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toARTICOLI DEL 9 settembre 2008 #TOP
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Articoli
Scuola (56)
A
rischio i plessi più piccoli ( da "Corriere delle Alpi"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Con i tagli
del ministro Gelmini sono a rischio anche i plessi scolastici e la copertura
dei docenti di sostegno". A lanciare l'allarme è Diego Pauletti,
capogruppo di minoranza del comune di Seren del Grappa che torna sul discorso
della riforma della scuola previsto dal decreto legge di fine agosto che
prevede tra l'altro il ritorno del maestro unico.
Scontro
tra Bossi e Gelmini sul maestro unico
( da "Corriere
delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Scontro tra
Bossi e Gelmini sul maestro unico Berlusconi difende il ministro "Si sta
impegnando a fondo" La Cgil: "Tagli inaccettabili, bisogna fermare
tutto" e i Cobas annunciano "un anno di lotta" ALESSANDRO
CECIONI ROMA. Il no di Bossi, il sì di Berlusconi. Il maestro unico come
simbolo di una riforma della scuola (che "riforma non è",
Precari?
No, operatori turistici ( da "Corriere delle Alpi"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha per ora solo anticipato che
"stiamo studiando nuove figure professionali per tutti i precari, insieme
a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori la scuola". A
quanto si è appreso dal suo staff, si potrebbe trattare di occupazioni nel
settore del turismo.
Scuole
a rischio "Sarebbe la fine delle speranze"
( da "Stampa,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
I programmi
di riorganizzazione dell'istruzione annunciati dal ministro Gelmini e il punto
interrogativo sul sistema degli istituti comprensivi (che nelle valli
garantisce la sopravvivenza di decine di minuscoli plessi) ha messo in allarme
l'Uncem, l'associazione che in Italia rappresenta quasi 400 comunità montane e
più di 4000 piccoli Comuni.
Berlusconi
sfida bossi "brava gelmini sul maestro unico a scuola" - favale,
intravaia, sala e vanni alle pagine 9, 10 e 11
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro:
per i precari un posto nel turismo Berlusconi sfida Bossi "Brava Gelmini
sul maestro unico a scuola" favale, intravaia, sala e vanni alle pagine 9,
10 e 11 SEGUE A PAGINA 9.
"per
i precari un posto nel turismo" - franco vanni
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Gelmini: i professori dovranno fare praticantato e concorso L'inaugurazione
dell'anno scolastico in una scuola elementare di Segrate FRANCO VANNI MILANO -
Da insegnanti disoccupati a operatori turistici. Questo il destino che
Mariastella Gelmini immagina per i 200mila maestri e professori precari che
aspettano un posto in cattedra.
Grembiuli,
5 in condotta e carte sconto mini rivoluzione al ritorno in classe - salvo
intravaia ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
malattie al
bullismo Il dossier In vigore tutte le innovazioni introdotte dalla Gelmini e
dal suo predecessore Fioroni. Studio della Uil: gli insegnanti italiani sono i
peggio pagati d'Europa SALVO INTRAVAIA ROMA - Mentre grembiulini e maestro
unico" (consigliato il primo e dal prossimo anno il secondo) continuano a
sollevare polemiche, le lezioni iniziano con una serie di novità.
"il
maestro unico è da bocciare in aula serve il gioco di squadra" - stefano
parola ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il decreto
Gelmini spaventa e la speranza di tutte è che il Parlamento, alla momento della
sua scadenza, non lo tramuti in legge. Anche perché mette a rischio il tempo
pieno, una forma di insegnamento in cui tutte e sei credono molto:
"Vorremmo che rimanga tale - afferma Maurizia - e non diventi un tempo
"riempito" con dei doposcuola tenuti da figure che non siano
docenti"
Il
22 sindacati e prof in assemblea per gridare no al ministro gelmini
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
assemblea per
gridare no al ministro Gelmini La scuola sta per ripartire e i sindacati
studiano le prime forme di protesta nei confronti dei tagli e delle modifiche
annunciati dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Domani, infatti,
è previsto un incontro tra i vertici provinciali e regionali dei sindacati di
settore per definire in che modo far sentire la propria voce.
Maestro
unico, si allarga la rivolta - tea maisto
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
protesta
contro il provvedimento del ministro Gelmini si fa sempre più accesa. Il
comitato si chiama "Non rubateci il futuro" e riunisce rappresentati
di circa quaranta scuole primarie della Capitale. Dalla Iqbal Masih, zona
Casilina, che, il 15 settembre - lo stesso giorno in cui la scuola riaprirà -
darà vita a una occupazione con docenti, genitori e alunni e che durerà una
settimana,
Scuola,
l'autunno caldo dei precari - bianca de fazio
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
per la morte
della scuola italiana decretata dal ministro Gelmini". Intanto la
Prefettura è interessata anche da un'altra mobilitazione: Cgil, Cisl, Uil,
Snals e Gilda hanno chiesto un incontro col prefetto, simbolicamente nel giorno
in cui inizia l'anno scolastico in Campania, ma dalla prefettura non è ancora
giunto l'ok.
Dove
trovare i finanziamenti - luigi nicolais
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini? E
soprattutto le terapie individuate dal governo, come quella del ritorno al
maestro unico, che dovrebbe essere competente in tutto, possono avere una
qualche efficacia? Assolutamente no. Riguardo a questo tema specifico, ad
esempio, negli altri paesi dell'Unione europea la scuola primaria si basa su un
sistema di presenze multiple perché la società è mutata profondamente
Mettete
dei fioroni ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ribolliva un
sanguigno oppositore del gentile sicario della scuola (Mariastella Gelmini) e
del suo algido mandante (Giulio Tremonti). Consolante e sconsolante: se da
ministro (volenteroso ma squattrinato) avesse esibito un millesimo della grinta
di oggi, forse i maestri si sentirebbero meno soli (e unici).
Prof
in piazza "berlusconi deve ascoltarci"
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Uil e Snals
per protestare contro i tagli voluti dal ministro Gelmini. Un sit-in che i
sindacati sperano coinvolgerà anche insegnanti, famiglie e ragazzi. Ora e data
non sono casuali: alle 10 ci sarà l'inaugurazione della Campionaria e il
presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, passerà proprio da quell'ingresso.
Secondo
giorno di lezioni, è già protesta - camilla povia
( da "Repubblica,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è già
protesta Gli studenti contro la Gelmini: "Così smantella la scuola
pubblica" CAMILLA POVIA Di sicuro sarà un autunno di lotta. L'unione degli
studenti di Bari, insieme con l'unione degli universitari, dichiara aperta la
guerra contro il governo e contro il ministro della Pubblica istruzione, Maristella
Gelmini.
Berlusconi
si schiera con la gelmini e frena bossi sul testo del federalismo - mauro
favale ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Berlusconi si
schiera con la Gelmini e frena Bossi sul testo del federalismo Irritazione
della Lega, un vertice per risolvere il nodo Ici La Lega vuole un sì al testo
entro giovedì. Ma il Pdl non sembra della stessa idea MAURO FAVALE ROMA - In
soccorso a Mariastella Gelmini.
Manca
solo l'insegnante con manganello e fischietto
( da "Unita,
L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
abbiamo avuta
nella nuova riforma della scuola firmata dal Ministro Gelmini, che taglia
risorse all'istruzione, mortifica la funzione degli insegnanti, e però invita a
dibattere su folkloristici provvedimenti disciplinari, buoni appunto per
distrarre e catalizzare l'aggressività sociale. La violenza (dentro e fuori le
scuole) si sconfigge con la disciplina.
I
precari? Si occupino di turismo L'ultima di Gelmini: Ci sto lavorando con
Brunetta e Brambilla . Intanto Bossi l'attacca: È un'incompetente
( da "Unita,
L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Si occupino
di turismo" L'ultima di Gelmini: "Ci sto lavorando con Brunetta e
Brambilla". Intanto Bossi l'attacca: "È un'incompetente" di
Luigina Venturelli / Milano ESORDIO Se gli esuberi di Alitalia possono essere
mandati alla poste, i precari della scuola possono tranquillamente riciclarsi
in servizi alberghieri e musei.
Napoli,
400 docenti in lutto sotto il sole cocente A cinquant'anni fuori dal lavoro per
sempre ( da "Unita, L'"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
provveditorato
campano è una questione complessa che non si può affrontare con l'alzata di
spalle che il ministro Gelmini ostenta. La signora Mambrini, ad esempio, con i
suoi 59 anni, 25 di insegnamento, perché dovrebbe tornarsene a casa a non
lavorare? Come dice Carla: "Berlusconi ha detto di aver risolto il
problema della spazzatura a Napoli, e adesso nella spazzatura butta noi".
Muore
la scuola pubblica ( da "Unita, L'"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
UN DRAPPO
NERO sul portone della scuola e il lutto al braccio "a simboleggiare la
morte della scuola pubblica": così il 15 settembre, primo giorno di
scuola, docenti e genitori della scuola elementare "Iqbal Masih" di
via Ferraironi, in VI municipio, daranno il via alle proteste, contro le
proposte di riforma del ministro dell'Istruzione Gelmini.
Insegnanti
precari, giovedì assemblea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Cronaca di
Cagliari Pagina 1018 Insegnanti precari, giovedì assemblea --> Si terrà
giovedì un'assemblea organizzata dal Cip (Comitati insegnanti precari) per
discutere dei tagli agli organici presentati dal ministro Gelmini. Appuntamento
alle 16,30 al Convitto di via Pintus a Pirri. (fr.gh.).
Mariastella,
la preferita del cavaliere "una donna che ha testa e pure i voti" -
rodolfo sala ( da "Repubblica, La"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
perché la
trentacinquenne Mariastella Gelmini non è una delle tante signore alla corte
del Cavaliere. Per dire: niente a che vedere con le colleghe Mara Carfagna e
Maria Vittoria Brambilla, come lei promosse al governo. Nel cliché è molto meno
berlusconiana di loro, con quei tailleur pantaloni un po' castigati a fasciare
una figura alta e sottile,
<Più
musica e disciplina Siamo tutti troppo ignoranti>
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
ho detto al
ministro Gelmini: riporta la musica nella scuola. è disciplina, forma il
carattere e il gusto". Il presidente di Mediaset, Fedele Confalonieri, a
margine della presentazione della stagione di "Aperitivo in
concerto", traccia l'identikit di intere generazioni "che non sanno
neppure intonare l'Inno nazionale" e boccia anche la musica "
Riapre
la scuola. Gelmini: la mia riforma? Meno sprechi
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Gelmini: la
mia riforma? Meno sprechi Il ministro a Segrate: ho trovato l'istruzione
sull'orlo del baratro. Subito un patto per migliorare Il ministro Mariastella
Gelmini ha inaugurato ieri l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di
Segrate: ha difeso le sue riforme ("Faranno risparmiare "),
riconfermato la bontà del maestro unico e si è rivolta ai genitori chiedendo
"
Prima
campanella con polemiche I sindacati: ritardi nelle nomine dei prof
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E non è un
caso che il ministro Mariastella Gelmini sia andata proprio a Segrate ad
inaugurare l'anno scolastico. "L'istituto comprensivo Schweitzer è uno dei
pochi che ha rispettato il calendario e ha aperto l'otto. Le altre scuole erano
in dubbio", spiegano dal provveditorato. Già, i presidi si sono messi
d'accordo.
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag:
5 categoria... ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
anno
scolastico alla Fermi parte nel segno della tradizione, con due alberelli di
cedro piantati nel giardino della scuola, e affidati alle cure dei primini per
i prossimi cinque anni, e i bambini che, zaini in spalle, entrano in classe ad
affrontare "un anno che vi auguro ricco di esperienze e
soddisfazioni", ha detto il ministro Gelmini. Barbara Sanaldi.
Confalonieri:
troppa ignoranza Riportiamo la musica in classe
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
"L'ho
detto al ministro Gelmini". Perché, aggiunge poi, "siamo tutti
diventati molto ignoranti. Pensate alla musica. Un tempo a scuola ti facevano
cantare almeno 'Va pensiero'. Adesso, persino a Messa senti caricature di
brutte canzonette. E l'Inno nazionale? Sarà brutto finché si vuole ma quando lo
cantano allo stadio.
Scuola
Il primo giorno ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
MILANO -
sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4 categoria: BREVI
Scuola Il primo giorno La cerimonia Il ministro Mariastella Gelmini ha
inaugurato l'anno scolastico a Segrate con il prefetto Gian Valerio Lombardi,
il direttore dell'ufficio scolastico regionale Anna Maria Dominici e il sindaco
Alessandrini.
La
festa tra i bambini ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag:
4 categoria: BREVI La festa tra i bambini Il ministro Gelmini ha proposto ai
genitori "un patto per la scuola, istituzione centrale per il Paese".
In
fila con le nuove divise Primo giorno di scuola La sfilata del ministro
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
istruzione
MariaStella Gelmini. Che ha anche tenuto a battesimo anche le nuove divise
scolastiche disegnate "su misura" dalla cooperativa Alice del carcere
di San Vittore. A indossare le divise, magliette rosse e gonne o pantaloncini
blu, solo una delle due prime dell'istituto di Segrate: "una
sperimentazione - dice la preside Giuliana Borgnino -
La
Gelmini: un patto per l'istruzione La mia riforma? Farà risparmiare
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
con il
ministro Gelmini". "Ho suggerito a molte scuole di tornare alla
divisa replica il ministro - non solo per il decoro, ma anche perché rende più
semplice la vita delle mamme". Sul palco, la Gelmini è evidentemente
emozionata, ma per nulla incline a cambiare rotta, nonostante gli attacchi del
centrosinistra e qualche fischio da parte di esponenti di Rifondazione al suo
arrivo:
Il
ministro: i precari? Troppi, li riqualificherò E i bimbi la accolgono con un
inno ironico ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il ministro
Mariastella Gelmini sceglie Segrate per inaugurare l'anno scolastico ( nella
foto). Accoglienza con gaffe. I bambini della prima elementare, in divisa blu e
rossa come ha chiesto più volte il ministro, accolgono la Gelmini intonando
"In fila per tre" di Edoardo Bennato, l'inno generazionale contro la
scuola autoritaria degli anni 70.
Castelli:
i nostri voti sono determinanti Vorrei che gli alleati lo ricordassero
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
E il caso
Gelmini? Bossi definisce il ministro "incompetente" e preferisce tre
insegnanti a uno. "Non saprei. Ho avuto un maestro unico e mi sono trovato
benissimo. Ma conosco altri che ne hanno avuto tre e che si sono trovati
altrettanto bene ". E sulla giustizia?
Sfida
del Nord tra Silvio e Umberto <La Lega non pensi di muoversi da sola>
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Gelmini dall'ennesimo attacco di Bossi, e ha dovuto smentire la reintroduzione
dell'Ici: "Solo l'idea che i cittadini possano pensare che noi gli
metteremo le mani in tasca mi fa inorridire". Non vuole alzare il livello
dello scontro ma non può far finta di nulla, "spero solo - ha detto ieri -
che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni"
Salò,
Napolitano contro La Russa ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Berlusconi
difende la Gelmini Salò, Napolitano contro La Russa Alemanno e il fascismo,
Veltroni lascia il museo dell'Olocausto ROMA - Sessantacinque anni dopo l'8
settembre 1943, il ministro della Difesa Ignazio La Russa ricorda "i
militari della Repubblica Sociale" che "combatterono per la patria
" e quindi "meritano rispetto ": sullo stesso palco,
Gli
scontri ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Bossi
attacca: "La Gelmini... Mettono a fare i ministri gente che non ha mai
fatto l'insegnante" 2 "Scuola fabbrica di stipendi" Il 14 agosto
Bossi: "Decidiamo se la scuola è fabbrica di stipendi o al servizio delle
famiglie" (foto classe negli anni 30) 3 "Il maestro unico rovina i
bambini" Il 6 agosto Bossi: "Si deve risparmiare,
Accuse
di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con lei
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
09 num: - pag:
2 categoria: REDAZIONALE Accuse di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con
lei "Rilancia la scuola, bene il maestro unico". Sostegno anche da An
La responsabile dell'Istruzione: il mio lavoro parla per me Scelta pedagogica
quella di un solo insegnante ROMA - Finora si poteva parlare solo di
"schermaglie".
CREPE
DI GOVERNO ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
finiranno le
critiche leghiste al ministro berlusconiano dell'Istruzione, Maria Stella
Gelmini, ricambiate duramente. Si chiariranno del tutto i malintesi sul
"braccialetto " per i detenuti. E magari la Padania smetterà di
evocare un Carroccio costretto a "mettere pace fra i duellanti"
Roberto Formigoni, Letizia Moratti e Giulio Tremonti sull'Expo del
La
<disfatta della scuola> raccontata da Giovanni Floris
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini. Modera Federico Geremicca. Anni di commissioni, dibattiti, analisi,
riforme e controriforme non hanno migliorato la scuola italiana. Nella sua
nuova inchiesta, Giovanni Floris racconta come si forma (o non si forma) un
professore, confronta status, stipendi, impegni degli insegnanti e ci rivela i
costi occulti del fenomeno dell'
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
it Gelmini:
non ho usato l'elicottero Mi pregio di inviare la richiesta di rettifica
relativa all'articolo "La sorpresa dell'elicottero" pubblicato sul
Corriere della Sera di ieri. Non mi sono mai avvalsa, come erroneamente
riportato dall'articolo, di alcun elicottero per raggiungere il Forum
Ambrosetti che si è tenuto domenica 7 settembre a Cernobbio.
Oggi
( da "Corriere
della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
è polemica
per il piano del ministro Gelmini. Votate online. Musica La Beatles-terapia Le
canzoni dei "Fab Four" per far riemergere ricordi ed emozioni.
Multimedia Britney alla riscossa La Spears pigliatutto agli Mtv Awards dopo il
fiasco del 2007. Stati Uniti La ragazzina e le armi A 11 anni smonta e rimonta
un fucile in appena 53 secondi: fa discutere il record di una teenager.
La
promessa del ministro: meno insegnanti pagati meglio
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Mariastella
Gelmini, inaugura l'anno scolastico in Lombardia facendo l'appello dei bambini
di prima elementare che entrano in classe con la divisa: maglietta a manica
lunga azzurra con gonna o pantalone; in inverno, gilet rosso. La scuola di
Segrate che la ospita ha seguito l'invito ministeriale del grembiule, lei ha
detto di essersi emozionata.
Il
segnale leghista è forte, la risposta è la leadership
( da "Sole
24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
la Gelmini,
come è ovvio, anche se prendersela con lei ha voluto dire mettere in grave
imbarazzo direttamente Berlusconi. Questo il leader leghista lo sapeva
benissimo e nonostante ciò è andato avanti con le sue contumelie. Perché? Le
ragioni fornite dagli osservatori riguardano la frustrazione del Carroccio che
attende il via libera alla bozza Calderoli sul federalismo fiscale;
Berlusconi
difende il maestro unico ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Maristella Gelmini, che si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola
avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di
qualità". Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi approfitta
dell'apertura dell'anno scolastico in Lombardia per inviare un messaggio di
auguri agli studenti.
