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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"  9 giugno 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

L'emergenza anti-gavettoni: bagni chiusi e 7 in condotta ( da "Trentino" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se qualcuno esagererà sarà punito con un voto basso in condotta, un 7 o un 8. Ma la speranza è che tutto fili liscio". Iti Buonarroti. "Per evitare i gavettoni - spiega il dirigente Rosario Blasco - le lezioni termineranno alle 9.30. I bagni saranno chiusi e sorvegliati dai bidelli e verranno aperti solo se ci sarà una reale necessità.

Alle medie rinviata la strage di bocciature ( da "Stampa, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gli scrutini sono per lo più in corso (lunedì 15 iniziano gli esami, le pagelle dei primi due anni devono essere consegnate entro venerdì) e a sentire i presidi a questo punto del cammino, la temuta strage non ci sarà. Certo, c'è anche qualche caso - che colpirà soprattutto ragazzi non italiani - in cui si prevede di poter arrivare al raddoppio dei bocciati (

Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio ( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Indietro Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio AZIENDA SCUOLA Di Antimo Di Geronimo Alessandra Ricciardi risvolti Il Tar Lazio: «manca» il provvedimento sul primo ciclo e il piano programmatico dei tagli Gli uffici scolastici hanno emanato gli organici della scuola dell'infanzia e primaria e stanno predisponendo gli organici delle secondarie.

Teletutto Stasera Parole di calcio ( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in onda eccezionalmente di martedì, dopo aver lasciato spazio ieri sera alla lunga e seguitissima diretta legata alle elezioni. Alla trasmissione condotta da Erica Bariselli parteciperanno Cristiano Tognoli (che al solito curerà la sintesi di Empoli-Brescia, la moviola e le pagelle) e il giornalista del Giornale di Brescia Gianluca Magro.

Puegnago Ecco il palazzetto dello sport ( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la provincia Puegnago Ecco il palazzetto dello sport La struttura, inaugurata dal ministro Gelmini, ha un'area interna di 800 metri quadrati L'affollata inaugurazione del nuovo PalaPuegnago, battezzato nei giorni scorsi PUEGNAGOTaglio del nastro al «PalaPuegnago». Il nuovo palazzetto dello sport di Puegnago è stato infatti «battezzato» nei giorni scorsi.

Lombardia: il centrodestra vince 7 Province su 8 ( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bossi all'uscita ha detto: «Al ballottaggio voteremo i candidati comuni di Lega e Pdl. Abbiamo offerto di partecipare alle elezioni dove siamo al ballottaggio, insieme». Conferma giunta anche dalla Gelmini: «A Podestà non mancherà l'appoggio del Pdl e nemmeno della Lega».

Brescia scrutata dalla balconata del Broletto ( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini, si facciano intrappolare in scenari locali dirompenti con le dinamiche romane. Resta tutta da scrivere un'innovativa coabitazione paritaria e altamente competitiva. Il mosaico dei Comuni Ogni tanto, dal gruppo dei politici, qualcuno appeso al fidato cellulare lancia un urlo di gioia da curva dello stadio: il Comune del cuore è andato al candidato sindaco amico.

più esami e borse di studio - ylenia gifuni ( da "Centro, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Nei giorni delle proteste contro la riforma Gelmini siamo stati gli unici a organizzare un'assemblea pubblica di studenti, ricercatori e docenti», precisa Emilio Longhi. «La nostra campagna è incentrata sulla trasparenza: all'attivo abbiamo un ricorso al Tar per chiedere l'abbassamento delle tasse universitarie che non sono in linea con gli standard ministeriali».

insulti alla meloni sul muro di casa ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini. Un gesto «inqualificabile» che «non riuscirà certo a rallentare l´impegno del ministro», per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bonaiuti. Solidarietà alla Meloni anche dal presidente della Camera, Fini, che si è detto certo che «tali intimidazioni non le impediranno di proseguire il suo lavoro al servizio delle istituzioni democratiche»

ultima campanella per 32 mila ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Voti in pagella dalle primarie alle superiori e addio giudizi nella fascia dell'obbligo. Giro di vite sulle ammissioni agli esami di licenza media (è diventato un diploma, nel lessico buro-ministeriale) e tolleranza zero sulle insufficienze. Per scansare l'ipotesi di non ammissioni di massa all'esame di terza media,

berlusconi re delle preferenze ma dal 2004 ne perde 30mila - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Lara Comi, sostenuta dal ministro Mariastella Gelmini, e Licia Ronzulli. Un biglietto per Strasburgo nel Pdl anche per il consigliere comunale Carlo Fidanza, mentre la cantante Iva Zanicchi l´eurodeputata uscente Cristiana Muscardini dovrebbero essere ripescate solo per la rinuncia al seggio di Berlusconi.

suona domani l'ultima campanella ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre è in partenza in questi giorni, con un calendario che varia da scuola a scuola, la macchina degli scrutini. Voti in pagella dalle primarie alle superiori e addio giudizi nella fascia dell'obbligo. Giro di vite sulle ammissioni agli esami di licenza media (è diventato un diploma, nel lessico buro-ministeriale) e tolleranza zero sulle insufficienze.

tre giorni nel segno delle nanotecnologie ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle nanotecnologie Da oggi a giovedì la mostra a Torino Incontra Il ministro Gelmini: "Con l´innovazione è una delle chiavi contro la crisi" Secondo il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini sono, con l´innovazione, uno dei punti chiave per affrontare la crisi. Le biotecnologie sono le protagoniste della mostra-convegno «Nanoforum» in programma da oggi a giovedì a Torino.

Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio ( da "Italia Oggi" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Antimo Di Geronimo Alessandra Ricciardi risvolti Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio Il Tar Lazio: «manca» il provvedimento sul primo ciclo e il piano programmatico dei tagli Gli uffici scolastici hanno emanato gli organici della scuola dell'infanzia e primaria e stanno predisponendo gli organici delle secondarie.

Per i più bravi niente premio ( da "Italia Oggi" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, con una proroga inserita nel decreto mille proroghe lo scorso febbraio: il bonus maturità (invenzione dagli ex ministri Fabio Mussi e Beppe Fioroni) ci sarà, ma solo dal prossimo anno. Già un anno fa, con il decreto legge del 3 giugno 2008, il numero 97, il governo aveva rimandato al 2009/2010 l'applicazione degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo numero 21 del 14 gennaio

podestà-penati ai supplementari - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ballottaggio è sempre un po´ rischioso - confessa - Anche perché presumibilmente la Lega non andrà a votare». I militanti pidiellini sono frastornati. A rinfrancarli ci prova il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini: «Il ballottaggio non ci spaventa. Da domani tutti al lavoro per Podestà. La vittoria è posticipata solo di due settimane».

Berlusconi e Bossi trovano l'intesa su ballottaggi e referendum ( da "Libertà" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. È stata anche confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto - ha reso noto il ministro per la semplificazione - e, succesivamente, della legge elettorale. Una visione comune che rende, di conseguenza - ha aggiunto Calderoli- superfluo l'appoggio diretto al referendum.

le bellezze del cavaliere vincono la sfida dall'ira di veronica al seggio a strasburgo - (segue dalla prima pagina) filippo ceccarelli ( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: già collaboratrice della Gelmini, una giovane donna che lavora nella grande azienda di giocattoli «Giochi Preziosi» e che si è segnalata per l´intervento a sostegno della Santanché a proposito dell´idillio presunto fra Veronica e il body-guard. Ma a quel punto la fantasmagorica faccenda delle veline era già ben fragorosamente brillata in piena campagna elettorale,

Chimica, serve un rinvio Ue ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini. Nel 2008 il valore della produzione chimica si è attestato a 56,6 miliardi di euro (81,3 miliardi con la farmaceutica), con un calo in quantità del 5,5%, una performance peggiore rispetto alla media europea (-4,1 per cento). Il settore che ha sofferto di più è la chimica di base (-13,2%) «condizionato nell'ultima parte dell'

Una governance per la ricerca ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha avviato la definizione del nuovo Programma nazionale della ricerca: è l'occasione per fare un salto culturale, per dare un chiaro segnale di discontinuità. Ma il piano potrà esserlo a patto che sia condiviso da tutti i dicasteri e dalle regioni, e sia definito sentendo gli attori della ricerca e le imprese.

I LAVORI DI OGGI ( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: evento prenderanno parte anche tre ministri: il titolare delle Politiche europee, Andrea Ronchi e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, mentre Renato Brunetta, responsabile della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione, concluderà i lavori della mattinata che saranno moderati dal direttore del Sole 24 Ore, Gianni Riotta.

Frange nude look e nylon graffiti Giovani stilisti in passerella ( da "Nazione, La (Firenze)" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per la collezione più commerciale hanno detto la loro Alessandro Gelmini di Nomination, l'art director Felice Limosani, Andrea Panconesi patron di Luisa via Roma e Anna Meo. Premio speciale Caran d'Ancre con Marcello Lombardini e Christine Rulkin e Premio del Dean Linda Loppa oltre a quello del simpatico e affettuoso pubblico del Saschall.

Laurea ad honorem a Percassi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la notizia che il ministro Maria Stella Gelmini ha dato l'ok per conferire la laurea specialistica honoris causa in Ingegneria edile al costruttore bergamasco Antonio Percassi. «Esprimo - ha annunciato il rettore Alberto Castoldi - tutta la mia soddisfazione per questo riconoscimento, che premia una fra le personalità che maggiormente hanno operato per la crescita del territorio.

Dati e verbali con il vecchio programma ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: forse in attesa che si precisassero tutti i cambiamenti disposti dal ministro Gelmini. Il risultato è che, in mancanza di meglio il programma viene recuperato ora: l'alternativa era ritornare a verbalizzare con carta e penna. In sé, «Conchiglia» è tutt'altro che perfetto, anzi nel corso del tempo sono stati trovati stratagemmi per aggirarne le manchevolezze e i blocchi.

Il commento È necessario il rilancio di un'autentica ( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: della tosta ministra di Istruzione, ricerca e università Mariastella Gelmini. Sapelli brilla nel ruolo di provocatore culturale, ricordando quanto gli intellettuali italiani siano lontani dall'industria, sia i più (impegnati in studi letterari) sia quelli specialisti più attenti ai giochi matematici che ai processi produttivi.>

Quel boomerang formato Noemi che sperava tornasse sul Pd, è invece ricaduto addosso... ( da "Unita, L'" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E la Gelmini A parte un giretto all'Università «liberale» di Lesmo, Berlusconi è rimasto a Arcore in contatto con i suoi. Formalmente «sereno», certo non contento e deluso dallo smacco sulle preferenze, si consola con la crescita di 4 eurodeputati (da 25 a 29) il «raddoppio sul Pd».

ROMA Solidarietà bipartisan al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-06-2009) + 2 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, «certi tentativi di intimidazione oggi fortunatamente non spaventano più nessuno ma si tratta comunque di un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza». Solidarietà «umana e politica» al ministro Meloni anche da Marianna Madia, del Pd.

Esultano Fitto, Gelmini e Carfagna Anche Alemanno può sorridere ( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: stampa Esultano Fitto, Gelmini e Carfagna Anche Alemanno può sorridere Il bilancioSi fanno largo i giovani ministri Scajola rientra in gioco, grande affermazione per La Russa Se c'è un dato che ha rallegrato, per quello che era possibile, l'umore a Silvio Berlusocni è quello di aver visto elette le sue tre preferite.

Il Senatùr vince oltre il Po La Lega al Centro ha il 3% ( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Brancher e Gelmini a cena da Berlusconi ad Arcore, ha ribadito il sostegno della Lega ai candidati del Pdl in quei comuni che andranno al ballottaggio il 21 giugno escludendo ogni possibilità di apparentamento con l'Udc. È stata poi confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto e, successivamente,

A Roma scritte contro la Meloni ( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo i rilievi delle forze dell'ordine, la frase è stata cancellata dal servizio decoro urbano del Comune di Roma. Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, «certi tentativi di intimidazione oggi fortunatamente non spaventano più nessuno ma si tratta comunque di un gesto vile».

Nevio Pelino Il cinque in condotta c'è o non c'è? I giornali e i pa... ( da "Unita, L'" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Le norme attuative del Decreto Gelmini si sono trascinate fino al 28 maggio, quando il Governo approva un Regolamento il cui testo è annunciato, ma non pubblicato. Sono applicabili le nuove, più pesanti disposizioni sul cinque in condotta? Chissà. Per i voti di profitto, sono confermate invece le norme della circolare del 20 maggio: per quest'anno,

Sartori e Salomao da 9 Bpp Group, società da 10 ( da "Arena, L'" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: LE PAGELLE DELLA FORMIDABILE SQUADRA DI LANGÈ CHE HA RICONQUISTATO IL DIRITTO DI GIOCARE IN A2 Sartori e Salomao da 9 Bpp Group, società da 10 Anche Lamanna e mister Langè sfiorano il massimo dei voti. La rivelazione Fedele, lo spirito di squadra di Fumarola, la classe di Barbosa.

Scuola, via agli scrutini E seimila studenti preparano la Maturità ( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 15 Ultima campanella In tutti gli istituti, oltre a quelli coinvolti nei seggi Scuola, via agli scrutini E seimila studenti preparano la Maturità Attesa per i risultati con il voto in condotta VERONA - Sarà un ultimo giorno di scuola anomalo per gli oltre 100mila studenti delle scuole primarie e secondarie veronesi, quello di oggi.

ROMA - Una frase tracciata con una vernice spray, senza nessuna sigla di rivendicazione: A pia... ( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Mariastella Gelmini, «certi tentativi di intimidazione oggi fortunatamente non spaventano più nessuno ma si tratta comunque di un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza». Sostegno al ministro anche dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per cui «le scritte comparse sono un atto ignobile e vile,

In fiera c'è l'aspirapolvere di Obama ( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Altro tema scottante quello della pulizia degli edifici scolastici cui è dedicata la tavola rotonda di domani mattina, ospite il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Al pomeriggio si parlerà invece di controlli sulla sicurezza degli alimenti. Camilla Bertoni

Feste a scuola, coprifuoco antigavettoni ( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 Presidi contro le battaglie con acqua, uova e farina: «Abbassato il voto di condotta» Feste a scuola, coprifuoco antigavettoni di BENEDETTA ARGENTIERI Il conto alla rovescia è cominciato. Per la fine della scuola. E l'inizio della battaglia fatta di gavettoni, sfregi, vandalismi. «Barbarie ingiustificate », attaccano i professori.

La bocconiana Lara Comi: sì al ricambio generazionale ( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Credo in un'Europa meno burocratica e più vicina alla gente». Infine i ringraziamenti: «Mariastella Gelmini, Roberto Formigoni, Mario Mauro mi hanno sempre incoraggiata». Lara Comi Eletta al Parlamento europeo con il Pdl, ha 26 anni ed è laureata in Bocconi A. Sac.

E a Roveredo di Guà Cioetto raccoglie l'eredità di Pastorello ( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: lista civica «Tempi Nuovi») il 12,03%, Gelmino Caliari (lista civica «Orientamento democratico ») l'11,18% e Laura Marcolongo l'8,42%. Una corsa a quattro ha caratterizzato il Comune di Boschi di Sant'Anna. Vincenzo Passarin, appartenente alla lista civica «Continuità democratica », è stato eletto sindaco con il 35,51% di voti.

Minacce sui muri sotto casa della Meloni ( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini ma è comunque un segno di viltà». Dura la condanna dell'accaduto anche a sinistra. «Bisogna isolare qualunque forma di violenza, e coltivare un clima di civiltà democratica essenziale per riavvicinare i cittadini ai partiti», ha dichiarato Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio.

Cade anche Pavia, roccaforte della sinistra ( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E per la vittoria di Cattaneo è arrivata anche la telefonata del ministro Gelmini, che ha voluto tenere a battesimo il primo sindaco pavese di centrodestra del nuovo millennio. L'ultimo era stato il leghisa Rodolfo Jannaccone Pazzi, la cui esperienza politica alla guida di Palazzo Mezzabarba finì nell'ottobre 1995.

Le bellezze del Cavaliere vincono la sfida Dall'ira di Veronica al seggio a Strasburgo ( da "Repubblica.it" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: collaboratrice della Gelmini, una giovane donna che lavora nella grande azienda di giocattoli "Giochi Preziosi" e che si è segnalata per l'intervento a sostegno della Santanché a proposito dell'idillio presunto fra Veronica e il body-guard. OAS_RICH('Middle'); Ma a quel punto la fantasmagorica faccenda delle veline era già ben fragorosamente brillata in piena campagna elettorale,

15:26 MARCEGAGLIA: ORA VELOCIZZARE LE RIFORME ( da "Agi" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche sulla scuola, conclude, bisogna fare le riforme annunciate: "Il ministro Gelmini ha avviato una riforma importante per le universita', deve andare avanti per cambiarne la governance e dire basta ai baronati. Serve anche una riforma finanziaria, perche' ora si premiano quelle peggiori, non le migliori".

Il Senatùr vince oltre il Po. La Lega al Centro ha il 3% ( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Brancher e Gelmini a cena da Berlusconi ad Arcore, ha ribadito il sostegno della Lega ai candidati del Pdl in quei comuni che andranno al ballottaggio il 21 giugno escludendo ogni possibilità di apparentamento con l'Udc. è stata poi confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto e, successivamente,

INNOVAZIONE: MARCEGAGLIA, NON FERMARSI AL 'DIRE'. APPLICARE LEGGI. ( da "Asca" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2013 messo a punto dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, superando la discontinuita' col passato lavorando insieme in una logica di medio-lungo termine''. Per la Marcegaglia quindi ''e' il momento di fare un salto di qualita' rispetto al passato e l'efficienza della governance e' il punto sul quale dobbiamo lavorare.

Torino Fc: pagelle 2008-'09. Seconda par ( da "superEva notizie" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Torino Fc: pagelle 2008-'09. Seconda parte (foto: www.calcimercato.it) Centrocampisti: Abate 5.5: da due anni si parla di lui come di un futuro fenomeno, da due anni retrocede in B. Di certo non è il responsabile maggiore ed i continui[...] (foto: www.calcimercato.

Scuola: consulta, i rocorsi di 8 regioni contro la gelmini ( da "Denaro, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i rocorsi di 8 regioni contro la gelmini Impugnate le norme sui "tagli" in vigore dell'anno 2009-2010 Ettore Mautone Il decreto Gelmini sui criteri di ridimensionamento degli istituti scolastici, contro cui gli l' onda' degli studenti è scesa in piazza lo scorso autunno, arriva OGGI all'esame della Corte Costituzionale.

SOLIDARIETà BIPARTISAN E DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AL MINISTRO DELLA GIOVENTù GIORGI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-06-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini «si tratta di un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza». Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio rileva che il gesto «inqualificabile non riuscirà certo a rallentare l'impegno del ministro».

SALVO SAPIO UN GRUPPO SU FACEBOOK E UNO SFOTTò. DARIA MA ADESSO MICA TI DOBBIAMO CHIED... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-06-2009) + 5 altre fonti
Argomenti: Scuola

Abstract: Perché adesso la preoccupazione non è più Mariastella Gelmini ma Jean-Paul Sartre. «Ho paura del francese - spiega Daria - devo recuperare in questa materia che è sempre stato il mio punto debole. Ma spero di far bella figura, la mia tesina sta venendo molto bene e anche per gli scritti ho fiducia».

Scuola, un'estate calda ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ritardo e i tagli del ministro Gelmini saranno consistenti». Nell'auditorium del liceo Grigoletti, circa 150 supplenti hanno assistito all'illustrazione della situazione, dipinta a tinte fosche dai cigiellini Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese. «La scuola per l'infanzia non ha subito tagli veri e propri, ma il numero degli iscritti è cresciuto e gli organici sono insufficienti,

Amministrative, il centrodestra sfonda da Nord a Sud ( da "Gazzettino, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'incontro di Arcore, ieri, erano presenti anche il ministro dell'Interno, Maroni, e quello dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il patto tra Pdl e Lega riguarda anche i ballottaggi: Bossi ha garantito l'impegno del Carroccio a fianco dei candidati Pdl, e promesso che si «spenderà personalmente» insieme con Berlusconi.

Referendum, patto Berlusconi-Bossi: "Il sostegno diretto? E' inopportuno" ( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. Referendum "Il presidente Berlusconi - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle riforme del bicameralismo perfetto auspicata da tutti e che, pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno"

Storia locale e dialetto come estensione del federalismo. La Lega vorrebbe il dialetto co... ( da "Gazzettino, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche se finora il ministro Gelmini si è mostrata tiepida. L'uscita di Zaia è stata seguita da altri parlamentari che propongono una legge che preveda l'insegnamento delle "lingue locali" e chiedono al ministero di dare peso nei programmi alle "specificità culturali, geografiche e storiche delle comunità locali".

Il in Consiglio ( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: quindi ordine del giorno sulla legge Gelmini e sulla mancata effettuazione del Venerdì Santo, che sicuramente provocherà un polemico e lungo dibattito perché tutti vorranno dire la propria, così come è avvenuto in precedenza. Molto attesa l'audizione del presidente dell'Ente Autodromo, Mario Sgro, il quale dovrà chiarire al consiglio quale è l'attuale situazione dell'

Crisi sì, ma la casa a mare... naccio ( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I tre enti hanno chiesto un incontro al ministro Maria Stella Gelmini per affrontare la vicenda e trovare le opportune, quanto urgenti, soluzioni. Risale a dieci giorni fa, infatti, la decisione dell'Ateneo catanese di chiudere Scienze dei beni culturali e trasferire a Catania Tecnologie e restauro dei beni culturali.

La droga trovata nascostaall'interno di un antico casolare ( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Potremmo invitare la Gelmini e farle vedere come possono funzionare le realtà piccole perché dotate di programmazione intelligente e con grande considerazione per il concetto di cultura». Con queste parole il primo cittadino ha salutato il numeroso pubblico intervenuto all'inaugurazione della nuova prestigiosa sede del Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale (

Milano, Podestà stoppato al 49% ( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non farò apparentamenti con i partiti. Mi rivolgerò agli elettori e alle elettrici che non hanno il loro candidato, cercando di convincerli». Secondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, però, la vittoria di Podestà è solo «posticipata di due settimane».

Nuova veste per il Damssi ampliano le opportunità naccio ( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini che prevede un sistema universitario basato su razionalizzazione miglioramento della qualità dell'offerta formativa evitando doppioni tra corsi di laurea in atenei vicini. L'idea del Dams regionale parte dai 4 rettori delle università siciliane e rappresenta una risposta concreta alla necessità di adeguare la struttura del Dams alle richieste di nuove professionalità che

15:47 INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO (2) ( da "Agi" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Bracco ha poi espresso parole di apprezzamento per l'impegno dei Ministri Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini per rendere lo Stato piu' efficiente e stimolare la ricerca. "Per questo - sono parole dell'esponente confindustriale - sosteniamo l'impegno personale dei Ministri Brunetta e Gelmini che si battono contro le incrostazioni di un sistema obsoleto.

Bossi-Berlusconi: "No al referendum" Fini replica: "Io invece andrò a votare" ( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Ma nel Pdl si registra subito un distinguo. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si smarca e fa sapere che "voterà convintamente". "E spero - ha aggiunto - che come me facciano gli italiani". Referendum "Il presidente Berlusconi - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle

SCUOLA: GELMINI, NO AL '6 ROSSO' ALLE MEDIE. ( da "Asca" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI, NO AL '6 ROSSO' ALLE MEDIE (ASCA) - Roma, 9 giu - ''Non puo' essere assegnato nessun '6 rosso' ma deve essere effettuata dai docenti una attenta valutazione degli studenti''. E' quanto si legge in una nota diffusa dal Ministero della Pubblica Istruzione in merito alla valutazione nelle scuole medie e all'orientamento dei Consigli di classe di ammettere con un '

Referendum, lite Berlusconi-Fini "Non votate". La replica: "Io ci vado"">Referendum, lite Berlusconi-Fini "Non votate". La replica: "Io ci vado" ( da "Affari Italiani (Online)" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: È quanto emerso dalla cena di lavoro tra il premier e il Senatur ad Arcore alla quale hanno partecipato diversi esponenti del Pdl e del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, che ha fatto il punto con i giornalisti sull'incontro, Roberto Maroni, Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. pagina successiva >>

La Gelmini cancella il "sei rosso" Bocciati all'esame, decidono i prof ( da "Stampaweb, La" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: usata in passato nella scuola secondaria di secondo grado per indicare che l?alunno, pur essendo stato promosso, era tenuto al recupero dei «debiti scolastici», da effettuare nel successivo anno scolastico. Ciò non esclude tuttavia che le scuole, nell?ambito della propria autonomia, possano programmare, sin dall?

