo come
una madonna pellegrina, "presidente una foto", "ce l'hai 30
euro?" rispondeva allegro. E ai turisti stranieri: "Roma is
beautiful!". Sotto la scalinata di Trinità dei Monti un figurante in
armatura di centurione per foto ricordo gli ha gridato "daje Sirvio, forza
Roma!"; e lui con generosità forse eccessiva: "Speravo che l'Inter
andasse avanti, peccato... Ma ora dobbiamo vincere la Champions con la Roma:
poi faremo meno tasse per Totti". Infine, risalendo in macchina, s'è
rivolto ai giornalisti: "Anche voi vedete che mi circonda un affetto quasi
imbarazzante e un grande entusiasmo. Ma io ho già detto che non ho la bacchetta
magica. Dobbiamo rimboccarci le maniche, c'è un gran lavoro da fare". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui grandi
partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il Pd
corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma
anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di
spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi,
Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava
Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi
con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete,
come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione
degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi)
Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte
del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che
hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del
governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter
corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb
08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La
corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di
Walter Veltroni partito all'insegna del "soli
contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un
passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo)
sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista.
Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei
voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i
radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale
e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare
la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro
andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche
riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha
ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per
Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru
sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un
giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto
illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato
la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato
dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei
propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione
senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi)
Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non
sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel
continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato
l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una
tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di
vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata
sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il
"lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato
alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della
tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di
mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della
Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che
ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a
chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella
finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i
gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo
dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che
pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il
testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in
merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it
contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto
Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento operoso
tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO TUTTI DA
FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi
vale lo decideranno gli italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani:
Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home
page del sito il caso... L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima
frase di apertura del post? "E' stato di parola,... I più inviati Sayed,
primo risultato della mobilitazione internazionale: il senato afgano ha
ritirato la conferma della condanna a morte - 12 Emails Ultime News An error
has occured; the feed is probably down. Try again later. Blog amici Il blog di
Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di
Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per
le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni
ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
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per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno.
Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per
saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes,
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tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.".
Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del
Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno.
Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia,
nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore"
2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
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apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale",
come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come
ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul
"Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle
lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione
della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è
la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie
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Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a
un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni
e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice
la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in
un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti
che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni:
"L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra
non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35%
e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è
in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi
risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso
Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una
mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci
e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della
Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi.
"Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie
dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle
imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo
Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti:
taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto,
come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come
un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono
"esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e
Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni".
Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di
Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman
elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito
all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa
romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo
Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e
il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli
coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti
di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto
di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti
si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con
Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della
sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma
anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia
un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08
Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando
ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati
ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato,
cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era
altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far
cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato)
possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi
l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due
"nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli
italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del
federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e
onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra
prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra
(il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per
quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei
privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul
tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci
sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e
dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro
che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente
Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo
fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola
pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna,
ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i
contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non
appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le
necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21)
Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post,
tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio
boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni
ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5)
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Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del
Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza
pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della
Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della
politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti
parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno
della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter
percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli
italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta.
"Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che
indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali
da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli
italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa
all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia
da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le
priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la
gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che
per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che
c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne
pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone".
Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato
rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile,
inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average:
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Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava
Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi
con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete,
come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione
degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi)
Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte
del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che
hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del
governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter
corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
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08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La
corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di
Walter Veltroni partito all'insegna del "soli
contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero:
Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino
e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in
termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente
servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo
Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri
"parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua
"scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava
bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista)
è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente
sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in
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dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per
gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la
Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa
sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente
della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde
case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza
in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia
esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti
nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente).
Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo,
gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla
plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una
volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa
sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy
yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il
Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una
campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti
dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per
tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando
il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che
tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo
nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla
Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate
informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni
non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le
necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
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tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA:
PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita'
industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se
la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli
italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa
a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso...
L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post?
"E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro
e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia
a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma
una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano di occupare la scuola Blog
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Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal
Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna
Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli".
In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere
la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai
cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano
straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il
programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08
Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti
continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di
pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da
parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più
al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei
lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri
blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse
Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di
recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che
potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il
passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della
specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la
forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti
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18Feb 08 Berlusconi, Veltroni
e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice
la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in
un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti
che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni:
"L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra
non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35%
e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è
in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi
risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso
Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una
mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci
e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della
Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi.
"Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie
dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle
imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo
Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti:
taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto,
come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come
un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono
"esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e
Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni".
Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di
Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman
elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito
all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa
romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo
Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e
il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli
coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti
di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto
di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti
si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con
Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della
sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma
anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione
persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la
tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è
anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo
punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato,
affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un
modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle
spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse
un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di
Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due "nazioni"
quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o
non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non
solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva
di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile
e quello di vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è
stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il
"lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato
alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della
tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di mail
di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della
Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che
ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a
chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella
finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i
gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo
dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che
pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il
testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in
merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta:
Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento
operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio
boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni
ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
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per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del
Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza
pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della
Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della
politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti
parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno
della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter
percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli
italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta.
"Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che
indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali
da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli
italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa
all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia
da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le
priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la
gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che
per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che
c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne
pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone".
Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato
rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile,
inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi,
Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava
Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi
con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete,
come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione
degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi)
Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte
del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che
hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del
governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter
corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb
08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La
corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di
Walter Veltroni partito all'insegna del "soli
contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un
passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo)
sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista.
Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei
voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i
radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale
e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare
la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro
andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche
riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha
ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per
Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru
sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un
giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto
illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato
la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato
dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei
propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione
senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi)
Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non
sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel
continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato
l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una
tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di
vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata
sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il
"lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato
alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della
tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di
mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della
Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che
ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a
chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella
finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i
gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo
dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che
pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il
testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in
merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta:
Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento
operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News An error has occured; the feed is probably down. Try
again later. Blog amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca
Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti
Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione
Liberal Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni
Magna Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
" (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
" (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco
dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero
che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua
canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata
"Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto
da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e,
caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è
la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08
Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una
sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la
vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in
imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la
peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che
probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della
giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita
tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi
l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 )
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24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella
del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che
gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre
elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb
08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di
Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o
l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione,
inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è
un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per
un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie. Sanremo
è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una foto delle
sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival di
quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su questo
blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia
Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può
succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me
invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar
retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08
Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il
titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà
così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
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Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella
conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era limitata
a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6 ) "
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precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul Giornale. Vive
a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo Giordano su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni Sissi: altro che
lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??) addirittura a Buckingham...
Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici davvero che con un concerto
e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy: un nuovo disco? non lo
sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da cantante? visto che non
si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a cantare.NON SE LO MERITA
frestika: per me le canzoni di jovanotti sono bellissime perchè esprimono molto
sentimento.e alle volte... I più inviati I Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1
Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel sono diventati maggiorenni - 1
Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1 Emails Ultime notizie Euro
record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio boomAhmetovic, il pg: "Nessun
pentimento"Emma Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi:
sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta
a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli studenti minacciano
di occupare la scuola Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di Gaia
Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
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08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco
dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero
che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua
canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata
"Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto
da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e,
caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è
la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una
sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la
vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in
imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la
peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che
probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della
giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua
"Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da
meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti
( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più
bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della
Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio
pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
votes, average: 4.63 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb
08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di
Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava
volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il
rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di
riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un
minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le direte
voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io comincio
così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la sua
determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero. Scritto in
Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog
di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia Domenica è
stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a "La
storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può
succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me
invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar
retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08
Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il
titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà
così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
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Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella
conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul
Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo
Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni
Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia
- 1 Emails Ultime notizie Blog amici Il blog di Ferruccio Gattuso Il blog di
Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
" (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
" (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston
non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi
piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone
Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo
segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De
Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso
strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la
stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità
estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di
Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da
fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della
serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente
sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è
negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita
tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi
l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 )
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24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella
del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che
gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre
elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb
08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo
ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava
volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il
rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di
riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un
minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
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questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia
Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere.
Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene
l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste
parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo,
giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così
l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
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Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza
stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo
Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni
Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
" (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
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08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston
non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi
piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone
Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo
segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De
Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso
strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la
stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità
estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di
Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da
fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della
serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente
sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è
negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita
tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi
l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 )
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24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella
del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che
gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre
elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo
ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava
volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il
rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di
riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un
minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
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Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere.
Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene
l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste
parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
average: 4.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08
Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo,
giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così
l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
(22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08
Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza
stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul
Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo
Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni
Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia
- 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio
boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
" (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
" (6 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston
non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi
piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone
Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo
segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De
Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso
strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la
stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08
Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità
estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di
Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da
fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della
serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente
sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è
negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita
tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi
l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 )
" (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico
24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella
del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che
gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre
elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb
08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo
ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava
volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il
rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di
riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un
minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
... Il Blog di Paolo Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia
questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia
Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere.
Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene
l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste
parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo,
giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così
l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
(22 votes, average: 4.82 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano © 2008
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Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza
stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul
Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo
Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni
Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia
- 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Oro e petrolio
boomAhmetovic, il pg: "Nessun pentimento"Emma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti minacciano di occupare la scuola Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
" (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
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08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston
non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi
piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone
Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo
segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De
Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso
strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la
stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità
estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di
Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da
fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della
serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente
sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è
negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita
tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi
l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 )
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24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella
del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che
gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre
elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo
ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava
volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il
rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di
riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un
minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
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Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere.
Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene
l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste
parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo,
giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così
l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
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Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza
stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
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Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
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( da "Panorama.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Economia -
http://blog.panorama.it/economia - In Confindustria comincia l'era di Emma,
lady d'acciaio Posted By redazione On 13/3/2008 @ 15:33 In Apertura#1,
NotiziaHome | No Comments Ora è ufficiale: [1] il vertice di Confindustria si
tinge di rosa. La Giunta dell'associazione ha infatti designato Emma
Marcegaglia come prossimo presidente della Confederazione. Ad annunciarlo è
stato il numero uno di Finmeccanica, [2] Pier Francesco Guarguaglini che ha
confermato come quello sull'imprenditrice mantovana sia stato un voto
plebiscitario "come previsto": ha ottenuto il 95% delle preferenze.
Un voto plebiscitario, come lo stesso numero uno di Finmeccanica ha confermato.
