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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL  9-5-2008       #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Schola (12)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

Scuola, in sciopero docenti e bidelli ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pochi giorni prima della disfatta elettorale del centrosinistra, Fioroni ha voluto umiliare ulteriormente la scuola pubblica, introducendo in extremis nell'esame di terza media una prova Invalsi a quiz, non per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti.

Ci vuole meritocrazia: ( da "Trentino" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ci vuole meritocrazia: bravo rettore Bassi Sono d'accordo con il rettore Davide Bassi sulla meritocrazia. Una sana competizione fondata su regole comuni valide per tutti che vuole ispirarsi al principio per cui chi si impegna a raggiungere una preparazione eccellente, costituisce il risultato più soddisfacente di un sistema formativo moderno,

E la scuola bresciana ha già le sue richieste per la Gelmini ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: gettare quel che di buono ha fatto il predecessore Beppe Fioroni. È questo che la scuola bresciana vorrebbe dal neoministro all'Istruzione, la conterranea. Mariastella Gelmini. E se i presidi delle scuole superiori di città e provincia non ignorano che la nuova titolare dell'importante dicastero non si è mai occupata di scuola, confidano molto sulla "concretezza" del suo carattere.

Isabel e gli altri ragazzi d'oro I premi ai migliori studenti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione pubblica Giuseppe Fioroni per il brillante esito dell'esame. Ecco gli altri premiati delle superiori: Nicola Bonizzardi, Laura Viviani, Isabel Bresciani, Luca Soldi, Francesca Caldera, Nicoletta Ondei, Priscilla Avigo, Matteo Saponi, Michela Danieli, Giuseppe Zambelli, Giulia Colla, Mauro Caldera, Stefano Lazzaroni, Deborah Podavini,

Pessina: "sì al buono scuola ma anche per i libri di testo" - teresa monestiroli ( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Non è detto che tutti debbano fare il liceo per forza, ma non dovrebbero neanche esserci scuole di serie A e serie B. Abbiamo il dovere di formare bravi falegnami esattamente come bravi ingegneri". Formigoni propone il reclutamento diretto dei professori da parte dei presidi e la valutazione degli istituti. Secondo lei è una riforma applicabile?

Ministeri, al via i passaggi delle consegne ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: e Fioroni (Pubblica Istruzione), e Mariastella Gelmini SVILUPPO Liberalizzazioni ed energia: questi i due grandi dossier che saranno al centro di un incontro, probabilmente oggi, tra il nuovo ministro Scajola e l'uscente Bersani. WELFARE Sacconi torna al dicastero, nel quale ha già operato come sottosegretario con il precedente governo Berlusconi,

Stiamo attenti, la scuola è stanca ( da "Unita, L'" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ora bisogna ammettere che se Fioroni era un neofita, la neoministro Maria Stella Gelmini può vantare un curioso curriculum che la rende minacciosa per la scuola pubblica. Efficientismo manageriale, privatizzazione, ammirazione per il modello Lombardia, cattolicesimo oltranzista: un pedigree di tutto rispetto per chi si accinge a guidare il ministero della Pubblica Istruzione,

Il malumore dei cattolici <E' un governo laico> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, lo stesso Rutelli. Non che avessero dato grandi soddisfazioni al cardinal Ruini o ad altri, ma in omaggio all'apparenza, ora al confronto c'è il deserto. Sparita l'Udc, costitutivamente portatrice di quei "valori", il governo targato Lega-Pdl assume un profilo laico-socialista che fa gridare (Maurizio Ronconi,

Sono numerose le cattedre in bilico ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni ha voluto umiliare ulteriormente la scuola pubblica, introducendo in extremis nell'esame di terza media una svilente prova a crocette". Dagli addetti ai lavori è definita prova "Invalsi" (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione): è in forma di quiz,

Debiti formativi addio Aumenti ai prof migliori ( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ma contro il suo predecessore Giuseppe Fioroni. Scioperano per chiedere, tra l'altro, il ritiro dell'ordinanza ministeriale sui corsi di recupero e il potenziamento degli organici. Sono soltanto due dei temi caldissimi che la Gelmini dovrà affrontare da subito. Il neoministro non intende ripartire da zero, rilanciando grandi riforme complessive.

Sit-in al ministero, i cobas ''accolgono'' il neo ministro Gelmini ( da "Redattore sociale" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Chiedono il "ritiro" dell'ordinanza 92 (quella sul recupero dei debiti voluta da Fioroni), lo "stop" ai tagli degli organici (10.000 prof in meno quest'anno) e dicono "no" alla prova nazionale Invalsi all'esame di terza media. Queste le richieste avanzate dai Cobas della Scuola, capeggiati da Piero Bernocchi, che dalle 9.

