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IN EVIDENZA
Maturità, quest'anno per i più bravi niente premio ai
test universitari di
SALVO INTRAVAIA (La Repubblica 9-6-2008)
E' uno dei primi
decreti varati dal governo, senza pubblicità. Stop ai 25 punti di bonus
previsti per le facoltà a numero chiuso
Niente
"premio" ai diplomati più bravi per l'accesso alle facoltà a numero chiuso.
Almeno per quest'anno. Il provvedimento, in assoluta sordina, è stato varato in
uno dei primi provvedimenti (un decreto legge) approvato dal governo
Berlusconi. . Così, l'accesso alle facoltà a numero programmato per il prossimo
anno accademico avverrà secondo le regole degli ultimi anni: test a risposta
multipla in cui i ragazzi si giocano tutto. Una specie di lotteria che a molti
non piace e che, l'estate scorsa, è stata al centro di mille scandali: quesiti
errati, fughe di notizie e inchieste aperte dalla magistratura.
I ragazzi che quest'anno conseguiranno la maturità col massimo dei voti e hanno
alle spalle una carriera scolastica ineccepibile dovranno rassegnarsi a
competere con tutti gli altri: nessuna "marcia in più per i
meritevoli", insomma. Lo scorso dicembre, l'allora ministro della Pubblica
istruzione, Giuseppe Fioroni, varò un decreto, controfirmato dal collega
dell'Università Fabio Mussi, che non esitò a definire "di svolta".
"D'ora in poi - spiegava Fioroni - per l'accesso alle facoltà a numero
chiuso pagherà il merito, non le furbizie. E chi studia e sgobba non resterà
più fuori gioco". L'idea era quella di premiare nel test di ammissione
alle Facoltà di Medicina, Odontoiatria, Architettura, Veterinaria e Professioni
sanitarie coloro che si erano distinti alla scuola superiore.
Venticinque dei 105 punti in palio per l'accesso alle facoltà a numero chiuso
dovevano essere attribuiti all'atto della conclusione della carriera scolastica
in base al voto finale, alla eventuale lode, alla media dei voti degli ultimi
tre anni e ai voti conseguiti nelle materie "significative" stabilite
per ogni al corso di laurea. Ma, come detto, per quest'anno non se ne farà
nulla. Il decreto interministeriale Mussi-Fioroni per essere applicato aveva
bisogno di un decreto applicativo che non ha mai visto la luce. "Le
disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio
2008, n° 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si
legge nel provvedimento che ha spostato in avanti la questione. Non è detta
l'ultima parola, dunque. Sta di fatto che per i 500 mila studenti alle prese
con prossima la maturità le regole per l'accesso alle facoltà a numero
programmato resteranno immutate.
I ragazzi, che hanno sempre contestato la logica del numero chiuso, mostrano
una moderata soddisfazione ma restano alla finestra. "La Rete degli
Studenti - dichiara la portavoce nazionale, Giulia Tosoni - accoglie con
sollievo momentaneo l'ufficializzazione della proroga del decreto Mussi-Fioroni,
che inserisce un punteggio legato alla carriera scolastica pregressa nella
valutazione per accedere alle facoltà a numero chiuso". Tuttavia ci
troviamo a dover chiedere al Ministro Gelmini un chiarimento rispetto alle sue
posizioni nel merito di questo decreto: verrà cancellato o confermato per il
prossimo anno?".
I ragazzi chiedono al neoinquilino di viale Trastevere "cosa intende fare
sul problema del numero chiuso, che tanti scandali ha destato nell'ultimo
anno". "Noi - continua la Tosoni - siamo da sempre contrari al
meccanismo dei test di ingresso per la selezione degli studenti e allo stesso
modo ci siamo espressi in maniera contraria al decreto Mussi-Fioroni, perché
non fa che mantenere un sistema di selezione all'ingresso dei percorsi
formativi universitari, meccanismo ingiusto e pregiudiziale".
(9 giugno 2008)
·
Articoli
Schola (12)
Margherita e diessini già separati in casa
( da "Corriere.it"
del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: la componente degli ex ppi, affidandosi a Fioroni e Franceschini per la gestione del partito e promettendo la presidenza del Pd a Marini, nell'assemblea che si terrà tra due settimane. Ma è proprio Fioroni che non transige: "Dobbiamo fare qualcosa di nuovo in Europa come lo abbiamo fatto qui in Italia con il Pd".
