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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL 9-6-2008       #TOP


IN EVIDENZA

Maturità, quest'anno per i più bravi niente premio ai test universitari di SALVO INTRAVAIA (La Repubblica 9-6-2008)

E' uno dei primi decreti varati dal governo, senza pubblicità. Stop ai 25 punti di bonus previsti per le facoltà a numero chiuso

 

 

Niente "premio" ai diplomati più bravi per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Almeno per quest'anno. Il provvedimento, in assoluta sordina, è stato varato in uno dei primi provvedimenti (un decreto legge) approvato dal governo Berlusconi. . Così, l'accesso alle facoltà a numero programmato per il prossimo anno accademico avverrà secondo le regole degli ultimi anni: test a risposta multipla in cui i ragazzi si giocano tutto. Una specie di lotteria che a molti non piace e che, l'estate scorsa, è stata al centro di mille scandali: quesiti errati, fughe di notizie e inchieste aperte dalla magistratura.

I ragazzi che quest'anno conseguiranno la maturità col massimo dei voti e hanno alle spalle una carriera scolastica ineccepibile dovranno rassegnarsi a competere con tutti gli altri: nessuna "marcia in più per i meritevoli", insomma. Lo scorso dicembre, l'allora ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, varò un decreto, controfirmato dal collega dell'Università Fabio Mussi, che non esitò a definire "di svolta". "D'ora in poi - spiegava Fioroni - per l'accesso alle facoltà a numero chiuso pagherà il merito, non le furbizie. E chi studia e sgobba non resterà più fuori gioco". L'idea era quella di premiare nel test di ammissione alle Facoltà di Medicina, Odontoiatria, Architettura, Veterinaria e Professioni sanitarie coloro che si erano distinti alla scuola superiore.

Venticinque dei 105 punti in palio per l'accesso alle facoltà a numero chiuso dovevano essere attribuiti all'atto della conclusione della carriera scolastica in base al voto finale, alla eventuale lode, alla media dei voti degli ultimi tre anni e ai voti conseguiti nelle materie "significative" stabilite per ogni al corso di laurea. Ma, come detto, per quest'anno non se ne farà nulla. Il decreto interministeriale Mussi-Fioroni per essere applicato aveva bisogno di un decreto applicativo che non ha mai visto la luce. "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, n° 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento che ha spostato in avanti la questione. Non è detta l'ultima parola, dunque. Sta di fatto che per i 500 mila studenti alle prese con prossima la maturità le regole per l'accesso alle facoltà a numero programmato resteranno immutate.

I ragazzi, che hanno sempre contestato la logica del numero chiuso, mostrano una moderata soddisfazione ma restano alla finestra. "La Rete degli Studenti - dichiara la portavoce nazionale, Giulia Tosoni - accoglie con sollievo momentaneo l'ufficializzazione della proroga del decreto Mussi-Fioroni, che inserisce un punteggio legato alla carriera scolastica pregressa nella valutazione per accedere alle facoltà a numero chiuso". Tuttavia ci troviamo a dover chiedere al Ministro Gelmini un chiarimento rispetto alle sue posizioni nel merito di questo decreto: verrà cancellato o confermato per il prossimo anno?".

I ragazzi chiedono al neoinquilino di viale Trastevere "cosa intende fare sul problema del numero chiuso, che tanti scandali ha destato nell'ultimo anno". "Noi - continua la Tosoni - siamo da sempre contrari al meccanismo dei test di ingresso per la selezione degli studenti e allo stesso modo ci siamo espressi in maniera contraria al decreto Mussi-Fioroni, perché non fa che mantenere un sistema di selezione all'ingresso dei percorsi formativi universitari, meccanismo ingiusto e pregiudiziale".
(9 giugno 2008)



Report "Schola"

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Indice delle sezioni

Schola (12)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Margherita e diessini già separati in casa ( da "Corriere.it" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la componente degli ex ppi, affidandosi a Fioroni e Franceschini per la gestione del partito e promettendo la presidenza del Pd a Marini, nell'assemblea che si terrà tra due settimane. Ma è proprio Fioroni che non transige: "Dobbiamo fare qualcosa di nuovo in Europa come lo abbiamo fatto qui in Italia con il Pd".