SCUOLA: PD, CIRCOLARE MINISTERO E' INVITO AD AGGIRARE LA LEGGE. ( da "Asca" del 09-06-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini si costringono i docenti a modificare le proprie valutazioni e si introduce un meccanismo confuso che non chiarisce una volta per tutte se uno studente con una sola insufficienza debba essere bocciato o promosso''. Cosi' le deputate del Pd, componenti della commissione Cultura della Camera,Manuela Ghizzoni e Maria Coscia commentano la nota diffusa oggi dal Ministero della


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L'emergenza anti-gavettoni: bagni chiusi e 7 in condotta (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 09-06-2009)

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L'emergenza anti-gavettoni: bagni chiusi e 7 in condotta Linea dura di molti istituti superiori per evitare gli eccessi dell'anno scorso; all'Ipc niente lectio brevis «Non se la sono proprio meritata» JACOPO TOMASI TRENTO. Oggi è l'ultimo giorno di scuola ed i presidi degli istituti superiori della città annunciano il pugno di ferro contro i gavettoni, un classico di fine anno. Per evitare lotte con l'acqua nei piazzali delle scuole, in alcuni istituti verrà vietato l'accesso ai bagni o chiusi i rubinetti. In molti casi sarà anche anticipata la fine delle lezioni e se qualcuno sarà beccato a lanciare "bombe d'acqua" rischia uno nota sul registro o un bel 7 in condotta. C'è anche il pericolo, però, che l'entusiasmo degli studenti si riversi nelle piazze della città, come accaduto l'anno scorso, quando le forze dell'ordine erano state costrette a bloccare l'accesso ad alcune fontane prese d'assalto dai ragazzi. Da sempre l'ultimo giorno di scuola è un giorno di festa per gli studenti che si lasciano alle spalle un anno di studio e respirano aria di vacanza. La festa e la goliardia, però, a volte si trasformano in esagerazioni, come accaduto in passato. Un anno, il piazzale dell'Iti Buonarroti fu invaso dai trattori, l'anno scorso si scatenò una "battaglia" con "bombe d'acqua" in alcune piazze della città e dei ragazzi finirono in ospedale per come etilico. Per evitare questi eccessi, i presidi hanno deciso di adottare il pugno di ferro: campanella anticipata, bagni chiusi e rischio di 7 in condotta per chi esagera. Ma vediamo il programma e le misure "anti-gavettoni" scuola per scuola. Liceo scientifico Da Vinci. "Ci saranno tre ore di lezione e poi alle 10.25 i ragazzi saranno accompagnati all'uscita nella speranza che non combini guai", spiega il preside Alberto Tomasi."Per evitare episodi spiacevoli sarà chiusa l'acqua nei bagni ed aumentato il controllo da parte dei docenti. Se qualcuno farà danni, saranno presi provvedimenti disciplinari". Liceo scientifico Galilei. Il preside Aldo Gabbi ha attivato un sistema di sicurezza speciale. "Le lezioni termineranno per tutti alle 9.30, ma per precauzione sarà scaglionata l'uscita dall'istituto con un gruppo di classi ogni 10-15 minuti per avere un deflusso regolare e controllabile. Se qualcuno si comporta male, ci sarà una sanzione disciplinare: dal semplice richiamo alla nota sul registro". Liceo classico Prati. Anche qui è prevista una lectio brevis che si concluderà alle 10.30. Contro i gavettoni il preside Antonio Di Seclì è chiaro. "Saranno presidiati tutti i bagni per evitare che i malintenzionati facciano scorte d'acqua. Se qualcuno esagererà sarà punito con un voto basso in condotta, un 7 o un 8. Ma la speranza è che tutto fili liscio". Iti Buonarroti. "Per evitare i gavettoni - spiega il dirigente Rosario Blasco - le lezioni termineranno alle 9.30. I bagni saranno chiusi e sorvegliati dai bidelli e verranno aperti solo se ci sarà una reale necessità. Se ci saranno danneggiamenti o atti di vandalismo, si interverrà sul voto in condotta". Istituto Rosmini. Anche qui la preside Matilde Carollo ha optato per una lezione breve che terminerà alle 10.30. "Poi gli studenti avranno tempo per festeggiare: staremo attenti per evitare esagerazioni, ma non abbiamo preso provvedimenti". Nelle altre scuole, invece, l'attività si svolgerà regolarmente e non sono stati presi provvedimenti anti-gavettoni. Al Tambosi i bidelli presidieranno l'accesso ai bagni, e le lezioni termineranno alle 12.20, alle 13.10 e alle 16.35. Al Pozzo le lezioni del mattino termineranno alle 12.50, mentre chi ha il rientro pomeridiano resterà a scuola fino alle 15.50. Anche all'istituto d'arte Vittoria niente rientro pomeridiano: campanella finale per tutti alle 13.10. Infine all'Ipc il preside Andrea Militello ha detto no alle lectio brevis. "L'ho sempre fatta - spiega - ma quest'anno non se la meritano né studenti né professori perché si sono impegnati poco durante l'anno". Si finirà alle 13.05, poi tutti in vacanza. Esclusi gli studenti attesi dagli esami di maturità.

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Alle medie rinviata la strage di bocciature (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Alle medie rinviata la strage di bocciature I presidi: "Contano le valutazioni personali, non i voti" La rivoluzione che quest'anno ha investito la scuola media - niente promozione né ammissione all'esame in presenza anche di un solo voto inferiore a 6 e valutazione in decimi - sta per rivelare la sua reale portata. Gli scrutini sono per lo più in corso (lunedì 15 iniziano gli esami, le pagelle dei primi due anni devono essere consegnate entro venerdì) e a sentire i presidi a questo punto del cammino, la temuta strage non ci sarà. Certo, c'è anche qualche caso - che colpirà soprattutto ragazzi non italiani - in cui si prevede di poter arrivare al raddoppio dei bocciati (dal 2,5 al 5%), ma la tendenza è di salvare il salvabile. Le motivazioni? Nella scuola dell'obbligo il rischio dispersione (che le bocciature inevitabilmente favoriscono) è da evitare. Poi, le novità sono state introdotte in corso d'opera. Infine, è impensabile che un consiglio di classe fermi un ragazzino per un 5 o un 4 e neppure per due o tre (e, se in un contesto di fragilità sociale, anche di più), neanche nelle scuole «più severe». Ogni studente viene comunque valutato per l'insieme del suo percorso e non solo in base ai voti. Certo, l'introduzione del voto numerico al posto del giudizio ha imposto una maggiore rigidità. Così, ad esempio, alla scuola «Croce-Morelli», dove oltre il 60% degli allievi è figlio di immigrati e dove resiste una percentuale alta di neo-arrivati, «in certe classi - dice con amarezza il preside Onofrio Di Giovanni - dal 7-8% di bocciati arriveremo al doppio e in qualche caso anche al 20%. Si valutano tutti i progressi, ma il voto numerico vincola e ci sono insegnanti cui non basta che un ragazzo arrivato un anno fa abbia acquisito padronanza dell'italiano per comunicare ma non ancora per studiare bene». L'amarezza di Di Giovanni, prossimo alla pensione, deriva anche dal fatto che «in settembre le classi saranno più numerose, anche in una scuola complessa come la nostra. Nell'insieme vedo aumentare il rischio di abbandoni». Alla «Bobbio» di via Santhià, dove gli scrutini non sono ancora ultimati, la preside Carola Garosci spiega che «sicuramente c'è stata una grande diminuzione delle insufficienze rispetto al primo quadrimestre. Poi, il consiglio di classe fa una valutazione "formativa" dello studente, decide se c'è stata crescita, miglioramento. Non ci si limita a considerare il solo voto. I docenti non hanno cambiato modo di pensare e, come hanno sempre fatto, prima di bocciare un allievo fanno infiniti ragionamenti». Cristina Cerruti, dirigente della «Vivaldi» di via Casteldelfino, parla di «un grande, faticoso lavoro iniziato immediatamente dopo le pagelle di febbraio. Ci siamo rimboccati le maniche e abbiamo fatto recuperi, verifiche, anche su obiettivi minimi. Il rischio, infatti, era di gonfiare i voti per salvare il maggior numero di ragazzi. Certo, per certe situazioni non c'è stato niente da fare, ma alla fine le bocciature non saranno molto diverse rispetto al passato. In alcuni casi però, per promuovere, siamo ricorsi al voto di consiglio. Soprattutto per i pluriripetenti: io credo che non si possa lasciare un ragazzo nella stessa classe per la terza volta». Anche in centro, al Convitto «Umberto I», l'impressione del rettore Pietro Teggi «è che non ci sia grande cambiamento, anche se un po' di severità in più potrà sentirsi. L'allievo è stato valutato nella sua globalità, con un'attenzione un po' maggiore al comportamento. Qualche bocciato c'è, così come ci sono i 6 con asterisco e lettera "di avviso" ai genitori».

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Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi (Azienda Scuola)" del 09-06-2009)

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ItaliaOggi Numero 135  pag. 11 del 9/6/2009 | Indietro Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio AZIENDA SCUOLA Di Antimo Di Geronimo Alessandra Ricciardi risvolti Il Tar Lazio: «manca» il provvedimento sul primo ciclo e il piano programmatico dei tagli Gli uffici scolastici hanno emanato gli organici della scuola dell'infanzia e primaria e stanno predisponendo gli organici delle secondarie. Ma stanno applicando un decreto che non c'è e una circolare applicativa inapplicabile. Lo ha detto il Tar del Lazio - su ricorsi promossi da un gruppo [...] Costo Punti per Abbonati: 0 - Costo Punti per Registrati: 6      

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Teletutto Stasera Parole di calcio (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)

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Edizione: 09/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:sport Teletutto Stasera «Parole di calcio» BRESCIA Appuntamento speciale questa sera alle 21 su Teletutto con «Parole di calcio», in onda eccezionalmente di martedì, dopo aver lasciato spazio ieri sera alla lunga e seguitissima diretta legata alle elezioni. Alla trasmissione condotta da Erica Bariselli parteciperanno Cristiano Tognoli (che al solito curerà la sintesi di Empoli-Brescia, la moviola e le pagelle) e il giornalista del Giornale di Brescia Gianluca Magro. Con loro gli opinionisti Gigi Maifredi, Pietro Strada e Lorenzo Ciulli. L'odierna puntata si propone come un ponte tra la gara d'andata giocata domenica al «Castellani» ed il decisivo confronto di ritorno in calendario giovedì alle 21 allo stadio «Rigamonti». La telecronaca di Empoli-Brescia andrà in onda stasera alle 22.50 su Telenord.

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Puegnago Ecco il palazzetto dello sport (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la provincia Puegnago Ecco il palazzetto dello sport La struttura, inaugurata dal ministro Gelmini, ha un'area interna di 800 metri quadrati L'affollata inaugurazione del nuovo PalaPuegnago, battezzato nei giorni scorsi PUEGNAGOTaglio del nastro al «PalaPuegnago». Il nuovo palazzetto dello sport di Puegnago è stato infatti «battezzato» nei giorni scorsi. Realizzata dall'Amministrazione uscente guidata da Gianfranco Comincioli, la struttura polivalente è stata ufficialmente presentata ai puegnaghesi in occasione della visita ai luoghi valtenesini del ministro alla Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini che, originaria di Leno, risiede da alcuni anni nella vicina Padenghe. Ad accogliere ministro ed autorità locali - pubblici amministratori e rappresentanti delle forze dell'ordine - e a rendere omaggio all'atteso palazzetto c'erano centinaia di cittadini che hanno gremito le sue scalinate. La nuova struttura sportiva fa bella mostra di sè nell'area attigua alle scuole elementari del paese, equidistante dal centro di Puegnago e dalla frazione Raffa, per essere fruibile da giovani e meno giovani di entrambe le comunità. «La costruzione del polivalente si era sostanzialmente conclusa nell'ottobre del 2007 - riferisce Pierangela, sportiva e mamma del luogo, che presta tempo e passione da volontaria alla sua organizzazione -. Poi, per necessità, essendo quello l'unico palazzetto sul territorio comunale, si è deciso di aprirlo al pubblico, anche se non c'erano ancora le scalinate ed alcune rifiniture erano in divenire». Circondati dal verde valtenesino, gli 800 metri quadrati interni del suo piano-palestra contano un campo di pallavolo, uno per il tennis ed uno per il basket, tutti a norma Coni per competizioni regolari. A completare l'opera ed il suo utilizzo, quattro spogliatoi per gli sportivi ed uno per gli arbitri, un'infermeria e al piano superiore un'area che verrà adibita a bar e spazio d'incontro. Aree regolamentari sono già state progettate anche all'esterno (pare che i fondi siano già stati trovati): due campi da tennis ed uno da calcetto con copertura fissa, due in terra da tennis, uno da beach-volley, una piscina scoperta, una pista per il gioco delle bocce e un po' più in là nel tempo forse anche un campo di calcio. A tener vivo il palazzetto, oltre alle attività sportive delle dieci classi delle primarie del paese, corsi mattutini di ginnastica per adulti, corsi pomeridiani di danza moderna, di ginnastica artistica, karate, basket e tennis e corsi gratuiti di scacchi per tutte le età. Tra le idee future, dal prossimo settembre, una ginnastica per soggetti «fragili» di età avanzata o con particolari problemi fisici. Adonella Palladino

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Lombardia: il centrodestra vince 7 Province su 8 (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:elezioni Lombardia: il centrodestra vince 7 Province su 8 Solo il democratico Penati andrà al ballottaggio contro Podestà. Bossi: «Fra due settimane voteremo i candidati comuni» Il presidente uscente della Provincia di Milano Penati MILANOIn Lombardia il centrodestra è pigliatutto: sette amministrazioni provinciali su otto. Unica eccezione, la guida di Palazzo Isimbardi: infatti, sembra certo il ballottaggio tra Filippo Penati (presidente uscente del Pd) e Guido Podestà (coordinatore regionale del Pdl), con quest'ultimo che ha comunque oltre 10 punti di vantaggio sull'avversario. Nelle altre sette province interessate dal voto il centrodestra ha fatto l'en plein, con il centrosinistra costretto al primo turno a cedere Cremona, Lecco e Lodi. E Monza che alla sua prima consultazione provinciale vede un'affermazione del candidato di Pdl e Lega Dario Allevi al 54% che supera l'ex assessore provinciale con delega alla nuova provincia, il rappresentante del Pd Luigi Ponti fermo al 33,47%. Sondrio resta al centrodestra, il candidato leghista Sertori ottiene il 61,1% e il Carroccio si attesta a primo partito al 33%. Infine, affermazioni leghiste anche a Brescia e Bergamo con la vittoria rispettivamente di Daniele Molgora al 55% e di Ettore Pirovano al 59%. Ora quindi l'attenzione si sposta tutta sul ballottaggio che fra due settimane eleggerà il presidente della Provincia di Milano. Il candidato del Partito democratico, Filippo Penati, ha detto di considerare una vittoria l'essere arrivati al ballottaggio con il suo principale sfidante alla poltrona di Palazzo Isimbardi, Guido Podestà. Ora, ha affermato quando lo spoglio dei voti era ormai quasi concluso, dialogherà con tutti «per parlare a quel 7-8% di elettorato rimasto orfano». Sarà importante comunque, ha sottolineato, «che tornino al voto quegli elettori che in questi giorni non sono andati alle urne e a cui rivolgo un appello». Per quanto riguarda il suo avversario, il candidato di Pdl e Lega, Guido Podestà in serata ha dichiarato di essere fiducioso sull'esito del ballottaggio. In un primo tempo vista la coincidenza con il referendum elettorale si è avvertito qualche timore per l'eventuale assenza dell'elettorato leghista. Ma un vertice a Arcore tra Berlusconi, Bossi e Calderoli ha fugato ogni dubbio già in serata. Bossi all'uscita ha detto: «Al ballottaggio voteremo i candidati comuni di Lega e Pdl. Abbiamo offerto di partecipare alle elezioni dove siamo al ballottaggio, insieme». Conferma giunta anche dalla Gelmini: «A Podestà non mancherà l'appoggio del Pdl e nemmeno della Lega».

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Brescia scrutata dalla balconata del Broletto (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/06/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:elezioni Brescia scrutata dalla balconata del Broletto di Adalberto Migliorati Broletto, nel tardo pomeriggio assolato la balconata che s'affaccia sul bel cortile interno è gremita di politici disponibili al colloquio e giornalisti indaffarati a soddisfare le richieste delle redazioni mentre lo spoglio del voto provinciale e comunale offre continui momenti di rilettura della geografia politica bresciana. È il segno più evidente della voglia, dei partiti, di comunicare le certificate chiavi interpretative di un voto complesso eppure riconoscibile nelle correnti di superficie e della necessità, di giornali e televisioni, di veicolarle speditamente: cotte e servite. La sentenza Europa Sulle Europee, il voto più politico, gli esponenti del Pdl provano a rimuovere la cocente delusione per un'asticella di soddisfazione che il loro leader ha posto troppo in alto, tanto a livello di consensi al partito quanto di preferenze personali. Sottolineano il calo del Pd, attaccano la campagna elettorale giocata sul privato, richiamano la grande astensione nelle isole e, più contenuta, nel Meridione. Mentre lo negano, sanno che Berlusconi è incavolato nero. Prima coi suoi, colpevoli di non avere gettato il cuore oltre l'ostacolo; poi con gli alleati: lui ha fatto campagna elettorale anche per loro, ricevendo in cambio una lotta aperta alla sottrazione dei consensi. Il Pd, scampato il paventato crollo, si divide: chi ne fa circostanza di sollievo e viatico di continuità; chi lamenta che, avanti così, il partito si consegna ad una indeterminata opposizione, erede dell'opposizione del Pci più che di una strategia maggioritaria. La Lega si gode il successo della riuscita interpretazione della formula che abbina il movimento di lotta e il partito di governo. L'Italia dei valori fa il pieno come forza di opposizione a 360 gradi a Berlusconi e si interroga: come diventare alternativo al centrodestra? L'Udc, confermata la possibilità di restare in campo autonomo dai due blocchi, prova a passare dalla sopravvivenza ad un centro strategico. La sinistra comunista paga la rinnovata frammentazione con la confermata marginalizzazione. L'ipoteca Provincia Se, alle Provinciali, il Pd si consola con la tenuta in città, rispetto al preventivato e confermato scivolone in provincia, e l'Udc trova conferma che può vivere senza la componente assessorile, l'attenzione dei balconisti del Broletto è tutta per la corsa interna al centrodestra tra Pdl e Lega. A notte fonda la spunta il Pdl col 27,01% rispetto al 26,44% del Carroccio. Un testa a testa fino alle ultime sezioni. Negli annali sportivi il primo è il primo. Anche nell'attualità politica. Eppure l'aggancio pesa. I due gruppi dirigenti alleati sfoggiano grande cordialità, ma l'affiancamento è bruciante, politicamente e umanamente. Nelle altre forze politiche serpeggia la speranza di un conflitto latente. Difficile che uomini di relazioni nazionali come i sottosegretari Molgora e Saglia, parlamentari navigati come Paroli, Beccalossi e Romele, per non dire del ministro Gelmini, si facciano intrappolare in scenari locali dirompenti con le dinamiche romane. Resta tutta da scrivere un'innovativa coabitazione paritaria e altamente competitiva. Il mosaico dei Comuni Ogni tanto, dal gruppo dei politici, qualcuno appeso al fidato cellulare lancia un urlo di gioia da curva dello stadio: il Comune del cuore è andato al candidato sindaco amico. Se trattasi di lamento da ferita sanguinante è per il compagno caduto nell'arena comunale vociante. Alla fine il vincolo del sangue territoriale continua a scorrere in chi ha cercato fortune più dilatate. Il pressing sui cronisti è continuo, teso a suggerire l'interpretazione propria come la veritiera. Non resta che rifugiarsi nei colloqui alimentati da un percorso non occasionale: non consegnano la versione ufficiale, aiutano a decifrare gli scenari che, sotto traccia, si profilano. Dicono che a Brescia si apre una ennesima stagione politica.

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più esami e borse di studio - ylenia gifuni (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 51 - Cronaca «Più esami e borse di studio» Università, parlano i rappresentanti degli studenti Amoroso (Welcome) «Servono convenzioni con gli atenei stranieri e nuovi programmi» YLENIA GIFUNI PESCARA. Non solo europee, provinciali e comunali. All'università "G. D'Annunzio" si sono svolte le elezioni per il rinnovo delle rappresentanze studentesche. Sono cinque le liste che si sono sfidate nella tornata del 19 e 20 maggio: Lista aperta che si conferma al primo posto nell'ateneo, seguono Azione universitaria, 360 Gradi, Welcome e Tatiana, in calo rispetto agli anni precedenti. Archiviato il balletto di numeri e cifre che ha contraddistinto lo spoglio delle schede, per tutti è il momento di passare dai proclami fatti in campagna elettorale al rispetto degli impegni assunti. Su 36 mila iscritti nelle città di Chieti e Pescara, solo 5 mila sono andati a votare. Almeno il 70 per cento non sa cosa sono i consigli di ateneo e di facoltà. «E' anche colpa nostra», si rammarica il fondatore di Welcome Federico Amoroso, «spesso ci occupiamo di grandi temi e tralasciamo quello che realmente interessa agli studenti: sessioni di esame, borse di studio, plotter per la stampa di progetti architettonici, convenzioni con università straniere». «Preferiamo parlare di impegno piuttosto che di programma elettorale», gli fa eco il vicepresidente Marco Damiani. «In molti si lamentano della sovrapposizione disciplinare a Economia, dove una buona fetta degli esami appartengono alla sfera giuridica». Punta tutto sulla formazione il responsabile di Tatiana Paolo Martellucci: «E' indispensabile creare dei momenti di crescita universitaria. Un successo sono stati i convegni su Verna città del futuro 2026 o sul nuovo ospedale di Melfi con il progettista Alberto Altieri». Sono 28 anni che il movimento apolitico cattolico Lista Aperta è presente in ateneo. Sul piatto della bilancia restano due questioni fondamentali: il problema dei voucher per la mensa e i rapporti tra aziende e ateneo. «Non è possibile che per mangiare un piatto caldo si debba arrivare a viale Marconi. Perché non far adottare il sistema dei buoni pasto a tutti gli esercizi commerciali della zona?», si chiede il rappresentante del senato accademico Antonio Lo Russo. Se la forza di molti gruppi è la trasversalità, almeno due liste su cinque non nascondono i propri riferimenti politici. E' il caso di Azione universitaria e 360 gradi che fanno capo, rispettivamente, agli schieramenti di centro destra e centro sinistra. «Cavalchiamo la scena universitaria da 15 anni», chiarisce Bruno Ricciuti di Azione universitaria. «Guardiamo con favore al Pdl e, in particolare, al ministro della Gioventù Giorgia Meloni. Siamo gli unici riconosciuti a livello nazionale e presenti in tutti gli atenei della Penisola. Lottiamo contro le baronie universitarie e proponiamo premi per gli studenti meritevoli: prestiti d'onore, borse di studio e alloggi gratuiti». Di tutt'altro avviso i reduci dell'Onda pescarese: «Nei giorni delle proteste contro la riforma Gelmini siamo stati gli unici a organizzare un'assemblea pubblica di studenti, ricercatori e docenti», precisa Emilio Longhi. «La nostra campagna è incentrata sulla trasparenza: all'attivo abbiamo un ricorso al Tar per chiedere l'abbassamento delle tasse universitarie che non sono in linea con gli standard ministeriali».

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insulti alla meloni sul muro di casa (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 27 - Cronaca Roma, la scritta contro il ministro: "A Piazzale Loreto c´è ancora posto". Solidarietà dai politici Insulti alla Meloni sul muro di casa ROMA - «A piazzale Loreto c´è ancora posto». Parole minacciose contro il ministro delle Politiche giovanili, Giorgia Meloni. Questa la scritta tracciata con la vernice spray e ritrovata sul muro sotto la sua abitazione a Roma. E nessuna sigla a rivendicare il gesto. Una frase che, dopo i rilievi delle forze dell´ordine, è stata cancellata dal servizio decoro urbano del Comune, mentre il ministro ha ricevuto la solidarietà bipartisan di diversi esponenti delle forze politiche. è «un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza», ha detto il ministro dell´Istruzione Gelmini. Un gesto «inqualificabile» che «non riuscirà certo a rallentare l´impegno del ministro», per il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Bonaiuti. Solidarietà alla Meloni anche dal presidente della Camera, Fini, che si è detto certo che «tali intimidazioni non le impediranno di proseguire il suo lavoro al servizio delle istituzioni democratiche» e dal presidente del Senato, Schifani. Sostegno anche dal sindaco di Roma, Alemanno, che ha le minacce «un atto ignobile e vile, opera di qualche delinquente che vorrebbe rigettare l´Italia nel clima di odio degli anni più bui della nostra storia». E solidarietà al ministro Meloni anche da diversi esponenti del Pd, come Pina Picierno (è stato «un gesto meschino che nulla ha a che vedere con il confronto politico», ha detto), Marianna Madia, Vittoria Franco. (p.co.)

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ultima campanella per 32 mila (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 19 - Pordenone Ultima campanella per 32 mila Ultima campanella 2008 - 2009 domani, per 32 mila scolari del Pordenonese. Un numero da scontare, perché tanti plessi delle primarie hanno anticipato la fine delle lezioni il 5 giugno e lasciato il posto in aula ai seggi elettorali. Per esempio è capitato nei tre circoli didattici di Pordenone, a Sacile e altrove. La scuola non va in ferie nelle sezioni dell'infanzia, di corveé fino al 30 giugno e giovedì, partirà la macchina degli scrutini. Voti in pagella dalle primarie alle superiori e addio giudizi nella fascia dell'obbligo. Giro di vite sulle ammissioni agli esami di licenza media (è diventato un diploma, nel lessico buro-ministeriale) e tolleranza zero sulle insufficienze. Per scansare l'ipotesi di non ammissioni di massa all'esame di terza media, la soluzione potrà essere la pioggia del "6 politico", pardon "6 rosso". Solita soluzione all'italiana? Esami in aula a metà giugno e risultati a fine mese. Meno problemi nelle superiori, dove l'ammissione all'esame di Stato prevede la media del 6 e fanno cumulo il voto di condotta e di educazione fisica. «Sugli esami di Stato cala il problema delle risorse - hanno lanciato l'allarme i dirigenti Sergio Chiarotto e Francesco Andreoli -. Cinquemila euro a commissione non saranno sufficienti per pagare oltre 600 esaminatori e presidenti del Pordenonese». Il calendario della maturità scivola al 25 giugno, con la prima prova di italiano scritto per oltre 2 mila diplomandi provinciali. L'ultimo giorno di scuola fa scattare il conto alla rovescia ai corsi di recupero, per chi non ha esami e si ritrova il debito disciplinare. Numero dei corsi ridotto all'osso, quest'anno perché le scuole sono al verde. (c.b.)

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berlusconi re delle preferenze ma dal 2004 ne perde 30mila - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XII - Milano Berlusconi re delle preferenze ma dal 2004 ne perde 30mila Nel Pd Toia la più votata, De Magistris batte Di Pietro Fuori Emanuele di Savoia, Scalfarotto, Emma Bonino Iva Zanicchi spera nel ripescaggio I milanesi premiano con un seggio a Strasburgo Magdi Allam, il ciellino Mario Mauro e l´ex sindaco Albertini Tra i democratici Panzeri vince in città il derby tra ex sindacalisti con Sergio Cofferati ANDREA MONTANARI Silvio Berlusconi superstar delle preferenze, anche se meno del passato. Fuori Emanuele Filiberto e Ivan Scalfarotto, a Strasburgo Magdi Allam, Gabriele Albertini, Lara Comi, Patrizia Toia del Pd e Antonio Panzeri che in città ha preso più voti di Sergio Cofferati. Mentre l´ex giudice De Magistris vince, a sorpresa per un soffio, il derby con Di Pietro nell´Italia dei Valori. Questo il verdetto degli elettori sui candidati milanesi alle elezioni europee. Un responso che lascia sul campo vittime illustri come la leader dei Radicali Emma Bonino, che nonostante le ben 13.577 preferenze raccolte non diventerà eurodeputato dato che il suo partito non ha raggiunto la media nazionale del 4 per cento. In città il presidente del Consiglio ha ottenuto quasi 71mila preferenze (70.892), 17mila in più di quante ne aveva ottenute alle Comunali del 2006 quando si era presentato come capolista. Ma anche e soprattutto, forse anche per il forte astensionismo, 30mila in meno delle 100.501 delle Europee del 2004 e sotto anche le 118.787 delle precedenti elezioni per il Parlamento europeo del 1999. Secondo tra i più votati nella lista del Popolo delle libertà è il ministro della Difesa Ignazio La Russa, che ha strappato ben 27.676 preferenze, seguito dall´ex sindaco Gabriele Albertini con 23.589 e dal ciellino Mario Mauro (22.539) in predicato per diventare il nuovo presidente del Parlamento a Strasburgo. Il candidato più votato del Partito democratico nella circoscrizione Nord Ovest è l´ex ministro ed europarlamentare uscente Patrizia Toia con 20.981 preferenze. Seguita dall´ex segretario generale della Camera del Lavoro Antonio Panzeri, anch´egli uscente, che con 17.960 voti, a Milano, ha battuto l´ex leader nazionale della Cgil Sergio Cofferati che come capolista ha raccolto 15.778 preferenze. Secondo i dati del ministero degli Interni al Popolo della libertà spetteranno 8 seggi che andranno, al netto delle scontate rinunce di Berlusconi e La Russa, a Gabriele Albertini, Mario Mauro, Vito Bonsignore, Lara Comi, sostenuta dal ministro Mariastella Gelmini, e Licia Ronzulli. Un biglietto per Strasburgo nel Pdl anche per il consigliere comunale Carlo Fidanza, mentre la cantante Iva Zanicchi l´eurodeputata uscente Cristiana Muscardini dovrebbero essere ripescate solo per la rinuncia al seggio di Berlusconi. Resteranno fuori dal Parlamento europeo le parlamentari Valentina Aprea e Laura Ravetto, che hanno ottenuto, rispettivamente, 1042 e 796 preferenze. Al Pd, invece, andranno 5 seggi di cui tre dovrebbero essere con certezza per Cofferati, la Toia e Panzeri. Nella Lega Nord il candidato più votato, com´era immaginabile, è stato Umberto Bossi con 11.637 preferenze. Ma il vero exploit è quello di Matteo Salvini: 11.257 voti, secondo solo al senatur dunque per meno di 400 preferenze. Nell´Italia dei Valori, invece, Luigi De Magistris ha superato Antonio di Pietro. L´ex pubblico ministero di Catanzaro, infatti, ha ricevuto 8.862 voti contro gli 8.552 del leader del partito. Nell´Udc 4.856 preferenze sono andate a Magdi Cristiano Allam, che prevale così sulle 1.128 di Emanuele Filiberto di Savoia e sulle 870 del capogruppo dell´Udc alla Camera Luca Volontè. Sotto il limite del 4 per cento e quindi fuori da Strasburgo i candidati della sinistra come Vittorio Agnoletto e Margherita Hack di Rifondazione e Pdci, Pia Locatelli e Niki Vendola di Sinistra e libertà. Per la cronaca, infine, la candidata "hard" dei Pensionati Brigida Pascale a Milano ha raccolto solo 10 voti.

