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PRIVILEGIA NE IRROGANTO di Mauro
Novelli |
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DOSSIER “SCUOLA” |
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La longa manus del
governo sugli enti di ricerca
( da "EUROPA ON-LINE" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha lasciato trascorrere inutilmente quasi un anno
salvo ispirare o quantomeno lasciar correre un recente colpo di mano
parlamentare. Il 26 febbraio nell?aula del senato con un emendamento del
relatore ad un provvedimento di tutt?altra natura ?
Passare all'Open
source, appello ai ministri
( da "EUROPA ON-LINE" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione università e ricerca onorevole Mariastella Gelmini, e al
capo del governo onorevole Silvio Berlusconi: per favore prendete in
considerazione l?open source». I valori che lo definiscono E ancora: «Il
software open source è già usato in molte aree con meravigliosi risultati e
riducendo notevolmente i costi di gestione nelle infrastrutture con programmi
come Apache,
La lotta alla
mafia vince se si educano i giovani alla legalità
( da "Trentino" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini vuole di introdurre nei programmi la materia "Cittadanza
e Costituzione". Pensa sia un passo avanti nella legalità? Penso di sì e
ho fatto già delle dichiarazioni in questo senso. Quando vado nelle scuole,
infatti, non parlo agli studenti solo di Giovanni Falcone come magistrato, ma
anche come uomo che credeva nei valori di giustizia e libertà e che aveva un
alto senso dello
Il 5 in condotta?
Utile solo in casi gravissimi
( da "Arena, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come prevede la normativa Gelmini. Tra i protagonisti del secondo
dibattito è stato chiamato un veronese, il preside dell'istituto tecnico
«Cangrande» Antonio Pettinato, inquadrato nel gruppo dei «pro cinque in
condotta». Il dirigente scolastico ha precisato che «pur essendo d'accordo
sull'insufficienza in condotta, è giusto sottolienare che questo provvedimento
in sè non è un'
Bentegodi, il
podio stavolta è di tutti ( da "Arena, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stella Gelmini, Giorgia Guglielmi, Pietro Margotti, Vittoria Mercati,
Perla Piazza, Rebecca Ramazzo, Tommaso Rodella, Valeria Scinico, Andrea
Stanghellini e Matteo Vicentini. Targhe speciali per Luisa Bovo e Silvia
Pierantoni. Un ringraziamento particolare poi è andato ai genitori-dirigenti
che sono sempre stati disponibili con varie mansioni nell'
Caro direttore, le
chiedo gentilmente spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione
dei ... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ve lo chiedo dopo avere criticato senza alcun problema il vecchio
ministro Mussi e maggiormente oggi il ministro Gelmini; saranno poi, attraverso
le elezioni di maggio, gli studenti universitari a dire la loro. Francesco
Esposto CONSIGLIERE NAZIONALE STUDENTI UNIVERSITARI
Al Quirinale
premiate quattro studentesse
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini che dovrebbe presenziare alla
premiazione. IL GRUPPO di studentesse che si sono cimentate nell'impresa
comprendeva Elisa, Chiara, Giada, Emanuela, Donatella, Laura e Chiara: solo
quattro di loro si recheranno nella capitale a ritirare l'ambito riconoscimento
varcando il portone più prestigioso d'Italia che recentemente ha contingentato
gli ingressi.
ma dall'onda
nessuna violenza - umberto curi
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: i provvedimenti assunti dal funesto duetto Gelmini-Tremonti, i giovani
della Facoltà in cui insegno hanno fornito una dimostrazione letteralmente
esemplare di correttezza democratica, riuscendo a realizzare un vero piccolo
miracolo: tenere aperta e viva per molte settimane la mobilitazione
antigovernativa, senza macchiarsi nemmeno di un solo gesto di intolleranza o di
violenza.
La giunta:
pagheremo il tempo pieno ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al ministro della
pubblica istruzione, agli amministratori locali e a un migliaio di genitori del
comprensorio da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel, rispettivamente presidente e
componente del consiglio d'istituto di Pieve, ha prodotto i primi effetti.
Autonomia sotto
tiro, la Svp informa Vienna
( da "Alto Adige" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: gli ultimi incontri con il ministro Gelmini e con Gianni Letta hanno
fatto balenare possibilità di intesa. «Siamo davanti allo stesso quadro
politico vissuto col governo Berlusconi tra il 2001 ed il
fars nuovo
segretario regionale ( da "Centro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha studiato filosofia all'Università di Bologna, iscritto al Prc dal
1995 e per sette anni segretario della Federazione di Pescara, assume la guida
del partito regionale raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini, chiamato a Roma
ad altri incarichi. In Abruzzo Rifondazione comunista ha una struttura di 81
circoli e quasi tremila iscritti.
Dal primo
settembre in pensione 92 docenti
( da "Provincia Pavese, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Questa volta la motivazione in più è la paura: per la riforma Gelmini
e per i possibili cambiamenti nel sistema pensionistico. L'Ufficio scolastico
provinciale ha deciso di rendere pubblico, sul proprio sito internet
(www.paviascuola.it) l'elenco dei pensionamenti, divisi per tipo di scuola, e
con il dettaglio dei singoli istituti.
cgil: la provincia
va verso il disastro ( da "Centro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sommano altri 300 della scuola che i tagli della Gelmini espelleranno
nell'anno scolastico 2009-2010». «Quando un ente pubblico è il primo a
licenziare chi vi lavora da 7-8 anni», aggiunge Di Odoardo, «come possiamo dire
alle aziende di tener duro ed evitare di licenziare?». «Teramo deve diventare
un caso nazionale», incalza Di Odoardo, «la crisi sta allargando le fasce di
povertà.
grazie al dottor
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e la Bassa padovana L'applicazione della riforma Gelmini della
scuola, mi fa tornare alla memoria, con tanta rabbia e fastidio, la vicenda
dell'allora tanto deprecata Riforma Berlinguer della scuola (cicli scolastici,
1997), rivelatasi infausta per l'esito elettorale del centrosinistra di
Monselice e le bordate di fischi dei cittadini inferociti che volevano salvare
le scuole
maria grazia
bollettin non ha colpe tutto nasce dalla riforma gelmini
( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anno prossimo non possono di certo uscire dalla bocca della direttrice
scolastica fintanto che il ministro Gelmini e il Provveditorato non dirà qual è
l'organico di cui potrà disporre l'istituto. E' troppo comodo dare la colpa
all'ultimo ingranaggio quando il problema nasce dai tagli della
Gelmini-Tremonti. Lettera firmata Villafranca
"cerco la
rabbia di oggi nelle canzoni di ieri"
( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini ha detto che Gaber potrà essere insegnato nelle
scuole superiori. Il governo di centrodestra vuole strumentalizzare un
cantautore che, negli ultimi anni della sua vita, aveva espresso la sua amarezza
nei confronti della sinistra? «Forse sì, ma è anche capibile.
al comunale 250
famiglie - fulvio paloscia
( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: E il ministro Gelmini «per farle capire cosa perderà la scuola con il
ritorno al maestro unico, che renderà impossibile accompagnare gli alunni in
questo tipo di iniziative. Senza contare la compresenza della crisi economica
del Comunale, che si è visto ridurre i fondi, e le politiche di taglio alla
scuola pubblica».
Marco Fars
segretario di Rifondazione
( da "Tempo, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assume la guida del partito regionale raccogliendo l'eredità di Marco
Gelmini. L'assemblea e il nuovo segretario hanno assunto il documento approvato
allo scorso congresso regionale come indicazione degli orientamenti e delle
azioni future che il Prc intende intraprendere a livello regionale.
Voto in condotta?
Bocciato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Voto in condotta? Bocciato --> Non
ci sono lamentele ma solo qualche malumore. Ora gli studenti delle scuole
superiori cagliaritane hanno la possibilità di confrontarsi tra loro e
analizzare i criteri che hanno determinato i voti in condotta.
riforma gelmini,
l'opposizione degli insegnanti continua
( da "Tirreno, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: In arrivo anche i ricorsi al Tar Riforma Gelmini, l'opposizione degli
insegnanti continua In programma a breve una nuova iniziativa pubblica dei
docenti PIETRASANTA. Mobilitazione contro la riforma della scuola elementare
voluta dal ministro Gelmini non è finita. Corre sui binari dei ricorsi legali
che gli insegnanti stanno sostenendo anche dalla Versilia,
Scuola
dell'obbligo: aumenta la richiesta di tempo pieno
( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI SÌ ALLE 30 ORE settimanali di lezione (meglio se con servizio
mensa incluso) e al tempo pieno di 40 e no alle 24 ore sostenute dal Governo
attraverso la riforma del sistema scolastico voluta dal ministro Maria Stella
Gelmini. E' l'orientamento delle famiglie bergamasche secondo un'indagine
condotta dal sindacato di categoria della Flc Cgil che ha esaminato le
richieste d'
Tempo pieno,
appello dei sindacati ai parlamentari lombardi
( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: finora i moduli aboliti dal ministro Gelmini avevano contenuto.
Insomma, i genitori bergamaschi vogliono la scuola «lunga» anche se non è
ancora chiaro quanta «educazione e istruzione» e quanta «assistenza» venga
richiesta. «Ripeto quello che vado dicendo da mesi - osserva il dirigente
scolastico provinciale Luigi Roffia - che, dopo che le famiglie hanno espresso
le loro preferenze,
Banchi
desolatamente vuoti: una situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto
forte anche <BR... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Banchi desolatamente vuoti: una
situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto forte anche a Fara Sabina
dove i parametri imposti dal decreto ministeriale della Gelmini portano alla
cancellazione di tre plessi e alla perdita di una presidenza
Comune, per
Tentorio candidatura vicina E An va a congresso
( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: azzurra Mariastella Gelmini sembra di ferro: salvo clamorosi colpi di
scena quel posto sarà di Giuseppe Romele, deputato di Forza Italia. Per il
Carroccio si potrebbero trovare altre compensazioni, magari in quel Piemonte
che sta un po' bloccando tutto, ma anche in altre situazioni lombarde: un posto
alla Fiera di Milano,
Dura presa di
posizione da parte della Consulta provinciale permanente sulle politiche
educative e f... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Per questo appare sempre più urgente una mobilitazione su tutti i
fronti affinché il ministro Gelmini prenda in considerazione la proposta
dell'assemblea dei sindaci e della Consulta: applicare, nelle aree con più di
un terzo del territorio montano il parametro della media provinciale tra numero
di alunni e numero di punti di erogazione.
Se le disposizioni
del ministro Gelmini non saranno riviste, Fara perderà due scuole d...
( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: disposizioni del ministro Gelmini non saranno riviste, Fara perderà
due scuole dell'infanzia e una elementare, per non parlare del rischio di
vedere le medie private della presidenza. E' un quadro a fosche tinte il futuro
della scuola nel comune, dove, tra scuole dell'obbligo e istituti di istruzione
superiore, orbitano circa duemila e 600 studenti e 300 tra docenti e operatori
Ata.
La scuola ritorna
al passato. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto
d'... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto
d'Italia, molto probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali,
suggerite sia da dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che
permetta un'offerta formativa accettabile.
Nelle scuole
viterbesi, dopo la riforma Gelmini, è ormai quasi certo che scomparirà il
tem... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Nelle scuole viterbesi, dopo la riforma
Gelmini, è ormai quasi certo che scomparirà il tempo pieno
Con la riforma del
ministro Gelmini cambia l'orario negli istituti primari. Il dirigente
scolastico: I numeri esatti li avremo la prossima settimana
( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Con la riforma del ministro Gelmini
cambia l'orario negli istituti primari. Il dirigente scolastico: «I numeri
esatti li avremo la prossima settimana»
Silvio Berlusconi
a Riva ( da "Adige, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Fitto oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Le riforme
(im)possibili». Alle 11.15 è previsto l'intervento di Berlusconi, dal vivo o in
videoconferenza, prima della chiusura di Formigoni. Dall'entourage di Formigoni
confermano che a Riva del Garda salirà gran parte del Governo nazionale,
CONTINUA la
protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il...
( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 4 CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini.
Il... CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il
Comitato genitori viareggini per la salvaguardia della scuola pubblica sta
organizzando per domani e domenica due presidi per raccogliere firme per il
ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la circolare ministeriale n° 4/2009,
Ritorno al passato
per la scuola. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come ...
( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 06-03-2009) + 1 altra
fonte
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto
d'Italia, molto probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali,
suggerite sia da dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che
permetta un'offerta formativa accettabile.
Cittadinanza e
costituzione Un seminario di formazione rivolto ai 178 dirigenti ...
( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentato dal ministro Mariastella Gelmini. L'incontro si concluderà
con la presentazione, da parte delle scuole di Marsciano, Amelia e Perugia,
delle migliori esperienze sui percorsi di cittadinanza a supporto
dell'innovazione didattica. Ufficio scolastico regionale Un progetto in cui
credere La scelta del candidato sindaco subito ed a ogni costo non mi
entusiasma e non mi interessa,
Materne, 58 bimbi
rischiano di restar fuori ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Parte la riforma Gelmini: nelle
elementari due prime classi in più alla Gentile e alla Faà di Bruno di Marotta
Materne, 58 bimbi rischiano di restar fuori L'assessore Lomartire: «Sono
fiducioso, per settembre sarà tutto risolto»
FANOSono 58 i
bambini che rischiano di rimanere esclusi dalla graduatoria per le materne.
Il... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Saranno le prime classi a sperimentare l'applicazione della riforma
Gelmini e del "maestro unico", e le famiglie sono state chiamate alla
scelta del monte ore: 40 ore per il tempo pieno, mentre nelle scuole a tempo
modulo, dove la scelta era tra 24, 27 e 30 ore, la stragrande maggioranza ha
preferito l'ultima opzione.
La Corte di
Cassazione ha respinto il ricorso presentato dopo la decisione del giudice per
l... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: incidente probatorio disposto da Panariello per sentire gli accusatori
di don Gelmini. Di favoreggiamento devono rispondere, oltre a Nicolasi, un
altro dei collaboratori di don Gelmini, Pierluigi La Rocca, e la madre di uno
dei giovani che sarebbero stati molestati, Patrizia Guarino. Che avrebbe
ricevuto una somma di denaro per far ritrattare le accuse a don Pierino .
La scuola del
<pezzo di carta> Quanta ipocrisia su precariato e diplomifici
( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: utilizzata anche dal ministro Gelmini per qualificare lo stato di
degrado del sistema scolastico italiano, si definiscono gli istituti che
rilasciano diplomi a chi non è riuscito a diplomarsi nelle scuole statali.
Eppure, questi istituti sono legalmente riconosciuti dallo Stato che,
evidentemente, assegna loro il compito di garantire a tutti il diritto al
titolo di studio.
ROMA - I
maldipancia sono forti e la voglia di contarsi molto scarsa, ma la decisione di
Silvio ... ( da "Messaggero, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera uno stretto
collaboratore del Senatùr. Il solo fatto di dover riempire le giornate discutendo
di questioni di partito, non fa fare salti di gioia al premier che comincia a
dubitare dell'efficacia del triumvirato (Bondi, La Russa, Verdini), anche
perchè un analogo esperimento a quattro,
L'Svp allerta
Vienna: autonomia in pericolo
( da "Corriere Alto Adige" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: colloqui avuti con Gianni Letta e Maria Stella Gelmini fanno ben
sperare per il futuro. «Anche tra il 2001 ed il 2006 ci sono stati diversi attacchi
all'autonomia ma — sottolinea Pichler Rolle — grazie all'impegno dei nostri
parlamentari non è stato fatto nulla». Secondo il deputato del Pdl, Giorgio
Holzmann, l'uscita di Pichler Rolle va letta in chiave congressuale.
Buona condotta,
brutte pagelle ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La riforma Gelmini inizia a sortire i suoi effetti. Primo su tutti il
voto in condotta. I dati nazionali parlano di oltre 34mila studenti con il
tanto temuto
Da prof o da
Lolita, l'occhiale è maxi ( da "Corriere della Sera" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sarah Palin e Maria Stella Gelmini sono ricordate anche per i loro
occhiali». Ma la tendenza è indossare l'occhiale da vista nella notte e on
stage. Arisa e Daniele Magro di X-factor su un paio di occhiali da secchione
hanno costruito il look. I modaioli esibiscono montature scure, alla Woody
Allen di «Provaci ancora Sam».
Incognite
sull'effetto-tagli ( da "Nuova Ferrara, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dagli studenti iscritti Se e quanto i tagli previsti dalla manovra
Tremonti-Gelmini incideranno sugli organici della scuola ancora non è dato
sapere. Per calcolarli è necessario conoscere il numero degli studenti iscritti
per il prossimo anno scolastico. Il termine è scaduto il 28 febbraio e le
scuole hanno tempo fino a oggi per inviare i dati degli iscritti all'ufficio
scolastico.
<Ecco la scuola
che vogliamo> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: attesa anche la Gelmini RIMINI «LA SCUOLA che vogliamo: Libertà,
Autonomia, Qualità»: questo il titolo del convegno che da oggi, e fino a
domenica, vedrà riuniti a Rimini, presso la Karis Foundation, i gestori e
amministratori delle oltre 400 scuole paritarie italiane che costituiscono la
Federazione Opere Educative (FOE).
Pino Ciulu
confermato alla Cisl Scuola
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: L'elezione dei nuovi organismi dirigenti territoriali è avvenuto ieri
mattina in città nel corso del terzo congresso provinciale della Cisl-Scuola
durante il quale sono stati affrontati i più attuali argomenti che interessano
la categoria con particolare riferimento ai decreti Gelmini. ( e. f. )
Oggi la tavola
rotonda, ecco tutti i protagonisti
( da "Denaro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Francesco Carlo Griccioli della Griglia, presidente onorario
dell'Airh, don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, il sindaco
di Pompei, Claudio D'Alessio, i sindaci Ilario Bortolan (Piedicavallo - Bi),
Salvatore Perugini (Cosenza), Pasquale Boccia (Rocca di Papa Roma). del
06-03-2009 num.
<Il mio è un
altro calcio> ( da "Avvenire" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: assist per il ministro Gelmini... «Io sono per l'inserimento
dell'Educazione sportiva nelle scuole, affinché aumenti il numero dei
praticanti e a latere si possa applicare a ogni singola disciplina, calcio
incluso, una serie di materie complementari, come la Storia e soprattutto
l'Educazione civica, con cui insegnare il rispetto per gli avversari e i
singoli componenti della società»
SCUOLA: GELMINI,
DA CIPE 1 MLD PER L'EDILIZIA
( da "Virgilio Notizie" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dichiarazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione,
sottolineando che ''la sicurezza scolastica e' un tema di primario interesse
strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano l'impegno del Governo
Berlusconi in questo campo''. Le risorse a cui il Cipe ha dato il via libera
questa mattina si aggiungono a quelle gia' stanziate per la messa a norma delle
scuole italiane.
Scuola: in
Emilia-Romagna l'85% degli studenti sceglie quella statale
( da "RomagnaOggi.it" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il discusso decreto Gelmini, con la tanto sbandierata e strenuamente
difesa scelta educativa delle famiglie, diventa l'occasione per dare uno
sguardo al panorama emiliano-romagnolo, nel raffronto tra statale e paritario,
che, per ora, vede ancora l'85% degli studenti (dalle scuole per l'infanzia
alle secondarie di secondo grado) iscritto a scuole pubbliche,
GOVERNO: RIUNIONE
BERLUSCONI CON MINISTRI E VERTICI FI
( da "Adnkronos" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GOVERNO: RIUNIONE BERLUSCONI CON MINISTRI E VERTICI FI A PALAZZO
GRAZIOLI ALFANO, GELMINI, FITTO, VITO, BONDI E VERDINI commenta 0 vota 0 tutte
le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 06 marzo, ore 13:53
Rischio sovraffollamento
per le "nuove" scuole
( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha criticato fortemente il progetto della Gelmini. «La questione
che qui discutiamo sarebbe comico se non fosse tragico e purtroppo non mi
sembra che ci sia una via d'uscita - ha spiegato - Delle due l'una: o si ritira
il nuovo regolamento oppure si cambiano i parametri di legge esistenti che non
potranno più essere rispettati.
Contro la scure
sulle risorse destinate alla scuola si alza il fronte
( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: previsti dalla riforma Gelmini. Con il documento, spedito agli uffici
scolastici provinciale e regionale, al Ministero dell'Istruzione e ai sindaci
di Refrontolo e Pieve, si chiede di "tutelare ciò che effettivamente conta
per l'educazione, per riuscire a garantire ai nostri figli tempi, spazi e
qualità nella scuola pubblica,
Sicurezza, due
scuole videosorvegliate ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini ha affidato alle Regioni con
l'incarico di formare gruppi di lavoro. Martedì scorso Galvanin, in
rappresentanza di tutti gli enti provinciali del Veneto, ha partecipato alla
riunione del gruppo a Venezia. Entro il 25 marzo ogni Comune dovrà aver
segnalato un proprio tecnico da affiancare alla Magistratura delle acque.
Rosà A Rosà il 99
per cento delle famiglie dei bambini delle elementari ha scelto il t...
( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: e ha ricordato: "Nella mia veste di deputato ha già oltremodo
interessato i colleghi della Lega Nord componenti della Commissione pubblica
istruzione di approfondire la tematica. È in programma per questo, nelle
prossime sedute della Camera, un question time al ministro Maria Grazia
Gelmini". Silvano Bordignon
Comune, mozione
pro tempo lungo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: chiaro che il decreto del ministro Maria Stella Gelmini non ha nulla a
che fare con una seria riforma della scuola, ma risponde soltanto ad una logica
di bilancio impartita dal ministero delle Finanze. Detto questo è giusto anche
ricordare che tutte le scelte politiche hanno una matrice e un colore, e questa
scelta di certo non felice porta il nome del governo centrale attuale:
Stanziato un
miliardo per la messa in sicurezza degli edifici pubblici
( da "Giornale.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: miliardo di euro di Redazione Il ministro Gelmini: "E' il
risultato della battaglia che stiamo portando avanti". Impegno del governo
a rendere le scuole italiane "più sicure e garantire a tutti il diritto
allo studio". Via libera alla messa in sicurezza degli edifici scolastici
Roma - "Con il via libera del Cipe stamani il Governo ha messo a
disposizione 1 miliardo di euro per l?
SARANNO PIù DI
1500 I TAGLI ALLE CATTEDRE DI SALERNO E PROVINCIA PREVISTI PER IL PROSSIMO ANNO
... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Secondo i Cobas gli effetti della legge Gelmini ricadranno non solo
sul mondo del precariato ma anche su quello dei docenti ordinari. "Se
infatti i precari sono destinati a scomparire - avverte Alessandro D'Auria,
componente provinciale del Comitato di base della scuola - anche i colleghi
titolari rischiano seriamente di rimanere senza lavoro".
MARCO CONTI ROMA.
I MALDIPANCIA SONO FORTI E LA VOGLIA DI CONTARSI MOLTO SCARSA, MA LA DECISIONE
... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mentre il Carroccio minaccia di andar da solo perché «non vogliamo
l'amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera uno stretto collaboratore
del Senatùr. La querelle non è stata risolta e si intreccia con un'altra serie
di casi ancora aperti, a cominciare dalle doppie candidatura di Bologna e
Firenze (Guazzaloca-Cazzola e Galli-Toccafondi).
MOLTI STUDENTI
PROTAGONISTI DI STUDIARE L'IMPRESA, L'IMPRESA DI STUDIARE PROSEGUIRAANNO ...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: potranno scegliere anche in base alle graduatorie di merito introdotte
dalla legge Gelmini, approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati lo
scorso gennaio. Gli istituti saranno giudicati in base a parametri definiti dal
Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario statale (Cnvsu) e
dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca.
PDL: VERTICE FI DA
BERLUSCONI PER ORGANIZZAZIONE CONGRESSO
( da "Virgilio Notizie" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dei ministri e che ha visto coinvolti alcuni ministri di Forza Italia
(dell'Istruzione Gelmini, dei Beni culturali Bondi, degli Affari regionali
Fitto, dei Rapporti con il Parlamento, Vito) e il capogruppo del Pdl al Senato
Gaetano Quagliariello insieme al coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini e
al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti.
Specializzandi:
Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace ritardo
( da "KataWeb News" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle scuole di specializzazione per il corrente anno accademico:
"anche se abbiamo registrato l'apertura del Miur a limitare l'entità della
razionalizzazione, in funzione delle specificità regionali -- conclude Mazzucco
-- Ci appelliamo al Ministro Gelmini affinché queste dichiarazioni si traducano
in atti concreti ed alle Regioni perché non ostacolino ulteriormente
l'iter". AGI
Il tempo pieno ,
che non piace al ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di Asti,...
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che non piace al ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di
Asti, che, come nel resto dell'Italia, hanno scelto l'orario lungo della scuola
elementare, perché rispondente alle loro esigenze e a quelle dei bambini. La
scuola elementare a tempo pieno funziona bene, è un servizio educativo
essenziale, pensato con adeguati tempi di formazione e di apprendimento.
Ipsia Lombardi,
scuola dei Lucignoli ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIFORMA GELMINI. UN CLAMOROSO RISVOLTO VERCELLESE Ipsia Lombardi,
scuola dei Lucignoli [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Il ministro Gelmini
rispolvera il cinque in condotta? Un motivo ci sarà, viene da pensare, almeno
dopo una prima occhiata ai numeri. Che parlano di 35 mila insufficienze in
tutta Italia.
Al Floriani ben
tre allievi su quattro in difficoltà
( da "Trentino" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: istruzione Gelmini (col comportamento che fa media e può costare
l'anno) da queste parti in virtù dell'autonomia sono rimasti lettera morta.
Tornando al profitto prettamente didattico, in crisi risultano soprattutto i
"primini": all'indirizzo tecnico-turistico di Gardascuola il
campanello dall'allarme suona per l'82% (anche se nell'
Le pagelle delle
scuole medie 5 in condotta per 34 alunni
( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Le pagelle delle scuole medie «5» in condotta per 34 alunni Pagelle:
quasi la metà degli alunni modenesi che frequentano le scuole medie ha almeno
una insufficienza; meglio invece se così si può dire dal punto di vista della
condotta scolastica.
La petizione di
principio, un classico errore maschile
( da "Alto Adige" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini, sempre più Beata Ignoranza, presentando la sua "nuova
materia", da non confondere - dice lei - con la "vecchia educazione
civica" perde una splendida occasione: tra tutte le cose che elenca sotto
il titolo della nuova materia scolastica, non pensa nemmeno per sbaglio di
citare l'informazione sessuale e la lotta contro il pregiudizio e il razzismo.
Pdl, scoppia la
grana delle poltrone ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: da Bondi alla Gelmini, da Fitto a Cicchitto, da Alfano a Verdini) il
premier ha vagheggiato un evento destinato a colpire l'immaginario collettivo.
Bonaiuti, il portavoce, ne fornisce una versione sobria: «Il presidente
immagina un congresso proiettato verso il futuro, attento alle richieste dei
giovani, delle donne e in stretto raccordo col mondo produttivo.
Gelmini:
"Intitoliamo il Darwin a Vito"
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: RIVOLI DOPO LA PERIZIA CHE HA ESCLUSO LA FATALITÀ NEL CROLLO DEL
CONTROSOFFITTO LA FAMIGLIA SCAFIDI VUOLE GIUSTIZIA Gelmini: "Intitoliamo
il Darwin a Vito"
La madre della
vittima Chi dirige una scuola non può limitarsi a dare il bianco
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. «Ho conosciuto i genitori - dice la
Gelmini -, due persone meravigliose che stanno affrontando con grande dignità
la tragedia che li ha colpiti. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo
gli enti locali e l'associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato
l'istituto che ha frequentato e dove,
Rissa per
l'eredità: dieci arresti ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: GELMINI INCHIESTA LOMBRIASCO All'interno «Intitoliamo a Vito il liceo
Darwin» Angelo Soria dava soldi pubblici al suo socio Va male a scuola
quattordicenne giù dal terzo piano Rissa per l'eredità: dieci arresti Patrizio
Romano Tropeano e Zanotti Massimiliano Peggio Botte e insulti tra figli e
figlie per le catenine della mamma Niccolò Zancan
Gelmini L'edilizia
scolastica è prioritaria ( da "Giornale di Brescia" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giornale di Brescia sezione:in primo piano L'intervista Gelmini
«L'edilizia scolastica è prioritaria» BRESCIANon solo cantieri, ma anche soldi
per gli edifici scolastici che devono essere ristrutturati e messi in
sicurezza. Nella riunione del Cipe di ieri mattina è stato stanziato un
miliardo di euro per rendere più sicure le scuole italiane.
Incontro
Arcai-Gelmini: impegno comune per Brescia
( da "Giornale di Brescia" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giornale di Brescia sezione:la città Incontro Arcai-Gelmini: impegno
comune per Brescia Nei giorni scorsi l'assessore all'Istruzione del Comune
Andrea Arcai ha incontrato il ministro della Pubblica istruzione Mariastella
Gelmini. Motivo dell'incontro: discutere sulle problematiche legate alla scuola
di Brescia e al sistema scolastico locale.
La prima non si
tocca ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La notizia che la scure del ministro Gelmini potrebbe abbattersi sulla
prima elementare di Soave sta provocando reazioni e proteste. Il problema sarà
affrontato in un'assemblea che i genitori hanno convocato per lunedì alle 21
alla scuola. Gli iscritti al prossimo anno scolastico sono 8, troppo pochi per
istituire una classe secondo i dettami del decreto ministeriale,
Studenti, genitori
e insegnanti contro la Gelmini
( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini In 500 ieri in centro storico, contro i tagli e a difesa del
tempo pieno Studenti, genitori e insegnanti si sono ritrovati uniti per
protestare contro la riforma della scuola. E' accaduto ieri pomeriggio per le
vie del centro, dove ha sfilato il corteo, quasi 500 persone, indetto dai
sindacati in occasione del dibattito parlamentare che si sta svolgendo in
questi giorni sui
La rabbia e i
sogni di Anna Adamolo Così gli studenti raccontano l'Onda
( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Tra loro anche una studentessa mantovana di vent'anni, che
frequenta Scienze Politiche alla Statale di Milano e fa parte del Collettivo,
Margherita, che racconta come «scrivere questo libro non sia un modo di porre
la parola fine alla nostra esperienza, ma di offrire uno spaccato su tutti i
pensieri e la complessità che abbiamo sviluppato durante i mesi di
mobilitazione,
Zootecnia, azione
a tutto campo per le aziende
( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ma Coldiretti sta lavorando anche su altri fronti: quello
dell'indicazione obbligatoria dell'origine della materia prima per tutti gli
alimenti italiani («Siamo vicini al traguardo della legge») e quello
dell'educazione alimentare nelle scuole: per questo è stato aperto un tavolo
con il ministro Gelmini.
Tempo pieno certo
per chi lo ha richiesto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini dà assicurazioni all'assessore Arcai. Il modulo a 40 ore per
le elementari, secondo le stime, è scelto dall'80 per cento delle famiglie
«Tempo pieno certo per chi lo ha richiesto» Il ministro Mariastella Gelmini
assicura all'assessore all'Istruzione in Loggia Andrea Arcai la «necessità di
garantire il tempo pieno a tutte le famiglie bresciane che ne hanno fatto
richiesta»
Museo camuno, oggi
è il grande giorno ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il programma prevede anche la presenza (probabile) del ministro Maria
Stella Gelmini. Il cartellone della mattinata di sabato è nutrito, e al
tradizionale taglio del nastro, fissato per le 10.30 e preceduto dal saluto del
sindaco Edoardo Mensi, saranno presenti Massimo Zanello, assessore regionale
alla Cultura; il presidente della Provincia Alberto Cavalli;
lite
ministri-tremonti, lo stop di silvio "i miliardi del fondo li gestisco
io" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18
miliardi del Fas (il fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare
alle infrastrutture e che in primo momento erano stati assegnati "pro
quota" ai vari dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di «centralizzare»
a Palazzo Chigi ad eccezione delle Infrastrutture,
"dimenticati
da preside e scuola" - sarah martinenghi
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini «è una persona sensibile e umana che
ci ha ricevuto più volte. L´idea che quel liceo sia intitolato alla memoria di
nostro figlio non ci dispiace perché almeno gli studenti anche fra molti anni
si chiederanno chi fosse Vito: un ragazzo come loro che è morto studiando».
Parolacce e
gestacci all'arbitro: fermo sei turni
( da "Arena, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: marzo per Gelmini (Olimpica Dossobuono), Ferrari (Scaligera 2003) e
Baietta (Alpo Adige) e sino all'11 marzo per Crisci (Bnc Noi) e Allocca
(S.Stefano Zimella). Giocatori: squalifica per sei giornate, una delle quali
scontata: Riccardo Ismail (Jovanese), «espulso per offese all'arbitro, teneva
comportamento aggressivo nei confronti dello stesso e gli rivolgeva un gesto
oltraggioso»
Scuola, vince il
tempo pieno ( da "Provincia Pavese, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tempo pieno quindi, non le 24 o le 27 proposte dal ministro Gelmini.