ROCCHETTA. Piccoli comuni chiudono anche le scuole ( da "Corriere del Sud Online, Il" del 09-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: elettorato italiano ha cancellato in un solo colpo con la speranza di non rivedere mai più persone come Fioroni al Governo del Paese”. Intanto in tutti i piccoli Comuni del Sud si preparano iniziative di mobilitazione contro scelte così penalizzanti, altro che festa delle piccole comunità locali, i nostri figli si preparano ad essere piccoli pendolari in erba –


Articoli

Scuola, in sciopero docenti e bidelli (sezione: Schola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

Iniziativa di Cobas e Usi, lezioni a rischio dalle materne alle superiori LA PROTESTA No degli autonomi agli organici ridotti Scuola a rischio oggi, per i bambini che vanno dalle materne e alle elementari, ma anche per i ragazzin che frequentano medie e superiori. Uno sciopero nazionale per tutto il personale della scuola è infatti indetto per l'intera giornata di oggi dalle organizzazioni dei Cobas (Comitati di base della scuola) e Usi-Ait (Unione sindacale italiana). L'astensione dal lavoro riguarderà tutto il personale del comparto scuola, a tempo indeterminato, determinato, con contratti atipici e precari. L'adesione coinvolge i docenti, il personale dirigente e il personale Ata (ausiliari, tecnici e amministrativi). Lo sciopero generale si affiancherà alla manifestazione nazionale a Roma, stamattina, davanti al ministero della Pubblica istruzione, in viale Trastevere. Così i Cobas della scuola protesteranno per chiedere "il ritiro immediato dell'ordinanza ministeriale numero 92", che ha come oggetto il recupero e il sostegno per gli studenti in difficoltà. "L'ordinanza - ha spiegato il portavoce nazionale dei Cobas della scuola, Piero Bernocchi - introduce recuperi-farsa che ridicolizzano la scuola, mette a rischio la formazione degli organici, impone lavoro gratuito agli Ata, lede il diritto alle ferie". Per Bernocchi "si massacrano gli organici, con migliaia di classi e posti di lavoro eliminati, l'aumento del numero di alunni e alunne per classe, il mancato sostegno all'handicap. Pochi giorni prima della disfatta elettorale del centrosinistra, Fioroni ha voluto umiliare ulteriormente la scuola pubblica, introducendo in extremis nell'esame di terza media una prova Invalsi a quiz, non per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti. Infine, docenti ed Ata sono derubati del diritto di assemblea "La scuola-azienda - ha concluso il portavoce nazionale dei Cobas della scuola - di Berlinguer-Moratti-Fioroni è fallita: ha demolito l'impianto unitario della scuola, banalizzato il lavoro di docenti e Ata (immiseriti con stipendi da fame), prodotto ignoranza. Solo con la più ampia lotta unitaria possiamo salvare la scuola pubblica". -->.

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Ci vuole meritocrazia: (sezione: Schola)