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suona domani l'ultima campanella (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Gorizia Suona domani l'ultima campanella Scuola Ultima campanella 2008-2009 domani, per gli studenti delle varie scuole di ogni ordine e grado di Gorizia e dell'Isontino. Da registrare che, a differenza di quanto è accaduto in altre città, diversi istituti che erano sedi di seggio elettorale non hanno anticipato la fine delle lezioni al 5 giugno, ma riapriranno i battenti quest'oggi per le ultime due giornate dell'anno scolastico. La scuola non va in ferie nelle sezioni dell'infanzia, di corveé fino al 30 giugno, mentre è in partenza in questi giorni, con un calendario che varia da scuola a scuola, la macchina degli scrutini. Voti in pagella dalle primarie alle superiori e addio giudizi nella fascia dell'obbligo. Giro di vite sulle ammissioni agli esami di licenza media (è diventato un diploma, nel lessico buro-ministeriale) e tolleranza zero sulle insufficienze. Per scansare l'ipotesi di non ammissioni di massa all'esame di terza media, la soluzione potrà essere la pioggia del "6 politico", pardon "6 rosso". Solita soluzione all'italiana? Esami in aula a metà giugno e risultati a fine mese. Meno problemi nelle superiori, dove l'ammissione all'esame di Stato prevede la media del 6 e fanno cumulo il voto di condotta e di educazione fisica. «Sugli esami di Stato cala il problema delle risorse - hanno lanciato l'allarme i sindacati -. Cinquemila euro a commissione potrebbero non essere sufficienti per pagare i vari esaminatori e presidenti dell'Isontino». Il calendario della maturità scivola al 25 giugno, con la prima prova di italiano scritto per i quasi mille diplomandi provinciali. L'ultimo giorno di scuola fa scattare il conto alla rovescia ai corsi di recupero, per chi non ha esami e si ritrova il debito disciplinare.

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tre giorni nel segno delle nanotecnologie (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIX - Torino Tre giorni nel segno delle nanotecnologie Da oggi a giovedì la mostra a Torino Incontra Il ministro Gelmini: "Con l´innovazione è una delle chiavi contro la crisi" Secondo il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini sono, con l´innovazione, uno dei punti chiave per affrontare la crisi. Le biotecnologie sono le protagoniste della mostra-convegno «Nanoforum» in programma da oggi a giovedì a Torino. Nato nel 2005 per fare incontrare impresa e scienza, l´evento prevede un tutorial generale e tutorial specifici su nanomeccanica, nanomedicina ed energia, oltre venti sessioni di convegni focalizzati sui principali settori industriali (aerospace, agrofood, cultural heritage, energy, functional materials, nanomedicine, textile e molti altri ancora), oltre ad una mostra altamente specializzata e ad una giornata dedicata allo scambio di tecnologie. Nanoforum è organizzato da Iter con Camera di commercio di Torino, Istituto per il Commercio Estero, Politecnico di Torino, Politecnico di Milano, università di Torino, università del Piemonte Orientale, Istituto Nazionale Ricerca Metrologica, con il supporto di partner locali. Ulteriori informazioni si trovano nel sito www. nanoforum. it. L´appuntamento è al centro congressi di via Nino Costa. (g. cr.)

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Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 09/06/2009 - pag: 11 autore: Antimo Di Geronimo Alessandra Ricciardi risvolti Boomerang per la Gelmini, la riforma non ha pezze d'appoggio Il Tar Lazio: «manca» il provvedimento sul primo ciclo e il piano programmatico dei tagli Gli uffici scolastici hanno emanato gli organici della scuola dell'infanzia e primaria e stanno predisponendo gli organici delle secondarie. Ma stanno applicando un decreto che non c'è e una circolare applicativa inapplicabile. Lo ha detto il Tar del Lazio - su ricorsi promossi da un gruppo di cittadini, dalla FlCgil e dal comune di Fiesole- con una delle 4 ordinanze depositate il 5 giugno scorso (la n. 02570/2009), di rinvio del giudizio di merito. Il Tar ha motivato la pronuncia facendo presente che «manca» il regolamento previsto dal decreto 112/2008, con il quale il governo avrebbe dovuto dare attuazione ai tagli previsti dalla Finanziaria. E «manca» pure, perché non pubblicato, il piano programmatico dove il ministero avrebbe dovuto spiegare come fare i tagli. Insomma, l'amministrazione scolastica ha tagliato le cattedre senza attendere che venissero emanate le relative disposizioni. E siccome i provvedimenti -in particolare quello sulla scuola primaria- non ci sono (si vocifera perché bloccati per rilievi presso la Corte dei conti) il Tar non ha potuto sospenderli e ha rimandato ogni decisione alla prossima udienza di merito prevista per il 13 luglio prossimo. Un rinvio che consente di non eludere la decisione ma al tempo stesso di tenere conto del giudizio della Corte costituzionale. Già, perché oggi la Consulta si riunirà per decidere sulla questione di legittimità costituzionale relativa all'articolo 64 del decreto 112 (convertito con legge 133/2008) impugnato da alcune regioni, che lamentano invasioni di campo da parte del governo. Una situazione di grave incertezza in cui il Tar attende che a fare chiarezza sia innanzitutto la Corte. Se la Consulta dovesse infatti dichiarare incostituzionale l'articolo 64 del decreto legge 112, a quel punto si verificherebbe un effetto domino, che coinvolgerebbe tutte le operazioni già effettuate dall'amministrazione: il tagliacattedre ma anche la mobilità. Fermo restando che, nel giro di un mese, il ministero potrebbe anche darsi da fare e finalmente ufficializzare i provvedimenti. In assenza della bocciatura dei giudici costituzionali, a questo punto, anche se a posteriori, tutto verrebbe sanato e prima che l'anno scolastico inizi.La vicenda, insomma, è molto complessa e ricca di variabili. Tutto inizia il 25 giugno del 2008 quando il governo emana un decreto legge con il quale veniva disposto il taglio di circa 131mila posti di lavoro nella scuola, tra docenti e non docenti. In questo decreto (n.112/2008) c'è scritto che il governo avrebbe dovuto disporre i tagli tramite un regolamento, con il quale avrebbe dovuto dettare le regole per la formazione degli organici. E il decreto avrebbe dovuto essere preceduto da un piano programmatico, nel quale il ministero dell'istruzione avrebbe dovuto spiegare come fare a tagliare i posti di lavoro. Entrambi i provvedimenti non sono ancora stati emanati, seppure resi noti e ampiamente commentati anche da ItaliaOggi. Attualmente per la magistratura esistono solo le bozze, che non dispiegano ancora alcun effetto non essendo stati pubblicati in Gazzetta Ufficiale. Nel frattempo, però, il ministero dell'istruzione ha provveduto alla formazione degli organici nella scuola dell'infanzia e nella primaria ed è sul punto di farlo anche nelle secondarie. Il tutto applicando disposizioni che ancora non esistono. E siccome non si possono annullare provvedimenti che non esistono, il Tar ha dovuto rigettare l'istanza cautelare che era stata presentata dai ricorrenti, riservandosi di pensarci su.

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Per i più bravi niente premio (sezione: Scuola)

( da "Italia Oggi" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

ItaliaOggi sezione: Azienda Scuola data: 09/06/2009 - pag: 13 autore: Alessandra Migliozzi Verso la maturità Per i più bravi niente premio Salta di nuovo il bonus per l'accesso universitario Bonus maturità, scatta un nuovo rinvio. Il diploma e i voti dell'ultimo triennio delle superiori peseranno sì sui test di ingresso all'università, ma solo dal prossimo anno accademico, il 2010/2011. Per questo 2009 i neo diplomati non potranno far valere nessuna dote, nessun punteggio per l'ammissione ai corsi di laurea ad accesso programmato. Così hanno voluto il governo e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, con una proroga inserita nel decreto mille proroghe lo scorso febbraio: il bonus maturità (invenzione dagli ex ministri Fabio Mussi e Beppe Fioroni) ci sarà, ma solo dal prossimo anno. Già un anno fa, con il decreto legge del 3 giugno 2008, il numero 97, il governo aveva rimandato al 2009/2010 l'applicazione degli articoli 4 e 5 del decreto legislativo numero 21 del 14 gennaio 2008, quelli che stabilivano la possibilità per i neo diplomati di arrivare all'università con una dote di 25 punti guadagnata sul campo. I maturati potevano far valere i voti dell'ultimo triennio e quelli dell'esame di Stato, lode compresa. Il ministero, a giugno 2008, fu costretto a rimandare soprattutto per motivi tecnici. «Non erano state studiate», spiega un tecnico, «le modalità per la trasmissione dei dati dalle scuole alle università». Tutto da rivedere, insomma. Ma un anno non è bastato. Così è scattato il nuovo rinvio nel mille proroghe dove c'è anche scritto che, comunque, il bonus non potrà più valere 25 punti, ma 10. il valore del merito, dunque, è stato più che dimezzato. Secondo le nuove disposizioni, il punteggio massimo ottenibile ai test sarà di 100 punti, non più 105. Di questi, 90 (non più 80) dipenderanno dal risultato conseguito all'esame di ammissione. Infine 10 punti (e non più 25) saranno assegnati «agli studenti che abbiano conseguito risultati scolastici di particolare valore» durante l'ultimo triennio e all'esame di Stato. Niente da fare per chi ottiene la lode: il governo ha abrogato questa parte per evitare discriminazioni, vista la recentissima introduzione della novità. zione finale dell'esame di Stato».

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podestà-penati ai supplementari - andrea montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Interni Podestà-Penati ai supplementari Il candidato del centrodestra in vantaggio ma non raggiunge il 50% Milano Nelle altre sette province lombarde i rappresentanti di Lega e Pdl sono stati eletti ANDREA MONTANARI MILANO - Solo il ballottaggio deciderà chi governerà la Provincia di Milano nei prossimi cinque anni. Tra il presidente uscente Filippo Penati, sostenuto da Pd, Idv, lista Penati, Verdi e Sinistra per la Provincia e il candidato di Pdl e Lega Guido Podestà, che non è riuscito ad andare oltre il 48,8% contro il 38,8 del suo principale avversario. La notizia che lo spettro del ballottaggio, tanto temuto dai dirigenti milanesi del centrodestra, si stava materializzando è arrivata in serata. Quando è apparso chiaro che Podestà non avrebbe potuto vincere al primo turno. Una doccia resa ancor più ghiacciata dal fatto che in tutte le altre sette province lombarde i candidati di Pdl e Lega hanno stravinto. Compresa la neonata provincia di Monza e Brianza. A Milano invece il pronostico del premier Silvio Berlusconi non si è realizzato. E Penati può vantarsi di avere raggiunto il suo primo obiettivo. Parecchi elettori della Lega potrebbero non votare al ballottaggio domenica 21 – nonostante le rassicurazioni offerte ieri sera da Bossi a Berlusconi – perché la data coinciderà col referendum osteggiato dal Carroccio. E questa può essere un´arma decisiva per Penati. Il candidato dell´Udc Enrico Marcora, invece, si è fermato al 3,6 per cento. Come quello di Rifondazione comunista e dei Comunisti italiani Massimo Gatti. Sull´esito del voto ha pesato certamente l´astensionismo. Alle Provinciali di Milano ha votato solo il 64 per cento dei 2,4 milioni di elettori coinvolti. Ma Penati è stato favorito anche dal buon risultato ottenuto in alcuni comuni chiave dell´hinterland milanese: da Sesto San Giovanni, a Cinisello Balsamo e Vimodrone. C´è chi sospetta anche che una parte del voto ciellino alla fine possa aver preferito il candidato di centrosinistra. Ma Podestà non ne vuole nemmeno sentir parlare. «Sull´appoggio del voto ciellino mi sembra che parlino da sole le affermazioni in campagna elettorale del governatore Roberto Formigoni - sbotta a fine giornata - Ho appena sentito al telefono il presidente Berlusconi che mi ha detto: stai tranquillo, vincerai tra quindici giorni. La Lega finora si è sempre comportata da alleato affidabile. Voglio vedere piuttosto come farà Penati a recuperare dieci punti, dato che ha promesso che non si sarebbe mai più alleato con i comunisti. A Milano il Pd è ormai in disfacimento». Poi, su un possibile appello all´Udc che potrebbe irritare la Lega, aggiunge: «Voglio vedere piuttosto gli elettori dell´Udc che votano uno che prende anche i voti del leader del Leoncavallo e di Diliberto». Più preoccupato, invece, l´ex sindaco di Milano Gabriele Albertini. «Il ballottaggio è sempre un po´ rischioso - confessa - Anche perché presumibilmente la Lega non andrà a votare». I militanti pidiellini sono frastornati. A rinfrancarli ci prova il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini: «Il ballottaggio non ci spaventa. Da domani tutti al lavoro per Podestà. La vittoria è posticipata solo di due settimane».

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Berlusconi e Bossi trovano l'intesa su ballottaggi e referendum (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Berlusconi e Bossi trovano l'intesa su ballottaggi e referendum ROMA - Accordo tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi per il sostegno comune dei candidati del centrodestra che andranno ai ballottaggi alle amministrative e sulla opportunità di non appoggiare direttamente il sì al referendum del 21 giugno. È quanto emerso dalla cena di lavoro tra il premier ed il senatur ad Arcore alla quale hanno partecipato diversi esponenti del Pdl e del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, che ha fatto il punto con i giornalisti sull'incontro, Roberto Maroni, Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. È stata anche confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto - ha reso noto il ministro per la semplificazione - e, succesivamente, della legge elettorale. Una visione comune che rende, di conseguenza - ha aggiunto Calderoli- superfluo l'appoggio diretto al referendum. Intanto, Berlusconi e Bossi si spenderanno in prima persona per il sostegno dei candidati del centrocdestra ai ballottaggi. Nel corso della cena è stata anche fatta una valutazione delle elezioni amministrative giudicate dal leader del Pdl e della Lega «sorprendenti» per il numero di amministrazioni conquistate. Non ci sarebbe stato nessun riferimento alle candidature per le regionali. Nessun via libera, inoltre, al sostegno dell'Udc al centrodestra ai ballottaggi. «Pdl e Lega - ha spiegato Calderoli - vanno bene da soli». 09/06/2009

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le bellezze del cavaliere vincono la sfida dall'ira di veronica al seggio a strasburgo - (segue dalla prima pagina) filippo ceccarelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 18 - Interni Le bellezze del Cavaliere vincono la sfida dall´ira di Veronica al seggio a Strasburgo Passano la Matera, la Comi e la Ronzulli, ragazze-immagine del leader Eletti e bocciati Le tre giovani sono le uniche rimaste in lista dopo le accuse della moglie sulle "veline" in politica (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) FILIPPO CECCARELLI «Sono laureatissime e una addirittura missionaria in Bangladesh» s´è affannato per tutta la campagna elettorale il presidente Berlusconi. Tutte le altre, e non erano poche, aveva dovuto falcidiarle dopo la sferzata di Veronica sul «ciarpame senza pudore». Così, dal giorno alla notte, e l´indomani il papà di una delle escluse pensò bene di venire da Napoli per darsi fuoco sotto Palazzo Grazioli. E comunque. è stata magnificamente eletta nella circoscrizione Sud, al secondo posto dopo il Cavaliere, Barbara Matera, ex letteronza: «Me l´ha presentata Letta, è di una famiglia buonissima, viene dallo spettacolo, ma non ha mai sgambettato mezza nuda da nessuna parte». Tale sommario curriculum l´ha dunque condotta, per suprema investitura, al Parlamento di Strasburgo: una «grande opportunità» per la quale la bionda, graziosa e studiosissima Barbara ha ieri educatamente ringraziato i suoi elettori e il presidente Berlusconi. Ha pure ottenuto l´euro-laticlavio, ma nel Nord-Ovest, Lucia Ronzulli, manager ospedaliera nonché fotografatissima volontaria tra i bambini bisognosi e poi al seggio elettorale, l´altro giorno, al fianco del Cavaliere. Come lei è stata insignita dell´onore di rappresentare la volontà popolare anche Laura Comi, già collaboratrice della Gelmini, una giovane donna che lavora nella grande azienda di giocattoli «Giochi Preziosi» e che si è segnalata per l´intervento a sostegno della Santanché a proposito dell´idillio presunto fra Veronica e il body-guard. Ma a quel punto la fantasmagorica faccenda delle veline era già ben fragorosamente brillata in piena campagna elettorale, spappolandosi poi in mille diversi esemplari e campioni di poltiglia, molti dei quali già insediatisi negli interstizi della vita istituzionale e del circuito dei media. Basti pensare all´incontro, invero fuori dalla prassi e dal novero delle possibilità, in cui Berlusconi aveva trovato il modo di andarsi a lamentare della «calunnia» con il presidente Napolitano, figurarselo, al Quirinale. Come pure vale la pena di fare un pensierino sull´allegro caos e sulla truculenta ambiguità che ormai condizionano la definizione e ancor più l´identificazione di queste benedette veline. Che poi fra letterine, meteorine, gossipine, farfalline, gemelline, pare anche montenegrine, e api regine, ecco, francamente non ci si capisce più niente; per cui di veline, parola ormai povera, ce ne sono che dovevano ascendere al Parlamento europeo e a quello italiano, o fare le assistenti a via dell´Umiltà, o più semplicemente rallegrare il premier, chi nelle feste della Certosa e chi in quelle altre adunate che si svolgono nottetempo a Palazzo Grazioli. E nell´incertezza bollente che contrassegna questo tempo visivo, queste figure sfumano e insieme si sovrappongono, si fissano e si moltiplicano nella memoria di profetiche copertine e «bagatelline», si confondono e si ridislocano lungo un orizzonte sciaguratamente multimediale: foto da calendario, intercettazioni telefoniche, frammenti di YouTube, voli di Stato, foto paparazzate sotto la doccia e chissà dove altro. Tutto nel calderone: attrici, ballerine, indossatrici, ragazze-immagine, figuranti, candidate del Grande Fratello, hostess, escort, ora anche aspiranti scrittrici come la Elisa Alloro che ha scritto al volo «Noi, le ragazze di Silvio» (Aliberti) in cui spiega che la prima a chiamare «papi» Berlusconi è una brasiliana. E davvero sembra un incubo felliniano, invece era il sogno infuocato del Cavaliere, che però gli è andato in fumo. Difficile adesso capire su che cosa, esattamente, il Cavaliere era andato in fissa; quale beneficio si aspettava da quell´harem di formazione vagamente fantozziano con tanto di ministri caldamente invitati a fare lezione a una serie di magnifiche ragazze che masticavano chewing-gum. Con i dovuti automatismi il casting preelettorale, cui parteciparono i corpi femminili più rimarchevoli, compresa la diciassettenne trionfatrice di Miss Lituania 2008, poteva spiegarsi con la logica della seduzione portata alle estreme conseguenze. Ma poteva anche nascondere, quello strambo corso dove nessuna bruttona sarebbe stata ammessa, un dispositivo al tempo stesso primario e assai sofisticato per suscitare immedesimazioni profonde e rafforzare indicibili patti tra il potere e le pulsioni basse della società. Poteva essere tutto e il contrario di tutto, questa storia delle veline in politica. Ma certo a un dato momento è sfuggita drammaticamente di mano. Anche per questo non basterà la laurea alle onorevoli Comi, Matera e Ronzulli per allontanare da sé il sospetto, magari anche ingiusto, di aver ottenuto una scorciatoia troppo facile, troppo vistosa, troppo lontana da quel che ancora resta della democrazia.

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Chimica, serve un rinvio Ue (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE data: 2009-06-09 - pag: 21 autore: Industria. Squinzi (Federchimica) chiede a Bruxelles una pausa nell'introduzione delle nuove norme «Chimica, serve un rinvio Ue» Marcegaglia: i Tremonti bond si traducano in benefici per le aziende Daniele Lepido MILANO La crisi non risparmia la chimica italiana che chiude un anno al ribasso e con molti ostacoli (sfide?) da affrontare anche in ambito europeo, Reach in primis, la costosa normativa comunitaria sulla classificazione delle sostanze. Aggravanti "di sistema" rispetto alla piatta malacongiuntura fatta di stretta del credito, calo dell'exporte della domanda interna. Sono questi i temi principali emersi ieri in Assolombarda all'assemblea annuale di Federchimica e discussi alla presenza di Emma Marcegaglia, numero uno di Confindustria, e del ministro dell'Università e della Ricerca, Maria Stella Gelmini. Nel 2008 il valore della produzione chimica si è attestato a 56,6 miliardi di euro (81,3 miliardi con la farmaceutica), con un calo in quantità del 5,5%, una performance peggiore rispetto alla media europea (-4,1 per cento). Il settore che ha sofferto di più è la chimica di base (-13,2%) «condizionato nell'ultima parte dell'anno – come si legge nel report annuale dell'associazione – dalla chiusura temporanea di alcuni impianti». E nonostante i primi segnali di stabilizzazione, la ripresa per il comparto fatica a consolidarsi e per il 2009 si prevede – come ha ricordato Giorgio Squinzi,riconfermato alla guida dell'associazione per il prossimo biennio – una contrazione della produzione intorno al 10-15%, in linea con l'Europa ». Ma a preoccupare è più il futuro del presente: nel 2011, infatti, si stima che la produzione della chimica italiana sarà inferiore al livello del 1997 e il comparto ha già visto durante quest'anno i suoi clienti «comprare il 20-30% in meno, ma molti settori vedono scomparire il 20-30% degli ordini e questo significa crisi strutturale», ha continuato Squinzi. E poi la riflessione sui nuovi oneri comunitari: «La chimica sta ora iniziando ad affrontare gli adempimenti del regolamento Reach e non può permettersi ulteriori aggravi nei costi –ha spiegato Squinzi –ecco perché è auspicabile una moratoria nell'introduzione di nuove normative.E non c'è nulla di scandaloso in un intervento di questo tipo, credo che sia giunto il momento di dire basta alla sindrome dei primi della classe.L'Europa non può continuare a fare salti mortali in avanti da sola». Il presidente di Federchimica è allora tornato sulla necessità, «ormai improcrastinabile», di accorciare i tempi di pagamento della pubblica amministrazione: «La chimica se ne avvantaggerebbe – ha detto Squinzi – perché molti clienti scaricano su di noi le difficoltà finanziarie derivanti dai ritardati pagamenti degli enti pubblici. Siamo ben consapevoli di essere il turbo innovativo del made in Italy, ma non vogliamo più e non possiamo essere anche la “banca” dei nostri clienti, come è già capitato». Il palco di Assolombarda ha ospitato poi l'intervento della presidente di Confindustria Emma Marcegaglia, che ha allargato l'orizzonte a tutti gli attuali problemi dell'economia. «I provvedimenti presi dall'Esecutivo,come per esempio i fondi di garanzia o i Tremonti Bond, si devono tradurre subito in un aumento effettivo dei crediti verso le aziende », ha detto la Marcegaglia. Insomma «c'è bisogno di vedere sulla pelle delle imprese i risultati positivi di queste iniziative, che in sé sono buone». Meccanismi di tutela per tornare a rendere fluidi i circuiti del credito visto che «probabilmente il peggio l'abbiamo alle spalle – ha proseguito Emma Marcegaglia – anche se per rivedere i livelli di crescita in linea con quelli ottenuti negli anni scorsi ci vorrà tempo». Il messaggio di Viale Dell'Astronomia è stato dunque questo: dopo le elezioni europee è arrivato il momento di «accelerare sulle grandi riforme in parte già avviate ma che ora devono dare risultati concreti ». La crisi, ha spiegato la Marcegaglia, può essere così un'occasione per fare quell'innovazione di sistema che il paese attende da anni: «Parliamo di semplificazione normativa, riduzione degli enti inutili e di vere liberalizzazioni». daniele.lepido@ilsole24ore.com © RIPRODUZIONE RISERVATA LE PROSPETTIVE Nel 2008 il calo della produzione del settore si è attestato al 5,5% Per il prossimo biennio contrazione del 10-15%

