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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL  9 novembre 2008      #TOP



Report "Scuola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Scuola (225)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Cortellesi, ovvero l'ansia da prestazione ( da "EUROPA ON-LINE" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Tessere e referendum, il caldo inverno del Pd ( da "EUROPA ON-LINE" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Di Pietro: "La Tav si fa col dialogo" ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Sessanta prof contro la Gelmini ( da "Gazzetta di Reggio" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Il consiglio provinciale dice no ai tagli nelle scuole mantovane ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

La Regione: i plessi non chiuderanno ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Orgogliosi per quelle firme ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

MANTOVA 1) ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Cannetese a raffica con il Castello ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Liceali concludono l'autogestione con un dibattito in "par condicio" ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Gli studenti non demordono ( da "Alto Adige" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuola, è dibattito ( da "Corriere delle Alpi" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Superiori, è finita l'autogestione ( da "Alto Adige" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Marcegaglia e il ministro Gelmini in un hotel Royal da stato d'assedio ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

La Digos indaga negli istituti di Bologna ( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

"A questa crisi vanno date risposte molto forti" ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

C'è la Gelmini ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Accorpamenti, ora insorge Piani ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Volantini e slogan contro la Gelmini ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

"In Liguria non chiude nemmeno una scuola" ( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Decreto Gelmini: continua la lotta dei sindacati ( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Questa occupazione? Inutile e strumentale ( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Medie, petizione tra gli insegnanti di lingue ( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuole, dalla protesta a un nuovo confronto ( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuola, Confindustria appoggia la riforma Alemanno attacca il ministro Gelmini ( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

RIFORMA SCUOLA Solidarietà inopportuna alla Gelmini nMi auguro che l... ( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuole cancellate? Non c'è alcun pericolo ( da "Arena, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Mondo più ospitale? Con Obama si può ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

I giovani di An a sostegno del ministro ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

quei favori ai baroni - marco vannini ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

rifondazione, spaccatura insanabile? ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

hanno detto ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

protesta anti-gelmini senza caos lettere contesta scienze politiche ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

marcegaglia: detassare gli utili investiti ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

<Potenziare i tecnici qualificati per l'industria> ( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

la gelmini? non è un essere umano ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

l'università che lavora ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

gli occhi dentro il microscopio e la voglia di guardare lontano - luigi soriga ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

pochi alunni, a rischio l'istituto comprensivo ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

il prete anti gelmini nel mirino del pdl ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

le due generazioni al concerto di guccini - gino li veli ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

scuole, ecco i tagli ( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

la nuova era dopo la costituzione ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

di pietro attacca berlusconi "la forza? prima metta i soldi" ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Il nuovo decreto divide professori e studenti ( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

la città ignora l'università ( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

l'onda rilancia: venerdì sarà "mareggiata" - tea maisto laura mari ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

studenti, sfida al voto tra sinistra e destra le otto liste temono l'"effetto protesta" - anna maria liguori ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

studenti, in piazza latinisti e designer ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

liceo occupato, ma si fa anche lezione ( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

i presidi: è meglio venire in classe ( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

scuola, pitigliano in salvo ha iscritti oltre 700 studenti ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

"attenti, così perdiamo voti" la rete antileghista pesca nel pdl - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

il bazar della protesta universitaria visite mediche e seneca per i passanti ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

l'ateneo aquilano rischia il declassamento ( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
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Studentibeffatidal blitz ( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
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Royal, summit blindato ( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuola, Imperia si mobilitacontro gli accorpamenti ( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

concerti in strada contro la gelmini ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

sabina fa lezione di comunicazione "siete giovani, questo mondo è vostro" ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

scuola, vendola alle regioni "fate leggi anti maestro unico" - patrizia capua ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

l'adiconsum rielegge vargiu ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

scuola, alberghiero autogestito gli studenti contro la gelmini - giovanni melis ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

privatizzeranno anche le medie ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

ma davvero il decreto gelmini esclude i baroni? a guardar bene li favorisce ( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

con la nuova legge molti di noi non potranno permettersi l'università ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

L'okay alle ronde Padanegarantisce solo tensioni ( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

in sala nardi si parla di riforma gelmini ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

il dialogo all'università e la sordità del governo - gianni de plato ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

ore 16.30, lezione di fisica in piazza maggiore ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

il dialogo all'università... - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

protesta con striscioni alla prima del vampiro - francesca parisini ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

il rettore nel mirino della protesta ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

bari tra gli atenei in rosso "se spreca niente assunti" - paolo russo ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

studenti e prof in piazza la scuola può rinascere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

una pizza contro la riforma ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

la festa della vittoria e l'occasione persa - margherita rubino ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

abruzzo, tra ventuno giorni il voto 1000 assunti tra portaborse e assistenti - giuseppe caporale ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

gelmini al convegno, niente giornalisti - costantino malatto ( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

scuola, un dibattito in consiglio ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

primo scoglio per l'onda ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

gelmini non è un essere umano ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

detassare gli utili di chi reinveste ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

lite sulla scuola, la protesta continua ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Lezione di dialetto per una scuola moderna ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Marcegaglia al governo: <Meno tasse per chi reinveste e risparmia energia> ( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Il sindaco festeggia i neo maggiorenni ( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuola, la riforma piace a Marcegaglia Ancora proteste contro la Gelmini ( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Che tenerezza quel guardiano di okkupazioni ( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

(segue da pagina 26) Sono stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure lei ( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

<DOPO mesi di immagini televisive, di cortei, di scioperi, occ... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

I gemelli anti-Bossi ( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Alemanno: la Gelmini doveva cercare partecipazione ( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

l'assessore risponde comune già al lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per informarla che gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura, com ( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Camilleri cattivo maestro Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le pallottole ( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

di GIOVANNI ALBERONI L'articolo di Lorenzo Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con argomentazioni forti, ma non tutte condivisibili, la ferma posizione della Chiesa Cattol ( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Provinciali, il Pdl parte alla carica ( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

A SEGUITO dello sciopero della scuola del 30 ottobre e delle tante manifestazioni di protesta del pe... ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

E' INTITOLATA <Sapori in Carrozza> in programma per ... ( da "Nazione, La (Lucca)" del 09-11-2008)
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<Il blocco delle gite scolastiche è una scelta assurda> ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Dellai o Divina, il giorno della scelta ( da "Adige, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Per protesta la lezione si fa al freddo ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

guido pasqualini La campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita ( da "Adige, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

E' IN PROGRAMMA DOMANI sera alle 21,15 il consiglio comunale proposto dai consiglieri de... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-11-2008)
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il mio '68 e le proteste d'oggi ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Bologna, la Digos interroga i presidi Un'intimidazione ( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

LA LEGGE È DALLA PARTE DI CHI PROTESTA ( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Sud, disobbedire a Gelmini Fermeremo il maestro unico ( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
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L'Onda: vogliono sfiancarci ma noi non ci fermiamo, siamo uniti ( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
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Sciopero da <Zero in kondotta> Birre, slogan, piazza semivuota ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)
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La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: <Si è mossa male favorendo la sinistra> ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

SEPPUR giovane e poco esperto di vita politica, penso di aver comun... ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)
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A La Sapienza bambini e genitori. Poi Dario Fo e Celestini ( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Scuola, accorpamento in bilico ( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

L'agenda degli incontri ( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

VIOLAZIONE della privacy e 'utilizzo' degli alunni a scop... ( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

LOTTA tra Orbetello e Monte Argentario anche sul decr... ( da "Nazione, La (Grosseto)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

IL SOSTEGNO dei Giovani Democratici, in vista delle prossime primar... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Sciopero bus e treni Lunedì nero per i trasporti: per l'intera giornata i lavoratori de... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

In riferimento all'intervista di Mario Marianelli pubblicata su <La Nazione> il 7 nov... ( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Uno spiraglio per le scuole ( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

PREOCCUPATO sul futuro della scuola e sulle prospettive degli stude... ( da "Nazione, La (Prato)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Anatomia di un decreto ( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

La piazza diventerà un'aula ( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Riforma Gelmini: domani incontro al circolo 'I Risorti' ( da "Nazione, La (Prato)" del 09-11-2008)
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del bello: indecoroso sfuggire al confronto sulla scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Perché tante posizioni perdute? ( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)
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Scuola, sì di Confindustria ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

TERNI ESPLODE la protesta del Movimento studentesco degli univer... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Contro la riforma Gelmini tutti a lezione in piazza Insubria ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

La media <Da Vinci> apre e rischia l'addio ( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
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E l'ora di religione va a finire in Parlamento ( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Sorpresa: all'ateneo spettano ( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

PERUGIA ALL'ATENEO umb... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

GLI STUDENTI IN CORTEO Il vero pericolo è la Gelmini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Piano cave, la Lega fa dietrofront ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

MANIFESTANTI Pugno duro annunciato contro i giovani lanciatori di vernice all&... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Temi sulla Costituzione Gli studenti snobbano ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Il nuovo numero de "Il Portico" ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)
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Scuola: Alemanno attacca la Gelmini ( da "AudioNews.it" del 09-11-2008)
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Scontro prof-Procura: <No alle intimidazioni> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-11-2008)
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Pugno duro contro l'assalto a Unicredit ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-11-2008)
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Ai Bastioni kermesse anti-Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
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Autogestione al liceo scientifico di Agnone ( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
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Scuole occupate, martedì un'assemblea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)
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Ocarfagna, prima dei pennuti ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
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STUDENTI IN RIVOLTA, L'ONDA CHE SALVA LA NOSTRA SCUOLA ( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
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Laura Della Pasqua Fabrizio dell'Orefice La crisi ... ( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Il commento migliore alla frase di Andrea Camilleri sulla ... ( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
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Un convegno pubblico contro il ministro Gelmini e contro il ... ( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
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L'insostenibile pretesa di sentirsi superiori ( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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Marcegaglia: <Riforma ok Bisogna premiare solo chi ottiene risultati> ( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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E lo hanno anche incoronato con un premio per la satira in tv ( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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Il governatore Vendola fa il <maestrino>: <Varerò norme anti-maestro unico> ( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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non si ferma la protesta degli studenti - marta artico ( da "Nuova Venezia, La" del 09-11-2008)
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"Un giro di vite per i fuoricorso" ( da "Stampaweb, La" del 09-11-2008)
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Studenti triestini sul blog stanano i prof <fannulloni> ( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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<Scuola, riforma necessaria> Confindustria con la Gelmini ( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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Di Pietro: dal ministro svolta positiva ( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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Mariastella applaude la sosia-Cortellesi ( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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ROMA - Il rettore di Messina è rinviato a giudizio, avrebbe truccato un concorso. Parentopoli e... ( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Università, via ai nuovi concorsi: il decreto alla firma di Napolitano ( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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ROMA - L'Onda anomala non si ferma e università e ricerca si preparano al corteo e allo sc... ( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Gelmini, applausi dagli industriali <Lite> con i cronisti ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-11-2008)
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Erano poco meno di un migliaio, secondo le stime dei carabinieri, i giovani che ieri mattina hanno p... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 09-11-2008)
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Contro l'ambiente Il sindaco di Perugia intende sostenere c... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-11-2008)
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La riforma Gelmini: confronto a più voci ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-11-2008)
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GIULIANOVA - Seconda notte trascorsa nella palestra al piano terra del Liceo Scientifico e ieri matt... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

]L'onda di proteste non si arresta, ma perde forza e vigore. Ieri in piazza del Popolo ... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Una delle prime attività avviate nel liceo Scientifico Masci, che da ieri mattina è... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
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Numeri preoccupanti che rischiano di far precipitare l'Università aquilana verso il declas... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Un lungo serpentone formato da professori, maestre e alunni che ha paralizzato il centro storico. La... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

A Jenne spetta il primato di paese più vecchio della provincia di Roma, con ... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Gli universitari della Capitale hanno disertato la prima assemblea nazionale del movimento studentes... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

due nuove specializzazioni all'agrario ( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

studenti in piazza contro la legge gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Il razzismo dei cattivi maestri: "Gelmini? Non è un essere umano" ( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Gli studenti di nuovo in piazza, a Roma scontri con la polizia ( da "Panorama.it" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Dialogo sempre ma all'arroganza non ci sto proprio ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Parla la Gelmini, via la stampa ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola

Elezioni studentesche La Lega sfonda al Rossi ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)
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Nelle emergenze diamo il meglio, nella routine il peggio ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)
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Nei licei finite le occupazioni degli studenti ( da "Brescia Oggi" del 09-11-2008)
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<Mondo più ospitale? Con Obama si può> ( da "Brescia Oggi" del 09-11-2008)
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Università/ Di Pietro: Governo preso con mani nella ( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
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Emergenza scuola: l'alternativa Pd ( da "Quotidiano.it, Il" del 09-11-2008)
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Studenti e genitori in piazza contro la Gelmini ( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
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"A rischio il futuro dei servizi" ( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
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Scuola, in corteo contro i tagli ( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
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"Siamo a favore della riforma Gelmini" ( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
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<I tagli incidono sul modo di fare scuola> <Non ci saranno licenziamenti, ma pochi sbocchi per i precari> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-11-2008)
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Bellotti e Avezzù: <L'Università rischia la chiusura> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-11-2008)
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Scuola, Confindustria promuove la riforma ( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)
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<I tagli alla scuola imposti da Tremonti> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-11-2008)
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<Il sindaco dica chi sono i cattivi maestri degli studenti> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-11-2008)
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<Protestano contro la riforma Gelmini e cancellano le gite scolastiche dei bimbi> Un genitore si ribella ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-11-2008)
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Ricerca, protesta anche l'ex azzurro del volley ( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)
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La scuola respinge il vessillo "padano" <Ma i volantini Pd sono consentiti> ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-11-2008)
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Più che un sit-in sembrava una vera e propria festa, con ... ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-11-2008)
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Licio Gelli vive in un paese libero che gli consente la ... ( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)
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La situazione dell'Università italiana, ma quale ... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
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<La nostra protesta non è politica> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-11-2008)
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Docenti, uno su quattro è ultrasessantenne ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
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Tempo pieno, il Comune "ottimista" apre nuovi refettori ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-11-2008)
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A Expo Scuola genitori "morbidi" contro le innovazioni del ministro ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
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<Il liceo non condiziona gli studenti> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-11-2008)
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Tutti in piazza. Ancora. E così l'Università continua la sua ... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
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Cossiga: 'Uso della forza contro i manifestanti' ( da "Voce d'Italia, La" del 09-11-2008)
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La Maglie vs.Camilleri :Gelmini non è un essere umano? ( da "Blogosfere" del 09-11-2008)
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Rai/ Ferrero: Solidarierta' Prc per inquietante ( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
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Governo/ Guzzanti: Gelmini, Carfagna e altri sono circolo ( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
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Università/ Ora ci sono i 'fuori corso' nel mirino della ( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
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Di Pietro contro il lodo Alfano "Siamo già a un milione di firme" ( da "Repubblica.it" del 09-11-2008)
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STATI GENERALI, C'è IL PIANO ANTI-TAGLI ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-11-2008)
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DALL'INVIATO ANTONIO PISANI CASTELVOLTURNO. DOVEVA ESSERE LA GIORNATA DEL CONFRONTO COST... ( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 09-11-2008)
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IL GOVERNO. IL MINISTRO GELMINI IERI AGLI STATI GENERALI DI CONFINDUSTRIA A SANREMO. IL TITOLARE DEL... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-11-2008)
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DALL'INVIATO È POLEMICA TRA PD E PDL PER I FISCHI INDIRIZZATI DALLA PLATEA DELL'HO... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-11-2008)
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ELENA ROMANAZZI ROMA. NON SI PLACANO LE POLEMICHE SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA E DELL'UNIVERSI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008) + 1 altra fonte
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CONFINDUSTRIA. IL PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI MARCEGAGLIA HA APPROVATO I TAGLI DEL MINISTRO GELMINI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
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ROMA. L'APPUNTAMENTO è FISSATO AL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE PER MARTEDì ALLE 15.... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
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L'ALTRO GIORNO, PROPRIO SOTTO IL MIO UFFICIO A NAPOLI, è PASSATO UN CORTEO DI STUDENTI UNI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
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FEDERICO VACALEBRE NEL 2005 MAMA AFRICA AVEVA DECISO DI DIRE ADDIO ALLA MUSICA, INIZIANDO UN TOUR... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-11-2008)
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Carla Bruni messa a nudo, Camilleri razzista, PD filoamericano ( da "Blogosfere" del 09-11-2008)
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Manifestazioni studentesche in tutte le città ( da "Articolo21.com" del 09-11-2008)
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Solidarietà bipartisan a Santo Della Volpe ( da "Articolo21.com" del 09-11-2008)
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Cortellesi, ovvero l'ansia da prestazione (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

L A T E L E D I P E N D E N T E Cortellesi, ovvero l?ansia da prestazione STEFANIA CARINI Il benpensiero Brava è brava. Canta divinamente, con gli arrangiamenti di Rocco Tanica di Elio e le storia tese. Nelle sue trasfigurazioni è sempre al top: la Santanchè, la Gelmini, la Leosini. Con la Gialappas? funziona, con Mandelli c?è bisogno di rodaggio. Certo, il programma è durato troppo, mettendo troppa carne al fuoco. Paola Cortellesi è brava, nessuno lo discute. Solo che Non perdiamoci di vista soffre di ansia da prestazione. C?è voglia di fil rouge, di tematica, di impegno, e tale volontà prende il sopravento sul resto. La Gelmini Robot dice già tutto, senza bisogno di rispondere alle domande retoriche di insegnanti e alunni. Talvolta si rischia di essere didascalici. Come nella scenetta delle prostitute coperte, «ma poi in tv ci vanno quelle tutte scosciate». Un? ideuzza ribadita per ben due volte. Dopo c?è l?intervista alla vera prostituta, che ha tra i suoi clienti i padri di famiglia. E poi, ancora, la recita cantata della (vecchia) canzone di Franki HNG Quelli che benpensano. Ma i benpensati sono ovunque, anche su Raitre. Il rischio è che l?enorme talento di Paola Cartellesi sia schiacciato da quelli che benpensano (a sinistra). Che il benpensiero si impadronisca di lei, invece di lasciare libero il suo talento e poter essere così ancora più brava, graffiante, simbolica, universale. Il benpensiero è una brutta bestia, tanto a destra quanto a sinistra. Segreti metropolitani Vi ricordate negli anni 80 la serie tv La bella e la bestia? Lui viveva nel sottosuolo e aveva il volto di un leone, lei era la bella poliziotta e aveva il volto di Linda Hemilton. Fu un piccolo telefilm cult, e ancora oggi ci sono fior fiori di saggi accademici dedicati al modo in cui la serie rispecchiava cambiamenti sociali, questioni di genere e razza, fantasie di fan pre internet. Ma, soprattutto, la serie era una storia romantica ambientata in un mondo apocalittico e metropolitano tanto in voga negli anni 80. Ora il creatore di quel mito, Ron Koslow, ci riprova. Va in onda infatti su Steel la sua ultima creatura, Moonlight. Mick St. John (Alex O?Loughlin) è un affascinante investigatore privato di Los Angeles che nasconde un segreto: è un vampiro. Usa i suoi poteri soprannaturali per aiutare il genere umano. Beth Turner (Sophia Myles) è una bellissima e ambiziosa reporter investigativa. Mick si innamora di Beth vivendo sospeso tra due realtà, il mondo delle tenebre e la vita reale. Ancora una volta, insomma, la Bella e la Bestia. Koslow ci riprova. Ma nonostante i riferimenti a Buffy, Angel, Veronica Mars (tre serie con cui condivide produttori e attori), nonostante alcune belle premesse (l?idea di una comunità di vampiri integrata con quella umana), Moonlight appare di un?altra epoca (televisiva e non). Così è stato cancellato dopo la prima stagione. Certi miti non si rinnovano.

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Tessere e referendum, il caldo inverno del Pd (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Vassallo: «I quesiti potranno incidere sui tagli a scuola e atenei» Tessere e referendum, il caldo inverno del Pd RUDY FRANCESCO CALVO Avevano promesso un?accelerazione subito dopo la manifestazione del 25 ottobre. Così il dipartimento organizzazione del Pd, coordinato da Beppe Fioroni e dal responsabile Andrea Orlando, si è riunito ieri per rilanciare la campagna di adesioni al partito, che stenta a decollare, nonostante si siano già raggiunte le trecentomila tessere consegnate. I rallentamenti, che perlopiù non sono concentrati in regioni specifiche, sono dovuti per la maggior parte dei casi a ritardi nella nomina degli appositi uffici provinciali che dovranno garantire la regolarità delle adesioni. A ostacolare l?avvio della campagna di tesseramento è quindi l?incapacità da parte dei dirigenti locali di raggiungere un accordo sulla nomina dei responsabili del settore. La linea trasmessa a livello nazionale è di garantire la rappresentanza di tutte le componenti del partito, ma evidentemente non sempre questo è stato possibile. Il dipartimento organizzazione, quindi, ha deciso di scavalcare gli organismi locali inefficienti e di procedere direttamente dall?alto alla nomina degli uffici di garanzia per le adesioni. Questo dovrebbe consentire quanto meno l?avvio delle procedure in tutto il paese. Il coordinamento nazionale del Pd, che si è riunito martedì scorso, ha poi stabilito l?organizzazione di un fine settimana straordinario di mobilitazione, che dovrebbe tenersi entro la fine dell?anno. Nello stesso periodo, sarà organizzato un seminario al quale parteciperanno tutti i responsabili organizzativi locali del Pd. L?occasione sarà utile per fare il punto sul tesseramento, ma anche per verificare la strutturazione del partito sul territorio ed elaborare eventuali correzioni di rotta. D?altra parte, anche ieri nell?intervista a l?Unità, Massimo D?Alema sottolineava come «il tipo di forma politica che vogliamo costruire rappresenti un contenuto programmatico non secondario», prospettando che il tema debba a suo parere essere trattato nell?ambito della conferenza che si terrà presumibilmente all?inizio di febbraio. «Quell?appuntamento ? puntualizza però Orlando ? dovrà servire a precisare la nostra posizione su alcuni temi cruciali, soprattutto su come si elabora la fase attuale, con la fine del liberismo. L?organizzazione è uno strumento, non un fine. Se ce ne sarà bisogno ne riparleremo, ma non è quella la sede». Nel frattempo, il Pd non abbandona la battaglia contro la legge Gelmini. Il dipartimento organizzazione ha iniziato ieri a programmare la raccolta delle firme per il referendum. Come spiega Salvatore Vassallo, «l?elaborazione dei possibili quesiti è già in una fase avanzata». Inoltre, gli esperti del Pd hanno individuato la possibilità di ?aggirare? su questo argomento il divieto, stabilito dalla Costituzione, di intervenire tramite referendum su norme tributarie e di bilancio, basandosi sull?interpretazione di una sentenza della Consulta risalente al 1994. «In questo modo ? spiega ancora Vassallo ? saremmo in grado di incidere sui tagli imposti sia alla scuola che all?università».

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Di Pietro: "La Tav si fa col dialogo" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

GIORNATA DELLA LEGALITÀPOLEMICA VALSUSA Di Pietro: "La Tav si fa col dialogo" CONTINUA A PAGINA 67[FIRMA]ALESSANDRO MONDO «Nessuno mette in discussione la necessità dell'Alta Velocità Torino-Lione, ma, quando è stata ora, noi non siamo passati sulle teste dei cittadini. Altro che ricorrere ai militari: servono soldi e concertazione con le comunità locali. Altrimenti non solo non faranno la Tav, ma provocheranno un danno al Paese e alla collettività». Parola di Antonio Di Pietro. Nel giorno in cui sulla sommità del Monte Musiné è comparsa la nuova scritta a caratteri cubitali «No Tav, No Mafia» - rivendicata dai Comitati Val Susa, Val Sangone, Torino e Cintura e censurata dal parlamentare del Pdl Osvaldo Napoli - il presidente di Italia dei Valori, a Torino per sostenere la raccolta firme contro il «lodo Alfano», avverte il governo. L'episodio, di cui non era a conoscenza, dimostra che la tensione ricomincia a condensarsi sulla Tav. «Le due scritte, No Tav No Mafia, indicano a chi vorrebbe vederci ridotti di numero e di spirito che al contrario siamo attivi, vigili e che cresciamo in consapevolezza», spiegano i Comitati con un comunicato. Mentre per Napoli gli autori delle scritte sono «personaggi disgustosi, vigliacchi, veri delinquenti incapaci di razionalità, e con il loro atteggiamento puniscono una valle che negli anni ha dimostrato con enormi sacrifici la laboriosità dei propri abitanti». Anche nel Pd c'è chi prende le distanze. «Napoli ha ragione - commenta Giorgio Merlo -. Basta con il ricorso alla violenza o l'incitazione alla violenza». «Con i militari non si va da nessuna parte», ribadisce Di Pietro: «Servono risorse e concertazione. Berlusconi parla ma non ha messo un euro in Finanziaria». Poche parole, senza preamboli: nel migliore stile del personaggio. Vale per la Tav. Idem per la Bicamerale sul federalismo che convince Fini e D'Alema («il Pd ci si è buttato a pesce, noi vogliamo vedere le carte per capire se avrà solo valore consultivo: in quel caso sarebbe una presa in giro») e per la presidenza della Commissione di vigilanza Rai. Il leader di Italia dei Valori ha raggiunto piazza Vittorio con un'ora di ritardo rispetto ai tempi stabiliti, accolto dai capigruppo del partito in Regione (Buquicchio), Provincia (Petrarulo) e Comune (Galasso). Presenti anche il segretario provinciale Porcino e la senatrice Bugnano. Ma il primo comitato di ricevimento è stato quello dei lavoratori della «Stampal» di Borgaro, in cassa integrazione da tempo. Armati di striscioni, hanno spiegato a Di Pietro le loro ragioni. «Siamo vicini ai soggetti più deboli, compresi i lavoratori delle aziende in crisi», ha detto il leader Idv. Poco prima il pubblico ospitato nella tensostruttura di piazza Vittorio, posti esauriti e tanta gente in piedi, aveva salutato con un applauso l'arrivo di Marco Travaglio, intervenuto, in questa Giornata della legalità, con Di Pietro al dibattito sull'attualità della Costituzione. Come spiega Petrarulo, coordinatore della raccolta firme per Torino e Provincia, al momento sono state registrate 22 mila adesioni: 8 mila a Torino, 14 mila nei grandi Comuni della cintura. Oltre 600 mila quelle incassate a livello nazionale. Anche ieri i gazebo per la raccolta firme hanno funzionato a pieno ritmo. Nel mirino c'è il controverso «lodo Alfano», cioè l'immunità prevista per le alte cariche dello Stato. Per dirla con Di Pietro, «le riforme non si fanno con i colpi di mano»: «Oggi raccogliamo le firme contro il lodo Alfano, che ha aggregato un grande movimento di opinione, faremo lo stesso per la riforma Gelmini. Con la firma la gente dà un giudizio non solo sui temi in questione ma su un modello di governo».

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Sessanta prof contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Reggio" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sessanta prof contro la Gelmini Cavriago: in consiglio il documento degli insegnanti CAVRIAGO. Meno insegnanti, meno attività didattiche, meno scuola pubblica in senso generale. E' quello contro cui si stanno battendo insegnanti, studenti, genitori di tutta Italia che contestano i contenuti del decreto legge del ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini. A livello locale prende decisamente posizione il gruppo di maggioranza «Uniti per Cavriago» e lo farà con un ordine del giorno a difesa della scuola pubblica che verrà presentato in occasione del prossimo consiglio comunale, mercoledì. «E' stato stimato - dico - che le forbici del governo Berlusconi potrebbero tagliare a Cavriago 16 insegnanti, il tempo pieno nei due corsi che lo prevedono e diversi insegnanti di sostegno. Il rischio di non avere il personale per portare i ragazzi nei laboratori o per organizzare le uscite didattiche potrebbe aggravare ancora di più il bilancio degli interventi del ministro Gelmini». Su questa linea s'inserisce anche un documento sottoscritto da oltre sessanta insegnanti di Cavriago; documento preparato apposta per illustrare ai genitori degli alunni «le conseguenze delle scelte del governo e la maggioranza intende esprimere loro tutta la propria solidarietà». Il centrosinistra ricorda inoltre che «la realtà scolastica locale è particolarmente positiva: sono tantissime le attività integrative realizzate dai ragazzi. Gli insegnanti di Cavriago hanno sempre lavorato perché la scuola offrisse il massimo e l'amministrazione comunale è intervenuta con pesanti interventi a potenziamento dell'attività didattica. Ma oggi il governo, da Roma, e senza coinvolgere nessuno - prosegue il documento - decide di fare cassa risparmiando sull'educazione: uno dei settori che più dovrebbe essere salvaguardato. Le realtà che funzionano e che investono sulla scuola, come la nostra, saranno colpite dai, alla faccia dell'autonomia e del federalismo». Nel presentare l'ordine del giorno, «Uniti per Cavriago» ritiene utile un'approfondita discussione in sede di consiglio comunale «perché le scuole di Cavriago sono un bene di tutti i cavriaghesi».

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Il consiglio provinciale dice no ai tagli nelle scuole mantovane (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il consiglio provinciale dice no ai tagli nelle scuole mantovane Il consiglio provinciale si appresta ad approvare un documento unitario per opporsi ai tagli previsti dalla riforma firmata dal ministro Mariastella Gelmini e per difendere gli istituti mantovani a rischio chiusura. La decisione è scaturita in seno alla quinta commissione consiliare, presieduta da Manuela Mazzocchi. «Nonostante il tema fosse caldo - ha sottolineato la presidente - i consiglieri hanno dato prova di maturità mantenendo la discussione su un binario di obiettività e buonsenso, senza finire per sconfinare in alcun tipo di polemica strumentale o di divisione dettata esclusivamente dalle diverse appartenenze partitiche». E' stato l'assessore provinciale all'istruzione Armando Federici Canova a illustrare alla commissione le recenti evoluzioni della riforma e le sue possibili conseguenze. Il rischio nella nostra Provincia è il taglio di circa duecento insegnanti e la chiusura di numerosi plessi scolastici di dimensioni ridotte. Dai lavori della commissione è emersa una posizione comune di tutte le forze partitiche, volta a sottolineare come Mantova sia già stata penalizzata dai tagli alle risorse nel recente passato e che, per questo motivo, la sua specifica posizione vada valutata con cautela. «Non può essere sempre il nostro territorio a pagare ogni qual volta si procede a tagli nel settore della scuola - ha spiegato la Mazzocchi - e per questo presenteremo in consiglio provinciale un documento unitario, sottoscritto da tutti i capigruppo, con il quale intendiamo rendere nota la nostra posizione e difendere il comparto scolastico mantovano».

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La Regione: i plessi non chiuderanno (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

La Regione: i plessi non chiuderanno L'assessore Rossoni: ma i Comuni devono fare la loro parte Viadana. Il Pd insiste: Casaletto a rischio senza la mobilitazione VIADANA. La questione "scuola di Casaletto" continua a tener banco. Ne ha parlato venerdì l'assessore regionale Gianni Rossoni, che ha incontrato militanti e simpatizzanti della PdL viadanese all'agriturismo Val d'Oca di Squarzanella. «C'è l'impegno della Regione», ha assicurato Rossoni. Ma il centrosinistra rimane dell'opinione che il rischio era concreto, e la mobilitazione necessaria. PdL. Venerdì si sono trovati a cena oltre cento esponenti di Forza Italia, An, Udc, Lega e La Destra. L'assessore alla formazione Rossoni, ospite d'onore, ha tenuto un articolato discorso sulle politiche del centrodestra, dalla scuola alla sanità. «Abbiamo introdotto - ha detto - meccanismi che premiano l'efficienza e danno maggiore libertà di scelta alle famiglie. In questa direzione vanno anche i provvedimenti in campo scolastico e la riforma Gelmini». Rossoni ha colto l'occasione per assicurare che «la scuola di Casaletto non si tocca». «E lo sapevamo già - commenta il capogruppo Fi Carlo Avigni - per cui avremmo fatto a meno di restare in consiglio fino alle 2 di notte, se il centrosinistra avesse evitato di insistere sulle sue accuse. La Regione c'è; il Comune faccia la sua parte: tempo prolungato, mensa, trasporti, miglior utilizzo del territorio». «La conviviale di Squarzanella - aggiunge da parte sua il coordinatore Fi Leonardo Caleffi - conferma che il centrodestra è unito. Siamo comunque aperti a tutti coloro che vogliamo mettersi a disposizione del territorio». Pd. Il centrosinistra rimane invece convinto che Casaletto abbia seriamente rischiato la chiusura. «Quando l'onorevole Marco Carra ha presentato un'interrogazione parlamentare - afferma Cesarina Baracca - il Ministero ha chiamato subito Milano: la Regione Lombardia, infatti, era partita sparata con l'intezione di tagliare, senza nemmeno attendere i decreti attuativi. Senza la protesta di Comuni e scuole, cosa sarebbe successo?». Baracca riconosce che forse è stato lo zelo dei funzionari, più che un'effettiva volontà politica, ad imprimere quest'accelerazione: «Sarebbe stato perciò giusto riconoscerlo in consiglio, per giungere ad una mozione univoca e coerente». «Anche perché - aggiunge Gabriele Oselini - era scorretto voler accomunare nelle colpe il governo Prodi del '98, il cui decreto non imponeva nessun taglio dall'alto, ma concedeva ai Comuni la massima autonomia sulle dimensioni dei singoli plessi». Secondo Oselini, la battaglia non è finita: «Ora vedremo i decreti attuativi, ma i timori sono forti per le materne di Cizzolo, Bellaguarda e S. Matteo». (r.n.)

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Orgogliosi per quelle firme (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Orgogliosi per quelle firme I cittadini di Mariana sono scesi in campo contro la legge Gelmini. Non è certo chiudendo i plessi che si risolvono gli sprechi. Tutti uniti per raccogliere firme e per fare sentire il dissenso su una decisione che porterebbe il nostro Comune a essere privato di un servizio fondamentale. Genitori, amministratori, nonni e insegnanti rivendicano il diritto di far studiare i bambini senza farli spostare con un pulmino nei centri limitrofi. La scuola è di Mariana e quelle poche persone che non hanno firmato forse non hanno capito che non stanno facendo un dispetto all'amministrazione, ma a se stessi, ai figli o ai nipoti. Al nostro parroco, che non ha voluto firmare, consigliamo di prendere esempio dal parroco di Quingentole sceso in piazza. Don Guglielmo non ha una bella opinione dei marianesi e nelle lettere sul giornalino non risparmia giudizi e critiche. Parla dello stile delle abitazioni e dei loculi che non sono di suo gradimento, mette in dubbio la cultura e la professionalità degli amministratori. L'unica cosa che propone è quella di mettere più bacheche. Dovrebbe proporre qualcosa di più costruttivo. Al contario di lei, don Guglielmo, siamo orgogliosi di fare parte di quei marianesi di cui lei ha pochissima stima e di abitare in questo paese dove la gente è decisamente migliore di quanto lei creda. Molti di noi non fanno parte di quella categoria di acculturati alla quale lei si sente di appartenere; apprezziamo la cultura, ma preferiamo le persone che possiedono intelligenza e valori che nessuna laurea potrà dare. Speravamo che il parroco fosse al nostro fianco, ma per lui le cose importanti sono altre. Seguono 23 firme

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MANTOVA 1) (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

MANTOVA 1) MANTOVA 1) La sfida del sindaco con le primarie Fiorenza Brioni si ricandida. E' un atto importante, di grande coraggio, che merita la massima attenzione e tutto il sostegno del Partito Democratico. Molti di noi aspettavano questo annuncio, certi che, prima o poi, sarebbe arrivato. Ma ora è ufficiale. E' giusto e doveroso che sia così. I rilevanti risultati raggiunti dall'Amministrazione Brioni, nonostante le difficoltà - politiche e partitiche - incontrate lungo il cammino, sono la base, forte e solida, su cui poggia il largo consenso di cui il Sindaco gode fra i nostri concittadini. E proprio gli obiettivi conseguiti sono il miglior manifesto elettorale che dovrà essere presentato agli elettori. Non solo come credenziale dell'effettiva capacità amministrativa dimostrata realmente sul campo, ma anche quale premessa della futura azione di governo. Ma v'è di più. Fiorenza Brioni non ha voluto approfittare di una soluzione a lei favorevole, offertale sul piatto d'argento dal segretario regionale Martina (quale l'automatica ricandidatura del sindaco uscente al termine del primo mandato), ma ha chiesto di sottoporsi alle primarie. Anzi, ha dichiarato che intende proporle! E' un gesto di grande spessore politico ed umano, da cui traspare il carattere e la convinzione delle cose fatte e di quelle ancora da realizzare. Ma è anche un segnale chiaro: chi, all'interno del centro sinistra e, segnatamente, del PD, vuole impedire al Sindaco di portare a compimento il proprio programma (fatto e votato dai cittadini per i cittadini, e non dai partiti per se stessi!), deve misurarsi lealmente e in campo aperto con lei e con i suoi sostenitori. Niente più sotterfugi o ricatti. Paolo Motta, Barbara Blasevich, Luca Chiavoni, Luca Rinaldi, Fabio Piccinelli, Matteo Campisi, Luciano Fornari, Paolo Rampi, Matteo Binelli, Michele Malaguti, Laura Olivieri, Matteo Bellodi. MANTOVA 2) Si è smarrita la bussola Pensavo che dopo l'annuncio del sindaco di Mantova di volersi candidare per un secondo mandato, pur sollecitando un passagio di primarie, si aprisse sull'argomento un confronto pubblico all'interno del Pd. Purtroppo constato che la paura fa novanta e quindi è meglio nascondere la polvere delle divisioni sotto il tappeto nella speranza che nel frattempo qualche cosa di imponderabile succeda. Perché il problema non è Brioni sì o Brioni no, il problema è se questa coalizione che ha governato la città può portare alla vittoria lo schieramento di cui il Pd è l'espressione maggioritaria, il Pd non può permettersi il lusso di perdere il governo della città, sarebbe una sconfitta troppo pesante dalla quale ne uscirebbe con le ossa rotte e che fatalmente porterebbe il partito allo sfascio. Il problema è dare una risposta al quesito posto in chiusura del «Parliamone» di domenica scorsa. Le amministrazioni precedenti con la loro azione, nel bene o nel male, si sono sempre prodigate per acquisire consenso tra gli elettori e garantirsi la rielezione e di questo ne ha beneficiato anche l'attuale amministrazione che si è presentata nel solco della continuità con la precedente gestione. Purtroppo, durante il mandato si è smarrita la bussola del buon governo e si è dilapidato un patrimonio di consensi difficilmente recuperabile, Vero signor Fontana giusto il mio scritto del 31 luglio al quale non si è mai dato riscontro. Dimenticavo... non sono nessuno ne PD. Se lo schieramento avverso si darà un programma credibile, se presenterà una squadra di donne e uomini altrettanto credibili magari guidati da un «Guazzaloca» in salsa mantovana (ne vedo alcuni pronti per l'esperienza, magari poi sbaglio) approfittando di un vento favorevole che proviene dalle elezioni politiche, credo non abbia difficoltà ad aggiudicarsi il confronto. Concordo con il sig. Montresor quando scrive che se non ci sarà un profondo chiarimento all'interno del partito e si dovesse perseguire in questa direzione è inevitabile la nascita di liste civiche che attingeranno dalla coalizione di centro sinistra. Un'ultima considerazione, nella sua intervista il Sindaco dichiara che con la prossima legislatura si dovrà ripartire dai quartieri, ma Le chiedo non c'è qualcuno che l'ha detto tre anni fa? E a proposito che fine ha fatto il contratto di quartiere di Valletta Valsecchi che doveva essere approvato dalla Regione entro il 30 settembre? E dei 14 milioni di Euro di spesa previsti per i prossimi 5 anni cosa sono rimasti solo 96mila euro del piano dei lavori 2009 per manutenzione verde? Come si può pensare di ottenere consensi in un quartiere così importante? Servilio Negri SCUOLA La riforma taglia anche la sicurezza Al peggio non c'è mai fine: la riforma Gelmini taglia anche i fondi per la sicurezza delle scuole. In più scopriamo che la stessa taglia i fondi per la sicurezza delle scuole, e questo è davvero un pessimo modo di onorare le vittime di San Giuliano di Puglia, di cui il 31 ottobre è stato il sesto anniversario. Un taglio del 50% e che prevede risorse solo per quest'anno. Una decisione grave. Nel decreto Gelmini, all'articolo 7 bis, è scritto che al piano straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici previsto dalla legge 289/02 e successive modifiche, è destinato un importo non inferiore al 5% delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in cui il piano stesso è ricompreso. Prima dell'approvazione del decreto, il piano prevedeva un importo inferiore al 10%. Dunque anche qui un taglio netto, del 50% alle risorse destinate alle scuole a rischio sismico. Come non bastasse, è stata eliminata la clausola che tale finanziamento fosse garantito fino al completo esaurimento del piano straordinario: quindi l'intervento è garantito solo per quest'anno. Aver previsto, al comma 5 dell'articolo citato, che saranno messi in sicurezza 100 edifici scolastici con particolari criticità sotto il profilo della sicurezza sismica, ci sembra uno sforzo assolutamente irrisorio rispetto alla gravità della situazione. In sei anni solo 1.600 sono stati gli edifici messi in sicurezza sui 14.700 situati in zone sismiche. E ora si tagliano le poche risorse a disposizione. Cittadinanzattiva chiede al governo che: 1) provveda al ripristino delle risorse irresponsabilmente eliminate con l'articolo 7bis; 2) reintroduca la possibilità per i Comuni di derogare ai limiti imposti dal patto di stabilità per non creare la situazione assurda che una volta arrivati i soldi per le scuole, come è già accaduto, non si possano spendere; 3) faccia conoscere quanto prima le 100 scuole destinatarie del Fondo speciale e dia la possibilità a chi da anni è impegnato su questo fronte, di poterne indicare alcune tra quelle maggiormente a rischio. Questo sarebbe il modo migliore di onorare la memoria delle vittime della scuola di San Giuliano di Puglia. Cittadinanzattiva da anni denuncia l'insicurezza delle nostre scuole nei suoi rapporti annuali e per il sesto anno consecutivo promuove la «Giornata nazionale della sicurezza scolastica», che si terrà il 25 novembre in diecimila scuole di tutta Italia. Le scuole che vogliono partecipare visitino il sito www.cittadinanzattiva.it. Cittadinanzattiva GRAND CAFE' Grazie per il servizio di bus-navetta Siamo un gruppo di genitori. Volevamo ringraziare lo staff del Grand Cafè e Sergio Mosconi per aver organizzato gratuitamente il servizio gratuito del bus-navetta per i nostri ragazzi. Catia Badalucco e un gruppo di genitori

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Cannetese a raffica con il Castello (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CREMONA Cannetese a raffica con il Castello TRAVAGLIATO - ASOLACASALOLDO: 0 - 0 TRAVAGLIATO: Aquilini, Tonelli, Grandi, Tonoli, Zoni, Ziliani, Verzelletti N., Verzelletti S., Fiammetti, Coletti, Pegoletti. A disp.: Verzelletti M., Zini, Zanotti, Benedini, Del Barba, Zini M.. All:: Cucchi ASOLACASALOLDO: Fiore G., Bettoni, Casalini, Favalli, Xhaferri, Pedrazzani, Sirelli, Brignani, Mia, Michelino, Bandera. A disp.: Bonandi, Sabry, Scovoli, Fiore S., Balbi, Orsini. All.: Pedrazzani- Bonisoli ARBITRO: Montagano CANNETESE - CASTELLO: 5 - 1 RETI: 23' Viola, 25' Bolsieri, 50' Baracca, 55' Dattilo, 60' Bolsieri, 75' Dattilo CANNETESE: Perfetto, Bolognini, Medola, Nemedi, Tavoni, Bozzoli, Baracca, Tavoni A., Bolsieri, Dattilo, Volta. A disp.: Malinverno, Shaj, Moreschi, Trezzi, Casula, Hajdari. All.: Ziliani-Visini CASTELLO OSTIANO: Martinelli, De Carli, Gelmini, Curti, Curati, Curti, Elhaffid, Gazzaniga, Viola, Bona, Zanini. A disp.: Bardi, Feroldi, Rezzi, Dauti, Bertoni. All.: Zucchelli

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Liceali concludono l'autogestione con un dibattito in "par condicio" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

OMEGNA. AL FORUM AMMINISTRATORI E ASSOCIAZIONI Liceali concludono l'autogestione con un dibattito in "par condicio" Rullar di tamburi contro il decreto Gelmini. A suonare sono gli studenti del Liceo artistico Gobetti di Omegna che ieri hanno concluso al Forum la tre giorni di «autogestione» del loro istituto. I liceali cusiani, un centinaio sui 224 che frequentano l'unico liceo artistico del Vco, avrebbero dovuto dare vita ad una performance artistica sotto i portici del Municipio, ma vi hanno rinunciato per non intralciare i mercatini organizzati dalla Pro loco. Proprio per non dare adito a chi ha accusato sino ad oggi gli studenti di essere strumentalizzati, i liceali omegnesi «autogestiti» hanno invitato tutti gli esponenti politici e amministratori ad intervenire ed a parlare. «Diciamo che per par-condicio, ma anche perché volevamo avere opinioni diverse a confronto, abbiamo invitato sia amministratori di centro sinistra, come il consigliere provinciale Cristian Scatamacchia, ma anche assessori del Comune di Omegna che è retto dal centro destra, quali Maria Giulia Comazzi, Stefano Strada e Mattia Corbetta - dicono gli studenti Manuel Piscioneri e Michele Mattazzi - con loro anche altre personalità del nostro territorio: per l'associazione Libera è venuto Davide Lo Duca, don Renato Sacco ci ha parlato del nord e del sud del mondo, il consigliere regionale Marco Travaglini ci ha illustrato il funzionamento della macchina regionale e Nadia Gallarotti, presidente del Ciss del Cusio dei servizi sociali». C'è stato ovviamente il tempo nell'autogestione per imparare a suonare, ma soprattutto per riflettere. «Abbiamo il dovere, per noi e per chi verrà dopo di noi in questa scuola, di chiederci come sta cambiando la scuola ed il liceo - dice Jasmine Antar - la riforma, o per meglio dire i tagli, ridurranno le ore di lezione. Sei in meno proprio nelle materie artistiche. ma non è ciò che noi vogliamo».

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Gli studenti non demordono (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

In programma incontri con la popolazione sul tema e un altro corteo Gli studenti non demordono Continuano la proteste contro il decreto Gelmini BOLZANO. Continua la protesta ad opera degli studenti degli istituti superiori della provincia. Con forme meno appariscenti e rumorose rispetto all'autogestione andata in scena la scorsa settimana, ma ugualmente convinti nel rivendicare le proprie posizioni. "In attesa del confronto sulla Gelmini che, prima o poi, sarà necessario, per noi è importante continuare la mobilitazione. Il movimento apolitico che si è costituito in queste settimane non ha nessuna intenzione di abbassare la guardia". La riunione interscolastica dei giorni scorsi ha fornito l'occasione per fare il punto della situazione dopo il volantinaggio di lunedì e di valutare nuove iniziative da adottare. Hanno partecipato tutti i rappresentanti delle scuole bolzanine compresi alcuni istituti di lingua tedesca e alcuni di Merano. Oltre a loro sono intervenuti due rappresentanti del Blocco Studentesco, il movimento studentesco di destra, che ha aderito totalmente alle iniziative promosse a testimonianza della natura apartitica della protesta. Su invito a non esporre bandiere o simboli politici hanno confermato la loro adesione alla manifestazione di venerdì prossimo: gli studenti bolzanini aderiranno alla manifestazione nazionale già in programma. Il percorso del corteo verrà reso noto nei prossimi giorni e si annuncia fin da ora una cospicua partecipazione. "Il movimento si sta consolidando e stiamo valutando la possibilità di affiancare alla manifestazione un evento pomeridiano nella zona dei prati del Talvera - dicono i rappresentanti - ma servono i permessi". Oltre alle manifestazioni di piazza continua, da parte del gruppo "Studenti consapevoli", il tentativo di sensibilizzare l'opinione pubblica e di far conoscere da vicino i motivi della protesta. A tal proposito è in programma giovedì 13 un incontro serale presso l'Auditorium del liceo scientifico Torricelli di via Rovigo. "L'ambizione - proseguono i rappresentanti - è che sia solamente il primo di una serie di incontri sull'argomento". (l.s.)

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Scuola, è dibattito (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

AGORDO Scuola, è dibattito AGORDO. Incontro-dibattito sulla riforma Gelmini. Lo propone ad Agordo il Gruppo rappresentanti dei genitori della scuola primaria. L'appuntamento è per domani alle 17,30 nella sala "Don Tamis" dove l'incontro-dibattito avrà per tema: "Riforma Gelmini, quale futuro per la scuola?". L'occasione di domani sarà propizia per approfondire le tematiche che potrebbero portare a conseguenze pedagogiche, didattiche e organizzative in particolare per le scuole montane. Sono in programma gli interventi di: Franco Scalari presidente del consiglio di circolo; Sisto Da Roit, assessore e vicesindaco di Agordo; Domenico Martino, provveditore agli studi di Belluno; Loredana Brugè, insegnante di scuola primaria; Cinzia Mion, esperta nel settore. Sono invitati docenti e genitori. (rob.)

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Superiori, è finita l'autogestione (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

STUDENTI: POSITIVO BILANCIO Superiori, è finita l'autogestione BRESSANONE. Si è conclusa l'autogestione organizzata dai ragazzi di liceo e Ipsct del polo scolastico in lingua italiana di via Prà delle Suore per protestare contro la riforma che porta il nome del ministro Gelmini. Nell'occasione sono stati presentati tutti i progetti che sono stati sostenuti durante i quattro giorni di protesta. Ogni classe si è occupata di approfondire il sistema di istruzione di uno Stato europeo, sotto il «tutoraggio» dei compagni di quinta, che a loro volta hanno approfondito la storia dell'istruzione in Italia. La presentazione finale di quanto fatto è stata svolta tramite powerpoint e cartelloni che sono stati realizzati interamente dai ragazzi. «Tutto si è svolto in modo armonioso e con ottimi risultati - commentano Gioele Zappini e Michael Delogu, portavoci dell'iniziativa -, siamo molto soddisfatti. Un grande ringraziamento va anche ai professori, che sono stati dalla nostra parte. Adesso porteremo avanti il progetto con delle correzioni sui lavori svolti e con una seduta informativa sull'istruzione in Europa, che sarà fatta con un esperto in materia». (fdv)

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Marcegaglia e il ministro Gelmini in un hotel Royal da stato d'assedio (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

A SANREMO VERTICE SU CRISI ECONOMICA E RIFORMA DELLA SCUOLA Marcegaglia e il ministro Gelmini in un hotel Royal da stato d'assedio Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il ministro delle Pubblica istruzione Mariastella Gelmini (foto) hanno partecipato ieri all'Hotel Royal di Sanremo ai lavori del 35º Seminario dei direttori di Confindustria. Si è discusso del ruolo degli imprenditori nel difficile percorso per uscire dalla crisi, di economia, imprese e riforme. Il ministro, nel suo intervento, ha parlato di università e di ricerca, ma soprattutto della riforma della scuola che, nel suo lungo cammino, «è stata accompagnata da disinformazione e da troppe strumentalizzazioni».PRIMO PIANO ALLE PAGINE 58 E 59

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La Digos indaga negli istituti di Bologna (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

La Digos indaga negli istituti di Bologna I Cub-Scuola: grave intimidazione, manifestare contro i tagli è un diritto BOLOGNA. La Procura di Bologna ha incaricato la Digos di svolgere indagini negli istituti superiori. Sono arrivate ai Dirigenti Scolastici richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei Consigli d'Istituto, l'elenco delle riunioni, le date e gli orari delle iniziative di discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola, l'indicazione dei partecipanti, i danni alle strutture. A riferirlo è un comunicato della Cub-Scuola di Bologna, secondo cui «si tratta di un atto di grave intimidazione, che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del Ministro Gelmini nato nelle scuole». Secondo quanto si è appreso, è stato il Pm Luigi Persico a incaricare la Digos della raccolta di informazioni dopo che nei giorni scorsi la Procura aveva aperto quindici fascicoli d'inchiesta, anche dopo gli esposti presentati dal deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, sulle occupazioni e sulle manifestazioni organizzate in città nelle ultime settimane da studenti e universitari per protestare contro la riforma della scuola voluta dal ministro Gelmini. Le richieste di informazioni riguardano appunto le occupazioni al centro dei 15 fascicoli. La linea della Procura è stata quella di trattare e valutare caso per caso. Di qui la scelta di aprire un numero così alto di fascicoli, tutti contro ignoti. Tra questi anche l'occupazione dei binari da parte dei collettivi universitari il 21 ottobre scorso. Secondo la Cub-Scuola, però, si assiste «al rovesciamento delle regole della giustizia. Anziché intervenire su reali situazioni di illegalità esistenti e denunciate, si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una 'schedatura' di massa con presunzione di colpevolezza. La partecipazione spontanea e legittima di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista come elemento oscuro sul quale svolgere delle indagini. La Cub Scuola condanna questa iniziativa che tende a spostare le discussioni sulla scuola dalle questioni di merito a quelle giudiziarie. Le pressioni intimidatorie non potranno certo nascondere i tagli all'Istruzione pubblica per quasi 8 miliardi di euro e la perdita del posto di lavoro per 150mila lavoratori, frutto delle politiche Gelmini-Tremonti. è incredibile che i fautori del massacro della scuola siano così privi di argomenti da dover ricorrere a queste pratiche». «Chiediamo - conclude il comunicato - a tutto il movimento di difesa della scuola pubblica, alle forze politiche e sindacali e ai rappresentanti delle Amministrazioni Locali di esprimere la propria ferma contrarietà a questa caccia alle streghe e ai suoi ideatori». Intanto ieri il rettore dell'università di Bologna, Pier Ugo Calzolari, è intervenuto sui tagli agli atenei: «Le linee guida sull'università approvate dal Governo sono un primo corretto passo verso una riforma meritocratica - ha detto il rettore - Ma sui recenti provvedimenti incombe già la spada di Damocle dei tagli della legge 133 voluti dallo stesso governo, che si abbatteranno sull' università molto pesantemente a partire dal 2010».

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"A questa crisi vanno date risposte molto forti" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SEMINARIO L'INTERVENTO DEL PRESIDENTE EMMA MARCEGAGLIA "A questa crisi vanno date risposte molto forti" Credito: la metà delle imprese fa fatica ad ottenerlo [FIRMA]BRUNO MONTICONE SANREMO Un pacchetto di richieste al Governo. «Per dare sostegno all'economia come sta avvenendo in altri paesi, come Francia e Germania. Questa non è una crisi qualunque. E' una crisi a cui bisogna reagire, a cui vanno date risposte forti, in linea con l'Europa». Emma Marcegaglia, presidente di Confidustria, dopo il blindatissimo incontro con i direttori delle sedi italiane dell'associazione, ha fatto il punto sulle proposte di Confindustria per sostenere l'economia. «Comprendiamo il problema degli equilibri di bilancio - ha detto la Marcegaglia - Ma è una crisi forte. Al Governo abbiamo chiesto una serie di interventi come sta avvenendo in Francia e Germania: detassazione degli utili reinvestiti nelle imprese, portare la deducibilità degli interessi passivi al 40 per cento perchè gli "spread" dei tassi sono aumentati, portare ad un milione di euro la possibilità di compensare crediti e debiti di imposta, possibilità oggi ferma a 516 mila euro, incentivi fiscali alle imprese che fanno investimenti in tema di risparmio energetico e per ridurre le emissioni di C02. A questo proposito abbiamo appena raggiunto un accordo con 26 Confindustrie europee, ad eccezione dell'Inghilterra per ridurre le emissioni di C02. Ma i governi ci devono sostenere non facendo più pagare i diritti alle emissioni. Per le imprese italiane sarebbe un risparmio di almeno 8 milioni di euro»». Altro punto «caldo» il credito alle imprese. «Secondo dati di Bankitalia - ha continuato la Marcegaglia - almeno il 50 per cento delle imprese ha difficoltà ad accedere al credito. Bisogna intervenire perchè, se verrà a mancare il credito, le conseguenze saranno pesanti». Come intervenire? «Stiamo facendo tavoli di monitoraggio in tutte le principali città italiane - ha continuato la Marcegaglia - sui rapporti imprenditori-banche ed abbiamo aperto un tavolo con l'Abi e i principali istituti. Siamo d'accordo sull'idea di ricapitalizzare le banche ma loro devono impegnarsi a aumentare del 4-5 per cento il credito alle imprese». Interventi concreti? «Il rifinanziamento del fondo di garanzia per supportare il sistema Confidi e lo sblocco dei crediti che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione: parliamo di circa 70 miliardi di euro. Sarebbero ossigeno per il settore delle imprese». Durante la riunione il confronto con il ministro Gelmini sulla scuola. «Abbiamo detto al ministro - ha concluso la Marcegaglia - di continuare nella riforma soprattutto per quanto riguarda gli incentivi alla ricerca e i premi al merito. La scuola italiana così com'è non va. A chi protesta diciamo che devono rendersi conto che la nostra scuola è agli ultimi posti in Europa».

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C'è la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

C'è la Gelmini Royal blindato tra le polemiche Il ministro ha presenziato al convegno di Confindustria su economia e imprese [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI SANREMO Royal blindato da un ingente servizio d'ordine di polizia e carabinieri per il seminario degli stati generali di Confindustria, organizzato dal direttore della sede imperiese Pino Argirò. Si temeva che la presenza del ministro Mariastella Gelmini, ospite dell'incontro, potesse innescare manifestazioni di protesta degli studenti. Ma i lavori si sono svolti nella più assoluta calma: nessuno studente, nessun manifestante, nessuno slogan. Solo giornalisti che il ministro ha dribblato, abbandonando l'albergo senza fare nessuna dichiarazione. Giornalisti, fotografi e telecamere fuori dal Royal, una cinquantina di agenti e carabinieri a presidiare le entrate e, dentro, quasi 150 direttori e direttori generali di Confindustria a dibattere con il presidente nazionale Emma Marcegaglia temi di grande attualità: crisi economica, imprese e riforme con l'obiettivo di far tornare a crescere il Paese. Il ministro della Pubblica istruzione è intervenuto su «Federalismo: imprese e formazione», ma, alla fine, non ha potuto evitare di parlare della riforma della scuola. Ha negato che il decreto preveda tagli esagerati nei finanziamenti e, soprattutto, ha smentito chi afferma che verranno chiuse le scuole dei piccoli centri di montagna: «E' previsto l'accorpamento degli uffici amministrativi, non dei plessi». Poi si è lamentata per l'eccessiva disinformazione che ha accompagnato le varie fasi della stesura del decreto: «Disinformazione ma anche molta strumentalizzazione politica». Si è detta preoccupata per le possibili conseguenze delle manifestazioni di piazza: «Sento una grave responsabilità perchè temo che possa accadere qualcosa di grave». Sui tagli dei corsi di laurea «inutili» ha detto: «Abbiamo troppi presidi. Sono un elemento dispersivo. Con la riforma intendiamo concentrare i più importanti ed essenziali per raggiungere l'eccellenza formativa. E' inutile polverizzare le risorse e perdere il potere competitivo dei laureati: Le imprese li cercano, ma vogliono gente preparata». Non è mancato un riferimento agli studenti fuori corso: «Il decreto prevede un forte sostegno agli studenti fuori corso che lavorano per mantenersi agli studi ma non a chi si "parcheggia" all'università per anni e fa gravare tutto il peso sulla collettività». A conclusione dei lavori il ministro ha tentato di dribblare ulteriormente la stampa uscendo dagli scantinati del Royal dove l'attendeva la Thesis blindata con autista. Vistasi «scoperta» ha deciso di uscire dalla porta principale, superprotetta dalla scorta. Ha sorriso, ma non ha rilasciato dichiarazioni. Da Roma, l'ufficio stampa del ministro ha fatto sapere che la chiusura totale all'informazione è stata decisa esclusivamente dallo staff di Confindustria. Ma le polemiche sono divampate lo stesso.

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Accorpamenti, ora insorge Piani (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLEL'IPOTESI E' STATA FORMULATA DAL CONSIGLIERE BONELLO: IL COMUNE SOLLECITA UNA PROROGA, MINORANZA CRITICA Accorpamenti, ora insorge Piani [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA Dopo un dietro-front in seguito alle vibrate proteste per un possibile accorpamento fra Madie Boine e una sede delle Medie Sauro, torna alla ribalta l'ipotesi dell'unione della Boine, priva del numero minimo di alunni (465 contro 500), alle Primarie di Piani e Dolcedo. Il passo potrebbe essere caldeggiato con un emendamento dal consigliere regionale Franco Bonello nella seduta di martedì; domani mattina, però, è previsto un incontro in Regione per discutere l'ingarbugliata situazione. Intanto, come già successo un anno fa quando l'accorpamento era stato minacciato una prima volta, monta la protesta in Val Prino. Dice Vittorio Chisci, del Comitato pro Scuola Piani-Dolcedo e consigliere della 1ª Circoscrizione imperiese: «Perché eliminare qualcosa che funziona bene, in seno al Primo Circolo didattico? Riteniamo scorretta la proposta del consigliere Bonello. Auspichiamo un intervento chiaro ed incisivo dell'assessore alle Politiche scolastiche del Comune e dei consiglieri regionali Saldo e Saso, che già si erano occupati del caso alcuni anni fa, affinché le nostre Scuole di Piani e Dolcedo mantengano la loro autonomia. Siamo pronti a compiere iniziative anche eclatanti contro questo provvedimento». Intanto si stanno già preparando gli striscioni del «no» da appendere davanti alle scuole. Aggiunge Anna Ravera, che insegna alle Materne di Piani: «La didattica delle Medie è ben diversa da quella della Scuola dell'infanzia e delle Primarie. Nel maggio 2007 avevamo scritto una lettera in cui si evidenziava come il collegio dei docenti si schierasse compatto contro l'ipotesi, anche perché l'istituto è stato di recente oggetto di importanti ristrutturazioni». L'assessore Fossati ribatte alle accuse dell'assessore regionale Costa a Provincia e Comune, secondo cui gli enti sarebbero stati sollecitati dalla Regione a formulare proposte ma non avrebbero dato risposte: «Sono affermazioni gravi e non rispondenti alla realtà: il Comune ha espresso a suo tempo, con delibera di giunta, il proprio parere, diretto alla mantenimento dell'autonomia della Media Boine in deroga, come previsto dalla legge e come già fatto, nel medesimo quadro normativo, nel 1999. La scuola ha infatti un trend di crescita da far ritenere che nei prossimi due anni raggiungerà la soglia minima di 500 iscritti. Della possibilità di un accorpamento fra Boine e plessi di Piani e Boine abbiamo avuto soltanto notizia informale: abbiamo subito notificato la nostra opposizione. Il Governo ha inoltre rinviato al 2010 l'obbligo per le Regioni di adottare un nuovo piano di dimensionamento scolastico: l'autonomia della Boine quindi non è a rischio». Conclude il consigliere Pd Paolo Verda: «La legge Gelmini ha accelerato questi problemi, che si dovevano risolvere da tempo e discutere con calma: la responsabilità politica è della maggioranza».

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Volantini e slogan contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

IERI PRESIDIO STUDENTESCO IN PIAZZA Volantini e slogan contro la Gelmini La protesta contro la legge Gelmini non si spegne: ieri pomeriggio i ragazzi delle superiori imperiesi hanno inalberato striscioni e distribuito volantini nella centrale piazza San Giovanni a Imperia (foto). Hanno così ribadito il dissenso verso la riforma appena approvata.\

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"In Liguria non chiude nemmeno una scuola" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CAIRO M. LE RASSICURAZIONI DEL VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE "In Liguria non chiude nemmeno una scuola" Briano ha illustrato pubblicamente il decreto Gelmini [FIRMA]MAURO CAMOIRANO CAIRO MONTENOTTE Decreto Gelmini: la Val Bormida dice no ai tagli. E il vice presidente della giunta regionale, Massimiliano Costa, durante l'assemblea pubblica, organizzata dall'amministrazione comunale Cairo, assicura: «In Liguria non chiuderà nemmeno una scuola, almeno sino al 2010». Una presa di posizione pienamente condivisa dai cittadini. A dimostrarlo la folta presenza di pubblico, con una menzione particolare ai genitori degli alunni delle scuole di Rocchetta di Cairo, presenti in massa anche con striscioni. Una vera e propria sollevazione popolare contro un decreto che, ha sottolineato il sindaco di Cairo, Fulvio Briano, «non è una riforma che si pone degli obiettivi, dei programmi, un'evoluzione dell'attuale sistema, ma è una pura e semplice mannaia che ha come unico scopo applicare tagli a tappeto. La presa di posizione della Regione Liguria, che, in pieno contrasto con il Governo, rifiuterà di applicare questo massacro è quindi preziosa». Briano ha illustrato il decreto anche attraverso la proiezione di slide, in tutte le sue applicazioni, generali e sul territorio cairese: «Il piano di razionalizzazione per la scuola avrà un impatto devastante per quella pubblica, prevedendo tagli per circa 8 miliardi di euro nei prossimi tre anni, con il personale che subirà una riduzione di oltre 139.500 unità. Tagli che comporteranno, tra l'altro, un aumento dei costi per le famiglie, la riduzione del tempo scuola, l'aumento del numero degli alunni per classe, il ridimensionamento del tempo prolungato e del tempo pieno, la possibile riduzione degli insegnanti di sostegno, difficoltà per l'integrazione degli alunni stranieri. L'introduzione del maestro unico porterebbe nel prossimo triennio alla chiusura ed all'accorpamento di circa 2 mila scuole, per lo più dislocate nei piccoli Comuni. In particolare per Cairosi tradurrà nel rischio di chiusura delle scuole di Ferrania, San Giuseppe e Rocchetta, mentre non sono previsti, per ora, fondi a sostegno della nostra amministrazione al fine di adeguare le strutture restanti alle nuove esigenze, né sono previste misure a sostegno delle spese di trasporto scolastico che andranno ulteriormente a gravare sui Comuni e quindi sui cittadini».

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Decreto Gelmini: continua la lotta dei sindacati (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Decreto Gelmini: continua la lotta dei sindacati Riforma della scuola: «La partita non è finita» Dopo lo sciopero nazionale del 30 ottobre, indetto dai sindacati-scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che nel Bresciano ha visto una massiccia partecipazione, non si abbassa la guardia, da parte dei sindacati e degli studenti delle superiori e di numerosi genitori delle scuole di ogni ordine e grado, contro il decreto Gelmini, diventato legge il 29 ottobre. «Nonostante l'approvazione in via definitiva, in Senato, della riforma - affermano i sindacati bresciani Cgil Cisl Uil della scuola - c'è la consapevolezza che la partita non è finita, perché la traduzione delle norme di legge in pratica scolastica impegnerà nei prossimi mesi importanti passaggi amministrativi e contrattuali». «I sindacati - aggiungono - dovranno contrattare il valore delle ore straordinarie che impegneranno gli insegnanti delle elementari, lo svilupparsi dei corsi di formazione per i docenti che si occuperanno delle lingue straniere. Si dovranno inoltre trovare accordi con le Regioni per le azioni di dimensionamento del servizio scolastico che rappresentano una quota importante del ventilato risparmio finanziario previsto dal Governo».

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Questa occupazione? Inutile e strumentale (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «Questa occupazione? Inutile e strumentale» Ieri al liceo Arnaldo la presa di posizione degli esponenti di Azione giovani e Azione studentesca «Quando serve al sindacato, liceo subito occupato». È lo striscione esposto ieri da Azione giovani e Azione studentesca, movimenti legati ad Alleanza nazionale, di fronte al liceo Arnaldo, occupato da alcuni giorni per protesta contro il decreto Gelmini. Proteste che i ragazzi di An bollano come «inutili, strumentali e in ritardo». «La riforma prevede molti cambiamenti, ma che non riguardano le superiori» sostiene Giuseppe Vitrano, presidente di Azione giovani di Brescia. Da qui le accuse di strumentalizzazione: «I dibattiti sono spesso pilotati, tanto che non siamo mai stati invitati a parlare della riforma». Inoltre, secondo Vitrano, «esiste una maggioranza silenziosa di studenti che alle occupazioni non partecipa e che vorrebbe studiare». I due gruppi giovanili si sono attivati: «Ai nostri aderenti abbiamo detto di andare nelle scuole con uno slogan, "Occupare informati": non siamo contro le manifestazioni, ma vorremmo che le opinioni fossero supportate dalla conoscenza della questione» dice Vitrano. Il liceo Arnaldo è stato scelto dai giovani di An perché è stata la prima scuola bresciana ad essere occupata. Secondo il presidente di Azione studentesca, Paolo Treccani, l'azione arriva tardi «il decreto è già stato approvato, l'occupazione avrebbe avuto più senso due settimane fa. Inoltre i punti della riforma che toccano le superiori sono pochissimi - continua Treccani -. C'è il ripristino del voto in condotta e l'obbligo di mantenere per cinque anni un testo prima di adottarne una nuova edizione, un modo per evitare alle famiglie di dover ogni anno pagare più soldi». Una cosa sarebbe utile: «leggere il testo della riforma» sollecita Treccani. A sostenere i ragazzi anche il consigliere comunale di An, Andrea Ghezzi: «Vogliamo dar voce a chi è favorevole al decreto Gelmini, ai tanti che vogliono andare a scuola e non aderiscono alle manifestazioni strumentali».

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Medie, petizione tra gli insegnanti di lingue (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Medie, petizione tra gli insegnanti di lingue Tra le molte voci che in questo periodo si sono levate contro il decreto Gelmini c'è anche quella degli insegnanti bresciani di lingua straniera nella scuola primaria di secondo grado che hanno firmato una petizione. Nella lettera aperta si parla della «profonda indignazione e preoccupazione per la possibile applicazione del contenuto dell'articolo 25 comma 2, del decreto attuativo della riforma del secondo ciclo pubblicato il 18/10/2005 dall'allora ministro dell'Istruzione Moratti». Sostanzialmente si consente alle famiglie che lo desiderano di convogliare nello studio della prima lingua, l'inglese, anche il monte ore della seconda, francese, tedesco o spagnolo. L'obiettivo dichiarato è quello di offrire l'opportunità di imparare l'inglese ad un livello analogo a quello dell'italiano. Gli insegnanti credono infatti che «il raggiungimento del bilinguismo sia un processo molto impegnativo che richiede ben altre risorse rispetto a quelle che possono essere previste negli interventi di competenza delle istituzioni scolastiche». I firmatari della petizione sottolineano inoltre come «il libro bianco di istruzione e formazione dichiara come la conoscenza di almeno due lingue comunitarie oltre a quella materna sia una condizione indispensabile per i cittadini dell'Unione Europea». Per questi motivi gli insegnanti che si sono riconosciuti nella lettera aperta ritengono che «in questo modo il nostro Paese sacrifica il plurilinguismo a favore di qualche ora in più per l'inglese, con la falsa convinzione che queste possano portare alla conoscenza di questa lingua pari a quella materna. Così facendo inoltre si rischia di interrompere quel processo di integrazione veicolato dall'apprendimento delle lingue comunitarie». Gli insegnanti quindi chiedono «l'abrogazione dell'articolo. Se questo non dovesse avvenire si procederà ad un ulteriore ricorso alla Commissione Europea».

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Scuole, dalla protesta a un nuovo confronto (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Scuole, dalla protesta a un nuovo confronto Nelle superiori cittadine proseguono gli approfondimenti proposti dai ragazzi, anche nei casi in cui l'autogestione è finita Gli studenti lanciano nuove forme di protesta" title="Gli approfondimenti nel cortile del Liceo Calini Gli studenti lanciano nuove forme di protesta" onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20081109/foto/full_brescia_128.jpg',600,593)"> Gli approfondimenti nel cortile del Liceo Calini Gli studenti lanciano nuove forme di protesta L'assemblea in cortile Cambia forma. Ma non si ferma. Anzi cresce e matura. Rientrano la gran parte delle occupazioni, non la voglia dei ragazzi di tenere viva l'attenzione sui temi del presente e del futuro della scuola italiana. Non è più bloccata la didattica, ma sono proseguite le assemblee per approfondire o per tirare le somme, ma anche per lanciare proposte per il futuro. I licei della città hanno, in modi diversi, dimostrato ancora una volta una grande vitalità e gli studenti, con gli strumenti che hanno scelto di volta in volta, hanno lanciato un messaggio chiaro, quello di voler essere protagonisti consapevoli del dibattito attorno al mondo della scuola, del confronto con chi, dal Governo e dalle istituzioni, sui temi dell'istruzione e della formazione è chiamato a decidere. L'ultima nata è la «formula Calini». Giovedì mattina i rappresentati degli studenti hanno chiesto, e ottenuto, dal preside Gaetano Cinque un'assemblea di istituto nel cortile. La discussione si è presto animata e tra gli studenti e la presidenza lo scontro, su alcuni temi, è stato piuttosto acceso. Ma è servito. Dirigenza e studenti concordano nel dire che le posizioni sono state chiarite e la soluzione è di «organizzare una serie di approfondimenti culturali sui temi che in questo momento premono agli studenti, all'interno di un contesto di ordinarietà del funzionamento della scuola come un'assemblea di istituto». Così, sia venerdì che ieri mattina, nel liceo di via Montesuello c'è stato spazio per tutti: conferenze con i sindacalisti sulla riforma Gelmini, gruppi di lavoro che sono stati gestiti dagli studenti, approfondimenti curati da alcuni insegnanti e poi tante occasioni di dibattito tra le diverse anime di uno degli scientifici cittadini. Ma alcune aule sono state riservate anche al ricevimento dei docenti e pure le classi che avevano programmato verifiche o interrogazioni hanno potuto lavorare con tranquillità, nell'ambito di una gestione rispettosa delle diverse esigenze. Venerdì sera invece è rientrata l'occupazione dell'Arnaldo: i ragazzi hanno lasciato il presidio notturno dell'istituto, ma ieri mattina si è tenuta un'assemblea di istituto in cui «abbiamo tirato le somme della settimana di agitazione - racconta Valerio -. Il dato più significativo è la grande partecipazione dei ragazzi alle attività e ai gruppi di approfondimento che abbiamo proposto, che sono stati apprezzati anche dai professori. Ora si tratta di decidere come proseguire; sul piatto ci sono molte proposte che valuteremo insieme al consiglio di istituto perché l'obiettivo di oggi era riaprire il dialogo con la presidenza e gli insegnanti». Al Gambara, dove l'occupazione si è chiusa giovedì sera, Delia sottolinea «come anche la preside Coppini è stata soddisfatta del lavoro che abbiamo svolto e di come ci siamo saputi organizzare. Ora abbiamo proposto una serie di lezioni in piazza, ma la decisione spetta al consiglio di istituto di giovedì prossimo». Gli studenti del distaccamento di via Bonini invece, al termine dell'autogestione, hanno raccolto dubbi e proposte in una lettera aperta inviata proprio al ministro Gelmini. Più complessa invece la situazione al Leonardo di via Balestrieri: giovedì gli studenti hanno occupato la scuola e nelle due notti successive l'hanno presidiata mentre durante il giorno si sono susseguite le attività di approfondimento. Ieri poi i ragazzi sono rimasti in assemblea fino a tarda sera, per decidere se far continuare l'occupazione anche nel fine settimana oppure se fermarla. Paolo Bertoli

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Scuola, Confindustria appoggia la riforma Alemanno attacca il ministro Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:interno Scuola, Confindustria appoggia la riforma Alemanno attacca il ministro Gelmini ROMATra polemiche politiche ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e agli stati generali della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl), la giornata ha visto una nutrita serie di interventi su un argomento che continua ad essere al centro del dibattito politico e sociale. Il commento di Confindustria Un giudizio positivo sulla riforma della scuola è venuto da Confindustria: il presidente Emma Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta di un'operazione che «taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri», Ma, ha aggiunto, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». «La scuola italiana così com'è non va bene - ha concluso Marcegaglia - a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così». Gianfranco Fini, ha parlato, invece, di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della Camera ha detto che «ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto rumorose e molto minoranze». In questo senso Fini osserva come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano». «Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini - significa fare i conti con la storia: si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare tutti». In una polemica lettera aperta, invece, il presidente emerito, Cossiga ha dato «consigli» al capo della polizia sul modo di affrontare la protesta. Attirandosi le critiche del leader no global, Francesco Caruso, che lo ha invitato a lasciar perdere la «nostalgia degli anni di piombo». Intanto proseguono le proteste di studenti e docenti, in attesa del nuovo appuntamento in piazza, con lo sciopero generale dell'università e ricerca del 14 novembre a Roma. Tra gli altri, il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori di Bologna, ha respinto «ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti contro il tentativo di smantellamento della scuola pubblica statale». Alemanno attacca Gelmini Ieri è intervenuto anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, criticando il ministro dell'Istruzione e la sua riforma. Intervenuto al Forum promosso a Subiaco da alcuni parlamentari Pdl, Alemanno tra l'altro ha detto: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». Il rumore della polemica si è però subito placato, perché: «Smentisco categoricamente che il sindaco di Roma Gianni Alemanno abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma della scuola attuata dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini, così come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state evidentemente male interpretate» ha così affermato il portavoce del sindaco di Roma, Simone Turbolente.

