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Sinistra
l'Arcobaleno La riforma della scuola
( da "Provincia
di Cremona, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Arcobaleno La
riforma della scuola I Comunisti Italiani, che fanno parte della 'Sinistra
l'Arcobaleno' vogliono la riforma della scuola e dell'istruzione professionale
nella regione Lombardia. Illustreranno le loro posizioni e le loro proposte
oggi alle 12 durante una conferenza stampa convocata nella sede di piazza De
Lera.
Scuola,
aboliamo il recupero degli asini ( da "Stampaweb, La"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sostenuto e
moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto - nonché una legge -
che transita beatamente da un governo all'altro, di qualsivoglia colore
politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che essere d'accordo
sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione molto semplice, che
la parola recupero è una bellissima parola!
Esami
a settembre, giusto il <no> I eri è apparsa una lettera di una
studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole
superiori del Trentino, cioè la ( da "Adige, L'"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
invece di
optare per la riforma Fioroni o per la proposta della consulta provinciale
degli studenti Esami a settembre, giusto il "no" I eri è apparsa una
lettera di una studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui
colleghi delle scuole superiori del Trentino, cioè la decisone di sostenere il
progetto del presidente Dellai,
In
questi mesi le scuole italiane sono impegnate nella Missione Recupero . Credo
che tutt ( da "Stampa, La"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sostenuto e
moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto - nonché una legge -
che transita beatamente da un governo all'altro, di qualsivoglia colore
politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che essere d'accordo
sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione molto semplice, che
la parola recupero è una bellissima parola!
Ivan
Scalfarotto risponde a Fragmenta ( da "Blogosfere"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Come si fanno
delle leggi che premino la meritocrazia e penalizzino la raccomandazione? La
prima cosa da fare è instaurare una cultura della responsabilizzazione. Che
vuol dire non solo essere responsabili delle proprie azioni, ma anche
disponibili a pagare le conseguenze delle nostre cattive scelte.
Maturità,
quest'anno meno privatisti, più donne e stranieri
( da "Vita
non profit online" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
era
pre-Fioroni. Ancora una volta saranno gli istituti tecnici quelli con il
maggior numero di candidati (37,8%), seguiti dai licei scientifici con il
21,5%, dai professionali (17%) e dai classici (10,9%). Per quanto riguarda
l'età dei candidati, i diciannovenni saranno circa 340 mila (il 68%
dei candidati).
"Iostudio"
la carta degli studenti che parla "bustese"
( da "Varesenews"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
La Carta è uno
degli ultimi atti del Ministero Fioroni, un riconoscimento allo status di
"studente" per migliaia di giovani che potranno ottenere una serie di
benefit garantiti dagli enti che hanno stipulato e che stipuleranno convenzioni
con il Ministero, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività
Culturali, l'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e l'
Esami,
Fioroni: ''Diminuiscono i furbi, non i bravi''
( da "Redattore
sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
il ministro
della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, secondo il quale "i dati
dimostrano che lo sforzo per ridare serieta' e regole sta dando i suoi
frutti". Una scuola seria, aggiunge Fioroni, "e' quella che riesce a
dare pari opportunita' a tutti ma e' anche in grado di premiare i piu'
meritevoli.
Esami:
diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti gli 'ottisti'
( da "Redattore
sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
SCUOLA 16.2707/04/2008
Esami: diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti gli 'ottisti' Roma - Saranno un
terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre
spariscono quasi del tutto gli 'ottisti', coloro che hanno riportato
A
scuola tornano gli esami, ma con meno privatisti. E gli 'ottisti' spariscono
( da "Dire"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Sono questi i
dati ufficiali del ministero della pubblica Istruzione relativi al prossimo
esame di Stato. Gli esterni saranno infatti 24.885, il 5% del totale (496.637),
Scuola,
meno privatisti e "furbi" agli esami di maturità
( da "Reuters
Italia" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Diminuiscono
gli studenti che affrontano la maturità da privatisti, ma anche i
"geni" che saltano l'ultimo anno per aver riportato voti alti. Lo ha
annunciato oggi il ministero dell'Istruzione in una nota. "Saranno un
terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre
spariscono quasi del tutto gli 'ottisti'", si legge nel comunicato.
ESAMI
STATO, FIORONI SU PRIVATISTI E OTTISTI: NON
( da "Windpress"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
07-04-2008 Le
cifre sui candidati privatisti e ottisti che si presenteranno al prossimo esame
di Stato fanno un po' di chiarezza sulla differenza che passa tra i
"bravi" e i "furbi": le nuove norme hanno consentito di
valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di "stanare" i
secondi.
Casini
al Tgcom: "Udc fattore di stabilità Pronti a lavorare insieme per le
riforme" ( da "TGCom"
del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
sviluppo e
famiglia l'unico approccio possibile sono le riforme strutturali di lunga
durata. "Occorre saper dire di no e non solo di sì ? prosegue Casini -.
Scuola e università vanno riformate intorno al concetto di merito, che passa
dalla riforma dei programmi scolastici, alla riforma delle docenze.
( da "Provincia di Cremona, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Edizione di Lunedì 7
aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Sinistra l'Arcobaleno La
riforma della scuola I Comunisti Italiani, che fanno parte della 'Sinistra
l'Arcobaleno' vogliono la riforma della scuola e
dell'istruzione professionale nella regione Lombardia. Illustreranno le loro
posizioni e le loro proposte oggi alle 12 durante una conferenza stampa
convocata nella sede di piazza De Lera.