La destra vuole privatizzare la scuola pubblica ( da "Unita, L'" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tutti i timori che una parte degli insegnanti aveva prima delle elezioni; e un'idea di scuola - e soprattutto una direzione di marcia verso una riforma della scuola - completamente opposte a quelle che avremmo auspicato. Alcune dei mutamenti più significativi: le scuole verranno trasformate in fondazioni (ma ricordiamo che la proposta era già contenuta nel decreto Bersani del 2007)

ANNO SCOLASTICO 2008 -2009, LA GIUNTA DELLA CAMPANIA APPROVA IL CALENDARIO E LE LINEE DI INDIRIZZO. GABRIELE: "FORTE IMPEGNO PER ELEVARE LA QUALITÀ DEI NOSTRI STUDENTI" ( da "marketpress.info" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ex ministro Fioroni. "Il nuovo anno scolastico si aprirà all'insegna della qualità e dell'impegno ad elevare le potenzialità dei nostri giovani, anche attraverso percorsi virtuosi come il progetto <Scuole Aperte> che si caratterizzerà ancor più per gli interventi mirati all'innalzamento generale delle competenze degli studenti con particolare riferimento alle materie matematico -

MANOVRA, BRUNETTA: PROSSIMA SETTIMANA DECRETO, DDL E DELEGA ( da "Wall Street Italia" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assieme a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di bilancio nel 2011.

Manovra, Brunetta: prossima settimana decreto, ddl e delega ( da "Reuters Italia" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assieme a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di bilancio nel 2011.

Maturità, il titolo non farà punteggio per entrare all'università ( da "Redattore sociale" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo governo che stronca, di fatto (ma senza che alla novita' sia stata data alcuna pubblicita'

Ingresso all'Università, (quest'anno) la maturità non conta ( da "Dire" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'

Maturità, da quest'anno il voto non conterà per l'ammissione universitaria ( da "ADN Kronos" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il governo lo ha deciso il 30 maggio con un dl che rinvia il decreto Mussi-Fioroni al 2009-2010 ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA Roma, 9 giu. (Ign) - Quest'anno il voto di maturità non conterà ai fini dell'ammissione all'università. La stessa fine faranno i giudizi ed i crediti guadagnati negli ultimi anni.

Udu: ''Ora serve una nuova legge su numeri chiusi'' ( da "Redattore sociale" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Roma - L'Unione degli Universitari (Udu) ha sempre richiesto che il decreto Mussi Fioroni (che introduceva 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per le facolta' ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole superiori) "venisse ritirato".

UNIVERSITA'/ UDU: GELMINI FACCIA CHIAREZZA SU VALUTAZIONE ( da "Virgilio Notizie" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il decreto Mussi Fioroni che introduce 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per le facoltà ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole medie superiori", spiega l'Unione in una nota, "accogliamo con sollievo il fatto che il decreto non entri in vigore a partire dal prossimo anno accademico,

Ingresso all'Università, (quest'anno) la maturità non conta Il voto dell'esame di Stato non farà punteggio per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Il governo ha infatti deciso ( da "Dire" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'

PD/ FIORONI: FAMIGLIA CRISTIANA INGIUSTA E TROPPO 'RADICALE' ( da "Virgilio Notizie" del 09-06-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo Giuseppe Fioroni. "Considero l'editoriale di Famiglia cristiana uno stimolo - dice - anche se mi sembra ingiusto e troppo 'radicale'. Noi stiamo lavorando per un nuovo modo di fare opposizione, confrontandoci su temi e progetti e su risposte alternative sui singoli problemi, basti pensare alla sicurezza o alla giustizia".


Articoli

Margherita e diessini già separati in casa (sezione: Schola)

