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DOSSIER “SCUOLA”

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Report "Scuola"

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Indice delle sezioni

Scuola (56)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

A rischio i plessi più piccoli ( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con i tagli del ministro Gelmini sono a rischio anche i plessi scolastici e la copertura dei docenti di sostegno". A lanciare l'allarme è Diego Pauletti, capogruppo di minoranza del comune di Seren del Grappa che torna sul discorso della riforma della scuola previsto dal decreto legge di fine agosto che prevede tra l'altro il ritorno del maestro unico.

Scontro tra Bossi e Gelmini sul maestro unico ( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Scontro tra Bossi e Gelmini sul maestro unico Berlusconi difende il ministro "Si sta impegnando a fondo" La Cgil: "Tagli inaccettabili, bisogna fermare tutto" e i Cobas annunciano "un anno di lotta" ALESSANDRO CECIONI ROMA. Il no di Bossi, il sì di Berlusconi. Il maestro unico come simbolo di una riforma della scuola (che "riforma non è",

Precari? No, operatori turistici ( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha per ora solo anticipato che "stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari, insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola". A quanto si è appreso dal suo staff, si potrebbe trattare di occupazioni nel settore del turismo.

Scuole a rischio "Sarebbe la fine delle speranze" ( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: I programmi di riorganizzazione dell'istruzione annunciati dal ministro Gelmini e il punto interrogativo sul sistema degli istituti comprensivi (che nelle valli garantisce la sopravvivenza di decine di minuscoli plessi) ha messo in allarme l'Uncem, l'associazione che in Italia rappresenta quasi 400 comunità montane e più di 4000 piccoli Comuni.

Berlusconi sfida bossi "brava gelmini sul maestro unico a scuola" - favale, intravaia, sala e vanni alle pagine 9, 10 e 11 ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro: per i precari un posto nel turismo Berlusconi sfida Bossi "Brava Gelmini sul maestro unico a scuola" favale, intravaia, sala e vanni alle pagine 9, 10 e 11 SEGUE A PAGINA 9.

"per i precari un posto nel turismo" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini: i professori dovranno fare praticantato e concorso L'inaugurazione dell'anno scolastico in una scuola elementare di Segrate FRANCO VANNI MILANO - Da insegnanti disoccupati a operatori turistici. Questo il destino che Mariastella Gelmini immagina per i 200mila maestri e professori precari che aspettano un posto in cattedra.

Grembiuli, 5 in condotta e carte sconto mini rivoluzione al ritorno in classe - salvo intravaia ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: malattie al bullismo Il dossier In vigore tutte le innovazioni introdotte dalla Gelmini e dal suo predecessore Fioroni. Studio della Uil: gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d'Europa SALVO INTRAVAIA ROMA - Mentre grembiulini e maestro unico" (consigliato il primo e dal prossimo anno il secondo) continuano a sollevare polemiche, le lezioni iniziano con una serie di novità.

"il maestro unico è da bocciare in aula serve il gioco di squadra" - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Gelmini spaventa e la speranza di tutte è che il Parlamento, alla momento della sua scadenza, non lo tramuti in legge. Anche perché mette a rischio il tempo pieno, una forma di insegnamento in cui tutte e sei credono molto: "Vorremmo che rimanga tale - afferma Maurizia - e non diventi un tempo "riempito" con dei doposcuola tenuti da figure che non siano docenti"

Il 22 sindacati e prof in assemblea per gridare no al ministro gelmini ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assemblea per gridare no al ministro Gelmini La scuola sta per ripartire e i sindacati studiano le prime forme di protesta nei confronti dei tagli e delle modifiche annunciati dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Domani, infatti, è previsto un incontro tra i vertici provinciali e regionali dei sindacati di settore per definire in che modo far sentire la propria voce.

Maestro unico, si allarga la rivolta - tea maisto ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: protesta contro il provvedimento del ministro Gelmini si fa sempre più accesa. Il comitato si chiama "Non rubateci il futuro" e riunisce rappresentati di circa quaranta scuole primarie della Capitale. Dalla Iqbal Masih, zona Casilina, che, il 15 settembre - lo stesso giorno in cui la scuola riaprirà - darà vita a una occupazione con docenti, genitori e alunni e che durerà una settimana,

Scuola, l'autunno caldo dei precari - bianca de fazio ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: per la morte della scuola italiana decretata dal ministro Gelmini". Intanto la Prefettura è interessata anche da un'altra mobilitazione: Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno chiesto un incontro col prefetto, simbolicamente nel giorno in cui inizia l'anno scolastico in Campania, ma dalla prefettura non è ancora giunto l'ok.

Dove trovare i finanziamenti - luigi nicolais ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini? E soprattutto le terapie individuate dal governo, come quella del ritorno al maestro unico, che dovrebbe essere competente in tutto, possono avere una qualche efficacia? Assolutamente no. Riguardo a questo tema specifico, ad esempio, negli altri paesi dell'Unione europea la scuola primaria si basa su un sistema di presenze multiple perché la società è mutata profondamente

Mettete dei fioroni ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ribolliva un sanguigno oppositore del gentile sicario della scuola (Mariastella Gelmini) e del suo algido mandante (Giulio Tremonti). Consolante e sconsolante: se da ministro (volenteroso ma squattrinato) avesse esibito un millesimo della grinta di oggi, forse i maestri si sentirebbero meno soli (e unici).

Prof in piazza "berlusconi deve ascoltarci" ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Uil e Snals per protestare contro i tagli voluti dal ministro Gelmini. Un sit-in che i sindacati sperano coinvolgerà anche insegnanti, famiglie e ragazzi. Ora e data non sono casuali: alle 10 ci sarà l'inaugurazione della Campionaria e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, passerà proprio da quell'ingresso.

Secondo giorno di lezioni, è già protesta - camilla povia ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è già protesta Gli studenti contro la Gelmini: "Così smantella la scuola pubblica" CAMILLA POVIA Di sicuro sarà un autunno di lotta. L'unione degli studenti di Bari, insieme con l'unione degli universitari, dichiara aperta la guerra contro il governo e contro il ministro della Pubblica istruzione, Maristella Gelmini.

Berlusconi si schiera con la gelmini e frena bossi sul testo del federalismo - mauro favale ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Berlusconi si schiera con la Gelmini e frena Bossi sul testo del federalismo Irritazione della Lega, un vertice per risolvere il nodo Ici La Lega vuole un sì al testo entro giovedì. Ma il Pdl non sembra della stessa idea MAURO FAVALE ROMA - In soccorso a Mariastella Gelmini.

Manca solo l'insegnante con manganello e fischietto ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: abbiamo avuta nella nuova riforma della scuola firmata dal Ministro Gelmini, che taglia risorse all'istruzione, mortifica la funzione degli insegnanti, e però invita a dibattere su folkloristici provvedimenti disciplinari, buoni appunto per distrarre e catalizzare l'aggressività sociale. La violenza (dentro e fuori le scuole) si sconfigge con la disciplina.

I precari? Si occupino di turismo L'ultima di Gelmini: Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla . Intanto Bossi l'attacca: È un'incompetente ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Si occupino di turismo" L'ultima di Gelmini: "Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla". Intanto Bossi l'attacca: "È un'incompetente" di Luigina Venturelli / Milano ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere mandati alla poste, i precari della scuola possono tranquillamente riciclarsi in servizi alberghieri e musei.

Napoli, 400 docenti in lutto sotto il sole cocente A cinquant'anni fuori dal lavoro per sempre ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: provveditorato campano è una questione complessa che non si può affrontare con l'alzata di spalle che il ministro Gelmini ostenta. La signora Mambrini, ad esempio, con i suoi 59 anni, 25 di insegnamento, perché dovrebbe tornarsene a casa a non lavorare? Come dice Carla: "Berlusconi ha detto di aver risolto il problema della spazzatura a Napoli, e adesso nella spazzatura butta noi".

Muore la scuola pubblica ( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: UN DRAPPO NERO sul portone della scuola e il lutto al braccio "a simboleggiare la morte della scuola pubblica": così il 15 settembre, primo giorno di scuola, docenti e genitori della scuola elementare "Iqbal Masih" di via Ferraironi, in VI municipio, daranno il via alle proteste, contro le proposte di riforma del ministro dell'Istruzione Gelmini.

Insegnanti precari, giovedì assemblea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Insegnanti precari, giovedì assemblea --> Si terrà giovedì un'assemblea organizzata dal Cip (Comitati insegnanti precari) per discutere dei tagli agli organici presentati dal ministro Gelmini. Appuntamento alle 16,30 al Convitto di via Pintus a Pirri. (fr.gh.).

Mariastella, la preferita del cavaliere "una donna che ha testa e pure i voti" - rodolfo sala ( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: perché la trentacinquenne Mariastella Gelmini non è una delle tante signore alla corte del Cavaliere. Per dire: niente a che vedere con le colleghe Mara Carfagna e Maria Vittoria Brambilla, come lei promosse al governo. Nel cliché è molto meno berlusconiana di loro, con quei tailleur pantaloni un po' castigati a fasciare una figura alta e sottile,

<Più musica e disciplina Siamo tutti troppo ignoranti> ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ho detto al ministro Gelmini: riporta la musica nella scuola. è disciplina, forma il carattere e il gusto". Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, a margine della presentazione della stagione di "Aperitivo in concerto", traccia l'identikit di intere generazioni "che non sanno neppure intonare l'Inno nazionale" e boccia anche la musica "

Riapre la scuola. Gelmini: la mia riforma? Meno sprechi ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: la mia riforma? Meno sprechi Il ministro a Segrate: ho trovato l'istruzione sull'orlo del baratro. Subito un patto per migliorare Il ministro Mariastella Gelmini ha inaugurato ieri l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di Segrate: ha difeso le sue riforme ("Faranno risparmiare "), riconfermato la bontà del maestro unico e si è rivolta ai genitori chiedendo "

Prima campanella con polemiche I sindacati: ritardi nelle nomine dei prof ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E non è un caso che il ministro Mariastella Gelmini sia andata proprio a Segrate ad inaugurare l'anno scolastico. "L'istituto comprensivo Schweitzer è uno dei pochi che ha rispettato il calendario e ha aperto l'otto. Le altre scuole erano in dubbio", spiegano dal provveditorato. Già, i presidi si sono messi d'accordo.

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 5 categoria... ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno scolastico alla Fermi parte nel segno della tradizione, con due alberelli di cedro piantati nel giardino della scuola, e affidati alle cure dei primini per i prossimi cinque anni, e i bambini che, zaini in spalle, entrano in classe ad affrontare "un anno che vi auguro ricco di esperienze e soddisfazioni", ha detto il ministro Gelmini. Barbara Sanaldi.

Confalonieri: troppa ignoranza Riportiamo la musica in classe ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "L'ho detto al ministro Gelmini". Perché, aggiunge poi, "siamo tutti diventati molto ignoranti. Pensate alla musica. Un tempo a scuola ti facevano cantare almeno 'Va pensiero'. Adesso, persino a Messa senti caricature di brutte canzonette. E l'Inno nazionale? Sarà brutto finché si vuole ma quando lo cantano allo stadio.

Scuola Il primo giorno ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: BREVI Scuola Il primo giorno La cerimonia Il ministro Mariastella Gelmini ha inaugurato l'anno scolastico a Segrate con il prefetto Gian Valerio Lombardi, il direttore dell'ufficio scolastico regionale Anna Maria Dominici e il sindaco Alessandrini.

La festa tra i bambini ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: BREVI La festa tra i bambini Il ministro Gelmini ha proposto ai genitori "un patto per la scuola, istituzione centrale per il Paese".

In fila con le nuove divise Primo giorno di scuola La sfilata del ministro ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione MariaStella Gelmini. Che ha anche tenuto a battesimo anche le nuove divise scolastiche disegnate "su misura" dalla cooperativa Alice del carcere di San Vittore. A indossare le divise, magliette rosse e gonne o pantaloncini blu, solo una delle due prime dell'istituto di Segrate: "una sperimentazione - dice la preside Giuliana Borgnino -

La Gelmini: un patto per l'istruzione La mia riforma? Farà risparmiare ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: con il ministro Gelmini". "Ho suggerito a molte scuole di tornare alla divisa replica il ministro - non solo per il decoro, ma anche perché rende più semplice la vita delle mamme". Sul palco, la Gelmini è evidentemente emozionata, ma per nulla incline a cambiare rotta, nonostante gli attacchi del centrosinistra e qualche fischio da parte di esponenti di Rifondazione al suo arrivo:

Il ministro: i precari? Troppi, li riqualificherò E i bimbi la accolgono con un inno ironico ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini sceglie Segrate per inaugurare l'anno scolastico ( nella foto). Accoglienza con gaffe. I bambini della prima elementare, in divisa blu e rossa come ha chiesto più volte il ministro, accolgono la Gelmini intonando "In fila per tre" di Edoardo Bennato, l'inno generazionale contro la scuola autoritaria degli anni 70.

Castelli: i nostri voti sono determinanti Vorrei che gli alleati lo ricordassero ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E il caso Gelmini? Bossi definisce il ministro "incompetente" e preferisce tre insegnanti a uno. "Non saprei. Ho avuto un maestro unico e mi sono trovato benissimo. Ma conosco altri che ne hanno avuto tre e che si sono trovati altrettanto bene ". E sulla giustizia?

Sfida del Nord tra Silvio e Umberto <La Lega non pensi di muoversi da sola> ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini dall'ennesimo attacco di Bossi, e ha dovuto smentire la reintroduzione dell'Ici: "Solo l'idea che i cittadini possano pensare che noi gli metteremo le mani in tasca mi fa inorridire". Non vuole alzare il livello dello scontro ma non può far finta di nulla, "spero solo - ha detto ieri - che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni"

Salò, Napolitano contro La Russa ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Berlusconi difende la Gelmini Salò, Napolitano contro La Russa Alemanno e il fascismo, Veltroni lascia il museo dell'Olocausto ROMA - Sessantacinque anni dopo l'8 settembre 1943, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ricorda "i militari della Repubblica Sociale" che "combatterono per la patria " e quindi "meritano rispetto ": sullo stesso palco,

Gli scontri ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bossi attacca: "La Gelmini... Mettono a fare i ministri gente che non ha mai fatto l'insegnante" 2 "Scuola fabbrica di stipendi" Il 14 agosto Bossi: "Decidiamo se la scuola è fabbrica di stipendi o al servizio delle famiglie" (foto classe negli anni 30) 3 "Il maestro unico rovina i bambini" Il 6 agosto Bossi: "Si deve risparmiare,

Accuse di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con lei ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Accuse di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con lei "Rilancia la scuola, bene il maestro unico". Sostegno anche da An La responsabile dell'Istruzione: il mio lavoro parla per me Scelta pedagogica quella di un solo insegnante ROMA - Finora si poteva parlare solo di "schermaglie".

CREPE DI GOVERNO ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: finiranno le critiche leghiste al ministro berlusconiano dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ricambiate duramente. Si chiariranno del tutto i malintesi sul "braccialetto " per i detenuti. E magari la Padania smetterà di evocare un Carroccio costretto a "mettere pace fra i duellanti" Roberto Formigoni, Letizia Moratti e Giulio Tremonti sull'Expo del 2015 a Milano.

La <disfatta della scuola> raccontata da Giovanni Floris ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini. Modera Federico Geremicca. Anni di commissioni, dibattiti, analisi, riforme e controriforme non hanno migliorato la scuola italiana. Nella sua nuova inchiesta, Giovanni Floris racconta come si forma (o non si forma) un professore, confronta status, stipendi, impegni degli insegnanti e ci rivela i costi occulti del fenomeno dell'

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: it Gelmini: non ho usato l'elicottero Mi pregio di inviare la richiesta di rettifica relativa all'articolo "La sorpresa dell'elicottero" pubblicato sul Corriere della Sera di ieri. Non mi sono mai avvalsa, come erroneamente riportato dall'articolo, di alcun elicottero per raggiungere il Forum Ambrosetti che si è tenuto domenica 7 settembre a Cernobbio.

Oggi ( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: è polemica per il piano del ministro Gelmini. Votate online. Musica La Beatles-terapia Le canzoni dei "Fab Four" per far riemergere ricordi ed emozioni. Multimedia Britney alla riscossa La Spears pigliatutto agli Mtv Awards dopo il fiasco del 2007. Stati Uniti La ragazzina e le armi A 11 anni smonta e rimonta un fucile in appena 53 secondi: fa discutere il record di una teenager.

La promessa del ministro: meno insegnanti pagati meglio ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, inaugura l'anno scolastico in Lombardia facendo l'appello dei bambini di prima elementare che entrano in classe con la divisa: maglietta a manica lunga azzurra con gonna o pantalone; in inverno, gilet rosso. La scuola di Segrate che la ospita ha seguito l'invito ministeriale del grembiule, lei ha detto di essersi emozionata.

Il segnale leghista è forte, la risposta è la leadership ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la Gelmini, come è ovvio, anche se prendersela con lei ha voluto dire mettere in grave imbarazzo direttamente Berlusconi. Questo il leader leghista lo sapeva benissimo e nonostante ciò è andato avanti con le sue contumelie. Perché? Le ragioni fornite dagli osservatori riguardano la frustrazione del Carroccio che attende il via libera alla bozza Calderoli sul federalismo fiscale;

Berlusconi difende il maestro unico ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maristella Gelmini, che si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di qualità". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi approfitta dell'apertura dell'anno scolastico in Lombardia per inviare un messaggio di auguri agli studenti.

Alla scuola il 30% dei risparmi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei risparmi La Uil: stipendi inadeguati - Gelmini replica: gli insegnanti sono troppi Angela Manganaro MILANO Inizia l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di Segrate, a un passo da Milano, guardando sfilare i bambini della prima elementare con la divisa e quelli più grandi con il grembiule, una delle sue "raccomandazioni".

Carriera dei docenti in tre fasi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini ha ricordato ieri di "aver insediato una commissione che sta trovando una diversa modalità di formazione per i docenti della scuola secondaria". Si tratta della revisione del sistema di reclutamento contenuto nel testo del disegno di legge 953, che verrà ripreso in esame nei prossimi giorni dalla Commissione cultura della Camera.

Gli alunni in festa per la Gelmini <Grazie per il rigore e la serietà...> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 09 pagina 4 Gli alunni in festa per la Gelmini "Grazie per il rigore e la serietà..." di Augusto Pozzoli Segrate, il ministro allo Schweitzer: "Ritorneremo alla qualità..." Pochi minuti a mezzogiorno, Mariastella Gelmini entra nella seconda A dell'Istituto comprensivo Schweitzer di Segrate per l'ultimo incontro con una classe di studenti al primo giorno di scuola.

<Abbasso i sovversivi Viva la tradizione> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Il ministro Gelmini, che ho invitato al nostro festival romano, rassegna indirizzata ai giovani e volta a coinvolgere i ragazzi dei conservatori, bravissimi quanto privi di aiuti. Studiano per suonare sotto le stelle". A proposito di conservatori e del ministro dell'Istruzione.

<Più spettacoli a prezzi popolari> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Confalonieri, appassionato di musica, ha chiesto al ministro Mariastella Gelmini di "tornare a fare e praticare musica" nelle scuole, una materia che permette "l'interconnessione con filosofia, storia, letteratura". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

E nel Pdl cresce la preoccupazione <Al Nord il Carroccio ci tampina> ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: accelerazione leghista in materia di federalismo fiscale e le critiche di Bossi e Maroni all'operato dei loro colleghi Gelmini e Alfano hanno un peso specifico. Alla vigilia delle tornate elettorali amministrative, il nascente Pdl deve preoccuparsi per le intemperanze dialettiche di un partner che rischiano di condizionare non solo l'immagine ma anche l'azione dell'esecutivo?

<Troppi precari>. E il ministro pensa al turismo ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello di Mariastella Gelmini. Sì, è proprio il ministro dell'Istruzione a chiamarli per nome, uno per uno, e invitarli a entrare in classe, a sedersi dietro il banco e "insieme lavorare perché si torni a una scuola di qualità". Scatta l'applauso d'orgoglio di mamma e papà, che all'elementare Schweitzer di Segrate saluta l'inizio dell'anno scolastico.

Berlusconi difende il maestro unico: Gelmini promossa ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 215 del 2008-09-09 pagina 9 Berlusconi difende il maestro unico: Gelmini promossa di Vincenzo La Manna In un messaggio di auguri agli studenti il premier si schiera con la responsabile all'Istruzione dopo le critiche di Bossi da Roma Giù le mani da Mariastella. Avanti tutta con il voto in condotta, lunga vita al maestro unico.

Il curriculum del ministro ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Personalmente approvo le idee e le proposte di Mariastella Gelmini. La sua battaglia contro la concezione della scuola come stipendificio mi sembra coraggiosa fino alla temerarietà, e ineccepibile sul piano logico. Ma deve affrontare innumerevoli barriere corporative, clientelari, assistenziali, tutte ammantate da nobili precetti sociali e pedagogici.