Lei, [3] la signora dell'acciaio, entrando in viale dell'Astronomia, si è detta
"molto emozionata". In tailleur, pantalone nero e top bianco, la
prima presidente donna della Confindustria in circa 100 anni di storia
dell'associazione ha definito quella odierna "una giornata
importante". E il presidente uscente Luca di Montezemolo, a nome di tutti i
presenti, secondo quanto si è appreso, le ha donato un grande mazzo di rose
rosse. Marcegaglia è stata eletta "a larghissima maggioranza con 125 voti
su 132. È stata una decisione quasi unitaria", ha commentato l'ad di
Ferrovie dello Stato, Mauro Moretti. Apprezzamento e auguri per la nuova numero
uno degli industriali sono arrivati da tutte le parti politiche, sindacati
compresi. "Auguri alla signora Marcegaglia", dice Silvio Berlusconi, leader del Pdl. "È una persona molto
giovane ed è un segnale di grande interesse, un buon segnale per il
Paese", aggiunge Giulio Tremonti. Per Marina Sereni, vicepresidente del PD
alla Camera dei deputati, "È un'ottima notizia per l'associazione degli
industriali, per il Paese, per le donne".Soddisfatto
anche Walter Veltroni. "È una donna, è una giovane imprenditrice, è una persona
che ha talento e competenza" e rappresenta "una grande risorsa per
Confindustria", ha detto il leader del Pd. Insomma, Confindustria si
prepara "all'era-Emma". Che dovrebbe garantire una forte attenzione
ai temi dell'internalizzazione delle imprese, della ricerca e
dell'innovazione. Nessuno stravolgimento con la linea del predecessore
Montezemolo, assicura il presidente designato, ma una "continuità forte
con elementi di novità". Certo, il momento non è particolarmente
favorevole, con una crescita molto debole e i consumi che crollano, ma
"noi abbiamo fiducia nella sua esperienza - conclude Montezemolo - e nelle
sue capacità". Nella prossima Giunta di Confindustria, fissata per il 23 aprile,
il neo-presidente dovrà presentare la sua squadra (che, come [4] già scritto da
Panorama.it, terrà in grande considerazione l'ala veneta degli imprenditori),
in cui troveranno spazio nuove entrate e probabilmente anche alcune riconferme.
Mentre l'investitura ufficiale avverrà il 21 maggio. La Marcegaglia, mantovana,
43 anni, è laureata in Economia Aziendale con un master in Business
Administration alla New York University ed è cresciuta nella azienda di
famiglia che si occupa della lavorazione dell'acciaio. Il suo incarico
nell'associazione degli industriali risale al 1996 quando è stata presidente
per il Movimento dei Giovani Industriali sino al 2000, e successivamente
Vicepresidente dell'associazione dal 2000 al 2002 sotto la presidenza di
Antonio D'Amato, dal
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un massimo
di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma Tremonti
ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un liberale, anzi un
liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza sposa tesi molto
anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è diventato un no
global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È finita in Europa
l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso continuo e
gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia" del XXI
secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che sta
arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio,
il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost
può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.)
Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente
meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in
poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo.
Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta
da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di
colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della
globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da
predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il
corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne
ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora venire:
"Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione ci ha
dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un
pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale,
ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora
peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo
questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe
stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza
personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo
ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un
principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di
sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché
applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo
non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il
capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice
di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale".
Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero
il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i
recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che
resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria
centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche
volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in
globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco
e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra
o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a
parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per
incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei
numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia
con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un
figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti
cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs
(6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente
familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma,
mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet,
la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere
sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo
blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto
medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E
la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei
Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema
droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei
programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte
riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le
statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle
nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti.
Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in
molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i
narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione
nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin).
L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere
bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero
preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema
che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile,
condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera
con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono
blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione
della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e
cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il
centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in
generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una
questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono
così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato,
e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno
occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze
stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di
casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo
sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si
adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste,
Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I
giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva
Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta.
Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e
dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più
flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il
sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna
credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi,
restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a
spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack
Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora
una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è
che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08 Attenti,
la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade di Mosca
all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla tra
l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
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Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della
globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da
predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il
corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne
ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un pugno
di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale si
sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava
già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di
soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato
dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale,
generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero
dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di
libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo
applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al
mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi
finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In
particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza
necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la
globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il
comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti
forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta
positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia
di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la
globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e
il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a
un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma
di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce
l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le
coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le
detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o
quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E'
un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni
svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila
euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare.
E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in
Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la
petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere
sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo
blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto
medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
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la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei
Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema
droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei
programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte
riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le
statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle
nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti.
Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in
molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i
narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione
nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin).
L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere
bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero
preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema
che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile,
condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera
con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono
blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione
della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e
cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il
centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in
generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare
una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori
sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non
dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più
o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di
sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un
interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano
che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i
partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie
nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai
giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non
esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di
protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento
della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione,
rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa
che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna
credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi,
restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a
spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack
Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora
una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è
che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08
Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma
Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del petrolio,
il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono. Low cost
può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i giorni (.)
Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare assurdamente
meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio di tempo, in
poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità del mondo.
Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga durata, fatta
da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti esplodere di
colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella della
globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici, da
predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre. Il
corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa ne
ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un
pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale,
ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora
peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo
questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe
stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza
personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del
mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava
su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge
di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica
al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è
quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo .
In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza
necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la
globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il
comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti
forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta
positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia
di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la
globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e
il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5)
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Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a
un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma
di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce
l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le
coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le
detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o
quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E'
un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni
svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila
euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare.
E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in
Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la
petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre disattesa
e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni o
appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog
l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio
è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga
sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi
occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga
diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi
dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti
marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano
che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega
da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo.
Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l'
International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero
deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei,
soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il
terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la
Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri
politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma
un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe
una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi
finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo
delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i
democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per
mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è
coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il
dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna
elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è
fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che
rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole
perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di
cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra
gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti
avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa
società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è
la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti (
12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di
solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti
fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro.
Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta
costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e
umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie
con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi
d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai
influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti
sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o
l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una
volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è
che sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
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Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
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Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo che
sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella
della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da fanatici,
da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso terrestre.
Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e qualcosa
ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel mito il
"vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un
pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale, ambientale
si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora peggio chi stava
già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo questione di
soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe stato portato
dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza personale, sociale,
generale, ambientale". E la colpa sarebbe del mercatismo ovvero
dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava su un principio di
libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge di sviluppo
applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché applica al
mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo non è quindi
finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il capitalismo . In
particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice di forza
necessario per la sua diffusione lineare su scala globale". Insomma, la
globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero il
comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i recenti
forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che resta
positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria centinaia
di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche volendo, la globalizzazione
si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione, gli usa e il mondo
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questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco e famiglie: stop a un'ingiustizia
tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma di buon senso.
L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce l'importanza
della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le coppie ad
avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le detrazioni sono
irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o quattro figli paga
le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E' un'assurdità a cui
molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni svizzeri, ad esempio,
riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila euro) a figlio, la
Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare. E i risultati si
vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in Italia molti si
fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la petizione on line
"per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal Forum delle
associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia. L'iniziativa chiede
l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga calcolato non solo
in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei componenti della
famiglia". E dunque "considerando un sistema di deduzioni dal reddito
pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a carico, sulla base delle
scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che gli studiosi hanno da tempo
identificato". La richiesta mi sembra ragionevole e quanto mai opportuna
in campagna elettorale, per tentare di costringere chi vincerà le elezioni a
mantenere una promessa da sempre disattesa e dunque - sebbene di solito sia
restio a sottoscrivere sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri
un'eccezione rilanciando su questo blog l'iniziativa. Scritto in Italia
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Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga sparisce (dalla campagna
elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi occidentali: ogni volta che si
entra in campagna elettorale, il problema droga diventa marginale. Francia,
Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi dei partiti al più si
trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti marjuana ed eroina, ma
talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche dimostrano che gli stupefacenti
sono sempre più diffusi nelle nostre società, come spiega da tempo un esperto
del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di
cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E secondo l' International
narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti avrebbero deciso di
accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati europei, soprattutto di
coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue
per consumo di "polvere bianca" e il primo, con la Spagna, per
hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto - i nostri politici
perché la droga non è più un problema che riguarda gli emarginati ma un
fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si imporrebbe una
riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e analisi
finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra il Popolo
delle libertà promette la piena attuazione della legge Fini-Giovanardi; tra i
democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per
mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del partito non è
coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti portando il
dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in campagna
elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è
fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che
rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole
perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di
cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra
gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti
avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa
società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è
la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti (
12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di
solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti
fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro.
Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta
costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e
umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie
con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi
d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai
influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti
sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o
l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una
volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio
europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i
blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle
testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge
da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia
chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale.
Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge
invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La
convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08
Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
il voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 11Mar 08 Globalizzazione, ma
Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella
della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da
fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso
terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e
qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel
mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un
pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale,
ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora
peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo
questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe
stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza
personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del
mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava
su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge
di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché
applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo
non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il
capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice
di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale".
Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero
il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i
recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che
resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria
centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche
volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in
globalizzazione, gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Mar 08 Fisco
e famiglie: stop a un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra
o di sinistra, ma di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a
parole riconosce l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per
incoraggiare le coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei
numerosi. Le detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia
con tre o quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un
figlio. E' un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti
cantoni svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs
(6-7mila euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente
familiare. E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma,
mentre in Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet,
la petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere sottoscrizioni
o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo blog
l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto medio
è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS
Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 08Mar 08 E la droga
sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei Paesi
occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema droga
diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei programmi
dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte riguardanti
marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le statistiche
dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle nostre società,
come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti. Nelle scuole, ma
non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in molti ambienti. E
secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i narcotrafficanti
avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione nei mercati
europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin). L'Italia, tra
l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere bianca" e il
primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero preoccupare - e molto
- i nostri politici perché la droga non è più un problema che riguarda gli
emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile, condizionandola. Si
imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera con considerazioni e
analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono blandissime. A destra
il Popolo delle libertà promette la piena attuazione della legge
Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni
tace per mascherare i contrasti tra radicali e cattolici. La posizione del
partito non è coerente ed è curioso che il centrodestra non ne approfitti
portando il dibattito su questo tema. Ma in generale mi chiedo: perché in
campagna elettorale i partiti tendono ad evitare una questione che invece è
fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori sono così numerosi che
rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non dichiarato, e nessuno vuole
perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più o meno occasionali) di
cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di sostanze stupefacenti tra
gli stessi politici è così diffuso che prevale un interesse di casta: tutti
avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano che in fondo sia la stessa
società civile a mostrare disinteresse e dunque i partiti si adeguano. Qual è
la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie nascoste, Italia Commenti (
12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog
di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo
articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai giornali I giornalisti di
solito non amano le critiche e fino a quando non esisteva Internet erano soliti
fare spallucce quando ricevevano lettere di protesta. Rispondere? Raro.
Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento della Rete e dei blog sta
costringendo i media a ripensare la professione, rendendola più flessibile e
umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa che il sottoscritto accoglie
con favore questa evoluzione, anche se non bisogna credere che i mezzi d'informazione
tradizionali stiano scomparendo. Anzi, restano più che mai influenti e la
campagna elettorale americana lo dimostra: a spostare i voti sono gli
interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack Obama o l'orientamento
complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora una volta assai
conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per l'Osservatorio
europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana. Internet e i
blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e liberi delle
testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel che emerge
da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che sbaglia
chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e tradizionale.
Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero Macrì, emerge
invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due mondi. La
convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
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Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe
vacillare di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più
in generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti,
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
E' un'organizzazione
nata nel 2001 per diletto negli Stati Uniti e ora si sta diffondendo in tutto
il mondo. Lo scopo? Divertirsi creando eventi di massa senza senso in luoghi
pubblici. Improv Everywhere riesce a coinvolgere centinaia e talvolta migliaia
di persone. L'ultima impresa: rimanere immobili per tre minuti in una stazione
o in una piazza non appena il "regista" dà il via. L'effetto è
surreale, come potete vedere dai video su questo blog. Hanno iniziato a New
York, poi il blitz è stato replicato a Londra, infine a Parigi. Arriverà anche
in Italia? Probabilmente sì. E in fondo non c'è da stupirsi: per diletto - e
solleticando la voglia di protagonismo - è facile mobilitare i giovani, non
altrettanto avviene per cause concrete e meritevoli. Un segno dei tempi o,
forse, un altro effetto della globalizzazione, che alimenta l'illusione della
diversità e dell'originalità, ma in realtà appiattisce le differenze etniche,
culturali, di comportamento. Le mode dei giovani ormai sono planetarie: new
York, Milano, Parigi, Zurigo, vestono tutti allo stesso modo, vedono gli stessi
film, ascoltano la stessa musica, ragionano allo stesso modo. E vivono in città
che devono affrontare gli stessi problemi. La globalizzazione può essere
divertente come in questo caso, ma sradica l'identità nazionale, familiare,
culturale e tende a renderci tutti uguali. YouTube Direkt Scritto in
globalizzazione Commenti ( 10 ) " (1 voti, il voto medio è: 5 su un
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Tremonti ha ragione o torto? Giulio Tremonti lo conosciamo tutti: è un
liberale, anzi un liberista. Ma nel suo ultimo saggio La paura e la speranza
sposa tesi molto anticonformiste sugli effetti della globalizzazione. Non è
diventato un no global, ma quasi. Qualche passaggio, significativo: "È
finita in Europa l'"età dell'oro". È finita la fiaba del progresso
continuo e gratuito. La fiaba della globalizzazione, la "cornucopia"
del XXI secolo. Una fiaba che pure ci era stata così ben raccontata. Il tempo
che sta arrivando è un tempo di ferro. I prezzi il prezzo delle merci e del
petrolio, il prezzo del denaro e degli alimentari invece di scendere, salgono.
Low cost può ancora essere un viaggio di piacere, ma non la spesa di tutti i
giorni (.) Come in un mondo rovesciato, il superfluo viene dunque a costare
assurdamente meno del necessario. Cosa è successo? È successo che in un soffio
di tempo, in poco più di dieci anni, sono cambiate la struttura e la velocità
del mondo. Meccanismi che normalmente avrebbero occupato una storia di lunga
durata, fatta da decenni e decenni, sono stati prima concentrati e poi fatti
esplodere di colpo. Come si è già visto in tante altre rivoluzioni, quella
della globalizzazione è stata preparata da illuminati, messa in atto da
fanatici, da predicatori partiti con fede teologica alla ricerca del paradiso
terrestre. Il corso della storia non poteva certo essere fermato, ma qualcuno e
qualcosa ne ha follemente voluto e causato l'accelerazione aprendo come nel
mito il "vaso di Pandora", liberando e scatenando forze che ora sono
difficili da controllare". E il peggio, secondo Tremonti, deve ancora
venire: "Procedendo per inevitabili linee di rottura, la globalizzazione
ci ha dunque già presentato il suo primo conto con lo shock sui prezzi e con il
carovita. Ma questo è solo l'inizio. Perché la globalizzazione sta cominciando
a presentare anche altri conti: il conto della crisi finanziaria; il conto del
disastro ambientale; il conto delle tensioni geopolitiche che, pronte a
scatenarsi, si stanno accumulando nel mondo. È infatti già cominciata la lotta
per la conservazione o per il dominio delle risorse naturali e delle aree di
influenza". Secondo l'ex ministro delle finanze "In Europa, per la
massa della popolazione non per i pochi che stanno al vertice, ma per i tanti
che stanno alla base della piramide il paradiso terrestre, l'incremento di
benessere portato dalla globalizzazione è comunque durato poco, soltanto un
pugno di anni. Quello che doveva essere un paradiso salariale, sociale,
ambientale si sta infatti trasformando nel suo opposto. Va a stare ancora
peggio chi stava già peggio. Sta meglio solo chi stava già meglio. E non è solo
questione di soldi. Perché la garantita sicurezza nel benessere che sarebbe
stato portato dalla globalizzazione si sta trasformando in insicurezza
personale, sociale, generale, ambientale". E la colpa sarebbe del
mercatismo ovvero dall'unione di due ideologie "Il liberalismo si basava
su un principio di libertà applicato al mercato, il comunismo su di una legge
di sviluppo applicata alla società. Il mercatismo è la loro sintesi. Perché
applica al mercato una legge di sviluppo lineare e globale. (.) Il comunismo
non è quindi finito, si è solo trasformato, ha stretto alleanza con il
capitalismo . In particolare, è il comunismo a fornire al consumismo il codice
di forza necessario per la sua diffusione lineare su scala globale".
Insomma, la globalizzazione sarebbe una fregatura. Ha ragione Tremonti? Davvero
il comunism-consumismo sta trionfando? O, come sostengono liberisti Doc, i
recenti forti squilibri sono semplici passaggi nell'ambito di un processo che
resta positivo anche per l'Occidente e che sta facendo uscire dalla miseria
centinaia di milioni di persone, a cominciare da India e Cina? E, anche
volendo, la globalizzazione si può ancora correggere? Scritto in globalizzazione,
gli usa e il mondo Commenti ( 22 ) " (3 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
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un'ingiustizia tutta italiana Non è una questione di destra o di sinistra, ma
di buon senso. L'Italia è uno dei pochi Paesi al mondo che a parole riconosce
l'importanza della famiglia, ma che nei fatti non fa nulla per incoraggiare le
coppie ad avere più di un figlio. Anzi, penalizza i nuclei numerosi. Le
detrazioni sono irrisorie, con il risultato che oggi una famiglia con tre o
quattro figli paga le stesse tasse di un celibe o di una con solo un figlio. E'
un'assurdità a cui molti Paesi hanno cercato di porre rimedi. Molti cantoni
svizzeri, ad esempio, riconoscono detrazioni fiscali di 9-10 mila frs (6-7mila
euro) a figlio, la Francia applica da tempo la formula del quoziente familiare.
E i risultati si vedono: i francesi con più figli sono la norma, mentre in
Italia molti si fermano a uno. Un amico mi ha segnalato su Internet, la
petizione on line "per un fisco a misura di famiglia" lanciata dal
Forum delle associazioni familiari per un fisco a misura di famiglia.
L'iniziativa chiede l'equità orizzontale ovvero che il reddito imponibile venga
calcolato non solo in base al reddito percepito, ma anche in base al numero dei
componenti della famiglia". E dunque "considerando un sistema di
deduzioni dal reddito pari al reale costo di mantenimento di ogni soggetto a
carico, sulla base delle scale di equivalenza, indipendenti dal reddito, che
gli studiosi hanno da tempo identificato". La richiesta mi sembra
ragionevole e quanto mai opportuna in campagna elettorale, per tentare di
costringere chi vincerà le elezioni a mantenere una promessa da sempre
disattesa e dunque - sebbene di solito sia restio a sottoscrivere
sottoscrizioni o appelli - faccio volentieri un'eccezione rilanciando su questo
blog l'iniziativa. Scritto in Italia Commenti ( 15 ) " (4 voti, il voto
medio è: 4.5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
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la droga sparisce (dalla campagna elettorale) Sembra ormai una costante nei
Paesi occidentali: ogni volta che si entra in campagna elettorale, il problema
droga diventa marginale. Francia, Stati Uniti, Italia: stesso copione. Nei
programmi dei partiti al più si trovano generiche condanne, vecchie proposte
riguardanti marjuana ed eroina, ma talvolta nemmeno quelle. Eppure le
statistiche dimostrano che gli stupefacenti sono sempre più diffusi nelle
nostre società, come spiega da tempo un esperto del calibro di Riccardo Gatti.
Nelle scuole, ma non solo. Ormai farsi di cocaina o di hashish è corrente in
molti ambienti. E secondo l' International narcotics control board dell'Onu, i
narcotrafficanti avrebbero deciso di accentuare ulteriormente la penetrazione
nei mercati europei, soprattutto di coca (vedi articolo di Micalessin).
L'Italia, tra l'altro, è il terzo Paese Ue per consumo di "polvere
bianca" e il primo, con la Spagna, per hashish. Questi temi dovrebbero
preoccupare - e molto - i nostri politici perché la droga non è più un problema
che riguarda gli emarginati ma un fenomeno che penetra nella società civile,
condizionandola. Si imporrebbe una riflessione ampia, generalizzata, sincera
con considerazioni e analisi finalmente pertinenti e invece le reazioni sono
blandissime. A destra il Popolo delle libertà promette la piena attuazione
della legge Fini-Giovanardi; tra i democratici l'argomento è tabù: Veltroni tace per mascherare i contrasti tra radicali e
cattolici. La posizione del partito non è coerente ed è curioso che il
centrodestra non ne approfitti portando il dibattito su questo tema. Ma in
generale mi chiedo: perché in campagna elettorale i partiti tendono ad evitare
una questione che invece è fondamentale? C' è chi dice: ormai i consumatori
sono così numerosi che rappresentano un gruppo di interesse, sebbene non
dichiarato, e nessuno vuole perdere l'appoggio dei milioni di consumatori (più
o meno occasionali) di cocaina o hashish. Altri sostengono che il consumo di
sostanze stupefacenti tra gli stessi politici è così diffuso che prevale un
interesse di casta: tutti avrebbero convenienza a tacere. Altri ancora pensano
che in fondo sia la stessa società civile a mostrare disinteresse e dunque i
partiti si adeguano. Qual è la verità? Misteri democratici. Scritto in notizie
nascoste, Italia Commenti ( 12 ) " (2 voti, il voto medio è: 5 su un
massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed
RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 06Mar 08 Internet fa bene ai
giornali I giornalisti di solito non amano le critiche e fino a quando non
esisteva Internet erano soliti fare spallucce quando ricevevano lettere di
protesta. Rispondere? Raro. Correggere i propri errori? Quasi mai. L'avvento
della Rete e dei blog sta costringendo i media a ripensare la professione,
rendendola più flessibile e umile. Chi legge "il cuore del mondo" sa
che il sottoscritto accoglie con favore questa evoluzione, anche se non bisogna
credere che i mezzi d'informazione tradizionali stiano scomparendo. Anzi,
restano più che mai influenti e la campagna elettorale americana lo dimostra: a
spostare i voti sono gli interventi in televisione di Hillary Clinton e Barack
Obama o l'orientamento complessivo dei giornali (che peraltro risultano ancora
una volta assai conformisti), come ho spiegato in una recente analisi per
l'Osservatorio europeo di giornalismo, dell'Università della Svizzera italiana.