( da "Corriere.it" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

Il caso Rutelli: "Noi mai socialisti, che problema c'è?". Ma per Veltroni è l'ennesima "rogna" Margherita e diessini già separati in casa All'Europarlamento in gruppi diversi. Bindi: non siamo la quarta fase della sinistra ROMA Non è ancora vita da separati in casa, ma quasi, visto che, almeno in Europa, Ds e margheritini, molto probabilmente, archivieranno il Pd per sedersi su scranni diversi, senza iscriversi allo stesso gruppo parlamentare a Strasburgo. Quando queste due forze politiche si sono unite in matrimonio nel rito c'è stato un vizio di forma. I primi si sono sciolti per convolare a nozze confermando la loro permanenza nel partito socialista europeo, i secondi si sono sciolti confermando la loro contrarietà a questa prospettiva. Entrambi hanno messo nero su bianco, nei documenti congressuali del febbraio scorso, queste loro distinte posizioni. E ora che si intensificano i contatti con i partiti e i leader europei in vista delle elezioni del prossimo anno, la differenza è difficile da aggirare. Francesco Rutelli è stato chiaro con i suoi colleghi di ex partito: l'ipotesi è quella di restare divisi in Europa. Ognuno al proprio posto: i fu Ds con i socialisti, i fu Dl con i liberaldemocratici. E non si tratta di un capriccio dell'ex vice premier, ma di una presa d'atto della realtà. Martin Schulz, capogruppo del Pse a Strasburgo l'ha ripetuto a Walter Veltroni qualche giorno fa: i socialisti non possono cambiare identità per fare un piacere al Partito Democratico. In parole povere, la definizione socialista non si tocca. Ecco perché Rutelli ritiene che si debbano prendere due strade diverse in Europa. Per una volta tanto la Margherita è unita e si è riscoperta partito nel partito: da Marini a Parisi (che chiede "una casa nuova e non la vecchia allargata") nessuno pensa che "si debba confluire nel Pse". Anzi. Come osserva Rosy Bindi: "Il Pd non è la quarta fase del partito della sinistra storica italiana". Del resto, per dirla alla Rutelli, "che problema c'è? Anche il centrodestra sarà diviso in Europa". Lo stop di Rutelli alla confluenza nel partito socialista europeo potrebbe sembrare bizzarro, visto che alle elezioni del parlamento di Strasburgo manca quasi un anno. Così non è, però. La mossa nasce dall'accelerazione che aveva impresso alla vicenda Piero Fassino, che per il Pd si occupa dei rapporti con i colleghi europei. "Lui aveva già dato garanzie al Pse che il partito democratico sarebbe entrato, ma così non sarà. Non ci faranno trovare di fronte al fatto compiuto, perché noi li fermiamo prima ", sussurrano gli ex margheritini. Veltroni non è sulla linea di Fassino: per lui questa è una rogna. L'ennesima. Proprio quando aveva stretto definitivamente il patto con una parte della Margherita, la componente degli ex ppi, affidandosi a Fioroni e Franceschini per la gestione del partito e promettendo la presidenza del Pd a Marini, nell'assemblea che si terrà tra due settimane. Ma è proprio Fioroni che non transige: "Dobbiamo fare qualcosa di nuovo in Europa come lo abbiamo fatto qui in Italia con il Pd". Probabilmente tutto sarebbe stato più semplice se Veltroni avesse vinto. In pre campagna elettorale persino un democristiano come Marini sembrava non dare eccessivo peso alla prospettiva di finire con i socialisti in Europa. Ma la sconfitta ha fatto riflettere gli ex margheritini. Nelle elezioni non siamo riusciti a prendere i voti del centro è il succo del ragionamento di Rutelli e se ora ci sediamo tutti insieme nel Pse va a finire che il Partito Democratico appare come la prosecuzione dei Ds. E invece gli ex Dl pensano a qualcosa di assai diverso: "Il Pd è il convincimento di Bindi dovrà essere in qualche modo speculare alla Democrazia cristiana". E' chiaro che la separazione d'Oltralpe non significa che è in vista un divorzio a casa nostra, ma è indicativa di quel che si sta agitando nel Pd che ha perso le elezioni e che, apparentemente, è andato avanti come se nulla fosse. I dalemiani sembrano quasi pensare a un altro partito, gli ex margheritini rimpiangono il loro... Più che un partito, dice con malizia qualche ex ppi, sembra una coalizione. Maria Teresa Meli stampa |.

