HOME PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro Novelli
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toARTICOLI DEL 6-7 settembre
2008 #TOP
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Articoli
Scuola (60)
Duecentoventi maestre rischiano il posto
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: critica la stessa manovra messa in atto dal ministro Mariastella Gelmini, "che mira ad affossare le elementari, riconosciute invece da tutti tra le migliori al mondo. Si vuole farla passare per una scuola di sprechi, ma è di qualità. Il ministro, agendo così, dimostra di non conoscere come funziona il mondo scolastico: per ogni classe non ci sono tre maestri, come la Gelmini afferma,
Il
Cavaliere al cospetto della Regina
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: In serata si alterneranno Franco Frattini, ministro degli esteri, e Mariastella Gelmini, titolare del dicastero all'istruzione. Domenica mattina fuochi d'artificio con il governatore veneto Galan e il presidente del Senato Renato Schifani. Ci saranno anche Aldo Brancher, Fabrizio Cicchitto e Alberto Giorgetti.
Arrivano
40 maestre per le materne ( da "Stampa, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: un progetto di "media education" con Comune e Rai, un programma di prevenzione delle reazioni anafilattiche dovute alle allergie alimentari, coordinato dall'ospedale Regina Margherita. Il tempo pieno? De Sanctis ha ripetuto il Gelmini-pensiero: "Non sarà toccato". Ma con l'orario a 24 ore settimanali di lezione i dubbi sono rimasti.\.
Maestro
unico, rivolta nelle scuole ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assemblee e petizioni contro la riforma Gelmini. I precari scendono in piazza. I Cobas: sciopero il 17 ottobre Maestro unico, rivolta nelle scuole ROMA - Scuole in rivolta contro il maestro unico ed i tagli di personale che coinvolgono 87 mila persone secondo quanto previsto dalla riforma del ministro Gelmini.
Scuola,
la rivolta contro il maestro unico - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per il ministro Mariastella Gelmini non sarà un autunno tranquillo. L'idea di tornare al maestro unico alle elementari, rassicurando che il tempo pieno non verrà toccato, anzi potenziato, non convince il mondo della scuola e molti genitori. Padri e madri degli oltre 850 mila bambini che frequentano le elementari statali dalle 8 e mezza di mattina alle quattro e mezzo di pomeriggio.
Un
salone dei libri di testo per sconfiggere il caro scuola - stefano parola
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, sul maestro unico. I vertici dell'Ufficio scolastico regionale hanno rimandato ogni discorso sull'argomento a quando saranno più chiare le norme e i regolamenti, limitandosi a ribadire che "il tempo pieno non corre alcun pericolo" e che "non rappresenterà una battuta d'arresto per la ricerca didattica".
Docenti
precari senza cattedra e alla fine arrivano i carabinieri - valentina monarco
donatella ucci ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: saranno dolori con la riforma Gelmini, converrebbe quasi cambiare lavoro". Dopo la lunga attesa, a mezzogiorno arriva l'ulteriore beffa per gli aspiranti maestri elementari della provincia romana: è tutto rimandato a lunedì. La precedente lista è ritirata e per quella definitiva si dovrà attendere ancora qualche giorno.
La
nuova idea della marsilio "all'asilo insegnanti con la divisa" - anna
maria liguori ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Mariastella Gelmini che vuole mettere il grembiule ai bambini delle elementari. Al limite un grembiule per le maestre può essere portato durante la mensa ma mettere sempre la divisa sarebbe un segnale negativo". E anche le stesse educatrici sono per la linea anti-divisa: "Mi sembra un po' assurdo - dice Cinzia Conti ex educatrice del X Municipio ora in attesa di assegnazione -
Maestro
unico, scuola occupata ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina I - Roma Parte dal Casilino la protesta contro l'iniziativa del ministro Gelmini: docenti e genitori dormiranno nell'istituto Maestro unico, scuola occupata E l'assessore Marsilio propone: "Divise per gli insegnanti negli asili" parte la rivolta contro il maestro unico: al Casilino genitori e docenti occupano l'istituto.
Il
dietrofront del ministro gelmini ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: inaugurazione dell'anno scolastico prevista in Campania Il dietrofront del ministro Gelmini Gabriele: "Così si volta le spalle a una regione che investe 300 milioni nell'istruzione" Dietrofront. Causa polemiche e scivolate, salta il primo bagno di folla nel sud Italia del ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini.
Brevi,
schede e richiami 2 ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini a gamba tesa sulla scuola Gianfranco Pignatelli Napoli Tra diffamazioni, illazioni e ritrattazioni è finita anche l'estate del ministro Gelmini. Tornando a Roma si è recata in "pellegrinaggio" a Rimini per il meeting di Comunione e Liberazione.
Maestro
unico e tagli agli organici scatta la mobilitazione dei cobas
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, che intende tagliare 70 mila posti di lavoro. Che annuncia il maestro unico e stando a quanto spiegano i Coordinamenti di Base non potrà più consentire la suddivisione delle materie disciplinari tra i diversi docenti: il maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto;
Maestra
unica, no dei sindacati - laura montanari
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: modelli adesso rischiano di essere cancellati o completamente rivisti (in maniera graduale) nel nuovo orizzonte abbozzato dal ministro Gelmini che oltre a caldeggiare il ritorno del grembiule e della divisa a scuola, ripristina dal 2009 anche il maestro unico (a partire dalle prime). Su 1.800 classi della scuola primaria in provincia di Firenze, per effetto del decreto Gelmini, 1.
"così
si distrugge la scuola" ( da "Repubblica, La"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: assessore regionale Paola Manzini è preoccupata per il futuro della scuola elementare: "Saranno le famiglie a pagare la riforma voluta dal ministro Gelmini, il tempo pieno rischia di diventare un doposcuola". Concorde la senatrice Pd Mariangela Bastico: "Saranno cancellate 121 scuole in regione". I sindacati sul piede di guerra CAPELLI A PAGINA V.
Il
maestro unico non è soltanto problema di fondi - donata lenzi sandra zampa *
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: La scelta della Ministra Gelmini, di fatto, ripropone un ritorno alla scuola degli anni '60: grembiuli, voto in condotta, maestro unico. Ma se sui primi due possiamo fin da ora renderci disponibili ad un bel dibattito, sul ritorno del maestro unico la questione è molto più complessa.
"pagheranno
le famiglie" - eleonora capelli
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: formalizzare la protesta presso il ministero di Mariastella Gelmini. Assessore, cosa può fare la Regione? "Non possiamo apportare correttivi, gli organici sono competenza dello Stato. Ma possiamo protestare. Ho convocato per il 17 settembre una riunione con 40 assessori alla scuola del territorio per stilare un documento dove mettiamo in evidenza i "correttivi" indispensabili per l'
Bastico
contro i tagli del ministro "cancellate 121 scuole in regione"
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre il taglio degli insegnanti annunciato dal Ministro Gelmini potrebbe significare una "sforbiciata" di 8 mila posti di lavoro nella scuola (ma ancora non si conoscono i criteri di questa riduzione annunciata), mette in guardia rispetto a una realtà profondamente mutata. "Nella nostra regione non c'è nessun calo demografico - spiega Bastico - qui i bambini sono aumentati.
Maestro
unico "inaccettabili duemila tagli"
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bari La Cgil contro il piano Gelmini Maestro unico "Inaccettabili duemila tagli" Contro la reintroduzione del maestro unico voluta dal governo e dal ministro alla Pubblica istruzione Maria Stella Gelmini, insorge anche la Cgil. "Saranno licenziati oltre 2.000 docenti di scuola primaria in Puglia nei prossimi tre anni - ha detto il segretario generale,
Napolitano
riceve gli atleti, eroi della porta accanto Al Quirinale i campioni di Pechino
con famiglie al seguito. Il presidente: Ci avete emozionato
( da "Unita,
L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: riforma Gelmini se ne preoccupi troppo. Sono arrivati al Quirinale su pullman scoperti gli atleti di Pechino in staffetta con i colleghi che da oggi saranno protagonisti delle paraolimpiadi sempre a Pechino, in quella Cina dove "l'esperienza corale dei giochi olimpici darà i suoi frutti" perchè "gli ideali delle Olimpiadi non sono separabili dai valori di libertà e dignità dell'
L'assessore
Veardo: <Niente tagli al biologico>
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini per suggerire la costituzione di gruppi di acquisto presso le singole scuole al fine di ridurre i costi dei grembiuli e uniformarne le caratteristiche e prevenire così potenziali effetti discriminatori. "Condivido in pieno il provvedimento che reintroduce l'obbligo del grembiule scolastico - sottolinea Musso - soprattutto perché frena la corsa agli abitii firmati dei ragazzi,
La
Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 213 del 2008-09-06 pagina 13 La Gelmini ci salverà dalla scuola matriarcale di Geminello Alvi Si vive di apparenze, giacché a ben vedere abbiamo in questa vita solo quelle. E a studiarsela nelle foto la ministra Gelmini Mariastella parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio.
Baffino
impari lo stile Aznar ( da "Giornale.it, Il"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: abbiamo letto articoli e soprattutto visto fotografie sul nuovo amore di Mariastella Gelmini, sulla gita in barca a Ponza di Giorgia Meloni, sulla virilità del presidente della Camera e perfino sul bacio di Antonio Di Pietro a una sua collaboratrice. Verrebbe da dire che sono fatti loro - loro dei politici pizzicati - e che la stampa italiana è proprio di basso livello.
All'Orso,
all'Orso ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini e scopro con una certa sorpresa che è stata istituita una commissione ad hoc, la quale, immagino, costerà almeno "un paio di euro" e allora mi permetto qualche osservazione. A partire dalla scuola elementare e fino al mio esame di maturità scientifica, ho sempre letto nelle mie pagelle la materia "Storia ed educazione civica"
Salirà
di un punto il rapporto alunni-insegnanti
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: diminuire gli spazi di manovra del ministro Gelmini, rendendo molto più difficili gli interventi annunciati in materia di merito, carriera e di adeguamento dello stipendio degli insegnanti alle medie dei loro colleghi europei. Stesso discorso sui pochi investimenti riservati alla ricerca didattica che dovrebbero contribuire a far risalire anche il tasso di qualità della scuola italiana,
Grandi
tagli nelle piccole classi ( da "Sole 24 Ore, Il"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Due giorni fa il ministro dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ha ribadito che saranno tagliati 87mila posti in 3 anni, il 7% della spesa. I numeri dei risparmi da realizzare nel periodo 2009/11 sono nella relazione tecnica alla manovra: il taglio al bilancio – a regime – sarà di 3,2 miliardi di euro.
Scuola,
record di stranieri <Più severi sulla condotta>
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: tante novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini e l'auspicio del direttore regionale, Annamaria Dominici: "Mi auguro che il tempo pieno sia salvaguardato come modello didattico vincente e come risposta alle esigenze delle famiglie ". Partenza con un record: quegli oltre 120 mila giovani immigrati che sono l'11,26 per cento del totale (contro una media nazionale del 6,
<Salari,
pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà spiegarlo>
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: obiettivo del ministro Gelmini, condivido: meno maestri e professori, ma pagati meglio e valutati, forse miglioreranno la qualità ". Federalismo: sì a quali condizioni? "Primo: non deve ridursi a un "dividendo politico" da pagare alla Lega, dev'essere un disegno complessivo di riforma che avvicini i cittadini a chi li governa".
<Ora
di religione obbligatoria> Bufera sulla giunta del Veneto
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: se il ministro Mariastella Gelmini pensa, giustamente, di riportare a scuola l'Educazione civica, io credo che di tale materia possa far parte l'insegnamento della religione cattolica, fondamento indiscusso dei valori dell'Occidente. Che dovrebbero conoscere anche gli stranieri che hanno deciso di risiedere nel nostro Paese ".
Winx,
Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma con le griffe
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
REDAZIONALE
Tendenze Il ministro Gelmini li ha consigliati ai dirigenti didattici ma in
vetrina i prezzi impennano Winx, Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma
con le griffe Costano da
Grembiuli,
spuntano i griffati da 36 euro ( da "Corriere della Sera"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: 1 categoria: REDAZIONALE Elementari Grembiuli, spuntano i griffati da 36 euro Mentre il ministro Gelmini invita ad usare i grembiuli alle elementari, i prezzi dei nuovi modelli, griffati con le immagini delle Winx e dei Power Rangers, schizzano alle stelle, raggiungendo i 36 euro. ( foto JPeg) A PAGINA 2 Clarida Salvatori.
E
Arturo elogia Silvio: governo ombra fallito
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Poi attacca il ministro Gelmini, per aver preso l'esame di abilitazione a Reggio Calabria: "Se serve mettere il sette in condotta mettiamolo, ma chi lo propone non dovrebbe poi cercare vie laterali". Sul tema della leadership Rutelli difende Veltroni: "Abbiamo scelto lui.
Scuola,
ora di religione obbligatoria per tutti
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Anche il ministro Gelmini, introducendo temi come il voto di merito, il grembiule, il comportamento in aula, dimostra che il suo approccio alla scuola è una grande riforma di princìpi e valori dopo la devastazione del Sessantotto e il suo lascito di materialismo, relativismo, nichilismo".
Roma,
15:58 - SCUOLA: BERSANI, GELMINI NON E' CREDIBILE COME MINISTRO
( da "Repubblica.it"
del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract:
Il
ministro doveva informarsi meglio
( da "Corriere
delle Alpi" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro doveva informarsi meglio" Maestro unico, Passuello contro Gelmini: "I tre docenti funzionano" BELLUNO. "Il ministro Gelmini avrebbe dovuto vedere meglio i risultati che la scuola primaria ha ottenuto in questi anni, anche a livello europeo, prima di avviare la riforma che prevede l'introduzione del maestro unico.
Perché
non avremo mai un obama o un mccain - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica;
Brevi,
schede e richiami 1 ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E gli 87 mila esuberi creati dal ministro Gelmini con il taglio degli insegnanti? Dei quali ben più che 5000 saranno residenti nel Lazio, non comportano gravità occupazionali e crisi ben più gravi? Non pensa di intervenire? Non ritiene che la Regione dovrebbe essere più interessata a questa emergenza che all'Alitalia?
La
scuola si ribella ai tagli ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il governatore ha scritto al ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, accusandola di avere leso "il principio costituzionale di leale collaborazione" con l'amministrazione regionale e chiedendole di reinserire almeno 600 docenti. MASSIMO LORELLO A PAGINA II.
Lombardo
scrive al ministro: "la riduzione degli organici viola l'autonomia" -
massimo lorello ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, rimproverandole di non avere interpellato l'amministrazione siciliana e invitandola a reintrodurre almeno la metà dei posti tagliati. Il tutto, mentre esiste già una stima da parte del corpo docente sugli insegnanti elementari che perderanno il posto il prossimo anno quando si tornerà al maestro unico: salteranno circa seimila posti.
Scontro
sul maestro unico ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Genova I capi d'istituto preoccupati per gli effetti della riforma-Gelmini: "Un solo insegnante non può coprire 40 ore settimanali" Scontro sul maestro unico Allarme dei direttori: "Così si rischia di uccidere il tempo pieno" Tempo pieno e tempo prolungato in bilico. A rischio di essere affossati e travolti dal Decreto-Gelmini.
"colletto
bianco, fiocco blu quel grembiule io lo rivorrei" - erica manna
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: come vorrebbe il ministro Gelmini? "No, nessuna tortura. Era normale, ce l'avevano tutti. Non ne farei una questione di omologazione o meno. Il grembiule è semplicemente comodo. Piuttosto alle medie, quando impazzava la moda della minigonna e mia madre non voleva che la indossassi, in ascensore arrotolavo la mia gonna scozzese,
Scuola,
tempo pieno a rischio - giuseppe filetto
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il modello Gelmini è inapplicabile" Marco Adezati, responsabile della elementare di corso Firenze: "Finiremo come Alitalia" GIUSEPPE FILETTO La scuola come Alitalia, fallita e spezzettata. "Farà la stessa fine della compagnia di bandiera, divisa in due - dice Marco Adezati - da una parte ci sarà la scuola che non serve più,
La
linea gotica - michele mirabella ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: secondo il protocollo Gelmini, si prevede di cacciare gli insegnanti elementari in sovrannumero in seguito alla riforma della riforma della riforma della riforma della riforma della scuola primaria che prevedeva più maestri. Saranno considerati insegnanti in esubero e, con loro, saranno restituiti alla raccolta dei pomodori o assunti nell'apparato dello stato,
Arriva
berlusconi, insegnanti in piazza ( da "Repubblica, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: precari per il ritorno al maestro unico voluto dal ministro Gelmini. "è il primo passo verso lo sciopero nazionale - ha detto Claudio Menga, segretario provinciale Flc Cgil Bari - e speriamo di coinvolgere anche le famiglie e non solo il personale scolastico". Ed è d'accordo anche la Uil: "C'è bisogno di una partecipazione corale per non perdere gli 80mila insegnanti di tutta Italia"
Gelmini
nella bufera "no ai tagli nella scuola" - mario reggio
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: governo Berlusconi e del ministro Gelmini - ha affermato - è peggiore di quella Moratti, che metteva in atto una vera e propria destrutturazione del sistema-scuola. Adesso la Gelmini non si preoccupa nemmeno degli effetti sociali disastrosi che producono queste misure". "Con quanto deciso dal Governo - ha continuato - vengono dirottati dalla scuola otto miliardi di euro in tre anni,
Ignazio
La Russa: festeggeremo le Forze armate con lezioni di ufficiali anche nelle
scuole ( da "Unita, L'"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: "Non so se ci riuscirò, ma mi sono già messo al lavoro in silenzio con una commissione mista militari-civili a costo zero". "Sono anche d'accordo con il ministro Gelmini perchè il 4 novembre venga ricordato nelle scuole. Invieremo ufficiali a tenere lezioni".
Il
portavoce del ministro avrà lo stipendio da direttore generale
( da "Unita,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: ROMA Il portavoce del ministro MariaStella Gelmini è stato promosso a direttore generale. Si tratta di Massimo Zennaro, giornalista, esperto di comunicazione di Forza Italia, che sin dalle prime ore dell'incarico alla Gelmini ha curato i rapporti con i colleghi della stampa. Il decreto di nomina dovrebbe essere stato registrato prima di ferragosto dalla Corte dei conti.
Bersani:
la Gelmini si deve dimettere Il Pd: Lanceremo un'offensiva contro la
distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani
( da "Unita,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bersani: la Gelmini si deve dimettere Il Pd: "Lanceremo un'offensiva contro la distruzione della scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani" di Andrea Carugati / Firenze DALLA FESTA DEL PD di Firenze piovono bordate sul ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini.
Campagna
pd <Salva la scuola dalla Gelmini>
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: iniziativa Campagna pd "Salva la scuola dalla Gelmini" MILANO - Amata dagli italiani, bocciata da Pd e sindacati. Prima che la campanella sia suonata, per il ministro Gelmini l'autunno si annuncia caldo. La sua riforma della scuola e i tagli di insegnanti (81mila) e personale (47mila) finiscono nel mirino di governo ombra e sindacati.
Mariastella
di Borbone ( da "Corriere della Sera"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, la scelta del team di maestri compiuta con la riforma del 1990 non aveva infatti "alcuna motivazione educazionale e pedagogica", serviva unicamente per "far aumentare il numero degli insegnanti". Può darsi. Però, una cosa è sicura. I più autorevoli osservatori internazionali concordano nel giudicare la scuola italiana gravemente deficitaria a livello di scuola media e di
Fede
Pellone: <Chiedete il contributo>
( da "Giornale.it,
Il" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: prendere in considerazione l'indicazione del ministro all'Istruzione Mariastella Gelmini e reintrodurre il grembiule" nelle scuole primarie e secondarie. Avviene da anni alla Rinnovata Pizzigoni, dove si può scegliere tra 25 colori diversi, o alla scuola media Leonardo da Vinci dove ogni camice ha il logo o all'elementare di via Paravia.
Interventi
e Repliche ( da "Corriere della Sera"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: BREVI Interventi e Repliche Gli esami del ministro Gelmini Sono una trentaduenne aspirante avvocato, arenata nell'esame di abilitazione all'esercizio della professione forense, che sosterrò per la quarta volta quest'anno, e leggo dell'esame del ministro Gelmini (Corriere, 4 settembre)! Mi scandalizza e amareggia la vicenda anche se estremamente comune,
DOPO
L'INVASIONE DI PRAGA ( da "Corriere della Sera"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Gelmini con parole davvero poco rassicuranti: 87.000 "tagli" tra il personale docente nel prossimo triennio. Ecco, finalmente, la soluzione all'annoso problema del precariato nella scuola! Marco Kadge marcokadge@libero.it FRA GLI ADOLESCENTI Il vizio del fumo La scuola impegna energie nell'educazione alla legalità e alla salute con l'
I
nuovi prof: quarantenni con la nostalgia di casa
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Un'abitudine di cui si è lamentato lo stesso ministro Mariastella Gelmini: "Stiamo studiando la possibilità di introdurre incentivi per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe per un intero ciclo scolastico di cinque anni", ha detto. Per ora, però, non si cambia. A danno della continuità didattica.
Gelmini:
la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione
( da "Rai
News 24" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini: la politica sulla scuola ha rubato il futuro della mia generazione Mariastella Gelmini "La politica, sulla scuola, è da trent'anni che si comporta in maniera irresponsabile. In questo modo si è rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve scherzare: il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione politica"
Lega
e Di Pietro: vince l'Italia dei rompiscatole
( da "Stampaweb,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pier Luigi Bersani, ora attacca in stile-Tonino: "Una come la Gelmini, diventata avvocato con l'esame in Calabria, non può fare il ministro". "Il dilemma - confida - non è dialogo-non dialogo, ma accordo o disaccordo: se siamo in accordo su un tema, bene, ma se non lo siamo, non dobbiamo aver paura di dirlo!
Perché
non avremo mai un Obama o un McCain
( da "Repubblica.it"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica;
Scuola,
la Gelmini sfida i sindacati ( da "Stampaweb, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, dichiara guerra alla "scuola stipendificio". "Il problema della scuola italiana non è quanto denaro si spende ma come viene speso" spiega il ministro all'Ansa. La Gelmini ritorna sul tempo pieno, e, dopo aver annunciato il taglio di ottatasettemila insegnanti, puntualizza: "Il tempo pieno non sarà toccato anzi eliminando la compresenza di più professori e aumentando di ottomila
Bossi:
contrario all'insegnante unico. Poi attacca la Gelmini
( da "Rai
News 24" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Poi attacca la Gelmini Umberto Bossi Per il leader della Lega e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, l'introduzione dell'insegnante unico alle elementari è una scelta imposta dalla scarsità di risorse economiche, ma il rischio è che "è facile che si rovini il bambino".
Scuole
in quota, la carica dei 5 mila ( da "Stampa, La"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: Unione dei comuni e degli enti montani) Enrico Borghi ha già chiesto al ministro Mariastella Gelmini un incontro. "La scuola italiana - spiega Borghi - ha avuto nei territori montani un esempio di riorganizzazione importante. E' stata la montagna a inventarsi gli istituti comprensivi, che poi sono stati estesi al resto del territorio nazionale".
Da
tempo, troppo tempo, in Italia chi tocca la scuola muore . E' così che la si
( da "Stampa,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Abstract: E' stato così con la Moratti ed è così con la Gelmini che ha preso decisioni ancora parziali ma già coraggiose. Ha riportato in auge il voto in condotta come rimedio al bullismo, ha reintrodotto il maestro unico che ha educato generazioni di italiani, ora adulti, senza indurli al cretinismo.
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Di Paola Dall'Anese Duecentoventi
maestre rischiano il posto Una su tre senza lavoro il prossimo anno I sindacati
sono pronti alla mobilitazione LA RIFORMA DELLA SCUOLA L'INSEGNANTE UNICO FA
DISCUTERE BELLUNO. Oltre 220 maestri a spasso e 3000 ore di docenza tagliati.