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RIFORMA SCUOLA Solidarietà inopportuna alla Gelmini nMi auguro che l... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/11/2008 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE RIFORMA SCUOLA Solidarietà inopportuna alla Gelmini nMi auguro che le osservazioni pertinenti e argomentate del prof. Bertagna sulla politica scolastica del Governo inducano finalmente i dirigenti bresciani del Pdl a recedere dalla difesa incondizionata e dogmatica delle scelte del ministro Gelmini. È comprensibile la solidarietà per la collega di partito, ma quando si ha la responsabilità di rappresentare migliaia di iscritti e decine di migliaia di elettori, si dovrebbe guardare anche al crollo di credibilità e di consensi che certe complicità comportano. A maggior ragione se si ricoprono importanti cariche amministrative come quella di presidente della Provincia e di sindaco, chiamati prima di tutto a dare risposte plausibili alle migliaia di insegnanti e studenti che manifestano e al rettore dell'Università che, responsabilmente e pacatamente, richiama l'attenzione sulle conseguenze drammatiche che le decisioni ministeriali comportano. Guglielmo Castagnetti Brescia UNA MAMMA Pubblico impiego e scuola: sì alle novità nSono una mamma-lavoratrice di un'azienda privata. Scrivo in quanto, leggendo tutti i giorni le lettere pubblicate sul Giornale di Brescia, non riesco a capire se è possibile che i cittadini non riescano a vedere in che situazione drammatica siamo. La scuola. Dopo numerosi sprechi, assunzioni ad oltranza, cosa bisogna fare? Tenere personale che non serve, perché dipendente pubblico = impossibile licenziare! In più a carico delle famiglie resta anche l'onere di portare a scuola risme di carta, eserciziari, fazzoletti, sapone liquido, carta igienica ecc. Io credo proprio che bisogna rendersi conto che i tagli ci vogliono e non credo proprio che vadano a discapito dell'istruzione, in quanto limitando le spese inutili, si possono pagare meglio gli insegnanti, incentivando il loro lavoro. Per l'orario ridotto alle 24 ore settimanali (falso, si vedrà!) anche se fosse, bisogna imparare che la scuola non è un deposito bagagli. Certo per chi, come me, lavora 8 ore al giorno sarà difficile gestire la situazione, ma credo che volere è potere! Ricordiamoci che l'educazione dei nostri figli fa parte dell'essere genitore. Riprendiamoci le nostre responsabilità e smettiamo di delegare sempre tutto. Dipendenti pubblici. Qui ce ne sarebbe da dire. Per cominciare scrivo che per colpa di qualcuno non si fa più credito a nessuno! Voglio solo portare un esempio: nelle poste 10 sportelli 3 impiegati occupati 7 nel retro a bere il caffè. Secondo voi se in una piccola azienda di 10 dipendenti 7 prendono pause ogni mezz'ora cosa succede? Nella mia ti mandano a casa! Non voglio dire che non ci siano dipendenti pubblici ligi al lavoro, ma se tutti si facessero un bell'esame di coscienza, sono sicura che tutti gli scioperi e l'inciviltà che si sta vedendo in questi giorni nelle piazze italiane finirebbero. Gli insulti scritti e sentiti di questi giorni, non sono un modo di far valere i diritti ma solo una mancanza di rispetto per tutti! Laura mamma che lavora come dipendente privata Brescia PUBBLICO IMPIEGO Le ragioni della protesta della FpCgil nNell'articolo pubblicato sul Giornale di Brescia in data 5 novembre abbiamo riscontrato un refuso che chiediamo di rettificare in quanto snatura il senso della nostra iniziativa. L'articolo riferisce le ragioni della protesta che ha portato il Pubblico Impiego a scioperare venerdì 7 novembre e le ragioni della mancata sottoscrizione da parte della Cgil del Protocollo che costituisce la base dei prossimi rinnovi contrattuali del pubblico impiego, sottoscritto da Cisl, Uil e Confsal con il Governo il 30 ottobre. La Cgil non ritiene sufficienti i contenuti del Protocollo in quanto non soddisfa le nostre richieste: propone un aumento mensile medio di 8 euro per il 2008 e di 40 euro per il 2009 a fronte di una perdita di valore delle retribuzioni dovuta all'inflazione di molto superiore. Nell'articolo la cifra indicata quale aumento mensile è di 400 euro. È evidente l'errore che stravolge il senso della nostra protesta. Inoltre il Protocollo impegna il Governo in modo assolutamente generico e senza previsione di alcun incremento di spesa alla restituzione di tagli agli stipendi dei lavoratori pubblici che dall'1.1.2009 si vedranno decurtati i fondi di produttività da 100 a 300 euro mensili individuali. La sproporzione fra la proposta di incremento e la certezza del taglio di quote di retribuzione di entità superiore rende impossibile alla Cgil la condivisione del Protocollo. Vi sono poi ragioni ulteriori: il licenziamento dal 1° luglio 2009 dei lavoratori precari che da anni prestano servizio nelle Pubbliche amministrazioni, per i quali non vi sono risposte, e la limitazione di diritti dei lavoratori pubblici. Un esempio: la fruizione di permessi per assistere familiari portatori di handicap (Legge 104/92) che sono penalizzati dalla L. 133/08 e che non sono modificati dall'intesa. La Segreteria FP-CGIL Brescia ALLA STAZIONE Serve proprio un parcheggio a pagamento? nHo letto con piacere le due lettere pubblicate sul Giornale di Brescia la settimana scorsa riguardo al nuovo parcheggio delle biciclette. Condivido in toto le considerazioni svolte dai miei due colleghi pendolari e vorrei aggiungerne qualcun'altra per favorire la riflessione. Fino all'anno scorso il servizio offerto dal Comune era ottimo: un parcheggio gratuito e sempre pieno, sotto la stessa pensilina che oggi ospita il nuovo parcheggio. L'unico problema, per cui più volte avevo sollecitato l'assessore Brunelli, era la manutenzione, in quanto spesso le rastrelliere venivano danneggiate da vandali o ladri di biciclette, rimanendo inutilizzabili. Oggi, spostate le rastrelliere esistenti allo scoperto, sotto la pensilina, si è realizzato il nuovo parcheggio, a pagamento. Non la chiamerei una incentivazione all'utilizzo virtuoso della bicicletta. Leggo che «le tariffe sono abbordabili». Intanto, di questi tempi, si può discutere quanto 120 euro all'anno di abbonamento siano abbordabili; in venticinque anni, la mia bicicletta non è mai stata rubata. L'esborso di venticinque anni di parcheggio è pari a 3.000 euro, con i quali si compra ben più che una bella bicicletta! Comunque, spiace vedere che a Brescia si debba pagare per utilizzare un mezzo che nel resto d'Europa è al contrario incentivato. E c'era proprio bisogno di un parcheggio a pagamento? Nell'autoparcheggio coperto della Stazione già c'è un parcheggio a pagamento per le biciclette. Esso è utilizzato, ma non congestionato quanto lo era il parcheggio gratuito, che serve un numero ben maggiore di utenti. Quanto al prezzo, quello nell'autoparcheggio, oltre a essere protetto da un cancello, è al chiuso, e costa 8 euro al mese, meno di quanto imposto per il nuovo parcheggio all'aperto. Vediamo però cosa offre in più il nuovo parcheggio: leggo che l'assessore Labolani afferma che i bresciani potranno andare in Stazione con la bicicletta bella, perché potranno stare tranquilli grazie alle telecamere che riprendono i mezzi parcheggiati. Dal momento che il parcheggio, come si dice nel cartello, non è custodito e non si risponde dei furti, sarebbe più corretto dire che, più che altro, i bresciani potranno vedere chi ha rubato loro la bella bicicletta che avevano parcheggiato. I bresciani che vogliano essere proprio sicuri, faranno bene a parcheggiare la loro bella bicicletta nel «vecchio» e più economico autoparcheggio, ammesso che l'intenzione sia quella di mantenerlo. Guardiamo poi gli orari: il parcheggio sarà aperto, per i non abbonati, soltanto dalle 7.30 alle 19.30. Pare che l'Amministrazione comunale non intuisca chi sono gli utilizzatori maggiori del parcheggio delle biciclette in Stazione. Fornisco gratuitamente l'informazione: sono i pendolari. In particolare, quelli che, come me, vanno tutti i giorni a Milano, prendono un treno alle 7.28 o prima, e tornano molto spesso con treni che arrivano a Brescia dalle 19.15 in poi. Qualcuno mi spiega come potranno utilizzare il nuovo parcheggio, senza essere costretti ad abbonarsi? Sempre l'assessore promette «tolleranza zero per chi parcheggia legando le biciclette ai pali e alle ringhiere»: giustissimo, il decoro innanzitutto. A parte il fatto che il problema del decoro della Stazione mi sembra causato da molti fattori di cui l'ultimo è quello delle biciclette legate ai pali, io credo che tale affermazione sia giustificata e condivisibile soltanto qualora si lascino le rastrelliere gratuite attualmente presenti e ne si faccia la manutenzione regolare, che non si fa più da tempo. Se le cose continuano così, fra poco detto parcheggio non sarà più utilizzabile e l'unico modo per non legare le biciclette ai pali sarà di portarle nel parcheggio a pagamento: è questo che vuole l'Amministrazione comunale? Alberto Berizzi Brescia PAVONIANA Una festa nella chiesa dell'Immacolata nSono una affezionata lettrice del Giornale di Brescia e vorrei approfittare della gentilezza del Direttore per portare a termine un particolare desiderio: far conoscere alla cittadinanza bresciana la Chiesa di S. Maria Immacolata, perché abbia anch'essa, nella giornata dell'8 dicembre, una festa come hanno tante altre chiese bresciane. È un tempio votivo, costruito nel lontano 1931, quando questa parte della città era la periferia, dato che si trova tra le vie S. Eustachio e Trento. È stata voluta, oltre che dalla popolazione dei primi condomini comunali, delle Poste e delle Ferrovie, dai Padri Pavoniani, fondati da Lodovico Pavoni, dono fatto da Dio alla Chiesa bresciana:, ai Padri Pavoniani egli ha dato il nome di «Figli di Maria Immacolata». La chiesa è grande, direi anche importante, e penso sia interessante da visitare perché contiene alcuni affreschi del pittore bresciano Oscar Di Prata, parecchi mosaici di notevole pregio, il più importante dei quali, quello che si vede proprio entrando nella chiesa, sullo sfondo, rappresenta Maria Immacolata. In questi ultimi anni la chiesa si è arricchita di un meraviglioso altare che rende ancora più pregevole e luminoso l'insieme. La chiesa contiene anche le spoglie del Beato Pavoni, che secondo il mio modesto parere non è ancora Santo perché non ha qualche Santo protettore su questa terra e, proprio sopra la sua tomba, c'è la Madonnina che egli aveva nella sua camera e alla quale era molto devoto e cui si rivolgeva ogni volta che aveva bisogno per i suoi ragazzi. È giusto anche sapere che il carisma del Pavoni e dei Pavoniani è quello di curarsi dei bambini e dei ragazzi con particolari difficoltà familiari, creando case-famiglia per dare loro un luogo il più vicino possibile agli affetti familiari e nelle Parrocchie curare la catechesi degli Oratori, delle famiglie e della comunità. Questa Congregazione di religiosi non lavora solo in Italia, ma porta il carisma del fondatore nelle parti del mondo dove c'è bisogno di aiuto per i bambini e i giovani. Per tutte queste ragioni stiamo cercando di fare anche nelle vie della nostra Parrocchia la festa dell'Immacolata e per questo mi rivolgo ai commercianti che vorranno essere presenti con le loro bancarelle il giorno 8 dicembre, di rivolgersi ai competenti uffici per dare la loro adesione. Chiedo inoltre alla cittadinanza di aiutarci a fare di tutto perché anche la nostra festa risulti un momento pieno di gioia con gli occhi rivolti verso la Madonna, perché benedica la nostra città, i nostri religiosi e le nostre famiglie. Nel frattempo ringrazio per tutto quello che fino ad ora hanno fatto con il loro interessamento la dott.ssa Daniela Todeschini, gli Assessorati competenti e il signor Sindaco a cui per conoscenza ci siamo rivolti. Mi auguro tanto che quest'anno questo desiderio si realizzi. Stefania Gasparotti Battagliola Brescia CONSUMISMO Un Natale troppo anticipato nSalve, sono una ragazza di 18 anni: scrivo questa lettera per dar sfogo al mio pensiero, nella speranza che possa essere condiviso anche da altre persone. In questi giorni, andando nei supermercati, sono rimasta allibita dalla a dir poco prematura esposizione dei prodotti natalizi, a partire da panettoni e pandori per arrivare ad abeti e decorazioni. Mancano ancora due mesi al Natale e prevedo che quando arriveranno i primi di dicembre sarò già satura di canzonette natalizie e di prodotti tipici di questa festa. Il clima natalizio porta con sé un intrinseco velo di magia che ha la capacità di avvolgere le persone e di far desiderare loro l'arrivo di un giorno tanto semplice quanto speciale; ma così facendo i grandi e piccoli intermediari commerciali uccidono lo spirito natalizio prima ancora che questo possa nascere. Questa strategia di vendita sta, a mio parere, superando il limite della decenza. Sono consapevole che né una lettera né una protesta numerosa porterebbe dei cambiamenti concreti e il solo pensiero che le imprese provvedano a ritirare i prodotti già distribuiti è pura utopia. Vorrei però invitare tutti i lettori a non acquistarli e resistere ancora un po' alla tentazione del panettone, se non altro per gustarlo a tempo dovuto e per far recepire il messaggio anche ai venditori, così da sperare in un recupero di un briciolo di razionalità e rispetto per l'anno a venire. Francesca Tosini Concesio

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Scuole cancellate? Non c'è alcun pericolo (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 09 Novembre 2008 PROVINCIA Pagina 39 ISOLA DELLA SCALA. Le preoccupazioni di Tarmassia e Pellegrina «Scuole cancellate? Non c'è alcun pericolo» Il sindaco Giovanni Miozzi cerca di tranquillizzare i genitori ad un incontro La protesta di altri istituti «Non preoccupatevi, non esiste problema di chiusura per le scuole di Tarmassia e Pellegrina né oggi né per i prossimi 4 o 5 anni». Il sindaco Giovanni Miozzi risponde così alle preoccupazioni dei genitori della scuola primaria che allarmati dal decreto Gelmini hanno raccolto 550 firme, contro il maestro unico e contro la chiusura dei plessi con meno di 50 alunni. Le scuole elementari di Pellegrina e Tarmassia hanno 5 classi ciascuna frequentate rispettivamente da 52 e 53 bambini, ogni sede ha 5 insegnanti e mezzo più quello di inglese e di religione, le ore di lezione sono 30 settimanali con due rientri pomeridiani e sono attivi progetti di lingua, di continuità tra scuola dell'infanzia, primaria e media, di teatro, di educazione motoria e all'affettività. Del loro futuro si è parlato in un incontro tenutosi nella sala parrocchiale di Pellegrina. Il sindaco, presente con l'assessore alla cultura Tiziano Arcolini, ha tenuto a dire che l'amministrazione ha sempre avuto un occhio di riguardo per la scuola, e ha basato le sue rassicurazioni sullo sviluppo urbanistico futuro delle frazioni legato, per Pellegrina, alla realizzazione dello scalo merci che porterà lavoro e nuove aree residenziali. «E come ipotesi molto remota», ha aggiunto Miozzi, «qualora ci fossero problemi attiveremo dei bonus per il trasporto scolastico di alunni di località limitrofe». Il dirigente scolastico Saverio Spinelli ha detto che per i plessi delle frazioni che hanno più di 51 alunni al momento non ci sono problemi, ma che qualche preoccupazione destano l'introduzione del maestro unico e la riduzione del tempo scolastico che impoveriscono l'offerta scolastica. «Attualmente tutti gli alunni hanno 30 ore», ha spiegato, «perchè crediamo che un' offerta ricca e varia accresca la preparazione degli alunni e che 30 ore siano una quota utile e giusta per una formazione solida e articolata. Nella nostra scuola non c'è spreco di insegnanti ed è una delle scuole del nord est con i migliori risultati. C'è il timore di avere in futuro minori risorse. Sull'orario il decreto apre possibilità di richieste da parte dei genitori di avere 24, 27 o 30 ore con il vincolo delle dotazioni». La reintroduzione del maestro unico ha sollevato altre proteste. È giudicata «gravissima» dai genitori del capoluogo che hanno sottoscritto una petizione a difesa della pluralità docente: «Da 20 anni questa figura è stata superata definitivamente. Il governo invece vuole solamente un ritorno al passato che gli permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della già tartassata scuola pubblica. Che senso ha stravolgere la scuola elementare se non con l'obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a vantaggio delle private?». Intanto contro il decreto Gelmini si sono espressi i docenti dell'istituto professionale per l'agricoltura "Ettore Stefani". Il decreto, dicono, prevede la soppressione del diploma di qualifica triennale, meno ore per materie professionali, più alunni, non meno di 27 per classe; il collegio docenti ha deciso di sospendere tutti i viaggi di istruzione, le visite didattiche e le attività previste nei progetti di istituto «considerando che le misure previste sono estranee ad una visione strategica del ruolo della scuola pubblica; esprime profondo disagio e viva preoccupazione per il futuro della formazione soprattutto degli studenti più deboli e segnala i rischi per la qualità della scuola, della formazione dei futuri cittadini e della preparazione professionale dei futuri lavoratori».  

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Mondo più ospitale? Con Obama si può (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CASTEGNATO. L'assenza del ministro Gelmini non ferma il sit-in di protesta contro la riforma «Mondo più ospitale? Con Obama si può» Annunciato, come l'assenza del ministro Maria Stella Gelmini, un sit-in di protesta contro la riforma della scuola ha aperto ieri a Castegnato il convegno «La terra che cura-saggezza della natura e comunità sostenibili» organizzato dalla Fondazione Cogeme. Studenti e ricercatori hanno affisso uno striscione e distribuito volantini alle centinaia di persone che affollavano il centro civico. Maria Stella Gelmini ha comunque virtualmente partecipato alla tavola rotonda con un messaggio letto in apertura dei lavori, in cui ha dichiarato di «sostenere senza riserve le rivendicazioni della Carta della terra e lo sviluppo sostenibile attraverso lo strumento dell'istruzione». Ma a stregare la platea sono stati gli interventi di altre due donne, ovvero Henriette Rasmussen, 58 enne radiogiornalista Inuit, già ministro degli affari sociali della Groenlandia, fondatrice del Forum permanente per le popolazioni indigene dell'Onu ed Caren Trujillo, discendente dell'antichissima tribù Yaqui, che pratica e insegna metodi di medicina tradizionale, studiando le erbe medicinali in tutto il mondo. «L'elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti - ha osservato la Trujillo - apre scenari incoraggianti per uno sviluppo globale compatibile e rispettoso dell'ambiente». G.C.C.

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I giovani di An a sostegno del ministro (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

cronaca pag. 15 I giovani di An a sostegno del ministro Ieri mattina anche la «parte silenziosa» degli studenti è scesa in piazza per dire che c'è, che condivide la «Riforma Gelmini» e trova «fuori luogo le proteste di questi giorni, frutto di disinformazione e strumentalizzazione da parte di professori e gruppi politici a cui interessa solo fare un po' di rumore». MENTRE I RAGAZZI del liceo Arnaldo erano impegnati in un'assemblea d'istituto ospitata a Sant'Afra, una mezza dozzina di giovani di Alleanza Nazionale ha issato uno striscione davanti al classico di corso Magenta per dire che «Quando serve al sindacato, liceo subito occupato». Contestualmente, il presidente di Azione giovani Giuseppe Vitrano e il suo omologo di Azione studentesca Paolo Treccani, accompagnati dal consigliere comunale di An Andrea Ghezzi, hanno tenuto una conferenza stampa in corso Magenta. Ghezzi ha voluto sottolineare l'appoggio politico dato da Alleanza Nazionale «per dar voce a chi è favorevole alla riforma e ai tanti studenti che vorrebbero andare a scuola». VITRANO HA SOSTENUTO a sua volta che la riforma stessa prevede alcuni cambiamenti, «ma per i licei e le superiori sono limitati al voto in condotta e a poco altro». Perciò, ha aggiunto, «crediamo che la protesta sia l'ennesima dimostrazione di strumentalizzazione». Treccani ha espresso a sua volta la propria «antipatia verso una occupazione fatta tardi, a decreto già approvato».MI.VA.

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quei favori ai baroni - marco vannini (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

RIFORMA DELLA SCUOLA Quei favori ai baroni MARCO VANNINI L'intervento Gelmini sull'Università, ossia il pacchetto di disposizioni urgenti per il diritto allo studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e della ricerca approvato dal consiglio dei Ministri due giorni fa, sembrerebbe in apparenza essere andato liscio. continua a pagina 20

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rifondazione, spaccatura insanabile? (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Sardegna Rifondazione, spaccatura insanabile? Piras: «Niente scissioni, al voto col simbolo». Minoranza all'attacco CAGLIARI. «Non promuoviamo nessuna scissione, alle elezioni regionali andremo con il nostro simbolo, le nostre liste e la nostra identità aperta». Lo ha detto il segretario di Rifondazione comunista, Michele Piras, aprendo ieri il congresso regionale all'hotel Setar di Quartu. Un congresso difficile, di fortissime contrapposizioni interne dopo la pesante sconfitta elettorale alle ultime elezioni politiche. Cinque le mozioni in campo. Quella che rieleggerà oggi Piras conta il 62 per cento: fa capo al leader della minoranza nazionale, Nichi Vendola, e in Sardegna è rappresentata, tra gli altri, anche da Luigi Cogodi, Luciano Uras e Ciriaco Davoli. Con il 32 per cento c'è la corrente del segretario nazionale, Paolo Ferrero, rappresentata, tra gli altri, dal consigliere regionale Paolo Pisu e dal sindacalista Vincenzo Pillai. E' un congresso pieno di sospetti. La minoranza sospetta che Vendola stia organizzando un nuovo partito nazionale (due giorni fa con Claudio Fava e Fabio Mussi ha dato vita all'associazione La Sinistra) e che i suoi referenti sardi restino nel Prc sino alle elezioni regionali per gestire le candidature sfruttando la loro posizione maggioritaria. Lo scontro è acceso, come dimostra anche la contestazione di ieri al dibattito con Vendola. Nella sua relazione introduttiva Michele Piras ha lanciato l'idea della «ricercapolitico-culturale per la sinistra sarda», aggregazione che viene posta come obiettivo per il dopo elezioni («sarebbe un errore viverla come un cartello elettorale»). Piras ha confermato l'alleanza strategica con il Centrosinistra. I rapporti con la maggioranza del Pd sardo e con Soru qui sono ottimi nonostante la rottura alle politiche di primavera, mentre a Roma tra Pd e Ferrero è il gelo assoluto. La linea di Ferrero è stata contestata da Piras: «Non condividiamo l'idea dei ripiegamenti identitari e di testimonianza, perchè questa non è la storia né l'identità di Rifondazione comunista». Il segretario ha aggiunto: «Non accetteremo alcuna imposizione centralista, nessuna forzatura che riproduca quell'odiosissimo rapporto tra centro e periferia». Il rilancio del Centrosinistra può approfittare dei grandi movimenti in atto (dall'elezione di Obama alla protesta dei giovani contro la Gelmini), ma tutto questo «non sarà sufficiente ad invertire la tendenza se non si ricostruisce un progetto politico per la trasformazione della società». E ha spiegato: «Noi vogliamo costruire l'unità della sinistra. E vogliamo farlo rovesciando la piramide fra centro e territori, partendo da un progetto di società e di democrazia che affonda le sue radici nella nostra realtà». Per quanto riguarda la politica della Regione, Piras ha detto: «Da Renato Soru ci dividono molte cose, compresa l'idea di società, e tuttavia su molte altre c'è una forte sintonia». E ha indicato nel temi dell'identità e del progetto di sviluppo il terreno per consolidare l'alleanza, indicando tra le priorità di fine legislatura la Finanziaria 2009. Il primo a criticare la relazione è stato Paolo Pisu con una dichiarazione. «Qualificata ma reticente», l'ha definita il consigliere regionale della componente di Ferrero. «In alcuni tratti - ha detto Pisu - è stata una relazione di parte, della minoranza di Chianciano. Non c'è stata nessuna autocritica seria sulla gestione autoritaria del partito e sulla marginalità dei temi del lavoro nella giunta regionale. Non ha inoltre mai fatto riferimento al comunismo. Ha dato una lettura caricaturale della maggioranza nazionale, parlando di ripiegamento identitario, mentre noi siamo per il rafforzamento del Prc, ma contestualmente per l'unità della sinistra, che non può avere scorciatoie elettorali». Il dibattito è stato molto acceso. E sempre per le minoranza ha parlato anche Vincenzo Pillai, sia sulla strategia generale per unire la sinistra sia sulla politica del lavoro in Sardegna.

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hanno detto (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 18 - Cronaca HANNO DETTO COME LA LEGA. Alessandro Pietrogrande, coordinatore comunale: «Conquisteremo le piazze con i banchetti, come la Lega». COMUNITA'. Gabriele Zanon, coordinatore padovano di Alleanza nazionale, saluta dal palco: «La comunità umana prima che politica del PdL che si fonde davvero nella trincea anti-Zanonato». SPORTIVO. Dino Ponchio, ex cittì dell'atletica femminile: «Siamo un gruppo che in punta di piedi lavora da tempo perché Padova merita di più». COMUNISTI. Michele Russi, consigliere di quartiere: «Sono al Brenta-Venezia, il quartiere più comunista d'Italia». GELMINIANI. Fabiano Paio, coordinatore dei giovani azzurri: «Siamo rimasti soli a difendere il ministro Gelmini». CEMENTO ROSSO. Paolo Lazzaretto, consigliere di quartiere: «La sinistra ha lasciato una smisurata cementificazione». MAGIA. Mario Sabbadin: «Candido a sindaco Domenico Menorello». MATTONE. L'immobiliarista Guerrino Polito: «Padova sta morendo, con i negozi trasformati in garage». MOSCHEA. Mario Acampora, ex assessore Psi ora Citt'Antenore: «La prossima settimana depositiamo il ricorso contro la delibera che impedisce il referendum sulla moschea». DEFERITO. Tommaso Riccoboni, galaniano Doc: «C'è da fare un passo in più. Cancellare i deferimenti ai probiviri. Altrimenti, almeno un richiamo a chi si candida fuori dalle regole».

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protesta anti-gelmini senza caos lettere contesta scienze politiche (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

GLI STUDENTI «Protesta anti-Gelmini senza caos» Lettere contesta Scienze politiche Obiettivi comuni da difendere, ma modi diversi di protestare. Logos, il gruppo di discussione fondato dagli studenti di Lettere dopo il «casus belli» Gelmini, prende le distanze dai più «ribelliosi» colleghi universitari del collettivo di Scienze Politiche e dai centri sociali: il cui corteo cittadino giovedì ha causato disagi e caos, facendo scattare decine di denunce per atti illeciti. «I nostri - spiega Lisa Parolo, che studia Beni culturali - sono due approcci paralleli eppure distinti». Occorre tracciare una linea di confine. «Non ci poniamo in contrapposizione - spiega - semplicemente non appoggiamo manifestazioni che non rientrino nella legalità e nella civiltà. Siamo per un confronto costruttivo e propositivo». Linee-guida che presto saranno messe nero su bianco con un «testo programmatico aperto e non restrittivo», perché Logos, ora che è nato, non si fermerà. Ogni sabato mattina, a partire dal 22 novembre, un'aula del Liviano riunirà gli studenti per proseguire «un dibattito che sappia essere consapevolmente critico sui vari temi d'attualità». Intanto, però, martedì pomeriggio, il gruppo sarà ufficialmente e pubblicamente presentato. E succederà in grande stile: alle 17, al Maldura, si spalancheranno le porte sulla «notte bianca dell'università». La prima in assoluto. «Ci abbiamo lavorato tanto» rilevano gli studenti. Dibattiti, spettacoli e musica di qualità fino alla mezzanotte e per tutti. (m. tro.)

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marcegaglia: detassare gli utili investiti (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Attualità Marcegaglia: «Detassare gli utili investiti» Confindustria torna a chiedere al Governo un «pacchetto» per le imprese ROMA. Detassazione degli utili reinvestiti, aiuto fiscale alle imprese e meno tasse per chi produce riducendo il consumo energetico. Su questi tre obiettivi Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, non perde occasione di insistere perchè il governo manifesti «come sta accadendo nei maggiori paesi europei, Francia e Germania, la volontà di dare un supporto dell'economia nei vari settori che stanno soffrendo». Ieri l'occasione si è presentata al 35esimo seminario a Sanremo dove era stata invitata anche il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, la quale ha chiesto l'allontanamento di tutti i giornalisti dalla sala del dibattito. Poi ha lasciato lei la sala subito dopo l'intervento della Marcegaglia, senza fare alcun discorso. Eppure la presidente della Confindustria si è dichiarata d'accordo con i tagli alla scuola che considera, però, solo una prima parte della riforma. «Ora bisogna intervenire sul merito e sulla qualità dell'istruzione» ha detto, senza alcuna venatura polemica. E ha aggiunto di concordare con le misure di aiuto che il governo intende varare per le banche. La mancanza di liquidità degli istituti di credito, associata al crollo dei consumi, preoccupa e toglie ossigeno alle imprese. Più la dimensione è piccola più la stretta creditizia diventa un nodo scorsoio. Federica Guidi, presidente dei giovani industriali ha lanciato ieri un nuovo allarme: «I grandi gruppi, inevitabilmente, si portano dietro le piccole e medie imprese. Ci vuole una forte politica di investimenti pubblici». Qualche giorno fa proprio per cercare di dare ossigeno, Unicredit ha annunciato di voler mettere a disposizione 5 miliardi di euro per le piccole imprese. Gli artigiani intanto stanno costruendo una trincea, in attesa di vedere questa maggiore liquidità. Da una parte «chiediamo al governo» dice Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, «che in tempi rapidissimi si agevolino i finanziamenti dando la possibilità a Confidi di alzare oltre al 50 per cento attuale la garanzia necessaria per sostenere il credito ad un'impresa». Secondo un sondaggio tra i piccoli e piccolissimi imprenditori, le banche nell'ultimo periodo, erogano il 18 per cento in meno di crediti. Il sondaggio è stato fatto su quattro voci: "rientro dei soldi", "ritardo nell'accoglimento della domanda", "allungamento dei tempi istruttori", "richiesta in crescita di garanzie". La stretta creditizia viene attuata quindi in vario modo, ma le piccolissime imprese boccheggiano. Per questo Confartigianato, Cna, Casartigiani che partecipano all'Artigiancassa, (maggioranza BNL), hanno varato un nuovo piano industriale che prevede 251 sportelli Confidi e 2900 sportelli presso le associazioni della categoria. (a.f.)

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<Potenziare i tecnici qualificati per l'industria> (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

«Potenziare i tecnici qualificati per l'industria» scuola e lavoro Il ministro dell'Istruzione promette un rilancio degli istituti tecnici. Il presidente di Confindustria: «Promessa che vale oro» 09/11/2008 dal nostro inviato PAOLO CRECCHI Sanremo. Presidente Marcegaglia, cos'ha detto la Gelmini? «Che rilancerà alla grande gli istituti tecnici. Per noi di Confindustria una promessa che vale oro, perché il mondo dell'impresa ha bisogno di tecnici davvero qualificati». Hotel Royal di Sanremo, ieri, ore 14. Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia fa il portavoce di Mariastella Gelmini perché il ministro della Pubblica istruzione non può parlare. Ha in uggia i giornalisti? Tutt'altro. Quattro ore prima si è concessa con gentilezza all'inviato del Secolo XIX e al collega del Sole 24 Ore: «Parlo al convegno e poi mi intervistate. Aspettatemi». Ma il convegno sono gli stati generali dei direttori di Confindustria, il trionfo della burocrazia. E dunque ecco arrivare il primo niet, «Scusateci ma il ministro non può parlare con voi: sapete, gli altri giornalisti...». Si avvicina anche lei, Mariastella Gelmini, assolutamente mortificata: «Temo di avervi detto una cosa che non posso mantenere. Vogliate scusarmi. Oggi, qui, non posso rilasciare interviste». Non le può rilasciare perché gli organizzatori del meeting, i funzionari locali di Confindustria, non vogliono che rubi la scena a Emma Marcegaglia: «Ci dispiace, ma si tratta di una riunione a porte chiuse». Obiezione: e allora perché ci avete convocato? «Non vi abbiamo convocato. Si è trattato di una fuga di notizie». Anche l'inviato del Sole 24 Ore viene invitato ad allontanarsi: il che è surreale, essendo il Sole 24 Ore l'organo di Confindustria. Così finisce con la Marcegaglia impegnata in una difficilissima conferenza stampa, con i giornalisti che le chiedono della Gelmini e della scuola e lei che prova invano a rilanciare sulle richieste degli industriali al governo: garanzie sul credito, agevolazioni fiscali... Niente di nuovo, chissà se era il caso di paracadutarsi a Sanremo per ribadire cose note: piuttosto la Gelmini, presidente? Cos'ha detto la Gelmini? «Ha difeso la sua riforma. Ci ha spiegato che vuole aprire le università all'impresa, e noi non possiamo non essere d'accordo. Dopo di che, c'è stata questa bella riflessione sugli istituti tecnici. Lo sapete che una volta erano il vanto del Paese? Devono tornare a esserlo». Sulla riforma, parole buone: «Diciamolo, alcune riduzione di spesa andavano fatte perché erano fuori dai parametri europei. Noi riteniamo quindi che questo sia un decreto che tagli alcuni costi e rimette a posto alcuni numeri, non bisogna però fermarsi qui. Ora bisogna fare la vera riforma: sul merito, sull'efficienza, sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ma adesso bisogna continuare perché la scuola italiana così com'è non va bene. Chi protesta dovrebbe guardare in che posizione di classifica siamo a livello europeo. Siamo sempre agli ultimi posti». Il ministro Gelmini ha incassato un lungo applauso, questo si è potuto registrare anche restando nella hall dell'albergo, e naturalmente il via libera delle imprese. Ma negli ultimi tempi - sull'onda delle contestazioni, e pare di alcuni sondaggi piuttosto critici con il governo - ha deciso di non procedere più come un bulldozer. Dunque, ha ribadito agli industriali, basta con la scuola dei precari e del doppio maestro, basta con la scuola intesa come ammortizzatore sociale; ma grande attenzione alla ricerca e no ai tagli indiscriminati, nei limiti del possibile, perché su un'istruzione moderna si gioca il futuro del Paese. Concetti già espressi in privato a Emma Marcegaglia, e ai principali industriali italiani. Perché il ministro dovesse confidarsi in gran segreto con i funzionari e i burocrati di Confindustria resta un mistero, e così pure la scelta di Sanremo per un appuntamento del genere. Se tutto doveva restare segreto, perché non vedersi a Milano? Si sarebbe speso anche meno. crecchi@ilsecoloxix.it 09/11/2008 ' 09/11/2008 riforma necessariaIl ministro vuole aprire l'Università all'impresa e noi non possiamo che essere d'accordo emma marcegagliapresidente di Confindustria 09/11/2008

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la gelmini? non è un essere umano (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

ANDREA CAMILLERI «La Gelmini? Non è un essere umano» ROMA. La Gelmini? «Di sicuro non è un essere umano». E' quanto ha sostenuto lo scrittore Andrea Camilleri qualche giorno fa, davanti alla platea studentesca del liceo Mamiani di Roma. Chiamato a discutere con i ragazzi, il celebre papà del commisario Montalbano ha esternato il suo duro giudizio facendo arrabbiare in primis proprio alcuni esponenti dell'opposizione che non hanno digerito nè l'estromissione della Gelmini dalla razza umana nè la succesiva battuta di Camilleri: «Dovremmo chiamare i professori di chimica per capire cos'è». Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione del governo Prodi, è tra i primi a stigmatizzare le parole di Camilleri. «Chi non rispetta la dignità delle persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche politiche, si comporta in modo grave, soprattutto se si pensa che il nostro Paese vice da decenni un'emergenza educativa». «La radicalità dei giudizi politici che possono essere anche aspri non deve essere mai confusa con la semplice offesa personale», dice Giovanni Russo Spena. L'ex capogruppo di Rifondazione invita a distinguere tra nemici e avversari politici e giura che per quanto lo riguarda lui quelle parole non le direbbe neanche «al leghista Borghezio che pure considero senza giri di parole un razzista». Più indulgente Sandro Curzi. «Se un presidente del Consiglio arriva a parlare di persone appecoronate e di presidenti abbronzati, si capisce che altri possano prendersi qualche licenza». (a.g.)

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l'università che lavora (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 26 - Sassari «L'università che lavora» Studenti e docenti alla giornata delle Scienze biomediche Unanime la critica ai tagli del Governo sull'istruzione SASSARI. «Uno spaccato dell'università che lavora». Il professore Eusebio Tolu, docente di Fisiologia umana e direttore della scuola di dottorato in Scienze biomediche, ha definito così la recente kermesse nella facoltà di Medicina e Chirurgia. Il complesso biologico di viale San Pietro ha ospitato la giornata della stessa scuola di dottorato, con oltre quattrocento presenze tra docenti, studenti e dottorandi, questi ultimi impegnati nell'esporre le loro ricerche. Unanimi le critiche agli orientamenti ministeriali su istruzione e ricerca, con il rischio di pesantissimi tagli. «Questa è una giornata di lavoro, anche se il Governo ci considera fannulloni e nullafacenti e per questo taglia i fondi alla formazione e alla ricerca», ha affermato polemicamente Eusebio Tolu prima di entrare nei dettagli dell'iniziativa. «La scuola di dottorato in Scienze Biomediche dell'ateneo sassarese è una delle più grosse d'Italia, con 122 docenti delle facoltà di Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Farmacia e Scienze - ha rimarcato il direttore -. E' suddivisa in dieci indirizzi, dalla biomedicina, della ricerca pura o applicata sino alla ricerca clinica. Attivata da due anni, comprende 41 dottorandi. Con il bando del terzo anno, di prossima scadenza, si arriverà a oltre 60 dottorandi. Rispondiamo a una esigenza del regolamento, l'autovalutazione, con ciascun dottorando che presenta il suo lavoro sotto forma di poster, visitati da una commissione di docenti per discutere i risultati della ricerca. Un dottorando per indirizzo viene chiamato a esporre il suo elaborato». L' autovalutazione verifica la formazione prima di essere completata, nei due successivi livelli, dal nucleo di valutazione dell'università e da quello del ministero. «La scuola è una grande realtà ma bisogna fare di più nella dimensione internazionale della ricerca - ha proseguito Tolu -. Il dottorato deve essere valorizzato in vista della carriera accademica ma anche in relazione al mondo del lavoro. La Regione può fare molto per sostenere i due binomi università-territorio e università-trasferimento tecnologico. Occorre una rete regionale della ricerca e della formazione delle università di Sassari e Cagliari per una ricaduta apprezzabile sullo sviluppo del territorio. La legge regionale del 2007 su ricerca e innovazione tecnologica spetta un ruolo centrale». Per il professore Alessandro Maida, rettore dell'università di Sassari, la trasformazione dei dottorati in scuole è stata una razionalizzazione utile a dare impulso alla formazione. «L'università di Sassari conta 11 scuole di dottorato con 67 borse di studio - ha comunicato il rettore -. L'ateneo, anche se in difficoltà finanziarie, ha incrementato l'entità della borsa ma occorre fare di più, pur riconoscendo gli sforzi della Regione. è auspicabile maggiore attenzione in una fase di precarietà che il taglio dei fondi previsto dalla legge Gelmini accentua su formazione e ricerca». Il preside della facoltà di Medicina, Giulio Rosati, ha messo in discussione, utilizzando una valutazione comparativa della produzione in ambito biomedico dei 30 Paesi più avanzati, gli argomenti del governo per tagliare i fondi alla ricerca a causa di una presunta scarsa qualità. «Secondo i dati dell'Institut for Scientific information di Filadelfia, l'organismo più accreditato al mondo per valutazioni nel particolare settore, nel quinquennio 2000-04 la Medicina interna e la Gastroenterologia si sono classificate al quarto posto. Nei primi dieci posti rientrano anche Diagnostica per immagini, Psichiatria, Chirurgia ed Ematologia e Anestesiologia. «Un dato sorprendente - ha sottolineato il professor Rosati -, di fronte alla scarsità di finanziamenti alla ricerca italiana, all'arbitrarietà della loro attribuzione e alla precarietà di molti ricercatori». Il presidente del consiglio regionale, Giacomo Spissu, dopo aver criticato aspramente il decreto del ministro Gelmini si è soffermato sull'impegno finanziario dell'amministrazione isolana sulla sanità e ha ricordato i 120 milioni per le facoltà di Agraria e Veterinaria da investire nell'azienda di Bonassai. «La Sardegna può colmare il divario con altre regioni italiane e altre realtà europee tramite una politica di formazione che veda in prima linea le due università isolane - ha valutato Spissu -. Occorre collaborazione per un sistema più efficiente per eliminare sprechi e doppioni». Marco Deligia

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gli occhi dentro il microscopio e la voglia di guardare lontano - luigi soriga (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 26 - Sassari Gli occhi dentro il microscopio e la voglia di guardare lontano I giovani ricercatori sassaresi lanciano la sfida ai tumori al fegato, ma devono combattere contro i tagli alle Università LUIGI SORIGA SASSARI. Nella vignetta di Gef Sanna c'è un medico che osserva dentro il microscopio. Analizza la pericolosissima molecola «Gelmini», che al suo interno custodisce un paio di forbici, ed è pronta ad aggredire la ricerca. Nell'aula magna della Facoltà di Medicina sorridono tutti. Sorride anche quella fauna umana, che popola i laboratori e che sopravvive con mille euro al mese, nutrendosi di borse di studio che ogni tanto piovono dal cielo come manna. L'Italia è il paese in cui il numero di dottorandi e di ricercatori è il più basso d'Europa. «Quando in Giappone o in Norvegia c'è crisi - dice il dottor Gambacorti-Passerini dell'università di Milano Bicocca - il governo stanzia subito fondi per la ricerca. Qui accade l'esatto contrario: la ricerca non produce beni istantanei di consumo ed è la prima voce che viene tagliata». L'Airc (l'Associazione Italiana per la Ricerca sul Cancro), va invece controcorrente: dà fiducia ai giovani, mette a disposizione borse di studio e finanziamenti per la formazione, offre una chance di indipendenza economica. Organizza raccolte di fondi, convegni seminari. Ieri ad esempio, per la Giornata per la Ricerca sul Cancro, in 22 città oncologi e studiosi si sono ritrovati a parlare dei progressi della medicina: un secolo fa i tumori riguardavano una persona su 30. Oggi una persona su 3 viene colpita dal tumore nel corso della sua vita e le proiezioni dicono che in un futuro non lontano uno su due potrà incontrare la malattia. Però, dall'altro lato, grazie ai passi avanti della sperimentazione oltre il 50 per cento dei pazienti ottiene la guarigione. A Sassari si lavora da anni sui tumori al fegato. Il professor Francesco Feo ha creato nella sezione di Patologia sperimentale e oncologia del Dipartimento di scienze biomediche, un gruppo di ricerca con lo scopo di studiare le alterazioni genetiche del carcinoma epatico. Una equipe di nove medici, coordinati da Rosa Maria Pascale ha individuato alcuni bersagli molecolari. Sono partiti dal confronto tra il fegato di due ratti, uno interessato da tumore e l'altro sano. Hanno isolato una proteina che scompare quando c'è il cancro e l'hanno chiamata "Dusp". Hanno provato a reinserirla nelle cavie e hanno analizzato gli effetti. La proteina è capace di arginare il tumore. «Abbiamo lavorato anche in vitro con porzioni di fegato malate asportate dai pazienti - spiega la dottoressa Pascale - ma la strada che porta dalla sperimentazione in laboratorio alla produzione di una terapia sulle persone è ancora lunghissima. Anche perché i tumori hanno una capacità di difesa sorprendente. Se tu individui un punto debole, loro reagiscono. Per sconfiggerli bisogna trovare vari punti di attacco. Ecco perché il cammino è lungo». Soprattutto è costoso. Nonostante i ricercatori durante le loro 12 ore di lavoro brucino più passione che soldi pubblici (stipendi da fame che oscillano tra i 1000 e i 1600 euro), per un progetto come quello dello staff del professor Feo occorrono circa 100mila euro all'anno. Senza il supporto dell'Airc la proteina "Dusp" continuerebbe a svolgere il suo lavoro nero nell'organismo, come una perfetta sconosciuta. Invece ricercatori come Maddalena Frau continuano a osservarla da anni, ne registrano ogni comportamento, cercano di farne un'alleata. Ci dedicano una fetta della propria vita, preferendo infilare la pupilla dentro un microscopio piuttosto che allargare lo sguardo al futuro. Poi però capita che alzino la testa si ritrovino davanti a un enorme punto interrogativo: «Da dieci anni svolgo attività di laboratorio - dice Maddalena Frau - prima la specializzazione, poi la borsa di studio, quindi il dottorato di ricerca. Ora l'arco di tempo del riceratore precario si è esaurito. So benissimo che la stabilità professionale sarà un obiettivo molto difficile. Probabilmente dovrò andare avanti con altre borse di studio». Moltissimi talenti sono scappati da questa sorta di volontariato che anima la ricerca. Il senso ripetitivo della loro giornata, lo distilla efficacemente la dottoressa Pascale: «Guardare e riguardare se quello che ti aspetti succede veramente». Hanno provato a resistere per qualche anno, poi tra la nobile missione di salvare vite umane in un futuro prossimo e uno stipendio fisso subito, sono andati sul sicuro. Quando lo scrittore Salvatore Niffoi e il giornalista e Francesco Pinna (moderatore del dibattito) lanciano una provocazione e chiedono alle decine di studenti delle superiori chi tra loro vorrebbe fare il ricercatore, non si alza nemmeno una mano. Il romanziere è stato invitato al convegno per portare una voce diversa, che attinge dalla provetta del mondo esterno, sporca di storie e sofferenze: «Purtroppo mi sono dovuto laureare molto presto in scienza del dolore - racconta - mia madre morì di tumore alle cliniche di Sassari». E' successo molti anni fa e nel frattempo le terapie contro il cancro hanno fatto passi da giganti. La lista dei nuovi farmaci cresce di giorno in giorno. C'è chi, come il professor Gambacorti Passerini, si affidano con ottimi risultati al "Glivec", il primo agente antineoplastico che appartiene ad una categoria di nuovi medicinali detti a bersaglio (target) o intelligenti. Selezionano particolari substrati delle cellule tumorali da colpire, hanno scarsi effetti collaterali, possono essere somministrati per via orale. Se Francesco Pirisi è nell'aula magna della Facoltà a raccontare la sua storia, molto lo deve al Glivec. «Sei anni fa mi hanno diagnosticato la leucemia mieloide cronica. Il dimagrimento e la stanchezza che io addebitavo allo stress dal lavoro in verità erano causati da una patologia che colpisce due persone su 100 mila. Grazie ai nuovi farmaci ho riacciuffato la salute e riesco a condurre una vita del tutto normale». Negli Stati Uniti, invece, si punta sul Viagra. Si è scoperto che la molecola alla base della pasticca blu scardina una delle principali strategie con cui il cancro si difende dal sistema immunitario. I tumori sfruttano infatti le cellule immunitarie che producono ossido nitrico, il motore della crescita dei vasi sanguigni: le attirano e si fanno circondare da queste creando una nebbia che li nasconde alle cellule killer del sistema immunitario. La molecola del Viagra blocca le cellule e dirada la cortina che creano intorno al tumore, in modo che il sistema immunitario possa attaccarlo. Naturalmente la migliore arma per combattere i tumori resta ancora la prevenzione e la diagnosi precoce. Tac, Pet, Risonanza magnetica, mammografia hanno salvato migliaia di persone, ma trecentomila casi di nuovi casi di cancro all'anno in Italia sono una cifra spaventosamente elevata. Per questo l'Airc continua le sue iniziative per la raccolta di fondi per sostenere la ricerca. Oggi negli stadi di Calcio i tifosi continueranno a inviare sms al 48544. Ma un contributo potrà essere offerto anche negli sportelli Unicredit Group facendo un versamento sul conto corrente, o nelle ricevitoria Sisal oppure on-line consultando il sito www.Airc.it

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pochi alunni, a rischio l'istituto comprensivo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 28 - Sassari Pochi alunni, a rischio l'istituto comprensivo Trecento studenti non sono sufficienti per sopravvivere, la chiusura è dietro l'angolo Il sindaco Manca: subito il disegno di legge regionale OSILO. Saranno molti i comuni sardi a pagare un prezzo amaro alle politiche di tagli sulla scuola, contenute negli ultimi provvedimenti del governo. Fra questi, a meno di novità che ne possano mutare i destini, anche Osilo che, a una decina d'anni dalla sua riconquista, rischia di perdere di nuovo, e stavolta in via definitiva, l'autonomia della sua istituzione scolastica. L'istituto comprensivo di Osilo, infatti, galleggia ormai da alcuni anni intorno alla fatidica soglia dei 300 alunni, prevista per i comuni montani dal Dpr 233/98, che finora ne ha garantito la sopravvivenza. La botta finale ora potrebbe arrivare con l'articolo 3 del decreto 154/2008, firmato dal ministro alla Pubblica istruzione Gelmini. Un articolo "introdotto di soppiatto", sostengono molti, in un provvedimento sul contenimento della spesa scolastica, con l'obbligo per regioni ed enti locali a completare i piani di ridimensionamento delle istituzioni scolastiche, che devono "essere in ogni caso ultimati in tempo utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere dall'anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni anno", potrebbe portare, a meno di novità dell'ultima ora, alla chiusura definitiva per le piccole istituzioni scolastiche. Per questi motivi è sceso in campo il sindaco di Osilo, Nanni Manca (nella foto), intenzionato a difendere in tutti i modi possibili la sopravvivenza dell'istituto comprensivo. Con una nota al presidente della Provincia, Alessandra Giudici, e all'assessore della Pubblica Istruzione, Laura Paoni, in vista della Conferenza provinciale sul piano di dimensionamento, il primo cittadino chiede una forte azione dell'ente locale a difesa delle istituzioni scolastiche, soprattutto dei piccoli comuni. Premesso che «il decreto legge del governo - scrive Nanni Manca -, ha definito non legittimate a funzionare come istituzione autonoma le scuole che non raggiungono i 500 alunni - si tratta di sopprimere entro il prossimo dicembre 2.590 scuole in tutta Italia - e considerato che tali provvedimenti determineranno la totale cancellazione delle istituzioni scolastiche dal territorio che amministro; verificato che la Regione Sardegna ha potestà a legiferare in materia di istruzione e formazione professionale; verificato inoltre che giace in commissione cultura del consiglio regionale il disegno di legge 227 "Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione professionale", approvato dalla giunta regionale il 3 maggio 2006; constatato che il disegno di legge prevede al comma 1 dell'articolo 12 che la Regione, nell'ambito delle proprie competenze, indirizza e coordina la programmazione della rete scolastica regionale, stabilisce i criteri per l'organizzazione, compresi i parametri dimensionali delle istituzioni scolastiche autonome e, nei limiti delle disponibilità, le risorse umane e finanziarie; definisce la suddivisione del territorio regionale in zone coerenti con l'ambito territoriale delle province e funzionali al miglioramento dell'offerta formativa"; tutto quanto sopra premesso, il sindaco di Osilo propone «un'azione di protesta (e di proposta) presso la presidenza del consiglio regionale affinché il disegno di legge sulla scuola sia portato in aula e approvato in tempi brevissimi. Del problema - aggiunge il sindaco Nanni Manca - verrà investito anche il consiglio regionale delle autonomie (di cui il sindaco di Osilo fa parte), perché si attivi presso la commissione consiliare competente affinché venga ripreso e portato a conclusione quanto prima l'esame del disegno di legge sulla scuola». Con la speranza che da esso discendano novità positive per le scuole dei piccoli comuni. Mario Bonu

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il prete anti gelmini nel mirino del pdl (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Empoli Il prete anti Gelmini nel mirino del Pdl Don Gori: scuole alla fame. Il centrodestra: il proposto fa politica Il sacerdore replica «Non sono come don Abbondio» S. MARIA A MONTE. è corretto usare il bollettino parrocchiale per criticare Berlusconi e la riforma della scuola targata Gelmini? Secondo Manuela Del Grande, capo dell'opposizione consiliare di centrodestra, non lo è. E di tale scorrettezza, a sentire la leader di Programma di Libertà, si è macchiato monsignor Alvaro Gori, proposto di Santa Maria a Monte. Bollettino parrocchiale. Che cosa ha fatto questo sacerdote che guida la comunità parrocchiale da 27 anni ed è in procinto di lasciare l'incarico a don Marco Pupeschi? Sul bollettino parrocchiale ha scritto che il governo rischia di mettere alla fame le scuole paritarie. Titolo della riflessione: "Gli scherzi del signor Berlusconi e della "testimonial" laureata a Reggio Calabria e ora ministro della Pubblica Istruzione". Chiaro riferimento alla Gelmini, con la precisazione (nostra) che il ministro non si è laureata a Reggio Calabria, ma vi ha sostenuto l'esame da avvocato. Critiche a Berlusconi e Gelmini. Comunque, ecco cosa scrive monsignor Gori: «Un po' di statistica: le scuole paritarie in Italia sono 9311, di queste 8000 sono cattoliche! (una è anche a Santa Maria a Monte, ndr). Ecco, gli scherzi di Berlusconi sono drammatici: solo per l'anno corrente vengono tolti alle scuole paritarie 133 milioni di euro. Nel periodo 2008-2009 il taglio è più pesante: 500 milioni di euro. Non è una riforma della scuola, come vorrebbe farci "bere" il ministro Gelmini». L'attacco del centrodestra. Parole che Del Grande non ha gradito, tanto da aver inviato una lettera ai giornali, sottoscritta anche dai consiglieri comunali Cosimo Pedone, Silvano Melani, Maurizio Lucchesi, Jonathan Alvino Genua. Scrive la capogruppo: «Nonostante sia in procinto di lasciare il suo ufficiale ruolo sacerdotale per cedere il posto a una persona più giovane di lui, don Gori "perde il pelo, ma non il vizio". Infatti, da buon irriducibile continua a svolgere attività politica in un luogo sacro e di culto, in cui la preghiera e la "buona novella" dovrebbero essere alla base della sua missione. La Chiesa non è la giusta sede per esternare i risentimenti verso qualcuno, chiunque sia, pertanto don Gori, da buon pastore, ha il compito di pensare alle anime, trasmettendo loro tutti quei valori sociali ed etico-religiosi, così tanto rari quanto necessari ai fini della salvezza. è strano che un sacerdote sia colpito dai tagli finanziari, e cioè da quello che fa parte dell'aspetto materiale della riforma. Peccato che perda di vista la sostanza, facendosi sopraffare dalle debolezze umane». La replica del proposto. «Don Gori non è don Abbondio». All'attacco del centrodestra l'anziano proposto risponde con una citazione manzoniana. «Don Gori non è don Abbondio che davanti ai bravi, i quali gli dissero che quel matrimonio non s'aveva da fare, non lo fece. Alla Del Grande, che dovrebbe imparare ad ascoltare le posizioni altrui, ricordo che il Cristianesimo non è misticismo, ma è Cristo fatto uomo. Quindi il Cristianesimo deve occuparsi dei problemi dell'uomo». La scuola è uno di questi e «togliere soldi alle paritarie vuol dire metterle alla fame».

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le due generazioni al concerto di guccini - gino li veli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Torino Il caso Le due generazioni al concerto di Guccini GINO LI VELI «Papà, sono qui dopo le bancarelle delle magliette. Mi vedi? Non fa niente, ci vediamo alla macchina». Non avrà nemmeno vent´anni il ragazzo che al telefonino sta cercando di ritrovarsi con il genitore. Entrambi sono appena reduci dall´ennesimo concerto sold out di Francesco Guccini al Mazda Palace. Ancora una volta più che un semplice recital quasi un rito laico, che ha saputo riunire almeno due generazioni. Con i teenager a cantare a squarciagola, tra pugni alzati e qualche immagine del Che che spunta regolarmente, le parole di canzoni scritte trenta-quaranta anni fa dall´uomo di Pavana e colonna sonora della gioventù di mamma e papà. «Francesco? è grande, lo amo» urla Giulia, 18 anni compiuti da poco: a fianco ha il fidanzatino, sulle gradinate c´è anche la madre con altre amiche. E se fosse proprio Guccini, il cantore del tempo andato, il vero difensore dell´unità della famiglia in Italia? Certamente è uno dei pochi in sintonia con gli umori di una certa fascia del Paese. Lo conferma lo spazio che lascia, prima del concerto, agli studenti universitari in lotta contro la Gelmini. Salgono sul palco tra gli applausi e snocciolano le loro critiche contro i provvedimenti del ministro, poi oggetto delle battute del cantautore. A qualcuno vengono in mente le proteste che caratterizzavano tanti concerti degli anni Settanta, tra solidarietà agli operai licenziati e partecipazione ai drammi dell´Angola e del Vietnam. No, non è il tempo andato. è tutta cruda realtà. «A vent´anni si è stupidi davvero, quante balle in testa si ha quell´età». Ma questa volta i giovani non hanno balle, sono concreti. E il buon Guccini, a 68 anni, li comprende e li apprezza.

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scuole, ecco i tagli (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 43 - Cronaca Scuole, ecco i tagli Incontro tecnico sugli accorpamenti A Raiano un istituto comprensivo SULMONA. Un pacchetto di proposte a tutela delle scuole a rischio soppressione e la richiesta di costituzione del comitato dei sindaci per monitorare bisogni ed emergenze della scuola che cambia. è quanto emerso dall'assemblea di ieri, convocata dal presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci, per concordare una linea comune in vista del piano di ridimensionamento della rete scolastica, da parte della Provincia, come prevede la riforma Gelmini. Le richieste saranno esaminate martedì, in occasione della riunione in Provincia convocata dalla presidente Stefania Pezzopane. Alla riunione hanno partecipato i rappresentanti di 15 Comuni (il terzo distretto scolastico ne conta 24), l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Benedetto Di Pietro, l'assessore comunale Enea Di Ianni, il presidente Angelucci, Antonio Carrara presidente della comunità montana peligna e il consigliere comunale del Pd Antonio Iannamorelli. Questo, in sintesi, il piano proposto per scongiurare la chiusura degli istituti scolastici con meno di 300 alunni (in deroga ai 500 previsti in un primo momento nella riforma). Per Raiano, con 489 alunni, è stata richiesta l'istituzione dell'istituto comprensivo. Alle scuole della Valle del Sagittario, per raggiungere il numero minimo previsto sarà annessa la scuola dell'infanzia di Pettorano sul Gizio che ora fa parte del primo circolo didattico di Sulmona. Al riguardo, il vicesindaco Giuseppe Berarducci ha espresso qualche peplessità perché per qualsiasi attività, amministrativa e rappresentativa, le famiglie di Pettorano dovrebbero percorrere svariati chilometri. Sotto la competenza della scuola media «Ovidio» di Sulmona saranno comprese la scuola primaria di viale Roosevelt e quella dell'infanzia delle Marane. Le scuole di Pacentro (media compresa) potrebbero essere annesse al primo circolo didattico di Sulmona mentre ora rientrano nel secondo. «Il territorio della provincia», afferma l'assessore Di Pietro, «è caratterizzato da piccoli Comuni di montagna e con una viabilità particolare. Per questo, prima di prendere decisioni abbiamo aperto un confronto con tutte le realtà interessate». «Le scuole di montagna non si toccano», conclude Di Ianni, «ma è molto importante costituire un comitato dei sindaci. La popolazione scolastica è in continuo mutamento, anche per i flussi migratori, così come cambiano le esigenze di alunni e personale». Chiara Buccini

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la nuova era dopo la costituzione (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 28 - Sassari «La nuova era dopo la Costituzione» Nel 60º anniversario, vivace dibattito con storici e politici FLORINAS Incontro al centro sociale FLORINAS. Cittadini, sindaci, insegnanti e poi tanti bambini e ragazzi delle elementari e medie, interessati e mai annoiati. Il convegno organizzato dal Comune al centro sociale, in occasione dei 60 anni della Costituzione e dello Statuto sardo, è stato trasformato in una piacevole lezione di storia contemporanea. Il sindaco Giovanna Sanna, presenti assessori e consiglieri, si è limitata alla presentazione dei protagonisti della serata. Guido Melis, deputato del Pd e docente di storia delle istituzioni all'università La Sapienza di Roma, ha fatto fare un passo indietro, al 2 febbraio del 1946: «Quando gli italiani poterono tornare a votare liberamente per uomini e partiti, dopo il ventennio fascista che imponeva il plebiscito, tra un si o un no. E con il voto democratico - ha sottolineato Melis - poterono andare alle urne anche le donne. Grazie a quel suffragio gli italiani scelsero la forma di governo repubblicana. Fu nominata l'Assemblea costituente, per scrivere una nuova costituzione che sostituisse lo Statuto albertino del 1848». Il deputato sassarese ricordava che i 556 "padri costituenti" erano giovani, e arrivavano da tutte le regioni, cosa non usuale per quel tempo. La politica usciva dal palazzo e penetrava nel territorio nazionale. «Poche modifiche sono state apportate alla Costituzione - ha concluso Giudo Melis - che resta salda nel futuro della nostra democrazia». Gianmario Demuro, docente di diritto costituzionale all'università di Cagliari, ha fatto notare come già l'articolo 1 dello Statuto speciale sardo parla di autonomia. Con lo Statuto speciale la Sardegna gode di particolari forme e condizioni di autonomia, con proprie regole e una propria rappresentanza amministrativa. «La costituzione europea non esiste - ha risposto Demuro a una domanda dei ragazzi - e sono forti le resistenze dei Paesi per crearla. Ma capita spesso che la Comunità europea intervenga sul diritto di altri paesi con proprie determinazioni». Accorato l'intervento dell'ex presidente della Provincia Pietrino Soddu, che ha sottolineato come oggi talvolta siamo più partecipi agli avvenimenti di altri paesi che a quelli di casa nostra. «Ci sentiamo più cittadini del mondo - ha detto Soddu - coinvolti anche dalle ingerenze che spesso avvengono tra nazioni. Quando sono stato sindaco io, a 26 anni, la povertà qui era tangibile, così come la sensazione di oppressione e colonizzazione, che solo la "rinascita", già prevista dall'articolo 13 dello Statuto, seppe alleggerire facendoci avvertire concretamente la solidarietà nazionale». A intervenire subito dopo è stato lo storico Manlio Brigaglia. «Il periodo post bellico che per l'Italia segnò la ricostruzione, fu per noi quello della costruzione. Dai servizi più elementari, all'amministrazione, alla scuola, avevamo bisogno di tutto. Il 1950 fu per noi quello della liberazione dalla malaria. Nel 55 anticipammo il governo centrale privatizzando l'elettricità. Dal 62 viene avviato il Piano di Rinascita, che negli anni Settanta perde importanza. Nel decennio seguente entra in crisi il sistema petrolifero e con lui il miraggio della nostra grande industria». Le conclusioni dell'assessore regionale Massimo Dadea sono partite dal ricordo del 90º anniversario della fine della Grande Guerra. Il secolo scorso ha dunque annoverato un evento impensabile, con la nascita della pacificata Comunità Europea. «Il 1948 era pronto per la nostra Costituzione - ha osservato Dadea - ma non per lo Statuto speciale, che fu scritto in tempi ristretti, per l'evolversi degli eventi di allora. Ancora oggi non riusciamo ad entrare nel merito di questa necessità, cioè riscriverlo riformulando alcuni concetti che dopo sessant'anni sono cambiati». Commentando una domanda sul diritto allo studio, il sindaco ha chiesto l'aiuto dei politici sardi per evitare la probabile chiusura della scuola media locale, determinata dalle disposizioni del decreto Gelmini. Pietro Saba

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di pietro attacca berlusconi "la forza? prima metta i soldi" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Torino Il leader dell´Idv in piazza Vittorio interviene sull´alta velocità Di Pietro attacca Berlusconi "La forza? Prima metta i soldi" «Berlusconi si metta l´animo in pace: sulla Tav senza accordo con la popolazione non si va da nessuna parte e si fa un danno al Paese». Lo ha detto Antonio Di Pietro che ieri era a Torino, per partecipare alla Giornata per la legalità, organizzata in piazza Vittorio Veneto da Italia dei Valori, anche per raccogliere le firme sul lodo Alfano. «Sia come ministro che come leader di Italia dei Valori - ha ricordato Di Pietro - ho sempre detto che l´alta velocità è un´occasione per trasferire dalla strada ai treni il trasporto di merci e di persone. E che è bene che ci sia un sistema di Alta velocità, che colleghi l´est all´ovest e il nord al sud. Quando si è trattato di parlare della realizzazione dell´attraversamento della Val di Susa però abbiamo preferito non passare sopra le teste dei cittadini, ma dialogare con loro. In questo modo non abbiamo speso qualcosa di più, ma investito, perché abbiamo ottenuto anche i fondi della Comunità europea. Perché quei soldi li ho ottenuti io, da ministro. «Adesso - ha proseguito Di Pietro - il premier dice che vuole passare anche con i militari. Perchè? C´è bisogno di soldi, di concertazione, non della forza. E lui sulla Tav nella Finanziaria non ha messo un euro. Si metta l´animo in pace: senza soldi e senza accordo con la popolazione non solo non passa da nessuna parte, ma la cosa più grave è che fa un danno al Paese e alla collettività perché l´Italia ha bisogno di un sistema di trasporto ferroviario che migliori l´ambiente e la sicurezza sulle strade». L´incontro cui partecipava anche il giornalista Marco Travaglio e che ha visto passare nello tensostruttura appositamente allestita almeno un migliaio di torinesi è servito anche a fare il punto sulla raccolta di firme per il referendum contro il lodo Alfano: 600 mila in Italia fino ad oggi di cui 22 mila nella provincia di Torino (8 mila in città). «Attorno al referendum per l´abrogazione del lodo Alfano - ha spiegato l´ex pm - è nato un movimento di opinione, formazione ed informazione attraverso il quale i cittadini stanno dando un giudizio di valore sul modello di governo. «E l´Italia dei Valori si prepara a raddoppiare - ha concluso - aderendo alla raccolta di firme contro la legge Gelmini: le riforme che riguardano il futuro dei giovani si fanno con la condivisione, non con colpi di mano». (m. trab.)

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Il nuovo decreto divide professori e studenti (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il nuovo decreto divide professori e studenti la protesta dell'università Il rettore: «Non andrei alla manifestazione di Roma». Il gruppo di lavoro ha creato un blog per dialogare con il governo 09/11/2008 ANCHE GENOVA si prepara alla manifestazione romana di mercoledì, giornata di sciopero nazionale dell'università e della ricerca. I sindacati prenotano i pullman, gli studenti dell'ateneo genovese si attrezzano. «Scenderemo a Roma numerosi», annunciano. Ma il fronte della protesta, che ha visto finora uniti contro i provvedimenti del governo gli studenti e i professori, non sembra più così compatto. «Personalmente, non andrei alla manifestazione». Lo afferma Giacomo Deferrari, nuovo rettore dell'Università di Genova che poco più di una settimana fa aveva definito i giovani contestatori di oggi «migliori che nel '68». La svolta del rettore, e con lui di diversi professori, ha un motivo: il nuovo decreto legge e le nuove linee guida per la riforma dell'università che il Consiglio dei ministri ha approvato due giorni fa. Nel decreto, il ministro Mariastella Gelmini conferma i tagli all'Università già decisi per il 2010, chiede agli atenei di eliminare i «corsi inutili, frequentati da pochissimi studenti», stanzia 135 milioni di euro per le borse di studio destinate a studenti «meritevoli e capaci» e cambia il meccanismo di composizione delle commissioni per i concorsi. «Ho letto lo schema del decreto legge - dice Deferrari - e mi pare positivo. Non basta, ma è un passo avanti». Diversa - e molto - l'opinione di vari studenti, come Stefano Gaggero, iscritto al quarto anno di Giurisprudenza e membro del neonato gruppo di lavoro sulla riforma universitaria. «È il solito contentino. Il governo stanzia 135 milioni per il solo 2009, ma conferma il taglio di un miliardo e mezzo al Fondo di finanziamento ordinario (il principale capitolo di entrate delle università italiane, ndr.). E la cosiddetta riforma dei concorsi non cambia nulla nella sostanza. Siamo disposti a dialogare con le istituzioni, ma vorremmo che il governo ci ascoltasse». Per dialogare col governo, il gruppo di lavoro di Gaggero & co. ha creato un blog all'indirizzo Internet www.nogelmininotagli.ilcannocchiale.it. Di Internet come mass media ad uso e consumo della protesta studentesca ha parlato, ieri, lo scrittore Stefano Benni, ospite degli studenti della facoltà di Lettere occupata. Benni ha invitato i giovani a non bruciare la loro battaglia in qualche manifestazione di massa, ma ad andare avanti utilizzando tutti i mezzi di comunicazione disponibili per cambiare il sistema dal basso. «Voi vi state ribellando - ha detto lo scrittore - perché volete studiare di più. Dimostrando che gli asini sono dall'altra parte». Francesco Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it 09/11/2008 Laurea Federica Tardelli si è laureata in Ingegneria Chimica con 110 e lode e Dignità di stampa. Relatore il professore Carlo Solisio. Congratulazioni dai genitori e Davide. 09/11/2008

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la città ignora l'università (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 21 - Cronaca «La città ignora l'università» La protesta degli studenti di Lingue e Architettura PESCARA. Gli studenti tornano in piazza: ieri a manifestare sono stati gli universitari, ma la riforma Gelmini c'entra poco. I ragazzi della facoltà di Architettura della D'Annunzio che nel pomeriggio hanno invaso piazza Salotto, insieme ai colleghi di Lingue, con progetti e plastici elaborati all'interno dei percorsi di studio, chiedono «a gran voce l'opportunità di dialogare con i cittadini». Non a caso si chiama "In-formiamo la piazza" la manifestazione con cui denunciano che «l'università in questa città non trova spazio per il disinteresse trasversale delle istituzioni e della cittadinanza». «Nei nostri corsi universitari elaboriamo continuamente progetti per la città ma restano lettera morta», dicono i futuri architetti. Il messaggio dei ragazzi, sostenuti dalla lista studentesca "360gradi", più che per il Governo è quindi per l'amministrazione comunale «e soprattutto per la cittadinanza» dicono i portavoce Paolo Iancale per la facoltà di Lingue e Giulia Moretti per quella di Architettura. Intorno a loro, su cavalletti, manifesti ambulanti e scatoloni disseminati lungo la piazza affollata dallo struscio del sabato, ci sono il progetto di un albergo nell'area ex Cofa, il plastico di una serie di piattaforme da installare sulle scogliere, il modellino di riqualificazione della zona del polo universitario di viale Pindaro con un centro servizi, residenze per gli studenti e un asilo. «I nostri lavori testimoniano il nostro impegno e il nostro interesse per una città migliore», sottolinea Alessandro Chiola mentre mostra il progetto dell'albergo nell'ex Cofa, «dove le stanze aumentano o diminuiscono secondo la domanda turistica perché sono ricavate in moduli prefabbricati». «Oltre a spazi di incontro con i cittadini, in cui confrontarci con loro sulle tematiche dello spazio urbano, reclamiamo anche spazi fisici, aule e laboratori didattici di cui il polo di viale Pindaro è carente da anni», ricordano gli studenti. «La riforma Gelmini è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il Governo ci taglia pure i fondi, chi insegnerà? Chi farà ricerca? Gli atenei diventeranno fondazioni private, e di quanto saranno alzate le nostre tasse di iscrizione?», chiedono gli universitari. Monica De Panfilis

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l'onda rilancia: venerdì sarà "mareggiata" - tea maisto laura mari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma L´Onda rilancia: venerdì sarà "mareggiata" La Sapienza diserta l´assemblea di Firenze, è polemica. Democrito occupato solo il sabato TEA MAISTO LAURA MARI L´Onda prepara la grande mareggiata. Dopo i cortei di venerdì e gli scontri con le forze dell´ordine davanti alla stazione Ostiense, sono ripresi i preparativi per il mega-corteo nazionale degli universitari che venerdì prossimo vedrà confluire a Roma migliaia di studenti provenienti dagli atenei italiani in mobilitazione. Una manifestazione a cui sabato e domenica seguirà, sempre alla Sapienza, l´assemblea nazionale dell´Onda che produrrà il documento della "controriforma Gelmini". «Ieri abbiamo disertato l´assemblea nazionale di Firenze - hanno fatto sapere in una nota i leader della Sapienza - perché non siamo stati contattati e non abbiamo capito di cosa si discuteva». E a chi parla di rotture nel movimento dell´Onda, gli studenti toscani rispondono: «C´è stato solo un fraintendimento: il 14, il 15 e il 16 novembre saremo nella Capitale per la grande protesta e la mega-assemblea». Le mobilitazioni dunque non accennano a diminuire e, anzi, rafforzano la rete studentesca formata da universitari, liceali e insegnanti delle elementari. «La nostra è una battaglia per la cultura» annunciano una trentina di studenti dell´istituto Democrito di Casalpalocco che ieri, dopo l´orario scolastico, ha occupato la scuola, ma solo per il weeekend. «Riporteremo la protesta nelle scuole e bloccheremo la didattica» hanno annunciato gli studenti in un´assemblea all´istituto Galilei e a cui hanno partecipato delegazioni di diversi istituti romani tra cui Tasso, Virgilio, Cavour, De Chirico, Albertelli, Mamiani. Si infittisce, intanto, anche il calendario degli appuntamenti culturali dell´Onda. Oggi dalle ore 10 la Sapienza aprirà le porte ai bambini e gli studenti delle facoltà occupate accoglieranno genitori e bimbi con esperimenti e convegni. Dalle 11 alle 13, invece, gli alunni del liceo Montale parteciperanno alle lezioni in piazza a Villa Pamphili, mentre martedì sera Ascanio Celestini sarà alla facoltà di Lettere di Tor Vergata. Nello stesso giorno, ma alle ore 11, il premio Nobel Dario Fo e Franca Rame saranno alla facoltà di Valle Giulia. è stata posticipata al 18 novembre, invece, la festa dell´Onda alla Sapienza.

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studenti, sfida al voto tra sinistra e destra le otto liste temono l'"effetto protesta" - anna maria liguori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Roma Il rettore Frati ha detto no alle richieste degli studenti di rinviare le consultazioni. La crescita del centrodestra Studenti, sfida al voto tra sinistra e destra le otto liste temono l´"effetto protesta" ANNA MARIA LIGUORI Per evitare «inesistenti parallelismi con il movimento dell´Onda», nei giorni scorsi avevano chiesto che le elezioni fossero rinviate. Ma il rettore ha deciso di non posticipare le votazioni e così, nel pieno delle mobilitazioni anti-Gelmini e Tremonti, tra facoltà occupate e manifestazioni di piazza, tentativi di infiltrazioni nei cortei da parte di gruppi di estrema destra, scontri tra appartenenti a diverse ideologie politiche, mercoledì e giovedì si terranno le elezioni per le rappresentanze studentesche della Sapienza. Votazioni che negli anni passati non hanno mai fatto registrare una grande partecipazione (nel 2005 votò solo il 14% degli aventi diritto), ma che quest´anno potrebbero godere del successo del movimento studentesco e trasformarsi così in una cartina di tornasole utile a comprendere la reale composizione politica degli studenti all´interno del primo ateneo capitolino. «Ma le rappresentanze studentesche non c´entrano niente con l´Onda ed è per questo che abbiamo chiesto al rettore di posticipare le elezioni, per non creare assurde strumentalizzazioni» dicono i portavoce delle varie liste elettorali. Per decisione del rettore Luigi Frati, però, si voterà comunque nelle giornate di mercoledì e giovedì. Gli studenti potranno votare per i candidati di otto liste: Azione Universitaria (costola studentesca di Alleanza Nazionale e unica lista di destra a presentarsi alle elezioni), l´Udu-Unione degli Universitari (che ha la sua roccaforte nelle facoltà di Economia e Sociologia), la lista Sapienza in Movimento (che fa della legalità la sua parola d´ordine), Anomalia Sapienza (composta da candidati appartenenti ai collettivi studenteschi), la lista dei Corvi (movimento umanista), i Giovani Democratici (di centro-sinistra), Vento di Cambiamento (considerata da molti come la lista direttamente legata al rettore Frati, in quando profondamente radicata nella facoltà di Medicina), Mondo Sapienza e Lista Aperta (che unisce candidati di Comunione e Liberazione con gli "esuli" della lista Vento di Cambiamento). Nelle elezioni del 2005 trionfarono le liste di sinistra e Azione Universitaria non conquistò nessun seggio. Nell´ultimo anno, però, i movimenti di destra hanno conquistato ampi spazi nelle tre università capitoline e quindi le nuove elezioni studentesche della Sapienza potrebbero portare a un ribaltamento dei risultati. Gli esiti delle votazioni saranno resi noti venerdì mattina e, se si raggiungerà il quorum del 10%, con il sistema proporzionale verranno ripartiti, tra le liste che hanno conquistato il maggior numero di voti, 5 posti nel Senato Accademico, 6 nel Consiglio di amministrazione, due nel Cus, due nel comitato territoriale dell´Adisu e alcuni posti nei consigli di facoltà.

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studenti, in piazza latinisti e designer (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo Studenti, in piazza latinisti e designer I classici greci e latini letti in via Ruggero Settimo, un volantinaggio in bici fino al Politeama, dove gli studenti di Medicina hanno misurato la pressione ai passanti e gli aspiranti architetti hanno donato oggetti di design da loro realizzati. Prosegue la protesta "creativa" dell´Università contro la riforma Gelmini, mentre i maestri precari presidiano piazza Indipendenza: «Stabilizzano tutti, per noi solo tagli». SALVO INTRAVAIA A PAGINA IV

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liceo occupato, ma si fa anche lezione (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 55 - Cronaca Liceo occupato, ma si fa anche lezione Scatta la protesta al Masci: dobbiamo tutelare la scuola pubblica Cartelli e slogan contro il decreto dei "tagli" Tra assemblee e attività extra presidio solo di mattina per non creare disagi CHIETI. «Dobbiamo tutelare i nostri diritti contro i tagli e la riforma». Cartelli e slogan ieri mattina davanti all'ingresso del liceo scientifico Masci occupato dagli studenti. Una forma di protesta forte per ribadire il proprio dissenso alla legge varata dal ministro Gelmini. Salvaguardato il diritto allo studio di chi voleva svolgere lezione. I docenti hanno controllato che tutto filasse liscio e si sono detti soddisfatti della maturità dimostrata dai giovani. Piuttosto organizzati. Gruppi di ragazzi hanno presidiato con banchi e sedie gli accessi della sede centrale del Masci e della succursale sistemata nei locali del seminario regionale. «Controlliamo che nessuno di noi faccia il furbo abbandonando in anticipo l'istituto», dicono in coro, «e che a scuola non entrino estranei per fare baldoria». Nel corso della mattinata si sono susseguite assemblee allargate per discutere delle problematiche inerenti la legge Gelmini. Qualcuno ha colto l'occasione per intrattenersi più a lungo nel cortile della scuola ma non sono mancate le canoniche lezioni. Intere classi hanno osservato il tradizionale orario didattico senza stravolgimenti di sorta. Poche le assenze registrate nelle varie sezioni. «Mi pare che gli studenti stiano garantendo il diritto allo studio», afferma Rosanna Gialloreto, vicepreside del Masci, «rispettando alla lettera gli impegni presi con la presidenza e il corpo docente dopo le votazioni di venerdì». Quando gli alunni dello scientifico hanno messo ai voti che tipo di protesta portare avanti contro il decreto Gelmini. Una maggioranza schiacciante ha scelto l'occupazione già sperimentata con successo in città dai colleghi del liceo classico Gian Battista Vico. La succursale verrà presidiata solo al mattino per non creare disagi alla curia, proprietaria dell'immobile. «Da lunedì» annuncia Stefano Bianchi, rappresentante degli studenti, «inizieranno una serie di attività programmate a tavolino con il benestare dei prof e della presidenza. Durante la giornata ci sarà spazio per lezioni di musica, di teatro, per momenti ricreativi e per cineforum». Previste anche ore di ripasso delle principali materie della scuola e ripetizioni fai da te. «I ragazzi del quinto anno», aggiunge Bianchi, «si metteranno a disposizione dei giovani del biennio per colmare lacune e approfondire nozioni apprese in aula». Pronta la stampa di un giornalino in grado di racchiudere tutte le esperienze dell'occupazione. «La nostra è un'occupazione intelligente», assicura Luca Urbanucci, altro rappresentante studentesco del Masci, «pensata per contestare una legge che mortifica la scuola pubblica e non per perdere tempo». L'occupazione dello scientifico proseguirà fino a martedì con motivazioni precise. «Molti disegni di legge annessi alla riforma Gelmini», riprende Bianchi, «anticipano la totale privatizzazione della scuola statale. Non possiamo condividere un concetto di questo tipo e i tagli varati dal governo che continua a penalizzare il diritto all'istruzione». (j.o.)

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i presidi: è meglio venire in classe (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Il dibattito. Incontri nelle altre realtà per decidere se unirsi alla protesta I presidi: è meglio venire in classe CHIETI. Gli studenti combattutti tra fare occupazione o no, i presidi mettono le mani avanti. Il ministro Maria Stella Gelmini ammorbidisce le linee del governo e scende a compromessi, ma gli studenti non mollano e non vogliono essere i burattini di nessuno (si legge negli striscioni davanti alle scuole). Ieri lezioni al Galiani sulle ormai leggi numero 133 e 137. «Rispettiamo il patto con la preside Clotilde Carunchio», dice il rappresentante Alessandro La Valle, «d'istruirsi sulla legge motivo di disaccordo e ragionare prima di prendere decisioni. Non perdiamo le ore di lezione ma non escludiamo ancora l'occupazione e lunedì decvideremo il da farsi. Intanto niente affrettati e oggi pomeriggio ci sarà un incontro tra i rappresentanti di Ipsia, De Sterlich, Itis, Isa e forse classico per fare il punto della situzione». La direzione dell'Itis tiene duro e il dirigente Vincenzo Introviglio raccoglie, per ora, i frutti del richiamo all'ordine. «Lezioni regolari senza nessun riferimento alla Gelmini. Non sono concesse deviazioni se non per il corteo previsto per il prossimo lunedì, 17. Anche per le assemblee non ci dovrebbero essere bis perché sono state fatte martedì, mercoledì e giovedì. L'invito è a rimanere calmi anche perché i nostri ragazzi sono toccati marginalmente e le conseguenze della riforma sarebbero in uno sgravio delle ore di lezione affollate e pesanti». Anche al Pomilio segnali decisi. In via Colonnetta, la dirigente Annamaria Giusti ha parlato chiaro: «I ragazzi sanno che se non raggiungono i 200 giorni di lezione verrà annullato l'anno scolastico. Devo garantire loro il diritto allo studio ma anche loro devono garantirselo venendo a scuola. L'occupazione si esclude a priori». I tre indirizzi dell'ex magistrale sono in autogestione: linguistico, liceo socio-psico-pedagogico e liceo sociale. «La nostra scuola non può sostenere l'occupazione, troppi pendolari», dicono i rappresentanti Francesco Tosè e Michela Di Paolo. «La scuola ci incoraggia a farla finire oggi ma noi vorremmo arrivare a mercoledì, lunedì si deciderà». Debora Zappacosta

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scuola, pitigliano in salvo ha iscritti oltre 700 studenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 10 - Grosseto Scuola, Pitigliano in salvo Ha iscritti oltre 700 studenti PITIGLIANO. «La Riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi è un salto nel buio, sicuramente un passo indietro che penalizzerà l'istruzione pubblica». Il sindaco di Pitigliano Dino Seccarecci è convinto che le preoccupazioni espresse negli ultimi giorni dai dirigenti scolastici, dagli insegnanti, dai genitori dell'Istituto comprensivo di Pitigliano e da tutta la popolazione scolastica dell'Isis circa l'attuazione della Riforma Gelmini sono legittime e fondate. «Per quanto riguarda le novità introdotte nella scuola primaria, in particolare il ritorno del maestro unico o prevalente (con conseguente perdita del tempo pieno) - ha spiegato Seccarecci - non nego che ho delle perplessità. Restano peraltro nodi da sciogliere nell'attuazione di questo provvedimento e, quindi, non possiamo che aspettare per comprendere le eventuali ricadute sul nostro territorio». Sul dimensionamento degli istituti che deriva dall'applicazione del Dpr 233/98 il primo cittadino ha rassicurare tutti. «Al momento, infatti, non esistono condizioni che possono far pensare ad una perdita dell'autonomia. I numeri parlano chiaro e rappresentano una garanzia. L'istituto comprensivo ha attualmente 337 alunni mentre l'istituto superiore 379. Il trend per il Comprensivo, inoltre, per gli anni futuri risulta essere in leggero aumento. Essendo, quindi, Pitigliano un comune montano e rientrando nei parametri compresi tra i 300 e i 500 alunni per istituto, come previsto nella deroga applicata per le zone disagiate, possiamo stare tranquilli».