La
destra vuole privatizzare la scuola pubblica
( da "Unita,
L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tutti i timori che una parte degli insegnanti aveva prima delle elezioni; e un'idea di scuola - e soprattutto una direzione di marcia verso una riforma della scuola - completamente opposte a quelle che avremmo auspicato. Alcune dei mutamenti più significativi: le scuole verranno trasformate in fondazioni (ma ricordiamo che la proposta era già contenuta nel decreto Bersani del 2007)
ANNO
SCOLASTICO 2008 -2009, LA GIUNTA DELLA CAMPANIA APPROVA IL CALENDARIO E LE
LINEE DI INDIRIZZO. GABRIELE: "FORTE IMPEGNO PER ELEVARE LA QUALITÀ DEI
NOSTRI STUDENTI" ( da "marketpress.info"
del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ex ministro Fioroni. "Il nuovo anno scolastico si aprirà all'insegna della qualità e dell'impegno ad elevare le potenzialità dei nostri giovani, anche attraverso percorsi virtuosi come il progetto <Scuole Aperte> che si caratterizzerà ancor più per gli interventi mirati all'innalzamento generale delle competenze degli studenti con particolare riferimento alle materie matematico -
MANOVRA,
BRUNETTA: PROSSIMA SETTIMANA DECRETO, DDL E DELEGA
( da "Wall
Street Italia" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assieme a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di bilancio nel 2011.
Manovra,
Brunetta: prossima settimana decreto, ddl e delega
( da "Reuters
Italia" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assieme a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di bilancio nel 2011.
Maturità,
il titolo non farà punteggio per entrare all'università
( da "Redattore
sociale" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo governo che stronca, di fatto (ma senza che alla novita' sia stata data alcuna pubblicita'
Ingresso
all'Università, (quest'anno) la maturità non conta
( da "Dire"
del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'
Maturità,
da quest'anno il voto non conterà per l'ammissione universitaria
( da "ADN
Kronos" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il governo lo ha deciso il 30 maggio con un dl che rinvia il decreto Mussi-Fioroni al 2009-2010 ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA Roma, 9 giu. (Ign) - Quest'anno il voto di maturità non conterà ai fini dell'ammissione all'università. La stessa fine faranno i giudizi ed i crediti guadagnati negli ultimi anni.
Udu:
''Ora serve una nuova legge su numeri chiusi''
( da "Redattore
sociale" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Roma - L'Unione degli Universitari (Udu) ha sempre richiesto che il decreto Mussi Fioroni (che introduceva 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per le facolta' ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole superiori) "venisse ritirato".
UNIVERSITA'/
UDU: GELMINI FACCIA CHIAREZZA SU VALUTAZIONE
( da "Virgilio
Notizie" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: il decreto Mussi Fioroni che introduce 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per le facoltà ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole medie superiori", spiega l'Unione in una nota, "accogliamo con sollievo il fatto che il decreto non entri in vigore a partire dal prossimo anno accademico,
Ingresso
all'Università, (quest'anno) la maturità non conta Il voto dell'esame di Stato
non farà punteggio per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Il governo ha
infatti deciso ( da "Dire"
del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'
PD/
FIORONI: FAMIGLIA CRISTIANA INGIUSTA E TROPPO 'RADICALE'
( da "Virgilio
Notizie" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo Giuseppe Fioroni. "Considero l'editoriale di Famiglia cristiana uno stimolo - dice - anche se mi sembra ingiusto e troppo 'radicale'. Noi stiamo lavorando per un nuovo modo di fare opposizione, confrontandoci su temi e progetti e su risposte alternative sui singoli problemi, basti pensare alla sicurezza o alla giustizia".