E' questo il quadro che si prospetta nelle scuole elementari della provincia di
Belluno a partire dal settembre 2009, quando dovrebbe entrare in vigore il
decreto legge varato dal governo che prevede l'introduzione del maestro unico e
la riduzione dell'orario settimanale delle lezioni da
( da "Corriere
delle Alpi" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
FORZA ITALIA A CORTINA Il Cavaliere
al cospetto della "Regina" CORTINA. Il Cavaliere si prepara a
incontrare la Regina. Fuor di metafora, sta prendendo forma in questi giorni il
convegno che nel terzo week-end di settembre porterà a Cortina l'establishment
regionale e nazionale di Forza Italia. Si parte venerdì 19 alle 18 col ministro
Maurizio Sacconi. Chiuderanno la tre giorni Schifani e Galan. E c'è chi
attende, appunto, il Cavaliere: Berlusconi. Giustizia, istruzione, ma
soprattutto federalismo. Saranno questi i temi portanti del settimo convegno di
Forza Italia. Il programma è quasi pronto. Ad aprire le danze azzurre sarà il
ministro al lavoro, alla salute e alle politiche sociali Maurizio Sacconi, cui
seguiranno sempre venerdì gli interventi di buona parte dei consiglieri
regionali forzisti. Sul tavolo il federalismo fiscale per il Veneto. Sabato si
ricomincerà alle 9,30 con la presentazione di Remo Sernagiotto e Leonardo
Padrin e i "saluti" del sindaco Franceschi, di Maurizio Paniz e Dario
Bond. Se alle 12,30 si parlerà di pubblica amministrazione e merito con Renato
Brunetta, al pomeriggio sarà la volta del collega Angelino Alfano che discuterà
ovviamente di giustizia. In serata si alterneranno Franco
Frattini, ministro degli esteri, e Mariastella Gelmini, titolare del dicastero all'istruzione. Domenica mattina fuochi
d'artificio con il governatore veneto Galan e il presidente del Senato Renato
Schifani. Ci saranno anche Aldo Brancher, Fabrizio Cicchitto e Alberto
Giorgetti.
( da "Stampa,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il nuovo anno scolastico Arrivano
40 maestre per le materne "Abbiamo appena ricevuto la comunicazione che il
ministero ha concesso al Piemonte 40 insegnanti per attivare 20 nuove sezioni
di scuola dell'infanzia che accoglieranno 500 bambini". La conferenza
stampa del direttore dell'Ufficio Scolastico del Piemonte Francesco De Sanctis
per l'apertura dell'anno scolastico è cominciata con una buona notizia. Pochi
giorni fa la presidente della Regione Mercedes Bresso e l'assessore
all'Istruzione Giovanna Pentenero avevano denunciato la grave situazione che
avrebbe colpito 1000 famiglie piemontesi senza posto per i propri bimbi.
"Cercheremo di soddisfare anche altre esigenze - ha detto De Sanctis -,
come quelle dei progetti Polis per l'educazione degli adulti". Il
direttore, accompagnato dal vice direttore Paolo Iennaco e dagli assessori
Saragnese (che ha dato voce alle preoccupazioni, in una città socialmente
complessa come Torino, per il ritorno del maestro unico), D'Ottavio e
Pentenero, ha poi riferito i numeri e le novità: in cantiere c'è un Salone
regionale del Libro scolastico in primavera (occasione di confronto su qualità
e costi) e il varo, in ottobre, di un "Consiglio dei presidi", primo
in Italia, che includerà anche i "seniores". A proposito di presidi:
sono state 44 le nomine in ruolo e 19 dirigenti arrivano da altre regioni
(soprattutto Calabria e Campania) dal momento che la graduatoria piemontese è
esaurita. Ancora: sono state fatte 1997 nomine di docenti e 508 di Ata; le
supplenze annuali assegnate sono state 13 mila. Il direttore ha ricordato che
"gli uffici hanno lavorato duro per tutta l'estate e la nostra è la sola
regione ad aver ultimato le nomine entro il 31 luglio". Gli studenti
disabili sono 11.822 e il rapporto previsto dalla legge di un docente ogni due
studenti, in Piemonte scende a
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Assemblee e
petizioni contro la riforma Gelmini. I precari
scendono in piazza. I Cobas: sciopero il 17 ottobre Maestro unico, rivolta
nelle scuole ROMA - Scuole in rivolta contro il maestro unico ed i tagli di
personale che coinvolgono 87 mila persone secondo quanto previsto dalla riforma
del ministro Gelmini. La protesta, con assemblee e
petizioni, è già partita in diverse città, e toccherà le scuole all'inizio
delle lezioni. I precari scenderanno in piazza il 27 settembre: "Ci rubano
il futuro". I Cobas proclamano lo sciopero per il 17 ottobre. Anche i
genitori pronti alla mobilitazione. La Sicilia: "Diremo no ai tagli".
MARIO REGGIO A PAGINA 4.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Scuola, la rivolta contro
il maestro unico Assemblee e petizioni, precari in piazza il 27 settembre: ci
rubano il futuro Sindacati e genitori pronti alla mobilitazione. I Cobas:
sciopero il 17 ottobre. La Sicilia: diremo no ai tagli MARIO REGGIO ROMA -
Assemblee nelle scuole, volantinaggi, raccolte di firme. Insegnanti e genitori
si mobilitano contro il ritorno del maestro unico alle elementari ed il taglio di
87 mila cattedre nei prossimi tre anni. I Cobas stanno preparando un fitto
calendario d'iniziative: il 27 settembre a Roma convegno nazionale dei precari,
il 17 ottobre sciopero nazionale e manifestazione nella Capitale. E davanti
alle scuole, il giorno d'inizio delle lezioni, mobilitazione
"frozen", in italiano congelamento: gli insegnanti si sdraieranno in
strada per simulare la morte della scuola pubblica. Anche la Cgil sta affilando
le armi: ieri, assieme a Cisl e Uil, a Venezia ha affittato cinque vaporetti
che sono sfilati davanti alla Mostra del Cinema per protestare contro i tagli
nella scuola e la politica del ministro Brunetta, vessillifero della crociata
governativa contro i fannulloni nel pubblico impiego. Domani sempre a Venezia,
in occasione della Regata, storica verranno stesi lungo il Canal Grande quattro
striscioni dei confederali sui temi della scuola e dell'università. Per il ministro Mariastella Gelmini non sarà un autunno tranquillo. L'idea di tornare al maestro
unico alle elementari, rassicurando che il tempo pieno non verrà toccato, anzi
potenziato, non convince il mondo della scuola e molti genitori. Padri e madri
degli oltre 850 mila bambini che frequentano le elementari statali dalle 8 e
mezza di mattina alle quattro e mezzo di pomeriggio. Ma non sono solo le
organizzazioni sindacali a protestare. Il segretario regionale del Movimento
per l'Autonomia Lino Leanza, il partito del presidente della Regione Sicilia
Raffaele Lombardo, ha annunciato: "Ci opporremo ai tagli previsti dal ministero
della Pubblica Istruzione. Saremo al fianco di docenti, studenti e sindacati
per le grandi mobilitazioni già previste alla ripresa dell'anno scolastico e
per tutto l'autunno. Dopo le sue poco felici dichiarazioni sulla qualità
dell'istruzione in Sicilia - conclude Leanza - adesso la Gelmini
conferma i timori paventati, tagliando 2.500 insegnanti e 160 non docenti, e di
questo passo la Sicilia perderà nei prossimi tra anni 15 docenti".
Insorgono anche i sindaci dei piccoli Comuni: "I sindaci sono giustamente
preoccupati - si legge in un comunicato della Lega autonomie - dal progetto di
accorpamento per molte scuole elementari nei territori collinari e montani, con
gravi disagi per gli studenti che già a sei anni si troveranno nella condizione
di pendolari. E i costi ricadranno sulle famiglie e le casse dei Comuni che
dovranno organizzare i servizi di scuola bus". Ma serve davvero tornare al
maestro unico? "è una vera patacca ad uso e consumo dell'opinione
pubblica, una pura operazione di propaganda - commenta Benedetto Vertecchi,
ordinario di Pedagogia Sperimentale a Roma Tre - quando tenteranno di farlo si
accorgeranno che anziché degli attuali tre, i maestri diventeranno
cinque". Ecco la spiegazione: "Il maestro unico dovrebbe essere
competente ed in grado di insegnare la lingua italiana, le norme sul traffico,
la salute, la matematica, le scienze, la geografia - afferma Vertecchi - e chi
lo dice sarebbe un ciarlatano. Allora dovranno trovare altri maestri che siano
in grado di insegnare una lingua straniera, la musica, la ginnastica e coprire
l'ora di religione. In tutti i Paesi moderni esiste un sistema di presenze
multiple di insegnanti, perché a differenza di 30 o 40 anni fa la società è
mutata e le conoscenze si sono moltiplicate. Leggere, scrivere e far di conto
non basta più".
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Torino Un Salone dei
libri di testo per sconfiggere il caro scuola De Sanctis: a confronto docenti,
editori e famiglie Aumentano gli studenti in Piemonte. Tra le novità il
Consiglio dei presidi STEFANO PAROLA Libri di testo cari o economici, pesanti o
leggeri, nuovi o usati. A Torino arriva una fiera tutta per loro, il primo
Salone regionale del libro scolastico. Si svolgerà tra febbraio e marzo e sarà
un punto di incontro e confronto tra case editrici, scrittori, docenti,
genitori e alunni. Lo ha annunciato ieri il direttore dell'Ufficio scolastico
regionale, Francesco De Sanctis, nel corso della presentazione dell'anno
scolastico 2008-09. I dettagli sono ancora in corso di definizione, ma per il
momento si sa che ci sono già almeno dieci editori interessati. Una
manifestazione unica nel suo genere in Italia, per una città da anni
protagonista nel mondo dell'editoria scolastica, visto che i nomi sotto la Mole
sono tanti: Loescher, Società editrice internazionale, Il Capitello, Lattes,
tanto per citarne alcuni. "è anche la dimostrazione - ha sottolineato De
Sanctis - che per noi non cala l'attenzione sui problemi come il caro-libri e
il peso degli zainetti". Altra novità presentata dall'Ufficio scolastico
regionale, il Consiglio dei presidi, un tavolo permanente che, a partire da
ottobre, affronterà piccole e grandi questioni, dalla didattica alle
problematiche giovanili. Un modo, ha spiegato il direttore De Sanctis,
"per non far sentire soli i dirigenti scolastici e per soddisfare il loro bisogno
di confrontarsi. Naturalmente senza voler sostituirsi alle organizzazioni
sindacali". E ancora, nell'anno scolastico che inizierà tra poco ci sarà
spazio anche per un progetto di educazione all'immagine televisiva
("Teleintendo", realizzato con l'appoggio della Rai), per una
piattaforma multimediale che favorirà lo scambio di idee e materiali tra
professori di matematica e fisica, per un percorso dedicato alla prevenzione
delle reazioni anafilattiche dovute ad allergie alimentari. Ma i vertici del
sistema scolastico piemontese, accompagnati dagli assessori all'Istruzione di
Regione, Provincia e Comune di Torino, hanno snocciolato i numeri dell'anno
scolastico 2008-09. La novità dell'ultima ora è che il direttore De Sanctis è
riuscito a scucire al ministero dell'Istruzione quaranta docenti in più per le
scuole dell'infanzia, che consentiranno di creare 20 nuove sezioni in tutta la
regione. Insomma, da Roma è arrivato un piccolo aiuto, anche se per i sindacati
Flc-Cgil, Cisl e Uil Scuola si tratta di numeri che "smentiscono le
affermazioni della direzione dell'Ufficio scolastico regionale" e che
dimostrano che "i timori denunciati sulle carenze d'organico erano
reali". In generale, in Piemonte è in aumento il numero di studenti,
quest'anno diventati 513.960 contro i 507.597 dell'anno scorso, per una
crescita percentuale dell'1,25%. è salito, ma in misura minore, anche il numero
dei docenti: il 15 settembre ai nastri di partenza ce ne saranno 132 nuovi,
cioè lo 0,27% in più rispetto all'anno passato. Stabile invece il numero di
docenti di sostegno, nonostante in regione ci siano 290 studenti diversamente
abili in più: "Però - commenta De Sanctis - bisogna tenere presente che
siamo riusciti a tenere il rapporto tra numero di insegnanti di sostegno e
numero di alunni disabili di uno ogni 1,9, mentre la legge Finanziaria
prevederebbe un rapporto di uno a due". Ma a tenere banco tra professori e
genitori continua ad essere la preoccupazione per il provvedimento del ministro
all'Istruzione, Maria Stella Gelmini, sul maestro unico. I vertici dell'Ufficio scolastico regionale
hanno rimandato ogni discorso sull'argomento a quando saranno più chiare le
norme e i regolamenti, limitandosi a ribadire che "il tempo pieno non
corre alcun pericolo" e che "non rappresenterà una battuta d'arresto
per la ricerca didattica". Intanto, per cercare di fare luce
sull'argomento si sono mobilitati anche le mamme e i papà: il Coordinamento
genitori di Torino ha convocato un'assemblea cittadina il 17 settembre, alle
20,45, alla Galleria d'arte moderna di via Magenta.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Roma La storia Caos
alla "Settembrini", incertezza su graduatorie e nomine alle
elementari Docenti precari senza cattedra e alla fine arrivano i carabinieri
VALENTINA MONARCO DONATELLA UCCI Dieci del mattino. All'istituto "Luigi
Settembrini" di corso Trieste c'è rumore già all'ingresso: molti aspettano
qui dalle otto. Sono i precari della scuola elementare in attesa delle nomine
per il nuovo anno scolastico a Roma e provincia. Donne soprattutto, quasi
sempre meridionali. è la trafila della "graduatoria". Per la maggior
parte di loro, quello di ieri doveva essere il giorno in cui avrebbero
conosciuto le nuove destinazioni. Per altri pochi fortunati, invece, la
possibilità di diventare, finalmente, insegnanti di ruolo. Niente di tutto
questo: la procedura di assegnazione delle cattedre si blocca. La lista dei
posti vacanti denunciati dalle scuole elementari va controllata nuovamente:
pare ci siano disponibilità non segnalate. Tra i precari in attesa il malumore
è tale che qualcuno chiama il 113. Alle dieci e trenta è tutto sospeso e alla
"Settembrini" arrivano i carabinieri: "Siamo qui per far valere
il nostro diritto ad un lavoro - dice Domenica Siano Palumbo, insegnante
elementare precaria da 6 anni - ed è inammissibile che si debba arrivare a
chiamare le forze dell'ordine". Tra chi aspetta aumentano i dubbi:
"C'è qualcosa che non va - commenta Tiziana Gallo, precaria da 8 anni -
prima di iniziare a scorrere la graduatoria, l'Ufficio scolastico regionale e
quello provinciale dovrebbero avere chiaro il quadro dei posti vacanti, invece
non è così". Ancora due ore di attesa alla "Settembrini":
"Almeno quest'anno - racconta Anna Di Perna, precaria da 8 anni - abbiamo
un'aula in cui poterci sedere, l'anno scorso vagavamo in piedi nei corridoi".
Il numero dei posti da assegnare è avvolto nell'incertezza: spesso, infatti, si
segnala un deficit di comunicazione tra le scuole e le istituzioni. La
preoccupazione dei precari, però, questa volta è maggiore. Per chi non diventa
insegnante di ruolo subito, il prossimo anno scolastico, quello del ritorno al
"maestro unico" e del conseguente taglio del personale docente,
potrebbe significare anche rimanere a casa senza lavoro. "L'anno prossimo
- spiega Maria Cigliano, accento calabrese e 9 anni di precariato alle spalle -
saranno dolori con la riforma Gelmini, converrebbe quasi cambiare lavoro". Dopo la lunga attesa,
a mezzogiorno arriva l'ulteriore beffa per gli aspiranti maestri elementari
della provincia romana: è tutto rimandato a lunedì. La precedente lista è
ritirata e per quella definitiva si dovrà attendere ancora qualche giorno.
Quelli che avevano già ricevuto l'incarico, secondo la vecchia graduatoria,
avrebbero dovuto prendere servizio già ieri, ma non sarà così. Chi invece
sperava di conoscere in quale istituto poter insegnare il prossimo anno
scolastico torna a casa a mani vuote.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Roma La proposta
dell'assessore: "Colori diversi per ogni struttura". Le reazioni:
"Assurdo" La nuova idea della Marsilio "All'asilo insegnanti con
la divisa" ANNA MARIA LIGUORI Tutte in divisa le educatrici comunali
dell'infanzia, un indumento che dovrà essere ispirato ai colori dell'asilo nido
in cui si lavora, un segno d'appartenenza alla struttura: è l'ultima idea
dell'assessore capitolino alla scuola Laura Marsilio nata durante un confronto
tra le lavoratrici della struttura "Il trenino" nel X Municipio che,
ieri mattina, ha visitato cinque asili nido dei municipi VI, VII, IX e X. E
l'assessore ha spiegato il perché: "In linea con l'organizzazione territoriale
che abbiamo voluto dare alla gestione delle strutture comunali l'idea di una
divisa con i colori scelti da ogni singolo gruppo educativo può essere
interessante". E sulla divisa delle educatrici è subito polemica. Saverio
Pantuso segretario della Uil scuola di Roma non ha dubbi: "è un ritorno al
passato, alla naftalina. Le maestre si vestono già dignitosamente in un modo
adatto al lavoro che fanno. Avere la divisa è come trovare un ruolo o una
funzione già codificati. In ogni caso l'uniforme non è prevista dal contratto
per cui sicuramente faremo qualcosa. Qualche educatrice si è lamentata appena è
venuta fuori questa notizia". Mimmo Rossi segretario generale della Cgil
Roma Scuola parla di un segnale negativo: "Io credo che sia inopportuno
mettere una divisa a chi lavora con bambini da
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Roma
Parte dal Casilino la protesta contro l'iniziativa del ministro Gelmini: docenti e genitori
dormiranno nell'istituto Maestro unico, scuola occupata E l'assessore Marsilio
propone: "Divise per gli insegnanti negli asili" parte la rivolta
contro il maestro unico: al Casilino genitori e docenti occupano l'istituto. Dal 15 settembre docenti, genitori
e alunni della elementare "Iqbal Masih" entreranno in agitazione
contro il provvedimento che porterà un insegnante unico nelle classi a partire
dall'anno prossimo. Una divisa con i colori scelti dall'asilo nido che assicuri
igiene, praticità ma anche la personalizzazione dei luoghi che ospitano i
bambini romani, lo ha deciso l'assessore capitolino Laura Marsilio. L'idea che
le educatrici degli asili nido di Roma dovranno avere una divisa è nata durante
un confronto con le lavoratrici della struttura "Il trenino" nel X
municipio. LIGUORI, MAISTO, MONARCO E UCCI ALLE PAGINE II E III.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Napoli La visita Per
timore di polemiche salta l'inaugurazione dell'anno
scolastico prevista in Campania Il dietrofront del ministro Gelmini Gabriele: "Così si volta le
spalle a una regione che investe 300 milioni nell'istruzione" Dietrofront.
Causa polemiche e scivolate, salta il primo bagno di folla nel sud Italia del
ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini. Il ministro non inaugurerà più l'anno scolastico in
Campania, lunedì 15, contrariamente al desiderio espresso dal ministro,
progetto poi affidato ad uno staff di lavoro bilaterale, composto dai tecnici
di viale Trastevere a Roma e dai collaboratori dell'assessore Corrado Gabriele
in Regione. Ufficialmente, il ministro rinuncia per visitare la scuola di San Giuliano
di Puglia, in Molise, che il 31 ottobre del 2002 fu devastata dallo spaventoso
terremoto, ottavo grado scala Mercalli, che seppellì 27 bambini e una maestra,
e provocò il ferimento di altre 35 persone. Tuttavia, nessuno può escludere che
abbia pesato, nella decisione di dare forfait, l'escalation di polemiche
innescate dal ministro Gelmini dopo le dichiarazioni
sul gap di preparazione che separa gli istituti scolastici del nord da quelli
del sud; parole che non avrebbero avuto una tale eco se non si fosse scoperto
una contraddizione: la Gelmini, bresciana doc, ha
sostenuto l'esame di avvocato a Reggio Calabria, nel Mezzogiorno dei
"deboli maestri". La sua defezione non piace alla Regione e
all'assessore Gabriele. "Rispettiamo, ovvio, il significato della visita
in onore dei bimbi morti in Molise: ma questo cambio di programma rende
l'immagine di un ministro che volta le spalle all'unica regione che investe 300
milioni di euro nella scuola - osserva Gabriele - e a un esercito di 48 mila
ragazzi vittime della dispersione. E lascia scivolare malessere e disagio di
tantissimi docenti e personale scolastico che si sono visti fuori come rami
secco". Prova a stemperare la delusione, invece il direttore scolastico
regionale Alberto Bottino: "C'era questa idea, spiace che salti. Sarà per
la prossima volta, restiamo a sua disposizione". è dura e assai amara,
invece, la posizione di Angela Cortese, assessore provinciale all'Istruzione e
responsabile scuola del Pd. "Brutto segno che il ministro non si confronti
sul serio con chi la scuola la fa, la coltiva e la fa crescere, nell'assoluta
indifferenza dello Stato centrale. Ma in Italia, a differenza degli altri
Paesi, il sapere viene trattato come un fardello, un capitolo di bilancio da
far dimagrire. Abbiamo avuti in regione tagli pesantissimi, 4.000 posti in meno
- sottolinea la Cortese - E non credo che si ridia credibilità e qualità
all'istruzione pubblica italiana con gli "spot" del grembiule, del
voto in condotta, del maestro unico. L'idea di un organico funzionale -
aggiunge Cortese - non si realizza tagliando docenti e risorse economiche,
dando veste di fondazioni private alle università, immaginando un'autonomia di
reclutamento dei docenti dalle scuole fuori da graduatorie nazionali. La mia
impressione è che si stia invece disegnando a spizzichi e bocconi una scuola
classista, autoritaria, inefficiente". (co.sa.).
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il ministro Gelmini a gamba tesa
sulla scuola Gianfranco Pignatelli Napoli Tra diffamazioni, illazioni e
ritrattazioni è finita anche l'estate del ministro Gelmini. Tornando a
Roma si è recata in "pellegrinaggio" a Rimini per il meeting di
Comunione e Liberazione. Qui, da un decennio, è prassi che il ministro di turno illustri la
scuola prossima ventura, o quello che ne resta. Dopo aver assicurato devozione
ai ciellini e lauti finanziamenti alla Cei in cambio dello scontato placet,
l'indomani, il ministro ha presentato in Consiglio dei ministri il ddl con
tagli, ritagli e frattaglie di istruzione pubblica, come imposti da Tremonti.
