HOME   PRIVILEGIA NE IRROGANTO   di  Mauro Novelli          www.mauronovelli.it


DOSSIER “SCUOLA”

Torna all’indice mensile 2008

 

ARCHIVIO GENERALE  DEL DOSSIER  

TUTTI I DOSSIER


toARTICOLI DEL  6-7 settembre 2008     #TOP



Report "Scuola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

·                     Articoli

Indice delle sezioni

Scuola (60)


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Duecentoventi maestre rischiano il posto ( da "Corriere delle Alpi" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: critica la stessa manovra messa in atto dal ministro Mariastella Gelmini, "che mira ad affossare le elementari, riconosciute invece da tutti tra le migliori al mondo. Si vuole farla passare per una scuola di sprechi, ma è di qualità. Il ministro, agendo così, dimostra di non conoscere come funziona il mondo scolastico: per ogni classe non ci sono tre maestri, come la Gelmini afferma,

Il Cavaliere al cospetto della Regina ( da "Corriere delle Alpi" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: In serata si alterneranno Franco Frattini, ministro degli esteri, e Mariastella Gelmini, titolare del dicastero all'istruzione. Domenica mattina fuochi d'artificio con il governatore veneto Galan e il presidente del Senato Renato Schifani. Ci saranno anche Aldo Brancher, Fabrizio Cicchitto e Alberto Giorgetti.

Arrivano 40 maestre per le materne ( da "Stampa, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: un progetto di "media education" con Comune e Rai, un programma di prevenzione delle reazioni anafilattiche dovute alle allergie alimentari, coordinato dall'ospedale Regina Margherita. Il tempo pieno? De Sanctis ha ripetuto il Gelmini-pensiero: "Non sarà toccato". Ma con l'orario a 24 ore settimanali di lezione i dubbi sono rimasti.\.

Maestro unico, rivolta nelle scuole ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Assemblee e petizioni contro la riforma Gelmini. I precari scendono in piazza. I Cobas: sciopero il 17 ottobre Maestro unico, rivolta nelle scuole ROMA - Scuole in rivolta contro il maestro unico ed i tagli di personale che coinvolgono 87 mila persone secondo quanto previsto dalla riforma del ministro Gelmini.

Scuola, la rivolta contro il maestro unico - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per il ministro Mariastella Gelmini non sarà un autunno tranquillo. L'idea di tornare al maestro unico alle elementari, rassicurando che il tempo pieno non verrà toccato, anzi potenziato, non convince il mondo della scuola e molti genitori. Padri e madri degli oltre 850 mila bambini che frequentano le elementari statali dalle 8 e mezza di mattina alle quattro e mezzo di pomeriggio.

Un salone dei libri di testo per sconfiggere il caro scuola - stefano parola ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, sul maestro unico. I vertici dell'Ufficio scolastico regionale hanno rimandato ogni discorso sull'argomento a quando saranno più chiare le norme e i regolamenti, limitandosi a ribadire che "il tempo pieno non corre alcun pericolo" e che "non rappresenterà una battuta d'arresto per la ricerca didattica".

Docenti precari senza cattedra e alla fine arrivano i carabinieri - valentina monarco donatella ucci ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: saranno dolori con la riforma Gelmini, converrebbe quasi cambiare lavoro". Dopo la lunga attesa, a mezzogiorno arriva l'ulteriore beffa per gli aspiranti maestri elementari della provincia romana: è tutto rimandato a lunedì. La precedente lista è ritirata e per quella definitiva si dovrà attendere ancora qualche giorno.

La nuova idea della marsilio "all'asilo insegnanti con la divisa" - anna maria liguori ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Mariastella Gelmini che vuole mettere il grembiule ai bambini delle elementari. Al limite un grembiule per le maestre può essere portato durante la mensa ma mettere sempre la divisa sarebbe un segnale negativo". E anche le stesse educatrici sono per la linea anti-divisa: "Mi sembra un po' assurdo - dice Cinzia Conti ex educatrice del X Municipio ora in attesa di assegnazione -

Maestro unico, scuola occupata ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pagina I - Roma Parte dal Casilino la protesta contro l'iniziativa del ministro Gelmini: docenti e genitori dormiranno nell'istituto Maestro unico, scuola occupata E l'assessore Marsilio propone: "Divise per gli insegnanti negli asili" parte la rivolta contro il maestro unico: al Casilino genitori e docenti occupano l'istituto.

Il dietrofront del ministro gelmini ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: inaugurazione dell'anno scolastico prevista in Campania Il dietrofront del ministro Gelmini Gabriele: "Così si volta le spalle a una regione che investe 300 milioni nell'istruzione" Dietrofront. Causa polemiche e scivolate, salta il primo bagno di folla nel sud Italia del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.

Brevi, schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini a gamba tesa sulla scuola Gianfranco Pignatelli Napoli Tra diffamazioni, illazioni e ritrattazioni è finita anche l'estate del ministro Gelmini. Tornando a Roma si è recata in "pellegrinaggio" a Rimini per il meeting di Comunione e Liberazione.

Maestro unico e tagli agli organici scatta la mobilitazione dei cobas ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, che intende tagliare 70 mila posti di lavoro. Che annuncia il maestro unico e stando a quanto spiegano i Coordinamenti di Base non potrà più consentire la suddivisione delle materie disciplinari tra i diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto;

Maestra unica, no dei sindacati - laura montanari ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: modelli adesso rischiano di essere cancellati o completamente rivisti (in maniera graduale) nel nuovo orizzonte abbozzato dal ministro Gelmini che oltre a caldeggiare il ritorno del grembiule e della divisa a scuola, ripristina dal 2009 anche il maestro unico (a partire dalle prime). Su 1.800 classi della scuola primaria in provincia di Firenze, per effetto del decreto Gelmini, 1.

"così si distrugge la scuola" ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: assessore regionale Paola Manzini è preoccupata per il futuro della scuola elementare: "Saranno le famiglie a pagare la riforma voluta dal ministro Gelmini, il tempo pieno rischia di diventare un doposcuola". Concorde la senatrice Pd Mariangela Bastico: "Saranno cancellate 121 scuole in regione". I sindacati sul piede di guerra CAPELLI A PAGINA V.

Il maestro unico non è soltanto problema di fondi - donata lenzi sandra zampa * ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scelta della Ministra Gelmini, di fatto, ripropone un ritorno alla scuola degli anni '60: grembiuli, voto in condotta, maestro unico. Ma se sui primi due possiamo fin da ora renderci disponibili ad un bel dibattito, sul ritorno del maestro unico la questione è molto più complessa.

"pagheranno le famiglie" - eleonora capelli ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: formalizzare la protesta presso il ministero di Mariastella Gelmini. Assessore, cosa può fare la Regione? "Non possiamo apportare correttivi, gli organici sono competenza dello Stato. Ma possiamo protestare. Ho convocato per il 17 settembre una riunione con 40 assessori alla scuola del territorio per stilare un documento dove mettiamo in evidenza i "correttivi" indispensabili per l'

Bastico contro i tagli del ministro "cancellate 121 scuole in regione" ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre il taglio degli insegnanti annunciato dal Ministro Gelmini potrebbe significare una "sforbiciata" di 8 mila posti di lavoro nella scuola (ma ancora non si conoscono i criteri di questa riduzione annunciata), mette in guardia rispetto a una realtà profondamente mutata. "Nella nostra regione non c'è nessun calo demografico - spiega Bastico - qui i bambini sono aumentati.

Maestro unico "inaccettabili duemila tagli" ( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bari La Cgil contro il piano Gelmini Maestro unico "Inaccettabili duemila tagli" Contro la reintroduzione del maestro unico voluta dal governo e dal ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, insorge anche la Cgil. "Saranno licenziati oltre 2.000 docenti di scuola primaria in Puglia nei prossimi tre anni - ha detto il segretario generale,

Napolitano riceve gli atleti, eroi della porta accanto Al Quirinale i campioni di Pechino con famiglie al seguito. Il presidente: Ci avete emozionato ( da "Unita, L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: riforma Gelmini se ne preoccupi troppo. Sono arrivati al Quirinale su pullman scoperti gli atleti di Pechino in staffetta con i colleghi che da oggi saranno protagonisti delle paraolimpiadi sempre a Pechino, in quella Cina dove "l'esperienza corale dei giochi olimpici darà i suoi frutti" perchè "gli ideali delle Olimpiadi non sono separabili dai valori di libertà e dignità dell'

L'assessore Veardo: <Niente tagli al biologico> ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini per suggerire la costituzione di gruppi di acquisto presso le singole scuole al fine di ridurre i costi dei grembiuli e uniformarne le caratteristiche e prevenire così potenziali effetti discriminatori. "Condivido in pieno il provvedimento che reintroduce l'obbligo del grembiule scolastico - sottolinea Musso - soprattutto perché frena la corsa agli abitii firmati dei ragazzi,

La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 213 del 2008-09-06 pagina 13 La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale di Geminello Alvi Si vive di apparenze, giacché a ben vedere abbiamo in questa vita solo quelle. E a studiarsela nelle foto la ministra Gelmini Mariastella parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio.

Baffino impari lo stile Aznar ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: abbiamo letto articoli e soprattutto visto fotografie sul nuovo amore di Mariastella Gelmini, sulla gita in barca a Ponza di Giorgia Meloni, sulla virilità del presidente della Camera e perfino sul bacio di Antonio Di Pietro a una sua collaboratrice. Verrebbe da dire che sono fatti loro - loro dei politici pizzicati - e che la stampa italiana è proprio di basso livello.

All'Orso, all'Orso ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini e scopro con una certa sorpresa che è stata istituita una commissione ad hoc, la quale, immagino, costerà almeno "un paio di euro" e allora mi permetto qualche osservazione. A partire dalla scuola elementare e fino al mio esame di maturità scientifica, ho sempre letto nelle mie pagelle la materia "Storia ed educazione civica"

Salirà di un punto il rapporto alunni-insegnanti ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: diminuire gli spazi di manovra del ministro Gelmini, rendendo molto più difficili gli interventi annunciati in materia di merito, carriera e di adeguamento dello stipendio degli insegnanti alle medie dei loro colleghi europei. Stesso discorso sui pochi investimenti riservati alla ricerca didattica che dovrebbero contribuire a far risalire anche il tasso di qualità della scuola italiana,

Grandi tagli nelle piccole classi ( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Due giorni fa il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ha ribadito che saranno tagliati 87mila posti in 3 anni, il 7% della spesa. I numeri dei risparmi da realizzare nel periodo 2009/11 sono nella relazione tecnica alla manovra: il taglio al bilancio – a regime – sarà di 3,2 miliardi di euro.

Scuola, record di stranieri <Più severi sulla condotta> ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: tante novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini e l'auspicio del direttore regionale, Annamaria Dominici: "Mi auguro che il tempo pieno sia salvaguardato come modello didattico vincente e come risposta alle esigenze delle famiglie ". Partenza con un record: quegli oltre 120 mila giovani immigrati che sono l'11,26 per cento del totale (contro una media nazionale del 6,

<Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo> ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: obiettivo del ministro Gelmini, condivido: meno maestri e professori, ma pagati meglio e valutati, forse miglioreranno la qualità ". Federalismo: sì a quali condizioni? "Primo: non deve ridursi a un "dividendo politico" da pagare alla Lega, dev'essere un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li governa".

<Ora di religione obbligatoria> Bufera sulla giunta del Veneto ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: se il ministro Mariastella Gelmini pensa, giustamente, di riportare a scuola l'Educazione civica, io credo che di tale materia possa far parte l'insegnamento della religione cattolica, fondamento indiscusso dei valori dell'Occidente. Che dovrebbero conoscere anche gli stranieri che hanno deciso di risiedere nel nostro Paese ".

Winx, Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma con le griffe ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Tendenze Il ministro Gelmini li ha consigliati ai dirigenti didattici ma in vetrina i prezzi impennano Winx, Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma con le griffe Costano da 5 a 36 euro: l'eguaglianza tra alunni è già un miraggio I bambini delle elementari tutti uguali con il grembiulino, proprio come auspica il ministro Gelmini?

Grembiuli, spuntano i griffati da 36 euro ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: 1 categoria: REDAZIONALE Elementari Grembiuli, spuntano i griffati da 36 euro Mentre il ministro Gelmini invita ad usare i grembiuli alle elementari, i prezzi dei nuovi modelli, griffati con le immagini delle Winx e dei Power Rangers, schizzano alle stelle, raggiungendo i 36 euro. ( foto JPeg) A PAGINA 2 Clarida Salvatori.

E Arturo elogia Silvio: governo ombra fallito ( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Poi attacca il ministro Gelmini, per aver preso l'esame di abilitazione a Reggio Calabria: "Se serve mettere il sette in condotta mettiamolo, ma chi lo propone non dovrebbe poi cercare vie laterali". Sul tema della leadership Rutelli difende Veltroni: "Abbiamo scelto lui.

Scuola, ora di religione obbligatoria per tutti ( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche il ministro Gelmini, introducendo temi come il voto di merito, il grembiule, il comportamento in aula, dimostra che il suo approccio alla scuola è una grande riforma di princìpi e valori dopo la devastazione del Sessantotto e il suo lascito di materialismo, relativismo, nichilismo".

Roma, 15:58 - SCUOLA: BERSANI, GELMINI NON E' CREDIBILE COME MINISTRO ( da "Repubblica.it" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract:

Il ministro doveva informarsi meglio ( da "Corriere delle Alpi" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro doveva informarsi meglio" Maestro unico, Passuello contro Gelmini: "I tre docenti funzionano" BELLUNO. "Il ministro Gelmini avrebbe dovuto vedere meglio i risultati che la scuola primaria ha ottenuto in questi anni, anche a livello europeo, prima di avviare la riforma che prevede l'introduzione del maestro unico.

Perché non avremo mai un obama o un mccain - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica;

Brevi, schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E gli 87 mila esuberi creati dal ministro Gelmini con il taglio degli insegnanti? Dei quali ben più che 5000 saranno residenti nel Lazio, non comportano gravità occupazionali e crisi ben più gravi? Non pensa di intervenire? Non ritiene che la Regione dovrebbe essere più interessata a questa emergenza che all'Alitalia?

La scuola si ribella ai tagli ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il governatore ha scritto al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, accusandola di avere leso "il principio costituzionale di leale collaborazione" con l'amministrazione regionale e chiedendole di reinserire almeno 600 docenti. MASSIMO LORELLO A PAGINA II.

Lombardo scrive al ministro: "la riduzione degli organici viola l'autonomia" - massimo lorello ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini, rimproverandole di non avere interpellato l'amministrazione siciliana e invitandola a reintrodurre almeno la metà dei posti tagliati. Il tutto, mentre esiste già una stima da parte del corpo docente sugli insegnanti elementari che perderanno il posto il prossimo anno quando si tornerà al maestro unico: salteranno circa seimila posti.

Scontro sul maestro unico ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Genova I capi d'istituto preoccupati per gli effetti della riforma-Gelmini: "Un solo insegnante non può coprire 40 ore settimanali" Scontro sul maestro unico Allarme dei direttori: "Così si rischia di uccidere il tempo pieno" Tempo pieno e tempo prolungato in bilico. A rischio di essere affossati e travolti dal Decreto-Gelmini.

"colletto bianco, fiocco blu quel grembiule io lo rivorrei" - erica manna ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: come vorrebbe il ministro Gelmini? "No, nessuna tortura. Era normale, ce l'avevano tutti. Non ne farei una questione di omologazione o meno. Il grembiule è semplicemente comodo. Piuttosto alle medie, quando impazzava la moda della minigonna e mia madre non voleva che la indossassi, in ascensore arrotolavo la mia gonna scozzese,

Scuola, tempo pieno a rischio - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il modello Gelmini è inapplicabile" Marco Adezati, responsabile della elementare di corso Firenze: "Finiremo come Alitalia" GIUSEPPE FILETTO La scuola come Alitalia, fallita e spezzettata. "Farà la stessa fine della compagnia di bandiera, divisa in due - dice Marco Adezati - da una parte ci sarà la scuola che non serve più,

La linea gotica - michele mirabella ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: secondo il protocollo Gelmini, si prevede di cacciare gli insegnanti elementari in sovrannumero in seguito alla riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della scuola primaria che prevedeva più maestri. Saranno considerati insegnanti in esubero e, con loro, saranno restituiti alla raccolta dei pomodori o assunti nell'apparato dello stato,

Arriva berlusconi, insegnanti in piazza ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: precari per il ritorno al maestro unico voluto dal ministro Gelmini. "è il primo passo verso lo sciopero nazionale - ha detto Claudio Menga, segretario provinciale Flc Cgil Bari - e speriamo di coinvolgere anche le famiglie e non solo il personale scolastico". Ed è d'accordo anche la Uil: "C'è bisogno di una partecipazione corale per non perdere gli 80mila insegnanti di tutta Italia"

Gelmini nella bufera "no ai tagli nella scuola" - mario reggio ( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: governo Berlusconi e del ministro Gelmini - ha affermato - è peggiore di quella Moratti, che metteva in atto una vera e propria destrutturazione del sistema-scuola. Adesso la Gelmini non si preoccupa nemmeno degli effetti sociali disastrosi che producono queste misure". "Con quanto deciso dal Governo - ha continuato - vengono dirottati dalla scuola otto miliardi di euro in tre anni,

Ignazio La Russa: festeggeremo le Forze armate con lezioni di ufficiali anche nelle scuole ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: "Non so se ci riuscirò, ma mi sono già messo al lavoro in silenzio con una commissione mista militari-civili a costo zero". "Sono anche d'accordo con il ministro Gelmini perchè il 4 novembre venga ricordato nelle scuole. Invieremo ufficiali a tenere lezioni".

Il portavoce del ministro avrà lo stipendio da direttore generale ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ROMA Il portavoce del ministro MariaStella Gelmini è stato promosso a direttore generale. Si tratta di Massimo Zennaro, giornalista, esperto di comunicazione di Forza Italia, che sin dalle prime ore dell'incarico alla Gelmini ha curato i rapporti con i colleghi della stampa. Il decreto di nomina dovrebbe essere stato registrato prima di ferragosto dalla Corte dei conti.

Bersani: la Gelmini si deve dimettere Il Pd: Lanceremo un'offensiva contro la distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani ( da "Unita, L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Bersani: la Gelmini si deve dimettere Il Pd: "Lanceremo un'offensiva contro la distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani" di Andrea Carugati / Firenze DALLA FESTA DEL PD di Firenze piovono bordate sul ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.

Campagna pd <Salva la scuola dalla Gelmini> ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: iniziativa Campagna pd "Salva la scuola dalla Gelmini" MILANO - Amata dagli italiani, bocciata da Pd e sindacati. Prima che la campanella sia suonata, per il ministro Gelmini l'autunno si annuncia caldo. La sua riforma della scuola e i tagli di insegnanti (81mila) e personale (47mila) finiscono nel mirino di governo ombra e sindacati.

Mariastella di Borbone ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, la scelta del team di maestri compiuta con la riforma del 1990 non aveva infatti "alcuna motivazione educazionale e pedagogica", serviva unicamente per "far aumentare il numero degli insegnanti". Può darsi. Però, una cosa è sicura. I più autorevoli osservatori internazionali concordano nel giudicare la scuola italiana gravemente deficitaria a livello di scuola media e di

Fede Pellone: <Chiedete il contributo> ( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: prendere in considerazione l'indicazione del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini e reintrodurre il grembiule" nelle scuole primarie e secondarie. Avviene da anni alla Rinnovata Pizzigoni, dove si può scegliere tra 25 colori diversi, o alla scuola media Leonardo da Vinci dove ogni camice ha il logo o all'elementare di via Paravia.

Interventi e Repliche ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: BREVI Interventi e Repliche Gli esami del ministro Gelmini Sono una trentaduenne aspirante avvocato, arenata nell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, che sosterrò per la quarta volta quest'anno, e leggo dell'esame del ministro Gelmini (Corriere, 4 settembre)! Mi scandalizza e amareggia la vicenda anche se estremamente comune,

DOPO L'INVASIONE DI PRAGA ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Gelmini con parole davvero poco rassicuranti: 87.000 "tagli" tra il personale docente nel prossimo triennio. Ecco, finalmente, la soluzione all'annoso problema del precariato nella scuola! Marco Kadge marcokadge@libero.it FRA GLI ADOLESCENTI Il vizio del fumo La scuola impegna energie nell'educazione alla legalità e alla salute con l'

I nuovi prof: quarantenni con la nostalgia di casa ( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Un'abitudine di cui si è lamentato lo stesso ministro Mariastella Gelmini: "Stiamo studiando la possibilità di introdurre incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe per un intero ciclo scolastico di cinque anni", ha detto. Per ora, però, non si cambia. A danno della continuità didattica.

Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione ( da "Rai News 24" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione Mariastella Gelmini "La politica, sulla scuola, è da trent'anni che si comporta in maniera irresponsabile. In questo modo si è rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve scherzare: il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione politica"

Lega e Di Pietro: vince l'Italia dei rompiscatole ( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pier Luigi Bersani, ora attacca in stile-Tonino: "Una come la Gelmini, diventata avvocato con l'esame in Calabria, non può fare il ministro". "Il dilemma - confida - non è dialogo-non dialogo, ma accordo o disaccordo: se siamo in accordo su un tema, bene, ma se non lo siamo, non dobbiamo aver paura di dirlo!

Perché non avremo mai un Obama o un McCain ( da "Repubblica.it" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica;

Scuola, la Gelmini sfida i sindacati ( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini, dichiara guerra alla "scuola stipendificio". "Il problema della scuola italiana non è quanto denaro si spende ma come viene speso" spiega il ministro all'Ansa. La Gelmini ritorna sul tempo pieno, e, dopo aver annunciato il taglio di ottatasettemila insegnanti, puntualizza: "Il tempo pieno non sarà toccato anzi eliminando la compresenza di più professori e aumentando di ottomila

Bossi: contrario all'insegnante unico. Poi attacca la Gelmini ( da "Rai News 24" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Poi attacca la Gelmini Umberto Bossi Per il leader della Lega e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, l'introduzione dell'insegnante unico alle elementari è una scelta imposta dalla scarsità di risorse economiche, ma il rischio è che "è facile che si rovini il bambino".

Scuole in quota, la carica dei 5 mila ( da "Stampa, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Unione dei comuni e degli enti montani) Enrico Borghi ha già chiesto al ministro Mariastella Gelmini un incontro. "La scuola italiana - spiega Borghi - ha avuto nei territori montani un esempio di riorganizzazione importante. E' stata la montagna a inventarsi gli istituti comprensivi, che poi sono stati estesi al resto del territorio nazionale".

Da tempo, troppo tempo, in Italia chi tocca la scuola muore . E' così che la si ( da "Stampa, La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: E' stato così con la Moratti ed è così con la Gelmini che ha preso decisioni ancora parziali ma già coraggiose. Ha riportato in auge il voto in condotta come rimedio al bullismo, ha reintrodotto il maestro unico che ha educato generazioni di italiani, ora adulti, senza indurli al cretinismo.


Articoli

Duecentoventi maestre rischiano il posto (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Di Paola Dall'Anese Duecentoventi maestre rischiano il posto Una su tre senza lavoro il prossimo anno I sindacati sono pronti alla mobilitazione LA RIFORMA DELLA SCUOLA L'INSEGNANTE UNICO FA DISCUTERE BELLUNO. Oltre 220 maestri a spasso e 3000 ore di docenza tagliati. E' questo il quadro che si prospetta nelle scuole elementari della provincia di Belluno a partire dal settembre 2009, quando dovrebbe entrare in vigore il decreto legge varato dal governo che prevede l'introduzione del maestro unico e la riduzione dell'orario settimanale delle lezioni da 30 a 24. Una riforma che sta creando non poca preoccupazione tra gli insegnanti, per i quali si preannuncia un futuro sempre più incerto, e che non è accettata dai sindacati che promettono battaglia. Quindi, se il ritorno del docente unico diventerà realtà, un terzo dei docenti bellunesi rimarrà a piedi. Precari e di ruolo, a questo punto tutti potrebbero essere colpiti. "Escludendo i docenti di religione e quelli di sostegno", dice Anna Orsini della Cisl scuola provinciale, "attualmente nel tempo normale sono impegnati nel territorio montano 775 docenti, per un totale di 506 classi. Se verrà attuata la riforma, un terzo di questi insegnanti sarà lasciato a casa, con le gravi conseguenze che ben si intuiscono". Ma Orsini critica la stessa manovra messa in atto dal ministro Mariastella Gelmini, "che mira ad affossare le elementari, riconosciute invece da tutti tra le migliori al mondo. Si vuole farla passare per una scuola di sprechi, ma è di qualità. Il ministro, agendo così, dimostra di non conoscere come funziona il mondo scolastico: per ogni classe non ci sono tre maestri, come la Gelmini afferma, ma il rapporto è di 1,5 insegnanti per classe. Questo 1,5 copre 30 ore settimanali ad oggi, che saranno ridotte a 24. Non dimentichiamo, inoltre, che la riduzione del tempo scuola porterà a una riduzione dell'offerta formativa e dei percorsi pedagogici e didattici, svilendo quindi il sistema educativo". Per i sindacati "si tratta esclusivamente di un'operazione di cassa che non ha alle spalle alcuna motivazione culturale, nè tantomeno pedagogica e didattica". "Ma come si fa a introdurre una figura unica, quando nelle nostre realtà sono presenti anche gli stranieri e in alcune zone della provincia il loro numero è massiccio?", si domanda Francesco Corigliano della Flc Cgil. "Il problema non è tanto quello dei numeri, ma la qualità della scuola. La cosa che sorprende è che si voglia cambiare proprio partendo da un modulo che funziona più che bene. Ed è ancor più grave che dietro questa riforma non ci sia alcun progetto di revisione del sistema". Ma a preoccupare i sindacati è il fatto che il ritorno al maestro unico sia stato varato con un decreto legge. "Il ministro Gelmini aveva annunciato la propria intenzione di ripristinare l'insegnante unico, ma nel testo approvato dal governo non era prevista questa riforma. La versione pubblicata invece dalla Gazzetta contiene questa importante novità. Per cui i giochi sembrano fatti", dice Milena Zucco della Gilda. Intanto tra i docenti monta un sentimento misto di rabbia e scoraggiamento "perchè, da un lato sentono il ministro parlare di aumentare la qualità dell'istruzione, mentre dall'altro si sentono dare dei fannulloni". Una situazione critica, di fronte alla quale i sindacati non rimarranno con le mani in mano. Lunedì la Cisl riunirà le Rsu per decidere il da farsi, mentre la Cgil il 19 settembre terrà un convegno sul tema al centro Giovanni XXIII a partire dalle 17.

Torna all'inizio


Il Cavaliere al cospetto della Regina (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

FORZA ITALIA A CORTINA Il Cavaliere al cospetto della "Regina" CORTINA. Il Cavaliere si prepara a incontrare la Regina. Fuor di metafora, sta prendendo forma in questi giorni il convegno che nel terzo week-end di settembre porterà a Cortina l'establishment regionale e nazionale di Forza Italia. Si parte venerdì 19 alle 18 col ministro Maurizio Sacconi. Chiuderanno la tre giorni Schifani e Galan. E c'è chi attende, appunto, il Cavaliere: Berlusconi. Giustizia, istruzione, ma soprattutto federalismo. Saranno questi i temi portanti del settimo convegno di Forza Italia. Il programma è quasi pronto. Ad aprire le danze azzurre sarà il ministro al lavoro, alla salute e alle politiche sociali Maurizio Sacconi, cui seguiranno sempre venerdì gli interventi di buona parte dei consiglieri regionali forzisti. Sul tavolo il federalismo fiscale per il Veneto. Sabato si ricomincerà alle 9,30 con la presentazione di Remo Sernagiotto e Leonardo Padrin e i "saluti" del sindaco Franceschi, di Maurizio Paniz e Dario Bond. Se alle 12,30 si parlerà di pubblica amministrazione e merito con Renato Brunetta, al pomeriggio sarà la volta del collega Angelino Alfano che discuterà ovviamente di giustizia. In serata si alterneranno Franco Frattini, ministro degli esteri, e Mariastella Gelmini, titolare del dicastero all'istruzione. Domenica mattina fuochi d'artificio con il governatore veneto Galan e il presidente del Senato Renato Schifani. Ci saranno anche Aldo Brancher, Fabrizio Cicchitto e Alberto Giorgetti.