( da "Trentino" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

Ci vuole meritocrazia: bravo rettore Bassi Sono d'accordo con il rettore Davide Bassi sulla meritocrazia. Una sana competizione fondata su regole comuni valide per tutti che vuole ispirarsi al principio per cui chi si impegna a raggiungere una preparazione eccellente, costituisce il risultato più soddisfacente di un sistema formativo moderno, è lo standard che deve contraddistinguere i sistemi educativi pubblici. Aumentare la concorrenza nello studio e nel lavoro è un modo per premiare chi vuole raggiungere un obiettivo solo con le sue forze e non attraverso agevolazioni. La democrazia formativa permette a tutti di avere una chance per emergere e sfruttare questa chance al meglio garantisce anche al povero un giorno di poter dare un contributo vero alla società e raggiungere i suoi sogni lavorativi vivendo una vita serena con il meritato benessere che l'impegno e la voglia di fare spingono a rivendicare. Negare questo diritto costituisce una chiusura primitiva che una società moderna non può permettere. Io nel mio piccolo ho sempre creduto in questo, ma vedo che spesso chi si impegna, chi vuole fare non viene ammirato ma viene visto come un elemento scomodo che può rompere equilibri e privilegi consolidati. Demetrio Bertolini TRENTO Una domanda su fascismo e nazismo I fatti di cronaca e politici di recente attualità mi pongono di fronte ad una profonda riflessione che mi sento di estendere ai lettori, nella speranza di destare altrettanta attenzione e dibattito. Nel recente passato ci giungono sempre più sconcertanti notizie riguardanti la rinnovata tendenza nazi-fascista di alcuni gruppi di popolazione, spesso molto nutriti e talvolta persino rappresentati politicamente; in ultima dopo una lunga, raccapricciante sequenza, la tremenda cronaca del pestaggio di un giovane veronese da parte appunto di un gruppo neonazista. A questo si accosta l'ormai diffusissima tendenza a glorificare partiti divenuti vincenti che comunque non perdono, e nemmeno vogliono perdere, le proprie inclinazioni razziste. Nei miei pensieri quotidiani cerco di trovare un motivo reale a tali preoccupanti successi, e credo sempre più fermamente che si stia riaffermando nella nostra società la paura, spesso tramutata in odio, verso il "diverso". Si crede che l'unico modo per tenerci lontani dalle ritenute insidie di questa diversità sia quello di fare prevalere la forza, se non addirittura la presunta superiorità. Un'altra convinzione che mi logora in questo periodo riguarda il fatto che non si prendano spesso con la dovuta serietà questi fattori e che si stia arrivando all'affermazione di forme più moderate o celate di questi fascismi, che però attentano comunque alla vita democratica del paese. Gli esempi sono numerosi e con facilità si riesce a trovarne di significativi e recenti: nel mio comune è stato da poco eletto vicesindaco un giovane di An, Federico Secchi, che si è spesso distinto per la simpatia verso gli anni di dittatura italiana. Dopo essere stato fotografato con il braccio romanamente teso al funerale di un ex-repubblichino di Salò. Ora, non mi sembra di fare un'esclamazione di parte se sottolineo come l'aggettivo "fascista" calzi a pennello. Questo è uno degli innumerevoli casi di ciò che personalmente chiamo "tacito fascismo", che purtroppo sembra passare indenne all'indignazione collettiva, e che viene giornalmente interpretato da persone istituzionali, quali il neo-presidente della Camera Fini (il quale fu designato da Giorgio Almirante, Msi, suo perfetto successore!), il neo-sindaco di Roma Alemanno (il quale porta al collo una croce celtica!), il neo-eletto senatore Ciarrapico e in ultimo il nostro giovane vice-sindaco. Certo non voglio dimenticare le truppe leghiste: l'oramai noto euro-parlamentare Borghezio, il pro-sindaco di Treviso Gentilini (ha inneggiato alla "pulizia etnica contro i culattoni"), il neo-eletto deputato Salvini (ha parlato di "derattizzazione dai rumeni") e infine il leghista nostrano Fugatti, che dimenticando lo slogan "Roma Ladrona" a breve percepirà il vitalizio proprio dalle casse romane. Ma se le gesta insensate dei gruppi di neonazi veronesi possono esser ricondotte allo smarrimento dei valori democratici nelle attuali generazioni adolescenziali, desta forte preoccupazione il fatto che siano legittimate posizioni come sopra descritte, che solitamente mirano anche a tramandare questa cultura alle nuove generazioni, riscuotendo forte successo. Concludo con una domanda alla quale io ho già dato risposta e che mi auguro abbia identica sentenza in voi: ma se non cominciamo a chiamare le cose con il proprio nome, a delegittimare ogni rinato spirito fascista e ad indignarci per questi comportamenti, dove andremo a finire? Alberto Speziali TRENTO Itas, lacrime e grande gioia Scudetto, Scudetto, Scudetto e ancor Scudetto! le lacrime lo bagnano di gioia sul mio petto, per tutte le emozioni e troppe delusioni, ma ora son passate noi siamo i campioni. Piangere di gioia, piangere d'amore, per questa squadra e il pubblico che porto nel mio cuore, mi fa tornar bambino, con la bandiera in mano, la sventolo felice vicino al capitano. Quelle facce meritano la medaglia, per tutti i sacrifici e per i viaggi fatti, ci davano per scemi e forse anche un po' matti. Li vedi da una parte, con qualche birra in mano, partecipano composti a tutto quel baccano, ma dentro son felici, gli vola un aeroplano, carico di gioia e di felicità, chissà per quanto tempo ancora volerà. Io non ci credo ancora, ho sonno son distrutto, felice della festa, felice anche di tutto, di tutto quell'amore di tanti noi Trentini, tornati anche un po' bambini. Oggi è un giorno nuovo, un giorno che è speciale, niente per adesso sarà mai eguale, mi sveglio da campione, non c'è niente da fare, ma qualcuno di Grande io devo ringraziare allora grazie Mosna per quel che lei ha fatto, nel regalarci il Sogno di cui io sono matto, l'ho visto l'ho toccato è proprio la realtà è nostro il Tricolore.. Nessuno ce lo toglierà!!! Bruno Anderle PERGINE VALSUGANA.

