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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   8-9 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Guida alle risse pdl sulle amministrative ( da "EUROPA ON-LINE" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: gelminiano? Giorgio Romele contro la Beccalossi, è ipotizzabile solo nel quadro di un accordo globale tra Pdl e Lega, col sigillo di Bossi ad Arcore. In Lombardia il Carroccio esige anche Bergamo e Sondrio, dov?è oltre quota 30%, ma è entrato in rotta di collisione con Ignazio La Russa che fin da lunedì dava la spartizione per conclusa in base a uno schema pdl che cederebbe alla

"Signor ministro, risponda" ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Rotondi [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Sei ministri, tre sottosegretari, in un botta e risposta con i rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dei cittadini. Quasi una «question time», non nelle aule del Parlamento ma in teatro, nella «bomboniera» del Coccia abituata ad ospitare ben altri eventi,

Dal 13 al 15 marzo una sfilata di ministri e politici vip a Riva ( da "Trentino" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Angelino Alfano, Raffaele Fitto, Maria Stella Gelmini, così come del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e del parlamentare europeo Mario Mauro. Tra gli ospiti previsti anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e quello del Senato Maurizio Gasparri.

Torna la maestra "Pronti allo sciopero" ( da "Stampa, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo disposti a portare il nostro punto di vista anche al ministero della Pubblica istruzione e a interpellare la Gelmini. In questa vicenda, nessuno degli esponenti degli uffici scolastici, sia a livello provinciale che regionale, si è mai preoccupato dei piccoli alunni garantendo la continuità di insegnamento. Hanno risolto una questione di adulti e basta.

E il Cavaliere zittì i ministri ( da "Corriere.it" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini (Istruzione), Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) erano critici, ma poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle rassicurazioni di Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo.

Siamo certi di poter contare ancora su di lei ( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, che al termine della cerimonia ha commentato: «È stato un momento toccante ed emozionante per tutti. Mons. Beschi ha saputo scaldare il cuore dei bresciani con la sua testimonianza umana, di fede e di apostolato. La sua assenza peserà sicuramente perché è stato una guida spirituale per tutti noi».

Candidatura Romele: Pdl e Lega più vicine ( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: leader Lumbard Umberto Bossi avrebbe rivolto nelle ultime ore alla collega ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini: «Allora - le ha chiesto - sei contenta per Brescia?». Lunedì sera, quindi, potrebbe forse arrivare l'annuncio definitivo dell'accordo. Accordo che verrebbe a chiudere una lunga fase di confronto non sempre semplice fra Lega Nord e Popolo della libertà.

In campo per la scuola di Cesole ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo il decreto Gelmini, per restare aperta. I giochi non sono fatti, innanzitutto perché il tempo davanti è tanto, e con la mobilitazione generale le speranze di farcela non sono poche. Il salvataggio della scuola occupa, in questo periodo, gran parte del tempo e delle energie dei genitori di Cesole e Canicossa, che hanno trovato appoggio e aiuto concreto dall'

CAPRICCIO - NUOVA GOZZOLINA: 3 - 1 ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A disposizione: Cerini, Castagna, Bertoli, Anzelotti R, Mezzadri, Tarzioli, Sarzi Madidini. Direttore tecnico: Cavalli. GOZZOLINA: Berteni, Bignotti, Bonati, Caserta, Fezzardi S, Gelmini, Maghella. A disposizione: Pedrali, Piazza, Raminzoni, Tagliani, Tosadori. All. Fezzardi M. ARBITRO: Papa

BRESCIA Elda Giuditta spegne ottanta candeline Elda Giuditta ha festeggiato ieri ottant'a... ( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città BRESCIA Elda Giuditta spegne ottanta candeline Elda Giuditta ha festeggiato ieri ottant'anni con Elisa, Agnese, Anna, Carlo Gelmini e famiglie.

PIAZZA ROVETTA La pensilina cassa armonica della città nLa Città... ( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stanislao Barretta Vivicentro Brescia DOPO I 5 IN PAGELLA Parlamentari: che voto in condotta? nMi chiedo una cosa: come mai ci si scandalizza così rumorosamente per la pioggia di 5 in condotta che si sono meritati molti studenti italiani, quando la nostra classe politica, per poter votare senza fare giochetti strani, ha bisogno del riconoscimento delle impronte digitali?

Meno bidelli in servizio, a rischio le scuole agordine ( da "Corriere delle Alpi" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sulla situazione che si verrà a creare quando il piano del ministro Gelmini sulla riduzione del personale scolastico si concretizzerà. A preoccupare il dirigente scolastico è in particolare il taglio al personale Ata che in Italia riguarderà ben 45 mila lavoratori. «Ad Agordo (medie e elementari) si passerà da 23 a 16 bidelli - dice esemplificando - e qui a Cencenighe da 16 a 11.

Le tante responsabilità dietro ai cinque in condotta ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: IL COMMENTO Le tante responsabilità dietro ai cinque in condotta Bruno Cescon Il problema della scuola in Italia non è il voto in condotta. Piuttosto questo piccolo numero, ripristinato in pagella e subito adottato dagli insegnanti, è una cartina di tornasole su che cosa si debba intendere per educazione nei sistemi scolastici moderni, in particolare in quello italiano.

Beschi, congedo da Brescia La amo, la porto con me ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: omaggio e le testimonianze di affetto e amicizia dalle autorità politiche (era presente anche il ministro Mariastella Gelmini). Il Vanvitelliano era gremito da esponenti di Parlamento, Regione, Provincia e Comune di tutte le parti politiche. Mons. Beschi ha dichiarato il suo amore per Brescia e ha raccontato i tanti episodi che hanno alimentato questo rapporto speciale.

Beschi: Brescia, così ho imparato ad amarti ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini e le autorità di città e Provincia gli hanno tributato un caloroso saluto. Lui: «Grazie a voi che lavorate per il bene della città di tutti» Beschi: «Brescia, così ho imparato ad amarti» di Massimo Tedeschi Una lunga, appassionata dichiarazione d'amore alla «sua» Brescia.

lotteremo al fianco dei precari e dei poveri ( da "Centro, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prende il posto di Marco Gelmini che assumerà l'incarico di responsabile della segreteria particolare del segretario nazionale Ferrero. E proprio Gelmini nel ringraziare e salutare gli abruzzesi («ma rimarrò negli organi collegiali regionali») ha ricordato come «Non ci eravamo sbagliati su Del Turco, denunciando dall'interno tutto quello che non andava.

Un messaggio alla ex segreteria di Rifondazione comunista: finita la farsa politica a Gambara si far... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fausto Ministro Gelmini... la riforma falla anche alla casta dei dottori. Non sanno scrivere in italiano. Va beh che noi plebe non meritiamo, ma che non capisca neppure il farmacista la dice tutta. Alimentazione assistita per gli homeless: beh, questo sì, sarebbe un bel decreto.

JACOPO VALENTI Roberto Toniatti, preside della facoltà di giurisprudenza di Trento e professore di diritto costituzionale, si è dimesso dal suo incarico a qualche mese dalla scaden ( da "Adige, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: cambiamenti annunciati dal ministro Mariastella Gelmini per il mondo universitario, cioè governance, reclutamento, e diritto allo studio, oltre che i corposi tagli di di risorse, soprattutto per la ricerca. «Ho deciso di dimettermi - spiega il professor Toniatti - per permettere al mio successore di prendere sin dall'inizio questi nuovi percorsi e direttive che arrivano dal ministero»

l'ingiustizia dei tagli che colpiscono indiscriminatamente - vincenzo milanesi ( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Tremonti che non il ministro Gelmini. Nel senso, cioè, che la manovra d'estate varata lo scorso anno ed i provvedimenti finanziari collegati stanno creando una situazione del tutto nuova per il sistema universitario nazionale. Per la prima volta infatti sarà sensibilmente ridotto non solo l'insieme dei fondi statali messi a disposizione delle università per la ricerca,

il comune mette in vendita due appartamenti nuovi ( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: vista della riforma Gelmini. Verranno nominati i rappresentanti del consiglio nel Cda della Pro loco e anche i consiglieri per il Tavolo cittadino delle Politiche giovanili 2009. Sarà poi adottato il Pati di Monselice. Al decimo punto, curiosità, sarà proposta l'individuazione della composizione «Inno di Monselice» del maestro Andrea Ferrari quale musica ufficiale da associare all'

Le tante responsabilità dietro i cinque in condotta ( da "Arena, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: EDITORIALE Le tante responsabilità dietro i cinque in condotta Bruno Cescon Il problema della scuola in Italia non è il voto in condotta. Piuttosto questo piccolo numero, ripristinato in pagella e subito adottato dagli insegnanti, è una cartina di tornasole su che cosa si debba intendere per educazione nei sistemi scolastici moderni, in particolare in quello italiano.

Villa Buri, giornata sull'educazione ( da "Arena, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: educazione Primo incontro nazionale della Rete italiana Mentre in Italia si discute della riforma Gelmini ed i sindacati stanno organizzando durissime azioni di lotta, grazie ad un gruppo di operatori scolastici tra cui Francesco Codello, dirigente scolastico, autore tra l'altro di due preziose opere: «La buona educazione» (Franco Angeli, Milano, 2005) e «Vaso, creta o fiore?

I sindaci di montagna scrivono alla Gelmini ( da "Arena, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scongiurare il rischio si chiusura delle sedi I sindaci di montagna scrivono alla Gelmini Appello condiviso dalla dirigente delle De Amicis: «Va rispettata la deroga per il numero di alunni» I sindaci di Badia Calavena, San Mauro di Saline e Selva di Progno, le cui scuole appartengono all'istituto comprensivo «Edmondo De Amicis» di Badia Calavena, e la dirigente dello stesso istituto,

la scuola abbandonata dallo stato - corrado augias ( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: evasione fiscale e non stanziare tanti soldi pubblici (cioè nostri) per le scuole private. Claudia Zito claudiacorre@virgilio.it S pendiamo poco per la scuola, al contrario di quanto afferma il ministro Gelmini che dichiara «siamo tra i primi in Europa». Le statistiche di Eurostat ci piazzano al 21esimo posto avendo dietro di noi solo Grecia, Slovacchia e Romania.

la muddizza, la scuola ( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ho sempre sostenuto che sarebbe stato il Decreto Gelmini a porre eventuali tagli alla scuola. Non doveva essere l'azione insensibile della dirigenza locale ad anticipare i tempi che, per il solo fine di creare 2 prime classi minime, anzichè una prima numerosa nella centrale, si è barattata la già precaria situazione muddizzese.

barbara, vita da insegnante precaria - marta quilici ( da "Tirreno, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in primis quella della Gelmini, ci saranno sempre meno posti nel pubblico impiego e nella scuola». In tre anni di lavoro l'unico incarico di qualche mese Barbara lo ha ottenuto in una scuola a Treppio, l'anno scorso. «Ho lavorato da novembre a giugno - afferma -. Mi sono dovuta trasferire lassù, ma nonostante i sacrifici, almeno potevo fare dei progetti a media scadenza»

Gelmini, Corona, Balotelli: Italia allo specchio ( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, Corona, Balotelli: Italia allo specchio mauro barberis Come se non bastassero i testimoni di Geova, i venditori di tariffe telefoniche e i creditori, siamo inseguiti dai sondaggi. Apparentemente, c'è un fottio di gente interessata a sapere come la pensiamo.

Don Giuseppe Monticelli Il ricordo di un sacerdote eccezionale Spettabile redazione, questa lettera è per ringraziare pubblicamente una persona speciale che è venuta a mancare prop ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: it Dopo la riforma Gelmini L'amarezza di una prof di Diritto Spettabile redazione, quanta disillusione? Ore otto, sala professori di un liceo di scienze umane. Sono arrivata, come al solito in anticipo sul mio orario, è un mio difetto, sì, nonostante ciò che dice l'on.

"Check & Drive" piace Ai ragazzi e al ministro ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: consigliere del ministro Gelmini, che ieri in Provincia ha dichiarato: «Siamo pronti a sostenerlo perché la sua eccezionale solidità "bergamasca" si sposa con un uso competente e oculato delle risorse pubbliche. Quando territorio, imprese e volontariato si mettono insieme, la scuola può veramente essere il perno di un'importante funzione educativa»

In pista per prevenire gli incidenti ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la bresciana Mariastella Gelmini. HANNO ASSICURATO la presenza Carolina Lussana, vice della commissione Giustizia della Camera; Francesca Martini, sottosegretario al Lavoro; Simona Bordonali, presidente del consiglio comunale di Brescia. Ci saranno la vice comandante della stradale Federica Deledda, le campionesse Nadia Fanchini dallo sci,

Il nuovo vescovo Beschi <Ora diventerò padre della Chiesa di Bergamo> ( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i rappresentanti bresciani in Consiglio regionale e il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Anche i sacerdoti hanno preparato un dono speciale: la copia dello stendardo del pittore Moretto risalente al 1510 con la venerazione della Chiesa bresciana per la reliquia della Croce custodita in Cattedrale e sostenuta dai due patroni Faustino e Giovita.

Berlusconi inaugura il <distretto Cisco> ( da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Interno e Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione. L'iniziativa di Cisco si affianca al progetto dell'Energy Park, targato Segro. Il colosso britannico del real estate, quotato alla London Stock Exchange e all'Euronext di Parigi, ha acquistato l'intera area di circa 70mila metri quadri di fianco ad Alcatel-Lucent, e ha già trovato il suo primo "

QUATTROCENTO precari della scuola, tra personale docente e Ata, rischiano di perd... ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: le recendi disposizioni previste dal decreto del Ministro Gelmini sui tagli al mondo dell'istruzione. I precari, dunque, saranno i primi a pagare le spese della manovra annunciata dal Governo. «Attualmente nella nostra provincia i precari della scuola sono circa 1350 spiega Adalberto Pieghi della Cisl scuole .

Scuola, i tagli' per i bidelli: preoccupazione della Uil ( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i tagli' per i bidelli: preoccupazione della Uil IL MINISTRO Gelmini ha emanato il decreto che stabilisce i parametri per gli organici di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici. «Il testo afferma Edera Fusconi, segretaria provinciale Uil Scuola non risparmia nessuno, neanche i bidelli.

In arrivo 10 milioni dallo Stato per i collegi studenteschi ( da "Nazione, La (Umbria)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I fondi saranno attivati con il bonus di aprile promesso dalla legge «Gelmini». Considerati i tempi di costruzione, fra 3 o 4 o anni (dal rallentamento dello spostamento delle facoltà non sembra esserci fretta) si vedranno realizzati il collegio di via Enrico dal Pozzo e un nuovo studentato a Terni. Il primo sarà per 120 studenti: 84 singole, 12 stanze per disabili e 24 doppie.

Se le disposizioni contenute nel decreto Gelmini non saranno riviste, la Valle del Turano perd... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Se le disposizioni contenute nel decreto Gelmini non saranno riviste, la Valle del Turano perderà cinque scuole dell'infanzia (Belmonte Sabino, Castel Di Tora, Longone Sabino, Rocca Sinibalda, Torricella in Sabina), cinque elementari (Belmonte Sabino, Collalto Sabino, Colle Di Tora, Rocca Sinibalda, Longone Sabino) oltre alle medie di Torricella in Sabina e Rocca Sinibalda»

La Gelmini non <arriva>: a scuola a 7 anni ( da "Corriere del Veneto" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «La legge calpesta la pedagogia» La Gelmini non «arriva»: a scuola a 7 anni ORIAGO — La circolare del ministro Gelmini campeggia in bella vista e a caratteri cubitali all'ingresso della scuola. Il dubbio che l'anticipo dell'obbligo scolastico fosse diventato «legge» li ha tenuti sulle spine per un po'.

<Scuola: bocciato il maestro unico, crescono le adesioni per il tempo pieno> ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiega il portavoce Luciano Montesi hanno bocciato la proposta del ministro Gelmini di istituzione del maestro unico con 24 ore settimanali di insegnamento o le 27 ore sempre settimanali. Nei quattro Istituti comprensivi cittadini cresce invece una fortissima domanda di tempo pieno con 30 iscritti alla Pascoli' e la richiesta di istituire ben 4 nuove sezioni a Scapezzano, Puccini,

e la fannullona scrive a brunetta non voglio rubare lo stipendio ( da "Centro, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e Gelmini (Istruzione), al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, ai sindacati della scuola e persino alla trasmissione tv di denuncia, "Mi manda Rai Tre". Nessuno però, racconta, le ha dato retta. Ma la «fannullona a tempo pieno, per espresso volere dei datori di lavoro», come lei stessa si è definita in una lettera di auto-

l'ateneo: penalizzati da 12 anni, troppi soldi a trieste ( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, dalla quale emerge che il Friuli Venezia Giulia è una delle pochissime regioni in attivo del nord Italia. Tale risultato deriva dalla differenza tra l'ammontare complessivo del Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) assegnato alle università regionali rispetto al fondo che avrebbero ricevuto se fosse stato applicato integralmente il modello di valutazione ministeriale.

L'Avis lancia il libro della solidarietà ( da "Nuova Ferrara, La" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentato al Ministro Gelmini dal presidente Tieghi, ulteriore propaganda a scopo educativo nelle scuole; e ancora il progetto di prelievo con Plasmaferesi, che entrerà in funzione tra pochi giorni a Ferrara al centro trasfusionale dell'Avis. In seguito a questa, nella serata del 26 febbraio, il consiglio si è nuovamente riunito per la distribuzione delle cariche ed eventuali riconferme,

Auguri per la festa della donna ( da "Blogosfere" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mar 09 8 Auguri per la festa della donna Pubblicato da Iperio alle 10:35 in A new decade, originally uploaded by ukmcbo. Lavoro, diritti, pensioni, scuola, occupazione. questo paese ama le donne... chiedete alle Carfagna o alla Gelmini

Atenei & fondazioni, una strada da battere ( da "Avvenire" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Siamo scettici rispetto al dibattito in corso, il ministro Gelmini deve affrontare le vere questioni che possono sbloccare il mondo universitario: eliminare i concorsi, dare la possibilità agli atenei di selezionare i docenti, reperire fondi. Una libertà che sia esercitata, ovviamente, insieme all'assunzione di responsabilità ».

Dal PD la sfida alla Gelmini perchè mantenga gli impegni ( da "Varesenews" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Dal PD la sfida alla Gelmini perchè mantenga gli impegni Erano tanti, circa centinaio, seduti in una sala del Collegio De Filippi ad ascoltare il senatore del PD Antonio Rusconi che parlava del futuro della scuola. Dalle 15 fino alle 19 per tentare di capire cosa sarà della Riforma Gelmini, delle trenta ore nelle primarie,

A rischio la prima elementare ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Numero ben lontano dal nuovo minimo di 15 alunni per classe stabilito dal decreto Gelmini e comunque al di sotto del limite fin'ora in vigore di 10, nel caso in cui valesse - ancora soltanto per il prossimo anno - la proroga dei vecchi parametri. Nel 2009-2010, i bambini frequentanti le cinque classi saranno in tutto solo 45, meno ancora dei 47 attuali.

Pieve di Soligo Con una lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al Ministro della pu... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pieve di Soligo Con una lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al Ministro della pubblica istruzione, agli amministratori locali e a un migliaio di genitori del comprensorio, Jacopo Beltrame e Carlo Donadel del consiglio dell'istituto comprensivo di Pieve di Soligo hanno portato l'attenzione sulle difficoltà della futura organizzazione delle sei scuole locali (una dell'

"Gli amici di Carpi" in festa ( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: imprenditore della magliera e decano del gruppo, è ancora alla tastiera. Giorgio Guandalini è fisarmonicista, Uber Benatti alla tastiera, Franco Solieri e Gualberto Gelmini ai fiati, Imer Sogari basso. Durante la festa, hanno suonato e riscosso applausi scroscianti dal pubblico presente. (fabrizio stermieri)

Francesca Reggiani Omaggio alle donne ( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alitalia al ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di "deserto dei Tartari", non trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte a cambiare religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi aprire il terzo occhio,

Novara interroga cinque ministri ( da "Stampa, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini (Istruzione), Gianfranco Rotondi «Attuazione del programma). Novara è la prima città del Piemonte a ricevere la visita dei ministri. «Governincontra» ha toccato, dal 28 ottobre a oggi, Viterbo, Treviso, Bari, Imperia e Avellino. Sarà il prefetto di Novara Giuseppe Amelio a introdurre oggi i lavori al teastro Coccia,

"Per tenere svegli i compagni li facevo ridere" ( da "Stampa, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ci pensi, dunque, ministro Gelmini!». Come si sentiva nelle prime ore di lezione? «Come se mancasse la benzina. Spesso, proprio in quelle ore, c'erano i compiti in classe, come si fa anche adesso, perché si doveva essere "a mente fresca". Ma la mente non era fresca per niente, anzi, piuttosto intorpidita.

In duemila ieri per il carnevale alla corte del Re dei Gnocchi ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola con i due visi di Berlusconi e della Gelmini e parecchia ecologia nei carri dei bambini di Mariana. Tutto condito in una ironica fiducia per sdrammatizzare la crisi. Da segnalare, in un angolo della piazza, l'iniziativa politica concomitante con la festa della donna della Lega Nord, che aveva allestito un gazebo con la raccolta di firme a favore della castrazione chimica.

Ultimi nodi per le candidature Il ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini... ( da "Giornale di Brescia" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano GELMINI OTTIMISTA Ultimi nodi per le candidature Il ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, intervenendo al congresso milanese di An, ha assicurato che in Lombardia per la scelta dei candidati alle amministrative c'è nel centrodestra grande collaborazione.

francese, come si uccide una lingua - vera schiavazzi ( da "Repubblica, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: era Gelmini, posto che da settembre in avanti alle medie inferiori saranno le famiglie a scegliere se utilizzare le ore destinate alla seconda lingua straniera per studiarla davvero o per �potenziare´ l´inglese. Anche nella media superiore, con poche eccezioni, la seconda lingua sta sparendo, secondo una tendenza in netto contrasto con le linee europee,

la scuola voluta dalla gelmini adesso è bocciata dalle famiglie ( da "Tirreno, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «In questo caos, il Pd non ha dubbi, e si schiera con le famiglie e gli insegnanti nel difendere un modello di scuola pubblica che nulla ha da invidiare a quella privata. I dirigenti, gli amministratori e i candidati alle amministrative - conclude Scheggi - lavoreranno perchè il governo faccia un passo indietro».

La Banda della scuola media cerca aiuto per il futuro ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Purtroppo la sua sopravvivenza è messa a rischio dal Decreto Gelmini di riforma della Scuola Secondaria di Primo Grado. La media Corniani corre quindi ai ripari e cerca aiuto per proseguire l'esperienza. Infatti, spiega il prof. Locatelli, «a partire dal prossimo anno, qualora si verificasse una mancanza di finanziamento da parte degli enti locali preposti o dei privati cittadini,

Hellas Monteforte3 Lessinia1 ( da "Arena, L'" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Brasciani. Lessinia: Bellamoli, Canteri C., Canteri G., Battisti, Castagna (Corradi), Menini, Corradi, Fossa, Canteri M., Alberti, Salvoro (ADami). All. Gelmini. Arbitro: Belluzzo. Reti: 25' pt Gonta, 40' pt Gonta, 10' st Adami, 35' st Bergamasco.

Quinto Verona2 La Rizza Deportivo2 ( da "Arena, L'" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Montolli Giacomo (Composta), Pandolfo, Gelmini, Aprile, Rama (Ruben), Antolini, Tollini (Costanzi), Montolli Gianluca, Burri. All. Sanzi. La Rizza Deportivo: Bonsi, Accordini, Ferrari, Dal Forno (Guadagnini), Bonfante, De Battisti, La Corte (Corradini), Gasparato (Fiorio), Magana, Bussi (Corbioli), Bellè.

L'ennesimo no Pd si... ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «La riforma Gelmini smantella la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario dei «no» della gauche c'è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina?

REAL BORGOSATOLLO: Ponzoni, Natale (35'st Papa), Rocchi, Fusi, Nicoletti, Febbrari, Salvi, Lamb... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: TRENZANO: Soldati, Abeni, Ronchi, Amadei, Apostoli, Vitali, Menguzzato, Serra (35'st Gelmini), Alberti, F. Romano (30'st Laffranchi), Pozzaglio (25'st Rossetti). All. Lupi. ARBITRO: Mazzi di Brescia. RETI: 20'pt e 30'st A. Gravagna, 15'st Fusi, 25'st Alberti su rigore.

<Provinciali? Siamo pronti e la Lega starà con noi> ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: vicino a Mariastella Gelmini, che per quella di Monza, dove in campo scende l'attuale vicesindaco di An, Dario Allevi, e dove «i sondaggi danno il Pdl oltre il 40 per cento» confida l'assessore regionale Massimo Ponzoni. E, ancora, intesa per il comune di Pavia, dove candidato sindaco è il segretario cittadino di Fi Alessandro Cattaneo che,

<Garanzie dalla Gelmini, gli insegnanti non mancano> ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 10 del 2009-03-09 pagina 3 «Garanzie dalla Gelmini, gli insegnanti non mancano» di Gian Piero Scevola Formigoni rassicura: «Il governo coprirà tutti i posti. Genitori e studenti non hanno niente da temere» Pier Gianni Prosperini, l'assessore allo sport della Regione Lombardia, non ci sta.

CUS GENOVA: Capaldo, D'Agostini A., Cadeddu, Bernardini, Marshallsay David, D'Agostini M.,... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2009)
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Abstract: , Squassina, Vitali Boni, Reghenzi, Gelmini, Cavalli, Belluati Emanuele, Peveroni, Tomasoni, Germino. A disposizione: Cherubini, Fogazzi, Hayabdhullah, Anselmi, Filippini, Caponi. MARCATORI: pt, 8' m Bernardini tr D' Agostini M.; 11' cp Piscitelli, 31' cp D'Agostini M.; st, 18' cp Piscitelli;

gelmini bocciata sul tempo pieno sì a trattenere il 20% dell'irpef ( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2009)
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Abstract: Unanimità in consiglio comunale Gelmini «bocciata» sul tempo pieno «Sì» a trattenere il 20% dell'Irpef MONTAGNANA. Hanno votato all'unanimità di sospendere il provvedimento collegato al decreto Gelmini sulle scuole a tempo pieno e intermedio, ma anche la proposta di legge per trattenere il 20% dell'Irpef versato allo Stato nei Comuni.

di OSVALDO PASELLO <SCUOLA che vai, scuola che vieni>, citando De An... ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-03-2009)
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Abstract: vale a dire una delle più penalizzate dalla riforma-Gelmini. Altre 8 sono, invece, concentrate nell'area disciplinare matematico-scientifico, 5 in quella linguistica, e un piccolo plotoncino in quella tecnica che la riforma ridurrà notevolmente nel carico orario già a partire dal prossimo settembre.

GIORGIO GABER ENTRA NELLE SCUOLE ITALIANE. A INVITARLO È LO STESSO MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA, IN OCCASIONE DEL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA. ( da "marketpress.info" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione, Mariastella Gelmini, a presentare il Progetto. Con Lei interverranno Ombretta Colli, promotrice della Fondazione; Dalia Gaber; Enzo Iacchetti, l?Assessore Giovanni Terzi in rappresentanza del Comune di Milano e Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano ?

SCUOLA TOSCANA: SI SCALDANO I MOTORI DELLA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI ( da "marketpress.info" del 09-03-2009)
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Abstract: Dopo la lettura del messaggio che il Ministro Mariastella Gelmini ha voluto rivolgere ai partecipanti, il Direttore dell?Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Cesare Angotti ha introdotto così i lavori: ?Vi saluto veramente con affetto, perché appartenete alla parte più bella del mio lavoro. Siamo infatti tutti qui per il miglior apprendimento dei nostri giovani?

IL BUON ORIENTAMENTO NEGLI STUDI E' UN NODO STRATEGICO PER IL SUCCESSO ( da "marketpress.info" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini, hanno riconosciuto quale ricchezza di successi e di esperienza siano rappresentati dal modello veneto?. ?Proprio l?orientamento - ha aggiunto Donazzan - rappresenta il nodo strategico per il successo, sia nel percorso di studi che nel lavoro, e l?

CHIETI - I bulli non studiano a Chieti. I dati degli scrutini intermedi tratteggiano una rea... ( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-03-2009)
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Abstract: il voto in condotta può diventare uno strumento discriminante». Come detto fa eccezione in questa panoramica il professionale "Pomilio". Il 5 in condotta è stato inflitto a novanta ragazzi su un totale di 600. Ci sono anche due "quattro". Voti pessimi che riflettono la tendenza nazionale negli scrutini di questo specifico tipo di istituto.

di ANTONELLA COPPARI ROMA DA CONSUMATO giocatore di poker Umb... ( da "Nazione, La (Firenze)" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: azzurra Gelmini: «E' chiaro che si discute, ma in un clima di grande collaborazione». In base all'accordo «virtuale» che ieri circolava tra gli esponenti del Pdl, la Lega otterrebbe la presidenza della provincia di Lodi, quella di Bergamo e di Sondrio, mentre quella di Brescia e quella di Milano andrebbero a Forza Italia (Romele e Podestà,

Alessandro Maggi Cantù (Como) ALLE 20.30 l'Armani entra per il riscaldamento e ... ( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-03-2009)
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Abstract: a voi la Gelmini il 5 in condotta». Poi fa il suo esordio Prato che cerca subito il canestro (palla sul ferro). E con Prato sul legno, Mazzarino fa il play dando il cambio a Gaines. Primo vantaggio Cantu' (23-22 al 17'), la firma di capitan Mazzarino (che scodella un'altra tripla).

Piano casa, Franceschini: "No,... ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «La riforma Gelmini smantella la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario dei «no» della gauche c?è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina?

i dottorandi pagati poco ( da "Centro, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del ministro Gelmini. Nonostante ciò, varie università non hanno implementato il disposto normativo con particolare sollecitudine al punto che, in particolari circostanze ad esempio nel caso di Firenze la locale sezione dell'Adi è stata costretta ad adire le vie legali, diffidando l'Università per ottenere quanto dovuto.

Scuola, l'assessore e la riforma Gelmini ( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incontro sulla riforma Gelmini L'assessore provinciale alla scuola torna a parlare della riforma Gelmini all'incontro dibattito "Quale scuola per i nostri figli?" svoltosi nei giorni scorsi in sala civica corte delle Filande. Morena Martini ha illustrato nel dettaglio i piani della riforma al fianco del candidato di Forza Italia alle prossime amministrative,

Elementari, aumentano le richieste del tempo pieno. E' polemica sulla mancanza di maestri ( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i ministri Tremonti e Gelmini potrebbero modificare i tagli con un decreto. Altrimenti, fra un paio di mesi, toccherà ai singoli capi di istituto comunicare che non ci sono classi a tempo pieno per tutti». Gettano acqua sul fuoco, invece, il provveditore Armando Acri e l'assessore comunale alla Scuola Giampaolo Lavagetto.

"Provinciali? Siamo pronti e la Lega starà con noi" ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: vicino a Mariastella Gelmini, che per quella di Monza, dove in campo scende l?attuale vicesindaco di An, Dario Allevi, e dove «i sondaggi danno il Pdl oltre il 40 per cento» confida l?assessore regionale Massimo Ponzoni. E, ancora, intesa per il comune di Pavia, dove candidato sindaco è il segretario cittadino di Fi Alessandro Cattaneo che,

Novità in arrivo per gli organici del tempo lungo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Menna ha chiesto al ministro Mariastella Gelmini di dare più flessibilità ad altre forme orarie, facendo l'esempio di quelle utilizzate in Veneto delle 33/34 ore.«La Uil scuola locale condivide questa iniziativa - spiega Bertilla Gregnanin, segretaria provinciale del sindacato - anche perché siamo estremamente preoccupati per il taglio degli organici del personale docente e Ata,

"Orgoglioso della nostra comunità". Questo a caldo, il primo commento del sindaco Paolo Quaggio... ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nuove regole della legge Gelmini) sono arrivate e proprio dal capoluogo. "Soddisfazione doppia - aggiunge Quaggiotto - quando la mamma di uno dei cinque bambini che si sposteranno da Vedelago ad Albaredo, mi ha espresso il desiderio di poter conoscere e conferire con i genitori dei bambini di Albaredo che frequenteranno la 1^ classe.

Dimensionamento, tutti per il rinvioIl dibattito. ( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: difficoltà da cui è oggettivamente gravato sia per la riforma Gelmini, che non tiene conto della specificità di cui la scuola del Sud è portatrice. Intanto questa iniziativa dell'assessore comunale Sebastiano Arcidiacono di creare un coordinamento è meritevole di apprezzamento perché intelligente e propositiva e permette di affrontare con maggiore determinazione le questioni sul tappeto»

Da navigato uomo di sport, Gianfranco Bardelle, confermato alla presidenza del Coni regional... ( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini, per incentivare la pratica sportiva». Lei è padovano: nella nostra provincia lo sport che fase sta attraversando? «Il Coni provinciale, le federazioni e le società lavorano bene pur nelle difficoltà del momento. Padova in questi ultimi anni è stata dotata di tanti piccoli impianti, cosa che va benissimo.

A Novara "GovernIncontra" con i ministri Maroni, Rotondi, Bossi, Alfano, Gelmini e Calderoli ( da "Sestopotere.com" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Calderoli (9/3/2009 13:20) | (Sesto Potere) - Novara - 9 marzo 2009 - Nuovo appuntamento questa mattina a Novara, al Teatro Coccia, per GovernIncontra, manifestazione attuata in diverse province italiane già dal luglio 2008, che per questa tappa piemontese è stata organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri -

Scuola/ Gelmini: Protocollo intesa per diffusione ( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, ha annunciato questa mattina a Vimercate il rinnovo di un protocollo di intesa per la diffusione della multimedialità nella scuola. Durante il suo intervento, il ministro ha detto: "Stamattina abbiamo firmato il rinnovo del protocollo di intesa per la diffusione della multimedialità nella scuola,

Torino, scontri in ateneo tra autonomi e polizia: quattro feriti, tre fermati ( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: appello sarà chiesto anche al ministro Gelmini. "Come da tempo denunciamo - aggiunge Augusta Montaruli dell?esecutivo nazionale - il clima di intimidazione e di violenza all?università degli studi è diventato assolutamente intollerabile. Uova, fumogeni, pile, secchi dell?immondizia, bacheche, bomba carta: questo è quanto è stato lanciato dagli esponenti dell?