Quest'anno il ddl 112/2008 si accanisce sulle primarie col passaggio dai tre
insegnanti al tuttologo maestro unico ed il taglio di 60.000 cattedre. A queste
vanno sommate le 50.000 soppresse alle secondarie ed i 50.000 Ata in meno, per
un saldo negativo di circa 160.000 posti di lavoro eliminati ed un taglio di
spesa di 8 miliardi di euro, ovvero un terzo dell'intera manovra finanziaria. E
non finisce qui. Saranno soppresse le 4000 scuole statali con meno di 600
alunni, mentre quelle residue verranno trasformate in fondazioni, secondo il
modello di quelle private confindustriali e confessionali. Una sciagura senza
precedenti e con troppe conseguenze. Per la chiusura delle scuole dei piccoli
centri, gli effetti saranno: la ghettizzazione delle comunità sfavorite, la
perdita di identità, la lievitazione del disagio sociale e dei costi per la
scolarizzazione, l'incremento di elusione e dispersione scolastica o
l'induzione, di fatto obbligata, alla sussidiarietà, quale sinonimo del
subappalto concesso dallo stato ad istituti religiosi e ai
"diplomifici". Col ritorno al maestro unico, invece, vi sarà la dequalificazione
dell'istruzione di base (la sola eccellenza apprezzata in ambito
internazionale), la perdita di occupazione con l'inevitabile mobilità
professionale coatta dei perdenti cattedra, dalle elementari alle medie e
superiori, ed il relativo effetto domino sulla qualità dell'offerta formativa
della scuola statale. Ecco alcune delle verità nascoste dietro le insensatezze
che hanno caratterizzate le uscite vacanziere del ministro: dal grembiulino
agli insegnanti terroni, per finire al voto di condotta. Il dazio elettorale
che questa maggioranza dovrà ancora pagare ai beneficiati del ddl 112 non
lascia sperare di meglio. Purtroppo. La violenza degli ultrà e la mancata
prevenzione fvernillo@gmail.com Napoli Si è appreso che per gli incidenti di
domenica tra Napoli e Roma, provocati dai delinquenti spacciatisi per tifosi
del Napoli, non sarebbero emerse responsabilità a carico di coloro che sono
deputati all'ordine pubblico, forse perché (si è detto) a Napoli, in partenza,
tutto sommato, la cosa, in una qualche maniera era stata arginata. Questo
potrebbe anche andare bene a mio parere, con qualche forzatura però. Ma quello
che mi chiedo, e mi sono sempre chiesto fin da domenica, è se il questore di
Napoli, oltre che essere il responsabile dell'ordine pubblico per fatti che
accadono in questa città, non abbia anche la responsabilità della attuazione,
in presenza di seri pericoli di turbativa, della importantissima fase di
prevenzione. Con l'adozione, in proposito, di tutte quelle misure di
prevenzione atte alla salvaguardia dell'ordine pubblico. Sarebbe risultato
utile ed interessante fermare il treno, ormai occupato soltanto da ultrà, in un
stazione secondaria lungo la linea e, facendo perdere tanto tempo ai teppisti
(forse il termine addirittura li premia) identificarli uno per uno. Così si
sarebbero evitate le successive intemperanze. Anzi, con tale mossa si sarebbe
concretizzato anche un altro vantaggio: quello della identificazione certa e
diretta di tutti i partecipanti. E invece quanti, ora, la faranno veramente
franca? Io credo proprio tutti, perché penso che ognuno dei malfattori, al
cospetto del giudice, dirà che per malattia o altro impedimento quel giorno non
era a Roma per la partita. Vanificando quindi tutto il grosso lavoro di
identificazione fatto attraverso il biglietto di ingresso, con i dovuti saluti
al capo della polizia. La questione sicurezza vista da sinistra Francesco
Minisci consigliere comunale del Prc Napoli Il tema della sicurezza non è in sé
questione di destra né di sinistra, piuttosto che di centro. La questione
sicurezza è tema all'ordine del giorno di tutta la politica né costituisce e
mai potrà costituire prerogativa di alcuni piuttosto che di altri partiti
politici. Diverso invece è l'approccio con il quale le culture politiche danno
risposte per rendere la vita dei cittadini più sicura senza lederne i diritti.
Poiché tale questione non è affatto retorica come giustamente ha scritto
Umberto De Gregorio su "Repubblica", credo sia opportuno, a partire
esattamente dai gravi episodi verificatisi a Roma la scorsa domenica, dare un
contributo su come una politica di sinistra debba intervenire per arginare un
fenomeno terribile come quello della violenza negli stadi. Per prima cosa
bisogna comprendere le ragioni di questo fenomeno (indagine del disagio
sociale). In secondo luogo la capacità repressiva deve essere circoscritta a
chi ha compiuto atti vandalici, non facendola ricadere su tutti, dando così
l'impressione di un fallimento dell'esercizio coercitivo e danneggiando chi ha
il diritto di andare allo stadio (tutela dell'innocenza e efficacia
dell'istituzione preposta). In terza battuta non fare della punizione inflitta
lo strumento di una minoranza di propaganda contro un'ingiustizia subita. In
Italia, diversamente da quanto accade in molti altri paesi europei, il problema
della violenza negli stadi è sempre stato affrontato con provvedimenti di
carattere emergenziale e come un fenomeno di ordine pubblico, demandato
totalmente alle forze dell'ordine. Si è così evitato di considerare la valenza
sociale del fenomeno del tifo calcistico e di affiancare, alle misure di
carattere punitivo, dei progetti di intervento sociale capaci di mediare i
conflitti e di lavorare, insieme ai tifosi, per favorire gli aspetti positivi
della loro cultura a scapito degli atteggiamenti più violenti e intolleranti.
Spesso la violenza nasce dall'assenza del senso della cittadinanza e quindi del
riconoscimento dei propri doveri ma anche dei propri diritti. Basterebbe farsi
un giro a piazza Bellini per rendersi conto del tessuto sociale dal quale
vengono i molti tifosi napoletani. Veramente pensiamo alla neutralità della
provenienza sociale nella comprensione dello stato di cittadinanza? Il problema
dell'emarginazione sociale è una questione relativa all'emarginato o è un
problema prima di tutto di una società occidentale che pone le basi sui valori
cristiani e illuministi? Alcuni, come il sindaco De Luca, le cui ordinanze
vietano a Salerno l'elemosina, credono probabilmente, riducendo il tutto ad una
semplice questione di ordine pubblico senza interrogarsi o intervenire
piuttosto sulle ragioni della povertà e dell'esclusione sociale, che la vicenda
riguardi esclusivamente i poveri e quindi non si pongono il tema della
solidarietà e dell'accoglienza. Altri credono che un'amministrazione civile
affronti la questione con centri di accoglienza non certo per
"buonismo", ma per quell'idea del diritto che è propria
dell'occidente democratico. Per tali ragioni, per noi di sinistra, l'approccio
sul tema della sicurezza non può che partire dalla questione lavoro e del
salario, veri temi sui quali è possibile garantire sicurezza e diritti. Un
impianto anti-rifiuti che non inquina Roberto Rovaris, Jonathan Pucinischi,
Sergio Pessot Eppm Ag Pfaffikon Zurigo, Svizzera Con riferimento all'articolo
di Luigi Carbone apparso su "La Repubblica" del 2 agosto scorso dal
titolo "Quest'impianto è indispensabile", con un'intervista al dottor
Daniele Fortini, amministratore delegato dell'Asia, società municipalizzata del
Comune di Napoli, nel quale si affermava la necessità della costruzione di
ulteriori termovalorizzatori per la Campania, si citavano anche alcune
alternative a tale tipologia impiantistica. Tra queste veniva citata la
"dissociazione molecolare", ma con una breve descrizione che non
corrisponde alla realtà. Infatti tale tecnologia non si basa sulla
decomposizione ad opera dei batteri, come riportato, che è tutt'altro tipo di
trattamento, né è efficace solamente per materiale omogeneo o inadatta ad una
raccolta differenziata, ma è un trattamento termico-fisico da applicare a
qualunque materiale organico, che fa sì che alla temperatura di circa
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Genova La protesta
Maestro unico e tagli agli organici scatta la mobilitazione dei Cobas Parte la
campagna dei Cobas della scuola contro il Decreto-Gelmini, che intende tagliare 70 mila posti di lavoro. Che annuncia il
maestro unico e stando a quanto spiegano i Coordinamenti di Base non potrà più
consentire la suddivisione delle materie disciplinari tra i diversi docenti: il
maestro o la maestra unica dovrà insegnare tutte le materie per tutto il
programma previsto nei 5 anni e dovrà aggiornarsi su tutto; che inoltre
annullerebbe il tempo pieno. Sotto queste minacce i Cobas di Genova hanno
elaborato una mozione che in questi giorni è sottoposta al vaglio di tutti i
collegi docenti.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Firenze Maestra unica,
no dei sindacati "Come faranno le famiglie senza il tempo pieno?"
LAURA MONTANARI Non strappate quella pagina di storia della didattica, non
appallottolate nel cestino il percorso degli ultimi diciotto anni della scuola
primaria. Non è una questione soltanto di posti di lavoro - quasi
millecinquecento maestri la ricollocare soltanto nelle provincia di Firenze nel
prossimo quinquennio - , ma anche di servizio offerto alle famiglie. L'appello
alla mobilitazione e a non convertire il decreto sulla maestra unica viene dai
sindacati della scuola: Cgil-Flc, Cisl, Uil, Snals-Confsal e Gilda.
"Voglio proprio vedere chi si può permettere oggi a mezzogiorno e mezzo di
andare a riprendere i figli alle elementari" racconta Mario Batistini
segretario della Camera del lavoro di Firenze. Lui è uno di quelli che difende
la scuola a modulo e quella del tempo pieno: "Il tempo pieno è in continua
crescita in Toscana, anzi spesso non possiamo esaudire tutte le richieste per
motivi di organico". Invece proprio quei modelli
adesso rischiano di essere cancellati o completamente rivisti (in maniera
graduale) nel nuovo orizzonte abbozzato dal ministro Gelmini che oltre a caldeggiare il ritorno del grembiule e della divisa
a scuola, ripristina dal 2009 anche il maestro unico (a partire dalle prime).
Su 1.800 classi della scuola primaria in provincia di Firenze, per effetto del
decreto Gelmini, 1.450
insegnanti dovrebbero essere collocati ad altri incarichi nel corso di cinque
anni a discapito dei 350 precari supplenti appena nominati. Così ha detto il segretario
provinciale Cgil-Flc Alessandro Rapezzi in seguito a delle stime rielaborate
dal sindacato partendo dai dati ministeriali. Nessun riordino, ma soltanto
confusione, hanno spiegato i sindacati rispetto all'orientamento del governo.
"In provincia di Firenze - ha detto ancora Rapezzi - ci sono 1.800 classi
di scuola primaria di cui 700 organizzate su un tempo modulare che prevede
l'impegno di tre insegnanti su due classi, 1.100 organizzate con il tempo pieno
che prevede l'utilizzo di due insegnanti per classe. Quindi 1050 insegnanti
sono impiegati nel modulo e 2.200 nel tempo pieno: il ritorno al maestro unico
porterebbe in maniera progressiva tutte le 1800 classi a 24 ore con una
necessità di 1.800 insegnanti: di conseguenza 1450 maestri dovrebbero essere
collocati ad altri incarichi". Ma non è soltanto una questione di posti di
lavoro che vengono tagliati, è stato più volte sottolineato: è un problema di
qualità e di servizio reso alle famiglie che chiedono una scuola con i tempi
allungati. Opposta l'opinione di Alberto Magnolfi, presidente del gruppo
regionale Fi-Pdl che con Stefania Fuscagni, vicepresidente della commissione
istruzione hanno affermato: "Finalmente nella scuola sta tornando il buon
senso in sintonia con la stragrande maggioranza delle famiglie. La scelta del
maestro unico è sacrosanta. Chi nel passato ha avuto la fortuna di sperimentare
questa opportunità, sa bene che il maestro è una figura fondamentale per ogni
bambino; una figura che si ricorda per tutta la vita".
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina III - Bologna Vertice il 17
settembre per stilare un documento. "Con questo decreto i costi si
abbatteranno sulle famiglie" "Così si distrugge la scuola"
Manzini convoca gli assessori emiliani contro il ministro L'assessore regionale Paola Manzini è preoccupata per il futuro
della scuola elementare: "Saranno le famiglie a pagare la riforma voluta
dal ministro Gelmini, il
tempo pieno rischia di diventare un doposcuola". Concorde la senatrice Pd
Mariangela Bastico: "Saranno cancellate 121 scuole in regione". I
sindacati sul piede di guerra CAPELLI A PAGINA V.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna L'intervento Dopo
l'allarme dei sindacati Il maestro unico non è soltanto problema di fondi
DONATA LENZI SANDRA ZAMPA * Il ripristino dell'insegnante unico non é solo un
problema di occupazione. Fanno bene i sindacati a lanciare il loro allarme, ma
è la politica chiamata ad affrontare un tema così cruciale per il futuro del
Paese. Ridurre, infatti, il problema ad una questione di soli numeri e risorse
finanziarie, significherebbe trascurare l'aspetto educativo che deve essere
invece la nostra prima preoccupazione. La scelta della
Ministra Gelmini, di fatto,
ripropone un ritorno alla scuola degli anni '60: grembiuli, voto in condotta,
maestro unico. Ma se sui primi due possiamo fin da ora renderci disponibili ad
un bel dibattito, sul ritorno del maestro unico la questione è molto più
complessa. Una così rilevante scelta pedagogica non può essere motivata
solo con ragioni di risparmio. Ritornare alla figura del maestro unico
significa cancellare il tempo scuola previsto dall'orario a tempo pieno e con
esso anche l'alternanza di due insegnanti con competenze e con sensibilità
diverse, le compresenze che consentono di sostenere i bambini in difficoltà,
l'insegnante di inglese, la possibilità di realizzare visite didattiche e
culturali. Insomma si cancella un'esperienza che in particolare in Emilia
Romagna ha prodotto risultati di grande soddisfazione e che colloca le nostre
scuole elementari ai vertici delle classifiche europee. Di fronte al così
rapido divenire del sapere, la Ministra Gelmini pensa
ad una maestro tuttologo, che possa spaziare dalla Storia alla Geometria. Qui
non sono in discussione le competenze dei nostri insegnanti, per lo più bravi e
motivati, ma è in discussione se sia possibile oggi proporre ad una calsse di
25 bambini, molti dei quali non di madre lingua italiana, qualche volta con una
storia personale difficile, con esperienze non omogenee per cultura e
tradizioni, un solo insegnante che da solo, senza confronto, possa dedicarsi ad
ognuno dei propri allievi con tutto il tempo e la competenza necessari. Certo,
una volta era così, ma dobbiamo ricordare noi alla Ministra Gelmini
che una volta tutto era diverso? Che imparare l'inglese era un privilegio per
pochi? Che garantire ai propri figli competenze che non fossero solo scrivere e
far di conto non era il primo problema di una famiglia? Nella nostra Regione,
così come in tutto il nord, la maggioranza dei bambini frequenta la scuola
materna dai 3 ai 6 anni. Lo sa la Ministra Gelmini che
anche negli asili c'è l'alternanza delle insegnanti, almeno due per gruppo
classe, e che i bambini stanno a scuola anche il pomeriggio? Lo sa che alla
materna spesso arriva anche la logopedista e l'insegnante di religione? Che
spesso si realizzano laboratori con esperti di pittura, di musica, di
fotografia? E se i più piccoli non sono a disagio, perchè mai dovrebbero
esserlo una volta arrivati alle elementari? * Parlamentari PD.
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna
"Pagheranno le famiglie" Manzini: così il nostro tempo pieno
diventerà un doposcuola Documento di quaranta assessori da consegnare al
governo ELEONORA CAPELLI "E' inutile andare dietro ai proclami del
Ministro dell'Istruzione, questo decreto significa che il tempo pieno nella
scuola elementare verrà sostituito, nella migliore delle ipotesi, dal dopo
scuola. Il dopo scuola qualcuno lo deve pagare: saranno le famiglie, gli enti
locali, già vessati da tagli di ogni tipo, o gli sponsor". L'assessore
regionale Paola Manzini non nasconde la preoccupazione per il futuro della
scuola elementare, come amministratore di una Regione in cui il tempo pieno
copre l'80% del totale dell'offerta formativa. E sta organizzando un
"summit" per formalizzare la protesta presso il
ministero di Mariastella Gelmini. Assessore, cosa può fare la Regione? "Non possiamo
apportare correttivi, gli organici sono competenza dello Stato. Ma possiamo
protestare. Ho convocato per il 17 settembre una riunione con 40 assessori alla
scuola del territorio per stilare un documento dove mettiamo in evidenza i
"correttivi" indispensabili per l'Emilia Romagna. Poi
consegnerò direttamente questo documento al Ministro, che fino ad ora ci ha
impegnato in inutili dibattiti su grembiulini e voto di condotta, quando
l'obbiettivo era solo fare cassa". Ci sono esigenze specifiche in Emilia
Romagna? "Qui il tempo pieno sembrava una conquista irrevocabile delle
famiglie, invece una pratica indispensabile per il nostro sistema sociale è
stata revocata con un semplice tratto di penna. Con i numeri che il Ministro ha
portato, il tempo sui banchi diminuisce inevitabilmente e ogni singola scuola
si trova a fare i conti con un'offerta da articolare anche nel pomeriggio.
Comunque qui le donne lavorano, non si può pensare di fare altrimenti. Ma il
doposcuola, che comunque non ha un modello educativo di pari valore al tempo
pieno, non potranno certo pagarlo i Comuni. Ricadrà sulle famiglie o su qualche
generoso sponsor". La nostra scuola ha altri punti critici da portare
all'attenzione del Ministro? "Per quanto riguarda Bologna, c'è il problema
del personale delle Aldini Valeriani Sirani, scuole che devono passare allo
Stato ma ancora con molti punti da definire per quanto riguarda supplenze e
assunzioni. Poi c'è il tema delicatissimo dei dirigenti dell'amministrazione
della scuola". Si riferisce al fatto che un solo Provveditore regge sia
l'ufficio di Bologna che quello di Reggio Emilia? "Esatto, io ho l'impressione
che vogliano passarci la competenza degli uffici scolastici provinciali quando
li avranno buttati completamente per aria, trasformati in cimiteri di morti
viventi. Ci sono due funzionari dell'ufficio scolastico regionale che sono
stati licenziati, il provveditore di Modena è stato sostituito e quello di
Reggio Emilia regge anche Bologna. Non è così che si fanno le nomine, senza
neanche consultare gli enti locali".
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna Le reazioni La
senatrice Pd: non ce lo possiamo permettere. La Cgil prepara manifestazioni
Bastico contro i tagli del ministro "Cancellate 121 scuole in
regione" "Adesso nel mirino del Ministro ci sono gli istituti con
meno di 500 alunni da accorpare per tagliare gli insegnanti, gli 87 mila posti
a livello nazionale. Per noi significa 121 scuole che verrebbero accorpate o
semplicemente cancellate dai piccoli comuni, una cosa che la nostra regione non
si può permettere". Mariangela Bastico, senatrice Pd e ministro ombra agli
Affari regionali, di scuola si occupa da sempre e ha portato avanti da assessore
regionale un'intensa opera di "correzione" dell'allora riforma
Moratti con i mezzi degli enti locali. Ma di classi con un solo maestro in
Emilia Romagna, da quando "andava a scuola lei", dice di non avere
più avuto notizia. Oggi che i sindacati calcolano una riduzione di 800 maestri
con il nuovo provvedimento per il maestro unico solo a Bologna e Provincia, mentre il taglio degli insegnanti annunciato dal Ministro Gelmini potrebbe significare una
"sforbiciata" di 8 mila posti di lavoro nella scuola (ma ancora non
si conoscono i criteri di questa riduzione annunciata), mette in guardia
rispetto a una realtà profondamente mutata. "Nella nostra regione non c'è
nessun calo demografico - spiega Bastico - qui i bambini sono aumentati.
Più 50 mila in sette anni, inseriti in una realtà di eccellenza". Per
scongiurare il rischio che una fascia di età in cui la scuola pubblica italiana
dà i suoi migliori risultati venga "messa in ginocchio", anche i
sindacati si stanno organizzando, dopo aver proclamato lo stato di agitazione.
"Stiamo coinvolgendo gli insegnanti e le famiglie per un sit-in davanti
all'ufficio scolastico provinciale - dice Sandra Soster, Cgil - subito dopo
l'inizio della scuola, difendere il tempo pieno è una priorità per tutti".
Ancora si aspettano notizie sui 144 supplenti che mancano all'appello, mentre i
sindacati denunciano il rischio che, dopo molti anni, non si possa fare la
scuola in carcere e in ospedale. Intanto per lunedì è convocata la riunione con
i precari della scuola, che ormai sono arrivati alla proporzione di 1 su 4
insegnanti. Sono quelli che "non lavoreranno più" e che si preparano
alla manifestazione nazionale, mentre rischiano un taglio del 20% dei posti.
(e.c.).
( da "Repubblica,
La" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari
La Cgil contro il piano Gelmini Maestro unico "Inaccettabili duemila tagli" Contro la reintroduzione
del maestro unico voluta dal governo e dal ministro alla Pubblica istruzione
Maria Stella Gelmini,
insorge anche la Cgil. "Saranno licenziati oltre 2.000 docenti di scuola
primaria in Puglia nei prossimi tre anni - ha detto il segretario generale,
Paolo Peluso - e sarà un danno per l'economia degli interessati, delle loro
famiglie e dell'intera regione, oltre al danno per la scuola e gli alunni. La
maggior parte di questi precari lo è da anni e, quindi, con il ritorno al
maestro unico nella scuola primaria gli si toglie ogni prospettiva di
continuare a lavorare". In Puglia, nella scuola primaria, su 19.851
docenti, 2.001 sono stati i contratti a tempo determinato appena trascorso e
altrettanti saranno anche quest'anno. Il maestro unico, però, andrà a
soppiantare la riforma dei moduli, voluta nel 1990 e ancora in vigore. "Il
modello dei moduli nella scuola primaria (tre docenti che operano su due
classi) - ha continuato Peluso - ha corrisposto negli anni ad un elevamento del
livello qualitativo della scuola elementare, come attestato dalle indagini
internazionali, che anche in Puglia evidenziano un livello alto dei risultati
scolastici. Del resto la complessa pedagogia che si è sviluppata negli ultimi
30 anni, corrisponde all'evoluzione delle ricerche scientifiche sul modo in cui
funziona l'intelligenza umana e dei bambini e delle ricerche sociologiche e
psicologiche". La Cgil promette battaglia per opporsi con fermezza al
disegno del ministro Gelmini. (ca. po.).
( da "Unita,
L'" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Napolitano riceve gli atleti, eroi
della porta accanto Al Quirinale i campioni di Pechino con famiglie al seguito.
Il presidente: "Ci avete emozionato" di Marcella Ciarnelli/ Roma È
RITORNATA al Quirinale la bandiera che ha accompagnato gli atleti italiani alle
Olimpiadi di Pechino. Arricchita delle firme dei vincitori è stata riconsegnata
al presidente Napolitano dall'alfiere Antonio Rossi che una medaglia non è
riuscito a vincerla ma resta uno degli atleti simbolo di una competizione che
ha segnato ancora una volta il trionfo dello sport per quello che è, forza,
energia, sudore, sacrificio, e che poco ha a che vedere con gli atleti
plurimilionari. Quelli del calcio, ad esempio. E' tornata a casa la bandiera
che "ci ha emozionati ogni volta che è salita in alto così come il sentire
risuonare l'inno di Mameli perchè anche di queste cose è fatta l'identità di
una nazione, nel sentirsi nazione nel mondo riconosciuta e rispettata" ha
detto il presidente Napolitano, fuor di ogni polemica. Ma la mente non può che
correre veloce alle recenti esibizioni di noti esponenti di governo E' stata
una festa semplice, nonostante l'austero luogo in cui si è svolta. Con gli
atleti in molti casi accompagnati dalle famiglie. Le autorità in prima fila, i
sottosegretari Letta e Crimi, il ministro per i giovani Giorgia Meloni ma anche
colei che l'ha preceduta nell'incarico, Giovanna Melandri, il presidente del
Coni, Petrucci. Dietro un po' di studenti a rappresentare la speranza che la
scuola faccia molto di più per avvicinare i giovani allo sport. Contribuendo in
futuro ad un bilancio "che altri Paesi importanti ci invidiano ma che
presenta limiti e ombre, che suscita riflessioni e domande ma non spetta a me
parlarne" ha detto tra l'altro il Capo dello Stato. Ma ad un primo vedere
non sembra che la riforma Gelmini se ne preoccupi troppo. Sono arrivati al Quirinale su pullman
scoperti gli atleti di Pechino in staffetta con i colleghi che da oggi saranno
protagonisti delle paraolimpiadi sempre a Pechino, in quella Cina dove "l'esperienza
corale dei giochi olimpici darà i suoi frutti" perchè "gli ideali
delle Olimpiadi non sono separabili dai valori di libertà e dignità dell'uomo".