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E la scuola bresciana ha già le sue richieste per la Gelmini (sezione: Schola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

Primapagina pag. 1 E la scuola bresciana ha già le sue richieste per la Gelmini Riconoscimento del merito, centralità della scuola, chiarezza normativa. E non gettare quel che di buono ha fatto il predecessore Beppe Fioroni. È questo che la scuola bresciana vorrebbe dal neoministro all'Istruzione, la conterranea. Mariastella Gelmini. E se i presidi delle scuole superiori di città e provincia non ignorano che la nuova titolare dell'importante dicastero non si è mai occupata di scuola, confidano molto sulla "concretezza" del suo carattere. Come afferma, fra gli altri, il rettore dell'Università Statale, Augusto Preti: "La conosco, mi aspetto che faccia bene".17.

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Isabel e gli altri ragazzi d'oro I premi ai migliori studenti (sezione: Schola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

PREVALLE. Tutti i giovani a cui è stata assegnata la borsa di studio Isabel e gli altri ragazzi d'oro I premi ai migliori studenti Meritano di essere citati sul giornale i migliori studenti di Prevalle, a cui tempo fa il Comune ha consegnato le borse di studio in una cerimonia, a cui si è associata anche la premiazione con i riconoscimenti per meriti professionali. Nella prima categoria sono stati dodici gli assegni (200 euro ciascuno) destinati agli allievi delle superiori, più quattro ricevuti dai migliori diplomati di terza media. Inoltre quest'anno sono stati assegnati ulteriori quindici titoli ad altrettanti studenti, che hanno conseguito risultati pregevoli in ambito didattico. Spicca il nome di Isabel Ferrari, maturità scientifica al liceo "Enrico Fermi" di Salò, già segnalata in precedenza dall'ex ministro dell'Istruzione pubblica Giuseppe Fioroni per il brillante esito dell'esame. Ecco gli altri premiati delle superiori: Nicola Bonizzardi, Laura Viviani, Isabel Bresciani, Luca Soldi, Francesca Caldera, Nicoletta Ondei, Priscilla Avigo, Matteo Saponi, Michela Danieli, Giuseppe Zambelli, Giulia Colla, Mauro Caldera, Stefano Lazzaroni, Deborah Podavini, Michela Cavalleri, Federica Ciampone, Amedeo Cavalleri, Silvia Gosetti, Federico Poli, Mattia Cominelli, Fausto Landi, Samuel Frigeri, Andrea Bocchese, Marika Miele, Roberta Maccarinelli, Nebojsa Todorovic. I quattro di terza media sono Mikele Gajda, Valentina Gosetti, Chiara Perna e Luca Spezzati. Il riconoscimento per meriti professionali è stato consegnato a Mimma e Mario Ferraboli, titolari dell'omonima azienda prevallese specializzata da alcuni decenni nella produzione di girarrosti, barbecues e spiedi. A testimonianza della bontà del lavoro della "Ferraboli & C." ci sono i risultati commerciali conseguiti negli anni, che la collocano ai vertici in campo mondiale.L.CORT.

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Pessina: "sì al buono scuola ma anche per i libri di testo" - teresa monestiroli (sezione: Schola)

( da "Repubblica, La" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Milano Il preside del Berchet: non diamo tutto ai privati Pessina: "Sì al buono scuola ma anche per i libri di testo" TERESA MONESTIROLI Innocente Pessina, preside del liceo classico Berchet, Formigoni chiede al nuovo governo di estendere il buono scuola varato in Lombardia a tutta Italia. Che cosa ne pensa? "Non sono contrario a un contributo alle famiglie, ma il tetto minimo di spesa non dovrebbe essere fissato calcolando solo la tassa di iscrizione, altrimenti di fatto i soldi vanno solo alle famiglie che scelgono le scuole private. Piuttosto bisogna allargarlo a tutte le spese che un genitore deve sostenere per mandare il proprio figlio a scuola, a partire dai libri di testo che in molti istituti, come al liceo, sono parecchio alte". E della riforma delle scuole professionali? "Il vero problema è quello di dare qualità ai professionali perché la corsa al liceo di questi ultimi anni è stata devastante e ha portato un incremento del numero degli abbandoni. Non è detto che tutti debbano fare il liceo per forza, ma non dovrebbero neanche esserci scuole di serie A e serie B. Abbiamo il dovere di formare bravi falegnami esattamente come bravi ingegneri". Formigoni propone il reclutamento diretto dei professori da parte dei presidi e la valutazione degli istituti. Secondo lei è una riforma applicabile? "Bisognerebbe andare oltre. Entrambe le cose andrebbero estese anche alle scuole statali. La qualità di un istituto la fanno gli insegnanti. Occorre quindi una selezione seria ed è giusto che il dirigente abbia la responsabilità del personale che sceglie. è chiaro però che se sbaglia cambia aria. Anche lui deve essere valutato". Chi deve valutare l'operato di una scuola? "Prima di tutto l'utenza: i genitori alle elementari e alle medie, gli studenti alle superiori. è giusto che chi usufruisce del servizio possa dire la sua".