Internet e i blog si dimostrano molto vivaci e talvolta più interessanti e
liberi delle testate tradizionali, ma hanno ancora un ruolo complementare. Quel
che emerge da una ricerca, sempre dell'Osservatorio europeo di giornalismo, è che
sbaglia chi pensa a una contrapposizione netta tra informazione online e
tradizionale. Della serie: o l'uno o l'altra. In questo studio, curato da Piero
Macrì, emerge invece che si sta sviluppando un sistema sostenibile tra i due
mondi. La convergenza multimediale non è a somma zero: "Dopo un periodo di
incertezza l'integrazione con il Web operata da molti editori della carta
stampata ha permesso di ampliare il numero di lettori dei singoli giornali e
stabilire nuove forme di comunicazione di tipo multimediale. Il New York Times,
per esempio, ha aumentato, su base settimanale, di 446 mila lettori l'audience
complessivo, il Guardian ha quasi triplicato i lettori mentre Le Monde e Le
Figaro li hanno quasi raddoppiati", scrive Macrì. E ancora: "Si sta
ormai definitivamente affermando la formula del tutto gratis", mentre
"esplodono gli investimenti pubblicitari, perché nel complesso vale la
logica in base alla quale è più profittevole attirare il più grande numero di
lettori e generare un più alto fatturato piuttosto che sposare la causa del
contenuto a pagamento". Chi fosse interessato può leggere la ricerca qui.
A restare indietro sono i giornalisti che stentano ad adeguarsi e dunque
subiscono questa evoluzione anziché cavalcarla. Un po' per pigrizia, un po' per
supponenza . Come al solito. Ma non hanno scelta se vogliono sopravvivere nel
lungo periodo. Scritto in giornalismo Commenti ( 18 ) " (3 voti, il voto
medio è: 5 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed
RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 03Mar 08
Attenti, la Russia potrebbe vacillare (di nuovo) Non c'è euforia nelle strade
di Mosca all'indomani delle vittoria di Medvedev. L'umore della gente oscilla
tra l'indifferenza e il pessimismo. Eppure la Russia dovrebbe essere ricca e il
corso putiniano continuare. Perché, dunque, questo clima? Nel futuro della
Russia si addensano diverse nubi. Innanzitutto: nessuno crede all'ipotesi del
doppio zar, che storicamente è destabilizzante e foriera di sventure. Tra i due
- Putin e Medvedev - solo uno rimarrà in sella. Lo dicono amici e nemici del
Cremlino (che ho interpellato in questo articolo). Inoltre, lo strombazzato
riarmo nucleare sembra essere un bluff: dal punto di vista militare la Russia
continua ad essere indietro di almeno un paio di decenni rispetto agli Usa e
alcuni Paesi - India, Algeria, Norvegia - iniziano a rifiutare le commesse per
scarsa qualità e inadeguatezza tecnologica. Il punto più importante però
riguarda l'economia. Il boss dell'energia elettrica russa Ciubais ha avvertito
che fra due anni il surplus commerciale garantito da petrolio e gas si esaurirà
e dunque il Paese dovrà fare affidamento sull'economia reale, che però manca.
La ricchezza di questi anni non è stata utilizzata per rilanciare industria,
agricoltura, infrastrutture. Inoltre il debito dei nuclei familiari russi è in
forte aumento, molte banche sono sull'orlo del fallimento e il fondo di
stabilizzazione non basterà a salvarle. L'inflazione corre, la disoccupazione
resta alta. Insomma, la prospettiva di una nuova crisi economica è concreta. E
questa non è una buona notizia per l'Italia. Come ha scritto recentemente su
Economy un brillante economista italiano, Marco Fortis, il vero Eldorado per le
nostre aziende non è la Cina, ma la Russia, dove esportiamo beni per 10
miliardi di dollari, contro i 6 miliardi verso Pechino. La Russia oggi ha
superato persino gli Usa come mercato di destinazione. La presidenza di
Medvedev non nasce sotto una buona stella. Attenti, la Russia potrebbe vacillare
di nuovo. Sarebbe una cattiva notizia per l'economia italiana. E, più in
generale, per l'Occidente? Scritto in russia Commenti ( 29 ) " (4 voti, il
voto medio è: 4 su un massimo di 5) Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008
Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto
ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico produttive
del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si doveva dire e
soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e la sinistra li
sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha davvero capito? E i
tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi stride
con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini non
bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e le
liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di più
leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08
Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza", reggerà?
Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando,
sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata
alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia,
"l'evoluzione della specie" che solo il web può consentire: la
"relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza.
Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5)
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Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi,
Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava Mastella,
e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi con chi,
dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete, come
dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione degli
straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte del
bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che hanno
semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del governo
sostenute da Veltroni". Già ma Walter corre come
se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La corsa del Pd
dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito all'insegna del "soli contro
tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero:
Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino
e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in
termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente servono.
Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo
Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri
"parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua
"scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava
bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista)
è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente
sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in
Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case
dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per
gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la
Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa
sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente
della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde
case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza
in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero
due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi
gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione
del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e
onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra
prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra
(il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per
quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei
privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul
tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci
sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e
dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro
che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente
Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo
fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola
pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna,
ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i
contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non
appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le
necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37
votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21)
Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post,
tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA:
PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita'
industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se
la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli
italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa
a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso...
L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post?
"E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio
a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo
di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio
Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia
Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare
punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è
una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha
bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha scritto
l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia?
E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i
vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente miracoli".
In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere
la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta: migliori servizi ai
cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano
straordinario di finanza pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il
programma del Partito della Libertà). Berlusconi
insomma, riprende il filo della politica interrotta dalla parentesi (non certo
felice visti gli esiti parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia
la sfida sul terreno della concretezza e degli interessi complessivi del Paese.
Sicuro di poter percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto
con gli italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a
Porta. "Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma
che indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti
principali da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto
con gli italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma
ora passa all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in
tutta Italia da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e
"le priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci
dirà la gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un
programma che per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario
di quello che c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente".
Cosa ne pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08
Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a miglioramenti
continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi chiediamo un pò di
pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata dalla possibilità da
parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è aperto sempre di più
al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero "sito dei
lettori" con la possibilità di interagire non solo attraverso i nostri
blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale", come scrisse
Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come ha fatto di
recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul "Giornale" che
potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle lettere. Internet è il
passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione della
specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è la
forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie Commenti
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18Feb 08 Berlusconi, Veltroni
e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice
la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in
un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti
che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni:
"L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra
non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35%
e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è
in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi
risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso
Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una
mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci
e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della
Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi.
"Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie
dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle
imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo
Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti:
taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto,
come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come
un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono
"esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e
Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni".
Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di
Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman
elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito
all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa
romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo
Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e
il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli
coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti
di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto
di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti
si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con
Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della
sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma
anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia
un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08
Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando
ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati
ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha
bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà
non era altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru
per far cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque
(privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi
l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due
"nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli
italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del
federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e
onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra
prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra
(il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per
quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei
privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul
tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci
sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e
dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro
che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente
Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo
fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola
pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna,
ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i
contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non
appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le
necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli
di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime
discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne
il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota
111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni
ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
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per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del
Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza
pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della
Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della
politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti
parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno
della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter
percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli
italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta.
"Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che
indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali
da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli
italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa
all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia
da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le
priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la
gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che
per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che
c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne
pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone".
Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato
rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile,
inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS
Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average:
2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli
Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi,
Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava
Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi
con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete,
come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione
degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi)
Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte
del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che
hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del
governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter
corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb
08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La
corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di
Walter Veltroni partito all'insegna del "soli
contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un
passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo)
sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista.
Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei
voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i
radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale
e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare
la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro
andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche
riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha
ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per
Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of
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Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru
sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un
giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto
illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato
la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato
dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei
propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione
senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi)
Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non
sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel
continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato
l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una
tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di
vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata
sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il
"lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato
alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della
tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di
mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della
Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che
ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a
chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella
finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i
gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo
dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che
pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il
testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in
merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of
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Commenti Invia questo post a un amico Post precedenti Chi sono Sono il
caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta:
Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento
operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota
111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il
blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni
ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average: 2.91 out of 5)
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Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi
per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del
Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza
pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della
Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della
politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti
parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno
della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter
percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli
italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta.
"Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che
indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali
da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli
italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa
all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia
da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le
priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la
gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che
per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che
c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne
pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
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Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone".
Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato
rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile,
inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average:
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Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava
Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi
con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete,
come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione
degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi)
Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte
del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che
hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del
governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter
corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
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08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La
corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di
Walter Veltroni partito all'insegna del "soli
contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un
passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo)
sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista.
Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei
voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i
radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale
e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare
la sua "scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro
andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche
riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha
ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per
Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of
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sulle seconde case dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un
giudice a Berlino per gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto
illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato
la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato
dal presidente della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei
propritari di seconde case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione
senza avere la residenza in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi)
Come se in Italia esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non
sardi residenti nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel
continente). Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato
l'altro obbligo, gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una
tassa sulla plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di
vendita. Per una volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata
sconfitta. Niente tassa sulla casa e per quel che che riguarda il
"lusso", quello vero (maxy yacht e aerei privati), tutto rinviato
alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul tema dell'abolizione della
tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci sono arrivate centinaia di
mail di protesta degli internauti dall'Italia e dall'estero: la decisione della
Consulta è anche una vittoria per tutti coloro che ci hanno scritto e che
ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente Soru restituirà i soldi a
chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella
finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola pagheranno di tasca loro i
gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna, ai sardi e al turismo
dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i contribuenti che
pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non appena sarà noto il
testo integrale della sentenza e saranno definite le necessarie disposizioni in
merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37 votes, average: 2.57 out of
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caporedattore del Giornale.it, un toscano "adottato" da Indro
Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli articoli di Alberto Taliani su
ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21) Ultime discussioni cala gavetta:
Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post, tranne il "ravvedimento
operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota
111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea Tornielli
Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il
blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le Libertà
Fondazione Einaudi Fondazione Liberal Free Foundation il Foglio Informazione
corretta Istituto Bruno Leoni Magna Charta Società Libera Storia Libera
TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi. Diciotto
ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
non bastano. Scritto in Varie Commenti ( 23 ) " (4 votes, average: 3.75
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RSS Commenti Invia questo post a un amico 04Mar 08 I dolori di Walter, Emma e
le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
Varie Commenti ( 7 ) " (12 votes, average: 1.33 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 29Feb 08 Walter e l'Italia "sapore di sale" "Il
Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo
centrosinistra". Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni in un incontro pubblico con i giovani a Perugia.
"Se vincerà la destra - ha proseguito Veltroni -
si riproporrà il vecchio schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in
una posizione unica nella sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con
un solo programma, un solo gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni ha insistito sul fatto che l'Italia debba
riguadagnare punti sul piano della competitività: "il nostro problema - ha
spiegato - è una società immobile, che si riproduce come una decalcomania. Il
paese ha bisogno ritrovare se stesso e la velocità perduta". Così ha
scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei "mitici" anni Sessanta. Ma quale
Italia? E furono davvero così mitici quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli
anni i vecchi del Pci e i sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle
canzonette, del boom (.ma anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche
l'inizio del '68. Boh? Non sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse
è meglio immaginare e lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi
del presente). O no? Scritto in Varie Commenti ( 7 ) " (11 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 29Feb 08 Le sette missioni di Berlusconi per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in dodici pagine dense e tutte di sostanza
(leggi: cose da fare) ha presentato le "sette missioni" per far
rialzare l'Italia che sono il corpus dell'azione di governo del Pdl subito dopo
il voto. Berlusconi, insomma, dice chiaro e tondo:
ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E aggiunge: ". ma niente
miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima: rilanciare lo sviluppo.
Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e più giustizia. Quarta:
migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del Mezzogiorno. Sesta:
federalismo. Settima: piano straordinario di finanza pubblica (per saperne di
più leggi nel dettaglio il programma del Partito della Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della politica
interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti parlamentari, di
Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno della concretezza e
degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter percorrere questa
strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli italiani, come quello
sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta. "Come l'altra
volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che indica le nostre
priorità". Per quanto riguarda "i punti principali da realizzare,
alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli italiani, così
come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa all'esame del
Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia da questo fine
settimana alla fine della campagna elettorale, e "le priorità di azione
saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la gente, se ci sarà
qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che per noi è
impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che c'è
scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne pensate
delle sette missioni indicate da Berlusconi? Quali
sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero segnare
un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) " (11 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08 Walter e le
tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento che mi
sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti, quasi tutto
detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che il leader
del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi, cancellate senza
che si siano state inserite con la formuletta omnibus del "ma anche.".
Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente di spicco del
Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra Arcobaleno.
Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta alla mafia,
nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24 Ore"
2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
di Alberto Taliani © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post
a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A
proposito di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte
alcune cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si
candida con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle
persone". Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è
diventato rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia
difficile, inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e
dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il
presidente della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il
problema è suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della
Chiesa che sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia
Riccardi e magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i
primi ad aver candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del "Giornale",
come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i lettori". E come
ha fatto di recente il direttore Mario Giordano raddoppiando, sul
"Giornale" che potete acquistare in edicola, la pagina dedicata alle
lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa filosofia, "l'evoluzione
della specie" che solo il web può consentire: la "relazione" è
la forza dei new media. E' la nostra e la vostra forza. Scritto in Varie
Commenti ( 16 ) " (20 votes, average: 2.6 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 18Feb 08 Berlusconi, Veltroni
e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice
la sua al "Giornale" sul pullman elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al Pdl. Lo ha fatto in
un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte le cose interessanti
che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni:
"L'Italia non ha bisogno di giri in pullman. E' evidente che la sinistra
non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi fasulli: il Pd non è al 35%
e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su Casini: "Pier dice che non è
in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi
risulta molto meno, i loro elettori ci voteranno in gran numero". Il caso
Casini agita le acque della campagna elettorale e della politica. Nascerà una
mini Cosa Bianca come auspicava Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci
e con Casini? E per schierarsi con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della
Libertà punta su cose concrete, come dice Berlusconi.
"Il nostro è il progetto liberale che ha funzionato in tutte le democrazie
dell'Occidente. Quello che prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle
imprese." un progetto che "cominceremo a realizzare fin dal primo
Consiglio dei ministri, dove ci presenteremo con disegni di legge già pronti:
taglio dell'Ici, detassazione degli straordinari, bonus bebè". Intanto,
come nota Paolo Guzzanti (leggi) Veltroni gioca come
un un pokerista abile nell'arte del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono
"esatto contrario di ciò che hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e
Margherita, cioè le forze del governo sostenute da Veltroni".
Già ma Walter corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie
Commenti ( 65 ) " (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di
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un amico 14Feb 08 Veltroni corre solo ma anche. con Di
Pietro La corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman
elettoral-mediatico di Walter Veltroni partito
all'insegna del "soli contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa
romana per imbarcare un passeggero: Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo
Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino e Abele. E aggiungo: il Buonista e
il Giustizialista. Apparentati si dice in termine tecnico (ma saranno fratelli
coltelli?). Quei voti evidentemente servono. Restano fuori invece i socialisti
di Boselli e i radicali del duo Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto
di vista ideale e politico veri "parenti" del Pd. Bertinotti infatti
si affretta dare la sua "scomunica" visto che è in competizione con
Walter: Di Pietro andava bene con Prodi al governo ma ora. La politica della
sinistra (anche riformista) è fatta di svolte e giravolte. Di "ma
anche.", come ha ironicamente sottolineato in buon Crozza. Che sia
un'occasione persa per Walter? Scritto in Varie Commenti ( 41 ) " (23
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb 08
Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case dei non residenti: quando
ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per gli italiani tartassati
ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la Corte Costituzionale. Ha bocciato,
cancellato, affondato la cosiddetta tassa sul lusso, che in realtà non era
altro che un modo studiato dal presidente della Sardegna Renato Soru per far
cassa alle spalle dei propritari di seconde case e di chiunque (privato)
possedesse un'abitazione senza avere la residenza in Sardegna. (leggi
l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia esistestessero due
"nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti nell'isola e poi gli
italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente). Bell'applicazione del
federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo, gravissimo e
onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla plusvalenza fra
prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una volta la sinistra
(il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa sulla casa e per
quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy yacht e aerei
privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il Giornale.it sul
tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una campagna e ci
sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti dall'Italia e
dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per tutti coloro
che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando il presidente
Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che tempi? Aspettiamo
fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo nell'isola
pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla Sardegna,
ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate informa i
contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni non
appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le
necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21)
Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post,
tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA: PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita' industriali. SAREBBERO
TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli italiani. Per lei non
vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa a dire nemmeno una
parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso... L&F: E' una
battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post? "E' stato di
parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della mobilitazione
internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della condanna a morte
- 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota
111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Andrea
Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di Marcello Foa Il blog di Nicola
Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili Centro Pannunzio Comitati per le
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( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il gesto di Silvio Berlusconi al Palalido di Milano, quei fogli strappati. quei
programmi inutili che la sinistra. ma anche il centro-sinistra non rispettano,
piaccia o non piaccia ha un forte valore simbolico. Richiama soprattutto Prodi,
quelle 281 pagine del "librone dei sogni" presentate nella passata
campagna elettorale. Chi le ha lette? Si chiesero subito tutti, sorridendo me
scuotendo la testa. Devo dire che io lo lessi pensando subito: "Questi
sono matti. ma chi ci crede? Nemmeno loro, ci credono". Alla fine è stato
proprio così, Prodi nella polvere (dopo una crisi di governo) e tutti si uoi
alleati (veri e presunti, ogni volta impegnati a invocare la pagina numero
tale, la riga talaltra, il paragrafo del capitolo. per dire che insomma nel
programma c'era tutto (ciò che poi non si faceva). A seconda delle conveniente
del momento. Risultato? Avanti a colpi di fiducia altrimenti il governo durava
tre mesi (forse). "Stracciare" il programma del Pd non è un insulto a
Veltroni (che di sicuro il Cavaliere non sottovaluta)
ma un richiamo generale a stare con i piedi per terra: bene i sogni e gli
slanci, ma testa sulle cose da fare che si possono fare e che vanno fatte. Una
volta un navigatissimo politico d'antan disse: "Impossibile governare gli
italiani.". Ma è davvero così? Di sicuro con programmi di 281 pagine non è
possibile. Ma se cambi rotta e dalla politica degli annunci (generalizzata) si
passa ai fatti: pochi, concreti e subito, l'impresa è meno impossibile. E se il
partito che vince le elezioni è coeso e condivide gli obbiettivi (il Pdl. ma
anche il Pd ci prova anche se la coesione pare minore) forse è meno difficile
governare gli italiani. Si darà: ma in cinque anni Berlusconi
ha governato e. E sono state rose e spine, rispondo: tanto che alla fine si è
visto chi remava contro nella Cdl. Il Cavaliere l'ha detto a chiare lettere.
Casini corre da solo e Fini ha fatto un salutare "ravvedimento
operoso". Ora dipende tutto dalle urne: se il voto si concentrerà sui
grandi partiti e al Senato non ci sarà pareggio. Veltroni
invece dice che lui non straccia i programmi degli altri, ma li rispetta.
Giusto che lo dica, Walter infatti ha imboccato una strada
"berlusconiana" perché ha capito che quella vecchia faceva solo danni
all'ex Ulivo ma soprattutto al Paese. Anche questo, Fini non se ne abbia a
mnale, è un "ravvedimento operoso" sia pure tardivo. Di
"nuovo" nel Pd c'è soprattutto la rincorsa, il tappare i buchi, il
mettere le pezze a due anni di Prodi-Bertinotti-Mastella-Di Pietro-Verdi.
Diciotto ministri ds su venticinque. L'abbinata Padoa Schioppa-Visco. Mah! Veltroni ha un bel dire che al Nordest il centro-sinistra ha
commesso errori. e che ora cambia tutto. Ricordo la vecchia campagna
elettorale: il duo Bersani-Letta a fare il giro delle realtà economico
produttive del nord. Spiegarono a Prodi e ai capi dell'Unione quel che si
doveva dire e soprattutto fare. Rimasero inascoltati, scrissero i giornali, e
la sinistra li sbertucciò, aggiungo. Veltroni ha
davvero capito? E i tanti ds del Pd? La concretezza di Berlusconi
stride con l'Italia degli Anni Sessanta sognata da Walter. A volte i lustrini
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le liste chiuse. ma anche no Tanto tuonò che piovve, in casa del Pd. Veltroni dice: primi a chiudere le liste elettorali. Poi si
scopre che forse no. non sono chiuse. Ed Emma Bonino, pasionaria pannelliana
tuona: in quelle liste i 9 eletti radicali non ci sono.". O meglio:
"Non c'è la certezza che siano eletti tutti.". Walter replica:
"Ci sono. ci sono". Poi annuncia un approfondimento. Ma Emma incalza:
"Non intendo candidarmi capolista in Piemonte perché non sono un
soprammobile, da loro sbrecciato, che si può prendere e spostare dove vogliono.
Non sono un oggetto che può essere usato o spostato.". Come prevedibile i
radicali anche nel Pd non rinunciano a fare i radicali. Pannella l'aveva detto
a chiare lettere. Non sarà una convivenza facile. Ad esmpio a Roma non è detto
che appoggino Rutelli nella corsa a sindaco. trattative in corso. Scritto in
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Pd corre finalmente libero, e chi voterà per noi sa che se vinceremo l'Italia
potrà rivivere un tempo mai vissuto se non negli anni Sessanta con il primo centrosinistra".
Lo ha detto il candidato premier del Pd, Walter Veltroni
in un incontro pubblico con i giovani a Perugia. "Se vincerà la destra -
ha proseguito Veltroni - si riproporrà il vecchio
schema dei veti incrociati. Con noi l'Italia sarà in una posizione unica nella
sua storia: al governo ci sarà un solo partito, con un solo programma, un solo
gruppo parlamentare, e un solo leader". Veltroni
ha insistito sul fatto che l'Italia debba riguadagnare punti sul piano della
competitività: "il nostro problema - ha spiegato - è una società immobile,
che si riproduce come una decalcomania. Il paese ha bisogno ritrovare se stesso
e la velocità perduta". Così ha scritto l'agenzia Ansa. L'Italia dei
"mitici" anni Sessanta. Ma quale Italia? E furono davvero così mitici
quegli anni? Chissà cosa pensano di quegli anni i vecchi del Pci e i
sindacalisti duri e puri. C'è l'immaginario delle canzonette, del boom (.ma
anche dei palazzinari, degli scioperi) . ma anche l'inizio del '68. Boh? Non
sono nostalgico, guardare al passato serve ma forse è meglio immaginare e
lavorare per il futuro (.ma anche pensando ai problemi del presente). O no?