Alla
scuola il 30% dei risparmi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
dei risparmi
La Uil: stipendi inadeguati - Gelmini replica: gli insegnanti sono troppi
Angela Manganaro MILANO Inizia l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di
Segrate, a un passo da Milano, guardando sfilare i bambini della prima
elementare con la divisa e quelli più grandi con il grembiule, una delle sue
"raccomandazioni".
Carriera
dei docenti in tre fasi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Istruzione
Mariastella Gelmini ha ricordato ieri di "aver insediato una commissione
che sta trovando una diversa modalità di formazione per i docenti della scuola
secondaria". Si tratta della revisione del sistema di reclutamento
contenuto nel testo del disegno di legge 953, che verrà ripreso in esame nei
prossimi giorni dalla Commissione cultura della Camera.
Gli
alunni in festa per la Gelmini <Grazie per il rigore e la serietà...>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
09 pagina 4
Gli alunni in festa per la Gelmini "Grazie per il rigore e la
serietà..." di Augusto Pozzoli Segrate, il ministro allo Schweitzer:
"Ritorneremo alla qualità..." Pochi minuti a mezzogiorno, Mariastella
Gelmini entra nella seconda A dell'Istituto comprensivo Schweitzer di Segrate
per l'ultimo incontro con una classe di studenti al primo giorno di scuola.
<Abbasso
i sovversivi Viva la tradizione>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
"Il
ministro Gelmini, che ho invitato al nostro festival romano, rassegna
indirizzata ai giovani e volta a coinvolgere i ragazzi dei conservatori,
bravissimi quanto privi di aiuti. Studiano per suonare sotto le stelle". A
proposito di conservatori e del ministro dell'Istruzione.
<Più
spettacoli a prezzi popolari> ( da "Giornale.it, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Confalonieri,
appassionato di musica, ha chiesto al ministro Mariastella Gelmini di
"tornare a fare e praticare musica" nelle scuole, una materia che
permette "l'interconnessione con filosofia, storia, letteratura". ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
E
nel Pdl cresce la preoccupazione <Al Nord il Carroccio ci tampina>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
accelerazione
leghista in materia di federalismo fiscale e le critiche di Bossi e Maroni
all'operato dei loro colleghi Gelmini e Alfano hanno un peso specifico. Alla
vigilia delle tornate elettorali amministrative, il nascente Pdl deve
preoccuparsi per le intemperanze dialettiche di un partner che rischiano di
condizionare non solo l'immagine ma anche l'azione dell'esecutivo?
<Troppi
precari>. E il ministro pensa al turismo
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
appello di
Mariastella Gelmini. Sì, è proprio il ministro dell'Istruzione a chiamarli per
nome, uno per uno, e invitarli a entrare in classe, a sedersi dietro il banco e
"insieme lavorare perché si torni a una scuola di qualità". Scatta
l'applauso d'orgoglio di mamma e papà, che all'elementare Schweitzer di Segrate
saluta l'inizio dell'anno scolastico.
Berlusconi
difende il maestro unico: Gelmini promossa
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
215 del
2008-09-09 pagina 9 Berlusconi difende il maestro unico: Gelmini promossa di
Vincenzo La Manna In un messaggio di auguri agli studenti il premier si schiera
con la responsabile all'Istruzione dopo le critiche di Bossi da Roma Giù le
mani da Mariastella. Avanti tutta con il voto in condotta, lunga vita al
maestro unico.
Il
curriculum del ministro ( da "Giornale.it, Il"
del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Personalmente
approvo le idee e le proposte di Mariastella Gelmini. La sua battaglia contro
la concezione della scuola come stipendificio mi sembra coraggiosa fino alla
temerarietà, e ineccepibile sul piano logico. Ma deve affrontare innumerevoli
barriere corporative, clientelari, assistenziali, tutte ammantate da nobili
precetti sociali e pedagogici.
Pedagogista
Scurati parla a docenti e genitori
( da "Stampa,
La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
annunciato
dal ministro Gelmini. "La reintroduzione del maestro unico - dice - sembra
un ingenuo ritorno al passato; ciò che occorre, in un'epoca come la nostra di
esasperata articolazione e specializzazione dei saperi, è una pluralità
concorde che sappia costruire con coerenza, nella quale, come in un'orchestra,
il singolo offra il proprio contributo a un discorso d'
Scuola,
la Provincia fa guerra alla Gelmini
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
215 del
2008-09-09 pagina 1 Scuola, la Provincia fa guerra alla Gelmini di Gianandrea
Zagato Lettera di Barzaghi agli istituti milanesi: "Distrugge
l'istruzione". Collettivi giovanili già pronti a protestare: primo corteo
il 3 ottobre Scuola, la Provincia di Milano dichiara guerra al ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Lombardia
e federalismo: la Lega fa i dispetti
( da "Giornale.it,
Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
che la
querelle tra Umberto Bossi e Mariastella Gelmini non è certo frutto di antiche
ruggini. Tutt'altro, visto che il quotidiano della Lega Nord - direttore
politico proprio il Senatùr - ha dedicato l'estate a una campagna sulla riforme
della scuola. Aperta il 12 agosto con un'intervista in prima pagina al ministro
dell'Economia Giulio Tremonti (che in Lega un certo peso ce l'
( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
IL PROBLEMA DELLA
SCUOLA A rischio i plessi più piccoli Pauletti: "Che fine faranno i
docenti di sostegno?" BELLUNO. "Con i tagli del
ministro Gelmini sono a
rischio anche i plessi scolastici e la copertura dei docenti di sostegno".
A lanciare l'allarme è Diego Pauletti, capogruppo di minoranza del comune di
Seren del Grappa che torna sul discorso della riforma della scuola previsto dal
decreto legge di fine agosto che prevede tra l'altro il ritorno del maestro
unico. Una scure che ha sollevato un nugolo di polemiche. "Sono
molto preoccupato per quello che succederà alla scuola pubblica soprattutto nei
piccoli paesi di montagna come i nostri", dice Pauletti. "Questa
legge, infatti, porterà sicuramente a una ridefinizione dei plessi scolastici,
specie quelli con un bacino di utenza molto basso. Mancando i numeri e i
docenti, si andrà sicuramente agli accorpamenti e questa è una cosa negativa
per i residenti della frazione che saranno costretti a rivolgersi alle scuole
più lontane". Insomma per Pauletti la riforma non funziona, visto che
intaccarebbe il delicato equilibrio su cui si regge la vita in montagna.
"La cosa che non si capisce, in tutto questo gran parlare che si fa della
scuola, è dove andranno i soldi che saranno tolti dall'istruzione e dagli stipendi
degli insegnanti. Nessuno lo ha mai detto, nessuno ha mai toccato questo
argomento, che però è di vitale importanza. Infatti, le risorse risparmiate
potrebbero essere utilizzate per il recupero degli edifici scolastici. Ma di
questo, nessuno sa nulla". La cosa però che sta più a cuore al capogruppo
del Pdc di Seren, è poi la copertura dei maestri di sostegno. "Chi
assicura che i docenti di sostegno non rientrino nel calderone dei
tagli?". E a questo punto il consigliere si chiede: "Chi finora ha
amministrato questo comune e ha portato tanti onorevoli a Roma, cosa
farà?". (p.d.a.).
( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il leader del
Carroccio attacca duramente: "Lei non sa cosa vuol dire insegnare" Scontro tra Bossi e Gelmini sul maestro unico Berlusconi difende il ministro "Si sta
impegnando a fondo" La Cgil: "Tagli inaccettabili, bisogna fermare
tutto" e i Cobas annunciano "un anno di lotta" ALESSANDRO
CECIONI ROMA. Il no di Bossi, il sì di Berlusconi. Il maestro unico come simbolo
di una riforma della scuola (che "riforma non è", dice
l'opposizione). Mariastella Gelmini, ministro
dell'Istruzione, non nasconde che la questione è soprattutto economica.
"La scelta ottimizza le risorse. La scuola elementare funzionava con tre
maestri e funzionerà con il maestro unico", dice al Tg1. Insiste che è una
miglioria pedagogica. In mattinata, inaugurando a Milano l'anno scolastico, con
bimbi in tutina disegnata dai carcerati, bimbe in grembiulino bianco e lancio
di palloncini tricolori, aveva detto: "Serve un punto di riferimento oltre
che un insegnante che spieghi le singole materie". "Buon lavoro al
ministro Gelmini - dice Silvio Berlusconi, presidente
del consiglio - che si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola avendo
come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di qualità.
In questo quadro rientrano l'introduzione dell'educazione civica, del voto in condotta e il ritorno al voto
al posto del giudizio, oltre al principio del maestro unico che non farà certo
venire meno il tempo pieno e che verrà ovviamente affiancato dagli insegnanti
per lo studio delle lingue straniere". Umberto Bossi, è molto più duro:
"L'insegnante unico costa un sacco di soldi di meno, ma il ministro sa che
per capire cosa serve alla scuola bisogna esserci stati dentro, avere fatto
come minimo l'insegnante. L'insegnante unico se è cattivo può rovinare i
bambini, se ci sono più insegnanti almeno qualcuno è buono". Poi il leader
del Carroccio chiede che, una volta varato il Federalismo, il ministro
dell'Istruzione debba essere espresso dalla Lega. "Allora manda a casa la Gelmini", gridano dalla platea. "Prima il
Federalismo, che se mando a casa un ministro si ingrippa il governo".
"Sono stupefatta della confusione mentale di Bossi: ad agosto ha detto che
per i ragazzi sarebbe stato meglio avere un solo punto di riperimento. Si metta
d'accordo con se stesso", risponde a botta calda Mariastella Gelmini. "Fermerei tutti questi provvedimenti e
ridiscuterei da capo e per bene. Vorrei che la scuola venisse considerata un
investimento e non una spesa da comprimere - dice Enrico Panini, segretario
della Cgil Scuola - i tagli dei posti di lavoro annunciati sono inaccettabili,
comporteranno meno scuole, aumento del numero di alunni per classe, riduzione
delle ore di lezione. Si torna al maestro tuttologo, che si occuperà di tutte
le materie in nome del risparmio". "Aumenteremo il tempo pieno del
50%, perché non licenzieremo e riutilizzeremo le cattedre in più", ribatte
il ministro. Ma risparmiando 7 miliardi e 800 milioni, ovvero il costo di
87mila insegnanti e 40mila fra tecnici, amministrativi e custodi. Così quando
il ministro parla di reinvestire il 30% dei soldi risparmiati, spiega che si
farà soprattutto "nell'edilizia scolastica perché ci sono 10mila edifici
non a norma". Secondo il Codacons non è sicuro "il 75% delle scuole
italiane". "I provvedimenti della Gelmini
sono senza sostanza, si fa solo demagogia", dice Lorenzo Cesa, segretario
dell'Udc e Pier Ferdinando Casini, leader del partito, rincara la dose:
"E' pericoloso che risanamento e tagli partano proprio dalla scuola".
I Cobas annunciano un anno di lotta contro "il trio Tremonti, Berlusconi, Gelmini e il maestro unico", il Gilda ironizza
sull'ultima proposta del giorno (Fatta da Nunzia De Girolamo, Pdl): siano gli
alunni a dare le pagelle agli insegnanti.
( da "Corriere delle Alpi" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Ipotesi di
riciclaggio per migliaia d'insegnanti a tempo DA supplenti a guide turistiche:
in un futuro non troppo lontano sarà questo il destino riservato a migliaia di
precari della scuola. Il ministro dell'Istruzione Maria
Stella Gelmini ha per ora
solo anticipato che "stiamo studiando nuove figure professionali per tutti
i precari, insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e Sacconi, sia dentro che fuori
la scuola". A quanto si è appreso dal suo staff, si potrebbe trattare di
occupazioni nel settore del turismo. La modalità con cui è stata gestita
la scuola negli ultimi anni ha creato un precariato enorme, un problema sociale
pesante, che non siamo in grado di assorbire in poco tempo - ha detto il
ministro - Quest'anno abbiamo immesso in ruolo 25 mila persone e di più non si
può fare, ci vorranno anni prima che venga riassorbito tutto questo
precariato". Insomma "non possiamo aumentare il precariato - ha
aggiunto - illudendo le persone che la scuola possa assorbire un numero di
posti superiore a quelli necessari e che riesce a pagare. Nessun governo oggi
come oggi sarebbe in grado di intervenire". Secondo una ricerca della Uil
scuola, i docenti in condizioni di precarietà lavorativa sono 115 mila (vale
dire il 16% circa, percentuale che nella scuola media di primo grado supera il
21%) e il personale Ata precario raggiunge quota 80 mila. E' poi il Nord che
detiene il primato nell'utilizzo dei docenti precari con punte che superano il
25% per medie nel Nord Est. Lo studio sottolinea poi come la "razionalizzazione"
invocata dalla Gelmini, sia in realtà in corso nella
scuola da almeno un decennio visto che "il numero delle scuole è rimasto
sostanzialmente invariato, il numero degli studenti aumenta sensibilmente
mentre il numero di docenti cala costantemente". Infine: le buste-paga
degli insegnanti italiani sono leggerissime non soltanto rispetto alle medie
Ocse e Ue, ma anche in confronto agli altri pubblici dipendenti. Ma il ministro
dice di non credere che sia "corretto che siano sottopagati rispetto alla
media europea". Intanto si scaldano i motori della protesta. I primi
saranno i Cobas che per il 15 settembre invitano i docenti ad entrare in classe
con adesivi di protesta e a cominciare in ritardo le lezioni, il 26 ci saranno
iniziative di lotta locali, il
( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
PROSPETTIVA
Inchiesta Ripercussioni della riforma nei Comuni UN DATO DI FATTO CASTELLAMONTE
L'Uncem chiede un incontro col ministro Il lavoro svolto negli Istituti delle
valli andrebbe vanificato Scuole a rischio "Sarebbe la fine delle speranze"
ALESSANDRO BALLESIO In molte Comunità il numero degli alunni sta aumentando La
Ceramica conquista oltre mille visitatori Tremano le scuole di montagna alla
vigilia della prima campanella. I programmi di
riorganizzazione dell'istruzione annunciati dal ministro Gelmini e il punto interrogativo sul
sistema degli istituti comprensivi (che nelle valli garantisce la sopravvivenza
di decine di minuscoli plessi) ha messo in allarme l'Uncem, l'associazione che
in Italia rappresenta quasi 400 comunità montane e più di 4000 piccoli Comuni.
Il presidente Enrico Borghi ha chiesto un incontro con il Ministro e la
convocazione di una sessione straordinaria della conferenza unificata dedicata
a questo tema. "Serve subito un confronto - dice - perché la scuola italiana
ha avuto proprio nei territori montani un esempio di riorganizzazione
importante. Il modello dell'istituto comprensivo nato per queste realtà è poi
stato esteso in tutta la nazione come esempio da seguire". Sottolinea
Borghi: "Il sistema delle autonomie locali della montagna italiana ha
permesso l'ammodernamento delle infrastrutture e la sperimentazione di modelli
innovativi. Un dato importante, perché così è stata garantita la sopravvivenza
di presidi essenziali: un diritto per le nuove generazioni che vivono in questi
luoghi". E proprio sugli istituti comprensivi regge l'impianto di alcuni
dei Comuni meno popolati del Piemonte, che grazie alla scuola alimentano le
loro speranze per il futuro. Come nelle valli Orco e Soana, dove dopo anni di
incertezze finalmente il "circuito" dei piccoli plessi di montagna
(l'istituto comprensivo è quello di Pont Canavese) ha fatto registrare un
assestamento nel numero degli iscritti. E in alcuni casi, anche un incremento.
A Ceresole Reale, ad esempio, si è passati dai 6 bambini del settembre 2007
agli 8 di quest'inizio d'anno scolastico: "Siamo ancora in attesa della
nomina dell'insegnante - dice il sindaco Renzo Bruno Mattiet - ma quest'anno
tiriamo un sospiro di sollievo. E guardando alle previsioni per il prossimo quinquennio
siamo ottimisti". A Ronco Canavese, il "presidio" della Valle
Soana sono ancora più entusiasti: due anni fa la scuola è tornata statale, e
man mano il numero degli iscritti è cresciuto: 6 nel 2006, 7 nel 2007 e 9
quest'anno. Un lieve calo soltanto nella sede di frazione Casetti (Locana) dove
gli alunni sono scesi da
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il
ministro: per i precari un posto nel turismo Berlusconi sfida Bossi "Brava
Gelmini sul maestro
unico a scuola" favale, intravaia, sala e vanni alle pagine 9, 10 e 11
SEGUE A PAGINA 9.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca "Per i
precari un posto nel turismo" Il ministro Gelmini: i professori dovranno fare
praticantato e concorso L'inaugurazione dell'anno scolastico in una scuola
elementare di Segrate FRANCO VANNI MILANO - Da insegnanti disoccupati a
operatori turistici. Questo il destino che Mariastella Gelmini immagina per i 200mila maestri e
professori precari che aspettano un posto in cattedra. "Visto che
il sistema scolastico non è in grado di assorbire tutti - dice la Gelmini - bisogna trovare il modo di collocarle altrove i
precari senza un posto. Un settore dove ci sono possibilità è quello del
turismo, e ci stiamo lavorando". Ieri, primo giorno di scuola in
Lombardia. Per il discorso di avvio il ministro dell'Istruzione sceglie le
elementari Enrico Fermi di Segrate. In cortile, ad aspettarla, bambini con i
grembiuli bianchi e neri, o con la divisa rossa disegnata per loro da una
cooperativa del carcere di San Vittore. L'auto arriva alle dieci meno un
quarto, in grave ritardo, ma scatta l'applauso della claque dei primini riunita
davanti al palco. Gelmini ringrazia: "è il primo
giorno di scuola anche per me, sono emozionata". Applausi. "Lavorerò
per ridare dignità agli insegnanti". Applausi. Poi i temi forti della sua
riforma: l'educazione civica obbligatoria, il
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Grembiuli,
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Torino
Sei insegnanti di generazioni diverse in servizio a San Salvario contestano
l'ultima rivoluzione "Il maestro unico è da bocciare in aula serve il
gioco di squadra" "Ci fanno paura le soluzioni sul tempo pieno che
forse diventerà un tempo riempito" STEFANO PAROLA In una scuola elementare
di San Salvario, il decreto ministeriale sul maestro unico non è meno nebuloso
che da altre parti. "Siamo ancora in una fase di passaggio, non c'è niente
di ufficiale e non è facile capire cosa succederà", dice Stefania. In
mezzo a tanti dubbi, però, lei e le cinque colleghe che le siedono accanto al
tavolo di un bar a due passi dalla scuola una certezza ce l'hanno: "Il
maestro unico non è il metodo d'insegnamento migliore", dicono in coro. E
spiegano: "Per fare questo lavoro è necessario confrontarsi continuamente.