Torna all'inizio


Arrivano 40 maestre per le materne (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il nuovo anno scolastico Arrivano 40 maestre per le materne "Abbiamo appena ricevuto la comunicazione che il ministero ha concesso al Piemonte 40 insegnanti per attivare 20 nuove sezioni di scuola dell'infanzia che accoglieranno 500 bambini". La conferenza stampa del direttore dell'Ufficio Scolastico del Piemonte Francesco De Sanctis per l'apertura dell'anno scolastico è cominciata con una buona notizia. Pochi giorni fa la presidente della Regione Mercedes Bresso e l'assessore all'Istruzione Giovanna Pentenero avevano denunciato la grave situazione che avrebbe colpito 1000 famiglie piemontesi senza posto per i propri bimbi. "Cercheremo di soddisfare anche altre esigenze - ha detto De Sanctis -, come quelle dei progetti Polis per l'educazione degli adulti". Il direttore, accompagnato dal vice direttore Paolo Iennaco e dagli assessori Saragnese (che ha dato voce alle preoccupazioni, in una città socialmente complessa come Torino, per il ritorno del maestro unico), D'Ottavio e Pentenero, ha poi riferito i numeri e le novità: in cantiere c'è un Salone regionale del Libro scolastico in primavera (occasione di confronto su qualità e costi) e il varo, in ottobre, di un "Consiglio dei presidi", primo in Italia, che includerà anche i "seniores". A proposito di presidi: sono state 44 le nomine in ruolo e 19 dirigenti arrivano da altre regioni (soprattutto Calabria e Campania) dal momento che la graduatoria piemontese è esaurita. Ancora: sono state fatte 1997 nomine di docenti e 508 di Ata; le supplenze annuali assegnate sono state 13 mila. Il direttore ha ricordato che "gli uffici hanno lavorato duro per tutta l'estate e la nostra è la sola regione ad aver ultimato le nomine entro il 31 luglio". Gli studenti disabili sono 11.822 e il rapporto previsto dalla legge di un docente ogni due studenti, in Piemonte scende a 1 a 1,9. Gli alunni di origine straniera continuano ad aumentare. Lo scorso anno è finito con una presenza del 10,9% e si prevede un incremento del 10-13%. "Ma il 35% di questi bambini e ragazzi è nato in Italia e il dato è destinato rapidamente a crescere", ha detto De Sanctis. Che ha aggiunto: "Nessuno vuole che si verifichino casi di classi-ghetto". Tra le altre novità, una collaborazione con l'Università e la Provincia per sostenere l'interesse per le materie scientifiche e la matematica in particolare, un progetto di "media education" con Comune e Rai, un programma di prevenzione delle reazioni anafilattiche dovute alle allergie alimentari, coordinato dall'ospedale Regina Margherita. Il tempo pieno? De Sanctis ha ripetuto il Gelmini-pensiero: "Non sarà toccato". Ma con l'orario a 24 ore settimanali di lezione i dubbi sono rimasti.\.

Torna all'inizio


Maestro unico, rivolta nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Assemblee e petizioni contro la riforma Gelmini. I precari scendono in piazza. I Cobas: sciopero il 17 ottobre Maestro unico, rivolta nelle scuole ROMA - Scuole in rivolta contro il maestro unico ed i tagli di personale che coinvolgono 87 mila persone secondo quanto previsto dalla riforma del ministro Gelmini. La protesta, con assemblee e petizioni, è già partita in diverse città, e toccherà le scuole all'inizio delle lezioni. I precari scenderanno in piazza il 27 settembre: "Ci rubano il futuro". I Cobas proclamano lo sciopero per il 17 ottobre. Anche i genitori pronti alla mobilitazione. La Sicilia: "Diremo no ai tagli". MARIO REGGIO A PAGINA 4.

Torna all'inizio


Scuola, la rivolta contro il maestro unico - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Scuola, la rivolta contro il maestro unico Assemblee e petizioni, precari in piazza il 27 settembre: ci rubano il futuro Sindacati e genitori pronti alla mobilitazione. I Cobas: sciopero il 17 ottobre. La Sicilia: diremo no ai tagli MARIO REGGIO ROMA - Assemblee nelle scuole, volantinaggi, raccolte di firme. Insegnanti e genitori si mobilitano contro il ritorno del maestro unico alle elementari ed il taglio di 87 mila cattedre nei prossimi tre anni. I Cobas stanno preparando un fitto calendario d'iniziative: il 27 settembre a Roma convegno nazionale dei precari, il 17 ottobre sciopero nazionale e manifestazione nella Capitale. E davanti alle scuole, il giorno d'inizio delle lezioni, mobilitazione "frozen", in italiano congelamento: gli insegnanti si sdraieranno in strada per simulare la morte della scuola pubblica. Anche la Cgil sta affilando le armi: ieri, assieme a Cisl e Uil, a Venezia ha affittato cinque vaporetti che sono sfilati davanti alla Mostra del Cinema per protestare contro i tagli nella scuola e la politica del ministro Brunetta, vessillifero della crociata governativa contro i fannulloni nel pubblico impiego. Domani sempre a Venezia, in occasione della Regata, storica verranno stesi lungo il Canal Grande quattro striscioni dei confederali sui temi della scuola e dell'università. Per il ministro Mariastella Gelmini non sarà un autunno tranquillo. L'idea di tornare al maestro unico alle elementari, rassicurando che il tempo pieno non verrà toccato, anzi potenziato, non convince il mondo della scuola e molti genitori. Padri e madri degli oltre 850 mila bambini che frequentano le elementari statali dalle 8 e mezza di mattina alle quattro e mezzo di pomeriggio. Ma non sono solo le organizzazioni sindacali a protestare. Il segretario regionale del Movimento per l'Autonomia Lino Leanza, il partito del presidente della Regione Sicilia Raffaele Lombardo, ha annunciato: "Ci opporremo ai tagli previsti dal ministero della Pubblica Istruzione. Saremo al fianco di docenti, studenti e sindacati per le grandi mobilitazioni già previste alla ripresa dell'anno scolastico e per tutto l'autunno. Dopo le sue poco felici dichiarazioni sulla qualità dell'istruzione in Sicilia - conclude Leanza - adesso la Gelmini conferma i timori paventati, tagliando 2.500 insegnanti e 160 non docenti, e di questo passo la Sicilia perderà nei prossimi tra anni 15 docenti". Insorgono anche i sindaci dei piccoli Comuni: "I sindaci sono giustamente preoccupati - si legge in un comunicato della Lega autonomie - dal progetto di accorpamento per molte scuole elementari nei territori collinari e montani, con gravi disagi per gli studenti che già a sei anni si troveranno nella condizione di pendolari. E i costi ricadranno sulle famiglie e le casse dei Comuni che dovranno organizzare i servizi di scuola bus". Ma serve davvero tornare al maestro unico? "è una vera patacca ad uso e consumo dell'opinione pubblica, una pura operazione di propaganda - commenta Benedetto Vertecchi, ordinario di Pedagogia Sperimentale a Roma Tre - quando tenteranno di farlo si accorgeranno che anziché degli attuali tre, i maestri diventeranno cinque". Ecco la spiegazione: "Il maestro unico dovrebbe essere competente ed in grado di insegnare la lingua italiana, le norme sul traffico, la salute, la matematica, le scienze, la geografia - afferma Vertecchi - e chi lo dice sarebbe un ciarlatano. Allora dovranno trovare altri maestri che siano in grado di insegnare una lingua straniera, la musica, la ginnastica e coprire l'ora di religione. In tutti i Paesi moderni esiste un sistema di presenze multiple di insegnanti, perché a differenza di 30 o 40 anni fa la società è mutata e le conoscenze si sono moltiplicate. Leggere, scrivere e far di conto non basta più".

Torna all'inizio


Un salone dei libri di testo per sconfiggere il caro scuola - stefano parola (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Torino Un Salone dei libri di testo per sconfiggere il caro scuola De Sanctis: a confronto docenti, editori e famiglie Aumentano gli studenti in Piemonte. Tra le novità il Consiglio dei presidi STEFANO PAROLA Libri di testo cari o economici, pesanti o leggeri, nuovi o usati. A Torino arriva una fiera tutta per loro, il primo Salone regionale del libro scolastico. Si svolgerà tra febbraio e marzo e sarà un punto di incontro e confronto tra case editrici, scrittori, docenti, genitori e alunni. Lo ha annunciato ieri il direttore dell'Ufficio scolastico regionale, Francesco De Sanctis, nel corso della presentazione dell'anno scolastico 2008-09. I dettagli sono ancora in corso di definizione, ma per il momento si sa che ci sono già almeno dieci editori interessati. Una manifestazione unica nel suo genere in Italia, per una città da anni protagonista nel mondo dell'editoria scolastica, visto che i nomi sotto la Mole sono tanti: Loescher, Società editrice internazionale, Il Capitello, Lattes, tanto per citarne alcuni. "è anche la dimostrazione - ha sottolineato De Sanctis - che per noi non cala l'attenzione sui problemi come il caro-libri e il peso degli zainetti". Altra novità presentata dall'Ufficio scolastico regionale, il Consiglio dei presidi, un tavolo permanente che, a partire da ottobre, affronterà piccole e grandi questioni, dalla didattica alle problematiche giovanili. Un modo, ha spiegato il direttore De Sanctis, "per non far sentire soli i dirigenti scolastici e per soddisfare il loro bisogno di confrontarsi. Naturalmente senza voler sostituirsi alle organizzazioni sindacali". E ancora, nell'anno scolastico che inizierà tra poco ci sarà spazio anche per un progetto di educazione all'immagine televisiva ("Teleintendo", realizzato con l'appoggio della Rai), per una piattaforma multimediale che favorirà lo scambio di idee e materiali tra professori di matematica e fisica, per un percorso dedicato alla prevenzione delle reazioni anafilattiche dovute ad allergie alimentari. Ma i vertici del sistema scolastico piemontese, accompagnati dagli assessori all'Istruzione di Regione, Provincia e Comune di Torino, hanno snocciolato i numeri dell'anno scolastico 2008-09. La novità dell'ultima ora è che il direttore De Sanctis è riuscito a scucire al ministero dell'Istruzione quaranta docenti in più per le scuole dell'infanzia, che consentiranno di creare 20 nuove sezioni in tutta la regione. Insomma, da Roma è arrivato un piccolo aiuto, anche se per i sindacati Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola si tratta di numeri che "smentiscono le affermazioni della direzione dell'Ufficio scolastico regionale" e che dimostrano che "i timori denunciati sulle carenze d'organico erano reali". In generale, in Piemonte è in aumento il numero di studenti, quest'anno diventati 513.960 contro i 507.597 dell'anno scorso, per una crescita percentuale dell'1,25%. è salito, ma in misura minore, anche il numero dei docenti: il 15 settembre ai nastri di partenza ce ne saranno 132 nuovi, cioè lo 0,27% in più rispetto all'anno passato. Stabile invece il numero di docenti di sostegno, nonostante in regione ci siano 290 studenti diversamente abili in più: "Però - commenta De Sanctis - bisogna tenere presente che siamo riusciti a tenere il rapporto tra numero di insegnanti di sostegno e numero di alunni disabili di uno ogni 1,9, mentre la legge Finanziaria prevederebbe un rapporto di uno a due". Ma a tenere banco tra professori e genitori continua ad essere la preoccupazione per il provvedimento del ministro all'Istruzione, Maria Stella Gelmini, sul maestro unico. I vertici dell'Ufficio scolastico regionale hanno rimandato ogni discorso sull'argomento a quando saranno più chiare le norme e i regolamenti, limitandosi a ribadire che "il tempo pieno non corre alcun pericolo" e che "non rappresenterà una battuta d'arresto per la ricerca didattica". Intanto, per cercare di fare luce sull'argomento si sono mobilitati anche le mamme e i papà: il Coordinamento genitori di Torino ha convocato un'assemblea cittadina il 17 settembre, alle 20,45, alla Galleria d'arte moderna di via Magenta.

Torna all'inizio


Docenti precari senza cattedra e alla fine arrivano i carabinieri - valentina monarco donatella ucci (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Roma La storia Caos alla "Settembrini", incertezza su graduatorie e nomine alle elementari Docenti precari senza cattedra e alla fine arrivano i carabinieri VALENTINA MONARCO DONATELLA UCCI Dieci del mattino. All'istituto "Luigi Settembrini" di corso Trieste c'è rumore già all'ingresso: molti aspettano qui dalle otto. Sono i precari della scuola elementare in attesa delle nomine per il nuovo anno scolastico a Roma e provincia. Donne soprattutto, quasi sempre meridionali. è la trafila della "graduatoria". Per la maggior parte di loro, quello di ieri doveva essere il giorno in cui avrebbero conosciuto le nuove destinazioni. Per altri pochi fortunati, invece, la possibilità di diventare, finalmente, insegnanti di ruolo. Niente di tutto questo: la procedura di assegnazione delle cattedre si blocca. La lista dei posti vacanti denunciati dalle scuole elementari va controllata nuovamente: pare ci siano disponibilità non segnalate. Tra i precari in attesa il malumore è tale che qualcuno chiama il 113. Alle dieci e trenta è tutto sospeso e alla "Settembrini" arrivano i carabinieri: "Siamo qui per far valere il nostro diritto ad un lavoro - dice Domenica Siano Palumbo, insegnante elementare precaria da 6 anni - ed è inammissibile che si debba arrivare a chiamare le forze dell'ordine". Tra chi aspetta aumentano i dubbi: "C'è qualcosa che non va - commenta Tiziana Gallo, precaria da 8 anni - prima di iniziare a scorrere la graduatoria, l'Ufficio scolastico regionale e quello provinciale dovrebbero avere chiaro il quadro dei posti vacanti, invece non è così". Ancora due ore di attesa alla "Settembrini": "Almeno quest'anno - racconta Anna Di Perna, precaria da 8 anni - abbiamo un'aula in cui poterci sedere, l'anno scorso vagavamo in piedi nei corridoi". Il numero dei posti da assegnare è avvolto nell'incertezza: spesso, infatti, si segnala un deficit di comunicazione tra le scuole e le istituzioni. La preoccupazione dei precari, però, questa volta è maggiore. Per chi non diventa insegnante di ruolo subito, il prossimo anno scolastico, quello del ritorno al "maestro unico" e del conseguente taglio del personale docente, potrebbe significare anche rimanere a casa senza lavoro. "L'anno prossimo - spiega Maria Cigliano, accento calabrese e 9 anni di precariato alle spalle - saranno dolori con la riforma Gelmini, converrebbe quasi cambiare lavoro". Dopo la lunga attesa, a mezzogiorno arriva l'ulteriore beffa per gli aspiranti maestri elementari della provincia romana: è tutto rimandato a lunedì. La precedente lista è ritirata e per quella definitiva si dovrà attendere ancora qualche giorno. Quelli che avevano già ricevuto l'incarico, secondo la vecchia graduatoria, avrebbero dovuto prendere servizio già ieri, ma non sarà così. Chi invece sperava di conoscere in quale istituto poter insegnare il prossimo anno scolastico torna a casa a mani vuote.

Torna all'inizio


La nuova idea della marsilio "all'asilo insegnanti con la divisa" - anna maria liguori (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Roma La proposta dell'assessore: "Colori diversi per ogni struttura". Le reazioni: "Assurdo" La nuova idea della Marsilio "All'asilo insegnanti con la divisa" ANNA MARIA LIGUORI Tutte in divisa le educatrici comunali dell'infanzia, un indumento che dovrà essere ispirato ai colori dell'asilo nido in cui si lavora, un segno d'appartenenza alla struttura: è l'ultima idea dell'assessore capitolino alla scuola Laura Marsilio nata durante un confronto tra le lavoratrici della struttura "Il trenino" nel X Municipio che, ieri mattina, ha visitato cinque asili nido dei municipi VI, VII, IX e X. E l'assessore ha spiegato il perché: "In linea con l'organizzazione territoriale che abbiamo voluto dare alla gestione delle strutture comunali l'idea di una divisa con i colori scelti da ogni singolo gruppo educativo può essere interessante". E sulla divisa delle educatrici è subito polemica. Saverio Pantuso segretario della Uil scuola di Roma non ha dubbi: "è un ritorno al passato, alla naftalina. Le maestre si vestono già dignitosamente in un modo adatto al lavoro che fanno. Avere la divisa è come trovare un ruolo o una funzione già codificati. In ogni caso l'uniforme non è prevista dal contratto per cui sicuramente faremo qualcosa. Qualche educatrice si è lamentata appena è venuta fuori questa notizia". Mimmo Rossi segretario generale della Cgil Roma Scuola parla di un segnale negativo: "Io credo che sia inopportuno mettere una divisa a chi lavora con bambini da 0 a 3 anni. Forse la Marsilio ha preso le mosse dal ministro Mariastella Gelmini che vuole mettere il grembiule ai bambini delle elementari. Al limite un grembiule per le maestre può essere portato durante la mensa ma mettere sempre la divisa sarebbe un segnale negativo". E anche le stesse educatrici sono per la linea anti-divisa: "Mi sembra un po' assurdo - dice Cinzia Conti ex educatrice del X Municipio ora in attesa di assegnazione - forse nel ventennio fascista si portavano le divise. Io lavoro con un abbigliamento comodo che porto a casa e pulisco quotidianamente". Anche Alessandra Saponetti del IX Municipio non vorrebbe mai indossarne una: "Vado al lavoro in tuta perché è comoda. Con i bambini piccolissimi devi cambiarti spesso perché tenendoli ci si sporca. La divisa inamidata non mi sembra proprio il caso di metterla". Poi c'è Benedetta Salieri che lavora nel IV Municipio: "Non posso pensare di gettarmi a terra a giocare con un bambino in divisa, io uso pantaloni comodi e magliette larghe e non sopporto nient'altro quando lavoro". E ieri l'assessore Marsilio ha anche ripreso un vecchio cavallo di battaglia dell'assessore alla scuola della giunta Veltroni Maria Coscia: asili nido condominiali con mamme che diventano educatrici. Una misura ancora allo studio del Campidoglio ma che potrebbe essere uno dei modi per andare incontro alle tante richieste ed aumentare così i posti a disposizione. "Per quest'anno non riusciremo a perfezionare l'idea - ha aggiunto Marsilio - ma speriamo che per il prossimo sia tutto pronto". L'assessore capitolino, visitando le strutture ha avuto un'altra idea: uniformare le insegne dei vari asili con targhe personalizzate ma che abbiano tutte il logo del Comune di Roma e del municipio.

Torna all'inizio


Maestro unico, scuola occupata (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Roma Parte dal Casilino la protesta contro l'iniziativa del ministro Gelmini: docenti e genitori dormiranno nell'istituto Maestro unico, scuola occupata E l'assessore Marsilio propone: "Divise per gli insegnanti negli asili" parte la rivolta contro il maestro unico: al Casilino genitori e docenti occupano l'istituto. Dal 15 settembre docenti, genitori e alunni della elementare "Iqbal Masih" entreranno in agitazione contro il provvedimento che porterà un insegnante unico nelle classi a partire dall'anno prossimo. Una divisa con i colori scelti dall'asilo nido che assicuri igiene, praticità ma anche la personalizzazione dei luoghi che ospitano i bambini romani, lo ha deciso l'assessore capitolino Laura Marsilio. L'idea che le educatrici degli asili nido di Roma dovranno avere una divisa è nata durante un confronto con le lavoratrici della struttura "Il trenino" nel X municipio. LIGUORI, MAISTO, MONARCO E UCCI ALLE PAGINE II E III.

Torna all'inizio


Il dietrofront del ministro gelmini (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Napoli La visita Per timore di polemiche salta l'inaugurazione dell'anno scolastico prevista in Campania Il dietrofront del ministro Gelmini Gabriele: "Così si volta le spalle a una regione che investe 300 milioni nell'istruzione" Dietrofront. Causa polemiche e scivolate, salta il primo bagno di folla nel sud Italia del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Il ministro non inaugurerà più l'anno scolastico in Campania, lunedì 15, contrariamente al desiderio espresso dal ministro, progetto poi affidato ad uno staff di lavoro bilaterale, composto dai tecnici di viale Trastevere a Roma e dai collaboratori dell'assessore Corrado Gabriele in Regione. Ufficialmente, il ministro rinuncia per visitare la scuola di San Giuliano di Puglia, in Molise, che il 31 ottobre del 2002 fu devastata dallo spaventoso terremoto, ottavo grado scala Mercalli, che seppellì 27 bambini e una maestra, e provocò il ferimento di altre 35 persone. Tuttavia, nessuno può escludere che abbia pesato, nella decisione di dare forfait, l'escalation di polemiche innescate dal ministro Gelmini dopo le dichiarazioni sul gap di preparazione che separa gli istituti scolastici del nord da quelli del sud; parole che non avrebbero avuto una tale eco se non si fosse scoperto una contraddizione: la Gelmini, bresciana doc, ha sostenuto l'esame di avvocato a Reggio Calabria, nel Mezzogiorno dei "deboli maestri". La sua defezione non piace alla Regione e all'assessore Gabriele. "Rispettiamo, ovvio, il significato della visita in onore dei bimbi morti in Molise: ma questo cambio di programma rende l'immagine di un ministro che volta le spalle all'unica regione che investe 300 milioni di euro nella scuola - osserva Gabriele - e a un esercito di 48 mila ragazzi vittime della dispersione. E lascia scivolare malessere e disagio di tantissimi docenti e personale scolastico che si sono visti fuori come rami secco". Prova a stemperare la delusione, invece il direttore scolastico regionale Alberto Bottino: "C'era questa idea, spiace che salti. Sarà per la prossima volta, restiamo a sua disposizione". è dura e assai amara, invece, la posizione di Angela Cortese, assessore provinciale all'Istruzione e responsabile scuola del Pd. "Brutto segno che il ministro non si confronti sul serio con chi la scuola la fa, la coltiva e la fa crescere, nell'assoluta indifferenza dello Stato centrale. Ma in Italia, a differenza degli altri Paesi, il sapere viene trattato come un fardello, un capitolo di bilancio da far dimagrire. Abbiamo avuti in regione tagli pesantissimi, 4.000 posti in meno - sottolinea la Cortese - E non credo che si ridia credibilità e qualità all'istruzione pubblica italiana con gli "spot" del grembiule, del voto in condotta, del maestro unico. L'idea di un organico funzionale - aggiunge Cortese - non si realizza tagliando docenti e risorse economiche, dando veste di fondazioni private alle università, immaginando un'autonomia di reclutamento dei docenti dalle scuole fuori da graduatorie nazionali. La mia impressione è che si stia invece disegnando a spizzichi e bocconi una scuola classista, autoritaria, inefficiente". (co.sa.).