Possobilità indacate solo da una decina di genitori in totale. Ora bisogna
aspettare le indicazioni sugli organici dal Ministero. La speranza delle scuole
è che si riesca ad accogliere le richieste delle famiglie. Una speranza, ma non
una certezza.
L'Ipsia va su Rai3
( da "Provincia Pavese, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: allo stand della scuola diretta da Giovanni Zerbi farà visita in
mattinata il ministro alla pubblica istruzione Maristella Gelmini; dalle ore
14,50 le telecamere della trasmissione «Ambiente Italia» manderanno in diretta
su Rai3 le immagini delle macchine «ad energia rinnovabile» esposte dall'Ipsia
alla fiera genovese.
precari, la
proposta del pd "la regione li sostenga"
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I timori per i tagli del decreto Gelmini, che in Sicilia porterà alla
polverizzazione di 6.400 posti di lavoro, sono stati ieri al centro della
tavola rotonda organizzata dal Pd con Cgil, Cisl e Uil, i dirigenti scolastici,
i precari della scuola, le associazioni di genitori.
tempo prolungato a
scuola mozione votata all'unanimità
( da "Mattino di Padova, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: messo in forse dalla riforma Gelmini. Su richiesta del consigliere
Sara Spartà, la minoranza di centrosinistra ha ottenuto di inserire alcune
modifiche al testo in votazione, uguale a quello già votato da numerosi altri
Comuni della provincia di Padova: in apertura è stato aggiunto un richiamo
all'articolo 34 della Costituzione, che garantisce il diritto all'
il piccone e la
carota - maurizio bono ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: alla lunga i responsabili a titolo diverso dell´istruzione in
Lombardia (il ministro Tremonti che taglia, il ministro Gelmini che
"riforma" a suon di maestri unici, il governatore Formigoni che
finanzia le famiglie, a patto che scelgano il sistema educativo privato) hanno
inventato un nuovo significato del modo di dire. SEGUE A PAGINA IX
boom di iscritti
alle scuole private ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 18 corteo di protesta Boom di iscritti alle scuole private Effetto
Gelmini: più 15% alle elementari, più 10% alle medie Più 15% alle elementari,
più 10% alle medie. è un boom degli iscritti quello che si prospetta per le
scuole private. Il caos sulla riforma Gelmini è la causa della migrazione dalle
scuole statali (dove l´incremento è di poco superiore all´1%): tagli dei
docenti,
scuole private,
boom di iscritti "la riforma gelmini fa paura" - franco vanni
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: anche negli asili l´effetto psicologico spinge i genitori verso le
private: più 10% di iscritti all´anno prossimo. Il dato è della Fism,
l´associazione delle scuole materne cattoliche. Per il presidente Martino
Massoli «non bisogna dimenticare che se le famiglie scelgono noi è anche perché
offriamo un ottimo servizio».
"poche
sezioni e tante risorse ecco perché scelgo la paritaria"
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Comunque, anche senza il buono scuola, avrei preso la stessa
decisione». Scegliendo una piccola scuola privata, Luca non rischia di perdere
di vista i suoi compagni? «è vero che solo un altro ragazzino della sua scuola
andrà con lui alle Orsoline, ma lì imparerà a fare nuove amicizie, si deve
abituare.
Il piano degli
interventi su tutto il territorio
( da "Cittadino, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini». La cifra, però, viene considerata «irrisoria»
dal Codacons. Sono invece 200 i milioni che andranno al fondo per l'edilizia
carceraria: per il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti
Casellati, si tratta di «un segnale importantissimo che dimostra la concreta
volontà del governo Berlusconi di porre rimedio all'
la mannaia della
legge gelmini: spariranno centinaia di docenti
( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pisa La mannaia della legge Gelmini: spariranno centinaia di docenti
PISA. Gli effetti della legge Gelmini e i risparmi sulla scuola voluti dal
governo si sentiranno presto. Secondo la Flc-Cgil provinciale, l'applicazione
dei regolamenti attuattivi della legge Gelmini porterà ad un taglio - nella
sola provincia di Pisa - di 280 collaboratori scolastici,
in piazza il 20
marzo per il tempo pieno simulazione degli organici a 27 ore
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ieri si sono riuniti in assemblea che inonderanno piazza Maggiore con
le migliaia di richieste delle famiglie a favore di una scuola pre-Gelmini.
"Il divieto di manifestare al sabato è inaccettabile", hanno fatto
notare alcuni genitori. "Questo calcolo dell´organico per le classi prime
stravolge tutto", protestano le maestre. La battaglia sugli organici è
appena cominciata. (il.
metà alunni
iscritti al tempo pieno - tiziana gori
( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ripristinate dalla riforma Gelmini. Nessuna richiesta nel secondo
circolo, e si contano sulle dita di una mano quelle inoltrate nel primo. Una
situazione del genere non può che destare preoccupazione. «Diciamo che siamo in
ansia», commenta con un mezzo sorriso Marco Melani, dirigente scolastico del
primo circolo, che comprende le materne di Santonuovo,
"libertà è
partecipazione" show ispirato a giorgio gaber
( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Giorgio Gaber A pochi giorni dalla decisione del ministro
dell´Istruzione Gelmini di inserire le liriche di Giorgio Gaber nel programma
delle scuole italiane, arriva in Puglia un lavoro a lui ispirato. "Libertà
è partecipazione" è una performance nata dai monologhi e dalle canzoni del
"Signor G", in scena domani alle 21 nel Teatroscalo di Modugno
(annullato lo spettacolo odierno).
l'ultima
scaramuccia al rettorato ( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la cura dimagrante imposta dal ministro Gelmini ha monopolizzato gran
parte dell'inizio dell'anno accademico, con studenti e forze dell'ordine che,
prima di ieri, si sono fronteggiati più volte. Ecco alcuni degli episodi più significativi.
17 ottobre 2008. Seicento studenti occupano i binari della stazione ferroviaria
di Pisa, causando ritardi per i treni e disagi ai viaggiatori.
Sì alle grandi
opere Un miliardo in più per scuole e carceri
( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal
Codacons. I restanti 200 milioni andranno al fondo per l'edilizia carceraria.
l'opposizione: raccontano favole Ma sulle opere arrivano le critiche
dell'opposizione. In primo luogo sul Ponte sullo Stretto, «progetto strategico
per l'intero Mezzogiorno»,
Berlusconi: crisi
dura, non tragica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini e a Sandro Bondi. Queste risorse risultavano
inutilizzate dopo l'aggiornamento del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) a 45
miliardi: dei 18 miliardi di competenza nazionale disponibili, 4 sono stati
indirizzati al Fondo nazionale per l'occupazione (ammortizzatori) e 5 alle
infrastrutture.
Accentrati i fondi
e Scajola se ne va ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: a quanto appreso, dei ministri Prestigiacomo ( Ambiente), Gelmini
(Istruzione, università e ricerca), Bondi (Beni e attività culturali). La
mediazione finale di Berlusconi si è risolta in un Fondo unico presso Palazzo
Chigi che accorpa risorse di cinque ministeri (se si include anche la Giustizia
per le carceri).
Matteoli fa il
pieno: 10,8 miliardi veri alle grandi opere
( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini). Berlusconi ha assunto a sé i 9 miliardi del Fas che restano
da distribuire, mettendoli sotto il titolo di interventi anti- crisi per le
imprese e l'economia reale. La lotteria del Fas avrà dunque una seconda
puntata, più avanti. I ministri definanziati - a partire dal ministro dello
Sviluppo economico - potranno rientrare da questa finestra.
Dieci in condotta
alla classe anti-Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in piazza contro il ministro Dieci in condotta alla classe
anti-Gelmini VERONA — Una classe da
O RARIO RIDOTTO
alle elementari bocciato anche in città...
( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Tra le novità introdotte dalla riforma Gelmini, c'era anche infatti il
ritorno a 24 ore settimanali, che però nessuna famiglia vuole. Lo confermano i
dati che arrivano dalle scuole. Al circolo didattico di Montecatini tra le 140
richieste compilate dalle famiglie per le opzioni sull'orario, nessuno ha
barrato la croce sulle «24 ore».
Pasti e bus
gratuiti E il Comune salva la prima elementare
( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alla data del 28 febbraio le iscrizioni al primo anno erano solamente
dieci, e stando alla legge Gelmini una prima con così pochi alunni non può
essere formata. Il discorso, sempre per la medesima normativa, si ampliava
all'intero plesso scolastico della frazione di Vedelago, che con le sole classi
dalla seconda alla quinta non poteva rimanere aperto.
<Santa Gelmini
del Taglio>: sfilano i no alla riforma
( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: REDAZIONALE Il corteo Cinquecento ieri in piazza «Santa Gelmini del
Taglio»: sfilano i no alla riforma TREVISO — Mondo scuola in piazza per sfidare
la «Santa Gelmini del Taglio». Era una caricatura del ministro dell'Istruzione
la grande figura ritagliata messa a capo del corteo che ieri pomeriggio ha
«invaso» il centro storico di Treviso.
Elementari, fuga
verso le scuole private ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: emergono nuovi effetti della riforma Gelmini. Il tutto in attesa di
capire la questione degli organici, per i quali si parla di 300 posti di lavoro
tra insegnanti, bidelli e personale di segreteria, a rischio. Le famiglie dei
nuovi iscritti hanno richiesto in massa il tempo pieno di 40 ore o a 30 con i
rientri e snobbato le 24 ore.
Dieci in condotta
alla classe che scioperò contro la Gelmini
( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dieci in condotta alla classe che scioperò contro la Gelmini La II F
del Maffei: «La riforma non ci piace» Il preside: «Merito anche del rapporto
che hanno saputo costruire gli insegnanti con gli studenti» VERONA — Una classe
da
ROMA - Berlusconi
rivendica di aver svolto, per il sostegno all'economia afflitta dal c...
( da "Messaggero, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini e Bondi). Malgrado la mediazione di Berlusconi nell'attribuire
la gestione a palazzo Chigi, Scajola per protesta non ha partecipato al
Consiglio dei ministri. Il titolare del Tesoro respinge sia le accuse di aver
ritardato a comprendere lo tsunami finanziario («non è vero»), sia quelle
relative a «una sottostima dell'
Berlusconi: la
crisi c'è ma non è tragica
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: in particolare i colleghi Scajola, Prestigiacomo, Gelmini e Bondi.
Materia del contendere, le priorità nell'utilizzo delle risorse disponibili e
l'attribuzione delle decisioni di spesa ai singoli ministeri. Il ministro
dell'Economia si è opposto all'ipotesi di attribuzione diretta dei fondi ai
diversi ministeri.
Altri banchetti
contro la Gelmini ( da "Nuova Ferrara, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Altri banchetti contro la Gelmini Con il primo sabato di primavera
tornano i banchetti del Coordinamento per l'Istruzione Pubblica Ferrarese: oggi
alle 16, sotto il Volto del Cavallo (piazza Municipale) insegnanti, genitori e
studenti riprenderanno le iniziative di sensibilizzazione e informazione alla
cittadinanza «sulle problematiche della nuova scuola a firma Ministro Gelmini»
Tempo pieno A
Milano boom di richieste ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini». Replica il direttore scolastico Regionale,
Annamaria Dominici: «Non è fallita nessuna riforma: il tempo scuola prescelto
dalle famiglie sarà garantito. E si va avanti con il maestro prevalente». Prime
proiezioni sulla scuola del prossimo anno: secondo la direzione scolastica
regionale la maggiore richiesta di 40 ore arriva da Milano (
Scajola, lite sui
fondi E Palazzo Chigi accentra le risorse
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini (Istruzione), Sandro
Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) erano critici, ma
poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle rassicurazioni di
Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo.
Crollo a scuola,
la madre di Vito: dimenticati
( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ringraziano il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: «è una
persona sensibile». Ma puntano il dito contro i docenti della scuola dove loro
figlio ha trovato la morte: «Da quando è successa la tragedia non abbiamo mai
più sentito nessun professore, né tanto meno la preside, quella donna è senza
cuore».
Pdl, gli azzurri
in fermento per il congresso dei seimila
( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: oltre che di Angelino Alfano e Mariastella Gelmini. Frenetico è anche
il confronto sui candidati del Pdl per le amministrative. Irrisolto il nodo
Firenze. Da un lato, il deputato Gabriele Toccafondi ha confermato di aver
avuto un incontro con il premier, dall'altro l'ex portiere del Milan, Giovanni
Galli, è atteso oggi a Milano, dove non si esclude un contatto con Berlusconi.
Gelmini:
<Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi> Ma la madre accusa: dimenticati dai
prof ( da "Giorno, Il (Milano)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 19 Gelmini: «Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi» Ma la madre accusa:
dimenticati dai prof TRAGEDIA QUATTRO MESI FA IL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO ALLA
DARWIN DI RIVOLI TORINO A quasi quattro mesi dalla tragedia, Fortunato Scafidi
e Cinzia Caggiano, genitori di Vito, 17 anni, ucciso nel crollo del
controsoffitto del liceo Darwin'
il motore del
friuli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Timidi rimedi romani: la legge Gelmini, ultimamente approvata, stabilisce
che il 7 per cento del finanziamento ordinario vada alle università meritevoli
per didattica e ricerca. Poco o niente: tanto più che il 93 per cento rimanente
andrà distribuito secondo il vecchio superato sistema.
Scuola: è una
riforma devastante ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi Il primo cittadino di Montebuono, Dario
Santori, preoccupato che il comune possa perdere tutti i plessi «Scuola: è una
riforma devastante» Si moltiplicano le proteste dei sindaci della Sabina contro
il decreto Gelmini
Giulio Casale
porta in scena Giorgio Gaber
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro della Pubblica Istruzione Marisa Stella Gelmini, dà il via
libera alla possibilità di studiare le opere di Gaber nelle scuole, a Cagliari
il Crogiuolo dell'infaticabile Mario Faticoni prosegue lungo la strada degli
appuntamenti dedicati al grande "cantattore" inseriti nel Progetto
Gaber, aperti con la mostra allestita all'Exmà inaugurata il 12 febbraio col
patrocinio dell'
C'E' MARETTA tra i
sindacati all'interno dell'Istituto tecnic...
( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: contemporaneamente ad una campagna contro la riforma Gelmini sulla
scuola italiana a base appunto di manifesti, volantini, circolari e altro
materiale che essa distribuisce e affigge dentro e fuori gli istituti
scolastici. «Ma il contratto è valido, è stato sottoscritto dai sindacati più
rappresentativi, è già applicato e il personale ha già ottenuto gli aumenti
salariali previsti,
Il tesoretto
finisce nei forzieri di Silvio E Scajola insorge
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini,
che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In consiglio dei
ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto buon gioco a far
passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste risorse in
mille rivoli non ha alcun senso.
Questa volta mi
avete fatto bere la cicuta . Non sarà l'unico a sorbirsi l'amaro...
( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini,
che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In consiglio dei
ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto buon gioco a far
passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste risorse in
mille rivoli non ha alcun senso.
di CRISTINA
DEGLIESPOSTI A SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È quest...
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: mandare il proprio figlio a scuola con il modello Gelmini introdotto
quest'anno dal ministro e che prevede la frequenza di sole 24 ore settimanali.
A garantirsi le preferenze dei genitori è ancora una volta il tempo pieno di 40
ore settimanali: a Castel San Pietro e Poggio le richieste sono state 72 su 128
domande pervenute (pari al 56%), mentre a Osteria Grande la quasi totalità,
Gruzzoli, i
ministri litigano ( da "Riformista, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Angelino Alfano e la responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini
pensavano di poter contare su quei fondi. All'interno degli stanziamenti varati
dal Cipe ieri, 17,8 miliardi, sono state soddisfatte soltanto le richieste di
Gelmini e Alfano, che hanno ottenuto rispettivamente un miliardo per l'edilizia
scolastica e 200 milioni per quella carceraria.
Bisogna andare a
Brescia per capire che farà la Lega
( da "Riformista, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: vicino a Mariastella Gelmini. «Ho la convinzione che troveremo
concordia sul suo nome - ammetteva Podestà - vi saranno eventualmente altre
compensazioni in altri ambiti». Ambiti economici. Non a caso mercoledì, si è
scomodato persino Giancarlo Giorgetti, mente economica del Senatur, sostenendo
la possibilità per la Lega di correre da sola.
Lite
ministri-Tremonti, stop di Silvio "I miliardi del fondo li gestisco
io" ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18
miliardi del Fas (il fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare
alle infrastrutture e che in primo momento erano stati assegnati "pro
quota" ai vari dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di
"centralizzare" a Palazzo Chigi ad eccezione delle Infrastrutture,
Chi le ha viste le
girls del Cavaliere? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Forse si salva la Gelmini, pur con mille contestazioni, ma la cerchia
rosa del centrodestra non ha nulla da rimproverare a quella di centrosinistra.
Eppure di temi - femminili e non solo - sui quali alzare la voce sia dalla
maggioranza che dall'opposizione ce ne sarebbero.
8 marzo,
Napolitano: la violenza sulle donne la vergogna più pesante
( da "Rai News 24" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a
privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree,
con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le
scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata
esclusivamente ebraica".
Gelmini: modo
nuovo e divertente di affrontare le materie tradizionali
( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: POLITICA 07-03-2009 il ministro dell'Istruzione Gelmini: modo nuovo e
divertente di affrontare le materie tradizionali Ministro Mariastella Gelmini,
con questo progetto sperimentale possiamo pensare a un "maestro
unico" che da qui in poi tratti la materia calcistica a supporto delle
altre discipline scolastiche?
Abete: partendo
dalla passione sportiva si offrono esempi e punti di riferimento
( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Desidero intanto esprimere un sentito ringraziamento al ministro
Gelmini e ai suoi collaboratori: solo attraverso la condivisione del lavoro e
degli obiettivi è stato possibile far partire l'intero progetto. ( M. Cas.)
«L'esperienza sarà via via allargata all'intera Italia secondo uno sviluppo che
ci verrà suggerito dai docenti» Giancarlo Abete
Ministri in campo
alle Europee, spuntano i nomi di Alfano e Gelmini
( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: CRONACA 07-03-2009 Ministri in campo alle Europee, spuntano i nomi di
Alfano e Gelmini ROMA. «L'ipotesi di far candidare i ministri alle prossime
elezioni europee è qualcosa di cui non sono al corrente. E poi è ancora da
affrontare tutto il piano delle candidature, cominciamo mercoledì della
settimana prossima ad interessarcene».
Torino aveva i
'ganci fragili' il soffitto dell'aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare
istituto a studente morto ( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare istituto a studente
morto TORINO. Fragilità del sistema dei ganci che assicuravano la
controsoffittatura. Questo, in sintesi, il risultato della perizia
sull'incidente al liceo Darwin di Rivoli, prima cintura di Torino, dove lo
scorso 22 novembre il crollo della controsoffittatura di un'aula ha causato la
morte di Vito Scafidi,
Napolitano:
"Stupro infame" ( da "Stampaweb, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: perchè rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a
privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree,
con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le
scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata
esclusivamente ebraica».
SEGUE DALLA PRIMA
PAGINA ANTONIO TROISE MA LA POSTA IN GIOCO, QUESTA VOLTA, ERA DAVVERO TROPPO...
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che ha causato la forte irritazione di molti ministri con il
«portafoglio», da Scajola alla Gelmini, ma che neanche il grande mediatore,
Gianni Letta, è riuscito a fermare. Tremonti ha portato dalla sua parte il cavaliere
e, alla fine, il blitz è riuscito. Infine, i fondi del Fas, la grande
cassaforte di risorse per le aree svantaggiate.
La prima media è
salva, trovati 18 alunni ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fino al numero minimo stabilito dal decreto Gelmini di 18 alunni.
Oltre al rientro di un bambino iscritto alle elementari di Conselve ma
residente a Terrassa, quattro famiglie da Conselve, una da Arre e una da
Cartura hanno raccolto l'appello lanciato dal sindaco, Franco De Marchi, di
iscrivere alle medie di questo paese i propri figli.
Un pianoper la
sicurezzadelle scuole ( da "Sicilia, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: che sono rimasti senza lavoro a causa dei tagli imposti dal decreto
Gelmini». Sono queste le proposte fatte dal Partito Democratico, e illustrate
ieri dal capogruppo all'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici,
durante un incontro avuto con il personale scolastico docente e non docente,
con i precari, nonché i rappresentanti sindacali e del coordinamento dei
genitori,
<Università e
ricercanon più solo promessema investimenti veri>
( da "Sicilia, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ministro Gelmini che aveva difeso i suoi interventi tesi a «eliminare
gli sprechi» e le spese accumulate a causa di gestioni universitarie «poco
efficienti». «E' inutile ripetercelo, siamo in una situazione difficile, come
tutti sanno. Non voglio entrare nel merito di discorsi un po' più complicati
però mentre sono profondamente convinto del fatto che occorre destinare
attenzione,
8 marzo, il Comune
di Modena regala alle donne il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani
( da "Sestopotere.com" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Alitalia al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini;
per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di
coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di Deserto dei Tartari, non
trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte a cambiare religione,
imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi aprire il terzo
occhio,
8 marzo,
Napolitano: lo stupro un'infamia, non contano le nazionalità
( da "Rai News 24" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a
privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree,
con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le
scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata
esclusivamente ebraica".
La cocaina?
"Una droga leggera: ci fa divertire"
( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è stata varata l'iniziativa di un nuovo
portale internet informativo sui danni reali della droga. «L'indagine dimostra
come su questo fronte c'è davvero molto da fare», conclude Giovanardi. Unica
nota positiva. «La maggior parte dei ragazzi consiglierebbe ad amici in
difficoltà per l'uso di sostanze stupefacenti di rivolgersi ai Sert.
Dal PD la sfida
alla Gelimini perchè mantenga gli impegni
( da "Varesenews" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: tentare di capire cosa sarà della Riforma Gelmini, delle trenta ore
nelle primarie, dell'abolizione delle compresenze, del modello futuro di scuola
in un periodo di vacche magre. A testimoniare i problemi di oggi e le
difficoltà di domani c'erano il direttore della paritaria Manfredini Giulio
Cova, quello dell'istituto di Malnate, nonchè presidente dell'associazione ASVA
Lucio Valli,
Inaugurato
l'833esimo Anno Accademico dell'Università di Modena e Reggio , intervento
Rettore Aldo Tomasi ( da "Sestopotere.com" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro Gelmini ha dichiarato: “finanziamenti a fronte di
riforme”. L?Università di Modena e Reggio Emilia è pronta a scoprire le carte
sul piano della riforma, ma vuole anche vedere le carte del Governo sui
finanziamenti. In un momento di recessione acuta come questo, occorre
scommettere sul proprio futuro,
( da "EUROPA
ON-LINE" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
La longa manus del governo sugli enti di ricerca LUCIANO
MODICA Nella vita breve e difficile dell?ultimo governo Prodi spiccava il
successo dell?approvazione nel settembre 2007 della legge delega sugli enti
pubblici nazionali di ricerca. La saldezza della maggioranza e l?apertura a
contributi migliorativi importanti dell?opposizione permisero infatti di
introdurre per la prima volta nella nostra legislazione e con un largo consenso
parlamentare l?autonomia statutaria del Cnr e degli altri enti di ricerca in
attuazione della Costituzione e della Carta europea dei ricercatori.
Diciott?anni dopo l?autonomia universitaria anche gli enti di ricerca venivano
così resi responsabili di poter determinare autonomamente i loro stessi statuti
«al fine di salvaguardarne l?indipendenza e la libera attività di ricerca,
volta all?avanzamento della conoscenza, ferma restando la responsabilità del
governo nell?indicazione della missione e di specifici obiettivi di ricerca per
ciascun ente». L?organizzazione della ricerca pubblica veniva affidata dallo
stato ai suoi stessi ricercatori e non alla longa manus della politica. Caduto
il governo Prodi, la delega è passata al governo Berlusconi. Il ministro Gelmini ha lasciato trascorrere inutilmente quasi un anno
salvo ispirare o quantomeno lasciar correre un recente colpo di mano
parlamentare. Il 26 febbraio nell?aula del senato con un emendamento del
relatore ad un provvedimento di tutt?altra natura ? quindi sfuggendo al
controllo di merito della commissione competente ? la delega è stata prorogata
ma la legge profondamente snaturata. La prima stesura dei nuovi statuti
autonomi era stata affidata ai consigli scientifici degli enti, quindi ad
organi che sono espressione democratica dei ricercatori. Ora è stata invece
affidata agli attuali consigli di amministrazione, quindi ad organi di nomina
governativa. Il segnale è chiaro: nessuna fiducia ai ricercatori, il governo si
riprende in mano gli enti di ricerca a dispetto dell?autonomia costituzionalmente
garantita e delle buone pratiche europee. Una seconda modifica prevede che
sugli statuti e sui regolamenti degli enti si esprimano ben tre ministri ma non
le commissioni parlamentari competenti. L?attuale maggioranza era opposizione
quando la legge fu approvata e fece fuoco e fiamme, giustamente, affinché fosse
previsto il parere parlamentare su temi così delicati come gli statuti degli
enti pubblici nazionali di ricerca. Ora se ne è evidentemente dimenticata.
Purtroppo è l?ennesimo segnale di un governo che vorrebbe volentieri fare a
meno del parlamento democratico e per il quale i provvedimenti bipartisan sui
temi cruciali per il futuro del paese come la ricerca rimangono solo spot
elettorali o furbizie mediatiche.
( da "EUROPA
ON-LINE" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
B L O G G E R I A Passare all?Open source, appello ai
ministri MARIO ADINOLFI Una lettera da Zeusnews Zeusnews, il blog collettivo di
informazione sul mondo di internet, ha scritto una lettera ad alcuni ministri
del governo Berlusconi per invitare l?esecutivo a passare al software open
source, vera bandiera democratica dell?informatica. Si legge su Zeusnews: «Cari
ministri della pubblica amministrazione e l?innovazione onorevole Renato
Brunetta, della semplificazione normativa onorevole Roberto Calderoli,
dell?economia e finanze onorevole Giulio Tremonti, dello sviluppo economico
onorevole Claudio Scajola, dell?istruzione università e ricerca onorevole
Mariastella Gelmini, e al capo del governo onorevole
Silvio Berlusconi: per favore prendete in considerazione l?open source». I
valori che lo definiscono E ancora: «Il software open source è già usato in
molte aree con meravigliosi risultati e riducendo notevolmente i costi di
gestione nelle infrastrutture con programmi come Apache, To
( da "Trentino"
del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
«La lotta alla mafia vince se si educano i giovani alla
legalità» Attiva nella Fondazione intitolata al fratello terrà una conferenza
domani all'Arcivescovile Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca
Falcone ed impegnata in un'intensa attività educativa nelle scuole italiane per
progetti sulla legalità e contro la lotta alla mafia, Maria Falcone (sorella di
Giovanni), sarà oggi e domani a Trento, invitata dal Club Inner Wheel Trento
Castel (Trentinosolidale onlus). Stasera partecipa ad una «cena con relatore»
al Grand Hotel Trento il cui ricavato verrà devoluto alla Croce Rossa italiana,
mentre domani mattina, dalle ore 8.30, terrà una conferenza sul tema «Impegno e
legalità: Falcone uomo e magistrato» al Collegio arcivescovile
"Endrici" di Trento. La conferenza sarà ripresa interamente da una
troupe di Format e sarà visibile in seguito anche sul portale della scuola
trentina "Vivoscuola" consultabile in http://www.vivoscuola.it/ di
Sandra Mattei Vive per tenere sempre alta l'attenzione contro la mafia, nel
ricordo di suo fratello Giovanni, morto nella strage di Capaci del 23 maggio
1992. Maria Falcone è l'anima della Fondazione omonima, che promuove attività
per lo sviluppo di una cultura antimafiosa. Le abbiamo chiesto di parlarci del
suo impegno. Lei è spesso invitata nelle scuole, per parlare di suo fratello e della
lotta alla mafia. Ora il ministro Gelmini vuole di introdurre nei
programmi la materia "Cittadanza e Costituzione". Pensa sia un passo
avanti nella legalità? Penso di sì e ho fatto già delle dichiarazioni in questo
senso. Quando vado nelle scuole, infatti, non parlo agli studenti solo di
Giovanni Falcone come magistrato, ma anche come uomo che credeva nei valori di
giustizia e libertà e che aveva un alto senso dello Stato. Sarà anche il
tema affrontato nella sua conferenza a Trento? Certo, parlerò di impegno nella
lotta alla mafia, che deve partire da ognuno di noi, perché la mafia è
un'organizzazione che influisce non solo sull'economia e la società civile, ma
anche sulla mentalità della gente, che spesso accetta comportamenti mafiosi,
per quieto vivere o per paura. Ecco, bisogna combattere queste dinamiche, con
il dialogo e l'educazione. A proposito di cultura mafiosa, recentemente in
un'intervista alla Repubblica la figlia di Totò Riina, Maria Concetta, ha
dichiarato di sentirsi discriminata. Cosa ne pensa? Sono contraria a far
ricadere sui figli le colpe dei padri, ma sono rimasta sconcertata nel leggere
che nell'intervista non c'era nessun pentimento o ripensamento per quello che è
stato suo padre, responsabile di decine di omicidi e stragi. Per altro anche i
suoi due figli maschi stanno scontando pene per reati di mafia. Per fortuna ci
sono stati negli ultimi anni anche episodi che vanno in direzione contraria,
come un figlio che ha convinto il padre a pentirsi. La proposta di limitare le
intercettazioni telefoniche potrà influenzare negativamente la lotta alla
mafia? Per quanto ne so, le indagini sulla mafia non dovrebbero rientrare nel
provvedimento, ma certo se solo limitassero nel tempo le intercettazioni,
sarebbe grave. Proprio oggi (ieri, per chi legge) sul Giornale di Sicilia un
signore sottoposto ad indagine, del quale si sono pubblicate delle
intercettazioni, diceva "aspettiamo che facciano la legge, così potremo
agire indisturbati". Del resto in tutti gli arresti eccellenti degli ultimi
tempi, da Provenzano a Lo Piccolo, le intercettazioni sono state fondamentali.
A che punto è la lotta alla criminalità organizzata, in particolare di mafia,
'ndranghetra e camorra. Si sono fatti passi avanti? Sì, in Sicilia da quando
c'è stata la sollevazione popolare dopo le stragi che hanno colpito Falcone e
Borsellino, sono stati fatti notevoli progressi. La mobilitazione nelle scuole
è costante e sono tanti i giovani cha hanno aderito alle iniziative e ai
comitati come "Addiopizzo" e "Libero Futuro" che servono a
sostenere e diffondere negli imprenditori la lotta al pizzo. Anche il
presidente della Confindustria ha posto l'aut aut ai suoi iscritti che non si
ribellino al racket. Ma sono i giovani ad essere i primi destinatari di queste
battaglie, perché non cadano nell'indifferenza e, soprattutto, nell'omertà. E,
soprattutto perché abbiano un futuro con prospettive più certe per quanto
riguarda il lavoro. Quanto è alto il rischio che la mafia possa estendersi in
zone come il Nord Italia? Ma non è un rischio, questo fenomeno c'è già. E'
chiaro che Cosa Nostra punta alle regioni più ricche per riciclare denaro
sporco. Ma c'è il vezzo, nel Nord, di pensare che la mafia sia un problema
nostro e basta. Siete allo stesso punto d'indifferenza in cui era la Sicilia di
vent'anni fa. Cosa ne pensa dell'esclusione di «Gomorra» dagli Oscar? Mi è
dispiaciuto, anche se il libro ha avuto un successo internazionale. Penso che i
criteri di assegnazione degli Oscar siano lontano dalla nostra cultura. Ha
vinto The Millionaire perché con un budget molto basso, ha incassato tanto. La
magistratura ha gli strumenti necessari per battere la mafia? Penso che il
progetto di riforma per la separazione delle carriere non giovi all'efficienza
della magistratura: il problema è superare la lentezza dei processi e garantire
la certezza della pena.