è la società stessa che ci dice quanto oggi sia fondamentale lavorare in gruppo
ed è questo che dobbiamo insegnare ai nostri bambini". Grazia, Stefania,
Caterina, Enza, Emanuela, Maurizia. Sono sei insegnanti, di età compresa tra i
30 e i 60 anni, che discutono delle ultime novità e di come potrebbe cambiare
il loro mestiere. Fanno parte di una squadra più ampia, dieci maestre per
quattro classi: "Ci scambiamo continuamente informazioni e pareri e
mettiamo in comune le nostre competenze per crescere professionalmente",
spiega Stefania. "è il metodo migliore - la incalza Grazia, dall'alto dei
suoi trenta e passa anni passati in cattedra - Perché se l'insegnante è solo -
spiega - corre il forte rischio di chiudersi la porta dietro quando entra in
aula e lasciare tutto fuori. Una situazione che porta a diventare pigri e poco
inclini a migliorarsi". Caterina, invece, è diventata insegnante di ruolo
da poco: "Puoi fare bene il maestro unico solo se hai una certa mole di
esperienza alle spalle. E non tutti ce l'hanno". Oggi lavora nel tempo
pieno e ammette: "Se me lo chiedessero, non so se sarei disposta a diventare
una "maestra unica"". Emanuela, invece, sta per iniziare una
supplenza annuale. è preoccupata soprattutto perché sa che se i tagli
annunciati dal ministro dell'Istruzione diventassero realtà gli insegnanti
precari come lei sarebbero i primi a subirne le conseguenze. Il prossimo anno
potrebbe diventare una maestra unica supplente: "Certo, mi adeguerei -
dice - però devo dire che l'ipotesi mi spaventa un po'". Insomma, il decreto Gelmini spaventa e la speranza di tutte è che il Parlamento, alla
momento della sua scadenza, non lo tramuti in legge. Anche perché mette a
rischio il tempo pieno, una forma di insegnamento in cui tutte e sei credono
molto: "Vorremmo che rimanga tale - afferma Maurizia - e non diventi un
tempo "riempito" con dei doposcuola tenuti da figure che non siano
docenti". La Gelmini, però, ha in serbo
anche altre novità, come l'obbligo del grembiule. "A cosa serve? Vorrei
capirlo anche io", dice Enza. Grazia la incalza ironicamente: "Visto
che dobbiamo partire con il corso di pitture, i grembiuli ci torneranno
sicuramente utili".
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Torino
La protesta Il 22 sindacati e prof in assemblea per gridare
no al ministro Gelmini La
scuola sta per ripartire e i sindacati studiano le prime forme di protesta nei
confronti dei tagli e delle modifiche annunciati dal ministro dell'Istruzione,
Maria Stella Gelmini.
Domani, infatti, è previsto un incontro tra i vertici provinciali e regionali
dei sindacati di settore per definire in che modo far sentire la propria voce.
Nel mirino di Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola c'è soprattutto il decreto che
prevede il ritorno al maestro unico, "per il quale - spiega il segretario
della Flc-Cgil Torino, Igor Piotto - intendiamo fare un volantinaggio serrato
in modo da spiegare anche ai genitori le conseguenze". Ma in vista c'è
anche una grande assemblea provinciale alla quale parteciperanno i
rappresentanti sindacali delle principali sigle e in cui saranno presenti anche
i componenti delle Rsu di ciascuna scuola elementare del Torinese. Un incontro
che avverrà fra un paio di settimane (probabilmente il 22 settembre) e che
servirà per fare il punto della situazione anche in vista della manifestazione
nazionale di fine mese a Roma. Intanto questa mattina il segretario regionale
della Uil Scuola, Diego Meli, prenderà parte a un incontro con il ministro Gelmini, che interverrà nel corso dell'assemblea
organizzativa nazionale che il sindacato sta svolgendo in questi giorni a
Fiuggi. (ste.pa.).
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma
Maestro unico, si allarga la rivolta Quaranta istituti proclamano lo stato di
agitazione TEA MAISTO Un fronte contro il maestro unico alle elementari, la protesta contro il provvedimento del ministro Gelmini si fa sempre più accesa. Il
comitato si chiama "Non rubateci il futuro" e riunisce rappresentati
di circa quaranta scuole primarie della Capitale. Dalla Iqbal Masih, zona
Casilina, che, il 15 settembre - lo stesso giorno in cui la scuola riaprirà -
darà vita a una occupazione con docenti, genitori e alunni e che durerà una
settimana, alla Gandhi di San Basilio, all'istituto comprensivo di via
dell'Archeologia, passando per diversi istituti del secondo e del terzo
municipio. Sin dal primo giorno di scuola dunque la parola d'ordine sarà
"protestare" contro la "cancellazione" di circa 1.800
docenti elementari. Gli istituti si stanno già organizzando con volantinaggi,
striscioni, fasce scure da portare al braccio in segno di lutto, assemblee con
i genitori e lettere aperte, fino all'occupazione della Iqbal Masih, dove le
lezioni saranno garantite comunque ma che nel pomeriggio darà vita a numerose
attività informative. E l'attività del comitato non si fermerà neppure in
questa settimana: per giovedì si sta organizzando un sit in davanti a
Montecitorio in occasione della discussione alla Camera della proposta del
ministro Gelmini sul maestro unico. Mentre il 16 ci
sarà un'assemblea cittadina con "sos precari" all'istituto superiore
Galilei. "In assemblea c'erano rappresentanti anche del VI municipio -
spiega Antonietta Carlomagno, maestra della Iqbal Masih - domani (oggi per chi
legge, ndr) si riunisce la giunta e quindi abbiamo chiesto di approvare un documento
sul provvedimento del ministro". E il municipio ha subito risposto: il
consiglio che si riunirà lunedì prossima ha all'ordine del giorno la
discussione sul progetto Gelmini. è entrata nel
coordinamento anche la scuola Gandhi: "Domani (oggi per chi legge, ndr) si
terranno un collegio dei docenti e un'assemblea sindacale per deliberare un
documento contro il maestro unico - spiega Carla Corciulo, maestra
dell'istituto di San Basilio - e chiederemo al consiglio di istituto di
approvare una nostra iniziativa. Infatti, lunedì prossimo noi docenti verremo a
scuola indossando una maglietta con lo slogan "il futuro dei bambini non
fa rima con Gelmini" e ne prepareremo altre per
gli alunni. Per la prima ora vorremmo organizzare un'assemblea aperta per
informare i genitori e dalle
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Napoli
Scuola, l'autunno caldo dei precari La Provincia di Napoli si veste a lutto,
tra oggi e domani cortei e assemblee BIANCA DE FAZIO Drappi neri in segno di
lutto. Il sit-in degli insegnanti precari, dinanzi agli uffici dell'amministrazione
scolastica regionale, come un funerale. Solo che non è il funerale per una sola
persona. Ma per le 5 mila rimaste, solo a Napoli e provincia, senza lavoro.
Migliaia di docenti che contavano sulla supplenza annuale, per l'anno scolastico
che sta iniziando, e che si sono ritrovati con un pugno di mosche in mano, a
causa dei tagli imposti dal governo. Senza lavoro. E con prospettive via via
più nere di qui ai prossimi anni. Dopo aver occupato alcuni uffici di via Ponte
della Maddalena, la scorsa settimana, ed essere stati ricevuti dal direttore
Alberto Bottino, ieri i precari sono tornati a manifestare dinanzi a quelle
stesse stanze. L'autunno caldo, per loro, è iniziato ben prima del cambio di
stagione. E stamattina - di nuovo segnati a lutto per la morte della scuola
pubblica e la perdita del lavoro - saranno ancora in manifestazione. Portando
il loro dramma, stavolta, sino alla prefettura. I docenti rimasti senza
cattedra sfileranno in corteo dagli uffici della Direzione scolastica regionale
fino a piazza del Plebiscito, con il supporto della Cgil scuola che ha anche
convocato, per i precari, un'assemblea pubblica in programma giovedì, alle
15.30, nell'istituto Isabella d'Este. A vestire il lutto per il lavoro che non
c'è sono innanzitutto i maestri e le maestre delle scuole elementari, che
quest'anno, a Napoli e provincia si sono visti assegnare zero supplenze. Ma
anche alle medie i posti si sono ridotti ad un terzo di quelli dell'altro anno
(da
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Napoli
DOVE TROVARE I FINANZIAMENTI LUIGI NICOLAIS S arebbe invece importante riuscire
a mantenere il tema della scuola sulla ribalta mediatica in una chiave
politicamente e culturalmente strategica. Pur con i suoi limiti, le sue
fragilità, le sue inefficienze, la nostra scuola è soprattutto quel
"mostro burocratico", quell'ammortizzatore sociale di cui parla la
ministra Gelmini? E soprattutto le
terapie individuate dal governo, come quella del ritorno al maestro unico, che
dovrebbe essere competente in tutto, possono avere una qualche efficacia?
Assolutamente no. Riguardo a questo tema specifico, ad esempio, negli altri
paesi dell'Unione europea la scuola primaria si basa su un sistema di presenze
multiple perché la società è mutata profondamente rispetto a 50 anni fa
e le competenze da acquisire si sono moltiplicate. "Oggi - come sostiene
Vertecchi - leggere, scrivere e far di conto non basta più". Le terapie
proposte dal governo appaiono improntate a una logica puramente economicistica
e rappresentano un rischio gravissimo per il nostro Paese che inciderebbe sia
sulla qualità del sistema scolastico, sia sulla competitività dell'intero sistema
paese sia sui livelli occupazionali. Non possiamo stare fermi mentre le cose
peggiorano. Oggi il nostro sistema di istruzione non appare adeguato a
contribuire alla crescita del Paese, in particolare nel Mezzogiorno dove i
livelli di apprendimento sono molto bassi rispetto alla media dei paesi Ocse e
il tasso di dispersione è ancora molto alto. La formazione deve essere una
delle grandi priorità nazionali. E deve esserlo nei fatti. Non soltanto nelle
dichiarazioni alla stampa. O nelle tavole rotonde. Né basta sottoscrivere
pomposi protocolli internazionali per ritenere risolti i problemi. La scuola è
una realtà particolare. è il luogo dove si forma la società del futuro, in cui
si rendono effettivi i diritti di cittadinanza delle giovani generazioni. Non si
può condividere l'idea di un governo che preveda da un lato istituti di élite,
magari privati, per i figli della classe dirigente, che funzionino con la
logica del mercato (chi paga di più ha una formazione migliore) e dall'altro
una scuola pubblica mediocre per tutti gli altri. Una scuola siffatta non
consentirebbe di realizzare l'ambizione di ogni società dell'occidente. Quella
di dare un'occasione a tutti, valorizzando fortemente il merito e consentendo a
tutti i giovani di mettere alla prova i propri talenti. Di sfidare la rigida
gerarchia sociale. Di conquistare un ruolo nella società facendo leva sulle
proprie capacità, e non sul censo o sulla famiglia, o sulla protezione di un
"potente". Una scuola mediocre getta alle ortiche le speranze dei
giovani. E contemporaneamente brucia immense riserve di capacità. E senza
capacità e professionalità adeguate il Paese prima o poi imploderà. Insomma,
non investire nella scuola è un consapevole suicidio collettivo. Un suicidio a
cui condanniamo i nostri figli e i nostri nipoti. Che cosa fare? Molti i
problemi. Poco lo spazio per trattarli tutti in questo intervento. Innanzitutto
diffidare di approcci semplicistici, di soluzioni con pretese taumaturgiche. Il
problema dei problemi è come portare a scuola docenti e studenti motivati. Come
tenere in piedi la motivazione degli allievi con l'aiuto delle famiglie. Come
sostenere la motivazione dei docenti con salari adeguati e con un
riconoscimento della loro dignità professionale. Certamente senza strutture
adeguate ogni sforzo può essere vanificato. E quindi è fin troppo ovvio
ricordare che servono aule, biblioteche, laboratori, computer e reti adeguate.
L'una senza l'altra cosa è inutile. Ma nessuno pensi che bastano strutture e
infrastrutture per risolvere i problemi. La qualità della scuola nasce
innanzitutto dalla motivazione e dalla professionalità degli insegnanti.
Restituiamo autorevolezza e autorità al docente. Definiamo incentivi e
progressioni di carriera che spingano al miglioramento della qualità della
didattica, attraverso la valorizzazione dell'impegno e delle reali competenze.
è chiaro che per mettere mano seriamente alla scuola servono risorse. Mentre la
Finanziaria va in direzione drasticamente opposta. Poiché in Italia la scuola -
come dicono tutti gli indicatori internazionali - è un'emergenza nazionale,
bisogna operare come si fa di solito di fronte a una catastrofe naturale. Con
una manovra finanziaria ad hoc che recuperi le risorse necessarie. Sia a
livello nazionale che a livello regionale. Ma veramente si può immaginare che
riducendo drasticamente il numero dei docenti e degli istituti scolastici si
recupera la qualità? Siamo sicuri che abolendo istituti scolastici nei piccoli
Comuni e nelle aree periferiche il bilancio sarà positivo? Non dimentichiamo
che le Regioni oggi in molte materie possono emanare leggi e stanziare risorse.
Nel momento in cui il governo centrale sembra essere impegnato a tagliare
indiscriminatamente la spesa per l'istruzione, la nostra Regione può porsi come
riferimento per l'intero Mezzogiorno rinforzando e ampliando azioni che pongano
il sistema dell'istruzione, della formazione e della ricerca al centro
dell'agenda politica regionale. In Campania abbiamo ancora per i prossimi anni
la possibilità di attingere a considerevoli finanziamenti europei. Non
lasciamoci sfuggire l'occasione di costruire un sistema formativo di
eccellenza. Intervenendo in tutta la filiera della formazione. Ne avranno
giovamento tutti: i giovani, le famiglie, i docenti, le imprese. L'autore è
vicepresidente della commissione Cultura della Camera dei deputati.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Genova
METTETE DEI FIORONI Un Fioroni di lotta parrebbe una contraddizione in termini,
eppure era così, sabato sera alla Festa dell'Unità Democratica. Sotto il soma e
la dizione da democristiano di centro (politico e geografico), ribolliva un sanguigno oppositore del gentile sicario della
scuola (Mariastella Gelmini)
e del suo algido mandante (Giulio Tremonti). Consolante e sconsolante: se da
ministro (volenteroso ma squattrinato) avesse esibito un millesimo della grinta
di oggi, forse i maestri si sentirebbero meno soli (e unici).
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari
L'iniziativa Sabato sit in davanti alla Fiera Prof in piazza "Berlusconi
deve ascoltarci" Manifestazione indetta da tutti i sindacati contro i
tagli e i piani di riforma presentati dal nuovo ministro La battaglia dei
sindacati contro la riforma sulla scuola può cominciare. Ieri le associazioni
di categoria hanno avuto l'autorizzazione dalla questura per manifestare
davanti all'ingresso principale della Fiera del Levante, sabato mattina alle 9.
è lì che si sono dati appuntamento i militanti della Cgil, Cisl, Uil e Snals per protestare contro i tagli voluti dal ministro Gelmini. Un sit-in che i sindacati
sperano coinvolgerà anche insegnanti, famiglie e ragazzi. Ora e data non sono
casuali: alle 10 ci sarà l'inaugurazione della Campionaria e il presidente del
Consiglio, Silvio Berlusconi, passerà proprio da quell'ingresso.
"Ci aspettiamo che tutte le autorità si fermino per parlare con noi - ha
detto Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - e magari per darci le loro
testimonianze di solidarietà. Presidieremo l'ingresso della fiera almeno fino
all'ora di pranzo, con un sit-in e un'operazione di volantinaggio". In
realtà i sindacati hanno inoltrato già una lettera alla presidenza del
consiglio per chiedere un incontro con Berlusconi. "Vogliamo parlarci - ha
continuato la Gissi - e vogliamo consegnargli un documento di sintesi della
situazione scolastica nella provincia di Bari". La mobilitazione in
occasione della visita di Berlusconi, però, è solo l'inizio. La guerra contro
la riforma voluta dal governo passa anche attraverso un progetto ben più
grande: lo sciopero nazionale previsto verso metà ottobre. Anche Cgil, Uil e
Snals si dicono d'accordo: l'unica speranza è quella di raccogliere quanta più
gente possibile, contando non solo sugli insegnanti. (ca. po.).
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bari
Secondo giorno di lezioni, è già protesta Gli studenti
contro la Gelmini:
"Così smantella la scuola pubblica" CAMILLA POVIA Di sicuro sarà un
autunno di lotta. L'unione degli studenti di Bari, insieme con l'unione degli
universitari, dichiara aperta la guerra contro il governo e contro il ministro
della Pubblica istruzione, Maristella Gelmini. Questa mattina alle 8, all'entrata di via Pizzoli del
liceo classico Flacco, ci sarà una manifestazione, la prima. Dopo la mattinata
di ieri, in cui davanti alla scuola sono arrivate quattro pattuglie della
guardia di finanza e una della polizia per cercare di fermare i lanci delle
uova, è necessario un confronto con gli studenti. "Il luogo della nostra
manifestazione non è casuale - ha raccontato Daniele Dimitri, uno dei rappresentanti
dell'unione degli studenti - proprio perché ieri mattina ci sono stati i soliti
incidenti di inizio anno, con la polizia che è arrivata a sirene spiegate. In
un momento così delicato per la scuola, i lanci delle uova sono un gesto fuori
luogo". I controlli all'entrata e all'uscita delle scuole, così come
deciso dalla prefettura e dalla questura, sono cominciati ufficialmente ieri.
Ma inizieranno a pieno regime dal 15 settembre, data in cui apriranno tutti gli
istituti. Se sarà necessario e se saranno in zona, saranno schierati anche i
militari. Ma intanto i ragazzi dell'unione degli studenti preparano la
manifestazione di questa mattina. "Non è ancora uno sciopero"
precisano. Per quello c'è ancora tempo. Ma oggi distribuiranno materiale informativo
sull'operazione del governo volta "a smantellare il sistema
scolastico" e consegneranno anche lo statuto dello studente. Non è altro
che un libro che di solito i licei dovrebbero consegnare a ogni alunno che si
iscrive e dove sono raccolti tutti i diritti dei ragazzi in materia di studio.
"Consideriamo inaccettabili le violazioni che il ministero intende
applicare modificando lo statuto degli studenti all'articolo 4 comma 3 - si
legge in un comunicato - facendo tornare la scuola di ben dieci anni indietro reintroducendo
la valutazione in condotta e ponendosi con un atteggiamento repressivo nei
confronti degli studenti". "In tale decreto - aggiungono - sono
presenti manovre economiche a dir poco pericolose per l'incolumità
dell'istruzione pubblica". I ragazzi dell'associazione, anche se hanno
tutti per lo più 16 anni, hanno già le idee chiare. E non possono che riferirsi
ai tagli di più di 140mila posti di lavoro tra docenti (80mila) e personale Ata
(60mila), che abbasseranno decisamente il livello didattico e organizzativo
della scuola pubblica. Ieri mattina è stato il primo giorno di scuola per i
ragazzi del liceo Flacco. E la tradizione vuole che tutti gli alunni siano
presi a colpi di uova e farina, come "inaugurazione" dell'anno
scolastico. Ma il piano di vigilanza messo a punto dalla prefettura ha
funzionato benissimo. In cinque minuti sono giunte sul posto quattro pattuglie
della guardia di finanza che hanno interrotto i ragazzi che lanciavano le uova.
Poco dopo, è arrivata anche una pattuglia della polizia di stato. Di solito
sono i ragazzi più grandi che amano divertirsi con le uova e la farina.
"Sono quelli dello Scacchi" accusa qualcuno. Quello che è certo, è
che le scale del liceo erano sono rimaste cosparse di gusci e di tuorli, fino
al primo pomeriggio. E l'anno scolastico può dirsi inaugurato.