( da "Corriere.it" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Il caso Rutelli:
"Noi mai socialisti, che problema c'è?". Ma per Veltroni è l'ennesima
"rogna" Margherita e diessini già separati in casa All'Europarlamento
in gruppi diversi. Bindi: non siamo la quarta fase della sinistra ROMA Non è
ancora vita da separati in casa, ma quasi, visto che, almeno in Europa, Ds e
margheritini, molto probabilmente, archivieranno il Pd per sedersi su scranni
diversi, senza iscriversi allo stesso gruppo parlamentare a Strasburgo. Quando
queste due forze politiche si sono unite in matrimonio nel rito c'è stato un
vizio di forma. I primi si sono sciolti per convolare a nozze confermando la
loro permanenza nel partito socialista europeo, i secondi si sono sciolti
confermando la loro contrarietà a questa prospettiva. Entrambi hanno messo nero
su bianco, nei documenti congressuali del febbraio scorso, queste loro distinte
posizioni. E ora che si intensificano i contatti con i partiti e i leader
europei in vista delle elezioni del prossimo anno, la differenza è difficile da
aggirare. Francesco Rutelli è stato chiaro con i suoi colleghi di ex partito:
l'ipotesi è quella di restare divisi in Europa. Ognuno al proprio posto: i fu
Ds con i socialisti, i fu Dl con i liberaldemocratici. E non si tratta di un
capriccio dell'ex vice premier, ma di una presa d'atto della realtà. Martin
Schulz, capogruppo del Pse a Strasburgo l'ha ripetuto a Walter Veltroni qualche
giorno fa: i socialisti non possono cambiare identità per fare un piacere al
Partito Democratico. In parole povere, la definizione socialista non si tocca.
Ecco perché Rutelli ritiene che si debbano prendere due strade diverse in
Europa. Per una volta tanto la Margherita è unita e si è riscoperta partito nel
partito: da Marini a Parisi (che chiede "una casa nuova e non la vecchia
allargata") nessuno pensa che "si debba confluire nel Pse".
Anzi. Come osserva Rosy Bindi: "Il Pd non è la quarta fase del partito
della sinistra storica italiana". Del resto, per dirla alla Rutelli,
"che problema c'è? Anche il centrodestra sarà diviso in Europa". Lo
stop di Rutelli alla confluenza nel partito socialista europeo potrebbe
sembrare bizzarro, visto che alle elezioni del parlamento di Strasburgo manca
quasi un anno. Così non è, però. La mossa nasce dall'accelerazione che aveva
impresso alla vicenda Piero Fassino, che per il Pd si occupa dei rapporti con i
colleghi europei. "Lui aveva già dato garanzie al Pse che il partito
democratico sarebbe entrato, ma così non sarà. Non ci faranno trovare di fronte
al fatto compiuto, perché noi li fermiamo prima ", sussurrano gli ex
margheritini. Veltroni non è sulla linea di Fassino: per lui questa è una
rogna. L'ennesima. Proprio quando aveva stretto definitivamente il patto con
una parte della Margherita, la componente degli ex ppi,
affidandosi a Fioroni e Franceschini per la gestione del partito e promettendo la
presidenza del Pd a Marini, nell'assemblea che si terrà tra due settimane. Ma è
proprio Fioroni che non transige: "Dobbiamo fare qualcosa di nuovo in
Europa come lo abbiamo fatto qui in Italia con il Pd".
Probabilmente tutto sarebbe stato più semplice se Veltroni avesse vinto. In pre
campagna elettorale persino un democristiano come Marini sembrava non dare
eccessivo peso alla prospettiva di finire con i socialisti in Europa. Ma la
sconfitta ha fatto riflettere gli ex margheritini. Nelle elezioni non siamo
riusciti a prendere i voti del centro è il succo del ragionamento di Rutelli e
se ora ci sediamo tutti insieme nel Pse va a finire che il Partito Democratico
appare come la prosecuzione dei Ds. E invece gli ex Dl pensano a qualcosa di
assai diverso: "Il Pd è il convincimento di Bindi dovrà essere in qualche
modo speculare alla Democrazia cristiana". E' chiaro che la separazione
d'Oltralpe non significa che è in vista un divorzio a casa nostra, ma è
indicativa di quel che si sta agitando nel Pd che ha perso le elezioni e che,
apparentemente, è andato avanti come se nulla fosse. I dalemiani sembrano quasi
pensare a un altro partito, gli ex margheritini rimpiangono il loro... Più che
un partito, dice con malizia qualche ex ppi, sembra una coalizione. Maria
Teresa Meli stampa |.
( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Stai consultando
l'edizione del IL CASOAlla Camera il ddl Aprea: gli istituti diventeranno
fondazioni, gli albi per i docenti regionali, spariranno le Rsu La destra vuole
privatizzare la scuola pubblica di Marina Boscaino
Come in un casalingo film horror - a volte tornano. Valentina Aprea,
responsabile scuola di Forza Italia e presidente della
Commissione Cultura della Camera, ha tirato fuori un disegno di legge molto
simile a quello che era stato esaminato in commissione durante il precedente
governo Berlusconi. In quella circostanza firmatari, assieme all'Aprea, erano
stati Bondi, Bonaiuti, Adornato, Cicchitto. "Norme per l'autogoverno delle
istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché
per la riforma dello stato giuridico dei docenti"
è il titolo del ddl, che al momento è stato assegnato in sede referente alla
VII commissione. Nel testo si concretizzano tutti i timori che
una parte degli insegnanti aveva prima delle elezioni; e un'idea di scuola - e soprattutto una direzione di marcia verso una riforma della scuola - completamente opposte a quelle che avremmo auspicato. Alcune
dei mutamenti più significativi: le scuole verranno trasformate in fondazioni
(ma ricordiamo che la proposta era già contenuta nel decreto Bersani del 2007).