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Una governance per la ricerca (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-06-09 - pag: 25 autore: INTERVISTA Diana Bracco Presidente del progetto speciale «R&I» di Confindustria «Una governance per la ricerca» Cambiare la gestione dei fondi pubblici per aiutare l'innovazione di Franco Vergnano I n molti Paesi europei, a cominciare dalla Francia, i fondi per la ricerca e l'innovazione sono gestiti in modo centralizzato. In Italia risultano invece spalmati tra diversi ministeri, con ulteriori ramificazioni a livello locale. è anche per questa frammentazione di competenze che le aziende del made in Italy faticano in maniera particolare ad accedere ai sostegni pubblici. Ma non basta. Spesso succede che, mentre da una parte esistono finanziamenti già stanziati che, per ritardi burocratici non si riesce a spendere, su un altro versante ci sono fondi limitati che non soddisfano le domande già presentate dalle aziende e certificate sotto l'aspetto tecnico. Infine le lungaggini burocratiche. Mentre in Italia servono 24 mesi per vedersi approvare una pratica, la Bei assicura di metterci appena tre mesi per deliberare le erogazioni. Questi e altri temi sull'innovazione saranno discussi oggi a Roma durante la giornata nazionale dell'innovazione dedicata al tema «Innovazione, grande infrastruttura immateriale del Paese ». Ne parliamo con Diana Bracco, presidente del Progetto speciale «R&I» ed Expo 2015, che sottolinea come serva «un salto di qualità nella governance per gestire i fondi pubblici». Dottoressa Bracco, l'innovazione è un fattore di crescita e di competitività che le aziende del made in Italy hanno messo da tempo sul tavolo. Perché una giornata nazionale dedicata al settore? I motivi sono molti. è molto più di un convegno. Si tratta di un confronto per attirare l'attenzione su un tema che interessa tutto il Paese. Qual è il senso di questo appuntamento? Vogliamo sottolineare come la ricerca e l'innovazione siano strategiche per lo sviluppo e debbano essere poste alla base della politica economica del Paese. Con questa giornata, voluta dalla presidenza del Consiglio dei ministri, è come se dicessimo a tutti di definire insieme le azioni concrete da realizzare. Volete anche confrontarvi sui risultati finora ottenuti dalle imprese? Abbiamo fatto una mappatura della situazione che è molto confortante. Oggi non è più vero, come lo era qualche lustro fa, che è solo il pubblico a investire. Le aziende di grandi, medie e piccole dimensioni hanno saputo dimostrare, nei fatti, di volersi impegnare a fondo su questo versante. Non per niente, infatti, la "giornata" continua tutto l'anno. Deve innanzitutto vivere in azioni concrete del governo e delle istituzione per aggregare tutte le forze attive del Paese. Di cosa c'è bisogno per sostenere concretamente lo sviluppo della ricerca? Chi innova uscirà prima degli altri –e con un sistema mani-fatturiero rafforzato – dalla crisi. Ecco perché è indispensabile mettere davvero questi fattori alla base della politica di sviluppo del Paese. Bisogna garantire efficienza nella gestione, certezza negli strumenti, chiarezza di obiettivi, tempi certi. Che cosa serve per sostenere e attrarre nuovi investimenti? Risulta indispensabile avere uno scenario chiaro di medio e lungo periodo. Non è pensabile favorire lo sviluppo cambiando le regole in continuazione (anche quelle valide) o peggio limitandone la validità in corso d'opera. Cosa che sta ad esempio succedendo con il credito d'imposta. Non è così che si muovono tutti gli altri Paesi che stanno investendo per rendere i propri territori più attrattivi. Quali dovrebbero essere i punti chiave di un programma di rilancio serio e credibile? Mai come oggi diventa urgente definire rapidamente un piano di medio e lungo periodo con strumenti efficaci e flessibili avendo obiettivi strategici per il Paese chiari e condivisi. Ci vogliono procedure rapide ed efficaci,rese credibili dall'allocazione di risorse adeguate e certe nel tempo. Il ministro Gelmini ha avviato la definizione del nuovo Programma nazionale della ricerca: è l'occasione per fare un salto culturale, per dare un chiaro segnale di discontinuità. Ma il piano potrà esserlo a patto che sia condiviso da tutti i dicasteri e dalle regioni, e sia definito sentendo gli attori della ricerca e le imprese. C'è il rischio che resti un ennesimo libro dei sogni? è proprio per evitare questo pericolo che chiediamo di prevedere risorse finanziarie adeguate e, soprattutto, certe. L'intervento pubblico, se ben fatto, ha un effetto propulsivo sull'aumento addizionale degli investimenti in ricerca e sulla collaborazione tra sistema pubblico e privato. Dobbiamo tagliare gli sprechi ma non gli investimenti per il futuro. Basti ricordare che ogni euro pubblico ne attiva a sua volta altri due da parte delle imprese private. Che cosa penalizza in maniera particolare le aziende del made in Italy? Le faccio alcuni esempi. è impensabile finanziare la ricerca se si devono attendere in media 24 mesi per conoscere la valutazione di un progetto e tempi ulteriormente più lunghi per le erogazioni. E a volte non per insufficienza di risorse ma per burocrazia, inefficienza o per mancanza di regolamenti. In tal modo si rischia di penalizzare proprio le imprese più virtuose, e sono tante, che hanno creduto nella ricerca, nel ruolo dello Stato, e si sono fatte anticipare i quattrini del finanziamento dalle banche e ora sono in difficoltà perché gli istituti di credito chiudono i rubinetti. Quali sono i principali nodi da sciogliere che attualmente zavorrano le aziende sul fronte della ricerca e dell'innovazione? Va migliorata la governance. Si devono superare parcellizzazioni e sovrapposizioni fra i tanti livelli amministrativi chiamati a intervenire sul settore: almeno cinque ministeri, oltre alle regioni. Non dico che, come in altri Paesi, si dovrebbe concentrare tutto in un unico ente. Serve però un coordinamento. Un grande impegno della presidenza del Consiglio su un piano nazionale. L'innovazione deve diventare un tema di Governo. La politica del settore ha bisogno di tempi certi e rapidi. Con un occhio all'Europa. Va fatto un programma nazionale che preveda timing precisi per i bandi, per le valutazioni, per le erogazioni e per l'analisi dei risultati. Come ha detto il presidente Napolitano, una continuità tra le azioni di governo su un tema strategico come la ricerca non può essere un'utopia. © RIPRODUZIONE RISERVATA «I Paesi che investono e sostengono le imprese a innovare sono i primi a uscire dalla crisi» «Mai come adesso è urgente definire un programma di medio e lungo periodo» Diana Bracco INFOPHOTO

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I LAVORI DI OGGI (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: ECONOMIA E IMPRESE MERCATI IT data: 2009-06-09 - pag: 25 autore: I LAVORI DI OGGI p «Innovazione, grande infrastruttura immateriale del Paese» è il tema dell'incontro che si svolge oggi a Roma nell'auditorium della Tecnica di Confindustria. Il convegno sarà aperto da un intervento del presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia. All'evento prenderanno parte anche tre ministri: il titolare delle Politiche europee, Andrea Ronchi e il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, mentre Renato Brunetta, responsabile della Pubblica amministrazione e dell'Innovazione, concluderà i lavori della mattinata che saranno moderati dal direttore del Sole 24 Ore, Gianni Riotta.

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Frange nude look e nylon graffiti Giovani stilisti in passerella (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA FIRENZE pag. 27 Frange nude look e nylon graffiti Giovani stilisti in passerella SFILATA DI FINE CORSO AL SASCHALL PER GLI ALLIEVI DEL POLIMODA di EVA DESIDERIO SETTANTA minicollezioni e 700 vestiti sulla passerella del Teatro Saschall ieri sera per i due eventi-sfilata di fine corso del Polimona che consegna così i diplomi in Design di Moda e Master in Fashion Design Advanced ai suoi allievi, al termine del corso di studi che li lancerà nel mondo del lavoro. E entusiasmo alle stelle alla fine per tutti i ragazzi allegramente abbracciati e festanti, a raccogliere l'applauso di amici e parenti ma anche di molti addetti ai lavori che sono sempre a caccia di giovani talenti. Soddisfattissima la direttrice di Polimoda, Linda Loppa, che organizza per la seconda volta il defilè dei diplomi con tutto lo staff della docenza della scuola internazionale di moda e marketing dello stile che è presieduta da Ferruccio Ferragamo. Forse il più convinto sostenitore, il presidente Ferragamo, del rendere sempre più concreta, immersa nella realtà e al tempo stessa assolutamente creativa la scuola che ha sede a Villa Strozzi e che negli anni ha raccolto circa 1000 iscritti e attivato molti corsi di specializzazione. Ed ecco il frutto dello studio e del batticuore degli studenti che, per la verità, soffrono un po' troppo la sindrome di Stendhal dei grandi creativi e senza dubbio sono suggestionati nell'esprimere le proprie idee dal bombardamento mediatico che c'è intorno al settore, specie dalla frenesia di internet. Perché sono troppe e troppo facilmente riconoscibili le citazioni dalle ultime collezioni dei couturier, un po' di mal d'Africa, molto neo-barocco, l'orgia di maniche a palloncino o ad orecchio di Topolino, le frange nude look, gli incanti nostalgici della couture. Ciononostante si sono viste però molte belle e autentiche proposte, come quelle che hanno vinto la nomination ex aequo per la miglior collezione mediatica di Francesca Vizioli e di Yuki Yamamoto, o come l'austera tensione minimalista di Ju-Ho Song che ha tratteggiato una collezione maschile di grande forza evocativa. Molto inquietanti e di effetto le maschere di Teodora Tonki Szabo come bucolico-pauperista la collezione disegnata da Anna Valero Domenech. Nylon graffiti per Alia Spizzichino e donne sexy come pantere nere per i tubini di Apostolos Petrakakos. QUATTRO le giurie al lavoro per scegliere i migliori tra i 700 abiti in pedana, indossati da 60 giovani indossatrici alcune felicemente naif e acqua e sapone: perché anche per presentare le creazioni degli studenti serve la stessa freschezza e lo stesso timido disincanto. Una giuria per la collezione più creativa formata dagli stilisti Ermanno Scervino e Massimiliano Giornetti (che firma l'uomo di Salvatore Ferragamo e che proprio al Polimoda si è diplomato), il cacciatore di talenti Antonio Cristaudo di Pitti Immagine e Guya Nigi proprietaria delle boutique Guya di Firenze. Per la collezione più commerciale hanno detto la loro Alessandro Gelmini di Nomination, l'art director Felice Limosani, Andrea Panconesi patron di Luisa via Roma e Anna Meo. Premio speciale Caran d'Ancre con Marcello Lombardini e Christine Rulkin e Premio del Dean Linda Loppa oltre a quello del simpatico e affettuoso pubblico del Saschall.

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Laurea ad honorem a Percassi (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Laurea ad honorem a Percassi --> Il rettore Castoldi: «Un grande imprenditore attento all'innovazione e alla crescita del territorio» Martedì 09 Giugno 2009 CRONACA, pagina 23 e-mail print Dal successo del centro commerciale «Oriocenter» di Orio al Serio, alla riqualificazione architettonica e al rilancio turistico del centro termale di San Pellegrino Terme, fino al «Canyon forrest village» negli Stati Uniti, un progetto immobiliare sostenibile alle porte del Parco nazionale del Gran Canyon. Ricerca dell'innovazione sul piano progettuale e attenzione alla trasformazione del contesto sociale e ambientale: sono queste le premesse attraverso cui il consiglio di Facoltà di Ingegneria a Dalmine ha proposto la laurea specialistica honoris causa ad Antonio Percassi in Ingegneria edile. Una proposta appoggiata anche dal Senato accademico e che ha trovato riscontro positivo al ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca. È così giunta ieri la notizia che il ministro Maria Stella Gelmini ha dato l'ok per conferire la laurea specialistica honoris causa in Ingegneria edile al costruttore bergamasco Antonio Percassi. «Esprimo - ha annunciato il rettore Alberto Castoldi - tutta la mia soddisfazione per questo riconoscimento, che premia una fra le personalità che maggiormente hanno operato per la crescita del territorio. Verrà conferita la laurea ad honorem ad Antonio Percassi perché, oltre alle diverse conoscenze tipiche dell'ingegneria edile, ha dimostrato capacità eccellenti proprio nella ricerca dell'innovazione che ha riguardato non solo il profilo progettuale e costruttivo delle sue realizzazioni, ma anche la modalità del loro inserimento nel contesto sociale e ambientale, trasformando gli spazi e i luoghi interpretando la sfida della modernità». «È per me motivo di grande orgoglio ricevere la laurea honoris causa dall'Università di Bergamo - ha dichiarato Antonio Percassi, visibilmente sorpreso ed emozionato -: si tratta di un gesto inaspettato e aggiungo immeritato. Ringrazio il rettore e l'ateneo per le parole che hanno espresso sul mio operato e devo dire che la notizia giunta dal ministero è molto emozionante per me». Il titolo accademico gli verrà consegnato in occasione dei festeggiamenti per il quarantennale di fondazione dell'ateneo bergamasco in programma per i primi di settembre. «In questi anni abbiamo avuto modo di conferire questo importante riconoscimento - ha sottolineato il rettore Castoldi - a numerose personalità del territorio conosciute per la loro operosità. ingegno e capacità di innovazione. Voglio ringraziare Percassi per quello che ha fatto per Bergamo in questi anni e che sono sicuro continuerà a fare per lo sviluppo della città». La richiesta di conferire la laurea honoris causa a Percassi è stata inoltrata qualche mese fa proprio dal polo ingegneristico dalminese guidato dal preside Giancarlo Maccarini. «Antonio Percassi - ha sottolineato infatti il preside della Facoltà di Ingegneria nel proporre la laurea - ha sviluppato e maturato nella sua articolata attività professionale le competenze specifiche che caratterizzano il corso di laurea in Ingegneria edile. Ha posto al servizio della progettazione strumenti propri dell'architettura e dell'ingegneria edile; ha svolto operazioni relative alla costruzione, trasformazione e modificazione dell'ambiente fisico, ha posto un'attenzione critica ai mutamenti culturali e ai bisogni espressi dalla comunità». Un bel traguardo per il costruttore bergamasco, classe 1953, che proprio in giovane età aveva abbandonato gli studi al Politecnico di Milano per i suoi impegni lavorativi e che fin dagli anni Settanta, con i fratelli, ha contribuito allo sviluppo dell'allora piccola impresa edile, dando inizio all'attività immobiliare del gruppo. Dal 1977, con l'apertura di due negozi Benetton a Bergamo, intraprende l'attività commerciale. Proprio il curriculum vitae di Percassi ha convinto non solo i docenti della facoltà di Ingegneria ma anche il Senato accademico. Un'attività tutta in salita e divisa fra lo sviluppo del ramo immobiliare e di quello retail del Gruppo Percassi: dal centro commerciale «Oriocenter», al Franciacorta Outlet Village di Rodengo Saiano a Brescia fino al recente progetto di rivalorizzazione urbana del centro termale di San Pellegrino. «L'intervento congiunto tra la salvaguardia degli edifici storici di alto valore architettonico e la riconversione delle aree industriali dismesse - ha osservato il consiglio di facoltà di Ingegneria - permetterà il rilancio di questa storica località. Un nuovo centro termale, nuove strutture alberghiere e commerciali, nuove residenze di alto pregio, il restauro del Casinò e del Teatro, permetteranno a San Pellegrino di tornare ad essere una destinazione ambita a scala internazionale». E poi ancora il progetto «Canyon Forest Village», è uno dei più importanti progetti immobiliari degli Stati Uniti. Il sito, situato alle porte del Parco Nazionale del Grand Canyon, attraverso uno sviluppo sostenibile , si impone come modello di sviluppo e gestione delle risorse ambientali. Il nuovo centro accoglienza del Parco Nazionale sarà dotato di strutture ricettive, ludico-ricreative nonché di informazione e sensibilizzazione all'ambiente. In parallelo Antonio Percassi ha sviluppato numerose attività nel settore retail tra cui spicca la collaborazione con Luciano Benetton elaborando nuove idee puntando ad una nuova strategia commerciale nella vendita dell'abbigliamento e la storia poi gli darà ragione. Nel 2001 il Gruppo Percassi è stato anche regista dell'entrata nel mercato Italiano del famoso colosso iberico Inditex - quello di Zara, Massimo Dutti, Bershka, Oysho e Zara home - per intenderci. L'attività nel settore retail è stata particolarmente intensa: infatti per il 2009 il Gruppo Percassi prevede una rete di 300 negozi, tra cui 50 in joint venture con il Gruppo Benetton e 130 con il marchio di proprietà «Kiko Make Up Milano». Elena Catalfamo 09/06/2009 nascosto-->

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Dati e verbali con il vecchio programma (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Dati e verbali con il vecchio programma --> Martedì 09 Giugno 2009 CRONACA, pagina 23 e-mail print Vivrà, per quest'anno almeno, il programma «Conchiglia», che il ministero dell'Istruzione aveva dichiarato obsoleto e non utilizzabile per gli esami di maturità. Invece il 29 maggio una circolare ministeriale ha annunciato che il programma rientra in corsa e che sarà aggiornato all'edizione 2009 dell'esame di stato. Non si sa ancora come e quando, ma in tempo, assicura il Ministero, per l'inizio degli esami. Il programma «Conchiglia» è da una decina d'anni lo strumento principale per elaborare i dati relativi allo svolgimento degli esami di stato e per redigere i verbali informatizzati. Messo a disposizione dal ministero dell'Istruzione a tutte le commissioni della maturità, per avere anche un inquadramento dei dati nazionali elaborabile a livello statistico, il «Conchiglia» dal 2000 è stato aggiornato ogni anno a cura dell'Invalsi, l'Istituto di valutazione nazionale, ed è diventato uno dei ferri del mestiere per i presidenti di commissione. L'idea che all'improvviso, a un mese o poco più dagli esami, il «Conchiglia» scomparisse senza sostituti, aveva aggiunto disagio a un anno scolastico già difficile per dirigenti e docenti. La lobby dei presidi si è mossa ed ecco che «Conchiglia» ricompare, almeno per quest'anno. Il blocco dell'aggiornamento del programma era stato annunciato a luglio 2008, terminati gli esami di maturità. Nel frattempo però non è stato sostituito, forse in attesa che si precisassero tutti i cambiamenti disposti dal ministro Gelmini. Il risultato è che, in mancanza di meglio il programma viene recuperato ora: l'alternativa era ritornare a verbalizzare con carta e penna. In sé, «Conchiglia» è tutt'altro che perfetto, anzi nel corso del tempo sono stati trovati stratagemmi per aggirarne le manchevolezze e i blocchi. Tuttavia, dicono i presidenti di commissione, meglio «Conchiglia» che niente. 09/06/2009 nascosto-->

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Il commento È necessario il rilancio di un'autentica (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2009)

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n. 138 del 2009-06-09 pagina 34 Il commento È necessario il rilancio di un'autentica «cultura dell'industria» di Redazione Nell'assemblea 2009 di Federchimica, il presidente appena rieletto con una (meritatissima) superpercentuale (oltre il 98%) Giorgio Squinzi ha voluto sorprendere ancora una volta soci e interlocutori. Naturalmente protagonista dell'incontro è stata ancora la crisi del 2008. La peggiore da me vissuta - dice Squinzi - con il prodotto pro-capite che nel 2011 sarà inferiore a quello del 2000, la produzione chimica inferiore a quella del 1997, il valore aggiunto industriale inferiore a quello del 1994. Da imprenditore di razza il presidente di Federchimica non si piange addosso, chiama a lavorare per superare la crisi, ma sapendo che sarà dura: probabilmente si è raggiunto il punto più basso ma su questo «fondo» si potrebbe strisciare a lungo. E se non se ne uscirà «uguali», si dovranno introdurre cambiamenti radicali nella vita di aziende e Paese. E qui si colloca «la sorpresa» di Squinzi, perché accanto ai soliti temi dell'azione confindustriale (credito, liberalizzazioni, ambientalismo sostenibile, costo dell'energia) la carta principale giocata è quella della «cultura». Ricerca, formazione, cultura che deve conoscere l'impresa. Viene ripresentato il video «Chimica oltre il luogo comune» strumento, senza arroganza, con la necessaria autocritica, ma di lotta culturale per affermare le ragioni dell'industria chimica. E soprattutto viene offerto agli imprenditori chimici un parterre di discussori delle ragioni di Federchimica del livello di Giulio Sapelli, storico dell'impresa, e Alberto Quadro Curzio, economista. E, per il governo, >della tosta ministra di Istruzione, ricerca e università Mariastella Gelmini. Sapelli brilla nel ruolo di provocatore culturale, ricordando quanto gli intellettuali italiani siano lontani dall'industria, sia i più (impegnati in studi letterari) sia quelli specialisti più attenti ai giochi matematici che ai processi produttivi. Quadrio Curzio sistema lo sforzo proposto da Federmeccanica nel quadro della programmazione del governo impostata con la legge di bilancio del 2008, in quello di un'Europa dove far pesare la concretezza dell'impresa e del sistema bancario che proprio «culturalmente» ha perso qualche legame con le realtà produttive. La Gelmini conferma la fama di donna di governo concreta insistendo sugli istituti tecnici per periti chimici e sulle regole per una ricerca che aiuti lo sviluppo, e chiedendo uno sforzo alle imprese per far uscire il sistema di formazione e ricerca dall'autoreferenzialità. Chiude Emma Marcegagalia che accanto ai necessari obiettivi sindacali già evocati da Squinzi, s'impegna senza remore nella lotta per una cultura per l'industria e promette alla Gelmini che le imprese saranno a fianco del governo se riformerà scuole e università. Sarebbe un'importante novità per imprenditori che spesso amano impegnarsi su battaglie che creano meno fastidi con l'opinione pubblica: dall'abolizione delle province o delle preferenze o al doppio turno alla francese. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Quel boomerang formato Noemi che sperava tornasse sul Pd, è invece ricaduto addosso... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Quel «boomerang» formato Noemi che sperava tornasse sul Pd, è invece ricaduto addosso a Berlusconi, che ha anche perso circa 130mila preferenze nella roccaforte del Nord. In totale hanno scritto Silvio sulla scheda 2.706.791 elettori, ma l'obiettivo era superare i 3 e andare verso i 4 milioni, «basato sul 40% previsto dai sondaggi», spiega il pidiellino Lupi. Ma il boomerang made in Casoria (definito nel Pdl «fattore esogeno») ha rivelato una crepa nel partitoche ancora non c'è: a livello territoriale salterà qualche testa di coordinatore regionale. In Sicilia, penalizzata da Lombardo e dalle risse in tv tra Micchiché, Alfano e il coordinatore Castiglione; in Sardegna dove «Cappellacci sorretto da Berlusconi senza dire una parola ha vinto», spiega un deputato sardo, «e ora che il premier non è venuto ha vinto la sinistra». Berlusconi affronterà la pratica coordinatori, scegliendo le persone giuste al di là del bilancino 70-30 tra Fi e An. Pratica rimandata a dopo le europee. A seguire anche il «triumvirato» Verdini, La Russa e del fantasmatico Bondi sarà rivisto (e Scajola aspetta sul fiume...). C'è poi la competizione con la Lega, che ha aumentato il suo potere di ricatto sul governo. Gli uomini dell'ex An sono infastiditi dall'assiste elettorale dato da Berlusconi a Bossi, confermato ieri sera ad Arcore anche con Maroni e Calderoli. E la Gelmini A parte un giretto all'Università «liberale» di Lesmo, Berlusconi è rimasto a Arcore in contatto con i suoi. Formalmente «sereno», certo non contento e deluso dallo smacco sulle preferenze, si consola con la crescita di 4 eurodeputati (da 25 a 29) il «raddoppio sul Pd». La rivincita è sulle amministrative, infatti soltanto oggi, dopo aver messo le bandierine sulle caselle delle regioni «rosse» espugnate (Umbria e Marche, Pdl primo partito), parlerà. Il partito che non c'è Sono in molti, già dalla notte della delusione elettorale, a dire che «Berlusconi non ha fatto campagna elettorale» e questo è dato, nel Pdl stesso, come uno dei fattori che ha provocato l'astensionismo. L'unico, tra i parlamentari vicini al premier ad averlo previsto è Piero Testoni. È proprio questa una delle crepe rivelate dal boomerang: se il Capo non scende in campo in prima persona, il partito non lo segue. Perché non c'è. Un parlamentare dell'area degli ex An constata la «fragilità del partito soprattutto in periferia», dove uno scollamento tra il radicamento territoriale di An che si vede penalizzata e i dirigenti dell'ex Forza Italia che vivono sugli allori della berlusconimania. Domenica notte Silvio si sarebbe lamentato di essere il solo a «tirare la carretta». Ma stavolta la carretta l'ha tirata soprattutto per sé, cercando di virare a suo favore il ventaccio dello scandalo uscito dal vaso di Pandora (da Noemi ai festini a Villa Certosa ai voli di Stato). Quella che un autorevole esponente del Pdl chiama «il peccato di presunzione», andare gli ultimi tre giorni solo in tre piazze dove si votava per le amministrative: Bari, Firenze e Milano. Oppure «volersi porre come l'uomo di Stato che si occupa di G8 e di Abruzzo non ha funzionato. se fosse andato anche al Sud la gente si sarebbe sentita motivata a votare», e pergiunta in Sicilia l'Europa è lontana. E molti ammettono di aver dormito sugli allori di governo. È più o meno ciò che ha detto La Russa a caldo. Lui sì che «è sceso in campo», il ministro della Difesa ha girato l'Italia in lungo in largo (con l'areo di Stato facendo coincidere comizi con celebrazioni e parate). E ieri lo si vedeva plasticamente comandare i «colonnelli» (in percentuale maggiore ex An) a Via de l'Umiltà. Raggiante ringrazia per essere il «secondo dopo Berlusconi» per preferenze (223.428); fa capire che il calo è colpa dell'effetto «endogeno» Noemi, quel «processo gossipparo e giudiziario» al quale ha retto Berlusconi. E lancia un avviso alla Lega: «D'ora in poi patti chiari e amicizia lunga, se si decide di fare campagna elettorale insieme, non è che ci si vanta per sé dei meriti del governo. Sennò, ognuno per sé, anche se non lo auspico». Insomma, La Russa manda un segnale a Berlusconi: ti sei illuso. io no. E il suo pizzetto melistofelico che si sarebbe tagliato se si fosse raggiunto il 40 per cento, è salvo.

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ROMA Solidarietà bipartisan al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-06-2009)
Pubblicato anche in: (Giorno, Il (Milano)) (Nazione, La (Firenze))

Argomenti: Scuola

BREVI pag. 24 ROMA Solidarietà bipartisan al ministro della Gioventù, Giorgia Meloni (Lapresse) per le scritte minacciose che sono state trovate sul muro sotto casa sua. Una scritta con vernice spray che recitava: «A piazzale Loreto c'è ancora posto» e nessuna sigla di rivendicazione. Dopo i rilievi della polizia la frase è stata cancellata dal servizio decoro urbano del Comune di Roma. Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, «certi tentativi di intimidazione oggi fortunatamente non spaventano più nessuno ma si tratta comunque di un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza». Solidarietà «umana e politica» al ministro Meloni anche da Marianna Madia, del Pd. La scritta apparsa nella notte ha dichiarato la parlamentare «è stupida, e non riflette il modo di fare politica del ministro, del nostro Paese e delle nuove generazioni».