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Berlusconi
si schiera con la Gelmini e frena Bossi sul testo del
federalismo Irritazione della Lega, un vertice per risolvere il nodo Ici La
Lega vuole un sì al testo entro giovedì. Ma il Pdl non sembra della stessa idea
MAURO FAVALE ROMA - In soccorso a Mariastella Gelmini. Per dire che "il ministro si
sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola". E una frenata sul
federalismo, perché il testo della riforma, così formulato, con "la
razionalizzazione delle imposte immobiliari", non può essere approvato dal
Consiglio dei ministri. Silvio Berlusconi si schiera nettamente dalla parte del
ministro dell'Istruzione e prova, per la seconda in tre giorni, a stoppare le
polemiche aperte dalla Lega. L'ultima, domenica sera, a Torino: "Per fare
il ministro dell'istruzione ? aveva detto Bossi ai militanti padani ? bisogna
essere stato un insegnante". Il nodo vero, però, è il federalismo, tanto
che sarà necessario un vertice, convocato tra oggi e domani, per provare a mettere
a punto un testo con il quale appianare i dissapori degli ultimi giorni, dopo
l'ipotesi di introdurre una nuova Ici o una "Service Tax". Ieri,
però, è stata la giornata del ministro Gelmini, dopo
l'ennesimo attacco del Senatur. Lei si difende, dice che "non vuole
entrare nelle polemiche, per me parla il mio lavoro. Sarebbe comunque un errore
accontentarsi di una scuola mediocre e difendere lo status quo". Ma lo
scontro è vibrante e non nasce oggi. Già in agosto Bossi aveva chiesto di
cambiare il ministro dell'Istruzione. La guerra a bassa intensità con la Gelmini nasconde, però, un'altra partita che si gioca al
Nord tra Lega e Pdl. Italo Bocchino, vicepresidente dei deputati del Pdl, è
esplicito: "Probabilmente Bossi teme che la Gelmini
da ministro conquisti troppa visibilità e troppa autorevolezza, a tal punto da
poter essere un buon candidato addirittura per il Pirellone, dove il Senatur
vorrebbe mandare un suo uomo". La Presidenza della Regione Lombardia,
dunque. Ma anche il peso dei partiti della maggioranza, con Ignazio La Russa,
ministro della Difesa e reggente di An che afferma: "è bello e positivo
che la Lega allarghi i suoi consensi nel Settentrione ma il partito-guida,
anche al Nord, resta il Pdl". Dal Carroccio nessuna risposta ufficiale ma
è forte l'irritazione. In vista delle amministrative e delle Europee di giugno,
cresce il malessere nei confronti dei ministri del Pdl con forte radicamento al
Nord. Non solo la Gelmini ma anche Renato Brunetta,
ministro della Funzione Pubblica, e Maurizio Sacconi, ministro del Welfare che
in questi mesi hanno portato avanti la loro politica proprio su terreni cari
alla Lega: gli insegnanti del sud, i fannulloni nella pubblica amministrazione
e la partita Alitalia con l'appendice delle sorti dell'aeroporto di Malpensa. E
poi c'è il federalismo, cavallo di battaglia della Lega. Il ministro
dell'Interno Maroni vorrebbe che il testo venisse approvato nella riunione del
Cdm di giovedì. Venerdì sul Monviso Bossi e Calderoli saranno alle sorgenti del
Po per il tradizionale rito del prelievo dell'acqua con l'ampolla. E vorrebbero
festeggiare l'approvazione, almeno in via preliminare, del testo della riforma.
Nel governo (sponda Pdl) non c'è l'intenzione di assecondare la fretta della
Lega. Per questo tra oggi e domani verrà convocato un vertice tra i ministri
che si stanno occupando di federalismo per provare a ricucire gli strappi.
Probabile sia necessaria la presenza anche di Berlusconi. "Sarà comunque
molto complicato ? spiega un ministro ? riuscire a costruire un testo condiviso
già per giovedì".
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Andrea Bajani Ogni
fascia anagrafica ha il suo spauracchio confezionato ad hoc. Per gli adulti, è
disponibile l'extracomunitario. È uno spauracchio di comprovata efficacia,
estesa applicazione e referenza millenaria. Funziona bene come catalizzatore
della frustrazione e dell'odio sociale, provare per credere. Per i giovani in
età scolare, invece, da poco è stato lanciato sul mercato il prodotto
"bullo". Il bullo è una sorta di "extracomunitario italiano
adolescente" che mena le mani contro il prossimo, preferibilmente se
portatore di handicap, sovrappeso, ritardato, omosessuale. In entrambi i casi
(extracomunitari e "extracomunitari italiani adolescenti") la parola
d'ordine è una sola: disciplina. L'ultima conferma l'abbiamo
avuta nella nuova riforma della scuola firmata dal Ministro Gelmini, che taglia risorse
all'istruzione, mortifica la funzione degli insegnanti, e però invita a
dibattere su folkloristici provvedimenti disciplinari, buoni appunto per
distrarre e catalizzare l'aggressività sociale. La violenza (dentro e fuori le
scuole) si sconfigge con la disciplina. Forse è una strada, però bisogna
intendersi sul significato del termine "disciplina", che
improvvisamente sembra diventato prerogativa della destra. La disciplina
proposta è: bocciatura per l'insufficienza in condotta e grembiulino
obbligatorio a scuola. Il che significa declinare sulla fascia anagrafica
adolescenti l'istituzione dell'esercito in strada. Ovvero: obbedienza pena la
punizione, l'insegnante come vigile urbano seduto dietro la cattedra con
manganello, fischietto e in tasca le manette e il taccuino per emettere multe.
Ecco, credo semplicemente che quest'idea della disciplina riveli una concezione
desolante del cittadino e del rapporto tra stato e cittadino. Il cittadino è
relegato a mero esecutore meccanico di un ordine di cui non è tenuto né a
capire né a condividere il senso. Per dirla con Antonio Gramsci, fondatore di
questo giornale, è venuto il momento di contrapporre disciplina a disciplina.
C'è un tipo di disciplina in cui tutti, semplicemente, pedestramente
obbediscono: "i muli della batteria al sergente di batteria, i cavalli ai
soldati che li cavalcano. I soldati al tenente, i tenenti ai colonnelli dei
reggimenti; i reggimenti a un generale di brigata; le brigate al viceré (.). Il
viceré alla regina (.). La regina dà un ordine, e il viceré, i generali, i
colonnelli, i tenenti, i soldati, gli animali, tutti si muovono armonicamente e
muovono alla conquista". E poi c'è un'altra disciplina. Questa disciplina
nasce dalla consapevolezza di essere parte di una collettività, dalla
condivisione di un progetto. Soprattutto nasce dalla cultura, che è quello che
chiediamo allo stato, agli insegnanti e alla scuola: "La cultura (...)è
organizzazione, disciplina del proprio io interiore; è presa di possesso della
propria personalità, e conquista di coscienza superiore, per la quale si riesce
a comprendere il proprio valore storico, la propria funzione nella vita, i
propri diritti, i propri doveri". Ma questo fa paura: meglio le istruzioni
che l'istruzione. È più rassicurante avere dei consumatori in grembiulino che
dei cittadini consapevoli. Se seguiamo bene le istruzioni, diventeremo uguali
alla figura disegnata sulla scatola. Esce oggi nelle librerie italiane il nuovo
libro di Andrea Bajani: "Domani niente scuola", Einaudi.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
"I precari? Si occupino di turismo" L'ultima di Gelmini: "Ci sto lavorando con
Brunetta e Brambilla". Intanto Bossi l'attacca: "È
un'incompetente" di Luigina Venturelli / Milano ESORDIO Se gli esuberi di
Alitalia possono essere mandati alla poste, i precari della scuola possono
tranquillamente riciclarsi in servizi alberghieri e musei. "Stiamo
studiando nuove figure professionali, ci stiamo pensando con Brunetta, Sacconi
e Brambilla" ha pre- annunciato la responsabile dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. Allo studio della ministra c'è il
"numero impressionante di precari" accumulati dalla scuola italiana,
ovviamente "eredità dei governi precedenti", che lo Stato non è in
grado di assorbire prima di una decina d'anni. Gli ottimisti ne contano 75mila,
i soliti pessimisti di sindacato e opposizione parlano di almeno 115mila
persone impegnate nel sistema didattico senza uno stabile contratto di lavoro,
prossime alla disoccupazione. La presenza nel pensatoio della sottosegretaria
al Turismo non lascia dubbi sulla possibile soluzione al "pesante problema
sociale": il trasferimento del personale a mansioni d'assistenza e
intrattenimento turisti, come non ci fosse differenza tra insegnare la
matematica a una classe di adolescenti e spiegare la storia fiorentina a un
gruppo di giapponesi. La tutela della professionalità, del resto, non è cosa di
questo governo. La stessa Gelmini - ha fatto notare il
collega d'esecutivo Umberto Bossi - si appresta a ribaltare la scuola come un
calzino senza nemmeno aver fatto l'insegnante, forte della sua esperienza in
politica e avvocatura. Ma certe lacune si notano: al suo primo giorno di
scuola, per esempio, la ministra è arrivata con tre quarti d'ora di ritardo. I
bambini dell'elementare Enrico Fermi di Segrate, alle porte di Milano,
l'aspettavano in cortile da più di un'ora per l'inaugurazione in pompa magna
dell'anno scolastico. Divertiti i primini, che sfoggiavano le divise nuove di
zecca cucite per loro dai detenuti del carcere di San Vittore (magliette rosse,
gonne e pantaloni blu): le preferite di Mariastella Gelmini,
molto riprese dai cameramen e molto ricordate nei discorsi. Distratti gli
alunni più grandi: il semplice grembiule bianco passava inosservato, nemmeno
l'onore dell'appello fatto dalla ministra e dal sindaco è toccato loro.
Infastiditi tutti i genitori: costretti a sgomitare tra giornalisti, fotografi
e carabinieri per riuscire ad immortalare il primo giorno di scuola dei figli,
salvati solo dalle polemiche politiche che hanno infine distolto l'attenzione
della ministra. C'era da difendere la scelta del maestro unico alle elementari,
"un'esigenza pedagogica" sulla quale ha incassato anche l'appoggio di
Berlusconi contro gli attacchi del leader del Carroccio, e il relativo taglio
di 87mila cattedre, "è necessario rivedere le modalità di spesa perché
oggi il 97% delle risorse sull'istruzione se ne vanno per pagare gli
stipendi". Insomma, "la scuola non è uno stipendificio" e
"l'insegnamento non è per tutti, non è un lavoro ma una missione".
Anche Mariastella Gelmini sente d'avere una missione
da compiere, quella di "assicurare una scuola di qualità ai bambini e ai
ragazzi più giovani di me" ha spiegato la responsabile dell'Istruzione.
Evidentemente si sente ragazza lei stessa.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Napoli, 400 docenti
"in lutto" sotto il sole cocente "A cinquant'anni fuori dal
lavoro per sempre" di Eduardo Di Blasi inviato a Napoli Mariella,
insegnante precaria, vestito e banda nera sul braccio in segno di lutto,
abbozza alla decisione del commissario che ha chiesto di non far uscire da via
del Ponte della Maddalena, una strada semideserta che passa alle spalle di via
Marina, il corteo delle maestre di Napoli e provincia. Quando le spiegano che
possono rimanere a girare solo intorno a quel pezzo di strada conclude con
ironia: "È questo che facciamo da una vita, andare avanti e indietro senza
senso. Va bene che pure la protesta la facciamo così!". Prende la cassa da
morto di cartone che con le amiche ha costruito in questi giorni di mobilitazione,
e si avvia dall'altro lato della strada. Un corteo pacifico, come potrebbe
esserlo solo quello di un corpo docente che per vent'anni ha fatto lezione tra
Piscinola e Secondigliano, Sant'Antimo, Afragola, Barra, Gianturco. "Non
possiamo fare proteste contro le regole - dicono - Siamo educatrici, dobbiamo
dare l'esempio". Allora restano nella fetta di strada spianata dal sole.
Le buone maniere non impediscono a queste quattrocento donne (gli uomini sono
una sparuta minoranza) di spiegare con rabbia, orgoglio e frustrazione il
perché di questa manifestazione sotto l'ex provveditorato, con un sole che
spacca le pietre e l'acqua che, allo spaccio, è passata in un attimo da un euro
a un euro e venti a bottiglia. La ragione sembrerebbe assurda: quest'anno, tra
la città di Napoli e la sua provincia, non ci sarà nemmeno un maestro che avrà
un posto a tempo determinato (da settembre ad agosto) nelle scuole elementari,
nessuno che avrà la possibilità di scalare la gigantesca classifica (11mila
posti) per accedere, dopo una vita di insegnamento, ad un contratto a tempo
indeterminato, l'assunzione. Di più: dal 31 di agosto nessuna di queste persone
ha più lo stipendio. E, rimanendo così le cose, non l'avrà. Per capire cosa
voglia dire, provate a immaginare la vita di Florinda, 51 anni e quasi trenta
passati dietro una cattedra, che con un figlio all'università ha vergogna di
ritornare a casa senza un lavoro. Metteteci dentro supplenze di due giorni, poi
di settimane, mesi, fino ad arrivare a quella annuale che è l'anticamera dell'assunzione
a tempo indeterminato. Poi non metteteci più niente. Niente. Chiariamoci, le
liste venute fuori da anni di improvvisazioni in materia di politiche della
scuola non sono il massimo della coerenza. Per anni, ad esempio, le insegnanti
che da Napoli si recavano ad insegnare ad Ischia prendevano 12 punti invece di
6, quelle che da Ischia dovevano venire a insegnare a Napoli ne prendevano 6 lo
stesso, avendo, a occhio, lo stesso disagio. Stesse disparità si sono
verificate tra insegnanti della scuola pubblica e della scuola privata, con
l'assurdo corollario che a volte, nel privato, si trovano insegnanti che
prendono paghe fittizie (1500 euro invece dei 250 che gli vengono versati), ma
li barattano con il miraggio di "salire in classifica" accumulando
punti come gli altri. Così anche questa classifica non è che premi per forza
tutti i migliori. Ma esiste da anni ed è fatta con la fatica che pezzo a pezzo
queste persone ci hanno messo dentro, accettando le destinazioni scelte di anno
in anno, le incongruenze che di solito finiscono al tar, gli esami di
specializzazione, quelli ordinari e quelli specifici per insegnare l'inglese o
le scienze. Ma cosa è successo a Napoli? Perché non c'è nemmeno un posto
disponibile per la scuola primaria? La concomitanza dei tagli previsti per
quest'anno e il rientro di circa 400 insegnanti provenienti da altre regioni,
ha cancellato tutti i posti disponibili nelle liste del 2008. Gabriella Refuto,
segretaria della Flc Cgil di Napoli ha davanti un quadro che va a farsi ancora
più fosco: "Oggi saranno cinquemila in meno, ma dall'anno prossimo, ci
sarà uno tsunami di dimensioni spaventose con le medie, le superiori e il
maestro unico". Il maestro unico e la fine del tempo pieno così come
inteso fino ad oggi lascerà per strada migliaia di persone. E se si può
condividere il paragone che fa Giovanna sul presunto salvataggio degli esuberi
di Alitalia e il sostanziale taglio di migliaia di posti di lavoro a Napoli, è
sul versante formativo che il governo deve porsi il problema. Soprattutto in
queste terre. "Continuiamo a parlare di maestro unico, ma provate a
mettercelo un maestro solo in una classe di trenta alunni a
Marcianise...", spiega Giovanna mentre racconta dei suoi alunni che la
accolsero sbattendo delle mazze di legno sul soffitto. Racconta che a volte
bisogna mettere la cattedra davanti alla porta per non farli scappare. E che
spesso nemmeno quello basta: "E allora ti tocca decidere se lasciarli
andare e fare lezione con gli altri o andarli a riprendere sperando che in classe
non succeda niente". E poi ci sono i "caratteriali" che a un
certo punto della lezione possono dar di matto. Insomma quella che si prospetta
davanti all'ex provveditorato campano è una questione
complessa che non si può affrontare con l'alzata di spalle che il ministro Gelmini ostenta. La signora Mambrini, ad
esempio, con i suoi 59 anni, 25 di insegnamento, perché dovrebbe tornarsene a
casa a non lavorare? Come dice Carla: "Berlusconi ha detto di aver risolto
il problema della spazzatura a Napoli, e adesso nella spazzatura butta
noi". Oggi alle 8,30 un corteo si snoderà da via del Ponte della
Maddalena alla Prefettura, oltre al Comitato autonomo che si è formato in
queste ore, saranno presenti i sindacati confederali.
( da "Unita, L'" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
"Muore la
scuola pubblica" UN DRAPPO NERO sul portone della
scuola e il lutto al braccio "a simboleggiare la morte della scuola
pubblica": così il 15 settembre, primo giorno di scuola, docenti e
genitori della scuola elementare "Iqbal Masih" di via Ferraironi, in
VI municipio, daranno il via alle proteste, contro le proposte di riforma del
ministro dell'Istruzione Gelmini.
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari
Pagina 1018 Insegnanti precari, giovedì assemblea --> Si terrà giovedì
un'assemblea organizzata dal Cip (Comitati insegnanti precari) per discutere
dei tagli agli organici presentati dal ministro Gelmini.
Appuntamento alle 16,30 al Convitto di via Pintus a Pirri. (fr.gh.).
( da "Repubblica, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
In Fi fin dal '94,
assessore e poi coordinatore regionale, il ministro ha un curriculum di tutto
rispetto Mariastella, la preferita del Cavaliere "Una donna che ha testa e
pure i voti" E adesso il Senatur la teme per la sfida in Lombardia Nel
clichè è meno berlusconiana della Carfagna ma per lei l'unico che conta è il
premier RODOLFO SALA MILANO - Fosse un'altra, Berlusconi forse avrebbe già
almeno meditato di mollarla. E invece la difende: a spada tratta, e a costo di
far scricchiolare il solido legame con Bossi, che non perde un'occasione per
menare fendenti alla ministra dell'Istruzione. Sì, perché
la trentacinquenne Mariastella Gelmini non è una delle tante signore alla corte del Cavaliere. Per
dire: niente a che vedere con le colleghe Mara Carfagna e Maria Vittoria
Brambilla, come lei promosse al governo. Nel cliché è molto meno berlusconiana
di loro, con quei tailleur pantaloni un po' castigati a fasciare una figura
alta e sottile, gli occhiali da professoressa, l'assoluta ritrosia alla
frequentazione mondana. Lei, come dire, preesiste: in Forza Italia c'è da
sempre, da quel magico
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 autore: di
PAOLA D'AMICO categoria: REDAZIONALE Fedele Confalonieri "Più musica e
disciplina Siamo tutti troppo ignoranti" "Siamo ignoranti. Bene il
maestro unico. Ma l'ho detto al ministro Gelmini: riporta la musica nella scuola.
