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DOSSIER “SCUOLA”

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ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

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toARTICOLI DEL   7-4-2008       #TOP


Report "Schola"

Sinistra l'Arcobaleno La riforma della scuola ( da "Provincia di Cremona, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Arcobaleno La riforma della scuola I Comunisti Italiani, che fanno parte della 'Sinistra l'Arcobaleno' vogliono la riforma della scuola e dell'istruzione professionale nella regione Lombardia. Illustreranno le loro posizioni e le loro proposte oggi alle 12 durante una conferenza stampa convocata nella sede di piazza De Lera.

Scuola, aboliamo il recupero degli asini ( da "Stampaweb, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuto e moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto - nonché una legge - che transita beatamente da un governo all'altro, di qualsivoglia colore politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che essere d'accordo sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione molto semplice, che la parola recupero è una bellissima parola!

Esami a settembre, giusto il <no> I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del Trentino, cioè la ( da "Adige, L'" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: invece di optare per la riforma Fioroni o per la proposta della consulta provinciale degli studenti Esami a settembre, giusto il "no" I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del Trentino, cioè la decisone di sostenere il progetto del presidente Dellai,

In questi mesi le scuole italiane sono impegnate nella Missione Recupero . Credo che tutt ( da "Stampa, La" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sostenuto e moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto - nonché una legge - che transita beatamente da un governo all'altro, di qualsivoglia colore politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che essere d'accordo sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione molto semplice, che la parola recupero è una bellissima parola!

Ivan Scalfarotto risponde a Fragmenta ( da "Blogosfere" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come si fanno delle leggi che premino la meritocrazia e penalizzino la raccomandazione? La prima cosa da fare è instaurare una cultura della responsabilizzazione. Che vuol dire non solo essere responsabili delle proprie azioni, ma anche disponibili a pagare le conseguenze delle nostre cattive scelte.

Maturità, quest'anno meno privatisti, più donne e stranieri ( da "Vita non profit online" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: era pre-Fioroni. Ancora una volta saranno gli istituti tecnici quelli con il maggior numero di candidati (37,8%), seguiti dai licei scientifici con il 21,5%, dai professionali (17%) e dai classici (10,9%). Per quanto riguarda l&apos;età dei candidati, i diciannovenni saranno circa 340 mila (il 68% dei candidati).

"Iostudio" la carta degli studenti che parla "bustese" ( da "Varesenews" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La Carta è uno degli ultimi atti del Ministero Fioroni, un riconoscimento allo status di "studente" per migliaia di giovani che potranno ottenere una serie di benefit garantiti dagli enti che hanno stipulato e che stipuleranno convenzioni con il Ministero, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e l'

Esami, Fioroni: ''Diminuiscono i furbi, non i bravi'' ( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, secondo il quale "i dati dimostrano che lo sforzo per ridare serieta' e regole sta dando i suoi frutti". Una scuola seria, aggiunge Fioroni, "e' quella che riesce a dare pari opportunita' a tutti ma e' anche in grado di premiare i piu' meritevoli.

Esami: diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti gli 'ottisti' ( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: SCUOLA 16.2707/04/2008 Esami: diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti gli 'ottisti' Roma - Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti', coloro che hanno riportato 8 in ciascuna materia al quarto anno e 7 in ogni materia nei due anni precedenti e non sono stati bocciati.

A scuola tornano gli esami, ma con meno privatisti. E gli 'ottisti' spariscono ( da "Dire" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sono questi i dati ufficiali del ministero della pubblica Istruzione relativi al prossimo esame di Stato. Gli esterni saranno infatti 24.885, il 5% del totale (496.637), 6.412 in meno rispetto all'anno scorso (erano il 6,3%) e 11.417 in meno rispetto a due anni fa, quando era ancora in vigore la precedente normativa ed i privatisti rappresentavano il 7,1% degli aspiranti.

Scuola, meno privatisti e "furbi" agli esami di maturità ( da "Reuters Italia" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Diminuiscono gli studenti che affrontano la maturità da privatisti, ma anche i "geni" che saltano l'ultimo anno per aver riportato voti alti. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Istruzione in una nota. "Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti'", si legge nel comunicato.

ESAMI STATO, FIORONI SU PRIVATISTI E OTTISTI: NON ( da "Windpress" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 07-04-2008 Le cifre sui candidati privatisti e ottisti che si presenteranno al prossimo esame di Stato fanno un po' di chiarezza sulla differenza che passa tra i "bravi" e i "furbi": le nuove norme hanno consentito di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di "stanare" i secondi.

Casini al Tgcom: "Udc fattore di stabilità Pronti a lavorare insieme per le riforme" ( da "TGCom" del 07-04-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: sviluppo e famiglia l'unico approccio possibile sono le riforme strutturali di lunga durata. "Occorre saper dire di no e non solo di sì ? prosegue Casini -. Scuola e università vanno riformate intorno al concetto di merito, che passa dalla riforma dei programmi scolastici, alla riforma delle docenze.


Articoli

Sinistra l'Arcobaleno La riforma della scuola (sezione: Schola)

( da "Provincia di Cremona, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

Edizione di Lunedì 7 aprile 2008 Benvenuto P.Review srl Sinistra l'Arcobaleno La riforma della scuola I Comunisti Italiani, che fanno parte della 'Sinistra l'Arcobaleno' vogliono la riforma della scuola e dell'istruzione professionale nella regione Lombardia. Illustreranno le loro posizioni e le loro proposte oggi alle 12 durante una conferenza stampa convocata nella sede di piazza De Lera.

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Scuola, aboliamo il recupero degli asini (sezione: Schola)