SCUOLA: GELMINI, APPOGGERO' MINISTRO BRUNETTA SUI PREPENSIONAMENTI ( da "ITnews.it" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: (Adnkronos) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini appoggera' nuovamente la proposta del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta di prepensionamenti nella scuola per facilitare l'ingresso ai precari. Lo ha annunciato lo stesso ministro intervenendo a Novara all'iniziativa 'Gonvernincontra'.

09/03/2009 17:56 SCUOLA: GELMINI, NON CHIUDEREMO LE PICCOLE MA ACCORPEREMO QUELLE POCO SICURE ( da "ITnews.it" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini che, intervenendo a Novara alla manifestazione 'Governincontra' ricordando i vari provvedimenti assunti sulla scuola, ha richiamato lo stanziamento da un miliardo di euro per la sicurezza. "E' la prima volta che in Italia viene stanziata una somma cosi' importante per questo obbiettivo", ha fatto notare.

SCUOLA: GELMINI, RIPRESENTERO' PROGETTO SU PREPENSIONAMENTI ( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini intervenendo a Novara alla manifestazione ''il governo incontra''. ''Credo - ha aggiunto il ministro - che la maggioranza abbia perso un'occasione non votando il provvedimento sui prepensionamenti nella scuola del ministro Brunetta perche' dava la possibilita' di dare spazio ai precari e io riperesentero' il progetto'

Berlusconi: avanti con la PA digitale ( da "Vnunet.it" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e il ministro Gelmini verso l'ammodernamento della didattica Silicon Valley, India, Londra, Germania, Monza. Sono questi i poli di ricerca all'avanguardia di Cisco, tra i quali da oggi si potrà annoverare anche Vimercate dove, stamattina, Stefano Venturi amministratore delegato di Cisco Italy ha inaugurato il nuovo centro Cisco Business Collaboration (

Venturi: un centro per chi vuole fare innovazione sulla rete ( da "01net" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riprendendo gli interventi dei ministri Maroni e Gelmini, venturi precisa che al momento non vi sono essere accordi che riguardano in modo specifico l?e-government, né vi sono ipotesi che Cisco possa occuparsi della formazione al personale della pubblica amministrazione. Diversa è, invece, la situazione in merito all?

Berlusconi: nel 2012 basta carta nella PA ( da "01net" del 09-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Presenti anche Gelmini e Maroni. Maria Teresa Della Mura 09 Marzo 2009 Link A Vimercate un polo Cisco per la Business Collaboration C'erano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini all'inaugurazione del Business Collaboration Center di Cisco a Vimercate.


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Guida alle risse pdl sulle amministrative (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il 6 e il 7 giugno si vota anche in comuni e province ma sulle candidature il centrodestra è ancora in alto mare. Il Nazareno ha scelto la strategia sulla riforma della legge elettorale. Hillary a Bruxelles per dire che Usa ed Europa possono tornare a parlare la stessa lingua. Guida alle risse pdl sulle amministrative FRANCESCO LO SARDO I limiti del partito autocratico e dell?alleanza a vocazione padronale. Così in scena va il solito tutti contro tutti: Lega contro Pdl, Forza Italia contro An, forzisti contro forzisti. Perché c?è solo una persona che decide, ma che finché non tratta con Bossi (lunedì prossimo) tutto resta per aria. In vista delle amministrative del 6 e 7 giugno siamo al déjà vu: mentre gli tocca fronteggiare la prima crisi economica globale della storia del mondo da presidente di turno del G8 e premier di un paese schiacciato dal debito pubblico, Berlusconi è anche il collo dell?imbuto da cui devono passare al vaglio, uno per uno, tutti i nomi dei candidati alle presidenze di 63 province e dei sindaci di 4.292 comuni. Come sempre. L?inestricabile rebus e intreccio di scontri, dal nord al sud, tra i notabilati locali di Lega, An e Forza Italia si sbloccherà non prima della prossima settimana ? mancano cinquanta giorni alla presentazione delle liste ? a partire da un?intesa con il Carroccio. È quello delle candidature al nord, dove la Lega ha chiesto a inizio trattative la metà dei venti capoluoghi di provincia in cui si vota tra Lombardia, Veneto e Piemonte, il più visibile ? ma non per questo l?unico ? degli scogli da superare. Le scelte da compiere sono delicate. Perché a livello amministrativo per il neonato Pdl, a dispetto dei travolgenti sondaggi che continuano ad essere sventolati da Berlusconi, si profila una tragica Caporetto rispetto all?avanzata elettorale ? che pure appare in frenata ? dei leghisti di Bossi. Il Carroccio punta i piedi sul Piemonte, dove il Pdl aveva già spartito tutte le caselle tra An e forzisti lasciando a becco asciutto gli uomini di Umberto Bossi, che minacciano di correre soli e trascinando così il centrodestra ai ballottaggi. Ieri sera circolava voce di un accordo in base al quale la Lega otterrebbe la presidenza della provincia di Torino, cedendo quella di Cuneo in Piemonte e Brescia in Lombardia. Ma una resa del Carroccio su Brescia, contesa da settimane ai forzisti e An che intanto litigano tra loro sostenendo il ?gelminiano? Giorgio Romele contro la Beccalossi, è ipotizzabile solo nel quadro di un accordo globale tra Pdl e Lega, col sigillo di Bossi ad Arcore. In Lombardia il Carroccio esige anche Bergamo e Sondrio, dov?è oltre quota 30%, ma è entrato in rotta di collisione con Ignazio La Russa che fin da lunedì dava la spartizione per conclusa in base a uno schema pdl che cederebbe alla Lega soltanto 3 delle 11 candidature di peso (8 provinciali e 3 nei comuni capoluogo). Se i rapporti con la Lega sono come sempre burrascosi, non più idilliaco è il clima all?interno del Pdl. Ma l?epicentro delle tensioni, stavolta, riguarda i conflitti all?interno di Forza Italia piuttosto che non le liti per i posti con An. Il ?caso Firenze?, sotto questo profilo, è emblematico. Ne sono protagonisti, con ruoli diversi, tre big forzisti, tutti e tre toscani: Denis Verdini, Paolo Bonaiuti e, dietro le quinte, Sandro Bondi. An e Verdini avevano pensato di lanciare contro il ?fenomeno? del Pd Matteo Renzi l?ex portiere di Fiorentina e Milan Giovanni Galli: una candidatura non politica, ma di un uomo cui è riconosciuto un forte impegno nel sociale dopo la tragedia della morte del figlio. A Berlusconi però è stato fatto notare che un politico doc, il ciellino Toccafondi sponsorizzato da Bonaiuti e Bondi (e Quagliariello), potrebbe funzionare meglio. Il risultato? Berlusconi che già di suo, per dirla alla toscana, ha «in uggia» Firenze, s?è fatto saltare la mosca al naso e ha avocato a sé il dossier. Borbottando contro i suoi, che anziché risolvere i problemi glieli creano: anche là dove non ne esisterebbero.

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"Signor ministro, risponda" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

NOVARA.DOMANI POMERIGGIO «GOVERNINCONTRA» "Signor ministro, risponda" Question time al Coccia con Bossi, Maroni, Alfano, Gelmini, Rotondi [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA Sei ministri, tre sottosegretari, in un botta e risposta con i rappresentanti delle istituzioni, del mondo imprenditoriale e dei cittadini. Quasi una «question time», non nelle aule del Parlamento ma in teatro, nella «bomboniera» del Coccia abituata ad ospitare ben altri eventi, come la prosa e la lirica. Domani la città sarà blindata per «Governincontra», iniziativa della Presidenza del Consiglio dei ministri (dipartimento per il programma del Governo). Il tour, iniziato nell'ottobre scorso a Viterbo, dovrebbe toccare tutti i capoluoghi di provincia. Quello di Novara è il primo appuntamento in Piemonte. L'incontro, inizio alle 15,30, sarà per metà racconto di ciò che il Governo Berlusconi ha fatto in questi mesi e per metà ascolto delle esigenze della comunità locale. Una campagna di comunicazione e di ascolto, cone l'ha definita Gianfranco Rotondi, ministro per l'attuaizone del programma di Governo, che aprirà il pomeriggio al Coccia subito dopo il saluto del sindaco Massimo Giordano. Novara è riuscita ad anticipare altre province, perchè l'on. Roberto Cota, capogruppo della Lega Nord a Montecitorio, l'ha fortemente sollecitato. Con lui, in prima fila, tutti gli altri parlamentari novaresi. Sul palco i ministri Bossi (Riforme e Federlaismo), Maroni (Interno), Alfano (Giustizia), Gelmini (Istruzione, Unviesità e Ricerca). Annunciata, ma incerta, la presenza di Calderoli, perchè impegnato a Roma pe impegni di Governo. Poi i sottosegretari Caliendo (Giustizia), Molgora (Economia e Finanze), Giachino (Trasporti). Un programma intenso, oltre quattro ore di domande e risposte moderate da Gigi Santoro, giornalista direttore di programmi televisivi. Lo scenario novarese sarà illustrato dalla relazione del prefetto, Giuseppe Adolfo Amelio, presidente della Conferenza permanente provinciale. Poi il compito di approfondire i temi su lterritorio (economia, situazioni di crisi, istruzione) sarà affidato agli esponenti delle categorie sul territorio: Sergio Vedovato (Provincia), Gianfredo Comazzi (Camera di Commercio), Mariella Enoc (Industriali), Maurizio Grifoni (commercio e turismo), Tarcisio Ruschetti (artigianato, piccole e medie imprese), Paolo Rovellotti (Agricoltura), Carlo Colzani (sindacati), Paolo Garbarino (rettore Università). Alla Gelmini si rivolgerà anche il mondo degi giovani, con Davide Settoni, in rappresentanza degli studenti. Sul tappeto i temi più scottanti, le attese di una città e una provincia a cavallo tra Piemonte e Lombardia: la crisi occuapzionale che da mesi non ha risparmiato il capoluogo e tutto il territorio, con ricorsi a mobilità e cassa integraizone. Ma anche le opportunità di una Novara che punta sul rilancio della Malpensa e sull'arrivo di infrastrutture ferroviarie e stradali. Poi il mondo dell'eccellenza universitaria, la ricerca e la sanità.

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Dal 13 al 15 marzo una sfilata di ministri e politici vip a Riva (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Dal 13 al 15 marzo una sfilata di ministri e politici vip a Riva RIVA. In occasione della seconda edizione del raduno nazionale di Rete Italia, l'associazione promossa da Roberto Formigoni, Mario Mauro e Maurizio Lupi, sono attesi a Riva molti big del Popolo della Libertà. Dal 13 al 15 marzo al Palazzo dei Congressi si alterneranno incontri, riflessioni e interventi sulle riforme, sul cammino verso il partito unico del centrodestra, sul ruolo di cattolici e laici negli schieramenti politici italiani. Nel corso della due giorni è annunciata la presenza dei ministri Maurizio Sacconi, Franco Frattini, Angelino Alfano, Raffaele Fitto, Maria Stella Gelmini, così come del sindaco di Roma Gianni Alemanno, del vicepresidente della Camera Maurizio Lupi e del parlamentare europeo Mario Mauro. Tra gli ospiti previsti anche il capogruppo del Pdl alla Camera Fabrizio Cicchitto e quello del Senato Maurizio Gasparri. Domenica è in calendario l'intervento del presidente Silvio Berlusconi. Da definire se sarà di persona o, come già accaduto in passato, in teleconferenza. (m.cass.)

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Torna la maestra "Pronti allo sciopero" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

il caso L'insegnante reintegrata dal Provveditorato Torna la maestra "Pronti allo sciopero" ANDREA GARASSINO SALUZZO Giusto cambiare insegnante in una classe delle Elementari ad una sessantina di giorni dalla fine dell'anno scolastico? Per il «Comitato dei genitori delle scuole dell'infanzia e primarie» (che raggruppa oltre duecento mamme e papà) di Saluzzo la risposta è certamente «no». È di ieri mattina, però, la decisione in senso opposto del «Csa», l'ex Provveditorato di Cuneo, che ordina il reintegro di una maestra che da settembre era stata assegnata ad un altro compito. Lei non aveva mai accettato la nuova mansione e per questo si è rivolta al giudice del lavoro, che le ha dato ragione. La nomina avverrà lunedì mattina. Il ritorno al «vecchio» lavoro da martedì. Il comitato, fin da quando è stato costituito qualche mese fa, ha sempre reso chiari i suoi obiettivi: «Non vogliamo entrare nel merito del provvedimento giudiziario - dicono i genitori - e non vogliamo neppure esprimere giudizi su qualsivoglia insegnante. Quello che ci preoccupa è solo la serenità e la tranquillità dei bambini attraverso il mantenimento della continuità didattica. Ci preme che non vengano traumatizzati a marzo per il cambio di maestra quando l'anno scolastico sta per finire». Lunedì pomeriggio alle 18 il comitato si riunirà per un ultimo e decisivo incontro a cui sono stati invitati anche i dirigenti. In quella riunione potrebbero essere decisi provvedimenti definiti «clamorosi». Le famiglie, se dovesse essere confermato il «cambio in corsa» di docente, sarebbero disposte a non mandare più i figli a scuola, «almeno per un periodo» spiega una mamma. Una sorta di «sciopero degli alunni». «Non abbiamo nessuna intenzione di fermarci - conferma la portavoce, la mamma e insegnante (in un altro paese) Paola Ravazzi - perché siamo di fronte ad una situazione indecente. Siamo disposti a portare il nostro punto di vista anche al ministero della Pubblica istruzione e a interpellare la Gelmini. In questa vicenda, nessuno degli esponenti degli uffici scolastici, sia a livello provinciale che regionale, si è mai preoccupato dei piccoli alunni garantendo la continuità di insegnamento. Hanno risolto una questione di adulti e basta. Solo le famiglie e le maestre hanno a cuore lo stato d'animo dei bambini e c'è molta preoccupazione». L'atmosfera nei cinque plessi elementari cittadini è tesa. Il ritorno al lavoro della docente provocherebbe spostamenti «a catena» di altre colleghe. Il dirigente scolastico Piero Bottiroli, che a quanto riportano le mamme più attive e altre figure del mondo della scuola, ha tentato una mediazione in queste settimane, avrebbe prospettato una soluzione riorganizzativa che comprenderebbe cinque classi, di cui due quinte. «Una quarantina di alunni - spiega un papà allarmato - cambierebbe insegnante, modo di spiegare, di pretendere, di educare a poche settimane dalla fine del ciclo delle Elementari e dall'inizio di quello delle Medie, passaggio già di per sé traumatico». Invoca il buon senso Fulvio Rubiolo che, oltre ad avere un figlio alle Elementari, è anche assessore comunale: «Provveditore e direzione cerchino una soluzione senza sconvolgere l'organizzazione didattica».

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E il Cavaliere zittì i ministri (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

tensioni nel corso della riunione E il Cavaliere zittì i ministri Scajola, lite sui fondi. E Palazzo Chigi accentra le risorse Claudio Scajola l'ha presa proprio male. «Mi fate bere la cicuta», ha detto con disappunto il ministro dello Sviluppo economico, nella tesa riunione che ieri mattina ha preceduto il Cipe. Un commento amaro quando ha capito che la sua linea era uscita sconfitta dal confronto con il superministro economico, Giulio Tremonti. È stato il premier Silvio Berlusconi a mettere fine allo scontro tra i due sui fondi per il sostegno all'economia e alle imprese, stabilendo che tutti i 9 miliardi a disposizione sarebbero finiti in un fondo unico che sarà «nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio». Scajola ha così dovuto rinunciare all'idea di appostare una parte del fondo (almeno 3,5 miliardi) presso il suo ministero. Anche lui, come gli altri ministri che avranno progetti «immediatamente realizzabili», ha spiegato Berlusconi, dovrà passare per Palazzo Chigi, che «raccoglierà il parere del ministero dell'Economia», quindi di Tremonti. Scajola l'ha presa così male che, per protesta, non ha partecipato al successivo Consiglio dei ministri. Lui pensa che il megafondo presso la presidenza del consiglio rischia di rallentare l'intervento per le imprese, soprattutto piccole e medie, che contavano su uno strumento agile e veloce al ministero dello Sviluppo. Ma è rimasto via via in minoranza. All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini (Istruzione), Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) erano critici, ma poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle rassicurazioni di Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo. Gelmini poi, ha già ottenuto un miliardo per l'edilizia scolastica. Tremonti ha avuto gioco facile quando anche il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, col quale in passato non sono mancate frizioni, ha osservato che in una crisi come questa è meglio avere un fondo unico da gestire con flessibilità secondo le necessità che si presenteranno. Scajola ha spuntato che il fondo si chiamerà per «l'economia reale e le imprese», ma ha dovuto rinunciare alla gestione diretta dello stesso. Ma è già pronto a tornare alla carica con le sue richieste, a partire dall'aumento da 500 mila a 1,5 milioni del tetto dei prestiti garantiti. Il duello con il ministro dell'Economia continuerà. I due non si sono mai presi. Lo scorso giugno quando sui giornali uscì il cosiddetto «piano Tremonti» che anticipava le prime mosse del governo sull'economia Scajola, irritato, replicò: «È un lavoro collegiale. Dentro ci sono le mie norme sullo sviluppo e quelle di Tremonti sui tagli». Enrico Marro stampa |

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Siamo certi di poter contare ancora su di lei (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:brescia e provincia «Siamo certi di poter contare ancora su di lei» Nel primo pomeriggio nel Vanvitelliano di Palazzo Loggia il saluto e l'abbraccio delle istituzioni civili «Abbiamo la certezza che potremo ancora contare su di lei». A dirlo a mons. Beschi, neo Vescovo di Bergamo, sono i rappresentanti di Loggia e Broletto, nonché i bresciani che siedono al Pirellone e nelle istituzioni romane. Ieri si sono riuniti tutti quanti nel Salone Vanvitelliano per un saluto carico di affetto e di stima. Tre i doni che sono stati offerti al Vescovo Francesco come segno di riconoscenza per l'impegno dedicato alla città attraverso il suo apostolato: da parte del Comune il Grosso d'oro e un'icona settecentesca raffigurante il Battista, da parte della Provincia una antica edizione della «Storia di Brescia» diretta da Giovanni Treccani degli Alfieri. «Questo momento è insieme doveroso e piacevole - ha detto il sindaco Adriano Paroli rivolto a monsignor Beschi -. E sono anche certo di poter rappresentare tutti i cittadini, cattolici e laici, nel ringraziarla per la sua dedizione alla comunità che ha generato uno sguardo ampio e completo sul senso di tutto. Lei - ha aggiunto - non ci ha mai fatti sentire soli, ma sempre accompagnati nel nostro compito e nel nostro destino». «La salutiamo con gioia e commozione, con spirito lieto e insieme dolente - ha proseguito il numero uno del Broletto, Alberto Cavalli -: non le sarà difficile l'incontro con il suo nuovo gregge perché ha sempre saputo condividere la difficoltà delle famiglie, le povertà vecchie e nuove, lo sconforto degli anziani, la solitudine degli esclusi e la sofferenza dei malati. Lei - ha concluso - è un autentico testimone dell'amore di Dio verso l'uomo e un frutto del cattolicesimo bresciano, capace di conciliare benessere e carità». Da parte sua il presidente del Consiglio comunale, Simona Bordonali, ha rimarcato: «Trentatrè anni di lavoro e impegno nella città rappresentano un patrimonio importante che non si può scordare: ora ci lascia un terreno fertile che continuerà a germogliare a lungo». Per questo «la gente di Brescia le resta vicino - si è detto certo Bruno Faustini, presidente del Consiglio provinciale -: la nostra gente, infatti, sa riconoscere attraverso i gesti della quotidianità chi si appassiona alla loro vita». Emilio Del Bono, capogruppo del Pd in Loggia, ha voluto esprimere tre sentimenti: «Il primo non può essere che un po' di malinconia. Ma accanto ad essa ci sono anche la gratitudine e l'orgoglio: un orgoglio da parte di tutti noi perché siamo sicuri che a Bergamo porterà il meglio della brescianità nel suo respiro universale e nella sua operosità solidale». «Mi auguro che ci saranno tante occasioni di ritorno nella nostra città - ha auspicato Andrea Bonetti, capogruppo dell'Udc in Consiglio comunale -: specie in un momento di crisi la nostra comunità ha bisogno delle sue parole di incoraggiamento, fiducia e speranza». «Oggi stiamo celebrando una figura che a tutti noi ha dato qualcosa di importante», ha sottolineato Vigilio Bettinsoli, capogruppo di FI-Pdl in Broletto, che ha altresì rimarcato la profondità delle riflessioni che contraddistinguono mons. Beschi, nonché il suo impegno nell'aiuto delle famiglie in difficoltà. Carlo Fogliata, capogruppo in Provincia del Pd, ha messo invece in risalto «la sua preziosa opera a favore dei lavoratori, dei giovani e dell'integrazione sociale». Al saluto non è mancata il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, che al termine della cerimonia ha commentato: «È stato un momento toccante ed emozionante per tutti. Mons. Beschi ha saputo scaldare il cuore dei bresciani con la sua testimonianza umana, di fede e di apostolato. La sua assenza peserà sicuramente perché è stato una guida spirituale per tutti noi». Il neo Vescovo di Bergamo, che si è detto imbarazzato per le tante parole di vicinanza ricevute, ha voluto ringraziare tutti i presenti: «Il vostro servizio al bene della città è preziosissimo, così come lo è stato quello di tutte le generazioni di amministratori che ho conosciuto». Mons. Beschi ha ricordato alcune tappe della sua vita che, progressivamente, l'hanno portato ad amare sempre più la città. Un percorso in cui l'«altro» è stato fondamentale: «L'altro è la regola più impegnativa perché ti costringe ad alzare lo sguardo. E in questo alzare lo sguardo inizia la cittadinanza e vale la pena di spendersi». tedo

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Candidatura Romele: Pdl e Lega più vicine (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Candidatura Romele: Pdl e Lega più vicine Domani ad Arcore l'ultimo accordo? L'on. Giuseppe Romele Manca ancora l'ufficialità, che forse potrebbe arrivare già lunedì sera al termine della tradizionale cena di Arcore. Ma il tam tam del mondo politico bresciano indica come sempre più vicino l'accordo fra Pdl e Lega per una alleanza fin dal primo turno alle amministrative provinciali del 6 e 7 giugno. E con l'accordo si fa sempre più vicina anche la candidatura, da parte della coalizione di centrodestra, dell'on. Giuseppe Romele. Il via libera al parlamentare azzurro sarebbe confermato anche da una battuta - che il tam tam riferisce - che a margine di un incontro di governo il leader Lumbard Umberto Bossi avrebbe rivolto nelle ultime ore alla collega ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini: «Allora - le ha chiesto - sei contenta per Brescia?». Lunedì sera, quindi, potrebbe forse arrivare l'annuncio definitivo dell'accordo. Accordo che verrebbe a chiudere una lunga fase di confronto non sempre semplice fra Lega Nord e Popolo della libertà. Con il Carroccio da un lato attento a rivendicare un forte radicamento bresciano e quindi a non «svendere» una propria disponibilità a correre in coalizione, ma dall'altro interessato a giocare la propria partita su uno scacchiere che investe tutta la Lombardia. Non solo. Sul tavolo della trattativa sono finiti anche alcuni nodi romani (come ad esempio un ruolo determinante in casa Rai) e pure la definizione degli equilibri futuri all'interno di società pubbliche determinanti nel panorama economico lombardo. Tra queste la Fiera di Milano e A2A (per la quale la Lega già da tempo spinge per un azzeramento degli assetti attuali e per un ritorno ad un modello tradizionale di governance). Tra i nodi che il centrodestra è chiamato a sciogliere in vista delle prossime amministrative di primavera c'è anche quello del rapporto fra Pdl, Lega e Udc. Un fronte sul quale non mancano i problemi. E se in molti Comuni una delle strade che gli avversari del Pd provano a percorrere è quello di liste civiche che puntino ad un incontro sugli uomini e sui programmi che sulle sigle politiche, nella corsa per la guida del Broletto le cose non appaiono così semplici. Da un lato c'è infatti la rivendicazione di una propria autonoma identità da parte di centristi che alle politiche di un anno fa avevano sentito come stretti i confini del partito unico del centrodestra, dall'altro c'è una Lega che spinge sull'acceleratore del federalismo e che si percepisce come molto distante, su questo fronte, dalle posizioni politiche espresse dall'Udc. Vedremo. m. l.

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In campo per la scuola di Cesole (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

In campo per la scuola di Cesole Genitori, associazioni e parroco per salvarla MARCARIA (Cesole). Genitori, associazioni e perfino il parroco. Sono scesi in campo tutti, a Cesole, per salvare la scuola elementare che ha raggiunto finora 35 iscrizioni, troppo poche, secondo il decreto Gelmini, per restare aperta. I giochi non sono fatti, innanzitutto perché il tempo davanti è tanto, e con la mobilitazione generale le speranze di farcela non sono poche. Il salvataggio della scuola occupa, in questo periodo, gran parte del tempo e delle energie dei genitori di Cesole e Canicossa, che hanno trovato appoggio e aiuto concreto dall'Avis e dal gruppo sportivo Buttarelli. Hanno cominciato con volantini e cartelloni pubblicitari con il programma del prossimo anno scolastico e continuano con riunioni operative per mettere a punto le attività extra e le offerte della scuola, «per cui l'amministrazione di Marcaria ha già speso parecchio denaro, facendola diventare la struttura scolastica più bella della zona» affermano due mamme, da mesi in prima linea nella battaglia. «Alcuni bambini, addirittura, sono stati spostati alla primaria di Cesole da altre scuole nel corso dell'anno. Il motivo principale è che le classi non sono molto numerose, con una media di 9 alunni, e i bambini sono quindi molto seguiti dagli insegnanti». Un curriculum a cui i genitori, in stretta collaborazione col Comune, hano aggiunto delle tacche. Tra queste i servizi gratuiti prescuola, dalle 7,30 alle 8, e il tempo integrato facoltativo per fare i compiti fino alle 15,45; il servizio post scuola dalle 15,45 alle 18 con attività di laboratorio, un orario che consente di avere il sabato libero. «La scuola ha anche la palestra, un'area verde recintata, il campetto di calcio e un'area polivalente all'aperto. Il bus poi arriva in una strada non trafficata, quindi è anche molto sicura - sottolineano i genitori, che ricordano che il numero attuale, 35, è riconducibile alle sole iscrizioni fatte direttamente presso la scuola, «quelli che vogliono iscrivere i propri figli in scuole di altri comuni devono farlo attraverso l'istituto comprensivo di riferimento».

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CAPRICCIO - NUOVA GOZZOLINA: 3 - 1 (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 08-03-2009)

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CAPRICCIO - NUOVA GOZZOLINA: 3 - 1 CAPRICCIO - NUOVA GOZZOLINA: 3 - 1 RETI: Castagna, Poli, Tarzioli, Caserta. CAPRICCIO: Maltraversi, Cimardi, Anzelotti F, Azzoni, Tornaboni, Caleffi, Poli. A disposizione: Cerini, Castagna, Bertoli, Anzelotti R, Mezzadri, Tarzioli, Sarzi Madidini. Direttore tecnico: Cavalli. GOZZOLINA: Berteni, Bignotti, Bonati, Caserta, Fezzardi S, Gelmini, Maghella. A disposizione: Pedrali, Piazza, Raminzoni, Tagliani, Tosadori. All. Fezzardi M. ARBITRO: Papa

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BRESCIA Elda Giuditta spegne ottanta candeline Elda Giuditta ha festeggiato ieri ottant'a... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)

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Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città BRESCIA Elda Giuditta spegne ottanta candeline Elda Giuditta ha festeggiato ieri ottant'anni con Elisa, Agnese, Anna, Carlo Gelmini e famiglie.

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PIAZZA ROVETTA La pensilina cassa armonica della città nLa Città... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 08-03-2009)