è disciplina, forma il carattere e il gusto". Il presidente di Mediaset,
Fedele Confalonieri, a margine della presentazione della stagione di
"Aperitivo in concerto", traccia l'identikit di intere generazioni
"che non sanno neppure intonare l'Inno nazionale" e boccia anche la
musica "sacra": "Oggi a messa si sentono solo caricature
di brutte canzonette". A PAGINA 4.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il nuovo anno Grembiulini, polemiche, nomine in ritardo, partenze a
singhiozzo. Superiori, caos esami di riparazione Riapre la scuola. Gelmini: la mia riforma? Meno sprechi Il
ministro a Segrate: ho trovato l'istruzione sull'orlo del baratro. Subito un
patto per migliorare Il ministro Mariastella Gelmini ha inaugurato ieri l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di
Segrate: ha difeso le sue riforme ("Faranno risparmiare "),
riconfermato la bontà del maestro unico e si è rivolta ai genitori chiedendo
"un patto per la scuola, istituzione centrale per lo sviluppo
civile e sociale del Paese". Ma la campanella non ha suonato per tutti,
ieri. La maggior parte degli istituti ha deciso di iniziare l'anno in ritardo
rispetto al calendario regionale: nelle scuole superiori sono in corso gli
scrutini dopo gli esami di settembre e non sono ancora stati nominati tutti gli
insegnanti per le primarie. Polemiche di sindacati e Rifondazione comunista;
l'assessore provinciale Giansandro Barzaghi ha scritto una lettera a tutte le
scuole: "Sono preoccupato per le sorti del sistema dell'istruzione".
Ritorno sui banchi Partite le lezioni, ieri mattina, per oltre 530 mila alunni
e studenti di Milano e provincia: oltre 46mila sono stranieri ALLE PAGINE 4 E 5
Argentieri, Giannattasio, Sacchi.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 5
categoria: REDAZIONALE In classe Inizio delle lezioni anche in alcune
superiori. L'assessore Barzaghi: sistema istruzione a rischio Prima campanella
con polemiche I sindacati: ritardi nelle nomine dei prof Revocata la parità
allo Studium: gli studenti potranno iscriversi ad altri licei Il direttore Anna
Maria Dominici: "Ogni istituto, grazie all'autonomia scolastica, può
decidere quando avviare le lezioni" Apertura a singhiozzo. La maggior
parte delle scuole ha deciso di cominciare l'anno in ritardo rispetto il
calendario regionale. Non si parla solo di scuole superiori, impossibilitate
dagli scrutini per gli esami di settembre, ma anche di medie ed elementari. Tra
le cause dei ritardi anche le nomine degli insegnanti della scuola primaria. E non è un caso che il ministro Mariastella Gelmini sia andata proprio a Segrate ad
inaugurare l'anno scolastico. "L'istituto comprensivo Schweitzer è uno dei
pochi che ha rispettato il calendario e ha aperto l'otto. Le altre scuole erano
in dubbio", spiegano dal provveditorato. Già, i presidi si sono messi
d'accordo. Anche grazie all'Associazione scuole autonome milanesi che ha
dato come indicazione di partenza il 10. "Oltre al lavoro e ai vari
consigli docenti ancora da terminare, fa ancora molto caldo. E poi meglio
tagliare dalle vacanze di Natale o di carnevale. Non importa se si ritarda di
un paio di giorni ", sottolinea Francesca Lavizzari dirigente della
Cavalieri. è vero anche, come spiega il direttore scolastico regionale Anna
Maria Dominici, che "ogni istituto, grazie all'autonomia scolastica, può
decidere come vuole". Ieri è stata anche la giornata delle revoche della
parità, firmate proprio dalla Dominici, per due scuole. I circa 150 alunni
dello Studium, grazie a una circolare del provveditore Antonio Lupacchino che
ha riaperto le iscrizioni ad hoc, potranno cercare un altro liceo. Mentre gli
studenti dell'istituto Padre Beccaro verranno aiutati dal preside padre
Ferdinando Colombo per la scelta di una media. E se il primo giorno di scuola
non si scorda mai, per chi è tornato dopo le vacanze è stata una festa. Davanti
al Parini i ragazzi si sono abbracciati dopo le due ore di lezione. Per la
maggior parte delle scuole superiori, però, la festa di ritorno dovrà attendere
ancora un paio di giorni. Ma l'assessore Giansandro Barzaghi ha comunque
spedito una lettera aperta a tutti gli istituti in cui si dice preoccupato
"per le sorti del sistema dell' istruzione nel nostro Paese". Benedetta
Argentieri.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 5
categoria: ALTRI OGGETTI cooperativa. Per noi il grembiulino non è una novità,
ma a fine anno valuteremo la funzionalità della divisa". Che a bambini e
genitori sembra piacere fin da ora. "In fondo - dicono mamme e papà - sono
comodi e ben fatti. E la divisa aiuta anche a sentirsi parte del gruppo".
Qualche perplessità sul ritorno del maestro unico. Fuori dai cancelli, il
previsto volantinaggio di Rifondazione e Cgil che contestano quella che bollano
come "progetto di dismissione della scuola pubblica". Più cauti i
genitori. Qualcuno rimpiange la figura del maestro unico, augurandosi però che
"non venga messo in discussione il tempo prolungato". Per altri,
invece, "è importante che i bambini abbiano la possibilità di
confrontarsi, fin dalle elementari, con più figure educative, con punti di
riferimento diversi. E tornare al maestro unico probabilmente non è una buona
idea". Polemiche a parte, l'anno scolastico alla Fermi
parte nel segno della tradizione, con due alberelli di cedro piantati nel
giardino della scuola, e affidati alle cure dei primini per i prossimi cinque
anni, e i bambini che, zaini in spalle, entrano in classe ad affrontare "un
anno che vi auguro ricco di esperienze e soddisfazioni", ha detto il
ministro Gelmini. Barbara
Sanaldi.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Presidente di Mediaset Confalonieri: troppa ignoranza
Riportiamo la musica in classe Bene il maestro unico. "Anche ai miei tempi
guadagnava poco ma era sempre il sciùr maestro ". Se, però, si vuol fare
un salto di qualità, "è urgente riportare la musica a scuola. Perché la
musica è disciplina, forma il carattere, il gusto". Fedele Confalonieri,
presidente di Mediaset e consigliere di amministrazione della Arnoldo Mondadori
spa, a margine della presentazione della XXIV edizione di "Aperitivo in
concerto", dribbla con eleganza le domande sui temi economici ma sembra
pronto ad aprire un comizio sui temi culturali. "L'ho
detto al ministro Gelmini".
Perché, aggiunge poi, "siamo tutti diventati molto ignoranti. Pensate alla
musica. Un tempo a scuola ti facevano cantare almeno 'Va pensiero'. Adesso,
persino a Messa senti caricature di brutte canzonette. E l'Inno nazionale? Sarà
brutto finché si vuole ma quando lo cantano allo stadio...si sentono
cose da paura". Sprizza ottimismo sia sul capitolo Expo ("Dopo tutta
la fatica che è stata fatta per portare l'Expo a Milano credo proprio che non
ci sarà una brutta figura"), sia sul salvataggio di Alitalia ("spero
che l'operazione vada in porto. è una buona cosa. In una situazione come questa
è giusto che lo Stato intervenga"). Poi, però, ritorna sul tema musica. Da
lunedì prossimo tornano le stelle del jazz e dintorni. Due concerti in
coproduzione con MiTo: Goran Bregovic e la sua band, che suoneranno con
l'Absolute Ensemble di Kristjan Jarvi, una delle principali orchestre di musica
contemporanea; John Zorn, Lou Reed e Laurie Anderson con un lavoro di teatro
musicale che, in anteprima europea, verrà eseguito il 24 settembre. Spiegando
il valore aggiunto di un evento come MiTo, che "richiama nelle sale dei
concerti anche i bambini e offre prodotti di qualità a prezzi popolari. Molti
gratis ". E a chi ha pensato, anche se non osato dirlo ad alta voce, che
"MiTo è troppo", troppi eventi, troppe serate, troppe prime, spiega:
"Quando c'è in campo la musica, non è mai troppo". La riprova è
quella coda, decisamente inattesa, fuori da Sant'Ambrogio qualche sera fa,
"per ascoltare la messa di Guillaume de Machaut. Non sono riuscito ad
entrare". E quasi per testare l'ignoranza diffusa ripete per tre volte il
nome del compositore e letterato francese vissuto nel XIV secolo, la cui musica
è forse la più alta espressione dell'Ars nova francese. "Il rischio è che
i ragazzi oggi escano dal Politecnico senza sapere chi è Beethoven. Noi siamo
diventati molto ignoranti- ripete - . La musica un tempo faceva parte del
bagaglio culturale di tutti, a cominciare dalle scuole elementari. Ti facevano
cantare 'Va pensiero'. E perlomeno ti affinavi un po', capivi se avevi
l'orecchio. Ora chi canta più?". Il presidente Mediaset conosce bene il
rischio di cadere nel patetico e dunque sposta l'attenzione su altri scenari:
lo stadio. "Ci mancano le basi. Non sappiamo neanche più cantare l'Inno
nazionale. Quando lo cantano allo stadio... una tortura". E le Chiese:
"Negli altri paesi se vanno in Chiesa cantano". Tocca alla scuola.
Che "deve darti la curiosità, la voglia fi scoprire ". E la musica è
una risorsa preziosa. "Forma gusto e carattere. Ed è il collante per le
altre arti e conoscenze, dalla filosofia alla letteratura. L'ho detto al
ministro dell'Istruzione, spero riscopra la musica". Non è un nostalgico
ritorno al passato. Perché chi parla ama la tecnologia. Ma "un conto è
poter vedere un'opera in Dvd, sceglierla, un altro è l'Ipod, una scatolina che
è la scorciatoia per la pigrizia mentale". Il pentagramma "Le note
sono disciplina, formano il carattere e il gusto. Un errore trascurare la
musica, è un'ottima insegnante" Paola D'Amico pdamico@corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09
num: - pag: 4 categoria: BREVI Scuola Il primo giorno La cerimonia Il ministro
Mariastella Gelmini ha
inaugurato l'anno scolastico a Segrate con il prefetto Gian Valerio Lombardi,
il direttore dell'ufficio scolastico regionale Anna Maria Dominici e il sindaco
Alessandrini.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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Corriere
della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag:
4 categoria: BREVI La festa tra i bambini Il ministro Gelmini ha proposto ai
genitori "un patto per la scuola, istituzione centrale per il Paese".
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE Alle elementari Schweitzer di Segrate In fila con le
nuove divise Primo giorno di scuola La sfilata del ministro Emozione da primo
giorno e curiosità per le novità annunciate. Parte così l'anno scolastico dei
240 alunni della scuola elementare Enrico Fermi, istituto comprensivo Albert
Schweitzer di Segrate dove a salutare i 42 primini è arrivata il ministro all'istruzione MariaStella Gelmini. Che ha anche tenuto a battesimo anche le nuove divise
scolastiche disegnate "su misura" dalla cooperativa Alice del carcere
di San Vittore. A indossare le divise, magliette rosse e gonne o pantaloncini
blu, solo una delle due prime dell'istituto di Segrate: "una
sperimentazione - dice la preside Giuliana Borgnino - decisa quando
abbiamo saputo del progetto della.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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Corriere della Sera
- MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-09 num: - pag: 4
categoria: REDAZIONALE La Gelmini: un patto per
l'istruzione La mia riforma? Farà risparmiare Il ministro a Segrate: ho trovato
una situazione al collasso "Piena sintonia con la Moratti. è stata l'unica
ex ministro dell'istruzione a varare una riforma che in parte adotterò"
L'intenzione era sicuramente lodevole. Ma quando i primini dell'istituto
comprensivo Schweitzer di Segrate hanno intonato In Fila per Tre di Edoardo
Bennato in onore del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
tra i presenti è corso un brivido. Il testo della canzone, un vero inno di
protesta contro l'educazione autoritaria, è suonato come un'ironica presa di
distanza dalle parole d'ordine del ministro: disciplina, rigore, impegno e
serietà. Mariastella Gelmini sceglie Segrate per il
suo primo giorno di scuola. I bambini della prima in divisa rossa e blu,
confezionata da una cooperativa di detenute di San Vittore, gli altri con i
grembiulini bianchi e neri. Una scuola che ha risposto alla richiesta del
ministro. "La sperimentazione con la divisa - ha spiegato la preside
Giuliana Borgnino - riguarda i 42 bambini della prima e durerà un anno. Poi
decideremo cosa fare e ne parleremo con il ministro Gelmini". "Ho suggerito a
molte scuole di tornare alla divisa replica il ministro - non solo per il
decoro, ma anche perché rende più semplice la vita delle mamme". Sul palco,
la Gelmini è evidentemente
emozionata, ma per nulla incline a cambiare rotta, nonostante gli attacchi del
centrosinistra e qualche fischio da parte di esponenti di Rifondazione al suo
arrivo: "La riforma serve solo per risparmiare soldi". Il
ministro difende le sue scelte, riconferma la bontà del maestro unico
nonostante le critiche di Umberto Bossi ("Un decreto votato all'unanimità
dal Consiglio dei ministri " dice la Gelmini) e
assicura che il risparmio permetterà di incrementare il tempo pieno, dice che
"l'insegnamento non è per tutti" ma solo per chi lo coltiva come una
missione, attacca i passati governi per aver portato la scuola sull'orlo della
bancarotta trasformandola in uno "stipendificio". Tra i passati
ministri dell'Istruzione salva solo Letizia Moratti: "La Moratti ha fatto
un grande lavoro. Ha approvato una riforma che voglio riprendere in molti
punti. Sono in piena sintonia con il sindaco di Milano". La cerimonia
continua. Con lei sul palco ci sono il prefetto Gian Valerio Lombardi, il direttore
generale dell'ufficio scolastico regionale Anna Maria Dominici e il sindaco di
Segrate Adriano Alessandrini. La Gelmini fa l'appello
della prima elementare. I bambini cantano la seconda canzone. "L'amico
è" di Dario Baldan Bembo. Questa volta nessun incidente di percorso. Il
ministro, alla fine, si rivolge ai genitori e chiede "un patto per la
scuola". "Perché la scuola è centrale per lo sviluppo del Paese,
sviluppo civile e sociale. Il Paese deve condividere questo giorno così importante
". Maestro unico Il ministro difende le sue scelte e conferma la bontà del
maestro unico nonostante le critiche di Bossi Maurizio Giannattasio Annachiara
Sacchi.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE In una scuola di Segrate Il ministro: i precari? Troppi, li
riqualificherò E i bimbi la accolgono con un inno ironico SEGRATE - Nella
scuola non c'è posto per gli oltre centomila precari in graduatoria. Il ministro Mariastella Gelmini sceglie Segrate per inaugurare l'anno scolastico ( nella foto).
Accoglienza con gaffe. I bambini della prima elementare, in divisa blu e rossa
come ha chiesto più volte il ministro, accolgono la Gelmini intonando "In fila per tre" di Edoardo Bennato, l'inno
generazionale contro la scuola autoritaria degli anni 70. Il coro è
sembrato un'ironica presa di distanza dalle parole d'ordine del ministro:
disciplina, rigore, impegno e serietà. Parole ribadite più volte ieri. Come è
stata ribadita la difficile situazione dei precari nella scuola: "Negli
ultimi anni la scuola ha accumulato un numero impressionante di precari -
attacca la Gelmini -. Li abbiamo ereditati dai precedenti
governi, ma è evidente che il sistema non è in grado di assorbirli".
Assicura però che il governo è al lavoro per trovare una soluzione: "Non
escludo che si dovranno creare nuove figure professionali e non solo per la
scuola. Ci stiamo lavorando con Brunetta, Bondi, Sacconi e Brambilla". Gli
aspiranti maestri come operatori turistici? A dissipare il dubbio è la stessa Gelmini: "Stiamo lavorando sul settore della
cultura". E il sottosegretario Michela Vittoria Brambilla conferma:
"Macché operatori del turismo. Stiamo pensando a corsi di formazione o a
titoli di laurea in cultura dell'ospitalità". Maurizio Giannattasio.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 2 categoria:
REDAZIONALE L'intervista Il sottosegretario del Carroccio: ora contano i
risultati Castelli: i nostri voti sono determinanti Vorrei che gli alleati lo
ricordassero ROMA - Sottosegretario Roberto Castelli, più ci si avvicina al
federalismo e più c'è il sospetto che qualcuno voglia frenare, sopire,
troncare. Insomma, sabotare. "Sospetto? La certezza. Noi della Lega lo
sosteniamo da sempre. Non siamo così ingenui da pensare che si possa a
abbandonare un sistema centralista senza incontrare fierissime resistenze
". Resistenze che arrivano anche dal centrodestra. "L'area
centralista è trasversale. Ma intorno al federalismo c'è un vasto consenso,
anch'esso trasversale. Ci sarà uno scontro culturale oltre che politico".
Sui giornali c'è chi teme che la service tax calderoliana aumenti gli esborsi
dei cittadini. "Come si fa a dire una cosa del genere? è ovvio che nel
complesso la pressione fiscale non aumenterà. Sul Giornale si dice che non si
capisce cos'è? Evidentemente è il solito giornalista centralista". Ma la
convince la service tax? "Il nome è immaginifico, ma il concetto è chiaro.
Peraltro, non trovavo nulla di scandaloso neanche nell'Ici: un conto è averlo
in un sistema centralista, un altro in uno federalista. Ma quello che conta è
che i Comuni abbiano una loro capacità impositiva ". Berlusconi pare non
abbia una gran fretta, che voglia temporeggiare. E La Russa si è precipitato a
spiegare che il partito guida al Nord è il Pdl non la Lega. "Berlusconi ha
sempre rispettato gli impegni e non dubitiamo che sia ancora così. Quanto ad
An, ricordo che il federalismo fiscale è nel programma di governo. Comunque
stiamo arrivando al redde rationem e tutti cercano di posizionarsi nelle loro
trincee". Anche la Lega. "Ricordo sommessamente che dal 2001 al 2006
il nostro voto non era determinante. Avevamo un potere di moral suasion, almeno
quando l'Udc non faceva le bizze. Ma le cose sono cambiate". è una
minaccia? "Non voglio fare veti o ultimatum. Registro solo che ora i
nostri voti sono determinanti in Parlamento. Va bene l'amicizia, ma quel che
conta ora sono i risultati". E il caso Gelmini? Bossi definisce il ministro
"incompetente" e preferisce tre insegnanti a uno. "Non saprei.
Ho avuto un maestro unico e mi sono trovato benissimo. Ma conosco altri che ne
hanno avuto tre e che si sono trovati altrettanto bene ". E sulla
giustizia? Fu lei a bocciare i braccialetti elettronici che il nuovo
Guardasigilli vuole introdurre. "Allora erano costosissimi e inefficienti.
