HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 9 novembre 2008 #TOP
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Articoli
Scuola (225)
Cortellesi,
ovvero l'ansia da prestazione ( da "EUROPA ON-LINE"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Tessere e referendum, il
caldo inverno del Pd ( da "EUROPA ON-LINE"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Di Pietro: "La Tav si
fa col dialogo" ( da "Stampa, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sessanta prof contro la
Gelmini ( da "Gazzetta di Reggio"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il consiglio provinciale
dice no ai tagli nelle scuole mantovane
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Regione: i plessi non
chiuderanno ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Orgogliosi per quelle
firme ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
MANTOVA 1)
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Cannetese a raffica con il
Castello ( da "Gazzetta di Mantova, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Liceali concludono
l'autogestione con un dibattito in "par condicio"
( da "Stampa,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli studenti non demordono
( da "Alto
Adige" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, è dibattito
( da "Corriere
delle Alpi" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Superiori, è finita
l'autogestione ( da "Alto Adige"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Marcegaglia e il ministro
Gelmini in un hotel Royal da stato d'assedio
( da "Stampa,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Digos indaga negli
istituti di Bologna ( da "Gazzetta di Modena,La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
"A questa crisi vanno
date risposte molto forti" ( da "Stampa, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
C'è la Gelmini
( da "Stampa,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Accorpamenti, ora insorge
Piani ( da "Stampa, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Volantini e slogan contro
la Gelmini ( da "Stampa, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
"In Liguria non
chiude nemmeno una scuola" ( da "Stampa, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Decreto Gelmini: continua
la lotta dei sindacati ( da "Giornale di Brescia"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Questa occupazione?
Inutile e strumentale ( da "Giornale di Brescia"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Medie, petizione tra gli
insegnanti di lingue ( da "Giornale di Brescia"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuole, dalla protesta a
un nuovo confronto ( da "Giornale di Brescia"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, Confindustria
appoggia la riforma Alemanno attacca il ministro Gelmini
( da "Giornale
di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA SCUOLA Solidarietà
inopportuna alla Gelmini nMi auguro che l...
( da "Giornale
di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuole cancellate? Non c'è
alcun pericolo ( da "Arena, L'"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Mondo più ospitale? Con Obama
si può ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
I giovani di An a sostegno
del ministro ( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
quei favori ai baroni -
marco vannini ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
rifondazione, spaccatura
insanabile? ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
hanno detto
( da "Mattino
di Padova, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
protesta anti-gelmini
senza caos lettere contesta scienze politiche
( da "Mattino
di Padova, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
marcegaglia: detassare gli
utili investiti ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Potenziare i tecnici
qualificati per l'industria> ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
la gelmini? non è un
essere umano ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
l'università che lavora
( da "Nuova
Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
gli occhi dentro il
microscopio e la voglia di guardare lontano - luigi soriga
( da "Nuova
Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
pochi alunni, a rischio
l'istituto comprensivo ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
il prete anti gelmini nel
mirino del pdl ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
le due generazioni al
concerto di guccini - gino li veli
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
scuole, ecco i tagli
( da "Centro,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
la nuova era dopo la
costituzione ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di pietro attacca
berlusconi "la forza? prima metta i soldi"
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il nuovo decreto divide
professori e studenti ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
la città ignora
l'università ( da "Centro, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
l'onda rilancia: venerdì
sarà "mareggiata" - tea maisto laura mari
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
studenti, sfida al voto
tra sinistra e destra le otto liste temono l'"effetto protesta" -
anna maria liguori ( da "Repubblica, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
studenti, in piazza
latinisti e designer ( da "Repubblica, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
liceo occupato, ma si fa
anche lezione ( da "Centro, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
i presidi: è meglio venire
in classe ( da "Centro, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
scuola, pitigliano in
salvo ha iscritti oltre 700 studenti
( da "Tirreno,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
"attenti, così
perdiamo voti" la rete antileghista pesca nel pdl - massimo lorello
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
il bazar della protesta
universitaria visite mediche e seneca per i passanti
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
l'ateneo aquilano rischia
il declassamento ( da "Centro, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Studentibeffatidal blitz
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Royal, summit blindato
( da "Secolo
XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, Imperia si
mobilitacontro gli accorpamenti ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
concerti in strada contro
la gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
sabina fa lezione di
comunicazione "siete giovani, questo mondo è vostro"
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
scuola, vendola alle
regioni "fate leggi anti maestro unico" - patrizia capua
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
l'adiconsum rielegge
vargiu ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
scuola, alberghiero
autogestito gli studenti contro la gelmini - giovanni melis
( da "Nuova
Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
privatizzeranno anche le
medie ( da "Nuova Sardegna, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ma davvero il decreto
gelmini esclude i baroni? a guardar bene li favorisce
( da "Nuova
Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
con la nuova legge molti
di noi non potranno permettersi l'università
( da "Tirreno,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'okay alle ronde
Padanegarantisce solo tensioni ( da "Secolo XIX, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
in sala nardi si parla di
riforma gelmini ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
il dialogo all'università
e la sordità del governo - gianni de plato
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ore 16.30, lezione di
fisica in piazza maggiore ( da "Repubblica, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
il dialogo
all'università... - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
protesta con striscioni alla
prima del vampiro - francesca parisini
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
il rettore nel mirino
della protesta ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
bari tra gli atenei in
rosso "se spreca niente assunti" - paolo russo
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
studenti e prof in piazza
la scuola può rinascere - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
una pizza contro la
riforma ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
la festa della vittoria e l'occasione
persa - margherita rubino ( da "Repubblica, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
abruzzo, tra ventuno
giorni il voto 1000 assunti tra portaborse e assistenti - giuseppe caporale
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
gelmini al convegno,
niente giornalisti - costantino malatto
( da "Repubblica,
La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
scuola, un dibattito in
consiglio ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
primo scoglio per l'onda
( da "Tirreno,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
gelmini non è un essere
umano ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
detassare gli utili di chi
reinveste ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
lite sulla scuola, la
protesta continua ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lezione di dialetto per
una scuola moderna ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Marcegaglia al governo:
<Meno tasse per chi reinveste e risparmia energia>
( da "Libertà"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il sindaco festeggia i neo
maggiorenni ( da "Giorno, Il (Sondrio)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, la riforma piace a
Marcegaglia Ancora proteste contro la Gelmini
( da "Libertà"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Che tenerezza quel
guardiano di okkupazioni ( da "Riformista, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
(segue da pagina 26) Sono
stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure lei
( da "Riformista,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<DOPO mesi di immagini
televisive, di cortei, di scioperi, occ...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
I gemelli anti-Bossi
( da "Riformista,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Alemanno: la Gelmini
doveva cercare partecipazione ( da "Eco di Bergamo, L'"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
l'assessore risponde comune
già al lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per
informarla che gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura,
com ( da "Libertà"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Camilleri cattivo maestro
Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le pallottole
( da "Riformista,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di GIOVANNI ALBERONI
L'articolo di Lorenzo Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con
argomentazioni forti, ma non tutte condivisibili, la ferma posizione della
Chiesa Cattol ( da "Libertà"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Provinciali, il Pdl parte
alla carica ( da "Libertà"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
A SEGUITO dello sciopero
della scuola del 30 ottobre e delle tante manifestazioni di protesta del pe...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ancona)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
E' INTITOLATA <Sapori
in Carrozza> in programma per ...
( da "Nazione,
La (Lucca)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Il blocco delle gite
scolastiche è una scelta assurda>
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Dellai o Divina, il giorno
della scelta ( da "Adige, L'"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Per protesta la lezione si
fa al freddo ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
guido pasqualini La
campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita
( da "Adige,
L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
E' IN PROGRAMMA DOMANI
sera alle 21,15 il consiglio comunale proposto dai consiglieri de...
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
il mio '68 e le proteste
d'oggi ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Bologna, la Digos
interroga i presidi Un'intimidazione
( da "Unita,
L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LA LEGGE È DALLA PARTE DI
CHI PROTESTA ( da "Unita, L'"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sud, disobbedire a Gelmini
Fermeremo il maestro unico ( da "Unita, L'"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'Onda: vogliono
sfiancarci ma noi non ci fermiamo, siamo uniti
( da "Unita,
L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sciopero da <Zero in
kondotta> Birre, slogan, piazza semivuota
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Gelmini parla a porte
chiuse, scoppia la polemica E Alemanno: <Si è mossa male favorendo la
sinistra> ( da "Giorno, Il (Milano)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SEPPUR giovane e poco
esperto di vita politica, penso di aver comun...
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
A La Sapienza bambini e
genitori. Poi Dario Fo e Celestini
( da "Unita,
L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, accorpamento in
bilico ( da "Provincia Pavese, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'agenda degli incontri
( da "Provincia
Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
VIOLAZIONE della privacy e
'utilizzo' degli alunni a scop...
( da "Nazione,
La (La Spezia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LOTTA tra Orbetello e
Monte Argentario anche sul decr...
( da "Nazione,
La (Grosseto)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
IL SOSTEGNO dei Giovani
Democratici, in vista delle prossime primar...
( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sciopero bus e treni
Lunedì nero per i trasporti: per l'intera giornata i lavoratori de...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
In riferimento
all'intervista di Mario Marianelli pubblicata su <La Nazione> il 7 nov...
( da "Nazione,
La (Pisa)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Uno spiraglio per le
scuole ( da "Provincia Pavese, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PREOCCUPATO sul futuro
della scuola e sulle prospettive degli stude...
( da "Nazione,
La (Prato)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Anatomia di un decreto
( da "Nuova
Ferrara, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La piazza diventerà
un'aula ( da "Nuova Ferrara, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Riforma Gelmini: domani
incontro al circolo 'I Risorti' ( da "Nazione, La (Prato)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
del bello: indecoroso
sfuggire al confronto sulla scuola
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Perché tante posizioni
perdute? ( da "Nuova Ferrara, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, sì di
Confindustria ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
TERNI ESPLODE la protesta
del Movimento studentesco degli univer...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Contro la riforma Gelmini
tutti a lezione in piazza Insubria
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La media <Da Vinci>
apre e rischia l'addio ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
E l'ora di religione va a
finire in Parlamento ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sorpresa: all'ateneo
spettano ( da "Nazione, La (Umbria)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PERUGIA ALL'ATENEO umb...
( da "Nazione,
La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
GLI STUDENTI IN CORTEO Il
vero pericolo è la Gelmini ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Piano cave, la Lega fa
dietrofront ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
MANIFESTANTI Pugno duro
annunciato contro i giovani lanciatori di vernice all&...
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Temi sulla Costituzione
Gli studenti snobbano ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il nuovo numero de
"Il Portico" ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola: Alemanno attacca la
Gelmini ( da "AudioNews.it"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scontro prof-Procura:
<No alle intimidazioni> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pugno duro contro
l'assalto a Unicredit ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ai Bastioni kermesse
anti-Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Autogestione al liceo
scientifico di Agnone ( da "Tempo, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuole occupate, martedì
un'assemblea ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ocarfagna, prima dei
pennuti ( da "Tribuna di Treviso, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
STUDENTI IN RIVOLTA,
L'ONDA CHE SALVA LA NOSTRA SCUOLA
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Laura Della Pasqua
Fabrizio dell'Orefice La crisi ...
( da "Tempo,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il commento migliore alla
frase di Andrea Camilleri sulla ...
( da "Tempo,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Un convegno pubblico
contro il ministro Gelmini e contro il ...
( da "Tempo,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'insostenibile pretesa di
sentirsi superiori ( da "Giornale.it, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Marcegaglia: <Riforma
ok Bisogna premiare solo chi ottiene risultati>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
E lo hanno anche
incoronato con un premio per la satira in tv
( da "Giornale.it,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il governatore Vendola fa
il <maestrino>: <Varerò norme anti-maestro unico>
( da "Giornale.it,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
non si ferma la protesta
degli studenti - marta artico ( da "Nuova Venezia, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
"Un giro di vite per
i fuoricorso" ( da "Stampaweb, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Studenti triestini sul
blog stanano i prof <fannulloni>
( da "Corriere
della Sera" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Scuola, riforma
necessaria> Confindustria con la Gelmini
( da "Corriere
della Sera" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Di Pietro: dal ministro
svolta positiva ( da "Corriere della Sera"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Mariastella applaude la
sosia-Cortellesi ( da "Corriere della Sera"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Il rettore di
Messina è rinviato a giudizio, avrebbe truccato un concorso. Parentopoli e...
( da "Messaggero,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università, via ai nuovi concorsi:
il decreto alla firma di Napolitano
( da "Messaggero,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - L'Onda anomala non
si ferma e università e ricerca si preparano al corteo e allo sc...
( da "Messaggero,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gelmini, applausi dagli
industriali <Lite> con i cronisti
( da "Gazzetta
di Parma (abbonati)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Erano poco meno di un
migliaio, secondo le stime dei carabinieri, i giovani che ieri mattina hanno
p... ( da "Messaggero, Il (Frosinone)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Contro l'ambiente Il
sindaco di Perugia intende sostenere c...
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La riforma Gelmini:
confronto a più voci ( da "Gazzetta di Parma (abbonati)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
GIULIANOVA - Seconda notte
trascorsa nella palestra al piano terra del Liceo Scientifico e ieri matt...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
]L'onda di proteste non si
arresta, ma perde forza e vigore. Ieri in piazza del Popolo ...
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Una delle prime attività
avviate nel liceo Scientifico Masci, che da ieri mattina è...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Numeri preoccupanti che
rischiano di far precipitare l'Università aquilana verso il declas...
( da "Messaggero,
Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Un lungo serpentone
formato da professori, maestre e alunni che ha paralizzato il centro storico.
La... ( da "Messaggero, Il (Ancona)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
A Jenne spetta il primato
di paese più vecchio della provincia di Roma, con ...
( da "Messaggero,
Il (Metropolitana)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli universitari della
Capitale hanno disertato la prima assemblea nazionale del movimento
studentes... ( da "Messaggero, Il (Metropolitana)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
due nuove specializzazioni
all'agrario ( da "Tirreno, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
studenti in piazza contro
la legge gelmini ( da "Messaggero Veneto, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il razzismo dei cattivi
maestri: "Gelmini? Non è un essere umano"
( da "Giornale.it,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli studenti di nuovo in
piazza, a Roma scontri con la polizia
( da "Panorama.it"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Dialogo sempre ma
all'arroganza non ci sto proprio ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Parla la Gelmini, via la
stampa ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Elezioni studentesche La
Lega sfonda al Rossi ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nelle emergenze diamo il
meglio, nella routine il peggio ( da "Giornale di Vicenza.it, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nei licei finite le
occupazioni degli studenti ( da "Brescia Oggi"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Mondo più ospitale?
Con Obama si può> ( da "Brescia Oggi"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università/ Di Pietro:
Governo preso con mani nella ( da "Virgilio Notizie"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Emergenza scuola: l'alternativa
Pd ( da "Quotidiano.it, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Studenti e genitori in
piazza contro la Gelmini ( da "Corriere Adriatico"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
"A rischio il futuro
dei servizi" ( da "Corriere Adriatico"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, in corteo contro i
tagli ( da "Corriere Adriatico"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
"Siamo a favore della
riforma Gelmini" ( da "Corriere Adriatico"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<I tagli incidono sul
modo di fare scuola> <Non ci saranno licenziamenti, ma pochi sbocchi per
i precari> ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Bellotti e Avezzù:
<L'Università rischia la chiusura>
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, Confindustria
promuove la riforma ( da "Gazzettino, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<I tagli alla scuola
imposti da Tremonti> ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Il sindaco dica chi
sono i cattivi maestri degli studenti>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Protestano contro la
riforma Gelmini e cancellano le gite scolastiche dei bimbi> Un genitore si
ribella ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ricerca, protesta anche
l'ex azzurro del volley ( da "Gazzettino, Il"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La scuola respinge il
vessillo "padano" <Ma i volantini Pd sono consentiti>
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Più che un sit-in sembrava
una vera e propria festa, con ...
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Licio Gelli vive in un
paese libero che gli consente la ...
( da "Gazzettino,
Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La situazione
dell'Università italiana, ma quale ...
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<La nostra protesta non
è politica> ( da "Gazzettino, Il (Belluno)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Docenti, uno su quattro è
ultrasessantenne ( da "Gazzettino, Il (Padova)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Tempo pieno, il Comune
"ottimista" apre nuovi refettori
( da "Gazzettino,
Il (Pordenone)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
A Expo Scuola genitori
"morbidi" contro le innovazioni del ministro
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
<Il liceo non
condiziona gli studenti> ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Tutti in piazza. Ancora. E
così l'Università continua la sua ...
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Cossiga: 'Uso della forza
contro i manifestanti' ( da "Voce d'Italia, La"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Maglie vs.Camilleri
:Gelmini non è un essere umano? ( da "Blogosfere"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Rai/ Ferrero:
Solidarierta' Prc per inquietante
( da "Virgilio
Notizie" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Governo/ Guzzanti:
Gelmini, Carfagna e altri sono circolo
( da "Virgilio
Notizie" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università/ Ora ci sono i
'fuori corso' nel mirino della ( da "Virgilio Notizie"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Di Pietro contro il lodo
Alfano "Siamo già a un milione di firme"
( da "Repubblica.it"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
STATI GENERALI, C'è IL
PIANO ANTI-TAGLI ( da "Mattino, Il (Caserta)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DALL'INVIATO ANTONIO
PISANI CASTELVOLTURNO. DOVEVA ESSERE LA GIORNATA DEL CONFRONTO COST...
( da "Mattino,
Il (Circondario Sud1)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
IL GOVERNO. IL MINISTRO
GELMINI IERI AGLI STATI GENERALI DI CONFINDUSTRIA A SANREMO. IL TITOLARE DEL...
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DALL'INVIATO È POLEMICA
TRA PD E PDL PER I FISCHI INDIRIZZATI DALLA PLATEA DELL'HO...
( da "Mattino,
Il (Caserta)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ELENA ROMANAZZI ROMA. NON
SI PLACANO LE POLEMICHE SULLA RIFORMA DELLA SCUOLA E DELL'UNIVERSI...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-11-2008) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola
CONFINDUSTRIA. IL
PRESIDENTE DEGLI INDUSTRIALI MARCEGAGLIA HA APPROVATO I TAGLI DEL MINISTRO
GELMINI... ( da "Mattino, Il (Nazionale)"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA. L'APPUNTAMENTO è
FISSATO AL MINISTERO DELL'ISTRUZIONE PER MARTEDì ALLE 15....
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'ALTRO GIORNO, PROPRIO
SOTTO IL MIO UFFICIO A NAPOLI, è PASSATO UN CORTEO DI STUDENTI UNI...
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
FEDERICO VACALEBRE NEL
2005 MAMA AFRICA AVEVA DECISO DI DIRE ADDIO ALLA MUSICA, INIZIANDO UN TOUR...
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Carla Bruni messa a nudo,
Camilleri razzista, PD filoamericano
( da "Blogosfere"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Manifestazioni
studentesche in tutte le città ( da "Articolo21.com"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Solidarietà bipartisan a
Santo Della Volpe ( da "Articolo21.com"
del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
( da "EUROPA ON-LINE" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L A T E L E D I P E N
D E N T E Cortellesi, ovvero l?ansia da prestazione STEFANIA CARINI Il
benpensiero Brava è brava. Canta divinamente, con gli arrangiamenti di Rocco
Tanica di Elio e le storia tese. Nelle sue trasfigurazioni è sempre al top: la
Santanchè, la Gelmini, la Leosini. Con la Gialappas?
funziona, con Mandelli c?è bisogno di rodaggio. Certo, il programma è durato
troppo, mettendo troppa carne al fuoco. Paola Cortellesi è brava, nessuno lo
discute. Solo che Non perdiamoci di vista soffre di ansia da prestazione. C?è
voglia di fil rouge, di tematica, di impegno, e tale volontà prende il
sopravento sul resto. La Gelmini Robot dice già tutto,
senza bisogno di rispondere alle domande retoriche di insegnanti e alunni.
Talvolta si rischia di essere didascalici. Come nella scenetta delle prostitute
coperte, «ma poi in tv ci vanno quelle tutte scosciate». Un? ideuzza ribadita
per ben due volte. Dopo c?è l?intervista alla vera prostituta, che ha tra i
suoi clienti i padri di famiglia. E poi, ancora, la recita cantata della
(vecchia) canzone di Franki HNG Quelli che benpensano. Ma i benpensati sono
ovunque, anche su Raitre. Il rischio è che l?enorme talento di Paola Cartellesi
sia schiacciato da quelli che benpensano (a sinistra). Che il benpensiero si
impadronisca di lei, invece di lasciare libero il suo talento e poter essere
così ancora più brava, graffiante, simbolica, universale. Il benpensiero è una
brutta bestia, tanto a destra quanto a sinistra. Segreti metropolitani Vi
ricordate negli anni 80 la serie tv La bella e la bestia? Lui viveva nel
sottosuolo e aveva il volto di un leone, lei era la bella poliziotta e aveva il
volto di Linda Hemilton. Fu un piccolo telefilm cult, e ancora oggi ci sono
fior fiori di saggi accademici dedicati al modo in cui la serie rispecchiava
cambiamenti sociali, questioni di genere e razza, fantasie di fan pre internet.
Ma, soprattutto, la serie era una storia romantica ambientata in un mondo
apocalittico e metropolitano tanto in voga negli anni 80. Ora il creatore di
quel mito, Ron Koslow, ci riprova. Va in onda infatti su Steel la sua ultima
creatura, Moonlight. Mick St. John (Alex O?Loughlin) è un affascinante
investigatore privato di Los Angeles che nasconde un segreto: è un vampiro. Usa
i suoi poteri soprannaturali per aiutare il genere umano. Beth Turner (Sophia
Myles) è una bellissima e ambiziosa reporter investigativa. Mick si innamora di
Beth vivendo sospeso tra due realtà, il mondo delle tenebre e la vita reale.
Ancora una volta, insomma, la Bella e la Bestia. Koslow ci riprova. Ma
nonostante i riferimenti a Buffy, Angel, Veronica Mars (tre serie con cui
condivide produttori e attori), nonostante alcune belle premesse (l?idea di una
comunità di vampiri integrata con quella umana), Moonlight appare di un?altra
epoca (televisiva e non). Così è stato cancellato dopo la prima stagione. Certi
miti non si rinnovano.
( da "EUROPA ON-LINE" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Vassallo: «I quesiti
potranno incidere sui tagli a scuola e atenei» Tessere e referendum, il caldo
inverno del Pd RUDY FRANCESCO CALVO Avevano promesso un?accelerazione subito
dopo la manifestazione del 25 ottobre. Così il dipartimento organizzazione del
Pd, coordinato da Beppe Fioroni e dal responsabile Andrea Orlando, si è riunito
ieri per rilanciare la campagna di adesioni al partito, che stenta a decollare,
nonostante si siano già raggiunte le trecentomila tessere consegnate. I rallentamenti,
che perlopiù non sono concentrati in regioni specifiche, sono dovuti per la
maggior parte dei casi a ritardi nella nomina degli appositi uffici provinciali
che dovranno garantire la regolarità delle adesioni. A ostacolare l?avvio della
campagna di tesseramento è quindi l?incapacità da parte dei dirigenti locali di
raggiungere un accordo sulla nomina dei responsabili del settore. La linea
trasmessa a livello nazionale è di garantire la rappresentanza di tutte le
componenti del partito, ma evidentemente non sempre questo è stato possibile.
Il dipartimento organizzazione, quindi, ha deciso di scavalcare gli organismi
locali inefficienti e di procedere direttamente dall?alto alla nomina degli
uffici di garanzia per le adesioni. Questo dovrebbe consentire quanto meno
l?avvio delle procedure in tutto il paese. Il coordinamento nazionale del Pd,
che si è riunito martedì scorso, ha poi stabilito l?organizzazione di un fine
settimana straordinario di mobilitazione, che dovrebbe tenersi entro la fine
dell?anno. Nello stesso periodo, sarà organizzato un seminario al quale
parteciperanno tutti i responsabili organizzativi locali del Pd. L?occasione
sarà utile per fare il punto sul tesseramento, ma anche per verificare la
strutturazione del partito sul territorio ed elaborare eventuali correzioni di
rotta. D?altra parte, anche ieri nell?intervista a l?Unità, Massimo D?Alema
sottolineava come «il tipo di forma politica che vogliamo costruire rappresenti
un contenuto programmatico non secondario», prospettando che il tema debba a
suo parere essere trattato nell?ambito della conferenza che si terrà
presumibilmente all?inizio di febbraio. «Quell?appuntamento ? puntualizza però
Orlando ? dovrà servire a precisare la nostra posizione su alcuni temi
cruciali, soprattutto su come si elabora la fase attuale, con la fine del
liberismo. L?organizzazione è uno strumento, non un fine. Se ce ne sarà bisogno
ne riparleremo, ma non è quella la sede». Nel frattempo, il Pd non abbandona la
battaglia contro la legge Gelmini. Il dipartimento
organizzazione ha iniziato ieri a programmare la raccolta delle firme per il
referendum. Come spiega Salvatore Vassallo, «l?elaborazione dei possibili
quesiti è già in una fase avanzata». Inoltre, gli esperti del Pd hanno
individuato la possibilità di ?aggirare? su questo argomento il divieto,
stabilito dalla Costituzione, di intervenire tramite referendum su norme
tributarie e di bilancio, basandosi sull?interpretazione di una sentenza della
Consulta risalente al 1994. «In questo modo ? spiega ancora Vassallo ? saremmo
in grado di incidere sui tagli imposti sia alla scuola che all?università».
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
GIORNATA DELLA
LEGALITÀPOLEMICA VALSUSA Di Pietro: "La Tav si fa col dialogo"
CONTINUA A P
( da "Gazzetta di Reggio" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sessanta
prof contro la Gelmini Cavriago: in
consiglio il documento degli insegnanti CAVRIAGO. Meno insegnanti, meno
attività didattiche, meno scuola pubblica in senso generale. E' quello contro
cui si stanno battendo insegnanti, studenti, genitori di tutta Italia che
contestano i contenuti del decreto legge del ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini. A livello locale prende
decisamente posizione il gruppo di maggioranza «Uniti per Cavriago» e lo farà
con un ordine del giorno a difesa della scuola pubblica che verrà presentato in
occasione del prossimo consiglio comunale, mercoledì. «E' stato stimato - dico
- che le forbici del governo Berlusconi potrebbero tagliare a Cavriago 16
insegnanti, il tempo pieno nei due corsi che lo prevedono e diversi insegnanti
di sostegno. Il rischio di non avere il personale per portare i ragazzi nei
laboratori o per organizzare le uscite didattiche potrebbe aggravare ancora di
più il bilancio degli interventi del ministro Gelmini».
Su questa linea s'inserisce anche un documento sottoscritto da oltre sessanta
insegnanti di Cavriago; documento preparato apposta per illustrare ai genitori
degli alunni «le conseguenze delle scelte del governo e la maggioranza intende
esprimere loro tutta la propria solidarietà». Il centrosinistra ricorda inoltre
che «la realtà scolastica locale è particolarmente positiva: sono tantissime le
attività integrative realizzate dai ragazzi. Gli insegnanti di Cavriago hanno
sempre lavorato perché la scuola offrisse il massimo e l'amministrazione
comunale è intervenuta con pesanti interventi a potenziamento dell'attività
didattica. Ma oggi il governo, da Roma, e senza coinvolgere nessuno - prosegue
il documento - decide di fare cassa risparmiando sull'educazione: uno dei
settori che più dovrebbe essere salvaguardato. Le realtà che funzionano e che
investono sulla scuola, come la nostra, saranno colpite dai, alla faccia
dell'autonomia e del federalismo». Nel presentare l'ordine del giorno, «Uniti per
Cavriago» ritiene utile un'approfondita discussione in sede di consiglio
comunale «perché le scuole di Cavriago sono un bene di tutti i cavriaghesi».
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il consiglio
provinciale dice no ai tagli nelle scuole mantovane Il consiglio provinciale si
appresta ad approvare un documento unitario per opporsi ai tagli previsti dalla
riforma firmata dal ministro Mariastella Gelmini e per difendere gli istituti mantovani a rischio chiusura. La
decisione è scaturita in seno alla quinta commissione consiliare, presieduta da
Manuela Mazzocchi. «Nonostante il tema fosse caldo - ha sottolineato la
presidente - i consiglieri hanno dato prova di maturità mantenendo la
discussione su un binario di obiettività e buonsenso, senza finire per
sconfinare in alcun tipo di polemica strumentale o di divisione dettata
esclusivamente dalle diverse appartenenze partitiche». E' stato l'assessore
provinciale all'istruzione Armando Federici Canova a illustrare alla
commissione le recenti evoluzioni della riforma e le sue possibili conseguenze.
Il rischio nella nostra Provincia è il taglio di circa duecento insegnanti e la
chiusura di numerosi plessi scolastici di dimensioni ridotte. Dai lavori della
commissione è emersa una posizione comune di tutte le forze partitiche, volta a
sottolineare come Mantova sia già stata penalizzata dai tagli alle risorse nel
recente passato e che, per questo motivo, la sua specifica posizione vada
valutata con cautela. «Non può essere sempre il nostro territorio a pagare ogni
qual volta si procede a tagli nel settore della scuola - ha spiegato la
Mazzocchi - e per questo presenteremo in consiglio provinciale un documento
unitario, sottoscritto da tutti i capigruppo, con il quale intendiamo rendere
nota la nostra posizione e difendere il comparto scolastico mantovano».
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Regione: i plessi
non chiuderanno L'assessore Rossoni: ma i Comuni devono fare la loro parte
Viadana. Il Pd insiste: Casaletto a rischio senza la mobilitazione VIADANA. La
questione "scuola di Casaletto" continua a tener banco. Ne ha parlato
venerdì l'assessore regionale Gianni Rossoni, che ha incontrato militanti e
simpatizzanti della PdL viadanese all'agriturismo Val d'Oca di Squarzanella.
«C'è l'impegno della Regione», ha assicurato Rossoni. Ma il centrosinistra
rimane dell'opinione che il rischio era concreto, e la mobilitazione
necessaria. PdL. Venerdì si sono trovati a cena oltre cento esponenti di Forza
Italia, An, Udc, Lega e La Destra. L'assessore alla formazione Rossoni, ospite
d'onore, ha tenuto un articolato discorso sulle politiche del centrodestra,
dalla scuola alla sanità. «Abbiamo introdotto - ha detto - meccanismi che
premiano l'efficienza e danno maggiore libertà di scelta alle famiglie. In questa direzione vanno anche i provvedimenti in campo
scolastico e la riforma Gelmini». Rossoni ha colto l'occasione per assicurare che «la scuola di
Casaletto non si tocca». «E lo sapevamo già - commenta il capogruppo Fi Carlo
Avigni - per cui avremmo fatto a meno di restare in consiglio fino alle 2 di
notte, se il centrosinistra avesse evitato di insistere sulle sue accuse.
La Regione c'è; il Comune faccia la sua parte: tempo prolungato, mensa,
trasporti, miglior utilizzo del territorio». «La conviviale di Squarzanella -
aggiunge da parte sua il coordinatore Fi Leonardo Caleffi - conferma che il
centrodestra è unito. Siamo comunque aperti a tutti coloro che vogliamo
mettersi a disposizione del territorio». Pd. Il centrosinistra rimane invece
convinto che Casaletto abbia seriamente rischiato la chiusura. «Quando
l'onorevole Marco Carra ha presentato un'interrogazione parlamentare - afferma
Cesarina Baracca - il Ministero ha chiamato subito Milano: la Regione
Lombardia, infatti, era partita sparata con l'intezione di tagliare, senza
nemmeno attendere i decreti attuativi. Senza la protesta di Comuni e scuole,
cosa sarebbe successo?». Baracca riconosce che forse è stato lo zelo dei
funzionari, più che un'effettiva volontà politica, ad imprimere
quest'accelerazione: «Sarebbe stato perciò giusto riconoscerlo in consiglio,
per giungere ad una mozione univoca e coerente». «Anche perché - aggiunge
Gabriele Oselini - era scorretto voler accomunare nelle colpe il governo Prodi
del '98, il cui decreto non imponeva nessun taglio dall'alto, ma concedeva ai
Comuni la massima autonomia sulle dimensioni dei singoli plessi». Secondo
Oselini, la battaglia non è finita: «Ora vedremo i decreti attuativi, ma i
timori sono forti per le materne di Cizzolo, Bellaguarda e S. Matteo». (r.n.)
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Orgogliosi per
quelle firme I cittadini di Mariana sono scesi in campo contro la legge Gelmini. Non è certo chiudendo i plessi che si risolvono gli sprechi.
Tutti uniti per raccogliere firme e per fare sentire il dissenso su una
decisione che porterebbe il nostro Comune a essere privato di un servizio
fondamentale. Genitori, amministratori, nonni e insegnanti rivendicano il
diritto di far studiare i bambini senza farli spostare con un pulmino nei centri
limitrofi. La scuola è di Mariana e quelle poche persone che non hanno
firmato forse non hanno capito che non stanno facendo un dispetto
all'amministrazione, ma a se stessi, ai figli o ai nipoti. Al nostro parroco,
che non ha voluto firmare, consigliamo di prendere esempio dal parroco di
Quingentole sceso in piazza. Don Guglielmo non ha una bella opinione dei
marianesi e nelle lettere sul giornalino non risparmia giudizi e critiche.
Parla dello stile delle abitazioni e dei loculi che non sono di suo gradimento,
mette in dubbio la cultura e la professionalità degli amministratori. L'unica
cosa che propone è quella di mettere più bacheche. Dovrebbe proporre qualcosa
di più costruttivo. Al contario di lei, don Guglielmo, siamo orgogliosi di fare
parte di quei marianesi di cui lei ha pochissima stima e di abitare in questo
paese dove la gente è decisamente migliore di quanto lei creda. Molti di noi
non fanno parte di quella categoria di acculturati alla quale lei si sente di
appartenere; apprezziamo la cultura, ma preferiamo le persone che possiedono
intelligenza e valori che nessuna laurea potrà dare. Speravamo che il parroco
fosse al nostro fianco, ma per lui le cose importanti sono altre. Seguono 23
firme
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
MANTOVA 1) MANTOVA
1) La sfida del sindaco con le primarie Fiorenza Brioni si ricandida. E' un
atto importante, di grande coraggio, che merita la massima attenzione e tutto
il sostegno del Partito Democratico. Molti di noi aspettavano questo annuncio,
certi che, prima o poi, sarebbe arrivato. Ma ora è ufficiale. E' giusto e
doveroso che sia così. I rilevanti risultati raggiunti dall'Amministrazione
Brioni, nonostante le difficoltà - politiche e partitiche - incontrate lungo il
cammino, sono la base, forte e solida, su cui poggia il largo consenso di cui
il Sindaco gode fra i nostri concittadini. E proprio gli obiettivi conseguiti
sono il miglior manifesto elettorale che dovrà essere presentato agli elettori.
Non solo come credenziale dell'effettiva capacità amministrativa dimostrata
realmente sul campo, ma anche quale premessa della futura azione di governo. Ma
v'è di più. Fiorenza Brioni non ha voluto approfittare di una soluzione a lei
favorevole, offertale sul piatto d'argento dal segretario regionale Martina
(quale l'automatica ricandidatura del sindaco uscente al termine del primo
mandato), ma ha chiesto di sottoporsi alle primarie. Anzi, ha dichiarato che
intende proporle! E' un gesto di grande spessore politico ed umano, da cui
traspare il carattere e la convinzione delle cose fatte e di quelle ancora da
realizzare. Ma è anche un segnale chiaro: chi, all'interno del centro sinistra
e, segnatamente, del PD, vuole impedire al Sindaco di portare a compimento il
proprio programma (fatto e votato dai cittadini per i cittadini, e non dai
partiti per se stessi!), deve misurarsi lealmente e in campo aperto con lei e
con i suoi sostenitori. Niente più sotterfugi o ricatti. Paolo Motta, Barbara
Blasevich, Luca Chiavoni, Luca Rinaldi, Fabio Piccinelli, Matteo Campisi,
Luciano Fornari, Paolo Rampi, Matteo Binelli, Michele Malaguti, Laura Olivieri,
Matteo Bellodi. MANTOVA 2) Si è smarrita la bussola Pensavo che dopo l'annuncio
del sindaco di Mantova di volersi candidare per un secondo mandato, pur
sollecitando un passagio di primarie, si aprisse sull'argomento un confronto
pubblico all'interno del Pd. Purtroppo constato che la paura fa novanta e
quindi è meglio nascondere la polvere delle divisioni sotto il tappeto nella
speranza che nel frattempo qualche cosa di imponderabile succeda. Perché il
problema non è Brioni sì o Brioni no, il problema è se questa coalizione che ha
governato la città può portare alla vittoria lo schieramento di cui il Pd è
l'espressione maggioritaria, il Pd non può permettersi il lusso di perdere il
governo della città, sarebbe una sconfitta troppo pesante dalla quale ne
uscirebbe con le ossa rotte e che fatalmente porterebbe il partito allo
sfascio. Il problema è dare una risposta al quesito posto in chiusura del
«Parliamone» di domenica scorsa. Le amministrazioni precedenti con la loro
azione, nel bene o nel male, si sono sempre prodigate per acquisire consenso
tra gli elettori e garantirsi la rielezione e di questo ne ha beneficiato anche
l'attuale amministrazione che si è presentata nel solco della continuità con la
precedente gestione. Purtroppo, durante il mandato si è smarrita la bussola del
buon governo e si è dilapidato un patrimonio di consensi difficilmente
recuperabile, Vero signor Fontana giusto il mio scritto del 31 luglio al quale
non si è mai dato riscontro. Dimenticavo... non sono nessuno ne PD. Se lo
schieramento avverso si darà un programma credibile, se presenterà una squadra
di donne e uomini altrettanto credibili magari guidati da un «Guazzaloca» in
salsa mantovana (ne vedo alcuni pronti per l'esperienza, magari poi sbaglio)
approfittando di un vento favorevole che proviene dalle elezioni politiche,
credo non abbia difficoltà ad aggiudicarsi il confronto. Concordo con il sig.
Montresor quando scrive che se non ci sarà un profondo chiarimento all'interno
del partito e si dovesse perseguire in questa direzione è inevitabile la
nascita di liste civiche che attingeranno dalla coalizione di centro sinistra.
Un'ultima considerazione, nella sua intervista il Sindaco dichiara che con la
prossima legislatura si dovrà ripartire dai quartieri, ma Le chiedo non c'è
qualcuno che l'ha detto tre anni fa? E a proposito che fine ha fatto il
contratto di quartiere di Valletta Valsecchi che doveva essere approvato dalla
Regione entro il 30 settembre? E dei 14 milioni di Euro di spesa previsti per i
prossimi 5 anni cosa sono rimasti solo 96mila euro del piano dei lavori 2009
per manutenzione verde? Come si può pensare di ottenere consensi in un
quartiere così importante? Servilio Negri SCUOLA La riforma
taglia anche la sicurezza Al peggio non c'è mai fine: la riforma Gelmini taglia anche i fondi per la sicurezza delle scuole. In più scopriamo
che la stessa taglia i fondi per la sicurezza delle scuole, e questo è davvero
un pessimo modo di onorare le vittime di San Giuliano di Puglia, di cui il 31
ottobre è stato il sesto anniversario. Un taglio del 50% e che prevede
risorse solo per quest'anno. Una decisione grave. Nel decreto Gelmini, all'articolo 7 bis, è scritto che al piano
straordinario per la messa in sicurezza degli edifici scolastici previsto dalla
legge 289/02 e successive modifiche, è destinato un importo non inferiore al 5%
delle risorse stanziate per il programma delle infrastrutture strategiche in
cui il piano stesso è ricompreso. Prima dell'approvazione del decreto, il piano
prevedeva un importo inferiore al 10%. Dunque anche qui un taglio netto, del
50% alle risorse destinate alle scuole a rischio sismico. Come non bastasse, è
stata eliminata la clausola che tale finanziamento fosse garantito fino al
completo esaurimento del piano straordinario: quindi l'intervento è garantito
solo per quest'anno. Aver previsto, al comma 5 dell'articolo citato, che
saranno messi in sicurezza 100 edifici scolastici con particolari criticità
sotto il profilo della sicurezza sismica, ci sembra uno sforzo assolutamente
irrisorio rispetto alla gravità della situazione. In sei anni solo 1.600 sono stati
gli edifici messi in sicurezza sui 14.700 situati in zone sismiche. E ora si
tagliano le poche risorse a disposizione. Cittadinanzattiva chiede al governo
che: 1) provveda al ripristino delle risorse irresponsabilmente eliminate con
l'articolo 7bis; 2) reintroduca la possibilità per i Comuni di derogare ai
limiti imposti dal patto di stabilità per non creare la situazione assurda che
una volta arrivati i soldi per le scuole, come è già accaduto, non si possano
spendere; 3) faccia conoscere quanto prima le 100 scuole destinatarie del Fondo
speciale e dia la possibilità a chi da anni è impegnato su questo fronte, di
poterne indicare alcune tra quelle maggiormente a rischio. Questo sarebbe il
modo migliore di onorare la memoria delle vittime della scuola di San Giuliano
di Puglia. Cittadinanzattiva da anni denuncia l'insicurezza delle nostre scuole
nei suoi rapporti annuali e per il sesto anno consecutivo promuove la «Giornata
nazionale della sicurezza scolastica», che si terrà il 25 novembre in diecimila
scuole di tutta Italia. Le scuole che vogliono partecipare visitino il sito
www.cittadinanzattiva.it. Cittadinanzattiva GRAND CAFE' Grazie per il servizio
di bus-navetta Siamo un gruppo di genitori. Volevamo ringraziare lo staff del
Grand Cafè e Sergio Mosconi per aver organizzato gratuitamente il servizio
gratuito del bus-navetta per i nostri ragazzi. Catia Badalucco e un gruppo di
genitori
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CREMONA Cannetese a
raffica con il Castello TRAVAGLIATO - ASOLACASALOLDO: 0 - 0 TRAVAGLIATO:
Aquilini, Tonelli, Grandi, Tonoli, Zoni, Ziliani, Verzelletti N., Verzelletti S.,
Fiammetti, Coletti, Pegoletti. A disp.: Verzelletti M., Zini, Zanotti,
Benedini, Del Barba, Zini M.. All:: Cucchi ASOLACASALOLDO: Fiore G., Bettoni,
Casalini, Favalli, Xhaferri, Pedrazzani, Sirelli, Brignani, Mia, Michelino,
Bandera. A disp.: Bonandi, Sabry, Scovoli, Fiore S., Balbi, Orsini. All.:
Pedrazzani- Bonisoli ARBITRO: Montagano CANNETESE - CASTELLO: 5 - 1 RETI: 23'
Viola, 25' Bolsieri, 50' Baracca, 55' Dattilo, 60' Bolsieri, 75' Dattilo
CANNETESE: Perfetto, Bolognini, Medola, Nemedi, Tavoni, Bozzoli, Baracca,
Tavoni A., Bolsieri, Dattilo, Volta. A disp.: Malinverno,
Shaj, Moreschi, Trezzi, Casula, Hajdari. All.: Ziliani-Visini CASTELLO OSTIANO:
Martinelli, De Carli, Gelmini, Curti, Curati, Curti, Elhaffid, Gazzaniga, Viola, Bona, Zanini.
A disp.: Bardi, Feroldi, Rezzi, Dauti, Bertoni. All.: Zucchelli
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
OMEGNA. AL FORUM
AMMINISTRATORI E ASSOCIAZIONI Liceali concludono l'autogestione con un
dibattito in "par condicio" Rullar di tamburi
contro il decreto Gelmini. A suonare sono gli studenti del Liceo artistico Gobetti di
Omegna che ieri hanno concluso al Forum la tre giorni di «autogestione» del
loro istituto. I liceali cusiani, un centinaio sui 224 che frequentano l'unico
liceo artistico del Vco, avrebbero dovuto dare vita ad una performance
artistica sotto i portici del Municipio, ma vi hanno rinunciato per non
intralciare i mercatini organizzati dalla Pro loco. Proprio per non dare adito
a chi ha accusato sino ad oggi gli studenti di essere strumentalizzati, i
liceali omegnesi «autogestiti» hanno invitato tutti gli esponenti politici e
amministratori ad intervenire ed a parlare. «Diciamo che per par-condicio, ma
anche perché volevamo avere opinioni diverse a confronto, abbiamo invitato sia
amministratori di centro sinistra, come il consigliere provinciale Cristian
Scatamacchia, ma anche assessori del Comune di Omegna che è retto dal centro
destra, quali Maria Giulia Comazzi, Stefano Strada e Mattia Corbetta - dicono
gli studenti Manuel Piscioneri e Michele Mattazzi - con loro anche altre
personalità del nostro territorio: per l'associazione Libera è venuto Davide Lo
Duca, don Renato Sacco ci ha parlato del nord e del sud del mondo, il
consigliere regionale Marco Travaglini ci ha illustrato il funzionamento della
macchina regionale e Nadia Gallarotti, presidente del Ciss del Cusio dei
servizi sociali». C'è stato ovviamente il tempo nell'autogestione per imparare
a suonare, ma soprattutto per riflettere. «Abbiamo il dovere, per noi e per chi
verrà dopo di noi in questa scuola, di chiederci come sta cambiando la scuola
ed il liceo - dice Jasmine Antar - la riforma, o per meglio dire i tagli,
ridurranno le ore di lezione. Sei in meno proprio nelle materie artistiche. ma
non è ciò che noi vogliamo».
( da "Alto Adige" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
In programma incontri con la popolazione sul tema e un altro corteo Gli
studenti non demordono Continuano la proteste contro il decreto Gelmini BOLZANO. Continua la protesta ad opera degli studenti degli
istituti superiori della provincia. Con forme meno appariscenti e rumorose
rispetto all'autogestione andata in scena la scorsa settimana, ma ugualmente
convinti nel rivendicare le proprie posizioni. "In attesa del
confronto sulla Gelmini che, prima o poi, sarà
necessario, per noi è importante continuare la mobilitazione. Il movimento
apolitico che si è costituito in queste settimane non ha nessuna intenzione di
abbassare la guardia". La riunione interscolastica dei giorni scorsi ha
fornito l'occasione per fare il punto della situazione dopo il volantinaggio di
lunedì e di valutare nuove iniziative da adottare. Hanno partecipato tutti i
rappresentanti delle scuole bolzanine compresi alcuni istituti di lingua
tedesca e alcuni di Merano. Oltre a loro sono intervenuti due rappresentanti
del Blocco Studentesco, il movimento studentesco di destra, che ha aderito
totalmente alle iniziative promosse a testimonianza della natura apartitica
della protesta. Su invito a non esporre bandiere o simboli politici hanno
confermato la loro adesione alla manifestazione di venerdì prossimo: gli
studenti bolzanini aderiranno alla manifestazione nazionale già in programma.
Il percorso del corteo verrà reso noto nei prossimi giorni e si annuncia fin da
ora una cospicua partecipazione. "Il movimento si sta consolidando e
stiamo valutando la possibilità di affiancare alla manifestazione un evento
pomeridiano nella zona dei prati del Talvera - dicono i rappresentanti - ma
servono i permessi". Oltre alle manifestazioni di piazza continua, da
parte del gruppo "Studenti consapevoli", il tentativo di
sensibilizzare l'opinione pubblica e di far conoscere da vicino i motivi della
protesta. A tal proposito è in programma giovedì 13 un incontro serale presso
l'Auditorium del liceo scientifico Torricelli di via Rovigo. "L'ambizione
- proseguono i rappresentanti - è che sia solamente il primo di una serie di
incontri sull'argomento". (l.s.)
( da "Corriere delle Alpi" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
AGORDO Scuola, è
dibattito AGORDO. Incontro-dibattito sulla riforma Gelmini. Lo propone ad Agordo il Gruppo rappresentanti dei genitori della
scuola primaria. L'appuntamento è per domani alle 17,30 nella sala "Don
Tamis" dove l'incontro-dibattito avrà per tema: "Riforma Gelmini, quale futuro per la scuola?". L'occasione di domani sarà
propizia per approfondire le tematiche che potrebbero portare a conseguenze
pedagogiche, didattiche e organizzative in particolare per le scuole
montane. Sono in programma gli interventi di: Franco Scalari presidente del
consiglio di circolo; Sisto Da Roit, assessore e vicesindaco di Agordo;
Domenico Martino, provveditore agli studi di Belluno; Loredana Brugè,
insegnante di scuola primaria; Cinzia Mion, esperta nel settore. Sono invitati
docenti e genitori. (rob.)
( da "Alto Adige" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
STUDENTI: POSITIVO
BILANCIO Superiori, è finita l'autogestione BRESSANONE. Si è conclusa
l'autogestione organizzata dai ragazzi di liceo e Ipsct del polo scolastico in lingua
italiana di via Prà delle Suore per protestare contro la
riforma che porta il nome del ministro Gelmini.
Nell'occasione sono stati presentati tutti i progetti che sono stati sostenuti
durante i quattro giorni di protesta. Ogni classe si è occupata di approfondire
il sistema di istruzione di uno Stato europeo, sotto il «tutoraggio» dei
compagni di quinta, che a loro volta hanno approfondito la storia
dell'istruzione in Italia. La presentazione finale di quanto fatto è
stata svolta tramite powerpoint e cartelloni che sono stati realizzati
interamente dai ragazzi. «Tutto si è svolto in modo armonioso e con ottimi
risultati - commentano Gioele Zappini e Michael Delogu, portavoci
dell'iniziativa -, siamo molto soddisfatti. Un grande ringraziamento va anche
ai professori, che sono stati dalla nostra parte. Adesso porteremo avanti il
progetto con delle correzioni sui lavori svolti e con una seduta informativa
sull'istruzione in Europa, che sarà fatta con un esperto in materia». (fdv)
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
A
SANREMO VERTICE SU CRISI ECONOMICA E RIFORMA DELLA SCUOLA Marcegaglia e il
ministro Gelmini in un hotel
Royal da stato d'assedio Il presidente di Confindustria Emma Marcegaglia e il
ministro delle Pubblica istruzione Mariastella Gelmini (foto) hanno
partecipato ieri all'Hotel Royal di Sanremo ai lavori del 35º Seminario dei
direttori di Confindustria. Si è discusso del ruolo degli imprenditori nel difficile
percorso per uscire dalla crisi, di economia, imprese e riforme. Il ministro,
nel suo intervento, ha parlato di università e di ricerca, ma soprattutto della
riforma della scuola che, nel suo lungo cammino, «è stata accompagnata da
disinformazione e da troppe strumentalizzazioni».PRIMO PIANO ALLE P
( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La Digos indaga
negli istituti di Bologna I Cub-Scuola: grave intimidazione, manifestare contro
i tagli è un diritto BOLOGNA. La Procura di Bologna ha incaricato la Digos di
svolgere indagini negli istituti superiori. Sono arrivate ai Dirigenti
Scolastici richieste di informazioni sui nominativi dei membri dei Consigli
d'Istituto, l'elenco delle riunioni, le date e gli orari delle iniziative di
discussione e protesta contro le politiche di tagli alla scuola, l'indicazione
dei partecipanti, i danni alle strutture. A riferirlo è un comunicato della
Cub-Scuola di Bologna, secondo cui «si tratta di un atto di grave
intimidazione, che tenta di trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del
Governo e di criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del
Ministro Gelmini nato nelle scuole». Secondo quanto si è appreso, è stato il Pm
Luigi Persico a incaricare la Digos della raccolta di informazioni dopo che nei
giorni scorsi la Procura aveva aperto quindici fascicoli d'inchiesta, anche
dopo gli esposti presentati dal deputato di Forza Italia Fabio Garagnani, sulle
occupazioni e sulle manifestazioni organizzate in città nelle ultime settimane
da studenti e universitari per protestare contro la riforma della scuola voluta
dal ministro Gelmini. Le richieste di informazioni
riguardano appunto le occupazioni al centro dei 15 fascicoli. La linea della
Procura è stata quella di trattare e valutare caso per caso. Di qui la scelta
di aprire un numero così alto di fascicoli, tutti contro ignoti. Tra questi
anche l'occupazione dei binari da parte dei collettivi universitari il 21
ottobre scorso. Secondo la Cub-Scuola, però, si assiste «al rovesciamento delle
regole della giustizia. Anziché intervenire su reali situazioni di illegalità
esistenti e denunciate, si sperpera il denaro pubblico, procedendo ad una
'schedatura' di massa con presunzione di colpevolezza. La partecipazione
spontanea e legittima di genitori e alunni alla vita della scuola viene vista
come elemento oscuro sul quale svolgere delle indagini. La Cub Scuola condanna
questa iniziativa che tende a spostare le discussioni sulla scuola dalle
questioni di merito a quelle giudiziarie. Le pressioni intimidatorie non
potranno certo nascondere i tagli all'Istruzione pubblica per quasi 8 miliardi
di euro e la perdita del posto di lavoro per 150mila lavoratori, frutto delle
politiche Gelmini-Tremonti. è incredibile che i
fautori del massacro della scuola siano così privi di argomenti da dover
ricorrere a queste pratiche». «Chiediamo - conclude il comunicato - a tutto il
movimento di difesa della scuola pubblica, alle forze politiche e sindacali e
ai rappresentanti delle Amministrazioni Locali di esprimere la propria ferma
contrarietà a questa caccia alle streghe e ai suoi ideatori». Intanto ieri il
rettore dell'università di Bologna, Pier Ugo Calzolari, è intervenuto sui tagli
agli atenei: «Le linee guida sull'università approvate dal Governo sono un
primo corretto passo verso una riforma meritocratica - ha detto il rettore - Ma
sui recenti provvedimenti incombe già la spada di Damocle dei tagli della legge
133 voluti dallo stesso governo, che si abbatteranno sull' università molto
pesantemente a partire dal 2010».
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SEMINARIO L'INTERVENTO
DEL PRESIDENTE EMMA MARCEGAGLIA "A questa crisi vanno date risposte molto
forti" Credito: la metà delle imprese fa fatica ad ottenerlo [FIRMA]BRUNO
MONTICONE SANREMO Un pacchetto di richieste al Governo. «Per dare sostegno
all'economia come sta avvenendo in altri paesi, come Francia e Germania. Questa
non è una crisi qualunque. E' una crisi a cui bisogna reagire, a cui vanno date
risposte forti, in linea con l'Europa». Emma Marcegaglia, presidente di
Confidustria, dopo il blindatissimo incontro con i direttori delle sedi
italiane dell'associazione, ha fatto il punto sulle proposte di Confindustria
per sostenere l'economia. «Comprendiamo il problema degli equilibri di bilancio
- ha detto la Marcegaglia - Ma è una crisi forte. Al Governo abbiamo chiesto
una serie di interventi come sta avvenendo in Francia e Germania: detassazione
degli utili reinvestiti nelle imprese, portare la deducibilità degli interessi
passivi al 40 per cento perchè gli "spread" dei tassi sono aumentati,
portare ad un milione di euro la possibilità di compensare crediti e debiti di
imposta, possibilità oggi ferma a 516 mila euro, incentivi fiscali alle imprese
che fanno investimenti in tema di risparmio energetico e per ridurre le
emissioni di C02. A questo proposito abbiamo appena raggiunto un accordo con 26
Confindustrie europee, ad eccezione dell'Inghilterra per ridurre le emissioni
di C02. Ma i governi ci devono sostenere non facendo più pagare i diritti alle
emissioni. Per le imprese italiane sarebbe un risparmio di almeno 8 milioni di
euro»». Altro punto «caldo» il credito alle imprese. «Secondo dati di
Bankitalia - ha continuato la Marcegaglia - almeno il 50 per cento delle
imprese ha difficoltà ad accedere al credito. Bisogna intervenire perchè, se
verrà a mancare il credito, le conseguenze saranno pesanti». Come intervenire?
«Stiamo facendo tavoli di monitoraggio in tutte le principali città italiane -
ha continuato la Marcegaglia - sui rapporti imprenditori-banche ed abbiamo
aperto un tavolo con l'Abi e i principali istituti. Siamo d'accordo sull'idea
di ricapitalizzare le banche ma loro devono impegnarsi a aumentare del 4-5 per
cento il credito alle imprese». Interventi concreti? «Il rifinanziamento del
fondo di garanzia per supportare il sistema Confidi e lo sblocco dei crediti
che le imprese hanno nei confronti della pubblica amministrazione: parliamo di
circa 70 miliardi di euro. Sarebbero ossigeno per il settore delle imprese». Durante la riunione il confronto con il ministro Gelmini sulla scuola. «Abbiamo detto al ministro - ha concluso la
Marcegaglia - di continuare nella riforma soprattutto per quanto riguarda gli
incentivi alla ricerca e i premi al merito. La scuola italiana così com'è non
va. A chi protesta diciamo che devono rendersi conto che la nostra scuola è
agli ultimi posti in Europa».
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
C'è la Gelmini Royal blindato tra le polemiche Il ministro ha presenziato al
convegno di Confindustria su economia e imprese [FIRMA]GIAN PIERO MORETTI
SANREMO Royal blindato da un ingente servizio d'ordine di polizia e carabinieri
per il seminario degli stati generali di Confindustria, organizzato dal
direttore della sede imperiese Pino Argirò. Si temeva che la presenza
del ministro Mariastella Gelmini, ospite
dell'incontro, potesse innescare manifestazioni di protesta degli studenti. Ma
i lavori si sono svolti nella più assoluta calma: nessuno studente, nessun
manifestante, nessuno slogan. Solo giornalisti che il ministro ha dribblato,
abbandonando l'albergo senza fare nessuna dichiarazione. Giornalisti, fotografi
e telecamere fuori dal Royal, una cinquantina di agenti e carabinieri a
presidiare le entrate e, dentro, quasi 150 direttori e direttori generali di
Confindustria a dibattere con il presidente nazionale Emma Marcegaglia temi di
grande attualità: crisi economica, imprese e riforme con l'obiettivo di far tornare
a crescere il Paese. Il ministro della Pubblica istruzione è intervenuto su
«Federalismo: imprese e formazione», ma, alla fine, non ha potuto evitare di
parlare della riforma della scuola. Ha negato che il decreto preveda tagli
esagerati nei finanziamenti e, soprattutto, ha smentito chi afferma che
verranno chiuse le scuole dei piccoli centri di montagna: «E' previsto
l'accorpamento degli uffici amministrativi, non dei plessi». Poi si è lamentata
per l'eccessiva disinformazione che ha accompagnato le varie fasi della stesura
del decreto: «Disinformazione ma anche molta strumentalizzazione politica». Si
è detta preoccupata per le possibili conseguenze delle manifestazioni di
piazza: «Sento una grave responsabilità perchè temo che possa accadere qualcosa
di grave». Sui tagli dei corsi di laurea «inutili» ha detto: «Abbiamo troppi
presidi. Sono un elemento dispersivo. Con la riforma intendiamo concentrare i
più importanti ed essenziali per raggiungere l'eccellenza formativa. E' inutile
polverizzare le risorse e perdere il potere competitivo dei laureati: Le
imprese li cercano, ma vogliono gente preparata». Non è mancato un riferimento
agli studenti fuori corso: «Il decreto prevede un forte sostegno agli studenti
fuori corso che lavorano per mantenersi agli studi ma non a chi si
"parcheggia" all'università per anni e fa gravare tutto il peso sulla
collettività». A conclusione dei lavori il ministro ha tentato di dribblare
ulteriormente la stampa uscendo dagli scantinati del Royal dove l'attendeva la
Thesis blindata con autista. Vistasi «scoperta» ha deciso di uscire dalla porta
principale, superprotetta dalla scorta. Ha sorriso, ma non ha rilasciato
dichiarazioni. Da Roma, l'ufficio stampa del ministro ha fatto sapere che la
chiusura totale all'informazione è stata decisa esclusivamente dallo staff di
Confindustria. Ma le polemiche sono divampate lo stesso.
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLEL'IPOTESI E'
STATA FORMULATA DAL CONSIGLIERE BONELLO: IL COMUNE SOLLECITA UNA PROROGA,
MINORANZA CRITICA Accorpamenti, ora insorge Piani [FIRMA]ENRICO FERRARI IMPERIA
Dopo un dietro-front in seguito alle vibrate proteste per un possibile
accorpamento fra Madie Boine e una sede delle Medie Sauro, torna alla ribalta
l'ipotesi dell'unione della Boine, priva del numero minimo di alunni (465
contro 500), alle Primarie di Piani e Dolcedo. Il passo potrebbe essere
caldeggiato con un emendamento dal consigliere regionale Franco Bonello nella
seduta di martedì; domani mattina, però, è previsto un incontro in Regione per
discutere l'ingarbugliata situazione. Intanto, come già successo un anno fa
quando l'accorpamento era stato minacciato una prima volta, monta la protesta
in Val Prino. Dice Vittorio Chisci, del Comitato pro Scuola Piani-Dolcedo e
consigliere della 1ª Circoscrizione imperiese: «Perché eliminare qualcosa che
funziona bene, in seno al Primo Circolo didattico? Riteniamo scorretta la
proposta del consigliere Bonello. Auspichiamo un intervento chiaro ed incisivo
dell'assessore alle Politiche scolastiche del Comune e dei consiglieri
regionali Saldo e Saso, che già si erano occupati del caso alcuni anni fa,
affinché le nostre Scuole di Piani e Dolcedo mantengano la loro autonomia.
Siamo pronti a compiere iniziative anche eclatanti contro questo
provvedimento». Intanto si stanno già preparando gli striscioni del «no» da
appendere davanti alle scuole. Aggiunge Anna Ravera, che insegna alle Materne
di Piani: «La didattica delle Medie è ben diversa da quella della Scuola
dell'infanzia e delle Primarie. Nel maggio 2007 avevamo scritto una lettera in
cui si evidenziava come il collegio dei docenti si schierasse compatto contro
l'ipotesi, anche perché l'istituto è stato di recente oggetto di importanti
ristrutturazioni». L'assessore Fossati ribatte alle accuse dell'assessore
regionale Costa a Provincia e Comune, secondo cui gli enti sarebbero stati
sollecitati dalla Regione a formulare proposte ma non avrebbero dato risposte:
«Sono affermazioni gravi e non rispondenti alla realtà: il Comune ha espresso a
suo tempo, con delibera di giunta, il proprio parere, diretto alla mantenimento
dell'autonomia della Media Boine in deroga, come previsto dalla legge e come
già fatto, nel medesimo quadro normativo, nel 1999. La scuola ha infatti un
trend di crescita da far ritenere che nei prossimi due anni raggiungerà la
soglia minima di 500 iscritti. Della possibilità di un accorpamento fra Boine e
plessi di Piani e Boine abbiamo avuto soltanto notizia informale: abbiamo
subito notificato la nostra opposizione. Il Governo ha inoltre rinviato al
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
IERI
PRESIDIO STUDENTESCO IN PIAZZA Volantini e slogan contro la Gelmini La protesta
contro la legge Gelmini non si spegne:
ieri pomeriggio i ragazzi delle superiori imperiesi hanno inalberato striscioni
e distribuito volantini nella centrale piazza San Giovanni a Imperia (foto).
Hanno così ribadito il dissenso verso la riforma appena approvata.\
( da "Stampa, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CAIRO M. LE
RASSICURAZIONI DEL VICEPRESIDENTE DELLA GIUNTA REGIONALE "In Liguria non chiude
nemmeno una scuola" Briano ha illustrato pubblicamente
il decreto Gelmini [FIRMA]MAURO CAMOIRANO CAIRO MONTENOTTE Decreto Gelmini: la Val Bormida dice no ai tagli. E il vice presidente della
giunta regionale, Massimiliano Costa, durante l'assemblea pubblica, organizzata
dall'amministrazione comunale Cairo, assicura: «In Liguria non chiuderà nemmeno
una scuola, almeno sino al 2010». Una presa di posizione pienamente
condivisa dai cittadini. A dimostrarlo la folta presenza di pubblico, con una
menzione particolare ai genitori degli alunni delle scuole di Rocchetta di
Cairo, presenti in massa anche con striscioni. Una vera e propria sollevazione
popolare contro un decreto che, ha sottolineato il sindaco di Cairo, Fulvio
Briano, «non è una riforma che si pone degli obiettivi, dei programmi,
un'evoluzione dell'attuale sistema, ma è una pura e semplice mannaia che ha
come unico scopo applicare tagli a tappeto. La presa di posizione della Regione
Liguria, che, in pieno contrasto con il Governo, rifiuterà di applicare questo
massacro è quindi preziosa». Briano ha illustrato il decreto anche attraverso
la proiezione di slide, in tutte le sue applicazioni, generali e sul territorio
cairese: «Il piano di razionalizzazione per la scuola avrà un impatto
devastante per quella pubblica, prevedendo tagli per circa 8 miliardi di euro
nei prossimi tre anni, con il personale che subirà una riduzione di oltre
139.500 unità. Tagli che comporteranno, tra l'altro, un aumento dei costi per
le famiglie, la riduzione del tempo scuola, l'aumento del numero degli alunni
per classe, il ridimensionamento del tempo prolungato e del tempo pieno, la
possibile riduzione degli insegnanti di sostegno, difficoltà per l'integrazione
degli alunni stranieri. L'introduzione del maestro unico porterebbe nel
prossimo triennio alla chiusura ed all'accorpamento di circa 2 mila scuole, per
lo più dislocate nei piccoli Comuni. In particolare per Cairosi tradurrà nel
rischio di chiusura delle scuole di Ferrania, San Giuseppe e Rocchetta, mentre
non sono previsti, per ora, fondi a sostegno della nostra amministrazione al
fine di adeguare le strutture restanti alle nuove esigenze, né sono previste
misure a sostegno delle spese di trasporto scolastico che andranno
ulteriormente a gravare sui Comuni e quindi sui cittadini».
( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 09/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Decreto Gelmini: continua la lotta dei sindacati Riforma della scuola: «La
partita non è finita» Dopo lo sciopero nazionale del 30 ottobre, indetto dai
sindacati-scuola Cgil, Cisl, Uil, Snals e Gilda, che nel Bresciano ha visto una
massiccia partecipazione, non si abbassa la guardia, da parte dei sindacati e
degli studenti delle superiori e di numerosi genitori delle scuole di ogni
ordine e grado, contro il decreto Gelmini,
diventato legge il 29 ottobre. «Nonostante l'approvazione in via definitiva, in
Senato, della riforma - affermano i sindacati bresciani Cgil Cisl Uil della
scuola - c'è la consapevolezza che la partita non è finita, perché la
traduzione delle norme di legge in pratica scolastica impegnerà nei prossimi
mesi importanti passaggi amministrativi e contrattuali». «I sindacati -
aggiungono - dovranno contrattare il valore delle ore straordinarie che
impegneranno gli insegnanti delle elementari, lo svilupparsi dei corsi di
formazione per i docenti che si occuperanno delle lingue straniere. Si dovranno
inoltre trovare accordi con le Regioni per le azioni di dimensionamento del
servizio scolastico che rappresentano una quota importante del ventilato
risparmio finanziario previsto dal Governo».
( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 09/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «Questa occupazione?
Inutile e strumentale» Ieri al liceo Arnaldo la presa di posizione degli
esponenti di Azione giovani e Azione studentesca «Quando serve al sindacato,
liceo subito occupato». È lo striscione esposto ieri da Azione giovani e Azione
studentesca, movimenti legati ad Alleanza nazionale, di fronte al liceo
Arnaldo, occupato da alcuni giorni per protesta contro il
decreto Gelmini. Proteste che i ragazzi di An bollano come «inutili, strumentali
e in ritardo». «La riforma prevede molti cambiamenti, ma che non riguardano le
superiori» sostiene Giuseppe Vitrano, presidente di Azione giovani di Brescia.
Da qui le accuse di strumentalizzazione: «I dibattiti sono spesso pilotati,
tanto che non siamo mai stati invitati a parlare della riforma». Inoltre,
secondo Vitrano, «esiste una maggioranza silenziosa di studenti che alle
occupazioni non partecipa e che vorrebbe studiare». I due gruppi giovanili si
sono attivati: «Ai nostri aderenti abbiamo detto di andare nelle scuole con uno
slogan, "Occupare informati": non siamo contro le manifestazioni, ma
vorremmo che le opinioni fossero supportate dalla conoscenza della questione»
dice Vitrano. Il liceo Arnaldo è stato scelto dai giovani di An perché è stata
la prima scuola bresciana ad essere occupata. Secondo il presidente di Azione
studentesca, Paolo Treccani, l'azione arriva tardi «il decreto è già stato
approvato, l'occupazione avrebbe avuto più senso due settimane fa. Inoltre i
punti della riforma che toccano le superiori sono pochissimi - continua
Treccani -. C'è il ripristino del voto in condotta e l'obbligo di mantenere per
cinque anni un testo prima di adottarne una nuova edizione, un modo per evitare
alle famiglie di dover ogni anno pagare più soldi». Una cosa sarebbe utile:
«leggere il testo della riforma» sollecita Treccani. A sostenere i ragazzi
anche il consigliere comunale di An, Andrea Ghezzi: «Vogliamo dar voce a chi è
favorevole al decreto Gelmini, ai tanti che vogliono
andare a scuola e non aderiscono alle manifestazioni strumentali».
( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 09/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Medie, petizione tra
gli insegnanti di lingue Tra le molte voci che in questo periodo si sono levate contro il decreto Gelmini c'è anche
quella degli insegnanti bresciani di lingua straniera nella scuola primaria di
secondo grado che hanno firmato una petizione. Nella lettera aperta si parla
della «profonda indignazione e preoccupazione per la possibile applicazione del
contenuto dell'articolo 25 comma 2, del decreto attuativo della riforma del
secondo ciclo pubblicato il 18/10/2005 dall'allora ministro
dell'Istruzione Moratti». Sostanzialmente si consente alle famiglie che lo
desiderano di convogliare nello studio della prima lingua, l'inglese, anche il
monte ore della seconda, francese, tedesco o spagnolo. L'obiettivo dichiarato è
quello di offrire l'opportunità di imparare l'inglese ad un livello analogo a
quello dell'italiano. Gli insegnanti credono infatti che «il raggiungimento del
bilinguismo sia un processo molto impegnativo che richiede ben altre risorse
rispetto a quelle che possono essere previste negli interventi di competenza
delle istituzioni scolastiche». I firmatari della petizione sottolineano
inoltre come «il libro bianco di istruzione e formazione dichiara come la
conoscenza di almeno due lingue comunitarie oltre a quella materna sia una
condizione indispensabile per i cittadini dell'Unione Europea». Per questi
motivi gli insegnanti che si sono riconosciuti nella lettera aperta ritengono
che «in questo modo il nostro Paese sacrifica il plurilinguismo a favore di
qualche ora in più per l'inglese, con la falsa convinzione che queste possano
portare alla conoscenza di questa lingua pari a quella materna. Così facendo
inoltre si rischia di interrompere quel processo di integrazione veicolato
dall'apprendimento delle lingue comunitarie». Gli insegnanti quindi chiedono
«l'abrogazione dell'articolo. Se questo non dovesse avvenire si procederà ad un
ulteriore ricorso alla Commissione Europea».
( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 09/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia Scuole, dalla protesta
a un nuovo confronto Nelle superiori cittadine proseguono gli approfondimenti
proposti dai ragazzi, anche nei casi in cui l'autogestione è finita Gli
studenti lanciano nuove forme di protesta" title="Gli approfondimenti
nel cortile del Liceo Calini Gli studenti lanciano nuove forme di
protesta"
onClick="showImage('http://www.giornaledibrescia.it/gdbonline/contenuti/20081109/foto/full_brescia_128.jpg',600,593)">
Gli approfondimenti nel cortile del Liceo Calini Gli studenti lanciano nuove
forme di protesta L'assemblea in cortile Cambia forma. Ma non si ferma. Anzi
cresce e matura. Rientrano la gran parte delle occupazioni, non la voglia dei
ragazzi di tenere viva l'attenzione sui temi del presente e del futuro della
scuola italiana. Non è più bloccata la didattica, ma sono proseguite le
assemblee per approfondire o per tirare le somme, ma anche per lanciare
proposte per il futuro. I licei della città hanno, in modi diversi, dimostrato
ancora una volta una grande vitalità e gli studenti, con gli strumenti che
hanno scelto di volta in volta, hanno lanciato un messaggio chiaro, quello di
voler essere protagonisti consapevoli del dibattito attorno al mondo della
scuola, del confronto con chi, dal Governo e dalle istituzioni, sui temi
dell'istruzione e della formazione è chiamato a decidere. L'ultima nata è la
«formula Calini». Giovedì mattina i rappresentati degli studenti hanno chiesto,
e ottenuto, dal preside Gaetano Cinque un'assemblea di istituto nel cortile. La
discussione si è presto animata e tra gli studenti e la presidenza lo scontro,
su alcuni temi, è stato piuttosto acceso. Ma è servito. Dirigenza e studenti
concordano nel dire che le posizioni sono state chiarite e la soluzione è di
«organizzare una serie di approfondimenti culturali sui temi che in questo
momento premono agli studenti, all'interno di un contesto di ordinarietà del
funzionamento della scuola come un'assemblea di istituto». Così, sia venerdì
che ieri mattina, nel liceo di via Montesuello c'è stato spazio per tutti:
conferenze con i sindacalisti sulla riforma Gelmini, gruppi di lavoro che sono stati gestiti dagli studenti,
approfondimenti curati da alcuni insegnanti e poi tante occasioni di dibattito
tra le diverse anime di uno degli scientifici cittadini. Ma alcune aule sono
state riservate anche al ricevimento dei docenti e pure le classi che avevano
programmato verifiche o interrogazioni hanno potuto lavorare con tranquillità,
nell'ambito di una gestione rispettosa delle diverse esigenze. Venerdì sera
invece è rientrata l'occupazione dell'Arnaldo: i ragazzi hanno lasciato il
presidio notturno dell'istituto, ma ieri mattina si è tenuta un'assemblea di
istituto in cui «abbiamo tirato le somme della settimana di agitazione -
racconta Valerio -. Il dato più significativo è la grande partecipazione dei
ragazzi alle attività e ai gruppi di approfondimento che abbiamo proposto, che
sono stati apprezzati anche dai professori. Ora si tratta di decidere come
proseguire; sul piatto ci sono molte proposte che valuteremo insieme al
consiglio di istituto perché l'obiettivo di oggi era riaprire il dialogo con la
presidenza e gli insegnanti». Al Gambara, dove l'occupazione si è chiusa
giovedì sera, Delia sottolinea «come anche la preside Coppini è stata
soddisfatta del lavoro che abbiamo svolto e di come ci siamo saputi organizzare.
Ora abbiamo proposto una serie di lezioni in piazza, ma la decisione spetta al
consiglio di istituto di giovedì prossimo». Gli studenti del distaccamento di
via Bonini invece, al termine dell'autogestione, hanno raccolto dubbi e
proposte in una lettera aperta inviata proprio al ministro Gelmini.
Più complessa invece la situazione al Leonardo di via Balestrieri: giovedì gli
studenti hanno occupato la scuola e nelle due notti successive l'hanno
presidiata mentre durante il giorno si sono susseguite le attività di
approfondimento. Ieri poi i ragazzi sono rimasti in assemblea fino a tarda
sera, per decidere se far continuare l'occupazione anche nel fine settimana
oppure se fermarla. Paolo Bertoli
( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 09/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:interno Scuola, Confindustria appoggia la
riforma Alemanno attacca il ministro Gelmini ROMATra
polemiche politiche ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla
riforma della scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale degli
studenti universitari a Firenze e agli stati generali della scuola del Sud a
Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente
del Pdl), la giornata ha visto una nutrita serie di interventi su un argomento
che continua ad essere al centro del dibattito politico e sociale. Il commento
di Confindustria Un giudizio positivo sulla riforma della scuola è venuto da
Confindustria: il presidente Emma Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta
di un'operazione che «taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri», Ma, ha
aggiunto, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul
merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto,
ora bisogna continuare su questi temi». «La scuola italiana così com'è non va
bene - ha concluso Marcegaglia - a chi protesta dico che dovrebbe guardare la
classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non
possiamo più andare avanti così». Gianfranco Fini, ha parlato, invece, di
quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo
D'Alema, il presidente della Camera ha detto che «ci sono minoranze rumorose
che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto rumorose e molto minoranze». In
questo senso Fini osserva come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci
siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano». «Avere valori
condivisi - ha aggiunto Fini - significa fare i conti con la storia: si tratta
di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare tutti». In una
polemica lettera aperta, invece, il presidente emerito, Cossiga ha dato
«consigli» al capo della polizia sul modo di affrontare la protesta.
Attirandosi le critiche del leader no global, Francesco Caruso, che lo ha
invitato a lasciar perdere la «nostalgia degli anni di piombo». Intanto
proseguono le proteste di studenti e docenti, in attesa del nuovo appuntamento
in piazza, con lo sciopero generale dell'università e ricerca del 14 novembre a
Roma. Tra gli altri, il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori
di Bologna, ha respinto «ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha
accomunato insegnanti, genitori e studenti contro il tentativo di
smantellamento della scuola pubblica statale». Alemanno attacca Gelmini Ieri è intervenuto anche il sindaco di Roma, Gianni Alemanno,
criticando il ministro dell'Istruzione e la sua riforma. Intervenuto al Forum
promosso a Subiaco da alcuni parlamentari Pdl, Alemanno tra l'altro ha detto:
«La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato
alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il
confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e
non in ritardo come abbiamo fatto». Il rumore della polemica si è però subito
placato, perché: «Smentisco categoricamente che il sindaco di Roma Gianni
Alemanno abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma della scuola
attuata dal ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini,
così come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state
evidentemente male interpretate» ha così affermato il portavoce del sindaco di
Roma, Simone Turbolente.
( da "Giornale di Brescia" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione: 09/11/2008
testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE RIFORMA SCUOLA
Solidarietà inopportuna alla Gelmini nMi auguro che le
osservazioni pertinenti e argomentate del prof. Bertagna sulla politica
scolastica del Governo inducano finalmente i dirigenti bresciani del Pdl a recedere
dalla difesa incondizionata e dogmatica delle scelte del ministro Gelmini. È comprensibile la solidarietà per la collega di
partito, ma quando si ha la responsabilità di rappresentare migliaia di
iscritti e decine di migliaia di elettori, si dovrebbe guardare anche al crollo
di credibilità e di consensi che certe complicità comportano. A maggior ragione
se si ricoprono importanti cariche amministrative come quella di presidente
della Provincia e di sindaco, chiamati prima di tutto a dare risposte plausibili
alle migliaia di insegnanti e studenti che manifestano e al rettore
dell'Università che, responsabilmente e pacatamente, richiama l'attenzione
sulle conseguenze drammatiche che le decisioni ministeriali comportano.