( da "Stampaweb, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
In questi mesi le
scuole italiane sono impegnate nella "Missione Recupero". Credo che
tutti lo sappiano perché se n'è parlato molto da dieci anni a questa parte: il
recupero fu introdotto dal ministro Berlinguer, fu conservato mirabilmente
intatto dal ministro Moratti ed è ora più che mai voluto, sostenuto
e moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto -
nonché una legge - che transita beatamente da un governo all'altro, di
qualsivoglia colore politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che
essere d'accordo sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione
molto semplice, che la parola recupero è una bellissima parola! Rimanda
a nobilissimi sentimenti di umanità e fratellanza. Chi mai potrebbe dire,
infatti, che non è bene recuperare - cioè salvare - qualcuno o qualcosa? è bene
recuperare relitti in fondo al mare, recuperare fondi e refurtive, recuperare
l'uso di un arto… A maggior ragione, è bene, anzi, benissimo recuperare ragazzi
in difficoltà nello studio. Credo però, anche, che nessuno (se non un'esigua
minoranza) sappia veramente che cosa sia nella sostanza il recupero. E quindi
vorrei provare a raccontarlo. Partiamo da un allievo, ad esempio di prima
liceo, che prenda quattro di italiano per quattro mesi di fila. Lo chiameremo
Giovanni. Giovanni prende quattro perché non sa l'analisi logica. Davanti alla
frase "Si vedono gabbiani al mare", egli scrive: Si: soggetto vedono:
predicato verbale gabbiani: complemento oggetto al mare: complemento di
termine. Piccola parentesi: potremmo chiederci perché Giovanni non sa l'analisi
logica. Forse alle elementari e alle medie la grammatica non va più di moda,
l'hanno abolita e si son dimenticati di dircelo? Oppure sono i ragazzi che non
la studiano, o dimenticano all'istante quel che (labilmente) studiano? Nel qual
caso, perché mai sono arrivati fino al liceo? Domanda oziosa: c'è la scuola
dell'obbligo. Come potremmo obbligarli ad andare a scuola e nello stesso tempo,
solo perché non studiano, cacciarli dalla scuola? Fine della parentesi. Ma non
importa: i ragazzi arrivano digiuni di grammatica e noi, buoni buoni, alle
superiori gliela insegniamo daccapo, come se nulla fosse mai stato prima.
Nessun problema, siamo gente responsabile, ci mancherebbe! Rispieghiamo tutto a
Giovanni, dall'articolo in poi. Ma Giovanni continua a prendere quattro. Si:
soggetto; gabbiani: complemento oggetto. Oibò! Che fare? Ecco che scatta il
magico recupero! Ci travestiamo da agenti in missione speciale (calzamaglia blu
con R cubitale sul petto e mantello rosso) e recuperiamo Giovanni! In due
possibili modi. Modo A: interrompiamo le lezioni del mattino, sospendiamo i
programmi e ripetiamo per la centoquarantesima volta che differenza c'è tra
soggetto e complemento oggetto. Modo B: diciamo a Giovanni di venire al
pomeriggio e facciamo a lui e a tutti i Giovanni delle altre classi un corso
supplementare. Ottenendo i seguenti risultati: con il modo A, obblighiamo tutti
gli altri allievi, anche quelli bravi e studiosi che prendono
( da "Adige, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Esami a settembre,
giusto il "no" I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si
dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del
Trentino, cioè la decisone di sostenere il progetto del presidente Dellai, invece di optare per la riforma Fioroni o per la
proposta della consulta provinciale degli studenti Esami a settembre, giusto il
"no" I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si dice
stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del Trentino,
cioè la decisone di sostenere il progetto del presidente Dellai, invece
di optare per la riforma Fioroni o per la proposta
della consulta provinciale degli studenti. Premetto che tutte e tre le proposte
non trovano una mia condivisione perché tutte hanno dei punti insostenibili. È
vero però che l'idea della Provincia è la meno peggio. Si sbaglia la signorina Eccher
a dire che non è seria e porta lo studente a fregarsene delle carenze. Perché
se vi è la possibilista di avere debiti al termine dell'anno scolastico è anche
vero che se questi non sono sanati in tempo utile portano a una non ammissione
all'esame finale del corso di studi superiori o a possibili bocciature nel
corso dei 5 anni. Come sempre il problema che si pone non è la severità delle
norme, ma la serietà di chi deve applicare le decisioni prese dalle istituzioni
politiche. Perché sono convinto che se fin da subito il sistema dei debiti
fosse stato applicato correttamente, ora non saremmo qui a correre ai ripari
con mezzi più o meno drastici. Inoltre una cosa che trovo inconcepibile è voler
suddividere le materie, in materie di indirizzo e non come propone la consulta,
a mio avviso una cavolata, perché ogni disciplina è indispensabile per
aumentare la propria cultura e non vi sono materie più importanti, esempio ne è
il liceo come si fa a stabilire una scaletta di importanza? In base a quali
criteri? Se nelle conseguenze, che la direttiva di Dellai porta, vi è quella di
avere professori demotivati penso che questi professori non siano i migliori
della piazza e che forse è bene che stiano a casa loro senza rovinare le
materie che insegnano facendole risultare odiose agli studenti. Per quanto
riguarda le lauree che andranno a valere meno di zero non penso sia causa di
una delibera che ancora non è pienamente applicata perché la svalutazione di
questi titoli di studio già si nota e le cause si devono riscontrare nel fatto
che i titoli di studio si possano ottenere pagando o con altri metodi poco
legali per i quali l'Italia è famosa nel mondo. Inoltre la meritocrazia non
dice di falciare, di abbattere chi riesce ad andare avanti con qualche
difficoltà, ma di valorizzare chi è bravo e io sono il primo che sostiene che
nel nostro Paese debba essere sviluppata maggiormente la meritocrazia in tutti
i campi. Si deve poi ricordare che i più "deboli" vanno aiutati e
seguiti per superare le difficoltà e non penalizzati o emarginati perché come è
giusto dare la possibilità ai più bravi di migliorare e di emergere va data la
possibilità anche ai meno bravi. Infine dico che il sistema scolastico dovrebbe
essere riformato in toto, che una riforma Gentile degli anni 20, sulla quale la
scuola italiana ancora oggi si basa fortemente, possa essere riformulata nel
2008, che anche la proposta di Dellai può essere rivista e modificata per
cambiare ciò che non va, ma di certo non si migliora tornando al passato,
tenendolo presente sì, ma riproponendolo no. Concludo con lo stesso invito
fatto dalla signorina Eccher ovvero quello di riflettere se veramente la
soluzione proposta dalla Provincia è veramente la peggiore e poco seria. Davide
Pederzolli davide.pederzolli@hotmail.it Bieno, senza variante siamo penalizzati
U n grazie al sindaco di Bieno e ai 3 assessori su 5 che hanno votato no alla
variante "lunga" di Strigno. Un grazie a nome di tutti gli studenti