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per l'Italia E' stato di parola, Silvio Berlusconi: in
dodici pagine dense e tutte di sostanza (leggi: cose da fare) ha presentato le
"sette missioni" per far rialzare l'Italia che sono il corpus
dell'azione di governo del Pdl subito dopo il voto. Berlusconi,
insomma, dice chiaro e tondo: ecco che cosa farò appena tornerò al governo. E
aggiunge: ". ma niente miracoli". In sintesi ecco le missioni. Prima:
rilanciare lo sviluppo. Seconda: sostenere la famiglia. Terza: più sicurezza e
più giustizia. Quarta: migliori servizi ai cittadini. Quinta: rilancio del
Mezzogiorno. Sesta: federalismo. Settima: piano straordinario di finanza
pubblica (per saperne di più leggi nel dettaglio il programma del Partito della
Libertà). Berlusconi insomma, riprende il filo della
politica interrotta dalla parentesi (non certo felice visti gli esiti
parlamentari, di Prodi e del centrosinistra) e rilancia la sfida sul terreno
della concretezza e degli interessi complessivi del Paese. Sicuro di poter
percorrere questa strada, tanto che annuncia un nuovo contratto con gli
italiani, come quello sottoscritto nel 2001 dalla scrivania di Porta a Porta.
"Come l'altra volta - dice il Cavaliere - depositiamo il programma che
indica le nostre priorità". Per quanto riguarda "i punti principali
da realizzare, alla fine della campagna elettorale farò il contratto con gli
italiani, così come feci nel 2001". E aggiunge che il programma ora passa
all'esame del Popolo della libertà nei diecimila gazebo sparsi in tutta Italia
da questo fine settimana alla fine della campagna elettorale, e "le
priorità di azione saranno quindi indicate a secondo di quello che ci dirà la
gente, se ci sarà qualche idea nuova in più la inseriremo: è un programma che
per noi è impegnativo nel senso che non faremo mai il contrario di quello che
c'è scritto, ma è aperto ai cambiamenti voluti dalla gente". Cosa ne
pensate delle sette missioni indicate da Berlusconi?
Quali sono le più importanti per voi? E' un programma moderno che può davvero
segnare un cambiamento per il Paese? Scritto in Varie Commenti ( 19 ) "
(11 votes, average: 3.18 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 26Feb 08
Walter e le tre cose che è meglio "non fare" Torno su un argomento
che mi sfrucuglia. il programma del Partito democratico. Direte: 12 punti,
quasi tutto detto da Walter ecc. ecc. Vero, verissimo. Ma c'è anche quello che
il leader del Pd non ha detto. Tre cose, ad esempio, dimenticate anzi,
cancellate senza che si siano state inserite con la formuletta omnibus del
"ma anche.". Mi aiuta in questa riflessione Cesare Salvi ex esponente
di spicco del Pci-Pds-Ds e poi transfuga sotto le bandiere della Sinistra
Arcobaleno. Sottolinea, Salvi, tre "clamorose lacune": 1) La lotta
alla mafia, nominata appena di sfuggita, come denunciato oggi dal "Sole 24
Ore" 2) La legge sulle unioni civili, scomparsa anche nella moderatissima
formulazione dei DICO 3) La tassazione delle rendite finanziarie Che Walter Veltroni si stia davvero democristianizzando? Certe
"dimenticanze" per chi ha memoria, non ricorda un po' l'esprit
doroteo in un tempo? Già, ci si può dimenticare oggi di "non fare"
per poi "fare" domani una volta incassato il voto che altrimenti
sarebbe andato dall'altra parte. Davvero un Walter-Houdini. Scritto in Varie
Commenti ( 15 ) " (14 votes, average: 2.57 out of 5) Loading ... Il Blog
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a un amico 25Feb 08 Ma nel Pd, radicali e cattolici teodem che c'azzeccano? La
presenza nelle liste del Partito Democratico di esponenti radicali? "Se
sono coerenti non dovrebbero firmare il programma e non dovrebbero candidarsi
rinunciando alle loro idee", così ha parlato il ministro della famiglia
Rosy Bindi intervistata da "La Stampa". Ha messo le mani avanti in
vista dello sbarco delle truppe pannelliane nell'armata di Veltroni.
E ha aggiunto che il programma del Pd non è soggetto a modifiche: "A proposito
di testamento biologico, diritti dei conviventi, 194, ci sono scritte alcune
cose e sono stati messi punti e virgole pesanti. Non è che se uno si candida
con noi può permettersi di firmare quel documento e il giorno dopo in
Parlamento presenta robe che non hanno niente a che fare con quanto
stabilito". Poi la Bindi ha invitato Emma Bonino. ma anche la teodem Paola
Binetti. a "limitarsi", anche peché è meglio "tenere fuori dalla
campagna elettorale temi così importanti e delicati per la vita delle persone".
Un altolà e un avvertimento insomma, perché il clima nel Pd è diventato
rovente. La convivenza fra cattolici e radicali, nel Pd, si annuncia difficile,
inutile negarlo. Pannella del resto "avverte" la Binetti e dice a Veltroni: "Walter fatti coraggio, io il presidente
della comunità di Sant'Egidio Riccardi l'avrei già invitato, poi il problema è
suo. E la Binetti stia attenta perché ho un elenco lungo così della Chiesa che
sta diventando chiesa del silenzio". Noi chiediamo che ci sia Riccardi e
magari anche monsignor Paglia, che forse accetta e siamo stati i primi ad aver
candidato una suora in Parlamento, suor Marisa Galli, hai capito
Binetti?". Voi che cosa ne pensate di questa "convivenza",
reggerà? Scritto in Varie Commenti ( 11 ) " (12 votes, average: 3.25 out
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Commenti Invia questo post a un amico 21Feb 08 Il Giornale.it si rinnova e si
apre ai commenti dei lettori Cari lettori, come avevete potuto vedere, è in
linea il sito tutto nuovo del Giornale.it. A poco più di un anno dal lancio
della versione on line de "il Giornale", realizzata dai giornalisti
della redazione internet, un anno di continua crescita e successo, il sito si
presenta con una grafica rinnovata, maggiori contenuti, un importante
arricchimento della parte multimediale e delle fotogallery. E' un importante
passo avanti che ha richiesto e richiede molto lavoro che porterà a
miglioramenti continui, anche di ciò che non è perfetto. Per questo vi
chiediamo un pò di pazienza e comprensione. Ma la vera novità è rappresentata
dalla possibilità da parte dei lettori di commentare gli articoli. Il sito si è
aperto sempre di più al vostro contributo, alle vostre opinioni. E' un vero
"sito dei lettori" con la possibilità di interagire non solo
attraverso i nostri blog. In fondo questa è la tradizione del
"Giornale", come scrisse Indro Montanelli: "Ci giudicheranno i
lettori". E come ha fatto di recente il direttore Mario Giordano
raddoppiando, sul "Giornale" che potete acquistare in edicola, la
pagina dedicata alle lettere. Internet è il passo avanti naturale di questa
filosofia, "l'evoluzione della specie" che solo il web può
consentire: la "relazione" è la forza dei new media. E' la nostra e
la vostra forza. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes, average:
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Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 18Feb 08 Berlusconi,
Veltroni e Casini. come Follini E così Silvio Berlusconi dice la sua al "Giornale" sul pullman
elettorale di Walter Veltroni e sul no di Casini al
Pdl. Lo ha fatto in un'intervista al direttore Mario Giordano (leggi) . Molte
le cose interessanti che dice il Cavaliere. Vediamone alcune. Su Veltroni: "L'Italia non ha bisogno di giri in pullman.
E' evidente che la sinistra non può e non sa governare. Attenzione ai sondaggi
fasulli: il Pd non è al 35% e l'Italia dei Valori è sotto il 3%". Su
Casini: "Pier dice che non è in vendita: e chi voleva comprarlo? Ora non
ha prospettiva. L'Udc al 7%? A noi risulta molto meno, i loro elettori ci
voteranno in gran numero". Il caso Casini agita le acque della campagna
elettorale e della politica. Nascerà una mini Cosa Bianca come auspicava
Mastella, e Clemente andrà con Pezzotta-Tabacci e con Casini? E per schierarsi
con chi, dopo il voto? Intanto il Partito della Libertà punta su cose concrete,
come dice Berlusconi. "Il nostro è il progetto
liberale che ha funzionato in tutte le democrazie dell'Occidente. Quello che
prevede meno tasse sulle famiglie, sul lavoro, sulle imprese." un progetto
che "cominceremo a realizzare fin dal primo Consiglio dei ministri, dove
ci presenteremo con disegni di legge già pronti: taglio dell'Ici, detassazione
degli straordinari, bonus bebè". Intanto, come nota Paolo Guzzanti (leggi)
Veltroni gioca come un un pokerista abile nell'arte
del bluff: lancia i suoi 12 punti che sono "esatto contrario di ciò che
hanno semopre sostenuto Prodi ma anche Ds e Margherita, cioè le forze del
governo sostenute da Veltroni". Già ma Walter
corre come se fosse il capo dell'opposizione. Scritto in Varie Commenti ( 65 )
" (23 votes, average: 3.3 out of 5) Loading ... Il Blog di Alberto Taliani
© 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo post a un amico 14Feb
08 Veltroni corre solo ma anche. con Di Pietro La
corsa del Pd dunque non è più solitaria, il pullman elettoral-mediatico di
Walter Veltroni partito all'insegna del "soli
contro tutti", dopo Gubbio ha fatto una tappa romana per imbarcare un passeggero:
Tonino Di Pietro. Come scrive Paolo Guzzanti (leggi l'articolo) sembrano Caino
e Abele. E aggiungo: il Buonista e il Giustizialista. Apparentati si dice in
termine tecnico (ma saranno fratelli coltelli?). Quei voti evidentemente
servono. Restano fuori invece i socialisti di Boselli e i radicali del duo
Pannella-Bonino. Loro, che sarebbero dal punto di vista ideale e politico veri
"parenti" del Pd. Bertinotti infatti si affretta dare la sua
"scomunica" visto che è in competizione con Walter: Di Pietro andava
bene con Prodi al governo ma ora. La politica della sinistra (anche riformista)
è fatta di svolte e giravolte. Di "ma anche.", come ha ironicamente
sottolineato in buon Crozza. Che sia un'occasione persa per Walter? Scritto in
Varie Commenti ( 41 ) " (23 votes, average: 3.13 out of 5) Loading ... Il
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post a un amico 14Feb 08 Sardegna, Bocciata la tassa Soru sulle seconde case
dei non residenti: quando ci ridate i soldi? C'è anche un giudice a Berlino per
gli italiani tartassati ingiustamente e a questo punto illegittimamente: è la
Corte Costituzionale. Ha bocciato, cancellato, affondato la cosiddetta tassa
sul lusso, che in realtà non era altro che un modo studiato dal presidente
della Sardegna Renato Soru per far cassa alle spalle dei propritari di seconde
case e di chiunque (privato) possedesse un'abitazione senza avere la residenza
in Sardegna. (leggi l'articolo di Stefano Filippi) Come se in Italia
esistestessero due "nazioni" quella dei sardi o non sardi residenti
nell'isola e poi gli italiani (sardo o non sardi che vivono nel continente).