Guglielmo Castagnetti Brescia UNA MAMMA Pubblico impiego e scuola: sì alle
novità nSono una mamma-lavoratrice di un'azienda privata. Scrivo in quanto,
leggendo tutti i giorni le lettere pubblicate sul Giornale di Brescia, non
riesco a capire se è possibile che i cittadini non riescano a vedere in che
situazione drammatica siamo. La scuola. Dopo numerosi sprechi, assunzioni ad
oltranza, cosa bisogna fare? Tenere personale che non serve, perché dipendente
pubblico = impossibile licenziare! In più a carico delle famiglie resta anche
l'onere di portare a scuola risme di carta, eserciziari, fazzoletti, sapone
liquido, carta igienica ecc. Io credo proprio che bisogna rendersi conto che i
tagli ci vogliono e non credo proprio che vadano a discapito dell'istruzione,
in quanto limitando le spese inutili, si possono pagare meglio gli insegnanti,
incentivando il loro lavoro. Per l'orario ridotto alle 24 ore settimanali
(falso, si vedrà!) anche se fosse, bisogna imparare che la scuola non è un
deposito bagagli. Certo per chi, come me, lavora 8 ore al giorno sarà difficile
gestire la situazione, ma credo che volere è potere! Ricordiamoci che
l'educazione dei nostri figli fa parte dell'essere genitore. Riprendiamoci le
nostre responsabilità e smettiamo di delegare sempre tutto. Dipendenti
pubblici. Qui ce ne sarebbe da dire. Per cominciare scrivo che per colpa di
qualcuno non si fa più credito a nessuno! Voglio solo portare un esempio: nelle
poste 10 sportelli 3 impiegati occupati 7 nel retro a bere il caffè. Secondo
voi se in una piccola azienda di 10 dipendenti 7 prendono pause ogni mezz'ora
cosa succede? Nella mia ti mandano a casa! Non voglio dire che non ci siano
dipendenti pubblici ligi al lavoro, ma se tutti si facessero un bell'esame di
coscienza, sono sicura che tutti gli scioperi e l'inciviltà che si sta vedendo
in questi giorni nelle piazze italiane finirebbero. Gli insulti scritti e
sentiti di questi giorni, non sono un modo di far valere i diritti ma solo una
mancanza di rispetto per tutti! Laura mamma che lavora come dipendente privata
Brescia PUBBLICO IMPIEGO Le ragioni della protesta della FpCgil nNell'articolo
pubblicato sul Giornale di Brescia in data 5 novembre abbiamo riscontrato un
refuso che chiediamo di rettificare in quanto snatura il senso della nostra
iniziativa. L'articolo riferisce le ragioni della protesta che ha portato il
Pubblico Impiego a scioperare venerdì 7 novembre e le ragioni della mancata
sottoscrizione da parte della Cgil del Protocollo che costituisce la base dei
prossimi rinnovi contrattuali del pubblico impiego, sottoscritto da Cisl, Uil e
Confsal con il Governo il 30 ottobre. La Cgil non ritiene sufficienti i
contenuti del Protocollo in quanto non soddisfa le nostre richieste: propone un
aumento mensile medio di 8 euro per il 2008 e di 40 euro per il
( da "Arena, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 PROVINCIA Pagina 39 ISOLA DELLA SCALA. Le preoccupazioni di Tarmassia e
Pellegrina «Scuole cancellate? Non c'è alcun pericolo» Il sindaco Giovanni
Miozzi cerca di tranquillizzare i genitori ad un incontro La protesta di altri
istituti «Non preoccupatevi, non esiste problema di chiusura per le scuole di
Tarmassia e Pellegrina né oggi né per i prossimi 4 o 5 anni». Il sindaco
Giovanni Miozzi risponde così alle preoccupazioni dei
genitori della scuola primaria che allarmati dal decreto Gelmini hanno raccolto 550 firme, contro il maestro unico e contro la
chiusura dei plessi con meno di 50 alunni. Le scuole elementari di Pellegrina e
Tarmassia hanno 5 classi ciascuna frequentate rispettivamente da 52 e 53
bambini, ogni sede ha 5 insegnanti e mezzo più quello di inglese e di
religione, le ore di lezione sono 30 settimanali con due rientri
pomeridiani e sono attivi progetti di lingua, di continuità tra scuola dell'infanzia,
primaria e media, di teatro, di educazione motoria e all'affettività. Del loro
futuro si è parlato in un incontro tenutosi nella sala parrocchiale di
Pellegrina. Il sindaco, presente con l'assessore alla cultura Tiziano Arcolini,
ha tenuto a dire che l'amministrazione ha sempre avuto un occhio di riguardo
per la scuola, e ha basato le sue rassicurazioni sullo sviluppo urbanistico
futuro delle frazioni legato, per Pellegrina, alla realizzazione dello scalo
merci che porterà lavoro e nuove aree residenziali. «E come ipotesi molto
remota», ha aggiunto Miozzi, «qualora ci fossero problemi attiveremo dei bonus
per il trasporto scolastico di alunni di località limitrofe». Il dirigente
scolastico Saverio Spinelli ha detto che per i plessi delle frazioni che hanno
più di 51 alunni al momento non ci sono problemi, ma che qualche preoccupazione
destano l'introduzione del maestro unico e la riduzione del tempo scolastico
che impoveriscono l'offerta scolastica. «Attualmente tutti gli alunni hanno 30
ore», ha spiegato, «perchè crediamo che un' offerta ricca e varia accresca la
preparazione degli alunni e che 30 ore siano una quota utile e giusta per una
formazione solida e articolata. Nella nostra scuola non c'è spreco di
insegnanti ed è una delle scuole del nord est con i migliori risultati. C'è il
timore di avere in futuro minori risorse. Sull'orario il decreto apre
possibilità di richieste da parte dei genitori di avere 24, 27 o 30 ore con il
vincolo delle dotazioni». La reintroduzione del maestro unico ha sollevato
altre proteste. È giudicata «gravissima» dai genitori del capoluogo che hanno
sottoscritto una petizione a difesa della pluralità docente: «Da 20 anni questa
figura è stata superata definitivamente. Il governo invece vuole solamente un
ritorno al passato che gli permetta di ottenere nuovi risparmi ai danni della
già tartassata scuola pubblica. Che senso ha stravolgere la scuola elementare
se non con l'obiettivo di mettere in crisi un settore della scuola pubblica a
vantaggio delle private?». Intanto contro il decreto Gelmini
si sono espressi i docenti dell'istituto professionale per l'agricoltura
"Ettore Stefani". Il decreto, dicono, prevede la soppressione del
diploma di qualifica triennale, meno ore per materie professionali, più alunni,
non meno di 27 per classe; il collegio docenti ha deciso di sospendere tutti i
viaggi di istruzione, le visite didattiche e le attività previste nei progetti
di istituto «considerando che le misure previste sono estranee ad una visione
strategica del ruolo della scuola pubblica; esprime profondo disagio e viva
preoccupazione per il futuro della formazione soprattutto degli studenti più
deboli e segnala i rischi per la qualità della scuola, della formazione dei
futuri cittadini e della preparazione professionale dei futuri lavoratori».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CASTEGNATO. L'assenza del ministro Gelmini non ferma
il sit-in di protesta contro la riforma «Mondo più ospitale? Con Obama si può»
Annunciato, come l'assenza del ministro Maria Stella Gelmini, un sit-in
di protesta contro la riforma della scuola ha aperto ieri a Castegnato il
convegno «La terra che cura-saggezza della natura e comunità sostenibili»
organizzato dalla Fondazione Cogeme. Studenti e ricercatori hanno
affisso uno striscione e distribuito volantini alle centinaia di persone che
affollavano il centro civico. Maria Stella Gelmini ha
comunque virtualmente partecipato alla tavola rotonda con un messaggio letto in
apertura dei lavori, in cui ha dichiarato di «sostenere senza riserve le
rivendicazioni della Carta della terra e lo sviluppo sostenibile attraverso lo
strumento dell'istruzione». Ma a stregare la platea sono stati gli interventi
di altre due donne, ovvero Henriette Rasmussen, 58 enne radiogiornalista Inuit,
già ministro degli affari sociali della Groenlandia, fondatrice del Forum
permanente per le popolazioni indigene dell'Onu ed Caren Trujillo, discendente
dell'antichissima tribù Yaqui, che pratica e insegna metodi di medicina
tradizionale, studiando le erbe medicinali in tutto il mondo. «L'elezione di
Obama a presidente degli Stati Uniti - ha osservato la Trujillo - apre scenari
incoraggianti per uno sviluppo globale compatibile e rispettoso dell'ambiente».
G.C.C.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
cronaca pag. 15 I
giovani di An a sostegno del ministro Ieri mattina anche la «parte silenziosa»
degli studenti è scesa in piazza per dire che c'è, che condivide la «Riforma Gelmini» e trova «fuori luogo le proteste di questi giorni, frutto di
disinformazione e strumentalizzazione da parte di professori e gruppi politici
a cui interessa solo fare un po' di rumore». MENTRE I RAGAZZI del liceo Arnaldo
erano impegnati in un'assemblea d'istituto ospitata a Sant'Afra, una mezza
dozzina di giovani di Alleanza Nazionale ha issato uno striscione davanti al
classico di corso Magenta per dire che «Quando serve al sindacato, liceo
subito occupato». Contestualmente, il presidente di Azione giovani Giuseppe
Vitrano e il suo omologo di Azione studentesca Paolo Treccani, accompagnati dal
consigliere comunale di An Andrea Ghezzi, hanno tenuto una conferenza stampa in
corso Magenta. Ghezzi ha voluto sottolineare l'appoggio politico dato da
Alleanza Nazionale «per dar voce a chi è favorevole alla riforma e ai tanti
studenti che vorrebbero andare a scuola». VITRANO HA SOSTENUTO a sua volta che
la riforma stessa prevede alcuni cambiamenti, «ma per i licei e le superiori
sono limitati al voto in condotta e a poco altro». Perciò, ha aggiunto, «crediamo
che la protesta sia l'ennesima dimostrazione di strumentalizzazione». Treccani
ha espresso a sua volta la propria «antipatia verso una occupazione fatta
tardi, a decreto già approvato».MI.VA.
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
RIFORMA
DELLA SCUOLA Quei favori ai baroni MARCO VANNINI L'intervento Gelmini
sull'Università, ossia il pacchetto di disposizioni urgenti per il diritto allo
studio, la valorizzazione del merito e la qualità del sistema universitario e
della ricerca approvato dal consiglio dei Ministri due giorni fa, sembrerebbe
in apparenza essere andato liscio. continua a pagina 20
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Sardegna Rifondazione,
spaccatura insanabile? Piras: «Niente scissioni, al voto col simbolo».
Minoranza all'attacco CAGLIARI. «Non promuoviamo nessuna scissione, alle
elezioni regionali andremo con il nostro simbolo, le nostre liste e la nostra
identità aperta». Lo ha detto il segretario di Rifondazione comunista, Michele
Piras, aprendo ieri il congresso regionale all'hotel Setar di Quartu. Un
congresso difficile, di fortissime contrapposizioni interne dopo la pesante
sconfitta elettorale alle ultime elezioni politiche. Cinque le mozioni in
campo. Quella che rieleggerà oggi Piras conta il 62 per cento: fa capo al
leader della minoranza nazionale, Nichi Vendola, e in Sardegna è rappresentata,
tra gli altri, anche da Luigi Cogodi, Luciano Uras e Ciriaco Davoli. Con il 32
per cento c'è la corrente del segretario nazionale, Paolo Ferrero,
rappresentata, tra gli altri, dal consigliere regionale Paolo Pisu e dal
sindacalista Vincenzo Pillai. E' un congresso pieno di sospetti. La minoranza
sospetta che Vendola stia organizzando un nuovo partito nazionale (due giorni
fa con Claudio Fava e Fabio Mussi ha dato vita all'associazione La Sinistra) e
che i suoi referenti sardi restino nel Prc sino alle elezioni regionali per
gestire le candidature sfruttando la loro posizione maggioritaria. Lo scontro è
acceso, come dimostra anche la contestazione di ieri al dibattito con Vendola.
Nella sua relazione introduttiva Michele Piras ha lanciato l'idea della
«ricercapolitico-culturale per la sinistra sarda», aggregazione che viene posta
come obiettivo per il dopo elezioni («sarebbe un errore viverla come un
cartello elettorale»). Piras ha confermato l'alleanza strategica con il
Centrosinistra. I rapporti con la maggioranza del Pd sardo e con Soru qui sono
ottimi nonostante la rottura alle politiche di primavera, mentre a Roma tra Pd
e Ferrero è il gelo assoluto. La linea di Ferrero è stata contestata da Piras:
«Non condividiamo l'idea dei ripiegamenti identitari e di testimonianza, perchè
questa non è la storia né l'identità di Rifondazione comunista». Il segretario
ha aggiunto: «Non accetteremo alcuna imposizione centralista, nessuna forzatura
che riproduca quell'odiosissimo rapporto tra centro e periferia». Il rilancio
del Centrosinistra può approfittare dei grandi movimenti in atto (dall'elezione
di Obama alla protesta dei giovani contro la Gelmini), ma tutto questo «non sarà sufficiente ad invertire la tendenza
se non si ricostruisce un progetto politico per la trasformazione della
società». E ha spiegato: «Noi vogliamo costruire l'unità della sinistra. E
vogliamo farlo rovesciando la piramide fra centro e territori, partendo da un
progetto di società e di democrazia che affonda le sue radici nella nostra
realtà». Per quanto riguarda la politica della Regione, Piras ha detto:
«Da Renato Soru ci dividono molte cose, compresa l'idea di società, e tuttavia
su molte altre c'è una forte sintonia». E ha indicato nel temi dell'identità e
del progetto di sviluppo il terreno per consolidare l'alleanza, indicando tra
le priorità di fine legislatura la Finanziaria 2009. Il primo a criticare la
relazione è stato Paolo Pisu con una dichiarazione. «Qualificata ma reticente»,
l'ha definita il consigliere regionale della componente di Ferrero. «In alcuni
tratti - ha detto Pisu - è stata una relazione di parte, della minoranza di
Chianciano. Non c'è stata nessuna autocritica seria sulla gestione autoritaria
del partito e sulla marginalità dei temi del lavoro nella giunta regionale. Non
ha inoltre mai fatto riferimento al comunismo. Ha dato una lettura caricaturale
della maggioranza nazionale, parlando di ripiegamento identitario, mentre noi
siamo per il rafforzamento del Prc, ma contestualmente per l'unità della
sinistra, che non può avere scorciatoie elettorali». Il dibattito è stato molto
acceso. E sempre per le minoranza ha parlato anche Vincenzo Pillai, sia sulla
strategia generale per unire la sinistra sia sulla politica del lavoro in
Sardegna.
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 18 - Cronaca
HANNO DETTO COME LA LEGA. Alessandro Pietrogrande, coordinatore comunale:
«Conquisteremo le piazze con i banchetti, come la Lega». COMUNITA'. Gabriele
Zanon, coordinatore padovano di Alleanza nazionale, saluta dal palco: «La
comunità umana prima che politica del PdL che si fonde davvero nella trincea
anti-Zanonato». SPORTIVO. Dino Ponchio, ex cittì dell'atletica femminile:
«Siamo un gruppo che in punta di piedi lavora da tempo perché Padova merita di
più». COMUNISTI. Michele Russi, consigliere di quartiere: «Sono al
Brenta-Venezia, il quartiere più comunista d'Italia». GELMINIANI. Fabiano Paio,
coordinatore dei giovani azzurri: «Siamo rimasti soli a
difendere il ministro Gelmini». CEMENTO ROSSO. Paolo Lazzaretto, consigliere di quartiere: «La
sinistra ha lasciato una smisurata cementificazione». M
( da "Mattino di Padova, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
GLI STUDENTI
«Protesta anti-Gelmini senza caos» Lettere contesta Scienze politiche Obiettivi comuni
da difendere, ma modi diversi di protestare. Logos, il gruppo di discussione
fondato dagli studenti di Lettere dopo il «casus belli» Gelmini, prende le distanze dai più «ribelliosi» colleghi universitari
del collettivo di Scienze Politiche e dai centri sociali: il cui corteo
cittadino giovedì ha causato disagi e caos, facendo scattare decine di denunce
per atti illeciti. «I nostri - spiega Lisa Parolo, che studia Beni culturali -
sono due approcci paralleli eppure distinti». Occorre tracciare una linea di
confine. «Non ci poniamo in contrapposizione - spiega - semplicemente non appoggiamo
manifestazioni che non rientrino nella legalità e nella civiltà. Siamo per un
confronto costruttivo e propositivo». Linee-guida che presto saranno messe nero
su bianco con un «testo programmatico aperto e non restrittivo», perché Logos,
ora che è nato, non si fermerà. Ogni sabato mattina, a partire dal 22 novembre,
un'aula del Liviano riunirà gli studenti per proseguire «un dibattito che
sappia essere consapevolmente critico sui vari temi d'attualità». Intanto,
però, martedì pomeriggio, il gruppo sarà ufficialmente e pubblicamente
presentato. E succederà in grande stile: alle 17, al Maldura, si spalancheranno
le porte sulla «notte bianca dell'università». La prima in assoluto. «Ci
abbiamo lavorato tanto» rilevano gli studenti. Dibattiti, spettacoli e musica
di qualità fino alla mezzanotte e per tutti. (m. tro.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Attualità
Marcegaglia: «Detassare gli utili investiti» Confindustria torna a chiedere al
Governo un «pacchetto» per le imprese ROMA. Detassazione degli utili
reinvestiti, aiuto fiscale alle imprese e meno tasse per chi produce riducendo
il consumo energetico. Su questi tre obiettivi Emma Marcegaglia, presidente
della Confindustria, non perde occasione di insistere perchè il governo
manifesti «come sta accadendo nei maggiori paesi europei, Francia e Germania,
la volontà di dare un supporto dell'economia nei vari settori che stanno
soffrendo». Ieri l'occasione si è presentata al 35esimo seminario a Sanremo
dove era stata invitata anche il ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini, la quale ha chiesto l'allontanamento di tutti i giornalisti
dalla sala del dibattito. Poi ha lasciato lei la sala subito dopo l'intervento
della Marcegaglia, senza fare alcun discorso. Eppure la presidente della
Confindustria si è dichiarata d'accordo con i tagli alla scuola che considera,
però, solo una prima parte della riforma. «Ora bisogna intervenire sul
merito e sulla qualità dell'istruzione» ha detto, senza alcuna venatura
polemica. E ha aggiunto di concordare con le misure di aiuto che il governo
intende varare per le banche. La mancanza di liquidità degli istituti di
credito, associata al crollo dei consumi, preoccupa e toglie ossigeno alle
imprese. Più la dimensione è piccola più la stretta creditizia diventa un nodo
scorsoio. Federica Guidi, presidente dei giovani industriali ha lanciato ieri
un nuovo allarme: «I grandi gruppi, inevitabilmente, si portano dietro le
piccole e medie imprese. Ci vuole una forte politica di investimenti pubblici».
Qualche giorno fa proprio per cercare di dare ossigeno, Unicredit ha annunciato
di voler mettere a disposizione 5 miliardi di euro per le piccole imprese. Gli
artigiani intanto stanno costruendo una trincea, in attesa di vedere questa
maggiore liquidità. Da una parte «chiediamo al governo» dice Sergio
Silvestrini, segretario generale della Cna, «che in tempi rapidissimi si
agevolino i finanziamenti dando la possibilità a Confidi di alzare oltre al 50
per cento attuale la garanzia necessaria per sostenere il credito ad
un'impresa». Secondo un sondaggio tra i piccoli e piccolissimi imprenditori, le
banche nell'ultimo periodo, erogano il 18 per cento in meno di crediti. Il
sondaggio è stato fatto su quattro voci: "rientro dei soldi",
"ritardo nell'accoglimento della domanda", "allungamento dei
tempi istruttori", "richiesta in crescita di garanzie". La
stretta creditizia viene attuata quindi in vario modo, ma le piccolissime
imprese boccheggiano. Per questo Confartigianato, Cna, Casartigiani che
partecipano all'Artigiancassa, (maggioranza BNL), hanno varato un nuovo piano
industriale che prevede 251 sportelli Confidi e 2900 sportelli presso le
associazioni della categoria. (a.f.)
( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Potenziare i
tecnici qualificati per l'industria» scuola e lavoro Il ministro
dell'Istruzione promette un rilancio degli istituti tecnici. Il presidente di
Confindustria: «Promessa che vale oro» 09/11/2008 dal nostro inviato PAOLO
CRECCHI Sanremo. Presidente Marcegaglia, cos'ha detto la Gelmini?
«Che rilancerà alla grande gli istituti tecnici. Per noi di Confindustria una
promessa che vale oro, perché il mondo dell'impresa ha bisogno di tecnici
davvero qualificati». Hotel Royal di Sanremo, ieri, ore 14. Il presidente di
Confindustria Emma Marcegaglia fa il portavoce di Mariastella Gelmini perché il ministro della Pubblica istruzione non può
parlare. Ha in uggia i giornalisti? Tutt'altro. Quattro ore prima si è concessa
con gentilezza all'inviato del Secolo XIX e al collega del Sole 24 Ore: «Parlo
al convegno e poi mi intervistate. Aspettatemi». Ma il convegno sono gli stati
generali dei direttori di Confindustria, il trionfo della burocrazia. E dunque
ecco arrivare il primo niet, «Scusateci ma il ministro non può parlare con voi:
sapete, gli altri giornalisti...». Si avvicina anche lei, Mariastella Gelmini, assolutamente mortificata: «Temo di avervi detto
una cosa che non posso mantenere. Vogliate scusarmi. Oggi, qui, non posso
rilasciare interviste». Non le può rilasciare perché gli organizzatori del
meeting, i funzionari locali di Confindustria, non vogliono che rubi la scena a
Emma Marcegaglia: «Ci dispiace, ma si tratta di una riunione a porte chiuse».
Obiezione: e allora perché ci avete convocato? «Non vi abbiamo convocato. Si è
trattato di una fuga di notizie». Anche l'inviato del Sole 24 Ore viene
invitato ad allontanarsi: il che è surreale, essendo il Sole 24 Ore l'organo di
Confindustria. Così finisce con la Marcegaglia impegnata in una difficilissima conferenza
stampa, con i giornalisti che le chiedono della Gelmini
e della scuola e lei che prova invano a rilanciare sulle richieste degli
industriali al governo: garanzie sul credito, agevolazioni fiscali... Niente di
nuovo, chissà se era il caso di paracadutarsi a Sanremo per
ribadire cose note: piuttosto la Gelmini,
presidente? Cos'ha detto la Gelmini? «Ha difeso la sua riforma.
Ci ha spiegato che vuole aprire le università all'impresa, e noi non possiamo
non essere d'accordo. Dopo di che, c'è stata questa bella riflessione sugli
istituti tecnici. Lo sapete che una volta erano il vanto del Paese?
Devono tornare a esserlo». Sulla riforma, parole buone: «Diciamolo, alcune
riduzione di spesa andavano fatte perché erano fuori dai parametri europei. Noi
riteniamo quindi che questo sia un decreto che tagli alcuni costi e rimette a
posto alcuni numeri, non bisogna però fermarsi qui. Ora bisogna fare la vera
riforma: sul merito, sull'efficienza, sulla qualità. Quello che è stato fatto
andava fatto, ma adesso bisogna continuare perché la scuola italiana così com'è
non va bene. Chi protesta dovrebbe guardare in che posizione di classifica
siamo a livello europeo. Siamo sempre agli ultimi posti». Il ministro Gelmini ha incassato un lungo applauso, questo si è potuto registrare
anche restando nella hall dell'albergo, e naturalmente il via libera delle
imprese. Ma negli ultimi tempi - sull'onda delle contestazioni, e pare di
alcuni sondaggi piuttosto critici con il governo - ha deciso di non procedere
più come un bulldozer. Dunque, ha ribadito agli industriali, basta con la
scuola dei precari e del doppio maestro, basta con la scuola intesa come
ammortizzatore sociale; ma grande attenzione alla ricerca e no ai tagli
indiscriminati, nei limiti del possibile, perché su un'istruzione moderna si
gioca il futuro del Paese. Concetti già espressi in privato a Emma Marcegaglia,
e ai principali industriali italiani. Perché il ministro dovesse confidarsi in
gran segreto con i funzionari e i burocrati di Confindustria resta un mistero,
e così pure la scelta di Sanremo per un appuntamento del genere. Se tutto
doveva restare segreto, perché non vedersi a Milano? Si sarebbe speso anche
meno. crecchi@ilsecoloxix.it 09/11/2008 ' 09/11/2008 riforma necessariaIl
ministro vuole aprire l'Università all'impresa e noi non possiamo che essere
d'accordo emma marcegagliapresidente di Confindustria 09/11/2008
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ANDREA CAMILLERI «La
Gelmini? Non è un essere umano» ROMA. La Gelmini? «Di
sicuro non è un essere umano». E' quanto ha sostenuto lo scrittore Andrea Camilleri
qualche giorno fa, davanti alla platea studentesca del liceo Mamiani di Roma.
Chiamato a discutere con i ragazzi, il celebre papà del commisario Montalbano
ha esternato il suo duro giudizio facendo arrabbiare in primis proprio alcuni
esponenti dell'opposizione che non hanno digerito nè l'estromissione
della Gelmini dalla razza umana nè la succesiva
battuta di Camilleri: «Dovremmo chiamare i professori di chimica per capire
cos'è». Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione del governo Prodi, è tra i
primi a stigmatizzare le parole di Camilleri. «Chi non rispetta la dignità
delle persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche
politiche, si comporta in modo grave, soprattutto se si pensa che il nostro
Paese vice da decenni un'emergenza educativa». «La radicalità dei giudizi
politici che possono essere anche aspri non deve essere mai confusa con la
semplice offesa personale», dice Giovanni Russo Spena. L'ex capogruppo di
Rifondazione invita a distinguere tra nemici e avversari politici e giura che
per quanto lo riguarda lui quelle parole non le direbbe neanche «al leghista
Borghezio che pure considero senza giri di parole un razzista». Più indulgente
Sandro Curzi. «Se un presidente del Consiglio arriva a parlare di persone
appecoronate e di presidenti abbronzati, si capisce che altri possano prendersi
qualche licenza». (a.g.)
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 26 - Sassari
«L'università che lavora» Studenti e docenti alla giornata delle Scienze
biomediche Unanime la critica ai tagli del Governo sull'istruzione SASSARI.
«Uno spaccato dell'università che lavora». Il professore Eusebio Tolu, docente
di Fisiologia umana e direttore della scuola di dottorato in Scienze
biomediche, ha definito così la recente kermesse nella facoltà di Medicina e
Chirurgia. Il complesso biologico di viale San Pietro ha ospitato la giornata
della stessa scuola di dottorato, con oltre quattrocento presenze tra docenti,
studenti e dottorandi, questi ultimi impegnati nell'esporre le loro ricerche.
Unanimi le critiche agli orientamenti ministeriali su istruzione e ricerca, con
il rischio di pesantissimi tagli. «Questa è una giornata di lavoro, anche se il
Governo ci considera fannulloni e nullafacenti e per questo taglia i fondi alla
formazione e alla ricerca», ha affermato polemicamente Eusebio Tolu prima di
entrare nei dettagli dell'iniziativa. «La scuola di dottorato in Scienze
Biomediche dell'ateneo sassarese è una delle più grosse d'Italia, con 122
docenti delle facoltà di Medicina e Chirurgia, Veterinaria, Farmacia e Scienze
- ha rimarcato il direttore -. E' suddivisa in dieci indirizzi, dalla
biomedicina, della ricerca pura o applicata sino alla ricerca clinica. Attivata
da due anni, comprende 41 dottorandi. Con il bando del terzo anno, di prossima
scadenza, si arriverà a oltre 60 dottorandi. Rispondiamo a una esigenza del
regolamento, l'autovalutazione, con ciascun dottorando che presenta il suo
lavoro sotto forma di poster, visitati da una commissione di docenti per
discutere i risultati della ricerca. Un dottorando per indirizzo viene chiamato
a esporre il suo elaborato». L' autovalutazione verifica la formazione prima di
essere completata, nei due successivi livelli, dal nucleo di valutazione
dell'università e da quello del ministero. «La scuola è una grande realtà ma
bisogna fare di più nella dimensione internazionale della ricerca - ha
proseguito Tolu -. Il dottorato deve essere valorizzato in vista della carriera
accademica ma anche in relazione al mondo del lavoro. La Regione può fare molto
per sostenere i due binomi università-territorio e università-trasferimento
tecnologico. Occorre una rete regionale della ricerca e della formazione delle
università di Sassari e Cagliari per una ricaduta apprezzabile sullo sviluppo
del territorio. La legge regionale del 2007 su ricerca e innovazione
tecnologica spetta un ruolo centrale». Per il professore Alessandro Maida, rettore
dell'università di Sassari, la trasformazione dei dottorati in scuole è stata
una razionalizzazione utile a dare impulso alla formazione. «L'università di
Sassari conta 11 scuole di dottorato con 67 borse di studio - ha comunicato il
rettore -. L'ateneo, anche se in difficoltà finanziarie, ha incrementato
l'entità della borsa ma occorre fare di più, pur riconoscendo gli sforzi della
Regione. è auspicabile maggiore attenzione in una fase di
precarietà che il taglio dei fondi previsto dalla legge Gelmini accentua su formazione e ricerca». Il preside della facoltà di
Medicina, Giulio Rosati, ha messo in discussione, utilizzando una valutazione
comparativa della produzione in ambito biomedico dei 30 Paesi più avanzati, gli
argomenti del governo per tagliare i fondi alla ricerca a causa di una presunta
scarsa qualità. «Secondo i dati dell'Institut for Scientific information
di Filadelfia, l'organismo più accreditato al mondo per valutazioni nel
particolare settore, nel quinquennio 2000-04 la Medicina interna e la
Gastroenterologia si sono classificate al quarto posto. Nei primi dieci posti
rientrano anche Diagnostica per immagini, Psichiatria, Chirurgia ed Ematologia
e Anestesiologia. «Un dato sorprendente - ha sottolineato il professor Rosati
-, di fronte alla scarsità di finanziamenti alla ricerca italiana,
all'arbitrarietà della loro attribuzione e alla precarietà di molti
ricercatori». Il presidente del consiglio regionale, Giacomo Spissu, dopo aver
criticato aspramente il decreto del ministro Gelmini
si è soffermato sull'impegno finanziario dell'amministrazione isolana sulla
sanità e ha ricordato i 120 milioni per le facoltà di Agraria e Veterinaria da
investire nell'azienda di Bonassai. «La Sardegna può colmare il divario con
altre regioni italiane e altre realtà europee tramite una politica di
formazione che veda in prima linea le due università isolane - ha valutato
Spissu -. Occorre collaborazione per un sistema più efficiente per eliminare
sprechi e doppioni». Marco Deligia
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 26 - Sassari Gli
occhi dentro il microscopio e la voglia di guardare lontano I giovani
ricercatori sassaresi lanciano la sfida ai tumori al fegato, ma devono
combattere contro i tagli alle Università LUIGI SORIGA SASSARI. Nella vignetta
di Gef Sanna c'è un medico che osserva dentro il microscopio. Analizza la
pericolosissima molecola «Gelmini», che al suo interno custodisce un paio di forbici, ed è pronta
ad aggredire la ricerca. Nell'aula magna della Facoltà di Medicina sorridono
tutti. Sorride anche quella fauna umana, che popola i laboratori e che
sopravvive con mille euro al mese, nutrendosi di borse di studio che ogni tanto
piovono dal cielo come manna. L'Italia è il paese in cui il numero di
dottorandi e di ricercatori è il più basso d'Europa. «Quando in Giappone o in
Norvegia c'è crisi - dice il dottor Gambacorti-Passerini dell'università di
Milano Bicocca - il governo stanzia subito fondi per la ricerca. Qui accade
l'esatto contrario: la ricerca non produce beni istantanei di consumo ed è la
prima voce che viene tagliata». L'Airc (l'Associazione Italiana per la Ricerca
sul Cancro), va invece controcorrente: dà fiducia ai giovani, mette a
disposizione borse di studio e finanziamenti per la formazione, offre una
chance di indipendenza economica. Organizza raccolte di fondi, convegni
seminari. Ieri ad esempio, per la Giornata per la Ricerca sul Cancro, in 22
città oncologi e studiosi si sono ritrovati a parlare dei progressi della
medicina: un secolo fa i tumori riguardavano una persona su 30. Oggi una
persona su 3 viene colpita dal tumore nel corso della sua vita e le proiezioni
dicono che in un futuro non lontano uno su due potrà incontrare la malattia.
Però, dall'altro lato, grazie ai passi avanti della sperimentazione oltre il 50
per cento dei pazienti ottiene la guarigione. A Sassari si lavora da anni sui
tumori al fegato. Il professor Francesco Feo ha creato nella sezione di
Patologia sperimentale e oncologia del Dipartimento di scienze biomediche, un
gruppo di ricerca con lo scopo di studiare le alterazioni genetiche del
carcinoma epatico. Una equipe di nove medici, coordinati da Rosa Maria Pascale
ha individuato alcuni bersagli molecolari. Sono partiti dal confronto tra il
fegato di due ratti, uno interessato da tumore e l'altro sano. Hanno isolato
una proteina che scompare quando c'è il cancro e l'hanno chiamata
"Dusp". Hanno provato a reinserirla nelle cavie e hanno analizzato
gli effetti. La proteina è capace di arginare il tumore. «Abbiamo lavorato
anche in vitro con porzioni di fegato malate asportate dai pazienti - spiega la
dottoressa Pascale - ma la strada che porta dalla sperimentazione in
laboratorio alla produzione di una terapia sulle persone è ancora lunghissima.
Anche perché i tumori hanno una capacità di difesa sorprendente. Se tu
individui un punto debole, loro reagiscono. Per sconfiggerli bisogna trovare
vari punti di attacco. Ecco perché il cammino è lungo». Soprattutto è costoso.
Nonostante i ricercatori durante le loro 12 ore di lavoro brucino più passione
che soldi pubblici (stipendi da fame che oscillano tra i 1000 e i 1600 euro),
per un progetto come quello dello staff del professor Feo occorrono circa
100mila euro all'anno. Senza il supporto dell'Airc la proteina "Dusp"
continuerebbe a svolgere il suo lavoro nero nell'organismo, come una perfetta
sconosciuta. Invece ricercatori come Maddalena Frau continuano a osservarla da
anni, ne registrano ogni comportamento, cercano di farne un'alleata. Ci
dedicano una fetta della propria vita, preferendo infilare la pupilla dentro un
microscopio piuttosto che allargare lo sguardo al futuro. Poi però capita che
alzino la testa si ritrovino davanti a un enorme punto interrogativo: «Da dieci
anni svolgo attività di laboratorio - dice Maddalena Frau - prima la
specializzazione, poi la borsa di studio, quindi il dottorato di ricerca. Ora
l'arco di tempo del riceratore precario si è esaurito. So benissimo che la
stabilità professionale sarà un obiettivo molto difficile. Probabilmente dovrò
andare avanti con altre borse di studio». Moltissimi talenti sono scappati da
questa sorta di volontariato che anima la ricerca. Il senso ripetitivo della
loro giornata, lo distilla efficacemente la dottoressa Pascale: «Guardare e
riguardare se quello che ti aspetti succede veramente». Hanno provato a
resistere per qualche anno, poi tra la nobile missione di salvare vite umane in
un futuro prossimo e uno stipendio fisso subito, sono andati sul sicuro. Quando
lo scrittore Salvatore Niffoi e il giornalista e Francesco Pinna (moderatore
del dibattito) lanciano una provocazione e chiedono alle decine di studenti
delle superiori chi tra loro vorrebbe fare il ricercatore, non si alza nemmeno
una mano. Il romanziere è stato invitato al convegno per portare una voce
diversa, che attinge dalla provetta del mondo esterno, sporca di storie e sofferenze:
«Purtroppo mi sono dovuto laureare molto presto in scienza del dolore -
racconta - mia madre morì di tumore alle cliniche di Sassari». E' successo
molti anni fa e nel frattempo le terapie contro il cancro hanno fatto passi da
giganti. La lista dei nuovi farmaci cresce di giorno in giorno. C'è chi, come
il professor Gambacorti Passerini, si affidano con ottimi risultati al
"Glivec", il primo agente antineoplastico che appartiene ad una
categoria di nuovi medicinali detti a bersaglio (target) o intelligenti.
Selezionano particolari substrati delle cellule tumorali da colpire, hanno
scarsi effetti collaterali, possono essere somministrati per via orale. Se
Francesco Pirisi è nell'aula magna della Facoltà a raccontare la sua storia,
molto lo deve al Glivec. «Sei anni fa mi hanno diagnosticato la leucemia
mieloide cronica. Il dimagrimento e la stanchezza che io addebitavo allo stress
dal lavoro in verità erano causati da una patologia che colpisce due persone su
100 mila. Grazie ai nuovi farmaci ho riacciuffato la salute e riesco a condurre
una vita del tutto normale». Negli Stati Uniti, invece, si punta sul Viagra. Si
è scoperto che la molecola alla base della pasticca blu scardina una delle
principali strategie con cui il cancro si difende dal sistema immunitario. I
tumori sfruttano infatti le cellule immunitarie che producono ossido nitrico,
il motore della crescita dei vasi sanguigni: le attirano e si fanno circondare
da queste creando una nebbia che li nasconde alle cellule killer del sistema
immunitario. La molecola del Viagra blocca le cellule e dirada la cortina che
creano intorno al tumore, in modo che il sistema immunitario possa attaccarlo.
Naturalmente la migliore arma per combattere i tumori resta ancora la
prevenzione e la diagnosi precoce. Tac, Pet, Risonanza magnetica, mammografia
hanno salvato migliaia di persone, ma trecentomila casi di nuovi casi di cancro
all'anno in Italia sono una cifra spaventosamente elevata. Per questo l'Airc
continua le sue iniziative per la raccolta di fondi per sostenere la ricerca.
Oggi negli stadi di Calcio i tifosi continueranno a inviare sms al 48544. Ma un
contributo potrà essere offerto anche negli sportelli Unicredit Group facendo
un versamento sul conto corrente, o nelle ricevitoria Sisal oppure on-line consultando
il sito www.Airc.it
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 28 - Sassari
Pochi alunni, a rischio l'istituto comprensivo Trecento studenti non sono
sufficienti per sopravvivere, la chiusura è dietro l'angolo Il sindaco Manca:
subito il disegno di legge regionale OSILO. Saranno molti i comuni sardi a
pagare un prezzo amaro alle politiche di tagli sulla scuola, contenute negli
ultimi provvedimenti del governo. Fra questi, a meno di novità che ne possano
mutare i destini, anche Osilo che, a una decina d'anni dalla sua riconquista,
rischia di perdere di nuovo, e stavolta in via definitiva, l'autonomia della
sua istituzione scolastica. L'istituto comprensivo di Osilo, infatti, galleggia
ormai da alcuni anni intorno alla fatidica soglia dei 300 alunni, prevista per
i comuni montani dal Dpr 233/98, che finora ne ha garantito la sopravvivenza. La
botta finale ora potrebbe arrivare con l'articolo 3 del decreto 154/2008,
firmato dal ministro alla Pubblica istruzione Gelmini. Un
articolo "introdotto di soppiatto", sostengono molti, in un
provvedimento sul contenimento della spesa scolastica, con l'obbligo per
regioni ed enti locali a completare i piani di ridimensionamento delle
istituzioni scolastiche, che devono "essere in ogni caso ultimati in tempo
utile per assicurare il conseguimento degli obiettivi di razionalizzazione
della rete scolastica previsti dal presente comma, già a decorrere
dall'anno scolastico 2009/2010 e comunque non oltre il 30 novembre di ogni
anno", potrebbe portare, a meno di novità dell'ultima ora, alla chiusura
definitiva per le piccole istituzioni scolastiche. Per questi motivi è sceso in
campo il sindaco di Osilo, Nanni Manca (nella foto), intenzionato a difendere
in tutti i modi possibili la sopravvivenza dell'istituto comprensivo. Con una
nota al presidente della Provincia, Alessandra Giudici, e all'assessore della
Pubblica Istruzione, Laura Paoni, in vista della Conferenza provinciale sul
piano di dimensionamento, il primo cittadino chiede una forte azione dell'ente
locale a difesa delle istituzioni scolastiche, soprattutto dei piccoli comuni.
Premesso che «il decreto legge del governo - scrive Nanni Manca -, ha definito
non legittimate a funzionare come istituzione autonoma le scuole che non
raggiungono i 500 alunni - si tratta di sopprimere entro il prossimo dicembre
2.590 scuole in tutta Italia - e considerato che tali provvedimenti
determineranno la totale cancellazione delle istituzioni scolastiche dal
territorio che amministro; verificato che la Regione Sardegna ha potestà a
legiferare in materia di istruzione e formazione professionale; verificato
inoltre che giace in commissione cultura del consiglio regionale il disegno di
legge 227 "Principi e norme per l'educazione, l'istruzione e la formazione
professionale", approvato dalla giunta regionale il 3 maggio 2006;
constatato che il disegno di legge prevede al comma 1 dell'articolo 12 che la
Regione, nell'ambito delle proprie competenze, indirizza e coordina la
programmazione della rete scolastica regionale, stabilisce i criteri per
l'organizzazione, compresi i parametri dimensionali delle istituzioni
scolastiche autonome e, nei limiti delle disponibilità, le risorse umane e
finanziarie; definisce la suddivisione del territorio regionale in zone
coerenti con l'ambito territoriale delle province e funzionali al miglioramento
dell'offerta formativa"; tutto quanto sopra premesso, il sindaco di Osilo
propone «un'azione di protesta (e di proposta) presso la presidenza del
consiglio regionale affinché il disegno di legge sulla scuola sia portato in
aula e approvato in tempi brevissimi. Del problema - aggiunge il sindaco Nanni Manca
- verrà investito anche il consiglio regionale delle autonomie (di cui il
sindaco di Osilo fa parte), perché si attivi presso la commissione consiliare
competente affinché venga ripreso e portato a conclusione quanto prima l'esame
del disegno di legge sulla scuola». Con la speranza che da esso discendano
novità positive per le scuole dei piccoli comuni. Mario Bonu
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Empoli Il
prete anti Gelmini nel mirino del Pdl Don Gori: scuole
alla fame. Il centrodestra: il proposto fa politica Il sacerdore replica «Non
sono come don Abbondio» S. MARIA A MONTE. è corretto usare il bollettino
parrocchiale per criticare Berlusconi e la riforma della scuola targata Gelmini? Secondo Manuela Del Grande, capo dell'opposizione
consiliare di centrodestra, non lo è. E di tale scorrettezza, a sentire la
leader di Programma di Libertà, si è macchiato monsignor Alvaro Gori, proposto
di Santa Maria a Monte. Bollettino parrocchiale. Che cosa ha fatto questo
sacerdote che guida la comunità parrocchiale da 27 anni ed è in procinto di
lasciare l'incarico a don Marco Pupeschi? Sul bollettino parrocchiale ha
scritto che il governo rischia di mettere alla fame le scuole paritarie. Titolo
della riflessione: "Gli scherzi del signor Berlusconi e della
"testimonial" laureata a Reggio Calabria e ora ministro della
Pubblica Istruzione". Chiaro riferimento alla Gelmini, con la precisazione (nostra) che il ministro non si è laureata
a Reggio Calabria, ma vi ha sostenuto l'esame da avvocato. Critiche a
Berlusconi e Gelmini. Comunque, ecco cosa scrive monsignor Gori: «Un po' di
statistica: le scuole paritarie in Italia sono 9311, di queste 8000 sono
cattoliche! (una è anche a Santa Maria a Monte, ndr). Ecco, gli scherzi
di Berlusconi sono drammatici: solo per l'anno corrente vengono tolti alle
scuole paritarie 133 milioni di euro. Nel periodo 2008-2009 il taglio è più
pesante: 500 milioni di euro. Non è una riforma della scuola, come vorrebbe
farci "bere" il ministro Gelmini». L'attacco
del centrodestra. Parole che Del Grande non ha gradito, tanto da aver inviato
una lettera ai giornali, sottoscritta anche dai consiglieri comunali Cosimo
Pedone, Silvano Melani, Maurizio Lucchesi, Jonathan Alvino Genua. Scrive la
capogruppo: «Nonostante sia in procinto di lasciare il suo ufficiale ruolo
sacerdotale per cedere il posto a una persona più giovane di lui, don Gori "perde
il pelo, ma non il vizio". Infatti, da buon irriducibile continua a
svolgere attività politica in un luogo sacro e di culto, in cui la preghiera e
la "buona novella" dovrebbero essere alla base della sua missione. La
Chiesa non è la giusta sede per esternare i risentimenti verso qualcuno,
chiunque sia, pertanto don Gori, da buon pastore, ha il compito di pensare alle
anime, trasmettendo loro tutti quei valori sociali ed etico-religiosi, così
tanto rari quanto necessari ai fini della salvezza. è strano che un sacerdote
sia colpito dai tagli finanziari, e cioè da quello che fa parte dell'aspetto
materiale della riforma. Peccato che perda di vista la sostanza, facendosi
sopraffare dalle debolezze umane». La replica del proposto. «Don Gori non è don
Abbondio». All'attacco del centrodestra l'anziano proposto risponde con una
citazione manzoniana. «Don Gori non è don Abbondio che davanti ai bravi, i
quali gli dissero che quel matrimonio non s'aveva da fare, non lo fece. Alla
Del Grande, che dovrebbe imparare ad ascoltare le posizioni altrui, ricordo che
il Cristianesimo non è misticismo, ma è Cristo fatto uomo. Quindi il
Cristianesimo deve occuparsi dei problemi dell'uomo». La scuola è uno di questi
e «togliere soldi alle paritarie vuol dire metterle alla fame».
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Torino Il
caso Le due generazioni al concerto di Guccini GINO LI VELI «Papà, sono qui
dopo le bancarelle delle magliette. Mi vedi? Non fa niente, ci vediamo alla
macchina». Non avrà nemmeno vent´anni il ragazzo che al telefonino sta cercando
di ritrovarsi con il genitore. Entrambi sono appena reduci dall´ennesimo
concerto sold out di Francesco Guccini al Mazda Palace. Ancora una volta più
che un semplice recital quasi un rito laico, che ha saputo riunire almeno due
generazioni. Con i teenager a cantare a squarciagola, tra pugni alzati e
qualche immagine del Che che spunta regolarmente, le parole di canzoni scritte
trenta-quaranta anni fa dall´uomo di Pavana e colonna sonora della gioventù di
mamma e papà. «Francesco? è grande, lo amo» urla Giulia, 18 anni compiuti da poco:
a fianco ha il fidanzatino, sulle gradinate c´è anche la madre con altre
amiche. E se fosse proprio Guccini, il cantore del tempo andato, il vero
difensore dell´unità della famiglia in Italia? Certamente è uno dei pochi in
sintonia con gli umori di una certa fascia del Paese. Lo conferma lo spazio che
lascia, prima del concerto, agli studenti universitari in
lotta contro la Gelmini. Salgono sul palco tra gli applausi e snocciolano le loro
critiche contro i provvedimenti del ministro, poi oggetto delle battute del
cantautore. A qualcuno vengono in mente le proteste che caratterizzavano tanti
concerti degli anni Settanta, tra solidarietà agli operai licenziati e
partecipazione ai drammi dell´Angola e del Vietnam. No, non è il tempo
andato. è tutta cruda realtà. «A vent´anni si è stupidi davvero, quante balle
in testa si ha quell´età». Ma questa volta i giovani non hanno balle, sono
concreti. E il buon Guccini, a 68 anni, li comprende e li apprezza.
( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 43 - Cronaca
Scuole, ecco i tagli Incontro tecnico sugli accorpamenti A Raiano un istituto comprensivo
SULMONA. Un pacchetto di proposte a tutela delle scuole a rischio soppressione
e la richiesta di costituzione del comitato dei sindaci per monitorare bisogni
ed emergenze della scuola che cambia. è quanto emerso dall'assemblea di ieri,
convocata dal presidente del consiglio comunale Nicola Angelucci, per
concordare una linea comune in vista del piano di ridimensionamento della rete
scolastica, da parte della Provincia, come prevede la
riforma Gelmini. Le richieste saranno esaminate martedì, in occasione della
riunione in Provincia convocata dalla presidente Stefania Pezzopane. Alla
riunione hanno partecipato i rappresentanti di 15 Comuni (il terzo distretto
scolastico ne conta 24), l'assessore provinciale alla pubblica istruzione
Benedetto Di Pietro, l'assessore comunale Enea Di Ianni, il presidente
Angelucci, Antonio Carrara presidente della comunità montana peligna e il
consigliere comunale del Pd Antonio Iannamorelli. Questo, in sintesi, il piano
proposto per scongiurare la chiusura degli istituti scolastici con meno di 300
alunni (in deroga ai 500 previsti in un primo momento nella riforma). Per
Raiano, con 489 alunni, è stata richiesta l'istituzione dell'istituto
comprensivo. Alle scuole della Valle del Sagittario, per raggiungere il numero minimo
previsto sarà annessa la scuola dell'infanzia di Pettorano sul Gizio che ora fa
parte del primo circolo didattico di Sulmona. Al riguardo, il vicesindaco
Giuseppe Berarducci ha espresso qualche peplessità perché per qualsiasi
attività, amministrativa e rappresentativa, le famiglie di Pettorano dovrebbero
percorrere svariati chilometri. Sotto la competenza della scuola media «Ovidio»
di Sulmona saranno comprese la scuola primaria di viale Roosevelt e quella
dell'infanzia delle Marane. Le scuole di Pacentro (media compresa) potrebbero
essere annesse al primo circolo didattico di Sulmona mentre ora rientrano nel
secondo. «Il territorio della provincia», afferma l'assessore Di Pietro, «è
caratterizzato da piccoli Comuni di montagna e con una viabilità particolare.
Per questo, prima di prendere decisioni abbiamo aperto un confronto con tutte
le realtà interessate». «Le scuole di montagna non si toccano», conclude Di
Ianni, «ma è molto importante costituire un comitato dei sindaci. La
popolazione scolastica è in continuo mutamento, anche per i flussi migratori,
così come cambiano le esigenze di alunni e personale». Chiara Buccini
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 28 - Sassari
«La nuova era dopo la Costituzione» Nel 60º anniversario, vivace dibattito con
storici e politici FLORINAS Incontro al centro sociale FLORINAS. Cittadini,
sindaci, insegnanti e poi tanti bambini e ragazzi delle elementari e medie,
interessati e mai annoiati. Il convegno organizzato dal Comune al centro
sociale, in occasione dei 60 anni della Costituzione e dello Statuto sardo, è
stato trasformato in una piacevole lezione di storia contemporanea. Il sindaco
Giovanna Sanna, presenti assessori e consiglieri, si è limitata alla
presentazione dei protagonisti della serata. Guido Melis, deputato del Pd e
docente di storia delle istituzioni all'università La Sapienza di Roma, ha
fatto fare un passo indietro, al 2 febbraio del 1946: «Quando gli italiani
poterono tornare a votare liberamente per uomini e partiti, dopo il ventennio
fascista che imponeva il plebiscito, tra un si o un no. E con il voto
democratico - ha sottolineato Melis - poterono andare alle urne anche le donne.
Grazie a quel suffragio gli italiani scelsero la forma di governo repubblicana.
Fu nominata l'Assemblea costituente, per scrivere una nuova costituzione che
sostituisse lo Statuto albertino del 1848». Il deputato sassarese ricordava che
i 556 "padri costituenti" erano giovani, e arrivavano da tutte le
regioni, cosa non usuale per quel tempo. La politica usciva dal palazzo e
penetrava nel territorio nazionale. «Poche modifiche sono state apportate alla
Costituzione - ha concluso Giudo Melis - che resta salda nel futuro della
nostra democrazia». Gianmario Demuro, docente di diritto costituzionale
all'università di Cagliari, ha fatto notare come già l'articolo 1 dello Statuto
speciale sardo parla di autonomia. Con lo Statuto speciale la Sardegna gode di
particolari forme e condizioni di autonomia, con proprie regole e una propria
rappresentanza amministrativa. «La costituzione europea non esiste - ha
risposto Demuro a una domanda dei ragazzi - e sono forti le resistenze dei Paesi
per crearla. Ma capita spesso che la Comunità europea intervenga sul diritto di
altri paesi con proprie determinazioni». Accorato l'intervento dell'ex
presidente della Provincia Pietrino Soddu, che ha sottolineato come oggi
talvolta siamo più partecipi agli avvenimenti di altri paesi che a quelli di
casa nostra. «Ci sentiamo più cittadini del mondo - ha detto Soddu - coinvolti
anche dalle ingerenze che spesso avvengono tra nazioni. Quando sono stato
sindaco io, a 26 anni, la povertà qui era tangibile, così come la sensazione di
oppressione e colonizzazione, che solo la "rinascita", già prevista
dall'articolo 13 dello Statuto, seppe alleggerire facendoci avvertire
concretamente la solidarietà nazionale». A intervenire subito dopo è stato lo
storico Manlio Brigaglia. «Il periodo post bellico che per l'Italia segnò la
ricostruzione, fu per noi quello della costruzione. Dai servizi più elementari,
all'amministrazione, alla scuola, avevamo bisogno di tutto. Il 1950 fu per noi
quello della liberazione dalla malaria. Nel 55 anticipammo il governo centrale
privatizzando l'elettricità. Dal 62 viene avviato il Piano di Rinascita, che
negli anni Settanta perde importanza. Nel decennio seguente entra in crisi il
sistema petrolifero e con lui il miraggio della nostra grande industria». Le
conclusioni dell'assessore regionale Massimo Dadea sono partite dal ricordo del
90º anniversario della fine della Grande Guerra. Il secolo scorso ha dunque
annoverato un evento impensabile, con la nascita della pacificata Comunità Europea.
«Il 1948 era pronto per la nostra Costituzione - ha osservato Dadea - ma non
per lo Statuto speciale, che fu scritto in tempi ristretti, per l'evolversi
degli eventi di allora. Ancora oggi non riusciamo ad entrare nel merito di
questa necessità, cioè riscriverlo riformulando alcuni
concetti che dopo sessant'anni sono cambiati». Commentando una domanda sul
diritto allo studio, il sindaco ha chiesto l'aiuto dei politici sardi per
evitare la probabile chiusura della scuola media locale, determinata dalle disposizioni
del decreto Gelmini. Pietro Saba
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Torino
Il leader dell´Idv in piazza Vittorio interviene sull´alta velocità Di Pietro
attacca Berlusconi "La forza? Prima metta i soldi" «Berlusconi si
metta l´animo in pace: sulla Tav senza accordo con la popolazione non si va da
nessuna parte e si fa un danno al Paese». Lo ha detto Antonio Di Pietro che
ieri era a Torino, per partecipare alla Giornata per la legalità, organizzata
in piazza Vittorio Veneto da Italia dei Valori, anche per raccogliere le firme
sul lodo Alfano. «Sia come ministro che come leader di Italia dei Valori - ha
ricordato Di Pietro - ho sempre detto che l´alta velocità è un´occasione per
trasferire dalla strada ai treni il trasporto di merci e di persone. E che è
bene che ci sia un sistema di Alta velocità, che colleghi l´est all´ovest e il
nord al sud. Quando si è trattato di parlare della realizzazione
dell´attraversamento della Val di Susa però abbiamo preferito non passare sopra
le teste dei cittadini, ma dialogare con loro. In questo modo non abbiamo speso
qualcosa di più, ma investito, perché abbiamo ottenuto anche i fondi della
Comunità europea. Perché quei soldi li ho ottenuti io, da ministro. «Adesso -
ha proseguito Di Pietro - il premier dice che vuole passare anche con i
militari. Perchè? C´è bisogno di soldi, di concertazione, non della forza. E
lui sulla Tav nella Finanziaria non ha messo un euro. Si metta l´animo in pace:
senza soldi e senza accordo con la popolazione non solo non passa da nessuna
parte, ma la cosa più grave è che fa un danno al Paese e alla collettività
perché l´Italia ha bisogno di un sistema di trasporto ferroviario che migliori
l´ambiente e la sicurezza sulle strade». L´incontro cui partecipava anche il
giornalista Marco Travaglio e che ha visto passare nello tensostruttura
appositamente allestita almeno un migliaio di torinesi è servito anche a fare
il punto sulla raccolta di firme per il referendum contro il lodo Alfano: 600
mila in Italia fino ad oggi di cui 22 mila nella provincia di Torino (8 mila in
città). «Attorno al referendum per l´abrogazione del lodo Alfano - ha spiegato
l´ex pm - è nato un movimento di opinione, formazione ed
informazione attraverso il quale i cittadini stanno dando un giudizio di valore
sul modello di governo. «E l´Italia dei Valori si prepara a raddoppiare - ha
concluso - aderendo alla raccolta di firme contro la legge Gelmini: le riforme che riguardano il futuro dei giovani si fanno con la
condivisione, non con colpi di mano». (m. trab.)
( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il nuovo decreto
divide professori e studenti la protesta dell'università Il rettore: «Non andrei
alla manifestazione di Roma». Il gruppo di lavoro ha creato un blog per
dialogare con il governo 09/11/2008 ANCHE GENOVA si prepara alla manifestazione
romana di mercoledì, giornata di sciopero nazionale dell'università e della
ricerca. I sindacati prenotano i pullman, gli studenti dell'ateneo genovese si
attrezzano. «Scenderemo a Roma numerosi», annunciano. Ma il fronte della
protesta, che ha visto finora uniti contro i provvedimenti del governo gli
studenti e i professori, non sembra più così compatto. «Personalmente, non
andrei alla manifestazione». Lo afferma Giacomo Deferrari, nuovo rettore
dell'Università di Genova che poco più di una settimana fa aveva definito i
giovani contestatori di oggi «migliori che nel '68». La svolta del rettore, e
con lui di diversi professori, ha un motivo: il nuovo decreto legge e le nuove
linee guida per la riforma dell'università che il Consiglio dei ministri ha
approvato due giorni fa. Nel decreto, il ministro
Mariastella Gelmini conferma i tagli all'Università già decisi per il 2010, chiede
agli atenei di eliminare i «corsi inutili, frequentati da pochissimi studenti»,
stanzia 135 milioni di euro per le borse di studio destinate a studenti
«meritevoli e capaci» e cambia il meccanismo di composizione delle commissioni
per i concorsi. «Ho letto lo schema del decreto legge - dice Deferrari -
e mi pare positivo. Non basta, ma è un passo avanti». Diversa - e molto -
l'opinione di vari studenti, come Stefano Gaggero, iscritto al quarto anno di
Giurisprudenza e membro del neonato gruppo di lavoro sulla riforma
universitaria. «È il solito contentino. Il governo stanzia 135 milioni per il
solo 2009, ma conferma il taglio di un miliardo e mezzo al Fondo di
finanziamento ordinario (il principale capitolo di entrate delle università
italiane, ndr.). E la cosiddetta riforma dei concorsi non cambia nulla nella
sostanza. Siamo disposti a dialogare con le istituzioni, ma vorremmo che il
governo ci ascoltasse». Per dialogare col governo, il gruppo di lavoro di
Gaggero & co. ha creato un blog all'indirizzo Internet
www.nogelmininotagli.ilcannocchiale.it. Di Internet come mass media ad uso e
consumo della protesta studentesca ha parlato, ieri, lo scrittore Stefano
Benni, ospite degli studenti della facoltà di Lettere occupata. Benni ha invitato
i giovani a non bruciare la loro battaglia in qualche manifestazione di massa,
ma ad andare avanti utilizzando tutti i mezzi di comunicazione disponibili per
cambiare il sistema dal basso. «Voi vi state ribellando - ha detto lo scrittore
- perché volete studiare di più. Dimostrando che gli asini sono dall'altra
parte». Francesco Margioccomargiocco@ilsecoloxix.it 09/11/2008 Laurea Federica
Tardelli si è laureata in Ingegneria Chimica con 110 e lode e Dignità di
stampa. Relatore il professore Carlo Solisio. Congratulazioni dai genitori e
Davide. 09/11/2008
( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 21 - Cronaca
«La città ignora l'università» La protesta degli studenti di Lingue e
Architettura PESCARA. Gli studenti tornano in piazza: ieri a manifestare sono
stati gli universitari, ma la riforma Gelmini c'entra poco. I ragazzi della facoltà di Architettura della
D'Annunzio che nel pomeriggio hanno invaso piazza Salotto, insieme ai colleghi
di Lingue, con progetti e plastici elaborati all'interno dei percorsi di
studio, chiedono «a gran voce l'opportunità di dialogare con i cittadini».
Non a caso si chiama "In-formiamo la piazza" la manifestazione con
cui denunciano che «l'università in questa città non trova spazio per il
disinteresse trasversale delle istituzioni e della cittadinanza». «Nei nostri
corsi universitari elaboriamo continuamente progetti per la città ma restano
lettera morta», dicono i futuri architetti. Il messaggio dei ragazzi, sostenuti
dalla lista studentesca "360gradi", più che per il Governo è quindi
per l'amministrazione comunale «e soprattutto per la cittadinanza» dicono i
portavoce Paolo Iancale per la facoltà di Lingue e Giulia Moretti per quella di
Architettura. Intorno a loro, su cavalletti, manifesti ambulanti e scatoloni
disseminati lungo la piazza affollata dallo struscio del sabato, ci sono il
progetto di un albergo nell'area ex Cofa, il plastico di una serie di
piattaforme da installare sulle scogliere, il modellino di riqualificazione
della zona del polo universitario di viale Pindaro con un centro servizi,
residenze per gli studenti e un asilo. «I nostri lavori testimoniano il nostro
impegno e il nostro interesse per una città migliore», sottolinea Alessandro
Chiola mentre mostra il progetto dell'albergo nell'ex Cofa, «dove le stanze
aumentano o diminuiscono secondo la domanda turistica perché sono ricavate in
moduli prefabbricati». «Oltre a spazi di incontro con i cittadini, in cui
confrontarci con loro sulle tematiche dello spazio urbano, reclamiamo anche
spazi fisici, aule e laboratori didattici di cui il polo di viale Pindaro è
carente da anni», ricordano gli studenti. «La riforma Gelmini
è stata solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso: il Governo ci taglia
pure i fondi, chi insegnerà? Chi farà ricerca? Gli atenei diventeranno
fondazioni private, e di quanto saranno alzate le nostre tasse di iscrizione?»,
chiedono gli universitari. Monica De Panfilis
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma L´Onda
rilancia: venerdì sarà "mareggiata" La Sapienza diserta l´assemblea
di Firenze, è polemica. Democrito occupato solo il sabato TEA MAISTO LAURA MARI
L´Onda prepara la grande mareggiata. Dopo i cortei di venerdì e gli scontri con
le forze dell´ordine davanti alla stazione Ostiense, sono ripresi i preparativi
per il mega-corteo nazionale degli universitari che venerdì prossimo vedrà
confluire a Roma migliaia di studenti provenienti dagli atenei italiani in
mobilitazione. Una manifestazione a cui sabato e domenica seguirà, sempre alla
Sapienza, l´assemblea nazionale dell´Onda che produrrà il documento della
"controriforma Gelmini".
«Ieri abbiamo disertato l´assemblea nazionale di Firenze - hanno fatto sapere
in una nota i leader della Sapienza - perché non siamo stati contattati e non
abbiamo capito di cosa si discuteva». E a chi parla di rotture nel movimento
dell´Onda, gli studenti toscani rispondono: «C´è stato solo un fraintendimento:
il 14, il 15 e il 16 novembre saremo nella Capitale per la grande protesta e la
mega-assemblea». Le mobilitazioni dunque non accennano a diminuire e, anzi,
rafforzano la rete studentesca formata da universitari, liceali e insegnanti
delle elementari. «La nostra è una battaglia per la cultura» annunciano una
trentina di studenti dell´istituto Democrito di Casalpalocco che ieri, dopo
l´orario scolastico, ha occupato la scuola, ma solo per il weeekend.
«Riporteremo la protesta nelle scuole e bloccheremo la didattica» hanno
annunciato gli studenti in un´assemblea all´istituto Galilei e a cui hanno
partecipato delegazioni di diversi istituti romani tra cui Tasso, Virgilio,
Cavour, De Chirico, Albertelli, Mamiani. Si infittisce, intanto, anche il
calendario degli appuntamenti culturali dell´Onda. Oggi dalle ore 10 la
Sapienza aprirà le porte ai bambini e gli studenti delle facoltà occupate
accoglieranno genitori e bimbi con esperimenti e convegni. Dalle 11 alle 13,
invece, gli alunni del liceo Montale parteciperanno alle lezioni in piazza a
Villa Pamphili, mentre martedì sera Ascanio Celestini sarà alla facoltà di
Lettere di Tor Vergata. Nello stesso giorno, ma alle ore 11, il premio Nobel
Dario Fo e Franca Rame saranno alla facoltà di Valle Giulia. è stata
posticipata al 18 novembre, invece, la festa dell´Onda alla Sapienza.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Roma Il
rettore Frati ha detto no alle richieste degli studenti di rinviare le
consultazioni. La crescita del centrodestra Studenti, sfida al voto tra
sinistra e destra le otto liste temono l´"effetto protesta" ANNA
MARIA LIGUORI Per evitare «inesistenti parallelismi con il movimento
dell´Onda», nei giorni scorsi avevano chiesto che le elezioni fossero rinviate.
Ma il rettore ha deciso di non posticipare le votazioni e così, nel pieno delle mobilitazioni anti-Gelmini e
Tremonti, tra facoltà occupate e manifestazioni di piazza, tentativi di
infiltrazioni nei cortei da parte di gruppi di estrema destra, scontri tra
appartenenti a diverse ideologie politiche, mercoledì e giovedì si terranno le
elezioni per le rappresentanze studentesche della Sapienza. Votazioni
che negli anni passati non hanno mai fatto registrare una grande partecipazione
(nel 2005 votò solo il 14% degli aventi diritto), ma che quest´anno potrebbero
godere del successo del movimento studentesco e trasformarsi così in una
cartina di tornasole utile a comprendere la reale composizione politica degli
studenti all´interno del primo ateneo capitolino. «Ma le rappresentanze
studentesche non c´entrano niente con l´Onda ed è per questo che abbiamo
chiesto al rettore di posticipare le elezioni, per non creare assurde
strumentalizzazioni» dicono i portavoce delle varie liste elettorali. Per
decisione del rettore Luigi Frati, però, si voterà comunque nelle giornate di
mercoledì e giovedì. Gli studenti potranno votare per i candidati di otto
liste: Azione Universitaria (costola studentesca di Alleanza Nazionale e unica
lista di destra a presentarsi alle elezioni), l´Udu-Unione degli Universitari
(che ha la sua roccaforte nelle facoltà di Economia e Sociologia), la lista
Sapienza in Movimento (che fa della legalità la sua parola d´ordine), Anomalia
Sapienza (composta da candidati appartenenti ai collettivi studenteschi), la
lista dei Corvi (movimento umanista), i Giovani Democratici (di
centro-sinistra), Vento di Cambiamento (considerata da molti come la lista
direttamente legata al rettore Frati, in quando profondamente radicata nella
facoltà di Medicina), Mondo Sapienza e Lista Aperta (che unisce candidati di
Comunione e Liberazione con gli "esuli" della lista Vento di
Cambiamento). Nelle elezioni del 2005 trionfarono le liste di sinistra e Azione
Universitaria non conquistò nessun seggio. Nell´ultimo anno, però, i movimenti
di destra hanno conquistato ampi spazi nelle tre università capitoline e quindi
le nuove elezioni studentesche della Sapienza potrebbero portare a un
ribaltamento dei risultati. Gli esiti delle votazioni saranno resi noti venerdì
mattina e, se si raggiungerà il quorum del 10%, con il sistema proporzionale
verranno ripartiti, tra le liste che hanno conquistato il maggior numero di voti,
5 posti nel Senato Accademico, 6 nel Consiglio di amministrazione, due nel Cus,
due nel comitato territoriale dell´Adisu e alcuni posti nei consigli di
facoltà.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo
Studenti, in piazza latinisti e designer I classici greci e latini letti in via
Ruggero Settimo, un volantinaggio in bici fino al Politeama, dove gli studenti di Medicina hanno misurato la pressione ai
passanti e gli aspiranti architetti hanno donato oggetti di design da loro
realizzati. Prosegue la protesta "creativa" dell´Università contro la
riforma Gelmini, mentre i maestri precari presidiano piazza Indipendenza:
«Stabilizzano tutti, per noi solo tagli». SALVO INTRAVAIA A P
( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 55 - Cronaca
Liceo occupato, ma si fa anche lezione Scatta la protesta al Masci: dobbiamo
tutelare la scuola pubblica Cartelli e slogan contro il decreto dei
"tagli" Tra assemblee e attività extra presidio solo di mattina per
non creare disagi CHIETI. «Dobbiamo tutelare i nostri diritti contro i tagli e
la riforma». Cartelli e slogan ieri mattina davanti all'ingresso del liceo
scientifico Masci occupato dagli studenti. Una forma di protesta forte per
ribadire il proprio dissenso alla legge varata dal ministro Gelmini.
Salvaguardato il diritto allo studio di chi voleva svolgere lezione. I docenti
hanno controllato che tutto filasse liscio e si sono detti soddisfatti della
maturità dimostrata dai giovani. Piuttosto organizzati. Gruppi di ragazzi hanno
presidiato con banchi e sedie gli accessi della sede centrale del Masci e della
succursale sistemata nei locali del seminario regionale. «Controlliamo
che nessuno di noi faccia il furbo abbandonando in anticipo l'istituto», dicono
in coro, «e che a scuola non entrino estranei per fare baldoria». Nel corso
della mattinata si sono susseguite assemblee allargate per discutere delle
problematiche inerenti la legge Gelmini. Qualcuno ha colto
l'occasione per intrattenersi più a lungo nel cortile della scuola ma non sono
mancate le canoniche lezioni. Intere classi hanno osservato il tradizionale
orario didattico senza stravolgimenti di sorta. Poche le assenze registrate
nelle varie sezioni. «Mi pare che gli studenti stiano garantendo il diritto
allo studio», afferma Rosanna Gialloreto, vicepreside del Masci, «rispettando
alla lettera gli impegni presi con la presidenza e il corpo docente dopo le
votazioni di venerdì». Quando gli alunni dello scientifico hanno messo ai voti
che tipo di protesta portare avanti contro il decreto Gelmini.
Una maggioranza schiacciante ha scelto l'occupazione già sperimentata con
successo in città dai colleghi del liceo classico Gian Battista Vico. La
succursale verrà presidiata solo al mattino per non creare disagi alla curia,
proprietaria dell'immobile. «Da lunedì» annuncia Stefano Bianchi,
rappresentante degli studenti, «inizieranno una serie di attività programmate a
tavolino con il benestare dei prof e della presidenza. Durante la giornata ci
sarà spazio per lezioni di musica, di teatro, per momenti ricreativi e per
cineforum». Previste anche ore di ripasso delle principali materie della scuola
e ripetizioni fai da te. «I ragazzi del quinto anno», aggiunge Bianchi, «si
metteranno a disposizione dei giovani del biennio per colmare lacune e
approfondire nozioni apprese in aula». Pronta la stampa di un giornalino in
grado di racchiudere tutte le esperienze dell'occupazione. «La nostra è
un'occupazione intelligente», assicura Luca Urbanucci, altro rappresentante
studentesco del Masci, «pensata per contestare una legge che mortifica la
scuola pubblica e non per perdere tempo». L'occupazione dello scientifico
proseguirà fino a martedì con motivazioni precise. «Molti disegni di legge
annessi alla riforma Gelmini», riprende Bianchi,
«anticipano la totale privatizzazione della scuola statale. Non possiamo
condividere un concetto di questo tipo e i tagli varati dal governo che
continua a penalizzare il diritto all'istruzione». (j.o.)
( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Il dibattito. Incontri
nelle altre realtà per decidere se unirsi alla protesta I presidi: è meglio
venire in classe CHIETI. Gli studenti combattutti tra fare occupazione o no, i
presidi mettono le mani avanti. Il ministro Maria Stella Gelmini ammorbidisce le linee del governo e scende a compromessi, ma gli
studenti non mollano e non vogliono essere i burattini di nessuno (si legge
negli striscioni davanti alle scuole). Ieri lezioni al Galiani sulle ormai
leggi numero 133 e 137. «Rispettiamo il patto con la preside Clotilde
Carunchio», dice il rappresentante Alessandro La Valle, «d'istruirsi sulla
legge motivo di disaccordo e ragionare prima di prendere decisioni. Non
perdiamo le ore di lezione ma non escludiamo ancora l'occupazione e lunedì
decvideremo il da farsi. Intanto niente affrettati e oggi pomeriggio ci sarà un
incontro tra i rappresentanti di Ipsia, De Sterlich, Itis, Isa e forse classico
per fare il punto della situzione». La direzione dell'Itis tiene duro e il
dirigente Vincenzo Introviglio raccoglie, per ora, i frutti del richiamo
all'ordine. «Lezioni regolari senza nessun riferimento alla Gelmini.
Non sono concesse deviazioni se non per il corteo previsto per il prossimo
lunedì, 17. Anche per le assemblee non ci dovrebbero essere bis perché sono
state fatte martedì, mercoledì e giovedì. L'invito è a rimanere calmi anche
perché i nostri ragazzi sono toccati marginalmente e le conseguenze della
riforma sarebbero in uno sgravio delle ore di lezione affollate e pesanti».
Anche al Pomilio segnali decisi. In via Colonnetta, la dirigente Annamaria
Giusti ha parlato chiaro: «I ragazzi sanno che se non raggiungono i 200 giorni
di lezione verrà annullato l'anno scolastico. Devo garantire loro il diritto
allo studio ma anche loro devono garantirselo venendo a scuola. L'occupazione
si esclude a priori». I tre indirizzi dell'ex magistrale sono in autogestione:
linguistico, liceo socio-psico-pedagogico e liceo sociale. «La nostra scuola
non può sostenere l'occupazione, troppi pendolari», dicono i rappresentanti
Francesco Tosè e Michela Di Paolo. «La scuola ci incoraggia a farla finire oggi
ma noi vorremmo arrivare a mercoledì, lunedì si deciderà». Debora Zappacosta
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 10 - Grosseto
Scuola, Pitigliano in salvo Ha iscritti oltre 700 studenti PITIGLIANO. «La
Riforma della scuola voluta dal governo Berlusconi è un salto nel buio, sicuramente
un passo indietro che penalizzerà l'istruzione pubblica». Il sindaco di
Pitigliano Dino Seccarecci è convinto che le preoccupazioni espresse negli
ultimi giorni dai dirigenti scolastici, dagli insegnanti, dai genitori dell'Istituto comprensivo di Pitigliano e da tutta la popolazione
scolastica dell'Isis circa l'attuazione della Riforma Gelmini sono
legittime e fondate. «Per quanto riguarda le novità introdotte nella scuola
primaria, in particolare il ritorno del maestro unico o prevalente (con conseguente
perdita del tempo pieno) - ha spiegato Seccarecci - non nego che ho delle
perplessità. Restano peraltro nodi da sciogliere nell'attuazione di
questo provvedimento e, quindi, non possiamo che aspettare per comprendere le
eventuali ricadute sul nostro territorio». Sul dimensionamento degli istituti
che deriva dall'applicazione del Dpr 233/98 il primo cittadino ha rassicurare
tutti. «Al momento, infatti, non esistono condizioni che possono far pensare ad
una perdita dell'autonomia. I numeri parlano chiaro e rappresentano una
garanzia. L'istituto comprensivo ha attualmente 337 alunni mentre l'istituto
superiore 379. Il trend per il Comprensivo, inoltre, per gli anni futuri
risulta essere in leggero aumento. Essendo, quindi, Pitigliano un comune montano
e rientrando nei parametri compresi tra i 300 e i 500 alunni per istituto, come
previsto nella deroga applicata per le zone disagiate, possiamo stare
tranquilli».
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Palermo
La lobby del Sud battezzata da Lombardo trova consensi anche tra gli esponenti
forzisti "Attenti, così perdiamo voti" La rete antileghista pesca nel
Pdl MASSIMO LORELLO (segue dalla prima di cronaca) Da una settimana, tra
Montecitorio e Palazzo Madama, l´Mpa ha deciso di votare in assoluta libertà le
proposte di governo e maggioranza. I lombardiani dicono che non c´è da
sorprendersi, perché lo avevano promesso già in campagna elettorale. Tuttavia,
è fuori di dubbio che il solco, tra gli autonomisti e il Pdl, si fa sempre più
profondo. E siccome a polemizzare in favore dell´Isola si sale spesso agli onori
della cronaca e ci si guadagna, almeno presuntivamente, il beneplacito degli
elettori, anche i siciliani del Pdl cominciano a starci scomodi nella posizione
di ubbidienti ratificatori di tutte le iniziative di Tremonti, Calderoli e Gelmini. Per ora è un malessere che
si manifesta soprattutto in Transatlantico: i più inquieti si sono dimostrati
il palermitano Gaspare Giudice, che in più occasioni e anche nelle precedenti
legislature si è occupato in prima persona dei fondi per i precari di Palermo,
e il saccense Giuseppe Marinello. Entrambi fanno parte della commissione
Bilancio - Giudice ne è pure vicepresidente - ed entrambi hanno mostrato di
tollerare a fatica i continui attacchi sferrati dalla Lega Nord. Per esempio,
alcuni giorni fa, quando, durante il dibattito sui fondi da destinare alle
imprese, i bossiani hanno preteso e ottenuto con il voto che venisse cancellata
la parola Mezzogiorno, quasi fosse una bestemmia. I deputati meridionali (e
siciliani) del Pdl sono stati costretti a calare la testa. Alla Regione il
malessere è meno percepito perché Lombardo tiene in pugno la cloche e,
soprattutto, per limitare i provvedimenti che il presidente prende in
autonomia, parte del Pdl flirta con l´Udc come nel caso della riforma della
Sanità. Ma non tutto ristagna. Il sottosegretario alla Presidenza, Gianfranco
Micciché, ha indicato ai suoi di tallonare Lombardo perché il progetto del
partito siciliano di estrazione forzista non è nient´affatto abbandonato.