Loro, quelli che hanno già compiuto il percorso, a concludere un periodo di
grande lavoro, gli altri a combattere per altre medaglie all'Italia. Sorrisi,
autografi, fotografie ed emozioni. Fuori, in piazza. E dentro. Molti sono in
divisa a testimoniare il grande apporto che i settori sportivi delle Forze
armate e della Polizia hanno fornito al medagliere olimpico. Parole di
ringraziamento particolari andranno dal Presidente agli atleti in divisa
"che tanto contribuiscono ai vostri successi e alla valorizzazione dei
nostri talenti sportivi". Così come alle atlete "protagoniste di
un'eccezionale affermazione" per cui c'è stata "una parola
affettuosa" rivolta in special modo "alle atlete mamme che hanno
mostrato di saper combinare l'affetto e la cura dei propri figli -e perchè no
dei propri mariti- con la passione e l'abnegazione sportiva". Valentina
Vezzali, la schermitrice d'oro, sorride al suo bimbo che è rimasto a casa. E'
marchigiana come la signora Clio e come lei ha un marito napoletano. "Eh,
ci vuole proprio del coraggio..." è il commento della consorte del
presidente che aggiunge "non conoscevo l'esistenza di certi sport che ho
invece poi seguito con interesse". Iosefa Idem i suoi due bambini li ha
portati e non li lascia neanche quando viene chiamata per ricevere, come tutti
gli altri, anche la medaglia del Presidente "che è un po' più piccolina di
quelle che avete vinte". Ci sono onorificenze per tutti. Anche Francesco
D'Aniello, tiro a volo, si presenta con il piccolo Michele, 4 anni. Martina
Picardi, poco più di un anno è in braccio alla mamma e vicina al suo papà,
pugile, con medaglia Scorrono le figure e le facce di questi atleti per molti
dei quali, una volta spenti i riflettori olimpici, ricomincerà una vita di
sacrificio e passione per lo sport. Non ci sono veline tra le mogli, i mariti
non sono palestrati. Alessandra Sensini, velista. Aldo Montano, il più noto.
Alessia Filippi, nuotatrice bella e alta tanto da far concorrenza ai
corazzieri. Mauro Sarmiento, star del taekwondo, grande e addolorato tifoso del
Napoli. Applausi per Roberto Cammarelle, un altro gigante d'oro, per Alex
Schwazer, marcia vincente, e per tutti gli altri. Giù il sipario, prima un po'
di vacanza e poi di nuovo ad allenarsi. Londra non è poi così lontana.
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 213 del 2008-09-06 pagina
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 213 del 2008-09-06
pagina 13 La Gelmini ci
salverà dalla scuola matriarcale di Geminello Alvi Si vive di apparenze,
giacché a ben vedere abbiamo in questa vita solo quelle. E a studiarsela nelle
foto la ministra Gelmini
Mariastella parrebbe perfetto archetipo di professoressa, con nome acconcio.
Adatto allo scassato gineceo di laureate in crisi di nervi, che educano alla
noia gli studenti con la stessa stanca fretta con cui fanno la spesa. Perché
questo è ora in Italia la scuola: luogo dove non solo la cultura massificandosi
s'è immiserita; come previsto da Nietzsche. Ma inoltre pure sede di procedura
devirilizzante, per esclusiva somministrazione di insegnanti donna. Dalle tre
maestre per classe alle schiere di casalinghe traviate nelle medie superiori,
dove il livello finale di ignoranza risulta peggiore addirittura di quello
europeo. E la Gelmini di questo insistito spreco di
anime giovani, per via di massificazione e matriarcato, parrebbe coi suoi
occhialini la perfetta incarnazione. Invece ci sorprende: da ministra, sia
benedetta, difende i due atti più sani ed eversivi che potevano pensarsi.
Dimagrisce in un triennio di 87 mila unità gli, e soprattutto le, insegnanti;
proclama la riforma delle scuole in fondazioni. E la direi solo perciò genio
virile e pratico. La scuola di Stato fu un espediente napoleonico, col quale si
costrinse l'istruzione ai tornaconti statali. L'istruzione divenne un permesso
di Stato, con programma di studio prescritto, che doveva accordarsi ai fini
politici. Fosse quella di Bismarck o di Crispi cambiava poco: il sistema doveva
creare un'élite utile alla burocrazia prima, e nel Novecento alla
massificazione, fino alla decadenza presente, di una cultura la cui misura è
solo il denaro, l'economia. Questo l'esito della scuola statale: una società in
cui molti, più di prima, leggono libruzzi, ma sono rare e molto desuete le
menti originali e libere, anche se tutti si pretendono tali. Oggi del resto la
scuola non forma neppur più le élite: asseconda le manie di massa, che l'utile
inventa e la tv plasma. Questo il disastro, del quale va preso atto. Concluso
da una riforma Berlinguer che ha completato la distruzione ultima di quanto non
era stato già guastato dal '68. La nostra università è ormai l'imitazione di
una università americana, ma pensata da un comunista albanese. Insomma tutta la
scuola ormai perpetua l'uccisione della morale e del libero pensiero, con la
complicità dello Stato. E appunto perché terminerebbe questa pessima
complicità, una scuola articolata in fondazioni sovvertirebbe il male, e
migliorerebbe tutto. Infatti una scuola di fondazioni, o un'università, sarebbe
una nella quale i sindacati non avrebbero il consenso della politica, come lo
hanno avuto per rovinare le elementari o viziare i bidelli. Sarebbe una scuola
a cui lo Stato potrebbe conferire parte dei suoi immensi e morti patrimoni da
far fruttare, così da limitare le spese correnti. Il conferimento di doni
privati permetterebbe in sovrappiù di reclutare docenti migliori, forse anche
maschi, e di pagarli meglio sulla base del loro merito. I concorsi statali per
insegnanti, come i provveditorati, lande immorali, svanirebbero. Il
reclutamento riguarderebbe solo il merito: sarebbe cooptazione dei migliori,
senza più Tar. E sarebbe peraltro pure la fine della pessima scuola privata che
ci ritroviamo. La fine del valore legale dei titoli di studio renderebbe vani i
corsi di recupero. E le scuole esclusive si misurerebbero sul pregio degli
insegnanti e degli alunni; non più sul censo. Conterebbe solo il pregio, il che
richiederebbe finalmente la fine del libro di testo. Un sogno, nel quale la
natura pubblica della scuola sarebbe peraltro garantita da borse di studio per
i meritevoli. Gli altri, non nati per studiare, si addestrerebbero ai nobili
lavori manuali, così da limitare gli immigrati, nonché l'odierno spreco
energetico nelle palestre. Vantaggi per il bilancio statale, e per la morale,
per i mestieri non celebrali, e sollievo spirituale e virile di una nazione.
Questo l'esito di quanto dice ora la Gelmini,
redenzione delle apparenze e delle professoresse, rivolte speriamo a altri
destini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
N. 213 del 2008-09-06 pagina 14
Baffino impari lo stile Aznar di Redazione I giornali italiani hanno tanti
difetti, e soprattutto ci sarebbero molte cose da dire sulla loro tendenza al
gossip. Quest'estate abbiamo dovuto sorbirci pettegolezzi un po' su tutti,
inaccettabili intrusioni nelle vite private, abbiamo letto
articoli e soprattutto visto fotografie sul nuovo amore di Mariastella Gelmini, sulla gita in barca a Ponza di
Giorgia Meloni, sulla virilità del presidente della Camera e perfino sul bacio
di Antonio Di Pietro a una sua collaboratrice. Verrebbe da dire che sono fatti
loro - loro dei politici pizzicati - e che la stampa italiana è proprio di
basso livello. Però in questi stessi giorni negli Stati Uniti - un Paese
che immaginiamo sempre più civile del nostro - la stampa che fa? Sono passate
solo poche ore dalla nomination di Sarah Palin alla vicepresidenza che i
giornali americani hanno già setacciato la sua vita, compresa naturalmente
quella sotto le lenzuola, attribuendole di tutto. Dall'adesione a un partito
indipendentista a una campagna di sostengo a un politico antisemita. Notizie
false, come false sono le fotografie compromettenti fatte circolare: quelle che
la ritraggono sulla copertina di Vogue o in minigonna di pelle sono
fotomontaggi, quelle in cui si vede una donna nuda no, la donna è veramente
nuda però non è Sarah Palin, è un'attricetta che le somiglia. L'ultima
gentilezza - per dire il giornalismo anglosassone - è stata la bufala secondo
la quale la madre dell'ultimo dei suoi cinque figli, il bambino down nato
quest'anno, non sarebbe lei ma sua figlia. Sempre per stare alla stampa estera,
anche dell'ex premier spagnolo Aznar hanno messo in giro una carineria: hanno
scritto che è stato lui a ingravidare la ministra francese Rachi Dati. Tutto
questo premesso, veniamo al grave caso di disinformazione scoppiato in Italia
ai danni di un politico. Dunque: l'onorevole Massimo D'Alema, già presidente
del Consiglio, già ministro degli Esteri, già leader dell'ex Pci, uno che
abbiamo rischiato di trovarci al Quirinale, insomma un pezzo grosso, si è
sentito in dovere di far circolare un'indignata smentita: non è vero -
contrariamente a quanto documentato in modo ci pare inoppugnabile da Novella
2000 - che sono caduto dal gommone. Questo ha detto D'Alema, furibondo per
"come hanno tagliato la sequenza". Ora: è vero che una caduta dal
gommone è ben più grave di quel che hanno attribuito alla Palin e ad Aznar.
Però, visto il self control di questi due, e visto come s'è incazzato D'Alema,
ecco, insomma, forse non sono i giornali, quel che dobbiamo invidiare agli
stranieri. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: COMMENTI E
INCHIESTE data: 2008-09-06 - pag: 12 autore: All'Orso, all'Orso Una nuova
guerra fredda si è veramente scongiurata? Credo di sì, soprattutto perché oggi
il confronto militare con la Russia non conviene a nessuno. Siamo noi europei
che abbiamo fatto commercialmente grande la nazione di Putin... Lettera firmata
C o me al solito, l'Europa è divisa. Gli inglesi, i polacchie gli Stati baltici
sono per la mano dura; Germania e Italia, che dipendono dal gas di Putin,
propendono per la morbidezza. La scelta fatta dal vertice straordinario
dell'altro giorno è del tutto ordinaria: un compromesso al ribasso, di quelli
che non levano e non mettono, una chiacchiera senza nerbo. Del resto, la
prepotenza russa è stata grande e ignobile; ma l'Ossezia è piccola e agli occhi
dei "realisti" della politica non vale il rischio di uno scontro a muso
duro. Per unirci, abbiamo bisogno di un pericolo, di una minaccia più crudi.
Forse verranno, o magari no. Una cosa però è sicura: di rado, la mollezza è il
più saggio degli allenamenti. p Tutor e colpi di sonno Mi riferisco
all'articolo "Troppe multe - La Polizia spegne il tutor", pubblicato
sul Sole 24 Ore del 1Úsettembre, e in particolare alla frase "Forse perché
gli incidenti evitati dal controllo della velocità sono stati in parte
controbilanciati dai colpi di sonno che il dover rispettare i limiti di
velocità ha provocato". Se uno si addormenta al volante, a meno di
patologie particolari, non è a mio parere perché va piano, ma è perché non ha
dormito abbastanza, oppure perché ha assunto qualche sostanza nociva. La
soluzione è: andare piano e dormire di notte. Carlo Moiraghi email Educazione
civica Leggo sul Sole 24 Ore del 30 agosto la pagina dedicata all'Educazione
civica "targata" ministro Gelmini e scopro con una certa sorpresa
che è stata istituita una commissione ad hoc, la quale, immagino, costerà
almeno "un paio di euro" e allora mi permetto qualche osservazione. A
partire dalla scuola elementare e fino al mio esame di maturità scientifica, ho
sempre letto nelle mie pagelle la materia "Storia ed educazione
civica" con relativo voto di profitto. Ricordo però di avere sempre
e solo studiato storia, mai educazione civica, anzi agli inizi della carriera
scolastica, non sapevo neppure che cosa fosse e non è mai stato previsto
l'acquisto di un libro di testo. La materia di studio, quindi, è sempre stata
presente nei curricola scolastici solo che, almeno nel mio caso, non è mai
stata insegnata. Credo che l'insegnamento della materia debba essere affidato a
specialisti della stessa, in quanto si tratta principalmente di insegnare
diritto costituzionale senza la pretesa di allevare piccoli avvocati, ma
cittadini coscienti del loro status. Massimo Costantini email Emergenza rifiuti
Finalmente tutti parlano dell'emergenza rifiuti, dell'inquinamento,
dell'effetto serra e quant'altro. Secondo il mio parere c'è una sola soluzione:
produrre meno rifiuti e meno imballaggi! Inoltre è fondamentale evitare i
trasporti inutili delle merci sulle lunghe distanze. Cristiano Mencarelli
Ancona.
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E
SOCIETA data: 2008-09-06 - pag: 14 autore: Entro l'anno scolastico 2011-2012
Salirà di un punto il rapporto alunni-insegnanti ROMA Le indicazioni delle
strade da seguire per i risparmi di spesa sono già tutte nella "manovra
d'estate". Ad esempio, il rapporto alunni-docenti dovrà passare
dall'attuale 8,9 al 9,9, obiettivo da raggiungere entro il 2011/12. La riorganizzazione
del servizio scolastico dovrà determinare "per il bilancio dello Stato
economie lorde di spesa, non inferiori a 456 milioni di euro per il
( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-09-2008)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E
SOCIETA data: 2008-09-06 - pag: 14 autore: Grandi tagli nelle piccole classi In
3 anni riduzione di 3,2 miliardi: previsti 87mila docenti e 42mila Ata in meno
Luigi Illiano ROMA Da Padoa-Schioppa a Tremonti, il ministero dell'Istruzione
continua a essere sorvegliato speciale. L'Economia non si fida dell'Istruzione
e con qualche ragione: nel corso di decenni Viale Trastevere ha più volte
annunciato tagli che non sono mai stati realizzati. Non solo: si sono
moltiplicate le assunzioni. Da qui la scelta di imporre rigorose misure di
controllo. Due giorni fa il ministro
dell'Istruzione,Mariastella Gelmini, ha ribadito che saranno tagliati 87mila posti in 3 anni, il 7%
della spesa. I numeri dei risparmi da realizzare nel periodo 2009/11 sono nella
relazione tecnica alla manovra: il taglio al bilancio – a regime – sarà di 3,2
miliardi di euro. In termini di personale significa 87mila cattedre in
meno e una riduzione di 42.500 posti Ata (amministrativi, tecnici, ausiliari).
E sull'intera operazione dirisparmio pende la scure della "clausola di
salvaguardia" meccanismo di controllo imposto alla scuola nella
Finanziaria 2007 dall'ex titolare dell'Economia, Tommaso Padoa- Schioppa e
confermato dall'attuale ministro Giulio Tremonti. è una misura di garanzia che
funziona così: i mancati risparmi richiesti dall'Economia all'Istruzione si
trasformano in minori finanziamenti. Le conseguenze hanno già colpito: nel 2008
sono stati sottratti 560 milioni di euro alle risorse destinate alle scuole.
Nel 2009 la clausola potrebbe costare altri 280 milioni di euro e ulteriori 130
nel 2010. Per limitare le difficoltà provocate dal taglio 2008, Gelmini ha ottenuto dalla manovra 200 milioni. Le leve Per
centrare gli obiettivi Viale Trastevere sta elaborando il piano programmatico,
previsto dalla manovra. In linea generale le leve di intervento saranno tre:
revisione degli ordinamenti scolastici, riformulando orari e indirizzi di
studio; riorganizzazione della rete scolastica; razionalizzazione dell'utilizzo
di risorse umane attraverso la modifica delle classi di concorso e della
formazione degli organici. Le disposizioni di controllo della spesa si basano
anche sull'aumento di un punto del rapporto alunni/docenti e la riduzione del
17% dei posti di personale Ata. è presumibile che per il 2009 si agirà
prevalentemente sulla formazione delle classi e sul dimensionamento degli
istituti scolastici. Un primo intervento potrebbe riguardare l'innalzamento del
numero minimo di alunni per formare le classi, portandolo tra 15 e 16 ed
elevando a 31-32 alunni la soglia per sdoppiare una classe. Significherebbe la
cancellazione delle classi che hanno meno di 16 alunni: quasi 50mila, delle
quali oltre 36 mila tra elementari e medie. Una seconda stretta potrà
interessare le scuole che sono al di sotto della soglia minima consentita per
funzionare come istituzione autonoma. Sono circa 2.600, con meno di 500 alunni.
In entrambi i casi l'impatto potrebbe essere fortemente attenuato garantendo
classie scuole nelle aree di montagna e nelle piccole isole. Intervento che
determinerebbe un risparmio di posti da dirigenti scolastici e dirigenti
amministrativi equivalenti alle scuole colpite. Perché si tratta in gran parte
di scuole che non verrebbero chiuse, ma accorpate ad altri istituti. Bilancio e
bonus Il bilancio dell'Istruzione presenta un'asincronia rispetto a tutti gli
altri del comparto pubblico: l'anno finanziario non coincide con quello
scolastico, quindi i calcoli di un anno – ad esempio il 2008 –riguardano gli
otto mesi (gennaio/agosto) dell'anno scolastico precedente (2007/08) e i
quattro mesi finali (settembre/dicembre) del 2008/09. La stretta prevista in
manovra potrà essere attenuata, a condizione che per ciascun anno si riesca a
centrare gli obiettivi di risparmio, condizione che farebbe scattare dei bonus.
Infatti, "una quota parte delle economie di spesa", pari al 30%,
all'incremento delle risorse finanziarie destinate dalla contrattazione
"alla valorizzazione e allo sviluppo professionale della carriera del
personale della scuola a decorrere dal 2010, con riferimento ai risparmi
conseguiti per ciascun anno scolastico". Si tratta di oltre 410 milioni di
euro per il 2010, 664 milioni di euro per il 2011 e circa 957 milioni per il
2012. Docenti e Ata Saranno 129.841 i tagli tra cattedre e personale Ata. Nel
dettaglio, per il 2009/10 sono previsti 32.105 insegnanti in meno; nel 2010/11
saranno 15.560; nel 2011/2012 la riduzione riguarderà 19.676 posti. A questi
vanno aggiunti i 20mila già programmati dalla Finanziaria del Governo Prodi,
per un totale che arriva a quota 87.341. Cifre determinate anche dall'aumento
di un punto del rapporto alunni/docenti,nel triennio passerà dall'attuale 8,94a
9,94. Una novità nella gestione degli organici rispetto al tradizionale
approccio legato al rapporto alunni/classe. Per il personale Ata, nel periodo
2009-2011 la cancellazione sarà secca: 17% del totale. Con una scansione di
14.167 posti per ognuno dei tre anni, significa 42.500 posti. Le figure più
colpite saranno i bidelli, per i quali il colpo di spugna potrebbe arrivare
alle 30mila unità. Settima puntata Le precedenti sono state pubblicate il 12
(Sviluppo economico), il 13 (Infrastrutture), il 14 (Beni culturali), il 17
(Interno), il 22 (Difesa) e il 24 agosto (Welfare) IL CONTROLLO DELLA SPESA
Tremonti conferma la "clausola di salvaguardia" di Padoa-Schioppa: i
mancati risparmi equivalgono a minori finanziamenti.
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera - MILANO -
sezione: Cronaca di Milano - data: 2008-09-06 num: - pag: 4 categoria:
REDAZIONALE Bilancio Il direttore regionale, Dominici: più attenzione a inglese
e matematica Scuola, record di stranieri "Più severi sulla condotta"
"Sì al maestro unico, Milano ha bisogno del tempo pieno" A fronte
delle 162 etnie presenti tra i banchi c'è una mancanza cronica di facilitatori
linguistici Multietnica lo sarà di sicuro, con i suoi 121.826 studenti
stranieri (46.169 solo a Milano). Ma anche più severa nei giudizi e nel punire
i bulli, attenta a italiano, matematica e inglese ("visto che si avvicina
l'Expo"), impegnata a combattere la dispersione (che arriva a picchi del
25 per cento). Ecco la scuola che parte lunedì mattina. Oltre un milione di
iscritti, tante novità introdotte dal ministro Mariastella Gelmini e l'auspicio del direttore
regionale, Annamaria Dominici: "Mi auguro che il tempo pieno sia
salvaguardato come modello didattico vincente e come risposta alle esigenze
delle famiglie ". Partenza con un record: quegli oltre 120 mila giovani
immigrati che sono l'11,26 per cento del totale (contro una media nazionale del
6,4%) e in un anno sono aumentati dell'1,19 per cento. Risultato: 162
etnie, un'anagrafe dei neoarrivati che - ammettono i dirigenti della scuola -
stenta a decollare, una mancanza cronica di facilitatori linguistici. A Milano
sono 94 per 46 mila ragazzi extracomunitari (quasi 5 mila ecuadoriani). Il
provveditore Antonio Lupacchino è riuscito a strapparne altri 4. "Sappiamo
che sono pochi - continua il direttore regionale - ma è il massimo che siamo riusciti
a ottenere". Continua il provveditore milanese: "Sulla questione
stranieri è già avviata una discussione per superare l'emergenza". Luci e
ombre. I dati positivi: gli studenti lombardi hanno risultati superiori alla
media nazionale (in linea con quella Ocse), partono i centri provinciali per
gli adulti (33 mila i potenziali iscritti), scendono in campo nuove strategie
contro il bullismo, torna la "dote" finanziata dalla Regione e, in
più, arrivano 30 milioni di euro per le attività extracurricolari. I nodi:
l'integrazione e la dispersione. L'assessore regionale all'Istruzione, Gianni
Rossoni conferma: "Troppi giovani lombardi, quasi uno su quattro,
abbandonano dopo la terza media per lavorare in nero". Scuola, comincia un
altro anno. Lezioni e proteste. Rifondazione comunista ha annunciato per lunedì
un volantinaggio davanti agli istituti per denunciare "i tagli
all'istruzione". Il timore dei genitori: l'abolizione del tempo pieno con
l'arrivo del maestro unico (previsto per il 2009-2010). Ma il direttore
Dominici frena: "Confido che i nostri livelli di tempo pieno (il 100 per
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-09-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE
Marcegaglia: bene il governo su disavanzo, manovra, lavoro e scuola
"Salari, pronti a firmare con chi ci sta Epifani? Se dice no dovrà
spiegarlo" MILANO - La mette in termini di "appello ". L'ultimo
però, probabilmente, per Guglielmo Epifani. Ed è chiarissima, Emma Marcegaglia.
Premette: "Io so benissimo quanto sia seria la questione dei salari. Ma è
altrettanto seria quella della produttività. E non possiamo più permetterci di
considerarle variabili tra loro indipendenti". Come del resto riconoscono
senza problemi pure Cisl e Uil. Per cui, al segretario Cgil che invece seguita
a prender tempo, Emma Marcegaglia dice esplicitamente che per le indecisioni
non c'è più spazio. Che "questa riforma dei contratti è un'occasione
irripetibile ". Che lei, presidente di Confindustria, continua ad
"augurarsi e a sperare che concretezza e pragmatismo prevalgano anche
nella Cgil, che ci sia la volontà di innovare e di guardare al futuro".
Ma, "se così non avverrà", allora "ognuno deve essere pronto ad
assumersi le proprie responsabilità". Significa che se, come sembra, Cisl
e Uil dicessero "siamo pronti" e la Cgil insistesse sul no, voi non
avreste problemi a firmare un accordo separato? "Ognuno deve fare le proprie
scelte. Questa riforma è l'unico modo, oggi, per poter aumentare anche gli
stipendi. La Cgil è liberissima di dire no, ci mancherebbe. Poi però dovrà
anche spiegarlo ai propri iscritti nelle fabbriche". Spieghi lei, intanto,
perché questo è "l'unico modo". "Le dò due dati, per cominciare.
Dal 2000 al 2007 le buste paga sono aumentate di 1.215 euro reali all'anno. Se
il nostro Paese fosse cresciuto come la media dei Paesi dell'area euro,
attraverso incrementi di produttività, quegli aumenti sarebbero arrivati
intorno a quota 2.500". Ma, voi dite, la sola strada è spostare il
baricentro dalla contrattazione nazionale a quella aziendale. E le aziende che
non possono permetterselo? "La nostra proposta prevede una compensazione
per quei lavoratori che non avranno alcun aumento a livello aziendale. E
chiedo: l'obiettivo comune di imprese, lavoratori, sistema- Paese, è o no la
crescita?". Così parrebbe. "Bene. Allora partiamo dal quadro
economico ". Che indica: inflazione al 4%, consumi in picchiata,
produzione industriale in retromarcia, Pil fermo. "Appunto. Ma non è una
crisi partita da qui. L'Italia condivide gli effetti delle turbolenze
internazionali: la crisi finanziaria e la politica troppo espansiva degli Usa,
l'irruzione della Cina, una forte rivalutazione dell'euro fino al luglio
scorso. Il risultato è un'economia ferma in tutto l'Occidente". A
proposito: la pensa come Giulio Tremonti, che ha evocato lo spettro del '29, o
come Silvio Berlusconi, per il quale la malattia non è così drammatica?