Per quanto riguarda gli organi collegiali, consigli di circolo e consigli di
istituto spariranno, sostituiti da consigli di amministrazione, in cui saranno
presenti anche "rappresentanti dell'ente tenuto per legge alla fornitura
dei locali della scuola ed esperti esterni, scelti in
ambito educativo, tecnico e gestionale". Per quanto riguarda i docenti, si
configura un'ulteriore rivoluzione: saranno istituiti albi regionali; la
carriera sarà articolata in tre livelli (iniziale, ordinario ed esperto);
l'aumento stipendiale, oltre che dall'anzianità, sarà determinato
dall'appartenenza al singolo livello e a selezioni interne. Si diventa docente
ordinario con concorso per soli titoli; esperto con concorso per titoli ed
esami. Ciascun istituto potrà bandire autonomamente concorsi per reclutare il
personale docente: niente più maxi concorsi e graduatorie. La formazione
iniziale dei docenti prevede la laurea magistrale abilitante e un anno di
"inserimento formativo al lavoro" presso una scuola.
Infine, spariranno le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) e per i docenti
verrà istituita una specifica area contrattuale. Il silenzio di Mariastella
Gelmini, probabilmente, non è sintomo di riflessività e di volontà di
appropriarsi di una materia che le è del tutto sconosciuta. Il ministro è
comunque intervenuto sulla questione dei debiti scolastici, con una nota
ambigua, che lascia aperto il campo alle più diverse interpretazioni, che
getterà le scuole in un ulteriore caos, nel caso facilmente ascrivibile, però,
al ministro Fioroni, autore originario del
provvedimento. Il silenzio è più ragionevolmente dovuto al fatto che nel ddl di
Aprea si configurano le più rosee previsioni della proposta di legge, a firma
della stessa Gelmini, del febbraio scorso. L'attacco dei "falchi" -
Brunetta e Aprea - condito da una insperata, sovrabbondante dose di mercato e
di liberismo d'assalto, rischia di far impallidire persino la proposta Gelmini.
Che colomba non è, considerati i suoi trascorsi. Ma che attende che i colleghi
panzer da sfondamento le spianino la strada per completare l'opera. Se dovesse
passare, il ddl di Valentina Aprea porterebbe una vera e propria rivoluzione nell'istruzione.
In un senso che crea un esplicito e pericoloso accostamento tra scuola e azienda; in cui la concorrenza avrà una funzione
fondamentale; in cui al principio della partecipazione si sostituisce quello
del soddisfacimento di esigenze e bisogni individuali dell' "utenza"
(i genitori, più volte evocati); in cui la logica del profitto - sotto
l'imprimatur dei termini "efficacia", "efficienza" e
"modernità", buoni ormai per ogni stagione - si sostituisce alle
logiche dell'art. 33 e 34 della Costituzione; in cui si sottolinea che la
"sfida è quella di riallocare le risorse finanziarie destinate
all'istruzione partendo dalla libertà di scelta delle famiglie, secondo i
principi che le risorse seguono l'alunno ("fair founding follows the pupil").
Principio - ci ricorda l'Aprea - affermato dalla Dichiarazione universale dei
diritti umani, ma che nel nostro Paese, si può starne certi, rappresenterà una
risposta all'"emergenza educativa" denunciata da Benedetto XVI e alla
conseguente richiesta di finanziamento delle scuole cattoliche. Attraverso
l'abolizione dei concorsi pubblici, inoltre, ciascuna scuola
potrà reclutare il personale, secondo criteri che violeranno principi di
uguaglianza e di pari opportunità: la scuola - sotto
la competenza regionale - darà carta bianca, come ampiamente previsto, ai
principi secessionisti. Senza parlare del fatto che la regionalizzazione
porterebbe all'assenza di docenti al Nord, a un esubero al Sud - con fondi
minimali - oltre a violare il principio della libera circolazione dei
lavoratori. E poi quel che il ddl inserisce sotto la dizione "stato
giuridico degli insegnanti" (un problema reale, al quale pure sarà
necessario mettere mano con modalità e intenti diversi) è sottoposto ad una
serie di punti interrogativi, alee, arbitri. Pericolosissimi.