( da "Stampaweb, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

In questi mesi le scuole italiane sono impegnate nella "Missione Recupero". Credo che tutti lo sappiano perché se n'è parlato molto da dieci anni a questa parte: il recupero fu introdotto dal ministro Berlinguer, fu conservato mirabilmente intatto dal ministro Moratti ed è ora più che mai voluto, sostenuto e moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto - nonché una legge - che transita beatamente da un governo all'altro, di qualsivoglia colore politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che essere d'accordo sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione molto semplice, che la parola recupero è una bellissima parola! Rimanda a nobilissimi sentimenti di umanità e fratellanza. Chi mai potrebbe dire, infatti, che non è bene recuperare - cioè salvare - qualcuno o qualcosa? è bene recuperare relitti in fondo al mare, recuperare fondi e refurtive, recuperare l'uso di un arto… A maggior ragione, è bene, anzi, benissimo recuperare ragazzi in difficoltà nello studio. Credo però, anche, che nessuno (se non un'esigua minoranza) sappia veramente che cosa sia nella sostanza il recupero. E quindi vorrei provare a raccontarlo. Partiamo da un allievo, ad esempio di prima liceo, che prenda quattro di italiano per quattro mesi di fila. Lo chiameremo Giovanni. Giovanni prende quattro perché non sa l'analisi logica. Davanti alla frase "Si vedono gabbiani al mare", egli scrive: Si: soggetto vedono: predicato verbale gabbiani: complemento oggetto al mare: complemento di termine. Piccola parentesi: potremmo chiederci perché Giovanni non sa l'analisi logica. Forse alle elementari e alle medie la grammatica non va più di moda, l'hanno abolita e si son dimenticati di dircelo? Oppure sono i ragazzi che non la studiano, o dimenticano all'istante quel che (labilmente) studiano? Nel qual caso, perché mai sono arrivati fino al liceo? Domanda oziosa: c'è la scuola dell'obbligo. Come potremmo obbligarli ad andare a scuola e nello stesso tempo, solo perché non studiano, cacciarli dalla scuola? Fine della parentesi. Ma non importa: i ragazzi arrivano digiuni di grammatica e noi, buoni buoni, alle superiori gliela insegniamo daccapo, come se nulla fosse mai stato prima. Nessun problema, siamo gente responsabile, ci mancherebbe! Rispieghiamo tutto a Giovanni, dall'articolo in poi. Ma Giovanni continua a prendere quattro. Si: soggetto; gabbiani: complemento oggetto. Oibò! Che fare? Ecco che scatta il magico recupero! Ci travestiamo da agenti in missione speciale (calzamaglia blu con R cubitale sul petto e mantello rosso) e recuperiamo Giovanni! In due possibili modi. Modo A: interrompiamo le lezioni del mattino, sospendiamo i programmi e ripetiamo per la centoquarantesima volta che differenza c'è tra soggetto e complemento oggetto. Modo B: diciamo a Giovanni di venire al pomeriggio e facciamo a lui e a tutti i Giovanni delle altre classi un corso supplementare. Ottenendo i seguenti risultati: con il modo A, obblighiamo tutti gli altri allievi, anche quelli bravi e studiosi che prendono 10 in grammatica, a ristudiare gli articoli non insegnando loro nulla di nuovo e più difficile; con il modo B, occupiamo il tempo pomeridiano di Giovanni, che egli dovrebbe passare, finalmente!, a studiare. Già, perché è inutile centuplicare le ore di lezione, se poi uno non apre un libro! Il sapere non passa ancora così, via etere, wireless o con altra diavoleria elettronica. Giovanni quindi, dopo la prima dose di recupero, continua a prendere quattro. E siamo ad aprile. Dobbiamo ora iniziare la seconda dose, e poi una terza, una quarta e via così fino ad agosto, fino alla prova finale, detta un tempo "esami di riparazione". Ed è qui che mi nasce la domanda: siamo sicuri che la scuola debba diventare un recuperificio? Siamo sicuri che l'Italia debba pagare così tanto denaro pubblico perché Giovanni si ostina a non aprire un libro? (ogni ora di recupero è pagata 50 euro e, così a naso, i Giovanni di ogni singola classe si aggirano tra il 30 e il 50 per cento). Ma soprattutto, pensiamo davvero che faccia bene ai ragazzi essere così tanto imboccati, pedinati, inseguiti e perseguitati: in una parola, recuperati? Non dovrebbe esserci un tempo in cui gli insegnanti, dopo avere svolto e ri-svolto con professionalità e passione gli argomenti del programma, li lascino finalmente soli a rispondere delle loro azioni o non azioni? Non dovremmo esigere che diventino responsabili dei loro insuccessi? Responsabili e liberi, anche di non studiare. Non sarebbe questa un'azione nobilmente educativa? Di qui, quattro piccole pulci nell'orecchio: e se il recupero fosse una violenza ai ragazzi? E se fosse, da parte nostra, un'ignobile ipocrisia, visto che per recuperare 8 anni di totale ignoranza grammaticale (3 anni di medie e 5 di elementari), ci vorrebbero tutte le ore di lezione di almeno 2 anni e non certo le miserabili 15 ore a cui ci impegna il decreto ministeriale? E se, a forza di recuperare, non avessimo più il tempo di fare i programmi? Chi li svolgerebbe, l'università? E chi farebbe i programmi universitari, le case di riposo? E se il recupero non fosse che l'ennesimo escamotage per autoesentarci dal nostro compito educativo di formare persone responsabili? Fine delle pulci. Siccome caso vuole che ci si trovi in periodo elettorale, mi piacerebbe molto che si parlasse di scuola. Non le solite generiche parole in libertà: riconosciamo alla scuola la sua centralità per la crescita del Paese… blablabla. Vorremmo scendere nei dettagli. Vorremmo sapere cosa pensa l'un partito e l'altro a riguardo del recupero. C'è una forza politica, almeno una!, che ritenga il recupero un obbrobrio, e pertanto s'impegni a raderlo al suolo? O qualcuno che ci dica che semmai è l'analisi logica da radere al suolo? Non so, vedete voi, cari partiti.

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Esami a settembre, giusto il <no> I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del Trentino, cioè la (sezione: Schola)