( da "Arena,
L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA Pagina 15 SCUOLA. Antonio
Pettinato, dirigente dell'istituto «Cangrande», intervistato a «Italia allo
specchio» su Raidue «Il
( da "Arena,
L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 SPORT Pagina 45 NUOTO. AL CIRCOLO
UFFICIALI LA TRADIZIONALE PREMIAZIONE DI ATLETI, TECNICI E DIRIGENTI Bentegodi,
il podio stavolta è di tutti Intanto a Riccione vanno in scena gli assoluti,
prima selezione per i Mondiali di Roma Si è svolta al Circolo Ufficiali di
Castelvecchio l'ormai tradizionale serata organizzata dalla sezione Nuoto della
Fondazione Bentegodi per premiare tutti gli atleti, i tecnici e i dirigenti
meritevoli. Erano presenti, oltre al presidente della Bentegodi Alberto Nuvolari
e al direttore Stefano Bianchini, il consigliere regionale della Fin Alessandro
Marani, i dirigenti del Comune Unità Sport Silva Polo e Sandro Vazzoler, Laura
Cotrotzo, segretaria della Fondazione Bentegodi, Michele Valzier
(amministrazione Fondazione Bentegodi) e il vice presidente del Coni di Verona,
Sgalambro. L'assessore comunale allo sport Federico Sboarina ha portato i
saluti e i ringraziamenti dell'Amministrazione per l'attività svolta. Erano
presenti anche i due sponsor della sezione, Massimo Cielo per Zitto e Marco
Nardelli Leonardi per Mnl,il cui apporto è fondamentale per il sostegno
dell'attività. Ecco l'elenco dei premiati: Luca Residori, campione d'Italia 50
rana e nazionale assoluto agli Europei 2008 di Rjeka; Luca Pizzini, campione
d'Italia 200 rana e nazionale cadetti alla Coppa Latina; Niccolò Maschi,
campione italiano juniores 200 e 400 misti, terzo classificato agli Europei
juniores 4x200 sl a Belgrado e finalista ai Mondiali juniores di Monterrey;
Marta Dell'Adami, seconda ai campionati italiani cadetti 200 dorso e terza 100
dorso; Mirko Cristofori, finalista ai ampionati italiani juniores 1500 e 400
sl. E inoltre: Valentina Maschi, finalista ai campionati italiani ragazze 200 e
400 misti; Enrico Visconti, finalista ai campionati italiani ragazzi 100 sl;
Ilaria Bonfante, finalista ai campionati italiani ragazze 200 e 400 misti;
Angelica Armellini, finalista ai campionati italiani Juniores 200 e 400 misti;
Lara Veneri, partecipante ai campionati italiani assoluti; Andrea Belluzzo, finalista
ai campionati italiani juniores staffette; Marco Luperini, finalista ai
campionati italiani juniores staffette; Giulia Tebaldi, finalista ai campionati
italiani cadette staffette; Maddalena Zocca, finalista ai campionati italiani
cadette staffette; Andrea Adami, Nicola Provolo, Riccardo Passigato, Niccolò
Merlini, Davide Bonizzato, tutti partecipanti ai campionati italiani ragazzi;
Sara Veneri per il campionato squadre di serie C; Tommaso Pedone, campione
regionale esordienti A; Martina Battistella, vice campione regionale esordienti
B; Enrico Corato, terzo al campionato regionale esordienti A; Miriam
Ruzzenente, terzo al campionato regionale esordienti B; Simone Di Giacomo,
terzo al campionato regionale esordienti B. Un ricordo anche per gli esordienti
finalisti ai meeting e ai campionati regionali Luca Castegini, Luca Centurioni,
Marco Corrà, Edoardo Esposito, Stella Gelmini, Giorgia Guglielmi, Pietro Margotti, Vittoria Mercati, Perla
Piazza, Rebecca Ramazzo, Tommaso Rodella, Valeria Scinico, Andrea Stanghellini
e Matteo Vicentini. Targhe speciali per Luisa Bovo e Silvia Pierantoni. Un
ringraziamento particolare poi è andato ai genitori-dirigenti che sono sempre
stati disponibili con varie mansioni nell'organizzazione delle varie
attività: Veneri, Vesentini, Loriggiola, Dal Pozzo, Corato, Armellini, Mercati,
Cristofori. Infine,applauditissimi, i tecnici che hanno seguito nella scorsa
stagione i ragazzi della sezione: il coordinatore Marcello Rigamonti, Giulia
Butturini, Irene Guerriero, Mirto Spada, Gianni Sterza, Luisa Bovo, Alice
Gianesini. Nel frattempo, l'attività sta continuando frenetica e in questo fine
settimana la Bentegodi parteciperà agli assoluti di Riccione con ben cinque
atleti: scenderanno in vasca Luca Pizzini; Luca Residori, Niccolò Maschi, Marta
Dell'Adami, Lara Veneri. Le gare sono valide come prima selezione per i
mondiali di Roma della prossima estate.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
lettere pag. 53 Caro direttore, le chiedo gentilmente
spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione dei Caro direttore,
le chiedo gentilmente spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione
dei manifesti abusivi affissi davanti ad ogni facoltà dell'Università degli
Studi di Brescia dai giovani di Alleanza Nazionale. Tale affissione, seppure in
questa occasione a mio modo di vedere troppo poco rispettosa del decoro
dell'Università in quanto molto copiosa, penso sia sintomatica di come oggi
alcuni giovani "subiscano" la politica e gli accadimenti nazionali.
Mi spiego meglio. I manifesti si rifacevano con alcuni slogan, seppur poco
chiari, agli eventi che hanno caratterizzato le Università italiane negli
ultimi mesi e che hanno visto una mobilitazione senza pari nella storia
italiana di docenti, studenti e rettori. Le mobilitazioni in oltre sessanta
università italiane, come riportato più volte dagli organi di stampa, hanno
visto numerosi momenti di discussione, confronto e proposte. Nella nostra città
è nato un comitato composto da oltre cinquecento persone che hanno promosso
numerosi eventi d'informazione e sensibilizzazione pubblica; si sono susseguiti
conferenze in ogni facoltà, lezioni in piazza, volantinaggi, documenti,
conferenze stampa ed infine una notte bianca. Eventi che hanno visto una
notevole partecipazione trasversale, sia politicamente che anagraficamente, di
giovani ed adulti. In tutta questa rinascita culturale che aveva la pretesa di
riportare l'Università al centro dell'attenzione dopo le scellerate scelte del
governo, i giovani di Alleanza Nazionale (e mi permetto di dire dell'attuale
centro-destra) si sono distinti con l'essere alquanto contraddittori. Una
posizione poco chiara che li ha visti votare a favore di documenti che
esprimevano contrarietà con le scelte del governo (per fortuna!) ma senza poi
alcuna partecipazione attiva né informazione al riguardo. Dopo mesi di
silenzio, tale componente politica di notte attua propaganda ideologica contro
i baroni e millanta maggiori fondi per la ricerca. Basta prendere atto che oggi
l'Università degli Studi di Brescia è in una crisi che la porterà
necessariamente ad aumentare le tasse universitarie e tagliare i servizi
(ammesso e non concesso che rimanga in vita). Senza citare poi gli assenti
indiscussi, i giovani della Lega Nord, forse più impegnati a rattoppare scelte
politiche contrarie al federalismo universitario che a battersi per i diritti
degli studenti bresciani. Mi lasci constatare infine, seppur con un paio di
rare eccezioni, che tali componenti politiche di centro-destra sono del tutto
assenti da un paio di anni soprattutto in ogni discussione e confronto
universitario. Mi chiedo quindi che senso abbia aderire ciecamente ad una
propaganda puramente ideologica imposta dai livelli nazionali. Mi chiedo come
alcuni giovani preferiscono saltuari slogan invece di momenti di confronto
critici ma propostivi. Mi chiedo dove sia finita la vecchia Azione
Universitaria pungolo critico delle scelte di destra; che forse ora si stia già
preparando a diventare la giovanile del Partito delle Libertà e ad assecondare
il leader, nonché presidente del Consiglio? Come giovane, prima che persona
impegnata nella società civile, mi chiedo quindi che senso abbia oggi fare
politica con paraocchi senza alcuna criticità e senza proposte. Ve lo chiedo dopo avere criticato senza alcun problema il vecchio
ministro Mussi e maggiormente oggi il ministro Gelmini; saranno
poi, attraverso le elezioni di maggio, gli studenti universitari a dire la
loro. Francesco Esposto CONSIGLIERE NAZIONALE STUDENTI UNIVERSITARI
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
GARGNANO. Per «Il coraggio delle donne» Al Quirinale
premiate quattro studentesse di Bruno Festa Da Gargnano a Roma: dai banchi di
scuola al Quirinale. Quattro ragazze della classe Terza A della Scuola Media
Statale «G. Marconi» di Gargnano hanno risposto alle sollecitazioni della loro
docente, Giovanna Ongaro ed hanno partecipato al concorso nazionale «Il
coraggio delle donne» che intendeva promuovere la cultura della parità,
valorizzando il lavoro delle donne e la loro partecipazione alla vita sociale,
culturale, scientifica, produttiva e politica, in tutte le loro dimensioni. Le
studentesse bresciano hanno vinto e questa mattina partiranno presto da
Gargnano per raggiungere prima la stazione ferroviaria di Desenzano e di
seguito Roma per ricevere il premio direttamente dalle mani di Giorgio
Napolitano, Presidente della Repubblica. L'appuntamento è per domani al
Quirinale, nel corso di una cerimonia che vedrà il gruppetto senz'altro
emozionato e soddisfatto per l'irripetibile esperienza. Le quattro studentesse
e la loro insegnante incontreranno in questa occasione un'altra donna
gardesana, salita nel periodo più recente alla ribalta della politica italia,
il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini che dovrebbe presenziare alla premiazione. IL GRUPPO di studentesse
che si sono cimentate nell'impresa comprendeva Elisa, Chiara, Giada, Emanuela,
Donatella, Laura e Chiara: solo quattro di loro si recheranno nella capitale a
ritirare l'ambito riconoscimento varcando il portone più prestigioso d'Italia
che recentemente ha contingentato gli ingressi. L'impegno, coronato dal
successo, vedrà la consegna del premio proprio in occasione della «Festa della
Donna» e proprio attorno alla donna era focalizzato il lavoro. In campo una
buona dose di creatività e di ingegno, che hanno portato alla elaborazione di
un lavoro dal titolo «Il coraggio si chiama donna: l'8 marzo ricordato nel
college di Harry Potter».
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Primo Piano Ma dall'Onda nessuna violenza
UMBERTO CURI In un editoriale e in uno scambio di lettere pubblicati da questo
giornale nei giorni scorsi, gli studenti dell'«Onda anomala» della Facoltà di
Lettere sono stati ripetutamente definiti «fascisti». Non so su quali dati di
fatto, né su quali fonti si appoggi una definizione così perentoria e
infamante. Quello che so per conoscenza diretta, poiché da mesi lavoro
quotidianamente a contatto con gli studenti della Facoltà di Lettere, è che
quell'epiteto è totalmente gratuito e privo di ogni fondamento. Al contrario,
da quando il movimento dell'«Onda» ha mosso i primi passi nel nostro Ateneo,
contestando (per motivazioni sacrosante) i provvedimenti
assunti dal funesto duetto Gelmini-Tremonti, i giovani della
Facoltà in cui insegno hanno fornito una dimostrazione letteralmente esemplare
di correttezza democratica, riuscendo a realizzare un vero piccolo miracolo:
tenere aperta e viva per molte settimane la mobilitazione antigovernativa,
senza macchiarsi nemmeno di un solo gesto di intolleranza o di violenza.
Per un lungo periodo, la Facoltà di Lettere è stato un luogo nel quale si sono
svolte discussioni, seminari di approfondimento delle questioni riguardanti la
situazione universitaria, dibattiti con ospiti esterni, senza che vi fosse il
benché minimo inciampo al normale svolgimento dell'attività didattica e di
ricerca, e senza che si verificasse neppure un incidente. Si sono ascoltate, e
rispettate, le voci più diverse, coinvolgendo buona parte dei docenti in un
lavoro di crescita della consapevolezza politica, usando sempre metodi del
tutto pacifici. Devo dire che, avendo attraversato ormai alcuni decenni di vita
universitaria nell'Ateneo padovano, non mi ero mai trovato in presenza di un
movimento capace di coniugare con tanto equilibrio e costanza l'opposizione a
misure legislative devastanti col rifiuto di ogni forma di sopraffazione. Tutto
ciò è accaduto anche quando piccole frange estremiste, facendo leva sulla
condivisibile indignazione per l'indisponibilità del ministro a rivedere i
provvedimenti annunciati, avrebbero voluto un inasprimento delle forme di
lotta, risultando alla fine del tutto emarginate. Si può pensarla come si
crede, a proposito del convegno con monsignor Fisichella. Ma prima di bollare
come fascisti giovani capaci di manifestare le proprie legittime rivendicazioni
in maniera limpidamente democratica, è meglio conoscere ciò di cui si parla.
docente di Storia della Filosofia Facoltà di Lettere e Filosofia
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Contro i tagli del governo scende in campo
l'amministrazione Moro. Le preiscrizioni rilevano: il 30 per cento dei nuovi
alunni è straniero La giunta: pagheremo il tempo pieno L'assessore Mazzocco
assicura risorse per doposcuola e servizi mensa PIEVE DI SOLIGO. La lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata
al ministro della pubblica istruzione, agli amministratori locali e a un
migliaio di genitori del comprensorio da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel,
rispettivamente presidente e componente del consiglio d'istituto di Pieve, ha
prodotto i primi effetti. L'assessore ai servizi sociali e alla scuola,
Silvia Mazzocco, ha subito garantito il pieno sostegno dell'amministrazione
comunale all'istituto comprensivo di Pieve anche per il prossimo anno
scolastico (il primo con la nuova legge), specie nel doposcuola e nei servizi
mensa e trasporti. Alla luce dei prospettati tagli alle risorse a disposizione
dei dirigenti scolastici, restano forti anche a Pieve e Refrontolo le
perplessità dei genitori sulla futura organizzazione delle sei scuole (una
dell'infanzia, quattro primarie e una secondaria di primo grado). Dubbi che
emergono affrontando sia il tema del «tempo pieno», cioè la possibilità di
scegliere la permanenza alla scuola primaria per 40 ore settimanali, sia il
tema dell'integrazione scolastica dei bambini stranieri. E anche se il ministro
Mariastella Gelmini ha assicurato nei giorni scorsi
che le richieste di tempo pieno delle famiglie «saranno soddisfatte», la giunta
Moro lunedì ha preferito mettere nero su bianco l'impegno in proposito della
propria amministrazione. «Come da qualche anno a questa parte - anticipa
l'assessore Mazzocco - anche per il prossimo anno scolastico abbiamo confermato
la disponibilità a sostenere a livello organizzativo ed economico le attività
pomeridiane. Non solo scaglionando i trasporti a seconda delle diverse uscite,
ma organizzando direttamente il doposcuola per i giorni nei quali non sarà
previsto il rientro. Adesso, sulla base delle preiscrizioni chiuse lo scorso 28
febbraio, si tratterà di valutare con la dirigenza scolastica le scelte fatte
dalle famiglie». E se la questione tempo pieno e doposcuola sembra quantomeno
destinata a una soluzione, cominciano a farsi strada tra i genitori le
preoccupazioni legate alla questione stranieri, come peraltro accennato nella
lettera aperta anche da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel. Secondo una prima
proiezione, per l'anno scolastico 2009-2010 è prevista una presenza di alunni
stranieri nelle scuole pievigine vicina al 30%. Per la scuola primaria del
Contà, ad esempio, si profila l'inserimento di un centinaio di bimbi stranieri
su un totale di 300 alunni. Un dato che cozza contro quello della scuola
privata: alla primaria del collegio diocesano «Balbi Valier» risulta iscritto
un solo bambino straniero su 213. (Glauco Zuan)
( da "Alto
Adige" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Autonomia sotto tiro, la Svp informa Vienna Incontro col
ministro degli Esteri austriaco. Calderoli: la specialità non si discute IL
DIALOGO DIFFICILE MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. «Dichiarazioni fuori luogo e aperte
minacce da parte di esponenti del governo italiano». «Il clima politico con
Roma è tutt'altro che costruttivo, ma cerchiamo comunque il dialogo». La prima
frase è di Pichler Rolle. La seconda del presidente Durnwalder. Oggi, insieme a
Thaler Ausserhofer e Brugger, i maggiorenti Svp si incontreranno con il
ministro degli Esteri austriaco. Al centro del colloquio in quel di Innsbruck
lo stato dei rapporti tra Stella alpina e Palazzo Chigi. «è bene che Vienna
venga informata di quanto accade», sottolinea l'Obmann. Ma in casa del partito
di raccolta c'è maretta. «Sono perplesso sul modo in cui si annuncia
l'incontro», evidenzia l'onorevole Brugger. Intanto il ministro Roberto
Calderoli incontra Leitner dei Freiheitlichen. «L'autonomia speciale dell'Alto
Adige non è assolutamente in discussione, come invece la Svp vuol fare
credere», ha spiegato il ministro per la Semplificazione normativa. Ed anche se
non è stato trovato l'accordo, per le europee tra Lega Nord e Freiheitlichen
sembra essere sbocciato l'amore. «Per il Carroccio siamo l'interlocutore
diretto per le questioni altoatesine, questa l'assicurazione del ministro»,
così Leitner. Tornando alla Svp, occorre aggiungere che quello col ministro
Michael Spindelegger è il primo di una serie di incontri di routine con
l'esponente del governo austriaco. «Negli ultimi mesi ci sono state una serie
di dichiarazioni inadeguate ed anche di aperte minacce da parte di esponenti
del governo italiano. Ad esempio gli attacchi verbali del ministro Brunetta
oppure la richiesta di una commissione d'inchiesta da parte del ministro
Carfagna», afferma Pichler Rolle. «Senza dimenticare le minacce di
"congelare" i finanziamenti alla Provincia di Bolzano da parte del
ministro Calderoli, oppure la proposta dell'onorevole Holzmann di eliminare la
clausola dei 4 anni di residenza per le elezioni», ancora l'Obmann.
Quest'ultimo va giù duro. Più disposto al dialogo il presidente Durnwalder,
anche se riconosce che il clima politico con Roma è tutt'altro che costruttivo.
«Cerchiamo comunque il dialogo, perché mi sembra che nella capitale ci sia
tanta ignoranza sull'autonomia altoatesina e sul suo ancoraggio
internazionale», dice Luis Durnwalder. Per quest'ultimo gli
ultimi incontri con il ministro Gelmini e con
Gianni Letta hanno fatto balenare possibilità di intesa. «Siamo davanti allo
stesso quadro politico vissuto col governo Berlusconi tra il 2001 ed il
( da "Centro,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Rifondazione comunista Fars nuovo segretario regionale
PESCARA. Marco Fars è il nuovo segretario regionale di Rifondazione Comunista.
Fars è stato eletto mercoledì sera nella riunione del comitato politico
regionale, raccogliendo circa il 70% dei consensi dell'assemblea. Fars, 38
anni, perito industriale, ha studiato filosofia
all'Università di Bologna, iscritto al Prc dal 1995 e per sette anni segretario
della Federazione di Pescara, assume la guida del partito regionale
raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini, chiamato
a Roma ad altri incarichi. In Abruzzo Rifondazione comunista ha una struttura
di 81 circoli e quasi tremila iscritti.
( da "Provincia
Pavese, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Dal primo settembre in pensione 92 docenti L'ufficio
scolastico: «Ma non tutti i posti che si liberano saranno sostituiti» PAVIA.
Dal primo settembre saranno 92 i docenti in pensione per Pavia e Pavese, tra
materne, elementari, medie e superiori. E' circa il 40% del totale dei
pensionamenti di tutta la provincia. Tanti, il doppio rispetto allo scorso
anno. Questa volta la motivazione in più è la paura: per la
riforma Gelmini e per i possibili cambiamenti nel sistema pensionistico.
L'Ufficio scolastico provinciale ha deciso di rendere pubblico, sul proprio
sito internet (www.paviascuola.it) l'elenco dei pensionamenti, divisi per tipo
di scuola, e con il dettaglio dei singoli istituti. «Abbiamo voluto dare
tutte le informazioni che possono servire a chi sta preparando la domanda di
trasferimento, per garantire la massima trasparenza - spiega Anna Angelici,
dirigente dell'Ufficio scolastico - Ma le scuole potrebbero avere una contrazione
dei posti, non lo sapremo finché non arriverà la direttiva sugli organici».
Significa che se anche vanno in pensione, per esempio, dieci docenti all'Itis
Cardano o una docente di latino e greco al Foscolo non è automatico che ci
siano altrettanti posti disponibili. Una possibilità che i docenti che stanno
pensando al trasferimento (le domande vanno presentate entro lunedì prossimo,
ndr) devono tenere in considerazione, perché si resterà nell'incertezza ancora
per un po'. Ci sarà da aspettare anche per il bando sulla mobilità dei posti da
dirigente. A Pavia saranno da coprire le presidenze di Foscolo, Bordoni e
Volta. Anche se i presidi hanno tempo fino al 31 maggio per presentare le
domande di pensionamento. (m.br.)
( da "Centro,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Teramo Cgil: «La provincia va verso il
disastro» Previsti 4mila licenziamenti entro tre mesi se non arriveranno aiuti
ECONOMIA Appello per salvare 600 precari TERAMO. La crisi colpisce duro in
provincia di Teramo, più che altrove. Giampaolo Di Odoardo, segretario della
Cgil, fa una riflessione sulla crisi e sugli effetti a livello locale. «La nostra
ricchezza viene dall'industria, siamo gli unici in Abruzzo a essere
paragonabili al Veneto. Perciò siamo più esposti», chiarisce, «121 nostre
aziende sono in crisi, e se ne stanno aggiungendo altre. Prevediamo che nei
prossimi tre mesi ci siano 4mila licenziamenti». Da un dossier Cgil risulta che
fra il primo e il secondo semestre 2008 le assunzioni a tempo indeterminato
sono scese da 10mila a 8mila e quelle a tempo determinato da
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 17 - Altre Grazie al dottor Grazie al dottor Paolo
Frasson Sono stato ricoverato per ben tre volte (2005-2007-2009) nel reparto di
Chirurgia dell'ospedale S. Antonio di Padova (direttore Paolo Frasson) e sono
stato sottoposto a tre impegnativi interventi chirurgici Asa 3. La scelta di
questo reparto e soprattutto dei suoi chirurghi è stata dettata dalle mie
conoscenze in campo medico maturate nel corso della mia professione
universitaria e soprattutto per i consigli ricevuti da amici, che sono anche miei
colleghi nelle facoltà mediche di Padova e di Milano. Per questi motivi ho
ritenuto di non prendere in considerazione soluzioni straniere che potevano
apparire allettanti (Parigi, Montecarlo, Sloan Kettering Memorial Cancer
Center, Mayo Clinic). Anche se non sono medico, posso tranquillamente dire che,
per quanto riguarda la mia salute, i risultati ottenuti in seguito agli
interventi subiti sono stati eccezionali. Il reparto in cui sono stato
ricoverato si distingue per l'ottima organizzazione, l'eccellente
professionalità e la grandissima umanità. A conclusione di quanto sopra
desidero esprimere il più vivo ringraziamento al dottor Frasson e al dottor
Simmini che hanno saputo gestire questa difficile situazione. Accanto a loro
esprimo altrettanto ringraziamento, sentito ed affettuoso a tutto il personale
della Chirurgia, medici ed infermieri, nella speranza che gli amministratori
della sanità padovana sappiano difendere ed apprezzare il lavoro di queste
persone che rappresentano un riferimento importante ed un bene prezioso per
tutti i cittadini. Antonio Del Pra Milano Gli esami medici fatti con cura Come
già precedentemente vi scrissi poco tempo fa, per la mia malattia devo ripetere
spesso gli esami; vorrei ringraziare tutta l'equipe prelievi del sangue di via
San Massimo e la 1 Bis del Monoblocco per le loro onorevoli cure; aiutandoci in
particolar modo, io e mia sorella, e quando ci sono malori di cui io sono
soggetta. Un grazie particolare va al buon dottor Lucio Marchiori e alla
dottoressa che fa gli esami di allergologia, la signora Bileri. Paola e Adriana
Carraro Politica impotente e primarie Oggi più di ieri assistiamo all'impotenza
della politica, quella fatta dagli uomini, in senso lato, per gli uomini,
sostituita dalla politica del potere, gestita da un'oligarchia sapientemente
camuffata di «democrazia». Gli esempi a sinistra si sprecano. A parole si fanno
le primarie per scegliere il candidato migliore. Tutto fila liscio quando al
candidato si contrappone il nulla, come tra Prodi e Bertinotti, evitando
accuratamente la contrapposizione con i D'Alema, Veltroni, Rutelli... Tutto
fila liscio anche quando veniva eletto Naccarato segretario regionale contro
nessuno. Le primarie non vanno bene quando non è aria per il candidato imposto,
perché si possono avere delle «brutte» sorprese per chi gestisce il gruppo di
potere, proprio come è successo con il «rifondaiolo» comunista Vendola in
Puglia. Allora si blocca tutto, come è successo a Padova per la Provincia e
come è successo a livello nazionale dopo il «disastro» Veltroni a cui si è
sostituito il «vicedisastro» Franceschini, come ha dichiarato Matteo Renzi,
l'unico volto nuovo scelto, questo sì, con le primarie a Firenze, ma che dà
subito delle «legnate» al nuovo segretario del Partito democratico. Nel centrodestra
almeno siamo più coerenti: le primarie non le facciamo e basta! E' evidente che
per chi gestisce il potere dentro un partito, in una coalizione, in una
amministrazione o governo, vale l'antico ritornello della canzone di Donatello
«Io mi fermo qui». Recentemente il comunista presidente del Venezuela Chavez,
in carica da 10 anni, ha fatto modificare gli articoli della Costituzione che
limitavano la rielezione alla presidenza e ad altre cariche politiche, per cui
potrà candidarsi alla presidenza quante volte vorrà: ovviamente per il bene del
Venezuela, ci mancherebbe altro! Mussolini era uso declinare molti slogan, del
tipo: «meglio un giorno da leone che cento da pecora». Forse l'unico slogan che
non doveva sfuggirgli, a lui come a tanti come lui, oggi con la maschera di
democratici, era che «i cimiteri sono pieni di gente indispensabile». Ciò che
unisce in modo trasversale i gruppi di potere di qualunque colore è l'interesse
del proprio interesse, scambiato per l'interesse generale! Per fortuna noi del
centrodestra almeno, in virtù della Responsabilità di chi nomina un candidato,
rispondiamo in prima persona delle scelte giuste o sbagliate. E in questo
ultimo caso abbiamo il coraggio di dimetterci, di assumerci le nostre
responsabilità. Perché allora non ci sono dimissioni o ricambi della nostra
classe dirigente? E' ovvio: quando, dove e soprattutto chi avrebbe mai
sbagliato? Sempre rimanendo in «casa nostra», si fa un gran parlare del
candidato sindaco di Padova. L'abbiamo ed è vincente, democraticamente
nominato! Con un programma di grande respiro che riserverà delle sorprese! E
per il momento non posso svelare altro! Nella Prima Repubblica con i partiti
eravamo sull'orlo del bàratro, in questa Seconda Repubblica abbiamo fatto un
grande passo avanti...Vale ancora ciò che diceva Andreotti: «Il potere logora
chi non ce l'ha». E lui è uno che di potere se ne intende! Giampiero Avruscio
consigliere Fi verso Pdl Comune di Padova La riforma Gelmini e la Bassa
padovana L'applicazione della riforma Gelmini della
scuola, mi fa tornare alla memoria, con tanta rabbia e fastidio, la vicenda
dell'allora tanto deprecata Riforma Berlinguer della scuola (cicli scolastici,
1997), rivelatasi infausta per l'esito elettorale del centrosinistra di
Monselice e le bordate di fischi dei cittadini inferociti che volevano salvare
le scuole delle frazioni. All'epoca la destra di Conte ha marciato
gagliarda sul dissenso provocato e ha costruito il proprio trionfo. Ora la
destra propone esattamente quelle chiusure scolastiche: in maniera
scientifica... più carina: la riforma Gelmini e il
messaggio accattivante della riduzione virtuosa delle spese inutili e degli
sprechi. La destra di Monselice si accoda... alla Gelmini
e non fiata? No certamente e da fiato alla bocca dell'assessore Belluco che si
inventa sensibilità e tempestività dell'amministrazione sul tema ma dimentica
tutto il lavoro di protesta, di pungolo propositivo messo in atto dal
centrosinistra: Francesco Miazzi e Carla Montelatici in primis. Non sarebbe
virtuoso e terribilmente pacato organizzare una raccolta permanente di firme in
piazza (mercati, sabato e domenica) e in sede (disponibile per tutti i sabato
mattina) per chiedere le dimissione della virtuosa ministro Gelmini?
La stessa opera miope e distruttiva si sta verificando sulla sanità, nella
Bassa: con la scusa dello spendere meno (meno risorse, più virtù) si sta
liquidando la sanità ospedaliera attuale e con il progetto dell'ospedale unico
di Schiavonia (decentrato e con numero posti letto dimezzato) si sta deteriorando
la struttura sanitaria territoriale. Lo slogan è lo stesso: meno sprechi, più
virtù. I virtuosismi amministrativi (l'invocato federalismo, un toccasana della
provvidenza; i nuovi centri del potere economico regionali e i relativi
sprechi; i nuovi ospedali e la finanza creativa privata) stanno martoriando
l'attesa di salute e il portafogli degli abitanti della Bassa. Gastone Zilio
Monselice
( da "Mattino
di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 29 - Provincia «Maria Grazia Bollettin non ha colpe
tutto nasce dalla riforma Gelmini» LA LETTERA «Niente
gite senza Pof approvato» Io sono il genitore di un bimbo che frequenta la
scuola media di Villafranca Padovana e vorrei fare qualche precisazione su
questo sciopero che tanto clamore ha destato. La protesta è stata indetta in un
giorno (4 marzo 2009) nel quale era previsto uno spettacolo teatrale di una
troupe di attori appositamente chiamati dall'Inghilterra e che era ospitata a
casa di alcuni genitori volenterosi. Badare bene che l'agitazione aveva come
scopo protestare contro la mancanza di attività extrascolastiche (teatri, piscine,
ecc.). Il Piano di offerta formativa (il famoso Pof) non è stato approvato dal
Consiglio d'istituto per ben tre volte e questo probabilmente come
contropartita alla mancata distribuzione a pioggia del Fondo incentivazione.
Parole del presidente del Consiglio di istituto Maurizio Bozzolan «C'è una
montagna di soldi». Mi sento di spezzare una lancia a favore della direttrice
scolastica Maria Grazia Bollettin che non si prende la responsabilità di far
uscire dal plesso scolastico i ragazzi per recarsi alle piscine Plebiscito con
i pullman in quanto la compagnia assicuratrice senza l'approvazione del Pof non
copre un eventuale indennizzo in caso di qualsiasi incidente o infortunio
occorso agli alunni. Stesso discorso vale per le gite scolastiche. Le risposte
che molti genitori pretendono sugli orari di studio (24-27-30 e 40 ore
settimanali) per l'anno prossimo non possono di certo
uscire dalla bocca della direttrice scolastica fintanto che il ministro Gelmini e il Provveditorato non dirà qual è l'organico di cui potrà
disporre l'istituto. E' troppo comodo dare la colpa all'ultimo ingranaggio
quando il problema nasce dai tagli della Gelmini-Tremonti.
Lettera firmata Villafranca
( da "Repubblica,
La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Firenze "Cerco la rabbia di oggi nelle
canzoni di ieri" Il cantautore in redazione con alcuni fan parla di
"Musiche ribelli" e del suo concerto del 9 al Puccini Sotto quel
cappello nero, batte ancora il cuore di un ragazzo inquieto, sempre alla
ricerca di una musica con un perché. Luca Carboni, ieri, è stato ospite della
nostra redazione per un forum con i lettori in vista del concerto di lunedì 9
marzo al Puccini: a Cristina Ciocirlan, Lorita Giomarelli, Teresa Guarducci,
Fiammetta Gurgo, Alessandro Latini, Raffaello Livi, Giuliana Meli, Franco
Nencini, Paolo Pomponio, Andrea e Tobia Trinci ha ha raccontato come mai quel
perché è andato a cercarlo nella canzone italiana degli anni Settanta con le
cover dell´ultimo cd Musiche ribelli, e perché ci voglia un fisico bestiale a
resistere nel mercato discografico d´oggi. Come sarà il concerto? «Suonare in
teatro significa rispettare una ritualità che spesso chi fa musica rinnega,
come la divisione in due tempi, che interrompe la tensione. Qui invece una
prima e una seconda parte ci stanno benissimo, perché questo concerto vuole
anche essere un racconto di cosa hanno rappresentato gli anni settanta e poi
gli Ottanta: le canzoni di Musiche ribelli (ma anche altre, che non sono
riuscito ad inserire nel cd) sono tutte nel primo tempo, alcune eseguite
insieme a Riccardo Sinigallia. Nel secondo si approda al mio repertorio, gli
Ottanta appunto. Tutto il concerto è contraddistinto da salti di suono, da
implosioni e esplosioni. Conto di ospitare alcuni dei cantautori a cui ho reso
tributo: Lolli, Finardi, Bennato hanno dato la loro disponibilità» Come mai ha
scelto di rileggere il grande repertorio cantautorale «arrabbiato» di
trent´anni fa? «Volevo dimostrare come canzoni scritte allora si adattino alla
perfezione alla storia di oggi. E stimolare una riflessione sugli anni Settanta
in un momento storico come quello attuale dove sta accadendo qualcosa di nuovo
e di strano: c´è solo pop d´intrattenimento nelle classifiche, anche se gli
input per scrivere nuove musiche ribelli ci sono, dalla crisi alle
contraddizioni legate all´immigrazione. Allora, invece, i primi dieci posti
delle hit parade ospitavano pezzi che raccontavano in modo poetico la vita
reale della gente, speranze, frustrazioni, paure, ideologie. Poi sono arrivati
gli anni Ottanta definiti del disimpegno e dell´edonismo: in realtà anche i
cantautori di quell´epoca - fra cui io stesso - raccontavano il reale, ma non
alla luce di una contrapposizione politica. Cercavamo più leggerezza». A cosa
addebita l´attuale crisi di contenuti? «Negli anni Settanta le etichette
avevano abbastanza soldi per stipendiare talent scout con il compito di scovare
nuove scintille d´arte che arrivavano dal basso, perché è dal basso che nasce
la creatività migliore. Sul nuovo si investiva, si scommetteva a lunga a
scadenza. Oggi, con la crisi del mercato discografico, tutto è affidato al
caso». O ai talent show televisivi come X Factor e Amici. «Da lì può uscire
anche una grande voce, un bel personaggio, ma che troverà comunque collocazione
nel mainstream. I talent show non vanno a caccia di nuovi talenti
nell´underground, non indagano quella zona della canzone dove ha cittadinanza
chi scrive canzoni ma non ha la vocalità per andare in tivù e cantare My way».