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Esultano Fitto, Gelmini e Carfagna Anche Alemanno può sorridere (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Esultano Fitto, Gelmini e Carfagna Anche Alemanno può sorridere Il bilancioSi fanno largo i giovani ministri Scajola rientra in gioco, grande affermazione per La Russa Se c'è un dato che ha rallegrato, per quello che era possibile, l'umore a Silvio Berlusocni è quello di aver visto elette le sue tre preferite. Le sue tre candidate preferite. Anzitutto Barbara Matera. L'ex annunciatrice Rai svetta in testa alla classifica della circoscrizione Sud: ben 130mila preferenze, seconda degli eletti dopo il Cavaliere. Ha preso quasi ventimila voti in più di un volpone delle preferenze come Clemente Mastella. Un successo, quello della Matera, che porta una firma precisa: Raffaele Fitto. Non a caso la ventottenne di Foggia ha incassato 40mila voti in Puglia, Regione del ministro, ma anche 37mila in Campania (vedi alla voce Nicola Cosentino) e altri 30mila in Calabria. Ce l'ha fatta anche l'algida Lara Comi, bocconiana, l'unica che aveva già un'esperienza politica alle spalle. Nel Nord Ovest ha rastrellato 63mila voti. E qui si scorge la firma di un altro ministro, Mariastella Gelmini, con un po' di soccorso di Cl. Quindi Licia Ronzulli, manager ospedaliero che si dedica ai viaggi di volontariato in Bangladesh, che ha avuto l'aiuto di Claudio Scajola, e si vede anche dalle preferenze ottenute in Liguria e Piemonte. Fin qui le «grazie» berlusconiane. A cui andrebbero aggiunte anche altre donne che ce l'hanno fatta. Da sole o scortate dai ministri. Uno che può vantare l'ein plein è Renato Brunetta, il ministro più amato, che ha spinto verso le vette alte delle preferenze sia l'ex Dc Elisabetta Gardini (che comunque partiva già da una sua base) che l'ex Psi Lia Sartori (anche lei già eurodeputata). Vola invece da sola Erminia Mazzoni, appena entrata nelle fila del Pdl proveniente dalla vicesegreteria dell'Udc. L'ex deputata, pur provenendo da una provincia piccola, quella di Benevento (dove ha ereditato l'elettorato del padre), ha battuto anche qualche maschietto ben più titolato. Fa impressione invece il successone di Ignazio La Russa nelle circoscrizione Nord Ovest, che porta a casa 220mila preferenze. Lui si schernisce: «Ho fatto solo dodici giorni di campagna elettorale». Il suo inserimento in lista non aveva fatto felice Berlusconi che non voleva ministri. Il responsabile della Difesa oggi ribatte: «E se non l'avessi fatto? Oggi stareste a dire che An non si è impegnata a fondo. Già ho sentito strane voci. E non mi sono neanche votato». In effetti s'è trainato anche il giovane alemanniano Carlo Fidanza e per il rotto della cuffia entra anche Cristiana Muscardini: «L'ho votata. Ho votato lei, Carlo e Berlusconi», giura Ignazio anche se tra lui e Cristiana non corre buon sangue. Canta vittoria Mara Carfagna. C'è la sua longa manus nell'accordo con De Mita e l'Udc ad Avellino, dove per la prima volta il centrodestra vince. E nella sua città, Napoli, il Pdl ha venti punti in più del Pd. E canta vittoria Gianni Alemanno, il Pdl in città cresce di altri due punti e ora ne ha sette di vantaggio sul Pd. Ha fatto eleggere Potito Salatto, anche se con «appena» 78mila voti. In testa alla classifica dell'Italia centrale il vero vincitore è Marco Scurria, sostenuto da Giorgia Meloni. Anche se il merito maggiore è del deputato Fabio Rampelli che ha portato il giovane esordiente a quota 118mila voti. Avvicinandosi alla più navigata Roberta Angelilli, che invece aveva l'appoggio di Andrea Augello, che per lei ha tappezzato Roma con un manifesto che più che un invito al voto sembrava una dichiarazione d'amore.

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Il Senatùr vince oltre il Po La Lega al Centro ha il 3% (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Il Senatùr vince oltre il Po La Lega al Centro ha il 3% Exploit Per la prima volta un eurodeputato eletto in Toscana Il Veneto al Pdl. Galan: «Per un punto Martin perse la cappa» Il Carroccio é ai massimi storici. In soli cinque anni, il partito di Umberto Bossi, è riuscito a duplicare i propri consensi passando dal 5% delle elezioni europee del 2004 al 10,22% in quelle appena concluse. Un risultato atteso, o meglio, quasi cautamente sperato, che ha permesso al Senatùr di realizzare il suo grande sogno: vedere il partito del Nord raggiungere un consenso a due cifre. Un sogno che si è concretizzato con il passare delle ore proprio mentre Bossi e il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, si trovavano nella sede nazionale della Lega in Via Bellerio a Milano. E così, il cauto ottimismo che ha accompagnato tutto il periodo di spoglio delle schede si è trasformato in gioia non appena il sito del Ministero degli Interni ha pubblicato i risultati definitivi. Nella circoscrizione elettorale del Nord Ovest (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) il Carroccio è passato dal 11,17% del 2004 al 19,38% di quest'anno. In quella del Nord Est (Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) va ancora meglio: 8,41% nel 2004 contro il 19,01% del 2009. Ma la percentuale che ha dato grandi soddisfazioni al Carroccio è quello della circoscrizione Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio). Sebbene i numeri rimangano modestissimi rispetto a quelli del Nord, la Lega è riuscita quasi a sestuplicare i propri consensi passando dello 0,56% di cinque anni fa al 2,97% di questa tornata elettorale che permetterà al partito del Nord di eleggere per la prima volta, anche in questa circoscrizione un eurodeputato dei nove che gli spettano. E se Bossi e Borghezio daranno le dimissioni, come sembra plausibile, sembra proprio che quel posto tocchi a Claudio Morganti, già segretario toscano del Carroccio e consigliere comunale a Vaiano (Prato). Decisamente diverse sono le percentuali ottenute al Sud e nelle Isole. Nella prima zona (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) la Lega è passata dallo 0,30% allo 0,57% e nelle isole (Sicilia e Sardegna) dallo 0,22% allo 0,37%. Sulla scia di tanti risultati positivi raggiunti (ad esempio quello di essersi conquistata la medaglia di primo partito in 7 provincie delle complessive 27 tra Piemonte, Lombardia e Veneto) la Lega però non è riuscita a sorpassare il Pdl in nessuna delle regioni del Nord. Se la partita era già annunciata difficile in Lombardia e Piemonte, il testa a testa che sembrava premiare il Carroccio in Veneto è finito in una sconfitta al fotofinish: gli uomini di Bossi si sono fermati al 28,38% mentre il partito del premier raggiunge il 29,33%. Così, nonostante il Carroccio abbia superato il Pdl sia a Belluno (26,98% contro 26,89%), Treviso (34,29% contro 26,99%), Vicenza (33,18% contro 28,88%) e Verona (33,83% contro 28,71%), sembra proprio che, stando a quanto ribadito nei giorni scorsi dallo stesso presidente del Consiglio, il prossimo governatore della Regione dovrebbe essere di nuovo del Pdl. Ma la Lega scalpita e puntualizza: «Le elezioni europee - ha commentato il ministro Luca Zaia - non sono le primarie delle regionali del 2010». E per essere ancor più chiaro, ha spiegato che il criterio del "sorpasso" «è stato deciso unilateralmente da Berlusconi. Ho parlato personalmente con Bossi e mi ha garantito che da parte sua non c'è mai stato un accordo con il premier in questo senso». Sembra infatti che, se di accordo si parla, ne esista invece uno tra il premier e il Senatùr, nel quale si stabiliva che il successore di Giancarlo Galan sarebbe stato un leghista. Ed è lo stesso governatore, con un pizzico di ironia, a tutelare la sua prossima ricandidatura: «Per un punto Martin perse la cappa». Discorso chiuso? Macchè! A riaprirlo e a rilanciare ci pensa il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi: «Su 20 presidenti di Regione, mi sembra ovvio che non uno solo, ma almeno due siano espressi dalla Lega». Ma se da un lato si promette battaglia, dall'altro, il ministro Calderoli, invitato con Bossi, Maroni, Brancher e Gelmini a cena da Berlusconi ad Arcore, ha ribadito il sostegno della Lega ai candidati del Pdl in quei comuni che andranno al ballottaggio il 21 giugno escludendo ogni possibilità di apparentamento con l'Udc. È stata poi confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto e, successivamente, della legge elettorale. Infine è stato deciso di non appoggiare direttamente il sì al referendum.

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A Roma scritte contro la Meloni (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Il caso A Roma scritte contro la Meloni Solidarietà bipartisan al ministro della Gioventù Giorgia Meloni per le scritte minacciose che sono state trovate sul muro sotto la sua casa. Una scritta, con vernice spray, che recitava: «A piazzale Loreto c'è ancora posto». Nessuna sigla di rivendicazione. Dopo i rilievi delle forze dell'ordine, la frase è stata cancellata dal servizio decoro urbano del Comune di Roma. Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, «certi tentativi di intimidazione oggi fortunatamente non spaventano più nessuno ma si tratta comunque di un gesto vile».

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Nevio Pelino Il cinque in condotta c'è o non c'è? I giornali e i pa... (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Nevio Pelino Il cinque in condotta c'è o non c'è? I giornali e i partiti non si stanno occupando abbastanza del grande pasticcio della valutazione finale nelle scuole. Le norme attuative del Decreto Gelmini si sono trascinate fino al 28 maggio, quando il Governo approva un Regolamento il cui testo è annunciato, ma non pubblicato. Sono applicabili le nuove, più pesanti disposizioni sul cinque in condotta? Chissà. Per i voti di profitto, sono confermate invece le norme della circolare del 20 maggio: per quest'anno, grande flessibilità per le superiori, estrema rigidità per i malcapitati delle medie. Forse questa inedita situazione meriterebbe qualche commento. Antonio Carollo Banchieri a Catania Nel corso di una cerimonia pubblica, il presidente della camera di commercio ha provveduto ad iscrivere, nell'apposito gran libro, il nuovo mestiere, tipicamente catanese, di "banchiere", cioè trasportatore di banchi da casa a scuola e viceversa. Il provvedimento si è reso necessario per regolarizzare centinaia di abusivi già in servizio. Come è noto i dirigenti scolastici si sono rivolti ai genitori per poter prendere in affitto, a loro spese, diverse sale private, di norma adibite pomeriggio e sera a palestra o a scuola di danza, e per comprare i necessari banchi per gli allievi di parecchie classi della scuola dell'obbligo. L'opinione pubblica ha salutato con particolare favore questa felice soluzione di un problema che rischiava di privare del diritto allo studio buona parte dei ragazzi catanesi. Il sindaco, dopo il discorso del presidente della CCIAA, ha ringraziato con calore i genitori per la generosa disponibilità dimostrata. Luca Salvi Indignazione nazionale In questi tempi di crisi economica il Governo italiano, giusto all'indomani del terribile terremoto che ha colpito l'Abruzzo, ha stanziato 13 miliardi di euro per la costruzione e l'acquisto di 131 nuovissimi cacciabombardieri nucleari F-35. Questo sottrarrà risorse alla ricostruzione dell'Abruzzo, ma anche alle famiglie italiane che faticano ad arrivare a fine mese, alla sanità, al welfare, ai giovani precari, ai poveri, alla cooperazione internazionale che nell'ultimo anno è stata dimezzata. Di fronte a questo scandalo, sottaciuto dai media e financo dall'opposizione, è doveroso reagire. Per questo è stata lanciata una "campagna di indignazione nazionale" con un appello ai politici italiani contro la costruzione e l'acquisto degli F-35. La campagna in meno di due mesi ha raccolto oltre 8000 firme, che saranno inviate al Presidente della Repubblica, al Parlamento e al Governo italiano. Per aderire: http://www.firmiamo.it/campagnaindignazionenazionale maite larrauri I discorsi atemporali delle donne italiane "Dove sono le donne italiane che un tempo ci abbagliarono con la loro sensibilità e intelligenza?", così mi chiedono a facebook le mie amiche spagnole cercando una risposta che la mia vicinanza, dato che lavoro qui, dovrebbe essere in grado di soddisfarle. Sabato scorso sono stata alla presentazione del libro di Luisa Muraro Al mercato della felicità. Sala del Comune piena, cento persone, prevalgono le donne intorno ai 60 anni, ma non solo, anche giovani, anche maschi. Si è parlato durante due ore di femminismo, emancipazione, libertà, felicità, desiderio, potere, realtà, linguaggio, pari opportunità. O piuttosto non si è parlato di tutto ciò ma si è nominato, perché la realtà non si è mai toccata, è stata fuori da quella sala. Tutto quello che succede in Italia, tutta la vergogna che una donna di buon senso dovrebbe provare davanti lo spettacolo delle "veline", del comportamento degli uomini politici e in particolare del presidente del Consiglio, quello è rimasto fuori nelle strade, nelle case, oppure sotterrato nelle coscienze. In quella sala, a un giorno dalle elezioni europee, il discorso è stato pienamente metafisico, nel senso diretto di questa parola: dai discorsi non si poteva sapere se si stava parlando nel 2009, nel 2000 o nel 1990. Discorso atemporale. Le mie amiche italiane che stavano lì sembravano molto contente dell'importanza di quell' atto e io mi sento molto lontana oggi dalla loro sensibilità e intelligenza. Adesso quando mi chiedono ma come è possibile che le donne italiane non "se lancen al cuello de ese energùmeno", ho la risposta pronta: sono al mercato della felicità.

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Sartori e Salomao da 9 Bpp Group, società da 10 (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 09 Giugno 2009 SPORT Pagina 52 CALCIO A 5. LE PAGELLE DELLA FORMIDABILE SQUADRA DI LANGÈ CHE HA RICONQUISTATO IL DIRITTO DI GIOCARE IN A2 Sartori e Salomao da 9 Bpp Group, società da 10 Anche Lamanna e mister Langè sfiorano il massimo dei voti. La rivelazione Fedele, lo spirito di squadra di Fumarola, la classe di Barbosa. Da applausi Al termine di una stagione così esaltante, ecco i voti ai giocatori del Bpp group Verona che hanno ottenuto la promozione in Serie A2. BARBOSA. È arrivato a dicembre e non era in perfetta forma fisica. Col passare delle giornate Nogara l'ha rimesso in sesto tanto da riacquistare sicurezza tra i pali e diventare un punto fermo della squadra. Spesso è stato determinante col le sue parate, ma anche decisivo con i suoi 10 gol. Voto 8. SARTORI. È stato il giocatore più importante. Si è dimostrato una persona di grandissima esperienza, ma soprattutto di grandissima conoscenza del gioco. Anch'egli arrivato a dicembre, con la sua indubbia bravura e un pizzico di follia, ha trascinato la squadra verso il secondo posto nella "regular season" e alla promozione. Capocannoniere della compagine scaligera con 35 reti. Voto 9. BESTETTI. Ha dimostrato di essere già un giocatore maturo e di poter competere ad alti livelli. Si è sempre dato un gran da fare in campo, senza commettere particolari errori. Il ragazzo ha stoffa da vendere: 11 reti. Voto 7,5. MORIS. Il giovane talento anche in questo campionato si è visto poco. Quando però mister Langè lo ha buttato nella mischia ha sbagliato poco. Bene. Voto 7. PERON. Lo studente padovano è stato una delle pedine fondamentali dello scacchiere gialloblù. La sua classe, lucidità e tranquillità sono state armi importanti. Grande condizione fisica nel finale di stagione. Voto 8. LAMANNA. Nel corso della stagione ha subito un calo a causa di qualche infortunio ma è sempre andato avanti stringendo i denti. Spettacolari le sue prestazioni con giocate micidiali. 21 i gol segnati. Il capitano della squadra non ha deluso. Voto 9. SKURKO. In campo non si discute, è bravo e dà sicurezza alla squadra. In qualche partita si è caricato sulle spalle responsabilità pesanti. Non si capisce cosa sia successo a Fano per beccarsi sette mesi di squalifica, venendo quindi a mancare nel momento più importante della stagione. Voto 6.5. FEDELE. La giovane sorpresa. Capocannoniere con l'Under 21 (14 gol), con la prima squadra ha siglato la bellezza di 17 reti. Non male come debutto. Il giocatore uruguaiano ha sempre fatto in pieno il suo lavoro, dimostrando di essere un ragazzo serio e umile. Voto 7,5. STRALIOTE. Ormai è una certezza. Il suo rendimento è sempre stato ottimo e anche in attacco è stato risolutivo con i suoi 7 gol. Voto 8. PENZO. Grintoso quanto basta, volenteroso nell'azione e forte nei contrasti. A volte però questo non è stato sufficiente. Campionato onesto il suo, giocato al servizio della squadra. Voto 7. SALOMAO. Ricorda molto il Mantovani dello scorso campionato. Ha giocato ottime partite tenendo a galla la squadra. Uomo assist, ha regalato ai tifosi veronesi delle giocate stupende. 17 le reti messe a segno. Voto 9. ABRAHAM. Rapido come pochi, ha sempre corso tanto. Si è sacrificato per la squadra cercando il gioco veloce con i compagni. Le sue incursione in area avversaria gli hanno permesso di segnare 8 gol importanti. Voto 7,5. MOMO. Non si è certo presentato bene quando è stato chiamato in causa. Ha buone doti, ma il preparatore dei portiere Nogara dovrà lavorarci parecchio per tirare fuori il meglio. Voto 6 (di fiducia). FUMAROLA. Fino a quando era titolare si è sempre comportato bene con pochissime sbavature. Non ha mai fatto polemiche quando è arrivato Barbosa, che di fatto gli ha soffiato il posto da titolare. Relegato in tribuna è sempre stato vicino alla squadra. Voto 8,5. LANGÈ. Il mister per antonomasia. Con una discreta rosa, ad inizio stagione ha fatto dei veri miracoli occupando sempre le posizioni d'alta classifica. Poi con l'arrivo dei rinforzi è stato ancora più bravo a saperli gestire, ma soprattutto ad inserirli in squadra. Con il suo gioco e la promozione in Serie A2 sta riportando euforia a Verona. Voto 9. LA SOCIETÀ. Sicuramente l'arrivo della famiglia Bussinello come nuovo sponsor è stata la svolta. Ma non c'è solo quello. In questa stagione la società ha voluto fortemente allestire, in collaborazione con l'Olimpia Stadio, un settore giovanile di prim'ordine, che ha già cominciato da dare dei buoni frutti. Voto 10.  

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Scuola, via agli scrutini E seimila studenti preparano la Maturità (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto sezione: CRONACAVERONA data: 09/06/2009 - pag: 15 Ultima campanella In tutti gli istituti, oltre a quelli coinvolti nei seggi Scuola, via agli scrutini E seimila studenti preparano la Maturità Attesa per i risultati con il voto in condotta VERONA - Sarà un ultimo giorno di scuola anomalo per gli oltre 100mila studenti delle scuole primarie e secondarie veronesi, quello di oggi. Se il calendario scolastico da tempo, infatti, fissava la data della chiusura degli istituti al 9 di giugno, le consultazioni elettorali di questi giorni hanno sconvolto in molti casi le carte in tavola. Numerose in tutta la provincia le scuole che hanno già chiuso i battenti con la consegna ai comuni per i lavori di allestimento dei seggi: a Verona città gran parte delle istituti comprensivi che radunano elementari e medie (tra quelle del centro le elementari Segala e Rubele e le medie Caliari e Catullo), e l'Istituto per Geometri Cangrande tra le superiori. Posticipano la chiusura di un giorno (a domani) le primarie Rita Rosani di Ponte Crencano, che tra ponti ed elezioni non erano riuscite a totalizzare il numero minimo di giorni di lezione previsti, fissati a duecento per legge. Per le scuole non sede di seggio, invece, tra cui la gran parte degli istituti secondari, l'ultima campanella suonerà oggi senza contrattempi. In gran parte degli istituti veronesi (tra cui i più popolati, come i licei Maffei, Messedaglia e Fracastoro), però sono già iniziati da ieri gli scrutini, che si concluderanno al massimo entro i primi giorni della prossima settimana. Una volta pubblicati i risultati e noti gli ammessi all'esame di Stato, la data che i maturandi dovranno segnarsi sarà quella del 25 giugno, giorno della prima prova scritta. Ad affrontarla, nella provincia di Verona, saranno circa seimila studenti (6006 è il numero totale degli iscritti alle classi quinte). L'unica novità di quest'anno, dopo la parziale riforma del punteggio per l'ammissione dello scorso anno, è l'introduzione del voto in condotta come media. «Ci sono tutti i presupposti per lavorare con tranquillità - sostiene i referente del provveditorato per la scuola superiore, Marcello Schiavo, preside, tra l'altro, del Fracastoro - . Sono state ormai assimilate anche le nuove norme dell'anno scorso, incluso il recupero delle materie nelle quali lo studente non è riuscito a raggiungere la sufficienza, a partire dal periodo in cui le scuole svolgeranno i corsi, che era stato in passato fonte di problemi». A Verona l'orientamento dei singoli istituti è quello di svolgere le prove a settembre, in tempo per l'inizio delle lezioni (e non a fine agosto come l'anno precedente), mentre i corsi (la cui durata può variare ma che in media saranno di 15 ore) si terranno in alcuni casi già nel mese di giugno. «E' evidente che in quel lasso di tempo lo studente non può recuperare il lavoro di un anno - prosegue Schiavo - ; il lavoro che va svolto è di stampo individuale e non può prescindere studio ed esercizio a casa». Sempre dall'Ufficio scolastico provinciale, la dirigente Laura Donà mette in guardia chi vuole cambiare istituto ed indirizzo scolastico. «Saranno in molti - avvisa - e dovranno tenere presente che gli esami integrativi delle materie che non hanno seguito si svolgeranno negli stessi giorni delle prove di recupero». Assieme ai maturandi ci saranno 7.500 ragazzi del Veronese che affronteranno un altro esame di Stato, quello per la licenza media. La prova unica nazionale, di italiano e matematica, quest'anno non sarà più sperimentale, ma farà media per la valutazione finale. «La scuola ci guadagna in serietà - sostiene Donà - e il nuovo esame premierà gli studenti più costanti». Davide Orsato

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ROMA - Una frase tracciata con una vernice spray, senza nessuna sigla di rivendicazione: A pia... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 09-06-2009)

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Martedì 09 Giugno 2009 Chiudi ROMA - Una frase tracciata con una vernice spray, senza nessuna sigla di rivendicazione: «A piazzale Loreto, c'è ancora posto». E' comparsa ieri sui muri dell'abitazione del ministro delle Politiche Giovanili, Giorgia Meloni, nel quartiere romano della Garbatella. Poche righe, ingiuriose, subito cancellate dal servizio decoro urbano del Comune di Roma dopo i rilievi eseguiti dalle forze dell'ordine che ora indagano sul caso. Un episodio che ha suscitato immediate reazioni da parte di tutto il mondo politico. Solidarietà al Ministro è arrivata dal presidente della Camera, Gianfranco Fini che si è detto «certo che tali intimidazioni non impediranno al Ministro di proseguire il suo lavoro al servizio delle istituzioni democratiche». A condannare l'episodio anche il presidente del Senato, Renato Schifani che ha espresso «profonda solidarietà al ministro Meloni certo che le intimidazioni ricevute non saranno di ostacolo alla prosecuzione del suo impegno di governo, da sempre svolto con impegno, dedizione, e professionalità». Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, ha espresso la propria solidarietà «verso un gesto inqualificabile che comunque non riuscirà a rallentare l'impegno del Ministro». E vicinanza alla Meloni è arrivata anche dalla Presidenza della Repubblica. Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, «certi tentativi di intimidazione oggi fortunatamente non spaventano più nessuno ma si tratta comunque di un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza». Sostegno al ministro anche dal sindaco di Roma, Gianni Alemanno, per cui «le scritte comparse sono un atto ignobile e vile, opera di qualche delinquente che vorrebbe rigettare l'Italia nel clima di odio degli anni più bui della nostra storia». Solidarietà bipartis anche da Pina Picierno, responsabile legalità del Pd, per cui «la dialettica politica non deve mai trascendere il rispetto personale». E da Marianna Madia, esponente del Pd che ha parlato di «scritta stupida che non riflette il modo di fare politica del Ministro, del nostro paese e delle nuove generazioni».

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In fiera c'è l'aspirapolvere di Obama (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)

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Corriere del Veneto sezione: SPETTACOLI data: 09/06/2009 - pag: 23 La kermesse fieristica In fiera c'è l'aspirapolvere di Obama C'è anche il nuovo aspirapolvere di Obama (ecologico e superfiltrante) in mostra all'edizione 2009 della fiera «Pulire» che si tiene da oggi a venerdì a Verona. L'azienda produttrice, tutta veneta, la Lindhaus, ha ottenuto già nel 2001 di entrare nelle grazie della Casa Bianca assillata dal pericolo di attacchi microbiologici o di polveri minacciose (come l'antrace). L'appuntamento con «Pulire», che ha raggiunto ormai quasi trent'anni di vita e che dal 1993 è di stanza a Verona ogni anno dispari (ma che prevede eventi gemellati in altri paesi del mondo), coinvolge aziende internazionali produttrici di macchine e attrezzature per la pulizia unite sotto la sigla Afidamp. Un settore che punta a sposare le necessità igieniche, in particolare di strutture pubbliche, con le necessità di risparmio energetico e di rispetto ambientale. Non a caso la fiera si è aperta stamattina proprio con un convegno dedicato alla sostenibilità di prodotti per la pulizia. Altro tema scottante quello della pulizia degli edifici scolastici cui è dedicata la tavola rotonda di domani mattina, ospite il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini. Al pomeriggio si parlerà invece di controlli sulla sicurezza degli alimenti. Camilla Bertoni

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Feste a scuola, coprifuoco antigavettoni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: PRIMA PAGINA data: 09/06/2009 - pag: 1 Presidi contro le battaglie con acqua, uova e farina: «Abbassato il voto di condotta» Feste a scuola, coprifuoco antigavettoni di BENEDETTA ARGENTIERI Il conto alla rovescia è cominciato. Per la fine della scuola. E l'inizio della battaglia fatta di gavettoni, sfregi, vandalismi. «Barbarie ingiustificate », attaccano i professori. «Uno sfogo alle tensioni di un anno », rispondono gli studenti. Ed ecco che spuntano le prime circolari, «chiunque venga sorpreso a lanciare uova e farina vedrà il proprio voto di condotta abbassato», scrive il preside del liceo classico Manzoni, Luigi Barbarino, che già l'anno scorso aveva cercato di arginare la festa. Allora non era bastato. Per questo si è deciso di passare a una linea più dura. A preoccupare non sono solo i gavettoni, ma appunto uova e farina che troppe volte accompagnano ketchup, salse di vario genere e arance. E ancora: aule e auto imbrattate. Negozi assediati. Passanti colpiti da gavettoni e non solo. Ma i ragazzi non ci sentono: «La nostra battaglia la faremo lo stesso». I timori sono concentrati per la maggior parte degli istituti medi superiori. Al classico Parini, mercoledì mattina, i ragazzi si aspettano la consueta «perquisizione degli zaini». A loro poco importa, così come non si preoccupano «a che ora ci faranno uscire. Un tentativo inutile per limitare i festeggiamenti». L'esperienza dello scorso anno insegna: allora i lanci di uova erano arrivati fino in via San Marco, tanto che era dovuta intervenire anche una volante. I ragazzi hanno una certezza: «Non riusciranno a fermarci. Il lancio è diventato una tradizione». Una tradizione che a volte può essere pericolosa: lo scorso giugno due ragazzi sono rimasti feriti nella battaglia. Ma tutto questo non importa. «Bisogna festeggiare. La scuola è finita».