( da "Adige, L'" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

Esami a settembre, giusto il "no" I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del Trentino, cioè la decisone di sostenere il progetto del presidente Dellai, invece di optare per la riforma Fioroni o per la proposta della consulta provinciale degli studenti Esami a settembre, giusto il "no" I eri è apparsa una lettera di una studentessa che si dice stupita della scelta di molti sui colleghi delle scuole superiori del Trentino, cioè la decisone di sostenere il progetto del presidente Dellai, invece di optare per la riforma Fioroni o per la proposta della consulta provinciale degli studenti. Premetto che tutte e tre le proposte non trovano una mia condivisione perché tutte hanno dei punti insostenibili. È vero però che l'idea della Provincia è la meno peggio. Si sbaglia la signorina Eccher a dire che non è seria e porta lo studente a fregarsene delle carenze. Perché se vi è la possibilista di avere debiti al termine dell'anno scolastico è anche vero che se questi non sono sanati in tempo utile portano a una non ammissione all'esame finale del corso di studi superiori o a possibili bocciature nel corso dei 5 anni. Come sempre il problema che si pone non è la severità delle norme, ma la serietà di chi deve applicare le decisioni prese dalle istituzioni politiche. Perché sono convinto che se fin da subito il sistema dei debiti fosse stato applicato correttamente, ora non saremmo qui a correre ai ripari con mezzi più o meno drastici. Inoltre una cosa che trovo inconcepibile è voler suddividere le materie, in materie di indirizzo e non come propone la consulta, a mio avviso una cavolata, perché ogni disciplina è indispensabile per aumentare la propria cultura e non vi sono materie più importanti, esempio ne è il liceo come si fa a stabilire una scaletta di importanza? In base a quali criteri? Se nelle conseguenze, che la direttiva di Dellai porta, vi è quella di avere professori demotivati penso che questi professori non siano i migliori della piazza e che forse è bene che stiano a casa loro senza rovinare le materie che insegnano facendole risultare odiose agli studenti. Per quanto riguarda le lauree che andranno a valere meno di zero non penso sia causa di una delibera che ancora non è pienamente applicata perché la svalutazione di questi titoli di studio già si nota e le cause si devono riscontrare nel fatto che i titoli di studio si possano ottenere pagando o con altri metodi poco legali per i quali l'Italia è famosa nel mondo. Inoltre la meritocrazia non dice di falciare, di abbattere chi riesce ad andare avanti con qualche difficoltà, ma di valorizzare chi è bravo e io sono il primo che sostiene che nel nostro Paese debba essere sviluppata maggiormente la meritocrazia in tutti i campi. Si deve poi ricordare che i più "deboli" vanno aiutati e seguiti per superare le difficoltà e non penalizzati o emarginati perché come è giusto dare la possibilità ai più bravi di migliorare e di emergere va data la possibilità anche ai meno bravi. Infine dico che il sistema scolastico dovrebbe essere riformato in toto, che una riforma Gentile degli anni 20, sulla quale la scuola italiana ancora oggi si basa fortemente, possa essere riformulata nel 2008, che anche la proposta di Dellai può essere rivista e modificata per cambiare ciò che non va, ma di certo non si migliora tornando al passato, tenendolo presente sì, ma riproponendolo no. Concludo con lo stesso invito fatto dalla signorina Eccher ovvero quello di riflettere se veramente la soluzione proposta dalla Provincia è veramente la peggiore e poco seria. Davide Pederzolli davide.pederzolli@hotmail.it Bieno, senza variante siamo penalizzati U n grazie al sindaco di Bieno e ai 3 assessori su 5 che hanno votato no alla variante "lunga" di Strigno. Un grazie a nome di tutti gli studenti tesini che ogni mattina devono prendere la corriera all'alba - alle 6,50, alle 6,20 o addirittura alle 5,55 - per andare a scuola a Borgo, Levico o Trento. Un grazie a nome di tutti i pendolari - e sono davvero tanti - che vivono in Tesino e lavorano in Valsugana. Un grazie da tutte le famiglie tesine che, pur legate fermamente al loro territorio d'origine, sono costrette a traslocare in Valsugana per essere più vicine ai posti di lavoro ed evitare ai loro figli di passare diverse ore delle loro giornate sui mezzi della Trentino Trasporti. Un grazie a nome di chi arriva in ritardo al lavoro perché ha trovato "lavori in corso" lungo la strada che porta in Valsugana. Un grazie da tutti quelli che in inverno verrebbero più spesso a sciare al Passo Brocon ma la strada è troppo lunga e ci si impiega troppo ad arrivare agli impianti. Un grazie dai camionisti che in alcuni tratti della SP47 devono fare manovra coi loro mezzi pesanti perché la strada è stretta e tortuosa. Un grazie dal cuore da chi, in caso d'urgenza, gradirebbe risparmiare minuti preziosi o addirittura vitali per arrivare al più vicino ospedale. Per concludere, un grazie davvero grande a nome di chi, con la variante "lunga", avrebbe risparmiato tempo e denaro per andare in Valsugana. Ilaria Sordo - Castello Tesino Idrogeno sull'A22, prima il metano Q ualche giorno fa è stata data con grande enfasi la notizia che nel 2010 verrà aperto il primo distributore di idrogeno a Bolzano Sud. Fa piacere vedere tanto impegno per l'idrogeno, ma questo progetto sembra un tantino in anticipo visto che non esistono auto di serie che oggi si muovono con tale carburante e che non ci saranno ancora per parecchi anni a venire. E, come emerso dall'interessante due giorni dedicata alla mobilità ecologica a Bolzano nello scorso novembre, siamo assai lontani all'applicazione delle celle a combustibile. L'applicazione più concreta, come riferito durante la predetta manifestazione, è invece l'idrometano (un mix d'idrogeno e gas naturale) che potrebbe essere usato proprio dai mezzi, auto e bus, che oggi vanno a metano. Tutto ok fino a questo punto, ma con 10 milioni di euro, cifra che dovrebbe essere spesa per l'impianto di idrogeno di Bolzano Sud, si potrebbero costruire oltre 30 distributori di metano, visto che il costo ammonta a circa 300 mila euro l'uno. Se l'applicazione più vicina ai giorni nostri è l'idrometano, non sarebbe prima il caso finalmente di realizzare a spron battuto le progettate stazioni di servizio autostradali sull'A22 che peraltro erano già state deliberate dal consiglio di amministrazione dell'Autobrennero nell'ottobre 2007? Ricordo che, come riportato sulla stampa, si parlò di colonnine di metano presso le aree di servizio autostradali di Plose ovest ed est, Laimburg-Castelvarco ovest, Paganella ovest ed est, Nogaredo ovest ed est, Adige ovest (Affi), Povegliano ovest ed est. Che fine hanno fatto questi progetti? Un ultimo punto mi pare che debba essere evidenziato, e cioè che la diffusione del metano per autotrazione trova un grosso ostacolo nella mancanza di impianti selfservice accessibili 24 ore su 24. Anche qui sia l'A22 che le due province autonome potrebbero dare una spinta propulsiva per introdurre finalmente il fai da te anche per il metano, eventualmente in via sperimentale almeno nella nostra regione. Il selfservice, infatti, è la regola in tutta l'Europa tranne che in Italia. Perchè? Michele De Luca - Bolzano Ausiliari nelle Rsa conta di più l'esperienza V orrei esprimere il mio modesto pensiero in merito ai possibili licenziamenti del personale ausiliario e precario nelle Rsa. Esprimo compiacimento per quanto afferma il consigliere Pino Morandini, volevo solo aggiungere che in questo lavoro (più che lavoro la chiamerei missione) una persona può fare o partecipare a tutti i vari corsi o scuole ma se non è adatto a quel lavoro si vede subito. Ho avuto mia madre ospite presso una di queste strutture e quindi ho potuto valutare in prima persona le capacità sopratutto quelle umane del personale. Niente contro la formazione teorica e pratica. Volevo poi ricordare che la maggioranza di questo è personale femminile ha un'età media di 52/53 anni e che quindi se venisse licenziata troverebbe delle grosse difficoltà a trovare un nuovo posto di lavoro. Ai sindacati e all'assessore Andreolli (uomo di sinistra e quindi ex difensore degli operai) volevo ricordare che le leggi se si vuole (volere è potere) si possono anche modificare e ricordare un vecchio proverbio che i miei vecchi datori di lavoro mi ripetevano in continuazione: "La pratica (spesso e volentieri) val di più della grammatica". Luciano Bernabè - Villazzano Sì alla moschea e a tutti i luoghi di culto H o letto con molto interesse l'articolo di Alberto Piccioni (l'Adige del 29 marzo) in merito all'esposto che gli amici Teresa e Piero Berra di Pergine hanno inoltrato al Commissario del Governo di Trento per avere dei chiarimenti sulla costituzionalità e legalità della campagna "no moschee" e della raccolta di firme a sostegno della stessa. Condivido appieno le motivazioni ed i riferimenti di Legge tant'è che personalmente ritengo incostituzionale e illegittima la campagna in corso. Mi convinco ancor più del buon fondamento delle mie ragioni se capovolgo i termini: se un gruppo di cittadini di qualsiasi orientamento avesse ad iniziare una campagna con raccolta di firme "no chiese", mi sentirei non solo umiliato ma farei causa ai promotori a tutela della mia libertà di professarmi, seppure indegnamente, cristiano e di manifestare e vivere con i miei fratelli di culto la mia fede nei luoghi e tempi più idonei. Se tale diritto e libertà valgono per me, non c'è dubbio che devono valere anche per tutti, ancorché di fede diversa. Bruno Masè - Trento Non si devono mandare al "macero" i precari N ello spazio dedicato ai lettori di giovedì 6 marzo, il titolo "Io, precario a 55 anni, mandato al macero", mi ha colpito come un pugno allo stomaco, perché ho pensato subito alla situazione di un mio caro amico. Prima d'ora non avevo mai scritto a "l'Adige", quotidiano che apprezzo e che leggo "avidamente" ogni giorno da molti anni, perché non so scrivere molto bene; ma la storia di vita di P. D'Amico mi spinge adesso a esternare alcune considerazioni. In passato, per ignoranza e prevenzione, ero convinta che nel "progettone" confluissero solo gli sfaticati; ora ho mutato opinione, perché conosco da vicino la sofferenza fisica e morale di uno sfortunato amico di mezza età, con moglie e figli a carico, costretto a usare pala, piccone e decespugliatore pur di lavorare. Per lui, di lavoretti in nero non se ne parla, perché non è né elettricista, né muratore, né idraulico. Sia chiaro, il "progettone" ha molti meriti e il lavoro manuale non è poco dignitoso; ma non sarebbe più logico e "umano" raggruppare i lavoratori disoccupati in base alla professionalità, formarli con seri corsi di aggiornamento e poi assegnare loro incarichi adeguati? Non è lecito mandare al macero gli esseri umani... ma a chi interessa? Anna M. 07/04/2008.