I cantautori «impegnati» degli anni Settanta privilegiavano il testo rispetto
alla creatività musicale. «In Sexy ho ironizzato sui cantautori con la chitarra
acustica, il kazoo, l´armonica a bocca, simbolo di una certa noia musicale.
Oggi credo che questa grande essenzialità - avviata negli anni Sessanta da
Dylan e dai francesi - che ha rotto la convenzione del grande pop cantato
tradizionale orchestrato. Non si trattava, insomma, di sterile povertà
musicale, ma di una scelta stilistica che ha portato ad una naturalezza per troppo
tempo assente nella canzone». Il ministro Gelmini ha detto che Gaber potrà essere insegnato nelle scuole
superiori. Il governo di centrodestra vuole strumentalizzare un cantautore che,
negli ultimi anni della sua vita, aveva espresso la sua amarezza nei confronti
della sinistra? «Forse sì, ma è anche capibile. La canzone d´autore è
sempre stato un grande puntello della sinistra, nei momenti in cui l´ideologia
vacillava la fantasia dei cantautori prestava il suo soccorso, spesso
ammodernando l´ideologia stessa. La destra non ha vissuto questo e quindi si
attacca al primo elemento che ha disposizione per somigliare alla sinistra. Per
quanto riguarda Gaber nelle scuole, sono d´accordo con Battiato: la grande
musica non è riconducibile ad un sistema ministeriale, è qualcosa che prende di
contropiede, sorprende la società» Come hanno reagito i cantautori di cui ha
interpretato le cover? «La reazione più curiosa è stata quella di Guccini. Ho
scritto tante canzoni, possibile che anche tu abbia riproposto L´avvelenata? Il
fatto è che per noi emiliani quella canzone ha un valore fortissimo grazie alla
sua gergalità, è uno sfogo che riassume tante cose degli anni Settanta: ogni
strofa è un capitolo di quell´epoca. E poi poter dire tutte quelle parolacce
senza averle scritte è il massimo: posso sempre dare colpa a Francesco». Ci
vuole un fisico bestiale è utilizzata da uno spot televisivo. «Non amo molto la
pubblicità, che comunque può essere un buon veicolo promozionale per un
artista: Paolo Conte è riuscito a farsi conoscere all´estero perché in un spot
di un caffè tedesco c´era un suo pezzo». Cosa è rimasto del Carboni di
Farfallina? «In ogni album ho cercato sempre cose diverse, ogni disco è sempre
uno stimolo per un viaggio nuovo sia nella musica che in quello che racconto.
La fedeltà a me stesso non mi è mai interessata. Ho sempre preferito i salti
nel vuoto». (testo raccolto da fulvio paloscia)
( da "Repubblica,
La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Firenze AL COMUNALE 250 FAMIGLIE FULVIO
PALOSCIA (segue dalla prima di cronaca) Che con l´aiuto delle maestre e di uno
stuolo di collaboratori ha addomesticato un´opera così difficile, «ma gli
immediati riferimenti al Signore degli Anelli ha aiutato i piccoli cantanti,
attori, ballerini a entrare velocemente nella storia». La sfida più grande?
«Far cantare i bambini in tedesco: ma, come delle spugne, hanno assorbito
subito il suono della lingua, ascoltando il cd dell´opera. Una cosa è certa:
saliranno sul palco non per inutile vanità - spiega Lalli - ma in preda a
quell´emozione, quell´uggiolina che ti prende quando il sipario sta per
alzarsi, immergendosi dunque nella magia vera e necessaria del teatro».
L´assessore all´istruzione Lastri vorrebbe che tra il pubblico ci fossero
Alessandro Baricco «perché questa esperienza concretizza la creazione di quel
pubblico consapevole da lui auspicata». E il ministro Gelmini «per farle capire cosa perderà la scuola con il ritorno al
maestro unico, che renderà impossibile accompagnare gli alunni in questo tipo
di iniziative. Senza contare la compresenza della crisi economica del Comunale,
che si è visto ridurre i fondi, e le politiche di taglio alla scuola pubblica».
( da "Tempo,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Prc Marco Fars segretario di Rifondazione PESCARA È
Marco Fars il nuovo segretario regionale del Prc dell'Abruzzo. Nominato
mercoledì sera, nella riunione del comitato politico regionale con il 70% dei
consensi, Fars, 38 anni, ha studiato filosofia all'Università di Bologna. È
iscritto al Prc dal 1995 e per sette anni è stato segretario della Federazione
di Pescara; assume la guida del partito regionale
raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini.
L'assemblea e il nuovo segretario hanno assunto il documento approvato allo
scorso congresso regionale come indicazione degli orientamenti e delle azioni
future che il Prc intende intraprendere a livello regionale.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Voto in condotta?
Bocciato --> Non ci sono lamentele ma solo qualche malumore. Ora gli
studenti delle scuole superiori cagliaritane hanno la possibilità di
confrontarsi tra loro e analizzare i criteri che hanno determinato i voti in condotta. E qualche caso anomalo lascia perplessi. Ne fa un
esempio Roberto Ursino, rappresentante d'istituto del Deledda. «Mi sono
ritrovato
( da "Tirreno,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Consegnato ai genitori di alcune scuole un documento
contrario ai voti. In arrivo anche i ricorsi al Tar Riforma
Gelmini, l'opposizione degli insegnanti continua In programma a breve
una nuova iniziativa pubblica dei docenti PIETRASANTA. Mobilitazione contro la
riforma della scuola elementare voluta dal ministro Gelmini non è finita.
Corre sui binari dei ricorsi legali che gli insegnanti stanno sostenendo anche
dalla Versilia, del confronto costante dentro la scuola e con le
famiglie, delle richieste di tempo pieno che i genitori hanno presentato in
abbondanza al momento delle iscrizioni. Alcuni docenti dell'Istituto
comprensivo Pietrasanta II, insieme ad un altro del Pietrasanata I, nelle
scorse settimane, si sono mossi sul tema del voto in pagella in concomitanza
con la consegna delle stesse alle famiglie. Chiedono al dirigente scolastico
uno specifico ordine di servizio «riguardo all'applicazione della valutazione
espressa in decimi». Considerando, tra le altre motivazioni, «che la
maggioranza dei docenti delle scuole primarie dell'Istituto valuta i propri,
dall'inizio dell'anno scolastico in corso, in continuità con i criteri assunti
dal collegio negli anni passati». Ad ordine di servizio arrivato, gli
insegnanti hanno consegnato ai genitori - insieme alle pagelle - una lettera,
seguita dalle firme dei maestri e delle maestre aderenti, con la quale si
spiegava «perché siamo contrari alla valutazione con voti decimali». è
necessario - si legge nel documento - «rifiutare il ritorno alla scuola
selettiva utilizzando un modello di scheda che rilevi i comportamenti
partecipativi, che osservi i processi di apprendimento e il livello di
maturazione globale raggiunti e che informi i genitori sull'esperienza
scolastica dei propri figli, evidenziandone i progressi, le difficoltà, i
risultati e al tempo stesso il curricolo che stanno svolgendo e che la scuola
si sforza di adeguare alle loro esigenze formative». In questi giorni sono
proseguite le iniziative, come la firma del ricorso al Tar del Lazio sulla
circolare nº4/09 relativa alle iscrizioni, alla scomparsa delle compresenze,
all'introduzione dell'insegnante unico nella scuola elementare. Il ricorso
collettivo, che adduce motivazioni prevalentemente basate sul principio
gerarchico della norma (vedi allegato), è coordinato a livello toscano
dall'avvocato Corrado Mauceri di Firenze. Per aderire, in Versilia, ci si può
rivolgere allo studio dell'avvocato Gabriele Dalle Luche di Pietrasanta (0584
71583). Ma gli insegnati di Pietrasanta contrari alla riforma Gelmini - spiegano Lucia Balduini e Marilena Pintus - stanno
pensando anche ad un'iniziativa pubblica con la quale presentare tutti i moduli
di iscrizione alternativi a quelli proposti dal ministero raccolti in questi
giorni. Donatella Francesconi
( da "Giorno,
Il (Bergamo - Brescia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
BERGAMO pag. 2 Scuola dell'obbligo: aumenta la richiesta
di tempo pieno INDAGINE CGIL SULLE PREISCRIZIONI LE FAMIGLIE BOCCIANO LA RIFOMA
GELMINI SÌ ALLE 30 ORE settimanali di lezione (meglio se
con servizio mensa incluso) e al tempo pieno di 40 e no alle 24 ore sostenute
dal Governo attraverso la riforma del sistema scolastico voluta dal ministro
Maria Stella Gelmini. E' l'orientamento delle famiglie bergamasche secondo
un'indagine condotta dal sindacato di categoria della Flc Cgil che ha esaminato
le richieste d'iscrizione presentate alle elementari e alle medie in
vista dell'anno scolastico 2009-2010. Secondo il segretario provinciale, Tobia
Sertori, si tratta «di una bocciatura senza appello perché i genitori,
attraverso le preferenze espresse nei moduli consegnati alle segreterie,
mostrano di volere che l'attuale scuola sia salvaguardata nei tempi e nelle
modalità organizzative». NELLE PRIMARIE della città, infatti, prevale di gran
lunga il tempo-scuola di 30 ore, con un significativo incremento delle
preferenze per il tempo pieno. E lo stesso accade nel resto della Bergamasca: a
Dalmine, su 233 iscritti, 169 hanno scelto le 40 ore settimanali; a Caravaggio
medesima situazione con 91 famiglie su 92 ed altrettanto accade a Verdellino
con 43 richieste su 81 iscritti. Grande successo pure per le 30 ore comprensive
di servizio-mensa, scelte a Treviglio, Alzano Lombardo e Covo. «Adesso conclude
Sertori - è il momento che il Governo dia una risposta concreta a questi
genitori, ai quali era stata promessa la garanzia del rispetto delle loro
scelte, attraverso l'assegnazione di un organico che effettivamente consenta di
soddisfare le esigenze ». Intanto, la riforma Gelmini
ha "colpito" nelle superiori: sono 7, infatti, su un totale di 40
mila, gli studenti bergamaschi delle superiori che nel primo quadrimestre hanno
ricevuto il
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Tempo pieno, appello dei sindacati ai parlamentari
lombardi --> Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print Tutti e
dieci gli Istituti comprensivi della città hanno ricevuto soprattutto richieste
per le 40 ore di scuola, mentre in provincia il 90% dei genitori ha chiesto le
30 ore. Sono i dati sulle preiscrizioni alla scuola del primo ciclo che
emergono da un sondaggio campione realizzato dall'Ufficio scolastico
provinciale. Il dato conferma quanto sta emergendo nel resto della Lombardia.
Anzi, in città si registra un avanzamento verso il tempo pieno che finora i moduli aboliti dal ministro Gelmini avevano
contenuto. Insomma, i genitori bergamaschi vogliono la scuola «lunga» anche se
non è ancora chiaro quanta «educazione e istruzione» e quanta «assistenza»
venga richiesta. «Ripeto quello che vado dicendo da mesi - osserva il dirigente
scolastico provinciale Luigi Roffia - che, dopo che le famiglie hanno espresso
le loro preferenze, bisogna aspettare gli organici assegnati dal
ministero prima di tirare le somme». Proprio sugli organici Renato Capelli,
segretario della Cisl Scuola regionale, ha chiesto ai parlamentari eletti in
Lombardia, al presidente della Regione Formigoni, all'assessore all'Istruzione
Gianni Rossoni un forte impegno per ottenerli, annunciando nel contempo la
mobilitazione di «tutti coloro che hanno a cuore l'offerta formativa statale»
nel caso le risorse umane assicurate dal ministero non permettessero il tempo
scuola scelto dalle famiglie della Lombardia, dove solo il 3% ha scelto
l'orario a 24 ore per la prima elementare, il 7% le 27 ore e il resto le 40 e
30 ore. Per quanto riguarda in dettaglio la situazione bergamasca, in attesa
dei dati di ritorno ufficiali dal Miur, una prima indagine della Flc-Cgil di
Bergamo negli Istituti Comprensivi della provincia conferma il dato
complessivo. Per esempio a Dalmine il 72% ha chiesto le 40 ore e il 22% le 30
ore. All'Ic di Treviglio primo, su 113 iscritti, 109 chiedono le 30 ore con
mensa e a Treviglio secondo su 121 iscritti, tutte le famiglie scelgono il
tempo pieno; a San Paolo d'Argon, su 88 iscritti, tutti chiedono le 30 ore con
mensa; a Caravaggio su 92 iscritti, 91 chiedono il tempo pieno. A Verdellino su
81 iscritti, 43 chiedono il tempo pieno e gli altri le 30 ore con mensa, all'Istituto
di Rovetta su 125 iscritti, 90 chiedono le 30 ore; ad Alzano su 113 iscritti,
104 chiedono le 30 ore con mensa; a Covo su 140 iscritti, 132 chiedono le 30
ore con mensa, a S. Giovanni Bianco su 63 iscritti, 61 chiedono le 30 ore.
«Questi dati dimostrano che la riforma Tremonti/Gelmini
è bocciata - commenta Tobia Sertori segretario della Cgil scuola - perché sono
proprio i genitori ad affermare con le loro scelte che l'attuale organizzazione
della scuola primaria è da salvaguardare e anche per la scuola media i genitori
optano per l'attuale tempo scuola, incrementando addirittura il tempo
prolungato a 36 ore con servizio mensa. Ora servono gli organici adeguati». Gli
organici, la riduzione dei quali sta alla base della scelta del maestro
prevalente e delle 24 ore, sono infatti il centro di tutto. Il ministro infatti
ha sottolineato che la scelta del maestro unico prevalente è irreversibile, ma
poiché il contratto di lavoro alle elementari è di 22 ore di cattedra e due di
programmazione e alle medie di 18 ore di cattedra, bisogna capire come saranno
coperte le altre ore. «Se la mensa è tempo scuola - osserva per esempio
Giambattista Sertori, dirigente dell'Ic di Stezzano - il "risparmio"
alla fine sarebbe di un insegnante su 40; senza mensa, si arriva a un taglio di
docenti del 10%». La pioggia di richieste di scuola lunga deriva da una serie
di fattori concomitanti e prevedibili: da parte delle famiglie il rifiuto di
una scuola ai minimi termini, (dopo che gli si è ripetuto per anni che i loro
figli sono i più ignoranti d'Europa e che perciò nel mondo globalizzato
resteranno in fondo alla fila) e la centralità del tempo scuola per reggere la
complessa organizzazione domestica giornaliera; da parte del personale della
scuola (che è in gran parte anche genitore) il timore di perdere il posto di
lavoro. Insomma, in questo momento, la scuola pubblica è da toccare, per fini
ragionieristici, solo con le molle. Susanna Pesenti 06/03/2009 nascosto-->
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Banchi
desolatamente vuoti: una situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto
forte anche a Fara Sabina dove i parametri imposti dal decreto ministeriale
della Gelmini portano alla cancellazione di tre plessi e alla
perdita di una presidenza
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Comune, per Tentorio candidatura vicina E An va a
congresso --> Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA, pagina 15 e-mail print Niente
di fatto, quindi probabilmente tutto fatto o quasi. Questo l'esito del vertice
romano tra Pdl e Lega, alla presenza (tra gli altri) di Silvio Berlusconi,
Ignazio La Russa, Roberto Calderoli: sul tavolo le candidature alle
amministrative, vicenda che sembra ormai giunta vicino all'epilogo. Dal
coordinatore nazionale azzurro Denis Verdini un commento laconico: «Stiamo
lavorando, ma ancora non si è chiuso niente». L'ostacolo da superare si chiama
Lega, che continua a rivendicare per sé la Provincia di Brescia, ma su questo
versante il patto stretto tra La Russa e l'azzurra
Mariastella Gelmini sembra di ferro: salvo clamorosi colpi di scena quel posto sarà
di Giuseppe Romele, deputato di Forza Italia. Per il Carroccio si potrebbero
trovare altre compensazioni, magari in quel Piemonte che sta un po' bloccando
tutto, ma anche in altre situazioni lombarde: un posto alla Fiera di Milano,
oppure la presidenza della sede Rai. Ad ogni modo appare improbabile che gli
assetti raggiunti in Lombardia vengano rimessi in discussione, il che vuol dire
che per Franco Tentorio, esponente di An, la candidatura a Palafrizzoni è
sempre più vicina. I bene informati la danno ormai per chiusa, compresa Forza
Italia, dove qualche tentativo finale di ribaltare nuovamente la situazione a
favore di Carlo Saffioti sarebbe stato comunque fatto, ma senza esiti positivi.
A questo punto mancherebbe solo l'ufficializzazione, ma è probabile che questa
arrivi in contemporanea per tutti i candidati in Lombardia. Un primo
significativo passaggio potrebbe però esserci domani all'Hotel Excelsior San
Marco, dove dalle 9,30 è convocato l'ultimo congresso provinciale di An prima
di quello nazionale (21-22 marzo a Roma) che sancirà la confluenza nel Pdl
(congresso fondativo dal 27 al 29 marzo, sempre a Roma). Lo presiederà Massimo
Corsaro, deputato bergamasco d'adozione e coordinatore regionale di An: ma ci
sarà soprattutto il ministro della Difesa e plenipotenziario del partito, La
Russa, e qualche esponente di peso di Forza Italia. Dal palco sono attesi
interventi importanti, e potrebbe essere il giorno dell'investitura informale
di Tentorio a sfidante di Roberto Bruni. Carroccio permettendo, beninteso: ma
va comunque ricordato come le richieste della Lega non riguardassero
Palafrizzoni, dove anzi la candidatura dell'ex vice di Cesare Veneziani è
sempre stata vista con molto favore. D. N. 06/03/2009 nascosto-->
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Dura presa di posizione da
parte della Consulta provinciale permanente sulle politiche educative e
formative che ieri si è riunita per discutere la riorganizzazione delle rete
scolastica. Sostanzialmente, è stato ribadito il secco no a ogni tentativo di
applicazione dei parametri ministeriali che taglierebbero 83 dei 214 plessi
scolastici presenti sul territorio, mentre è stata riconfermata la richiesta di
attivazione dei tre nuovi indirizzi di scuola superiore (bilinguismo ad
Amatrice, tecnico economico a Magliano e liceo artistico a Rieti), i quali «non
comporterebbero alcun aumento dell'organico provinciale». «La consulta -
riferisce l'assessore Marcheggiani - ha espresso preoccupazione anche per le
notizie relative ai tagli degli organici che il Governo si appresta a fare:
l'applicazione della finanziaria per il Lazio potrebbe comportare la perdita di
3500 insegnanti e di 1500 Ata e una pericolosa diminuzione dell'offerta
formativa e didattica. In questo territorio - prosegue l'assessore provinciale
- già ad agosto abbiamo dovuto subire gli effetti della razionalizzazione con
una perdita forte di offerta didattica e posti di lavoro». Per
questo appare sempre più urgente una mobilitazione su tutti i fronti affinché
il ministro Gelmini prenda in considerazione la proposta dell'assemblea dei sindaci
e della Consulta: applicare, nelle aree con più di un terzo del territorio
montano il parametro della media provinciale tra numero di alunni e numero di
punti di erogazione. In questo caso, le medie di Rieti (42 per la
materna, 84 elementare, 129 per lmedie e 274 per le superiori) si tradurrebbero
in una salvezza pressoché certa. I.S.
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di RAFFAELLA DI CLAUDIO Se le
disposizioni del ministro Gelmini non
saranno riviste, Fara perderà due scuole dell'infanzia e una elementare, per
non parlare del rischio di vedere le medie private della presidenza. E' un
quadro a fosche tinte il futuro della scuola nel comune, dove, tra scuole
dell'obbligo e istituti di istruzione superiore, orbitano circa duemila e 600
studenti e 300 tra docenti e operatori Ata. Una situazione che il
sindaco Vincenzo Mazzeo, nel giorno in cui si è riunita la consulta provinciale
sulla scuola, non ha esitato a definire "drammatica". «Di concerto
con la direzione didattica e con i genitori, con i quali abbiamo già tenuto una
riunione, e ci incontreremo nuovamente lunedì - spiega il primo cittadino -
stiamo cercando di limitare i danni di una riforma che va contro le esigenze
del territorio, delle famiglie e della politica formativa e di edilizia
scolastica, messa in atto in questi anni dal Comune». I tagli imposti dal
Governo rischiano di assestare un colpo troppo duro alla scuola farense.
Sindaco, dirigente scolastico e rappresentanti di classe stanno cercando di far
quadrare i numeri entro l'11 marzo, data ultima per inviare la documentazione
al ministero dell'Istruzione. «Per l'anno 2009-2010 - comunica Mazzeo - sono
pervenute 557 iscrizioni per le elementari, 324 per l'infanzia, 444 per le
medie. E' un trend in crescita che il ministero con i suoi tagli, però, non
premiano. Se rimane invariato il tetto di 50 alunni per mantenere aperto un
plesso della primaria, saremo costretti a chiudere la scuola di Canneto che
conta 22 iscritti. E anche le elementari di Talocci (54) e Prime Case (60)
andranno in sofferenza e saranno costrette ad attivare le pluriclassi. Se, come
è adesso, il numero minimo di iscritti all'infanzia resta di 30 alunni dovranno
essere chiuse le materne di Talocci (23 alunni) e Fara (16). Nonostante in questi
anni si sia fatto tanto per preservare le scuole nelle frazioni, mantenute
aperte anche grazie ai tanti bambini stranieri che vivono nel territorio, ora
sembra di tornare agli anni '50, togliendo servizi primari ai cittadini». Anche
dal punto i vista della razionalizzazione dell'organico le prospettive non sono
rosee. «Alla primaria - prosegue Mazzeo - verranno tagliati sei docenti e tra
le elementari e la scuola dell'infanzia, si perderanno sei operatori Ata. Alla
media, che rischia di perdere la presidenza visto che non raggiunge i 500
iscritti, verranno sottratti otto professori e un bidello. E, come se non
bastasse, sarà tagliata la spesa corrente. Il Comune cercherà di sopperire a
questa mancanza erogando dei contributi».
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi La scuola ritorna al passato.
Con la riforma Gelmini infatti,
anche nel Viterbese, come nel resto d'Italia, molto probabilmente saliranno in
cattedra le trenta ore setimanali, suggerite sia da dirigenti che da sindacati,
perché sono il solo modello che permetta un'offerta formativa accettabile.
Ma si dovrà aspettare la data dell'11 marzo per avere maggiori certezze. «Siamo
in ritardo di un mese - dice il dirigente del centro scolastico provinciale
Romolo Bozzo - rispetto all'anno scorso perché le singole scuole stanno
inserendo i dati ed è un lavoro molto macchinoso. A metà della prossima
settimana avremo tutti i numeri del caso, ma se sono confermate le trenta ore,
sarà difficile organizzare rientri pomeridiani». MORELLI a pag. 35
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Nelle
scuole viterbesi, dopo la riforma Gelmini, è ormai quasi
certo che scomparirà il tempo pieno
( da "Messaggero,
Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Con la
riforma del ministro Gelmini cambia l'orario negli istituti primari. Il
dirigente scolastico: «I numeri esatti li avremo la prossima settimana»
( da "Adige,
L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Politica Il 15 marzo il premier sarà al Palacongressi per
il raduno di Rete Italia Silvio Berlusconi a Riva Un momento teso nei rapporti
tra Trento e Roma è quello scelto dal premier Silvio Berlusconi per fare il suo
debutto politico nella nostra provincia. Il Cavaliere sarà infatti l'ospite più
atteso domenica 15 marzo al Palacongressi di Riva del Garda del raduno
nazionale di Rete Italia (www.lareteitalia.it). L'organizzazione, nata nel 2006
da un'iniziativa di Roberto Formigoni, Mario Mauro e Maurizio Lupi, punta a
favorire lo scambio di esperienze e la diffusione della sussidiarietà come
motore dell'iniziativa politica. Rete Italia ha curato anche una scuola di
formazione politica che in due anni ha radunato oltre 900 iscritti ai suoi
seminari. La convention di Rete Italia sul Garda comincerà venerdì 13 marzo con
la lectio magistralis «Chiesa e politica oggi: spunti per un giudizio», tenuta
dal cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia. Sabato al mattino i ministri
Maurizio Sacconi e Claudio Scajola terranno il loro «dialogo sulla crisi»,
seguito dalla discussione «Cattolici e laici nel Pdl» tenuta da Roberto
Formigoni. Nel pomeriggio, dopo i gruppi di lavoro alle 18 Mario Mauro,
vicepresidente dell'Europarlamento e Franco Frattini, ministro degli Esteri si
occuperanno del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo. Domenica mattina
titolo ad effetto per la tavola rotonda con i ministri Alfano, La Russa, Gelmini e Fitto oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Le riforme
(im)possibili». Alle 11.15 è previsto l'intervento di Berlusconi, dal vivo o in
videoconferenza, prima della chiusura di Formigoni. Dall'entourage di Formigoni
confermano che a Riva del Garda salirà gran parte del Governo nazionale,
in un momento di grande fermento politico visto il congresso fondativo del Pdl
programmato per il 27 e 28 marzo. Rete Italia, collegata anche a Radio
Formigoni, sta raccogliendo le adesioni all'evento, molto quotato anche per il
suo valore di formazione politica. Mario Malossini, coordinatore regionale di
Forza Italia, esprime soddisfazione per «essere riuscito a strappare ad altri
l'organizzazione di questo evento, portando per la seconda volta a Riva del
Garda i temi della politica nazionale». M.Fri. 06/03/2009
( da "Nazione,
La (Viareggio)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA VIAREGGIO pag. 4 CONTINUA la
protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il...
CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il Comitato genitori viareggini per la salvaguardia della
scuola pubblica sta organizzando per domani e domenica due presidi per
raccogliere firme per il ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la
circolare ministeriale n° 4/2009, «che ha messo a piedi 278mila su
290mila famiglie, che non potranno usufruire del tempo pieno per i bambini». I
sostenitori della protesta si chiedono «a chi affideranno i bambini le
famiglie?» e puntano il dito sul fatto che «le scelte dei genitori hanno
sonoramente bocciato il modello scuola-Gelmini e il
decreto, che è illegittimo». Gli appuntamenti (per domenica manca solo la
conferma ufficiale da parte del Comune) sono per domani alle 15 al mercato lato
via Fratti e per domenica in Passeggiata davanti al Margherita, sempre alla
stessa ora; per informazioni visitare il sito www.faccine.splindler.com. Image:
20090306/foto/8344.jpg
( da "Messaggero,
Il (Civitavecchia)" del 06-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Viterbo))
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di ANNABELLA MORELLI Ritorno
al passato per la scuola. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'Italia, molto
probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali, suggerite sia da
dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che permetta un'offerta
formativa accettabile. Ma si dovrà aspettare la data dell'11 marzo per
avere maggiori certezze. «Siamo in ritardo di un mese - dice il dirigente del
centro scolastico provinciale Romolo Bozzo - rispetto all'anno scorso perché le
singole scuole stanno inserendo i dati ed è un lavoro molto macchinoso. A metà
della prossima settimana avremo tutti i numeri del caso, ma se sono confermate
le trenta ore, sarà difficile organizzare rientri pomeridiani». Tra i genitori
non si fanno salti di gioia «Nelle prime classi - dice la mamma di un futuro
scolaro - è sicuro l'arrivo del maestro unico onniscente, ovvero un solo
insegnante che, essendo stato formato secondo gli indirizzi dei ministri
precedenti, magari potrà conoscere benissimo la matematica, perché pensava di
specializzarsi come insegnante di questa materia, ma un po' meno la didattica
dell'italiano o viceversa. E l'inglese dove lo mettiamo? Sempre in bocca
all'insegnante unico (se ha però l'idoneità per questa disciplina), che dovrà
far rientrare nelle sue conoscenze anche l'altra famosa "i" di
morattiana memoria dell'informatica. E gli alunni (che possono lievitare fino
al ragguardevole numero di 29 per classe) rifletteranno le probabili carenze
del tuttologo e saranno frutto di una scuola impossibilitata a prendersi cura
di ogni bambino, come poteva avvenire con le compresenze oggi annullate». «E se
le cose stanno così nelle classi prime - dice Elisabetta Mariotti, dell'area
Saperi del Pd - non va tanto meglio nelle altre quattro classi che non potranno
più usufruire del modulo (ovvero dell'organizzazione didattica che prevede
l'intervento di 3 insegnanti su due classi) e per la prima volta nella storia
della scuola italiana il diritto degli alunni a concludere un percorso
scolastico in continuità con il modello organizzativo e didattico scelto
all'inizio, non verrà rispettato». Sui tagli previsti nella scuola elementare
insomma, è polemica feroce. «Il ministro Gelmini -
dice un genitore particolarmente arrabbiato - giustifica scelte e tagli
sottolineando che negli altri paesi europei il corpo docenti non è così folto,
ma la realtà è che negli altri paesi della Ue non esistono i 7.000 insegnanti
di religione che gravano invece sul suo ministero, così come quelli di sostegno
che altrove vengono conteggiati nell'ambito delle spese sanitarie e non
dell'istruzione. Sembra proprio una riforma mirata a tagliare per risparmiare e
le madri lavoratrici, che non potranno più far conto sul tempo pieno, dovranno
ricorrere ai benedetti nonni, se per loro fortuna li hanno, o alle tate a
pagamento».. E per dirla con il dirigente del primo circolo Giuseppe Guastini:
«Prima era la scuola a proporre il suo menu ai genitori, ora abbiamo il menu di
Stato da Cuneo a Caltanisetta».
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Cittadinanza e costituzione
Un seminario di formazione rivolto ai 178 dirigenti scolastici a sostegno del
nuovo insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, introdotto in tutte le
scuole, si terrà oggi per iniziativa dell'Ufficio scolastico regionale per
l'Umbria. La scuola umbra non intende sottrarsi al confronto e al dialogo sui
valori e regole condivisi per ricercare strategie adeguate in grado di favorire
la partecipazione degli studenti al proprio processo educativo-formativo e alla
vita della comunità scolastica. Ad aprire i lavori sarà Mauro Volpi, preside
della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Perugia e membro del Csm.
Luciano Corradini, presidente del gruppo di lavoro ministeriale su Legalità,
cittadinanza e Costituzione, illustrerà quindi le linee guida contenute nel
documento di indirizzo presentato dal ministro Mariastella Gelmini. L'incontro si concluderà con la presentazione, da parte delle
scuole di Marsciano, Amelia e Perugia, delle migliori esperienze sui percorsi
di cittadinanza a supporto dell'innovazione didattica. Ufficio scolastico
regionale Un progetto in cui credere La scelta del candidato sindaco subito ed
a ogni costo non mi entusiasma e non mi interessa, considerando che ho
grande fiducia e stima della classe dirigente di AN, e alla fine mi auguro che
sceglieranno un candidato con forte personalità e con delle caratteristiche
politiche ed amministrative capaci di battere il candidato del centrosinistra,
non facendosi sfuggire una occasione storica ed irrepetibile. Todi e Roma
insegnano che nulla è impossibile anche scegliendo un mese prima dalle
elezioni. Roma e Todi dimostrano che quando il centrodestra, compresa l'Unione
di Centro, partecipa con unità di intenti e all'unisono con candidati
credibili, tutto è possibile anche nella rossa Perugia. Oggi con la creazione
del PdL non ci sono più ostacoli insormontabili. Oggi si aprono nuove frontiere,
finalmente a Perugia e in Umbria si respira un'aria nuova ed i perugini
guardano a noi come un vento nuovo, un vento che si augurano riesca a spazzare
via una vecchia e statica nomenclatura che per anni ha tenuto questa città
sotto un cielo plumbeo. Per poter creare questa situazione occorre ragionare e
tenere in considerazione anche altre realtà locali che ci hanno visto vincitori
e capire quali sono stati i fattori che ci hanno permesso di vincere. Non ho
mai pensato che le case si costruiscano iniziando dai tetti, ma bisogna dotarle
di solide fondamenta per poter sorreggere il peso, così come gli alberi hanno
bisogno di radice profonde per poter resistere a tutte le intemperie che
dovranno affrontare nella loro esistenza. Alleanza Nazionale queste radici le
ha sempre avute, quindi non dobbiamo aver timore di niente e di nessuno, siamo
nati per contrastare, affrontare e sconfiggere lo strapotere della sinistra.