Ma è stato otto anni fa e il ministro assicura che ci sono progressi. Non ho
motivo di dubitarne". Alessandro Trocino.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 3 categoria:
REDAZIONALE Il retroscena L'offensiva lumbard sul Pdl preoccupa il Cavaliere:
intesa preliminare di ferro su giustizia e Europee Sfida del Nord tra Silvio e
Umberto "La Lega non pensi di muoversi da sola" Federalismo fiscale,
il premier a Tremonti: approvarlo subito? Devo pensarci La possibile
reintroduzione dell'Ici ha irritato il presidente del Consiglio: mi fa
inorridire l'idea che i cittadini pensino che gli metteremo le mani in tasca SEGUE
DALLA PRIMA Come vadano le cose nel centrodestra, l'ha spiegato il ministro
Scajola a Bobo Craxi durante una chiacchierata questa estate: "Tra noi c'è
chi si affatica inutilmente pensando al futuro. In realtà non ci sono
alternative a Berlusconi. La storia poi che lui pensi al Quirinale non esiste:
governerà più a lungo del re Sole". Se andrà così è da vedere. Quanto al
presente, l'ultimo sondaggio che Ipsos ha inviato al Pd testimonia però che la
"luna di miele" del Cavaliere con il Paese non è terminata, anzi. Gli
italiani che "scommettono" sulla vittoria del centrodestra anche alle
prossime elezioni sono saliti dal 48,4% di fine luglio al 59,8% di inizio
settembre. Il giudizio positivo sull'operato del governo è passato dal 52,1% al
56,1%, con il Cavaliere che è schizzato dal 52,5% al 58,2%. E il Pdl non ha
risentito per l'avanzata della Lega, progredendo nei consensi fino al 36,7%. I
dati non hanno sorpreso i dirigenti del Pd: "Basti pensare - spiegava
giorni fa il veltroniano Tonini - ai cavalli di battaglia di Berlusconi. I
rifiuti in Campania e Alitalia sono due questioni che avremmo dovuto risolvere
quando eravamo noi al governo". Ma paradossalmente, proprio il fatto di
essere il dominus della politica con un'opposizione in crisi, scesa al 26,6% di
giudizi positivi - si sta ritorcendo contro il premier, costretto a
fronteggiare polemiche quotidiane: da quelle estemporanee ma pesanti provocate
dalle parole del sindaco di Roma Alemanno e dal ministro La Russa sul fascismo
e sulla Rsi, a quelle meditate e mirate del Carroccio. In ballo c'è il
federalismo fiscale, una partita all'ombra della quale si giocano gli equilibri
della coalizione e i futuri assetti di potere. Il Cavaliere pensava di dettare
i tempi, invece la Lega ha innescato il timer, aprendo più fronti polemici.
Raccontano di un Berlusconi per metà infastidito e per metà preoccupato, non
certo per la tenuta della coalizione quanto per l'immagine del governo e per i
rapporti con il Carroccio. Le mosse leghiste hanno fatto saltare la sua
strategia comunicativa. è dovuto intervenire per difendere il ministro dell'Istruzione Gelmini dall'ennesimo attacco di Bossi, e ha dovuto smentire la
reintroduzione dell'Ici: "Solo l'idea che i cittadini possano pensare che
noi gli metteremo le mani in tasca mi fa inorridire". Non vuole alzare il
livello dello scontro ma non può far finta di nulla, "spero solo - ha
detto ieri - che finita l'estate siano finite anche certe esternazioni".
Il punto è che non è finita, anzi è appena iniziata la sfida per il primato al
Nord. L'anno prossimo, politicamente cioè domani, le Amministrative saranno se
possibile un test ancora più importante delle Europee, perché varranno come
prova generale per le successive elezioni Regionali. Bossi era stato esplicito
con Berlusconi ancor prima del varo del governo: allora chiedeva un governatore
per il Carroccio tra Veneto e Lombardia; oggi mette l'ipoteca sul dicastero
dell'Istruzione qualora la Gelmini venisse candidata
al Pirellone. "Competition is competition", la regola vale anche nel
centrodestra. E nella competizione la Lega si è impadronita di tre temi
politici di prima grandezza, così da usarli come moltiplica di consensi:
sicurezza, immigrazione e, appunto, federalismo fiscale. Berlusconi avverte il
rischio, sostiene che "la Lega è un alleato indispensabile ma non può
pensare di muoversi in proprio ": "Il federalismo fiscale non è solo
una loro bandiera, ma un obiettivo di tutto il centrodestra. E va fatto
nell'interesse di tutto il Paese". Fino a che punto il Cavaliere scarichi
le proprie tensioni su Tremonti, elemento di raccordo con il Carroccio, è
questione per ora secondaria. E sull'invito del titolare dell'Economia a dare
il via libera presto al federalismo fiscale per interrompere lo stillicidio,
prende tempo: "Devo pensarci". Così questa settimana il Consiglio dei
ministri potrebbe al massimo avviare un "esame preliminare " sul
testo. Il Cavaliere vuol vederci chiaro sul merito e sul metodo del progetto, e
soprattutto insiste per un accordo "preliminare e di ferro" sulle
questioni che gli stanno a cuore: la legge elettorale per le Europee "con
sbarramento alto e senza preferenze"; e la riforma della giustizia, che
andrebbe approvata "insieme al federalismo fiscale". E qui sorge il
problema che è stato sottoposto all'attenzione di Berlusconi e che non è di
facile soluzione. Quanto varrebbe l'accordo "di ferro" già a gennaio?
Perché il federalismo fiscale è un disegno di legge delega collegato alla
Finanziaria: una volta licenziato dal Parlamento, entro fine anno, spetterà al
governo varare i decreti legislativi. Insomma, l'eventuale braccio di ferro sui
contenuti della riforma si sposterebbe in Consiglio dei ministri. Da quel
momento la Lega si troverebbe in una posizione di forza, e potrebbe giocare al
rilancio con Berlusconi su due tavoli. Su quello parlamentare, per esempio,
dato che è impensabile l'approvazione della riforma della giustizia entro fine
anno. Ma soprattutto sul tavolo politico: dalle nomine ai candidati sindaci nel
Nord, le richieste del Carroccio potrebbero diventare esose per il Cavaliere, e
magari Bossi potrebbe minacciare corse solitarie in alcuni comuni. è difficile
pensare che il Senatur possa mettere in pratica la teoria delle "mani
libere", Berlusconi lo definisce sempre un "fedele alleato". Ma
se vuol "vederci chiaro" è perché fidarsi è bene... Popolarità in
crescita Per un sondaggio Ipsos il giudizio positivo sul capo del governo è
salito dal 52 al 58% tra luglio e settembre. E anche il Pdl cresce Francesco
Verderami.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 categoria:
REDAZIONALE Il ministro: rispetto anche per i militari della Rsi. Stop del
presidente. Scuola, Berlusconi difende la Gelmini Salò, Napolitano contro La Russa
Alemanno e il fascismo, Veltroni lascia il museo dell'Olocausto ROMA -
Sessantacinque anni dopo l'8 settembre 1943, il ministro della Difesa Ignazio
La Russa ricorda "i militari della Repubblica Sociale" che
"combatterono per la patria " e quindi "meritano rispetto
": sullo stesso palco, il presidente della Repubblica Giorgio
Napolitano elogia la Resistenza e coloro che "non aderirono a Salò ".
Dopo la frase del sindaco Alemanno - "Il male assoluto sono state le leggi
razziali e non il fascismo" -, il leader del Pd Walter Veltroni si dimette
dal Museo della Shoah: "Non posso rimanere in un comitato presieduto da
Alemanno". Sulla scuola il ministro Gelmini,
attaccata da Bossi, viene difesa da Berlusconi. DA PAGINA
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num: - pag: 2 categoria:
BREVI Gli scontri 1 "Non ha mai fatto l'insegnante" è il 4 luglio. Bossi attacca: "La Gelmini... Mettono a fare i ministri gente che non ha mai fatto
l'insegnante" 2 "Scuola fabbrica di stipendi" Il 14 agosto
Bossi: "Decidiamo se la scuola è fabbrica di stipendi o al servizio delle
famiglie" (foto classe negli anni 30) 3 "Il maestro unico rovina i
bambini" Il 6 agosto Bossi: "Si deve risparmiare, ma un solo
insegnante rovina i bambini". La replica: "Confusione mentale".
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
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- NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-09 num:
- pag: 2 categoria: REDAZIONALE Accuse di Bossi alla Gelmini Berlusconi si schiera con lei "Rilancia la scuola, bene il
maestro unico". Sostegno anche da An La responsabile dell'Istruzione: il
mio lavoro parla per me Scelta pedagogica quella di un solo insegnante ROMA -
Finora si poteva parlare solo di "schermaglie". Ma da quando
Umberto Bossi ha alzato il tono, e lo stesso ha fatto Silvio Berlusconi, il
duello tra Lega e Pdl è diventato l'argomento del giorno nella maggioranza. Il
leader del Carroccio aveva detto cose giudicate "eccessive" sulla Gelmini, apostrofandola come incompetente sulla scelta del
maestro unico, e il presidente del Consiglio ha scelto di replicare con
altrettanta forza. Così, approfittando del messaggio di auguri per l'inizio
dell'anno scolastico, ha difeso a spada tratta l'operato del ministro
del-l'Istruzione: "Si sta impegnando a fondo per rilanciare la scuola
avendo come primo obiettivo quello di fornire agli studenti un'educazione di
qualità ". Come dire, altroché incompetente. E, per essere più preciso, ha
blindato tutte le scelte fatte finora dalla Gelmini,
compresa quella contestata da Bossi: "L'educazione civica, il voto in
condotta, il ritorno del voto al posto del giudizio, oltre al principio del
maestro unico, che non farà certo venir meno il tempo pieno e che verrà affiancato
dagli insegnanti per lo studio delle lingue straniere ". A difendere la Gelmini è anche il ministro della Difesa, Ignazio La Russa,
che definisce "saggia" la decisione del maestro unico "già presa
dal Consiglio dei ministri". Mentre un altro esponente di An, come il
vicecapogruppo del Pdl alla Camera, Italo Bocchino, parla di "ingenerose
critiche di Bossi, frutto più di un problema di equilibri politici in Lombardia
tra gli uomini di Forza Italia e quelli della Lega". Per Daniele Capezzone,
portavoce di Forza Italia, "gli attacchi rivolti al ministro testimoniano
in chi li rivolge il rischio di una deriva immobilista e conservatrice".
Insomma, il Pdl fa quadrato attorno alla Gelmini. Che
del resto si difende anche da sola. Il giorno prima aveva parlato di
"confusione mentale di Bossi ". E ieri ribatte: "Parla per me il
mio lavoro. La scuola elementare funzionava con i tre maestri e funzionerà con
il maestro unico. Questa scelta risponde ad un'esigenza pedagogica. Il bambino
nei primi anni della scuola ha bisogno di avere nel maestro un punto di
riferimento " Ma la scuola è solo uno dei punti di frizione tra il Pdl e
il Carroccio. La vera posta in gioco è il federalismo, vale a dire la bandiera
della Lega. Umberto Bossi vorrebbe sbandierarla già dal prossimo weekend,
quando si ripeterà il rito dell'ampolla alle sorgenti del Po. In altre parole,
il sogno padano è quello di ottenere il via libera al testo sul federalismo già
giovedì, in un apposito Consiglio dei ministri. Roberto Maroni lancia un
avvertimento: "Bossi ha fretta". R. Zuc. GUARDA il video con le
dichiarazioni del ministro Gelmini su www.corriere.it.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Prima Pagina - data: 2008-09-09 num: - pag: 1 autore: di
MASSIMO FRANCO categoria: BREVI CREPE DI GOVERNO P robabilmente è tutta colpa
del "vento del Nord". Ha soffiato troppo forte, alle elezioni del 13
e 14 aprile. Ha gonfiato le bandiere verdi della Lega in un modo così vistoso
da mettere in tensione i rapporti fra Silvio Berlusconi ed il partito di
Umberto Bossi. La "luna di miele" del premier con l'Italia fa
concorrenza a quella che il capo dei lumbard vuole perpetuare con la
"sua" Padania. Il risultato è un braccio di ferro a intermittenza,
che finisce per trasmettere l'immagine di una coalizione senza avversari
esterni, eppure litigiosa; percorsa da nervosismi che si proiettano su tutto il
centrodestra. Non ci sono segnali di rottura, ma di confusione sì. Qualcuno
prevede che possano sparire d'incanto entro qualche giorno: quando palazzo
Chigi, si dice, licenzierà il provvedimento sul federalismo fiscale che sta a
cuore a Bossi ed ai suoi ammini-stratori locali. A quel punto, forse, finiranno le critiche leghiste al ministro berlusconiano
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, ricambiate duramente. Si chiariranno del tutto i malintesi sul
"braccialetto " per i detenuti. E magari la Padania smetterà di
evocare un Carroccio costretto a "mettere pace fra i duellanti"
Roberto Formigoni, Letizia Moratti e Giulio Tremonti sull'Expo del
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- ROMA - sezione: Tempo Libero - data: 2008-09-09 num: - pag: 11 categoria:
REDAZIONALE L'INCHIESTA La "disfatta della scuola" raccontata da
Giovanni Floris Domani alle 10, al liceo scientifico statale Isacco Newton,
viale Manzoni 47, viene presentato il libro di Giovanni Floris (foto) "La
fabbrica degli ignoranti. La disfatta della scuola italiana" (Rizzoli).
Intervengono con l'autore Giuliano Amato, Mariastella Gelmini. Modera Federico Geremicca. Anni
di commissioni, dibattiti, analisi, riforme e controriforme non hanno
migliorato la scuola italiana. Nella sua nuova inchiesta, Giovanni Floris
racconta come si forma (o non si forma) un professore, confronta status, stipendi,
impegni degli insegnanti e ci rivela i costi occulti del fenomeno dell'abbandono
scolastico.
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-09 num: - pag: 37
categoria: BREVI Interventi e Repliche L'acqua minerale e dei rubinetti Ho
seguito con interesse l'acceso dibattito sul Corriere del 3 settembre tra
Giavazzi e Cofferati. Su un solo aspetto pare siano d'accordo: l'acqua potabile
è qualitativamente confrontabile all'acqua minerale. è mio dovere ribadire
quanto sia scientificamente falso questo paragone. L'acqua minerale è pura
all'origine, proviene da un giacimento protetto e incontaminato, è
imbottigliata alla sorgente e non è mai soggetta a trattamenti di
potabilizzazione. L'acqua potabile- visti i forti consumi pro capite - proviene
da laghi, fiumi e pozzi e deve sempre essere disinfettata (in Italia con il
cloro). Non so se i torinesi berrebbero l'acqua dei loro rubinetti, se
sapessero che proviene anche dal Po o se in molti Comuni italiani sapessero di
bere acqua per cui è stata concessa deroga ai limiti di legge per arsenico o
nitrati. Sul Corriere del 15 agosto, si è dato conto di un primo screening
effettuato dall'Università Federico II di Napoli sulla qualità dell'acqua
potabile: sono stati rilevati contaminanti di origine antropica
(tetracloroetilene e tricloroetilene) e derivati della clorazione (alometani,
cloroformio, bromoformio) indiziati di provocare tumori, in caso di assunzione
continuativa. Attendiamo con curiosità le conclusioni dello studio. Ettore
Fortuna Presidente Mineracqua Welby: il distacco del respiratore Quale moglie del
defunto Piergiorgio Welby, in relazione alla didascalia relativa a Piergiorgio
Welby a margine dell'articolo apparso sul Corriere del 7 settembre titolato
"L'anti Welby: meglio morire", ove si afferma che Piergiorgio "è
morto il 20 dicembre del 2006 dopo una iniezione letale", preciso quanto
segue. Piergiorgio Welby, dopo una battaglia condotta insieme agli amici
Radicali dell'Associazione Luca Coscioni è deceduto il 20 dicembre del
( da "Corriere della Sera" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Due Minuti - data: 2008-09-09 num: - pag: 56 categoria:
BREVI Oggi su www.corriere.it Internet Facebook cambia: proteste Debutto
posticipato per la discussa versione "beta". Commenta la notizia nel
blog "Vita digitale". Scuola Maestro unico, è giusto? è polemica per il piano del ministro Gelmini. Votate online. Musica La Beatles-terapia Le canzoni dei
"Fab Four" per far riemergere ricordi ed emozioni. Multimedia Britney
alla riscossa La Spears pigliatutto agli Mtv Awards dopo il fiasco del 2007.
Stati Uniti La ragazzina e le armi A 11 anni smonta e rimonta un fucile in
appena 53 secondi: fa discutere il record di una teenager. Berlino La
metrò profumata Nuove fragranze nelle carrozze per combattere i cattivi odori.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore
sezione: PRIMA data: 2008-09-09 - pag: 1 autore: ... PRIMO GIORNO DI SCUOLA ...
La promessa del ministro: meno insegnanti pagati meglio di Luigi Illiano e
Angela Manganaro I l ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, inaugura l'anno scolastico in
Lombardia facendo l'appello dei bambini di prima elementare che entrano in
classe con la divisa: maglietta a manica lunga azzurra con gonna o pantalone;
in inverno, gilet rosso. La scuola di Segrate che la ospita ha seguito l'invito
ministeriale del grembiule, lei ha detto di essersi emozionata. Oggi
potrebbe incassare una conferma alle sue tesi dal rapporto Ocse sull'istruzione.
Da Londra, si anticipa: "Nella scuola secondaria l'Italia spende molto
denaro. Paga però molti professori dando loro uno stipendio molto basso".
I soldi insomma ci sono: il problema è come vengono spesi. La scuola, per il
ministro, è "uno stipendificio". La Uil ribatte: stipendi da fame. Si
arriva a conclusioni opposte ma un dato è certo: almeno 200mila precari
(docenti e non) che difficilmente approderanno al posto fisso (l'ultimo
concorso nel 2000). Gelmini pensa a "nuove figure
professionali": valuterà la cosa con i colleghi Bondi, Brunetta, Brambilla
e Sacconi, per cercare sbocchi nei Beni culturali, Pa e turismo. Servizi u
pagina
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-09 - pag: 17 autore: Il segnale
leghista è forte, la risposta è la leadership N el momento in cui ha difeso il
suo ministroGelmini sul progetto del maestro unico,
Silvio Berlusconi ha compiuto un passo politico da non sottovalutare. Ha scelto
di non arretrare di fronte alle asprezze di Bossi e all'evidente desiderio
leghista di menar le mani all'interno della coalizione. Il presidente del
Consiglio ha chiarito che lui, nella polemica sulla scuola, è dalla parte di
chi regge la Pubblica istruzione. Tanto più che Berlusconi è molto affezionato
all'idea del maestro unico – come quasi tutti coloro che hanno vissuto in anni
lontani quell'esperienza. Ma è non è solo una questione sentimentale. è un nodo
politico piuttosto serio, il più insidioso da quando è nato il governo. Per la
prima volta dopo i fatidici "cento giorni" qualcosa scricchiola nel
centro-destra, dove il rapporto fra il Partito della libertà e la Lega rimane
il punto cruciale in grado di decidere il successo o il fallimento della
legislatura. Il nervosismo di Bossi lo ha ben descritto Ugo Magri sulla
"Stampa" di ieri. E non riguarda solo la Gelmini, come è ovvio, anche se
prendersela con lei ha voluto dire mettere in grave imbarazzo direttamente
Berlusconi. Questo il leader leghista lo sapeva benissimo e nonostante ciò è
andato avanti con le sue contumelie. Perché? Le ragioni fornite dagli
osservatori riguardano la frustrazione del Carroccio che attende il via libera
alla bozza Calderoli sul federalismo fiscale; ma toccano anche i timori
della base leghista (sindaci, amministratori locali ai diversi livelli) di
fronte alle incognite del provvedimento, a cominciare dalla misteriosa
"tassa di servizio" che dovrebbe sostituire l'Ici. I motivi possono
essere tanti, ma tutti indicano che Bossi ha concluso la luna di miele. è
chiaro che non intende mettere a rischio il suo elettorato, in vista delle
prossime scadenze elettorali, mentre Berlusconi consolida la propria immagine
nei bagni di folla permanenti che hanno scandito l'estate. L'attacco alla Gelmini è un segnale, ma particolarmente brutale.