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Ministeri, al via i passaggi delle consegne (sezione: Schola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

Attualità Ministeri, al via i passaggi delle consegne Un governo sprint che ancora prima di giurare al Quirinale ha cominciato a prendere visone delle questioni ereditate, dicastero per dicastero. I preparativi per il passaggio delle consegne tra vecchi e nuovi ministri nei dicasteri sono già cominciati. ESTERI Da oggi Frattini sarà al lavoro alla Farnesina, mentre il suo primo impegno all'estero sarà la settimana prossima in Perù. INTERNO 14 anni dopo, Maroni torna al Viminale per il passaggio di consegne con il predecessore, Amato. TESORO Al superministero di via XX Settembre c'è stato un incontro informale tra il nuovo ministro Tremonti e quello uscente, Padoa-Schioppa. DIFESA Il ministro Parisi ha salutato i suoi collaboratori al ministero: il passaggio di consegne con il suo successore Ignazio La Russa avverrà probabilmente questa mattina. GIUSTIZIA Alfano oggi varcherà il portone di via Arenula. Il nodo più spinoso è il rapporto con la magistratura. INFRASTRUTTURE Incontro per fare il punto sulle priorità tra i due ministri, Matteoli, e l'uscente Di Pietro. SCUOLA Oggi anche ill passaggio di consegne tra gli uscenti, Mussi (università) e Fioroni (Pubblica Istruzione), e Mariastella Gelmini SVILUPPO Liberalizzazioni ed energia: questi i due grandi dossier che saranno al centro di un incontro, probabilmente oggi, tra il nuovo ministro Scajola e l'uscente Bersani. WELFARE Sacconi torna al dicastero, nel quale ha già operato come sottosegretario con il precedente governo Berlusconi, da ministro e con una delega in più di tutto rilievo, la sanità. Il passaggio di consegne con Damiano è previsto per oggi. FUNZIONE PUBBLICA Brunetta al ministero già dopo il consiglio dei ministri. Oggi dovrebbe esserci il passaggio di consegne con Nicolais. AFFARI REGIONALI Oggi a mezzogiorno a Palazzo Cornaro avverrà il passaggio di consegne tra l'ex ministro Linda Lanzillotta e il neo ministro Raffaele Fitto. POLITICHE GIOVANILI Il passaggio di consegne Melandri-Meloni è previsto per oggi, intorno a mezzogiorno. PARI OPPORTUNITÀ Il ministro uscente Barbara Pollastrini ha incontrato ieri sera il neo ministro Mara Carfagna per cederle il timone. POLITICHE AGRICOLE È previsto martedì mattina il passaggio di consegne tra il ministro uscente Paolo De Castro e il nuovo incaricato, il 40enne esponente della Lega Luca Zaia.

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Stiamo attenti, la scuola è stanca (sezione: Schola)