Pedagogista Scurati parla a docenti e genitori ( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: annunciato dal ministro Gelmini. "La reintroduzione del maestro unico - dice - sembra un ingenuo ritorno al passato; ciò che occorre, in un'epoca come la nostra di esasperata articolazione e specializzazione dei saperi, è una pluralità concorde che sappia costruire con coerenza, nella quale, come in un'orchestra, il singolo offra il proprio contributo a un discorso d'

Scuola, la Provincia fa guerra alla Gelmini ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 215 del 2008-09-09 pagina 1 Scuola, la Provincia fa guerra alla Gelmini di Gianandrea Zagato Lettera di Barzaghi agli istituti milanesi: "Distrugge l'istruzione". Collettivi giovanili già pronti a protestare: primo corteo il 3 ottobre Scuola, la Provincia di Milano dichiara guerra al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Lombardia e federalismo: la Lega fa i dispetti ( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: che la querelle tra Umberto Bossi e Mariastella Gelmini non è certo frutto di antiche ruggini. Tutt'altro, visto che il quotidiano della Lega Nord - direttore politico proprio il Senatùr - ha dedicato l'estate a una campagna sulla riforme della scuola. Aperta il 12 agosto con un'intervista in prima pagina al ministro dell'Economia Giulio Tremonti (che in Lega un certo peso ce l'


Articoli

A rischio i plessi più piccoli (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

IL PROBLEMA DELLA SCUOLA A rischio i plessi più piccoli Pauletti: "Che fine faranno i docenti di sostegno?" BELLUNO. "Con i tagli del ministro Gelmini sono a rischio anche i plessi scolastici e la copertura dei docenti di sostegno". A lanciare l'allarme è Diego Pauletti, capogruppo di minoranza del comune di Seren del Grappa che torna sul discorso della riforma della scuola previsto dal decreto legge di fine agosto che prevede tra l'altro il ritorno del maestro unico. Una scure che ha sollevato un nugolo di polemiche. "Sono molto preoccupato per quello che succederà alla scuola pubblica soprattutto nei piccoli paesi di montagna come i nostri", dice Pauletti. "Questa legge, infatti, porterà sicuramente a una ridefinizione dei plessi scolastici, specie quelli con un bacino di utenza molto basso. Mancando i numeri e i docenti, si andrà sicuramente agli accorpamenti e questa è una cosa negativa per i residenti della frazione che saranno costretti a rivolgersi alle scuole più lontane". Insomma per Pauletti la riforma non funziona, visto che intaccarebbe il delicato equilibrio su cui si regge la vita in montagna. "La cosa che non si capisce, in tutto questo gran parlare che si fa della scuola, è dove andranno i soldi che saranno tolti dall'istruzione e dagli stipendi degli insegnanti. Nessuno lo ha mai detto, nessuno ha mai toccato questo argomento, che però è di vitale importanza. Infatti, le risorse risparmiate potrebbero essere utilizzate per il recupero degli edifici scolastici. Ma di questo, nessuno sa nulla". La cosa però che sta più a cuore al capogruppo del Pdc di Seren, è poi la copertura dei maestri di sostegno. "Chi assicura che i docenti di sostegno non rientrino nel calderone dei tagli?". E a questo punto il consigliere si chiede: "Chi finora ha amministrato questo comune e ha portato tanti onorevoli a Roma, cosa farà?". (p.d.a.).

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Scontro tra Bossi e Gelmini sul maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il leader del Carroccio attacca duramente: "Lei non sa cosa vuol dire insegnare" Scontro tra Bossi e Gelmini sul maestro unico Berlusconi difende il ministro "Si sta impegnando a fondo" La Cgil: "Tagli inaccettabili, bisogna fermare tutto" e i Cobas annunciano "un anno di lotta" ALESSANDRO CECIONI ROMA. Il no di Bossi, il sì di Berlusconi. Il maestro unico come simbolo di una riforma della scuola (che "riforma non è", dice l'opposizione). Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, non nasconde che la questione è soprattutto economica. "La scelta ottimizza le risorse. La scuola elementare funzionava con tre maestri e funzionerà con il maestro unico", dice al Tg1. Insiste che è una miglioria pedagogica. In mattinata, inaugurando a Milano l'anno scolastico, con bimbi in tutina disegnata dai carcerati, bimbe in grembiulino bianco e lancio di palloncini tricolori, aveva detto: "Serve un punto di riferimento oltre che un insegnante che spieghi le singole materie". "Buon lavoro al ministro Gelmini - dice Silvio Berlusconi, presidente del consiglio - che si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di qualità. In questo quadro rientrano l'introduzione dell'educazione civica, del voto in condotta e il ritorno al voto al posto del giudizio, oltre al principio del maestro unico che non farà certo venire meno il tempo pieno e che verrà ovviamente affiancato dagli insegnanti per lo studio delle lingue straniere". Umberto Bossi, è molto più duro: "L'insegnante unico costa un sacco di soldi di meno, ma il ministro sa che per capire cosa serve alla scuola bisogna esserci stati dentro, avere fatto come minimo l'insegnante. L'insegnante unico se è cattivo può rovinare i bambini, se ci sono più insegnanti almeno qualcuno è buono". Poi il leader del Carroccio chiede che, una volta varato il Federalismo, il ministro dell'Istruzione debba essere espresso dalla Lega. "Allora manda a casa la Gelmini", gridano dalla platea. "Prima il Federalismo, che se mando a casa un ministro si ingrippa il governo". "Sono stupefatta della confusione mentale di Bossi: ad agosto ha detto che per i ragazzi sarebbe stato meglio avere un solo punto di riperimento. Si metta d'accordo con se stesso", risponde a botta calda Mariastella Gelmini. "Fermerei tutti questi provvedimenti e ridiscuterei da capo e per bene. Vorrei che la scuola venisse considerata un investimento e non una spesa da comprimere - dice Enrico Panini, segretario della Cgil Scuola - i tagli dei posti di lavoro annunciati sono inaccettabili, comporteranno meno scuole, aumento del numero di alunni per classe, riduzione delle ore di lezione. Si torna al maestro tuttologo, che si occuperà di tutte le materie in nome del risparmio". "Aumenteremo il tempo pieno del 50%, perché non licenzieremo e riutilizzeremo le cattedre in più", ribatte il ministro. Ma risparmiando 7 miliardi e 800 milioni, ovvero il costo di 87mila insegnanti e 40mila fra tecnici, amministrativi e custodi. Così quando il ministro parla di reinvestire il 30% dei soldi risparmiati, spiega che si farà soprattutto "nell'edilizia scolastica perché ci sono 10mila edifici non a norma". Secondo il Codacons non è sicuro "il 75% delle scuole italiane". "I provvedimenti della Gelmini sono senza sostanza, si fa solo demagogia", dice Lorenzo Cesa, segretario dell'Udc e Pier Ferdinando Casini, leader del partito, rincara la dose: "E' pericoloso che risanamento e tagli partano proprio dalla scuola". I Cobas annunciano un anno di lotta contro "il trio Tremonti, Berlusconi, Gelmini e il maestro unico", il Gilda ironizza sull'ultima proposta del giorno (Fatta da Nunzia De Girolamo, Pdl): siano gli alunni a dare le pagelle agli insegnanti.

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Precari? No, operatori turistici (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Ipotesi di riciclaggio per migliaia d'insegnanti a tempo DA supplenti a guide turistiche: in un futuro non troppo lontano sarà questo il destino riservato a migliaia di precari della scuola. Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha per ora solo anticipato che "stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari, insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola". A quanto si è appreso dal suo staff, si potrebbe trattare di occupazioni nel settore del turismo. La modalità con cui è stata gestita la scuola negli ultimi anni ha creato un precariato enorme, un problema sociale pesante, che non siamo in grado di assorbire in poco tempo - ha detto il ministro - Quest'anno abbiamo immesso in ruolo 25 mila persone e di più non si può fare, ci vorranno anni prima che venga riassorbito tutto questo precariato". Insomma "non possiamo aumentare il precariato - ha aggiunto - illudendo le persone che la scuola possa assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari e che riesce a pagare. Nessun governo oggi come oggi sarebbe in grado di intervenire". Secondo una ricerca della Uil scuola, i docenti in condizioni di precarietà lavorativa sono 115 mila (vale dire il 16% circa, percentuale che nella scuola media di primo grado supera il 21%) e il personale Ata precario raggiunge quota 80 mila. E' poi il Nord che detiene il primato nell'utilizzo dei docenti precari con punte che superano il 25% per medie nel Nord Est. Lo studio sottolinea poi come la "razionalizzazione" invocata dalla Gelmini, sia in realtà in corso nella scuola da almeno un decennio visto che "il numero delle scuole è rimasto sostanzialmente invariato, il numero degli studenti aumenta sensibilmente mentre il numero di docenti cala costantemente". Infine: le buste-paga degli insegnanti italiani sono leggerissime non soltanto rispetto alle medie Ocse e Ue, ma anche in confronto agli altri pubblici dipendenti. Ma il ministro dice di non credere che sia "corretto che siano sottopagati rispetto alla media europea". Intanto si scaldano i motori della protesta. I primi saranno i Cobas che per il 15 settembre invitano i docenti ad entrare in classe con adesivi di protesta e a cominciare in ritardo le lezioni, il 26 ci saranno iniziative di lotta locali, il 27 a Roma Convegno nazionale dei precari e il 17 ottobre sciopero generale. (m.v.).

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Scuole a rischio "Sarebbe la fine delle speranze" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

PROSPETTIVA Inchiesta Ripercussioni della riforma nei Comuni UN DATO DI FATTO CASTELLAMONTE L'Uncem chiede un incontro col ministro Il lavoro svolto negli Istituti delle valli andrebbe vanificato Scuole a rischio "Sarebbe la fine delle speranze" ALESSANDRO BALLESIO In molte Comunità il numero degli alunni sta aumentando La Ceramica conquista oltre mille visitatori Tremano le scuole di montagna alla vigilia della prima campanella. I programmi di riorganizzazione dell'istruzione annunciati dal ministro Gelmini e il punto interrogativo sul sistema degli istituti comprensivi (che nelle valli garantisce la sopravvivenza di decine di minuscoli plessi) ha messo in allarme l'Uncem, l'associazione che in Italia rappresenta quasi 400 comunità montane e più di 4000 piccoli Comuni. Il presidente Enrico Borghi ha chiesto un incontro con il Ministro e la convocazione di una sessione straordinaria della conferenza unificata dedicata a questo tema. "Serve subito un confronto - dice - perché la scuola italiana ha avuto proprio nei territori montani un esempio di riorganizzazione importante. Il modello dell'istituto comprensivo nato per queste realtà è poi stato esteso in tutta la nazione come esempio da seguire". Sottolinea Borghi: "Il sistema delle autonomie locali della montagna italiana ha permesso l'ammodernamento delle infrastrutture e la sperimentazione di modelli innovativi. Un dato importante, perché così è stata garantita la sopravvivenza di presidi essenziali: un diritto per le nuove generazioni che vivono in questi luoghi". E proprio sugli istituti comprensivi regge l'impianto di alcuni dei Comuni meno popolati del Piemonte, che grazie alla scuola alimentano le loro speranze per il futuro. Come nelle valli Orco e Soana, dove dopo anni di incertezze finalmente il "circuito" dei piccoli plessi di montagna (l'istituto comprensivo è quello di Pont Canavese) ha fatto registrare un assestamento nel numero degli iscritti. E in alcuni casi, anche un incremento. A Ceresole Reale, ad esempio, si è passati dai 6 bambini del settembre 2007 agli 8 di quest'inizio d'anno scolastico: "Siamo ancora in attesa della nomina dell'insegnante - dice il sindaco Renzo Bruno Mattiet - ma quest'anno tiriamo un sospiro di sollievo. E guardando alle previsioni per il prossimo quinquennio siamo ottimisti". A Ronco Canavese, il "presidio" della Valle Soana sono ancora più entusiasti: due anni fa la scuola è tornata statale, e man mano il numero degli iscritti è cresciuto: 6 nel 2006, 7 nel 2007 e 9 quest'anno. Un lieve calo soltanto nella sede di frazione Casetti (Locana) dove gli alunni sono scesi da 16 a 12, come anche a Frassinetto. Ad Alpette (il riferimento, qui, è Cuorgnè) sono ancora in 6, ma nei prossimi cinque anni è attesa un'impennata: fino a 10 alunni. Nel frattempo altri Comuni hanno adottato scelte diverse. Canischio, San Colombano e Prascorsano, in val Gallenca, si sono infatti alleati. Tutti insiene cercheranno di mantenere aperte almeno un'elementare e una materna. Nel primo week-end di apertura la 48^ Mostra della ceramica di Castellamonte ha avuto più di mille visitatori. In Comune sottolineano l'aspetto più curioso dell'edizione 2008, che si concluderà tra un mese, il 5 ottobre: "Ci sono stati, finora, molti collezionisti dalla Francia a caccia di opere d'arte - racconta l'assessore alla cultura, Nella Falletti - naturalmente il più ricercato è Ugo Nespolo, ma occhio anche agli altri artisti". Mercato d'elite, la Mostra, ma anche semplice vetrina per addetti ai lavori e curiosi. Le prenotazioni? "I pullman sono arrivati da tutto il Piemonte, ma anche dalla Lombardia: ne ho notato uno da Brescia venuto appositamente per la rassegna - spiega il sindaco Paolo Mascheroni - e ha colpito nel segno, la maxi stufa: è unica nel suo genere, perché è la prima volta che Nespolo firma un'opera in bianco e nero". Sono nove i punti espositivi: la Rotonda Antonelliana, palazzo Botton, la casa della musica, la palestra di piazza Repubblica e quella dell'elementare, l'istituto Faccio, il castello, la casa-museo Allaira e la Fornace di frazione Spineto. Il biglietto è gratuito. Oggi e domani la mostra è chiusa, riaprirà giovedì e venerdì (dalle 16 alle 20), sabato e domenica (10-13 e 15-20). Info: 0124/5187216. \.

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Berlusconi sfida bossi "brava gelmini sul maestro unico a scuola" - favale, intravaia, sala e vanni alle pagine 9, 10 e 11 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il ministro: per i precari un posto nel turismo Berlusconi sfida Bossi "Brava Gelmini sul maestro unico a scuola" favale, intravaia, sala e vanni alle pagine 9, 10 e 11 SEGUE A PAGINA 9.

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"per i precari un posto nel turismo" - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca "Per i precari un posto nel turismo" Il ministro Gelmini: i professori dovranno fare praticantato e concorso L'inaugurazione dell'anno scolastico in una scuola elementare di Segrate FRANCO VANNI MILANO - Da insegnanti disoccupati a operatori turistici. Questo il destino che Mariastella Gelmini immagina per i 200mila maestri e professori precari che aspettano un posto in cattedra. "Visto che il sistema scolastico non è in grado di assorbire tutti - dice la Gelmini - bisogna trovare il modo di collocarle altrove i precari senza un posto. Un settore dove ci sono possibilità è quello del turismo, e ci stiamo lavorando". Ieri, primo giorno di scuola in Lombardia. Per il discorso di avvio il ministro dell'Istruzione sceglie le elementari Enrico Fermi di Segrate. In cortile, ad aspettarla, bambini con i grembiuli bianchi e neri, o con la divisa rossa disegnata per loro da una cooperativa del carcere di San Vittore. L'auto arriva alle dieci meno un quarto, in grave ritardo, ma scatta l'applauso della claque dei primini riunita davanti al palco. Gelmini ringrazia: "è il primo giorno di scuola anche per me, sono emozionata". Applausi. "Lavorerò per ridare dignità agli insegnanti". Applausi. Poi i temi forti della sua riforma: l'educazione civica obbligatoria, il 5 in condotta, i corsi di italiano per stranieri. Impeccabile, in tailleur pantaloni beige, si fa fotografare fra i bimbi per poi rivolgersi agli insegnati ("Assoluta la necessità di aumentare gli stipendi ai professori") e ai sindacati ("Facciano proposte per evitare il muro contro muro"). Poi tocca ai cronisti. Ministro, cosa risponde a Bossi che critica l'introduzione del maestro unico? "Il decreto è passato all'unanimità, per il resto no comment. Il maestro unico è un modo per tagliare la spesa e non mette a rischio il tempo pieno". Che fine faranno i precari della scuola che non hanno una cattedra? E arriva la sorpresa: "Stiamo valutando la possibilità di ricollocarli in altri settori, una delle ipotesi è trovare loro un posto nel turismo". La Gelmini ci sta lavorando con i colleghi Renato Brunetta (Funzione pubblica) e Maurizio Sacconi (Lavoro). Ma chi può davvero aiutarla è Michela Vittoria Brambilla, sottosegretario al Turismo, che conferma: "Stiamo lavorando d'accordo con i ministeri dell'Istruzione e della Cultura, potremmo impiegare i lavoratori della scuola in esubero nella formazione degli operatori turistici". L'immagine della prof disoccupata che va a insegnare alle guide turistiche indigna l'opposizione. Per la senatrice Pd Marilena Adamo, "è solo un modo per tagliare cattedre, ed è l'ennesima dimostrazione che la politica sulla scuola la fa il ministero dell'Economia". E per i prof del futuro? "Ho insediato una commissione che sta trovando una diversa modalità. Si farà, credo, un praticantato e poi, al termine, credo che sarà utile il concorso". Prima di pranzo, il ministro lascia Segrate. Davanti alla scuola Rifondazione distribuisce un volantino anti-grembiule con un balilla in divisa. E il segretario della Cgil Scuola Enrico Panini attacca: "Bisogna fermare tutti i provvedimenti e ridiscuterli da capo". Da Milano invece il cardinale Dionigi Tettamanzi mette in guardia di fronte all'ennesima riforma annunciata sulla scuola: "Le riforme sono pane quotidiano in settori cruciali come questo, ma dopo la riforma ci deve essere anche una verifica, utile e necessaria per confermarla oppure modificarla. La riforma non può essere permanente".

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Grembiuli, 5 in condotta e carte sconto mini rivoluzione al ritorno in classe - salvo intravaia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Grembiuli, 5 in condotta e carte sconto mini rivoluzione al ritorno in classe Le novità per docenti e studenti, dalle malattie al bullismo Il dossier In vigore tutte le innovazioni introdotte dalla Gelmini e dal suo predecessore Fioroni. Studio della Uil: gli insegnanti italiani sono i peggio pagati d'Europa SALVO INTRAVAIA ROMA - Mentre grembiulini e maestro unico" (consigliato il primo e dal prossimo anno il secondo) continuano a sollevare polemiche, le lezioni iniziano con una serie di novità. Sono bastati due decreti legge "estivi" per rimettere al centro del dibattito politico la scuola. Intanto la Uil denuncia che "la perdita del potere d'acquisto degli insegnanti è pari al 21 per cento". I due provvedimenti, tutt'altro che balneari, fanno subito comprendere quale sarà la musica per i prossimi 5 anni: rigore e tagli. Alcune novità entreranno in vigore gradualmente altre sono già operative. Vediamo quali. Già da quest'anno gli studenti più indisciplinati potranno essere bocciati anche per la sola condotta. Per calmare i bollenti spiriti degli alunni di scuola media e superiore meno inclini alle regole sarà sufficiente che i prof appioppino loro un 5 in condotta e si ripete l'anno. I voti ritornano dopo 31 anni anche alla scuola elementare (primaria) e media. Nel primo caso le insegnanti dovranno comunque accompagnare il voto con un giudizio scritto mentre basterà un semplice numero da 1 a 10 ai professori della scuola media per valutare il profitto dell'alunno. Al pugno di ferro introdotto col voto di condotta si affiancano due provvedimenti che mirano a sviluppare nelle nuove generazioni il rispetto delle regole, della "cosa pubblica" e l'assunzione di responsabilità. A tutti gli alunni italiani saranno impartite lezioni di "Cittadinanza e Costituzione". Il nuovo argomento di studio non avrà un monte ore ad hoc, rosicchierà quello degli ambiti storico-geografico e storico-sociale. Ma non solo. Prima dell'avvio delle lezioni le scuole medie e superiori dovranno adeguare i regolamenti d'istituto alle norme "antibullismo" (con sanzioni che possono arrivare all'allontanamento fino al termine delle lezioni e alla bocciatura) e predisporre un "Patto educativo di corresponsabilità" che impegna la famiglia a collaborare con la scuola. Pugno duro anche contro i docenti perditempo. Dal 25 giugno tutti i dipendenti pubblici a casa per malattia andranno incontro (almeno per i primi dieci giorni) alla decurtazione dello stipendio. La norma "stana fannulloni" amplia (da 4 a 11 ore) le cosiddette fasce di reperibilità entro le quali l'ammalato dovrà farsi trovare in casa dal medico fiscale. Quest'anno entrano a regime le nuove norme sugli esami di stato volute dall'ex ministro Giuseppe Fioroni: potranno essere ammessi agli esami soltanto gli studenti che avranno riportato almeno 6 in tutte le discipline e cambia la distribuzione del punteggio. Al credito scolastico andranno 25 punti e al colloquio 30 punti. Fra le novità ai nastri di partenza dovrebbe esserci anche la card IoStudio che, tra le tante, assegna agli studenti una serie di agevolazioni per l'ingresso ai musei, in treno e al cinema. Ma della carta che dovrebbe essere distribuita dalle stesse scuole all'inizio dell'anno non si ha ancora notizia. è invece certo che gli insegnanti faranno più fatica per arrivare a fine mese. L'Ufficio studi della Uil scuola ha calcolato la perdita del potere d'acquisto delle retribuzioni dei docenti negli ultimi 12 anni: un meno 17 per cento dal 1995 al 2007, cui occorre sommare un ulteriore 4 per cento nel 2008.