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 2 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il ministro Gelmini a gamba tesa sulla scuola Gianfranco Pignatelli Napoli Tra diffamazioni, illazioni e ritrattazioni è finita anche l'estate del ministro Gelmini. Tornando a Roma si è recata in "pellegrinaggio" a Rimini per il meeting di Comunione e Liberazione. Qui, da un decennio, è prassi che il ministro di turno illustri la scuola prossima ventura, o quello che ne resta. Dopo aver assicurato devozione ai ciellini e lauti finanziamenti alla Cei in cambio dello scontato placet, l'indomani, il ministro ha presentato in Consiglio dei ministri il ddl con tagli, ritagli e frattaglie di istruzione pubblica, come imposti da Tremonti. Quest'anno il ddl 112/2008 si accanisce sulle primarie col passaggio dai tre insegnanti al tuttologo maestro unico ed il taglio di 60.000 cattedre. A queste vanno sommate le 50.000 soppresse alle secondarie ed i 50.000 Ata in meno, per un saldo negativo di circa 160.000 posti di lavoro eliminati ed un taglio di spesa di 8 miliardi di euro, ovvero un terzo dell'intera manovra finanziaria. E non finisce qui. Saranno soppresse le 4000 scuole statali con meno di 600 alunni, mentre quelle residue verranno trasformate in fondazioni, secondo il modello di quelle private confindustriali e confessionali. Una sciagura senza precedenti e con troppe conseguenze. Per la chiusura delle scuole dei piccoli centri, gli effetti saranno: la ghettizzazione delle comunità sfavorite, la perdita di identità, la lievitazione del disagio sociale e dei costi per la scolarizzazione, l'incremento di elusione e dispersione scolastica o l'induzione, di fatto obbligata, alla sussidiarietà, quale sinonimo del subappalto concesso dallo stato ad istituti religiosi e ai "diplomifici". Col ritorno al maestro unico, invece, vi sarà la dequalificazione dell'istruzione di base (la sola eccellenza apprezzata in ambito internazionale), la perdita di occupazione con l'inevitabile mobilità professionale coatta dei perdenti cattedra, dalle elementari alle medie e superiori, ed il relativo effetto domino sulla qualità dell'offerta formativa della scuola statale. Ecco alcune delle verità nascoste dietro le insensatezze che hanno caratterizzate le uscite vacanziere del ministro: dal grembiulino agli insegnanti terroni, per finire al voto di condotta. Il dazio elettorale che questa maggioranza dovrà ancora pagare ai beneficiati del ddl 112 non lascia sperare di meglio. Purtroppo. La violenza degli ultrà e la mancata prevenzione fvernillo@gmail.com Napoli Si è appreso che per gli incidenti di domenica tra Napoli e Roma, provocati dai delinquenti spacciatisi per tifosi del Napoli, non sarebbero emerse responsabilità a carico di coloro che sono deputati all'ordine pubblico, forse perché (si è detto) a Napoli, in partenza, tutto sommato, la cosa, in una qualche maniera era stata arginata. Questo potrebbe anche andare bene a mio parere, con qualche forzatura però. Ma quello che mi chiedo, e mi sono sempre chiesto fin da domenica, è se il questore di Napoli, oltre che essere il responsabile dell'ordine pubblico per fatti che accadono in questa città, non abbia anche la responsabilità della attuazione, in presenza di seri pericoli di turbativa, della importantissima fase di prevenzione. Con l'adozione, in proposito, di tutte quelle misure di prevenzione atte alla salvaguardia dell'ordine pubblico. Sarebbe risultato utile ed interessante fermare il treno, ormai occupato soltanto da ultrà, in un stazione secondaria lungo la linea e, facendo perdere tanto tempo ai teppisti (forse il termine addirittura li premia) identificarli uno per uno. Così si sarebbero evitate le successive intemperanze. Anzi, con tale mossa si sarebbe concretizzato anche un altro vantaggio: quello della identificazione certa e diretta di tutti i partecipanti. E invece quanti, ora, la faranno veramente franca? Io credo proprio tutti, perché penso che ognuno dei malfattori, al cospetto del giudice, dirà che per malattia o altro impedimento quel giorno non era a Roma per la partita. Vanificando quindi tutto il grosso lavoro di identificazione fatto attraverso il biglietto di ingresso, con i dovuti saluti al capo della polizia. La questione sicurezza vista da sinistra Francesco Minisci consigliere comunale del Prc Napoli Il tema della sicurezza non è in sé questione di destra né di sinistra, piuttosto che di centro. La questione sicurezza è tema all'ordine del giorno di tutta la politica né costituisce e mai potrà costituire prerogativa di alcuni piuttosto che di altri partiti politici. Diverso invece è l'approccio con il quale le culture politiche danno risposte per rendere la vita dei cittadini più sicura senza lederne i diritti. Poiché tale questione non è affatto retorica come giustamente ha scritto Umberto De Gregorio su "Repubblica", credo sia opportuno, a partire esattamente dai gravi episodi verificatisi a Roma la scorsa domenica, dare un contributo su come una politica di sinistra debba intervenire per arginare un fenomeno terribile come quello della violenza negli stadi. Per prima cosa bisogna comprendere le ragioni di questo fenomeno (indagine del disagio sociale). In secondo luogo la capacità repressiva deve essere circoscritta a chi ha compiuto atti vandalici, non facendola ricadere su tutti, dando così l'impressione di un fallimento dell'esercizio coercitivo e danneggiando chi ha il diritto di andare allo stadio (tutela dell'innocenza e efficacia dell'istituzione preposta). In terza battuta non fare della punizione inflitta lo strumento di una minoranza di propaganda contro un'ingiustizia subita. In Italia, diversamente da quanto accade in molti altri paesi europei, il problema della violenza negli stadi è sempre stato affrontato con provvedimenti di carattere emergenziale e come un fenomeno di ordine pubblico, demandato totalmente alle forze dell'ordine. Si è così evitato di considerare la valenza sociale del fenomeno del tifo calcistico e di affiancare, alle misure di carattere punitivo, dei progetti di intervento sociale capaci di mediare i conflitti e di lavorare, insieme ai tifosi, per favorire gli aspetti positivi della loro cultura a scapito degli atteggiamenti più violenti e intolleranti. Spesso la violenza nasce dall'assenza del senso della cittadinanza e quindi del riconoscimento dei propri doveri ma anche dei propri diritti. Basterebbe farsi un giro a piazza Bellini per rendersi conto del tessuto sociale dal quale vengono i molti tifosi napoletani. Veramente pensiamo alla neutralità della provenienza sociale nella comprensione dello stato di cittadinanza? Il problema dell'emarginazione sociale è una questione relativa all'emarginato o è un problema prima di tutto di una società occidentale che pone le basi sui valori cristiani e illuministi? Alcuni, come il sindaco De Luca, le cui ordinanze vietano a Salerno l'elemosina, credono probabilmente, riducendo il tutto ad una semplice questione di ordine pubblico senza interrogarsi o intervenire piuttosto sulle ragioni della povertà e dell'esclusione sociale, che la vicenda riguardi esclusivamente i poveri e quindi non si pongono il tema della solidarietà e dell'accoglienza. Altri credono che un'amministrazione civile affronti la questione con centri di accoglienza non certo per "buonismo", ma per quell'idea del diritto che è propria dell'occidente democratico. Per tali ragioni, per noi di sinistra, l'approccio sul tema della sicurezza non può che partire dalla questione lavoro e del salario, veri temi sui quali è possibile garantire sicurezza e diritti. Un impianto anti-rifiuti che non inquina Roberto Rovaris, Jonathan Pucinischi, Sergio Pessot Eppm Ag Pfaffikon Zurigo, Svizzera Con riferimento all'articolo di Luigi Carbone apparso su "La Repubblica" del 2 agosto scorso dal titolo "Quest'impianto è indispensabile", con un'intervista al dottor Daniele Fortini, amministratore delegato dell'Asia, società municipalizzata del Comune di Napoli, nel quale si affermava la necessità della costruzione di ulteriori termovalorizzatori per la Campania, si citavano anche alcune alternative a tale tipologia impiantistica. Tra queste veniva citata la "dissociazione molecolare", ma con una breve descrizione che non corrisponde alla realtà. Infatti tale tecnologia non si basa sulla decomposizione ad opera dei batteri, come riportato, che è tutt'altro tipo di trattamento, né è efficace solamente per materiale omogeneo o inadatta ad una raccolta differenziata, ma è un trattamento termico-fisico da applicare a qualunque materiale organico, che fa sì che alla temperatura di circa 450°C ed in carenza di ossigeno (5-6%) le molecole solide si trasformino in gassose elementari formando un gas di sintesi composto essenzialmente da H2, CO, CH4. Tale gas, dotato di un certo potere calorifico, successivamente ossigenato con aria ed innescato termicamente in una camera secondaria, produce calore a 1.000/1.200 °C. È un po' come bruciare gas in una caldaia, ma in modalità ancora meno inquinante. Infatti non produce quantità apprezzabile di diossina ed ha emissioni molto al di sotto dei parametri di legge, funziona con qualunque materiale organico, compreso la parte umida del rifiuto conseguente alla raccolta differenziata, ha un alto rendimento energetico, rilascia ceneri perfettamente riciclabili dell'ordine del 2-3% massimo, ed è un processo semplice ed economico. Tale tecnologia è già applicata da oltre 10 anni negli Stati Uniti in siti già visitati da numerosi addetti ai lavori e da personalità pubbliche, tra cui il sindaco di Procida, i quali hanno apprezzato le qualità sopra citate ed alcuni ne sono rimasti entusiasti. Tale tecnologia non si prefigge di sostituire in Italia gli impianti di termovalorizzazione, in quanto questi ultimi si rivolgono a grossi centri regionali di smaltimento di ingenti quantità di rifiuti solidi urbani, ma solo di affiancarli seguendo i programmi regionali già approvati o in corso di approvazione, in particolare in alcune localizzazioni particolarmente idonee, ad esempio le isole, per la erogazione concomitante di energia elettrica, termica e frigorifera, per piccoli comuni o località aggregate di medie dimensioni, o per altri particolari rifiuti organici di problematica eliminazione ottemperando alle disposizioni di legge vigenti. Tale modalità di impianti medio/piccoli introduce inoltre un diverso principio, secondo il quale ogni comunità che produce i suoi rifiuti è in grado di smaltirli nel proprio ambito in modo pulito e con alta redditività economica, evitando così la contrarietà psicologica di dovere "smaltire in casa propria l'immondizia degli altri".

Torna all'inizio


Maestro unico e tagli agli organici scatta la mobilitazione dei cobas (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Genova La protesta Maestro unico e tagli agli organici scatta la mobilitazione dei Cobas Parte la campagna dei Cobas della scuola contro il Decreto-Gelmini, che intende tagliare 70 mila posti di lavoro. Che annuncia il maestro unico e stando a quanto spiegano i Coordinamenti di Base non potrà più consentire la suddivisione delle materie disciplinari tra i diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto; che inoltre annullerebbe il tempo pieno. Sotto queste minacce i Cobas di Genova hanno elaborato una mozione che in questi giorni è sottoposta al vaglio di tutti i collegi docenti.

Torna all'inizio


Maestra unica, no dei sindacati - laura montanari (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Firenze Maestra unica, no dei sindacati "Come faranno le famiglie senza il tempo pieno?" LAURA MONTANARI Non strappate quella pagina di storia della didattica, non appallottolate nel cestino il percorso degli ultimi diciotto anni della scuola primaria. Non è una questione soltanto di posti di lavoro - quasi millecinquecento maestri la ricollocare soltanto nelle provincia di Firenze nel prossimo quinquennio - , ma anche di servizio offerto alle famiglie. L'appello alla mobilitazione e a non convertire il decreto sulla maestra unica viene dai sindacati della scuola: Cgil-Flc, Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda. "Voglio proprio vedere chi si può permettere oggi a mezzogiorno e mezzo di andare a riprendere i figli alle elementari" racconta Mario Batistini segretario della Camera del lavoro di Firenze. Lui è uno di quelli che difende la scuola a modulo e quella del tempo pieno: "Il tempo pieno è in continua crescita in Toscana, anzi spesso non possiamo esaudire tutte le richieste per motivi di organico". Invece proprio quei modelli adesso rischiano di essere cancellati o completamente rivisti (in maniera graduale) nel nuovo orizzonte abbozzato dal ministro Gelmini che oltre a caldeggiare il ritorno del grembiule e della divisa a scuola, ripristina dal 2009 anche il maestro unico (a partire dalle prime). Su 1.800 classi della scuola primaria in provincia di Firenze, per effetto del decreto Gelmini, 1.450 insegnanti dovrebbero essere collocati ad altri incarichi nel corso di cinque anni a discapito dei 350 precari supplenti appena nominati. Così ha detto il segretario provinciale Cgil-Flc Alessandro Rapezzi in seguito a delle stime rielaborate dal sindacato partendo dai dati ministeriali. Nessun riordino, ma soltanto confusione, hanno spiegato i sindacati rispetto all'orientamento del governo. "In provincia di Firenze - ha detto ancora Rapezzi - ci sono 1.800 classi di scuola primaria di cui 700 organizzate su un tempo modulare che prevede l'impegno di tre insegnanti su due classi, 1.100 organizzate con il tempo pieno che prevede l'utilizzo di due insegnanti per classe. Quindi 1050 insegnanti sono impiegati nel modulo e 2.200 nel tempo pieno: il ritorno al maestro unico porterebbe in maniera progressiva tutte le 1800 classi a 24 ore con una necessità di 1.800 insegnanti: di conseguenza 1450 maestri dovrebbero essere collocati ad altri incarichi". Ma non è soltanto una questione di posti di lavoro che vengono tagliati, è stato più volte sottolineato: è un problema di qualità e di servizio reso alle famiglie che chiedono una scuola con i tempi allungati. Opposta l'opinione di Alberto Magnolfi, presidente del gruppo regionale Fi-Pdl che con Stefania Fuscagni, vicepresidente della commissione istruzione hanno affermato: "Finalmente nella scuola sta tornando il buon senso in sintonia con la stragrande maggioranza delle famiglie. La scelta del maestro unico è sacrosanta. Chi nel passato ha avuto la fortuna di sperimentare questa opportunità, sa bene che il maestro è una figura fondamentale per ogni bambino; una figura che si ricorda per tutta la vita".

Torna all'inizio


"così si distrugge la scuola" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina III - Bologna Vertice il 17 settembre per stilare un documento. "Con questo decreto i costi si abbatteranno sulle famiglie" "Così si distrugge la scuola" Manzini convoca gli assessori emiliani contro il ministro L'assessore regionale Paola Manzini è preoccupata per il futuro della scuola elementare: "Saranno le famiglie a pagare la riforma voluta dal ministro Gelmini, il tempo pieno rischia di diventare un doposcuola". Concorde la senatrice Pd Mariangela Bastico: "Saranno cancellate 121 scuole in regione". I sindacati sul piede di guerra CAPELLI A PAGINA V.

Torna all'inizio


Il maestro unico non è soltanto problema di fondi - donata lenzi sandra zampa * (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna L'intervento Dopo l'allarme dei sindacati Il maestro unico non è soltanto problema di fondi DONATA LENZI SANDRA ZAMPA * Il ripristino dell'insegnante unico non é solo un problema di occupazione. Fanno bene i sindacati a lanciare il loro allarme, ma è la politica chiamata ad affrontare un tema così cruciale per il futuro del Paese. Ridurre, infatti, il problema ad una questione di soli numeri e risorse finanziarie, significherebbe trascurare l'aspetto educativo che deve essere invece la nostra prima preoccupazione. La scelta della Ministra Gelmini, di fatto, ripropone un ritorno alla scuola degli anni '60: grembiuli, voto in condotta, maestro unico. Ma se sui primi due possiamo fin da ora renderci disponibili ad un bel dibattito, sul ritorno del maestro unico la questione è molto più complessa. Una così rilevante scelta pedagogica non può essere motivata solo con ragioni di risparmio. Ritornare alla figura del maestro unico significa cancellare il tempo scuola previsto dall'orario a tempo pieno e con esso anche l'alternanza di due insegnanti con competenze e con sensibilità diverse, le compresenze che consentono di sostenere i bambini in difficoltà, l'insegnante di inglese, la possibilità di realizzare visite didattiche e culturali. Insomma si cancella un'esperienza che in particolare in Emilia Romagna ha prodotto risultati di grande soddisfazione e che colloca le nostre scuole elementari ai vertici delle classifiche europee. Di fronte al così rapido divenire del sapere, la Ministra Gelmini pensa ad una maestro tuttologo, che possa spaziare dalla Storia alla Geometria. Qui non sono in discussione le competenze dei nostri insegnanti, per lo più bravi e motivati, ma è in discussione se sia possibile oggi proporre ad una calsse di 25 bambini, molti dei quali non di madre lingua italiana, qualche volta con una storia personale difficile, con esperienze non omogenee per cultura e tradizioni, un solo insegnante che da solo, senza confronto, possa dedicarsi ad ognuno dei propri allievi con tutto il tempo e la competenza necessari. Certo, una volta era così, ma dobbiamo ricordare noi alla Ministra Gelmini che una volta tutto era diverso? Che imparare l'inglese era un privilegio per pochi? Che garantire ai propri figli competenze che non fossero solo scrivere e far di conto non era il primo problema di una famiglia? Nella nostra Regione, così come in tutto il nord, la maggioranza dei bambini frequenta la scuola materna dai 3 ai 6 anni. Lo sa la Ministra Gelmini che anche negli asili c'è l'alternanza delle insegnanti, almeno due per gruppo classe, e che i bambini stanno a scuola anche il pomeriggio? Lo sa che alla materna spesso arriva anche la logopedista e l'insegnante di religione? Che spesso si realizzano laboratori con esperti di pittura, di musica, di fotografia? E se i più piccoli non sono a disagio, perchè mai dovrebbero esserlo una volta arrivati alle elementari? * Parlamentari PD.

Torna all'inizio


"pagheranno le famiglie" - eleonora capelli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna "Pagheranno le famiglie" Manzini: così il nostro tempo pieno diventerà un doposcuola Documento di quaranta assessori da consegnare al governo ELEONORA CAPELLI "E' inutile andare dietro ai proclami del Ministro dell'Istruzione, questo decreto significa che il tempo pieno nella scuola elementare verrà sostituito, nella migliore delle ipotesi, dal dopo scuola. Il dopo scuola qualcuno lo deve pagare: saranno le famiglie, gli enti locali, già vessati da tagli di ogni tipo, o gli sponsor". L'assessore regionale Paola Manzini non nasconde la preoccupazione per il futuro della scuola elementare, come amministratore di una Regione in cui il tempo pieno copre l'80% del totale dell'offerta formativa. E sta organizzando un "summit" per formalizzare la protesta presso il ministero di Mariastella Gelmini. Assessore, cosa può fare la Regione? "Non possiamo apportare correttivi, gli organici sono competenza dello Stato. Ma possiamo protestare. Ho convocato per il 17 settembre una riunione con 40 assessori alla scuola del territorio per stilare un documento dove mettiamo in evidenza i "correttivi" indispensabili per l'Emilia Romagna. Poi consegnerò direttamente questo documento al Ministro, che fino ad ora ci ha impegnato in inutili dibattiti su grembiulini e voto di condotta, quando l'obbiettivo era solo fare cassa". Ci sono esigenze specifiche in Emilia Romagna? "Qui il tempo pieno sembrava una conquista irrevocabile delle famiglie, invece una pratica indispensabile per il nostro sistema sociale è stata revocata con un semplice tratto di penna. Con i numeri che il Ministro ha portato, il tempo sui banchi diminuisce inevitabilmente e ogni singola scuola si trova a fare i conti con un'offerta da articolare anche nel pomeriggio. Comunque qui le donne lavorano, non si può pensare di fare altrimenti. Ma il doposcuola, che comunque non ha un modello educativo di pari valore al tempo pieno, non potranno certo pagarlo i Comuni. Ricadrà sulle famiglie o su qualche generoso sponsor". La nostra scuola ha altri punti critici da portare all'attenzione del Ministro? "Per quanto riguarda Bologna, c'è il problema del personale delle Aldini Valeriani Sirani, scuole che devono passare allo Stato ma ancora con molti punti da definire per quanto riguarda supplenze e assunzioni. Poi c'è il tema delicatissimo dei dirigenti dell'amministrazione della scuola". Si riferisce al fatto che un solo Provveditore regge sia l'ufficio di Bologna che quello di Reggio Emilia? "Esatto, io ho l'impressione che vogliano passarci la competenza degli uffici scolastici provinciali quando li avranno buttati completamente per aria, trasformati in cimiteri di morti viventi. Ci sono due funzionari dell'ufficio scolastico regionale che sono stati licenziati, il provveditore di Modena è stato sostituito e quello di Reggio Emilia regge anche Bologna. Non è così che si fanno le nomine, senza neanche consultare gli enti locali".

Torna all'inizio


Bastico contro i tagli del ministro "cancellate 121 scuole in regione" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna Le reazioni La senatrice Pd: non ce lo possiamo permettere. La Cgil prepara manifestazioni Bastico contro i tagli del ministro "Cancellate 121 scuole in regione" "Adesso nel mirino del Ministro ci sono gli istituti con meno di 500 alunni da accorpare per tagliare gli insegnanti, gli 87 mila posti a livello nazionale. Per noi significa 121 scuole che verrebbero accorpate o semplicemente cancellate dai piccoli comuni, una cosa che la nostra regione non si può permettere". Mariangela Bastico, senatrice Pd e ministro ombra agli Affari regionali, di scuola si occupa da sempre e ha portato avanti da assessore regionale un'intensa opera di "correzione" dell'allora riforma Moratti con i mezzi degli enti locali. Ma di classi con un solo maestro in Emilia Romagna, da quando "andava a scuola lei", dice di non avere più avuto notizia. Oggi che i sindacati calcolano una riduzione di 800 maestri con il nuovo provvedimento per il maestro unico solo a Bologna e Provincia, mentre il taglio degli insegnanti annunciato dal Ministro Gelmini potrebbe significare una "sforbiciata" di 8 mila posti di lavoro nella scuola (ma ancora non si conoscono i criteri di questa riduzione annunciata), mette in guardia rispetto a una realtà profondamente mutata. "Nella nostra regione non c'è nessun calo demografico - spiega Bastico - qui i bambini sono aumentati. Più 50 mila in sette anni, inseriti in una realtà di eccellenza". Per scongiurare il rischio che una fascia di età in cui la scuola pubblica italiana dà i suoi migliori risultati venga "messa in ginocchio", anche i sindacati si stanno organizzando, dopo aver proclamato lo stato di agitazione. "Stiamo coinvolgendo gli insegnanti e le famiglie per un sit-in davanti all'ufficio scolastico provinciale - dice Sandra Soster, Cgil - subito dopo l'inizio della scuola, difendere il tempo pieno è una priorità per tutti". Ancora si aspettano notizie sui 144 supplenti che mancano all'appello, mentre i sindacati denunciano il rischio che, dopo molti anni, non si possa fare la scuola in carcere e in ospedale. Intanto per lunedì è convocata la riunione con i precari della scuola, che ormai sono arrivati alla proporzione di 1 su 4 insegnanti. Sono quelli che "non lavoreranno più" e che si preparano alla manifestazione nazionale, mentre rischiano un taglio del 20% dei posti. (e.c.).

Torna all'inizio


Maestro unico "inaccettabili duemila tagli" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari La Cgil contro il piano Gelmini Maestro unico "Inaccettabili duemila tagli" Contro la reintroduzione del maestro unico voluta dal governo e dal ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, insorge anche la Cgil. "Saranno licenziati oltre 2.000 docenti di scuola primaria in Puglia nei prossimi tre anni - ha detto il segretario generale, Paolo Peluso - e sarà un danno per l'economia degli interessati, delle loro famiglie e dell'intera regione, oltre al danno per la scuola e gli alunni. La maggior parte di questi precari lo è da anni e, quindi, con il ritorno al maestro unico nella scuola primaria gli si toglie ogni prospettiva di continuare a lavorare". In Puglia, nella scuola primaria, su 19.851 docenti, 2.001 sono stati i contratti a tempo determinato appena trascorso e altrettanti saranno anche quest'anno. Il maestro unico, però, andrà a soppiantare la riforma dei moduli, voluta nel 1990 e ancora in vigore. "Il modello dei moduli nella scuola primaria (tre docenti che operano su due classi) - ha continuato Peluso - ha corrisposto negli anni ad un elevamento del livello qualitativo della scuola elementare, come attestato dalle indagini internazionali, che anche in Puglia evidenziano un livello alto dei risultati scolastici. Del resto la complessa pedagogia che si è sviluppata negli ultimi 30 anni, corrisponde all'evoluzione delle ricerche scientifiche sul modo in cui funziona l'intelligenza umana e dei bambini e delle ricerche sociologiche e psicologiche". La Cgil promette battaglia per opporsi con fermezza al disegno del ministro Gelmini. (ca. po.).

Torna all'inizio


Napolitano riceve gli atleti, eroi della porta accanto Al Quirinale i campioni di Pechino con famiglie al seguito. Il presidente: Ci avete emozionato (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Napolitano riceve gli atleti, eroi della porta accanto Al Quirinale i campioni di Pechino con famiglie al seguito. Il presidente: "Ci avete emozionato" di Marcella Ciarnelli/ Roma È RITORNATA al Quirinale la bandiera che ha accompagnato gli atleti italiani alle Olimpiadi di Pechino. Arricchita delle firme dei vincitori è stata riconsegnata al presidente Napolitano dall'alfiere Antonio Rossi che una medaglia non è riuscito a vincerla ma resta uno degli atleti simbolo di una competizione che ha segnato ancora una volta il trionfo dello sport per quello che è, forza, energia, sudore, sacrificio, e che poco ha a che vedere con gli atleti plurimilionari. Quelli del calcio, ad esempio. E' tornata a casa la bandiera che "ci ha emozionati ogni volta che è salita in alto così come il sentire risuonare l'inno di Mameli perchè anche di queste cose è fatta l'identità di una nazione, nel sentirsi nazione nel mondo riconosciuta e rispettata" ha detto il presidente Napolitano, fuor di ogni polemica. Ma la mente non può che correre veloce alle recenti esibizioni di noti esponenti di governo E' stata una festa semplice, nonostante l'austero luogo in cui si è svolta. Con gli atleti in molti casi accompagnati dalle famiglie. Le autorità in prima fila, i sottosegretari Letta e Crimi, il ministro per i giovani Giorgia Meloni ma anche colei che l'ha preceduta nell'incarico, Giovanna Melandri, il presidente del Coni, Petrucci. Dietro un po' di studenti a rappresentare la speranza che la scuola faccia molto di più per avvicinare i giovani allo sport. Contribuendo in futuro ad un bilancio "che altri Paesi importanti ci invidiano ma che presenta limiti e ombre, che suscita riflessioni e domande ma non spetta a me parlarne" ha detto tra l'altro il Capo dello Stato. Ma ad un primo vedere non sembra che la riforma Gelmini se ne preoccupi troppo. Sono arrivati al Quirinale su pullman scoperti gli atleti di Pechino in staffetta con i colleghi che da oggi saranno protagonisti delle paraolimpiadi sempre a Pechino, in quella Cina dove "l'esperienza corale dei giochi olimpici darà i suoi frutti" perchè "gli ideali delle Olimpiadi non sono separabili dai valori di libertà e dignità dell'uomo". Loro, quelli che hanno già compiuto il percorso, a concludere un periodo di grande lavoro, gli altri a combattere per altre medaglie all'Italia. Sorrisi, autografi, fotografie ed emozioni. Fuori, in piazza. E dentro. Molti sono in divisa a testimoniare il grande apporto che i settori sportivi delle Forze armate e della Polizia hanno fornito al medagliere olimpico. Parole di ringraziamento particolari andranno dal Presidente agli atleti in divisa "che tanto contribuiscono ai vostri successi e alla valorizzazione dei nostri talenti sportivi". Così come alle atlete "protagoniste di un'eccezionale affermazione" per cui c'è stata "una parola affettuosa" rivolta in special modo "alle atlete mamme che hanno mostrato di saper combinare l'affetto e la cura dei propri figli -e perchè no dei propri mariti- con la passione e l'abnegazione sportiva". Valentina Vezzali, la schermitrice d'oro, sorride al suo bimbo che è rimasto a casa. E' marchigiana come la signora Clio e come lei ha un marito napoletano. "Eh, ci vuole proprio del coraggio..." è il commento della consorte del presidente che aggiunge "non conoscevo l'esistenza di certi sport che ho invece poi seguito con interesse". Iosefa Idem i suoi due bambini li ha portati e non li lascia neanche quando viene chiamata per ricevere, come tutti gli altri, anche la medaglia del Presidente "che è un po' più piccolina di quelle che avete vinte". Ci sono onorificenze per tutti. Anche Francesco D'Aniello, tiro a volo, si presenta con il piccolo Michele, 4 anni. Martina Picardi, poco più di un anno è in braccio alla mamma e vicina al suo papà, pugile, con medaglia Scorrono le figure e le facce di questi atleti per molti dei quali, una volta spenti i riflettori olimpici, ricomincerà una vita di sacrificio e passione per lo sport. Non ci sono veline tra le mogli, i mariti non sono palestrati. Alessandra Sensini, velista. Aldo Montano, il più noto. Alessia Filippi, nuotatrice bella e alta tanto da far concorrenza ai corazzieri. Mauro Sarmiento, star del taekwondo, grande e addolorato tifoso del Napoli. Applausi per Roberto Cammarelle, un altro gigante d'oro, per Alex Schwazer, marcia vincente, e per tutti gli altri. Giù il sipario, prima un po' di vacanza e poi di nuovo ad allenarsi. Londra non è poi così lontana.