( da "marketpress.info" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Napoli, 9 giugno
2008 - La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore
all'Istruzione Corrado Gabriele, ha approvato il 6 giugno il calendario e le
linee di indirizzo per lo svolgimento delle attività dell'anno scolastico
2008/09. Le lezioni inizieranno il 15 settembre 2008 e termineranno il 10
giugno 2009. Le vacanze di Natale sono in programma dal 20/12/2008 al 6 gennaio
2009; quelle di Pasqua inizieranno il 9 aprile e termineranno il 15 aprile
2009. Sono previsti altresì 2 ponti: il 2 maggio 2009 e il 1 giugno 2009. La
decisione tiene conto delle esigenze delle famiglie, che tendono sempre più ad
organizzare le vacanze in periodi diversi dell'anno, e della variegata offerta
turistica che la Campania offre in diversi periodi dell'anno. "Le linee
del piano di indirizzo dell'attività scolastica regionale 2008-09 ? dichiara
Gabriele ? sono il risultato di un lavoro ampio e partecipato, messo a punto dalla
Cabina di regia e dal Forum allargato, promosso dalla Regione e costituito da
associazioni dei docenti e dei presidi, degli studenti, dei genitori e dei
sindacati. "Al Forum - ricorda Gabriele ? è stato affidato altresì il
compito di delineare la piattaforma programmatica per la presentazione di uno
schema di legge regionale per costruire un sistema organico legato direttamente
alle esigenze del territorio in materia di istruzione e formazione. "Il
provvedimento di oggi mira a contenere, anche con un sforzo finanziario
sostenuto dalla Regione, la pesante situazione dovuta al taglio degli organici
dei docenti. Sono state ribadite le indicazioni già annunciate e già fornite
per l'anno scolastico in corso, relativamente al numero di alunni per classe,
massimo 25, da ricondurre a
( da "Wall Street Italia" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Manovra, Brunetta:
prossima settimana decreto, ddl e delega -->ROMA (Reuters) - La manovra
finanziaria che il Consiglio dei ministri approverà il 18 o il 19 giugno sarà
composta da un decreto, un disegno di legge e un disegno di legge delega e
conterrà misure per aumentare la produttività nel pubblico impiego. Lo ha detto
il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta parlando a margine di un
convegno della scuola superiore della Pa.
"All'interno del pacchetto Tremonti ci saranno misure riguardanti il
settore pubblico, provvedimenti per aumentare la crescita", ha detto
Brunetta. "La prossima settimana daremo il via libera a un decreto legge,
a un ddl e a una delega. Approveremo questo pacchetto e assieme
a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il
governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti,
vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un
piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di
bilancio nel 2011. Tra le misure in corso di studio a via XX settembre,
anche l'annunciata rimodulazione della base imponibile per le banche e la Robin
Hood tax sui profitti delle compagnie petrolifere.
( da "Reuters Italia" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA (Reuters) - La
manovra finanziaria che il Consiglio dei ministri approverà il 18 o il 19
giugno sarà composta da un decreto, un disegno di legge e un disegno di legge delega
e conterrà misure per aumentare la produttività nel pubblico impiego. Lo ha
detto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta parlando a margine di
un convegno della scuola superiore della Pa.
"All'interno del pacchetto Tremonti ci saranno misure riguardanti il
settore pubblico, provvedimenti per aumentare la crescita", ha detto
Brunetta. "La prossima settimana daremo il via libera a un decreto legge,
a un ddl e a una delega. Approveremo questo pacchetto e assieme
a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il
governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti,
vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un
piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di
bilancio nel 2011. Tra le misure in corso di studio a via XX settembre,
anche l'annunciata rimodulazione della base imponibile per le banche e la Robin
Hood tax sui profitti delle compagnie petrolifere.