( da "Unita, L'" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

Stai consultando l'edizione del Stiamo attenti, la scuola è stanca Marina Boscaino Q uale strano destino perseguita la scuola italiana? Era questa la domanda di due anni fa. Ora bisogna ammettere che se Fioroni era un neofita, la neoministro Maria Stella Gelmini può vantare un curioso curriculum che la rende minacciosa per la scuola pubblica. Efficientismo manageriale, privatizzazione, ammirazione per il modello Lombardia, cattolicesimo oltranzista: un pedigree di tutto rispetto per chi si accinge a guidare il ministero della Pubblica Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica; perfetta per restaurare la "scuola delle 3i" e appoggiare il più possibile la devoluzione leghista: i due punti del programma del Partito delle Libertà. Il rapporto di causa-effetto tra quella finalità e la nomina della Gelmini (nella sua estraneità - o forse proprio per la sua estraneità - al sistema dell'istruzione) è evidente. Un compito relativamente semplice, il suo, considerato che la "politica del cacciavite" ha solo parzialmente disattivato l'ordigno morattiano con i sei decreti legislativi della legge 53, in buona parte attuati. La motivazione del centro-destra è tenace: si basa sulla consapevolezza che la scuola restituisce e accredita un modello di società; in chi la frequenta, da studente e da lavoratore. Non solamente per i contenuti delle materie (che pure sono un potentissimo strumento di penetrazione, il come e il cosa insegnare); ma per i principi che la informano. È per questo che la vocazione manageriale e interventista del ministro impaurisce: perché rischia di ridurre ad una logica di profitto il sistema-scuola, fiaccandone la funzione intenzionalmente volta a rimuovere gli ostacoli di carattere socio-economico-culturale che impediscono l'uguaglianza tra i cittadini. Che fine farà l'obbligo scolastico innalzato a 16 anni? Quali saranno le posizioni sul reclutamento dei docenti, sulla formazione, sulla valorizzazione della professione? Oggi i Cobas della scuola scioperano, manifestazione nazionale a Roma: contro la riduzione degli organici, la banalizzazione del lavoro dei docenti, gli stipendi da fame. L'adesione si preannuncia alta: la scuola è stanca. In un articolo apparso qualche tempo fa su "Valore scuola" Gianna Cioni della Flcgil chiedeva: "impegno a far crescere la qualità in tutto il mondo della conoscenza utilizzando la valutazione come elemento di regolazione anche delle risorse, ma contemporaneamente programmando ed investendo risorse in un processo che migliori insieme i risultati dei processi educativi e le competenze degli addetti alla formazione e alla ricerca". I sindacati cominciano finalmente a uscire dalla nicchia del corporativismo e persino la Cgil parla di valutazione. L'esigenza di ridare un senso e una dignità alla professione è sentita: il rischio è però di avallare involontariamente le derive arbitrarie che a questo proposito la destra da sempre sostiene e la Gelmini ha esplicitato nella sua proposta di legge ("L'attuazione concreta nella società italiana del principio del merito"). Spaventa poi la vocazione confessionale, privatistica, che potrebbe minacciare il rispetto dei valori costituzionali della laicità e della libertà di insegnamento. Preoccupa la pervicace rincorsa al federalismo, che la candida ad assecondare le vergognose richieste leghiste. Ma la preoccupazione maggiore è che tutto ciò possa non trovare nella scuola reale un rigurgito di opposizione fiera e consapevole, come è accaduto in passato. Perché la nostra è - oggi più che mai - anche la scuola di "bidellopoli". È la scuola della dispersione, come ci raccontano i dati Istat. È la scuola che arranca a trovare spazi di controffensiva nei confronti di una realtà esterna aggressiva, volgare, banale. Alla quale troppo spesso preferisce omologarsi. Il punto è capire chi e che cosa farà massa critica oltre l'inerzia. Perché nell'inerzia sarà più facile sostituire definitivamente alla scuola dello Stato un servizio a domanda individuale. Difendere la scuola pubblica e contribuire a restituire motivazione e dignità ai suoi lavoratori è un compito al quale la Sinistra non più parlamentare non può sottrarsi. Ma che a maggior ragione chiama in causa una forza politica che si accinge a nominare un governo-ombra. E alla quale si chiede un impegno concreto e costante.

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Il malumore dei cattolici <E' un governo laico> (sezione: Schola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 10 Il malumore dei cattolici "E' un governo laico" La folta pattuglia socialista fa ombra ai pochi ex dc di ITTI DRIOLI ? ROMA ? CERTO, quello che conta è la sostanza e, come dice Giulio Andreotti, non occorre aver stampato il bollino di cattolico per far vivere certi valori: "Sono difesi altrettanto bene anche da chi non ne fa un'esposizione diretta". Anzi: se la riservatezza è inversamente proporzionale all'efficacia, allora il Vaticano non ha nulla da temere, tanto stretti sono i suoi rapporti con il più invisibile degli esponenti di governo che di nome fa Gianni Letta. No, stando alla sostanza, il rischio dell'"anarchia etica" denunciato da Giuliano Ferrara, non sembra prossimo al di là del Tevere. MA L'APPARENZA, insomma, qualche cosa conta. E stavolta è mortificata per davvero. C'erano più cattolici praticanti ed "esposti" nel governo di centrosinistra che nel nuovo governo Berlusconi: a cominciare da Prodi, e passare per Mastella, Bindi, Fioroni, lo stesso Rutelli. Non che avessero dato grandi soddisfazioni al cardinal Ruini o ad altri, ma in omaggio all'apparenza, ora al confronto c'è il deserto. Sparita l'Udc, costitutivamente portatrice di quei "valori", il governo targato Lega-Pdl assume un profilo laico-socialista che fa gridare (Maurizio Ronconi, Udc, dunque non disinteressato) al "governo di massoni e anticlericali". Fa parlare altri di governo "postcattolico", e, con una commistione forse impropria, di governo "postdemocristiano". E questo sì che è vero. Tra i cattolici "doc" forse c'è Mariastella Gelmini, il ministro della Pubblica istruzione, ma è un nome sconosciuto ai più. Niente a che vedere con il lustro che avrebbe dato al marchio il ciellino Formigoni o l'altro di Cl, l'emergente Maurizio Lupi che pareva destinato alla Salute. Ora non si sa quanto alle gerarchie possa piacere come titolare la Brambilla (che forse è in bilico anche per questo). Cattolico, nel senso ibrido di ex dc, è rimasto solo soletto il ministro Scajola. Sacrificato Pisanu, ignorato La Loggia: restano il giovane Fitto, con scuola di militanza nella Dc, e il giovane Alfano, che può vantare un padre del biancofiore. Si dirà: ma c'è Rotondi, leader della "Democrazia cristiana per le autonomie", autentico nostalgico. Appunto. Poco a confronto di quel profumo di garofano che emanano i quattro ministri di provenienza socialista: Maurizio Sacconi, Renato Brunetta, Franco Frattini, e il "Reviglio Boy" Giulio Tremonti. Per non dimenticare Fabrizio Cicchito, a pochi passi da Palazzo Chigi, capogruppo della Camera. E' tutto da vedere se è per causa loro che si dispiegherà quell'"anarchia etica" temuta da Ferrara, o se sarà per la presenza laica della Prestigiacomo o dell'ex radicale Elio Vito. Certo, ci fosse stato Marcello Pera... Invece anche lui sacrificato.