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La bocconiana Lara Comi: sì al ricambio generazionale (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Cronaca di Milano data: 09/06/2009 - pag: 5 La prima volta in Europa La bocconiana Lara Comi: sì al ricambio generazionale «La gente ha capito che non sono una ragazza immagine». Sorridente, anzi raggiante, Lara Comi 26 anni, laureata in Bocconi, ex coordinatore lombardo dei giovani di Forza Italia ha totalizzato nella circoscrizione Nord-Ovest 63.158 preferenze, 7.332 solo a Milano città. Ha spazzato via le polemiche sulle veline ed è risultata la terza più votata dopo Mauro Mario e Gabriele Albertini. No, non se l'aspettava. «La mia elezione dice dimostra che Berlusconi, a differenza del centrosinistra, crede nel ricambio generazionale». In volo verso Strasburgo. Con tanti buoni propositi: «Lavorerò per i giovani, prestando attenzione a temi come impresa e commercio. Credo in un'Europa meno burocratica e più vicina alla gente». Infine i ringraziamenti: «Mariastella Gelmini, Roberto Formigoni, Mario Mauro mi hanno sempre incoraggiata». Lara Comi Eletta al Parlamento europeo con il Pdl, ha 26 anni ed è laureata in Bocconi A. Sac.

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E a Roveredo di Guà Cioetto raccoglie l'eredità di Pastorello (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 09-06-2009)

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Corriere del Veneto sezione: PRIMOPIANO data: 09/06/2009 - pag: 11 Legnaghese Riconferme a Angiari e Pressana E a Roveredo di Guà Cioetto raccoglie l'eredità di Pastorello VERONA Questi i vincitori delle elezioni amministrative dei sei Comuni nel Legnaghese dove si eleggevano i nuovi sindaci: Vincenzo Bonomo ad Angiari, Vincenzo Passarin a Boschi di Sant'Anna, Luca Sordo a Castagnaro, Lino Fin a Pressana, Claudio Cioetto a Roveredo di Guà e Sabrina Chinaglia a Terrazzo. L'affluenza media è stata dell'80 per cento. Angiari si presentava a queste elezioni amministrative con la situazione più complessa. Ben cinque candidati sindaci per un Comune che non arriva a duemila abitanti. Il sindaco uscente Vincenzo Bonomo (Lega Nord insieme alla lista civica «Valori sociali») ha ottenuto il 52,3% dei voti, confermandosi alla guida del Comune. Male gli altri candidati: Alvise Menini (lista civica «L'airone») ha ottenuto il 16,06% dei voti, Marina Meletti (lista civica «Tempi Nuovi») il 12,03%, Gelmino Caliari (lista civica «Orientamento democratico ») l'11,18% e Laura Marcolongo l'8,42%. Una corsa a quattro ha caratterizzato il Comune di Boschi di Sant'Anna. Vincenzo Passarin, appartenente alla lista civica «Continuità democratica », è stato eletto sindaco con il 35,51% di voti. Questi i risultati degli altri tre sfidanti: Giovanni Tumicelli (Lega Nord) 25,2%, Ferruccio Delli Priscoli (lista civica «L'aquilone»), 23,46% e Antonio Bottazzi (lista civica «Nuovi Orizzonti») 15,81%. A Castagnaro il sindaco uscente Luca Sordo, candidato della lista civica «Progresso e futuro», ha ottenuto il 46,48% dei voti, superando sia Andrea Trivellato (Lega Nord), che si è fermato al 36,72%, sia Stefania Gambarin (lista civica «Insieme nel cuore», di area Pd), che non è andata oltre il 16,79%. Nessuna sorpresa anche a Pressana, dove Lino Fin, candidato sindaco per la lista civica «Pressana oltre il 2000» ha guadagnato il 61,43% dei voti, contro il 20,49% di Debora Marzotto (Lega Nord), e il 18,06% di Renzo Scarsetto (Pd). Vittoria schiacciante a Roveredo di Guà per il candidato sindaco della lista civica «Verso il futuro» Claudio Cioetto, che si è aggiudicato l'81,16% dei voti. Allo sfidante, Renato Dal Cavaliere, sostenuto dalla lista civica «Uniti per Roveredo» appoggiata da Pd e IdV, solo il 18,83% delle preferenze. Fiducia rinnovata, quindi, all'Amministrazione comunale guidata fino a pochi giorni fa da Antonio Pastorello. Una conferma è giunta anche da Terrazzo. Il sindaco uscente Sabrina Chinaglia, appoggiata dalla Lega Nord, sarà alla guida dell'Amministrazione comunale anche per i prossimi cinque anni. La Chinaglia ha ottenuto il 53,24% dei voti, contro il 46,75% di Mauro Ziviani, candidato della lista civica «Strade nuove verso il futuro». Lo scarto è stato di appena novantasette voti. D.G.

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Minacce sui muri sotto casa della Meloni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)

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Corriere della Sera sezione: Primo Piano data: 09/06/2009 - pag: 23 Il ministro Minacce sui muri sotto casa della Meloni ROMA Brutto risveglio per Giorgia Meloni, ministro delle politiche giovanili ( foto). Sulla facciata del palazzo dove abita, nel quartiere romano della Garbatella, ieri mattina campeggiava una scritta in vernice spray: «A piazzale Loreto c'è ancora tanto posto». Secondo gli investigatori, a realizzare la scritta, tracciata senza nessuna sigla di rivendicazione, sarebbero stati alcuni giovani di un centro sociale. Al ministro sono arrivati messaggi di solidarietà bipartisan. «Sono commossa ha detto la Meloni dal constatare che al mio fianco si schierano con passione esponenti politici di ogni colore. Il loro appoggio dona maggior forza al mio impegno civile». Fra i primi ad intervenire, il presidente della Camera, Gianfranco Fini, che ha parlato di «minacce inaccettabili, che non le impediranno di proseguire il suo lavoro al servizio delle istituzioni». Per il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, «bisogna individuare al più presto questi delinquenti che vorrebbero rigettare l'Italia nel clima d'odio dei nostri anni più bui». Anche per il ministro per le Politiche europee, Andrea Ronchi, «la politica intesa come scontro tra nemici ha prodotto ferite che faticano a richiudersi. Cerchiamo di dire basta tutti a certi eccessi». «È il segno che qualcuno si alimenta ancora solo di odio», ha detto il vicepresidente della Camera, Rocco Buttiglione. «Certi gesti oggi non spaventano più nessuno il commento di un altro giovane ministro, Mariastella Gelmini ma è comunque un segno di viltà». Dura la condanna dell'accaduto anche a sinistra. «Bisogna isolare qualunque forma di violenza, e coltivare un clima di civiltà democratica essenziale per riavvicinare i cittadini ai partiti», ha dichiarato Roberto Morassut, segretario del Pd Lazio. Per Marianna Madia (Pd) «quella scritta non riflette il modo di fare politica del ministro, del nostro Paese e delle nuove generazioni».

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Cade anche Pavia, roccaforte della sinistra (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera sezione: Lombardia data: 09/06/2009 - pag: 11 Cade anche Pavia, roccaforte della sinistra Cattaneo, 29 anni, porta il Pdl a Palazzo Mezzabarba. «Ha vinto il coraggio di cambiare» PAVIA «Abbiamo fatto la storia». Esulta e non trattiene la sua gioia Alessandro Cattaneo, ventinovenne laureato in ingegneria. Da ieri è il nuovo sindaco di Pavia. Il primo di centrodestra dopo 14 anni. Così il capoluogo, storico feudo del centro-sinistra, ha cambiato timoniere voltando pagina. Ma non solo. Cattaneo ha vinto al primo turno con una percentuale che non lascia dubbi: il 55.5% dei pavesi ha scelto il delfino di Giancarlo Abelli (ex assessore regionale e oggi parlamentare) preferendolo ad Andrea Albergati, già sindaco per 9 anni fino al 2005 e ricandidato dal Pd dopo la caduta di Piera Capitelli. Nella storia non era mai accaduto che al primo turno un candidato superasse il quorum. In passato si era sempre dovuti ricorrere al ballottaggio. Ma questa volta Cattaneo ha «fatto la storia», per usare le sue parole, lasciando al palo Albergati. La coalizione che appoggiava l'ex sindaco si è fermata al 35%. E Albergati, già a metà dello scrutinio, ha ammesso la sconfitta lasciando la sede del Pd anzitempo. Pochi passi per raggiungere il quartier generale dell'avversario e deporre le armi. «Gli ho augurato buon lavoro ha spiegato prima di tornare a casa . Quando sono stato eletto la prima volta avevo la sua età. Spero che guidi la città con lo stesso entusiasmo. Noi faremo la giusta opposizione». Pronta è arrivata la replica. «La scelta dei pavesi è stata quella di cambiare affonda Cattaneo prima di entrare ufficialmente a Palazzo Mezzabarba come primo cittadino . Gli elettori hanno avuto fiducia in me, affidando le loro speranze a un giovane. Anche questo è un segnale di rinnovamento che mi impegna a lavorare sodo per mantenere le promesse. Ci sarà da sudare, ma il lavoro non ci spaventa». E per la vittoria di Cattaneo è arrivata anche la telefonata del ministro Gelmini, che ha voluto tenere a battesimo il primo sindaco pavese di centrodestra del nuovo millennio. L'ultimo era stato il leghisa Rodolfo Jannaccone Pazzi, la cui esperienza politica alla guida di Palazzo Mezzabarba finì nell'ottobre 1995. Poi per 14 anni il governo è rimasto nelle mani del centro-sinistra: prima con Albergati, poi con Piera Capitelli, sfiduciata lo scorso 28 gennaio e fatta cadere da Ettore Filippi, all'epoca vicesindaco e oggi sostenitore con la sua lista civica della vittoria del centrodestra. «Siamo pronti chiosa Cattaneo prima di sparire con il mentore Abelli . Governare non ci spaventa...». Trionfo Abelli con il giovane delfino Cattaneo neosindaco Enrico Venni

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Le bellezze del Cavaliere vincono la sfida Dall'ira di Veronica al seggio a Strasburgo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 09-06-2009)

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ED ebbero il premio. Le residue "veline", o meglio le tre ritenute presentabili ed effettivamente presentate nelle liste del Pdl, sono da oggi deputate europee. "Sono laureatissime e una addirittura missionaria in Bangladesh" s'è affannato per tutta la campagna elettorale il presidente Berlusconi. Tutte le altre, e non erano poche, aveva dovuto falcidiarle dopo la sferzata di Veronica sul "ciarpame senza pudore". Così, dal giorno alla notte, e l'indomani il papà di una delle escluse pensò bene di venire da Napoli per darsi fuoco sotto Palazzo Grazioli. E comunque. È stata magnificamente eletta nella circoscrizione Sud, al secondo posto dopo il Cavaliere, Barbara Matera, ex letteronza: "Me l'ha presentata Letta, è di una famiglia buonissima, viene dallo spettacolo, ma non ha mai sgambettato mezza nuda da nessuna parte". Tale sommario curriculum l'ha dunque condotta, per suprema investitura, al Parlamento di Strasburgo: una "grande opportunità" per la quale la bionda, graziosa e studiosissima Barbara ha ieri educatamente ringraziato i suoi elettori e il presidente Berlusconi. Ha pure ottenuto l'euro-laticlavio, ma nel Nord-Ovest, Lucia Ronzulli, manager ospedaliera nonché fotografatissima volontaria tra i bambini bisognosi e poi al seggio elettorale, l'altro giorno, al fianco del Cavaliere. Come lei è stata insignita dell'onore di rappresentare la volontà popolare anche Laura Comi, già collaboratrice della Gelmini, una giovane donna che lavora nella grande azienda di giocattoli "Giochi Preziosi" e che si è segnalata per l'intervento a sostegno della Santanché a proposito dell'idillio presunto fra Veronica e il body-guard. OAS_RICH('Middle'); Ma a quel punto la fantasmagorica faccenda delle veline era già ben fragorosamente brillata in piena campagna elettorale, spappolandosi poi in mille diversi esemplari e campioni di poltiglia, molti dei quali già insediatisi negli interstizi della vita istituzionale e del circuito dei media. Basti pensare all'incontro, invero fuori dalla prassi e dal novero delle possibilità, in cui Berlusconi aveva trovato il modo di andarsi a lamentare della "calunnia" con il presidente Napolitano, figurarselo, al Quirinale. Come pure vale la pena di fare un pensierino sull'allegro caos e sulla truculenta ambiguità che ormai condizionano la definizione e ancor più l'identificazione di queste benedette veline. Che poi fra letterine, meteorine, gossipine, farfalline, gemelline, pare anche montenegrine, e api regine, ecco, francamente non ci si capisce più niente; per cui di veline, parola ormai povera, ce ne sono che dovevano ascendere al Parlamento europeo e a quello italiano, o fare le assistenti a via dell'Umiltà, o più semplicemente rallegrare il premier, chi nelle feste della Certosa e chi in quelle altre adunate che si svolgono nottetempo a Palazzo Grazioli. E nell'incertezza bollente che contrassegna questo tempo visivo, queste figure sfumano e insieme si sovrappongono, si fissano e si moltiplicano nella memoria di profetiche copertine e "bagatelline", si confondono e si ridislocano lungo un orizzonte sciaguratamente multimediale: foto da calendario, intercettazioni telefoniche, frammenti di YouTube, voli di Stato, foto paparazzate sotto la doccia e chissà dove altro. Tutto nel calderone: attrici, ballerine, indossatrici, ragazze-immagine, figuranti, candidate del Grande Fratello, hostess, escort, ora anche aspiranti scrittrici come la Elisa Alloro che ha scritto al volo "Noi, le ragazze di Silvio" (Aliberti) in cui spiega che la prima a chiamare "papi" Berlusconi è una brasiliana. E davvero sembra un incubo felliniano, invece era il sogno infuocato del Cavaliere, che però gli è andato in fumo. Difficile adesso capire su che cosa, esattamente, il Cavaliere era andato in fissa; quale beneficio si aspettava da quell'harem di formazione vagamente fantozziano con tanto di ministri caldamente invitati a fare lezione a una serie di magnifiche ragazze che masticavano chewing-gum. Con i dovuti automatismi il casting preelettorale, cui parteciparono i corpi femminili più rimarchevoli, compresa la diciassettenne trionfatrice di Miss Lituania 2008, poteva spiegarsi con la logica della seduzione portata alle estreme conseguenze. Ma poteva anche nascondere, quello strambo corso dove nessuna bruttona sarebbe stata ammessa, un dispositivo al tempo stesso primario e assai sofisticato per suscitare immedesimazioni profonde e rafforzare indicibili patti tra il potere e le pulsioni basse della società. Poteva essere tutto e il contrario di tutto, questa storia delle veline in politica. Ma certo a un dato momento è sfuggita drammaticamente di mano. Anche per questo non basterà la laurea alle onorevoli Comi, Matera e Ronzulli per allontanare da sé il sospetto, magari anche ingiusto, di aver ottenuto una scorciatoia troppo facile, troppo vistosa, troppo lontana da quel che ancora resta della democrazia. (9 giugno 2009

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15:26 MARCEGAGLIA: ORA VELOCIZZARE LE RIFORME (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 09-06-2009)

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MARCEGAGLIA: ORA VELOCIZZARE LE RIFORME Stampa Invia questo articolo (AGI) - Milano, 8 giu. - Dopo le elezioni e' giunto il momento di "velocizzare" le riforme gia' approntate dal governo. Lo ha chiesto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, intervenendo oggi a Milano all'assemblea di Federchimica. "Bisogna spingere per fare le grandi riforme di cui tutti parlano, ma che in questo paese non si fanno da troppo tempo - ha detto Marcegaglia - il governo ne ha approntate alcune, ora e' il momento di velocizzarle. C'e' quella della semplificazione burocratica, una battaglia storica; i disegni di legge dei ministri Calderoli e Brunetta sono positivi, vogliamo seguirne l'iter per vedere come diventano concretamente, non vogliamo che rimangano dei pezzi di carta nel cassetto". Secondo Marcegaglia bisogna inoltre fare di piu' sulle liberalizzazioni: "Ne abbiamo fatte pochissime, ci sono state privatizzazioni per fare cassa o per dare pezzi di industria agli amici, ma non abbiamo liberalizzato. Sull'elettricita', sul gas, sui servizi pubblici c'e' ancora moltissimo da fare, qui la politica interviene e fa concorrenza sleale". Anche sulla scuola, conclude, bisogna fare le riforme annunciate: "Il ministro Gelmini ha avviato una riforma importante per le universita', deve andare avanti per cambiarne la governance e dire basta ai baronati. Serve anche una riforma finanziaria, perche' ora si premiano quelle peggiori, non le migliori".

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Il Senatùr vince oltre il Po. La Lega al Centro ha il 3% (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-06-2009)

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stampa l'exploit del carroccio Il Senatùr vince oltre il Po. La Lega al Centro ha il 3% Per la prima volta un eurodeputato leghista eletto in Toscana. Il Veneto al Pdl. Galan: "Per un punto Martin perse la cappa". Il Carroccio é ai massimi storici. In soli cinque anni, il partito di Umberto Bossi, è riuscito a duplicare i propri consensi passando dal 5% delle elezioni europee del 2004 al 10,22% in quelle appena concluse. Un risultato atteso, o meglio, quasi cautamente sperato, che ha permesso al Senatùr di realizzare il suo grande sogno: vedere il partito del Nord raggiungere un consenso a due cifre. Un sogno che si è concretizzato con il passare delle ore proprio mentre Bossi e il ministro della Semplificazione, Roberto Calderoli, si trovavano nella sede nazionale della Lega in Via Bellerio a Milano. E così, il cauto ottimismo che ha accompagnato tutto il periodo di spoglio delle schede si è trasformato in gioia non appena il sito del Ministero degli Interni ha pubblicato i risultati definitivi. Nella circoscrizione elettorale del Nord Ovest (Valle d'Aosta, Piemonte, Lombardia e Liguria) il Carroccio è passato dal 11,17% del 2004 al 19,38% di quest'anno. In quella del Nord Est (Trentino Alto Adige, Emilia Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia) va ancora meglio: 8,41% nel 2004 contro il 19,01% del 2009. Ma la percentuale che ha dato grandi soddisfazioni al Carroccio è quello della circoscrizione Centro (Toscana, Umbria, Marche e Lazio). Sebbene i numeri rimangano modestissimi rispetto a quelli del Nord, la Lega è riuscita quasi a sestuplicare i propri consensi passando dello 0,56% di cinque anni fa al 2,97% di questa tornata elettorale che permetterà al partito del Nord di eleggere per la prima volta, anche in questa circoscrizione un eurodeputato dei nove che gli spettano. E se Bossi e Borghezio daranno le dimissioni, come sembra plausibile, sembra proprio che quel posto tocchi a Claudio Morganti, già segretario toscano del Carroccio e consigliere comunale a Vaiano (Prato). Decisamente diverse sono le percentuali ottenute al Sud e nelle Isole. Nella prima zona (Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Basilicata e Calabria) la Lega è passata dallo 0,30% allo 0,57% e nelle isole (Sicilia e Sardegna) dallo 0,22% allo 0,37%. Sulla scia di tanti risultati positivi raggiunti (ad esempio quello di essersi conquistata la medaglia di primo partito in 7 provincie delle complessive 27 tra Piemonte, Lombardia e Veneto) la Lega però non è riuscita a sorpassare il Pdl in nessuna delle regioni del Nord. Se la partita era già annunciata difficile in Lombardia e Piemonte, il testa a testa che sembrava premiare il Carroccio in Veneto è finito in una sconfitta al fotofinish: gli uomini di Bossi si sono fermati al 28,38% mentre il partito del premier raggiunge il 29,33%. Così, nonostante il Carroccio abbia superato il Pdl sia a Belluno (26,98% contro 26,89%), Treviso (34,29% contro 26,99%), Vicenza (33,18% contro 28,88%) e Verona (33,83% contro 28,71%), sembra proprio che, stando a quanto ribadito nei giorni scorsi dallo stesso presidente del Consiglio, il prossimo governatore della Regione dovrebbe essere di nuovo del Pdl. Ma la Lega scalpita e puntualizza: «Le elezioni europee - ha commentato il ministro Luca Zaia - non sono le primarie delle regionali del 2010». E per essere ancor più chiaro, ha spiegato che il criterio del "sorpasso" «è stato deciso unilateralmente da Berlusconi. Ho parlato personalmente con Bossi e mi ha garantito che da parte sua non c'è mai stato un accordo con il premier in questo senso». Sembra infatti che, se di accordo si parla, ne esista invece uno tra il premier e il Senatùr, nel quale si stabiliva che il successore di Giancarlo Galan sarebbe stato un leghista. Ed è lo stesso governatore, con un pizzico di ironia, a tutelare la sua prossima ricandidatura: «Per un punto Martin perse la cappa». Discorso chiuso? Macchè! A riaprirlo e a rilanciare ci pensa il sindaco leghista di Verona, Flavio Tosi: «Su 20 presidenti di Regione, mi sembra ovvio che non uno solo, ma almeno due siano espressi dalla Lega». Ma se da un lato si promette battaglia, dall'altro, il ministro Calderoli, invitato con Bossi, Maroni, Brancher e Gelmini a cena da Berlusconi ad Arcore, ha ribadito il sostegno della Lega ai candidati del Pdl in quei comuni che andranno al ballottaggio il 21 giugno escludendo ogni possibilità di apparentamento con l'Udc. è stata poi confermata l'opportunità di una riforma del bicameralismo perfetto e, successivamente, della legge elettorale. Infine è stato deciso di non appoggiare direttamente il sì al referendum.

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INNOVAZIONE: MARCEGAGLIA, NON FERMARSI AL 'DIRE'. APPLICARE LEGGI. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 09-06-2009)

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INNOVAZIONE: MARCEGAGLIA, NON FERMARSI AL 'DIRE'. APPLICARE LEGGI (ASCA) - Roma, 9 giu - ''Un buon governo del Paese passa attraverso un'amministrazione efficiente. Troppo spesso si e' fermi nel dire e mai nell'applicazione delle leggi''. Lo ha detto la presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, nel suo intervento d'apertura alla giornata dell'Innovazione sottolineando che gli imprenditori ''vogliono lavorare per fare buoni prodotti ed avere buone leggi, ma soprattutto per avere la loro applicazione''. Rivolgendosi al ministro della Funzione Pubblica, Renato Brunetta, presente in platea, la Marcegaglia ha auspicato che quella di oggi diventi 'La giornata del fare' definendo ''un action plein per la ricerca e l'innovazione''. Per la presidente degli industriali ''oggi abbiamo una grande opportunita' che dobbiamo cogliere, quella contenuta nel programma nazionale di ricerca per il 2009-2013 messo a punto dal ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, superando la discontinuita' col passato lavorando insieme in una logica di medio-lungo termine''. Per la Marcegaglia quindi ''e' il momento di fare un salto di qualita' rispetto al passato e l'efficienza della governance e' il punto sul quale dobbiamo lavorare. Lavorare mettendo insieme competenza ed esperienza del pubblico con quello del privato''. Secondo la leader degli industriali ''la crisi non ci deve distogliere dal tema dell'innovazione e noi vogliamo lavorare in una logica di medio termine e dobbiamo investire molto, in modo non parcellizzato, nella ricerca e l'innovazione e dobbiamo lavorarci insieme''. glr/cam/alf

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Torino Fc: pagelle 2008-'09. Seconda par (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 09-06-2009)