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"il maestro unico è da bocciare in aula serve il gioco di squadra" - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Torino Sei insegnanti di generazioni diverse in servizio a San Salvario contestano l'ultima rivoluzione "Il maestro unico è da bocciare in aula serve il gioco di squadra" "Ci fanno paura le soluzioni sul tempo pieno che forse diventerà un tempo riempito" STEFANO PAROLA In una scuola elementare di San Salvario, il decreto ministeriale sul maestro unico non è meno nebuloso che da altre parti. "Siamo ancora in una fase di passaggio, non c'è niente di ufficiale e non è facile capire cosa succederà", dice Stefania. In mezzo a tanti dubbi, però, lei e le cinque colleghe che le siedono accanto al tavolo di un bar a due passi dalla scuola una certezza ce l'hanno: "Il maestro unico non è il metodo d'insegnamento migliore", dicono in coro. E spiegano: "Per fare questo lavoro è necessario confrontarsi continuamente. è la società stessa che ci dice quanto oggi sia fondamentale lavorare in gruppo ed è questo che dobbiamo insegnare ai nostri bambini". Grazia, Stefania, Caterina, Enza, Emanuela, Maurizia. Sono sei insegnanti, di età compresa tra i 30 e i 60 anni, che discutono delle ultime novità e di come potrebbe cambiare il loro mestiere. Fanno parte di una squadra più ampia, dieci maestre per quattro classi: "Ci scambiamo continuamente informazioni e pareri e mettiamo in comune le nostre competenze per crescere professionalmente", spiega Stefania. "è il metodo migliore - la incalza Grazia, dall'alto dei suoi trenta e passa anni passati in cattedra - Perché se l'insegnante è solo - spiega - corre il forte rischio di chiudersi la porta dietro quando entra in aula e lasciare tutto fuori. Una situazione che porta a diventare pigri e poco inclini a migliorarsi". Caterina, invece, è diventata insegnante di ruolo da poco: "Puoi fare bene il maestro unico solo se hai una certa mole di esperienza alle spalle. E non tutti ce l'hanno". Oggi lavora nel tempo pieno e ammette: "Se me lo chiedessero, non so se sarei disposta a diventare una "maestra unica"". Emanuela, invece, sta per iniziare una supplenza annuale. è preoccupata soprattutto perché sa che se i tagli annunciati dal ministro dell'Istruzione diventassero realtà gli insegnanti precari come lei sarebbero i primi a subirne le conseguenze. Il prossimo anno potrebbe diventare una maestra unica supplente: "Certo, mi adeguerei - dice - però devo dire che l'ipotesi mi spaventa un po'". Insomma, il decreto Gelmini spaventa e la speranza di tutte è che il Parlamento, alla momento della sua scadenza, non lo tramuti in legge. Anche perché mette a rischio il tempo pieno, una forma di insegnamento in cui tutte e sei credono molto: "Vorremmo che rimanga tale - afferma Maurizia - e non diventi un tempo "riempito" con dei doposcuola tenuti da figure che non siano docenti". La Gelmini, però, ha in serbo anche altre novità, come l'obbligo del grembiule. "A cosa serve? Vorrei capirlo anche io", dice Enza. Grazia la incalza ironicamente: "Visto che dobbiamo partire con il corso di pitture, i grembiuli ci torneranno sicuramente utili".

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Il 22 sindacati e prof in assemblea per gridare no al ministro gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Torino La protesta Il 22 sindacati e prof in assemblea per gridare no al ministro Gelmini La scuola sta per ripartire e i sindacati studiano le prime forme di protesta nei confronti dei tagli e delle modifiche annunciati dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Domani, infatti, è previsto un incontro tra i vertici provinciali e regionali dei sindacati di settore per definire in che modo far sentire la propria voce. Nel mirino di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola c'è soprattutto il decreto che prevede il ritorno al maestro unico, "per il quale - spiega il segretario della Flc-Cgil Torino, Igor Piotto - intendiamo fare un volantinaggio serrato in modo da spiegare anche ai genitori le conseguenze". Ma in vista c'è anche una grande assemblea provinciale alla quale parteciperanno i rappresentanti sindacali delle principali sigle e in cui saranno presenti anche i componenti delle Rsu di ciascuna scuola elementare del Torinese. Un incontro che avverrà fra un paio di settimane (probabilmente il 22 settembre) e che servirà per fare il punto della situazione anche in vista della manifestazione nazionale di fine mese a Roma. Intanto questa mattina il segretario regionale della Uil Scuola, Diego Meli, prenderà parte a un incontro con il ministro Gelmini, che interverrà nel corso dell'assemblea organizzativa nazionale che il sindacato sta svolgendo in questi giorni a Fiuggi. (ste.pa.).

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Maestro unico, si allarga la rivolta - tea maisto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma Maestro unico, si allarga la rivolta Quaranta istituti proclamano lo stato di agitazione TEA MAISTO Un fronte contro il maestro unico alle elementari, la protesta contro il provvedimento del ministro Gelmini si fa sempre più accesa. Il comitato si chiama "Non rubateci il futuro" e riunisce rappresentati di circa quaranta scuole primarie della Capitale. Dalla Iqbal Masih, zona Casilina, che, il 15 settembre - lo stesso giorno in cui la scuola riaprirà - darà vita a una occupazione con docenti, genitori e alunni e che durerà una settimana, alla Gandhi di San Basilio, all'istituto comprensivo di via dell'Archeologia, passando per diversi istituti del secondo e del terzo municipio. Sin dal primo giorno di scuola dunque la parola d'ordine sarà "protestare" contro la "cancellazione" di circa 1.800 docenti elementari. Gli istituti si stanno già organizzando con volantinaggi, striscioni, fasce scure da portare al braccio in segno di lutto, assemblee con i genitori e lettere aperte, fino all'occupazione della Iqbal Masih, dove le lezioni saranno garantite comunque ma che nel pomeriggio darà vita a numerose attività informative. E l'attività del comitato non si fermerà neppure in questa settimana: per giovedì si sta organizzando un sit in davanti a Montecitorio in occasione della discussione alla Camera della proposta del ministro Gelmini sul maestro unico. Mentre il 16 ci sarà un'assemblea cittadina con "sos precari" all'istituto superiore Galilei. "In assemblea c'erano rappresentanti anche del VI municipio - spiega Antonietta Carlomagno, maestra della Iqbal Masih - domani (oggi per chi legge, ndr) si riunisce la giunta e quindi abbiamo chiesto di approvare un documento sul provvedimento del ministro". E il municipio ha subito risposto: il consiglio che si riunirà lunedì prossima ha all'ordine del giorno la discussione sul progetto Gelmini. è entrata nel coordinamento anche la scuola Gandhi: "Domani (oggi per chi legge, ndr) si terranno un collegio dei docenti e un'assemblea sindacale per deliberare un documento contro il maestro unico - spiega Carla Corciulo, maestra dell'istituto di San Basilio - e chiederemo al consiglio di istituto di approvare una nostra iniziativa. Infatti, lunedì prossimo noi docenti verremo a scuola indossando una maglietta con lo slogan "il futuro dei bambini non fa rima con Gelmini" e ne prepareremo altre per gli alunni. Per la prima ora vorremmo organizzare un'assemblea aperta per informare i genitori e dalle 14 in poi riunirci in assemblea permanente". E aggiunge la maestra: "Quando si parla di "centralità della persona" in realtà non vengono presi in considerazione i bisogni dei bambini e le necessità dell'apprendimento, ma solo una logica di risparmio economico. Mentre la presenza di più insegnanti garantisce più punti di vista, più approfondimento". Anche a Tor Bella Monaca c'è fermento: "I genitori sono preoccupati per i loro figli e ci stanno facendo molte domande sul maestro unico - spiega Caterina Trigoti, insegnante dell'istituto comprensivo di via dell'Archeologia - e temono anche per il tempo pieno. Non vogliono che i piccoli siano semplicemente intrattenuti fino alle 16.30 ma vogliono che questa continui a essere una vera scuola". E lo stato di agitazione si va estendendo anche ad altre scuole che non fanno parte del comitato "Non rubateci il futuro". Come l'Ada Negri di via Latina: "Nei prossimi giorni terremo un'assemblea con i docenti e i genitori contro il maestro unico - spiega la direttrice Rosalia Zene - per informarli su quanto sta avvenendo".

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Scuola, l'autunno caldo dei precari - bianca de fazio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Napoli Scuola, l'autunno caldo dei precari La Provincia di Napoli si veste a lutto, tra oggi e domani cortei e assemblee BIANCA DE FAZIO Drappi neri in segno di lutto. Il sit-in degli insegnanti precari, dinanzi agli uffici dell'amministrazione scolastica regionale, come un funerale. Solo che non è il funerale per una sola persona. Ma per le 5 mila rimaste, solo a Napoli e provincia, senza lavoro. Migliaia di docenti che contavano sulla supplenza annuale, per l'anno scolastico che sta iniziando, e che si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano, a causa dei tagli imposti dal governo. Senza lavoro. E con prospettive via via più nere di qui ai prossimi anni. Dopo aver occupato alcuni uffici di via Ponte della Maddalena, la scorsa settimana, ed essere stati ricevuti dal direttore Alberto Bottino, ieri i precari sono tornati a manifestare dinanzi a quelle stesse stanze. L'autunno caldo, per loro, è iniziato ben prima del cambio di stagione. E stamattina - di nuovo segnati a lutto per la morte della scuola pubblica e la perdita del lavoro - saranno ancora in manifestazione. Portando il loro dramma, stavolta, sino alla prefettura. I docenti rimasti senza cattedra sfileranno in corteo dagli uffici della Direzione scolastica regionale fino a piazza del Plebiscito, con il supporto della Cgil scuola che ha anche convocato, per i precari, un'assemblea pubblica in programma giovedì, alle 15.30, nell'istituto Isabella d'Este. A vestire il lutto per il lavoro che non c'è sono innanzitutto i maestri e le maestre delle scuole elementari, che quest'anno, a Napoli e provincia si sono visti assegnare zero supplenze. Ma anche alle medie i posti si sono ridotti ad un terzo di quelli dell'altro anno (da 1.493 a 596), ed alle superiori il numero degli incarichi annuali è meno che dimezzato (da 1.585 a 699). Tagli che non risparmiano gli insegnanti di sostegno: solo per quanto riguarda le supplenze annuali il numero dei docenti che saranno al fianco degli studenti disabili sono scesi dai 2.390 del 2007-2008 agli attuali 1.847. In questo caso i docenti di sostegno non protestano da soli: i genitori dei bambini disabili li supportano portando in piazza le esigenze dei piccoli più sfortunati e l'associazione "Tutti a scuola" sarà domani in piazza Carità per "rappresentare la perdurante drammatica condizione degli alunni disabili nella scuola pubblica" e per raccontare dei risarcimenti che il Tar ha concesso ai ragazzini che l'anno scorso non hanno ottenuto il sostegno - sin da settembre - per tutte le ore necessarie. Al complesso dei 5000 tagli è poi dedicata anche la clamorosa protesta istituzionale che avverrà stamattina in Provincia. In occasione della riunione del Consiglio provinciale, il presidente Dino Di Palma, l'assessore alla scuola Angela Cortese, i componenti della Giunta e i consiglieri di maggioranza indosseranno tutti un segno di lutto "per la morte della scuola italiana decretata dal ministro Gelmini". Intanto la Prefettura è interessata anche da un'altra mobilitazione: Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno chiesto un incontro col prefetto, simbolicamente nel giorno in cui inizia l'anno scolastico in Campania, ma dalla prefettura non è ancora giunto l'ok.

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Dove trovare i finanziamenti - luigi nicolais (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Napoli DOVE TROVARE I FINANZIAMENTI LUIGI NICOLAIS S arebbe invece importante riuscire a mantenere il tema della scuola sulla ribalta mediatica in una chiave politicamente e culturalmente strategica. Pur con i suoi limiti, le sue fragilità, le sue inefficienze, la nostra scuola è soprattutto quel "mostro burocratico", quell'ammortizzatore sociale di cui parla la ministra Gelmini? E soprattutto le terapie individuate dal governo, come quella del ritorno al maestro unico, che dovrebbe essere competente in tutto, possono avere una qualche efficacia? Assolutamente no. Riguardo a questo tema specifico, ad esempio, negli altri paesi dell'Unione europea la scuola primaria si basa su un sistema di presenze multiple perché la società è mutata profondamente rispetto a 50 anni fa e le competenze da acquisire si sono moltiplicate. "Oggi - come sostiene Vertecchi - leggere, scrivere e far di conto non basta più". Le terapie proposte dal governo appaiono improntate a una logica puramente economicistica e rappresentano un rischio gravissimo per il nostro Paese che inciderebbe sia sulla qualità del sistema scolastico, sia sulla competitività dell'intero sistema paese sia sui livelli occupazionali. Non possiamo stare fermi mentre le cose peggiorano. Oggi il nostro sistema di istruzione non appare adeguato a contribuire alla crescita del Paese, in particolare nel Mezzogiorno dove i livelli di apprendimento sono molto bassi rispetto alla media dei paesi Ocse e il tasso di dispersione è ancora molto alto. La formazione deve essere una delle grandi priorità nazionali. E deve esserlo nei fatti. Non soltanto nelle dichiarazioni alla stampa. O nelle tavole rotonde. Né basta sottoscrivere pomposi protocolli internazionali per ritenere risolti i problemi. La scuola è una realtà particolare. è il luogo dove si forma la società del futuro, in cui si rendono effettivi i diritti di cittadinanza delle giovani generazioni. Non si può condividere l'idea di un governo che preveda da un lato istituti di élite, magari privati, per i figli della classe dirigente, che funzionino con la logica del mercato (chi paga di più ha una formazione migliore) e dall'altro una scuola pubblica mediocre per tutti gli altri. Una scuola siffatta non consentirebbe di realizzare l'ambizione di ogni società dell'occidente. Quella di dare un'occasione a tutti, valorizzando fortemente il merito e consentendo a tutti i giovani di mettere alla prova i propri talenti. Di sfidare la rigida gerarchia sociale. Di conquistare un ruolo nella società facendo leva sulle proprie capacità, e non sul censo o sulla famiglia, o sulla protezione di un "potente". Una scuola mediocre getta alle ortiche le speranze dei giovani. E contemporaneamente brucia immense riserve di capacità. E senza capacità e professionalità adeguate il Paese prima o poi imploderà. Insomma, non investire nella scuola è un consapevole suicidio collettivo. Un suicidio a cui condanniamo i nostri figli e i nostri nipoti. Che cosa fare? Molti i problemi. Poco lo spazio per trattarli tutti in questo intervento. Innanzitutto diffidare di approcci semplicistici, di soluzioni con pretese taumaturgiche. Il problema dei problemi è come portare a scuola docenti e studenti motivati. Come tenere in piedi la motivazione degli allievi con l'aiuto delle famiglie. Come sostenere la motivazione dei docenti con salari adeguati e con un riconoscimento della loro dignità professionale. Certamente senza strutture adeguate ogni sforzo può essere vanificato. E quindi è fin troppo ovvio ricordare che servono aule, biblioteche, laboratori, computer e reti adeguate. L'una senza l'altra cosa è inutile. Ma nessuno pensi che bastano strutture e infrastrutture per risolvere i problemi. La qualità della scuola nasce innanzitutto dalla motivazione e dalla professionalità degli insegnanti. Restituiamo autorevolezza e autorità al docente. Definiamo incentivi e progressioni di carriera che spingano al miglioramento della qualità della didattica, attraverso la valorizzazione dell'impegno e delle reali competenze. è chiaro che per mettere mano seriamente alla scuola servono risorse. Mentre la Finanziaria va in direzione drasticamente opposta. Poiché in Italia la scuola - come dicono tutti gli indicatori internazionali - è un'emergenza nazionale, bisogna operare come si fa di solito di fronte a una catastrofe naturale. Con una manovra finanziaria ad hoc che recuperi le risorse necessarie. Sia a livello nazionale che a livello regionale. Ma veramente si può immaginare che riducendo drasticamente il numero dei docenti e degli istituti scolastici si recupera la qualità? Siamo sicuri che abolendo istituti scolastici nei piccoli Comuni e nelle aree periferiche il bilancio sarà positivo? Non dimentichiamo che le Regioni oggi in molte materie possono emanare leggi e stanziare risorse. Nel momento in cui il governo centrale sembra essere impegnato a tagliare indiscriminatamente la spesa per l'istruzione, la nostra Regione può porsi come riferimento per l'intero Mezzogiorno rinforzando e ampliando azioni che pongano il sistema dell'istruzione, della formazione e della ricerca al centro dell'agenda politica regionale. In Campania abbiamo ancora per i prossimi anni la possibilità di attingere a considerevoli finanziamenti europei. Non lasciamoci sfuggire l'occasione di costruire un sistema formativo di eccellenza. Intervenendo in tutta la filiera della formazione. Ne avranno giovamento tutti: i giovani, le famiglie, i docenti, le imprese. L'autore è vicepresidente della commissione Cultura della Camera dei deputati.

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Mettete dei fioroni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Genova METTETE DEI FIORONI Un Fioroni di lotta parrebbe una contraddizione in termini, eppure era così, sabato sera alla Festa dell'Unità Democratica. Sotto il soma e la dizione da democristiano di centro (politico e geografico), ribolliva un sanguigno oppositore del gentile sicario della scuola (Mariastella Gelmini) e del suo algido mandante (Giulio Tremonti). Consolante e sconsolante: se da ministro (volenteroso ma squattrinato) avesse esibito un millesimo della grinta di oggi, forse i maestri si sentirebbero meno soli (e unici).

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Prof in piazza "berlusconi deve ascoltarci" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari L'iniziativa Sabato sit in davanti alla Fiera Prof in piazza "Berlusconi deve ascoltarci" Manifestazione indetta da tutti i sindacati contro i tagli e i piani di riforma presentati dal nuovo ministro La battaglia dei sindacati contro la riforma sulla scuola può cominciare. Ieri le associazioni di categoria hanno avuto l'autorizzazione dalla questura per manifestare davanti all'ingresso principale della Fiera del Levante, sabato mattina alle 9. è lì che si sono dati appuntamento i militanti della Cgil, Cisl, Uil e Snals per protestare contro i tagli voluti dal ministro Gelmini. Un sit-in che i sindacati sperano coinvolgerà anche insegnanti, famiglie e ragazzi. Ora e data non sono casuali: alle 10 ci sarà l'inaugurazione della Campionaria e il presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, passerà proprio da quell'ingresso. "Ci aspettiamo che tutte le autorità si fermino per parlare con noi - ha detto Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - e magari per darci le loro testimonianze di solidarietà. Presidieremo l'ingresso della fiera almeno fino all'ora di pranzo, con un sit-in e un'operazione di volantinaggio". In realtà i sindacati hanno inoltrato già una lettera alla presidenza del consiglio per chiedere un incontro con Berlusconi. "Vogliamo parlarci - ha continuato la Gissi - e vogliamo consegnargli un documento di sintesi della situazione scolastica nella provincia di Bari". La mobilitazione in occasione della visita di Berlusconi, però, è solo l'inizio. La guerra contro la riforma voluta dal governo passa anche attraverso un progetto ben più grande: lo sciopero nazionale previsto verso metà ottobre. Anche Cgil, Uil e Snals si dicono d'accordo: l'unica speranza è quella di raccogliere quanta più gente possibile, contando non solo sugli insegnanti. (ca. po.).