Quando, venerdì pomeriggio, il fondatore dell´Mpa ha riunito a Palazzo
d´Orleans i presidenti delle regioni del Sud «per varare un progetto comune che
dovrà andare oltre gli schieramenti e le ideologie», in rappresentanza del
governo regionale c´erano pure due assessori: Michele Cimino (responsabile del
Bilancio) e Giovambattista Bufardeci (Turismo), entrambi fedelissimi di
Micciché. Nella stessa giornata, il presidente del Senato Renato Schifani ha
avuto parole di apprezzamento per Lombardo. Proprio Schifani aveva mostrato la
maggiore irritazione nei confronti del governatore quando, nelle scorse
settimane, era stato celebrato il passaggio con gli autonomisti dell´ex
presidente della Provincia di Palermo, Francesco Musotto. Schifani c´era
rimasto malissimo e prima che il cambio di casacca diventasse cosa fatta, aveva
cercato di portare Lombardo a più miti consigli. Intanto, gli uomini del
governatore attivi nei comuni si muovono sotto traccia, come sono soliti fare,
per intercettare i malumori degli amministratori alle prese con i tagli. «Fino
a qualche tempo fa chiedevano di passare con noi tanti esponenti di Ds e
Margherita - racconta un attivista dell´Mpa - Ma adesso sono gli ex forzisti a
lamentarsi». Lombardo ha già preso atto che il progetto portato avanti con
Berlusconi e la Lega Nord, suffragato da tanti incontri fra il governatore e
Caleroli, al momento è in alto mare. Mercoledì, la commissione Bilancio della
Camera ha respinto un emendamento proposto da Roberto Commercio dell´Mpa che
puntava a rendere automatico il credito d´imposta. La votazione è finita in
parità (dunque, la richiesta non è stata accolta) con gli autonomisti che hanno
votato a favore assieme ai deputati del Pd. La Padania, venerdì, ci ha aperto
il giornale accusando l´Mpa di inciuciare con l´opposizione. Nella stessa
giornata, ma al Senato, è stato bocciato l´emendamento dell´Mpa che attribuiva
alla Regione una quota non inferiore al 20 per cento delle accise. Lombardo ha
perso le staffe e si è scagliato contro i siciliani del Pdl: «Doneremo l´Ascaro
d´oro a quelli che si sono distinti per servilismo e tradimento della patria
insulare». Più chiaro di così.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Palermo
Proseguono le azioni "creative": ieri anche un volantinaggio in bici
e oggetti di design in regalo Il bazar della protesta universitaria visite
mediche e Seneca per i passanti "Le menti creano le mani fanno, il governo
sfascia" dicono gli studenti di Architettura "Se diventeremo
fondazione potrò continuare a studiare al Policlinico?" Tra Seneca e il
design, una giro in bici e stetoscopi gli studenti universitari continuano a
lottare contro la riforma Gelmini. Ieri pomeriggio, il popolo dei giovani in cerca di svaghi e i
tantissimi intenti a fare shopping per le vie del centro sono stati
intercettati da ben quattro iniziative contro la legge di riforma
dell´università. Alle 16 una settantina di studenti universitari hanno dato
vita al "critical mass": partendo da piazza Indipendenza hanno
percorso in bicicletta un circuito che, attraverso corso Vittorio
Emanuele, via Roma, piazza Sturzo, la corsia laterale di via Libertà, piazza
Croci e di nuovo lungo la via Libertà li ha portati a piazza Politeama.
Parecchi ragazzi per spiegare l´iniziativa ad automobilisti e passanti avevano
cartelli sulla schiena con scritte come "No all´aumento delle tasse
universitarie" o "Mamma se non torno a casa chiedi a Cossiga".
La scia di ciclisti durante il tragitto ha rallentato il traffico e come
conferma Domenico «alcuni di noi sono stati tamponati da automobilisti
piuttosto incivili e qualcuno stava per prenderci a botte». «Con questa
iniziativa ? spiega Alessia ? abbiamo voluto coinvolgere tutti coloro che
lottano per l´affermazione dei diritti: dai diritti di coloro che utilizzano la
bici per muoversi in città al diritto al futuro messo in dubbio dalle ultime
riforme su scuola e università». Poco prima che i ragazzi in bici arrivassero a
piazza Politeama, sotto i portici di via Ruggero Settimo partiva la maratona di
lettura dei classici. Greci e latini, sempre contro «i tagli alla scuola e
all´università». Verso le 17 un capannello di persone ascolta Fabio Cutrone,
dottorando di Lettere, che legge un passo tratto dal Naturales quaestiones di
Seneca. Parecchi passano senza neppure fermarsi alcuni restano ad ascoltare.
«Sono un comune cittadino ? dice Angelo Cancelli ? che disapprova le riforme in
atto su scuola e università perché non voglio che venga tagliato il futuro dei
miei nipoti». Intanto di fronte al teatro Politeama ragazzi in camice bianco e
stetoscopio al collo offrono ai passanti la misurazione della pressione gratis.
Il banchetto improvvisato era ricoperto da una eloquente scritta:
"Medicina in piazza per un futuro migliore". «Se l´università si
trasformerà in fondazione ? si chiede Giuseppe Vercio, al sesto anno di
Medicina ? avremo ancora la possibilità di effettuare le nostre esercitazioni
presso il Policlinico, o saremo costretti a pagare?» L´iniziativa riscuote i
favori dei passanti che si fanno controllare volentieri la pressione. «è una
ottima iniziativa ? dice Silvio Zuccarello con lo strumento al braccio ? per
sensibilizzare e mettere a conoscenza i cittadini sui problemi dei ricercatori
e degli universitari». è già buio quando in piazza arrivano i ragazzi del corso
di Disegno industriale della facoltà di Architettura. Nel volantino che
distribuiscono ai passanti c´è scritto: "Regalo di un futuro disoccupato:
le menti creano, le mani fanno, il governo sfascia". Hanno realizzato tre
modelli di sedia «in cartone riciclato con semplici incastri, senza uso di
colla o scotch». I modellini sono un pretesto per spiegare a più persone
possibile «che la legge
( da "Centro, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 32 - Cronaca
«L'ateneo aquilano rischia il declassamento» Il comitato dei professori
preoccupato per i dati del ministero LA PROTESTA L'AQUILA. «C'è il rischio
concreto che il ministero dell'Università declassi l'ateneo aquilano,
conferendo un duro colpo anche alla città». Questa la preoccupazione del
professor Pierluigi Beomonte Zobel, consigliere di amministrazione del Comitato
professori associati dell'Università dell'Aquila, e del professor Marco
Valenti, membro del Senato accademico, dopo la pubblicazione da parte del Sole
24 Ore dei dati del ministero, che collocano l'ateneo aquilano tra i "non
virtuosi", per i quali il rapporto tra spese per il personale e Fondo di
funzionamento ordinario supera il 90 per cento. «Lo stesso quotidiano»,
affermano i due docenti in una nota a firma congiunta «riferisce che è in atto
un contenzioso tecnico tra ateneo e ministero sull'effettivo valore del
rapporto, che in ogni caso è prossimo al valore limite ammesso». Le università
italiane non virtuose sarebbero solo
( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Studentibeffatidal
blitz troppo veloce e protetta la visita della gelmini Sanremo. La macchina
della protesta studentesca in provincia di Imperia, ieri, è rimasta senza
benzina. La notizia che in mattinata il ministro dell'istruzione, università e
ricerca Mariastella Gelmini avrebbe
partecipato al seminario di Confindustria, all'hotel Royal di corso
Imperatrice, pubblicata sul Secolo XIX di ieri, è rimbalzata velocemente tra i
leader del movimento studentesco, che nelle ultime settimane erano riusciti ad
organizzare cortei e altre manifestazioni di dissenso alla riforma proposta
dallo stesso ministro. Ma, complice la giornata di sabato, con la maggior parte
dei ragazzi a lezione, e il già organizzato incontro pomeridiano in piazza San
Giovanni degli istituti imperiesi - i più attivi nella protesta e soprattutto
nelle occupazioni - ieri mattina non si è vista nemmeno l'ombra di uno studente
a Sanremo, né davanti al Royal né in corso Imperatrice, dove l'auto blu
ministeriale è passata intorno alle 14 per lasciare l'albergo. Il tam tam
sull'arrivo del ministro Gelmini - in realtà aveva già
raggiunto il Royal venerdì sera e vi ha pernottato - si è diffuso rapidamente,
ma non abbastanza. Qualcuno ha provato a organizzare un piccolo corteo,
quantomeno un sit-in, ma non c'è riuscito. Perfino le nostre redazioni di
Sanremo e Imperia sono state interpellate da alcuni studenti in cerca di
maggiori informazioni sul programma del ministro, così da poterlo eventualmente
avvicinare. Saputo che la Gelmini sarebbe solo intervenuta
"al sicuro" del Royal, per l'occasione più blindato che mai, per poi
ripartire velocemente, gli studenti dell'imperiese sono rimasti a scuola, o a
casa. E' stato invece un successo l'incontro di ieri pomeriggio in piazza San
Giovanni a Imperia, presenti i ragazzi del liceo scientifico Vieusseux, del
classico De Amicis, delle magistrali Amoretti, dell'Ipsia di via Gibelli,
dell'istituto d'Arte, dell'Itis di via Santa Lucia, del Nautico e dell'istituto
tecnico. Gli studenti dell'Itis si sono dedicati a esperimenti chimici con
provette e reagenti, mentre i ragazzi dell'istituto d'Arte si sono esibiti in
una performance estemporanea e hanno coinvolto i bambini in laboratori
artistici. Attraverso alcuni banchetti sono state anche raccolte le firme
contro la riforma e distribuiti volantini informativi sotto i portici di via
Bonfante. I giovani si sono anche impegnati a spiegare la riforma Gelmini a voce ai passanti. La manifestazione, che ha
coinvolto anche molti insegnanti, è più che riuscita. Paolo Isaia 09/11/2008
( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Royal, summit
blindato disguidi e polemiche al convegno sanremese di
confindustria Intervento a porte chiuse del ministro Gelmini.
Marcegaglia e il caro-pastasciutta dal nostro inviato Paolo Crecchi Sanremo.
Presidente Marcegaglia, cosa ci dice dell'Agnesi? Il grano è in forte ribasso,
eppure i prezzi dell'azienda che ha legato il suo nome a Imperia - i prezzi
degli spaghetti, delle penne, dei maccheroni - restano tra i più cari.
Com'è che voi imprenditori siete così pronti a rifarvi dei costi scaricandoli
sui consumatori? Golfino giallo con rose rosa, Emma Marcegaglia resta un po' così.
Finora ha parlato solo lei, nella conferenza stampa allestita all'hotel Royal,
e la domanda più cattiva è stata "cosa pensa della crisi". Il
direttore degli industriali di Imperia, Giuseppe Argirò, insorgerà piccato:
«Quando si parla di Agnesi si parla di qualità massima!», ma non è vero. Una
memorabile inchiesta del Gambero Rosso relega il marchio Agnesi dietro Voiello
e De Cecco, e ultimamente anche Garofalo e La Molisana l'avrebbero superata per
resa e bontà. Il presidente di Confindustria non entra nel merito, capisce che
il terreno è insidioso perché Mister Prezzi ha contestato i rincari piuttosto
duramente. «Bisogna valutare che non ci siano cartelli», spiega dunque, «e in
Italia ci sono delle autorità preposte per farlo. Poi, potrei dire che magari
le materie prime sono state acquistate quando erano alle stelle: ma preferisco
limitarmi a ricordare il rispetto delle norme di legge». Punto. All'hotel Royal
è appena andata in scena una rappresentazione curiosa, con i giornalisti
allontanati dagli stati generali dei direttori di Confindustria. Viene cacciato
fuori dalla sala anche l'inviato del Sole 24 Ore, il quotidiano degli
industriali: praticamente gli organizzatori ammettono di diffidare di se
stessi. Maldestramente accusano il ministro Gelmini, invitata
per parlare della riforma della scuola: «Ci dispiace, ma è lei che non vuole i
giornalisti». In realtà il ministro li vorrebbe, tanto che prima del dibattito
ha acconsentito a lasciarsi intervistare dallo stesso cronista del Sole 24 Ore
e dall'inviato del Secolo XIX. Contrordine: «Ci sarà una conferenza stampa alle
13». Nemmeno questo è vero, la conferenza sarà di Emma Marcegaglia e comincerà
alle
( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, Imperia si
mobilitacontro gli accorpamenti dopodomani il voto in regione L'assessore
Raineri: «Ribadiamo la richiesta di deroga per la Boine» Imperia. Scatta la
mobilitazione contro il piano di dimensionamento scolastico che dopodomani, a
Genova affronterà il voto dell'aula. Il Consiglio regionale infatti dovrà
approvare il provvedimento già passato in Commissione. A Imperia le indicazioni
contenute nel piano, oltre alla presa di posizione del Comune che ancora ieri,
con l'assessore Giuseppe Fossati, ha ribadito la propria posizione contro ogni
tipo di accorpamento, hanno messo in subbuglio il corpo docenti delle scuole
interessate: la media Sauro e le scuole elementari e materne di Piani e
Dolcedo. Dalla Sauro soprattutto arriva l'esortazione a lasciare la politica
fuori dalla scuola. «E' eticamente scorretta l'ingerenza della politica nella
scuola, dove a farne le spese, sono soprattutto gli utenti, cioè i ragazzi»,
afferma per tutti il preside Giovanni Quaglia. L'ipotesi alternativa
all'accorpamento di un pezzo di media Sauro (il plesso di via Gibelli) alla
Boine di Porto Maurizio, ovvero la costituzione di un istituto comprensivo a
Porto Maurizio (Boine con una parte delle scuole del primo circolo di piazza
Roma) ha anche fatto resuscitare il Comitato di Piani che già nella primavera
del 2007 si era opposto allo stesso tipo di soluzione caldeggiata, allora come
ora, dal consigliere regionale di Unione a Sinistra Franco Bonello. «Andremo a
manifestare sotto le sue finestre», tuona Vittorio Chisci, consigliere di
circoscrizione e membro del comitato anti Boine, contestando Bonello che ha
annunciato la presentazione di un emendamento per la riunione di martedì. Anche
l'assessore provinciale Giacomo Raineri, ha qualcosa da dire al consigliere
regionale. «Forse Bonello non ha letto attentamente il piano approvato dalla
provincia. Se lo avesse fatto, con la sua intelligenza, si sarebbe espresso
diversamente. Questo Piano è frutto di mesi di incontri in tutte le realtà
della provincia con il mondo della scuola ed è sempre stato condiviso e
discusso con i dirigenti delle istituzioni scolastiche. Le proposte che
contiene e che non prevedono alcun accorpamento, erano gia state approvate lo
scorso anno dal consiglio provinciale all'unanimità. In questa seconda fase il
documento è stato approvato a maggioranza, con l'astensione dell'opposizione.
Per la Boine abbiamo chiesto la deroga alla Regione e ci era stata concessa. Se
poi esponenti dei diversi schieramenti, non importa se di centro destra e o di
centro sinistra, cercano di fare campagna elettorale su questa vicenda, io non
ci sto e sono pronto a discutere di tutto in qualunque sede o dibattito
pubblico». Contro l'accorpamento del plesso di via Gibelli con la Boine si è
espresso tutto il personale docente e non docente della Sauro che ha votato un
documento in cui riafferma compatto, la propria contrarietà alla disgregazione
della scuola. «Procedere in questa direzione - afferma il Giovanni Quaglia -
significa causare disagi organizzativi». Disagi per lo spostamento degli
allievi dei corsi ad indirizzo musicale da Via Gibelli in Piazzetta De Negri
con conseguente problematico aumento del numero di alunni del plesso e problemi
per la sicurezza con la perdita di spazi fondamentali. Inoltre sarebbe
impossibile garantire ai futuri allievi del centro di Oneglia l'iscrizione alla
Scuola Media Sauro e ad accogliere allievi diversamente abili provenienti
dall'Isah. Non ultimo il problema del congestionamento del traffico nelle ore
di punta del centro di Oneglia poiché in Piazzetta a De Negri sono presenti più
istituti scolastici. «Lo scorporo del plesso di Via Gibelli - continua Quaglia
- rischierà di creare problemi all'autonomia della Sauro che potrebbe divenire
nel tempo sotto-dimensionata. Altre sono le strade da perseguire, senza che
ingerenze politiche impediscano la razionalizzazione dei tagli che purtroppo
dovranno essere operati. Non si può mettere a rischio l'autonomia della Scuola
Media Sauro, correttamente dimensionata e ben funzionante per salvare
giustamente l'autonomia e il prestigio della Scuola Media Boine». «Se il centro
destra non avesse nicchiato sui suggerimenti della Regione che indicava la
formazione di Istituti comprensivi, si sarebbe fatto in tempo a discutere di
questo aspetto tecnico senza dover fare adesso tuttoin
fretta per rispettare l'accelerazione impressa dal decreto Gelmini», Il commento dei consiglieri del Pd Paolo Verda e Giuseppe
Zagarella. Loredana Grita 09/11/2008 ' 09/11/2008 piano discusso e condivisoLa
Provincia ha elaborato la sua proposta dopo mesi di confronto con i dirigenti
scolastici Giacomo raineri assessore provinciale 09/11/2008
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LA
PROTESTA NELLE SCUOLE Concerti in strada contro la Gelmini Venerdì
mobilitazione al Boccherini: «Rischiamo di scomparire» Un concerto di
"no": il requiem dell'istituto musicale "Luigi Boccherini"
contro i tagli dello Stato alla formazione musicale riecheggerà nelle stanze
del prestigioso e storico istituto e per le strade per l'intera giornata di
venerdì. Ad
annunciarlo sono stati gli stessi allievi del "Boccherini" durante il
concerto inaugurale dell'anno accademico. «Noi studenti insieme ai docenti -
spiegano -, aderiremo alla giornata di mobilitazione dell'Afam, che è stata
indetta per il 14 novembre». Dalla mattina fino al pomeriggio inoltrato le
porte dell'istituto di piazza del Suffragio resteranno aperte a chiunque. I
ragazzi suoneranno per i cittadini, cercando il più possibile di coinvolgerli
nella protesta, spiegando loro i motivi della mobilitazione. Proprio come
stanno facendo da giorni i professori liceali e universitari, e per le stesse
motivazioni. «La legge 133 - dice Philip Dati, presidente della Consulta degli
studenti -, colpisce anche il "Boccherini". Dal prossimo anno
accademico, infatti, il ministero non finanzierà più gli istituti musicali
pareggiati». Il centenario istituto lucchese, così, si vedrà privato di 100mila
euro, pari a un terzo del proprio budget annuale, con conseguenze negative
sull'offerta formativa, sull'attività didattica e su quella di promozione
culturale. «Solo per fare alcuni esempi - continuano gli studenti del
Boccherini -, spariranno l'Orchestra del conservatorio, il festival
"Codice 602" e i gemellaggi con i conservatori europei. Inoltre, in
un futuro prossimo, i tagli del Governo potranno rendere necessario un aumento
delle tasse scolastiche». La logica dei provvedimenti governativi, infatti, è
quella di ridurre di circa la metà il numero dei conservatori in Italia. Il
rischio, quindi, che Lucca perda il suo istituto musicale è tutt'altro che
astratto. E suscita forti preoccupazioni. Ma le voci dei ragazzi sono forti e
chiare. In mezzo alla protesta nazionale ci vogliono stare anche loro. «Non
resteremo in silenzio di fronte a questi tagli indiscriminati che operano in
modo subdolo ai danni della cultura e del sapere». Nadia Davini
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Napoli
La Guzzanti tra i ragazzi dell´Orientale: "Cercare visibilità sui media è
politicamente debole" Sabina fa lezione di comunicazione "Siete
giovani, questo mondo è vostro" «Chiaiano. Dico bene?». Dice bene, Sabina
Guzzanti. «Ah, le donne di Chiaiano. Le ho viste in un filmato. Che energia.
Complimenti. Ma non hanno certo bisogno della mia benedizione». Sul palco per
il suo spettacolo venerdì sera, tra gli studenti che occupano l´Orientale
sabato mattina. Ci sono anche i manifestanti di Chiaiano. Sabina Guzzanti resta
per due ore in mezzo a una folla di ragazzi seduto a terra, gambe incrociate,
nel cortile di palazzo Giusso. Anche sotto la pioggia. Lei scatta foto, loro
fanno domande. S´aspettano le battute, certo. E ci sono. «La gaffe di
Berlusconi? Se voleva davvero fare lo spiritoso con Obama, poteva dire che
usano lo stesso fondotinta». Sulla Carfagna, la Gelmini, Cossiga. Ma Sabina Guzzanti è all´Orientale per una vera e
propria lezione sul tema della comunicazione. «Cercare visibilità sui media è
politicamente debole. Vi danno retta per un po´, poi se continuate a rompere vi
abbandonano». Racconta del post piazza Navona. «Ho litigato con un
amico. Ha detto che Gandhi non si sarebbe arrabbiato. Secondo me con gli
inglesi si arrabbiava. è nello spot della Tim che non lo fa». Sottolinea con
forza il no alla violenza: «Se c´è qualcuno tra voi che vi incita, sappiate che
è un infiltrato, oppure uno stupido». Ma la ragionevolezza è cosa diversa. «Non
c´è nessun motivo perché si debba essere moderati nei ragionamenti. Anche se
vogliono imporci cardini oltre i quali sembriamo folli o terroristi». Esempio:
«Se oggi pensi che la Tav non si debba fare, passi per pazzo. Io non lo so se è
giusto farla. Io so che posso anche pensare di no, senza essere giudicato un
matto». è un invito a sentirsi liberi. «Siete giovani, questo mondo è vostro.
Perché dovete aspettare l´arrivo di qualcuno che vi salvi? Non arriverà. E se
arrivasse, sarebbe ?na sòla». Liberi. «Ma ce l´avete una visione del mondo?
Tipo: come fermare il clientelismo o la mafia». Liberi innanzitutto dentro la
propria testa. «Come i minatori quando si convinsero di essere persone degne
quanto i signori che andavano a cavallo». Gli smonta i totem. «Internet?
Pratico, ma da solo non significa niente. Parlare, ragazzi, bisogna parlarsi di
persona. Come ora qui. Non basta delegare la comunicazione ai mezzi, neppure a
YouTube o a Facebook. Se devi organizzare un sit-in a sorpresa, ecco, Internet
non mi pare il massimo». Liberi pure sui "monumenti" di sinistra.
Come Pasolini. «Uffa. Quella sua frase famosa su ?68, poliziotti e proletariato.
Fu poco lungimirante. Non aveva capito il movimento». Come certi film.
«Prendiamo "La meglio gioventù". è una forzatura storica. Non parla
del cambiamento culturale del ?68. Fa passare il concetto che da lì sono nati
terrorismo e chiusura dei manicomi». Finisce con lei che intervista i ragazzi.
Ne farà un documentario. (an. car.)
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Napoli
Scuola, Vendola alle Regioni "Fate leggi anti maestro unico" Il
governatore: Sud vittima principale della riforma Caccavale di Forza Italia:
"Io invitato agli Stati generali ma fischiato e insultato" PATRIZIA
CAPUA «Lanciamo da qui un patto a tutte le Regioni: dotiamoci di una normativa
anti maestro unico». Il governatore della Puglia, Nichi Vendola, a Castel
Volturno, intervenendo agli Stati regionali della Scuola del Sud, promossi dalla
Regione Campania nel paese regno di "Sandokan" boss dei Casalesi,
lancia un´iniziativa politica forte contro uno dei capitoli della riforma Gelmini. Vendola ieri ha così di
fatto ufficializzato la proposta che in Puglia sta già facendo passi avanti.
Una mattinata movimentata per quanto accaduto al portavoce regionale di Forza
Italia, Ernesto Caccavale, che durante l´intervento autorizzato dall´assessore
regionale Corrado Gabriele, è stato fischiato e insultato ed è dovuto uscire
scortato dal servizio d´ordine. Vendola ha illustrato la strategia per
contrastare la riforma Gelmini. «Stiamo vagliando - ha
detto Vendola - la possibilità di impedire questo tipo di restringimento e
regressione. L´ipotesi normativa è allo studio per prevedere il mantenimento di
classi più docenti: questa traccia di lavoro, propositiva, non solo polemica,
la proponiamo anche ad altri Regioni». Un´iniziativa che andrà avanti insieme
con il ricorso alla Corte costituzionale, che diverse Regioni stanno già
preparando sul provvedimento di riordino della rete scolastica. «Dal governo,
in materia di scuola», ha spiegato Vendola, «sono stati adottati provvedimenti
che rappresentano una controriforma dell´istruzione. Provvedimenti che sono un
colpo ai pezzi pregiati della nostra pubblica istruzione, come la scuola
elementare e l´idea dissennata di risparmio che con l´argomento degli sprechi e
dei privilegi colpisce al cuore il sistema della scuola pubblica». Il
presidente della Puglia ha aggiunto: «Finanziare la scuola è uno dei doveri fondamentali,
soprattutto in tempi di crisi economica e di recessione. C´è dentro un´idea di
società della paura che ingloba nei luoghi dell´educazione la mitologia di un
passato dell´età dell´oro, dell´ordine, della disciplina: questo piccolo mondo
antico del voto in condotta e del grembiulino che è proprio un paradigma di una
scuola che educa all´obbedienza nei confronti della società della precarietà.
Questo corto circuito è insopportabile». Dei provvedimenti della Gelmini, per Vendola, «la vittima principale è il
Mezzogiorno d´Italia. Non bisogna dimenticare che le scuole nel Sud sono il
principale presidio della legalità e della socialità. Avere una scuola in certe
periferie è più importante che avere una caserma». Intanto il portavoce
regionale di Forza Italia in Campania, Ernesto Caccavale, ha riferito di essere
stato «ricoperto di fischi, insulti, aggredito verbalmente e quasi anche
fisicamente» a Castel Volturno. Caccavale sottolinea di essere «molto
amareggiato: sono figlio di due docenti che hanno lavorato per una vita
all´interno di un liceo pubblico, io ho studiato solo in scuole pubbliche.
Questi signori dicono di essere democratici, ma si tratta della democrazia
totalitaria per cui fanno parlare solo chi è d´accordo con loro». Corrado
Gabriele si dice «dispiaciuto. Caccavale è intervenuto per 14 minuti dal palco,
stesso lasso di tempo utilizzato dal presidente Vendola, purtroppo però è stato
interrotto per tre volte dalla platea. A protestare - aggiunge - era un gruppo
di insegnanti precari che contestavano le scelte del Governo che hanno messo
fuori dagli organici oltre 7 mila insegnanti solo in Campania». Forza Italia
annuncia un´interrogazione parlamentare «per fare chiarezza» sul meeting sulla
scuola promosso dalla Regione Campania. «Sono stati spesi soldi pubblici -
sottolinea Caccavale - per un´iniziativa che propone tesi in assoluto contrasto
con quanto scritto nella norma Gelmini, legge votata
dal Parlamento italiano». Questa sera nel piazzale di Baia Verde a
Castelvolturno, concerto anticamorra con Miriam Makeba, Maria Nazionale,
Eugenio Bennato e Daniele Sepe: tutti per una serata dedicata a Roberto
Saviano.
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Cagliari
L'Adiconsum rielegge Vargiu La prima battaglia del segretario: «Fare restituire
ai consumatori quanto pagato in 10 anni per canone di depurazione non dovuto»
ORISTANO. Un congresso nel segno della continuità. Con la riconferma del
segretario generale Giorgio Vargiu, l'Adiconsum, associazione dei consumatori
che fa capo alla Cisl, ieri mattina ha celebrato il suo quinto congresso
provinciale. I lavori sono stati seguiti da un pubblico composto anche da
rappresentanti delle istituzioni e del mondo del lavoro. Dopo i saluti, è stato
Giorgio Vargiu a tenere una lunga relazione, tracciando uno scenario certo non
facile per i consumatori. «La vita dei cittadini è diventata più difficile - ha
detto fra le altre cose -, anche se la situazione attuale non si discosta da
quella tracciata durante il congresso di quattro anni fa». Crisi e aumento dei
prezzi sono infatti emergenze che tutt'ora i consumatori si trovano ad
affrontare. E poi scandali finanziari, sicurezza alimantare, lingua blu. Ma
anche la scuola, alle prese con la "Riforma Gelmini". A livello locale, i problemi di Oristano, alle prese con
il piano urbanistico e i parcheggi a pagamento. Vargiu, non senza ironia, ha
commentato queste situazioni così speculari a distanza di quattro anni con «il
classico esempio dei corsi e ri corsi della storia». In realtà, sia a
livello nazionale che locale, nuove insidie si sono aggiunte. Nuovi problemi. In
Sardegna, l'avvento del digitale terrestre, nato non senza disagi per gli
utenti. Ancora, le preoccupazioni per la legge Gelmini
per il mantenimento del diritto allo studio anche nelle comunità più piccole. A
Oristano, ancora il Puc. L'Adiconsum si dice pronta a stare ancora in prima
linea, al fianco dei cittadini, per affrontare grandi e piccoli problemi. Un
primo appuntamento, per gli uffici oristanesi, è stato annunciato proprio da
Vargiu. «Una recente sentenza della Corte costituzionale ha sancito come gli
utenti non debbano essere tenuti a pagare i canoni di depurazione quando il
servizio di depurazione non c'è. Da lunedì nei nostri uffici sarà disponibile
la modulistica per quei cittadini che, residenti in zone dove manca il servizio
di depurazione, vorranno chiedere (come ha stabilito la sentenza della Corte)
il rimborso di dieci anni arretrati di canoni non dovuti. In città penso che
questa partita riguardi una vasta zona del quartiere del Sacro Cuore». Questi i
nomi degli eletti: Giorgio Vargiu, segretario. Della segreteria fanno parte
Manuela Fois e Enzo D'Alessandro; del Consiglio generale: Maria Caterina
Carrus, Franco Delogu, Luciano Delogu, Serenella
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DESULO Scuola,
alberghiero autogestito gli studenti contro la Gelmini GIOVANNI MELIS DESULO. Scuola autogestita al Professionale alberghiero
Montanaru, dove da ieri gli studenti hanno deciso di iniziare la protesta
contro la riforma voluta dal dicastero della cultura. Una ricetta che non va
giù agli allievi di tutte le scuole di ordine e grado della Repubblica e per
questo oggetto di manifestazioni in ogni istituto. Dopo il liceo di
Sorgono, il magistrali di Fonni, anche gli altri presidi scolastici del
territorio iniziano a protestare per quello che ritengono essere «un diniego al
diritto allo studio, sottoforma di provvedimento legislativo». Il Montanaru è
l'unica scuola alberghiera della provincia di Nuoro e, nei suoi due rami legati
a commercio e turismo, rappresenta un polo formativo importante sotto il
profilo delle competenze in materia di ristorazione. In questi giorni i ragazzi
hanno affrontato con gli insegnanti le problematiche legate al decreto Gelmini, poi convertito in legge dal parlamento. Diversi i
punti contestati, dalle riduzioni di classi, insegnanti e gli accorpamenti di
diistituti. Di quì la decisione di autogestire la scuola, affrontando le
tematiche della protesta attraverso la lettura dei quotidiani e delle notizie
dei media sul web. Su questo fronte la dotazione didattica della scuola è di
aiuto agli studenti, che da tempo, utilizzano postazioni tecnologiche di avanguardia.
Tanti insegnanti hanno manifestato solidarietà ai ragazzi, proprio per la
particolare forma di protesta adottata. Il dirigente scolastico Antioco Frau ed
il vice preside Franco Zanda invitano i ragazzi al senso di responsabilità e di
critica, pur riconoscendo l'innegabile diritto ad ogni allievo della scuola a
formarsi una propria coscienza sulla base del confronto. Nei prossimi giorni
gli studenti dell'istituto organizzeranno una manifestazione incontro per
coinvolgere anche gli altri colleghi del territorio.
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di Giuseppe Tecleme *
Privatizzeranno anche le medie La gestione da parte di Cda non riguarda solo
l'università Non c'è solo la Gelmini La Camera discute un altro progetto di legge A meno di due mesi
dal decreto Gelmini, che sembrava toccare solo la scuola elementare, seppure su
aspetti importantissimi, un terremoto scuote oggi tutta la scuola e
l'università. è difficile per una buona parte degli italiani comprendere cosa
sta accadendo poiché il decreto 137 è solo una fase di un percorso legislativo
in atto già da mesi e di cui il cittadino non addetto ai lavori è stato
tenuto all'oscuro. Il 25 giugno 2008 il Ministro Tremonti varava una manovra
finanziaria sotto forma di decreto ministeriale, poi convertito in legge in
agosto (L 133/08), che conteneva già le indicazioni per una drastica "cura
dimagrante" per tutti gli ordini di scuola con una progressiva riduzione
del bilancio annuale di quasi 8 miliardi di euro e tagli consistenti per la
ricerca universitaria. La legge, benchè scritta dal ministro dell'economia, fornisce
indicazioni esplicite per quanto riguarda la riduzione di tutte le categorie di
personale scolastico, parla chiaramente di modificare l'impianto delle
elementari e vincola il Ministro Gelmini a presentare
i decreti attuativi e un piano programmatico dettagliato. Da questo punto di
vista è evidente che il danno più grosso è già stato fatto, e nel silenzio. Ma,
se è difficile pensare che Tremonti abbia in mente una sua idea di scuola al di
là della riduzione di spesa, non si deve credere che quel che sta accadendo
riguardi solo i tagli. Già oggi, nella legge 133/08, vi è la possibilità di
trasformazione delle Università in fondazioni, con l'ingresso di soggetti
privati che parteciperanno alla gestione e contribuiranno a stabilire gli
indirizzi didattici ed anche le rette che dovranno pagare gli studenti. Quello
che invece quasi nessuno sa, al di fuori del mondo della scuola, è che tale
possibilità è prevista, anche per le scuole medie e superiori, dal progetto di
legge dell'onorevole Aprea, presentato in maggio e in discussione attualmente
alla Camera. Le scuole secondo Aprea saranno gestite da un consiglio di
amministrazione che non solo fornirà un regolamento vincolante per tutte le
componenti della scuola ma si darà autonomamente le proprie regole, persino per
quanto riguarda la sua stessa composizione, l'inclusione di nuovi membri e i
meccanismi decisionali. Inoltre è prevista l'assunzione dei docenti sulla base
di concorsi di Istituto con tre diversi livelli di stato giuridico e
retribuzione (la progressione, si badi bene, non sarà per tutti ma a numero
chiuso, col rischio di una lotta per pochi euro che aumenti gli aspetti
negativi della competizione e non quelli positivi). Il collegio dei docenti
perderà gran parte delle sue attuali funzioni fornendo una proposta di
indirizzo didattico la cui ultima parola spetterà al consiglio di
amministrazione, che attribuirà anche gli incarichi e le funzioni speciali ai
singoli docenti. I consigli di classe saranno sostituiti da "organi di
valutazione collegiale degli alunni". Ad un'equipe di persone che
dovrebbero costruire un progetto didattico condiviso si sostituirà un comitato
che valuterà, solo alla fine del quadrimestre e in termini contabili, un
"rendimento". In questo modo, i ragazzi saranno visti sempre più come
recipienti da riempire e il lavoro dell'insegnante verrà ricacciato nella
solitudine. * Coordinamento genitori contro la riforma Gelmini
di Sassari
( da "Nuova Sardegna, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di
Marco Vannini Ma davvero il decreto Gelmini esclude i
baroni? A guardar bene li favorisce Prendiamo come esempio la norma
sull'estrazione casuale dei componenti delle commissioni di concorso Esclusione
del turn over per i concorsi di ricercatore, in atto e già programmati; margini
più ampi nelle assunzioni a fronte dei pensionamenti per gli atenei virtuosi, e contestuale blocco dei concorsi per
gli atenei che spendono per il personale più del 90% dei fondi statali;
innalzamento al 7% nel 2009 e al 30% dal 2001 della quota del fondo di
finanziamento ordinario - la torta che lo Stato trasferisce annualmente alle
Università - da ripartire non in base alla spesa storica ma a criteri di merito
riguardanti la ricerca e la didattica; più risorse per borse di studio (135
milioni di euro) e residenze universitarie (65 milioni di euro); modifica del
meccanismo di formazione delle commissioni dei concorsi dei professori e dei
ricercatori. A queste misure sono abbinate le linee guida per la riforma del
sistema universitario: "un documento programmatico di legislatura che
offriamo al dibattito", secondo le parole dello stesso ministro, ma di cui
ancora non si conoscono i contenuti. In tanti hanno commentato positivamente il
provvedimento, dal Presidente della Repubblica al Corriere della Sera, che in
un corsivetto anonimo, dietro il quale possiamo immaginare Francesco Giavazzi,
plaude alla tenacia del ministro nell'insistere su una delle riforme di cui
l'Italia ha maggior bisogno. In mezzo, tanti rettori, di Università
sottofinanziate e virtuose (vedi Padova), di Atenei viziosi e sovrafinanziati
(Roma - La Sapienza) o di ottime Università private come la LUISS. Tutti
d'accordo: come mai? Una possibilità è che si stia davvero imboccando la strada
giusta. Un'altra spiegazione è che, scampato il pericolo del blocco
generalizzato dei concorsi, anche lungo questa nuova strada qualcuno pensi
comunque di poter operare come prima o più comodamente di prima. Del resto, ci
ricorda proprio uno dei rettori (quello dell'Università virtuosa) che "il
diavolo si nasconde nei dettagli". Prendiamo ad esempio la norma
sull'estrazione casuale dei membri delle commissioni di concorso. Per una
posizione di professore ordinario, la legge richiede una commissione formata da
un membro interno - professore ordinario - designato dalla Facoltà che bandisce
e quattro ordinari eletti direttamente dalla comunità scientifica di
riferimento. Nel primo schema della Gelmini, al posto
dell'elezione si proponeva l'estrazione secca di quattro membri da un'urna
ideale contenente tutti i professori ordinari della materia. Nel decreto
licenziato dal governo si mischiano i due sistemi: prima si eleggono dodici
membri potenziali e poi, formata un'urna ideale con questi dodici, si
estraggono i quattro effettivi. Se gli ordinari fossero delle palle colorate,
poniamo neri quelli corrotti e bianchi quelli puri, con un'urna contenente lo
stesso numero di palle bianche e nere, l'estrazione secca casuale ci darebbe
due membri corrotti e due membri puri. Poiché a questi si aggiunge il membro
interno, il criterio dell'estrazione non assicura di per sé né trasparenza né
qualità, tanto meno assenza di imbrogli. Se poi si passa al sistema a due
stadi, è ancora più facile, attraverso votazioni irreggimentate, gestibili
soprattutto da gruppi accademici estesi e gerarchicamente strutturati,
determinare urne particolarmente favorevoli a concorsi addomesticati. Temo che
la scelta del ministro su questo punto non solo incida marginalmente sul
malcostume dei concorsi truccati ma, se la statistica non è un'opinione,
finisca per avvantaggiare i baroni organizzati e le grandi Università, che
possono muovere centinaia di voti, rispetto alle componenti indipendenti della
comunità scientifica nazionale, che praticano concorsi "aperti". Ciò
che lascia perplessi, su questo punto come su molti altri del pacchetto, è la
filosofia generale che vi si intravede. Ancora una volta si insiste sul
meccanismo dei concorsi e sulla necessità di altre regole, quando invece il
punto centrale da affrontare è quello dell'autonomia senza responsabilità. Se
le Università italiane potranno continuare a operare impunite quando sbagliano
e non incentivate quando fanno bene, non c'è regola che tenga. Non solo: se,
invece che ai ricercatori e alle loro strutture di lavoro, gli incentivi
continueranno ad andare (come si intuisce dal decreto) agli Atenei nel loro
complesso, che potranno seguitare a destinarli anche ad aree parassitarie, non
si innescherà mai una seria competizione per reclutare i migliori e costruire
intorno a loro una Università di qualità. Occorre riportare i ricercatori e la
ricerca al centro del sistema universitario, e affrontare senza pregiudizi
tutti gli ostacoli alla effettiva realizzazione di un sistema fondato sul
merito e sulla competizione. Temi quali la liberalizzazione delle tasse
universitarie, la differenziazione delle retribuzioni, il valore legale del
titolo di studio, la mobilità studentesca e la qualità delle strutture
didattiche e di accoglienza, la formazione e gli incentivi del personale
tecnico amministrativo, la forma di governo delle Università, vanno affrontati
simultaneamente. Vedremo cosa questo governo sarà capace di fare. Nel frattempo
è importante agire, anche e soprattutto in Sardegna, senza aspettare il
completamento del quadro. La strada è segnata, e perseverare nell'errore
(continuare ad assegnare le risorse in base al peso storico dei gruppi
accademici piuttosto che alla produttività dei ricercatori e ai risultati dei
processi formativi, perpetuando una governance obsoleta), o puntare sugli aiuti
esterni solo per compensare i ridotti trasferimenti statali, sarebbe letale. Le
istituzioni locali, come la Regione e la Fondazione Banco di Sardegna, che
sostengono generosamente le due Università, possono svolgere un ruolo chiave
nel favorirne la competitività e il richiamo internazionale; ciò richiede però
non solo interventi ben orientati (come alcuni di quelli già in atto), ma anche
alieni da pretese di dirigismo e sistematicamente rispettosi del principio che
"le risorse seguono la qualità" nei luoghi dove questa si trova.
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Riforma
Gelmini. Lettera degli studenti del
Lorenzini Con la nuova legge molti di noi non potranno permettersi l'università
Gli studenti del liceo Lorenzini sono ancora in fermento per il futuro della
loro università. Mercoledì 29 ottobre il Senato ha approvato la legge 133,
"Noi no".
Siamo consapevoli di non poter continuare ad autogestire ad oltranza, poiché
ciò comporterebbe il non raggiungimento dei 200 giorni minimi di scuola. Oggi
ci siamo quindi riuniti nell'aula di storia della biblioteca comunale per fare
il punto della situazione e per scrivere questa lettera ai giornali, poiché
vogliamo mantenere vivo lo spirito della mobilitazione che ci ha visto attivi
le scorse settimane. «Anche l'operaio vuole il figlio dottore», cantava
Pietrangeli alla fine degli anni '
( da "Secolo XIX, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'okay alle ronde
Padanegarantisce solo tensioni roberto onofrio C'è più di una distonia nel
pacchetto sicurezza che la commissione del Senato ha approvato a maggioranza la
notte scorsa. La più fastidiosa è sicuramente quella che offre la possibilità
agli enti locali di regolarizzare le cosiddette "ronde padane". Il
provvedimento, che deve comunque passare l'esame nelle aule di Camera e Senato,
arriva con una formula troppo sintetica e soprattutto troppo aperta a
interpretazioni che possono prestare il fianco a pericolose ambiguità. L'emendamento
presentato dalla Lega Nord, che ha sempre considerato le "ronde
Padane" con orgoglio e che ha commentato il voto favorevole come un
importante successo, dice sostanzialmente che si potranno formare associazioni
di cittadini con il compito di «presidiare il territorio», «segnalare»
situazioni anomale o a rischio e «cooperare» con le forze dell'ordine nella
vigilanza dei quartieri. Presidiare, segnalare e cooperare sono tre verbi che
possono volere dire tutto se non si associano spiegazioni più dettagliate. In
particolare, il primo e il terzo rappresentano, letti nella loro essenzialità,
un viatico alla formazione di squadre di vigilantes che, pur nate probabilmente
con le migliori intenzioni, non fanno immaginare nulla di buono nel momento in
cui alcuni sindaci decideranno di vararle. Che cosa significa presidiare il
territorio? E, soprattutto, che cosa vuole dire la parola cooperare? Nel
pacchetto sicurezza, almeno per ora, queste circostanze non vengono
assolutamente chiarite ed è un vuoto che, oltre a sollevare più di una
perplessità sotto il profilo strettamente giuridico, lascia filtrare uno
sgradevole senso di inquietudine. I cittadini, in realtà,
già"presidiano" il territorio in cui vivono: ci abitano, lo
frequentano, ne fanno socialmente parte. Evidentemente, il senso che si vuole
dare al "presidio" delle ronde è leggermente diverso. Deve
necessariamente assomigliare a quello che si intende con presidio delle forze
dell'ordine. Per carità: nulla da eccepire se un gruppo di abitanti, per
controllare e tutelare il proprio quartiere, decide di trascorrere qualche
serata in compagnia, per scoraggiare l'eventuale microcriminalità semplicemente
grazie alla loro presenza. E nulla da dire se da queste iniziative possono
partire segnalazioni utili a chi è preposto ad intervenire. Anzi. Già oggi la
legge prevede questo tipo di controllo sociale e di segnalazione. Qualunque
cittadino che nota situazioni di pericolo è tenuto a denunciarla. Quello che
proprio non si capisce, però, è il passaggio successivo che l'emendamento della
Lega prevede e che la commissione Senato a maggioranza ha approvato:
l'opportunità di cooperare, appunto. Dovrebbe essere già implicito nel presidio
e nella segnalazione il concetto di cooperazione con chi deve garantire
l'ordine nelle città. Se i componenti della commissione hanno sentito la
necessità di aggiungerlo pensano quindi a sfumature ulteriori. La speranza è
che il dibattito alla Camera e al Senato, nei prossimi giorni, chiarisca quali.
Certo, suona in ogni caso come una nota stonata e come uno svarione politico
del centrodestra l'inserimento delle ronde nel pacchetto sicurezza. Se è vero
che i cittadini continuano a percepire la criminalità come un fenomeno diffuso,
è altrettanto vero che l'atmosfera politica complessiva, tornata sui livelli
dello scontro frontale e del reciproco insulto fra maggioranza e opposizione,
sta forse in questo momento creando più preoccupazione sociale. Gli scontri
esplosi tra studenti di destra e di sinistra e le manifestazioni di protesta
contro i decreti Gelmini, saldati con gli effetti di una crisi economica che comincia a
provocare profondi disagi in strati di popolazione via via sempre più ampi, non
rappresentano il migliore presupposto per aggiungere nuovi motivi di tensione.
E fa specie che il pacchetto sicurezza, proprio nel momento in cui rende più
soft la linea politica da adottare nei confronti degli immigrati clandestini
(niente più arresto obbligatorio e processo per direttissima, ma semplice
ammenda da
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
FORZA
ITALIA In sala Nardi si parla di riforma Gelmini PISTOIA.
"Tutto quello che c'è da sapere sul decreto Gelmini". è il
titolo dell'incontro-dibattito che il gruppo consiliare di Forza Italia-Pdl
organizza per domani sera alle 21, nella sala Nardi del palazzo che ospita la
Provincia in piazza San Leone. «La nostra - afferma Jessica Cipriani, consigliere
comunale d'opposizione - vuole essere un'operazione-verità rispetto a tutte le
fandonie che vanno sostenendo a sinistra. Vogliamo urlare con forza che è falso
che venga abolito il tempo pieno, che è falso che vengano licenziati gli
insegnanti, che è falso che chiuderanno le scuole nei piccolissimi centri, che
è falso che ci saranno tagli all'edilizia scolastica e che è falso che il
governo taglierà i posti degli insegnanti di sostegno».
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bologna
L´intervento Il dialogo all´Università e la sordità del governo GIANNI DE PLATO
La giusta lotta iniziata prima dai Rettori nel marzo 2008, con la costituzione
a Bologna dell´Associazione per la Qualità delle Università Italiane Statali
(AQUIS), e poi dagli studenti con un movimento pacifico e propositivo, contro i
tagli della Finanziaria del ministro Tremonti, ha avuto i suoi primi effetti.
Il ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini è stata
costretta a rivedere la sua linea di intransigenza, a fare un passo indietro e
a cedere su punti non secondari. Le concessioni fatte nel decreto governativo
sull´università (premio agli atenei migliori, posti letto per gli studenti
fuorisede e borse di studio per i meritevoli, nessun blocco per i concorsi già
banditi e nuovi criteri per la nomina delle commissioni) sono un rimedio
congiunturale molto debole che pone ancora con più urgenza la necessità di una
riforma di struttura e di governance. E´ evidente che i tagli indiscriminati
sulla scuola e sulla università non introducono alcun sistema di
riqualificazione della spesa pubblica, come gli attuali ministri del governo di
centrodestra si accaniscono a ripetere, perché sono semplicemente dei risparmi
resi possibili dalla riduzione e dequalificazione dei servizi pubblici. Da
questa contraddizione governativa (tagliare per risanare) e dalla
consapevolezza che la riforma universitaria dove avvenire all´interno della
risoluzione di una questione più generale come quella crisi della finanza
pubblica, è partita l´iniziativa del Rettore dell´università di Bologna di
chiamare gli altri Rettori delle università virtuose italiane a elaborare un
progetto di riforma e di risanamento. SEGUE A P
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bologna
Gli appuntamenti Ore 16.30, lezione di Fisica in piazza Maggiore ED ora in
piazza ci vanno anche i maestri. A fare lezione con i bambini e i genitori
sabato 22 novembre, dalle 10 alle
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Bologna
Il dialogo all´università... (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bologna
I dipendenti e la crisi del Teatro Comunale Protesta con striscioni alla prima
del Vampiro Niente sciopero per il debutto della lirica, ma una serie di
agitazioni per la "situazione pesante". Forse orchestrali in piazza
FRANCESCA PARISINI La prima dell´opera «Der Vampyr» non è a rischio «ma la
situazione in teatro è pesante», conferma Franco Sgroi della Uil, al termine
dell´assemblea di ieri tra dipendenti del Teatro Comunale e delegati sindacali
nazionali. Niente sciopero, sebbene i sindacati stiano pensando azioni per
denunciare al pubblico di sabato prossimo, all´apertura della stagione lirica,
la grave situazione finanziaria in cui versa la fondazione bolognese. «Sarebbe
opportuno riempire il teatro di striscioni come abbiamo fatto in passato»,
auspica Sgroi. «Abbiamo preso contatti coi comitati anti-Gelmini - incalza
Beppe Fiorelli della Cgil - e con altri settori della cultura penalizzati dal
governo. Il 13 saremo a Roma alla tavola rotonda sullo stato dello spettacolo
in Italia e in seguito all´incontro con il ministro Bondi». Ieri, per volere
del sovrintendente del Comunale Marco Tutino, è stato fatto rimuovere lo
striscione (nella foto) che i dipendenti avevano appeso venerdì con la
scritta «Teatro + Fondazione = Fallimento». «Facciamo assemblee in tutt´Italia
- spiega Maurizio Giustini, segretario nazionale della Cisl - con molta
partecipazione. Stiamo pensando anche a manifestazioni comuni tra le 13
fondazioni liriche». A Torino i musicisti hanno già suonato in piazza, a
Bologna si sta studiando la possibilità.
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pisa Il
rettore nel mirino della protesta Università 2.0: con alcuni docenti ci sta
scaricando e cerca di dividerci PISA. «Il rettore ci sta
scaricando ed intralcia la nostra protesta pacifica contro il decreto Gelmini», dicono gli studenti del movimento "Università 2.0"
dal Palazzo Matteucci dove occupano 4 aule e dove lunedì sarà comunque garantita
la didattica. «Il rettorato ed il corpo insegnante - dice Angelo portavoce
degli studenti - nicchiano, non prendono posizione». Ovvero: «Ci stanno
scaricando e cercano di mettere gli studenti che occupano o fanno autogestione
contro gli studenti che vogliono fare lezione». «L'esempio è che vogliono far
apparire - interviene lo studente Lorenzo - la nostra protesta qui a Palazzo
Matteucci come un'occupazione che bloccherà la didattica quando invece noi
autogestiremo solo 4 aule per dar vita ai quattro tavoli di autoriforma
dell'Università». Questi quattro tavoli (bilancio, ricerca, didattica ed
autoriforma), a cui partecipano studenti e ricercatori troveranno un momento di
sintesi e confronto nelle giornate del 15 e del 16 novembre a Roma presso l'Università
della Sapienza. «E' incredbile - spiegano gli studenti - come il rettorato ed
alcuni docenti si facciano difensori degli studenti e della ricerca sotto i
riflettori dei media nazionali e poi in realtà lavorino contro inziative vere
che vanno contro i tagli operati dal Governo con la 133». «Dove sono le
dimissioni dei docenti, dei presidi di cui si parlava all'inizio della
protesta?», chiedono in maniera ironica gli universitari. In realtà, Pisa, con
il suo centro storico è costellata di gazebo dove i professori universitari
fanno lezione "en plein air". «Beh - dice Lorenzo - se la loro
protesta, legittima e doverosa, deve limitarsi a fare lezione in piazza senza
che si affianchino ad essa vere e proprie prese di posizione mi sembra che questa
protesta sia un po' debole ed iperinflazionata». Ma torniamo ai rapporti tra
gli studenti di «Università 2.0» ed il rettorato. «Vogliono svuotare la nostra
protesta derubricandola ad una bega di tipo amministrativo - dicono gli
studenti - ed esempio, ne è il fatto che secondo il rettore ed il prorettore
Angelo Baggiani, noi dovremmo parlare solo con il direttore amministrativo
Antonio Grasso». Gli studenti elencano poi, tutta una serie di elementi che
secondo loro fanno capire che il rettorato sta tenendo un «atteggiamento
ambiguo» se non addirittura «ostativo alle proteste del movimento». «Si vuole
rompere l'onda studentesca facendo credere alla maggior parte degli studenti
che la didattica sarà ed è stata bloccata»: interviene ancora Lorenzo. Però il
Polo Carmignani, facciamo notare, è stato occupato per oltre un mese. «Sì ma le
lezioni in realtà potevano essere svolte così come si possono svolgere
tranquillamente qui a palazzo Matteucci, che ripetiamo non è occupato»,
concludono gli studenti. Il movimento Università 2.0 vuole un rapporto diretto,
collaborativo e franco con il rettorato «perché solo il rettore può prendere
decisioni "politiche" e non di certo il direttore amministrativo. Gli
studenti universitari si sono resi protagonisti due giorni fa dell'occupazione
dei binari della Stazione centrale di Pisa e sono ancora in attesa di notizie
da Trenitalia circa il «diritto alla mobilità» per raggiungere con il minor
disagio possibile per tutti la manifestazione nazionale del 14 novembre a Roma.
Le prossime ore saranno determinanti per capire se l'azienda asseconderà le
richieste avanzate dagli studenti pisani. Carlo Venturini
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Bari
Bari tra gli atenei in rosso "Se spreca niente assunti" Il
prorettore: il ministro ha dati vecchi, ci salveremo Col blocco del turn over, il costo del personale è ora sotto la soglia del 90 per cento
PAOLO RUSSO La scure della Gelmini è sospesa a mezz´aria
sull´università di Bari. Per il ministero dell´Istruzione, che fa riferimento
ai dati raccolti dal comitato di valutazione del sistema universitario, l´ateneo
barese rientra tra i sei che in Italia spendono troppo per gli stipendi del
personale. Per questo, in virtù del decreto approvato dal consiglio dei
ministri lo scorso giovedì, potrebbe essere costretta a sospendere ogni tipo di
assunzione. Anche quelle programmate da tempo. Un colpo pesantissimo per
l´Università di Bari, accompagnata in questo triste destino dagli atenei di
Napoli, Pisa, Firenze, Cassino e Trieste. Un rischio che non corrono invece le
università del Salento e di Foggia. Gli altri due atenei pugliesi hanno i conti
in regola per salvarsi. Il decreto legge approvato lo scorso giovedì dal
consiglio dei ministri ha gettato nel panico lo stuolo di ricercatori,
dottorandi e professori a contratto che vedrebbero in questa maniera chiusa
ogni possibilità di carriera all´interno dell´università di Bari. Ma i vertici
dell´ateneo sono fiduciosi e invitano alla calma il mondo accademico barese.
"Il taglio delle assunzioni non ci sarà", dicono. Ma il futuro
dell´università barese è appeso a un filo. L´ottimismo dei vertici dell´ateneo
è supportato dalle proiezioni fatte nei giorni scorsi dai responsabili
amministrativi dell´ente. "I dati che il ministero cita sono vecchi",
replica il prorettore Augusto Garuccio a chi descrive l´università di Bari come
una istituzione sull´orlo del baratro finanziario. Il decreto approvato
bloccherà le assunzioni alle università che nel 2008 spenderanno oltre il 90
per cento del finanziamento ordinario in spese del personale. Gli ultimi dati
ufficiali disponibili sono, per il momento, quelli del 2007 che vedono l´ateneo
barese spendere ben il 92 per cento (quasi duecento milioni di euro) delle
erogazioni statali per pagare lo stipendio dei docenti e del personale. In base
a questi dati il blocco delle assunzioni dovrebbe essere scontato. Ma Garuccio
è convinto che non sarà così: "Il bilancio che chiuderemo alla fine di
dicembre - dice il prorettore - darà ragione alle politiche di contenimento
della spesa che abbiamo attuato negli ultimi anni". Grazie al blocco del
turn over disposto al momento della sua nomina dal rettore Corrado Petrocelli
per ridare fiato alle casse dell´università messe in crisi dalle assunzioni
allegre (e, per lo più, parentali) della precedente gestione, nel 2008 le spese
per il personale dovrebbero scendere sotto quota 90 per cento. "Ci
salveremo" ribadisce il prorettore. Se i calcoli dell´amministrazione si
rileveranno esatti, non solo l´ateneo barese eviterà questo brusco blocco delle
assunzioni ma potrà attingere a nuove risorse statali messe a disposizione per
l´assunzione di ricercatori. Per premiare gli atenei virtuosi, infatti, il
governo ha stanziato complessivamente 500 milioni di euro a vantaggio degli
atenei che sostituiranno ogni professore pensionato con 2 o 3 ricercatori.
"Se sarà così ci dovrà esser dato atto che non siamo degli spreconi ma
che, al contrario, abbiamo cominciato a ridurre le nostre spese già prima che
arrivassero le minacce e i tagli del ministero", ha sottolineato Garuccio.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIV - Bari
STUDENTI E PROF IN PIAZZA LA SCUOLA PUò RINASCERE (SEGUE DALLA PRIMA P
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Una pizza
contro la riforma PISTOIA. Una pizza insieme tra genitori, insegnanti, alunni,
personale Ata e nonni: il Comitato dei genitori ha organizzato per domani, a
partire dalle 20 al circolo Arci di Candeglia, una cena aperta a tutti coloro
che hanno a cuore il futuro della scuola pubblica. In quell'occasione, il
comitato presenterà alcune proposte da svolgere all'interno delle scuole. Dopo
la fiaccolata per le vie del centro, lo scorso 29 ottobre, il comitato, non ha
intenzione di cessare la mobilitazione. «La nostra
intenzione - affermano i portavoce del comitato - è quella di proseguire la
mobilitazione contro il decreto Gelmini anche se
ormai è diventato legge». Per prenotarsi alla cena e per ulteriori informazioni
visitare il blog: genitoripistoia.blogspot.com M.Q.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina XIX - Genova La
festa della vittoria e l´occasione persa MARGHERITA RUBINO enova cacciò i
Tedeschi nel 1945 e i padrini di Ignazio La Russa nel 1960. Il sindaco Vincenzi
e gli amministratori comunali fanno, con ogni evidenza, molto poco per
riscattare l´immagine della città da un passato di nerboruto, incisivo e
determinante antifascismo. Così siamo stati esclusi, governo ladro. Oggi venti
città di Italia celebrano, come surplus del 4 novembre e per festeggiare il
novantesimo anniversario dalla fine della Grande Guerra, una giornata di
"Caserme in piazza" bandite dal ministero della Difesa per
"rinsaldare il profondo legame che lega le Forze armate e i
cittadini" in collaborazione con venti amministrazioni comunali. Le città
prescelte sono tutte capoluoghi, Aosta e Palermo, Firenze e Perugia, Bologna e
Napoli, e così via fino alle due sorprendenti esclusioni dei capoluoghi di
Liguria e Veneto, negletti a favore di La Spezia e Padova. Cacciari e la Marta
hanno la laurea in Filosofia, deve essere questo, non possono ben collaborare
con il ministro della Difesa. O magari in questa città, passatista e ahimè per
nulla in linea con i tempi, ancora si resta ancorati all´articolo 11 della
Costituzione, sul ripudio della guerra. E´ pur vero che il presidente
Napolitano ha pronunciato nobili parole il 4 novembre, a Vittorio Veneto,
ricordando la compiuta unità ma anche le atrocità della Grande Guerra; dando
perfino spazio, a Roma, a un attore che ricordava Andrea Zanzotto, "un
libro per ogni famiglia, per ogni scuola?un puro elenco di nomi di morti
farebbero circa diecimila pagine, solo per una guerra, per un paese, e
tralasciando gli impazziti, i feriti, i mutilati". Ma è anche vero che
nelle venti città fortunate è successo di tutto. A Napoli, dal 20 ottobre e
fino a oggi, negli istituti scolastici superiori ci sono stati " incontri
formativi", in accordo con la ministro Gelmini, tenuti direttamente dagli ufficiali delle Forze Armate:
culminanti nella grande manifestazione di oggi in Piazza Plebiscito "che
tenga impegnata la cittadinanza per l´intera giornata". Editto da brividi
. A Reggio Calabria si legge sulla Gazzetta del Sud che la città "si
trasformerà oggi in città militare dell´intera Calabria?in vista del 9
novembre, è stata già effettuata in 104 scuole su 4500 studenti una fase di
promozione?le visite dei rappresentanti delle Forze Armate continueranno anche
dopo il 9 novembre". Doppio brivido? se pure un calabrese o spiritoso
oppure isolato, rosso e tosto , si è inventato nello stesso giorno una
"Sagra dei maiali" che compare ovunque al fianco delle celebrazioni
militari di serie A. A Udine, dopo i previsti incontri nelle scuole durati tre
settimane per tutta la Regione, "ricchissimo programma di mostre eventi
cerimonie". Filmati, sfilate, azioni dimostrative. E noi ? Noi niente,
nessuna domenica speciale. A Roma debbono aver pensato che Genova, come al
solito, avrebbe messo su qualche protesta e che il Comune avrebbe mal
cooperato. Così , per colpa dei nostri avi e dei nostri politici, noi ci siamo
persi la festa e i nostri studenti si sono persi le lezioni di guerra. Come nel
passato, sapranno muoversi all´occorrenza da soli.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 16 - Interni
Approvata una legge che consente di saltare il concorso pubblico. Dubbi sulla
copertura finanziaria Abruzzo, tra ventuno giorni il voto 1000 assunti tra
portaborse e assistenti GIUSEPPE CAPORALE L´AQUILA - Mille assunzioni alla
Regione Abruzzo, ventuno giorni prima delle elezioni. Senza concorso pubblico.
Mille giovani scelti direttamente dalla politica. Con una legge. Tra questi,
circa 70 portaborse, 350 assistenti degli assessorati e anche alcune centinaia
di precari delle Asl ed enti strumentali che da anni, in realtà, attendevano la
stabilizzazione. Il provvedimento, che ha inserito questo esercito nella pianta
organica dell´ente, si intitola "Precari e scarichi fognari", perché
contiene anche atti deliberativi su ambiente e inquinamento. A votarla, i
consiglieri decaduti dopo lo scandalo delle tangenti nella sanità e l´arresto
del governatore Ottaviano Del Turco. Consiglieri rimasti formalmente in carica
solo per i provvedimenti "indifferibili", dice la legge. Ed,
evidentemente, questo era il caso. Giallo, invece, su chi abbia effettivamente
votato l´atto. Pare che a esprimere parere favorevole siano stati sia
consiglieri di centrosinistra (in maggioranza), ma anche alcuni del
centrodestra, ma solo lunedì saranno resi noti i nomi. Intanto, scorrendo la
lista dei nuovi assunti, si scopre che sono passati a tempo indeterminato tutti
i 350 collaboratori della giunta Del Turco, sui quali pende anche un´inchiesta
della Procura dell´Aquila denominata Parentopoli. Infatti, meno di un mese fa,
la magistratura ha avviato gli interrogatori di dirigenti e politici proprio
per ricostruire alcuni legami di parentela e i criteri di selezione. Agli atti
dell´indagine risultano figli, nuore e nipoti di alti funzionari e
amministratori pubblici. Una cinquantina i casi sospetti. Ma anche tra i 200
contratti a tempo determinato degli enti strumentali non mancano nomi noti di
personaggi influenti dell´ente. Discorso diverso, invece, per i precari delle
Asl, (circa 600), dell´Arpa (la società di trasporto regionale) e dell´Arta
(agenzia per la tutela dell´ambiente) che da anni attendevano la
stabilizzazione. Ma, nell´ultima seduta del consiglio, le polemiche maggiori si
sono avute al momento del voto dell´emendamento che ha consentito l´assunzione
definitiva del personale politico. «Una pagina nera per
questa Regione» commenta Marco Gelmini, segretario regionale di
Rifondazione «tutti, dai Verdi ad An, hanno utilizzato la necessità dei precari
delle Asl, per assumere personale. Un´infornata vergognosa». Critico anche il
senatore Fabrizio Di Stefano, coordinatore regionale del Pdl che invoca
l´intervento del governo. Ma il vero rischio è il fallimento. Sull´ente
gravano oltre tre miliardi di euro di debiti e pare che le mille assunzioni non
abbiano adeguata copertura finanziaria. Il 30 novembre si vota.
( da "Repubblica, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 15 - Cronaca Gelmini al convegno, niente giornalisti Sanremo, a porte
chiuse applausi degli industriali. Alemanno: "S´è mossa male", poi frena
Il governatore Vendola: dalle regioni una legge per bloccare il maestro unico
COSTANTINO MALATTO DAL NOSTRO INVIATO SANREMO - Blindata, blindatissima. Ormai
il ministro Mariastella Gelmini ha deciso: basta con i
giornalisti. Così, invitata al seminario dei direttori di Confindustria a
Sanremo, ha preteso che prima di cominciare la sua relazione fosse allontanato
l´unico giornalista presente in sala. Che, per la cronaca, era l´inviato del
Sole 24 Ore, il giornale che fa capo proprio a Confindustria. Gli altri,
naturalmente, erano già stati tenuti a rigorosa distanza. Successivamente
Confindustria si è accollata la responsabilità della decisione di far uscire i
giornalisti, ma resta il fatto che la "cacciata" è avvenuta prima
dell´intervento del ministro. E dire che la Gelmini è
intervenuta di fronte a una platea che meglio disposta non avrebbe potuto
essere. Tanto che gli industriali alla fine l´hanno applaudita a lungo, quasi
una standing ovation. E il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, scesa
in riviera a rendere omaggio al ministro, ha dichiarato:
«Condivido completamente il suo sforzo di cambiare la scuola, la Gelmini è uno dei ministri che mira ad un reale cambiamento della
società». Alla platea degli industriali la Gelmini, che ha
parlato a braccio per un´ora, ha illustrato le linee guida degli interventi già
approvati dal governo e di quelli allo studio. Ha ripetuto la necessità
di una riforma profonda della scuola per farla stare al passo con l´Europa. La
Marcegaglia le ha fatto eco: «Va proseguita - ha detto il presidente di
Confindustria - la volontà di riforma del sistema. Le ultime aperture fatte sui
ricercatori, l´attenzione al merito e all´efficienza degli atenei sono
significative». Intanto arrivano critiche all´operato del ministro
dell´Istruzione anche da esponenti del Pdl. Ieri è stato il sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, ad attaccare la Gelmini e la sua
riforma: «La Gelmini si è mossa male - ha dichiarato
il sindaco della capitale - senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla
sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il
confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in
ritardo come abbiamo fatto». Poi in serata il Campidoglio precisa che le parole
del sindaco sono state male interpretate. E il presidente della Camera Fini ha
dedicato da Asolo un passaggio del suo intervento al movimento dell´Onda,
stigmatizzando le «minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie: sono
molto rumorose ma restano molta minoranza». Duro attacco all´opera del ministro
dell´Istruzione anche dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, che
intervenendo agli Stati generali delle scuole del Mezzogiorno a Castelvolturno
ha annunciato: «Presenteremo una proposta di legge che impedisca nelle regioni
l´adozione del maestro unico».
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 9 - Viareggio
Scuola, un dibattito in consiglio Domani si discuterà la riforma con insegnanti
e studenti CAMAIORE. Un consiglio comunale aperto per discutere dei temi legati al mondo della scuola dopo la riforma Gelmini, domani, alle 21.15, in municipio, come aveva proposto il Pd. Ad
intervenire, oltre alle forze politiche, anche insegnanti, genitori ed
studenti. Per il Pd i discorsi sul grembiulino e sul voto in condotta sono solo
«diversivi», perché altre e più serie (e più drammatiche) sono le scelte fatte
sulla scuola dal governo. «In realtà - scrive il Pd - ci saranno tagli
per 7 miliardi e 800 milioni di euro in tre anni, 87mila insegnanti in meno,
42mila di personale Ata». Saranno inoltre, sostiene il Pd, oltre 4mila le
scuole a rischio chiusura in Italia. Mentre, qui a Camaiore, in particolare,
sarebbe a rischio la scuola di Valpromaro. «Sarà ridotto - dice il Pd - il
numero degli insegnanti di sostegno. La scuola passa da settore strategico a
solo capitolo di spesa». L'introduzione del maestro unico e la riduzione di 6
ore dell'orario scolastico rischiano di far scomparire il tempo pieno, aggiunge
il Pd. «Non si comprende, perché si sia deciso di modificare il modello
organizzativo della scuola primaria italiana - afferma il partito democratico -
procedendo con un decreto d'urgenza senza alcuna discussione e confronto con il
mondo della scuola, con le famiglie, con i sindacati e con le forze
d'opposizione». Per il Pd, infatti, la scuola deve essere una priorità per lo
sviluppo, la democrazia, la libertà delle persone. Ecco perché il partito
invita tutti gli interessati alla discussione di lunedì sera.
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di Giampiero Calapà
Primo scoglio per l'Onda Gli studenti romani disertano l'assemblea di Firenze
Arrivano da tutta Italia ma non dalla capitale: «Nessuno ci ha contattati». C'è
chi parla di fraintendimento e chi teme una rottura. Il documento finale
rilancia la mobilitazione nell'unità FIRENZE. E l'Onda, sul più bello, s'infrange sulle divisioni del movimento nato per contrastare tagli
e controriforme dei ministri Tremonti e Gelmini. A Firenze
ieri sono arrivati in trecento da tutta Italia in rappresentanza degli atenei
di Napoli, Bari, Bologna, Milano, Torino, Palermo, Brescia, Ferrara, Ancora,
Padova, Catania, Reggio Calabria, Chieti, Pavia, Cagliari, Genova e Perugia.
Spicca l'assenza di Roma. Dalla capitale sono arrivati all'assemblea solo
quattro studenti di Roma3 "come semplici uditori e non in rappresentanza
del movimento", nessuno della Sapienza. «Come si può organizzare e
preparare un'assemblea nazionale degli studenti su due piedi? Evidentemente si
vuole monopolizzare l'attenzione, prendere l'onda anomala e farla arrivare in
qualche porto controllato»: con queste parole i collettivi romani hanno sancito
la prima spaccatura del movimento sul sito ateneinrivolta.org. A Roma dicono di
non aver capito «quale percorso e quale dibattito abbiano prodotto l'ipotesi
dell'assemblea di Firenze; non lo capiamo perché in questi giorni non abbiamo
letto nessun appello da sottoscrivere e condividere: non siamo stati neppure
contattati». E ancora: «Non vorremmo che qualcuno pensasse di costruire
un'assemblea di una "parte" del movimento, lontano dallo spirito
unitario che ha generato l'onda anomala». Gli studenti universitari
protagonisti del nuovo movimento, nella più classica e rivisitata delle tradizioni
della sinistra, sono già riusciti ad arrivare alla scissione? «Con Roma c'è
stato un fraintendimento - ha spiegato Francesco Epifani, degli "Studenti
di Sinistra" fiorentini - ma non una rottura. Quello di oggi (ieri per chi
legge, ndr) era un incontro pensato per dare una forma al movimento, e ricordo
che la prima occupazione è stata il 6 ottobre al Polo scientifico di Sesto
Fiorentino. Questo non vuol dire che il 14, 15 e 16 novembre diserteremo
assemblea nazionale e manifestazioni programmate a Roma». In realtà chi ha
partecipato all'assemblea fiorentina aveva le idee chiare sull'accaduto: «I
collettivi autonomi romani vorrebbero guidare la protesta», dicevano ieri a
denti stretti. E la rottura ha spiazzato anche i Giovani comunisti, la
giovanile di Rifondazione, che si sono dati da fare fino all'ultimo momento per
l'unità. Intanto, dalla capitale, rilanciano l'assemblea di metà novembre: «E'
stata comunicata con quattordici giorni di preavviso e permetterà alle
assemblee di facoltà di discutere in tutta Italia e di esprimere gli
orientamenti da far emergere». Alla fine dell'assemblea di Firenze Alessio
Branciamore di "Sinistra Universitaria" tira le somme gettando acqua
sul fuoco: «Un ottimo momento di confronto e discussione tra tantissime realtà,
per nulla contrapposto agli appuntamenti romani di metà novembre». In realtà,
la stessa assemblea fiorentina non è filata liscia come l'olio e durante la
stesura del documento finale, che rilancia la mobilitazione invocando l'unità e
il no alle logiche baronali, non sono mancate tensioni fra le varie anime del
movimento.
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 6 - Attualità «Gelmini non è un essere umano» La battuta di Camilleri indigna anche
l'opposizione E Alemanno bacchetta il ministro: si è mossa male ROMA. La Gelmini? «Di sicuro non è un essere umano». E' quanto ha sostenuto lo
scrittore Andrea Camilleri qualche giorno fa, davanti alla platea studentesca
del liceo Mamiani di Roma. Chiamato a discutere con i ragazzi, il
celebre papà del commisario Montalbano ha esternato il suo duro giudizio
facendo arrabbiare in primis proprio alcuni esponenti dell'opposizione che non
hanno digerito nè l'estromissione della Gelmini dalla
razza umana nè la succesiva battuta di Camilleri: «Dovremmo chiamare i
professori di chimica per capire cos'è». Giuseppe Fioroni, ministro
dell'Istruzione del governo Prodi, è tra i primi a stigmatizzare le parole di
Camilleri. «Chi non rispetta la dignità delle persone o declina quel rispetto
solo in base alle simpatie, anche politiche, si comporta in modo grave,
soprattutto se si pensa che il nostro Paese vive da decenni un'emergenza
educativa». «La radicalità dei giudizi politici che possono essere anche aspri
non deve essere mai confusa con la semplice offesa personale», dice Giovanni
Russo Spena. L'ex capogruppo di Rifondazione invita a distinguere tra nemici e
avversari politici e giura che per quanto lo riguarda lui quelle parole non le
direbbe neanche «al leghista Borghezio che pure considero senza giri di parole
un razzista». Più indulgente Sandro Curzi. «Se un presidente del Consiglio
arriva a parlare di persone appecoronate e di presidenti abbronzati, si capisce
che altri possano prendersi qualche licenza». Ma intanto la Gelmini
si becca una reprimenda dal sindaco di Roma Gianni Alemanno: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così
abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se
avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola
per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». (a.g.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli imprenditori
concordano sui provvedimenti dell'esecutivo per le banche e per la scuola «Ma
per l'istruzione ora serve maggior qualità» «Detassare gli utili di chi reinveste»
La Marcegaglia rilancia l'appello al governo per affrontare la crisi economica
GLI INDUSTRIALI ROMA. Detassazione degli utili reinvestiti, aiuto fiscale alle
imprese e meno tasse per chi produce riducendo il consumo energetico. Su questi
tre obiettivi Emma Marcegaglia, presidente della Confindustria, non perde
occasione di insistere perchè il governo manifesti «come sta accadendo nei
maggiori paesi europei, Francia e Germania, la volontà di dare un supporto
dell'economia nei vari settori che stanno soffrendo». Ieri l'occasione si è
presentata al 35º seminario a Sanremo dove era stato invitato anche il ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini, la quale
ha chiesto l'allontanamento di tutti i giornalisti dalla sala del dibattito.
Poi ha lasciato lei la sala subito dopo l'intervento della Marcegaglia, senza
fare però alcun discorso. Eppure la presidente della Confindustria si è
dichiarata d'accordo con i tagli alla scuola che considera, però, solo
una prima parte della riforma. «Ora bisogna intervenire sul merito e sulla
qualità dell'istruzione» ha detto, senza alcuna venatura polemica. E ha
aggiunto di concordare con le misure di aiuto che il governo intende varare per
le banche. La mancanza di liquidità degli istituti di credito, associata al
crollo dei consumi, preoccupa e toglie ossigeno alle imprese. Più la dimensione
è piccola più la stretta creditizia diventa un nodo scorsoio. Federica Guidi,
presidente dei giovani industriali ha lanciato ieri un nuovo allarme: «I grandi
gruppi, inevitabilmente, si portano dietro le piccole e medie imprese. Ci vuole
una forte politica di investimenti pubblici». Qualche giorno fa proprio per
cercare di dare ossigeno, Unicredit ha annunciato di voler mettere a
disposizione 5 miliardi di euro per le piccole imprese. Gli artigiani, intanto,
stanno costruendo una trincea, in attesa di vedere questa maggiore liquidità.
Da una parte «chiediamo al governo» dice Sergio Silvestrini, segretario
generale della Cna, «che in tempi rapidissimi si agevolino i finanziamenti
dando la possibilità a Confidi di alzare oltre al 50 per cento attuale la
garanzia necessaria per sostenere il credito ad un'impresa». Secondo un
sondaggio tra i piccoli e piccolissimi imprenditori, le banche nell'ultimo
periodo, erogano il 18 per cento in meno di crediti. Il sondaggio è stato fatto
su quattro voci: «rientro dei soldi», «ritardo nell'accoglimento della
domanda», «allungamento dei tempi istruttori», «richiesta in crescita di
garanzie». La stretta creditizia viene attuata quindi in vario modo, ma le piccolissime
imprese boccheggiano. Per questo Confartigianato, Cna, Casartigiani che
partecipano all'Artigiancassa, (maggioranza Bnl), hanno varato un nuovo piano
industriale che prevede 251 sportelli Confidi e 2900 sportelli presso le
associazioni della categoria. (a.f.)
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Montecitorio condanna:
minoranze rumorose. E Cossiga dà consigli al capo della polizia su come
affrontare i manifestanti Lite sulla scuola, la protesta continua Alemanno: la Gelmini si è mossa male. Poi dice: nessun giudizio negativo
ROMA. Tra polemiche politiche, ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta
sulla riforma della scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale
degli studenti universitari a Firenze e agli "stati generali" della
scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi
ad un esponente del Pdl), la giornata ha visto una nutrita serie di interventi
su un argomento che continua ad essere al centro del dibattito politico e
sociale. Gianfranco Fini, ha parlato, di quanto avvenuto nei giorni scorsi a
Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della Camera ha
detto che «ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono
molto molto rumorose e molto minoranze». In questo senso Fini osserva come sia
«un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra
che si confrontano». «Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini - significa
fare i conti con la storia: si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che
dovrebbe impegnare tutti». In una polemica lettera aperta, invece, il
presidente emerito della Repubblica Francesco Cossiga ha dato «consigli» al
capo della polizia su come affrontare la protesta. Attirandosi le critiche del
leader "no global", Francesco Caruso, che lo ha invitato a lasciar
perdere la «nostalgia degli anni di piombo». Intanto, proseguono le proteste di
studenti e docenti, in attesa del nuovo appuntamento in piazza, con lo sciopero
generale dell'università e ricerca del 14 novembre a Roma. Tra gli altri, il
Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori di Bologna, ha respinto
«ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato insegnanti,
genitori e studenti contro il tentativo di smantellamento della scuola pubblica
statale». E nella polemica sulla scuola entra anche uno scrittore di successo.