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"attenti, così perdiamo voti" la rete antileghista pesca nel pdl - massimo lorello (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Palermo La lobby del Sud battezzata da Lombardo trova consensi anche tra gli esponenti forzisti "Attenti, così perdiamo voti" La rete antileghista pesca nel Pdl MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) Da una settimana, tra Montecitorio e Palazzo Madama, l´Mpa ha deciso di votare in assoluta libertà le proposte di governo e maggioranza. I lombardiani dicono che non c´è da sorprendersi, perché lo avevano promesso già in campagna elettorale. Tuttavia, è fuori di dubbio che il solco, tra gli autonomisti e il Pdl, si fa sempre più profondo. E siccome a polemizzare in favore dell´Isola si sale spesso agli onori della cronaca e ci si guadagna, almeno presuntivamente, il beneplacito degli elettori, anche i siciliani del Pdl cominciano a starci scomodi nella posizione di ubbidienti ratificatori di tutte le iniziative di Tremonti, Calderoli e Gelmini. Per ora è un malessere che si manifesta soprattutto in Transatlantico: i più inquieti si sono dimostrati il palermitano Gaspare Giudice, che in più occasioni e anche nelle precedenti legislature si è occupato in prima persona dei fondi per i precari di Palermo, e il saccense Giuseppe Marinello. Entrambi fanno parte della commissione Bilancio - Giudice ne è pure vicepresidente - ed entrambi hanno mostrato di tollerare a fatica i continui attacchi sferrati dalla Lega Nord. Per esempio, alcuni giorni fa, quando, durante il dibattito sui fondi da destinare alle imprese, i bossiani hanno preteso e ottenuto con il voto che venisse cancellata la parola Mezzogiorno, quasi fosse una bestemmia. I deputati meridionali (e siciliani) del Pdl sono stati costretti a calare la testa. Alla Regione il malessere è meno percepito perché Lombardo tiene in pugno la cloche e, soprattutto, per limitare i provvedimenti che il presidente prende in autonomia, parte del Pdl flirta con l´Udc come nel caso della riforma della Sanità. Ma non tutto ristagna. Il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco Micciché, ha indicato ai suoi di tallonare Lombardo perché il progetto del partito siciliano di estrazione forzista non è nient´affatto abbandonato. Quando, venerdì pomeriggio, il fondatore dell´Mpa ha riunito a Palazzo d´Orleans i presidenti delle regioni del Sud «per varare un progetto comune che dovrà andare oltre gli schieramenti e le ideologie», in rappresentanza del governo regionale c´erano pure due assessori: Michele Cimino (responsabile del Bilancio) e Giovambattista Bufardeci (Turismo), entrambi fedelissimi di Micciché. Nella stessa giornata, il presidente del Senato Renato Schifani ha avuto parole di apprezzamento per Lombardo. Proprio Schifani aveva mostrato la maggiore irritazione nei confronti del governatore quando, nelle scorse settimane, era stato celebrato il passaggio con gli autonomisti dell´ex presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto. Schifani c´era rimasto malissimo e prima che il cambio di casacca diventasse cosa fatta, aveva cercato di portare Lombardo a più miti consigli. Intanto, gli uomini del governatore attivi nei comuni si muovono sotto traccia, come sono soliti fare, per intercettare i malumori degli amministratori alle prese con i tagli. «Fino a qualche tempo fa chiedevano di passare con noi tanti esponenti di Ds e Margherita - racconta un attivista dell´Mpa - Ma adesso sono gli ex forzisti a lamentarsi». Lombardo ha già preso atto che il progetto portato avanti con Berlusconi e la Lega Nord, suffragato da tanti incontri fra il governatore e Caleroli, al momento è in alto mare. Mercoledì, la commissione Bilancio della Camera ha respinto un emendamento proposto da Roberto Commercio dell´Mpa che puntava a rendere automatico il credito d´imposta. La votazione è finita in parità (dunque, la richiesta non è stata accolta) con gli autonomisti che hanno votato a favore assieme ai deputati del Pd. La Padania, venerdì, ci ha aperto il giornale accusando l´Mpa di inciuciare con l´opposizione. Nella stessa giornata, ma al Senato, è stato bocciato l´emendamento dell´Mpa che attribuiva alla Regione una quota non inferiore al 20 per cento delle accise. Lombardo ha perso le staffe e si è scagliato contro i siciliani del Pdl: «Doneremo l´Ascaro d´oro a quelli che si sono distinti per servilismo e tradimento della patria insulare». Più chiaro di così.

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il bazar della protesta universitaria visite mediche e seneca per i passanti (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Palermo Proseguono le azioni "creative": ieri anche un volantinaggio in bici e oggetti di design in regalo Il bazar della protesta universitaria visite mediche e Seneca per i passanti "Le menti creano le mani fanno, il governo sfascia" dicono gli studenti di Architettura "Se diventeremo fondazione potrò continuare a studiare al Policlinico?" Tra Seneca e il design, una giro in bici e stetoscopi gli studenti universitari continuano a lottare contro la riforma Gelmini. Ieri pomeriggio, il popolo dei giovani in cerca di svaghi e i tantissimi intenti a fare shopping per le vie del centro sono stati intercettati da ben quattro iniziative contro la legge di riforma dell´università. Alle 16 una settantina di studenti universitari hanno dato vita al "critical mass": partendo da piazza Indipendenza hanno percorso in bicicletta un circuito che, attraverso corso Vittorio Emanuele, via Roma, piazza Sturzo, la corsia laterale di via Libertà, piazza Croci e di nuovo lungo la via Libertà li ha portati a piazza Politeama. Parecchi ragazzi per spiegare l´iniziativa ad automobilisti e passanti avevano cartelli sulla schiena con scritte come "No all´aumento delle tasse universitarie" o "Mamma se non torno a casa chiedi a Cossiga". La scia di ciclisti durante il tragitto ha rallentato il traffico e come conferma Domenico «alcuni di noi sono stati tamponati da automobilisti piuttosto incivili e qualcuno stava per prenderci a botte». «Con questa iniziativa ? spiega Alessia ? abbiamo voluto coinvolgere tutti coloro che lottano per l´affermazione dei diritti: dai diritti di coloro che utilizzano la bici per muoversi in città al diritto al futuro messo in dubbio dalle ultime riforme su scuola e università». Poco prima che i ragazzi in bici arrivassero a piazza Politeama, sotto i portici di via Ruggero Settimo partiva la maratona di lettura dei classici. Greci e latini, sempre contro «i tagli alla scuola e all´università». Verso le 17 un capannello di persone ascolta Fabio Cutrone, dottorando di Lettere, che legge un passo tratto dal Naturales quaestiones di Seneca. Parecchi passano senza neppure fermarsi alcuni restano ad ascoltare. «Sono un comune cittadino ? dice Angelo Cancelli ? che disapprova le riforme in atto su scuola e università perché non voglio che venga tagliato il futuro dei miei nipoti». Intanto di fronte al teatro Politeama ragazzi in camice bianco e stetoscopio al collo offrono ai passanti la misurazione della pressione gratis. Il banchetto improvvisato era ricoperto da una eloquente scritta: "Medicina in piazza per un futuro migliore". «Se l´università si trasformerà in fondazione ? si chiede Giuseppe Vercio, al sesto anno di Medicina ? avremo ancora la possibilità di effettuare le nostre esercitazioni presso il Policlinico, o saremo costretti a pagare?» L´iniziativa riscuote i favori dei passanti che si fanno controllare volentieri la pressione. «è una ottima iniziativa ? dice Silvio Zuccarello con lo strumento al braccio ? per sensibilizzare e mettere a conoscenza i cittadini sui problemi dei ricercatori e degli universitari». è già buio quando in piazza arrivano i ragazzi del corso di Disegno industriale della facoltà di Architettura. Nel volantino che distribuiscono ai passanti c´è scritto: "Regalo di un futuro disoccupato: le menti creano, le mani fanno, il governo sfascia". Hanno realizzato tre modelli di sedia «in cartone riciclato con semplici incastri, senza uso di colla o scotch». I modellini sono un pretesto per spiegare a più persone possibile «che la legge 133 ha decretato la morte dell´università statale». «A tutti coloro che ci ascolteranno ? dice Melania Fiasconaro ? regaleremo uno dei nostri modellini». In pochissimo tempo si raduna un capannello di persone e dei modellini non c´è più traccia. In molte case ora ci sarà un tangibile souvenir dell´Onda. s.i.

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l'ateneo aquilano rischia il declassamento (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 32 - Cronaca «L'ateneo aquilano rischia il declassamento» Il comitato dei professori preoccupato per i dati del ministero LA PROTESTA L'AQUILA. «C'è il rischio concreto che il ministero dell'Università declassi l'ateneo aquilano, conferendo un duro colpo anche alla città». Questa la preoccupazione del professor Pierluigi Beomonte Zobel, consigliere di amministrazione del Comitato professori associati dell'Università dell'Aquila, e del professor Marco Valenti, membro del Senato accademico, dopo la pubblicazione da parte del Sole 24 Ore dei dati del ministero, che collocano l'ateneo aquilano tra i "non virtuosi", per i quali il rapporto tra spese per il personale e Fondo di funzionamento ordinario supera il 90 per cento. «Lo stesso quotidiano», affermano i due docenti in una nota a firma congiunta «riferisce che è in atto un contenzioso tecnico tra ateneo e ministero sull'effettivo valore del rapporto, che in ogni caso è prossimo al valore limite ammesso». Le università italiane non virtuose sarebbero solo 7 in tutta Italia. «Alla luce dell'ultimo Decreto legge emanato due giorni fa dal governo su iniziativa del ministro Gelmini», prosegue la nota «la collocazione di un ateneo nel gruppo dei non virtuosi risulterà fortemente penalizzante in termini di finanziamento e opportunità di inserimento di nuovi ricercatori. Di fatto, questo può comportare il rischio di una progressiva esclusione dell'Ateneo aquilano dal sistema universitario nazionale e il declino di una delle poche risorse strategiche per la città». Il Comitato si dice convinto che alcune scelte condotte dal management dell'ateneo in questi anni siano state sbagliate, ma ritiene anche prioritario «che le istituzioni pubbliche dell'Aquila e le forze sociali e culturali attivino ogni possibile iniziativa per scongiurare il rischio concreto che il ministero declassi l'Ateneo».

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Studentibeffatidal blitz (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Studentibeffatidal blitz troppo veloce e protetta la visita della gelmini Sanremo. La macchina della protesta studentesca in provincia di Imperia, ieri, è rimasta senza benzina. La notizia che in mattinata il ministro dell'istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini avrebbe partecipato al seminario di Confindustria, all'hotel Royal di corso Imperatrice, pubblicata sul Secolo XIX di ieri, è rimbalzata velocemente tra i leader del movimento studentesco, che nelle ultime settimane erano riusciti ad organizzare cortei e altre manifestazioni di dissenso alla riforma proposta dallo stesso ministro. Ma, complice la giornata di sabato, con la maggior parte dei ragazzi a lezione, e il già organizzato incontro pomeridiano in piazza San Giovanni degli istituti imperiesi - i più attivi nella protesta e soprattutto nelle occupazioni - ieri mattina non si è vista nemmeno l'ombra di uno studente a Sanremo, né davanti al Royal né in corso Imperatrice, dove l'auto blu ministeriale è passata intorno alle 14 per lasciare l'albergo. Il tam tam sull'arrivo del ministro Gelmini - in realtà aveva già raggiunto il Royal venerdì sera e vi ha pernottato - si è diffuso rapidamente, ma non abbastanza. Qualcuno ha provato a organizzare un piccolo corteo, quantomeno un sit-in, ma non c'è riuscito. Perfino le nostre redazioni di Sanremo e Imperia sono state interpellate da alcuni studenti in cerca di maggiori informazioni sul programma del ministro, così da poterlo eventualmente avvicinare. Saputo che la Gelmini sarebbe solo intervenuta "al sicuro" del Royal, per l'occasione più blindato che mai, per poi ripartire velocemente, gli studenti dell'imperiese sono rimasti a scuola, o a casa. E' stato invece un successo l'incontro di ieri pomeriggio in piazza San Giovanni a Imperia, presenti i ragazzi del liceo scientifico Vieusseux, del classico De Amicis, delle magistrali Amoretti, dell'Ipsia di via Gibelli, dell'istituto d'Arte, dell'Itis di via Santa Lucia, del Nautico e dell'istituto tecnico. Gli studenti dell'Itis si sono dedicati a esperimenti chimici con provette e reagenti, mentre i ragazzi dell'istituto d'Arte si sono esibiti in una performance estemporanea e hanno coinvolto i bambini in laboratori artistici. Attraverso alcuni banchetti sono state anche raccolte le firme contro la riforma e distribuiti volantini informativi sotto i portici di via Bonfante. I giovani si sono anche impegnati a spiegare la riforma Gelmini a voce ai passanti. La manifestazione, che ha coinvolto anche molti insegnanti, è più che riuscita. Paolo Isaia 09/11/2008

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Royal, summit blindato (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Royal, summit blindato disguidi e polemiche al convegno sanremese di confindustria Intervento a porte chiuse del ministro Gelmini. Marcegaglia e il caro-pastasciutta dal nostro inviato Paolo Crecchi Sanremo. Presidente Marcegaglia, cosa ci dice dell'Agnesi? Il grano è in forte ribasso, eppure i prezzi dell'azienda che ha legato il suo nome a Imperia - i prezzi degli spaghetti, delle penne, dei maccheroni - restano tra i più cari. Com'è che voi imprenditori siete così pronti a rifarvi dei costi scaricandoli sui consumatori? Golfino giallo con rose rosa, Emma Marcegaglia resta un po' così. Finora ha parlato solo lei, nella conferenza stampa allestita all'hotel Royal, e la domanda più cattiva è stata "cosa pensa della crisi". Il direttore degli industriali di Imperia, Giuseppe Argirò, insorgerà piccato: «Quando si parla di Agnesi si parla di qualità massima!», ma non è vero. Una memorabile inchiesta del Gambero Rosso relega il marchio Agnesi dietro Voiello e De Cecco, e ultimamente anche Garofalo e La Molisana l'avrebbero superata per resa e bontà. Il presidente di Confindustria non entra nel merito, capisce che il terreno è insidioso perché Mister Prezzi ha contestato i rincari piuttosto duramente. «Bisogna valutare che non ci siano cartelli», spiega dunque, «e in Italia ci sono delle autorità preposte per farlo. Poi, potrei dire che magari le materie prime sono state acquistate quando erano alle stelle: ma preferisco limitarmi a ricordare il rispetto delle norme di legge». Punto. All'hotel Royal è appena andata in scena una rappresentazione curiosa, con i giornalisti allontanati dagli stati generali dei direttori di Confindustria. Viene cacciato fuori dalla sala anche l'inviato del Sole 24 Ore, il quotidiano degli industriali: praticamente gli organizzatori ammettono di diffidare di se stessi. Maldestramente accusano il ministro Gelmini, invitata per parlare della riforma della scuola: «Ci dispiace, ma è lei che non vuole i giornalisti». In realtà il ministro li vorrebbe, tanto che prima del dibattito ha acconsentito a lasciarsi intervistare dallo stesso cronista del Sole 24 Ore e dall'inviato del Secolo XIX. Contrordine: «Ci sarà una conferenza stampa alle 13». Nemmeno questo è vero, la conferenza sarà di Emma Marcegaglia e comincerà alle 14 in un clima di confusione massima. Il presidente di Confindustria comincia a parlare della propria categoria: «Siamo d'accordo con le iniziative che il governo dovrebbe prendere nei prossimi giorni a supporto della capitalizzazione delle banche. Se dovesse mancare il credito alle imprese le conseguenze sarebbero estremamente negative». Interessa di più cosa ha detto la Gelmini, Marcegaglia è così cortese da riferirlo? «Noi le abbiamo detto che la volontà di riforma del nostro sistema va proseguita. Sono importanti le ultime aperture anche in termini di numero di ricercatori, attenzione al merito e all'efficienza degli atenei. Siamo convinti che la riforma della scuola e dell'università sia importante, così come il tema della riforma degli istituti tecnici che per il nostro sistema di piccole e medie imprese è un elemento fondamentale...». D'accordo: ma cosa ha detto il ministro? «Che su questi tempi sta lavorando e che tra breve diventeranno realtà». Il ministro, riferisce chi ha ascoltato il suo intervento, ha peraltro difeso a spada tratta la sua riforma, e annunciato che il prossimo passo sarà proprio un recupero degli istituti tecnici: un tempo fiore all'occhiello dell'istruzione italiana, oggi in deciso ribasso. E i tagli alla ricerca? «Ci sono alcune riduzioni di spese che andavano fatte. Se guardiamo i parametri europei... Bisogna investire nel merito e nella ricerca, ma anche in tecnologia, autonomia e qualità. Chi protesta dovrebbe rendersi conto e guardare in quale classifica siamo e a quale livello europeo». Emma Marcegaglia ha poi inneggiato a Barak Obama: «La sua elezione a presidente degli Stati Uniti ha riscatenato l'entusiasmo e la fiducia. Obama ha parlato di un piano per sostenere i redditi della middle class e un piano di investimenti pubblici a sostegno dell'economia. Certo, come ha detto anche lui, i miracoli non ci sono». Fine della conferenza. E polemica tra lo staff della Gelmini, che ha replicato alla spiegazione del disastro organizzativo così: «Tutto è dipeso da Confindustria. Noi eravamo invitati. Ci spiace, ma non siamo stati noi a cacciare i cronisti». Nota di protesta anche da parte dell'Associazione ligure dei giornalisti, e clamoroso autogol in termini di comunicazione. crecchi@ilsecoloxix.it 09/11/2008 ' 09/11/2008 spesa difficilenei negoziAgnesi e il balzo dei prezzi? Bisogna valutare, l'importante è che non ci siano cartelli emma marcegagliapresidente di Confindustria 09/11/2008

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Scuola, Imperia si mobilitacontro gli accorpamenti (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, Imperia si mobilitacontro gli accorpamenti dopodomani il voto in regione L'assessore Raineri: «Ribadiamo la richiesta di deroga per la Boine» Imperia. Scatta la mobilitazione contro il piano di dimensionamento scolastico che dopodomani, a Genova affronterà il voto dell'aula. Il Consiglio regionale infatti dovrà approvare il provvedimento già passato in Commissione. A Imperia le indicazioni contenute nel piano, oltre alla presa di posizione del Comune che ancora ieri, con l'assessore Giuseppe Fossati, ha ribadito la propria posizione contro ogni tipo di accorpamento, hanno messo in subbuglio il corpo docenti delle scuole interessate: la media Sauro e le scuole elementari e materne di Piani e Dolcedo. Dalla Sauro soprattutto arriva l'esortazione a lasciare la politica fuori dalla scuola. «E' eticamente scorretta l'ingerenza della politica nella scuola, dove a farne le spese, sono soprattutto gli utenti, cioè i ragazzi», afferma per tutti il preside Giovanni Quaglia. L'ipotesi alternativa all'accorpamento di un pezzo di media Sauro (il plesso di via Gibelli) alla Boine di Porto Maurizio, ovvero la costituzione di un istituto comprensivo a Porto Maurizio (Boine con una parte delle scuole del primo circolo di piazza Roma) ha anche fatto resuscitare il Comitato di Piani che già nella primavera del 2007 si era opposto allo stesso tipo di soluzione caldeggiata, allora come ora, dal consigliere regionale di Unione a Sinistra Franco Bonello. «Andremo a manifestare sotto le sue finestre», tuona Vittorio Chisci, consigliere di circoscrizione e membro del comitato anti Boine, contestando Bonello che ha annunciato la presentazione di un emendamento per la riunione di martedì. Anche l'assessore provinciale Giacomo Raineri, ha qualcosa da dire al consigliere regionale. «Forse Bonello non ha letto attentamente il piano approvato dalla provincia. Se lo avesse fatto, con la sua intelligenza, si sarebbe espresso diversamente. Questo Piano è frutto di mesi di incontri in tutte le realtà della provincia con il mondo della scuola ed è sempre stato condiviso e discusso con i dirigenti delle istituzioni scolastiche. Le proposte che contiene e che non prevedono alcun accorpamento, erano gia state approvate lo scorso anno dal consiglio provinciale all'unanimità. In questa seconda fase il documento è stato approvato a maggioranza, con l'astensione dell'opposizione. Per la Boine abbiamo chiesto la deroga alla Regione e ci era stata concessa. Se poi esponenti dei diversi schieramenti, non importa se di centro destra e o di centro sinistra, cercano di fare campagna elettorale su questa vicenda, io non ci sto e sono pronto a discutere di tutto in qualunque sede o dibattito pubblico». Contro l'accorpamento del plesso di via Gibelli con la Boine si è espresso tutto il personale docente e non docente della Sauro che ha votato un documento in cui riafferma compatto, la propria contrarietà alla disgregazione della scuola. «Procedere in questa direzione - afferma il Giovanni Quaglia - significa causare disagi organizzativi». Disagi per lo spostamento degli allievi dei corsi ad indirizzo musicale da Via Gibelli in Piazzetta De Negri con conseguente problematico aumento del numero di alunni del plesso e problemi per la sicurezza con la perdita di spazi fondamentali. Inoltre sarebbe impossibile garantire ai futuri allievi del centro di Oneglia l'iscrizione alla Scuola Media Sauro e ad accogliere allievi diversamente abili provenienti dall'Isah. Non ultimo il problema del congestionamento del traffico nelle ore di punta del centro di Oneglia poiché in Piazzetta a De Negri sono presenti più istituti scolastici. «Lo scorporo del plesso di Via Gibelli - continua Quaglia - rischierà di creare problemi all'autonomia della Sauro che potrebbe divenire nel tempo sotto-dimensionata. Altre sono le strade da perseguire, senza che ingerenze politiche impediscano la razionalizzazione dei tagli che purtroppo dovranno essere operati. Non si può mettere a rischio l'autonomia della Scuola Media Sauro, correttamente dimensionata e ben funzionante per salvare giustamente l'autonomia e il prestigio della Scuola Media Boine». «Se il centro destra non avesse nicchiato sui suggerimenti della Regione che indicava la formazione di Istituti comprensivi, si sarebbe fatto in tempo a discutere di questo aspetto tecnico senza dover fare adesso tuttoin fretta per rispettare l'accelerazione impressa dal decreto Gelmini», Il commento dei consiglieri del Pd Paolo Verda e Giuseppe Zagarella. Loredana Grita 09/11/2008 ' 09/11/2008 piano discusso e condivisoLa Provincia ha elaborato la sua proposta dopo mesi di confronto con i dirigenti scolastici Giacomo raineri assessore provinciale 09/11/2008

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concerti in strada contro la gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

LA PROTESTA NELLE SCUOLE Concerti in strada contro la Gelmini Venerdì mobilitazione al Boccherini: «Rischiamo di scomparire» Un concerto di "no": il requiem dell'istituto musicale "Luigi Boccherini" contro i tagli dello Stato alla formazione musicale riecheggerà nelle stanze del prestigioso e storico istituto e per le strade per l'intera giornata di venerdì. Ad annunciarlo sono stati gli stessi allievi del "Boccherini" durante il concerto inaugurale dell'anno accademico. «Noi studenti insieme ai docenti - spiegano -, aderiremo alla giornata di mobilitazione dell'Afam, che è stata indetta per il 14 novembre». Dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato le porte dell'istituto di piazza del Suffragio resteranno aperte a chiunque. I ragazzi suoneranno per i cittadini, cercando il più possibile di coinvolgerli nella protesta, spiegando loro i motivi della mobilitazione. Proprio come stanno facendo da giorni i professori liceali e universitari, e per le stesse motivazioni. «La legge 133 - dice Philip Dati, presidente della Consulta degli studenti -, colpisce anche il "Boccherini". Dal prossimo anno accademico, infatti, il ministero non finanzierà più gli istituti musicali pareggiati». Il centenario istituto lucchese, così, si vedrà privato di 100mila euro, pari a un terzo del proprio budget annuale, con conseguenze negative sull'offerta formativa, sull'attività didattica e su quella di promozione culturale. «Solo per fare alcuni esempi - continuano gli studenti del Boccherini -, spariranno l'Orchestra del conservatorio, il festival "Codice 602" e i gemellaggi con i conservatori europei. Inoltre, in un futuro prossimo, i tagli del Governo potranno rendere necessario un aumento delle tasse scolastiche». La logica dei provvedimenti governativi, infatti, è quella di ridurre di circa la metà il numero dei conservatori in Italia. Il rischio, quindi, che Lucca perda il suo istituto musicale è tutt'altro che astratto. E suscita forti preoccupazioni. Ma le voci dei ragazzi sono forti e chiare. In mezzo alla protesta nazionale ci vogliono stare anche loro. «Non resteremo in silenzio di fronte a questi tagli indiscriminati che operano in modo subdolo ai danni della cultura e del sapere». Nadia Davini

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sabina fa lezione di comunicazione "siete giovani, questo mondo è vostro" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Napoli La Guzzanti tra i ragazzi dell´Orientale: "Cercare visibilità sui media è politicamente debole" Sabina fa lezione di comunicazione "Siete giovani, questo mondo è vostro" «Chiaiano. Dico bene?». Dice bene, Sabina Guzzanti. «Ah, le donne di Chiaiano. Le ho viste in un filmato. Che energia. Complimenti. Ma non hanno certo bisogno della mia benedizione». Sul palco per il suo spettacolo venerdì sera, tra gli studenti che occupano l´Orientale sabato mattina. Ci sono anche i manifestanti di Chiaiano. Sabina Guzzanti resta per due ore in mezzo a una folla di ragazzi seduto a terra, gambe incrociate, nel cortile di palazzo Giusso. Anche sotto la pioggia. Lei scatta foto, loro fanno domande. S´aspettano le battute, certo. E ci sono. «La gaffe di Berlusconi? Se voleva davvero fare lo spiritoso con Obama, poteva dire che usano lo stesso fondotinta». Sulla Carfagna, la Gelmini, Cossiga. Ma Sabina Guzzanti è all´Orientale per una vera e propria lezione sul tema della comunicazione. «Cercare visibilità sui media è politicamente debole. Vi danno retta per un po´, poi se continuate a rompere vi abbandonano». Racconta del post piazza Navona. «Ho litigato con un amico. Ha detto che Gandhi non si sarebbe arrabbiato. Secondo me con gli inglesi si arrabbiava. è nello spot della Tim che non lo fa». Sottolinea con forza il no alla violenza: «Se c´è qualcuno tra voi che vi incita, sappiate che è un infiltrato, oppure uno stupido». Ma la ragionevolezza è cosa diversa. «Non c´è nessun motivo perché si debba essere moderati nei ragionamenti. Anche se vogliono imporci cardini oltre i quali sembriamo folli o terroristi». Esempio: «Se oggi pensi che la Tav non si debba fare, passi per pazzo. Io non lo so se è giusto farla. Io so che posso anche pensare di no, senza essere giudicato un matto». è un invito a sentirsi liberi. «Siete giovani, questo mondo è vostro. Perché dovete aspettare l´arrivo di qualcuno che vi salvi? Non arriverà. E se arrivasse, sarebbe ?na sòla». Liberi. «Ma ce l´avete una visione del mondo? Tipo: come fermare il clientelismo o la mafia». Liberi innanzitutto dentro la propria testa. «Come i minatori quando si convinsero di essere persone degne quanto i signori che andavano a cavallo». Gli smonta i totem. «Internet? Pratico, ma da solo non significa niente. Parlare, ragazzi, bisogna parlarsi di persona. Come ora qui. Non basta delegare la comunicazione ai mezzi, neppure a YouTube o a Facebook. Se devi organizzare un sit-in a sorpresa, ecco, Internet non mi pare il massimo». Liberi pure sui "monumenti" di sinistra. Come Pasolini. «Uffa. Quella sua frase famosa su ?68, poliziotti e proletariato. Fu poco lungimirante. Non aveva capito il movimento». Come certi film. «Prendiamo "La meglio gioventù". è una forzatura storica. Non parla del cambiamento culturale del ?68. Fa passare il concetto che da lì sono nati terrorismo e chiusura dei manicomi». Finisce con lei che intervista i ragazzi. Ne farà un documentario. (an. car.)

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scuola, vendola alle regioni "fate leggi anti maestro unico" - patrizia capua (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Napoli Scuola, Vendola alle Regioni "Fate leggi anti maestro unico" Il governatore: Sud vittima principale della riforma Caccavale di Forza Italia: "Io invitato agli Stati generali ma fischiato e insultato" PATRIZIA CAPUA «Lanciamo da qui un patto a tutte le Regioni: dotiamoci di una normativa anti maestro unico». Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, a Castel Volturno, intervenendo agli Stati regionali della Scuola del Sud, promossi dalla Regione Campania nel paese regno di "Sandokan" boss dei Casalesi, lancia un´iniziativa politica forte contro uno dei capitoli della riforma Gelmini. Vendola ieri ha così di fatto ufficializzato la proposta che in Puglia sta già facendo passi avanti. Una mattinata movimentata per quanto accaduto al portavoce regionale di Forza Italia, Ernesto Caccavale, che durante l´intervento autorizzato dall´assessore regionale Corrado Gabriele, è stato fischiato e insultato ed è dovuto uscire scortato dal servizio d´ordine. Vendola ha illustrato la strategia per contrastare la riforma Gelmini. «Stiamo vagliando - ha detto Vendola - la possibilità di impedire questo tipo di restringimento e regressione. L´ipotesi normativa è allo studio per prevedere il mantenimento di classi più docenti: questa traccia di lavoro, propositiva, non solo polemica, la proponiamo anche ad altri Regioni». Un´iniziativa che andrà avanti insieme con il ricorso alla Corte costituzionale, che diverse Regioni stanno già preparando sul provvedimento di riordino della rete scolastica. «Dal governo, in materia di scuola», ha spiegato Vendola, «sono stati adottati provvedimenti che rappresentano una controriforma dell´istruzione. Provvedimenti che sono un colpo ai pezzi pregiati della nostra pubblica istruzione, come la scuola elementare e l´idea dissennata di risparmio che con l´argomento degli sprechi e dei privilegi colpisce al cuore il sistema della scuola pubblica». Il presidente della Puglia ha aggiunto: «Finanziare la scuola è uno dei doveri fondamentali, soprattutto in tempi di crisi economica e di recessione. C´è dentro un´idea di società della paura che ingloba nei luoghi dell´educazione la mitologia di un passato dell´età dell´oro, dell´ordine, della disciplina: questo piccolo mondo antico del voto in condotta e del grembiulino che è proprio un paradigma di una scuola che educa all´obbedienza nei confronti della società della precarietà. Questo corto circuito è insopportabile». Dei provvedimenti della Gelmini, per Vendola, «la vittima principale è il Mezzogiorno d´Italia. Non bisogna dimenticare che le scuole nel Sud sono il principale presidio della legalità e della socialità. Avere una scuola in certe periferie è più importante che avere una caserma». Intanto il portavoce regionale di Forza Italia in Campania, Ernesto Caccavale, ha riferito di essere stato «ricoperto di fischi, insulti, aggredito verbalmente e quasi anche fisicamente» a Castel Volturno. Caccavale sottolinea di essere «molto amareggiato: sono figlio di due docenti che hanno lavorato per una vita all´interno di un liceo pubblico, io ho studiato solo in scuole pubbliche. Questi signori dicono di essere democratici, ma si tratta della democrazia totalitaria per cui fanno parlare solo chi è d´accordo con loro». Corrado Gabriele si dice «dispiaciuto. Caccavale è intervenuto per 14 minuti dal palco, stesso lasso di tempo utilizzato dal presidente Vendola, purtroppo però è stato interrotto per tre volte dalla platea. A protestare - aggiunge - era un gruppo di insegnanti precari che contestavano le scelte del Governo che hanno messo fuori dagli organici oltre 7 mila insegnanti solo in Campania». Forza Italia annuncia un´interrogazione parlamentare «per fare chiarezza» sul meeting sulla scuola promosso dalla Regione Campania. «Sono stati spesi soldi pubblici - sottolinea Caccavale - per un´iniziativa che propone tesi in assoluto contrasto con quanto scritto nella norma Gelmini, legge votata dal Parlamento italiano». Questa sera nel piazzale di Baia Verde a Castelvolturno, concerto anticamorra con Miriam Makeba, Maria Nazionale, Eugenio Bennato e Daniele Sepe: tutti per una serata dedicata a Roberto Saviano.

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l'adiconsum rielegge vargiu (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cagliari L'Adiconsum rielegge Vargiu La prima battaglia del segretario: «Fare restituire ai consumatori quanto pagato in 10 anni per canone di depurazione non dovuto» ORISTANO. Un congresso nel segno della continuità. Con la riconferma del segretario generale Giorgio Vargiu, l'Adiconsum, associazione dei consumatori che fa capo alla Cisl, ieri mattina ha celebrato il suo quinto congresso provinciale. I lavori sono stati seguiti da un pubblico composto anche da rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro. Dopo i saluti, è stato Giorgio Vargiu a tenere una lunga relazione, tracciando uno scenario certo non facile per i consumatori. «La vita dei cittadini è diventata più difficile - ha detto fra le altre cose -, anche se la situazione attuale non si discosta da quella tracciata durante il congresso di quattro anni fa». Crisi e aumento dei prezzi sono infatti emergenze che tutt'ora i consumatori si trovano ad affrontare. E poi scandali finanziari, sicurezza alimantare, lingua blu. Ma anche la scuola, alle prese con la "Riforma Gelmini". A livello locale, i problemi di Oristano, alle prese con il piano urbanistico e i parcheggi a pagamento. Vargiu, non senza ironia, ha commentato queste situazioni così speculari a distanza di quattro anni con «il classico esempio dei corsi e ri corsi della storia». In realtà, sia a livello nazionale che locale, nuove insidie si sono aggiunte. Nuovi problemi. In Sardegna, l'avvento del digitale terrestre, nato non senza disagi per gli utenti. Ancora, le preoccupazioni per la legge Gelmini per il mantenimento del diritto allo studio anche nelle comunità più piccole. A Oristano, ancora il Puc. L'Adiconsum si dice pronta a stare ancora in prima linea, al fianco dei cittadini, per affrontare grandi e piccoli problemi. Un primo appuntamento, per gli uffici oristanesi, è stato annunciato proprio da Vargiu. «Una recente sentenza della Corte costituzionale ha sancito come gli utenti non debbano essere tenuti a pagare i canoni di depurazione quando il servizio di depurazione non c'è. Da lunedì nei nostri uffici sarà disponibile la modulistica per quei cittadini che, residenti in zone dove manca il servizio di depurazione, vorranno chiedere (come ha stabilito la sentenza della Corte) il rimborso di dieci anni arretrati di canoni non dovuti. In città penso che questa partita riguardi una vasta zona del quartiere del Sacro Cuore». Questi i nomi degli eletti: Giorgio Vargiu, segretario. Della segreteria fanno parte Manuela Fois e Enzo D'Alessandro; del Consiglio generale: Maria Caterina Carrus, Franco Delogu, Luciano Delogu, Serenella Gallus, Milena Manunta, Vincenzo Marras, Daniele Meloni, Carlo Navarino, Paolo Orrù, Valentina Orrù, Barbara Poddi e Tiziana Porcu. Delegati al 5º congresso regionale: Giorgio Vargiu, Carlo Navarino, Enzo D'Alessandro, Antonio Ballette, Ugo Barbiero, Maurizio Carboni, Renzo Caria, Maria Caterina Carrus, Silvia Chelo, Isabella Daga, Franco Delogu, Luciano Delogu, Fernando Fanari, Salvatore Fara, Manuela Fois, Serenella Gallus, Salvatore Manca noto Bobore, Milena Manunta, Vincenzo Marras, Daniela Meloni, Fabrizio Meloni, Jasmine Manconi, Paolo Orrù, Valentina Orrù, Piera Pianu, Giovanni Pische, Barbara Poddi, Tiziana Porcu, Anna Antonella Aurora Puggioni, Bruno Taviani, Giorgia Vargiu. Michela Cuccu

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scuola, alberghiero autogestito gli studenti contro la gelmini - giovanni melis (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

DESULO Scuola, alberghiero autogestito gli studenti contro la Gelmini GIOVANNI MELIS DESULO. Scuola autogestita al Professionale alberghiero Montanaru, dove da ieri gli studenti hanno deciso di iniziare la protesta contro la riforma voluta dal dicastero della cultura. Una ricetta che non va giù agli allievi di tutte le scuole di ordine e grado della Repubblica e per questo oggetto di manifestazioni in ogni istituto. Dopo il liceo di Sorgono, il magistrali di Fonni, anche gli altri presidi scolastici del territorio iniziano a protestare per quello che ritengono essere «un diniego al diritto allo studio, sottoforma di provvedimento legislativo». Il Montanaru è l'unica scuola alberghiera della provincia di Nuoro e, nei suoi due rami legati a commercio e turismo, rappresenta un polo formativo importante sotto il profilo delle competenze in materia di ristorazione. In questi giorni i ragazzi hanno affrontato con gli insegnanti le problematiche legate al decreto Gelmini, poi convertito in legge dal parlamento. Diversi i punti contestati, dalle riduzioni di classi, insegnanti e gli accorpamenti di diistituti. Di quì la decisione di autogestire la scuola, affrontando le tematiche della protesta attraverso la lettura dei quotidiani e delle notizie dei media sul web. Su questo fronte la dotazione didattica della scuola è di aiuto agli studenti, che da tempo, utilizzano postazioni tecnologiche di avanguardia. Tanti insegnanti hanno manifestato solidarietà ai ragazzi, proprio per la particolare forma di protesta adottata. Il dirigente scolastico Antioco Frau ed il vice preside Franco Zanda invitano i ragazzi al senso di responsabilità e di critica, pur riconoscendo l'innegabile diritto ad ogni allievo della scuola a formarsi una propria coscienza sulla base del confronto. Nei prossimi giorni gli studenti dell'istituto organizzeranno una manifestazione incontro per coinvolgere anche gli altri colleghi del territorio.

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privatizzeranno anche le medie (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

di Giuseppe Tecleme * Privatizzeranno anche le medie La gestione da parte di Cda non riguarda solo l'università Non c'è solo la Gelmini La Camera discute un altro progetto di legge A meno di due mesi dal decreto Gelmini, che sembrava toccare solo la scuola elementare, seppure su aspetti importantissimi, un terremoto scuote oggi tutta la scuola e l'università. è difficile per una buona parte degli italiani comprendere cosa sta accadendo poiché il decreto 137 è solo una fase di un percorso legislativo in atto già da mesi e di cui il cittadino non addetto ai lavori è stato tenuto all'oscuro. Il 25 giugno 2008 il Ministro Tremonti varava una manovra finanziaria sotto forma di decreto ministeriale, poi convertito in legge in agosto (L 133/08), che conteneva già le indicazioni per una drastica "cura dimagrante" per tutti gli ordini di scuola con una progressiva riduzione del bilancio annuale di quasi 8 miliardi di euro e tagli consistenti per la ricerca universitaria. La legge, benchè scritta dal ministro dell'economia, fornisce indicazioni esplicite per quanto riguarda la riduzione di tutte le categorie di personale scolastico, parla chiaramente di modificare l'impianto delle elementari e vincola il Ministro Gelmini a presentare i decreti attuativi e un piano programmatico dettagliato. Da questo punto di vista è evidente che il danno più grosso è già stato fatto, e nel silenzio. Ma, se è difficile pensare che Tremonti abbia in mente una sua idea di scuola al di là della riduzione di spesa, non si deve credere che quel che sta accadendo riguardi solo i tagli. Già oggi, nella legge 133/08, vi è la possibilità di trasformazione delle Università in fondazioni, con l'ingresso di soggetti privati che parteciperanno alla gestione e contribuiranno a stabilire gli indirizzi didattici ed anche le rette che dovranno pagare gli studenti. Quello che invece quasi nessuno sa, al di fuori del mondo della scuola, è che tale possibilità è prevista, anche per le scuole medie e superiori, dal progetto di legge dell'onorevole Aprea, presentato in maggio e in discussione attualmente alla Camera. Le scuole secondo Aprea saranno gestite da un consiglio di amministrazione che non solo fornirà un regolamento vincolante per tutte le componenti della scuola ma si darà autonomamente le proprie regole, persino per quanto riguarda la sua stessa composizione, l'inclusione di nuovi membri e i meccanismi decisionali. Inoltre è prevista l'assunzione dei docenti sulla base di concorsi di Istituto con tre diversi livelli di stato giuridico e retribuzione (la progressione, si badi bene, non sarà per tutti ma a numero chiuso, col rischio di una lotta per pochi euro che aumenti gli aspetti negativi della competizione e non quelli positivi). Il collegio dei docenti perderà gran parte delle sue attuali funzioni fornendo una proposta di indirizzo didattico la cui ultima parola spetterà al consiglio di amministrazione, che attribuirà anche gli incarichi e le funzioni speciali ai singoli docenti. I consigli di classe saranno sostituiti da "organi di valutazione collegiale degli alunni". Ad un'equipe di persone che dovrebbero costruire un progetto didattico condiviso si sostituirà un comitato che valuterà, solo alla fine del quadrimestre e in termini contabili, un "rendimento". In questo modo, i ragazzi saranno visti sempre più come recipienti da riempire e il lavoro dell'insegnante verrà ricacciato nella solitudine. * Coordinamento genitori contro la riforma Gelmini di Sassari

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ma davvero il decreto gelmini esclude i baroni? a guardar bene li favorisce (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

di Marco Vannini Ma davvero il decreto Gelmini esclude i baroni? A guardar bene li favorisce Prendiamo come esempio la norma sull'estrazione casuale dei componenti delle commissioni di concorso Esclusione del turn over per i concorsi di ricercatore, in atto e già programmati; margini più ampi nelle assunzioni a fronte dei pensionamenti per gli atenei virtuosi, e contestuale blocco dei concorsi per gli atenei che spendono per il personale più del 90% dei fondi statali; innalzamento al 7% nel 2009 e al 30% dal 2001 della quota del fondo di finanziamento ordinario - la torta che lo Stato trasferisce annualmente alle Università - da ripartire non in base alla spesa storica ma a criteri di merito riguardanti la ricerca e la didattica; più risorse per borse di studio (135 milioni di euro) e residenze universitarie (65 milioni di euro); modifica del meccanismo di formazione delle commissioni dei concorsi dei professori e dei ricercatori. A queste misure sono abbinate le linee guida per la riforma del sistema universitario: "un documento programmatico di legislatura che offriamo al dibattito", secondo le parole dello stesso ministro, ma di cui ancora non si conoscono i contenuti. In tanti hanno commentato positivamente il provvedimento, dal Presidente della Repubblica al Corriere della Sera, che in un corsivetto anonimo, dietro il quale possiamo immaginare Francesco Giavazzi, plaude alla tenacia del ministro nell'insistere su una delle riforme di cui l'Italia ha maggior bisogno. In mezzo, tanti rettori, di Università sottofinanziate e virtuose (vedi Padova), di Atenei viziosi e sovrafinanziati (Roma - La Sapienza) o di ottime Università private come la LUISS. Tutti d'accordo: come mai? Una possibilità è che si stia davvero imboccando la strada giusta. Un'altra spiegazione è che, scampato il pericolo del blocco generalizzato dei concorsi, anche lungo questa nuova strada qualcuno pensi comunque di poter operare come prima o più comodamente di prima. Del resto, ci ricorda proprio uno dei rettori (quello dell'Università virtuosa) che "il diavolo si nasconde nei dettagli". Prendiamo ad esempio la norma sull'estrazione casuale dei membri delle commissioni di concorso. Per una posizione di professore ordinario, la legge richiede una commissione formata da un membro interno - professore ordinario - designato dalla Facoltà che bandisce e quattro ordinari eletti direttamente dalla comunità scientifica di riferimento. Nel primo schema della Gelmini, al posto dell'elezione si proponeva l'estrazione secca di quattro membri da un'urna ideale contenente tutti i professori ordinari della materia. Nel decreto licenziato dal governo si mischiano i due sistemi: prima si eleggono dodici membri potenziali e poi, formata un'urna ideale con questi dodici, si estraggono i quattro effettivi. Se gli ordinari fossero delle palle colorate, poniamo neri quelli corrotti e bianchi quelli puri, con un'urna contenente lo stesso numero di palle bianche e nere, l'estrazione secca casuale ci darebbe due membri corrotti e due membri puri. Poiché a questi si aggiunge il membro interno, il criterio dell'estrazione non assicura di per sé né trasparenza né qualità, tanto meno assenza di imbrogli. Se poi si passa al sistema a due stadi, è ancora più facile, attraverso votazioni irreggimentate, gestibili soprattutto da gruppi accademici estesi e gerarchicamente strutturati, determinare urne particolarmente favorevoli a concorsi addomesticati. Temo che la scelta del ministro su questo punto non solo incida marginalmente sul malcostume dei concorsi truccati ma, se la statistica non è un'opinione, finisca per avvantaggiare i baroni organizzati e le grandi Università, che possono muovere centinaia di voti, rispetto alle componenti indipendenti della comunità scientifica nazionale, che praticano concorsi "aperti". Ciò che lascia perplessi, su questo punto come su molti altri del pacchetto, è la filosofia generale che vi si intravede. Ancora una volta si insiste sul meccanismo dei concorsi e sulla necessità di altre regole, quando invece il punto centrale da affrontare è quello dell'autonomia senza responsabilità. Se le Università italiane potranno continuare a operare impunite quando sbagliano e non incentivate quando fanno bene, non c'è regola che tenga. Non solo: se, invece che ai ricercatori e alle loro strutture di lavoro, gli incentivi continueranno ad andare (come si intuisce dal decreto) agli Atenei nel loro complesso, che potranno seguitare a destinarli anche ad aree parassitarie, non si innescherà mai una seria competizione per reclutare i migliori e costruire intorno a loro una Università di qualità. Occorre riportare i ricercatori e la ricerca al centro del sistema universitario, e affrontare senza pregiudizi tutti gli ostacoli alla effettiva realizzazione di un sistema fondato sul merito e sulla competizione. Temi quali la liberalizzazione delle tasse universitarie, la differenziazione delle retribuzioni, il valore legale del titolo di studio, la mobilità studentesca e la qualità delle strutture didattiche e di accoglienza, la formazione e gli incentivi del personale tecnico amministrativo, la forma di governo delle Università, vanno affrontati simultaneamente. Vedremo cosa questo governo sarà capace di fare. Nel frattempo è importante agire, anche e soprattutto in Sardegna, senza aspettare il completamento del quadro. La strada è segnata, e perseverare nell'errore (continuare ad assegnare le risorse in base al peso storico dei gruppi accademici piuttosto che alla produttività dei ricercatori e ai risultati dei processi formativi, perpetuando una governance obsoleta), o puntare sugli aiuti esterni solo per compensare i ridotti trasferimenti statali, sarebbe letale. Le istituzioni locali, come la Regione e la Fondazione Banco di Sardegna, che sostengono generosamente le due Università, possono svolgere un ruolo chiave nel favorirne la competitività e il richiamo internazionale; ciò richiede però non solo interventi ben orientati (come alcuni di quelli già in atto), ma anche alieni da pretese di dirigismo e sistematicamente rispettosi del principio che "le risorse seguono la qualità" nei luoghi dove questa si trova.

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con la nuova legge molti di noi non potranno permettersi l'università (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Riforma Gelmini. Lettera degli studenti del Lorenzini Con la nuova legge molti di noi non potranno permettersi l'università Gli studenti del liceo Lorenzini sono ancora in fermento per il futuro della loro università. Mercoledì 29 ottobre il Senato ha approvato la legge 133, "Noi no". Siamo consapevoli di non poter continuare ad autogestire ad oltranza, poiché ciò comporterebbe il non raggiungimento dei 200 giorni minimi di scuola. Oggi ci siamo quindi riuniti nell'aula di storia della biblioteca comunale per fare il punto della situazione e per scrivere questa lettera ai giornali, poiché vogliamo mantenere vivo lo spirito della mobilitazione che ci ha visto attivi le scorse settimane. «Anche l'operaio vuole il figlio dottore», cantava Pietrangeli alla fine degli anni '60. A 40 anni di distanza «è sempre la stessa musica». Confrontandoci ci rendiamo conto che molti di noi non potranno permettersi l'istruzione che dovrebbe assicurarci un futuro migliore. La legge 133 prevede una riduzione del finanziamento statale al sistema universitario (Ffo) di 1.500.000 euro in cinque anni, una drastica riduzione del turnover per cui, secondo l'articolo 66, per ogni dieci pensionamenti ci saranno solo 2 assunzioni fino al 2012 e successivamente cinque dal 2013, con conseguente perdita di 87mila posti di lavoro e la possibilità di trasformazione dell'università in fondazioni di diritto privato. Non siamo d'accordo con l'articolo 16 che prevede la possibilità di questa trasformazione in quanto l'articolo 9 della Costituzione al primo comma cita: «La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica». Inoltre l'articolo 33 (citato dall'articolo 16 della legge 133) cita al primo comma: "L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento" e continua al secondo comma: "La Repubblica detta le norme generali sull'Istruzione e istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi". Attualmente più del 90% dell'Ffo viene speso per sostenere i costi del personale e di conseguenza i margini di spesa ai fini della ricerca sono limitati. In questi giorni l'ateneo di Siena sta approvando il bilancio e si parla di un deficit che varia dai 50 agli 80 milioni di euro; l'ateneo fiorentino ha approvato un bilancio con un buco di 27 milioni di euro. Le università saranno costrette a trasformarsi in fondazioni private; ciò comporterà che il gettito delle tasse imposte agli studenti, che prima non poteva superare il 20% dell'Ffo, avrà un limite massimo di 10mila euro all'anno per studente. Inoltre l'ingresso di privati nel Cda delle università comporterebbe una ricerca basata sui soli fini personali dei privati. Le proposte dell'assemblea improvvisata sono svariate: lezioni in piazza tenute per il Lorenzini dai professori disponibili, elaborazione di una proposta di controriforme, l'avvio di un collettivo studentesco settimanale del Lorenzini, l'apertura di un myspace su internet dedicato ai movimenti studenteschi di Pescia in collegamento con altre città e infine una manifestazione che vedrà coinvolti tutti gli istituti superiori della Valdinievole, tutte le scuole medie inferiori, tutte le elementari e le materne. Un gruppo di studenti Liceo Lorenzini Pescia

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L'okay alle ronde Padanegarantisce solo tensioni (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

L'okay alle ronde Padanegarantisce solo tensioni roberto onofrio C'è più di una distonia nel pacchetto sicurezza che la commissione del Senato ha approvato a maggioranza la notte scorsa. La più fastidiosa è sicuramente quella che offre la possibilità agli enti locali di regolarizzare le cosiddette "ronde padane". Il provvedimento, che deve comunque passare l'esame nelle aule di Camera e Senato, arriva con una formula troppo sintetica e soprattutto troppo aperta a interpretazioni che possono prestare il fianco a pericolose ambiguità. L'emendamento presentato dalla Lega Nord, che ha sempre considerato le "ronde Padane" con orgoglio e che ha commentato il voto favorevole come un importante successo, dice sostanzialmente che si potranno formare associazioni di cittadini con il compito di «presidiare il territorio», «segnalare» situazioni anomale o a rischio e «cooperare» con le forze dell'ordine nella vigilanza dei quartieri. Presidiare, segnalare e cooperare sono tre verbi che possono volere dire tutto se non si associano spiegazioni più dettagliate. In particolare, il primo e il terzo rappresentano, letti nella loro essenzialità, un viatico alla formazione di squadre di vigilantes che, pur nate probabilmente con le migliori intenzioni, non fanno immaginare nulla di buono nel momento in cui alcuni sindaci decideranno di vararle. Che cosa significa presidiare il territorio? E, soprattutto, che cosa vuole dire la parola cooperare? Nel pacchetto sicurezza, almeno per ora, queste circostanze non vengono assolutamente chiarite ed è un vuoto che, oltre a sollevare più di una perplessità sotto il profilo strettamente giuridico, lascia filtrare uno sgradevole senso di inquietudine. I cittadini, in realtà, già"presidiano" il territorio in cui vivono: ci abitano, lo frequentano, ne fanno socialmente parte. Evidentemente, il senso che si vuole dare al "presidio" delle ronde è leggermente diverso. Deve necessariamente assomigliare a quello che si intende con presidio delle forze dell'ordine. Per carità: nulla da eccepire se un gruppo di abitanti, per controllare e tutelare il proprio quartiere, decide di trascorrere qualche serata in compagnia, per scoraggiare l'eventuale microcriminalità semplicemente grazie alla loro presenza. E nulla da dire se da queste iniziative possono partire segnalazioni utili a chi è preposto ad intervenire. Anzi. Già oggi la legge prevede questo tipo di controllo sociale e di segnalazione. Qualunque cittadino che nota situazioni di pericolo è tenuto a denunciarla. Quello che proprio non si capisce, però, è il passaggio successivo che l'emendamento della Lega prevede e che la commissione Senato a maggioranza ha approvato: l'opportunità di cooperare, appunto. Dovrebbe essere già implicito nel presidio e nella segnalazione il concetto di cooperazione con chi deve garantire l'ordine nelle città. Se i componenti della commissione hanno sentito la necessità di aggiungerlo pensano quindi a sfumature ulteriori. La speranza è che il dibattito alla Camera e al Senato, nei prossimi giorni, chiarisca quali. Certo, suona in ogni caso come una nota stonata e come uno svarione politico del centrodestra l'inserimento delle ronde nel pacchetto sicurezza. Se è vero che i cittadini continuano a percepire la criminalità come un fenomeno diffuso, è altrettanto vero che l'atmosfera politica complessiva, tornata sui livelli dello scontro frontale e del reciproco insulto fra maggioranza e opposizione, sta forse in questo momento creando più preoccupazione sociale. Gli scontri esplosi tra studenti di destra e di sinistra e le manifestazioni di protesta contro i decreti Gelmini, saldati con gli effetti di una crisi economica che comincia a provocare profondi disagi in strati di popolazione via via sempre più ampi, non rappresentano il migliore presupposto per aggiungere nuovi motivi di tensione. E fa specie che il pacchetto sicurezza, proprio nel momento in cui rende più soft la linea politica da adottare nei confronti degli immigrati clandestini (niente più arresto obbligatorio e processo per direttissima, ma semplice ammenda da 5 a 10 mila euro), finisca per creare potenziali fonti di polemiche su un fronte che non ha certo bisogno di ulteriori micce per far danni. D'altra parte l'emendamento della Lega, che pure gongola per l'affermazione delle ronde Padane, sta già incrinando la compattezza del centrodestra. An, tramite il suo giornale, Il Secolo d'Italia, ha duramente stigmatizzato il provvedimento e non è escluso quindi che quando inizierà il dibattito la divisione risalterà in modo ancora più evidente. L'accusa di "tafazzismo" che viene elaborata nell'editoriale del quotidiano di An ci sta tutta e lascia chiaramente intendere il malessere che da tempo serpeggia all'interno della maggioranza, in particolare tra la Lega e An. Ha ovviamente gioco facile, in un contesto simile, l'opposizione di centrosinistra, che ha colto l'opportunità per sottolineare ancora una volta come la politica della maggioranza finisca per alimentare quel "giustizialismo fai-da-te" di cui nessuno dovrebbe sentire il bisogno. Senza contare le prese di posizione che, appena la notizia delle ronde apparirà con più evidenza sui media, arriveranno quasi sicuramente da quegli ambienti cattolici che sempre più spesso criticano le decisioni del governo soprattutto sul fronte del controllo sociale. Le polemiche sulle impronte ai rom e comunque, più in generale, sul tema dell'immigrazione clandestina, che questo pacchetto sicurezza ha appunto cercato di addolcire rispetto alle premesse della vigilia, sono state solo sovrastate dalle proteste sulla scuola, ma non sono affatto scomparse. Mario Borghezio, deputato della Lega, ha commentato che «come sempre, la Padania non è a destra né a sinistra, ma davanti». Resta da capire se davanti a una tranquilla e diritta autostrada o sull'orlo di una scarpata. onofrio@ilsecoloxix.it 09/11/2008 Lorenzo Cuocolo Melba Pattillo Beals aveva quindici anni quando entrò, scortata dall'esercito, nella Little Rock Central High School. Non sapeva che avrebbe cambiato la storia degli Stati Uniti d'America. Non sapeva che avrebbe consentito a Barack Obama di diventare il primo presidente nero nella storia americana. Melba incarna l'anima del costituzionalismo americano, che sta tutto nell'insuperata sintesi scolpita dai founding fathers nella Dichiarazione d'indipendenza: «Tutti gli uomini sono creati uguali, tutti sono dotati dal creatore di alcuni diritti inalienabili, e tra questi la vita, la libertà e il perseguimento della felicità». Vi è dunque un progetto da compiere, passo dopo passo. Nonostante l'America sia fatta di uomini, e perciò anche di sbagli. Poco più di duecento anni fa, quando fu scritta la Costituzione degli Stati Uniti, non venne previsto alcun limite alla schiavitù: essa fu proibita solo dopo la fine della guerra civile, con l'approvazione del XIII emendamento (1865). E, pochi anni dopo, con il XV emendamento (1870), venne esteso ai neri il diritto di voto. Ma la strada da percorrere era ancora lunga e le innovazioni costituzionali fecero fatica a radicarsi nel giovane tessuto sociale americano. Si fece strada, invece, la dottrina del separate but equal: si diceva, in sostanza, che non c'era segregazione razziale se bianchi e neri erano trattati allo stesso modo, ancorché tenuti divisi sui treni, nelle Università, nelle scuole e nei luoghi di lavoro. Questa aberrante dottrina ebbe anche il suggello della Corte suprema, che nella sentenza Plessy v. Ferguson (1896) convalidò una legge che prevedeva diverse carrozze ferroviarie per i bianchi e per i neri. Solo dopo la seconda guerra mondiale - anche per una consapevole riflessione dei vincitori sugli orrori della legislazione razziale dei vinti - il vento cominciò a cambiare. La svolta arrivò nel 1954 con la celebre sentenza della Corte suprema Brown v. Board of Education. Linda Brown era una bambina nera alla quale fu rifiutata l'iscrizione nella scuola vicino a casa sua, a Topeka, Kansas. Quella scuola era per bianchi. Linda poteva andare più lontano, fuori mano, nella scuola per neri. Ma Linda, difesa da Thurgood Marshall (che diventerà il primo giudice nero della Corte suprema), intentò una serie di ricorsi, finché la Corte suprema, sotto la presidenza Warren, appena nominato dal presidente Dwight Eisenhower, dichiarò incostituzionale la segregazione e stracciò la dottrina ipocrita del separate but equal. Ma nonostante la svolta storica, in alcune zone del Paese, la segregazione continuava a resistere. E così torniamo a Melba Pattillo Beals: nel 1957 fu iscritta, insieme ad altri otto ragazzi neri, in una scuola di Little Rock, Arkansas, fino a quel momento riservata ai bianchi. I Little Rock Nine furono presi a sputi e a schiaffi e il governatore dell'Arkansas schierò addirittura la Guardia nazionale in armi per impedire ai nove ragazzini di entrare a scuola. Tutto sembrava perduto, tutti gli sforzi sembravano essere stati vani. Ma il presidente Eisenhower inviò a Little Rock la celebre 101st Airborne Division e affidò ogni ragazzino nero alla protezione di un angelo custode, che portava la divisa dell'esercito americano. Il diritto, i diritti dovevano prevalere. E i Little Rock Nine poterono così entrare a scuola, e godere in concreto della equal protection prevista dalla Costituzione. Questi risultati del costituzionalismo americano dovevano essere metabolizzati e rinforzati: furono presi in consegna da Martin Luther King e si tradussero presto nell'approvazione del Civil Rights Act (1964). Il cammino, come si vede, è stato lungo, le conquiste sono fresche e hanno richiesto sogni, sacrifici, offese e umiliazioni di tanti cittadini americani, più o meno noti, più o meno normali. In pochi sanno che lo stesso Obama, nel 1990, è stato il primo nero a dirigere la Harvard Law Review. Melba Pattillo Beals insegna giornalismo all'Università. I suoi figli, oggi, possono sognare qualunque cosa per il proprio futuro: anche di diventare Presidenti. Questi sono, e sono sempre stati, gli Stati Uniti d'America: un Paese che cerca costantemente di avanzare e di migliorarsi, per consentire a ciascuno di realizzare il proprio progetto di vita. Questo è il costituzionalismo dei diritti, e per questo motivo l'elezione di Barack Obama suscita profonda emozione. Lorenzo Cuocolo è professore di diritto pubblico comparato nell'Università Bocconi. 09/11/2008

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in sala nardi si parla di riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

FORZA ITALIA In sala Nardi si parla di riforma Gelmini PISTOIA. "Tutto quello che c'è da sapere sul decreto Gelmini". è il titolo dell'incontro-dibattito che il gruppo consiliare di Forza Italia-Pdl organizza per domani sera alle 21, nella sala Nardi del palazzo che ospita la Provincia in piazza San Leone. «La nostra - afferma Jessica Cipriani, consigliere comunale d'opposizione - vuole essere un'operazione-verità rispetto a tutte le fandonie che vanno sostenendo a sinistra. Vogliamo urlare con forza che è falso che venga abolito il tempo pieno, che è falso che vengano licenziati gli insegnanti, che è falso che chiuderanno le scuole nei piccolissimi centri, che è falso che ci saranno tagli all'edilizia scolastica e che è falso che il governo taglierà i posti degli insegnanti di sostegno».

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il dialogo all'università e la sordità del governo - gianni de plato (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bologna L´intervento Il dialogo all´Università e la sordità del governo GIANNI DE PLATO La giusta lotta iniziata prima dai Rettori nel marzo 2008, con la costituzione a Bologna dell´Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali (AQUIS), e poi dagli studenti con un movimento pacifico e propositivo, contro i tagli della Finanziaria del ministro Tremonti, ha avuto i suoi primi effetti. Il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini è stata costretta a rivedere la sua linea di intransigenza, a fare un passo indietro e a cedere su punti non secondari. Le concessioni fatte nel decreto governativo sull´università (premio agli atenei migliori, posti letto per gli studenti fuorisede e borse di studio per i meritevoli, nessun blocco per i concorsi già banditi e nuovi criteri per la nomina delle commissioni) sono un rimedio congiunturale molto debole che pone ancora con più urgenza la necessità di una riforma di struttura e di governance. E´ evidente che i tagli indiscriminati sulla scuola e sulla università non introducono alcun sistema di riqualificazione della spesa pubblica, come gli attuali ministri del governo di centrodestra si accaniscono a ripetere, perché sono semplicemente dei risparmi resi possibili dalla riduzione e dequalificazione dei servizi pubblici. Da questa contraddizione governativa (tagliare per risanare) e dalla consapevolezza che la riforma universitaria dove avvenire all´interno della risoluzione di una questione più generale come quella crisi della finanza pubblica, è partita l´iniziativa del Rettore dell´università di Bologna di chiamare gli altri Rettori delle università virtuose italiane a elaborare un progetto di riforma e di risanamento. SEGUE A PAGINA V

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ore 16.30, lezione di fisica in piazza maggiore (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bologna Gli appuntamenti Ore 16.30, lezione di Fisica in piazza Maggiore ED ora in piazza ci vanno anche i maestri. A fare lezione con i bambini e i genitori sabato 22 novembre, dalle 10 alle 18, a Bologna e nelle piazze della provincia. «Invaderemo le strade, i mercati, i quartieri con lezioni e laboratori per raccontare le nostre storie di scuola», annuncia l´Assemblea dei genitori e degli insegnanti, riunita venerdì. «L´obiettivo ora è l´abrogazione della legge». E per questo saranno raccolte le firme per chiedere uno sciopero generale di tutte le categorie per la scuola. Inoltre, nei prossimi collegi dei docenti saranno presentate delle mozioni per riproporre ai nuovi iscritti alle elementari il modello scolastico del tempo pieno e del modulo cancellato dalla Gelmini. In vista degli Open day nelle scuole a dicembre. «Queste giornate saranno usate come momenti informativi su quello che significa questo cambiamento devastante per la scuola pubblica e saranno distribuiti i vecchi moduli di iscrizione che le famiglie dovranno poi presentare». Intanto continua la protesta degli universitari. Oggi, in piazza Maggiore, seminari divulgativi: alle 10.30 con il fisico Silvio Bergia e alle 16.30 con il chimico Vincenzo Balzani. Lunedì a Scienze Politiche assemblea alle 17 sul provvedimento del preside di bloccare le lezioni a seguito dell´occupazione di un´ala della Facoltà; a Veterinaria assemblea di Facoltà (ore 14), con preside e docenti, e blocco della didattica. Interverranno Daniele Bigi, ricercatore di Agraria, e Donato Montibello, portavoce della Rete universitaria nazionale. (il. ve.)

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il dialogo all'università... - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Bologna Il dialogo all´università... (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) Il rettore Calzolari è riuscito con Aquis a porre responsabilmente la riforma universitaria all´interno del contesto del risanamento del bilancio dello Stato, proponendo un progetto di alta qualificazione dell´università e di strutturale risanamento. Questa articolata proposta, purtroppo, è ignorata dall´attuale governo e spinge i Rettori di Aquis a continuare la mobilitazione per la riforma. Di qui il positivo incontro con il movimento degli studenti, che a Bologna è particolarmente costruttivo nel riportare il no alla politica dei ministri Tremonti e Gelmini verso una proposta alternativa e partecipata. Gli studenti universitari a Bologna continuano nella loro mobilitazione che va oltre al "No Gelmini"e lo fanno in modo responsabile (lezioni in piazza), propositivo (ritiro delle Leggi 133 e 137 e progetto di autoriforma dell´università) e creativo (night parade). Ci tengono a non essere ridotti a problema di ordine pubblico e si impegnano a costruire la manifestazione nazionale del 14 di questo mese a Roma. Puntano su una grande manifestazione pacifica che si presenterà con obiettivi elaborati nelle aule e nelle piazze, dopo una lunga discussione e larga condivisione. Vogliono fare capir al Governo e al paese che l´Università e gli studenti sono una risorsa che crea sviluppo economico e sociale, e non un appendice inutile da tagliare. Questa loro intelligenza fa dire che sono un movimento inedito radicalmente diverso da quello del ?68 e totalmente esterno alla politica dei partiti. Il dialogo che docenti, ricercatori, studenti e personale tecnico e amministrativo sono riusciti a realizzare a Bologna, è sperabile che possa trovare interlocutori istituzionali e sociali, disponibili a partecipare al movimento per dare alla scuola e all´università un ruolo prioritario nella costruzione della nuova società, che sarà quella della conoscenza se si vuole continuare ad essere competitivi a livello globale.

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protesta con striscioni alla prima del vampiro - francesca parisini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

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Pagina IX - Bologna I dipendenti e la crisi del Teatro Comunale Protesta con striscioni alla prima del Vampiro Niente sciopero per il debutto della lirica, ma una serie di agitazioni per la "situazione pesante". Forse orchestrali in piazza FRANCESCA PARISINI La prima dell´opera «Der Vampyr» non è a rischio «ma la situazione in teatro è pesante», conferma Franco Sgroi della Uil, al termine dell´assemblea di ieri tra dipendenti del Teatro Comunale e delegati sindacali nazionali. Niente sciopero, sebbene i sindacati stiano pensando azioni per denunciare al pubblico di sabato prossimo, all´apertura della stagione lirica, la grave situazione finanziaria in cui versa la fondazione bolognese. «Sarebbe opportuno riempire il teatro di striscioni come abbiamo fatto in passato», auspica Sgroi. «Abbiamo preso contatti coi comitati anti-Gelmini - incalza Beppe Fiorelli della Cgil - e con altri settori della cultura penalizzati dal governo. Il 13 saremo a Roma alla tavola rotonda sullo stato dello spettacolo in Italia e in seguito all´incontro con il ministro Bondi». Ieri, per volere del sovrintendente del Comunale Marco Tutino, è stato fatto rimuovere lo striscione (nella foto) che i dipendenti avevano appeso venerdì con la scritta «Teatro + Fondazione = Fallimento». «Facciamo assemblee in tutt´Italia - spiega Maurizio Giustini, segretario nazionale della Cisl - con molta partecipazione. Stiamo pensando anche a manifestazioni comuni tra le 13 fondazioni liriche». A Torino i musicisti hanno già suonato in piazza, a Bologna si sta studiando la possibilità.

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il rettore nel mirino della protesta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

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Pagina 3 - Pisa Il rettore nel mirino della protesta Università 2.0: con alcuni docenti ci sta scaricando e cerca di dividerci PISA. «Il rettore ci sta scaricando ed intralcia la nostra protesta pacifica contro il decreto Gelmini», dicono gli studenti del movimento "Università 2.0" dal Palazzo Matteucci dove occupano 4 aule e dove lunedì sarà comunque garantita la didattica. «Il rettorato ed il corpo insegnante - dice Angelo portavoce degli studenti - nicchiano, non prendono posizione». Ovvero: «Ci stanno scaricando e cercano di mettere gli studenti che occupano o fanno autogestione contro gli studenti che vogliono fare lezione». «L'esempio è che vogliono far apparire - interviene lo studente Lorenzo - la nostra protesta qui a Palazzo Matteucci come un'occupazione che bloccherà la didattica quando invece noi autogestiremo solo 4 aule per dar vita ai quattro tavoli di autoriforma dell'Università». Questi quattro tavoli (bilancio, ricerca, didattica ed autoriforma), a cui partecipano studenti e ricercatori troveranno un momento di sintesi e confronto nelle giornate del 15 e del 16 novembre a Roma presso l'Università della Sapienza. «E' incredbile - spiegano gli studenti - come il rettorato ed alcuni docenti si facciano difensori degli studenti e della ricerca sotto i riflettori dei media nazionali e poi in realtà lavorino contro inziative vere che vanno contro i tagli operati dal Governo con la 133». «Dove sono le dimissioni dei docenti, dei presidi di cui si parlava all'inizio della protesta?», chiedono in maniera ironica gli universitari. In realtà, Pisa, con il suo centro storico è costellata di gazebo dove i professori universitari fanno lezione "en plein air". «Beh - dice Lorenzo - se la loro protesta, legittima e doverosa, deve limitarsi a fare lezione in piazza senza che si affianchino ad essa vere e proprie prese di posizione mi sembra che questa protesta sia un po' debole ed iperinflazionata». Ma torniamo ai rapporti tra gli studenti di «Università 2.0» ed il rettorato. «Vogliono svuotare la nostra protesta derubricandola ad una bega di tipo amministrativo - dicono gli studenti - ed esempio, ne è il fatto che secondo il rettore ed il prorettore Angelo Baggiani, noi dovremmo parlare solo con il direttore amministrativo Antonio Grasso». Gli studenti elencano poi, tutta una serie di elementi che secondo loro fanno capire che il rettorato sta tenendo un «atteggiamento ambiguo» se non addirittura «ostativo alle proteste del movimento». «Si vuole rompere l'onda studentesca facendo credere alla maggior parte degli studenti che la didattica sarà ed è stata bloccata»: interviene ancora Lorenzo. Però il Polo Carmignani, facciamo notare, è stato occupato per oltre un mese. «Sì ma le lezioni in realtà potevano essere svolte così come si possono svolgere tranquillamente qui a palazzo Matteucci, che ripetiamo non è occupato», concludono gli studenti. Il movimento Università 2.0 vuole un rapporto diretto, collaborativo e franco con il rettorato «perché solo il rettore può prendere decisioni "politiche" e non di certo il direttore amministrativo. Gli studenti universitari si sono resi protagonisti due giorni fa dell'occupazione dei binari della Stazione centrale di Pisa e sono ancora in attesa di notizie da Trenitalia circa il «diritto alla mobilità» per raggiungere con il minor disagio possibile per tutti la manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma. Le prossime ore saranno determinanti per capire se l'azienda asseconderà le richieste avanzate dagli studenti pisani. Carlo Venturini

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bari tra gli atenei in rosso "se spreca niente assunti" - paolo russo (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

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Pagina XIII - Bari Bari tra gli atenei in rosso "Se spreca niente assunti" Il prorettore: il ministro ha dati vecchi, ci salveremo Col blocco del turn over, il costo del personale è ora sotto la soglia del 90 per cento PAOLO RUSSO La scure della Gelmini è sospesa a mezz´aria sull´università di Bari. Per il ministero dell´Istruzione, che fa riferimento ai dati raccolti dal comitato di valutazione del sistema universitario, l´ateneo barese rientra tra i sei che in Italia spendono troppo per gli stipendi del personale. Per questo, in virtù del decreto approvato dal consiglio dei ministri lo scorso giovedì, potrebbe essere costretta a sospendere ogni tipo di assunzione. Anche quelle programmate da tempo. Un colpo pesantissimo per l´Università di Bari, accompagnata in questo triste destino dagli atenei di Napoli, Pisa, Firenze, Cassino e Trieste. Un rischio che non corrono invece le università del Salento e di Foggia. Gli altri due atenei pugliesi hanno i conti in regola per salvarsi. Il decreto legge approvato lo scorso giovedì dal consiglio dei ministri ha gettato nel panico lo stuolo di ricercatori, dottorandi e professori a contratto che vedrebbero in questa maniera chiusa ogni possibilità di carriera all´interno dell´università di Bari. Ma i vertici dell´ateneo sono fiduciosi e invitano alla calma il mondo accademico barese. "Il taglio delle assunzioni non ci sarà", dicono. Ma il futuro dell´università barese è appeso a un filo. L´ottimismo dei vertici dell´ateneo è supportato dalle proiezioni fatte nei giorni scorsi dai responsabili amministrativi dell´ente. "I dati che il ministero cita sono vecchi", replica il prorettore Augusto Garuccio a chi descrive l´università di Bari come una istituzione sull´orlo del baratro finanziario. Il decreto approvato bloccherà le assunzioni alle università che nel 2008 spenderanno oltre il 90 per cento del finanziamento ordinario in spese del personale. Gli ultimi dati ufficiali disponibili sono, per il momento, quelli del 2007 che vedono l´ateneo barese spendere ben il 92 per cento (quasi duecento milioni di euro) delle erogazioni statali per pagare lo stipendio dei docenti e del personale. In base a questi dati il blocco delle assunzioni dovrebbe essere scontato. Ma Garuccio è convinto che non sarà così: "Il bilancio che chiuderemo alla fine di dicembre - dice il prorettore - darà ragione alle politiche di contenimento della spesa che abbiamo attuato negli ultimi anni". Grazie al blocco del turn over disposto al momento della sua nomina dal rettore Corrado Petrocelli per ridare fiato alle casse dell´università messe in crisi dalle assunzioni allegre (e, per lo più, parentali) della precedente gestione, nel 2008 le spese per il personale dovrebbero scendere sotto quota 90 per cento. "Ci salveremo" ribadisce il prorettore. Se i calcoli dell´amministrazione si rileveranno esatti, non solo l´ateneo barese eviterà questo brusco blocco delle assunzioni ma potrà attingere a nuove risorse statali messe a disposizione per l´assunzione di ricercatori. Per premiare gli atenei virtuosi, infatti, il governo ha stanziato complessivamente 500 milioni di euro a vantaggio degli atenei che sostituiranno ogni professore pensionato con 2 o 3 ricercatori. "Se sarà così ci dovrà esser dato atto che non siamo degli spreconi ma che, al contrario, abbiamo cominciato a ridurre le nostre spese già prima che arrivassero le minacce e i tagli del ministero", ha sottolineato Garuccio.

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studenti e prof in piazza la scuola può rinascere - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

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Pagina XIV - Bari STUDENTI E PROF IN PIAZZA LA SCUOLA PUò RINASCERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) (segue dalla prima di cronaca) I più bravi guadagnavano le simpatie del professore saltando la cavallina. Quando "correre la cavallina" cambiò di significato, le simpatie del professore persero importanza. Per non parlare, poi, della festa grande di poter giocare a pallavolo. Nei rigori della didattica un poco ammuffita del dopoguerra, nel monumentale Orazio Flacco, per esempio, non circolava troppo quella scapigliatura che fu, poi, imposta dai furori sessantottardi e, dunque, certe evasioni erano già tanto. Dunque il fatto stesso di tenere una lezione in un luogo che non fosse l´aula tradizionale suggeriva un che di ribelle, un´infrazione alle regole, una botta di vita. Ricordo il rammarico che, un giorno, afflisse alcuni habitué del « fare x », come diciamo a Bari per marinare la scuola, che avevano passato la mattinata al lungomare, nell´apprendere che s´era fatta lezione di storia dell´arte nell´aula delle proiezioni e che avevamo visto delle diapositive. Trovo, quindi, non solo, appropriato, originale ed efficace che, oggi, per protestare contro le sciagurate riforme imposte o solo minacciate dalla Ministra Gelmini, si faccia lezione fuori dalla scuola, all´aperto, ma, anche, affascinante, suggestivo. Perché mi fa riaprire l´album dei ricordi, certo, ma, anche perché segnala simbolicamente un collegamento ideale e naturale tra scuola, cultura, società, ambiente. Mi piace immaginare che avranno tutti cinque in condotta e mi auguro che anche gli insegnanti richiedano analogo trattamento. La ribellione in corso attivata da tutto il mondo della scuola e dell´Università può vantare questo carattere di concordia tra i soggetti, tra i protagonisti del futuro sociale, come avrebbe detto il Piaget, in questa armonia della rivolta che spodesta la scuola del suo aspetto inutilmente coattivo per ricordare con l´ariosità di questa nuova accademia peripatetica che scuola è dovunque si insegni e si impari, che gli insegnanti, quelli bravi, sanno benissimo che si insegna, si continua ad insegnare, ostinatamente si continua ad insegnare, per ostinatamente volere continuare ad studiare ad imparare. Le immagini di studenti che attorniano professori e maestri, nelle piazze e nei giardini, in combutta con cittadini interessati e curiosi per ascoltare le lezioni, rincuorano ed entusiasmano. Si tornerà a scuola e nelle aule degli atenei, d´accordo, perché non solo è ovvio, utile e necessario, oltre che più prudente per la salute, ma dopo aver dimostrato che non si sta lì, solo a "far casino". Come da sempre si dice a scuola. Se ne faccia una ragione lo scadente umorista che ci ritroviamo per Presidente del Consiglio: non siamo un popolo di coglioni, anche, se il sospetto viene, constatando il livello della dirigenza eletta. Chi sa se c´è ancora quello scheletro dondolante nella polvere o quel ronzante proiettore di diapositive in aule disertate per pigrizia o noncuranza, in attesa di scolaretti sporadici in visita annoiata nei loro grembiulini disciplinati? Se così fosse varrebbe la pena di destinare ad entrambi onorata sepoltura.

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una pizza contro la riforma (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Una pizza contro la riforma PISTOIA. Una pizza insieme tra genitori, insegnanti, alunni, personale Ata e nonni: il Comitato dei genitori ha organizzato per domani, a partire dalle 20 al circolo Arci di Candeglia, una cena aperta a tutti coloro che hanno a cuore il futuro della scuola pubblica. In quell'occasione, il comitato presenterà alcune proposte da svolgere all'interno delle scuole. Dopo la fiaccolata per le vie del centro, lo scorso 29 ottobre, il comitato, non ha intenzione di cessare la mobilitazione. «La nostra intenzione - affermano i portavoce del comitato - è quella di proseguire la mobilitazione contro il decreto Gelmini anche se ormai è diventato legge». Per prenotarsi alla cena e per ulteriori informazioni visitare il blog: genitoripistoia.blogspot.com M.Q.