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Secondo giorno di lezioni, è già protesta - camilla povia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bari Secondo giorno di lezioni, è già protesta Gli studenti contro la Gelmini: "Così smantella la scuola pubblica" CAMILLA POVIA Di sicuro sarà un autunno di lotta. L'unione degli studenti di Bari, insieme con l'unione degli universitari, dichiara aperta la guerra contro il governo e contro il ministro della Pubblica istruzione, Maristella Gelmini. Questa mattina alle 8, all'entrata di via Pizzoli del liceo classico Flacco, ci sarà una manifestazione, la prima. Dopo la mattinata di ieri, in cui davanti alla scuola sono arrivate quattro pattuglie della guardia di finanza e una della polizia per cercare di fermare i lanci delle uova, è necessario un confronto con gli studenti. "Il luogo della nostra manifestazione non è casuale - ha raccontato Daniele Dimitri, uno dei rappresentanti dell'unione degli studenti - proprio perché ieri mattina ci sono stati i soliti incidenti di inizio anno, con la polizia che è arrivata a sirene spiegate. In un momento così delicato per la scuola, i lanci delle uova sono un gesto fuori luogo". I controlli all'entrata e all'uscita delle scuole, così come deciso dalla prefettura e dalla questura, sono cominciati ufficialmente ieri. Ma inizieranno a pieno regime dal 15 settembre, data in cui apriranno tutti gli istituti. Se sarà necessario e se saranno in zona, saranno schierati anche i militari. Ma intanto i ragazzi dell'unione degli studenti preparano la manifestazione di questa mattina. "Non è ancora uno sciopero" precisano. Per quello c'è ancora tempo. Ma oggi distribuiranno materiale informativo sull'operazione del governo volta "a smantellare il sistema scolastico" e consegneranno anche lo statuto dello studente. Non è altro che un libro che di solito i licei dovrebbero consegnare a ogni alunno che si iscrive e dove sono raccolti tutti i diritti dei ragazzi in materia di studio. "Consideriamo inaccettabili le violazioni che il ministero intende applicare modificando lo statuto degli studenti all'articolo 4 comma 3 - si legge in un comunicato - facendo tornare la scuola di ben dieci anni indietro reintroducendo la valutazione in condotta e ponendosi con un atteggiamento repressivo nei confronti degli studenti". "In tale decreto - aggiungono - sono presenti manovre economiche a dir poco pericolose per l'incolumità dell'istruzione pubblica". I ragazzi dell'associazione, anche se hanno tutti per lo più 16 anni, hanno già le idee chiare. E non possono che riferirsi ai tagli di più di 140mila posti di lavoro tra docenti (80mila) e personale Ata (60mila), che abbasseranno decisamente il livello didattico e organizzativo della scuola pubblica. Ieri mattina è stato il primo giorno di scuola per i ragazzi del liceo Flacco. E la tradizione vuole che tutti gli alunni siano presi a colpi di uova e farina, come "inaugurazione" dell'anno scolastico. Ma il piano di vigilanza messo a punto dalla prefettura ha funzionato benissimo. In cinque minuti sono giunte sul posto quattro pattuglie della guardia di finanza che hanno interrotto i ragazzi che lanciavano le uova. Poco dopo, è arrivata anche una pattuglia della polizia di stato. Di solito sono i ragazzi più grandi che amano divertirsi con le uova e la farina. "Sono quelli dello Scacchi" accusa qualcuno. Quello che è certo, è che le scale del liceo erano sono rimaste cosparse di gusci e di tuorli, fino al primo pomeriggio. E l'anno scolastico può dirsi inaugurato.

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Berlusconi si schiera con la gelmini e frena bossi sul testo del federalismo - mauro favale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Berlusconi si schiera con la Gelmini e frena Bossi sul testo del federalismo Irritazione della Lega, un vertice per risolvere il nodo Ici La Lega vuole un sì al testo entro giovedì. Ma il Pdl non sembra della stessa idea MAURO FAVALE ROMA - In soccorso a Mariastella Gelmini. Per dire che "il ministro si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola". E una frenata sul federalismo, perché il testo della riforma, così formulato, con "la razionalizzazione delle imposte immobiliari", non può essere approvato dal Consiglio dei ministri. Silvio Berlusconi si schiera nettamente dalla parte del ministro dell'Istruzione e prova, per la seconda in tre giorni, a stoppare le polemiche aperte dalla Lega. L'ultima, domenica sera, a Torino: "Per fare il ministro dell'istruzione ? aveva detto Bossi ai militanti padani ? bisogna essere stato un insegnante". Il nodo vero, però, è il federalismo, tanto che sarà necessario un vertice, convocato tra oggi e domani, per provare a mettere a punto un testo con il quale appianare i dissapori degli ultimi giorni, dopo l'ipotesi di introdurre una nuova Ici o una "Service Tax". Ieri, però, è stata la giornata del ministro Gelmini, dopo l'ennesimo attacco del Senatur. Lei si difende, dice che "non vuole entrare nelle polemiche, per me parla il mio lavoro. Sarebbe comunque un errore accontentarsi di una scuola mediocre e difendere lo status quo". Ma lo scontro è vibrante e non nasce oggi. Già in agosto Bossi aveva chiesto di cambiare il ministro dell'Istruzione. La guerra a bassa intensità con la Gelmini nasconde, però, un'altra partita che si gioca al Nord tra Lega e Pdl. Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, è esplicito: "Probabilmente Bossi teme che la Gelmini da ministro conquisti troppa visibilità e troppa autorevolezza, a tal punto da poter essere un buon candidato addirittura per il Pirellone, dove il Senatur vorrebbe mandare un suo uomo". La Presidenza della Regione Lombardia, dunque. Ma anche il peso dei partiti della maggioranza, con Ignazio La Russa, ministro della Difesa e reggente di An che afferma: "è bello e positivo che la Lega allarghi i suoi consensi nel Settentrione ma il partito-guida, anche al Nord, resta il Pdl". Dal Carroccio nessuna risposta ufficiale ma è forte l'irritazione. In vista delle amministrative e delle Europee di giugno, cresce il malessere nei confronti dei ministri del Pdl con forte radicamento al Nord. Non solo la Gelmini ma anche Renato Brunetta, ministro della Funzione Pubblica, e Maurizio Sacconi, ministro del Welfare che in questi mesi hanno portato avanti la loro politica proprio su terreni cari alla Lega: gli insegnanti del sud, i fannulloni nella pubblica amministrazione e la partita Alitalia con l'appendice delle sorti dell'aeroporto di Malpensa. E poi c'è il federalismo, cavallo di battaglia della Lega. Il ministro dell'Interno Maroni vorrebbe che il testo venisse approvato nella riunione del Cdm di giovedì. Venerdì sul Monviso Bossi e Calderoli saranno alle sorgenti del Po per il tradizionale rito del prelievo dell'acqua con l'ampolla. E vorrebbero festeggiare l'approvazione, almeno in via preliminare, del testo della riforma. Nel governo (sponda Pdl) non c'è l'intenzione di assecondare la fretta della Lega. Per questo tra oggi e domani verrà convocato un vertice tra i ministri che si stanno occupando di federalismo per provare a ricucire gli strappi. Probabile sia necessaria la presenza anche di Berlusconi. "Sarà comunque molto complicato ? spiega un ministro ? riuscire a costruire un testo condiviso già per giovedì".

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Manca solo l'insegnante con manganello e fischietto (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Andrea Bajani Ogni fascia anagrafica ha il suo spauracchio confezionato ad hoc. Per gli adulti, è disponibile l'extracomunitario. È uno spauracchio di comprovata efficacia, estesa applicazione e referenza millenaria. Funziona bene come catalizzatore della frustrazione e dell'odio sociale, provare per credere. Per i giovani in età scolare, invece, da poco è stato lanciato sul mercato il prodotto "bullo". Il bullo è una sorta di "extracomunitario italiano adolescente" che mena le mani contro il prossimo, preferibilmente se portatore di handicap, sovrappeso, ritardato, omosessuale. In entrambi i casi (extracomunitari e "extracomunitari italiani adolescenti") la parola d'ordine è una sola: disciplina. L'ultima conferma l'abbiamo avuta nella nuova riforma della scuola firmata dal Ministro Gelmini, che taglia risorse all'istruzione, mortifica la funzione degli insegnanti, e però invita a dibattere su folkloristici provvedimenti disciplinari, buoni appunto per distrarre e catalizzare l'aggressività sociale. La violenza (dentro e fuori le scuole) si sconfigge con la disciplina. Forse è una strada, però bisogna intendersi sul significato del termine "disciplina", che improvvisamente sembra diventato prerogativa della destra. La disciplina proposta è: bocciatura per l'insufficienza in condotta e grembiulino obbligatorio a scuola. Il che significa declinare sulla fascia anagrafica adolescenti l'istituzione dell'esercito in strada. Ovvero: obbedienza pena la punizione, l'insegnante come vigile urbano seduto dietro la cattedra con manganello, fischietto e in tasca le manette e il taccuino per emettere multe. Ecco, credo semplicemente che quest'idea della disciplina riveli una concezione desolante del cittadino e del rapporto tra stato e cittadino. Il cittadino è relegato a mero esecutore meccanico di un ordine di cui non è tenuto né a capire né a condividere il senso. Per dirla con Antonio Gramsci, fondatore di questo giornale, è venuto il momento di contrapporre disciplina a disciplina. C'è un tipo di disciplina in cui tutti, semplicemente, pedestramente obbediscono: "i muli della batteria al sergente di batteria, i cavalli ai soldati che li cavalcano. I soldati al tenente, i tenenti ai colonnelli dei reggimenti; i reggimenti a un generale di brigata; le brigate al viceré (.). Il viceré alla regina (.). La regina dà un ordine, e il viceré, i generali, i colonnelli, i tenenti, i soldati, gli animali, tutti si muovono armonicamente e muovono alla conquista". E poi c'è un'altra disciplina. Questa disciplina nasce dalla consapevolezza di essere parte di una collettività, dalla condivisione di un progetto. Soprattutto nasce dalla cultura, che è quello che chiediamo allo stato, agli insegnanti e alla scuola: "La cultura (...)è organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i propri diritti, i propri doveri". Ma questo fa paura: meglio le istruzioni che l'istruzione. È più rassicurante avere dei consumatori in grembiulino che dei cittadini consapevoli. Se seguiamo bene le istruzioni, diventeremo uguali alla figura disegnata sulla scatola. Esce oggi nelle librerie italiane il nuovo libro di Andrea Bajani: "Domani niente scuola", Einaudi.

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I precari? Si occupino di turismo L'ultima di Gelmini: Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla . Intanto Bossi l'attacca: È un'incompetente (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

"I precari? Si occupino di turismo" L'ultima di Gelmini: "Ci sto lavorando con Brunetta e Brambilla". Intanto Bossi l'attacca: "È un'incompetente" di Luigina Venturelli / Milano ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere mandati alla poste, i precari della scuola possono tranquillamente riciclarsi in servizi alberghieri e musei. "Stiamo studiando nuove figure professionali, ci stiamo pensando con Brunetta, Sacconi e Brambilla" ha pre- annunciato la responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Allo studio della ministra c'è il "numero impressionante di precari" accumulati dalla scuola italiana, ovviamente "eredità dei governi precedenti", che lo Stato non è in grado di assorbire prima di una decina d'anni. Gli ottimisti ne contano 75mila, i soliti pessimisti di sindacato e opposizione parlano di almeno 115mila persone impegnate nel sistema didattico senza uno stabile contratto di lavoro, prossime alla disoccupazione. La presenza nel pensatoio della sottosegretaria al Turismo non lascia dubbi sulla possibile soluzione al "pesante problema sociale": il trasferimento del personale a mansioni d'assistenza e intrattenimento turisti, come non ci fosse differenza tra insegnare la matematica a una classe di adolescenti e spiegare la storia fiorentina a un gruppo di giapponesi. La tutela della professionalità, del resto, non è cosa di questo governo. La stessa Gelmini - ha fatto notare il collega d'esecutivo Umberto Bossi - si appresta a ribaltare la scuola come un calzino senza nemmeno aver fatto l'insegnante, forte della sua esperienza in politica e avvocatura. Ma certe lacune si notano: al suo primo giorno di scuola, per esempio, la ministra è arrivata con tre quarti d'ora di ritardo. I bambini dell'elementare Enrico Fermi di Segrate, alle porte di Milano, l'aspettavano in cortile da più di un'ora per l'inaugurazione in pompa magna dell'anno scolastico. Divertiti i primini, che sfoggiavano le divise nuove di zecca cucite per loro dai detenuti del carcere di San Vittore (magliette rosse, gonne e pantaloni blu): le preferite di Mariastella Gelmini, molto riprese dai cameramen e molto ricordate nei discorsi. Distratti gli alunni più grandi: il semplice grembiule bianco passava inosservato, nemmeno l'onore dell'appello fatto dalla ministra e dal sindaco è toccato loro. Infastiditi tutti i genitori: costretti a sgomitare tra giornalisti, fotografi e carabinieri per riuscire ad immortalare il primo giorno di scuola dei figli, salvati solo dalle polemiche politiche che hanno infine distolto l'attenzione della ministra. C'era da difendere la scelta del maestro unico alle elementari, "un'esigenza pedagogica" sulla quale ha incassato anche l'appoggio di Berlusconi contro gli attacchi del leader del Carroccio, e il relativo taglio di 87mila cattedre, "è necessario rivedere le modalità di spesa perché oggi il 97% delle risorse sull'istruzione se ne vanno per pagare gli stipendi". Insomma, "la scuola non è uno stipendificio" e "l'insegnamento non è per tutti, non è un lavoro ma una missione". Anche Mariastella Gelmini sente d'avere una missione da compiere, quella di "assicurare una scuola di qualità ai bambini e ai ragazzi più giovani di me" ha spiegato la responsabile dell'Istruzione. Evidentemente si sente ragazza lei stessa.

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Napoli, 400 docenti in lutto sotto il sole cocente A cinquant'anni fuori dal lavoro per sempre (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Napoli, 400 docenti "in lutto" sotto il sole cocente "A cinquant'anni fuori dal lavoro per sempre" di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli Mariella, insegnante precaria, vestito e banda nera sul braccio in segno di lutto, abbozza alla decisione del commissario che ha chiesto di non far uscire da via del Ponte della Maddalena, una strada semideserta che passa alle spalle di via Marina, il corteo delle maestre di Napoli e provincia. Quando le spiegano che possono rimanere a girare solo intorno a quel pezzo di strada conclude con ironia: "È questo che facciamo da una vita, andare avanti e indietro senza senso. Va bene che pure la protesta la facciamo così!". Prende la cassa da morto di cartone che con le amiche ha costruito in questi giorni di mobilitazione, e si avvia dall'altro lato della strada. Un corteo pacifico, come potrebbe esserlo solo quello di un corpo docente che per vent'anni ha fatto lezione tra Piscinola e Secondigliano, Sant'Antimo, Afragola, Barra, Gianturco. "Non possiamo fare proteste contro le regole - dicono - Siamo educatrici, dobbiamo dare l'esempio". Allora restano nella fetta di strada spianata dal sole. Le buone maniere non impediscono a queste quattrocento donne (gli uomini sono una sparuta minoranza) di spiegare con rabbia, orgoglio e frustrazione il perché di questa manifestazione sotto l'ex provveditorato, con un sole che spacca le pietre e l'acqua che, allo spaccio, è passata in un attimo da un euro a un euro e venti a bottiglia. La ragione sembrerebbe assurda: quest'anno, tra la città di Napoli e la sua provincia, non ci sarà nemmeno un maestro che avrà un posto a tempo determinato (da settembre ad agosto) nelle scuole elementari, nessuno che avrà la possibilità di scalare la gigantesca classifica (11mila posti) per accedere, dopo una vita di insegnamento, ad un contratto a tempo indeterminato, l'assunzione. Di più: dal 31 di agosto nessuna di queste persone ha più lo stipendio. E, rimanendo così le cose, non l'avrà. Per capire cosa voglia dire, provate a immaginare la vita di Florinda, 51 anni e quasi trenta passati dietro una cattedra, che con un figlio all'università ha vergogna di ritornare a casa senza un lavoro. Metteteci dentro supplenze di due giorni, poi di settimane, mesi, fino ad arrivare a quella annuale che è l'anticamera dell'assunzione a tempo indeterminato. Poi non metteteci più niente. Niente. Chiariamoci, le liste venute fuori da anni di improvvisazioni in materia di politiche della scuola non sono il massimo della coerenza. Per anni, ad esempio, le insegnanti che da Napoli si recavano ad insegnare ad Ischia prendevano 12 punti invece di 6, quelle che da Ischia dovevano venire a insegnare a Napoli ne prendevano 6 lo stesso, avendo, a occhio, lo stesso disagio. Stesse disparità si sono verificate tra insegnanti della scuola pubblica e della scuola privata, con l'assurdo corollario che a volte, nel privato, si trovano insegnanti che prendono paghe fittizie (1500 euro invece dei 250 che gli vengono versati), ma li barattano con il miraggio di "salire in classifica" accumulando punti come gli altri. Così anche questa classifica non è che premi per forza tutti i migliori. Ma esiste da anni ed è fatta con la fatica che pezzo a pezzo queste persone ci hanno messo dentro, accettando le destinazioni scelte di anno in anno, le incongruenze che di solito finiscono al tar, gli esami di specializzazione, quelli ordinari e quelli specifici per insegnare l'inglese o le scienze. Ma cosa è successo a Napoli? Perché non c'è nemmeno un posto disponibile per la scuola primaria? La concomitanza dei tagli previsti per quest'anno e il rientro di circa 400 insegnanti provenienti da altre regioni, ha cancellato tutti i posti disponibili nelle liste del 2008. Gabriella Refuto, segretaria della Flc Cgil di Napoli ha davanti un quadro che va a farsi ancora più fosco: "Oggi saranno cinquemila in meno, ma dall'anno prossimo, ci sarà uno tsunami di dimensioni spaventose con le medie, le superiori e il maestro unico". Il maestro unico e la fine del tempo pieno così come inteso fino ad oggi lascerà per strada migliaia di persone. E se si può condividere il paragone che fa Giovanna sul presunto salvataggio degli esuberi di Alitalia e il sostanziale taglio di migliaia di posti di lavoro a Napoli, è sul versante formativo che il governo deve porsi il problema. Soprattutto in queste terre. "Continuiamo a parlare di maestro unico, ma provate a mettercelo un maestro solo in una classe di trenta alunni a Marcianise...", spiega Giovanna mentre racconta dei suoi alunni che la accolsero sbattendo delle mazze di legno sul soffitto. Racconta che a volte bisogna mettere la cattedra davanti alla porta per non farli scappare. E che spesso nemmeno quello basta: "E allora ti tocca decidere se lasciarli andare e fare lezione con gli altri o andarli a riprendere sperando che in classe non succeda niente". E poi ci sono i "caratteriali" che a un certo punto della lezione possono dar di matto. Insomma quella che si prospetta davanti all'ex provveditorato campano è una questione complessa che non si può affrontare con l'alzata di spalle che il ministro Gelmini ostenta. La signora Mambrini, ad esempio, con i suoi 59 anni, 25 di insegnamento, perché dovrebbe tornarsene a casa a non lavorare? Come dice Carla: "Berlusconi ha detto di aver risolto il problema della spazzatura a Napoli, e adesso nella spazzatura butta noi". Oggi alle 8,30 un corteo si snoderà da via del Ponte della Maddalena alla Prefettura, oltre al Comitato autonomo che si è formato in queste ore, saranno presenti i sindacati confederali.

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Muore la scuola pubblica (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

"Muore la scuola pubblica" UN DRAPPO NERO sul portone della scuola e il lutto al braccio "a simboleggiare la morte della scuola pubblica": così il 15 settembre, primo giorno di scuola, docenti e genitori della scuola elementare "Iqbal Masih" di via Ferraironi, in VI municipio, daranno il via alle proteste, contro le proposte di riforma del ministro dell'Istruzione Gelmini.

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Insegnanti precari, giovedì assemblea (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Insegnanti precari, giovedì assemblea --> Si terrà giovedì un'assemblea organizzata dal Cip (Comitati insegnanti precari) per discutere dei tagli agli organici presentati dal ministro Gelmini. Appuntamento alle 16,30 al Convitto di via Pintus a Pirri. (fr.gh.).