La Gelmini? «Di sicuro non è un essere umano», ha
sostenuto infatti Andrea Camilleri qualche giorno fa, davanti alla platea
studentesca del liceo "Mamiani" di Roma. Chiamato a discutere con i
ragazzi, il celebre "papà" del commissario Montalbano ha esternato il
suo duro giudizio facendo arrabbiare in primis proprio alcuni esponenti
dell'opposizione che non hanno digerito nè l'estromissione della Gelmini dalla razza umana nè la succesiva battuta di
Camilleri: «Dovremmo chiamare i professori di chimica per capire cos'è».
Giuseppe Fioroni, ministro dell'Istruzione del governo Prodi, è tra i primi a
stigmatizzare le parole di Camilleri. «Chi non rispetta la dignità delle
persone o declina quel rispetto solo in base alle simpatie, anche politiche, si
comporta in modo grave, soprattutto se si pensa che il nostro Paese vice da
decenni un'emergenza educativa». «La radicalità dei giudizi politici che
possono essere anche aspri non deve essere mai confusa con la semplice offesa
personale», dice Giovanni Russo Spena. L'ex capogruppo di Rifondazione invita a
distinguere tra nemici e avversari politici e giura che per quanto lo riguarda
lui quelle parole non le direbbe neanche «al leghista Borghezio che pure
considero senza giri di parole un razzista». Più indulgente Sandro Curzi. «Se
un presidente del Consiglio arriva a parlare di persone appecoronate e di
presidenti abbronzati, si capisce che altri possano prendersi qualche licenza».
Ma intanto la Gelmini si becca
una reprimenda dal sindaco di Roma Alemanno: «La Gelmini si è mossa
male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione
che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti
interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in ritardo come abbiamo
fatto». «Smentisco categoricamente che il sindaco di Roma Gianni
Alemanno abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma della scuola
attuata dal ministro della Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini,
così come riportato dalle agenzie di stampa. Le sue parole sono state
evidentemente male interpretate», ha affermato più tardi il portavoce del
sindaco, Simone Turbolente.
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
BERGAMO pag. 2
Lezione di dialetto per una scuola moderna DIFESA DELLA RIFORMA GELMINI
INIZIATIVA DEGLI STUDENTI PADANI IN PIAZZA ? BERGAMO ? UN CENTINAIO di studenti
ha partecipato ieri pomeriggio, in via XX Settembre, alla lezione di bergamasco
all?aperto, organizzata dal Movimento Universitario Padano e dal Movimento
Studentesco Padano. Un?iniziativa provocatoria, organizzata «per rispondere
alle numerose e simili manifestazioni che si sono tenute nelle scorse settimane
un po? in tutta Italia». Proprio davanti ad un banchetto di militanti del Pd
impegnati nella campagna di tesseramento, l?ingegnere Giancarlo Giavazzi,
militante della Lega Nord e autore di alcuni libri in dialetto, ha ricordato
l?importanza della lingua bergamasca. «Oggi portiamo in piazza la voce di tutti
quegli studenti stanchi delle polemiche strumentali delle scorse settimane,
ragazzi che vogliono invece che si guardi davvero alle reali urgenze da risolvere»,
ha dichiarato Simone Parigi, coordinatore provinciale del Movimento Giovani
Padani della bergamasca. Veronica Ferron, coordinatrice provinciale del
Movimento Studentesco Padano, se l?è invece presa con «chi ci ha fatto
diventare gli asini d?Europa a causa di un sistema scolastico mal gestito».
Alla manifestazione erano presenti anche l?onorevole Ettore Pirovano e il
consigliere regionale Daniele Belotti.
( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Marcegaglia al
governo: «Meno tasse per chi reinveste e risparmia energia» Confindustria
chiede supporto per i settori in sofferenza ROMA - Detassazione degli utili
reinvestiti, aiuto fiscale alle imprese e meno tasse per chi produce riducendo
il consumo energetico. Su questi tre obiettivi Emma Marcegaglia, presidente
della Confindustria, non perde occasione di insistere perchè il governo
manifesti «come sta accadendo nei maggiori paesi europei, Francia e Germania,
la volontà di dare un supporto dell'economia nei vari settori che stanno
soffrendo». Ieri l'occasione si è presentata al 35esimo seminario a Sanremo
dove era stata invitata anche il ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini, la quale ha chiesto l'allontanamento di tutti i giornalisti
dalla sala del dibattito. Poi ha lasciato lei la sala subito dopo l'intervento
della Marcegaglia, senza fare alcun discorso. Eppure la presidente della
Confindustria si è dichiarata d'accordo con i tagli alla scuola che considera,
però, solo una prima parte della riforma. «Ora bisogna intervenire sul
merito e sulla qualità dell'istruzione» ha detto, senza alcuna venatura
polemica. E ha aggiunto di concordare con le misure di aiuto che il governo
intende varare per le banche. La mancanza di liquidità degli istituti di
credito, associata al crollo dei consumi, preoccupa e toglie ossigeno alle
imprese. Più la dimensione è piccola più la stretta creditizia diventa un nodo
scorsoio. Federica Guidi, presidente dei giovani industriali ha lanciato ieri
un nuovo allarme: «I grandi gruppi, inevitabilmente, si portano dietro le
piccole e medie imprese. Ci vuole una forte politica di investimenti pubblici».
Qualche giorno fa proprio per cercare di dare ossigeno, Unicredit ha annunciato
di voler mettere a disposizione 5 miliardi di euro per le piccole imprese. Gli
artigiani intanto stanno costruendo una trincea, in attesa di vedere questa
maggiore liquidità. Da una parte «chiediamo al governo» dice Sergio
Silvestrini, segretario generale della Cna, «che in tempi rapidissimi si
agevolino i finanziamenti dando la possibilità a Confidi di alzare oltre al 50
per cento attuale la garanzia necessaria per sostenere il credito ad
un'impresa». Secondo un sondaggio tra i piccoli e piccolissimi imprenditori, le
banche nell'ultimo periodo, erogano il 18 per cento in meno di crediti. a. f.
09/11/2008
( da "Giorno, Il (Sondrio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
MORBEGNO BASSA VALLE
pag. 8 Il sindaco festeggia i neo maggiorenni Ai 18enni consegnata la Costituzione
di MORRIS BERTOLINI ? DELEBIO ? ANCHE QUEST?ANNO il Sindaco di Delebio, Lidia
Bonacina ha ricevuto in municipio i nuovi 18enni per la consegna della
Costituzione e il discorso di augurio. «Tutti i giovani non vedono l?ora di
tagliare il traguardo dei 18 anni, bisogna però considerare che diventando
maggiorenni ci sono sì dei diritti, ma anche dei doveri che vanno sempre
rispettati - ha spiegato il primo cittadino -. Proprio per questo vi consegno
il testo della Costituzione del nostro Stato che compie i suoi primi 60 anni.
Non dovete prenderla e metterla in un angolo quando tornate a casa, cercate di
leggere qualche articolo e se non capite qualche passaggio chiedete aiuto a una
persona adulta. Voi siete il futuro della nostra società, i prossimi
amministratori». «Cercate di fare le vostre proposte senza mai dover ricorrere
a scontri con la polizia come in questi giorni si è fatto per il Decreto Gelmini - ha aggiunto il sindaco -. Da oggi in poi dovrete
cercare di andare incontro a tutti i cittadini all?insegna della tolleranza e
della giustizia. Nelle fabbriche di Delebio lavorano diversi extracomunitari e
voi dovrete essere in grado di accogliere anche loro». Il sindaco ha poi
invitato i ragazzi e le ragazze presenti a un divertimento che sia però sempre
sano e senza eccessi. «Ci si può divertire anche senza bere bevande alcoliche -
ha sottolineato Bonacina - il messaggio che chi guida non beve non risolve il
problema, ma solo quello della sicurezza sulle strade in quanto gli altri
passeggeri delle auto si sentono comunque autorizzati a bere in eccesso. Alcune
osservazioni vanno fatte anche sui pullman per i giovani del sabato sera. In
passato alcuni ragazzi mi avevano chiesto di istituirne uno a loro spese. In
questo caso non deve passare il messaggio che bevo di più perchè tanto poi non
devo guidare, ma che mi diverto più a lungo tanto c?è il pullman». ECCO I NOMI
di tutti nuovi 18enni del Comune di Delebio: Gianluca Degani, Matteo Scisetti,
Sara Peregalli, Giulia Mazzoletti, Nicola Curtoni, Giulia Scaramella, Luca
Romano, Francesca Mattarucchi, Giovanni Bertolini, Rodolfo Fistolera, Martina
Fumagalli, Raffaele Abramini, Alessandra Tarca, Samuele Franci, Elisabetta
Petruzio, Sam Peregalli, Fabrizio Dell?Oca, Alex Acquistapace, Federica
Dell?Oca, Valentina Rabbiosi, Antonella Baccomo, Cristina Bertolini, Stefano
Angelini, Alice Cariboni, Gabriele Corgatelli, Francesco Tarca, Sabrina
Luciani, Vanessa Pedroncelli, Cristina Tognolini, Nicoletta Tarca e Bogna
Sudolska. Dopo il ricevimento i coetanei sono andati a messa per poi dare avvio
alla nottata di festa.
( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Scuola, la riforma piace a Marcegaglia Ancora proteste contro la Gelmini ROMA - Tra polemiche politiche ma anche giudizi positivi, va
avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università. Oltre
all'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e agli stati
generali della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una coda
polemica sui fischi ad un esponente del Pdl), la giornata ha visto una
nutrita serie di interventi su un argomento che continua ad essere al centro
del dibattito politico e sociale. Un giudizio positivo sulla riforma della
scuola è venuto da Confindustria: il presidente Emma Marcegaglia a Sanremo ha
detto che si tratta di un'operazione che «taglia alcuni costi e rimette a posto
i numeri», Ma, ha aggiunto, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una
riforma sul merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto
andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». Polemiche al convegno di
Sanremo perché sono stati allontanati i giornalisti. Gianfranco Fini, ha
parlato, invece, di quanto avvenuto nei giorni scorsi a Roma: dall'incontro di
Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della Camera ha detto che «ci sono
minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie, ma sono molto molto rumorose
e molto minoranze». In questo senso Fini osserva come sia «un fatto rilevante
che negli atenei ci siano giovani di destra e di sinistra che si confrontano».
«Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini - significa fare i conti con la
storia: si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che dovrebbe impegnare
tutti». 09/11/2008
( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Che tenerezza quel
guardiano di okkupazioni Reportage napoletano. Bassino e grassottello, uno che
sta in disparte, lontano dall'assemblea, che nemmeno se la sogna la tribuna
degli oratori, di quelli che accettano con mitezza il ruolo subalterno che gli
è stato attribuito, da ultimo dei gregari. Gli chiedi. «Sai mica quando si
riuniscono gli studenti?», e lui ti risponde con gentilezza, dice: «Mi scusi,
non lo so, sono del servizio d'ordine, ci metta anche che sto qui dalle sei,
sono stravolto dalla stanchezza, mi dispiace, ma non so darle una risposta al
riguardo». di Adolfo Scotto di Luzio La tenerezza. Sì, proprio la tenerezza. È
questo il sentimento che a un tratto si impone, quasi con prepotenza, in mezzo
a un mare di scemenze, di frasi fatte, di pose da rivoluzionario e da teorico
della rivoluzione. Ti avvicini a uno di questi studenti in rivolta, un tipo
bassino e grassottello, uno che sta in disparte, lontano dall'assemblea, che
nemmeno se la sogna la tribuna degli oratori, di quelli che anche nel momento
della massima visibilità accettano con mitezza il ruolo subalterno che gli è
stato attribuito, da ultimo dei gregari. Gli chiedi. «Sai mica quando si
riuniscono gli studenti?», e lui ti risponde con gentilezza, dice: «Mi scusi,
non lo so, sono del servizio d'ordine, ci metta anche che sto qui dalle sei,
sono stravolto dalla stanchezza, mi dispiace proprio, ma non so darle una
risposta al riguardo». «Una risposta al riguardo»! resti senza parole. Senti
solo che lo vorresti abbracciare, saltare la transenna e abbracciarlo, è
l'unica cosa decente da fare. Senti che lo ami, di un amore puro e sconfinato,
questo studente ignoto, senti di doverti votare per sempre alla sua causa. Non
quella per la quale il movimento l'umilia, facendogli pulire i cessi o
mettendolo di piantone a una scala, manco fossimo in una caserma. Ma proprio la
causa della sua umiliazione. Lo vuoi proteggere dalla sua stessa mitezza, ti
viene voglia di andare da uno dei capetti che pontifica al microfono e dirgli:
«Testa di cazzo lo vedi che sta lì dalle sei o te lo sei dimenticato. Sono le
undici passate. Gli vuoi dare il cambio, minchione o quello deve marcire là
nella sua garitta? A guardia di che? Perché non ci vai tu a buttare il sangue,
in piedi, per ore, dietro la transenna metallica, a fare il vigile urbano della
rivoluzione». Dura pochissimo, il tempo di dire grazie lo stesso e già te la
sei dimenticata la faccia di questo servitore dell' ordine di chi, in queste
settimane, ha marciato per le strade d'Italia al grido di «Noi la crisi non la
paghiamo», chi sa poi perché, per continuare a fare il cazzo che ci pare,
evidentemente? come recitava uno slogan degli studenti medi, udito dalle parti
di Santa Chiara, Napoli, Pimentel Fonseca occupato, liceo sociopsicopedo e non
so cos'altro. Eppure ti resta come una traccia di gratitudine e un criterio per
l'orientamento. Davanti allo studente sentinella ti viene da pensare che quelli
come lui hanno mille ragioni per protestare, ma nessuna di queste ra-gioni è la
ragione per la quale protestano. Per esempio, che la scuola gli si è dissolta
tra le mani in questi anni, ben prima della Gelmini, che è diventata senza senso, dietro alle mode pedagogiche e
sociologiche del momento, e così pure l'università, beffati dunque due volte,
questi studenti, sulla strada del loro vano tentativo di sottrarsi a quello che
sono già. In questi anni, la scuola gli ha negato la possibilità di diventare
qualcos'altro. Di incontrare l'estraneo culturale, Leopardi per dire, in
quel mare di cultura pop e di consumi da quattro soldi in cui affogano tutti i
giorni. C'è un legame stretto tra il come gli studenti protestano e come hanno
imparato a studiare su banchi di scuola. Faccio un esempio: a due giorni
dall'occupazione della facoltà di Lettere e filosofia della Federico II, sui
muri del chiostro, compare una mostra fotografica intitolata all'antifascismo e
alla repressione. Ci sono stati i fatti di piazza Navona e si teme una «marcia»
sulla facoltà. E allora vai con la novità, una bella cele-brazione della
memoria antifascista. Una trentina di immagini. C'è di tutto: Kesserling, le
impiccagioni dei partigiani, le immagini dell' insurrezione e poi, in omaggio
al mito della Resistenza tradita e della nuova resistenza, ci sono gli operai e
gli studenti negli anni Settanta, c'è il Vietnam, e ci sono loro, l'onda
anomala. È una specie di album degli antenati, in cui a un tratto compaiono
pure i nipotini. Niente di strano, ognuno di noi ha il diritto a una
genealogia. Ma in questo modo di mettere in fila le cose c'è innanzitutto un
metodo appreso a scuola. Le unità di apprendimento, i moduli, i percorsi, la
nuova scuola della linea Berlinguer-Moratti. Tutta roba che i manuali in questi
anni hanno pensato, elaborato e precotto a vantaggio di insegnanti a corto di
fantasia. È stata una devastazione che ha colpito soprattutto le materie
umanistiche, la storia, la letteratura italiana. Ma si può fare un modulo di
tutto, della geografia, della geometria. Provate a farvi spiegare come si
calcola l'area del rettangolo, cominciano in terza elementare, non hanno ancora
finito in terza superiore, prima si prova con i cerchi iscritti in un
rettangolo, poi con i triangoli, solo alla fine con i quadrati. Contali, per
lungo e per largo, e poi moltiplica e tutto questo per non dire «base per
altezza», vecchia e autoritaria formula della scuola che fu. Introdotta in via
sperimentale alla fine degli anni Novanta, gli studenti della scuola secondaria
hanno appreso quello che hanno appresso, cioè ben poco, per via modulare.
L'insegnamento modulare, c'è scritto nei libri di testo, prevede la scansione
del programma in una serie di segmenti didattici omogenei. Vale a dire, un
argomento il libro te lo organizza in sezioni, percorsi, esercizi e verifiche.
Metti che stai facendo letteratura italiana, in una terza dell'Istituto
tecnico. Non studi più gli autori e le opere, ordinati per secoli, la vita, i
titoli più importanti, i brani di antologia. Una volta arrivava il turno di
Boccaccio, oggi invece si costruisce l'unità di apprendimento sulla novella.
Boccaccio è solo un pretesto per la storia di un genere. Dalla sua comparsa in
età medievale fino al Quattrocento, per esempio. Si recuperano categorie
narratologiche, studiate al biennio, pensa un po', e, secondo il percorso tematico
scelto dal professore, le sviluppi in relazione alla nuova concezione
dell'amore che la novella promuove, della fortuna o della intraprendenza umana.
Sulla linea della diffusione dei valori individualistici, fai conto, dell'
ingegno e dello spirito critico si incontrano, prima o poi, I motti e le
facezie del Pievano Arlotto, il Liber facetiarum di Poggio Bracciolini, gli
Apologhi di Leon Battista Alberti e i Detti piacevoli di Poliziano. Ma è solo
un esempio. Moduli si posso costruire su qualsiasi argomento. Il più gettonato
è stato in questi anni il viaggio e, allora, da Gilgamesh a Charles Darwin,
fino al Viaggio in Patagonia di Chatwin, l'esuberanza sperimentale degli
insegnanti ha un campo vastissimo alla sua ansia di progettazione. D'altra parte,
cosa si chiede ossessivamente a soubrette e ad aspiranti veline? Qual è il tuo
sogno? Viaggiare tantissimo, allargare i miei orizzonti, vedere terre lontane.
Anche se poi, il più delle volte, i moduli non varcano i confini del paesello.
Storia e tradizioni locali. Alle elementari? Più spesso alle soglie della
maturità. Tutto in ordine, per carità, e tutto molto interessante. Nelle sue
aspirazioni più alte è tutta roba che non sfigurerebbe all'università, roba che
presuppone la lettura di tutti questi autori, la loro meditazione e dopo,
maga-ri, l'estrazione del nesso sintetico, del legame tematico. Dopo, non prima
però. Invece qui il nesso è dato in partenza. Il lettore, se legge, e non
sempre è tenuto a leggere, ha già lo schema bello e fatto. I brani sono solo
un'esemplificazione. La prova presunta messa al servizio di pensieri pensati da
qualcun altro. Quello che colpisce di queste didattiche democratiche è la messa
in mora dell'intelligenza delle persone, degli insegnanti e dei loro allievi.
Con la mostra fotografica accade qualcosa di simile. Gli studenti fanno la loro
bella unità di apprendimento in storia contemporanea. Il tema: i movimenti
rivoluzionari. Tra i motivi: violenza degli apparati repressivi. C'è la stessa
irrilevanza dei fatti a vantaggio dello schema preconcetto all'interno del
quale vengono inseriti. Lungo questo percorso si ritrovano alcuni capisaldi: i
fascisti all'università, Valle Giulia, il Settantasette e il convegno di
Bologna sulla repressione. Il modello si proietta tanto in avanti che indietro.
Fascismo, eterno, sempre ricorrente, vuol dire Resistenza e dunque le foto
partigiane, e quello che vale per il passato vale per il futuro, potenza
dell'analogia. Eccoti serviti i fatti di piazza Navona. Repressione è
oppressione, contro la quale lottano i veri rivoluzionari, dovunque nel mondo.
Il Vietnam, dunque. Liberazione del proletariato e liberazione di sé non sono
altro che articolazioni dell'antifascismo. C'è posto per tutti, per i teorici
della lotta di classe e per gli scapocchioni più creativi. Anche qui lo schema
è dato in partenza e, a rigore, le foto non provano un bel niente. Niente di
più di quello che gli studenti che le hanno appiccicate e quelli che le
contemplano non sappiano già per averlo appreso da qualcun altro. Uno studente
dice: «Il progetto è evidente, se tu mantieni la gente nell'ignoranza, poi è
più facile governarla». «Allora vedi che mi dai ragione» gli fa l'amico. «Per
la verità, mio padre lo va dicendo da anni» gli ribatte il primo. Questi
studenti dell'Onda sono solo gli ultimi, in ordine di tempo, di una serie di
generazioni che, almeno dal
( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
(segue da pagina 26)
Sono stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure lei (segue da
pagina 26) Sono stato all'Orientale occupato e poi a Lettere, occupata pure
lei. Ho bighellonato per la facoltà, ascoltato l'assemblea, visto le foto e
letto i proclami murali. C'è poca gente, pochissima, per un'occupazione che è
cominciata solo il giorno prima. Il tipo al microfono, però, conosce già la
postura negligente del leader sorbonesco. Capelli arruffati, più corti ai lati,
ciuffo e basette, se ne sta stravaccato su una sedia, sotto le volte del
chiostro cinquecentesco. Le gambe distese e incrociate, i suoi punti di
contatto con il mondo sono sulla linea calcagni-coccige-spalle. La posa della
mazza di scopa, nella for-ma esibita di un grande senso di sé però. Porta una
giacchetta chiara, stretta, il bavero rialzato, ha un'aria vagamente beatnik.
Siamo a Lettere, qui il ragazzotto in stile ghetto, jeans sformati, fallen
rosse e nere ai piedi, un po' skater, un po' playstation, un po' black bloc, si
vede meno. All'Orientale, no. L'Orientale è pieno di giovani del tipo marginale
e insurrezionalista. A Lettere si studia filologia, qui invece il modello che
ha imperato a lungo è stato strutturalista e antropofrancese. Foucault e
Levy-Strauss, molta fuffa e poca sostanza, quando al di là del corso Umberto,
verso il mare, era tutto un dibattere tra idealisti e marxisti. Se la sedia
cedesse il tizio à la Jack Kerouac si ritroverebbe a gambe all'aria e
l'assemblea finirebbe in quell'istante. Perché tra i presenti la delusione è
palpabile e basta poco perché l'umore giri in direzione della depres-sione.
Diciamo che non si avverte, attorno agli occupanti, la tensione dei momenti
decisivi e come sempre accade in questi casi la coscienza del movimento ripiega
su sé stessa. L'oggetto di riflessione della lotta studentesca vira lentamente,
ma in maniera inesorabile, verso il perché e il percome dello studente in
lotta, delle sue intenzioni e dei suoi metodi. Per fortuna però l'autocoscienza
dura poco e anche quei pochi si disperdono. Resta solo un tizio con la
chitarra. Barbetta caprina e chitarra elettrica, non sa che fare e quando uno
non sa che fare ma c'ha la chitarra in mano accenna una scala blues. Poco più
in là delle monachelle intonano la Canzone del sole. A ridare tono a questo
movimento ci pensa il ministro Maroni, che vuole denunciare gli occupanti, e
quelli del Blocco studentesco che minacciano di sgomberare la facoltà, nella
maniera un po' spiccia che li contraddi-stingue. Il giorno dopo, dunque,
davanti a quello stesso portone, si respira un'altra aria. Di chi attende
un'irruzione e si prepara a fronteggiarla. Il fortino assediato è sempre una
risorsa. Sui muri di Lettere l'ala creativa e quella militante già competono
per gli spazi. Qualcuno ha portato dei bidoni di vernice e invita gli studenti
a gesti liberatori: «L'università skizzata» ripete la forma dei quadri di
Jackson Pollock, «Dai un calcio in culo a questa università», con manate e
zampate degli occupanti, ricorda invece i giochi allo spazio bambini dei
festival dell'Unità dei tempi che furono. Le ragazze dell'Orientale portano
pantaloni a sbuffo, stretti alle caviglie, canottiere nere o viola, fasce
colorate attorno ai capelli ricci e incolti. I piedi nudi calzano sandali
intrecciati. Quando varcano il portone e si inoltrano nel cortile, se
riconoscono un'amica fanno smorfie di meraviglia. Si fermano di botto,
strabiliano, aprono le braccia e si lasciano scappare gridolini di gioia.
Allora la nuova arrivata corre dall'altra, ma in una maniera che affetta
rigidezza, come delle bambole meccaniche, per liberare solo alla fine il gesto.
Si abbracciano, si sollevano, fanno un piccolo girotondo. Fanno centro di sé
stesse. È il linguaggio della sorellanza. Il linguaggio legittimo per stare
sulla scena pubblica del movimento. Attorno a queste ragazze ce ne sono altre,
di un tipo diverso. Meno stilizzato. Non stanno al centro. Le vedi sedute sulle
poche panchine del cortile, esibiscono segni diversi di integrazione. Portano
jeans bianchi, bassi alla vita, magliette elasticizzate e giacche attillate,
hanno i capelli in ordine ed esprimono una femminilità più consapevole del suo
richiamo. Si truccano, usano fard, mascara e kajal, eyes liner e lucidalabbra,
anche le unghie della mani sono molto curate, la tecnica prevalente è il
french, ma non sempre le unghie e le dita sono all'altezza. Anche la loro
estetista deve essere piuttosto scadente. Quasi tutte portano Converse All
Stars, basse a fiori, o, nella forma tradizionale da basket, a scacchi e a vari
motivi geometrici. Come tutte le ragazze di provincia non smettono mai di
studiare. L'occupazione prima o poi finirà e loro torneranno a fare la vita di
sempre. Non comprerebbero un libro neanche se le ammazzassero. Fedeli alle
fotocopie, per sempre. Le loro fotocopie sono perennemente incollate sulle
ginocchia, leggono, sottolineano, ripetono ad alta voce, evidenziano con colori
differenti e tutti ugualmente acidi, rosa, giallo, verde, un codice preciso e
inflessibile. Quelle fotocopie stanno facendo il giro delle amiche e tutte
devono sapere cosa vogliono dire i segni, che finiscono per colmare la pagina,
tutto importante ma a diversi gradi di rilevanza, tutto da riversare sul
professore all'esame per dimenticarlo un minuto dopo. Il loro studio è
ininterrotto e pervasivo. È il modo che hanno di stare all'università. Studiano
dovunque, nell'autobus che le porta in centro, sedute sui gradini delle scale
di accesso al dipartimento, nei corridoi, in attesa di essere ricevute dal
professore. Occupando ogni momento della giornata, lo studio deve poter fare
spazio ad altre attività: il controllo delle altre ragazze, innanzitutto:
«Pecché - fa una - se tu le saluti, non ti ricambiano?» «No!» «Nooo?» «Fanne
finta ca nun te vedono». C'è, poi, la valutazione dei maschi. Che gli ronzano
attorno, le stuzzicano, le sfottono. Uno gli chiede notizie del programma di
linguistica, la ragazza comincia a parlare e il tipo le fa: «A me nun me ne
'mporta niente da linguistica». Ridono e lei continua a spiegargliela ma su un
altro registro, più malizioso. I maschi fanno soprattutto gruppo a sé.
Cazzeggiano, per lo più. Un tizio canta a mezza voce Na storia 'e fumm, «Avevo
fatto na' storia 'e fumm'/ tutt' 'ntrunato facetta a' sgummata». Storia tragica
di due ragazzi, di motorini e di canne. L'innocenza della marijuana, l'arresto,
il carcere e la vera tossicodipendenza. La canzone finisce con il protagonista,
ormai perso, che chiede soldi al casello della tangenziale. Alla maniera di
Foucault, il carcere produce il delinquente. La canta un tale Franco Zurzolo
che però non si chiama Franco Zurzolo ma Bruno Memoli. È uno che pontifica
molto. Sul sito mariuana.it si può leggere una sua intervista. Tra le altre
cose dice: «Hashish e marijuana? Penso che hanno cambiato il mondo. A
cominciare dal '68, si è verificata una spaccatura profonda tra le vecchie
generazioni e le nuove. Hashish e marijuana hanno creato un nuovo modo di stare
insieme, una nuova attenzione alle sensazioni e soprattutto favorito
l'esplosione della bellezza dei pensieri. Penso che l'umanità adesso è migliore
ed è un processo che nessuno potrà "arrestare"». Per la verità la
canzone che ha scritto ne contraddice l'assunto. A meno che uno non voglia
vedere nel tossico un caduto per la causa, ma queste sono sottigliezze. Per
fortuna il ragazzo che canta nel cortile dell'Orientale è più spiritoso. Ha
l'aria ispirata e la voce nasale come quella dei neomelodici nelle feste di
quartiere. A lui di Foucault non gliene frega niente. Non così della ragazzina
che gli sta a fianco. Il fumo, la marijuana, legalize it, Bob Marley e la
Giamaica sono segni ricorrenti addosso a questi ragazzi. Li portano iscritti
nelle magliette, nell'acconciatura dei capelli, nello stile di vita, nella
musica che ascoltano. A vederli dalle arcate della chiesa di San Francesco da
Paola sono tantissimi e non sanno che fare. Dovrebbe esserci una grande
assemblea, ma non riescono a dire granché. È tutto improvvisato, non c'è
struttura, non c'è palco, non c'è un'amplificazione decente. È tutta la
mattinata che si trascinano da un capo all'altro della città senza concludere
molto. E allora? Si va in ordine sparso. C'è chi resta, chi vuole tornare in
facoltà, chi ritiene si debba bloccare tutta Napoli. Il
governo ha appena convertito in legge il decreto Gelmini e questa
cosa ha completamente spiazzato il movimento. Molti si dirigono alla stazione
centrale, occupare i binari, chiedere alle ferrovie un treno speciale per
andare a Roma. La massa si sfilaccia. Agraria si vede sotto il cavallo di
destra, architettura tiene un'assemblea sotto quello di sinistra.
«Destra dove, scusa? - chiede uno - con le spalle alla chiesa o a palazzo reale?»
L'altro lo guarda con disprezzo: «Ma vafanculo» gli sibila in napoletano. Nel
marasma generale di una giornata calda come quelle di agosto, in piazza si
notano i giovanissimi, gli studenti delle superiori. E tra questi un gruppetto
in stile artisti di strada. Vestono stracciati. Magliette cascanti e lerce,
pantaloni appesi. Ce n'è uno che fa dei giochi con una palla. È bravissimo e
sinuoso. Si fa scorrere la palletta sulle braccia e sulle mani, con un
movimento fluido e ininterrotto. Se la passa da una mano all'altra, prima sul
dorso e poi sul palmo. I suoi gesti hanno molta grazia. Un altro usa due palle
rivestite di una specie di lanetta multicolore. Sono appese a dei fili lunghi e
hanno per appendici nastri altrettanto colorati e lunghi. Sono bolas, così mi
dice il ragazzo che le fa roteare, usando il braccio come perno, di traverso,
sopra la testa, di lato. Tutto avviene al ritmo di un tamburo, il tamburo per
eccellenza, talkin drum. A forma di clessidra e con un sistema di corde che ne
fascia la parte superiore. Va di moda. Lo suonano gli africani per strada. Fa
molto etnico e c'è un gruppo nel Canavese che se l'è scelto come insegna.
Suonano musica reggae, godono di una certa fama a rimorchio dei più militanti
Mau Mau e Modena City Ramblers. Sulla loro scia hanno imparato a chiamare la
musica che suonano folk combattente. Sono noiosissimi e i Clash se li sognano.
Quante volte le abbiamo viste queste scene? Questi gesti e gli oggetti di cui
si servono? Al cinema, in tv, in una pubblicità di telefonini. Poco più in là
una ragazza tracagnotta e bassa, che ha guidato in corteo lo spezzone della sua
scuola, con un megafonino ridicolo nel quale urlava «Contro la scuola dei
padroni, 10 100 1.000 occupazioni», prova a fare gli stessi gesti, ma le bolas
cascano a terra o le si attorcigliano addosso. Ha un'aria infantile, i denti un
po' sporgenti e gli occhiali sulle guance piene e accese per il caldo e
l'emozione. Prova ancora e poi si stufa. Meglio lasciar perdere. La giornata è
finita e conviene tornarsene a casa. Nella sua cameretta da bambina, in legno
chiaro e con la foto di Gigi Finizio alla parete. 09/11/2008
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
FORTE DEI
MARMI/SERAVEZZA/STAZZEMA pag. 14 «DOPO mesi di immagini televisive, di cortei,
di scioperi, occ... «DOPO mesi di immagini televisive, di cortei, di scioperi,
occupazioni e manifestazioni contro la ?Riforma Gelmini
?, e dopo notti bianche e fiaccolate organizzate dai collettivi dei comuni
limitrofi, anche i genitori dell?Istituto Comprensivo di Seravezza si muovono».
A parlare è Stefania Baldacci di Seravezza che annuncia la nascita del
Collettivo scuole di Seravezza contro la riforma della scuola: «Forse ci
muoviamo con leggero ritardo, ma con grande consapevolezza. Da tempo
serpeggiava il sospetto che i nuovi provvedimenti, mascherati da Riforma,
fossero invece tagli mirati al risparmio economico, col conseguente degrado
della scuola pubblica. Ma i genitori, a fronte di tanta contro-informazione
sugli esuberi che non portano a licenziamenti, delle vocisul maestro unico,
hanno sempre più dubbi». Poi la Baldacci continua parlando dell?ultimo incontro
sul tema: «Alcuni genitori hanno organizzato un incontro per meglio chiarire la
situazione. L?assemblea, tenuta mercoledì scorso a Marzocchino è stata moderato
dal presidente del consiglio di istituto Paolo Giorgi. Sono intervenuti in
qualità di tecnici per sviscerare la riforma, Rino Capa e il dirigente
scolastico Maurizio Tartarini. Sindaco Neri e assessore all?istruzione
faraboschi hanno confermato il pieno appoggio dell?amministrazione comunale. E?
stato deciso di costituire un collettivo aperto a genitori, insegnanti e
personale Ata».
( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Fini e D'Alema: una bicamerale
per emendare il federalismo I gemelli anti-Bossi Lo spirito di Asolo.La strana
coppia riapre i giochi politici sulle riforme istituzionali e spacca il
centrodestra. E intanto Alemanno piccona la Gelmini sulla scuola: «Ha fatto un regalo alla sinistra». di Marco
Ferrante Gianfranco Fini e Massimo D'Alema lanciano l'idea di una commissione
bicamerale per la legge delega sul federalismo. Una mossa in chiave anti-Lega,
subito stoppata dal ministro del Carroccio, Roberto Calderoli, per il quale
quella commissione c'è già. Ma le acque sembrano sempre più agitate nel
centrodestra. Sempre in tema di riforme, duro attacco del sindaco di Roma,
Gianni Alemanno, all'indirizzo del ministro dell'Istruzione, Gelmini:
«Ha sbagliato, serve partecipazione. Così ha fatto un regalo alla sinistra».
servizi a pagina 5 09/11/2008
( da "Eco di Bergamo, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Alemanno: la Gelmini doveva cercare partecipazione ROMA Tra polemiche
politiche ma anche giudizi positivi, va avanti la protesta sulla riforma della
scuola e dell'università. Oltre all'assemblea nazionale degli studenti
universitari a Firenze e agli stati generali della scuola del Sud a Castel
Volturno (dove c'è stata una coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl),
la giornata di ieri ha visto una nutrita serie di interventi su un argomento
che continua ad essere al centro del dibattito politico e sociale. Un giudizio
positivo sulla riforma della scuola è venuto da Confindustria: il presidente
Emma Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta di un'operazione che «taglia
alcuni costi e rimette a posto i numeri». Ma, ha aggiunto, «non bisogna
fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e
sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su
questi temi». «La scuola italiana così com'è non va bene - ha concluso
Marcegaglia - a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello
europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti
così». Gianfranco Fini, ha parlato, invece, di quanto avvenuto nei giorni
scorsi a Roma: dall'incontro di Asolo con Massimo D'Alema, il presidente della
Camera ha detto che «ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie,
ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». In questo senso Fini osserva
come sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di
sinistra che si confrontano». «Avere valori condivisi - ha aggiunto Fini -
significa fare i conti con la storia: si tratta di un lavoro prepolitico e
culturale che dovrebbe impegnare tutti». A sorpresa, invece, contro la Gelmini si schiera il sindaco di Roma Gianni Alemanno, che boccia
l'operato del ministro dell'Istruzione non tanto nel merito quanto nel metodo:
«Le riforme vanno fatte ma con la partecipazione: ad esempio la Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così abbiamo lasciato
alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il
confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e
non in ritardo come abbiamo fatto». Il sindaco poi ha comunque smentito di aver
espresso giudizi negativi contro la riforma Gelmini.
Intanto proseguono le proteste di studenti e docenti, in attesa del nuovo
appuntamento in piazza, con lo sciopero generale dell'università e ricerca del
14 novembre a Roma.
( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
l'assessore risponde
comune già al lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per
informarla che gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura,
comunicazione, staff del sindaco) sono da tempo al lavoro per l'organizzazione
degli eventi di animazione per il Natale l'assessore risponde comune già al
lavoro per gli eventi di natale Egregio direttore, le scrivo per informarla che
gli uffici dell'Amministrazione comunale (commercio, cultura, comunicazione,
staff del sindaco) sono da tempo al lavoro per l'organizzazione degli eventi di
animazione per il Natale. Come ogni anno, molti commercianti, Associazioni,
operatori di settore e ambulanti, sono venuti a trovarci per proporre iniziative,
mercatini e addobbi per rendere più attraenti e vivaci le strade della nostra
città nel periodo natalizio, compresa piazza Duomo. Come ogni anno, abbiamo già
incontrato e incontreremo nuovamente nei prossimi giorni i rappresentanti dei
comitati di via, le Associazioni di categoria, i singoli commercianti che
vorranno mettersi in contatto con gli uffici dell'Amministrazione Comunale per
avanzare proposte e idee. Crediamo infatti che questa collaborazione sia
preziosa non solo perché ci dà la possibilità di lavorare fattivamente insieme,
ma anche perché costituisce un'importante occasione di incontro tra gli stessi
commercianti, per arricchirsi ognuno delle esperienze degli altri. Vorrei
quindi invitare il signor Rossi a collaborare con i suoi colleghi a cominciare
dall'organizzazione degli eventi di Natale, magari anche prendendo spunto dal
loro spirito di iniziativa: venirci a trovare e lavorare insieme è forse più
impegnativo che lanciare appelli e aprire dibattiti, ma crediamo sia più
produttivo?e anche più divertente! Sabrina Freda Assessore al Commercio contro
le stragi Chiudere le discoteche prima delle 5 Gentile direttore, l'autorevole
voce del senatore Giovanardi si è unita al coro di quelli che invocano i
provvedimenti per combattere gli abusi e gli stravizi dei giovani, che così
tante vittime continuano a causare sulle strade: maggiori controlli da parte
delle forze dell'ordine; estensione dell'obbligo di vendita di alcolici dopo le
ore 2 di notte; ulteriori spot pubblicitarie così via. Tanti provvedimenti
insomma, meno quello che, come deterrente a questa ormai devastante situazione,
appare come il più semplice ed efficace: chiudere le discoteche non alle 5 del
mattino ma parecchie ore prima, come del resto accadeva una volta. Perché
questo eventuale (e secondo me) efficacissimo provvedimento (che avrebbe anche
un importante peso terapeutico a livello morale ed educativo) non viene mai
menzionato? Ci divertivamo, e forse anche più e meglio dei giovani di oggi,
anche quando si andava alla "Bussola", alla "Sirenella" o
all' "Astoria" alle ore 21 per uscirne poi (rigorosamente) all'una
dopo mezzanotte. Per i più giovani (e quindi meno autorizzati ad uscire di
sera) c'erano poi i "The danzanti" del sabato pomeriggio che
consentivano di stare in compagnia, di divertirsi ed anche di
"cuccare", anche se allora non si diceva ancora così. Non sarebbe
ora, ignorando le scontate proteste dei gestori, di incominciare a riflettere
seriamente su questo, evitando di continuare a girare inutilmente intorno al problema
proponendo più o meno astrusi ed inutili palliativi? Camillo Riboni Piacenza scuola Si tagliano i fondi per darli alle private
Gentilissimo direttore, ci risiamo. Si taglia alla scuola
pubblica per dare i soldi alle private. Questo quanto emerso nelle
ultime dichiarazioni di Berlusconi. Nulla di nuovo, in ogni mandato il governo
dei padroni ripropone il suo format. In questo senso, infatti, la destra opera
la quadratura del cerchio proponendo, insieme ai tagli devastanti, un Disegno
di Legge in cui si prevede che le risorse pubbliche vengano parimenti destinate
alla scuola pubblica e a quella privata.
Nello stesso Disegno di Legge si dà la possibilità alle scuole statali di
trasformarsi in Fondazioni, cioè di diventare private. Assurdo! Ci sarebbe da ringraziare
l'annacquata sinistra Prodiana-Veltroniana che nel breve mandato non ha voluto
ascoltare la vera sinistra, quella massimalista, di tagliare i fondi alle
private e fare una legge sul conflitto d'interessi. E' opportuno ricordare che
nel pronunciamento della Corte Costituzionale sono le Regioni e gli enti locali
(Province e Comuni) le uniche titolate a finanziare le scuole private. In pochi
anni i finanziamenti dello stato a favore delle scuole
paritarie si sono triplicati. La scuola privata,
per le sue stesse ragioni sociali, non può essere equiparata alla scuola statale, perché le scuole non statali o religiose nascono con
scopi che sono di parte. Le scuole cattoliche, rivendicano, come ovvio, il loro
diritto di mantenere al centro della loro azione educativa i principi del
cattolicesimo, ma questo le porta ad assumere posizioni ovviamente
parziali nell'istruzione che uno stato laico non può accettare neppure di
fronte all' ingerenza di Benedetto XVI il quale, quando può, cioè sempre,
chiede "effettiva uguaglianza per le scuole cattoliche" ma si traduce
in "dateci i soldi!". Basti pensare che l'ora facoltativa di
religione costa ai contribuenti italiani circa un miliardo di euro all'anno. G.
Carlo Talamini Pontremoli dopo obama a quando un papa nero? Gentile direttore,
con Obama s'avverato un sogno! Ma sarà vero cambiamento epocale anche quando
potremo avere un Papa nero. Ezio Trasciatti Piacenza il ricordo Spesso mi
"rifugio" col cuore a Carisolo Gentile direttore, dopo aver letto
l'articolo di Stefano Pareti sulla Libertà, mi è venuto spontaneo ringraziarlo
con queste due righe di "ricordi". «Ciao Stefano, mentre leggevo il
tuo "ricordo" di Carisolo ho rivissuto con tanta dolce nostalgia i
giorni passati in serenità alla Villa del Sole. Sono una delle tante ragazze
che ha avuto modo di ritemprarsi e di vivere un periodo di riposo a Carisolo,
cullata dal rumore del ruscello che passava li vicino e "assistita"
,oltre che dalle signorine del Comune di Piacenza, anche dalle solerti cure
dalla signora Gilda. Tu e tuo fratello Giulio eravate "unici". Con
voi si cantava, si facevano mangiate di anguria, e si era sempre aggiornati su
tutto quello che riguardava il mondo della canzone del tempo. Io ricordo anche
"Gigio" che spesso veniva da noi verso sera con una corsa in
bicicletta direttamente da Pinzolo, e John, l'americano che con i genitori era
venuto in vacanza proprio alla Vetreria. Di ricordi ne ho ancora tanti, e molto
spesso mi "rifugio" col cuore a Carisolo quando voglio passare
qualche momento di intima serenità. Ricordo tante amiche che come me erano
allora signorinette e tutte vivevamo quei giorni con tanta festosa
"curiosità"; i giorni volavano e nessuno si annoiava . Grazie per
tutto». Luigina Scagnelli Cotrebbia di Calendasco l'appello giardini
infrangibile: vandali e sporcizia Egregio direttore, voglio denunciare
nuovamente la situazione di degrado in cui si trovano i giardini pubblici del
mio quartiere Infrangibile. La sporcizia è sovrana; stradine coperte da una
"spanna" di foglie secche, cocci di bottiglie di vetro di birra,
cartacce, escrementi di cane. Esiste un'area dedicata ai quattro zampe
opportunamente recintata e oggetto di periodica pulizia. Peccato però che venga
utilizzata da un numero esiguo di persone, gli altri preferiscono far defecare
i loro cani nelle zone per i bambini. Noi genitori non possiamo neanche
permetterci di lamentarci perchè altrimenti veniamo "attaccati" dai
loro padroni. E gli operatori ecologici dove sono? Perchè non puliscono l'area pubblica? Altra nota dolente sono i giochi installati da
Comune, che sono oggetto di continui atti vandalici. L'altro giorno mio marito
è stato testimone di un fatto per me grave. Ragazzi extracomunitari dell'est
smontavano le altalene dal loro telaio per appenderle agli alberi. Si è
avvicinato e ha intimato loro di rimetterle al loro posto o avrebbe chiamato i
carabinieri. I ragazzi gli hanno risposto che una denuncia in più a loro non
cambiava la vita. Ha chiamato le forze dell'ordine per denunciare il fatto e
per richiedere un loro controllo periodico della zona. A chi siamo in mano?
Ormai sono tanti i genitori che si lamentano delle condizioni in cui si trovano
questi "giardini" e alcuni hanno già denunciato la situazione alle
autorità competenti ma si sono sentiti rispondere che l'area è perfettamente
pulita e agibile. Invece siamo stati letteralmente abbandonati a noi stessi.
Alla Besurica i giardini sono già stati recintati. Ci abita forse qualche
assessore? Tutti siamo concordi nel dire che la situazione deve cambiare e per
questo facciamo le seguenti richieste: installare una recinzione lungo l'intero
quadrilatero, con chiusura serale; adibire il piccolo fabbricato esistente ad
un locale per soli bambini e anziani dove essi possono andare in caso di
maltempo e nella stagione invernale e dove possono trovare merende e bevande a
loro dedicate e non alcoolici; ricavare all'interno del piccolo fabbricato un
bagno con annesso fasciatoio visto che non tutti i frequentatori abitano nelle
vie limitrofe; installare telecamere di sorveglianza. Simona Bocchi Piacenza il
decreto a piacenza antiprostituzione: arma a doppio taglio Egregio direttore,
l'ordinanza del sindaco di Piacenza nel paragrafo che riguarda la
prostituzione, non mancherà - come non ha mancato - di "riscuotere" consensi
con qualche perplessità da alcune componenti del popolo della sinistra. Per
quello della destra è invece un invito a nozze anche se finora non ho letto in
proposito sul giornale alcun commento dei deputati (locali) a rappresentarlo.
In realtà credo che questa disposizione - politically correct - rappresenti
un'arma a doppio e forse triplo taglio. Voglio dire che il vento entra dalla
porta ma esce dalla finestra, anche se sono accuratamente chiuse: ci sono gli
interstizi. Nel servizio di Telelibertà del 28 ottobre ho visto lucciole che
ostentavano disinvoltamente il fondoschiena alla telecamera a mo' di scherno e
sberleffo. Ovvero per una venditrice di sesso che vorrebbe fuggire ce ne sono
il triplo o il quadruplo che considerano la loro professione un lavoro tout-court.
Della qual cosa non mi meraviglio affatto: è oppure non è il meretricio il
mestiere per antonomasia più vecchio? Se Piacenza proibisce per decreto la
prostituzione si sposterà a Pontenure, a Rottofreno, a Caorso. Se poi tutti i
Comuni d'Italia si "adeguassero" il mestiere si può svolgere nella
casa privata; la quale, salvo eccezioni, è territorio
inviolabile. Insomma innumerevoli "case chiuse" con alte
problematicità di gestione e, soprattutto, di convivenza. E se per qualche
secondo pensassimo di "accorparle" e quindi di
"controllarle"? Una casa in ogni capoluogo di provincia. Ed i
residenti fuori città: naturalmente pendolari. Ugo Gazzola San Nicolò
09/11/2008
( da "Riformista, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Camilleri cattivo
maestro Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le pallottole Camilleri
cattivo maestro Per gli scrittori le parole sono come per i poliziotti le
pallottole. O il manganello, il fischietto, quello che volete. Vanno usate
bene. Come fa il commissario Montalbano. E come prendere
allora le parole di Andrea Camilleri sulla Gelmini che «non è
un essere umano»? Lo scrittore ha detto che bisogna chiedere ai professori di
chimica di quale sostanza sia fatta il ministro. E non si è trattato di un
articolo sull'"Unità", ma di un sermone rivolto agli studenti di un
liceo. Camilleri è alienato e la sparata è sintomo di malignità d'animo,
da cattivo maestro, o di "cattività anagrafica". 09/11/2008
( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di GIOVANNI ALBERONI
L'articolo di Lorenzo Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con
argomentazioni forti, ma non tutte condivisibili, la ferma posizione della
Chiesa Cattolica in tema di bioetica di GIOVANNI ALBERONI L'articolo di Lorenzo
Buttini (La pillola del giorno dopo) esprime con argomentazioni forti, ma non tutte
condivisibili, la ferma posizione della Chiesa Cattolica in tema di bioetica.
Le questioni attinenti l'inizio e lo sviluppo della vita umana sono oggi
particolarmente dibattute e le tesi della gerarchia cattolica,
così efficacemente esposte nel succitato articolo, meritano qualche
riflessione. Sul tema, ho già avuto modo di citare, condividendone le ragioni,
le parole dall'ex vescovo di Edimburgo Richard Holloway. Il dotto teologo alla
domanda "Quando inizia la vita", ha sempre avuto l'umiltà di ammettere
che una risposta certa, univoca e da tutti condivisibile, non esiste. A
sostegno della sua affermazione il prelato scozzese ci ricorda che: " per
la tradizione cattolica romana, la vita inizia con il
concepimento. Secondo la tradizione ebraica comincia all'ottava settimana di
gestazione, quando l'embrione è completamente formato. Altri ancora sostengono
che la vita ha inizio la seconda settimana dopo il concepimento, quando il tubo
neurale primitivo è formato e l'embrione risponde agli stimoli". Quest'ultima
tesi parte dal presupposto che un embrione umano di pochi giorni (blastocita)
ha certamente le potenzialità per diventare un essere umano, ma nel contesto
iniziale dello sviluppo, esso è privo di qualunque forma cerebrale. Bastano
questi pochi esempi per confermarci che in materia non
esistono"verità" condivise, e dunque le gerarchie cattoliche, alle
quali nessuno nega il diritto di diffondere ed esprimere un'opinione in
materia, non possono pretendere di imporre a tutti, con forza di legge, la loro
visione assolutistica, (vedasi i tentativi posti in atto per vietare l'uso
della pillola del giorno dopo). Per molti cittadini l'autodeterminazione della
donna, piaccia o non, è un valore etico riconosciuto e da affermare. Il
monopolio di una sola verità basata sulla fede dottrinale, che per millenni ha
utilizzato il braccio secolare per imporre a tutti le sue regole, non esiste
più. Oggi, tuttavia, alcuni detentori di quella "Unica Verità", sono
inevitabilmente portati a giudicare e valutare i fatti attraverso il filtro
della loro appartenenza religiosa e dunque non vedono, come ci conferma il
signor Buttini, alcuna anomalia quando lo Stato finanzia, con i soldi di tutti,
le iniziative e le esigenze del clero ( finanziamenti alle
scuole cattoliche, esenzioni ICI ecc..), mentre trovano sconvenienti, non
finanziabili e da vietare, altre prestazioni che lo Stato moderno ha il dovere
di garantire ai suoi cittadini. Mi riferisco in particolare alle prestazioni
che riguardano la salute fisica e psichica delle donne in età fertile nonché il
riconoscimento etico del loro diritto all'autodeterminazione. La
differenza tra le due posizioni è sostanziale. Nel primo caso, nessuna
istituzione contesta la scelta di una donna che decida di voler portare a
termine una gravidanza, qualunque sia la condizione del nascituro, mentre
dall'altra parte si invocano leggi e misure per imporre a tutte le donne
gravide un percorso procreativo forzato. Peraltro si chiede di mantenere
quest'obbligo anche nel caso in cui il processo può essere facilmente
interrotto, nelle prime ore post rapporto, mediante la pillola RU-486. Non
esiste, per chi avanza questa pretesa, alcuna differenza tra il momento del
concepimento e gli altri stati evolutivi che caratterizzano la formazione per
gradi di una persona umana. Ne consegue che il termine usato per definire
l'azione della pillola del giorno dopo è "Delitto". A questo punto
non resta altro che riesumare le sentenze del Sant'Uffizio per mandare al rogo
qualche giovane donna colpevole di aver "assassinato" un blastocita .
Per questi sfortunati embrioni resta poi da risolvere anche il problema legato
alla presenza o meno di un'anima razionale. San Tommaso D'Aquino, nel
supplemento alla Summa Theologiae, ne negava l'esistenza e sosteneva che
"alla resurrezione della carne non parteciperanno gli embrioni poiché a
loro non è stata ancora infusa l'anima razionale, e pertanto non sono esseri
umani". La tesi dell'animazione differita è un paradosso irrisolto che
lasciamo volentieri alle discussioni dei teologi. Lo scrittore Sam Harris in un
suo recente saggio pone provocatoriamente questo quesito: "Un embrione
umano di tre giorni, ( blastocita), è formato da 150 cellule. Tanto per fare un
paragone, il cervello di una mosca è composto da oltre 100.000 cellule. Se Ti
preoccupi per la sofferenza che c'è nell'Universo, uccidere una mosca dovrebbe
rappresentare per Te un problema morale più grave che sopprimere un blastocita
umano. Forse pensi che la differenza cruciale tra una mosca e un blastocita
umano risieda nel fatto che quest'ultimo ha le potenzialità per diventare un
essere umano. Ebbene, secondo quanto si è scoperto grazie ai recenti progressi
compiuti dall'ingegneria genetica, quasi ogni cellula del tuo corpo costituisce
potenzialmente un essere umano. Quindi, ogni volta che ti gratti il naso, ti
macchi dell'Olocausto di potenziali esseri umani." L'esempio riportato è
estremamente provocatorio ma certifica un dato di fatto: la disquisizione sul
potenziale delle cellule non porta assolutamente da alcuna parte. . Consapevole
che la mia é una "verità" soggettiva e in continuo divenire, mi si
consenta infine di suggerire all'estensore dell'articolo, oggetto di questo
dibattito aperto, che le sue tanto temute "sconvolgenti prospettive del
progresso scientifico", salvano e salveranno molte più vite dotate di
autocoscienza di quante ne possano salvare certe rigide prescrizioni
dottrinali; prescrizioni che una persona illuminata e saggia come il Cardinale
Carlo Maria Martini non ha esitato a sconfessare pubblicamente.
09/11/2008
( da "Libertà" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Provinciali, il Pdl parte
alla carica Alla ricorrenza della caduta del muro di Berlino appello all'unità
con la Lega Tassi: spero che partiti filo-comunisti come il Pd siano esclusi
dal parlamento Nel giorno della commemorazione della caduta del muro di Berlino
(avvenuta il 9 novembre 1989), il centrodestra piacentino lancia la volata per
«liberare» anche le amministrazioni locali in mano al centrosinistra, a
cominciare dalla Provincia. Ieri pomeriggio circa 300 persone si sono riunite
in piazza Cavalli, proprio sotto Palazzo Mercanti, chiamate a raccolta
dall'iniziativa messa in campo dai giovani di Forza Italia e Alleanza nazione,
i cui rappresentanti hanno aperto la manifestazione abbattendo un muro di
cartone che simboleggiava quello di Berlino. «Non abbiamo nostalgie del passato
- hanno detto Sabrina Fummi e Davide Bastoni - ma solo conoscendo la storia si
possono trarre insegnamenti per il futuro: per noi restano tanti muri, a
partire dal mondo della scuola e dell'università, in mano a una sinistra che
strumentalizza i ragazzi e manipola la realtà». Dopo di loro ha preso la parola
il consigliere comunale di An Marco Tassi, che ha sottolineato l'importanza di
ricordare date storiche così importanti: «Questa rappresenta la fine del
comunismo, io spero di festeggiare anche il giorno in cui anche partiti
filo-comunisti come il Pd saranno esclusi dal Parlamento come tutti quelli
della sinistra radicale. Purtroppo qui a Piacenza stiamo sperimentando il
malgoverno del centrosinistra, che non gode più del consenso neppure di chi lo aveva
votato: dobbiamo impegnarci per mandarli a casa al più presto». Appello ripreso
dal consigliere provinciale azzurro Roberto Pasquali, riferito in particolare
all'amministrazione provinciale. Elezioni provinciali al centro anche della
parole del deputato Pdl Tommaso Foti: «Il governo sta mantenendo tutte le
promesse, ma la sinistra cerca di screditarne l'azione con menzogne e falsità,
che servono a coprire quanto abbiamo fatto per rimediare ai loro danni.
L'esempio dei rifiuti di Napoli o la campagna di disinformazione sulla legge-Gelmini sulla scuola sono solo due dei tanti esempi. Noi non siamo il
governo dei ricchi - ha aggiunto - abbiamo preso talmente tanti voti che
rappresentiamo tutte le categorie, soprattutto le più deboli. Dopo aver mandato
a casa Prodi, vogliamo ripeterci con la Provincia, crogiolo di cattiva
amministrazione: libereremo il palazzo di via Garibaldi, riportando
l'inno nazionale dove per festeggiare hanno cantato "Bella ciao"».
Massimo Trespidi (Forza Italia) ha concluso con un appello a tutto il
centrodestra: «La nostra gente vuole unità e coesione, il Popolo della libertà
assieme alla Lega nord e agli altri partiti vuole raccogliere la sfida del
cambiamento e del rinnovamento. In vista delle elezioni, soprattutto quelle
Provinciali, tutti i piacentini si devono chiedere che amministrazione
vogliono: il territorio ha bisogno di attirare opportunità e valorizzare le
proprie eccellenze, seguendo la naturale vocazione verso la Lombardia e
l'Europa». Michele Rancati 09/11/2008
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
OSIMO pag. 12 A
SEGUITO dello sciopero della scuola del 30 ottobre e delle tante manifestazioni
di protesta del pe... A SEGUITO dello sciopero della scuola del 30 ottobre e
delle tante manifestazioni di protesta del personale scolastico, dei genitori e
degli studenti si è costituito il «Comitato Scuola Osimo». Questo movimento
vede per ora la partecipazione di insegnanti, genitori e altri concittadini
uniti nell?obiettivo di difendere la scuola pubblica dai
provvedimenti Gelmini e Tremonti. «Queste norme proporrebbero tagli indiscriminati e
il ritorno a pratiche e procedure che la ricerca pedagogica considera da tempo
obsolete e inadeguate» sottolinea il comitato, che si impegnerà nella
costituzione di una rete tra i gli istituti.
( da "Nazione, La (Lucca)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
MEDIAVALLE
GARFAGNANA pag. 15 E? INTITOLATA «Sapori in Carrozza» in programma per ... E?
INTITOLATA «Sapori in Carrozza» in programma per oggi in occasione della «Festa
della castagna» nel borgo di Lupinaia (Fosciandora) per una giornata alla
scoperta delle prelibatezze enogastronomiche della Garfagnana. L?appuntamento è
inserito nel programma «Ponti nel tempo». Cigl a difesa della scuola La Cgil,
con Michele Massari, segretario di zona e Giovanna Guastini della segreteria
provinciale, si schiera in difesa della scuola e contro i tagli disposti dal
governo Berlusconi. «Gli effetti sul piano nazionale ? scrivono Michele Massari
e Giovanna Guastini ? saranno gravi, in particolare nelle scuole di montagna,
con un calo occupazionale e naturalmente con effetti negativi sul sociale». Il Gelmini Day Il 14 novembre si terrà il Gelmini day a
Roma, a favore del ministro Maria Stella Gelmini. Lo porta
a conoscenza Luca Biagioni, presidente del Circolo Azione Giovani di
Castelnuovo (www.lucabiagioni.it), che riporta la comunicazione di Giuliano
Castellino, portavoce dei circoli Area Identitaria (www.areaidentitaria.org).
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
AGLIANA/MONTALE/QUARRATA/SERRAVALLE
pag. 14 «Il blocco delle gite scolastiche è una scelta assurda» AGLIANA IL
RAPPRESENTANTE DEGLI STUDENTI NEL CONSIGLIO DI ISTITUTO DEL CAPITINI POLEMIZZA
CON I DOCENTI di PIERA SALVI «OGNUNO ha diritto di manifestare i propri pensieri,
ma considero un eventuale blocco delle gite scolastiche azione del tutto
arrogante e prepotente». Così la pensa Elia Giovanni Gargini, neo eletto
rappresentante degli studenti nel consiglio d?istituto del ?Capitini?. «Ho
appreso dai giornali che un gruppo di insegnanti del ?Capitini? ha deciso, per
protesta contro la legge Gelmini, di promuovere una
serie d?iniziative, tra cui il blocco di visite guidate e viaggi d?istruzione ?
riferisce Gargini ?. E? ovviamente facoltà degli insegnanti dire ?no? alle gite,
resta comunque una forma d?infantilismo ed abuso di potere. Dopo il tentativo
di strumentalizzare noi studenti, incitando alla protesta e diffondendo anche
una serie di falsità sui contenuti della legge, assistiamo a questo ennesimo
atto da parte di chi dovrebbe dare il buon esempio di democrazia, civiltà e
libertà di pensiero». AL MOMENTO, non c?è nessuna forma protesta in corso da
parte degli studenti, che inizialmente avevano reagito con l?autogestione al
decreto Gelmini. «L?autogestione è finita martedì 30
ottobre ed ora, dopo qualche giorno di problemi e assenze anomale, per fortuna
tutto è tornato alla normalità. Dico per fortuna ? precisa il rappresentante
degli studenti ? perché se consideriamo i giorni di autogestione, scioperi
eccetera, sono praticamente saltati 10 giorni di lezione che dovremo recuperare
?in corsa? e ciò comporterà ovvi disagi. Per il momento ? continua ? non sono
in programma forme di protesta contro la legge Gelmini
da parte degli studenti, ora prevale in noi il disappunto per il blocco delle
gite, in merito al quale era stata proposta un?assenza collettiva di protesta,
ma abbiamo deciso di non promuoverla per non perdere ulteriori giorni di
lezione. Per il 13 novembre comunque ? preannuncia Gargini ? è indetto il
comitato studentesco ed è quella la sede in cui possiamo prendere decisioni».
( da "Adige, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Dellai o Divina, il
giorno della scelta Due idee diverse di Trentino nelle proposte degli sfidanti
LUISA MARIA PATRUNO Oggi i trentini sono chiamati a scegliere tra due proposte
politiche molto diverse tra loro, quella del governatore uscente Lorenzo Dellai
e della sua coalizione di centrosinistra autonomista, e quella dello sfidante
principale, il senatore leghista Sergio Divina, candidato della coalizione di
centrodestra. E per la prima volta l'esito delle elezioni non è scontato.
Questa lunga e accidentata campagna elettorale ha consentito di fare emergere
in modo piuttosto evidente le differenze tra gli sfidanti, i programmi -
compresi i temi più di attualità come la crisi economica o la riforma della
scuola - e le caratteristiche delle coalizioni e dei candidati che, una volta
eletti, questi programmi saranno chiamati a realizzarli. Il sistema elettorale
che prevede l'elezione diretta del governatore fa sì che vince le elezioni il
candidato che prenderà anche un solo voto in più rispetto agli altri. Il vincitore
avrà anche la maggioranza dei consiglieri (nella peggiore delle ipotesi il
vantaggio è di un consigliere, quindi è esclusa l'eventualità di un presidente
«azzoppato»). E potrà godere di un premio di maggioranza se prenderà più del
40% dei voti, che vuol dire un vantaggio che può arrivare a 24 consiglieri su
35, a seconda della percentuale raggiunta. Nel 2003, Dellai vinse con il 60,82%
e la maggioranza fu di 23 consiglieri, alle opposizioni ne restarono 12. È
questo il motivo per cui per forza di cose la competizione si concentra su
Divina e Dellai, gli unici che combattono per contendersi la maggioranza e
dunque la presidenza. Gli altri quattro candidati presidente, Nerio Giovanazzi
(Amministrare il Trentino e Giovani per il Trentino), Agostino Catalano
(Sinistra del Trentino), Remo Andreolli (Democratici per il Trentino) e
Guglielmo Valduga (Comunisti italiani), che realisticamente non possono
aspirare alla maggioranza, possono al massimo conquistare un seggio - o più a
seconda dei consensi - tra le fila delle minoranze del consiglio provinciale.
Non esiste infatti, con questo sistema elettorale, l'ipotesi «ago della
bilancia», di cui ogni tanto si sente parlare. Chiunque vinca governa con la
coalizione che l'ha sostenuto perché ha la maggioranza. Semmai, potrà decidere
di allargarla imbarcando qualche consigliere d'opposizione, ma non dovrà farlo
per necessità. La partita dunque si concentra su Lorenzo Dellai e Sergio Divina
perché domani solo uno di questi due candidati sarà eletto presidente della
Provincia. È questa la ragione per cui il governatore Dellai ha fatto un
appello a «non disperdere i voti». E la sua spina nel fianco è soprattutto la
lista dell'ex assessore ed ex segretario dei Ds, Remo Andreolli, che porterà
via voti alla coalizione di Dellai, così come, in modo speculare, la
candidatura di Nerio Giovanazzi, consigliere provinciale uscente di Forza
Italia, sostenuto da due liste, andrà a pescare soprattutto nel bacino
elettorale dei partiti che sostengono Divina. Nel corso della campagna
elettorale hanno dominato le polemiche sull'intreccio affari e politica legate
all'inchiesta «Giano Bifronte», che hanno colpito soprattutto la coalizione di
Dellai, visto il coinvolgimento dell'ex assessore Silvano Grisenti, ma che
hanno visto protagonista anche il centrodestra, con il coordinatore di Forza
Italia, Mario Malossini, tra gli indagati, così come quelle sul sito neonazista
del candidato della Fiamma Tricolore, una delle liste di Divina, o per il
ricorso della Lega che ha portato all'esclusione della lista dell'Udc, ma si è
parlato anche di contenuti. Sergio Divina ha evidenziato quello che è il leit
motiv della sua coalizione «meno Provincia e più società civile», che poi viene
declinato in tutti i settori, dalla sanità (più spazio alle strutture private
convenzionate), alla edilizia pubblica (cessione a riscatto degli alloggi
popolari, contributi per l'acquisto e la riduzione progressiva del numero di
alloggi pubblici), all'apparato pubblico che va ridimensionato, all'economia, e
- a differenza del governatore Dellai, che si è detto preoccupato per la crisi
finanziaria ed economica e ha adottato come giunta già una serie di interventi
d'emergenza - il candidato del centrodestra Divina si è dichiarato meno
«catastrofico», escludendo per ora l'esigenza di interventi pubblici. Anche sulla scuola e la riforma Gelmini è emersa
una contrapposizione netta tra i due sfidanti, con il candidato del
centrodestra favorevole e il governatore contrario, ma l'argomento che ha
rivelato una contrapposizione netta è stato il federalismo fiscale, che per il
presidente Dellai è come la grandine sui vigneti, mentre per Divina non
rappresenta affatto un rischio per l'autonomia trentina, che non sarà
toccata. Il federalismo fiscale è però soprattutto il tema anche simbolico che
rappresenta la contrapposizione tra la coalizione territoriale e autonomista di
Lorenzo Dellai, le cui componenti e culture politiche, pur mutate nel tempo,
hanno governato fino ad oggi in Trentino, e quella di centrodestra. Berlusconi
negli ultimi quindici anni non è mai riuscito a sfondare in provincia di Trento
in elezioni amministrative - dove contano più le persone dell'opinione - né la
Lega, perché qui c'era già un partito autonomista e c'era l'autonomia speciale
a differenza di Veneto e Lombardia e non funzionava la parola d'ordine
federalismo. Per questo ora c'è molta attenzione anche a livello nazionale sul
test elettorale del Trentino, sia da parte della maggioranza (Pdl e Lega) che
dell'opposizione (Pd, Udc, Italia dei valori). Ora la coalizione di
centrodestra prova a spodestare il governatore Lorenzo Dellai e lo fa
affidandosi alla guida di un senatore della Lega nord cercando di sfruttare
l'onda lunga del successo di Berlusconi, ritornato al governo nell'aprile
scorso, e in particolare il clima favorevole al Carroccio, che ha visto
crescere di molto il suo consenso puntando su altri temi di grande presa come
la sicurezza e le battaglie che riguardano gli immigrati, visti soprattutto
come una minaccia. Sergio Divina è sostenuto da una coalizione di dieci liste
guidata da Pdl e Lega, più una lista civica per Divina presidente, e una serie
di liste di destra o che rappresentano particolari categorie di interessi (come
Pensionati, Inquilini case popolari, Valli Unite, Fassa). Lorenzo Dellai è
sostenuto da sette liste: Pd, Upt, Patt, Verdi, Leali, Italia dei valori, Ual e
appoggiato dall'Udc e dai socialisti italiani. 09/11/2008
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SENIGALLIA pag. 17
Per protesta la lezione si fa al freddo SCUOLA STUDENTI DEL CLASSICO IN CORTILE
CONTRO I TAGLI ? SENIGALLIA ? SEDIE in circolo con docenti in piedi o seduti a
far lezione a studenti infreddoliti, avvolti in giacconi o cappotti. Insolito
scenario ieri mattina nel cortile del liceo classico ?Perticari? in via
Rossini, dove gli studenti hanno deciso di dar vita a questa iniziativa come
protesta contro la legge del ministro Gelmini. Fuori
dell?istituto affissi alcuni striscioni e nel cortile lezioni a rotazioni tra
le varie classi. ??Abbiamo deciso nella assemblea degli studenti di esprimere
in questo modo il dissenso alla riforma?? spiega Carla Naddeo. ??Non è stato
scelto di occupare la scuola o bloccare le attività didattiche, ma di tenere le
lezioni in cortile, anche se fa freddissimo. Un modo per aprirci alla città e
sensibilizzare i cittadini che si sono fermati a vedere e chiesto informazioni.
E? la prima volta che questo succede a Senigallia. Abbiamo anche trovato la
collaborazione degli insegnanti con i quali c?è sintonia e che ci appoggiano?.
NEL POMERIGGIO di ieri poi studenti, docenti, personale Ata, genitori, membri
del centro sociale ?Mezza canaja? che aderiscono al comitato cittadino a difesa
della scuola pubblica, hanno voluto ribadire il loro dissenso con una
manifestazione che si è snodata per le vie della città. Maestre in grembiule,
qualcuno con cappelli dotati di orecchie d?asino, striscioni, slogan ed una
fiaccolata. ANCHE l?assessore comunale alla pubblica istruzione Simone Ceresoni
non nasconde la propria contrarietà alla riforma Tremonti. ?C?è solo una
manovra finanziaria per ridurre la spesa?? dice. Ceresoni paventa che anche in
città nel breve periodo potrebbero aversi conseguenze: riduzione della qualità
della scuola e compressione dei servizi scolastici fino ad ora offerti, con
maggiori disagi per gli studenti e per le famiglie. Come già paventato nei
giorni scorsi, gli effetti nel lungo periodo potrebbero portare alla chiusura
delle scuole in alcune frazioni periferiche. Foto: alcuni momenti delle lezioni
all?aperto da parte degli studenti del liceo classico Perticari (foto Effimera)
Image: 20081109/foto/196.jpg
( da "Adige, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
guido pasqualini La
campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita guido pasqualini
La campagna elettorale più lunga della storia trentina è finita. Negli ultimi
due mesi è successo di tutto e di più. Ecco una sintesi. A UTONOMIA. È a
rischio o non è a rischio? L'argomento è stato oggetto di confronti infuocati
tra Dellai e Divina, con il primo a sostenere che il federalismo fiscale
porterà via almeno 468 milioni di euro alla nostra Provincia e il secondo a
scomodare il ministri Bossi e Tremonti per rassicurare i trentini: «Il
federalismo fiscale non tocca le regioni a Statuto speciale». B ICICLETTATA.
L'ha promossa il Partito democratico ed è stata una delle poche novità in una
campagna elettorale per il resto molto tradizionale: santini, manifesti,
incontri pubblici e privati, spot televisivi. Per la verità sono stati soltanto
tre i candidati a percorrere l'intero tragitto da Salorno ad Arco (75
chilometri): Clelia Sandri, Giorgio Viganò e Luca Zeni. Onore al merito. C
IVICA MARGHERITA. Il partito inventato da Dellai non c'è più. È durato due
elezioni provinciali e, in entrambi i casi, fu il più votato: 22,02% nel 1998 e
25,88% nel 2003. Ora è stato sostituito dall'Upt (Unione per il Trentino) che,
temendo di non essere riconosciuto come erede, ha inserito nel simbolo una
margherita stilizzata e il nome di Dellai. E un tormentone in coda allo spot di
ogni candidato: «Noi siamo l'Unione per il Trentino. Noi stiamo con Lorenzo
Dellai». A prova anche dei più duri di comprendonio. D UELLO. Ma anche D come
Dellai e Divina. Il fattore D ha dominato queste elezioni. Mai come stavolta il
duello è incerto e appassionante. Cinque anni fa il presidente fece un sol
boccone di Carlo Andreotti. Oggi, comunque vada, non sarà così. E LETTORI ESAURITI.
Sarà il rinvio di due settimane, sarà il meccanismo delle preferenze che ha
indotto 745 candidati a muoversi come un Esercito, sarà che siamo reduci dalle
Elezioni di aprile e che altre se ne profilano nel 2009 (comunali a Trento e
Pergine ed Europee), fatto sta che i cittadini ne hanno piene le scatole:
esausti. F UGATTI. L'onorevole leghista è stato l'inesauribile motorino della
campagna elettorale non solo del suo partito ma anche del candidato presidente
Divina, al quale è legato a doppio filo. Braccio e mente, ha pianificato tutte
le uscite, non disdegnando di montare gazebo e attaccare striscioni e
manifesti. G RISENTOPOLI. Così ribattezzata l'inchiesta sugli appalti di
procura e guardia di finanza che ha portato quattro persone in carcere, una agli
arresti domiciliari e altre quindici nel registro degli indagati e ha provocato
le dimissioni di Silvano Grisenti dalla presidenza dell'Autobrennero. Ora in
cella resta solo Fabrizio Collini, gli altri sono tornati in libertà
patteggiando la pena con il pm Profiti. Dopo il maremoto politico iniziale, le
acque si sono placate. Fino alla prossima ondata. H EIKE. È il nome della mucca
acquistata da Dellai all'asta degli allevatori in risposta agli avversari
politici che lo accusavano di aver alimentato troppo la «magnadora». L'immagine
del presidente con la bestia è finita su un manifesto elettorale della Lega.
Ignara di tutto, Heike, una bruna alpina di tre anni, nel frattempo ha
partorito un vitellino nei tempi previsti. Per il parto del voto il suo padrone,
invece, ha dovuto attendere. I NTERNET. Lorenzo Dellai è diventato ormai un
cibernauta provetto. Al suo blog affida le esternazioni più importanti, su
Youtube lancia i video con gli appelli al voto, su Facebook si tiene in
contatto con gli amici virtuali. Ma per queste elezioni ogni candidato che si
rispetti ha allestito un sito. Interessante sarà constatare quanti terranno
aperto questo canale di comunicazione da domani in poi. l EGA NORD. Dopo essere
stata grande protagonista alle politiche di aprile (in Trentino al 16,44%), la
Lega è sparita dal Consiglio provinciale a settembre quando al neo
europarlamentare Enzo Erminio Boso è subentrato Lorenzo Conci, che nel
frattempo aveva fondato Valli Unite con il collega Denis Bertolini. Ma la Lega
potrebbe essere l'Araba fenice di questa tornata elettorale. Alessandro Savoi,
presidente del partito, ha vaticinato un 20% di consensi. Se fosse vero,
verrebbe battuto il record del 1993 quando la Lega fece sei consiglieri. m
OSNA. Il baffo più famoso del Trentino è una delle vittime di una campagna
elettorale senza precedenti quanto a veleni. Tutta colpa di un'intervista
rilasciata all' Adige in cui l'industriale confessava di preferire Dellai
nonostante il suo pensiero politico sia orientato verso il centrodestra. Apriti
cielo! Da quel versante de Eccher e de Bertoldi hanno de...cretato il de
profundis per il de...testato presidente dell'Itas Diatec, chiedendogli di
dimettersi dal consiglio di amministrazione della Fondazione Bruno Kessler in
cui era entrato come rappresentante delle minoranze. Nonostante i numerosi
solleciti a restare, Diego Mosna non ci ha pensato un secondo in più,
dimettendosi da vicepresidente. «Ci perde l'intera comunità trentina», ha
affermato l'assessore provinciale Salvatori. Una sconfitta per l'intelligenza,
aggiungiamo noi. n OVEMBRE. Causa rinvio, non si è votato in ottobre, come
inizialmente previsto. In realtà l'eccezione fu quella di cinque anni fa,
quando trentini e altoatesini vennero chiamati alle urne il 26 ottobre. Nelle
precedenti dodici occasioni le elezioni regionali si tennero sempre in
novembre, dal 6 (nel 1960) fino al 28 (nel 1948). Insomma, più che un dramma,
un ritorno al passato. o BAMA. La vittoria dell'afroamericano Barack Obama
nelle elezioni presidenziali statunitensi è stata considerata di buon auspicio
da entrambi gli schieramenti: Dellai felice per il successo di un candidato
nero nel momento in cui in Trentino i leghisti vogliono cacciare gli immigrati;
Divina contento nella speranza che il vento di cambiamento attraversi l'Oceano
e spazzi le valli della nostra provincia. E Barack? Non gliene ne può «frega'
de meno». P ACHER. L'ex sindaco di Trento, dopo aver assicurato per un anno che
non avrebbe lasciato Palazzo Geremia, alla fine ha ceduto alle pressioni di
Dellai. Così il Partito democratico, per non farsi mancare nulla, di Pacher se
ne è ritrovati in lista due: il trentino Alberto e il valsuganotto Flavio. Per
non perdere un sacco di preferenze, negli ultimi giorni sono stati diffusi
migliaia di volantini per invitare gli elettori a indicare in scheda anche il
nome di battesimo. Q UOTE ROSA. Assieme al limite di assessori (otto), sono
l'unica novità introdotta nella legge elettorale: almeno un terzo della lista
riservato alle donne. Cinque anni fa il risultato per il gentil sesso fu
davvero deludente: soltanto tre le elette (Iva Berasi, Margherita Cogo e Marta
Dalmaso). Ora non ci sono più alibi. Almeno una sufficiente presenza in lista è
garantita. Il passo successivo dovranno farlo le donne nelle urne. R AZZISTA. Una
delle pagine più buie di questa campagna elettorale è stata la scoperta di un
sito nazista gestito da un candidato della Fiamma Tricolore. La magistratura ha
aperto un'inchiesta e ha oscurato il sito, alle coscienze dei trentini il
compito di vigilare su questi rigurgiti di un'ideologia che si credeva
definitivamente rinnegata. s CUOLA. Grembiulino sì o no; maestro unico sì o no;
classi ponte sì o no. Anche in forza del decreto Gelmini, la scuola ha riscaldato il dibattito preelettorale. E il
risultato elettorale inciderà molto sul futuro del mondo trentino
dell'istruzione. t AR. Tribunale regionale di giustizia amministrativa insolito
mattatore prima del voto: una sua ordinanza, sovvertita dal Consiglio di Stato,
ha provocato lo slittamento della consultazione; un suo giudice, andando
a dialogare amenamente nella sede dell'A22 con l'allora presidente Grisenti, ha
scatenato una valanga di reazioni politiche. u DC. La grande esclusa dalla
competizione elettorale. Squassata dalle divisioni interne, è rimasta fuori per
la mancata autenticazione della firma del segretario. E ora gli esponenti più
in vista del partito stanno lottando per aggiudicarsi il posto da assessore
esterno promesso da Dellai in caso di vittoria. V ENTIDUE. Come le liste in
corsa oggi. Davvero troppe. z ERO. Come le possibilità che hanno di diventare
presidente Agostino Catalano, Remo Andreolli, Nerio Giovanazzi e Gianfranco
Valduga. 09/11/2008
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CAMAIORE pag. 10 E?