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In questi mesi le scuole italiane sono impegnate nella Missione Recupero . Credo che tutt (sezione: Schola)

( da "Stampa, La" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

In questi mesi le scuole italiane sono impegnate nella "Missione Recupero". Credo che tutti lo sappiano perché se n'è parlato molto da dieci anni a questa parte: il recupero fu introdotto dal ministro Berlinguer, fu conservato mirabilmente intatto dal ministro Moratti ed è ora più che mai voluto, sostenuto e moltiplicato dal ministro Fioroni; è quindi un concetto - nonché una legge - che transita beatamente da un governo all'altro, di qualsivoglia colore politico esso sia. Credo altresì che tutti non possano che essere d'accordo sull'opportunità di recuperare gli allievi: per una ragione molto semplice, che la parola recupero è una bellissima parola! Rimanda a nobilissimi sentimenti di umanità e fratellanza. Chi mai potrebbe dire, infatti, che non è bene recuperare - cioè salvare - qualcuno o qualcosa? È bene recuperare relitti in fondo al mare, recuperare fondi e refurtive, recuperare l'uso di un arto. A maggior ragione, è bene, anzi, benissimo recuperare ragazzi in difficoltà nello studio. Credo però, anche, che nessuno (se non un'esigua minoranza) sappia veramente che cosa sia nella sostanza il recupero. E quindi vorrei provare a raccontarlo. Partiamo da un allievo, ad esempio di prima liceo, che prenda quattro di italiano per quattro mesi di fila. Lo chiameremo Giovanni.

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Ivan Scalfarotto risponde a Fragmenta (sezione: Schola)