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Mariastella, la preferita del cavaliere "una donna che ha testa e pure i voti" - rodolfo sala (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

In Fi fin dal '94, assessore e poi coordinatore regionale, il ministro ha un curriculum di tutto rispetto Mariastella, la preferita del Cavaliere "Una donna che ha testa e pure i voti" E adesso il Senatur la teme per la sfida in Lombardia Nel clichè è meno berlusconiana della Carfagna ma per lei l'unico che conta è il premier RODOLFO SALA MILANO - Fosse un'altra, Berlusconi forse avrebbe già almeno meditato di mollarla. E invece la difende: a spada tratta, e a costo di far scricchiolare il solido legame con Bossi, che non perde un'occasione per menare fendenti alla ministra dell'Istruzione. Sì, perché la trentacinquenne Mariastella Gelmini non è una delle tante signore alla corte del Cavaliere. Per dire: niente a che vedere con le colleghe Mara Carfagna e Maria Vittoria Brambilla, come lei promosse al governo. Nel cliché è molto meno berlusconiana di loro, con quei tailleur pantaloni un po' castigati a fasciare una figura alta e sottile, gli occhiali da professoressa, l'assoluta ritrosia alla frequentazione mondana. Lei, come dire, preesiste: in Forza Italia c'è da sempre, da quel magico 1994 in cui la terzogenita di un sindaco dc nel Bresciano (la mamma invece era maestra elementare) si convince ad abbracciare la causa di un signore sceso in campo per salvare il Paese, e se stesso, dai comunisti. Allora ha 21 anni, la Mariastella. Studia giurisprudenza, ma decide subito che la politica, almeno questa "nuova" politica incarnata da Berlusconi, conta più di tutto il resto. Diventa subito presidente del club azzurro di Desenzano sul Garda, ma non le basta: il cuore pulsante del movimento sta a Milano, ed eccola allora fare la pendolare ogni giorno per dare una mano, da volontaria, nella sede lombarda di Forza Italia. Le ci vuole un po', ma dopo undici anni (intanto si è laureata, ha dato l'esame da procuratore a Reggio Calabria e lavora in uno studio legale), il posto da numero uno è suo: coordinatrice regionale, con la mission di mettere fine alla guerra per bande che per oltre un anno impegna le truppe del suo predecessore, il laico Paolo Romani, e quelle formigoniane. Impresa non facile, ma lei ? all'inizio oggetto di qualche sfottò da parte dei forzisti più sgamati: "Gelmini who?" ? li mette i riga tutti: "Qui ci vuole un po' di disciplina", è il suo esordio. E conquista un posto speciale nel cuore di Silvio. Ma il Capo non l'ha "unta" con la mano santa, come ha fatto con le altre (e molti altri). Quando i due s'incontrano per la prima volta ad Arcore nell'estate del 2005, e il tramite è Angelo Tiraboschi, lei ha già un curriculum politico lungo come un'autostrada: consigliere comunale a Desenzano, poi assessore (per due volte) alla Provincia di Brescia, quindi l'exploit alle elezioni regionali che si sono appena tenute: prima degli eletti della sua circoscrizione. "Ha cervello, e anche i voti", si compiace il Cavaliere, fulminato dalla lettura del voto offerta da quest'avvocatessa allora poco più che trentenne. E ci mette un amen ad affidarle il coordinamento lombardo del partito. Ha un'altra dote, la Gelmini: galleggia sulle risse interne agli Azzurri, evitando con cura di schierarsi, perché l'unico che conta è Berlusconi: "Se non fosse stato per lui non sarei mai entrata in politica". Mariastella è cattolica, ma non ciellina; sanguigna quando parla in privato, ma al tempo stesso diplomatica; berlusconiana fino al midollo, ma non alla maniera un po' sguaiata di altre femmine del Cavaliere. L'unico flirt noto lo racconta l'immagine rubata di recente in un bar di Roma da un fotografo, con quel bacio galeotto al fidanzato, l'imprenditore bergamasco Giorgio Patelli. E rientra nel profilo un po' ecumenico che si è imposto, raccontare con tranquilla civetteria della sorella maggiore, insegnante iscritta alla Cgil... L'approdo romano della Gelmini, dopo la buona prova data in Lombardia, suona abbastanza normale. Prima elezione in Parlamento nel 2006, la seconda qualche mese fa (e nel comitato che vaglia le candidature, l'unica donna ammessa da Berlusconi è lei), quando oltre allo scranno di Montecitorio la signora acchiappa un po' a sorpresa anche la guida di un ministero assai pesante. Un'investitura che mette subito in allarme i leghisti: quella poltrona il Bossi furente contro "gli insegnanti meridionali che stangano i nostri" l'avrebbe voluta e la vorrebbe in futuro per uno dei suoi, ormai è chiaro. Quindi non vede di buon occhio il fatto che la titolare di adesso sia una lombarda doc ma non leghista, le rimprovera di non essere un'insegnante, la crocefigge sul maestro unico che "rovina i bambini". Naturalmente in tutto questo c'entrano anche le manovre di smarcamento nei confronti degli alleati pensate a tavolino da una Lega in cerca di forte visibilità in vista delle Europee. Con scontri che non riguardano solo la politica della scuola: dal lodo Alfano al braccialetto elettronico ai dissapori tra i ministri Maroni e La Russa. Però nel bacchettare la Gelmini i bossiani ci mettono un accanimento speciale. Chissà, forse qualcosa di vero c'è nelle voci che danno la responsabile dell'Istruzione in corsa per la presidenza della Regione Lombardia, dove si voterà fra due anni. Per il dopo Formigoni (impensabile un quarto mandato per l'attuale governatore) la Lega ha già prenotato il posto: Castelli, oppure Maroni. Forse anche per questo vuole dare uno stop alla marcia trionfale di Mariastella.

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<Più musica e disciplina Siamo tutti troppo ignoranti> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 autore: di PAOLA D'AMICO categoria: REDAZIONALE Fedele Confalonieri "Più musica e disciplina Siamo tutti troppo ignoranti" "Siamo ignoranti. Bene il maestro unico. Ma l'ho detto al ministro Gelmini: riporta la musica nella scuola. è disciplina, forma il carattere e il gusto". Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, a margine della presentazione della stagione di "Aperitivo in concerto", traccia l'identikit di intere generazioni "che non sanno neppure intonare l'Inno nazionale" e boccia anche la musica "sacra": "Oggi a messa si sentono solo caricature di brutte canzonette". A PAGINA 4.

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Riapre la scuola. Gelmini: la mia riforma? Meno sprechi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il nuovo anno Grembiulini, polemiche, nomine in ritardo, partenze a singhiozzo. Superiori, caos esami di riparazione Riapre la scuola. Gelmini: la mia riforma? Meno sprechi Il ministro a Segrate: ho trovato l'istruzione sull'orlo del baratro. Subito un patto per migliorare Il ministro Mariastella Gelmini ha inaugurato ieri l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di Segrate: ha difeso le sue riforme ("Faranno risparmiare "), riconfermato la bontà del maestro unico e si è rivolta ai genitori chiedendo "un patto per la scuola, istituzione centrale per lo sviluppo civile e sociale del Paese". Ma la campanella non ha suonato per tutti, ieri. La maggior parte degli istituti ha deciso di iniziare l'anno in ritardo rispetto al calendario regionale: nelle scuole superiori sono in corso gli scrutini dopo gli esami di settembre e non sono ancora stati nominati tutti gli insegnanti per le primarie. Polemiche di sindacati e Rifondazione comunista; l'assessore provinciale Giansandro Barzaghi ha scritto una lettera a tutte le scuole: "Sono preoccupato per le sorti del sistema dell'istruzione". Ritorno sui banchi Partite le lezioni, ieri mattina, per oltre 530 mila alunni e studenti di Milano e provincia: oltre 46mila sono stranieri ALLE PAGINE 4 E 5 Argentieri, Giannattasio, Sacchi.

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Prima campanella con polemiche I sindacati: ritardi nelle nomine dei prof (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE In classe Inizio delle lezioni anche in alcune superiori. L'assessore Barzaghi: sistema istruzione a rischio Prima campanella con polemiche I sindacati: ritardi nelle nomine dei prof Revocata la parità allo Studium: gli studenti potranno iscriversi ad altri licei Il direttore Anna Maria Dominici: "Ogni istituto, grazie all'autonomia scolastica, può decidere quando avviare le lezioni" Apertura a singhiozzo. La maggior parte delle scuole ha deciso di cominciare l'anno in ritardo rispetto il calendario regionale. Non si parla solo di scuole superiori, impossibilitate dagli scrutini per gli esami di settembre, ma anche di medie ed elementari. Tra le cause dei ritardi anche le nomine degli insegnanti della scuola primaria. E non è un caso che il ministro Mariastella Gelmini sia andata proprio a Segrate ad inaugurare l'anno scolastico. "L'istituto comprensivo Schweitzer è uno dei pochi che ha rispettato il calendario e ha aperto l'otto. Le altre scuole erano in dubbio", spiegano dal provveditorato. Già, i presidi si sono messi d'accordo. Anche grazie all'Associazione scuole autonome milanesi che ha dato come indicazione di partenza il 10. "Oltre al lavoro e ai vari consigli docenti ancora da terminare, fa ancora molto caldo. E poi meglio tagliare dalle vacanze di Natale o di carnevale. Non importa se si ritarda di un paio di giorni ", sottolinea Francesca Lavizzari dirigente della Cavalieri. è vero anche, come spiega il direttore scolastico regionale Anna Maria Dominici, che "ogni istituto, grazie all'autonomia scolastica, può decidere come vuole". Ieri è stata anche la giornata delle revoche della parità, firmate proprio dalla Dominici, per due scuole. I circa 150 alunni dello Studium, grazie a una circolare del provveditore Antonio Lupacchino che ha riaperto le iscrizioni ad hoc, potranno cercare un altro liceo. Mentre gli studenti dell'istituto Padre Beccaro verranno aiutati dal preside padre Ferdinando Colombo per la scelta di una media. E se il primo giorno di scuola non si scorda mai, per chi è tornato dopo le vacanze è stata una festa. Davanti al Parini i ragazzi si sono abbracciati dopo le due ore di lezione. Per la maggior parte delle scuole superiori, però, la festa di ritorno dovrà attendere ancora un paio di giorni. Ma l'assessore Giansandro Barzaghi ha comunque spedito una lettera aperta a tutti gli istituti in cui si dice preoccupato "per le sorti del sistema dell' istruzione nel nostro Paese". Benedetta Argentieri.

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 5 categoria... (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 5 categoria: ALTRI OGGETTI cooperativa. Per noi il grembiulino non è una novità, ma a fine anno valuteremo la funzionalità della divisa". Che a bambini e genitori sembra piacere fin da ora. "In fondo - dicono mamme e papà - sono comodi e ben fatti. E la divisa aiuta anche a sentirsi parte del gruppo". Qualche perplessità sul ritorno del maestro unico. Fuori dai cancelli, il previsto volantinaggio di Rifondazione e Cgil che contestano quella che bollano come "progetto di dismissione della scuola pubblica". Più cauti i genitori. Qualcuno rimpiange la figura del maestro unico, augurandosi però che "non venga messo in discussione il tempo prolungato". Per altri, invece, "è importante che i bambini abbiano la possibilità di confrontarsi, fin dalle elementari, con più figure educative, con punti di riferimento diversi. E tornare al maestro unico probabilmente non è una buona idea". Polemiche a parte, l'anno scolastico alla Fermi parte nel segno della tradizione, con due alberelli di cedro piantati nel giardino della scuola, e affidati alle cure dei primini per i prossimi cinque anni, e i bambini che, zaini in spalle, entrano in classe ad affrontare "un anno che vi auguro ricco di esperienze e soddisfazioni", ha detto il ministro Gelmini. Barbara Sanaldi.

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Confalonieri: troppa ignoranza Riportiamo la musica in classe (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Presidente di Mediaset Confalonieri: troppa ignoranza Riportiamo la musica in classe Bene il maestro unico. "Anche ai miei tempi guadagnava poco ma era sempre il sciùr maestro ". Se, però, si vuol fare un salto di qualità, "è urgente riportare la musica a scuola. Perché la musica è disciplina, forma il carattere, il gusto". Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset e consigliere di amministrazione della Arnoldo Mondadori spa, a margine della presentazione della XXIV edizione di "Aperitivo in concerto", dribbla con eleganza le domande sui temi economici ma sembra pronto ad aprire un comizio sui temi culturali. "L'ho detto al ministro Gelmini". Perché, aggiunge poi, "siamo tutti diventati molto ignoranti. Pensate alla musica. Un tempo a scuola ti facevano cantare almeno 'Va pensiero'. Adesso, persino a Messa senti caricature di brutte canzonette. E l'Inno nazionale? Sarà brutto finché si vuole ma quando lo cantano allo stadio...si sentono cose da paura". Sprizza ottimismo sia sul capitolo Expo ("Dopo tutta la fatica che è stata fatta per portare l'Expo a Milano credo proprio che non ci sarà una brutta figura"), sia sul salvataggio di Alitalia ("spero che l'operazione vada in porto. è una buona cosa. In una situazione come questa è giusto che lo Stato intervenga"). Poi, però, ritorna sul tema musica. Da lunedì prossimo tornano le stelle del jazz e dintorni. Due concerti in coproduzione con MiTo: Goran Bregovic e la sua band, che suoneranno con l'Absolute Ensemble di Kristjan Jarvi, una delle principali orchestre di musica contemporanea; John Zorn, Lou Reed e Laurie Anderson con un lavoro di teatro musicale che, in anteprima europea, verrà eseguito il 24 settembre. Spiegando il valore aggiunto di un evento come MiTo, che "richiama nelle sale dei concerti anche i bambini e offre prodotti di qualità a prezzi popolari. Molti gratis ". E a chi ha pensato, anche se non osato dirlo ad alta voce, che "MiTo è troppo", troppi eventi, troppe serate, troppe prime, spiega: "Quando c'è in campo la musica, non è mai troppo". La riprova è quella coda, decisamente inattesa, fuori da Sant'Ambrogio qualche sera fa, "per ascoltare la messa di Guillaume de Machaut. Non sono riuscito ad entrare". E quasi per testare l'ignoranza diffusa ripete per tre volte il nome del compositore e letterato francese vissuto nel XIV secolo, la cui musica è forse la più alta espressione dell'Ars nova francese. "Il rischio è che i ragazzi oggi escano dal Politecnico senza sapere chi è Beethoven. Noi siamo diventati molto ignoranti- ripete - . La musica un tempo faceva parte del bagaglio culturale di tutti, a cominciare dalle scuole elementari. Ti facevano cantare 'Va pensiero'. E perlomeno ti affinavi un po', capivi se avevi l'orecchio. Ora chi canta più?". Il presidente Mediaset conosce bene il rischio di cadere nel patetico e dunque sposta l'attenzione su altri scenari: lo stadio. "Ci mancano le basi. Non sappiamo neanche più cantare l'Inno nazionale. Quando lo cantano allo stadio... una tortura". E le Chiese: "Negli altri paesi se vanno in Chiesa cantano". Tocca alla scuola. Che "deve darti la curiosità, la voglia fi scoprire ". E la musica è una risorsa preziosa. "Forma gusto e carattere. Ed è il collante per le altre arti e conoscenze, dalla filosofia alla letteratura. L'ho detto al ministro dell'Istruzione, spero riscopra la musica". Non è un nostalgico ritorno al passato. Perché chi parla ama la tecnologia. Ma "un conto è poter vedere un'opera in Dvd, sceglierla, un altro è l'Ipod, una scatolina che è la scorciatoia per la pigrizia mentale". Il pentagramma "Le note sono disciplina, formano il carattere e il gusto. Un errore trascurare la musica, è un'ottima insegnante" Paola D'Amico pdamico@corriere.it.

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Scuola Il primo giorno (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: BREVI Scuola Il primo giorno La cerimonia Il ministro Mariastella Gelmini ha inaugurato l'anno scolastico a Segrate con il prefetto Gian Valerio Lombardi, il direttore dell'ufficio scolastico regionale Anna Maria Dominici e il sindaco Alessandrini.

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La festa tra i bambini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: BREVI La festa tra i bambini Il ministro Gelmini ha proposto ai genitori "un patto per la scuola, istituzione centrale per il Paese".

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In fila con le nuove divise Primo giorno di scuola La sfilata del ministro (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Alle elementari Schweitzer di Segrate In fila con le nuove divise Primo giorno di scuola La sfilata del ministro Emozione da primo giorno e curiosità per le novità annunciate. Parte così l'anno scolastico dei 240 alunni della scuola elementare Enrico Fermi, istituto comprensivo Albert Schweitzer di Segrate dove a salutare i 42 primini è arrivata il ministro all'istruzione MariaStella Gelmini. Che ha anche tenuto a battesimo anche le nuove divise scolastiche disegnate "su misura" dalla cooperativa Alice del carcere di San Vittore. A indossare le divise, magliette rosse e gonne o pantaloncini blu, solo una delle due prime dell'istituto di Segrate: "una sperimentazione - dice la preside Giuliana Borgnino - decisa quando abbiamo saputo del progetto della.

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La Gelmini: un patto per l'istruzione La mia riforma? Farà risparmiare (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE La Gelmini: un patto per l'istruzione La mia riforma? Farà risparmiare Il ministro a Segrate: ho trovato una situazione al collasso "Piena sintonia con la Moratti. è stata l'unica ex ministro dell'istruzione a varare una riforma che in parte adotterò" L'intenzione era sicuramente lodevole. Ma quando i primini dell'istituto comprensivo Schweitzer di Segrate hanno intonato In Fila per Tre di Edoardo Bennato in onore del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, tra i presenti è corso un brivido. Il testo della canzone, un vero inno di protesta contro l'educazione autoritaria, è suonato come un'ironica presa di distanza dalle parole d'ordine del ministro: disciplina, rigore, impegno e serietà. Mariastella Gelmini sceglie Segrate per il suo primo giorno di scuola. I bambini della prima in divisa rossa e blu, confezionata da una cooperativa di detenute di San Vittore, gli altri con i grembiulini bianchi e neri. Una scuola che ha risposto alla richiesta del ministro. "La sperimentazione con la divisa - ha spiegato la preside Giuliana Borgnino - riguarda i 42 bambini della prima e durerà un anno. Poi decideremo cosa fare e ne parleremo con il ministro Gelmini". "Ho suggerito a molte scuole di tornare alla divisa replica il ministro - non solo per il decoro, ma anche perché rende più semplice la vita delle mamme". Sul palco, la Gelmini è evidentemente emozionata, ma per nulla incline a cambiare rotta, nonostante gli attacchi del centrosinistra e qualche fischio da parte di esponenti di Rifondazione al suo arrivo: "La riforma serve solo per risparmiare soldi". Il ministro difende le sue scelte, riconferma la bontà del maestro unico nonostante le critiche di Umberto Bossi ("Un decreto votato all'unanimità dal Consiglio dei ministri " dice la Gelmini) e assicura che il risparmio permetterà di incrementare il tempo pieno, dice che "l'insegnamento non è per tutti" ma solo per chi lo coltiva come una missione, attacca i passati governi per aver portato la scuola sull'orlo della bancarotta trasformandola in uno "stipendificio". Tra i passati ministri dell'Istruzione salva solo Letizia Moratti: "La Moratti ha fatto un grande lavoro. Ha approvato una riforma che voglio riprendere in molti punti. Sono in piena sintonia con il sindaco di Milano". La cerimonia continua. Con lei sul palco ci sono il prefetto Gian Valerio Lombardi, il direttore generale dell'ufficio scolastico regionale Anna Maria Dominici e il sindaco di Segrate Adriano Alessandrini. La Gelmini fa l'appello della prima elementare. I bambini cantano la seconda canzone. "L'amico è" di Dario Baldan Bembo. Questa volta nessun incidente di percorso. Il ministro, alla fine, si rivolge ai genitori e chiede "un patto per la scuola". "Perché la scuola è centrale per lo sviluppo del Paese, sviluppo civile e sociale. Il Paese deve condividere questo giorno così importante ". Maestro unico Il ministro difende le sue scelte e conferma la bontà del maestro unico nonostante le critiche di Bossi Maurizio Giannattasio Annachiara Sacchi.

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Il ministro: i precari? Troppi, li riqualificherò E i bimbi la accolgono con un inno ironico (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE In una scuola di Segrate Il ministro: i precari? Troppi, li riqualificherò E i bimbi la accolgono con un inno ironico SEGRATE - Nella scuola non c'è posto per gli oltre centomila precari in graduatoria. Il ministro Mariastella Gelmini sceglie Segrate per inaugurare l'anno scolastico ( nella foto). Accoglienza con gaffe. I bambini della prima elementare, in divisa blu e rossa come ha chiesto più volte il ministro, accolgono la Gelmini intonando "In fila per tre" di Edoardo Bennato, l'inno generazionale contro la scuola autoritaria degli anni 70. Il coro è sembrato un'ironica presa di distanza dalle parole d'ordine del ministro: disciplina, rigore, impegno e serietà. Parole ribadite più volte ieri. Come è stata ribadita la difficile situazione dei precari nella scuola: "Negli ultimi anni la scuola ha accumulato un numero impressionante di precari - attacca la Gelmini -. Li abbiamo ereditati dai precedenti governi, ma è evidente che il sistema non è in grado di assorbirli". Assicura però che il governo è al lavoro per trovare una soluzione: "Non escludo che si dovranno creare nuove figure professionali e non solo per la scuola. Ci stiamo lavorando con Brunetta, Bondi, Sacconi e Brambilla". Gli aspiranti maestri come operatori turistici? A dissipare il dubbio è la stessa Gelmini: "Stiamo lavorando sul settore della cultura". E il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla conferma: "Macché operatori del turismo. Stiamo pensando a corsi di formazione o a titoli di laurea in cultura dell'ospitalità". Maurizio Giannattasio.

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Castelli: i nostri voti sono determinanti Vorrei che gli alleati lo ricordassero (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE L'intervista Il sottosegretario del Carroccio: ora contano i risultati Castelli: i nostri voti sono determinanti Vorrei che gli alleati lo ricordassero ROMA - Sottosegretario Roberto Castelli, più ci si avvicina al federalismo e più c'è il sospetto che qualcuno voglia frenare, sopire, troncare. Insomma, sabotare. "Sospetto? La certezza. Noi della Lega lo sosteniamo da sempre. Non siamo così ingenui da pensare che si possa a abbandonare un sistema centralista senza incontrare fierissime resistenze ". Resistenze che arrivano anche dal centrodestra. "L'area centralista è trasversale. Ma intorno al federalismo c'è un vasto consenso, anch'esso trasversale. Ci sarà uno scontro culturale oltre che politico". Sui giornali c'è chi teme che la service tax calderoliana aumenti gli esborsi dei cittadini. "Come si fa a dire una cosa del genere? è ovvio che nel complesso la pressione fiscale non aumenterà. Sul Giornale si dice che non si capisce cos'è? Evidentemente è il solito giornalista centralista". Ma la convince la service tax? "Il nome è immaginifico, ma il concetto è chiaro. Peraltro, non trovavo nulla di scandaloso neanche nell'Ici: un conto è averlo in un sistema centralista, un altro in uno federalista. Ma quello che conta è che i Comuni abbiano una loro capacità impositiva ". Berlusconi pare non abbia una gran fretta, che voglia temporeggiare. E La Russa si è precipitato a spiegare che il partito guida al Nord è il Pdl non la Lega. "Berlusconi ha sempre rispettato gli impegni e non dubitiamo che sia ancora così. Quanto ad An, ricordo che il federalismo fiscale è nel programma di governo. Comunque stiamo arrivando al redde rationem e tutti cercano di posizionarsi nelle loro trincee". Anche la Lega. "Ricordo sommessamente che dal 2001 al 2006 il nostro voto non era determinante. Avevamo un potere di moral suasion, almeno quando l'Udc non faceva le bizze. Ma le cose sono cambiate". è una minaccia? "Non voglio fare veti o ultimatum. Registro solo che ora i nostri voti sono determinanti in Parlamento. Va bene l'amicizia, ma quel che conta ora sono i risultati". E il caso Gelmini? Bossi definisce il ministro "incompetente" e preferisce tre insegnanti a uno. "Non saprei. Ho avuto un maestro unico e mi sono trovato benissimo. Ma conosco altri che ne hanno avuto tre e che si sono trovati altrettanto bene ". E sulla giustizia? Fu lei a bocciare i braccialetti elettronici che il nuovo Guardasigilli vuole introdurre. "Allora erano costosissimi e inefficienti. Ma è stato otto anni fa e il ministro assicura che ci sono progressi. Non ho motivo di dubitarne". Alessandro Trocino.