"Confindustria è stata la prima a denunciare il rischio crescita-zero.
Oggi, la mia sensazione è che davanti abbiamo ancora un trimestre molto
problematico, ma che a partire dal 2009 possa iniziare un'inversione di
tendenza. E che proprio gli Usa saranno i primi a riprendersi. Qualcosa già si
vede: il petrolio da
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cronache - data: 2008-09-06 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Il
caso La responsabile dell'Istruzione: tanti stranieri, devono conoscere i
nostri valori "Ora di religione obbligatoria" Bufera sulla giunta del
Veneto Proposta di un assessore di An. Ma Galan frena Contrario Vian, docente
cattolico di Ca' Foscari: le tradizioni di riferimento sono anche islamiche DAL
NOSTRO INVIATO VENEZIA - Il laico, liberale e disincantato presidente del
Veneto bacchetta la giovane assessora all'Istruzione: "Insegnamento
obbligatorio della religione? Nulla che vi assomigli rientra nel programma del
governo regionale ". E precisa: "La sua è una proposta che coinvolge
più istituzioni, più competenze oltre agli aspetti legati a principi di libertà
e di rispetto del pensiero e delle credenze altrui". Insomma, Giancarlo
Galan, mette i puntini sulle i. Nei giorni scorsi era entrato nel merito della
querelle tra gli immigrati islamici e il comune di Treviso ("qui non hanno
diritto di pregare", Gentilini dixit), invitando alla tolleranza e al buon
senso, ora affronta a viso aperto un'altra questione "sensibile ". è
successo, infatti, che Elena Donazzan, 36 anni, assessore regionale (An),
discettando in materia di istruzione, abbia lanciato l'idea di inserire nella
riforma regionale dell'Istruzione, l'obbligo nelle scuole venete dello studio
della religione cristiano/cattolica. Argomento tutt'altro che locale. Oppure,
c'è da ritenere che, in tempi di invocato federalismo fiscale, si debba passare
anche al federalismo ecclesiale? Elisa Donazzan la prende alla larga, ma non
arretra. "Premesso che non sto parlando di studio del catechismo - spiega
al Corriere - la mia proposta s'inserisce nel tema più ampio dell'integrazione.
Che coinvolge particolarmente la nostra regione dove il tasso di immigrati
extracomunitari è elevato. Ora, se il ministro Mariastella Gelmini pensa, giustamente, di riportare
a scuola l'Educazione civica, io credo che di tale materia possa far parte
l'insegnamento della religione cattolica, fondamento indiscusso dei valori
dell'Occidente. Che dovrebbero conoscere anche gli stranieri che hanno deciso
di risiedere nel nostro Paese ". "Del resto - aggiunge - non è
di Benedetto Croce la frase non possiamo essere italiani senza dirci
cristiani?". Youssef Tadil, portavoce della comunità islamica di Treviso
(in lotta per la rivendicazione di un luogo di culto), si richiama alla libertà
di fede, sancita dalla Costituzione dello Stato italiano. "Avrebbe senso,
semmai, insegnare le varie religioni - osserva - non soltanto la cristiana.
Poi, gli alunni decideranno il percorso religioso che preferiscono". "La
mia sensazione - continua - è che proposte come quella dell'assessore non
giovino a rasserenare il clima interetnico ". Al fianco della Donazzan si
schiera don Sandro Vigani, direttore del periodico Gente veneta. Osserva:
"Poiché il cattolicesimo ha fatto la nostra storia e poiché l'80 per cento
degli italiani sono cattolici, trovo giusto che questa religione diventi
materia scolastica. Anche i musulmani dovrebbero studiarla". Ma Giovanni
Vian (cattolico), docente a Ca' Foscari di Storia delle Chiese cristiane, dissente:
"Piuttosto sarebbe doveroso inserire nelle scuole la Storia delle
religioni, con un taglio laico/critico, non confessionale - dice -. E se
vogliamo riferirci al contesto italiano ed europeo, le tradizioni di
riferimento sono quelle giudaico-cristiane, ma anche quelle islamiche".
"Sono contrario, invece - conclude -, ad agganciare le religioni
all'insegnamento dell'Educazione civica. I valori civili di uno Stato
democratico sono altra cosa". Marisa Fumagalli #.
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera - ROMA -
sezione: Cronaca di Roma - data: 2008-09-06 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Tendenze Il ministro Gelmini li ha consigliati ai dirigenti didattici ma in vetrina i prezzi
impennano Winx, Spiderman, Power Rangers grembiulini sì, ma con le griffe
Costano da
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera - ROMA -
sezione: PRIMA PAGINA - data: 2008-09-06 num: - pag: 1
categoria: REDAZIONALE Elementari Grembiuli, spuntano i griffati da 36 euro
Mentre il ministro Gelmini
invita ad usare i grembiuli alle elementari, i prezzi dei nuovi modelli,
griffati con le immagini delle Winx e dei Power Rangers, schizzano alle stelle,
raggiungendo i 36 euro. ( foto JPeg) A PAGINA 2 Clarida Salvatori.
( da "Corriere
della Sera" del 06-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Politica - data: 2008-09-06 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE
L'affondo L'ex ministro della Difesa attacca: meglio i 100 giorni di Berlusconi
che i 300 di Veltroni E Arturo elogia Silvio: governo ombra fallito Il
segretario pd: cambiare? Non vedo alternativa. D'Alema: giudizi ingenerosi DAL
NOSTRO INVIATO FIRENZE - Berlusconi? "Un grande leader e un grande politico,
da cui dobbiamo imparare". Veltroni? "C'era un cartello dei giovani
di destra, dopo la vittoria di Alemanno, che diceva: Veltroni santo subito, hai
fatto fuori la sinistra, il governo e l'Ulivo ". Dalla platea, un paio di
fischi flebili, per il resto silenzio. Arturo Parisi, fradicio di sudore e
incalzato da Giovanni Minoli, procede come un bulldozer e in un'oretta scarsa
demolisce scientificamente il Pd e il suo leader. Il quale, dalla summer school
di Bertinoro, risponde a Parisi: "Se impiegasse anche solo un quarto delle
sue energie per attaccare la destra, sarei contento". Controreplica:
"Se mi avesse ascoltato, avrebbe capito che volevo contrastare la
destra". A far respirare un po' la Festa ci prova in serata Francesco
Rutelli, che offre un buffet e esordisce con un sorriso: "Non sono qui per
attaccare il Pd, ma il governo". Ed è già una notizia. Parisi, nel
pomeriggio, aveva subito attaccato: "è un segno di democrazia che mi
facciano parlare qui: anche se a un'ora così infelice e con la sala
vuota". Replica secca degli organizzatori: "Gli erano state offerte
altre date: evidentemente non coincidevano con le sue vacanze". Poi
comincia il j'accuse. Le primarie, dice Parisi, "non sono state vere
". Veltroni "non ha fatto quello che aveva detto di voler fare, cioè
il Pd", che "è una falsa partenza ". Al Lingotto, a Torino,
"Veltroni propose un governo" e fu "il primo passo " della
fine dell'esecutivo Prodi, "che non trovò sostegno nel partito ".
Parisi invita Veltroni a firmare la petizione contro il Lodo Alfano. Spiega di
rimpiangere l'Ulivo e, in qualche misura, anche l'Unione. Poi l'elogio a
Berlusconi: "I suoi cento giorni hanno il segno più. I trecento di
Veltroni il segno meno. Veltroni impari da Berlusconi, è un grande leader e un
grande politico che ha saputo riunire tutto in un campo". Veltroni, dice
parlando al passato, "è stato un amico": "Il suo vizio? Eccesso
di realismo". Il suo pregio "Idealismo". Poi tocca a Rutelli:
"Ha definito un caravanserraglio l'Ulivo: ma di mattina lo attaccava, di
pomeriggio con quella coalizione cercava di diventare sindaco. Un eccesso di
opportunismo ". La conferenza programmatica del Pd, aggiunge, sarà
"occasione di propaganda: non ci servono dibattiti culturali". Matteo
Colaninno: "Ha perso un'occasione non dimettendosi ". E il governo
ombra lo definisce "una scommessa mancata, un'esperienza fallita".
Tanto da suscitare, a distanza, la reazione di Massimo D'Alema: "Mi pare
un giudizio ingeneroso ". Poi la parte propositiva di Parisiche vorrebbe
ripercorrere le Europee del 2004, quando si presentò la lista "Uniti
nell'Ulivo", che ora battezza "Uniti per l'Europa ". Perché le
Europee "non devono essere un congresso anticipato né una conta".
Alleati? "Escludere solo chi si esclude". Veltroni, da Bertinoro,
spazia invece su più fronti. Accusa di "bulimia e ansia di prestazione chi
vuole vincere subito", spiega che il Pd "non è come Fregoli ",
trasformista, e attacca: "Si chiede di cambiare ma non vedo un'alternativa
di linea politica. Sento troppi io, dovremmo riscoprire il noi". Poi attacca il ministro Gelmini, per aver preso l'esame di abilitazione a Reggio Calabria:
"Se serve mettere il sette in condotta mettiamolo, ma chi lo propone non
dovrebbe poi cercare vie laterali". Sul tema della leadership Rutelli
difende Veltroni: "Abbiamo scelto lui. Bisogna essere più critici
verso il governo, invece c'è un meccanismo ipnotico anche nel
centrosinistra". Ma poi aggiunge, e i maligni avranno materia:
"Ognuno deve dare il suo contributo". Quanto a Berlusconi, non arriva
a dire che è un "grande leader", ma spende parole positive: "In
politica conta la capacità di guidare e la parabola di Berlusconi lo dimostra.
Ha riconquistato popolarità e di questo gliene va dato atto".. Alessandro
Trocino Pd Dall'alto, Arturo Parisi, Walter Veltroni e Francesco Rutelli.
( da "Giornale.it,
Il" del 06-09-2008)
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N. 213 del 2008-09-06 pagina 0 Scuola,
ora di religione obbligatoria per tutti di Stefano Filippi La proposta della
Regione Veneto. Parla l'assessore Elena Donazzan che ha lanciato il progetto:
"Su quei valori si fonda il Paese". E nella regione bianca la
proposta alletta anche i democratici Venezia - Ora di religione cattolica
obbligatoria per tutti gli studenti veneti: è il progetto cui sta lavorando
l'assessore regionale all'Istruzione, Elena Donazzan (An). Lo inserirà nella
legge regionale sull'istruzione assieme alla settimana corta con tempo
prolungato, a nuove materie come la Storia del territorio e la Cultura del
lavoro, alle quote di immigrati nelle classi. Assessore Donazzan, che fa?
Riapre le guerre di religione? "Io vorrei che l'ora di religione cristiana
cattolica diventasse obbligatoria all'interno dell'orario dedicato
all'educazione civica italiana. Cito Benedetto Croce, filosofo idealista,
laico, che diceva: non possiamo essere italiani senza dirci cristiani".
Torna il catechismo nelle aule? "Questo no. Nemmeno l'ora facoltativa
introdotta dal nuovo Concordato è catechesi, bensì umanesimo cristiano.
Semplicemente, sostengo che non si può insegnare l'educazione civica italiana
senza spiegare i princìpi da cui deriva il vivere sociale nel nostro
Paese". A quali princìpi si riferisce? "La centralità della persona e
della famiglia, il rispetto uomo-donna, il volontariato derivano tutti dalla
cultura cristiana. Dobbiamo riconoscere che la nostra società, il suo diritto,
le sue regole di comportamento, sono impregnati di valori che non vengono da
Marte ma dalla religione cattolica. è un approccio laico, non confessionale.
Sono cose che tutti devono sapere". E perché inserirle nelle ore di
educazione civica? "Questi princìpi fanno parte di quel sentire comune che
fonda il nostro popolo e fa appartenere una persona alla comunità. Questo
sentire comune teso a un comune destino dev'essere in qualche modo insegnato a
scuola, il primo luogo dell'integrazione. L'ora di religione cristiana
cattolica va inserita all'interno di questo percorso". Che fine farebbe
l'attuale insegnamento religioso? "Non andiamo troppo oltre, a me adesso
interessa proporre un modello e aprire la discussione. Non è un atto che la
regione Veneto sta emanando. Il progetto di legge sull'istruzione prevede anche
l'insegnamento di una materia come la Cultura del lavoro, pilastro del sistema
veneto dell'impresa-famiglia, insieme con la cultura del sacrificio e del
dovere". Quindi è prematuro anche parlare di inquadramento dei docenti.
"Assolutamente. Anche il ministro Gelmini, introducendo temi come il voto
di merito, il grembiule, il comportamento in aula, dimostra che il suo
approccio alla scuola è una grande riforma di princìpi e valori dopo la
devastazione del Sessantotto e il suo lascito di materialismo, relativismo, nichilismo".
Ha nostalgia del Veneto "sagrestia d'Italia"? "Io difendo la mia
storia. Siamo la prima regione d'Italia per associazioni di volontariato,
protezione civile, donatori di sangue: si può pensare che siano tutti
precettati? No di certo, sono il frutto di quei princìpi cristiani che
innervano la nostra società. Se a Natale ci indigniamo perché scompaiono i
presepi dalle scuole, è perché abbiamo dimenticato queste radici". Le
"quote immigrati" invece non sono una questione di principio.
"No: molto pratica. In certe zone del Veneto la presenza di alunni
stranieri soprattutto nelle elementari raggiunge il 60-70 per cento; così molti
genitori italiani iscrivono i figli altrove, col risultato di creare
scuole-ghetto. Problema drammatico perché è difficile integrare nei ghetti,
d'altra parte se gli italiani frequentassero quelle scuole apprenderebbero con
estrema lentezza. Finora si è lasciato correre. Io invece ritengo che si
debbano fissare quote di studenti stranieri e potenziare i metodi di
apprendimento. Tra 10 giorni ne parlerò al ministro". © SOCIETà EUROPEA DI
EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Repubblica.it"
del 06-09-2008)
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delle Alpi" del 07-09-2008)
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"Il
ministro doveva informarsi meglio" Maestro unico, Passuello contro Gelmini: "I tre docenti
funzionano" BELLUNO. "Il ministro Gelmini avrebbe dovuto vedere meglio i risultati che la scuola primaria
ha ottenuto in questi anni, anche a livello europeo, prima di avviare la
riforma che prevede l'introduzione del maestro unico. E poi, quando si
fa un'operazione di questo tipo, bisogna comunque confrontarsi anche con chi
lavora nel settore". Non è d'accordo con il ministero della Pubblica
istruzione l'assessore comunale, nonchè insegnante, Maria Grazia Passuello, che
interviene nel dibattito sul tema scottante e controverso del docente unico
alle elementari. "Mi sono incontrata con il ministro Gelmini
a Cortina durante la manifestazione di Cisnetto e l'ho invitata a Belluno.
Credo che, comunque, le riforme vadano calibrate, specie quando si tratta di un
settore così importante per il futuro del paese". Contraria alla
restaurazione del maestro unico anche l'assessore provinciale all'istruzione,
Claudia Bettiol. "La riforma dei tre insegnanti era giusta, visti anche i
risultati che ha dato soprattutto per quanto riguarda la formazione dei bambini.
Senza considerare che questa operazione porterà tagli al personale".
Intanto, la Provincia, nelle prossime settimane, istituirà dei comitati
valutativi sui nuovi indirizzi di studio delle scuole superiori, utili a
garantire, a chi deciderà di non continuare gli studi all'università, una
possibilità in campo lavorativo, in base alle esigenze del territorio. Sulla
vicenda del maestro unico entrano in campo anche i consiglieri regionali
bellunesi. "Si continua ad andare avanti e indietro quando, invece, la
linea da tenere è quella europea. Siamo in un'epoca nuova e in un ambito
territoriale, per quanto riguarda l'aspetto scolastico, sovranazionale. Per cui
basta con queste riforme che ci portano indietro e distanti dall'Europa,
cerchiamo di andare avanti", dice Guido Trento del Pd. Sul docente unico
alle primarie precisa anche Gianpaolo Bottacin (Lega Nord): "Credo sia una
riforma positiva che va incontro alle esigenze psicologiche dei bambini. E se
saltano dei docenti, dispiace. Lo Stato non è certo un ufficio di collocamento,
ma un apparato che deve garantire un servizio di qualità. E se per fare la
qualità serve tagliare, lo si faccia". Intanto l'Unicobas annuncia uno
sciopero per il 3 ottobre. (p.d.a.).
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
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Commenti perché non avremo mai un obama
o un Mccain (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA) Ma si trattava, allora, di
ridimensionare un sistema partitocratico, nel quale le preferenze costituivano
uno strumento di controllo della società e, al tempo stesso, un elemento di
scambio fra gruppi di potere. In seguito, siamo passati a sistemi elettorali
che personalizzano il rapporto fra elettori ed eletti. Anzitutto a livello
locale, con l'elezione diretta dei sindaci, dei presidenti di Provincia e,
quindi, di Regione. Un rapido processo di presidenzializzazione diffusa, che il
sistema elettorale della Camera e del Senato ha assecondato attraverso il
maggioritario di collegio, che rende più immediato e trasparente il rapporto
tra i parlamentari, i cittadini e il territorio. Quel modello, ne siamo
consapevoli, non ha ridotto la frammentazione dei partiti, tanto meno il
distacco fra sistema politico e società. Ha, tuttavia, segnato una frattura,
almeno a livello simbolico. Partiti contro presidenti. Riassunto
dell'opposizione fra vecchio e nuovo, come ha osservato Mauro Calise.
D'altronde, i partiti si sono, anch'essi, personalizzati tutti. Dal 1994 ad
oggi. Dall'archetipo insuperato, Silvio Berlusconi, fino a Walter Veltroni. Da
Forza Italia all'Ulivo. Dal Partito democratico al Popolo della libertà.
Passando per le diverse liste. Per limitarci alle principali: Lista Pannella e
Bonino, la Lista di Pietro. Ma anche Alleanza nazionale, prima di confluire nel
Pdl, nonostante disponesse di identità e organizzazione, era un soggetto
identificato con il suo leader, Gianfranco Fini. E nell'Udc, ormai, la C evoca
l'iniziale di Casini. La personalizzazione è, ovviamente, enfatizzata dall'uso
dei media. La televisione, in particolare, ha dato ai partiti un volto,
un'immagine familiare. Anche in questa fase. I ministri più popolari appaiono
al pubblico personaggi caratterizzati, che recitano in fiction di successo. Due
sopra tutti. Brunetta, il vendicatore dei cittadini contro i servi fannulloni
dello Stato (gli statali, appunto). Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e
degli alunni dagli insegnanti incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la
buona condotta, i buoni costumi (i grembiulini), i buoni maestri (unici).
Mentre, all'opposizione, incontra un successo larghissimo Antonio Di Pietro,
che interpreta il garante della legalità contro ogni abuso della politica;
e anzitutto contro Berlusconi (che ne è il compendio). Ma anche Beppe Grillo.
Attore protagonista della protesta di piazza. Passando dal versante della
partecipazione a quello della comunicazione, occorre rammentare che la
costruzione del Partito democratico e, prima, dell'Ulivo, è avvenuta attraverso
le primarie. Un rito di massa per celebrare la scelta del leader. Prodi,
Veltroni. Tuttavia, da qualche tempo, la personalizzazione della politica
avviene insieme alla spersonalizzazione della scelta di voto. Imposta, per quel
che riguarda le elezioni politiche, dalla legge elettorale in vigore
dall'autunno 2005. Un proporzionale con premio di coalizione e liste bloccate.
Cioè: senza preferenze. La legge, inventata in fretta dal centrodestra al fine
di contrastare il successo annunciato del centrosinistra (particolarmente
avvantaggiato dal maggioritario), ha, nei fatti, rafforzato le leadership
centrali di "tutti" i partiti. Consentendo loro di controllare e condizionare
le candidature e, quindi, gli eletti. Mentre ha spezzato il legame dei
candidati con gli elettori. Tanto che i candidati sono quasi spariti dal
territorio, nel corso della campagna elettorale, limitandosi, perlopiù, ad
apparire accanto ai leader nazionali, durante le manifestazioni più importanti.
Il problema avrebbe dovuto e potuto essere ridimensionato attraverso il ricorso
alle primarie. Che, tuttavia, è divenuto molto intermittente. Quasi assente.
Anche il Partito democratico ha usato le primarie con cautela. Evitando,
comunque, di renderle troppo aperte e competitive. A livello nazionale,
d'altronde, sono servite all'investitura di leader pre-destinati. Mentre
l'elezione dell'assemblea costituente e degli organismi rappresentativi a
livello territoriale è stata vincolata dall'esigenza di garantire l'equilibrio
tra componenti oltre al controllo (e al mantenimento) dei gruppi dirigenti.
Anche nella scelta dei candidati alle amministrative (sindaci o presidenti), le
primarie vengono guardate con diffidenza e trattate con prudenza. Impossibile
che emergano outsider. Un Obama o un McCain de noantri. Inutile attenderli. La
questione si ripropone, oggi, in relazione al sistema elettorale che si sta
progettando in vista delle prossime elezioni europee. Prevede, com'è noto, una
soglia di sbarramento (3-4 per cento), per ridurre la frammentazione. Inoltre,
un numero più ampio di circoscrizioni. Infine: l'abolizione delle preferenze.
Su cui non c'è accordo. Ma che, indubbiamente, non dispiace ? anzi, piace - ai
partiti, in generale. Anche ai maggiori: Pdl e lo stesso Pd. In quanto permette
loro di regolare e distribuire, con precisione algebrica e senza rischi, i
posti tra le componenti (sotto)partitiche. An e Fi, da un lato. Ds e
Margherita, dall'altro. Che ancora resistono e agiscono. Accanto ad altre
correnti. Vorremmo ribadire che non siamo tifosi delle preferenze. Abbiamo
memoria di quando costituivano un metodo di scambio clientelare. Però
insospettisce la paura che suscitano nei partiti, oggi che non hanno più basi
di massa e sono ridotti a ristrette cerchie di vertice. Il contrasto tra
l'enfasi sulla personalizzazione e la crescente spersonalizzazione del voto
riassume quanto sia fittizia, oggi, l'opposizione fra partiti e presidenti.
Visto che i presidenti identificano partiti "chiusi", la cui classe
dirigente si riproduce in modo endogamico. Al proprio interno. Senza
competizione; ma, semmai, per cooptazione, dall'alto. Questo modello, peraltro,
è coerente con la biografia del centrodestra. Inventata, scritta e interpretata
da un Sovrano: Silvio Berlusconi. (Se ne è discusso molto nel recente convegno
della Società italiana di scienza politica, all'Università di Pavia). Ma il
centrosinistra e, soprattutto, il Partito Democratico ? per storia, cultura e
sociologia - non hanno prospettive senza coltivare il rapporto con il
territorio e con la società. Senza rivalutare le primarie come metodo
"vero" di consultazione e di selezione della classe dirigente. Senza
dare agli elettori la possibilità di esprimere ? in nessun modo - le loro
preferenze personali. Senza vincolare gli eletti a un rapporto responsabile con
gli elettori. Meglio che il Pd ci pensi, in vista delle prossime elezioni
europee. Che, come sempre, avranno anzitutto effetti politici "nazionali".