Torna all'inizio


L'assessore Veardo: <Niente tagli al biologico> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 213 del 2008-09-06 pagina 2 L'assessore Veardo: "Niente tagli al biologico" di Redazione Il Comune stanerà chi falsifica i redditi. L'idea di Musso: gruppi di acquisto per i grembiuli (...) come il 22 dicembre. Le assenze, inoltre, verranno comunicate al mattino presto in modo da non cucinare pasti inutili. Una convenzione, invece, è stata siglata con la Guardia di Finanza per procedere ai controlli delle dichiarazioni Isee (Indicatore di situazione economica equivalente). Le fiamme gialle hanno già scoperto che il 10 per cento delle dichiarazioni presentate non corrispondevano al vero. "Per quanto riguarda la scuola, stiamo cercando di individuare dove sono gli sprechi, per ridurli e fare fronte alla mancanza di fondi". Intanto il senatore Enrico Musso (Pdl) ha presentato un'interrogazione parlamentare al ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini per suggerire la costituzione di gruppi di acquisto presso le singole scuole al fine di ridurre i costi dei grembiuli e uniformarne le caratteristiche e prevenire così potenziali effetti discriminatori. "Condivido in pieno il provvedimento che reintroduce l'obbligo del grembiule scolastico - sottolinea Musso - soprattutto perché frena la corsa agli abitii firmati dei ragazzi, devastante per il portafoglio e per il carattere. Tuttavia l'acquisto del grembiule da parte delle singole famiglie ripercuote le differenze qualitative e di marca sul grembiule stesso vanificando in parte il provvedimento e scatenando rincari ingiustificati e insostenibili per molte famiglie. Quindi costituire gruppi di acquisto mira a rendere più efficace il provvedimento introducendo divise per i singoli istituti". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 213 del 2008-09-06 pagina 13 La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale di Geminello Alvi Si vive di apparenze, giacché a ben vedere abbiamo in questa vita solo quelle. E a studiarsela nelle foto la ministra Gelmini Mariastella parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio. Adatto allo scassato gineceo di laureate in crisi di nervi, che educano alla noia gli studenti con la stessa stanca fretta con cui fanno la spesa. Perché questo è ora in Italia la scuola: luogo dove non solo la cultura massificandosi s'è immiserita; come previsto da Nietzsche. Ma inoltre pure sede di procedura devirilizzante, per esclusiva somministrazione di insegnanti donna. Dalle tre maestre per classe alle schiere di casalinghe traviate nelle medie superiori, dove il livello finale di ignoranza risulta peggiore addirittura di quello europeo. E la Gelmini di questo insistito spreco di anime giovani, per via di massificazione e matriarcato, parrebbe coi suoi occhialini la perfetta incarnazione. Invece ci sorprende: da ministra, sia benedetta, difende i due atti più sani ed eversivi che potevano pensarsi. Dimagrisce in un triennio di 87 mila unità gli, e soprattutto le, insegnanti; proclama la riforma delle scuole in fondazioni. E la direi solo perciò genio virile e pratico. La scuola di Stato fu un espediente napoleonico, col quale si costrinse l'istruzione ai tornaconti statali. L'istruzione divenne un permesso di Stato, con programma di studio prescritto, che doveva accordarsi ai fini politici. Fosse quella di Bismarck o di Crispi cambiava poco: il sistema doveva creare un'élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla massificazione, fino alla decadenza presente, di una cultura la cui misura è solo il denaro, l'economia. Questo l'esito della scuola statale: una società in cui molti, più di prima, leggono libruzzi, ma sono rare e molto desuete le menti originali e libere, anche se tutti si pretendono tali. Oggi del resto la scuola non forma neppur più le élite: asseconda le manie di massa, che l'utile inventa e la tv plasma. Questo il disastro, del quale va preso atto. Concluso da una riforma Berlinguer che ha completato la distruzione ultima di quanto non era stato già guastato dal '68. La nostra università è ormai l'imitazione di una università americana, ma pensata da un comunista albanese. Insomma tutta la scuola ormai perpetua l'uccisione della morale e del libero pensiero, con la complicità dello Stato. E appunto perché terminerebbe questa pessima complicità, una scuola articolata in fondazioni sovvertirebbe il male, e migliorerebbe tutto. Infatti una scuola di fondazioni, o un'università, sarebbe una nella quale i sindacati non avrebbero il consenso della politica, come lo hanno avuto per rovinare le elementari o viziare i bidelli. Sarebbe una scuola a cui lo Stato potrebbe conferire parte dei suoi immensi e morti patrimoni da far fruttare, così da limitare le spese correnti. Il conferimento di doni privati permetterebbe in sovrappiù di reclutare docenti migliori, forse anche maschi, e di pagarli meglio sulla base del loro merito. I concorsi statali per insegnanti, come i provveditorati, lande immorali, svanirebbero. Il reclutamento riguarderebbe solo il merito: sarebbe cooptazione dei migliori, senza più Tar. E sarebbe peraltro pure la fine della pessima scuola privata che ci ritroviamo. La fine del valore legale dei titoli di studio renderebbe vani i corsi di recupero. E le scuole esclusive si misurerebbero sul pregio degli insegnanti e degli alunni; non più sul censo. Conterebbe solo il pregio, il che richiederebbe finalmente la fine del libro di testo. Un sogno, nel quale la natura pubblica della scuola sarebbe peraltro garantita da borse di studio per i meritevoli. Gli altri, non nati per studiare, si addestrerebbero ai nobili lavori manuali, così da limitare gli immigrati, nonché l'odierno spreco energetico nelle palestre. Vantaggi per il bilancio statale, e per la morale, per i mestieri non celebrali, e sollievo spirituale e virile di una nazione. Questo l'esito di quanto dice ora la Gelmini, redenzione delle apparenze e delle professoresse, rivolte speriamo a altri destini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Baffino impari lo stile Aznar (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 213 del 2008-09-06 pagina 14 Baffino impari lo stile Aznar di Redazione I giornali italiani hanno tanti difetti, e soprattutto ci sarebbero molte cose da dire sulla loro tendenza al gossip. Quest'estate abbiamo dovuto sorbirci pettegolezzi un po' su tutti, inaccettabili intrusioni nelle vite private, abbiamo letto articoli e soprattutto visto fotografie sul nuovo amore di Mariastella Gelmini, sulla gita in barca a Ponza di Giorgia Meloni, sulla virilità del presidente della Camera e perfino sul bacio di Antonio Di Pietro a una sua collaboratrice. Verrebbe da dire che sono fatti loro - loro dei politici pizzicati - e che la stampa italiana è proprio di basso livello. Però in questi stessi giorni negli Stati Uniti - un Paese che immaginiamo sempre più civile del nostro - la stampa che fa? Sono passate solo poche ore dalla nomination di Sarah Palin alla vicepresidenza che i giornali americani hanno già setacciato la sua vita, compresa naturalmente quella sotto le lenzuola, attribuendole di tutto. Dall'adesione a un partito indipendentista a una campagna di sostengo a un politico antisemita. Notizie false, come false sono le fotografie compromettenti fatte circolare: quelle che la ritraggono sulla copertina di Vogue o in minigonna di pelle sono fotomontaggi, quelle in cui si vede una donna nuda no, la donna è veramente nuda però non è Sarah Palin, è un'attricetta che le somiglia. L'ultima gentilezza - per dire il giornalismo anglosassone - è stata la bufala secondo la quale la madre dell'ultimo dei suoi cinque figli, il bambino down nato quest'anno, non sarebbe lei ma sua figlia. Sempre per stare alla stampa estera, anche dell'ex premier spagnolo Aznar hanno messo in giro una carineria: hanno scritto che è stato lui a ingravidare la ministra francese Rachi Dati. Tutto questo premesso, veniamo al grave caso di disinformazione scoppiato in Italia ai danni di un politico. Dunque: l'onorevole Massimo D'Alema, già presidente del Consiglio, già ministro degli Esteri, già leader dell'ex Pci, uno che abbiamo rischiato di trovarci al Quirinale, insomma un pezzo grosso, si è sentito in dovere di far circolare un'indignata smentita: non è vero - contrariamente a quanto documentato in modo ci pare inoppugnabile da Novella 2000 - che sono caduto dal gommone. Questo ha detto D'Alema, furibondo per "come hanno tagliato la sequenza". Ora: è vero che una caduta dal gommone è ben più grave di quel che hanno attribuito alla Palin e ad Aznar. Però, visto il self control di questi due, e visto come s'è incazzato D'Alema, ecco, insomma, forse non sono i giornali, quel che dobbiamo invidiare agli stranieri. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


All'Orso, all'Orso (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E INCHIESTE data: 2008-09-06 - pag: 12 autore: All'Orso, all'Orso Una nuova guerra fredda si è veramente scongiurata? Credo di sì, soprattutto perché oggi il confronto militare con la Russia non conviene a nessuno. Siamo noi europei che abbiamo fatto commercialmente grande la nazione di Putin... Lettera firmata C o me al solito, l'Europa è divisa. Gli inglesi, i polacchie gli Stati baltici sono per la mano dura; Germania e Italia, che dipendono dal gas di Putin, propendono per la morbidezza. La scelta fatta dal vertice straordinario dell'altro giorno è del tutto ordinaria: un compromesso al ribasso, di quelli che non levano e non mettono, una chiacchiera senza nerbo. Del resto, la prepotenza russa è stata grande e ignobile; ma l'Ossezia è piccola e agli occhi dei "realisti" della politica non vale il rischio di uno scontro a muso duro. Per unirci, abbiamo bisogno di un pericolo, di una minaccia più crudi. Forse verranno, o magari no. Una cosa però è sicura: di rado, la mollezza è il più saggio degli allenamenti. p Tutor e colpi di sonno Mi riferisco all'articolo "Troppe multe - La Polizia spegne il tutor", pubblicato sul Sole 24 Ore del 1Úsettembre, e in particolare alla frase "Forse perché gli incidenti evitati dal controllo della velocità sono stati in parte controbilanciati dai colpi di sonno che il dover rispettare i limiti di velocità ha provocato". Se uno si addormenta al volante, a meno di patologie particolari, non è a mio parere perché va piano, ma è perché non ha dormito abbastanza, oppure perché ha assunto qualche sostanza nociva. La soluzione è: andare piano e dormire di notte. Carlo Moiraghi email Educazione civica Leggo sul Sole 24 Ore del 30 agosto la pagina dedicata all'Educazione civica "targata" ministro Gelmini e scopro con una certa sorpresa che è stata istituita una commissione ad hoc, la quale, immagino, costerà almeno "un paio di euro" e allora mi permetto qualche osservazione. A partire dalla scuola elementare e fino al mio esame di maturità scientifica, ho sempre letto nelle mie pagelle la materia "Storia ed educazione civica" con relativo voto di profitto. Ricordo però di avere sempre e solo studiato storia, mai educazione civica, anzi agli inizi della carriera scolastica, non sapevo neppure che cosa fosse e non è mai stato previsto l'acquisto di un libro di testo. La materia di studio, quindi, è sempre stata presente nei curricola scolastici solo che, almeno nel mio caso, non è mai stata insegnata. Credo che l'insegnamento della materia debba essere affidato a specialisti della stessa, in quanto si tratta principalmente di insegnare diritto costituzionale senza la pretesa di allevare piccoli avvocati, ma cittadini coscienti del loro status. Massimo Costantini email Emergenza rifiuti Finalmente tutti parlano dell'emergenza rifiuti, dell'inquinamento, dell'effetto serra e quant'altro. Secondo il mio parere c'è una sola soluzione: produrre meno rifiuti e meno imballaggi! Inoltre è fondamentale evitare i trasporti inutili delle merci sulle lunghe distanze. Cristiano Mencarelli Ancona.

Torna all'inizio


Salirà di un punto il rapporto alunni-insegnanti (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-06 - pag: 14 autore: Entro l'anno scolastico 2011-2012 Salirà di un punto il rapporto alunni-insegnanti ROMA Le indicazioni delle strade da seguire per i risparmi di spesa sono già tutte nella "manovra d'estate". Ad esempio, il rapporto alunni-docenti dovrà passare dall'attuale 8,9 al 9,9, obiettivo da raggiungere entro il 2011/12. La riorganizzazione del servizio scolastico dovrà determinare "per il bilancio dello Stato economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per il 2009, a 1.650 milioni di euro per l'anno 2010, a 2.538 milioni di euro per il 2001 e a 3.188 milioni di euro a decorrere dall'anno 2012". Si tratta di cifre alte, e obiettivi non facili da centrare, che potrebbero far diminuire gli spazi di manovra del ministro Gelmini, rendendo molto più difficili gli interventi annunciati in materia di merito, carriera e di adeguamento dello stipendio degli insegnanti alle medie dei loro colleghi europei. Stesso discorso sui pochi investimenti riservati alla ricerca didattica che dovrebbero contribuire a far risalire anche il tasso di qualità della scuola italiana, classificato agli ultimi posti nelle classifiche internazionali sugli apprendimenti dei quindicenni (Ocse-Pisa). Margini molto stretti, in un bilancio che, pur sfiorando quota 42,5 miliardi di euro (previsione 2008), per il 97% è destinato al pagamento degli stipendi. Nel testo della manovra l'elenco delle misure è dettagliato, come la razionalizzazione e l'accorpamento delle classi di concorso, per una maggiore flessibilità nell'impiego dei docenti. Poi, la ridefinizione dei programmi attuali nei diversi ordini di scuola, anche attraverso la razionalizzazione dei piani di studio e dei relativi quadri orario;la rimodulazione dell'attuale organizzazione didattica della scuola primaria, compresa la formazione professionale per i docenti. Su questo punto il giro di vite riguarderà tutti gli ordini di scuola (si veda "Il Sole- 24 Ore" del 4 settembre 2008), soprattutto dopo il decreto legge che ha reintrodotto il maestro unico (per 24 ore settimanali) nelle scuole elementari, dove il tempo pieno "sarà garantito ", come ha chiarito lo stesso ministro. Il piano programmatico che conterrà nel dettaglio gli interventi dovrà rispondere presto ai paletti posti dalla manovra, in relazione all'intero nuovo assetto della scuola, in particolare quella superiore. I nuovi licei, previsti dalla riforma Moratti, dovrebbero debuttare nel settembre del 2009. Con molta probabilità il modello terrà conto anche delle variazioni all'istruzione tecnica e professionale introdotte dal ministro Fioroni. I tempi sono stretti: per poter dare alle famiglie le informazioni sulle iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 i provvedimenti di modifica dovranno essere pronti entro il mese di dicembre 2008. L. Ill.

Torna all'inizio


Grandi tagli nelle piccole classi (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data: 2008-09-06 - pag: 14 autore: Grandi tagli nelle piccole classi In 3 anni riduzione di 3,2 miliardi: previsti 87mila docenti e 42mila Ata in meno Luigi Illiano ROMA Da Padoa-Schioppa a Tremonti, il ministero dell'Istruzione continua a essere sorvegliato speciale. L'Economia non si fida dell'Istruzione e con qualche ragione: nel corso di decenni Viale Trastevere ha più volte annunciato tagli che non sono mai stati realizzati. Non solo: si sono moltiplicate le assunzioni. Da qui la scelta di imporre rigorose misure di controllo. Due giorni fa il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ha ribadito che saranno tagliati 87mila posti in 3 anni, il 7% della spesa. I numeri dei risparmi da realizzare nel periodo 2009/11 sono nella relazione tecnica alla manovra: il taglio al bilancio – a regime – sarà di 3,2 miliardi di euro. In termini di personale significa 87mila cattedre in meno e una riduzione di 42.500 posti Ata (amministrativi, tecnici, ausiliari). E sull'intera operazione dirisparmio pende la scure della "clausola di salvaguardia" meccanismo di controllo imposto alla scuola nella Finanziaria 2007 dall'ex titolare dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa e confermato dall'attuale ministro Giulio Tremonti. è una misura di garanzia che funziona così: i mancati risparmi richiesti dall'Economia all'Istruzione si trasformano in minori finanziamenti. Le conseguenze hanno già colpito: nel 2008 sono stati sottratti 560 milioni di euro alle risorse destinate alle scuole. Nel 2009 la clausola potrebbe costare altri 280 milioni di euro e ulteriori 130 nel 2010. Per limitare le difficoltà provocate dal taglio 2008, Gelmini ha ottenuto dalla manovra 200 milioni. Le leve Per centrare gli obiettivi Viale Trastevere sta elaborando il piano programmatico, previsto dalla manovra. In linea generale le leve di intervento saranno tre: revisione degli ordinamenti scolastici, riformulando orari e indirizzi di studio; riorganizzazione della rete scolastica; razionalizzazione dell'utilizzo di risorse umane attraverso la modifica delle classi di concorso e della formazione degli organici. Le disposizioni di controllo della spesa si basano anche sull'aumento di un punto del rapporto alunni/docenti e la riduzione del 17% dei posti di personale Ata. è presumibile che per il 2009 si agirà prevalentemente sulla formazione delle classi e sul dimensionamento degli istituti scolastici. Un primo intervento potrebbe riguardare l'innalzamento del numero minimo di alunni per formare le classi, portandolo tra 15 e 16 ed elevando a 31-32 alunni la soglia per sdoppiare una classe. Significherebbe la cancellazione delle classi che hanno meno di 16 alunni: quasi 50mila, delle quali oltre 36 mila tra elementari e medie. Una seconda stretta potrà interessare le scuole che sono al di sotto della soglia minima consentita per funzionare come istituzione autonoma. Sono circa 2.600, con meno di 500 alunni. In entrambi i casi l'impatto potrebbe essere fortemente attenuato garantendo classie scuole nelle aree di montagna e nelle piccole isole. Intervento che determinerebbe un risparmio di posti da dirigenti scolastici e dirigenti amministrativi equivalenti alle scuole colpite. Perché si tratta in gran parte di scuole che non verrebbero chiuse, ma accorpate ad altri istituti. Bilancio e bonus Il bilancio dell'Istruzione presenta un'asincronia rispetto a tutti gli altri del comparto pubblico: l'anno finanziario non coincide con quello scolastico, quindi i calcoli di un anno – ad esempio il 2008 –riguardano gli otto mesi (gennaio/agosto) dell'anno scolastico precedente (2007/08) e i quattro mesi finali (settembre/dicembre) del 2008/09. La stretta prevista in manovra potrà essere attenuata, a condizione che per ciascun anno si riesca a centrare gli obiettivi di risparmio, condizione che farebbe scattare dei bonus. Infatti, "una quota parte delle economie di spesa", pari al 30%, all'incremento delle risorse finanziarie destinate dalla contrattazione "alla valorizzazione e allo sviluppo professionale della carriera del personale della scuola a decorrere dal 2010, con riferimento ai risparmi conseguiti per ciascun anno scolastico". Si tratta di oltre 410 milioni di euro per il 2010, 664 milioni di euro per il 2011 e circa 957 milioni per il 2012. Docenti e Ata Saranno 129.841 i tagli tra cattedre e personale Ata. Nel dettaglio, per il 2009/10 sono previsti 32.105 insegnanti in meno; nel 2010/11 saranno 15.560; nel 2011/2012 la riduzione riguarderà 19.676 posti. A questi vanno aggiunti i 20mila già programmati dalla Finanziaria del Governo Prodi, per un totale che arriva a quota 87.341. Cifre determinate anche dall'aumento di un punto del rapporto alunni/docenti,nel triennio passerà dall'attuale 8,94a 9,94. Una novità nella gestione degli organici rispetto al tradizionale approccio legato al rapporto alunni/classe. Per il personale Ata, nel periodo 2009-2011 la cancellazione sarà secca: 17% del totale. Con una scansione di 14.167 posti per ognuno dei tre anni, significa 42.500 posti. Le figure più colpite saranno i bidelli, per i quali il colpo di spugna potrebbe arrivare alle 30mila unità. Settima puntata Le precedenti sono state pubblicate il 12 (Sviluppo economico), il 13 (Infrastrutture), il 14 (Beni culturali), il 17 (Interno), il 22 (Difesa) e il 24 agosto (Welfare) IL CONTROLLO DELLA SPESA Tremonti conferma la "clausola di salvaguardia" di Padoa-Schioppa: i mancati risparmi equivalgono a minori finanziamenti.

Torna all'inizio


Scuola, record di stranieri <Più severi sulla condotta> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-06 num: - pag: 4 categoria: REDAZIONALE Bilancio Il direttore regionale, Dominici: più attenzione a inglese e matematica Scuola, record di stranieri "Più severi sulla condotta" "Sì al maestro unico, Milano ha bisogno del tempo pieno" A fronte delle 162 etnie presenti tra i banchi c'è una mancanza cronica di facilitatori linguistici Multietnica lo sarà di sicuro, con i suoi 121.826 studenti stranieri (46.169 solo a Milano). Ma anche più severa nei giudizi e nel punire i bulli, attenta a italiano, matematica e inglese ("visto che si avvicina l'Expo"), impegnata a combattere la dispersione (che arriva a picchi del 25 per cento). Ecco la scuola che parte lunedì mattina. Oltre un milione di iscritti, tante novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini e l'auspicio del direttore regionale, Annamaria Dominici: "Mi auguro che il tempo pieno sia salvaguardato come modello didattico vincente e come risposta alle esigenze delle famiglie ". Partenza con un record: quegli oltre 120 mila giovani immigrati che sono l'11,26 per cento del totale (contro una media nazionale del 6,4%) e in un anno sono aumentati dell'1,19 per cento. Risultato: 162 etnie, un'anagrafe dei neoarrivati che - ammettono i dirigenti della scuola - stenta a decollare, una mancanza cronica di facilitatori linguistici. A Milano sono 94 per 46 mila ragazzi extracomunitari (quasi 5 mila ecuadoriani). Il provveditore Antonio Lupacchino è riuscito a strapparne altri 4. "Sappiamo che sono pochi - continua il direttore regionale - ma è il massimo che siamo riusciti a ottenere". Continua il provveditore milanese: "Sulla questione stranieri è già avviata una discussione per superare l'emergenza". Luci e ombre. I dati positivi: gli studenti lombardi hanno risultati superiori alla media nazionale (in linea con quella Ocse), partono i centri provinciali per gli adulti (33 mila i potenziali iscritti), scendono in campo nuove strategie contro il bullismo, torna la "dote" finanziata dalla Regione e, in più, arrivano 30 milioni di euro per le attività extracurricolari. I nodi: l'integrazione e la dispersione. L'assessore regionale all'Istruzione, Gianni Rossoni conferma: "Troppi giovani lombardi, quasi uno su quattro, abbandonano dopo la terza media per lavorare in nero". Scuola, comincia un altro anno. Lezioni e proteste. Rifondazione comunista ha annunciato per lunedì un volantinaggio davanti agli istituti per denunciare "i tagli all'istruzione". Il timore dei genitori: l'abolizione del tempo pieno con l'arrivo del maestro unico (previsto per il 2009-2010). Ma il direttore Dominici frena: "Confido che i nostri livelli di tempo pieno (il 100 per 100 a Milano) siano mantenuti. E noi faremo in modo di non perderlo. Sono fiduciosa: il ministro Gelmini manterrà la parola". Annachiara Sacchi L'integrazione. Gli studenti stranieri nelle scuole milanesi sono più di 46 mila. Con oltre 120 etnie rappresentate. Un primo passo verso il processo di integrazione.

Torna all'inizio


<Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE Marcegaglia: bene il governo su disavanzo, manovra, lavoro e scuola "Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo" MILANO - La mette in termini di "appello ". L'ultimo però, probabilmente, per Guglielmo Epifani. Ed è chiarissima, Emma Marcegaglia. Premette: "Io so benissimo quanto sia seria la questione dei salari. Ma è altrettanto seria quella della produttività. E non possiamo più permetterci di considerarle variabili tra loro indipendenti". Come del resto riconoscono senza problemi pure Cisl e Uil. Per cui, al segretario Cgil che invece seguita a prender tempo, Emma Marcegaglia dice esplicitamente che per le indecisioni non c'è più spazio. Che "questa riforma dei contratti è un'occasione irripetibile ". Che lei, presidente di Confindustria, continua ad "augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche nella Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro". Ma, "se così non avverrà", allora "ognuno deve essere pronto ad assumersi le proprie responsabilità". Significa che se, come sembra, Cisl e Uil dicessero "siamo pronti" e la Cgil insistesse sul no, voi non avreste problemi a firmare un accordo separato? "Ognuno deve fare le proprie scelte. Questa riforma è l'unico modo, oggi, per poter aumentare anche gli stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Spieghi lei, intanto, perché questo è "l'unico modo". "Le dò due dati, per cominciare. Dal 2000 al 2007 le buste paga sono aumentate di 1.215 euro reali all'anno. Se il nostro Paese fosse cresciuto come la media dei Paesi dell'area euro, attraverso incrementi di produttività, quegli aumenti sarebbero arrivati intorno a quota 2.500". Ma, voi dite, la sola strada è spostare il baricentro dalla contrattazione nazionale a quella aziendale. E le aziende che non possono permetterselo? "La nostra proposta prevede una compensazione per quei lavoratori che non avranno alcun aumento a livello aziendale. E chiedo: l'obiettivo comune di imprese, lavoratori, sistema- Paese, è o no la crescita?". Così parrebbe. "Bene. Allora partiamo dal quadro economico ". Che indica: inflazione al 4%, consumi in picchiata, produzione industriale in retromarcia, Pil fermo. "Appunto. Ma non è una crisi partita da qui. L'Italia condivide gli effetti delle turbolenze internazionali: la crisi finanziaria e la politica troppo espansiva degli Usa, l'irruzione della Cina, una forte rivalutazione dell'euro fino al luglio scorso. Il risultato è un'economia ferma in tutto l'Occidente". A proposito: la pensa come Giulio Tremonti, che ha evocato lo spettro del '29, o come Silvio Berlusconi, per il quale la malattia non è così drammatica? "Confindustria è stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero. Oggi, la mia sensazione è che davanti abbiamo ancora un trimestre molto problematico, ma che a partire dal 2009 possa iniziare un'inversione di tendenza. E che proprio gli Usa saranno i primi a riprendersi. Qualcosa già si vede: il petrolio da 140 a 107 euro, il dollaro in lento recupero". Insomma non andremo in recessione? "Tecnicamente forse sì. Ma nella sostanza la vedo più come un forte rallentamento. L'Europa farà però più fatica degli Stati Uniti, e l'Italia più fatica dell'Europa. Le nostre imprese che hanno riorganizzato, innovato, internazionalizzato, tengono, come dimostrano i dati sull'export. Ma non basterà a compensare la bassa crescita del mercato interno, inteso ormai come Europa". Questo vuol dire che ha ragione chi si aspetta, con l'autunno, un'ondata di cassa integrazione? "Un maggior ricorso c'è già stato. Stimiamo che nell'ultimo trimestre possa aumentare ancora. E questo è preoccupante". Se qualcuno, dal sindacato, dicesse che esagerate la situazione per condizionare la trattativa? "Le sembrerebbe credibile? La verità è che l'Italia è sempre stata più lenta degli altri a uscire dalle crisi. Se vogliamo evitare che anche questa volta si ripeta il copione, serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti. L'obiettivo di aumentare, insieme, produttività e salari fa parte del percorso, che Confindustria ha iniziato peraltro con Luca Cordero di Montezemolo. è un'occasione fondamentale e oggi possiamo raggiungerla, favoriti dalle condizioni create dal governo con la detassazione degli straordinari e dei premi variabili: gli stessi soldi dati a livello aziendale invece che nazionale valgono ora il 20% in più. Non c'è aumento contrattuale che possa compensare questo positivo effetto fiscale". Lei è in carica da cento giorni, l'esecutivo da pochi di più. Il suo giudizio qual è? E se l'economia dev'essere, per Confindustria, al centro dell'agenda, non le ha dato fastidio vedere una politica che per l'intera estate ha parlato quasi solo di giustizia? "Avrei preferito un focus più forte sull'economia, è evidente. Diciamo che spero non sia tardi". Lei disse, al suo insediamento, pensando al clima di allora maggioranza-opposizione: "C'è uno scenario nuovo e irripetibile: possiamo far rinascere il Paese". Quello scenario però ce lo siamo già giocato. "Sì, siamo ritornati al "o di qua o di là", al conflitto permanente. Non va bene. Continuo a pensare che sui grandi temi il dialogo sia fondamentale. Mi auguro lo si possa recuperare, o tutto sarà più difficile e a pagarne le conseguenze saranno i cittadini". Dei provvedimenti economici presi finora cosa le piace e cosa no? Come valuta Tremonti e Sacconi, Brunetta e Scajola? "Il giudizio è positivo sul contenimento del disavanzo, sulla manovra triennale, sulle politiche per il lavoro, sul rilancio del nucleare, sulla semplificazione della burocrazia. Non va bene, invece, che ci sia un calo degli investimenti in infrastrutture. Non ci è piaciuta la mancata liberalizzazione dei servizi pubblici locali. E non ci piace una pressione fiscale sempre ai massimi storici". E la scuola? Con la ricerca è uno dei tasti su cui batte Confindustria: ma qui si parla di tagli. "Abbiamo il numero di insegnanti più alto d'Europa. Però la meritocrazia non esiste. Se questo è l'obiettivo del ministro Gelmini, condivido: meno maestri e professori, ma pagati meglio e valutati, forse miglioreranno la qualità ". Federalismo: sì a quali condizioni? "Primo: non deve ridursi a un "dividendo politico" da pagare alla Lega, dev'essere un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li governa". Il progetto Calderoli va in questa direzione? "Contiene principi importanti, però aspettiamo di sapere se ci saranno queste condizioni per noi imprescindibili. Non deve assolutamente portare a nuova pressione fiscale: se tagli l'Ici è evidente che devi compensare i comuni, ma non a spese di una moltiplicazione delle imposte. Si devono tagliare sprechi e spese. Introdurre sanzioni immediate per gli ammini-stratori che non rispettano i budget. E andrebbe tolta alle Regioni la competenza su grandi decisioni in materia energetica: rigassificatori, centrali elettriche, gasdotti". Superfluo chiederle che cosa penserebbe, dopo il "la" dato da Piero Marrazzo, di Regioni, Province o Comuni soci di quell'Alitalia cui anche lei parteciperà. "Il mestiere degli enti locali dovrebbe essere gestire la sanità, grosso problema, e i servizi ai cittadini. Riducano le partecipazioni azionarie e, insieme, le varie addizionali...". Si aspettava la bufera, anche se subito rientrata, sul suo ingresso nella cordata? "Francamente no. Il mio è stato un gesto simbolico, un segnale di fiducia nel rilancio di un'azienda strategica per il Paese. Noto che quanti criticano oggi sono, spesso, gli stessi che ieri chiedevano: ma gli imprenditori dove sono? Dopodiché: lo si vedrà nei fatti, se la stella polare della mia e della nostra azione non resteranno mercato e concorrenza. Che però, attenzione, non è un concetto accademico". Intende dire? "Lufthansa o Air France hanno sul mercato domestico quote ben più elevate di quelle di Alitalia. E quando partirà l'alta velocità ferroviaria, quella quota da noi scenderà ancora. Vuole altri esempi? Nel tempio della concorrenza, gli Usa, lo Stato ha "salvato" Bearn Stern. In Gran Bretagna si è fatto lo stesso con Northern Rock. La Germania fissa un limite ai fondi sovrani. Poi, per carità: sono consapevole che l'operazione Alitalia ha dei limiti, ma l'alternativa erano 20 mila persone a casa e i pezzi migliori lasciati nelle mani di chi se li sarebbe portati via a prezzi di saldo. E poiché siamo persone pragmatiche, non professori universitari che vivono da un'altra parte...". Frecciata a segno. Ma a proposito di "altre parti": se lei vivesse negli Usa, voterebbe Obama o McCain? "McCain è un repubblicano che potrebbe fare bene e ha una bella storia personale. Ma gli americani potrebbero optare per il cambiamento. E allora ben venga Obama". Raffaella Polato.