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Sfida del Nord tra Silvio e Umberto <La Lega non pensi di muoversi da sola> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE Il retroscena L'offensiva lumbard sul Pdl preoccupa il Cavaliere: intesa preliminare di ferro su giustizia e Europee Sfida del Nord tra Silvio e Umberto "La Lega non pensi di muoversi da sola" Federalismo fiscale, il premier a Tremonti: approvarlo subito? Devo pensarci La possibile reintroduzione dell'Ici ha irritato il presidente del Consiglio: mi fa inorridire l'idea che i cittadini pensino che gli metteremo le mani in tasca SEGUE DALLA PRIMA Come vadano le cose nel centrodestra, l'ha spiegato il ministro Scajola a Bobo Craxi durante una chiacchierata questa estate: "Tra noi c'è chi si affatica inutilmente pensando al futuro. In realtà non ci sono alternative a Berlusconi. La storia poi che lui pensi al Quirinale non esiste: governerà più a lungo del re Sole". Se andrà così è da vedere. Quanto al presente, l'ultimo sondaggio che Ipsos ha inviato al Pd testimonia però che la "luna di miele" del Cavaliere con il Paese non è terminata, anzi. Gli italiani che "scommettono" sulla vittoria del centrodestra anche alle prossime elezioni sono saliti dal 48,4% di fine luglio al 59,8% di inizio settembre. Il giudizio positivo sull'operato del governo è passato dal 52,1% al 56,1%, con il Cavaliere che è schizzato dal 52,5% al 58,2%. E il Pdl non ha risentito per l'avanzata della Lega, progredendo nei consensi fino al 36,7%. I dati non hanno sorpreso i dirigenti del Pd: "Basti pensare - spiegava giorni fa il veltroniano Tonini - ai cavalli di battaglia di Berlusconi. I rifiuti in Campania e Alitalia sono due questioni che avremmo dovuto risolvere quando eravamo noi al governo". Ma paradossalmente, proprio il fatto di essere il dominus della politica con un'opposizione in crisi, scesa al 26,6% di giudizi positivi - si sta ritorcendo contro il premier, costretto a fronteggiare polemiche quotidiane: da quelle estemporanee ma pesanti provocate dalle parole del sindaco di Roma Alemanno e dal ministro La Russa sul fascismo e sulla Rsi, a quelle meditate e mirate del Carroccio. In ballo c'è il federalismo fiscale, una partita all'ombra della quale si giocano gli equilibri della coalizione e i futuri assetti di potere. Il Cavaliere pensava di dettare i tempi, invece la Lega ha innescato il timer, aprendo più fronti polemici. Raccontano di un Berlusconi per metà infastidito e per metà preoccupato, non certo per la tenuta della coalizione quanto per l'immagine del governo e per i rapporti con il Carroccio. Le mosse leghiste hanno fatto saltare la sua strategia comunicativa. è dovuto intervenire per difendere il ministro dell'Istruzione Gelmini dall'ennesimo attacco di Bossi, e ha dovuto smentire la reintroduzione dell'Ici: "Solo l'idea che i cittadini possano pensare che noi gli metteremo le mani in tasca mi fa inorridire". Non vuole alzare il livello dello scontro ma non può far finta di nulla, "spero solo - ha detto ieri - che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni". Il punto è che non è finita, anzi è appena iniziata la sfida per il primato al Nord. L'anno prossimo, politicamente cioè domani, le Amministrative saranno se possibile un test ancora più importante delle Europee, perché varranno come prova generale per le successive elezioni Regionali. Bossi era stato esplicito con Berlusconi ancor prima del varo del governo: allora chiedeva un governatore per il Carroccio tra Veneto e Lombardia; oggi mette l'ipoteca sul dicastero dell'Istruzione qualora la Gelmini venisse candidata al Pirellone. "Competition is competition", la regola vale anche nel centrodestra. E nella competizione la Lega si è impadronita di tre temi politici di prima grandezza, così da usarli come moltiplica di consensi: sicurezza, immigrazione e, appunto, federalismo fiscale. Berlusconi avverte il rischio, sostiene che "la Lega è un alleato indispensabile ma non può pensare di muoversi in proprio ": "Il federalismo fiscale non è solo una loro bandiera, ma un obiettivo di tutto il centrodestra. E va fatto nell'interesse di tutto il Paese". Fino a che punto il Cavaliere scarichi le proprie tensioni su Tremonti, elemento di raccordo con il Carroccio, è questione per ora secondaria. E sull'invito del titolare dell'Economia a dare il via libera presto al federalismo fiscale per interrompere lo stillicidio, prende tempo: "Devo pensarci". Così questa settimana il Consiglio dei ministri potrebbe al massimo avviare un "esame preliminare " sul testo. Il Cavaliere vuol vederci chiaro sul merito e sul metodo del progetto, e soprattutto insiste per un accordo "preliminare e di ferro" sulle questioni che gli stanno a cuore: la legge elettorale per le Europee "con sbarramento alto e senza preferenze"; e la riforma della giustizia, che andrebbe approvata "insieme al federalismo fiscale". E qui sorge il problema che è stato sottoposto all'attenzione di Berlusconi e che non è di facile soluzione. Quanto varrebbe l'accordo "di ferro" già a gennaio? Perché il federalismo fiscale è un disegno di legge delega collegato alla Finanziaria: una volta licenziato dal Parlamento, entro fine anno, spetterà al governo varare i decreti legislativi. Insomma, l'eventuale braccio di ferro sui contenuti della riforma si sposterebbe in Consiglio dei ministri. Da quel momento la Lega si troverebbe in una posizione di forza, e potrebbe giocare al rilancio con Berlusconi su due tavoli. Su quello parlamentare, per esempio, dato che è impensabile l'approvazione della riforma della giustizia entro fine anno. Ma soprattutto sul tavolo politico: dalle nomine ai candidati sindaci nel Nord, le richieste del Carroccio potrebbero diventare esose per il Cavaliere, e magari Bossi potrebbe minacciare corse solitarie in alcuni comuni. è difficile pensare che il Senatur possa mettere in pratica la teoria delle "mani libere", Berlusconi lo definisce sempre un "fedele alleato". Ma se vuol "vederci chiaro" è perché fidarsi è bene... Popolarità in crescita Per un sondaggio Ipsos il giudizio positivo sul capo del governo è salito dal 52 al 58% tra luglio e settembre. E anche il Pdl cresce Francesco Verderami.

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Salò, Napolitano contro La Russa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Il ministro: rispetto anche per i militari della Rsi. Stop del presidente. Scuola, Berlusconi difende la Gelmini Salò, Napolitano contro La Russa Alemanno e il fascismo, Veltroni lascia il museo dell'Olocausto ROMA - Sessantacinque anni dopo l'8 settembre 1943, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ricorda "i militari della Repubblica Sociale" che "combatterono per la patria " e quindi "meritano rispetto ": sullo stesso palco, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano elogia la Resistenza e coloro che "non aderirono a Salò ". Dopo la frase del sindaco Alemanno - "Il male assoluto sono state le leggi razziali e non il fascismo" -, il leader del Pd Walter Veltroni si dimette dal Museo della Shoah: "Non posso rimanere in un comitato presieduto da Alemanno". Sulla scuola il ministro Gelmini, attaccata da Bossi, viene difesa da Berlusconi. DA PAGINA 2 A PAGINA 8.

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Gli scontri (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 2 categoria: BREVI Gli scontri 1 "Non ha mai fatto l'insegnante" è il 4 luglio. Bossi attacca: "La Gelmini... Mettono a fare i ministri gente che non ha mai fatto l'insegnante" 2 "Scuola fabbrica di stipendi" Il 14 agosto Bossi: "Decidiamo se la scuola è fabbrica di stipendi o al servizio delle famiglie" (foto classe negli anni 30) 3 "Il maestro unico rovina i bambini" Il 6 agosto Bossi: "Si deve risparmiare, ma un solo insegnante rovina i bambini". La replica: "Confusione mentale".

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Accuse di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con lei (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Accuse di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con lei "Rilancia la scuola, bene il maestro unico". Sostegno anche da An La responsabile dell'Istruzione: il mio lavoro parla per me Scelta pedagogica quella di un solo insegnante ROMA - Finora si poteva parlare solo di "schermaglie". Ma da quando Umberto Bossi ha alzato il tono, e lo stesso ha fatto Silvio Berlusconi, il duello tra Lega e Pdl è diventato l'argomento del giorno nella maggioranza. Il leader del Carroccio aveva detto cose giudicate "eccessive" sulla Gelmini, apostrofandola come incompetente sulla scelta del maestro unico, e il presidente del Consiglio ha scelto di replicare con altrettanta forza. Così, approfittando del messaggio di auguri per l'inizio dell'anno scolastico, ha difeso a spada tratta l'operato del ministro del-l'Istruzione: "Si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di qualità ". Come dire, altroché incompetente. E, per essere più preciso, ha blindato tutte le scelte fatte finora dalla Gelmini, compresa quella contestata da Bossi: "L'educazione civica, il voto in condotta, il ritorno del voto al posto del giudizio, oltre al principio del maestro unico, che non farà certo venir meno il tempo pieno e che verrà affiancato dagli insegnanti per lo studio delle lingue straniere ". A difendere la Gelmini è anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa, che definisce "saggia" la decisione del maestro unico "già presa dal Consiglio dei ministri". Mentre un altro esponente di An, come il vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, parla di "ingenerose critiche di Bossi, frutto più di un problema di equilibri politici in Lombardia tra gli uomini di Forza Italia e quelli della Lega". Per Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, "gli attacchi rivolti al ministro testimoniano in chi li rivolge il rischio di una deriva immobilista e conservatrice". Insomma, il Pdl fa quadrato attorno alla Gelmini. Che del resto si difende anche da sola. Il giorno prima aveva parlato di "confusione mentale di Bossi ". E ieri ribatte: "Parla per me il mio lavoro. La scuola elementare funzionava con i tre maestri e funzionerà con il maestro unico. Questa scelta risponde ad un'esigenza pedagogica. Il bambino nei primi anni della scuola ha bisogno di avere nel maestro un punto di riferimento " Ma la scuola è solo uno dei punti di frizione tra il Pdl e il Carroccio. La vera posta in gioco è il federalismo, vale a dire la bandiera della Lega. Umberto Bossi vorrebbe sbandierarla già dal prossimo weekend, quando si ripeterà il rito dell'ampolla alle sorgenti del Po. In altre parole, il sogno padano è quello di ottenere il via libera al testo sul federalismo già giovedì, in un apposito Consiglio dei ministri. Roberto Maroni lancia un avvertimento: "Bossi ha fretta". R. Zuc. GUARDA il video con le dichiarazioni del ministro Gelmini su www.corriere.it.

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CREPE DI GOVERNO (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 autore: di MASSIMO FRANCO categoria: BREVI CREPE DI GOVERNO P robabilmente è tutta colpa del "vento del Nord". Ha soffiato troppo forte, alle elezioni del 13 e 14 aprile. Ha gonfiato le bandiere verdi della Lega in un modo così vistoso da mettere in tensione i rapporti fra Silvio Berlusconi ed il partito di Umberto Bossi. La "luna di miele" del premier con l'Italia fa concorrenza a quella che il capo dei lumbard vuole perpetuare con la "sua" Padania. Il risultato è un braccio di ferro a intermittenza, che finisce per trasmettere l'immagine di una coalizione senza avversari esterni, eppure litigiosa; percorsa da nervosismi che si proiettano su tutto il centrodestra. Non ci sono segnali di rottura, ma di confusione sì. Qualcuno prevede che possano sparire d'incanto entro qualche giorno: quando palazzo Chigi, si dice, licenzierà il provvedimento sul federalismo fiscale che sta a cuore a Bossi ed ai suoi ammini-stratori locali. A quel punto, forse, finiranno le critiche leghiste al ministro berlusconiano dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ricambiate duramente. Si chiariranno del tutto i malintesi sul "braccialetto " per i detenuti. E magari la Padania smetterà di evocare un Carroccio costretto a "mettere pace fra i duellanti" Roberto Formigoni, Letizia Moratti e Giulio Tremonti sull'Expo del 2015 a Milano. Ma nel cuore geografico del potere berlusconiano, lungo l'asse lombardo- veneto che ha rappresentato l'avanguardia anche culturale del primato del centrodestra, gli equilibri stanno cambiando. Anzi, col suo atteggiamento aggressivo la Lega sembra dire che si sono già modificati a proprio favore. Dietro gli scarti di Bossi, dietro un'insoddisfazione ora trattenuta, ora esagerata, si intravede il calcolo di affermare non tanto la propria identità, ma il proprio potere contrattuale; e di vederlo riflesso nelle decisioni del Parlamento. è una sfida formalmente a "Roma", in realtà ad un presidente del Consiglio che dal 1994 si è affermato come una sorta di "leghista nazionale": alleato e insieme garante di un movimento che aveva bisogno di Berlusconi non solo per prendere voti ma per farli pesare. La sensazione, però, è che ormai la Lega si senta abbastanza forte e radicata nel suo territorio da rivendicare una visibilità che si legittima da sola. Bossi sembra ritenere di non avere più bisogno di garanti. La sua insistenza sulle "mani libere" ha senz'altro un risvolto tattico: vuole piegare le resistenze alleate. Ma riflette anche un'inquietudine verso il governo, che non si placherà facilmente perché tocca interessi finora convergenti; e oggi, invece, per la prima volta in larvata competizione. Sono significativi i commenti provenienti dal versante berlusconiano, che pongono il problema del "partito- guida" del centrodestra nel Nord del Paese. Senza volerlo, offrono una traccia che permette di risalire ai motivi veri del contrasto: anche se non è detto che l'elettorato li riconosca come tali; e soprattutto che li apprezzi.

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La <disfatta della scuola> raccontata da Giovanni Floris (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-09 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'INCHIESTA La "disfatta della scuola" raccontata da Giovanni Floris Domani alle 10, al liceo scientifico statale Isacco Newton, viale Manzoni 47, viene presentato il libro di Giovanni Floris (foto) "La fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana" (Rizzoli). Intervengono con l'autore Giuliano Amato, Mariastella Gelmini. Modera Federico Geremicca. Anni di commissioni, dibattiti, analisi, riforme e controriforme non hanno migliorato la scuola italiana. Nella sua nuova inchiesta, Giovanni Floris racconta come si forma (o non si forma) un professore, confronta status, stipendi, impegni degli insegnanti e ci rivela i costi occulti del fenomeno dell'abbandono scolastico.

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Interventi e Repliche (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-09 num: - pag: 37 categoria: BREVI Interventi e Repliche L'acqua minerale e dei rubinetti Ho seguito con interesse l'acceso dibattito sul Corriere del 3 settembre tra Giavazzi e Cofferati. Su un solo aspetto pare siano d'accordo: l'acqua potabile è qualitativamente confrontabile all'acqua minerale. è mio dovere ribadire quanto sia scientificamente falso questo paragone. L'acqua minerale è pura all'origine, proviene da un giacimento protetto e incontaminato, è imbottigliata alla sorgente e non è mai soggetta a trattamenti di potabilizzazione. L'acqua potabile- visti i forti consumi pro capite - proviene da laghi, fiumi e pozzi e deve sempre essere disinfettata (in Italia con il cloro). Non so se i torinesi berrebbero l'acqua dei loro rubinetti, se sapessero che proviene anche dal Po o se in molti Comuni italiani sapessero di bere acqua per cui è stata concessa deroga ai limiti di legge per arsenico o nitrati. Sul Corriere del 15 agosto, si è dato conto di un primo screening effettuato dall'Università Federico II di Napoli sulla qualità dell'acqua potabile: sono stati rilevati contaminanti di origine antropica (tetracloroetilene e tricloroetilene) e derivati della clorazione (alometani, cloroformio, bromoformio) indiziati di provocare tumori, in caso di assunzione continuativa. Attendiamo con curiosità le conclusioni dello studio. Ettore Fortuna Presidente Mineracqua Welby: il distacco del respiratore Quale moglie del defunto Piergiorgio Welby, in relazione alla didascalia relativa a Piergiorgio Welby a margine dell'articolo apparso sul Corriere del 7 settembre titolato "L'anti Welby: meglio morire", ove si afferma che Piergiorgio "è morto il 20 dicembre del 2006 dopo una iniezione letale", preciso quanto segue. Piergiorgio Welby, dopo una battaglia condotta insieme agli amici Radicali dell'Associazione Luca Coscioni è deceduto il 20 dicembre del 2006 a seguito del distacco del respiratore artificiale che lo teneva in vita, avendo così ottenuto il rispetto del diritto alla propria libera autodeterminazione e non a seguito di una iniezione letale, come erroneamente scritto. Wilhelmine Schett Welby, Roma Le miss, i concorsi e le taglie Sul Corriere del 7 settembre ho letto che al concorso di Miss Italia una ragazza ha avuto problemi perché è una taglia 44. è lo specchio dell'Italia attuale. Si critica il mondo della moda per le ragazze anoressiche che sfilano in passerella, dando un cattivo esempio, e quando c'è da applaudire per la bella presenza di una ragazza tipica italiana ecco che si creano problemi. L'anoressia e l'obesità sono due malattie sociali che bisogna combattere ma bisogna anche tener conto che il 58,4% della popolazione femminile italiana ha taglie dalla 44 alla 52. Forse se anche questi signori si rendessero conto che con i loro comportamenti fanno solo un cattivo servizio alla comunità presterebbero un po' più di attenzione in futuro a questi problemi. Francesco Casile, direzione@casileecasile.it Gelmini: non ho usato l'elicottero Mi pregio di inviare la richiesta di rettifica relativa all'articolo "La sorpresa dell'elicottero" pubblicato sul Corriere della Sera di ieri. Non mi sono mai avvalsa, come erroneamente riportato dall'articolo, di alcun elicottero per raggiungere il Forum Ambrosetti che si è tenuto domenica 7 settembre a Cernobbio. La giornalista probabilmente è stata tratta in inganno dall'arrivo contemporaneo di un elicottero della polizia di Stato nel momento in cui ero impegnata in una intervista in diretta con Sky Tg24. Mariastella Gelmini Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca.

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Oggi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-09 num: - pag: 56 categoria: BREVI Oggi su www.corriere.it Internet Facebook cambia: proteste Debutto posticipato per la discussa versione "beta". Commenta la notizia nel blog "Vita digitale". Scuola Maestro unico, è giusto? è polemica per il piano del ministro Gelmini. Votate online. Musica La Beatles-terapia Le canzoni dei "Fab Four" per far riemergere ricordi ed emozioni. Multimedia Britney alla riscossa La Spears pigliatutto agli Mtv Awards dopo il fiasco del 2007. Stati Uniti La ragazzina e le armi A 11 anni smonta e rimonta un fucile in appena 53 secondi: fa discutere il record di una teenager. Berlino La metrò profumata Nuove fragranze nelle carrozze per combattere i cattivi odori.

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La promessa del ministro: meno insegnanti pagati meglio (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: PRIMA data: 2008-09-09 - pag: 1 autore: ... PRIMO GIORNO DI SCUOLA ... La promessa del ministro: meno insegnanti pagati meglio di Luigi Illiano e Angela Manganaro I l ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, inaugura l'anno scolastico in Lombardia facendo l'appello dei bambini di prima elementare che entrano in classe con la divisa: maglietta a manica lunga azzurra con gonna o pantalone; in inverno, gilet rosso. La scuola di Segrate che la ospita ha seguito l'invito ministeriale del grembiule, lei ha detto di essersi emozionata. Oggi potrebbe incassare una conferma alle sue tesi dal rapporto Ocse sull'istruzione. Da Londra, si anticipa: "Nella scuola secondaria l'Italia spende molto denaro. Paga però molti professori dando loro uno stipendio molto basso". I soldi insomma ci sono: il problema è come vengono spesi. La scuola, per il ministro, è "uno stipendificio". La Uil ribatte: stipendi da fame. Si arriva a conclusioni opposte ma un dato è certo: almeno 200mila precari (docenti e non) che difficilmente approderanno al posto fisso (l'ultimo concorso nel 2000). Gelmini pensa a "nuove figure professionali": valuterà la cosa con i colleghi Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, per cercare sbocchi nei Beni culturali, Pa e turismo. Servizi u pagina 34 l'articolo prosegue in altra pagina.