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Sono numerose le cattedre in bilico (sezione: Schola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 3 Sono numerose le cattedre in bilico OGGI LO SCIOPERO DIECI CATTEDRE a rischio in provincia di Pisa, tagli di classi e prove da quiz televisivo per valutare la preparazione degli studenti. "Basta con la scuola cialtrona": è questo lo slogan che guiderà lo sciopero generale della scuola indetto dai Cobas per oggi. La manifestazione si svolgerà a Roma a partire dalle 9,30, nel giorno stesso in cui si insedierà anche il nuovo ministro della Pubblica Istruzione. "LA SITUAZIONE locale ? spiega Giovanni Bruno (Cobas Scuola Pisa) ? non è lontana da quella nazionale: i tagli per noi non saranno eccessivi, come invece succederà in altre province. Ma ci saranno. Il paradosso è che l'aumento sostanzioso di studenti corrisponde a una diminuzione di classi. Questa non è certo la strada giusta per riqualificare il mondo della scuola". LA RICHIESTA è il ritiro immediato dell'ordinanza ministeriale 92: "un'ordinanza ? afferma Bruno ? che introduce recuperi-farsa che ridicolizzano la scuola, mette a rischio la formazione degli organici, impone lavoro gratuito agli Ata. Non solo; lede il diritto alle ferie, si vìola la legislazione mettendo a rischio la formazione degli organici in tempi utili. I pesanti tagli agli investimenti nella scuola pubblica provocano il massacro degli organici, con migliaia di classi e posti di lavoro eliminati, l'aumento del numero di alunni/e per classe, il mancato sostegno all'handicap". MA C'E' di più. "Pochi giorni prima della disfatta elettorale del centrosinistra ? proseguono i Cobas ? Fioroni ha voluto umiliare ulteriormente la scuola pubblica, introducendo in extremis nell'esame di terza media una svilente prova a crocette". Dagli addetti ai lavori è definita prova "Invalsi" (Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione e di formazione): è in forma di quiz, uguali in tutta Italia. "Non si tiene conto dei programmi ? conclude Giovanni Bruno ? non servono per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti".

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Debiti formativi addio Aumenti ai prof migliori (sezione: Schola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

N. 110 del 2008-05-09 pagina 8 Debiti formativi addio Aumenti ai prof migliori di Redazione Ieri ha giurato da ministro dell'Istruzione e già oggi dalla sua finestra del dicastero di viale Trastevere potrà assistere alla protesta dei Cobas che hanno indetto uno sciopero generale. I comitati di base ovviamente non protestano contro Maria Stella Gelmini, appena insediata, ma contro il suo predecessore Giuseppe Fioroni. Scioperano per chiedere, tra l'altro, il ritiro dell'ordinanza ministeriale sui corsi di recupero e il potenziamento degli organici. Sono soltanto due dei temi caldissimi che la Gelmini dovrà affrontare da subito. Il neoministro non intende ripartire da zero, rilanciando grandi riforme complessive. Vuole invece affrontare le questioni concrete una per volta, portandole a risoluzione immediata attraverso il confronto con tutte le parti. Non intende buttare a mare quanto di buono possono aver fatto i ministri che l'hanno preceduta e vuole sentire tutti: sindacati, famiglie, studenti. Molte risposte necessarie al rilancio del sistema educativo sono già contenute nel progetto di legge presentato alla fine della legislatura scorsa. Chiarissimo rispetto alla questione dei debiti che, con il sistema impostato da Fioroni, ha mandato in tilt le famiglie e le scuole di tutta Italia per mancanza di fondi e difficoltà organizzative. La Gelmini punta alla "cancellazione del sistema dei debiti formativi" e "all'aumento della selettività dei meccanismi di avanzamento scolastico anche attraverso la reintroduzione degli esami di riparazione". Il recupero del merito sarà il suo obiettivo prioritario sia per gli studenti sia per i docenti anche attraverso il "rafforzamento dei poteri organizzativi e disciplinari dei dirigenti scolastici". Si pensa a borse di studio per gli studenti meritevoli e soprattutto, cosa che ha messo in allarme docenti e sindacati, ad aumenti di stipendio per gli insegnanti in base all'impegno e non in base all'anzianità. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