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Noi ragazze madri in cerca di
futuro Lettera firmata Siamo un gruppo di ragazze madri. Abbiamo deciso di dare
alla luce una nuova vita ma da sole non ce la facciamo. Molte di noi sono
studentesse, altre hanno un lavoro a tempo determinato, alcune dipendono dalla
famiglia, altre sono state abbandonate dai propri genitori o dalla persona che
ha contribuito al concepimento del bambino. Tutte, comunque chi più chi meno,
abbiamo gli stessi problemi. Ci sono case famiglie, comunità per ragazze madri
ma dopo un po' bisogna uscire e spesso, appunto perché i fondi pubblici
scarseggiano, ci si ritrova di nuovo al punto di partenza. Negli altri paesi
della Ue l'aiuto per le ragazze madri è consistente, per esempio in Francia lo
Stato passa alle mamme un contributo base (indipendentemente dal reddito) di
162 euro (circa) al mese; le mamme in difficoltà, invece, prendono 700 euro
dallo Stato. In Germania si ha diritto a 154 euro per il primo figlio (fino
alla maggiore età o fino alla fine dei suoi studi). Sono solo degli esempi, ma
per capire che noi in Italia non siamo aiutate come in altri Paesi. Anche i
nostri figli sono il futuro dell'Italia perciò hanno tutto il diritto di essere
tutelati. Gli esuberi di Alitalia e quelli della scuola Vincenzo Ferrandino
vferrandino@libero.it Il presidente della Regione Lazio, Marrazzo, rispondendo
ad una domanda di Alberto Statera (su Repubblica del 4 settembre), afferma che
non poteva non intervenire in Alitalia ben sapendo quali gravi conseguenze
occupazionali e produttive i 5000 esuberi provocherebbero sul tessuto sociale
della Regione da lui governata. E gli 87 mila esuberi
creati dal ministro Gelmini
con il taglio degli insegnanti? Dei quali ben più che 5000 saranno residenti
nel Lazio, non comportano gravità occupazionali e crisi ben più gravi? Non
pensa di intervenire? Non ritiene che la Regione dovrebbe essere più
interessata a questa emergenza che all'Alitalia? L'Australia inesplorata
e quella che conosco Giuliano Bellezza Vicepresidente dell' Unione Geografica
Internazionale Sono stato colpito da un articolo sull'Outback australiano
corredato da una fotografia di Yulara, la maggior montagna sacra degli
aborigeni, che gli occidentali chiamano Ayers Rock (Repubblica del 29 agosto).
Sono il vicepresidente dell'Unione geografica internazionale, e a Yulara ero
stato nel 1988 (bicentenario della presa di possesso inglese). Non pensavo di
aver percorso venti anni fa migliaia di km in un territorio nel quale nemmeno
gli aborigeni erano mai entrati. Da quel territorio "inesplorato" in
realtà gli australiani da meno di 200 anni (non gli aborigeni) estraggano ogni
anno non solo molti chili di opale e diamanti, ma molte decine di milioni di
tonnellate di carbone, ferro, idrocarburi, bauxite, oro, e decine di altri
metalli (tra i quali anche lo zinco, che però, non è affatto il responsabile
del predominante colore rossastro). E in quel territorio si produce quasi il
triplo del frumento italiano e si alleva il quadruplo dei nostri bovini e 13
volte più pecore. Istat, gli aumenti salariali e il costo della vita Salvatore
Cina s. cina@tiscali. it Mettiamo per ipotesi che l'Istat abbia ragione,
riguardo ai numeri che essa espone degli aumenti salariali medi nel mese di
luglio al 4,3%, a fronte di un aumento del costo della vita del 4,1%. Un fatto
è certo, che i lavoratori sul 4,3% di aumento pagheranno i loro contributi previdenziali
e assistenziali ed anche le relative tasse, l'aumento del costo della vita
invece lo paghiamo al netto, senza sconti, sempre che i calcoli dell'Istat
siano esatti. Il film di Calopresti da proiettare nelle scuole Antonio
Montagnino Sottosegretario al Lavoro|nel governo Prodi Sono stato a Torino
subito dopo il terribile incidente alla Thyssen. Ero sottosegretario al Lavoro
e insieme al ministro Damiano mi impegnavo a definire il Testo unico sulla
sicurezza sul lavoro. Ho visto dolore e rabbia per una tragedia che poteva e
doveva essere evitata. Ieri ho visto a Venezia il film di Calopresti. Dovrebbe
essere visto da tutti. Dovrebbe essere proiettato in tutte le scuole. Quelle
urla strazianti impresse sul nastro sono certamente terribili e angoscianti e
riaprono ferite che mai saranno rimarginate e dolori inconsolabili che meritano
tutto il nostro rispetto. Rappresentano però un potente atto d'accusa che vale
più di qualunque prova. Un atto di accusa verso i responsabili delle acciaierie
di Torino ma anche di quanti ancora oggi non tutelano con i comportamenti la
vita, la salute, l'integrità fisica dei lavoratori. Celare quelle urla
significherebbe far calare di nuovo sulla tragedia delle morti bianche il
silenzio. Sarebbe imperdonabile. Quelle urla devono poter scuotere la coscienza
di ognuno di noi.
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Palermo I sindacati si
mobilitano contro la riduzione di 2.521 cattedre. Il governatore chiede 600
posti di sostegno in più La scuola si ribella ai tagli Lombardo contesta il
ministro: "Violata l'autonomia" Raffica di tagli per la scuola
siciliana: sono 2.521 gli insegnanti "cancellati". Protestano i
sindacati che mercoledì
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina II - Palermo Lombardo scrive
al ministro: "La riduzione degli organici viola l'autonomia" MASSIMO
LORELLO Duemila e 521 insegnanti in meno a partire da quest'anno. Quindicimila
in meno entro tre anni e a cominciare dal prossimo scuole elementari con un
solo maestro. La scure del governo nazionale si abbatte sulla scuola siciliana
costretta a ridimensionare il corpo docente e il personale ausiliario.
Protestano i sindacati che hanno già indetto una manifestazione per mercoledì
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Genova
I capi d'istituto preoccupati per gli effetti della riforma-Gelmini: "Un solo insegnante non
può coprire 40 ore settimanali" Scontro sul maestro unico Allarme dei
direttori: "Così si rischia di uccidere il tempo pieno" Tempo pieno e
tempo prolungato in bilico. A rischio di essere affossati e travolti dal
Decreto-Gelmini.
L'introduzione del maestro unico da parte del neo Ministro, infatti,
cancellerebbe l'alternanza dei tre insegnanti su due classi (il modulo) e dei
due su una classe (tempo pieno). Inoltre, secondo quanto spiegano i direttori
didattici e gli insegnanti, darebbe un colpo di spugna ad esperienze di team
didattico che in particolar modo a Genova sono ormai consolidate da 20 anni.
Sul piede di guerra, oltreché il personale della scuola che con mozioni diverse
chiede al Governo-Berlusconi il ritiro del decreto, scendono le famiglie dei
circa 19 mila alunni delle scuole elementari, ma anche delle medie dove si
attua il tempo prolungato con i tre o i due pomeriggi di attività didattiche o
collaterali. GIUSEPPE FILETTO A PAGINA V.
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova Carla Signoris
promuove il ritorno all'antico. Purché non sia una questione d'immagine
"Colletto bianco, fiocco blu quel grembiule io lo rivorrei" è comodo,
i bambini evitano di sporcarsi e, soprattutto, di stare tre ore la mattina
davanti all'armadio L'autorità non può però ridursi a questo o al voto in
condotta. è nei contenuti che bisogna riacquisire peso ERICA MANNA "Il
grembiule? Certo che me lo ricordo! Colletto bianco, fiocco blu, il mio era il
più classico che c'era. Se ritornasse, sarei d'accordo: è comodo, così i
bambini evitano di sporcarsi. E, soprattutto, la smetterebbero di stare tre ore
la mattina davanti all'armadio per decidere cosa mettersi". Carla
Signoris, classe 1958, attrice genovese e moglie del comico Maurizio Crozza, si
rivede in prima elementare alla "Collodi", "la più piccola della
scuola, sezione di sole femmine". Carla Signoris in grembiulino nero:
quale ricordo prevale, quello di un'inutile tortura o della divisa anti-classista,
come vorrebbe il ministro Gelmini? "No, nessuna tortura. Era normale, ce l'avevano tutti. Non
ne farei una questione di omologazione o meno. Il grembiule è semplicemente
comodo. Piuttosto alle medie, quando impazzava la moda della minigonna e mia
madre non voleva che la indossassi, in ascensore arrotolavo la mia gonna
scozzese, sotto il grembiule. Per accorciarla un po'". Un look
sexy... "Altro che, sotto avevo i calzettoni, con i peli! In realtà, a
sedici anni ero ancora una babbanetta, molto ragazzina. Oggi è diverso: le dodicenni
sono più scafate di me". Quindi è favorevole al ritorno del grembiule?
"Sì, sono favorevole. Ma attenzione: l'autorità della scuola non può
ridursi al grembiule nero o al voto in condotta. è nei contenuti, non nella
forma che deve riacquistare peso. E noi genitori dobbiamo fare la nostra parte,
senza delegare ad altri l'educazione dei figli: con dolcezza, ma insegnando
loro a prendersi le proprie responsabilità. Insomma: proteggerli sì, ma a
distanza di sicurezza". Il suo figlio maggiore, di dieci anni, come ha
preso l'eventualità-grembiulino? "Ha subito detto: "Non lo
voglio!". E io: "Amore, se lo rimettono tutti lo farai anche tu, poco
me ne cale". Comunque, ripeto, non è certo su questo che devono basarsi i
programmi ministeriali". Torniamo a Carla Signoris in versione scolara.
Che tipo di studentessa era? "Diciamo che non rischiavo la scoliosi a
forza di stare sui libri". Alunna fannullona, dunque... "(Ride) No,
più che altro me la cavavo sempre per il rotto della cuffia, faticando il meno
possibile!". Che ne pensa di un altro ritorno proposto dalla Gelmini, quello al maestro unico? Favorevole anche in questo
caso? "Io della mia maestra ho un ottimo ricordo: robusta, vecchia
maniera, ogni tanto dava anche gran ceffoni. Una figura fondamentale, anche
perché è lì che impari a studiare e a rapportarti in modo onesto con la vita.
Credo, però, che tante facce, tante personalità diverse facciano bene a un
bambino. Che sia uno o molti, comunque, l'importante è che gli insegnanti siano
riferimenti chiari, che non cambino tutti i giorni. Ma la maestra non va vista
come un surrogato della mamma".
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina VI - Genova Scuola, tempo
pieno a rischio Docenti e direttori: "Il modello Gelmini è inapplicabile" Marco
Adezati, responsabile della elementare di corso Firenze: "Finiremo come
Alitalia" GIUSEPPE FILETTO La scuola come Alitalia, fallita e spezzettata.
"Farà la stessa fine della compagnia di bandiera, divisa in due - dice
Marco Adezati - da una parte ci sarà la scuola che non serve più,
dall'altra quella che funziona, con una cordata che rileverà quest'ultima:
avremo la scuola di bandiera". Lo sfogo del direttore scolastico della
elementare Maria Mazzini di corso Firenze è identico a quello racchiuso in un
documento che gli insegnanti della "Anna Frank" hanno fatto partire
negli scorsi giorni e che ha ormai sensibilizzato tanti: direttori, presidi,
docenti, personale amministrativo e tecnico, i bidelli, soprattutto i genitori.
Con un autunno che si preannuncia rovente, se non ci dovesse essere alcun
ripensamento da parte del Governo-Berlusconi. Al centro è il rifiuto del
decreto Gelmini e la legge Brunetta. Che spediscono in
secondo piano il grembiule, la revisione dell'obbligo scolastico e persino i
voti in pagella e quello di condotta. Più che di proteste, si tratta di
preoccupazioni, soprattutto sul versante del maestro unico: è questo
l'argomento che mina i diritti delle 19 mila famiglie genovesi, di altrettanti
alunni delle scuole elementari che utilizzano il tempo pieno e il tempo
prolungato. Nelle scuole elementari del capoluogo ligure il 65% delle famiglie
sceglie il tempo pieno, il 35% quello prolungato; nelle medie il 50% di
studenti usufruisce dei tre pomeriggi, che è una sorta di tempo prolungato.
"Da 20 anni a Genova si lavora in team, in gruppo - spiega Adezati -
adesso ci sono modelli organizzativi, di importanza sociale che ora vengono
messi in dubbio; c'è una politica di eterno ritorno, dal grembiulino al maestro
unico. E dire che il Ministro dice di avere a cuore la scuola, di conoscerla
bene poiché ha una sorella e la mamma entrambe maestre". La manovra di
restaurazione, che inizia con l'insegnante unico, di fatto cancellerebbe i tre
docenti multidisciplinari che girano su due classi, sul cosiddetto modulo, cioè
il tempo prolungato. Pure i due maestri che si alternano nelle quattro ore
mattutine e nelle altrettante pomeridiane. "è evidente che un solo
insegnante non può coprire 40 ore settimanali - osserva Giacomo Buonopane,
direttore alla "Carducci" - anche se gli articoli del decreto fanno
riferimento alla salvaguardia delle situazioni esistenti, che dovrebbero essere
basate sulle esigenze e le richieste delle famiglie". "Lo dicono ma
non ci crediamo - precisa Marco Scannavini, insegnante nella scuola elementare
Borsi di Quezzi - nel momento in cui si tocca l'organizzazione interna delle
scuole, quindi si tagliano ore, i direttori saranno costretti a prenderle dalle
altre parti, quindi alla compresenza dei docenti che operano sul tempo
pieno". Perciò anche alla "Carducci" di Sestri Ponente il
collegio docenti ha avviato un dibattito che coinvolge tutto il circolo
didattico, composto anche dalle altre due elementari "Pezzani" e
"Alfieri". è stata creata una commissione ad hoc, che stando a quanto
annuncia Buonopane preparerà un documento. "Una proposta che chieda al
Ministro l'abrogazione del decreto - sottolinea il direttore - quantomeno il
ritiro dell'articolo 4 che impoverisce l'offerta formativa". I primi a
muoversi sono stati gli insegnanti della elementare "Anna Frank", che
hanno fatto partire una mozione di rifiuto del decreto Gelmini.
Dopo di loro è stata una valanga di adesioni, documenti di protesta, campagne
contro "la politica che impoverisce la scuola". I Cobas hanno
iniziato una raccolta di firme tra il personale della scuola, che poi è stata
allargata ai genitori, con una settimana di "chiamata alle armi", per
arrivare lunedì 15 settembre, giorno di avvio (ufficiale, poiché diverse scuola
hanno già iniziato) dell'anno scolastico ad una mobilitazione generale.
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina I - Bari la lineA GOTICA
MICHELE MIRABELLA Nella foga di non illudere i meridionali e di impedire che si
mettano in testa strane idee di uguaglianze o, addirittura, di primati in campo
nazionale ovvero, il Dio Po non voglia, in campo internazionale, il governo
della Lega o la Lega al governo, che poi è la stessa cosa, impone la linea
detta "Gotica 2 la vendetta." Tuttavia la situazione del Paese è
precaria e il sud paga il prezzo più alto della crisi. Un'apposita cordata di
imprenditori privati si è detta pronta a lasciare al vecchio stato i cittadini
poveri e a fare un'Italia nuova, una nazione quotata in borsa, abitata solo da
abbienti, agiati imprenditori e possidenti. Siamo in grado di anticipare le
prime decisioni. S cuola. Dopo la deportazione dei professori meridionali sotto
il Garigliano, secondo il protocollo Gelmini, si prevede di cacciare gli
insegnanti elementari in sovrannumero in seguito alla riforma della riforma
della riforma della riforma della riforma della scuola primaria che prevedeva
più maestri. Saranno considerati insegnanti in esubero e, con loro, saranno
restituiti alla raccolta dei pomodori o assunti nell'apparato dello stato,
quello che deve fallire. Visto che ci sono, dato che il provvedimento non
specificherà il significato della parola esuberanze, intendono riservare lo
stesso trattamento anche gli alunni di origine meridionale esuberanti di
carattere. SEGUE A PAGINA IX.
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bari La protesta Arriva
Berlusconi, insegnanti in piazza I sindacati insorgono contro la riforma sulla
scuola del governo Berlusconi. E lo fanno con un sit-in di protesta fissato per
il 13 settembre, data dell'inaugurazione ufficiale della Fiera del Levante. Il
giorno non è casuale, perché proprio in quelle ore è previsto l'arrivo a Bari
del presidente del Consiglio. "Siamo in attesa dell'autorizzazione della
questura - ha spiegato Lena Gissi, segretario generale Cisl scuola - e giovedì
sapremo dove si svolgerà la prima manifestazione". Parteciperanno Cgil,
Cisl, Uil e Snals, le associazioni di sindacati che difendono i diritti di
quegli insegnanti, che, dall'anno prossimo, andranno a ingrossare le liste dei precari per il ritorno al maestro unico voluto dal ministro Gelmini. "è il primo passo verso lo
sciopero nazionale - ha detto Claudio Menga, segretario provinciale Flc Cgil
Bari - e speriamo di coinvolgere anche le famiglie e non solo il personale
scolastico". Ed è d'accordo anche la Uil: "C'è bisogno di una
partecipazione corale per non perdere gli 80mila insegnanti di tutta
Italia", ha detto Franco Rafaschieri, segretario Uil scuola.
( da "Repubblica,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Cronaca Veltroni: parla di meriti e
va a fare l'esame per diventare avvocato in Calabria Gelmini
nella bufera "No ai tagli nella scuola" Confindustria: per abbassare
i prezzi inseriamo pubblicità nei libri di testo MARIO REGGIO ROMA - Il Partito
Democratico lancia l'offensiva contro il ministro della Pubblica Istruzione
Mariastella Gelmini. "Parla di merito nella
scuola e poi va a fare gli esami per diventare avvocato in Calabria, dove è più
facile - attacca Walter Veltroni, alla festa del Pd a Firenze - c'era una sola
scuola che funzionava, quella elementare e il governo va a tagliare proprio
lì". Ed a meno di dieci giorni dall'inizio del nuovo anno scolastico nel
mondo della scuola la temperatura sale di pari passo con la mobilitazione.
Sindacati, associazioni di genitori, insegnanti e studenti delle scuole
superiori stanno mettendo a punto la campagna d'autunno. Contro il cinque in
condotta, l'idea del grembiule in classe, ma soprattutto il taglio di 110 mila
cattedre, di cui 22 mila eredità del governo Prodi, ed il ritorno del maestro
unico alle elementari. Confindustria si schiera dalla parte del ministro Gelmini. Il presidente Emma Marcegaglia: "Condividiamo
le sue scelte, ci sono troppi insegnanti ed un eccesso di personale in rapporto
agli alunni". E il direttore generale Maurizio Beretta avanza una
proposta: "Inserire la pubblicità nei libri di testo, qualora la legge lo
consentisse, potrebbe essere un modo per limitarne il costo, come già succede
negli Stati Uniti". Il presidente del Coordinamento genitori democratici,
Angela Nava, la respinge al mittente: "Per la scuola è opportuno erigere
una barriera a difesa dei bambini contro l'invadenza della pubblicità".
Contraria anche, Maria Pia Garavaglia, ministro ombra dell'Istruzione per il
Pd: "I bambini, già sottoposti al bombardamento pubblicitario nei
programmi a loro dedicati in tv, non possono diventare il target sui libri, con
la complicità delle scuole. Contrasteremo l'ipotesi avanzata da Beretta in
tutti modi". Ma il risveglio del Pd non passa solo attraverso le parole
del suo segretario. Anche Pierluigi Bersani, ministro ombra dell'Economia,
attacca la Gelmini: "Non può pretendere di fare
il ministro dell'Istruzione. Da quale pulpito vengono le prediche sul merito ed
il valore delle persone, degli studenti e degli insegnanti, dopo la scoperta
degli esami sostenuti in Calabria. Ci vuole coerenza tra parole e fatti".
Scende in campo anche Maria Pia Garavaglia: "Per il Pd la scuola deve avere
una priorità assoluta. Il governo ha deciso i tagli per far quadrare i conti
della finanziaria. Il taglio dell'Ici è stato coperto da quelli su scuola,
università e ricerca". Le ha fatto eco Enrico Panini, segretario generale
di categoria della Cgil. "La riforma del governo
Berlusconi e del ministro Gelmini - ha affermato - è peggiore di quella Moratti, che metteva in
atto una vera e propria destrutturazione del sistema-scuola. Adesso la Gelmini non si preoccupa nemmeno degli effetti
sociali disastrosi che producono queste misure". "Con quanto deciso
dal Governo - ha continuato - vengono dirottati dalla scuola otto miliardi di
euro in tre anni, e vengono usati per tappare i buchi. Ma la scuola non
può essere l'agnello sacrificale". Panini ha anche annunciato
"iniziative diffuse sul territorio e una grande manifestazione nazionale
per i primi d'ottobre, perché serve una discussione diffusa non solo di quanto
sono sbagliate le iniziative del governo, ma anche di quelle misure che davvero
servirebbero alla scuola".
( da "Unita,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Festa grande in tutta Italia il
prossimo 4 novembre. Anche nelle scuole, con ufficiali che terranno lezioni. Ad
annunciarlo è il ministro della Difesa, La Russa che in una intervista a
"il Messaggero" racconta di voler tornare a celebrare il giorno che
"contiene tre feste: la festa della vittoria, la festa dell'Unità
nazionale e la festa delle Forze armate". In particolare quest'anno il 4
novembre cade anche il sessantesimo anniversario della vittoria nella guerra
'15-18'. "Penso di fare una specie di Festa dell'amicizia per le forze
armate - spiega il ministro - con mostre e pubbliche esibizioni di attività
militari". "Penso di fare almeno una festa in ogni regione - aggiunge
- e magari di fare una manifestazione conclusiva a Roma, diretta ai giovani,
invitando qualche big della musica leggera". "Non
so se ci riuscirò, ma mi sono già messo al lavoro in silenzio con una
commissione mista militari-civili a costo zero". "Sono anche
d'accordo con il ministro Gelmini perchè il 4 novembre venga ricordato nelle scuole. Invieremo
ufficiali a tenere lezioni".
( da "Unita,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
ROMA Il
portavoce del ministro MariaStella Gelmini è stato
promosso a direttore generale. Si tratta di Massimo Zennaro, giornalista,
esperto di comunicazione di Forza Italia, che sin dalle prime ore dell'incarico
alla Gelmini ha curato i rapporti con i colleghi della stampa. Il
decreto di nomina dovrebbe essere stato registrato prima di ferragosto dalla
Corte dei conti.
Tra portavoce e direttore generale la differenza di salario è ragguardevole. È
una delle poche nomine che siano state fatte al ministero della pubblica
istruzione, secondo quanto scrive "Italia oggi". I movimenti decisivi
ci saranno a gennaio.
( da "Unita,
L'" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Bersani: la Gelmini si deve
dimettere Il Pd: "Lanceremo un'offensiva contro la distruzione della
scuola: dobbiamo parlare a tutti gli italiani" di Andrea Carugati /
Firenze DALLA FESTA DEL PD di Firenze piovono bordate sul ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini. Sui tagli alla scuola annunciati
dal governo e sul "sabotaggio" delle elementari non c'è traccia di
dialogo, ma un'opposizione intransigente, che pensa anche al- l'ostruzionismo.
"Da qui parte un'offensiva, la scuola diventare l'ossessione del nostro
Paese, dobbiamo andare all'arrembaggio", annuncia il ministro ombra Maria
Pia Garavaglia durante l'iniziativa "Salva la scuola, salva l'università,
salva la ricerca", benedetta da Veltroni che nella sua intervista serale
ha messo la scuola al primo punto nella campagna d'autunno del Pd. Tutti contro
la Gelmini, dunque. Pierluigi Bersani chiede le sue
dimissioni per la nota vicenda del concorso da avvocato sostenuto a Reggio
Calabria: "Non può pretendere di fare il ministro dell'Istruzione, non ha
credibilità per rivolgersi ai giovani. Da quale pulpito arrivano le prediche
sul merito e il valore delle persone, degli studenti, degli insegnanti. Ci
vuole coerenza tra parole e fatti". "Predica bene e razzola
male", va all'attacco la giovane ministra ombra Pina Picierno che giudica
"una follia" il
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Primo Piano - data: 2008-09-07 num: - pag: 9 categoria: REDAZIONALE L'iniziativa Campagna pd "Salva la scuola dalla Gelmini" MILANO - Amata dagli italiani,
bocciata da Pd e sindacati. Prima che la campanella sia suonata, per il
ministro Gelmini l'autunno
si annuncia caldo. La sua riforma della scuola e i tagli di insegnanti (81mila)
e personale (47mila) finiscono nel mirino di governo ombra e sindacati.