Torna all'inizio


<Ora di religione obbligatoria> Bufera sulla giunta del Veneto (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2008-09-06 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Il caso La responsabile dell'Istruzione: tanti stranieri, devono conoscere i nostri valori "Ora di religione obbligatoria" Bufera sulla giunta del Veneto Proposta di un assessore di An. Ma Galan frena Contrario Vian, docente cattolico di Ca' Foscari: le tradizioni di riferimento sono anche islamiche DAL NOSTRO INVIATO VENEZIA - Il laico, liberale e disincantato presidente del Veneto bacchetta la giovane assessora all'Istruzione: "Insegnamento obbligatorio della religione? Nulla che vi assomigli rientra nel programma del governo regionale ". E precisa: "La sua è una proposta che coinvolge più istituzioni, più competenze oltre agli aspetti legati a principi di libertà e di rispetto del pensiero e delle credenze altrui". Insomma, Giancarlo Galan, mette i puntini sulle i. Nei giorni scorsi era entrato nel merito della querelle tra gli immigrati islamici e il comune di Treviso ("qui non hanno diritto di pregare", Gentilini dixit), invitando alla tolleranza e al buon senso, ora affronta a viso aperto un'altra questione "sensibile ". è successo, infatti, che Elena Donazzan, 36 anni, assessore regionale (An), discettando in materia di istruzione, abbia lanciato l'idea di inserire nella riforma regionale dell'Istruzione, l'obbligo nelle scuole venete dello studio della religione cristiano/cattolica. Argomento tutt'altro che locale. Oppure, c'è da ritenere che, in tempi di invocato federalismo fiscale, si debba passare anche al federalismo ecclesiale? Elisa Donazzan la prende alla larga, ma non arretra. "Premesso che non sto parlando di studio del catechismo - spiega al Corriere - la mia proposta s'inserisce nel tema più ampio dell'integrazione. Che coinvolge particolarmente la nostra regione dove il tasso di immigrati extracomunitari è elevato. Ora, se il ministro Mariastella Gelmini pensa, giustamente, di riportare a scuola l'Educazione civica, io credo che di tale materia possa far parte l'insegnamento della religione cattolica, fondamento indiscusso dei valori dell'Occidente. Che dovrebbero conoscere anche gli stranieri che hanno deciso di risiedere nel nostro Paese ". "Del resto - aggiunge - non è di Benedetto Croce la frase non possiamo essere italiani senza dirci cristiani?". Youssef Tadil, portavoce della comunità islamica di Treviso (in lotta per la rivendicazione di un luogo di culto), si richiama alla libertà di fede, sancita dalla Costituzione dello Stato italiano. "Avrebbe senso, semmai, insegnare le varie religioni - osserva - non soltanto la cristiana. Poi, gli alunni decideranno il percorso religioso che preferiscono". "La mia sensazione - continua - è che proposte come quella dell'assessore non giovino a rasserenare il clima interetnico ". Al fianco della Donazzan si schiera don Sandro Vigani, direttore del periodico Gente veneta. Osserva: "Poiché il cattolicesimo ha fatto la nostra storia e poiché l'80 per cento degli italiani sono cattolici, trovo giusto che questa religione diventi materia scolastica. Anche i musulmani dovrebbero studiarla". Ma Giovanni Vian (cattolico), docente a Ca' Foscari di Storia delle Chiese cristiane, dissente: "Piuttosto sarebbe doveroso inserire nelle scuole la Storia delle religioni, con un taglio laico/critico, non confessionale - dice -. E se vogliamo riferirci al contesto italiano ed europeo, le tradizioni di riferimento sono quelle giudaico-cristiane, ma anche quelle islamiche". "Sono contrario, invece - conclude -, ad agganciare le religioni all'insegnamento dell'Educazione civica. I valori civili di uno Stato democratico sono altra cosa". Marisa Fumagalli #.

Torna all'inizio


Winx, Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma con le griffe (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Tendenze Il ministro Gelmini li ha consigliati ai dirigenti didattici ma in vetrina i prezzi impennano Winx, Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma con le griffe Costano da 5 a 36 euro: l'eguaglianza tra alunni è già un miraggio I bambini delle elementari tutti uguali con il grembiulino, proprio come auspica il ministro Gelmini? Neanche per idea. A fare la differenza ci pensano le griffe. Già, perché anche su molti dei piccoli camici colorati è stato apposto il marchio. Elemento che genera notevoli differenze di prezzo. E anche di status. Per portare a casa un modello semplice, magari tutto di un colore, con il colletto ricamato ma senza l'immagine di un'eroina dei cartoni animati stampata sul petto o su un taschino, bastano infatti anche 5 euro, quando non meno se il genitore è pronto a rinunciare al puro cotone. Ogni piccola decorazione in più si paga ed ecco perché sui cartellini compaiono cifre più elevate: 8,90 euro, 12,90 e 14,90 per avere un orsetto comune, un numero del tipo delle divise da basket americane o un trenino anonimo. Però se si vuole accontentare i propri figli e mandarli a scuola tutto l'anno accompagnati dai Power Rangers o da Hello Kitty ecco che si superano i 15 euro. Grembiuli a quadretti gialli, rosa o azzurri con l'immagine dell'apetta di Miss Ribellina vanno dai 16 ai 18 euro. Ne bastano invece 20, o poco meno, per quelli di Superman e di Spiderman, dei Super Eroi e di Winnie the Pooh. A farla da regine però sono loro, le Fate magiche più adorate dalle bambine, le Winx: i grembiuli con su ricamate Stella, Flora, Tecna e le altre in alcuni negozi della capitale svettano addirittura a quota 36 euro. L'uguaglianza e l'uniformità sperata per gli alunni delle elementari restano quindi solo nelle intenzioni. E sono in molti, dai genitori agli insegnanti, a non gradire la discesa in campo delle griffe. "Certo che se ci si lascia prendere la mano dai grembiuli di marca - questo il commento di Donatella Poselli dell'Unione italiana genitori - si lascia campo libero allo sfoggio di firme e alle competizioni tra i bambini Bisognerebbe evitare tutto questo". Anche da genitori famosi arriva la bocciatura. "Il grembiule è bello perché unifica e fa essere i bambini carini e ordinati - è il pensiero di Nancy Brilli, mamma di Francesco, otto anni - Trovo profondamente sbagliato che qualcuno li mandi a scuola con uno griffato. Al posto del marchio perché non mettere lo stemmino della scuola?". "Per me è inutile che il governo si metta a parlare di estetica anziché di sostanza, soprattutto se poi le differenze tra i ragazzi si generano lo stesso spiega invece Roberto Ciufoli - è come parlare delle cravatte di Berlusconi". Perplessi i dirigenti scolastici. "Premesso che non ne sento la necessità perché a me piacciono le classi tutte colorate, neanche con i grembiuli si riuscirà ad uniformare, le marche faranno la differenza - la pensa così Brunella Maiolini del Pistelli - Non sarebbe meglio un cappellino o una tuta con il nome dell'istituto da usare magari nelle uscite?". "Non è così che una classe o una scuola viene uniformata - a parlare è Carla Boccuzzi del Parini Ma se questa è la volontà del ministero ci adegueremo ". Contraria alle possibili disparità che potrebbero derivare dalla scelta dei grembiuli anche l'assessore comunale alla Scuola, Laura Marsilio. "Mi auguro che le insegnanti raccomandino ai genitori di mantenere una certa uniformità nella scelta. Sarebbe interessante, per altro, fare un accordo con grandi catene di distribuzione in modo da fornire a tutti i bambini lo stesso articolo a prezzi standard e di buona qualità, e magari inserire il grembiule all'interno del Kit scolastico". Clarida Salvatori Mode Uno dei nuovi grembiuli in vendita \\ Roberto Ciufoli è inutile che il governo si metta a parlare di estetica \\ Nancy Brilli Il grembiule è bello perché unifica i bambini.

Torna all'inizio


Grembiuli, spuntano i griffati da 36 euro (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - ROMA - sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-06 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE Elementari Grembiuli, spuntano i griffati da 36 euro Mentre il ministro Gelmini invita ad usare i grembiuli alle elementari, i prezzi dei nuovi modelli, griffati con le immagini delle Winx e dei Power Rangers, schizzano alle stelle, raggiungendo i 36 euro. ( foto JPeg) A PAGINA 2 Clarida Salvatori.

Torna all'inizio


E Arturo elogia Silvio: governo ombra fallito (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Politica - data: 2008-09-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE L'affondo L'ex ministro della Difesa attacca: meglio i 100 giorni di Berlusconi che i 300 di Veltroni E Arturo elogia Silvio: governo ombra fallito Il segretario pd: cambiare? Non vedo alternativa. D'Alema: giudizi ingenerosi DAL NOSTRO INVIATO FIRENZE - Berlusconi? "Un grande leader e un grande politico, da cui dobbiamo imparare". Veltroni? "C'era un cartello dei giovani di destra, dopo la vittoria di Alemanno, che diceva: Veltroni santo subito, hai fatto fuori la sinistra, il governo e l'Ulivo ". Dalla platea, un paio di fischi flebili, per il resto silenzio. Arturo Parisi, fradicio di sudore e incalzato da Giovanni Minoli, procede come un bulldozer e in un'oretta scarsa demolisce scientificamente il Pd e il suo leader. Il quale, dalla summer school di Bertinoro, risponde a Parisi: "Se impiegasse anche solo un quarto delle sue energie per attaccare la destra, sarei contento". Controreplica: "Se mi avesse ascoltato, avrebbe capito che volevo contrastare la destra". A far respirare un po' la Festa ci prova in serata Francesco Rutelli, che offre un buffet e esordisce con un sorriso: "Non sono qui per attaccare il Pd, ma il governo". Ed è già una notizia. Parisi, nel pomeriggio, aveva subito attaccato: "è un segno di democrazia che mi facciano parlare qui: anche se a un'ora così infelice e con la sala vuota". Replica secca degli organizzatori: "Gli erano state offerte altre date: evidentemente non coincidevano con le sue vacanze". Poi comincia il j'accuse. Le primarie, dice Parisi, "non sono state vere ". Veltroni "non ha fatto quello che aveva detto di voler fare, cioè il Pd", che "è una falsa partenza ". Al Lingotto, a Torino, "Veltroni propose un governo" e fu "il primo passo " della fine dell'esecutivo Prodi, "che non trovò sostegno nel partito ". Parisi invita Veltroni a firmare la petizione contro il Lodo Alfano. Spiega di rimpiangere l'Ulivo e, in qualche misura, anche l'Unione. Poi l'elogio a Berlusconi: "I suoi cento giorni hanno il segno più. I trecento di Veltroni il segno meno. Veltroni impari da Berlusconi, è un grande leader e un grande politico che ha saputo riunire tutto in un campo". Veltroni, dice parlando al passato, "è stato un amico": "Il suo vizio? Eccesso di realismo". Il suo pregio "Idealismo". Poi tocca a Rutelli: "Ha definito un caravanserraglio l'Ulivo: ma di mattina lo attaccava, di pomeriggio con quella coalizione cercava di diventare sindaco. Un eccesso di opportunismo ". La conferenza programmatica del Pd, aggiunge, sarà "occasione di propaganda: non ci servono dibattiti culturali". Matteo Colaninno: "Ha perso un'occasione non dimettendosi ". E il governo ombra lo definisce "una scommessa mancata, un'esperienza fallita". Tanto da suscitare, a distanza, la reazione di Massimo D'Alema: "Mi pare un giudizio ingeneroso ". Poi la parte propositiva di Parisiche vorrebbe ripercorrere le Europee del 2004, quando si presentò la lista "Uniti nell'Ulivo", che ora battezza "Uniti per l'Europa ". Perché le Europee "non devono essere un congresso anticipato né una conta". Alleati? "Escludere solo chi si esclude". Veltroni, da Bertinoro, spazia invece su più fronti. Accusa di "bulimia e ansia di prestazione chi vuole vincere subito", spiega che il Pd "non è come Fregoli ", trasformista, e attacca: "Si chiede di cambiare ma non vedo un'alternativa di linea politica. Sento troppi io, dovremmo riscoprire il noi". Poi attacca il ministro Gelmini, per aver preso l'esame di abilitazione a Reggio Calabria: "Se serve mettere il sette in condotta mettiamolo, ma chi lo propone non dovrebbe poi cercare vie laterali". Sul tema della leadership Rutelli difende Veltroni: "Abbiamo scelto lui. Bisogna essere più critici verso il governo, invece c'è un meccanismo ipnotico anche nel centrosinistra". Ma poi aggiunge, e i maligni avranno materia: "Ognuno deve dare il suo contributo". Quanto a Berlusconi, non arriva a dire che è un "grande leader", ma spende parole positive: "In politica conta la capacità di guidare e la parabola di Berlusconi lo dimostra. Ha riconquistato popolarità e di questo gliene va dato atto".. Alessandro Trocino Pd Dall'alto, Arturo Parisi, Walter Veltroni e Francesco Rutelli.

Torna all'inizio


Scuola, ora di religione obbligatoria per tutti (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 213 del 2008-09-06 pagina 0 Scuola, ora di religione obbligatoria per tutti di Stefano Filippi La proposta della Regione Veneto. Parla l'assessore Elena Donazzan che ha lanciato il progetto: "Su quei valori si fonda il Paese". E nella regione bianca la proposta alletta anche i democratici Venezia - Ora di religione cattolica obbligatoria per tutti gli studenti veneti: è il progetto cui sta lavorando l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan (An). Lo inserirà nella legge regionale sull'istruzione assieme alla settimana corta con tempo prolungato, a nuove materie come la Storia del territorio e la Cultura del lavoro, alle quote di immigrati nelle classi. Assessore Donazzan, che fa? Riapre le guerre di religione? "Io vorrei che l'ora di religione cristiana cattolica diventasse obbligatoria all'interno dell'orario dedicato all'educazione civica italiana. Cito Benedetto Croce, filosofo idealista, laico, che diceva: non possiamo essere italiani senza dirci cristiani". Torna il catechismo nelle aule? "Questo no. Nemmeno l'ora facoltativa introdotta dal nuovo Concordato è catechesi, bensì umanesimo cristiano. Semplicemente, sostengo che non si può insegnare l'educazione civica italiana senza spiegare i princìpi da cui deriva il vivere sociale nel nostro Paese". A quali princìpi si riferisce? "La centralità della persona e della famiglia, il rispetto uomo-donna, il volontariato derivano tutti dalla cultura cristiana. Dobbiamo riconoscere che la nostra società, il suo diritto, le sue regole di comportamento, sono impregnati di valori che non vengono da Marte ma dalla religione cattolica. è un approccio laico, non confessionale. Sono cose che tutti devono sapere". E perché inserirle nelle ore di educazione civica? "Questi princìpi fanno parte di quel sentire comune che fonda il nostro popolo e fa appartenere una persona alla comunità. Questo sentire comune teso a un comune destino dev'essere in qualche modo insegnato a scuola, il primo luogo dell'integrazione. L'ora di religione cristiana cattolica va inserita all'interno di questo percorso". Che fine farebbe l'attuale insegnamento religioso? "Non andiamo troppo oltre, a me adesso interessa proporre un modello e aprire la discussione. Non è un atto che la regione Veneto sta emanando. Il progetto di legge sull'istruzione prevede anche l'insegnamento di una materia come la Cultura del lavoro, pilastro del sistema veneto dell'impresa-famiglia, insieme con la cultura del sacrificio e del dovere". Quindi è prematuro anche parlare di inquadramento dei docenti. "Assolutamente. Anche il ministro Gelmini, introducendo temi come il voto di merito, il grembiule, il comportamento in aula, dimostra che il suo approccio alla scuola è una grande riforma di princìpi e valori dopo la devastazione del Sessantotto e il suo lascito di materialismo, relativismo, nichilismo". Ha nostalgia del Veneto "sagrestia d'Italia"? "Io difendo la mia storia. Siamo la prima regione d'Italia per associazioni di volontariato, protezione civile, donatori di sangue: si può pensare che siano tutti precettati? No di certo, sono il frutto di quei princìpi cristiani che innervano la nostra società. Se a Natale ci indigniamo perché scompaiono i presepi dalle scuole, è perché abbiamo dimenticato queste radici". Le "quote immigrati" invece non sono una questione di principio. "No: molto pratica. In certe zone del Veneto la presenza di alunni stranieri soprattutto nelle elementari raggiunge il 60-70 per cento; così molti genitori italiani iscrivono i figli altrove, col risultato di creare scuole-ghetto. Problema drammatico perché è difficile integrare nei ghetti, d'altra parte se gli italiani frequentassero quelle scuole apprenderebbero con estrema lentezza. Finora si è lasciato correre. Io invece ritengo che si debbano fissare quote di studenti stranieri e potenziare i metodi di apprendimento. Tra 10 giorni ne parlerò al ministro". © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Roma, 15:58 - SCUOLA: BERSANI, GELMINI NON E' CREDIBILE COME MINISTRO (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 06-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cerca con Wikipedia EDIZIONE ELETTRONICa Repubblica Extra Consulta l'archivio Servizio Clienti PORTATILE ultimo Minuto Repubblica.it sul telefono Notizie via sms Edizioni Locali Bari Bologna Firenze Genova Napoli Milano Palermo Roma Torino SERVIZI LAVORO - l'offerta del giorno Tutte le offerte Cercalavoro--> FORMAZIONE Conferenze Eventi SCUOLA Master almaLaurea Guida Universit.

Torna all'inizio


Il ministro doveva informarsi meglio (sezione: Scuola)

( da "Corriere delle Alpi" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

"Il ministro doveva informarsi meglio" Maestro unico, Passuello contro Gelmini: "I tre docenti funzionano" BELLUNO. "Il ministro Gelmini avrebbe dovuto vedere meglio i risultati che la scuola primaria ha ottenuto in questi anni, anche a livello europeo, prima di avviare la riforma che prevede l'introduzione del maestro unico. E poi, quando si fa un'operazione di questo tipo, bisogna comunque confrontarsi anche con chi lavora nel settore". Non è d'accordo con il ministero della Pubblica istruzione l'assessore comunale, nonchè insegnante, Maria Grazia Passuello, che interviene nel dibattito sul tema scottante e controverso del docente unico alle elementari. "Mi sono incontrata con il ministro Gelmini a Cortina durante la manifestazione di Cisnetto e l'ho invitata a Belluno. Credo che, comunque, le riforme vadano calibrate, specie quando si tratta di un settore così importante per il futuro del paese". Contraria alla restaurazione del maestro unico anche l'assessore provinciale all'istruzione, Claudia Bettiol. "La riforma dei tre insegnanti era giusta, visti anche i risultati che ha dato soprattutto per quanto riguarda la formazione dei bambini. Senza considerare che questa operazione porterà tagli al personale". Intanto, la Provincia, nelle prossime settimane, istituirà dei comitati valutativi sui nuovi indirizzi di studio delle scuole superiori, utili a garantire, a chi deciderà di non continuare gli studi all'università, una possibilità in campo lavorativo, in base alle esigenze del territorio. Sulla vicenda del maestro unico entrano in campo anche i consiglieri regionali bellunesi. "Si continua ad andare avanti e indietro quando, invece, la linea da tenere è quella europea. Siamo in un'epoca nuova e in un ambito territoriale, per quanto riguarda l'aspetto scolastico, sovranazionale. Per cui basta con queste riforme che ci portano indietro e distanti dall'Europa, cerchiamo di andare avanti", dice Guido Trento del Pd. Sul docente unico alle primarie precisa anche Gianpaolo Bottacin (Lega Nord): "Credo sia una riforma positiva che va incontro alle esigenze psicologiche dei bambini. E se saltano dei docenti, dispiace. Lo Stato non è certo un ufficio di collocamento, ma un apparato che deve garantire un servizio di qualità. E se per fare la qualità serve tagliare, lo si faccia". Intanto l'Unicobas annuncia uno sciopero per il 3 ottobre. (p.d.a.).

Torna all'inizio


Perché non avremo mai un obama o un mccain - (segue dalla prima pagina) (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Commenti perché non avremo mai un obama o un Mccain (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ma si trattava, allora, di ridimensionare un sistema partitocratico, nel quale le preferenze costituivano uno strumento di controllo della società e, al tempo stesso, un elemento di scambio fra gruppi di potere. In seguito, siamo passati a sistemi elettorali che personalizzano il rapporto fra elettori ed eletti. Anzitutto a livello locale, con l'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di Provincia e, quindi, di Regione. Un rapido processo di presidenzializzazione diffusa, che il sistema elettorale della Camera e del Senato ha assecondato attraverso il maggioritario di collegio, che rende più immediato e trasparente il rapporto tra i parlamentari, i cittadini e il territorio. Quel modello, ne siamo consapevoli, non ha ridotto la frammentazione dei partiti, tanto meno il distacco fra sistema politico e società. Ha, tuttavia, segnato una frattura, almeno a livello simbolico. Partiti contro presidenti. Riassunto dell'opposizione fra vecchio e nuovo, come ha osservato Mauro Calise. D'altronde, i partiti si sono, anch'essi, personalizzati tutti. Dal 1994 ad oggi. Dall'archetipo insuperato, Silvio Berlusconi, fino a Walter Veltroni. Da Forza Italia all'Ulivo. Dal Partito democratico al Popolo della libertà. Passando per le diverse liste. Per limitarci alle principali: Lista Pannella e Bonino, la Lista di Pietro. Ma anche Alleanza nazionale, prima di confluire nel Pdl, nonostante disponesse di identità e organizzazione, era un soggetto identificato con il suo leader, Gianfranco Fini. E nell'Udc, ormai, la C evoca l'iniziale di Casini. La personalizzazione è, ovviamente, enfatizzata dall'uso dei media. La televisione, in particolare, ha dato ai partiti un volto, un'immagine familiare. Anche in questa fase. I ministri più popolari appaiono al pubblico personaggi caratterizzati, che recitano in fiction di successo. Due sopra tutti. Brunetta, il vendicatore dei cittadini contro i servi fannulloni dello Stato (gli statali, appunto). Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica; e anzitutto contro Berlusconi (che ne è il compendio). Ma anche Beppe Grillo. Attore protagonista della protesta di piazza. Passando dal versante della partecipazione a quello della comunicazione, occorre rammentare che la costruzione del Partito democratico e, prima, dell'Ulivo, è avvenuta attraverso le primarie. Un rito di massa per celebrare la scelta del leader. Prodi, Veltroni. Tuttavia, da qualche tempo, la personalizzazione della politica avviene insieme alla spersonalizzazione della scelta di voto. Imposta, per quel che riguarda le elezioni politiche, dalla legge elettorale in vigore dall'autunno 2005. Un proporzionale con premio di coalizione e liste bloccate. Cioè: senza preferenze. La legge, inventata in fretta dal centrodestra al fine di contrastare il successo annunciato del centrosinistra (particolarmente avvantaggiato dal maggioritario), ha, nei fatti, rafforzato le leadership centrali di "tutti" i partiti. Consentendo loro di controllare e condizionare le candidature e, quindi, gli eletti. Mentre ha spezzato il legame dei candidati con gli elettori. Tanto che i candidati sono quasi spariti dal territorio, nel corso della campagna elettorale, limitandosi, perlopiù, ad apparire accanto ai leader nazionali, durante le manifestazioni più importanti. Il problema avrebbe dovuto e potuto essere ridimensionato attraverso il ricorso alle primarie. Che, tuttavia, è divenuto molto intermittente. Quasi assente. Anche il Partito democratico ha usato le primarie con cautela. Evitando, comunque, di renderle troppo aperte e competitive. A livello nazionale, d'altronde, sono servite all'investitura di leader pre-destinati. Mentre l'elezione dell'assemblea costituente e degli organismi rappresentativi a livello territoriale è stata vincolata dall'esigenza di garantire l'equilibrio tra componenti oltre al controllo (e al mantenimento) dei gruppi dirigenti. Anche nella scelta dei candidati alle amministrative (sindaci o presidenti), le primarie vengono guardate con diffidenza e trattate con prudenza. Impossibile che emergano outsider. Un Obama o un McCain de noantri. Inutile attenderli. La questione si ripropone, oggi, in relazione al sistema elettorale che si sta progettando in vista delle prossime elezioni europee. Prevede, com'è noto, una soglia di sbarramento (3-4 per cento), per ridurre la frammentazione. Inoltre, un numero più ampio di circoscrizioni. Infine: l'abolizione delle preferenze. Su cui non c'è accordo. Ma che, indubbiamente, non dispiace ? anzi, piace - ai partiti, in generale. Anche ai maggiori: Pdl e lo stesso Pd. In quanto permette loro di regolare e distribuire, con precisione algebrica e senza rischi, i posti tra le componenti (sotto)partitiche. An e Fi, da un lato. Ds e Margherita, dall'altro. Che ancora resistono e agiscono. Accanto ad altre correnti. Vorremmo ribadire che non siamo tifosi delle preferenze. Abbiamo memoria di quando costituivano un metodo di scambio clientelare. Però insospettisce la paura che suscitano nei partiti, oggi che non hanno più basi di massa e sono ridotti a ristrette cerchie di vertice. Il contrasto tra l'enfasi sulla personalizzazione e la crescente spersonalizzazione del voto riassume quanto sia fittizia, oggi, l'opposizione fra partiti e presidenti. Visto che i presidenti identificano partiti "chiusi", la cui classe dirigente si riproduce in modo endogamico. Al proprio interno. Senza competizione; ma, semmai, per cooptazione, dall'alto. Questo modello, peraltro, è coerente con la biografia del centrodestra. Inventata, scritta e interpretata da un Sovrano: Silvio Berlusconi. (Se ne è discusso molto nel recente convegno della Società italiana di scienza politica, all'Università di Pavia). Ma il centrosinistra e, soprattutto, il Partito Democratico ? per storia, cultura e sociologia - non hanno prospettive senza coltivare il rapporto con il territorio e con la società. Senza rivalutare le primarie come metodo "vero" di consultazione e di selezione della classe dirigente. Senza dare agli elettori la possibilità di esprimere ? in nessun modo - le loro preferenze personali. Senza vincolare gli eletti a un rapporto responsabile con gli elettori. Meglio che il Pd ci pensi, in vista delle prossime elezioni europee. Che, come sempre, avranno anzitutto effetti politici "nazionali".