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Sit-in al ministero, i cobas ''accolgono'' il neo ministro Gelmini (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 11.3309/05/2008 Sit-in al ministero, i cobas ''accolgono'' il neo ministro Gelmini Roma - Chiedono il "ritiro" dell'ordinanza 92 (quella sul recupero dei debiti voluta da Fioroni), lo "stop" ai tagli degli organici (10.000 prof in meno quest'anno) e dicono "no" alla prova nazionale Invalsi all'esame di terza media. Queste le richieste avanzate dai Cobas della Scuola, capeggiati da Piero Bernocchi, che dalle 9.30 stazionano davanti al ministero della Pubblica istruzione per un sit-in di protesta, proprio nel giorno del passaggio di consegne tra il ministro uscente Beppe Fioroni e la neo ministra Mariastella Gelmini. E non mancano, infatti, le richieste per la nuova inquilina del dicastero. "Non ripeta gli errori del passato, non riproponga la scuola azienda della Moratti", dice Piero Bernocchi, portavoce nazionale del sindacato. Scarseggia, poi, l'ottimismo per i progetti della Gelmini. "Vuole dare piu' poteri ai presidi, ripropone i contratti privatistici tra docenti e dirigenti e introdurre l'attribuzione di fondi alle scuole in base ai risultati degli studenti- ricorda Enrico Bernocchi, dell'esecutivo del sindacato- ma anche introdurre la chiamata diretta degli insegnanti da parte delle scuole". Le bandiere rosse dei Cobas sventolano sulla gradinata del ministero. Gli insegnanti radunati nel sit-in sono un centinaio. Una delegazione e' stata accolta all'interno del dicastero.(DIRE).

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ROCCHETTA. Piccoli comuni chiudono anche le scuole (sezione: Schola)

( da "Corriere del Sud Online, Il" del 09-05-2008)

Argomenti: Scuola

A rischio molte scuole dei piccoli centri della provincia di Foggia per mancanza di iscrizioni a cuasa dello spopolamento. Caivano punta il dito contro la finanziaria di Prodi “Incredibile” - è il termine usato dal Portavoce dei Piccoli Comuni, Virgilio Caivano – alla notizia che centinaia di Sindaci di piccoli Comuni, soprattutto del Sud, hanno comunicato al sito internet www.piccolicentrieuropei.com, delle lettere che comunicano la soppressione di centinaia di scuole in ossequio alle disposizioni dell'ultima finanziaria di Prodi. “Non ci sono parole – ha rincarato la dose il leader di Piccoli Comuni - anziché chiudere gli enti inutili, sopprimere le poltrone costosissime della cattiva politica, in Italia si chiudono le scuole, il presidio vero di democrazia e di crescita di un Paese serio. La polpetta avvelenata di una maggioranza politica di centro sinistra che ha solo offeso, umiliato a preso in giro i dieci milioni di cittadini che vivono nelle 5634 piccole comunità locali. In un incontro tenutosi a Monteverde, (sono 24 le scuole dell'avellinese destinatarie della triste missiva) il Portavoce dei Piccoli Comuni, ha annunciato una grande mobilitazione nazionale per raccogliere cinquecentomila firme nel Paese per cancellare le scelte fatte da una Legge Finanziaria iniqua ed inaccettabile per l futuro scolastico di migliaia di bambini. Cancelleremo le vergognose scelte del Governo Prodi sotto una montagna di firme e chiediamo da subito alle Regioni, titolari in materia di pubblica istruzione, di non tenere conto delle indicazioni della Finanziaria e di attivare rapidamente misure straordinarie di concerto con i Consigli scolastici regionali in grado di evitare una così devastante azione di distruzione della presenza della scuola in centinaia di piccoli comuni montani. Per i tagli messi in bilancio dalla legge Finanziaria 2007, il Ministero della Pubblica Istruzione– ha concluso l'anima di Piccoli Comuni - ha previsto per l'anno scolastico 2008/2009 tagli di organico per 11 mila unità e poi parliamo di futuro, di coesione sociale e di Carta di Lisbona. Parole al vento che l'elettorato italiano ha cancellato in un solo colpo con la speranza di non rivedere mai più persone come Fioroni al Governo del Paese”. Intanto in tutti i piccoli Comuni del Sud si preparano iniziative di mobilitazione contro scelte così penalizzanti, altro che festa delle piccole comunità locali, i nostri figli si preparano ad essere piccoli pendolari in erba – il commento di numerose mamme sulla rete - qui siamo alla distruzione definitiva di ogni speranza di riscatto.

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