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La destra vuole privatizzare la scuola pubblica (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del IL CASOAlla Camera il ddl Aprea: gli istituti diventeranno fondazioni, gli albi per i docenti regionali, spariranno le Rsu La destra vuole privatizzare la scuola pubblica di Marina Boscaino Come in un casalingo film horror - a volte tornano. Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia e presidente della Commissione Cultura della Camera, ha tirato fuori un disegno di legge molto simile a quello che era stato esaminato in commissione durante il precedente governo Berlusconi. In quella circostanza firmatari, assieme all'Aprea, erano stati Bondi, Bonaiuti, Adornato, Cicchitto. "Norme per l'autogoverno delle istituzioni scolastiche e la libertà di scelta educativa delle famiglie, nonché per la riforma dello stato giuridico dei docenti" è il titolo del ddl, che al momento è stato assegnato in sede referente alla VII commissione. Nel testo si concretizzano tutti i timori che una parte degli insegnanti aveva prima delle elezioni; e un'idea di scuola - e soprattutto una direzione di marcia verso una riforma della scuola - completamente opposte a quelle che avremmo auspicato. Alcune dei mutamenti più significativi: le scuole verranno trasformate in fondazioni (ma ricordiamo che la proposta era già contenuta nel decreto Bersani del 2007). Per quanto riguarda gli organi collegiali, consigli di circolo e consigli di istituto spariranno, sostituiti da consigli di amministrazione, in cui saranno presenti anche "rappresentanti dell'ente tenuto per legge alla fornitura dei locali della scuola ed esperti esterni, scelti in ambito educativo, tecnico e gestionale". Per quanto riguarda i docenti, si configura un'ulteriore rivoluzione: saranno istituiti albi regionali; la carriera sarà articolata in tre livelli (iniziale, ordinario ed esperto); l'aumento stipendiale, oltre che dall'anzianità, sarà determinato dall'appartenenza al singolo livello e a selezioni interne. Si diventa docente ordinario con concorso per soli titoli; esperto con concorso per titoli ed esami. Ciascun istituto potrà bandire autonomamente concorsi per reclutare il personale docente: niente più maxi concorsi e graduatorie. La formazione iniziale dei docenti prevede la laurea magistrale abilitante e un anno di "inserimento formativo al lavoro" presso una scuola. Infine, spariranno le Rappresentanze Sindacali Unitarie (RSU) e per i docenti verrà istituita una specifica area contrattuale. Il silenzio di Mariastella Gelmini, probabilmente, non è sintomo di riflessività e di volontà di appropriarsi di una materia che le è del tutto sconosciuta. Il ministro è comunque intervenuto sulla questione dei debiti scolastici, con una nota ambigua, che lascia aperto il campo alle più diverse interpretazioni, che getterà le scuole in un ulteriore caos, nel caso facilmente ascrivibile, però, al ministro Fioroni, autore originario del provvedimento. Il silenzio è più ragionevolmente dovuto al fatto che nel ddl di Aprea si configurano le più rosee previsioni della proposta di legge, a firma della stessa Gelmini, del febbraio scorso. L'attacco dei "falchi" - Brunetta e Aprea - condito da una insperata, sovrabbondante dose di mercato e di liberismo d'assalto, rischia di far impallidire persino la proposta Gelmini. Che colomba non è, considerati i suoi trascorsi. Ma che attende che i colleghi panzer da sfondamento le spianino la strada per completare l'opera. Se dovesse passare, il ddl di Valentina Aprea porterebbe una vera e propria rivoluzione nell'istruzione. In un senso che crea un esplicito e pericoloso accostamento tra scuola e azienda; in cui la concorrenza avrà una funzione fondamentale; in cui al principio della partecipazione si sostituisce quello del soddisfacimento di esigenze e bisogni individuali dell' "utenza" (i genitori, più volte evocati); in cui la logica del profitto - sotto l'imprimatur dei termini "efficacia", "efficienza" e "modernità", buoni ormai per ogni stagione - si sostituisce alle logiche dell'art. 33 e 34 della Costituzione; in cui si sottolinea che la "sfida è quella di riallocare le risorse finanziarie destinate all'istruzione partendo dalla libertà di scelta delle famiglie, secondo i principi che le risorse seguono l'alunno ("fair founding follows the pupil"). Principio - ci ricorda l'Aprea - affermato dalla Dichiarazione universale dei diritti umani, ma che nel nostro Paese, si può starne certi, rappresenterà una risposta all'"emergenza educativa" denunciata da Benedetto XVI e alla conseguente richiesta di finanziamento delle scuole cattoliche. Attraverso l'abolizione dei concorsi pubblici, inoltre, ciascuna scuola potrà reclutare il personale, secondo criteri che violeranno principi di uguaglianza e di pari opportunità: la scuola - sotto la competenza regionale - darà carta bianca, come ampiamente previsto, ai principi secessionisti. Senza parlare del fatto che la regionalizzazione porterebbe all'assenza di docenti al Nord, a un esubero al Sud - con fondi minimali - oltre a violare il principio della libera circolazione dei lavoratori. E poi quel che il ddl inserisce sotto la dizione "stato giuridico degli insegnanti" (un problema reale, al quale pure sarà necessario mettere mano con modalità e intenti diversi) è sottoposto ad una serie di punti interrogativi, alee, arbitri. Pericolosissimi.

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ANNO SCOLASTICO 2008 -2009, LA GIUNTA DELLA CAMPANIA APPROVA IL CALENDARIO E LE LINEE DI INDIRIZZO. GABRIELE: "FORTE IMPEGNO PER ELEVARE LA QUALITÀ DEI NOSTRI STUDENTI" (sezione: Schola)