Soprattutto perché la Lega, nei suoi territori nordisti, svolge anche un ruolo
di "sindacalista" dell'elettorato. Nel senso che tutela i suoi voti,
quasi uno per uno. E dunque, se un progetto fa perdere posti di lavoro ai
maestri elementari, Bossi cerca di opporsi. Si dirà che le questioni sono
destinate ad accomodarsi con il compromesso finale sul federalismo. Ed è
senz'altro vero: tutte le mosse leghiste hanno come fine la grande riforma cui
lavora Calderoli. Ma è nella mentalità di Bossi aprire altri fronti e tenere
sotto pressione gli interlocutori, ossia Berlusconi, fin quando non otterrà il
risultato ambito. L'effetto, s'intende, può essere negativo o addirittura
devastante per il governo; ma di questo il capo leghista si cura poco, anzi gli
sembra di rafforzare il proprio potere contrattuale. In verità il presidente
del Consiglio avrebbe più di una ragione di preoccuparsi. Anche perché
l'esperienza del passato insegna qualcosa. Il precedente governo della destra,
fra il 2001 e il 2006, si arenò sulle difficoltà incontrate dal premier
nell'esercizio della sua leadership. Ora il quadro è cambiato, ma non è mutato
il dato politico di fondo. Berlusconi dovrà esercitare una leadership forte e
percepita come tale non solo e non tanto dagli italiani, quanto dai soci della
sua coalizione. Dove non c'è più Casini, ma c'è un Bossi che si sente in ascesa
e sta giocando la sua partita più importante. www.ilsole24ore.com Online
"Il Punto" di Stefano Folli 7 il PUNTO DI Stefano Folli Per il
Carroccio la luna di miele è finita e Berlusconi deve evitare le trappole del
2001-2006.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-09 - pag: 34 autore: Le reazioni.
Sindacati pronti alla mobilitazione Berlusconi difende il maestro unico
"Buon lavoro al ministro dell'Istruzione Maristella Gelmini, che si sta impegnando a fondo
per rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli
studenti un'educazione di qualità". Il presidente del Consiglio Silvio
Berlusconi approfitta dell'apertura dell'anno scolastico in Lombardia per
inviare un messaggio di auguri agli studenti. E per assicurare il
sostegno al ministro e al suo progetto di ritorno al maestro unico alle
elementari, dopo gli attacchi rivolti domenica dal leader del Lega Nord Umberto
Bossi. Il premier elogia il ministro "che si sta impegnando a fondo per
rilanciare la scuola avendo come primo obiettivo quello di fornire agli
studenti un'educazione di qualità", e difende "il principio del
maestro unico, che non farà certo venir meno il tempo pienoe che verrà
ovviamente affiancato dagli insegnanti per lo studio delle lingue
straniere". Acqua sul fuoco delle parole di Bossi, nelle quali Italo
Bocchino (Pdl) legge il timore che Gelmini
"conquisti troppa visibilità e troppa autorevolezza, a tal punto da poter
essere un buon candidato addirittura per il Pirellone, dove il Senatùr vorrebbe
mandare un suo uomo ". La riforma della scuola primaria rischia così di
riflettersi sugli equilibri politici interni alla maggioranza. "C'è una
certa insoddisfazione per come si sta muovendo l'azione di Governo, ma non una criminalizzazione
del ministro" spiega l'eurodeputato della Lega Mario Borghezio. Per il
segretario dell'Udc Lorenzo Cesa, "c'è un problema di fondo, e forse il
ministro non se ne è resa conto: nel Dpef le hanno portato via le
risorse". Osservazioni simili a quelle del ministro dell'Istruzione del
Governo ombra Maria Pia Garavglia: "Il Governo, che prima di agosto ha
tagliato dissennatamente con un decreto le risorse per il settore, appare ora
diviso. Se i dubbi che ora la Lega manifesta fossero usciti prima, al momento
della fiducia al decreto 112, forse avremmo potuto vivere l'inizio dell'anno
scolastico con più tranquillità". I sindacati (Cgil, Cisl, Uil, Snals e
Gilda) si preparano nei prossimi giorni a un confronto con il ministro su tutti
gli aspetti del piano programmatico, mentre Unicobas e Cobas hanno già
proclamato lo sciopero (il 3 e il 17 ottobre). D.Aq.
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-09 - pag: 34 autore: Istruzione.
All'avvio delle lezioni il ministro insiste sui tagli decisi dalla manovra,
pari a 7 miliardi in tre anni Alla scuola il 30% dei
risparmi La Uil: stipendi inadeguati - Gelmini replica: gli insegnanti sono troppi Angela Manganaro MILANO
Inizia l'anno scolastico all'istituto Schweitzer di Segrate, a un passo da
Milano, guardando sfilare i bambini della prima elementare con la divisa e
quelli più grandi con il grembiule, una delle sue "raccomandazioni".
Poi, il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
spiega come immagina il futuro degli insegnanti con il contratto a tempo
determinato: "Non escludodi pensare a nuove figure professionali nella
scuola e non solo: ne sto parlando con Bondi, Brunetta, Sacconi e
Brambilla". Traslochi in altre amministrazioni, nei beni culturali, nel
turismo? Chissà. Gelmini parte da una premessa:
"La scuola non è in grado di assorbire tutti i precari. è un problema
pesante: non possiamo aumentare il precariato illudendo le persone. La scuola
non può assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari che poi
riesce a pagare. Quest'anno abbiamo assunto 25mila precari in ruolo, non si
poteva fare di più". Precisa però che l'insegnamento è "una missione
", un mestiere che "non possono fare tutti". In tv Gelmini dice che la scuola è uno "stipendificio "
ma gli insegnanti sono "sottopagati senza nemmeno la possibilità di
avanzare nella carriera, se non per anzianità "; annuncia che il 30% degli
oltre 7 miliardi risparmiati in tre anni con la Finanziaria saranno investiti
in premi ai docenti più bravi, accorpamento delle classi, ammodernamento delle
strutture. Difende la scelta del maestro unico e assicura che il tempo pieno
sarà potenziato del 50 per cento. A Fiuggi, intanto, la Uil diffonde
un'indagine da cui risulta che lo stipendio degli insegnanti dal
( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-09-2008)
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Il Sole-24 Ore
sezione: NORME E TRIBUTI data: 2008-09-09 - pag: 34 autore: Il progetto
Carriera dei docenti in tre fasi Praticantato e concorso pubblico prima di
poter insegnare. Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini ha ricordato ieri di "aver
insediato una commissione che sta trovando una diversa modalità di formazione
per i docenti della scuola secondaria". Si tratta della revisione del
sistema di reclutamento contenuto nel testo del disegno di legge 953, che verrà
ripreso in esame nei prossimi giorni dalla Commissione cultura della Camera.
Il Ddl 953, presentato a luglio dal presidente della stessa Commissione,
Valentina Aprea (Pdl), contiene norme in materia di autogoverno delle
istituzioni scolastiche, libertà di scelta educativa delle famiglie e riforma
dello stato giuridico dei docenti. Oltre a una gestione delle scuole affidata
alle Regioni - fermo restando la riserva dello Stato sulla definizione dei
livelli essenziali di prestazione- il progetto prevede il coinvolgimento degli
istituti nel reclutamento dei docenti e uno sviluppo meritocratico della
carriera professionale. Le assunzioni avverranno tramite concorsi di istituto
solo sugli effettivi posti liberi e in base alle risorse professionali
necessarie alla realizzazione del Piano di offerta formativa di ogni scuola. Ai
bandi di selezione potranno partecipare coloro che sono in possesso di una
laurea abilitante e che hanno già svolto un anno di "inserimento formativo
al lavoro" presso un'istituzione scolastica. Previsti inoltre tre livelli
di docenti: praticanti, ordinari ed esperti. Ai tre livelli di carriera
corrisponderanno anche diversi livelli retributivi.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del 2008-09-09 pagina 4 Gli alunni in festa per la Gelmini "Grazie per il rigore e la serietà..." di Augusto
Pozzoli Segrate, il ministro allo Schweitzer: "Ritorneremo alla
qualità..." Pochi minuti a mezzogiorno, Mariastella Gelmini entra nella seconda A
dell'Istituto comprensivo Schweitzer di Segrate per l'ultimo incontro con una
classe di studenti al primo giorno di scuola. Una mattinata per portare
il suo saluto e il suo augurio. Il ministro ha iniziato la sua visita al plesso
delle elementari dove l'attendevano accanto al sindaco Adriano Alessandrini, il
direttore scolastico regionale Anna Maria Dominici e quello provinciale Antonio
Lupacchino e il prefetto Lombardi. A fare gli onori di casa, la dirigente
scolastica Giuliana Borgnino che ha subito schierato i suoi allievi, le bimbe
con grembiule bianco, i maschietti con casacchina nera. "Noi - ha detto la
dirigente rivolgendosi al ministro - il grembiule l'abbiamo da sempre.
Apprezziamo la sua presenza anche per i valori che lei sta sottolineando per la
scuola: rigore e serietà". Un concetto che ha poi ripreso anche il
direttore regionale Dominici. Poi il lancio dei palloncini, grappoli rossi,
bianchi e verdi che si sono alzati in cielo tra le grida di gioia. Quando la Gelmini ha preso la parola era commossa. "Sono
emozionata - ha esordito -. Anche per me è il primo giorno di scuola. Lavorerò
per voi, perché si torni a una scuola di qualità". Poi il rito
dell'accoglienza dei "primini", il primo appello, con la divisa rosso
blu confezionata dalle detenute di San Vittore. I bimbi chiamati a uno a uno
per nome dallo stesso ministro e dal sindaco. Ogni volta che un bimbo sentiva
il suo nome, alzava la mano. A questo punto è arrivato il momento per gli
alunni di raggiungere la propria aula. Tutti sui loro banchi, per un altro
anno. Un altro anno di scuola a tempo pieno. Prima di lasciare il plesso
Mariastella Gelmini ha voluto fare un altro giro per
le classi. Il resto della mattinata è trascorso a visitare una materna e le
medie inferiori. Una bagno di realtà. Una realtà privilegiata: per la serietà
della conduzione della scuola, per gli edifici d'avanguardia che accolgono gli
alunni, per la qualità del servizio offerto. Va segnalato che ad aspettare il
ministro c'era un gruppo di operatori scolastici aderenti alla Cgil scuola e a
Rifondazione che distribuivano volantini in cui si contestavano le scelte del
ministro. L'inaugurazione della scuola di Segrate è decisamente in anticipo
rispetto alla stragrande maggioranza delle scuole milanesi che apriranno i
battenti a partire soprattutto da domani. Gli auguri per il nuovo anno
scolastico sono arrivati anche dall'assessore Mariolina Moioli: ha parlato dell'apertura
di un "innovativo centro di prima infanzia" in via Forze Armate, dei
lavori in corso per riqualificare i giardini e le aree gioco di 18 scuole e dei
progetti per risistemare 16 giardini scolastici. "Per rendere gli istituti
della città sempre più accoglienti - ha concluso - dal
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del
2008-09-09 pagina 7 "Abbasso i sovversivi Viva la tradizione" di
Piera Anna Franini Intervista al grande violinista, stasera in concerto
all'Auditorium: "La classica non ammette ibridi" È un nome tale da
spiccare anche fra i 4mila che si addensano nel cartellone del Festival MiTo.
Che lui onora stasera all'Auditorium in largo Mahler (ore 21), sempre in
compagnia della Wiener KammerOrchester. È Uto Ughi, il violinista italiano di
riferimento nonché affabile comunicatore della musica. Che difende con ogni
mezzo dalla noncuranza generale. Lo fa con staffilate indirizzate a chi di
dovere - politici compresi -, operando in proprio con festival di sua creazione
(tra essi l'"Uto Ughi per Roma", al via il 22). Dopo lunga battaglia,
è pure riuscito a riportare la "classica" in radio e tv. Da qui parte
la nostra conversazione: dal programma "Il Diavolo e il violino" che,
forte di 8 milioni di ascoltatori, è ora tra i candidati al Grand Prix Italia come
miglior programma radiofonico dell'anno. Se l'aspettava Maestro? "Solo ora
apprendo di questa candidatura. Certo, mi fa molto piacere, ma ancor prima ho
apprezzato che Fabrizio Del Noce e Antonio Caprarica abbiano mostrato
sensibilità per un problema che non si risolve certo con dieci trasmissioni, ma
almeno è stato affrontato". Da sempre cerca di sensibilizzare i politici
di casa nostra. Chi ha contattato di recente? "Il
ministro Gelmini, che ho
invitato al nostro festival romano, rassegna indirizzata ai giovani e volta a coinvolgere
i ragazzi dei conservatori, bravissimi quanto privi di aiuti. Studiano per
suonare sotto le stelle". A proposito di conservatori e del ministro
dell'Istruzione. Ritiene che pure questo ordine di scuola vada
riformato? "I conservatori sono stati fin troppo criticati. Credo siano
una scuola di educazione straordinaria; non sono certo privi di difetti, ma
volerli ridurre drasticamente come s'è sostenuto non mi sembra la
soluzione". Lei spesso rimarca che "la musica classica non è cosa astrusa:
non va capita, va solo sentita". Va ascoltata seguendo la tradizione o
percorrendo anche altre vie? "È ridicolo pensare che l'arte vada rinnovata
continuamente: sarebbe come dire che Giotto e Raffaello sono datati. Sono
perfettamente in linea con Zeffirelli e Maazel quando avversano quelle regie
che tanto per sperimentare cose nuove fanno scempi". Alle loro
dichiarazioni qualcuno ha reagito dicendo che l'artista non può essere
ripiegato su se stesso... "L'artista ha il dovere di difendere la tradizione.
Non si può sovvertire tanto per fare il nuovo". Quindi al bando quegli
interpreti della classica che sposano un look trasgressivo e puntano su
programmi non ortodossi, tipo crossover? "Costoro forse non hanno una
personalità tale da sostenere le proprie idee e con questi ibridi assurdi
pensano di aver maggior successo". E il pubblico nel frattempo
diminuisce... "Quello che mi preoccupa veramente è la decadenza del gusto.
Il pubblico ormai beve tutto, senza distinguere il meglio dal peggio. C'è
grande confusione". Cosa fa Milano per la musica e cosa potrebbe fare?
"È una città con una grande tradizione musicale. Certo, fatti i debiti
distinguo: quando si pensa a Berlino e alle sue dodici orchestre o a centri
come Londra e Vienna... Milano è industriale e dinamica, il sindaco mi piace
moltissimo, s'è battuto con calore per la cultura. Forse ultimamente mancavano
nuove cose, incentivi. Ma Mito mi sembra un'operazione meritoria". Ha
dichiarato: "La musica è vita e la vita va vissuta nel modo più pieno per
poter interpretare la musica". Lei sente di vivere in modo pieno? "Io
sono un sostenitore della cultura della vita. Mi batto perché il futuro possa
essere migliore: tutti nel nostro piccolo possiamo fare qualcosa. Il
nichilismo, il lamentarsi senza dare nessun contributo, la cultura della stasi
sono atteggiamenti lontani dalla mia natura". È originario di Trieste,
nato a Busto Arsizio, con dimore sparse per l'Italia. Ma dove si sente a casa?
"Ovunque trovi interessi e stimoli. Adoro viaggiare anche se rimango un
cultore delle città italiane, le più complete e incantevoli del mondo: non le
baratterei con nessun altro centro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA -
Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del
2008-09-09 pagina 9 "Più spettacoli a prezzi popolari" di Redazione
"Non è mai troppo, tutto quello che è musica di gusto e di qualità va
bene". È quanto ha dichiarato il presidente di Mediaset, Fedele
Confalonieri, alla presentazione della rassegna "Aperitivo in
concerto". Parlando di Mito e del successo di pubblico della
manifestazione, Confalonieri ha sottolineato il valore della proposta a prezzi
popolari e i molti eventi gratuiti definendoli "una bella cosa".
"Non vergogniamoci delle promozioni tipo "prendi 3 paghi 2" come
si fanno in altri settori. L'importante è che la qualità della musica proposta
sia elevata", ha detto. Confalonieri, appassionato di
musica, ha chiesto al ministro Mariastella Gelmini di "tornare a fare e praticare musica" nelle scuole,
una materia che permette "l'interconnessione con filosofia, storia,
letteratura". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123
Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del
2008-09-09 pagina 8 E nel Pdl cresce la preoccupazione "Al Nord il
Carroccio ci tampina" di Gian Maria De Francesco nostro inviato a Frascati
(Roma) L'accelerazione leghista in materia di federalismo
fiscale e le critiche di Bossi e Maroni all'operato dei loro colleghi Gelmini e Alfano hanno un peso
specifico. Alla vigilia delle tornate elettorali amministrative, il nascente
Pdl deve preoccuparsi per le intemperanze dialettiche di un partner che
rischiano di condizionare non solo l'immagine ma anche l'azione dell'esecutivo?
"Come vicepresidente vicario dei senatori del Pdl - argomenta Gaetano
Quagliariello - ho sempre toccato con mano la lealtà parlamentare della Lega.
Poi, è chiaro che nella Regioni del Nord ci sia una concorrenza elettorale e bisogna
riportarla nell'alveo di una normale competizione". Anche Italo Bocchino,
vicecapogruppo in quota An dei deputati Pdl, liquida gli attacchi del Senatur
come una sortita "tattica per la guida della Regione Lombardia". Allo
stesso modo, il sottosegretario all'Interno Alfredo Mantovano ha ricordato che
"le differenze di toni non hanno inciso sull'azione di governo".
Insomma, la tendenza emersa nel Pdl a margine dei dibattiti organizzati a
Frascati dalla Summer School della Fondazione Magna Carta è quella di non
enfatizzare eccessivamente la verve dialettica leghista. "Hanno sempre
avuto un certo tipo di animal spirit, bonariamente inteso, ed è come
frequentare un amico che ascolta la musica a tutto volume", spiega il
capogruppo dei senatori Maurizio Gasparri. Ma che l'alleato di governo vada in
qualche misura "arginato" lo fa capire chiaramente il presidente dei
deputati Pdl, Fabrizio Cicchitto. "L'unificazione di Fi e An deve portare
a un processo di rinnovamento perché è vero che al Nord siamo maggioritari ma
la Lega ci tampina. Quello che conta è il lavoro sul territorio perché i voti
che abbiamo perso alle politiche al Nord li abbiamo persi a favore della
Lega", rileva. Mentre Quagliariello ripete che "l'allargamento
all'Udc si fa puntando sul patrimonio di valori che abbiamo in comune"
criticando le fughe in avanti sui Dico che potrebbero complicare i rapporti.