( da "Redattore sociale" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA 12.3409/06/2008
Maturità, il titolo non farà punteggio per entrare all'università Roma - Per
quest'anno il voto di maturita' non fara' punteggio per entrare all'universita'
nelle facolta' a numero chiuso. E non serviranno neanche i giudizi positivi
guadagnati sul campo negli ultimi tre anni di scuola superiore. Lo ha deciso il
governo Berlusconi che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che contiene
alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010 la
novita' introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello
scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli
articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano
a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento
del nuovo governo che stronca, di fatto (ma senza che alla novita' sia stata
data alcuna pubblicita'), le speranze di molti dei quasi 500mila
maturandi che quest'anno affronteranno gli esami. In migliaia, infatti, a
settembre, parteciperanno ai test per entrare nelle facolta' a numero chiuso.
Prima fra tutte medicina, dove i candidati sono in media 43mila per appena
11mila posti disponibili. Ma, almeno per quest'anno, guadagnare buoni voti
all'esame di Stato non servira' a nulla, nonostante gli annunci del precedente
esecutivo che aveva deciso di assegnare fino a 25 punti sui 105 necessari per
superare l'ostacolo dei test universitari in base al voto di maturita',
all'eventuale lode e ai voti dell'ultimo triennio, soprattutto quelli delle
materie piu' affini al corso scelto. Il motivo del rinvio? Come anticipato lo
scorso maggio dalla Dire, le ragioni sono tecniche. "Il decreto era
impossibile da applicare", avevano spiegato, infatti, i tecnici del
ministero dell'Universita'. Il decreto Mussi-Fioroni,
sostanzialmente, non dava "sufficienti garanzie sull'equita' di
trattamento per tutti gli studenti". Un problema su tutti, quello degli
stranieri: non era stata approntana una tabella di equiparazione dei titoli di
studio e dei voti dell'ultimo triennio dei ragazzi sia comunitari che extracomunitari
stabilmente presenti in Italia, giovani che accedono tutti alla stessa
graduatoria degli italiani. "Il decreto era stato pubblicato solo a
febbraio- aveva sottolineato un tecnico alla Dire- non c'era stato neanche il
tempo di lavorare con le rappresentanze diplomatiche". Poi, c'era il
problema della raccolta dati: mancava un sistema informatico in cui le scuole
potessero inserire i voti dei ragazzi per permetterne una elaborazione univoca
da parte del ministero. "Secondo il decreto Mussi-Fioroni
avrebbero fatto tutto le scuole- aveva sostenuto un tecnico- sarebbe bastato un
errore sul calcolo di una media per far scattare il ricorso". Solo
dall'anno scorso, poi, e' stata introdotta la lode alla maturita', altro
elemento di eventuale disparita'. E, in Italia, ci sono anche ragazzi che
studiano nelle scuole straniere e prendono il cosiddetto baccellierato, un
diploma che esiste, per esempio, in Francia. Un aspetto di cui, nel decreto
Mussi-Fioroni, non si teneva conto. Senza contare il
fatto che ci sono, di fatto, scuole piu' "buoniste" e altre meno
larghe di voti. Un altro tema a cui il provvedimento di febbraio non forniva
una soluzione. (DIRE).
( da "Dire" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
La Sapienza ROMA -
Per quest'anno il voto di maturità non farà punteggio per entrare
all'università nelle facoltà a numero chiuso. E non serviranno neanche i giudizi
positivi guadagnati sul campo negli ultimi tre anni di scuola superiore. Lo ha
deciso il governo Berlusconi che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che
contiene alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010
la novità introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello
scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli
articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano
a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento
del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500
mila maturandi che quest'anno affronteranno gli esami. In migliaia,
infatti, a settembre, parteciperanno ai test per entrare nelle facoltà a numero
chiuso. Prima fra tutte medicina, dove i candidati sono in media 43 mila per
appena 11 mila posti disponibili. Ma, almeno per quest'anno, guadagnare buoni
voti all'esame di Stato non servirà a nulla, nonostante gli annunci del
precedente esecutivo che aveva deciso di assegnare fino a 25 punti sui 105
necessari per superare l'ostacolo dei test universitari in base al voto di
maturità, all'eventuale lode e ai voti dell'ultimo triennio, soprattutto quelli
delle materie più affini al corso scelto. Il motivo del rinvio? Come anticipato
lo scorso maggio dalla Dire, le ragioni sono tecniche. "Il decreto era
impossibile da applicare", avevano spiegato, infatti, i tecnici del
ministero dell'Università. Il decreto Mussi-Fioroni,
sostanzialmente, non dava "sufficienti garanzie sull'equità di trattamento
per tutti gli studenti". Un problema su tutti, quello degli stranieri: non
era stata preparata una tabella di equiparazione dei titoli di studio e dei
voti dell'ultimo triennio dei ragazzi sia comunitari che extracomunitari
stabilmente presenti in Italia, giovani che accedono tutti alla stessa
graduatoria degli italiani. "Il decreto era stato pubblicato solo a
febbraio- aveva sottolineato un tecnico alla Dire- non c'era stato neanche il
tempo di lavorare con le rappresentanze diplomatiche". Poi, c'era il
problema della raccolta dati: mancava un sistema informatico in cui le scuole
potessero inserire i voti dei ragazzi per permetterne una elaborazione univoca
da parte del ministero. 9 giugno 2008.