tesini che ogni mattina devono prendere la corriera all'alba - alle 6,50, alle
6,20 o addirittura alle 5,55 - per andare a scuola a Borgo, Levico o Trento. Un
grazie a nome di tutti i pendolari - e sono davvero tanti - che vivono in
Tesino e lavorano in Valsugana. Un grazie da tutte le famiglie tesine che, pur
legate fermamente al loro territorio d'origine, sono costrette a traslocare in
Valsugana per essere più vicine ai posti di lavoro ed evitare ai loro figli di
passare diverse ore delle loro giornate sui mezzi della Trentino Trasporti. Un
grazie a nome di chi arriva in ritardo al lavoro perché ha trovato "lavori
in corso" lungo la strada che porta in Valsugana. Un grazie da tutti
quelli che in inverno verrebbero più spesso a sciare al Passo Brocon ma la
strada è troppo lunga e ci si impiega troppo ad arrivare agli impianti. Un grazie
dai camionisti che in alcuni tratti della SP47 devono fare manovra coi loro
mezzi pesanti perché la strada è stretta e tortuosa. Un grazie dal cuore da
chi, in caso d'urgenza, gradirebbe risparmiare minuti preziosi o addirittura
vitali per arrivare al più vicino ospedale. Per concludere, un grazie davvero
grande a nome di chi, con la variante "lunga", avrebbe risparmiato
tempo e denaro per andare in Valsugana. Ilaria Sordo - Castello Tesino Idrogeno
sull'A22, prima il metano Q ualche giorno fa è stata data con grande enfasi la
notizia che nel 2010 verrà aperto il primo distributore di idrogeno a Bolzano
Sud. Fa piacere vedere tanto impegno per l'idrogeno, ma questo progetto sembra
un tantino in anticipo visto che non esistono auto di serie che oggi si muovono
con tale carburante e che non ci saranno ancora per parecchi anni a venire. E,
come emerso dall'interessante due giorni dedicata alla mobilità ecologica a
Bolzano nello scorso novembre, siamo assai lontani all'applicazione delle celle
a combustibile. L'applicazione più concreta, come riferito durante la predetta
manifestazione, è invece l'idrometano (un mix d'idrogeno e gas naturale) che
potrebbe essere usato proprio dai mezzi, auto e bus, che oggi vanno a metano.
Tutto ok fino a questo punto, ma con 10 milioni di euro, cifra che dovrebbe
essere spesa per l'impianto di idrogeno di Bolzano Sud, si potrebbero costruire
oltre 30 distributori di metano, visto che il costo ammonta a circa 300 mila
euro l'uno. Se l'applicazione più vicina ai giorni nostri è l'idrometano, non
sarebbe prima il caso finalmente di realizzare a spron battuto le progettate
stazioni di servizio autostradali sull'A22 che peraltro erano già state
deliberate dal consiglio di amministrazione dell'Autobrennero nell'ottobre
2007? Ricordo che, come riportato sulla stampa, si parlò di colonnine di metano
presso le aree di servizio autostradali di Plose ovest ed est,
Laimburg-Castelvarco ovest, Paganella ovest ed est, Nogaredo ovest ed est,
Adige ovest (Affi), Povegliano ovest ed est. Che fine hanno fatto questi
progetti? Un ultimo punto mi pare che debba essere evidenziato, e cioè che la
diffusione del metano per autotrazione trova un grosso ostacolo nella mancanza
di impianti selfservice accessibili 24 ore su 24. Anche qui sia l'A22 che le
due province autonome potrebbero dare una spinta propulsiva per introdurre
finalmente il fai da te anche per il metano, eventualmente in via sperimentale
almeno nella nostra regione. Il selfservice, infatti, è la regola in tutta
l'Europa tranne che in Italia. Perchè? Michele De Luca - Bolzano Ausiliari
nelle Rsa conta di più l'esperienza V orrei esprimere il mio modesto pensiero
in merito ai possibili licenziamenti del personale ausiliario e precario nelle
Rsa. Esprimo compiacimento per quanto afferma il consigliere Pino Morandini,
volevo solo aggiungere che in questo lavoro (più che lavoro la chiamerei
missione) una persona può fare o partecipare a tutti i vari corsi o scuole ma
se non è adatto a quel lavoro si vede subito. Ho avuto mia madre ospite presso
una di queste strutture e quindi ho potuto valutare in prima persona le
capacità sopratutto quelle umane del personale. Niente contro la formazione
teorica e pratica. Volevo poi ricordare che la maggioranza di questo è
personale femminile ha un'età media di 52/53 anni e che quindi se venisse
licenziata troverebbe delle grosse difficoltà a trovare un nuovo posto di
lavoro. Ai sindacati e all'assessore Andreolli (uomo di sinistra e quindi ex
difensore degli operai) volevo ricordare che le leggi se si vuole (volere è
potere) si possono anche modificare e ricordare un vecchio proverbio che i miei
vecchi datori di lavoro mi ripetevano in continuazione: "La pratica
(spesso e volentieri) val di più della grammatica". Luciano Bernabè -
Villazzano Sì alla moschea e a tutti i luoghi di culto H o letto con molto
interesse l'articolo di Alberto Piccioni (l'Adige del 29 marzo) in merito
all'esposto che gli amici Teresa e Piero Berra di Pergine hanno inoltrato al
Commissario del Governo di Trento per avere dei chiarimenti sulla
costituzionalità e legalità della campagna "no moschee" e della
raccolta di firme a sostegno della stessa. Condivido appieno le motivazioni ed
i riferimenti di Legge tant'è che personalmente ritengo incostituzionale e
illegittima la campagna in corso. Mi convinco ancor più del buon fondamento
delle mie ragioni se capovolgo i termini: se un gruppo di cittadini di
qualsiasi orientamento avesse ad iniziare una campagna con raccolta di firme
"no chiese", mi sentirei non solo umiliato ma farei causa ai promotori
a tutela della mia libertà di professarmi, seppure indegnamente, cristiano e di
manifestare e vivere con i miei fratelli di culto la mia fede nei luoghi e
tempi più idonei. Se tale diritto e libertà valgono per me, non c'è dubbio che
devono valere anche per tutti, ancorché di fede diversa. Bruno Masè - Trento
Non si devono mandare al "macero" i precari N ello spazio dedicato ai
lettori di giovedì 6 marzo, il titolo "Io, precario a 55 anni, mandato al
macero", mi ha colpito come un pugno allo stomaco, perché ho pensato
subito alla situazione di un mio caro amico. Prima d'ora non avevo mai scritto
a "l'Adige", quotidiano che apprezzo e che leggo
"avidamente" ogni giorno da molti anni, perché non so scrivere molto
bene; ma la storia di vita di P. D'Amico mi spinge adesso a esternare alcune
considerazioni. In passato, per ignoranza e prevenzione, ero convinta che nel
"progettone" confluissero solo gli sfaticati; ora ho mutato opinione,
perché conosco da vicino la sofferenza fisica e morale di uno sfortunato amico
di mezza età, con moglie e figli a carico, costretto a usare pala, piccone e
decespugliatore pur di lavorare. Per lui, di lavoretti in nero non se ne parla,
perché non è né elettricista, né muratore, né idraulico. Sia chiaro, il
"progettone" ha molti meriti e il lavoro manuale non è poco
dignitoso; ma non sarebbe più logico e "umano" raggruppare i
lavoratori disoccupati in base alla professionalità, formarli con seri corsi di
aggiornamento e poi assegnare loro incarichi adeguati? Non è lecito mandare al
macero gli esseri umani... ma a chi interessa? Anna M. 07/04/2008.