( da "marketpress.info" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

Napoli, 9 giugno 2008 - La Giunta regionale della Campania, su proposta dell'assessore all'Istruzione Corrado Gabriele, ha approvato il 6 giugno il calendario e le linee di indirizzo per lo svolgimento delle attività dell'anno scolastico 2008/09. Le lezioni inizieranno il 15 settembre 2008 e termineranno il 10 giugno 2009. Le vacanze di Natale sono in programma dal 20/12/2008 al 6 gennaio 2009; quelle di Pasqua inizieranno il 9 aprile e termineranno il 15 aprile 2009. Sono previsti altresì 2 ponti: il 2 maggio 2009 e il 1 giugno 2009. La decisione tiene conto delle esigenze delle famiglie, che tendono sempre più ad organizzare le vacanze in periodi diversi dell'anno, e della variegata offerta turistica che la Campania offre in diversi periodi dell'anno. "Le linee del piano di indirizzo dell'attività scolastica regionale 2008-09 ? dichiara Gabriele ? sono il risultato di un lavoro ampio e partecipato, messo a punto dalla Cabina di regia e dal Forum allargato, promosso dalla Regione e costituito da associazioni dei docenti e dei presidi, degli studenti, dei genitori e dei sindacati. "Al Forum - ricorda Gabriele ? è stato affidato altresì il compito di delineare la piattaforma programmatica per la presentazione di uno schema di legge regionale per costruire un sistema organico legato direttamente alle esigenze del territorio in materia di istruzione e formazione. "Il provvedimento di oggi mira a contenere, anche con un sforzo finanziario sostenuto dalla Regione, la pesante situazione dovuta al taglio degli organici dei docenti. Sono state ribadite le indicazioni già annunciate e già fornite per l'anno scolastico in corso, relativamente al numero di alunni per classe, massimo 25, da ricondurre a 20 in presenza di alunni con disabilità. "Ci auguriamo che il rapporto in fieri con il nuovo ministro della pubblica istruzione Gelmini, possa continuare nel solco costruttivo già avviato, di concerto con i sindacati e con l'ex ministro Fioroni. "Il nuovo anno scolastico si aprirà all'insegna della qualità e dell'impegno ad elevare le potenzialità dei nostri giovani, anche attraverso percorsi virtuosi come il progetto che si caratterizzerà ancor più per gli interventi mirati all'innalzamento generale delle competenze degli studenti con particolare riferimento alle materie matematico - scientifiche e alla lettura. "La scuola dell'autonomia in Campania può divenire protagonista nella definizione di una nuova dimensione, partecipata e pluralista del sistema di istruzione regionale e dare un contributo decisivo al recupero e al contrasto della dispersione scolastica", conclude Gabriele. . <<BACK.

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MANOVRA, BRUNETTA: PROSSIMA SETTIMANA DECRETO, DDL E DELEGA (sezione: Schola)

( da "Wall Street Italia" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

Manovra, Brunetta: prossima settimana decreto, ddl e delega -->ROMA (Reuters) - La manovra finanziaria che il Consiglio dei ministri approverà il 18 o il 19 giugno sarà composta da un decreto, un disegno di legge e un disegno di legge delega e conterrà misure per aumentare la produttività nel pubblico impiego. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta parlando a margine di un convegno della scuola superiore della Pa. "All'interno del pacchetto Tremonti ci saranno misure riguardanti il settore pubblico, provvedimenti per aumentare la crescita", ha detto Brunetta. "La prossima settimana daremo il via libera a un decreto legge, a un ddl e a una delega. Approveremo questo pacchetto e assieme a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di bilancio nel 2011. Tra le misure in corso di studio a via XX settembre, anche l'annunciata rimodulazione della base imponibile per le banche e la Robin Hood tax sui profitti delle compagnie petrolifere.

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Manovra, Brunetta: prossima settimana decreto, ddl e delega (sezione: Schola)

( da "Reuters Italia" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - La manovra finanziaria che il Consiglio dei ministri approverà il 18 o il 19 giugno sarà composta da un decreto, un disegno di legge e un disegno di legge delega e conterrà misure per aumentare la produttività nel pubblico impiego. Lo ha detto il ministro della Funzione pubblica Renato Brunetta parlando a margine di un convegno della scuola superiore della Pa. "All'interno del pacchetto Tremonti ci saranno misure riguardanti il settore pubblico, provvedimenti per aumentare la crescita", ha detto Brunetta. "La prossima settimana daremo il via libera a un decreto legge, a un ddl e a una delega. Approveremo questo pacchetto e assieme a questo pacchetto ci saranno provvedimenti per la riforma della scuola, per l'Aran e il Cnipa", ha spiegato il ministro. Il governo, secondo quanto spiegato dal ministro dell'Economia Giulio Tremonti, vuole varare un provvedimento che anticipi la Finanziaria 2009 e contenga un piano triennale per stabilizzare la spesa pubblica e garantire il pareggio di bilancio nel 2011. Tra le misure in corso di studio a via XX settembre, anche l'annunciata rimodulazione della base imponibile per le banche e la Robin Hood tax sui profitti delle compagnie petrolifere.