( da "ADN Kronos" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Anche i giudizi e i
crediti guadagnati saranno ininfluenti. Il governo lo ha deciso
il 30 maggio con un dl che rinvia il decreto Mussi-Fioroni al
2009-2010 ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA
Roma, 9 giu. (Ign) - Quest'anno il voto di maturità non conterà ai fini
dell'ammissione all'università. La stessa fine faranno i giudizi ed i crediti
guadagnati negli ultimi anni. Lo ha deciso il governo che, lo scorso 30
maggio, con un decreto legge che contiene alcune disposizioni e proroghe, ha
stabilito di rinviare al 2009-2010 la novità introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello scorso gennaio (N.21 del 2008). La notizia,
diffusasi negli ultimi giorni, sta creando vero e propria rabbia tra i
maturandi, decisamente i più sfortunati degli ultimi anni. Per Renato Reggiani,
direttore di TG Università by Universinet.it, "i maturandi di fatto vedono
cambiare le regole del gioco continuamente, prima la reintroduzione del
giudizio di ammissione, poi la nuova regolamentazione dei commissari esterni,
di questi giorni il caos normativo sui debiti formativi da recuperare ed ora
l'annullamento del valore del voto che conseguiranno ai fini dell'ammissione
all'università". "Hanno ragione ad arrabbiarsi - continua Reggiani -
abbiamo ricevuto già decine di mail di studenti che chiedono se sia possibile
fare ricorso. Per molti un buon voto alla maturità era un obiettivo da
raggiungere per poi cercare di entrare in facoltà come Medicina, Architettura o
un altro corso a numero chiuso, ora anni di studio e sacrifici sono vanificati
per decreto".
( da "Redattore sociale" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
14.4109/06/2008 Udu: ''Ora serve una nuova legge su numeri chiusi'' Roma - L'Unione degli Universitari (Udu) ha sempre richiesto che
il decreto Mussi Fioroni (che introduceva 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso
per le facolta' ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla
base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole superiori)
"venisse ritirato". Percio' accoglie "con
sollievo"" il fatto che il provvedimento non entri in vigore a
partire dal prossimo anno accademico". Ma l'Udu non ritiene questa
decisione "sufficiente: non e' chiaro se si tratti semplicemente di una
misura provvisoria, dovuta soltanto all'assenza degli ultimi decreti che
consentirebbero la piena entrata in vigore di questo nuovo meccanismo".
Per questo chiede al ministro Gelmini "di esprimersi chiaramente sul futuro
di questo decreto, se intenda applicarlo gia' a partire dal successivo anno
accademico oppure se intenda agire in maniera differente, lasciando immutato
l'attuale sistema dei test d'ingresso o introducendo nuove modifiche". Per
l'Udu, infatti, va "abrogata" la legge 264/99, che introduce in
Italia il numero chiuso e serve al piu' presto "una nuova legge
sull'accesso all'universita', costruita attraverso il confronto con i
protagonisti delle universita' e con gli studenti". (DIRE).
( da "Virgilio Notizie" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
TEST "Deve
ritirare il decreto e lavorare a nuova legge sull'accesso" postato fa da
APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 giu. (Apcom) - "Chiediamo al ministro
dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini di esprimersi
chiaramente sul futuro di questo decreto, se intenda applicarlo già a partire
dal successivo anno accademico oppure se intenda agire in maniera differente,
lasciando immutato l'attuale sistema dei test d'ingresso o introducendo nuove
modifiche". Così in una nota l'Unione degli Universitari (Udu).
"Abbiamo sempre richiesto che venisse ritirato il decreto
Mussi Fioroni che introduce 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per
le facoltà ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base
dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole medie
superiori", spiega l'Unione in una nota, "accogliamo con sollievo il
fatto che il decreto non entri in vigore a partire dal prossimo anno
accademico, ma non possiamo ritenere questa decisione sufficiente".