( da "Stampa, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
In questi mesi le
scuole italiane sono impegnate nella "Missione Recupero". Credo che
tutti lo sappiano perché se n'è parlato molto da dieci anni a questa parte: il
recupero fu introdotto dal ministro Berlinguer, fu conservato mirabilmente
intatto dal ministro Moratti ed è ora più che mai voluto, sostenuto
e moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto -
nonché una legge - che transita beatamente da un governo all'altro, di
qualsivoglia colore politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che
essere d'accordo sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione
molto semplice, che la parola recupero è una bellissima parola! Rimanda
a nobilissimi sentimenti di umanità e fratellanza. Chi mai potrebbe dire,
infatti, che non è bene recuperare - cioè salvare - qualcuno o qualcosa? È bene
recuperare relitti in fondo al mare, recuperare fondi e refurtive, recuperare
l'uso di un arto. A maggior ragione, è bene, anzi, benissimo recuperare ragazzi
in difficoltà nello studio. Credo però, anche, che nessuno (se non un'esigua
minoranza) sappia veramente che cosa sia nella sostanza il recupero. E quindi
vorrei provare a raccontarlo. Partiamo da un allievo, ad esempio di prima
liceo, che prenda quattro di italiano per quattro mesi di fila. Lo chiameremo
Giovanni.
( da "Blogosfere" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Apr 08 7 Ivan
Scalfarotto risponde a Fragmenta Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 10:47 in
Politica Ivan Scalfarotto è candidato alla Camera dei Deputati nel collegio
Lombardia1 per il Partito Democratico. Oltre al lavoro e alla politica, ha
alcune altre irrefrenabili passioni tra le quali quella per la compagnia degli
amici, quella per il grosso gatto Fidel e quella per Federico, suo
straordinario sostegno e grande amore. L'ho intervistato per telefono mentre,
col treno, stava andando in Emilia. è stata una chiacchierata alla fine della
quale mi sentivo carica, il mio animo era come rinfrancato. Ho conosciuto un
uomo più idealista di me. Impresa assolutamente non facile. Molte delle persone
che la seguono con entusiasmo su rete si chiedono con una vena vagamente
superstiziosa: lei è vero? Non è che una volta eletto ci si sgretola come un
bel sogno? Le rispondo volentieri a questa domanda. In realtà io credo di
essere verissimo, esisto e faccio politica oramai da tre anni. Per altro
proprio grazie alla rete. Dopo le Primarie del 2005 ho deciso, credo facendo
una scelta senza precedenti nella politica italiana, di tornare al mio lavoro.
Il risultato era stato inferiore alle aspettative, la ragione a mio parere è
che queste aspettative erano poco realistiche. Però non dimentichiamo che sono
riuscito a convincere ventisettemila italiani che potevo essere il capo del
Governo, dicendo cose che poi purtroppo si sono puntualmente verificate. Io
dicevo nella mia piattaforma elettorale del 2005 che coalizzarsi avendo in
comune soltanto il programma di essere contrari ad un'altra parte non era
sufficiente. I fatti mi hanno dato amaramente ragione. Anche dopo questo, in
ogni caso, ho continuato a fare politica attraverso la rete, non dimentichiamo
che vivevo prima a Londra e poi a Mosca. Credo di essere stato una presenza
fisica, non solo virtuale, anche vivendo all'estero. Se dovessi essere eletto,
ovviamente, onorerò il patto con gli elettori. Sarò messo in aspettativa dal
mio lavoro e andrò a Roma a fare il mio nuovo mestiere. Su questo non c'è ombra
di dubbio. Lei quindi in questo periodo è nel nostro Paese. Assolutamente sì.
Ho preso un mese di aspettativa per fare la campagna elettorale. La mia azienda
è stata ancora una volta molto flessibile. Sono fortunato, io lavoro per una
società di cultura anglosassone per la quale il servizio nei confronti del
proprio Paese è guardata con grande rispetto e non sospetto. Nella visione
anglosassone il cittadino che si mette a disposizione della propria comunità è
stimato. Quando ho spiegato che mi era stato offerto di candidarmi alle
elezioni per il Parlamento ho ricevuto il loro completo sostegno. Infatti mi
aspettano in caso non dovessi essere eletto (ride). Comunque anche nel caso non
fossi eletto non smetterei assolutamente di fare politica, tornerei al mio
lavoro normale seguitando ad impegnarmi dalla rete e dalla televisione che a
volte mi capita di fare. Lei è percepito un po' come un Beppe Grillo operativo.