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la festa della vittoria e l'occasione persa - margherita rubino (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina XIX - Genova La festa della vittoria e l´occasione persa MARGHERITA RUBINO enova cacciò i Tedeschi nel 1945 e i padrini di Ignazio La Russa nel 1960. Il sindaco Vincenzi e gli amministratori comunali fanno, con ogni evidenza, molto poco per riscattare l´immagine della città da un passato di nerboruto, incisivo e determinante antifascismo. Così siamo stati esclusi, governo ladro. Oggi venti città di Italia celebrano, come surplus del 4 novembre e per festeggiare il novantesimo anniversario dalla fine della Grande Guerra, una giornata di "Caserme in piazza" bandite dal ministero della Difesa per "rinsaldare il profondo legame che lega le Forze armate e i cittadini" in collaborazione con venti amministrazioni comunali. Le città prescelte sono tutte capoluoghi, Aosta e Palermo, Firenze e Perugia, Bologna e Napoli, e così via fino alle due sorprendenti esclusioni dei capoluoghi di Liguria e Veneto, negletti a favore di La Spezia e Padova. Cacciari e la Marta hanno la laurea in Filosofia, deve essere questo, non possono ben collaborare con il ministro della Difesa. O magari in questa città, passatista e ahimè per nulla in linea con i tempi, ancora si resta ancorati all´articolo 11 della Costituzione, sul ripudio della guerra. E´ pur vero che il presidente Napolitano ha pronunciato nobili parole il 4 novembre, a Vittorio Veneto, ricordando la compiuta unità ma anche le atrocità della Grande Guerra; dando perfino spazio, a Roma, a un attore che ricordava Andrea Zanzotto, "un libro per ogni famiglia, per ogni scuola?un puro elenco di nomi di morti farebbero circa diecimila pagine, solo per una guerra, per un paese, e tralasciando gli impazziti, i feriti, i mutilati". Ma è anche vero che nelle venti città fortunate è successo di tutto. A Napoli, dal 20 ottobre e fino a oggi, negli istituti scolastici superiori ci sono stati " incontri formativi", in accordo con la ministro Gelmini, tenuti direttamente dagli ufficiali delle Forze Armate: culminanti nella grande manifestazione di oggi in Piazza Plebiscito "che tenga impegnata la cittadinanza per l´intera giornata". Editto da brividi . A Reggio Calabria si legge sulla Gazzetta del Sud che la città "si trasformerà oggi in città militare dell´intera Calabria?in vista del 9 novembre, è stata già effettuata in 104 scuole su 4500 studenti una fase di promozione?le visite dei rappresentanti delle Forze Armate continueranno anche dopo il 9 novembre". Doppio brivido? se pure un calabrese o spiritoso oppure isolato, rosso e tosto , si è inventato nello stesso giorno una "Sagra dei maiali" che compare ovunque al fianco delle celebrazioni militari di serie A. A Udine, dopo i previsti incontri nelle scuole durati tre settimane per tutta la Regione, "ricchissimo programma di mostre eventi cerimonie". Filmati, sfilate, azioni dimostrative. E noi ? Noi niente, nessuna domenica speciale. A Roma debbono aver pensato che Genova, come al solito, avrebbe messo su qualche protesta e che il Comune avrebbe mal cooperato. Così , per colpa dei nostri avi e dei nostri politici, noi ci siamo persi la festa e i nostri studenti si sono persi le lezioni di guerra. Come nel passato, sapranno muoversi all´occorrenza da soli.

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abruzzo, tra ventuno giorni il voto 1000 assunti tra portaborse e assistenti - giuseppe caporale (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 16 - Interni Approvata una legge che consente di saltare il concorso pubblico. Dubbi sulla copertura finanziaria Abruzzo, tra ventuno giorni il voto 1000 assunti tra portaborse e assistenti GIUSEPPE CAPORALE L´AQUILA - Mille assunzioni alla Regione Abruzzo, ventuno giorni prima delle elezioni. Senza concorso pubblico. Mille giovani scelti direttamente dalla politica. Con una legge. Tra questi, circa 70 portaborse, 350 assistenti degli assessorati e anche alcune centinaia di precari delle Asl ed enti strumentali che da anni, in realtà, attendevano la stabilizzazione. Il provvedimento, che ha inserito questo esercito nella pianta organica dell´ente, si intitola "Precari e scarichi fognari", perché contiene anche atti deliberativi su ambiente e inquinamento. A votarla, i consiglieri decaduti dopo lo scandalo delle tangenti nella sanità e l´arresto del governatore Ottaviano Del Turco. Consiglieri rimasti formalmente in carica solo per i provvedimenti "indifferibili", dice la legge. Ed, evidentemente, questo era il caso. Giallo, invece, su chi abbia effettivamente votato l´atto. Pare che a esprimere parere favorevole siano stati sia consiglieri di centrosinistra (in maggioranza), ma anche alcuni del centrodestra, ma solo lunedì saranno resi noti i nomi. Intanto, scorrendo la lista dei nuovi assunti, si scopre che sono passati a tempo indeterminato tutti i 350 collaboratori della giunta Del Turco, sui quali pende anche un´inchiesta della Procura dell´Aquila denominata Parentopoli. Infatti, meno di un mese fa, la magistratura ha avviato gli interrogatori di dirigenti e politici proprio per ricostruire alcuni legami di parentela e i criteri di selezione. Agli atti dell´indagine risultano figli, nuore e nipoti di alti funzionari e amministratori pubblici. Una cinquantina i casi sospetti. Ma anche tra i 200 contratti a tempo determinato degli enti strumentali non mancano nomi noti di personaggi influenti dell´ente. Discorso diverso, invece, per i precari delle Asl, (circa 600), dell´Arpa (la società di trasporto regionale) e dell´Arta (agenzia per la tutela dell´ambiente) che da anni attendevano la stabilizzazione. Ma, nell´ultima seduta del consiglio, le polemiche maggiori si sono avute al momento del voto dell´emendamento che ha consentito l´assunzione definitiva del personale politico. «Una pagina nera per questa Regione» commenta Marco Gelmini, segretario regionale di Rifondazione «tutti, dai Verdi ad An, hanno utilizzato la necessità dei precari delle Asl, per assumere personale. Un´infornata vergognosa». Critico anche il senatore Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale del Pdl che invoca l´intervento del governo. Ma il vero rischio è il fallimento. Sull´ente gravano oltre tre miliardi di euro di debiti e pare che le mille assunzioni non abbiano adeguata copertura finanziaria. Il 30 novembre si vota.

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gelmini al convegno, niente giornalisti - costantino malatto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Cronaca Gelmini al convegno, niente giornalisti Sanremo, a porte chiuse applausi degli industriali. Alemanno: "S´è mossa male", poi frena Il governatore Vendola: dalle regioni una legge per bloccare il maestro unico COSTANTINO MALATTO DAL NOSTRO INVIATO SANREMO - Blindata, blindatissima. Ormai il ministro Mariastella Gelmini ha deciso: basta con i giornalisti. Così, invitata al seminario dei direttori di Confindustria a Sanremo, ha preteso che prima di cominciare la sua relazione fosse allontanato l´unico giornalista presente in sala. Che, per la cronaca, era l´inviato del Sole 24 Ore, il giornale che fa capo proprio a Confindustria. Gli altri, naturalmente, erano già stati tenuti a rigorosa distanza. Successivamente Confindustria si è accollata la responsabilità della decisione di far uscire i giornalisti, ma resta il fatto che la "cacciata" è avvenuta prima dell´intervento del ministro. E dire che la Gelmini è intervenuta di fronte a una platea che meglio disposta non avrebbe potuto essere. Tanto che gli industriali alla fine l´hanno applaudita a lungo, quasi una standing ovation. E il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, scesa in riviera a rendere omaggio al ministro, ha dichiarato: «Condivido completamente il suo sforzo di cambiare la scuola, la Gelmini è uno dei ministri che mira ad un reale cambiamento della società». Alla platea degli industriali la Gelmini, che ha parlato a braccio per un´ora, ha illustrato le linee guida degli interventi già approvati dal governo e di quelli allo studio. Ha ripetuto la necessità di una riforma profonda della scuola per farla stare al passo con l´Europa. La Marcegaglia le ha fatto eco: «Va proseguita - ha detto il presidente di Confindustria - la volontà di riforma del sistema. Le ultime aperture fatte sui ricercatori, l´attenzione al merito e all´efficienza degli atenei sono significative». Intanto arrivano critiche all´operato del ministro dell´Istruzione anche da esponenti del Pdl. Ieri è stato il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ad attaccare la Gelmini e la sua riforma: «La Gelmini si è mossa male - ha dichiarato il sindaco della capitale - senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». Poi in serata il Campidoglio precisa che le parole del sindaco sono state male interpretate. E il presidente della Camera Fini ha dedicato da Asolo un passaggio del suo intervento al movimento dell´Onda, stigmatizzando le «minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie: sono molto rumorose ma restano molta minoranza». Duro attacco all´opera del ministro dell´Istruzione anche dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che intervenendo agli Stati generali delle scuole del Mezzogiorno a Castelvolturno ha annunciato: «Presenteremo una proposta di legge che impedisca nelle regioni l´adozione del maestro unico».

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scuola, un dibattito in consiglio (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 9 - Viareggio Scuola, un dibattito in consiglio Domani si discuterà la riforma con insegnanti e studenti CAMAIORE. Un consiglio comunale aperto per discutere dei temi legati al mondo della scuola dopo la riforma Gelmini, domani, alle 21.15, in municipio, come aveva proposto il Pd. Ad intervenire, oltre alle forze politiche, anche insegnanti, genitori ed studenti. Per il Pd i discorsi sul grembiulino e sul voto in condotta sono solo «diversivi», perché altre e più serie (e più drammatiche) sono le scelte fatte sulla scuola dal governo. «In realtà - scrive il Pd - ci saranno tagli per 7 miliardi e 800 milioni di euro in tre anni, 87mila insegnanti in meno, 42mila di personale Ata». Saranno inoltre, sostiene il Pd, oltre 4mila le scuole a rischio chiusura in Italia. Mentre, qui a Camaiore, in particolare, sarebbe a rischio la scuola di Valpromaro. «Sarà ridotto - dice il Pd - il numero degli insegnanti di sostegno. La scuola passa da settore strategico a solo capitolo di spesa». L'introduzione del maestro unico e la riduzione di 6 ore dell'orario scolastico rischiano di far scomparire il tempo pieno, aggiunge il Pd. «Non si comprende, perché si sia deciso di modificare il modello organizzativo della scuola primaria italiana - afferma il partito democratico - procedendo con un decreto d'urgenza senza alcuna discussione e confronto con il mondo della scuola, con le famiglie, con i sindacati e con le forze d'opposizione». Per il Pd, infatti, la scuola deve essere una priorità per lo sviluppo, la democrazia, la libertà delle persone. Ecco perché il partito invita tutti gli interessati alla discussione di lunedì sera.

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primo scoglio per l'onda (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

di Giampiero Calapà Primo scoglio per l'Onda Gli studenti romani disertano l'assemblea di Firenze Arrivano da tutta Italia ma non dalla capitale: «Nessuno ci ha contattati». C'è chi parla di fraintendimento e chi teme una rottura. Il documento finale rilancia la mobilitazione nell'unità FIRENZE. E l'Onda, sul più bello, s'infrange sulle divisioni del movimento nato per contrastare tagli e controriforme dei ministri Tremonti e Gelmini. A Firenze ieri sono arrivati in trecento da tutta Italia in rappresentanza degli atenei di Napoli, Bari, Bologna, Milano, Torino, Palermo, Brescia, Ferrara, Ancora, Padova, Catania, Reggio Calabria, Chieti, Pavia, Cagliari, Genova e Perugia. Spicca l'assenza di Roma. Dalla capitale sono arrivati all'assemblea solo quattro studenti di Roma3 "come semplici uditori e non in rappresentanza del movimento", nessuno della Sapienza. «Come si può organizzare e preparare un'assemblea nazionale degli studenti su due piedi? Evidentemente si vuole monopolizzare l'attenzione, prendere l'onda anomala e farla arrivare in qualche porto controllato»: con queste parole i collettivi romani hanno sancito la prima spaccatura del movimento sul sito ateneinrivolta.org. A Roma dicono di non aver capito «quale percorso e quale dibattito abbiano prodotto l'ipotesi dell'assemblea di Firenze; non lo capiamo perché in questi giorni non abbiamo letto nessun appello da sottoscrivere e condividere: non siamo stati neppure contattati». E ancora: «Non vorremmo che qualcuno pensasse di costruire un'assemblea di una "parte" del movimento, lontano dallo spirito unitario che ha generato l'onda anomala». Gli studenti universitari protagonisti del nuovo movimento, nella più classica e rivisitata delle tradizioni della sinistra, sono già riusciti ad arrivare alla scissione? «Con Roma c'è stato un fraintendimento - ha spiegato Francesco Epifani, degli "Studenti di Sinistra" fiorentini - ma non una rottura. Quello di oggi (ieri per chi legge, ndr) era un incontro pensato per dare una forma al movimento, e ricordo che la prima occupazione è stata il 6 ottobre al Polo scientifico di Sesto Fiorentino. Questo non vuol dire che il 14, 15 e 16 novembre diserteremo assemblea nazionale e manifestazioni programmate a Roma». In realtà chi ha partecipato all'assemblea fiorentina aveva le idee chiare sull'accaduto: «I collettivi autonomi romani vorrebbero guidare la protesta», dicevano ieri a denti stretti. E la rottura ha spiazzato anche i Giovani comunisti, la giovanile di Rifondazione, che si sono dati da fare fino all'ultimo momento per l'unità. Intanto, dalla capitale, rilanciano l'assemblea di metà novembre: «E' stata comunicata con quattordici giorni di preavviso e permetterà alle assemblee di facoltà di discutere in tutta Italia e di esprimere gli orientamenti da far emergere». Alla fine dell'assemblea di Firenze Alessio Branciamore di "Sinistra Universitaria" tira le somme gettando acqua sul fuoco: «Un ottimo momento di confronto e discussione tra tantissime realtà, per nulla contrapposto agli appuntamenti romani di metà novembre». In realtà, la stessa assemblea fiorentina non è filata liscia come l'olio e durante la stesura del documento finale, che rilancia la mobilitazione invocando l'unità e il no alle logiche baronali, non sono mancate tensioni fra le varie anime del movimento.

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gelmini non è un essere umano (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Attualità «Gelmini non è un essere umano» La battuta di Camilleri indigna anche l'opposizione E Alemanno bacchetta il ministro: si è mossa male ROMA. La Gelmini? «Di sicuro non è un essere umano». E' quanto ha sostenuto lo scrittore Andrea Camilleri qualche giorno fa, davanti alla platea studentesca del liceo Mamiani di Roma. Chiamato a discutere con i ragazzi, il celebre papà del commisario Montalbano ha esternato il suo duro giudizio facendo arrabbiare in primis proprio alcuni esponenti dell'opposizione che non hanno digerito nè l'estromissione della Gelmini dalla razza umana nè la succesiva battuta di Camilleri: «Dovremmo chiamare i professori di chimica per capire cos'è». Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione del governo Prodi, è tra i primi a stigmatizzare le parole di Camilleri. «Chi non rispetta la dignità delle persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche politiche, si comporta in modo grave, soprattutto se si pensa che il nostro Paese vive da decenni un'emergenza educativa». «La radicalità dei giudizi politici che possono essere anche aspri non deve essere mai confusa con la semplice offesa personale», dice Giovanni Russo Spena. L'ex capogruppo di Rifondazione invita a distinguere tra nemici e avversari politici e giura che per quanto lo riguarda lui quelle parole non le direbbe neanche «al leghista Borghezio che pure considero senza giri di parole un razzista». Più indulgente Sandro Curzi. «Se un presidente del Consiglio arriva a parlare di persone appecoronate e di presidenti abbronzati, si capisce che altri possano prendersi qualche licenza». Ma intanto la Gelmini si becca una reprimenda dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». (a.g.)

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detassare gli utili di chi reinveste (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Gli imprenditori concordano sui provvedimenti dell'esecutivo per le banche e per la scuola «Ma per l'istruzione ora serve maggior qualità» «Detassare gli utili di chi reinveste» La Marcegaglia rilancia l'appello al governo per affrontare la crisi economica GLI INDUSTRIALI ROMA. Detassazione degli utili reinvestiti, aiuto fiscale alle imprese e meno tasse per chi produce riducendo il consumo energetico. Su questi tre obiettivi Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, non perde occasione di insistere perchè il governo manifesti «come sta accadendo nei maggiori paesi europei, Francia e Germania, la volontà di dare un supporto dell'economia nei vari settori che stanno soffrendo». Ieri l'occasione si è presentata al 35º seminario a Sanremo dove era stato invitato anche il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, la quale ha chiesto l'allontanamento di tutti i giornalisti dalla sala del dibattito. Poi ha lasciato lei la sala subito dopo l'intervento della Marcegaglia, senza fare però alcun discorso. Eppure la presidente della Confindustria si è dichiarata d'accordo con i tagli alla scuola che considera, però, solo una prima parte della riforma. «Ora bisogna intervenire sul merito e sulla qualità dell'istruzione» ha detto, senza alcuna venatura polemica. E ha aggiunto di concordare con le misure di aiuto che il governo intende varare per le banche. La mancanza di liquidità degli istituti di credito, associata al crollo dei consumi, preoccupa e toglie ossigeno alle imprese. Più la dimensione è piccola più la stretta creditizia diventa un nodo scorsoio. Federica Guidi, presidente dei giovani industriali ha lanciato ieri un nuovo allarme: «I grandi gruppi, inevitabilmente, si portano dietro le piccole e medie imprese. Ci vuole una forte politica di investimenti pubblici». Qualche giorno fa proprio per cercare di dare ossigeno, Unicredit ha annunciato di voler mettere a disposizione 5 miliardi di euro per le piccole imprese. Gli artigiani, intanto, stanno costruendo una trincea, in attesa di vedere questa maggiore liquidità. Da una parte «chiediamo al governo» dice Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, «che in tempi rapidissimi si agevolino i finanziamenti dando la possibilità a Confidi di alzare oltre al 50 per cento attuale la garanzia necessaria per sostenere il credito ad un'impresa». Secondo un sondaggio tra i piccoli e piccolissimi imprenditori, le banche nell'ultimo periodo, erogano il 18 per cento in meno di crediti. Il sondaggio è stato fatto su quattro voci: «rientro dei soldi», «ritardo nell'accoglimento della domanda», «allungamento dei tempi istruttori», «richiesta in crescita di garanzie». La stretta creditizia viene attuata quindi in vario modo, ma le piccolissime imprese boccheggiano. Per questo Confartigianato, Cna, Casartigiani che partecipano all'Artigiancassa, (maggioranza Bnl), hanno varato un nuovo piano industriale che prevede 251 sportelli Confidi e 2900 sportelli presso le associazioni della categoria. (a.f.)

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lite sulla scuola, la protesta continua (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Montecitorio condanna: minoranze rumorose. E Cossiga dà consigli al capo della polizia su come affrontare i manifestanti Lite sulla scuola, la protesta continua Alemanno: la Gelmini si è mossa male. Poi dice: nessun giudizio negativo ROMA. Tra polemiche politiche, ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e agli "stati generali" della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl), la giornata ha visto una nutrita serie di interventi su un argomento che continua ad essere al centro del dibattito politico e sociale. Gianfranco Fini, ha parlato, di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della Camera ha detto che «ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». In questo senso Fini osserva come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano». «Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini - significa fare i conti con la storia: si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare tutti». In una polemica lettera aperta, invece, il presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha dato «consigli» al capo della polizia su come affrontare la protesta. Attirandosi le critiche del leader "no global", Francesco Caruso, che lo ha invitato a lasciar perdere la «nostalgia degli anni di piombo». Intanto, proseguono le proteste di studenti e docenti, in attesa del nuovo appuntamento in piazza, con lo sciopero generale dell'università e ricerca del 14 novembre a Roma. Tra gli altri, il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori di Bologna, ha respinto «ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti contro il tentativo di smantellamento della scuola pubblica statale». E nella polemica sulla scuola entra anche uno scrittore di successo. La Gelmini? «Di sicuro non è un essere umano», ha sostenuto infatti Andrea Camilleri qualche giorno fa, davanti alla platea studentesca del liceo "Mamiani" di Roma. Chiamato a discutere con i ragazzi, il celebre "papà" del commissario Montalbano ha esternato il suo duro giudizio facendo arrabbiare in primis proprio alcuni esponenti dell'opposizione che non hanno digerito nè l'estromissione della Gelmini dalla razza umana nè la succesiva battuta di Camilleri: «Dovremmo chiamare i professori di chimica per capire cos'è». Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione del governo Prodi, è tra i primi a stigmatizzare le parole di Camilleri. «Chi non rispetta la dignità delle persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche politiche, si comporta in modo grave, soprattutto se si pensa che il nostro Paese vice da decenni un'emergenza educativa». «La radicalità dei giudizi politici che possono essere anche aspri non deve essere mai confusa con la semplice offesa personale», dice Giovanni Russo Spena. L'ex capogruppo di Rifondazione invita a distinguere tra nemici e avversari politici e giura che per quanto lo riguarda lui quelle parole non le direbbe neanche «al leghista Borghezio che pure considero senza giri di parole un razzista». Più indulgente Sandro Curzi. «Se un presidente del Consiglio arriva a parlare di persone appecoronate e di presidenti abbronzati, si capisce che altri possano prendersi qualche licenza». Ma intanto la Gelmini si becca una reprimenda dal sindaco di Roma Alemanno: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». «Smentisco categoricamente che il sindaco di Roma Gianni Alemanno abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma della scuola attuata dal ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, così come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state evidentemente male interpretate», ha affermato più tardi il portavoce del sindaco, Simone Turbolente.

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Lezione di dialetto per una scuola moderna (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 2 Lezione di dialetto per una scuola moderna DIFESA DELLA RIFORMA GELMINI INIZIATIVA DEGLI STUDENTI PADANI IN PIAZZA ? BERGAMO ? UN CENTINAIO di studenti ha partecipato ieri pomeriggio, in via XX Settembre, alla lezione di bergamasco all?aperto, organizzata dal Movimento Universitario Padano e dal Movimento Studentesco Padano. Un?iniziativa provocatoria, organizzata «per rispondere alle numerose e simili manifestazioni che si sono tenute nelle scorse settimane un po? in tutta Italia». Proprio davanti ad un banchetto di militanti del Pd impegnati nella campagna di tesseramento, l?ingegnere Giancarlo Giavazzi, militante della Lega Nord e autore di alcuni libri in dialetto, ha ricordato l?importanza della lingua bergamasca. «Oggi portiamo in piazza la voce di tutti quegli studenti stanchi delle polemiche strumentali delle scorse settimane, ragazzi che vogliono invece che si guardi davvero alle reali urgenze da risolvere», ha dichiarato Simone Parigi, coordinatore provinciale del Movimento Giovani Padani della bergamasca. Veronica Ferron, coordinatrice provinciale del Movimento Studentesco Padano, se l?è invece presa con «chi ci ha fatto diventare gli asini d?Europa a causa di un sistema scolastico mal gestito». Alla manifestazione erano presenti anche l?onorevole Ettore Pirovano e il consigliere regionale Daniele Belotti.

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Marcegaglia al governo: <Meno tasse per chi reinveste e risparmia energia> (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Marcegaglia al governo: «Meno tasse per chi reinveste e risparmia energia» Confindustria chiede supporto per i settori in sofferenza ROMA - Detassazione degli utili reinvestiti, aiuto fiscale alle imprese e meno tasse per chi produce riducendo il consumo energetico. Su questi tre obiettivi Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, non perde occasione di insistere perchè il governo manifesti «come sta accadendo nei maggiori paesi europei, Francia e Germania, la volontà di dare un supporto dell'economia nei vari settori che stanno soffrendo». Ieri l'occasione si è presentata al 35esimo seminario a Sanremo dove era stata invitata anche il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, la quale ha chiesto l'allontanamento di tutti i giornalisti dalla sala del dibattito. Poi ha lasciato lei la sala subito dopo l'intervento della Marcegaglia, senza fare alcun discorso. Eppure la presidente della Confindustria si è dichiarata d'accordo con i tagli alla scuola che considera, però, solo una prima parte della riforma. «Ora bisogna intervenire sul merito e sulla qualità dell'istruzione» ha detto, senza alcuna venatura polemica. E ha aggiunto di concordare con le misure di aiuto che il governo intende varare per le banche. La mancanza di liquidità degli istituti di credito, associata al crollo dei consumi, preoccupa e toglie ossigeno alle imprese. Più la dimensione è piccola più la stretta creditizia diventa un nodo scorsoio. Federica Guidi, presidente dei giovani industriali ha lanciato ieri un nuovo allarme: «I grandi gruppi, inevitabilmente, si portano dietro le piccole e medie imprese. Ci vuole una forte politica di investimenti pubblici». Qualche giorno fa proprio per cercare di dare ossigeno, Unicredit ha annunciato di voler mettere a disposizione 5 miliardi di euro per le piccole imprese. Gli artigiani intanto stanno costruendo una trincea, in attesa di vedere questa maggiore liquidità. Da una parte «chiediamo al governo» dice Sergio Silvestrini, segretario generale della Cna, «che in tempi rapidissimi si agevolino i finanziamenti dando la possibilità a Confidi di alzare oltre al 50 per cento attuale la garanzia necessaria per sostenere il credito ad un'impresa». Secondo un sondaggio tra i piccoli e piccolissimi imprenditori, le banche nell'ultimo periodo, erogano il 18 per cento in meno di crediti. a. f. 09/11/2008

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Il sindaco festeggia i neo maggiorenni (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

MORBEGNO BASSA VALLE pag. 8 Il sindaco festeggia i neo maggiorenni Ai 18enni consegnata la Costituzione di MORRIS BERTOLINI ? DELEBIO ? ANCHE QUEST?ANNO il Sindaco di Delebio, Lidia Bonacina ha ricevuto in municipio i nuovi 18enni per la consegna della Costituzione e il discorso di augurio. «Tutti i giovani non vedono l?ora di tagliare il traguardo dei 18 anni, bisogna però considerare che diventando maggiorenni ci sono sì dei diritti, ma anche dei doveri che vanno sempre rispettati - ha spiegato il primo cittadino -. Proprio per questo vi consegno il testo della Costituzione del nostro Stato che compie i suoi primi 60 anni. Non dovete prenderla e metterla in un angolo quando tornate a casa, cercate di leggere qualche articolo e se non capite qualche passaggio chiedete aiuto a una persona adulta. Voi siete il futuro della nostra società, i prossimi amministratori». «Cercate di fare le vostre proposte senza mai dover ricorrere a scontri con la polizia come in questi giorni si è fatto per il Decreto Gelmini - ha aggiunto il sindaco -. Da oggi in poi dovrete cercare di andare incontro a tutti i cittadini all?insegna della tolleranza e della giustizia. Nelle fabbriche di Delebio lavorano diversi extracomunitari e voi dovrete essere in grado di accogliere anche loro». Il sindaco ha poi invitato i ragazzi e le ragazze presenti a un divertimento che sia però sempre sano e senza eccessi. «Ci si può divertire anche senza bere bevande alcoliche - ha sottolineato Bonacina - il messaggio che chi guida non beve non risolve il problema, ma solo quello della sicurezza sulle strade in quanto gli altri passeggeri delle auto si sentono comunque autorizzati a bere in eccesso. Alcune osservazioni vanno fatte anche sui pullman per i giovani del sabato sera. In passato alcuni ragazzi mi avevano chiesto di istituirne uno a loro spese. In questo caso non deve passare il messaggio che bevo di più perchè tanto poi non devo guidare, ma che mi diverto più a lungo tanto c?è il pullman». ECCO I NOMI di tutti nuovi 18enni del Comune di Delebio: Gianluca Degani, Matteo Scisetti, Sara Peregalli, Giulia Mazzoletti, Nicola Curtoni, Giulia Scaramella, Luca Romano, Francesca Mattarucchi, Giovanni Bertolini, Rodolfo Fistolera, Martina Fumagalli, Raffaele Abramini, Alessandra Tarca, Samuele Franci, Elisabetta Petruzio, Sam Peregalli, Fabrizio Dell?Oca, Alex Acquistapace, Federica Dell?Oca, Valentina Rabbiosi, Antonella Baccomo, Cristina Bertolini, Stefano Angelini, Alice Cariboni, Gabriele Corgatelli, Francesco Tarca, Sabrina Luciani, Vanessa Pedroncelli, Cristina Tognolini, Nicoletta Tarca e Bogna Sudolska. Dopo il ricevimento i coetanei sono andati a messa per poi dare avvio alla nottata di festa.

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Scuola, la riforma piace a Marcegaglia Ancora proteste contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Scuola, la riforma piace a Marcegaglia Ancora proteste contro la Gelmini ROMA - Tra polemiche politiche ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e agli stati generali della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl), la giornata ha visto una nutrita serie di interventi su un argomento che continua ad essere al centro del dibattito politico e sociale. Un giudizio positivo sulla riforma della scuola è venuto da Confindustria: il presidente Emma Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta di un'operazione che «taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri», Ma, ha aggiunto, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». Polemiche al convegno di Sanremo perché sono stati allontanati i giornalisti. Gianfranco Fini, ha parlato, invece, di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della Camera ha detto che «ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». In questo senso Fini osserva come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano». «Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini - significa fare i conti con la storia: si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare tutti». 09/11/2008

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Che tenerezza quel guardiano di okkupazioni (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Che tenerezza quel guardiano di okkupazioni Reportage napoletano. Bassino e grassottello, uno che sta in disparte, lontano dall'assemblea, che nemmeno se la sogna la tribuna degli oratori, di quelli che accettano con mitezza il ruolo subalterno che gli è stato attribuito, da ultimo dei gregari. Gli chiedi. «Sai mica quando si riuniscono gli studenti?», e lui ti risponde con gentilezza, dice: «Mi scusi, non lo so, sono del servizio d'ordine, ci metta anche che sto qui dalle sei, sono stravolto dalla stanchezza, mi dispiace, ma non so darle una risposta al riguardo». di Adolfo Scotto di Luzio La tenerezza. Sì, proprio la tenerezza. È questo il sentimento che a un tratto si impone, quasi con prepotenza, in mezzo a un mare di scemenze, di frasi fatte, di pose da rivoluzionario e da teorico della rivoluzione. Ti avvicini a uno di questi studenti in rivolta, un tipo bassino e grassottello, uno che sta in disparte, lontano dall'assemblea, che nemmeno se la sogna la tribuna degli oratori, di quelli che anche nel momento della massima visibilità accettano con mitezza il ruolo subalterno che gli è stato attribuito, da ultimo dei gregari. Gli chiedi. «Sai mica quando si riuniscono gli studenti?», e lui ti risponde con gentilezza, dice: «Mi scusi, non lo so, sono del servizio d'ordine, ci metta anche che sto qui dalle sei, sono stravolto dalla stanchezza, mi dispiace proprio, ma non so darle una risposta al riguardo». «Una risposta al riguardo»! resti senza parole. Senti solo che lo vorresti abbracciare, saltare la transenna e abbracciarlo, è l'unica cosa decente da fare. Senti che lo ami, di un amore puro e sconfinato, questo studente ignoto, senti di doverti votare per sempre alla sua causa. Non quella per la quale il movimento l'umilia, facendogli pulire i cessi o mettendolo di piantone a una scala, manco fossimo in una caserma. Ma proprio la causa della sua umiliazione. Lo vuoi proteggere dalla sua stessa mitezza, ti viene voglia di andare da uno dei capetti che pontifica al microfono e dirgli: «Testa di cazzo lo vedi che sta lì dalle sei o te lo sei dimenticato. Sono le undici passate. Gli vuoi dare il cambio, minchione o quello deve marcire là nella sua garitta? A guardia di che? Perché non ci vai tu a buttare il sangue, in piedi, per ore, dietro la transenna metallica, a fare il vigile urbano della rivoluzione». Dura pochissimo, il tempo di dire grazie lo stesso e già te la sei dimenticata la faccia di questo servitore dell' ordine di chi, in queste settimane, ha marciato per le strade d'Italia al grido di «Noi la crisi non la paghiamo», chi sa poi perché, per continuare a fare il cazzo che ci pare, evidentemente? come recitava uno slogan degli studenti medi, udito dalle parti di Santa Chiara, Napoli, Pimentel Fonseca occupato, liceo sociopsicopedo e non so cos'altro. Eppure ti resta come una traccia di gratitudine e un criterio per l'orientamento. Davanti allo studente sentinella ti viene da pensare che quelli come lui hanno mille ragioni per protestare, ma nessuna di queste ra-gioni è la ragione per la quale protestano. Per esempio, che la scuola gli si è dissolta tra le mani in questi anni, ben prima della Gelmini, che è diventata senza senso, dietro alle mode pedagogiche e sociologiche del momento, e così pure l'università, beffati dunque due volte, questi studenti, sulla strada del loro vano tentativo di sottrarsi a quello che sono già. In questi anni, la scuola gli ha negato la possibilità di diventare qualcos'altro. Di incontrare l'estraneo culturale, Leopardi per dire, in quel mare di cultura pop e di consumi da quattro soldi in cui affogano tutti i giorni. C'è un legame stretto tra il come gli studenti protestano e come hanno imparato a studiare su banchi di scuola. Faccio un esempio: a due giorni dall'occupazione della facoltà di Lettere e filosofia della Federico II, sui muri del chiostro, compare una mostra fotografica intitolata all'antifascismo e alla repressione. Ci sono stati i fatti di piazza Navona e si teme una «marcia» sulla facoltà. E allora vai con la novità, una bella cele-brazione della memoria antifascista. Una trentina di immagini. C'è di tutto: Kesserling, le impiccagioni dei partigiani, le immagini dell' insurrezione e poi, in omaggio al mito della Resistenza tradita e della nuova resistenza, ci sono gli operai e gli studenti negli anni Settanta, c'è il Vietnam, e ci sono loro, l'onda anomala. È una specie di album degli antenati, in cui a un tratto compaiono pure i nipotini. Niente di strano, ognuno di noi ha il diritto a una genealogia. Ma in questo modo di mettere in fila le cose c'è innanzitutto un metodo appreso a scuola. Le unità di apprendimento, i moduli, i percorsi, la nuova scuola della linea Berlinguer-Moratti. Tutta roba che i manuali in questi anni hanno pensato, elaborato e precotto a vantaggio di insegnanti a corto di fantasia. È stata una devastazione che ha colpito soprattutto le materie umanistiche, la storia, la letteratura italiana. Ma si può fare un modulo di tutto, della geografia, della geometria. Provate a farvi spiegare come si calcola l'area del rettangolo, cominciano in terza elementare, non hanno ancora finito in terza superiore, prima si prova con i cerchi iscritti in un rettangolo, poi con i triangoli, solo alla fine con i quadrati. Contali, per lungo e per largo, e poi moltiplica e tutto questo per non dire «base per altezza», vecchia e autoritaria formula della scuola che fu. Introdotta in via sperimentale alla fine degli anni Novanta, gli studenti della scuola secondaria hanno appreso quello che hanno appresso, cioè ben poco, per via modulare. L'insegnamento modulare, c'è scritto nei libri di testo, prevede la scansione del programma in una serie di segmenti didattici omogenei. Vale a dire, un argomento il libro te lo organizza in sezioni, percorsi, esercizi e verifiche. Metti che stai facendo letteratura italiana, in una terza dell'Istituto tecnico. Non studi più gli autori e le opere, ordinati per secoli, la vita, i titoli più importanti, i brani di antologia. Una volta arrivava il turno di Boccaccio, oggi invece si costruisce l'unità di apprendimento sulla novella. Boccaccio è solo un pretesto per la storia di un genere. Dalla sua comparsa in età medievale fino al Quattrocento, per esempio. Si recuperano categorie narratologiche, studiate al biennio, pensa un po', e, secondo il percorso tematico scelto dal professore, le sviluppi in relazione alla nuova concezione dell'amore che la novella promuove, della fortuna o della intraprendenza umana. Sulla linea della diffusione dei valori individualistici, fai conto, dell' ingegno e dello spirito critico si incontrano, prima o poi, I motti e le facezie del Pievano Arlotto, il Liber facetiarum di Poggio Bracciolini, gli Apologhi di Leon Battista Alberti e i Detti piacevoli di Poliziano. Ma è solo un esempio. Moduli si posso costruire su qualsiasi argomento. Il più gettonato è stato in questi anni il viaggio e, allora, da Gilgamesh a Charles Darwin, fino al Viaggio in Patagonia di Chatwin, l'esuberanza sperimentale degli insegnanti ha un campo vastissimo alla sua ansia di progettazione. D'altra parte, cosa si chiede ossessivamente a soubrette e ad aspiranti veline? Qual è il tuo sogno? Viaggiare tantissimo, allargare i miei orizzonti, vedere terre lontane. Anche se poi, il più delle volte, i moduli non varcano i confini del paesello. Storia e tradizioni locali. Alle elementari? Più spesso alle soglie della maturità. Tutto in ordine, per carità, e tutto molto interessante. Nelle sue aspirazioni più alte è tutta roba che non sfigurerebbe all'università, roba che presuppone la lettura di tutti questi autori, la loro meditazione e dopo, maga-ri, l'estrazione del nesso sintetico, del legame tematico. Dopo, non prima però. Invece qui il nesso è dato in partenza. Il lettore, se legge, e non sempre è tenuto a leggere, ha già lo schema bello e fatto. I brani sono solo un'esemplificazione. La prova presunta messa al servizio di pensieri pensati da qualcun altro. Quello che colpisce di queste didattiche democratiche è la messa in mora dell'intelligenza delle persone, degli insegnanti e dei loro allievi. Con la mostra fotografica accade qualcosa di simile. Gli studenti fanno la loro bella unità di apprendimento in storia contemporanea. Il tema: i movimenti rivoluzionari. Tra i motivi: violenza degli apparati repressivi. C'è la stessa irrilevanza dei fatti a vantaggio dello schema preconcetto all'interno del quale vengono inseriti. Lungo questo percorso si ritrovano alcuni capisaldi: i fascisti all'università, Valle Giulia, il Settantasette e il convegno di Bologna sulla repressione. Il modello si proietta tanto in avanti che indietro. Fascismo, eterno, sempre ricorrente, vuol dire Resistenza e dunque le foto partigiane, e quello che vale per il passato vale per il futuro, potenza dell'analogia. Eccoti serviti i fatti di piazza Navona. Repressione è oppressione, contro la quale lottano i veri rivoluzionari, dovunque nel mondo. Il Vietnam, dunque. Liberazione del proletariato e liberazione di sé non sono altro che articolazioni dell'antifascismo. C'è posto per tutti, per i teorici della lotta di classe e per gli scapocchioni più creativi. Anche qui lo schema è dato in partenza e, a rigore, le foto non provano un bel niente. Niente di più di quello che gli studenti che le hanno appiccicate e quelli che le contemplano non sappiano già per averlo appreso da qualcun altro. Uno studente dice: «Il progetto è evidente, se tu mantieni la gente nell'ignoranza, poi è più facile governarla». «Allora vedi che mi dai ragione» gli fa l'amico. «Per la verità, mio padre lo va dicendo da anni» gli ribatte il primo. Questi studenti dell'Onda sono solo gli ultimi, in ordine di tempo, di una serie di generazioni che, almeno dal 1990 in avanti, si sono portate il sacco a pelo nella scuola occupata con il consenso di mamma e papà. Come nel caso dell'unità sulla novella, anche qui siamo di fronte a un apprendimento traversale come direbbero i nostri manuali scolastici, che «coniuga» diacronia e sincronia. Piano tematico e attraversamento della durata. Per la verità siamo di fronte a un cerchio che si chiude. La piccola mostra fotografica restituisce al movimento quello che era del movimento e che è stato imposto alla scuola in questi ultimi trent'anni, fino alla sua codi-ficazione ministeriale. Sperimentazioni, didattiche alternative, laboratori, tagli tematici, sociologia a gogò, i banchi messi in cerchio e non in fila, uno affianco all'altro e gli uni dietro agli altri. Le lezioni in piazza di queste set-timane (a proposito, c'è un universitario in lotta che non ha pagato il suo tributo all'happening conformista delle lezioni in piazza?) sono l'apoteosi di tutti questi discorsi. «La Gelmini vuole farci tornare ai tempi del libro Cuore - mi dice un' insegnante elementare -, ma una classe in cui i bambini si siedono attorno ai loro maestri non conosce Franti, lo scolaro dell' ultimo banco». Tutto quello che i loro professori hanno appreso a suo tempo nelle aule delle università occupate, e che qualcuno ha pure teorizzato da qualche cattedra dopo che ne è saltato giù per occuparne saldamente la sedia, gli studenti dell'Onda fanno ora, nelle aule delle università occupate ancora una volta. Didattiche alternative di un bel niente. Sono andato in giro per Napoli, a spasso con gli studenti. (continua a pagina 27) 09/11/2008

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(segue da pagina 26) Sono stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure lei (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

(segue da pagina 26) Sono stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure lei (segue da pagina 26) Sono stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure lei. Ho bighellonato per la facoltà, ascoltato l'assemblea, visto le foto e letto i proclami murali. C'è poca gente, pochissima, per un'occupazione che è cominciata solo il giorno prima. Il tipo al microfono, però, conosce già la postura negligente del leader sorbonesco. Capelli arruffati, più corti ai lati, ciuffo e basette, se ne sta stravaccato su una sedia, sotto le volte del chiostro cinquecentesco. Le gambe distese e incrociate, i suoi punti di contatto con il mondo sono sulla linea calcagni-coccige-spalle. La posa della mazza di scopa, nella for-ma esibita di un grande senso di sé però. Porta una giacchetta chiara, stretta, il bavero rialzato, ha un'aria vagamente beatnik. Siamo a Lettere, qui il ragazzotto in stile ghetto, jeans sformati, fallen rosse e nere ai piedi, un po' skater, un po' playstation, un po' black bloc, si vede meno. All'Orientale, no. L'Orientale è pieno di giovani del tipo marginale e insurrezionalista. A Lettere si studia filologia, qui invece il modello che ha imperato a lungo è stato strutturalista e antropofrancese. Foucault e Levy-Strauss, molta fuffa e poca sostanza, quando al di là del corso Umberto, verso il mare, era tutto un dibattere tra idealisti e marxisti. Se la sedia cedesse il tizio à la Jack Kerouac si ritroverebbe a gambe all'aria e l'assemblea finirebbe in quell'istante. Perché tra i presenti la delusione è palpabile e basta poco perché l'umore giri in direzione della depres-sione. Diciamo che non si avverte, attorno agli occupanti, la tensione dei momenti decisivi e come sempre accade in questi casi la coscienza del movimento ripiega su sé stessa. L'oggetto di riflessione della lotta studentesca vira lentamente, ma in maniera inesorabile, verso il perché e il percome dello studente in lotta, delle sue intenzioni e dei suoi metodi. Per fortuna però l'autocoscienza dura poco e anche quei pochi si disperdono. Resta solo un tizio con la chitarra. Barbetta caprina e chitarra elettrica, non sa che fare e quando uno non sa che fare ma c'ha la chitarra in mano accenna una scala blues. Poco più in là delle monachelle intonano la Canzone del sole. A ridare tono a questo movimento ci pensa il ministro Maroni, che vuole denunciare gli occupanti, e quelli del Blocco studentesco che minacciano di sgomberare la facoltà, nella maniera un po' spiccia che li contraddi-stingue. Il giorno dopo, dunque, davanti a quello stesso portone, si respira un'altra aria. Di chi attende un'irruzione e si prepara a fronteggiarla. Il fortino assediato è sempre una risorsa. Sui muri di Lettere l'ala creativa e quella militante già competono per gli spazi. Qualcuno ha portato dei bidoni di vernice e invita gli studenti a gesti liberatori: «L'università skizzata» ripete la forma dei quadri di Jackson Pollock, «Dai un calcio in culo a questa università», con manate e zampate degli occupanti, ricorda invece i giochi allo spazio bambini dei festival dell'Unità dei tempi che furono. Le ragazze dell'Orientale portano pantaloni a sbuffo, stretti alle caviglie, canottiere nere o viola, fasce colorate attorno ai capelli ricci e incolti. I piedi nudi calzano sandali intrecciati. Quando varcano il portone e si inoltrano nel cortile, se riconoscono un'amica fanno smorfie di meraviglia. Si fermano di botto, strabiliano, aprono le braccia e si lasciano scappare gridolini di gioia. Allora la nuova arrivata corre dall'altra, ma in una maniera che affetta rigidezza, come delle bambole meccaniche, per liberare solo alla fine il gesto. Si abbracciano, si sollevano, fanno un piccolo girotondo. Fanno centro di sé stesse. È il linguaggio della sorellanza. Il linguaggio legittimo per stare sulla scena pubblica del movimento. Attorno a queste ragazze ce ne sono altre, di un tipo diverso. Meno stilizzato. Non stanno al centro. Le vedi sedute sulle poche panchine del cortile, esibiscono segni diversi di integrazione. Portano jeans bianchi, bassi alla vita, magliette elasticizzate e giacche attillate, hanno i capelli in ordine ed esprimono una femminilità più consapevole del suo richiamo. Si truccano, usano fard, mascara e kajal, eyes liner e lucidalabbra, anche le unghie della mani sono molto curate, la tecnica prevalente è il french, ma non sempre le unghie e le dita sono all'altezza. Anche la loro estetista deve essere piuttosto scadente. Quasi tutte portano Converse All Stars, basse a fiori, o, nella forma tradizionale da basket, a scacchi e a vari motivi geometrici. Come tutte le ragazze di provincia non smettono mai di studiare. L'occupazione prima o poi finirà e loro torneranno a fare la vita di sempre. Non comprerebbero un libro neanche se le ammazzassero. Fedeli alle fotocopie, per sempre. Le loro fotocopie sono perennemente incollate sulle ginocchia, leggono, sottolineano, ripetono ad alta voce, evidenziano con colori differenti e tutti ugualmente acidi, rosa, giallo, verde, un codice preciso e inflessibile. Quelle fotocopie stanno facendo il giro delle amiche e tutte devono sapere cosa vogliono dire i segni, che finiscono per colmare la pagina, tutto importante ma a diversi gradi di rilevanza, tutto da riversare sul professore all'esame per dimenticarlo un minuto dopo. Il loro studio è ininterrotto e pervasivo. È il modo che hanno di stare all'università. Studiano dovunque, nell'autobus che le porta in centro, sedute sui gradini delle scale di accesso al dipartimento, nei corridoi, in attesa di essere ricevute dal professore. Occupando ogni momento della giornata, lo studio deve poter fare spazio ad altre attività: il controllo delle altre ragazze, innanzitutto: «Pecché - fa una - se tu le saluti, non ti ricambiano?» «No!» «Nooo?» «Fanne finta ca nun te vedono». C'è, poi, la valutazione dei maschi. Che gli ronzano attorno, le stuzzicano, le sfottono. Uno gli chiede notizie del programma di linguistica, la ragazza comincia a parlare e il tipo le fa: «A me nun me ne 'mporta niente da linguistica». Ridono e lei continua a spiegargliela ma su un altro registro, più malizioso. I maschi fanno soprattutto gruppo a sé. Cazzeggiano, per lo più. Un tizio canta a mezza voce Na storia 'e fumm, «Avevo fatto na' storia 'e fumm'/ tutt' 'ntrunato facetta a' sgummata». Storia tragica di due ragazzi, di motorini e di canne. L'innocenza della marijuana, l'arresto, il carcere e la vera tossicodipendenza. La canzone finisce con il protagonista, ormai perso, che chiede soldi al casello della tangenziale. Alla maniera di Foucault, il carcere produce il delinquente. La canta un tale Franco Zurzolo che però non si chiama Franco Zurzolo ma Bruno Memoli. È uno che pontifica molto. Sul sito mariuana.it si può leggere una sua intervista. Tra le altre cose dice: «Hashish e marijuana? Penso che hanno cambiato il mondo. A cominciare dal '68, si è verificata una spaccatura profonda tra le vecchie generazioni e le nuove. Hashish e marijuana hanno creato un nuovo modo di stare insieme, una nuova attenzione alle sensazioni e soprattutto favorito l'esplosione della bellezza dei pensieri. Penso che l'umanità adesso è migliore ed è un processo che nessuno potrà "arrestare"». Per la verità la canzone che ha scritto ne contraddice l'assunto. A meno che uno non voglia vedere nel tossico un caduto per la causa, ma queste sono sottigliezze. Per fortuna il ragazzo che canta nel cortile dell'Orientale è più spiritoso. Ha l'aria ispirata e la voce nasale come quella dei neomelodici nelle feste di quartiere. A lui di Foucault non gliene frega niente. Non così della ragazzina che gli sta a fianco. Il fumo, la marijuana, legalize it, Bob Marley e la Giamaica sono segni ricorrenti addosso a questi ragazzi. Li portano iscritti nelle magliette, nell'acconciatura dei capelli, nello stile di vita, nella musica che ascoltano. A vederli dalle arcate della chiesa di San Francesco da Paola sono tantissimi e non sanno che fare. Dovrebbe esserci una grande assemblea, ma non riescono a dire granché. È tutto improvvisato, non c'è struttura, non c'è palco, non c'è un'amplificazione decente. È tutta la mattinata che si trascinano da un capo all'altro della città senza concludere molto. E allora? Si va in ordine sparso. C'è chi resta, chi vuole tornare in facoltà, chi ritiene si debba bloccare tutta Napoli. Il governo ha appena convertito in legge il decreto Gelmini e questa cosa ha completamente spiazzato il movimento. Molti si dirigono alla stazione centrale, occupare i binari, chiedere alle ferrovie un treno speciale per andare a Roma. La massa si sfilaccia. Agraria si vede sotto il cavallo di destra, architettura tiene un'assemblea sotto quello di sinistra. «Destra dove, scusa? - chiede uno - con le spalle alla chiesa o a palazzo reale?» L'altro lo guarda con disprezzo: «Ma vafanculo» gli sibila in napoletano. Nel marasma generale di una giornata calda come quelle di agosto, in piazza si notano i giovanissimi, gli studenti delle superiori. E tra questi un gruppetto in stile artisti di strada. Vestono stracciati. Magliette cascanti e lerce, pantaloni appesi. Ce n'è uno che fa dei giochi con una palla. È bravissimo e sinuoso. Si fa scorrere la palletta sulle braccia e sulle mani, con un movimento fluido e ininterrotto. Se la passa da una mano all'altra, prima sul dorso e poi sul palmo. I suoi gesti hanno molta grazia. Un altro usa due palle rivestite di una specie di lanetta multicolore. Sono appese a dei fili lunghi e hanno per appendici nastri altrettanto colorati e lunghi. Sono bolas, così mi dice il ragazzo che le fa roteare, usando il braccio come perno, di traverso, sopra la testa, di lato. Tutto avviene al ritmo di un tamburo, il tamburo per eccellenza, talkin drum. A forma di clessidra e con un sistema di corde che ne fascia la parte superiore. Va di moda. Lo suonano gli africani per strada. Fa molto etnico e c'è un gruppo nel Canavese che se l'è scelto come insegna. Suonano musica reggae, godono di una certa fama a rimorchio dei più militanti Mau Mau e Modena City Ramblers. Sulla loro scia hanno imparato a chiamare la musica che suonano folk combattente. Sono noiosissimi e i Clash se li sognano. Quante volte le abbiamo viste queste scene? Questi gesti e gli oggetti di cui si servono? Al cinema, in tv, in una pubblicità di telefonini. Poco più in là una ragazza tracagnotta e bassa, che ha guidato in corteo lo spezzone della sua scuola, con un megafonino ridicolo nel quale urlava «Contro la scuola dei padroni, 10 100 1.000 occupazioni», prova a fare gli stessi gesti, ma le bolas cascano a terra o le si attorcigliano addosso. Ha un'aria infantile, i denti un po' sporgenti e gli occhiali sulle guance piene e accese per il caldo e l'emozione. Prova ancora e poi si stufa. Meglio lasciar perdere. La giornata è finita e conviene tornarsene a casa. Nella sua cameretta da bambina, in legno chiaro e con la foto di Gigi Finizio alla parete. 09/11/2008

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<DOPO mesi di immagini televisive, di cortei, di scioperi, occ... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

FORTE DEI MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 14 «DOPO mesi di immagini televisive, di cortei, di scioperi, occ... «DOPO mesi di immagini televisive, di cortei, di scioperi, occupazioni e manifestazioni contro la ?Riforma Gelmini ?, e dopo notti bianche e fiaccolate organizzate dai collettivi dei comuni limitrofi, anche i genitori dell?Istituto Comprensivo di Seravezza si muovono». A parlare è Stefania Baldacci di Seravezza che annuncia la nascita del Collettivo scuole di Seravezza contro la riforma della scuola: «Forse ci muoviamo con leggero ritardo, ma con grande consapevolezza. Da tempo serpeggiava il sospetto che i nuovi provvedimenti, mascherati da Riforma, fossero invece tagli mirati al risparmio economico, col conseguente degrado della scuola pubblica. Ma i genitori, a fronte di tanta contro-informazione sugli esuberi che non portano a licenziamenti, delle vocisul maestro unico, hanno sempre più dubbi». Poi la Baldacci continua parlando dell?ultimo incontro sul tema: «Alcuni genitori hanno organizzato un incontro per meglio chiarire la situazione. L?assemblea, tenuta mercoledì scorso a Marzocchino è stata moderato dal presidente del consiglio di istituto Paolo Giorgi. Sono intervenuti in qualità di tecnici per sviscerare la riforma, Rino Capa e il dirigente scolastico Maurizio Tartarini. Sindaco Neri e assessore all?istruzione faraboschi hanno confermato il pieno appoggio dell?amministrazione comunale. E? stato deciso di costituire un collettivo aperto a genitori, insegnanti e personale Ata».

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I gemelli anti-Bossi (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Fini e D'Alema: una bicamerale per emendare il federalismo I gemelli anti-Bossi Lo spirito di Asolo.La strana coppia riapre i giochi politici sulle riforme istituzionali e spacca il centrodestra. E intanto Alemanno piccona la Gelmini sulla scuola: «Ha fatto un regalo alla sinistra». di Marco Ferrante Gianfranco Fini e Massimo D'Alema lanciano l'idea di una commissione bicamerale per la legge delega sul federalismo. Una mossa in chiave anti-Lega, subito stoppata dal ministro del Carroccio, Roberto Calderoli, per il quale quella commissione c'è già. Ma le acque sembrano sempre più agitate nel centrodestra. Sempre in tema di riforme, duro attacco del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, all'indirizzo del ministro dell'Istruzione, Gelmini: «Ha sbagliato, serve partecipazione. Così ha fatto un regalo alla sinistra». servizi a pagina 5 09/11/2008

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Alemanno: la Gelmini doveva cercare partecipazione (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Alemanno: la Gelmini doveva cercare partecipazione ROMA Tra polemiche politiche ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e agli stati generali della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl), la giornata di ieri ha visto una nutrita serie di interventi su un argomento che continua ad essere al centro del dibattito politico e sociale. Un giudizio positivo sulla riforma della scuola è venuto da Confindustria: il presidente Emma Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta di un'operazione che «taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri». Ma, ha aggiunto, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». «La scuola italiana così com'è non va bene - ha concluso Marcegaglia - a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così». Gianfranco Fini, ha parlato, invece, di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della Camera ha detto che «ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». In questo senso Fini osserva come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano». «Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini - significa fare i conti con la storia: si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare tutti». A sorpresa, invece, contro la Gelmini si schiera il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che boccia l'operato del ministro dell'Istruzione non tanto nel merito quanto nel metodo: «Le riforme vanno fatte ma con la partecipazione: ad esempio la Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». Il sindaco poi ha comunque smentito di aver espresso giudizi negativi contro la riforma Gelmini. Intanto proseguono le proteste di studenti e docenti, in attesa del nuovo appuntamento in piazza, con lo sciopero generale dell'università e ricerca del 14 novembre a Roma.

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l'assessore risponde comune già al lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per informarla che gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura, com (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

l'assessore risponde comune già al lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per informarla che gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura, comunicazione, staff del sindaco) sono da tempo al lavoro per l'organizzazione degli eventi di animazione per il Natale l'assessore risponde comune già al lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per informarla che gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura, comunicazione, staff del sindaco) sono da tempo al lavoro per l'organizzazione degli eventi di animazione per il Natale. Come ogni anno, molti commercianti, Associazioni, operatori di settore e ambulanti, sono venuti a trovarci per proporre iniziative, mercatini e addobbi per rendere più attraenti e vivaci le strade della nostra città nel periodo natalizio, compresa piazza Duomo. Come ogni anno, abbiamo già incontrato e incontreremo nuovamente nei prossimi giorni i rappresentanti dei comitati di via, le Associazioni di categoria, i singoli commercianti che vorranno mettersi in contatto con gli uffici dell'Amministrazione Comunale per avanzare proposte e idee. Crediamo infatti che questa collaborazione sia preziosa non solo perché ci dà la possibilità di lavorare fattivamente insieme, ma anche perché costituisce un'importante occasione di incontro tra gli stessi commercianti, per arricchirsi ognuno delle esperienze degli altri. Vorrei quindi invitare il signor Rossi a collaborare con i suoi colleghi a cominciare dall'organizzazione degli eventi di Natale, magari anche prendendo spunto dal loro spirito di iniziativa: venirci a trovare e lavorare insieme è forse più impegnativo che lanciare appelli e aprire dibattiti, ma crediamo sia più produttivo?e anche più divertente! Sabrina Freda Assessore al Commercio contro le stragi Chiudere le discoteche prima delle 5 Gentile direttore, l'autorevole voce del senatore Giovanardi si è unita al coro di quelli che invocano i provvedimenti per combattere gli abusi e gli stravizi dei giovani, che così tante vittime continuano a causare sulle strade: maggiori controlli da parte delle forze dell'ordine; estensione dell'obbligo di vendita di alcolici dopo le ore 2 di notte; ulteriori spot pubblicitarie così via. Tanti provvedimenti insomma, meno quello che, come deterrente a questa ormai devastante situazione, appare come il più semplice ed efficace: chiudere le discoteche non alle 5 del mattino ma parecchie ore prima, come del resto accadeva una volta. Perché questo eventuale (e secondo me) efficacissimo provvedimento (che avrebbe anche un importante peso terapeutico a livello morale ed educativo) non viene mai menzionato? Ci divertivamo, e forse anche più e meglio dei giovani di oggi, anche quando si andava alla "Bussola", alla "Sirenella" o all' "Astoria" alle ore 21 per uscirne poi (rigorosamente) all'una dopo mezzanotte. Per i più giovani (e quindi meno autorizzati ad uscire di sera) c'erano poi i "The danzanti" del sabato pomeriggio che consentivano di stare in compagnia, di divertirsi ed anche di "cuccare", anche se allora non si diceva ancora così. Non sarebbe ora, ignorando le scontate proteste dei gestori, di incominciare a riflettere seriamente su questo, evitando di continuare a girare inutilmente intorno al problema proponendo più o meno astrusi ed inutili palliativi? Camillo Riboni Piacenza scuola Si tagliano i fondi per darli alle private Gentilissimo direttore, ci risiamo. Si taglia alla scuola pubblica per dare i soldi alle private. Questo quanto emerso nelle ultime dichiarazioni di Berlusconi. Nulla di nuovo, in ogni mandato il governo dei padroni ripropone il suo format. In questo senso, infatti, la destra opera la quadratura del cerchio proponendo, insieme ai tagli devastanti, un Disegno di Legge in cui si prevede che le risorse pubbliche vengano parimenti destinate alla scuola pubblica e a quella privata. Nello stesso Disegno di Legge si dà la possibilità alle scuole statali di trasformarsi in Fondazioni, cioè di diventare private. Assurdo! Ci sarebbe da ringraziare l'annacquata sinistra Prodiana-Veltroniana che nel breve mandato non ha voluto ascoltare la vera sinistra, quella massimalista, di tagliare i fondi alle private e fare una legge sul conflitto d'interessi. E' opportuno ricordare che nel pronunciamento della Corte Costituzionale sono le Regioni e gli enti locali (Province e Comuni) le uniche titolate a finanziare le scuole private. In pochi anni i finanziamenti dello stato a favore delle scuole paritarie si sono triplicati. La scuola privata, per le sue stesse ragioni sociali, non può essere equiparata alla scuola statale, perché le scuole non statali o religiose nascono con scopi che sono di parte. Le scuole cattoliche, rivendicano, come ovvio, il loro diritto di mantenere al centro della loro azione educativa i principi del cattolicesimo, ma questo le porta ad assumere posizioni ovviamente parziali nell'istruzione che uno stato laico non può accettare neppure di fronte all' ingerenza di Benedetto XVI il quale, quando può, cioè sempre, chiede "effettiva uguaglianza per le scuole cattoliche" ma si traduce in "dateci i soldi!". Basti pensare che l'ora facoltativa di religione costa ai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all'anno. G. Carlo Talamini Pontremoli dopo obama a quando un papa nero? Gentile direttore, con Obama s'avverato un sogno! Ma sarà vero cambiamento epocale anche quando potremo avere un Papa nero. Ezio Trasciatti Piacenza il ricordo Spesso mi "rifugio" col cuore a Carisolo Gentile direttore, dopo aver letto l'articolo di Stefano Pareti sulla Libertà, mi è venuto spontaneo ringraziarlo con queste due righe di "ricordi". «Ciao Stefano, mentre leggevo il tuo "ricordo" di Carisolo ho rivissuto con tanta dolce nostalgia i giorni passati in serenità alla Villa del Sole. Sono una delle tante ragazze che ha avuto modo di ritemprarsi e di vivere un periodo di riposo a Carisolo, cullata dal rumore del ruscello che passava li vicino e "assistita" ,oltre che dalle signorine del Comune di Piacenza, anche dalle solerti cure dalla signora Gilda. Tu e tuo fratello Giulio eravate "unici". Con voi si cantava, si facevano mangiate di anguria, e si era sempre aggiornati su tutto quello che riguardava il mondo della canzone del tempo. Io ricordo anche "Gigio" che spesso veniva da noi verso sera con una corsa in bicicletta direttamente da Pinzolo, e John, l'americano che con i genitori era venuto in vacanza proprio alla Vetreria. Di ricordi ne ho ancora tanti, e molto spesso mi "rifugio" col cuore a Carisolo quando voglio passare qualche momento di intima serenità. Ricordo tante amiche che come me erano allora signorinette e tutte vivevamo quei giorni con tanta festosa "curiosità"; i giorni volavano e nessuno si annoiava . Grazie per tutto». Luigina Scagnelli Cotrebbia di Calendasco l'appello giardini infrangibile: vandali e sporcizia Egregio direttore, voglio denunciare nuovamente la situazione di degrado in cui si trovano i giardini pubblici del mio quartiere Infrangibile. La sporcizia è sovrana; stradine coperte da una "spanna" di foglie secche, cocci di bottiglie di vetro di birra, cartacce, escrementi di cane. Esiste un'area dedicata ai quattro zampe opportunamente recintata e oggetto di periodica pulizia. Peccato però che venga utilizzata da un numero esiguo di persone, gli altri preferiscono far defecare i loro cani nelle zone per i bambini. Noi genitori non possiamo neanche permetterci di lamentarci perchè altrimenti veniamo "attaccati" dai loro padroni. E gli operatori ecologici dove sono? Perchè non puliscono l'area pubblica? Altra nota dolente sono i giochi installati da Comune, che sono oggetto di continui atti vandalici. L'altro giorno mio marito è stato testimone di un fatto per me grave. Ragazzi extracomunitari dell'est smontavano le altalene dal loro telaio per appenderle agli alberi. Si è avvicinato e ha intimato loro di rimetterle al loro posto o avrebbe chiamato i carabinieri. I ragazzi gli hanno risposto che una denuncia in più a loro non cambiava la vita. Ha chiamato le forze dell'ordine per denunciare il fatto e per richiedere un loro controllo periodico della zona. A chi siamo in mano? Ormai sono tanti i genitori che si lamentano delle condizioni in cui si trovano questi "giardini" e alcuni hanno già denunciato la situazione alle autorità competenti ma si sono sentiti rispondere che l'area è perfettamente pulita e agibile. Invece siamo stati letteralmente abbandonati a noi stessi. Alla Besurica i giardini sono già stati recintati. Ci abita forse qualche assessore? Tutti siamo concordi nel dire che la situazione deve cambiare e per questo facciamo le seguenti richieste: installare una recinzione lungo l'intero quadrilatero, con chiusura serale; adibire il piccolo fabbricato esistente ad un locale per soli bambini e anziani dove essi possono andare in caso di maltempo e nella stagione invernale e dove possono trovare merende e bevande a loro dedicate e non alcoolici; ricavare all'interno del piccolo fabbricato un bagno con annesso fasciatoio visto che non tutti i frequentatori abitano nelle vie limitrofe; installare telecamere di sorveglianza. Simona Bocchi Piacenza il decreto a piacenza antiprostituzione: arma a doppio taglio Egregio direttore, l'ordinanza del sindaco di Piacenza nel paragrafo che riguarda la prostituzione, non mancherà - come non ha mancato - di "riscuotere" consensi con qualche perplessità da alcune componenti del popolo della sinistra. Per quello della destra è invece un invito a nozze anche se finora non ho letto in proposito sul giornale alcun commento dei deputati (locali) a rappresentarlo. In realtà credo che questa disposizione - politically correct - rappresenti un'arma a doppio e forse triplo taglio. Voglio dire che il vento entra dalla porta ma esce dalla finestra, anche se sono accuratamente chiuse: ci sono gli interstizi. Nel servizio di Telelibertà del 28 ottobre ho visto lucciole che ostentavano disinvoltamente il fondoschiena alla telecamera a mo' di scherno e sberleffo. Ovvero per una venditrice di sesso che vorrebbe fuggire ce ne sono il triplo o il quadruplo che considerano la loro professione un lavoro tout-court. Della qual cosa non mi meraviglio affatto: è oppure non è il meretricio il mestiere per antonomasia più vecchio? Se Piacenza proibisce per decreto la prostituzione si sposterà a Pontenure, a Rottofreno, a Caorso. Se poi tutti i Comuni d'Italia si "adeguassero" il mestiere si può svolgere nella casa privata; la quale, salvo eccezioni, è territorio inviolabile. Insomma innumerevoli "case chiuse" con alte problematicità di gestione e, soprattutto, di convivenza. E se per qualche secondo pensassimo di "accorparle" e quindi di "controllarle"? Una casa in ogni capoluogo di provincia. Ed i residenti fuori città: naturalmente pendolari. Ugo Gazzola San Nicolò 09/11/2008

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Camilleri cattivo maestro Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le pallottole (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Camilleri cattivo maestro Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le pallottole Camilleri cattivo maestro Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le pallottole. O il manganello, il fischietto, quello che volete. Vanno usate bene. Come fa il commissario Montalbano. E come prendere allora le parole di Andrea Camilleri sulla Gelmini che «non è un essere umano»? Lo scrittore ha detto che bisogna chiedere ai professori di chimica di quale sostanza sia fatta il ministro. E non si è trattato di un articolo sull'"Unità", ma di un sermone rivolto agli studenti di un liceo. Camilleri è alienato e la sparata è sintomo di malignità d'animo, da cattivo maestro, o di "cattività anagrafica". 09/11/2008

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di GIOVANNI ALBERONI L'articolo di Lorenzo Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con argomentazioni forti, ma non tutte condivisibili, la ferma posizione della Chiesa Cattol (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

di GIOVANNI ALBERONI L'articolo di Lorenzo Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con argomentazioni forti, ma non tutte condivisibili, la ferma posizione della Chiesa Cattolica in tema di bioetica di GIOVANNI ALBERONI L'articolo di Lorenzo Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con argomentazioni forti, ma non tutte condivisibili, la ferma posizione della Chiesa Cattolica in tema di bioetica. Le questioni attinenti l'inizio e lo sviluppo della vita umana sono oggi particolarmente dibattute e le tesi della gerarchia cattolica, così efficacemente esposte nel succitato articolo, meritano qualche riflessione. Sul tema, ho già avuto modo di citare, condividendone le ragioni, le parole dall'ex vescovo di Edimburgo Richard Holloway. Il dotto teologo alla domanda "Quando inizia la vita", ha sempre avuto l'umiltà di ammettere che una risposta certa, univoca e da tutti condivisibile, non esiste. A sostegno della sua affermazione il prelato scozzese ci ricorda che: " per la tradizione cattolica romana, la vita inizia con il concepimento. Secondo la tradizione ebraica comincia all'ottava settimana di gestazione, quando l'embrione è completamente formato. Altri ancora sostengono che la vita ha inizio la seconda settimana dopo il concepimento, quando il tubo neurale primitivo è formato e l'embrione risponde agli stimoli". Quest'ultima tesi parte dal presupposto che un embrione umano di pochi giorni (blastocita) ha certamente le potenzialità per diventare un essere umano, ma nel contesto iniziale dello sviluppo, esso è privo di qualunque forma cerebrale. Bastano questi pochi esempi per confermarci che in materia non esistono"verità" condivise, e dunque le gerarchie cattoliche, alle quali nessuno nega il diritto di diffondere ed esprimere un'opinione in materia, non possono pretendere di imporre a tutti, con forza di legge, la loro visione assolutistica, (vedasi i tentativi posti in atto per vietare l'uso della pillola del giorno dopo). Per molti cittadini l'autodeterminazione della donna, piaccia o non, è un valore etico riconosciuto e da affermare. Il monopolio di una sola verità basata sulla fede dottrinale, che per millenni ha utilizzato il braccio secolare per imporre a tutti le sue regole, non esiste più. Oggi, tuttavia, alcuni detentori di quella "Unica Verità", sono inevitabilmente portati a giudicare e valutare i fatti attraverso il filtro della loro appartenenza religiosa e dunque non vedono, come ci conferma il signor Buttini, alcuna anomalia quando lo Stato finanzia, con i soldi di tutti, le iniziative e le esigenze del clero ( finanziamenti alle scuole cattoliche, esenzioni ICI ecc..), mentre trovano sconvenienti, non finanziabili e da vietare, altre prestazioni che lo Stato moderno ha il dovere di garantire ai suoi cittadini. Mi riferisco in particolare alle prestazioni che riguardano la salute fisica e psichica delle donne in età fertile nonché il riconoscimento etico del loro diritto all'autodeterminazione. La differenza tra le due posizioni è sostanziale. Nel primo caso, nessuna istituzione contesta la scelta di una donna che decida di voler portare a termine una gravidanza, qualunque sia la condizione del nascituro, mentre dall'altra parte si invocano leggi e misure per imporre a tutte le donne gravide un percorso procreativo forzato. Peraltro si chiede di mantenere quest'obbligo anche nel caso in cui il processo può essere facilmente interrotto, nelle prime ore post rapporto, mediante la pillola RU-486. Non esiste, per chi avanza questa pretesa, alcuna differenza tra il momento del concepimento e gli altri stati evolutivi che caratterizzano la formazione per gradi di una persona umana. Ne consegue che il termine usato per definire l'azione della pillola del giorno dopo è "Delitto". A questo punto non resta altro che riesumare le sentenze del Sant'Uffizio per mandare al rogo qualche giovane donna colpevole di aver "assassinato" un blastocita . Per questi sfortunati embrioni resta poi da risolvere anche il problema legato alla presenza o meno di un'anima razionale. San Tommaso D'Aquino, nel supplemento alla Summa Theologiae, ne negava l'esistenza e sosteneva che "alla resurrezione della carne non parteciperanno gli embrioni poiché a loro non è stata ancora infusa l'anima razionale, e pertanto non sono esseri umani". La tesi dell'animazione differita è un paradosso irrisolto che lasciamo volentieri alle discussioni dei teologi. Lo scrittore Sam Harris in un suo recente saggio pone provocatoriamente questo quesito: "Un embrione umano di tre giorni, ( blastocita), è formato da 150 cellule. Tanto per fare un paragone, il cervello di una mosca è composto da oltre 100.000 cellule. Se Ti preoccupi per la sofferenza che c'è nell'Universo, uccidere una mosca dovrebbe rappresentare per Te un problema morale più grave che sopprimere un blastocita umano. Forse pensi che la differenza cruciale tra una mosca e un blastocita umano risieda nel fatto che quest'ultimo ha le potenzialità per diventare un essere umano. Ebbene, secondo quanto si è scoperto grazie ai recenti progressi compiuti dall'ingegneria genetica, quasi ogni cellula del tuo corpo costituisce potenzialmente un essere umano. Quindi, ogni volta che ti gratti il naso, ti macchi dell'Olocausto di potenziali esseri umani." L'esempio riportato è estremamente provocatorio ma certifica un dato di fatto: la disquisizione sul potenziale delle cellule non porta assolutamente da alcuna parte. . Consapevole che la mia é una "verità" soggettiva e in continuo divenire, mi si consenta infine di suggerire all'estensore dell'articolo, oggetto di questo dibattito aperto, che le sue tanto temute "sconvolgenti prospettive del progresso scientifico", salvano e salveranno molte più vite dotate di autocoscienza di quante ne possano salvare certe rigide prescrizioni dottrinali; prescrizioni che una persona illuminata e saggia come il Cardinale Carlo Maria Martini non ha esitato a sconfessare pubblicamente. 09/11/2008

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Provinciali, il Pdl parte alla carica (sezione: Scuola)

( da "Libertà" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Provinciali, il Pdl parte alla carica Alla ricorrenza della caduta del muro di Berlino appello all'unità con la Lega Tassi: spero che partiti filo-comunisti come il Pd siano esclusi dal parlamento Nel giorno della commemorazione della caduta del muro di Berlino (avvenuta il 9 novembre 1989), il centrodestra piacentino lancia la volata per «liberare» anche le amministrazioni locali in mano al centrosinistra, a cominciare dalla Provincia. Ieri pomeriggio circa 300 persone si sono riunite in piazza Cavalli, proprio sotto Palazzo Mercanti, chiamate a raccolta dall'iniziativa messa in campo dai giovani di Forza Italia e Alleanza nazione, i cui rappresentanti hanno aperto la manifestazione abbattendo un muro di cartone che simboleggiava quello di Berlino. «Non abbiamo nostalgie del passato - hanno detto Sabrina Fummi e Davide Bastoni - ma solo conoscendo la storia si possono trarre insegnamenti per il futuro: per noi restano tanti muri, a partire dal mondo della scuola e dell'università, in mano a una sinistra che strumentalizza i ragazzi e manipola la realtà». Dopo di loro ha preso la parola il consigliere comunale di An Marco Tassi, che ha sottolineato l'importanza di ricordare date storiche così importanti: «Questa rappresenta la fine del comunismo, io spero di festeggiare anche il giorno in cui anche partiti filo-comunisti come il Pd saranno esclusi dal Parlamento come tutti quelli della sinistra radicale. Purtroppo qui a Piacenza stiamo sperimentando il malgoverno del centrosinistra, che non gode più del consenso neppure di chi lo aveva votato: dobbiamo impegnarci per mandarli a casa al più presto». Appello ripreso dal consigliere provinciale azzurro Roberto Pasquali, riferito in particolare all'amministrazione provinciale. Elezioni provinciali al centro anche della parole del deputato Pdl Tommaso Foti: «Il governo sta mantenendo tutte le promesse, ma la sinistra cerca di screditarne l'azione con menzogne e falsità, che servono a coprire quanto abbiamo fatto per rimediare ai loro danni. L'esempio dei rifiuti di Napoli o la campagna di disinformazione sulla legge-Gelmini sulla scuola sono solo due dei tanti esempi. Noi non siamo il governo dei ricchi - ha aggiunto - abbiamo preso talmente tanti voti che rappresentiamo tutte le categorie, soprattutto le più deboli. Dopo aver mandato a casa Prodi, vogliamo ripeterci con la Provincia, crogiolo di cattiva amministrazione: libereremo il palazzo di via Garibaldi, riportando l'inno nazionale dove per festeggiare hanno cantato "Bella ciao"». Massimo Trespidi (Forza Italia) ha concluso con un appello a tutto il centrodestra: «La nostra gente vuole unità e coesione, il Popolo della libertà assieme alla Lega nord e agli altri partiti vuole raccogliere la sfida del cambiamento e del rinnovamento. In vista delle elezioni, soprattutto quelle Provinciali, tutti i piacentini si devono chiedere che amministrazione vogliono: il territorio ha bisogno di attirare opportunità e valorizzare le proprie eccellenze, seguendo la naturale vocazione verso la Lombardia e l'Europa». Michele Rancati 09/11/2008

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A SEGUITO dello sciopero della scuola del 30 ottobre e delle tante manifestazioni di protesta del pe... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

OSIMO pag. 12 A SEGUITO dello sciopero della scuola del 30 ottobre e delle tante manifestazioni di protesta del pe... A SEGUITO dello sciopero della scuola del 30 ottobre e delle tante manifestazioni di protesta del personale scolastico, dei genitori e degli studenti si è costituito il «Comitato Scuola Osimo». Questo movimento vede per ora la partecipazione di insegnanti, genitori e altri concittadini uniti nell?obiettivo di difendere la scuola pubblica dai provvedimenti Gelmini e Tremonti. «Queste norme proporrebbero tagli indiscriminati e il ritorno a pratiche e procedure che la ricerca pedagogica considera da tempo obsolete e inadeguate» sottolinea il comitato, che si impegnerà nella costituzione di una rete tra i gli istituti.

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E' INTITOLATA <Sapori in Carrozza> in programma per ... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Lucca)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

MEDIAVALLE GARFAGNANA pag. 15 E? INTITOLATA «Sapori in Carrozza» in programma per ... E? INTITOLATA «Sapori in Carrozza» in programma per oggi in occasione della «Festa della castagna» nel borgo di Lupinaia (Fosciandora) per una giornata alla scoperta delle prelibatezze enogastronomiche della Garfagnana. L?appuntamento è inserito nel programma «Ponti nel tempo». Cigl a difesa della scuola La Cgil, con Michele Massari, segretario di zona e Giovanna Guastini della segreteria provinciale, si schiera in difesa della scuola e contro i tagli disposti dal governo Berlusconi. «Gli effetti sul piano nazionale ? scrivono Michele Massari e Giovanna Guastini ? saranno gravi, in particolare nelle scuole di montagna, con un calo occupazionale e naturalmente con effetti negativi sul sociale». Il Gelmini Day Il 14 novembre si terrà il Gelmini day a Roma, a favore del ministro Maria Stella Gelmini. Lo porta a conoscenza Luca Biagioni, presidente del Circolo Azione Giovani di Castelnuovo (www.lucabiagioni.it), che riporta la comunicazione di Giuliano Castellino, portavoce dei circoli Area Identitaria (www.areaidentitaria.org).

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<Il blocco delle gite scolastiche è una scelta assurda> (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

AGLIANA/MONTALE/QUARRATA/SERRAVALLE pag. 14 «Il blocco delle gite scolastiche è una scelta assurda» AGLIANA IL RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI NEL CONSIGLIO DI ISTITUTO DEL CAPITINI POLEMIZZA CON I DOCENTI di PIERA SALVI «OGNUNO ha diritto di manifestare i propri pensieri, ma considero un eventuale blocco delle gite scolastiche azione del tutto arrogante e prepotente». Così la pensa Elia Giovanni Gargini, neo eletto rappresentante degli studenti nel consiglio d?istituto del ?Capitini?. «Ho appreso dai giornali che un gruppo di insegnanti del ?Capitini? ha deciso, per protesta contro la legge Gelmini, di promuovere una serie d?iniziative, tra cui il blocco di visite guidate e viaggi d?istruzione ? riferisce Gargini ?. E? ovviamente facoltà degli insegnanti dire ?no? alle gite, resta comunque una forma d?infantilismo ed abuso di potere. Dopo il tentativo di strumentalizzare noi studenti, incitando alla protesta e diffondendo anche una serie di falsità sui contenuti della legge, assistiamo a questo ennesimo atto da parte di chi dovrebbe dare il buon esempio di democrazia, civiltà e libertà di pensiero». AL MOMENTO, non c?è nessuna forma protesta in corso da parte degli studenti, che inizialmente avevano reagito con l?autogestione al decreto Gelmini. «L?autogestione è finita martedì 30 ottobre ed ora, dopo qualche giorno di problemi e assenze anomale, per fortuna tutto è tornato alla normalità. Dico per fortuna ? precisa il rappresentante degli studenti ? perché se consideriamo i giorni di autogestione, scioperi eccetera, sono praticamente saltati 10 giorni di lezione che dovremo recuperare ?in corsa? e ciò comporterà ovvi disagi. Per il momento ? continua ? non sono in programma forme di protesta contro la legge Gelmini da parte degli studenti, ora prevale in noi il disappunto per il blocco delle gite, in merito al quale era stata proposta un?assenza collettiva di protesta, ma abbiamo deciso di non promuoverla per non perdere ulteriori giorni di lezione. Per il 13 novembre comunque ? preannuncia Gargini ? è indetto il comitato studentesco ed è quella la sede in cui possiamo prendere decisioni».