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Torino Fc: pagelle 2008-'09. Seconda parte (foto: www.calcimercato.it) Centrocampisti: Abate 5.5: da due anni si parla di lui come di un futuro fenomeno, da due anni retrocede in B. Di certo non è il responsabile maggiore ed i continui[...] (foto: www.calcimercato.it) Centrocampisti: Abate 5.5: da due anni si parla di lui come di un futuro fenomeno, da due anni retrocede in B. Di certo non è il responsabile maggiore ed i continui cambiamenti di modulo non lo hanno agevolato, lui però ci mette tanta confusione ed un'incapacità di gestire le forze che ricorda il Sommese dei bei dì. Stagione parzialmente condizionata dallo strappo patito alle Olimpiadi e da un'altra incredibile serie di guai muscolari che influiscono pesantemente su quello che è già il suo tallone d'Achille, la continuità di rendimento. Per essere un esterno d'attacco segna pochissimo (due gol in due anni di serie A), al Toro fa troppi ruoli senza mai brillare troppo. Con De Biasi inizia da trequartista ma si trova malissimo, raramente fa l'ala, quello che dovrebbe essere il suo ruolo, con Novellino è chiamato più spesso a giocare lì, le cose migliorano un pò ed Abate gioca alcune ottime partite tra cui quelle con l'Inter e contro la Lazio, bagnata con un gol. La velocità è il suo pezzo forte ed infatti corre tantissimo a discapito però della precisione al cross e poi non tira mai in porta. In comproprietà con il Milan, la sua cessione permetterà di fare cassa. Barone 6-: dopo due stagioni di disastri assoluti, si vede qualche lampo del Barone di Parma e Palermo. E dire che la stagione l'aveva cominciata da riserva: il centrocampo a tre di De Biasi non lo vedeva tra i titolari anche a causa dell'improvvisa esplosione di Dzemaili. Disputa addirittura con le riserve la gara di Coppa Italia contro il Livorno dove segna un gol ed inizia a far girare la sua stagione. L'abbandono dell'Albero di Natale lo favorisce, con il centrocampo a quattro si riprende un posto in mezzo anche grazie agli infortuni che bloccano Corini e Zanetti. Con il passare delle giornate acquista forma e personalità riuscendo a formare con lo svizzero una coppia di buonissimo livello. Corsa e dinamismo sono il suo pane senza disdegnare le incursioni in avanti, come quando a Bologna segna una rete bella e potenzialmente fondamentale ma qualche sbavatura resta (leggi Siena). Quando la squadra entra definitivamente in crisi si perde anche lui e dalla seconda parte di stagione si rivede il Barone confusionario dei due anni precedenti. Anche lui ha all'attivo un gol annullato, al ritorno contro il Bologna: l'ennesimo fuorigioco millmetrico di un anno vissuto sul filo. Chiude la sua esperienza in granata senza entrare nella storia del club. Corini 5.5: non avrebbe voluto chiudere la carriera con una retrocessione, ma dopo la scorsa stagione vissuta pericolosamente per evitare ogni rischio avrebbe dovuto appendere gli scarpini al chiodo. Anche perchè il fisico non reggeva più: ed invece il Genio ha voluto continuare un altro anno ma la sorte non è stata generosa con lui costringendolo di fatto a ritirarsi durante la stagione a causa dell'insopportabile dolore al tendine d'Achille. La sua ultima partita in carriera è stata Palermo-Torino, ed almeno qui il destino è stato generoso: le sue due ultime squadre ne hanno segnato il congedo, peccato che se a Palermo Corini è un mito vivente, a Torino non abbia lasciato traccia. Quaranta partite, molte non intere, in due stagioni ed una generale sensazione di impotenza calcistica. A conti fatti si è trattato di un investimento sbagliato, lui ha fatto fino in fondo il professionista vero qual è ma l'apporto fornito è stato davvero basso: addirittura nullo in questa stagione vissuta più in panchina che in campo. Quando è stato chiamato in causa ha giocato di fatto da fermo: grande classe, ma al Toro serviva altro. Diventerà allenatore e potrebbe avere un incarico tecnico nel settore giovanile. Diana 5: come Pisano non riesce a dare seguito al buon spezzone di campionato giocato lo scorso anno. Ma qui la delusione è ancora più forte perchè il ricordo è quello di un giocatore cui solo un infortunio ha negato la partecipazione ai Mondiali 2006. La sensazione che già dai tempi di Palermo avesse imboccato la parabola discendente ha trovato un'amara conferma. È uno dei peggiori giocatori della stagione per media-voto e rendimento complessivo. A sua parziale difesa va detto come anche lui abbia dovuto cambiare troppi ruoli, simbolo di un mercato sbagliato e di una generale confusione tattica. Metà stagione la gioca da terzino destro perchè in ritiro ci si è accorti che Colombo non convinceva in quella posizione: peccato che quel ruolo Diana non lo ricoprisse dagli esordi della carriera: sarà un autentico disastro ma non solo per colpa sua, la difesa non ha stabilità di per sè, lui non è più un difensore da tempo e si vede benissimo. Udine e Catania sono solo due delle partite in cui Aimo lascia buchi imbarazzanti sulla sua fascia. Poi con Novellino torna all'ala ma non destra bensì dalla parte opposta perchè ci si è accorti che anche lì c'è un buco nell'organico: sbaglia meno ma l'incisività di un tempo è un lontanissimo ricordo, le presenze in panchina aumentano e con Camolese completa il giro del campo giocando da interno. A differenza dello scorso anno non segna neppure un gol come simbolo della peggior stagione della carriera. Troverà un ingaggio in serie A. Dzemaili 7.5: per il rendimento, la tenacia ed anche le capacità tecniche gli si sarebbe dovuto dare nove, ma qualche pausa di troppo unita ad un temperamento a volte troppo esuberante lo hanno frenato. Senza discussioni si tratta comunque del miglior giocatore della stagione e del più forte giocatore straniero arrivato al Toro dai tempi di Abedì Pelè. Merito di Stefano Antonelli, che lo aveva segnalato la scorsa stagione e per una volta del presidente Cairo che è riuscito a fare un'operazione di mercato più che vantaggiosa ingaggiandolo in prestito dal Bolton per poi riscattarlo ad una cifra giù prefissata. Arrivato tra mille dubbi causa un vecchio infortunio al ginocchio, è la conferma che pescare all'estero può essere vantaggioso sotto tutti i punti di vista a patto di farlo bene e con oculatezza. Esordisce alla quarta giornata contro il Chievo e non esce più dal campo a dispetto di chi lo vedeva soggetto a frequenti infortuni. Proprio una resistenza fisica inesauribile sarà uno dei suoi segreti unito alla capacità di corsa e di interdizione ma è bravo anche nel far ripartire l'azione. Tocca l'apice nelle partite casalinghe contro Palermo e Milan: inarrestabile quando parte palla al piede, taglia letteralmente in due il centrocampo avversario ma dopo pochi secondi te lo ritrovi a difendere. Sfiora più volte la rete soprattutto contro i rosanero, il gol alla fine non arriverà ma sarà un'inezia. È quasi sempre l'unico a salvarsi anche nelle giornate di naufragio generale perchè lui la gamba non la toglie mai. La sua esperienza granata si chiude infatti contro il Genoa quando un'ammonizione presa per troppa generosità lo costringe a saltare la gara di Roma: meglio così, tanto ormai era finita e lui non si meritava una triste passerella. Appetito da squadre di serie A, farà grande strada. Gasbarroni 5: è il simbolo di un campionato fallimentare, ma non per colpa sua. Arrivato a gennaio tra le fanfare del neo-direttore sportivo Foschi ("Il nostro mercato di gennaio è da dieci e lode"), non solo ha confermato la sua tendenza ad infortunarsi con incredibile frequenza ma non era neppure il giocatore che serviva alla causa. Al Toro serviva una seconda punta che sostituisse Amoruso, non un trequartista discontinuo e pure fragile. Nove apparizioni complessive di cui solo una intera, contro la Sampdoria, e ben sette da subentrato, quasi sempre ad un quarto d'ora dalla fine per sostituire Rosina. Si era fatto male a novembre, in allenamento, con la maglia del Genoa ed alla presentazione col Toro si presentò zoppicando annunciando che non sarebbe stato disponibile per almeno venti giorni. Di fatto la squadra non ha mai potuto contare su di lui, che rimarrà l'immagine di un campionato da mani tra i capelli. Rosina 4.5: addossare su di lui tutte le colpe della retrocessione sarebbe un errore. Il suo rendimento d'altronde era già notevolmente calato la scorsa stagione, quando comunque i gol-salvezza contro Napoli e Livorno avevano oscurato lunghi mesi da dimenticare. L'osservazione più semplice è che si era sopravvalutato il potenziale del giocatore: protagonista assoluto del Toro che centra la A tra la sorpresa generale nel 2006, trascinatore anche nella salvezza della stagione successiva, quando il suo rendimento fu davvero esaltante ma venne anche favorito dalla pochezza tecnica del resto della squadra. Poi sono aumentate le responsabilità, il nome di Rosina è entrato nei taccuini di squadre importanti in Italia ed all'estero ed è pure arrivato l'esordio in Nazionale nell'autunno 2006 contro il Sudafrica. Ale forse non ha ancora le spalle sufficientemente larghe per trascinarsi una squadra che già aveva mille problemi. Il risultato è stata una stagione da dimenticare nella sua interezza: mai in grado di fare la differenza nè negli scontri diretti nè tantomeno con le grandi, assente in zona gol ma soprattutto troppo debole caratterialmente, incapace di emergere nei momenti di difficoltà della squadra, in una parola non adatto al ruolo di capitano. Si è anche compromesso il rapporto con i tifosi: dopo la partita contro la Fiorentina è lui uno dei più contestati, a Superga si tocca la vergogna con gli insulti perchè ritenuto "indegno di leggere i nomi dei caduti": lui promette di rispondere in campo ma del suo campionato sono degni di essere ricordati solo i primi 252 contro il Bologna, la punizione-capolavoro di Napoli e la precisione dal dischetto con quattro rigori trasformati su quattro che portano ad undici su undici il totale in serie A, roba da record. Saümel 6-: fu il primo colpo del neo ds Pederzoli che lo prelevò a parametro zero dallo Sturm Graz, dove a poco più di vent'anni faceva già il capitano. Era anche reduce dalla partecipazione agli Europei, seppur da comparsa: sulla scia di Tony Polster si sognava un altro austriaco da vetrina. Le cose sono andate un pò diversamente ma la sua stagione non può essere considerata del tutto negativamente. Il suo campionato è stato scandito dai cambiamenti di modulo a centrocampo: titolare fisso ad inizio stagione con la mediana a tre di De Biasi, il passaggio al 4-4-2 lo penalizza perchè la coppia centrale Dzemaili-Barone è inamovibile. Lui abbozza ma si fa sempre trovare utile così il bel gol che regala la vittoria contro il Palermo all'ultimo minuto sembra poterlo rilanciare, invece la maglia da titolare rimane un sogno anche con Novellino ma a Lecce, dove è titolare guarda caso con il 4-3-2-1, arriva la seconda rete decisiva seppur un pò fortunosa. È ormai un rincalzo ma non è neppure fortunato perchè contro il Bologna all'andata e Juventus e Genoa al ritorno il suo ingresso in campo coincide con il crollo della squadra. Arrivato a parametro zero la sua cessione (probabilmente al Chievo) consentirà una vitale plusvalenza. Vailatti 6: la sua carriera in granata, squadra dove è voluto rimanere, unico insieme a Fontana, anche dopo il fallimento, continua ad essere condizionata dagli allenatori che vanno e vengono. Con De Biasi non c'è mai stato feeling dai tempi della serie B, Novellino e Camolese invece credono in lui e l'hanno dimostrato. Così "Ricky" finisce nel dimenticatoio per metà stagione ma quest'anno c'ha messo lo zampino anche la sfortuna che lo ha a lungo tenuto fermo per vari guai fisici. Ricompare a Natale contro il Napoli poi è subito titolare contro la Roma ma è difficile trovare spazio nel centrocampo granata, l'unico reparto che funziona discretamente, così passa tante domeniche in panchina. Camolese che l'ha scoperto lo rispolvera nel rush finale, a Firenze è titolare e non demerita sfiorando il gol, a Roma illude per pochi minuti trovando la sua seconda rete in A, sempre nello stesso stadio. Sarà uno dei punti di forza in serie B. P. Zanetti 5.5: rivelazione lo scorso anno, fantasma in questo campionato, suo malgrado. Spiegare la retrocessione con la prolungata assenza dal campo di Zanetti non è possibile ma quest'anno al Toro è mancata tanto la sua presenza a centrocampo, la sua combattività. E dire che la stagione era cominciata benissimo col tanto sospirato primo gol in granata al debutto contro il Lecce: De Biasi gli dà fiducia e nel centrocampo a tre del primo terzo di stagione è un punto fermo. Ma la sfortuna ha deciso di prenderlo di mira: ad inizio dicembre arriva un primo guaio muscolare, si riprende ma non riesce ad incidere come prima, ricade, si rialza ancora poi ad inizio aprile cede il collaterale del ginocchio sinistro e la sua maledetta stagione si chiude. Soffre come un cane a vedere il Toro giocare e retrocedere: lui vorrebbe restare ma è giusto che parta perchè in serie A uno come Paolo Zanetti ci sta benissimo. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 9 giugno 2009 in: Partite 2008-2009 » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Scuola: consulta, i rocorsi di 8 regioni contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

News scuola Scuola: consulta, i rocorsi di 8 regioni contro la gelmini Impugnate le norme sui "tagli" in vigore dell'anno 2009-2010 Ettore Mautone Il decreto Gelmini sui criteri di ridimensionamento degli istituti scolastici, contro cui gli l' onda' degli studenti è scesa in piazza lo scorso autunno, arriva OGGI all'esame della Corte Costituzionale. Il ricorso di otto regioni (Piemonte, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Puglia, Campania, Basilicata e Sicilia) è discusso in udienza pubblica dinanzi ai giudici costituzionali. la decisione èattesa in settimana. Le Regioni chiedono ai giudici di dichiarare illegittime le norme sui tagli alle scuole contenute nell' articolo 64 del decreto sullo sviluppo economico convertito nell'agosto 2008, e nel comma 6 bis (poi caduto in sede di conversione) che nel decreto sul contenimento della spesa sanitaria dell'ottobre 2008 aveva previsto il commissariamento delle Regioni che entro il 30 novembre non avessero presentato il loro piano di dimensionamento delle scuole. del 09-06-2009 num.

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SOLIDARIETà BIPARTISAN E DEL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA AL MINISTRO DELLA GIOVENTù GIORGI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud1))

Argomenti: Scuola

Solidarietà bipartisan e del presidente della Repubblica al ministro della Gioventù Giorgia Meloni per le scritte minacciose che sono state trovate sul muro sotto la sua abitazione. Una scritta, apposta con vernice spray, che recitava: «A piazzale Loreto c'è ancora posto». Nessuna sigla di rivendicazione. Dopo i rilievi delle forze dell'ordine, la frase è stata cancellata dal servizio decoro urbano del Comune di Roma. Per il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini «si tratta di un gesto vile che tutti dobbiamo condannare con la massima fermezza». Paolo Bonaiuti, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio rileva che il gesto «inqualificabile non riuscirà certo a rallentare l'impegno del ministro». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, ha espresso la «certezza che tali intimidazioni non le impediranno di proseguire il suo lavoro al servizio delle istituzioni democratiche». Piena solidarietà anche da Pina Picierno, responsabile legalità del Pd, per la quale «si è trattato di un gesto meschino e inaccettabile che nulla ha a che vedere con il confronto politico».

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SALVO SAPIO UN GRUPPO SU FACEBOOK E UNO SFOTTò. DARIA MA ADESSO MICA TI DOBBIAMO CHIED... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-06-2009)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Circondario Sud1)) (Mattino, Il (Caserta)) (Mattino, Il (Circondario Sud2)) (Mattino, Il (Avellino)) (Mattino, Il (City))

Argomenti: Scuola

SALVO SAPIO Un gruppo su Facebook e uno sfottò. «Daria ma adesso mica ti dobbiamo chiedere l'autografo?» e giù risate. Leggere come quelle di chi ha vent'anni e una notte prima degli esami tutta da vivere. Senza dover pensare ad altro. Le ragazze del Margherita di Savoia strette intorno a Daria le fanno festa quasi come se fosse una star, la prendono affettuosamente in giro sulla sua popolarità. «Ma adesso basta - si schernisce la ragazza nata a Donetsk, in Ucraina - vorrei solo pensare al mio esame, a studiare. Prima devo dire grazie a tutti, al ministro che ha chiarito tutto». Perché adesso la preoccupazione non è più Mariastella Gelmini ma Jean-Paul Sartre. «Ho paura del francese - spiega Daria - devo recuperare in questa materia che è sempre stato il mio punto debole. Ma spero di far bella figura, la mia tesina sta venendo molto bene e anche per gli scritti ho fiducia». Ieri Daria è stata convocata dal suo preside. «Mi ha spiegato che si è risolto tutto. È una persona molto comprensiva, mi piace molto studiare al Margherita di Savoia perché è una scuola con ottimi insegnanti e molto ordine. Si sta bene. Il preside mi ha detto di stare tranquilla e di impegnarmi per l'esame». Da brava maturanda Daria ha in mano il suo libro di storia, vorrebbe parlare solo dell'esame di Stato. «Le mie amiche hanno creato un gruppo di supporto su Facebook e sto ricevendo tanti messaggi di incoraggiamento. La cosa più bella? Vedere mio padre con il Mattino in mano tentare di leggere gli articoli che parlano di me. Lui fa il saldatore, non conosce benissimo l'italiano e a leggere fa un po' fatica. Ma ha voluto il giornale per capire ed è stato contento di quanto è successo. È stato bello vederlo sorridere da solo con il giornale in mano». Questi giorni riporano alla mente quelli in cui Daria ha cercato di iscriversi a scuola. «Quattro anni fa sono venuta in Italia con un visto turistico per trovare i miei genitori. Ho atteso questo viaggio con tanta ansia perché non vedevo mamma da più di tre anni. Ho saputo che potevo studiare visto che ero ancora minorenne. Allora cominciò la mia lotta per un'iscrizione in un istituto. Ho incontrato tanta gente che mi ha risposto di no, che per ignoranza o cattiva volontà mi ha rimandato indietro. Ma non ho mai mollato. Mi hanno detto che dovevo imparare l'italiano e l'ho imparato; che dovevo raccogliere i documenti e li ho raccolti; che devo tradurre tutto e confermare al tribunale e l'ho fatto. Così sono passati due anni tra gli avvocati, il tribunale e i corsi d'italiano. Alla quinta volta che sono andata al liceo Margherita di Savoia, al mio liceo, mi hanno detto di sì. È stato il sì più bello che ho sentito nella mia vita». La voglia di studiare e un pezzetto di paura di essere scoperta che si è allontanata. «Anche se sono sempre clandestina e devo continuare a vivere da invisibile». E il ministro? Daria sorride e non risponde. Per fortuna adesso l'ostacolo da affrontare è Sartre.

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Scuola, un'estate calda (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, un'estate calda Proteste contro i tagli di sezioni e docenti e graduatorie in ritardo Martedì 9 Giugno 2009, Pressing nei confronti delle amministrazioni comunali, incontri con la cittadinanza, gli studenti e i lavoratori del comparto dell'istruzione pubblica. Sarà un'estate calda per la scuola pubblica pordenonese, come ha annunciato la Flc Cgil provinciale, ieri durante l'assemblea dei precari, perché «le graduatorie permanenti saranno pubblicate in ritardo e i tagli del ministro Gelmini saranno consistenti». Nell'auditorium del liceo Grigoletti, circa 150 supplenti hanno assistito all'illustrazione della situazione, dipinta a tinte fosche dai cigiellini Carla Franza e Gianfranco Dall'Agnese. «La scuola per l'infanzia non ha subito tagli veri e propri, ma il numero degli iscritti è cresciuto e gli organici sono insufficienti, mentre non sono state autorizzate 4 nuove sezioni. Ci attiveremo nei Comuni, affinché vengano recepite le istanze espresse dal territorio. Altri problemi si registrano nelle elementari: oltre alle 42 cattedre perse rispetto all'organico dello scorso anno, mentre l'introduzione di un nuovo sistema di calcolo, basato su parametri differenti rispetto al passato, fa crescere moderatamente la quota iniziale: i posti in meno sono una sessantina». Non va meglio alle medie: «Nelle superiori resterà a piedi un'altra sessantina di lavoratori: è ingiusto credere che la riforma non colpisca questo settore, in quanto le prime tre classi degli istituti professionali subiranno la riduzione dell'orario settimanale (36 ore) e le cattedre saranno portate tutte a 18 ore. Non disponiamo di dati definitivi sulle medie inferiori, ma certamente i posti a rischio non saranno meno di 29, quando invece gli iscritti sono cresciuti di 75 unità. Inoltre, il nuovo quadro orario, operativo da settembre, penalizzerà principalmente lettere e tutte le materie. Nelle superiori si contano molti soprannumerari (26 perdenti posto sull'organico di diritto, di cui 8 insegnanti di latino), così come nelle primarie». Alla luce della pubblicazione delle graduatorie d'istituto (la domanda va presentata entro il 30 giugno), è iniziato il conteggio dei posti liberi in vista delle immissioni in ruolo: «Nella scuola primaria - hanno spiegato i sindacalisti - dopo i trasferimenti del personale di ruolo, le utilizzazioni e le assegnazioni provvisorie, sono rimasti rispettivamente 39 cattedre di posto comune, 20 di sostegno, 6 ne "La Nostra Famiglia" di San Vito e 10 di lingua; nella scuola per l'infanzia, 29 posti comuni e 4 di sostegno. Le graduatorie permanenti (1.156 domande presentate da abilitati in prima fascia, di cui 144 nuove iscrizioni) saranno pubblicate con notevole ritardo e così slitteranno le assunzioni a tempo indeterminato. Basti pensare che l'Ufficio scolastico provinciale ha soltanto due persone che si occuperanno della valutazione delle 1.156 domande. Sicuramente, si dovrà ricorrere alle nomine fino all'avente diritto». Alessandra Betto

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Amministrative, il centrodestra sfonda da Nord a Sud (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Amministrative, il centrodestra sfonda da Nord a Sud Il Pd resiste al Centro ma in Emilia si aprono falle: persa Piacenza. La Lega domina in "Padania". Cena Berlusconi-Bossi a Arcore Martedì 9 Giugno 2009, Roma Il Pdl avanza alle ammnistrative e al primo turno conquista 26 province (10 riconfermate e 16 strappate al centrosinistra) delle 62 in cui si è votato sabato e domenica. Grande successo anche della Lega, che domina tra Piemonte e Lombardia. Il Pd resiste nella sua tradizionale zona di influenza, tra Toscana e Emilia Romagna, confermando Firenza, Bologna e Modena. Il centrosinistra governava 50 province, ma ne vede confermate solo 14 e, tra l'altro, deve cedere la provincia di Napoli al Pdl e, al Sud, si trova a faticare non poco anche in Puglia. Restano aperte le sfide al ballottaggio per Milano e Torino. Tra i principali consigli pronvinciali, il centrodestra conquista al primo turno, tra le altre, Lodi, Monza, Lecco, Cremona, Novara, Bergamo, Cremona, Sondrio, Piacenza, Chieti, Teramo, Napoli, Salerno, Latina. Il centrosinistra regge, oltre a Bologna e Firenze, anche a Perugia, Grosseto, Parma, Rieti. I risultati di questa tornata amministrativa cambiano quindi la geografia politica delle province italiane al Nord, con una affermazione del centrodestra (che è in gran vantaggio anche in Veneto), mentre nel centro Italia si conferma una tenuta del centrosinistra. In buona sostanza, il Pdl fa il pieno al Nord e al Sud, mentre il Pd resiste al centro. In Campania, il Pd crolla e il centrodestra diventa di gran lunga il primo partito della Regione, col 43,5 per cento e con le tre province al voto (Napoli, Salerno e Avellino) sottratte fin dal primo turno al centrosinistra. In Emilia Romagna nessuna provincia era governata dal centrodestra: si partiva dunque da un 8 a 0 in una Regione tradizionalmente «rossa», ma dopo questa tornata elettorale il Pdl (sostenuto anche dall'Udc) strappa Piacenza al centrosinistra. Ieri Berlusconi ha dovuto fare i conti con una nuova disillusione: le 2.706.791 mila preferenze che, lungi dall'essere un insuccesso, non sono il plebiscito da lui sperato, con lo sfondamento del tetto dei 3 milioni di voti già sfiorato nel 1994 e nel 1999. Il Cavaliere si aspettava un boom di preferenze. I risultati non sono stati all'altezza e ora Berlusconi punta a cambiare molte cose, prima di tutto nel partito: le faide interne al Pdl in Sicilia, per esempio, a suo giudizio sarebbero state deleterie ed avrebbero compromesso l'esito del voto e l'ambita soglia del 40 per cento dei consensi. Primi risultati, nella notte, anche per le comunali: sei i comuni capoluogo che passano al centrodestra (Bergamo, Biella, Verbania, Pavia, Pescara e Campobasso), sette al ballottaggio e restano al centrosinistra (Bologna, Ferrara, Forlì, Modena, Reggio Emilia, Prato, Perugia, Terni, Pesaro). In Umbria il Pdl ha vinto alle europee ma alle amministrative ha vinto il centrosinistra. In attesa dei dati definitivi del voto amministrativo che confermavano il boom del Carroccio, ieri erano stati proprio i leghisti, nella tradizionale cena del lunedì sera ad Arcore con Berlusconi e Bossi, a battere cassa per il brillante risultato elettorale alle europee. «Chiederemo la guida di alcune regioni del Nord», è il biglietto da visita esibito da Roberto Calderoli presentandosi in villa. Anche di questo Berlusconi si dovrà occupare immediatamente, dopo aver affermato in campagna elettorale che il governo di Lombardia e Veneto sarebbe andato a chi tra Pdl e Lega avesse ottenuto più voti. All'incontro di Arcore, ieri, erano presenti anche il ministro dell'Interno, Maroni, e quello dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. Il patto tra Pdl e Lega riguarda anche i ballottaggi: Bossi ha garantito l'impegno del Carroccio a fianco dei candidati Pdl, e promesso che si «spenderà personalmente» insieme con Berlusconi.

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Referendum, patto Berlusconi-Bossi: "Il sostegno diretto? E' inopportuno" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

n. 138 del 2009-06-09 pagina 0 Referendum, patto Berlusconi-Bossi: "Il sostegno diretto? E' inopportuno" di Redazione Intesa tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega. Niente appoggio al sì nel referendum del 21 giugno (cosa dicono i tre quesiti). Pieno sostegno ai candidati del centrodestra ai ballottaggi. Cota, capogruppo della Lega alla Camera: "I nostri elettori non ritireranno la scheda del referendum" Milano - Alla fine l'accordo è arrivato. Berlusconi ritira il proprio appoggio al quesito referendario, la Lega, invece, conferma il sostegno ai candidati del centrodestra nei ballottaggi. L'intesa è arrivata dopo la cena di ieri sera, ad Arcore, tra il presidente del Consiglio e il leader del Carroccio. All'incontro hanno partecipato diversi esponenti del Pdl e del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. Referendum "Il presidente Berlusconi - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle riforme del bicameralismo perfetto auspicata da tutti e che, pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno". Il tutto maturato dopo la cena di ieri sera con Bossi, cofirmatario della nota diffusa stamattina. "Silvio Berlusconi e Umberto Bossi - si legge infatti nel documento - in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l’eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale". Cota: elettori Lega non ritireranno scheda "La Lega manterrà gli impegni di sostenere i candidati comuni ai ballottaggi mentre ai nostri elettori diremo di non ritirare la scheda per il referendum perchè per noi è una fregatura che toglie, invece di dare, potere di scelta agli elettori ed è antidemocratico". Così il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Cota spiega come si comporterà la Lega in vista dei ballottaggi delle amministrative. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Storia locale e dialetto come estensione del federalismo. La Lega vorrebbe il dialetto co... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Martedì 9 Giugno 2009, Storia locale e dialetto come estensione del federalismo. La Lega vorrebbe il dialetto come materia obbligatoria nella nuova scuola "federale", An non gradisce: «L'apprendimento coattivo del dialetto postula sul piano culturale, antropologico e istituzionale la dissoluzione dell'unità d'Italia», scrive "Il Secolo". È vero che in campagna elettorale tutto fa brodo, ma il tema del dialetto obbligatorio a scuola si riproporrà; anche se finora il ministro Gelmini si è mostrata tiepida. L'uscita di Zaia è stata seguita da altri parlamentari che propongono una legge che preveda l'insegnamento delle "lingue locali" e chiedono al ministero di dare peso nei programmi alle "specificità culturali, geografiche e storiche delle comunità locali". Qualcuno è arrivato a fare un esempio: "Il Risorgimento deve essere studiato su basi regionali". E per farsi capire meglio ha proposto il paragone tra "la realtà sabauda per gli studenti del Piemonte" e "il califfato arabo e i ducati normanni per gli studenti della Sicilia"! Un po' di confusione, non si può negare. Non è affatto sbagliata l'idea di far studiare ai ragazzi il dialetto o la lingua della propria regione, è un arricchimento, è un modo di parlare meglio l'italiano. Non va, comunque, dimenticato che esiste una legge nazionale (la 482 del 1999) sulla valorizzazione delle lingue minoritarie presenti in Italia. La stessa Costituzione tutela all'articolo 61 le minoranze linguistiche. Le Regioni, sulla base della legge, erogano ogni anno fondi per corsi sperimentali. Le lingue rischiano di scomparire, l'elenco di quelle "tagliate" in tutto il mondo è nutrito. Il problema è che la possibilità non si trasformi in un fondamentalismo linguistico. Di lingue locali a scuola si parla dagli Anni '70 e non soltanto in Italia. La crisi degli Stati nazionali ha trascinato con sè anche la crisi di identità. Oggi c'è un ritorno delle "piccole patrie" e i dialetti - a lungo tollerati e umiliati - si ripropongono come espressione massima dell'identità: la lingua legata alla terra. Tutti i movimenti federalisti sventolano la bandiera della lingua che rappresenta la differenza rispetto allo Stato centrale. C'è, però, anche un altro problema: il progresso sempre cammina più veloce delle stesse identità e impone una lingua che si capisca ovunque, sul computer e in Borsa, negli scambi e nella cultura. Così le lingue saranno tagliate un'altra volta e la globalizzazione rappresenterà una scure ancora più tagliente del centralismo. È giusto non cancellare le lingue della nostra terra, consentono di non smarrire la memoria, il racconto popolare, la storia stessa. Per far sopravvivere quelle lingue e quelle culture bisogna parlarle ed è positivo se la scuola può servire a questo. Ma non si deve affidare alla lingua la nostalgia di un passato che non può tornare o il sogno anacronistico di una nuova "Serenissima". È corretto parlare di storia locale, ritrovare le radici e l'orgoglio di quelle radici. Giusto che si parli della cultura veneta e dei veneti nel mondo, si capirebbero tante cose del nostro presente. Prima di morire il grande studioso della lingua veneta Manlio Cortelazzo ha affidato a un'intervista a Sergio Frigo il suo testamento di linguista: «La sorte ha voluto che assistessi al rapido tramonto delle parlate dialettali, che prelude alla loro estinzione, sia pure non prossima. Per questo mi sono sentito investito del compito di recuperare non l'uso del dialetto, che andrebbe contro la storia, ma la conservazione delle sue ultime tracce prima che si disperdessero».