"Non è infatti chiaro - si legge ancora - se si tratti semplicemente di
una misura provvisoria, dovuta soltanto all'assenza degli ultimi decreti che
consentirebbero la piena entrata in vigore di questo nuovo meccanismo".
L'Udu "ribadisce anche a questo ministro la sua richiesta di ritiro del
decreto sui 25 punti, chiede nuovamente l'abrogazione della legge 264/99, che
introduce in Italia il numero chiuso e di provvedere al più presto a lavorare
ad una nuova Legge sull'accesso all'Università, costruita attraverso il
confronto con i protagonisti delle università e con gli studenti".
( da "Dire" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
Ingresso
all'Università, (quest'anno) la maturità non conta La Sapienza ROMA - Per
quest'anno il voto di maturità non farà punteggio per entrare all'università
nelle facoltà a numero chiuso. E non serviranno neanche i giudizi positivi
guadagnati sul campo negli ultimi tre anni di scuola superiore. Lo ha deciso il
governo Berlusconi che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che contiene
alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010 la novità
introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le
disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio
2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010",
si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le
speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'anno
affronteranno gli esami. In migliaia, infatti, a settembre, parteciperanno ai
test per entrare nelle facoltà a numero chiuso. Prima fra tutte medicina, dove
i candidati sono in media 43 mila per appena 11 mila posti disponibili. Ma,
almeno per quest'anno, guadagnare buoni voti all'esame di Stato non servirà a
nulla, nonostante gli annunci del precedente esecutivo che aveva deciso di
assegnare fino a 25 punti sui 105 necessari per superare l'ostacolo dei test
universitari in base al voto di maturità, all'eventuale lode e ai voti
dell'ultimo triennio, soprattutto quelli delle materie più affini al corso
scelto. Il motivo del rinvio? Come anticipato lo scorso maggio dalla Dire, le
ragioni sono tecniche. "Il decreto era impossibile da applicare",
avevano spiegato, infatti, i tecnici del ministero dell'Università. Il decreto
Mussi-Fioroni, sostanzialmente, non dava
"sufficienti garanzie sull'equità di trattamento per tutti gli
studenti". Un problema su tutti, quello degli stranieri: non era stata
preparata una tabella di equiparazione dei titoli di studio e dei voti
dell'ultimo triennio dei ragazzi sia comunitari che extracomunitari stabilmente
presenti in Italia, giovani che accedono tutti alla stessa graduatoria degli
italiani. "Il decreto era stato pubblicato solo a febbraio- aveva
sottolineato un tecnico alla Dire- non c'era stato neanche il tempo di lavorare
con le rappresentanze diplomatiche". Poi, c'era il problema della raccolta
dati: mancava un sistema informatico in cui le scuole potessero inserire i voti
dei ragazzi per permetterne una elaborazione univoca da parte del ministero. 9
giugno 2008.
( da "Virgilio Notizie" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola
"Non vorrei si
rimpiangesse corporazione cattolica bonsai" postato fa da APCOM ARTICOLI A
TEMA Altri Roma, 9 giu. (Apcom) - L'editoria di Famiglia cristiana contro il Pd
è "ingiusto e troppo radicale", secondo Giuseppe Fioroni. "Considero l'editoriale di Famiglia cristiana uno stimolo
- dice - anche se mi sembra ingiusto e troppo 'radicale'. Noi stiamo lavorando
per un nuovo modo di fare opposizione, confrontandoci su temi e progetti e su
risposte alternative sui singoli problemi, basti pensare alla sicurezza o alla
giustizia". "Dobbiamo costruire un'alternativa a Berlusconi -
aggiunge Fioroni - e sappiamo quanto sia
indispensabile dimostrare una reale capacità di attrazione dell'elettorato
moderato. Molti osservatori ci criticano con la stessa severità ma per ragioni
opposte. Spesso dipingono un Pd afflitto dall'insofferenza e dall'attivismo dei
cattolici. La verità è che compete anche a noi, eredi della tradizione
degasperiana, impegnarci per proporre le 'idee ricostruttive' di un nuovo
riformismo democratico e solidarista attorno a cui coagulare la maggioranza del
popolo italiano". Conclude Fioroni: "Non
vorrei quindi che la critica esulasse da questa nostra ambizione e,
rimpiangendo vecchi schemi, chiedesse essenzialmente il restauro di una
'corporazione cattolica' bonsai".