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Il segnale leghista è forte, la risposta è la leadership (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

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Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-09 - pag: 17 autore: Il segnale leghista è forte, la risposta è la leadership N el momento in cui ha difeso il suo ministroGelmini sul progetto del maestro unico, Silvio Berlusconi ha compiuto un passo politico da non sottovalutare. Ha scelto di non arretrare di fronte alle asprezze di Bossi e all'evidente desiderio leghista di menar le mani all'interno della coalizione. Il presidente del Consiglio ha chiarito che lui, nella polemica sulla scuola, è dalla parte di chi regge la Pubblica istruzione. Tanto più che Berlusconi è molto affezionato all'idea del maestro unico – come quasi tutti coloro che hanno vissuto in anni lontani quell'esperienza. Ma è non è solo una questione sentimentale. è un nodo politico piuttosto serio, il più insidioso da quando è nato il governo. Per la prima volta dopo i fatidici "cento giorni" qualcosa scricchiola nel centro-destra, dove il rapporto fra il Partito della libertà e la Lega rimane il punto cruciale in grado di decidere il successo o il fallimento della legislatura. Il nervosismo di Bossi lo ha ben descritto Ugo Magri sulla "Stampa" di ieri. E non riguarda solo la Gelmini, come è ovvio, anche se prendersela con lei ha voluto dire mettere in grave imbarazzo direttamente Berlusconi. Questo il leader leghista lo sapeva benissimo e nonostante ciò è andato avanti con le sue contumelie. Perché? Le ragioni fornite dagli osservatori riguardano la frustrazione del Carroccio che attende il via libera alla bozza Calderoli sul federalismo fiscale; ma toccano anche i timori della base leghista (sindaci, amministratori locali ai diversi livelli) di fronte alle incognite del provvedimento, a cominciare dalla misteriosa "tassa di servizio" che dovrebbe sostituire l'Ici. I motivi possono essere tanti, ma tutti indicano che Bossi ha concluso la luna di miele. è chiaro che non intende mettere a rischio il suo elettorato, in vista delle prossime scadenze elettorali, mentre Berlusconi consolida la propria immagine nei bagni di folla permanenti che hanno scandito l'estate. L'attacco alla Gelmini è un segnale, ma particolarmente brutale. Soprattutto perché la Lega, nei suoi territori nordisti, svolge anche un ruolo di "sindacalista" dell'elettorato. Nel senso che tutela i suoi voti, quasi uno per uno. E dunque, se un progetto fa perdere posti di lavoro ai maestri elementari, Bossi cerca di opporsi. Si dirà che le questioni sono destinate ad accomodarsi con il compromesso finale sul federalismo. Ed è senz'altro vero: tutte le mosse leghiste hanno come fine la grande riforma cui lavora Calderoli. Ma è nella mentalità di Bossi aprire altri fronti e tenere sotto pressione gli interlocutori, ossia Berlusconi, fin quando non otterrà il risultato ambito. L'effetto, s'intende, può essere negativo o addirittura devastante per il governo; ma di questo il capo leghista si cura poco, anzi gli sembra di rafforzare il proprio potere contrattuale. In verità il presidente del Consiglio avrebbe più di una ragione di preoccuparsi. Anche perché l'esperienza del passato insegna qualcosa. Il precedente governo della destra, fra il 2001 e il 2006, si arenò sulle difficoltà incontrate dal premier nell'esercizio della sua leadership. Ora il quadro è cambiato, ma non è mutato il dato politico di fondo. Berlusconi dovrà esercitare una leadership forte e percepita come tale non solo e non tanto dagli italiani, quanto dai soci della sua coalizione. Dove non c'è più Casini, ma c'è un Bossi che si sente in ascesa e sta giocando la sua partita più importante. www.ilsole24ore.com Online "Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Per il Carroccio la luna di miele è finita e Berlusconi deve evitare le trappole del 2001-2006.

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Berlusconi difende il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-09 - pag: 34 autore: Le reazioni. Sindacati pronti alla mobilitazione Berlusconi difende il maestro unico "Buon lavoro al ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini, che si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di qualità". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi approfitta dell'apertura dell'anno scolastico in Lombardia per inviare un messaggio di auguri agli studenti. E per assicurare il sostegno al ministro e al suo progetto di ritorno al maestro unico alle elementari, dopo gli attacchi rivolti domenica dal leader del Lega Nord Umberto Bossi. Il premier elogia il ministro "che si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di qualità", e difende "il principio del maestro unico, che non farà certo venir meno il tempo pienoe che verrà ovviamente affiancato dagli insegnanti per lo studio delle lingue straniere". Acqua sul fuoco delle parole di Bossi, nelle quali Italo Bocchino (Pdl) legge il timore che Gelmini "conquisti troppa visibilità e troppa autorevolezza, a tal punto da poter essere un buon candidato addirittura per il Pirellone, dove il Senatùr vorrebbe mandare un suo uomo ". La riforma della scuola primaria rischia così di riflettersi sugli equilibri politici interni alla maggioranza. "C'è una certa insoddisfazione per come si sta muovendo l'azione di Governo, ma non una criminalizzazione del ministro" spiega l'eurodeputato della Lega Mario Borghezio. Per il segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, "c'è un problema di fondo, e forse il ministro non se ne è resa conto: nel Dpef le hanno portato via le risorse". Osservazioni simili a quelle del ministro dell'Istruzione del Governo ombra Maria Pia Garavglia: "Il Governo, che prima di agosto ha tagliato dissennatamente con un decreto le risorse per il settore, appare ora diviso. Se i dubbi che ora la Lega manifesta fossero usciti prima, al momento della fiducia al decreto 112, forse avremmo potuto vivere l'inizio dell'anno scolastico con più tranquillità". I sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda) si preparano nei prossimi giorni a un confronto con il ministro su tutti gli aspetti del piano programmatico, mentre Unicobas e Cobas hanno già proclamato lo sciopero (il 3 e il 17 ottobre). D.Aq.

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Alla scuola il 30% dei risparmi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-09 - pag: 34 autore: Istruzione. All'avvio delle lezioni il ministro insiste sui tagli decisi dalla manovra, pari a 7 miliardi in tre anni Alla scuola il 30% dei risparmi La Uil: stipendi inadeguati - Gelmini replica: gli insegnanti sono troppi Angela Manganaro MILANO Inizia l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di Segrate, a un passo da Milano, guardando sfilare i bambini della prima elementare con la divisa e quelli più grandi con il grembiule, una delle sue "raccomandazioni". Poi, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini spiega come immagina il futuro degli insegnanti con il contratto a tempo determinato: "Non escludodi pensare a nuove figure professionali nella scuola e non solo: ne sto parlando con Bondi, Brunetta, Sacconi e Brambilla". Traslochi in altre amministrazioni, nei beni culturali, nel turismo? Chissà. Gelmini parte da una premessa: "La scuola non è in grado di assorbire tutti i precari. è un problema pesante: non possiamo aumentare il precariato illudendo le persone. La scuola non può assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari che poi riesce a pagare. Quest'anno abbiamo assunto 25mila precari in ruolo, non si poteva fare di più". Precisa però che l'insegnamento è "una missione ", un mestiere che "non possono fare tutti". In tv Gelmini dice che la scuola è uno "stipendificio " ma gli insegnanti sono "sottopagati senza nemmeno la possibilità di avanzare nella carriera, se non per anzianità "; annuncia che il 30% degli oltre 7 miliardi risparmiati in tre anni con la Finanziaria saranno investiti in premi ai docenti più bravi, accorpamento delle classi, ammodernamento delle strutture. Difende la scelta del maestro unico e assicura che il tempo pieno sarà potenziato del 50 per cento. A Fiuggi, intanto, la Uil diffonde un'indagine da cui risulta che lo stipendio degli insegnanti dal 1995 ha perso il 21% del potere di acquisto (più un 4% da inizio anno perché il contratto è scaduto a dicembre 2007). E la busta paga si farebbe più leggera man mano che gli insegnanti accumulano anzianità. Si perde sia nel confronto con i colleghi europei (i tedeschi guadagnerebbero il doppio, gli spagnoli una volta e mezzo di più) sia rispetto ad altri lavoratori del settore pubblico (si veda la tabella a lato). Gelmini corregge: "è scorretto dire che gli insegnanti in Italia siano sottopagati rispetto all'Europa ". La "razionalizzazione " invocata dal ministro, secondo il segretario generale Uil scuola Massimo Di Menna, "è in corso da 10 anni" perché "il numero delle strutture è rimasto sostanzialmente invariato, gli studenti aumentano (in particolare gli stranieri), mentre i docenti diminuiscono in modo costante ".L'indagine conferma però alcune dichiarazioni di Gelmini: i precari sono troppi, soprattutto al Nord, dove ci sono le classi più numerose. Uno scontro di numeri a cui oggi si aggiungono quelli del Rapporto annuale sull'istruzione dell'Ocse. Un'anticipazione l'ha data a Londra il responsabile delle Ricerche, Andreas Schleicher: "Nell'istruzione secondaria l'Italia spende molto denaro. Paga però molti professori dando loro uno stipendio molto basso". La spesa, secondo Schleicher, "non è il difetto principale dell'Italia"che invece nella scuola primaria investe più risorse della media Ocse (6.835 dollari per alunno contro 6.252), e per la secondaria è in linea con la spesa Ocse (7.648 dollari contro 7.804). Il problema è invece "come vengono spesi" i fondi dello Stato. "Esattamente il contrario - ha aggiunto Schleicher - di quanto fa, ad esempio, un Paese come la Corea del Sud", dove il numero dei professori è minore e lo stipendio è più alto.

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Carriera dei docenti in tre fasi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-09 - pag: 34 autore: Il progetto Carriera dei docenti in tre fasi Praticantato e concorso pubblico prima di poter insegnare. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ricordato ieri di "aver insediato una commissione che sta trovando una diversa modalità di formazione per i docenti della scuola secondaria". Si tratta della revisione del sistema di reclutamento contenuto nel testo del disegno di legge 953, che verrà ripreso in esame nei prossimi giorni dalla Commissione cultura della Camera. Il Ddl 953, presentato a luglio dal presidente della stessa Commissione, Valentina Aprea (Pdl), contiene norme in materia di autogoverno delle istituzioni scolastiche, libertà di scelta educativa delle famiglie e riforma dello stato giuridico dei docenti. Oltre a una gestione delle scuole affidata alle Regioni - fermo restando la riserva dello Stato sulla definizione dei livelli essenziali di prestazione- il progetto prevede il coinvolgimento degli istituti nel reclutamento dei docenti e uno sviluppo meritocratico della carriera professionale. Le assunzioni avverranno tramite concorsi di istituto solo sugli effettivi posti liberi e in base alle risorse professionali necessarie alla realizzazione del Piano di offerta formativa di ogni scuola. Ai bandi di selezione potranno partecipare coloro che sono in possesso di una laurea abilitante e che hanno già svolto un anno di "inserimento formativo al lavoro" presso un'istituzione scolastica. Previsti inoltre tre livelli di docenti: praticanti, ordinari ed esperti. Ai tre livelli di carriera corrisponderanno anche diversi livelli retributivi.