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Maturità, il titolo non farà punteggio per entrare all'università (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 12.3409/06/2008 Maturità, il titolo non farà punteggio per entrare all'università Roma - Per quest'anno il voto di maturita' non fara' punteggio per entrare all'universita' nelle facolta' a numero chiuso. E non serviranno neanche i giudizi positivi guadagnati sul campo negli ultimi tre anni di scuola superiore. Lo ha deciso il governo Berlusconi che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che contiene alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010 la novita' introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo governo che stronca, di fatto (ma senza che alla novita' sia stata data alcuna pubblicita'), le speranze di molti dei quasi 500mila maturandi che quest'anno affronteranno gli esami. In migliaia, infatti, a settembre, parteciperanno ai test per entrare nelle facolta' a numero chiuso. Prima fra tutte medicina, dove i candidati sono in media 43mila per appena 11mila posti disponibili. Ma, almeno per quest'anno, guadagnare buoni voti all'esame di Stato non servira' a nulla, nonostante gli annunci del precedente esecutivo che aveva deciso di assegnare fino a 25 punti sui 105 necessari per superare l'ostacolo dei test universitari in base al voto di maturita', all'eventuale lode e ai voti dell'ultimo triennio, soprattutto quelli delle materie piu' affini al corso scelto. Il motivo del rinvio? Come anticipato lo scorso maggio dalla Dire, le ragioni sono tecniche. "Il decreto era impossibile da applicare", avevano spiegato, infatti, i tecnici del ministero dell'Universita'. Il decreto Mussi-Fioroni, sostanzialmente, non dava "sufficienti garanzie sull'equita' di trattamento per tutti gli studenti". Un problema su tutti, quello degli stranieri: non era stata approntana una tabella di equiparazione dei titoli di studio e dei voti dell'ultimo triennio dei ragazzi sia comunitari che extracomunitari stabilmente presenti in Italia, giovani che accedono tutti alla stessa graduatoria degli italiani. "Il decreto era stato pubblicato solo a febbraio- aveva sottolineato un tecnico alla Dire- non c'era stato neanche il tempo di lavorare con le rappresentanze diplomatiche". Poi, c'era il problema della raccolta dati: mancava un sistema informatico in cui le scuole potessero inserire i voti dei ragazzi per permetterne una elaborazione univoca da parte del ministero. "Secondo il decreto Mussi-Fioroni avrebbero fatto tutto le scuole- aveva sostenuto un tecnico- sarebbe bastato un errore sul calcolo di una media per far scattare il ricorso". Solo dall'anno scorso, poi, e' stata introdotta la lode alla maturita', altro elemento di eventuale disparita'. E, in Italia, ci sono anche ragazzi che studiano nelle scuole straniere e prendono il cosiddetto baccellierato, un diploma che esiste, per esempio, in Francia. Un aspetto di cui, nel decreto Mussi-Fioroni, non si teneva conto. Senza contare il fatto che ci sono, di fatto, scuole piu' "buoniste" e altre meno larghe di voti. Un altro tema a cui il provvedimento di febbraio non forniva una soluzione. (DIRE).

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Ingresso all'Università, (quest'anno) la maturità non conta (sezione: Schola)

( da "Dire" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

La Sapienza ROMA - Per quest'anno il voto di maturità non farà punteggio per entrare all'università nelle facoltà a numero chiuso. E non serviranno neanche i giudizi positivi guadagnati sul campo negli ultimi tre anni di scuola superiore. Lo ha deciso il governo Berlusconi che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che contiene alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010 la novità introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'anno affronteranno gli esami. In migliaia, infatti, a settembre, parteciperanno ai test per entrare nelle facoltà a numero chiuso. Prima fra tutte medicina, dove i candidati sono in media 43 mila per appena 11 mila posti disponibili. Ma, almeno per quest'anno, guadagnare buoni voti all'esame di Stato non servirà a nulla, nonostante gli annunci del precedente esecutivo che aveva deciso di assegnare fino a 25 punti sui 105 necessari per superare l'ostacolo dei test universitari in base al voto di maturità, all'eventuale lode e ai voti dell'ultimo triennio, soprattutto quelli delle materie più affini al corso scelto. Il motivo del rinvio? Come anticipato lo scorso maggio dalla Dire, le ragioni sono tecniche. "Il decreto era impossibile da applicare", avevano spiegato, infatti, i tecnici del ministero dell'Università. Il decreto Mussi-Fioroni, sostanzialmente, non dava "sufficienti garanzie sull'equità di trattamento per tutti gli studenti". Un problema su tutti, quello degli stranieri: non era stata preparata una tabella di equiparazione dei titoli di studio e dei voti dell'ultimo triennio dei ragazzi sia comunitari che extracomunitari stabilmente presenti in Italia, giovani che accedono tutti alla stessa graduatoria degli italiani. "Il decreto era stato pubblicato solo a febbraio- aveva sottolineato un tecnico alla Dire- non c'era stato neanche il tempo di lavorare con le rappresentanze diplomatiche". Poi, c'era il problema della raccolta dati: mancava un sistema informatico in cui le scuole potessero inserire i voti dei ragazzi per permetterne una elaborazione univoca da parte del ministero. 9 giugno 2008.