Dobbiamo essere molto convincenti, parlare e far capire ai perugini e agli
umbri che abbiamo un valido progetto, un progetto che sia vicino alla gente e
ai loro problemi, un progetto che porti Perugia ancora una volta a essere
capoluogo politico ed economico di Regione, un progetto che parli di tasse
locali, di economia per le piccole e medie imprese, di occupazione giovanile,
di turismo, di anziani, un progetto che parli agli imprenditori e industriali
per riportare Perugia e l'Umbria ad una leale ed onesta concorrenza. Una volta
fatto tutto ciò, ben venga il candidato a sindaco. Rocco Valentino Consigliere
comunale An-Pdl di Perugia Danni da cinghiali La positiva esperienza delle
isole ecologiche, una loro conseguente e auspicabile riapertura per lo
smaltimento dei rifiuti agricoli, è resa ora di nuovo possibile, anche in
Umbria, da alcune novità normative di carattere nazionale che vanno peraltro di
pari passo con l'adozione del Piano regionale dei rifiuti, dove si sottolinea
l'importanza della stipula degli Accordi di Programma che possono prevedere le
isole ecologiche come strumento privilegiato per lo smaltimento e per ottenere
alcune semplificazioni amministrative nel rispetto della normativa comunitaria.
Altro iter normativo importante, seguito e monitorato con molta attenzione, è
quello riguardante il disegno di legge regionale di riforma delle norme sui
danni da fauna selvatica e in particolare da cinghiali. E' necessario
completare tempestivamente la riforma avviata, in una logica di prevenzione dei
danni e di indennizzo integrale di quanti continuano a essere penalizzati, a
causa di una presenza incontrollata della fauna selvatica stessa, su gran parte
del territorio regionale. In quest'ambito resta comunque alta la nostra
preoccupazione rispetto al pagamento degli indennizzi dei danni per i periodi
2007 e 2008. Coldiretti Umbria
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Parte
la riforma Gelmini: nelle elementari due prime classi in più alla
Gentile e alla Faà di Bruno di Marotta Materne, 58 bimbi rischiano di restar
fuori L'assessore Lomartire: «Sono fiducioso, per settembre sarà tutto risolto»
( da "Messaggero,
Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di MARCO GIOVENCO FANOSono 58
i bambini che rischiano di rimanere esclusi dalla graduatoria per le materne.
Il 28 febbraio si sono chiusi i termini per le iscrizioni alle sezioni ponte,
alle scuole dell'infanzia e primaria. Ben 628 le richieste per la scuola
dell'infanzia, numero che appunto eccede di 58 unità i 570 posti disponibili
garantiti dalle scuole comunali e paritarie. Un film già visto per l'assessore
Gianluca Lomartire, che si dichiara "molto fiducioso nel sistemare tutti o
quasi tutti i bambini entro il prossimo settembre", quando inizierà il
nuovo anno scolastico. "Ogni anno registriamo molte doppie richieste
-spiega- e gli uffici stanno verificando queste situazioni proprio per
aggiustare il quadro e assicurare il posto a più bambini possibile. Nell'ultimo
anno scolastico si è riusciti ad accontentare quasi tutti e credo che
l'obiettivo sarà raggiunto anche quest'anno". Per quanto riguarda le
sezioni ponte (per bimbi fra 24 e 36 mesi), in tutto 60 posti equamente suddivisi
fra i quartieri di Gimarra, San Lazzaro, Poderino e Sant'Orso, sono pervenute
188 domande, ma per regolamento la priorità è garantita ai residenti di quelle
zone. Tuttavia, qualora le richieste dovessero essere inferiori a 15 per
sezione, verranno accettate le iscrizioni provenienti da altri quartieri.
"Con questo progetto -precisa Lomartire- è possibile rispondere in maniera
adeguata alle esigenze della città, e comunque a maggio c'è la possibilità di
iscrivere i propri figli all'asilo nido tradizionale". Nessun problema,
invece, sul fronte delle iscrizioni alla scuola primaria dell'obbligo:
quest'anno, a fronte delle 606 domande attese, risultano 599 iscritti, anche in
conseguenza della forte mobilità lavorativa che ha costretto molte famiglie ad
abbandonare il territorio. "Con questi numeri -spiega Lomartire- avremo 29
prime classi, due in più rispetto allo scorso anno, e saranno istituite presso
la scuola Gentile e alla Faà di Bruno di Marotta". Saranno
le prime classi a sperimentare l'applicazione della riforma Gelmini e del "maestro unico", e le famiglie sono state
chiamate alla scelta del monte ore: 40 ore per il tempo pieno, mentre nelle
scuole a tempo modulo, dove la scelta era tra 24, 27 e 30 ore, la stragrande
maggioranza ha preferito l'ultima opzione. FIGLI E NUOVE DROGHEQuesta
sera alle 21 nella sala Santa Maria Nuova incontro su "I figli e le nuove
droghe". Partecipano il consigliere regionale e presidente del circolo
Nuova Italia Giancarlo D'Anna, lo psicologo Sammy Marcantognini, Andrea
Montalbini e Paola Uguccioni dell'Avap.
( da "Messaggero,
Il (Umbria)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di CORSO VIOLA La Corte di
Cassazione ha respinto il ricorso presentato dopo la decisione del giudice per
l'udienza preliminare del tribunale di Terni, Pierluigi Panariello, che nel
gennaio scorso aveva respinto la richiesta di Gianpaolo Nicolasi, uno dei
collaboratori di don Pierino Gelmini, di essere
processato con il rito abbreviato per il reato di favoreggiamento. Contestato
nell'ambito dell'inchiesta a carico del sacerdote accusato di avere molestato
sessualmente dieci giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro. Il gup
aveva motivato la sua decisione con la necessità di svolgere una integrazione
probatoria. Ancora non si conoscono le motivazioni della sentenza della
Cassazione, che di fatto eviterà un blocco de processo, che ripartirà il
prossimo 23 marzo quando proseguirà l'incidente probatorio
disposto da Panariello per sentire gli accusatori di don Gelmini. Di favoreggiamento devono rispondere, oltre a Nicolasi, un
altro dei collaboratori di don Gelmini, Pierluigi La Rocca, e la
madre di uno dei giovani che sarebbero stati molestati, Patrizia Guarino. Che
avrebbe ricevuto una somma di denaro per far ritrattare le accuse a don Pierino
. Il 23 marzo verrà ascoltato per l'ennesima volta uno dei principali
accusatori, Michele Jacobbe. Che nelle scorse udienze ha fatto i nomi di altri
due giovani che sarebbero stati molestati dall'ex sacerdote. Che in questi
giorni sono stati ascoltati per verificare l'attendibilità di quanto riferito
da Iacobbe. Interrogatori che avranno la valenza di incidente probatorio che
darà valore di prova alle deposizioni in un eventuale processo nei confronti
dell'anziano ex sacerdote. Una decisione presa dal gup Panariello che ha ha
accolto una richiesta del pm Barbara Mazzullo. Nel suo provvedimento Panariello
ha sostenuto che due degli ex ospiti hanno prima accusato don Gelmini e poi ritrattato le loro affermazioni. Per il gup
c'è il rischio che questo succeda anche per gli altri giovani. Nell'udienza del
23 gennaio c'è stato il confronto tra Michele Iacobbe, uno dei principali
accusatori di don Pierino Gelmini, e Riccardo Bonetta,
il quale sostiene che l'altro gli riferì di essersi inventato tutto. Sia
Iacobbe sia Bonetta, suo vicino di cella nel carcere di Torino nell'autunno
2007, hanno ribadito quanto già detto in passato agli inquirenti. In
particolare Iacobbe ha confermato le accuse a don Gelmini,
ripercorrendo per più di un'ora le tappe delle presunte violenze che si
sarebbero svolte tra il 1999 e il 2000, quando era ospite della Comunità.
( da "Corriere
del Mezzogiorno" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI -
data: 2009-03-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE SCANDALI ANTICHI, NUOVE
INDIGNAZIONI La scuola del «pezzo di carta» Quanta ipocrisia su precariato e
diplomifici di GIANCRISTIANO DESIDERIO I l problema delle scuole private
paritarie che sottopagano i docenti è vecchio, ma si finge sia nuovo. Si sa che
gli insegnanti non di ruolo, che hanno bisogno soprattutto di punteggio per
scalare le graduatorie e sperare di entrare nelle scuole statali, si rivolgono
alle scuole private legalmente riconosciute che consentono loro di lavorare e
maturare punteggio in cambio di uno stipendio dimezzato. La cosa funziona così
da sempre. Lo scandalo se c'è, dunque, è antico. La novità di oggi è data dalla
trasmissione «Presa diretta» che ha sollevato il caso di precari sfruttati in
alcuni istituti salernitani e così gli ispettori del lavoro di Salerno hanno
inoltrato all'Ufficio scolastico regionale le segnalazioni delle irregolarità.
Se le illegalità ci sono è bene che Alberto Bottino, dirigente generale della
Campania, intervenga perché i precari non possono essere sfruttati dai
diplomifici. Tuttavia, è proprio qui che il caso diventa più interessante di
quanto non si immagini. L'aspetto economico di questa storia è, tutto sommato,
quello meno importante. Perché ci si scandalizza se un docente non di ruolo è
sottopagato e non si fa una piega se un apprendista-giornalista — ma si
potrebbero fare altri esempi — è pagato con contratti di formazione lavoro? In
fondo, il precario è un insegnante che non ha mai insegnato e che impara la
professione proprio insegnando. Nessuno nasce imparato, neanche i docenti. Ma i
diplomifici — questa è l'argomentazione più forte — non sono scuole come tutte
le altre. Anche qui, però, la realtà è più interessante dei pregiudizi. Con
questa espressione — diplomifici — utilizzata anche dal
ministro Gelmini per qualificare lo stato di degrado del sistema scolastico
italiano, si definiscono gli istituti che rilasciano diplomi a chi non è riuscito
a diplomarsi nelle scuole statali. Eppure, questi istituti sono legalmente
riconosciuti dallo Stato che, evidentemente, assegna loro il compito di
garantire a tutti il diritto al titolo di studio. Il diploma, infatti,
non è un incidente di percorso dell'ordinamento scolastico, bensì è il fine che
tiene in piedi tutta la baracca. Tutta la scuola italiana, dalle medie fino
all'università, è costruita sul primato del diploma che è indispensabile per
essere «speso» sul mercato del lavoro, sia privato sia pubblico. Anche i
precari possono insegnare perché hanno un titolo di studio e non perché siano
autorevoli. Il diploma è, purtroppo, il vero valore della scuola che orienta
tanto l'istruzione quanto la formazione e persino la ricerca. Luigi Einaudi fin
dagli anni Venti del secolo scorso criticava il valore legale del titolo di
studio e la prassi degli esami di Stato e degli esami universitari abilitanti
perché in questo modo tutto l'ordinamento veniva orientato al rilascio di carte
e diplomi che snaturano il compito della scuola. I diplomifici non sono una
viziosa eccezione alla virtuosa regola della scuola italiana: ne sono la più
coerente applicazione e senza i diplomifici i precari sarebbero ancora più
precari. \\ La cosa funziona così da sempre Lo scandalo, se c'è, è antico
( da "Messaggero,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - I
maldipancia sono forti e la voglia di contarsi molto scarsa, ma la decisione di
Silvio Berlusconi di schierare in lista alle elezioni Europee tutti i ministri
sembra ormai cosa fatta. Le resistenze opposte da più di un interessato quando
qualche tempo fa questo giornale riportò l'indiscrezione, non sembrano superare
la voglia del premier di limitare al massimo le sorprese che potrebbero
emergere dal risultato europeo qualora si lasciassero correre, con il voto di
preferenza, tredici candidati dietro il nome del Cavaliere che guiderà le liste
in ogni circoscrizione. La capacità di An di sommare voti di preferenze alle
scorse Europee fu infatti doppia rispetto a quella di FI. Meglio quindi "inzeppare"
le liste di ministri-candidati che poi si dimetteranno, che rischiare di veder
stravolto il rapporto di
( da "Corriere
Alto Adige" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV
- data: 2009-03-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I rapporti con Roma
Oggi la delegazione della Volkspartei vedrà il ministro degli Esteri.
Preoccupazione anche in Trentino L'Svp allerta Vienna: autonomia in pericolo
Pichler Rolle: «L'Austria deve sapere». Calderoli: «La specialità non è
minacciata» L'Obmann: «Negli ultimi mesi troppi attacchi» Holzmann (An)
minimizza «Sono preoccupazioni infondate» BOLZANO — Lo scontro con Roma supera
il limite di guardia e l'Svp chiede aiuto a Vienna. Oggi lo stato maggiore del
partito di raccolta — l'Obmann, il Landeshauptmann e i portavoce alla Camera e
al Senato — incontreranno il nuovo ministro degli esteri austriaco Michael
Spindelegger. «Negli ultimi mesi ci sono stati diversi attacchi e minacce
aperte per noi — avverte Elmar Pichler Rolle — è importante che il governo
austriaco sia informato». Intanto da Roma il ministro Roberto Calderoli, che
ieri ha incontrato il leader dei Freiheitlichen, si affretta a chiarire che
l'autonomia non è assolutamente in discussione. Anche il deputato di An Giorgio
Holzmann getta acqua sul fuoco sostenendo che le preoccupazioni della Stella
Alpina sono ingiustificate anche se, dice, certe uscite estemporanee
sull'autonomia andrebbero evitate. Il vertice tra la delegazione della
Volkspartei ed il ministro degli esteri austriaco si terrà oggi ad Innsbruck.
Insieme a Pichler Rolle ci saranno il presidente della Provincia, Luis
Durnwalder, il portavoce alla Camera Siegfried Brugger e la capogruppo in
Senato, Helga Thaler Ausserhofer. Insomma una delegazione ai massimi livelli.
«Informeremo il ministro sullo stato delle relazioni tra Roma e Bolzano » dice
Pichler Rolle. E non è certo un mistero che i rapporti tra la capitale e la
Provincia autonoma siano al minimo storico. L'Obmann parla di aperte minacce da
parte dell'attuale maggioranza: «Gli affondi di Brunetta, l'istituzione di una
commissione d'inchiesta contro l'autonomia sudtirolese annunciata dal ministro
Carfagna, l'intenzione di Calderoli di tagliare parte dei fondi già messi a
bilancio e anche il disegno di legge dell'on. Holzmann che vuole concedere il
diritto di voto anche a chi risiede in Alto Adige da meno di quattro anni».
Anche Durnwalder sostiene che il clima è tutt'altro che collaborativo ma il
Landeshauptmann evita di drammatizzare sostenendo che i colloqui avuti con
Gianni Letta e Maria Stella Gelmini fanno ben sperare
per il futuro. «Anche tra il 2001 ed il 2006 ci sono stati diversi attacchi
all'autonomia ma — sottolinea Pichler Rolle — grazie all'impegno dei nostri
parlamentari non è stato fatto nulla». Secondo il deputato del Pdl, Giorgio
Holzmann, l'uscita di Pichler Rolle va letta in chiave congressuale. «Anche io
sono convinto che le modifiche allo Statuto vadano concordate e credo che
nell'Svp ci sia un certo nervosismo in vista del congresso. Per il resto —
assicura Holzmann — non c'è nessun attacco all'autonomia, piuttosto qualche
uscita estemporanea che andrebbe evitate. Forse, come ha chiesto Mitolo,
sarebbe il caso di dedicare una seduta del governo alle questioni altoatesine
perchè sullo Statuto c'è grande disinformazione. Quanto alla riforma del
diritto di voto non è certo un attacco all'autonomia, quella dell'Svp è una
difesa d'ufficio». Da Roma interviene anche il ministro Roberto Calderoli che
ieri ha incontrato i Freiheitlichen. «L'autonomia speciale non è assolutamente
in discussione come l'Svp vorrebbe far credere». Intanto anche i trentini si
mobilitano: sabato Patt e Upt manifesteranno a difesa dell'autonomia Marco
Angelucci Allarme rosso Elmar Pichler Rolle e Siegfried Brugger incontreranno
il ministro degli Esteri austriaco
( da "Resto
del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
PESARO PRIMO PIANO pag. 3 Buona condotta,
brutte pagelle Solo tredici studenti con il temuto «5». Il profitto, invece,
lascia a desiderare SCUOLA: IL BILANCIO DEL PRIMO QUADRIMESTRE di CLAUDIA DEL
MAGNA IL PRIMO quadrimestre è finito e, pagelle alla mano, per gli studenti è
tempo di bilanci. La riforma Gelmini inizia a
sortire i suoi effetti. Primo su tutti il voto in condotta.
I dati nazionali parlano di oltre 34mila studenti con il tanto temuto
( da "Corriere
della Sera" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache -
data: 2009-03-06 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Apre il Mido Vendite in
calo, tiene il settore vista. Tornano quelli neri da intellettuale Anni 60 Da
prof o da Lolita, l'occhiale è maxi Lenti grandi e forme eccentriche. Fiorucci:
devono farsi ricordare MILANO — Se sono da vista sono vistosi, «opponenti», un
po' alla maniera degli intellettuali anni '70. Se sono da sole recuperano il
modello a farfalla, hanno lenti colorate e certe montature larghe che escono
dagli zigomi. Entrambi non svolgono solo una funzione pratica ma sono veri
strumenti di comunicazione. Lo sa bene Madonna, che per suo secondo Sticky and
Sweet Tour ha scelto occhiali a cuore come la Lolita di Kubrick (con o senza
lecca lecca?). Made in Italy, of course, prodotti da Allison in edizione
limitata per Moschino, venduti con cofanetto e shopping bag (da 250e). Sono tra
le novità del Mido, la più importante fiera dell'occhialeria con circa 1.000
aziende in scena a Rho Pero, da oggi al 6 marzo, 3 mesi prima rispetto alle
edizione precedenti. «Per per creare sistema con le altre manifestazioni,
Micam, Mipel e Mifur e giocare d'anticipo su Mosca e New York», come ha
spiegato il presidente di Mido Vittorio Tabacchi, anche patron di Safilo,
industria di quel polo degli occhiali del Bellunese attanagliato della
recessione. Con l'export (l'85% delle produzione) diminuito del 4.7% rispetto
al 2007, meno 6.9% se si considera l'occhiale da sole. Conseguenza: la
produzione scende a 2.597 milioni di euro (meno 6.4%). Cita il crack Lehman
Brothers Tabacchi per spiegare che negli Usa, il primo mercato, la vendita
degli occhiali da sole è calata del 24.7%, del 10.9% per le montature da vista
che vanno bene anche in Francia (+5.4%). La crisi sfronda il superfluo e salva
il necessario. La sfida è rinnovare l'occhiale, prodotto che ha 700 anni. E gli
italiani sono imbattibili. Materiali, design e tecnologia fanno la differenza
per oggetti da esibire senza complessi, anzi con orgoglio. Al Mido quelli del team
Ferrari sono «rampanti»: stanghette rosse in acciaio elastico. Aggressivi
quelli di Pirelli Pzero, leggeri come piume (
( da "Nuova
Ferrara, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA Incognite sull'effetto-tagli L'organico docenti
dipende dagli studenti iscritti Se e quanto i tagli
previsti dalla manovra Tremonti-Gelmini
incideranno sugli organici della scuola ancora non è dato sapere. Per
calcolarli è necessario conoscere il numero degli studenti iscritti per il
prossimo anno scolastico. Il termine è scaduto il 28 febbraio e le scuole hanno
tempo fino a oggi per inviare i dati degli iscritti all'ufficio scolastico.
Poi bisognerà attendere il decreto ministeriale di assegnazione dei posti
nell'organico di diritto. «Anche se a oggi - commenta Cristina Vendra
segretaria provinciale Cisl Scuola - non possiamo avere la certezza sulle
conseguenze dei tagli, possiamo approssimativamente stabilire quanti potranno
essere i posti disponibili nel nostro territorio». Secondo un'indagine a
campione condotta dalla Cisl regionale, sottraendo il numero dei posti in
organico di diritto assegnati lo scorso anno, al numero dei docenti che hanno
presentato domanda di pensionamento al 28 febbraio scorso, nella nostra
provincia ci sarebbero, nonostante i tagli, molti posti disponibili. «Solo il decreto
di autorizzazione degli organici - prosegue Vendra - potrà dirci quante
immissioni a ruolo dovranno essere fatte e quanti precari potranno essere
inseriti fino a copertura posti». A Ferrara nella scuola infanzia su 220 posti
nell'organico di diritto dello scorso anno, sottratti i pensionamenti,
rimangono 196 titolari e quindi una disponibilità residua di 24 posti.
«Ovviamente - commenta Vendra - per fare un esempio, se i tagli dovessero
incidere su 20 posti, ci saranno solo quattro posti da assegnare e quindi
verranno meno le supplenze». Nella scuola primaria, su 1063 posti in organico
di diritto, sottratti i pensionamenti, rimangono 977 titolari e una
disponibilità di 86 posti. Nella scuola di primo grado su 604 posti, i titolari
al netto dei pensionamenti sono 532, quindi i posti disponibili sono 72. Nella
scuola secondaria di secondo grado su 1189 posti, e 1093 titolari rimangono 106
posti disponibili. «Dai dati - continua Vendra - emerge una disponibilità
pressoché invariata per l'infanzia e le superiori (la riforma infatti è
rimandata al 2010), mentre qualche problema potrà verificarsi alle elementari e
alle medie, perché sono le più colpite dalla riforma». E infatti la novità
introdotta dalla riforma Gelmini prevede che gli
organici vengano assegnati sulla base delle 27 ore settimanali, con la
possibilità per le famiglie di chiedere alle elementari le 30 o le 40 ore.
«Secondo le nostre proiezioni - spiega Vendra - i genitori confermano la
necessità del tempo lungo tanto alle elementari quanto nella scuola media
chiedendo in questo caso 29 ore oppure il tempo prolungato a 36 ore». Per il
personale tecnico amministrativo della scuola, sempre secondo la Cisl, la
situazione sarà più problematica perché la riforma Gelmini
ha modificato, alzandoli, i parametri (numero alunni e numero plessi o sedi
funzionanti), sulla base dei quali viene stabilito l'organico. A Ferrara a
oggi, gli assistenti amministrativi sono 248, i collaboratori scolastici sono
727, gli assistenti tecnici 131. «Secondo le nostre stime - conclude Vendra - i
più penalizzati saranno i collaboratori scolastici. In generale, poiché posti
disponibili per i docenti nella nostra provincia ce ne sono, la situazione non
dovrebbe essere così drammatica. Il punto interrogativo rimangono sempre i
precari che, in presenza dei tagli, potranno non trovare il posto di lavoro».
Silvia Siano
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACHE pag. 17 «Ecco la scuola che vogliamo» Da oggi
private' a Rimini: attesa anche la Gelmini RIMINI «LA SCUOLA che vogliamo: Libertà, Autonomia, Qualità»:
questo il titolo del convegno che da oggi, e fino a domenica, vedrà riuniti a
Rimini, presso la Karis Foundation, i gestori e amministratori delle oltre 400
scuole paritarie italiane che costituiscono la Federazione Opere Educative
(FOE). «E' un convegno spiegano gli organizzatori che si presenta
innanzitutto come documentazione dell'esperienza positiva che le scuole
associate rappresentano nel sistema nazionale di istruzione, in un momento
storico di svolta per la scuola italiana». Fra i politici che interverranno, è
attesa anche Mariastella Gelmini, Ministro
dell'Istruzione, Università e Ricerca.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Cronaca di Oristano Pagina 4018 Sindacato Pino Ciulu
confermato alla Cisl Scuola Sindacato --> Pino Ciulu è stato confermato
segretario generale della Cisl-Scuola della Provincia di Oristano. Nella
segreteria è stata rieletta anche Elena Aroffu, mentre il Consiglio si è
riservato di individuare il terzo componente in un momento successivo. Il
consiglio territoriale è inoltre composto da Pierangela Carta, Michele Carrus,
Antonella Casu, Bernardo Casu, Remo Cau, Giovannino Craba, Ines Demurtas,
Miriam Lepori, Tore Lochi, Antonella Lotta, Carlo Lullia, Enrico Marceddu,
Maria Rosaria Marcellino, Giovanna Mocci, Antonio Mulas Serafina Monni, M.
Giovanna Mura, Angela Palmas, Rita Pani, Raimonda Piras, Debora Pisanu, Rita
Pusceddu, Barbara Raspa, Gisella Scalas, Armandino Sedda, Antonietta Serchisu,
Monica Serra, Gianpietro Spada, Giorgina Tidu, Donatella Trogu e Mario Urru.
Collegio dei sindaci revisori è composto da Lorenza Careddu, Rita Canargiu e
Manuela Loru. L'elezione dei nuovi organismi dirigenti
territoriali è avvenuto ieri mattina in città nel corso del terzo congresso
provinciale della Cisl-Scuola durante il quale sono stati affrontati i più
attuali argomenti che interessano la categoria con particolare riferimento ai
decreti Gelmini. ( e. f. )
( da "Denaro,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Mediterraneo Oggi la tavola rotonda, ecco tutti i
protagonisti Il Comune di Pompei presenta la prima tavola rotonda
internazionale sulla pace in Libano. L'iniziativa si tiene oggi presso la sala
consiliare del Comune di Pompei alle ore 17. All'incontro partecipano il
principe Sergio di Jugoslavia, presidente dell'Associazione internazionale
Regina Elena (Airh), l'arcivescovo Mikhael Al Jamil, procuratore patriarcale
presso la Santa Sede della Chiesa di Antiochia dei Siri, il marchese Fausto
Solaro del Borgo, commissario Magistrale dell'Acismom (Associazione dei
Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta), il generale di corpo
d'armata Mario Prato di Pamparato, comandante del corpo militare Ei-Smom, frà
Antonio Nesci, gran priore di Napoli e della Sicilia dello Smom (Sovrano
Militare Ordine di Malta), il generale Giovanni Napolitano, luogotenente per
l'Italia meridionale dell'Oessg (Ordine equestre del Santo Sepolcro di
Gerusalemme), Gianluigi Gaetani Dell'Aquila d'Aragona, cancelliere del Gran priorato
di Napoli e Sicilia dello Smom, Francesco Carlo Griccioli
della Griglia, presidente onorario dell'Airh, don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, il sindaco di Pompei,
Claudio D'Alessio, i sindaci Ilario Bortolan (Piedicavallo - Bi), Salvatore
Perugini (Cosenza), Pasquale Boccia (Rocca di Papa Roma). del 06-03-2009 num.
( da "Avvenire"
del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
SPORT 06-03-2009 CALCIO L'INTERVISTA «Il mio è un altro
calcio» Gasperini: non sono mediatico, ma questo Genoa vola «Abbiamo colmato il
gap con le grandi anche grazie a Internet Lo sport e l'Educazione civica
andrebbero insegnati nelle scuole: la vera cultura si fonda sul rispetto degli
avversari, non sulla vittoria a tutti i costi. Il mio scudetto? Battere domani
l'Inter, per quello vero ci provo il prossimo anno» DI MASSIMILIANO CASTELLANI
M ai come in questo momento i tifosi genoani si sentono delle Anime Salve. E
che peccato che uno dei più grandi tifosi del Grifone, il sommo poeta di Genova
Fabrizio De André, non possa cantare le gesta di questa straordinaria
rinascita. Appena tre anni fa le carovane rossoblù migravano con la tristezza
nel cuore, ma con il petto gonfio d'orgoglio genoano, nelle lande più desolate
della C1. Ora il club più antico d'Italia, il Genoa Cricket and Footbal Club
(fondato nel 1893), come si conviene a una società con 9 scudetti in bacheca
(l'ultimo nel 1924) è tornato tra le nobili del calcio italiano, addirittura in
corsa per un posto in Champions. Il patron Enrico Preziosi ha spazzato via la
miseria e ridato lustro alla nobiltà che si respira già entrando nell'aulica
sede di Pegli, nella cinquecentesca Villa Rostan, un tempo meta delle teste
coronate d'Europa. Luogo ideale per ospitare il "Principe" silenzioso
Diego Milito, vice capocannoniere in serie A con 15 reti, ma soprattutto il
campo base dell'uomo della svolta, il condottiero Gian Piero Gasperini. Lei è
un allenatore per niente "medioevale", padrone delle tecnologie,
atteso, domani, alla sfida con il futuristico Mourinho... «Nel calcio di oggi
la comunicazione sembra venga prima di tutto; saper essere mediatici quindi è
sinonimo di "fenomeni", come nel caso di Mourinho. Io questa capacità
non l'ho mai avuta e non mi alleno neppure per diventare più comunicativo. Poi
ognuno è libero di esprimere la sua personalità come meglio crede, a patto di
rimanere sempre entro le regole». Com'è che la società più anziana d'Italia è diventata
d'incanto la più amata dai giovani... «Prima i ragazzi della città sulla scia
dell'era Mancini-Vialli si avvicinavano di più alla Samp, ora stanno scoprendo
il fascino antico, eppure così attuale del Genoa». Merito anche del 4° posto e
del calcio spettacolo che state offrendo? «I risultati aiutano, ma dietro c'è
un lavoro attento da parte del club che è riuscito a conquistare una fetta
nuova di pubblico giovane. Ogni domenica mille ragazzi delle scuole elementari
e medie partecipano al progetto " Genoa Club for children":
un'esclusiva tutta nostra, con tante attività educative, compresa la
"scuola di tifo"». Oltre ad andare regolarmente in rete in campo,
molto del lavoro del suo staff tecnico (10 persone) si svolge nella Rete.
«Siamo tutti figli di Internet. Le nuove tecnologie ci hanno permesso di
colmare il gap che avevamo con le grandi. Avere il mondo a portata di mano
senza doversi spostare da Genova è una grande opportunità: siamo riusciti a
trovare soluzioni tecniche importanti e giocatori di talento in tempi
rapidissimi». Siamo dunque entrati nell'era del calcio tecnologico? «La
tecnologia ha una sua importanza nella preparazione delle partite e nella
ricerca dei metodi di lavoro, poi alla macchina si devono affiancare le idee e
la creatività delle menti umane che in ogni caso hanno sempre la precedenza».
Per lei prima di tutto sono sempre venuti i giovani, come dimostrano i 10 anni
da tecnico nel settore giovanile della Juventus. «Credevo di chiudere la mia
carriera allenando solo i ragazzi, poi ho avuto voglia di confrontarmi con il
professionismo, dal Crotone sono arrivato al Genoa dove continuo a lavorare
sempre a stretto contatto con il mondo giovanile». Un mondo, quello del calcio,
dove si vuole che i calciatori restino eterni "Peter Pan". «Il
rischio c'è. Il problema è che il professionismo li vuole pronti, maturi e
mediatici già a 18 anni. Così spesso molti ragazzi si perdono, specie quando
non hanno dei modelli di riferimento, fuori e dentro il campo, disposti a farli
crescere davvero». Colpa anche di una scarsa cultura di base nello sport?
«Appena cominciano le prime convocazioni nelle Nazionali giovanili si manifesta
il "disinnamoramento" allo studio e questo è un aspetto che per il
futuro dobbiamo tenere sotto controllo. Bisogna intervenire subito nel caso di
abbandono della scuola da parte di un giovane calciatore, fargli capire che
l'istruzione è l'unica ricchezza certa che si ritroverà sempre nella vita».