IN PROGRAMMA DOMANI sera alle 21,15 il consiglio comunale ? proposto dai consiglieri
de... E? IN PROGRAMMA DOMANI sera alle 21,15 il consiglio comunale ? proposto
dai consiglieri del partito Democratico di Camaiore ? per affrontare i temi
della scuola, molto in discussione in questo momento dopo l?approvazione della
legge Gelmini. E? annunciata la partecipazione di
moltissimi operatori del settore, a cominciare dagli insegnanti, per passare
agli studenti e agli stessi genitori che si sono mobilitati non solo nel
capoluogo ma anche nelle frazioni a difesa della scuola pubblica.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
UNIVERSITÀ Il mio '68
e le proteste d'oggi Sulla questione relativa alla prospettata riforma
dell'Università, mi permetto di menzionare alcuni ricordi personali. Nel 1969
frequentavo la facoltà di Giurisprudenza presso l'Università la Sapienza di
Roma. Anch'io come tanti miei coetanei fui coinvolto in quello che è stato
definito il movimento studentesco del '68. Oltre all'entusiasmo per la scoperta
e l'approfondimento culturale su quello che dal punto di vista filosofico è
indicato come il materialismo storico, molti di noi ritenevano come uno degli
obiettivi importanti fosse l'opposizione a quel metodo di selezione dei docenti
che venivano indicati col termine di baroni. Tra l'altro si guardava
all'esperienza portata avanti dalla rivoluzione culturale in Cina per cui si riteneva
che anche i nostri docenti avrebbero avuto un beneficio nel trascorrere un
certo periodo nella coltivazione dei campi a scopo rieducativo. Mi sembra
invece che le attuali agitazioni che hanno coinvolto diversi studenti
universitari abbiano come fine la difesa dell'attuale situazione del ceto dei
docenti. Non vorrei sbagliare, ma mi sembra che lo posizione tra questi due
movimenti non sia coincidente. Personalmente debbo evidenziare che per divulgare dal punto di vista accademico alcune mie ritenute scoperte
nel campo della criminologia mi sono dovuto riferire a un'Università romena,
mentre nella nostra Università di Udine non ho neanche il diritto di accesso.
Pertanto debbo constatare che il ministro Gelmini nonostante
la giovane età sia più vicina al movimento del '68 che gli attuali
manifestanti. Antonio Frattasio
( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Bologna, la Digos
«interroga» i presidi «Un'intimidazione» Dopo una vita in cattedra, i presidi
di Bologna tornano sui banchi. Questa volta però, a «interrogarli» (anche se
via posta) non sarà il professore di turno, ma Digos e Procura. E l'interrogazione
verterà sull'ondata di manifestazioni e occupazioni scattate dalla fine di
settembre per protestare contro il decreto Gelmini, ormai diventato legge. Nei giorni scorsi il Pm Luigi Persico
(titolare dei 15 fascicoli sulle altrettante occupazioni registrate sotto le
due Torri) ha incaricato la Digos di svolgere accertamenti nei diversi
istituti, dopo che alla fine di ottobre il deputato forzista Fabio Garagnani
aveva presentato in Procura un nuovo esposto sulle proteste. INCHIESTE E
MANIFESTAZIONI A Bologna i magistrati hanno scelto di aprire inchieste singole
su ogni manifestazione, fuori e dentro le mura scolastiche (compreso il corteo
di giovedì 30 per cui sono già scattate 21 denunce). E dopo l'archiviazione
disposta dal Gip sull'occupazione di mamme, bimbi e insegnanti alle elementari
XXI Aprile, la Digos ha ora inviato a quindici presidi una lettera in cui
chiede, fra le altre cose, i nomi dei membri dei consigli d'istituto, l'elenco
delle riunioni avvenute a scuola (con le date e gli orari delle iniziative), le
delibere dei consigli d'istituto che autorizzavano le manifestazioni,
l'indicazione dei partecipanti (alunni, docenti e genitori), gli eventuali
danni alle strutture, il contenuto degli striscioni esposti. Infine, se e
perchè erano intervenute le forze dell'ordine. LA PROTESTA DEGLI INSEGNANTI La
richiesta di informazioni non è però piaciuta al Coordinamento degli insegnanti
bolognesi, che riunisce venti istituti fra città e provincia, e che non esita a
bollare la mossa della Procura come minacciosa. «Si tratta di un'intimidazione
della rivolta che ha accomunato insegnanti, genitori e studenti - dice il
Coordinamento - contro il tentativo di smantellare la scuola pubblica». E
contro chi «ipotizza incidenti, danni, minacce, striscioni di carattere
penalmente rilevante», i professori sottolineano «il carattere pacifico delle
agitazioni che si sono svolte e si stanno svolgendo nelle scuole». Di
intimidazione parla anche il sindacato autonomo Cub-scuola, che critica il
tentativo di «trasformare i dirigenti scolastici in guardiani del Governo, e di
criminalizzare il movimento di opposizione alle politiche del ministro Gelmini». Anzichè «intervenire su reali situazioni di
illegalità esistenti - attacca il sindacato - si sperpera il denaro pubblico,
procedendo ad una "schedatura" di massa con presunzione di
colpevolezza. La partecipazione legittima di genitori e alunni alla vita della
scuola viene vista come elemento sul quale indagare».
( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LA LEGGE È DALLA
PARTE DI CHI PROTESTA Affinché la cosiddetta «riforma Gelmini» diventi effettivamente
realtà bisogna fare riferimento all'art. 64 della legge 133 del 6 agosto
(Contenimento della spesa per il pubblico impiego, Disposizioni in materia di
organizzazione scolastica), il cui comma 3 prevede che «per la realizzazione
delle finalità previste dal presente articolo» (in realtà l'obiettivo primario
del risparmio di spesa di quasi 8 miliardi di euro) il ministro
dell'Istruzione e quello dell'Economia predispongono un piano programmatico di
interventi, il cui schema è stato approvato il 26 settembre e ci spiega come
razziare gli 8 miliardi. Ma il comma 4 stabilisce che per l'attuazione di quel
piano devono essere adottati entro 12 mesi «uno o più regolamenti». Tali
regolamenti devono essere sottoposti al parere delle Commissioni Parlamentari,
nonché della Conferenza Unificata Stato-Regioni. Infine del Consiglio di Stato,
che deve esprimersi entro 90 giorni. In questa sorta di vuoto normativo, quali
modelli orari e organizzativi presenteranno i dirigenti per chi dovrà iscrivere
i figli nelle prime classi? A quale tour de force ci si sottoporrà per definire
gli organici? A favore del mantenimento del tempo pieno si ricorda che la legge
176/2007 di fatto lo ripristinava, non è stata abrogata. La mobilitazione anti
Moratti di genitori e insegnanti di fatto bloccò il decreto 59/2004 (orario
spezzatino, tutor, portfolio...).
( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Sud, disobbedire a Gelmini «Fermeremo il maestro unico» Il Governatore della
Puglia fa notare come le donne del Sud sono già molte meno dentro il mercato
del lavoro. Saranno ancora meno se sparirà il tempo pieno. Alla Conferenza
Stato-Regioni il Sud reagirà. Dice Nichi Vendola, Presidente della Regione
Puglia, che la somma della riforma Gelmini e
dell'arrivo del federalismo fiscale «sarà l'occasione per ricacciare le donne
del Sud nel tinello domestico». Riceve molti applausi dalla platea degli Stati
Generali delle Scuole del Mezzogiorno che ha aperto i battenti giovedì a Castel
Volturno (Ce). I numeri aiutano a spiegare. Il primo ci dice che tra Stato,
enti locali e famiglia, uno studente del Mezzogiorno riceve in media mille euro
in meno all'anno per la propria formazione. E se è vero che il primo ci mette
di più (la maggior voce di spesa resta quella degli stipendi degli insegnanti,
in capo al ministero), è anche vero che non tutti gli enti locali e non tutte
le famiglie possono oggi permettersi di investire sul futuro delle nuove
generazioni così come vorrebbero. Il dato più interessante è però quello che,
in queste aree, lega la condizione sociale delle famiglie all'offerta
scolastica. Il dato informa che solo il 38,6% delle donne meridionali è
inserito nel mercato del lavoro. E il numero fa il paio con gli alunni delle
scuole primarie che fanno le 40 ore settimanali. La media nazionale è del
25,3%, con il Piemonte al 50,9%, Emilia. Lazio, Lombardia e Toscana sopra il
40%. La prima regione del Sud è la Basilicata con il 26,7%. Poi c'è la
Calabria, con il 16,9%, chiudono Campania (7,5%), Sicilia (3,5%), Puglia (3,2%)
e Molise (0,7%). Tradotto: in questi territori i figli, al pomeriggio, stanno a
casa con le mamme che non lavorano. E la dinamica del taglio dei posti di
lavoro degli insegnanti (in larga parte donne), porterà a due conclusioni. Più
donne a casa e impossibilità da parte degli Enti locali di pagare un doposcuola
che dia anche alle donne la possibilità di rilanciarsi nel mondo del lavoro.
Non è l'unico problema specifico. «Vorrei ricordare che noi siamo il Sud di San
Giuliano di Puglia, siamo quelli in cui la maggior parte degli edifici
scolastici non è a norma», dice Vendola. E anche se le Regioni come la
Campania, come ricorda l'assessore provinciale all'Istruzione Angela Cortese
sono ai primi posti negli investimenti per l'edilizia scolastica, "da soli
non possiamo procedere. Serve il contributo dello Stato". Quindi
"disobbedienza", dice Vendola. Ma come? Cortese propone: «Nella
conferenza Stato-Regioni di giovedì i governatori del Sud dovrebbero
abbandonare il tavolo». L'assessore campano a Scuola, Formazione e Lavoro
Corrado Gabriele approva, ma il giorno prima Bassolino ha mostrato un'apertura
di credito al governo. E anche Vendola ha idee di
prospettiva più lunga: «Con altre Regioni porteremo la Gelmini davanti alla corte costituzionale perché non può immaginare di
fare da ministro dell'Istruzione i compiti assegnati alle Regioni. E cercheremo
di proporre anche agli altri presidenti una norma "anti Gelmini", cioè leggi regionali che impediscano di fatto il maestro
unico». Le Regioni rivendicano le proprie competenze, soprattutto sulla
distribuzione della rete scolastica, che il governo ha congelato per un anno ma
che resta sul tavolo. Spiega Domenico Lomelo, assessore pugliese alla Scuola:
«Da quando siamo in carica stiamo razionalizzando la rete. E' un compito
nostro, che stiamo portando avanti. Ma voi mi dovete spiegare che senso ha, in
zone come quelle del foggiano o nel Salento, chiudere scuole con meno di 50
alunni e verificare l'accorpamento di quelle con meno di cento. Voi le avete
viste le strade interne di queste aree della Puglia? Ma se uno per portare il
figlio a scuola ci mette 40 minuti ad andare e 40 a tornare, quando va a
lavorare?». EDUARDO DI BLASI INVIATO A CASTEL VOLTURNO ediblasi@unita.it
( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'Onda: vogliono
sfiancarci ma noi non ci fermiamo, siamo uniti Il movimento si parla, discute.
Elaborato il documento per la partecipazione alla manifestazione del 14
novembre, promossa dal sindacato per la difesa dell'università. Voci dall'Onda
che non si ferma. Seduta di autocoscienza per l'Onda studentesca, ieri alla
prima assemblea nazionale del movimento universitario a Firenze, nel plesso
didattico occupato di viale Morgagni. Alla fine è stato approvato un documento
unitario che sarà esaminato dagli atenei in protesta e che invita tutti a
partecipare in «modo unitario e autonomo» alla manifestazione nazionale di
venerdì a Roma, in cui gli studenti saranno assieme a sindacati e lavoratori
dell'università per dire no alla 133. Venerdì e sabato invece alla Sapienza ci
sarà l'assemblea nazionale; il documento ribadisce: «Ci saremo tutti, il
movimento è unito». Intanto ieri c'è stato l'assaggio: 300 studenti
universitari sono venuti a Firenze da ogni parte d'Italia. Presenti
rappresentanti degli atenei toscani, torinesi, campani, abruzzesi, la Statale
di Milano, Genova, Bologna, Palermo, Bari, Lecce, Ancona, Ferrara, Brescia,
Pavia. Mancavano esponenti di Tor Vergata e della Sapienza di Roma, ma c'era
una delegazione del sindacato studentesco di Roma Tre venuta ad osservare i
lavori dell'assemblea: gli "atenei romani in mobilitazione" avevano
annunciato di non partecipare perché critici verso le modalità di
organizzazione dell'appuntamento. «Non capiamo le ragioni di questo incontro.
Non vorremmo che qualcuno stesse pensando di costruire un'assemblea di una
parte del movimento, lontano dallo spirito unitario che ha generato l'Onda»,
avevano detto. Il movimento inizia a spaccarsi? Francesco Epifani, leader degli
Studenti di sinistra toscani e fra gli organizzatori della riunione fiorentina,
risponde che «con Roma c'è stato un fraintendimento ma non una rottura. In
viale Morgagni è stato un incontro per iniziare a dare forma al movimento.
Ricordo che a Firenze, al Polo scientifico di Sesto, il 6 ottobre c'è stata la
prima occupazione». Voci dall'assemblea, dove qualcuno teme che la protesta
inizi a sentire stanchezza in mancanza di proposte: Marco e Salvo,
dell'università di Palermo, lanciano un appello per saldare la protesta studentesca
con quella dei lavoratori: «Non ci si dimentichi dei metalmeccanici e
dipendenti pubblici che il 12 dicembre scenderanno in piazza». Per Emanuele di
Milano «la lotta sarà lunga, anche se il governo spera di sfiancarci. Non
abbiamo bandiere, ma la mobilitazione non è bipartisan. In piazza Navona c'è
chi le ha date e chi le ha prese. Facciamo dimettere la Gelmini». Molti interventi spiegano: «Il movimento è apolitico,
pacifista, antifascista». Ma altri, come Francesca Stefano di Siena,
ribadiscono: «Servono proposte politiche per dare respiro». Rocco, di Pisa,
rivendica l'occupazione dei binari della stazione di venerdì che ha bloccato i
treni toscani, mentre da qualcuno non mancano curiose idee di protesta:
«Venerdì ogni studente porti una gomma, facciamone un cumulo e diciamo al
governo: "Ora cancellateci tutti"». E alla fine si vocifera anche che
i collettivi antagonisti vogliano fare addirittura un partito. TOMMASO GALGANI
FIRENZE
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PESARO pag. 5
Sciopero da «Zero in kondotta» Birre, slogan, piazza semivuota LA PROTESTA PER
LA SCUOLA UNA SIGARETTA dopo l?altra, birra, musica assordante e, a
intercalare, qualche slogan urlato. E? sembrato poco più di questo lo sciopero
generale contro la ?Gelmini? di ieri mattina indetto
dal collettivo «Zero in Kondotta». Con uno striscione ad aprire il corteo e un
furgone con impianto stereo, i manifestanti sono partiti dal campus di Pesaro
dopo le 9, per raggiungere piazza del Popolo alle 11 circa. Si siedono a terra
e dal furgone escono merendine e succhi di frutta. Mentre una voce avverte «Non
lasciate sporca la piazza». Un centinaio di ragazzi in tutto. «Non importa il
numero, ma il senso di quello che stiamo facendo ? assicurano gli organizzatori
?. Tra noi, anche alcuni universitari e genitori» che, però, non sono
intervenuti alla successiva assemblea pubblica. «Vogliamo riprenderci questa
piazza e tutti i nostri spazi. Riprendiamoci il nostro futuro» è il grido
ripetuto a ritornello in molti degli interventi che si sono succeduti. Poche le
spiegazioni e le argomentazioni. «Mia madre è una precaria da 20 anni.
Dall?anno prossimo potrebbe restare senza lavoro ? grida una ragazza ?. No alle
classi ghetto per gli immigrati ? incalza un altro ?». E poi, ancora «La crisi
non la vogliamo pagare noi. Vogliono tagliarci soldi da dare alle banche. La scuola
resterà un privilegio dei ricchi. Vogliono toglierci la cultura e insegnarci
solo quello che dicono loro». E poi l?appello alle forze dell?ordine che, come
per ogni manifestazione interviene in piazza: «Dovreste difenderci: i tagli
toccheranno anche voi». Agenti chiamati in forze perché il numero dei
manifestanti previsto dagli organizzatori era maggiore di quello effettivo. la
polizia, comunque, ha parlato di un corteo tranquillo, salutato alla partenza
dai moltissimi studenti entrati in classe. «Praticamente tutti quelli dei licei
sono entrati ? riferiscono ? ma molti anche degli altri istituti». Arrabbiati e
con la voce amplificata da microfono e megafono, i ragazzi e i loro slogan, una
piccola folla l?avevano radunata. Tra chi li guardava sorridenti e chi un po?
preoccupato, c?erano anche due insegnanti in pensione. «Questo è inquinamento
acustico ? hanno sottolineato prima di parlare di scuola ?. Io sono andata in
pensione anticipatamente ? racconta una ?. Questa scuola non mi piaceva più».
«Genitori troppo invadenti ? incalza l?altra ?, figli che hanno sempre ragione
e dirigenti che raramente difendono le insegnanti. Qualcosa si deve fare». Una
riforma c?è. Alla quale, però, si oppongono, per la prima volta uniti da anni,
studenti, genitori e insegnanti. Una mobilitazione che, con quella di ieri,
forse poco aveva a che fare.
( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 13
La Gelmini parla a porte chiuse, scoppia la polemica E
Alemanno: «Si è mossa male favorendo la sinistra» ? SANREMO (Imperia) ? HA
SCELTO gli Stati generali dei direttori di Confindustria, conclusi ieri a
Sanremo, il ministro Mariastella Gelmini per la sua
prima uscita pubblica dopo la riforma della scuola. La riunione si è tenuta
all?hotel Royal a porte chiuse. Il ministro è arrivato intorno alle 11 e
all?uscita si è allontanato senza rilasciare dichiarazioni ai giornalisti che
la attendevano, suscitando proteste e polemiche.La Federazione Nazionale della
Stampa ha giudicato «inaccettabile» l?episodio e il senatore del Pd Roberto Di
Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell?Istruzione ha paura dei
giornalisti?». La Gelmini. che dal 20 ottobre non
partecipa ad un evento pubblico non istituzionale, ha dovuto incassare anche le
critiche del sindaco di Roma, Gianni Alemanno, intervenuto al Forum promosso a
Subiaco da alcuni parlamentari Pdl. «La Gelmini si è
mossa male, senza partecipazione ? ha detto ?, e così abbiamo lasciato alla
sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se avessimo avviato il
confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola per tempo e non in
ritardo come abbiamo fatto».
( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PESARO AGENDA pag.
15 SEPPUR giovane e poco esperto di vita politica, penso di aver comun...
SEPPUR giovane e poco esperto di vita politica, penso di aver comunque già
capito che cambiare discorso, quando non si hanno valide argomentazioni a
sostegno della propria tesi, è pratica assai diffusa fra i politici. Mi
riferisco alla lettera del 5 novembre della presidente di ?An verso il Pdl?
Elisabetta Foschi. La Foschi, infatti, prende spunto dalle recenti contestazioni
studentesche ma, non trovando evidentemente validi argomenti in difesa del
decreto Gelmini, sposta attenzione e indignazione su
una tematica complessa e delicata come la ?droga?. Cosa ancor più sconcertante
è, per chi scrive, il grado elevato di semplicismo e demagogia con cui tale
argomento viene trattato dall?esponente politica di An. Innanzitutto, per
indicare i colpevoli del preoccupante e costante aumento del consumo di droghe
(giustamente segnalato dal questore di Pesaro), punta il dito contro genitori
ed insegnanti, come se educare un figlio/studente fosse compito facile. Non
credo che, comunque, sia compito di un politico, senza specifiche competenze in
materia educativa, dare lezioni di pedagogia a chicchessia. Comunque, nella sua
lettera, la Foschi continua con acute spiegazioni socio-antropologiche
sostenendo che la colpa dell?escalation dell?uso ed abuso di droghe (ed
alcoolici) è da riscontrare soprattutto in una presunta cultura ?della
sinistra? colpevole di promuovere il consumo delle droghe (soprattutto quelle
leggere) fra i giovani. Tale affermazione in sè ha proprio dello
?stupefacente?, è il caso di dirlo. Bisognerebbe infatti, al posto di
avventurarsi in simili determinazioni di cause/effetto tutte da dimostrare,
fare riferimento alla leggi vigenti in materia in Italia, valutarne le
conseguenze e trarne le dovute conclusioni. In Italia, da diversi anni, la
materia ?droga? è regolamentata dalla legge Fini-Giovanardi, approvata dal
centrodestra nella scorsa legislatura. Vorrei ora far notare che, grossomodo,
proprio dall?approvazione di questa legge che ?casualmente?si consolida e
cresce in maniera costante il trend di aumento nel consumo/abuso di droga (un
vero e proprio boom per la cocaina) nel nostro Paese. Questa, benintesi, non è
mia personale opinione, ma quanto ci dicono i dati dell?Istituto Superiore di
Sanità e un recentissimo studio dell?Osservatorio europeo sulle droghe
(relazione 2008). Un politico non dovrebbe occuparsi ?in primis? delle leggi,
prima ancora di lanciarsi su ogni possibile e personale analisi di tipo
sociologica, pedagogica e culturale? Ci sarebbe poi di che parlare anche sulle
droghe legali e ?di Stato? (psicofarmaci, sigarette, slot-machine oltre
all?alcool) anch?esse in drammatica ascesa per abusi e spesso protagoniste di
tragici eventi di cronaca. In definitiva, credo che una tematica così seria non
debba essere ridotta a invettive dal sapore di spot elettorale o banali
affermazioni ideologiche a mo? di slogan tipo ?per la sinistra assumere droghe
non pregiudica il futuro? (sic!) o ?la sinistra promuove le droghe leggere?
(solo perché si ritiene che farsi una canna sia diverso che usare
eroina/cocaina?). Penso piuttosto sia più utile aprire un dibattito serio e
ragionato sui problemi e sugli effetti della legislazione e vigente in materia
di droga, sulle eventuali modifiche apportabili (molte), per farne un bilancio
(assai deludente a mio parere) a diversi anni dalla sua entrata in vigore. Iron
Italiani, Prc, Coordinatore giovani comunisti Pesaro
( da "Unita, L'" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
A La Sapienza
bambini e genitori. Poi Dario Fo e Celestini ROMA Oggi si
replica «Difendiamo la Sapienza», dove i bambini e le loro famiglie potranno
partecipare alle varie iniziative promosse contro la riforma Gelmini e i tagli alla ricerca. Martedì Dario Fo è atteso alla facoltà
di Architettura a Valle Giulia e in serata Cestini sarà alla Facoltà di Lettere
di Tor Vergata. ABETI A PAGINA 53
( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
di Donatella
Zorzetto Scuola, accorpamento in bilico A rischio il 2º circolo: prima il
Mezzabarba lo propone, poi cambia idea Lettera della Provincia: «Salviamo le
direzioni di elementari e Foscolo» PAVIA. Prima la proposta di accorpamento,
poi la marcia indietro. Il piano di dimensionamento scolastico, prima
deliberato dalla Provincia e ora in fase di revisione alla luce del decreto Gelmini, contemplava anche la richiesta, avanzata dal Comune
di Pavia, di creare tre istituti comprensivi mediante accorpamento di quattro
direzioni didattiche e tre scuole medie sul territorio. Proposta congelata. La
proposta è stata rinviata al prossimo Piano di dimensionamento scolastico. Nel
frattempo però le condizioni, o i propositi, sono cambiati. Il problema di
fondo, a quanto pare, sarebbero le scuole del 2º circolo: le elementari
"Gabelli", "Canna", "Don Minzoni" e
"Maestri", oltre alla materna "Ponte di Pietra", che attualmente non raggiungono i 500 alunni previsti dal decreto Gelmini come limite minimo al di sotto del quale si deve procedere
all'accorpamento e quindi alla soppressione della direzione didattica. Ma,
mentre il piano programmatico Gelmini-Tremonti, laddove le amministrazioni
non avessero provveduto agli accorpamenti, contemplava l'intervento di un
commissario nominato dal Governo, nel decreto approvato questa
soluzione, che in molti vedevano come pericolo, non c'è più: resta
l'imposizione di non scendere sotto i 500 alunni, ma è sparita l'ipotesi del
commissariamento. Di conseguenza le scuole del 2º circolo, che di studenti ne
contano circa 490, non hanno nessuna intenzione di accorparsi, anche contando
sul fatto che nel 2010 la soglia dei 500 possa essere raggiunta. «La proposta
del Comune di Pavia è che le cose restino come sono - sottolinea l'assessore
all'Istruzione Ettore Filippi -. Non abbiamo nessuna intenzione di trasformare
scuole elementari e medie in istituti comprensivi». Sulla stessa posizione si trova
il sindaco Piera Capitelli, la quale dice: «Avallo in pieno quanto sostiene
Filippi». Intano la Provincia prede posizione sull'argomento, come sul caso di
accorpamento del "Foscolo" ad altri istituti per mancanza del numero
minimo di 500 alunni. «Scriverò una lettera sia al ministero che alla Regione
perchè la provincia di Pavia in passato ha già visto nel settore formativo
numerose riduzioni - sottolinea Angelo Ciocca, assessore provinciale alla
Formazione -. Sono state fatte operazioni di ridimensionamento con un taglio di
35 direzioni didattiche. Vorremmo convincere ministero e Regione in un'ottica
di compensazione: in provincia abbiamo quattro casi di strutture sui 450-480
alunni, ma ne abbiamo una decina dai 900 al 1.100. Quindi la compensazione territoriale
va fatta».
( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DA DOMANI L'agenda
degli incontri PAVIA. Domani alle 9 lezione in piazza di
Fisica con il professor Rotondi e alle 14 Ottica con il professor Galinetto.
Martedì incontro dell'associazione dottorandi al collegio del Maino e mercoledì
assemblea di Legge alle 14 in aula 7. Sempre mercoledì, alle 18, incontro del
Comitato di accoglienza Gelmini.
( da "Nazione, La (La Spezia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
BOLANO / FOLLO / VAL
DI VARA pag. 12 VIOLAZIONE della privacy e ?utilizzo? degli alunni a scop...
VIOLAZIONE della privacy e ?utilizzo? degli alunni a scopo di propaganda
elettorale. Questa l?accusa che l?opposizione bolanese guidata dal medico
Roberto Spadoni, leader della lista ?Insieme per cambiare?, rivolge alla
maggioranza. I fatti. «Qualche giorno fa ? attacca la minoranza ? il Pd ha
organizzato, legittimamente, un?assemblea per discutere di scuola e riforma Gelmini. Il problema è che, a nostro avviso in modo del
tutto illegittimo, ha invitato per iscritto i genitori degli alunni di scuole
locali utilizzando i nomi e gli indirizzi dei figli. Così facendo ? incalzano i
membri d?opposizione ? s?è violata ogni legge relativa all?uso dei dati
personali nonché l?articolo due dello statuto comunale. Sul punto ? proseguono
? abbiamo chiesto chiarimenti attraverso un?interrogazione consiliare. Ma c?è
di più: alcuni genitori ? assicurano ? sono decisi a denunciare l?accaduto al
Garante della privacy preoccupati che il ?privato? dei propri figli possa
servire a scopi di propaganda politica. Se il Pd ha ottenuto quei dati qualcuno
glieli avrà pur forniti: forse il sindaco?». Ma a tener banco a Bolano ? in
primavera si va alle urne e i motori della campagna elettorale sono già più che
accesi ? è anche un?altra questione sempre legata alla scuola. «Giorni fa ?
ricorda infatti l?opposizione ? il comitato ?Insieme per cambiare?, costituito
all?epoca delle ultime elezioni e non ?per dare addosso alla scuola? come
affermato dal presidente del consiglio comunale, ha diffuso un volantino per
denunciare la scarsa attenzione dell?attuale amministrazione agli edifici
scolastici. Carenza, questa, che ci è stata peraltro sottoposta da alcuni genitori.
Ebbene: la maggioranza, a più riprese, ci ha accusato di non aver altri
argomenti di ?attacco?. Ci ha tacciato di strumentalizzare la scuola per
iniziare la campagna elettorale. Invece riteniamo sia vero il contrario ossia
che il Pd abbia usato gli alunni, attraverso l?uso dei loro dati, per fare
propaganda in occasione dell?incontro sulla scuola: forma scorretta di
comportamento politico». La tensione elettorale, insomma, si fa alta. Come da
noi anticipato nei giorni scorsi il Pd ha giù ufficializzato la ?corsa? di
Franco Ricciardi Giannoni, sindaco in carica con possibilità di secondo
mandato. Il centrodestra deve ancora pronunciarsi su chi candiderà a sindaco. I
papabili sono i medici Roberto Spadoni e Alessandro Parma. Anche se i favori
vanno soprattutto sul primo. Cristina Bertucci
( da "Nazione, La (Grosseto)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ARGENTARIO /
ORBETELLO pag. 13 LOTTA tra Orbetello e Monte Argentario anche sul decr...
LOTTA tra Orbetello e Monte Argentario anche sul decreto legge Gelmini. Si pensava che a Porto S. Stefano si potesse vivere
autonomamente mantenendo le tre scuole superiori (Nautico, Professionale
marittimo, Commerciale di Albinia) come prevede l?accorpamento della provincia,
invece il rappresentante del Comune di Orbetello, in una riunione, ha chiesto
di riprendersi il Commerciale di Albinia per completare il numero degli
studenti previsti per mantenere in piede il Professionale di Orbetello.
Conclusione: se il Commerciale di Albinia venisse scorporato dai tre plessi
finora funzionanti e con la frequenza di molti studenti argentarini, il
Nautico, la scuola d?eccellenza marinara della provincia, si troverebbe nei
pasticci. E? questo il nuovo problema che si è venuto a creare all?Argentario.
A risolvere questo rebus sarà la Provincia, e non il Comune di Orbetello, e lo
farà nella prossima riunione di lunedì 17. «SECONDO me ? afferma il preside
Alfonso De Pietro ? dovrebbe rimanere tutto come prima. E? un problema che
riguarda la cittadinanza del nostro comune e dei comuni limitrofi, perché oggi
il Nautico è la scuola che offre un lavoro sicuro agli studenti. Basti pensare che
nel 2009 occorrono 700 allievi per coprire il fabbisogno delle richieste delle
società di navigazione e non bastano i Nautici d?Italia a risolvere il
problema». «INOLTRE ? va avanti il preside ? il Professionale marittimo, che
solo noi sappiamo quanto abbiamo lavorato perché fosse recuperato alle vecchie
origini, e che di giorno in giorno sta crescendo perché i ragazzi e i genitori
si sono ricreduti, non potrebbe confluire perché l?attenzione nel Nautico è
diversa dal Professionale. Metterli insieme sarebbe deleterio». xxxxx QUESTO E
ALTRI sono stati i problemi discussi ieri nel convegno organizzato dalla
sezione giovanile del Partito democratico di Porto S. Stefano. Oltre al preside
De Pietro sono intervenuti il preside delle medie di Porto S.Stefano, Giancarlo
Stoppa, la dirigente della scuole di Manciano, Anna Maria Carbone, e un giovane
studente, Cristiano, di Porto S. Stefano, che hanno praticamente ricordato i
problemi che ha sollevato il nuovo decreto legge Gelmini,
come il maestro unico, le ore di lezione, e i problemi delle scuole dalle
materne alle università. «Infine ? conclude De Pietro ? il sindaco Arturo
Cerulli mi ha assicurato di avere firmato la richiesta per avere a Porto S.
Stefano la scuola alberghiera». Eraldo Nieto
( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ASCOLI PRIMO PIANO
pag. 3 IL SOSTEGNO dei Giovani Democratici, in vista delle prossime primar...
IL SOSTEGNO dei Giovani Democratici, in vista delle prossime primarie del Pd,
andrà a Giuseppe Brandimarte e Nazzareno Firmani, tra i candidati in corsa
rispettivamente per Comune e Provincia. «Da nove anni ? ha detto Matteo Terrani
? assistiamo al declino economico e culturale di Ascoli, generato
dall?immobilismo della giunta Celani. Le elezioni in vista ci offrono la grande
possibilità di rimettere in movimento la macchina amministrativa locale, partendo
dalle priorità del territorio che, in questo momento, sono ravvisabili nella
riconversione della Carbon e nella realizzazione del polo universitario. In
quest?ottica i Giovani Democratici, in occasione delle primarie di partito che
dovranno designare i candidati a sindaco di Ascoli e a Presidente della
Provincia, hanno deciso di dare il proprio voto a due personaggi vicini ai
giovani e che rappresentano un po? l?ala riformista del Pd. In particolare
Brandimarte che, da preside, conosce le problematiche che gravitano intorno al
mondo dei ragazzi». I Giovani Democratici sostengono inoltre l?esigenza di
«ripartire da dove si è fermata la giunta Allevi. Ascoli deve riprendere il suo
ruolo di Comune capofila della Provincia». Ieri pomeriggio, infine, la sezione
giovani del Pd ha partecipato all?assemblea pubblica organizzata dalla Rete
degli studenti Medi, per discutere dei ?nodi? della riforma Gelmini.
n.t.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA
pag. 15 Sciopero bus e treni Lunedì nero per i trasporti: per l?intera giornata
i lavoratori de... Sciopero bus e treni Lunedì nero per i trasporti: per
l?intera giornata i lavoratori delle ferrovie, della Cpt e delle autolinee
Sequi di Santa Croce e Terzo Millennium Travel incroceranno le braccia per
aderire allo sciopero indetto dai sindacati nazionali. I servizi saranno
garantiti solo dalle 6 alle 8.59 e dalle 17 alle 19.59. Consiglio a Palaia Avrà
come argomento il decreto Gelmini e la scuola del
futuro il consiglio comunale che si svolgerà domani sera a Palaia alle 21
nell?Aula Magna della media ?Andrea Pisano?. I Balcani all?Ute Si parlerà
dell?Ordine in Europa e della questione balcanica all?incontro organizzato
domani dall?Università della Terza età. La lezione, tenuta dalla professoressa
Cinzia Ferretti Della Santina, rientra nel ciclo ?Storia dell?Europa? e
inizierà alle 15.30. Allenatori a Peccioli Sarà presentato lunedì 10 novembre,
alle 17.30 negli impianti sportivi di Peccioli, il nuovo corso di abilitazione
ad allenatore di base organizzato dall?Associazione Italiana Allenatori Calcio.
All?incontro parteciperanno il presidente Aiac Toscana, Luciano Casini, quello
dell?Aiac Pisa, Lino De Petrillo, il sindaco Crecchi e l?assessore provinciale
allo sport Rosa Dello Sbarba.
( da "Nazione, La (Pisa)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PONTEDERA / VALDERA
pag. 15 In riferimento all?intervista di Mario Marianelli pubblicata su «La
Nazione» il 7 nov... In riferimento all?intervista di Mario Marianelli
pubblicata su «La Nazione» il 7 novembre, Luisella Mori per il Comitato
Genitori Insegnanti di Pontedera in difesa della scuola pubblica, precisa che
le firme raccolte all?interno delle scuole di Pontedera riguardavano
esclusivamente la richiesta di ritiro del Decreto n. 137 del ministro Gelmini.
( da "Provincia Pavese, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Uno spiraglio per le
scuole Tagli rinviati, l'istituto comprensivo di Viguzzolo spera VIGUZZOLO. Ci
sono concrete speranze per la sopravvivenza delle scuole nei piccoli centri montani
e collinari del Tortonese. Il decreto Gelmini è infatti stato parzialmente riveduto dal governo soprattutto
nei passaggi in cui veniva considerata la chiusura delle sedi scolastiche con
meno di 50 alunni. Ora tale scadenza è stata rimandata al 2010 ma la chiusura
delle scuole potrà essere operativa solo con il consenso di un organo
comprendente i rappresentanti degli enti locali, quindi con il parere
favorevole dei sindaci. La retromarcia del governo è parziale, ma sostanziale,
poiché non si usa più lo strumento del decreto per tagliare i costi delle sedi
scolastiche nei piccoli centri ed è prevedibile che il rinvio a una data
successiva (2010) rimane più per non rinnegare un principio che per un
effettivo rinvio dell'operatività del decreto, visto che il consenso dei
sindaci sarà determinante in questo senso. Viene così dato ascolto alle
proteste, soprattutto quelle provenienti da enti territoriali: nel Tortonese le
preoccupazioni erano fortissime, soprattutto per l'istituto comprensivo di
Viguzzolo, da cui dipendono tutte le scuole della val Curone e val Grue
(Gremiasco, San Sebastiano, Sarezzano, Volpedo, Garbagna, Casalnoceto), di
parte degli circoli cittadini (per le scuole di Rivalta, Villaromagnano,
Carbonara, Villalvernia), di parte dell'istuto comprensivo di Sale. Molte le
prese di posizione politiche; comunità montana valli Curone Grue Ossona,
comunità Collinare dei Colli Tortonesi, comunità collinare Basso Grue e Curone,
Provincia. Intanto le due manifestazioni, la «festa di protesta» allestita alla
scuola di Sarezzano e la manifestazione alla scuola di Villalvernia si sono
regolarmente svolte, ma sotto una prospettiva molto più serena per il futuro
non solo della scuola locale, soprattutto del tessuto economico e sociale del
territorio, destinato a morire nel caso in cui fosse venuto meno un servizio
essenziale come l'istruzione. (s.b.)
( da "Nazione, La (Prato)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA PRATO pag.
11 PREOCCUPATO sul futuro della scuola e sulle prospettive degli stude...
PREOCCUPATO sul futuro della scuola e sulle prospettive degli studenti il
coordinamento del genitori dell?istituto Buzzi ha scritto una lettera al
Presidente della Repubblica Napolitano, al ministro Gelmini,
al governatore regionale Martini, al consiglio provinciale, al consiglio
comunale, all?Unione industriale. Le preoccupazioni del Coordinamento sono
legate alle sorti dell?istituto ?Tullio Buzzi?, benché notevoli perplessità
riguardino anche altri ambiti di intervento, dalla scuola dell?infanzia
all?Università. «Per Prato, l?istituto ?Buzzi? rappresenta un?eccellenza:
laboratori dotati di macchinari moderni e di grande valore, docenti
qualificati, forte radicamento nel territorio, piani di studio in linea con una
società in continua evoluzione, capaci di rispondere ad una crescente domanda
di professionalità sono il fiore all?occhiello dell?istruzione cittadina» si
legge nel documento approvato. «Se nell?ordinamento ci fosse poi la possibilità
di fare alcune economie, saremo noi i primi a chiedere che vengano fatte, al
contrario siamo fortemente preoccupati per i tagli indiscriminati che, secondo
la recente normativa, porterebbero, almeno per il ?Buzzi?, alla diminuzione
delle ore di laboratorio, indispensabili soprattutto per le materie legate
all?indirizzo del corso di studi; alla riduzione del numero dei docenti Tecnico
Pratici, insostituibili per la didattica in laboratorio; all?aumento degli
alunni per classe, con evidenti ricadute negative nel processo di
insegnamento-apprendimento, nel sostegno agli alunni in difficoltà, come pure
nella valorizzazione delle eccellenze; alla soppressione dell?indirizzo di
Chimica Tintoria, imprescindibile per il comparto tessile pratese;
all?accorpamento delle classi di concorso, che comporterebbe un decadimento
della qualità degli insegnamenti dell?ambito scientifico, fondamentali per un
istituto tecnico; al modello 2+2+1 per il corso di studi della scuola
secondaria di II grado (al posto di quello 2+3, ovvero biennio e triennio) che
prelude ad un ultimo anno facoltativo, magari da far seguire solo a coloro che
intendono iscriversi all?Università, portando così, di fatto, la scuola
superiore a quattro anni». Dal nostro punto di vista «i tagli previsti dalla
normativa in questione, non sorretti da alcuna motivazione pedagogica e
conseguenza di misure legate a pure logiche economiche, avranno come unico
effetto l?impoverimento non solo del ?Buzzi?, ma di tutta la scuola pubblica
italiana. Se, come sembra, le ore di laboratorio, una parte determinante della
formazione dei nostri ragazzi, saranno ridotte dei 2/3, il ?Buzzi? rischierà di
perdere una delle sue prerogative più apprezzate: quella preparazione tecnica,
dovuta alle qualificate esperienze di laboratorio, che consente ai suoi allievi
di essere apprezzati e ricercati dalle aziende, locali e non». L?auspicio è
che, «quanto prima, si consenta a chi è dentro il sistema dell?istruzione di
dare il proprio contributo di idee e proposte, attraverso un confronto, serio,
pacato e costruttivo, con genitori, docenti, alunni e operatori scolastici, per
giungere così ad una vera riforma della scuola, un bene indiscusso per l?intera
società».
( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
COORDINAMENTO UNIVERSITARI
«Anatomia» di un decreto Atenei e privati, al Mammuth l'analisi della legge 133
Prosegue il "fermento" nelle scuole e negli Atenei
per contestare la riforma Gelmini. Il coordinamento
studentesco universitario informa che domani alle ore 13.30 al polo Bio-Medico
dell'università nell'aula E1 si terrà un'assemblea Informativa sulla legge
133/08. Gli studenti vogliono conoscere con chiarezza chi, come e cosa cambierà
se tutto questo andrà in porto: passo necessario prima di prendere ogni
qualsiasi posizione. Interverrà un noto giurista, il professor
Alessandro Somma docente alla facoltà di Giurisprudenza, al quale seguiranno
interventi di altri docenti delle varie facoltà nonché rappresentanti dei
ricercatori. Sarà un'occasione interessante per confrontarsi e fare reale
chiarezza sugli eventi di maggiore attualità. «Il nostro - conclude il
coordinamento degli studenti del Mammuth - è un invito a dare quanta più voce
possibile tutto ciò, ovviamente se ritenete opportuno farlo». Si tratta, in
ogni caso, di una importante occasione di confronto e approfondimento sul
futuro dell'istruzione pubblica e della formazione, e sugli scenari che il
decreto rischia di aprire. I principali punti della legge verranno dunque
esposti dal professor Alessandro Somma, della Facoltà di Giurisprudenza.
Interverranno poi professori delle varie facoltà tra cui il professor Bernardi,
docente della Facoltà di Scienze matematiche, fisiche e naturali; il prof
Bergamini, docente della Facoltà di Scienze; il professor Gambari, docente
della Facoltà di Farmacia; la dottoressa Ravaglia del Coordinamento dei
Ricercatori Precari e il professor Tognon, docente della Facoltà di Medicina e
Chirurgia. Il moderatore sarà il professor Alfredo Corallini.
( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La piazza diventerà
un'aula Nasce il coordinamento Nuova giornata di lotta Adesione di studenti,
genitori e docenti per l'11 novembre con assemblee e lezioni all'aperto Non
manca nessuno all'appello. L'appello è quello del «no» alla
legge Gelmini e l'aula dove uno dopo l'altro si alzeranno in piedi per
manifestare il proprio dissenso è la piazza. Con la firma del documento
avvenuta lo scorso 4 novembre si è formato a Ferrara il Coordinamento Scuole
Ferraresi per la difesa della scuola e dell'università pubblica.
L'organismo raggruppa i diversi comitati di studenti, genitori, docenti di ogni
ordine e grado scolastico, dall'infanzia all'università. «L'idea è nata in
forma spontanea - spiega Carla Collina, insegnante del liceo Ariosto - dopo una
serie di incontri che è sfociata nella formalizzazione di un documento
trasversale con il fine di informare l'opinione pubblica sulle conseguenze dei
tagli e dei cambiamenti che apporterà la cosiddetta riforma Gelmini».
Dietro al motto «Siamo tutti coinvolti» si snodano le rivendicazione portate
avanti dai vari coordinamenti (maestri della scuola elementare, professori di
medie inferiori e superiori, universitari di tutte le facoltà, Rua Ferrara,
personale Ata, ricercatori precari, Associazione cittadini del mondo,
Coordinamento genitori e Genitori per la Difesa della Scuola Pubblica Ferrara).
«I tagli economici - inizia ad elencare Paolo Roversi del coordinamento
genitori - incideranno pesantemente sulla formazione culturale dei nostri figli
che saranno avviati verso il mondo del lavoro con standard di preparazione
inferiori a quelli europei. Viene anche attaccata la famiglia nel suo complesso
gestionale: con l'abbattimento del dopo scuola le madri difficilmente
riusciranno a far concordare tempi di lavoro e tempi di vita». A partire dagli
alunni più giovani, per i quali «dobbiamo chiederci di che tipo di scuola hanno
bisogno - interviene Mauro Presini, maestro elementare -; per fortuna attorno a
noi notiamo un grande fermento di energie, un segnale importante che qualcuno
dall'alto dovrà avere orecchie e voglia di ascoltare». Qualcuno sarà comunque
costretto ad ascoltare i cori di protesta che si leveranno in città martedì 11
novembre. «Per quel giorno - anticipa Rossella Casillo del coordinamento
universitario - si formerà un corteo a partire dalle 9.30 in piazzale
Poledrelli per sfilare fino in piazza Trento Trieste». Qui, a partire dalle 12
si terranno lezioni pubbliche all'aperto. Alle 19 si terrà un'assemblea
all'interno della sala estense, dove interverranno docenti dell'ateneo estense
per spiegare i contenuti della legge 133. Dopo il momento didattico, arriverà
quello ludico, con un concerto che si terrà sempre nella sala di palazzo
Municipale, seguito da una festa aperta a tutti. «Vogliamo una scuola e
un'università pubblica - è il coro delle varie anime del coordinamento -. La
riforma non deve essere una semplice questione di "cassa"; è
necessario anzi aumentare l'investimento pubblico per il futuro dei nostri
giovani e del Paese». (m.z.)
( da "Nazione, La (Prato)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA PRATO pag. 9
Riforma Gelmini: domani incontro al circolo ?I
Risorti? LA QUERCE DOMANI alle 21.15 al circolo Pd «I Risorti» de La Querce
(via Firenze 323) ci sarà un incontro sulla scuola e sull?università. Non si
parlerà solo dei tagli previsti dal governo Berlusconi, ma anche delle proposte
del Pd. Interverranno il deputato Andrea Lulli, la professoressa Maria Grazia
Ciambellotti, responsabile scuola del Pd pratese, Raffaello Biancalani,
segretario provinciale Flc Cgil e Lorenzo Chiani, portavoce dell?associazione
Rete studenti medi di Prato.
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 11 - Gorizia
Del Bello: indecoroso sfuggire al confronto sulla scuola MONFALCONE MONFALCONE.
«È giunto il tempo dell'opposizione dura e del contrasto deciso non soltanto a
un'inaccettabile deriva fatta di tagli al Sistema formativo nazionale, che dura
da dieci anni e che ha portato il paese sotto la media Ocse dei paesi
sviluppati, ma anche a un degrado della politica che ha visto una miserevole
messa in scena giovedì sera in aula consiliare davanti gli occhi sbalorditi
degli insegnanti e degli studenti presenti». Interviene così il consigliere
comunale (e provinciale) del Pd, Fabio Del Bello, in merito a quanto successo
giovedì sera nell'aula consiliare, dopo la plateale uscita dall'aula delle
forze di opposizione e l'obbligata chiusura e rinvio del consiglio a fronte
della mancanza del numero legale di consiglieri (mancavano infatti i numeri
nelle file dell'opposizione. Del Bello, che è stato stoppato proprio dopo aver
fatto l'intervento introduttivo alla sua mozione contro la
riforma scolastica del ministro Mariastella Gelmini, non
intende lasciar correre e lo fa con parole piuttosto dure. «Nel quadro di una
responsabilità generalizzata del ceto politico nazionale, ora il governo della
peggiore destra europea si sta o si stava accingendo a un taglio colossale al
Sistema formativo nazionale, scempio senza eguali nei paesi Ocse e che,
se attuato, porterebbe il paese nella zona grigia al confine del Terzo mondo.
Dunque, oggi, reagire con durezza e determinazione badando alla sostanza e poco
alle forma - dice Del Bello - non significa necessariamente essere giacobini o
comunisti, ma più semplicemente europeisti. La proposta di costituire una
grande alleanza per il sapere, avanzata in sede locale dopo un'ampia
consultazione condotta capillarmente nelle scuole monfalconesi, può costituire
un modello efficace e originale di intervento per mettersi al riparo dallo
tsunami Tremonti-Gelmini e più in generale al riparo
dagli aspetti peggiori del paese, come avrò modo di argomentare nel prossimo
consiglio comunale, quando andremo alla resa dei conti dopo la fuga precipitosa
e indecorosa da parte della destra giovedì sera». Secondo il rappresentante del
Pd, è chiaro che l'autentica motivazione «di questo dissennato comportamento è
l'impreparazione sul tema, la difficoltà montante di questi giorni in cui il
governo sta innestando la marcia indietro, la non volontà a disporsi a un
confronto democratico fatto di idee e proposte. Da parte mia, la radicalità che
ho assunto è il metodo per ottenere due obiettivi di fondo: individuare con
nettezza i problemi demistificando e contrapponendo al nulla dei tagli (e del
maestro unico e del grembiule e di tante altre sciocchezze) un programma
decisamente diverso, non certo inventato di sana pianta, ma - conclude -
mutuato dal Centro-Nord Europa, con adattamenti nazionali e regionali».
( da "Nuova Ferrara, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
AMBIENTE Perché
tante posizioni perdute? Ringrazio sentitamente l'assessore all'ambiente del
Comune di Ferrara che sulla Nuova Ferrara di sabato 8 novembre ci ha
gratuitamente elargito consigli di comportamento e consumo critico, sostenibile
ed eco compatibile molto interessanti indicandoci dove acquistare i detersivi
ed il latte alla spina e ci ha inoltre messo al corrente che negli uffici
comunali si beve acqua di rubinetto (come penso facciano tantissimi altri
cittadini, me compreso). Tutti consigli sacrosanti ma degni forse più di uno
scambio culturale informativo tra massaie che di un vero e proprio intervento
delucidativo di politica ambientale utile per i cittadini come spesso dovrebbe
fare un amministratore pubblico dell'ambiente. Forse perché è più facile dare
consigli da massaia che esporsi a dare giudizi, interpretazioni, motivazioni
delle azioni e dei risultati della propria attività specie quando essi non sono
del tutto positivi? E' per questa ragione che invito l'assessore ad usare con
la stessa dimestichezza gli organi di stampa o qualsiasi altro mezzo fruibile
dai cittadini per motivare o spiegare: perché nell'ultimo rapporto Ecosistema
Urbano 2008 di Lega Ambiente sulla qualità ambientale, il Comune di Ferrara è
scivolato alla 27º posizione finale su 103 rispetto alla 7º dell'edizione
precedente? Cosa significa per l'ecosistema Ferrara e per i suoi abitanti
essere classificati sempre tra la 45º e 60º posizione riguardo ai parametri
della qualità dell'aria (Biossido di Azoto, PM 10, Ozono, Benzene) che tra
l'altro come si evince dal rapporto non entrano nella determinazione della
classifica finale? E' un buon piazzamento la 49º posizione del comune di
Ferrara per quanto riguarda la dispersione della rete idrica (30% la differenza
tra acqua immessa e quella consumata)? Possiamo ritenerci soddisfatti della
nostra acqua potabile considerato che Ferrara è alla 55º posizione per il
contenuto di nitrati nell'acqua potabile e alla 81º posizione per quanto
riguarda la capacità depurativa di abbattimento del COD (indice di inquinamento
organico)? E' soddisfacente per la nostra città il rapporto tra la 85º
posizione per rifiuti prodotti pro capite e la 30º posizione per la raccolta
differenziata? E' soddisfacente per Ferrara il rapporto tra la 53º posizione
per il tasso di motorizzazione (63 auto circolanti ogni 100 abitanti, più di
Napoli, Milano, Torino, Bologna e Firenze per citarne alcune) e la 31º
posizione relativa alle isole pedonali (Napoli, Firenze, Torino sono più avanti
in classifica e Bologna e Milano ci sono vicine)? Sono buoni risultati di
politica energetica i piazzamenti di Ferrara al 56º posto per consumo di
carburanti pro capite ed all' 89º posto per consumi pro capite di energia
elettrica? Ci dobbiamo sentire appagati della 62º posizione relativamente alle
certificazioni ambientali (ISO 14001, EMAS, ecc.)raggiunte dalle imprese od
organizzazioni ferraresi? Perché nelle classifiche parziali di Capacità di
risposta ambientale delle Amministrazioni Comunali (4º posizione), di Politiche
energetiche (9º posizione), di Partecipazione ambientale (addirittura 1º
posizione), di Eco Management (12º posizione) la nostra città è effettivamente
nelle prime posizioni mentre le posizioni raggiunte sulle cose reali esterne
alla macchina amministrativa come quelle sopra esposte non sono altrettanto da
primato? Perché questa grossa differenza di posizioni tra organizzazione
amministrativa e ricaduta sul territorio? Tralasciando i risultati raggiunti da
Ferrara nel campo delle energie alternative come il solare termico, il solare
fotovoltaico e le biomasse che come si evince dalle classifiche del rapporto
siamo ancora agli albori, perché nel rapporto, per Ferrara non è disponibile il
dato relativo al teleriscaldamento (abitanti serviti/1000 abitanti) e la
relativa posizione in classifica? Il Teleriscaldamento non è stato un fiore
all'occhiello dal punto di vista della politica energetica se non oggi ma in
passato per la amministrazione pubblica ferrarese? Ecco caro assessore, queste
sono domande alle quali, secondo il mio modesto parere occorrerebbe dare
risposte e pareri semplici, trasparenti e fruibili alla portata di tutti i
cittadini, con qualsiasi mezzo, anche sui giornali ma non solo; poi i consigli
per la spesa che sono altrettanto graditi. PS.: Fortunatamente, nel rapporto
citato di Legambiente, Ferrara si posiziona bene riguardo realizzazioni
tangibili e godibili dai cittadini come le piste ciclabili (9º posto), Verde
Urbano ed Aree Verdi (13º e 5º posto forse grazie alla
grande estensione del Parco Bassani), ma tutto il resto, considerata la
retrocessione in classifica generale per Ferrara di ben 20 posizioni mi pongo
il dubbio se l'amministrazione ambientale della nostra città abbia raggiunto la
sufficienza per la sua condotta in questi ultimi 2/3 anni (Gelmini docet). Marco Borgatti
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Primo Piano Pagina
102 Incontro Marcegaglia-Gelmini: sono stati esclusi i
giornalisti Scuola, sì di Confindustria Incontro Marcegaglia-Gelmini:
sono stati esclusi i giornalisti --> ROMA Tra polemiche politiche ma anche giudizi
positivi, va avanti la protesta sulla riforma della scuola e dell'università.
Ieri c'è stata l'assemblea nazionale degli studenti universitari a Firenze e
agli stati generali della scuola del Sud a Castel Volturno (dove c'è stata una
coda polemica sui fischi ad un esponente del Pdl). Ma un giudizio positivo
sulla riforma della scuola è venuto da Confindustria: il presidente Emma
Marcegaglia a Sanremo ha detto che si tratta di un'operazione che «taglia
alcuni costi e rimette a posto i numeri», Ma, ha aggiunto, «non bisogna
fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e
sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su
questi temi». «La scuola italiana così com'è non va bene - ha concluso Marcegaglia
- a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo.
Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così».
Ieri però il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini
è stata al centro di una nuova polemica proprio per l'incontro di Confindustria
a Sanremo. Riunione già prevista a porte chiuse, hanno spiegato gli
organizzatori, ma con i giornalisti, speranzosi di un suo intervento pubblico
che sono stati «allontanati» dalle forze dell'ordine. Con tanto di protesta di
Fnsi, Associazione ligure della stampa e opposizione. Ma con pronta replica di
Confindustria che ha spiegato come il ministro non sia stato responsabile della
«chiusura delle porte» del convegno dell'Hotel Royal, «riservatezza» che è
stata applicata in tutti e due o giorni di lavoro dei direttori dell'organismo
imprenditoriale. Chiamata fuori per Gelmini anche da
fonti di Viale Trastevere: il ministro era soltanto ospite e non mai chiesto di
allontanare i giornalisti. Ma la Federazione nazionale della stampa ha
giudicato «inaccettabile» l'episodio: «Chiediamo fermamente al governo di
abbandonare questo atteggiamento di fastidio. Lasciateci lavorare. Se il
ministro Gelmini avesse rispettato i giornalisti - ha
spiegato la Fnsi - si sarebbe risparmiata una lezione scadente e una brutta
notizia che comunque dobbiamo raccontare». Mentre il senatore del Pd Roberto Di
Giovan Paolo si è chiesto «perché il ministro dell'Istruzione ha paura dei
giornalisti?».
( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CRONACA TERNI pag.
17 ? TERNI ? ESPLODE la protesta del Movimento studentesco degli univer... ?
TERNI ? ESPLODE la protesta del Movimento studentesco degli universitari
ternani contro la riforma Gelmini. Il corteo degli
studenti che, partendo dalla sede di Scienze Politiche, venerdì ha attraversato
le principali strade della città (nella foto), è solo la prima iniziativa di
una lotta che coinvolge in pieno anche Terni. «Anche in questa piccola realtà ?
afferma il Movimento studentesco ? arriva la protesta contro il taglio del
nostro futuro. Contro la legge 133 che porta il nome del Ministro Maria Stella Gelmini, la quale prevede tagli indiscriminati dei
finanziamenti statali all?Università e all?Istruzione tutta. Ha sfilato in
città la rabbia degli studenti, per far comprendere la gravità di questa legge
che taglia le gambe a quella che è una grande risorsa per tutti. Si, perché
saranno i piccoli centri universitari come il nostro ad accusare maggiormente
la mancanza di fondi». L?assemblea permanente studentesca organizza già da
qualche settimana iniziative culturali nelle piazze. «Cerchiamo di portare
l?istruzione e l?Università ? continuano gli studenti ? nelle strade e tra la
gente, per far comprendere a chi ci vede seduti in terra che quella sarà la
fine di tutti i ragazzi, la fine della nostra società, con lo sviluppo di una
classe dirigente incompetente e disorientata. Abbiamo tutta la volontà e
l?energia per andare avanti nei nostri percorsi di conflitto quotidiano ed
estemporaneo. Già da lunedì ci saranno lezioni in piazza di tre docenti della
facoltà di Medicina, a partire dalle 10. La stessa piazza accoglierà nel
pomeriggio gli studenti del conservatorio Briccialdi accompagnati dagli
strumenti musicali. Previste altre forme di protesta e sensibilizzazione, come
la distribuzione della Costituzione, l?intervento in Consiglio comunale, la
creazione di corsi di autoformazione all?interno delle facoltà». Il corteo di
venerdi è stato accompagnato da una fitta distribuzione di volantini. «IL
MOVIMENTO studentesco di Terni ? si legge tra l?altro ?_ esprime la più netta
condanna per il metodo utilizzato nell?approvazione dei provvedimenti
attraverso lo strumento improprio del decreto legge, e senza concreti confronti
con le parti interessate; la riprovazione per avere affrontato un tema di tale
rilevanza e impatto sociale all?interno di un provvedimento di spesa, collegato
alla legge finanziaria dell?anno corrente, e unicamente con una logica di
drastica, indiscriminata e trasversale riduzione dei costi, senza alcuna
razionalizzazione; la preoccupazione per provvedimenti che comportano uno scenario
di progressivo indebolimento dell?Università pubblica, fino ad arrivare al suo
potenziale smantellamento».
( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
MILANO ATTUALITA'
pag. 9 Contro la riforma Gelmini tutti a lezione in
piazza Insubria Mercoledì 12 dalle 16.30 in piazza Insubria, le mamme, gli
abitanti, i volontari e i lavoratori del Comitato Inquilini
Molise-Calvairate-Ponti, gli insegnanti delle scuole di quartiere organizzano
un pomeriggio di mobilitazione contro le riforme della scuola e dell?
università imposte dal governo. «Ospitiamo le lezioni dei ricercatori precari,
di Raffaele Mantegazza, docente della facoltà di Scienze dell?Educazione, degli
studenti delle università milanesi».
( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 5
La media «Da Vinci» apre e rischia l?addio INAUGURAZIONE A COLLE UMBERTO ?
PERUGIA ? TINTE CHIARE che risaltano con il verde circostante: il sindaco
Renato Locchi e l?assessore al Welfare Tiziana Capaldini, insieme al direttore
dell?ufficio scolastico regionale Nicola Rossi, ieri hanno inaugurato la scuola
di Colle Umberto, attorniati da studenti e insegnanti in festa. Anche se i
tagli della Gelmini potrebbero compromettere tra qualche
anno la sua sopravvivenza. L?edificio, che ospita la nuova scuola media in Via
Osteria del Colle, è ai piedi del Monte Tezio, nella stessa area in cui sono
presenti anche la scuola dell?infanzia, la scuola primaria e il vecchio
edificio prima sede della scuola secondaria. La nuova struttura (in funzione
già dall?inizio di questo anno scolastico) ospita tre classi della scuola
secondaria «Da Vinci ? Colombo». «Dopo gli edifici scolastici di Solfagnano, di
Colombella e di Collestrada, il Comune continua ad investire nell?edilizia
scolastica. Una scelta di cui non ci pentiamo ? ha sostenuto il sindaco Locchi
? a dimostrazione dell?impegno della città di Perugia perché i giovani possano
studiare nel modo migliore. Le scuole piccole ? ha rimarcato il sindaco ? hanno
anche il compito di rappresentare un elemento identitario per le piccole
comunità, offrire un presidio culturale della città e servizi sparsi».
L?assessore Capaldini, riferendosi all?impegno economico sostenuto dal Comune,
ha posto in evidenza che «non è un costo da sottovalutare», ma «è stato
realizzato grazie alla tenacia della collettività, proprio perché la
collettività intorno a una scuola si identifica». Rossi ha elogiato
l?amministrazione comunale per le scelte lungimiranti, mentre l?assessore Maria
Prodi, ha detto di essere presente «a testimonianza di tutta l?attenzione e
della condivisione della Regione con le scelte del Comune». S.A. Image:
20081109/foto/7311.jpg
( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 4 E
l?ora di religione va a finire in Parlamento RADICALI ? PERUGIA ? POMO della
discordia, l?ora di religione. Da sempre. Quando ci si mette la burocrazia,
però, il dissidio si infervora. Fino a diventare interrogazione parlamentare.
PARTE proprio da Perugia il perché dell?azione promossa dai senatori radicali
del gruppo del Partito Democratico, Donatella Poretti e Marco Perduca. Dalla
storia di un ragazzino al primo anno di un liceo cittadino. Mario (è il nome di
fantasia) aveva optato, al momento dell?iscrizione, per l?ora alternativa a
quella di religione. Ma organizzare gli allievi, si sa, non è per la scuola
cosa immediata. I primi due mesi, perciò, Mario è sempre stato in classe con i
compagni. Tanto che ad ascoltare il prof di religione ci ha preso gusto.
Pensava allora bastasse un cambio di crocetta per invertire la scelta in
segreteria. «La legge vieta di cambiare l?opzione ?ora di religione? in corso
d?anno», si è sentito rispondere. E non solo lui. «Nel liceo sono una trentina
gli studenti nella stessa situazione o che l?ora di religione la vogliono
abbandonare ? ricorda Pierfrancesco Pellegrino, dei radicali Perugia ?. Pensare
in tutta la città e a centinaia lungo la Penisola. La scelta informata dello
studente dovrebbe essere fatta solo dopo aver compreso come verrà trattato il
programma di IRC. Il non poter cambiare durante l?anno, visto che non si tratta
di storia delle religioni, espone lo studente a possibili violazioni personali
che non sono accettabili forse sotto più profili». DI QUI la mobilitazione dei
senatori. Per sapere dal ministro dell?Istruzione Maria Stella Gelmini se non giudichi opportuno modificare la normativa in
vigore e consentire agli studenti di poter riconsiderare la scelta o meno
dell?insegnamento della religione cattolica. Per non sentirsi ripetere: «Vuole
far religione? Passi a rimetter la crocetta l?anno prossimo». M.G.
( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 4 Sorpresa:
all?ateneo spettano Fanno parte del fondo nazionale per le facoltà più
virtuose. LA MANOVRA DEL GOVERNO ? PERUGIA ? ALL?ATENEO umbro spetterebbe un
incentivo statale di 12,7 milioni, oltre ai circa 160 che gli vengono assegnati
attualmente. Un salto possibile, se, secondo le previsioni del Governo, il
decreto legge varato giovedì dal ministro Gelmini
dovesse diventar legge. Il denaro rientrerebbe in quel 7% di fondo di
finanziamento ordinario da ripartire in base a parametri di merito, quali «risultati
del processo formativo, l?attività di ricerca scientifica nonché sostenibilità
e qualità delle sedi». Un?ipotesi di bilancio «meritocratico» che, in base ai
dati Miur pubblicati sul Sole24ore, era prevista anche nel Patto con
l?Università dello scorso anno. Ma mai applicata. Il decreto Gelmini,
al pari, risolve parzialmente i punti del movimento di protesta che da venti
giorni infiamma Perugia e la penisola. Per questo l?Onda non si arresta. «I
TAGLI più consistenti rimangono: quelli dal 2010 in poi ? spiega Marta
Miglietti, del direttivo Udu ?. E ancora non abbiamo visto la ?riforma? vera e
propria. Mancano i contenuti del rinnovamento. Per ora ci sono solo tagli. Il
metodo, infine, si conferma errato: prendono provvedimenti senza consultare nè
noi nè la Crui». «La possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni
private non è stata cancellata dal Governo ? chiariscono altri studenti ? E in
più vogliamo essere partecipi della riforma. Perciò dobbiamo continuarea a
manifestare». Lo faranno ancora domani, alle 10, riunendosi davanti al
Rettorato con il coordinamento dei ricercatori precari. Il sit-in è mirato a
ottenere dal rettore Francesco Bistoni, che nel frattempo si è rivolto anche
agli enti locali, una presa di posizione forte contro i tagli. Promuovendo
l?apertura di un tavolo di confronto sul rinnovamento del sistema
universitario, tra docenti, studenti, ricercatori e amministrativi dell?ateneo.
LA PROTESTA continua quotidiana e eclettica: tanto che anche il sabato
universitario, alla fine, è stato «santificato». Insolita processione ha
infatti attraversato ieri sera corso Vannucci. Porpore e fiaccole seguivano il
protocollo, ma la statua portata a spalla tradiva il messagio: non un santo, ma
la «Beata ignoranza», profana madonna con il viso del ministro Gelmini. Sono stati i ragazzi dell?Udu, mascherati da
prelati e religiose, a rappresentare con ironia il futuro a cui l?università,
secondo loro, è destinata se la finanziaria seguirà il suo corso. INTANTO
prosegue nelle facoltà di Perugia la raccolta di firme per la petizione stilata
dagli studenti del polo ternano. Indirizzata al premier, a Tremonti e alla Gelmini, si chiede al governo di rivedere la legge 133 su
turn over, tagli e possibilità di privatizzazione degli atenei. Sono già 400 ad
aver sottoscritto il documento a Terni (257 solo le firme di Medicina). Ora il
testimone passa a Perugia e in settimana il «bottino» dovrebbe partire per i
ministeri. Anche docenti tra i firmatari della Conca. NELLA VASTA platea del
fermento c?è chi guarda al futuro: le elezioni studentesche dei primi di
dicembre. La Cgil, madre del sindacato universitario Udu, ha infatti chiesto ai
suoi militanti di segnalare studenti da iscrivere nelle liste
dell?associazione. «Quest?anno le apriremo anche a chi non ha la tessera ?
conferma la Miglietti ?, perché noi, a rappresentare gli studenti, ci siamo
sempre, non solo nei momenti eccezionali». Sostengono, invece, di non averne
ancora discusso le altre anime del movimento. Una sola la meta comune a più
breve termine: la manifestazione nazionale di venerdì a Roma. Marta Gara Image:
20081109/foto/7300.jpg
( da "Nazione, La (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PRIMO PIANO pag. 5 ?
PERUGIA ? ALL?ATENEO umb... ? PERUGIA ? ALL?ATENEO umbro spetterebbe un
incentivo statale di 12,7 milioni, oltre ai circa 160 che gli vengono assegnati
attualmente. Un salto possibile, se, secondo le previsioni del Governo, il decreto
legge varato giovedì dal ministro Gelmini dovesse
diventar legge. Il denaro rientrerebbe in quel 7% di fondo di finanziamento
ordinario da ripartire in base a parametri di merito, quali «risultati del
processo formativo, l?attività di ricerca scientifica nonché sostenibilità e
qualità delle sedi». Un?ipotesi di bilancio «meritocratico» che, in base ai
dati Miur pubblicati sul Sole24ore, era prevista anche nel Patto con
l?Università dello scorso anno. Ma mai applicata. Il decreto Gelmini,
al pari, risolve parzialmente i punti del movimento di protesta che da venti
giorni infiamma Perugia e la penisola. Per questo l?Onda non si arresta. «I
TAGLI più consistenti rimangono: quelli dal 2010 in poi ? spiega Marta
Miglietti, del direttivo Udu ?. E ancora non abbiamo visto la ?riforma? vera e
propria. Mancano i contenuti del rinnovamento. Per ora ci sono solo tagli. Il
metodo, infine, si conferma errato: prendono provvedimenti senza consultare nè
noi nè la Crui». «La possibilità di trasformare gli atenei in fondazioni
private non è stata cancellata dal Governo ? chiariscono altri studenti ? E in
più vogliamo essere partecipi della riforma. Perciò dobbiamo continuarea a
manifestare». Lo faranno ancora domani, alle 10, riunendosi davanti al
Rettorato con il coordinamento dei ricercatori precari. Il sit-in è mirato a
ottenere dal rettore Francesco Bistoni, che nel frattempo si è rivolto anche
agli enti locali, una presa di posizione forte contro i tagli. Promuovendo
l?apertura di un tavolo di confronto sul rinnovamento del sistema
universitario, tra docenti, studenti, ricercatori e amministrativi dell?ateneo.
LA PROTESTA continua quotidiana e eclettica: tanto che anche il sabato
universitario, alla fine, è stato «santificato». Insolita processione ha
infatti attraversato ieri sera corso Vannucci. Porpore e fiaccole seguivano il
protocollo, ma la statua portata a spalla tradiva il messagio: non un santo, ma
la «Beata ignoranza», profana madonna con il viso del ministro Gelmini. Sono stati i ragazzi dell?Udu, mascherati da
prelati e religiose, a rappresentare con ironia il futuro a cui l?università,
secondo loro, è destinata se la finanziaria seguirà il suo corso. INTANTO
prosegue nelle facoltà di Perugia la raccolta di firme per la petizione stilata
dagli studenti del polo ternano. Indirizzata al premier, a Tremonti e alla Gelmini, si chiede al governo di rivedere la legge 133 su
turn over, tagli e possibilità di privatizzazione degli atenei. Sono già 400 ad
aver sottoscritto il documento a Terni (257 solo le firme di Medicina). Ora il
testimone passa a Perugia e in settimana il «bottino» dovrebbe partire per i
ministeri. Anche docenti tra i firmatari della Conca. NELLA VASTA platea del
fermento c?è chi guarda al futuro: le elezioni studentesche dei primi di
dicembre. La Cgil, madre del sindacato universitario Udu, ha infatti chiesto ai
suoi militanti di segnalare studenti da iscrivere nelle liste
dell?associazione. «Quest?anno le apriremo anche a chi non ha la tessera ?
conferma la Miglietti ?, perché noi, a rappresentare gli studenti, ci siamo
sempre, non solo nei momenti eccezionali». Sostengono, invece, di non averne
ancora discusso le altre anime del movimento. Una sola la meta comune a più
breve termine: la manifestazione nazionale di venerdì a Roma. Marta Gara Image:
20081109/foto/7300.jpg
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Lettere & Opinioni
Pagina 352 GLI STUDENTI IN CORTEO Il vero pericolo è la Gelmini
--> In un commento pubblicato venerdì a firma di "Paolo Pani -
Università di Cagliari" si esorta noi studenti universitari a non farci
prendere in giro dai docenti o dai cosiddetti baroni e a non stare al loro
gioco. Fino a prova contraria, siamo giovani ma siamo ragazzi e ragazze mature
che ragioniamo con il nostro cervello e capiamo benissimo a quale
"pericolo" stiamo andando incontro con la nuova riforma Gelmini. Maria Rita Murroni - via email
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nel corso di
un'animata assemblea a Vazzola è stata discussa la questione dei siti
estrattivi che penalizzerebbero in modo evidente la Sinistra Piave Piano cave,
la Lega fa dietrofront Manzato: «Lo bocciamo». Il Comitato accusa il Carroccio
di doppiogiochismo ALESSANDRO VIEZZER VAZZOLA. «Così com'è il Piano Cave lo
bocciamo in Consiglio regionale. Anzi, può darsi che non vada neppure in
discussione, come nell'ultima legislatura»: l'annuncio è di due «big» della
Lega, il vicegovernatore Franco Manzato e il consigliere regionale Gianantonio
Da Re. L'annuncio è stato fatto venerdì sera all'assemblea svolta dal Carroccio
a Vazzola su federalismo e altri temi. «Già durante l'approvazione in giunta
avevo presentato un emendamento - spiega Manzato - il piano così com'è non va
bene». Alle scuole di Tezze c'erano anche i rappresentanti
dei comitati anticave ed alcune insegnanti elementari per dimostrare dissenso
contro i provvedimenti adottati dal ministro Gelmini:
all'esterno della scuola era affisso uno striscione con la dicitura «Quale
futuro per la scuola?». All'incontro hanno parlato tra gli altri il senatore
Gianpaolo Vallardi, l'onorevole Guido Dussin, e Leonardo Muraro presidente
della Provincia. Vittorio Bornia, coordinatore del comitato anticave «La
Colonna», ha chiesto spiegazioni sulla posizione equivoca del Carroccio in
materia di escavazioni, rilevando un sostanziale doppiogiochismo: «In Regione
il Prac è stato adottato all'unanimità, mentre qui sbandierate la vostra
opposizione al piano. Nella Sinistra Piave sono inclusi 1150 ettari di terreni,
per la maggior parte vocati all'agricoltura». Franco Manzato e Gianantonio Da
Re hanno ribadito la propria contrarietà alla deturpazione del territorio,
assicurando la netta opposizione al voto quando il Prac passerà all'esame del
consiglio regionale: inoltre saranno posti vincoli per salvaguardare Villa
Dirce ed il centro storico di Borgo Malanotte, perché l'escavazione non sarà
permessa a meno di un chilometro. Ma sono tuttavia in pericolo i vigneti
coltivati dell'area Doc Piave, in un territorio che ha già subito sconvolgimenti
per il passaggio del gasdotto proveniente dalla Russia. «Noi privilegiamo le
autorizzazioni in aree già scavate - ha commentato il presidente della
Provincia di Treviso, Leonardo Muraro - con l'abbassamento del volume in
profondità, piuttosto che aprirne di nuove».
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LETTERE E AGENDA
pag. 15 MANIFESTANTI Pugno duro annunciato contro i giovani lanciatori di
vernice all&... MANIFESTANTI Pugno duro annunciato contro i giovani
lanciatori di vernice all?Unicredit No Gelmini, no
colors
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Delusione per il concorso
tra gli ex combattenti Temi sulla Costituzione Gli studenti snobbano
CONEGLIANO. Gli studenti s'interessano sempre meno alla storia d'Italia: è
stata minima la partecipazione al concorso letterario dedicato alla ricorrenza
del «IV Novembre». In parte per protesta contro la riforma
del ministro Gelmini, e in parte per altri motivi, molte scuole medie non hanno
aderito. L'unico a dare una buona partecipazione è stato il Collegio
Immacolata. La scarsa partecipazione ha suscitato delusione negli organizzatori,
i soci delle associazioni combattentistiche. Ieri mattina quindi si è
tenuta la commemorazione del 4 novembre, in occasione del novantesimo
anniversario della Grande guerra. Dopo la deposizione delle corone al cimitero,
al Monumento della resistenza di via Filzi e a quelli ai Caduti nell'omonima
piazza IV Novembre, autorità e partecipanti si sono ritrovati in piazza Cima.