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Maturità, da quest'anno il voto non conterà per l'ammissione universitaria (sezione: Schola)

( da "ADN Kronos" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

Anche i giudizi e i crediti guadagnati saranno ininfluenti. Il governo lo ha deciso il 30 maggio con un dl che rinvia il decreto Mussi-Fioroni al 2009-2010 ascolta la notizia commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA Roma, 9 giu. (Ign) - Quest'anno il voto di maturità non conterà ai fini dell'ammissione all'università. La stessa fine faranno i giudizi ed i crediti guadagnati negli ultimi anni. Lo ha deciso il governo che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che contiene alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010 la novità introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello scorso gennaio (N.21 del 2008). La notizia, diffusasi negli ultimi giorni, sta creando vero e propria rabbia tra i maturandi, decisamente i più sfortunati degli ultimi anni. Per Renato Reggiani, direttore di TG Università by Universinet.it, "i maturandi di fatto vedono cambiare le regole del gioco continuamente, prima la reintroduzione del giudizio di ammissione, poi la nuova regolamentazione dei commissari esterni, di questi giorni il caos normativo sui debiti formativi da recuperare ed ora l'annullamento del valore del voto che conseguiranno ai fini dell'ammissione all'università". "Hanno ragione ad arrabbiarsi - continua Reggiani - abbiamo ricevuto già decine di mail di studenti che chiedono se sia possibile fare ricorso. Per molti un buon voto alla maturità era un obiettivo da raggiungere per poi cercare di entrare in facoltà come Medicina, Architettura o un altro corso a numero chiuso, ora anni di studio e sacrifici sono vanificati per decreto".

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Udu: ''Ora serve una nuova legge su numeri chiusi'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 14.4109/06/2008 Udu: ''Ora serve una nuova legge su numeri chiusi'' Roma - L'Unione degli Universitari (Udu) ha sempre richiesto che il decreto Mussi Fioroni (che introduceva 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per le facolta' ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole superiori) "venisse ritirato". Percio' accoglie "con sollievo"" il fatto che il provvedimento non entri in vigore a partire dal prossimo anno accademico". Ma l'Udu non ritiene questa decisione "sufficiente: non e' chiaro se si tratti semplicemente di una misura provvisoria, dovuta soltanto all'assenza degli ultimi decreti che consentirebbero la piena entrata in vigore di questo nuovo meccanismo". Per questo chiede al ministro Gelmini "di esprimersi chiaramente sul futuro di questo decreto, se intenda applicarlo gia' a partire dal successivo anno accademico oppure se intenda agire in maniera differente, lasciando immutato l'attuale sistema dei test d'ingresso o introducendo nuove modifiche". Per l'Udu, infatti, va "abrogata" la legge 264/99, che introduce in Italia il numero chiuso e serve al piu' presto "una nuova legge sull'accesso all'universita', costruita attraverso il confronto con i protagonisti delle universita' e con gli studenti". (DIRE).

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UNIVERSITA'/ UDU: GELMINI FACCIA CHIAREZZA SU VALUTAZIONE (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

TEST "Deve ritirare il decreto e lavorare a nuova legge sull'accesso" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 giu. (Apcom) - "Chiediamo al ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca Mariastella Gelmini di esprimersi chiaramente sul futuro di questo decreto, se intenda applicarlo già a partire dal successivo anno accademico oppure se intenda agire in maniera differente, lasciando immutato l'attuale sistema dei test d'ingresso o introducendo nuove modifiche". Così in una nota l'Unione degli Universitari (Udu). "Abbiamo sempre richiesto che venisse ritirato il decreto Mussi Fioroni che introduce 25 punti nella valutazione dei test d'ingresso per le facoltà ad accesso programmato a livello nazionale determinati sulla base dei risultati conseguiti nell'ultimo triennio delle scuole medie superiori", spiega l'Unione in una nota, "accogliamo con sollievo il fatto che il decreto non entri in vigore a partire dal prossimo anno accademico, ma non possiamo ritenere questa decisione sufficiente". "Non è infatti chiaro - si legge ancora - se si tratti semplicemente di una misura provvisoria, dovuta soltanto all'assenza degli ultimi decreti che consentirebbero la piena entrata in vigore di questo nuovo meccanismo". L'Udu "ribadisce anche a questo ministro la sua richiesta di ritiro del decreto sui 25 punti, chiede nuovamente l'abrogazione della legge 264/99, che introduce in Italia il numero chiuso e di provvedere al più presto a lavorare ad una nuova Legge sull'accesso all'Università, costruita attraverso il confronto con i protagonisti delle università e con gli studenti".