La prima stoccata arriva da Firenze. Alla Festa Democratica, l'assemblea
nazionale del sapere lancia la campagna "Salva la scuola, salva
l'università, salva la ricerca" dalle iniziative della Gelmini
e il ministro ombra per l'Università Mariapia Garavaglia annuncia: "Una
mobilitazione generale". Il segretario pd Veltroni attacca direttamente la
Gelmini: "Parla di merito e poi va a fare gli
esami per diventare avvocato dove è più facile farli: il merito deve valere per
tutti". Dai microfoni di Radio Due, il ministro ombra dell'Economia
Pierluigi Bersani non risparmia colpi: "Fossi stato in lei, non avrei
fatto il ministro dell'Istruzione. Da quale pulpito arrivano le prediche sul
merito e il valore". Critici anche i sindacati. Enrico Panini, segretario
generale della Flc-Cgil: "Con questa riforma si dirottano dalla scuola
otto miliardi di euro in tre anni, per tappare i buchi. Ma la scuola non può
essere l'agnello sacrificale". Uil e Cisl preparano "una grande
manifestazione"; i cobas promettono per ottobre scioperi contro "una
riforma che minaccia di smantellare la scuola pubblica". La titolare
dell'Istruzione, almeno secondo il sondaggio diffuso dal quotidiano
Affaritaliani.it, svetta in cima alla classifica dei ministri più amati dagli
italiani, con oltre il 60 per cento di fiducia, seguita a distanza dal ministro
degli Esteri, Franco Frattini. Olga Piscitelli.
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
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Corriere della Sera - NAZIONALE -
sezione: Cultura - data: 2008-09-07 num: - pag: 31 categoria: REDAZIONALE
CALENDARIO di SERGIO LUZZATTO Mariastella di Borbone Iperattivo, il ministro
dell'Istruzione ha fatto seguire ad alcuni provvedimenti d'immagine (il ritorno
del grembiule e del voto in condotta) l'annuncio di una misura ben più
sostanziale: il ritorno del maestro unico nella scuola elementare. Secondo
Mariastella Gelmini, la scelta del
team di maestri compiuta con la riforma del 1990 non aveva infatti "alcuna
motivazione educazionale e pedagogica", serviva unicamente per "far
aumentare il numero degli insegnanti". Può darsi. Però, una cosa è sicura.
I più autorevoli osservatori internazionali concordano nel giudicare la scuola
italiana gravemente deficitaria a livello di scuola media e di scuola
superiore, mentre la valutano fra le prime in Europa a livello di scuola
elementare: proprio là dove l'imperterrita Gelmini
vuole operare - alla faccia dell'odiata lobby dei pedagogisti - la sua vindice
Restaurazione. Così, come i Borboni del 1815, il nostro ministro potrà
altamente vantarsi di non avere rien appris et rien oublié.
( da "Giornale.it,
Il" del 07-09-2008)
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N. 214 del 2008-09-07 pagina 4 Fede
Pellone: "Chiedete il contributo" di Redazione Iniziative contro il caro-scuola,
un appello ai consigli di istituto perché adottino già da quest'anno l'obbligo
del grembiule a scuola. E una considerazione: "Ci sono tanti sostegni
economici come la Dote Scuola messa in campo dalla Regione, ma i milanesi non
le conoscono e non si fanno avanti con le richieste". Dunque: il Comune
lanci al più presto una campagna informativa per pubblicizzarle meglio. Sono
una serie di richieste riassunte dal consigliere di Forza Italia Alessandro
Fede Pellone in una mozione che presenterà alla riapertura del consiglio
comunale. Con l'inizio dell'anno scolastico, fa presente l'azzurro (che è anche
il promotore della Casa del consumatore), le famiglie "devono affrontare
come sempre le problematiche del caro-scuola" e le associazioni dei
consumatori hanno stimato per il 2008/2009 "un incremento del 15 per cento
rispetto all'anno scorso" per le spese del materiale scolastico e della
cancelleria. Con la mozione, già firmata da numerosi colleghi e dai presidenti
delle Commissioni Servizi civici e Educazione, chiede all'amministrazione
"uno sforzo in più per far conoscere le agevolazioni proposte sia dal
Comune che dalla Regione" in modo da "ridurre il caro-scuola". A
chi fosse sfuggito, proprio per la scarsa pubblicità, Fede Pellone ricorda che
oltre ai 65 milioni stanziati dal Pirellone per la "Dote scuola"
dedicata agli studenti meno abbienti, il Comune propone diverse iniziative alle
famiglie in difficoltà, come "il servizio gratis di trasporto scolastico
dalle aree disagiate, la refezione scolastica per le famiglie con una
situazione socio-economica difficile e borse di studio per chi ha un Isee non
superiore a 15mila euro". Non solo per questioni economiche, ma anche in
una chiave anti-bullismo, il consigliere azzurro invita gli istituti a "prendere in considerazione l'indicazione del ministro
all'Istruzione Mariastella Gelmini e reintrodurre il grembiule" nelle scuole primarie e
secondarie. Avviene da anni alla Rinnovata Pizzigoni, dove si può scegliere tra
25 colori diversi, o alla scuola media Leonardo da Vinci dove ogni camice ha il
logo o all'elementare di via Paravia. "La tendenza di questi anni -
fa presente - è che i ragazzi se la prendano con chi è diverso dal branco,
lanciandosi in competizione per l'abito griffato o in fenomeni di bullismo come
furti di scarpe o giubbotti". \ © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G.
Negri 4 - 20123 Milano.
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
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sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-07 num: - pag: 29 categoria: BREVI Interventi e Repliche Gli esami del ministro Gelmini Sono una trentaduenne aspirante
avvocato, arenata nell'esame di abilitazione all'esercizio della professione
forense, che sosterrò per la quarta volta quest'anno, e leggo dell'esame del
ministro Gelmini (Corriere,
4 settembre)! Mi scandalizza e amareggia la vicenda anche se estremamente
comune, e mi offende la sua risposta: "Dovevo lavorare". Che
cosa faccio io dal 2003 ad oggi, e come me migliaia di altri colleghi? Lavoro
senza il titolo facile, con il patrocinio in scadenza e con oggettive
difficoltà, e tuttora sono a carico dei miei genitori e a casa con loro. Laura
E. Campese, Caltrano (Vi) Che tristezza! Ma è davvero possibile scendere a
questo livello di moralismo? E allora se scopriremo che il sig. Stella ha
copiato una versione di latino, non lo stimeremo più come giornalista? O se il
poliziotto di pattuglia, da bambino ha rubato una mela al fruttivendolo, non ci
fideremo più di lui? Ma perché bisogna essere sempre così faziosi? Proviamo ad
essere pragmatici: si comporta bene o no come ministro Gelmini?
Misuriamola in base a questo! Roberto Rossi, roberto.rossi@key.com Le prediche
sono sempre difficili da ascoltare: evocano spesso sensi di colpa e necessità
ad intraprendere un faticoso cambiamento. Diventano però veramente urticanti
quando un sermone sulla meritocrazia e sul rigore viene tenuto da un ministro
che per "passare" la prova di abilitazione professionale da avvocato
va nella sede d'esame (a quel tempo) notoriamente più corrotta d'Italia.
Roberto Di Felice, studiordf@alice.it Ritengo giusto far conoscere alcuni
aspetti della vita di personaggi autorevoli della scena politica. Anche così ci
si rende conto della realtà che ci circonda. Tuttavia il mio giudizio sul
ministro non cambia e sarei pronto a votarla, perché condivido le iniziative
cui ha dato corso in questi mesi. Mauro Barbieri, maurobarbieri@fastwebnet.it
Sono padre di figlia avvocato, laureata a Milano e con l'esame di Stato alla
Corte di Appello di Milano, pur essendo la madre di Reggio di Calabria (oggi,
giovane, è già Cassazionista). E mi pare che al tempo per dare l'esame fuori
dalla sede di residenza si doveva possedere la residenza sei mesi prima presso
la sede in cui si sarebbe voluto dare l'esame. Antonio Balbiani, Mandello del
Lario (Lc) Bene ha fatto, a mio avviso, il ministro Gelmini
se, rispettando la legge, ha cercato una via più semplice per passare l'esame.
Il problema è un altro: se in Spagna i laureati in giurisprudenza possono
iscriversi subito all'Ordine degli avvocati, perché in Italia questo non
avviene? Forse abbiamo avvocati più preparati, più onesti, con un maggior senso
del decoro? Daniele Mont D'Arpizio montdarpizio@hotmail.com Non può sostenere
una campagna moralizzatrice chi per primo ha utilizzato scorciatoie che di
etico hanno ben poco. Non importa se "tutti facevano così". In questo
Paese siamo dove siamo perché troppe volte "tutti facevano così".
Italo Raimondi, Raitalo@libero.it Le lettere dei lettori sono così tante che
non è possibile rispondere a tutte. Al di là delle opinioni diverse un punto
sarebbe da ribadire: chi ha a cuore una riforma seria e necessariamente dura della
scuola, a partire da quella meridionale, ha da oggi qualche difficoltà in più:
il pulpito sbagliato svuota anche la predica più giusta. ( g.a.s.) L'intervento
di Andreatta e Casini Per un errore tecnico il testo di Filippo Andreatta e
Pier Ferdinando Casini ("Quel Pd troppo timido con Berlusconi e
Putin") pubblicato ieri sul Corriere risulta incompleto. Ce ne scusiamo
con i lettori e con gli interessati. Il testo integrale è comunque reperibile
sul sito Corriere.it.
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
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sezione: Lettere al Corriere - data: 2008-09-07 num: - pag: 29 categoria: BREVI
DOPO L'INVASIONE DI PRAGA Castro e l'Urss Caro Romano, quarant'anni fa, durante
l'invasione di Praga da parte dei sovietici, mi trovavo a Cuba e ricordo bene
la spontanea solidarietà dei cubani ai cecoslovacchi presenti nell'isola.
Quando fu annunciato che Fidel Castro avrebbe parlato la sera, tutti si
aspettavano una durissima condanna dell'intervento sovietico. "Vedrai come
Fidel la canterà ai russi!", mi dicevano gli amici cubani. Il clima era di
grande attesa e la preparazione da evento straordinario: televisori nei parchi
e nelle piazze, altoparlanti per le strade ecc. Ma come Fidel iniziò a parlare,
si capì subito che qualcosa non andava. Cominciò attaccando la Jugoslavia per
aver fornito, più di dieci anni prima, armi a Batista. Poi si dilungò sugli argomenti
più diversi non venendo mai al dunque. Solo alla fine parlò di Praga, ma solo
per dire che, se là nessuno aveva resistito (il che fra l'altro non era vero),
sarebbe stato perché là non c'era più niente da difendere. Enorme la delusione
dei cubani. Qualche giorno dopo chiesi a Domngo Amuchasteguy, segretario
generale dell'Ospaal, l'Organizzazione di solidarietà dei popoli dell'Asia,
dell'Africa e dell'America Latina creata l'anno prima dalla Conferenza
tricontinentale dell'Avana, il perché di quello strano comportamento. Mi
rispose: "Dato l'embargo americano, Cuba per vivere ha assoluto bisogno
del petrolio dei sovietici: per l'elettricità, i trasporti, gli zuccherifici.
Quando diamo segni d'indipendenza, le petroliere arrivano non più ogni 24 ore, ma
ogni 36, 48 e così via, fintantoché una dichiarazione di Fidel non li
tranquillizza" (ho pubblicato una sintesi di quell'intervista su Terzo
Mondo). In ogni caso, dall'agosto 1968 la politica cubana si è allineata a
quella sovietica e il regime è diventato sempre più simile a quello dei Paesi
dell'Est, con danni crescenti per la popolazione, in termini sia di libertà,
sia di condizioni economiche e sociali. Umberto Melotti melotti@uniroma1.it
Molto interessante. A parziale giustificazione di Castro occorre ricordare che
l'economia cubana ha sempre avuto un protettore, e che la scelta era fra un
tutore vicino e ingombrante (gli Stati Uniti) e un tutore altrettanto
ingombrante ma lontano (l'Urss). CESARE MERZAGORA Le elezioni del 1955 Caro
Romano, ho letto con molto interesse la risposta che lei ha dato a Lorenzo
Milanesi con una dettagliata descrizione dell'uomo Merzagora. Peccato che lei
abbia dimenticato un episodio molto importante della sua carriera politica.
Quando per l'elezione del presidente della Repubblica del 1955 Merzagora fu
candidato dalla Dc, poi dopo due chiamate lui ritirò la candidatura perché non
furono rispettati gli accordi. Fu poi eletto Giovanni Gronchi. Probabilmente
avremmo avuto una presidenza che avrebbe giovato molto all'Italia. Sarebbe
forse il caso di ricordare ai suoi lettori anche questo episodio. Enrico Sala
duetitti@iol.it è vero. Merzagora fu il candidato della Dc moderata alla
successione di Einaudi e ritirò la sua candidatura quando si accorse che la
sinistra democristiana non lo avrebbe votato. Coloro a cui non è piaciuta la
presidenza di Giovanni Gronchi ancora se ne rammaricano. DESTINATI AI CANI I
recinti nei giardini Può essere giustissimo multare i padroni dei cani lasciati
liberi senza guinzaglio, ma se ci sono dei doveri per i cittadini dovrebbero
esserci anche per il Comune che, nonostante le richieste, in quasi nessun
giardino pubblico della mia città (Bologna) ha predisposto degli appositi
recinti per i cani. Inoltre, va bene multare, ma occorre differenziare la penale
perché chi è proprietario di un cagnolino si può trovare a pagare ben 100 euro
come se si fosse lasciato libero un pitbull pericoloso per la vita altrui!
Clara Masotti claramasotti@iol.it ALITALIA E SCUOLA I dipendenti in esubero
Mentre il ministro del Lavoro Sacconi rassicura i dipendenti Alitalia
garantendo che gli esuberi saranno meno di 5.000, ecco intervenire il ministro
dell'Istruzione Gelmini con parole davvero poco rassicuranti: 87.000 "tagli"
tra il personale docente nel prossimo triennio. Ecco, finalmente, la soluzione
all'annoso problema del precariato nella scuola! Marco Kadge
marcokadge@libero.it FRA GLI ADOLESCENTI Il vizio del fumo La scuola impegna
energie nell'educazione alla legalità e alla salute con l'ausilio anche
di esperti esterni; di contro concede spazi, più o meno aperti, per i fumatori,
equiparando gli adolescenti ad anziani tabagisti. Si innesta così il circolo
vizioso per il quale il ragazzino proveniente dalle medie si sente autorizzato
a imitare i compagni "grandi". Direi quindi che in fumo non vanno
solo le sigarette, ma anche l'autorevolezza di una società educante. Grazia
Tarantini Venezia SOLDATI NELLE STRADE Delinquenza in calo Sembrerebbe che
l'impiego dei 3.000 militari nell'ordine pubblico abbia ridotto la delinquenza.
A questo punto i casi sono tre: o trattasi di 3.000 Rambo che sono riusciti
dove polizia, carabinieri, guardia di finanza e polizie locali non sono
riusciti, o tutte le altre forze dell'ordine sono incapaci, oppure tutta la
materia è trattata con troppa enfasi e non con dati reali. Gianni Leoncini
gianni.leoncini@virgilio.it SARAH PALIN / 1 Quale futuro per i figli? Nel 1979
il presidente Reagan ha sostenuto che "i principali responsabili
dell'inquinamento sono gli alberi, non le ciminiere"; Sarah Palin rientra
nel solco di questa tradizione, vicina ai magnati del petrolio. Si presentano
in pubblico ostentando famiglie numerose: ma i loro figli riceveranno in
eredità un mondo ridotto a una fumante groviera trivellata, alla ricerca
dell'ultimo pozzo d'oro nero. Filippo Testa Baldissero Torinese (To) SARAH
PALIN / 2 La vita privata Mi chiedo per quale ragione una candidata alla
vicepresidenza alle elezioni statunitensi debba rendere conto di fatti privati
che non siano di natura giudiziaria o legati al proprio stato di salute, a meno
che questi non servano a far parlare ancora di più di sé e a racimolare qualche
voto da parte di elettori indecisi. Andrea Ballabio Cesano Maderno (Mi).
( da "Corriere
della Sera" del 07-09-2008)
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sezione: Focus Vuota - data: 2008-09-07 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE
La ricerca Chi sono gli insegnanti entrati in ruolo: donne, con più di 10 anni
di precariato Le motivazioni Il 90% rifarebbe la scelta dell'insegnamento. E
accettano i giudizi I nuovi prof: quarantenni con la nostalgia di casa E
vogliono subito il trasferimento I l primo lavoro fisso lo conquistano in media
a 41 anni, dopo un decennio di precariato, una laurea (almeno per sei su dieci)
e svariati "bocconi amari mandati giù". Hanno stipendi inadeguati e
scarsissime prospettive di carriera. Preferirebbero una cattedra vicino a casa
ma si dichiarano disponibili al cambiamento e non si scandalizzano all'idea di
essere valutati (o, meglio, valutate, vista la stragrande maggioranza di
donne). E se tornassero indietro, rifarebbero "tutto allo stesso
modo". Scegliendo quella che più che una professione è una missione:
insegnare. Motivati e arrabbiati. Ecco i docenti neoassunti, quei 50 mila che
l'anno scorso hanno faticosamente conquistato il "ruolo". La
Fondazione Giovanni Agnelli di Torino li ha esaminati, interrogati, studiati. Chiedendo
loro aspirazioni e sogni, frustrazioni e opinioni. E il risultato, in molti
casi, è sorprendente: "Professori e maestri - dice il direttore della
Fondazione, Andrea Gavosto - sono migliori di quello che noi pensiamo". La
ricerca è stata condotta tra maggio e giugno su 10.872 insegnanti di
Emilia-Romagna (3.297), Puglia (3.792) e Piemonte (3.783) in collaborazione con
le tre direzioni scolastiche regionali. Obiettivo: "Analizzare le
patologie della scuola italiana e prospettarne soluzioni" con una serie di
rapporti annuali. La consapevolezza: "Oggi - spiegano i responsabili del
progetto - il nostro sistema di istruzione non appare del tutto adeguato a
contribuire alla crescita del Paese". Per due motivi. Il primo: la scarsa
qualità dell'apprendimento, "mediamente inferiore rispetto ad altre realtà
internazionali ", come dimostrano le indagini Ocse- Pisa. Il secondo: la
scuola non riesce a essere un fattore di ascesa sociale. Cambiare rotta. Nel
reclutamento, nel modo di insegnare e di aggiornarsi, nel sistema retributivo.
Una sfida difficile. Che la Fondazione Agnelli ha deciso di far partire dai
docenti "nella convinzione che per guarire la scuola italiana è necessario
concentrarsi su di loro". E soprattutto sui nuovi assunti, gli unici in
grado di "aprire una fase di ricambio generazionale" e "di
innalzamento dell'insegnamento". Come? Imparando a conoscerli. "E
fotografandoli - continua Gavosto - nel momento "topico" del
passaggio in ruolo". L'età media di un neoassunto: 41 anni (in Puglia si
sale a 42 e 10 mesi). Poteva andare peggio, si potrebbe pensare a una prima
occhiata. Ma la prospettiva cambia quando si fa un paragone con i colleghi
degli anni Sessanta: avevano circa 23 anni. Quelli degli anni Settanta
arrivavano a 28. Non che i nostri prof, prima del posto fisso, non abbiano mai
insegnato. Anzi. Il 46 per cento può vantare almeno dieci anni di anzianità e
di "balletto" (il precariato) tra le scuole. Solo il 17 per cento ha
meno di un quinquennio di servizio. E solo il 60 per cento (80 alle medie e
superiori) ha una laurea. "Il vero problema - osserva Gavosto - è
l'aggiornamento: solo i più motivati seguono corsi di formazione. Per non
parlare del "come si fa a insegnare". Pochissimi hanno frequentato
lezioni ad hoc". Altra ombra: quasi un quinto dei neoassunti (il 23 per
cento in Emilia-Romagna, dove si registra un'ampia presenza di docenti del Sud)
vorrebbe chiedere il trasferimento. Presto, possibilmente. Prendi la cattedra e
scappa. Un'abitudine di cui si è lamentato lo stesso
ministro Mariastella Gelmini: "Stiamo studiando la possibilità di introdurre incentivi
per i professori affinché assicurino la propria presenza in classe per un
intero ciclo scolastico di cinque anni", ha detto. Per ora, però, non si
cambia. A danno della continuità didattica. E della qualità
dell'insegnamento. Fuga verso la scuola vicino a casa. Per stare vicino alla
famiglia, per spendere meno, per comodità. Eppure nessuno prende alla leggera
il suo ruolo. Prof e maestri dichiarano di aver passione da vendere, di non essere
per nulla pentiti del percorso lavorativo intrapreso. Anzi. Nonostante i tanti
motivi di insoddisfazione, il 90 per cento degli intervistati rifarebbe
l'insegnante. E continua a trovare nuovi stimoli. Lo dimostra la grande
partecipazione all'indagine della Fondazione Agnelli. Francesco De Sanctis,
direttore dell'ufficio scolastico del Piemonte, commenta: "è la conferma
che si tratta di personale attento, propositivo e disponibile a un confronto
costruttivo. è mia intenzione raccogliere tutti gli spunti e le opinioni che
"le nuove leve" hanno manifestato, cercando di tradurre in progetti e
azioni le idee e le potenzialità espresse". E i suggerimenti sono tanti.
Sul sistema di valutazione dei docenti (oltre la metà crede che debba essere giudicato
il lavoro di squadra, il 29 per cento quello del singolo) e sulle progressioni
di carriera, uno dei grandi nodi dell'insegnamento. Quasi il trenta per cento
(i maestri d'asilo e i più anziani) ritiene giusto avere aumenti di stipendio
esclusivamente in base all'anzianità di servizio. Per il 62,9, invece,
occorrerebbe differenziare le buste paga in funzione delle responsabilità; il
67,8, infine, preferirebbe essere pagato in base a meriti e competenze.
Mansioni diverse, retribuzione diversa: un'apertura insperata in una
professione, quella del docente, ritenuta arroccata su vecchie posizioni. E
invece no, e anche sul reclutamento ci sono punti di vista nuovi. Il 44 per
cento dei neoassunti si dichiara d'accordo o molto d'accordo sul fatto che le
scuole possano assumere direttamente una parte degli insegnanti. Certo, un po'
di diffidenza c'è. In Puglia oltre il 60 per cento degli intervistati è
assolutamente contrario a questa ipotesi "ma in molti casi - puntualizza
Stefano Molina, curatore della ricerca insieme con Laura Gianferrari - vince il
timore che un certo sistema clientelare possa influenzare le scelte degli
istituti". Nuove ipotesi di assunzione. E di carriera. Il direttore della
Fondazione Agnelli ci crede: "Si potrebbero abbandonare le graduatorie in
vista di una maggiore flessibilità. è vero, la chiamata diretta (presidi che
ingaggiano i prof) è a rischio di arbitrarietà, ma le scuole devono poter
scegliere in base alle loro esigenze, non ai punteggi dei professori". Una
rivoluzione graduale. Il primo passo? "Dare la possibilità ai dirigenti -
suggerisce Gavosto - di confermare i supplenti che hanno lavorato bene".
Sembra proprio arrivato il momento di cambiare. Lo hanno capito i docenti -
"hanno voglia di mettersi in gioco", aggiunge Laura Gianferrari -, ne
sono convinti i direttori regionali che hanno aderito all'iniziativa. Come
Luigi Catalano, a capo della scuola dell'Emilia- Romagna, Regione con una lunga
tradizione di monitoraggi: "Interrogarsi sullo status dell'insegnante vuol
dire guardare alla formazione-docenti come tema caldo del miglioramento del
sistema di istruzione". Lucrezia Stellacci, direttore didattico della
Puglia, aggiunge: "I docenti vogliono partecipare, capire, migliorare.