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Edizione: 08/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:LETTERE PIAZZA ROVETTA La pensilina cassa armonica della città nLa Città, per consolidare un tessuto di armonizzazione tra i cittadini, necessita di piazze che tornino a essere luogo d'incontro. Piazza Rovetta ha sempre avuto un'identità legata alla presenza quotidiana di bancarelle e venditori, quindi luogo di scambi di beni che ne favoriscono la vitalità. Ora la presenza di questa nuova struttura che campeggia protettiva sullo spazio accenna alla memoria, per i materiali di cui è costruita, ad altre strutture che agli inizi del '900 hanno favorito lo scambio di un altro tipo di beni: la Musica. La Cassa Armonica, realizzata con gli elementi stilistici tipici dell'epoca Liberty, il ferro ed il vetro, era un elemento costantemente presente a corredo di parchi pubblici o privati: all'interno di questo spazio le Bande suonavano accompagnando le passeggiate domenicali dei cittadini. In molte grandi città europee, come anche in piccole cittadine con vocazione turistica, in città che da sempre hanno saputo dar spazio alla Cultura, gli architetti si sono sbizzarriti nella progettazione di questi luoghi deputati alla musica chiamati Cassa Armonica, in quanto offrendo il corretto ostacolo alla evanescenza della musica all'aperto, la rendevano fruibile come all'interno di un teatro. Una semplice tettoia, un palco e qualche seduta possono trasformarsi in luogo di esibizioni sonore, recite teatrali, performance d'arte. Un luogo aperto ma allo stesso tempo circoscritto, atto ad accogliere ed invitare espressioni, non necessariamente strutturate e finanziariamente impegnative, di musica e parole. Nelle grandi metropoli straniere si conoscono, ormai segnalati anche sui vademecum dei turisti, alcuni luoghi deputati a questo, zone della città in cui si sa per certo che si potranno incontrare performances di artisti di strada, violinisti, attori, mimi, anche intere bande musicali che, anziché riunirsi al chiuso, preferiscono provare di fronte a un pubblico di curiosi, turisti e cittadini attirati dalla musica. L'uso di Piazza del Foro o di Piazza Tebaldo Brusato per proporre serate in musica ha per diverse stagioni avuto un riscontro positivo di gradimento e di presenze. Una Cassa Armonica stabile in Piazza Rovetta, il cui uso resterebbe opportunamente regolamentato dalle vigenti leggi Comunali a cui già sottostanno suonatori e teatranti di strada, potrebbe renderla meta di passeggiata e incontri, con la funzione di svagare, allietare, divertire ed anche educare. Nessun impegno di forma, di tempo, di conoscenza, un piacere che può sorprendere per un attimo, un interesse che ci trattiene, magari dopo aver percorso Via Musei in uscita dalla visita ai Musei di S. Giulia. La sua posizione nel cuore popolare della città la rende particolarmente adatta ad essere utilizzata come «teatro aperto» senza che siano necessarie grandi opere di trasformazione. Sarà sufficiente dotarla di un palcoscenico, di sedute, di transenne di protezione e renderla poi disponibile, ad esempio, all'esibizione di bande cittadine durante il giorno. Al pomeriggio e di sera, poi, aprirla a gruppi emergenti di artisti (orchestre, band, compagnie teatrali, mimi, giocolieri, corpi di ballo, ecc.) che intendano proporsi e farsi conoscere. Su questa linea abbiamo già abbozzato un nostro progetto di massima che, non appena la Loggia darà reale seguito al proposito di indire il concorso pubblico promesso, saremo ben lieti di sviluppare e tradurre in un progetto esecutivo con il quale parteciperemo - con le dovute competenze - andando così, finalmente e con azione visibile, anche oltre le mere beghe del semplice parcheggio («semplice» si fa per dire) al quale, da sempre, provano ad «omologare il Residente» sottacendo del tutto ciò che realmente è alla base di tutto il nostro operare: «autodifesa del territorio e della nostra possibilità di vivere, correttamente ed in salute, nello stesso» il che ci distingue da quanti, al contrario, «del centro vogliono vivere» sfruttandolo per le ore ed i giorni che gli fanno comodo. Piazza Rovetta potrebbe essere un inizio di corretta «gestione del territorio». Stanislao Barretta Vivicentro Brescia DOPO I 5 IN PAGELLA Parlamentari: che voto in condotta? nMi chiedo una cosa: come mai ci si scandalizza così rumorosamente per la pioggia di 5 in condotta che si sono meritati molti studenti italiani, quando la nostra classe politica, per poter votare senza fare giochetti strani, ha bisogno del riconoscimento delle impronte digitali? A loro che voto in condotta dovremmo dare? Patrizia Zanetti Lumezzane P. CLAUSOLE ILLEGGIBILI Il rebus della polizza RcAuto nApro questa lettera dando pieno appoggio al signor Raffaele Rao per la difficoltà di lettura e comprensione della bolletta Enel e aggiungo che per l'energia elettrica non è solo l'Enel. Credo che di difficoltà di comprensione di una polizza RcAuto non se ne sia mai parlato. E allora chiedo gentilmente spazio per affrontare questa tematica. Nei giorni scorsi il Moica ha organizzato un incontro informativo con la collaborazione di addetti ai lavori sul tema scottante delle Polizze RcAuto, come leggere una polizza ma soprattutto cosa saper prima di firmare una polizza. Tutti i presenti, io compresa ovviamente, per la prima volta devo dire, abbiamo ben capito che fino ad oggi abbiamo sempre firmato sulla base della fiducia e/o della conoscenza di chi ci sottopone la polizza. Certamente nostro dovere sarebbe quello di leggere attentamente tutte le condizioni, ma a detta anche degli addetti ai lavori, ci vorrebbe almeno un'ora per leggere tutte le clausole e poi un'altra ora per discuterle, per variarle, per capirle. Sono venuta anche a conoscenza che al momento della firma della polizza ci deve essere dato contestualmente un libretto che contiene tutte le garanzie di copertura, cosa che a me non è mai stato dato e così anche a numerosi presenti tra il pubblico. Un addetto ai lavori ha ammesso che nonostante i suoi 40 anni di esperienza anche per lui a volte è difficile districarsi nel modello di polizza cosi come è presentato. La domanda allora sorge spontanea: ma è cosi difficile rendere le cose più semplici e più leggibili? Noi casalinghe siamo chiamate tutti i giorni a far quadrare i bilanci delle nostre famiglie e tutti sanno che le polizze RcAuto, le più care d'Europa in assoluto, sono la voce più pesante nei nostri bilanci. Oggi il problema numero uno è il credito, le banche sono al centro dell'attenzione di tutti i media e di tutti i convegni, ma vogliamo parlare anche di Assicurazioni? Dei loro bilanci poco chiari come le loro polizze? Le casalinghe chiedono trasparenza, chiedono semplificazione e ricordiamo anche che le donne al volante sono il 56% del totale. L'incontro ci è stato utile e abbiamo ben capito cosa comporta il risarcimento in forma specifica (altro termine di difficile comprensione) introdotto con la nuova normativa del risarcimento diretto. Ma ne siamo uscite molto colpite a sapere che ci sono degli agenti che prendono delle royalties se riescono a veicolare l'automobilista danneggiato verso le officine di fiducia. Ed allora ci chiedevamo: nel caso di riparazione mal eseguita di chi sarà la responsabilità? Dell'assicurazione che ci ha veicolato? Il Moica considera sacra la libertà di scegliere l'officina di fiducia a garanzia della sicurezza della riparazione e non possiamo pensare di essere penalizzati con delle franchigie, a seguito di meccanismi perversi messi in atto per raggiungere i loro scopi. Una circolare dell'Isvap del 21 gennaio scorso, denuncia che nel 2008 le sanzioni inflitte alle compagnie sono aumentate del 20% ed il 92,4% di queste scaturisce da violazioni della normativa RcAuto e la quota prevalente è rappresentata da ritardi nella liquidazione dei sinistri. So che numerose associazioni di consumatori avevano sostenuto la normativa sul Risarcimento diretto nella sua globalità ed avevano acclamato alla velocità delle liquidazioni ed erano convinte della diminuzione dei costi delle polizze. Morale: le polizze non accennano a diminuire, i pagamenti sono eseguiti in ritardo, i disservizi aumentano, le polizze non sono chiare e se oggi si parla di aiutare le banche, affinché vadano in aiuto delle imprese, non è per caso che domani anche le assicurazioni avanzino delle richieste di aiuto perché registrano un calo nella raccolta premi? In quell'incontro abbiamo imparato tanto, la nostra parte l'abbiamo fatta, ora speriamo che gli altri facciano la loro e che arrivino alla semplificazione ed alla trasparenza senza dimenticare la libertà di mercato. Claudia Medini Concesio TUMORE VINTO Con l'aiuto dei medici fuori dal tunnel nDesidero portare a conoscenza dei suoi lettori ciò che mi è accaduto negli ultimi quarantacinque giorni perché ritengo sia una grande speranza per tutti. Per una ecografia eseguita casualmente e riferita ad una banale sciatalgia, mi vengono riscontrati altri problemi al fegato. Mi affido alla terza Chirurgia del nostro Ospedale Civile, dove mi è stato riferito, abbiamo la fortuna, di avere due chirurghi di fama internazionale, due luminari... Il primario, consultati i vari documenti, mi fissa un appuntamento per il giorno dopo e su mia richiesta mi spiega molto chiaramente quale sia il mio male: «Tumore maligno al fegato più varie altre complicanze. L'intervento deve essere eseguito nel più breve tempo possibile per poter avere qualche possibilità di sopravvivenza». Il giorno dopo per una decina di ore sono sul lettino operatorio. È chiaro che se oggi (sono trascorsi 45 giorni) sto scrivendo questa lettera è perché l'operazione si è conclusa positivamente ed ho due motivi principali che doverosamente desidero esprimere: 1) l'infinita gratitudine per i due professori che con grande capacità e tempismo hanno eseguito l'operazione salvandomi la vita. 2) per ringraziare tutto lo staff medico/infermieristico che si è prodigato oltre ogni limite con estrema professionalità e cortesia. Mi rivolgo ai lettori del Giornale di Brescia: tumore non vuol dire morte, non abbiate paura a pronunciare questa parola perché in molti casi vuol dire vita. Arturo Allegri Brescia L'ABE DENUNCIA Quelle raccolte fondi truffaldine nChiedo spazio all'interno della rubrica dedicata ai lettori del Giornale di Brescia con l'auspicio che questa mia possa contribuire ad informare e tutelare, per quanto possibile, i cittadini bresciani e non. Fin dalla sua nascita, avvenuta nel 1981, ho l'onore di rivestire il ruolo di presidente dell'Abe, Associazione Bambino Emopatico, che da oltre 25 anni si pone come obiettivo di rendere ottimale il trattamento medico di bambini affetti da leucemie e tumori, nonché di sostenere, da differenti punti di vista, i bambini medesimi e le loro famiglie durante il periodo di cura. Mai come in questi ultimi anni, tuttavia, sono venuta a conoscenza di episodi spiacevoli, frutto della disonestà e della meschinità umana: tante, troppe associazioni fasulle truffano indisturbate i cittadini, soprattutto i più anziani ed indifesi, fingendo di raccogliere fondi da destinare a fantomatici bambini ammalati. Giocando sulla sensibilità e sul buon cuore della gente. Ed è proprio per cercare di evitare, per quanto in mio potere, il perpetrarsi ed il diffondersi di questi tristi episodi che ritengo doveroso sottolineare che l'Abe non effettua raccolte fondi porta a porta, non richiede denaro telefonicamente né tramite l'invio a domicilio di bollettini. L'Abe è ben identificabile e rintracciabile: ha una sua sede, sita presso la Clinica Pediatrica degli Spedali Civili di Brescia, ha un sito internet (www.associazionebambinoemopatico.it), un recapito telefonico (030-3702556), un indirizzo mail (abe.bs@tin.it) ed è costituita da operatori, psicologhe e volontari pronti a fornire a chiunque lo desideri informazioni chiare e documentate sull'operato, gli obiettivi e le modalità d'azione dell'Associazione. Desidero soprattutto sottolineare che l'Abe utilizza canali di raccolta fondi strutturalmente definiti e trasparenti: l'abbonamento al periodico "Tutti contro la Leucemia", la devoluzione del 5 per mille, la vendita delle stelle di Natale e delle uova di Pasqua, in collaborazione con l'Ail, i banchetti di Natale, dislocati in varie aree della città e sempre ben identificabili, la manifestazione Children Wind Cup, organizzata con il Circolo vela di Gargnano ed altre manifestazioni alle quali l'Abe viene gentilmente invitata. In tutte queste occasioni la raccolta fondi è peraltro costantemente accompagnata da molteplici attività di sensibilizzazione che consentono agli interessati di ricevere opportuni opuscoli descrittivi o di chiacchierare con i nostri volontari ed operatori, pronti a fornire tutte le indicazioni ed i riferimenti necessari. Perché le parole d'ordine siano: informazione, onestà e trasparenza. Luciana Corapi Presidente Associazione Bambino Emopatico Brescia PER I RESIDENTI Piazza del Foro a rischio parcheggio nBrescia Romana, Brescia Longobarda, Brescia città d'arte nel circuito Expo 2015, Brescia con monumenti candidati Unesco a patrimonio dell'umanità. Piazza del Foro, suo epicentro storico-culturale da oltre duemila anni, oggi è magnifica senza traffico, senza auto. Panchine per leggere ed ammirare il Capitolium, spazi vitali per comitive e scolaresche venute ad ammirare le nostre bellezze, bambini che giocano al pallone, file di biciclette allineate, concerti d'estate, mercatini domenicali. Si capisce subito che i bresciani, residenti e non, la amano, la vivono come un'oasi nel caos urbano, come memoria storica. Chi vi accede dal lato sud rimane impressionato dalla vertiginosa prospettiva che si slancia tra storici palazzi in lieve ascesa fino a culminare nel tempio. Anche i turisti e i visitatori più distratti ne rimangono sorpresi e spesso vi ritornano e passano parola di una inattesa scoperta archeologica nella «città del tondino di ferro». Ma, bando a facili sentimentalismi, si sappia che la spasmodica ricerca di parcheggi sta facendo leva sull'Amministrazione per rubare il lato sud della piazza alla città, per farne sette (sic!) posti auto ad uso esclusivo dei residenti. Ma ditemi, quale città al mondo accoglie automobili piuttosto che persone nel Foro Romano, proprio lì dove la storia affiora per il piacere di tutti? Nunzia Nenna Brescia

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Meno bidelli in servizio, a rischio le scuole agordine (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

CENCENIGHE «Meno bidelli in servizio, a rischio le scuole agordine» CENCENIGHE. «Scuole di montagna aperte, ma solo sulla carta». Il dirigente scolastico dell'Istituto comprensivo di Cencenighe, Maria Rosa Salmazo, ha mandato una lettera ai sindaci di Cencenighe, Canale d'Agordo, Falcade, San Tomaso e Vallada incentrata sulla situazione che si verrà a creare quando il piano del ministro Gelmini sulla riduzione del personale scolastico si concretizzerà. A preoccupare il dirigente scolastico è in particolare il taglio al personale Ata che in Italia riguarderà ben 45 mila lavoratori. «Ad Agordo (medie e elementari) si passerà da 23 a 16 bidelli - dice esemplificando - e qui a Cencenighe da 16 a 11. Una situazione che mette in ginocchio le nostre piccole scuole». Questo provvedimento penalizzerebbe in particolare le scuole dell'infanzia o quelle che prevedono lezioni pomeridiane: il taglio porterebbe infatti, in alcuni casi, alla situazione in cui un solo bidello non potrà essere presente per l'intera giornata di lezione, compromettendo quindi il servizio scolastico e in definitiva il livello della qualità. A rischio sarebbero pure le attività che i bidelli svolgono per i Comuni come la mensa, il pre e il post scuola. All'orizzonte c'è inoltre un altro argomento che interessa le scuole agordine. «Il numero per formare le pluriclassi - sostiene Maria Rosa Salmazo - passa da 13 a 18». Numeri che potrebbero portare conseguenze gravi per i paesi della vallata: aumenterebbe il numero delle pluriclassi (che ipoteticamente possono essere formate anche da tutte e cinque le classi di una scuola primaria con le comprensibili difficoltà di gestione e di programmazione) e aumenterebbe anche la perplessità dei genitori, spesso contrari a questo tipo di esperienza. Quale il possibile passo successivo? I genitori trasferiranno i figli in altre sedi, le scuole chiuderanno e i paesi si spopoleranno. Una conclusione che non trova dunque aderenza con le molte dichiarazioni che assicurano l'intoccabilità delle scuole montane. Se i plessi in effetti rimarranno in piedi, le scuole rischiano di implodere dall'interno. Gianni Santomaso

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Le tante responsabilità dietro ai cinque in condotta (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

IL COMMENTO Le tante responsabilità dietro ai cinque in condotta Bruno Cescon Il problema della scuola in Italia non è il voto in condotta. Piuttosto questo piccolo numero, ripristinato in pagella e subito adottato dagli insegnanti, è una cartina di tornasole su che cosa si debba intendere per educazione nei sistemi scolastici moderni, in particolare in quello italiano. Infatti, se appena ci si mette in ascolto di quello che è accaduto durante i recenti scrutini nelle scuole, si scoprirebbe che il collegio docenti stenta a trovare un accordo su questa valutazione del comportamento. Incredibile? Assolutamente no! «Questo ragazzo», osserva un insegnante, «è molto intelligente; partecipa attivamente all'attività didattica. Non si può punirlo con un sei in condotta». Ribattono gli altri docenti: «Ma disturba, è prepotente, non rispetta i compagni né chi insegna; rasenta il bullismo, usa un linguaggio improponibile». Ecco la crisi degli adulti, genitori compresi, nelle valutazioni. I parametri di giudizio non sono condivisi. Eppure le regole civili di convivenza dovrebbero essere un patrimonio comune. Nei fatti non è così. Un ragazzino manda la maestra a... con relativa scarica di parolacce. Al rimprovero risponde: «Ma facciamo sempre così». Del resto la tv, i film anche per bambini, la pubblicità fanno sentire e mostrano tutto e il suo contrario. Come può allora un dirigente scolastico, un insegnante, pretendere un modo corretto, educato e umano di vestirsi, di rapportarsi agli altri, di reagire? Dietro di sé la scuola non sempre ha la società, la famiglia, la cultura. Non per questo vanno abbondate le ancore dell'educazione. Bertolt Brecht notava che di un bambino si può fare quello che si vuole. Incredibilmente nel terzo millennio dell'era cristiana il nostro Occidente, e non solo l'Italia, non sa che cosa è educazione. Il che richiede un'idea di uomo, sulla quale modellare un progetto educativo per il cittadino di domani. Educazione significa far emergere i valori umani iscritti in ogni persona. Ma oggi si parla invece di scienze della formazione, riducendola alle abilità da impartire nelle discipline scolastiche. Ora non basta sapere, essere istruiti, per essere uomini veri. Occorre di nuovo interrogarsi sul dover essere di ogni bambino, di ogni giovane.7

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Beschi, congedo da Brescia La amo, la porto con me (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

CHIESA. Il vescovo che si accinge a guidare la diocesi di Bergamo ha ricevuto ieri il saluto di autorità e fedeli Beschi, congedo da Brescia «La amo, la porto con me» Monsignor Francesco Beschi, il vescovo bresciano che domenica prossima farà l'ingresso nella sua nuova diocesi di Bergamo, si è congedato ieri da Brescia. A palazzo Loggia Beschi ha ricevuto l'omaggio e le testimonianze di affetto e amicizia dalle autorità politiche (era presente anche il ministro Mariastella Gelmini). Il Vanvitelliano era gremito da esponenti di Parlamento, Regione, Provincia e Comune di tutte le parti politiche. Mons. Beschi ha dichiarato il suo amore per Brescia e ha raccontato i tanti episodi che hanno alimentato questo rapporto speciale. Poi, in cattedrale, il congedo dai fedeli: «Nei vostri volti vedo le storie che hanno fatto la mia vita: li porto tutti con me». 9

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Beschi: Brescia, così ho imparato ad amarti (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

IN LOGGIA. Il ministro Gelmini e le autorità di città e Provincia gli hanno tributato un caloroso saluto. Lui: «Grazie a voi che lavorate per il bene della città di tutti» Beschi: «Brescia, così ho imparato ad amarti» di Massimo Tedeschi Una lunga, appassionata dichiarazione d'amore alla «sua» Brescia. Un umanissimo «grazie» alle migliaia di persone che gli hanno impartito lezioni di «civiltà e cittadinanza». Li ha pronunciati ieri monsignor Francesco Beschi a Palazzo Loggia, davanti a politici, autorità di governo (c'era il ministro Gelmini), parlamentari nazionali ed europei, amministratori di Loggia e Broletto. Di tutte le parti politiche. Nessuna esclusa. NELL'APPROSSIMARSI dell'ingresso di Beschi nella diocesi di Bergamo (avverrà domenica prossima) sindaco e presidente della Provincia hanno voluto ieri un saluto istituzionale congiunto, corale. Paroli ha consegnato al vescovo un «grosso» d'oro e una icona, Cavalli una copia della Storia di Brescia. Oltre a loro, hanno espresso il saluto a Beschi una emozionata presidente del consiglio comunale Simona Bordonali e il suo collega provinciale Bruno Faustini, Emilio Del Bono e Andrea Bonetti per i gruppi consiliari in Loggia, Vigilio Bettinsoli e Carlo Fogliata per quelli in Broletto. Beschi ha sottolineato anzitutto «l'importanza delle istituzioni che lavorano per il bene della città di tutti»; ha rivolto un pensiero agli amministratori assenti, alle donne impegnate in politica «che si dedicano con intelligenza al servizio dell'umanità di tutti». Nel ringraziare tutti, la sua «confessione»: «È vero, ho amato questa città e ho imparato anche da voi ad amare questa città. Se potessi lasciarvi un compito, vi chiederei di continuare a insegnare e suscitare l'amore per la città: la casa delle donne e degli uomini, ordinata secondo la forma democratica, la città con la sua rappresentanza e il suo governo». Beschi ha ricordato il lungo «apprendistato» di cui è figlio il suo amore per la città. Un apprendistato scandito da tanti maestri: il sindaco Bruno Boni che - Beschi bambino - pronunciò un discorso funebre per il nonno del futuro vescovo. «Mio nonno non era un "emergente", eppure il sindaco pronunciò parole che riguardavano la vita di tutti». E POI GLI ALTRI insospettati «maestri»: «L'autista del bus numero 9 che mi portava da casa all'Istituto Venturi, e vegliava su di me bambino». Il papà capostazione, i vigili urbani, gli insegnati e i sacerdoti. «Ho imparato ad amare la città frequentando la stazione, la mia seconda casa: sapere che qualcuno provi paura frequentandola mi rattrista». Poi le scoperte di un bambino che si preparava a diventare adulto: il conservatorio e la sua orchestra, il Teatro e il festival, le scuole, «le nostre strade capaci di offrire paesaggi sempre diversi, sempre meravigliosi». E le istituzioni, l'Asm, l'ospedale. «Penso ai poveri: l'amore per la città è qualificante nella misura in cui anche i poveri sentono la cittadinanza». E ancora i vescovi, i preti, il centro migranti, i volontari. Conclude: «Ho imparato in questa storia di piccoli incontri, che per me tanto piccoli non sono, che la regola più impegnativa è l'altro. L'altro che ti costringe ad alzare lo sguardo: lì c'è l'inizio della civiltà, della cittadinanza. Grazie a tutti voi, grazie a tutti quelli che mi hanno insegnato ad amare la città testimoniando questo amore».

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lotteremo al fianco dei precari e dei poveri (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Rifondazione, Marco Fars nuovo segretario: dobbiamo trovare l'unità delle sinistre e il Pd non rincorra l'Udc «Lotteremo al fianco dei precari e dei poveri» PESCARA. Marco Fars è il nuovo segretario regionale di Rifondazione comunista. Fars, già responsabile dei rapporti con gli enti regionali, prende il posto di Marco Gelmini che assumerà l'incarico di responsabile della segreteria particolare del segretario nazionale Ferrero. E proprio Gelmini nel ringraziare e salutare gli abruzzesi («ma rimarrò negli organi collegiali regionali») ha ricordato come «Non ci eravamo sbagliati su Del Turco, denunciando dall'interno tutto quello che non andava. Nel precedente governo regionale abbiamo sempre denunciato e mai approvato le delibere che riguardavano la sanità. E alla fine i fatti ci hanno dato ragione». Gelmini ha anche attaccato sulla «questione» Villa Pini: «E' intollerabile quello che sta accadendo con i lavoratori senza stipendi. La Regione a questo punto paghi le mensilità arretrate ai dipendenti e poi detragga le somme anticipate. Non capisco poi a tal proposito quale sia il ruolo del Commissario di Governo Redigolo. Permettetemi anche di dire», ha concluso l'ex segretario regionale, «che se ci sono privati come Villa Pini che non rispettano le regole é giusto arrivare anche all'annullamento della convenzione perché a rimetterci sono sempre i cittadini». Il neo segretario Marco Fars punta molto sulla riunione della sinistra: «Dobbiamo ritrovare l'unità. Il Prc è un partito vivo con 81 circoli regionali e oltre tremila iscritti. Siamo presenti nel territorio e lotteremo al fianco dei precari per affrontare la difficile congiuntura economica. Saremo», ha concluso Fars, «non solo un partito di denuncia ma anche un partito di proposta nel segno e sempre al fianco dei lavoratori». L'ultima stiletata é per il Pd: «Il Partito democratico attraversa un momento di difficoltà. Franceschini dovrebbe capire che il Pd dovrebbe tornare a occuparsi di cose della sinistra e invece guarda all'Udc».

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Un messaggio alla ex segreteria di Rifondazione comunista: finita la farsa politica a Gambara si far... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

lettere pag. 57 Un messaggio alla ex segreteria di Rifondazione comunista: finita la farsa politica a Gambara si far Un messaggio alla ex segreteria di Rifondazione comunista: finita la farsa politica a Gambara si farà una festa per la nascita del circolo di Rifondazione. Il tesseramento è cominciato alla grande, noi ci crediamo ancora. Carlo G. - Gambara Piazza del Foro ed il Capitolium sono di tutti i bresciani e non solo di chi vorrebbe farne un parcheggio. Fausto Ministro Gelmini... la riforma falla anche alla casta dei dottori. Non sanno scrivere in italiano. Va beh che noi plebe non meritiamo, ma che non capisca neppure il farmacista la dice tutta. Alimentazione assistita per gli homeless: beh, questo sì, sarebbe un bel decreto. Non ti pare?

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JACOPO VALENTI Roberto Toniatti, preside della facoltà di giurisprudenza di Trento e professore di diritto costituzionale, si è dimesso dal suo incarico a qualche mese dalla scaden (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 08-03-2009)

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JACOPO VALENTI Roberto Toniatti, preside della facoltà di giurisprudenza di Trento e professore di diritto costituzionale, si è dimesso dal suo incarico a qualche mese dalla scadenza naturale del suo secondo ed ultimo mandato JACOPO VALENTI Roberto Toniatti, preside della facoltà di giurisprudenza di Trento e professore di diritto costituzionale, si è dimesso dal suo incarico a qualche mese dalla scadenza naturale del suo secondo ed ultimo mandato. A succedergli sarà verosimilmente il professor Luca Nogler, direttore del dipartimento scienze giuridiche della facoltà. Per avere una conferma ufficiale bisognerà però attendere mercoledì pomeriggio, quando dopo le votazioni sarà reso noto il nome del prossimo preside di giurisprudenza. La notizia delle dimissioni di Roberto Toniatti è emersa nei giorni scorsi: «Mi sono dimesso anticipando di qualche mese la fine del mio mandato - spiega Toniatti - Questo perché bisogna avviare una riflessione anche di riforme strutturali e mi sembra giusto dare la possibilità al nuovo preside di partecipare fin dall'inizio, io comunque ad ottobre non mi sarei potuto ricandidare perché ho fatto due mandati e quindi lascio spazio a qualcun'altro, ho fatto il preside per dodici anni», dice ancora il costituzionalista. Il riferimento alle «riforme strutturali» viene da quanto sta succedendo a livello nazionale con i cambiamenti annunciati dal ministro Mariastella Gelmini per il mondo universitario, cioè governance, reclutamento, e diritto allo studio, oltre che i corposi tagli di di risorse, soprattutto per la ricerca. «Ho deciso di dimettermi - spiega il professor Toniatti - per permettere al mio successore di prendere sin dall'inizio questi nuovi percorsi e direttive che arrivano dal ministero». Martedì sarà il giorno in cui verranno ufficializzate le candidature e discussi i programmi dei vari candidati. Mercoledì invece sarà giornata di voto, cui hanno diritto i docenti ed i ricercatori (che a giurisprudenza, il dato è del dicembre2008, sono sessantasei), oltre che i rappresentanti degli studenti (che invece sono otto). Roberto Toniatti è professore di diritto costituzionale e comparato. Vanta un curriculum quarantennale di insegnamento in alcune importanti facoltà italiane e straniere, con lunghi periodi di studio e di aggiornamento all'estero. Ha scritto numerose pubblicazioni e i suoi principali interessi di ricerca comprendono anche i modelli di ripartizione territoriale del potere pubblico, di legittimità costituzionale e di tutela giudirisdizionale dei diritti e delle minoranze. È stato membro della commissione incaricata di predisporre la prima bozza di statuto del comune generale de Fascia dopo l'istituzione delle Comunità di valle e pochi giorni fa il suo nome è stato fatto dall'Upt come possibile «tecnico» che vada ad occupare un posto nella Commissione dei dodici, l'organismo paritetico tra Stato e Regione che si occupa delle norme di attuazione dello statuto d'autonomia. È stato il preside dei corsi con formula «4+1», ma anche dell'internazionalizzazione e del «giurista globale». Ha attratto a Trento docenti stranieri - i visiting professor -, ha introdotto il piano di studio su diritto, società e religioni, e sul decreto Tremonti (quello che prevede che le università diventino fondazioni private) aveva detto: «Nessuna maggioranza nazionale, né di centrodestra, né di centrosinistra ci ha mai riservato qualcosa di buono, le innovazioni mi piacciono purché non siano introdotte solo per il gusto di cambiare». Quando - all'indomani dell'inaugurazione della nuova ala di giurisprudenza progettata dall'architetto Mario Botta - gli studenti ebbero da ridire per alcuni disagi, si mise dalla loro parte girando le istanze al rettore, quel Davide Bassi che aveva anche «sfidato» quando nel 2004 Toniatti si era candidato proprio per il posto da rettore. 08/03/2009

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l'ingiustizia dei tagli che colpiscono indiscriminatamente - vincenzo milanesi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)

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Pagina 14 - Altre L'ingiustizia dei tagli che colpiscono indiscriminatamente VINCENZO MILANESI Ci sono atenei che quest'anno hanno deciso di non aprire l'anno accademico con la consueta cerimonia inaugurale. Per protesta, hanno detto. A Padova invece l'inaugurazione dell'anno accademico si farà regolarmente domani, 9 marzo. Non perché qui da noi non ci siano motivi per protestare, anzi. Ma perché riteniamo che una protesta muta non sia molto efficace. Le cerimonie inaugurali dell'anno accademico sono tradizionalmente momenti nei quali l'opinione pubblica dedica un'attenzione particolare alle questioni che vengono affrontate dal rettore, dai rappresentanti degli studenti o dal direttore amministrativo nei loro interventi. Basta questo per rendere assai opportuno proprio nei momenti più difficili non rinunciare a una simile occasione di apertura e di dialogo con la cosiddetta società civile, di solito non propriamente attenta alle questioni universitarie, almeno a quelle vere. Anche quest'anno di problemi negli atenei italiani ce ne sono molti. Alcuni si sono accentuati, anche a causa della situazione economica. E dei provvedimenti che sono stati assunti dal Governo ancora l'estate scorsa, quando la crisi a livello globale, planetario, ancora propriamente non era esplosa. In questo senso, si può ben dire che di leggi che riguardano le università ne ha fatte più il ministro Tremonti che non il ministro Gelmini. Nel senso, cioè, che la manovra d'estate varata lo scorso anno ed i provvedimenti finanziari collegati stanno creando una situazione del tutto nuova per il sistema universitario nazionale. Per la prima volta infatti sarà sensibilmente ridotto non solo l'insieme dei fondi statali messi a disposizione delle università per la ricerca, cui le stesse accedono su base competitiva, che sono sempre stati pochi e che tuttavia negli ultimi anni sono andati in rapida riduzione. A partire dal 2010, sarà ridotto di circa il 100% lo stesso Fondo di finanziamento ordinario delle università, quello -per intenderci- che consente il funzionamento degli atenei, dato che le tasse degli studenti coprono mediamente solo una parte assai ridotta dei costi dell'istruzione universitaria nel nostro Paese. La percentuale di spesa pubblica dedicata alla formazione universitaria è in Italia sensibilmente inferiore a quella di tutti i Paesi europei ad economia avanzata. Se già ora è così, figuriamoci che cosa succederà quando i tagli della scure di Tremonti si abbatteranno sugli atenei italiani, cioè a partire dall'anno prossimo. Sono fin troppo note le critiche che da molte parti si sono levate contro le università del nostro Paese da parte di molti esponenti di diverse forze politiche. Intendiamoci. Alcune di tali critiche non sono infondate, perché gli atenei italiani avrebbero bisogno di alcune radicali riforme strutturali, a livello di forme di governance, per esempio, che riducano il tasso talora troppo elevato di tendenza all'autoreferenzialità delle scelte che gli organi di autogoverno degli atenei vengono compiendo. Ma non è per nulla fondata la campagna di delegittimazione dell'intero sistema universitario nazionale che è ormai in atto da mesi, martellante. E viene forte il sospetto che si tratti di una specie di fuoco di sbarramento per via mediatica che ha un unico scopo, quello di garantire una copertura a livello di opinione pubblica di una politica di tagli così pesanti come quelli decisi dal Governo proprio negli ultimi mesi. A pensar male si fa peccato, ma in genere la si imbrocca... Così ci ha insegnato un personaggio politico di straordinaria esperienza, come si sa. Il punto nodale è però uno. C'è un'anomalia tutta italiana, che abbiamo fatto rilevare già da tempo. Solo in Italia le università godono di una autonomia di gestione abbastanza ampia, ma senza che vi sia alcun organismo che ne valuta l'operato in termini di risultati raggiunti, di qualità delle rispettive performance. Deriva da ciò che si tende a giudicare indistintamente gli atenei come se si fossero comportati tutti allo stesso modo, senza andare minimamente a guardare né il modo in cui hanno gestito le risorse loro attribuite dallo Stato né la qualità del lavoro che hanno svolto, a livello scientifico e didattico. Insomma, i tagli agiscono in modo indiscriminato, colpendo allo stesso modo tutti gli atenei. Vale il vecchio detto per colpa di qualcuno non si fa credito a nessuno... Solo il Presidente Napoletano ha speso parole sagge ed autorevoli contro i tagli, appunto indiscriminati, in un recente suo intervento. Speriamo che il Governo ascolti quelle parole. Altrimenti poco si salverà del nostro sistema universitario. Con conseguenze facilmente immaginabili, che ricadranno tutte, pesantemente, sulle generazioni più giovani, che si troveranno anche a dover pagare il pesantissimo debito pubblico che la nostra generazione ha regalato loro.

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il comune mette in vendita due appartamenti nuovi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Consiglio comunale domani a Monselice Il Comune mette in vendita due appartamenti nuovi MONSELICE. E' convocato per domani, alle 21, il consiglio comunale. Numerosi i punti all'ordine del giorno. Sarà votata una mozione per il mantenimento del personale docente e Ata nelle scuole primarie di Monselice, soprattutto in vista della riforma Gelmini. Verranno nominati i rappresentanti del consiglio nel Cda della Pro loco e anche i consiglieri per il Tavolo cittadino delle Politiche giovanili 2009. Sarà poi adottato il Pati di Monselice. Al decimo punto, curiosità, sarà proposta l'individuazione della composizione «Inno di Monselice» del maestro Andrea Ferrari quale musica ufficiale da associare all'immagine della città. Infine il gruppo di centrosinistra presenterà una mozione per chiedere lo stop ai lavori sul colle della Rocca, in seguito agli ultimi movimenti franosi. Tra le interpellanze spicca quella del gruppo d'opposizione, che chiede di fare il punto sugli interventi messi in atto dall'amministrazione per rispondere alla crisi economica: tra le proposte c'è anche quella d'istituire un osservatorio occupazionale a Monselice con le organizzazioni sindacali. Ieri inoltre è avvenuta un'integrazione all'ordine del giorno, commentata dal capogruppo del Pd Rino Biscaro: «Con estremo ritardo ci è stata notificata la volontà dell'amministrazione di vendere due alloggi in via di realizzazione nel nuovo complesso di viale della Repubblica. Vi sorgeranno alcuni appartamenti e, in accordo con il privato, due sono stati destinati al Comune. La giunta ha già intenzione di vendere queste due unità abitative per recuperare 192 mila euro, necessari alla sistemazione dei tetti delle scuole cittadine. Con la carenza di alloggi pubblici, era proprio necessario ricavare soldi in questo modo? Ci sono molte altre voci a bilancio che potevano essere ritoccate». (n.c.)

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Le tante responsabilità dietro i cinque in condotta (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 08 Marzo 2009 PRIMAPAGINA Pagina 1 L'EDITORIALE Le tante responsabilità dietro i cinque in condotta Bruno Cescon Il problema della scuola in Italia non è il voto in condotta. Piuttosto questo piccolo numero, ripristinato in pagella e subito adottato dagli insegnanti, è una cartina di tornasole su che cosa si debba intendere per educazione nei sistemi scolastici moderni, in particolare in quello italiano. Infatti, se appena ci si mette in ascolto di quello che è accaduto durante i recenti scrutini nelle scuole, si scoprirebbe che il collegio docenti stenta a trovare un accordo su questa valutazione del comportamento. Incredibile? Assolutamente no! «Questo ragazzo», osserva un insegnante, «è molto intelligente; partecipa attivamente all'attività didattica. Non si può punirlo con un sei in condotta». Ribattono gli altri docenti: «Ma disturba, è prepotente, non rispetta i compagni né chi insegna; rasenta il bullismo, usa un linguaggio improponibile». Ecco la crisi degli adulti, genitori compresi, nelle valutazioni. I parametri di giudizio non sono condivisi. Eppure le regole civili di convivenza dovrebbero essere un patrimonio comune. Nei fatti non è così. Un ragazzino manda la maestra a... con relativa scarica di parolacce. Al rimprovero risponde: «Ma facciamo sempre così». Del resto la tv, i film anche per bambini, la pubblicità fanno sentire e mostrano tutto e il suo contrario. Come può allora un dirigente scolastico, un insegnante, pretendere un modo corretto, educato e umano di vestirsi, di rapportarsi agli altri, di reagire? Dietro di sé la scuola non sempre ha la società, la famiglia, la cultura. Non per questo vanno abbondate le ancore dell'educazione. Bertolt Brecht notava che di un bambino si può fare quello che si vuole. Incredibilmente nel terzo millennio dell'era cristiana il nostro Occidente, e non solo l'Italia, non sa che cosa è educazione. Il che richiede un'idea di uomo, sulla quale modellare un progetto educativo per il cittadino di domani. Educazione significa far emergere i valori umani iscritti in ogni persona. Ma oggi si parla invece di scienze della formazione, riducendola alle abilità da impartire nelle discipline scolastiche. Ora non basta sapere, essere istruiti, per essere uomini veri. Occorre di nuovo interrogarsi sul dover essere di ogni bambino, di ogni giovane.7  

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Villa Buri, giornata sull'educazione (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 08 Marzo 2009 CRONACA Pagina 15 BIMBI E ADULTI. Appuntamento alla scuola etica Kiskanu Villa Buri, giornata sull'educazione Primo incontro nazionale della Rete italiana Mentre in Italia si discute della riforma Gelmini ed i sindacati stanno organizzando durissime azioni di lotta, grazie ad un gruppo di operatori scolastici tra cui Francesco Codello, dirigente scolastico, autore tra l'altro di due preziose opere: «La buona educazione» (Franco Angeli, Milano, 2005) e «Vaso, creta o fiore? Né riempire, né plasmare ma educare» ( La Baronata, Lugano, 2005) che hanno trascorso molto del loro tempo andando in giro per il mondo ovunque vi fossero delle realtà che sperimentano la pedagogia libera, è nata, anche in Italia la rete per l'educazione libertaria. Insegnanti, dirigenti scolastici, educatori con percorsi formativi e professionali differenti, si incontrano con lo scopo di favorire la conoscenza, la riflessione e la diffusione delle esperienze di educazione libertaria attraverso azioni e iniziative concrete. La rete ha in programma l'organizzazione di convegni, incontri, seminari, conferenze, sui temi dell'educazione libertaria. Sul sito web in allestimento già si può accedere ad una nutrita bibliografia (Godwin, Freire, Illich e Ferrer, Trasatti, Borghi, Smith) e ci si può collegare con siti web di scuole e fondazioni nazionali ed internazionali. Tra breve si potranno «scaricare» materiali vari e documenti sulle esperienze in atto in ogni contesto educativo (dalla strada all'Università) che si ispirino a pratiche antiautoritarie. Molti i servizi previsti per coloro che vogliono avvicinarsi a tali tematiche. Dalla creazione di una significativa filmografia sul tema dell'educazione, alla produzione di documenti di critica e di riflessione sulle forme manifeste e implicite di perpetuazione di relazioni e contenuti autoritari. Sono previste, inoltre, consulenze attive rivolte a insegnanti, educatori, genitori che ne facciano richiesta per perfezionare o iniziare nuove relazioni dialogiche e antiautoritarie. La forma privilegiata è la collaborazione con altre associazioni che si occupino esplicitamente dei diritti dell'infanzia e pongano a fondamento la centralità del bambino nel contesto educativo. Qualora la rete dovesse espandersi e concretizzarsi in tutto il territorio nazionale si potranno organizzare viaggi e soggiorni per ragazzi e insegnanti in contesti scolastici e educativi di impronta libertaria. Già nel 1897 il romanziere russo Tolstoj scriveva all'editore del periodico libertario francese «Les Temps Nouveaux», Jean Grave, una lettera in cui riaffermava il proprio credo nell'importanza di un'educazione libera: «Ho iniziato la mia attività, scriveva il grande pensatore, in campo sociale partendo dalla scuola e dall'insegnamento e dopo quarant'anni sono ancora più convinto che solo attraverso l'educazione, l'educazione libera, possiamo riuscire a liberarci da questo orribile stato di cose e a sostituirlo con un'organizzazione razionale». Il primo appuntamento della Rete italiana è fissato per oggi alla Scuola Etica Kiskanu di ispirazione Libertaria, ospitata come sede a Villa Buri, in stretto contatto con le realtà trattate dalla Associazione Villa Buri Onlus (via Bernini Buri, 99). Per coloro che vorranno partecipare è prevista una serie di sevizi di accoglienza tra cui il pernottamento ed il pranzo a prezzi popolari. Per maggiori informazioni: www.educazionelibertaria.org.  