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Dellai o Divina, il giorno della scelta (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Dellai o Divina, il giorno della scelta Due idee diverse di Trentino nelle proposte degli sfidanti LUISA MARIA PATRUNO Oggi i trentini sono chiamati a scegliere tra due proposte politiche molto diverse tra loro, quella del governatore uscente Lorenzo Dellai e della sua coalizione di centrosinistra autonomista, e quella dello sfidante principale, il senatore leghista Sergio Divina, candidato della coalizione di centrodestra. E per la prima volta l'esito delle elezioni non è scontato. Questa lunga e accidentata campagna elettorale ha consentito di fare emergere in modo piuttosto evidente le differenze tra gli sfidanti, i programmi - compresi i temi più di attualità come la crisi economica o la riforma della scuola - e le caratteristiche delle coalizioni e dei candidati che, una volta eletti, questi programmi saranno chiamati a realizzarli. Il sistema elettorale che prevede l'elezione diretta del governatore fa sì che vince le elezioni il candidato che prenderà anche un solo voto in più rispetto agli altri. Il vincitore avrà anche la maggioranza dei consiglieri (nella peggiore delle ipotesi il vantaggio è di un consigliere, quindi è esclusa l'eventualità di un presidente «azzoppato»). E potrà godere di un premio di maggioranza se prenderà più del 40% dei voti, che vuol dire un vantaggio che può arrivare a 24 consiglieri su 35, a seconda della percentuale raggiunta. Nel 2003, Dellai vinse con il 60,82% e la maggioranza fu di 23 consiglieri, alle opposizioni ne restarono 12. È questo il motivo per cui per forza di cose la competizione si concentra su Divina e Dellai, gli unici che combattono per contendersi la maggioranza e dunque la presidenza. Gli altri quattro candidati presidente, Nerio Giovanazzi (Amministrare il Trentino e Giovani per il Trentino), Agostino Catalano (Sinistra del Trentino), Remo Andreolli (Democratici per il Trentino) e Guglielmo Valduga (Comunisti italiani), che realisticamente non possono aspirare alla maggioranza, possono al massimo conquistare un seggio - o più a seconda dei consensi - tra le fila delle minoranze del consiglio provinciale. Non esiste infatti, con questo sistema elettorale, l'ipotesi «ago della bilancia», di cui ogni tanto si sente parlare. Chiunque vinca governa con la coalizione che l'ha sostenuto perché ha la maggioranza. Semmai, potrà decidere di allargarla imbarcando qualche consigliere d'opposizione, ma non dovrà farlo per necessità. La partita dunque si concentra su Lorenzo Dellai e Sergio Divina perché domani solo uno di questi due candidati sarà eletto presidente della Provincia. È questa la ragione per cui il governatore Dellai ha fatto un appello a «non disperdere i voti». E la sua spina nel fianco è soprattutto la lista dell'ex assessore ed ex segretario dei Ds, Remo Andreolli, che porterà via voti alla coalizione di Dellai, così come, in modo speculare, la candidatura di Nerio Giovanazzi, consigliere provinciale uscente di Forza Italia, sostenuto da due liste, andrà a pescare soprattutto nel bacino elettorale dei partiti che sostengono Divina. Nel corso della campagna elettorale hanno dominato le polemiche sull'intreccio affari e politica legate all'inchiesta «Giano Bifronte», che hanno colpito soprattutto la coalizione di Dellai, visto il coinvolgimento dell'ex assessore Silvano Grisenti, ma che hanno visto protagonista anche il centrodestra, con il coordinatore di Forza Italia, Mario Malossini, tra gli indagati, così come quelle sul sito neonazista del candidato della Fiamma Tricolore, una delle liste di Divina, o per il ricorso della Lega che ha portato all'esclusione della lista dell'Udc, ma si è parlato anche di contenuti. Sergio Divina ha evidenziato quello che è il leit motiv della sua coalizione «meno Provincia e più società civile», che poi viene declinato in tutti i settori, dalla sanità (più spazio alle strutture private convenzionate), alla edilizia pubblica (cessione a riscatto degli alloggi popolari, contributi per l'acquisto e la riduzione progressiva del numero di alloggi pubblici), all'apparato pubblico che va ridimensionato, all'economia, e - a differenza del governatore Dellai, che si è detto preoccupato per la crisi finanziaria ed economica e ha adottato come giunta già una serie di interventi d'emergenza - il candidato del centrodestra Divina si è dichiarato meno «catastrofico», escludendo per ora l'esigenza di interventi pubblici. Anche sulla scuola e la riforma Gelmini è emersa una contrapposizione netta tra i due sfidanti, con il candidato del centrodestra favorevole e il governatore contrario, ma l'argomento che ha rivelato una contrapposizione netta è stato il federalismo fiscale, che per il presidente Dellai è come la grandine sui vigneti, mentre per Divina non rappresenta affatto un rischio per l'autonomia trentina, che non sarà toccata. Il federalismo fiscale è però soprattutto il tema anche simbolico che rappresenta la contrapposizione tra la coalizione territoriale e autonomista di Lorenzo Dellai, le cui componenti e culture politiche, pur mutate nel tempo, hanno governato fino ad oggi in Trentino, e quella di centrodestra. Berlusconi negli ultimi quindici anni non è mai riuscito a sfondare in provincia di Trento in elezioni amministrative - dove contano più le persone dell'opinione - né la Lega, perché qui c'era già un partito autonomista e c'era l'autonomia speciale a differenza di Veneto e Lombardia e non funzionava la parola d'ordine federalismo. Per questo ora c'è molta attenzione anche a livello nazionale sul test elettorale del Trentino, sia da parte della maggioranza (Pdl e Lega) che dell'opposizione (Pd, Udc, Italia dei valori). Ora la coalizione di centrodestra prova a spodestare il governatore Lorenzo Dellai e lo fa affidandosi alla guida di un senatore della Lega nord cercando di sfruttare l'onda lunga del successo di Berlusconi, ritornato al governo nell'aprile scorso, e in particolare il clima favorevole al Carroccio, che ha visto crescere di molto il suo consenso puntando su altri temi di grande presa come la sicurezza e le battaglie che riguardano gli immigrati, visti soprattutto come una minaccia. Sergio Divina è sostenuto da una coalizione di dieci liste guidata da Pdl e Lega, più una lista civica per Divina presidente, e una serie di liste di destra o che rappresentano particolari categorie di interessi (come Pensionati, Inquilini case popolari, Valli Unite, Fassa). Lorenzo Dellai è sostenuto da sette liste: Pd, Upt, Patt, Verdi, Leali, Italia dei valori, Ual e appoggiato dall'Udc e dai socialisti italiani. 09/11/2008

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Per protesta la lezione si fa al freddo (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 17 Per protesta la lezione si fa al freddo SCUOLA STUDENTI DEL CLASSICO IN CORTILE CONTRO I TAGLI ? SENIGALLIA ? SEDIE in circolo con docenti in piedi o seduti a far lezione a studenti infreddoliti, avvolti in giacconi o cappotti. Insolito scenario ieri mattina nel cortile del liceo classico ?Perticari? in via Rossini, dove gli studenti hanno deciso di dar vita a questa iniziativa come protesta contro la legge del ministro Gelmini. Fuori dell?istituto affissi alcuni striscioni e nel cortile lezioni a rotazioni tra le varie classi. ??Abbiamo deciso nella assemblea degli studenti di esprimere in questo modo il dissenso alla riforma?? spiega Carla Naddeo. ??Non è stato scelto di occupare la scuola o bloccare le attività didattiche, ma di tenere le lezioni in cortile, anche se fa freddissimo. Un modo per aprirci alla città e sensibilizzare i cittadini che si sono fermati a vedere e chiesto informazioni. E? la prima volta che questo succede a Senigallia. Abbiamo anche trovato la collaborazione degli insegnanti con i quali c?è sintonia e che ci appoggiano?. NEL POMERIGGIO di ieri poi studenti, docenti, personale Ata, genitori, membri del centro sociale ?Mezza canaja? che aderiscono al comitato cittadino a difesa della scuola pubblica, hanno voluto ribadire il loro dissenso con una manifestazione che si è snodata per le vie della città. Maestre in grembiule, qualcuno con cappelli dotati di orecchie d?asino, striscioni, slogan ed una fiaccolata. ANCHE l?assessore comunale alla pubblica istruzione Simone Ceresoni non nasconde la propria contrarietà alla riforma Tremonti. ?C?è solo una manovra finanziaria per ridurre la spesa?? dice. Ceresoni paventa che anche in città nel breve periodo potrebbero aversi conseguenze: riduzione della qualità della scuola e compressione dei servizi scolastici fino ad ora offerti, con maggiori disagi per gli studenti e per le famiglie. Come già paventato nei giorni scorsi, gli effetti nel lungo periodo potrebbero portare alla chiusura delle scuole in alcune frazioni periferiche. Foto: alcuni momenti delle lezioni all?aperto da parte degli studenti del liceo classico Perticari (foto Effimera) Image: 20081109/foto/196.jpg

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guido pasqualini La campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

guido pasqualini La campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita guido pasqualini La campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita. Negli ultimi due mesi è successo di tutto e di più. Ecco una sintesi. A UTONOMIA. È a rischio o non è a rischio? L'argomento è stato oggetto di confronti infuocati tra Dellai e Divina, con il primo a sostenere che il federalismo fiscale porterà via almeno 468 milioni di euro alla nostra Provincia e il secondo a scomodare il ministri Bossi e Tremonti per rassicurare i trentini: «Il federalismo fiscale non tocca le regioni a Statuto speciale». B ICICLETTATA. L'ha promossa il Partito democratico ed è stata una delle poche novità in una campagna elettorale per il resto molto tradizionale: santini, manifesti, incontri pubblici e privati, spot televisivi. Per la verità sono stati soltanto tre i candidati a percorrere l'intero tragitto da Salorno ad Arco (75 chilometri): Clelia Sandri, Giorgio Viganò e Luca Zeni. Onore al merito. C IVICA MARGHERITA. Il partito inventato da Dellai non c'è più. È durato due elezioni provinciali e, in entrambi i casi, fu il più votato: 22,02% nel 1998 e 25,88% nel 2003. Ora è stato sostituito dall'Upt (Unione per il Trentino) che, temendo di non essere riconosciuto come erede, ha inserito nel simbolo una margherita stilizzata e il nome di Dellai. E un tormentone in coda allo spot di ogni candidato: «Noi siamo l'Unione per il Trentino. Noi stiamo con Lorenzo Dellai». A prova anche dei più duri di comprendonio. D UELLO. Ma anche D come Dellai e Divina. Il fattore D ha dominato queste elezioni. Mai come stavolta il duello è incerto e appassionante. Cinque anni fa il presidente fece un sol boccone di Carlo Andreotti. Oggi, comunque vada, non sarà così. E LETTORI ESAURITI. Sarà il rinvio di due settimane, sarà il meccanismo delle preferenze che ha indotto 745 candidati a muoversi come un Esercito, sarà che siamo reduci dalle Elezioni di aprile e che altre se ne profilano nel 2009 (comunali a Trento e Pergine ed Europee), fatto sta che i cittadini ne hanno piene le scatole: esausti. F UGATTI. L'onorevole leghista è stato l'inesauribile motorino della campagna elettorale non solo del suo partito ma anche del candidato presidente Divina, al quale è legato a doppio filo. Braccio e mente, ha pianificato tutte le uscite, non disdegnando di montare gazebo e attaccare striscioni e manifesti. G RISENTOPOLI. Così ribattezzata l'inchiesta sugli appalti di procura e guardia di finanza che ha portato quattro persone in carcere, una agli arresti domiciliari e altre quindici nel registro degli indagati e ha provocato le dimissioni di Silvano Grisenti dalla presidenza dell'Autobrennero. Ora in cella resta solo Fabrizio Collini, gli altri sono tornati in libertà patteggiando la pena con il pm Profiti. Dopo il maremoto politico iniziale, le acque si sono placate. Fino alla prossima ondata. H EIKE. È il nome della mucca acquistata da Dellai all'asta degli allevatori in risposta agli avversari politici che lo accusavano di aver alimentato troppo la «magnadora». L'immagine del presidente con la bestia è finita su un manifesto elettorale della Lega. Ignara di tutto, Heike, una bruna alpina di tre anni, nel frattempo ha partorito un vitellino nei tempi previsti. Per il parto del voto il suo padrone, invece, ha dovuto attendere. I NTERNET. Lorenzo Dellai è diventato ormai un cibernauta provetto. Al suo blog affida le esternazioni più importanti, su Youtube lancia i video con gli appelli al voto, su Facebook si tiene in contatto con gli amici virtuali. Ma per queste elezioni ogni candidato che si rispetti ha allestito un sito. Interessante sarà constatare quanti terranno aperto questo canale di comunicazione da domani in poi. l EGA NORD. Dopo essere stata grande protagonista alle politiche di aprile (in Trentino al 16,44%), la Lega è sparita dal Consiglio provinciale a settembre quando al neo europarlamentare Enzo Erminio Boso è subentrato Lorenzo Conci, che nel frattempo aveva fondato Valli Unite con il collega Denis Bertolini. Ma la Lega potrebbe essere l'Araba fenice di questa tornata elettorale. Alessandro Savoi, presidente del partito, ha vaticinato un 20% di consensi. Se fosse vero, verrebbe battuto il record del 1993 quando la Lega fece sei consiglieri. m OSNA. Il baffo più famoso del Trentino è una delle vittime di una campagna elettorale senza precedenti quanto a veleni. Tutta colpa di un'intervista rilasciata all' Adige in cui l'industriale confessava di preferire Dellai nonostante il suo pensiero politico sia orientato verso il centrodestra. Apriti cielo! Da quel versante de Eccher e de Bertoldi hanno de...cretato il de profundis per il de...testato presidente dell'Itas Diatec, chiedendogli di dimettersi dal consiglio di amministrazione della Fondazione Bruno Kessler in cui era entrato come rappresentante delle minoranze. Nonostante i numerosi solleciti a restare, Diego Mosna non ci ha pensato un secondo in più, dimettendosi da vicepresidente. «Ci perde l'intera comunità trentina», ha affermato l'assessore provinciale Salvatori. Una sconfitta per l'intelligenza, aggiungiamo noi. n OVEMBRE. Causa rinvio, non si è votato in ottobre, come inizialmente previsto. In realtà l'eccezione fu quella di cinque anni fa, quando trentini e altoatesini vennero chiamati alle urne il 26 ottobre. Nelle precedenti dodici occasioni le elezioni regionali si tennero sempre in novembre, dal 6 (nel 1960) fino al 28 (nel 1948). Insomma, più che un dramma, un ritorno al passato. o BAMA. La vittoria dell'afroamericano Barack Obama nelle elezioni presidenziali statunitensi è stata considerata di buon auspicio da entrambi gli schieramenti: Dellai felice per il successo di un candidato nero nel momento in cui in Trentino i leghisti vogliono cacciare gli immigrati; Divina contento nella speranza che il vento di cambiamento attraversi l'Oceano e spazzi le valli della nostra provincia. E Barack? Non gliene ne può «frega' de meno». P ACHER. L'ex sindaco di Trento, dopo aver assicurato per un anno che non avrebbe lasciato Palazzo Geremia, alla fine ha ceduto alle pressioni di Dellai. Così il Partito democratico, per non farsi mancare nulla, di Pacher se ne è ritrovati in lista due: il trentino Alberto e il valsuganotto Flavio. Per non perdere un sacco di preferenze, negli ultimi giorni sono stati diffusi migliaia di volantini per invitare gli elettori a indicare in scheda anche il nome di battesimo. Q UOTE ROSA. Assieme al limite di assessori (otto), sono l'unica novità introdotta nella legge elettorale: almeno un terzo della lista riservato alle donne. Cinque anni fa il risultato per il gentil sesso fu davvero deludente: soltanto tre le elette (Iva Berasi, Margherita Cogo e Marta Dalmaso). Ora non ci sono più alibi. Almeno una sufficiente presenza in lista è garantita. Il passo successivo dovranno farlo le donne nelle urne. R AZZISTA. Una delle pagine più buie di questa campagna elettorale è stata la scoperta di un sito nazista gestito da un candidato della Fiamma Tricolore. La magistratura ha aperto un'inchiesta e ha oscurato il sito, alle coscienze dei trentini il compito di vigilare su questi rigurgiti di un'ideologia che si credeva definitivamente rinnegata. s CUOLA. Grembiulino sì o no; maestro unico sì o no; classi ponte sì o no. Anche in forza del decreto Gelmini, la scuola ha riscaldato il dibattito preelettorale. E il risultato elettorale inciderà molto sul futuro del mondo trentino dell'istruzione. t AR. Tribunale regionale di giustizia amministrativa insolito mattatore prima del voto: una sua ordinanza, sovvertita dal Consiglio di Stato, ha provocato lo slittamento della consultazione; un suo giudice, andando a dialogare amenamente nella sede dell'A22 con l'allora presidente Grisenti, ha scatenato una valanga di reazioni politiche. u DC. La grande esclusa dalla competizione elettorale. Squassata dalle divisioni interne, è rimasta fuori per la mancata autenticazione della firma del segretario. E ora gli esponenti più in vista del partito stanno lottando per aggiudicarsi il posto da assessore esterno promesso da Dellai in caso di vittoria. V ENTIDUE. Come le liste in corsa oggi. Davvero troppe. z ERO. Come le possibilità che hanno di diventare presidente Agostino Catalano, Remo Andreolli, Nerio Giovanazzi e Gianfranco Valduga. 09/11/2008

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E' IN PROGRAMMA DOMANI sera alle 21,15 il consiglio comunale proposto dai consiglieri de... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CAMAIORE pag. 10 E? IN PROGRAMMA DOMANI sera alle 21,15 il consiglio comunale ? proposto dai consiglieri de... E? IN PROGRAMMA DOMANI sera alle 21,15 il consiglio comunale ? proposto dai consiglieri del partito Democratico di Camaiore ? per affrontare i temi della scuola, molto in discussione in questo momento dopo l?approvazione della legge Gelmini. E? annunciata la partecipazione di moltissimi operatori del settore, a cominciare dagli insegnanti, per passare agli studenti e agli stessi genitori che si sono mobilitati non solo nel capoluogo ma anche nelle frazioni a difesa della scuola pubblica.

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il mio '68 e le proteste d'oggi (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

UNIVERSITÀ Il mio '68 e le proteste d'oggi Sulla questione relativa alla prospettata riforma dell'Università, mi permetto di menzionare alcuni ricordi personali. Nel 1969 frequentavo la facoltà di Giurisprudenza presso l'Università la Sapienza di Roma. Anch'io come tanti miei coetanei fui coinvolto in quello che è stato definito il movimento studentesco del '68. Oltre all'entusiasmo per la scoperta e l'approfondimento culturale su quello che dal punto di vista filosofico è indicato come il materialismo storico, molti di noi ritenevano come uno degli obiettivi importanti fosse l'opposizione a quel metodo di selezione dei docenti che venivano indicati col termine di baroni. Tra l'altro si guardava all'esperienza portata avanti dalla rivoluzione culturale in Cina per cui si riteneva che anche i nostri docenti avrebbero avuto un beneficio nel trascorrere un certo periodo nella coltivazione dei campi a scopo rieducativo. Mi sembra invece che le attuali agitazioni che hanno coinvolto diversi studenti universitari abbiano come fine la difesa dell'attuale situazione del ceto dei docenti. Non vorrei sbagliare, ma mi sembra che lo posizione tra questi due movimenti non sia coincidente. Personalmente debbo evidenziare che per divulgare dal punto di vista accademico alcune mie ritenute scoperte nel campo della criminologia mi sono dovuto riferire a un'Università romena, mentre nella nostra Università di Udine non ho neanche il diritto di accesso. Pertanto debbo constatare che il ministro Gelmini nonostante la giovane età sia più vicina al movimento del '68 che gli attuali manifestanti. Antonio Frattasio

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Bologna, la Digos interroga i presidi Un'intimidazione (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Bologna, la Digos «interroga» i presidi «Un'intimidazione» Dopo una vita in cattedra, i presidi di Bologna tornano sui banchi. Questa volta però, a «interrogarli» (anche se via posta) non sarà il professore di turno, ma Digos e Procura. E l'interrogazione verterà sull'ondata di manifestazioni e occupazioni scattate dalla fine di settembre per protestare contro il decreto Gelmini, ormai diventato legge. Nei giorni scorsi il Pm Luigi Persico (titolare dei 15 fascicoli sulle altrettante occupazioni registrate sotto le due Torri) ha incaricato la Digos di svolgere accertamenti nei diversi istituti, dopo che alla fine di ottobre il deputato forzista Fabio Garagnani aveva presentato in Procura un nuovo esposto sulle proteste. INCHIESTE E MANIFESTAZIONI A Bologna i magistrati hanno scelto di aprire inchieste singole su ogni manifestazione, fuori e dentro le mura scolastiche (compreso il corteo di giovedì 30 per cui sono già scattate 21 denunce). E dopo l'archiviazione disposta dal Gip sull'occupazione di mamme, bimbi e insegnanti alle elementari XXI Aprile, la Digos ha ora inviato a quindici presidi una lettera in cui chiede, fra le altre cose, i nomi dei membri dei consigli d'istituto, l'elenco delle riunioni avvenute a scuola (con le date e gli orari delle iniziative), le delibere dei consigli d'istituto che autorizzavano le manifestazioni, l'indicazione dei partecipanti (alunni, docenti e genitori), gli eventuali danni alle strutture, il contenuto degli striscioni esposti. Infine, se e perchè erano intervenute le forze dell'ordine. LA PROTESTA DEGLI INSEGNANTI La richiesta di informazioni non è però piaciuta al Coordinamento degli insegnanti bolognesi, che riunisce venti istituti fra città e provincia, e che non esita a bollare la mossa della Procura come minacciosa. «Si tratta di un'intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti - dice il Coordinamento - contro il tentativo di smantellare la scuola pubblica». E contro chi «ipotizza incidenti, danni, minacce, striscioni di carattere penalmente rilevante», i professori sottolineano «il carattere pacifico delle agitazioni che si sono svolte e si stanno svolgendo nelle scuole». Di intimidazione parla anche il sindacato autonomo Cub-scuola, che critica il tentativo di «trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo, e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del ministro Gelmini». Anzichè «intervenire su reali situazioni di illegalità esistenti - attacca il sindacato - si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una "schedatura" di massa con presunzione di colpevolezza. La partecipazione legittima di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista come elemento sul quale indagare».

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LA LEGGE È DALLA PARTE DI CHI PROTESTA (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

LA LEGGE È DALLA PARTE DI CHI PROTESTA Affinché la cosiddetta «riforma Gelmini» diventi effettivamente realtà bisogna fare riferimento all'art. 64 della legge 133 del 6 agosto (Contenimento della spesa per il pubblico impiego, Disposizioni in materia di organizzazione scolastica), il cui comma 3 prevede che «per la realizzazione delle finalità previste dal presente articolo» (in realtà l'obiettivo primario del risparmio di spesa di quasi 8 miliardi di euro) il ministro dell'Istruzione e quello dell'Economia predispongono un piano programmatico di interventi, il cui schema è stato approvato il 26 settembre e ci spiega come razziare gli 8 miliardi. Ma il comma 4 stabilisce che per l'attuazione di quel piano devono essere adottati entro 12 mesi «uno o più regolamenti». Tali regolamenti devono essere sottoposti al parere delle Commissioni Parlamentari, nonché della Conferenza Unificata Stato-Regioni. Infine del Consiglio di Stato, che deve esprimersi entro 90 giorni. In questa sorta di vuoto normativo, quali modelli orari e organizzativi presenteranno i dirigenti per chi dovrà iscrivere i figli nelle prime classi? A quale tour de force ci si sottoporrà per definire gli organici? A favore del mantenimento del tempo pieno si ricorda che la legge 176/2007 di fatto lo ripristinava, non è stata abrogata. La mobilitazione anti Moratti di genitori e insegnanti di fatto bloccò il decreto 59/2004 (orario spezzatino, tutor, portfolio...).

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Sud, disobbedire a Gelmini Fermeremo il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Sud, disobbedire a Gelmini «Fermeremo il maestro unico» Il Governatore della Puglia fa notare come le donne del Sud sono già molte meno dentro il mercato del lavoro. Saranno ancora meno se sparirà il tempo pieno. Alla Conferenza Stato-Regioni il Sud reagirà. Dice Nichi Vendola, Presidente della Regione Puglia, che la somma della riforma Gelmini e dell'arrivo del federalismo fiscale «sarà l'occasione per ricacciare le donne del Sud nel tinello domestico». Riceve molti applausi dalla platea degli Stati Generali delle Scuole del Mezzogiorno che ha aperto i battenti giovedì a Castel Volturno (Ce). I numeri aiutano a spiegare. Il primo ci dice che tra Stato, enti locali e famiglia, uno studente del Mezzogiorno riceve in media mille euro in meno all'anno per la propria formazione. E se è vero che il primo ci mette di più (la maggior voce di spesa resta quella degli stipendi degli insegnanti, in capo al ministero), è anche vero che non tutti gli enti locali e non tutte le famiglie possono oggi permettersi di investire sul futuro delle nuove generazioni così come vorrebbero. Il dato più interessante è però quello che, in queste aree, lega la condizione sociale delle famiglie all'offerta scolastica. Il dato informa che solo il 38,6% delle donne meridionali è inserito nel mercato del lavoro. E il numero fa il paio con gli alunni delle scuole primarie che fanno le 40 ore settimanali. La media nazionale è del 25,3%, con il Piemonte al 50,9%, Emilia. Lazio, Lombardia e Toscana sopra il 40%. La prima regione del Sud è la Basilicata con il 26,7%. Poi c'è la Calabria, con il 16,9%, chiudono Campania (7,5%), Sicilia (3,5%), Puglia (3,2%) e Molise (0,7%). Tradotto: in questi territori i figli, al pomeriggio, stanno a casa con le mamme che non lavorano. E la dinamica del taglio dei posti di lavoro degli insegnanti (in larga parte donne), porterà a due conclusioni. Più donne a casa e impossibilità da parte degli Enti locali di pagare un doposcuola che dia anche alle donne la possibilità di rilanciarsi nel mondo del lavoro. Non è l'unico problema specifico. «Vorrei ricordare che noi siamo il Sud di San Giuliano di Puglia, siamo quelli in cui la maggior parte degli edifici scolastici non è a norma», dice Vendola. E anche se le Regioni come la Campania, come ricorda l'assessore provinciale all'Istruzione Angela Cortese sono ai primi posti negli investimenti per l'edilizia scolastica, "da soli non possiamo procedere. Serve il contributo dello Stato". Quindi "disobbedienza", dice Vendola. Ma come? Cortese propone: «Nella conferenza Stato-Regioni di giovedì i governatori del Sud dovrebbero abbandonare il tavolo». L'assessore campano a Scuola, Formazione e Lavoro Corrado Gabriele approva, ma il giorno prima Bassolino ha mostrato un'apertura di credito al governo. E anche Vendola ha idee di prospettiva più lunga: «Con altre Regioni porteremo la Gelmini davanti alla corte costituzionale perché non può immaginare di fare da ministro dell'Istruzione i compiti assegnati alle Regioni. E cercheremo di proporre anche agli altri presidenti una norma "anti Gelmini", cioè leggi regionali che impediscano di fatto il maestro unico». Le Regioni rivendicano le proprie competenze, soprattutto sulla distribuzione della rete scolastica, che il governo ha congelato per un anno ma che resta sul tavolo. Spiega Domenico Lomelo, assessore pugliese alla Scuola: «Da quando siamo in carica stiamo razionalizzando la rete. E' un compito nostro, che stiamo portando avanti. Ma voi mi dovete spiegare che senso ha, in zone come quelle del foggiano o nel Salento, chiudere scuole con meno di 50 alunni e verificare l'accorpamento di quelle con meno di cento. Voi le avete viste le strade interne di queste aree della Puglia? Ma se uno per portare il figlio a scuola ci mette 40 minuti ad andare e 40 a tornare, quando va a lavorare?». EDUARDO DI BLASI INVIATO A CASTEL VOLTURNO ediblasi@unita.it

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L'Onda: vogliono sfiancarci ma noi non ci fermiamo, siamo uniti (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

L'Onda: vogliono sfiancarci ma noi non ci fermiamo, siamo uniti Il movimento si parla, discute. Elaborato il documento per la partecipazione alla manifestazione del 14 novembre, promossa dal sindacato per la difesa dell'università. Voci dall'Onda che non si ferma. Seduta di autocoscienza per l'Onda studentesca, ieri alla prima assemblea nazionale del movimento universitario a Firenze, nel plesso didattico occupato di viale Morgagni. Alla fine è stato approvato un documento unitario che sarà esaminato dagli atenei in protesta e che invita tutti a partecipare in «modo unitario e autonomo» alla manifestazione nazionale di venerdì a Roma, in cui gli studenti saranno assieme a sindacati e lavoratori dell'università per dire no alla 133. Venerdì e sabato invece alla Sapienza ci sarà l'assemblea nazionale; il documento ribadisce: «Ci saremo tutti, il movimento è unito». Intanto ieri c'è stato l'assaggio: 300 studenti universitari sono venuti a Firenze da ogni parte d'Italia. Presenti rappresentanti degli atenei toscani, torinesi, campani, abruzzesi, la Statale di Milano, Genova, Bologna, Palermo, Bari, Lecce, Ancona, Ferrara, Brescia, Pavia. Mancavano esponenti di Tor Vergata e della Sapienza di Roma, ma c'era una delegazione del sindacato studentesco di Roma Tre venuta ad osservare i lavori dell'assemblea: gli "atenei romani in mobilitazione" avevano annunciato di non partecipare perché critici verso le modalità di organizzazione dell'appuntamento. «Non capiamo le ragioni di questo incontro. Non vorremmo che qualcuno stesse pensando di costruire un'assemblea di una parte del movimento, lontano dallo spirito unitario che ha generato l'Onda», avevano detto. Il movimento inizia a spaccarsi? Francesco Epifani, leader degli Studenti di sinistra toscani e fra gli organizzatori della riunione fiorentina, risponde che «con Roma c'è stato un fraintendimento ma non una rottura. In viale Morgagni è stato un incontro per iniziare a dare forma al movimento. Ricordo che a Firenze, al Polo scientifico di Sesto, il 6 ottobre c'è stata la prima occupazione». Voci dall'assemblea, dove qualcuno teme che la protesta inizi a sentire stanchezza in mancanza di proposte: Marco e Salvo, dell'università di Palermo, lanciano un appello per saldare la protesta studentesca con quella dei lavoratori: «Non ci si dimentichi dei metalmeccanici e dipendenti pubblici che il 12 dicembre scenderanno in piazza». Per Emanuele di Milano «la lotta sarà lunga, anche se il governo spera di sfiancarci. Non abbiamo bandiere, ma la mobilitazione non è bipartisan. In piazza Navona c'è chi le ha date e chi le ha prese. Facciamo dimettere la Gelmini». Molti interventi spiegano: «Il movimento è apolitico, pacifista, antifascista». Ma altri, come Francesca Stefano di Siena, ribadiscono: «Servono proposte politiche per dare respiro». Rocco, di Pisa, rivendica l'occupazione dei binari della stazione di venerdì che ha bloccato i treni toscani, mentre da qualcuno non mancano curiose idee di protesta: «Venerdì ogni studente porti una gomma, facciamone un cumulo e diciamo al governo: "Ora cancellateci tutti"». E alla fine si vocifera anche che i collettivi antagonisti vogliano fare addirittura un partito. TOMMASO GALGANI FIRENZE

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Sciopero da <Zero in kondotta> Birre, slogan, piazza semivuota (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO pag. 5 Sciopero da «Zero in kondotta» Birre, slogan, piazza semivuota LA PROTESTA PER LA SCUOLA UNA SIGARETTA dopo l?altra, birra, musica assordante e, a intercalare, qualche slogan urlato. E? sembrato poco più di questo lo sciopero generale contro la ?Gelmini? di ieri mattina indetto dal collettivo «Zero in Kondotta». Con uno striscione ad aprire il corteo e un furgone con impianto stereo, i manifestanti sono partiti dal campus di Pesaro dopo le 9, per raggiungere piazza del Popolo alle 11 circa. Si siedono a terra e dal furgone escono merendine e succhi di frutta. Mentre una voce avverte «Non lasciate sporca la piazza». Un centinaio di ragazzi in tutto. «Non importa il numero, ma il senso di quello che stiamo facendo ? assicurano gli organizzatori ?. Tra noi, anche alcuni universitari e genitori» che, però, non sono intervenuti alla successiva assemblea pubblica. «Vogliamo riprenderci questa piazza e tutti i nostri spazi. Riprendiamoci il nostro futuro» è il grido ripetuto a ritornello in molti degli interventi che si sono succeduti. Poche le spiegazioni e le argomentazioni. «Mia madre è una precaria da 20 anni. Dall?anno prossimo potrebbe restare senza lavoro ? grida una ragazza ?. No alle classi ghetto per gli immigrati ? incalza un altro ?». E poi, ancora «La crisi non la vogliamo pagare noi. Vogliono tagliarci soldi da dare alle banche. La scuola resterà un privilegio dei ricchi. Vogliono toglierci la cultura e insegnarci solo quello che dicono loro». E poi l?appello alle forze dell?ordine che, come per ogni manifestazione interviene in piazza: «Dovreste difenderci: i tagli toccheranno anche voi». Agenti chiamati in forze perché il numero dei manifestanti previsto dagli organizzatori era maggiore di quello effettivo. la polizia, comunque, ha parlato di un corteo tranquillo, salutato alla partenza dai moltissimi studenti entrati in classe. «Praticamente tutti quelli dei licei sono entrati ? riferiscono ? ma molti anche degli altri istituti». Arrabbiati e con la voce amplificata da microfono e megafono, i ragazzi e i loro slogan, una piccola folla l?avevano radunata. Tra chi li guardava sorridenti e chi un po? preoccupato, c?erano anche due insegnanti in pensione. «Questo è inquinamento acustico ? hanno sottolineato prima di parlare di scuola ?. Io sono andata in pensione anticipatamente ? racconta una ?. Questa scuola non mi piaceva più». «Genitori troppo invadenti ? incalza l?altra ?, figli che hanno sempre ragione e dirigenti che raramente difendono le insegnanti. Qualcosa si deve fare». Una riforma c?è. Alla quale, però, si oppongono, per la prima volta uniti da anni, studenti, genitori e insegnanti. Una mobilitazione che, con quella di ieri, forse poco aveva a che fare.

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La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: <Si è mossa male favorendo la sinistra> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 13 La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: «Si è mossa male favorendo la sinistra» ? SANREMO (Imperia) ? HA SCELTO gli Stati generali dei direttori di Confindustria, conclusi ieri a Sanremo, il ministro Mariastella Gelmini per la sua prima uscita pubblica dopo la riforma della scuola. La riunione si è tenuta all?hotel Royal a porte chiuse. Il ministro è arrivato intorno alle 11 e all?uscita si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti che la attendevano, suscitando proteste e polemiche.La Federazione Nazionale della Stampa ha giudicato «inaccettabile» l?episodio e il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell?Istruzione ha paura dei giornalisti?». La Gelmini. che dal 20 ottobre non partecipa ad un evento pubblico non istituzionale, ha dovuto incassare anche le critiche del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenuto al Forum promosso a Subiaco da alcuni parlamentari Pdl. «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione ? ha detto ?, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto».

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SEPPUR giovane e poco esperto di vita politica, penso di aver comun... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PESARO AGENDA pag. 15 SEPPUR giovane e poco esperto di vita politica, penso di aver comun... SEPPUR giovane e poco esperto di vita politica, penso di aver comunque già capito che cambiare discorso, quando non si hanno valide argomentazioni a sostegno della propria tesi, è pratica assai diffusa fra i politici. Mi riferisco alla lettera del 5 novembre della presidente di ?An verso il Pdl? Elisabetta Foschi. La Foschi, infatti, prende spunto dalle recenti contestazioni studentesche ma, non trovando evidentemente validi argomenti in difesa del decreto Gelmini, sposta attenzione e indignazione su una tematica complessa e delicata come la ?droga?. Cosa ancor più sconcertante è, per chi scrive, il grado elevato di semplicismo e demagogia con cui tale argomento viene trattato dall?esponente politica di An. Innanzitutto, per indicare i colpevoli del preoccupante e costante aumento del consumo di droghe (giustamente segnalato dal questore di Pesaro), punta il dito contro genitori ed insegnanti, come se educare un figlio/studente fosse compito facile. Non credo che, comunque, sia compito di un politico, senza specifiche competenze in materia educativa, dare lezioni di pedagogia a chicchessia. Comunque, nella sua lettera, la Foschi continua con acute spiegazioni socio-antropologiche sostenendo che la colpa dell?escalation dell?uso ed abuso di droghe (ed alcoolici) è da riscontrare soprattutto in una presunta cultura ?della sinistra? colpevole di promuovere il consumo delle droghe (soprattutto quelle leggere) fra i giovani. Tale affermazione in sè ha proprio dello ?stupefacente?, è il caso di dirlo. Bisognerebbe infatti, al posto di avventurarsi in simili determinazioni di cause/effetto tutte da dimostrare, fare riferimento alla leggi vigenti in materia in Italia, valutarne le conseguenze e trarne le dovute conclusioni. In Italia, da diversi anni, la materia ?droga? è regolamentata dalla legge Fini-Giovanardi, approvata dal centrodestra nella scorsa legislatura. Vorrei ora far notare che, grossomodo, proprio dall?approvazione di questa legge che ?casualmente?si consolida e cresce in maniera costante il trend di aumento nel consumo/abuso di droga (un vero e proprio boom per la cocaina) nel nostro Paese. Questa, benintesi, non è mia personale opinione, ma quanto ci dicono i dati dell?Istituto Superiore di Sanità e un recentissimo studio dell?Osservatorio europeo sulle droghe (relazione 2008). Un politico non dovrebbe occuparsi ?in primis? delle leggi, prima ancora di lanciarsi su ogni possibile e personale analisi di tipo sociologica, pedagogica e culturale? Ci sarebbe poi di che parlare anche sulle droghe legali e ?di Stato? (psicofarmaci, sigarette, slot-machine oltre all?alcool) anch?esse in drammatica ascesa per abusi e spesso protagoniste di tragici eventi di cronaca. In definitiva, credo che una tematica così seria non debba essere ridotta a invettive dal sapore di spot elettorale o banali affermazioni ideologiche a mo? di slogan tipo ?per la sinistra assumere droghe non pregiudica il futuro? (sic!) o ?la sinistra promuove le droghe leggere? (solo perché si ritiene che farsi una canna sia diverso che usare eroina/cocaina?). Penso piuttosto sia più utile aprire un dibattito serio e ragionato sui problemi e sugli effetti della legislazione e vigente in materia di droga, sulle eventuali modifiche apportabili (molte), per farne un bilancio (assai deludente a mio parere) a diversi anni dalla sua entrata in vigore. Iron Italiani, Prc, Coordinatore giovani comunisti Pesaro

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A La Sapienza bambini e genitori. Poi Dario Fo e Celestini (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

A La Sapienza bambini e genitori. Poi Dario Fo e Celestini ROMA Oggi si replica «Difendiamo la Sapienza», dove i bambini e le loro famiglie potranno partecipare alle varie iniziative promosse contro la riforma Gelmini e i tagli alla ricerca. Martedì Dario Fo è atteso alla facoltà di Architettura a Valle Giulia e in serata Cestini sarà alla Facoltà di Lettere di Tor Vergata. ABETI A PAGINA 53

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Scuola, accorpamento in bilico (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

di Donatella Zorzetto Scuola, accorpamento in bilico A rischio il 2º circolo: prima il Mezzabarba lo propone, poi cambia idea Lettera della Provincia: «Salviamo le direzioni di elementari e Foscolo» PAVIA. Prima la proposta di accorpamento, poi la marcia indietro. Il piano di dimensionamento scolastico, prima deliberato dalla Provincia e ora in fase di revisione alla luce del decreto Gelmini, contemplava anche la richiesta, avanzata dal Comune di Pavia, di creare tre istituti comprensivi mediante accorpamento di quattro direzioni didattiche e tre scuole medie sul territorio. Proposta congelata. La proposta è stata rinviata al prossimo Piano di dimensionamento scolastico. Nel frattempo però le condizioni, o i propositi, sono cambiati. Il problema di fondo, a quanto pare, sarebbero le scuole del 2º circolo: le elementari "Gabelli", "Canna", "Don Minzoni" e "Maestri", oltre alla materna "Ponte di Pietra", che attualmente non raggiungono i 500 alunni previsti dal decreto Gelmini come limite minimo al di sotto del quale si deve procedere all'accorpamento e quindi alla soppressione della direzione didattica. Ma, mentre il piano programmatico Gelmini-Tremonti, laddove le amministrazioni non avessero provveduto agli accorpamenti, contemplava l'intervento di un commissario nominato dal Governo, nel decreto approvato questa soluzione, che in molti vedevano come pericolo, non c'è più: resta l'imposizione di non scendere sotto i 500 alunni, ma è sparita l'ipotesi del commissariamento. Di conseguenza le scuole del 2º circolo, che di studenti ne contano circa 490, non hanno nessuna intenzione di accorparsi, anche contando sul fatto che nel 2010 la soglia dei 500 possa essere raggiunta. «La proposta del Comune di Pavia è che le cose restino come sono - sottolinea l'assessore all'Istruzione Ettore Filippi -. Non abbiamo nessuna intenzione di trasformare scuole elementari e medie in istituti comprensivi». Sulla stessa posizione si trova il sindaco Piera Capitelli, la quale dice: «Avallo in pieno quanto sostiene Filippi». Intano la Provincia prede posizione sull'argomento, come sul caso di accorpamento del "Foscolo" ad altri istituti per mancanza del numero minimo di 500 alunni. «Scriverò una lettera sia al ministero che alla Regione perchè la provincia di Pavia in passato ha già visto nel settore formativo numerose riduzioni - sottolinea Angelo Ciocca, assessore provinciale alla Formazione -. Sono state fatte operazioni di ridimensionamento con un taglio di 35 direzioni didattiche. Vorremmo convincere ministero e Regione in un'ottica di compensazione: in provincia abbiamo quattro casi di strutture sui 450-480 alunni, ma ne abbiamo una decina dai 900 al 1.100. Quindi la compensazione territoriale va fatta».

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L'agenda degli incontri (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

DA DOMANI L'agenda degli incontri PAVIA. Domani alle 9 lezione in piazza di Fisica con il professor Rotondi e alle 14 Ottica con il professor Galinetto. Martedì incontro dell'associazione dottorandi al collegio del Maino e mercoledì assemblea di Legge alle 14 in aula 7. Sempre mercoledì, alle 18, incontro del Comitato di accoglienza Gelmini.

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VIOLAZIONE della privacy e 'utilizzo' degli alunni a scop... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

BOLANO / FOLLO / VAL DI VARA pag. 12 VIOLAZIONE della privacy e ?utilizzo? degli alunni a scop... VIOLAZIONE della privacy e ?utilizzo? degli alunni a scopo di propaganda elettorale. Questa l?accusa che l?opposizione bolanese guidata dal medico Roberto Spadoni, leader della lista ?Insieme per cambiare?, rivolge alla maggioranza. I fatti. «Qualche giorno fa ? attacca la minoranza ? il Pd ha organizzato, legittimamente, un?assemblea per discutere di scuola e riforma Gelmini. Il problema è che, a nostro avviso in modo del tutto illegittimo, ha invitato per iscritto i genitori degli alunni di scuole locali utilizzando i nomi e gli indirizzi dei figli. Così facendo ? incalzano i membri d?opposizione ? s?è violata ogni legge relativa all?uso dei dati personali nonché l?articolo due dello statuto comunale. Sul punto ? proseguono ? abbiamo chiesto chiarimenti attraverso un?interrogazione consiliare. Ma c?è di più: alcuni genitori ? assicurano ? sono decisi a denunciare l?accaduto al Garante della privacy preoccupati che il ?privato? dei propri figli possa servire a scopi di propaganda politica. Se il Pd ha ottenuto quei dati qualcuno glieli avrà pur forniti: forse il sindaco?». Ma a tener banco a Bolano ? in primavera si va alle urne e i motori della campagna elettorale sono già più che accesi ? è anche un?altra questione sempre legata alla scuola. «Giorni fa ? ricorda infatti l?opposizione ? il comitato ?Insieme per cambiare?, costituito all?epoca delle ultime elezioni e non ?per dare addosso alla scuola? come affermato dal presidente del consiglio comunale, ha diffuso un volantino per denunciare la scarsa attenzione dell?attuale amministrazione agli edifici scolastici. Carenza, questa, che ci è stata peraltro sottoposta da alcuni genitori. Ebbene: la maggioranza, a più riprese, ci ha accusato di non aver altri argomenti di ?attacco?. Ci ha tacciato di strumentalizzare la scuola per iniziare la campagna elettorale. Invece riteniamo sia vero il contrario ossia che il Pd abbia usato gli alunni, attraverso l?uso dei loro dati, per fare propaganda in occasione dell?incontro sulla scuola: forma scorretta di comportamento politico». La tensione elettorale, insomma, si fa alta. Come da noi anticipato nei giorni scorsi il Pd ha giù ufficializzato la ?corsa? di Franco Ricciardi Giannoni, sindaco in carica con possibilità di secondo mandato. Il centrodestra deve ancora pronunciarsi su chi candiderà a sindaco. I papabili sono i medici Roberto Spadoni e Alessandro Parma. Anche se i favori vanno soprattutto sul primo. Cristina Bertucci

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LOTTA tra Orbetello e Monte Argentario anche sul decr... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Grosseto)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

ARGENTARIO / ORBETELLO pag. 13 LOTTA tra Orbetello e Monte Argentario anche sul decr... LOTTA tra Orbetello e Monte Argentario anche sul decreto legge Gelmini. Si pensava che a Porto S. Stefano si potesse vivere autonomamente mantenendo le tre scuole superiori (Nautico, Professionale marittimo, Commerciale di Albinia) come prevede l?accorpamento della provincia, invece il rappresentante del Comune di Orbetello, in una riunione, ha chiesto di riprendersi il Commerciale di Albinia per completare il numero degli studenti previsti per mantenere in piede il Professionale di Orbetello. Conclusione: se il Commerciale di Albinia venisse scorporato dai tre plessi finora funzionanti e con la frequenza di molti studenti argentarini, il Nautico, la scuola d?eccellenza marinara della provincia, si troverebbe nei pasticci. E? questo il nuovo problema che si è venuto a creare all?Argentario. A risolvere questo rebus sarà la Provincia, e non il Comune di Orbetello, e lo farà nella prossima riunione di lunedì 17. «SECONDO me ? afferma il preside Alfonso De Pietro ? dovrebbe rimanere tutto come prima. E? un problema che riguarda la cittadinanza del nostro comune e dei comuni limitrofi, perché oggi il Nautico è la scuola che offre un lavoro sicuro agli studenti. Basti pensare che nel 2009 occorrono 700 allievi per coprire il fabbisogno delle richieste delle società di navigazione e non bastano i Nautici d?Italia a risolvere il problema». «INOLTRE ? va avanti il preside ? il Professionale marittimo, che solo noi sappiamo quanto abbiamo lavorato perché fosse recuperato alle vecchie origini, e che di giorno in giorno sta crescendo perché i ragazzi e i genitori si sono ricreduti, non potrebbe confluire perché l?attenzione nel Nautico è diversa dal Professionale. Metterli insieme sarebbe deleterio». xxxxx QUESTO E ALTRI sono stati i problemi discussi ieri nel convegno organizzato dalla sezione giovanile del Partito democratico di Porto S. Stefano. Oltre al preside De Pietro sono intervenuti il preside delle medie di Porto S.Stefano, Giancarlo Stoppa, la dirigente della scuole di Manciano, Anna Maria Carbone, e un giovane studente, Cristiano, di Porto S. Stefano, che hanno praticamente ricordato i problemi che ha sollevato il nuovo decreto legge Gelmini, come il maestro unico, le ore di lezione, e i problemi delle scuole dalle materne alle università. «Infine ? conclude De Pietro ? il sindaco Arturo Cerulli mi ha assicurato di avere firmato la richiesta per avere a Porto S. Stefano la scuola alberghiera». Eraldo Nieto

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IL SOSTEGNO dei Giovani Democratici, in vista delle prossime primar... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

ASCOLI PRIMO PIANO pag. 3 IL SOSTEGNO dei Giovani Democratici, in vista delle prossime primar... IL SOSTEGNO dei Giovani Democratici, in vista delle prossime primarie del Pd, andrà a Giuseppe Brandimarte e Nazzareno Firmani, tra i candidati in corsa rispettivamente per Comune e Provincia. «Da nove anni ? ha detto Matteo Terrani ? assistiamo al declino economico e culturale di Ascoli, generato dall?immobilismo della giunta Celani. Le elezioni in vista ci offrono la grande possibilità di rimettere in movimento la macchina amministrativa locale, partendo dalle priorità del territorio che, in questo momento, sono ravvisabili nella riconversione della Carbon e nella realizzazione del polo universitario. In quest?ottica i Giovani Democratici, in occasione delle primarie di partito che dovranno designare i candidati a sindaco di Ascoli e a Presidente della Provincia, hanno deciso di dare il proprio voto a due personaggi vicini ai giovani e che rappresentano un po? l?ala riformista del Pd. In particolare Brandimarte che, da preside, conosce le problematiche che gravitano intorno al mondo dei ragazzi». I Giovani Democratici sostengono inoltre l?esigenza di «ripartire da dove si è fermata la giunta Allevi. Ascoli deve riprendere il suo ruolo di Comune capofila della Provincia». Ieri pomeriggio, infine, la sezione giovani del Pd ha partecipato all?assemblea pubblica organizzata dalla Rete degli studenti Medi, per discutere dei ?nodi? della riforma Gelmini. n.t.

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Sciopero bus e treni Lunedì nero per i trasporti: per l'intera giornata i lavoratori de... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PONTEDERA / VALDERA pag. 15 Sciopero bus e treni Lunedì nero per i trasporti: per l?intera giornata i lavoratori de... Sciopero bus e treni Lunedì nero per i trasporti: per l?intera giornata i lavoratori delle ferrovie, della Cpt e delle autolinee Sequi di Santa Croce e Terzo Millennium Travel incroceranno le braccia per aderire allo sciopero indetto dai sindacati nazionali. I servizi saranno garantiti solo dalle 6 alle 8.59 e dalle 17 alle 19.59. Consiglio a Palaia Avrà come argomento il decreto Gelmini e la scuola del futuro il consiglio comunale che si svolgerà domani sera a Palaia alle 21 nell?Aula Magna della media ?Andrea Pisano?. I Balcani all?Ute Si parlerà dell?Ordine in Europa e della questione balcanica all?incontro organizzato domani dall?Università della Terza età. La lezione, tenuta dalla professoressa Cinzia Ferretti Della Santina, rientra nel ciclo ?Storia dell?Europa? e inizierà alle 15.30. Allenatori a Peccioli Sarà presentato lunedì 10 novembre, alle 17.30 negli impianti sportivi di Peccioli, il nuovo corso di abilitazione ad allenatore di base organizzato dall?Associazione Italiana Allenatori Calcio. All?incontro parteciperanno il presidente Aiac Toscana, Luciano Casini, quello dell?Aiac Pisa, Lino De Petrillo, il sindaco Crecchi e l?assessore provinciale allo sport Rosa Dello Sbarba.

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In riferimento all'intervista di Mario Marianelli pubblicata su <La Nazione> il 7 nov... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PONTEDERA / VALDERA pag. 15 In riferimento all?intervista di Mario Marianelli pubblicata su «La Nazione» il 7 nov... In riferimento all?intervista di Mario Marianelli pubblicata su «La Nazione» il 7 novembre, Luisella Mori per il Comitato Genitori Insegnanti di Pontedera in difesa della scuola pubblica, precisa che le firme raccolte all?interno delle scuole di Pontedera riguardavano esclusivamente la richiesta di ritiro del Decreto n. 137 del ministro Gelmini.

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Uno spiraglio per le scuole (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Uno spiraglio per le scuole Tagli rinviati, l'istituto comprensivo di Viguzzolo spera VIGUZZOLO. Ci sono concrete speranze per la sopravvivenza delle scuole nei piccoli centri montani e collinari del Tortonese. Il decreto Gelmini è infatti stato parzialmente riveduto dal governo soprattutto nei passaggi in cui veniva considerata la chiusura delle sedi scolastiche con meno di 50 alunni. Ora tale scadenza è stata rimandata al 2010 ma la chiusura delle scuole potrà essere operativa solo con il consenso di un organo comprendente i rappresentanti degli enti locali, quindi con il parere favorevole dei sindaci. La retromarcia del governo è parziale, ma sostanziale, poiché non si usa più lo strumento del decreto per tagliare i costi delle sedi scolastiche nei piccoli centri ed è prevedibile che il rinvio a una data successiva (2010) rimane più per non rinnegare un principio che per un effettivo rinvio dell'operatività del decreto, visto che il consenso dei sindaci sarà determinante in questo senso. Viene così dato ascolto alle proteste, soprattutto quelle provenienti da enti territoriali: nel Tortonese le preoccupazioni erano fortissime, soprattutto per l'istituto comprensivo di Viguzzolo, da cui dipendono tutte le scuole della val Curone e val Grue (Gremiasco, San Sebastiano, Sarezzano, Volpedo, Garbagna, Casalnoceto), di parte degli circoli cittadini (per le scuole di Rivalta, Villaromagnano, Carbonara, Villalvernia), di parte dell'istuto comprensivo di Sale. Molte le prese di posizione politiche; comunità montana valli Curone Grue Ossona, comunità Collinare dei Colli Tortonesi, comunità collinare Basso Grue e Curone, Provincia. Intanto le due manifestazioni, la «festa di protesta» allestita alla scuola di Sarezzano e la manifestazione alla scuola di Villalvernia si sono regolarmente svolte, ma sotto una prospettiva molto più serena per il futuro non solo della scuola locale, soprattutto del tessuto economico e sociale del territorio, destinato a morire nel caso in cui fosse venuto meno un servizio essenziale come l'istruzione. (s.b.)

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PREOCCUPATO sul futuro della scuola e sulle prospettive degli stude... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Prato)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA PRATO pag. 11 PREOCCUPATO sul futuro della scuola e sulle prospettive degli stude... PREOCCUPATO sul futuro della scuola e sulle prospettive degli studenti il coordinamento del genitori dell?istituto Buzzi ha scritto una lettera al Presidente della Repubblica Napolitano, al ministro Gelmini, al governatore regionale Martini, al consiglio provinciale, al consiglio comunale, all?Unione industriale. Le preoccupazioni del Coordinamento sono legate alle sorti dell?istituto ?Tullio Buzzi?, benché notevoli perplessità riguardino anche altri ambiti di intervento, dalla scuola dell?infanzia all?Università. «Per Prato, l?istituto ?Buzzi? rappresenta un?eccellenza: laboratori dotati di macchinari moderni e di grande valore, docenti qualificati, forte radicamento nel territorio, piani di studio in linea con una società in continua evoluzione, capaci di rispondere ad una crescente domanda di professionalità sono il fiore all?occhiello dell?istruzione cittadina» si legge nel documento approvato. «Se nell?ordinamento ci fosse poi la possibilità di fare alcune economie, saremo noi i primi a chiedere che vengano fatte, al contrario siamo fortemente preoccupati per i tagli indiscriminati che, secondo la recente normativa, porterebbero, almeno per il ?Buzzi?, alla diminuzione delle ore di laboratorio, indispensabili soprattutto per le materie legate all?indirizzo del corso di studi; alla riduzione del numero dei docenti Tecnico Pratici, insostituibili per la didattica in laboratorio; all?aumento degli alunni per classe, con evidenti ricadute negative nel processo di insegnamento-apprendimento, nel sostegno agli alunni in difficoltà, come pure nella valorizzazione delle eccellenze; alla soppressione dell?indirizzo di Chimica Tintoria, imprescindibile per il comparto tessile pratese; all?accorpamento delle classi di concorso, che comporterebbe un decadimento della qualità degli insegnamenti dell?ambito scientifico, fondamentali per un istituto tecnico; al modello 2+2+1 per il corso di studi della scuola secondaria di II grado (al posto di quello 2+3, ovvero biennio e triennio) che prelude ad un ultimo anno facoltativo, magari da far seguire solo a coloro che intendono iscriversi all?Università, portando così, di fatto, la scuola superiore a quattro anni». Dal nostro punto di vista «i tagli previsti dalla normativa in questione, non sorretti da alcuna motivazione pedagogica e conseguenza di misure legate a pure logiche economiche, avranno come unico effetto l?impoverimento non solo del ?Buzzi?, ma di tutta la scuola pubblica italiana. Se, come sembra, le ore di laboratorio, una parte determinante della formazione dei nostri ragazzi, saranno ridotte dei 2/3, il ?Buzzi? rischierà di perdere una delle sue prerogative più apprezzate: quella preparazione tecnica, dovuta alle qualificate esperienze di laboratorio, che consente ai suoi allievi di essere apprezzati e ricercati dalle aziende, locali e non». L?auspicio è che, «quanto prima, si consenta a chi è dentro il sistema dell?istruzione di dare il proprio contributo di idee e proposte, attraverso un confronto, serio, pacato e costruttivo, con genitori, docenti, alunni e operatori scolastici, per giungere così ad una vera riforma della scuola, un bene indiscusso per l?intera società».

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Anatomia di un decreto (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

COORDINAMENTO UNIVERSITARI «Anatomia» di un decreto Atenei e privati, al Mammuth l'analisi della legge 133 Prosegue il "fermento" nelle scuole e negli Atenei per contestare la riforma Gelmini. Il coordinamento studentesco universitario informa che domani alle ore 13.30 al polo Bio-Medico dell'università nell'aula E1 si terrà un'assemblea Informativa sulla legge 133/08. Gli studenti vogliono conoscere con chiarezza chi, come e cosa cambierà se tutto questo andrà in porto: passo necessario prima di prendere ogni qualsiasi posizione. Interverrà un noto giurista, il professor Alessandro Somma docente alla facoltà di Giurisprudenza, al quale seguiranno interventi di altri docenti delle varie facoltà nonché rappresentanti dei ricercatori. Sarà un'occasione interessante per confrontarsi e fare reale chiarezza sugli eventi di maggiore attualità. «Il nostro - conclude il coordinamento degli studenti del Mammuth - è un invito a dare quanta più voce possibile tutto ciò, ovviamente se ritenete opportuno farlo». Si tratta, in ogni caso, di una importante occasione di confronto e approfondimento sul futuro dell'istruzione pubblica e della formazione, e sugli scenari che il decreto rischia di aprire. I principali punti della legge verranno dunque esposti dal professor Alessandro Somma, della Facoltà di Giurisprudenza. Interverranno poi professori delle varie facoltà tra cui il professor Bernardi, docente della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali; il prof Bergamini, docente della Facoltà di Scienze; il professor Gambari, docente della Facoltà di Farmacia; la dottoressa Ravaglia del Coordinamento dei Ricercatori Precari e il professor Tognon, docente della Facoltà di Medicina e Chirurgia. Il moderatore sarà il professor Alfredo Corallini.

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La piazza diventerà un'aula (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

La piazza diventerà un'aula Nasce il coordinamento Nuova giornata di lotta Adesione di studenti, genitori e docenti per l'11 novembre con assemblee e lezioni all'aperto Non manca nessuno all'appello. L'appello è quello del «no» alla legge Gelmini e l'aula dove uno dopo l'altro si alzeranno in piedi per manifestare il proprio dissenso è la piazza. Con la firma del documento avvenuta lo scorso 4 novembre si è formato a Ferrara il Coordinamento Scuole Ferraresi per la difesa della scuola e dell'università pubblica. L'organismo raggruppa i diversi comitati di studenti, genitori, docenti di ogni ordine e grado scolastico, dall'infanzia all'università. «L'idea è nata in forma spontanea - spiega Carla Collina, insegnante del liceo Ariosto - dopo una serie di incontri che è sfociata nella formalizzazione di un documento trasversale con il fine di informare l'opinione pubblica sulle conseguenze dei tagli e dei cambiamenti che apporterà la cosiddetta riforma Gelmini». Dietro al motto «Siamo tutti coinvolti» si snodano le rivendicazione portate avanti dai vari coordinamenti (maestri della scuola elementare, professori di medie inferiori e superiori, universitari di tutte le facoltà, Rua Ferrara, personale Ata, ricercatori precari, Associazione cittadini del mondo, Coordinamento genitori e Genitori per la Difesa della Scuola Pubblica Ferrara). «I tagli economici - inizia ad elencare Paolo Roversi del coordinamento genitori - incideranno pesantemente sulla formazione culturale dei nostri figli che saranno avviati verso il mondo del lavoro con standard di preparazione inferiori a quelli europei. Viene anche attaccata la famiglia nel suo complesso gestionale: con l'abbattimento del dopo scuola le madri difficilmente riusciranno a far concordare tempi di lavoro e tempi di vita». A partire dagli alunni più giovani, per i quali «dobbiamo chiederci di che tipo di scuola hanno bisogno - interviene Mauro Presini, maestro elementare -; per fortuna attorno a noi notiamo un grande fermento di energie, un segnale importante che qualcuno dall'alto dovrà avere orecchie e voglia di ascoltare». Qualcuno sarà comunque costretto ad ascoltare i cori di protesta che si leveranno in città martedì 11 novembre. «Per quel giorno - anticipa Rossella Casillo del coordinamento universitario - si formerà un corteo a partire dalle 9.30 in piazzale Poledrelli per sfilare fino in piazza Trento Trieste». Qui, a partire dalle 12 si terranno lezioni pubbliche all'aperto. Alle 19 si terrà un'assemblea all'interno della sala estense, dove interverranno docenti dell'ateneo estense per spiegare i contenuti della legge 133. Dopo il momento didattico, arriverà quello ludico, con un concerto che si terrà sempre nella sala di palazzo Municipale, seguito da una festa aperta a tutti. «Vogliamo una scuola e un'università pubblica - è il coro delle varie anime del coordinamento -. La riforma non deve essere una semplice questione di "cassa"; è necessario anzi aumentare l'investimento pubblico per il futuro dei nostri giovani e del Paese». (m.z.)

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Riforma Gelmini: domani incontro al circolo 'I Risorti' (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Prato)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA PRATO pag. 9 Riforma Gelmini: domani incontro al circolo ?I Risorti? LA QUERCE DOMANI alle 21.15 al circolo Pd «I Risorti» de La Querce (via Firenze 323) ci sarà un incontro sulla scuola e sull?università. Non si parlerà solo dei tagli previsti dal governo Berlusconi, ma anche delle proposte del Pd. Interverranno il deputato Andrea Lulli, la professoressa Maria Grazia Ciambellotti, responsabile scuola del Pd pratese, Raffaello Biancalani, segretario provinciale Flc Cgil e Lorenzo Chiani, portavoce dell?associazione Rete studenti medi di Prato.

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del bello: indecoroso sfuggire al confronto sulla scuola (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 11 - Gorizia Del Bello: indecoroso sfuggire al confronto sulla scuola MONFALCONE MONFALCONE. «È giunto il tempo dell'opposizione dura e del contrasto deciso non soltanto a un'inaccettabile deriva fatta di tagli al Sistema formativo nazionale, che dura da dieci anni e che ha portato il paese sotto la media Ocse dei paesi sviluppati, ma anche a un degrado della politica che ha visto una miserevole messa in scena giovedì sera in aula consiliare davanti gli occhi sbalorditi degli insegnanti e degli studenti presenti». Interviene così il consigliere comunale (e provinciale) del Pd, Fabio Del Bello, in merito a quanto successo giovedì sera nell'aula consiliare, dopo la plateale uscita dall'aula delle forze di opposizione e l'obbligata chiusura e rinvio del consiglio a fronte della mancanza del numero legale di consiglieri (mancavano infatti i numeri nelle file dell'opposizione. Del Bello, che è stato stoppato proprio dopo aver fatto l'intervento introduttivo alla sua mozione contro la riforma scolastica del ministro Mariastella Gelmini, non intende lasciar correre e lo fa con parole piuttosto dure. «Nel quadro di una responsabilità generalizzata del ceto politico nazionale, ora il governo della peggiore destra europea si sta o si stava accingendo a un taglio colossale al Sistema formativo nazionale, scempio senza eguali nei paesi Ocse e che, se attuato, porterebbe il paese nella zona grigia al confine del Terzo mondo. Dunque, oggi, reagire con durezza e determinazione badando alla sostanza e poco alle forma - dice Del Bello - non significa necessariamente essere giacobini o comunisti, ma più semplicemente europeisti. La proposta di costituire una grande alleanza per il sapere, avanzata in sede locale dopo un'ampia consultazione condotta capillarmente nelle scuole monfalconesi, può costituire un modello efficace e originale di intervento per mettersi al riparo dallo tsunami Tremonti-Gelmini e più in generale al riparo dagli aspetti peggiori del paese, come avrò modo di argomentare nel prossimo consiglio comunale, quando andremo alla resa dei conti dopo la fuga precipitosa e indecorosa da parte della destra giovedì sera». Secondo il rappresentante del Pd, è chiaro che l'autentica motivazione «di questo dissennato comportamento è l'impreparazione sul tema, la difficoltà montante di questi giorni in cui il governo sta innestando la marcia indietro, la non volontà a disporsi a un confronto democratico fatto di idee e proposte. Da parte mia, la radicalità che ho assunto è il metodo per ottenere due obiettivi di fondo: individuare con nettezza i problemi demistificando e contrapponendo al nulla dei tagli (e del maestro unico e del grembiule e di tante altre sciocchezze) un programma decisamente diverso, non certo inventato di sana pianta, ma - conclude - mutuato dal Centro-Nord Europa, con adattamenti nazionali e regionali».

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Perché tante posizioni perdute? (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

AMBIENTE Perché tante posizioni perdute? Ringrazio sentitamente l'assessore all'ambiente del Comune di Ferrara che sulla Nuova Ferrara di sabato 8 novembre ci ha gratuitamente elargito consigli di comportamento e consumo critico, sostenibile ed eco compatibile molto interessanti indicandoci dove acquistare i detersivi ed il latte alla spina e ci ha inoltre messo al corrente che negli uffici comunali si beve acqua di rubinetto (come penso facciano tantissimi altri cittadini, me compreso). Tutti consigli sacrosanti ma degni forse più di uno scambio culturale informativo tra massaie che di un vero e proprio intervento delucidativo di politica ambientale utile per i cittadini come spesso dovrebbe fare un amministratore pubblico dell'ambiente. Forse perché è più facile dare consigli da massaia che esporsi a dare giudizi, interpretazioni, motivazioni delle azioni e dei risultati della propria attività specie quando essi non sono del tutto positivi? E' per questa ragione che invito l'assessore ad usare con la stessa dimestichezza gli organi di stampa o qualsiasi altro mezzo fruibile dai cittadini per motivare o spiegare: perché nell'ultimo rapporto Ecosistema Urbano 2008 di Lega Ambiente sulla qualità ambientale, il Comune di Ferrara è scivolato alla 27º posizione finale su 103 rispetto alla 7º dell'edizione precedente? Cosa significa per l'ecosistema Ferrara e per i suoi abitanti essere classificati sempre tra la 45º e 60º posizione riguardo ai parametri della qualità dell'aria (Biossido di Azoto, PM 10, Ozono, Benzene) che tra l'altro come si evince dal rapporto non entrano nella determinazione della classifica finale? E' un buon piazzamento la 49º posizione del comune di Ferrara per quanto riguarda la dispersione della rete idrica (30% la differenza tra acqua immessa e quella consumata)? Possiamo ritenerci soddisfatti della nostra acqua potabile considerato che Ferrara è alla 55º posizione per il contenuto di nitrati nell'acqua potabile e alla 81º posizione per quanto riguarda la capacità depurativa di abbattimento del COD (indice di inquinamento organico)? E' soddisfacente per la nostra città il rapporto tra la 85º posizione per rifiuti prodotti pro capite e la 30º posizione per la raccolta differenziata? E' soddisfacente per Ferrara il rapporto tra la 53º posizione per il tasso di motorizzazione (63 auto circolanti ogni 100 abitanti, più di Napoli, Milano, Torino, Bologna e Firenze per citarne alcune) e la 31º posizione relativa alle isole pedonali (Napoli, Firenze, Torino sono più avanti in classifica e Bologna e Milano ci sono vicine)? Sono buoni risultati di politica energetica i piazzamenti di Ferrara al 56º posto per consumo di carburanti pro capite ed all' 89º posto per consumi pro capite di energia elettrica? Ci dobbiamo sentire appagati della 62º posizione relativamente alle certificazioni ambientali (ISO 14001, EMAS, ecc.)raggiunte dalle imprese od organizzazioni ferraresi? Perché nelle classifiche parziali di Capacità di risposta ambientale delle Amministrazioni Comunali (4º posizione), di Politiche energetiche (9º posizione), di Partecipazione ambientale (addirittura 1º posizione), di Eco Management (12º posizione) la nostra città è effettivamente nelle prime posizioni mentre le posizioni raggiunte sulle cose reali esterne alla macchina amministrativa come quelle sopra esposte non sono altrettanto da primato? Perché questa grossa differenza di posizioni tra organizzazione amministrativa e ricaduta sul territorio? Tralasciando i risultati raggiunti da Ferrara nel campo delle energie alternative come il solare termico, il solare fotovoltaico e le biomasse che come si evince dalle classifiche del rapporto siamo ancora agli albori, perché nel rapporto, per Ferrara non è disponibile il dato relativo al teleriscaldamento (abitanti serviti/1000 abitanti) e la relativa posizione in classifica? Il Teleriscaldamento non è stato un fiore all'occhiello dal punto di vista della politica energetica se non oggi ma in passato per la amministrazione pubblica ferrarese? Ecco caro assessore, queste sono domande alle quali, secondo il mio modesto parere occorrerebbe dare risposte e pareri semplici, trasparenti e fruibili alla portata di tutti i cittadini, con qualsiasi mezzo, anche sui giornali ma non solo; poi i consigli per la spesa che sono altrettanto graditi. PS.: Fortunatamente, nel rapporto citato di Legambiente, Ferrara si posiziona bene riguardo realizzazioni tangibili e godibili dai cittadini come le piste ciclabili (9º posto), Verde Urbano ed Aree Verdi (13º e 5º posto forse grazie alla grande estensione del Parco Bassani), ma tutto il resto, considerata la retrocessione in classifica generale per Ferrara di ben 20 posizioni mi pongo il dubbio se l'amministrazione ambientale della nostra città abbia raggiunto la sufficienza per la sua condotta in questi ultimi 2/3 anni (Gelmini docet). Marco Borgatti

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Scuola, sì di Confindustria (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 102 Incontro Marcegaglia-Gelmini: sono stati esclusi i giornalisti Scuola, sì di Confindustria Incontro Marcegaglia-Gelmini: sono stati esclusi i giornalisti --> ROMA Tra polemiche politiche ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università. Ieri c'è stata l'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e agli stati generali della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl). Ma un giudizio positivo sulla riforma della scuola è venuto da Confindustria: il presidente Emma Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta di un'operazione che «taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri», Ma, ha aggiunto, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». «La scuola italiana così com'è non va bene - ha concluso Marcegaglia - a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così». Ieri però il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini è stata al centro di una nuova polemica proprio per l'incontro di Confindustria a Sanremo. Riunione già prevista a porte chiuse, hanno spiegato gli organizzatori, ma con i giornalisti, speranzosi di un suo intervento pubblico che sono stati «allontanati» dalle forze dell'ordine. Con tanto di protesta di Fnsi, Associazione ligure della stampa e opposizione. Ma con pronta replica di Confindustria che ha spiegato come il ministro non sia stato responsabile della «chiusura delle porte» del convegno dell'Hotel Royal, «riservatezza» che è stata applicata in tutti e due o giorni di lavoro dei direttori dell'organismo imprenditoriale. Chiamata fuori per Gelmini anche da fonti di Viale Trastevere: il ministro era soltanto ospite e non mai chiesto di allontanare i giornalisti. Ma la Federazione nazionale della stampa ha giudicato «inaccettabile» l'episodio: «Chiediamo fermamente al governo di abbandonare questo atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare. Se il ministro Gelmini avesse rispettato i giornalisti - ha spiegato la Fnsi - si sarebbe risparmiata una lezione scadente e una brutta notizia che comunque dobbiamo raccontare». Mentre il senatore del Pd Roberto Di Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell'Istruzione ha paura dei giornalisti?».

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TERNI ESPLODE la protesta del Movimento studentesco degli univer... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

CRONACA TERNI pag. 17 ? TERNI ? ESPLODE la protesta del Movimento studentesco degli univer... ? TERNI ? ESPLODE la protesta del Movimento studentesco degli universitari ternani contro la riforma Gelmini. Il corteo degli studenti che, partendo dalla sede di Scienze Politiche, venerdì ha attraversato le principali strade della città (nella foto), è solo la prima iniziativa di una lotta che coinvolge in pieno anche Terni. «Anche in questa piccola realtà ? afferma il Movimento studentesco ? arriva la protesta contro il taglio del nostro futuro. Contro la legge 133 che porta il nome del Ministro Maria Stella Gelmini, la quale prevede tagli indiscriminati dei finanziamenti statali all?Università e all?Istruzione tutta. Ha sfilato in città la rabbia degli studenti, per far comprendere la gravità di questa legge che taglia le gambe a quella che è una grande risorsa per tutti. Si, perché saranno i piccoli centri universitari come il nostro ad accusare maggiormente la mancanza di fondi». L?assemblea permanente studentesca organizza già da qualche settimana iniziative culturali nelle piazze. «Cerchiamo di portare l?istruzione e l?Università ? continuano gli studenti ? nelle strade e tra la gente, per far comprendere a chi ci vede seduti in terra che quella sarà la fine di tutti i ragazzi, la fine della nostra società, con lo sviluppo di una classe dirigente incompetente e disorientata. Abbiamo tutta la volontà e l?energia per andare avanti nei nostri percorsi di conflitto quotidiano ed estemporaneo. Già da lunedì ci saranno lezioni in piazza di tre docenti della facoltà di Medicina, a partire dalle 10. La stessa piazza accoglierà nel pomeriggio gli studenti del conservatorio Briccialdi accompagnati dagli strumenti musicali. Previste altre forme di protesta e sensibilizzazione, come la distribuzione della Costituzione, l?intervento in Consiglio comunale, la creazione di corsi di autoformazione all?interno delle facoltà». Il corteo di venerdi è stato accompagnato da una fitta distribuzione di volantini. «IL MOVIMENTO studentesco di Terni ? si legge tra l?altro ?_ esprime la più netta condanna per il metodo utilizzato nell?approvazione dei provvedimenti attraverso lo strumento improprio del decreto legge, e senza concreti confronti con le parti interessate; la riprovazione per avere affrontato un tema di tale rilevanza e impatto sociale all?interno di un provvedimento di spesa, collegato alla legge finanziaria dell?anno corrente, e unicamente con una logica di drastica, indiscriminata e trasversale riduzione dei costi, senza alcuna razionalizzazione; la preoccupazione per provvedimenti che comportano uno scenario di progressivo indebolimento dell?Università pubblica, fino ad arrivare al suo potenziale smantellamento».

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Contro la riforma Gelmini tutti a lezione in piazza Insubria (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

MILANO ATTUALITA' pag. 9 Contro la riforma Gelmini tutti a lezione in piazza Insubria Mercoledì 12 dalle 16.30 in piazza Insubria, le mamme, gli abitanti, i volontari e i lavoratori del Comitato Inquilini Molise-Calvairate-Ponti, gli insegnanti delle scuole di quartiere organizzano un pomeriggio di mobilitazione contro le riforme della scuola e dell? università imposte dal governo. «Ospitiamo le lezioni dei ricercatori precari, di Raffaele Mantegazza, docente della facoltà di Scienze dell?Educazione, degli studenti delle università milanesi».

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La media <Da Vinci> apre e rischia l'addio (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 5 La media «Da Vinci» apre e rischia l?addio INAUGURAZIONE A COLLE UMBERTO ? PERUGIA ? TINTE CHIARE che risaltano con il verde circostante: il sindaco Renato Locchi e l?assessore al Welfare Tiziana Capaldini, insieme al direttore dell?ufficio scolastico regionale Nicola Rossi, ieri hanno inaugurato la scuola di Colle Umberto, attorniati da studenti e insegnanti in festa. Anche se i tagli della Gelmini potrebbero compromettere tra qualche anno la sua sopravvivenza. L?edificio, che ospita la nuova scuola media in Via Osteria del Colle, è ai piedi del Monte Tezio, nella stessa area in cui sono presenti anche la scuola dell?infanzia, la scuola primaria e il vecchio edificio prima sede della scuola secondaria. La nuova struttura (in funzione già dall?inizio di questo anno scolastico) ospita tre classi della scuola secondaria «Da Vinci ? Colombo». «Dopo gli edifici scolastici di Solfagnano, di Colombella e di Collestrada, il Comune continua ad investire nell?edilizia scolastica. Una scelta di cui non ci pentiamo ? ha sostenuto il sindaco Locchi ? a dimostrazione dell?impegno della città di Perugia perché i giovani possano studiare nel modo migliore. Le scuole piccole ? ha rimarcato il sindaco ? hanno anche il compito di rappresentare un elemento identitario per le piccole comunità, offrire un presidio culturale della città e servizi sparsi». L?assessore Capaldini, riferendosi all?impegno economico sostenuto dal Comune, ha posto in evidenza che «non è un costo da sottovalutare», ma «è stato realizzato grazie alla tenacia della collettività, proprio perché la collettività intorno a una scuola si identifica». Rossi ha elogiato l?amministrazione comunale per le scelte lungimiranti, mentre l?assessore Maria Prodi, ha detto di essere presente «a testimonianza di tutta l?attenzione e della condivisione della Regione con le scelte del Comune». S.A. Image: 20081109/foto/7311.jpg

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E l'ora di religione va a finire in Parlamento (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 E l?ora di religione va a finire in Parlamento RADICALI ? PERUGIA ? POMO della discordia, l?ora di religione. Da sempre. Quando ci si mette la burocrazia, però, il dissidio si infervora. Fino a diventare interrogazione parlamentare. PARTE proprio da Perugia il perché dell?azione promossa dai senatori radicali del gruppo del Partito Democratico, Donatella Poretti e Marco Perduca. Dalla storia di un ragazzino al primo anno di un liceo cittadino. Mario (è il nome di fantasia) aveva optato, al momento dell?iscrizione, per l?ora alternativa a quella di religione. Ma organizzare gli allievi, si sa, non è per la scuola cosa immediata. I primi due mesi, perciò, Mario è sempre stato in classe con i compagni. Tanto che ad ascoltare il prof di religione ci ha preso gusto. Pensava allora bastasse un cambio di crocetta per invertire la scelta in segreteria. «La legge vieta di cambiare l?opzione ?ora di religione? in corso d?anno», si è sentito rispondere. E non solo lui. «Nel liceo sono una trentina gli studenti nella stessa situazione o che l?ora di religione la vogliono abbandonare ? ricorda Pierfrancesco Pellegrino, dei radicali Perugia ?. Pensare in tutta la città e a centinaia lungo la Penisola. La scelta informata dello studente dovrebbe essere fatta solo dopo aver compreso come verrà trattato il programma di IRC. Il non poter cambiare durante l?anno, visto che non si tratta di storia delle religioni, espone lo studente a possibili violazioni personali che non sono accettabili forse sotto più profili». DI QUI la mobilitazione dei senatori. Per sapere dal ministro dell?Istruzione Maria Stella Gelmini se non giudichi opportuno modificare la normativa in vigore e consentire agli studenti di poter riconsiderare la scelta o meno dell?insegnamento della religione cattolica. Per non sentirsi ripetere: «Vuole far religione? Passi a rimetter la crocetta l?anno prossimo». M.G.