Bell'assist per il ministro Gelmini... «Io
sono per l'inserimento dell'Educazione sportiva nelle scuole, affinché aumenti
il numero dei praticanti e a latere si possa applicare a ogni singola
disciplina, calcio incluso, una serie di materie complementari, come la Storia
e soprattutto l'Educazione civica, con cui insegnare il rispetto per gli
avversari e i singoli componenti della società». È questa mancanza di
educazione sportiva che poi genera i Balotelli? «Balotelli lo conosco soltanto
come un giocatore di talento. Ma ci sono tanti ragazzi che agiscono in maniera
molto spregiudicata; nei settori giovanili spesso nessuno gli ha insegnato
l'arte fondamentale dell'umiltà, inculcandogli invece la cattiva cultura della
vittoria a tutti i costi». Un cultura dominante ormai e ad ogni sconfitta il
"capro espiatorio" è sempre l'arbitro. «Spesso gli arbitri diventano
l'alibi per mascherare i limiti tecnici di una squadra. Dopo gli arbitri, però,
in cima alla classifica dei capri espiatori ci siamo sempre noi tecnici. A me
finora è andata bene, di solito gli allenatori li mettono al muro, invece mi
hanno appena dedicato una piastrella del "muretto" di Alassio». Ora i
genoani si aspettano la "Scarpa d'oro" per Diego Milito. «Milito è il
giocatore più determinante che abbia mai allenato. Thiago Motta è stato
l'affare migliore del Genoa, un giocatore arrivato a parametro zero con un
rendimento impressionante. Così come Biava, gente così in forma io la
convocherei subito in Nazionale». L'obiettivo futuro di Gasperini? «Battere
l'Inter. Per il Genoa sarebbe come vincere lo "scudetto morale" e poi
daremmo una grossa mano a riaprire il campionato. Per lo "scudetto
concreto" - sorride - ... Magari ci proviamo il prossimo anno». Gian Piero
Gasperini, 51 anni, allena da tre stagioni il Genoa (AP)
( da "Virgilio
Notizie" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
(ASCA) - Roma, 6 mar - ''Con il via libera del Cipe questa
mattina il Governo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro per l'edilizia
scolastica. Questo e' il risultato della battaglia che stiamo portando avanti
per rendere le scuole italiane piu' sicure e garantire a tutti il diritto allo
studio''. Lo spiega in una dichiarazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, sottolineando che ''la sicurezza
scolastica e' un tema di primario interesse strategico nazionale e i
provvedimenti attuati dimostrano l'impegno del Governo Berlusconi in questo
campo''. Le risorse a cui il Cipe ha dato il via libera questa mattina si
aggiungono a quelle gia' stanziate per la messa a norma delle scuole italiane.
Tra queste: il Piano triennale di messa a norma degli istituti scolastici
voluto dal Miur che ha previsto, grazie anche al contributo delle Regioni e
degli Enti Locali, uno stanziamento di 300 milioni di euro per il 2009 (300
milioni erano stati assegnati anche per il 2008). Altri 20 milioni di euro
annui, tratti dai risparmi delle cosiddette ''spese della politica'', sono
stati ripartiti in un fondo per l'adeguamento strutturale antisismico degli
edifici scolastici grazie ad una intesa raggiunta dalla Conferenza unificata
Stato-Regioni. Inoltre e' stata gia' avviata la messa in sicurezza dei 100
edifici scolastici con i maggiori problemi sotto il profilo della sicurezza
sismica. Il 5% delle risorse del Programma delle infrastrutture strategiche e'
stato destinato agli interventi di edilizia scolastica nelle zone a rischio
sismico.
( da "RomagnaOggi.it"
del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
6 marzo 2009 - 10.32 (Ultima Modifica: 06 marzo 2009) Il discusso decreto Gelmini, con la
tanto sbandierata e strenuamente difesa scelta educativa delle famiglie,
diventa l'occasione per dare uno sguardo al panorama emiliano-romagnolo, nel
raffronto tra statale e paritario, che, per ora, vede ancora l'85% degli
studenti (dalle scuole per l'infanzia alle secondarie di secondo grado)
iscritto a scuole pubbliche, mentre solo il 15% frequenta istituti
privati. Su un totale di 559.033 alunni, il rapporto è di
( da "Adnkronos"
del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
GOVERNO: RIUNIONE BERLUSCONI CON
MINISTRI E VERTICI FI A PALAZZO GRAZIOLI ALFANO, GELMINI, FITTO, VITO, BONDI E
VERDINI commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 06
marzo, ore 13:53
( da "Gazzettino,
Il (Venezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Rischio sovraffollamento per le "nuove" scuole»
Venerdì 6 Marzo 2009, Il mondo della scuola si agita alla prospettiva di avere
classi sovraffollate a partire da settembre. Presidi e docenti ne hanno parlato
ieri nell'auditorium dell'istituto tecnico "Pacinotti", in via
Caneve, nel corso di un convegno organizzato dal Cesp di Padova (Centro studi
per la scuola pubblica). Ne è scaturita una voce di unanime contrarietà allo
schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete predisposto a dicembre
dal ministro dell'istruzione, in attuazione alla legge Finanziaria, ma che non
è ancora stato tradotto in decreto firmato dal presidente della Repubblica. Il
testo prevede che con il nuovo anno ci sarà un aumento degli studenti per
classe di un paio di componenti, con possibilità di altri sforamenti in
presenza di deroghe: alla scuola dell'infanzia si andrà da 18 a 26 fino 29
alunni (in precedenza era da 15 a 28); alla primaria da 15 a 26 fino 27 (da 10
a 25); alla secondaria di primo grado da 18 a 27 fino a 28 (da 10 a 27); in
quella di secondo grado, da 27 a 29 fino 30 (da 25 a 28). Un incremento che in
pratica avrà un impatto ancora maggiore perché, ad esempio, se con 54 iscritti
prima si formavano 3 classi da 18, ora se ne faranno 2 da 27 con un +9
ciascuna. «I parametri contrastano con le norme su edilizia e prevenzione
antincendi, che indicano 26 persone per aula, ponendo un problema di sicurezza
e qualità della didattica - ha detto Stefano Micheletti dei Cobas - Invitiamo
ogni istituto a creare un gruppo di lavoro per vigilare affinché le stanze
delle scuole non siano sovraffollate». Più alunni e meno classi, naturalmente,
significheranno meno insegnanti in servizio: la legge prevede che del
superamento del limite massimo si assuma la responsabilità il dirigente
scolastico con apposita dichiarazione. «La relazione educativa che fa della
scuola una buona scuola va in crisi quando i professori di fronte non hanno un
gruppo di studenti, ma una folla indistinta dove non si incontrano più le
singole soggettività: credo che un numero eccessivo di ragazzi per classe non sia
un indicatore di qualità», ha sostenuto la preside del liceo
"Benedetti", Isabella Albano. La questione si sta facendo sempre più
calda perché è proprio in questi giorni che si formano i cosiddetti organici di
diritto, una volta concluse le prescrizioni con la fine del mese di febbraio,
in attesa degli aggiustamenti tramite quelli di fatto, di solito peggiorativi,
a settembre. Il sindacato autonomo Snals, il più rappresentativo, ha appena
perduto un ricorso al Tar, ma ha già annunciato di ricorrere al Consiglio di
Stato, per ribaltare la sentenza. Il segretario Giovanni Giordano ha chiesto
«l'apporto di tutti per costruire un fronte compatto utile a fare chiarezza
sulla vicenda a tutela dei posti di lavoro, della qualità del servizio e della
sicurezza». All'assemblea è arrivata la solidarietà dell'assessore provinciale
per l'Educazione, Andrea Ferrazzi, che ha criticato
fortemente il progetto della Gelmini. «La questione che qui
discutiamo sarebbe comico se non fosse tragico e purtroppo non mi sembra che ci
sia una via d'uscita - ha spiegato - Delle due l'una: o si ritira il nuovo
regolamento oppure si cambiano i parametri di legge esistenti che non potranno
più essere rispettati. Ma siccome è più semplice rivedere la normativa,
che abbattere i muri delle scuole per costruire aule più grandi, si riveda la
normativa». Sul problema del sovraffollamento, anche a Venezia, s'annuncia una
primavera calda. Alvise Sperandio
( da "Gazzettino,
Il (Treviso)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Contro la scure sulle risorse destinate alla scuola si
alza il fronte Venerdì 6 Marzo 2009, Pieve di Soligo Trova consensi importanti
la lettera scritta da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel del consiglio d'istituto
comprensivo di Pieve di Soligo per difendere "le risorse destinate alla
scuola", messe a rischio dai "tagli" previsti
dalla riforma Gelmini. Con il documento, spedito agli uffici scolastici provinciale e
regionale, al Ministero dell'Istruzione e ai sindaci di Refrontolo e Pieve, si
chiede di "tutelare ciò che effettivamente conta per l'educazione, per
riuscire a garantire ai nostri figli tempi, spazi e qualità nella scuola
pubblica, diritto e dovere dei piccoli e grandi cittadini". Una
posizione che incontra l'appoggio del consigliere regionale Marco Zabotti,
capogruppo della lista civica "Per il Veneto con Carraro": «Condivido
le istanze e le preoccupazioni espresse nella recente assemblea pubblica a
Pieve e nella lettera dei rappresentanti dei genitori dell'Istituto comprensivo
di Pieve di Soligo e Refrontolo. Occorre un sostegno concreto del tempo lungo
nelle scuole primarie della nostra regione: per questo ho sottoscritto e votato
la mozione, approvata pressoché all'unanimità dal consiglio regionale, che
impegna la giunta Galan ad "intraprendere tutte le opportune iniziative
nei confronti del Governo per tutelare i servizi erogati dalle scuole nel
territorio veneto"». Zabotti ribadisce come il ridimensionamento delle
risorse umane nella scuola primaria rischi di ridurre l'offerta formativa per
il "tempo lungo" e il "tempo pieno", mettendo in crisi
l'organizzazione stessa delle famiglie, formate in prevalenza da genitori
lavoratori. «A Treviso - aggiunge il consigliere "civico" - gran
parte delle famiglie hanno scelto per l'iscrizione alla scuola primaria del
prossimo anno il tempo lungo di 30 ore o il tempo pieno delle 40. Ma se la
riforma non verrà modificata, ben 9 famiglie su 10 nella nostra regione non
potranno usufruire di questa offerta formativa, per carenza di personale.
Sollecito la Giunta e in particolare l'assessore Donazzan ad intervenire per
tutelare le famiglie, preservando la specificità del modello scolastico della
nostra regione e facendosi portavoce delle istanze dei genitori nell'incontro
di sabato prossimo a Roma con il ministro Gelmini».
Martina Tonin
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sicurezza, due scuole videosorvegliate Canova e Fusinieri
osservati speciali dopo episodi di bullismo, vandalismo e anche spaccio di
droga Venerdì 6 Marzo 2009, Dal prossimo anno scolastico telecamere aperte su
Canova e Fusinieri. Questi i due istituti superiori scelti dalla Provincia per
il via all'operazione sicurezza dentro e fuori le scuole voluta dall'assessore
Marcello Spigolon. La presentazione di questa iniziativa è avvenuta ieri
all'interno del convegno "La sicurezza nelle scuole" tenutosi a
Palazzo Folco. Tra i partecipanti anche l'assessore regionale all'istruzione
Elena Donazzan che ha espresso vivo apprezzamento per la decisione dell'Amministrazione
Provinciale vicentina. "Le immagini registrate dal sistema di
videosorveglianza saranno monitorate dalla Polizia Provinciale- ha spiegato
Spigolon- Pensiamo così di rispondere alle richieste che ci sono giunte da
presidi, insegnanti e famigliari degli studenti per contrastare fenomeni di
bullismo, spaccio e vandalismo. Il fondo regionale ci mette a disposizione, per
questa e altre iniziative sulla sicurezza, 480 mila euro (150 mila in spese
correnti e il resto in conto capitale). Ma confidiamo anche in una ripresa
degli investimenti provinciali dopo il calo di entrate dovuto alla diminuzione
di immatricolazioni auto". L'assessore provinciale al patrimonio Nereo
Galvanin ha invece presentato il lavoro di monitoraggio degli edifici
scolastici. Un lavoro che, dopo i tragici fatti di Rivoli (il crollo fatale di
un controsoffitto lo scorso 25 novembre), il Ministro dell'Istruzione
Maria Stella Gelmini ha affidato alle Regioni con l'incarico di formare gruppi di
lavoro. Martedì scorso Galvanin, in rappresentanza di tutti gli enti
provinciali del Veneto, ha partecipato alla riunione del gruppo a Venezia.
Entro il 25 marzo ogni Comune dovrà aver segnalato un proprio tecnico da
affiancare alla Magistratura delle acque. Da quel momento gli enti
avranno sei mesi di tempo per compilare un'apposita scheda sullo stato di
soffitti, parapetti, rivestimenti, infissi e impianti. L'Assessorato regionale
all'Edilizia Scolastica ha certificato l'esistenza in Veneto di 3.790 edifici
scolastici e ne ha valutato lo stato utilizzando un punteggio da 0 a 56 (dove 0
è il valore ottimale, raggiunto in regione da cinquantacinque sedi, e 56 quello
peggiore). La media regionale è di 11.8. "Ogni anno la Provincia di
Vicenza- ha ricordato Galvanin- spende per l'edilizia scolastica circa 19-20
milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quelle ordinarie". Enrico Soli
( da "Gazzettino,
Il (Vicenza)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì 6 Marzo 2009, Rosà A Rosà il 99 per cento delle
famiglie dei bambini delle elementari ha scelto il tempo pieno con 40 ore o il
tempo lungo, 32 ore. Solo tre su 163 hanno scelto le 24 ore. E questo ha
obbligato il primo cittadino Manuela Lanzarin a prendere posizione facendo
approvare alla sua Giunta "un mandato al sindaco di assumere tutte le
iniziative necessarie presso le sedi competenti per tutelare i servizi erogati
dalla scuola primaria di Rosà". Gli amministratori rosatesi si sono
accorti di quello che da tempo gli insegnanti del posto, prima con una
affollatissima assemblea al Teatro Montegrappa, poi con interventi personali
del direttore Renato Cenzato, andavano ricordando: che c'era il pericolo di un
ridimensionamento del servizio scolastico locale. "La nostra scuola- aveva
fatto sapere una settimana fa con un comunicato il direttore Cenzato - è
collocata, come tutte quelle del Nordest, ad un livello di eccellenza sia in
campo dell'educazione scientifica che di quella matematica, con un livello che
è superiore a quello europeo. C'è il pericolo però, con il taglio del
personale, che salti questa eccellenza". L'altro ieri il sindaco Lanzarin,
che è anche assessore all'istruzione, ha ammesso con un suo comunicato: "I
tagli al corpo docenti ed al personale di servizio Ata,viste soprattutto le
caratteristiche del servizio scolastico a Rosà, indebolirebbero tutta
l'organizzazione di un sistema di qualità che risponde alle esigenze delle
famiglie ed in cui la nostra amministrazione sta investendo da tempo molte
risorse." Il sindaco rosatese ha ricordato quanto la sua amministrazione
ha in cantiere per la scuola primaria: "Accanto al progetto già in parte
finanziato per la ristrutturazione della scuola primaria del capoluogo Giovanni
Pascoli, con l'ampliamento dei locali adibiti al servizio mensa e alla
creazione di nuovi ambienti da destinare a laboratori, l'amministrazione di
Rosà - ha ricordato Manuela Lanzarin - ha in corso in questo periodo una prima
valutazione con la Direzione didattica ed i genitori interessati per
l'unificazione dei plessi scolastici delle frazioni di San Pietro e
Cusinati". Il sindaco ha detto di voler impegnare anche la Regione perché
difenda gli interessi del Veneto al Ministero, e ha
ricordato: "Nella mia veste di deputato ha già oltremodo interessato i
colleghi della Lega Nord componenti della Commissione pubblica istruzione di
approfondire la tematica. È in programma per questo, nelle prossime sedute
della Camera, un question time al ministro Maria Grazia Gelmini". Silvano Bordignon
( da "Gazzettino,
Il (Rovigo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Comune, mozione pro tempo lungo Venerdì 6 Marzo 2009,
(C.Z.) "Il tempo lungo e il tempo pieno nelle scuole di Montagnana non
hanno colore politico, ma è una esigenza e una precisa richiesta dei
cittadini". Di questo ne è convinto il sindaco Giuseppe Mossa il quale ha
presentato una mozione in consiglio comunale chiedendo che venga salvato il
tempo pieno nelle scuole del territorio. "Il tempo lungo -ha detto Mossa-,
non è certo uno sfizio ma un'esigenza. Non a caso piu' interventi nel corso
degli anni l'amministrazione comunale ha voluto fare per garantire il servizio
che le famiglie di Montagnana chiedono. Infatti il ridimensionamento del
sistema scolastico rischia di mettere in ginocchio le famiglie montagnanesi con
entrambi i genitori che lavorano e che hanno sempre fatto affidamento sul tempo
prolungato. Ora con le casse del comune vuote, se il tempo pieno venisse meno,
come comune non avremmo le risorse per intervenire. Per questo chiediamo che il
decreto in relazione al tempo pieno della scuola primaria venga ritirato".
In sintonia con il sindaco tutta la minoranza, anche se una distinzione di fondo
-ha sottolineato il capogruppo Maurizia Dosso- va fatta. "E' chiaro che il decreto del ministro Maria Stella Gelmini non ha nulla a che fare con una seria riforma della scuola, ma
risponde soltanto ad una logica di bilancio impartita dal ministero delle
Finanze. Detto questo è giusto anche ricordare che tutte le scelte politiche
hanno una matrice e un colore, e questa scelta di certo non felice porta il
nome del governo centrale attuale: il governo di centrodestra".
( da "Giornale.it,
Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 56 del 2009-03-06 pagina 0 Scuola, dal Cipe via libera
a 1 miliardo di euro di Redazione Il ministro Gelmini:
"E' il risultato della battaglia che stiamo portando avanti". Impegno
del governo a rendere le scuole italiane "più sicure e garantire a tutti il
diritto allo studio". Via libera alla messa in sicurezza degli edifici
scolastici Roma - "Con il via libera del Cipe stamani il Governo ha messo
a disposizione 1 miliardo di euro per l?edilizia scolastica. Questo è il
risultato della battaglia che stiamo portando avanti per rendere le scuole
italiane più sicure e garantire a tutti il diritto allo studio". Il
ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, ha
voluto sottolineare che la sicurezza scolastica è "un tema di primario
interesse strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano l?impegno
del governo Berlusconi in questo campo". Le risorse stanziate dal Cipe Le
risorse a cui il Cipe ha dato il via libera questa mattina si aggiungono -
ricorda il dicastero di viale Trastevere in una nota - a quelle già stanziate
per la messa a norma delle scuole italiane. Le risorse stanziate: -il Piano
triennale di messa a norma degli istituti scolastici voluto dal ministero
dell?Istruzione che ha previsto, grazie anche al contributo delle Regioni e
degli Enti Locali, uno stanziamento di 300 milioni di euro per il 2009 (300
milioni erano stati assegnati anche per il 2008) -altri 20 milioni di euro
annui, tratti dai risparmi delle cosiddette "spese della politica",
sono stati ripartiti in un fondo per l?adeguamento strutturale antisismico
degli edifici scolastici grazie a una intesa raggiunta dalla Conferenza
unificata Stato-Regioni -è stata già avviata la messa in sicurezza dei 100
edifici scolastici con i maggiori problemi sotto il profilo della sicurezza sismica
-il 5% delle risorse del Programma delle infrastrutture strategiche è stato
destinato agli interventi di edilizia scolastica nelle zone a rischio sismico
-è stato rinnovato inoltre il protocollo di intesa tra ministero e Inail grazie
al quale è attivato un ulteriore piano di finanziamento per un importo
complessivo di 100 milioni di euro per l?adeguamento a norma delle scuole di
primo e secondo grado -la messa in sicurezza delle scuole è una priorità del
Governo Berlusconi riconosciuta come tale anche dal Decreto anticrisi che
prevede espressamente l?assegnazione di una quota delle risorse nazionali del
Fondo Aree Sottoutilizzate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4
- 20123 Milano
( da "Mattino,
Il (Salerno)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Saranno più di 1500 i tagli alle cattedre di Salerno e
provincia previsti per il prossimo anno scolastico. Un numero raddoppiato se si
considera che nel corso di quest'anno si sono registrati circa 900 posti in
meno nelle varie classi di concorso. La previsione allarmante viene lanciata
direttamente dai membri provinciali dei Cobas Scuola che definiscono
"drammatica" la posizione di migliaia di docenti precari e non,
presenti nel capoluogo e in provincia. Secondo i Cobas gli
effetti della legge Gelmini ricadranno non solo sul mondo del precariato ma anche su quello
dei docenti ordinari. "Se infatti i precari sono destinati a scomparire -
avverte Alessandro D'Auria, componente provinciale del Comitato di base della
scuola - anche i colleghi titolari rischiano seriamente di rimanere senza
lavoro". La possibilità di trovare, infatti, in prossimità
dell'inizio del nuovo anno scolastico docenti di ruolo in sovrannumero è
quantomai concreta. "Ricordiamo a questi insegnanti che in assenza di
collocazione si rischia il licenziamento dalla scuola - afferma D'Auria -
quindi chi non si è ancora reso conto della gravità della situazione farà bene
nei prossimi mesi a mettere in movimento la macchina della mobilitazione".
Preoccupazione e forte amarezza: sono stati questi sentimenti a caratterizzare
l'assemblea pubblica svoltasi ieri nella sala "Martin Luther King"
della parrocchia del Volto Santo a Pastena e organizzata dai Cobas Scuola. A
prendere parte all'incontro sono stati genitori, alcuni studenti del liceo
classico "F. De Sanctis" guidati dal professore Nello De Bellis e
membri del personale della scuola pubblica. Temi caldi: i tagli agli organici
previsti per i prossimi mesi e la riduzione del tempo scuola. La discussione ha
toccato inevitabilmente la futura introduzione del maestro unico che
"porterà alla eliminazione delle compresenze e quindi a una ingente
riduzione del corpo docente", riferisce Teresa Vicidomini, componente
dell'esecutivo nazionale Cobas Scuola. "La scuola primaria era l'unico
ordine di scuola ancora funzionante - chiude Vicidomini - ora col ritorno
all'insegnante unico di riferimento il governo ha deciso di metterlo in
ginocchio". Si accende intanto la fiamma della protesta dei docenti
precari che hanno programmato per il prossimo 28 marzo una manifestazione
nazionale a Roma con l'obiettivo di confrontarsi sui temi della crisi che ha
inevitabilmente colpito il settore della formazione. Mentre stasera, a partire
dalle 17, Cobas, Rdb ed Sdl si riuniranno in un sit in di protesta sotto
palazzo Prefettura per rivendicare il diritto allo sciopero: nell'occasione
verrà chiesto un incontro col prefetto di Salerno Claudio Meoli. gia. sol.
( da "Mattino,
Il (Benevento)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
MARCO CONTI Roma. I maldipancia sono forti e la voglia di
contarsi molto scarsa, ma la decisione di Silvio Berlusconi di schierare in
lista alle elezioni Europee tutti i ministri sembra ormai cosa fatta. Le
resistenze opposte da più di un interessato quando qualche tempo fa questo
giornale riportò l'indiscrezione, non sembrano superare la voglia del premier
di limitare al massimo le sorprese che potrebbero emergere dal risultato
europeo qualora si lasciassero correre, con il voto di preferenza, tredici
candidati dietro il nome del Cavaliere che guiderà le liste in ogni
circoscrizione. La capacità di An di sommare voti di preferenze alle scorse
Europee fu infatti doppia rispetto a quella di FI. Meglio quindi
"inzeppare" le liste di ministri-candidati che poi si dimetteranno,
che rischiare di vedere stravolto il rapporto di 70 a 30 che dovrebbe regolare
anche la composizione del gruppo Pdl a Bruxelles. I problemi non mancano anche
nella distribuzione dei ministri visto che nel Nord-Est si potrebbero affollare
i ministri Sacconi, Brunetta e Frattini. Nella circoscrizione Centrale, che
comprende il Lazio, potrebbero correre la Meloni, Matteoli e, forse, La Russa.
Dietro la Angelilli, Bartolozzi, Turchi, Antoniozzi, Pallone, Zappalà, Spurria
e Salatto. Al Sud, il ministro Fitto correrà dietro il premier e a seguire
Tatarella, Gargani, Andria, Ermanno Russo e Patriciello. In questi giorni
l'agenda del premier è fitta di appuntamenti legati alle amministrative ed
Europee e all'appuntamento congressuale di fine mese. Ieri a palazzo Grazioli
ha incontrato i ministri La Russa (An) e Calderoli (Lega) e il coordinatore
azzurro Verdini. Sul tavolo il nodo delle candidature e, in particolare il
caso-Brescia, dove il Pdl per la provincia, spinge per Giuseppe Romele, mentre il Carroccio minaccia di andar da solo perché «non
vogliamo l'amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera
uno stretto collaboratore del Senatùr. La querelle non è stata risolta e si
intreccia con un'altra serie di casi ancora aperti, a cominciare dalle doppie
candidatura di Bologna e Firenze (Guazzaloca-Cazzola e Galli-Toccafondi).
Il solo fatto di dover riempire le giornate discutendo di questioni di partito
non fa fare salti di gioia al premier che comincia a dubitare dell'efficacia
del triumvirato (Bondi, La Russa, Verdini), anche perché un analogo esperimento
a quattro, fatto anni fa (Bondi, Cicchitto, Scajola e Miccichè), non diede
risultati brillanti, mentre Verdini non sembra convincere più il Cavaliere.
«Sino alle Europee non si tocca nulla», continua però a ripetere in queste ore
il premier che teme contraccolpi non solo nella scelta di un "primum inter
pares", ma anche nella definizione delle oltre 400 caselle che si dovranno
riempire nel Pdl tra coordinatori regionali, provinciali e comunali. Solo nel
Lazio, che la spartizione assegna ad An, è già aperta la lotta tra Vincenzo
Piso (Alemanno) e Francesco Aracri (Gasparri), mentre in Campania Viespoli
potrebbe farcela con il via libera della Carfagna. Nella speranza di poter
discutere anche dello statuto del partito, che è ancora in gestazione, martedì
si ritroveranno al Capranica tutti parlamentari del Pdl. Un appuntamento che
farà da antipasto alla tre giorni di congresso di fine mese che si aprirà il 27
con gli interventi dei due attuali coordinatori di FI (Verdini) e di An (La
Russa) e si concluderà domenica con il discorso di Berlusconi. Il sabato parleranno
invece i ministri e, in serata, i delegati. A Fini e Schifani, è stato
riservato uno spazio, sabato, di tre quarti d'ora. Ancora avvolto nella nebbia
il ruolo che avrà Fini nel Pdl. L'incarico nel Ppe deve infatti fare i conti
con gli equilibri interni al partito, visto che Berlusconi ha promesso a Mauro
il posto da presidente del Parlamento e a Tajani la riconferma a Commissario
Ue.
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Molti studenti protagonisti di «Studiare l'impresa,
l'impresa di Studiare» proseguiraanno gli studi in ambito universitario, e
troveranno atenei parzialmente modificati. Soprattutto, potranno
scegliere anche in base alle graduatorie di merito introdotte dalla legge Gelmini, approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati lo scorso
gennaio. Gli istituti saranno giudicati in base a parametri definiti dal
Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario statale (Cnvsu) e
dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca. L'analisi
dei due organismi avrà riflessi concreti sull'attività degli atenei. Quelli che
spenderanno più del 90% del fondo di finanziamento ordinario per gli stipendi
avranno preclusa la possibilità di bandire concorsi per docenti, ricercatori o
personale amministrativo. Si tratta di un vincolo non da poco, se si pensa che
un recente rapporto del Cnvsu ha indicato in 26 istituti su 58 quelli che
evidenziano un'incidenza eccessiva dei costi per il personale. Le università
migliori non avranno diritto soltanto a rinfoltire gli organici. Per quelle con
valori più elevati in ordine a «offerta formativa, qualità della ricerca
scientifica, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche» è stabilito un
incremento di risorse pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario e del
fondo straordinario della Finanziaria 2008. I giovani potranno quindi
indirizzare le loro scelte verso atenei che avranno ricevuto una consacrazione
pubblica per elevati standard qualitativi. La Gelmini
prevede anche un diverso sistema di scelta dei professori universitari.
Ordinari di cattedra e associati saranno selezionati da una commissione formata
da cinque componenti di cui uno solo nominato dalla facoltà cha avrà richiesto
il bando, mentre gli altri quattro verranno sorteggiati tra un elenco di
ordinari del settore scientifico-disciplinare in questione. Un sistema simile,
nell'intento di assicurare maggiore trasparenza ai concorsi, caratterizzerà la
selezione dei ricercatori. Aumentano, inoltre, le borse di studio per gli
studenti e sono finanziati ulteriori 1.700 posti nelle residenze universitarie.
( da "Virgilio
Notizie" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
(ASCA) - Roma, 6 mar - Definire gli aspetti organizzativi
del congresso costitutivo del Popolo delle Liberta' che si svolgera' a Roma dal
27 al 29 marzo prossimo. Sarebbe questo l'oggetto di un vertice che si e'
svolto a Palazzo Grazioli subito dopo il Consiglio dei
ministri e che ha visto coinvolti alcuni ministri di Forza Italia
(dell'Istruzione Gelmini, dei Beni culturali Bondi, degli Affari regionali Fitto, dei
Rapporti con il Parlamento, Vito) e il capogruppo del Pdl al Senato Gaetano
Quagliariello insieme al coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini e al
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti.
Durata oltre due ore, la riunione e' servita, secondo uno dei partecipanti, a
''fare il punto della situazione in generale e in particolare sul congresso del
Pdl per il quale abbiamo definito alcuni aspetti organizzativi''.
( da "KataWeb
News" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola
Specializzandi: Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace
ritardo 6 marzo 2009 alle 16:19 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Il concorso
per l'accesso alle scuole di specializzazione medica si farà a giugno prossimo
con tre mesi di ritardo rispetto al 2008: dispiace il ritardo che si aggrava
per chi laureatosi regolarmente deve utlteriormente aspettare in ragione del
ritardo. Lo afferma il Presidente del Cun, Consiglio Universitario Nazionale,
Andrea Lenzi per il quale, "l'iter per la pubblicizzazione del bando di
concorso da parte del Miur, ora prevede la definizione dei contingentamenti --
quanti cardiologi o gastroenterologi -- da parte della Conferenza Stato-Regioni
il 19 marzo prossimo". Insomma, salvo imprevisti, il concorso per i 5000
posti alle scuole di specializzazione si farà a giugno. "Ma -- obietta il
Presidente Nazionale del Sigm, Segretariato Italiano Giovani Medici, Walter
Mazzucco -- la specializzazione è un prerequisito essenziale per accedere al
ruolo di dirigente medico ed il ritardo nell'accesso alla formazione implica un
ritardo al mondo del lavoro: ogni mese che passa senza contratto è un mese
perso, un danno non solo formativo". Dal Ministero dell'Università (Miur)
competente assieme al Welfare, vengono rassicurazioni sulla pubblicazione dei
bandi entro la prima decade di Aprile 2009, fermo restando
"l'impegno" a trovare un accordo con le Regioni in sede di Conferenza
Stato Regioni. "Siamo nelle mani dell'alta burocrazia ministeriale che
decide spesso senza criteri sulle pelle dei giovani medici -- aggiunge Mazzucco
-- come è stato per gli accorpamenti delle scuole di specializzazione fra
regioni diverse e nella stessa regione: non siamo contrari a questa riforma ma
non la si può calar dall'alto a ridosso del concorso". Dunque, forte
perplessità sull'applicazione degli accorpamenti delle
scuole di specializzazione per il corrente anno accademico: "anche se
abbiamo registrato l'apertura del Miur a limitare l'entità della
razionalizzazione, in funzione delle specificità regionali -- conclude Mazzucco
-- Ci appelliamo al Ministro Gelmini affinché queste
dichiarazioni si traducano in atti concreti ed alle Regioni perché non
ostacolino ulteriormente l'iter". AGI
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il «tempo pieno», che non piace al
ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di Asti, che, come nel resto
dell'Italia, hanno scelto l'orario lungo della scuola elementare, perché
rispondente alle loro esigenze e a quelle dei bambini. La scuola elementare a
tempo pieno funziona bene, è un servizio educativo essenziale, pensato con
adeguati tempi di formazione e di apprendimento. Così le famiglie ne
chiedono la conferma, anche quando i governanti riducono i finanziamenti. I
dirigenti scolastici hanno detto che sarà però molto difficile garantire le
richieste dei genitori perché i tagli ridurranno il numero dei docenti, quindi
si dovrà fare a meno della compresenza degli insegnati sulla stessa classe, che
attualmente permette l'organizzazione di certe attività, visite esterne,
sperimentazioni, che dal prossimo anno potrebbero essere abolite per causa di
forza maggiore. La giustificazione del ministro è nota: meglio il maestro unico
perché due insegnanti per classe con competenze diverse sono troppe per la
mentalità del bambino, creano confusione. Giustificazione davvero infondata,
tanto che i genitori non ne hanno tenuto in alcun conto. Spesso il ministro
dell'istruzione è stato definito da studenti burloni della distruzione, ma
questa volta è proprio così, distruzione della scuola pubblica.