Grillo si limita a puntare il dito sulle problematiche, lei fa delle proposte
concrete per risolvere fondamentalmente le stesse cose. La differenza
fondamentale tra me e lui è che io credo profondamente nelle istituzioni
repubblicane. Vivo nel rispetto di queste preziose istituzioni e sento come un
onore la possibilità di poter lavorare all'interno di queste. è una possibilità
che abbiamo guadagnato col sudore e con il sangue delle generazioni che ci
hanno preceduto. La mia è una chiave di lettura su una politica purtroppo
profondamente malata che però non si può curare ammazzandola. Una malattia ad
un braccio non si cura tagliando il braccio. La mia posizione consiste nel
cercare di curare la malattia della politica, con le chiare difficoltà che
questo comporta, operando all'interno delle istituzioni non da una posizione remota.
Se si pensa che la politica sia gestita da persone che non lo meritano bisogna
operare affinché ci sia un ricambio. Nel rispetto delle regole però, altrimenti
non serve a niente. Va benissimo la protesta che reputo come l'analisi ultima
dei problemi, dopo di che poi bisogna darsi da fare. La politica, ripeto, è un
paziente malato, va curato non abbattuto. Per fare questo ci vuole impegno e
partecipazione. La rete è un miracolo di democrazia? Una specie di buona
notizia che ci è capitata tra capo e collo? La rete è oramai parte integrante
delle nostre vite. Al di là dell'indiscutibile funzione che ha
nell'informazione, nella formazione e nella cultura, ricopre un ruolo
fondamentale anche nelle azioni generiche. Pensiamo alle operazioni bancarie,
agli acquisti, alle prenotazioni delle vacanze, ai contatti con gli amici
lontani, al lavoro quotidiano di tutti noi. La rete è diventata trasversale
alla vita, sarebbe singolare che proprio la politica e la società in generale
non ne venisse toccata. Si è chiesto come farà una volta eletto a non farsi
sedurre dal meccanismo perverso del potere? La risposta che mi viene istintiva,
anche se probabilmente può non risultare convincente, è che io sono soprattutto
una persona in buona fede. Mi rendo conto di non rispondere completamente
dicendo questo. C'è anche il fatto che io sono molto soddisfatto del mio
attuale lavoro. Guadagno molto bene. Attualmente percepisco più soldi di quelli
che guadagnerò facendo il parlamentare. Tra l'altro la mia posizione
professionale non mi è stata regalata da nessuno. Ad esempio all'inizio ho
dovuto fare fronte alle spese, non indifferenti, del lavorare all'estero.
Insomma i frutti raccolti col mio lavoro me li sono guadagnati tutti, col
lavoro, con la buona volontà e con quel poco di talento che ho. La mia
decisione di fare politica deriva dalla volontà di mettere a disposizione della
comunità una parte della mia vita. Tra l'altro vorrei chiarire che non intendo
fare politica per tutta la vita, se venissi eletto mi piacerebbe lavorare per
5-10 anni, poi vorrei fare dell'altro. Sarò un inguaribile romantico, un
ingenuo, un idealista, ma per me chiunque abbia la possibilità di contribuire a
migliorare il suo Paese dovrebbe farlo. Se però devo rispondere più
oggettivamente dico che in politica ci sono entrato per pura passione. Perché
ero stanco di dovermi giustificare all'estero del fatto di essere italiano. La
cosa che mi ha appassionato del progetto politico del Partito Democratico è
stata prima di tutto la ricerca, da parte di questo, dell'armonia. E subito
dopo la grande determinazione nel volere valorizzare quelli che sono i punti di
forza del Paese. Siamo abituati a dare importanza alle nostre peggiori magagne
senza mai parlare dei nostri lati positivi. L'altro giorno parlavo proprio di
questo nostro "sputarci addosso" con Fabio Concato, lo conosce? Certo
che lo conosco. Ecco, noi trattiamo malissimo la cultura in generale ed in
particolare quella italiana. Giustissimo preoccuparsi delle nostre industrie,
ma siamo conosciuti all'estero più per il Rinascimento che per la maestria
nella progettazione del microchip. Nessuno parla di valorizzare il settore
turistico che invece è sempre stato alla base della nostra economia... è
assolutamente vero quello che dice. Noi trattiamo i turisti come nessun altro
Pese al mondo. Un esempio è la stazione Termini di Roma, dove non è possibile
trovare un taxi, come succede alla Malpensa del resto. C'è sicuramente da
riorganizzare il nostro settore turistico. Adesso non vorrei dire cose che
potrebbero apparire come una sviolinata a Veltroni, però se c'è una città dove
negli ultimi anni la cultura si è fatta bene è proprio Roma. Penso
all'Auditorium o alla mostra del Cinema. E poi anche la sua ricerca
dell'eccellenza nel nostro Paese mi pare che possa essere un segnale chiaro su
questo punto. Veltroni ha visitato le nostre fabbriche eccellenti, in Emilia ad
esempio, è vero, la nostra forza non è il microchip, ma da noi esistono anche
delle imprese che si occupano di alta tecnologia che sono riconosciute nel
mondo per la loro qualità. Quello che deve cambiare è la nostra tendenza a
notare soltanto quello che vistosamente ci dà più problemi, senza dare alcuna
importanza ai risultati positivi quando ci sono. Dobbiamo ripartire dalle
nostre risorse e non dalle mancanze. Vivendo all'estero ho conosciuto
un'infinità di italiani eccellenti obbligati ad emigrare perché nel loro Paese
non erano apprezzati. Non è possibile continuare non dando mai onore al merito,
non si può lavorare con dei parametri che non sono cosa si conosce, ma CHI si
conosce. Dobbiamo ripartire dai nostri punti di forza, i paesaggi, dai nostri
tesori, è una strada quasi obbligata. Uno dei temi centrali della sua campagna
elettorale è la lotta al nepotismo. Come si fanno delle
leggi che premino la meritocrazia e penalizzino la raccomandazione? La prima cosa da fare è
instaurare una cultura della responsabilizzazione. Che vuol dire non solo
essere responsabili delle proprie azioni, ma anche disponibili a pagare le
conseguenze delle nostre cattive scelte. è chiaro che a quel punto se la
nostra scelta è stata buona automaticamente è più facile raccogliere anche i