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Sorpresa: all'ateneo spettano (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

PRIMO PIANO pag. 4 Sorpresa: all?ateneo spettano Fanno parte del fondo nazionale per le facoltà più virtuose. LA MANOVRA DEL GOVERNO ? PERUGIA ? ALL?ATENEO umbro spetterebbe un incentivo statale di 12,7 milioni, oltre ai circa 160 che gli vengono assegnati attualmente. Un salto possibile, se, secondo le previsioni del Governo, il decreto legge varato giovedì dal ministro Gelmini dovesse diventar legge. Il denaro rientrerebbe in quel 7% di fondo di finanziamento ordinario da ripartire in base a parametri di merito, quali «risultati del processo formativo, l?attività di ricerca scientifica nonché sostenibilità e qualità delle sedi». Un?ipotesi di bilancio «meritocratico» che, in base ai dati Miur pubblicati sul Sole24ore, era prevista anche nel Patto con l?Università dello scorso anno. Ma mai applicata. Il decreto Gelmini, al pari, risolve parzialmente i punti del movimento di protesta che da venti giorni infiamma Perugia e la penisola. Per questo l?Onda non si arresta. «I TAGLI più consistenti rimangono: quelli dal 2010 in poi ? spiega Marta Miglietti, del direttivo Udu ?. E ancora non abbiamo visto la ?riforma? vera e propria. Mancano i contenuti del rinnovamento. Per ora ci sono solo tagli. Il metodo, infine, si conferma errato: prendono provvedimenti senza consultare nè noi nè la Crui». «La possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private non è stata cancellata dal Governo ? chiariscono altri studenti ? E in più vogliamo essere partecipi della riforma. Perciò dobbiamo continuarea a manifestare». Lo faranno ancora domani, alle 10, riunendosi davanti al Rettorato con il coordinamento dei ricercatori precari. Il sit-in è mirato a ottenere dal rettore Francesco Bistoni, che nel frattempo si è rivolto anche agli enti locali, una presa di posizione forte contro i tagli. Promuovendo l?apertura di un tavolo di confronto sul rinnovamento del sistema universitario, tra docenti, studenti, ricercatori e amministrativi dell?ateneo. LA PROTESTA continua quotidiana e eclettica: tanto che anche il sabato universitario, alla fine, è stato «santificato». Insolita processione ha infatti attraversato ieri sera corso Vannucci. Porpore e fiaccole seguivano il protocollo, ma la statua portata a spalla tradiva il messagio: non un santo, ma la «Beata ignoranza», profana madonna con il viso del ministro Gelmini. Sono stati i ragazzi dell?Udu, mascherati da prelati e religiose, a rappresentare con ironia il futuro a cui l?università, secondo loro, è destinata se la finanziaria seguirà il suo corso. INTANTO prosegue nelle facoltà di Perugia la raccolta di firme per la petizione stilata dagli studenti del polo ternano. Indirizzata al premier, a Tremonti e alla Gelmini, si chiede al governo di rivedere la legge 133 su turn over, tagli e possibilità di privatizzazione degli atenei. Sono già 400 ad aver sottoscritto il documento a Terni (257 solo le firme di Medicina). Ora il testimone passa a Perugia e in settimana il «bottino» dovrebbe partire per i ministeri. Anche docenti tra i firmatari della Conca. NELLA VASTA platea del fermento c?è chi guarda al futuro: le elezioni studentesche dei primi di dicembre. La Cgil, madre del sindacato universitario Udu, ha infatti chiesto ai suoi militanti di segnalare studenti da iscrivere nelle liste dell?associazione. «Quest?anno le apriremo anche a chi non ha la tessera ? conferma la Miglietti ?, perché noi, a rappresentare gli studenti, ci siamo sempre, non solo nei momenti eccezionali». Sostengono, invece, di non averne ancora discusso le altre anime del movimento. Una sola la meta comune a più breve termine: la manifestazione nazionale di venerdì a Roma. Marta Gara Image: 20081109/foto/7300.jpg

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PERUGIA ALL'ATENEO umb... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)

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PRIMO PIANO pag. 5 ? PERUGIA ? ALL?ATENEO umb... ? PERUGIA ? ALL?ATENEO umbro spetterebbe un incentivo statale di 12,7 milioni, oltre ai circa 160 che gli vengono assegnati attualmente. Un salto possibile, se, secondo le previsioni del Governo, il decreto legge varato giovedì dal ministro Gelmini dovesse diventar legge. Il denaro rientrerebbe in quel 7% di fondo di finanziamento ordinario da ripartire in base a parametri di merito, quali «risultati del processo formativo, l?attività di ricerca scientifica nonché sostenibilità e qualità delle sedi». Un?ipotesi di bilancio «meritocratico» che, in base ai dati Miur pubblicati sul Sole24ore, era prevista anche nel Patto con l?Università dello scorso anno. Ma mai applicata. Il decreto Gelmini, al pari, risolve parzialmente i punti del movimento di protesta che da venti giorni infiamma Perugia e la penisola. Per questo l?Onda non si arresta. «I TAGLI più consistenti rimangono: quelli dal 2010 in poi ? spiega Marta Miglietti, del direttivo Udu ?. E ancora non abbiamo visto la ?riforma? vera e propria. Mancano i contenuti del rinnovamento. Per ora ci sono solo tagli. Il metodo, infine, si conferma errato: prendono provvedimenti senza consultare nè noi nè la Crui». «La possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni private non è stata cancellata dal Governo ? chiariscono altri studenti ? E in più vogliamo essere partecipi della riforma. Perciò dobbiamo continuarea a manifestare». Lo faranno ancora domani, alle 10, riunendosi davanti al Rettorato con il coordinamento dei ricercatori precari. Il sit-in è mirato a ottenere dal rettore Francesco Bistoni, che nel frattempo si è rivolto anche agli enti locali, una presa di posizione forte contro i tagli. Promuovendo l?apertura di un tavolo di confronto sul rinnovamento del sistema universitario, tra docenti, studenti, ricercatori e amministrativi dell?ateneo. LA PROTESTA continua quotidiana e eclettica: tanto che anche il sabato universitario, alla fine, è stato «santificato». Insolita processione ha infatti attraversato ieri sera corso Vannucci. Porpore e fiaccole seguivano il protocollo, ma la statua portata a spalla tradiva il messagio: non un santo, ma la «Beata ignoranza», profana madonna con il viso del ministro Gelmini. Sono stati i ragazzi dell?Udu, mascherati da prelati e religiose, a rappresentare con ironia il futuro a cui l?università, secondo loro, è destinata se la finanziaria seguirà il suo corso. INTANTO prosegue nelle facoltà di Perugia la raccolta di firme per la petizione stilata dagli studenti del polo ternano. Indirizzata al premier, a Tremonti e alla Gelmini, si chiede al governo di rivedere la legge 133 su turn over, tagli e possibilità di privatizzazione degli atenei. Sono già 400 ad aver sottoscritto il documento a Terni (257 solo le firme di Medicina). Ora il testimone passa a Perugia e in settimana il «bottino» dovrebbe partire per i ministeri. Anche docenti tra i firmatari della Conca. NELLA VASTA platea del fermento c?è chi guarda al futuro: le elezioni studentesche dei primi di dicembre. La Cgil, madre del sindacato universitario Udu, ha infatti chiesto ai suoi militanti di segnalare studenti da iscrivere nelle liste dell?associazione. «Quest?anno le apriremo anche a chi non ha la tessera ? conferma la Miglietti ?, perché noi, a rappresentare gli studenti, ci siamo sempre, non solo nei momenti eccezionali». Sostengono, invece, di non averne ancora discusso le altre anime del movimento. Una sola la meta comune a più breve termine: la manifestazione nazionale di venerdì a Roma. Marta Gara Image: 20081109/foto/7300.jpg

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GLI STUDENTI IN CORTEO Il vero pericolo è la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Lettere & Opinioni Pagina 352 GLI STUDENTI IN CORTEO Il vero pericolo è la Gelmini --> In un commento pubblicato venerdì a firma di "Paolo Pani - Università di Cagliari" si esorta noi studenti universitari a non farci prendere in giro dai docenti o dai cosiddetti baroni e a non stare al loro gioco. Fino a prova contraria, siamo giovani ma siamo ragazzi e ragazze mature che ragioniamo con il nostro cervello e capiamo benissimo a quale "pericolo" stiamo andando incontro con la nuova riforma Gelmini. Maria Rita Murroni - via email

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Piano cave, la Lega fa dietrofront (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nel corso di un'animata assemblea a Vazzola è stata discussa la questione dei siti estrattivi che penalizzerebbero in modo evidente la Sinistra Piave Piano cave, la Lega fa dietrofront Manzato: «Lo bocciamo». Il Comitato accusa il Carroccio di doppiogiochismo ALESSANDRO VIEZZER VAZZOLA. «Così com'è il Piano Cave lo bocciamo in Consiglio regionale. Anzi, può darsi che non vada neppure in discussione, come nell'ultima legislatura»: l'annuncio è di due «big» della Lega, il vicegovernatore Franco Manzato e il consigliere regionale Gianantonio Da Re. L'annuncio è stato fatto venerdì sera all'assemblea svolta dal Carroccio a Vazzola su federalismo e altri temi. «Già durante l'approvazione in giunta avevo presentato un emendamento - spiega Manzato - il piano così com'è non va bene». Alle scuole di Tezze c'erano anche i rappresentanti dei comitati anticave ed alcune insegnanti elementari per dimostrare dissenso contro i provvedimenti adottati dal ministro Gelmini: all'esterno della scuola era affisso uno striscione con la dicitura «Quale futuro per la scuola?». All'incontro hanno parlato tra gli altri il senatore Gianpaolo Vallardi, l'onorevole Guido Dussin, e Leonardo Muraro presidente della Provincia. Vittorio Bornia, coordinatore del comitato anticave «La Colonna», ha chiesto spiegazioni sulla posizione equivoca del Carroccio in materia di escavazioni, rilevando un sostanziale doppiogiochismo: «In Regione il Prac è stato adottato all'unanimità, mentre qui sbandierate la vostra opposizione al piano. Nella Sinistra Piave sono inclusi 1150 ettari di terreni, per la maggior parte vocati all'agricoltura». Franco Manzato e Gianantonio Da Re hanno ribadito la propria contrarietà alla deturpazione del territorio, assicurando la netta opposizione al voto quando il Prac passerà all'esame del consiglio regionale: inoltre saranno posti vincoli per salvaguardare Villa Dirce ed il centro storico di Borgo Malanotte, perché l'escavazione non sarà permessa a meno di un chilometro. Ma sono tuttavia in pericolo i vigneti coltivati dell'area Doc Piave, in un territorio che ha già subito sconvolgimenti per il passaggio del gasdotto proveniente dalla Russia. «Noi privilegiamo le autorizzazioni in aree già scavate - ha commentato il presidente della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro - con l'abbassamento del volume in profondità, piuttosto che aprirne di nuove».

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MANIFESTANTI Pugno duro annunciato contro i giovani lanciatori di vernice all&... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

LETTERE E AGENDA pag. 15 MANIFESTANTI Pugno duro annunciato contro i giovani lanciatori di vernice all&... MANIFESTANTI Pugno duro annunciato contro i giovani lanciatori di vernice all?Unicredit No Gelmini, no colors

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Temi sulla Costituzione Gli studenti snobbano (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Delusione per il concorso tra gli ex combattenti Temi sulla Costituzione Gli studenti snobbano CONEGLIANO. Gli studenti s'interessano sempre meno alla storia d'Italia: è stata minima la partecipazione al concorso letterario dedicato alla ricorrenza del «IV Novembre». In parte per protesta contro la riforma del ministro Gelmini, e in parte per altri motivi, molte scuole medie non hanno aderito. L'unico a dare una buona partecipazione è stato il Collegio Immacolata. La scarsa partecipazione ha suscitato delusione negli organizzatori, i soci delle associazioni combattentistiche. Ieri mattina quindi si è tenuta la commemorazione del 4 novembre, in occasione del novantesimo anniversario della Grande guerra. Dopo la deposizione delle corone al cimitero, al Monumento della resistenza di via Filzi e a quelli ai Caduti nell'omonima piazza IV Novembre, autorità e partecipanti si sono ritrovati in piazza Cima. Al termine sono stati premiati gli studenti che hanno partecipato al concorso letterario che in questa edizione aveva come tema i sessant'anni della Costituzione, riservati agli alunni di terza media. Su 25 dei vari istituti cittadini, pochissimi hanno aderito. Le tre borse di studio per i migliori componimenti sono andate ad altrettante alunne del Collegio Immacolata. Il primo premio è andato a Valentina Baglione della classe terza sezione D, il secondo a Veronica Giusti sempre della terza D ed il terzo ad Irene Bellotto della terza sezione A. L'appello nei discorsi ufficiale del sindaco di Conegliano Alberto Maniero di Benito Costarella presidente dell'Associazione Combattenti e Reduci di Conegliano e del generale di corpo d'armata Italico Cauteruccio è stato rivolto proprio agli studenti perché non dimentichino gli insegnamenti forniti dalla storia del nostro Paese. (di.b.)

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Il nuovo numero de "Il Portico" (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1026 Il nuovo numero de ?Il Portico? --> E' in distribuzione il nuovo numero de Il Portico, il settimanale della Diocesi di Cagliari diretto da Sergio Nuvoli. In primo piano la vicenda di Ana, una studentessa universitaria rumena che si trova a Cagliari con il progetto Erasmus. Spazio poi alle polemiche sul decreto Gelmini, con un'intervista alla presidente del corso di laurea in Scienze della Formazione primaria, Anna Leone.

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Scuola: Alemanno attacca la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "AudioNews.it" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

domenica 9 novembre 2008 08.36 Politica Il servizio di Miriam Mauti Scuola: Alemanno attacca la Gelmini 08.18: La scuola continua a dividere i pareri: ieri il plauso alla Gelmini della leader di Confindustria Marcegaglia, e le critiche del sindaco di Roma Alemanno, che poi ha in parte fatto marcia indietro. E sulle proteste, arriva una nuova presa di posizione dell'ex presidente Cossiga. In una lettera aperta consiglia al capo della polizia Manganelli: aspettate che ci scappi il morto e poi mano dura. Interviene il presidente della Camera Fini: quelle rumorose sono minoranze, per il resto movimento degli studenti sano.

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Scontro prof-Procura: <No alle intimidazioni> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 9 Scontro prof-Procura: «No alle intimidazioni» «SIAMO molto preoccupati che si vada a verificare la legittimità burocratica di una discussione, interna alla scuola, che c?è sempre stata e sempre ci sarà. Oltretutto mentre la legittimità degli atti è garantita dal nostro operato di presidi, quelli illegittimi (le occupazioni; ndr) li abbiamo già segnalati alla Questura». E? alla presidente dell?Asabo (Associazione scuole bolognesi), Maria Luisa Quintabà (nella foto), che i dirigenti delle superiori delegano il compito di commentare la pioggia di lettere, inviate dalla Digos attivata dalla Procura, caduta sui loro tavoli in merito alle proteste anti Gelmini dei mesi scorsi. In quella paginetta che ha sorpreso i presidi, il numero uno della Digos, Vincenzo Ciarambino, chiede di indicare tempi e modi delle assemblee, gli atti normativi di riferimento e se si sono verificati incidenti o episodi meritevoli di valutazione (striscioni offensivi, danneggiamenti, imbrattamenti, minacce). La Cub-Scuola parla di «un atto di grave intimidazione». Così come il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori, «a cui fanno riferimento ? dice una nota ? 20 Istituti di città e provincia», che «respinge ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti. Nessuna intimidazione ci toglierà il diritto di continuare la nostra protesta». «La scuola ? aggiunge la Quintabà ? è già fortemente burocratizzata, non burocratizziamola di più». I presidi, che hanno scritto all?Ufficio scolastico regionale e provinciale, temono «un?eventuale sollecitazione politico-ideologica che crei un clima negativo. Siamo perplessi perché la lettera è arrivata a tutti indistintamente e non laddove si sono verificati fatti specifici». Non molla, invece, la presa sulla riforma Gelmini l?Assemblea delle scuole bolognesi che il 22 novembre porterà ?La scuola in piazza?, tenendo le lezioni all?aperto. Image: 20081109/foto/1128.jpg

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Pugno duro contro l'assalto a Unicredit (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

BOLOGNA CRONACA pag. 9 Pugno duro contro l?assalto a Unicredit No Gelmini, i ragazzi accusati di danneggiamento aggravato: rischiano fino a tre anni ALL?INDOMANI del corteo anti-Gelmini che si è svolto venerdì sera in zona universitaria, la Digos è già al lavoro per identificare (e denunciare) i partecipanti che hanno commesso reati. E l?intenzione è quella di non fare sconti. La posizione più grave è quella dei ragazzi che hanno lanciato le ?bombe di vernice? contro la sede dell?Unicredit in via Zamboni 20. Prima di entrare in azione, si sono coperti il volto e hanno alzato i cappucci, poi hanno tempestato di impronte rosse il portone (dopo averlo incatenato) e i muri della banca, per concludere l?assalto con palloncini e secchi di vernice rossa, bianca e azzurra. Le accuse, quando (e se) verranno identificati tramite le immagini (foto e video), saranno travisamento durante una manifestazione pubblica, lancio pericoloso di oggetti e, soprattutto, danneggiamento aggravato. Sì, perché il palazzo che ospita l?Unicredit è un edificio storico, protetto dal vincolo dei Beni architettonici. Dunque la Procura è già pronta a contestare l?aggravante specifica. I responsabili rischiano, per il solo danneggiamento aggravato, fino a tre anni di carcere. Unicredit, inoltre, potrà chiedere loro il risarcimento danni. Agli organizzatori non dovrebbero essere contestate violazioni alle prescrizioni imposte dalla Questura in sede di autorizzazione alla manifestazione. Resta però da valutare un?eventuale contestazione nel caso qualcuno abbia incitato chi ha commesso materialmente i reati. IL CORTEO, proseguendo lungo via Zamboni, ha poi stazionato davanti al rettorato, imbrattando anche lì il portone d?ingresso con vernice colorata. Le specifiche accuse sono dunque destinate ad essere contestate anche a chi ha messo in atto quei gesti dimostrativi. Quando poi i manifestanti (mille per la Questura, oltre duemila secondo gli organizzatori) sono arrivati sui viali, hanno bloccato il traffico, prima a porta San Donato e poi a porta San Vitale. L?accusa di interruzione di pubblico servizio può essere contestata solo in caso vengano i mezzi pubblici (com?era accaduto nel corteo del 30 ottobre): venerdì, però, nei blocchi non sarebbe finito nemmeno un autobus. Il ?solo? bloccare le auto non è un reato, perché la fattispecie è state depenalizzata. Le due ambulanze che si sono trovate sui viali in quei momenti, sono state fatte passare dai ragazzi. g. d.

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Ai Bastioni kermesse anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Ai Bastioni kermesse anti-Gelmini Giovedì mobilitazione degli studenti universitari Incontro sui Bastioni giovedì prossimo con gli studenti universitari. L'iniziativa è stata organizzata da un gruppo di giovani dell'università di Venezia, ma residenti in provincia di Treviso. L'obiettivo? Discutere della riforma della scuola targata Gelmini e dei generali tagli all'istruzione. «A Treviso l'università si è mossa poco sul fronte della riforma - spiega Nicola Vendraminetto, studente di Storia a Venezia ma residente a Zenson - Per questo abbiamo deciso di mobilitarci, per sensibilizzare la cittadinanza». Tutto questo in vista del corteo organizzato dai ragazzi delle scuole superiori per lunedì 17 a Treviso. La manifestazione richiamerà in piazza centinaia di studenti da tutta la provincia. Intanto all'Isis Palladio di Treviso martedì prossimo si terrà un incontro di orientamento fra gli studenti e l'università di Trieste. Presenti il magnifico rettore, Francesco Peroni, e dodici docenti dell'ateneo. L'inizio è alle ore 9.50. Al termine della presentazione gli studenti si divideranno nelle aule del Palladio e alcuni nell'aula magna dello scientifico Da Vinci, dove si terrà una presentazione delle singole facoltà. (l.c.)

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Autogestione al liceo scientifico di Agnone (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Autogestione al liceo scientifico di Agnone AGNONE Autogestione al liceo scientifico Giovanni Paolo I. In un comunicato stampa sono gli stessi studenti a spiegare i motivi della loro protesta. Ecco il testo della nota: «Nei giorni 6 e 7 novembre 2008 noi ragazzi del Liceo Scientifico Giovanni Paolo I di Agnone abbiamo partecipato in massa ad un'autogestione, manifestazione questa organizzata in forma di protesta alle riforme che apporterà al sistema scolastico il decreto Gelmini. Come nel resto d'Italia anche noi ragazzi ci schieriamo contro il decreto in quanto ci sembra inopportuno sotto molti punti di vista. Certo nella scuola sarebbe necessaria una riforma, ma sicuramente non una che ha come fine primo il risparmio, soprattutto perché il nostro sistema scolastico è già piuttosto rimaneggiato. Abbiamo scelto come forma di protesta l' autogestione, evitando scioperi e manifestazioni, in modo che non si possa giudicare la nostra manifestazione come una banale scusa per marinare la scuola e soprattutto perché tutti gli alunni potessero essere consapevoli della loro protesta. Infatti l' autogestione si è svolta in seminari didattici tra cui uno di attualità dove si è parlato soprattutto dei cambiamenti che apporterà alla nostra istruzione la riforma Gelmini». Il comunicato è a firma del «rappresentante del corpo studentesco, Lucio Paglione».

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Scuole occupate, martedì un'assemblea (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Provincia di Oristano Pagina 4044 ales, mogoro Scuole occupate, martedì un'assemblea Ales, mogoro --> Neanche nell'Alta Marmilla piace molto la riforma scolastica del ministro Gelmini. Nella settimana di lezioni conclusasi ieri occupazione nell'istituto tecnico di Mogoro e alle industriali di Ales per contestare il futuro accorpamento con Terralba. Proprio ad Ales martedì alle 17,30 nella sala conferenze della Casa del parco l'assessorato comunale alle politiche scolastiche e sociali ha organizzato un'assemblea dal tema ?Scuola e la riforma Gelmini?. Sono stati invitati i cittadini, i docenti ed il personale scolastico, alunni e genitori di tutto il territorio. L'incontro si porrà due interrogativi: la riforma è un'innovazione didattica o semplicemente un modo per far cassa e quali saranno i compiti ed il futuro ruolo dei Comuni. ( an. pin. )

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Ocarfagna, prima dei pennuti (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Ocarfagna, prima dei pennuti Ieri la corsa delle oche. Animalisti: pronto un esposto E' tornata l'Ocalonga. Ali tese, fiato corto, son partite ieri le oche al primo colpo. Data la figura snella (e grazie a qualche spintina) alla fine del traguardo è arrivata prima Ocarfagna. Non sono bastaste le contestazioni da parte degli animalisti per fermare la corsa poderosa dell'oca Gelmina, arrivata testa bassa a strappare la seconda piazza alla terza delle vincitrici, l'oca Palin, un tipetto tutte penne che sembrava aver stregato il pubblico in festa, ma dopo un inizio col botto è incespicata malamente a metà sprint, perdendo al rush. Insomma, se ne sono viste delle belle, sembrava poco ci mancasse perché spiccassero il volo, sospinte dalle saguinelle delle loro bacchettatrici, tutte donne, che con docili buffetti hanno saputo mettere in riga le tre ochette tutto pepe, arrampicatesi fino in cima alla classifica di gara. Le assenze si sono però sentite: tanti bambini, ma solo un'adulta in gara, genere ormai raro quando si tratta di scendere in campo superando la bolgia (e la timidezza degli anni). Ma non è stata certo una passeggiata per la dozzina di pennuti starnazzanti, e marmocchi vocianti, che al primo via dell'arbitro di gioco, Giorgio Fantin, sono partite a razzo nella celebre corsa giocata all'ombra dei castagni delle Mura di Treviso. (Enrico Lorenzo Tidona)

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STUDENTI IN RIVOLTA, L'ONDA CHE SALVA LA NOSTRA SCUOLA (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

DALLA PRIMA/LORENZONI STUDENTI IN RIVOLTA, L'ONDA CHE SALVA LA NOSTRA SCUOLA SEGUE DALLA PRIMA pacificamente e con determinazione, lungo una linea molto avanzata, reclamando più scuola, più saperi, più scienza e ha, così, dimostrato che la nostra non è ancora una società anestetizzata e normalizzata, dal martellante bombardamento mediatico, perseguito da chi ci governa. Sono stati vani, infatti, tutti i tentativi di mimetizzare la dimensione e la forza dell'Onda, messi in atto dal centrodestra. Ridicole e offensive sono apparse le dichiarazioni di Berlusconi, che ha definito gli studenti e i loro familiari, che partecipavano alle manifestazioni: «facinorosi e strumentalizzati dalla sinistra» e patetiche quelle della ministra Mariastella Gelmini, che non trovando niente di meglio, ha imboccato la strada dell'autoconsolazione per convincersi che si trattava soltanto di qualche migliaia di studenti male informati. L'Onda ha dimostrato, invece, di essere una spontanea rivolta di popolo contro un decreto, che non ha nulla a che fare con la riforma della scuola ma, semplicemente, taglia le poche risorse disponibili con il palese obiettivo di affossarla. Perché la Gelmini invece di tagliare, indiscriminatamente, le risorse a tutti i livelli, non ha tagliato gli sprechi, sulla cui rimozione avrebbe trovato l'accordo di tutti e che oggi vengono, invece, enfatizzati solo per giustificare il suo decreto? Da giorni le facce della compagnia di teatro della destra televisiva ci ripetono, che l'Università fa schifo e una delle cose più stravaganti è il fatto che questi trombettieri, improvvisamente, sono diventati i nemici dei «baroni universitari» Ma, perché invece di continuare ad abbaiare alla luna non fanno i nomi di questi «baroni» e non invitano il loro ministro a prendere i provvedimenti del caso? Evidentemente non possono farlo perché sanno che fra le Signorie universitarie rischiano di trovare, assieme a qualche infiltrato, che si dice di sinistra, qualche politico trombato della destra, nuova e vecchia, che, siamo pronti a scommeterci, non subiranno danni dalla Gelmini. Perché se i «baroni» sono il problema, la Gelmini, tagliando i fondi, mette a rischio la ricerca universitaria? Perchè stravolge la scuola elementare che è l'unico comparto del nostro sistema scolastico che funziona bene ed, in Europa, è giudicato di eccellenza? Perché, si vuol tornare al maestro unico, con 24 ore di lezione alla settimana, cioè ad un tipo di insegnamento già abbandonato da venti anni? Per questo, forse, si propone il ritorno al voto in condotta e all'obbligatorietà del grembiule? Non pensa, la Gelmini, che tagliare finanziamenti per 8 miliardi di Euro, ridurre a 24 ore le lezioni per le classi elementari e medie, licenziare circa 85.000 insegnanti e 50.000 addetti non docenti, significa affossare la scuola pubblica? Se ne sono accorti, per fortuna, i nostri giovani e la loro consapevolezza ha dato vita ad una rivolta trasversale, lontana dai colori di partito che ha spinto, come riporta l'Unità del 24 ottobre 2008, il senatore Cossiga a suggerire all'attuale ministro degli Interni, in una intervista rilasciata alla Nazione, di usare i seguenti metodi, irresponsabili e ignobili, in uso negli anni della strategia della tensione: «Gli universitari? Lasciateli fare. Ritirare la forza di polizia dalle strade e dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città». Purtroppo, ai suggerimenti di Cossiga, ha fatto seguito il tentativo di disturbare la grande e pacifica manifestazione del 30 ottobre a Roma, quando un camion di «fascisti», carico di spranghe, è piombato sul corteo degli studenti e si è rischiato il peggio. E cosa ancor più avvilente, l'ineffabile sottosegretario degli Interni, Francesco Nitto Palma, rispondendo ad una interrogazione parlamentare sui fatti, invece di giustificare il suo ministero per la mancata richiesta alle forze dell'ordine di spiegare come mai un camion carico di provocatori fascisti, armati di spranghe, fosse arrivato, indisturbato, fino a Piazza Navona, ha avuto il coraggio di rovesciare la verità trasformando in aggressori gli studenti aggrediti. Questo penoso tentativo è stato ridicolizzato dal blitz fascista, di questi ultimi giorni nella sede della Rai, che voleva impedire la trasmissione delle immagini che raccontano ciò che veramente è avvenuto in Piazza Navona il giorno della manifestazione. Nelle ultime prese di posizione si avvertono, però, le prime crepe nel fronte della destra governativa, che si era sempre opposta al ritiro del decreto Gelmini e baldanzosamente aveva rifiutato ogni confronto con l'opposizione per la sua riscrittura. Pare infatti che si accetti, per l'università, di rivedere quanto previsto. Ma attenzione, che i tagli più pesanti contenuti nel decreto, relativi al finanziamento e alla riduzione del personale, riguardano la scuola elementare, la scuola media e gli istituti tecnici. Non lasciamoci ingabbiare e mettiamoci al lavoro per il referendum che deve chiedere l'abrogazione della legge, recentemente approvata. Non illudiamoci perché il loro obiettivo resta l'umiliazione e l'affossamento della scuola pubblica. E, a questo proposito, tornano di attualità queste parole pronunciate da Piero Calamandrei, in un discorso in difesa della scuola pubblica, nel lontano febbraio 1950: «Facciamo l'ipotesi che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale (.....)non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole? (.....) Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante (...) comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private (...) Bisogna tenere d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione è rovinare le scuole (...) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico». Queste frasi hanno quasi sessanta anni ma sembrano scritte oggi. Gli studenti che scendono nelle piazze, occupano le istituzioni scolastiche insieme a genitori e insegnanti che non sono certo «baroni», ma docenti consapevoli, spesso precari che si impegnano allo spasimo per garantire il diritto al sapere e alla conoscenza, lottano per salvare la scuola pubblica e sono la parte più viva del nostro Paese che difende una delle più belle conquiste della Resistenza, indispensabile per realizzare l'uguaglianza di tutti i cittadini. La Costituzione sancisce questa conquista nel suo articolo 33: «L'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà ed ai loro alunni un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole scuolestatali (.....)» e ribadisce nel suo articolo 34: «La scuola è aperta a tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi (.....). Questi i dettami della Costituzione che dobbiamo rispettare e realizzare. Quelli che l'Onda ha preso in contropiede e che hanno reagito con l'insulto e il disprezzo, sono gli eredi di quelli che allora si opposero all'emancipazione femminile, ai diritti dei lavoratori, all'uguaglianza, alla giustizia sociale. Sono i trombettieri del privilegio. Chi vuole migliorare il Paese deve essere a fianco di questo movimento che si batte per un futuro migliore per tutti noi. Umberto Lorenzoni Presidente Provinciale ANPI - Treviso

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Laura Della Pasqua Fabrizio dell'Orefice La crisi ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Laura Della Pasqua Fabrizio dell'Orefice «La crisi ... Laura Della Pasqua Fabrizio dell'Orefice «La crisi finanziaria impone scelte precise: occorre coprire le spalle alle banche affinchè queste poi sorreggano l'economia reale, bisogna trovare le risorse per la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sociali e rilanciare le grandi opere come volano per l'economia e l'occupazione». Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera indica le priorità per far fronte a questa difficile congiuntura economica. Ma mette in chiaro che questo non significa rimettere mano alla Finanziaria. «L'impianto resta quello. Resta da vedere se è possibile inserire elementi di copertura del sistema come ulteriori ammortizzatori sociali». Questo vuol dire che avete già messo in conto che la crisi avrà un impatto sull'occupazione? «Al momento non ci sono dati aggregati sull'impatto che la crisi finanziaria sta avendo sull'economia reale. Ma bisogna attrezzarsi a eventuali ridimensionamenti occupazionali. Questo deve tradursi in maggiori risorse anche per la cassa integrazione». Berlusconi sta mostrando un piglio fortemente decisionista che gli sta tirando addosso diverse critiche. Il pugno di ferro è il nuovo stile di questa legislatura? «Nel 2001-2006 c'era stato un eccesso di mediazione che aveva pesato sull'immagine di Berlusconi e sull'operatività del governo. Il risultato elettorale ha dato un forte mandato a Berlusconi e lui lo vuole esercitare in pieno. Questo spiega l'impronta decisionista più marcata. E poi la situazione internazionale è drammatica, l'iniezione di liquidità da parte degli istituti centrali non ha ancora dato gli effetti sperati. C'è il crollo dei consumi. Insomma occorre prendere decisioni veloci e radicali non ci si può far frenare da veti che risalgono a passati modi di far politica». L'altra novità di questo governo è l'asse che è riuscito a creare con Confindustria e parte dei sindacati. Come avete fatto? «Gli industriali hanno capito che il governo è impegnato seriamente a affrontare la questione economica e Cisl, Uil e Ugl sono consapevoli che non è più il tempo degli scontri. La conflittualità sociale in questo momento è un suicidio». Eppure la conflittualità sulla scuola non siete riusciti a frenarla. C'è il rischio che la protesta anti-Gelmini possa degenerare alimentandosi anche con il malessere sociale per la crisi? «I rischi di derive nell'estremismo ci sono sempre. Mi sembra che il decreto Gelmini sull'università abbia smontato le ragioni della protesta che saldava le manifestazioni della scuola secondaria con quelle degli universitari». L'emergenza economica non richiederebbe una integrazione della Finanziaria? «L'impianto della manovra resta quello. Questo governo ha smontato l'idea della Finanziaria come di un treno su cui salivano gli interessi delle lobby. La conseguenza è una maggiore selettività degli emendamenti per cui è tutt'ora aperto il problema se porre o meno la fiducia». Anche contro la volontà del presidente Fini? «Fini ha posto un problema serio. Vedremo sulla base dei lavori parlamentari come verrà sciolto questo nodo in una situazione nella quale non si possono correre rischi di aprire falle nel rigore delle scelte sulla spesa pubblica». Resta sempre in piedi l'intenzione di una riforma dei regolamenti parlamentari? «Il disegno di legge presentato vuole dare maggiore velocità alle iniziative del governo e al tempo stesso consentire il riconoscimento del governo ombra dell'opposizione. Il problema però...» Il problema è quello solito del dialogo, vuol dire? «Il nodo è che ci sono tre opposizioni, Pd, Idv e Udc. Inoltre il Pd mostra di non credere veramente al governo ombra e l'alleanza con l'Idv si è rivelata nefasta. Lo stesso si può dire per la riforma della legge elettorale per le europee». Anche su questo punto nessun passo in avanti? «O affrontiamo il nodo dello sbarramento e delle preferenze o resta la legge vigente. Ma in questo caso i danni maggiori li avrebbe proprio il centrosinistra». Come va con Casini? C'è aria di alleanze in vista? «L'Udc paga a caro prezzo un errore di previsione politica, ovvero l'aver creduto che la forza propulsiva di Berlusconi si era esaurita. Altro errore è che non si sono fatti coinvolgere nella costruzione del Pdl. Va detto però che finora l'Udc ha avuto un timbro di opposizione diverso dal Pd e opposto a quello di Di Pietro. Insomma è possibile un confronto». A che punto siete con la costruzione del Pdl? «Da un certo punto di vista è già nato. Sono stati gli elettori ad averlo deciso. Il problema è quello della presenza sul territorio. L'effetto Berlusconi si sente per le elezioni politiche ma la partita per le regionali e le elezioni locali viene giocata per larga parte sulla base della credibilità delle classi dirigenti locali. Nel Nord ci si deve misurare con la Lega. In Lombardia e Veneto c'è una nuova leva di dirigenti della Lega che sono a contatto con le piccole e medie imprese mentre invece Forza Italia e An si sono più concentrati sui vertici delle istituzioni». Sfida nel nord ma anche nel Lazio. A Roma i problemi non mancano. «Nella Capitale occorre ricostruire la manutenzione della città. Il che significa anche occuparsi dei tombini e del manto stradale. Il centrosinistra ci ha consegnato una città appannata anche nei suoi punti di prestigio e va riportata al suo fulgore».

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Il commento migliore alla frase di Andrea Camilleri sulla ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Il commento migliore alla frase di Andrea Camilleri sulla ... Il commento migliore alla frase di Andrea Camilleri sulla Gelmini — «il ministro di sicuro non è un essere umano» — potrebbe essere quello che Montalbano nel racconto «La sigla» dà a una intuizione bislacca di un suo collega: «Jacomù, ti sei cacato il cervello?». è successo giovedì scorso in una assemblea al liceo Mamiani di Roma quando il celebre scrittore, invitato a parlare del decreto della ministra, ha sostenuto che «dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos'è». La ministra, appunto. La frase in sé è troppo banale per essere scandalosa. Camilleri è talmente geniale e funambolico con la lingua che avrebbe potuto inventare una invettiva migliore. La delusione di noi, suoi ammiratori, è un'altra. è la banalità della battuta. Non sei d'accordo con uno/una? Invece di polemizzare con lui/lei, fai un'operazione infantile, cioè la escludi dal genere umano. Detto in altro modo: non sono d'accordo con te, allora non esisti, non puoi esistere, sei di un altro pianeta e chiamo tutti alla rivolta contro l'estraneo/estranea. Non solo non è divertente, ma ricorda quelle spiritosaggini infantili di cinquant'anni fa quando le liti fra ragazzi si concludevano con la frase immancabile: «Tu non esisti». Camilleri propone ai ragazzi di oggi un insulto antico che tradotto nella contemporaneità diventa banale e anche pericoloso. Ma perché pare a me, rispettosamente, che Camilleri si sia «cacato il cervello»? Perché se di un avversario politico tu neghi l'umanità e lo riduci a finzione di altro, a categoria del male, in quel preciso istante spieghi ai ragazzi che contro quell'avversario si può fare tutto. Non è un essere umano, non valgono contro di lui quelle regole «umanitarie» che, spesso trasgredite, invochiamo nei nostri contrasti. Potremmo trovare diecimila giustificazioni alla «cacata di cervello». Ma su un punto il giustificazionismo si deve arrendere. La signora Gelmini è una ministra della Repubblica che ha preso iniziative alcune condivisibili altre no, ma è un essere umano vero. Toglierle questa dignità significa cancellarla come immagine concreta, e anche avversaria, degli studenti e trasformarla in icona del male. Non si può insegnare ai giovani ad essere stupide marionette che, negando la realtà, vivono fuori dal mondo. Fanno così i cattivi maestri.

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Un convegno pubblico contro il ministro Gelmini e contro il ... (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

stampa Un convegno pubblico contro il ministro Gelmini e contro il ... Un convegno pubblico contro il ministro Gelmini e contro il decreto sulla scuola organizzato a Castel Volturno con i soldi della Regione Campania. E al quale non è stato invitato neppure un esponente del governo, anche se nel depliant della manifestazione ci sono i loghi del Ministero del lavoro e dell'Unione Europea. «Ma sono simboli utilizzati abusivamente — spiega il deputato del Pdl Giorgio Stracquadanio — perché l'associazione "Scuole aperte" che ha organizzato il convegno ha avuto il patrocinio del ministero e della Ue. Ma non certo la manifestazione». Se però manca la voce del governo o almeno di un esponente della maggioranza, largo spazio invece all'opposizione e ai sindacati. Sono stati infatti invitati i tre segretari generali di Cgil, Cisl e Uil della scuola, l'ex leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti e l'ex ministro Luigi Nicolais. E ancora Valentino Parlato de «Il Manifesto» e Nichi Vendola, governatore della Puglia, anche lui di Rifondazione. Inoltre per gli insegnanti che partecipano al Forum contro il ministro è previsto «l'esonero dagli obblighi di servizio». «Questa è la risposta della Regione Campania allo sforzo fatto dal governo per risolvere l'emergenza rifiuti — aggiunge Giorgio Stracquadanio — Hanno utilizzato i soldi dei cittadini per attaccare Berlusconi e la Gelmini, ignorando completamente la possibilità di un contraddittorio con la maggioranza». Già nella presentazione della tre giorni, che si conclude oggi, ci sono critiche pesanti all'esecutivo. «La ricetta applicata dal Governo è semplice ma dannosa — scrive Corrado Gabriele, assessore regionale all'istruzione della Regione Campania, esponente di Rifondazione Comunista — Si ripropongono, infatti, in chiave riformista le "shock terapies" che la Banca Mondiale e il Fmi hanno utilizzato come strumento di dominio durante gli anni '80 per occidentalizzare le economie dei Paesi emergenti. Tagli netti a tutti i servizi pubblici, ridimensionamento del sistema dell'istruzione e della sanità pubblica, drastica riduzione del numero degli insegnanti». Ma ieri è stata un'altra giornata nera per Mariastella Gelmini, attaccata anche da un esponente della maggioranza, Gianni Alemanno, e finita al centro di una polemica con i giornalisti. Il sindaco di Roma ha ribadito le critiche di An al modo con cui il ministro ha fatto conoscere il suo decreto: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». L'altra polemica è scoppiata agli Stati Generali di Confindustria, a Sanremo, dove il ministro era stato invitato. Durante il suo intervento i giornalisti sono stati fatti tutti uscire dalla sala. Proteste, nota ufficiale della Fnsi, poi la spiegazione di Confindustria: «L'organizzazione del seminario dei direttori di Confindustria è completamente affidata allo staff della stessa Confindustria: il ministro Gelmini ha partecipato come invitato e non ha certo avuto alcun titolo nella gestione dell'evento, meno che mai nei rapporti con la stampa. I lavori erano come già annunciato, rigorosamente a porte chiuse». Pa. Zap.

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L'insostenibile pretesa di sentirsi superiori (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)

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n. 269 del 2008-11-09 pagina 2 L'insostenibile pretesa di sentirsi superiori di Redazione Il rosso e il nero. È dai tempi di Stendhal, anzi da molto prima, che l'Italia porta nel cuore questa malattia. Non passa. È l'istinto della guerra civile. L'altro non è mai uno che la pensa in modo diverso da te. È il nemico. È un simbolo, una divisa, una maschera. Mai un uomo. Andrea Camilleri è un signore di 83 anni. Quando fa parlare il commissario Montalbano si sente quasi un Dio. Capita. Soffi dentro a un personaggio e questo prende vita. Se va bene ti regala gloria e ricchezza. Ma non cancella la rabbia, l'odio, l'astio. Camilleri va al Mamiani, lì dove ha studiato una buona fetta di intellighentia romana, e dice: quella lì, la Gelmini, di sicuro non è un essere umano. È una di quelle frasi che nessuno dovrebbe pronunciare, soprattutto i vecchi, quelli che ricordano, che bene o male dovrebbero ancora avere una memoria. È una frase carica di disprezzo. È la forma più nichilista di razzismo. L'altro non è un diverso. È nulla. È qualcosa di indefinito, di inumano. Camilleri l'ha detto e i ragazzi hanno sorriso. Applaudito. E tutto è apparso terribilmente normale. Camilleri non è un bastardo. Se ti trovi a parlare con lui ti appare come un burbero vecchio, arguto come un siciliano colto, incazzato e disincantato come solo certi intellettuali sanno essere. Eppure l'ha detto. Ha detto della Gelmini «non è un essere umano», magari per strappare una risata, come battuta. Ma l'ha detto, senza sensi di colpa. E questo è ancora più grave. Forse vale la pena capire perché. La prima ipotesi è che Camilleri è impazzito, ma non ci sono prove che possano sostenere questa tesi. Il discorso è un po' più complesso e viene da lontano. Tutto questo, purtroppo, ha a che fare con il dna culturale della sinistra. Non c'è nulla da fare. Non bastano i voti. Non basta la democrazia. Berlusconi non deve e non può governare. Non può governare la destra. Non possono governare quelli lì, che non recitano Dante e non leggono il Manifesto. Questo è il punto di partenza. La conseguenza è che tutte le armi sono buone per mandarli a casa: la piazza, la delegittimazione umana, la rabbia satirica e il pistolotto intellettuale. Manca la violenza, ma non è detto che prima o poi qualcuno si lasci tentare. Alla base di questo istinto antidemocratico c'è la vecchia, berlingueriana, diversità antropologica. Con una differenza: Berlinguer si riferiva alla questione morale. Questi, che non si possono neppure definire suoi eredi, tirano in ballo la «questione umana». La differenza antropologica dei vecchi comunisti si è consumata accettando, come una disgrazia metafisica, il governo democristiano. Stavano all'opposizione con l'orgoglio, un po' ipocrita, di chi non si sporca le mani. La nuova «questione» non tollera invece l'opposizione. Non l'accetta. La vive come un crimine contro l'umanità. La vecchia sinistra sapeva convivere con la Dc. Questa non può convivere con Berlusconi. O lui o noi. È una questione di pelle. I sacerdoti di questa religione antiberlusconiana sono gli intellettuali. Sono i più radicali, irriducibili, schifati, ortodossi. Ora vedono nelle piazze di studenti il sogno di una rivoluzione morale. Come gli studenti, anche loro, ma per ragioni biologiche, sentono di non avere futuro. Sono vecchi e sazi per la piazza. Ma sprecano parole. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Marcegaglia: <Riforma ok Bisogna premiare solo chi ottiene risultati> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)

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n. 269 del 2008-11-09 pagina 6 Marcegaglia: «Riforma ok Bisogna premiare solo chi ottiene risultati» di Francesca Angeli Il presidente di Confindustria elogia la Gelmini: «Giusto prevedere tagli dove ci sono gli sprechi» RomaEmma Marcegaglia chiede a Mariastella Gelmini di non fermarsi e di procedere sulla strada delle riforme. A Confindustria in particolare interessa l'intervento sugli Istituti Tecnici, già allo studio del governo, per promuovere scambi più stretti e proficui tra gli istituti e il mondo delle imprese. Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Scientifica partecipa agli Stati Generali dei direttori di Confindustria a Sanremo ed incassa la promozione degli imprenditori sui provvedimenti appena varati. «Questo è un decreto che taglia alcuni costi e mette a posto alcuni numeri ma non bisogna fermarsi qui - dice il presidente di Confindustria -. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». E a chi attacca il governo, studenti e professori, la Marcegaglia ribadisce che difendere lo status quo non è possibile: «La scuola italiana così com'è non va bene. A chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati agli ultimi posti: non possiamo andare avanti così». Alla Gelmini la Marcegaglia poi spiega di aver apprezzato «le aperture fatte sui ricercatori e l'attenzione posta al merito e all'efficienza degli Atenei». E anche sullo sgradevole capitolo dei tagli, che hanno scatenato la protesta di studenti e professori la Marcegaglia va incontro alle scelte del governo. «Ci sono riduzioni di spesa che andavano fatte perché se guardiamo i parametri europei rispetto a quelli italiani i nostri sono assolutamente fuori luogo - insiste -. Ora bisogna continuare in questa direzione e portare avanti il progetto di riforma». Con il decreto già approvato in via definitiva sulla scuola e quello «tecnico» licenziato dal consiglio dei ministri sugli Atenei giovedì scorso, il lavoro della Gelmini è appena iniziato. Per quanto riguarda la ristrutturazione degli Istituti Tecnici e Professionali è già prevista una riduzione dell'orario massimo da 40 a 32 ore. Più in generale in tutta l'istruzione superiore si va verso una netta riduzione degli indirizzi e delle sperimentazioni che attualmente sono circa 900. Decisamente troppi per la Gelmini che oltretutto ne aveva sottolineato «l'inefficienza rispetto alle esigenze formative». Si punta proprio ad asciugare gli istituti tecnici e professionali, eliminando le duplicazioni, come ad esempio l'istituto tecnico-commerciale affiancato dall'istituto professionale per il commercio. Per il ministro Gelmini comunque sembra impossibile chiudere una giornata senza portarsi dietro qualche scia di polemiche, anche al convegno degli industriali. L'incontro era stato organizzato «a porte chiuse» e non era prevista la presenza dei giornalisti. I cronisti comunque si sono fatti avanti per avere qualche dichiarazione dal ministro, che però non ha parlato ed è poi stata accusata di aver chiesto di allontanare la stampa dall'Hotel Royal, dove si svolgevano appunto gli stati generali degli industriali. Circostanza smentita prima dal ministero e poi ufficialmente anche da Confindustria che ha spiegato come la Gelmini fosse soltanto un'ospite e non avesse chiesto nulla. Precisazioni inutili perché la Federazione nazionale della Stampa e l'Associazione ligure della stampa hanno protestato ufficialmente contro il ministro «che non ha rispettato i giornalisti». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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E lo hanno anche incoronato con un premio per la satira in tv (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)

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n. 269 del 2008-11-09 pagina 5 E lo hanno anche incoronato con un premio per la satira in tv di Redazione , dove ogni settimana tocca al divertente Vauro chiosare con le sue abrasive vignette i temi affrontati in trasmissione da Michele Santoro e dai suoi ospiti. E il duo funziona. Al punto che quest'anno ha vinto il XXXVI premio speciale Forte dei Marmi per la satira politica, celebrato a fine estate alla mitica Capannina. In giuria tra gli altri Edmondo Berselli e Pasquale Chessa. «Il conduttore più cattivo del mondo e il disegnatore più cattivo del mondo - così si legge nella motivazione - . Una coppia perfettamente affiatata che ad AnnoZero ha dialogato con un affiatamento tanto profondo da diventare complicità». E ancora: «Uno spettacolo nella cronaca politica, uno show contro il politically correct ma anche un esempio di cabaret postmoderno e televisivo». Conclusione dei giurati: «Il fine ultimo è di realizzare il delitto televisivo perfetto, mettere alla berlina, svelare il malfatto, attaccare in piena irresponsabilità». Santoro, a quanto risulta, all'epoca ha gradito. Sembra perciò molto strano che un conduttore che ha dato così spazio alla satira adesso non accetti di essere preso in giro. Che un giornalista che ha vinto un premio pure per «l'irresponsabilità» di una presa in giro non stia al gioco e non gradisca di essere sfottuto. Tanto più che non c'è soltanto il tratto del toscanaccio Vauro Senesi a dare il segno caricaturale alla sua trasmissione. Ci sono anche le imitazioni. E c'è il celebrato ritorno in Tv di Sabina Guzzanti dopo cinque anni di assenza. A fine ottobre, nel pieno delle proteste studentesche contro il decreto Gelmini sulla scuola, l'attrice è comparsa nei panni di un singolare Berlusconi-Nerone. Abito, cravatta e camicia scura, con sopra una toga dorata e una corona d'alloro in testa, la Guzzanti ha ironizzato sul ministro dell'Istruzione e sul pugno duro minacciato dal premier per far rientrare la contestazione. «Non voglio far sembrare gli studenti violenti, ci tengo io a passare per quello violento». Per finire così: «Santoro, si contenga, lei ha già fatto il 20% senza invitare i tanti sottoscritti che ci sono in giro». E che dire poi del tanto spazio dedicato l'anno scorso da AnnoZero al principe dello sberleffo, dei paradossi irriverenti e dell'antipolitica, Beppe Grillo, fresco reduce dall'accalorato Vaffa-Day bolognese? Invece niente, ora l'imitazione che gli dedica Joe Violanti su Rds, sostiene Santoro, interferisce sulla sua attività. E allora, quella che gli fece Max Tortora a Convescion a colori, Rai 2, in cui Michele era stato riciclato come venditore di pentole e moderatore di assemblee di condominio? Quella non interferisce? MSc © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Il governatore Vendola fa il <maestrino>: <Varerò norme anti-maestro unico> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)

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n. 269 del 2008-11-09 pagina 6 Il governatore Vendola fa il «maestrino»: «Varerò norme anti-maestro unico» di Bepi Castellaneta Norme contro il maestro unico. Questa volta non è uno slogan scandito in piazza nel corso di un corteo, ma un vero e proprio progetto politico annunciato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola di Rifondazione comunista. Il quale, intervenendo agli Stati regionali della Scuola del Sud che si sono tenuti a Castel Volturno, in provincia di Caserta, ha dichiarato che potrebbero essere varati provvedimenti specifici contro lo stop ai tre maestri previsto nella riforma. «Stiamo vagliando - ha dichiarato Vendola - la possibilità di impedire questo tipo di restringimento e regressione»; e ancora: «L'ipotesi normativa è allo studio per prevedere il mantenimento di classi più con docenti: questa traccia di lavoro, propositiva, non solo polemica, la proponiamo anche ad altre Regioni». Il governatore pugliese aveva già manifestato l'intenzione di presentare ricorso alla Corte costituzionale contro il decreto del ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Adesso, però, Vendola lancia una nuova iniziativa mettendo sul tavolo politico la possibilità di adottare disposizioni ben precise per evitare il ritorno al maestro unico. La Regione sta infatti valutando l'intenzione di utilizzare l'articolo 116 della Costituzione che consente «forme e particolari condizioni di autonomia» in determinate materie tra le quali le norme generali sull'istruzione. Il tutto a patto che ci siano risorse e una legge dello Stato che dia il via libera. Insomma, proprio dalla Puglia guidata dall'ex deputato di Rifondazione comunista sembra affiorare in qualche modo una proposta che si richiama al concetto di autonomia e pare delinearsi come un progetto di federalismo scolastico. Fatto sta che l'iniziativa è stata commentata dal ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ieri a Bari insieme al ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto per partecipare a un dibattito organizzato dall'associazione «Cantiere Puglia» della senatrice del Pdl Adriana Poli Bortone. Ebbene l'esponente leghista, a proposito dell'articolo 116 della Costituzione, si mantiene cauto e sottolinea come sia necessario «che le richieste siano sostenute da specifiche caratteristiche delle Regioni». In ogni caso, Vendola intende andare avanti e spera soprattutto di allargare i confini del suo progetto contro il maestro unico, anche se la proposta pugliese ha suscitato forti perplessità anche a sinistra. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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non si ferma la protesta degli studenti - marta artico (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 09-11-2008)

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PIANETA SCUOLA. Il braccio di ferro contro il decreto Gelmini Non si ferma la protesta degli studenti Torna l'autogestione al Gritti, martedì assemblea cittadina delle superiori All'istituto turistico non si entra in classe Laboratori e cineforum MARTA ARTICO Ritorna la mobilitazione nelle scuole mestrine. Il decreto Gelmini agli studenti non è per nulla andato giù. E neppure i tagli previsti. I più preoccupati subito dopo gli universitari, sono gli studenti degli istituti tecnici professionali. Per questo a partire da domani e fino a giovedì, l'istituto statale per il turismo Andrea Gritti di via Muratori, che conta ben 1.091 iscritti, ha proclamato l'autogestione. «Organizzeremo dibattiti - spiega Hulian - laboratori di vario genere, approfondimenti sulla riforma». E ancora: «Abbiamo intenzione di invitare esperti a parlare, che possano spiegarci il decreto e darci delucidazioni. In programma c'è il cineforum, anche i docenti ci appoggiano». Insomma, niente lezioni: riflettori puntati sui cambiamenti che porterà il decreto Gelmini nella scuola e specialmente a quegli istituti che vivono di laboratori, corsi su materie specialistiche e indirizzi particolari. «Venerdì invece - prosegue - aderiremo alla sciopero in programma a Roma e cercheremo di partecipare nel maggior numero possibile». Il 9 ottobre l'intero collegio docenti del Gritti ha votato all'unanimità una mozione che esprime forti perplessità verso il decreto Gelimini, la stessa vicepreside Bianca Maria Bandinelli, si era detta preoccupata in merito all'impostazione del curriculo 2009, proprio perché i tagli di ore potrebbero penalizzare maggiormente un istituto tecnico. L'obiettivo degli istituti mestrini, è in ogni caso quello di agire il più compatti possibile, unendosi agli studenti universitari. Martedì 11 è in programma una nuova assemblea al Centro civico con tutti i rappresentanti degli studenti. Che si ripeterà ogni settimana per tutto il mese. Ancora in ballo l'ipotesi di organizzare una manifestazione a Mestre martedì, nonostante non sia ancora ben chiaro quali istituti parteciperanno. L'idea questa volta, è partita dagli studenti del liceo classico Franchetti. «Non abbiamo ancora deciso da dove partirà - spiega Federico - ma abbiamo tutta l'intenzione di organizzarla». Ma c'è non è d'accordo con il corteo, perché lo ritiene troppo ravvicinato a quello del 14 nella Capitale. Fermento specialmente negli istituti d'arte. Che stanno pensando ad una iniziativa comune. «Abbiamo organizzato due mobilitazioni - spiega Alfredo - il 17 l'appuntamento è in piazza Ferretto, dove si terrà un sit-in delle scuole d'arte». La settimana successiva invece la manifestazione verrà organizzata in Piazza San Marco. «Non se ne parla molto - aggiunge - ma tra le scuole più colpite dalla riforma ci sono proprio gli istituiti d'arte». Nei giorni scorsi nella sede dell'Isa di Corso del Popolo, si è tenuto un incontro tra le scuole d'arte non solo di Mestre e Venezia, bensì di tutta la Regione, ed è possibile che il 17 anche queste ultime decidano di confluire in Piazza Ferretto. «Per il resto - prosegue Alfonso - continuiamo a riunirci, non solo al Centro civico. Abbiamo ottenuto un'ora di assemblea pomeridiana per discutere delle mobilitazioni».

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"Un giro di vite per i fuoricorso" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA E adesso tocca ai fuori corso. Nell?ambito di una razionalizzazione della spesa universitaria non si può più tollerare che ci sia il 35-40 per cento degli studenti che scambia l?università per un parcheggio, ne ingolfa le strutture e si laurea in forte ritardo o, peggio, non si laurea affatto. Occorre intervenire. Ed è quello che si appresta a fare il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini che a questo fenomeno ha fatto riferimento ieri parlando a Sanremo nel corso di un seminario a porte chiuse riservato ai 140 direttori delle sedi territoriali di Confindustria. L?incontro si è tenuto in mattinata all?hotel Royal. Si parlava di crescita economica, imprese e riforme istituzionali, presente il leader degli industriali Emma Marcegaglia. La Gelmini si è rivolta a un?assemblea chiusa e in un hotel blindato per evitare «comitati di accoglienza» da parte degli studenti. Neppure ai giornalisti è stato permesso avvicinarsi. «Non è vero che nella scuola sono stati fatti tagli esagerati - ha detto il ministro secondo la testimonianza di chi c?era - e non è vero che intendiamo chiudere le scuole di montagna, ma vogliamo solo accorpare le unità amministrative in maniera di produrre dei risparmi, senza toccare il servizio». Si è poi lamentata per la disinformazione che ha circondato i suoi provvedimenti e per le speculazioni politiche del caso. «D?ora in avanti - ha detto - farò molti incontri per spiegare la vera natura dei provvedimenti sulla scuola». Poi è passata a parlare dell?università e in questo contesto ha inserito il discorso sui fuori corso, facendo subito un distinguo: «Ci sono studenti che vanno fuori corso perché lavorano, e questi vanno aiutati, ma ce ne sono altri che stanno all?università come in un parcheggio e non possono essere trattati allo stesso modo». In effetti il fenomeno dei fuori corso è un pesante fardello che grava sugli atenei italiani da almeno trent?anni, tant?è che cominciò ad occuparsene negli Anni 80 l?allora ministro Antonio Ruberti. Fino alla Riforma Zecchino del 3+2, su 100 iniziali iscritti se ne laureavano 25-27 e tutti gli altri abbandonavano, magari dopo aver frequentato l?Università per 7, 8, 9 anni. Da quando sono state introdotte le lauree brevi (2000-2001) il fenomeno si è attenuato e oggi si laureano circa la metà degli iniziali iscritti, ma più di un terzo lo fa al di là dei tempi dovuti. La questione ha anche un impatto economico, considerando che i fondi statali vengono elargiti in base al numero degli iscritti, tant?è che le università fanno pubblicità alle loro sedi proprio per attrarre studenti: più sono e più soldi arrivano, anche se - visti i risultati - molti di questi soldi sono di fatto sprecati. «Il problema posto dal ministro esiste - dice Giorgio Allulli, direttore della Ricerca all?Isfol e uno dei maggiori esperti italiani di valutazione del sistema dell?istruzione - ma bisogna affrontarlo tenendo presenti tre punti: primo, che si è molto ridimensionato rispetto a 10-15 anni fa. Secondo, che il sistema si è già dotato di un criterio di ripartizione di alcuni fondi in base al quale si distribuiscono risorse incrociando il numero degli iscritti con quello degli esami sostenuti. Terzo, bisogna stare attenti a non premiare neppure solo le università che producono esami e quindi laureati perché si rischia la dequalificazione degli esami e la proliferazione delle lauree facili». Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la riforma Gelmini sulla scuola «taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri. Ma non bisogna fermarsi qui. è necessario varare una riforma sul merito, sull?efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». «La scuola italiana così com?è non va bene - ha detto il leader degli industriali - a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così. Le ultime aperture fatte sui ricercatori, l?attenzione al merito e all?efficienza degli Atenei sono significative e siamo convinti che la riforma della scuola e dell?Università sia molto importante». commenti (0) scrivi

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Studenti triestini sul blog stanano i prof <fannulloni> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Diario scolastico di Marco Imarisio Studenti triestini sul blog stanano i prof «fannulloni» V atti a fidare degli studenti. A quelli non gli basta mai. Non si accontentano dei cortei contro la Gelmini e i tagli all'università. Adesso, coalizzati con i ricercatori, tirano fuori il «fattore h». O tempora, o mores. Il Coordinamento 133 è il motore della protesta di Trieste. Quasi ogni sua iniziativa ha avuto un implicito benestare dai presidi dell'università. L'ultima rischia però di risultare indigesta. Gli studenti hanno creato un gruppo di lavoro incaricato di segnalare le zone oscure del loro ateneo, un lavoro che dovrebbe confluire in un «Dossier baroni», così viene chiamato sul blog del movimento. Un modo per fare chiarezza, si legge in alcuni post. Stanare i professori che si accodano alla protesta per non perdere rendite acquisite. La realtà di Trieste non è paragonabile a quella di altre università italiane, vedi Palermo o Bari, dove curiosamente le cattedre a disposizione finiscono sempre agli stessi cognomi. Ma dal blog salta fuori il caso di un professore di Scienze Politiche che avrebbe caldamente consigliato agli studenti l'acquisto di un libro, il suo. E poi c'è la spada di Damocle del «fattore h», ovvero la somma delle pubblicazioni (e delle loro citazioni) fatte da ogni singolo professore. Sul blog cominciano ad apparire le segnalazioni — effettuate da studenti e ricercatori — dei docenti privi dei titoli richiesti. Non solo. Arrivano anche osservazioni che solo in apparenza sembrano soavemente innocenti, ma in realtà sono vere e proprie bordate. Studenti che segnalano corsi identici effettuati in facoltà diverse, oppure Dipartimenti sottodimensionati «senza alcuna ragione di esistere». Una volta aperto il vaso di Pandora, richiuderlo è difficile. Maledetti giovinastri. mimarisio@rcs.it

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<Scuola, riforma necessaria> Confindustria con la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE Istruzione Ed è polemica su un convegno anti governo organizzato dalla Campania «Scuola, riforma necessaria» Confindustria con la Gelmini Fini: chi usa le cinghie è solo una minoranza rumorosa Marcegaglia-ministro a porte chiuse, i cronisti protestano. Alemanno: riforme condivise. Ma poi: Gelmini non c'entra ROMA — Non bastavano le manifestazioni in piazza, le staffilate degli intellettuali e le parodie tv. Ora per Mariastella Gelmini arrivano anche le proteste dei giornalisti e una tre giorni anti-riforma organizzata dal governatore della Campania Bassolino. Unica consolazione l'apprezzamento della Confindustria che ieri l'aveva chiamata a Sanremo per parlare della sua riforma agli stati generali. Un appuntamento che doveva essere senza insidie. La Gelmini aveva parlato dei tagli che giudica «indispensabili» per redistribuire le risorse investendo in qualità e formazione. Dell'importanza della formazione tecnica. Dell'intenzione di aprire le scuole al territorio attraverso il contributo delle aziende private. Musica per la Confindustria. «è un decreto che taglia alcuni costi e mette a posto alcuni numeri, ma non bisogna fermarsi qui — aveva commentato la presidente Emma Marcegaglia — adesso deve partire la vera riforma, che si basa sui criteri dell'efficienza, del merito e della qualità». Un apprezzamento coperto subito però dalle polemiche. I cronisti esclusi dall'incontro hanno puntato il dito contro la Gelmini, uscita dal seminario senza rilasciare dichiarazioni. «Ha preteso e ottenuto che i giornalisti venissero allontanati » denuncia la Fnsi parlando di «episodio inaccettabile ». E l'opposizione con il Pd Di Giovan Paolo attacca: «Perché ha paura?». Secca la smentita di viale Trastevere. L'incontro era già stato previsto a porte chiuse dalla Confindustria. Versione confermata dallo staff della Marcegaglia: era andata così anche agli altri incontri. Compreso quello con il pd Burlando. Ma polemiche e proteste non si fermano. Annuncia interrogazioni parlamentari il Pdl Straquadanio contro una tre giorni di convegno finanziata dalla Regione Campania sulla riforma con una premessa dichiarata nel depliant: «La ricetta applicata dal Governo è semplice ma dannosa». Intanto, a dispetto del decreto varato martedì che ha ammorbidito tagli e blocco del turnover dei ricercatori, la protesta continua. E scatena polemiche la provocazione di Cossiga che, per sottrarre consenso ai manifestanti, suggerisce al capo della polizia di ritirare la polizia «al minimino cenno di violenza» auspicando come «ideale» che di queste manifestazioni fosse vittima un passante, meglio se vecchio, donna o bambino ». E se ferissero qualche poliziotto, «anche uccidendolo» «farei intervenire massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma senza arrestare nessuno ». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini, minimizza: «Quelle minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie. Sono molto rumorose, ma anche molto minoranze». Mentre il ministro della Difesa, La Russa, ironizza sui manifestanti "con la benedizione" di mamme e maestre «che chiedono "difendete i nostri privilegi" ». Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, invece invita a fare riforme condivise. Ma il suo portavoce smentisce che si fosse riferito alla Gelmini. Virginia Piccolillo

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Di Pietro: dal ministro svolta positiva (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE L'opposizione «Bene il metodo e la trasparenza è urgente. Vedremo nel merito» Di Pietro: dal ministro svolta positiva ROMA — Il leader dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha parlato di «ravvedimento operoso del ministro Gelmini». Perché? «Per il metodo. Non certo per il merito del provvedimento di cui ancora non conosciamo il testo» Quale metodo? «L'idea di avere diviso la riforma in due parti e trasformarne una in un disegno di legge, affidandolo così alla discussione parlamentare, è stato positivo. Anche se aspetto di vedere il seguito ». Il seguito? «Come si fa con i ladri che dicono non ruberò più. Gli si dice: intanto restituisci il maltolto. Alla scuola sono stati tolti dei fondi e vanno restituiti. Ma non alla privata, come hanno subito annunciato, ma alla scuola pubblica». è favorevole alla forma del decreto per le altre misure? «Sul principio che occorre modificare le norme dei concorsi per recuperare trasparenza sono d'accordo e lo ritengo anche urgente. L'Università deve essere sottratta ai nepotismi e alle baronie. Poi bisogna vedere nel testo come ciò verrà realizzato, io auspico commissioni indipendenti. Vedremo. Lo stesso vale per l'altra parte del decreto». Quale? «Quella che dovrebbe combattere gli sprechi per recuperare risorse a favore di chi davvero fa ricerca e didattica di qualità. Anche questo sarebbe urgente». Se così fosse voterebbe il decreto? «Eh! "Se", "se". Prima bisogna leggere». Tagli a parte, sugli altri punti come il maestro unico cosa pensa? «Per quanto riguarda il maestro unico la trovo una riforma antistorica. Comunque il punto è che ce l'hanno venduta come una questione di grembiulino e poi ci siamo ritrovati con 140mila posti in meno. Per questo promuoveremo anche noi il referendum contro la riforma Gelmini. è uno stimolo per far capire che la scuola non si può tagliare. Non è una questione di maestro o grembiulini». V. Pic.

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Mariastella applaude la sosia-Cortellesi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria: REDAZIONALE L'imitazione Mariastella applaude la sosia-Cortellesi è amareggiata per le proteste, Mariastella Gelmini. Ma non si è affatto indignata per la parodia di Paola Cortellesi, che nel suo show l'ha interpretata come fosse un automa nella disponibilità del ministro Tremonti. Nel suo entourage rivelano: «L'ha vista tutta. Ha riso come una pazza. L'ha trovata geniale».

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ROMA - Il rettore di Messina è rinviato a giudizio, avrebbe truccato un concorso. Parentopoli e... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA - Il rettore di Messina è rinviato a giudizio, avrebbe truccato un concorso. Parentopoli e corruzione sono mali dell'università, Luigi Berlinguer da ministro lei fu autore della riforma dei concorsi. Non ha funzionato? «Accentuai il sistema autonomistico, prima era centralistico. La verità è che i professori l'accordo lo trovano, qualunque sia il sistema. L'unica via di uscita è la valutazione della produttività, fatta da referee, da arbitri anonimi e non da membri eletti. Quando ne parlavo mi accuasavano di volere una forma di occultismo massonico, ma è il modo per mettere in evidenza l'incapacità del docente, l'unico modo per fermare parentopoli. Ma c'è anche un'altra misura importante: con il vincitore unico si può mercanteggiare meno, dal concorso non devono uscire due "idonei"». Come mai lei non attuò questa norma? E che cosa pensa del sorteggio che verrà applicato nei prossimi concorsi? «Non riuscii a far passare il vincitore unico, allora il Parlamento mi impose la terna, soprattutto per le pressioni del centrodestra. Io avrei voluto un sistema più rigoroso, sul modello tedesco: chi bandisce non deve chiamare il vincitore. Allora mi si disse che volevo la deportazione in massa dei docenti. Quanto al sorteggio è stato già sperimentato, dopo Ruberti, ma non funzionò. Ripeto, senza valutazione non si risolve il problema». I rettori vedono i tagli come una sorta di abnorme espiazione degli errori compiuti e con 730 milioni di euro in meno nel 2010 temono di non farcela. Però la Gelmini ha ammorbidito la linea, lei che idea si è fatto? «C'è una vivissima preoccupazione, che deriva soprattutto dalla manovra finanziaria triennale di Tremonti. Mi ha colpito l'inaugurazione dell'anno accademico al Politecnico di Milano, se un rettore del livello di Giulio Ballio dice che rischia di chiudere, questo fa impressione. Ritengo che nel nostro Paese non si sia compreso il significato dell'università e della ricerca. Il rapporto di spesa tra ricerca e Pil vede l'Italia in coda ai Paesi civili, per la formazione universitaria spendiamo lo 0,9%, contro la media Ue dell'1,3%; se poi consideriamo la spesa pubblica per l'università siamo all'1,6% contro il 2,8% dell'Ue e c'è il caso Danimarca con il 4,5%. Quanto alla spesa per studente siamo al 13mo posto su 18, con 8.026 dollari contro i 10.400 di media Ue, inoltre la percentuale dei nostri laureati fra 25 e 64 anni è appena del 13% contro il 24%. Insomma, siamo indietro, perciò rischiamo grosso, avevamo conquistato posizioni di avanguardia ma le stiamo perdendo. Certo, viviamo in un periodo di vacche magre, tuttavia vanno fatte delle scelte. Ecco perchè il primo problema sono i quattrini». Fa bene la Gelmini che vuole combattere gli sprechi? «Certamente, la proliferazione dei corsi di laurea e delle sedi è cominciata nel 2000. Bisogna mettere un freno, è giusto essere molto severi». Come giudica l'ultimo decreto? «Dal governo c'è un cambiamento di marcia positivo, persino una parte del Movimento studentesco è attenta a questa novità. E da parte degli atenei c'è un atteggiamento di ragionevolezza per superare le distorsioni, il ministro Gelmini lo ha colto. Direi che vanno bene le misure adottate con l'ultimo decreto: i concorsi, le assunzioni dei ricercatori, i fondi per il diritto allo studio e il meccanismo premiale per gli atenei virtuosi. La valutazione con gli incentivi è un mio pallino. Però non ci si deve arrestare. Occorrono atti coraggiosi». Quali? «Dopo la valutazione e gli investimenti, l'altra priorità è la governance. Oggi c'è una contrattazione, io ti voto, tu mi dai. E si formano le lobby. Ecco perchè bisogna separare i poteri, chi deve decidere non deve essere condizionato, gli organi di rappresentanza non devono decidere tutto, occorre una parte non elettiva che curi gli interessi degli utenti». Crede che sia realizzabile? «Si tratta di misure impopolari ma necessarie, per vincere le resistenze la riforma dell'università deve essere frutto di un incontro tra maggioranza e opposizione in condizioni di parità, nessuno dovrà dire all'altro "prendere o lasciare"».

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Università, via ai nuovi concorsi: il decreto alla firma di Napolitano (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Università, via ai nuovi concorsi: il decreto alla firma di Napolitano Fini: chi usa le cinghie è minoranza. Alemanno, critiche alla Gelmini ma poi precisa

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ROMA - L'Onda anomala non si ferma e università e ricerca si preparano al corteo e allo sc... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi ROMA - L'Onda anomala non si ferma e università e ricerca si preparano al corteo e allo sciopero generale di venerdì prossimo. «Rilanciamo con forza l'appuntamento ribadendo l'unitarietà del Movimento», hanno detto gli studenti provenienti da tutta Italia al termine dell'assemblea nazionale che si è svolta a Firenze. Intanto, il decreto sull'università dopo la firma di Napolitano sarà pubblicato domani nella Gazzetta ufficiale. Viene introdotto il sorteggio per i membri delle commissioni per rendere più trasparenti i concorsi, ma l'efficacia è inferiore alle aspettative di molti per il fatto che il sorteggio avviene non tra la totalità dei docenti della materia, ma tra una cerchia di eletti, pari al triplo dei membri della commissione, saranno dunque eletti 12 membri, per poi sorteggiarne 4. Un provvedimento che comunque migliora il livello delle prossime prove. Le altre novità contenute nel decreto sono la deroga al blocco del turn-over (il limite passa dal 20 al 50%), tremila posti in più dal 2009 per i ricercatori, premi agli atenei migliori, borse di studio a tutti i meritevoli e l'esclusione degli enti di ricerca dal blocco delle assunzioni. Intanto ieri è scoppiata la polemica Alemanno-Gelmini. Secondo un'agenzia di stampa il sindaco di Roma avrebbe criticato il ministro. Alemanno avrebbe detto che la «Gelmini si è mossa male». Però il sindaco non è entrato nel merito della riforma, i rilievi avrebbero solo riguardato l'atteggiamento del ministro che si sarebbe mossa «senza partecipazione», lasciando «alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo, e non in ritardo come abbiamo fatto». Chiaro il riferimento al comportamento del ministro, sottolineato dalla precisazione del portavoce di Alemanno, che smentisce «categoricamente» che il sindaco «abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma Gelmini». Polemiche anche per l'intervento di Francesco Cossiga, che ha dato consigli al capo della polizia perché usi le «maniere forti». Considerazioni tutt'altro che condivise dal presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie. Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze». Fini ha poi osservato come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano». Sul tema istruzione è intervenuta anche Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria: quello sulla scuola è «un decreto che taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri». Ma, ha aggiunto Marcegaglia, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». A. Ser.

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Gelmini, applausi dagli industriali <Lite> con i cronisti (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-11-2008)

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CRONACHE 09-11-2008 SCUOLA LA RIFORMA DELL'UNIVERSITA' Gelmini, applausi dagli industriali «Lite» con i cronisti SANREMO Alemanno «bacchetta» il ministro: «Avrebbe dovuto cercare la partecipazione» II Ha nuovamente difeso la sua riforma, incassando il plauso di Confindustria ed evitando i giornalisti, lasciati fuori dalla sala. Un episodio che è costato nuove critiche al ministro della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini, intervenuta ieri agli Stati generali dei direttori di Confindustria a Sanremo. Un intervento «blindato»: quando il ministro ha preso la parola, i giornalisti sono stati allontanati dall'auditorium. Per l'ira dei cronisti che sarebbero stati messi alla porta proprio su richiesta della Gelmini. Ma dal ministero hanno subito smentito: «è stata una decisione degli organizzatori ». Una versione confermata da Confindustria. La Gelmini non aveva però voglia di incontrare la stampa, visto che ha lasciato il seminario senza scambiare una sola parola con i giornalisti. Che hanno protestato con una nota ufficiale, mentre Roberto Di Giovan Paolo (Pd) polemizza: «Che segreti aveva Gelmini da riferire agli industriali? ». D'altronde è noto come il ministro imputi alla stampa la «cattiva informazione» sulla sua riforma. «La riforma va continuata - ha sottolineato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - Alcune riduzioni di spesa andavano effettuate. Ora però bisogna investire in merito, qualità e tecnologie». Ma il sindaco di Roma Gianni Alemanno «bacchetta» il ministro, che si sarebbe mossa male «senza cercare la partecipazione e lasciando alla sinistra una funzione che altrimenti non avrebbe avuto». Sulla scuola è intervenuto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Tra i manifestanti ci sono minoranze rumorose che ricorrono alle cinghie, ma sono molto minoranze. Trovo bello che studenti di destra e sinistra si confrontino». Intanto ieri a Firenze si è svolta la prima assemblea nazionale del movimento studentesco (senza gli studenti di Roma) con interventi di ragazzi da tutta Italia. Ospite degli industriali Il ministro Gelmini. FOTO ANSA

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Erano poco meno di un migliaio, secondo le stime dei carabinieri, i giovani che ieri mattina hanno p... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di DENISE COMPAGNONE Erano poco meno di un migliaio, secondo le stime dei carabinieri, i giovani che ieri mattina hanno partecipato al sit in di protesta che ha chiuso la settimana di agitazioni contro la legge 133- Gelmini. Intorno alle 9 in molti si sono radunati, sotto l'occhio vigile di Polizia e Carabinieri, nello spiazzo antistante la villa comunale di Frosinone provenienti da tutte le scuole del capoluogo e da alcune della provincia, Ceccano e Alatri, per esempio. Megafono alla mano e striscioni appesi, i ragazzi hanno ancora una volta ribadito il loro no al decreto, ormai legge, che ha riformato l'istituzione scolastica dalle elementari fino ad arrivare all'università. In alto, levate al vento, solo bandiere tricolori. «Un dato importante della manifestazione di oggi - ha detto Gianmarco Ferraccioli, insieme a Valerio Mariani rappresentate d'istituto dello scientifico "Severi" di Frosinone" - è che non abbiamo bandiere partitiche; siamo qui riuniti, di destra e di sinistra, insieme per lo stesso obiettivo». I giovani attorno, intanto, saltellavano e urlavano cori e slogan, per sottolineare l'incidenza del loro movimento; poi seduti a gruppi si sono confrontati sulle esperienze passate e su nuovi modi per continuare la protesta. In mezzo a loro, a controllare e tastare il polso della situazione, anche qualche adulto: il presidente del comitato dei genitori del Liceo di Ceccano, per esempio: «Non abbiamo potuto fare altro che prendere atto della volontà dei ragazzi di protestare - egli ha detto - come del resto in tutto il territorio nazionale. Oggi sono qui per monitorare la situazione, anche se fortunatamente non si è mai arrivati ad azioni di violenza come invece è accaduto a Roma». Archiviata anche questa mattinata (con tanto di piccoli disguidi con l'amministrazione comunale, in particolare in riferimento alla fornitura di energia elettrica), da domani, nella stragrande maggioranza degli istituti si riprenderanno le lezioni. Ma l'onda della protesta non finisce qui: i ragazzi, infatti, intendono continuare le loro esternazioni tramite altre forme, tra cui anche i sit in davanti le scuole, ma nelle ore pomeridiane. «Questo per dimostrare - hanno spiegato - che vogliamo davvero una scuola diversa».