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I sindaci di montagna scrivono alla Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 08 Marzo 2009 PROVINCIA Pagina 29 RIFORMA DELLA SCUOLA. Iniziativa dei primi cittadini di Badia Calavena, Selva di Progno e San Mauro di Saline per scongiurare il rischio si chiusura delle sedi I sindaci di montagna scrivono alla Gelmini Appello condiviso dalla dirigente delle De Amicis: «Va rispettata la deroga per il numero di alunni» I sindaci di Badia Calavena, San Mauro di Saline e Selva di Progno, le cui scuole appartengono all'istituto comprensivo «Edmondo De Amicis» di Badia Calavena, e la dirigente dello stesso istituto, Donatella Mezzari, hanno concordato e sottoscritto una lettera inviata al ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini, all'assessore regionale Elena Donazzan e al direttore generale dell'Ufficio scolastico regionale, chiedendo l'applicazione delle deroghe previste dall'articolo 10 dello schema di regolamento per la riorganizzazione della rete scolastica.L'incontro di giovedì con il direttore dell'Ufficio scolastico provinciale, Giovanni Pontara, è servito a chiarire la questione, raccogliere il suo interessamento e affrontare con una linea comune la questione delle piccole scuole di montagna, definire i parametri per il numero minimo di alunni per classe e la dotazione di organico necessario alla sopravvivenza dei plessi. Il timore espresso dai primi cittadini e dalla dirigente scolastica è che tenendo conto dell'elenco predisposto dall'Ufficio scolastico provinciale, che ha come sola finalità la valutazione del punteggio dei docenti, le scuole possano essere a rischio. Nella valutazione del punteggio si distinguono infatti le «scuole di montagna» sopra i 600 metri di quota da quelle situate «in Comuni montani», poste anche a quote inferiori. Che la cosa valga per l'assegnazione del punteggio ai docenti è una questione interna all'ordinamento scolastico, ma non deve essere criterio da applicare per la formazione delle classi e la sopravvivenza dei plessi. Se il territorio non venisse considerato nel suo insieme «risulterebbe evidente il grave danno che verrebbe arrecato alla nostra popolazione montana nel caso di un'interpretazione di questo tipo delle norme, in considerazione del ruolo fondamentale che viene svolto da questi plessi scolastici, senza i quali le comunità locali si troverebbero a dover affrontare altri gravosi disagi che, inevitabilmente, porterebbero a un ulteriore spopolamento della nostra montagna». I firmatari ricordano la presenza sui tre Comuni della minoranza linguistica cimbra, carattere espressamente previsto per il rilascio della deroga al fine di costituire classi ridotte per numero di alunni «per le scuole funzionanti nei Comuni montani, nelle piccole isole e nelle aree geografiche abitate da minoranze linguistiche». Pertanto sia le classi di scuola primaria (elementare), che dovrebbero avere un numero minimo di 15 alunni, sia quelle della secondaria di primo grado (medie), che di norma dovrebbero contare almeno 18 alunni, possono entrambe scendere fino a 10 allievi. «Considerata l'importanza per le nostre comunità locali di poter usufruire delle agevolazioni previste dal ministero ai fini della riorganizzazione della rete scolastica, chiediamo un autorevole intervento di ministro, assessore e responsabile dell'Ufficio scolastico regionale del Veneto al fine di garantire l'applicazione delle deroghe riservate ai Comuni montani come i nostri», scrivono i sindaci Silvano Valcasara (Selva di Progno), Italo Bonomi (San Mauro di Saline), il vice Luigi Eridani (Badia Calavena) e la dirigente scolastica Donatella Mezzari. Aggiungono anche «che in fase di assegnazione delle dotazioni organiche agli Uffici scolastici provinciali, sia garantito un adeguato numero di docenti e personale Ata tale da consentire la sopravvivenza delle nostre scuole di montagna con un'adeguata offerta formativa».  

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la scuola abbandonata dallo stato - corrado augias (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

C aro Augias, ho 38 anni e vivo a Palermo. I miei figli di 9 e 11 anni frequentano entrambi scuole pubbliche. La direzione della scuola ha chiesto a noi genitori di dare un contributo volontario. Da molto tempo, peraltro, è stato istituito un fondo cassa, sempre con i nostri soldi, per l'acquisto di carta igienica, saponi e materiali vari che, nella norma, dovrebbero essere a carico della scuola. In un'altra parte della città, lo storico Liceo Classico Garibaldi, deve essere restaurato, pena il rischio di chiusura per inagibilità, i soldi non ci sono; un gruppo di genitori ha formato un comitato per raccogliere i fondi. Autotassarsi per la carta igienica o per evitare che le scuole fatiscenti crollino, mentre un pasto di qualità alla buvette costa quanto il peggiore dei panini? Se la coperta è troppo corta, perché tocca alla scuola pagarne le conseguenze? Basterebbe recuperare una parte dell'evasione fiscale e non stanziare tanti soldi pubblici (cioè nostri) per le scuole private. Claudia Zito claudiacorre@virgilio.it S pendiamo poco per la scuola, al contrario di quanto afferma il ministro Gelmini che dichiara «siamo tra i primi in Europa». Le statistiche di Eurostat ci piazzano al 21esimo posto avendo dietro di noi solo Grecia, Slovacchia e Romania. Il dato di Eurostat considera tutti i livelli di spesa, locali, regionali e nazionali, comprende istituzioni scolastiche, universitarie nonché le altre istituzioni che fanno funzionare il sistema educativo: ministeri e dipartimenti della pubblica istruzione, servizi, ricerca. I pochi soldi sono però un sintomo, riflettono l'atteggiamento del governo già tristemente sperimentato negli anni 2001-2006. Incuria da una parte, privilegi alla scuola confessionale e di classe. Torna prepotente la profezia di uno dei padri della Repubblica, Piero Calamandrei, verificata nei fatti. Nel febbraio 1950 disse: «Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuol fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura. Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito? Si accorge che le scuole di Stato hanno il difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c'è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata. Allora, il partito dominante segue un'altra strada. Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private». C'è bisogno di aggiungere altro?

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la muddizza, la scuola (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 30 - Sassari La Muddizza, la scuola La Muddizza, la scuola non deve scomparire Come amministratore del Comune di Valledoria e abitante di La Muddizza intervengo nella discussione sulla Scuola elementare della frazione cercando di portare un contributo di chiarezza. Sostengo a a pieno titolo la preoccupazione di genitori e insegnanti per la vicenda che riguarda la scuola muddizzese. Devo associarmi al loro intento di aver cercato tutte le soluzioni possibili affinchè non solo rimanesse la presenza della scuola, ma venisse addirittura potenziata o articolata con un offerta formativa diversa da Valledoria. Questa è stata la mia proposta, che ho sempre sostenuto non appena insediato circa 2 anni fa. Ho tentato di seguire un filo logico secondo il quale quella scuola potesse differenziarsi da Valledoria, per orari flessibili, settimana corta, tipo di insegnamento più mirato ai progetti, insomma per sintetizzare: una scuola-laboratorio, dirottando bambini di La Ciaccia e Valledoria verso il plesso muddizzese. Non dimentichiamo che il "Progetto Comenius" di interscambio culturale e scolastico fra le scolaresche di Valledoria e di altri comuni europei è nato in quel plesso scolastico e altre iniziative si potrebbero citare. Aggiungo che lo scorso anno, le mie richieste sono state ascoltate dalla Dirigenza scolastica, ma quest'anno le cose sono andate in modo diverso. Le promesse fatte per trovare soluzioni al decremento di iscrizioni sono rimaste promesse. E gli impegni disattesi, anzi ribaltati. Sì, ribaltati, perchè si è cercato in tutti i modi di convincere i genitori muddizzesi a iscrivere i loro figli nella centrale di Valledoria, operazione a mio avviso gravissima e putroppo in parte riuscita, poichè verranno a mancare alcuni bambini rispetto al precedente anno. Ho sempre sostenuto che sarebbe stato il Decreto Gelmini a porre eventuali tagli alla scuola. Non doveva essere l'azione insensibile della dirigenza locale ad anticipare i tempi che, per il solo fine di creare 2 prime classi minime, anzichè una prima numerosa nella centrale, si è barattata la già precaria situazione muddizzese. Lo scandalo nasce dal fatto che di fronte a un'esigenza particolare interna, si è tralasciato un interesse più generale di un frazione di circa 700 abitanti, in poderosa crescita abitativa, alla quale potrebbe venire a mancare un punto importante di aggregazione e riferimento quale la scuola di fatto rappresenta. Si è aperta una pagina pietosa a Valledoria, si è creato un danno alla collettività non indifferente, sono riapparsi purtroppo vecchi rancori tra muddizzesi e valledoriani assopiti da tempo, privilegiando gli uni a discapito degli altri. Sono venuti a mancare non solo gli impegni assunti, ma soprattutto sensibilità e capacità di gestire un pianeta complesso quale la scuola. Mi aspettavo maggiore apertura e lungimiranza. E non solo dalla dirigenza scolastica, ma anche da alcuni colleghi amministratori "Valledoriani" più ispirati dall'istinto "geografico" che dall'interesse di bambini e genitori. Giovanni Pinna Assessore e vice sindaco di Valledoria

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barbara, vita da insegnante precaria - marta quilici (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Pistoia Barbara, vita da insegnante precaria «La mattina mi sveglio e aspetto che qualche scuola mi chiami» La ragazza ha un diploma del Liceo pedagogico e una laurea in storia ma ha fatto anche la telefonista MARTA QUILICI PISTOIA. Oggi, festa delle donne, ma da festeggiare c'è poco. «Sono precaria. Ho una laurea in storia contemporanea, ma da tre anni faccio supplenze scuole dell'infanzia: si tratta di incarichi per la maggior parte di pochi giorni». Abbiamo incontrato Barbara Bertucci, al gazebo organizzato da Coop e Cgil in piazza del Duomo sui problemi legati al mondo femminile, dalla violenza all'occupazione lavorativa. Barbara ha 25 anni, si è laureata tre anni fa a novembre in storia contemporanea. La sua esperienza lavorativa, però, parte da prima, dal mese di maggio quando firma un contratto a progetto con un'agenzia immobiliare come telefonista: un lavoro, questo non proprio all'altezza della sua formazione. «Ho lavorato come telefonista - racconta Barbara - fino a novembre. Poi con una laurea in mano, ma non molte prospettive di lavoro, ho pensato di sfruttare il mio diploma di Liceo pedagogico per provare a diventare maestra. Nel 2002, infatti, quando mi sono diplomata, la licenza di Liceo pedagogico dava ancora l'accesso alla graduatoria per l'insegnamento. E così mi sono iscritta». Da allora Barbara lavora come supplente nelle scuole materne e elementari: tre, quattro giorni, una settimana poi l'insegnante di ruolo torna e lei torna a casa. «La mattina mi sveglio e aspetto che qualcuno mi chiami per una supplenza - continua Barbara -. Questa è più o meno la mia vita da tre anni. Sempre nell'incertezza di non sapere cosa farò il giorno dopo, ma sempre con l'obbligo di rimanere reperibile, perché rifiutarsi di andare a fare una supplenza significa scendere in graduatoria e, dopo un paio di volte che hai rifiutato, rischi anche di esserne esclusa». Il sabato e la domenica, le uniche sicurezze: non si lavora. Ma oggi che, oltre ad essere domenica, è anche la festa della donna, Barbara non andrà a festeggiare: «Mi sembra non ci sia molto da festeggiare - afferma -. Questa giornata secondo me dev'essere un'occasione di riflessione sui problemi che ancora oggi sono presenti nel mondo femminile, dalla violenza sulle donne, ai problemi etici, a quelli del lavoro. E soprattutto su questi, mi pare che, almeno nel mio settore, la situazione sia sempre più critica. Con i tagli alla scuola e con le nuove riforme, in primis quella della Gelmini, ci saranno sempre meno posti nel pubblico impiego e nella scuola». In tre anni di lavoro l'unico incarico di qualche mese Barbara lo ha ottenuto in una scuola a Treppio, l'anno scorso. «Ho lavorato da novembre a giugno - afferma -. Mi sono dovuta trasferire lassù, ma nonostante i sacrifici, almeno potevo fare dei progetti a media scadenza». Una precarietà lavorativa che si trasforma in precarietà di vita: «Non posso progettarmi le giornate. Se lavorerò o no lo so soltanto la mattina stessa. E in una simile condizione, ovviamente, figuriamoci se posso fare progetti a lunga scadenza. Il lavoro adesso non manca, ma non posso farci affidamento per il futuro se le cose rimangono così. Intanto continuerò a studiare per la laurea specialistica, poi potrei provare la strada del dottorato, ma non è facile studiare e lavorare insieme. Intanto devo continuare a vivere con la mia famiglia: mi piacerebbe andare a vivere da sola, ma per adesso non posso fare progetti E quel che è peggio, se guardo al futuro non vedo una possibilità di stabilizzazione a breve termine».

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Gelmini, Corona, Balotelli: Italia allo specchio (sezione: Scuola)

( da "Secolo XIX, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Gelmini, Corona, Balotelli: Italia allo specchio mauro barberis Come se non bastassero i testimoni di Geova, i venditori di tariffe telefoniche e i creditori, siamo inseguiti dai sondaggi. Apparentemente, c'è un fottio di gente interessata a sapere come la pensiamo. Forse siamo noi stessi che chiediamo ai sondaggisti di dircelo loro, come la pensiamo, o come la dobbiamo pensare: anche suggerendoci le risposte per mezzo delle domande. L'unica cosa certa è che ci interpellano nei momenti peggiori: mentre siamo impegnati a digerire la peperonata, o indulgiamo a un meritato pediluvio. In realtà, per capire qualcosa dell'Italia di oggi, ci sono anche altri metodi. Per esempio, c'è il metodo dei casi esemplari: situazioni, personaggi e storie che illustrano come vanno le cose meglio di tanti numeri. Facciamo l'esempio di tre "eroi" attuali: il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini, il re dei paparazzi Fabrizio Corona e una giovane promessa del calcio italiano, Mario Balotelli. L'unica cosa ad accomunarli, oltre al fatto che questa settimana se ne è parlato molto, è un singolare mix di spettacolo, incoscienza e improntitudine. A favore della Gelmini, che dopotutto è il mio ministro, vorrei persino spezzare una lancia: i primi effetti della sua riforma della scuola - dell'università parlo solo in presenza del mio avvocato - non sono poi così catastrofici. I quasi 35000 cinque in condotta, e anche il lieve aumento delle insufficienze in pagella, vanno nella giusta direzione: una maggiore severità. Quel che non si capisce è come, dal settembre prossimo, la Nostra riuscirà ad assicurare il tempo lungo o pieno alle elementari al novanta per cento delle famiglie che l'hanno richiesto, e nello stesso tempo pensionare 24000 docenti e non rinnovare il contratto a trentamila precari: Mago Houdini o Mago Forrest? Anche su Corona, dopo le prime udienze del suo processo a Milano, vorrei spezzare una lancia: sulla schiena. Ammessa la sua principale attività? fotografare i vip in atteggiamenti compromettenti per poi estorcere loro del denaro - si è difeso così: questa attività era «moralmente da ergastolo», ma giuridicamente lecita; e giù con un florilegio di giudizi - morali, ma anche giuridici - sulle sue tante vittime. Viene da chiedersi se questa singolare strategia difensiva non preluda al prossimo passo: darsi alla politica, effettivamente l'attività che più si confà, qui e oggi, a un tipo del genere. Quanto a Mario Balotelli, il talentuoso diciottenne coloured dell'Inter, che non si allena, vorrebbe andare a giocare all'estero e suscita boati di fischi in tutti gli stadi italiani perchéè nero e sfrontato, gioca con un taglio di capelli rococò e tende a irridere gli avversari, sono davvero incerto. Da un lato, penso che molti lo fischino perché lo invidiano: non capita a tutti di poter passare, come fa lui, dalle provocazioni a Cristiano Ronaldo alle ferie nelle favelas brasiliane. D'altra parte, spero che cresca: anche fregandosene dei predicozzi del suo allenatore José Mourinho, un altro che ha capito abbastanza l'aria che tira da poterlo eleggere italiano ad honorem. 08/03/2009

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Don Giuseppe Monticelli Il ricordo di un sacerdote eccezionale Spettabile redazione, questa lettera è per ringraziare pubblicamente una persona speciale che è venuta a mancare prop (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Don Giuseppe Monticelli Il ricordo di un sacerdote eccezionale Spettabile redazione, questa lettera è per ringraziare pubblicamente una persona speciale che è venuta a mancare proprio in questi giorni --> Domenica 08 Marzo 2009 LETTERE, pagina 29 e-mail print Don Giuseppe Monticelli Il ricordo di un sacerdote eccezionale Spettabile redazione, questa lettera è per ringraziare pubblicamente una persona speciale che è venuta a mancare proprio in questi giorni. Don Giuseppe Monticelli non c'è più, ma il suo ricordo rimarrà sempre vivo. Sincero e disinteressato è stato il suo contributo pastorale alla nostra comunità parrocchiale di Gandosso. Diversi anni fa abbiamo avuto l'opportunità e la fortuna di condividere con lui il nostro cammino di fede e ci ha arricchito di umanità, di sensibilità e di apertura verso i più deboli e i più bisognosi. Ha sempre accolto tutti con il suo grande sorriso aperto e cordiale. La sua intelligenza insieme alla grande ricchezza d'animo fanno di lui una persona veramente indimenticabile. Grazie don Giuseppe. Lettera firmata Spot sull'ateismo Una provocazione che ci costringe a riflettere Spettabile redazione, ho appreso la tremenda notizia dalla televisione e dai giornali: «Dio probabilmente non esiste, goditi la vita». E adesso come facciamo? L'Unione degli Atei e Agnostici Razionalisti ha lanciato la campagna pubblicitaria per l'ateismo con queste scritte comparse a caratteri cubitali sugli autobus di alcune importanti città del mondo occidentale. Per fortuna che, in omaggio al razionalismo, è stato utilizzato il calcolo delle probabilità: «probabilmente» non significa «sicuramente», quindi abbiamo ancora qualche speranza. Speriamo che rifacciano i calcoli. Rifate i calcoli, amici atei, rifateli a mano però, senza la calcolatrice. Grazie anche per avermi detto che posso godermi la vita, da solo non sarei mai riuscito a capirlo. Naturalmente, a parte gli scherzi, dipende da cosa si intende per «godersi la vita». Per troppe persone oggi godersi la vita significa fregare il prossimo, egoismo, individualismo. Per altri significa estraniarsi dalla realtà. Ma non è certamente questo il caso dell'Associazione atei, loro hanno una tradizione culturale e filosofica di tutto rispetto. Mi piace quindi pensare che anche un ateo possa essere d'accordo con Sant'Agostino. Egli, in una lettera indirizzata ad una signora romana e commentata dal Papa nel capitolo 11 dell'enciclica Spe Salvi, scrisse: «In fondo vogliamo una sola cosa, la vita beata, la vita che è semplicemente vita, semplicemente felicità». Ecco dunque, amici, la domanda che è scritta nel cuore di ogni uomo, il desiderio di ciascuno di noi: la vita beata. Una notizia interessante è che nemmeno gli atei mettono più in discussione l'esistenza storica di Gesù Cristo. Come nessuno può ragionevolmente dubitare che siano esistiti Giulio Cesare, Carlo Magno, Napoleone, Garibaldi, così nessuno, neppure un ateo, può ragionevolmente dubitare dell'esistenza storica di Gesù. È già un buon punto di partenza, e «probabilmente» anche di arrivo. Mi dispiace non essere un bravo cristiano. Mi dispiace per il Signore, per la Chiesa, per la mia famiglia e la mia comunità, per la gente che incontro. Mi dispiace essere un cristiano part-time, tuttavia non posso tacere il presentimento soave che la vita beata c'entri qualcosa con Gesù, con Cristo che era, è e sarà. Di più non so dire, ognuno è libero. Libero di scommettere e puntare, qualcosa o tutto, su chi vuole. Comunque è doveroso ringraziare gli amici atei perché la loro provocazione ci costringe ad un'autocritica: se il mondo ci vede come persone che non sanno godersi la vita significa che dobbiamo cambiare qualcosa. Dobbiamo ritrovare l'essenziale, lasciar perdere i formalismi, la presunzione che spesso abbiamo di essere migliori degli altri, l'ossequio forse a volte un po' eccessivo verso i ricchi e i potenti. L'essenziale non ha involucri, né vesti preziose. L'essenziale è un bambino, quel Bambino che da oltre duemila anni ci chiede di essere riconosciuto e accolto e che troppo spesso trova porte chiuse proprio in noi cristiani. L'altro motivo per il quale dobbiamo ringraziare gli atei è che essi hanno fatto da tramite, anche senza saperlo, alla Provvidenza. È straordinario vedere quali strumenti sa usare la Provvidenza, quale fantasia, quale astuzia. Stavolta ha utilizzato degli autobus per proporci un viaggio spirituale, la meta non è una località turistica ma un luogo dell'anima. Autobus che ci riconsegnano a noi stessi, il viaggio della vita, il viaggio alla ricerca di Colui che ci ha già trovato. E tutto a costo zero! Le spese infatti sono state gentilmente pagate (è il colmo!) da un'associazione di atei. Questo sì che è godersi la vita! Carlo Vallenzasca Seriate lazec@libero.it Dopo la riforma Gelmini L'amarezza di una prof di Diritto Spettabile redazione, quanta disillusione? Ore otto, sala professori di un liceo di scienze umane. Sono arrivata, come al solito in anticipo sul mio orario, è un mio difetto, sì, nonostante ciò che dice l'on. Brunetta e parte dell'opinione pubblica, anche gli insegnanti a volte vanno a lavorare, nonostante il clima intorno induca alla fuga. Sto pensando all'argomento da fare oggi in classe, affinché i miei ragazzi, sempre attenti e riflessivi e non atti al bullismo, capiscano la bellezza della Costituzione, risultato di un lungo cammino, e del diritto. Dopo un trimestre «speso» a far capire l'articolo 2 della Costituzione sui Diritti Umani, l'attualità della Dichiarazione universale diritti umani e a dare ad ognuno un lavoro da fare sulla violazione della stessa, che gioia sentirli parlare dei bambini-soldato, degli squadroni della morte, della figura di Gandhi, che tenerezza vedere l'incontro dei saperi, e che gioia trasmetterla. Ed oggi «toccherà» all'articolo 3 della Costituzione sull'uguaglianza, e sarà entusiasmante vedere l'incontro tra le idee dei «miei» ragazzi, scardinare gli eventuali pregiudizi, considerare il lavoro dei Padri costituenti, far vedere i filmati dell'istituto Luce. E così creare futuri cittadini consapevoli, non pilotando le loro idee, la coscienza e la professionalità non lo consentirebbe, ma cercando di farli crescere e capire la realtà che attraversano per essere poi in grado di creare un mondo diverso da quello che abbiamo creato noi adulti. Si, perché nel mio cuore di docente con tanti anni di insegnamento alle spalle, ma ancora con tanto entusiasmo, alberga la tristezza che tutto ciò avrà una fine. Riforma Gelmini, applicazione 2010, poche fredde parole (anche se nella lettura degli obiettivi ridondanti di paroloni), e prospetti orari che determinano l'abolizione del diritto da tante scuole e l'insegnamento della Costituzione effettuato dai docenti di lettere, storia? e noi della AO19? Ma che importanza vuoi che abbia per chi ha raggiunto i vertici del potere, legiferare che una materia, anziché un'altra sarà insegnata da una classe di concorso anziché un'altra. La politica è così, vero? Certamente i saperi si possono incrociare, completarsi, ma le reali competenze appartengono a chi ha approfondito, studiato per tanti anni alcune tematiche che lo hanno appassionato, coinvolto, ma a chi dirlo in un clima di finta democrazia? Chi ascolterà le parole di un docente, uno dei tanti, che, comunque, nonostante tutto, continuerà a credere fermamente della delicatezza del proprio compito e nell'educazione alla legalità! Rosanna Lioveri Bergamo «Casta» e disoccupazione I politici assumano personale Spettabile redazione, mi si conceda, sulle orme di altri lettori, un piccolo sfogo contro certe vergogne di questo governo. In primo luogo, anche se l'argomento è già stato trattato fin quasi alla nausea (ma purtroppo mai recepito), sugli emolumenti dei vari onorevoli, senatori, assessori, segretari e via dicendo, che suonano come uno schiaffo al povero operaio, pensionato, cassaintegrato, ecc. Non è sicuramente con lo stomaco pieno che si possono affrontare nel modo migliore certe crisi: chi ha fame si arrabatta per un tozzo di pane e questo dovrebbero provarlo anche loro. Perché allora, con certi stipendi, non li si obbliga ad assumere, di tasca loro e senza ovviamente scaricarlo come spese di rappresentanza o quant'altro, un cameriere in più, o un autista, un giardiniere, un factotum od una segretaria? Si risolverebbe almeno parzialmente il problema della disoccupazione e loro non ne risentirebbero più di tanto. Oltretutto il governo ha ammesso, con molto ritardo, la gravità della crisi, questo a dimostrazione che da quelle parti non si sente più di tanto. E visto che attualmente si parla molto della legge Brunetta su sfaticati, lavativi, lazzaroni ed assenteisti, l'argomento che avete trattato non molto tempo fa sugli europarlamentari, non certo assidui frequentatori anche per questioni importanti che ci riguardano personalmente (vedi Cesare Battisti), capita a fagiolo: perché il dipendente pubblico viene punito da questa legge e loro no, senza ovviamente dimenticare i vari onorevoli e senatori? Non hanno forse gli stessi diritti-doveri? Anzi, per la posizione che si trovano ad occupare dovrebbero essere l'esempio. E i «pianisti»? Nelle aziende un dipendente che timbra il cartellino al posto di un collega viene licenziato. Questo e tanto altro ancora mi spinge a pensare che il governo ami rivisitare il vecchio adagio che dice: «Armiamoci e partite!». E qui mi fermo per rispetto al vostro giornale sulla brevità degli articoli, ma ci sarebbero molte colonne da riempire. Gianni Nosari Treviolo Endocrinologia Grazie Gianni bravo volontario in ospedale Egregio direttore, volevo attraverso il suo giornale ringraziare il signor Gianni, volontario nel reparto di Endocrinologia degli Ospedali Riuniti, per come amorevolmente si è preso cura di mia madre e di come ha risolto il problema burocratico che ci avrebbe costretto a ritornare di nuovo in ospedale, visto che non sono di Bergamo. Ho sempre dubitato, per esperienza vissuta in prima persona, sui servizi di volontario, ma dall'assistenza ricevuta dal signor Gianni mi sono ricreduta, ricreduta dal fatto che queste persone, che se pur non conosciamo, fanno il possibile per aiutare gli altri. Rinnovo i miei ringraziamenti al gentile signor Gianni. Con ammirazione. Laura Piscopo 08/03/2009 nascosto-->

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"Check & Drive" piace Ai ragazzi e al ministro (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 2 "Check & Drive" piace Ai ragazzi e al ministro Alto indice di gradimento per l'applicazione a scuola BERGAMO L'ESPERIENZA bergamasca nel campo della sicurezza stradale fa scuola in Italia. Il progetto "Check Drive", campagna di "Educazione alla sicurezza sulla strada" realizzata per la prima volta a gennaio in 11 istituti superiori della Bergamasca, ha avuto un grande successo e le istituzioni sono pronte a diffonderlo in tutta Italia. L'ha confermato Max Bruschi, consigliere del ministro Gelmini, che ieri in Provincia ha dichiarato: «Siamo pronti a sostenerlo perché la sua eccezionale solidità "bergamasca" si sposa con un uso competente e oculato delle risorse pubbliche. Quando territorio, imprese e volontariato si mettono insieme, la scuola può veramente essere il perno di un'importante funzione educativa». L'Università, la Provincia di Bergamo e l'Ufficio scolastico provinciale sono sostenitori importanti dell'iniziativa, progettata e gestita dall'«Associazione 9&15» di Zanica che ha coinvolto quasi 400 studenti già in possesso di patente B o foglio rosa. I ragazzi, affiancati da 22 istruttori piloti, hanno sperimentato dal vivo la pratica di una guida sicura, riuscendo a capire la necessità del rispetto delle regole e la conoscenza dei rischi effettivi che si corrono sulla strada. «L'ATTIVITÀ su strada aperta ha spiegato Stefano Iorio, anima di 9&15 e dell'iniziativa - ha entusiasmato i giovani che si sono messi in gioco. All'inizio erano titubanti, ma le loro schede di valutazione hanno espresso un indice di gradimento che neppure immaginavamo» . I ragazzi sono stati anche una sorpresa: «I diciottenni - prosegue Iorio - sono più prudenti di quello che eravamo noi alla loro età; le ragazze guidano meglio dei maschi (più attente e disciplinate) e tutti hanno capito il valore di una guida prudente». "Check Drive" ha colpito il bersaglio perché è un progetto innovativo che si basa su esperienze reali, in grado di suscitare un coinvolgimento emozionale vero dei giovani. La proposta, che si allargherà alle altre province lombarde, vuole raggiungere - nel rispetto anche delle indicazioni Ue - un abbattimento della mortalità per incidente stradale (costituita soprattutto da giovani neopatentati e quarantenni) non inferiore al 50%. N.P

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In pista per prevenire gli incidenti (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

BRESCIA pag. 6 In pista per prevenire gli incidenti Giornata tutta al femminile nell'autodromo di Franciacorta A CASTREZZATO DALLE 9 ALLE 15 di MAGDA BIGLIA CASTREZZATO OGGI LE DONNE saranno al volante dentro l'autodromo di Franciacorta. Sfrecceranno in pista, dalle 9 alle 15, signore della politica, dello sport, dello spettacolo, dell'imprenditoria. Se gli impegni glielo permetteranno arriverà anche il ministro, la bresciana Mariastella Gelmini. HANNO ASSICURATO la presenza Carolina Lussana, vice della commissione Giustizia della Camera; Francesca Martini, sottosegretario al Lavoro; Simona Bordonali, presidente del consiglio comunale di Brescia. Ci saranno la vice comandante della stradale Federica Deledda, le campionesse Nadia Fanchini dallo sci, Vanessa Ferrari della ginnastica. LE OSPITI non dovranno emulare i piloti di formula uno, ma imparare, come accade nei corsi della struttura di Ettore Bonara, ad affrontare situazioni impreviste. È questa una delle tante iniziative che costelleranno oggi la giornata della donna 2009. I Musei Mazzucchelli di Ciliverghe offrono l'ingresso gratuito e un omaggio alle visitatrici che potranno vedere la mostra "Eccellenza italiana- Arte, moda e gusto nelle icone della pubblicità", cento fra bozzetti, affiches di grandi illustratori. A Castegnato l'Associazione pensionati propone un pranzo sociale presso il ristorante "Perla", «per stare assieme e fare un regalino alle nostre donne», nelle parole del presidente Armando Settura. I SINDACATI dei pensionati, invece, festeggeranno il 9 di marzo con uno spettacolo al teatro Sociale in collaborazione con il Ctb: l'operetta "Ballo al Savoy". Due gli appuntamenti, alle 15.30 e alle 20.30. Altri progetti non hanno data precisa. Il Centro Fleming ha messo a punto un pacchetto di test per le donne bresciane e un ciclo di formazione sanitaria in aprile e maggio. Partner è l'Aidda, associazione donne imprenditrici. L'ASSOCIAZIONE Idea, con la commissione Pari opportunità, ha istituito un gruppo di autoaiuto per coloro che hanno subìto l'esperienza traumatica di un aborto spontaneo, condotto dallo psicologo Marco Pedrali, presso la Casa delle associazioni di via Cimabue. E, per finire, Poste italiane si è dichiarata "azienda in rosa", visto che in provincia di Brescia il 69% dei 283 uffici postali è diretto da una donna, contro il 59% a livello nazionale.