Certo, ad An sentir parlare di Udc non fa piacere anche perché l'ingresso dei
casiniani prefigurerebbe un ridimensionamento. "Non è necessaria la
furbata di reclutare l'Udc per farle recitare il ruolo di contrappeso della
Lega", sottolinea Mantovano. Per Cicchitto, però, il Pdl "non è un
partito in cui chi entra, piglia e butta la chiave". Da ieri, però, su
questo fronte ha un alleato in più: Carlo Giovanardi e i suoi Popolari liberali
a Frascati hanno detto a chiare lettere che "i folliniani di ieri e l'Udc
di oggi sono la stessa cosa". C'è ancora molto filo da tessere. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del
2008-09-09 pagina 9 "Troppi precari". E il ministro pensa al turismo
di Gianandrea Zagato "Chi è senza posto fisso va ricollocato altrove"
Poi incontra gli alunni di una scuola elementare da Segrate (Milano) Tutti e
quarantadue in fila e tutti col grembiulino. Manca un minuto al suono della
campanella e i primini ordinatamente vanno in classe, dopo aver risposto all'appello di Mariastella Gelmini. Sì, è proprio il ministro dell'Istruzione a chiamarli per nome,
uno per uno, e invitarli a entrare in classe, a sedersi dietro il banco e
"insieme lavorare perché si torni a una scuola di qualità". Scatta
l'applauso d'orgoglio di mamma e papà, che all'elementare Schweitzer di Segrate
saluta l'inizio dell'anno scolastico. Un inizio particolare col ministro
dell'Istruzione che confida di essere "emozionata": "Anche per
me è il primo giorno di scuola". Dunque, please, "niente polemiche,
non mi interessano: per me parla il lavoro". E il "lavoro" si
declina anche nel "recuperare il ruolo fondamentale dell'educatore e
dell'insegnante": "L'insegnamento non è per tutti" chiarisce il
ministro "ma solo per le persone animate da una grande passione educativa
oltreché da una forte preparazione", "che non possono più essere gli
insegnanti più sottopagati d'Europa". Ma i genitori stiano tranquilli,
avverte, perché "di questi insegnanti che quotidianamente svolgono non un
lavoro ma una missione, grazie a Dio, ne abbiamo tanti". E la Gelmini ieri è entrata anche nel merito della questione
scottante: "Negli ultimi anni la scuola italiana ha accumulato un numero
impressionante di precari, eredità dei precedenti governi, ma è evidente che
non è in grado di assorbirli", ha spiegato il ministro aggiungendo che ci
vorranno almeno dieci anni per fare uscire dal precariato migliaia di persone.
Così per chi non è ancora di ruolo potrebbe prefigurarsi un ricollocamento in
altri settori, fra cui il turismo: "Stiamo studiando nuove figure
professionali per tutti i precari insieme a Bondi, Brunetta, Brambilla e
Sacconi, sia dentro che fuori la scuola". La questione è chiara: "Non
possiamo aumentare il precariato illudendo le persone che la scuola possa
assorbire un numero di posti superiore a quelli necessari e che riesce a
pagare". Dopo le polemiche di giornata, Mariastella Gelmini
continua a difendere "l'insegnante unico" che "risponde a
esigenze pedagogiche perché un bimbo di 6-7 anni ha bisogno di una figura di
riferimento". "Saranno comunque offerte più scelte alle famiglie e
accanto agli attuali modelli a 27 e 30 ore settimanali sarà a disposizione
quello a 24 ore, oltre ovviamente al tempo pieno", ha annunciato il
ministro. In soldoni, "non verrà meno la scuola a tempo pieno né
l'insegnamento della lingua inglese o dell'informatica". Certo, la riforma
"che incontra un generale consenso" è sgradita "alle
corporazioni e agli interessi consolidati che, forse, temono il
cambiamento" ma, continua il ministro dell'Istruzione, dobbiamo dare
un'opportunità ai bambini, ai ragazzi che hanno diritto a una scuola di qualità
in vista delle sfide future". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del 2008-09-09 pagina 9 Berlusconi difende il maestro unico: Gelmini promossa di Vincenzo La Manna In
un messaggio di auguri agli studenti il premier si schiera con la responsabile
all'Istruzione dopo le critiche di Bossi da Roma Giù le mani da Mariastella.
Avanti tutta con il voto in condotta, lunga vita al maestro unico.
Silvio Berlusconi prende carta e penna e si schiera a fianco del ministro Gelmini. Per difenderla dalle polemiche dell'opposizione. Ma
anche, e forse soprattutto, per proteggerla dal "fuoco amico".
Ovvero, dalle critiche non certo velate di Umberto Bossi, che le contesta una
sorta di inesperienza. Perché per "capire cosa occorra nella scuola - è il
ragionamento del leader leghista e ministro per le Riforme - devi averci
vissuto, devi essere stata insegnante, devi aver sentito l'odore della
polvere". Un attacco mirato, a cui la diretta interessata replica così:
"Non voglio alimentare polemiche, per me parla il mio lavoro". E
così, approfittando dell'apertura del nuovo anno scolastico, il premier prova a
riportare ordine nella squadra di governo. In un messaggio di auguri agli
studenti, Berlusconi elogia quindi in maniera chiara l'operato della titolare
all'Istruzione, impegnata per garantire un'"educazione di qualità". E
lo fa in dieci righe di testo. Quanto basta per far capire a tutti, alleati in
primis, che la road map è condivisa appieno da palazzo Chigi. Il Cavaliere la
prende alla larga e, nella prima parte del messaggio, scrive: "L'apertura
dell'anno scolastico, a partire da oggi (ieri, ndr) dalla Lombardia, è
l'occasione per rivolgere l'augurio mio personale e del governo a tutti gli
alunni e alle loro famiglie". Nell'auspicio che la scuola "metta i
nostri giovani non solo in grado di apprendere tutto quello che è necessario
per la loro vita futura, ma possa anche aiutarli e accompagnarli nello sviluppo
armonico delle loro persone, permettendo a tutti di conoscere meglio se stessi
e quindi di mettere a frutto i propri talenti". Archiviata la pratica
alunni, il presidente del Consiglio si sofferma poi sul ministro di
riferimento, a cui augura "buon lavoro". Ma non solo. Berlusconi,
infatti, rimarca come la Gelmini si stia
"impegnando a fondo per rilanciare la scuola", avendo, come
"primo obiettivo", quello di "fornire agli studenti un'educazione
di qualità". A seguire i punti chiave del nuovo corso. "In questo
quadro - ricorda il premier - rientrano l'introduzione dell'educazione civica,
del voto in condotta e del ritorno del voto al posto del giudizio". Oltre
al "principio del maestro unico", conclude Berlusconi nel suo
messaggio, "che non farà certo venire meno il tempo pieno e che verrà
ovviamente affiancato dagli insegnanti per lo studio delle lingue". Fin
qui il capo dell'esecutivo. Ma le bordate del Senatùr non passano inosservate.
E il Pdl si chiude a riccio, schierandosi con la Gelmini.
"Non capisco la polemica sul maestro unico per i primi anni delle
elementari - commenta il ministro della Difesa, Ignazio La Russa -. È una
decisione saggia e già presa dal Cdm, gradita alla stragrande maggioranza dei
cittadini". "Il provvedimento - aggiunge il reggente di An - è stato
condiviso e addirittura ritenuto urgente (più ancora che dall'ottima
Mariastella Gelmini alla quale esprimo piena
vicinanza) da molti ministri, anche leghisti, che in Cdm intervennero in tal
senso senza nessuna voce contraria". Si rifà alla propria esperienza
personale Gianfranco Rotondi, segretario della Dca e responsabile
dell'Attuazione del programma di governo: "Se ripenso al mio maestro delle
elementari che ci ha seguiti fino a che è vissuto, dico: viva la Gelmini e il suo maestro unico". Fine dei giochi?
Chissà. Potremmo essere solo all'inizio, se si prende per buona l'analisi di
Mario Borghezio, eurodeputato del Carroccio, che interpreta così le parole di
Bossi: "Il suo intento era quello di affermare che si tratta di un
ministero che, prima o poi, dovrà essere guidato da un leghista". ©
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( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 215 del
2008-09-09 pagina 12 Il curriculum del ministro di Redazione Come ogni governo
italiano degno di menzione, l'attuale Berlusconi ter si distingue per i
battibecchi tra ministri. Difficile trovarne più d'un paio che, su problemi
rilevanti, siano dello stesso parere. Se poi il problema è, come la scuola, non
rilevante soltanto ma fondamentale, deflagra il disaccordo. Umberto Bossi,
esternatore tanto interessante quanto intemperante, ha fatto sapere d'essere
contrario al ritorno del maestro unico nelle elementari. Non lo vuole perché
"rovina i bambini" e perché "se ci sono più insegnanti almeno
qualcuno è buono". Tesi non priva d'un suo rozzo buonsenso che, se
adottata in politica, dovrebbe consigliare governi affollati come l'ultimo
Prodi: dovendosi presumere (e nel caso specifico si sarebbe presunto a torto)
che tra un centinaio e passa d'eccellenze ce ne fosse almeno qualcuna
accettabile. Personalmente approvo le idee e le proposte di
Mariastella Gelmini. La sua
battaglia contro la concezione della scuola come stipendificio mi sembra
coraggiosa fino alla temerarietà, e ineccepibile sul piano logico. Ma deve
affrontare innumerevoli barriere corporative, clientelari, assistenziali, tutte
ammantate da nobili precetti sociali e pedagogici. Deve affrontare anche
Bossi che non ci sta. (Almeno non ci stava domenica scorsa, domani chissà, il
Senatùr è simpatico anche per una certa volubilità sbarazzina, e non si difende
nemmeno sostenendo d'essere stato frainteso o d'essere stato vittima di
complottatori, semplicemente cambia parere). Nella sua polemica Bossi ha
sostenuto, tra l'altro, che "per capire cosa serve alla scuola un ministro
dell'istruzione deve essere stato prima come minimo un insegnante".
L'affermazione sarà sembrata sensatissima a molti cittadini: che vorrebbero dei
ministri esperti nelle cose su cui devono decidere. Qui si riaffaccia una
vecchia questione. Al ministro si chiede la capacità di compiere sintesi
politiche. Deve essere anche competente? D'istinto la risposta è sì. Ma
ripensandoci sono meno sicuro. Ricordo che Giovanni Malagodi, preparato, colto,
ferratissimo in economia, fu un molto mediocre ministro del Tesoro. Non bisogna
superare certi limiti, non affiderei mai la finanza pubblica al genio e alla
sregolatezza di Vittorio Sgarbi. Ma la Gelmini, anche
se abilitata alla professione d'avvocato in maniera un po' disinvolta, mi pare
tagliata per il ruolo che le è stato affidato. E poi proprio Bossi volle che un
suo seguace, Roberto Castelli, ingegnere, fosse ministro della Giustizia. Gli
"umanisti" della magistratura e dell'avvocatura arricciarono il naso:
ma non è che con loro la giustizia sia andata e vada a gonfie vele. © SOCIETà
EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Stampa, La" del 09-09-2008)
Argomenti: Scuola
AL CIVICO
Pedagogista Scurati parla a docenti e genitori Il titolo è : "Progettare
la continuità formativa" e riguarda un tema che tocca quasi tutte le
famiglie, cioè la scuola e come educare bambini e ragazzi. A parlarne, oggi, al
Civico di Tortona, dalle
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del 2008-09-09 pagina 1 Scuola, la Provincia fa guerra alla Gelmini di Gianandrea Zagato Lettera di
Barzaghi agli istituti milanesi: "Distrugge l'istruzione". Collettivi
giovanili già pronti a protestare: primo corteo il 3 ottobre Scuola, la
Provincia di Milano dichiara guerra al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. E lo fa con tanto di
lettera aperta agli studenti e ai genitori, dove l'amministrazione guidata da
Filippo Penati vagheggia di "inquietante ritorno al passato", di
"trent'anni di positiva sperimentazione gettati al vento" e, perché
no, di aver "avviato un'opera di distruzione della scuola pubblica,
funzionale forse alla privatizzazione". Virgolettati sottoscritti
dall'assessore provinciale all'Istruzione Giansandro Barzaghi che, in soldoni,
esprime preoccupazione "per le sorti del sistema dell'Istruzione nel
nostro Paese". Secondo Barzaghi, infatti, "dipingere la scuola come
“ammortizzatore sociale” del Paese, considerare il personale come un problema
economico e proporre tagli di 140mila lavoratori in tre anni significa avviare
un'opera di distruzione della scuola pubblica, funzionale forse alla
privatizzazione attraverso la trasformazione delle scuole in fondazioni, con
notevoli ripercussioni sulla qualità dell'istruzione e ricadute sui bilanci
delle famiglie, che saranno costrette a far fronte con mezzi propri alla
riduzione di alcuni servizi, a partire, con il ritorno al maestro unico, dal
tempo pieno". Fotografia distorta di una riforma che tenta invece di
spingere la scuola italiana a divenire "eccellenza" come spiega il
ministro Gelmini: "[TESTO]L'insegnamento non è
per tutti ma solo per le persone animate da una grande passione educativa
oltreché da una forte preparazione" che non possono più essere gli
insegnanti più sottopagati d'Europa. Un futuro che vede "il Parlamento e
il governo lavorare per restituire quella funzione sociale, quella dignità e
quel riconoscimento del ruolo straordinario degli insegnanti". Come dire:
il patrimonio di esperienza e di conoscenza sarà sempre più valorizzato alla
faccia di chi accusa il ministro e il governo di voler "impoverire il
servi[/TESTO]zio". Ma le accuse dell'esponente di Rifondazione Barzaghi -
vicino al segretario Paolo Ferrero e troppo spesso balzato agli onori delle
cronache milanesi per iniziative quasi sempre in chiave resistenzialista -
hanno facile presa sugli studenti delle superiori che minacciano
"l'autunno caldo". "I collettivi studenteschi non vogliono stare
a guardare e si organizzano contro il ministro Gelmini
e con tutti quelli che sono o saranno complici della svendita e della
devastazione della scuola pubblica". Preannuncio del primo corteo
studentesco, quello del 3 ottobre, che vedrà pure in prima fila i dirigenti
milanesi di Rifondazione che, ieri, hanno volantinato fuori dalle scuole
cittadine e protestato all'esterno dell'istituto di Segrate dove, tra gli
applausi dei genitori, il ministro Gelmini salutava
l'inizio dell'anno scolastico. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri
4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it, Il" del 09-09-2008)
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N. 215 del
2008-09-09 pagina 0 Lombardia e federalismo: la Lega fa i dispetti di Adalberto
Signore Il Carroccio pensa di cavalcare i sondaggi e in primavera correre da
solo in alcune città chiave di Lombardia e Veneto: il vero obiettivo è la guida
della Regione. Il premier Berlusconi: "Vorrei un gioco di squadra"
Roma - Un passo indietro è d'obbligo. Perché a sfogliare la Padania dell'ultimo
mese appare piuttosto chiaro che la querelle tra Umberto
Bossi e Mariastella Gelmini
non è certo frutto di antiche ruggini. Tutt'altro, visto che il quotidiano
della Lega Nord - direttore politico proprio il Senatùr - ha dedicato l'estate
a una campagna sulla riforme della scuola. Aperta il 12 agosto con
un'intervista in prima pagina al ministro dell'Economia Giulio Tremonti (che in
Lega un certo peso ce l'ha) dal titolo piuttosto eloquente: "In
soffitta la scuola figlia del '68. Torni il voto e un solo maestro". E
chiusa il 22 agosto con un'altra intervista, guarda un po', alla Gelmini. Anche in questo caso, la titolazione rende l'idea:
"Ecco le mie riforme, il '68 andrà in soffitta". Con lunga
dissertazione sul maestro unico: "Una buona idea", spiegava il
ministro dell'Istruzione. E che Bossi sul punto non fosse affatto scettico non
lo certifica solo il voto unanime del Consiglio dei ministri sulla riforma Gelmini ma anche gli strali agostani arrivati da Ponte di
Legno. Quando era il leader della Lega a far presente che "la scuola
dispensa troppi stipendi" e che "tre maestre non servono" e ne
basta una sola. Perché, dunque, questo cambio di passo? Chi era presente
domenica sera a Torino, racconta che Bossi non ha attaccato a testa bassa la Gelmini come hanno riportato le agenzie di stampa e alcuni
giornali. Ma solo fatto presente, spiega il presidente dei deputati del
Carroccio Roberto Cota, che "quella del maestro unico è una scelta
necessaria perché le casse dello Stato sono in affanno" e che "ora il
problema è gestirlo a dovere". Dentro il Pdl - in Forza Italia, ma
soprattutto in An - non la leggono proprio così. Perché non è la prima volta
che il Senatùr polemizza con la Gelmini e perché - il
messaggio è di un ministro di An - "la nostra disponibilità a sostenere le
battaglie del Carroccio non può essere a costo zero". Come dire: se noi vi
veniamo incontro sul federalismo fiscale, voi fatelo sul resto. Argomento,
questo, che è stato oggetto di dibattito nell'incontro notturno della scorsa
settimana a Palazzo Grazioli con Berlusconi, Bondi, Verdini, Cicchitto,
Quagliariello, La Russa, Matteoli, Ronchi, Bocchino e Gasparri. Già, perché
l'impressione che si fa largo nel Pdl è che la Lega stia puntando i piedi. Per
due ragioni distinte che si stanno lentamente sovrapponendo creando una certa
insofferenza anche nel Cavaliere. "Che in un momento in cui il governo ha
tanto gradimento - si sarebbe sfogato in privato Silvio Berlusconi - siano
proprio loro a non fare gioco di squadra, davvero non lo capisco... ".
Alla disfida sul federalismo fiscale - dove seppur con i guanti di velluto il
ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto sta resistendo saldamente alle
accelerazioni di Roberto Calderoli - si è infatti aggiunta la questione della
successione alla presidenza della Regione Lombardia. Bossi, non è una novità,
punta alla guida delle tre regioni chiave del Nord (Cota in Piemonte, Tosi o
Zaia in Veneto e in Lombardia Maroni o Castelli). Ed è proprio quest'ultima la
chiave di volta, visto che il premier si sarebbe ormai convinto che la
Lombardia è l'unica regione su cui non può avere tentennamenti. Insomma, il
successore di Formigoni dovrà essere un esponente di Fi, prima in lizza quella Gelmini con cui se l'è presa Bossi nelle ultime settimane.
Su Piemonte e Veneto, invece, il Cavaliere sarebbe ben più disponibile verso le
richieste del Carroccio. Alla partita strettamente elettorale si affianca
quella di governo. Perché se Calderoli sta facendo di tutto perché il
federalismo fiscale rientri in un collegato alla Finanziaria, Fitto - con il
placet di Gianni Letta e pure del Cavaliere - resiste e spera di riportare la
questione sui binari più ordinari di un normale disegno di legge. Altrimenti la
riforma della giustizia e quella del federalismo verrebbero ad avere due corsie
diverse, con la prima impantanata in Parlamento per un anno e la seconda
decisamente più spedita e magari in via d'approvazione già a gennaio. L'aut aut
del vicecapogruppo del Pdl alla Camera Osvaldo Napoli non è affatto casuale:
"Giustizia, federalismo fiscale e candidature alle amministrative devono
essere discusso in un solo pacchetto". Perché la Lega - circostanza che a
via Bellerio non smentisce nessuno - sta pensando di cavalcare i sondaggi e in
primavera correre da sola in alcune città chiave di Lombardia e Veneto. Motivo
per cui, a differenza di quanto chiesto da Roberto Maroni, difficilmente la
bozza Calderoli sarà approvata nel Consiglio dei ministri di questa settimana.
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