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Contro l'ambiente Il sindaco di Perugia intende sostenere c... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Contro l'ambiente Il sindaco di Perugia intende sostenere con forza la realizzazione di un termovalorizzatore nel comune, perché "è un dato di fatto che serva". Secondo noi si tratta di un'eredità politica contro l'ambiente. L'abbiamo ripetuto più volte: un termovalorizzatore non è sicuro secondo il principio di precauzione. Entra in concorrenza con la raccolta differenziata, che a Perugia è ferma, ben al di sotto dei parametri fissati per legge. Alla base di tutto, poi, c'è un interesse economico e lo dice il fatto che i rifiuti prodotti non recuperabili non possono essere sufficienti per alimentare un impianto. Sarà necessario, quindi, bruciare rifiuti provenienti da altre parti. Anche da fuori regione. Per fare cassa. Lauro Ciurnelli Circolo Legambiente di Perugia Chiacchiere inutili Sui rifiuti basta con le chiacchiere inutili e si proceda velocemente a definire attuabili modalità di smaltimento. Le divisioni all'interno della maggioranza regionale hanno convinto ancora una volta la Giunta regionale a rinviare la questione alle calende greche rischiando che i problemi della Campania si trasferiscano in Umbria. Nell'attesa della costruzione dei termovalorizzatori di cui bisogna ancora scegliere la tecnologia, la localizzazione assai complicata dei siti, per evitare il completo e definitivo esaurimento delle discariche, vengano utilizzati da subito i cementifici che sono strutture idonee per uno smaltimento sicuro e anche vantaggioso. Maurizio Ronconi - Udc Patto etico per l'Umbria L'idea di un Patto etico per l'Umbria è stata rilanciata dall'Italia dei valori nel corso di una iniziativa a Terni, presenti anche il garante dell'Idv Umbria, Leoluca Orlando, e il presidente del circolo ternano, Marcello Bigerna. Abbiamo rilanciato l'idea del Patto etico avanzata durante il seminario di Acquasparta. Adesso, come ha detto Orlando, ci accingiamo ad avanzare una serie di proposte inerenti la sanità, il lavoro, la scuola. Proposte che vorremmo discutere con gli altri partiti e con le liste civiche. Sono previsti, a breve, incontri tra Italia dei valori, Radicali e Rifondazione comunista. E' stata anche lanciata l'attività del circolo e indicate le prossime iniziative regionali. Entro l'11 di novembre, a un mese esatto dall'inizio della campagna di raccolta firme per il referendum sul Lodo Alfano, dovremmo aver raggiunto il traguardo di 10.000 firme raccolte. Inoltre è in procinto l'inizio di raccolta firme per l'altro referendum riguardante l'abrogazione del decreto Gelmini sulla scuola, per questo ci coordineremo con il Pd. Idv dell'Umbria Biglietto unico C'è poco futuro per il biglietto unico a Perugia. Ho denunciato in passato come iniquo l'accordo commerciale tra le maggiori aziende della mobilità dello scorso 21 febbraio che faceva del biglietto unico lo strumento propedeutico alla formazione di una holding unica di trasporto. E' Trenitalia a sancire, di fatto, il fallimento della sperimentazione, visto che recede dall'accordo con una lettera ai partner del 21 ottobre. Il fallimento del piano urbano di mobilità e del biglietto unico è quindi sotto gli occhi di tutti e bene farebbe la Fcu a denunciare anch'essa un accordo che la sta ulteriormente penalizzando rispetto alle politiche di mobilità messe in atto, per paradosso, proprio dal suo unico azionista, la Regione, che foraggia attraverso la sperimentazione e con soldi pubblici i suoi concorrenti. Andrea L. Marchesani Consigliere regionale An Una proposta bizzarra La discussione sulla quantità di consiglieri regionali è di per sé ridicola, se non correlata da logiche e criteri ben precisi, che devono mettere insieme la capacità di non aumentare, anzi, se possibile ridurre i costi della politica, con la necessità di una ampia capacità rappresentativa, sia delle forze e delle idee in campo, sia dei territori. Riteniamo assolutamente irricevibile la proposta di smantellare i collegi attuali e suddividerli in tanti mini-collegi. Una proposta ancor più bizzarra se si pensa che arriva da chi fa della semplificazione della politica uno dei suoi cavalli di battaglia e pensa bene di complicare in questo modo la suddivisione territoriale in Umbria, una regione che non raggiunge neppure i 900.000 abitanti. Mario Fioriti Segretario provinciale Partito socialista Perugia

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La riforma Gelmini: confronto a più voci (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del 09-11-2008)

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PROVINCIA 09-11-2008 INIZIATIVA LA «SCUOLA DEI GENITORI» La riforma Gelmini: confronto a più voci COLLECCHIO Gian Carlo Zanacca II Riapre l'ormai storica «Scuola dei genitori» di Collecchio, tanto apprezzata negli anni scorsi: con due serate a tema prende il via la quindicesima edizione degli incontri tra famiglie ed esperti del settore, voluta ed organizzata dall'assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Collecchio in collaborazione con la parrocchia, l'Istituto comprensivo, nonché grazie all'appoggio di diverse agenzie educative spesso a contatto con i ragazzi, attive nell'ambito del territorio comunale. Educazione Pensati e progettati per sostenere il percorso educativo dei bambini e dei ragazzi nel rapporto quotidiano con i genitori ed i famigliari, gli appuntamenti di quest'anno aprono volutamente con l'attualità: giovedì 20 novembre, alle 21, all'au- ditorium di Casa I Prati, il pedagogista Aluisi Tosolini affronterà il tema della riforma Gelmini, con un incontro intitolato «La scuola sta cambiando, aiutiamo i genitori a capire». Salute Ancora attualità, stavolta legata alla salute dei bambini durante il passaggio tra autunno ed inverno: lunedì 1 dicembre alle 20.45 al teatro della scuola «Verdi» il pediatra Davide Angelucci dedicherà il suo intervento al cambio di stagione, ovvero come affrontarlo con la medicina naturale e una corretta alimentazione. Alla serata parteciperà anche il maestro di judo Davide Albertini. Informazioni Per accedere agli incontri non è necessaria l'iscrizione ma è richiesta la puntualità: per maggiori informazioni su due appuntamenti è possibile chiamare Barbara (tel. 0521.805719) o Roberta (tel. 0521.802520).

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GIULIANOVA - Seconda notte trascorsa nella palestra al piano terra del Liceo Scientifico e ieri matt... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi GIULIANOVA - Seconda notte trascorsa nella palestra al piano terra del Liceo Scientifico e ieri mattina l'occupazione è proseguita, anche se molti hanno preferito entrare in classe per seguire le lezioni. Tutto si è svolto, comunque, con molta calma e la preside Madia Potenza la sera della prima occupazione ha fatto una capatina a scuola perfino attorno a mezzanotte. E ieri mattina la stessa preside ha convocato i rappresentanti d'Istituto dei genitori per metterli al corrente di quanto avvenuto in questi giorni. Gli studenti occupanti saranno al Liceo nella giornata di oggi e domani mattina, da quello che si è appreso, chiederanno l'autogestione per continuare nella protesta contro il decreto della ministra Gelmini ed attuare eventualmente altre iniziative. F.M.

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]L'onda di proteste non si arresta, ma perde forza e vigore. Ieri in piazza del Popolo ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di CHIARA BOIANI ]L'onda di proteste non si arresta, ma perde forza e vigore. Ieri in piazza del Popolo ad urlare slogan contro il ministro dell'istruzione Gelmini c'erano appena un centinaio di ragazzi. Mancavano all'appello i docenti, i rappresentanti sindacali Unicobas, i membri del comitato autonomo "genitori ed insegnati" e gli universitari della Pesaro Studi. I ragazzi del collettivo "Zero in Kondotta" e del centro sociale "Oltrefrontiera" avevano esteso l'invito anche a loro. E invece all'appuntamento molti non si sono presentati, cancellando in un batter d'occhio la speranza di poter superare il record di presenze registrato sette giorni prima Adesioni a parte, la manifestazione di ieri non può comunque definirsi un totale fallimento. I ragazzi presenti hanno partecipato con entusiasmo e convinzione al corteo di protesta, accompagnando con slogan e striscioni il tragitto che dal campus scolastico li ha portati in piazza del Popolo. Qui lo sciopero anti Gelmini è entrato nel vivo e gli studenti, guidati dai rappresentanti del collettivo "Zero in Kondotta", si sono alternati al microfono, contestando, articolo dopo articolo, i contenuti delle leggi 133 e 137 maggiormente incriminati. «Abbiamo parlato - spiega Fabio Lucchini, rappresentante del collettivo studentesco - dei provvedimenti della riforma che riteniamo sbagliati. Quelli dedicati ai tagli alla scuola e al personale, alla bocciatura per il voto in condotta o alla possibile istituzione di classi ghetto per gli immigrati. E' vero, la partecipazione non è stata eccezionale, ma allo sciopero erano comunque rappresentate tutte le scuole di Pesaro. Mancavano i membri del comitato "genitori e insegnati", che hanno preferito non aderire alla protesta, e i docenti. In ogni caso noi organizzatori siamo soddisfatti». E sulla percentuale di adesione alla protesta glissa anche Amir, studente del liceo scientifico e membro del collettivo: «In piazza c'erano un centinaio di ragazzi, ma sul numero di partecipanti non avevamo alcuna aspettativa. La nostra era una manifestazione apartitica, ma di sinistra. E questo ha inevitabilmente condizionato l'adesione degli studenti. La mobilitazione comunque non termina qui, lo sciopero di oggi (ieri, ndr) è solo un punto di partenza. Ci saranno altre iniziative e assemblee in città per continuare a sensibilizzare l'opinione pubblica La nostra preoccupazione più grande è che paino piano le voci di protesta siano messe a tacere. Ottobre è stato un mese caldo, la mobilitazione degli studenti ha interessato tutta l'Italia e i mass media ne hanno parlato molto. Ma non bisogna accontentarsi, la legge Gelmini non è stata ancora bloccata».

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Una delle prime attività avviate nel liceo Scientifico Masci, che da ieri mattina è... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di ALFREDO D'ALESSANDRO Una delle prime attività avviate nel liceo Scientifico Masci, che da ieri mattina è occupato dopo il voto plebiscitario dell'assemblea, è stata la cosiddetta "peer education" ovvero gli studenti più grandi che fanno lezione ai più piccoli, dalla matematica alla storia al latino. Ma le proposte degli studenti su come trascorrere i giorni dell'occupazione, prevista almeno fino a mercoledì, sono almeno una quindicina: spiccano i corsi di blues, di punk e chitarra ma anche educazione sessuale mentre ieri mattina c'era chi giocava a scacchi e chi si dedicava ad un corso sull'evoluzione dei moduli calcistici. Nel complesso, ed aspettando la prima notte, una giornata trascorsa ad organizzarsi e ad organizzare i prossimi giorni quando partiranno di dibattiti e cineforum. Gli insegnanti entrano ed escono mentre il servizio d'ordine tiene sotto controllo tutti gli accessi, sia nella sede centrale di via Vernia che presso la vicina succursale del Seminario, quasi 500 alunni ciascuna. La prima giornata di occupazione è iniziata con l'assemblea del biennio, seguita da quella del triennio, poi c'è stata anche qualche lezione, ma non più di cinque alunni per classe, mentre alla succursale si preparavano striscioni colorati. «Questa è un'occupazione con diritto di studio - sottolinea Luigi Lollo - ci sono studenti di destra e di sinistra: noi non cacciamo i professori i quali entrano in classe e chiedono agli alunni se vogliono fare lezione. Se la classe non è d'accordo il professore esce». Per Stefano Sulpizio, altro rappresentante d'istituto, «il nostro obiettivo non è far ritirare il decreto Gelmini visto che è già legge ma far capire che siamo capaci di organizzarci e che continueremo a portare avanti la nostra protesta». Dietro di noi - dicono un po' tutti allo Scientifico - non ci sono partiti nè collettivi tant'è che al corteo non si sono viste bandiere. Per questa notte - dicono ancora gli studenti - ci siamo organizzando: nella scuola potranno dormire solo i maggiorenni, una decina». Luca Urbanucci, invece, è nella palestra, trasformata in una sorta di punto di coordinamento che riceve e trascrive idee e proposte e che tiene il polso della situazione. «I professori - dice - hanno fatto uno sportello d'ascolto, ci sono state lezioni di filosofia e psicologia ma la cosa davvero positiva è la grande partecipazione e l'appoggio di diversi professori. Ci stiamo organizzando anche per il volantinaggio e per un giornalino dell'occupazione».

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Numeri preoccupanti che rischiano di far precipitare l'Università aquilana verso il declas... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Numeri preoccupanti che rischiano di far precipitare l'Università aquilana verso il declassamento. Il Comitato professori associati dell'Università dell'Aquila, rappresentata in Senato accademico e nel CdA, ha espresso «viva preoccupazione» per i dati del ministero Università e Ricerca pubblicati dal "Sole 24 Ore", che collocano l'Ateneo aquilano tra i «non virtuosi», per i quali il rapporto tra spese per il personale e Fondo di Funzionamento ordinario supera il 90%. Lo stesso quotidiano - si afferma in una nota - riferisce che è in atto un contenzioso tecnico tra Ateneo e Ministero sull'effettivo valore del rapporto, che in ogni caso è prossimo al valore limite ammesso. Le università italiane «non virtuose» sarebbero solo sette in tutta Italia. Alla luce dell'ultimo Decreto legge emanato due giorni fa dal governo su iniziativa del ministro Gelmini - prosegue la nota firmata dai professori Pierluigi Beomonte Zobel (Consigliere di Amministrazione) e Marco Valenti (membro del Senato accademico) - la collocazione di un Ateneo nel gruppo dei non virtuosi risulterà fortemente penalizzante in termini di funanziamento e opportunità di inserimento di nuovi ricercatori: «Di fatto, questo può comportare il rischio di una progressiva esclusione dell'Ateneo aquilano dal sistema universitario nazionale e il declino di una delle poche risorse strategiche per la città». Il Comitato è «fortemente convinto che alcune scelte condotte dal management dell'Ateneo in questi anni siano state sbagliate», ma ritiene «prioritario che le istituzioni pubbliche dell'Aquila e le forze sociali e culturali attivino ogni possibile iniziativa per scongiurare il rischio concreto che il Ministero declassi l'Ateneo». A.D.M.

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Un lungo serpentone formato da professori, maestre e alunni che ha paralizzato il centro storico. La... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di MASSIMO MORICI Un lungo serpentone formato da professori, maestre e alunni che ha paralizzato il centro storico. La fiaccolata contro i tagli all'istruzione previsti dal ministro Maria Stella Gelmini ieri sera ha mandato in tilt per due ore il traffico nel centro storico. «Siamo in 2500», dice al microfono Luciano Montesi, ex assessore provinciale e maestro elementare, tra i promotori del "Coordinamento cittadino in difesa della scuola pubblica" che ha organizzato il corteo. Per la polizia i manifestanti sono circa 500. A vigilare la fiaccolata anche due pattuglie dei carabinieri e tre auto della polizia muncipale, che hanno fermato il traffico. Il corteo si è radunato alle 17 nel piazzale di fronte allo stadio Comunale, dietro l'istituto di via Rossini. «Non sarà un corteo solo politico», afferma Montesi al microfono. Ma gli slogan e i cartelli sono indirizzati contro il ministro Gelmini e il presidente del consiglio Sivlio Berlusconi. Tra i manifestanti, i ragazzi del Centro sociale Mezza Canaja, in testa al corteo con il loro furgone. Molti gli studenti, rappresentati dai vari comitati. «Ma ci sono soprattutto i grandi», spiega Agnese Zambelli, della I E del liceo scientifico Enrico Medi. «Guarda - prosegue Vittoria Belogi della I A del liceo scientifico - sono molti di più i professori che gli studenti». La maggior parte dei partecipanti infatti è over 40 e fa parte del corpo docente dei vari istituti senigalliesi. «Non chiuderete le nostre scuole per dare i soldi a quelle private», tuona Montesi al microfono mentre guida il corteo che dal piazzale dello Stadio si è snodato lungo il Misa per poi sfilare accanto ai Portici Ercolani. E a marcare il colore politico della fiaccolata, la presenza di alcuni membri della giunta. Simone Ceresoni, assessore all'Ambiente, al corteo in veste di insegnante di scuola primaria. Con lui il sindaco Luana Angeloni - anche lei è una maestra, anche se non sale in cattedra da tempo - e Fabrizio Volpini, assessore ai Servizi Sociali. Si rivede anche un ex, Luigi Rebecchini (il "sexy assessore al Turismo del Caterraduno" dimessosi lo scorso anno), professore in un istituto superiore. Presenti in modo massiccio anche i genitori. «Temiamo che la nostra scuola con appena 50 allievi venga chiusa«, dice Leonardo Mangialardi, membro del comitato dei genitori delle scuole della frazione di S.Angelo. Pochi metri più dietro i genitori degli istituti cittadini. «Siamo contro i tagli all'Istruzione, per questo abbiamo deciso di formare il coordinamento», dice Eleonora Primavera, una mamma di 25 anni della scuola Puccini. Il corteo si ferma in Piazza del Duca. «Raccoglieremo le firme per un Consiglio comunale straordinario che impegni formalmente il Comune», dice Montesi. In mattinata invece gli studenti del liceo Perticari assieme ai professori (tranne due) hanno deciso di fare lezione all'aperto in segno di protesta. «Vogliamo fare scuola evidenziando il malcontento», ha spiegato Rossana Mariani, professoressa di matematica.

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A Jenne spetta il primato di paese più vecchio della provincia di Roma, con ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 09-11-2008)

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Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi di ANTONIO SCATTONI A Jenne spetta il primato di paese più vecchio della provincia di Roma, con una percentuale del 39,4% di over 64, seguito subito a ruota da altri piccoli centri montani della Valle dell'Aniene. Gli altri tre municipi, tutti con meno di mille residenti, sono Vivaro Romano (33,8%), Percile (33,2%) e Vallepietra (31,8%). I dati emergono dal rapporto Eures (Ricerche Economiche e Sociali) commissionato dall'assessorato alle Politiche del lavoro e della qualità della vita della Provincia di Roma. Gli over 64 hanno paura sopratutto delle malattie e della morte (31,2%), poi della noia e della solitudine (30,5%) e della dipendenza dagli altri (29%), mentre è il Comune l'istituzione che sentono più vicina alle loro esigenze (46%), seguono la Provincia (34,6%), la Regione (34%), il Governo e il Parlamento (30,5%). A Jenne, il paese più vecchio, il sindaco ha anche presentato alla Regione un piano per migliorare la loro qualità di vita: «Abbiamo già realizzato in parte - dichiara Sante Flamini - un centro di accoglienza come forma di aggregazione. Il progetto prevede anche la costruzione di una struttura per adibirla a palestra per anziani fragili, con la speranza che la Regione ci finanzi pure l'acquisto di un'ambulanza, considerando che il posto di 118 più vicino è a Subiaco ma è dotato di un solo automezzo e deve servire una vasto comprensorio montano. Il nostro piccolo comune ha due esigenze primarie: salvare la scuola elementare dai tagli del decreto Gelmini e potenziare i servizi ai nostri vecchi».

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Gli universitari della Capitale hanno disertato la prima assemblea nazionale del movimento studentes... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 09 Novembre 2008 Chiudi Gli universitari della Capitale hanno disertato la prima assemblea nazionale del movimento studentesco: l'appuntamento era per ieri al centro didattico universitario di Firenze, a pochi chilometri da Sesto Fiorentino, dove il 6 ottobre, con l'occupazione del Polo scientifico, è partita l'«onda anomala» contro la Legge 133 e la riforma Gelmini. L'assenza degli «Atenei in mobilitazione di Roma», primi fra tutti de La Sapienza, era stata annunciata con una mail, dove, ricordando gli appuntamenti nazionali già in programma, era spiegato: «Non siamo stati contattati. Non abbiamo capito di cosa si discuterà. Non vorremmo che qualcuno stesse pensando di costruire un'assemblea di una parte del movimento, lontano dallo spirito unitario che ha generato l'onda anomala». Nessuna rottura, dice Francesco Epifani, leader degli Studenti di sinistra toscani e fra gli organizzatori della riunione fiorentina: «Con Roma c'è stato solo un fraintendimento. Il 14, 15 e 16 saremo a Roma per la manifestazione e per l'assemblea nazionale». Nell'assemblea fiorentina qualcuno ha proposto di portare a Roma tante gomme da cancellare per dire «non ci cancellerete», per poi regalarle a un'associazione di volontariato. E chi ha rispolverato l'dea della bandiera della pace da appendere alle finestre. La versione «onda» è semplice: lenzuolo bianco con scritto «No alla 133». Intanto, questa mattina «Porte aperte a La Sapienza» dove, per l'intera giornata, si terranno dibattiti e convegni aperti al pubblico, ma anche giochi e intrattenimenti per i bambini. Momenti di musica e spettacolo si alterneranno ad altri di riflessione per discutere con docenti, studenti e cittadini del futuro degli atenei e della protesta contro i tagli all'Università previsti dal governo. All'iniziativa, organizzata dagli studenti delle diverse facoltà de La Sapienza, parteciperà tra gli altri la direttrice della scuola Iqbal Masih.

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due nuove specializzazioni all'agrario (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Cecina Due nuove specializzazioni all'Agrario Dal prossimo anno per gli studenti di terza i rami biologico e chimico Più qualifiche per il proseguimento degli studi o per il lavoro CECINA. Tempi difficili per le scuole, alle prese con la protesta anti Gelmini e i tagli. Nonostante tutto, l'istituto tecnico agrario di Cecina ha fatto un passo avanti con l'istituzione dal prossimo anno scolastico di due curvature, ovvero due specializzazioni. Il collegio dei docenti del "Marco Polo-Cattaneo" le ha approvate all'unanimità nell'ultima riunione. Non è difficile capirne il motivo: permetteranno agli studenti di specializzarsi, affrontando l'università o l'ingresso nel mondo del lavoro con conoscenze specifiche. Cinzia Francalacci, responsabile del piano offerta formativa e della qualità della scuola, spiega che gli indirizzi (tutela dell'ambiente e agroindustriale) interesseranno i ragazzi delle terze dal 2009-2010. Per la scuola presieduta dal professor Luigi Di Pietro è una novità assoluta, introdotta per rimanere al passo con i tempi e regalare un'opportunità in più a chi studia. Le specializzazioni sono collegate al territorio, che nel nostro caso offre molteplici occasioni di approfondimento viste le grandi potenzialità in campo agricolo con la produzione di squisite tipicità. Fatto l'esame di Stato, dunque, gli alunni saranno periti agrari con specializzazione nel ramo biologico, che interesserà la tutela dell'ambiente e la progettazione delle aree verdi, e chimico, che riguarderà la filiera dell'olio e del vino. «Gli studenti - afferma Francalacci - potranno qualificarsi ottenendo maggiori conoscenze da spendere nel proseguimento degli studi o nel lavoro». Insomma, una base solida che non solo in teoria aiuterà i diplomati, visto che da anni l'istituto offre occasioni per svolgere tirocini nelle aziende del territorio e fare pratica. L'agrario, per completare il piano delle curvature, ha attivato anche progetti scuola lavoro, sommelier, orti e vigneti didattici, analisi della produzione dello spumante e sistemazione a verde delle aree scolastiche, ai quali si aggiungono le visite guidate alla fattoria di Poggio Gagliardo. L'istituto, che ha sede in via Marrucci, è di recente formazione ed è strategico per il territorio: a sud è presente soltanto a Grosseto, a nord a Pescia e dunque può contare su un bacino di utenza ampio. I ragazzi, durante le lezioni, utilizzano laboratori chimici e biologici per completare la preparazione. Ma, conferma la professoressa, il raggio di azione è più ampio, e la prova viene dalla visita alla Fiera Cavalli di Verona, rassegna internazionale che permetterà agli alunni di approfondire un altro aspetto. A oggi, i corsi completi sono due, ma le classi sono dodici perché alle sezioni A e B si aggiungono la prima e la seconda C. Le iscrizioni sono destinate a crescere. Dal giugno scorso, l'istituto cecinese vanta il secondo livello di qualità europea (Efqm), che certifica il potenziamento informatico, l'insegnamento e la comunicazione visiva. Michele Falorni

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studenti in piazza contro la legge gelmini (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)

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Pagina 14 - Udine Studenti in piazza contro la legge Gelmini Corteo dalle scuole e manifestazione in piazza Indipendenza LA PROTESTA CERVIGNANO. Cervignano scende in piazza per il diritto allo studio. Un'ottantina di ragazzi, tra universitari e studenti degli istituti superiori cittadini, ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione culturale, organizzata in piazza Indipendenza dal Comitato Arci Bassa Friulana e Isontino, per fare il punto sull'istruzione in Italia. All'iniziativa, ha preso parte anche un gruppo di studenti degli Istituti superiori Cervignanesi, non molto numeroso, ad onor del vero. Molti ragazzi, infatti, hanno preferito frequentare regolarmente le lezioni. «Mi aspettavo molta più gente - spiega Adriano Casola, rappresentante di Istituto del Liceo Einstein - Soprattutto dell'Isis Malignani. Secondo me tanti ragazzi non hanno partecipato alla protesta per paura di andare contro la volontà degli insegnanti, molti dei quali hanno tentato, nei giorni scorsi, di reprimere l'iniziativa. Ad ogni modo - ha aggiunto lo studente - sono ugualmente soddisfatto, soprattutto come cittadino. Ognuno di noi deve avere la possibilità di manifestare per rendere migliore la nostra società». E in fatto di presenze non si scompongono nemmeno i rappresentanti dell'Arci Bassa friulana. «Al di là dei numeri - ribadisce il presidente Giorgio Morsut - quello che conta è la qualità dell'evento. Non credo che la nostra connotazione politica possa ad ogni buon conto aver influenzato l'afflusso di persone. Penso piuttosto che non tutti abbiano la forza di partecipare ad una manifestazione di protesta». Aggiunge Federico Gratton dell'Arci: «L'obiettivo di questa giornata è stato quello di comprendere in modo più approfondito i riflessi che questa riforma avrà sulla scuola italiana. Era giusto portare anche a Cervignano queste problematiche». La manifestazione è iniziata con un dibattito pubblico tra studenti, rappresentanti sindacali e ricercatori universitari, che hanno affrontato numerosi punti della riforma Gelmini, che tanto preoccupa i giovani. E per allietare la mattinata di informazione i ragazzi hanno potuto ascoltare dal vivo un concerto dei Groovin'High, studenti del Conservatorio di Trieste. Alle 13.30, il dibattito si è spostato al Centro Civico di via Trieste dove, dopo il pranzo sociale, a partire dalle 15, si sono tenute alcune lezioni divulgative aperte al pubblico su temi di ricerca universitaria, che hanno fatto registrare il tutto esaurito. (e.m.)

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Il razzismo dei cattivi maestri: "Gelmini? Non è un essere umano" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

n. 269 del 2008-11-09 pagina 1 Il razzismo dei cattivi maestri: "Gelmini? Non è un essere umano" di Maria Giovanna Maglie Il caso. Lo scrittore Andrea Camilleri, venerato guru della sinistra, usa parole inqualificabili contro il ministro dell'Istruzione. E purtroppo è in buona compagnia... L?ira del Pdl: "Pd provinciale, ridicolo e astioso" Andrea Camilleri dice che il ministro Mariastella Gelmini non è un essere umano. Andrea Camilleri si comporta tanto male e dà lezioni cattive, pericolose, ai giovani, anche perché è in folta compagnia. L?Italia pullula di comunisti non pentiti, nonostante le ignominie rivelate dalla storia, di negatori dell?11 Settembre che siedono al Parlamento europeo quando non sono impegnati a ballare con tanto di parrucca al Maurizio Costanzo show, di moralisti, anzi di fustigatori della morale, e forcaioli senza dubbi, che dei conti propri personali e di come hanno amministrato quelli del loro partito non ritengono di dover mai rispondere, di ex presidenti del Consiglio che stringono lieti la mano all?iraniano Ahmadinejad, di ex ministri degli Esteri che da ministri sono andati a spasso con esponenti di Hamas, insomma terroristi. Non hanno mai ritenuto costoro di dover rispondere delle azioni commesse. L?Italia è piena di personaggi che praticano ogni giorno indisturbati il doppiopesismo, termine francamente brutto mai sufficientemente chiaro. Lidia Ravera può dire che Condoleezza Rice è una scimmia più che una donna, il suo non è razzismo. Il professor Veronesi può dare degli animali stolti e primordiali a coloro che danno alla vita umana un valore diverso da quello che gli attribuisce lui, anche questo non è razzismo, tantomeno prevaricazione. Giovanna Melandri può dichiarare indignata che lei in Kenya ci va solo per ragioni umanitarie, giammai a casa di Briatore, anche se ci sono le fotografie che la vedono danzare scatenata col medesimo. Se gli ex terroristi rossi sono tutti fuori si è per fortuna sanata una ferita della nostra storia, se Francesca Mambro, che ha fatto più galera di tutti, è recuperata alla società, è una buona madre, e fa un lavoro davvero socialmente utile, ottiene la libertà condizionale, è uno scandalo che esige riparazione. Tutto così, in una ruota insopportabile che rischia di succhiarci il cervello, sì, anche a noi che al conformismo resistiamo. Il nostro, non da solo ma in testa alla classifica, è il miglior produttore di cattivi maestri, quelli che «se lo fanno gli altri mi indigno e li sbrano, se lo faccio io avrò le mie buone ragioni». Insomma, se il premier Berlusconi, sbagliando a mio modesto parere, si fa scappare un?innocua battuta sull?abbronzatura di Barack Obama, il coretto degli indignati speciali che gridano al razzismo si esercita senza freni. Vagli a spiegare che nei giorni che seguono l?elezione di un presidente degli Stati Uniti nero, che non è neanche eccezionalmente bravo, strillare al razzista è patetico nonché ridicolo. Niente, loro chiedono misure severissime. Poi capita che Massimo D?Alema chiami il ministro Renato Brunetta «un energumeno tascabile», laddove tascabile, nel loro linguaggio politically correct, dovrebbe essere proprio proibito. Niente, va bene così, anzi è sana dialettica. Ora è di nuovo toccato a Camilleri farne una delle sue. L?uomo ci ha abituati alle sue sortite che nessuno può non dico stigmatizzare ma neanche criticare. Il partito comunista, amato e rimpianto senza una sola remora, la fede marxista mai rinnegata, nel nome dei gulag, i girotondi, eversivi quanto inutili, entusiasticamente corteggiati, con tanto di creazione per la piazza di cinque «poemi incivili», ora, come poteva mancare, il tour delle scuole in rivolta, senza neanche sapere il perché, contro la riforma della scuola e l?attuale ministro della Pubblica Istruzione, reo di tentare un cambiamento che in Italia non s?ha da fare: Andrea Camilleri avrà pure compiuto in settembre ottantatré fantastici anni vissuti a suon di sigarette, catarro, carattere notoriamente brutto, e milioni di copie di gialli venduti Dio solo sa spiegare perché, ma a gettarsi nell?ultima polemica per dare una mano a modo suo non potrebbe mai rinunciare. Infatti giovedì scorso si è infilato in un liceo classico romano, il Mamiani, ha infiammato un?assemblea e tenuto uno dei suoi discorsetti da intellettuale che non conosce tramonto, spiegando ai ragazzi che per lui «Mariastella Gelmini di sicuro non è un essere umano», e che «dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos?è». C?era naturalmente il cronista de L?Unità che ha riferito, e la gloriosa attività del Maestro è finita all?attenzione di politici e media. Camilleri però stavolta un piacere alla sua sinistra amata non lo ha fatto, al contrario ha costretto molti dei critici implacabili di Mariastella Gelmini a dissociarsi, in nome, se non altro dell?emergenza educativa che nessuno dovrebbe poter negare. Sai quanto gliene importa dell?emergenza al Maestro Camilleri, che ha campato una vita in Rai da dirigente, e poi ha fatto i miliardi scrivendo libri in finto siciliano. Gentile Maestro, l?età avanzata e il grande successo, creda, sono altrettante fortune smisurate, ma non costituiscono alibi per andare in giro a pronunciare parole infami, tanto più perché indirizzate a un pubblico di giovani, facilmente influenzabili, se non plagiabili. Si riguardi, stia di più a casa, rifletta sulla saggezza e il distacco che una lunga vita dovrebbe regalare. Quanto a noi, i doppiopesisti li inseguiremo con sano accanimento. Maria Giovanna Maglie © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Gli studenti di nuovo in piazza, a Roma scontri con la polizia (sezione: Scuola)

( da "Panorama.it" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

- Italia - http://blog.panorama.it/italia - Gli studenti di nuovo in piazza, a Roma scontri con la polizia Posted By redazione On 7/11/2008 @ 17:23 In Headlines, NotiziaHome | 3 Comments [1] Le proteste studentesche riprendono vigore. In tutta Italia. Con molti cortei, disagi per il traffico e qualche disordine. A Roma incidenti alla stazione Ostiense tra le forze dell'ordine e i manifestanti del corteo degli universitari e delle scuole superiori. Gli studenti avevano tentato di occupare i binari correndo verso un'entrata laterale ma sono stati caricati dalla polizia ai cancelli, come hanno riferito gli stessi manifestanti. Subito dopo i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro e oggetti contro le forze dell'ordine. Piazzale Ostiense è stato subito presidiato dalla polizia. Nel corso degli scontri durante il corteo è rimasto ferito un giovane, colpito alla testa. Altre persone sono rimaste invece contuse, tra questi un poliziotto e una giornalista. Alcuni manifestanti denunciano di essere stati colpiti "dalle manganellate della polizia". Il corteo si è poi diretto alla Sapienza da dove stamani era partita la manifestazione degli universitari. La polizia ha fatto comunque sapere che alla stazione Ostiense "non ha effettuato nessuna carica contro gli studenti". La questura di Roma, inoltre, ha sottolineato che "verso la fine della manifestazione un migliaio di studenti invece di dirigersi verso l'università come pattuito con i dirigenti dell'ordine pubblico, ha tentato di bloccare la circolazione ferroviaria alla stazione Ostiense. Le forze dell'ordine hanno schierato un contingente, in numero ridotto rispetto ai manifestanti, davanti all'ingresso della stazione". Da quel momento, precisa la questura, "i manifestanti hanno lanciato bottiglie ed altri oggetti verso gli agenti che hanno respinto il corteo. Numerosi sono stati gli agenti feriti". Intanto le mobilitazioni contro la riforma della scuola, e all'indomani dell'approvazione di quella sull'università in Consiglio dei ministri, non si fermano. Oltre a Roma a Milano, dove il segretario regionale lombardo della Cgil funzione pubblica Vincenzo Moriello, ha detto: "Siamo 60 mila". In piazza Duomo infatti uno spezzone del corteo degli studenti si è aggiunto alla manifestazione dei dipendenti pubblici, in sciopero oggi. A Pisa occupati alcuni binari della stazione dai partecipanti alla manifestazione in corso da stamani cui stanno prendendo parte sia studenti universitari che medi. Accesi anche fumogeni. A Macerata studenti delle scuole superiori e dell'Assemblea permanente No133 hanno dato vita a un corteo che si è snodato per le vie del centro. Duemila, secondo gli studenti, i partecipanti; un'assemblea in strada ha creato disagi al traffico. Mentre a Cagliari un corteo di 5.000 studenti universitari e delle medie superiori sta attraversando le vie della città per protestare contro la legge 133 sulla riforma della scuola dell'università. Tensione a Chivasso, al termine di un corteo studentesco di protesta: una cinquantina di ragazzi ha cercato di entrare in un liceo dove si stava facendo lezione, dopo l'intervento dei carabinieri la situazione è tornata calma. A Napoli è partito da piazza Mancini il corteo degli studenti medi e universitari campani che protestano contro i decreti Gelmini. Sono migliaia i manifestanti che attraversano corso Umberto, chiuso al traffico con forti disagi per gli automobilisti. Diversi gruppi hanno affisso all'ingresso della sede dell'agenzia di lavoro interinale Adecco e della sede regionale della Corte dei conti in via Marina dei manifesti con sopra scritto: "Attenzione, generatore di crisi". A Palermo una ventina di studenti ha dato vita ad un corteo partito dalla cittadella universitaria, è riuscita a entrare all'interno dell'atrio del rettorato di Palazzo Steri. Una occupazione simbolica, seguita da un centinaio di manifestanti rimasti all'esterno del cancello. [2] GALLERY

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Dialogo sempre ma all'arroganza non ci sto proprio (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 9 Novembre 2008 La nostra scuola Dialogo sempre ma all?arroganza non ci sto proprio Gli studenti del Rossi sanno bene che a me interessa soprattutto farli crescere   Quando le cose ordinarie, quasi ovvie, diventano notizia. La norma, ri-approvata all'unanimità dal Consiglio di Istituto del Rossi lo scorso 2 ottobre, contenuta nell'art.22 relativo alle "Assenze degli allievi", così recita : "In caso di astensione collettiva di un'intera mattinata da parte degli studenti, il Consiglio di classe è tenuto a valutare i provvedimenti da adottare". È lecito ad un preside non-applicare una norma? Possono gli studenti, come noi tutti, scegliersi quali leggi o norme rispettare e quali no? Qui in gioco c'è la democrazia come metodo e come contenuto. Questa è educazione alla legalità! So bene che una cosa normale, in un contesto che nel frattempo si è modificato, rischia di essere letta con tutt'altri significati. Ma è pur necessario aiutare a leggere bene le cose, prima di criticarle. C'è poi un altro fattore, che per me viene prima: il vecchio Socrate ci aveva insegnato, con la vita, che le norme che si considerano sbagliate prima vanno applicate e rispettate e poi criticate: anzi, il migliore modo per criticarle è proprio applicarle, per farne emergere eventuali contraddizioni. Socrate ha sacrificato la sua vita per difendere il principio, cioè una legalità che va coniugata con la verità. Sono temi che andrebbero approfonditi e studiati bene: chi ricorda mai che Socrate stesso è stato fatto morire per decisione "democratica" dall'assemblea degli ateniesi, e Gesù dalla "piazza" di Gerusalemme? Valori e paradossi della libertà e della democrazia. Differenza sostanziale tra democrazia diretta e democrazia rappresentativa. Ma c'è di più: vorrei ricordare a tutti che in norma non esiste, per gli studenti, il diritto di sciopero. Una questione sulla quale nessuno è mai voluto intervenire, un po' all'italiana, mentre sono chiare le indicazioni e prescrizioni, da Berlinguer alla Gelmini, sui diritti e doveri degli studenti. Scelte che, ovviamente, ognuno può approvare o criticare, ma queste sono, sino ad oggi. L'altro giorno, in assemblea di istituto, ho invitato gli studenti a sfruttare bene le occasioni delle assemblee, anche di classe, per approfondire questi ed altri aspetti, dicendo loro che la conoscenza è il miglior viatico per la maturazione di un proprio punto di vista critico, e non ideologico. La cosa buffa è che nessuno tra gli studenti in assemblea di istituto mi ha posto il problema qui sollevato, nessuno ha presentato critiche. L'ovazione positiva che, anzi, mi è stata riservata da parte degli stessi studenti devo dire che mi ha un po' imbarazzato, segno concreto, evidentemente, del fatto che gli studenti del Rossi sanno bene che sono sempre disponibile al dialogo. E sanno bene che per me ciò che conta è dare comunque una mano per aiutarli a crescere come persone capaci di affrontare i problemi della vita con vera coscienza critica, non con banalità ideologiche o strumentalizzazioni politiche pro o contro. Cultura, dunque, non ideologia! Proprio per questo non ho potuto approvare l'intervento, via telefono, di uno studente di una sigla sindacale che non conosco, il quale pretendeva, con modi arroganti, di dirmi quello che devo o non devo fare. Dialogo sempre, arroganza no! Perchè non ricordare che tanti genitori mi hanno ringraziato per questa scelta di coerenza e di informazione alle famiglie? Ai rappresentanti degli studenti del Rossi in Consiglio di Istituto che, giorni addietro, mi hanno posto la questione qui dibattuta ho risposto che, come è giusto, sarà tema di discussione del prossimo consiglio di istituto. Come democrazia vuole. * Preside del Rossi  

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Parla la Gelmini, via la stampa (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 9 Novembre 2008 SCUOLA. Ministra applaudita da Confindustria alla presentazione della riforma dell?istruzione Parla la Gelmini, via la stampa   ROMA Ha difeso la riforma, applaudita da Confindustria, lasciando i giornalisti fuori dalla sala: il ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini è intervenuta al convegno dei direttori Confindustria a Sanremo, ma quando ha preso la parola, i giornalisti sono stati allontanati: «Era previsto», dicono al ministero, «che il seminario fosse a porte chiuse». Confindustria conferma. La Federazione nazionale della stampa giudica «inaccettabile» l?episodio: «Chiediamo al governo di abbandonare questo atteggiamento di fastidio», si legge nel comunicato del sindacato. Roberto Di Giovan Paolo (Pd) polemizza: «Che segreti aveva Gelmini da riferire agli industriali?». «La riforma va continuata», dice il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia. «Alcune riduzioni di spesa andavano effettuate: ora però bisogna investire in merito, qualità e tecnologie». Intanto l?ex presidente della Repubblica Cossiga scrive al capo della polizia Manganelli: «Lasci che i manifestanti facciano danni, perché un?efficace politica dell?ordine pubblico ha bisogno del consenso popolare, che si forma sulla paura», scrive. «Servirebbe che devastassero negozi o strade oppure che ferissero in modo grave un poliziotto o un passante, meglio se vecchio o bambino».  

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Elezioni studentesche La Lega sfonda al Rossi (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 9 Novembre 2008 IL CASO. All?Itis di Vicenza incamerano l?80% dei voti, al Chilesotti di Thiene il 55%: «Premiata la politica dei fatti, siamo molto diversi da chi ha idee sinistrorse» Elezioni studentesche La Lega sfonda al Rossi Gli eletti hanno tra i 17 e 18 anni, foto di Bossi in camera e tessera da anni «Niente sciopero contro la riforma Gelmini, ma solo per il federalismo» Molti giovani purtroppo si stanno perdendo con la droga, meglio avere ideali politici Il prof mi invitò a togliere la camicia verde, mi rifiutai. Non lo chiese a chi aveva la maglia del Che     Roberta Bassan Il mito? Umberto Bossi. La foto della vita attaccata al letto della camera? Umberto Bossi. Il sabato sera ideale? Un comizio di Umberto Bossi. Il sogno? Neppure una titubanza: «Diventare presidente della Nazione Veneto, intesa come Stato e vicino al Popolo». Parla così Nicola Pinton di Sandrigo, due mesi alla maggiore età, quarta elettronica all?Istituto Rossi. «Tutti voti tra il sei e mezzo e sette», sussurrano i suoi amici. Uno che se gli chiedi la bozza Calderoli è capacissimo di mandarti a memoria almeno un paio di articoli. Non ci si può stupire. Da ragazzino, terza media o giù di lì, si era già «stancato dei compagni di classe che parlavano di comunismo» e aveva scoperto la Lega Nord leggendo i programmi elettorali: «Ho capito che rispecchiavano ciò che pensavo io: la politica dei fatti e padroni a casa nostra». Tanto impegno premiato. Sì, perché quest?anno al Rossi la Lega spopola. Cantano i dati delle ultime elezioni studentesche e sono musica per i giovani leghisti. Nicola Pinton e il coordinatore provinciale degli studenti Paolo Stivanin, di casa a Vicenza, uno che ha in tasca la tessera dell?Azione cattolica e della Lega e ha convinto pure mamma e papà incerti tra Berlusconi e Bossi, si sono presentati nella lista ?Enjoy Freedom? del Rossi e hanno fatto capotto portando a casa, insieme anche ad un altro studente in lista non tesserato, qualcosa come 766 voti su 976 studenti, sfiorando la percentuale dell?80%. Solo loro due hanno incassato 900 preferenze, il triplo dello scorso anno. Il quarto eletto, dell?altra lista, «uno - dicono - con idee sinistrose» ha ottenuto 82 voti, appena l?8%. La lista non era ufficialmente targata Carroccio: «Mica ci potevamo presentare come Lega Nord - dicono - c?è ancora una certa titubanza, rischi poi di venire bollato. Però tutti sanno che siamo leghisti, sia tra i professori che tra i ragazzi». Come quella volta, accadde un paio d?anni fa, che Stivanin si presentò in classe con la camicia verde. «Un insegnante mi invitò a toglierla, mi rifiutai. Non era lo stesso trattamento riservato a chi veniva in classe con la maglia di Che Guevara, magari non sapendo neppure chi fosse. Ora per fortuna le cose sono cambiate, con i docenti c?è un buon rapporto, il preside è eccezionale, pronto al dialogo». La Lega sfonda non solo al Rossi, ma anche all?Itis Chilesotti di Thiene: la lista con i leghisti in campo ha ottenuto 250 voti su 450 studenti, oltre il 55%, piazzando in consiglio d?Istituto due tesserati. Qual è la chiave del successo? «La linea dei fatti - ribadisce Nicola Pinton - non utilizzare il voto solo per avere crediti, ma girare per le classi, essere a disposizione concreta degli studenti, portare miglioramenti nella scuola, affrontare i problemi per risolverli». In cosa si sentono diversi «dai sinistrosi»? É un coro: «Il modo di rapportarsi diretto con le persone». Il futuro? «Allargarsi alle altre scuole. Quest?anno avevamo provato al Fogazzaro, ma per il momento non ci siamo riusciti, le ragazze guardano più a sinistra». I sogni? «Meglio avere un ideale che perdersi e, purtroppo molti giovani con la droga stanno perdendo la via». La scuola del futuro? Parla Stivanin, uno che a scuola ci è andato pure il 30 ottobre scorso, giorno del mega-sciopero nazionale contro la riforma Gelmini: «Nelle piazze oggi vediamo sfilare migliaia di studenti purtroppo strumentalizzati dai sindacati. Il problema sono i 15 studenti per docente della Calabria, sono ancora il 20% di diplomati con 100/100, casualmente sempre calabresi. Chi manifesta, anche con le migliori intenzioni, finisce per difendere i privilegi di chi considera la scuola un ufficio di collocamento per le università meridionali. Noi scenderemo in piazza solo per il federalismo, per chiedere a qualsiasi governo di riconoscere, e quindi di porre fine, al razzismo culturale ai danni degli studenti veneti». La campanella del Rossi è suonata da un pezzo: «Vado, sono animatore Acr, i ragazzi mi aspettano».

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Nelle emergenze diamo il meglio, nella routine il peggio (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 9 Novembre 2008 Peste&corna Nelle emergenze diamo il meglio, nella routine il peggio C?è chi ha scritto che il nostro «non è un Paese per giovani», ma io non lo baratto con nessun altro   «L?Italia non è un Paese per giovani», ha scritto un settimanale. Siamo d?accordo anche se noi, l?abbiamo detto tante volte, non lo baratteremmo con nessun altro al mondo. Ma noi abbiamo settant?anni suonati e a questa età non si cambia più, neanche la moglie. O, se si cambia, si cambia in peggio. Se avessi otto - dieci lustri di meno, emigrerei negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, in Germania, in Svezia. Anche in Cina. L?Italia di oggi non è più quella di ieri, quella che ci ha visto affrancati dalla tutela domestica e lanciati con le nostre sole forze nel procelloso pelago della vita. Non erano tempi facili, ma sicuramente non erano difficili come quelli attuali. Eravamo appena usciti da una guerra sbagliata e sciagurata, cha avevamo perso con disonore (pensate alla fuga di «re sciaboletta» e di quell?ingrato, inveterato voltagabbana che fu Badoglio, che dal regime aveva avuto tutto). Io, nato nel 1937, ricordo bene l?Italia del dopoguerra. Eravamo in ginocchio, le spalle al muro, le lacrime agli occhi, eppure ci rialzammo, ci rimboccammo le maniche e, a cavallo degli anni Cinquanta-Sessanta, facemmo tutti insieme il più prodigioso dei miracoli: quello economico. Un miracolo che ci valse l?Oscar della lira. Siamo un popolo con mille difetti, incomprensibili e imperdonabili magagne, ma anche con tante virtù. Il meglio di noi lo diamo nelle emergenze, come lo diedero gli altri due Paesi sconfitti: la Germania e il Giappone. Il meglio lo diamo nelle emergenze; il peggio, nella routine. Ma la buona sorte bisogna meritarla, non ti piove dal cielo come manna. Oggi passiamo un gran brutto momento. C?è solo un modo per superarlo: fare bene e fino in fondo il nostro dovere. Non sono più tempi di compromessi, esitazioni, doppi o tripli giochi. Non sono più tempi di opportunismo e trasformismo. Basta con le clientele, le baronie (universitarie e no), i clan, vere e proprie cosche. Capisco i giovani che se ne vogliono andare perché vogliono studiare come Dio comanda, perché vogliono fare ricerca, trovare un posto di lavoro, lanciarsi nel mondo. Un mondo dominato da Internet, un mondo brutalmente globalizzato. La scuola è quella che è e la riforma Gelmini è sacrosanta. Tremonti ha tagliato tanti fondi perché un Paese con tremilioni e trecentomila miliardi (quanti euro?) di debito pubblico deve rassegnarsi ai sacrifici. Chi, negli ultimi trenta quarant?anni ha governato, anzi sgovernato, è il responsabile del gigantesco deficit. Tangentopoli ha scoperto il vaso di Pandora e mostrato all?opinione pubblica fino a che punto di corruzione, ma anche d?insipienza, era arrivata la nostra classe «dirigente». Tutta, nessun partito escluso. I nostri odierni guai non li dobbiamo mettere solo nel conto dei venti di guerra e delle perdite che hanno investito la Borsa di Wall Street e quelle del resto del mondo. Li dobbiamo soprattutto al consociativismo, all?inciucio degli anni Settanta e Ottanta, quando chi governava trescava sottobanco con l?opposizione, spartendosi con essa la torta. Nessun controllo di nessuno su nessuno. Ognuno faceva i propri comodi e comodacci, tirava l?acqua al proprio mulino. Chi si affaccia alla vita ha bisogno d?ideali e di valori, di cui hanno bisogno anche gli adulti. Ha bisogno di punti di riferimento, di ancoraggi morali, di buoni maestri. Ce ne sono, di buoni maestri, ma non abbastanza per andar incontro a dare una mano a tutti i giovani scontenti. Il Sessantotto, se ha cercato, senza riuscirvi, di secolarizzare la società, ha colpe gravissime. Ha irriso gli ideali, fatto strame dei valori, smantellato le gerarchie fondate sul merito. Insomma, ha sovvertito tutto il sovvertibile. Siamo, come sempre, in ritardo e il prezzo più salato lo stanno pagando quelli che nel Sessantotto non erano ancora nati.  

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Nei licei finite le occupazioni degli studenti (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 9 Novembre 2008 A BRESCIA Nei licei finite le occupazioni degli studenti   Finisce la stagione delle occupazioni, delle autogestioni e delle cogestioni. Da domani mattina gli studenti delle superiori bresciane torneranno in classe per riprendere il trantran quotidiano. Anche quelli del liceo classico «Arnaldo», dove venerdì si è conclusa l?occupazione. Ma la protesta contro la «Riforma Gelmini» non si ferma. I ragazzi sanno che non possono saltare all?infinito spiegazioni e interrogazioni, e cercano altre forme per rendere visibile il loro dissenso. Per la settimana che si apre bisognerà attendersi notti bianche e lezioni in piazza. 15

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<Mondo più ospitale? Con Obama si può> (sezione: Scuola)

( da "Brescia Oggi" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Domenica 9 Novembre 2008 CASTEGNATO. L?assenza del ministro Gelmini non ferma il sit-in di protesta contro la riforma «Mondo più ospitale? Con Obama si può»   Annunciato, come l?assenza del ministro Maria Stella Gelmini, un sit-in di protesta contro la riforma della scuola ha aperto ieri a Castegnato il convegno «La terra che cura-saggezza della natura e comunità sostenibili» organizzato dalla Fondazione Cogeme. Studenti e ricercatori hanno affisso uno striscione e distribuito volantini alle centinaia di persone che affollavano il centro civico. Maria Stella Gelmini ha comunque virtualmente partecipato alla tavola rotonda con un messaggio letto in apertura dei lavori, in cui ha dichiarato di «sostenere senza riserve le rivendicazioni della Carta della terra e lo sviluppo sostenibile attraverso lo strumento dell?istruzione». Ma a stregare la platea sono stati gli interventi di altre due donne, ovvero Henriette Rasmussen, 58 enne radiogiornalista Inuit, già ministro degli affari sociali della Groenlandia, fondatrice del Forum permanente per le popolazioni indigene dell?Onu ed Caren Trujillo, discendente dell?antichissima tribù Yaqui, che pratica e insegna metodi di medicina tradizionale, studiando le erbe medicinali in tutto il mondo. «L?elezione di Obama a presidente degli Stati Uniti - ha osservato la Trujillo - apre scenari incoraggianti per uno sviluppo globale compatibile e rispettoso dell?ambiente». G.C.C.

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Università/ Di Pietro: Governo preso con mani nella (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università/ Di Pietro: Governo preso con mani nella marmellata Positivo che facciano marcia indietro postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 9 nov. (Apcom) - "Questa idea di passare in disegno di leggo ciò che era decreto di legge è un'idea che dimostra come il Governo sia stato preso con le mani nella marmellata". Lo dice a Palermo il leader di Italia dei valori Antonio Di Pietro a proposito della riforma del ministro Gelmini sottolineando che "è positivo che facciano marcia indietro". Secondo Di Pietro "il danno fatto si può recuperare solo tornando indietro, rimettendo i soldi che sono stati tolti". "Il Governo - ha ricordato Di Pietro - ha dovuto prendere atto grazie alle manifestazioni di protesta che con la scuola non si scherza e non si può lasciare al ministro dell'Economia la riforma scolastica".

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Emergenza scuola: l'alternativa Pd (sezione: Scuola)

( da "Quotidiano.it, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Emergenza scuola: l'alternativa Pd Fermo | Il partito organizza un dibattito per discutere le conseguenze sul territorio della Legge Gelmini. di Redazione La locandina dell'incontro Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4 “L?emergenza scuola non riguarda solo i tagli indiscriminati all?istruzione e alla ricerca, ma anche la soppressione dei piccoli istituti, una trentina in tutto e non solo nell?entroterra”, con queste parole Rosanna Vittori, responsabile Scuola e Formazione del Pd per la provincia di Fermo, invita quanti interessati a partecipare al dibattito “Scuola e territorio: la nostra idea non è quella del Governo”. L?incontro si svolgerà lunedì 10 nelle sale del Palazzo Francescani di Montegranaro a partire dalle 17.45, sarà introdotto da Sergio Lupetti, coordinatore del Circolo Pd di Montegranaro e presenziato dall?On. Letizia De Torre, membro della Commissione Istruzione della Camera dei Deputati, da Paolo Petrini, vicepresidente della Regione Marche e da Renato Vallesi, capogruppo Pd per la provincia di Ascoli Piceno. “L?attuale politica del governo – continua Vittori – mira a squalificare la scuola pubblica italiana rendendo ancora più incerto il futuro nazionale di un Paese che deve tutto alla sua capacità di elaborare cultura ed idee. Noi riteniamo, al contrario del governo, che i territori debbano dotarsi di un sistema qualificato di scuole e che la nascente provincia fermana dovrà puntare sul sistema della conoscenza come garanzia strategica per un futuro di qualità”. 09/11/2008

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Studenti e genitori in piazza contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Migliaia in corteo per difendere la scuola pubblica. Lezioni all'aperto al liceo classico Perticari Studenti e genitori in piazza contro la Gelmini SENIGALLIA - In migliaia in piazza per chiedere le dimissioni del ministro Gelmini, in una intensa giornata di proteste in difesa della scuola pubblica. La contestazione è iniziata la mattina con le lezioni aperte al liceo "Perticari" di via Rossini, per terminare nel pomeriggio con la fiaccolata che aveva per motto "Gelmini? No, grazie". I manifestanti hanno sfilato per le vie del centro storico simulando il funerale della scuola pubblica. Ad aprire il corteo un camion, noleggiato per l'occasione. All'estremità due pupazzi in grembiulino appesi e a seguire un lungo serpentone di gente munita di fiaccole. All'iniziativa hanno partecipato tutti i comitati spontanei sorti nelle ultime settimane e confluiti nel più vasto "Coordinamento per la difesa delle scuola pubblica". Tra i contestatori erano presenti, genitori, insegnanti, personale Ata e studenti, ai quali si sono uniti anche comuni cittadini, non direttamente coinvolti dalla riforma Gelmini, ma che comunque hanno voluto sostenere la protesta in difesa del diritto all'istruzione. Tra la folla anche studenti universitari e politici, in carica e di precedenti amministrazioni. Uno di loro, che ha avuto un ruolo attivo nel ricordare, microfono alla mano, ciò che sta avvenendo, è stato l'ex assessore nonchè insegnante Luciano Montesi. Affidati a striscioni e cartelli gli aspetti contestati della nuova riforma, partendo dalle classi extra-large. "Nelle classi da 31 non impara più nessuno" o ancora "taglia taglia e la scuola raglia". A richiamare la perdita della qualità dell'istruzione, vittima certa della riforma per i manifestanti, i cappelli con le orecchie da asino che alcuni hanno indossato. Altri sono venuti in grembiulino. C'è chi il cartello se lo è appeso al collo e chi, in versione uomo-sandwich, ne ha indossati addirittura due. "Perchè tagliare una scuola che vale?" recitava un altro manifesto. Alta l'attenzione anche sulla ricerca, destinata a fare una finaccia. Eppure qualcuno ha voluto ricordare che dei suoi frutti ne ha giovato anche chi governa. "Berlusconi - riportava il manifesto affisso al lato del camion -, è solo grazie alla ricerca che hai i capelli". I maestri, che non vogliono diventare unici, hanno scritto a chiare lettere "non vogliamo sparire". Striscioni appesi anche fuori dal liceo classico "Perticari" per rivendicare una "scuola attiva" e sottolineare che "anche l'operaio vuole il figlio dottore". E' stata l'unica scuola che ha inscenato la protesta già dalle prime ore del mattino. Ginnasiali e liceali hanno abbandonato le aule per seguire le lezioni all'aria aperta. "Riteniamo che l'ordinamento delle scuole primarie - spiegano i rappresentanti degli studenti - non debba essere modificato in maniera così netta, in quanto è uno dei più funzionali a livello europeo". Anche loro hanno partecipato alla fiaccolata partita intorno alle 17.30 dallo stadio "Bianchelli". Il corteo ha imboccato il ponte Garibaldi, sfilato lungo via dei Portici Ercolani, attraversato via Manni, piazza del Duca, via Chiostergi per poi prendere corso 2 Giugno da piazza Saffi, fino al capolinea a piazza Roma. Il mondo scolastico e la città si sono fatti sentire ed hanno già annunciato che, se non dovesse bastare, sono pronti ad alzare ancora la voce. SABRINA MARINELLI,

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"A rischio il futuro dei servizi" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

L'assessore Ceresoni "A rischio il futuro dei servizi" SENIGALLIA Nel dibattito sulla scuola pubblica si inserisce anche il vicesindaco Ceresoni, esternando il proprio dissenso verso la riforma Tremonti-Gelmini. "Siamo di fronte al serio pericolo di avere una scuola più essenziale commenta l'assessore alla pubblica istruzione -, povera nei contenuti e nei modelli organizzativi, più "bacchettona" con i voti in condotta e "i suoi grembiulini" , forse più adeguata alle esigenze di mercato e di controllo sociale e a plasmare nuove generazioni di consumatori. Siamo di fronte al pericolo di avere una scuola sempre meno capace di veicolare il patrimonio di saperi e conoscenze, di educare al dialogo, di promuovere il pluralismo e di formare i buoni cittadini di domani, cioè uomini e donne capaci di orientarsi nella complessità e determinare le scelte più adeguate per sé e per gli altri". Aggiunge inoltre: "Anche a Senigallia, ove il sistema educativo è un'eccellenza per qualità dell'offerta formativa e per il livello dei servizi erogati a sostegno e supporto dell'azione di insegnamento e apprendimento, nel breve periodo potremo trovarci di fronte alla riduzione della qualità della scuola, a una compressione dei servizi scolastici fino ad ora offerti e a maggiori disagi per gli studenti e le famiglie che l'ente locale non sarà in grado di alleviare completamente".

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Scuola, in corteo contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

La manifestazione organizzata dal collettivo Zero in condotta Scuola, in corteo contro i tagli pesaro - Contro i tagli ai fondi per la scuola, al personale, contro la bocciatura per lo zero in condotta, contro la privatizzazione della scuola pubblica, contro gli esami di riparazione e contro l'aumento del costo dei libri di testo. E contro le classi ghetto per i migranti. Sono scesi in piazza ieri mattina. Il corteo di scioperanti (foto), organizzato dal Collettivo Zero in condotta di Pesaro - è partito dal campus scolastico per finire in piazza del Popolo dove i ragazzi hanno dato inizio ad un'assemblea pubblica. Abbiamo parlato insieme dei problemi della scuola, della legge Gelmini e del nostro futuro - ha detto Amir, referente del Collettivo - ; siamo soddisfatti del risultato finale anche se i numeri non erano elevati. Eravamo un centinaio circa e in piazza si sono aggiunti in molti. In maggioranza eravamo i ragazzi del Campus scolastico e dell'istituto artistico. La nostra intenzione è quella di proseguire contro la legge. In programma il collettivo studentesco ha organizzato a breve altre iniziative e assemblee pubbliche. V.G.,

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"Siamo a favore della riforma Gelmini" (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Affisso uno striscione di Azione Universitaria al corso di laurea in Mediazione linguistica "Siamo a favore della riforma Gelmini" CIVITANOVA - Uno striscione per dar voce alla "maggioranza silenziosa". E' stato apposto dagli esponenti di Azione Giovani, Azione Universitaria ed Azione Studentesca di fronte al corso di laurea di mediazione linguistica del'Università di Macerata organizzato a Civitanova. Iniziativa cui è seguita un'azione di volantinaggio. I ragazzi delle associazioni di destra intendono difendere in tutto e per tutto la riforma Gelmini e la legge 133 (quella che prevede tagli all'Università). "Abbiamo spiegato riferisce Veronica Fortuna di Azione Giovani che non è obbligatoria la trasformazione delle Università in Fondazioni. Come non è vero che la decisione di trasformarsi in Fondazioni comporti, automaticamente, un aumento delle rette universitarie. Anzi, gli atenei che hanno tasse troppo elevate saranno penalizzate. Chiaro che le Università potranno aprirsi al finanziamento privato ma ciò non significa che saranno privatizzate: rimarrà statale la "governance" dell'ateneo che continuerà anche a ricevere fondi pubblici". Una posizione radicalmente diversa rispetto a quella espressa in questi giorni da chi contesta il provvedimento del ministro, che soprattutto entra nel merito dele decisioni assunte o proposte e ne dà una lettura in contrasto con i timori espressi a più riprese. "Insomma - continua l'esponente di Azione Universitaria, che vuol, dare la giusta dimensione della portata delle proteste - a noi preme sottolineare che c'è una grande maggioranza silenziosa che in questi giorni di contestazione non ha manifestato, non ha occupato e vuole semplicemente continuare a studiare, senza piegarsi alla strumentalizzazione politica di chi utilizza le giovani generazioni per pura e semplice propaganda".

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<I tagli incidono sul modo di fare scuola> <Non ci saranno licenziamenti, ma pochi sbocchi per i precari> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

«I tagli incidono sul modo di fare scuola» «Non ci saranno licenziamenti, ma pochi sbocchi per i precari» È un ritorno a casa quello di Franco Venturella, nuovo direttore dell'Ufficio scolastico provinciale di Vicenza che da meno di una settimana si è insediato nel palazzo di Borgo Scroffa 2 subentrando a Pasquale Palumbo, giunto al pensionamento, nella guida dell'ex provveditorato. Due anni fa aveva lasciato l'Usp di Vicenza dove si occupava del settore Interventi Educativi per assumere la reggenza di quello di Padova. Dalla poltrona di nuovo capo della scuola vicentina, il dirigente ha risposto alle domande del Gazzettino.Direttore Venturella, com'era la scuola vicentina che ha lasciato qualche anno fa e come si aspetta di trovarla ora?«Credo non ci siano stati grandi cambiamenti nel giro di due anni. La scuola vicentina è una realtà di avanguardia, molto progettuale. Per prima si è lanciata in progetti di sperimentazione e innovazione che hanno riguardato non solo gli ordinamenti, ma anche la didattica con parecchi istituti che si sono impegnati a rendere più efficace il processo di insegnamento-apprendimento. Un altro fronte sul quale la Vicenza si è impegnata molto è quello dell'integrazione degli alunni stranieri. È stata trovata una via vicentina all'integrazione che ha dato buoni risultati tanto da poter fungere da esempio per altre realtà italiane».L'Ufficio scolastico però ha sofferto di tagli al personale che aveva l'incarico di sviluppare e coordinare progetti riguardanti, tra gli altri temi, proprio l'integrazione degli alunni stranieri...«Sì, ma la situazione ora è leggermente migliorata. Pur nella ristrettezza delle risorse, siamo tornati ad avere dei docenti che, esonerati dall'insegnamento, seguono per noi alcuni progetti».Come vive questo momento di grande tensione nel mondo della scuola in seguito alla riforma Gelmini?«Lo vivo come un momento difficile. Da una parte credo fosse necessario portare a compimento dei cambiamenti. Cambiamenti che riguardano il ruolo della scuola in un contesto sociale che è fortemente mutato. C'è l'esigenza di una maggiore qualità ed efficienza, di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi, di trovare soluzioni a quello che resta ancora un grosso problema, cioè la dispersione scolastica. Purtroppo però non si è avuto modo di riflettere e aprire al dialogo tra le diverse componenti del mondo della scuola. Ecco perché ritengo che riprendere il dialogo sia la via più opportuna da percorrere, anche se alcune linee sono già state fissate. Il problema più grande è il disagio diffuso nella nostra società, che non riguarda solo la scuola. Un disagio che attraversa il mondo degli adolescenti che si sentono deprivati del loro futuro. I giovani reclamano una centralità che per molto tempo è stata loro sottratta. Mi auguro che quel che stiamo vivendo in queste settimane, questa ripresa di soggettività da parte degli studenti sia valorizzata e gli adulti li ascoltino. Credo sia importante trovare strade condivise per rispondere a bisogni urgenti».Pesanti tagli, ritorno al maestro unico, riduzione dell'orario scolastico. Per ora si tratta solo di parole. Come ritiene sarà il passaggio ai fatti quando la riforma entrerà a regime?«È difficile dirlo. Conosciamo le linee generali di questa riforma, ma attendiamo che tutto questo si trasformi in dispositivi regolamentari. Aspettiamo di capire in quale maniera queste scelte saranno compatibili con l'obiettivo di mantenere gli stessi livelli di qualità».A lei toccherà il compito di applicare i provvedimenti per la provincia di Vicenza. Ritiene sarà un compito difficile?«Certamente lo sarà. Cercheremo di trovare la strada più indolore possibile, verificando la compatibilità di quel che dice la legge con le esperienze maturate nelle singole scuole, perché non venga meno il servizio offerto in questi anni».La riduzione dell'organico quanto inciderà?«Non conosciamo l'entità di questo impatto. Sappiamo solo che inciderà sul modo stesso di fare scuola».Si troverà costretto a licenziare qualcuno?«Non ci sarà questo fenomeno. Ma gli insegnanti o gli Ata che aspiravano all'assunzione dovranno attendere più tempo per essere inseriti, insomma chi è in graduatoria potrebbe non avere degli sbocchi, ci sarà una riorganizzazione».Riorganizzazione pericolosa per il futuro della scuola?«Bisogna verificare cosa produce tutto ciò. Certamente dopo i tagli bisognerà riflettere seriamente per dare ossigeno al sistema della formazione. Perché se scuola e formazione sono un investimento per la società, credo che i risparmi vadano ripartiti in altri settori».Per quale motivo lei ritiene che tutto sia stato fatto così velocemente?«Ci sono state preoccupazioni di natura finanziaria, si è ritenuto di poter razionalizzare il sistema scolastico e di evitare gli sprechi presenti. I tempi sono stati molto veloci e non c'è stata possibilità di riflettere insieme. Questo è un elemento che ha provocato la rottura tra governo e società civile».Che rapporto c'è tra scuole pubbliche e parificate?«Direi che andiamo sempre più verso forme di collaborazione più che di contrapposizione. Oggi abbiamo un sistema integrato tra istituzioni pubbliche e private. Anche queste ultime sono riconosciute a livello formativo. Certo, si tratta di eliminare quelle situazioni di diplomifici che in passato hanno dato una immagine negativa alle scuole private. Penso però che ognuno debba essere sostenuto nella possibilità di una scelta libera. Scuole pubbliche e private sono anche accomunate dai tagli. Tagli che potrebbero avere effetti negativi anche in quelle istituzioni parificate che svolgono compiti importanti, come le scuole dell'infanzia, la maggior parte delle quali è a gestione privata. Queste scuole svolgono un ruolo meritorio e sarebbe grave se fossero costrette a scomparire. Lo Stato deve dare la garanzia che questo non accadrà».Cosa metterà di suo nella gestione dell'Usp?«Cercherò di dare il primato alla relazione nelle persone. C'è bisogno di rinnovare i rapporti all'interno dell'Usp e tra questo e gli altri enti del territorio per costruire insieme rapporti utili per la crescita degli studenti».Cosa si augura per la scuola vicentina?«Mi auguro che la scuola recuperi un forte senso di appartenenza alla società, che non sia autoreferenziale, ma capace di dialogare col territorio e dia sempre più spazio al protagonismo studentesco. La partecipazione democratica aiuta i ragazzi a prepararsi alla vita successiva. Si tratta in fondo di potenziare alcune esperienze che qui stanno maturando. Bisogna coltivare le eccellenze, ma anche accompagnare i ragazzi fragili e in difficoltà. Gli insegnanti devono diventare compagni di viaggio e punti di riferimento autorevoli per gli studenti, di cui si devono prendere cura, come ci insegna il messaggio che don Milani ci ha lasciato».Laura Pilastro

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Bellotti e Avezzù: <L'Università rischia la chiusura> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

DECRETO GELMINI Bellotti e Avezzù: «L'Università rischia la chiusura» Cur a rischio chiusura con il decreto Gelmini sulle università.L'allarme arriva addirittura dal centrodestra. Sì, proprio i rappresentanti locali del Pdl che sostengono il governo in cui opera il ministro per l'Istruzione si stanno mobilitando per fermare un'ipotesi che potrebbe diventare certezza una volta che il decreto sia trasformato in legge dello Stato. «Abbiamo scoperto che tra le pieghe normative ci sono passaggi molto preoccupanti per le sorti della nostra sede universitaria - ha esordito il capogruppo forzista Paolo Avezzù - Si parla di premi anche fino a 500 milioni di euro per le università che hanno sedi staccate dove funzionano corsi di non primaria importanza. Il Consorzio universitario di Rovigo è nato e in parte ancora funziona proprio con la collaborazione degli atenei di Padova e Ferrara che hanno portato in città alcuni corsi di studi. A questo punto Rovigo rischia di finire nel mare magnum delle università che potrebbero essere tagliate».Un ben triste destino per il Cur. Classificato come una "bad university" senza colpe. E' sorto infatti con fondatori - finanziatori completamente locali: Comune, Provincia, Camera di commercio e Fondazione della Cariparo. Non basta: alle università di Ferrara e Padova non costa un euro. Si autofinanzia e oltretutto, pur essendo partito con qualche centinaio di studenti, è decollato fino a far segnare nell'anno accademico appena aperto circa duemila iscritti con anche due corsi di laurea magistrale completamente autonomi, giurisprudenza con indirizzo comunitario e scienze della formazione.«Adesso è necessario capire al più presto che rischi corriamo - ha aggiunto Avezzù - Poi occorre iniziare subito il processo che porti all'autonomia del Cur. Già nel corso dell'estate, quindi in tempi non sospetti, insieme all'onorevole Luca Bellotti e al professor Onofrio Donzelli chiedemmo che si aprisse il dibattito per portare la nostra università a svincolarsi dalla subalternità con Ferrara e Padova». Le mosse da fare adesso sono poche ma essenziali. «Dobbiamo cercare di modificare in parlamento questo passaggio del decreto - ha spiegato l'onorevole Bellotti - Poi occorre metter mano allo statuto che va riscritto stabilendo la piena autonomia dell'università di Rovigo». Tuttavia, perché il Cur cammini senza le stampelle di Ferrara e Padova servono più risorse. L'autonomia insomma si misura in milioni di euro. Gli statuti non bastano.«Per questo crediamo sia venuto il momento che grandi società che nel Polesine stanno investendo tante risorse, si interessino anche della formazione accademica dei nostri giovani - ha chiuso Bellotti - Mi riferisco a Enel ed Edison che vogliono realizzare in Polesine un polo energetico e potrebbero diventare finanziatori dell'università».Franco Pavan

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Scuola, Confindustria promuove la riforma (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Giornalisti allontanati, il ministro: «È una scelta dell?organizzazione». La Fnsi: il governo ci lasci lavorare Scuola, Confindustria promuove la riforma La presidente Marcegaglia incontra la Gelmini: taglia i costi e fa ordine RomaNOSTRA REDAZIONENon bastavano gli studenti. È scontro tra Mariastella Gelmini e i giornalisti. Il ministro dell'Istruzione sostiene di non aver mai chiesto di allontanare i giornalisti dall'Hotel Royal di Sanremo, dove era ospite agli Stati generali della Confindustria. «È stata una scelta dell'organizzazione», spiega il ministero dell'Istruzione in una nota ufficiale. L'associazione di Viale dell'Astronomia conferma: il seminario doveva svolgersi a porte chiuse. Storie, ribadisce la Federazione nazionale della stampa, che difende i suoi associati. È tutta colpa della Gelmini, dicono la Fnsi, l'associazione dei giornalisti liguri, l'opposizione: è stata lei a pretendere l'allontanamento. Intanto Emma Marcegaglia, presidente degli industriali e padrona di casa, interviene sui provvedimenti del governo, tendendo una mano al ministro: «È un decreto che taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri. La scuola italiana così com'è non va bene: a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così». Intanto la Procura di Bologna invia la Digos negli istituti superiori, facendo infuriare i Cub-scuola.Per la Gelmini, che da 20 giorni è sulla graticola, si apre un nuovo fronte di polemica: quello con la stampa. Già ampiamente battuto dal premier Silvio Berlusconi. Venerdì ha praticamente dato dell'imbecille in diretta a un giornalista americano, che gli chiedeva conto della battuta sull'abbronzatura di Barack Obama. La Fnsi manda un mesaggio alla Gelmini e all'esecutivo tutto: «Chiediamo fermamente al governo di abbandonare questo atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare». Alla protesta degli uomini dei media si aggiunge quella tutta politica dell'opposizione: «Siamo curiosi di sapere che cosa dovesse dire in gran segreto il ministro Gelmini agli industriali - si domanda Roberto Di Giovanpaolo - perché il ministro dell'Istruzione ha paura dei giornalisti?».Tutti contro Mariastella? Non proprio. La Marcegaglia - che ha incontrato i giornalisti per raccontare i colloqui, tutt'altro che segreti, con la Gelmini - ritiene il decreto, inviso all'Onda e al Pd, sacrosanto. Ma solo un passo avanti verso una meta ancora lontana. Dice la Marcegaglia: «Va proseguita la volontà di riforma del sistema. Le ultime aperture fatte sui ricercatori, l'attenzione al merito e all'efficienza degli Atenei sono significative e siamo convinti che la riforma della scuola e dell'Università sia molto importante. Abbiamo chiesto anche una riforma degli Istituti Tecnici per le nostre imprese è un elemento fondamentale». Per quello che riguarda i tagli alla ricerca, Marcegaglia ha sottolineato che «ci sono riduzioni di spese che andavano fatte perché se guardiamo i parametri europei rispetto a quelli italiani, i nostri sono assolutamente fuori luogo. Adesso bisogna investire nel merito, nella qualità, nella tecnologia e nella autonomia».B.d.V.

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<I tagli alla scuola imposti da Tremonti> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

L?onorevole Luisa Santolini nella sede rodigina dell?Udc «I tagli alla scuola imposti da Tremonti» La situazione di grave crisi della scuola, dei malesseri e delle proteste che si stanno rafforzando a seguito della conversione in legge del Decreto Gelmini è stato al centro dell'intervento dell'on. Maria Luisia Santolini, dell'Udc compenente della Commissione cultura della Camera. Nell'incontro con gli iscritti e sinpatrizzanti dell'Udc polesana ha ben chiarito che i contenuti del Decreto «non hanno nulla a che vedere con una radicale riforma della sistema scolastico italiano ma si tratta esclusivamente di un provvedimento - diktat guidato dal ministro Tremonti per far quadrare i conti dei numerosi tagli imposti a tutti i ministeri dalla Legge Finanziaria che, blindata e non emendabile, rischia di essere approvata, anzi, meramente validata in tempi record nelle prossime settimane dal Parlamento».«Voto in condotta - ha aggiunto la parlamentare - voti espressi in forma decimale, maestro unico, gestione del tempo prolungato, blocco delle assunzioni dei precari, sono contenuti della norma che presi singolarmente non hanno impatti sconvolgenti sulle famiglie né, tantomeno, modificano sostanzialmente metodi didattici e la gestione complessiva della scuola italiana e, in questo senso, l'Udc si è astenuta». E ha sottolineato: «Purtroppo la molta disinformazione unita alla poca chiarezza dell'impianto del provvedimento sono stati elementi fondamentali sui quali le forze di opposizione di Sinistra, annichilite da una totale assenza di dialogo con la maggioranza e da una fatiscente azione di contrappeso alle decisioni del Governo, hanno colto al balzo l'opportunità per fomentare dissenso e mobilitare studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e famiglie». Anche le grandi manifestazioni che in questi giorni coinvolgono gli ambienti universitari di tutta Italia rischiano di essere politicamente strumentalizzate da corporativismi e interessi di bottega che sono ben lontani dal volere un serio cambiamento della Scuola.Molto vivace il dibattito che ne è seguito, anche con interventi che hanno toccato altri argomenti di economia e politica interna.Prima della conclusione l'on. Santolini ha affermato che «una vera riforma della sistema scolastico italiano dovrà prevedere quattro obiettivi di riferimento: l'autonomia degli istituti su livelli territoriali, la valutazione del merito e del risultato, la valorizzazione della dignità del lavoro degli insegnanti anche attraverso un adeguato riconoscimento retributivo, la libertà della scelta educativa delle famiglie per i propri figli».