Al termine sono stati premiati gli studenti che hanno partecipato al concorso
letterario che in questa edizione aveva come tema i sessant'anni della
Costituzione, riservati agli alunni di terza media. Su 25 dei vari istituti
cittadini, pochissimi hanno aderito. Le tre borse di studio per i migliori
componimenti sono andate ad altrettante alunne del Collegio Immacolata. Il
primo premio è andato a Valentina Baglione della classe terza sezione D, il
secondo a Veronica Giusti sempre della terza D ed il terzo ad Irene Bellotto
della terza sezione A. L'appello nei discorsi ufficiale del sindaco di Conegliano
Alberto Maniero di Benito Costarella presidente dell'Associazione Combattenti e
Reduci di Conegliano e del generale di corpo d'armata Italico Cauteruccio è
stato rivolto proprio agli studenti perché non dimentichino gli insegnamenti
forniti dalla storia del nostro Paese. (di.b.)
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari
Pagina 1026 Il nuovo numero de ?Il Portico? --> E' in distribuzione il nuovo
numero de Il Portico, il settimanale della Diocesi di Cagliari diretto da
Sergio Nuvoli. In primo piano la vicenda di Ana, una
studentessa universitaria rumena che si trova a Cagliari con il progetto
Erasmus. Spazio poi alle polemiche sul decreto Gelmini, con
un'intervista alla presidente del corso di laurea in Scienze della Formazione
primaria, Anna Leone.
( da "AudioNews.it" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
domenica 9 novembre
2008 08.36 Politica Il servizio di Miriam Mauti Scuola:
Alemanno attacca la Gelmini 08.18: La scuola continua a dividere i pareri: ieri il plauso
alla Gelmini della leader di Confindustria Marcegaglia, e le critiche del
sindaco di Roma Alemanno, che poi ha in parte fatto marcia indietro. E sulle
proteste, arriva una nuova presa di posizione dell'ex presidente Cossiga.
In una lettera aperta consiglia al capo della polizia Manganelli: aspettate che
ci scappi il morto e poi mano dura. Interviene il presidente della Camera Fini:
quelle rumorose sono minoranze, per il resto movimento degli studenti sano.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag.
9 Scontro prof-Procura: «No alle intimidazioni» «SIAMO molto preoccupati che si
vada a verificare la legittimità burocratica di una discussione, interna alla
scuola, che c?è sempre stata e sempre ci sarà. Oltretutto mentre la legittimità
degli atti è garantita dal nostro operato di presidi, quelli illegittimi (le
occupazioni; ndr) li abbiamo già segnalati alla Questura». E? alla presidente
dell?Asabo (Associazione scuole bolognesi), Maria Luisa Quintabà (nella foto),
che i dirigenti delle superiori delegano il compito di commentare la pioggia di
lettere, inviate dalla Digos attivata dalla Procura, caduta
sui loro tavoli in merito alle proteste anti Gelmini dei mesi
scorsi. In quella paginetta che ha sorpreso i presidi, il numero uno della
Digos, Vincenzo Ciarambino, chiede di indicare tempi e modi delle assemblee,
gli atti normativi di riferimento e se si sono verificati incidenti o episodi
meritevoli di valutazione (striscioni offensivi, danneggiamenti,
imbrattamenti, minacce). La Cub-Scuola parla di «un atto di grave intimidazione».
Così come il Coordinamento degli insegnanti delle scuole superiori, «a cui
fanno riferimento ? dice una nota ? 20 Istituti di città e provincia», che
«respinge ogni tentativo di intimidazione della rivolta che ha accomunato
insegnanti, genitori e studenti. Nessuna intimidazione ci toglierà il diritto
di continuare la nostra protesta». «La scuola ? aggiunge la Quintabà ? è già
fortemente burocratizzata, non burocratizziamola di più». I presidi, che hanno
scritto all?Ufficio scolastico regionale e provinciale, temono «un?eventuale
sollecitazione politico-ideologica che crei un clima negativo. Siamo perplessi
perché la lettera è arrivata a tutti indistintamente e non laddove si sono
verificati fatti specifici». Non molla, invece, la presa sulla riforma Gelmini l?Assemblea delle scuole bolognesi che il 22
novembre porterà ?La scuola in piazza?, tenendo le lezioni all?aperto. Image:
20081109/foto/1128.jpg
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag.
9 Pugno duro contro l?assalto a Unicredit No Gelmini,
i ragazzi accusati di danneggiamento aggravato: rischiano fino a tre anni ALL?INDOMANI
del corteo anti-Gelmini che si è svolto venerdì sera
in zona universitaria, la Digos è già al lavoro per identificare (e denunciare)
i partecipanti che hanno commesso reati. E l?intenzione è quella di non fare
sconti. La posizione più grave è quella dei ragazzi che hanno lanciato le
?bombe di vernice? contro la sede dell?Unicredit in via Zamboni 20. Prima di
entrare in azione, si sono coperti il volto e hanno alzato i cappucci, poi
hanno tempestato di impronte rosse il portone (dopo averlo incatenato) e i muri
della banca, per concludere l?assalto con palloncini e secchi di vernice rossa,
bianca e azzurra. Le accuse, quando (e se) verranno identificati tramite le
immagini (foto e video), saranno travisamento durante una manifestazione
pubblica, lancio pericoloso di oggetti e, soprattutto, danneggiamento
aggravato. Sì, perché il palazzo che ospita l?Unicredit è un edificio storico,
protetto dal vincolo dei Beni architettonici. Dunque la Procura è già pronta a
contestare l?aggravante specifica. I responsabili rischiano, per il solo
danneggiamento aggravato, fino a tre anni di carcere. Unicredit, inoltre, potrà
chiedere loro il risarcimento danni. Agli organizzatori non dovrebbero essere
contestate violazioni alle prescrizioni imposte dalla Questura in sede di
autorizzazione alla manifestazione. Resta però da valutare un?eventuale
contestazione nel caso qualcuno abbia incitato chi ha commesso materialmente i
reati. IL CORTEO, proseguendo lungo via Zamboni, ha poi stazionato davanti al
rettorato, imbrattando anche lì il portone d?ingresso con vernice colorata. Le
specifiche accuse sono dunque destinate ad essere contestate anche a chi ha
messo in atto quei gesti dimostrativi. Quando poi i manifestanti (mille per la
Questura, oltre duemila secondo gli organizzatori) sono arrivati sui viali,
hanno bloccato il traffico, prima a porta San Donato e poi a porta San Vitale.
L?accusa di interruzione di pubblico servizio può essere contestata solo in
caso vengano i mezzi pubblici (com?era accaduto nel corteo del 30 ottobre):
venerdì, però, nei blocchi non sarebbe finito nemmeno un autobus. Il ?solo?
bloccare le auto non è un reato, perché la fattispecie è state depenalizzata.
Le due ambulanze che si sono trovate sui viali in quei momenti, sono state
fatte passare dai ragazzi. g. d.
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ai
Bastioni kermesse anti-Gelmini Giovedì mobilitazione
degli studenti universitari Incontro sui Bastioni giovedì prossimo con gli
studenti universitari. L'iniziativa è stata organizzata da un gruppo di giovani
dell'università di Venezia, ma residenti in provincia di Treviso. L'obiettivo? Discutere della
riforma della scuola targata Gelmini e dei generali
tagli all'istruzione. «A Treviso l'università si è mossa poco sul fronte della
riforma - spiega Nicola Vendraminetto, studente di Storia a Venezia ma
residente a Zenson - Per questo abbiamo deciso di mobilitarci, per
sensibilizzare la cittadinanza». Tutto questo in vista del corteo organizzato
dai ragazzi delle scuole superiori per lunedì 17 a Treviso. La manifestazione
richiamerà in piazza centinaia di studenti da tutta la provincia. Intanto
all'Isis Palladio di Treviso martedì prossimo si terrà un incontro di
orientamento fra gli studenti e l'università di Trieste. Presenti il magnifico
rettore, Francesco Peroni, e dodici docenti dell'ateneo. L'inizio è alle ore
9.50. Al termine della presentazione gli studenti si divideranno nelle aule del
Palladio e alcuni nell'aula magna dello scientifico Da Vinci, dove si terrà una
presentazione delle singole facoltà. (l.c.)
( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Autogestione
al liceo scientifico di Agnone AGNONE Autogestione al liceo scientifico
Giovanni Paolo I. In un comunicato stampa sono gli stessi studenti a spiegare i
motivi della loro protesta. Ecco il testo della nota: «Nei giorni 6 e 7
novembre 2008 noi ragazzi del Liceo Scientifico Giovanni Paolo I di Agnone
abbiamo partecipato in massa ad un'autogestione, manifestazione questa
organizzata in forma di protesta alle riforme che apporterà
al sistema scolastico il decreto Gelmini. Come nel
resto d'Italia anche noi ragazzi ci schieriamo contro il decreto in quanto ci
sembra inopportuno sotto molti punti di vista. Certo nella scuola sarebbe
necessaria una riforma, ma sicuramente non una che ha come fine primo il
risparmio, soprattutto perché il nostro sistema scolastico è già piuttosto
rimaneggiato. Abbiamo scelto come forma di protesta l' autogestione,
evitando scioperi e manifestazioni, in modo che non si possa giudicare la
nostra manifestazione come una banale scusa per marinare la scuola e
soprattutto perché tutti gli alunni potessero essere consapevoli della loro
protesta. Infatti l' autogestione si è svolta in seminari didattici tra cui uno
di attualità dove si è parlato soprattutto dei cambiamenti che apporterà alla
nostra istruzione la riforma Gelmini». Il comunicato è
a firma del «rappresentante del corpo studentesco, Lucio Paglione».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Provincia di
Oristano Pagina 4044 ales, mogoro Scuole occupate, martedì un'assemblea Ales,
mogoro --> Neanche nell'Alta Marmilla piace molto la
riforma scolastica del ministro Gelmini. Nella
settimana di lezioni conclusasi ieri occupazione nell'istituto tecnico di
Mogoro e alle industriali di Ales per contestare il futuro accorpamento con
Terralba. Proprio ad Ales martedì alle 17,30 nella sala conferenze della Casa
del parco l'assessorato comunale alle politiche scolastiche e sociali ha
organizzato un'assemblea dal tema ?Scuola e la riforma Gelmini?. Sono stati invitati i cittadini, i docenti ed il
personale scolastico, alunni e genitori di tutto il territorio. L'incontro si
porrà due interrogativi: la riforma è un'innovazione didattica o semplicemente
un modo per far cassa e quali saranno i compiti ed il futuro ruolo dei Comuni.
( an. pin. )
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ocarfagna, prima dei
pennuti Ieri la corsa delle oche. Animalisti: pronto un esposto E' tornata
l'Ocalonga. Ali tese, fiato corto, son partite ieri le oche al primo colpo.
Data la figura snella (e grazie a qualche spintina) alla fine del traguardo è
arrivata prima Ocarfagna. Non sono bastaste le
contestazioni da parte degli animalisti per fermare la corsa poderosa dell'oca
Gelmina, arrivata testa bassa a strappare la seconda piazza alla terza delle
vincitrici, l'oca Palin, un tipetto tutte penne che sembrava aver stregato il
pubblico in festa, ma dopo un inizio col botto è incespicata malamente a metà
sprint, perdendo al rush. Insomma, se ne sono viste delle belle,
sembrava poco ci mancasse perché spiccassero il volo, sospinte dalle saguinelle
delle loro bacchettatrici, tutte donne, che con docili buffetti hanno saputo
mettere in riga le tre ochette tutto pepe, arrampicatesi fino in cima alla
classifica di gara. Le assenze si sono però sentite: tanti bambini, ma solo
un'adulta in gara, genere ormai raro quando si tratta di scendere in campo
superando la bolgia (e la timidezza degli anni). Ma non è stata certo una
passeggiata per la dozzina di pennuti starnazzanti, e marmocchi vocianti, che
al primo via dell'arbitro di gioco, Giorgio Fantin, sono partite a razzo nella
celebre corsa giocata all'ombra dei castagni delle Mura di Treviso. (Enrico
Lorenzo Tidona)
( da "Tribuna di Treviso, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DALLA PRIMA/LORENZONI
STUDENTI IN RIVOLTA, L'ONDA CHE SALVA LA NOSTRA SCUOLA SEGUE DALLA PRIMA
pacificamente e con determinazione, lungo una linea molto avanzata, reclamando
più scuola, più saperi, più scienza e ha, così, dimostrato che la nostra non è
ancora una società anestetizzata e normalizzata, dal martellante bombardamento
mediatico, perseguito da chi ci governa. Sono stati vani, infatti, tutti i
tentativi di mimetizzare la dimensione e la forza dell'Onda, messi in atto dal
centrodestra. Ridicole e offensive sono apparse le dichiarazioni di Berlusconi,
che ha definito gli studenti e i loro familiari, che partecipavano alle
manifestazioni: «facinorosi e strumentalizzati dalla sinistra» e patetiche
quelle della ministra Mariastella Gelmini, che non
trovando niente di meglio, ha imboccato la strada dell'autoconsolazione per
convincersi che si trattava soltanto di qualche migliaia di studenti male
informati. L'Onda ha dimostrato, invece, di essere una spontanea rivolta di
popolo contro un decreto, che non ha nulla a che fare con la riforma della
scuola ma, semplicemente, taglia le poche risorse disponibili con il palese
obiettivo di affossarla. Perché la Gelmini invece di
tagliare, indiscriminatamente, le risorse a tutti i livelli, non ha tagliato
gli sprechi, sulla cui rimozione avrebbe trovato l'accordo di tutti e che oggi
vengono, invece, enfatizzati solo per giustificare il suo decreto? Da giorni le
facce della compagnia di teatro della destra televisiva ci ripetono, che
l'Università fa schifo e una delle cose più stravaganti è il fatto che questi
trombettieri, improvvisamente, sono diventati i nemici dei «baroni
universitari» Ma, perché invece di continuare ad abbaiare alla luna non fanno i
nomi di questi «baroni» e non invitano il loro ministro a prendere i provvedimenti
del caso? Evidentemente non possono farlo perché sanno che fra le Signorie
universitarie rischiano di trovare, assieme a qualche infiltrato, che si dice
di sinistra, qualche politico trombato della destra, nuova e vecchia, che, siamo pronti a scommeterci, non subiranno danni dalla Gelmini. Perché se i «baroni» sono il problema, la Gelmini, tagliando i fondi, mette a rischio la ricerca universitaria?
Perchè stravolge la scuola elementare che è l'unico comparto del nostro sistema
scolastico che funziona bene ed, in Europa, è giudicato di eccellenza?
Perché, si vuol tornare al maestro unico, con 24 ore di lezione alla settimana,
cioè ad un tipo di insegnamento già abbandonato da venti anni? Per questo,
forse, si propone il ritorno al voto in condotta e all'obbligatorietà del
grembiule? Non pensa, la Gelmini, che tagliare
finanziamenti per 8 miliardi di Euro, ridurre a 24 ore le lezioni per le classi
elementari e medie, licenziare circa 85.000 insegnanti e 50.000 addetti non
docenti, significa affossare la scuola pubblica? Se ne sono accorti, per
fortuna, i nostri giovani e la loro consapevolezza ha dato vita ad una rivolta
trasversale, lontana dai colori di partito che ha spinto, come riporta l'Unità
del 24 ottobre 2008, il senatore Cossiga a suggerire all'attuale ministro degli
Interni, in una intervista rilasciata alla Nazione, di usare i seguenti metodi,
irresponsabili e ignobili, in uso negli anni della strategia della tensione:
«Gli universitari? Lasciateli fare. Ritirare la forza di polizia dalle strade e
dalle università, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a
tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i
negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le città».
Purtroppo, ai suggerimenti di Cossiga, ha fatto seguito il tentativo di
disturbare la grande e pacifica manifestazione del 30 ottobre a Roma, quando un
camion di «fascisti», carico di spranghe, è piombato sul corteo degli studenti
e si è rischiato il peggio. E cosa ancor più avvilente, l'ineffabile
sottosegretario degli Interni, Francesco Nitto Palma, rispondendo ad una
interrogazione parlamentare sui fatti, invece di giustificare il suo ministero
per la mancata richiesta alle forze dell'ordine di spiegare come mai un camion
carico di provocatori fascisti, armati di spranghe, fosse arrivato,
indisturbato, fino a Piazza Navona, ha avuto il coraggio di rovesciare la
verità trasformando in aggressori gli studenti aggrediti. Questo penoso
tentativo è stato ridicolizzato dal blitz fascista, di questi ultimi giorni
nella sede della Rai, che voleva impedire la trasmissione delle immagini che
raccontano ciò che veramente è avvenuto in Piazza Navona il giorno della
manifestazione. Nelle ultime prese di posizione si avvertono, però, le prime crepe
nel fronte della destra governativa, che si era sempre opposta al ritiro del
decreto Gelmini e baldanzosamente aveva rifiutato ogni
confronto con l'opposizione per la sua riscrittura. Pare infatti che si
accetti, per l'università, di rivedere quanto previsto. Ma attenzione, che i
tagli più pesanti contenuti nel decreto, relativi al finanziamento e alla
riduzione del personale, riguardano la scuola elementare, la scuola media e gli
istituti tecnici. Non lasciamoci ingabbiare e mettiamoci al lavoro per il
referendum che deve chiedere l'abrogazione della legge, recentemente approvata.
Non illudiamoci perché il loro obiettivo resta l'umiliazione e l'affossamento
della scuola pubblica. E, a questo proposito, tornano di attualità queste
parole pronunciate da Piero Calamandrei, in un discorso in difesa della scuola
pubblica, nel lontano febbraio 1950: «Facciamo l'ipotesi che ci sia un partito
al potere, un partito dominante, il quale (.....)non vuole fare la marcia su
Roma e trasformare l'aula in un alloggiamento per manipoli; ma vuole istituire,
senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi
delle scuole? (.....) Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di
essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre,
perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora il partito dominante (...) comincia
a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, a impoverirle. Lascia che si
anemizzino e comincia a favorire le scuole private (...) Bisogna tenere
d'occhio i cuochi di questa bassa cucina. L'operazione è rovinare le scuole
(...) Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle
scuole private denaro pubblico». Queste frasi hanno quasi sessanta anni ma
sembrano scritte oggi. Gli studenti che scendono nelle piazze, occupano le
istituzioni scolastiche insieme a genitori e insegnanti che non sono certo
«baroni», ma docenti consapevoli, spesso precari che si impegnano allo spasimo
per garantire il diritto al sapere e alla conoscenza, lottano per salvare la
scuola pubblica e sono la parte più viva del nostro Paese che difende una delle
più belle conquiste della Resistenza, indispensabile per realizzare
l'uguaglianza di tutti i cittadini. La Costituzione sancisce questa conquista
nel suo articolo 33: «L'arte e la scienza sono libere e libero ne è
l'insegnamento. La Repubblica detta le norme generali sulla istruzione ed
istituisce scuole statali per tutti gli ordini e gradi. Enti e privati hanno il
diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo
Stato. La legge, nel fissare i diritti e gli obblighi delle scuole non statali
che chiedono la parità, deve assicurare ad esse piena libertà ed ai loro alunni
un trattamento scolastico equipollente a quello degli alunni di scuole
scuolestatali (.....)» e ribadisce nel suo articolo 34: «La scuola è aperta a
tutti. L'istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e
gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi, hanno diritto di
raggiungere i gradi più alti degli studi (.....). Questi i dettami della
Costituzione che dobbiamo rispettare e realizzare. Quelli che l'Onda ha preso
in contropiede e che hanno reagito con l'insulto e il disprezzo, sono gli eredi
di quelli che allora si opposero all'emancipazione femminile, ai diritti dei
lavoratori, all'uguaglianza, alla giustizia sociale. Sono i trombettieri del
privilegio. Chi vuole migliorare il Paese deve essere a fianco di questo
movimento che si batte per un futuro migliore per tutti noi. Umberto Lorenzoni
Presidente Provinciale ANPI - Treviso
( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Laura Della
Pasqua Fabrizio dell'Orefice «La crisi ... Laura Della Pasqua Fabrizio
dell'Orefice «La crisi finanziaria impone scelte precise: occorre coprire le
spalle alle banche affinchè queste poi sorreggano l'economia reale, bisogna
trovare le risorse per la cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sociali
e rilanciare le grandi opere come volano per l'economia e l'occupazione».
Fabrizio Cicchitto, capogruppo del Pdl alla Camera indica le priorità per far
fronte a questa difficile congiuntura economica. Ma mette in chiaro che questo
non significa rimettere mano alla Finanziaria. «L'impianto resta quello. Resta
da vedere se è possibile inserire elementi di copertura del sistema come
ulteriori ammortizzatori sociali». Questo vuol dire che avete già messo in
conto che la crisi avrà un impatto sull'occupazione? «Al momento non ci sono
dati aggregati sull'impatto che la crisi finanziaria sta avendo sull'economia
reale. Ma bisogna attrezzarsi a eventuali ridimensionamenti occupazionali.
Questo deve tradursi in maggiori risorse anche per la cassa integrazione».
Berlusconi sta mostrando un piglio fortemente decisionista che gli sta tirando
addosso diverse critiche. Il pugno di ferro è il nuovo stile di questa
legislatura? «Nel 2001-2006 c'era stato un eccesso di mediazione che aveva pesato
sull'immagine di Berlusconi e sull'operatività del governo. Il risultato
elettorale ha dato un forte mandato a Berlusconi e lui lo vuole esercitare in
pieno. Questo spiega l'impronta decisionista più marcata. E poi la situazione
internazionale è drammatica, l'iniezione di liquidità da parte degli istituti
centrali non ha ancora dato gli effetti sperati. C'è il crollo dei consumi.
Insomma occorre prendere decisioni veloci e radicali non ci si può far frenare
da veti che risalgono a passati modi di far politica». L'altra novità di questo
governo è l'asse che è riuscito a creare con Confindustria e parte dei
sindacati. Come avete fatto? «Gli industriali hanno capito che il governo è
impegnato seriamente a affrontare la questione economica e Cisl, Uil e Ugl sono
consapevoli che non è più il tempo degli scontri. La conflittualità sociale in
questo momento è un suicidio». Eppure la conflittualità sulla scuola non siete
riusciti a frenarla. C'è il rischio che la protesta anti-Gelmini possa degenerare alimentandosi anche con il malessere sociale
per la crisi? «I rischi di derive nell'estremismo ci sono sempre. Mi sembra che
il decreto Gelmini sull'università abbia smontato le ragioni della protesta che
saldava le manifestazioni della scuola secondaria con quelle degli
universitari». L'emergenza economica non richiederebbe una integrazione
della Finanziaria? «L'impianto della manovra resta quello. Questo governo ha
smontato l'idea della Finanziaria come di un treno su cui salivano gli interessi
delle lobby. La conseguenza è una maggiore selettività degli emendamenti per
cui è tutt'ora aperto il problema se porre o meno la fiducia». Anche contro la
volontà del presidente Fini? «Fini ha posto un problema serio. Vedremo sulla
base dei lavori parlamentari come verrà sciolto questo nodo in una situazione
nella quale non si possono correre rischi di aprire falle nel rigore delle
scelte sulla spesa pubblica». Resta sempre in piedi l'intenzione di una riforma
dei regolamenti parlamentari? «Il disegno di legge presentato vuole dare
maggiore velocità alle iniziative del governo e al tempo stesso consentire il
riconoscimento del governo ombra dell'opposizione. Il problema però...» Il
problema è quello solito del dialogo, vuol dire? «Il nodo è che ci sono tre
opposizioni, Pd, Idv e Udc. Inoltre il Pd mostra di non credere veramente al
governo ombra e l'alleanza con l'Idv si è rivelata nefasta. Lo stesso si può
dire per la riforma della legge elettorale per le europee». Anche su questo
punto nessun passo in avanti? «O affrontiamo il nodo dello sbarramento e delle
preferenze o resta la legge vigente. Ma in questo caso i danni maggiori li
avrebbe proprio il centrosinistra». Come va con Casini? C'è aria di alleanze in
vista? «L'Udc paga a caro prezzo un errore di previsione politica, ovvero
l'aver creduto che la forza propulsiva di Berlusconi si era esaurita. Altro
errore è che non si sono fatti coinvolgere nella costruzione del Pdl. Va detto
però che finora l'Udc ha avuto un timbro di opposizione diverso dal Pd e
opposto a quello di Di Pietro. Insomma è possibile un confronto». A che punto
siete con la costruzione del Pdl? «Da un certo punto di vista è già nato. Sono
stati gli elettori ad averlo deciso. Il problema è quello della presenza sul
territorio. L'effetto Berlusconi si sente per le elezioni politiche ma la
partita per le regionali e le elezioni locali viene giocata per larga parte
sulla base della credibilità delle classi dirigenti locali. Nel Nord ci si deve
misurare con la Lega. In Lombardia e Veneto c'è una nuova leva di dirigenti
della Lega che sono a contatto con le piccole e medie imprese mentre invece
Forza Italia e An si sono più concentrati sui vertici delle istituzioni». Sfida
nel nord ma anche nel Lazio. A Roma i problemi non mancano. «Nella Capitale
occorre ricostruire la manutenzione della città. Il che significa anche
occuparsi dei tombini e del manto stradale. Il centrosinistra ci ha consegnato
una città appannata anche nei suoi punti di prestigio e va riportata al suo
fulgore».
( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa Il commento
migliore alla frase di Andrea Camilleri sulla ... Il
commento migliore alla frase di Andrea Camilleri sulla Gelmini — «il ministro di sicuro non è un essere umano» — potrebbe
essere quello che Montalbano nel racconto «La sigla» dà a una intuizione
bislacca di un suo collega: «Jacomù, ti sei cacato il cervello?». è successo
giovedì scorso in una assemblea al liceo Mamiani di Roma quando il celebre
scrittore, invitato a parlare del decreto della ministra, ha sostenuto
che «dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos'è». La
ministra, appunto. La frase in sé è troppo banale per essere scandalosa.
Camilleri è talmente geniale e funambolico con la lingua che avrebbe potuto
inventare una invettiva migliore. La delusione di noi, suoi ammiratori, è
un'altra. è la banalità della battuta. Non sei d'accordo con uno/una? Invece di
polemizzare con lui/lei, fai un'operazione infantile, cioè la escludi dal
genere umano. Detto in altro modo: non sono d'accordo con te, allora non
esisti, non puoi esistere, sei di un altro pianeta e chiamo tutti alla rivolta
contro l'estraneo/estranea. Non solo non è divertente, ma ricorda quelle
spiritosaggini infantili di cinquant'anni fa quando le liti fra ragazzi si
concludevano con la frase immancabile: «Tu non esisti». Camilleri propone ai
ragazzi di oggi un insulto antico che tradotto nella contemporaneità diventa
banale e anche pericoloso. Ma perché pare a me, rispettosamente, che Camilleri
si sia «cacato il cervello»? Perché se di un avversario politico tu neghi
l'umanità e lo riduci a finzione di altro, a categoria del male, in quel
preciso istante spieghi ai ragazzi che contro quell'avversario si può fare
tutto. Non è un essere umano, non valgono contro di lui quelle regole
«umanitarie» che, spesso trasgredite, invochiamo nei nostri contrasti. Potremmo
trovare diecimila giustificazioni alla «cacata di cervello». Ma su un punto il
giustificazionismo si deve arrendere. La signora Gelmini
è una ministra della Repubblica che ha preso iniziative alcune condivisibili
altre no, ma è un essere umano vero. Toglierle questa dignità significa
cancellarla come immagine concreta, e anche avversaria, degli studenti e
trasformarla in icona del male. Non si può insegnare ai giovani ad essere
stupide marionette che, negando la realtà, vivono fuori dal mondo. Fanno così i
cattivi maestri.
( da "Tempo, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
stampa
Un convegno pubblico contro il ministro Gelmini e contro il
... Un convegno pubblico contro il ministro Gelmini e contro il
decreto sulla scuola organizzato a Castel Volturno con i soldi della Regione
Campania. E al quale non è stato invitato neppure un esponente del governo,
anche se nel depliant della manifestazione ci sono i loghi del Ministero del
lavoro e dell'Unione
Europea. «Ma sono simboli utilizzati abusivamente — spiega il deputato del Pdl
Giorgio Stracquadanio — perché l'associazione "Scuole aperte" che ha
organizzato il convegno ha avuto il patrocinio del ministero e della Ue. Ma non
certo la manifestazione». Se però manca la voce del governo o almeno di un
esponente della maggioranza, largo spazio invece all'opposizione e ai
sindacati. Sono stati infatti invitati i tre segretari generali di Cgil, Cisl e
Uil della scuola, l'ex leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti e
l'ex ministro Luigi Nicolais. E ancora Valentino Parlato de «Il Manifesto» e
Nichi Vendola, governatore della Puglia, anche lui di Rifondazione. Inoltre per
gli insegnanti che partecipano al Forum contro il ministro è previsto
«l'esonero dagli obblighi di servizio». «Questa è la risposta della Regione
Campania allo sforzo fatto dal governo per risolvere l'emergenza rifiuti —
aggiunge Giorgio Stracquadanio — Hanno utilizzato i soldi dei cittadini per
attaccare Berlusconi e la Gelmini, ignorando
completamente la possibilità di un contraddittorio con la maggioranza». Già
nella presentazione della tre giorni, che si conclude oggi, ci sono critiche
pesanti all'esecutivo. «La ricetta applicata dal Governo è semplice ma dannosa
— scrive Corrado Gabriele, assessore regionale all'istruzione della Regione
Campania, esponente di Rifondazione Comunista — Si ripropongono, infatti, in chiave
riformista le "shock terapies" che la Banca Mondiale e il Fmi hanno
utilizzato come strumento di dominio durante gli anni '80 per occidentalizzare
le economie dei Paesi emergenti. Tagli netti a tutti i servizi pubblici,
ridimensionamento del sistema dell'istruzione e della sanità pubblica, drastica
riduzione del numero degli insegnanti». Ma ieri è stata un'altra giornata nera
per Mariastella Gelmini, attaccata anche da un
esponente della maggioranza, Gianni Alemanno, e finita al centro di una
polemica con i giornalisti. Il sindaco di Roma ha ribadito le critiche di An al
modo con cui il ministro ha fatto conoscere il suo decreto: «La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e così
abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere se
avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori del mondo della scuola
per tempo e non in ritardo come abbiamo fatto». L'altra polemica è scoppiata
agli Stati Generali di Confindustria, a Sanremo, dove il ministro era stato
invitato. Durante il suo intervento i giornalisti sono stati fatti tutti uscire
dalla sala. Proteste, nota ufficiale della Fnsi, poi la spiegazione di
Confindustria: «L'organizzazione del seminario dei direttori di Confindustria è
completamente affidata allo staff della stessa Confindustria: il ministro Gelmini ha partecipato come invitato e non ha certo avuto
alcun titolo nella gestione dell'evento, meno che mai nei rapporti con la
stampa. I lavori erano come già annunciato, rigorosamente a porte chiuse». Pa.
Zap.
( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
n. 269 del 2008-11-09
pagina 2 L'insostenibile pretesa di sentirsi superiori di Redazione Il rosso e
il nero. È dai tempi di Stendhal, anzi da molto prima, che l'Italia porta nel
cuore questa malattia. Non passa. È l'istinto della guerra civile. L'altro non
è mai uno che la pensa in modo diverso da te. È il nemico. È un simbolo, una
divisa, una maschera. Mai un uomo. Andrea Camilleri è un signore di 83 anni.
Quando fa parlare il commissario Montalbano si sente quasi un Dio. Capita.
Soffi dentro a un personaggio e questo prende vita. Se va bene ti regala gloria
e ricchezza. Ma non cancella la rabbia, l'odio, l'astio. Camilleri va al
Mamiani, lì dove ha studiato una buona fetta di
intellighentia romana, e dice: quella lì, la Gelmini, di sicuro
non è un essere umano. È una di quelle frasi che nessuno dovrebbe pronunciare,
soprattutto i vecchi, quelli che ricordano, che bene o male dovrebbero ancora
avere una memoria. È una frase carica di disprezzo. È la forma più nichilista
di razzismo. L'altro non è un diverso. È nulla. È qualcosa di
indefinito, di inumano. Camilleri l'ha detto e i ragazzi hanno sorriso.
Applaudito. E tutto è apparso terribilmente normale. Camilleri non è un
bastardo. Se ti trovi a parlare con lui ti appare come un burbero vecchio,
arguto come un siciliano colto, incazzato e disincantato come solo certi
intellettuali sanno essere. Eppure l'ha detto. Ha detto della Gelmini «non è un essere umano», magari per strappare una
risata, come battuta. Ma l'ha detto, senza sensi di colpa. E questo è ancora
più grave. Forse vale la pena capire perché. La prima ipotesi è che Camilleri è
impazzito, ma non ci sono prove che possano sostenere questa tesi. Il discorso
è un po' più complesso e viene da lontano. Tutto questo, purtroppo, ha a che fare
con il dna culturale della sinistra. Non c'è nulla da fare. Non bastano i voti.
Non basta la democrazia. Berlusconi non deve e non può governare. Non può
governare la destra. Non possono governare quelli lì, che non recitano Dante e
non leggono il Manifesto. Questo è il punto di partenza. La conseguenza è che
tutte le armi sono buone per mandarli a casa: la piazza, la delegittimazione
umana, la rabbia satirica e il pistolotto intellettuale. Manca la violenza, ma
non è detto che prima o poi qualcuno si lasci tentare. Alla base di questo
istinto antidemocratico c'è la vecchia, berlingueriana, diversità
antropologica. Con una differenza: Berlinguer si riferiva alla questione
morale. Questi, che non si possono neppure definire suoi eredi, tirano in ballo
la «questione umana». La differenza antropologica dei vecchi comunisti si è
consumata accettando, come una disgrazia metafisica, il governo democristiano.
Stavano all'opposizione con l'orgoglio, un po' ipocrita, di chi non si sporca
le mani. La nuova «questione» non tollera invece l'opposizione. Non l'accetta.
La vive come un crimine contro l'umanità. La vecchia sinistra sapeva convivere
con la Dc. Questa non può convivere con Berlusconi. O lui o noi. È una
questione di pelle. I sacerdoti di questa religione antiberlusconiana sono gli
intellettuali. Sono i più radicali, irriducibili, schifati, ortodossi. Ora
vedono nelle piazze di studenti il sogno di una rivoluzione morale. Come gli
studenti, anche loro, ma per ragioni biologiche, sentono di non avere futuro. Sono
vecchi e sazi per la piazza. Ma sprecano parole. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI
SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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n. 269 del
2008-11-09 pagina 6 Marcegaglia: «Riforma ok Bisogna premiare solo chi ottiene
risultati» di Francesca Angeli Il presidente di Confindustria
elogia la Gelmini: «Giusto prevedere tagli dove ci sono gli sprechi» RomaEmma
Marcegaglia chiede a Mariastella Gelmini di non
fermarsi e di procedere sulla strada delle riforme. A Confindustria in
particolare interessa l'intervento sugli Istituti Tecnici, già allo studio del
governo, per promuovere scambi più stretti e proficui tra gli istituti e il
mondo delle imprese. Il ministro dell'Istruzione, dell'Università e
della Ricerca Scientifica partecipa agli Stati Generali dei direttori di
Confindustria a Sanremo ed incassa la promozione degli imprenditori sui
provvedimenti appena varati. «Questo è un decreto che taglia alcuni costi e
mette a posto alcuni numeri ma non bisogna fermarsi qui - dice il presidente di
Confindustria -. È necessario varare una riforma sul merito, sull'efficienza e
sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto, ora bisogna continuare su
questi temi». E a chi attacca il governo, studenti e professori, la Marcegaglia
ribadisce che difendere lo status quo non è possibile: «La scuola italiana così
com'è non va bene. A chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a
livello europeo. Siamo sempre stati agli ultimi posti: non possiamo andare
avanti così». Alla Gelmini la Marcegaglia poi spiega
di aver apprezzato «le aperture fatte sui ricercatori e l'attenzione posta al
merito e all'efficienza degli Atenei». E anche sullo sgradevole capitolo dei
tagli, che hanno scatenato la protesta di studenti e professori la Marcegaglia
va incontro alle scelte del governo. «Ci sono riduzioni di spesa che andavano fatte
perché se guardiamo i parametri europei rispetto a quelli italiani i nostri
sono assolutamente fuori luogo - insiste -. Ora bisogna continuare in questa
direzione e portare avanti il progetto di riforma». Con il decreto già
approvato in via definitiva sulla scuola e quello «tecnico» licenziato dal
consiglio dei ministri sugli Atenei giovedì scorso, il lavoro della Gelmini è appena iniziato. Per quanto riguarda la
ristrutturazione degli Istituti Tecnici e Professionali è già prevista una
riduzione dell'orario massimo da 40 a 32 ore. Più in generale in tutta
l'istruzione superiore si va verso una netta riduzione degli indirizzi e delle
sperimentazioni che attualmente sono circa 900. Decisamente troppi per la Gelmini che oltretutto ne aveva sottolineato «l'inefficienza
rispetto alle esigenze formative». Si punta proprio ad asciugare gli istituti
tecnici e professionali, eliminando le duplicazioni, come ad esempio l'istituto
tecnico-commerciale affiancato dall'istituto professionale per il commercio.
Per il ministro Gelmini comunque sembra impossibile
chiudere una giornata senza portarsi dietro qualche scia di polemiche, anche al
convegno degli industriali. L'incontro era stato organizzato «a porte chiuse» e
non era prevista la presenza dei giornalisti. I cronisti comunque si sono fatti
avanti per avere qualche dichiarazione dal ministro, che però non ha parlato ed
è poi stata accusata di aver chiesto di allontanare la stampa dall'Hotel Royal,
dove si svolgevano appunto gli stati generali degli industriali. Circostanza
smentita prima dal ministero e poi ufficialmente anche da Confindustria che ha
spiegato come la Gelmini fosse soltanto un'ospite e
non avesse chiesto nulla. Precisazioni inutili perché la Federazione nazionale
della Stampa e l'Associazione ligure della stampa hanno protestato
ufficialmente contro il ministro «che non ha rispettato i giornalisti». ©
SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
n. 269 del
2008-11-09 pagina 5 E lo hanno anche incoronato con un premio per la satira in
tv di Redazione , dove ogni settimana tocca al divertente Vauro chiosare con le
sue abrasive vignette i temi affrontati in trasmissione da Michele Santoro e
dai suoi ospiti. E il duo funziona. Al punto che quest'anno ha vinto il XXXVI
premio speciale Forte dei Marmi per la satira politica, celebrato a fine estate
alla mitica Capannina. In giuria tra gli altri Edmondo Berselli e Pasquale
Chessa. «Il conduttore più cattivo del mondo e il disegnatore più cattivo del
mondo - così si legge nella motivazione - . Una coppia perfettamente affiatata
che ad AnnoZero ha dialogato con un affiatamento tanto profondo da diventare
complicità». E ancora: «Uno spettacolo nella cronaca politica, uno show contro
il politically correct ma anche un esempio di cabaret postmoderno e televisivo».
Conclusione dei giurati: «Il fine ultimo è di realizzare il delitto televisivo
perfetto, mettere alla berlina, svelare il malfatto, attaccare in piena
irresponsabilità». Santoro, a quanto risulta, all'epoca ha gradito. Sembra
perciò molto strano che un conduttore che ha dato così spazio alla satira
adesso non accetti di essere preso in giro. Che un giornalista che ha vinto un
premio pure per «l'irresponsabilità» di una presa in giro non stia al gioco e
non gradisca di essere sfottuto. Tanto più che non c'è soltanto il tratto del
toscanaccio Vauro Senesi a dare il segno caricaturale alla sua trasmissione. Ci
sono anche le imitazioni. E c'è il celebrato ritorno in Tv di Sabina Guzzanti
dopo cinque anni di assenza. A fine ottobre, nel pieno
delle proteste studentesche contro il decreto Gelmini sulla
scuola, l'attrice è comparsa nei panni di un singolare Berlusconi-Nerone.
Abito, cravatta e camicia scura, con sopra una toga dorata e una corona
d'alloro in testa, la Guzzanti ha ironizzato sul ministro dell'Istruzione e sul
pugno duro minacciato dal premier per far rientrare la contestazione.
«Non voglio far sembrare gli studenti violenti, ci tengo io a passare per
quello violento». Per finire così: «Santoro, si contenga, lei ha già fatto il
20% senza invitare i tanti sottoscritti che ci sono in giro». E che dire poi
del tanto spazio dedicato l'anno scorso da AnnoZero al principe dello
sberleffo, dei paradossi irriverenti e dell'antipolitica, Beppe Grillo, fresco
reduce dall'accalorato Vaffa-Day bolognese? Invece niente, ora l'imitazione che
gli dedica Joe Violanti su Rds, sostiene Santoro, interferisce sulla sua
attività. E allora, quella che gli fece Max Tortora a Convescion a colori, Rai
2, in cui Michele era stato riciclato come venditore di pentole e moderatore di
assemblee di condominio? Quella non interferisce? MSc © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
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n. 269 del
2008-11-09 pagina 6 Il governatore Vendola fa il «maestrino»: «Varerò norme anti-maestro
unico» di Bepi Castellaneta Norme contro il maestro unico. Questa volta non è
uno slogan scandito in piazza nel corso di un corteo, ma un vero e proprio
progetto politico annunciato dal presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola
di Rifondazione comunista. Il quale, intervenendo agli Stati regionali della
Scuola del Sud che si sono tenuti a Castel Volturno, in provincia di Caserta,
ha dichiarato che potrebbero essere varati provvedimenti specifici contro lo
stop ai tre maestri previsto nella riforma. «Stiamo vagliando - ha dichiarato
Vendola - la possibilità di impedire questo tipo di restringimento e
regressione»; e ancora: «L'ipotesi normativa è allo studio per prevedere il
mantenimento di classi più con docenti: questa traccia di lavoro, propositiva,
non solo polemica, la proponiamo anche ad altre Regioni». Il governatore
pugliese aveva già manifestato l'intenzione di presentare ricorso alla Corte
costituzionale contro il decreto del ministro della
Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Adesso,
però, Vendola lancia una nuova iniziativa mettendo sul tavolo politico la
possibilità di adottare disposizioni ben precise per evitare il ritorno al
maestro unico. La Regione sta infatti valutando l'intenzione di utilizzare
l'articolo 116 della Costituzione che consente «forme e particolari condizioni
di autonomia» in determinate materie tra le quali le norme generali
sull'istruzione. Il tutto a patto che ci siano risorse e una legge dello Stato
che dia il via libera. Insomma, proprio dalla Puglia guidata dall'ex deputato
di Rifondazione comunista sembra affiorare in qualche modo una proposta che si
richiama al concetto di autonomia e pare delinearsi come un progetto di
federalismo scolastico. Fatto sta che l'iniziativa è stata commentata dal
ministro per la Semplificazione, Roberto Calderoli, ieri a Bari insieme al
ministro per gli Affari regionali Raffaele Fitto per partecipare a un dibattito
organizzato dall'associazione «Cantiere Puglia» della senatrice del Pdl Adriana
Poli Bortone. Ebbene l'esponente leghista, a proposito dell'articolo 116 della
Costituzione, si mantiene cauto e sottolinea come sia necessario «che le
richieste siano sostenute da specifiche caratteristiche delle Regioni». In ogni
caso, Vendola intende andare avanti e spera soprattutto di allargare i confini
del suo progetto contro il maestro unico, anche se la proposta pugliese ha
suscitato forti perplessità anche a sinistra. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA
- Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Nuova Venezia, La" del 09-11-2008)
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PIANETA SCUOLA. Il braccio di ferro contro il decreto Gelmini Non si ferma
la protesta degli studenti Torna l'autogestione al Gritti, martedì assemblea
cittadina delle superiori All'istituto turistico non si entra in classe
Laboratori e cineforum MARTA ARTICO Ritorna la mobilitazione nelle scuole
mestrine. Il decreto Gelmini agli studenti non
è per nulla andato giù. E neppure i tagli previsti. I più preoccupati subito
dopo gli universitari, sono gli studenti degli istituti tecnici professionali.
Per questo a partire da domani e fino a giovedì, l'istituto statale per il turismo
Andrea Gritti di via Muratori, che conta ben 1.091 iscritti, ha proclamato
l'autogestione. «Organizzeremo dibattiti - spiega Hulian - laboratori di vario
genere, approfondimenti sulla riforma». E ancora: «Abbiamo intenzione di
invitare esperti a parlare, che possano spiegarci il decreto e darci
delucidazioni. In programma c'è il cineforum, anche i docenti ci appoggiano».
Insomma, niente lezioni: riflettori puntati sui cambiamenti che porterà il
decreto Gelmini nella scuola e specialmente a quegli
istituti che vivono di laboratori, corsi su materie specialistiche e indirizzi
particolari. «Venerdì invece - prosegue - aderiremo alla sciopero in programma
a Roma e cercheremo di partecipare nel maggior numero possibile». Il 9 ottobre
l'intero collegio docenti del Gritti ha votato all'unanimità una mozione che
esprime forti perplessità verso il decreto Gelimini, la stessa vicepreside
Bianca Maria Bandinelli, si era detta preoccupata in merito all'impostazione
del curriculo 2009, proprio perché i tagli di ore potrebbero penalizzare
maggiormente un istituto tecnico. L'obiettivo degli istituti mestrini, è in
ogni caso quello di agire il più compatti possibile, unendosi agli studenti
universitari. Martedì 11 è in programma una nuova assemblea al Centro civico
con tutti i rappresentanti degli studenti. Che si ripeterà ogni settimana per
tutto il mese. Ancora in ballo l'ipotesi di organizzare una manifestazione a
Mestre martedì, nonostante non sia ancora ben chiaro quali istituti
parteciperanno. L'idea questa volta, è partita dagli studenti del liceo
classico Franchetti. «Non abbiamo ancora deciso da dove partirà - spiega
Federico - ma abbiamo tutta l'intenzione di organizzarla». Ma c'è non è
d'accordo con il corteo, perché lo ritiene troppo ravvicinato a quello del 14 nella
Capitale. Fermento specialmente negli istituti d'arte. Che stanno pensando ad
una iniziativa comune. «Abbiamo organizzato due mobilitazioni - spiega Alfredo
- il 17 l'appuntamento è in piazza Ferretto, dove si terrà un sit-in delle
scuole d'arte». La settimana successiva invece la manifestazione verrà
organizzata in Piazza San Marco. «Non se ne parla molto - aggiunge - ma tra le
scuole più colpite dalla riforma ci sono proprio gli istituiti d'arte». Nei
giorni scorsi nella sede dell'Isa di Corso del Popolo, si è tenuto un incontro
tra le scuole d'arte non solo di Mestre e Venezia, bensì di tutta la Regione,
ed è possibile che il 17 anche queste ultime decidano di confluire in Piazza
Ferretto. «Per il resto - prosegue Alfonso - continuiamo a riunirci, non solo
al Centro civico. Abbiamo ottenuto un'ora di assemblea pomeridiana per
discutere delle mobilitazioni».
( da "Stampaweb, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA E adesso tocca
ai fuori corso. Nell?ambito di una razionalizzazione della spesa universitaria
non si può più tollerare che ci sia il 35-40 per cento degli studenti che
scambia l?università per un parcheggio, ne ingolfa le strutture e si laurea in
forte ritardo o, peggio, non si laurea affatto. Occorre intervenire. Ed è
quello che si appresta a fare il ministro dell?Istruzione Mariastella Gelmini che a questo fenomeno ha fatto riferimento ieri
parlando a Sanremo nel corso di un seminario a porte chiuse riservato ai 140
direttori delle sedi territoriali di Confindustria. L?incontro si è tenuto in
mattinata all?hotel Royal. Si parlava di crescita economica, imprese e riforme
istituzionali, presente il leader degli industriali Emma Marcegaglia. La Gelmini si è rivolta a un?assemblea chiusa e in un hotel
blindato per evitare «comitati di accoglienza» da parte degli studenti. Neppure
ai giornalisti è stato permesso avvicinarsi. «Non è vero che nella scuola sono
stati fatti tagli esagerati - ha detto il ministro secondo la testimonianza di
chi c?era - e non è vero che intendiamo chiudere le scuole di montagna, ma
vogliamo solo accorpare le unità amministrative in maniera di produrre dei
risparmi, senza toccare il servizio». Si è poi lamentata per la disinformazione
che ha circondato i suoi provvedimenti e per le speculazioni politiche del
caso. «D?ora in avanti - ha detto - farò molti incontri per spiegare la vera
natura dei provvedimenti sulla scuola». Poi è passata a parlare dell?università
e in questo contesto ha inserito il discorso sui fuori corso, facendo subito un
distinguo: «Ci sono studenti che vanno fuori corso perché lavorano, e questi
vanno aiutati, ma ce ne sono altri che stanno all?università come in un
parcheggio e non possono essere trattati allo stesso modo». In effetti il
fenomeno dei fuori corso è un pesante fardello che grava sugli atenei italiani
da almeno trent?anni, tant?è che cominciò ad occuparsene negli Anni 80 l?allora
ministro Antonio Ruberti. Fino alla Riforma Zecchino del 3+2, su 100 iniziali
iscritti se ne laureavano 25-27 e tutti gli altri abbandonavano, magari dopo
aver frequentato l?Università per 7, 8, 9 anni. Da quando sono state introdotte
le lauree brevi (2000-2001) il fenomeno si è attenuato e oggi si laureano circa
la metà degli iniziali iscritti, ma più di un terzo lo fa al di là dei tempi
dovuti. La questione ha anche un impatto economico, considerando che i fondi
statali vengono elargiti in base al numero degli iscritti, tant?è che le università
fanno pubblicità alle loro sedi proprio per attrarre studenti: più sono e più
soldi arrivano, anche se - visti i risultati - molti di questi soldi sono di
fatto sprecati. «Il problema posto dal ministro esiste - dice Giorgio Allulli,
direttore della Ricerca all?Isfol e uno dei maggiori esperti italiani di
valutazione del sistema dell?istruzione - ma bisogna affrontarlo tenendo
presenti tre punti: primo, che si è molto ridimensionato rispetto a 10-15 anni
fa. Secondo, che il sistema si è già dotato di un criterio di ripartizione di
alcuni fondi in base al quale si distribuiscono risorse incrociando il numero
degli iscritti con quello degli esami sostenuti. Terzo, bisogna stare attenti a
non premiare neppure solo le università che producono esami e quindi laureati
perché si rischia la dequalificazione degli esami e la proliferazione delle
lauree facili». Per il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, la
riforma Gelmini sulla scuola «taglia alcuni costi e
rimette a posto i numeri. Ma non bisogna fermarsi qui. è necessario varare una
riforma sul merito, sull?efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto
andava fatto, ora bisogna continuare su questi temi». «La scuola italiana così
com?è non va bene - ha detto il leader degli industriali - a chi protesta dico
che dovrebbe guardare la classifica a livello europeo. Siamo sempre stati negli
ultimi posti. Non possiamo più andare avanti così. Le ultime aperture fatte sui
ricercatori, l?attenzione al merito e all?efficienza degli Atenei sono significative
e siamo convinti che la riforma della scuola e dell?Università sia molto
importante». commenti (0) scrivi
( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE Diario scolastico di Marco Imarisio Studenti triestini sul blog
stanano i prof «fannulloni» V atti a fidare degli studenti. A quelli non gli
basta mai. Non si accontentano dei cortei contro la Gelmini e i tagli all'università. Adesso, coalizzati con i ricercatori,
tirano fuori il «fattore h». O tempora, o mores. Il Coordinamento 133 è il motore
della protesta di Trieste. Quasi ogni sua iniziativa ha avuto un implicito
benestare dai presidi dell'università. L'ultima rischia però di
risultare indigesta. Gli studenti hanno creato un gruppo di lavoro incaricato
di segnalare le zone oscure del loro ateneo, un lavoro che dovrebbe confluire
in un «Dossier baroni», così viene chiamato sul blog del movimento. Un modo per
fare chiarezza, si legge in alcuni post. Stanare i professori che si accodano
alla protesta per non perdere rendite acquisite. La realtà di Trieste non è
paragonabile a quella di altre università italiane, vedi Palermo o Bari, dove
curiosamente le cattedre a disposizione finiscono sempre agli stessi cognomi.
Ma dal blog salta fuori il caso di un professore di Scienze Politiche che avrebbe
caldamente consigliato agli studenti l'acquisto di un libro, il suo. E poi c'è
la spada di Damocle del «fattore h», ovvero la somma delle pubblicazioni (e
delle loro citazioni) fatte da ogni singolo professore. Sul blog cominciano ad
apparire le segnalazioni — effettuate da studenti e ricercatori — dei docenti
privi dei titoli richiesti. Non solo. Arrivano anche osservazioni che solo in
apparenza sembrano soavemente innocenti, ma in realtà sono vere e proprie
bordate. Studenti che segnalano corsi identici effettuati in facoltà diverse,
oppure Dipartimenti sottodimensionati «senza alcuna ragione di esistere». Una
volta aperto il vaso di Pandora, richiuderlo è difficile. Maledetti
giovinastri. mimarisio@rcs.it
( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE Istruzione Ed è polemica su un convegno anti governo organizzato
dalla Campania «Scuola, riforma necessaria» Confindustria
con la Gelmini Fini: chi usa le cinghie è solo una minoranza rumorosa
Marcegaglia-ministro a porte chiuse, i cronisti protestano. Alemanno: riforme
condivise. Ma poi: Gelmini non c'entra ROMA — Non bastavano le manifestazioni in piazza, le
staffilate degli intellettuali e le parodie tv. Ora per Mariastella Gelmini arrivano anche le proteste dei giornalisti e una tre
giorni anti-riforma organizzata dal governatore della Campania Bassolino. Unica
consolazione l'apprezzamento della Confindustria che ieri l'aveva chiamata a
Sanremo per parlare della sua riforma agli stati generali. Un appuntamento che
doveva essere senza insidie. La Gelmini aveva parlato
dei tagli che giudica «indispensabili» per redistribuire le risorse investendo
in qualità e formazione. Dell'importanza della formazione tecnica.
Dell'intenzione di aprire le scuole al territorio attraverso il contributo delle
aziende private. Musica per la Confindustria. «è un decreto che taglia alcuni
costi e mette a posto alcuni numeri, ma non bisogna fermarsi qui — aveva
commentato la presidente Emma Marcegaglia — adesso deve partire la vera
riforma, che si basa sui criteri dell'efficienza, del merito e della qualità».
Un apprezzamento coperto subito però dalle polemiche. I cronisti esclusi
dall'incontro hanno puntato il dito contro la Gelmini,
uscita dal seminario senza rilasciare dichiarazioni. «Ha preteso e ottenuto che
i giornalisti venissero allontanati » denuncia la Fnsi parlando di «episodio
inaccettabile ». E l'opposizione con il Pd Di Giovan Paolo attacca: «Perché ha
paura?». Secca la smentita di viale Trastevere. L'incontro era già stato
previsto a porte chiuse dalla Confindustria. Versione confermata dallo staff
della Marcegaglia: era andata così anche agli altri incontri. Compreso quello
con il pd Burlando. Ma polemiche e proteste non si fermano. Annuncia
interrogazioni parlamentari il Pdl Straquadanio contro una tre giorni di
convegno finanziata dalla Regione Campania sulla riforma con una premessa
dichiarata nel depliant: «La ricetta applicata dal Governo è semplice ma
dannosa». Intanto, a dispetto del decreto varato martedì che ha ammorbidito
tagli e blocco del turnover dei ricercatori, la protesta continua. E scatena
polemiche la provocazione di Cossiga che, per sottrarre consenso ai
manifestanti, suggerisce al capo della polizia di ritirare la polizia «al
minimino cenno di violenza» auspicando come «ideale» che di queste
manifestazioni fosse vittima un passante, meglio se vecchio, donna o bambino ».
E se ferissero qualche poliziotto, «anche uccidendolo» «farei intervenire
massicciamente e pesantemente le forze dell'ordine contro i manifestanti, ma
senza arrestare nessuno ». Il presidente della Camera, Gianfranco Fini,
minimizza: «Quelle minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie. Sono
molto rumorose, ma anche molto minoranze». Mentre il ministro della Difesa, La
Russa, ironizza sui manifestanti "con la benedizione" di mamme e
maestre «che chiedono "difendete i nostri privilegi" ». Il sindaco di
Roma, Gianni Alemanno, invece invita a fare riforme condivise. Ma il suo
portavoce smentisce che si fosse riferito alla Gelmini.
Virginia Piccolillo
( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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Corriere della Sera -
NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE L'opposizione «Bene il metodo e la trasparenza è urgente. Vedremo
nel merito» Di Pietro: dal ministro svolta positiva ROMA — Il leader
dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, ha parlato di
«ravvedimento operoso del ministro Gelmini». Perché?
«Per il metodo. Non certo per il merito del provvedimento di cui ancora non
conosciamo il testo» Quale metodo? «L'idea di avere diviso la riforma in due
parti e trasformarne una in un disegno di legge, affidandolo così alla
discussione parlamentare, è stato positivo. Anche se aspetto di vedere
il seguito ». Il seguito? «Come si fa con i ladri che dicono non ruberò più.
Gli si dice: intanto restituisci il maltolto. Alla scuola sono stati tolti dei
fondi e vanno restituiti. Ma non alla privata, come hanno subito annunciato, ma
alla scuola pubblica». è favorevole alla forma del decreto per le altre misure?
«Sul principio che occorre modificare le norme dei concorsi per recuperare trasparenza
sono d'accordo e lo ritengo anche urgente. L'Università deve essere sottratta
ai nepotismi e alle baronie. Poi bisogna vedere nel testo come ciò verrà
realizzato, io auspico commissioni indipendenti. Vedremo. Lo stesso vale per
l'altra parte del decreto». Quale? «Quella che dovrebbe combattere gli sprechi
per recuperare risorse a favore di chi davvero fa ricerca e didattica di
qualità. Anche questo sarebbe urgente». Se così fosse voterebbe il decreto?
«Eh! "Se", "se". Prima bisogna leggere». Tagli a parte,
sugli altri punti come il maestro unico cosa pensa? «Per quanto riguarda il
maestro unico la trovo una riforma antistorica. Comunque il punto è che ce
l'hanno venduta come una questione di grembiulino e poi ci siamo ritrovati con
140mila posti in meno. Per questo promuoveremo anche noi il referendum contro
la riforma Gelmini. è uno stimolo per far capire che
la scuola non si può tagliare. Non è una questione di maestro o grembiulini».
V. Pic.
( da "Corriere della Sera" del 09-11-2008)
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Corriere della Sera
- NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-11-09 num: - pag: 16 categoria:
REDAZIONALE L'imitazione Mariastella applaude la
sosia-Cortellesi è amareggiata per le proteste, Mariastella Gelmini. Ma non si è affatto indignata per la parodia di Paola
Cortellesi, che nel suo show l'ha interpretata come fosse un automa nella
disponibilità del ministro Tremonti. Nel suo entourage rivelano: «L'ha vista
tutta. Ha riso come una pazza. L'ha trovata geniale».
( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi di ANNA MARIA SERSALE ROMA - Il rettore di Messina è rinviato a
giudizio, avrebbe truccato un concorso. Parentopoli e corruzione sono mali
dell'università, Luigi Berlinguer da ministro lei fu autore della riforma dei
concorsi. Non ha funzionato? «Accentuai il sistema autonomistico, prima era
centralistico. La verità è che i professori l'accordo lo trovano, qualunque sia
il sistema. L'unica via di uscita è la valutazione della produttività, fatta da
referee, da arbitri anonimi e non da membri eletti. Quando ne parlavo mi
accuasavano di volere una forma di occultismo massonico, ma è il modo per
mettere in evidenza l'incapacità del docente, l'unico modo per fermare
parentopoli. Ma c'è anche un'altra misura importante: con il vincitore unico si
può mercanteggiare meno, dal concorso non devono uscire due
"idonei"». Come mai lei non attuò questa norma? E che cosa pensa del
sorteggio che verrà applicato nei prossimi concorsi? «Non riuscii a far passare
il vincitore unico, allora il Parlamento mi impose la terna, soprattutto per le
pressioni del centrodestra. Io avrei voluto un sistema più rigoroso, sul
modello tedesco: chi bandisce non deve chiamare il vincitore. Allora mi si
disse che volevo la deportazione in massa dei docenti. Quanto al sorteggio è
stato già sperimentato, dopo Ruberti, ma non funzionò. Ripeto, senza
valutazione non si risolve il problema». I rettori vedono i tagli come una
sorta di abnorme espiazione degli errori compiuti e con 730 milioni di euro in
meno nel 2010 temono di non farcela. Però la Gelmini ha ammorbidito la linea, lei che idea si è fatto? «C'è una
vivissima preoccupazione, che deriva soprattutto dalla manovra finanziaria
triennale di Tremonti. Mi ha colpito l'inaugurazione dell'anno accademico al
Politecnico di Milano, se un rettore del livello di Giulio Ballio dice che
rischia di chiudere, questo fa impressione. Ritengo che nel nostro Paese
non si sia compreso il significato dell'università e della ricerca. Il rapporto
di spesa tra ricerca e Pil vede l'Italia in coda ai Paesi civili, per la
formazione universitaria spendiamo lo 0,9%, contro la media Ue dell'1,3%; se
poi consideriamo la spesa pubblica per l'università siamo all'1,6% contro il
2,8% dell'Ue e c'è il caso Danimarca con il 4,5%. Quanto alla spesa per
studente siamo al 13mo posto su 18, con 8.026 dollari contro i 10.400 di media
Ue, inoltre la percentuale dei nostri laureati fra 25 e 64 anni è appena del
13% contro il 24%. Insomma, siamo indietro, perciò rischiamo grosso, avevamo
conquistato posizioni di avanguardia ma le stiamo perdendo. Certo, viviamo in
un periodo di vacche magre, tuttavia vanno fatte delle scelte. Ecco perchè il
primo problema sono i quattrini». Fa bene la Gelmini
che vuole combattere gli sprechi? «Certamente, la proliferazione dei corsi di
laurea e delle sedi è cominciata nel 2000. Bisogna mettere un freno, è giusto
essere molto severi». Come giudica l'ultimo decreto? «Dal governo c'è un
cambiamento di marcia positivo, persino una parte del Movimento studentesco è
attenta a questa novità. E da parte degli atenei c'è un atteggiamento di
ragionevolezza per superare le distorsioni, il ministro Gelmini
lo ha colto. Direi che vanno bene le misure adottate con l'ultimo decreto: i
concorsi, le assunzioni dei ricercatori, i fondi per il diritto allo studio e
il meccanismo premiale per gli atenei virtuosi. La valutazione con gli
incentivi è un mio pallino. Però non ci si deve arrestare. Occorrono atti
coraggiosi». Quali? «Dopo la valutazione e gli investimenti, l'altra priorità è
la governance. Oggi c'è una contrattazione, io ti voto, tu mi dai. E si formano
le lobby. Ecco perchè bisogna separare i poteri, chi deve decidere non deve
essere condizionato, gli organi di rappresentanza non devono decidere tutto,
occorre una parte non elettiva che curi gli interessi degli utenti». Crede che
sia realizzabile? «Si tratta di misure impopolari ma necessarie, per vincere le
resistenze la riforma dell'università deve essere frutto di un incontro tra
maggioranza e opposizione in condizioni di parità, nessuno dovrà dire all'altro
"prendere o lasciare"».
( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Domenica
09 Novembre 2008 Chiudi Università, via ai nuovi concorsi: il decreto alla firma
di Napolitano Fini: chi usa le cinghie è minoranza. Alemanno, critiche alla Gelmini ma poi precisa
( da "Messaggero, Il" del 09-11-2008)
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Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi ROMA - L'Onda anomala non si ferma e università e ricerca si preparano
al corteo e allo sciopero generale di venerdì prossimo. «Rilanciamo con forza
l'appuntamento ribadendo l'unitarietà del Movimento», hanno detto gli studenti
provenienti da tutta Italia al termine dell'assemblea nazionale che si è svolta
a Firenze. Intanto, il decreto sull'università dopo la firma di Napolitano sarà
pubblicato domani nella Gazzetta ufficiale. Viene introdotto il sorteggio per i
membri delle commissioni per rendere più trasparenti i concorsi, ma l'efficacia
è inferiore alle aspettative di molti per il fatto che il sorteggio avviene non
tra la totalità dei docenti della materia, ma tra una cerchia di eletti, pari
al triplo dei membri della commissione, saranno dunque eletti 12 membri, per
poi sorteggiarne 4. Un provvedimento che comunque migliora il livello delle
prossime prove. Le altre novità contenute nel decreto sono la deroga al blocco
del turn-over (il limite passa dal 20 al 50%), tremila posti in più dal 2009
per i ricercatori, premi agli atenei migliori, borse di studio a tutti i
meritevoli e l'esclusione degli enti di ricerca dal blocco delle assunzioni. Intanto ieri è scoppiata la polemica Alemanno-Gelmini. Secondo un'agenzia di stampa il sindaco di Roma avrebbe
criticato il ministro. Alemanno avrebbe detto che la «Gelmini si è mossa
male». Però il sindaco non è entrato nel merito della riforma, i rilievi
avrebbero solo riguardato l'atteggiamento del ministro che si sarebbe mossa
«senza partecipazione», lasciando «alla sinistra una funzione che non
avrebbe potuto avere se avessimo avviato il confronto con i giusti
interlocutori del mondo della scuola per tempo, e non in ritardo come abbiamo
fatto». Chiaro il riferimento al comportamento del ministro, sottolineato dalla
precisazione del portavoce di Alemanno, che smentisce «categoricamente» che il
sindaco «abbia mai espresso giudizi negativi riguardo la riforma Gelmini». Polemiche anche per l'intervento di Francesco
Cossiga, che ha dato consigli al capo della polizia perché usi le «maniere
forti». Considerazioni tutt'altro che condivise dal presidente della Camera,
Gianfranco Fini: «Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono alle cinghie.
Sono molto rumorose ma rimangono molto minoranze». Fini ha poi osservato come
sia «un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di destra e di
sinistra che si confrontano». Sul tema istruzione è intervenuta anche Emma
Marcegaglia, presidente della Confindustria: quello sulla scuola è «un decreto
che taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri». Ma, ha aggiunto
Marcegaglia, «non bisogna fermarsi qui. È necessario varare una riforma sul
merito, sull'efficienza e sulla qualità. Quello che è stato fatto andava fatto,
ora bisogna continuare su questi temi». A. Ser.
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
09-11-2008)
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CRONACHE 09-11-2008
SCUOLA LA RIFORMA DELL'UNIVERSITA' Gelmini, applausi
dagli industriali «Lite» con i cronisti SANREMO Alemanno «bacchetta» il
ministro: «Avrebbe dovuto cercare la partecipazione» II Ha nuovamente difeso la
sua riforma, incassando il plauso di Confindustria ed evitando i giornalisti,
lasciati fuori dalla sala. Un episodio che è costato nuove critiche al ministro
della Pubblica Istruzione, Maria Stella Gelmini,
intervenuta ieri agli Stati generali dei direttori di Confindustria a Sanremo.
Un intervento «blindato»: quando il ministro ha preso la parola, i giornalisti
sono stati allontanati dall'auditorium. Per l'ira dei
cronisti che sarebbero stati messi alla porta proprio su richiesta della Gelmini. Ma dal ministero hanno subito smentito: «è stata una decisione
degli organizzatori ». Una versione confermata da Confindustria. La Gelmini non aveva però voglia di incontrare la stampa, visto che ha
lasciato il seminario senza scambiare una sola parola con i giornalisti.
Che hanno protestato con una nota ufficiale, mentre Roberto Di Giovan Paolo
(Pd) polemizza: «Che segreti aveva Gelmini da riferire
agli industriali? ». D'altronde è noto come il ministro imputi alla stampa la
«cattiva informazione» sulla sua riforma. «La riforma va continuata - ha
sottolineato il presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia - Alcune
riduzioni di spesa andavano effettuate. Ora però bisogna investire in merito,
qualità e tecnologie». Ma il sindaco di Roma Gianni Alemanno «bacchetta» il
ministro, che si sarebbe mossa male «senza cercare la partecipazione e
lasciando alla sinistra una funzione che altrimenti non avrebbe avuto». Sulla
scuola è intervenuto anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini: «Tra i
manifestanti ci sono minoranze rumorose che ricorrono alle cinghie, ma sono
molto minoranze. Trovo bello che studenti di destra e sinistra si confrontino».
Intanto ieri a Firenze si è svolta la prima assemblea nazionale del movimento
studentesco (senza gli studenti di Roma) con interventi di ragazzi da tutta
Italia. Ospite degli industriali Il ministro Gelmini.
FOTO ANSA
( da "Messaggero, Il (Frosinone)" del
09-11-2008)
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Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi di DENISE COMPAGNONE Erano poco meno di un migliaio, secondo le
stime dei carabinieri, i giovani che ieri mattina hanno
partecipato al sit in di protesta che ha chiuso la settimana di agitazioni
contro la legge 133- Gelmini. Intorno alle 9 in molti si sono radunati, sotto l'occhio vigile
di Polizia e Carabinieri, nello spiazzo antistante la villa comunale di
Frosinone provenienti da tutte le scuole del capoluogo e da alcune della
provincia, Ceccano e Alatri, per esempio. Megafono alla mano e
striscioni appesi, i ragazzi hanno ancora una volta ribadito il loro no al
decreto, ormai legge, che ha riformato l'istituzione scolastica dalle
elementari fino ad arrivare all'università. In alto, levate al vento, solo
bandiere tricolori. «Un dato importante della manifestazione di oggi - ha detto
Gianmarco Ferraccioli, insieme a Valerio Mariani rappresentate d'istituto dello
scientifico "Severi" di Frosinone" - è che non abbiamo bandiere
partitiche; siamo qui riuniti, di destra e di sinistra, insieme per lo stesso
obiettivo». I giovani attorno, intanto, saltellavano e urlavano cori e slogan,
per sottolineare l'incidenza del loro movimento; poi seduti a gruppi si sono
confrontati sulle esperienze passate e su nuovi modi per continuare la protesta.
In mezzo a loro, a controllare e tastare il polso della situazione, anche
qualche adulto: il presidente del comitato dei genitori del Liceo di Ceccano,
per esempio: «Non abbiamo potuto fare altro che prendere atto della volontà dei
ragazzi di protestare - egli ha detto - come del resto in tutto il territorio
nazionale. Oggi sono qui per monitorare la situazione, anche se fortunatamente
non si è mai arrivati ad azioni di violenza come invece è accaduto a Roma».
Archiviata anche questa mattinata (con tanto di piccoli disguidi con
l'amministrazione comunale, in particolare in riferimento alla fornitura di
energia elettrica), da domani, nella stragrande maggioranza degli istituti si
riprenderanno le lezioni. Ma l'onda della protesta non finisce qui: i ragazzi,
infatti, intendono continuare le loro esternazioni tramite altre forme, tra cui
anche i sit in davanti le scuole, ma nelle ore pomeridiane. «Questo per
dimostrare - hanno spiegato - che vogliamo davvero una scuola diversa».
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi Contro l'ambiente Il sindaco di Perugia intende sostenere con forza
la realizzazione di un termovalorizzatore nel comune, perché "è un dato di
fatto che serva". Secondo noi si tratta di un'eredità politica contro
l'ambiente. L'abbiamo ripetuto più volte: un termovalorizzatore non è sicuro
secondo il principio di precauzione. Entra in concorrenza con la raccolta
differenziata, che a Perugia è ferma, ben al di sotto dei parametri fissati per
legge. Alla base di tutto, poi, c'è un interesse economico e lo dice il fatto
che i rifiuti prodotti non recuperabili non possono essere sufficienti per
alimentare un impianto. Sarà necessario, quindi, bruciare rifiuti provenienti
da altre parti. Anche da fuori regione. Per fare cassa. Lauro Ciurnelli Circolo
Legambiente di Perugia Chiacchiere inutili Sui rifiuti basta con le chiacchiere
inutili e si proceda velocemente a definire attuabili modalità di smaltimento.
Le divisioni all'interno della maggioranza regionale hanno convinto ancora una
volta la Giunta regionale a rinviare la questione alle calende greche
rischiando che i problemi della Campania si trasferiscano in Umbria.
Nell'attesa della costruzione dei termovalorizzatori di cui bisogna ancora
scegliere la tecnologia, la localizzazione assai complicata dei siti, per
evitare il completo e definitivo esaurimento delle discariche, vengano
utilizzati da subito i cementifici che sono strutture idonee per uno
smaltimento sicuro e anche vantaggioso. Maurizio Ronconi - Udc Patto etico per
l'Umbria L'idea di un Patto etico per l'Umbria è stata rilanciata dall'Italia
dei valori nel corso di una iniziativa a Terni, presenti anche il garante
dell'Idv Umbria, Leoluca Orlando, e il presidente del circolo ternano, Marcello
Bigerna. Abbiamo rilanciato l'idea del Patto etico avanzata durante il
seminario di Acquasparta. Adesso, come ha detto Orlando, ci accingiamo ad
avanzare una serie di proposte inerenti la sanità, il lavoro, la scuola.
Proposte che vorremmo discutere con gli altri partiti e con le liste civiche.
Sono previsti, a breve, incontri tra Italia dei valori, Radicali e Rifondazione
comunista. E' stata anche lanciata l'attività del circolo e indicate le
prossime iniziative regionali. Entro l'11 di novembre, a un mese esatto
dall'inizio della campagna di raccolta firme per il referendum sul Lodo Alfano,
dovremmo aver raggiunto il traguardo di 10.000 firme raccolte. Inoltre è in
procinto l'inizio di raccolta firme per l'altro referendum riguardante
l'abrogazione del decreto Gelmini sulla
scuola, per questo ci coordineremo con il Pd. Idv dell'Umbria Biglietto unico
C'è poco futuro per il biglietto unico a Perugia. Ho denunciato in passato come
iniquo l'accordo commerciale tra le maggiori aziende della mobilità dello
scorso 21 febbraio che faceva del biglietto unico lo strumento propedeutico
alla formazione di una holding unica di trasporto. E' Trenitalia a
sancire, di fatto, il fallimento della sperimentazione, visto che recede
dall'accordo con una lettera ai partner del 21 ottobre. Il fallimento del piano
urbano di mobilità e del biglietto unico è quindi sotto gli occhi di tutti e
bene farebbe la Fcu a denunciare anch'essa un accordo che la sta ulteriormente
penalizzando rispetto alle politiche di mobilità messe in atto, per paradosso,
proprio dal suo unico azionista, la Regione, che foraggia attraverso la sperimentazione
e con soldi pubblici i suoi concorrenti. Andrea L. Marchesani Consigliere
regionale An Una proposta bizzarra La discussione sulla quantità di consiglieri
regionali è di per sé ridicola, se non correlata da logiche e criteri ben
precisi, che devono mettere insieme la capacità di non aumentare, anzi, se
possibile ridurre i costi della politica, con la necessità di una ampia
capacità rappresentativa, sia delle forze e delle idee in campo, sia dei
territori. Riteniamo assolutamente irricevibile la proposta di smantellare i
collegi attuali e suddividerli in tanti mini-collegi. Una proposta ancor più
bizzarra se si pensa che arriva da chi fa della semplificazione della politica
uno dei suoi cavalli di battaglia e pensa bene di complicare in questo modo la
suddivisione territoriale in Umbria, una regione che non raggiunge neppure i
900.000 abitanti. Mario Fioriti Segretario provinciale Partito socialista
Perugia
( da "Gazzetta di Parma (abbonati)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
PROVINCIA 09-11-2008
INIZIATIVA LA «SCUOLA DEI GENITORI» La riforma Gelmini: confronto
a più voci COLLECCHIO Gian Carlo Zanacca II Riapre l'ormai storica «Scuola dei
genitori» di Collecchio, tanto apprezzata negli anni scorsi: con due serate a
tema prende il via la quindicesima edizione degli incontri tra famiglie ed
esperti del settore, voluta ed organizzata dall'assessorato alla Pubblica
Istruzione del Comune di Collecchio in collaborazione con la parrocchia,
l'Istituto comprensivo, nonché grazie all'appoggio di diverse agenzie educative
spesso a contatto con i ragazzi, attive nell'ambito del territorio comunale.
Educazione Pensati e progettati per sostenere il percorso educativo dei bambini
e dei ragazzi nel rapporto quotidiano con i genitori ed i famigliari, gli
appuntamenti di quest'anno aprono volutamente con l'attualità: giovedì 20 novembre,
alle 21, all'au- ditorium di Casa I Prati, il pedagogista Aluisi Tosolini
affronterà il tema della riforma Gelmini, con un
incontro intitolato «La scuola sta cambiando, aiutiamo i genitori a capire».
Salute Ancora attualità, stavolta legata alla salute dei bambini durante il
passaggio tra autunno ed inverno: lunedì 1 dicembre alle 20.45 al teatro della
scuola «Verdi» il pediatra Davide Angelucci dedicherà il suo intervento al
cambio di stagione, ovvero come affrontarlo con la medicina naturale e una corretta
alimentazione. Alla serata parteciperà anche il maestro di judo Davide
Albertini. Informazioni Per accedere agli incontri non è necessaria
l'iscrizione ma è richiesta la puntualità: per maggiori informazioni su due
appuntamenti è possibile chiamare Barbara (tel. 0521.805719) o Roberta (tel.
0521.802520).
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi GIULIANOVA - Seconda notte trascorsa nella palestra al piano terra
del Liceo Scientifico e ieri mattina l'occupazione è proseguita, anche se molti
hanno preferito entrare in classe per seguire le lezioni. Tutto si è svolto,
comunque, con molta calma e la preside Madia Potenza la sera della prima
occupazione ha fatto una capatina a scuola perfino attorno a mezzanotte. E ieri
mattina la stessa preside ha convocato i rappresentanti d'Istituto dei genitori
per metterli al corrente di quanto avvenuto in questi giorni. Gli studenti occupanti saranno al Liceo nella giornata di oggi e
domani mattina, da quello che si è appreso, chiederanno l'autogestione per
continuare nella protesta contro il decreto della ministra Gelmini ed attuare eventualmente altre iniziative. F.M.
( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi di CHIARA BOIANI ]L'onda di proteste non si arresta, ma perde forza
e vigore. Ieri in piazza del Popolo ad urlare slogan contro il ministro dell'istruzione Gelmini c'erano appena un centinaio di ragazzi. Mancavano all'appello i
docenti, i rappresentanti sindacali Unicobas, i membri del comitato autonomo
"genitori ed insegnati" e gli universitari della Pesaro Studi. I
ragazzi del collettivo "Zero in Kondotta" e del centro sociale
"Oltrefrontiera" avevano esteso l'invito anche a loro. E
invece all'appuntamento molti non si sono presentati, cancellando in un batter
d'occhio la speranza di poter superare il record di presenze registrato sette
giorni prima Adesioni a parte, la manifestazione di ieri non può comunque
definirsi un totale fallimento. I ragazzi presenti hanno partecipato con
entusiasmo e convinzione al corteo di protesta, accompagnando con slogan e
striscioni il tragitto che dal campus scolastico li ha portati in piazza del
Popolo. Qui lo sciopero anti Gelmini è entrato nel
vivo e gli studenti, guidati dai rappresentanti del collettivo "Zero in
Kondotta", si sono alternati al microfono, contestando, articolo dopo
articolo, i contenuti delle leggi 133 e 137 maggiormente incriminati. «Abbiamo
parlato - spiega Fabio Lucchini, rappresentante del collettivo studentesco -
dei provvedimenti della riforma che riteniamo sbagliati. Quelli dedicati ai
tagli alla scuola e al personale, alla bocciatura per il voto in condotta o
alla possibile istituzione di classi ghetto per gli immigrati. E' vero, la
partecipazione non è stata eccezionale, ma allo sciopero erano comunque
rappresentate tutte le scuole di Pesaro. Mancavano i membri del comitato
"genitori e insegnati", che hanno preferito non aderire alla
protesta, e i docenti. In ogni caso noi organizzatori siamo soddisfatti». E
sulla percentuale di adesione alla protesta glissa anche Amir, studente del
liceo scientifico e membro del collettivo: «In piazza c'erano un centinaio di
ragazzi, ma sul numero di partecipanti non avevamo alcuna aspettativa. La
nostra era una manifestazione apartitica, ma di sinistra. E questo ha
inevitabilmente condizionato l'adesione degli studenti. La mobilitazione
comunque non termina qui, lo sciopero di oggi (ieri, ndr) è solo un punto di
partenza. Ci saranno altre iniziative e assemblee in città per continuare a
sensibilizzare l'opinione pubblica La nostra preoccupazione più grande è che
paino piano le voci di protesta siano messe a tacere. Ottobre è stato un mese
caldo, la mobilitazione degli studenti ha interessato tutta l'Italia e i mass
media ne hanno parlato molto. Ma non bisogna accontentarsi, la legge Gelmini non è stata ancora bloccata».
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi di ALFREDO D'ALESSANDRO Una delle prime attività avviate nel liceo
Scientifico Masci, che da ieri mattina è occupato dopo il voto plebiscitario
dell'assemblea, è stata la cosiddetta "peer education" ovvero gli
studenti più grandi che fanno lezione ai più piccoli, dalla matematica alla
storia al latino. Ma le proposte degli studenti su come trascorrere i giorni
dell'occupazione, prevista almeno fino a mercoledì, sono almeno una quindicina:
spiccano i corsi di blues, di punk e chitarra ma anche educazione sessuale
mentre ieri mattina c'era chi giocava a scacchi e chi si dedicava ad un corso
sull'evoluzione dei moduli calcistici. Nel complesso, ed aspettando la prima
notte, una giornata trascorsa ad organizzarsi e ad organizzare i prossimi
giorni quando partiranno di dibattiti e cineforum. Gli insegnanti entrano ed
escono mentre il servizio d'ordine tiene sotto controllo tutti gli accessi, sia
nella sede centrale di via Vernia che presso la vicina succursale del
Seminario, quasi 500 alunni ciascuna. La prima giornata di occupazione è
iniziata con l'assemblea del biennio, seguita da quella del triennio, poi c'è
stata anche qualche lezione, ma non più di cinque alunni per classe, mentre
alla succursale si preparavano striscioni colorati. «Questa è un'occupazione
con diritto di studio - sottolinea Luigi Lollo - ci sono studenti di destra e
di sinistra: noi non cacciamo i professori i quali entrano in classe e chiedono
agli alunni se vogliono fare lezione. Se la classe non è d'accordo il
professore esce». Per Stefano Sulpizio, altro rappresentante d'istituto, «il nostro obiettivo non è far ritirare il decreto Gelmini visto che è già legge ma far capire che siamo capaci di
organizzarci e che continueremo a portare avanti la nostra protesta». Dietro di
noi - dicono un po' tutti allo Scientifico - non ci sono partiti nè collettivi
tant'è che al corteo non si sono viste bandiere. Per questa notte -
dicono ancora gli studenti - ci siamo organizzando: nella scuola potranno
dormire solo i maggiorenni, una decina». Luca Urbanucci, invece, è nella
palestra, trasformata in una sorta di punto di coordinamento che riceve e
trascrive idee e proposte e che tiene il polso della situazione. «I professori
- dice - hanno fatto uno sportello d'ascolto, ci sono state lezioni di filosofia
e psicologia ma la cosa davvero positiva è la grande partecipazione e
l'appoggio di diversi professori. Ci stiamo organizzando anche per il
volantinaggio e per un giornalino dell'occupazione».
( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi Numeri preoccupanti che rischiano di far precipitare l'Università
aquilana verso il declassamento. Il Comitato professori associati
dell'Università dell'Aquila, rappresentata in Senato accademico e nel CdA, ha
espresso «viva preoccupazione» per i dati del ministero Università e Ricerca
pubblicati dal "Sole 24 Ore", che collocano l'Ateneo aquilano tra i
«non virtuosi», per i quali il rapporto tra spese per il personale e Fondo di
Funzionamento ordinario supera il 90%. Lo stesso quotidiano - si afferma in una
nota - riferisce che è in atto un contenzioso tecnico tra Ateneo e Ministero
sull'effettivo valore del rapporto, che in ogni caso è prossimo al valore
limite ammesso. Le università italiane «non virtuose» sarebbero solo sette in
tutta Italia. Alla luce dell'ultimo Decreto legge emanato
due giorni fa dal governo su iniziativa del ministro Gelmini - prosegue
la nota firmata dai professori Pierluigi Beomonte Zobel (Consigliere di
Amministrazione) e Marco Valenti (membro del Senato accademico) - la
collocazione di un Ateneo nel gruppo dei non virtuosi risulterà fortemente
penalizzante in termini di funanziamento e opportunità di inserimento di nuovi
ricercatori: «Di fatto, questo può comportare il rischio di una
progressiva esclusione dell'Ateneo aquilano dal sistema universitario nazionale
e il declino di una delle poche risorse strategiche per la città». Il Comitato
è «fortemente convinto che alcune scelte condotte dal management dell'Ateneo in
questi anni siano state sbagliate», ma ritiene «prioritario che le istituzioni
pubbliche dell'Aquila e le forze sociali e culturali attivino ogni possibile
iniziativa per scongiurare il rischio concreto che il Ministero declassi
l'Ateneo». A.D.M.
( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi di MASSIMO MORICI Un lungo serpentone formato da professori,
maestre e alunni che ha paralizzato il centro storico. La fiaccolata contro i
tagli all'istruzione previsti dal ministro Maria Stella Gelmini ieri sera ha mandato in tilt per due ore il traffico nel centro
storico. «Siamo in 2500», dice al microfono Luciano Montesi, ex assessore
provinciale e maestro elementare, tra i promotori del "Coordinamento
cittadino in difesa della scuola pubblica" che ha organizzato il corteo.
Per la polizia i manifestanti sono circa 500. A vigilare la fiaccolata anche
due pattuglie dei carabinieri e tre auto della polizia muncipale, che hanno
fermato il traffico. Il corteo si è radunato alle 17 nel piazzale di fronte
allo stadio Comunale, dietro l'istituto di via Rossini. «Non sarà un corteo
solo politico», afferma Montesi al microfono. Ma gli slogan e i cartelli sono
indirizzati contro il ministro Gelmini e il presidente
del consiglio Sivlio Berlusconi. Tra i manifestanti, i ragazzi del Centro
sociale Mezza Canaja, in testa al corteo con il loro furgone. Molti gli
studenti, rappresentati dai vari comitati. «Ma ci sono soprattutto i grandi»,
spiega Agnese Zambelli, della I E del liceo scientifico Enrico Medi. «Guarda -
prosegue Vittoria Belogi della I A del liceo scientifico - sono molti di più i
professori che gli studenti». La maggior parte dei partecipanti infatti è over
40 e fa parte del corpo docente dei vari istituti senigalliesi. «Non chiuderete
le nostre scuole per dare i soldi a quelle private», tuona Montesi al microfono
mentre guida il corteo che dal piazzale dello Stadio si è snodato lungo il Misa
per poi sfilare accanto ai Portici Ercolani. E a marcare il colore politico
della fiaccolata, la presenza di alcuni membri della giunta. Simone Ceresoni,
assessore all'Ambiente, al corteo in veste di insegnante di scuola primaria.
Con lui il sindaco Luana Angeloni - anche lei è una maestra, anche se non sale
in cattedra da tempo - e Fabrizio Volpini, assessore ai Servizi Sociali. Si
rivede anche un ex, Luigi Rebecchini (il "sexy assessore al Turismo del
Caterraduno" dimessosi lo scorso anno), professore in un istituto
superiore. Presenti in modo massiccio anche i genitori. «Temiamo che la nostra
scuola con appena 50 allievi venga chiusa«, dice Leonardo Mangialardi, membro
del comitato dei genitori delle scuole della frazione di S.Angelo. Pochi metri
più dietro i genitori degli istituti cittadini. «Siamo contro i tagli
all'Istruzione, per questo abbiamo deciso di formare il coordinamento», dice
Eleonora Primavera, una mamma di 25 anni della scuola Puccini. Il corteo si
ferma in Piazza del Duca. «Raccoglieremo le firme per un Consiglio comunale
straordinario che impegni formalmente il Comune», dice Montesi. In mattinata
invece gli studenti del liceo Perticari assieme ai professori (tranne due)
hanno deciso di fare lezione all'aperto in segno di protesta. «Vogliamo fare
scuola evidenziando il malcontento», ha spiegato Rossana Mariani, professoressa
di matematica.
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi di ANTONIO SCATTONI A Jenne spetta il primato di paese più vecchio
della provincia di Roma, con una percentuale del 39,4% di over 64, seguito
subito a ruota da altri piccoli centri montani della Valle dell'Aniene. Gli
altri tre municipi, tutti con meno di mille residenti, sono Vivaro Romano
(33,8%), Percile (33,2%) e Vallepietra (31,8%). I dati emergono dal rapporto
Eures (Ricerche Economiche e Sociali) commissionato dall'assessorato alle
Politiche del lavoro e della qualità della vita della Provincia di Roma. Gli
over 64 hanno paura sopratutto delle malattie e della morte (31,2%), poi della
noia e della solitudine (30,5%) e della dipendenza dagli altri (29%), mentre è
il Comune l'istituzione che sentono più vicina alle loro esigenze (46%),
seguono la Provincia (34,6%), la Regione (34%), il Governo e il Parlamento
(30,5%). A Jenne, il paese più vecchio, il sindaco ha anche presentato alla
Regione un piano per migliorare la loro qualità di vita: «Abbiamo già
realizzato in parte - dichiara Sante Flamini - un centro di accoglienza come
forma di aggregazione. Il progetto prevede anche la costruzione di una
struttura per adibirla a palestra per anziani fragili, con
la speranza che la Regione ci finanzi pure l'acquisto di un'ambulanza,
considerando che il posto di 118 più vicino è a Subiaco ma è dotato di un solo
automezzo e deve servire una vasto comprensorio montano. Il nostro piccolo
comune ha due esigenze primarie: salvare la scuola elementare dai tagli del
decreto Gelmini e potenziare i servizi ai nostri vecchi».
( da "Messaggero, Il (Metropolitana)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 09 Novembre
2008 Chiudi Gli universitari della Capitale hanno disertato la prima assemblea
nazionale del movimento studentesco: l'appuntamento era per ieri al centro
didattico universitario di Firenze, a pochi chilometri da Sesto Fiorentino,
dove il 6 ottobre, con l'occupazione del Polo scientifico, è
partita l'«onda anomala» contro la Legge 133 e la riforma Gelmini. L'assenza degli «Atenei in mobilitazione di Roma», primi fra
tutti de La Sapienza, era stata annunciata con una mail, dove, ricordando gli
appuntamenti nazionali già in programma, era spiegato: «Non siamo stati contattati.
Non abbiamo capito di cosa si discuterà. Non vorremmo che qualcuno
stesse pensando di costruire un'assemblea di una parte del movimento, lontano
dallo spirito unitario che ha generato l'onda anomala». Nessuna rottura, dice
Francesco Epifani, leader degli Studenti di sinistra toscani e fra gli
organizzatori della riunione fiorentina: «Con Roma c'è stato solo un
fraintendimento. Il 14, 15 e 16 saremo a Roma per la manifestazione e per
l'assemblea nazionale». Nell'assemblea fiorentina qualcuno ha proposto di
portare a Roma tante gomme da cancellare per dire «non ci cancellerete», per
poi regalarle a un'associazione di volontariato. E chi ha rispolverato l'dea
della bandiera della pace da appendere alle finestre. La versione «onda» è
semplice: lenzuolo bianco con scritto «No alla 133». Intanto, questa mattina
«Porte aperte a La Sapienza» dove, per l'intera giornata, si terranno dibattiti
e convegni aperti al pubblico, ma anche giochi e intrattenimenti per i bambini.
Momenti di musica e spettacolo si alterneranno ad altri di riflessione per
discutere con docenti, studenti e cittadini del futuro degli atenei e della
protesta contro i tagli all'Università previsti dal governo. All'iniziativa,
organizzata dagli studenti delle diverse facoltà de La Sapienza, parteciperà
tra gli altri la direttrice della scuola Iqbal Masih.
( da "Tirreno, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 1 - Cecina
Due nuove specializzazioni all'Agrario Dal prossimo anno per gli studenti di
terza i rami biologico e chimico Più qualifiche per il proseguimento degli
studi o per il lavoro CECINA. Tempi difficili per le scuole, alle prese con la protesta anti Gelmini e i tagli.
Nonostante tutto, l'istituto tecnico agrario di Cecina ha fatto un passo avanti
con l'istituzione dal prossimo anno scolastico di due curvature, ovvero due
specializzazioni. Il collegio dei docenti del "Marco Polo-Cattaneo"
le ha approvate all'unanimità nell'ultima riunione. Non è difficile
capirne il motivo: permetteranno agli studenti di specializzarsi, affrontando
l'università o l'ingresso nel mondo del lavoro con conoscenze specifiche.
Cinzia Francalacci, responsabile del piano offerta formativa e della qualità
della scuola, spiega che gli indirizzi (tutela dell'ambiente e agroindustriale)
interesseranno i ragazzi delle terze dal 2009-2010. Per la scuola presieduta
dal professor Luigi Di Pietro è una novità assoluta, introdotta per rimanere al
passo con i tempi e regalare un'opportunità in più a chi studia. Le
specializzazioni sono collegate al territorio, che nel nostro caso offre
molteplici occasioni di approfondimento viste le grandi potenzialità in campo
agricolo con la produzione di squisite tipicità. Fatto l'esame di Stato,
dunque, gli alunni saranno periti agrari con specializzazione nel ramo
biologico, che interesserà la tutela dell'ambiente e la progettazione delle
aree verdi, e chimico, che riguarderà la filiera dell'olio e del vino. «Gli
studenti - afferma Francalacci - potranno qualificarsi ottenendo maggiori
conoscenze da spendere nel proseguimento degli studi o nel lavoro». Insomma,
una base solida che non solo in teoria aiuterà i diplomati, visto che da anni
l'istituto offre occasioni per svolgere tirocini nelle aziende del territorio e
fare pratica. L'agrario, per completare il piano delle curvature, ha attivato
anche progetti scuola lavoro, sommelier, orti e vigneti didattici, analisi
della produzione dello spumante e sistemazione a verde delle aree scolastiche,
ai quali si aggiungono le visite guidate alla fattoria di Poggio Gagliardo.
L'istituto, che ha sede in via Marrucci, è di recente formazione ed è
strategico per il territorio: a sud è presente soltanto a Grosseto, a nord a
Pescia e dunque può contare su un bacino di utenza ampio. I ragazzi, durante le
lezioni, utilizzano laboratori chimici e biologici per completare la
preparazione. Ma, conferma la professoressa, il raggio di azione è più ampio, e
la prova viene dalla visita alla Fiera Cavalli di Verona, rassegna
internazionale che permetterà agli alunni di approfondire un altro aspetto. A
oggi, i corsi completi sono due, ma le classi sono dodici perché alle sezioni A
e B si aggiungono la prima e la seconda C. Le iscrizioni sono destinate a
crescere. Dal giugno scorso, l'istituto cecinese vanta il secondo livello di
qualità europea (Efqm), che certifica il potenziamento informatico,
l'insegnamento e la comunicazione visiva. Michele Falorni
( da "Messaggero Veneto, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina 14 - Udine
Studenti in piazza contro la legge Gelmini Corteo dalle scuole e manifestazione in piazza Indipendenza LA
PROTESTA CERVIGNANO. Cervignano scende in piazza per il diritto allo studio.
Un'ottantina di ragazzi, tra universitari e studenti degli istituti superiori
cittadini, ieri mattina hanno partecipato alla manifestazione culturale,
organizzata in piazza Indipendenza dal Comitato Arci Bassa Friulana e Isontino,
per fare il punto sull'istruzione in Italia. All'iniziativa, ha preso parte
anche un gruppo di studenti degli Istituti superiori Cervignanesi, non molto
numeroso, ad onor del vero. Molti ragazzi, infatti, hanno preferito frequentare
regolarmente le lezioni. «Mi aspettavo molta più gente - spiega Adriano Casola,
rappresentante di Istituto del Liceo Einstein - Soprattutto dell'Isis
Malignani. Secondo me tanti ragazzi non hanno partecipato alla protesta per
paura di andare contro la volontà degli insegnanti, molti dei quali hanno
tentato, nei giorni scorsi, di reprimere l'iniziativa. Ad ogni modo - ha
aggiunto lo studente - sono ugualmente soddisfatto, soprattutto come cittadino.
Ognuno di noi deve avere la possibilità di manifestare per rendere migliore la
nostra società». E in fatto di presenze non si scompongono nemmeno i
rappresentanti dell'Arci Bassa friulana. «Al di là dei numeri - ribadisce il
presidente Giorgio Morsut - quello che conta è la qualità dell'evento. Non
credo che la nostra connotazione politica possa ad ogni buon conto aver
influenzato l'afflusso di persone. Penso piuttosto che non tutti abbiano la
forza di partecipare ad una manifestazione di protesta». Aggiunge Federico
Gratton dell'Arci: «L'obiettivo di questa giornata è stato quello di
comprendere in modo più approfondito i riflessi che questa riforma avrà sulla
scuola italiana. Era giusto portare anche a Cervignano queste problematiche».
La manifestazione è iniziata con un dibattito pubblico tra studenti,
rappresentanti sindacali e ricercatori universitari, che hanno affrontato
numerosi punti della riforma Gelmini, che tanto
preoccupa i giovani. E per allietare la mattinata di informazione i ragazzi
hanno potuto ascoltare dal vivo un concerto dei Groovin'High, studenti del
Conservatorio di Trieste. Alle 13.30, il dibattito si è spostato al Centro
Civico di via Trieste dove, dopo il pranzo sociale, a partire dalle 15, si sono
tenute alcune lezioni divulgative aperte al pubblico su temi di ricerca
universitaria, che hanno fatto registrare il tutto esaurito. (e.m.)
( da "Giornale.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
n. 269 del
2008-11-09 pagina 1 Il razzismo dei cattivi maestri: "Gelmini?
Non è un essere umano" di Maria Giovanna Maglie Il caso. Lo scrittore Andrea
Camilleri, venerato guru della sinistra, usa parole inqualificabili contro il
ministro dell'Istruzione. E purtroppo è in buona compagnia... L?ira del Pdl:
"Pd provinciale, ridicolo e astioso" Andrea Camilleri dice che il
ministro Mariastella Gelmini non è un essere umano.
Andrea Camilleri si comporta tanto male e dà lezioni cattive, pericolose, ai
giovani, anche perché è in folta compagnia. L?Italia pullula di comunisti non
pentiti, nonostante le ignominie rivelate dalla storia, di negatori dell?11 Settembre
che siedono al Parlamento europeo quando non sono impegnati a ballare con tanto
di parrucca al Maurizio Costanzo show, di moralisti, anzi di fustigatori della
morale, e forcaioli senza dubbi, che dei conti propri personali e di come hanno
amministrato quelli del loro partito non ritengono di dover mai rispondere, di
ex presidenti del Consiglio che stringono lieti la mano all?iraniano
Ahmadinejad, di ex ministri degli Esteri che da ministri sono andati a spasso
con esponenti di Hamas, insomma terroristi. Non hanno mai ritenuto costoro di
dover rispondere delle azioni commesse. L?Italia è piena di personaggi che
praticano ogni giorno indisturbati il doppiopesismo, termine francamente brutto
mai sufficientemente chiaro. Lidia Ravera può dire che Condoleezza Rice è una
scimmia più che una donna, il suo non è razzismo. Il professor Veronesi può
dare degli animali stolti e primordiali a coloro che danno alla vita umana un
valore diverso da quello che gli attribuisce lui, anche questo non è razzismo,
tantomeno prevaricazione. Giovanna Melandri può dichiarare indignata che lei in
Kenya ci va solo per ragioni umanitarie, giammai a casa di Briatore, anche se
ci sono le fotografie che la vedono danzare scatenata col medesimo. Se gli ex
terroristi rossi sono tutti fuori si è per fortuna sanata una ferita della
nostra storia, se Francesca Mambro, che ha fatto più galera di tutti, è
recuperata alla società, è una buona madre, e fa un lavoro davvero socialmente
utile, ottiene la libertà condizionale, è uno scandalo che esige riparazione.
Tutto così, in una ruota insopportabile che rischia di succhiarci il cervello,
sì, anche a noi che al conformismo resistiamo. Il nostro, non da solo ma in
testa alla classifica, è il miglior produttore di cattivi maestri, quelli che «se
lo fanno gli altri mi indigno e li sbrano, se lo faccio io avrò le mie buone
ragioni». Insomma, se il premier Berlusconi, sbagliando a mio modesto parere,
si fa scappare un?innocua battuta sull?abbronzatura di Barack Obama, il coretto
degli indignati speciali che gridano al razzismo si esercita senza freni. Vagli
a spiegare che nei giorni che seguono l?elezione di un presidente degli Stati
Uniti nero, che non è neanche eccezionalmente bravo, strillare al razzista è
patetico nonché ridicolo. Niente, loro chiedono misure severissime. Poi capita
che Massimo D?Alema chiami il ministro Renato Brunetta «un energumeno
tascabile», laddove tascabile, nel loro linguaggio politically correct,
dovrebbe essere proprio proibito. Niente, va bene così, anzi è sana dialettica.
Ora è di nuovo toccato a Camilleri farne una delle sue. L?uomo ci ha abituati
alle sue sortite che nessuno può non dico stigmatizzare ma neanche criticare.
Il partito comunista, amato e rimpianto senza una sola remora, la fede marxista
mai rinnegata, nel nome dei gulag, i girotondi, eversivi quanto inutili,
entusiasticamente corteggiati, con tanto di creazione per la piazza di cinque
«poemi incivili», ora, come poteva mancare, il tour delle scuole in rivolta,
senza neanche sapere il perché, contro la riforma della scuola e l?attuale
ministro della Pubblica Istruzione, reo di tentare un cambiamento che in Italia
non s?ha da fare: Andrea Camilleri avrà pure compiuto in settembre ottantatré
fantastici anni vissuti a suon di sigarette, catarro, carattere notoriamente
brutto, e milioni di copie di gialli venduti Dio solo sa spiegare perché, ma a
gettarsi nell?ultima polemica per dare una mano a modo suo non potrebbe mai
rinunciare. Infatti giovedì scorso si è infilato in un liceo classico romano,
il Mamiani, ha infiammato un?assemblea e tenuto uno dei suoi discorsetti da
intellettuale che non conosce tramonto, spiegando ai ragazzi che per lui
«Mariastella Gelmini di sicuro non è un essere umano»,
e che «dovremmo chiamare i professori di chimica per capire che cos?è». C?era
naturalmente il cronista de L?Unità che ha riferito, e la gloriosa attività del
Maestro è finita all?attenzione di politici e media. Camilleri però stavolta un
piacere alla sua sinistra amata non lo ha fatto, al contrario ha costretto molti
dei critici implacabili di Mariastella Gelmini a
dissociarsi, in nome, se non altro dell?emergenza educativa che nessuno
dovrebbe poter negare. Sai quanto gliene importa dell?emergenza al Maestro
Camilleri, che ha campato una vita in Rai da dirigente, e poi ha fatto i
miliardi scrivendo libri in finto siciliano. Gentile Maestro, l?età avanzata e
il grande successo, creda, sono altrettante fortune smisurate, ma non
costituiscono alibi per andare in giro a pronunciare parole infami, tanto più
perché indirizzate a un pubblico di giovani, facilmente influenzabili, se non
plagiabili. Si riguardi, stia di più a casa, rifletta sulla saggezza e il
distacco che una lunga vita dovrebbe regalare. Quanto a noi, i doppiopesisti li
inseguiremo con sano accanimento. Maria Giovanna Maglie © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Panorama.it" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
- Italia -
http://blog.panorama.it/italia - Gli studenti di nuovo in piazza, a Roma
scontri con la polizia Posted By redazione On 7/11/2008 @ 17:23 In Headlines,
NotiziaHome | 3 Comments [1] Le proteste studentesche riprendono vigore. In
tutta Italia. Con molti cortei, disagi per il traffico e qualche disordine. A
Roma incidenti alla stazione Ostiense tra le forze dell'ordine e i manifestanti
del corteo degli universitari e delle scuole superiori. Gli studenti avevano
tentato di occupare i binari correndo verso un'entrata laterale ma sono stati
caricati dalla polizia ai cancelli, come hanno riferito gli stessi
manifestanti. Subito dopo i manifestanti hanno lanciato bottiglie di vetro e
oggetti contro le forze dell'ordine. Piazzale Ostiense è stato subito
presidiato dalla polizia. Nel corso degli scontri durante il corteo è rimasto
ferito un giovane, colpito alla testa. Altre persone sono rimaste invece
contuse, tra questi un poliziotto e una giornalista. Alcuni manifestanti denunciano
di essere stati colpiti "dalle manganellate della polizia". Il corteo
si è poi diretto alla Sapienza da dove stamani era partita la manifestazione
degli universitari. La polizia ha fatto comunque sapere che alla stazione
Ostiense "non ha effettuato nessuna carica contro gli studenti". La
questura di Roma, inoltre, ha sottolineato che "verso la fine della
manifestazione un migliaio di studenti invece di dirigersi verso l'università
come pattuito con i dirigenti dell'ordine pubblico, ha tentato di bloccare la
circolazione ferroviaria alla stazione Ostiense. Le forze dell'ordine hanno
schierato un contingente, in numero ridotto rispetto ai manifestanti, davanti
all'ingresso della stazione". Da quel momento, precisa la questura,
"i manifestanti hanno lanciato bottiglie ed altri oggetti verso gli agenti
che hanno respinto il corteo. Numerosi sono stati gli agenti feriti".
Intanto le mobilitazioni contro la riforma della scuola, e all'indomani
dell'approvazione di quella sull'università in Consiglio dei ministri, non si
fermano. Oltre a Roma a Milano, dove il segretario regionale lombardo della
Cgil funzione pubblica Vincenzo Moriello, ha detto: "Siamo 60 mila".
In piazza Duomo infatti uno spezzone del corteo degli studenti si è aggiunto
alla manifestazione dei dipendenti pubblici, in sciopero oggi. A Pisa occupati
alcuni binari della stazione dai partecipanti alla manifestazione in corso da
stamani cui stanno prendendo parte sia studenti universitari che medi. Accesi
anche fumogeni. A Macerata studenti delle scuole superiori e dell'Assemblea
permanente No133 hanno dato vita a un corteo che si è snodato per le vie del
centro. Duemila, secondo gli studenti, i partecipanti; un'assemblea in strada
ha creato disagi al traffico. Mentre a Cagliari un corteo di 5.000 studenti
universitari e delle medie superiori sta attraversando le vie della città per
protestare contro la legge 133 sulla riforma della scuola dell'università.
Tensione a Chivasso, al termine di un corteo studentesco di protesta: una
cinquantina di ragazzi ha cercato di entrare in un liceo dove si stava facendo
lezione, dopo l'intervento dei carabinieri la situazione è tornata calma. A
Napoli è partito da piazza Mancini il corteo degli studenti medi e universitari campani che protestano contro i decreti Gelmini. Sono migliaia i manifestanti che attraversano corso Umberto,
chiuso al traffico con forti disagi per gli automobilisti. Diversi gruppi hanno
affisso all'ingresso della sede dell'agenzia di lavoro interinale Adecco e
della sede regionale della Corte dei conti in via Marina dei manifesti con
sopra scritto: "Attenzione, generatore di crisi". A Palermo
una ventina di studenti ha dato vita ad un corteo partito dalla cittadella
universitaria, è riuscita a entrare all'interno dell'atrio del rettorato di Palazzo
Steri. Una occupazione simbolica, seguita da un centinaio di manifestanti
rimasti all'esterno del cancello. [2] GALLERY
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 9 Novembre
2008 La nostra scuola Dialogo sempre ma all?arroganza non ci sto proprio Gli
studenti del Rossi sanno bene che a me interessa soprattutto farli crescere
Quando le cose ordinarie, quasi ovvie, diventano notizia. La norma,
ri-approvata all'unanimità dal Consiglio di Istituto del Rossi lo scorso 2
ottobre, contenuta nell'art.22 relativo alle "Assenze degli allievi",
così recita : "In caso di astensione collettiva di un'intera mattinata da
parte degli studenti, il Consiglio di classe è tenuto a valutare i
provvedimenti da adottare". È lecito ad un preside non-applicare una
norma? Possono gli studenti, come noi tutti, scegliersi quali leggi o norme
rispettare e quali no? Qui in gioco c'è la democrazia come metodo e come
contenuto. Questa è educazione alla legalità! So bene che una cosa normale, in
un contesto che nel frattempo si è modificato, rischia di essere letta con
tutt'altri significati. Ma è pur necessario aiutare a leggere bene le cose,
prima di criticarle. C'è poi un altro fattore, che per me viene prima: il
vecchio Socrate ci aveva insegnato, con la vita, che le norme che si
considerano sbagliate prima vanno applicate e rispettate e poi criticate: anzi,
il migliore modo per criticarle è proprio applicarle, per farne emergere
eventuali contraddizioni. Socrate ha sacrificato la sua vita per difendere il
principio, cioè una legalità che va coniugata con la verità. Sono temi che
andrebbero approfonditi e studiati bene: chi ricorda mai che Socrate stesso è
stato fatto morire per decisione "democratica" dall'assemblea degli
ateniesi, e Gesù dalla "piazza" di Gerusalemme? Valori e paradossi
della libertà e della democrazia. Differenza sostanziale tra democrazia diretta
e democrazia rappresentativa. Ma c'è di più: vorrei ricordare a tutti che in
norma non esiste, per gli studenti, il diritto di sciopero. Una questione sulla
quale nessuno è mai voluto intervenire, un po' all'italiana, mentre sono chiare
le indicazioni e prescrizioni, da Berlinguer alla Gelmini, sui diritti e doveri degli studenti. Scelte che, ovviamente,
ognuno può approvare o criticare, ma queste sono, sino ad oggi. L'altro giorno,
in assemblea di istituto, ho invitato gli studenti a sfruttare bene le
occasioni delle assemblee, anche di classe, per approfondire questi ed altri
aspetti, dicendo loro che la conoscenza è il miglior viatico per la
maturazione di un proprio punto di vista critico, e non ideologico. La cosa
buffa è che nessuno tra gli studenti in assemblea di istituto mi ha posto il
problema qui sollevato, nessuno ha presentato critiche. L'ovazione positiva
che, anzi, mi è stata riservata da parte degli stessi studenti devo dire che mi
ha un po' imbarazzato, segno concreto, evidentemente, del fatto che gli
studenti del Rossi sanno bene che sono sempre disponibile al dialogo. E sanno
bene che per me ciò che conta è dare comunque una mano per aiutarli a crescere
come persone capaci di affrontare i problemi della vita con vera coscienza critica,
non con banalità ideologiche o strumentalizzazioni politiche pro o contro.
Cultura, dunque, non ideologia! Proprio per questo non ho potuto approvare
l'intervento, via telefono, di uno studente di una sigla sindacale che non
conosco, il quale pretendeva, con modi arroganti, di dirmi quello che devo o
non devo fare. Dialogo sempre, arroganza no! Perchè non ricordare che tanti
genitori mi hanno ringraziato per questa scelta di coerenza e di informazione
alle famiglie? Ai rappresentanti degli studenti del Rossi in Consiglio di
Istituto che, giorni addietro, mi hanno posto la questione qui dibattuta ho
risposto che, come è giusto, sarà tema di discussione del prossimo consiglio di
istituto. Come democrazia vuole. * Preside del Rossi
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 9 Novembre 2008
SCUOLA. Ministra applaudita da Confindustria alla presentazione della riforma
dell?istruzione Parla la Gelmini, via la
stampa ROMA Ha difeso la riforma, applaudita da Confindustria, lasciando
i giornalisti fuori dalla sala: il ministro della Pubblica istruzione Maria
Stella Gelmini è intervenuta al convegno dei direttori Confindustria a Sanremo,
ma quando ha preso la parola, i giornalisti sono stati allontanati: «Era
previsto», dicono al ministero, «che il seminario fosse a porte chiuse».
Confindustria conferma. La Federazione nazionale della stampa giudica
«inaccettabile» l?episodio: «Chiediamo al governo di abbandonare questo
atteggiamento di fastidio», si legge nel comunicato del sindacato. Roberto Di
Giovan Paolo (Pd) polemizza: «Che segreti aveva Gelmini
da riferire agli industriali?». «La riforma va continuata», dice il presidente
di Confindustria Emma Marcegaglia. «Alcune riduzioni di spesa andavano
effettuate: ora però bisogna investire in merito, qualità e tecnologie».
Intanto l?ex presidente della Repubblica Cossiga scrive al capo della polizia
Manganelli: «Lasci che i manifestanti facciano danni, perché un?efficace
politica dell?ordine pubblico ha bisogno del consenso popolare, che si forma
sulla paura», scrive. «Servirebbe che devastassero negozi o strade oppure che
ferissero in modo grave un poliziotto o un passante, meglio se vecchio o
bambino».
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 9 Novembre
2008 IL CASO. All?Itis di Vicenza incamerano l?80% dei voti, al Chilesotti di
Thiene il 55%: «Premiata la politica dei fatti, siamo molto diversi da chi ha
idee sinistrorse» Elezioni studentesche La Lega sfonda al Rossi Gli eletti
hanno tra i 17 e 18 anni, foto di Bossi in camera e tessera
da anni «Niente sciopero contro la riforma Gelmini, ma solo
per il federalismo» Molti giovani purtroppo si stanno perdendo con la droga,
meglio avere ideali politici Il prof mi invitò a togliere la camicia verde, mi
rifiutai. Non lo chiese a chi aveva la maglia del Che Roberta
Bassan Il mito? Umberto Bossi. La foto della vita attaccata al letto
della camera? Umberto Bossi. Il sabato sera ideale? Un comizio di Umberto
Bossi. Il sogno? Neppure una titubanza: «Diventare presidente della Nazione
Veneto, intesa come Stato e vicino al Popolo». Parla così Nicola Pinton di
Sandrigo, due mesi alla maggiore età, quarta elettronica all?Istituto Rossi.
«Tutti voti tra il sei e mezzo e sette», sussurrano i suoi amici. Uno che se
gli chiedi la bozza Calderoli è capacissimo di mandarti a memoria almeno un
paio di articoli. Non ci si può stupire. Da ragazzino, terza media o giù di lì,
si era già «stancato dei compagni di classe che parlavano di comunismo» e aveva
scoperto la Lega Nord leggendo i programmi elettorali: «Ho capito che
rispecchiavano ciò che pensavo io: la politica dei fatti e padroni a casa
nostra». Tanto impegno premiato. Sì, perché quest?anno al Rossi la Lega
spopola. Cantano i dati delle ultime elezioni studentesche e sono musica per i
giovani leghisti. Nicola Pinton e il coordinatore provinciale degli studenti
Paolo Stivanin, di casa a Vicenza, uno che ha in tasca la tessera dell?Azione
cattolica e della Lega e ha convinto pure mamma e papà incerti tra Berlusconi e
Bossi, si sono presentati nella lista ?Enjoy Freedom? del Rossi e hanno fatto
capotto portando a casa, insieme anche ad un altro studente in lista non
tesserato, qualcosa come 766 voti su 976 studenti, sfiorando la percentuale
dell?80%. Solo loro due hanno incassato 900 preferenze, il triplo dello scorso
anno. Il quarto eletto, dell?altra lista, «uno - dicono - con idee sinistrose»
ha ottenuto 82 voti, appena l?8%. La lista non era ufficialmente targata
Carroccio: «Mica ci potevamo presentare come Lega Nord - dicono - c?è ancora
una certa titubanza, rischi poi di venire bollato. Però tutti sanno che siamo
leghisti, sia tra i professori che tra i ragazzi». Come quella volta, accadde
un paio d?anni fa, che Stivanin si presentò in classe con la camicia verde. «Un
insegnante mi invitò a toglierla, mi rifiutai. Non era lo stesso trattamento
riservato a chi veniva in classe con la maglia di Che Guevara, magari non
sapendo neppure chi fosse. Ora per fortuna le cose sono cambiate, con i docenti
c?è un buon rapporto, il preside è eccezionale, pronto al dialogo». La Lega
sfonda non solo al Rossi, ma anche all?Itis Chilesotti di Thiene: la lista con
i leghisti in campo ha ottenuto 250 voti su 450 studenti, oltre il 55%,
piazzando in consiglio d?Istituto due tesserati. Qual è la chiave del successo?
«La linea dei fatti - ribadisce Nicola Pinton - non utilizzare il voto solo per
avere crediti, ma girare per le classi, essere a disposizione concreta degli
studenti, portare miglioramenti nella scuola, affrontare i problemi per
risolverli». In cosa si sentono diversi «dai sinistrosi»? É un coro: «Il modo
di rapportarsi diretto con le persone». Il futuro? «Allargarsi alle altre
scuole. Quest?anno avevamo provato al Fogazzaro, ma per il momento non ci siamo
riusciti, le ragazze guardano più a sinistra». I sogni? «Meglio avere un ideale
che perdersi e, purtroppo molti giovani con la droga stanno perdendo la via».
La scuola del futuro? Parla Stivanin, uno che a scuola ci è andato pure il 30
ottobre scorso, giorno del mega-sciopero nazionale contro la riforma Gelmini: «Nelle piazze oggi vediamo sfilare migliaia di
studenti purtroppo strumentalizzati dai sindacati. Il problema sono i 15
studenti per docente della Calabria, sono ancora il 20% di diplomati con
100/100, casualmente sempre calabresi. Chi manifesta, anche con le migliori
intenzioni, finisce per difendere i privilegi di chi considera la scuola un
ufficio di collocamento per le università meridionali. Noi scenderemo in piazza
solo per il federalismo, per chiedere a qualsiasi governo di riconoscere, e
quindi di porre fine, al razzismo culturale ai danni degli studenti veneti». La
campanella del Rossi è suonata da un pezzo: «Vado, sono animatore Acr, i
ragazzi mi aspettano».
( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 9 Novembre
2008 Peste&corna Nelle emergenze diamo il meglio, nella routine il peggio
C?è chi ha scritto che il nostro «non è un Paese per giovani», ma io non lo
baratto con nessun altro «L?Italia non è un Paese per giovani», ha
scritto un settimanale. Siamo d?accordo anche se noi, l?abbiamo detto tante
volte, non lo baratteremmo con nessun altro al mondo. Ma noi abbiamo
settant?anni suonati e a questa età non si cambia più, neanche la moglie. O, se
si cambia, si cambia in peggio. Se avessi otto - dieci lustri di meno,
emigrerei negli Stati Uniti o in Gran Bretagna, in Germania, in Svezia. Anche
in Cina. L?Italia di oggi non è più quella di ieri, quella che ci ha visto
affrancati dalla tutela domestica e lanciati con le nostre sole forze nel procelloso
pelago della vita. Non erano tempi facili, ma sicuramente non erano difficili
come quelli attuali. Eravamo appena usciti da una guerra sbagliata e
sciagurata, cha avevamo perso con disonore (pensate alla fuga di «re
sciaboletta» e di quell?ingrato, inveterato voltagabbana che fu Badoglio, che
dal regime aveva avuto tutto). Io, nato nel 1937, ricordo bene l?Italia del
dopoguerra. Eravamo in ginocchio, le spalle al muro, le lacrime agli occhi,
eppure ci rialzammo, ci rimboccammo le maniche e, a cavallo degli anni
Cinquanta-Sessanta, facemmo tutti insieme il più prodigioso dei miracoli:
quello economico. Un miracolo che ci valse l?Oscar della lira. Siamo un popolo
con mille difetti, incomprensibili e imperdonabili magagne, ma anche con tante
virtù. Il meglio di noi lo diamo nelle emergenze, come lo diedero gli altri due
Paesi sconfitti: la Germania e il Giappone. Il meglio lo diamo nelle emergenze;
il peggio, nella routine. Ma la buona sorte bisogna meritarla, non ti piove dal
cielo come manna. Oggi passiamo un gran brutto momento. C?è solo un modo per
superarlo: fare bene e fino in fondo il nostro dovere. Non sono più tempi di
compromessi, esitazioni, doppi o tripli giochi. Non sono più tempi di
opportunismo e trasformismo. Basta con le clientele, le baronie (universitarie
e no), i clan, vere e proprie cosche. Capisco i giovani che se ne vogliono
andare perché vogliono studiare come Dio comanda, perché vogliono fare ricerca,
trovare un posto di lavoro, lanciarsi nel mondo. Un mondo dominato da Internet,
un mondo brutalmente globalizzato. La scuola è quella che è e la riforma Gelmini è sacrosanta. Tremonti ha tagliato tanti fondi
perché un Paese con tremilioni e trecentomila miliardi (quanti euro?) di debito
pubblico deve rassegnarsi ai sacrifici. Chi, negli ultimi trenta quarant?anni
ha governato, anzi sgovernato, è il responsabile del gigantesco deficit.
Tangentopoli ha scoperto il vaso di Pandora e mostrato all?opinione pubblica
fino a che punto di corruzione, ma anche d?insipienza, era arrivata la nostra classe
«dirigente». Tutta, nessun partito escluso. I nostri odierni guai non li
dobbiamo mettere solo nel conto dei venti di guerra e delle perdite che hanno
investito la Borsa di Wall Street e quelle del resto del mondo. Li dobbiamo
soprattutto al consociativismo, all?inciucio degli anni Settanta e Ottanta,
quando chi governava trescava sottobanco con l?opposizione, spartendosi con
essa la torta. Nessun controllo di nessuno su nessuno. Ognuno faceva i propri
comodi e comodacci, tirava l?acqua al proprio mulino. Chi si affaccia alla vita
ha bisogno d?ideali e di valori, di cui hanno bisogno anche gli adulti. Ha
bisogno di punti di riferimento, di ancoraggi morali, di buoni maestri. Ce ne
sono, di buoni maestri, ma non abbastanza per andar incontro a dare una mano a
tutti i giovani scontenti. Il Sessantotto, se ha cercato, senza riuscirvi, di
secolarizzare la società, ha colpe gravissime. Ha irriso gli ideali, fatto
strame dei valori, smantellato le gerarchie fondate sul merito. Insomma, ha
sovvertito tutto il sovvertibile. Siamo, come sempre, in ritardo e il prezzo
più salato lo stanno pagando quelli che nel Sessantotto non erano ancora nati.
( da "Brescia Oggi" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 9 Novembre
2008 A BRESCIA Nei licei finite le occupazioni degli studenti Finisce la
stagione delle occupazioni, delle autogestioni e delle cogestioni. Da domani
mattina gli studenti delle superiori bresciane torneranno in classe per
riprendere il trantran quotidiano. Anche quelli del liceo classico «Arnaldo»,
dove venerdì si è conclusa l?occupazione. Ma la protesta contro la «Riforma Gelmini» non si ferma. I ragazzi sanno che non possono
saltare all?infinito spiegazioni e interrogazioni, e cercano altre forme per
rendere visibile il loro dissenso. Per la settimana che si apre bisognerà
attendersi notti bianche e lezioni in piazza. 15
( da "Brescia Oggi" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Domenica 9 Novembre
2008 CASTEGNATO. L?assenza del ministro Gelmini non ferma
il sit-in di protesta contro la riforma «Mondo più ospitale? Con Obama si può»
Annunciato, come l?assenza del ministro Maria Stella Gelmini,
un sit-in di protesta contro la riforma della scuola ha aperto ieri a
Castegnato il convegno «La terra che cura-saggezza della natura e comunità
sostenibili» organizzato dalla Fondazione Cogeme. Studenti e ricercatori hanno
affisso uno striscione e distribuito volantini alle centinaia di persone che
affollavano il centro civico. Maria Stella Gelmini ha
comunque virtualmente partecipato alla tavola rotonda con un messaggio letto in
apertura dei lavori, in cui ha dichiarato di «sostenere senza riserve le
rivendicazioni della Carta della terra e lo sviluppo sostenibile attraverso lo
strumento dell?istruzione». Ma a stregare la platea sono stati gli interventi
di altre due donne, ovvero Henriette Rasmussen, 58 enne radiogiornalista Inuit,
già ministro degli affari sociali della Groenlandia, fondatrice del Forum
permanente per le popolazioni indigene dell?Onu ed Caren Trujillo, discendente
dell?antichissima tribù Yaqui, che pratica e insegna metodi di medicina
tradizionale, studiando le erbe medicinali in tutto il mondo. «L?elezione di
Obama a presidente degli Stati Uniti - ha osservato la Trujillo - apre scenari
incoraggianti per uno sviluppo globale compatibile e rispettoso dell?ambiente».
G.C.C.
( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università/ Di
Pietro: Governo preso con mani nella marmellata Positivo che facciano marcia
indietro postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Palermo, 9 nov. (Apcom) -
"Questa idea di passare in disegno di leggo ciò che era decreto di legge è
un'idea che dimostra come il Governo sia stato preso con le mani nella
marmellata". Lo dice a Palermo il leader di Italia dei valori Antonio Di
Pietro a proposito della riforma del ministro Gelmini sottolineando che "è positivo che facciano marcia
indietro". Secondo Di Pietro "il danno fatto si può recuperare solo
tornando indietro, rimettendo i soldi che sono stati tolti". "Il
Governo - ha ricordato Di Pietro - ha dovuto prendere atto grazie alle
manifestazioni di protesta che con la scuola non si scherza e non si può
lasciare al ministro dell'Economia la riforma scolastica".
( da "Quotidiano.it, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Emergenza scuola:
l'alternativa Pd Fermo | Il partito organizza un dibattito per discutere le
conseguenze sul territorio della Legge Gelmini. di
Redazione La locandina dell'incontro Normal 0 14 false false false MicrosoftInternetExplorer4
“L?emergenza scuola non riguarda solo i tagli indiscriminati all?istruzione e
alla ricerca, ma anche la soppressione dei piccoli istituti, una trentina in
tutto e non solo nell?entroterra”, con queste parole Rosanna Vittori, responsabile
Scuola e Formazione del Pd per la provincia di Fermo, invita quanti interessati
a partecipare al dibattito “Scuola e territorio: la nostra idea non è quella
del Governo”. L?incontro si svolgerà lunedì 10 nelle sale del Palazzo
Francescani di Montegranaro a partire dalle 17.45, sarà introdotto da Sergio
Lupetti, coordinatore del Circolo Pd di Montegranaro e presenziato dall?On.
Letizia De Torre, membro della Commissione Istruzione della Camera dei
Deputati, da Paolo Petrini, vicepresidente della Regione Marche e da Renato
Vallesi, capogruppo Pd per la provincia di Ascoli Piceno. “L?attuale politica
del governo – continua Vittori – mira a squalificare la scuola pubblica
italiana rendendo ancora più incerto il futuro nazionale di un Paese che deve
tutto alla sua capacità di elaborare cultura ed idee. Noi riteniamo, al
contrario del governo, che i territori debbano dotarsi di un sistema
qualificato di scuole e che la nascente provincia fermana dovrà puntare sul
sistema della conoscenza come garanzia strategica per un futuro di qualità”.
09/11/2008
( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Migliaia in corteo
per difendere la scuola pubblica. Lezioni all'aperto al liceo classico Perticari Studenti e genitori in piazza contro la Gelmini SENIGALLIA - In migliaia in piazza per chiedere le dimissioni
del ministro Gelmini, in una intensa giornata di proteste in difesa della scuola
pubblica. La contestazione è iniziata la mattina con le lezioni aperte al liceo
"Perticari" di via Rossini, per terminare nel pomeriggio con la
fiaccolata che aveva per motto "Gelmini?
No, grazie". I manifestanti hanno sfilato per le vie del centro storico
simulando il funerale della scuola pubblica. Ad aprire il corteo un camion,
noleggiato per l'occasione. All'estremità due pupazzi in grembiulino appesi e a
seguire un lungo serpentone di gente munita di fiaccole. All'iniziativa hanno
partecipato tutti i comitati spontanei sorti nelle ultime settimane e confluiti
nel più vasto "Coordinamento per la difesa delle scuola pubblica".
Tra i contestatori erano presenti, genitori, insegnanti, personale Ata e
studenti, ai quali si sono uniti anche comuni cittadini, non direttamente
coinvolti dalla riforma Gelmini, ma che comunque hanno
voluto sostenere la protesta in difesa del diritto all'istruzione. Tra la folla
anche studenti universitari e politici, in carica e di precedenti
amministrazioni. Uno di loro, che ha avuto un ruolo attivo nel ricordare,
microfono alla mano, ciò che sta avvenendo, è stato l'ex assessore nonchè
insegnante Luciano Montesi. Affidati a striscioni e cartelli gli aspetti
contestati della nuova riforma, partendo dalle classi extra-large. "Nelle
classi da 31 non impara più nessuno" o ancora "taglia taglia e la
scuola raglia". A richiamare la perdita della qualità dell'istruzione,
vittima certa della riforma per i manifestanti, i cappelli con le orecchie da
asino che alcuni hanno indossato. Altri sono venuti in grembiulino. C'è chi il
cartello se lo è appeso al collo e chi, in versione uomo-sandwich, ne ha
indossati addirittura due. "Perchè tagliare una scuola che vale?"
recitava un altro manifesto. Alta l'attenzione anche sulla ricerca, destinata a
fare una finaccia. Eppure qualcuno ha voluto ricordare che dei suoi frutti ne
ha giovato anche chi governa. "Berlusconi - riportava il manifesto affisso
al lato del camion -, è solo grazie alla ricerca che hai i capelli". I
maestri, che non vogliono diventare unici, hanno scritto a chiare lettere
"non vogliamo sparire". Striscioni appesi anche fuori dal liceo
classico "Perticari" per rivendicare una "scuola attiva" e
sottolineare che "anche l'operaio vuole il figlio dottore". E' stata
l'unica scuola che ha inscenato la protesta già dalle prime ore del mattino.
Ginnasiali e liceali hanno abbandonato le aule per seguire le lezioni all'aria
aperta. "Riteniamo che l'ordinamento delle scuole primarie - spiegano i
rappresentanti degli studenti - non debba essere modificato in maniera così
netta, in quanto è uno dei più funzionali a livello europeo". Anche loro
hanno partecipato alla fiaccolata partita intorno alle 17.30 dallo stadio
"Bianchelli". Il corteo ha imboccato il ponte Garibaldi, sfilato
lungo via dei Portici Ercolani, attraversato via Manni, piazza del Duca, via
Chiostergi per poi prendere corso 2 Giugno da piazza Saffi, fino al capolinea a
piazza Roma. Il mondo scolastico e la città si sono fatti sentire ed hanno già
annunciato che, se non dovesse bastare, sono pronti ad alzare ancora la voce.
SABRINA MARINELLI,
( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'assessore Ceresoni
"A rischio il futuro dei servizi" SENIGALLIA Nel dibattito sulla
scuola pubblica si inserisce anche il vicesindaco Ceresoni, esternando il
proprio dissenso verso la riforma Tremonti-Gelmini.
"Siamo di fronte al serio pericolo di avere una scuola più essenziale
commenta l'assessore alla pubblica istruzione -, povera nei contenuti e nei
modelli organizzativi, più "bacchettona" con i voti in condotta e
"i suoi grembiulini" , forse più adeguata alle esigenze di mercato e
di controllo sociale e a plasmare nuove generazioni di consumatori.
Siamo di fronte al pericolo di avere una scuola sempre meno capace di veicolare
il patrimonio di saperi e conoscenze, di educare al dialogo, di promuovere il
pluralismo e di formare i buoni cittadini di domani, cioè uomini e donne capaci
di orientarsi nella complessità e determinare le scelte più adeguate per sé e
per gli altri". Aggiunge inoltre: "Anche a Senigallia, ove il sistema
educativo è un'eccellenza per qualità dell'offerta formativa e per il livello
dei servizi erogati a sostegno e supporto dell'azione di insegnamento e
apprendimento, nel breve periodo potremo trovarci di fronte alla riduzione
della qualità della scuola, a una compressione dei servizi scolastici fino ad
ora offerti e a maggiori disagi per gli studenti e le famiglie che l'ente
locale non sarà in grado di alleviare completamente".
( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La manifestazione
organizzata dal collettivo Zero in condotta Scuola, in corteo contro i tagli
pesaro - Contro i tagli ai fondi per la scuola, al personale, contro la
bocciatura per lo zero in condotta, contro la privatizzazione della scuola
pubblica, contro gli esami di riparazione e contro l'aumento del costo dei
libri di testo. E contro le classi ghetto per i migranti. Sono scesi in piazza
ieri mattina. Il corteo di scioperanti (foto), organizzato dal Collettivo Zero
in condotta di Pesaro - è partito dal campus scolastico per finire in piazza
del Popolo dove i ragazzi hanno dato inizio ad un'assemblea pubblica. Abbiamo
parlato insieme dei problemi della scuola, della legge Gelmini e del nostro futuro - ha detto Amir, referente del Collettivo -
; siamo soddisfatti del risultato finale anche se i numeri non erano elevati.
Eravamo un centinaio circa e in piazza si sono aggiunti in molti. In
maggioranza eravamo i ragazzi del Campus scolastico e dell'istituto artistico.
La nostra intenzione è quella di proseguire contro la legge. In programma il
collettivo studentesco ha organizzato a breve altre iniziative e assemblee
pubbliche. V.G.,
( da "Corriere Adriatico" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Affisso uno
striscione di Azione Universitaria al corso di laurea in
Mediazione linguistica "Siamo a favore della riforma Gelmini" CIVITANOVA - Uno striscione per dar voce alla
"maggioranza silenziosa". E' stato apposto dagli esponenti di Azione
Giovani, Azione Universitaria ed Azione Studentesca di fronte al corso di
laurea di mediazione linguistica del'Università di Macerata organizzato a
Civitanova. Iniziativa cui è seguita un'azione di volantinaggio. I
ragazzi delle associazioni di destra intendono difendere in tutto e per tutto
la riforma Gelmini e la legge 133 (quella che prevede
tagli all'Università). "Abbiamo spiegato riferisce Veronica Fortuna di
Azione Giovani che non è obbligatoria la trasformazione delle Università in
Fondazioni. Come non è vero che la decisione di trasformarsi in Fondazioni
comporti, automaticamente, un aumento delle rette universitarie. Anzi, gli
atenei che hanno tasse troppo elevate saranno penalizzate. Chiaro che le
Università potranno aprirsi al finanziamento privato ma ciò non significa che
saranno privatizzate: rimarrà statale la "governance" dell'ateneo che
continuerà anche a ricevere fondi pubblici". Una posizione radicalmente
diversa rispetto a quella espressa in questi giorni da chi contesta il
provvedimento del ministro, che soprattutto entra nel merito dele decisioni
assunte o proposte e ne dà una lettura in contrasto con i timori espressi a più
riprese. "Insomma - continua l'esponente di Azione Universitaria, che
vuol, dare la giusta dimensione della portata delle proteste - a noi preme
sottolineare che c'è una grande maggioranza silenziosa che in questi giorni di
contestazione non ha manifestato, non ha occupato e vuole semplicemente
continuare a studiare, senza piegarsi alla strumentalizzazione politica di chi
utilizza le giovani generazioni per pura e semplice propaganda".
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
«I tagli incidono
sul modo di fare scuola» «Non ci saranno licenziamenti, ma pochi sbocchi per i
precari» È un ritorno a casa quello di Franco Venturella, nuovo direttore
dell'Ufficio scolastico provinciale di Vicenza che da meno di una settimana si
è insediato nel palazzo di Borgo Scroffa 2 subentrando a Pasquale Palumbo,
giunto al pensionamento, nella guida dell'ex provveditorato. Due anni fa aveva
lasciato l'Usp di Vicenza dove si occupava del settore Interventi Educativi per
assumere la reggenza di quello di Padova. Dalla poltrona di nuovo capo della
scuola vicentina, il dirigente ha risposto alle domande del
Gazzettino.Direttore Venturella, com'era la scuola vicentina che ha lasciato
qualche anno fa e come si aspetta di trovarla ora?«Credo non ci siano stati
grandi cambiamenti nel giro di due anni. La scuola vicentina è una realtà di
avanguardia, molto progettuale. Per prima si è lanciata in progetti di
sperimentazione e innovazione che hanno riguardato non solo gli ordinamenti, ma
anche la didattica con parecchi istituti che si sono impegnati a rendere più
efficace il processo di insegnamento-apprendimento. Un altro fronte sul quale
la Vicenza si è impegnata molto è quello dell'integrazione degli alunni
stranieri. È stata trovata una via vicentina all'integrazione che ha dato buoni
risultati tanto da poter fungere da esempio per altre realtà
italiane».L'Ufficio scolastico però ha sofferto di tagli al personale che aveva
l'incarico di sviluppare e coordinare progetti riguardanti, tra gli altri temi,
proprio l'integrazione degli alunni stranieri...«Sì, ma la situazione ora è
leggermente migliorata. Pur nella ristrettezza delle risorse, siamo tornati ad
avere dei docenti che, esonerati dall'insegnamento, seguono per noi alcuni
progetti».Come vive questo momento di grande tensione nel
mondo della scuola in seguito alla riforma Gelmini?«Lo vivo
come un momento difficile. Da una parte credo fosse necessario portare a
compimento dei cambiamenti. Cambiamenti che riguardano il ruolo della scuola in
un contesto sociale che è fortemente mutato. C'è l'esigenza di una maggiore
qualità ed efficienza, di dare risposte ai bisogni formativi dei ragazzi,
di trovare soluzioni a quello che resta ancora un grosso problema, cioè la
dispersione scolastica. Purtroppo però non si è avuto modo di riflettere e
aprire al dialogo tra le diverse componenti del mondo della scuola. Ecco perché
ritengo che riprendere il dialogo sia la via più opportuna da percorrere, anche
se alcune linee sono già state fissate. Il problema più grande è il disagio
diffuso nella nostra società, che non riguarda solo la scuola. Un disagio che
attraversa il mondo degli adolescenti che si sentono deprivati del loro futuro.
I giovani reclamano una centralità che per molto tempo è stata loro sottratta.
Mi auguro che quel che stiamo vivendo in queste settimane, questa ripresa di soggettività
da parte degli studenti sia valorizzata e gli adulti li ascoltino. Credo sia
importante trovare strade condivise per rispondere a bisogni urgenti».Pesanti
tagli, ritorno al maestro unico, riduzione dell'orario scolastico. Per ora si
tratta solo di parole. Come ritiene sarà il passaggio ai fatti quando la
riforma entrerà a regime?«È difficile dirlo. Conosciamo le linee generali di
questa riforma, ma attendiamo che tutto questo si trasformi in dispositivi
regolamentari. Aspettiamo di capire in quale maniera queste scelte saranno
compatibili con l'obiettivo di mantenere gli stessi livelli di qualità».A lei
toccherà il compito di applicare i provvedimenti per la provincia di Vicenza.
Ritiene sarà un compito difficile?«Certamente lo sarà. Cercheremo di trovare la
strada più indolore possibile, verificando la compatibilità di quel che dice la
legge con le esperienze maturate nelle singole scuole, perché non venga meno il
servizio offerto in questi anni».La riduzione dell'organico quanto
inciderà?«Non conosciamo l'entità di questo impatto. Sappiamo solo che inciderà
sul modo stesso di fare scuola».Si troverà costretto a licenziare qualcuno?«Non
ci sarà questo fenomeno. Ma gli insegnanti o gli Ata che aspiravano
all'assunzione dovranno attendere più tempo per essere inseriti, insomma chi è
in graduatoria potrebbe non avere degli sbocchi, ci sarà una
riorganizzazione».Riorganizzazione pericolosa per il futuro della
scuola?«Bisogna verificare cosa produce tutto ciò. Certamente dopo i tagli
bisognerà riflettere seriamente per dare ossigeno al sistema della formazione.
Perché se scuola e formazione sono un investimento per la società, credo che i
risparmi vadano ripartiti in altri settori».Per quale motivo lei ritiene che
tutto sia stato fatto così velocemente?«Ci sono state preoccupazioni di natura
finanziaria, si è ritenuto di poter razionalizzare il sistema scolastico e di
evitare gli sprechi presenti. I tempi sono stati molto veloci e non c'è stata
possibilità di riflettere insieme. Questo è un elemento che ha provocato la
rottura tra governo e società civile».Che rapporto c'è tra scuole pubbliche e
parificate?«Direi che andiamo sempre più verso forme di collaborazione più che
di contrapposizione. Oggi abbiamo un sistema integrato tra istituzioni
pubbliche e private. Anche queste ultime sono riconosciute a livello formativo.
Certo, si tratta di eliminare quelle situazioni di diplomifici che in passato
hanno dato una immagine negativa alle scuole private. Penso però che ognuno
debba essere sostenuto nella possibilità di una scelta libera. Scuole pubbliche
e private sono anche accomunate dai tagli. Tagli che potrebbero avere effetti
negativi anche in quelle istituzioni parificate che svolgono compiti
importanti, come le scuole dell'infanzia, la maggior parte delle quali è a
gestione privata. Queste scuole svolgono un ruolo meritorio e sarebbe grave se
fossero costrette a scomparire. Lo Stato deve dare la garanzia che questo non
accadrà».Cosa metterà di suo nella gestione dell'Usp?«Cercherò di dare il
primato alla relazione nelle persone. C'è bisogno di rinnovare i rapporti
all'interno dell'Usp e tra questo e gli altri enti del territorio per costruire
insieme rapporti utili per la crescita degli studenti».Cosa si augura per la
scuola vicentina?«Mi auguro che la scuola recuperi un forte senso di
appartenenza alla società, che non sia autoreferenziale, ma capace di dialogare
col territorio e dia sempre più spazio al protagonismo studentesco. La
partecipazione democratica aiuta i ragazzi a prepararsi alla vita successiva.
Si tratta in fondo di potenziare alcune esperienze che qui stanno maturando.
Bisogna coltivare le eccellenze, ma anche accompagnare i ragazzi fragili e in
difficoltà. Gli insegnanti devono diventare compagni di viaggio e punti di
riferimento autorevoli per gli studenti, di cui si devono prendere cura, come
ci insegna il messaggio che don Milani ci ha lasciato».Laura Pilastro
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DECRETO GELMINI Bellotti e Avezzù: «L'Università rischia la chiusura» Cur
a rischio chiusura con il decreto Gelmini sulle università.L'allarme
arriva addirittura dal centrodestra. Sì, proprio i rappresentanti locali del
Pdl che sostengono il governo in cui opera il ministro per l'Istruzione si
stanno mobilitando per fermare un'ipotesi che potrebbe diventare certezza una
volta che il decreto sia trasformato in legge dello Stato. «Abbiamo
scoperto che tra le pieghe normative ci sono passaggi molto preoccupanti per le
sorti della nostra sede universitaria - ha esordito il capogruppo forzista
Paolo Avezzù - Si parla di premi anche fino a 500 milioni di euro per le
università che hanno sedi staccate dove funzionano corsi di non primaria
importanza. Il Consorzio universitario di Rovigo è nato e in parte ancora
funziona proprio con la collaborazione degli atenei di Padova e Ferrara che
hanno portato in città alcuni corsi di studi. A questo punto Rovigo rischia di
finire nel mare magnum delle università che potrebbero essere tagliate».Un ben
triste destino per il Cur. Classificato come una "bad university"
senza colpe. E' sorto infatti con fondatori - finanziatori completamente
locali: Comune, Provincia, Camera di commercio e Fondazione della Cariparo. Non
basta: alle università di Ferrara e Padova non costa un euro. Si autofinanzia e
oltretutto, pur essendo partito con qualche centinaio di studenti, è decollato
fino a far segnare nell'anno accademico appena aperto circa duemila iscritti
con anche due corsi di laurea magistrale completamente autonomi, giurisprudenza
con indirizzo comunitario e scienze della formazione.«Adesso è necessario
capire al più presto che rischi corriamo - ha aggiunto Avezzù - Poi occorre
iniziare subito il processo che porti all'autonomia del Cur. Già nel corso
dell'estate, quindi in tempi non sospetti, insieme all'onorevole Luca Bellotti
e al professor Onofrio Donzelli chiedemmo che si aprisse il dibattito per
portare la nostra università a svincolarsi dalla subalternità con Ferrara e
Padova». Le mosse da fare adesso sono poche ma essenziali. «Dobbiamo cercare di
modificare in parlamento questo passaggio del decreto - ha spiegato l'onorevole
Bellotti - Poi occorre metter mano allo statuto che va riscritto stabilendo la
piena autonomia dell'università di Rovigo». Tuttavia, perché il Cur cammini
senza le stampelle di Ferrara e Padova servono più risorse. L'autonomia insomma
si misura in milioni di euro. Gli statuti non bastano.«Per questo crediamo sia
venuto il momento che grandi società che nel Polesine stanno investendo tante
risorse, si interessino anche della formazione accademica dei nostri giovani -
ha chiuso Bellotti - Mi riferisco a Enel ed Edison che vogliono realizzare in
Polesine un polo energetico e potrebbero diventare finanziatori
dell'università».Franco Pavan
( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Giornalisti
allontanati, il ministro: «È una scelta dell?organizzazione». La Fnsi: il
governo ci lasci lavorare Scuola, Confindustria promuove la
riforma La presidente Marcegaglia incontra la Gelmini: taglia i
costi e fa ordine RomaNOSTRA REDAZIONENon bastavano gli studenti. È scontro tra
Mariastella Gelmini e i giornalisti. Il ministro dell'Istruzione sostiene di non
aver mai chiesto di allontanare i giornalisti dall'Hotel Royal di Sanremo, dove
era ospite agli Stati generali della Confindustria. «È stata una scelta
dell'organizzazione», spiega il ministero dell'Istruzione in una nota
ufficiale. L'associazione di Viale dell'Astronomia conferma: il seminario
doveva svolgersi a porte chiuse. Storie, ribadisce la Federazione nazionale
della stampa, che difende i suoi associati. È tutta colpa della Gelmini, dicono la Fnsi, l'associazione dei giornalisti liguri,
l'opposizione: è stata lei a pretendere l'allontanamento. Intanto Emma
Marcegaglia, presidente degli industriali e padrona di casa, interviene sui
provvedimenti del governo, tendendo una mano al ministro: «È un decreto che
taglia alcuni costi e rimette a posto i numeri. La scuola italiana così com'è
non va bene: a chi protesta dico che dovrebbe guardare la classifica a livello
europeo. Siamo sempre stati negli ultimi posti. Non possiamo più andare avanti
così». Intanto la Procura di Bologna invia la Digos negli istituti superiori,
facendo infuriare i Cub-scuola.Per la Gelmini, che da
20 giorni è sulla graticola, si apre un nuovo fronte di polemica: quello con la
stampa. Già ampiamente battuto dal premier Silvio Berlusconi. Venerdì ha
praticamente dato dell'imbecille in diretta a un giornalista americano, che gli
chiedeva conto della battuta sull'abbronzatura di Barack Obama. La Fnsi manda
un mesaggio alla Gelmini e all'esecutivo tutto:
«Chiediamo fermamente al governo di abbandonare questo atteggiamento di
fastidio. Lasciateci lavorare». Alla protesta degli uomini dei media si
aggiunge quella tutta politica dell'opposizione: «Siamo curiosi di sapere che
cosa dovesse dire in gran segreto il ministro Gelmini
agli industriali - si domanda Roberto Di Giovanpaolo - perché il ministro
dell'Istruzione ha paura dei giornalisti?».Tutti contro Mariastella? Non
proprio. La Marcegaglia - che ha incontrato i giornalisti per raccontare i
colloqui, tutt'altro che segreti, con la Gelmini -
ritiene il decreto, inviso all'Onda e al Pd, sacrosanto. Ma solo un passo
avanti verso una meta ancora lontana. Dice la Marcegaglia: «Va proseguita la
volontà di riforma del sistema. Le ultime aperture fatte sui ricercatori,
l'attenzione al merito e all'efficienza degli Atenei sono significative e siamo
convinti che la riforma della scuola e dell'Università sia molto importante.
Abbiamo chiesto anche una riforma degli Istituti Tecnici per le nostre imprese
è un elemento fondamentale». Per quello che riguarda i tagli alla ricerca, Marcegaglia
ha sottolineato che «ci sono riduzioni di spese che andavano fatte perché se
guardiamo i parametri europei rispetto a quelli italiani, i nostri sono
assolutamente fuori luogo. Adesso bisogna investire nel merito, nella qualità,
nella tecnologia e nella autonomia».B.d.V.
( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L?onorevole Luisa
Santolini nella sede rodigina dell?Udc «I tagli alla scuola imposti da
Tremonti» La situazione di grave crisi della scuola, dei malesseri e delle
proteste che si stanno rafforzando a seguito della conversione in legge del
Decreto Gelmini è stato al centro dell'intervento dell'on. Maria Luisia
Santolini, dell'Udc compenente della Commissione cultura della Camera.
Nell'incontro con gli iscritti e sinpatrizzanti dell'Udc polesana ha ben
chiarito che i contenuti del Decreto «non hanno nulla a che vedere con una
radicale riforma della sistema scolastico italiano ma si tratta esclusivamente
di un provvedimento - diktat guidato dal ministro Tremonti per far
quadrare i conti dei numerosi tagli imposti a tutti i ministeri dalla Legge
Finanziaria che, blindata e non emendabile, rischia di essere approvata, anzi,
meramente validata in tempi record nelle prossime settimane dal
Parlamento».«Voto in condotta - ha aggiunto la parlamentare - voti espressi in
forma decimale, maestro unico, gestione del tempo prolungato, blocco delle
assunzioni dei precari, sono contenuti della norma che presi singolarmente non
hanno impatti sconvolgenti sulle famiglie né, tantomeno, modificano
sostanzialmente metodi didattici e la gestione complessiva della scuola
italiana e, in questo senso, l'Udc si è astenuta». E ha sottolineato:
«Purtroppo la molta disinformazione unita alla poca chiarezza dell'impianto del
provvedimento sono stati elementi fondamentali sui quali le forze di
opposizione di Sinistra, annichilite da una totale assenza di dialogo con la
maggioranza e da una fatiscente azione di contrappeso alle decisioni del
Governo, hanno colto al balzo l'opportunità per fomentare dissenso e mobilitare
studenti, insegnanti, dirigenti scolastici e famiglie». Anche le grandi
manifestazioni che in questi giorni coinvolgono gli ambienti universitari di
tutta Italia rischiano di essere politicamente strumentalizzate da
corporativismi e interessi di bottega che sono ben lontani dal volere un serio
cambiamento della Scuola.Molto vivace il dibattito che ne è seguito, anche con
interventi che hanno toccato altri argomenti di economia e politica
interna.Prima della conclusione l'on. Santolini ha affermato che «una vera
riforma della sistema scolastico italiano dovrà prevedere quattro obiettivi di
riferimento: l'autonomia degli istituti su livelli territoriali, la valutazione
del merito e del risultato, la valorizzazione della dignità del lavoro degli
insegnanti anche attraverso un adeguato riconoscimento retributivo, la libertà
della scelta educativa delle famiglie per i propri figli».
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LA LETTERA DI FORZA ITALIA
«Il sindaco dica chi sono i cattivi maestri degli studenti» Montebelluna«Non
c'è niente da fare». Lo dice Antonio Romeo. Nella diatriba tra i giovani di
Forza Italia che chiedevano al sindaco di Montebelluna di presentare scuse
pubbliche per averli definiti «intruppati come giovani Balilla» nella manifestazione studentesca contro il decreto Gelmini svoltasi nei giorni scorsi in piazza Negrelli alla presenza del
sindaco, dell'assessore alla Cultura Lucio De Bortoli e del consigliere
comunale con delega alle condizioni giovanili, Loris Poloni, si inserisce il
componente dei vertici comunali di Forza Italia Antonio Romeo.«Abbiamo
capito - dice rivolgendosi a Laura Puppato, Antonio Romeo - che nel suo Dna non
esiste il cromosoma 'ho sbagliato: chiedo scusa". «Ringrazio il sindaco -
aggiunge Romeo - per aver ricordato Pietro Bertolini, già sindaco della nostra
città, docente universitario, parlamentare e più volte ministro nel governo
Giolitti. Ringrazio il sindaco anche perchè io sono tra i soci fondatori del
Circolo culturale Pietro Bertolini e quindi anch'io mi identifico totalmente
nell'esempio di questo nostro illustre cittadino. Sottoscrivo quindi l'amore
che nutre il sindaco per le libertà collettive ed individuali e rispetto le sue
idee politiche, delle quali non deve scusarsi con nessuno».«Ma non è di questo
che voglio rispondere. Abbiamo contestato al primo cittadino di Montebelluna di
aver definito i nostri giovani «intruppati come piccoli balilla». Solo di
questo il Partito di Forza Italia- Popolo delle libertà di Montebelluna ha
chiesto alla Puppato di scusarsi. Nella sua lettera di risposta il sindaco
parla di «cattivi maestri». Vorremmo che si degnasse di chiarire chi sono
questi «cattivi maestri» dei giovani che frequentano le nostre sedi. Io ho
conosciuto i cattivi maestri quando ero nei carabinieri. Ho combattuto prima i
terroristi neri e poi al fianco del colonnello Carlo Aberto Dalla Chiesa i
terroristi delle Brigate Rosse che hanno distrutto la propria ed altrui vita
grazie ad intellettuali vigliacchi di estrema destra e di estrema sinistra.
Questi sono gli unici «maestri cattivi» che io conosco che al motto «va avanti
tu che mi vien da ridere» vivevano spesso in splendide ville prima di scappare
all'estero per evitare la galera. Questi sono gli unici «maestri cattivi» che
io conosco che l'Italia conosce".«La parola 'ho sbagliato: chiedo scusa'
per lei non esiste, lo abbiamo capito - riprende Romeo -. Tutti passiamo,
passerà anche il sindaco. Una cosa è certa una rotonda in più, la raccolta differenziata,
l'impegno ecologista, tutte iniziative delle quali siamo grati, non
cancelleranno mai il senso della ineduatezza di questo sindaco a rappresentare
idealmente tutti i montebellunesi".Luciano Beltramini
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
«Protestano
contro la riforma Gelmini e cancellano
le gite scolastiche dei bimbi» Un genitore si ribella Isola Vicentina - «Gli
insegnanti protestano contro la riforma Gelmini, e possono
anche avere le loro valide ragioni. Ma quelli di questo paese cancellano anche
le gite scolastiche dei bambini. A questo mi ribello».È la lettera di un cittadino di
Isola Vicentina (che chiede non venga reso pubblico il suo nome) quella che di
seguito pubblichiamo.«Egregi Signori, è con mio profondo rammarico che sono a
scriverVi questa lettera, per porre l'attenzione pubblica su quanto succede
nella scuola di Isola Vicentina. Oggi(ieri, ndr) a tutti i genitori è stata
fatta recapitare attraverso gli alunni una "Nota informativa". In
pratica abbiamo scoperto, con grande stupore, che per protestare contro la riforma
Gelmini, il corpo insegnanti della scuola del nostro
paese ha sospeso tutte le attività previste nel Piano dell'Offerta Formativa,
nonchè la gita annuale scolastica. A parte che non so se sia possibile a
livello legale una cosa del genere ma, tralasciando l'aspetto giuridico della
faccenda, non capisco come si possa dar luogo ad un sopruso ai danni di
soggetti in questo caso passivi, che si pongono senza possibilità di confronto
rispetto a questa decisione presa dal corpo insegnanti per protestare contro
qualcosa di cui loro, i bambini, non sanno niente, se non per qualche notizia
perecepita dai telegiornali, e soprattutto rispetto la quale non hanno nessuna
voce in capitolo. Doppio stupore se poi questa cosa viene messa in atto da un
corpo insegnanti, il quale dovrebbe avere una innata coscienza civica,
sicuramente superiore alla media. Praticamente, in parole povere, questo gesto
lo tradurrei in questo modo: «Siccome Giovanni ha dato uno schiaffo a me, io ne
dò uno a te Luca, che essendo anche più piccolo non hai possibilità di
reagire». Non posso che ribellarmi e, anche se potrei appoggiare la protesta
per quanto riguarda la riforma Gelmini, non posso che
dissentire totalmente da questo atteggiamento e cercare attraverso i mass media
di rendere pubblico quanto succede in un piccolo paese del profondo nord est,
che probabilmente non è un'isola solo di nome ma anche di fatto. Ritengo giusto
che questa informazione diventi pubblica».(lettera firmata)
( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Ricerca, protesta
anche l'ex azzurro del volley Morsut con i dottorandi: «Ho lasciato lo sport
per la bioscienza, ma ora dovrò andare negli Usa» PadovaNOSTRO SERVIZIOLa barba
sempre folta, i riccioli ribelli, l'andatura dinoccolata. Tra
i ricercatori e dottorandi che ieri mattina sono scesi in piazza a Padova,
davanti al Pedrocchi, per protestare contro la riforma-Gelmini, c'era anche l'ex pallavolista Leonardo Morsut (nella foto). È
il campione che nel giugno 2006, a 26 anni (sette dei quali in serie A1
collezionando anche 16 presenze in Nazionale), decise di lasciare il volley e
di tornare sui banchi.Ovvero a fare il ricercatore. Accanto al cartello
che illustra il suo lavoro sugli embrioni dei topi e le ricadute che può avere
nello studio dei tumori, Morsut spiega: Nessun pentimento per la mia scelta.