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
RIFORMA GELMINI. UN CLAMOROSO
RISVOLTO VERCELLESE Ipsia Lombardi, scuola dei Lucignoli [FIRMA]GLORIA POZZO
VERCELLI Il ministro Gelmini rispolvera il cinque in condotta? Un motivo ci sarà, viene da pensare, almeno dopo
una prima occhiata ai numeri. Che parlano di 35 mila insufficienze in tutta
Italia. Una sessantina a Vercelli. Con una
particolarità: 55 sono raggruppati in una sola scuola. E' l'Istituto
professionale per l'industria e l'artigianato (Ipsia) «Lombardi», dove a
ritrovarsi con il 5 in condotta è stato quasi il 10
per cento degli alunni, visto che la scuola ne conta esattamente 600. Una vera
e propria ecatombe nelle prime classi, dove su 155 allievi le insufficienze in condotta sono state addirittura 21: un 13 per cento di
quattordicenni davvero impossibili. Dodici su 146 i cinque nelle seconde
classi, 9 nelle terze (su 123 allievi), 10 nelle quarte (su 90 allievi), mentre
nelle ultime classi i cinque in condotta sono tre su
86. Ma che cosa avranno mai fatto di così terribile tutti questi ragazzi? «Il
cinque non è quasi mai frutto di un solo episodio - spiega il preside Silvano
Gardinale -, ma di una serie di comportamenti scorretti reiterati nel tempo:
atti di vandalismo nei confronti di oggetti e persone, risse dove a volare non
sono soltanto le parole, ma soprattutto insulti e parolacce. Verso i
professori, e in qualche caso anche nei miei confronti». Nessuno di questi 55
ragazzi è mai arrivato ai 15 giorni di sospensione indicati dal ministero, ma i
provvedimenti sono stati parecchi, e si è arrivati anche ai dieci giorni di
allontanamento dalla scuola. «Certo non si tratta di numeri irrilevanti -
ammette il preside -, ma abbiamo colto l'occasione fornita dal nuovo decreto
per tentare di dare un segnale forte ai ragazzi e alle loro famiglie: gli anni
scorsi questi 5 sarebbero stati dei 6 o dei 7, e avrebbero fatto meno clamore.
Ma in questo modo speriamo anche di ottenere migliori risultati nel secondo
quadrimestre». Va ricordato che fino ad oggi il voto in
condotta ha avuto solo un valore simbolico, non determinante ai fini
della promozione o della bocciatura. Anche il ragazzo più maleducato, insomma,
se portato in consiglio di classe con un 7 o addirittura un 6, poteva confidare
nella promozione grazie alla media dei voti nelle altre materie. Da quest'anno
invece il voto in condotta farà media, e con un 5 nel
secondo quadrimestre sarà automatica la bocciatura. E' la prima volta che i
prof. possono ricorrere a questo voto, frutto di un
provvedimento introdotto a gennaio proprio a ridosso degli scrutini, e per
questo oggetto di diverse interpretazioni.
( da "Trentino"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Matteo Cassol Al Floriani ben tre allievi su quattro in
difficoltà Un po' meglio liceo e Gardascuola: anche qui, però, percentuali
forti di insufficienze L'esito del primo quadrimestre nelle scuole superiori
della Busa è più disastrato che a Trento (anche se migliore che nel resto
d'Italia). La scure dei professori durissima soprattutto nelle prime RIVA. Gli
studenti altogardesani? Messi maluccio, cioè asini: ma, rispetto ad altri, non
troppo. Come i colleghi del capoluogo trentino, gli iscritti alle scuole superiori
di Riva e dintorni dopo gli scrutini del primo quadrimestre si dimostrano
tutt'altro che privi di lacune, anche se mediamente meno disastrati di quel che
si registra a livello nazionale. Complessivamente in Busa il numero di ragazzi
con almeno un' insufficienza (in prospettiva equivalente a un debito formativo,
da recuperare con gli esami di riparazione se fosse stata adottata anche in
provincia la riforma dell'ex ministro Fioroni in vigore altrove, e - in quinta
- alla mancata ammissione all'esame di Stato) è inferiore alla linea di
tendenza nazionale che vede nei guai il 72% degli scrutinati; non sfugge però
come anche in zona non manchino i punti dolenti. A togliere le castagne dal
fuoco sono il liceo Andrea Maffei e l'istituto Gardascuola, mentre all'istituto
Floriani il dato è particolarmente pesante. Relativamente disciplinato appare
il primo (considerando classico, scientifico, linguistico e pedagogico
assieme), con "solo" - ma pensandoci non è affatto poco - il 47,78 %
di insufficienti; quasi in sintonia con Trento e il suo 62 % di problematici il
secondo, con due studenti su tre a piangere per almeno una voce in pagella; tra chi frequenta la struttura di viale dei Tigli,
invece, a capitolare al momento del giudizio di metà anno è il 75,12 % dei
ragazzi (oltre tre su quattro), con un picco del 76,55 negli indirizzi
commerciale e geometri considerati unitariamente, mentre all'Iti si
"scende" al 74,09. Mano leggera da parte dei docenti, invece, per
quel che riguarda il voto di condotta,
dove non è fioccato alcun cinque (ma anche pochissimi sette, a dirla tutta),
forse se non soprattutto in virtù del fatto che - come quelli del suo
predecessore - anche i dettami dell'attuale titolare dell'istruzione
Gelmini (col comportamento che fa media e può costare l'anno) da queste
parti in virtù dell'autonomia sono rimasti lettera morta. Tornando al profitto
prettamente didattico, in crisi risultano soprattutto i "primini":
all'indirizzo tecnico-turistico di Gardascuola il campanello dall'allarme suona
per l'82% (anche se nell'anno inaugurale del liceo
scientifico-infermieristico della cooperativa arcense i rimandati virtuali
calano al 54%), mentre al liceo è il 56% dei novellini ad avere motivi di
grattacapo: tutto normale - spiega però la vicepreside - perché ci sono sempre
quelli che forse si sono sopravvalutati e di lì a poco dopo la batosta
cambieranno aria. Via via che passano le stagioni e la selezione naturale ha
fatto il proprio corso, effettivamente, le cose migliorano: al Maffei gli
insufficienti sono il 50,29 percento in seconda, il 50 in terza, il 42,42 in
quarta e il 36,96 in quinta. Le materie più ostiche per i liceali rivani,
considerando quelle comuni tra tutti gli indirizzi? Matematica (il 28 % ci
capisce poco), latino (25 %), inglese (21 %), italiano (12%) e storia (6,4%).
Uno su cento manca la sufficienza persino in ginnastica.
( da "Gazzetta
di Modena,La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Le pagelle delle scuole medie «5»
in condotta per 34 alunni Pagelle: quasi la metà degli alunni
modenesi che frequentano le scuole medie ha almeno una insufficienza; meglio
invece se così si può dire dal punto di vista della condotta scolastica. L'Ufficio Scolastico Provinciale di Modena ha diffuso ieri i dati
relativi agli esiti degli scrutini intermedi inerenti alla scuola secondaria di
primo grado sia statale che paritaria. E se la situazione per le superiori era
abbastanza critica - lo ricordiamo su 28.454 studenti scrutinati, quasi 20 mila
con insufficienze - di certo alle medie non ridono. Su un totale di 18.628
alunni scrutinati - 18.067 dei quali, frequentanti la scuola secondaria di
primo grado statale, mentre 561 quella paritaria - 8234 hanno riportato
insufficienze: 8068 studenti delle secondarie statali, 156 gli altri. I non
classificati invece sono stati 176. Prendendo in esame invece l'aspetto
comportamentale, la cosiddetta condotta per
intenderci, parametro che nelle superiori modenesi ha segnato un vero e proprio
boom negativo con 172 alunni, le cose vanno un po' meglio. Nelle scuole medie
infatti i casi che hanno riportato la non sufficienza solo nel comportamento
sono stati "solamente" 34 - tutti in scuole secondarie di primo grado
statali (le altre si fermano allo 0...) - mentre 163 quelli che oltre al voto negativo in condotta,
risultano essere insufficienti almeno in altre tre materie. (fili.pe.)
( da "Alto
Adige" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
A PROPOSITO DI STUPRI La petizione di principio, un
classico errore maschile LIDIA MENAPACE Tutto rosso è il sangue umano e tutto
umano è», scrive un poeta senegalese, e credo valga anche per il Dna. La storia
di cercar di identificare "scientificamente" appartenenze biologiche
alle "razze", che è un nonsenso scientifico, indica che ci si muove
sul terreno dei più vili e pericolosi pregiudizi. La cosa viene da lontano,
come il dire che tutte le donne sono puttane, o "porca Eva", così che
tutti i Neri sono sporchi, gli Ebrei avari, i Gialli infidi e gli Arabi poi
depositari di ogni crudeltà, sorpassati solo dai Romeni detti anche Rom, che è
persino un'altra cultura. Questo è già razzismo, cioè rendere uno o una
sospettabile di qualcosa, non perché ci sono indizi o prove che l'abbia fatta,
ma per quello che è. E se non si vince fino in fondo, non si sradica dalle
fondamenta qualsiasi traccia di pregiudizio legato a ciò che siamo, il
pregiudizio riciccia nelle forme più inverosimili, così gli Italiani migranti
erano discriminati e noi discriminiamo gli immigrati, gli Ebrei furono
sottoposti alla Shoà e ripetono lo sterminio a Gaza. Per un certo periodo
sembrò che il furto fosse ignoto in Italia e che ce lo avessero portato gli
Albanesi. Adesso si vuol far credere che lo stupro è caratteristico di un
gruppo culturale umano e si cerca di "dimostrarlo" in un modo che fa
fare solo brutti inquinanti errori. Si chiama "petizione di
principio" ed è uno dei più noti errori di logica classica: una cosa
inventata dagli uomini, che sono campioni "a prescindere" di
razionalità (altro diffuso pregiudizio). Lo stupro è in ogni cultura, più in
quelle stanziali e fondate sulla proprietà (anche la donna è merce e deve
essere "nuova"), era considerato e persino sancito come un diritto
degli eserciti vittoriosi, e diffuso nelle famiglie a motivo del loro
ordinamento patriarcale, col padre investito della patria potestà se arbitro di
vita e di morte sui figli. E' stato fino a pochi decenni fa coperto dalle
leggi: in Italia, "patria del diritto", era un reato contro la morale
e non contro la persona e comportava indagini sulla moralità della vittima (la
donna provoca, mente e simula!). E per ottenere che il parlamento italiano
votasse una legge che lo definisce un reato contro la persona, ci sono volute
un milione di firme raccolte da associazioni di donne sotto un testo di
iniziativa popolare e ben due legislature, con un tenace impegno di donne
parlamentari. Infine il parlamento italiano si sentì "costretto" ad
approvare una legge contro la violenza sessuale che è una delle migliori in
Europa. Naturalmente se nella polizia e nella magistratura permangono i
pregiudizi che uno stupratore è per forza romeno e una donna provoca se gira
senza una ronda di scorta, non si fa un passo avanti, anzi si rotola indietro.
Considero un enorme vanto civile che noi donne del Comitato per la legge non abbiamo
voluto allora un inasprimento delle pene, perché abbiamo sempre confidato in e
voluto un mutamento di cultura e non un incrudimento repressivo. La Gelmini, sempre più Beata Ignoranza, presentando la sua "nuova
materia", da non confondere - dice lei - con la "vecchia educazione
civica" perde una splendida occasione: tra tutte le cose che elenca sotto
il titolo della nuova materia scolastica, non pensa nemmeno per sbaglio di
citare l'informazione sessuale e la lotta contro il pregiudizio e il razzismo.
Peccato! l'avrei applaudita, anche col rischio di farmi male (al cuore).
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
MERCOLEDI' INCONTRO TRA IL PREMIER E IL PRESIDENTE DELLA
CAMERA Pdl, scoppia la grana delle poltrone La fusione dimezza i posti ma i
finiani alzano il prezzo: sei regioni tra cui il Lazio [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Il
congresso del partito al potere, il Pdl, che pesa quanto la Dc dei tempi d'oro,
sarà tra 20 giorni. Ma per ora si sa solo che andrà in scena alla nuova Fiera
di Roma. Il resto è tutto da inventare. Parola di Berlusconi, intercettato dai
cronisti dopo un controllo al ginocchio: «Volete sapere se faremo tre
coordinatori nazionali? Ne stiamo parlando, non ci sono conclusioni al
riguardo. Candideremo i ministri alle Europee? E' un argomento ancora da
trattare, così come l'intero piano delle candidature». Il bello è che
Berlusconi dice la verità: manca il copione, la fusione tra Forza Italia e An
entra nella fase cruciale senza un'idea chiara del come. Manovra politicamente
rischiosa. Tutto verrà deciso col fiatone. Mercoledì il Cavaliere si vedrà con
Fini. A sera terrà un summit dei fedelissimi, con grande dispiacere di quanti
preferirebbero godersi le sfide della Champions. Riferirà l'esito del match col
presidente della Camera, accoglierà suggerimenti sul tipo di congresso da
svolgere, dal frullatore di idee qualcosa forse prenderà forma. L'unica cosa certa
è che Berlusconi coltiva idee grandiose sul partito e sul suo atto di nascita.
Non vuole che somigli neppure lontanamente a un congresso tradizionale. Ieri a
pranzo coi suoi discepoli (da Bondi alla Gelmini, da Fitto a Cicchitto, da Alfano a Verdini) il premier ha
vagheggiato un evento destinato a colpire l'immaginario collettivo. Bonaiuti,
il portavoce, ne fornisce una versione sobria: «Il presidente immagina un
congresso proiettato verso il futuro, attento alle richieste dei giovani, delle
donne e in stretto raccordo col mondo produttivo...». Tradotto in
concreto: dalle prime file della platea, via la nomenklatura, solo ragazzi e
ragazze festanti. E soprattutto, la parola a gente pescata nella società
civile: niente più passerella di notabili, basta con la fiera delle vanità, i
ministri coordinino dei gruppi di lavoro dove i delegati possano offrire
suggerimenti concreti. «Silvio», l'hanno lodato i più esperti tra gli apostoli,
«è un progetto meraviglioso, ma noi dobbiamo fare i conti con An che è un partito-partito,
questo fine settimana terrà i congressi provinciali per eleggere i delegati,
mai accetteranno di annegare in una manifestazione del genere». Già, l'orgoglio
di An. Mercoledì, a pranzo da Gianfranco, Silvio sonderà fino a che punto il
presidente della Camera vorrà mettere i bastoni tra le ruote (tra parentesi:
quando concedergli il palcoscenico? E perché a lui sì, per dire, e a Tremonti
no?). Finirà con un punto di mediazione, saranno assise un po' rivoluzionarie e
un po' vecchia maniera. Altra grana: le poltrone regionali. Venti i
coordinatori forzisti, altrettanti quelli di An. Causa fusione, dovranno
dimezzarsi. A Forza Italia ne spettano 14, ai finiani 6. Questi ultimi però non
chiedono il Molise o il Trentino: vorrebbero i coordinatori di Lazio, Campania,
Sicilia, Puglia e magari Lombardia. Dietro le quinte lo scontro è duro, per
evitare spargimenti di sangue prende corpo l'idea del rinvio, le nomine dopo il
congresso. Sulle candidature alle amministrative siamo (confida Calderoli) «al
carissimo amico». Perfino dove potrebbero decidere i forzisti da soli, ad
esempio per il sindaco di Firenze, il parto è laborioso. L'ultimissima è che
pare spuntarla Galli, l'ex portiere del Milan. Oltre al sostegno di Verdini,
pare adesso ci sia l'autorevole benestare di Bonaiuti. Insieme proveranno a
superare le resistenze del Cavaliere, che una volta sarebbe stato entusiasta di
un campione della pedata. Ma i tempi sono cambiati.
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
RIVOLI DOPO LA PERIZIA CHE HA
ESCLUSO LA FATALITÀ NEL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO LA FAMIGLIA SCAFIDI VUOLE
GIUSTIZIA Gelmini: "Intitoliamo il Darwin a Vito"
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
La madre della vittima «Chi dirige una scuola non può
limitarsi a dare il bianco» [FIRMA]PATRIZIO ROMANO RIVOLI Il liceo scientifico
Charles Darwin di Rivoli verrà intitolato a Vito Scafidi, lo studente ucciso
nel crollo del controsoffitto nella sua aula il 22 novembre scorso. Questo il
desiderio del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Ho conosciuto i genitori - dice la Gelmini -, due
persone meravigliose che stanno affrontando con grande dignità la tragedia che
li ha colpiti. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo gli enti locali e
l'associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato l'istituto che ha
frequentato e dove, purtroppo, ha perso la vita». E nel contempo
annuncia un pacchetto di risorse destinato, dopo il via libera del Cipe,
all'edilizia scolastica. «È una decisione che conferma l'impegno dedicato dal
Governo a questa questione - sostiene il ministro -, che per noi è stata sin
dall'inizio prioritaria». La notizia arriva nel giorno in cui Fortunato e
Cinzia, genitori di Vito, hanno sciolto il loro silenzio e hanno rilasciato
un'intervista presso lo studio dei loro legali. Una conferenza stampa per far
sapere che i periti del Politecnico, su incarico della magistratura, hanno
confermato il loro sospetto, la loro certezza di sempre. La morte di Vito non è
stata una fatalità. E la scelta della Gelmini li
colpisce e li emoziona. «È una gran bella persona - confessa il papà -, ha
cuore. L'abbiamo incontrata diverse volte in forma privata. È molto umana». Ma
la mente ritorna a quanto poteva essere fatto per salvare il loro ragazzo. «Io
sono una mamma - dice singhiozzando Cinzia -, controllo i miei figli e vedo se
c'è un problema, un pericolo. Penso che chi dirige una scuola dovrebbe fare
altrettanto e non accontentarsi di dare il bianco ai muri. Perché il Darwin era
come una donna, bella all'occhio, ma se le togli il trucco...». Ora aspettano
l'evolversi dell'indagine. «Abbiamo fiducia nella magistratura - conferma il
papà -, troverà i responsabili e ognuno si dovrà assumere le proprie colpe». A
precisare cosa avverrà è l'avvocato Luigi Giuliano. «Dopo questa perizia -
afferma - credo ci saranno delle iscrizioni nel registro degli indagati. Chi
possono essere i responsabili? Non tocca a noi sostituirci alla magistratura».
Ma sul capitolo risarcimenti sono ferrei. «La famiglia Scafidi non ha mai
parlato di richieste di danni né di soldi, mai - rimarca l'avvocato Renato
Ambrosio -. Ciò che preme ai genitori è accertare le responsabilità e
individuare i diritti violati». Solo giustizia per la morte di Vito, che non
potrà essere archiviata come una triste fatalità.
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
GELMINI INCHIESTA LOMBRIASCO
All'interno «Intitoliamo a Vito il liceo Darwin» Angelo Soria dava soldi
pubblici al suo socio Va male a scuola quattordicenne giù dal terzo piano Rissa
per l'eredità: dieci arresti Patrizio Romano Tropeano e Zanotti Massimiliano
Peggio Botte e insulti tra figli e figlie per le catenine della mamma Niccolò
Zancan
( da "Giornale
di Brescia" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 07/03/2009 testata: Giornale
di Brescia sezione:in primo piano L'intervista Gelmini
«L'edilizia scolastica è prioritaria» BRESCIANon solo cantieri, ma anche soldi
per gli edifici scolastici che devono essere ristrutturati e messi in
sicurezza. Nella riunione del Cipe di ieri mattina è stato stanziato un
miliardo di euro per rendere più sicure le scuole italiane. Si tratta di
una battaglia personale del ministro bresciano all'Istruzione, Mariastella Gelmini che da giugno del 2008, a pochi giorni dalla sua
nomina ha iniziato a chiedere lo stanziamento di fondi per migliorare di fatto
la qualità della vita degli studenti. Ma ottenere un miliardo di euro non è
stato assolutamente facile, visto che con l'avvicinarsi della riunione del
Comitato interministeriale per la programmazione economica ci sono state molte
pressioni per «spostare» i fondi ad altre voci piuttosto che sull'edilizia
scolastica, ma su questo il ministro sembra essere stato irremovibile ribadendo
con forza una linea politica subito ribadita dall'insediamento al Dicastero.
Che significato lo stanziamento del Cipe? «Questo è il risultato della
battaglia che stiamo portando avanti per rendere le scuole italiane più sicure
e garantire a tutti il diritto allo studio. La sicurezza scolastica è un tema
di primario interesse strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano
l'impegno del governo Berlusconi in questo campo». Il tragico incidente
dell'istituto di Tivoli in cui ha perso la vita uno studente può aver avuto un
effetto su questo? «In questo momento il mio pensiero va alle piccole vittime
di San Giuliano di Puglia e a Vito Scafidi. Di Vito ho conosciuto i genitori,
due persone meravigliose che stanno affrontando con grande dignità la tragedia
che li ha colpiti. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo gli Enti
locali e l'Associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato
l'istituto che ha frequentato e dove, purtroppo, ha perso la vita» Il Ministero
sta monitorando la situazione delle scuole italiane? «Dal giugno scorso abbiamo
avviato un programma di indagine per censire lo stato di tutte le scuole
italiane. A fine 2008 abbiamo concluso la parte dell'anagrafe dell'edilizia
scolastica riguardante gli elementi strutturali, ed entro l'inizio dell'estate
concluderemo l'indagine per gli elementi non strutturali delle scuole. A quel
punto si deciderà come e dove intervenire a seconda delle urgenze rilevate». Ci
saranno fondi anche per Brescia e più in generale per la Lombardia?
«Sicuramente tra gli stanziamenti ci saranno anche fondi destinati alle scuole
lombarde e bresciane». Quali sono stati i passaggi per arrivare al risultato di
ieri? «Lo stanziamento del Cipe è stato il risultato finale dopo una serie di
incontri e di tavoli che il Ministero all'istruzione ha tenuto con gli Enti
locali: i Comuni, le Province e le Regioni. Abbiamo cercato un accordo con
tutti, con la convinzione che la sicurezza scolastica non sia né di destra né
di sinistra, ma una priorità dell'intero Paese. La sicurezza degli edifici
scolastici è un tema cruciale, una priorità assoluta perché riguarda oltre 9
milioni di persone tra studenti e lavoratori». c. m.
( da "Giornale
di Brescia" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Edizione: 07/03/2009 testata: Giornale
di Brescia sezione:la città Incontro Arcai-Gelmini: impegno
comune per Brescia Nei giorni scorsi l'assessore all'Istruzione del Comune
Andrea Arcai ha incontrato il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Motivo dell'incontro: discutere sulle problematiche legate alla
scuola di Brescia e al sistema scolastico locale. «C'è tutta la volontà
di lavorare congiuntamente per la scuola bresciana - ha spiegato l'assessore
Arcai - e il ministro Gelmini si è mostrata profonda
conoscitrice della realtà locale. Ha ascoltato con grande disponibilità le
proposte e le iniziative suggerite, pertanto intende porre grande attenzione
alle necessità del mondo scolastico bresciano, con particolare riferimento ai
problemi finanziari delle scuole e alla necessità di garantire il tempo pieno a
quelle famiglie che ne hanno fatto richiesta». Un primo incontro a cui ne
seguiranno altri. L'assessore Arcai e il ministro Gelmini
hanno precisato che quello avuto è stato solo una prima occasione di dialogo
costruttivo a cui ne seguiranno altre sulle problematiche legate alla scuola
bresciana per la quale, ha sottolineato l'assessore Arcai «il ministro Gelmini intende spendersi con tutta l'autorevolezza del
ruolo che ricopre».
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
«La prima non si tocca» Soave, ma all'elementare ci sono
solo 8 iscritti PORTO MANTOVANO (Soave). Le famiglie non ci stanno, il paese
non ci sta. La notizia che la scure del ministro Gelmini potrebbe abbattersi sulla prima elementare di Soave sta
provocando reazioni e proteste. Il problema sarà affrontato in un'assemblea che
i genitori hanno convocato per lunedì alle 21 alla scuola. Gli iscritti al
prossimo anno scolastico sono 8, troppo pochi per istituire una classe secondo
i dettami del decreto ministeriale, che di alunni ne impone almeno 15.
Leggendo però le proiezioni demografiche si evince come il deficit sia limitato
alla sola annata 2009/2010, in quanto negli anni successivi i numeri si
presentano ampiamente superiori: venti alunni nel 2010/11, diciotto nel
2011/12. C'è di più. Il plesso attualmente conta 75 iscritti, ben al di sopra
dei 50 imposti per la sopravvivenza. La scuola dunque è viva e vitale, come lo
è il paese che secondo il nuovo Pgt comunale sarà oggetto di un consistente
piano di espansione urbanistica, con la destinazione di 78mila mq attualmente
occupati dalla ex Facep ad area residenziale, commerciale e di servizio.
Un'ulteriore crescita demografica è nelle previsioni, dunque, e nuovi abitanti
richiedono non solo una conferma, ma un consolidamento dei servizi. Nei giorni
scorsi si è tenuto un incontro alla direzione didattica per delineare le
soluzioni possibili. Presenti i genitori, i docenti e il dirigente scolastico,
assente il Comune, sono state indicate due vie percorribili: offrire un orario
scolastico di 30 ore settimanali con due rientri pomeridiani e il sabato a
casa, oppure istituire una classe a tempo pieno - 40 ore con mensa -, cercando
di far convergere su Soave gli alunni in esubero a Porto. L'idea è quella di
creare un ulteriore valore aggiunto per la scuola soavese, che di suo
rappresenta un realtà d'eccellenza: una media di 15 alunni per classe contro i
26 di Porto, classi spaziose, laboratorio di informatica, palasport e
biblioteca comunale in diretto collegamento con la scuola e a disposizione per
progetti in orario scolastico, una didattica mirata in tempi distesi,
l'opportunità di interagire con la comunità grazie alla collaborazione con
l'associazionismo. Secondo fonti vicine all'amministrazione, il Comune avrebbe
espresso la disponibilità a istituire un servizio di trasporto gratuito da
Porto a Soave.
( da "Tribuna
di Treviso, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Studenti, genitori e insegnanti contro la Gelmini In 500 ieri in centro storico, contro i tagli e a difesa del
tempo pieno Studenti, genitori e insegnanti si sono ritrovati uniti per
protestare contro la riforma della scuola. E' accaduto ieri pomeriggio per le
vie del centro, dove ha sfilato il corteo, quasi 500 persone, indetto dai
sindacati in occasione del dibattito parlamentare che si sta svolgendo in
questi giorni sui tagli all'istruzione pubblica. La manifestazione si è
conclusa in piazza dei Signori, dove si è tenuto un comizio per incitare
studenti, genitori e insegnanti a far sentire la loro voce. La manifestazione,
a cui ha aderito un buon numero di partecipanti, è stata indetta da Cgil, Cisl,
Uil e Gilda e ha visto anche la partecipazione del «Comitato dei genitori delle
scuole di Treviso» e dell'«Unione degli studenti», di cui si è fatto portavoce
Marco Zabai, rappresentante degli alunni del Canova. Unite dallo slogan «Non
rubateci il futuro», le varie parti della protesta si sono espresse a favore
del mantenimento del tempo pieno e prolungato e della compresenza di più
insegnanti per ogni classe e hanno criticato i tagli alle risorse e
all'istituzione delle classi ponte per gli stranieri. (c.f.)
( da "Gazzetta
di Mantova, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
La rabbia e i sogni di Anna Adamolo Così gli studenti
raccontano l'Onda è uscito "Sono Anna Adamolo", il libro edito da Nda
Press che racconta aspirazioni rivendicazioni dell'Onda anomala, il movimento
studentesco che quest'autunno ha riempito le piazze per opporsi alla crisi e ai
tagli a scuola ed università pubbliche. Sono stati gli stessi studenti del
centro sociale milanese Cantiere, dei collettivi studenteschi di Milano, Pisa,
Trento e molti altri che hanno vissuto la mobilitazione a scrivere questa
storia, che racconta anche la nascita di Anna Adamolo (anagramma di "onda
anomala"), alter ego e "ministra dell'istruzione" del movimento,
eletta al posto della Gelmini. Tra loro anche una studentessa mantovana di vent'anni, che
frequenta Scienze Politiche alla Statale di Milano e fa parte del Collettivo,
Margherita, che racconta come «scrivere questo libro non sia un modo di porre
la parola fine alla nostra esperienza, ma di offrire uno spaccato su tutti i
pensieri e la complessità che abbiamo sviluppato durante i mesi di
mobilitazione, al di là degli slogan che tutti conoscono». "Sono
Anna Adamolo" è un racconto scritto più a mani, con l'aiuto anche di
gruppi di artisti che hanno curato le grafiche, ricercatori e docenti precari,
tecnici amministrativi e altre realtà che hanno composto parti del libro
secondo le proprie esperienze. «E, d'altra parte, lo stesso personaggio
multiforme di Anna Adamolo è nato da un impulso rigorosamente comune», spiegano
Agnese, un'altra studentessa che ha seguito tutta la creazione del volume. La
prima apparizione di Anna Adamolo è stata il frutto di un hacking sul sito
ufficiale del dicastero della Gelmini, progettato su
scala internazionale. Da allora sul blog della "ministra"
dell'Istruzione dell'Onda (www.annaadamolo.noblogs.org) chiunque può raccontare
la propria storia di vita e protesta come Anna Adamolo. Il libro sarà
presentato in tutta Italia con performance e in forme sempre diverse, aperta ai
nuovi spunti e alle esperienze di movimento. «Portiamo avanti quest'esperienza
in modo così variabile e collettivo - chiariscono i ragazzi del Cantiere -
perché per sua stessa definizione questo personaggio è un immaginario non
domato, è tutti noi e l'emblema del rifiuto di arrenderci a chi, colpendo
scuola e univeristà, mina alle basi il nostro futuro».
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'IMPEGNO. Coldiretti oltre la direttiva-nitrati
Zootecnia, azione a tutto campo «per le aziende» di Claudio Andrizzi Coldiretti
scende in campo con un'azione a 360 gradi per bloccare la direttiva nitrati, la
cui applicazione minaccia il 55% delle aziende zootecniche bresciane. È la
principale novità annunciata dal presidente della Federazione provinciale,
Ettore Prandini, durante un incontro con la stampa. «È la grande emergenza del
settore, e la nostra organizzazione è mobilitata su più fronti - ha spiegato
Prandini -. Il primo obbiettivo resta quello di andare in pressing sulla
Regione per spostare la scadenza del 30 aprile, entro la quale le aziende
dovrebbero presentare la documentazione legata alla normativa: un termine che
le 22 mila imprese lombarde non saranno in grado di rispettare, quindi va spostato
almeno a giugno». Ma l'attenzione è concentrata sulla ridiscussione della
direttiva: anche su questo fronte Coldiretti è mobilitata. «Da una parte
abbiamo avviato un tavolo con il ministro Zaia per concordare il percorso di
revisione di un provvedimento vecchio di 20 anni e quindi non più credibile -
ha aggiunto Prandini -. Dall'altro, grazie all'appoggio del vicepresidente del
Parlamento Europeo, Mario Mauro, stiamo cercando di creare una coalizione di
Paesi europei che condividano la nostra posizione e siano quindi favorevoli a
rimettere in discussione la normativa». Quindi niente proroghe e niente
deroghe, ma revisione radicale: una strada obbligata che, secondo Prandini, è
condivisa anche dal ministro, Luca Zaia, ed è supportata da ricerche secondo le
quali i parametri della direttiva sono ormai superati. Obiettivo rivolto,
comunque, anche alla questione legata al decreto Quote latte e alle polemiche
fra organizzazioni che ne sono seguite. «Polemiche che non vogliamo riaprire:
ci limitiamo a riportare quanto dichiarato dal senatore Scarpa Bonazza,
relatore del provvedimento: ha detto che il merito dell'approvazione
dell'emendamento sulla rinuncia al contenzioso va alle organizzazioni agricole,
in primis a Coldiretti - ha detto Prandini -. Ora però il vero problema è
quello di non abbassare la guardia in occasione del passaggio alla Camera,
nell'ambito del quale vanno apportate altre modifiche, ad esempio
l'innalzamento del fondo almeno fino a 50 milioni di euro». Ma Coldiretti sta lavorando anche su altri fronti: quello
dell'indicazione obbligatoria dell'origine della materia prima per tutti gli
alimenti italiani («Siamo vicini al traguardo della legge») e quello
dell'educazione alimentare nelle scuole: per questo è stato aperto un tavolo
con il ministro Gelmini.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
SCUOLA. Il ministro Gelmini dà assicurazioni
all'assessore Arcai. Il modulo a 40 ore per le elementari, secondo le stime, è
scelto dall'80 per cento delle famiglie «Tempo pieno certo per chi lo ha
richiesto» Il ministro Mariastella Gelmini assicura
all'assessore all'Istruzione in Loggia Andrea Arcai la «necessità di garantire
il tempo pieno a tutte le famiglie bresciane che ne hanno fatto richiesta».
E dovrà mettercela tutta, perché sono proprio tante. Secondo le prime stime
oltre l'80 per cento delle domande di iscrizione alle elementari, pervenute ai
circoli didattici della città, chiedono il modello orario a 40 ore settimanali.