Bell'applicazione del federalismo.. Non solo: è stato cassato l'altro obbligo,
gravissimo e onerosisssimo che prevedeva di pagare anche una tassa sulla
plusvalenza fra prezzo d'acquisto dell'immobile e quello di vendita. Per una
volta la sinistra (il vero partito delle tasse) è stata sconfitta. Niente tassa
sulla casa e per quel che che riguarda il "lusso", quello vero (maxy
yacht e aerei privati), tutto rinviato alla Corte di Giustizia Europa. Il
Giornale.it sul tema dell'abolizione della tassa Soru ha fatto a suo tempo una
campagna e ci sono arrivate centinaia di mail di protesta degli internauti
dall'Italia e dall'estero: la decisione della Consulta è anche una vittoria per
tutti coloro che ci hanno scritto e che ringrazio. Ma ora la domanda è: quando
il presidente Soru restituirà i soldi a chi ha pagato? In che modo? In che
tempi? Aspettiamo fiduciosi. Noterella finale? Soru e la sinistra al governo
nell'isola pagheranno di tasca loro i gravissimi danni d'immagine causati alla
Sardegna, ai sardi e al turismo dell'isola? Intanto l'Agenzia delle Entrate
informa i contribuenti che pubblicherà sul sito internet ulteriori informazioni
non appena sarà noto il testo integrale della sentenza e saranno definite le
necessarie disposizioni in merito. Scritto in Varie Commenti ( 18 ) " (37
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precedenti Chi sono Sono il caporedattore del Giornale.it, un toscano
"adottato" da Indro Montanelli e da Milano nel 1983. Tutti gli
articoli di Alberto Taliani su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (21)
Ultime discussioni cala gavetta: Salve Alberto Condivido in pieno il tuo post,
tranne il "ravvedimento operoso tardivo" di... RINA:
PROGRAMMI.PROGRAMMI̷ 0;.PROGRAMMI in quantita'
industriali. SAREBBERO TUTTI DA FARGLIELI... Alberto Taliani: Caro L&F, se
la parola di Berlusconi vale lo decideranno gli
italiani. Per lei non vale ed è... Alberto Taliani: Egregio Tennenini, come fa
a dire nemmeno una parola su Ciarrapico? Sulla home page del sito il caso...
L&F: E' una battuta alla Woody Allen la prima frase di apertura del post?
"E' stato di parola,... I più inviati Sayed, primo risultato della
mobilitazione internazionale: il senato afgano ha ritirato la conferma della
condanna a morte - 12 Emails Ultime News Euro record: 1,56 Le Borse a picco
Petrolio a quota 111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma
Marcegaglia a capo di ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi: "Campagna porta a porta"Il prof fuma
una canna in classe: sospeso Gli studenti lo difendono: domani occupazione Blog
amici Il blog di Andrea Tornielli Il blog di Christian Rocca Il blog di
Marcello Foa Il blog di Nicola Porro Il blog di Paolo Guzzanti Siti Utili
Centro Pannunzio Comitati per le Libertà Fondazione Einaudi Fondazione Liberal
Free Foundation il Foglio Informazione corretta Istituto Bruno Leoni Magna
Charta Società Libera Storia Libera TocqueVille March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 29Feb 08 Jovanotti
è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
" (10 votes, average: 5 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano ©
2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 27Feb
08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco
dell'Ariston non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero
che non mi piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua
canzone Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata
"Ultimo segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto
da Tulio De Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e,
caso strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è
la stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una
sensibilità estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la
vicinanza di Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in
imbarazzo da fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la
peggiore della serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che
probabilmente sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della
giornata oggi è negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua
"Vita tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da
meritarsi l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti
( 125 ) " (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
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amico 24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più
bella del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della
Stampa, che gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio
pre elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di
Sanremo ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o
l'ottava volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione,
inizia il rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è
un punto di riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per
un minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia
Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può
succedere. Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me
invece viene l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar
retta a queste parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08
Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il
titolo, giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà
così l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
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Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella
conferenza stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
amico Post precedenti Chi sono Paolo Giordano scrive di musica leggera sul
Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo
Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni
Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio Hotel
sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia - 1
Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota
111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
L'altro giorno
durante un concerto in Cina, Bjork ha chiassosamente protestato a favore
dell'indipendenza del Tibet, invitando il pubblico a cantare il coro
"Tibet! Tibet!" Apriti cielo. Le autorità cinesi, che sono
clamorosamente intolleranti, hanno reagito spiegando senza mezzi termini che
"Bjork ha infranto le leggi del nostro paese e ferito i sentimenti del
popolo cinese". Pensa un po'. Quindi in futuro "stringeremo i
controlli sugli artisti stranieri che abbiano in programma spettacoli in Cina
affinché episodi del genere non si verifichino più". Naturalmente sulla
stampa italiana (la stessa che non ha protestato contro il silenzio del
ministro radicale e libertario Emma Bonino in visita a Pechino) le notizie in
merito a questo scandalo sono uscite, quando sono uscite, piccole così. Però
pazienza per i giornali. Ma mi chiedo dove siano le organizzazioni umanitarie
che di solito strillano molto quando a violare le regole sono altri stati (ad
esempio gli Stati Uniti). In Cina succede di tutto e il caso di Bjork è davvero
una goccia nella palude marcia dei diritti umani e politici violati laggiù.
Eppure silenzio. Complimenti. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (6 votes,
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è un passo avanti Ieri Jovanotti è arrivato in sala stampa per presentare la
sua apparizione del venerdì al Festival. Ha parlato per oltre mezz'ora e non
importa neppure riportare tutte le frasi che ha inanellato. Ha parlato di
musica, di politica, ha presentato il suo ospite Ben Haper, ha divagato su
tanti argomenti e sempre con competenza. Ma non è questo che importa. Jovanotti
è un uomo sereno e quando ha parlato delle sue canzoni ha semplicemente
spiegato che: "Io penso alla mia donna, all'amore che provo per lei e
scrivo quello che c'è intorno a questo sentimento". Credo che non ci sia
niente di più poetico. E se penso che l'ha detto così d'improvviso davanti a
una sala stampa di giornalisti iene scatenate lo trovo quasi commovente.
Stavolta Jovanotti mi ha commosso. Bravo. Scritto in Varie Commenti ( 27 )
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08 Soluzione all'italiana: Bertè squalificata ma canta Soluzione all'italiana
al Festival di Sanremo. Loredana Bertè ha cantato un brano già pubblicato (nel
1988) e quindi è stata squalificata. Lo ha annunciato Pippo Baudo adesso in
conferenza stampa. Però lei continuerà ad esibirsi all'Ariston, sostanzialmente
per evitare un altro caso Tenco. La solita soluzione all'italiana che però non
riesco a criticare (vista la situazione). Scritto in Varie Commenti ( 31 )
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08 Il caso Bertè (e il caso strano) Ieri sul palco è stata travolgente e senza
dubbio ha smentito tutti (anche quelli come me che temevano un'esibizione
sottotono). Certo, Loredana Bertè è stata la più rock del festival, rock nel
senso di Celentano: vitale e controcorrente. Però è anche vero che mi fa un po'
tristezza star qui a complimentarmi con la Bertè solo perché sul palco dell'Ariston
non ha dato di matto come in altre sedi televisive. E' un pensiero che non mi
piace. Di sicuro oggi si parlerà di un'altra cosa. Questa: la sua canzone
Musica e parole sarebbe una vecchia canzone del 1988 intitolata "Ultimo
segreto", tratta dall'album "Sesto senso" prodotto da Tulio De
Piscopo e Alberto Radius. Il brano fu cantato da Ornella Ventura e, caso
strano, l'autore è sempre Alberto Radius e la casa discografica, la NAR, è la
stessa di 20 anni fa (ha solo modificato nome e organico). Insomma, ci sono
tante coincidenze troppo strane. Ho già raffrontato i due brani e in effetti
sono molto, ma molto simili. Chissà se qualcuno prenderà decisioni in merito.
Ma il caso è molto strano. Il discografico della Bertè ha ammesso praticamente
che si tratta di una "cover". E Baudo ha detto che nel pomeriggio si
riunirà la commissione per valutare. Aspettiamo. Di certo, se è così, alla
Bertè non rimanerrebbe che ritirarsi. Scritto in Varie Commenti ( 5 ) " (7
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RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 26Feb 08
Lasciare stare Tricarico Ieri notte ho tremato quando Chiambretti e Baudo si
sono avvicinati a Tricarico che stava per cantare. Tricarico è di una sensibilità
estrema, è indifeso, vulnerabile oltre ogni immaginazione. E la vicinanza di
Pippo e Piero, che sono stati impietosi, lo ha messo talmente in imbarazzo da
fargli rovinare la canzone. La sua interpretazione è stata la peggiore della
serata, nonostante il brano sia senza dubbio un bel brano che probabilmente
sboccerà bene anche nelle radio. E quindi la nota buona della giornata oggi è
negli occhi di Tricarico quando ha iniziato a cantare la sua "Vita
tranquilla". Erano così sperduti, così ingenui, così puri da meritarsi
l'applauso seduta stante. Forza Tricarico. Scritto in Varie Commenti ( 125 )
" (9 votes, average: 4.33 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo Giordano
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24Feb 08 La rivoluzione di Chiambretti Bravo Pierino. Oggi la frase più bella
del Festival è la sua. In una intervista a Marinella Venegoni della Stampa, che
gli ha chiesto se Pippo lo avesse catechizzato sulla par condicio pre
elettorale, lui ha risposto: "No, Pippo mi ha tranquillizzato. Nessuno di noi vuol fare la pelle a Veltroni e Berlusconi. Anzi oggi la rivoluzione oggi si fa costruendo e non più
distruggendo". Bravo, questa è la frase giusta (anche se non nuovissima)
che esprime lo spirito del tempo. Scritto in Varie Commenti ( 17 ) " (8
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2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 23Feb
08 Pippo fa tredici, Sanremo farà tardi, io farò notte Inizia il Festival di Sanremo
ed eccomi qui come inviato. Non mi ricordo più: sarà la settima o l'ottava
volta. Da domenica, giorno della conferenza stampa di presentazione, inizia il
rito più amato dagli italiani: parlare male del Festival che però è un punto di
riferimento. Anche solo per dire "io non lo guardo neanche per un
minuto", tutti ne parlano almeno una volta e ci sono pochi altri eventi
che raggiungono una coralità così ampia da sfuggire le singole categorie.
Sanremo è come un discorso di Bush alla nazione: é lo stato dell'Italia, una
foto delle sue condizioni. Ok, ok: dopo aver ascoltato le canzoni del Festival
di quest'anno, l'Italia non sta benissimo. Però per tutta la settimana su
questo blog parlerò solo delle cose più belle dell'Ariston, quelle che mi hanno
emozionato (se ce ne saranno) o perlomeno colpito. Tanto le cose brutte le
direte voi che mi scrivete e io vi aspetterò a braccia aperte. Intanto, io
comincio così: poco fa ho parlato con Anna Tatangelo e mi è piaciuta molto la
sua determinazione entusiasta. Dite quello che volete, ma ce ne fossero.