( da "Blogosfere" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

Apr 08 7 Ivan Scalfarotto risponde a Fragmenta Pubblicato da Fausta Maria Rigo alle 10:47 in Politica Ivan Scalfarotto è candidato alla Camera dei Deputati nel collegio Lombardia1 per il Partito Democratico. Oltre al lavoro e alla politica, ha alcune altre irrefrenabili passioni tra le quali quella per la compagnia degli amici, quella per il grosso gatto Fidel e quella per Federico, suo straordinario sostegno e grande amore. L'ho intervistato per telefono mentre, col treno, stava andando in Emilia. è stata una chiacchierata alla fine della quale mi sentivo carica, il mio animo era come rinfrancato. Ho conosciuto un uomo più idealista di me. Impresa assolutamente non facile. Molte delle persone che la seguono con entusiasmo su rete si chiedono con una vena vagamente superstiziosa: lei è vero? Non è che una volta eletto ci si sgretola come un bel sogno? Le rispondo volentieri a questa domanda. In realtà io credo di essere verissimo, esisto e faccio politica oramai da tre anni. Per altro proprio grazie alla rete. Dopo le Primarie del 2005 ho deciso, credo facendo una scelta senza precedenti nella politica italiana, di tornare al mio lavoro. Il risultato era stato inferiore alle aspettative, la ragione a mio parere è che queste aspettative erano poco realistiche. Però non dimentichiamo che sono riuscito a convincere ventisettemila italiani che potevo essere il capo del Governo, dicendo cose che poi purtroppo si sono puntualmente verificate. Io dicevo nella mia piattaforma elettorale del 2005 che coalizzarsi avendo in comune soltanto il programma di essere contrari ad un'altra parte non era sufficiente. I fatti mi hanno dato amaramente ragione. Anche dopo questo, in ogni caso, ho continuato a fare politica attraverso la rete, non dimentichiamo che vivevo prima a Londra e poi a Mosca. Credo di essere stato una presenza fisica, non solo virtuale, anche vivendo all'estero. Se dovessi essere eletto, ovviamente, onorerò il patto con gli elettori. Sarò messo in aspettativa dal mio lavoro e andrò a Roma a fare il mio nuovo mestiere. Su questo non c'è ombra di dubbio. Lei quindi in questo periodo è nel nostro Paese. Assolutamente sì. Ho preso un mese di aspettativa per fare la campagna elettorale. La mia azienda è stata ancora una volta molto flessibile. Sono fortunato, io lavoro per una società di cultura anglosassone per la quale il servizio nei confronti del proprio Paese è guardata con grande rispetto e non sospetto. Nella visione anglosassone il cittadino che si mette a disposizione della propria comunità è stimato. Quando ho spiegato che mi era stato offerto di candidarmi alle elezioni per il Parlamento ho ricevuto il loro completo sostegno. Infatti mi aspettano in caso non dovessi essere eletto (ride). Comunque anche nel caso non fossi eletto non smetterei assolutamente di fare politica, tornerei al mio lavoro normale seguitando ad impegnarmi dalla rete e dalla televisione che a volte mi capita di fare. Lei è percepito un po' come un Beppe Grillo operativo. Grillo si limita a puntare il dito sulle problematiche, lei fa delle proposte concrete per risolvere fondamentalmente le stesse cose. La differenza fondamentale tra me e lui è che io credo profondamente nelle istituzioni repubblicane. Vivo nel rispetto di queste preziose istituzioni e sento come un onore la possibilità di poter lavorare all'interno di queste. è una possibilità che abbiamo guadagnato col sudore e con il sangue delle generazioni che ci hanno preceduto. La mia è una chiave di lettura su una politica purtroppo profondamente malata che però non si può curare ammazzandola. Una malattia ad un braccio non si cura tagliando il braccio. La mia posizione consiste nel cercare di curare la malattia della politica, con le chiare difficoltà che questo comporta, operando all'interno delle istituzioni non da una posizione remota. Se si pensa che la politica sia gestita da persone che non lo meritano bisogna operare affinché ci sia un ricambio. Nel rispetto delle regole però, altrimenti non serve a niente. Va benissimo la protesta che reputo come l'analisi ultima dei problemi, dopo di che poi bisogna darsi da fare. La politica, ripeto, è un paziente malato, va curato non abbattuto. Per fare questo ci vuole impegno e partecipazione. La rete è un miracolo di democrazia? Una specie di buona notizia che ci è capitata tra capo e collo? La rete è oramai parte integrante delle nostre vite. Al di là dell'indiscutibile funzione che ha nell'informazione, nella formazione e nella cultura, ricopre un ruolo fondamentale anche nelle azioni generiche. Pensiamo alle operazioni bancarie, agli acquisti, alle prenotazioni delle vacanze, ai contatti con gli amici lontani, al lavoro quotidiano di tutti noi. La rete è diventata trasversale alla vita, sarebbe singolare che proprio la politica e la società in generale non ne venisse toccata. Si è chiesto come farà una volta eletto a non farsi sedurre dal meccanismo perverso del potere? La risposta che mi viene istintiva, anche se probabilmente può non risultare convincente, è che io sono soprattutto una persona in buona fede. Mi rendo conto di non rispondere completamente dicendo questo. C'è anche il fatto che io sono molto soddisfatto del mio attuale lavoro. Guadagno molto bene. Attualmente percepisco più soldi di quelli che guadagnerò facendo il parlamentare. Tra l'altro la mia posizione professionale non mi è stata regalata da nessuno. Ad esempio all'inizio ho dovuto fare fronte alle spese, non indifferenti, del lavorare all'estero. Insomma i frutti raccolti col mio lavoro me li sono guadagnati tutti, col lavoro, con la buona volontà e con quel poco di talento che ho. La mia decisione di fare politica deriva dalla volontà di mettere a disposizione della comunità una parte della mia vita. Tra l'altro vorrei chiarire che non intendo fare politica per tutta la vita, se venissi eletto mi piacerebbe lavorare per 5-10 anni, poi vorrei fare dell'altro. Sarò un inguaribile romantico, un ingenuo, un idealista, ma per me chiunque abbia la possibilità di contribuire a migliorare il suo Paese dovrebbe farlo. Se però devo rispondere più oggettivamente dico che in politica ci sono entrato per pura passione. Perché ero stanco di dovermi giustificare all'estero del fatto di essere italiano. La cosa che mi ha appassionato del progetto politico del Partito Democratico è stata prima di tutto la ricerca, da parte di questo, dell'armonia. E subito dopo la grande determinazione nel volere valorizzare quelli che sono i punti di forza del Paese. Siamo abituati a dare importanza alle nostre peggiori magagne senza mai parlare dei nostri lati positivi. L'altro giorno parlavo proprio di questo nostro "sputarci addosso" con Fabio Concato, lo conosce? Certo che lo conosco. Ecco, noi trattiamo malissimo la cultura in generale ed in particolare quella italiana. Giustissimo preoccuparsi delle nostre industrie, ma siamo conosciuti all'estero più per il Rinascimento che per la maestria nella progettazione del microchip. Nessuno parla di valorizzare il settore turistico che invece è sempre stato alla base della nostra economia... è assolutamente vero quello che dice. Noi trattiamo i turisti come nessun altro Pese al mondo. Un esempio è la stazione Termini di Roma, dove non è possibile trovare un taxi, come succede alla Malpensa del resto. C'è sicuramente da riorganizzare il nostro settore turistico. Adesso non vorrei dire cose che potrebbero apparire come una sviolinata a Veltroni, però se c'è una città dove negli ultimi anni la cultura si è fatta bene è proprio Roma. Penso all'Auditorium o alla mostra del Cinema. E poi anche la sua ricerca dell'eccellenza nel nostro Paese mi pare che possa essere un segnale chiaro su questo punto. Veltroni ha visitato le nostre fabbriche eccellenti, in Emilia ad esempio, è vero, la nostra forza non è il microchip, ma da noi esistono anche delle imprese che si occupano di alta tecnologia che sono riconosciute nel mondo per la loro qualità. Quello che deve cambiare è la nostra tendenza a notare soltanto quello che vistosamente ci dà più problemi, senza dare alcuna importanza ai risultati positivi quando ci sono. Dobbiamo ripartire dalle nostre risorse e non dalle mancanze. Vivendo all'estero ho conosciuto un'infinità di italiani eccellenti obbligati ad emigrare perché nel loro Paese non erano apprezzati. Non è possibile continuare non dando mai onore al merito, non si può lavorare con dei parametri che non sono cosa si conosce, ma CHI si conosce. Dobbiamo ripartire dai nostri punti di forza, i paesaggi, dai nostri tesori, è una strada quasi obbligata. Uno dei temi centrali della sua campagna elettorale è la lotta al nepotismo. Come si fanno delle leggi che premino la meritocrazia e penalizzino la raccomandazione? La prima cosa da fare è instaurare una cultura della responsabilizzazione. Che vuol dire non solo essere responsabili delle proprie azioni, ma anche disponibili a pagare le conseguenze delle nostre cattive scelte. è chiaro che a quel punto se la nostra scelta è stata buona automaticamente è più facile raccogliere anche i consensi relativi a questa. Faccio un esempio: Se un professore universitario assume non il più bravo ma quello che gli ha fatto più fotocopie, oppure suo nipote, deve essere responsabile della sua scelta. Ossia ne deve rispondere ufficialmente. Questo vale per tutti i settori. Ristabilendo un'etica della responsabilità, il direttore di una televisione, così come quello di un giornale rispondono personalmente della qualità del prodotto che immettono sul mercato. Bisogna scoraggiare le assunzioni dei raccomandati responsabilizzando i capi settore che a quel punto saranno costretti ad assumere gente capace invece che amici loro. Io lavoro in una banca americana dove nessuno è stato raccomandato da nessuno per il semplice motivo che la banca non si può economicamente permettere di stipendiare gente inadatta o incapace. In Italia nessuno chiede conto dei risultati, tutti si lamentano ma non ci sono sanzioni precise. La decisione di assumere una persona non è cosa da nulla, chi lo fa ne deve rispondere. Faccio un altro esempio. Nel nostro Paese ci sono molti Ordini che favoriscono il passaggio di una professione dal padre al figlio, quello dei giornalisti per dirne una. Poi il riconoscimento legale del titolo di studio è troppo generico. Da noi ogni laurea presa in qualunque università con qualsiasi modalità ha un riconoscimento ufficiale. è come dire che il pezzo di carta vale in quanto tale. Nella realtà il valore di un professionista sta nella sua reale capacità. è quella che va verificata prima ancora del fatto che abbia o meno una certificazione. Si deve creare una concorrenza tra le varie università, come succede all'estero. Si parte dalla qualità reale dei docenti che non debbono più essere raccomandati bensì semplicemente bravi. Una università qualificata varrà più di una piena di raccomandati, si parte da lì. Tornando al fatto di prendersi la responsabilità delle proprie assunzioni: vuol dire che se un impiegato non funziona viene licenziato e basta. All'americana. Vuol dire che se il manager assume dieci persone incapaci viene licenziato lui. Faccio l'avvocato del diavolo, io sono cresciuta negli Stati Uniti, so come può essere difficile fare i conti con un taglio di personale, specialmente a 55 anni. Lì non è che si facciano scrupoli: non servi più, arrivederci Roma... Non è che oggi ci siano certezze nel lavoro nemmeno in Italia. Specialmente se parliamo dei contratti fatti ai giovani. La metà dei nostri lavoratori dipendenti non ha nessuna garanzia, sono assunti con contratti atipici. L'articolo 18 viene applicato su nove milioni e mezzo di lavoratori dipendenti. La maggior parte dei giovani sotto i 35 anni, un contratto a tempo indeterminato non l'hanno mai visto. E poi, comunque, si può benissimo instaurare una cultura della responsabilità anche dando delle garanzie. Però la garanzia deve essere indipendente dal merito che comunque deve essere riscontrabile. Lo Stato deve garantire delle sicurezze, le aziende debbono assicurare la qualità. Così come succede nel nord Europa. Infatti io mi ispiro all'Europa, più che agli Stati Uniti. Io non voglio una società dove i migliori vincono e i deboli soccombono, penso più ad una civiltà che dia la possibilità a chi ha talento di esprimerlo. Che nello stesso tempo protegga i più deboli. Mi può fare tre esempi di problemi italiani che all'estero sono stati egregiamente risolti? Il primo è il corporativismo. Noi siamo una società troppo corporativa. Il cittadino italiano ha importanza soltanto nel momento in cui fa parte di una categoria. Il cittadino singolo non ha possibilità di farsi ascoltare quando il Tribunale ci mette anni ad emettere una sentenza che lo riguarda, quando ci vogliono mesi perché sia sottoposto ad una TAC, quando va in aeroporto e non trova il volo perché c'è sciopero. Invece se faccio parte della corporazione dei camionisti posso bloccare l'Italia. C'è un errore di fondo e cioè che contiamo soltanto se posti all'interno di un gruppo e non come cittadini singoli come accade all'estero. Il secondo è quello della dignità, che in qualche modo si ricollega al primo. è molto italiana la mentalità non laica che traccia un linea netta tra chi può e non può rivendicare un diritto. L'esempio tipico di una cosa che in Inghilterra mai e poi mai si potrebbe verificare, è quello di Ministri che si permettono di definire "culattoni" la comunità gay. Nessun candidato alla Presidenza del Consiglio inglese si permetterebbe di relegare le donne al ruolo di cuoche di torte. Nessun giornalista francese si permetterebbe di definire il nuovo presidente dell'Alitalia un enfant prodige. L'avvocato Aristide Police non è un bimbo di tre anni, è uno stimato professionista di 40 anni. Ma come si permette la stampa di definirlo enfant prodige. Voglio dire non è Mozart che a sette anni era un genio della tastiera, quest'uomo è un padre di famiglia, di quarant'anni! Immagino come può essere stato il suo primo giorno di lavoro in mezzo a gente che lo vedeva con un genio bambino. Le assicuro all'estero ci guardano con gli occhi fuori dalle orbite per il poco rispetto che dimostriamo nei confronti dei nostri professionisti. Da noi se non hai sessant'anni e ricopri un ruolo di responsabilità vieni automaticamente delegittimato, è scandaloso, succede solo qui. La terza cosa è la mobilità sociale, in Italia è praticamente pari a zero. La possibilità che c'era negli anni Sessanta di emanciparsi nascendo in una famiglia modesta, oggi è scomparsa. Se nasci povero rimani tale. Se non fai parte di una di quelle famose caste sei perdente comunque. Questo è uno degli elementi principali su cui lavorare. Negli altri Paesi da decenni non è oramai più così. Il discorso, noterà, è collegato a quello della meritocrazia. Viviamo in un Paese dove si eredita il lavoro non lo si costruisce. La nostra classe politica non ci rappresenta nemmeno fisicamente, giusto? Be', se i politici sono per la maggior parte uomini, cattolici, con più di cinquant'anni direi proprio di no. L'Italia è piena di donne, gay, atei, giovani. E la mafia? è il male peggiore. Sono felice che Veltroni abbia pregato la mafia di NON votare per il Partito Democratico. Molto meglio perdere che vincere col loro consenso. Sembrano parole, ma hanno un valore immenso. Le parole in politica sono come le pietre. Se necessario si combatte anche impiegando l'Esercito? Quale Stato rinuncerebbe a una parte fondamentale del proprio territorio? Il nostro Sud ha delle zone praticamente interdette alle forze di polizia. Come può succedere questo in una nazione democratica? Non credo sia una cosa sostenibile, non come è adesso. E i DICO? La mia posizione in merito è nota e non è neanche perfettamente in linea col Partito Democratico. Per me tutti i cittadini italiani dovrebbero potere avere gli stessi diritti giuridici, indipendentemente che siano eterosessuali o gay. Tutte le leggi che sono state fatte dai governi di sinistra in merito, nel resto dell'Europa, se ci fa caso, sono rimaste immutate anche quando i governi cambiavano. Questo dimostra la loro legittimità. è una questione che riguarda i diritti di tutti, deve essere un tema trasversale. Né di destra né di sinistra, un tema di crescita culturale più che di contrapposizione politica. Dobbiamo imparare anche a ignorare questi sondaggi che ci vorrebbero più arretrati di quanto in realtà siamo. I sondaggi dicono che gli italiani sono contrari, ma io non ne sono convinto. La politica si spaventa sempre per i sondaggi e allora si arrende. Invece di informare, invece di tendere a fare crescere il Paese si blocca. Se veramente vivessimo in base ai sondaggi forse le donne non avrebbero ancora diritto al voto. L'ultima domanda, sui diritti degli animali spesso dimenticati. Il PD è animalista? Mi riferisco alla questione della raccolta di firme da parte della LAV per fare in modo che l'Italia non importi più pelli di cani e gatti, i quali come saprà, vengono squoiati vivi. Io sono un fierissimo padre di un gatto che si chiama Fidel. E quindi si figuri! Per me gli animali domestici sono dei parenti. Una pratica orrenda come quella che viene attuata in Cina deve essere assolutamente fermata in ogni modo. è impossibile pensarla altrimenti. Su queste tematiche penso di poter dire che siamo tutti completamente d'accordo.