Anzi. Solo che ora non vedo chiaro il futuro. Se si va a minare il sistema
dell'istruzione pubblica peggiorerà il livello della formazione. E questo sarà
un grande problema per il Paese, perché noi ce ne andremo all'estero.Io
probabilmente andrò negli Stati Uniti oppure in Nord Europa o Giappone spiega
Morsut dove la Bioscienza è una materia sostenuta in maniera diversa rispetto
all'Italia. Il punto è che i nostri atenei sono pieni di gente vecchia. Quello
universitario è un sistema ritardato rispetto agli altri Stati, ma invece di
pensare a una sua riforma strutturale si parla solo di tagli. Famiglie,
anziani, turisti, tra loro anche qualche tifoso della squadra australiana di
rugby al seguito della nazionale scesa in campo all'Euganeo contro l'Italia, si
fermano a curiosare tra i pannelli che espongono alcune ricerche delle tredici
facoltà dell'Università di Padova.Abbiamo cercato di portare la ricerca nel
cuore della città spiega Gianni Monaco, portavoce padovano dell'associazione
italiana dottorandi e dottori di ricerca per mostrare l'attività che ogni
giorno svolgiamo nei nostri laboratori. Le aperture che sembra arrivino dal
ministro Gelmini sono solo ufficiose. Noi vorremmo ci
interpellasse per discutere anche delle nostre idee e proposte, per far capire
agli italiani che la ricerca non è un lusso, ma una componente fondamentale per
il Paese.Qualche centinaia di metri più avanti a scendere in piazza sono invece
gli studenti di Medicina che, all'interno di un piccolo gazebo, misurano la
pressione ai passanti.Vogliamo informare e non protestare dicono all'unisono
Non siamo reazionari e la nostra iniziativa non è politica. Chiediamo una
riforma dell'università, non dei tagli indiscriminati, perché in questo modo
invece di puntare sui giovani si continuerà sempre a proteggere i soliti
baroni.Matteo Bernardini
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
LA POLEMICA La
scuola respinge il vessillo "padano" «Ma i volantini Pd sono
consentiti» VazzolaAmmainata la bandiera della Lega Nord. Il rappresentate
della Lega Nord di Vazzola lamenta quanto accaduto venerdì sera, poco prima
dell'avvio della serata dedicata a Federalismo fiscale e cave organizzata nelle
scuole elementari di Tezze: «Avevamo appeso una bandiera della Lega Nord sopra
i lenzuoli contro la riforma Gelmini che sono esposti all'esterno della scuola elementare spiega
Luigino Tomasin - In vista della serata avevamo appeso la nostra bandiera sopra
gli striscioni». Insomma, la bandiera della Lega sembrava più adatta alla
serata degli striscioni di protesta issati contro la riforma della scuola e
simbolo del dissenso che nelle ultime settimane ha attraversato il mondo
scolastico allarmato per il suo futuro alla luce della nuove
disposizioni del Ministro Gelmini. Poco prima
dell'inizio dell'incontro il dietrofront: «Tre maestre presenti in sala si sono
lamentate della presenza della bandiera all'esterno dell'edificio scolastico e
ce l'hanno fatta rimuovere. Abbiamo visto che si sono fermate per un po' a
seguire la serata e poi se ne sono andate». Sull'episodio la Lega annuncia
un'interrogazione in consiglio comunale; l'ammaina bandiera insomma finirà sui
banchi del consiglio: «In vista della prossima riunione annuncia Luigino
Tomasin sui banchi della minoranza comunale per la Lega Nord - depositeremo
un'interrogazione; tanto più che all'interno delle aule ho visto dei volantini
del Partito Democratico. Sappiamo che non è possibile fare volantinaggio né
esporre stemmi politici nelle scuole, ma chiediamo che valga per tutti e non
solamente per alcuni».Er. Be.
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Più che un sit-in
sembrava una vera e propria festa, con ... Più che un sit-in sembrava una vera
e propria festa, con tanto di casse per ascoltare e ballare musica e un
banchetto dove si offrivano invitanti torte al cioccolato: il liceo classico
Marco Polo ha voluto portare in piazza la propria protesta anche con un po' di
allegria. Alle nove di ieri mattina sono arrivati in Campo Santo Stefano i
primi studenti, che hanno cominciato ad affiggere alcuni manifesti preparati
durante l'autogestione.Il motivo del sit-in era infatti quello di mostrare alla
gente cosa era stato prodotto durante le quattro giornate di gruppi studio e
laboratori: chi ha partecipato al gruppo di analisi dei decreti ad esempio,
distribuiva ieri un dettagliato dossier informativo sul decreto-legge 1108, 133
e sul piano programmatico del governo in materia d'istruzione.«Le proteste
studentesche vi si poteva leggere all'inizio hanno spesso un grosso difetto:
non sono documentate. Veniamo accusati di non saperci gestire, di manifestare
il nostro dissenso in modo confuso ed impreciso».E ieri gli studenti del Marco
Polo hanno cercato di dimostrare il contrario. Tutti gli accessi al campo erano
bloccati da due ragazzi che fermavano i passanti compresi anche alcuni
incuriositi turisti distribuendo loro dei volantini informativi e chiedendo un
piccolo contributo finanziario.Dopo l'esperienza dell'autogestione infatti,
secondo Antonio e Gaia, rappresentanti d'istituto del liceo, non bisognerebbe
fermarsi: «Siamo quotidianamente in contatto con tutte le altre scuole di
Venezia e anche noi il 14 novembre vorremmo andare a Roma
per protestare contro la riforma Gelmini, ma il
treno costa e chiediamo quindi fondi per questo importante viaggio».Nel
frattempo, sempre ieri è arrivato il no dalla questura di Venezia per la festa
che tutti gli istituti superiori veneziani volevano organizzare in Pescheria a
Rialto: festa che si è invece spostata ai Magazzini del Sale, una sede
che da circa un anno (da quando fu occupata non senza polemiche) è utilizzata
per manifestazioni e iniziative studentesche e culturali.
( da "Gazzettino, Il" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Licio Gelli vive in
un paese libero che gli consente la ... Licio Gelli vive in un paese libero che
gli consente la libertà di fare un programma televisivo nel quale racconta la
storia italiana alla sua maniera. L'Italia che avrebbe voluto col suo Piano di
rinascita democratica non avrebbe concesso questa libertà. Il suo progetto,
segnalato già dal 1976 dall'antiterrorismo, prevedeva: controllo del potere
radiotelevisivo, revisione della Costituzione, riforma dell'ordinamento
giudiziario, molto potere alle forze dell'ordine, sospensione dei sindacati,
blocco dei contratti di lavoro ecc. E' questa Italia che Gelli probabilmente
avrebbe voluto raccontare nelle sue trasmissioni.Il venerabile ha quasi 90
anni, c'è persino la voce che vogliano girare un film sulla sua vita,
interprete nientemeno che George Clooney. Certo ha una storia anche
avventurosa: ha combattuto con i fascisti la guerra di Spagna; ha fatto affari
nell'Argentina di Peron; aveva un'importante fabbrica di materassi. Ha riempito
per molti anni le cronache italiane e per almeno un decennio, dal 1981, ha
invaso la vita italiana dopo lo scoppio dello scandalo P2 che stava per
Propaganda2. Si chiamava così la loggia massonica deviata della quale Gelli era
il venerabile gran maestro. Loggia alla quale erano affiliati personaggi
dell'Italia di ieri potenti nell'Italia di oggi: industriali, giornalisti,
politici. Giusto per fare due nomi che conoscono tutti: Vittorio Emanuele di
Savoia e Silvio Berlusconi.Accusato di aver creato una struttura che voleva
sovvertire lo Stato, Gelli fuggì in Svizzera dove fu arrestato mentre ritirava
migliaia di dollari a Ginevra, ma evase e fuggì in Argentina. Si è costituito
nel 1987, tra le sue condanne anche una per depistaggio al processo per la
strage di Bologna. Dallo scandalo del Banco Ambrosiano alle manovre sulla casa
editrice Rizzoli, nella biografia di Gelli ci sono le trame che portarono al
fallimento della banca di Calvi e alla sua morte, sino alla scalata del
Corriere della Sera. Mise il tutto a fuoco la Commissione parlamentare
d'inchiesta sulla P2 presieduta dall'ex ministro veneto Tina Anselmi. In quelle
pagine c'è la sconcertante fotografia di una certa Italia di quegli anni.Ogni
tanto, consapevole che quello che dice può giovare o nuocere a qualcuno, Gelli
parla. Puntualmente c'è chi si preoccupa o scandalizza, chi dilata e chi
restringe. Certo rappresenta un passato che non vuole passare, forse meno
pericoloso di quanto si è temuto, sicuramente più inquietante di quanto si è
creduto.Che Gelli ritorni in tv su un'emittente privata, è un fatto che
interessa il venerabile e la tv. Che si presenti dicendo Sono nato sotto il
fascismo, sono fascista e morirò fascista non sorprende nessuno; al massimo è
una conferma non richiesta. I suoi giudizi sui politici di oggi credo lascino
il tempo che trovano. La sua sfiducia in Fini, gli elogi a
Berlusconi e i complimenti alla Gelmini portatrice
d'ordine non penso rappresentino un insegnamento da seguire o contro il quale
scagliarsi. I personaggi citati non gliene sono sicuramente grati. Il vecchio
signore non può dare lezioni di democrazia e nemmeno ergersi a maestro degli
italiani. I suoi danni li ha fatti tutti, dei suoi consigli non si sente
il bisogno. Che vada in tv e dica quello che gli piace, è il cuore nero di un
passato che ogni tanto prova a ritornare. Ma chi vive chiuso in quel passato è
fuori dal tempo.
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
La situazione dell'Università
italiana, ma quale ... La situazione dell'Università italiana, ma quale
università. Così titolava qualche giorno fa uno degli incontri organizzati
dagli studenti per parlare della condizione degli atenei sotto la scure della
riforma-Gelmini. Un'Università che mentre da un lato non ha soldi per far
crescere i cervelli giovani, dall'altro deve fare i conti anche con l'anagrafe.
All'ateneo padovano, su duemilaquattrocento tra professori, ricercatori e
assistenti, ben 537 fanno parte di una fascia di età compresa tra i 61 e i 70
anni e 55 hanno superato la settantina. Insomma è proprio il caso di
dire: largo ai giovani.I quali intanto, ieri mattina sono scesi in piazza, sul
Liston, per protestare contro la riforma-Gelmini. Tra studenti
di medicina e ricercatori anche l'ex pallavolista del Semprevolley e della
nazionale Leonardo Morsut, che due anni fa decise di lasciare lo sport e
tornare allo studio. Davanti al cartello che illustra il suo lavoro sugli
embrioni dei topi e le ricadute che può avere nello studio dei tumori, Morsut
dice: «Nessun pentimento per la mia scelta, ma come molti miei colleghi non
vedo assolutamente chiaro il futuro. E questo sarà un grande problema per il
Paese, perché noi ce ne andremo all'estero».A pagina IX
( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Gli studenti del
Brocchi spiegano l?agitazione contro il decreto Gelmini:
«E? in gioco la sopravvivenza della scuola» «La nostra protesta non è politica»
Domani assemblea di due ore, in preparazione un altro corteo e c?è chi propone
l?autogestione BassanoIl liceo Brocchi ha detto no al decreto Gelmini e l'ha fatto con lezioni in piazza, presidi
informativi e assemblee d'istituto. Ogni giorno in tv vediamo studenti che
protestano. Il nostro obiettivo per ora è quello di informare i nostri coetanei
e la cittadinanza - spiegano in coro i liceali all'uscita dalle lezioni - La
politica qui non c'entra. C'è bisogno di pensare alle esigenze della nostra
scuola e questa riforma sta scardinando la nostra istruzione. Dopo la presenza
in piazza dei giorni scorsi, per domani nell'istituto è prevista un'assemblea
di due ore dove verrà letto e commentato il decreto.Anche i nostri ragazzi
hanno voluto unirsi alla protesta che giunge da tutto il Paese - commenta il
professor Ottaviano Siniscalchi, docente di lettere del liceo classico - C'è
molta attenzione sull'argomento. Anche se nessuna notizia è ancora certa si
parla di aggregazioni tra indirizzi di istituti diversi: verranno
ridimensionati i vari curricula. Anche secondo il professore il decreto Gelmini presenta diverse zone d'ombra: Il maestro unico è
una forzatura che avrebbe meritato un approfondimento maggiore. La scelta del
decreto identifica un atteggiamento di chiusura rispetto alla capacità di
confrontarsi. Nessuno nega la necessità di riformare ma bisognerebbe
incrementare il dialogo tra le parti.Se dovessi descrivere questo decreto con
un aggettivo direi distruttivo - aggiunge Carlo Alberto Collaneda della 3 Bso -
Sta scardinando la scuola pubblica; i tagli all'istruzione che hanno intenzione
di fare sono mortali. Serve dare più parola agli studenti, i salottini televisivi
fanno rabbrividire anche noi. Provo sconcerto se penso che le università
italiane con questa riforma saranno costrette a diventare istituzioni private -
dichiara il neo rappresentante d'istituto Riccardo Berlanda della stessa classe
- La formazione universitaria è necessaria al lavoro. Ora vogliamo dare spazio
all'informazione oltre a proseguire la nostra linea di manifestazioni di piazza
e presidi.Giovanni Mezzalira ed Eric Parolin dell'ultimo anno a indirizzo
sociale fanno parte di quel gruppo di studenti che si impegna a mantenere la
mobilità della scuola: Stiamo coordinando queste giornate di agitazione e da
parte nostra c'è la volontà di esprimere dissenso verso i tagli previsti.
Parallelamente vogliamo fare un lavoro informativo prima che di protesta sia
sulla scuola che nella società. C'è la necessità di consultare le fonti: è per
questo che abbiamo distribuito in piazza i decreti legge. La risposta da parte
dei cittadini a tratti è titubante ma ci sono dei miti da sfatare: la nostra
non è affatto protesta politica, non ci rifacciamo ad alcun partito. I problemi
che dobbiamo affrontare sono di natura organizzativa e di comunicazione. Stiamo
pensando a un corteo per lunedì 17. Anche l'autogestione sarebbe una reazione
giusta a un problema estremo propone Elisabetta Marusso della 4 Aso. Ed è
giusto che ci si impegni per una vera causa prosegue Giovanni Bertacco della 3
Cs. Uno dei pochi lati positivi del decreto è il voler tagliare i monocorsi
universitari- conclude Oliver Verseau della 3Cs - Ma noi proseguiremo con la
distribuzione di volantini in piazza.Lara Lago
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Docenti, uno su
quattro è ultrasessantenne E ve ne sono ben 55 con più di 70 anni. Età media
avanzata anche tra i ricercatori La situazione dell'Università italiana, ma
quale università. Così titolava qualche giorno fa uno degli incontri organizzati
dagli universitari, nel caso specifico gli studenti della Facoltà di
Giurisprudenza, per parlare della condizione degli atenei sotto la scure della
riforma-Gelmini. Che tra le tante preoccupazioni che sta creando ai rettori con i
suoi tagli annunciati vede in primis la temutissima fuga dei cervelli.«Le
università virtuose come Padova diceva qualche giorno fa il professor Milanesi
nella conferenza stampa organizzata due ore dopo l'approvazione del decreto 133
dal parte del Parlamento rischiano di perdere i migliori giovani. Se
potessi andrei via anch'io». Magari proprio dal suo stesso ateneo.Perché i dati
relativi al corpo docente rilevati il 31 dicembre 2007 lasciano quantomeno
perplessi. Tra professori ordinari, di seconda fascia, ricercatori e
assistenti, gli effettivi sono 2.396. Di questi, 537 risultano di età compresa
tra i 61 e i 70 anni. In particolare, tra gli ordinari (in totale 733) quelli
tra i 61 e i 70 sono 300, la parte più consistente, seguiti dai 262 stretti tra
i 51 e i 60 anni. Sono 107 invece quelli compresi tra i 41 e i 50. Solo 9
quelli tra i 31 e i 40 anni; nessuno con meno di 30, ma ben 55 oltre i 70.Tra i
ricercatori non va certo meglio. Perché su 873 ben 165 risultano avere un'età
compresa tra 51 e 60 anni; addirittura 31 sono compresi tra i 61 e i 70, lo
stesso numero di quelli con meno di 31 anni. Insomma è proprio il caso di dire:
largo ai giovani.Ministro Gelmini o meno, è evidente
che nel sistema-università i meccanismi sono ormai sfasati. Nell'anno solare
2007, in uno degli atenei più virtuosi d'Italia, il nostro (che quest'anno ha
chiuso al secondo posto la speciale classifica Censis tra le università con più
di 40 mila iscritti dopo essere stato capofila per ben sei stagioni
consecutive), ogni professore (dei 2.396 in organico) ha laureato una media di
appena 5 studenti, considerato che i laureati totali sono stati 12.167.E non
mancano certo i casi limite, come per esempio il corso di laurea specialistica
in Storia medievale, che in un anno ha laureato un'unica persona alla Facoltà
di Lettere e filosofia. Ancora: Acquacoltura a Legnaro due, e altri due a
Lettere, questa volta al corso di laurea specialistica in Gestione dei beni
archivistici e librari.Ma i casi con soli due o tre laureati annui si sprecano.
Perché nel magma di corsi triennali, diplomi universitari, lauree
specialistiche, normali o a ciclo unico, in cui in questi anni si è divaricata
l'offerta formativa, si può trovare davvero un po' di tutto.Poi c'è la ricerca,
con alcuni progetti proposti dall'ateneo e finanziati dalla Regione, con
contributo del Fondo sociale europeo, attraverso dei bandi. Su proposta della
nostra università la Regione, il 15 ottobre scorso, ha stabilito, tra gli
altri, un finanziamento di 50.251 euro per un progetto dal titolo: Produzione,
lavorazione e commercio della lana nel Veneto dall'età romana al medioevo. Per
altri 55.372 euro un altro per Innovazioni di prodotto e di processo per la
valorizzazione del prosecco. E ancora 55.372 euro per Il posizionamento sul mercato
di un prodotto: interventi sulle caratteristiche percettive del bene, lo studio
dei suoi attributi attraverso l'algebra cognitiva e l'individuazione del prezzo
ottimale. Per finire (ma si potrebbe continuare a lungo) Professioni nel
sociale: identità e differenza nelle professioni di cura. Progetti per i quali,
compresi gli altri due atenei veneti (Verona e Venezia), vengono spesi
2.993.981 euro solo per l'anno accademico 2008-2009. Ma in molti di questi casi
non bastava sviluppare una delle tante tesi di laurea prodotte mensilmente
dagli studenti?Matteo Bernardini
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLE Tempo pieno,
il Comune "ottimista" apre nuovi refettori
Nonostante i punti intorrogativi messi dalla legge Gelmini sul futuro
del tempo pieno, l'amministrazione comunale continua "ottimista" a
costruire i refettori e ad ampliare le scuole, per ospitare il crescente numero
dei bambini e rispondere alle richieste delle famiglie di poter beneficiare del
tempo prolungato.Entro la fine dell'anno saranno ultimati i lavori del
nuovo refettorio della scuola elementare Narvesa di via Fonda, che beneficerà
anche di due aule in più. Tra pochi mesi, dunque, i bambini che ora si
avvalgono di un servizio di ristorazione servito con posate, piatti e bicchieri
biodegradabili, potranno utlilizzare i nuovi spazi, che complessivamente sono
costati 600 mila euro. Oltre alla scuola IV Novembre e a quella di via Fonda,
anche la Beato Odorico sarà a breve dotata di un nuovo refettorio. A partire
del prossimo anno scolastico, la scuola primaria comunale "Beato
Odorico", in via Zara, a Torre, sarà infatti ampliata e dotata di una
mensa, di due nuove aule, una per la didattica e l'altra per le attività
motorie con annesso spogliatoio e di altri locali adibiti a spogliatoi e a
servizi igienici. Il progetto è già stato approvato e se tutto andrà secondo le
previsioni i lavori prenderanno il via all'inizio del nuovo anno e saranno
completati in circa 180 giorni, comportando una spesa di circa 600 mila euro».
La nuova costruzione, che dovrebe essere pronta per la fine del 2009, sorgerà
accanto al fabbricato esistente sul lato sud in modo da creare un collegamento
interno attraverso il prolungamento dell'attuale corridoio. Con la
realizzazione della nuova ala al piano terra si faciliterà l'approvvigionamento
dei pasti portati da una ditta esterna, si favorirà l'evacuazione degli alunni
della mensa in cortile in caso di emergenza e si elimineranno le barriere
architettoniche. Gli oltre 142 metri quadrati del nuovo locale garantiranno
un'affluenza di circa 204 alunni divisi in due turni. Nella mensa e nei locali
di servizio sarà anche predisposto un impianto per la ventilazione in modo da
consentire un idoneo ricambio d'aria anche con le finestre chiuse. Il progetto
prevede pure l'installazione di un ascensore per il trasporto dei disabili che
sarà realizzato tra il nuovo corpo e quello esistente.Infine, si ricorda, lo
scorso mese è incominciato lo scavo per le fondamenta dalla nuova scuola per
l'infanzia di via Beata Domicilla che complessivamente avrà un costo di oltre 2
milioni di euro.Antonella Santarelli
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SONDAGGIO A Expo
Scuola genitori "morbidi" contro le innovazioni del ministro Genitori
solidali con le proteste studentesche. Chiedono il tempo pieno per i figli alle
elementari e promuovono il voto in condotta. Si è concluso con i voti dei
genitori, in Fiera, il sondaggio ad Exposcuola & Young. È poco più del 60\%
dei genitori intervistati, contro il 90\% degli insegnanti, a sostenere la protesta anti Gelmini che sta
interessando i ragazzi in queste settimane calde per la scuola italiana. Forse
memori degli anni trascorsi tra i banchi, i genitori appaiono abbastanza
concordi nell'approvare il 5 in condotta. Quasi l'80\% è favorevole al ritorno
della bocciatura per il comportamento tenuto in aula. Non altrettanto
compatti sono apparsi invece per quanto riguarda il ripristino dei voti alle scuole
elementari (poco più del 50\% è favorevole), mentre torna a confermarsi
l'esigenza primaria del tempo prolungato per le famiglie: il 61\% degli
intervistati chiede che non sia abolito il pomeriggio a scuola per i figli,
misura che provocherebbe non pochi problemi organizzativi ai genitori.Anche per
i genitori infine c'è accordo sull'utilità che spazi ed occasioni come quella
costituita da Exposcuola&Young offrono per favorire il dibattito e il
confronto sullo stato dell'arte della scuola, suggerendo soluzioni e dando voce
a tutti i soggetti coinvolti.
( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
SAN VITO Le
Filandiere contro i giovani di Fi che invocavano la Procura per gli scioperi
«Il liceo non condiziona gli studenti» San Vito al Tagliamento(e.m.)Levata di
scudi dal liceo Le Filandiere contro le recenti dichiarazioni rilasciate da
Iacopo Chiaruttini e Giuseppe Fusco legati al gruppo giovanile di Forza Italia.
I due hanno prima condannato le proteste dei giorni scorsi
in atto contro la legge Gelmini promettendo poi che interverranno comunicando direttamente con
la Procura e con le forze dell'ordine qualora i dirigenti scolastici o i
professori degli istituti scolastici sanvitesi imponessero agli studenti di
manifestare e a scioperare contro la riforma Gelmini.
Parole che non sono state ben accolte al liceo Le Filandiere evidenziando che
le dichiarazioni del gruppo giovani di Forza Italia hanno assunto un tono
inspiegabilmente minaccioso e di processo alle intenzioni, tant'è che diversi
docenti si sono sentiti colpiti nella loro dignità professionale ispirata ad
autonomia e libertà di pensiero.«Mai, neppure in passato hanno comunicato dalla
scuola-, si sono verificati episodi di condizionamento da parte dei docenti
sulle libere opinioni degli studenti. Nella scuola si cerca di dare degli
strumenti affinché ciascuno possa formarsi la propria opinione in modo
approfondito e libero. La scuola è un luogo serio in cui si fa formazione con
impegno, spesso al di là della retorica negativa che se ne fa. Ciò va detto per
salvaguardare la dignità professionale del personale della scuola e l'autonomia
intellettuale dei dirigenti e dei docenti, in un momento in cui sarebbe
desiderabile un abbassamento dei toni e un maggiore ascolto di ciò che accade
all'interno della scuola anche per evitare possibili strumentalizzazioni di
ogni parte».Dall'istituto scientifico statale hanno infine ribadito uno dei
pilastri fondanti della scuola sanvitese e cioè «una tradizione di autonomia e
libertà di pensiero come principio ispiratore dell'attività didattica e
formativa».
( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Tutti in piazza.
Ancora. E così l'Università continua la sua ... Tutti in piazza. Ancora. E così
l'Università continua la sua protesta contro il ministro Gelmini, che nonostante le ventilate aperture nei confronti degli atenei
rimanere nel centro del mirino, non solo degli studenti, ma anche, come
accaduto ieri mattina di ricercatori, dottorandi, medici e universitari di
estrema destra. Il sabato anti-riforma è iniziato alle 10 con la presenza dei
dottori di ricerca in piazzetta Garzeria, davanti al Pedrocchi, dove
sono stati montati alcuni pannelli che illustravano ai passanti alcuni dei
progetti scientifici sviluppati nella nostra università.I tagli non servono ha
commentato Gianni Monaco, portavoce padovano dell'associazione dottorandi e
dottori di ricerca italiani All'università italiana serve invece un sistema
rivolto al merito capace di attrarre anche i ricercatori stranieri. Un sistema
in cui la ricerca sia adeguatamente finanziata e in cui i concorsi avvengano in
maniera trasparente. E un no deciso alla manovra governativa è arrivato anche
da un ricercatore illustre l'ex campione di pallavolo, Leonardo Morsut: Non
basta che il ministro riveda alcune sue posizioni. Si sta solo dicendo che si
torna indietro a 50 chilometri all'ora piuttosto che a 100, ma noi invece
vogliamo andare avanti.Arrivare a lavorare in un Paese ha terminato Morsut dove
un laboratorio viene diretto da un quarantenne non da un settantenne.E'
l'università che non va è intervenuta Mia Tosi, 26 anni, dottorando a Fisica -,
la sua struttura, ma questo non significa dover tagliare sulla ricerca. Poco
più avanti, in via Roma, a scendere in piazza, con i loro camici bianchi, sono
stati gli studenti di Medicina. Che su richiesta hanno offerto ai passanti la
misurazione della pressione. Non siamo reazionari hanno precisato -, vogliamo
semplicemente lavorare di più e meglio. Chiediamo una riforma vera, però, e non
certo la protezione dei baroni. Se non si capisce che per l'Italia la ricerca è
fondamentale, allora siamo messi davvero male. Alle 16.30, in piazza Cavour, a
manifestare sono stati gli universitari di Azione studentesca, legati a Forza
Nuova.Informare è più utile che contestare come invece sta facendo la sinistra
ha detto Anna Lami, studentessa di Scienze politiche e per questo abbiamo
scelto la linea del volantinaggio. E comunque il passo indietro fatto dal
ministro Gelmini non è assolutamente sufficiente.M.B.
( da "Voce d'Italia, La" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Politica
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Istituzioni" *Maroni: "Chi occupa, sara' denunciato alla
magistratura" *Dl Gelmini, proposto
referendum abrogativo. Bottiglie e cinghiate fra studenti Guarda tutti i
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( da "Blogosfere" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nov 08 9 La Maglie
vs.Camilleri :Gelmini non è un essere umano? Pubblicato
da Andrea Garbin alle 14:34 in giovani e politica Lo ha detto il noto scrittore
Andrea Camilleri durante un incontro con gli studenti del Mamiani, la frase è
stata riportata da un cronista dell'Unità e ha provocato dissociazioni da
sinistra e ovviamente i riesntimenti politici della destra. Ovvio anche
l'accostamento che si poteva fare alla frase razzista di Silvio Berlusconi,
quindi anche io personalmente mi dissocio e mi sono anche andato a leggere un
pò di commenti,fra i quali quello della mia amica di questi giorni Maria
Giovanna Maglie,nella prima Repubblica la nostra editorialista del Giornale era
famosa per saper gestire le spese come corrispondente da New York , ora è nella
sua second life ed è il nuovo che avanza e l'annticorfomismo fatta persona.
Peccato che mentre giustamente si indigna per la frase di Camilleri, che
sarebbe bastato ampiamente, non perde occasione per accostarla alla vicenda di
Silviuccio, il noto comico del Bagaglino, che come dice lei:"Tutto così,
in una ruota insopportabile che rischia di succhiarci il cervello, sì, anche a
noi che al conformismo resistiamo. Il nostro, non da solo ma in testa alla
classifica, è il miglior produttore di cattivi maestri, quelli che «se lo fanno
gli altri mi indigno e li sbrano, se lo faccio io avrò le mie buone ragioni».
Insomma, se il premier Berlusconi, sbagliando a mio modesto parere, si fa
scappare un?innocua battuta sull?abbronzatura di Barack Obama, il coretto degli
indignati speciali che gridano al razzismo si esercita senza freni. Vagli a
spiegare che nei giorni che seguono l?elezione di un presidente degli Stati
Uniti nero, che non è neanche eccezionalmente bravo, strillare al razzista è
patetico nonché ridicolo." E' proprio così Maria Giovanna, il razzismo è strisciante prendersela con la Ministro Gelmini per il suo colore dei capelli pensando che non sia umana non ha
niente a che vedere con l'innocua battuta sull'abbronzatura. La storia è la
storia, quando i gelmini vennero deportati dall'Africa come schiavi, dovettero
patire la discriminazione razziale e solo ora si sono rialzati in piedi grazie
all'elezione di Maria Stella. Come dite, ho fatto confusione, Maria
Stella non è nemmeno stata eletta, ce l'ha messa chi? Eh già, come dice
Giovanna siete i soliti comunisti che pullulano l'Italia. Qui divento serio,
oppure forse vi divertirete di più adesso, ma in che paese viviamo, quale senso
può avere un articolo di questo tipo, se Camilleri dice una sciocchezza, pur
lasciando perdere le questioni sociali e storiche dei contesti profondamente
diversi, va comunque ripreso. Certo qualche differenza forse qualcuno la
intravede, uno parla del Presidente degli Usa in qualità di Presidente del
Consiglio, forse c'è una storia di razzismo che ha qualche radice anche
nell'affrontare un tema con una battuta, l'altro il buon Camilleri, dice una
colossale stupidaggine che rappresenta il vecchio modo di fare politica,
insultando l'avversario politico. Sul fatto che sia un pessimo esempio per i
giovani sono profondamente daccordo, come lo sono sul fatto che Maria Giovanna
Maglie scrive un pessimo articolo, pieno di invidia e veleni, che riflette la
sua visione di un mondo fatto di televisione, in cui lei ,all'Isola dei Famosi,
sta a Camilleri, da Costanzo. Un modo di relazionarsi fatto da prese di posizione
di parte, di servilismo al padrone di turno, alla propria sponda politica,
attaccando le persone perchè scrivono libri letti da milioni di persone,
manifestando una livida invidia,e perchè hanno lavorato in Rai. Ma come proprio
lei? Ma per quale motivo non si possa in questo paese dire che uno ha detto una
cazzata,sia se è Presidente del Consiglio che se è uno scrittore di libri di
successo, condannare l'accaduto e non imbastirci sopra un trattato di purezza?
Magari a Silvietto anche una tirata di orecchie, perchè non è che sia la prima
volta. Un'altro appunto Sig.ra Maglie i giovani plagiabili e anche
influenzabili hanno già capito che aria tira in Italia e di cattivi maestri se
ne intendono. Hanno scacciato dai cortei sindacalisti e politici e proprio
questo fa rabbia, perchè su questo non dovrebbero essere attaccabili, anche se
come dice il buon vecchio Cossiga , ci sono altri metodi per attaccarli.
Purtroppo li conosciamo quei metodi, li abbiamo già visti ed è proprio questo
che non vorremmo succeda, l'uso dei provocatori e della provocazione per creare
la criminalizzazione del movimento, deja vu.
( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Rai/ Ferrero:
Solidarierta' Prc per inquietante intimidazione Espressioni di intolleranza
allarmanti verso libertà di stampa postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri
Roma, 9 nov. (Apcom) - Il segretario nazionale del Prc, Paolo Ferrero, esprime
"la solidarietà e la vicinanza mia personale e di tutto il Prc al
giornalista del Tg3 Santo Della Volpe per la squallida intimidazione di tipo
fascista di cui è stato vittima". "E' davvero inquietante -
sottolinea Ferrero in una nota - il ripetersi in rapida successione di episodi
di intimidazione e anche di discriminazione nei confronti dei giornalisti e
della libertà di informazione: le minacce al direttore di Repubblica Ezio Mauro,
l'aggressione alla redazione 'Chi l'ha visto', l'allontanamento
dei cronisti per volontà della ministra Mariastella Gelmini... Si
tratta di espressioni di intolleranza e discriminazione tanto più allarmanti in
un momento in cui la libertà e la dignità del lavoro giornalistico attendono da
anni il rinnovo del contratto nazionale, coi diritti e delle tutele ad esso
correlati, da parte degli editori".
( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Governo/
Guzzanti: Gelmini, Carfagna e
altri sono circolo amicale Tutti i ministri seguono rigido copione voluto da
Berlusconi postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 nov. (Apcom) -
Maria Stella Gelmini, Mara Carfagna
e altri sono diventati ministri "in quanto appartengono a un circolo
amicale".
Paolo Guzzanti risponde così a Lucia Annunziata che nella trasmissione 'In
mezz'ora' gli chiede di esprimere un parere sugli esponenti dell'esecutivo dopo
lo scontro avuto con la ministra delle Pari Opportunità. Il deputato del Pdl
ribadisce che a suo avviso manca la "meritocrazia" nella scelta dei
componenti del governo e critica anche il ministro dell'Istruzione: "Non
penso che sia adeguata, non ho nulla contro di lei, ma come la Carfagna e come
altri sono diventati ministri perchè appartengono a un circolo amicale. Questa
volta - prosegue Guzzanti - Berlusconi ha fatto un governo in cui i ministri si
comportano secondo un rigidissimo copione voluto da lui". Guzzanti lamenta
anche lo svuotamento di ruolo del Parlamento: "A differenza di quanto
accadeva nella prima Repubblica, c'è un governo strapotente e un Parlamento che
non fa niente, i cittadini hanno ragione quando dicono che i parlamentari
rubano lo stipendio perchè il Parlamento è un'azienda che non fa nulla, ma non
è colpa nostra, ci mandano un sms per dirci quando arrivare, quando uscire e
perfino quando andare a fare pipì. Poi ci sono i cani pastore, (i capigruppo)
che urlano in Aula al momento del voto 'rosso, verde, bianco'. Questa è la vita
del Parlamento oggi".
( da "Virgilio Notizie" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Università/ Ora ci
sono i 'fuori corso' nel mirino della Gelmini La Stampa riporta indiscrezioni su discorso ieri a Confindustria
postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Roma, 9 nov. (Apcom) - Il ministro
dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, avrebbe intenzione di
intervenire sul problema degli studenti universitari fuori corso, che
rappresentano circa il 35-40% del totale di quanti sono iscritti nelle
università italiane. E' quanto, secondo il quotidiano La Stampa, il
ministro avrebbe prospettato ieri durante un seminario a porte chiuse a Sanremo
riservato ai 140 direttori delle sedi territoriali di Confindustria. La Gelmini, tornata al centro delle polemiche per avere,
secondo quanto denunciato dalla Fnsi, chiesto e ottenuto l'allontanamento dei
cronisti, avrebbe detto: "Ci sono studenti che vanno fuori corso perché
lavorano, e questi vanno aiutati, ma ce ne sono altri che stanno all'università
come in un parcheggio e non possono essere trattati allo stesso modo",
tanto più visto che il Governo ha in mente di operare una forte
razionalizzazione delle spese universitarie.
( da "Repubblica.it" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Un milione di
firme. Tante le adesioni, fino ad oggi, a sostegno del referendum abrogativo sul
lodo Alfano - la norma che prevede l'immunità per le quattro più alte cariche
dello Stato - promosso da Antonio Di Pietro. Ad annunciarlo è lo stesso leader
dell'Italia dei valori che oggi ha fatto tappa a Palermo, accompagnato dal
coordinatore dl suo partito, Leoluca Orlando, e da altri parlamentari. "In
Sicilia - ha detto Di Pietro - la raccolta di firme si è già risolta il primo
giorno, acquisendone cinquecentomila, e a oggi superiamo il milione". La
tappa siciliana dell'iniziativa è stata l'occasione per il leader dell'Idv, per
ribadire come il suo partito si sia impegnato nella raccolta di firme "non
solo per fermare una legge che riteniamo incostituzionale e anche immorale, ma
soprattutto - ha sottolineato - per informare i cittadini che, quando a una
democrazia togli la rappresentanza del parlamento, l'informazione e il
'controllore' attraverso la giustizia, togli le basi dello Stato di
diritto". E al ministro della Giustizia Di Pietro chiede coerenza:
"Non può fare come Penelope, che a un certo momento della giornata tesse e
poi sfila. Non può fare una norma per rafforzare il 41 bis e poi fare il Lodo
Alfano, il Lodo Consolo e le norme sulla riduzione delle intercettazioni
telefoniche". L'Italia dei valori, ha aggiunto, "si troverà sempre
d'accordo ogni volta che vengogno prese misure contro la mafia. Ma ad Alfano
chiediamo coerenza su tutti i temi: non si può fare una legge di bandiera e su
tutto il resto mettere la 'monnezza' sotto il tappeto". Il leader
dell'Italia dei valori ha espresso soddisfazione per il riscontro ottenuto
dall'iniziativa, intorno alla quale "è nato un movimento di opinione,
formazione e informazione, attraverso il quale i cittadini stanno dando un
giudizio di valore sul modello di governo". Ieri l'iniziativa ha fatto
tappa a Torino, dove finora sono state raccolte ottomila firme, 22mila in tutta
la provincia. "E l'Italia dei valori si prepara a
raddoppiare - ha detto Di Pietro - aderendo alla raccolta di firme contro la
legge Gelmini: le riforme che riguardano il futuro dei giovani si fanno con la
condivisione, non con colpi di mano". (9 novembre 2008
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Caccavale
(Fi) fischiato dai precari interrompe l'intervento e va via. È polemica Pdl-Pd
Stati generali, c'è il piano anti-tagli Castelvolturno, Vendola: le Regioni si
opporranno alla riforma Gelmini
( da "Mattino, Il (Circondario Sud1)" del
09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DALL'INVIATO ANTONIO
PISANI Castelvolturno. Doveva essere la giornata del confronto costruttivo agli
Stati generali delle Scuole del Mezzogiorno in corso di svolgimento all'Holiday
Inn a Castelvolturno; è stata invece la giornata della polemica politica
rovente tra Pd e Pdl per le bordate di fischi indirizzate dalla platea di
docenti, in gran parte precari, al portavoce di Forza Italia in Campania
Ernesto Caccavale. «Non mi aspettavo un'accoglienza simile a quella di Vendola
(altro oratore della giornata, ndr), ma che almeno mi si desse l'opportunità di
parlare - ha detto visibilmente scosso l'esponente azzurro - si chiamano Stati
generali, ora Bassolino ci spieghi se sono stati organizzati con soldi
pubblici, ma, come mi è sembrato di capire, esclusivamente per la sinistra. Tra
l'altro, io mi sono auto-invitato, come altri esponenti del Pdl». La platea di
addetti ai lavori, molti gli studenti, aveva poco prima applaudito il discorso
del governatore della Puglia Vendola che aveva annunciato «il varo di norme
regionali "anti maestro unico"» bollando la
riforma Gelmini come «controriforma dell'istruzione; lo Stato ha il dovere di
finanziare la scuola pubblica». Ma quando è salito sul palco Caccavale sono
iniziati i primi mugugni, poi le bordate di fischi sono partite assordanti dopo
che l'esponente forzista ha negato che la riforma prevedesse tagli.
Qualche prof precario si è alzato iniziando a inveire contro Caccavale: «allora
dicci che differenza c'è tra maestro unico e prevalente» ha urlato. Atmosfera
tesa, in molti hanno lasciato la sala congressi, alla fine Caccavale ha deciso
di andarsene, «accompagnato dal servizio d'ordine della manifestazione».
«Questi signori - ha aggiunto - dicono di essere democratici ma si tratta della
democrazia totalitaria per cui parla solo chi è d'accordo con loro». Il
«padrone di casa» Corrado Gabriele, assessore regionale all'Istruzione, ha
cercato di sdrammatizzare pur dicendosi rammaricato. «Sono dispiaciuto per
quanto accaduto a Ernesto Caccavale, ma non è vero che non ha completato
l'intervento; ha parlato per oltre dieci minuti. Poi, quando ha fatto
riferimento ai tagli sono iniziati i fischi, normali in una democrazia. Specie
se di fronte ti trovi le persone (i docenti precari, ndr) che quei tagli li
hanno subiti sulla propria pelle. Ma ci tengo a sottolineare che nessuno gli ha
tolto la parola». Luciano Passariello, presidente forzista della commissione
regionale anticamorra, spiega di non «aver avuto problemi a parlare di
legalità. I fischi comunque fanno parte della democrazia» . Ma già poche ore
dopo l'episodio, la polemica era ormai deflagrata. Lo stesso Caccavale ha
annunciato che «Giorgio Stracquadanio, consigliere del ministro Gelmini, con altri parlamentari, presenteranno
un'interrogazione al presidente del Consiglio, Berlusconi, e ai ministri degli
Affari regionali, dell'Istruzione e del Lavoro, per fare chiarezza
sull'iniziativa della Regione Campania». Si sono poi susseguite le
manifestazioni di solidarietà da altri esponenti del Pdl. «L'aggressione subita
dall'onorevole Caccavale è una gravissima manifestazione di intolleranza da
parte di una sinistra che per anni si è sentita depositaria assoluta del
concetto di democrazia» ha affermato Luigi Cesaro, coordinato vicario di Forza
Italia in Campania, mentre per Diana De Feo, senatrice del Pdl, «la sinistra
impedisce di parlare a quelli che la pensano diversamente da loro». Eppure la
seconda giornata degli Stati generali delle scuole - oggi la conclusione - è
stata segnata dai molti contributi apportati al confronto in atto. L'assessore
lucano alla formazione-lavoro Antonio Autilio ha salutato con favore «la
strategia comune attivata da Campania, Puglia, Calabria e Basilicata sulla
politica scolastica» mentre il vice presidente della Regione Calabria Domenico
Cersosimo ha proposto «incentivi per i docenti» . All'appello mancava solo la
Regione Sicilia, amministrata dal Pdl. «Nessun della giunta, pur invitato, ha
accettato di venire» ha concluso Gabriele.
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
IL
GOVERNO. Il ministro Gelmini ieri agli
stati generali di Confindustria a Sanremo. Il titolare dell'Istruzione ha
rilanciato la riforma della scuola e dell'università.
( da "Mattino, Il (Caserta)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
DALL'INVIATO È
polemica tra Pd e Pdl per i fischi indirizzati dalla platea dell'Holiday Inn al
portavoce campano di Forza Italia Ernesto Caccavale. L'esponente
forzista è stato pesantemente contestato quando ha affermato che la «Riforma Gelmini non prevede tagli alla scuola come va dicendo il Pd». Alcuni
insegnanti, precari, si sono avvicinati al palco inveendo contro il politico
che ha poco dopo deciso di abbandonare la sala congressi «accompagnato dal
servizio d'ordine della manifestazione». L'assessore regionale
all'Istruzione Corrado Gabriele si dice dispiaciuto. «Caccavale è intervenuto
per 14 minuti dal palco, stesso lasso di tempo utilizzato dal presidente Vendola,
purtroppo però è stato interrotto per tre volte dalla platea. A protestare era
un gruppo di insegnanti precari. Ho tentato di far concludere l'intervento al
portavoce di Fi che però ha preferito andarsene». ant.pis.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Pubblicato anche in: (Mattino, Il (Benevento))
Argomenti: Scuola
ELENA ROMANAZZI
Roma. Non si placano le polemiche sulla riforma della scuola e dell'università.
Gli studenti restano in fermento. Il mondo politico è diviso. E i sindacati si
preparano allo sciopero del 14 dell'Università. La Confindustria, pur valutando
positivamente i passi fatti dal ministro, attende ora la riforma degli istituti
tecnici. Di questo doveva parlare ieri il ministro
Mariastella Gelmini nel corso degli stati generali di Confindustria riunitisi a
Sanremo. Una giornata di lavoro a porte chiuse, fuori tutti i giornalisti,
nessuna parola da parte del ministro che ha fatto solo sapere che «era ospite»
e che non ha preso nessuna decisione in merito alla presenza della stampa.
Ma in realtà si vuole evitare a tutti i costi che filtrino indiscrezioni sui
prossimi passi del ministro dell'Istruzione. In questi giorni non sono mancate
le critiche. E ieri il sindaco di Roma Gianni Alemanno ha lanciato l'affondo:
«La Gelmini si è mossa male, senza partecipazione, e
così abbiamo lasciato alla sinistra una funzione che non avrebbe potuto avere
se avessimo avviato il confronto con i giusti interlocutori». Una bocciatura in
piena regola, malgrado poi il suo portavoce abbia tentato di smorzare
sostenendo che non si trattava di un attacco alla riforma. Il clima resta teso.
Gli studenti non mollano la presa, soprattutto per l'Università. In Toscana si
è tenuta l'assemblea nazionale del movimento studentesco per mettere a punto il
programma. Erano rappresentate buona parte degli atenei, tranne le romane
Sapienza e Tor Vergata. «Solo un fraintendimento - spiega il leader degli
studenti di sinistra, Francesco Epifani - non si tratta di una rottura». Anzi
il «movimento è unito» e la prossima settimana «metteremo a punto la nostra
controriforma» perché il «no» alla Gelmini e ai suoi
tagli resta e senza possibilità di appello. L'esecutivo, invece, sperava che il
decreto che offre una boccata di ossigeno agli atenei e ai ragazzi potesse
abbassare i toni della polemica. Così non è stato. Restano infatti intatti
tagli alla scuola pubblica, i docenti, il personale amministrativo e anche la
rivoluzione delle elementari e dei licei. Il programma è nutrito. I tempi sono
così stretti che il ministro, secondo indiscrezioni, avrebbe già deciso di
allungare la scadenza per le iscrizioni fino a febbraio proprio per consentire
alle scuole e ai genitori di attrezzarsi. La grande incognita sono i tecnici.
Gli indirizzi verranno drasticamente ridotti. Ma allo stato attuale ancora non
è stato fatto nulla malgrado l'entrata in vigore delle modifiche (c'è anche la
riduzione dell'orario) a partire dal prossimo anno. Una vera e propria
rivoluzione ancora tutta da mettere nero su bianco. I sindacati della scuola
dopo la proclamazione dello sciopero si aspettavano dei segnali e sono pronti a
scendere nuovamente in piazza. Sul fronte delle proteste degli studenti, la
Digos sta analizzando i filmati di quanto è avvenuto alla stazione Ostiense di
Roma, dove è stato ferito un ragazzo e altri dieci studenti sono rimasti
contusi. C'è massima attenzione per i prossimi giorni. Il Viminale ha dato
indicazioni ben precise per affrontare i futuri cortei, in particolare quello
del 14 novembre. Sul movimento e sugli scontri è intervenuto il presidente
della Camera, Gianfranco Fini: «Ci sono minoranze rumorose che poi ricorrono
alle cinghie, ma sono molto molto rumorose e molto minoranze». Tuttavia - ha
aggiunto Fini - è un fatto rilevante che negli atenei ci siano giovani di
destra e di sinistra che si confrontano: «Avere valori condivisi significa fare
i conti con la storia. Si tratta di un lavoro prepolitico e culturale che
dovrebbe impegnare tutti». In una polemica lettera aperta, invece, il
presidente emerito della Repubblica, Francesco Cossiga ha dato «consigli» al
capo della polizia su come affrontare la protesta: in sostanza evitare le
cariche fino a quando non ci sarà «un ferito grave».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
CONFINDUSTRIA.
Il presidente degli industriali Marcegaglia ha approvato i tagli del ministro Gelmini sollecitando
la riforma.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Roma. L'appuntamento
è fissato al ministero dell'Istruzione per martedì alle 15. Il ministro Mariastella Gelmini spera, con
la convocazione dei sindacati, di scongiurare lo sciopero generale
dell'università fissato per il 14 novembre. Una convocazione considerata da
Antonio Marsilia, segretario della Cisl-Università, «un passo in avanti» anche
se «tardivo». Cosa vi aspettate dall'incontro? «Pensavamo di essere
convocati prima che fosse approvato il decreto legge. È chiaro che, comunque, è
un passo in avanti rispetto all'atteggiamento del ministro e dell'intero
governo nell'affrontare le tematiche dell'alta formazione. È evidente,
tuttavia, che il decreto non basta e non risolve la situazione». Perché? «Il
decreto sblocca le assunzioni solo per gli atenei virtuosi, per quelli che in
sostanza non superano la soglia del 90% per il pagamento degli stipendi. È
evidente che oggi sono solo sette gli atenei che non potranno assumere nessuno,
ma nei prossimi anni il blocco sarà totale. Non riusciamo a comprendere la
ratio di questa decisione». Per quale ragione? «Il ministro ha diviso in due il
mondo universitario. Nel 2009 alcuni atenei si salvano. Ma non va dimentica la
manovra. Dal momento che nel biennio successivo ci sarà una pesante sforbiciata
al fondo ordinario, il rischio è che nel 2010 le università che avranno
superato la soglia del 90% possano essere venti e nel 2011 il doppio. È
evidente che sul tavolo della trattativa devono essere messe ulteriori
risorse». C'è la possibilità che questo sciopero possa rientrare? «Se viene
rimessa in discussione la soglia del 90%, vengono garantite le risorse per il
rinnovo contrattuale dell'Università e per l'alta formazione artistica e
musicale e viene restituito il 10% delle indennità tagliate dal ministro
Brunetta, si potrà ragionare. Se ci verranno date delle precise garanzie si può
aprire il dialogo e per quanto riguarda la Cisl lo sciopero è annullato». Si
aspetta una risposta su questi punti martedì? «Spero che sia così. È evidente
che molte questioni devono essere discusse con il ministro del Tesoro Giulio Tremonti».
Come considera le linee guida sulla riforma complessiva degli Atenei? «Ci sono
molti aspetti che da tempo i confederali avevano già sottolineato. A partire
proprio dai concorsi, un tema affrontato nel decreto che va rivisto nella
riforma nel suo complesso. Ma siamo nettamente contrari alle Fondazioni, la
vera tomba per le università. C'è da chiedersi chi verrebbe ad investire negli
atenei del Sud». La riforma punta tutto sul merito e il sistema di valutazione.
Condivide questa impostazione? «È condivisibile. Ma se si cambia tutto, le
università devono avere la possibilità di partire tutte dallo stesso punto per
poi premiare il merito. Altrimenti si corre il rischio di premiare solo quelle
che già ora sono virtuose penalizzando in maniera irreparabile tutti gli atenei
del centro-sud». e.r.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
L'altro giorno,
proprio sotto il mio ufficio a Napoli, è passato un corteo
di studenti universitari che manifestavano contro il decreto Gelmini. Con le mie orecchie ho sentito cori ritmati e cantati di questo
tipo: «Gelmini vaffanculo», «voi bloccate l'università e noi blocchiamo la
città» (e chi subisce i disagi, cioè noi lavoratori, che può fare?) «Pagherete
tutto pagherete caro», «noi facciamo il c... che vogliamo», «Hasta la
victoria sempre», «e lotta sarà», «Bella ciao» e... dulcis in fundo,
«mettiamoli al muro e fuciliamoli tutti». Se questa è democrazia... A voi le
considerazioni. V. F. - NAPOLI Siamo gli studenti di un istituto comprensivo
(di cui fanno parte un liceo linguistico, uno scientifico ed un pedagogico) della
Basilicata. Farci sentire non è solo un diritto ma un dovere: siamo tenuti
infatti a difendere non solo il nostro presente, ma anche il futuro, nostro e
di chi verrà dopo di noi. Siamo stati additati come dei facinorosi,
disinteressati alla vera ragione per cui noi stessi protestiamo,
strumentalizzati dalla politica, privi di ideali, insomma come degli individui
incapaci di intendere e di volere. È stato detto che la nostra protesta deriva
solo dalla voglia di perdere giorni di scuola, di non studiare. È il contrario:
noi vogliamo studiare, tutti, vogliamo un'istruzione libera, democratica,
accessibile a tutti, senza differenze che derivino da aspetti economici. Ci
sono alcuni elementi del decreto Gelmini di fronte ai
quali non possiamo rimanere in silenzio: sono anni ormai che la scuola pubblica
è vessata da continui tagli, che comportano una serie di disagi, agli studenti,
agli insegnanti e all'edilizia scolastica ma, non si era mai arrivati fino a
questo punto. Nella sola Basilicata, per l'anno prossimo, si prevede una
diminuzione di 1200 posti di lavoro nella scuola e, se si pensa che gli
abitanti della regione sono meno di seicentomila, la gravità della situazione
non tarda a saltare all'occhio. Con il decreto, tutti gli studenti delle scuole
superiori che non hanno grandi possibilità economiche si ritroveranno nella
totale incertezza per quel che riguarda il loro avvenire: non tutti potranno
sostenere il peso delle tasse di un'università che diventerà una fondazione di
diritto privato. La domanda quindi sorge spontanea: dove vanno a finire le pari
opportunità? Dove va a finire il diritto allo studio? Il nostro istituto è
frequentato da studenti calabresi, lucani e campani, provenienti quindi da
regioni in cui non è facile trovare lavoro, studiare perciò è l'unico modo per
avere qualche possibilità di non restare disoccupati fino a tarda età. Ma se
molti non potranno più permettersi l'università, cosa ci resta da sperare? Ci è
stato cortesemente suggerito, in mancanza di possibilità di inserimento nel mondo
della scuola, di andare a lavorare come operatori turistici ma, in tempi di
crisi, il turismo dovrebbe essere il primo settore a crollare; forse a chi si è
prodigato nell'illuminarci in questo modo, doveva essere sfuggito questo
aspetto. siamo spiacenti, ma non si accettano ulteriori indicazioni per il
nostro futuro!! Ecco il perché dei cortei, delle manifestazioni, delle
occupazioni,delle lezioni all'aperto: stiamo lottando con tutti i mezzi che
abbiamo, affinché questo decreto possa essere ritirato e possa nascere una
discussione su come cambiare, eventualmente, il sistema della scuola e
dell'università, perché, far passare e accettare che passi questa legge
significa decidere di portare la pubblica istruzione, l'istruzione di tutti,
alla deriva. Nella speranza che il nostro messaggio venga accolto e compreso.
Gli studenti dell'Isis F. De Sarlo - Lagonegro (PZ)
( da "Mattino, Il (Benevento)" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
FEDERICO VACALEBRE
Nel 2005 Mama Africa aveva deciso di dire addio alla musica, iniziando un tour
in tutte le nazioni da lei già visitate per lavoro. Un «neverending tour» visto
che, per la gioia dei suoi fans, Miriam Makeba è ancora pronta a salire su un
palco, come farà stasera nel piazzale di Baia Verde di Castelvolturno dove sarà
la protagonista più attesa di un concerto antirazzista a chiusura degli Stati
generali della scuola del Mezzogiorno a cui parteciperanno Eugenio Bennato,
Daniele Sepe con la sua multietnica Brigada Internazionale, i 24 Grana, Max
Puglia, Sonia Aimy e Maria Nazionale. La presenza, non casuale, della cantante
trasformata da Matteo Garrone in attrice per «Gomorra», porta la cantante,
arrivata ieri a Napoli con il nipote ed il road manager, a chiedere agli
organizzatori una copia in inglese del libro di Saviano: lo vorrebbe leggere o
almeno sfogliare, intanto stamattina incontrerà la comunità di immigrati su cui
la camorra ha fatto fuoco. Stasera canterà, consapevole che non sono solo
canzonette, anche se la musica non ferma la guerra nè le mafie: «Parliamo tanto
di mondo libero e di libertà di parola, ma poi chi racconta il vero dà
fastidio. Non conosco Roberto Saviano, so però che è un giovane scrittore e un
uomo di coraggio, armato solo del suo libro, delle parole che ci ha messo
dentro», spiega la leggendaria voce di «Pata pata»: «La gente è orgogliosa di
sostenere grandi cause, ma ha bisogno di qualcuno che gliele mostri come ha
fatto lui, scegliendo di esprimersi con la letteratura. Io ho scelto la musica,
linguaggio universale per eccellenza, cercando di raggiungere tutti: la mia
voce si è alzata contro l'apartheid ed erano il tono che usavo, la forza che ci
mettevo, le note che mi uscivano e non la lingua che usavo a parlare al mondo».
Eccola la pasionaria, la paladina dei diritti civili al fianco di Harry
Belafonte, del secondo marito Stokely Carmichael, di Nelson Mandela: «Fu il
presidente a convincermi a tornare nel mio paese, in Sudafrica, cosciente che
dovevamo unire e non dividere. Quello che valeva per la mia terra vale
dovunque: l'unione dà la possibilità di conoscere l'altro, la divisione porta
ad averne paura: temiamo ciò che non conosciamo. La musica può servire ad
unire, ma bisogna partire dalla scuola, dobbiamo parlare ai bambini,
tramandargli i valori universali, il rispetto, la solidarietà». Miriam non conosce la Gelmini, ma le
hanno parlato dell'Onda, il «nuovo '68» che sta scuotendo l'Italia: «Sarebbe un
grande errore creare classi separate per gli immigrati, in Sudafrica le classi
separate ci sono state e ci stiamo ancora combattendo». In attesa della sua giornata
a Castelvolturno e di leggere «Gomorra», il suo pensiero va inevitabilmente al
neopresidente Barack Obama: «Abramo Lincoln sosteneva che l'America era
una terra dove tutto può succedere, ora quelle parole sono diventate realtà.
Non conosco Obama, ma i suoi discorsi mi ricordano quello che fece Mandela
quando fu eletto nel '94. L'Africa è orgogliosa di lui: eravamo schiavi ed ecco
dove siamo arrivati».
( da "Blogosfere" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Nov 08 9 Carla Bruni
messa a nudo, Camilleri razzista, PD filoamericano Pubblicato da Paolo di
Lautrèamont alle 19:04 in Esteri, Politica, media Il mondo rovesciato.
Assisteremo a una sinistra improvvisamente convertita sulla via di Obama, e a
una destra improvvisamente convertita sulla via di Mosca? PD-USA PDL-RUSSIA?
Filoamericani di sinistra e filorussi di destra? Forse sì. In ogni caso il reale
motivo della battutaccia di Berlusconi in Russia ("Obama è bello giovane e
abbronzato") era un altro: l'Italia si candida ad essere l'ancella di
Mosca (via ENI) in occidente, assumendo il ruolo di presidenza G8 nel 2009 (con
vertice spostato da Genova, capitale rossa dal 1960, all'isola della
Maddalena). L'Italia fa ottimi affari col gigante russo. L'ENI è un colosso
mondiale dell'energia. L'Italia deve però stare attenta a non fare l'ennesima
mossa alla Badoglio, dalla quale potrebbe uscire con le ossa rotte, senza più
essere considerata affidabile né in Occidente né in Europa né in Russia. Il
Foglio titola su un Veltroni che grida Obamiamoci e partite. CARLA BRUNI In
realtà le vicende sono più complesse e gas-petrolifere, come detto, forse
questo è troppo per una ratio difficilis come quella di Franceschini o di Carla
Bruni, che si dà una leccata di politicamente corretto e si dice felice di non
essere più italiana. Forse la jet society progre dovrebbe andare alla scuola
politica di Frattocchie o a quella del KGB di Mosca, se ci fossero ancora. Per
ora si dimostra un poco a corto di comprendonio. Così la Bruni offre il destro
al Corriere (dei Piccoli) per tornare a ciarlare sulla battutaccia (il Corriere
non ciarlò così quando i leaders di sinistra facevano circolare articoli,
battutacce, film o peggio, a mezzo giornalisti prezzolati o intellettuali
scervellati: "Uccidere Bush" non era forse scorretto? Perché allora
la Bruni non si vergognò? CAMILLERI, D'ALEMA E GLI ALTRI Oggi Camilleri finisce
sulla pagina... del Corriere della Sera? No, solo del Giornale. Perché? Perché
-pur non essendo presidente del Consiglio (per fortuna)- dice
che la Gelmini "non è un essere umano" (quindi è una bestia, una
cosa, o una sottoumana come gli ebrei per i nazisti?). No per sare cosa è la Gelmini -secondo Camilleri- si dovrebbero chiamare "i professori di
chimica". Infatti Camilleri, Vate dei neorazzisti "corretti", o
per meglio dire dei doppiopesisti, ha pronunciato queste parole non in un
lupercale, ma nel liceo ("di sinistra") Mamiani di Roma. Ecco
una parte di un articolo di Maria Giovanna Maglie. Ricordo anche che il
"professor" Vattimo ex europarlamentare DS, incitò all'assassinio dei
marines americani... "... Lidia Ravera può dire che Condoleezza Rice è una
scimmia più che una donna, il suo non è razzismo. Il professor Veronesi può
dare degli animali stolti e primordiali a coloro che danno alla vita umana un
valore diverso da quello che gli attribuisce lui, anche questo non è razzismo,
tantomeno prevaricazione. Giovanna Melandri può dichiarare indignata che lei in
Kenya ci va solo per ragioni umanitarie, giammai a casa di Briatore, anche se
ci sono le fotografie che la vedono danzare scatenata col medesimo. Se gli ex
terroristi rossi sono tutti fuori si è per fortuna sanata una ferita della
nostra storia, se Francesca Mambro, che ha fatto più galera di tutti, è
recuperata alla società, è una buona madre, e fa un lavoro davvero socialmente
utile, ottiene la libertà condizionale, è uno scandalo che esige riparazione.
Tutto così, in una ruota insopportabile che rischia di succhiarci il cervello,
sì, anche a noi che al conformismo resistiamo. (...) Poi capita che Massimo
D'Alema chiami il ministro Renato Brunetta «un energumeno tascabile», laddove
tascabile, nel loro linguaggio politically correct, dovrebbe essere proprio
proibito. Niente, va bene così, anzi è sana dialettica. Ora è di nuovo toccato
a Camilleri farne una delle sue. L'uomo ci ha abituati alle sue sortite che
nessuno può non dico stigmatizzare ma neanche criticare. Il partito comunista,
amato e rimpianto senza una sola remora, la fede marxista mai rinnegata, nel
nome dei gulag, i girotondi, eversivi quanto inutili, entusiasticamente
corteggiati, con tanto di creazione per la piazza di cinque «poemi incivili»,
ora, come poteva mancare, il tour delle scuole in rivolta, senza neanche sapere
il perché, contro la riforma della scuola e l'attuale ministro della Pubblica
Istruzione, reo di tentare un cambiamento che in Italia non s'ha da fare...
LINK
( da "Articolo21.com" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Manifestazioni
studentesche in tutte le città di Sapienza in mobilitazione* Gli studenti e le
studentesse della Sapienza rilanciano la grande manifestazione del 14 novembre
a Roma e le manifestazioni locali previste per il 7 novembre in ogni città.
L'onda non si ferma e il 15 e 16 sarà in assemblea nazionale alla Sapienza di
Roma. Un'assemblea nazionale delle facoltà in lotta perché il movimento non si
arresterà fino al ritiro totale dei tagli contenuti nella legge 133 e del
decreto 137. L'onda anomala che attraversa le università di tutta Italia è la
stessa che vede mobilitarsi le maestre elementari contro la distruzione del
tempo pieno e del modello pedagogico della scuola primaria, la stessa che parla
alle centinaia di migliaia di insegnanti precari delle scuole superiori che
perderanno ogni speranza di lavoro e stabilizzazione a
causa dei tagli di Tremonti e Gelmini, la stessa che sta
mobilitando i ricercatori precari dell'Università e degli enti di ricerca per
rivendicare la stabilizzazione e il rilancio della ricerca pubblica. Per questo
nella sessione pomeridiana di domenica 16 novembre vogliamo costruire una
grande assemblea nazionale di tutto il mondo della scuola e della formazione,
con la partecipazione di studenti medi ed universitari, maestre, insegnanti,
ricercatori, perché l'onda anomala continui a portare in piazza la rabbia
dell'intero mondo della formazione. Perché scuola ed università sono "beni
comuni" che non vogliono pagare la crisi. *studenti e studentesse de La
Sapienza in mobilitazione
( da "Articolo21.com" del 09-11-2008)
Argomenti: Scuola
Solidarietà
bipartisan a Santo Della Volpe di Redazione Oggi veniamo a sapere
dell?intimidazione neofascista contro il giornalista del Tg3 Santo Della Volpe.
Si chiude così la settimana che è cominciata con l?incursione squadristica nei
locali Rai e le telefonate di minacce alla redazione di “Chi l?ha visto?”, e
che è proseguita con lo striscione di avvertimento di “Forza Nuova” al
direttore di “Repubblica”, Ezio Mauro. Tre episodi che fanno ben più di una
prova: la prova di un clima - questo sì ansiogeno - nel quale si respira una
aggressività crescente nei confronti dell?informazione, da parte di gruppi di
violenti che evidentemente percepiscono di poter agire senza troppi rischi in
modo sempre più scoperto. La Fnsi chiede non solo che le istituzioni deputate a
garantire la sicurezza dei cittadini (giornalisti inclusi) facciano per intero
tutto ciò che è necessario. Serve anche che tutte le parti politiche facciano
intendere chiaramente la loro più netta riprovazione verso questi atti, uscendo
dal silenzio o dalla distrazione. (FNSI) L'auto imbrattata di vernice del
collega Santo Della Volpe , firma storica del Tg3, s'inserisce in un contesto
d'intimidazioni ripetute, che respingiamo. Un clima inaccettabile, intorno alle
redazioni, in particolare a quelle del servizio pubblico. Alla solidarieta' a
Della Volpe va aggiunta una ferma richiesta a chi indaga e al ministro degli
Interni di non sottovalutare certi accadimenti dell'ultima settimana,
caratterizzata dal raid in via Teulada e dalle minacce alla trasmissione
"Chi l'ha visto?". Siamo ovviamente pronti a tutte le iniziative
necessarie per tutelare i colleghi (USIGRAI) La solidarietà, che pur esprimiamo
convinta a Santo Della Volpe non è più sufficiente. Non bastano più nemmeno le
parole, anche le più sincere. Bisogna isolare lo squadrismo, denunciare con
forza gli episodi a chi deve tutelare la sicurezza dei cittadini di qualsiasi
credo politico o religioso. Chiedere che da tutte le istituzioni: quelle locali
e quelle nazionali, arrivi una chiara condanna e un segnale di attenzione a
questi fenomeni che non possono in alcun modo essere tollerati e tanto meno
giustificati (STAMPA ROMANA) Chiediamo al ministro dell?interno Roberto Maroni
e al capo della polizia prefetto Antonio Manganelli – che incontrando i vertici
di Fnsi e Unci lo scorso 30 ottobre a Caserta hanno garantito la massima
attenzione a tutela della incolumità e libertà di lavoro dei giornalisti – di
intervenire subito per porre fine a questa attività neo fascista, individuando
i colpevoli e consentendo così alla magistratura di punirli. Non si devono
sottovalutare segnali così gravi: l?attività degli estremisti potrebbe, se non
bloccata sul nascere, diventare una pericolosa deriva. (UNCI) Un'ennesima
intimidazione che coinvolge un professionista dell'informazione. Santo Della
Volpe, di ritorno da un suo viaggio di lavoro, ha trovato la sua auto coperta
di scritte, croce celtica e firma 'ts' (gruppo fascista trieste-salario). Non
possiamo tacere di fronte a tali manifestazioni di incivilta' che sono
l'espressione di un clima inaccettabile per una informazione che e' e vuole
continuare ad esssere libera. Questo lo ribadiamo con forza (CDR TG3)
Esprimiamo solidarieta' al collega Santo Della Volpe per l'atto di
intimidazione subito. Lo si legge in una nota del CdR e della redazione di
Rainews 24, secondo la quale "si tratta di una nuova minaccia squadrista
che prende di mira un giornalista della Rai a pochi giorni dall'assalto alla
redazione di 'Chi l'ha visto': i giornalisti del servizio pubblico
radiotelevisivo non si faranno intimidire e continueranno con professionalita'
- conclude la nota - ad esercitare con il loro diritto-dovere a informare gli
utenti (CDR RAINEWS24) Esprimiamo sdegno per il grave episodio di aggressione e
intimidazione di cui e' stato vittima il collega Santo Della Volpe ed esprime
solidarieta' al cronista e a tutta la redazione del Tg3. L'episodio di inaudita
gravita' e' sintomo di un clima di intolleranza nei confronti dell'informazione
e non puo' che allarmare l'intera categoria e l'opinione pubblica in un momento
in cui a rischio e' sempre di piu' il pluralismo e l'autonomia e l'indipendenza
dei giornalisti. (CDR LA7) L'atto di intimidazione subito da Santo Della Volpe,
collega del Tg3, e' una minaccia rivolta a tutti i giornalisti che svolgono la
professione senza piegarsi alla volonta' di quanti vogliono ridurre
l'informazione al silenzio, di quanti vogliono che si taccia sulle notizie
scomode. Condanniamo l'ennesimo episodio squadrista consumato a pochi giorni
dall'assalto alla redazione di 'Chi l'ha visto'. Il giornalismo, la societa'
civile devono reagire contro il tentativo in atto di comprimere il diritto ad
essere informati e le liberta' di chi non vuole omologarsi e piegare la schiena
(GRUPPO DI FIESOLE). Il presidente del Senato, Renato Schifani, esprime la sua
"sincera solidarieta' al giornalista del Tg3 Santo Della Volpe, oggetto di
intimidazioni estremiste". "Ogni sintomo di intolleranza - ha
precisato Schifani - deve essere condannato duramente. La tutela delle nostre
regole democratiche deve sempre essere ribadita con fermezza". 'Questi
vergognosi comportamenti ci riportano indietro, ad anni bui che vorremmo
considerare chiusi per sempre'. Lo ha detto il presidente della regione Lazio,
Piero Marrazzo, esprimendo tutta la sua solidarieta' a Santo della Volpe. '
Un'intimidazione - ha proseguito Marrazzo - che e' solo l'ultima, in ordine di
tempo, dopo quelle usate contro la trasmissione Chi l'ha visto' e il direttore
di Repubblica, Ezio Mauro . Mi auguro - ha concluso il presidente della regione
- che gli inquirenti possano identificare i responsabili di un gesto inqualificabile,
per il quale non posso che esprimere la mia piu' ferma condanna . Nessuno puo'
pensare, soprattutto attraverso ignobili azioni, di limitare l'autonomia
dell'informazione, requisito indispensabile per un Paese democratico e libero
da ogni condizionamento.' L'ennesima intimidazione ad un giornalista nel giro
di pochi giorni e' il segnale di un attacco sempre piu' serrato e allarmante
alla liberta' d'informazione e alla democrazia nel nostro Paese". Lo
dichiara il senatore del PD Felice Casson. "Siamo vicini - conclude - al
giornalista Santo Della Volpe e condanniamo atti tanto vili che creano un clima
di tensione non degno di un societa' matura e civile ma che, siamo sicuri, non
riusciranno a ledere la dignita' della stampa e la sua autonomia". Il senatore
del Pd Vincenzo Vita, componente della Commissione di Vigilanza, esprime
"solidarietà" al giornalista Santo Della Volpe "per la vile
intimidazione di cui è stato vittima. Per lui e con lui siamo in tanti e,
insieme continueremo a batterci per i diritti e la libertà". "Dopo le
inquietanti vicende dei giorni scorsi, con l`assalto alla redazione di 'Chi
l`ha visto?' e le minacce ad Ezio Mauro - prosegue Vita in un comunicato -
questo ennesimo atto di vandalismo accresce l`allarme e la preoccupazione per un
sistematico assalto alla libertà dell`informazione e alla sua dignità. In un
momento così complesso e delicato per l`Italia, provocazioni del genere non
fanno altro che alimentare tensioni e creare un clima avvelenato che evocano
pagine buie della nostra storia. Mi auguro che in tempi brevi si possano
individuare i responsabili di tali gesti inaccettabili e che, soprattutto, si
dia un segnale forte a chi pensa erroneamente di mettere così a tacere
l`informazione libera ed autonoma nel nostro Paese". La presidente del
gruppo dei Verdi al Parlamento europeo, Monica Frassoni, esprime
"solidarietà al giornalista Rai Santo Della Volpe, vittima di una odiosa
provocazione di stampo neofascista. Purtroppo - aggiunge Frassoni in una nota -
si tratta solo dell'ultima evidenza di un clima pericoloso contro la libera
informazione e, in generale, di un grave dilagare di gruppi che praticano la
violenza politica in modo sistematico. Soprattutto dopo i fatti di Piazza
Navona, è sempre più urgente che l'Europa si occupi del 'caso Italia', perché
bisogna far luce sull'agibilità politica e sulle connivenze di queste squadre
di picchiatori protagonisti di queste azioni". 'Esprimo la mia
solidarieta' e quella di tutte le senatrici e i senatori del Pd a Santo Della
Volpe del Tg3 per le gravi intimidazioni subite'. E' quanto dichiara Anna
Finocchiaro, capogruppo del Pd al Senato. 'Si tratta - dice - dell'ennesimo
episodio di intolleranza che colpisce in queste settimane il mondo
dell'informazione. L'informazione libera e' la prima garanzia di ogni
democrazia sana ed e' inaccettabile che episodi come questi si ripetano. E'
necessario mettere fine a questo clima che rischia di alimentare tensioni
pericolose. A Santo Della Volpe, che certo non si fara' intimidire nel suo
lavoro, il mio affettuoso abbraccio'. "Dopo le minacce fasciste alla
trasmissione 'Chi l'ha visto?', ecco le croci celtiche sull'auto di Santo Della
Volpe, al quale va la solidarieta' dell'Italia dei Valori". Lo afferma il
capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera, Massimo Donadi, aggiungendo che
"questi atti vanno condannati da tutte le forze politicha, perche' e'
sempre piu' evidente che c'e' un brutto clima di intolleranza e intimidazione.
Ci auguriamo che i responsabili vengano individuati al piu' presto".
"Desta seria preoccupazione l'ennesimo atto intimidatorio di gruppi di
estrema destra contro un giornalista, verificatosi a settanta anni esatti dalla
terribile 'notte dei cristalli'". Lo dichiara Giovanna Melandri, ministro
delle Comunicazioni nel governo ombra del PD. "Esprimiamo solidarieta' a
Santo Della Volpe - prosegue - e auspichiamo una condanna unanime da parte di
tutte le forze politiche per questa vicenda che, a pochi giorni dall' attacco
agli studi di 'Chi l'ha visto?' e dalle minacce ad Ezio Mauro, cerca di
colpire, ancora una volta, la liberta' di stampa, presidio essenziale di ogni
democrazia". La solidarieta' mia e della redazione di 'Rinascita' a Santo
Della Volpe: ma la solidarieta' non basta, credo, perche' sono troppe le
intimidazioni nei confronti dei giornalisti liberi. Lo dice Manuela Palermi
direttrice di 'Rinascita' del Pdci per la quale "cio' che e' accaduto a
"Chi l'ha visto", ed ora a Della Volpe, da' il senso di un clima
insopportabile: mi auguro che il Parlamento prenda posizione e assuma
iniziative e che i colpevoli siano duramente perseguiti". Secondo la
Palermi, "in Italia e' in gioco la liberta' di parola e di critica".
'Esprimo la solidarieta' e la vicinanza mia personale e di tutto il Prc al
giornalista del Tg3 Santo Della Volpe per la squallida intimidazione di tipo
fascista di cui e' stato vittima'. Lo dichiara Paolo Ferrero, segretario
nazionale del Prc. 'E' davvero inquietante il ripetersi in rapida successione
di episodi di intimidazione e anche di discriminazione nei confronti dei
giornalisti e della liberta' di informazione: le minacce al direttore di
Repubblica Ezio Mauro, l'aggressione alla redazione 'Chi l'ha visto',
l'allontanamento dei cronisti per volonta' della ministra
Mariastella Gelmini...'. 'Si tratta - conclude - di espressioni di intolleranza e
discriminazione tanto piu' allarmanti in un momento in cui la liberta' e la
dignita' del lavoro giornalistico attendono da anni il rinnovo del contratto
nazionale, coi diritti e delle tutele ad esso correlati, da parte degli
editori'. "Vorrei esprimere la mia solidarieta' e quella dei
socialisti al giornalista Rai Della Volpe, vittima di una nuova insopportabile
intimidazione che non e' degna di uno stato civile e democratico". E'
quanto afferma l'eurodeputato del Partito Socialista, Alessandro Battilocchio.
"Purtroppo - aggiunge Battilocchio - il giornalista della Rai non e' che
l'ultima vittima di una serie di provocazioni: le istituzioni devono
intervenire con fermezza davanti al crescente clima di sistematica violenza di
stampo politico che si sta instaurando nel Paese, ma soprattutto tutte le forze
politiche hanno la responsabilita' di condannare fortemente e senza esitazioni
questo genere di pericolosi comportamenti". "Solidarietà senza se e
senza ma" al giornalista Della Volpe, e "condanna
dell'inqualificabile gesto intimidatorio che lo ha colpito" sono state
espresse dal capogruppo udc in commissione vigilanza rai, Roberto Rao. "E'
evidente - spiega Rao - il clima di pressioni e intimidazioni che aleggia
attorno al servizio pubblico e in particolare alle voci più scomode, che per
questo vanno maggiormente tutelate". "La politica oltre alla doverosa
solidarietà unanime ai giornalisti rai, ha un altro compito da svolgere
affinché tutte queste parole non siano vuote: eleggere il Presidente della
commissione di vigilanza e permettere alla stessa di poter finalmente operare
per rilanciare il servizio pubblico". Fabrizio Cicchitto, presidente dei
deputati del Pdl esprime "piena solidarietà a Santo Della Volpe, fatto
oggetto di intimidazioni, e condanna tutti gli atti di violenza, di qualunque
orientamento, non senza esternare la nostra preoccupazione per il loro continuo
ripetersi". 'Solidarieta' e vicinanza' e' stata espressa dal senatore
della Lega Nord, Roberto Mura, a nome di tutto il gruppo del Carroccio al
Senato, al giornalista del Tg3 Santo Della Volpe e a tutta la redazione. Mura,
membro della commissione Comunicazione del Senato, condanna 'con determinazione
questo rigurgito di intolleranza estrema condita di vecchio becero fascismo
militante, cui la democrazia deve rispondere in modo fermo e determinato. Non
possiamo piu' assistere a tali azioni - ha concluso il sen. Mura - che vogliono
il bavaglio della libera informazione'.