consensi relativi a questa. Faccio un esempio: Se un professore universitario
assume non il più bravo ma quello che gli ha fatto più fotocopie, oppure suo
nipote, deve essere responsabile della sua scelta. Ossia ne deve rispondere
ufficialmente. Questo vale per tutti i settori. Ristabilendo un'etica della
responsabilità, il direttore di una televisione, così come quello di un
giornale rispondono personalmente della qualità del prodotto che immettono sul
mercato. Bisogna scoraggiare le assunzioni dei raccomandati responsabilizzando
i capi settore che a quel punto saranno costretti ad assumere gente capace
invece che amici loro. Io lavoro in una banca americana dove nessuno è stato
raccomandato da nessuno per il semplice motivo che la banca non si può
economicamente permettere di stipendiare gente inadatta o incapace. In Italia
nessuno chiede conto dei risultati, tutti si lamentano ma non ci sono sanzioni
precise. La decisione di assumere una persona non è cosa da nulla, chi lo fa ne
deve rispondere. Faccio un altro esempio. Nel nostro Paese ci sono molti Ordini
che favoriscono il passaggio di una professione dal padre al figlio, quello dei
giornalisti per dirne una. Poi il riconoscimento legale del titolo di studio è
troppo generico. Da noi ogni laurea presa in qualunque università con qualsiasi
modalità ha un riconoscimento ufficiale. è come dire che il pezzo di carta vale
in quanto tale. Nella realtà il valore di un professionista sta nella sua reale
capacità. è quella che va verificata prima ancora del fatto che abbia o meno
una certificazione. Si deve creare una concorrenza tra le varie università,
come succede all'estero. Si parte dalla qualità reale dei docenti che non
debbono più essere raccomandati bensì semplicemente bravi. Una università
qualificata varrà più di una piena di raccomandati, si parte da lì. Tornando al
fatto di prendersi la responsabilità delle proprie assunzioni: vuol dire che se
un impiegato non funziona viene licenziato e basta. All'americana. Vuol dire
che se il manager assume dieci persone incapaci viene licenziato lui. Faccio
l'avvocato del diavolo, io sono cresciuta negli Stati Uniti, so come può essere
difficile fare i conti con un taglio di personale, specialmente a 55 anni. Lì
non è che si facciano scrupoli: non servi più, arrivederci Roma... Non è che
oggi ci siano certezze nel lavoro nemmeno in Italia. Specialmente se parliamo
dei contratti fatti ai giovani. La metà dei nostri lavoratori dipendenti non ha
nessuna garanzia, sono assunti con contratti atipici. L'articolo 18 viene
applicato su nove milioni e mezzo di lavoratori dipendenti. La maggior parte
dei giovani sotto i 35 anni, un contratto a tempo indeterminato non l'hanno mai
visto. E poi, comunque, si può benissimo instaurare una cultura della
responsabilità anche dando delle garanzie. Però la garanzia deve essere
indipendente dal merito che comunque deve essere riscontrabile. Lo Stato deve
garantire delle sicurezze, le aziende debbono assicurare la qualità. Così come
succede nel nord Europa. Infatti io mi ispiro all'Europa, più che agli Stati
Uniti. Io non voglio una società dove i migliori vincono e i deboli soccombono,
penso più ad una civiltà che dia la possibilità a chi ha talento di esprimerlo.
Che nello stesso tempo protegga i più deboli. Mi può fare tre esempi di
problemi italiani che all'estero sono stati egregiamente risolti? Il primo è il
corporativismo. Noi siamo una società troppo corporativa. Il cittadino italiano
ha importanza soltanto nel momento in cui fa parte di una categoria. Il
cittadino singolo non ha possibilità di farsi ascoltare quando il Tribunale ci
mette anni ad emettere una sentenza che lo riguarda, quando ci vogliono mesi
perché sia sottoposto ad una TAC, quando va in aeroporto e non trova il volo
perché c'è sciopero. Invece se faccio parte della corporazione dei camionisti
posso bloccare l'Italia. C'è un errore di fondo e cioè che contiamo soltanto se
posti all'interno di un gruppo e non come cittadini singoli come accade
all'estero. Il secondo è quello della dignità, che in qualche modo si ricollega
al primo. è molto italiana la mentalità non laica che traccia un linea netta
tra chi può e non può rivendicare un diritto. L'esempio tipico di una cosa che
in Inghilterra mai e poi mai si potrebbe verificare, è quello di Ministri che
si permettono di definire "culattoni" la comunità gay. Nessun
candidato alla Presidenza del Consiglio inglese si permetterebbe di relegare le
donne al ruolo di cuoche di torte. Nessun giornalista francese si permetterebbe
di definire il nuovo presidente dell'Alitalia un enfant prodige. L'avvocato
Aristide Police non è un bimbo di tre anni, è uno stimato professionista di 40
anni. Ma come si permette la stampa di definirlo enfant prodige. Voglio dire
non è Mozart che a sette anni era un genio della tastiera, quest'uomo è un
padre di famiglia, di quarant'anni! Immagino come può essere stato il suo primo
giorno di lavoro in mezzo a gente che lo vedeva con un genio bambino. Le
assicuro all'estero ci guardano con gli occhi fuori dalle orbite per il poco
rispetto che dimostriamo nei confronti dei nostri professionisti. Da noi se non
hai sessant'anni e ricopri un ruolo di responsabilità vieni automaticamente
delegittimato, è scandaloso, succede solo qui. La terza cosa è la mobilità
sociale, in Italia è praticamente pari a zero. La possibilità che c'era negli
anni Sessanta di emanciparsi nascendo in una famiglia modesta, oggi è
scomparsa. Se nasci povero rimani tale. Se non fai parte di una di quelle
famose caste sei perdente comunque. Questo è uno degli elementi principali su
cui lavorare. Negli altri Paesi da decenni non è oramai più così. Il discorso,
noterà, è collegato a quello della meritocrazia.
Viviamo in un Paese dove si eredita il lavoro non lo si costruisce. La nostra
classe politica non ci rappresenta nemmeno fisicamente, giusto? Be', se i
politici sono per la maggior parte uomini, cattolici, con più di cinquant'anni
direi proprio di no. L'Italia è piena di donne, gay, atei, giovani. E la mafia?