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Maturità, quest'anno meno privatisti, più donne e stranieri (sezione: Schola)

( da "Vita non profit online" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

Di Redazione (redazione@vita.it) 07/04/2008 --> Il ministero dell'Interno ha diffuso i dati sugli iscritti all'esame di stato Pochi i candidati esterni, ancor meno gli "ammessi per merito", più donne e stranieri. Sono i protagonisti del prossimo esame di maturità. Secondo i dati forniti dal Ministero dell&apos;Istruzione, i candidati esterni saranno quasi 25mila (il 5% del totale), 6mila 412 in meno rispetto all'anno scorso (erano il 6,3%). Quanto ai cosiddetti "ottisti" (i ragazzi che hanno riportato 8 in ciascuna materia al quarto anno e 7 in ogni materia nei due anni precedenti e non sono stati bocciati)se ne presenteranno solo 86, quasi una sparizione rispetto all&apos;era pre-Fioroni. Ancora una volta saranno gli istituti tecnici quelli con il maggior numero di candidati (37,8%), seguiti dai licei scientifici con il 21,5%, dai professionali (17%) e dai classici (10,9%). Per quanto riguarda l&apos;età dei candidati, i diciannovenni saranno circa 340 mila (il 68% dei candidati). Circa 140.000 (il 28%) hanno vent'anni ed oltre (e quindi sono in ritardo di uno o più anni) e di questi 55mila hanno ventuno anni o più. A questi si aggiungeranno i 20.000 ragazzi in anticipo sull'età (il 4%) che nella grande maggioranza (16.000) vivono al Sud. Tra i candidati le ragazze sono, anche se di poco, la maggioranza (51%), ma la differenza diventa sensibile a seconda del tipo di diploma a cui aspira. Mentre saranno 12.000 i candidati stranieri, in aumento dal 2007: il 75% di questi sarà esaminato da una commissione di un istituto tecnico o professionale. Sono rappresentati ragazzi di 166 paesi: 42 europei ( 19 dell'Unione e 23 non dell'Unione), 47 africani, 28 americani, 40 asiatici, 9 dell'Oceania (c'è anche un apolide). La nazione più rappresentata continua ad essere l'Albania con 1.700 candidati, segue la Romania con 1.500 (circa il doppio rispetto a quelli dello scorso anno), 800 sono i ragazzi del Marocco, 650 i peruviani, 600 i tedeschi, dalla Cina e dalla Svizzera provengono rispettivamente 300 alunni. A differenza dei loro compagni italiani, circa tre quarti degli stranieri si presenta all'appuntamento dell'esame di Stato con uno o più anni di ritardo: i diciannovenni sono solo il 27,4%.

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"Iostudio" la carta degli studenti che parla "bustese" (sezione: Schola)