Torna all'inizio


Brevi, schede e richiami 1 (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Noi ragazze madri in cerca di futuro Lettera firmata Siamo un gruppo di ragazze madri. Abbiamo deciso di dare alla luce una nuova vita ma da sole non ce la facciamo. Molte di noi sono studentesse, altre hanno un lavoro a tempo determinato, alcune dipendono dalla famiglia, altre sono state abbandonate dai propri genitori o dalla persona che ha contribuito al concepimento del bambino. Tutte, comunque chi più chi meno, abbiamo gli stessi problemi. Ci sono case famiglie, comunità per ragazze madri ma dopo un po' bisogna uscire e spesso, appunto perché i fondi pubblici scarseggiano, ci si ritrova di nuovo al punto di partenza. Negli altri paesi della Ue l'aiuto per le ragazze madri è consistente, per esempio in Francia lo Stato passa alle mamme un contributo base (indipendentemente dal reddito) di 162 euro (circa) al mese; le mamme in difficoltà, invece, prendono 700 euro dallo Stato. In Germania si ha diritto a 154 euro per il primo figlio (fino alla maggiore età o fino alla fine dei suoi studi). Sono solo degli esempi, ma per capire che noi in Italia non siamo aiutate come in altri Paesi. Anche i nostri figli sono il futuro dell'Italia perciò hanno tutto il diritto di essere tutelati. Gli esuberi di Alitalia e quelli della scuola Vincenzo Ferrandino vferrandino@libero.it Il presidente della Regione Lazio, Marrazzo, rispondendo ad una domanda di Alberto Statera (su Repubblica del 4 settembre), afferma che non poteva non intervenire in Alitalia ben sapendo quali gravi conseguenze occupazionali e produttive i 5000 esuberi provocherebbero sul tessuto sociale della Regione da lui governata. E gli 87 mila esuberi creati dal ministro Gelmini con il taglio degli insegnanti? Dei quali ben più che 5000 saranno residenti nel Lazio, non comportano gravità occupazionali e crisi ben più gravi? Non pensa di intervenire? Non ritiene che la Regione dovrebbe essere più interessata a questa emergenza che all'Alitalia? L'Australia inesplorata e quella che conosco Giuliano Bellezza Vicepresidente dell' Unione Geografica Internazionale Sono stato colpito da un articolo sull'Outback australiano corredato da una fotografia di Yulara, la maggior montagna sacra degli aborigeni, che gli occidentali chiamano Ayers Rock (Repubblica del 29 agosto). Sono il vicepresidente dell'Unione geografica internazionale, e a Yulara ero stato nel 1988 (bicentenario della presa di possesso inglese). Non pensavo di aver percorso venti anni fa migliaia di km in un territorio nel quale nemmeno gli aborigeni erano mai entrati. Da quel territorio "inesplorato" in realtà gli australiani da meno di 200 anni (non gli aborigeni) estraggano ogni anno non solo molti chili di opale e diamanti, ma molte decine di milioni di tonnellate di carbone, ferro, idrocarburi, bauxite, oro, e decine di altri metalli (tra i quali anche lo zinco, che però, non è affatto il responsabile del predominante colore rossastro). E in quel territorio si produce quasi il triplo del frumento italiano e si alleva il quadruplo dei nostri bovini e 13 volte più pecore. Istat, gli aumenti salariali e il costo della vita Salvatore Cina s. cina@tiscali. it Mettiamo per ipotesi che l'Istat abbia ragione, riguardo ai numeri che essa espone degli aumenti salariali medi nel mese di luglio al 4,3%, a fronte di un aumento del costo della vita del 4,1%. Un fatto è certo, che i lavoratori sul 4,3% di aumento pagheranno i loro contributi previdenziali e assistenziali ed anche le relative tasse, l'aumento del costo della vita invece lo paghiamo al netto, senza sconti, sempre che i calcoli dell'Istat siano esatti. Il film di Calopresti da proiettare nelle scuole Antonio Montagnino Sottosegretario al Lavoro|nel governo Prodi Sono stato a Torino subito dopo il terribile incidente alla Thyssen. Ero sottosegretario al Lavoro e insieme al ministro Damiano mi impegnavo a definire il Testo unico sulla sicurezza sul lavoro. Ho visto dolore e rabbia per una tragedia che poteva e doveva essere evitata. Ieri ho visto a Venezia il film di Calopresti. Dovrebbe essere visto da tutti. Dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole. Quelle urla strazianti impresse sul nastro sono certamente terribili e angoscianti e riaprono ferite che mai saranno rimarginate e dolori inconsolabili che meritano tutto il nostro rispetto. Rappresentano però un potente atto d'accusa che vale più di qualunque prova. Un atto di accusa verso i responsabili delle acciaierie di Torino ma anche di quanti ancora oggi non tutelano con i comportamenti la vita, la salute, l'integrità fisica dei lavoratori. Celare quelle urla significherebbe far calare di nuovo sulla tragedia delle morti bianche il silenzio. Sarebbe imperdonabile. Quelle urla devono poter scuotere la coscienza di ognuno di noi.

Torna all'inizio


La scuola si ribella ai tagli (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Palermo I sindacati si mobilitano contro la riduzione di 2.521 cattedre. Il governatore chiede 600 posti di sostegno in più La scuola si ribella ai tagli Lombardo contesta il ministro: "Violata l'autonomia" Raffica di tagli per la scuola siciliana: sono 2.521 gli insegnanti "cancellati". Protestano i sindacati che mercoledì 17, in occasione del via alle lezioni, organizzeranno un corteo. E protesta anche Raffaele Lombardo contro il taglio di 1.003 posti per insegnanti di sostegno. Il governatore ha scritto al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, accusandola di avere leso "il principio costituzionale di leale collaborazione" con l'amministrazione regionale e chiedendole di reinserire almeno 600 docenti. MASSIMO LORELLO A PAGINA II.

Torna all'inizio


Lombardo scrive al ministro: "la riduzione degli organici viola l'autonomia" - massimo lorello (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina II - Palermo Lombardo scrive al ministro: "La riduzione degli organici viola l'autonomia" MASSIMO LORELLO Duemila e 521 insegnanti in meno a partire da quest'anno. Quindicimila in meno entro tre anni e a cominciare dal prossimo scuole elementari con un solo maestro. La scure del governo nazionale si abbatte sulla scuola siciliana costretta a ridimensionare il corpo docente e il personale ausiliario. Protestano i sindacati che hanno già indetto una manifestazione per mercoledì 17, in occasione dell'inizio dell'anno scolastico. Protestano le famiglie dei giovani diversamente abili ai quali verrà meno l'assistenza garantita fino allo scorso anno. E protesta, su questo argomento, il presidente della Regione, Raffaele Lombardo, che ha spedito una lettera al ministro dell'Istruzione, Maria Stella Gelmini, rimproverandole di non avere interpellato l'amministrazione siciliana e invitandola a reintrodurre almeno la metà dei posti tagliati. Il tutto, mentre esiste già una stima da parte del corpo docente sugli insegnanti elementari che perderanno il posto il prossimo anno quando si tornerà al maestro unico: salteranno circa seimila posti. E contro questo provvedimento si preannunciano altre manifestazioni di piazza e la costituzione di un gruppo di lavoro che dovrà partorire una proposta alternativa al maestro unico da sottoporre al governo nazionale. Il presidente Lombardo, intanto, chiama in causa il ministro Gelmini sul taglio degli insegnanti di sostegno manifestando alla titolare della Pubblica istruzione "grande preoccupazione per la mancata assistenza scolastica agli alunni diversamente abili", e attacca: "Le riduzioni degli organici, senza una preventiva interlocuzione con l'amministrazione regionale, titolare di competenze proprie sulle quali le determinazioni statali vengono a interferire, configura lesione del principio costituzionale di leale collaborazione". In particolare, spiega Patrizia Monterosso, dirigente generale della Pubblica istruzione, "gli alunni disabili sono 25.938, come certificato dall'autorità sanitaria, in base ai dati forniti dagli uffici scolastici provinciali, e sono in netto aumento rispetto allo scorso anno scolastico quando ne vennero registrati 20.359". Lo scorso anno gli insegnanti di sostegno al lavoro erano 12.840 quest'anno dovrebbero fermarsi a 11.837 con un decremento di 1.003 unità. "Si rende indispensabile - afferma Lombardo nella sua missiva - incrementare il numero dei posti effettivamente assegnati di almeno 600 unità al fine di assicurare maggiore gradualità nelle operazioni di riallineamento e, soprattutto, non ridurre in maniera così significativa il sostegno ai soggetti diversamente abili, pur in presenza di incrementi così significativi di alunni". Al ministero, letta la missiva del presidente della Regione, qualcosa s'è messo in movimento se è vero che i dirigenti di via Trastevere hanno ipotizzato un allargamento del corpo degli insegnanti di sostegno di circa 450 unità. Ma è un'eventualità ancora da definire e comunque, se concretizzata, non riuscirebbe a soddisfare né le richiese dei diretti interessati e delle famiglie colpite dalla riduzione del servizio né tanto meno quelle del governatore Lombardo. "Non ci si rende conto che in Sicilia la scuola è per molti ragazzi disabili l'unica occasione per integrarsi con la società - afferma Emanuele Schembri, portavoce di numerosi insegnanti di sostegno di Agrigento dove, tra capoluogo e provincia, i ragazzi diversamente abili da assistere quest'anno saranno 150 in più e i docenti a loro destinati cento in meno - Le famiglie si rivolgono a noi - aggiunge - per chiedere aiuto, non sanno come fare con i figli. Solo chi è ricco può permettersi l'assistenza continuativa e a pagamento. Ma la maggior parte delle coppie che hanno figli diversamente abili si affida principalmente alla scuola. La situazione è drammatica". Ed è tutt'altro che serena, a dire dei diretti interessati, la situazione della scuola pubblica siciliana nel suo complesso. I docenti e il personale ausiliario tecnico amministrativo (Ata) rimasti esclusi dagli incarichi a causa dei tagli, mercoledì 17, primo giorno di scuola in Sicilia, scenderanno in piazza su iniziativa di Cgil, Cisl, Uil e Snals Confsal. La manifestazione è in programma davanti all'Ufficio scolastico regionale. Oltre ai 2.521 insegnanti in meno, quest'anno salteranno pure 162 posti destinati agli Ata. I sindacati, davanti alla prospettiva "del taglio di 15 mila posti di lavoro nei prossimi tre anni", parlando di "inaudito attacco alla scuola pubblica che avrà effetti sociali devastanti". Cgil, Cisl, Uil e Snal Confsal avvieranno già a partire dal 18 assemblee in tutte le scuole della Sicilia e una campagna di informazione e sensibilizzazione dell'opinione pubblica. "Attendiamo una risposta - dice Giusto Scozzaro, segretario generale della Flc Cgil - alla richiesta di reintegro di 600 posti di sostegno avanzata al ministro, su nostra sollecitazione, dal presidente della Regione. La manifestazione del 17 è soltanto l'inizio della nostra battaglia per evitare la distruzione della scuola pubblica, che avrebbe effetti devastanti e di lungo periodo soprattutto nelle aree più fragili del Paese".

Torna all'inizio


Scontro sul maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Genova I capi d'istituto preoccupati per gli effetti della riforma-Gelmini: "Un solo insegnante non può coprire 40 ore settimanali" Scontro sul maestro unico Allarme dei direttori: "Così si rischia di uccidere il tempo pieno" Tempo pieno e tempo prolungato in bilico. A rischio di essere affossati e travolti dal Decreto-Gelmini. L'introduzione del maestro unico da parte del neo Ministro, infatti, cancellerebbe l'alternanza dei tre insegnanti su due classi (il modulo) e dei due su una classe (tempo pieno). Inoltre, secondo quanto spiegano i direttori didattici e gli insegnanti, darebbe un colpo di spugna ad esperienze di team didattico che in particolar modo a Genova sono ormai consolidate da 20 anni. Sul piede di guerra, oltreché il personale della scuola che con mozioni diverse chiede al Governo-Berlusconi il ritiro del decreto, scendono le famiglie dei circa 19 mila alunni delle scuole elementari, ma anche delle medie dove si attua il tempo prolungato con i tre o i due pomeriggi di attività didattiche o collaterali. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA V.

Torna all'inizio


"colletto bianco, fiocco blu quel grembiule io lo rivorrei" - erica manna (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Genova Carla Signoris promuove il ritorno all'antico. Purché non sia una questione d'immagine "Colletto bianco, fiocco blu quel grembiule io lo rivorrei" è comodo, i bambini evitano di sporcarsi e, soprattutto, di stare tre ore la mattina davanti all'armadio L'autorità non può però ridursi a questo o al voto in condotta. è nei contenuti che bisogna riacquisire peso ERICA MANNA "Il grembiule? Certo che me lo ricordo! Colletto bianco, fiocco blu, il mio era il più classico che c'era. Se ritornasse, sarei d'accordo: è comodo, così i bambini evitano di sporcarsi. E, soprattutto, la smetterebbero di stare tre ore la mattina davanti all'armadio per decidere cosa mettersi". Carla Signoris, classe 1958, attrice genovese e moglie del comico Maurizio Crozza, si rivede in prima elementare alla "Collodi", "la più piccola della scuola, sezione di sole femmine". Carla Signoris in grembiulino nero: quale ricordo prevale, quello di un'inutile tortura o della divisa anti-classista, come vorrebbe il ministro Gelmini? "No, nessuna tortura. Era normale, ce l'avevano tutti. Non ne farei una questione di omologazione o meno. Il grembiule è semplicemente comodo. Piuttosto alle medie, quando impazzava la moda della minigonna e mia madre non voleva che la indossassi, in ascensore arrotolavo la mia gonna scozzese, sotto il grembiule. Per accorciarla un po'". Un look sexy... "Altro che, sotto avevo i calzettoni, con i peli! In realtà, a sedici anni ero ancora una babbanetta, molto ragazzina. Oggi è diverso: le dodicenni sono più scafate di me". Quindi è favorevole al ritorno del grembiule? "Sì, sono favorevole. Ma attenzione: l'autorità della scuola non può ridursi al grembiule nero o al voto in condotta. è nei contenuti, non nella forma che deve riacquistare peso. E noi genitori dobbiamo fare la nostra parte, senza delegare ad altri l'educazione dei figli: con dolcezza, ma insegnando loro a prendersi le proprie responsabilità. Insomma: proteggerli sì, ma a distanza di sicurezza". Il suo figlio maggiore, di dieci anni, come ha preso l'eventualità-grembiulino? "Ha subito detto: "Non lo voglio!". E io: "Amore, se lo rimettono tutti lo farai anche tu, poco me ne cale". Comunque, ripeto, non è certo su questo che devono basarsi i programmi ministeriali". Torniamo a Carla Signoris in versione scolara. Che tipo di studentessa era? "Diciamo che non rischiavo la scoliosi a forza di stare sui libri". Alunna fannullona, dunque... "(Ride) No, più che altro me la cavavo sempre per il rotto della cuffia, faticando il meno possibile!". Che ne pensa di un altro ritorno proposto dalla Gelmini, quello al maestro unico? Favorevole anche in questo caso? "Io della mia maestra ho un ottimo ricordo: robusta, vecchia maniera, ogni tanto dava anche gran ceffoni. Una figura fondamentale, anche perché è lì che impari a studiare e a rapportarti in modo onesto con la vita. Credo, però, che tante facce, tante personalità diverse facciano bene a un bambino. Che sia uno o molti, comunque, l'importante è che gli insegnanti siano riferimenti chiari, che non cambino tutti i giorni. Ma la maestra non va vista come un surrogato della mamma".

Torna all'inizio


Scuola, tempo pieno a rischio - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Genova Scuola, tempo pieno a rischio Docenti e direttori: "Il modello Gelmini è inapplicabile" Marco Adezati, responsabile della elementare di corso Firenze: "Finiremo come Alitalia" GIUSEPPE FILETTO La scuola come Alitalia, fallita e spezzettata. "Farà la stessa fine della compagnia di bandiera, divisa in due - dice Marco Adezati - da una parte ci sarà la scuola che non serve più, dall'altra quella che funziona, con una cordata che rileverà quest'ultima: avremo la scuola di bandiera". Lo sfogo del direttore scolastico della elementare Maria Mazzini di corso Firenze è identico a quello racchiuso in un documento che gli insegnanti della "Anna Frank" hanno fatto partire negli scorsi giorni e che ha ormai sensibilizzato tanti: direttori, presidi, docenti, personale amministrativo e tecnico, i bidelli, soprattutto i genitori. Con un autunno che si preannuncia rovente, se non ci dovesse essere alcun ripensamento da parte del Governo-Berlusconi. Al centro è il rifiuto del decreto Gelmini e la legge Brunetta. Che spediscono in secondo piano il grembiule, la revisione dell'obbligo scolastico e persino i voti in pagella e quello di condotta. Più che di proteste, si tratta di preoccupazioni, soprattutto sul versante del maestro unico: è questo l'argomento che mina i diritti delle 19 mila famiglie genovesi, di altrettanti alunni delle scuole elementari che utilizzano il tempo pieno e il tempo prolungato. Nelle scuole elementari del capoluogo ligure il 65% delle famiglie sceglie il tempo pieno, il 35% quello prolungato; nelle medie il 50% di studenti usufruisce dei tre pomeriggi, che è una sorta di tempo prolungato. "Da 20 anni a Genova si lavora in team, in gruppo - spiega Adezati - adesso ci sono modelli organizzativi, di importanza sociale che ora vengono messi in dubbio; c'è una politica di eterno ritorno, dal grembiulino al maestro unico. E dire che il Ministro dice di avere a cuore la scuola, di conoscerla bene poiché ha una sorella e la mamma entrambe maestre". La manovra di restaurazione, che inizia con l'insegnante unico, di fatto cancellerebbe i tre docenti multidisciplinari che girano su due classi, sul cosiddetto modulo, cioè il tempo prolungato. Pure i due maestri che si alternano nelle quattro ore mattutine e nelle altrettante pomeridiane. "è evidente che un solo insegnante non può coprire 40 ore settimanali - osserva Giacomo Buonopane, direttore alla "Carducci" - anche se gli articoli del decreto fanno riferimento alla salvaguardia delle situazioni esistenti, che dovrebbero essere basate sulle esigenze e le richieste delle famiglie". "Lo dicono ma non ci crediamo - precisa Marco Scannavini, insegnante nella scuola elementare Borsi di Quezzi - nel momento in cui si tocca l'organizzazione interna delle scuole, quindi si tagliano ore, i direttori saranno costretti a prenderle dalle altre parti, quindi alla compresenza dei docenti che operano sul tempo pieno". Perciò anche alla "Carducci" di Sestri Ponente il collegio docenti ha avviato un dibattito che coinvolge tutto il circolo didattico, composto anche dalle altre due elementari "Pezzani" e "Alfieri". è stata creata una commissione ad hoc, che stando a quanto annuncia Buonopane preparerà un documento. "Una proposta che chieda al Ministro l'abrogazione del decreto - sottolinea il direttore - quantomeno il ritiro dell'articolo 4 che impoverisce l'offerta formativa". I primi a muoversi sono stati gli insegnanti della elementare "Anna Frank", che hanno fatto partire una mozione di rifiuto del decreto Gelmini. Dopo di loro è stata una valanga di adesioni, documenti di protesta, campagne contro "la politica che impoverisce la scuola". I Cobas hanno iniziato una raccolta di firme tra il personale della scuola, che poi è stata allargata ai genitori, con una settimana di "chiamata alle armi", per arrivare lunedì 15 settembre, giorno di avvio (ufficiale, poiché diverse scuola hanno già iniziato) dell'anno scolastico ad una mobilitazione generale.

Torna all'inizio


La linea gotica - michele mirabella (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina I - Bari la lineA GOTICA MICHELE MIRABELLA Nella foga di non illudere i meridionali e di impedire che si mettano in testa strane idee di uguaglianze o, addirittura, di primati in campo nazionale ovvero, il Dio Po non voglia, in campo internazionale, il governo della Lega o la Lega al governo, che poi è la stessa cosa, impone la linea detta "Gotica 2 la vendetta." Tuttavia la situazione del Paese è precaria e il sud paga il prezzo più alto della crisi. Un'apposita cordata di imprenditori privati si è detta pronta a lasciare al vecchio stato i cittadini poveri e a fare un'Italia nuova, una nazione quotata in borsa, abitata solo da abbienti, agiati imprenditori e possidenti. Siamo in grado di anticipare le prime decisioni. S cuola. Dopo la deportazione dei professori meridionali sotto il Garigliano, secondo il protocollo Gelmini, si prevede di cacciare gli insegnanti elementari in sovrannumero in seguito alla riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della scuola primaria che prevedeva più maestri. Saranno considerati insegnanti in esubero e, con loro, saranno restituiti alla raccolta dei pomodori o assunti nell'apparato dello stato, quello che deve fallire. Visto che ci sono, dato che il provvedimento non specificherà il significato della parola esuberanze, intendono riservare lo stesso trattamento anche gli alunni di origine meridionale esuberanti di carattere. SEGUE A PAGINA IX.

Torna all'inizio


Arriva berlusconi, insegnanti in piazza (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Bari La protesta Arriva Berlusconi, insegnanti in piazza I sindacati insorgono contro la riforma sulla scuola del governo Berlusconi. E lo fanno con un sit-in di protesta fissato per il 13 settembre, data dell'inaugurazione ufficiale della Fiera del Levante. Il giorno non è casuale, perché proprio in quelle ore è previsto l'arrivo a Bari del presidente del Consiglio. "Siamo in attesa dell'autorizzazione della questura - ha spiegato Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - e giovedì sapremo dove si svolgerà la prima manifestazione". Parteciperanno Cgil, Cisl, Uil e Snals, le associazioni di sindacati che difendono i diritti di quegli insegnanti, che, dall'anno prossimo, andranno a ingrossare le liste dei precari per il ritorno al maestro unico voluto dal ministro Gelmini. "è il primo passo verso lo sciopero nazionale - ha detto Claudio Menga, segretario provinciale Flc Cgil Bari - e speriamo di coinvolgere anche le famiglie e non solo il personale scolastico". Ed è d'accordo anche la Uil: "C'è bisogno di una partecipazione corale per non perdere gli 80mila insegnanti di tutta Italia", ha detto Franco Rafaschieri, segretario Uil scuola.

Torna all'inizio


Gelmini nella bufera "no ai tagli nella scuola" - mario reggio (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Cronaca Veltroni: parla di meriti e va a fare l'esame per diventare avvocato in Calabria Gelmini nella bufera "No ai tagli nella scuola" Confindustria: per abbassare i prezzi inseriamo pubblicità nei libri di testo MARIO REGGIO ROMA - Il Partito Democratico lancia l'offensiva contro il ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. "Parla di merito nella scuola e poi va a fare gli esami per diventare avvocato in Calabria, dove è più facile - attacca Walter Veltroni, alla festa del Pd a Firenze - c'era una sola scuola che funzionava, quella elementare e il governo va a tagliare proprio lì". Ed a meno di dieci giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico nel mondo della scuola la temperatura sale di pari passo con la mobilitazione. Sindacati, associazioni di genitori, insegnanti e studenti delle scuole superiori stanno mettendo a punto la campagna d'autunno. Contro il cinque in condotta, l'idea del grembiule in classe, ma soprattutto il taglio di 110 mila cattedre, di cui 22 mila eredità del governo Prodi, ed il ritorno del maestro unico alle elementari. Confindustria si schiera dalla parte del ministro Gelmini. Il presidente Emma Marcegaglia: "Condividiamo le sue scelte, ci sono troppi insegnanti ed un eccesso di personale in rapporto agli alunni". E il direttore generale Maurizio Beretta avanza una proposta: "Inserire la pubblicità nei libri di testo, qualora la legge lo consentisse, potrebbe essere un modo per limitarne il costo, come già succede negli Stati Uniti". Il presidente del Coordinamento genitori democratici, Angela Nava, la respinge al mittente: "Per la scuola è opportuno erigere una barriera a difesa dei bambini contro l'invadenza della pubblicità". Contraria anche, Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione per il Pd: "I bambini, già sottoposti al bombardamento pubblicitario nei programmi a loro dedicati in tv, non possono diventare il target sui libri, con la complicità delle scuole. Contrasteremo l'ipotesi avanzata da Beretta in tutti modi". Ma il risveglio del Pd non passa solo attraverso le parole del suo segretario. Anche Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia, attacca la Gelmini: "Non può pretendere di fare il ministro dell'Istruzione. Da quale pulpito vengono le prediche sul merito ed il valore delle persone, degli studenti e degli insegnanti, dopo la scoperta degli esami sostenuti in Calabria. Ci vuole coerenza tra parole e fatti". Scende in campo anche Maria Pia Garavaglia: "Per il Pd la scuola deve avere una priorità assoluta. Il governo ha deciso i tagli per far quadrare i conti della finanziaria. Il taglio dell'Ici è stato coperto da quelli su scuola, università e ricerca". Le ha fatto eco Enrico Panini, segretario generale di categoria della Cgil. "La riforma del governo Berlusconi e del ministro Gelmini - ha affermato - è peggiore di quella Moratti, che metteva in atto una vera e propria destrutturazione del sistema-scuola. Adesso la Gelmini non si preoccupa nemmeno degli effetti sociali disastrosi che producono queste misure". "Con quanto deciso dal Governo - ha continuato - vengono dirottati dalla scuola otto miliardi di euro in tre anni, e vengono usati per tappare i buchi. Ma la scuola non può essere l'agnello sacrificale". Panini ha anche annunciato "iniziative diffuse sul territorio e una grande manifestazione nazionale per i primi d'ottobre, perché serve una discussione diffusa non solo di quanto sono sbagliate le iniziative del governo, ma anche di quelle misure che davvero servirebbero alla scuola".

Torna all'inizio


Ignazio La Russa: festeggeremo le Forze armate con lezioni di ufficiali anche nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Festa grande in tutta Italia il prossimo 4 novembre. Anche nelle scuole, con ufficiali che terranno lezioni. Ad annunciarlo è il ministro della Difesa, La Russa che in una intervista a "il Messaggero" racconta di voler tornare a celebrare il giorno che "contiene tre feste: la festa della vittoria, la festa dell'Unità nazionale e la festa delle Forze armate". In particolare quest'anno il 4 novembre cade anche il sessantesimo anniversario della vittoria nella guerra '15-18'. "Penso di fare una specie di Festa dell'amicizia per le forze armate - spiega il ministro - con mostre e pubbliche esibizioni di attività militari". "Penso di fare almeno una festa in ogni regione - aggiunge - e magari di fare una manifestazione conclusiva a Roma, diretta ai giovani, invitando qualche big della musica leggera". "Non so se ci riuscirò, ma mi sono già messo al lavoro in silenzio con una commissione mista militari-civili a costo zero". "Sono anche d'accordo con il ministro Gelmini perchè il 4 novembre venga ricordato nelle scuole. Invieremo ufficiali a tenere lezioni".

Torna all'inizio


Il portavoce del ministro avrà lo stipendio da direttore generale (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

ROMA Il portavoce del ministro MariaStella Gelmini è stato promosso a direttore generale. Si tratta di Massimo Zennaro, giornalista, esperto di comunicazione di Forza Italia, che sin dalle prime ore dell'incarico alla Gelmini ha curato i rapporti con i colleghi della stampa. Il decreto di nomina dovrebbe essere stato registrato prima di ferragosto dalla Corte dei conti. Tra portavoce e direttore generale la differenza di salario è ragguardevole. È una delle poche nomine che siano state fatte al ministero della pubblica istruzione, secondo quanto scrive "Italia oggi". I movimenti decisivi ci saranno a gennaio.