è il male peggiore. Sono felice che Veltroni abbia pregato la mafia di NON
votare per il Partito Democratico. Molto meglio perdere che vincere col loro
consenso. Sembrano parole, ma hanno un valore immenso. Le parole in politica
sono come le pietre. Se necessario si combatte anche impiegando l'Esercito?
Quale Stato rinuncerebbe a una parte fondamentale del proprio territorio? Il
nostro Sud ha delle zone praticamente interdette alle forze di polizia. Come
può succedere questo in una nazione democratica? Non credo sia una cosa
sostenibile, non come è adesso. E i DICO? La mia posizione in merito è nota e
non è neanche perfettamente in linea col Partito Democratico. Per me tutti i
cittadini italiani dovrebbero potere avere gli stessi diritti giuridici,
indipendentemente che siano eterosessuali o gay. Tutte le leggi che sono state
fatte dai governi di sinistra in merito, nel resto dell'Europa, se ci fa caso,
sono rimaste immutate anche quando i governi cambiavano. Questo dimostra la
loro legittimità. è una questione che riguarda i diritti di tutti, deve essere
un tema trasversale. Né di destra né di sinistra, un tema di crescita culturale
più che di contrapposizione politica. Dobbiamo imparare anche a ignorare questi
sondaggi che ci vorrebbero più arretrati di quanto in realtà siamo. I sondaggi
dicono che gli italiani sono contrari, ma io non ne sono convinto. La politica
si spaventa sempre per i sondaggi e allora si arrende. Invece di informare,
invece di tendere a fare crescere il Paese si blocca. Se veramente vivessimo in
base ai sondaggi forse le donne non avrebbero ancora diritto al voto. L'ultima
domanda, sui diritti degli animali spesso dimenticati. Il PD è animalista? Mi
riferisco alla questione della raccolta di firme da parte della LAV per fare in
modo che l'Italia non importi più pelli di cani e gatti, i quali come saprà,
vengono squoiati vivi. Io sono un fierissimo padre di un gatto che si chiama
Fidel. E quindi si figuri! Per me gli animali domestici sono dei parenti. Una pratica
orrenda come quella che viene attuata in Cina deve essere assolutamente fermata
in ogni modo. è impossibile pensarla altrimenti. Su queste tematiche penso di
poter dire che siamo tutti completamente d'accordo.
( da "Vita non profit online" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Di Redazione
(redazione@vita.it) 07/04/2008 --> Il ministero dell'Interno ha diffuso i
dati sugli iscritti all'esame di stato Pochi i candidati esterni, ancor meno
gli "ammessi per merito", più donne e stranieri. Sono i protagonisti
del prossimo esame di maturità. Secondo i dati forniti dal Ministero dell'Istruzione,
i candidati esterni saranno quasi 25mila (il 5% del totale), 6mila
( da "Varesenews" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Busto Arsizio - A
settembre, verrà distribuita agli studenti italiani una tessera che assicura
agevolazioni e riconoscimenti. L'Itc Tosi incaricato di promuoverla e
svilupparla "Iostudio" la carta degli studenti che parla
"bustese" È "IoStudio", una tessera che il Ministero
della Pubblica Istruzione ha realizzato con l'alto patronato del Presidente
della Repubblica, per tutti gli studenti della scuola secondaria
di secondo grado, nel piano di promozione del diritto allo studio e degli
incentivi all'eccellenza. La Carta è uno degli ultimi atti
del Ministero Fioroni, un riconoscimento allo status di "studente" per
migliaia di giovani che potranno ottenere una serie di benefit garantiti dagli
enti che hanno stipulato e che stipuleranno convenzioni con il Ministero, in
collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali,
l'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e l'Unesco. Per il
nostro territorio, però, "Iostudio" non è solo una tessera
studentesca. È anche il premio all'impegno dell'Itc Tosi che da anni collabora
con il Ministero. Così, nelle casse della scuola di Viale Stelvio a Busto sono
arrivati un milione e mezzo di euro, come ricompensa per l'attività di
amministrazione, promozione e sviluppo del progetto. Da
settembre, la carta arriverà nelle scuole agli oltre 2 milioni e mezzo di
studenti. I benefici legati a "Iostudio" vanno dall'accesso gratuito
a tutti i musei, i siti archeologici e i complessi monumentali in Italia;
all'accesso gratuito ai siti patrimonio dell'Umanità e alle Riserve della
Biosfera situate sul territorio italiano; agli ingressi a prezzo ridotto per le
proiezioni pomeridiane del lunedì in tutte le sale cinematografiche del
territorio nazionale, allo sconto del 10% sul prezzo di copertina dei
libri extra scolastici praticato dalle librerie dell'Associazione Librai
Italiani (ALI) aderenti all'iniziativa; al bonus di benvenuto di 2.000 punti
viaggio spendibili nell'ambito del programma "CartaViaggio" di
Trenitalia. Il WWF Italia riconoscerà agli studenti in possesso della Carta
condizioni di favore per visitare le proprie Oasi, le biblioteche e per
attingere al patrimonio di materiali didattici, esperienze, conoscenze e
pubblicazioni scientifiche, maturato in oltre 40 anni d'attività. Il possesso
della carta garantirà l'accesso, a tariffe agevolate, ai beni di interesse
artistico, storico e paesaggistico che rientrano nella rete nazionale dei beni
gestiti dal FAI. L'accesso agevolato alle strutture e ai servizi della rete dei
beni artistici e paesaggistici della rete di Italia Nostra, ma anche visite
guidate e riduzioni sulle attività specifiche programmate. Nella tessera, le
scuole inseriranno anche i risultati degli studenti eccellenti, come riconoscimento
immediatamente spendibile, ma, nel futuro sulla banda magnetica della tessera,
le scuole potranno caricare tutti i risultati scolastici piuttosto che sportivi
o scientifici ottenuti dal giovane, e i costi legati ai servizi resi allo
studente ( mensa, fotocopie,ecc...). "Siamo ora nella fase della
distribuzione - spiega il preside dell'Itc Tosi Benedetto Di Rienzo - poi
punteremo sullo sviluppo che porterà a dare maggior autorevolezza a questo
documento. Non dico che sostituirà la carta d'identità, ma sicuramente avrà un
ruolo importante". Tutte le agevolazioni, convenzioni, offerte culturali e
formative sono consultabili sul portale dello Studente:
www.istruzione.it/studenti. Lunedi 7 Aprile 2008.
( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
16.2307/04/2008 Esami, Fioroni: ''Diminuiscono i
furbi, non i bravi'' Roma - "Le cifre sui candidati privatisti e ottisti
che si presenteranno al prossimo esame di Stato fanno un po' di chiarezza sulla
differenza che passa tra i 'bravi' e i 'furbi': le nuove norme hanno consentito
di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di "stanare"
i secondi". È quanto afferma, in una nota, il ministro
della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, secondo
il quale "i dati dimostrano che lo sforzo per ridare serieta' e regole sta
dando i suoi frutti". Una scuola seria, aggiunge Fioroni, "e'
quella che riesce a dare pari opportunita' a tutti ma e' anche in grado di
premiare i piu' meritevoli. E una scuola seria, che funziona, non puo'
tollerare scorciatoie e furbizie". (DIRE).
( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
SCUOLA
16.2707/04/2008 Esami: diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti
gli 'ottisti' Roma - Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato
2007-2008 mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti', coloro che hanno
riportato
( da "Dire" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA - Saranno un
terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato
2007-2008, mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti' (solo 86), coloro
che hanno riportato
( da "Reuters Italia" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA (Reuters) - Diminuiscono gli studenti che affrontano la maturità da privatisti, ma anche i "geni" che saltano l'ultimo anno per aver
riportato voti alti. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Istruzione in una
nota. "Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre spariscono quasi del tutto gli
'ottisti'", si legge nel comunicato. Per ottisti si intendono
coloro che, avendo riportato
( da "Windpress" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
07-04-2008
Le cifre sui candidati privatisti e ottisti che
si presenteranno al prossimo esame di Stato fanno un po' di chiarezza sulla
differenza che passa tra i "bravi" e i "furbi": le nuove
norme hanno consentito di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma
anche di "stanare" i secondi. I dati dimostrano che lo sforzo per ridare serietà
e regole sta dando i suoi frutti: una scuola seria è
quella che riesce a dare pari opportunità a tutti ma è anche in grado di
premiare i più meritevoli. E una scuola seria, che
funziona, non può tollerare scorciatoie e furbizie.
( da "TGCom" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola
Casini: "Udc
fattore di stabilità" Il leader dell'Udc al Tgcom Il segretario dell'Udc
Pier Ferdinando Casini ospite del Tgcom ha risposto alle domande del direttore
Paolo Liguori. Casini ha rivendicato all'Udc il ruolo di fattore di stabilità
tra Pd e Pdl. Un partito che "sui temi importanti è capace di dire
qualcosa di unitario al contrario di altre forze che mantengono al loro interno
differenze difficilmente conciliabili". E dopo il voto apertura alle larghe
intese sulle riforme dopo il voto. Il segretario dell'Udc parla a largo raggio
dei temi al centro della campagna politica a cominciare dal ruolo ricoperto
dall'Udc tra i due Poli, un partito capace di catalizzare il voto cattolico be
al dilà delle logiche di schiaramento e di proporre un messaggio unitario e
coraggioso, non fatto di slogan elettorali. PARTITO DI CENTRO "Il futuro
di questo paese non si governa con il 51% - ha detto Casini -. Se non ci sarà
comprensione delle ragioni degli altri si andrà poco distanti. Oggi stabilisco
un nuovo patto con gli elettori: questo patto si pone in una posizione di
centro moderato che non è il Pdl e non il Pd. Le alleanze si fanno prima del
voto ma in Parlamento avremo un ruolo costruttivo, voteremo le leggi giuste,
non saremo sfascisti". Casini ha rivendicato il merito di aver creato una
forza moderata che "sui temi importanti è capace di dire qualcosa di
unitario", che secondo Casini le altre formazioni politiche non possono
dire. "Pensi al Pd ? ha detto il segretario Udc ? e alla difficoltà di
comporre le divergenti vedute al suo interno". SU BERLUSCONI Sulle
profferte ricevute da Berlusconi a fare parte del Pdl, il leader dell'Udc
rimanda al mittente una simile ipotesi. "Per la Lega è stata offerta
un'alleanza esterna, ma a noi no", afferma Casini, secondo cui
un'assorbimento non sarebbe stato mai possibile, vista la tradizione dei
cattolici moderati e alcuni sostanziali differenze, anche di stile con gli
altri candidati. "Oggi occorre fare scelte impopolari e coraggiose ? continua
Casini ? e non ricorrere agli slogan che rendono molto simili le campagne
elettorali di Veltroni e Berlusconi. DECISIONI IMPOPOLARI Su tasse, sviluppo e famiglia l'unico approccio possibile sono le riforme
strutturali di lunga durata. "Occorre saper dire di no e non solo di sì ?
prosegue Casini -. Scuola e università vanno riformate intorno
al concetto di merito, che passa dalla riforma dei programmi scolastici, alla riforma delle
docenze. STIPENDI Sulla forbice tra stipendi normali e superstipendi Casini
ricorda che l'ad della Fiat Valletta aveva uno stipendio 15/20 volte superiore
a quello di un operaio e che oggi, invece si arriva a 300 volte tanto. Nella
vicenda Alitalia, il degrado viene da lontano, ma una delle distorsioni è stato
appunto lo stipendio da nababbo di molti dirigenti senza alcun collegamento con
la produttività dell'azienda. CATTOLICI Ecco allora il ruolo centrale in questo
quadro politico dell'Udc che come forza moderata porta il suo contributo
originale prima del voto e che poi è capace di discutere in Parlamento. Un
partito moderato in cui oggi si riconoscono personalità come Savino pezzata,
Bruno Tabacci e gli exfuoriusciti della Rosa Bianca, ma a cui possono
riconoscersi tutti i cattolici italiani. Alla domanda se anche i cattolici del
Pd possano trovare affinità con l'Udc, Casini risponde elencando come molto
significativa la candidatura di Ciriaco de Mita, esponente di tutta quella
avanguardia di cattolici che non ha trovato accoglienza nel Pd di Veltroni.
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