Troppo spesso della scuola si parla a vanvera. Ricerche come questa possono
aiutare a conoscerla e a rispettarla. Ne abbiamo bisogno". Annachiara
Sacchi.
( da "Rai
News 24" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Roma | 7 settembre 2008 Gelmini: la politica sulla scuola ha
rubato il futuro della mia generazione Mariastella Gelmini "La politica, sulla scuola, è da trent'anni che si comporta
in maniera irresponsabile. In questo modo si è rubato il futuro ai giovani
della mia generazione, ma sui cittadini italiani del 2020 non si deve
scherzare: il loro destino non può essere oggetto di bassa speculazione
politica". Lo ha detto all'ANSA il ministro dell'Istruzione, Università
e Ricerca, Mariastella Gelmini. "La scuola non
sarà mai più un ammortizzatore sociale" "E' finita una epoca: la
scuola non sarà mai più un ammortizzatore sociale se lo mettano bene in testa
tutti, sindacati compresi se non vogliono risultare impopolari nel paese",
ha detto il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca. "Perché - ha
aggiunto - il contribuente italiano deve pagare in tasse il triplo dei soldi se
al posto di 3 maestri ne basta 1, se al posto di 4 bidelli e personale amministrativo
ne bastano 3? I soldi risparmiati con l'opera di razionalizzazione del governo
devono essere utilizzati per rendere la scuola italiana come quella degli altri
grandi paesi europei.Perche' qualcuno non vuole che si razionalizzi la spesa
per investire in tecnologie e innovazione? E' proprio quello che sta cercando
di fare il governo. Ridurre la spesa per liberare risorse. Il bilancio del
ministero dell'istruzione è utilizzato, infatti, per il 97% per pagare
stipendi". "La logica del sindacato e dei governi ha ribaltato la
missione della scuola" "Per troppi anni logiche sindacali e governi
compiacenti hanno ribaltato la missione della scuola". Lo ha detto
Mariastella Gelmini, spiegando che "la scuola è
fatta per gli studenti non per pagare una cifra spropositata di stipendi che
sono pure da fame, così come gli ospedali non sono fatti per gli stipendi dei
medici ma per i malati". "I dipendenti della scuola sono più di
1.300.000 e sono troppi. Io voglio una scuola con meno professori, piu' pagati
e in cui viene riconosciuto il merito di tanti bravi che ogni giorno lavorano
tra mille difficoltà. Il bilancio del ministero dell'Istruzione - ha ricordato
il ministro - è utilizzato, infatti, per il 97% per pagare stipendi".
"Il tempo pieno sarà incrementato del 50%" "Il tempo pieno non
sarà toccato anzi eliminando la compresenza di più professori e aumentando di
ottomila posti i docenti del tempo pieno, si aumenterà sensibilmente il numero
di famiglie che usufruiranno del tempo pieno". Lo ha detto all'ANSA il
ministro dell'Istruzione, Universita' e Ricerca. "Addirittura - ha
aggiunto il ministro - come risulta a una simulazione fatta da Tuttoscuola il
tempo pieno potrà essere incrementato del 50%. Questo è il mio obiettivo".
"Governo rivoluzionario, stop allo stipendificio" "Questo è un
governo rivoluzionario, un governo che vuole rivoltare la pubblica
amministrazione come un calzino. Un governo che vuole eliminare gli sprechi e
riformare il Paese". Lo afferma il ministro dell'Istruzione, Universita' e
Ricerca, Mariastella Gelmini, dichiarando il suo stop
alla scuola intesa come stipendificio. "In questo senso le parole che si
levano contro le iniziative del governo, in particolare mie e del ministro
Tremonti, sono solo di chi vuole che nulla cambi e che la scuola rimanga un
luogo che scontenta contemporaneamente professori e studenti. Il problema della
scuola italiana - ha aggiunto - non è 'quanto' denaro si spende ma 'come' viene
speso. Ormai è minoranza nel Paese l'idea che basti aggiungere soldi alla
scuola per farla andar bene. Non è vero, la scuola in Italia è come una
macchina con il motore rotto, non basta aggiungere benzina, si deve aggiustare
il motore per farla funzionare". Secondo il ministro, "lo dimostra il
fatto che gli investimenti pubblici per la scuola in Italia sono in linea con
gli altri Paesi, ma la qualità è fortemente inferiore. Da tutte le indagini è
dimostrato che la qualità della scuola non dipende dal numero di ore che i
ragazzi passano a scuola ma dalla qualità della didattica. I paesi migliori nelle
classifiche ocse pisa sono quelli che hanno il minor numero di ore".
( da "Stampaweb,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
TORINO Adesso è tutto così lontano
e sbiadito che è difficile stabilire quando è cominciato, e quali sono stati i
segni. La canotta di Umberto Bossi ad Arcore. C'è chi dice il proclama del pool
di Milano, estate accaldata del '94. Ovviamente, movenze e sostanza
antipolitica del primo Cavaliere (anche dell'ultimo, però). Poi quell'onda che
scende e che sale ha vissuto fasi alterne e adesso è tornata a mostrarsi
cavallone. Il nuovo populismo. Bandane, canotte, trattori. Sciocchezze,
interessi, iperboli. E voti. Ma, dentro, fenomeni molto diversi. Sui tavoli del
Pd spunta un sondaggio che dà la Lega al 10 per cento e l'Italia dei Valori
oltre il 9, col Pd sotto la soglia minima del 30 per cento. Tonino Di Pietro si
scalda se lo si chiama populismo, "io posso anche avere la camicia
gualcita, o passare l'estate sul trattore anziché in Sardegna, ma le cose che
diciamo noi sono vere o false? E' vero o falso il conflitto d'interessi del
premier? I conti pubblici che vengono truccati? Le leggi per l'impunità? E'
vero o falso che il Cavaliere è un furbacchione e non uno statista? Mi
rispondono dicendo che non so stare a tavola; ma qui mica stiamo parlando di
posate!". Sostiene Nando Pagnoncelli che l'ondata populista è un fiume
carsico in Italia, ma in questa fase torna prepotente per due questioni inevase
legate al "grande scontento": "Una gigantesca questione
salariale, cioè la perdita del potere d'acquisto, con il sostanziale
impoverimento di vaste sacche di popolazione; e una questione fiscale non certo
risolta dalla cancellazione dell'Ici". Due circostanze politiche e sociali
che, insieme, possono far decollare rispettivamente Tonino e Umberto. "A
noi non risultano per ora risalite nel consenso dell'area dell'ex sinistra
arcobaleno, mentre il consenso per Di Pietro si sta impennando anche nelle
regioni rosse, e poi in Molise e Abruzzo in forme impressionanti". Guarda
caso, là dove si voterà prima ancora delle europee
( da "Repubblica.it"
del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
UNA PERSONALIZZAZIONE impersonale e
irresponsabile caratterizza la politica italiana. Una democrazia mediatica,
affollata di volti e nomi noti e visibili. Che, tuttavia, ha ridotto e quasi
abolito la possibilità, per gli elettori, di esprimere scelte e preferenze
"personali". Visto che ormai la costruzione delle rappresentanze
politiche e parlamentari è un fatto praticamente esclusivo dei partiti, ridotti
a cerchie di gruppi dirigenti ristrette e centralizzate. Eppure, quasi
vent'anni fa, la storia era cominciata diversamente. La crisi del sistema
politico era stata sancita, è vero, dal referendum del 1991, che riduceva le
preferenze elettorali a una sola. Ma si trattava, allora, di ridimensionare un
sistema partitocratico, nel quale le preferenze costituivano uno strumento di
controllo della società e, al tempo stesso, un elemento di scambio fra gruppi
di potere. In seguito, siamo passati a sistemi elettorali che personalizzano il
rapporto fra elettori ed eletti. Anzitutto a livello locale, con l'elezione diretta
dei sindaci, dei presidenti di Provincia e, quindi, di Regione. Un rapido
processo di presidenzializzazione diffusa, che il sistema elettorale della
Camera e del Senato ha assecondato attraverso il maggioritario di collegio, che
rende più immediato e trasparente il rapporto tra i parlamentari, i cittadini e
il territorio. Quel modello, ne siamo consapevoli, non ha ridotto la
frammentazione dei partiti, tanto meno il distacco fra sistema politico e
società. Ha, tuttavia, segnato una frattura, almeno a livello simbolico.
Partiti contro presidenti. Riassunto dell'opposizione fra vecchio e nuovo, come
ha osservato Mauro Calise. D'altronde, i partiti si sono, anch'essi,
personalizzati tutti. Dal 1994 ad oggi. Dall'archetipo insuperato, Silvio
Berlusconi, fino a Walter Veltroni. Da Forza Italia all'Ulivo. Dal Partito
democratico al Popolo della libertà. Passando per le diverse liste. Per
limitarci alle principali: Lista Pannella e Bonino, la Lista di Pietro. Ma
anche Alleanza nazionale, prima di confluire nel Pdl, nonostante disponesse di
identità e organizzazione, era un soggetto identificato con il suo leader,
Gianfranco Fini. E nell'Udc, ormai, la C evoca l'iniziale di Casini. La
personalizzazione è, ovviamente, enfatizzata dall'uso dei media. La televisione,
in particolare, ha dato ai partiti un volto, un'immagine familiare. Anche in
questa fase. I ministri più popolari appaiono al pubblico personaggi
caratterizzati, che recitano in fiction di successo. Due sopra tutti. Brunetta,
il vendicatore dei cittadini contro i servi fannulloni dello Stato (gli
statali, appunto). Mariastella Gelmini, protettrice dei genitori e degli alunni dagli insegnanti
incapaci; restauratrice delle virtù perdute: la buona condotta, i buoni costumi
(i grembiulini), i buoni maestri (unici). Mentre, all'opposizione, incontra un
successo larghissimo Antonio Di Pietro, che interpreta il garante della
legalità contro ogni abuso della politica; e anzitutto contro Berlusconi
(che ne è il compendio). Ma anche Beppe Grillo. Attore protagonista della
protesta di piazza. Passando dal versante della partecipazione a quello della
comunicazione, occorre rammentare che la costruzione del Partito democratico e,
prima, dell'Ulivo, è avvenuta attraverso le primarie. Un rito di massa per
celebrare la scelta del leader. Prodi, Veltroni. Tuttavia, da qualche tempo, la
personalizzazione della politica avviene insieme alla spersonalizzazione della
scelta di voto. Imposta, per quel che riguarda le elezioni politiche, dalla
legge elettorale in vigore dall'autunno 2005. Un proporzionale con premio di
coalizione e liste bloccate. Cioè: senza preferenze. La legge, inventata in
fretta dal centrodestra al fine di contrastare il successo annunciato del
centrosinistra (particolarmente avvantaggiato dal maggioritario), ha, nei
fatti, rafforzato le leadership centrali di "tutti" i partiti.
Consentendo loro di controllare e condizionare le candidature e, quindi, gli
eletti. Mentre ha spezzato il legame dei candidati con gli elettori. Tanto che
i candidati sono quasi spariti dal territorio, nel corso della campagna
elettorale, limitandosi, perlopiù, ad apparire accanto ai leader nazionali,
durante le manifestazioni più importanti. Il problema avrebbe dovuto e potuto
essere ridimensionato attraverso il ricorso alle primarie. Che, tuttavia, è
divenuto molto intermittente. Quasi assente. Anche il Partito democratico ha
usato le primarie con cautela. Evitando, comunque, di renderle troppo aperte e
competitive. A livello nazionale, d'altronde, sono servite all'investitura di leader
pre-destinati. Mentre l'elezione dell'assemblea costituente e degli organismi
rappresentativi a livello territoriale è stata vincolata dall'esigenza di
garantire l'equilibrio tra componenti oltre al controllo (e al mantenimento)
dei gruppi dirigenti. Anche nella scelta dei candidati alle amministrative
(sindaci o presidenti), le primarie vengono guardate con diffidenza e trattate
con prudenza. Impossibile che emergano outsider. Un Obama o un McCain de
noantri. Inutile attenderli. La questione si ripropone, oggi, in relazione al
sistema elettorale che si sta progettando in vista delle prossime elezioni
europee. Prevede, com'è noto, una soglia di sbarramento (3-4 per cento), per
ridurre la frammentazione. Inoltre, un numero più ampio di circoscrizioni. Infine:
l'abolizione delle preferenze. Su cui non c'è accordo. Ma che, indubbiamente,
non dispiace - anzi, piace - ai partiti, in generale. Anche ai maggiori: Pdl e
lo stesso Pd. In quanto permette loro di regolare e distribuire, con precisione
algebrica e senza rischi, i posti tra le componenti (sotto)partitiche. An e Fi,
da un lato. Ds e Margherita, dall'altro. Che ancora resistono e agiscono.
Accanto ad altre correnti. Vorremmo ribadire che non siamo tifosi delle
preferenze. Abbiamo memoria di quando costituivano un metodo di scambio
clientelare. Però insospettisce la paura che suscitano nei partiti, oggi che
non hanno più basi di massa e sono ridotti a ristrette cerchie di vertice. Il
contrasto tra l'enfasi sulla personalizzazione e la crescente spersonalizzazione
del voto riassume quanto sia fittizia, oggi, l'opposizione fra partiti e
presidenti. Visto che i presidenti identificano partiti "chiusi", la
cui classe dirigente si riproduce in modo endogamico. Al proprio interno. Senza
competizione; ma, semmai, per cooptazione, dall'alto. Questo modello, peraltro,
è coerente con la biografia del centrodestra. Inventata, scritta e interpretata
da un Sovrano: Silvio Berlusconi. (Se ne è discusso molto nel recente convegno
della Società italiana di scienza politica, all'Università di Pavia). Ma il
centrosinistra e, soprattutto, il Partito Democratico - per storia, cultura e
sociologia - non hanno prospettive senza coltivare il rapporto con il
territorio e con la società. Senza rivalutare le primarie come metodo "vero"
di consultazione e di selezione della classe dirigente. Senza dare agli
elettori la possibilità di esprimere - in nessun modo - le loro preferenze
personali. Senza vincolare gli eletti a un rapporto responsabile con gli
elettori. Meglio che il Pd ci pensi, in vista delle prossime elezioni europee.
Che, come sempre, avranno anzitutto effetti politici "nazionali". (7
settembre 2008.
( da "Stampaweb,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
TORINO "Questo è un governo
rivoluzionario, un governo che vuole rivoltare la pubblica amministrazione come
un calzino. Un governo che vuole eliminare gli sprechi e riformare il
Paese". Il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, dichiara guerra alla "scuola stipendificio". "Il
problema della scuola italiana non è quanto denaro si spende ma come viene
speso" spiega il ministro all'Ansa. La Gelmini ritorna sul tempo pieno, e, dopo aver annunciato il taglio di
ottatasettemila insegnanti, puntualizza: "Il tempo pieno non sarà toccato
anzi eliminando la compresenza di più professori e aumentando di ottomila
posti i docenti del tempo pieno, si aumenterà sensibilmente il numero di
famiglie che usufruiranno del tempo pieno". "Addirittura - aggiunge-
come risulta a una simulazione fatta da Tuttoscuola il tempo pieno potrà essere
incrementato del 50%. Questo è il mio obiettivo". La sfida del ministro è
contro sindacati e "fannulloni". "I dipendenti della scuola sono
più di 1.300.000 e sono troppi. Io voglio una scuola con meno professori, più
pagati e in cui viene riconosciuto il merito di tanti bravi che ogni giorno
lavorano tra mille difficoltà. Il bilancio del ministero dell'Istruzione è
utilizzato, infatti, per il 97% per pagare stipendi. Per troppi anni-
ragiona-logiche sindacali e governi compiacenti hanno ribaltato la missione
della scuola". Il ministro avverte: "La politica, sulla scuola, è da
trent'anni che si comporta in maniera irresponsabile. In questo modo si è
rubato il futuro ai giovani della mia generazione, ma sui cittadini italiani
del 2020 non si deve scherzare: il loro destino non può essere oggetto di bassa
speculazione politica". Il ritorno del maestro unico, che ha suscitato
polemiche e attacchi da parte dell'opposizione, si colloca nell'ottica di una
scuola più efficiente, spiega la Gelmini. "Perchè
il contribuente italiano deve pagare in tasse il triplo dei soldi se al posto
di 3 maestri ne basta 1, se al posto di 4 bidelli e personale amministrativo ne
bastano 3? I soldi risparmiati con l'opera di razionalizzazione del governo
devono essere utilizzati per rendere la scuola italiana come quella degli altri
grandi paesi europei". La linea del governo lascia strascichi di polemiche.
Veltroni, dal palco della "festa democratica" ha alzato il tiro:
"Se c'è una cosa che funziona nella scuola italiana sono le elementari e
il governo dove è che va a tagliare: lì". Bersani: "La Gelmini non può pretendere di fare il ministro dell'Istruzione.
Da quale pulpito arrivano le prediche sul merito e il valore delle persone,
degli studenti, degli insegnanti. Ci vuole coerenza tra parole e fatti, il
ministro non ha la credibilità per rivolgersi ai giovani. Fossi stato in lei
non avrei fatto il ministro dell'Istruzione". Il ministro dell'Istruzione,
però, si merita il plauso di Emma Marcegaglia: "Noi guardiamo i dati e i
dati dicono che l'Italia ha il numero di insegnanti in rapporto agli alunni più
alto della media europea. Alcuni tagli e la lotta all'inefficienza vanno
portati avanti, così come la logica di premiare e pagare di più i professori
migliori".
( da "Rai
News 24" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Roma | 7 settembre 2008 Bossi:
contrario all'insegnante unico. Poi attacca la Gelmini Umberto Bossi Per il leader
della Lega e ministro delle Riforme, Umberto Bossi, l'introduzione dell'insegnante
unico alle elementari è una scelta imposta dalla scarsità di risorse
economiche, ma il rischio è che "è facile che si rovini il bambino".
"Oggi ci sono molti insegnanti specializzati. Qualcuno dice 'l'insegnante
unico', ma se c'è un brutto insegnante rovina i bambini". Secondo Bossi,
"tocca al ministro controllare che gli insegnanti siano bravi". E
ammette: "Ma un insegnante unico costa un sacco di soldi in meno,
onestamente. In un momento in cui non ci sono i soldi è evidentemente che può
saltar fuori l'insegnante unico. Ma se c'è un solo insegnante è facile che si
rovini il bambino. Se ci sono più insegnanti allora uno almeno è buono. Quando
non ci sono i soldi bisogna aguzzare l'ingegno". Poi Bossi rivolge una
pesante critica al responsabile del dicastero dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: "Il ministro sa che per affrontare le cose a
scuola devi essere prima stata come minimo un insegnante. Secondo me per capire
che cosa occorre alla scuola devi averci vissuto dentro, devi essere stato insegnante,
devi sentire l'odore della polvere". La Gelmini
non ha mai insegnato.
( da "Stampa,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
AI PLESSI DI MONTAGNA.UN MILIONE DI
EURO DALLA REGIONE PER GARANTIRE GLI INSEGNANTI Scuole in quota, la carica dei
5 mila [FIRMA]FILIPPO RUBERTA' VERBANIA Scuola ai blocchi di partenza anche nel
Vco, ma senza le sofferenze che avevano caratterizzato i plessi di montagna
negli ultimi tempi. In alcuni paesi, infatti, la riduzione degli iscritti aveva
messo a repentaglio il servizio scolastico: l'ultimo caso, poi risolto, era
stato lo scorso anno a Cursolo Orasso in valle Cannobina, e prima a Trasquera
in valle Divedro, dove gli alunni erano soltanto tre ma i genitori avevano
invocato e ottenuto il mantenimento dei corsi. Merito della collaborazione tra
gli enti locali e l'ufficio scolastico provinciale, ma anche della lungimiranza
che le Comunità montane e l'Uncem hanno trasferito nella "Legge sulla
montagna" nel '94 con l'ideazione degli istituti comprensivi, che
accorpando più ordini di scuola hanno consentito razionalizzazioni e risparmi e
nello stesso tempo il mantenimento delle realtà più piccole. Come a Trasquera,
dove gli alunni iscritti quest'anno alla pluriclasse sono 5, o a Coimo di
Druogno, in valle Vigezzo, dove sono sei. E ancora a Gurro e Orasso, in valle
Cannobina, dove gli iscritti sono rispettivamente 5 e 6. E' una popolazione
scolastica molto numerosa, quella che sta in montagna, e nel Vco supera di gran
lunga i 5 mila alunni. Senza rifarsi alle categorie geografiche che disegnano
le Comunità montane, che arrivano anche al di sotto dei
( da "Stampa,
La" del 07-09-2008)
Argomenti: Scuola
Da tempo, troppo tempo, in Italia
"chi tocca la scuola muore". E' così che la sinistra interpreta il proprio
ruolo di conservazione nei confronti di un sistema tra i più inefficienti al
mondo, dove però l'intellighenzia rossa, prima, e ora quella del Pd ritiene di
avere un feudo intoccabile, in cui si plasma la futura classe dirigente,
nell'intreccio vizioso tra sindacato onnipotente e amministrazione
burocratizzata all'ennesima potenza. Così, quando un ministro del centrodestra
vara una riforma per salvare la scuola dal degrado, e farla diventare una
risorsa per la crescita del Paese, ecco che scatta il riflesso condizionato:
attacchi preventivi, scioperi già attuati e altri minacciati, occupazioni e
autogestioni che presto verranno. E' stato così con la
Moratti ed è così con la Gelmini che ha preso decisioni ancora parziali ma già coraggiose. Ha
riportato in auge il voto in condotta come rimedio al bullismo, ha reintrodotto
il maestro unico che ha educato generazioni di italiani, ora adulti, senza
indurli al cretinismo. Ma la sinistra non ci si sta e nell'ottica più
conservatrice che esista si schiera con tutte le armi possibili a difesa della
situazione costituita, in cui il 97% delle risorse è destinato a pagare gli
stipendi della più pletorica organizzazione pubblica al mondo, subito dopo la
marina Usa. Così anche Caterina Romeo, coordinatrice provinciale del Pd, cerca
di far passare la tesi capziosa che le iniziative del governo servano a far
cassa. In realtà, l'esponente Pd finge di non capire che non è la quantità ma
la qualità della spesa quella che renderà la scuola italiana all'altezza di un
Paese civile. Cosa che oggi non è, salvo lodevoli eccezioni, peraltro
distribuite in modo diseguale. Con un'Italia del Nord dove i livelli di
apprendimento e successo scolastico sono assimilabili a quelli europei, a
fronte di un Sud che arranca. Eppure la spesa nel Meridione, a causa del minor
numero di allievi per insegnante, è decisamente superiore che al Nord, ma gli
abbandoni scolastici e il rendimento negli studi sono a distanze abissali: come
la mettiamo con la teoria di comodo che, spendendo di meno, la scuola
peggiorerebbe? La scelta di abbandonare il maestro unico fu fatta nel 1990 per
mantenere invariati gli organici, nonostante il calo demografico. Una scelta
con motivazioni sindacali, ammantate da giustificazioni pedagogiche che non
reggono. Un bambino dai sei ai dieci anni deve imparare poche cose
fondamentali: leggere, scrivere e fare di conto, innanzitutto. Quindi un po' di
storia, di geografia, di scienze naturali, di inglese. In modo elementare. Non
occorre dunque un insegnamento specialistico, è meglio che il docente sia uno
solo, perché il maestro unico guarda alla formazione del bambino, mentre
l'insegnante specialista di una disciplina guarda alla sua materia. Peraltro il
ministro ha già precisato che non diminuirà il tempo pieno, anzi che sarà aumentato
senza spendere di più, e che non si attuerà alcun taglio all'insegnamento di
sostegno. Così pure si è deciso di mantenere i libri di testo per almeno 5
anni, per evitare eccessive spese alle famiglie. Tutte spiegazioni che non sono
sufficienti a scalfire i teoremi e l'arroganza di una sinistra che si sente
colpita su un terreno che considera di esclusiva proprietà. *Coordinatore
regionale Forza Italia.