Torna all'inizio


Bersani: la Gelmini si deve dimettere Il Pd: Lanceremo un'offensiva contro la distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani (sezione: Scuola)

( da "Unita, L'" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Bersani: la Gelmini si deve dimettere Il Pd: "Lanceremo un'offensiva contro la distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani" di Andrea Carugati / Firenze DALLA FESTA DEL PD di Firenze piovono bordate sul ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Sui tagli alla scuola annunciati dal governo e sul "sabotaggio" delle elementari non c'è traccia di dialogo, ma un'opposizione intransigente, che pensa anche al- l'ostruzionismo. "Da qui parte un'offensiva, la scuola diventare l'ossessione del nostro Paese, dobbiamo andare all'arrembaggio", annuncia il ministro ombra Maria Pia Garavaglia durante l'iniziativa "Salva la scuola, salva l'università, salva la ricerca", benedetta da Veltroni che nella sua intervista serale ha messo la scuola al primo punto nella campagna d'autunno del Pd. Tutti contro la Gelmini, dunque. Pierluigi Bersani chiede le sue dimissioni per la nota vicenda del concorso da avvocato sostenuto a Reggio Calabria: "Non può pretendere di fare il ministro dell'Istruzione, non ha credibilità per rivolgersi ai giovani. Da quale pulpito arrivano le prediche sul merito e il valore delle persone, degli studenti, degli insegnanti. Ci vuole coerenza tra parole e fatti". "Predica bene e razzola male", va all'attacco la giovane ministra ombra Pina Picierno che giudica "una follia" il 7 in condotta. Ma qui a Firenze è chiaro a tutti che, come dice Vincenzo Vita, "l'attacco alla scuola, la privatizzazione del sapere sono il cuore del berlusconismo, e la Germini è solo l'interprete". Di un disegno non banale, avvertono i leader dei sindacati confederali della scuola, a partire da Enrico Panini della Cgil: "L'ipotesi che c'è dietro non è un semplice ritorno agli anni 50: siamo all'inizio di una nuova éra di glaciazione sociale, con la formazione professionale ridotta alle botteghe degli anni 30 dove si imparava un mestiere e i bambini delle elementari sempre più divisi tra italiani e stranieri, tra ricchi e poveri. Stanno riscrivendo la Costituzione materiale". "Quello che non farà più la scuola pubblica, altri soggetti privati sono pronti a farlo sotto l'aureola della sussidiarietà", dice Francesco Scrima della Cisl. "Il ministro Gelmini non è stata in grado di citare neppure un pedagogista favorevole al suo disegno che è un atto di macelleria educativa". Cgil, Cisl e Uil parlano di una "mobilitazione che sarà molto forte", ma per ora non ci sono scioperi in vista. Panini però è ottimista: "Ai tempi della riforma Moratti si cominciò a protestare a fine ottobre, stavolta siamo solo ai primi di settembre e già ci sono decine di iniziative". "Da oggi non ci sono alibi per il Pd", spiega Garavaglia. "La scuola deve diventare la nostra priorità assoluta: dobbiamo parlare a tutti gli italiani, anche a quelli che hanno votato centrodestra. Lanciamo un appello alla mobilitazione contro i tagli alle elementari, che sono il fiore all'occhiello della scuola italiana, siamo all'ottavo posto nel mondo". "Dobbiamo trovare delle parole d'ordine per bucare una comunicazione che ci ha messo in sordina, per due mesi abbiamo sputato sangue in Parlamento ma nessuno se n'è accorto", si infervora la Garavaglia. C'è anche chi, come Manuela Ghizzoni, capogruppo Pd in Commissione Cultura alla Camera, arriva a rimpiangere la Moratti: "Almeno la sua riforma è arrivata a piccoli passi, è stata più democratica. Invece adesso vanno avanti con i decreti-legge per costruire una scuola autoritaria: ma anche se avremo pochissimo tempo in parlamento lo grideremo che si torna alla scuola degli anni 60". Angela Cortese, assessore all'Istruzione della provincia di Napoli, racconta: "La ministra voleva venire ad aprire l'anno scolastico a Napoli ma ci ha ripensato perché ha capito che non è aria: con tutta la disoccupazione che c'è pensano di tagliare 4mila posti da insegnanti...". Nadia Masini, sindaco di Forlì, si fa una domanda: "Con questi tagli come faremo a integrare i bambini stranieri che sono sempre più numerosi?". Pessimismo sull'esito dell'iter parlamentare del decreto: "Non so quanto riusciremo a frenarli", dice la stessa Masini. Ma non mancano voci autocritiche. Luciano Modica, ex sottosegretario all'Università nel governo Prodi, ricorda l'esperienza degli anni passati: "Tra il 2004 e il 2006 le nostre proposte avevano trovato grande consenso nel mondo dell'Università. Ma appena siamo andati al governo quel feeling si è perduto". E oggi, con un sondaggio di Consortium che vede la Gelmini prima tra i ministri con il 60% di fiducia, gli esperti del Pd sudano freddo: "Dobbiamo darci una mossa".

Torna all'inizio


Campagna pd <Salva la scuola dalla Gelmini> (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa Campagna pd "Salva la scuola dalla Gelmini" MILANO - Amata dagli italiani, bocciata da Pd e sindacati. Prima che la campanella sia suonata, per il ministro Gelmini l'autunno si annuncia caldo. La sua riforma della scuola e i tagli di insegnanti (81mila) e personale (47mila) finiscono nel mirino di governo ombra e sindacati. La prima stoccata arriva da Firenze. Alla Festa Democratica, l'assemblea nazionale del sapere lancia la campagna "Salva la scuola, salva l'università, salva la ricerca" dalle iniziative della Gelmini e il ministro ombra per l'Università Mariapia Garavaglia annuncia: "Una mobilitazione generale". Il segretario pd Veltroni attacca direttamente la Gelmini: "Parla di merito e poi va a fare gli esami per diventare avvocato dove è più facile farli: il merito deve valere per tutti". Dai microfoni di Radio Due, il ministro ombra dell'Economia Pierluigi Bersani non risparmia colpi: "Fossi stato in lei, non avrei fatto il ministro dell'Istruzione. Da quale pulpito arrivano le prediche sul merito e il valore". Critici anche i sindacati. Enrico Panini, segretario generale della Flc-Cgil: "Con questa riforma si dirottano dalla scuola otto miliardi di euro in tre anni, per tappare i buchi. Ma la scuola non può essere l'agnello sacrificale". Uil e Cisl preparano "una grande manifestazione"; i cobas promettono per ottobre scioperi contro "una riforma che minaccia di smantellare la scuola pubblica". La titolare dell'Istruzione, almeno secondo il sondaggio diffuso dal quotidiano Affaritaliani.it, svetta in cima alla classifica dei ministri più amati dagli italiani, con oltre il 60 per cento di fiducia, seguita a distanza dal ministro degli Esteri, Franco Frattini. Olga Piscitelli.

Torna all'inizio


Mariastella di Borbone (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cultura - data: 2008-09-07 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE CALENDARIO di SERGIO LUZZATTO Mariastella di Borbone Iperattivo, il ministro dell'Istruzione ha fatto seguire ad alcuni provvedimenti d'immagine (il ritorno del grembiule e del voto in condotta) l'annuncio di una misura ben più sostanziale: il ritorno del maestro unico nella scuola elementare. Secondo Mariastella Gelmini, la scelta del team di maestri compiuta con la riforma del 1990 non aveva infatti "alcuna motivazione educazionale e pedagogica", serviva unicamente per "far aumentare il numero degli insegnanti". Può darsi. Però, una cosa è sicura. I più autorevoli osservatori internazionali concordano nel giudicare la scuola italiana gravemente deficitaria a livello di scuola media e di scuola superiore, mentre la valutano fra le prime in Europa a livello di scuola elementare: proprio là dove l'imperterrita Gelmini vuole operare - alla faccia dell'odiata lobby dei pedagogisti - la sua vindice Restaurazione. Così, come i Borboni del 1815, il nostro ministro potrà altamente vantarsi di non avere rien appris et rien oublié.

Torna all'inizio


Fede Pellone: <Chiedete il contributo> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

N. 214 del 2008-09-07 pagina 4 Fede Pellone: "Chiedete il contributo" di Redazione Iniziative contro il caro-scuola, un appello ai consigli di istituto perché adottino già da quest'anno l'obbligo del grembiule a scuola. E una considerazione: "Ci sono tanti sostegni economici come la Dote Scuola messa in campo dalla Regione, ma i milanesi non le conoscono e non si fanno avanti con le richieste". Dunque: il Comune lanci al più presto una campagna informativa per pubblicizzarle meglio. Sono una serie di richieste riassunte dal consigliere di Forza Italia Alessandro Fede Pellone in una mozione che presenterà alla riapertura del consiglio comunale. Con l'inizio dell'anno scolastico, fa presente l'azzurro (che è anche il promotore della Casa del consumatore), le famiglie "devono affrontare come sempre le problematiche del caro-scuola" e le associazioni dei consumatori hanno stimato per il 2008/2009 "un incremento del 15 per cento rispetto all'anno scorso" per le spese del materiale scolastico e della cancelleria. Con la mozione, già firmata da numerosi colleghi e dai presidenti delle Commissioni Servizi civici e Educazione, chiede all'amministrazione "uno sforzo in più per far conoscere le agevolazioni proposte sia dal Comune che dalla Regione" in modo da "ridurre il caro-scuola". A chi fosse sfuggito, proprio per la scarsa pubblicità, Fede Pellone ricorda che oltre ai 65 milioni stanziati dal Pirellone per la "Dote scuola" dedicata agli studenti meno abbienti, il Comune propone diverse iniziative alle famiglie in difficoltà, come "il servizio gratis di trasporto scolastico dalle aree disagiate, la refezione scolastica per le famiglie con una situazione socio-economica difficile e borse di studio per chi ha un Isee non superiore a 15mila euro". Non solo per questioni economiche, ma anche in una chiave anti-bullismo, il consigliere azzurro invita gli istituti a "prendere in considerazione l'indicazione del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini e reintrodurre il grembiule" nelle scuole primarie e secondarie. Avviene da anni alla Rinnovata Pizzigoni, dove si può scegliere tra 25 colori diversi, o alla scuola media Leonardo da Vinci dove ogni camice ha il logo o all'elementare di via Paravia. "La tendenza di questi anni - fa presente - è che i ragazzi se la prendano con chi è diverso dal branco, lanciandosi in competizione per l'abito griffato o in fenomeni di bullismo come furti di scarpe o giubbotti". \ © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.

Torna all'inizio


Interventi e Repliche (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-07 num: - pag: 29 categoria: BREVI Interventi e Repliche Gli esami del ministro Gelmini Sono una trentaduenne aspirante avvocato, arenata nell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, che sosterrò per la quarta volta quest'anno, e leggo dell'esame del ministro Gelmini (Corriere, 4 settembre)! Mi scandalizza e amareggia la vicenda anche se estremamente comune, e mi offende la sua risposta: "Dovevo lavorare". Che cosa faccio io dal 2003 ad oggi, e come me migliaia di altri colleghi? Lavoro senza il titolo facile, con il patrocinio in scadenza e con oggettive difficoltà, e tuttora sono a carico dei miei genitori e a casa con loro. Laura E. Campese, Caltrano (Vi) Che tristezza! Ma è davvero possibile scendere a questo livello di moralismo? E allora se scopriremo che il sig. Stella ha copiato una versione di latino, non lo stimeremo più come giornalista? O se il poliziotto di pattuglia, da bambino ha rubato una mela al fruttivendolo, non ci fideremo più di lui? Ma perché bisogna essere sempre così faziosi? Proviamo ad essere pragmatici: si comporta bene o no come ministro Gelmini? Misuriamola in base a questo! Roberto Rossi, roberto.rossi@key.com Le prediche sono sempre difficili da ascoltare: evocano spesso sensi di colpa e necessità ad intraprendere un faticoso cambiamento. Diventano però veramente urticanti quando un sermone sulla meritocrazia e sul rigore viene tenuto da un ministro che per "passare" la prova di abilitazione professionale da avvocato va nella sede d'esame (a quel tempo) notoriamente più corrotta d'Italia. Roberto Di Felice, studiordf@alice.it Ritengo giusto far conoscere alcuni aspetti della vita di personaggi autorevoli della scena politica. Anche così ci si rende conto della realtà che ci circonda. Tuttavia il mio giudizio sul ministro non cambia e sarei pronto a votarla, perché condivido le iniziative cui ha dato corso in questi mesi. Mauro Barbieri, maurobarbieri@fastwebnet.it Sono padre di figlia avvocato, laureata a Milano e con l'esame di Stato alla Corte di Appello di Milano, pur essendo la madre di Reggio di Calabria (oggi, giovane, è già Cassazionista). E mi pare che al tempo per dare l'esame fuori dalla sede di residenza si doveva possedere la residenza sei mesi prima presso la sede in cui si sarebbe voluto dare l'esame. Antonio Balbiani, Mandello del Lario (Lc) Bene ha fatto, a mio avviso, il ministro Gelmini se, rispettando la legge, ha cercato una via più semplice per passare l'esame. Il problema è un altro: se in Spagna i laureati in giurisprudenza possono iscriversi subito all'Ordine degli avvocati, perché in Italia questo non avviene? Forse abbiamo avvocati più preparati, più onesti, con un maggior senso del decoro? Daniele Mont D'Arpizio montdarpizio@hotmail.com Non può sostenere una campagna moralizzatrice chi per primo ha utilizzato scorciatoie che di etico hanno ben poco. Non importa se "tutti facevano così". In questo Paese siamo dove siamo perché troppe volte "tutti facevano così". Italo Raimondi, Raitalo@libero.it Le lettere dei lettori sono così tante che non è possibile rispondere a tutte. Al di là delle opinioni diverse un punto sarebbe da ribadire: chi ha a cuore una riforma seria e necessariamente dura della scuola, a partire da quella meridionale, ha da oggi qualche difficoltà in più: il pulpito sbagliato svuota anche la predica più giusta. ( g.a.s.) L'intervento di Andreatta e Casini Per un errore tecnico il testo di Filippo Andreatta e Pier Ferdinando Casini ("Quel Pd troppo timido con Berlusconi e Putin") pubblicato ieri sul Corriere risulta incompleto. Ce ne scusiamo con i lettori e con gli interessati. Il testo integrale è comunque reperibile sul sito Corriere.it.

Torna all'inizio


DOPO L'INVASIONE DI PRAGA (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-07 num: - pag: 29 categoria: BREVI DOPO L'INVASIONE DI PRAGA Castro e l'Urss Caro Romano, quarant'anni fa, durante l'invasione di Praga da parte dei sovietici, mi trovavo a Cuba e ricordo bene la spontanea solidarietà dei cubani ai cecoslovacchi presenti nell'isola. Quando fu annunciato che Fidel Castro avrebbe parlato la sera, tutti si aspettavano una durissima condanna dell'intervento sovietico. "Vedrai come Fidel la canterà ai russi!", mi dicevano gli amici cubani. Il clima era di grande attesa e la preparazione da evento straordinario: televisori nei parchi e nelle piazze, altoparlanti per le strade ecc. Ma come Fidel iniziò a parlare, si capì subito che qualcosa non andava. Cominciò attaccando la Jugoslavia per aver fornito, più di dieci anni prima, armi a Batista. Poi si dilungò sugli argomenti più diversi non venendo mai al dunque. Solo alla fine parlò di Praga, ma solo per dire che, se là nessuno aveva resistito (il che fra l'altro non era vero), sarebbe stato perché là non c'era più niente da difendere. Enorme la delusione dei cubani. Qualche giorno dopo chiesi a Domngo Amuchasteguy, segretario generale dell'Ospaal, l'Organizzazione di solidarietà dei popoli dell'Asia, dell'Africa e dell'America Latina creata l'anno prima dalla Conferenza tricontinentale dell'Avana, il perché di quello strano comportamento. Mi rispose: "Dato l'embargo americano, Cuba per vivere ha assoluto bisogno del petrolio dei sovietici: per l'elettricità, i trasporti, gli zuccherifici. Quando diamo segni d'indipendenza, le petroliere arrivano non più ogni 24 ore, ma ogni 36, 48 e così via, fintantoché una dichiarazione di Fidel non li tranquillizza" (ho pubblicato una sintesi di quell'intervista su Terzo Mondo). In ogni caso, dall'agosto 1968 la politica cubana si è allineata a quella sovietica e il regime è diventato sempre più simile a quello dei Paesi dell'Est, con danni crescenti per la popolazione, in termini sia di libertà, sia di condizioni economiche e sociali. Umberto Melotti melotti@uniroma1.it Molto interessante. A parziale giustificazione di Castro occorre ricordare che l'economia cubana ha sempre avuto un protettore, e che la scelta era fra un tutore vicino e ingombrante (gli Stati Uniti) e un tutore altrettanto ingombrante ma lontano (l'Urss). CESARE MERZAGORA Le elezioni del 1955 Caro Romano, ho letto con molto interesse la risposta che lei ha dato a Lorenzo Milanesi con una dettagliata descrizione dell'uomo Merzagora. Peccato che lei abbia dimenticato un episodio molto importante della sua carriera politica. Quando per l'elezione del presidente della Repubblica del 1955 Merzagora fu candidato dalla Dc, poi dopo due chiamate lui ritirò la candidatura perché non furono rispettati gli accordi. Fu poi eletto Giovanni Gronchi. Probabilmente avremmo avuto una presidenza che avrebbe giovato molto all'Italia. Sarebbe forse il caso di ricordare ai suoi lettori anche questo episodio. Enrico Sala duetitti@iol.it è vero. Merzagora fu il candidato della Dc moderata alla successione di Einaudi e ritirò la sua candidatura quando si accorse che la sinistra democristiana non lo avrebbe votato. Coloro a cui non è piaciuta la presidenza di Giovanni Gronchi ancora se ne rammaricano. DESTINATI AI CANI I recinti nei giardini Può essere giustissimo multare i padroni dei cani lasciati liberi senza guinzaglio, ma se ci sono dei doveri per i cittadini dovrebbero esserci anche per il Comune che, nonostante le richieste, in quasi nessun giardino pubblico della mia città (Bologna) ha predisposto degli appositi recinti per i cani. Inoltre, va bene multare, ma occorre differenziare la penale perché chi è proprietario di un cagnolino si può trovare a pagare ben 100 euro come se si fosse lasciato libero un pitbull pericoloso per la vita altrui! Clara Masotti claramasotti@iol.it ALITALIA E SCUOLA I dipendenti in esubero Mentre il ministro del Lavoro Sacconi rassicura i dipendenti Alitalia garantendo che gli esuberi saranno meno di 5.000, ecco intervenire il ministro dell'Istruzione Gelmini con parole davvero poco rassicuranti: 87.000 "tagli" tra il personale docente nel prossimo triennio. Ecco, finalmente, la soluzione all'annoso problema del precariato nella scuola! Marco Kadge marcokadge@libero.it FRA GLI ADOLESCENTI Il vizio del fumo La scuola impegna energie nell'educazione alla legalità e alla salute con l'ausilio anche di esperti esterni; di contro concede spazi, più o meno aperti, per i fumatori, equiparando gli adolescenti ad anziani tabagisti. Si innesta così il circolo vizioso per il quale il ragazzino proveniente dalle medie si sente autorizzato a imitare i compagni "grandi". Direi quindi che in fumo non vanno solo le sigarette, ma anche l'autorevolezza di una società educante. Grazia Tarantini Venezia SOLDATI NELLE STRADE Delinquenza in calo Sembrerebbe che l'impiego dei 3.000 militari nell'ordine pubblico abbia ridotto la delinquenza. A questo punto i casi sono tre: o trattasi di 3.000 Rambo che sono riusciti dove polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizie locali non sono riusciti, o tutte le altre forze dell'ordine sono incapaci, oppure tutta la materia è trattata con troppa enfasi e non con dati reali. Gianni Leoncini gianni.leoncini@virgilio.it SARAH PALIN / 1 Quale futuro per i figli? Nel 1979 il presidente Reagan ha sostenuto che "i principali responsabili dell'inquinamento sono gli alberi, non le ciminiere"; Sarah Palin rientra nel solco di questa tradizione, vicina ai magnati del petrolio. Si presentano in pubblico ostentando famiglie numerose: ma i loro figli riceveranno in eredità un mondo ridotto a una fumante groviera trivellata, alla ricerca dell'ultimo pozzo d'oro nero. Filippo Testa Baldissero Torinese (To) SARAH PALIN / 2 La vita privata Mi chiedo per quale ragione una candidata alla vicepresidenza alle elezioni statunitensi debba rendere conto di fatti privati che non siano di natura giudiziaria o legati al proprio stato di salute, a meno che questi non servano a far parlare ancora di più di sé e a racimolare qualche voto da parte di elettori indecisi. Andrea Ballabio Cesano Maderno (Mi).

Torna all'inizio


I nuovi prof: quarantenni con la nostalgia di casa (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-07 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE La ricerca Chi sono gli insegnanti entrati in ruolo: donne, con più di 10 anni di precariato Le motivazioni Il 90% rifarebbe la scelta dell'insegnamento. E accettano i giudizi I nuovi prof: quarantenni con la nostalgia di casa E vogliono subito il trasferimento I l primo lavoro fisso lo conquistano in media a 41 anni, dopo un decennio di precariato, una laurea (almeno per sei su dieci) e svariati "bocconi amari mandati giù". Hanno stipendi inadeguati e scarsissime prospettive di carriera. Preferirebbero una cattedra vicino a casa ma si dichiarano disponibili al cambiamento e non si scandalizzano all'idea di essere valutati (o, meglio, valutate, vista la stragrande maggioranza di donne). E se tornassero indietro, rifarebbero "tutto allo stesso modo". Scegliendo quella che più che una professione è una missione: insegnare. Motivati e arrabbiati. Ecco i docenti neoassunti, quei 50 mila che l'anno scorso hanno faticosamente conquistato il "ruolo". La Fondazione Giovanni Agnelli di Torino li ha esaminati, interrogati, studiati. Chiedendo loro aspirazioni e sogni, frustrazioni e opinioni. E il risultato, in molti casi, è sorprendente: "Professori e maestri - dice il direttore della Fondazione, Andrea Gavosto - sono migliori di quello che noi pensiamo". La ricerca è stata condotta tra maggio e giugno su 10.872 insegnanti di Emilia-Romagna (3.297), Puglia (3.792) e Piemonte (3.783) in collaborazione con le tre direzioni scolastiche regionali. Obiettivo: "Analizzare le patologie della scuola italiana e prospettarne soluzioni" con una serie di rapporti annuali. La consapevolezza: "Oggi - spiegano i responsabili del progetto - il nostro sistema di istruzione non appare del tutto adeguato a contribuire alla crescita del Paese". Per due motivi. Il primo: la scarsa qualità dell'apprendimento, "mediamente inferiore rispetto ad altre realtà internazionali ", come dimostrano le indagini Ocse- Pisa. Il secondo: la scuola non riesce a essere un fattore di ascesa sociale. Cambiare rotta. Nel reclutamento, nel modo di insegnare e di aggiornarsi, nel sistema retributivo. Una sfida difficile. Che la Fondazione Agnelli ha deciso di far partire dai docenti "nella convinzione che per guarire la scuola italiana è necessario concentrarsi su di loro". E soprattutto sui nuovi assunti, gli unici in grado di "aprire una fase di ricambio generazionale" e "di innalzamento dell'insegnamento". Come? Imparando a conoscerli. "E fotografandoli - continua Gavosto - nel momento "topico" del passaggio in ruolo". L'età media di un neoassunto: 41 anni (in Puglia si sale a 42 e 10 mesi). Poteva andare peggio, si potrebbe pensare a una prima occhiata. Ma la prospettiva cambia quando si fa un paragone con i colleghi degli anni Sessanta: avevano circa 23 anni. Quelli degli anni Settanta arrivavano a 28. Non che i nostri prof, prima del posto fisso, non abbiano mai insegnato. Anzi. Il 46 per cento può vantare almeno dieci anni di anzianità e di "balletto" (il precariato) tra le scuole. Solo il 17 per cento ha meno di un quinquennio di servizio. E solo il 60 per cento (80 alle medie e superiori) ha una laurea. "Il vero problema - osserva Gavosto - è l'aggiornamento: solo i più motivati seguono corsi di formazione. Per non parlare del "come si fa a insegnare". Pochissimi hanno frequentato lezioni ad hoc". Altra ombra: quasi un quinto dei neoassunti (il 23 per cento in Emilia-Romagna, dove si registra un'ampia presenza di docenti del Sud) vorrebbe chiedere il trasferimento. Presto, possibilmente. Prendi la cattedra e scappa. Un'abitudine di cui si è lamentato lo stesso ministro Mariastella Gelmini: "Stiamo studiando la possibilità di introdurre incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe per un intero ciclo scolastico di cinque anni", ha detto. Per ora, però, non si cambia. A danno della continuità didattica. E della qualità dell'insegnamento. Fuga verso la scuola vicino a casa. Per stare vicino alla famiglia, per spendere meno, per comodità. Eppure nessuno prende alla leggera il suo ruolo. Prof e maestri dichiarano di aver passione da vendere, di non essere per nulla pentiti del percorso lavorativo intrapreso. Anzi. Nonostante i tanti motivi di insoddisfazione, il 90 per cento degli intervistati rifarebbe l'insegnante. E continua a trovare nuovi stimoli. Lo dimostra la grande partecipazione all'indagine della Fondazione Agnelli. Francesco De Sanctis, direttore dell'ufficio scolastico del Piemonte, commenta: "è la conferma che si tratta di personale attento, propositivo e disponibile a un confronto costruttivo. è mia intenzione raccogliere tutti gli spunti e le opinioni che "le nuove leve" hanno manifestato, cercando di tradurre in progetti e azioni le idee e le potenzialità espresse". E i suggerimenti sono tanti. Sul sistema di valutazione dei docenti (oltre la metà crede che debba essere giudicato il lavoro di squadra, il 29 per cento quello del singolo) e sulle progressioni di carriera, uno dei grandi nodi dell'insegnamento. Quasi il trenta per cento (i maestri d'asilo e i più anziani) ritiene giusto avere aumenti di stipendio esclusivamente in base all'anzianità di servizio. Per il 62,9, invece, occorrerebbe differenziare le buste paga in funzione delle responsabilità; il 67,8, infine, preferirebbe essere pagato in base a meriti e competenze. Mansioni diverse, retribuzione diversa: un'apertura insperata in una professione, quella del docente, ritenuta arroccata su vecchie posizioni. E invece no, e anche sul reclutamento ci sono punti di vista nuovi. Il 44 per cento dei neoassunti si dichiara d'accordo o molto d'accordo sul fatto che le scuole possano assumere direttamente una parte degli insegnanti. Certo, un po' di diffidenza c'è. In Puglia oltre il 60 per cento degli intervistati è assolutamente contrario a questa ipotesi "ma in molti casi - puntualizza Stefano Molina, curatore della ricerca insieme con Laura Gianferrari - vince il timore che un certo sistema clientelare possa influenzare le scelte degli istituti". Nuove ipotesi di assunzione. E di carriera. Il direttore della Fondazione Agnelli ci crede: "Si potrebbero abbandonare le graduatorie in vista di una maggiore flessibilità. è vero, la chiamata diretta (presidi che ingaggiano i prof) è a rischio di arbitrarietà, ma le scuole devono poter scegliere in base alle loro esigenze, non ai punteggi dei professori". Una rivoluzione graduale. Il primo passo? "Dare la possibilità ai dirigenti - suggerisce Gavosto - di confermare i supplenti che hanno lavorato bene". Sembra proprio arrivato il momento di cambiare. Lo hanno capito i docenti - "hanno voglia di mettersi in gioco", aggiunge Laura Gianferrari -, ne sono convinti i direttori regionali che hanno aderito all'iniziativa. Come Luigi Catalano, a capo della scuola dell'Emilia- Romagna, Regione con una lunga tradizione di monitoraggi: "Interrogarsi sullo status dell'insegnante vuol dire guardare alla formazione-docenti come tema caldo del miglioramento del sistema di istruzione". Lucrezia Stellacci, direttore didattico della Puglia, aggiunge: "I docenti vogliono partecipare, capire, migliorare. Troppo spesso della scuola si parla a vanvera. Ricerche come questa possono aiutare a conoscerla e a rispettarla. Ne abbiamo bisogno". Annachiara Sacchi.