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Il nuovo vescovo Beschi <Ora diventerò padre della Chiesa di Bergamo> (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il nuovo vescovo Beschi «Ora diventerò padre della Chiesa di Bergamo» --> Ieri il saluto alla diocesi di Brescia dove era ausiliare dal 2003 L'abbraccio del vescovo Luciano Monari e dei fedeli in Duomo Domenica 08 Marzo 2009 CRONACA, pagina 17 e-mail print dall'inviato Elena Catalfamo Brescia«La Chiesa di Brescia mi è stata madre amorevole e ora mi preparo a essere padre per la Chiesa di Bergamo»: così ieri monsignor Francesco Beschi, nuovo vescovo di Bergamo, ha salutato la sua città, Brescia, di cui è stato vescovo ausiliare dal 2003. Ieri proprio il vescovo di Brescia, monsignor Luciano Monari, come un padre, tra i vescovi e il Capitolo della Cattedrale, lo ha accolto sul sagrato del Duomo. Piazza della Loggia si è fermata e la gente ha applaudito l'abbraccio tra i due prelati prima del loro ingresso in un Duomo gremito di fedeli. Monsignor Beschi ha attraversato la navata centrale salutando con la mano e ammiccando ai volti di tanti amici e famiglie che riconosceva lungo il suo cammino. Volti che lo chiamavano per strappargli un saluto e dirgli: «Ci sono, sono con te». «Siete fortunati, voi a Bergamo» hanno detto con spontaneità tanti bresciani prima dell'inizio della celebrazione. Dall'altare, dopo l'adorazione eucaristica, monsignor Beschi ha subito unito nelle sue parole la realtà bresciana e quella bergamasca. «Saluto la splendida Chiesa di Brescia e mi preparo a una Chiesa nuova che conoscerò e amerò, quella di Bergamo». Il saluto alla Chiesa di Brescia è iniziato qualche giorno fa con l'abbraccio di 1.500 giovani ma anche con l'incontro commosso con la Curia. Ieri è stata la volta del saluto alle istituzioni pubbliche nel salone Vanvitelliano di palazzo Loggia. Il sindaco Adriano Paroli ha consegnato al vescovo Beschi il Grosso d'oro, emblema e onorificenza della Leonessa. Insieme al primo cittadino, la Giunta, ma anche il Consiglio comunale, la Provincia, i rappresentanti bresciani in Consiglio regionale e il ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini. Anche i sacerdoti hanno preparato un dono speciale: la copia dello stendardo del pittore Moretto risalente al 1510 con la venerazione della Chiesa bresciana per la reliquia della Croce custodita in Cattedrale e sostenuta dai due patroni Faustino e Giovita. «Grazie, grazie, grazie» ha detto ai sacerdoti, ai consacrati, ai laici riuniti in Cattedrale in una lunga omelia «a braccio». «Grazie per i doni che ho ricevuto: innanzi tutto quello della famiglia, la mia prima di tutto». E in prima fila il padre Pietro, capostazione della Ferrovia di Brescia, con gli altri figli. Il fratello Emanuele ha anche eseguito un brano in accompagnamento al coro della Cattedrale, suonando la viola. Un ricordo è andato alla madre Giovanna scomparsa un anno fa. «Ma grazie anche per le tante famiglie che ho incontrato in questi anni: in loro porto con me tutti i volti di questa Chiesa bresciana». Il dono della famiglia, da preservare a qualunque costo, ha detto monsignor Beschi, si unisce al dono della Chiesa. Quella bresciana vissuta come madre, in cui ha mosso i primi passi come sacerdote anche nella parrocchia della Cattedrale per volere del bergamasco monsignor Luigi Morstabilini. Fu un altro bergamasco, monsignor Bruno Foresti, ieri tra i concelebranti, a nominarlo direttore dell'Ufficio famiglia. «Ho trovato due vescovi di Bergamo sulla mia strada esistenziale - ha osservato monsignor Beschi -: l'averli conosciuti mi avvicina a Bergamo con grande serenità». Un ringraziamento anche agli altri vescovi presenti: in primis monsignor Giulio Sanguineti che lo ha nominato vicario episcopale, ma anche il vescovo ausiliare emerito monsignor Vigilio Mario Olmi, il vescovo emerito di Lodi, monsignor Giacomo Capuzzi e il nunzio apostolico emerito, monsignor Giambattista Morandini. «E poi grazie per il dono della fede e della coscienza, sacrario della verità», ha indicato monsignor Beschi sottolineando l'importanza di dare senso al proprio «io» nella relazione con il mondo. «Parto per un viaggio - ha detto - e in ogni viaggio in realtà non ci si dirige solo verso una meta ma piuttosto verso un incontro. La Chiesa di Brescia mi ha tenuto con amorevole affetto come figlio, ora mi preparo a essere padre per la Chiesa di Bergamo». «Qui a Brescia sei stato educato al Vangelo e iniziato al ministero presbiterale - ha infatti ripreso anche monsignor Luciano Monari, nel suo saluto -. È un dato della tua vita che non cambierà più: il Signore potrà condurti per vie nuove e impensate ma la radice bresciana rimarrà sempre. In questa Chiesa hai ricevuto la fede e questa Chiesa sarà sempre per te madre. Ma i figli diventano grandi e la vita può portarli anche lontano dalla casa paterna. Il Signore, il Papa ti mandano a Bergamo per servire una Chiesa sorella ricca anch'essa di fede e di tradizione cristiana. Siamo contenti di questa scelta anche se perdiamo una presenza rassicurante; ti accompagniamo con l'affetto e con la preghiera». Prima di invitare tutti a un momento di convivialità aperto a tutta la cittadinanza, monsignor Beschi ha concluso la celebrazione dicendo: «Mi auguro che quando volgerete lo sguardo alla cupola del Duomo che si staglia nel cielo, non pensiate a me ma alla vostra Chiesa. Ma se vi avvicinate al Colle di Bergamo questa volta ricordatevi di me e della nostra vita insieme e io ricorderò voi, tutti». 08/03/2009 nascosto-->

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Berlusconi inaugura il <distretto Cisco> (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Brianza)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

VIMERCATE ARCORE pag. 16 Berlusconi inaugura il «distretto Cisco» VIMERCATE VIMERCATE IL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO inaugura il Cisco Business Collaboration. Un distretto nel distretto, che Silvio Berlusconi terrà a battesimo domani mattina nella sede italiana del gigante hitech delle Torri Bianche di Vimercate. Si tratta di un centro in cui imprese, istituzioni, università, faranno circolare idee nuove per lo sviluppo. Di virtuale non ha nulla, farà sistema all'insegna dell'avanguardia, ed è frutto di un investimento importante della padrona di casa che produce networking per internet. Pronta a fare il bis investendo anche nell'espansione di Cisco Photonics che a Monza dà lavoro a 250 ricercatori, con tanto di investimenti a supporto dell'università e dei centri di ricerca italiani. Nata nel 1994, Cisco si è fatta strada nel settore dell'innovazione, acquisendo i sistemi ottici di Pirelli nel 1999 e stringendo con Telecom un importante accordo per la diffusione di internet e della "lingua" da parlare in rete, in gergo tecnico, internet protocol. Fra i clienti più blasonati, Tim, Vodafone, Fastweb e Mediaset che si avvale di una rete ottica Cisco per collegare fra loro le sedi romane del gruppo. Alla cerimonia di lunedì partecipano anche Roberto Maroni, ministro dell'Interno e Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione. L'iniziativa di Cisco si affianca al progetto dell'Energy Park, targato Segro. Il colosso britannico del real estate, quotato alla London Stock Exchange e all'Euronext di Parigi, ha acquistato l'intera area di circa 70mila metri quadri di fianco ad Alcatel-Lucent, e ha già trovato il suo primo "cliente", Sap, il celebre marchio tedesco che progetta soluzioni gestionali per aziende. Bar.Cal.

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QUATTROCENTO precari della scuola, tra personale docente e Ata, rischiano di perd... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

ASCOLI pag. 4 QUATTROCENTO precari della scuola, tra personale docente e Ata, rischiano di perd... QUATTROCENTO precari della scuola, tra personale docente e Ata, rischiano di perdere il posto di lavoro. E' l'effetto che potrebbero avere, a livello locale, le recendi disposizioni previste dal decreto del Ministro Gelmini sui tagli al mondo dell'istruzione. I precari, dunque, saranno i primi a pagare le spese della manovra annunciata dal Governo. «Attualmente nella nostra provincia i precari della scuola sono circa 1350 spiega Adalberto Pieghi della Cisl scuole . Persone che sono nominate il primo settembre e licenziate a fine giugno o ad agosto, che lavorano per tutto l'anno o che, in altri casi, fanno delle supplenze di giorni o settimane». INSEGNATI che lavorano nel mondo della scuola anche da otto e addirittura dieci anni, e vengono riconfermati anno dopo anno. «Le iscrizioni dei ragazzi sono chiuse dalla fine di febbraio e in questi giorni le varie scuole stanno comunicando il numero degli alunni aggiunge il sindacalista . In base a questi dati, si prepareranno i decreti sull'organico che poi ci verranno comunicati. Adesso con certezza posso dire che si prevede come minimo la perdita di circa quattrocento posti». A RISCHIARE di più, secondo Pieghi della Cisl, sono gli insegnanti di lettere e di educazione tecnica. «Bisognerà anche valutare quanti genitori hanno chiesto le 24 ore di scuola o il mantenimento del piano didattico finora in vigore». Anche questo aspetto incidererà sulla definizione dell'organico finale. Il rappresentante della Cisl scuola, infine, condanna i tagli alla scuola voluti dal Ministro della pubblica istruzione e ribadisce: «Per superare la crisi bisogna investire sulla scuola e sulla conoscenza. Anche i tagli al personale Ata ci preoccupano molto, perché avranno ripercussioni sulla sicurezza e sulla vigilanza all'interno degli istituti». Emanuela Astolfi

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Scuola, i tagli' per i bidelli: preoccupazione della Uil (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ravenna)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

RAVENNA CRONACA pag. 5 Scuola, i tagli' per i bidelli: preoccupazione della Uil IL MINISTRO Gelmini ha emanato il decreto che stabilisce i parametri per gli organici di collaboratori scolastici, assistenti amministrativi e assistenti tecnici. «Il testo afferma Edera Fusconi, segretaria provinciale Uil Scuola non risparmia nessuno, neanche i bidelli. I tagli prefigurati ricadranno su tre anni scolastici, fino al 2011/2012». Fusconi si è detta molto preoccupata per l'entità dei tagli, che in alcuni casi determinerà «situazioni di vera e propria emergenza, con il rischio di non poter garantire la sorveglianza e la vigilanza nei plessi, spesso sparsi nel forese». Ha poi precisato che saranno tagliati 50 assistenti amministrativi e 165 collaboratori scolastici. E ha fatto alcuni esempi, prendendo in considerazione il numero dei collaboratori scolastici quest'anno e nel 2011/2012: 2° Mordani Ravenna da 8 a 5, 2° Cervia da 19 a 14, Damiano Novello Ravenna da 13 a 11, Istituti comprensivi Bagnacavallo da 19 a 13, Riolo Terme da 16 a 11, Fusignano da 12 a 9, Itis Baldini Ravenna da 14 a 11.

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In arrivo 10 milioni dallo Stato per i collegi studenteschi (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PERUGIA pag. 9 In arrivo 10 milioni dallo Stato per i collegi studenteschi Subito ristrutturato il padiglione «A» di via Innamorati PERUGIA L'UMBRIA premiata dal Ministero dell'Istruzione per l'edilizia studentesca. La regione si è aggiudicata complessivamente circa 10 milioni da dedicare all'ampliamento dei collegi per gli studenti fuori sede. A partire dall'attuale disponibilità di circa 1500 posti letto, l'obiettivo, con vari progetti, è arrivare a quota 2000. Ovvero vicino a gli standard europei. Secondo la media nazionale, la Regione avrebbe dovuto ottenere non più di un milione e mezzo di euro. Ma le idee di rinnovamento dell'Adisu, l'agenzia regionale per il diritto allo studio che recepirà i fondi, sono molteplici e come più volte ha ripetuto il commissario straordinario Maurizio Oliviero, «prima o poi qualcuno ce lo finanzieranno». Di quattro progetti cantierabili l'ok immediato a uno. Il più urgente, la ristrutturazione del padiglione «A» di via Innamorati. L'edificio fu costruito durante la seconda metà dell'800 come residenza nobile e donato dalla famiglia Pernossi all'Università negli anni '40. Da un po' gli studenti denunciano inefficienze e segni del tempo. Adattata da subito a residenza studentesca ha ora 67 posti, con camere doppie, senza bagni in camera e cucine. La ristrutturazione dovrebbe partire il prossimo ottobre. Per qualche mese l'edificio sarà perciò inutilizzato e gli studenti trasferiti in sedi vicine. Alla fine ne uscirà completamente ammodernato, con 46 letti totali. Previste per lo più singole con bagno in camera, aule studio, spazi lavanderia con lavatrici e asciugatrici e computer collegati in rete. Se per questo i soldi ci sono già, altri due progetti sono stati approvati ma non ancora finanziati. I fondi saranno attivati con il bonus di aprile promesso dalla legge «Gelmini». Considerati i tempi di costruzione, fra 3 o 4 o anni (dal rallentamento dello spostamento delle facoltà non sembra esserci fretta) si vedranno realizzati il collegio di via Enrico dal Pozzo e un nuovo studentato a Terni. Il primo sarà per 120 studenti: 84 singole, 12 stanze per disabili e 24 doppie. Costerà 6.171.400 euro al Miur e 7.151.385 alla Regione (319.000 euro sono già stati anticipati). Quello ternano, localizzato nell'isolato che ospita la facoltà di Scienze politiche, ospiterà 65 studenti. E al primo piano sarà occupato dalla mensa, dal bar e alcuni uffici. Dallo Stato dovrebbero arrivare 4.048.000 euro, mentre la Regione ne impiegherà 500.000 in più. L'opera è stata interamente definita dai tecnici dell'Adisu in collaborazione con l'ufficio tecnico del Comune di Terni. Senza costi progettuali aggiuntivi. Marta Gara

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Se le disposizioni contenute nel decreto Gelmini non saranno riviste, la Valle del Turano perd... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 08 Marzo 2009 Chiudi «Se le disposizioni contenute nel decreto Gelmini non saranno riviste, la Valle del Turano perderà cinque scuole dell'infanzia (Belmonte Sabino, Castel Di Tora, Longone Sabino, Rocca Sinibalda, Torricella in Sabina), cinque elementari (Belmonte Sabino, Collalto Sabino, Colle Di Tora, Rocca Sinibalda, Longone Sabino) oltre alle medie di Torricella in Sabina e Rocca Sinibalda». E' l'allarme lanciato da insegnanti, genitori e cittadini della zona che a Rocca Sinibalda hanno partecipato a un consiglio comunale aperto con all'ordine del giorno l'approvazione di una delibera che, sulla scorta di quanto stabilito dalla consulta provinciale, ha chiesto di tener conto, nel formulare i criteri da parte del ministero, dei valori medi provinciali invece di stabilire come limite minimo per l'esistenza dei plessi 30 bambini per le scuole dell'infanzia, 50 per quella elementare e 45 per la media. Nel corso dell'assemblea, molto partecipata, è emerso con forza il bisogno di accompagnare al percorso istituzionale la mobilitazione di genitori, insegnanti, studenti. Da parte dei genitori è emersa la richiesta ai sindaci e agli amministratori della Valle del Turano (gli undici comuni componenti la Comunità montana del Turano) di approvare in tempi strettissimi analoghe delibere sulla scorta di quanto fatto dal Comune di Rocca Sinibalda. Alla Regione si è inoltre chiesto di «stanziare risorse economiche specifiche per salvaguardare l'esistenza delle scuole di montagna laddove il ministero non dovesse recedere dalle decisioni assunte». Per il sindaco Giancarlo Marotti è un duro colpo: «Siamo riusciti a frenare l'esodo e a convincere alcuni emigrati a tornare e qualche famiglia a risiedere. Dopo mezzo secolo di fermo sta crescendo una nuova generazione, ma se levano la scuola distruggono tutto, speranza e futuro». Nei prossimi giorni sarà convocata una nuova assemblea per proporre soluzioni e per lanciare un appello affinché si possano unificare e coordinare le azioni a livello provinciale.

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La Gelmini non <arriva>: a scuola a 7 anni (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIA - data: 2009-03-08 num: - pag: 8 categoria: REDAZIONALE L'esperienza Steineriana A Oriago bimbi in classe un anno dopo. «La legge calpesta la pedagogia» La Gelmini non «arriva»: a scuola a 7 anni ORIAGO — La circolare del ministro Gelmini campeggia in bella vista e a caratteri cubitali all'ingresso della scuola. Il dubbio che l'anticipo dell'obbligo scolastico fosse diventato «legge» li ha tenuti sulle spine per un po'. Poi hanno deciso di fare come hanno sempre fatto e come sempre si fa in quella scuola da 35 anni a questa parte: loro, i figli, li mandano a scuola a 7 anni. Prima è proprio molto difficile. Loro sono i genitori e gli insegnanti della scuola di Oriago, improntata ai principi di Rudolf Steiner e indissolubilmente legata al concetto che prima dei sette anni i bambini non sono ancora pronti per affrontare la scuola. Tutto semplice? Mica tanto. A incontrarli, nelle aule tutte in legno dell'asilo della scuola, a Oriago, un caseggiato giallo che distende il suo profilo lungo il fiume, genitori e insegnanti fanno capire che non di un capriccio si tratta o di tenere il punto ma, per loro, «di una questione di libertà». E che sono dovute volare lettere, petizioni, richieste d'attenzione da una parte all'altra del Paese prima di capire, da un silenzio assordante da parte del ministero, che a Oriago si poteva continuare a fare come si è sempre fatto. Salvo temere che da un momento all'altro un funzionario, un dirigente scolastico, possa sollevare la questione e rispolverare la circolare del 15 gennaio. Dove la possibilità diventa «obbligo». «La nostra forza è che esistiamo dal 1919, mentre i governi durano due o tre anni — scherza Sabino Pavone, insegnante della scuola Steiner-Waldorf di Conegliano e presidente dell'associazione che riunisce le scuole steineriane in Veneto —. Il punto è che quando un fatto pedagogico viene fagocitato dalla normativa arrivano i problemi più gravi. Il mio appello è ai dirigenti scolastici: non chinatevi supini alla normativa, una circolare non può abrogare la legge Moratti, che invece ci dava la possibilità di mandare i bambini a scuola quando secondo noi è il tempo giusto ». Accanto a lui i genitori annuiscono. Alle loro spalle teatrini in legno, il giardino, le bambole di lana cardata, la luce che filtra dalle finestre a misura di bimbo. Mandare i figli alla steineriana costa mediamente 3.500 euro l'anno, la frequenza a Oriago è dal lunedì al venerdì, il tempo «lungo» arriva fino alle 15, mai oltre. Quello che ripetono è un concetto forte: «Questa scuola ha cambiato anche me, mio marito», dice Sasi Meneghin, mamma di due bambini di settima (sic) e di seconda. «è un percorso che si fa insieme ai bambini», conferma Paola Ciuoffo, mamma di due bambine, una all'asilo (le classi accolgono tutti insieme i bambini dai 3 ai 6 anni) e una di prima. «Ora mio figlio è alle superiori in una scuola pubblica— racconta l'unico papà, Paolo Vendramin — ogni problema che avevamo in questa scuola, che sentivamo come la nostra, l'affrontavamo insieme. Ora questo aspetto è lasciato alla buona volontà degli insegnanti». Sara D'Ascenzo \\ Sabino Pavone Siamo più longevi dei governi. Esistiamo dal 1919. Loro durano in carica due o tre anni...

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<Scuola: bocciato il maestro unico, crescono le adesioni per il tempo pieno> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 14 «Scuola: bocciato il maestro unico, crescono le adesioni per il tempo pieno» SIT IN GIOVEDI' AD ANCONA DAVANTI ALL'UFFICIO PROVINCIALE PER SOLLECITARE DOTAZIONI ADEGUATE ALLE RICHIESTE DELLA CITTA' SENIGALLIA SIT IN del Coordinamento senigalliese a difesa della scuola pubblica giovedì alle 15 sotto la sede dell'Ufficio scolastico provinciale, ad Ancona. Così il coordinamento intende chiedere alle autorità scolastiche di prevedere una adeguata dotazione organica per le scuole cittadine. «Le famiglie senigalliesi spiega il portavoce Luciano Montesi hanno bocciato la proposta del ministro Gelmini di istituzione del maestro unico con 24 ore settimanali di insegnamento o le 27 ore sempre settimanali. Nei quattro Istituti comprensivi cittadini cresce invece una fortissima domanda di tempo pieno con 30 iscritti alla Pascoli' e la richiesta di istituire ben 4 nuove sezioni a Scapezzano, Puccini, Rodari e Marzocca. Ora sono necessari due provvedimenti, il primo da parte dell'Ufficio scolastico regionale e provinciale che accolga le richieste delle famiglie e le inserisca nella richiesta di dotazione organica al Ministero; il secondo del Comune che garantisca strutture, servizi, personale e trasporti funzionali a soddisfare le esigenze espresse dalle famiglie''.

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e la fannullona scrive a brunetta non voglio rubare lo stipendio (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

IL CASO DELL'IMPIEGATA E la fannullona scrive a Brunetta «Non voglio rubare lo stipendio» LANCIANO. Si è appellata ai ministri Brunetta (Pubblica amministrazione) e Gelmini (Istruzione), al direttore dell'Ufficio scolastico regionale, ai sindacati della scuola e persino alla trasmissione tv di denuncia, "Mi manda Rai Tre". Nessuno però, racconta, le ha dato retta. Ma la «fannullona a tempo pieno, per espresso volere dei datori di lavoro», come lei stessa si è definita in una lettera di auto-denuncia inviata al Centro, continua la sua battaglia. E nel giorno della Festa della donna diventa una sorta di simbolo per coloro che lottano affinché venga riconosciuta la dignità di lavoratrici, casalinghe, madri, sportive: in una parola, di donne. E' soprattutto al ministro Renato Brunetta, che della "caccia a fannulloni" ha fatto il suo cavallo di battaglia, che si è rivolta la dipendente amministrativa di un istituto scolastico di Villa Santa Maria, per denunciare che, dopo 27 anni, è stata declassata dal suo incarico e, per non fare nulla, prende uno stipendio anche maggiorato. «Questa, ministro, è una vera autodenuncia», scrive nella lettera l'impiegata, «da diversi mesi io rubo lo stipendio, o almeno, sono costretta a farlo». Per anni ha svolto le stesse mansioni «con dedizione e professionalità come dimostrano le annuali riconferme nella stessa area», sottolinea. All'inizio del nuovo anno scolastico, tutto cambia e le viene assegnata una nuova mansione. «Praticamente trascorro le ore a fare nulla», puntualizza la dipendente, ricordando anche i malori e le crisi nervose. Poi, però, le scatta un moto d'orgoglio: «Io, ministro, non voglio essere una fannullona! Pretendo di lavorare a fronte di uno stipendio che percepisco e per riconquistare la mia dignità di lavoratore. Fra pochissimi anni», conclude, «vorrò andare in pensione come persona perbene che ha meritato un dignitoso riposo col proprio lavoro». Un accorato appello che non ha trovato, finora, interlocutori altrettanto sensibili. Dopo la denuncia sul Centro dal posto di lavoro nessuno si è fatto sentire. «Sarò costretta a chiedere il trasferimento», dice rassegnata l'impiegata. Nel giorno dell'8 marzo, questo rischia di essere l'epilogo più amaro.

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l'ateneo: penalizzati da 12 anni, troppi soldi a trieste (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Uno studio di Aquis (l'associazione delle università sottofinanziate) rileva che la regione è tra quelle privilegiate: ma a Udine affermano che i vantaggi sono solo per il capoluogo giuliano L'ateneo: penalizzati da 12 anni, troppi soldi a Trieste Il direttore amministrativo Livon: dal 1996 a oggi mancano all'appello 78 milioni di euro di GIACOMINA PELLIZZARI Che l'università di Udine fosse sottofinanziata ed efficiente lo si sapeva, ma non si poteva immaginare che il sistema universitario regionale fosse uno tra i pochi sovrafinanziati del nord Italia. È evidente quindi che le situazioni degli atenei friulano e triestini sono diverse. Ancora una volta a parlare sono i numeri: dal 1996 al 2008 Udine ha ricevuto 78 milioni in meno rispetto a quelli che gli sarebbero spettati secondo i modelli di valutazione ministeriali. Considerato che negli ultimi 13 anni il sistema universitario regionale risulta sovrafinanziato per 79 milioni di euro è evidente che di tale beneficio non ne ha potuto godere Udine. A fare i conti è stata l'Aquis (l'associazione per la qualità delle università italiane statali) nella lettera aperta indirizzata al ministro Mariastella Gelmini, dalla quale emerge che il Friuli Venezia Giulia è una delle pochissime regioni in attivo del nord Italia. Tale risultato deriva dalla differenza tra l'ammontare complessivo del Fondo di funzionamento ordinario (Ffo) assegnato alle università regionali rispetto al fondo che avrebbero ricevuto se fosse stato applicato integralmente il modello di valutazione ministeriale. La situazione dell'ateneo friulano, che è in controtendenza rispetto al dato regionale, sarà illustrata domani, alle 11, nell'aula magna di piazzale Kolbe, all'apertura dell'anno accademico. Il monitoraggio dell'Aquis, però, non sorprende il direttore amministrativo dell'ateneo friulano, Daniele Livon, che spiega come, nello specifico, «Udine dal 1996 al 2008 ha maturato un credito nei confronti del sistema universitario di ben 77,8 milioni di euro, pari al 10,3% per un importo medio di 6 milioni di euro l'anno». Il saldo negativo deriva dalla «differenza tra i 757 milioni realmente ricevuti dall'ateneo friulano a fronte degli 835 che gli sarebbero spettati secondo i modelli di valutazione ministeriale». Il valore di tali dati diventa più evidente quando si considera il Ffo spettante come indicatore del "prodotto" di una università. «Udine - continua Livon - con 757 milioni di euro di input produttivo (Ffo reale) ha prodotto 835 milioni (Ffo spettante) dimostrando di essere efficiente». Udine, insomma, fa parte di quelle università che sono riuscite a investire 1 e a produrre 1,103. Tale efficienza, però, non ha avuto alcuna utilità per l'ateneo friulano visto che è andata a compensare inefficienze di altri atenei che, viceversa, negli anni hanno ricevuto un Ffo superiore rispetto a quello derivante dai modelli di valutazione». Peccato, ribadisce Livon, «che si tratti di una ricchezza di cui Udine al momento non stia beneficiando». Il motivo è presto detto: «L'entità dei finanziamenti reali all'università continua a privilegiare il criterio dell'assegnazione storica rispetto alla valutazione dei risultati ottenuti. È un livello di efficienza - conclude Livon - che senza interventi strutturali correttivi non è ancora sostenibile e se tale sottofinanziamento non dovesse essere compensato, almeno parzialmente e in tempi stretti, questi dati starebbero a testimoniare la beffa ricevuta dalla nostra università».

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L'Avis lancia il libro della solidarietà (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

MIGLIARINO L'Avis lancia il libro della solidarietà Il presidente nazionale Tieghi all'assemblea annuale dell'associazione MIGLIARINO. Nell'assemblea annuale del 22 febbraio alla presenza del presidente nazionale Andrea Tieghi e del presidente uscente Gianluca Zaffoni, presso la sede Avis di Migliarino è stato presentato il nuovo consiglio con l'approvazione del bilancio consuntivo e preventivo e candidature alle cariche. In seguito a ciò il presidente Tieghi ha espresso la sua massima soddisfazione per il lavoro che l'Avis di Migliarino ha svolto in questi anni, ben riscontrabile con la quantità di sacche di sangue che sono state raccolte nel 2008 (279) ciò possibile grazie ai 154 donatori di Migliarino e limitrofi che hanno contribuito in tale impresa. Importanti novità sono state accolte dal consiglio come il "Book della Solidarietà" che verrà presentato al Ministro Gelmini dal presidente Tieghi, ulteriore propaganda a scopo educativo nelle scuole; e ancora il progetto di prelievo con Plasmaferesi, che entrerà in funzione tra pochi giorni a Ferrara al centro trasfusionale dell'Avis. In seguito a questa, nella serata del 26 febbraio, il consiglio si è nuovamente riunito per la distribuzione delle cariche ed eventuali riconferme, che dureranno per tutto il prossimo quadriennio: presidente Gianluca Zaffoni (che è stato riconfermato); vicepresidente Maria Fordiani (che è stata riconfermata); vicepresidente vicario Mauro Callegari; segretario Maria Fordiani (che è stata riconfermata); Tesoriere, Fabio Sforza; addetto stampa Andrea Finetti; responsabile organizzativo, Francesco Merchiorri; Revisori dei Conti: Luigi Gaiani e Ettore Guandalini; consiglieri Vittorio Trombini, Laura Rocchi, Laura Zaffoni, Flavio Rodrigues, Paolo Roverati, Claudio Arziliero. L'Avis ha infine auspicato un ottimo lavoro del consiglio, come poi ha sempre fatto in questi anni, cercando di mantenere viva questa associazione e aiutando a far vivere altre persone. Per questo, grazie a tutti coloro che hanno donato.

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Auguri per la festa della donna (sezione: Scuola)

( da "Blogosfere" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mar 09 8 Auguri per la festa della donna Pubblicato da Iperio alle 10:35 in A new decade, originally uploaded by ukmcbo. Lavoro, diritti, pensioni, scuola, occupazione. questo paese ama le donne... chiedete alle Carfagna o alla Gelmini

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Atenei & fondazioni, una strada da battere (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 08-03-2009 Atenei & fondazioni, una strada da battere DA ROMA MARCO IASEVOLI L' università che cerca la sua identità ha due strade: da un lato tornare a interrogarsi sul rapporto con la verità, parola quasi messa al bando nel mondo accademico, dall'altro avviare percorsi per una reale autonomia degli atenei. Sono le due proposte rilanciate da Universitas University, associazione di docenti che in questi giorni si è riunita per fare il punto sulla situazione del sistema formativo italiano. Proprio sul secondo punto, il presidente Daniele Bassi, ordinario presso la facoltà di Agraria dell'università di Milano, è molto deciso: «Siamo scettici rispetto al dibattito in corso, il ministro Gelmini deve affrontare le vere questioni che possono sbloccare il mondo universitario: eliminare i concorsi, dare la possibilità agli atenei di selezionare i docenti, reperire fondi. Una libertà che sia esercitata, ovviamente, insieme all'assunzione di responsabilità ». Anche l'idea della fondazioni non dispiace: «Non è detto che tutti debbano obbligatoriamente avviare strade del genere, ma occorre che almeno chi si sente pronto possa iniziare a batterle». E ieri mattina, a rafforzare questo concetto, ha preso la parola Alfredo Marra, dell'università di Milano-Bicocca, che ha innanzitutto segnalato, di fronte alla crisi degli atenei, il «procedere a singhiozzo del livello politico-legislativo». È una constatazione che fa propria anche Giorgio Vittadini, docente di Statistica alla Bicocca e presidente della Fondazione per la sussidiarietà, secondo il quale «è molto grave che la misurazione dell'efficacia dell'istruzione non sia obiettivo di uno studio sistematico in Italia». Le questioni essenziali, riprende Marra, ruotano sempre «attorno al rapporto tra ministero e autonomie », visto che negli anni l'Italia «ha mantenuto inalterato il suo assetto tradizionale fortemente centralistico». È intervenuto anche Nicola Rossi, senatore del Pd, relatore in passato di una proposta di legge sulle fondazioni: il parlamentare ha ribadito la «profonda convinzione» che esse rappresentino «una grande potenzialità per le università », anche se, nel testo recentemente approvato (che pure «apre una strada») la via delle fondazioni «risulta non ancora pienamente percorribile ». Nella sessione di venerdì pomeriggio, al centro della riflessione c'era il rapporto con la verità. Ne ha parlato il matematico francese Laurent Lafforgue, dell'Istituto di studi scientifici di Parigi. Vibrante la sua testimonianza personale sugli effetti del relativismo: «Quando dico la parola 'verità' molti miei colleghi restano come scioccati, eppure la matematica è una disciplina dove spesso si usano i termini 'vero' e 'falso'». L'altro grande tema affrontato dello studioso francese è quello dell'università come luogo dove si vive un legame tra studiosi: «Nel discorso all'università di Ratisbona, Benedetto XVI ha parlato dello sua esperienza da docente e dello stretto rapporto con i colleghi di altre discipline. Quest'idea di comunità oggi si realizza sempre più raramente». I docenti di Universitas University chiedono un assetto che superi il centralismo Il matematico francese Lafforgue denuncia gli effetti del relativismo: non si può più parlare di verità

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Dal PD la sfida alla Gelmini perchè mantenga gli impegni (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Varese - Il senatore Rusconi, capogruppo del PD in commissione scuola, ha incontrato genitori, docenti e studenti di Varese per un confronto sul futuro dell'istruzione Dal PD la sfida alla Gelmini perchè mantenga gli impegni Erano tanti, circa centinaio, seduti in una sala del Collegio De Filippi ad ascoltare il senatore del PD Antonio Rusconi che parlava del futuro della scuola. Dalle 15 fino alle 19 per tentare di capire cosa sarà della Riforma Gelmini, delle trenta ore nelle primarie, dell'abolizione delle compresenze, del modello futuro di scuola in un periodo di vacche magre. A testimoniare i problemi di oggi e le difficoltà di domani c'erano il direttore della paritaria Manfredini Giulio Cova, quello dell'istituto di Malnate, nonchè presidente dell'associazione ASVA Lucio Valli, e la vicepreside del liceo linguistico Manzoni Luisa Oprandi. Lo scenario che ne è emerso non è confortante: la crisi economica e la politica dei tagli colpisce tutto il settore dell'istruzione, pubblico e privato, riducendo gli strumenti per realizzare un'istruzione di qualità che non lasci indietro nessuno. Il Senatore, pur ammettendo la scarsa attenzione del PD sul problema scuola nell'ultima campagna elettorale, ha spiegato le difficoltà nel fare opposizione in un processo di riforma che è avvenuto con decreti legge, che hanno saltato, quindi, ogni forma di confronto e di dialogo democratico. Dalle denunce si è passati alla fase propositiva. La volontà è quella del coinvolgimento consapevole di genitori, studenti, docenti, per raccogliere firme che richiamino il Ministro Gelmini al rispetto degli impegni presi con le famiglie ( il modulo delle trenta ore settimanali delle primarie sembra a rischio pur avendo ottenuto la maggio parte delle preferenze ). La volontà è quella di un riscatto che sia innanzitutto politico, che vada a salvaguardare ciò che si può ancora recuperare ma che, soprattutto, non perda di vista i due obiettivi futuri, quello delle superiori e dell'università, su cui il confronto è ancora aperto. Sabato 7 Marzo 2009 A.T.