Scritto in Varie Commenti ( 45 ) " (9 votes, average: 5 out of 5) Loading
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questo articolo a un amico 10Feb 08 Questa è bella, Venditti ha l'ansia
Domenica è stata la giornata dell'ansia. Nell'intervista che andrà in onda a
"La storia siamo noi" su Raidue, Fiorello ammette che lo chiamano
"ansiolin" perché quando sta per intervistare qualche big gli viene
il nodo in gola. E, in una surreale intervista al Messaggero, Antonello
Venditti - che ha 59 anni e non è un pivello esordiente - annuncia che non sarà
al Festival di Sanremo perché "ci ho pensato, ma andarci a fare il
superospite mi crea un disagio cosmico". E vabbè, uno pensa, può succedere.
Poi però lui aggiunge: "Per andarci ci vuole fegato, a me invece viene
l'ansia, non lo vivo come una festa". Ma accidenti, a dar retta a queste
parole sembra che finora Venditti sia stato un recluso ai limiti
dell'eremitaggio. E invece lo sapete tutti: non è così. Allora viene da pensare
che la versione non sia proprio quella autentica. Forse a Venditti dà fastidio
l'ordine di apparizione sul palco, che si preannuncia alfabetico e che quindi
lo obbligherebbe a salire molto tardi?? Oppure il cachet non era all'altezza
delle sue attese?? Comunque sia, la giustificazione che ha dato fa ridere.
Venditti, quello che è in classifica da trentacinque anni, che è già stato al
Festival, che ha suonato migliaia di concerti, è paralizzato dall'ansia??
Sarebbe come se un pilota di Formula Uno si ritirasse perché è infastidito dal
rumore dei motori. Suvvia, Venditti. Pazienza le canzoni, ma le scuse devono
essere almeno originali. Scritto in Varie Commenti ( 16 ) " (20 votes,
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Attenzione, il nuovo Vasco arriva a marzo La notizia è secca, un semplice
flash: il nuovo cd di Vasco Rossi uscirà a marzo. Tra poco sapremo anche il titolo,
giusto il tempo di ritrovarci in radio il suo primo singolo. E inizierà così
l'ennesimo martellamento, l'ennesimo peana lungo un anno a Sua Santità.
Naturalmente Vasco è un grande, forse il più grande che ci sia in Italia però
non può essere sempre in prima fila: anche l'ispirazione ha i suoi tempi.
Altrimenti sembra proprio un business. Anzi, diciamocela tutta: ormai Vasco è
un business. Occhio al "fattore subprime": quando si gioca troppo con
le speculazioni, arriva la recessione. Scritto in Varie Commenti ( 12 ) "
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Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un amico 09Feb 08
Oopps, a Patti è scappato un ruttino E dire che è stata anche una bella conferenza
stampa con lei che si è persino messa a cantare 'Because the night'
accompagnandosi con la chitarre. Patti Smith è al Festival di Berlino per
presentare "Patti Smith: Dream of life" diretto dal geniale Steven
Sebrings, un documentario sulla sua vita e sulla carriera musicale che, come
sapete, hanno avuto gli stessi principi, le stesse regole, la stessa
ispirazione. Patti Smith è un tipo libero, addirittura troppo. Perciò
immaginatevi la faccia dei giornalistoni di cinema che erano seduti in platea,
tutti azzimati, tutti compresi, tutti impegnati a distinguere le tracce di un
capolavoro dietro ogni nefandezza stilistica. Ve li siete immaginati?? Ecco.
Adesso pensate alle loro facce quando Patti Smith, parlando del più e del meno,
conservando amabilmente sui destini del mondo, si è lasciata scappare un
ruttino. Gelo in platea. Poi risate imbarazzate. D'altronde era accaduto anche
in Italia, quando Patti era stata ospite in tv da Celentano. Ma lì si era
limitata a uno sputo per terra. Noblesse oblige. Scritto in Varie Commenti ( 6
) " (33 votes, average: 4.76 out of 5) Loading ... Il Blog di Paolo
Giordano © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti Invia questo articolo a un
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Giornale. Vive a Milano e ha sempre il volume alto. Tutti gli articoli di Paolo
Giordano su ilGiornale.it contatti Categorie Varie (71) Ultime discussioni
Sissi: altro che lasciare al carriera.cantera' (o ha gia' cantato??)
addirittura a Buckingham... Lady Lindy: Mirko: allora che brava la Bjork! dici
davvero che con un concerto e due grida sul Tibet ha risollevato... Lady Lindy:
un nuovo disco? non lo sapevo, ma insomma non doveva lasciare la carriera da
cantante? visto che non si... frestika: secondo me non dovrebbe contuinuare a
cantare.NON SE LO MERITA frestika: per me le canzoni di jovanotti sono
bellissime perchè esprimono molto sentimento.e alle volte... I più inviati I
Tokio Hotel in Italia a febbraio - 1 Emails Occhio, cari genitori, i Tokio
Hotel sono diventati maggiorenni - 1 Emails Questa è bella, Venditti ha l'ansia
- 1 Emails Ultime notizie Euro record: 1,56 Le Borse a picco Petrolio a quota
111Ahmetovic, confermata la condanna in appelloEmma Marcegaglia a capo di
ConfindustriaSerbia verso la crisi: sciolto il ParlamentoBerlusconi:
"Campagna porta a porta"Il prof fuma una canna in classe: sospeso Gli
studenti lo difendono: domani occupazione Blog amici Il blog di Ferruccio
Gattuso Il blog di Gaia Il blog di Marinella Venegoni Vocalizzo rotante Siti
amici Rockol.it March
( da "Panorama.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Santo, il candidato di casa Versace:
"Ecco perché corro con il Pdl di Berlusconi"
Posted By redazione On 13/3/2008 @ 17:37 In Headlines | No Comments "La
politica è sempre stata la mia passione. Mio padre prevedeva che avrei fatto
politica. Ma quando c'è stata la possibilità di fare la moda con Gianni ho
lasciato. Nel 1967 non presi più la tessera socialista". Santo Versace,
presidente della Versace, si candida alla Camera in Calabria con il Pdl e
spiega il motivo in un'intervista a Panorama pubblicata sul numero in edicola
da venerdì 14 marzo. Alla domanda sul perché si candida con
Berlusconi e non con Veltroni, Versace dice: "Perché mi è stato chiesto nella maniera
giusta. Condivido il programma del Popolo della libertà. Ho sempre parlato di
meritocrazia e di educazione. In Calabria, pur avendo accettato, con
l'economista Andrea Monorchio, di fare l'advisor per una regione governata dal
centrosinistra, non ho potuto dare alcun contributo perché non mi è
stato richiesto". Sul trauma causato dalla morte del fratello Gianni,
Santo Versace afferma: "Per me, fratello maggiore, vedere Gianni morire in
questa maniera è stato un trauma pazzesco. Poi ci sono state le battaglie verso
tutti gli speculatori e i millantatori, finite con la sentenza del marzo 2002
dell'alta corte di Sydney dove il mondo ha conosciuto la trasparenza di Gianni
e della famiglia Versace. È stato un lungo percorso per venirne fuori. Sono
stati cinque anni difficili".
( da "Giornale.it, Il" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Chi segue i mercati
finanziari sa che i rapporti tra Stati Uniti e Cina sono vincolati da un
interesse reciproco: l'America è il principale sbocco della produzione
industriale cinese, in cambio Pechino finanzia il deficit statunitense
comprando a man bassa titoli di Stato. Ma la crisi finanziaria sembra aver
rotto l'equilibrio e non certo a favore di Washington. In queste ore gli Usa
appaiono molto vulnerabili: politicamente perché sono in piena campagna per le
presidenziali, economicamente perché sono in recessione e con il sistema
finanziario sotto sopra, militarmente perché l'esercito appare demotivato e
diviso (vedi le dimissioni dell'ammiraglio William Fallon, 63 anni, comandante
delle forze Usa in Medio Oriente). Qualcuno si chiede se siano ancora una superpotenza,
certo sono in crisi come raramente è capitato nella storia recente. E in questo
contesto lascia allibiti la notizia che il Dipartimento di Stato ha tolto la
Cina dalla lista nera dei Paesi che violano i diritti umani. Ma come? Qualche
mese fa Bush conferiva la massima onoreficenza al Dalai Lama e proprio nel
momento in cui il leader spiriturale tibetano denuncia la brutale repressione
dei cinesi in Tibet, l'America assolve Pechino? Basta leggere il rapporto per
rendersi conto dell'assurdità della decisione. Nel testo infatti si riconosce
che: "La Cina soffoca qualunque tipo di libertà di espressione, nega ai
suoi cittadini i più elementari diritti umani, censura internet, arresta i
blogger, sorveglia i giornalisti stranieri, se è il caso li intimidisce".
Inoltre "stritola la libertà religiosa nel Tibet buddista e nello Xinjiang
musulmano, spedisce chi protesta ai lavori forzati, tortura i prigionieri con i
peggiori strumenti partoriti dalla crudeltà umana, strappa confessioni per delitti
mai commessi, li condanna preferibilmente senza processo". Ciò nonostante
non è più nell'elenco dei cattivi. Perché? Il governo americano ha più che mai
bisogno dei fondi cinesi (anche di quelli sovrani) per tamponare lo scandalo
subprime, mentre Pechino nell'anno delle Olimpiadi ha urgenza di migliorare la
propria immagine internazionale. Quella strana assoluzione del Dipartimento di
Stato equivale a una benedizione. Dobbiamo sopettare un (osceno) baratto tra i
due Paesi? Scritto in cina, gli usa e il mondo 1 Commento " (Nessun voto)
Loading ... Il Blog di Marcello Foa © 2008 Feed RSS Articoli Feed RSS Commenti
Invia questo articolo a un amico 12Mar
( da "EUROPA.it" del 13-03-2008)
Argomenti: Veltroni/Berlusconi
Il Pd deve prendere
di petto la recessione e le sue ragioni. Berlusconi fa solo
battute La crisi del paese: e se fosse davvero anche colpa nostra? Veltroni: "Non si può andare avanti così". Cioè risanare senza
crescere Quindici anni in altalena tra una spesa pubblica allegra alimentata
dalla corsa ai condoni del centrodestra e la rincorsa, a tratti ossessiva a
tratti autolesionistica, delle lacrime e sangue del centrosinistra. Dopo
cinque lustri di grandi scelte (poche) e di grandi errori (tanti), l'Italia si
scopre più povera e più demotivata. Un paese stanco che non cresce e che non
riesce più neanche a capire perché. Mentre Berlusconi
scivola su una pessima battuta sui precari, Walter Veltroni
si mostra allarmato ("così non si può andare avanti "), lasciando
capire che l'agenda del Partito democratico sarà diversa da quella seguita
finora dal centrosinistra. Il candidato premier ha presentato un disegno di legge
per un immediato sostegno ai salari e la progressiva riduzione delle aliquote
Irpef per tutti i cittadini. Parlando alla Coldiretti, il candidato premier ha
fatto propria la proposta del farmer market, cioè un meccanismo che consenta ai
produttori di vendere direttamente ai consumatori e ha detto che salari e
stipendi devono tenere conto dell'aumento del costo della vita. ALLE PAGINE 2 E
3.