Torna all'inizio


Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Roma | 7 settembre 2008 Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione Mariastella Gelmini "La politica, sulla scuola, è da trent'anni che si comporta in maniera irresponsabile. In questo modo si è rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve scherzare: il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione politica". Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini. "La scuola non sarà mai più un ammortizzatore sociale" "E' finita una epoca: la scuola non sarà mai più un ammortizzatore sociale se lo mettano bene in testa tutti, sindacati compresi se non vogliono risultare impopolari nel paese", ha detto il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca. "Perché - ha aggiunto - il contribuente italiano deve pagare in tasse il triplo dei soldi se al posto di 3 maestri ne basta 1, se al posto di 4 bidelli e personale amministrativo ne bastano 3? I soldi risparmiati con l'opera di razionalizzazione del governo devono essere utilizzati per rendere la scuola italiana come quella degli altri grandi paesi europei.Perche' qualcuno non vuole che si razionalizzi la spesa per investire in tecnologie e innovazione? E' proprio quello che sta cercando di fare il governo. Ridurre la spesa per liberare risorse. Il bilancio del ministero dell'istruzione è utilizzato, infatti, per il 97% per pagare stipendi". "La logica del sindacato e dei governi ha ribaltato la missione della scuola" "Per troppi anni logiche sindacali e governi compiacenti hanno ribaltato la missione della scuola". Lo ha detto Mariastella Gelmini, spiegando che "la scuola è fatta per gli studenti non per pagare una cifra spropositata di stipendi che sono pure da fame, così come gli ospedali non sono fatti per gli stipendi dei medici ma per i malati". "I dipendenti della scuola sono più di 1.300.000 e sono troppi. Io voglio una scuola con meno professori, piu' pagati e in cui viene riconosciuto il merito di tanti bravi che ogni giorno lavorano tra mille difficoltà. Il bilancio del ministero dell'Istruzione - ha ricordato il ministro - è utilizzato, infatti, per il 97% per pagare stipendi". "Il tempo pieno sarà incrementato del 50%" "Il tempo pieno non sarà toccato anzi eliminando la compresenza di più professori e aumentando di ottomila posti i docenti del tempo pieno, si aumenterà sensibilmente il numero di famiglie che usufruiranno del tempo pieno". Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Istruzione, Universita' e Ricerca. "Addirittura - ha aggiunto il ministro - come risulta a una simulazione fatta da Tuttoscuola il tempo pieno potrà essere incrementato del 50%. Questo è il mio obiettivo". "Governo rivoluzionario, stop allo stipendificio" "Questo è un governo rivoluzionario, un governo che vuole rivoltare la pubblica amministrazione come un calzino. Un governo che vuole eliminare gli sprechi e riformare il Paese". Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Universita' e Ricerca, Mariastella Gelmini, dichiarando il suo stop alla scuola intesa come stipendificio. "In questo senso le parole che si levano contro le iniziative del governo, in particolare mie e del ministro Tremonti, sono solo di chi vuole che nulla cambi e che la scuola rimanga un luogo che scontenta contemporaneamente professori e studenti. Il problema della scuola italiana - ha aggiunto - non è 'quanto' denaro si spende ma 'come' viene speso. Ormai è minoranza nel Paese l'idea che basti aggiungere soldi alla scuola per farla andar bene. Non è vero, la scuola in Italia è come una macchina con il motore rotto, non basta aggiungere benzina, si deve aggiustare il motore per farla funzionare". Secondo il ministro, "lo dimostra il fatto che gli investimenti pubblici per la scuola in Italia sono in linea con gli altri Paesi, ma la qualità è fortemente inferiore. Da tutte le indagini è dimostrato che la qualità della scuola non dipende dal numero di ore che i ragazzi passano a scuola ma dalla qualità della didattica. I paesi migliori nelle classifiche ocse pisa sono quelli che hanno il minor numero di ore".

Torna all'inizio


Lega e Di Pietro: vince l'Italia dei rompiscatole (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

TORINO Adesso è tutto così lontano e sbiadito che è difficile stabilire quando è cominciato, e quali sono stati i segni. La canotta di Umberto Bossi ad Arcore. C'è chi dice il proclama del pool di Milano, estate accaldata del '94. Ovviamente, movenze e sostanza antipolitica del primo Cavaliere (anche dell'ultimo, però). Poi quell'onda che scende e che sale ha vissuto fasi alterne e adesso è tornata a mostrarsi cavallone. Il nuovo populismo. Bandane, canotte, trattori. Sciocchezze, interessi, iperboli. E voti. Ma, dentro, fenomeni molto diversi. Sui tavoli del Pd spunta un sondaggio che dà la Lega al 10 per cento e l'Italia dei Valori oltre il 9, col Pd sotto la soglia minima del 30 per cento. Tonino Di Pietro si scalda se lo si chiama populismo, "io posso anche avere la camicia gualcita, o passare l'estate sul trattore anziché in Sardegna, ma le cose che diciamo noi sono vere o false? E' vero o falso il conflitto d'interessi del premier? I conti pubblici che vengono truccati? Le leggi per l'impunità? E' vero o falso che il Cavaliere è un furbacchione e non uno statista? Mi rispondono dicendo che non so stare a tavola; ma qui mica stiamo parlando di posate!". Sostiene Nando Pagnoncelli che l'ondata populista è un fiume carsico in Italia, ma in questa fase torna prepotente per due questioni inevase legate al "grande scontento": "Una gigantesca questione salariale, cioè la perdita del potere d'acquisto, con il sostanziale impoverimento di vaste sacche di popolazione; e una questione fiscale non certo risolta dalla cancellazione dell'Ici". Due circostanze politiche e sociali che, insieme, possono far decollare rispettivamente Tonino e Umberto. "A noi non risultano per ora risalite nel consenso dell'area dell'ex sinistra arcobaleno, mentre il consenso per Di Pietro si sta impennando anche nelle regioni rosse, e poi in Molise e Abruzzo in forme impressionanti". Guarda caso, là dove si voterà prima ancora delle europee 2009. L'ex pm ne è fiero: "Ho delle ricerche che in Molise danno noi al 30, e il Pd molto, molto più indietro". Sotto il 20, nientemeno. E' una regione marginale e un caso-limite, o un'istantanea sull'Italia del futuro prossimo? Di Pietro preferirebbe correre da solo alle europee, senza apparentarsi con la lista micromega della società civile: "Il contenitore c'è già, l'Italia dei Valori al 70 per cento è fatta da uomini esterni, ha già candidato indipendenti come Beppe Giulietti o Pancho Pardi. Ed è un partito apertissimo a tutti, siamo pronti a farlo con Flores; tra l'altro non credo che Flores si voglia davvero mettere a fare liste. Perciò dico: usiamo il contenitore che c'è". Ma ha anche l'onestà di scorgere le affinità col Carroccio: "Siamo due Leghe, ciascuno a modo suo. Bossi una Lega del territorio, noi una Lega dei Valori, diffusa più a macchia di leopardo, ma ovunque. E attiriamo anche gente di destra. Siamo i due veri partito del dopo-Muro di Berlino". Sempre che si capisca, è un suggerimento di Pagnoncelli, che "la Lega non è più il partito della paura, ma quello più vicino fisicamente al cittadino". Oppure, l'idea è di Ilvo Diamanti, che "non è questione di populismo, è che l'Italia è sempre più, politicamente, il paese degli outsider, che premia per principio chi sta al'opposizione, la Lega nella maggioranza, Di Pietro nel centrosinistra". L'Italia dei rompiscatole, prima che dei canottieri, dei machi in trattore e, naturalmente, dei bandanati. Già, rompere o no le scatole. Nel Pd la vera dinamica non è (solo) tra veltroniani e dalemiani, quanto - il suggerimento è di Giorgio Tonini - "su come fare l'opposizione, cioè avanzando sempre delle nostre proposte oppure marcando in forma netta la nostra alterità con una serie di no". Con un'aggravante "che va oltre certe piccinerie del gruppo dirigente": le due idee non corrispondono del tutto a due fazioni, cioè sono mobili. "Sul federalismo fiscale Bersani è stato capofila degli intransigenti, mentre uno come Chiamparino era per concedere un'apertura di credito. Sulla giustizia i più secchi nel dire no sono personaggi come la Finocchiaro". Anna che ancora ieri pronunciava parole come "i giudici non vanno lasciati isolati", tesi non così distante (salvo i modi) dal popolo di piazza Navona. E' così che un uomo conosciuto un tempo come il re dei riformisti, Pier Luigi Bersani, ora attacca in stile-Tonino: "Una come la Gelmini, diventata avvocato con l'esame in Calabria, non può fare il ministro". "Il dilemma - confida - non è dialogo-non dialogo, ma accordo o disaccordo: se siamo in accordo su un tema, bene, ma se non lo siamo, non dobbiamo aver paura di dirlo!". Specie temendo ulteriori emorragie al nord. Musica per le orecchie dell'Italia dei Valori? Certo gli stili restano diversi; ma accanto al problema eterno di non morire tutti democristiani, c'è ormai chi comincia a temere che il problema 2009 sarà non morire dipietrizzati. Magari con una canotta di seta.

Torna all'inizio


Perché non avremo mai un Obama o un McCain (sezione: Scuola)

( da "Repubblica.it" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

UNA PERSONALIZZAZIONE impersonale e irresponsabile caratterizza la politica italiana. Una democrazia mediatica, affollata di volti e nomi noti e visibili. Che, tuttavia, ha ridotto e quasi abolito la possibilità, per gli elettori, di esprimere scelte e preferenze "personali". Visto che ormai la costruzione delle rappresentanze politiche e parlamentari è un fatto praticamente esclusivo dei partiti, ridotti a cerchie di gruppi dirigenti ristrette e centralizzate. Eppure, quasi vent'anni fa, la storia era cominciata diversamente. La crisi del sistema politico era stata sancita, è vero, dal referendum del 1991, che riduceva le preferenze elettorali a una sola. Ma si trattava, allora, di ridimensionare un sistema partitocratico, nel quale le preferenze costituivano uno strumento di controllo della società e, al tempo stesso, un elemento di scambio fra gruppi di potere. In seguito, siamo passati a sistemi elettorali che personalizzano il rapporto fra elettori ed eletti. Anzitutto a livello locale, con l'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di Provincia e, quindi, di Regione. Un rapido processo di presidenzializzazione diffusa, che il sistema elettorale della Camera e del Senato ha assecondato attraverso il maggioritario di collegio, che rende più immediato e trasparente il rapporto tra i parlamentari, i cittadini e il territorio. Quel modello, ne siamo consapevoli, non ha ridotto la frammentazione dei partiti, tanto meno il distacco fra sistema politico e società. Ha, tuttavia, segnato una frattura, almeno a livello simbolico. Partiti contro presidenti. Riassunto dell'opposizione fra vecchio e nuovo, come ha osservato Mauro Calise. D'altronde, i partiti si sono, anch'essi, personalizzati tutti. Dal 1994 ad oggi. Dall'archetipo insuperato, Silvio Berlusconi, fino a Walter Veltroni. Da Forza Italia all'Ulivo. Dal Partito democratico al Popolo della libertà. Passando per le diverse liste. Per limitarci alle principali: Lista Pannella e Bonino, la Lista di Pietro. Ma anche Alleanza nazionale, prima di confluire nel Pdl, nonostante disponesse di identità e organizzazione, era un soggetto identificato con il suo leader, Gianfranco Fini. E nell'Udc, ormai, la C evoca l'iniziale di Casini. La personalizzazione è, ovviamente, enfatizzata dall'uso dei media. La televisione, in particolare, ha dato ai partiti un volto, un'immagine familiare. Anche in questa fase. I ministri più popolari appaiono al pubblico personaggi caratterizzati, che recitano in fiction di successo. Due sopra tutti. Brunetta, il vendicatore dei cittadini contro i servi fannulloni dello Stato (gli statali, appunto). Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica; e anzitutto contro Berlusconi (che ne è il compendio). Ma anche Beppe Grillo. Attore protagonista della protesta di piazza. Passando dal versante della partecipazione a quello della comunicazione, occorre rammentare che la costruzione del Partito democratico e, prima, dell'Ulivo, è avvenuta attraverso le primarie. Un rito di massa per celebrare la scelta del leader. Prodi, Veltroni. Tuttavia, da qualche tempo, la personalizzazione della politica avviene insieme alla spersonalizzazione della scelta di voto. Imposta, per quel che riguarda le elezioni politiche, dalla legge elettorale in vigore dall'autunno 2005. Un proporzionale con premio di coalizione e liste bloccate. Cioè: senza preferenze. La legge, inventata in fretta dal centrodestra al fine di contrastare il successo annunciato del centrosinistra (particolarmente avvantaggiato dal maggioritario), ha, nei fatti, rafforzato le leadership centrali di "tutti" i partiti. Consentendo loro di controllare e condizionare le candidature e, quindi, gli eletti. Mentre ha spezzato il legame dei candidati con gli elettori. Tanto che i candidati sono quasi spariti dal territorio, nel corso della campagna elettorale, limitandosi, perlopiù, ad apparire accanto ai leader nazionali, durante le manifestazioni più importanti. Il problema avrebbe dovuto e potuto essere ridimensionato attraverso il ricorso alle primarie. Che, tuttavia, è divenuto molto intermittente. Quasi assente. Anche il Partito democratico ha usato le primarie con cautela. Evitando, comunque, di renderle troppo aperte e competitive. A livello nazionale, d'altronde, sono servite all'investitura di leader pre-destinati. Mentre l'elezione dell'assemblea costituente e degli organismi rappresentativi a livello territoriale è stata vincolata dall'esigenza di garantire l'equilibrio tra componenti oltre al controllo (e al mantenimento) dei gruppi dirigenti. Anche nella scelta dei candidati alle amministrative (sindaci o presidenti), le primarie vengono guardate con diffidenza e trattate con prudenza. Impossibile che emergano outsider. Un Obama o un McCain de noantri. Inutile attenderli. La questione si ripropone, oggi, in relazione al sistema elettorale che si sta progettando in vista delle prossime elezioni europee. Prevede, com'è noto, una soglia di sbarramento (3-4 per cento), per ridurre la frammentazione. Inoltre, un numero più ampio di circoscrizioni. Infine: l'abolizione delle preferenze. Su cui non c'è accordo. Ma che, indubbiamente, non dispiace - anzi, piace - ai partiti, in generale. Anche ai maggiori: Pdl e lo stesso Pd. In quanto permette loro di regolare e distribuire, con precisione algebrica e senza rischi, i posti tra le componenti (sotto)partitiche. An e Fi, da un lato. Ds e Margherita, dall'altro. Che ancora resistono e agiscono. Accanto ad altre correnti. Vorremmo ribadire che non siamo tifosi delle preferenze. Abbiamo memoria di quando costituivano un metodo di scambio clientelare. Però insospettisce la paura che suscitano nei partiti, oggi che non hanno più basi di massa e sono ridotti a ristrette cerchie di vertice. Il contrasto tra l'enfasi sulla personalizzazione e la crescente spersonalizzazione del voto riassume quanto sia fittizia, oggi, l'opposizione fra partiti e presidenti. Visto che i presidenti identificano partiti "chiusi", la cui classe dirigente si riproduce in modo endogamico. Al proprio interno. Senza competizione; ma, semmai, per cooptazione, dall'alto. Questo modello, peraltro, è coerente con la biografia del centrodestra. Inventata, scritta e interpretata da un Sovrano: Silvio Berlusconi. (Se ne è discusso molto nel recente convegno della Società italiana di scienza politica, all'Università di Pavia). Ma il centrosinistra e, soprattutto, il Partito Democratico - per storia, cultura e sociologia - non hanno prospettive senza coltivare il rapporto con il territorio e con la società. Senza rivalutare le primarie come metodo "vero" di consultazione e di selezione della classe dirigente. Senza dare agli elettori la possibilità di esprimere - in nessun modo - le loro preferenze personali. Senza vincolare gli eletti a un rapporto responsabile con gli elettori. Meglio che il Pd ci pensi, in vista delle prossime elezioni europee. Che, come sempre, avranno anzitutto effetti politici "nazionali". (7 settembre 2008.

Torna all'inizio


Scuola, la Gelmini sfida i sindacati (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

TORINO "Questo è un governo rivoluzionario, un governo che vuole rivoltare la pubblica amministrazione come un calzino. Un governo che vuole eliminare gli sprechi e riformare il Paese". Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dichiara guerra alla "scuola stipendificio". "Il problema della scuola italiana non è quanto denaro si spende ma come viene speso" spiega il ministro all'Ansa. La Gelmini ritorna sul tempo pieno, e, dopo aver annunciato il taglio di ottatasettemila insegnanti, puntualizza: "Il tempo pieno non sarà toccato anzi eliminando la compresenza di più professori e aumentando di ottomila posti i docenti del tempo pieno, si aumenterà sensibilmente il numero di famiglie che usufruiranno del tempo pieno". "Addirittura - aggiunge- come risulta a una simulazione fatta da Tuttoscuola il tempo pieno potrà essere incrementato del 50%. Questo è il mio obiettivo". La sfida del ministro è contro sindacati e "fannulloni". "I dipendenti della scuola sono più di 1.300.000 e sono troppi. Io voglio una scuola con meno professori, più pagati e in cui viene riconosciuto il merito di tanti bravi che ogni giorno lavorano tra mille difficoltà. Il bilancio del ministero dell'Istruzione è utilizzato, infatti, per il 97% per pagare stipendi. Per troppi anni- ragiona-logiche sindacali e governi compiacenti hanno ribaltato la missione della scuola". Il ministro avverte: "La politica, sulla scuola, è da trent'anni che si comporta in maniera irresponsabile. In questo modo si è rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve scherzare: il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione politica". Il ritorno del maestro unico, che ha suscitato polemiche e attacchi da parte dell'opposizione, si colloca nell'ottica di una scuola più efficiente, spiega la Gelmini. "Perchè il contribuente italiano deve pagare in tasse il triplo dei soldi se al posto di 3 maestri ne basta 1, se al posto di 4 bidelli e personale amministrativo ne bastano 3? I soldi risparmiati con l'opera di razionalizzazione del governo devono essere utilizzati per rendere la scuola italiana come quella degli altri grandi paesi europei". La linea del governo lascia strascichi di polemiche. Veltroni, dal palco della "festa democratica" ha alzato il tiro: "Se c'è una cosa che funziona nella scuola italiana sono le elementari e il governo dove è che va a tagliare: lì". Bersani: "La Gelmini non può pretendere di fare il ministro dell'Istruzione. Da quale pulpito arrivano le prediche sul merito e il valore delle persone, degli studenti, degli insegnanti. Ci vuole coerenza tra parole e fatti, il ministro non ha la credibilità per rivolgersi ai giovani. Fossi stato in lei non avrei fatto il ministro dell'Istruzione". Il ministro dell'Istruzione, però, si merita il plauso di Emma Marcegaglia: "Noi guardiamo i dati e i dati dicono che l'Italia ha il numero di insegnanti in rapporto agli alunni più alto della media europea. Alcuni tagli e la lotta all'inefficienza vanno portati avanti, così come la logica di premiare e pagare di più i professori migliori".

Torna all'inizio


Bossi: contrario all'insegnante unico. Poi attacca la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Roma | 7 settembre 2008 Bossi: contrario all'insegnante unico. Poi attacca la Gelmini Umberto Bossi Per il leader della Lega e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, l'introduzione dell'insegnante unico alle elementari è una scelta imposta dalla scarsità di risorse economiche, ma il rischio è che "è facile che si rovini il bambino". "Oggi ci sono molti insegnanti specializzati. Qualcuno dice 'l'insegnante unico', ma se c'è un brutto insegnante rovina i bambini". Secondo Bossi, "tocca al ministro controllare che gli insegnanti siano bravi". E ammette: "Ma un insegnante unico costa un sacco di soldi in meno, onestamente. In un momento in cui non ci sono i soldi è evidentemente che può saltar fuori l'insegnante unico. Ma se c'è un solo insegnante è facile che si rovini il bambino. Se ci sono più insegnanti allora uno almeno è buono. Quando non ci sono i soldi bisogna aguzzare l'ingegno". Poi Bossi rivolge una pesante critica al responsabile del dicastero dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: "Il ministro sa che per affrontare le cose a scuola devi essere prima stata come minimo un insegnante. Secondo me per capire che cosa occorre alla scuola devi averci vissuto dentro, devi essere stato insegnante, devi sentire l'odore della polvere". La Gelmini non ha mai insegnato.

Torna all'inizio


Scuole in quota, la carica dei 5 mila (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

AI PLESSI DI MONTAGNA.UN MILIONE DI EURO DALLA REGIONE PER GARANTIRE GLI INSEGNANTI Scuole in quota, la carica dei 5 mila [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Scuola ai blocchi di partenza anche nel Vco, ma senza le sofferenze che avevano caratterizzato i plessi di montagna negli ultimi tempi. In alcuni paesi, infatti, la riduzione degli iscritti aveva messo a repentaglio il servizio scolastico: l'ultimo caso, poi risolto, era stato lo scorso anno a Cursolo Orasso in valle Cannobina, e prima a Trasquera in valle Divedro, dove gli alunni erano soltanto tre ma i genitori avevano invocato e ottenuto il mantenimento dei corsi. Merito della collaborazione tra gli enti locali e l'ufficio scolastico provinciale, ma anche della lungimiranza che le Comunità montane e l'Uncem hanno trasferito nella "Legge sulla montagna" nel '94 con l'ideazione degli istituti comprensivi, che accorpando più ordini di scuola hanno consentito razionalizzazioni e risparmi e nello stesso tempo il mantenimento delle realtà più piccole. Come a Trasquera, dove gli alunni iscritti quest'anno alla pluriclasse sono 5, o a Coimo di Druogno, in valle Vigezzo, dove sono sei. E ancora a Gurro e Orasso, in valle Cannobina, dove gli iscritti sono rispettivamente 5 e 6. E' una popolazione scolastica molto numerosa, quella che sta in montagna, e nel Vco supera di gran lunga i 5 mila alunni. Senza rifarsi alle categorie geografiche che disegnano le Comunità montane, che arrivano anche al di sotto dei 200 metri di quota, i plessi scolastici sopra i 500 metri sono 55 di cui 21 sopra gli 800 metri e tre sopra i mille. La più alta è la scuola elementare di Formazza, a quota 1.250 metri, seguita da quella di Pian Cavallo a Oggebbio a 1.150. Situazioni difficili, sia per le famiglie che per alunni e insegnanti. Ci si scontra con le difficoltà a formare le classi ma anche con i problemi didattici, perché quando gli alunni sono in pochi rischiano di incepparsi le dinamiche di gruppo che aiutano a crescere. E poi ci sono i disagi per i genitori, che devono portare i figli alla scuola più vicina, e per gli insegnanti, che salgono tutte le mattine dai centri più grossi percorrendo strade non sempre al massimo della sicurezza. Ma la determinazione delle popolazioni a non "mollare" la loro scuola deriva dalla consapevolezza della sua centralità, come motore e punto di riferimento del paese. "Se cessa il servizio scolastico scendiamo a valle" è il ritornello di molti genitori. Una consapevolezza condivisa dagli enti locali, che fanno i salti mortali per far fronte ai tagli dei Governi che puntualmente si concentrano sulla scuola e sulle realtà più piccole in particolare. Da anni ormai la Regione ha istituito il gruppo di lavoro "Scuole di montagna" che lavora a stretto contatto con l'ufficio scolastico regionale e con le Comunità montane al fine di sostenere in maniera mirata le scuole più in difficoltà. "La Regione - spiega il presidente della Comunità montana Valle Ossola Pier Leonardo Zaccheo - anche quest'anno ha stanziato oltre un milione di euro per garantire gli insegnanti alle pluriclassi e al sostegno. Inoltre sta esaminando i progetti per allungare il "tempo scuola"". Le preoccupazioni tuttavia aumenteranno dopo il varo della Finanziaria 2009, che prevede tagli alle scuole dei paesi sotto i 5 mila abitanti. Il presidente dell'Uncem (Unione dei comuni e degli enti montani) Enrico Borghi ha già chiesto al ministro Mariastella Gelmini un incontro. "La scuola italiana - spiega Borghi - ha avuto nei territori montani un esempio di riorganizzazione importante. E' stata la montagna a inventarsi gli istituti comprensivi, che poi sono stati estesi al resto del territorio nazionale".

Torna all'inizio


Da tempo, troppo tempo, in Italia chi tocca la scuola muore . E' così che la si (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-09-2008)

Argomenti: Scuola

Da tempo, troppo tempo, in Italia "chi tocca la scuola muore". E' così che la sinistra interpreta il proprio ruolo di conservazione nei confronti di un sistema tra i più inefficienti al mondo, dove però l'intellighenzia rossa, prima, e ora quella del Pd ritiene di avere un feudo intoccabile, in cui si plasma la futura classe dirigente, nell'intreccio vizioso tra sindacato onnipotente e amministrazione burocratizzata all'ennesima potenza. Così, quando un ministro del centrodestra vara una riforma per salvare la scuola dal degrado, e farla diventare una risorsa per la crescita del Paese, ecco che scatta il riflesso condizionato: attacchi preventivi, scioperi già attuati e altri minacciati, occupazioni e autogestioni che presto verranno. E' stato così con la Moratti ed è così con la Gelmini che ha preso decisioni ancora parziali ma già coraggiose. Ha riportato in auge il voto in condotta come rimedio al bullismo, ha reintrodotto il maestro unico che ha educato generazioni di italiani, ora adulti, senza indurli al cretinismo. Ma la sinistra non ci si sta e nell'ottica più conservatrice che esista si schiera con tutte le armi possibili a difesa della situazione costituita, in cui il 97% delle risorse è destinato a pagare gli stipendi della più pletorica organizzazione pubblica al mondo, subito dopo la marina Usa. Così anche Caterina Romeo, coordinatrice provinciale del Pd, cerca di far passare la tesi capziosa che le iniziative del governo servano a far cassa. In realtà, l'esponente Pd finge di non capire che non è la quantità ma la qualità della spesa quella che renderà la scuola italiana all'altezza di un Paese civile. Cosa che oggi non è, salvo lodevoli eccezioni, peraltro distribuite in modo diseguale. Con un'Italia del Nord dove i livelli di apprendimento e successo scolastico sono assimilabili a quelli europei, a fronte di un Sud che arranca. Eppure la spesa nel Meridione, a causa del minor numero di allievi per insegnante, è decisamente superiore che al Nord, ma gli abbandoni scolastici e il rendimento negli studi sono a distanze abissali: come la mettiamo con la teoria di comodo che, spendendo di meno, la scuola peggiorerebbe? La scelta di abbandonare il maestro unico fu fatta nel 1990 per mantenere invariati gli organici, nonostante il calo demografico. Una scelta con motivazioni sindacali, ammantate da giustificazioni pedagogiche che non reggono. Un bambino dai sei ai dieci anni deve imparare poche cose fondamentali: leggere, scrivere e fare di conto, innanzitutto. Quindi un po' di storia, di geografia, di scienze naturali, di inglese. In modo elementare. Non occorre dunque un insegnamento specialistico, è meglio che il docente sia uno solo, perché il maestro unico guarda alla formazione del bambino, mentre l'insegnante specialista di una disciplina guarda alla sua materia. Peraltro il ministro ha già precisato che non diminuirà il tempo pieno, anzi che sarà aumentato senza spendere di più, e che non si attuerà alcun taglio all'insegnamento di sostegno. Così pure si è deciso di mantenere i libri di testo per almeno 5 anni, per evitare eccessive spese alle famiglie. Tutte spiegazioni che non sono sufficienti a scalfire i teoremi e l'arroganza di una sinistra che si sente colpita su un terreno che considera di esclusiva proprietà. *Coordinatore regionale Forza Italia.

Torna all'inizio