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A rischio la prima elementare (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

A rischio la prima elementare Domenica 8 Marzo 2009, Casalserugo Le elementari della frazione di Ronchi di Casalserugo rischiano grosso. Sono solo 9 i bambini iscritti in prima per il prossimo anno scolastico. Numero ben lontano dal nuovo minimo di 15 alunni per classe stabilito dal decreto Gelmini e comunque al di sotto del limite fin'ora in vigore di 10, nel caso in cui valesse - ancora soltanto per il prossimo anno - la proroga dei vecchi parametri. Nel 2009-2010, i bambini frequentanti le cinque classi saranno in tutto solo 45, meno ancora dei 47 attuali. Dalle iscrizioni da poco chiuse, il prossimo anno risulterebbero 9 alunni in prima, 7 in seconda, 6 in terza, 12 in quarta e 11 in quinta. A far lievitare gli iscritti, non è bastato l'appello in extremis lanciato nei giorni scorsi dell'amministrazione comunale che, però, non si dà per vinta e assicura che, nel caso ce ne sarà bisogno, metterà in campo nuove risorse. «Abbiamo a cuore la continuità della scuola di Ronchi - dichiara il sindaco, Elisa Venturini -, per il suo ruolo di centro identitario per la frazione. Stiamo prima ad aspettare quali risorse saranno destinate dal ministero in termini di organico. Una battaglia in merito la stiamo già combattendo a fianco di altri sindaci della provincia sulla questione del mantenimento del tempo lungo. All'indomani dell'assegnazione degli organici, nel caso ad esempio si verificasse un ammanco di personale, legge permettendo, tenteremo di supplire con il volontariato e non escludo iniziative con altri comuni contermini per condividere le risorse». Personale ausiliario, ovvero degli pseudo-bidelli, attinti tra le file di cittadini volonterosi di dare una mano. Questa una delle possibili concretizzazioni - verificata l'attuabilità dell'iniziativa - di "amministrazione creativa" a cui Casalserugo starebbe pensando per far fronte all'ipotesi più drastica di una chiusura del plesso, oltre a possibili collaborazioni con altre realtà comunali. Un dialogo in tal senso è infatti già aperto e, nel caso si rendesse necessario, l'amministrazione comunale scoprirà anche questi ulteriori "assi". Gloria Cesarotto

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Pieve di Soligo Con una lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al Ministro della pu... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 08-03-2009)

Argomenti: Scuola

Domenica 8 Marzo 2009, Pieve di Soligo Con una lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al Ministro della pubblica istruzione, agli amministratori locali e a un migliaio di genitori del comprensorio, Jacopo Beltrame e Carlo Donadel del consiglio dell'istituto comprensivo di Pieve di Soligo hanno portato l'attenzione sulle difficoltà della futura organizzazione delle sei scuole locali (una dell'infanzia, quattro primarie e una secondaria di primo grado). Una realtà che si è distinta in termini di efficienza e che ora non vede in alcun modo premiato il lavoro svolto, come spiega il presidente del consiglio d'istituto Jacopo Beltrame: «Spesso è più semplice e politicamente più vantaggioso lanciare campagne di risparmio della spesa pubblica, anziché andare a scovare e arginare gli sprechi. Questo in Veneto non è accettabile, non lo è soprattutto a Pieve di Soligo, perché se nel nostro istituto comprensivo, dopo due anni di gestione del nostro consiglio, il bilancio è in positivo, non comprendiamo perché ora dovremmo vederci privati, come famiglie, della risorsa sociale di un tempo scuola flessibile». «In consiglio d'istituto - prosegue il presidente - parliamo di spese per il sapone e la carta igienica che mancano o di come pagare le supplenze e nel frattempo arrivano circolari che avvertono che le risorse economiche sono drasticamente limitate e che non vanno sforati i nuovi limiti di spesa. Il risparmio, come detto, è giusto. Ma perché nel bilancio del consiglio d'istituto più di un quarto della spesa è destinato al servizio di pulizie o dobbiamo pagare revisori dei conti che ci vengono imposti dal ministero, senza aver modo di contrattare queste uscite di spesa?» Oltre al tempo pieno, i tagli previsti metteranno in dubbio le attività complementari come nuoto, educazione alla salute, lingue straniere. «Ciò che mi rammarica è che, proprio a Pieve, tutto questo non ci voleva - afferma Beltrame - solo adesso stavamo per godere i frutti di un impegno che ci ha permesso di vedere realizzata gran parte dell'ormai storicamente lacunosa edilizia scolastica locale, alla luce poi di una nuova avventura per noi genitori, riguardante la palestra del Contà. Ora invece ci troviamo a chiedere aiuto agli amministratori per garantire un tempo scuola che permetta alle famiglie di organizzarsi». Intanto, però, il Ministro Gelmini con una nota all'assessore regionale Donazzan ha assicurato che le scuole primarie venete non devono temere tagli al tempo prolungato: «Sarei troppo presuntuoso nel pensare che, se molte lettere come la nostra e altre segnalazioni di dissenso dei genitori arrivassero a un Ministro intelligente e, come donna, sensibile all'essenza delle cose - conclude Beltrame - forse questa riforma e le circolari sulle risorse della scuola potrebbero essere modificate con la stessa tempistica con la quale sono state prodotte». Martina Tonin

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"Gli amici di Carpi" in festa (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

"Gli amici di Carpi" in festa All'inizio erano sei musicisti accomunati dalla passione di fare musica per divertirsi in compagnia e divertire. "Gli amici di Carpi", trent'anni e passa dopo il loro esordio, hanno festeggiato, in compagnia di oltre duecento amici e simpatizzanti, una lunga e felice carriera artistica e musicale cominciata quasi per scherzo nei primi anni settanta. A festeggiare, presso il salone del circolo Arci di Cortile, c'era anche il sindaco Enrico Campedelli. Renzo Solieri, imprenditore della magliera e decano del gruppo, è ancora alla tastiera. Giorgio Guandalini è fisarmonicista, Uber Benatti alla tastiera, Franco Solieri e Gualberto Gelmini ai fiati, Imer Sogari basso. Durante la festa, hanno suonato e riscosso applausi scroscianti dal pubblico presente. (fabrizio stermieri)

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Francesca Reggiani Omaggio alle donne (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Francesca Reggiani Omaggio alle donne MODENA. Dai tagli alla spesa pubblica ai tagli alla persona fisica, dall'Alitalia al ministro della pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di "deserto dei Tartari", non trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte a cambiare religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi aprire il terzo occhio, il quarto ciakra, il settimo sigillo, insomma qualunque cosa pur di sturare il tappo di solitudine che spesso le accompagna da anni. Attualità e intimità mi mescolano nella nuova performance teatrale di Francesca Reggiani che arriva stasera, alle 21, al teatro Storchi. "Tutto quello che le donne (non) dicono", scritto a quattro mani dalla Reggiani e da Valter Lupo, non lascia scampo, con le sue battute fulminee e brucianti, coni suoi ritratti feroci e veritieri, le sue riflessioni acute e scomode. Non mancano le parodie. Lo spettacolo si replica domani sera al Forum Monzani. (n.c.)

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Novara interroga cinque ministri (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

OGGI «GOVERNINCONTRA» Novara interroga cinque ministri Novara blindata oggi per «Governincontra»: il confronto tra cinque ministri, tre sottosegretari, parlamentari, autorità politiche e civili del capoluogo, al teatro Coccia, dalle 15 alle 18. «Governincontra» è una campagna di comunicazione che il ministro per l'Attuazione del Programma, Gianfranco Rotondi, auspica «possa durare nel tempo ed essere utile a qualsiasi governo, quello attuale e quelli che verranno». C'è stata una lieve variazione rispetto al programma annunciato: il ministro dell'Interno Roberto Maroni arriverà alle 17, e non alle 15 con i colleghi di governo, per impegni che lo porteranno, in mattinata e nel primo pomeriggio a Vimercate e a Milano. Con Maroni sono attesi il leader del Carroccio Umberto Bossi (Riforme e Federalismo, nella foto), Angelino Alfano (Giustizia), Mariastella Gelmini (Istruzione), Gianfranco Rotondi «Attuazione del programma). Novara è la prima città del Piemonte a ricevere la visita dei ministri. «Governincontra» ha toccato, dal 28 ottobre a oggi, Viterbo, Treviso, Bari, Imperia e Avellino. Sarà il prefetto di Novara Giuseppe Amelio a introdurre oggi i lavori al teastro Coccia, illustrando lo scenario novarese ai ministri. Poi toccherà al sindaco Massimo Giordano e al presidente della Provincia Sergio Vedovato approfondire i temi del territorio. I novaresi che non riusciranno a entrare nel teatro Coccia potranno assistere all'incontro dalla sala contrattazioni merci della Borsa, in piazza Martiri, grazie a un maxischermo.

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"Per tenere svegli i compagni li facevo ridere" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Intervista Lino Banfi "Per tenere svegli i compagni li facevo ridere" DANIELA DANIELE ROMA Anche Lino Banfi, da ragazzino ha conosciuto la lotta contro gli occhi che si chiudono nelle prime ore di lezione. E doveva svegliarsi prima dei compagni. Perché? «Il liceo si trovava in un altro paese e dovevo raggiungerlo con il treno. Ero costretto ad alzarmi alle sei per essere in classe alle otto». Soffriva? «Molto. Ma anche quelli che andavano a scuola nel loro stesso paese abitavano nelle campagne e faticavano allo stesso modo. Insomma, ci si doveva svegliare tutti di buon'ora: una sofferenza. Soprattutto d'inverno, quando le possibilità finanziarie scarseggiavano e non potevamo comprarci giacconi di montone... Ricordo ancora il gelo di quei giorni...». Non serviva a svegliarvi del tutto? «Avevamo sonno, comunque. Tutto sommato, devo dire che, con il senno del "molto, molto poi", la proposta del preside inglese mi convince. Certo, non farei andare a scuola i ragazzi alle 11, magari basterebbe alle 9,30, spostando l'uscita un po' più tardi, e sono certo che i genitori aspetterebbero a pranzare. Ci pensi, dunque, ministro Gelmini!». Come si sentiva nelle prime ore di lezione? «Come se mancasse la benzina. Spesso, proprio in quelle ore, c'erano i compiti in classe, come si fa anche adesso, perché si doveva essere "a mente fresca". Ma la mente non era fresca per niente, anzi, piuttosto intorpidita. Per me e per i miei compagni, poi, c'era un disvalore aggiunto...». Ovvero? «La fame. E quella, insieme con il sonno, non contribuiva certo a tenere sveglio il cervello. Così, mi arrangiavo come potevo, per aiutare i miei compagni, o per dirla tutta, in particolare le mie compagne». In che modo? «Li facevo ridere. Ricordo la volta in cui alla nostra insegnante di lettere, molto miope, si erano appannati gli occhiali: mentre li puliva, io con la schiuma da barba mi misi a far finta di radere un compagno. Tutti sghignazzavano e lei non capiva perché». Andava a letto presto, la sera? «Mai dopo le dieci. Ma, del resto, non c'era molto da fare. Si giocava un po', tra cuginetti, poi a nanna». E nonno Libero come vede gli adolescenti di oggi? «Beh, loro stanno svegli parecchio la sera: tra internet, playstation e tv in camera. Sono come isolati nelle loro stanze. Spesso i genitori vanno a dormire e tutti si danno la buonanotte. Ma mentre mamma e papà s'addormentano, loro riaccendono il computer. Questo, sicuramente, non contribuisce al rendimento scolastico e alla sveglia mattutina».

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In duemila ieri per il carnevale alla corte del Re dei Gnocchi (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

In duemila ieri per il carnevale alla corte del Re dei Gnocchi MARIANA Vince un carro del Bresciano MARIANA. La giornata di ieri ha finalmente suggellato un nuovo appuntamento a Mariana: quello del Re dei Gnocchi che, con la sfilata di carri e gruppi mascherati, può entrare tra le eccellenze carnevalesche della provincia. Fra i 21 partecipanti, il decreto reale ha sancito la vittoria del carro Attila e l'antica Roma proposto da Visano (Brescia). Al 2º posto una mastodontica Nave dei pirati interamente in legno, proveniente da Calcio (Bergamo); 3ª una quantomai realistica L'Italia a due velocità da Moniga del Garda. La stima, un po' per difetto, valuta una partecipazione di 2.000 persone maggiormente concentrate in piazza Castello dove, per tutta la manifestazione si distribuivano gnocchi e vino a cura della Pro loco e dove il trono reale, col sovrano Giuseppe Agostini, dominava il passaggio del folclore mascherato, coi temi elaborati di stretta attualità come 'Il sorriso che non muore mai' e 'La musica è sempre la stessa', la vicenda Alitalia diventata Alitrans, Italia la scuola con i due visi di Berlusconi e della Gelmini e parecchia ecologia nei carri dei bambini di Mariana. Tutto condito in una ironica fiducia per sdrammatizzare la crisi. Da segnalare, in un angolo della piazza, l'iniziativa politica concomitante con la festa della donna della Lega Nord, che aveva allestito un gazebo con la raccolta di firme a favore della castrazione chimica. (al. al.)

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Ultimi nodi per le candidature Il ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini... (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 09/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano GELMINI OTTIMISTA Ultimi nodi per le candidature Il ministro dell'Istruzione, la bresciana Mariastella Gelmini, intervenendo al congresso milanese di An, ha assicurato che in Lombardia per la scelta dei candidati alle amministrative c'è nel centrodestra grande collaborazione. «Come è normale - ha spiegato - nei momenti in cui si devono fare scelte importanti come quelle delle candidature, è chiaro che si discute ma sempre in un clima di grande collaborazione». Tra i nodi ancora da sciogliere in queste ultime ore, c'è effettivamente il nome del candidato del centrodestra per la presidenza della Provincia di Brescia. In pole-position resta il nome dell'azzurro Giuseppe Romele che però ha incontrato nelle ultime settimane le resistenze della Lega che avrebbe avanzato il nome dell'attuale sottosegretario al Tesoro, Daniele Molgora. Il nodo dovrebbe essere sciolto stasera durante l'abituale cena di Arcore tra Umberto Bossi ed il premier Silvio Berlusconi.

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francese, come si uccide una lingua - vera schiavazzi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Torino Francese, come si uccide una lingua VERA SCHIAVAZZI C´è una battaglia che riguarda il futuro ma che fa poco rumore. E´ quella degli insegnanti di francese, che in Piemonte più che altrove si battono per non essere cancellati dal sistema scolastico dell´era Gelmini, posto che da settembre in avanti alle medie inferiori saranno le famiglie a scegliere se utilizzare le ore destinate alla seconda lingua straniera per studiarla davvero o per �potenziare´ l´inglese. Anche nella media superiore, con poche eccezioni, la seconda lingua sta sparendo, secondo una tendenza in netto contrasto con le linee europee, come ben sa chiunque si sia mai candidato a uno stage o a un posto di lavoro comunitario e abbia quindi dovuto indicare quali - e non quale - lingua conosce oltre all´italiano. Anche il commissario europeo per il multilinguismo Leonard Orban ha criticato le scelte del ministro Gelmini, facendo tra l´altro notare che se anche altri paesi europei seguiranno la stessa strada dell´italiano non resterà traccia. Ma è stato inutile. Così gli insegnanti dell´Anilf, donne soprattutto come del resto un po´ in tutta la scuola, hanno distribuito un volantino per puntare sull´unica arma che resta per difendere la loro lingua, le scelte dei genitori: «La Francia è il principale partner commerciale del Piemonte, gli studenti di oggi hanno molte possibilità di soggiorni, scambi e stage al di là del confine e negli altri 56 paesi francofoni del mondo e già ora è possibile frequentare un´università italo-francese. Non rinunciate a far studiare ai vostri figli una seconda lingua e non rinunciare a questa». Già, perché tra le minacce, e tra un taglio e l´altro anche lo spagnolo, più diffuso nel mondo e oggi più di moda, nonché più facile da studiare, incombe sulle poche cattedre di francese rimaste. Ma siamo sicuri di voler cancellare da Torino la lingua di Victor Hugo? Meglio pensarci bene.

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la scuola voluta dalla gelmini adesso è bocciata dalle famiglie (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Grosseto La scuola voluta dalla Gelmini adesso è bocciata dalle famiglie GROSSETO. «Con la chiusura delle iscrizioni alla scuola è arrivata, puntuale come un orologio, la bocciatura della riforma Gelmini» esordisce Marzio Scheggi, segretario provinciale del Pd. E a decretarla - aggiunge - non è stata la politica ma le famiglie italiane. «Il 90% delle famiglie hanno chiesto il modello tra le 30 e le 40 ore settimanali; la politica del maestro unico, dei grembiuli, della disciplina e dell'ordine, che dovevano giustificare i draconiani tagli del ministro Tremonti, si sono scontrati con la volontà delle famiglie di salvare un modello scolastico tra i più avanzati d'Europa». «Il ministero ha voluto imporre al nostro territorio e al resto d'Italia due cose che ci cambiano la vita: il maestro unico e la riduzione di orario, di finanziamenti e di personale alle scuole - precisa Simone Giusti, coordinatore dell'Ufficio di Programma del PD provinciale -. La scelta era sbagliata e destinata al fallimento: la nostra scuola primaria aveva raggiunto risultati eccellenti secondo tutti gli organismi internazionali e chi ha voluto cambiarla senza accettare nessuna discussione ha dimostrato un disprezzo profondo per i lavoratori della scuola e per i bambini e le bambine che a scuola dovranno crescere». «La destra di governo - incalza Scheggi - deve ora raccogliere il risultato politico della bocciatura cui è andata incontro. I sondaggi sul sostegno alla politica del maestro unico evidentemente erano indirizzati a chi i figli intendeva mandarli alla scuola privata. Certo è che gli italiani la mini scuola disegnata dalla Gelmini non la vogliono e il messaggio al ministro Tremonti è che i tagli li riservi a settori meno strategici. La questione, peraltro, riveste rilevanza anche sotto il profilo della occupazione: la preannunciata drastica riduzione del personale amministrativo e dei collaboratori scolastici, comporterà l'aggravamento della crisi per le famiglie, oltre che mettere a rischio l'apertura di qualche sede distaccata». «In questo caos, il Pd non ha dubbi, e si schiera con le famiglie e gli insegnanti nel difendere un modello di scuola pubblica che nulla ha da invidiare a quella privata. I dirigenti, gli amministratori e i candidati alle amministrative - conclude Scheggi - lavoreranno perchè il governo faccia un passo indietro».

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La Banda della scuola media cerca aiuto per il futuro (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

provincia pag. 18 La Banda della scuola media cerca aiuto per il futuro Alla fine dell'anno scolastico 2007-2008, gli alunni della scuola media «G. B. Corniani» di Orzinuovi hanno tenuto il loro primo concerto di fiati, a coronamento del progetto di formazione di una banda musicale della scuola media, diretta dalla preside Ivana Caffi. La banda della scuola Corniani è affidata al prof. Giancarlo Locatelli, docente del Corso di Musica. «La banda di fiati e percussioni - spiega il maestro - è importante per la crescita del gruppo e per il risultato finale delle attività musicali». La band dell'istituto conta attualmente un organico di 30 ragazzi e ragazze del triennio. Purtroppo la sua sopravvivenza è messa a rischio dal Decreto Gelmini di riforma della Scuola Secondaria di Primo Grado. La media Corniani corre quindi ai ripari e cerca aiuto per proseguire l'esperienza. Infatti, spiega il prof. Locatelli, «a partire dal prossimo anno, qualora si verificasse una mancanza di finanziamento da parte degli enti locali preposti o dei privati cittadini, il progetto non avrà inizio, a causa della modifica dei piani curricolari, voluta dal ministero per mancanza di organico». AFFINCHÉ la banda scolastica possa vivere è necessaria la collaborazione tra scuola e privati cittadini. Gli attuali standard saranno infatti mantenuti solo grazie al finanziamento e alla collaborazione di associazioni e di gruppi imprenditoriali, che vogliano prendersi a cuore la prosecuzione del progetto musicale. Anche l'amministrazione locale viene sollecitata a mantenere la giusta attenzione per le iniziative della scuola. «La banda è stata ed è tradizione di cultura, di scienza e di arte ed il progetto di «band di istituto» si rifà alla tradizione dei college anglo-americani - ricorda il maestro Locatelli - dove da sempre viene coltivata una forte politica dirigenziale di prova e di esecuzione di brani musicali in grado di garantire lo sviluppo ritmico-tecnico dello studente. Per questo noi auspichiamo che ci sia da parte di tutte le componenti della Scuola e delle altre Istituzioni una sensibilità per promuovere e mantenere i progetti iniziati da tempo con buoni risultati». R.CAF.

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Hellas Monteforte3 Lessinia1 (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 09 Marzo 2009 SPORT Pagina 39 Hellas Monteforte3 Lessinia1 Hellas Monteforte: Piccinin, Marconi, Ramponi (Pernigotto), Albi, Caccavo (Gonzato), Posenato, Bergamasco, Viali, Grassi (Fasolo), Mettifogo (Trevisan), Gonta. All. Brasciani. Lessinia: Bellamoli, Canteri C., Canteri G., Battisti, Castagna (Corradi), Menini, Corradi, Fossa, Canteri M., Alberti, Salvoro (ADami). All. Gelmini. Arbitro: Belluzzo. Reti: 25' pt Gonta, 40' pt Gonta, 10' st Adami, 35' st Bergamasco.  

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Quinto Verona2 La Rizza Deportivo2 (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 09 Marzo 2009 SPORT Pagina 39 Quinto Verona2 La Rizza Deportivo2 Quinto Verona: Pasetto, Degani, Montolli Giacomo (Composta), Pandolfo, Gelmini, Aprile, Rama (Ruben), Antolini, Tollini (Costanzi), Montolli Gianluca, Burri. All. Sanzi. La Rizza Deportivo: Bonsi, Accordini, Ferrari, Dal Forno (Guadagnini), Bonfante, De Battisti, La Corte (Corradini), Gasparato (Fiorio), Magana, Bussi (Corbioli), Bellè. All. Annechini. Arbitro: Vassanelli. Reti: 10' pt (rig.) Bellè, 35' pt Burri, 10' st Composta, 20' st Bellè.  

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L'ennesimo no Pd si... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 10 del 2009-03-09 pagina 2 L'ennesimo «no» Pd si abbatte persino sulle ristrutturazioni di Francesco Cramer Dopo nucleare, giustizia, sicurezza, economia e scuola Franceschini boccia l'ultimo progetto del governo Roma«No, no, no». Il governo annuncia un piano-casa per far ripartire l'edilizia segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all'intera economia. Ma dal jukebox dell'opposizione parte la solita musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di cementificazione dell'Italia», si è subito spolmonato il leader del Pd Franceschini, sposando la comoda linea politica del bastian contrario. Dall'energia alla giustizia, dalla scuola alle grandi opere, dall'Alitalia alla sicurezza, la sinistra ha sempre la carta pronta da gettare sul tavolo, il suo particolare jolly: il niet. In fondo che bisogno c'era di fare un governo ombra quando su tutti i grandi temi dall'opposizione arriva sempre e comunque un rifiuto? La proposta alternativa al giusto processo, mirabilmente descritta dal Guardasigilli ombra Lanfranco Tenaglia, è illuminante: «La riforma della maggioranza è in alcune parti dannosa, in altre controproducente». E pensare che per intercettare il voto moderato l'impallinato leader piddino Veltroni auspicava riforme condivise. Maggio 2008: «Confermiamo la nostra disponibilità a convergere sulle riforme per consentire al Paese di marciare più veloce, di essere più moderno». Parola di Walter. Salvo poi gridare ai quattro venti: «Sulla giustizia è difficile trovare un accordo se l'esecutivo insegue solo la separazione delle carriere, lo svilimento del Csm o il blocco sostanziale delle intercettazioni come strumento d'indagine». E ancora: «Il provvedimento sulle intercettazioni sarà un regalo alla criminalità». Una bocciatura a priori. A proposito di voti: si può provare a far funzionare la scuola, tornando al maestro unico per dare un solo punto di riferimento ai bambini e valorizzare la figura dell'insegnante. Oppure, sull'università, si può tagliare la giungla di corsi inutili e razionalizzare le spese ma la condotta della sinistra sarà sempre quella: rigettare, ripudiare, respingere. «La riforma Gelmini smantella la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario dei «no» della gauche c'è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina? L'opposizione arriccia il naso e fa partire il «no» con l'Alta velocità: «Sono uno specchietto per le allodole di fronte alla crisi». Già, la crisi. Forse abolendo l'Ici sulla prima casa, sostenendo il potere d'acquisto dei meno abbienti con bonus famiglia e social card arriverà qualche sì anche dall'opposizione? Macché. La social card «è soltanto un'elemosina di Stato» e in fondo, parole di Veltroni: «È umiliante per quanti la usano perché nei supermercati vengono identificati come bisognosi». Sull'atomo è meglio lasciar perdere: getti le basi per aumentare l'indipendenza energetica producendo, entro il 2020, circa il 20% del fabbisogno di energia grazie al nucleare che alla sinistra scoppiano i nervi: «Ennesimo spreco di denaro pubblico». E a proposito di sprechi: con il federalismo, assicurando autonomia di entrata e di spesa agli enti locali, si tira la cinghia sulle uscite dello Stato-Pantalone. Piacerà? No: «Determinerà un aumento di spesa pubblica e burocrazia». E su Alitalia? Salvi la compagnia di bandiera: privata, italiana e con un forte partner internazionale. Volerà un applauso così, per sbaglio... Bersani: «Una soluzione debole e problematica, molto più di quello che avrebbe potuto essere». E te pareva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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REAL BORGOSATOLLO: Ponzoni, Natale (35'st Papa), Rocchi, Fusi, Nicoletti, Febbrari, Salvi, Lamb... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

sport pag. 38 REAL BORGOSATOLLO: Ponzoni, Natale (35'st Papa), Rocchi, Fusi, Nicoletti, Febbrari, Salvi, Lamb REAL BORGOSATOLLO: Ponzoni, Natale (35'st Papa), Rocchi, Fusi, Nicoletti, Febbrari, Salvi, Lamberti (1'st Chiaf), D'Amico, A. Gravagna (40'st Bettinzoli), M. Gravagna. All. S. Romano. TRENZANO: Soldati, Abeni, Ronchi, Amadei, Apostoli, Vitali, Menguzzato, Serra (35'st Gelmini), Alberti, F. Romano (30'st Laffranchi), Pozzaglio (25'st Rossetti). All. Lupi. ARBITRO: Mazzi di Brescia. RETI: 20'pt e 30'st A. Gravagna, 15'st Fusi, 25'st Alberti su rigore.

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<Provinciali? Siamo pronti e la Lega starà con noi> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 10 del 2009-03-09 pagina 2 «Provinciali? Siamo pronti e la Lega starà con noi» di Gianandrea Zagato Elezioni, per il ministro La Russa i nodi sono stati sciolti Manca l'annuncio ufficiale: «A breve lo daremo insieme» Pdl-Lega, l'accordo per le amministrative è fatto (o quasi). «Manca solo l'annuncio» spiega Ignazio La Russa perché «vogliamo farlo globale tra Lombardia, Piemonte e Veneto ma» spiega il reggente di An «credo che tutti i nodi siano stati sciolti». La Lega, dunque, chiosa La Russa, «non correrà da sola»: «Sono cose che si dicono sempre. La quadra, come la definisce Umberto Bossi, la troveremo. Questo non vuol dire che in una coalizione non vi debba essere, accanto alla lealtà, all'amicizia e allo sforzo comune per raggiungere comuni obiettivi, anche un po' di sana competizione». Insomma, anche se il Carroccio cerca maggiore visibilità è evidente che, stasera, ad Arcore, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sigleranno l'intesa. Sul tavolo c'è quell'elenco di cognomi stilato dal Pdl - otto candidati su undici tra Province e Comuni capoluoghi - su alcuni dei quali, la Lega, in questi giorni, ha puntato i piedi con l'obiettivo di contare di più nelle prossime operazioni di riordino dei consigli di amministrazione di Fondazione Fiera, Expo 2015 e A2A. E mentre il candidato alla Provincia di Milano Guido Podestà, coordinatore regionale di Fi, sa di trovare, parola di La Russa, «in An alleati sicuri, anzi scatenati per riportare anche Palazzo Isimbardi al centrodestra», il Carroccio a Bergamo sposa la candidatura di Franco Tentorio, già vicesindaco di An, alla guida del comune: «Insieme dal primo turno sarebbe quasi impossibile la riconferma per l'uscente Bruni» osserva il segretario provinciale leghista Cristian Invernizzi. Naturalmente, Invernizzi rimanda alla decisione dei vertici nazionali, «sperando di essere uniti da subito». Speranza che è certezza con la condivisione del Pdl alla candidatura del deputato leghista Ettore Pirovano alla Provincia di Bergamo. Risiko delle amministrative con semaforo verde sia anche per la Provincia di Brescia con il candidato Giuseppe Romele (Fi) vicino a Mariastella Gelmini, che per quella di Monza, dove in campo scende l'attuale vicesindaco di An, Dario Allevi, e dove «i sondaggi danno il Pdl oltre il 40 per cento» confida l'assessore regionale Massimo Ponzoni. E, ancora, intesa per il comune di Pavia, dove candidato sindaco è il segretario cittadino di Fi Alessandro Cattaneo che, «spera» nel sostegno «di un politico esperto come Giancarlo Abelli». Resta ancora sospesa, secondo indiscrezioni, la candidatura di Daniele Nava (An) alla Provincia di Lecco e, infine, di quell'elenco di otto cognomi stilato dal Pdl è da definire la guida di Cremona che sarebbe non in quota alla Lega bensì ai centristi dell'Udc. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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<Garanzie dalla Gelmini, gli insegnanti non mancano> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 10 del 2009-03-09 pagina 3 «Garanzie dalla Gelmini, gli insegnanti non mancano» di Gian Piero Scevola Formigoni rassicura: «Il governo coprirà tutti i posti. Genitori e studenti non hanno niente da temere» Pier Gianni Prosperini, l'assessore allo sport della Regione Lombardia, non ci sta. L'attacco che Filippo Grassia, battuto da Pino Zoppini nella corsa alla presidenza del Coni regionale, gli ha sferrato sabato scorso in occasione dell'assemblea elettiva, non gli è proprio andato giù. E, da esperto pugile (la noble art è il suo sport preferito) è subito passato al contrattacco. «Non ho preso le parti di Zoppini, ma solo espresso la mia approvazione per quello che aveva fatto in collaborazione col mio assessorato. D'altra parte l'assessore provinciale di Rifondazione Comunista aveva in precedenza scritto una lettera di complimenti e appoggio a Grassia». E continua: «Non mi sono schierato, ma l'incontro conviviale dello scorso martedì con Zoppini e la sua giunta non può certo rappresentare una presa di posizione». E sul contributo della Regione allo sport lombardo, il vulcanico assessore è chiarissimo: «E' di 300mila euro quanto diamo al Coni per le società, ma altrettanti ne vengono assegnati per interventi singoli, oltre a quelli per i grandi eventi sportivi. Insomma, la Lombardia dà allo sport non meno di 5 milioni ed è inutile che Grassia faccia riferimento ai contributi di Piemonte o Sicilia». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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CUS GENOVA: Capaldo, D'Agostini A., Cadeddu, Bernardini, Marshallsay David, D'Agostini M.,... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

sport pag. 51 CUS GENOVA: Capaldo, D'Agostini A., Cadeddu, Bernardini, Marshallsay David, D'Agostini M., CUS GENOVA: Capaldo, D'Agostini A., Cadeddu, Bernardini, Marshallsay David, D'Agostini M., Parodi, Maggiolo, Marshallsay Paul, Mignanego, Manara, Poggi, Mantelli, Agrone, Sanchez Sottano. A disposizione: Riccobono, Sciacchitano, Giusta, Casanova, Scotti, Giovenco, Marattini. BASSA BRESCIANA: Ferroni, Mazzi, D'Alesio, Galanti, Piscitelli M., Squassina, Vitali Boni, Reghenzi, Gelmini, Cavalli, Belluati Emanuele, Peveroni, Tomasoni, Germino. A disposizione: Cherubini, Fogazzi, Hayabdhullah, Anselmi, Filippini, Caponi. MARCATORI: pt, 8' m Bernardini tr D' Agostini M.; 11' cp Piscitelli, 31' cp D'Agostini M.; st, 18' cp Piscitelli; 33' cp Piscitelli

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gelmini bocciata sul tempo pieno sì a trattenere il 20% dell'irpef (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

MONTAGNANA. Unanimità in consiglio comunale Gelmini «bocciata» sul tempo pieno «Sì» a trattenere il 20% dell'Irpef MONTAGNANA. Hanno votato all'unanimità di sospendere il provvedimento collegato al decreto Gelmini sulle scuole a tempo pieno e intermedio, ma anche la proposta di legge per trattenere il 20% dell'Irpef versato allo Stato nei Comuni. Due problemi che non hanno colore politico. «Il tempo pieno nelle scuole venete - ha spiegato il sindaco Mossa in consiglio comunale - oltre a rispondere alle più moderne esigenze didattiche consente alle famiglie di organizzarsi. Quanto all'Irpef, ribadiamo che i Comuni virtuosi del Veneto al massimo arrivano al 7%. Si tratta di un federalismo immediato». D'accordo anche Maurizia Dosso, capogruppo di minoranza. «Purché non siano richieste legate al momento, in quanto il nostro gruppo parlamentare non ha votato a favore del dl Gelmini. Per il 20% Irpef bisognerà riproporlo con forza anche ai nuovi amministratori». (ro.mor.)