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Il in Consiglio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Enna. Domani sarà ascoltato il presidente del circuito sulle attuali prospettive della struttura Il «caso autodromo» in Consiglio Per domani pomeriggio, alle 18, il presidente del consiglio comunale del capoluogo, Paolo Gargaglione, ha convocato, in seduta ordinaria il consiglio comunale con all'ordine del giorno un'interrogazione sui servizi della dignità sociale; un'interpellanza su l'insediamento delle imprese artigiane e/o commerciali e tre ordini del giorno, il primo riguarda lo sviluppo dell'Ente autodromo di Pergusa con l'audizione dell'attuale presidente dell'Ente, Mario Sgro, quindi ordine del giorno sulla legge Gelmini e sulla mancata effettuazione del Venerdì Santo, che sicuramente provocherà un polemico e lungo dibattito perché tutti vorranno dire la propria, così come è avvenuto in precedenza. Molto attesa l'audizione del presidente dell'Ente Autodromo, Mario Sgro, il quale dovrà chiarire al consiglio quale è l'attuale situazione dell'autodromo, ma soprattutto quali prospettive lo stesso potrà avere visto che è in attesa di avere dall'assessorato regionale al Territorio ed Ambiente l'autorizzazione a realizzare quella via di fuga che è necessaria per ottenere le autorizzazioni da parte delle Federazioni internazionale e nazionale a organizzare le manifestazioni motoristiche, che mancano da circuito da quasi cinque anni. Comune e Provincia hanno un ruolo importante per la ripresa delle attività all'interno del circuito automobilistico e di comune accordo dovrebbero darsi da fare perché questa autorizzazioni arrivi il più presto possibile se si vuole programmare la stagione 2010. Sul Venerdì Santo, la cui processione non è stata effettuate per le pessime condizioni atmosferiche, suscitando proteste da parte della cittadinanza, il consiglio comunale vorrebbe intervenire con un proprio indirizzo visto che il comune sostiene finanziariamente le manifestazioni della Settimana Santa ennese. L'annullamento della processione del Cristo morto, causa la pioggia violenta e il vento, nel momento in cui doveva partire la stessa , in tutta la città ha creato consensi e dissensi, che ha coinvolto il consiglio comunale, che ora vuole tracciare delle linee ben precise per evitare che l'episodio possa ripetersi in futuro, vuole soddisfare anche le richieste di cittadini che rimangono ancora critici nei confronti del collegio dei rettori. Non bisogna dimenticare che la processione del Venerdì Santo è un fatto essenzialmente religioso ed a decidere dovranno essere le autorità religiose. Flavio guzzone

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Crisi sì, ma la casa a mare... naccio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Crisi sì, ma la casa a mare... naccio @@Il mercato immobiliare per le residenze estive opera in regime di controtendenza Partirà questa mattina alle 9,30 da piazzale Marconi il corteo degli studenti universitari che intendono così manifestare pacificamente contro la decisione di chiudere due corsi di laurea in Beni culturali, presa dall'Ateneo di Catania. Dalla zona Umbertina sino a giungere a piazza Duomo, una folla di studenti, cittadini, rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni aretusee comporranno un lungo serpentone che si snoderà per le vie del centro storico deciso a far sentire la propria voce. Motivo della manifestazione, appunto, il dissenso per la disattivazione dei due corsi da parte del consiglio di amministrazione dell'Università etnea, condiviso dai vertici delle amministrazioni comunale e provinciale, oltre che dal consorzio universitario Archimede. I tre enti hanno chiesto un incontro al ministro Maria Stella Gelmini per affrontare la vicenda e trovare le opportune, quanto urgenti, soluzioni. Risale a dieci giorni fa, infatti, la decisione dell'Ateneo catanese di chiudere Scienze dei beni culturali e trasferire a Catania Tecnologie e restauro dei beni culturali. I. D. B.

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La droga trovata nascostaall'interno di un antico casolare (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

commissariato La droga trovata nascosta all'interno di un antico casolare Inaugurazione del Palazzo della cultura: si segna una nuova tappa verso la dimensione universitaria della città barocca. Soddisfatto il sindaco Corrado Valvo. «Stiamo lavorando in controtendenza con l'andamento nazionale. Potremmo invitare la Gelmini e farle vedere come possono funzionare le realtà piccole perché dotate di programmazione intelligente e con grande considerazione per il concetto di cultura». Con queste parole il primo cittadino ha salutato il numeroso pubblico intervenuto all'inaugurazione della nuova prestigiosa sede del Consorzio Universitario del Mediterraneo Orientale (Cumo), nel neo «Palazzo della Cultura», già Casa Rifugio Giavanti. Il Cumo è costituito dai comuni di Avola, Noto, Rosolini, Pachino e Portopalo, oltre che dal Cenacolo Domenicano e dalla Banca di Credito Cooperativo e dipende dall'Ateneo di Messina. Presenti il preside della facoltà di Scienze della Formazione di Messina, Antonino Pennisi, il prefetto di Siracusa, il presidente della provincia, il vescovo della diocesi di Noto e tutti i sindaci ed i rappresentanti degli organismi consorziati, si è tagliato ieri, formalmente il nastro, dando il via alla cerimonia inaugurale. Il preside Pennisi ha ricordato la simbiosi fra la comunità ospitante e l'università accresciuta di anno in anno, fino a trasformare il luogo scelto in una vera e propria città universitaria. Il Cumo di Noto, malgrado la maggior parte degli atenei di recente formazione siano in crisi o chiudano, non soltanto ha consolidato sempre più il corso di laurea in Scienze dell'Educazione ma, in conseguenza della solidità della struttura organizzativa e dell'attento controllo della programmazione dei costi, per l'Anno Accademico 2009/2010 dà avvio ad un nuovo corso di laurea in Scienze della Comunicazione. L'amministratore delegato Salvatore Corallo parla del Cumo come di uno straordinario investimento. «E' un investimento da parte dei comuni, dei partner e dell'ateneo messinese che hanno confermato di anno in anno il proprio impegno nel campo della cultura e della formazione». E Valvo aggiunge: «Oggi noi stiamo accrescendo i corsi di laurea e soprattutto stiamo aprendo collegamenti internazionali e gemellaggi con Cordoba e con l'America, con l'università di Toronto in Canada e con altri posti. In questo luogo ci saranno sempre delle mostre che daranno ai giovani la possibilità di mettersi in luce». Roberto Nastasi

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Milano, Podestà stoppato al 49% (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

provinciali: il candidato del pdl costretto al ballottaggio Milano, Podestà stoppato al 49% Milano. Guido Podestà non ce la fa per un soffio a ottenere il 50% dei voti e quindi a Milano per conoscere il nome del nuovo presidente della Provincia si dovrà aspettare il ballottaggio del 21 giugno. Il presidente uscente, Filippo Penati, ci sperava perché storicamente il centrosinistra è più forte al secondo turno e perché la Lega non ha mai nascosto di non voler andare a votare per il referendum sulla legge elettorale che si svolge proprio il 21 giugno. Già nel 2004 grazie al Carroccio, che al primo turno non aveva appoggiato Ombretta Colli, Penati andò allo spareggio e vinse. «Potrei scrivere un manuale, visto che è il mio terzo ballottaggio - ha commentato - e gli altri due li ho vinti entrambi». Il candidato del centrodestra, però, non si preoccupa più di tanto. Ha ottenuto intorno al 49% delle preferenze contro il 39 circa del suo avversario e la forbice di voti fra i due è di circa 10 punti, una montagna da recuperare. Anche Berlusconi, che ha parlato al telefono con Podestà, gli ha detto che al ballottaggio sarà un successo. «Ha detto che vinciamo la prossima volta, tra 15 giorni - ha raccontato il coordinatore regionale del Pdl -. Tranquilli e sereni». Per altro ieri sera Umberto Bossi, dopo una cena ad Arcore con Silvio Berlusconi per esaminare i dati elettorali, ha assicurato che il Carroccio al secondo turno voterà e che voterà «i candidati comuni» del centrodesta. Una incognita che resta è quella dell'Udc che al primo turno è andata da sola e si porta in dote quasi il 4% di voti. Ieri mattina il vicepresidente della Provincia, Alberto Mattioli, ha invitato al dialogo con il partito di Casini che però in Regione e al Comune di Milano governa con il centrodestra. E già Pdl e Lega nei giorni scorsi hanno avvertito che potrebbero mandarlo fuori da tutte le giunte. In serata Penati, commentando il risultato elettorale, ha aperto al dialogo. «Parlerò con tutti - ha detto -. Non farò apparentamenti con i partiti. Mi rivolgerò agli elettori e alle elettrici che non hanno il loro candidato, cercando di convincerli». Secondo il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, però, la vittoria di Podestà è solo «posticipata di due settimane».

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Nuova veste per il Damssi ampliano le opportunità naccio (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Nuova veste per il Dams si ampliano le opportunità naccio @@I quattro poli siciliani creano un'offerta formativa più razionale Il Dams è pronto a cambiare pelle. Le quattro università siciliane stanno attualmente lavorando alla realizzazione di un Dams regionale che anticipa il progetto di riforma del ministro Gelmini che prevede un sistema universitario basato su razionalizzazione miglioramento della qualità dell'offerta formativa evitando doppioni tra corsi di laurea in atenei vicini. L'idea del Dams regionale parte dai 4 rettori delle università siciliane e rappresenta una risposta concreta alla necessità di adeguare la struttura del Dams alle richieste di nuove professionalità che vengono dall'esterno. I quattro rettori siciliani sono concordi sulla necessità di adeguare il percorso formativo del Dams creando un corso di laurea dinamico e attento alle richieste di formazione di figure professionali capaci di integrare le nuove tecnologie, informatica in testa, alle conoscenze di base che la facoltà offre. La sperimentazione che partirà dalla Sicilia, come spiega il preside della facoltà delle Arti e della comunicazione della Kore di Enna, Liborio Termine che ha avuto delega del coordinamento dei lavori che porteranno al nuovo Dams regionale: «Consentirà di razionalizzare meglio le risorse e le specificità di ogni ateneo curando al tempo stesso al massimo un settore specifico per cui un dato ateneo dimostra di avere maggiore vocazione e strumenti di conoscenza, dando così allo studente la possibilità di avere da subito un percorso di specializzazione in una delle discipline del Dams per cui si sente maggiormente portato e interessato». Il Dams regionale avrebbe quindi così una sua sede centrale e diramazioni specialistiche nei 4 atenei che lo studente potrebbe così scegliere liberamente. Il progetto di unificazione porterebbe quindi a un maggiore scambio tra gli studenti e una maggiore attenzione e dinamicità delle università che avrebbero più spazio per potere offrire una formazione sempre aperta ed in divenire continuo. La Kore di Enna, come annuncia il professore Liborio Termine ha istituito per il nuovo anno accademico il corso di studi in Multimedialità per Arti e comunicazione. Il primo anno del nuovo corso di laurea è uguale per gli studenti di Arti e comunicazione, aprendo quindi da subito all'approccio interdisciplinare che sarà alla base del nuovo Dams.

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15:47 INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO (2) (sezione: Scuola)

( da "Agi" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

INNOVAZIONE: BRACCO, DEVE ESSERE AL CENTRO POLITICHE SVILUPPO (2) Stampa Invia questo articolo (AGI) - Roma, 9 giu - La Bracco ha poi espresso parole di apprezzamento per l'impegno dei Ministri Renato Brunetta e Maria Stella Gelmini per rendere lo Stato piu' efficiente e stimolare la ricerca. "Per questo - sono parole dell'esponente confindustriale - sosteniamo l'impegno personale dei Ministri Brunetta e Gelmini che si battono contro le incrostazioni di un sistema obsoleto. Dove manca la responsabilita' dei singoli imporre il cambiamento richiede grande coraggio. Anche questo e' innovazione. Il Ministro Gelmini - secondo la Bracco - ha avviato la definizione del nuovo Programma Nazionale della Ricerca: e' questa l'occasione per fare un salto culturale, per dare un chiaro segnale di discontinuita'. Entro l'estate la prima bozza". Riprendendo il tema gia' affrontato dal presidente della Confindustria sulla necessita' di fare sistema, la Bracco ha sottolineato che "va migliorata la Governance della R&I: va superata la divisione tra i troppi livelli amministrativi chiamati a intervenire: almeno 5 ministeri (Miur, Mise, Ministere Salute, Agricoltura, e addirittura Ministero della Difesa) e le regioni. Non diciamo che come in altri Paesi si dovrebbero concentrare tutte le competenze in un unico Ente ma che almeno vi sia un grande commitment della Presidenza del Consiglio intorno ad un piano nazionale. R&I devono diventare una priorita' di Governo". Nel difendere le aziende sul fronte della ricerca, la Bracco ha rilevato come "le imprese che fanno ricerca non sono mosche bianche". "Basta innanzitutto con il dire che il privato non fa ricerca. Per quanto non emerga chiaramente dalle statistiche aggregate vi sono in Italia molte eccellenze nel sistema privato, non meno che nel pubblico. E' aumentato in questi anni il numero di imprese che investe in R&I, di ogni dimensione e settore, e che collaborano in progetti di ampie dimensioni. Vi sono molti indizi chiari. I dati sull'export confermano il processo di ristrutturazione del nostro sistema produttivo verso beni a piu' elevato contenuto tecnologico: aumenta la quota high tech e, in modo ancora piu' consistente, la quota a contenuto tecnologico medio-alto. Cresce il comparto delle medie imprese altamente internazionalizzate e basate su prodotti innovativi". "E' un processo in sviluppo. Lo vediamo - ha rilevaato - dall'ampia partecipazione delle nostre imprese, anche Piccole e Medie, ai bandi per progetti di ricerca a livello europeo e nazionale. Stiamo imparando ma dobbiamo migliorare; e per farlo abbiamo soprattutto bisogno di un sistema Paese, come d'altronde fanno gli altri Stati. L'Europa - ha proseguito - e' lo scenario in cui operare. Dobbiamo garantire piena sinergia tra strumenti nazionali ed europei". Nel sottolineare che "per il 90% l'attivita' di R&I delle imprese italiane e' autofinanziata" la Bracco ha fatto presente che "un ulteriore segnale chiaro viene dai primi dati, non ufficiali ma interessanti, del credito d'imposta in R&S: nelle prime 24 ore sono state almeno 40.000 le imprese che lo hanno chiesto, partecipando a una "corsa" che poco si addice a strumenti che dovrebbero andare a beneficio del sistema Paese".

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Bossi-Berlusconi: "No al referendum" Fini replica: "Io invece andrò a votare" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

n. 138 del 2009-06-09 pagina 0 Bossi-Berlusconi: "No al referendum" Fini replica: "Io invece andrò a votare" di Redazione Intesa tra il presidente del Consiglio e il leader della Lega. Niente appoggio al sì nel referendum del 21 giugno (cosa dicono i tre quesiti). Pieno sostegno ai candidati del centrodestra ai ballottaggi. Fini: "Andrò a votare e spero che ci vadano anche gli italiani" Milano - Alla fine l'accordo è arrivato. Berlusconi ritira il proprio appoggio al quesito referendario, la Lega, invece, conferma il sostegno ai candidati del centrodestra nei ballottaggi. L'intesa è arrivata dopo la cena di ieri sera, ad Arcore, tra il presidente del Consiglio e il leader del Carroccio. All'incontro hanno partecipato diversi esponenti del Pdl e del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, Roberto Maroni, Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. Ma nel Pdl si registra subito un distinguo. Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, si smarca e fa sapere che "voterà convintamente". "E spero - ha aggiunto - che come me facciano gli italiani". Referendum "Il presidente Berlusconi - si legge in una nota di Palazzo Chigi - ha ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle riforme del bicameralismo perfetto auspicata da tutti e che, pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno". Il tutto maturato dopo la cena di ieri sera con Bossi, cofirmatario della nota diffusa stamattina. "Silvio Berlusconi e Umberto Bossi - si legge infatti nel documento - in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l’eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale". Fini: "Io andrò a votare" "Vado a votare e lo faccio convintamente". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, rispondendo a una domanda dei giornalisti sul prossimo appuntamento referendario. Andrà a votare?. "Certamente" e si augura che ci vadano gli italiani: "è ovvio", ha risposto Fini. Cota: elettori Lega non ritireranno scheda "La Lega manterrà gli impegni di sostenere i candidati comuni ai ballottaggi mentre ai nostri elettori diremo di non ritirare la scheda per il referendum perchè per noi è una fregatura che toglie, invece di dare, potere di scelta agli elettori ed è antidemocratico". Così il capogruppo del Carroccio alla Camera Roberto Cota spiega come si comporterà la Lega in vista dei ballottaggi delle amministrative. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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SCUOLA: GELMINI, NO AL '6 ROSSO' ALLE MEDIE. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: GELMINI, NO AL '6 ROSSO' ALLE MEDIE (ASCA) - Roma, 9 giu - ''Non puo' essere assegnato nessun '6 rosso' ma deve essere effettuata dai docenti una attenta valutazione degli studenti''. E' quanto si legge in una nota diffusa dal Ministero della Pubblica Istruzione in merito alla valutazione nelle scuole medie e all'orientamento dei Consigli di classe di ammettere con un '6 rosso' all'anno successivo anche studenti con lacune nelle materie. ''Con i nuovi provvedimenti sulla valutazione finale degli alunni della scuola secondaria di primo grado - si legge nella nota - si introduce una maggiore responsabilizzazione del consiglio di classe proprio in fase di scrutinio. In passato, invece, era prassi assegnare giudizi non sempre comprensibili e valutazioni che nascondevano anche gravi insufficienze. Il consiglio di classe, infatti, da quest'anno potra' ammettere all'anno successivo uno studente che riporti qualche lacuna considerata non grave e recuperabile. Con insufficienze considerate gravi, invece, si ripetera' l'anno. Negli anni scorsi e' accaduto spesso che fossero assegnati giudizi negativi senza informare le famiglie dell'alunno e senza aprire un confronto con gli altri docenti. Con la vecchia normativa talvolta gli alunni con gravi carenze venivano ugualmente promossi. Da oggi, invece, il consiglio di classe decidera' se ammettere o meno l'alunno alla classe successiva dopo una attenta valutazione del percorso scolastico e delle capacita' dello studente. Con la nuova normativa, si torna ad una scuola del rigore, della serieta' e della chiarezza. Per questi motivi non puo' essere assegnato nessun ''6 rosso'' ma deve essere effettuata dai docenti una attenta valutazione degli studenti''. res-mpd/dnp/rob

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Referendum, lite Berlusconi-Fini "Non votate". La replica: "Io ci vado"">Referendum, lite Berlusconi-Fini "Non votate". La replica: "Io ci vado" (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Referendum/ E' scontro tra Berlusconi e Fini Martedí 09.06.2009 17:22 Irrompe il tema del referendum sulla scena politica. Il Senatùr dimostra subito la sua forza dopo le elezioni europee e amministrative e ottiene dal premier il no al quesito del 21 giugno. In cambio il Carroccio sosterrà i candidati del Centrodestra, Podestà in testa, ai ballottaggi. "Silvio Berlusconi e Umberto Bossi, in vista dei prossimi ballottaggi per le elezioni amministrative, hanno condiviso la necessità di un comune e forte impegno del Popolo della Libertà e della Lega Nord a sostegno dei loro candidati, per completare l'eccezionale successo della quasi totalità delle amministrazioni già conquistate al primo turno. A tal fine hanno garantito il loro personale coinvolgimento nelle ultime due settimane di campagna elettorale". E' quanto si legge in un comunicato della Presidenza del Consiglio nella quale si aggiunge: "Il Presidente Berlusconi ha altresì ritenuto di esplicitare che la riforma della legge elettorale debba essere conseguente alle da tutti auspicate riforme del bicameralismo perfetto e che, pertanto, non appare oggi opportuno un sostegno diretto al referendum del 21 giugno". SCONTRO TRA BERLUSCONI E FINI - Se prima delle elezioni il premier si era detto favorevole al quesito referendario, oggi, davanti all'avanzata leghista nelle urne, frena. E cambia completamente direzione. Chi resta fermo sulla sua posizione di referendario è Gianfranco Fini e lo dice pubblicamente. "Andrò a votare con convinzione - ha detto il presidente della Camera - spero lo facciano pure gli italiani". Un indiretto no al risultato del primo faccia a faccia tra il Cavaliere e il Senatùr chiusosi con una repentina retromarcia del presidente del Consiglio. L'ACCORDO SIGLATO ALLA CENA DI ARCORE Intesa raggiunta tra Silvio Berlusconi e Umberto Bossi per il sostegno comune dei candidati del Centrodestra che andranno ai ballotaggi alle Amministrative e sulla opportunità di non appoggiare direttamente il sì al referendum del 21 giugno. È quanto emerso dalla cena di lavoro tra il premier e il Senatur ad Arcore alla quale hanno partecipato diversi esponenti del Pdl e del Carroccio, tra cui Roberto Calderoli, che ha fatto il punto con i giornalisti sull'incontro, Roberto Maroni, Aldo Brancher e Maria Stella Gelmini. pagina successiva >>

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La Gelmini cancella il "sei rosso" Bocciati all'esame, decidono i prof (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

Niente "sei rosso" alle medie, ma una maggiore responsabilizzazione degli insegnanti che decideranno se ammettere gli alunni con qualche lacuna. A pochi giorni dalla fine delle lezioni e a ridosso degli esami di terza media, il ministero chiarisce con una nota come dovranno essere valutati i ragazzi. Con i nuovi provvedimenti sulla valutazione finale degli studenti della scuola secondaria di primo grado «si introduce - spiega il ministero - una maggiore responsabilizzazione del consiglio di classe proprio in fase di scrutinio. In passato, invece, era prassi assegnare giudizi non sempre comprensibili e valutazioni che nascondevano anche gravi insufficienze». Il consiglio di classe, infatti, da quest’anno potrà ammettere all’anno successivo uno studente che riporti qualche lacuna considerata non grave e recuperabile. Con insufficienze considerate gravi, invece, si ripeterà l’anno. Negli anni scorsi è accaduto spesso - fa notare il dicastero di viale Trastevere - che fossero assegnati giudizi negativi senza informare le famiglie dell’alunno e senza aprire un confronto con gli altri docenti. Con la vecchia normativa talvolta gli alunni con gravi carenze venivano ugualmente promossi. Da oggi, invece, il consiglio di classe deciderà se ammettere o meno l’alunno alla classe successiva dopo una attenta valutazione del percorso scolastico e delle capacità dello studente. Con la nuova normativa, «si torna - sostiene il ministero - a una scuola del rigore, della serietà e della chiarezza. Per questi motivi non può essere assegnato nessun "6 rosso" ma deve essere effettuata dai docenti una attenta valutazione degli studenti». Per dare indicazioni sulla valutazione degli alunni della scuola media, il ministero ha diramato una circolare con la quale ha chiarito che, nel caso in cui l’ammissione alla classe successiva venga deliberata in presenza di carenze di apprendimento, la scuola invierà una specifica nota alla famiglia dell’alunno. Poichè nella scuola secondaria di primo grado l’ammissione all’anno successivo e all’esame di Stato non è soggetta ad alcuna condizione, non può trovare applicazione la pratica del cosiddetto ’6 rossò, usata in passato nella scuola secondaria di secondo grado per indicare che l’alunno, pur essendo stato promosso, era tenuto al recupero dei «debiti scolastici», da effettuare nel successivo anno scolastico. Ciò non esclude tuttavia che le scuole, nell’ambito della propria autonomia, possano programmare, sin dall’avvio del successivo anno scolastico, tutti gli interventi didattici per il recupero, nel caso di alunni per i quali siano emerse carenze formative.

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SCUOLA: PD, CIRCOLARE MINISTERO E' INVITO AD AGGIRARE LA LEGGE. (sezione: Scuola)

( da "Asca" del 09-06-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA: PD, CIRCOLARE MINISTERO E' INVITO AD AGGIRARE LA LEGGE (ASCXA) - Roma, 9 giu -''Siamo ai soliti pasticci e alla solita ipocrisia! Per superare le inapplicabili norme sulla valutazione degli studenti della scuola media volute dal ministro Gelmini si costringono i docenti a modificare le proprie valutazioni e si introduce un meccanismo confuso che non chiarisce una volta per tutte se uno studente con una sola insufficienza debba essere bocciato o promosso''. Cosi' le deputate del Pd, componenti della commissione Cultura della Camera,Manuela Ghizzoni e Maria Coscia commentano la nota diffusa oggi dal Ministero della Pubblica Istruzione in merito alla valutazione nelle scuole medie e all'orientamento dei Consigli di classe di ammettere con un '6 rosso' all'anno successivo anche studenti con lacune nelle materie. ''Suggerendo ai consigli di classe - proseguono - di promuovere con la condizione di recuperare nell'anno successivo il ministero sta, di fatto, invitando ad aggirare la legge Gelmini. Alla faccia della chiarezza e della trasparenza, dal ministero ancora confusione e pasticci''. res-mpd/mar/bra

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