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<Il sindaco dica chi sono i cattivi maestri degli studenti> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

LA LETTERA DI FORZA ITALIA «Il sindaco dica chi sono i cattivi maestri degli studenti» Montebelluna«Non c'è niente da fare». Lo dice Antonio Romeo. Nella diatriba tra i giovani di Forza Italia che chiedevano al sindaco di Montebelluna di presentare scuse pubbliche per averli definiti «intruppati come giovani Balilla» nella manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini svoltasi nei giorni scorsi in piazza Negrelli alla presenza del sindaco, dell'assessore alla Cultura Lucio De Bortoli e del consigliere comunale con delega alle condizioni giovanili, Loris Poloni, si inserisce il componente dei vertici comunali di Forza Italia Antonio Romeo.«Abbiamo capito - dice rivolgendosi a Laura Puppato, Antonio Romeo - che nel suo Dna non esiste il cromosoma 'ho sbagliato: chiedo scusa". «Ringrazio il sindaco - aggiunge Romeo - per aver ricordato Pietro Bertolini, già sindaco della nostra città, docente universitario, parlamentare e più volte ministro nel governo Giolitti. Ringrazio il sindaco anche perchè io sono tra i soci fondatori del Circolo culturale Pietro Bertolini e quindi anch'io mi identifico totalmente nell'esempio di questo nostro illustre cittadino. Sottoscrivo quindi l'amore che nutre il sindaco per le libertà collettive ed individuali e rispetto le sue idee politiche, delle quali non deve scusarsi con nessuno».«Ma non è di questo che voglio rispondere. Abbiamo contestato al primo cittadino di Montebelluna di aver definito i nostri giovani «intruppati come piccoli balilla». Solo di questo il Partito di Forza Italia- Popolo delle libertà di Montebelluna ha chiesto alla Puppato di scusarsi. Nella sua lettera di risposta il sindaco parla di «cattivi maestri». Vorremmo che si degnasse di chiarire chi sono questi «cattivi maestri» dei giovani che frequentano le nostre sedi. Io ho conosciuto i cattivi maestri quando ero nei carabinieri. Ho combattuto prima i terroristi neri e poi al fianco del colonnello Carlo Aberto Dalla Chiesa i terroristi delle Brigate Rosse che hanno distrutto la propria ed altrui vita grazie ad intellettuali vigliacchi di estrema destra e di estrema sinistra. Questi sono gli unici «maestri cattivi» che io conosco che al motto «va avanti tu che mi vien da ridere» vivevano spesso in splendide ville prima di scappare all'estero per evitare la galera. Questi sono gli unici «maestri cattivi» che io conosco che l'Italia conosce".«La parola 'ho sbagliato: chiedo scusa' per lei non esiste, lo abbiamo capito - riprende Romeo -. Tutti passiamo, passerà anche il sindaco. Una cosa è certa una rotonda in più, la raccolta differenziata, l'impegno ecologista, tutte iniziative delle quali siamo grati, non cancelleranno mai il senso della ineduatezza di questo sindaco a rappresentare idealmente tutti i montebellunesi".Luciano Beltramini

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<Protestano contro la riforma Gelmini e cancellano le gite scolastiche dei bimbi> Un genitore si ribella (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-11-2008)

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«Protestano contro la riforma Gelmini e cancellano le gite scolastiche dei bimbi» Un genitore si ribella Isola Vicentina - «Gli insegnanti protestano contro la riforma Gelmini, e possono anche avere le loro valide ragioni. Ma quelli di questo paese cancellano anche le gite scolastiche dei bambini. A questo mi ribello».È la lettera di un cittadino di Isola Vicentina (che chiede non venga reso pubblico il suo nome) quella che di seguito pubblichiamo.«Egregi Signori, è con mio profondo rammarico che sono a scriverVi questa lettera, per porre l'attenzione pubblica su quanto succede nella scuola di Isola Vicentina. Oggi(ieri, ndr) a tutti i genitori è stata fatta recapitare attraverso gli alunni una "Nota informativa". In pratica abbiamo scoperto, con grande stupore, che per protestare contro la riforma Gelmini, il corpo insegnanti della scuola del nostro paese ha sospeso tutte le attività previste nel Piano dell'Offerta Formativa, nonchè la gita annuale scolastica. A parte che non so se sia possibile a livello legale una cosa del genere ma, tralasciando l'aspetto giuridico della faccenda, non capisco come si possa dar luogo ad un sopruso ai danni di soggetti in questo caso passivi, che si pongono senza possibilità di confronto rispetto a questa decisione presa dal corpo insegnanti per protestare contro qualcosa di cui loro, i bambini, non sanno niente, se non per qualche notizia perecepita dai telegiornali, e soprattutto rispetto la quale non hanno nessuna voce in capitolo. Doppio stupore se poi questa cosa viene messa in atto da un corpo insegnanti, il quale dovrebbe avere una innata coscienza civica, sicuramente superiore alla media. Praticamente, in parole povere, questo gesto lo tradurrei in questo modo: «Siccome Giovanni ha dato uno schiaffo a me, io ne dò uno a te Luca, che essendo anche più piccolo non hai possibilità di reagire». Non posso che ribellarmi e, anche se potrei appoggiare la protesta per quanto riguarda la riforma Gelmini, non posso che dissentire totalmente da questo atteggiamento e cercare attraverso i mass media di rendere pubblico quanto succede in un piccolo paese del profondo nord est, che probabilmente non è un'isola solo di nome ma anche di fatto. Ritengo giusto che questa informazione diventi pubblica».(lettera firmata)

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Ricerca, protesta anche l'ex azzurro del volley (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Ricerca, protesta anche l'ex azzurro del volley Morsut con i dottorandi: «Ho lasciato lo sport per la bioscienza, ma ora dovrò andare negli Usa» PadovaNOSTRO SERVIZIOLa barba sempre folta, i riccioli ribelli, l'andatura dinoccolata. Tra i ricercatori e dottorandi che ieri mattina sono scesi in piazza a Padova, davanti al Pedrocchi, per protestare contro la riforma-Gelmini, c'era anche l'ex pallavolista Leonardo Morsut (nella foto). È il campione che nel giugno 2006, a 26 anni (sette dei quali in serie A1 collezionando anche 16 presenze in Nazionale), decise di lasciare il volley e di tornare sui banchi.Ovvero a fare il ricercatore. Accanto al cartello che illustra il suo lavoro sugli embrioni dei topi e le ricadute che può avere nello studio dei tumori, Morsut spiega: Nessun pentimento per la mia scelta. Anzi. Solo che ora non vedo chiaro il futuro. Se si va a minare il sistema dell'istruzione pubblica peggiorerà il livello della formazione. E questo sarà un grande problema per il Paese, perché noi ce ne andremo all'estero.Io probabilmente andrò negli Stati Uniti oppure in Nord Europa o Giappone spiega Morsut dove la Bioscienza è una materia sostenuta in maniera diversa rispetto all'Italia. Il punto è che i nostri atenei sono pieni di gente vecchia. Quello universitario è un sistema ritardato rispetto agli altri Stati, ma invece di pensare a una sua riforma strutturale si parla solo di tagli. Famiglie, anziani, turisti, tra loro anche qualche tifoso della squadra australiana di rugby al seguito della nazionale scesa in campo all'Euganeo contro l'Italia, si fermano a curiosare tra i pannelli che espongono alcune ricerche delle tredici facoltà dell'Università di Padova.Abbiamo cercato di portare la ricerca nel cuore della città spiega Gianni Monaco, portavoce padovano dell'associazione italiana dottorandi e dottori di ricerca per mostrare l'attività che ogni giorno svolgiamo nei nostri laboratori. Le aperture che sembra arrivino dal ministro Gelmini sono solo ufficiose. Noi vorremmo ci interpellasse per discutere anche delle nostre idee e proposte, per far capire agli italiani che la ricerca non è un lusso, ma una componente fondamentale per il Paese.Qualche centinaia di metri più avanti a scendere in piazza sono invece gli studenti di Medicina che, all'interno di un piccolo gazebo, misurano la pressione ai passanti.Vogliamo informare e non protestare dicono all'unisono Non siamo reazionari e la nostra iniziativa non è politica. Chiediamo una riforma dell'università, non dei tagli indiscriminati, perché in questo modo invece di puntare sui giovani si continuerà sempre a proteggere i soliti baroni.Matteo Bernardini

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La scuola respinge il vessillo "padano" <Ma i volantini Pd sono consentiti> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

LA POLEMICA La scuola respinge il vessillo "padano" «Ma i volantini Pd sono consentiti» VazzolaAmmainata la bandiera della Lega Nord. Il rappresentate della Lega Nord di Vazzola lamenta quanto accaduto venerdì sera, poco prima dell'avvio della serata dedicata a Federalismo fiscale e cave organizzata nelle scuole elementari di Tezze: «Avevamo appeso una bandiera della Lega Nord sopra i lenzuoli contro la riforma Gelmini che sono esposti all'esterno della scuola elementare spiega Luigino Tomasin - In vista della serata avevamo appeso la nostra bandiera sopra gli striscioni». Insomma, la bandiera della Lega sembrava più adatta alla serata degli striscioni di protesta issati contro la riforma della scuola e simbolo del dissenso che nelle ultime settimane ha attraversato il mondo scolastico allarmato per il suo futuro alla luce della nuove disposizioni del Ministro Gelmini. Poco prima dell'inizio dell'incontro il dietrofront: «Tre maestre presenti in sala si sono lamentate della presenza della bandiera all'esterno dell'edificio scolastico e ce l'hanno fatta rimuovere. Abbiamo visto che si sono fermate per un po' a seguire la serata e poi se ne sono andate». Sull'episodio la Lega annuncia un'interrogazione in consiglio comunale; l'ammaina bandiera insomma finirà sui banchi del consiglio: «In vista della prossima riunione annuncia Luigino Tomasin sui banchi della minoranza comunale per la Lega Nord - depositeremo un'interrogazione; tanto più che all'interno delle aule ho visto dei volantini del Partito Democratico. Sappiamo che non è possibile fare volantinaggio né esporre stemmi politici nelle scuole, ma chiediamo che valga per tutti e non solamente per alcuni».Er. Be.

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Più che un sit-in sembrava una vera e propria festa, con ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Più che un sit-in sembrava una vera e propria festa, con ... Più che un sit-in sembrava una vera e propria festa, con tanto di casse per ascoltare e ballare musica e un banchetto dove si offrivano invitanti torte al cioccolato: il liceo classico Marco Polo ha voluto portare in piazza la propria protesta anche con un po' di allegria. Alle nove di ieri mattina sono arrivati in Campo Santo Stefano i primi studenti, che hanno cominciato ad affiggere alcuni manifesti preparati durante l'autogestione.Il motivo del sit-in era infatti quello di mostrare alla gente cosa era stato prodotto durante le quattro giornate di gruppi studio e laboratori: chi ha partecipato al gruppo di analisi dei decreti ad esempio, distribuiva ieri un dettagliato dossier informativo sul decreto-legge 1108, 133 e sul piano programmatico del governo in materia d'istruzione.«Le proteste studentesche vi si poteva leggere all'inizio hanno spesso un grosso difetto: non sono documentate. Veniamo accusati di non saperci gestire, di manifestare il nostro dissenso in modo confuso ed impreciso».E ieri gli studenti del Marco Polo hanno cercato di dimostrare il contrario. Tutti gli accessi al campo erano bloccati da due ragazzi che fermavano i passanti compresi anche alcuni incuriositi turisti distribuendo loro dei volantini informativi e chiedendo un piccolo contributo finanziario.Dopo l'esperienza dell'autogestione infatti, secondo Antonio e Gaia, rappresentanti d'istituto del liceo, non bisognerebbe fermarsi: «Siamo quotidianamente in contatto con tutte le altre scuole di Venezia e anche noi il 14 novembre vorremmo andare a Roma per protestare contro la riforma Gelmini, ma il treno costa e chiediamo quindi fondi per questo importante viaggio».Nel frattempo, sempre ieri è arrivato il no dalla questura di Venezia per la festa che tutti gli istituti superiori veneziani volevano organizzare in Pescheria a Rialto: festa che si è invece spostata ai Magazzini del Sale, una sede che da circa un anno (da quando fu occupata non senza polemiche) è utilizzata per manifestazioni e iniziative studentesche e culturali.

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Licio Gelli vive in un paese libero che gli consente la ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Licio Gelli vive in un paese libero che gli consente la ... Licio Gelli vive in un paese libero che gli consente la libertà di fare un programma televisivo nel quale racconta la storia italiana alla sua maniera. L'Italia che avrebbe voluto col suo Piano di rinascita democratica non avrebbe concesso questa libertà. Il suo progetto, segnalato già dal 1976 dall'antiterrorismo, prevedeva: controllo del potere radiotelevisivo, revisione della Costituzione, riforma dell'ordinamento giudiziario, molto potere alle forze dell'ordine, sospensione dei sindacati, blocco dei contratti di lavoro ecc. E' questa Italia che Gelli probabilmente avrebbe voluto raccontare nelle sue trasmissioni.Il venerabile ha quasi 90 anni, c'è persino la voce che vogliano girare un film sulla sua vita, interprete nientemeno che George Clooney. Certo ha una storia anche avventurosa: ha combattuto con i fascisti la guerra di Spagna; ha fatto affari nell'Argentina di Peron; aveva un'importante fabbrica di materassi. Ha riempito per molti anni le cronache italiane e per almeno un decennio, dal 1981, ha invaso la vita italiana dopo lo scoppio dello scandalo P2 che stava per Propaganda2. Si chiamava così la loggia massonica deviata della quale Gelli era il venerabile gran maestro. Loggia alla quale erano affiliati personaggi dell'Italia di ieri potenti nell'Italia di oggi: industriali, giornalisti, politici. Giusto per fare due nomi che conoscono tutti: Vittorio Emanuele di Savoia e Silvio Berlusconi.Accusato di aver creato una struttura che voleva sovvertire lo Stato, Gelli fuggì in Svizzera dove fu arrestato mentre ritirava migliaia di dollari a Ginevra, ma evase e fuggì in Argentina. Si è costituito nel 1987, tra le sue condanne anche una per depistaggio al processo per la strage di Bologna. Dallo scandalo del Banco Ambrosiano alle manovre sulla casa editrice Rizzoli, nella biografia di Gelli ci sono le trame che portarono al fallimento della banca di Calvi e alla sua morte, sino alla scalata del Corriere della Sera. Mise il tutto a fuoco la Commissione parlamentare d'inchiesta sulla P2 presieduta dall'ex ministro veneto Tina Anselmi. In quelle pagine c'è la sconcertante fotografia di una certa Italia di quegli anni.Ogni tanto, consapevole che quello che dice può giovare o nuocere a qualcuno, Gelli parla. Puntualmente c'è chi si preoccupa o scandalizza, chi dilata e chi restringe. Certo rappresenta un passato che non vuole passare, forse meno pericoloso di quanto si è temuto, sicuramente più inquietante di quanto si è creduto.Che Gelli ritorni in tv su un'emittente privata, è un fatto che interessa il venerabile e la tv. Che si presenti dicendo Sono nato sotto il fascismo, sono fascista e morirò fascista non sorprende nessuno; al massimo è una conferma non richiesta. I suoi giudizi sui politici di oggi credo lascino il tempo che trovano. La sua sfiducia in Fini, gli elogi a Berlusconi e i complimenti alla Gelmini portatrice d'ordine non penso rappresentino un insegnamento da seguire o contro il quale scagliarsi. I personaggi citati non gliene sono sicuramente grati. Il vecchio signore non può dare lezioni di democrazia e nemmeno ergersi a maestro degli italiani. I suoi danni li ha fatti tutti, dei suoi consigli non si sente il bisogno. Che vada in tv e dica quello che gli piace, è il cuore nero di un passato che ogni tanto prova a ritornare. Ma chi vive chiuso in quel passato è fuori dal tempo.

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La situazione dell'Università italiana, ma quale ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

La situazione dell'Università italiana, ma quale ... La situazione dell'Università italiana, ma quale università. Così titolava qualche giorno fa uno degli incontri organizzati dagli studenti per parlare della condizione degli atenei sotto la scure della riforma-Gelmini. Un'Università che mentre da un lato non ha soldi per far crescere i cervelli giovani, dall'altro deve fare i conti anche con l'anagrafe. All'ateneo padovano, su duemilaquattrocento tra professori, ricercatori e assistenti, ben 537 fanno parte di una fascia di età compresa tra i 61 e i 70 anni e 55 hanno superato la settantina. Insomma è proprio il caso di dire: largo ai giovani.I quali intanto, ieri mattina sono scesi in piazza, sul Liston, per protestare contro la riforma-Gelmini. Tra studenti di medicina e ricercatori anche l'ex pallavolista del Semprevolley e della nazionale Leonardo Morsut, che due anni fa decise di lasciare lo sport e tornare allo studio. Davanti al cartello che illustra il suo lavoro sugli embrioni dei topi e le ricadute che può avere nello studio dei tumori, Morsut dice: «Nessun pentimento per la mia scelta, ma come molti miei colleghi non vedo assolutamente chiaro il futuro. E questo sarà un grande problema per il Paese, perché noi ce ne andremo all'estero».A pagina IX

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<La nostra protesta non è politica> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Gli studenti del Brocchi spiegano l?agitazione contro il decreto Gelmini: «E? in gioco la sopravvivenza della scuola» «La nostra protesta non è politica» Domani assemblea di due ore, in preparazione un altro corteo e c?è chi propone l?autogestione BassanoIl liceo Brocchi ha detto no al decreto Gelmini e l'ha fatto con lezioni in piazza, presidi informativi e assemblee d'istituto. Ogni giorno in tv vediamo studenti che protestano. Il nostro obiettivo per ora è quello di informare i nostri coetanei e la cittadinanza - spiegano in coro i liceali all'uscita dalle lezioni - La politica qui non c'entra. C'è bisogno di pensare alle esigenze della nostra scuola e questa riforma sta scardinando la nostra istruzione. Dopo la presenza in piazza dei giorni scorsi, per domani nell'istituto è prevista un'assemblea di due ore dove verrà letto e commentato il decreto.Anche i nostri ragazzi hanno voluto unirsi alla protesta che giunge da tutto il Paese - commenta il professor Ottaviano Siniscalchi, docente di lettere del liceo classico - C'è molta attenzione sull'argomento. Anche se nessuna notizia è ancora certa si parla di aggregazioni tra indirizzi di istituti diversi: verranno ridimensionati i vari curricula. Anche secondo il professore il decreto Gelmini presenta diverse zone d'ombra: Il maestro unico è una forzatura che avrebbe meritato un approfondimento maggiore. La scelta del decreto identifica un atteggiamento di chiusura rispetto alla capacità di confrontarsi. Nessuno nega la necessità di riformare ma bisognerebbe incrementare il dialogo tra le parti.Se dovessi descrivere questo decreto con un aggettivo direi distruttivo - aggiunge Carlo Alberto Collaneda della 3 Bso - Sta scardinando la scuola pubblica; i tagli all'istruzione che hanno intenzione di fare sono mortali. Serve dare più parola agli studenti, i salottini televisivi fanno rabbrividire anche noi. Provo sconcerto se penso che le università italiane con questa riforma saranno costrette a diventare istituzioni private - dichiara il neo rappresentante d'istituto Riccardo Berlanda della stessa classe - La formazione universitaria è necessaria al lavoro. Ora vogliamo dare spazio all'informazione oltre a proseguire la nostra linea di manifestazioni di piazza e presidi.Giovanni Mezzalira ed Eric Parolin dell'ultimo anno a indirizzo sociale fanno parte di quel gruppo di studenti che si impegna a mantenere la mobilità della scuola: Stiamo coordinando queste giornate di agitazione e da parte nostra c'è la volontà di esprimere dissenso verso i tagli previsti. Parallelamente vogliamo fare un lavoro informativo prima che di protesta sia sulla scuola che nella società. C'è la necessità di consultare le fonti: è per questo che abbiamo distribuito in piazza i decreti legge. La risposta da parte dei cittadini a tratti è titubante ma ci sono dei miti da sfatare: la nostra non è affatto protesta politica, non ci rifacciamo ad alcun partito. I problemi che dobbiamo affrontare sono di natura organizzativa e di comunicazione. Stiamo pensando a un corteo per lunedì 17. Anche l'autogestione sarebbe una reazione giusta a un problema estremo propone Elisabetta Marusso della 4 Aso. Ed è giusto che ci si impegni per una vera causa prosegue Giovanni Bertacco della 3 Cs. Uno dei pochi lati positivi del decreto è il voler tagliare i monocorsi universitari- conclude Oliver Verseau della 3Cs - Ma noi proseguiremo con la distribuzione di volantini in piazza.Lara Lago

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Docenti, uno su quattro è ultrasessantenne (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Docenti, uno su quattro è ultrasessantenne E ve ne sono ben 55 con più di 70 anni. Età media avanzata anche tra i ricercatori La situazione dell'Università italiana, ma quale università. Così titolava qualche giorno fa uno degli incontri organizzati dagli universitari, nel caso specifico gli studenti della Facoltà di Giurisprudenza, per parlare della condizione degli atenei sotto la scure della riforma-Gelmini. Che tra le tante preoccupazioni che sta creando ai rettori con i suoi tagli annunciati vede in primis la temutissima fuga dei cervelli.«Le università virtuose come Padova diceva qualche giorno fa il professor Milanesi nella conferenza stampa organizzata due ore dopo l'approvazione del decreto 133 dal parte del Parlamento rischiano di perdere i migliori giovani. Se potessi andrei via anch'io». Magari proprio dal suo stesso ateneo.Perché i dati relativi al corpo docente rilevati il 31 dicembre 2007 lasciano quantomeno perplessi. Tra professori ordinari, di seconda fascia, ricercatori e assistenti, gli effettivi sono 2.396. Di questi, 537 risultano di età compresa tra i 61 e i 70 anni. In particolare, tra gli ordinari (in totale 733) quelli tra i 61 e i 70 sono 300, la parte più consistente, seguiti dai 262 stretti tra i 51 e i 60 anni. Sono 107 invece quelli compresi tra i 41 e i 50. Solo 9 quelli tra i 31 e i 40 anni; nessuno con meno di 30, ma ben 55 oltre i 70.Tra i ricercatori non va certo meglio. Perché su 873 ben 165 risultano avere un'età compresa tra 51 e 60 anni; addirittura 31 sono compresi tra i 61 e i 70, lo stesso numero di quelli con meno di 31 anni. Insomma è proprio il caso di dire: largo ai giovani.Ministro Gelmini o meno, è evidente che nel sistema-università i meccanismi sono ormai sfasati. Nell'anno solare 2007, in uno degli atenei più virtuosi d'Italia, il nostro (che quest'anno ha chiuso al secondo posto la speciale classifica Censis tra le università con più di 40 mila iscritti dopo essere stato capofila per ben sei stagioni consecutive), ogni professore (dei 2.396 in organico) ha laureato una media di appena 5 studenti, considerato che i laureati totali sono stati 12.167.E non mancano certo i casi limite, come per esempio il corso di laurea specialistica in Storia medievale, che in un anno ha laureato un'unica persona alla Facoltà di Lettere e filosofia. Ancora: Acquacoltura a Legnaro due, e altri due a Lettere, questa volta al corso di laurea specialistica in Gestione dei beni archivistici e librari.Ma i casi con soli due o tre laureati annui si sprecano. Perché nel magma di corsi triennali, diplomi universitari, lauree specialistiche, normali o a ciclo unico, in cui in questi anni si è divaricata l'offerta formativa, si può trovare davvero un po' di tutto.Poi c'è la ricerca, con alcuni progetti proposti dall'ateneo e finanziati dalla Regione, con contributo del Fondo sociale europeo, attraverso dei bandi. Su proposta della nostra università la Regione, il 15 ottobre scorso, ha stabilito, tra gli altri, un finanziamento di 50.251 euro per un progetto dal titolo: Produzione, lavorazione e commercio della lana nel Veneto dall'età romana al medioevo. Per altri 55.372 euro un altro per Innovazioni di prodotto e di processo per la valorizzazione del prosecco. E ancora 55.372 euro per Il posizionamento sul mercato di un prodotto: interventi sulle caratteristiche percettive del bene, lo studio dei suoi attributi attraverso l'algebra cognitiva e l'individuazione del prezzo ottimale. Per finire (ma si potrebbe continuare a lungo) Professioni nel sociale: identità e differenza nelle professioni di cura. Progetti per i quali, compresi gli altri due atenei veneti (Verona e Venezia), vengono spesi 2.993.981 euro solo per l'anno accademico 2008-2009. Ma in molti di questi casi non bastava sviluppare una delle tante tesi di laurea prodotte mensilmente dagli studenti?Matteo Bernardini

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Tempo pieno, il Comune "ottimista" apre nuovi refettori (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLE Tempo pieno, il Comune "ottimista" apre nuovi refettori Nonostante i punti intorrogativi messi dalla legge Gelmini sul futuro del tempo pieno, l'amministrazione comunale continua "ottimista" a costruire i refettori e ad ampliare le scuole, per ospitare il crescente numero dei bambini e rispondere alle richieste delle famiglie di poter beneficiare del tempo prolungato.Entro la fine dell'anno saranno ultimati i lavori del nuovo refettorio della scuola elementare Narvesa di via Fonda, che beneficerà anche di due aule in più. Tra pochi mesi, dunque, i bambini che ora si avvalgono di un servizio di ristorazione servito con posate, piatti e bicchieri biodegradabili, potranno utlilizzare i nuovi spazi, che complessivamente sono costati 600 mila euro. Oltre alla scuola IV Novembre e a quella di via Fonda, anche la Beato Odorico sarà a breve dotata di un nuovo refettorio. A partire del prossimo anno scolastico, la scuola primaria comunale "Beato Odorico", in via Zara, a Torre, sarà infatti ampliata e dotata di una mensa, di due nuove aule, una per la didattica e l'altra per le attività motorie con annesso spogliatoio e di altri locali adibiti a spogliatoi e a servizi igienici. Il progetto è già stato approvato e se tutto andrà secondo le previsioni i lavori prenderanno il via all'inizio del nuovo anno e saranno completati in circa 180 giorni, comportando una spesa di circa 600 mila euro». La nuova costruzione, che dovrebe essere pronta per la fine del 2009, sorgerà accanto al fabbricato esistente sul lato sud in modo da creare un collegamento interno attraverso il prolungamento dell'attuale corridoio. Con la realizzazione della nuova ala al piano terra si faciliterà l'approvvigionamento dei pasti portati da una ditta esterna, si favorirà l'evacuazione degli alunni della mensa in cortile in caso di emergenza e si elimineranno le barriere architettoniche. Gli oltre 142 metri quadrati del nuovo locale garantiranno un'affluenza di circa 204 alunni divisi in due turni. Nella mensa e nei locali di servizio sarà anche predisposto un impianto per la ventilazione in modo da consentire un idoneo ricambio d'aria anche con le finestre chiuse. Il progetto prevede pure l'installazione di un ascensore per il trasporto dei disabili che sarà realizzato tra il nuovo corpo e quello esistente.Infine, si ricorda, lo scorso mese è incominciato lo scavo per le fondamenta dalla nuova scuola per l'infanzia di via Beata Domicilla che complessivamente avrà un costo di oltre 2 milioni di euro.Antonella Santarelli

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A Expo Scuola genitori "morbidi" contro le innovazioni del ministro (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SONDAGGIO A Expo Scuola genitori "morbidi" contro le innovazioni del ministro Genitori solidali con le proteste studentesche. Chiedono il tempo pieno per i figli alle elementari e promuovono il voto in condotta. Si è concluso con i voti dei genitori, in Fiera, il sondaggio ad Exposcuola & Young. È poco più del 60\% dei genitori intervistati, contro il 90\% degli insegnanti, a sostenere la protesta anti Gelmini che sta interessando i ragazzi in queste settimane calde per la scuola italiana. Forse memori degli anni trascorsi tra i banchi, i genitori appaiono abbastanza concordi nell'approvare il 5 in condotta. Quasi l'80\% è favorevole al ritorno della bocciatura per il comportamento tenuto in aula. Non altrettanto compatti sono apparsi invece per quanto riguarda il ripristino dei voti alle scuole elementari (poco più del 50\% è favorevole), mentre torna a confermarsi l'esigenza primaria del tempo prolungato per le famiglie: il 61\% degli intervistati chiede che non sia abolito il pomeriggio a scuola per i figli, misura che provocherebbe non pochi problemi organizzativi ai genitori.Anche per i genitori infine c'è accordo sull'utilità che spazi ed occasioni come quella costituita da Exposcuola&Young offrono per favorire il dibattito e il confronto sullo stato dell'arte della scuola, suggerendo soluzioni e dando voce a tutti i soggetti coinvolti.

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<Il liceo non condiziona gli studenti> (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

SAN VITO Le Filandiere contro i giovani di Fi che invocavano la Procura per gli scioperi «Il liceo non condiziona gli studenti» San Vito al Tagliamento(e.m.)Levata di scudi dal liceo Le Filandiere contro le recenti dichiarazioni rilasciate da Iacopo Chiaruttini e Giuseppe Fusco legati al gruppo giovanile di Forza Italia. I due hanno prima condannato le proteste dei giorni scorsi in atto contro la legge Gelmini promettendo poi che interverranno comunicando direttamente con la Procura e con le forze dell'ordine qualora i dirigenti scolastici o i professori degli istituti scolastici sanvitesi imponessero agli studenti di manifestare e a scioperare contro la riforma Gelmini. Parole che non sono state ben accolte al liceo Le Filandiere evidenziando che le dichiarazioni del gruppo giovani di Forza Italia hanno assunto un tono inspiegabilmente minaccioso e di processo alle intenzioni, tant'è che diversi docenti si sono sentiti colpiti nella loro dignità professionale ispirata ad autonomia e libertà di pensiero.«Mai, neppure in passato hanno comunicato dalla scuola-, si sono verificati episodi di condizionamento da parte dei docenti sulle libere opinioni degli studenti. Nella scuola si cerca di dare degli strumenti affinché ciascuno possa formarsi la propria opinione in modo approfondito e libero. La scuola è un luogo serio in cui si fa formazione con impegno, spesso al di là della retorica negativa che se ne fa. Ciò va detto per salvaguardare la dignità professionale del personale della scuola e l'autonomia intellettuale dei dirigenti e dei docenti, in un momento in cui sarebbe desiderabile un abbassamento dei toni e un maggiore ascolto di ciò che accade all'interno della scuola anche per evitare possibili strumentalizzazioni di ogni parte».Dall'istituto scientifico statale hanno infine ribadito uno dei pilastri fondanti della scuola sanvitese e cioè «una tradizione di autonomia e libertà di pensiero come principio ispiratore dell'attività didattica e formativa».

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Tutti in piazza. Ancora. E così l'Università continua la sua ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Tutti in piazza. Ancora. E così l'Università continua la sua ... Tutti in piazza. Ancora. E così l'Università continua la sua protesta contro il ministro Gelmini, che nonostante le ventilate aperture nei confronti degli atenei rimanere nel centro del mirino, non solo degli studenti, ma anche, come accaduto ieri mattina di ricercatori, dottorandi, medici e universitari di estrema destra. Il sabato anti-riforma è iniziato alle 10 con la presenza dei dottori di ricerca in piazzetta Garzeria, davanti al Pedrocchi, dove sono stati montati alcuni pannelli che illustravano ai passanti alcuni dei progetti scientifici sviluppati nella nostra università.I tagli non servono ha commentato Gianni Monaco, portavoce padovano dell'associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani All'università italiana serve invece un sistema rivolto al merito capace di attrarre anche i ricercatori stranieri. Un sistema in cui la ricerca sia adeguatamente finanziata e in cui i concorsi avvengano in maniera trasparente. E un no deciso alla manovra governativa è arrivato anche da un ricercatore illustre l'ex campione di pallavolo, Leonardo Morsut: Non basta che il ministro riveda alcune sue posizioni. Si sta solo dicendo che si torna indietro a 50 chilometri all'ora piuttosto che a 100, ma noi invece vogliamo andare avanti.Arrivare a lavorare in un Paese ha terminato Morsut dove un laboratorio viene diretto da un quarantenne non da un settantenne.E' l'università che non va è intervenuta Mia Tosi, 26 anni, dottorando a Fisica -, la sua struttura, ma questo non significa dover tagliare sulla ricerca. Poco più avanti, in via Roma, a scendere in piazza, con i loro camici bianchi, sono stati gli studenti di Medicina. Che su richiesta hanno offerto ai passanti la misurazione della pressione. Non siamo reazionari hanno precisato -, vogliamo semplicemente lavorare di più e meglio. Chiediamo una riforma vera, però, e non certo la protezione dei baroni. Se non si capisce che per l'Italia la ricerca è fondamentale, allora siamo messi davvero male. Alle 16.30, in piazza Cavour, a manifestare sono stati gli universitari di Azione studentesca, legati a Forza Nuova.Informare è più utile che contestare come invece sta facendo la sinistra ha detto Anna Lami, studentessa di Scienze politiche e per questo abbiamo scelto la linea del volantinaggio. E comunque il passo indietro fatto dal ministro Gelmini non è assolutamente sufficiente.M.B.

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Cossiga: 'Uso della forza contro i manifestanti' (sezione: Scuola)

( da "Voce d'Italia, La" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

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La Maglie vs.Camilleri :Gelmini non è un essere umano? (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Nov 08 9 La Maglie vs.Camilleri :Gelmini non è un essere umano? Pubblicato da Andrea Garbin alle 14:34 in giovani e politica Lo ha detto il noto scrittore Andrea Camilleri durante un incontro con gli studenti del Mamiani, la frase è stata riportata da un cronista dell'Unità e ha provocato dissociazioni da sinistra e ovviamente i riesntimenti politici della destra. Ovvio anche l'accostamento che si poteva fare alla frase razzista di Silvio Berlusconi, quindi anche io personalmente mi dissocio e mi sono anche andato a leggere un pò di commenti,fra i quali quello della mia amica di questi giorni Maria Giovanna Maglie,nella prima Repubblica la nostra editorialista del Giornale era famosa per saper gestire le spese come corrispondente da New York , ora è nella sua second life ed è il nuovo che avanza e l'annticorfomismo fatta persona. Peccato che mentre giustamente si indigna per la frase di Camilleri, che sarebbe bastato ampiamente, non perde occasione per accostarla alla vicenda di Silviuccio, il noto comico del Bagaglino, che come dice lei:"Tutto così, in una ruota insopportabile che rischia di succhiarci il cervello, sì, anche a noi che al conformismo resistiamo. Il nostro, non da solo ma in testa alla classifica, è il miglior produttore di cattivi maestri, quelli che «se lo fanno gli altri mi indigno e li sbrano, se lo faccio io avrò le mie buone ragioni». Insomma, se il premier Berlusconi, sbagliando a mio modesto parere, si fa scappare un?innocua battuta sull?abbronzatura di Barack Obama, il coretto degli indignati speciali che gridano al razzismo si esercita senza freni. Vagli a spiegare che nei giorni che seguono l?elezione di un presidente degli Stati Uniti nero, che non è neanche eccezionalmente bravo, strillare al razzista è patetico nonché ridicolo." E' proprio così Maria Giovanna, il razzismo è strisciante prendersela con la Ministro Gelmini per il suo colore dei capelli pensando che non sia umana non ha niente a che vedere con l'innocua battuta sull'abbronzatura. La storia è la storia, quando i gelmini vennero deportati dall'Africa come schiavi, dovettero patire la discriminazione razziale e solo ora si sono rialzati in piedi grazie all'elezione di Maria Stella. Come dite, ho fatto confusione, Maria Stella non è nemmeno stata eletta, ce l'ha messa chi? Eh già, come dice Giovanna siete i soliti comunisti che pullulano l'Italia. Qui divento serio, oppure forse vi divertirete di più adesso, ma in che paese viviamo, quale senso può avere un articolo di questo tipo, se Camilleri dice una sciocchezza, pur lasciando perdere le questioni sociali e storiche dei contesti profondamente diversi, va comunque ripreso. Certo qualche differenza forse qualcuno la intravede, uno parla del Presidente degli Usa in qualità di Presidente del Consiglio, forse c'è una storia di razzismo che ha qualche radice anche nell'affrontare un tema con una battuta, l'altro il buon Camilleri, dice una colossale stupidaggine che rappresenta il vecchio modo di fare politica, insultando l'avversario politico. Sul fatto che sia un pessimo esempio per i giovani sono profondamente daccordo, come lo sono sul fatto che Maria Giovanna Maglie scrive un pessimo articolo, pieno di invidia e veleni, che riflette la sua visione di un mondo fatto di televisione, in cui lei ,all'Isola dei Famosi, sta a Camilleri, da Costanzo. Un modo di relazionarsi fatto da prese di posizione di parte, di servilismo al padrone di turno, alla propria sponda politica, attaccando le persone perchè scrivono libri letti da milioni di persone, manifestando una livida invidia,e perchè hanno lavorato in Rai. Ma come proprio lei? Ma per quale motivo non si possa in questo paese dire che uno ha detto una cazzata,sia se è Presidente del Consiglio che se è uno scrittore di libri di successo, condannare l'accaduto e non imbastirci sopra un trattato di purezza? Magari a Silvietto anche una tirata di orecchie, perchè non è che sia la prima volta. Un'altro appunto Sig.ra Maglie i giovani plagiabili e anche influenzabili hanno già capito che aria tira in Italia e di cattivi maestri se ne intendono. Hanno scacciato dai cortei sindacalisti e politici e proprio questo fa rabbia, perchè su questo non dovrebbero essere attaccabili, anche se come dice il buon vecchio Cossiga , ci sono altri metodi per attaccarli. Purtroppo li conosciamo quei metodi, li abbiamo già visti ed è proprio questo che non vorremmo succeda, l'uso dei provocatori e della provocazione per creare la criminalizzazione del movimento, deja vu.

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Rai/ Ferrero: Solidarierta' Prc per inquietante (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Rai/ Ferrero: Solidarierta' Prc per inquietante intimidazione Espressioni di intolleranza allarmanti verso libertà di stampa postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 nov. (Apcom) - Il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, esprime "la solidarietà e la vicinanza mia personale e di tutto il Prc al giornalista del Tg3 Santo Della Volpe per la squallida intimidazione di tipo fascista di cui è stato vittima". "E' davvero inquietante - sottolinea Ferrero in una nota - il ripetersi in rapida successione di episodi di intimidazione e anche di discriminazione nei confronti dei giornalisti e della libertà di informazione: le minacce al direttore di Repubblica Ezio Mauro, l'aggressione alla redazione 'Chi l'ha visto', l'allontanamento dei cronisti per volontà della ministra Mariastella Gelmini... Si tratta di espressioni di intolleranza e discriminazione tanto più allarmanti in un momento in cui la libertà e la dignità del lavoro giornalistico attendono da anni il rinnovo del contratto nazionale, coi diritti e delle tutele ad esso correlati, da parte degli editori".

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Governo/ Guzzanti: Gelmini, Carfagna e altri sono circolo (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Governo/ Guzzanti: Gelmini, Carfagna e altri sono circolo amicale Tutti i ministri seguono rigido copione voluto da Berlusconi postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 nov. (Apcom) - Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna e altri sono diventati ministri "in quanto appartengono a un circolo amicale". Paolo Guzzanti risponde così a Lucia Annunziata che nella trasmissione 'In mezz'ora' gli chiede di esprimere un parere sugli esponenti dell'esecutivo dopo lo scontro avuto con la ministra delle Pari Opportunità. Il deputato del Pdl ribadisce che a suo avviso manca la "meritocrazia" nella scelta dei componenti del governo e critica anche il ministro dell'Istruzione: "Non penso che sia adeguata, non ho nulla contro di lei, ma come la Carfagna e come altri sono diventati ministri perchè appartengono a un circolo amicale. Questa volta - prosegue Guzzanti - Berlusconi ha fatto un governo in cui i ministri si comportano secondo un rigidissimo copione voluto da lui". Guzzanti lamenta anche lo svuotamento di ruolo del Parlamento: "A differenza di quanto accadeva nella prima Repubblica, c'è un governo strapotente e un Parlamento che non fa niente, i cittadini hanno ragione quando dicono che i parlamentari rubano lo stipendio perchè il Parlamento è un'azienda che non fa nulla, ma non è colpa nostra, ci mandano un sms per dirci quando arrivare, quando uscire e perfino quando andare a fare pipì. Poi ci sono i cani pastore, (i capigruppo) che urlano in Aula al momento del voto 'rosso, verde, bianco'. Questa è la vita del Parlamento oggi".

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Università/ Ora ci sono i 'fuori corso' nel mirino della (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Università/ Ora ci sono i 'fuori corso' nel mirino della Gelmini La Stampa riporta indiscrezioni su discorso ieri a Confindustria postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 nov. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, avrebbe intenzione di intervenire sul problema degli studenti universitari fuori corso, che rappresentano circa il 35-40% del totale di quanti sono iscritti nelle università italiane. E' quanto, secondo il quotidiano La Stampa, il ministro avrebbe prospettato ieri durante un seminario a porte chiuse a Sanremo riservato ai 140 direttori delle sedi territoriali di Confindustria. La Gelmini, tornata al centro delle polemiche per avere, secondo quanto denunciato dalla Fnsi, chiesto e ottenuto l'allontanamento dei cronisti, avrebbe detto: "Ci sono studenti che vanno fuori corso perché lavorano, e questi vanno aiutati, ma ce ne sono altri che stanno all'università come in un parcheggio e non possono essere trattati allo stesso modo", tanto più visto che il Governo ha in mente di operare una forte razionalizzazione delle spese universitarie.

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Di Pietro contro il lodo Alfano "Siamo già a un milione di firme" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Un milione di firme. Tante le adesioni, fino ad oggi, a sostegno del referendum abrogativo sul lodo Alfano - la norma che prevede l'immunità per le quattro più alte cariche dello Stato - promosso da Antonio Di Pietro. Ad annunciarlo è lo stesso leader dell'Italia dei valori che oggi ha fatto tappa a Palermo, accompagnato dal coordinatore dl suo partito, Leoluca Orlando, e da altri parlamentari. "In Sicilia - ha detto Di Pietro - la raccolta di firme si è già risolta il primo giorno, acquisendone cinquecentomila, e a oggi superiamo il milione". La tappa siciliana dell'iniziativa è stata l'occasione per il leader dell'Idv, per ribadire come il suo partito si sia impegnato nella raccolta di firme "non solo per fermare una legge che riteniamo incostituzionale e anche immorale, ma soprattutto - ha sottolineato - per informare i cittadini che, quando a una democrazia togli la rappresentanza del parlamento, l'informazione e il 'controllore' attraverso la giustizia, togli le basi dello Stato di diritto". E al ministro della Giustizia Di Pietro chiede coerenza: "Non può fare come Penelope, che a un certo momento della giornata tesse e poi sfila. Non può fare una norma per rafforzare il 41 bis e poi fare il Lodo Alfano, il Lodo Consolo e le norme sulla riduzione delle intercettazioni telefoniche". L'Italia dei valori, ha aggiunto, "si troverà sempre d'accordo ogni volta che vengogno prese misure contro la mafia. Ma ad Alfano chiediamo coerenza su tutti i temi: non si può fare una legge di bandiera e su tutto il resto mettere la 'monnezza' sotto il tappeto". Il leader dell'Italia dei valori ha espresso soddisfazione per il riscontro ottenuto dall'iniziativa, intorno alla quale "è nato un movimento di opinione, formazione e informazione, attraverso il quale i cittadini stanno dando un giudizio di valore sul modello di governo". Ieri l'iniziativa ha fatto tappa a Torino, dove finora sono state raccolte ottomila firme, 22mila in tutta la provincia. "E l'Italia dei valori si prepara a raddoppiare - ha detto Di Pietro - aderendo alla raccolta di firme contro la legge Gelmini: le riforme che riguardano il futuro dei giovani si fanno con la condivisione, non con colpi di mano". (9 novembre 2008

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STATI GENERALI, C'è IL PIANO ANTI-TAGLI (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

Caccavale (Fi) fischiato dai precari interrompe l'intervento e va via. È polemica Pdl-Pd Stati generali, c'è il piano anti-tagli Castelvolturno, Vendola: le Regioni si opporranno alla riforma Gelmini

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DALL'INVIATO ANTONIO PISANI CASTELVOLTURNO. DOVEVA ESSERE LA GIORNATA DEL CONFRONTO COST... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

DALL'INVIATO ANTONIO PISANI Castelvolturno. Doveva essere la giornata del confronto costruttivo agli Stati generali delle Scuole del Mezzogiorno in corso di svolgimento all'Holiday Inn a Castelvolturno; è stata invece la giornata della polemica politica rovente tra Pd e Pdl per le bordate di fischi indirizzate dalla platea di docenti, in gran parte precari, al portavoce di Forza Italia in Campania Ernesto Caccavale. «Non mi aspettavo un'accoglienza simile a quella di Vendola (altro oratore della giornata, ndr), ma che almeno mi si desse l'opportunità di parlare - ha detto visibilmente scosso l'esponente azzurro - si chiamano Stati generali, ora Bassolino ci spieghi se sono stati organizzati con soldi pubblici, ma, come mi è sembrato di capire, esclusivamente per la sinistra. Tra l'altro, io mi sono auto-invitato, come altri esponenti del Pdl». La platea di addetti ai lavori, molti gli studenti, aveva poco prima applaudito il discorso del governatore della Puglia Vendola che aveva annunciato «il varo di norme regionali "anti maestro unico"» bollando la riforma Gelmini come «controriforma dell'istruzione; lo Stato ha il dovere di finanziare la scuola pubblica». Ma quando è salito sul palco Caccavale sono iniziati i primi mugugni, poi le bordate di fischi sono partite assordanti dopo che l'esponente forzista ha negato che la riforma prevedesse tagli. Qualche prof precario si è alzato iniziando a inveire contro Caccavale: «allora dicci che differenza c'è tra maestro unico e prevalente» ha urlato. Atmosfera tesa, in molti hanno lasciato la sala congressi, alla fine Caccavale ha deciso di andarsene, «accompagnato dal servizio d'ordine della manifestazione». «Questi signori - ha aggiunto - dicono di essere democratici ma si tratta della democrazia totalitaria per cui parla solo chi è d'accordo con loro». Il «padrone di casa» Corrado Gabriele, assessore regionale all'Istruzione, ha cercato di sdrammatizzare pur dicendosi rammaricato. «Sono dispiaciuto per quanto accaduto a Ernesto Caccavale, ma non è vero che non ha completato l'intervento; ha parlato per oltre dieci minuti. Poi, quando ha fatto riferimento ai tagli sono iniziati i fischi, normali in una democrazia. Specie se di fronte ti trovi le persone (i docenti precari, ndr) che quei tagli li hanno subiti sulla propria pelle. Ma ci tengo a sottolineare che nessuno gli ha tolto la parola». Luciano Passariello, presidente forzista della commissione regionale anticamorra, spiega di non «aver avuto problemi a parlare di legalità. I fischi comunque fanno parte della democrazia» . Ma già poche ore dopo l'episodio, la polemica era ormai deflagrata. Lo stesso Caccavale ha annunciato che «Giorgio Stracquadanio, consigliere del ministro Gelmini, con altri parlamentari, presenteranno un'interrogazione al presidente del Consiglio, Berlusconi, e ai ministri degli Affari regionali, dell'Istruzione e del Lavoro, per fare chiarezza sull'iniziativa della Regione Campania». Si sono poi susseguite le manifestazioni di solidarietà da altri esponenti del Pdl. «L'aggressione subita dall'onorevole Caccavale è una gravissima manifestazione di intolleranza da parte di una sinistra che per anni si è sentita depositaria assoluta del concetto di democrazia» ha affermato Luigi Cesaro, coordinato vicario di Forza Italia in Campania, mentre per Diana De Feo, senatrice del Pdl, «la sinistra impedisce di parlare a quelli che la pensano diversamente da loro». Eppure la seconda giornata degli Stati generali delle scuole - oggi la conclusione - è stata segnata dai molti contributi apportati al confronto in atto. L'assessore lucano alla formazione-lavoro Antonio Autilio ha salutato con favore «la strategia comune attivata da Campania, Puglia, Calabria e Basilicata sulla politica scolastica» mentre il vice presidente della Regione Calabria Domenico Cersosimo ha proposto «incentivi per i docenti» . All'appello mancava solo la Regione Sicilia, amministrata dal Pdl. «Nessun della giunta, pur invitato, ha accettato di venire» ha concluso Gabriele.

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IL GOVERNO. IL MINISTRO GELMINI IERI AGLI STATI GENERALI DI CONFINDUSTRIA A SANREMO. IL TITOLARE DEL... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

IL GOVERNO. Il ministro Gelmini ieri agli stati generali di Confindustria a Sanremo. Il titolare dell'Istruzione ha rilanciato la riforma della scuola e dell'università.

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DALL'INVIATO È POLEMICA TRA PD E PDL PER I FISCHI INDIRIZZATI DALLA PLATEA DELL'HO... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-11-2008)

Argomenti: Scuola

DALL'INVIATO È polemica tra Pd e Pdl per i fischi indirizzati dalla platea dell'Holiday Inn al portavoce campano di Forza Italia Ernesto Caccavale. L'esponente forzista è stato pesantemente contestato quando ha affermato che la «Riforma Gelmini non prevede tagli alla scuola come va dicendo il Pd». Alcuni insegnanti, precari, si sono avvicinati al palco inveendo contro il politico che ha poco dopo deciso di abbandonare la sala congressi «accompagnato dal servizio d'ordine della manifestazione». L'assessore regionale all'Istruzione Corrado Gabriele si dice dispiaciuto. «Caccavale è intervenuto per 14 minuti dal palco, stesso lasso di tempo utilizzato dal presidente Vendola, purtroppo però è stato interrotto per tre volte dalla platea. A protestare era un gruppo di insegnanti precari. Ho tentato di far concludere l'intervento al portavoce di Fi che però ha preferito andarsene». ant.pis.

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ELENA ROMANAZZI ROMA. NON SI PLACANO LE POLEMICHE SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA E DELL'UNIVERSI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))

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ELENA ROMANAZZI Roma. Non si placano le polemiche sulla riforma della scuola e dell'università. Gli studenti restano in fermento. Il mondo politico è diviso. E i sindacati si preparano allo sciopero del 14 dell'Università. La Confindustria, pur valutando positivamente i passi fatti dal ministro, attende ora la riforma degli istituti tecnici. Di questo doveva parlare ieri il ministro Mariastella Gelmini nel corso degli stati generali di Confindustria riunitisi a Sanremo. Una giornata di lavoro a porte chiuse, fuori tutti i giornalisti, nessuna parola da parte del ministro che ha fatto solo sapere che «era ospite» e che non ha preso nessuna decisione in merito alla presenza della stampa. Ma in realtà si vuole evitare a tutti i costi che filtrino indiscrezioni sui prossimi passi del ministro dell'Istruzione. In questi giorni non sono mancate le critiche. E ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha lanciato l'affondo: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori». Una bocciatura in piena regola, malgrado poi il suo portavoce abbia tentato di smorzare sostenendo che non si trattava di un attacco alla riforma. Il clima resta teso. Gli studenti non mollano la presa, soprattutto per l'Università. In Toscana si è tenuta l'assemblea nazionale del movimento studentesco per mettere a punto il programma. Erano rappresentate buona parte degli atenei, tranne le romane Sapienza e Tor Vergata. «Solo un fraintendimento - spiega il leader degli studenti di sinistra, Francesco Epifani - non si tratta di una rottura». Anzi il «movimento è unito» e la prossima settimana «metteremo a punto la nostra controriforma» perché il «no» alla Gelmini e ai suoi tagli resta e senza possibilità di appello. L'esecutivo, invece, sperava che il decreto che offre una boccata di ossigeno agli atenei e ai ragazzi potesse abbassare i toni della polemica. Così non è stato. Restano infatti intatti tagli alla scuola pubblica, i docenti, il personale amministrativo e anche la rivoluzione delle elementari e dei licei. Il programma è nutrito. I tempi sono così stretti che il ministro, secondo indiscrezioni, avrebbe già deciso di allungare la scadenza per le iscrizioni fino a febbraio proprio per consentire alle scuole e ai genitori di attrezzarsi. La grande incognita sono i tecnici. Gli indirizzi verranno drasticamente ridotti. Ma allo stato attuale ancora non è stato fatto nulla malgrado l'entrata in vigore delle modifiche (c'è anche la riduzione dell'orario) a partire dal prossimo anno. Una vera e propria rivoluzione ancora tutta da mettere nero su bianco. I sindacati della scuola dopo la proclamazione dello sciopero si aspettavano dei segnali e sono pronti a scendere nuovamente in piazza. Sul fronte delle proteste degli studenti, la Digos sta analizzando i filmati di quanto è avvenuto alla stazione Ostiense di Roma, dove è stato ferito un ragazzo e altri dieci studenti sono rimasti contusi. C'è massima attenzione per i prossimi giorni. Il Viminale ha dato indicazioni ben precise per affrontare i futuri cortei, in particolare quello del 14 novembre. Sul movimento e sugli scontri è intervenuto il presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». Tuttavia - ha aggiunto Fini - è un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano: «Avere valori condivisi significa fare i conti con la storia. Si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare tutti». In una polemica lettera aperta, invece, il presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga ha dato «consigli» al capo della polizia su come affrontare la protesta: in sostanza evitare le cariche fino a quando non ci sarà «un ferito grave».

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CONFINDUSTRIA. IL PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI MARCEGAGLIA HA APPROVATO I TAGLI DEL MINISTRO GELMINI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)

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CONFINDUSTRIA. Il presidente degli industriali Marcegaglia ha approvato i tagli del ministro Gelmini sollecitando la riforma.

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ROMA. L'APPUNTAMENTO è FISSATO AL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE PER MARTEDì ALLE 15.... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)

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Roma. L'appuntamento è fissato al ministero dell'Istruzione per martedì alle 15. Il ministro Mariastella Gelmini spera, con la convocazione dei sindacati, di scongiurare lo sciopero generale dell'università fissato per il 14 novembre. Una convocazione considerata da Antonio Marsilia, segretario della Cisl-Università, «un passo in avanti» anche se «tardivo». Cosa vi aspettate dall'incontro? «Pensavamo di essere convocati prima che fosse approvato il decreto legge. È chiaro che, comunque, è un passo in avanti rispetto all'atteggiamento del ministro e dell'intero governo nell'affrontare le tematiche dell'alta formazione. È evidente, tuttavia, che il decreto non basta e non risolve la situazione». Perché? «Il decreto sblocca le assunzioni solo per gli atenei virtuosi, per quelli che in sostanza non superano la soglia del 90% per il pagamento degli stipendi. È evidente che oggi sono solo sette gli atenei che non potranno assumere nessuno, ma nei prossimi anni il blocco sarà totale. Non riusciamo a comprendere la ratio di questa decisione». Per quale ragione? «Il ministro ha diviso in due il mondo universitario. Nel 2009 alcuni atenei si salvano. Ma non va dimentica la manovra. Dal momento che nel biennio successivo ci sarà una pesante sforbiciata al fondo ordinario, il rischio è che nel 2010 le università che avranno superato la soglia del 90% possano essere venti e nel 2011 il doppio. È evidente che sul tavolo della trattativa devono essere messe ulteriori risorse». C'è la possibilità che questo sciopero possa rientrare? «Se viene rimessa in discussione la soglia del 90%, vengono garantite le risorse per il rinnovo contrattuale dell'Università e per l'alta formazione artistica e musicale e viene restituito il 10% delle indennità tagliate dal ministro Brunetta, si potrà ragionare. Se ci verranno date delle precise garanzie si può aprire il dialogo e per quanto riguarda la Cisl lo sciopero è annullato». Si aspetta una risposta su questi punti martedì? «Spero che sia così. È evidente che molte questioni devono essere discusse con il ministro del Tesoro Giulio Tremonti». Come considera le linee guida sulla riforma complessiva degli Atenei? «Ci sono molti aspetti che da tempo i confederali avevano già sottolineato. A partire proprio dai concorsi, un tema affrontato nel decreto che va rivisto nella riforma nel suo complesso. Ma siamo nettamente contrari alle Fondazioni, la vera tomba per le università. C'è da chiedersi chi verrebbe ad investire negli atenei del Sud». La riforma punta tutto sul merito e il sistema di valutazione. Condivide questa impostazione? «È condivisibile. Ma se si cambia tutto, le università devono avere la possibilità di partire tutte dallo stesso punto per poi premiare il merito. Altrimenti si corre il rischio di premiare solo quelle che già ora sono virtuose penalizzando in maniera irreparabile tutti gli atenei del centro-sud». e.r.

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L'ALTRO GIORNO, PROPRIO SOTTO IL MIO UFFICIO A NAPOLI, è PASSATO UN CORTEO DI STUDENTI UNI... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)

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L'altro giorno, proprio sotto il mio ufficio a Napoli, è passato un corteo di studenti universitari che manifestavano contro il decreto Gelmini. Con le mie orecchie ho sentito cori ritmati e cantati di questo tipo: «Gelmini vaffanculo», «voi bloccate l'università e noi blocchiamo la città» (e chi subisce i disagi, cioè noi lavoratori, che può fare?) «Pagherete tutto pagherete caro», «noi facciamo il c... che vogliamo», «Hasta la victoria sempre», «e lotta sarà», «Bella ciao» e... dulcis in fundo, «mettiamoli al muro e fuciliamoli tutti». Se questa è democrazia... A voi le considerazioni. V. F. - NAPOLI Siamo gli studenti di un istituto comprensivo (di cui fanno parte un liceo linguistico, uno scientifico ed un pedagogico) della Basilicata. Farci sentire non è solo un diritto ma un dovere: siamo tenuti infatti a difendere non solo il nostro presente, ma anche il futuro, nostro e di chi verrà dopo di noi. Siamo stati additati come dei facinorosi, disinteressati alla vera ragione per cui noi stessi protestiamo, strumentalizzati dalla politica, privi di ideali, insomma come degli individui incapaci di intendere e di volere. È stato detto che la nostra protesta deriva solo dalla voglia di perdere giorni di scuola, di non studiare. È il contrario: noi vogliamo studiare, tutti, vogliamo un'istruzione libera, democratica, accessibile a tutti, senza differenze che derivino da aspetti economici. Ci sono alcuni elementi del decreto Gelmini di fronte ai quali non possiamo rimanere in silenzio: sono anni ormai che la scuola pubblica è vessata da continui tagli, che comportano una serie di disagi, agli studenti, agli insegnanti e all'edilizia scolastica ma, non si era mai arrivati fino a questo punto. Nella sola Basilicata, per l'anno prossimo, si prevede una diminuzione di 1200 posti di lavoro nella scuola e, se si pensa che gli abitanti della regione sono meno di seicentomila, la gravità della situazione non tarda a saltare all'occhio. Con il decreto, tutti gli studenti delle scuole superiori che non hanno grandi possibilità economiche si ritroveranno nella totale incertezza per quel che riguarda il loro avvenire: non tutti potranno sostenere il peso delle tasse di un'università che diventerà una fondazione di diritto privato. La domanda quindi sorge spontanea: dove vanno a finire le pari opportunità? Dove va a finire il diritto allo studio? Il nostro istituto è frequentato da studenti calabresi, lucani e campani, provenienti quindi da regioni in cui non è facile trovare lavoro, studiare perciò è l'unico modo per avere qualche possibilità di non restare disoccupati fino a tarda età. Ma se molti non potranno più permettersi l'università, cosa ci resta da sperare? Ci è stato cortesemente suggerito, in mancanza di possibilità di inserimento nel mondo della scuola, di andare a lavorare come operatori turistici ma, in tempi di crisi, il turismo dovrebbe essere il primo settore a crollare; forse a chi si è prodigato nell'illuminarci in questo modo, doveva essere sfuggito questo aspetto. siamo spiacenti, ma non si accettano ulteriori indicazioni per il nostro futuro!! Ecco il perché dei cortei, delle manifestazioni, delle occupazioni,delle lezioni all'aperto: stiamo lottando con tutti i mezzi che abbiamo, affinché questo decreto possa essere ritirato e possa nascere una discussione su come cambiare, eventualmente, il sistema della scuola e dell'università, perché, far passare e accettare che passi questa legge significa decidere di portare la pubblica istruzione, l'istruzione di tutti, alla deriva. Nella speranza che il nostro messaggio venga accolto e compreso. Gli studenti dell'Isis F. De Sarlo - Lagonegro (PZ)

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FEDERICO VACALEBRE NEL 2005 MAMA AFRICA AVEVA DECISO DI DIRE ADDIO ALLA MUSICA, INIZIANDO UN TOUR... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-11-2008)

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FEDERICO VACALEBRE Nel 2005 Mama Africa aveva deciso di dire addio alla musica, iniziando un tour in tutte le nazioni da lei già visitate per lavoro. Un «neverending tour» visto che, per la gioia dei suoi fans, Miriam Makeba è ancora pronta a salire su un palco, come farà stasera nel piazzale di Baia Verde di Castelvolturno dove sarà la protagonista più attesa di un concerto antirazzista a chiusura degli Stati generali della scuola del Mezzogiorno a cui parteciperanno Eugenio Bennato, Daniele Sepe con la sua multietnica Brigada Internazionale, i 24 Grana, Max Puglia, Sonia Aimy e Maria Nazionale. La presenza, non casuale, della cantante trasformata da Matteo Garrone in attrice per «Gomorra», porta la cantante, arrivata ieri a Napoli con il nipote ed il road manager, a chiedere agli organizzatori una copia in inglese del libro di Saviano: lo vorrebbe leggere o almeno sfogliare, intanto stamattina incontrerà la comunità di immigrati su cui la camorra ha fatto fuoco. Stasera canterà, consapevole che non sono solo canzonette, anche se la musica non ferma la guerra nè le mafie: «Parliamo tanto di mondo libero e di libertà di parola, ma poi chi racconta il vero dà fastidio. Non conosco Roberto Saviano, so però che è un giovane scrittore e un uomo di coraggio, armato solo del suo libro, delle parole che ci ha messo dentro», spiega la leggendaria voce di «Pata pata»: «La gente è orgogliosa di sostenere grandi cause, ma ha bisogno di qualcuno che gliele mostri come ha fatto lui, scegliendo di esprimersi con la letteratura. Io ho scelto la musica, linguaggio universale per eccellenza, cercando di raggiungere tutti: la mia voce si è alzata contro l'apartheid ed erano il tono che usavo, la forza che ci mettevo, le note che mi uscivano e non la lingua che usavo a parlare al mondo». Eccola la pasionaria, la paladina dei diritti civili al fianco di Harry Belafonte, del secondo marito Stokely Carmichael, di Nelson Mandela: «Fu il presidente a convincermi a tornare nel mio paese, in Sudafrica, cosciente che dovevamo unire e non dividere. Quello che valeva per la mia terra vale dovunque: l'unione dà la possibilità di conoscere l'altro, la divisione porta ad averne paura: temiamo ciò che non conosciamo. La musica può servire ad unire, ma bisogna partire dalla scuola, dobbiamo parlare ai bambini, tramandargli i valori universali, il rispetto, la solidarietà». Miriam non conosce la Gelmini, ma le hanno parlato dell'Onda, il «nuovo '68» che sta scuotendo l'Italia: «Sarebbe un grande errore creare classi separate per gli immigrati, in Sudafrica le classi separate ci sono state e ci stiamo ancora combattendo». In attesa della sua giornata a Castelvolturno e di leggere «Gomorra», il suo pensiero va inevitabilmente al neopresidente Barack Obama: «Abramo Lincoln sosteneva che l'America era una terra dove tutto può succedere, ora quelle parole sono diventate realtà. Non conosco Obama, ma i suoi discorsi mi ricordano quello che fece Mandela quando fu eletto nel '94. L'Africa è orgogliosa di lui: eravamo schiavi ed ecco dove siamo arrivati».

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Carla Bruni messa a nudo, Camilleri razzista, PD filoamericano (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 09-11-2008)

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Nov 08 9 Carla Bruni messa a nudo, Camilleri razzista, PD filoamericano Pubblicato da Paolo di Lautrèamont alle 19:04 in Esteri, Politica, media Il mondo rovesciato. Assisteremo a una sinistra improvvisamente convertita sulla via di Obama, e a una destra improvvisamente convertita sulla via di Mosca? PD-USA PDL-RUSSIA? Filoamericani di sinistra e filorussi di destra? Forse sì. In ogni caso il reale motivo della battutaccia di Berlusconi in Russia ("Obama è bello giovane e abbronzato") era un altro: l'Italia si candida ad essere l'ancella di Mosca (via ENI) in occidente, assumendo il ruolo di presidenza G8 nel 2009 (con vertice spostato da Genova, capitale rossa dal 1960, all'isola della Maddalena). L'Italia fa ottimi affari col gigante russo. L'ENI è un colosso mondiale dell'energia. L'Italia deve però stare attenta a non fare l'ennesima mossa alla Badoglio, dalla quale potrebbe uscire con le ossa rotte, senza più essere considerata affidabile né in Occidente né in Europa né in Russia. Il Foglio titola su un Veltroni che grida Obamiamoci e partite. CARLA BRUNI In realtà le vicende sono più complesse e gas-petrolifere, come detto, forse questo è troppo per una ratio difficilis come quella di Franceschini o di Carla Bruni, che si dà una leccata di politicamente corretto e si dice felice di non essere più italiana. Forse la jet society progre dovrebbe andare alla scuola politica di Frattocchie o a quella del KGB di Mosca, se ci fossero ancora. Per ora si dimostra un poco a corto di comprendonio. Così la Bruni offre il destro al Corriere (dei Piccoli) per tornare a ciarlare sulla battutaccia (il Corriere non ciarlò così quando i leaders di sinistra facevano circolare articoli, battutacce, film o peggio, a mezzo giornalisti prezzolati o intellettuali scervellati: "Uccidere Bush" non era forse scorretto? Perché allora la Bruni non si vergognò? CAMILLERI, D'ALEMA E GLI ALTRI Oggi Camilleri finisce sulla pagina... del Corriere della Sera? No, solo del Giornale. Perché? Perché -pur non essendo presidente del Consiglio (per fortuna)- dice che la Gelmini "non è un essere umano" (quindi è una bestia, una cosa, o una sottoumana come gli ebrei per i nazisti?). No per sare cosa è la Gelmini -secondo Camilleri- si dovrebbero chiamare "i professori di chimica". Infatti Camilleri, Vate dei neorazzisti "corretti", o per meglio dire dei doppiopesisti, ha pronunciato queste parole non in un lupercale, ma nel liceo ("di sinistra") Mamiani di Roma. Ecco una parte di un articolo di Maria Giovanna Maglie. Ricordo anche che il "professor" Vattimo ex europarlamentare DS, incitò all'assassinio dei marines americani... "... Lidia Ravera può dire che Condoleezza Rice è una scimmia più che una donna, il suo non è razzismo. Il professor Veronesi può dare degli animali stolti e primordiali a coloro che danno alla vita umana un valore diverso da quello che gli attribuisce lui, anche questo non è razzismo, tantomeno prevaricazione. Giovanna Melandri può dichiarare indignata che lei in Kenya ci va solo per ragioni umanitarie, giammai a casa di Briatore, anche se ci sono le fotografie che la vedono danzare scatenata col medesimo. Se gli ex terroristi rossi sono tutti fuori si è per fortuna sanata una ferita della nostra storia, se Francesca Mambro, che ha fatto più galera di tutti, è recuperata alla società, è una buona madre, e fa un lavoro davvero socialmente utile, ottiene la libertà condizionale, è uno scandalo che esige riparazione. Tutto così, in una ruota insopportabile che rischia di succhiarci il cervello, sì, anche a noi che al conformismo resistiamo. (...) Poi capita che Massimo D'Alema chiami il ministro Renato Brunetta «un energumeno tascabile», laddove tascabile, nel loro linguaggio politically correct, dovrebbe essere proprio proibito. Niente, va bene così, anzi è sana dialettica. Ora è di nuovo toccato a Camilleri farne una delle sue. L'uomo ci ha abituati alle sue sortite che nessuno può non dico stigmatizzare ma neanche criticare. Il partito comunista, amato e rimpianto senza una sola remora, la fede marxista mai rinnegata, nel nome dei gulag, i girotondi, eversivi quanto inutili, entusiasticamente corteggiati, con tanto di creazione per la piazza di cinque «poemi incivili», ora, come poteva mancare, il tour delle scuole in rivolta, senza neanche sapere il perché, contro la riforma della scuola e l'attuale ministro della Pubblica Istruzione, reo di tentare un cambiamento che in Italia non s'ha da fare... LINK

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Manifestazioni studentesche in tutte le città (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 09-11-2008)

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Manifestazioni studentesche in tutte le città di Sapienza in mobilitazione* Gli studenti e le studentesse della Sapienza rilanciano la grande manifestazione del 14 novembre a Roma e le manifestazioni locali previste per il 7 novembre in ogni città. L'onda non si ferma e il 15 e 16 sarà in assemblea nazionale alla Sapienza di Roma. Un'assemblea nazionale delle facoltà in lotta perché il movimento non si arresterà fino al ritiro totale dei tagli contenuti nella legge 133 e del decreto 137. L'onda anomala che attraversa le università di tutta Italia è la stessa che vede mobilitarsi le maestre elementari contro la distruzione del tempo pieno e del modello pedagogico della scuola primaria, la stessa che parla alle centinaia di migliaia di insegnanti precari delle scuole superiori che perderanno ogni speranza di lavoro e stabilizzazione a causa dei tagli di Tremonti e Gelmini, la stessa che sta mobilitando i ricercatori precari dell'Università e degli enti di ricerca per rivendicare la stabilizzazione e il rilancio della ricerca pubblica. Per questo nella sessione pomeridiana di domenica 16 novembre vogliamo costruire una grande assemblea nazionale di tutto il mondo della scuola e della formazione, con la partecipazione di studenti medi ed universitari, maestre, insegnanti, ricercatori, perché l'onda anomala continui a portare in piazza la rabbia dell'intero mondo della formazione. Perché scuola ed università sono "beni comuni" che non vogliono pagare la crisi. *studenti e studentesse de La Sapienza in mobilitazione

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Solidarietà bipartisan a Santo Della Volpe (sezione: Scuola)

( da "Articolo21.com" del 09-11-2008)

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Solidarietà bipartisan a Santo Della Volpe di Redazione Oggi veniamo a sapere dell?intimidazione neofascista contro il giornalista del Tg3 Santo Della Volpe. Si chiude così la settimana che è cominciata con l?incursione squadristica nei locali Rai e le telefonate di minacce alla redazione di “Chi l?ha visto?”, e che è proseguita con lo striscione di avvertimento di “Forza Nuova” al direttore di “Repubblica”, Ezio Mauro. Tre episodi che fanno ben più di una prova: la prova di un clima - questo sì ansiogeno - nel quale si respira una aggressività crescente nei confronti dell?informazione, da parte di gruppi di violenti che evidentemente percepiscono di poter agire senza troppi rischi in modo sempre più scoperto. La Fnsi chiede non solo che le istituzioni deputate a garantire la sicurezza dei cittadini (giornalisti inclusi) facciano per intero tutto ciò che è necessario. Serve anche che tutte le parti politiche facciano intendere chiaramente la loro più netta riprovazione verso questi atti, uscendo dal silenzio o dalla distrazione. (FNSI) L'auto imbrattata di vernice del collega Santo Della Volpe , firma storica del Tg3, s'inserisce in un contesto d'intimidazioni ripetute, che respingiamo. Un clima inaccettabile, intorno alle redazioni, in particolare a quelle del servizio pubblico. Alla solidarieta' a Della Volpe va aggiunta una ferma richiesta a chi indaga e al ministro degli Interni di non sottovalutare certi accadimenti dell'ultima settimana, caratterizzata dal raid in via Teulada e dalle minacce alla trasmissione "Chi l'ha visto?". Siamo ovviamente pronti a tutte le iniziative necessarie per tutelare i colleghi (USIGRAI) La solidarietà, che pur esprimiamo convinta a Santo Della Volpe non è più sufficiente. Non bastano più nemmeno le parole, anche le più sincere. Bisogna isolare lo squadrismo, denunciare con forza gli episodi a chi deve tutelare la sicurezza dei cittadini di qualsiasi credo politico o religioso. Chiedere che da tutte le istituzioni: quelle locali e quelle nazionali, arrivi una chiara condanna e un segnale di attenzione a questi fenomeni che non possono in alcun modo essere tollerati e tanto meno giustificati (STAMPA ROMANA) Chiediamo al ministro dell?interno Roberto Maroni e al capo della polizia prefetto Antonio Manganelli – che incontrando i vertici di Fnsi e Unci lo scorso 30 ottobre a Caserta hanno garantito la massima attenzione a tutela della incolumità e libertà di lavoro dei giornalisti – di intervenire subito per porre fine a questa attività neo fascista, individuando i colpevoli e consentendo così alla magistratura di punirli. Non si devono sottovalutare segnali così gravi: l?attività degli estremisti potrebbe, se non bloccata sul nascere, diventare una pericolosa deriva. (UNCI) Un'ennesima intimidazione che coinvolge un professionista dell'informazione. Santo Della Volpe, di ritorno da un suo viaggio di lavoro, ha trovato la sua auto coperta di scritte, croce celtica e firma 'ts' (gruppo fascista trieste-salario). Non possiamo tacere di fronte a tali manifestazioni di incivilta' che sono l'espressione di un clima inaccettabile per una informazione che e' e vuole continuare ad esssere libera. Questo lo ribadiamo con forza (CDR TG3) Esprimiamo solidarieta' al collega Santo Della Volpe per l'atto di intimidazione subito. Lo si legge in una nota del CdR e della redazione di Rainews 24, secondo la quale "si tratta di una nuova minaccia squadrista che prende di mira un giornalista della Rai a pochi giorni dall'assalto alla redazione di 'Chi l'ha visto': i giornalisti del servizio pubblico radiotelevisivo non si faranno intimidire e continueranno con professionalita' - conclude la nota - ad esercitare con il loro diritto-dovere a informare gli utenti (CDR RAINEWS24) Esprimiamo sdegno per il grave episodio di aggressione e intimidazione di cui e' stato vittima il collega Santo Della Volpe ed esprime solidarieta' al cronista e a tutta la redazione del Tg3. L'episodio di inaudita gravita' e' sintomo di un clima di intolleranza nei confronti dell'informazione e non puo' che allarmare l'intera categoria e l'opinione pubblica in un momento in cui a rischio e' sempre di piu' il pluralismo e l'autonomia e l'indipendenza dei giornalisti. (CDR LA7) L'atto di intimidazione subito da Santo Della Volpe, collega del Tg3, e' una minaccia rivolta a tutti i giornalisti che svolgono la professione senza piegarsi alla volonta' di quanti vogliono ridurre l'informazione al silenzio, di quanti vogliono che si taccia sulle notizie scomode. Condanniamo l'ennesimo episodio squadrista consumato a pochi giorni dall'assalto alla redazione di 'Chi l'ha visto'. Il giornalismo, la societa' civile devono reagire contro il tentativo in atto di comprimere il diritto ad essere informati e le liberta' di chi non vuole omologarsi e piegare la schiena (GRUPPO DI FIESOLE). Il presidente del Senato, Renato Schifani, esprime la sua "sincera solidarieta' al giornalista del Tg3 Santo Della Volpe, oggetto di intimidazioni estremiste". "Ogni sintomo di intolleranza - ha precisato Schifani - deve essere condannato duramente. La tutela delle nostre regole democratiche deve sempre essere ribadita con fermezza". 'Questi vergognosi comportamenti ci riportano indietro, ad anni bui che vorremmo considerare chiusi per sempre'. Lo ha detto il presidente della regione Lazio, Piero Marrazzo, esprimendo tutta la sua solidarieta' a Santo della Volpe. ' Un'intimidazione - ha proseguito Marrazzo - che e' solo l'ultima, in ordine di tempo, dopo quelle usate contro la trasmissione Chi l'ha visto' e il direttore di Repubblica, Ezio Mauro . Mi auguro - ha concluso il presidente della regione - che gli inquirenti possano identificare i responsabili di un gesto inqualificabile, per il quale non posso che esprimere la mia piu' ferma condanna . Nessuno puo' pensare, soprattutto attraverso ignobili azioni, di limitare l'autonomia dell'informazione, requisito indispensabile per un Paese democratico e libero da ogni condizionamento.' L'ennesima intimidazione ad un giornalista nel giro di pochi giorni e' il segnale di un attacco sempre piu' serrato e allarmante alla liberta' d'informazione e alla democrazia nel nostro Paese". Lo dichiara il senatore del PD Felice Casson. "Siamo vicini - conclude - al giornalista Santo Della Volpe e condanniamo atti tanto vili che creano un clima di tensione non degno di un societa' matura e civile ma che, siamo sicuri, non riusciranno a ledere la dignita' della stampa e la sua autonomia". Il senatore del Pd Vincenzo Vita, componente della Commissione di Vigilanza, esprime "solidarietà" al giornalista Santo Della Volpe "per la vile intimidazione di cui è stato vittima. Per lui e con lui siamo in tanti e, insieme continueremo a batterci per i diritti e la libertà". "Dopo le inquietanti vicende dei giorni scorsi, con l`assalto alla redazione di 'Chi l`ha visto?' e le minacce ad Ezio Mauro - prosegue Vita in un comunicato - questo ennesimo atto di vandalismo accresce l`allarme e la preoccupazione per un sistematico assalto alla libertà dell`informazione e alla sua dignità. In un momento così complesso e delicato per l`Italia, provocazioni del genere non fanno altro che alimentare tensioni e creare un clima avvelenato che evocano pagine buie della nostra storia. Mi auguro che in tempi brevi si possano individuare i responsabili di tali gesti inaccettabili e che, soprattutto, si dia un segnale forte a chi pensa erroneamente di mettere così a tacere l`informazione libera ed autonoma nel nostro Paese". La presidente del gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Monica Frassoni, esprime "solidarietà al giornalista Rai Santo Della Volpe, vittima di una odiosa provocazione di stampo neofascista. Purtroppo - aggiunge Frassoni in una nota - si tratta solo dell'ultima evidenza di un clima pericoloso contro la libera informazione e, in generale, di un grave dilagare di gruppi che praticano la violenza politica in modo sistematico. Soprattutto dopo i fatti di Piazza Navona, è sempre più urgente che l'Europa si occupi del 'caso Italia', perché bisogna far luce sull'agibilità politica e sulle connivenze di queste squadre di picchiatori protagonisti di queste azioni". 'Esprimo la mia solidarieta' e quella di tutte le senatrici e i senatori del Pd a Santo Della Volpe del Tg3 per le gravi intimidazioni subite'. E' quanto dichiara Anna Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. 'Si tratta - dice - dell'ennesimo episodio di intolleranza che colpisce in queste settimane il mondo dell'informazione. L'informazione libera e' la prima garanzia di ogni democrazia sana ed e' inaccettabile che episodi come questi si ripetano. E' necessario mettere fine a questo clima che rischia di alimentare tensioni pericolose. A Santo Della Volpe, che certo non si fara' intimidire nel suo lavoro, il mio affettuoso abbraccio'. "Dopo le minacce fasciste alla trasmissione 'Chi l'ha visto?', ecco le croci celtiche sull'auto di Santo Della Volpe, al quale va la solidarieta' dell'Italia dei Valori". Lo afferma il capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, aggiungendo che "questi atti vanno condannati da tutte le forze politicha, perche' e' sempre piu' evidente che c'e' un brutto clima di intolleranza e intimidazione. Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati al piu' presto". "Desta seria preoccupazione l'ennesimo atto intimidatorio di gruppi di estrema destra contro un giornalista, verificatosi a settanta anni esatti dalla terribile 'notte dei cristalli'". Lo dichiara Giovanna Melandri, ministro delle Comunicazioni nel governo ombra del PD. "Esprimiamo solidarieta' a Santo Della Volpe - prosegue - e auspichiamo una condanna unanime da parte di tutte le forze politiche per questa vicenda che, a pochi giorni dall' attacco agli studi di 'Chi l'ha visto?' e dalle minacce ad Ezio Mauro, cerca di colpire, ancora una volta, la liberta' di stampa, presidio essenziale di ogni democrazia". La solidarieta' mia e della redazione di 'Rinascita' a Santo Della Volpe: ma la solidarieta' non basta, credo, perche' sono troppe le intimidazioni nei confronti dei giornalisti liberi. Lo dice Manuela Palermi direttrice di 'Rinascita' del Pdci per la quale "cio' che e' accaduto a "Chi l'ha visto", ed ora a Della Volpe, da' il senso di un clima insopportabile: mi auguro che il Parlamento prenda posizione e assuma iniziative e che i colpevoli siano duramente perseguiti". Secondo la Palermi, "in Italia e' in gioco la liberta' di parola e di critica". 'Esprimo la solidarieta' e la vicinanza mia personale e di tutto il Prc al giornalista del Tg3 Santo Della Volpe per la squallida intimidazione di tipo fascista di cui e' stato vittima'. Lo dichiara Paolo Ferrero, segretario nazionale del Prc. 'E' davvero inquietante il ripetersi in rapida successione di episodi di intimidazione e anche di discriminazione nei confronti dei giornalisti e della liberta' di informazione: le minacce al direttore di Repubblica Ezio Mauro, l'aggressione alla redazione 'Chi l'ha visto', l'allontanamento dei cronisti per volonta' della ministra Mariastella Gelmini...'. 'Si tratta - conclude - di espressioni di intolleranza e discriminazione tanto piu' allarmanti in un momento in cui la liberta' e la dignita' del lavoro giornalistico attendono da anni il rinnovo del contratto nazionale, coi diritti e delle tutele ad esso correlati, da parte degli editori'. "Vorrei esprimere la mia solidarieta' e quella dei socialisti al giornalista Rai Della Volpe, vittima di una nuova insopportabile intimidazione che non e' degna di uno stato civile e democratico". E' quanto afferma l'eurodeputato del Partito Socialista, Alessandro Battilocchio. "Purtroppo - aggiunge Battilocchio - il giornalista della Rai non e' che l'ultima vittima di una serie di provocazioni: le istituzioni devono intervenire con fermezza davanti al crescente clima di sistematica violenza di stampo politico che si sta instaurando nel Paese, ma soprattutto tutte le forze politiche hanno la responsabilita' di condannare fortemente e senza esitazioni questo genere di pericolosi comportamenti". "Solidarietà senza se e senza ma" al giornalista Della Volpe, e "condanna dell'inqualificabile gesto intimidatorio che lo ha colpito" sono state espresse dal capogruppo udc in commissione vigilanza rai, Roberto Rao. "E' evidente - spiega Rao - il clima di pressioni e intimidazioni che aleggia attorno al servizio pubblico e in particolare alle voci più scomode, che per questo vanno maggiormente tutelate". "La politica oltre alla doverosa solidarietà unanime ai giornalisti rai, ha un altro compito da svolgere affinché tutte queste parole non siano vuote: eleggere il Presidente della commissione di vigilanza e permettere alla stessa di poter finalmente operare per rilanciare il servizio pubblico". Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl esprime "piena solidarietà a Santo Della Volpe, fatto oggetto di intimidazioni, e condanna tutti gli atti di violenza, di qualunque orientamento, non senza esternare la nostra preoccupazione per il loro continuo ripetersi". 'Solidarieta' e vicinanza' e' stata espressa dal senatore della Lega Nord, Roberto Mura, a nome di tutto il gruppo del Carroccio al Senato, al giornalista del Tg3 Santo Della Volpe e a tutta la redazione. Mura, membro della commissione Comunicazione del Senato, condanna 'con determinazione questo rigurgito di intolleranza estrema condita di vecchio becero fascismo militante, cui la democrazia deve rispondere in modo fermo e determinato. Non possiamo piu' assistere a tali azioni - ha concluso il sen. Mura - che vogliono il bavaglio della libera informazione'.

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