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di OSVALDO PASELLO <SCUOLA che vai, scuola che vieni>, citando De An... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 2 di OSVALDO PASELLO «SCUOLA che vai, scuola che vieni», citando De An... di OSVALDO PASELLO «SCUOLA che vai, scuola che vieni», citando De André: scuola che vai (almeno nelle intenzioni) per 165 tra docenti e Ata che, in provincia, hanno effettuato in questi giorni domanda di pensionamento; scuola che vieni (e qui le intenzioni spesso sfiorano il miraggio) per oltre un migliaio di precari sempre più lontani dal posto «fisso». Nelle graduatorie polesane degli Ata, appena riaggiornate anche in vista del concorso per titoli in bando, ci sono, per dire, quasi 400 persone che aspettano un lontano ingresso in ruolo e, perfino, un incerto incarico a tempo determinato. Duecento solo i collaboratori scolastici (bidelli), un'ottantina gli assistenti amministrativi e circa 40 i «tecnici». Ma se gli Ata nella precarietà del lavoro sono nella scuola locale quasi 400, i docenti nelle stesse condizioni, dalle elementari alle superiori, sono più di 800. Per tutti costoro, con i tagli previsti dalla Riforma, la prossima estate si trasformerà in una «torrida estate calda». Nel contempo, come si diceva, un 5% dei dipendenti provinciali del sistema-scuola ha fatto domanda di pensionamento, incrementando un trend già evidente da qualche anno. E' «fuga» dalla scuola per 21 collaboratori scolastici, 11 assistenti amministrativi, due tecnici e un direttore dei servizi amministrativi. E' anche «fuga» per 7 docenti della scuola dell'Infanzia e 33 maestre delle Elementari. Per le maestre, in particolare, il dato è certamente notevole. Ma non meno rilevante (anzi) è la percentuale di domande di pensione nella «Media» dove, tra le 40 richieste presentate in provincia, ben 15 riguardano la classe di concorso di Italiano e Storia, vale a dire una delle più penalizzate dalla riforma-Gelmini. Altre 8 sono, invece, concentrate nell'area disciplinare matematico-scientifico, 5 in quella linguistica, e un piccolo plotoncino in quella tecnica che la riforma ridurrà notevolmente nel carico orario già a partire dal prossimo settembre. Passando alle Superiori si arriva a 42 domande di pensionamento, con in testa ancora una volta la classe di concorso legata a materie letterarie (12 domande), seguita da matematica e da varie discipline specialistiche, tra cui spicca «elettronica e elettrotecnica». Insomma è un piccolo esodo dalla scuola polesana, ma è così in tutta Italia. Un «esodo» che, forse, potrà contribuire ad alleggerire, almeno in parte, il peso dei 40 mila posti che già a settembre verranno tagliati nelle aule italiane (dati ancora provvisori). Ma si tratta solo di alleggerimento momentaneo perché, in realtà, ben pochi tra le centinaia di precari in lista d'attesa in Polesine possono sperare, a luglio, di avere, un incarico a tempo indeterminato. A dirla tutta, non è ancora chiaro se davvero qualche assunzione in ruolo nella scuola verrà programmata prima di settembre. E mentre resta questo punto interrogativo, si aprirà, per moltissimi di loro la terrificante «roulette russa» sulla conferma o meno anche dell'incarico annuale.

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GIORGIO GABER ENTRA NELLE SCUOLE ITALIANE. A INVITARLO È LO STESSO MINISTERO DELL'ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA, IN OCCASIONE DEL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA. (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 09 Marzo 2009 GIORGIO GABER ENTRA NELLE SCUOLE ITALIANE. A INVITARLO È LO STESSO MINISTERO DELL?ISTRUZIONE, UNIVERSITÀ E RICERCA, IN OCCASIONE DEL SETTANTESIMO ANNIVERSARIO DELLA SUA NASCITA. Milano, 9 marzo 2009 - ?Progetto Gaber?, promosso insieme alla Fondazione a lui dedicata, vuole incoraggiare i giovani a confrontarsi con un artista straordinario che, con la sua opera, ha lasciato alla cultura del nostro Paese un patrimonio di inestimabile valore in grado di offrire agli studenti italiani importanti spunti di riflessione quanto mai attuali. Nella conferenza stampa a Palazzo Marino, sarà lo stesso Ministro dell? Istruzione, Mariastella Gelmini, a presentare il Progetto. Con Lei interverranno Ombretta Colli, promotrice della Fondazione; Dalia Gaber; Enzo Iacchetti, l?Assessore Giovanni Terzi in rappresentanza del Comune di Milano e Sergio Escobar, direttore del Piccolo Teatro di Milano ? Teatro d?Europa. ?Progetto Gaber? prevede come prima iniziativa il concorso ?Giorgio Gaber, parole per pensare?, rivolto alle scuole secondarie superiori statali e paritarie. L?iniziativa proporrà agli studenti 12 brani dell?opera gaberiana, selezionati dalla Fondazione, con i quali gli studenti stessi potranno confrontarsi, rielaborandone il contenuto attraverso varie forme espressive (testo, audio, video, grafica ecc. ). Lo scopo è quello di stimolare i giovani a confrontarsi con l?opera del Teatro Canzone di Giorgio Gaber e Sandro Luporini. ?La figura di Gaber e la sua opera possono insegnare moltissimo ai nostri ragazzi ? spiega il Mariastella Gelmini, Ministro dell?Istruzione - per questo motivo abbiamo accolto con interesse l?invito della Fondazione Gaber per portare a conoscenza degli studenti, che mai hanno avuto la fortuna di vederlo a teatro dal vivo, il lavoro di un artista che tramite il suo sforzo intellettuale ha insegnato a pensare, al di là degli schemi e delle ideologie. ? Affinché lo studio di Gaber mantenga la vivacità intellettuale che caratterizza i suoi testi, il Progetto prevede anche lezioni nelle scuole tenute da studiosi ed artisti in grado di arrivare al cuore dei giovani. Il primo appuntamento si è svolto lo stesso 2 marzo alle ore 11. 00 al Teatro dell?Arte di Milano dove oltre 450 studenti degli istituti secondari superiori della provincia hanno partecipato ad un incontro con il Signor G. : un percorso nella sua opera, tenuto secondo le modalità della Lezione - Spettacolo da Andrea Pedrinelli con la partecipazione straordinaria di Gioele Dix, che ha proposto una sintesi del suo recital dedicato al repertorio gaberiano, in tournée dall?estate prossima. Quello al Teatro dell?Arte sarà il lancio di un progetto pluriennale di iniziative nel quadro di un protocollo d?intesa triennale sottoscritto dal il Ministero dell? Istruzione, Università e Ricerca e la Fondazione Gaber. ?Raccontare Gaber alle giovani generazioni - dichiara il presidente Paolo Dal Bon - rientra nelle nostre priorità istituzionali, tutte rivolte alla divulgazione della figura e dell?opera di Giorgio Gaber?. Tutto inizia l?estate scorsa, quando in occasione dell?annuale Festival Gaber a Viareggio, Enzo Iacchetti lancia un invito al ministro Gelmini: ?Gaber bisognerebbe insegnarlo a scuola?. La provocazione innesca immediatamente un acceso dibattito sulla stampa nazionale. La risposta del ministro è quanto mai tempestiva: ?Mi piacerebbe pensare a dei progetti per far conoscere la sua grandezza agli studenti?. A spiegare la portata di questa importante iniziativa è Dalia Gaber: ?Sogno che i miei figli possano studiare l?opera di mio padre nei loro libri di scuola. Sogno che possa entrare a far parte della storia della cultura di questo Paese. ? ?Il pensiero di Giorgio Gaber è sempre stato orientato in avanti. Numerose canzoni scritte negli anni ´70 e ´80 risultano oggi essere estremamente attuali - ha spiegato Ombretta Colli, moglie di Giorgio Gaber e promotrice della Fondazione -. Portare il pensiero di Giorgio nelle scuole è una grande opportunità per i ragazzi che hanno voglia di crescere e di riflettere sulla vita e su ciò che sta loro intorno. E´ stato commovente ed emozionante leggere i commenti di alcuni studenti delle scuole medie che hanno mostrato una grande sensibilità verso argomenti difficili e profonde: sono una speranza nuova per tutti". . <<BACK

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SCUOLA TOSCANA: SI SCALDANO I MOTORI DELLA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 09-03-2009)

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Lunedì 09 Marzo 2009 SCUOLA TOSCANA: SI SCALDANO I MOTORI DELLA PARTECIPAZIONE DEI GENITORI Firenze, 9 marzo 2009 - Informazione e formazione sono le parole d?ordine per il rilancio della partecipazione dei genitori nelle scuole. Così hanno stabilito i 140 genitori ?esperti? che hanno partecipato al seminario ?Genitori a scuola di partecipazione: il modello toscano? che si è tenuto sabato 7 marzo a Firenze per iniziativa dell?Ufficio Scolastico Regionale e del Forum Regionale dei Genitori (Fo. R. A. G. S. ) della Toscana. I genitori si sono mostrati soprattutto interessati ad avere strumenti per muoversi in modo competente all´interno del complicato universo scuola: il proprio ruolo all?interno della scuola, diritti e doveri e un po? di normativa sono state le richieste più gettonate. Una formazione mirata che potrà essere svolta dai Forum provinciali dei genitori, di prossimo rinnovo da parte delle Associazioni riconosciute dal Ministero dell?Istruzione (A. Ge. , A. Ge. S. C. , C. G. D. E Mo. I. Ge. ). Dalla ricca messe di metodi, strategie e suggerimenti emersi nei gruppi di lavoro sarà tratta una sorta di vademecum che sarà diffuso ai genitori impegnati nei consigli di classe e di istituto delle scuole toscane. Il documento conterrà tutti i suggerimenti che nascono dalla concreta esperienza dei genitori, come ad esempio quello di installare nelle scuole una bacheca per le comunicazioni dei genitori, creare una mailing list interna oppure tenersi in contatto fra membri del Consiglio di istituto via Sms o e-mail. L?aspetto più corposo riguarda però il modo stesso di rapportarsi con la scuola e con gli altri genitori, a partire dalle strategie di comunicazione e di coinvolgimento, che vanno dalla classica pizza di fine anno ad aspetti un po? nuovi come l?esigenza di documentare il lavoro fatto per lasciarne memoria, anche qui spaziando dal classico verbale fotocopiato e diffuso a mano, per giungere a foto, filmati e documenti caricati in pagine apposite del sito web della scuola. Dopo la lettura del messaggio che il Ministro Mariastella Gelmini ha voluto rivolgere ai partecipanti, il Direttore dell?Ufficio Scolastico Regionale per la Toscana Cesare Angotti ha introdotto così i lavori: ?Vi saluto veramente con affetto, perché appartenete alla parte più bella del mio lavoro. Siamo infatti tutti qui per il miglior apprendimento dei nostri giovani?. Elio Satti, dirigente dell?Ufficio Pubblica Istruzione della Regione Toscana, ha portato il saluto dell?assessore Gianfranco Simoncini, il suo apprezzamento per la presenza dei genitori e delle loro associazioni sui vari aspetti che riguardano la scuola e infine il suo invito: ?Stateci vicini?. ?Il tavolo per l?applicazione del Titolo V della Costituzione porta una nuova idea di scuola ?ha dichiarato Satti- Si tratta di un momento delicato ed è importante che ci siano i genitori. La sfida si vince se la vinciamo insieme?. ?Grazie ai genitori che hanno animato i dieci incontri preparatori a livello provinciale e grazie ai partecipanti al seminario di oggi ?ha concluso Rita Manzani Di Goro, coordinatrice del Forum Regionale delle Associazioni dei Genitori- abbiamo gettato le basi di una rete che aiuterà a recuperare il ritardo di trent?anni di scarsa partecipazione dei genitori a scuola?. . <<BACK

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IL BUON ORIENTAMENTO NEGLI STUDI E' UN NODO STRATEGICO PER IL SUCCESSO (sezione: Scuola)

( da "marketpress.info" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 09 Marzo 2009 IL BUON ORIENTAMENTO NEGLI STUDI E? UN NODO STRATEGICO PER IL SUCCESSO Venezia, 10 marzo 2009 - ?Sono orgogliosa di aver sentito che a livello nazionale il Veneto è considerato un modello d?avanguardia?. Lo ha dichiarato, il 5 marzo, Elena Donazzan, assessore all?Istruzione, Formazione e Lavoro, durante il seminario l?orientamento per il futuro in corso all?Hotel Terme Alexander Palace di Abano Terme (Pd) e ha aggiunto: ?rappresentanti di Banca d?Italia e di Confindustria nel loro intervento, di fronte al ministro all?Istruzione Maria Stella Gelmini, hanno riconosciuto quale ricchezza di successi e di esperienza siano rappresentati dal modello veneto?. ?Proprio l?orientamento - ha aggiunto Donazzan - rappresenta il nodo strategico per il successo, sia nel percorso di studi che nel lavoro, e l?ambiente culturale del Veneto, fatto di forte sinergia tra istituzioni, mondo del lavoro e mondo della scuola, ne è il dato caratteristico principale?. Al margine del convegno, confrontandosi con alcuni dirigenti scolastici, l?assessore ha avuto modo di ribadire che l?incontro con la Gelmini che doveva tenersi lo scorso martedì, in occasione del Convegno di Abano Terme, e che è poi saltato, non era dovuto, era bensì frutto della disponibilità del ministro stesso a seguito di una richiesta specifica. ?Se il Veneto - ha commentato quindi Donazzan - è considerato da tutti un?eccellenza, sotto l?aspetto sia dell?organizzazione scolastica che dei risultati ottenuti, dobbiamo fare in modo che questa venga salvaguardata anche in un momento di gravissima difficoltà per la spesa pubblica?. ?La rassicurazione - ha concluso l?assessore del Veneto - avuta dal ministero, su indicazione del Ministro Gelmini, di riconoscere le caratteristiche e le esigenze del Veneto, impongono innanzitutto alla Regione di avere un quadro preciso delle risorse disponibili e delle eventuali razionalizzazioni per essere credibili nel momento in cui formalizzeremo le nostre richieste?. . <<BACK

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CHIETI - I bulli non studiano a Chieti. I dati degli scrutini intermedi tratteggiano una rea... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Abruzzo)" del 09-03-2009)

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Lunedì 09 Marzo 2009 Chiudi di STEFANIA ORTOLANO CHIETI - I bulli non studiano a Chieti. I dati degli scrutini intermedi tratteggiano una realtà diversa rispetto alla media nazionale. Pochi, infatti, i voti negativi ad eccezione di quelli registrati nell'istituto professionale "Pomilio" dove su 600 allievi i cinque in condotta sono stati novanta. In compenso nessun cinque al Liceo Scientifico nè al Classico, agli Istituti Magistrale, Industriale, Commerciale, al Liceo della Comunicazione. All'Itc "De Sterlich", a Chieti Scalo, i cinque si contano su una mano. Tre insufficienze in condotta, infine, all'Istituto d'Arte. «Un "5" e due "4" causa sospensione - spiega la professoressa Di Vito, vicepreside - Quest'anno abbiamo dovuto affrontare la gamma di voti da 1 a 10 guardando al comportamento dello studente sotto ogni punto di vista; il voto in condotta può diventare uno strumento discriminante». Come detto fa eccezione in questa panoramica il professionale "Pomilio". Il 5 in condotta è stato inflitto a novanta ragazzi su un totale di 600. Ci sono anche due "quattro". Voti pessimi che riflettono la tendenza nazionale negli scrutini di questo specifico tipo di istituto. Gli insegnanti del "Pomilio", però, la pensano in maniera diversa. La vicepreside, la professoressa D'Alonzo, come molti colleghi definisce uno stereotipo l'abbinamento scontato tra studenti degli istituti professionali e insuccessi scolastici: «Non ci sono stati episodi di bullismo da noi, non è che chi ha avuto il 5 in condotta ha distrutto la scuola, l'aumento delle insufficienze rispetto al 2008 è semplicemente la conseguenza di una normativa cambiata e poi noi teniamo moltissimo alla serietà dei nostri allievi. Abbiamo valutato la frequenza delle lezioni, lo studio e altri parametri». Non solo: «I ragazzi non sono diventati improvvisamente più indisciplinati ma è cambiato il modo di valutare la condotta, adesso dobbiamo considerare l'andamento didattico nel suo complesso. Una volta andava punito solo il commediante, adesso un atteggiamento passivo è comunque sinonimo di cattiva condotta e pertanto non va premiato». Condotta a parte, resta l'epidemia di insufficienze nelle altre materie. Al Liceo Classico Vico lo spauracchio è dato dalla "triade" latino, greco e matematica, allo Scientifico da matematica, inglese e latino; e anche negli istituti tecnici la maggior parte dei 4 e dei 5 è accanto alle voci lingue e matematica, confermando l'andamento dello scorso anno. E' di frequente la lingua straniera a causare molte difficoltà e a rovinare una pagella, perché? Ce lo spiega un'insegnante di lingue del Liceo della Comunicazione: «L'apprendimento delle Lingue richiede una capacità di ascolto, un'applicazione e uno studio metodico essenziali per capire il lessico e comprendere la grammatica. I ragazzi oggi si applicano poco, la lingua orale si impara con una "full immersion" all'estero o dedicando tante ore allo studio e all'apprendimento. E' un lavoro che va fatto con precisione e gli studenti di oggi non ci sono più portati; aggiungiamo pure che per un italiano è più difficile imparare l'inglese rispetto a un giovane dell'Est europeo, giusto per fare un esempio. Stesso discorso per la matematica, la disciplina di studio è identica, richiede fatica e concentrazione». «E' vero - conferma il preside del liceo scientifico "Masci" Vincenzo De Lucia - oggi ci sono più problemi dal punto di vista didattico, non si è più abituati allo studio teorico, si è più attratti dalle immagini, la televisione e il computer non agevolano, la ripetizione e l'esercizio vengono vissuti con fastidio. Sta a noi trovare la formula giusta, siamo nel mezzo di un passaggio».

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di ANTONELLA COPPARI ROMA DA CONSUMATO giocatore di poker Umb... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 09-03-2009)

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PRIMO PIANO pag. 11 di ANTONELLA COPPARI ROMA DA CONSUMATO giocatore di poker Umb... di ANTONELLA COPPARI ROMA DA CONSUMATO giocatore di poker Umberto Bossi rilancia in continuazione: nelle ore in cui il coordinatore di An, Ignazio La Russa, dà «almeno virtualmente» per chiuso l'accordo sui candidati alle elezioni di giugno per la Lombardia, lui apre un nuovo fronte. E assicura la presenza al Sud di liste della Lega non solo alle Europee (era già successo nel 2004) ma anche alle amministrative. «Sicuramente nei centri principali ci staremo assicura Giovanni Fava, deputato leghista nonchè coordinatore per il Sud Stiamo preparando liste per le comunali a Bari, per le provinciali a Napoli; abbiamo già pronte quattro liste per le province abruzzesi e per il basso Lazio». I SONDAGGI sono lusinghieri, di qui la tentazione di scrollarsi di dosso l'etichetta di partito regionale. Con il disco verde del comitato politico federale, 15 parlamentari leghisti sono stati mandati a fare i commissari per le regioni meridionali. Ma l'operazione non suscita entusiasmo nel Pdl: «E' una situazione da chiarire dice il presidente dei deputati Cicchitto Ero fermo al fatto che la Lega si presentasse fino alla linea gotica». E Mario Valducci, presidente della commissione Trasporti della Camera, chiosa: «Nel progetto strategico il Pdl era l'unico partito nazionale alleato con due partiti territoriali, Lega e Mpa. Così non va bene». Ma Fava fa spallucce: «Noi non siamo spaventati dal Pdl, loro può darsi siano spaventati dalla Lega ma è un loro problema. Fra un po' dovranno fare i conti con la Lega movimento nazionale». Getta acqua sul fuoco Paolo Bonaiuti, portavoce del premier: «Il rapporto fra Berlusconi e Bossi è saldo, non mi sembra il caso di fare drammi». A sentire Ignazio La Russa sarebbe tutto risolto anche per quanto riguarda le candidature alle prossime amministrative: «Manca solo l'annuncio perché vogliamo farlo globale tra Lomabrdia, Piemtonte e Veneto ma credo che tutti i nodi siano stati sciolti». Prudente l'azzurra Gelmini: «E' chiaro che si discute, ma in un clima di grande collaborazione». In base all'accordo «virtuale» che ieri circolava tra gli esponenti del Pdl, la Lega otterrebbe la presidenza della provincia di Lodi, quella di Bergamo e di Sondrio, mentre quella di Brescia e quella di Milano andrebbero a Forza Italia (Romele e Podestà, rispettivamente, i candidati), e An avrebbe le province di Monza e Lecco, nonché il sindaco di Bergamo. In soldoni: gli alleati si spartirebbero le tre province sulla carta più abbordabili, ovvero Monza, Bergamo e Brescia. PERÒ...PERÒ il leghista Matteo Salvini, segretario provinciale di Milano, alle otto di sera, puntualizza: «Siamo ancora in sospeso. Il problema fondamentale resta Brescia». Parole che fanno il paio con un'intervista a Bossi pubblicata ieri: «E' chiaro che chi prende Brescia non può prendere anche Milano. Fare un passo indietro? Tutto andrà fatto compatibilmente con la trattativa: un pezzo di qui e un pezzo di là, troveremo l'accordo». Il Pdl per avere il via libera della Lega dovrà cedere qualcosa in Piemonte e in Veneto. A mettere il timbro sulla quadra, come al solito, Bossi e Berlusconi: magari ne parleranno già oggi, se ci sarà la consueta cena ad Arcore, ancora da confermare. Di certo, sul tavolo del premier ci sono altri dossier caldi, come quello che riguarda Firenze visto che ha avocato a sè la scelta del candidato da contrapporre al «fenomeno» del Pd, Matteo Renzi. In pole position resta sempre l'ex portiere di Fiorentina e Nazionale, Giovanni Galli.

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Alessandro Maggi Cantù (Como) ALLE 20.30 l'Armani entra per il riscaldamento e ... (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

BASKET MASCHILE pag. 21 Alessandro Maggi Cantù (Como) ALLE 20.30 l'Armani entra per il riscaldamento e ... Alessandro Maggi Cantù (Como) ALLE 20.30 l'Armani entra per il riscaldamento e il Pianella è un fischio solo. Appena dopo tocca all'Ngc: sono solo applausi. I tifosi dell'Armani sono nella "gabbia" riservata agli ospiti e fanno sentire la loro voce. Il primo coro è per la squadra, poi per coach Bucchi che (teso in volto) saluta con il dito puntato al cielo. Poi gli Eagles cominciano con gli sfottò («Chi non salta un milanese è...» e avanti di questo passo). Quelli del Milano, rispondono per le rime. Pianella esaurito (e qualche ospite d'onore, l'ex coach Sacripanti, costretto a stare in piedi, si siede invece comodamente il ct della Nazionale, Recalcati) e tifosi che indossano la t-shirt bianca con il nuovo marchio Ngc Action che debutta proprio per il derby (assente, perché influenzato, il testimonial Ballan, ciclista della Lampre Ngc). Quando lo speaker legge le formazioni, quella del Milano in pratica non si sente (i fischi sono assordanti). Prima dell'inizio gli Eagles estraggono il primo striscione dedicato a «Re Giorgio Armani»: «8 marzo: una mimosa per Giorgio». Le squadre vanno sul legno, gli americani di ambo le parti si danno il «5». Il primo centro è di Sow. Solo quasi al 3' arriva il primo punto (Rich ai liberi) dell'Ngc. Un boato saluta la bomba di capitan Mazzarino che dà il pari all'Ngc quando mancano meno di 50" allo scadere del 1° quarto. ALTRO striscione degli Eagles rivolto ai tifosi dell'Armani: «A noi Maroni dà il giro di vite... a voi la Gelmini il 5 in condotta». Poi fa il suo esordio Prato che cerca subito il canestro (palla sul ferro). E con Prato sul legno, Mazzarino fa il play dando il cambio a Gaines. Primo vantaggio Cantu' (23-22 al 17'), la firma di capitan Mazzarino (che scodella un'altra tripla). Canestro da sotto di Price e Milano chiude avanti all'intervallo (29-33) e manda i propri tifosi, e quelli del Pianella, a rinfrescarsi l'ugola (serve, eccome se serve). Nuovo striscione Eagles; «Vieni di notte con lo spray ma alla partita non vieni mai». Il derby entra nel vivo, Milano prova a fuggire, ma Cantù rientra e in questa fase anche gli arbitri cominciano a sbagliare (troppo). Il coach dell'Armani, Bucchi, passeggia come una sentinella davanti alla panchina e si toglie il pullover (comincia a far caldo) e il derby entra nell'ultimo quarto. Quello decisivo.

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Piano casa, Franceschini: "No,... (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 10 del 2009-03-09 pagina 2 Piano casa, Franceschini: "No, è cementificazione" di Francesco Cramer Dopo nucleare, giustizia, sicurezza, economia e scuola il segretario del Pd boccia anche l?ultimo progetto del governo. Le "riforme condivise" non sono mai diventate realtà Roma - «No, no, no». Il governo annuncia un piano-casa per far ripartire l?edilizia segando pastoie e burocrazie? In fondo il settore zoppica e potrebbe far da volano all?intera economia. Ma dal jukebox dell?opposizione parte la solita musica. Non il ballo del mattone ma il disco rotto del «no, no, no». «Si apre una nuova stagione di cementificazione dell?Italia», si è subito spolmonato il leader del Pd Franceschini, sposando la comoda linea politica del bastian contrario. Dall?energia alla giustizia, dalla scuola alle grandi opere, dall?Alitalia alla sicurezza, la sinistra ha sempre la carta pronta da gettare sul tavolo, il suo particolare jolly: il niet. In fondo che bisogno c?era di fare un governo ombra quando su tutti i grandi temi dall?opposizione arriva sempre e comunque un rifiuto? La proposta alternativa al giusto processo, mirabilmente descritta dal Guardasigilli ombra Lanfranco Tenaglia, è illuminante: «La riforma della maggioranza è in alcune parti dannosa, in altre controproducente». E pensare che per intercettare il voto moderato l?impallinato leader piddino Veltroni auspicava riforme condivise. Maggio 2008: «Confermiamo la nostra disponibilità a convergere sulle riforme per consentire al Paese di marciare più veloce, di essere più moderno». Parola di Walter. Salvo poi gridare ai quattro venti: «Sulla giustizia è difficile trovare un accordo se l?esecutivo insegue solo la separazione delle carriere, lo svilimento del Csm o il blocco sostanziale delle intercettazioni come strumento d?indagine». E ancora: «Il provvedimento sulle intercettazioni sarà un regalo alla criminalità». Una bocciatura a priori. A proposito di voti: si può provare a far funzionare la scuola, tornando al maestro unico per dare un solo punto di riferimento ai bambini e valorizzare la figura dell?insegnante. Oppure, sull?università, si può tagliare la giungla di corsi inutili e razionalizzare le spese ma la condotta della sinistra sarà sempre quella: rigettare, ripudiare, respingere. «La riforma Gelmini smantella la scuola», hanno urlato ai quattro venti Veltroni e soci. Ma nel sussidiario dei «no» della gauche c?è pure il capitolo «grandi opere». Il governo mette sul piatto 18 miliardi di euro per azionare la leva delle infrastrutture, dalla Tav al Mose, dal Ponte sullo stretto di Messina? L?opposizione arriccia il naso e fa partire il «no» con l?Alta velocità: «Sono uno specchietto per le allodole di fronte alla crisi». Già, la crisi. Forse abolendo l?Ici sulla prima casa, sostenendo il potere d?acquisto dei meno abbienti con bonus famiglia e social card arriverà qualche sì anche dall?opposizione? Macché. La social card «è soltanto un?elemosina di Stato» e in fondo, parole di Veltroni: «è umiliante per quanti la usano perché nei supermercati vengono identificati come bisognosi». Sull?atomo è meglio lasciar perdere: getti le basi per aumentare l?indipendenza energetica producendo, entro il 2020, circa il 20% del fabbisogno di energia grazie al nucleare che alla sinistra scoppiano i nervi: «Ennesimo spreco di denaro pubblico». E a proposito di sprechi: con il federalismo, assicurando autonomia di entrata e di spesa agli enti locali, si tira la cinghia sulle uscite dello Stato-Pantalone. Piacerà? No: «Determinerà un aumento di spesa pubblica e burocrazia». E su Alitalia? Salvi la compagnia di bandiera: privata, italiana e con un forte partner internazionale. Volerà un applauso così, per sbaglio... Bersani: «Una soluzione debole e problematica, molto più di quello che avrebbe potuto essere». E te pareva. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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i dottorandi pagati poco (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Cronaca I dottorandi pagati poco TERAMO. I dottorandi dell'Università chiedono risposte sulle questioni economiche. Lo annuncia in una lettera inviata al giornale Alessandro D'Ascanio, dottore di ricerca in critica storica, giuridica, economica dello sport. «C'è stata una capillare campagna di mobilitazione dell'Adi (Associazione dottorandi e dottori di ricerca italiani), volta ad ottenere un aumento delle miserrime borse di dottorato, di fatto base di sostentamento materiale di numerosi precari della ricerca che, sovente, svolgono un variegato insieme di mansioni anche didattiche e organizzative che vanno ben oltre il proprio ruolo e le proprie prerogative», si legge nella lettera, «la vasta mobilitazione organizzata dall'associazione ha condotto al tanto atteso aumento delle borse di dottorato confermato, da ultimo, dal decreto ministeriale 18 giugno 2008, del ministro Gelmini. Nonostante ciò, varie università non hanno implementato il disposto normativo con particolare sollecitudine al punto che, in particolari circostanze ad esempio nel caso di Firenze la locale sezione dell'Adi è stata costretta ad adire le vie legali, diffidando l'Università per ottenere quanto dovuto. Ora anche l'Università di Teramo si trova nella medesima condizione, prossima destinataria di una diffida dell'Adi. Il rettore, il direttore amministrativo, i dirigenti della ripartizione della ricerca scientifica hanno rifiutato di fornire risposte circa motivazioni di carattere amministrativo o tecnico-contabile che sarebbero all'origine del prolungato ritardo del pagamento degli aumenti e degli arretrati. Oltre al mancato adempimento, si nega in tale circostanza il più elementare diritto alla trasparenza e all'informazione».