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Ingresso all'Università, (quest'anno) la maturità non conta Il voto dell'esame di Stato non farà punteggio per l'accesso alle facoltà a numero chiuso. Il governo ha infatti deciso (sezione: Schola)

( da "Dire" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

Ingresso all'Università, (quest'anno) la maturità non conta La Sapienza ROMA - Per quest'anno il voto di maturità non farà punteggio per entrare all'università nelle facoltà a numero chiuso. E non serviranno neanche i giudizi positivi guadagnati sul campo negli ultimi tre anni di scuola superiore. Lo ha deciso il governo Berlusconi che, lo scorso 30 maggio, con un decreto legge che contiene alcune disposizioni e proroghe, ha stabilito di rinviare al 2009-2010 la novità introdotta da un decreto Mussi-Fioroni dello scorso gennaio (il numero 21 del 2008). "Le disposizioni di cui agli articoli 4 e 5 del decreto legislativo 14 gennaio 2008, numero 21, si applicano a decorrere dall'anno accademico 2009-2010", si legge nel provvedimento del nuovo esecutivo, che stronca, di fatto, le speranze di molti dei quasi 500 mila maturandi che quest'anno affronteranno gli esami. In migliaia, infatti, a settembre, parteciperanno ai test per entrare nelle facoltà a numero chiuso. Prima fra tutte medicina, dove i candidati sono in media 43 mila per appena 11 mila posti disponibili. Ma, almeno per quest'anno, guadagnare buoni voti all'esame di Stato non servirà a nulla, nonostante gli annunci del precedente esecutivo che aveva deciso di assegnare fino a 25 punti sui 105 necessari per superare l'ostacolo dei test universitari in base al voto di maturità, all'eventuale lode e ai voti dell'ultimo triennio, soprattutto quelli delle materie più affini al corso scelto. Il motivo del rinvio? Come anticipato lo scorso maggio dalla Dire, le ragioni sono tecniche. "Il decreto era impossibile da applicare", avevano spiegato, infatti, i tecnici del ministero dell'Università. Il decreto Mussi-Fioroni, sostanzialmente, non dava "sufficienti garanzie sull'equità di trattamento per tutti gli studenti". Un problema su tutti, quello degli stranieri: non era stata preparata una tabella di equiparazione dei titoli di studio e dei voti dell'ultimo triennio dei ragazzi sia comunitari che extracomunitari stabilmente presenti in Italia, giovani che accedono tutti alla stessa graduatoria degli italiani. "Il decreto era stato pubblicato solo a febbraio- aveva sottolineato un tecnico alla Dire- non c'era stato neanche il tempo di lavorare con le rappresentanze diplomatiche". Poi, c'era il problema della raccolta dati: mancava un sistema informatico in cui le scuole potessero inserire i voti dei ragazzi per permetterne una elaborazione univoca da parte del ministero. 9 giugno 2008.

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PD/ FIORONI: FAMIGLIA CRISTIANA INGIUSTA E TROPPO 'RADICALE' (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-06-2008)

Argomenti: Scuola

"Non vorrei si rimpiangesse corporazione cattolica bonsai" postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 giu. (Apcom) - L'editoria di Famiglia cristiana contro il Pd è "ingiusto e troppo radicale", secondo Giuseppe Fioroni. "Considero l'editoriale di Famiglia cristiana uno stimolo - dice - anche se mi sembra ingiusto e troppo 'radicale'. Noi stiamo lavorando per un nuovo modo di fare opposizione, confrontandoci su temi e progetti e su risposte alternative sui singoli problemi, basti pensare alla sicurezza o alla giustizia". "Dobbiamo costruire un'alternativa a Berlusconi - aggiunge Fioroni - e sappiamo quanto sia indispensabile dimostrare una reale capacità di attrazione dell'elettorato moderato. Molti osservatori ci criticano con la stessa severità ma per ragioni opposte. Spesso dipingono un Pd afflitto dall'insofferenza e dall'attivismo dei cattolici. La verità è che compete anche a noi, eredi della tradizione degasperiana, impegnarci per proporre le 'idee ricostruttive' di un nuovo riformismo democratico e solidarista attorno a cui coagulare la maggioranza del popolo italiano". Conclude Fioroni: "Non vorrei quindi che la critica esulasse da questa nostra ambizione e, rimpiangendo vecchi schemi, chiedesse essenzialmente il restauro di una 'corporazione cattolica' bonsai".

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