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Gli alunni in festa per la Gelmini <Grazie per il rigore e la serietà...> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 215 del 2008-09-09 pagina 4 Gli alunni in festa per la Gelmini "Grazie per il rigore e la serietà..." di Augusto Pozzoli Segrate, il ministro allo Schweitzer: "Ritorneremo alla qualità..." Pochi minuti a mezzogiorno, Mariastella Gelmini entra nella seconda A dell'Istituto comprensivo Schweitzer di Segrate per l'ultimo incontro con una classe di studenti al primo giorno di scuola. Una mattinata per portare il suo saluto e il suo augurio. Il ministro ha iniziato la sua visita al plesso delle elementari dove l'attendevano accanto al sindaco Adriano Alessandrini, il direttore scolastico regionale Anna Maria Dominici e quello provinciale Antonio Lupacchino e il prefetto Lombardi. A fare gli onori di casa, la dirigente scolastica Giuliana Borgnino che ha subito schierato i suoi allievi, le bimbe con grembiule bianco, i maschietti con casacchina nera. "Noi - ha detto la dirigente rivolgendosi al ministro - il grembiule l'abbiamo da sempre. Apprezziamo la sua presenza anche per i valori che lei sta sottolineando per la scuola: rigore e serietà". Un concetto che ha poi ripreso anche il direttore regionale Dominici. Poi il lancio dei palloncini, grappoli rossi, bianchi e verdi che si sono alzati in cielo tra le grida di gioia. Quando la Gelmini ha preso la parola era commossa. "Sono emozionata - ha esordito -. Anche per me è il primo giorno di scuola. Lavorerò per voi, perché si torni a una scuola di qualità". Poi il rito dell'accoglienza dei "primini", il primo appello, con la divisa rosso blu confezionata dalle detenute di San Vittore. I bimbi chiamati a uno a uno per nome dallo stesso ministro e dal sindaco. Ogni volta che un bimbo sentiva il suo nome, alzava la mano. A questo punto è arrivato il momento per gli alunni di raggiungere la propria aula. Tutti sui loro banchi, per un altro anno. Un altro anno di scuola a tempo pieno. Prima di lasciare il plesso Mariastella Gelmini ha voluto fare un altro giro per le classi. Il resto della mattinata è trascorso a visitare una materna e le medie inferiori. Una bagno di realtà. Una realtà privilegiata: per la serietà della conduzione della scuola, per gli edifici d'avanguardia che accolgono gli alunni, per la qualità del servizio offerto. Va segnalato che ad aspettare il ministro c'era un gruppo di operatori scolastici aderenti alla Cgil scuola e a Rifondazione che distribuivano volantini in cui si contestavano le scelte del ministro. L'inaugurazione della scuola di Segrate è decisamente in anticipo rispetto alla stragrande maggioranza delle scuole milanesi che apriranno i battenti a partire soprattutto da domani. Gli auguri per il nuovo anno scolastico sono arrivati anche dall'assessore Mariolina Moioli: ha parlato dell'apertura di un "innovativo centro di prima infanzia" in via Forze Armate, dei lavori in corso per riqualificare i giardini e le aree gioco di 18 scuole e dei progetti per risistemare 16 giardini scolastici. "Per rendere gli istituti della città sempre più accoglienti - ha concluso - dal 2006 a oggi sono stati spesi 5 milioni di euro". Sono, invece, ancora in cerca di una scuola i quasi 200 studenti che fino allo scorso anno frequentavano lo Studium, un istituto paritario di via Ferrante Aporti. La scuola senza alcun preavviso non ha più riaperto. Anche se le famiglie avevano versato in anticipo una buona parte della retta. Per assicurare ai ragazzi rimasti per strada il diritto allo studio Antonio Lupacchino, dirigente della scuola provinciale, ha disposto la riapertura delle iscrizioni. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Abbasso i sovversivi Viva la tradizione> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 215 del 2008-09-09 pagina 7 "Abbasso i sovversivi Viva la tradizione" di Piera Anna Franini Intervista al grande violinista, stasera in concerto all'Auditorium: "La classica non ammette ibridi" È un nome tale da spiccare anche fra i 4mila che si addensano nel cartellone del Festival MiTo. Che lui onora stasera all'Auditorium in largo Mahler (ore 21), sempre in compagnia della Wiener KammerOrchester. È Uto Ughi, il violinista italiano di riferimento nonché affabile comunicatore della musica. Che difende con ogni mezzo dalla noncuranza generale. Lo fa con staffilate indirizzate a chi di dovere - politici compresi -, operando in proprio con festival di sua creazione (tra essi l'"Uto Ughi per Roma", al via il 22). Dopo lunga battaglia, è pure riuscito a riportare la "classica" in radio e tv. Da qui parte la nostra conversazione: dal programma "Il Diavolo e il violino" che, forte di 8 milioni di ascoltatori, è ora tra i candidati al Grand Prix Italia come miglior programma radiofonico dell'anno. Se l'aspettava Maestro? "Solo ora apprendo di questa candidatura. Certo, mi fa molto piacere, ma ancor prima ho apprezzato che Fabrizio Del Noce e Antonio Caprarica abbiano mostrato sensibilità per un problema che non si risolve certo con dieci trasmissioni, ma almeno è stato affrontato". Da sempre cerca di sensibilizzare i politici di casa nostra. Chi ha contattato di recente? "Il ministro Gelmini, che ho invitato al nostro festival romano, rassegna indirizzata ai giovani e volta a coinvolgere i ragazzi dei conservatori, bravissimi quanto privi di aiuti. Studiano per suonare sotto le stelle". A proposito di conservatori e del ministro dell'Istruzione. Ritiene che pure questo ordine di scuola vada riformato? "I conservatori sono stati fin troppo criticati. Credo siano una scuola di educazione straordinaria; non sono certo privi di difetti, ma volerli ridurre drasticamente come s'è sostenuto non mi sembra la soluzione". Lei spesso rimarca che "la musica classica non è cosa astrusa: non va capita, va solo sentita". Va ascoltata seguendo la tradizione o percorrendo anche altre vie? "È ridicolo pensare che l'arte vada rinnovata continuamente: sarebbe come dire che Giotto e Raffaello sono datati. Sono perfettamente in linea con Zeffirelli e Maazel quando avversano quelle regie che tanto per sperimentare cose nuove fanno scempi". Alle loro dichiarazioni qualcuno ha reagito dicendo che l'artista non può essere ripiegato su se stesso... "L'artista ha il dovere di difendere la tradizione. Non si può sovvertire tanto per fare il nuovo". Quindi al bando quegli interpreti della classica che sposano un look trasgressivo e puntano su programmi non ortodossi, tipo crossover? "Costoro forse non hanno una personalità tale da sostenere le proprie idee e con questi ibridi assurdi pensano di aver maggior successo". E il pubblico nel frattempo diminuisce... "Quello che mi preoccupa veramente è la decadenza del gusto. Il pubblico ormai beve tutto, senza distinguere il meglio dal peggio. C'è grande confusione". Cosa fa Milano per la musica e cosa potrebbe fare? "È una città con una grande tradizione musicale. Certo, fatti i debiti distinguo: quando si pensa a Berlino e alle sue dodici orchestre o a centri come Londra e Vienna... Milano è industriale e dinamica, il sindaco mi piace moltissimo, s'è battuto con calore per la cultura. Forse ultimamente mancavano nuove cose, incentivi. Ma Mito mi sembra un'operazione meritoria". Ha dichiarato: "La musica è vita e la vita va vissuta nel modo più pieno per poter interpretare la musica". Lei sente di vivere in modo pieno? "Io sono un sostenitore della cultura della vita. Mi batto perché il futuro possa essere migliore: tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa. Il nichilismo, il lamentarsi senza dare nessun contributo, la cultura della stasi sono atteggiamenti lontani dalla mia natura". È originario di Trieste, nato a Busto Arsizio, con dimore sparse per l'Italia. Ma dove si sente a casa? "Ovunque trovi interessi e stimoli. Adoro viaggiare anche se rimango un cultore delle città italiane, le più complete e incantevoli del mondo: non le baratterei con nessun altro centro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Più spettacoli a prezzi popolari> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 215 del 2008-09-09 pagina 9 "Più spettacoli a prezzi popolari" di Redazione "Non è mai troppo, tutto quello che è musica di gusto e di qualità va bene". È quanto ha dichiarato il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, alla presentazione della rassegna "Aperitivo in concerto". Parlando di Mito e del successo di pubblico della manifestazione, Confalonieri ha sottolineato il valore della proposta a prezzi popolari e i molti eventi gratuiti definendoli "una bella cosa". "Non vergogniamoci delle promozioni tipo "prendi 3 paghi 2" come si fanno in altri settori. L'importante è che la qualità della musica proposta sia elevata", ha detto. Confalonieri, appassionato di musica, ha chiesto al ministro Mariastella Gelmini di "tornare a fare e praticare musica" nelle scuole, una materia che permette "l'interconnessione con filosofia, storia, letteratura". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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E nel Pdl cresce la preoccupazione <Al Nord il Carroccio ci tampina> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 8 E nel Pdl cresce la preoccupazione "Al Nord il Carroccio ci tampina" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Frascati (Roma) L'accelerazione leghista in materia di federalismo fiscale e le critiche di Bossi e Maroni all'operato dei loro colleghi Gelmini e Alfano hanno un peso specifico. Alla vigilia delle tornate elettorali amministrative, il nascente Pdl deve preoccuparsi per le intemperanze dialettiche di un partner che rischiano di condizionare non solo l'immagine ma anche l'azione dell'esecutivo? "Come vicepresidente vicario dei senatori del Pdl - argomenta Gaetano Quagliariello - ho sempre toccato con mano la lealtà parlamentare della Lega. Poi, è chiaro che nella Regioni del Nord ci sia una concorrenza elettorale e bisogna riportarla nell'alveo di una normale competizione". Anche Italo Bocchino, vicecapogruppo in quota An dei deputati Pdl, liquida gli attacchi del Senatur come una sortita "tattica per la guida della Regione Lombardia". Allo stesso modo, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha ricordato che "le differenze di toni non hanno inciso sull'azione di governo". Insomma, la tendenza emersa nel Pdl a margine dei dibattiti organizzati a Frascati dalla Summer School della Fondazione Magna Carta è quella di non enfatizzare eccessivamente la verve dialettica leghista. "Hanno sempre avuto un certo tipo di animal spirit, bonariamente inteso, ed è come frequentare un amico che ascolta la musica a tutto volume", spiega il capogruppo dei senatori Maurizio Gasparri. Ma che l'alleato di governo vada in qualche misura "arginato" lo fa capire chiaramente il presidente dei deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto. "L'unificazione di Fi e An deve portare a un processo di rinnovamento perché è vero che al Nord siamo maggioritari ma la Lega ci tampina. Quello che conta è il lavoro sul territorio perché i voti che abbiamo perso alle politiche al Nord li abbiamo persi a favore della Lega", rileva. Mentre Quagliariello ripete che "l'allargamento all'Udc si fa puntando sul patrimonio di valori che abbiamo in comune" criticando le fughe in avanti sui Dico che potrebbero complicare i rapporti. Certo, ad An sentir parlare di Udc non fa piacere anche perché l'ingresso dei casiniani prefigurerebbe un ridimensionamento. "Non è necessaria la furbata di reclutare l'Udc per farle recitare il ruolo di contrappeso della Lega", sottolinea Mantovano. Per Cicchitto, però, il Pdl "non è un partito in cui chi entra, piglia e butta la chiave". Da ieri, però, su questo fronte ha un alleato in più: Carlo Giovanardi e i suoi Popolari liberali a Frascati hanno detto a chiare lettere che "i folliniani di ieri e l'Udc di oggi sono la stessa cosa". C'è ancora molto filo da tessere. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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<Troppi precari>. E il ministro pensa al turismo (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 9 "Troppi precari". E il ministro pensa al turismo di Gianandrea Zagato "Chi è senza posto fisso va ricollocato altrove" Poi incontra gli alunni di una scuola elementare da Segrate (Milano) Tutti e quarantadue in fila e tutti col grembiulino. Manca un minuto al suono della campanella e i primini ordinatamente vanno in classe, dopo aver risposto all'appello di Mariastella Gelmini. Sì, è proprio il ministro dell'Istruzione a chiamarli per nome, uno per uno, e invitarli a entrare in classe, a sedersi dietro il banco e "insieme lavorare perché si torni a una scuola di qualità". Scatta l'applauso d'orgoglio di mamma e papà, che all'elementare Schweitzer di Segrate saluta l'inizio dell'anno scolastico. Un inizio particolare col ministro dell'Istruzione che confida di essere "emozionata": "Anche per me è il primo giorno di scuola". Dunque, please, "niente polemiche, non mi interessano: per me parla il lavoro". E il "lavoro" si declina anche nel "recuperare il ruolo fondamentale dell'educatore e dell'insegnante": "L'insegnamento non è per tutti" chiarisce il ministro "ma solo per le persone animate da una grande passione educativa oltreché da una forte preparazione", "che non possono più essere gli insegnanti più sottopagati d'Europa". Ma i genitori stiano tranquilli, avverte, perché "di questi insegnanti che quotidianamente svolgono non un lavoro ma una missione, grazie a Dio, ne abbiamo tanti". E la Gelmini ieri è entrata anche nel merito della questione scottante: "Negli ultimi anni la scuola italiana ha accumulato un numero impressionante di precari, eredità dei precedenti governi, ma è evidente che non è in grado di assorbirli", ha spiegato il ministro aggiungendo che ci vorranno almeno dieci anni per fare uscire dal precariato migliaia di persone. Così per chi non è ancora di ruolo potrebbe prefigurarsi un ricollocamento in altri settori, fra cui il turismo: "Stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola". La questione è chiara: "Non possiamo aumentare il precariato illudendo le persone che la scuola possa assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari e che riesce a pagare". Dopo le polemiche di giornata, Mariastella Gelmini continua a difendere "l'insegnante unico" che "risponde a esigenze pedagogiche perché un bimbo di 6-7 anni ha bisogno di una figura di riferimento". "Saranno comunque offerte più scelte alle famiglie e accanto agli attuali modelli a 27 e 30 ore settimanali sarà a disposizione quello a 24 ore, oltre ovviamente al tempo pieno", ha annunciato il ministro. In soldoni, "non verrà meno la scuola a tempo pieno né l'insegnamento della lingua inglese o dell'informatica". Certo, la riforma "che incontra un generale consenso" è sgradita "alle corporazioni e agli interessi consolidati che, forse, temono il cambiamento" ma, continua il ministro dell'Istruzione, dobbiamo dare un'opportunità ai bambini, ai ragazzi che hanno diritto a una scuola di qualità in vista delle sfide future". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Berlusconi difende il maestro unico: Gelmini promossa (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 9 Berlusconi difende il maestro unico: Gelmini promossa di Vincenzo La Manna In un messaggio di auguri agli studenti il premier si schiera con la responsabile all'Istruzione dopo le critiche di Bossi da Roma Giù le mani da Mariastella. Avanti tutta con il voto in condotta, lunga vita al maestro unico. Silvio Berlusconi prende carta e penna e si schiera a fianco del ministro Gelmini. Per difenderla dalle polemiche dell'opposizione. Ma anche, e forse soprattutto, per proteggerla dal "fuoco amico". Ovvero, dalle critiche non certo velate di Umberto Bossi, che le contesta una sorta di inesperienza. Perché per "capire cosa occorra nella scuola - è il ragionamento del leader leghista e ministro per le Riforme - devi averci vissuto, devi essere stata insegnante, devi aver sentito l'odore della polvere". Un attacco mirato, a cui la diretta interessata replica così: "Non voglio alimentare polemiche, per me parla il mio lavoro". E così, approfittando dell'apertura del nuovo anno scolastico, il premier prova a riportare ordine nella squadra di governo. In un messaggio di auguri agli studenti, Berlusconi elogia quindi in maniera chiara l'operato della titolare all'Istruzione, impegnata per garantire un'"educazione di qualità". E lo fa in dieci righe di testo. Quanto basta per far capire a tutti, alleati in primis, che la road map è condivisa appieno da palazzo Chigi. Il Cavaliere la prende alla larga e, nella prima parte del messaggio, scrive: "L'apertura dell'anno scolastico, a partire da oggi (ieri, ndr) dalla Lombardia, è l'occasione per rivolgere l'augurio mio personale e del governo a tutti gli alunni e alle loro famiglie". Nell'auspicio che la scuola "metta i nostri giovani non solo in grado di apprendere tutto quello che è necessario per la loro vita futura, ma possa anche aiutarli e accompagnarli nello sviluppo armonico delle loro persone, permettendo a tutti di conoscere meglio se stessi e quindi di mettere a frutto i propri talenti". Archiviata la pratica alunni, il presidente del Consiglio si sofferma poi sul ministro di riferimento, a cui augura "buon lavoro". Ma non solo. Berlusconi, infatti, rimarca come la Gelmini si stia "impegnando a fondo per rilanciare la scuola", avendo, come "primo obiettivo", quello di "fornire agli studenti un'educazione di qualità". A seguire i punti chiave del nuovo corso. "In questo quadro - ricorda il premier - rientrano l'introduzione dell'educazione civica, del voto in condotta e del ritorno del voto al posto del giudizio". Oltre al "principio del maestro unico", conclude Berlusconi nel suo messaggio, "che non farà certo venire meno il tempo pieno e che verrà ovviamente affiancato dagli insegnanti per lo studio delle lingue". Fin qui il capo dell'esecutivo. Ma le bordate del Senatùr non passano inosservate. E il Pdl si chiude a riccio, schierandosi con la Gelmini. "Non capisco la polemica sul maestro unico per i primi anni delle elementari - commenta il ministro della Difesa, Ignazio La Russa -. È una decisione saggia e già presa dal Cdm, gradita alla stragrande maggioranza dei cittadini". "Il provvedimento - aggiunge il reggente di An - è stato condiviso e addirittura ritenuto urgente (più ancora che dall'ottima Mariastella Gelmini alla quale esprimo piena vicinanza) da molti ministri, anche leghisti, che in Cdm intervennero in tal senso senza nessuna voce contraria". Si rifà alla propria esperienza personale Gianfranco Rotondi, segretario della Dca e responsabile dell'Attuazione del programma di governo: "Se ripenso al mio maestro delle elementari che ci ha seguiti fino a che è vissuto, dico: viva la Gelmini e il suo maestro unico". Fine dei giochi? Chissà. Potremmo essere solo all'inizio, se si prende per buona l'analisi di Mario Borghezio, eurodeputato del Carroccio, che interpreta così le parole di Bossi: "Il suo intento era quello di affermare che si tratta di un ministero che, prima o poi, dovrà essere guidato da un leghista". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Il curriculum del ministro (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 12 Il curriculum del ministro di Redazione Come ogni governo italiano degno di menzione, l'attuale Berlusconi ter si distingue per i battibecchi tra ministri. Difficile trovarne più d'un paio che, su problemi rilevanti, siano dello stesso parere. Se poi il problema è, come la scuola, non rilevante soltanto ma fondamentale, deflagra il disaccordo. Umberto Bossi, esternatore tanto interessante quanto intemperante, ha fatto sapere d'essere contrario al ritorno del maestro unico nelle elementari. Non lo vuole perché "rovina i bambini" e perché "se ci sono più insegnanti almeno qualcuno è buono". Tesi non priva d'un suo rozzo buonsenso che, se adottata in politica, dovrebbe consigliare governi affollati come l'ultimo Prodi: dovendosi presumere (e nel caso specifico si sarebbe presunto a torto) che tra un centinaio e passa d'eccellenze ce ne fosse almeno qualcuna accettabile. Personalmente approvo le idee e le proposte di Mariastella Gelmini. La sua battaglia contro la concezione della scuola come stipendificio mi sembra coraggiosa fino alla temerarietà, e ineccepibile sul piano logico. Ma deve affrontare innumerevoli barriere corporative, clientelari, assistenziali, tutte ammantate da nobili precetti sociali e pedagogici. Deve affrontare anche Bossi che non ci sta. (Almeno non ci stava domenica scorsa, domani chissà, il Senatùr è simpatico anche per una certa volubilità sbarazzina, e non si difende nemmeno sostenendo d'essere stato frainteso o d'essere stato vittima di complottatori, semplicemente cambia parere). Nella sua polemica Bossi ha sostenuto, tra l'altro, che "per capire cosa serve alla scuola un ministro dell'istruzione deve essere stato prima come minimo un insegnante". L'affermazione sarà sembrata sensatissima a molti cittadini: che vorrebbero dei ministri esperti nelle cose su cui devono decidere. Qui si riaffaccia una vecchia questione. Al ministro si chiede la capacità di compiere sintesi politiche. Deve essere anche competente? D'istinto la risposta è sì. Ma ripensandoci sono meno sicuro. Ricordo che Giovanni Malagodi, preparato, colto, ferratissimo in economia, fu un molto mediocre ministro del Tesoro. Non bisogna superare certi limiti, non affiderei mai la finanza pubblica al genio e alla sregolatezza di Vittorio Sgarbi. Ma la Gelmini, anche se abilitata alla professione d'avvocato in maniera un po' disinvolta, mi pare tagliata per il ruolo che le è stato affidato. E poi proprio Bossi volle che un suo seguace, Roberto Castelli, ingegnere, fosse ministro della Giustizia. Gli "umanisti" della magistratura e dell'avvocatura arricciarono il naso: ma non è che con loro la giustizia sia andata e vada a gonfie vele. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Pedagogista Scurati parla a docenti e genitori (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-09-2008)

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AL CIVICO Pedagogista Scurati parla a docenti e genitori Il titolo è : "Progettare la continuità formativa" e riguarda un tema che tocca quasi tutte le famiglie, cioè la scuola e come educare bambini e ragazzi. A parlarne, oggi, al Civico di Tortona, dalle 10, l'assessorato alla Cultura e Istruzione retto da Annamaria Silvestri Carniglia ha chiamato uno dei maggiori pedagogisti, Cesare Scurati, docente alla Cattolica. La conferenza è rivolta agli insegnanti (già oltre 250 adesioni) ai genitori e agli interessati. Il dibattito sarà vivace, anche per la recente presa di posizione di Scurati contro il ripristino del "maestro unico" annunciato dal ministro Gelmini. "La reintroduzione del maestro unico - dice - sembra un ingenuo ritorno al passato; ciò che occorre, in un'epoca come la nostra di esasperata articolazione e specializzazione dei saperi, è una pluralità concorde che sappia costruire con coerenza, nella quale, come in un'orchestra, il singolo offra il proprio contributo a un discorso d'insieme". La conferenza è il primo passo di un progetto per l'aggiornamento del personale docente degli istituti che hanno firmato con il Comune il "Patto per la scuola". Sono infatti previsti tre seminari con relatore un altro esponente di primo piano del mondo della scuola, Mario Calidoni.

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Scuola, la Provincia fa guerra alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 215 del 2008-09-09 pagina 1 Scuola, la Provincia fa guerra alla Gelmini di Gianandrea Zagato Lettera di Barzaghi agli istituti milanesi: "Distrugge l'istruzione". Collettivi giovanili già pronti a protestare: primo corteo il 3 ottobre Scuola, la Provincia di Milano dichiara guerra al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. E lo fa con tanto di lettera aperta agli studenti e ai genitori, dove l'amministrazione guidata da Filippo Penati vagheggia di "inquietante ritorno al passato", di "trent'anni di positiva sperimentazione gettati al vento" e, perché no, di aver "avviato un'opera di distruzione della scuola pubblica, funzionale forse alla privatizzazione". Virgolettati sottoscritti dall'assessore provinciale all'Istruzione Giansandro Barzaghi che, in soldoni, esprime preoccupazione "per le sorti del sistema dell'Istruzione nel nostro Paese". Secondo Barzaghi, infatti, "dipingere la scuola come “ammortizzatore sociale” del Paese, considerare il personale come un problema economico e proporre tagli di 140mila lavoratori in tre anni significa avviare un'opera di distruzione della scuola pubblica, funzionale forse alla privatizzazione attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni, con notevoli ripercussioni sulla qualità dell'istruzione e ricadute sui bilanci delle famiglie, che saranno costrette a far fronte con mezzi propri alla riduzione di alcuni servizi, a partire, con il ritorno al maestro unico, dal tempo pieno". Fotografia distorta di una riforma che tenta invece di spingere la scuola italiana a divenire "eccellenza" come spiega il ministro Gelmini: "[TESTO]L'insegnamento non è per tutti ma solo per le persone animate da una grande passione educativa oltreché da una forte preparazione" che non possono più essere gli insegnanti più sottopagati d'Europa. Un futuro che vede "il Parlamento e il governo lavorare per restituire quella funzione sociale, quella dignità e quel riconoscimento del ruolo straordinario degli insegnanti". Come dire: il patrimonio di esperienza e di conoscenza sarà sempre più valorizzato alla faccia di chi accusa il ministro e il governo di voler "impoverire il servi[/TESTO]zio". Ma le accuse dell'esponente di Rifondazione Barzaghi - vicino al segretario Paolo Ferrero e troppo spesso balzato agli onori delle cronache milanesi per iniziative quasi sempre in chiave resistenzialista - hanno facile presa sugli studenti delle superiori che minacciano "l'autunno caldo". "I collettivi studenteschi non vogliono stare a guardare e si organizzano contro il ministro Gelmini e con tutti quelli che sono o saranno complici della svendita e della devastazione della scuola pubblica". Preannuncio del primo corteo studentesco, quello del 3 ottobre, che vedrà pure in prima fila i dirigenti milanesi di Rifondazione che, ieri, hanno volantinato fuori dalle scuole cittadine e protestato all'esterno dell'istituto di Segrate dove, tra gli applausi dei genitori, il ministro Gelmini salutava l'inizio dell'anno scolastico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Lombardia e federalismo: la Lega fa i dispetti (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)

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N. 215 del 2008-09-09 pagina 0 Lombardia e federalismo: la Lega fa i dispetti di Adalberto Signore Il Carroccio pensa di cavalcare i sondaggi e in primavera correre da solo in alcune città chiave di Lombardia e Veneto: il vero obiettivo è la guida della Regione. Il premier Berlusconi: "Vorrei un gioco di squadra" Roma - Un passo indietro è d'obbligo. Perché a sfogliare la Padania dell'ultimo mese appare piuttosto chiaro che la querelle tra Umberto Bossi e Mariastella Gelmini non è certo frutto di antiche ruggini. Tutt'altro, visto che il quotidiano della Lega Nord - direttore politico proprio il Senatùr - ha dedicato l'estate a una campagna sulla riforme della scuola. Aperta il 12 agosto con un'intervista in prima pagina al ministro dell'Economia Giulio Tremonti (che in Lega un certo peso ce l'ha) dal titolo piuttosto eloquente: "In soffitta la scuola figlia del '68. Torni il voto e un solo maestro". E chiusa il 22 agosto con un'altra intervista, guarda un po', alla Gelmini. Anche in questo caso, la titolazione rende l'idea: "Ecco le mie riforme, il '68 andrà in soffitta". Con lunga dissertazione sul maestro unico: "Una buona idea", spiegava il ministro dell'Istruzione. E che Bossi sul punto non fosse affatto scettico non lo certifica solo il voto unanime del Consiglio dei ministri sulla riforma Gelmini ma anche gli strali agostani arrivati da Ponte di Legno. Quando era il leader della Lega a far presente che "la scuola dispensa troppi stipendi" e che "tre maestre non servono" e ne basta una sola. Perché, dunque, questo cambio di passo? Chi era presente domenica sera a Torino, racconta che Bossi non ha attaccato a testa bassa la Gelmini come hanno riportato le agenzie di stampa e alcuni giornali. Ma solo fatto presente, spiega il presidente dei deputati del Carroccio Roberto Cota, che "quella del maestro unico è una scelta necessaria perché le casse dello Stato sono in affanno" e che "ora il problema è gestirlo a dovere". Dentro il Pdl - in Forza Italia, ma soprattutto in An - non la leggono proprio così. Perché non è la prima volta che il Senatùr polemizza con la Gelmini e perché - il messaggio è di un ministro di An - "la nostra disponibilità a sostenere le battaglie del Carroccio non può essere a costo zero". Come dire: se noi vi veniamo incontro sul federalismo fiscale, voi fatelo sul resto. Argomento, questo, che è stato oggetto di dibattito nell'incontro notturno della scorsa settimana a Palazzo Grazioli con Berlusconi, Bondi, Verdini, Cicchitto, Quagliariello, La Russa, Matteoli, Ronchi, Bocchino e Gasparri. Già, perché l'impressione che si fa largo nel Pdl è che la Lega stia puntando i piedi. Per due ragioni distinte che si stanno lentamente sovrapponendo creando una certa insofferenza anche nel Cavaliere. "Che in un momento in cui il governo ha tanto gradimento - si sarebbe sfogato in privato Silvio Berlusconi - siano proprio loro a non fare gioco di squadra, davvero non lo capisco... ". Alla disfida sul federalismo fiscale - dove seppur con i guanti di velluto il ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto sta resistendo saldamente alle accelerazioni di Roberto Calderoli - si è infatti aggiunta la questione della successione alla presidenza della Regione Lombardia. Bossi, non è una novità, punta alla guida delle tre regioni chiave del Nord (Cota in Piemonte, Tosi o Zaia in Veneto e in Lombardia Maroni o Castelli). Ed è proprio quest'ultima la chiave di volta, visto che il premier si sarebbe ormai convinto che la Lombardia è l'unica regione su cui non può avere tentennamenti. Insomma, il successore di Formigoni dovrà essere un esponente di Fi, prima in lizza quella Gelmini con cui se l'è presa Bossi nelle ultime settimane. Su Piemonte e Veneto, invece, il Cavaliere sarebbe ben più disponibile verso le richieste del Carroccio. Alla partita strettamente elettorale si affianca quella di governo. Perché se Calderoli sta facendo di tutto perché il federalismo fiscale rientri in un collegato alla Finanziaria, Fitto - con il placet di Gianni Letta e pure del Cavaliere - resiste e spera di riportare la questione sui binari più ordinari di un normale disegno di legge. Altrimenti la riforma della giustizia e quella del federalismo verrebbero ad avere due corsie diverse, con la prima impantanata in Parlamento per un anno e la seconda decisamente più spedita e magari in via d'approvazione già a gennaio. L'aut aut del vicecapogruppo del Pdl alla Camera Osvaldo Napoli non è affatto casuale: "Giustizia, federalismo fiscale e candidature alle amministrative devono essere discusso in un solo pacchetto". Perché la Lega - circostanza che a via Bellerio non smentisce nessuno - sta pensando di cavalcare i sondaggi e in primavera correre da sola in alcune città chiave di Lombardia e Veneto. Motivo per cui, a differenza di quanto chiesto da Roberto Maroni, difficilmente la bozza Calderoli sarà approvata nel Consiglio dei ministri di questa settimana. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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