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Scuola, l'assessore e la riforma Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Vicenza.it, Il" del 09-03-2009)

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MONTECCHIO. Incontro con Morena Martini e Mauro Palma 09/03/2009 rss e-mail print Il pubblico presente all'incontro sulla riforma Gelmini L'assessore provinciale alla scuola torna a parlare della riforma Gelmini all'incontro dibattito "Quale scuola per i nostri figli?" svoltosi nei giorni scorsi in sala civica corte delle Filande. Morena Martini ha illustrato nel dettaglio i piani della riforma al fianco del candidato di Forza Italia alle prossime amministrative, Mauro Palma. «Questa serata - ha spiegato Palma - vogliamo chiarire ogni dubbio, approfondire la norma piuttosto che criticarla. La mancanza di informazioni precise è, infatti, la causa delle critiche e delle numerose proteste nelle piazze e nelle scuole». I cittadini di Montecchio presenti all'incontro, però, si sono mostrati più preoccupati per il futuro incerto della scuola materna di Sant'Urbano, che rischia la chiusura se non raggiungerà il numero minimo di 30 iscritti. La risposta dell'assessore Martini: «Condivido la necessità di preservare le piccole comunità ma, nella grave situazione economica in cui ci troviamo, il Governo è purtroppo costretto a limitare le spese. Le famiglie dovranno adattarsi, usufruendo di un servizio di trasporto gratuito, ad iscrivere i bambini a qualche chilometro in più di distanza». Diverso il parere nella sua conclusione Mauro Palma: «Come si possono spostare i bambini di Sant' Urbano in altre scuole, così possono anche trasportare altri bambini all'asilo della frazione». Cinzia Ceriani Cinzia Ceriani

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Elementari, aumentano le richieste del tempo pieno. E' polemica sulla mancanza di maestri (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Parma Online, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Elementari, aumentano le richieste del tempo pieno. E' polemica sulla mancanza di maestri I genitori dei «remigini» di Parma e provincia hanno scelto privilegiando il tempo pieno: 1753 famiglie (il 52% del totale delle 3366 che quest'anno a settembre vedranno debuttare i propri bambini in prima elementare) hanno optato per le 40 ore settimanali di insegnamento, solitamente distribuite dal lunedì al venerdì (8,30-16,30 con pausa mensa) e con l'alternanza di due insegnanti. Solo 152 famiglie (il 4,5%) hanno scelto le 24 ore settimanali (che prevedono l'insegnante unico), 669 le 27 ore (19,8%) e 792 le 30 ore (23,5%). Formule, queste ultime due, che possono contemplare - e qui entra in gioco l'autonomia delle singole scuole - rientri pomeridiani, laboratori e l'appoggio di un secondo insegnante a quello cosiddetto «prevalente». NUMERO DI INSEGNANTI SUFFICIENTE? - Per la Soliani «con un taglio, a livello nazionale, di 187 mila insegnanti, dubito che si potranno soddisfare le richieste dei genitori. Se ci sarà una protesta forte, i ministri Tremonti e Gelmini potrebbero modificare i tagli con un decreto. Altrimenti, fra un paio di mesi, toccherà ai singoli capi di istituto comunicare che non ci sono classi a tempo pieno per tutti». Gettano acqua sul fuoco, invece, il provveditore Armando Acri e l'assessore comunale alla Scuola Giampaolo Lavagetto. «Sono fiducioso di poter soddisfare le richieste dei genitori - dice Acri - Parma è ben organizzata anche da questo punto di vista, gli enti locali rispondono bene e ci sono accordi con fondazioni e banche». E il taglio di insegnanti? «Chiariamo: non ci sarà alcun licenziamento. Ci sarà una decurtazione di un monte-ore corrispondente, a livello locale, a circa 100-110 posti, che significherà solo una diminuzione del potenziale di reclutamento. Tutto questo a fronte delle 1.400 assunzioni dell'anno scorso, fra supplenze e ruolo». (L'articolo completo di Monica Tiezzi sulla Gazzetta di Parma in edicola ) La proposta di un preside inglese: "Tutti in classe alle undici"

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"Provinciali? Siamo pronti e la Lega starà con noi" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 10 del 2009-03-09 pagina 2 "Provinciali? Siamo pronti e la Lega starà con noi" di Gianandrea Zagato Verso le amministrative. Elezioni, per il ministro Ignazio La Russa i nodi sono stati sciolti. Manca l?annuncio ufficiale: "A breve lo daremo insieme" Pdl-Lega, l?accordo per le amministrative è fatto (o quasi). «Manca solo l?annuncio» spiega Ignazio La Russa perché «vogliamo farlo globale tra Lombardia, Piemonte e Veneto ma» spiega il reggente di An «credo che tutti i nodi siano stati sciolti». La Lega, dunque, chiosa La Russa, «non correrà da sola»: «Sono cose che si dicono sempre. La quadra, come la definisce Umberto Bossi, la troveremo. Questo non vuol dire che in una coalizione non vi debba essere, accanto alla lealtà, all?amicizia e allo sforzo comune per raggiungere comuni obiettivi, anche un po? di sana competizione». Insomma, anche se il Carroccio cerca maggiore visibilità è evidente che, stasera, ad Arcore, Silvio Berlusconi e Umberto Bossi sigleranno l?intesa. Sul tavolo c?è quell?elenco di cognomi stilato dal Pdl - otto candidati su undici tra Province e Comuni capoluoghi - su alcuni dei quali, la Lega, in questi giorni, ha puntato i piedi con l?obiettivo di contare di più nelle prossime operazioni di riordino dei consigli di amministrazione di Fondazione Fiera, Expo 2015 e A2A. E mentre il candidato alla Provincia di Milano Guido Podestà, coordinatore regionale di Fi, sa di trovare, parola di La Russa, «in An alleati sicuri, anzi scatenati per riportare anche Palazzo Isimbardi al centrodestra», il Carroccio a Bergamo sposa la candidatura di Franco Tentorio, già vicesindaco di An, alla guida del comune: «Insieme dal primo turno sarebbe quasi impossibile la riconferma per l?uscente Bruni» osserva il segretario provinciale leghista Cristian Invernizzi. Naturalmente, Invernizzi rimanda alla decisione dei vertici nazionali, «sperando di essere uniti da subito». Speranza che è certezza con la condivisione del Pdl alla candidatura del deputato leghista Ettore Pirovano alla Provincia di Bergamo. Risiko delle amministrative con semaforo verde sia anche per la Provincia di Brescia con il candidato Giuseppe Romele (Fi) vicino a Mariastella Gelmini, che per quella di Monza, dove in campo scende l?attuale vicesindaco di An, Dario Allevi, e dove «i sondaggi danno il Pdl oltre il 40 per cento» confida l?assessore regionale Massimo Ponzoni. E, ancora, intesa per il comune di Pavia, dove candidato sindaco è il segretario cittadino di Fi Alessandro Cattaneo che, «spera» nel sostegno «di un politico esperto come Giancarlo Abelli». Resta ancora sospesa, secondo indiscrezioni, la candidatura di Daniele Nava (An) alla Provincia di Lecco e, infine, di quell?elenco di otto cognomi stilato dal Pdl è da definire la guida di Cremona che sarebbe non in quota alla Lega bensì ai centristi dell?Udc. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Novità in arrivo per gli organici del tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Novità in arrivo per gli organici del tempo lungo Lunedì 9 Marzo 2009, (M.B.E.) Novità per gli organici del tempo lungo nella nostra regione. Il segretario nazionale della Uil Massimo Di Menna ha chiesto al ministro Mariastella Gelmini di dare più flessibilità ad altre forme orarie, facendo l'esempio di quelle utilizzate in Veneto delle 33/34 ore.«La Uil scuola locale condivide questa iniziativa - spiega Bertilla Gregnanin, segretaria provinciale del sindacato - anche perché siamo estremamente preoccupati per il taglio degli organici del personale docente e Ata, 6 per cento per gli assistenti amministrativi e nel triennio si arriva al 17 per cento. Ma devo riconoscere che il ministro Gelmini ha rassicurato le famiglie venete dei bimbi delle elementari che temono un taglio del tempo prolungato. Il contenuto della nota ministeriale che parla proprio di questo è stato diffuso dall'assessore veneto all'istruzione, Elena Donazzan.In questo scritto il ministro assicurata la sua disponibilità per le richieste provenienti dalle scuole venete, e ha già interessato l'ufficio scolastico regionale, in particolare la dirigente Carmela Palumbo con la quale, acquisiti i necessari elementi, si procederà a un incontro finalizzato alla definizione della questione. Ora stiamo a vedere come si procederà, come sindacato speriamo davvero che le cose possano andare nei modi e tempi indicati».

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"Orgoglioso della nostra comunità". Questo a caldo, il primo commento del sindaco Paolo Quaggio... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 9 Marzo 2009, "Orgoglioso della nostra comunità". Questo a caldo, il primo commento del sindaco Paolo Quaggiotto alla notizia che la 1^ classe elementare ad Albaredo è stata completa, si farà. L'appello lanciato nei giorni scorsi dal primo cittadino per salvare il plesso scolastico di Albaredo ha avuto il potere di far emergere il grande senso civico della gente di Vedelago. In pochissimo tempo le 5 iscrizioni che mancavano (nuove regole della legge Gelmini) sono arrivate e proprio dal capoluogo. "Soddisfazione doppia - aggiunge Quaggiotto - quando la mamma di uno dei cinque bambini che si sposteranno da Vedelago ad Albaredo, mi ha espresso il desiderio di poter conoscere e conferire con i genitori dei bambini di Albaredo che frequenteranno la 1^ classe. Questo per poter esprimere il senso di appartenenza alla comunità vedelaghese che ha spinto lei e gli altri a spostare i figlioletti da Vedelago ad Albaredo". Evitati quindi probabili licenziamenti e altre gravi conseguenze. I 5 bambini di Vedelago potranno usufruire di trasporto e mensa gratuita per tutto l'anno scolastico, ma ancora più importante eviteranno la chiusura della scuola. Giorgio Volpato

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Dimensionamento, tutti per il rinvioIl dibattito. (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Dimensionamento, tutti per il rinvioIl dibattito. Concordi i sindacati, non si fa in tempo a modificare organici e status degli istituti «Il mondo della scuola catanese e siciliano può contare su sostegno concreto e fattivo del governo regionale per fare fronte alle difficoltà da cui è oggettivamente gravato sia per la riforma Gelmini, che non tiene conto della specificità di cui la scuola del Sud è portatrice. Intanto questa iniziativa dell'assessore comunale Sebastiano Arcidiacono di creare un coordinamento è meritevole di apprezzamento perché intelligente e propositiva e permette di affrontare con maggiore determinazione le questioni sul tappeto». Lo ha detto il presidente della Regione Raffaele Lombardo concludendo l'incontro promosso con il capo del governo regionale e a cui hanno partecipato oltre duecento tra assessori comunali e dirigenti scolastici della provincia di Catania, ma anche di altre province: «Sul piano concreto - ha detto Lombardo - oltre alle impugnative dinnanzi alla Corte Costituzionale, ricordo che abbiamo accorpato Formazione e Istruzione e la dirigente generale della Regione, Patrizia Monterosso, per un precisa scelta gestisce entrambi i dipartimenti, anche se gli assessorati per il momento sono separati. Poi possiamo mettere in campo un certo decisionismo che come governo regionale abbiamo più volte fatto valere e lo faremo per le ragioni della scuola siciliana che sono chiare ed evidenti per come le avete rappresentate». L'assessore alla Politiche scolastiche del Comune Sebastiano Arcidiacono, promotore dell'iniziativa, nel ringraziare il presidente Lombardo ha sottolineato come la scuola è ancor oggi «La prima azienda coi suoi 20 mila addetti solo in provincia di Catania oltre centomila in tutta l'isola. Prendiamo atto - ha detto Sebastiano Arcidiacono - che anzichè investire sulla scuola, lo Stato opera i tagli salvaguardando le scuole a tempo pieno, quelle che più mancano al Sud, con risultati devastanti sia per l'occupazione dei docenti del tempo ordinario e per il diritto all'istruzione dei ragazzi soprattutto meridionali e siciliani». Arcidiacono, nel consegnare a Lombardo un documento elaborato da un gruppo di dirigenti scolastici ha ricordato il ruolo bipartisan di questi incontri e ha sottolineato come ancora una volta venga penalizzato il Sud, e la Sicilia in particolare, che dovrà pagare con il taglio di oltre tremila docenti precari che finora hanno contribuito a portare avanti la scuola: «Già da tempo nelle scuole non si possono acquistare né banchi né sedie per mancanza di risorse -ha aggiunto l'assessore comunale alla Pi di Catania - e per questo è necessario che la Regione conduca la battaglia insieme a noi, consapevoli come siamo che la scuola è bene di tutti e va assolutamente salvaguardato». Ricco di spunti il dibattito a cui hanno preso parte anche i rappresentanti dell'organizzazione che rappresenta i presidi e gli insegnanti. Nel documento consegnato a Lombardo e che verrà dato nei prossimi giorni anche alle massime cariche dello Stato e ai capigruppo del parlamento nazionale e regionale, viene elaborato un piano di proposte per fare fronte alla crisi della scuola siciliana con l'adozione di tutta una serie di misure in grado di migliorare il funzionamento dell'apparato scolastico e attenuare almeno in parte i disagi che provoca la legge Gelmini e i tagli indiscrimati in essa contenuti».

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Da navigato uomo di sport, Gianfranco Bardelle, confermato alla presidenza del Coni regional... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (OgniSport)" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Lunedì 9 Marzo 2009, Da navigato uomo di sport, Gianfranco Bardelle, confermato alla presidenza del Coni regionale, sa perfettamente che il compito che lo attende sarà particolarmente impegnativo. «Sono un ottimista di natura, ma anche un realista - dice - Il prossimo quadriennio si apre con nuove speranze e con qualche certezza in più anche sotto l'aspetto dei finanziamenti. Questo ci permetterà di lavorare bene». Quali soni i "numeri" dello sport veneto? «I praticanti sono oltre 400 mila, per cui, indirettamente, il movimento riguarda un numero almeno doppio di persone. Come movimento sportivo il Veneto è al secondo posto dopo la Lombardia. Un patrimonio che merita la giusta valorizzazione e che deve trovare nel Coni il punto di riferimento». Cosa intende, presidente? «Che a livello nazionale dobbiamo contare di più, far sentire maggiormente la nostra voce. Il solo presidente veneto di federazione è Dino Meneghin nel basket, prestigioso quanto si vuole, ma che ha sempre vissuto in Lombardia. Dobbiamo creare i presupposti per favorire l'ascesa dei nostri migliori dirigenti. Importante sarà rafforzare il rapporto con gli altri comitati del Triveneto, ossia Friuli e Trentino, una sorta di "progetto Nordest" in modo da avere ancora più forza contrattuale». Prima parlava delle risorse. Quelle che arrivano da Roma sono comunque insufficienti per realizzare progetti di una certa portata. «Bisogna infatti attivarsi in altre direzioni, in particolare con le istituzioni politiche, le Fondazioni, le banche, le università, i settori produttivi. Per riuscirci è necessario presentare progetti validi. Cosa che stiamo facendo con la Regione. Non solo con l'assessorato allo Sport, ma anche, ad esempio, con quello al Turismo. Per la prima volta nel piano territoriale regionale, di competenza del settore Urbanistico, è stata inserita la mappa degli impianti sportivi in modo da valorizzare ancora più le risorse turistiche del Veneto, magari anche tramite una campagna di immagine con i nostri campioni più rappresentativi, che a mio avviso porterà benefici sia economici e sia di sviluppo dell'attività giovanile». Attività giovanile che rimane in cima ai pensieri del Coni. «Ed è giusto così. Tutti ci dobbiamo impegnare perchè venga riconosciuto il ruolo dello sport, con i suoi valori più autentici, come elemento fondamentale per la crescita dei giovani. Molto importante è il ruolo della scuola. A tal proposito ricordo il recente protocollo d'intesa firmato dal presidente Gianni Petrucci e dal ministro dell'Istruzione Gelmini, per incentivare la pratica sportiva». Lei è padovano: nella nostra provincia lo sport che fase sta attraversando? «Il Coni provinciale, le federazioni e le società lavorano bene pur nelle difficoltà del momento. Padova in questi ultimi anni è stata dotata di tanti piccoli impianti, cosa che va benissimo. Ma per fare il salto di qualità, è tempo che si dia vita alla Cittadella dello Sport: l'Euganeo non può restare una cattedrale nel deserto. Ora c'è il progetto della pista di atletica, ma non basta. È necessario che nella stessa area venga edificato un nuovo palasport. Solo con impianti adeguati lo sport padovano tornerà ai livelli di eccellenza che gli competono». Alberto Zuccato

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A Novara "GovernIncontra" con i ministri Maroni, Rotondi, Bossi, Alfano, Gelmini e Calderoli (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

A Novara "GovernIncontra" con i ministri Maroni, Rotondi, Bossi, Alfano, Gelmini e Calderoli (9/3/2009 13:20) | (Sesto Potere) - Novara - 9 marzo 2009 - Nuovo appuntamento questa mattina a Novara, al Teatro Coccia, per GovernIncontra, manifestazione attuata in diverse province italiane già dal luglio 2008, che per questa tappa piemontese è stata organizzata dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - Ministro per l'Attuazione del Programma di Governo e dalla Prefettura di Novara. Ministri e Sottosegretari, com'è tradizione per questo tipo di evento, hanno incontrato i soggetti istituzionali, le personalità politiche e la società della provincia novarese, per illustrare le azioni dell'Esecutivo e raccogliere suggerimenti e proposte per un'azione di governo sempre più rispondente alle esigenze del territorio e dei cittadini. Erano infatti presenti il Ministro dell?Interno Roberto Maroni, e i Ministri delle Riforme e del Federalismo Umberto Bossi, della Giustizia Angelino Alfano, dell'Istruzione Università e Ricerca Mariastella Gelmini, e della Semplificazione Normativa Roberto Calderoli. Dopo un saluto del sindaco di Novara Massimo Giordano, è intervenuto del Ministro per l'Attuazione del Programma di Governo Gianfranco Rotondi e, a seguire, il Prefetto di Novara Giuseppe Adolfo Amelio ha svolto una relazione, anche in qualità di presidente della Conferenza Provinciale Permanente. Nell'incontro, moderato dal giornalista di VideoNovara Gigi Santoro, sono poi interventi il Presidente della Provincia di Novara Sergio Vedovato, il Presidente della Camera di Commercio Gianfredo Comazzi, la Presidente dell'Associazione Industriali Mariella Enoc, Maurizio Grifoni in rappresentanza del settore Commercio e Turismo, Tarcisio Ruschetti in rappresentanza delle piccole e medie imprese, Paolo Rovellotti per il settore Agricoltura, Carlo Colzani per le Organizzazioni Sindacali, il Rettore dell'Università del Piemonte Orientale Paolo Garbarino, e Davide Settoni in rappresentanza degli studenti. Sono anche intervenuti i Sottosegretari alla Giustizia Giacomo Caliendo, all'Economia e Finanze Daniele Molgora e alle Infrastrutture e Trasporti Bartolomeo Giachino. All?evento aperto al pubblico, è stata presente una numerosissima rappresentanza della città e della provincia novarese, per ascoltare dalla viva voce del Governo l?illustrazione delle linee guida che l?Esecutivo ha intenzione di attuare, per ottimizzare il governo del Paese.

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Scuola/ Gelmini: Protocollo intesa per diffusione (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Vimercate (Milano), 9 mar. (Apcom) - Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, ha annunciato questa mattina a Vimercate il rinnovo di un protocollo di intesa per la diffusione della multimedialità nella scuola. Durante il suo intervento, il ministro ha detto: "Stamattina abbiamo firmato il rinnovo del protocollo di intesa per la diffusione della multimedialità nella scuola, che non può prescindere da un ammodernamento del sistema". Il ministro ha sottolineato che è importante "rafforzare la dorsale tecnologica sui cui stiamo lavorando. In tal senso va la riforma dell'istruzione tecnica apprezzata da Confindustria. Occorre superare la dicotomia tra le prerogative della conoscenza e le prerogative dell'occupazione". Parlando di scuola, la Gelmini ha ricordato che oltre alla centralità della digitalizzazione il governo investe anche sulla sicurezze delle strutture scolastiche per le quali il Cipe venerdì ha stanziato 1 miliardo di euro. "Non vorrei che i nostri detrattori - ha detto il ministro - dicessero che non pensiamo alla sicurezza, grazie al presidente del Consiglio e il governo abbiamo stanziato 1 miliardo per mettere in sicurezza le nostre scuole. In tempi rapidi sarà possibile una ricognizione sulle 42mila scuole italiane".

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Torino, scontri in ateneo tra autonomi e polizia: quattro feriti, tre fermati (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 10 del 2009-03-09 pagina 0 Torino, scontri in ateneo tra autonomi e polizia: quattro feriti, tre fermati di Redazione Dentro a Palazzo Nuovo tensione altissima tra un gruppo di studenti del Fuan (di destra) e gli autonomi del Cua. Carica degli agenti dopo un lancio di uova e fumogeni Torino - Scontri a Palazzo Nuovo tra studenti e polizia. Nella sede delle facoltà umanistiche dell?università di Torino dove un gruppo di studenti antifascisti del collettivo universitario Cua ha protestato con un presidio contro la presenza di un banchetto di giovani appartenenti al Fuan di Azione universitaria, che stanno raccogliendo firme per le elezioni universitarie. Nell?atrio di Palazzo Nuovo, la polizia è intervenuta impedendo con dei cordoni che i gruppi entrassero in contatto. Ma poco fa, in seguito a un lancio di uova e fumogeni, c?è stata una carica delle forze dell?ordine per respingere indietro il gruppo antifascista. La situazione al momento è ancora tesa. I gruppi si stanno fronteggiando all?interno di Palazzo Nuovo. Gli scontri Le forze dell?ordine hanno fatto ulteriori cariche, cosiddette di "alleggerimento" per disperdere i giovani antagonisti nell?atrio. Tutti coloro che erano all?interno, compresi quelli del Fuan, che raccoglievano le firme, sono stati fatti uscire dall?atrio. L?ingresso dell?università è presidiato dalle forze dell?ordine che filtrano l?ingresso degli studenti che devono andare a lezione. Un centinaio di manifestanti del Cua sono invece davanti a Palazzo Nuovo che contestano le forze dell?ordine con vari slogan. Il più usato e "fuori i fascisti dall?università". Feriti e fermi Tra i feriti ci sono quattro agenti di polizia, tra cui uno con una ferita lacero-contusa alla testa, e tre studenti. E ci sarebbero stati tre fermi. Almeno un ragazzo è stato portato via in manette. Fuan: "Sopsendere le lezioni" Il rettore sospenda le elezioni studentesche fino a quando "la situazione nell?Ateneo non sarà definitivamente risolta e si garantirà l?agibilità di tutte le liste che democraticamente vogliono candidarsi". è quanto chiede il Fuan-Azione universitaria dopo gli incidenti di stamattina a Palazzo Nuovo. L?appello sarà chiesto anche al ministro Gelmini. "Come da tempo denunciamo - aggiunge Augusta Montaruli dell?esecutivo nazionale - il clima di intimidazione e di violenza all?università degli studi è diventato assolutamente intollerabile. Uova, fumogeni, pile, secchi dell?immondizia, bacheche, bomba carta: questo è quanto è stato lanciato dagli esponenti dell?estrema sinistra, il Cua e i Collettivi, per impedire la raccolta firme per le prossime elezioni universitarie della lista Azione universitaria. Come è stato confermato questa mattina dal prorettore Sergio Roda - precisa - Azione universitaria ha tutto il diritto di raccogliere le firme per la candidatura a Palazzo Nuovo così come in altre sedi. Per questo - conclude - la manifestazione degli autonomi è stata del tutto sproporzionata, aggressiva, incivile". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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SCUOLA: GELMINI, APPOGGERO' MINISTRO BRUNETTA SUI PREPENSIONAMENTI (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Novara, 9 mar. (Adnkronos) - Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini appoggera' nuovamente la proposta del ministro della Pubblica amministrazione Renato Brunetta di prepensionamenti nella scuola per facilitare l'ingresso ai precari. Lo ha annunciato lo stesso ministro intervenendo a Novara all'iniziativa 'Gonvernincontra'.

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09/03/2009 17:56 SCUOLA: GELMINI, NON CHIUDEREMO LE PICCOLE MA ACCORPEREMO QUELLE POCO SICURE (sezione: Scuola)

( da "ITnews.it" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Novara, 9 mar. - (Adnkronos) - "Non ho intenzione di chiudere le piccole scuole ma ho il dovere di garantire la sicurezza necessaria. Per questo accorperemo le scuole poco sicure dove si puo' compensare con trasporti adeguati". Lo ha detto il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini che, intervenendo a Novara alla manifestazione 'Governincontra' ricordando i vari provvedimenti assunti sulla scuola, ha richiamato lo stanziamento da un miliardo di euro per la sicurezza. "E' la prima volta che in Italia viene stanziata una somma cosi' importante per questo obbiettivo", ha fatto notare.

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SCUOLA: GELMINI, RIPRESENTERO' PROGETTO SU PREPENSIONAMENTI (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Novara, 9 mar - ''I precari non li ho creati io, ma li ho ereditati e sono il frutto dell'incapacita' della politica di dire dei no. Ora non possiamo prendercela con un ministro di 36 anni che e' qui da sei mesi, non ho creato io centinia di migliaia di precari''. Lo ha detto il mistro dell'istruzione Maria Stella Gelmini intervenendo a Novara alla manifestazione ''il governo incontra''. ''Credo - ha aggiunto il ministro - che la maggioranza abbia perso un'occasione non votando il provvedimento sui prepensionamenti nella scuola del ministro Brunetta perche' dava la possibilita' di dare spazio ai precari e io riperesentero' il progetto''.

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Berlusconi: avanti con la PA digitale (sezione: Scuola)

( da "Vnunet.it" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Berlusconi: avanti con la PA digitale 09-03-2009 Emanuela Teruzzi All'inaugurazione del centro Cisco Business Collaboration a Vimercate, Berlusconi ribadisce l'impegno verso la Pa digitale, il ministro Maroni verso la sicurezza che poggia sulla tecnologia, e il ministro Gelmini verso l'ammodernamento della didattica Silicon Valley, India, Londra, Germania, Monza. Sono questi i poli di ricerca all'avanguardia di Cisco, tra i quali da oggi si potrà annoverare anche Vimercate dove, stamattina, Stefano Venturi amministratore delegato di Cisco Italy ha inaugurato il nuovo centro Cisco Business Collaboration (CBC) alla presenza del presidente del consiglio Silvio Berlusconi e dei ministri Maroni e Gelmini, che hanno ribadito il loro impegno verso la Pa digitale, un piano di sicurezza che poggia sulla tecnologia e l'ammodernamento della didattica. Da parte Cisco, CBC sarà un polo per lo scambio di esperienze che permettere di mostrare tutte le tecnologie di comunicazione che oggi fanno rete, dedicato alla Business Collaboration. Da parte del governo, CBC rappresenta un centro di alleanza tra imprese, istituzioni, mondo della ricerca scientifica e tecnologica."E' un centro spiega Stefano Venturi con 300 postazioni di lavoro multimediali, 30 sale per videoconferenza e 6 sale di telepresence. E' la sintesi della visione ormai ventennale di Cisco: cambiare il modo in cui si lavora, si impara e ci si diverte, condividendo dati, voce e video su rete Ip. CBC è un ponte tra i cittadini, le imprese e la pubblica amministrazione, per accelerare i processi di innovazione". E' una sfida lanciata sia nel confronti delle aziende, delle start up, dei partner e della amministrazione statale che condividendo risorse e tecnologie potranno collaborare al meglio su diversi piani. Sul piano della PA si sofferma Berlusconi: "La PA è pletorica, burocratica, inefficiente, costosissima, antiquata, con uno spreco abnorme di carta stampata. Bisogna impegnare questi anni difficili per cambiare il sistema di amministrazione e arrivare al sistema di egovernment 2012, a fine legislatura, senza più carta nella PA, quando tutti i documenti saranno digitali e ogni cittadino potrà ricercare documenti, pratiche, senza spendere la media delle attuali 18 ore annue per famiglia, presso uffici pubblici alla ricerca di incartamenti burocratici". E aggiunge commentando il momento economico: "Sono i momenti difficili in cui i bravi imprenditori possono aumentare quote di mercato, e noi siamo un paese che ha nelle pmi la sua forza: non abbiamo il petrolio ma abbiamo i piccoli imprenditori. Bisogna pensare che tutte le crisi finiscono ma l'estensione nel tempo della crisi dipende molto dai singoli comportamenti". Sul piano della sicurezza, Roberto Maroni, ministro dell'interno, ribadisce che sarà necessario integrare le tecnologie e mettere in comune in modo coordinato le informazioni in mano a diverse enti ed istituzioni: "Videosorveglianza e riorganizzazione delle centrali operative sono i due progetti sui quali stiamo investendo che necessitano di una forte componente tecnologica di condivisione delle informazioni. L'esperienza di Cisco in campo americano, con una lunga collaborazione con il dipartimento homeless security può essere significativa". Sul piano formativo, invece, Maristella Gelmini, ministro dell'istruzione, incalza sulla necessità di rafforzare la dorsale tecnologica, per superare la dicotomia tra formazione e occupazione. "Per questo abbiamo rinnovato il protocollo per la diffusione della multimedialità nella scuola italiana. La collaborazione con Cisco è un paradigma da declinare in altri contesti per rendere il nostro mercato più competitivo. Le nuove tecnologie possono fare la differenza per lo sviluppo e la nostra università deve essere un volano per il futuro: l'iniziativa di Cisco, legata anche alle Network Academy, va proprio nella direzione di formare personale tecnologicamente qualificato da inserire nelle aziende". Ad oggi 10.000 studenti stanno frequentando il progetto e in Italia Cisco investe 35 milioni di euro in sola ricerca. "Questo centro può essere luogo ideale per incontrare clienti e far partire nuovi progetti conclude Venturi - un polo per ricercatori italiani ma anche stranieri aperti al confronto. Le start up sono le bene accette. Cisco è sempre cresciuta per acquisizione di realtà piccole e innovative, per noi portare avanti questa strategia è vitale". © Copyright 2007 tutti i diritti riservati | part of vnu.net europe

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Venturi: un centro per chi vuole fare innovazione sulla rete (sezione: Scuola)

( da "01net" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venturi: un centro per chi vuole fare innovazione sulla rete Il Business Collaboration Center è aperto a enti, istituzioni e imprese che vogliono portare innovazione e servizi innovativi sulla rete. Un polo per collaborare con le eccellenze in tutto il mondo. Maria Teresa Della Mura 09 Marzo 2009 Link Berlusconi: nel 2012 basta carta nella PA A Vimercate un polo Cisco per la Business Collaboration Trecento postazioni multimediali, tutte dotate di webcam e di sistemi di videoconferenza, sei sale di telepresence, un filo diretto con gli altri centri di ricerca Cisco in Europa e nel mondo. Questa la sostanza del Business Collaboration Center di Cisco, inaugurato oggi a Vimercate. Un centro che, come ricorda l?amministratore delegato Stefano Venturi “rappresenta la frontiera 2.0, o anche 3.0 dell?innovazione. Le migliori tecnologie, oggi, si riescono a sviluppare usando un modello collaborativo. Non si parla più di tecnologie sviluppate perché esiste qualcuno che le compra. Si lavora piuttosto per centri collaborativi, nei quali i clienti presentano le problematiche che incontrano nella gestione dei loro business e nei quali si cercano di trovare, in tutto il mondo, le risorse e le competenze per risolverle”. Il centro di Vimercate, che si affianca a quello già esistente di Monza che lavora sulle tecnologie fotoniche, rientra nel piano di investimenti in ricerca e sviluppo di Cisco. “In Italia, ogni anno spendiamo 35 milioni di euro solo in R&D” - ricorda Venturi – “. L?Italia rappresenta uno dei tre poli europei per la ricerca Cisco. C?è un potenziale enorme nel nostro Paese, che però ha bisogno di un abilitatore che consenta di trasformare la creatività in innovazione”. Venturi sottolinea anche come il centro non sia né voglia essere una enclave Cisco. ”Obiettivo di questo centro è essere ponte reale con i migliori centri di sviluppo che ci sono nel mondo, non solo quelli di Cisco ma anche quelli di istituzioni indipendenti”. Un centro aperto, in ogni caso, tanto che l?invito è esplicitamente esteso anche tutte le piccole imprese innovative e alle start up, che possono trovare a Vimercate un luogo dove sperimentare e mettere alla prova le loro idee, soprattutto se costruite intorno alla rete. Il tutto, dettaglio non da poco, senza oneri. “Del resto – sottolinea ancora Venturi – Cisco è cresciuta attraverso le acquisizioni. E in questi anni abbiamo acquisto non semplicemente tecnologie, ma capitale e risorse umane”. Riprendendo gli interventi dei ministri Maroni e Gelmini, venturi precisa che al momento non vi sono essere accordi che riguardano in modo specifico l?e-government, né vi sono ipotesi che Cisco possa occuparsi della formazione al personale della pubblica amministrazione. Diversa è, invece, la situazione in merito all?istruzione, all?università e alla ricerca. Oltre alle Network Academy, citate in mattinata dal ministro Gelmini, Venturi ricorda due recenti accordi di collaborazione con il gruppo OptCom del Dipartimento di Elettronica del Politecnico di Torino e con Create-Net (Center for Research and Telecommunication Experimentation for Networked communities), un centro di ricerca internazionale non profit dedicato alle tecnologie di rete, con sede a Trento. “Non lavoriamo solo nei nostri laboratori, ma collaboriamo con i centri nelle università italiane. Ci piacerebbe contribuire a frenare un po? anche la fuga di cervelli verso l?estero”. Non manca, infine, un accenno a Milano. “Al momento non abbiamo progetti da annunciare ufficialmente, ma stiamo lavorando in modo riservato. Di certo con Expo 2015 Milano sfida se stessa: obiettivo è trasformarsi, prendendo l?expo come occasione. Per quel che riguarda Cisco, tre sono le tematiche sulle quali siamo in grado di intervenire in modo specifico: controllo del traffico integrato, tecnologie wireless, videosorveglianza”.

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Berlusconi: nel 2012 basta carta nella PA (sezione: Scuola)

( da "01net" del 09-03-2009)

Argomenti: Scuola

Berlusconi: nel 2012 basta carta nella PA Intervenendo all'inaugurazione del Business Collaboration Center di Cisco, il Presidente del Consiglio pone gli obiettivi per migliorare le relazioni tra cittadini e pubblica amministrazione. Presenti anche Gelmini e Maroni. Maria Teresa Della Mura 09 Marzo 2009 Link A Vimercate un polo Cisco per la Business Collaboration C'erano il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi, il ministro dell'Interno Roberto Maroni e il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini all'inaugurazione del Business Collaboration Center di Cisco a Vimercate. Un centro che, nelle intenzioni della multinazionale americana, vuol essere non solo un centro di sperimentazione di tecnologie all'avanguardia, ma un ponte reale tra l'innovazione sviluppata nei centri Cisco in tutto il mondo e le eccellenze che le imprese, la società civile, il mondo della scuola e dell'università possono esprimere. ?L'innovazione tecnologica - sostiene l'amministratore delegato di Cisco Stefano Venturi - è la leva che consente di cambiare il modo in cui si lavora, si vive, ci si diverte. Ma è anche un'opportunità per trasformare il modo in cui cittadini e imprese si interfacceranno tra loro e con le pubbliche amministrazioni. Il centro di Vimercate si propone come ponte e come acceleratore di questo processo?. ?Uno dei nostri obiettivi - è intervenuto il presidente del Consiglio - è rendere più efficiente una pubblica amministrazione ancor oggi burocratica e costosa. Una pubblica amministrazione che soffre di tempi lunghi e di eccesso di carta?. Torna a parlare di eGovernment, Silvio Berlusconi, che pone come obiettivo un 2012 nel quale ?non ci sia più carta nella pubblica amministrazione. Tutto sarà digitalizzato e accessibile, così che ogni cittadino e ogni impresa possano ricevere via Internet tutto ciò di cui hanno bisogno, dalle visure catastali ai certificati, eliminando la necessità di recarsi personalmente negli uffici pubblici?. Sulla necessità di creare un ponte tra innovazione e mondo reale concorda il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini: ?La scuola non può prescindere dall'ammodernamento della didattica. La scuola deve adeguarsi ai cambiamenti in atto - ha ricordato - . Per questo motivo, abbiamo rinnovato il protocollo di intesa per la diffusione della multimedialità nelle scuole e abbiamo deciso di rafforzare la dorsale tecnologica sulla quale le scuole lavorano?. Importante, per il ministro, è il superamento della dicotomia tra sistema della formazione e il mondo del lavoro. ?Per questo motivo, sono convinta che questo centro possa rappresentare una testimonianza concreta che la sinergia tra pubblico e privato è possibile?. Da parte sua, Stefano Venturi ha ricordato le Network Academy, che hanno già certificato oltre 2.000 studenti. ?Le Academy, che per Cisco rappresentano un investimento a fondo perduto, sono ora 280 in tutta Italia, frequentate in questo momento da oltre 10.000 persone?. Da parte sua, il ministro Maroni, guarda alle tecnologie come abilita tori importanti nel sistema complessivo della sicurezza. ?E' importante superare i limiti attuali, che nascono dalla difficoltà di dialogo e di interconnessione tra soggetti diversi?. Pensa alla realizzazione di centrali di coordinamento, ma soprattutto ?alla creazione di una piattaforma comunicativa che consenta l'acquisizione e la messa in comune dei dati, così che chi ne ha la responsabilità abbia tutti gli elementi per valutare i rischi e misurare gli interventi?. Il ministro fa riferimento allo stanziamento di 100 milioni di euro per la sicurezza urbana e aggiunge: ?Altro progetto importante è la riorganizzazione delle centrali operative, in particolare con l'istituzione del numero unico per l'emergenza, così come richiesto dall'unione Europea, che ha già aperto una procedura di infrazione per l'Italia?.

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