( da "Varesenews" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

Busto Arsizio - A settembre, verrà distribuita agli studenti italiani una tessera che assicura agevolazioni e riconoscimenti. L'Itc Tosi incaricato di promuoverla e svilupparla "Iostudio" la carta degli studenti che parla "bustese"  È "IoStudio", una tessera che il Ministero della Pubblica Istruzione ha realizzato con l'alto patronato del Presidente della Repubblica, per tutti gli studenti della scuola secondaria di secondo grado, nel piano di promozione del diritto allo studio e degli incentivi all'eccellenza. La Carta è uno degli ultimi atti del Ministero Fioroni, un riconoscimento allo status di "studente" per migliaia di giovani che potranno ottenere una serie di benefit garantiti dagli enti che hanno stipulato e che stipuleranno convenzioni con il Ministero, in collaborazione con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l'Associazione Generale Italiana dello Spettacolo e l'Unesco. Per il nostro territorio, però, "Iostudio" non è solo una tessera studentesca. È anche il premio all'impegno dell'Itc Tosi che da anni collabora con il Ministero. Così, nelle casse della scuola di Viale Stelvio a Busto sono arrivati un milione e mezzo di euro, come ricompensa per l'attività di amministrazione, promozione e sviluppo del progetto.  Da settembre, la carta arriverà nelle scuole  agli oltre 2 milioni e mezzo di studenti. I benefici legati a "Iostudio" vanno dall'accesso gratuito a tutti i musei, i siti archeologici e i complessi monumentali in Italia; all'accesso gratuito ai siti patrimonio dell'Umanità e alle Riserve della Biosfera situate sul territorio italiano; agli ingressi a prezzo ridotto per le proiezioni pomeridiane del lunedì in tutte le sale cinematografiche del territorio nazionale,  allo sconto del 10% sul prezzo di copertina dei libri extra scolastici praticato dalle librerie dell'Associazione Librai Italiani (ALI) aderenti all'iniziativa; al bonus di benvenuto di 2.000 punti viaggio spendibili nell'ambito del programma "CartaViaggio" di Trenitalia. Il WWF Italia riconoscerà agli studenti in possesso della Carta condizioni di favore per visitare le proprie Oasi, le biblioteche e per attingere al patrimonio di materiali didattici, esperienze, conoscenze e pubblicazioni scientifiche, maturato in oltre 40 anni d'attività. Il possesso della carta garantirà l'accesso, a tariffe agevolate, ai beni di interesse artistico, storico e paesaggistico che rientrano nella rete nazionale dei beni gestiti dal FAI. L'accesso agevolato alle strutture e ai servizi della rete dei beni artistici e paesaggistici della rete di Italia Nostra, ma anche visite guidate e riduzioni sulle attività specifiche programmate. Nella tessera, le scuole inseriranno anche i risultati degli studenti eccellenti, come riconoscimento immediatamente spendibile, ma, nel futuro sulla banda magnetica della tessera, le scuole potranno caricare tutti i risultati scolastici piuttosto che sportivi o scientifici ottenuti dal giovane, e i costi legati ai servizi resi allo studente ( mensa, fotocopie,ecc...). "Siamo ora nella fase della distribuzione - spiega il preside dell'Itc Tosi Benedetto Di Rienzo - poi punteremo sullo sviluppo che porterà a dare maggior autorevolezza a questo documento. Non dico che sostituirà la carta d'identità, ma sicuramente avrà un ruolo importante". Tutte le agevolazioni, convenzioni, offerte culturali e formative sono consultabili sul portale dello Studente: www.istruzione.it/studenti. Lunedi 7 Aprile 2008.

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Esami, Fioroni: ''Diminuiscono i furbi, non i bravi'' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 16.2307/04/2008 Esami, Fioroni: ''Diminuiscono i furbi, non i bravi'' Roma - "Le cifre sui candidati privatisti e ottisti che si presenteranno al prossimo esame di Stato fanno un po' di chiarezza sulla differenza che passa tra i 'bravi' e i 'furbi': le nuove norme hanno consentito di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di "stanare" i secondi". È quanto afferma, in una nota, il ministro della Pubblica istruzione, Giuseppe Fioroni, secondo il quale "i dati dimostrano che lo sforzo per ridare serieta' e regole sta dando i suoi frutti". Una scuola seria, aggiunge Fioroni, "e' quella che riesce a dare pari opportunita' a tutti ma e' anche in grado di premiare i piu' meritevoli. E una scuola seria, che funziona, non puo' tollerare scorciatoie e furbizie". (DIRE).

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Esami: diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti gli 'ottisti' (sezione: Schola)

( da "Redattore sociale" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

SCUOLA 16.2707/04/2008 Esami: diminuiti 1/3 privatisti, quasi spariti gli 'ottisti' Roma - Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti', coloro che hanno riportato 8 in ciascuna materia al quarto anno e 7 in ogni materia nei due anni precedenti e non sono stati bocciati. Gli esterni saranno infatti 24.885, il 5% del totale (496.637), 6.412 in meno rispetto all'anno scorso (erano il 6,3%) e 11.417 in meno rispetto a due anni fa, quando era ancora in vigore la precedente normativa ed i privatisti rappresentavano il 7,1% degli aspiranti. Quanto agli "ottisti" o "ammessi per merito", gia' lo scorso anno c'era stata la prima decimazione (da 1.667 del 2006, ai 146 del 2007) mentre quest'anno se ne presenteranno solo 86, cifra che denota la quasi sparizione di questa categoria. Ancora una volta saranno gli istituti tecnici quelli con il maggior numero di candidati (37,8%), seguiti dai licei scientifici con il 21,5%. Per tipo di scuola i candidati agli esami nelle ex Magistrali sono 40.886 (8,2%); nei licei artistici e istituti d'arte sono 18.540 (3,7%); nei licei linguistici 4.397 (0,9%); nei classici 54.094 (10,9%). I candidati agli esami dei licei scientifici sono 106.557 (21,5%); nei professionali 84.415 (17,0%); negli istituti tecnici 187.748 (37,8%). Per quanto riguarda l'eta' dei candidati i diciannovenni, e quindi in eta' regolare, saranno circa 340.000 (il 68% dei candidati). I ventenni e oltre (in ritardo di uno o piu' anni) sono 140.000 (il 28%) e di questi 55.000 hanno ventuno anni o piu'. A questi si aggiungeranno i 20.000 ragazzi in anticipo sull'eta' (il 4%). E' da notare che la grande maggioranza di questi (16.000) si trova nelle regioni del Mezzogiorno. Tra i candidati le ragazze sono, anche se di poco, la maggioranza (51%). Ma la differenza diventa sensibile a seconda del tipo di diploma a cui aspira. Mentre nei tecnici le donne sono solo il 36% e nei professionali il 45%, nei licei le ragazze diventano la maggioranza con il 64% (68% in quegli artistici e negli istituti d'arte). Le ragazze sono andate senz'altro meglio durante il loro percorso scolastico: dei 140.000 alunni in ritardo i maschi sono 85.000 e le femmine 55.000. Per quanto riguarda i candidati stranieri quest'anno saranno 12.000 (l'anno scorso erano 9.000). Il 75% di questi sara' esaminato da una commissione di un istituto tecnico o professionale. Sono rappresentati ragazzi di 166 paesi: 42 europei (19 dell'Unione e 23 non dell'Unione), 47 africani, 28 americani, 40 asiatici, 9 dell'Oceania (c'e' anche un apolide). La Nazione piu' rappresentata continua ad essere l'Albania con 1.700 candidati, segue la Romania con 1.500 (circa il doppio rispetto a quelli dello scorso anno), 800 sono i ragazzi del Marocco, 650 i peruviani, 600 i tedeschi, dalla Cina e dalla Svizzera provengono rispettivamente 300 alunni. A differenza dei loro compagni italiani, circa tre quarti degli stranieri si presenta all'appuntamento dell'esame di Stato con uno o piu' anni di ritardo: i diciannovenni sono solo il 27,4%. Infine, per quanto riguarda i diversamente abili, oltre ai 52 candidati non vedenti, per cui verranno approntate apposite prove in carattere braille, saranno circa 6.000 gli alunni diversamente abili che affronteranno quest'anno l'esame di Stato. Tra questi sono circa 300 quelli con minorazione dell'udito. (DIRE).

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A scuola tornano gli esami, ma con meno privatisti. E gli 'ottisti' spariscono (sezione: Schola)

( da "Dire" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA - Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008, mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti' (solo 86), coloro che hanno riportato 8 in ciascuna materia al quarto anno e 7 in ogni materia nei due anni precedenti e non sono stati bocciati. Sono questi i dati ufficiali del ministero della pubblica Istruzione relativi al prossimo esame di Stato. Gli esterni saranno infatti 24.885, il 5% del totale (496.637), 6.412 in meno rispetto all'anno scorso (erano il 6,3%) e 11.417 in meno rispetto a due anni fa, quando era ancora in vigore la precedente normativa ed i privatisti rappresentavano il 7,1% degli aspiranti. Quanto invece agli "ottisti" o "ammessi per merito", gia' lo scorso anno c'era stata la prima decimazione (da 1.667 del 2006, ai 146 del 2007) mentre quest'anno se ne presenteranno solo 86, cifra che denota la quasi sparizione di questa categoria. Secondo il ministro dell'Istruzione, Giuseppe Fioroni, queste cifre sui candidati "fanno un po' di chiarezza sulla differenza che passa tra i 'bravi' e i 'furbi': le nuove norme hanno consentito di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di "stanare" i secondi". Una scuola seria, infatti, è il commento del ministro, "e' quella che riesce a dare pari opportunita' a tutti ma e' anche in grado di premiare i piu' meritevoli. E una scuola seria, che funziona, non puo' tollerare scorciatoie e furbizie". Riguardo invece alle differenze tra i tipi di scuola, ancora una volta saranno gli istituti tecnici quelli con il maggior numero di candidati (+ di 40 mila, pari al 37,8%), seguiti dai licei scientifici (21,5%), e i professionali (17,0%). Fanalino di coda il liceo linguistico, con solo lo 0,9%. 7 aprile 2008.

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Scuola, meno privatisti e "furbi" agli esami di maturità (sezione: Schola)

( da "Reuters Italia" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA (Reuters) - Diminuiscono gli studenti che affrontano la maturità da privatisti, ma anche i "geni" che saltano l'ultimo anno per aver riportato voti alti. Lo ha annunciato oggi il ministero dell'Istruzione in una nota. "Saranno un terzo in meno i candidati esterni agli esami di Stato 2007-2008 mentre spariscono quasi del tutto gli 'ottisti'", si legge nel comunicato. Per ottisti si intendono coloro che, avendo riportato 8 in ciascuna materia al quarto anno e 7 in ogni materia nei due anni precedenti, chiedono di sostenere l'esame di maturità alla fine del penultimo anno, saltando il quinto. Rispetto a due anni fa, i privatisti che si presenteranno quest'anno sono infatti 11.400 in meno, mentre gli 'ottisti' saranno solo 86, contro i 1.667 del 2006. "Le cifre sui candidati privatisti e ottisti che si presenteranno al prossimo esame di Stato fanno un po' di chiarezza sulla differenza che passa tra i 'bravi' e i 'furbi': le nuove norme hanno consentito di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di 'stanare' i secondi", ha commentato il ministro dell'Istruzione Giuseppe Fioroni. "Una scuola seria è quella che riesce a dare pari opportunità a tutti ma è anche in grado di premiare i più meritevoli", ha aggiunto il ministro. Come d'abitudine, sottolinea la nota, saranno gli istituti tecnici quelli che presenteranno il maggior numero di candidati alla maturità, pari al 37,8% degli studenti totali, seguiti dai licei scientifici con il 21,5% e dagli istituti professionali con il 17%. Secondo l'identikit del maturando 2008 presentato dal ministero, la maggioranza dei candidati sono donne, con percentuali variabili a seconda degli indirizzi. Mentre nei tecnici le donne sono solo il 36% e nei professionali il 45%, nei licei le ragazze diventano la maggioranza con il 64% (con punte del 68% in quegli artistici e negli istituti d'arte). Buona parte di quelli che faranno gli esami sono in età regolare (68%), mentre il 28% ha perso almeno un anno, e fra questi i più somari sono certamente gli uomini: su 140.000 studenti in ritardo, i maschi sono 85.000 e le femmine 55.000. Solo il 4% degli alunni è, al contrario, in anticipo sull'età. Continua.

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ESAMI STATO, FIORONI SU PRIVATISTI E OTTISTI: NON (sezione: Schola)

( da "Windpress" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

07-04-2008 Le cifre sui candidati privatisti e ottisti che si presenteranno al prossimo esame di Stato fanno un po' di chiarezza sulla differenza che passa tra i "bravi" e i "furbi": le nuove norme hanno consentito di valorizzare i primi con premi alle eccellenze ma anche di "stanare" i secondi. I dati dimostrano che lo sforzo per ridare serietà e regole sta dando i suoi frutti: una scuola seria è quella che riesce a dare pari opportunità a tutti ma è anche in grado di premiare i più meritevoli. E una scuola seria, che funziona, non può tollerare scorciatoie e furbizie.

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Casini al Tgcom: "Udc fattore di stabilità Pronti a lavorare insieme per le riforme" (sezione: Schola)

( da "TGCom" del 07-04-2008)

Argomenti: Scuola

Casini: "Udc fattore di stabilità" Il leader dell'Udc al Tgcom Il segretario dell'Udc Pier Ferdinando Casini ospite del Tgcom ha risposto alle domande del direttore Paolo Liguori. Casini ha rivendicato all'Udc il ruolo di fattore di stabilità tra Pd e Pdl. Un partito che "sui temi importanti è capace di dire qualcosa di unitario al contrario di altre forze che mantengono al loro interno differenze difficilmente conciliabili". E dopo il voto apertura alle larghe intese sulle riforme dopo il voto. Il segretario dell'Udc parla a largo raggio dei temi al centro della campagna politica a cominciare dal ruolo ricoperto dall'Udc tra i due Poli, un partito capace di catalizzare il voto cattolico be al dilà delle logiche di schiaramento e di proporre un messaggio unitario e coraggioso, non fatto di slogan elettorali. PARTITO DI CENTRO "Il futuro di questo paese non si governa con il 51% - ha detto Casini -. Se non ci sarà comprensione delle ragioni degli altri si andrà poco distanti. Oggi stabilisco un nuovo patto con gli elettori: questo patto si pone in una posizione di centro moderato che non è il Pdl e non il Pd. Le alleanze si fanno prima del voto ma in Parlamento avremo un ruolo costruttivo, voteremo le leggi giuste, non saremo sfascisti". Casini ha rivendicato il merito di aver creato una forza moderata che "sui temi importanti è capace di dire qualcosa di unitario", che secondo Casini le altre formazioni politiche non possono dire. "Pensi al Pd ? ha detto il segretario Udc ? e alla difficoltà di comporre le divergenti vedute al suo interno". SU BERLUSCONI Sulle profferte ricevute da Berlusconi a fare parte del Pdl, il leader dell'Udc rimanda al mittente una simile ipotesi. "Per la Lega è stata offerta un'alleanza esterna, ma a noi no", afferma Casini, secondo cui un'assorbimento non sarebbe stato mai possibile, vista la tradizione dei cattolici moderati e alcuni sostanziali differenze, anche di stile con gli altri candidati. "Oggi occorre fare scelte impopolari e coraggiose ? continua Casini ? e non ricorrere agli slogan che rendono molto simili le campagne elettorali di Veltroni e Berlusconi. DECISIONI IMPOPOLARI Su tasse, sviluppo e famiglia l'unico approccio possibile sono le riforme strutturali di lunga durata. "Occorre saper dire di no e non solo di sì ? prosegue Casini -. Scuola e università vanno riformate intorno al concetto di merito, che passa dalla riforma dei programmi scolastici, alla riforma delle docenze. STIPENDI Sulla forbice tra stipendi normali e superstipendi Casini ricorda che l'ad della Fiat Valletta aveva uno stipendio 15/20 volte superiore a quello di un operaio e che oggi, invece si arriva a 300 volte tanto. Nella vicenda Alitalia, il degrado viene da lontano, ma una delle distorsioni è stato appunto lo stipendio da nababbo di molti dirigenti senza alcun collegamento con la produttività dell'azienda. CATTOLICI Ecco allora il ruolo centrale in questo quadro politico dell'Udc che come forza moderata porta il suo contributo originale prima del voto e che poi è capace di discutere in Parlamento. Un partito moderato in cui oggi si riconoscono personalità come Savino pezzata, Bruno Tabacci e gli exfuoriusciti della Rosa Bianca, ma a cui possono riconoscersi tutti i cattolici italiani. Alla domanda se anche i cattolici del Pd possano trovare affinità con l'Udc, Casini risponde elencando come molto significativa la candidatura di Ciriaco de Mita, esponente di tutta quella avanguardia di cattolici che non ha trovato accoglienza nel Pd di Veltroni. Invia ad un amico.

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