IL RESTO OPTA per le 30 ore, qualcuno per le 27, nessuno o quasi per le 24 ore.
In ogni caso i giochi non sono ancora fatti. Le scuole hanno tempo fino a lunedì
9 per inviare direttamente al ministero di Trastevere le domande ricevute. E i
dati definitivi verranno da Roma solo a cose fatte, anche perché l'Ufficio
scolastico provinciale di via Sant'Antonio stavolta non ha nessuna parte in
causa. Ma da Roma arrivano rassicurazioni. Arcai è stato ricevuto dal ministro
mercoledì, e in un comunicato spiega che durante il colloquio ha illustrato a Gelmini «alcune problematiche legate alle scuole cittadine e
al sistema scolastico locale». Problematiche, peraltro, di cui il ministro «si
è dimostrata profonda conoscitrice», e «ha ascoltato con grande attenzione e
disponibilità le proposte e le iniziative suggerite». Insomma, «c'è volontà di
lavorare congiuntamente - dichiara Arcai - e il ministro Gelmini
intende porre grande attenzione alla necessità del mondo scolastico bresciano,
con particolare riferimento ai problemi finanziari e alla necessità di
garantire il tempo pieno a quelle famiglie che ne hanno fatto richiesta». Nelle
intenzioni dell'assessore e del ministro, l'incontro ha voluto rappresentare
una prima occasione di dialogo «concreto e costruttivo» sui problemi della
nostra scuola, «per la quale il ministro Gelmini -
assicura Arcai - intende spendersi con l'autorevolezza del ruolo che ricopre».
MI.VA.
( da "Bresciaoggi(Abbonati)"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
BRENO. Stamane l'attesissima inaugurazione Museo camuno,
oggi è il grande giorno Il gran giorno è arrivato: stamane una cerimonia delle
grandi occasioni inaugurerà il «CaMus - Museo Camuno» di Breno. Il programma prevede anche la presenza (probabile) del ministro
Maria Stella Gelmini. Il cartellone della mattinata di sabato è nutrito, e al
tradizionale taglio del nastro, fissato per le 10.30 e preceduto dal saluto del
sindaco Edoardo Mensi, saranno presenti Massimo Zanello, assessore regionale
alla Cultura; il presidente della Provincia Alberto Cavalli; quello
della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e il presidente della Comunità
montana Alessandro Bonomelli. La cerimonia vera e propria prenderà il via alle
11.30, e subito dopo Vincenzo Gheroldi, consulente scientifico, e il direttore
della raccolta museale Angelo Giorgi, che hanno curato l'allestimento,
condurranno i presenti a una visita guidata. Nel pomeriggio si proseguirà con
una riflessione dedicata alla progettazione del futuro della struttura, con le
discussioni dell'assessore alla Cultura del Comune di Breno, Giampiero
Pezzucchi, del suo omologo della Comunità montana, Giancarlo Maculotti, del
direttore del Museo, di Marco Albertario, conservatore dell'Accademia Tadini di
Lovere, e di Fiorella Frisoni, docente di Storia dell'arte moderna
dell'Università statale di Milano. Chiuderà la giornata un concerto di musica
da camera. L.RAN.
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Interni Lite ministri-Tremonti, lo stop di
Silvio "I miliardi del fondo li gestisco io" E il Cavaliere bacchetta
Giulio: non fare anche tu il catastrofista Il presidente del Consiglio all´Ue:
le nostre famigli non sono indebitate, tenetene conto CLAUDIO TITO ROMA -
«Udite, udite: perfino il Giornale ha titolato sul 2009 "orribile".
Una cosa da non credere». A Palazzo Chigi inizia la riunione che prepara il
Cipe. La tensione è altissima. I ministri protestano sull´accentramento nella
presidenza del consiglio dei fondi per le aree sottosviluppate. Ma la
preoccupazione di Giulio Tremonti è un´altra. I titoli dei quotidiani sulle sue
previsioni economiche per il 2009 non sono per niente piaciuti a Silvio
Berlusconi. I due ne hanno già parlato di buon mattino. «Se anche noi ci
facciamo prendere dal panico e dal catastrofismo...», si è lamentato il
Premier. Così , appena prende il via il cosiddetto pre-Cipe, il titolare dei
conti pubblici mette le mani avanti. «Io quella cosa non l´ho detta. La crisi è
sotto gli occhi di tutti, ma non arriverei a citare la Regina Elisabetta». E
già, perché nel 1997 fu la sovrana inglese a parlare di «annus horribilis» dopo
la morte di Lady Diana. Parole pronunciate in presenza del Cavaliere che da
mesi cerca di spargere ottimismo a piene mani e chiede ai suoi ministri di fare
altrettanto. Tant´è che davanti alla cerchia ristretta di uomini del governo
ripete i suoi convincimenti. E lo fa rivolgendosi in primo luogo all´inquilino
di Via XX Settembre. «Un conto è la crisi mondiale, un´altra è quella italiana.
Io non voglio nascondere la difficoltà del quadro internazionale, ma da noi è
tutta un´altra cosa». «Non possiamo farci travolgere dal catastrofismo
mediatico - incalza -. Serve ottimismo o non ne usciamo». Ricorda che pure
all´ultimo consiglio europeo di Bruxelles ha cercato di concordare delle parole
chiave per evitare che «il pessimismo prevalga in tutta l´Unione». Il
fattore-comunicazione, per il Cavaliere, è centrale. E lo è anche per il
ministro del welfare, Maurizio Sacconi: «anche io ho avuto difficoltà a
spiegare l´innalzamento dell´età pensionabile per le donne. è difficile far
capire che riguarda solo il pubblico impiego. Appena si accenna ad una riforma
previdenziale si amplifica tutto». Il Cavaliere cerca allora di separare la
situazione italiana da quella degli alleati. Non solo, come ripete in tutte le
occasioni pubbliche, perché l´esecutivo «è intervenuto tempestivamente» o
perché «il sistema bancario ha sostanzialmente tenuto». Ma soprattutto perché
«in Italia non c´è indebitamento familiare». Il debito privato, insomma, è
nettamente inferiore a quello degli altri paesi occidentali. Sulla scrivania
del premier, infatti, da tempo c´è uno studio che compara questo fattore
dell´economia nostrana con quello dei partner europei. E i risultati sarebbero
a favore di Roma al punto di compensare in larga parte il debito pubblico.
Tant´è che Berlusconi vorrebbe chiedere a Bruxelles di tenere conto anche di questo
aspetto nelle sue valutazioni. Non un inserimento nei "parametri"
ufficiali ma qualcosa che almeno possa allentare il giudizio sul nostro debito
pubblico. Al primo piano di Palazzo Chigi, però, il problema ieri non era solo
questo. Tra i ministri si è scatenata una vera e propria battaglia. Claudio
Scajola sul piede di guerra (la sua voce si sentiva pure nei corridoi). La
Stefania Prestigiacomo in ansia. Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18 miliardi del Fas (il
fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare alle infrastrutture e
che in primo momento erano stati assegnati "pro quota" ai vari
dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di «centralizzare» a Palazzo Chigi ad
eccezione delle Infrastrutture, appunto, e del Lavoro. «Io - si è
scatenato il ministro dello Sviluppo Economico - non posso rinunciare a quei
3-4 miliardi che mi avevate assicurato. In questo modo è impossibile lavorare».
Stesso discorso per il ministro della Pubblica istruzione che ha puntato
l´indice su tanti tagli «già subiti» con l´ultima finanziaria. «Anche io - le
ha fatto eco il ministro dell´Ambiente - ho pagato fin troppo». Ma non c´è
stato niente da fare. «Mi dispiace - ha tagliato corto Berlusconi - ma decido
io. In questa fase si deve fare così». Un´impostazione difesa a spada tratta da
Tremonti. E sì, perché sebbene anche il Tesoro abbia "perso"
qualcosa, di fatto la «centralizzazione» aumenta il suo controllo sulle spese.
La presidenza del consiglio sceglierà come, dove e quando impiegare quelle
risorse. Ma concretamente sarà l´Economia a trasferire i fondi e quindi a
"bollinare" la spesa. Lo scontro tra Tremonti e Scajola, allora, è
stato durissimo. Tanto che alla fine il titolare dello Sviluppo Economico ha
lasciato Palazzo Chigi disertando pure il consiglio dei ministri: «Ma non
finisce qui».
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina X - Torino "Dimenticati da preside e
scuola" I genitori di Vito accusano: "Nessun risarcimento ma saremo
parte civile" "Dal giorno del crollo nessuno ci ha chiamati e
quell´incidente non è stata una fatalità" SARAH MARTINENGHI «Ora vogliamo
che siano trovati i responsabili, non ci interessano i soldi, ma vogliamo che
queste cose non capitino più: non abbiamo mai pensato che quel crollo sia stato
una fatalità. La preside del Darwin invece continuava a difendere la sua
scuola, a dire quanto fosse sicura. Se così fosse ora non ci vorrebbero cinque
milioni per rimetterla a posto. Non c´è umanità in quella donna: mai una
lettera, una telefonata». è uno sfogo doloroso quello dei genitori di Vito
Scafidi, che con gli avvocati dello studio Ambrosio e Commodo e il penalista
Luigi Giuliano hanno commentato ieri la perizia tecnica sulle cause del crollo
del liceo: secondo gli ingegneri Giovanni Barla, Pier Giorgio Debernardi e
Giuseppe Pistone «il controsoffitto presentava carenze e difetti strutturali
gravi che lo rendevano estremamente vulnerabile per azioni dinamiche anche di
modesta entità». è bastato che la porta dell´aula sbattesse per far crollare
sugli studenti «frammenti di tubi di ghisa, pilastrini di mattone e blocchi di
calcestruzzo per un peso superiore a 200 chili. Questo materiale - scrivono i
periti - poteva essere individuato da un´osservazione attraverso la botola».
«Quella botola - hanno spiegato Fortunato Scafidi e la moglie Cinzia Caggiano -
hanno sempre detto che non c´era. Invece era la più grossa di tutta la scuola.
Il Darwin era come una donna che appare bella perché molto truccata. Non basta
dare il bianco ogni anno sui muri sporchi, quando si dirige una scuola si deve
monitorare tutto». Il ministro Mariastella Gelmini «è una persona sensibile e umana che ci ha ricevuto più volte.
L´idea che quel liceo sia intitolato alla memoria di nostro figlio non ci
dispiace perché almeno gli studenti anche fra molti anni si chiederanno chi
fosse Vito: un ragazzo come loro che è morto studiando». I genitori
puntano invece il dito contro la scuola che li ha «dimenticati», senza nemmeno
avvisarli del crollo: «I professori li abbiamo visti all´ospedale, alla
fiaccolata e all´esposizione del murale per Vito: abbiamo ricevuto molta più
solidarietà dal sud Italia e da altri paesi del mondo che da chi vive a pochi
chilometri da noi. Alla preside, poi, interessa forse più essere una primadonna
che una mamma. Io sono una mamma - ha detto Cinzia Caggiano - e mi accorgo se i
miei figli corrono un pericolo». «Non crediamo alla tragica fatalità - ha
aggiunto il padre - Io sono del settore e so benissimo che ogni cosa se fatta
bene non cade. Anche mio figlio all´età di 15 anni aveva scritto che un lavoro
fatto male farà male per sempre. Purtroppo è stato profetico».
( da "Arena,
L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 07 Marzo 2009 SPORT Pagina 44 Parolacce e gestacci
all'arbitro: fermo sei turni Mano pesante del giudice sportivo provinciale
sulla juniores della Jovanese con tre squalificati, uno dei quali addirittura
per sei giornate. Ecco tutte le delibere. JUNIORES PROVINCIALE. Società:
ammenda di euro 80 al Boys Gazzo e di euro 60 a Illasi ed Atlas Vr 83.
Dirigenti: inibizione sino al 18 marzo per Gelmini (Olimpica Dossobuono), Ferrari (Scaligera 2003) e Baietta (Alpo
Adige) e sino all'11 marzo per Crisci (Bnc Noi) e Allocca (S.Stefano Zimella).
Giocatori: squalifica per sei giornate, una delle quali scontata: Riccardo
Ismail (Jovanese), «espulso per offese all'arbitro, teneva comportamento
aggressivo nei confronti dello stesso e gli rivolgeva un gesto oltraggioso».
Squalifica per tre giornate: Sterchele (Napoleonica) e Zorzi (Santo Stefano
Zimella). Squalifica per due giornate: De Paoli e Sandu (Jovanese),Toro (Alpo
Adige), Chifari (Atlas Vr 83), Todeschini (Lavagno Mezzane), Anselmi (Sporting
Badia Calavena) e Aldegheri (Tregnago). Squalifica per una giornata: Castellani
(Gazzolo), Giacopuzzi (Grezzana), Ionasc e Antolini (Juventina Valpantena),
Debole (Napoleonica), Turello (Olimpia Lazise), Menini e Felicetti (Pozzo),
Anselmi e Perlati (Tregnago), Dal Farra (Atlas Vr 83), Gastaldello (Avesa),
Fontana (N.U.Trevenzuolo), Giacopuzzi (Carianese), Rossetti e Zarattini
(Colognola), Rancan (Gips Salizzole), Bianconi (Illasi), Zovadelli
(Primomaggio), Lavarini e Montresor (Real San Massimo 2000), Vetere (Olimpia
Stadio), Zanotto (Povegliano), Cagliari e Antolini (Juventina Valpantena).
ALLIEVI. Società: ammenda di euro 100 all'Audace Sme e di euro 60 a Jovanese e
Atlas Verona 83. Dirigenti: inibizione sino al 25 marzo per Greco (Primomaggio)
e sino all'11 marzo per Giarola (Casteldazzano). Giocatori: squalifica per tre
giornate: Longo (Corbiolo) e Bettili (Parona). Squalifica per due giornate:
Gangini (Jovanese) e Campara (San Giovanni Lupatoto). Squalifica per una
giornata: Stocco (Peschiera), Peroni (Gabetti Valeggio), Monastero (Albaronco),
Pighi e Pjetri (Alba Borgo Roma), Costanzi (Pescantina San Lorenzo), Brutti
(Povegliano), Da Silva (San Martino Speme), Giubelli (Avesa), Quintarelli
(Parona), Morandini (Pol. Virtus), Dal Corso (Lugo) e Nuzzo (San Giovanni Lupatoto).
GIOVANISSIMI. Società: ammenda di 500 euro al Gabetti Valeggio «per
comportamento discriminatorio da parte dei propri sostenitori nei confronti di
un calciatore avversario». L.Q.
( da "Provincia
Pavese, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
di Marianna Bruschi Scuola, vince il tempo pieno
Iscrizioni nei 4 circoli: solo il 2% vorrebbe il modello a 24 o 27 ore I
genitori: «Se non accoglieranno le richieste, ci mobiliteremo» Una lettera ai
docenti da quattro colleghi «I prossimi anni sono decisivi per l'ateneo» PAVIA.
Primi dati sulle iscrizioni alle classi prime. I bimbi che inizieranno le
elementari nei quattro circoli di Pavia sono 557. Le famiglie sono state
chiare: hanno chiesto le 40 ore. Tempo pieno quindi, non le
24 o le 27 proposte dal ministro Gelmini.
Possobilità indacate solo da una decina di genitori in totale. Ora bisogna
aspettare le indicazioni sugli organici dal Ministero. La speranza delle scuole
è che si riesca ad accogliere le richieste delle famiglie. Una speranza, ma non
una certezza. E i genitori sono pronti a dare battaglia, se le loro
richieste non saranno accolte. «La quasi totalità ha chiesto le 40 ore - spiega
Giuseppina Delfrate, dirigente del terzo circolo - Speriamo che ci sia una
risposta soddisfacente alla forte richiesta della famiglie». Qui le iscrizioni
sono aumentate, soprattutto al Vallone e a Cura Carpignano, dove ci sono 46
nuovi iscritti rispetto ai 34 dello scorso anno. Anche per il secondo circolo
le prime saranno più numerose. Alla Gabelli la prima era composta da 15 bimbi,
a settembre ce ne saranno 28. Anche qui la maggior parte ha chiesto il tempo
pieno. «Siamo ancora in attesa della formazione degli organici - spiega il
dirigente Gabriele Villa - E' ancora prematuro perché occorre vedere la
formazione delle classi, ma se la situazione dovesse restare questa arriviamo a
506-507 alunni, compresi i 47 iscritti alle materne. Resta il problema che serve
stabilità, non si può sempre restare sospesi da un anno all'altro». «Il nostro
piano dell'offerta formativa si sviluppa su 40 ore - spiega Lidia Bertuggia,
dirigente del primo circolo - Tutti i genitori tranne due hanno chiesto le 40
ore. E faremo le stesse classi dell'anno scorso: 4 alla Carducci, 3 alla De
Amicis e una a Torre d'Isola». Al quarto circolo ci sono 108 iscritti. «C'è
stata solo una richiesta per le 24 ore e una per le 27 - spiega la dirigente
Rosa Lucia Mussi - e tre hanno chiesto le 30 ore». Traducendo in percentuali:
il 98% circa delle famiglie ha chiesto il tempo pieno. «Se si tolgono le
compresenze anche sul tempo pieno questo non esisterà più - spiega Paola
Tacconi, del Comitato genitori e insegnanti per la scuola - perché è un modello
organizzativo, non orario». Se per le prime il ministro Gelmnini aveva previsto
il maestro unico e ora tutte le famiglie chiedono le 40 ore, che prevedono due
insegnanti, come si riuscirà a far quadrare tagli e richieste dei genitori? «Se
fosse un governo rispettoso delle richieste delle famiglie dovrebbe riflettere
su quanto emerge e fare un passo indietro - spiega Paola Tacconi - Altrimenti
siamo pronti a mobilitarci».
( da "Provincia
Pavese, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
SANNAZZARO L'Ipsia va su Rai3 SANNAZZARO. Ultimo giorno
oggi per gli studenti dell'Ipsia-Calvi di Sannazzaro alla fiera «Energetica» di
Genova con l'esposizione dei loro prototipi di «macchine energetiche»
realizzate a scuola con l'uso di materiali riciclati. Ma sarà una giornata da
incorniciare: allo stand della scuola diretta da Giovanni
Zerbi farà visita in mattinata il ministro alla pubblica istruzione Maristella Gelmini; dalle ore 14,50 le telecamere della trasmissione «Ambiente
Italia» manderanno in diretta su Rai3 le immagini delle macchine «ad energia
rinnovabile» esposte dall'Ipsia alla fiera genovese.
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Palermo Richiesta al governo per ammortizzatori
sociali "ad hoc" Precari, la proposta del Pd "La Regione li
sostenga" I timori per i tagli al centro della tavola rotonda con
sindacati, dirigenti prof e genitori AMMORTIZZATORI sociali in deroga anche per
i docenti precari della scuola siciliana. è una delle misure anti-crisi che il
gruppo del Pd all´Ars chiede al governo regionale, assieme alla proposta di
prevedere nella finanziaria un fondo speciale di 30 milioni di euro per le
infrastrutture, al quale potranno attingere gli enti locali per mettere in
sicurezza gli edifici scolastici. I timori per i tagli del
decreto Gelmini, che in Sicilia porterà alla polverizzazione di 6.400 posti di
lavoro, sono stati ieri al centro della tavola rotonda organizzata dal Pd con
Cgil, Cisl e Uil, i dirigenti scolastici, i precari della scuola, le
associazioni di genitori. Lo scopo del Pd, a livello nazionale e
regionale, è quello pungolare il governo con misure strategiche per rilanciare
il ruolo della scuola. «Chiediamo di vincolare in sede di approvazione del
bilancio parte delle risorse Fas per costituire un fondo da 30 milioni di euro
la sicurezza delle scuole. E così come è avvenuto per la pesca, chiediamo
ammortizzatori anche per i docenti precari che non verranno più assunti», ha
detto il capogruppo del Pd all´Ars Antonello Cracolici. Per la deputata del Pd
Alessandra Siragusa non solo la scuola siciliana sarà quella più colpita dalla
mannaia del governo nazionale ma nella scuola palermitana «si registra da alcuni
anni l´assenza del Comune, che non garantisce più neanche le spese obbligatorie
come la manutenzione, i buoni libro, la cartoleria e perfino l´acquisto della
carta igienica». Dal comitato dei genitori la proposta di "vincolare"
una quota di 1 milione e 280 mila euro circa per i buoni per l´acquisto dei
libri nelle scuole medie di Palermo. «Da due anni il Comune ha tagliato i buoni
perché ha usato i soldi destinati alla spesa sociale per altri scopi - dice
Nino Sanfratello, rappresentante del comitato dei genitori - Il Pd proponga un
emendamento alla finanziaria per far sì che tra i 50 milioni di euro che la
Regione cede ogni anno al Comune per la spesa sociale sia previsto una cifra
obbligatoria per i buoni libro». L´Flc-Cgil il 18 organizza lo sciopero
generale della scuola, con un comizio di Guglielmo Epifani al Politeama. «Tra i
tagli - ha aggiunto il segretario regionale Giusto Scozzaro - ci sono anche i
1600 insegnanti di ruolo che andranno in sovrannumero». «Sì agli ammortizzatori
ma noi vogliamo lavorare - ha detto la portavoce della rete dei docenti precari
Maria Pia Labita, che ha proposto scuole aperte anche al pomeriggio in
alternativa al tempo pieno, con laboratori e doposcuola - Se ne faccia carico
la Regione. Così si dà una risposta all´occupazione». E per il dirigente
Giovanni Litrico «non è pensabile che tantissime scuole sono in lista d´attesa
per le scuole dell´infanzia che il Comune non concede perché ci sono interventi
edilizi che non si possono sostenere». a.r.
( da "Mattino
di Padova, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
CONSIGLIO A SAONARA Tempo prolungato a scuola Mozione
votata all'unanimità SAONARA. Di fronte a un pubblico composto in gran parte da
genitori dei ragazzi che frequentano l'Istituto comprensivo, il consiglio
comunale di Saonara ha approvato all'unanimità una mozione in difesa del tempo
prolungato nella scuola dell'obbligo, messo in forse dalla
riforma Gelmini. Su richiesta del consigliere Sara Spartà, la minoranza di
centrosinistra ha ottenuto di inserire alcune modifiche al testo in votazione,
uguale a quello già votato da numerosi altri Comuni della provincia di Padova:
in apertura è stato aggiunto un richiamo all'articolo 34 della Costituzione,
che garantisce il diritto all'istruzione per tutti i cittadini, e
all'interno del testo riferimenti alla qualità della didattica, alla
razionalizzazione della spesa per la Regione e al «federalismo culturale».
Accordo totale fra maggioranza e opposizione anche sulla seconda delibera in
votazione, che chiede al governo una deroga al patto di stabilità per i Comuni
«virtuosi», vale a dire con i bilanci in ordine. Anche in questo caso sono
state operate aggiunte al testo di base, presentato dalla Lega Nord-Liga Veneta
in tutta la provincia: su iniziativa della maggioranza sono state infatti
aggiunti dei paragrafi che esprimono sostegno all'iniziativa per destinare ai
Comuni il 20 per cento del gettito Irpef. Una proposta sulla quale il gruppo
della Lega, prima del voto favorevole alla mozione, ha comunque ribadito la sua
astensione. (Patrizia Rossetti)
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Milano Il piccone e la carota MAURIZIO BONO
Il bastone e la carota: alla lunga i responsabili a titolo
diverso dell´istruzione in Lombardia (il ministro Tremonti che taglia, il
ministro Gelmini che "riforma" a suon di maestri unici, il governatore
Formigoni che finanzia le famiglie, a patto che scelgano il sistema educativo
privato) hanno inventato un nuovo significato del modo di dire. SEGUE A PAGINA
IX
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Milano Tagli, maestro unico, fasce orarie e
incertezza spingono le famiglie verso le paritarie. Cgil, il 18 corteo di protesta Boom di iscritti alle scuole private
Effetto Gelmini: più 15% alle elementari, più 10% alle medie Più 15% alle
elementari, più 10% alle medie. è un boom degli iscritti quello che si
prospetta per le scuole private. Il caos sulla riforma Gelmini è la causa della migrazione dalle scuole statali (dove
l´incremento è di poco superiore all´1%): tagli dei docenti, maestro
unico, il timore che la scuola pubblica sia
progressivamente impoverita. E la Cgil prepara per il prossimo 18 marzo un
corteo di protesta. FRANCO VANNI ALLE PAGINE II E III
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Milano Scuole private, boom di iscritti
"La riforma Gelmini fa paura" Più 15% alle
elementari, più 10 alle medie. Statali ferme Su cento milanesi 99 chiedono il
tempo pieno per i figli La Cgil proclama sciopero con un corteo il 18 FRANCO
VANNI L´«effetto Gelmini» spinge le famiglie lombarde
a mandare i figli nelle scuole private. Alle elementari le richieste per gli
istituti non statali crescono del 15 per cento, alle medie del 10. Le
iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte ma la tendenza è chiara: in
settembre oltre 8mila studenti passeranno alle paritarie. I genitori sono
spaventati dalla prospettiva dello smantellamento della scuola
statale da parte del governo, temuto da opposizione e sindacati. La Cgil
prepara un corteo a Milano «sul futuro dell´istruzione pubblica
lombarda» per il 18 marzo, giorno dello sciopero della scuola.
E, usando i dati diffusi dallo stesso ministero dell´Istruzione, lancia
l´allarme: mentre il 99 per cento delle famiglie milanesi chiede per il
prossimo anno il tempo pieno alle elementari (un record), il governo si prepara
a tagliare in Lombardia 1.454 posti di maestra. A chiedere il dietrofront da
parte del governo è anche la Regione: Gianni Rossoni, assessore all´Istruzione,
annuncia che «il presidente Formigoni chiederà alla Gelmini
di confermare il numero di insegnanti dell´anno scorso, perché solo così
riusciremo a far fronte ai bisogni delle famiglie». Anche perché gli iscritti
aumentano. Alle elementari, per l´anno prossimo hanno scelto una scuola non statale quasi 6mila studenti in più rispetto ai
38mila che lo hanno fatto dodici mesi fa (alle pubbliche gli iscritti erano
408mila). Alle medie l´aumento è più contenuto ma sempre significativo: 2.300
che si aggiungono ai quasi 24mila dello scorso anno (contro i 240mila alle
pubbliche). Lo stima l´Agesc, Associazione dei genitori delle scuole
cattoliche. Il presidente Stefano Portioli spiega: «La tendenza è evidente,
quando c´è incertezza i genitori cercano le situazioni più rassicuranti,
vogliono che i figli siano più seguiti. E la crisi economica non ha spaventato
le famiglie, sempre più pronte a pagare per l´istruzione dei ragazzi». In
Lombardia, va ricordato, la Regione contribuisce al pagamento delle rette,
rimborsando alle famiglie fino al 50 per cento della spesa. La direzione
scolastica fa di tutto per rassicurare le famiglie sul fatto che per l´anno
prossimo la scuola pubblica non subirà stravolgimenti.
Ma è anche l´eliminazione della «compresenza», la possibilità che due maestre
siano contemporaneamente in classe, a spaventare i genitori. Soprattutto quelli
delle scuole con tanti stranieri: se la maestra unica deve insegnare l´italiano
ai nuovi arrivati - è questo il ragionamento di mamme e papà italiani - non
avrà il tempo di seguire mio figlio. Nonostante i tagli non li riguardino, anche negli asili l´effetto psicologico spinge i genitori verso
le private: più 10% di iscritti all´anno prossimo. Il dato è della Fism,
l´associazione delle scuole materne cattoliche. Per il presidente Martino
Massoli «non bisogna dimenticare che se le famiglie scelgono noi è anche perché
offriamo un ottimo servizio». E la paura del crollo nel pubblico non
c´entra? «Sicuramente, ma chi va alla paritaria lo fa perché si fida». SEGUE A
PAGINA V
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Milano Sonia Leidi manderà il figlio dalle
Orsoline dopo i cinque anni in una scuola statale
"Poche sezioni e tante risorse ecco perché scelgo la paritaria" Lì si
studia con veri professori anche al pomeriggio. La retta è di 3260 euro, il 25%
lo paga la Regione Sonia Leidi, 41 anni, lavora in un´azienda immobiliare. è
moglie di Davide e mamma di Sonia e Luca: a giugno il bambino finirà le
elementari alla scuola statale di via Anemoni, in zona
Lorenteggio. A settembre farà il suo primo giorno di medie alle Orsoline, dove
già studia la sorella. «Questa volta scelgo la paritaria perché voglio che mio
figlio sia seguito», dice Sonia. Dove studia adesso Luca è abbandonato? «Non
dico questo, la scuola che frequenta è ottima. Ma per
le medie ho deciso di cambiare. Ho chiesto alle amiche che hanno mandato i
figli alle scuole pubbliche del quartiere e mi dicono che al pomeriggio, anziché
stare con gli insegnanti, i ragazzini sono seguiti da giovani studenti e
tirocinanti. Non dico che sia colpa di nessuno, ma la scuola
pubblica ha meno soldi, tutto qui. Poi delle Orsoline mi fido» E questo
vale il prezzo della retta? «C´è molto altro, anzitutto le strutture: mia
figlia fa lezione di informatica e ognuno ha il suo computer. Poi c´è più
rigore nella condotta e questo impedisce ai bulletti di fare danni. Tutto è più
controllato, le sezioni sono due e non quindici, in classe ci sono meno studenti.
L´ultima cosa, la più importante, è la possibilità di fermarsi in classe a
studiare tutti i pomeriggi. Io e mio marito lavoriamo». Quanto pagherete per
dare tutto questo ai vostri figli? «La retta per ciascuno è di 3260 euro
l´anno. Non è una cifra esagerata e poi il 25 per cento ce lo rimborsa la
Regione. Comunque, anche senza il buono scuola, avrei preso la stessa decisione». Scegliendo una piccola scuola privata, Luca non rischia di perdere di vista i suoi compagni? «è vero
che solo un altro ragazzino della sua scuola andrà con
lui alle Orsoline, ma lì imparerà a fare nuove amicizie, si deve abituare.
Comunque, se vorrà vedere i suoi compagni delle elementari potrà farlo al
pomeriggio: abitano tutti nel quartiere. E se non gli va bene, amen, siamo una
famiglia vecchio stampo. A decidere sono i genitori». (f.v.)
( da "Cittadino,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Strade, treni e scuole: la mappa delle opere ROMA Non solo
il Ponte sullo Stretto e il Mose, la barriera salva-Venezia, ma anche la
ristrutturazione delle scuole e la costruzione di nuove carceri. Il governo
spinge sulla leva delle infrastrutture per il rilancio dell'economia italiana,
impastoiata dalla recessione. Mette così sul tavolo i 16,6 miliardi già
preannunciati, e vi aggiunge anche un altro miliardo e 200 milioni di
interventi per ristrutturare le scuole e realizzare nuove carceri. Al fianco
delle grandi opere, che possono rappresentare un volano per l'economia
soprattutto nel medio termine, arrivano quindi risorse per interventi minori,
con tempi di attivazione bassissimi e in grado di spingere rapidamente
l'economia in modo diffuso sul territorio. Ma tutte le opere finanziate sono
comunque scelte tra quelle «pronte e cantierabili nel più breve tempo
possibile», ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.A
dare il via libera al nuovo pacchetto di risorse è stato il Cipe, il comitato
interministeriale per la programmazione economica che si è riunito a Palazzo
Chigi poco prima del Consiglio dei ministri. Il piatto forte è stato il
finanziamento delle grandi opere mentre, per i fondi a sostegno delle imprese,
le pressanti richieste dei diversi ministri hanno portato a una mediazione: la
creazione di un fondo da 9 miliardi nella disponibilità della presidenza del
Consiglio, che sarà attivato su progetti immediatamente realizzabili che
saranno presentati dai singoli ministeriSul fronte grandi opere arrivano i
primi 1,3 miliardi per avviare la costruzione del Ponte sullo Stretto per il
quale è stimata una spesa di 6,1 miliardi, e 800 milioni per il sistema Mose. a
Venezia. Sono previsti 2.750 milioni di contributo pubblico per l'alta velocità
ferroviaria (le tratte Milano-Verona; Milano-Genova prima fase; oneri
ambientali per la Firenze-Bologna; il primo stralcio dell'asse pontremolese) e
poco più di 1,5 miliardi per realizzare metropolitane (la linea C di Roma, la
metro regionale campana, le reti di Palermo e Catania, le metro di Bari e
Cagliari, gli adeguamenti per Parma Brescia e Bologna) e finanziare le reti di
trasporto in vista dell'Expo milanese del 2015. Molti anche gli interventi
stradali, finanziati con contributi pubblici (2 miliardi) e privati (8,090
miliardi), tra i quali alcuni riguardano il traforo del Frejus, il sistema
pedemontana Lecco-Bergamo e il completamento della Salerno-Reggio CalabriaLa
vera novità è però rappresentata da uno stanziamento di 1,2 miliardi, che si
aggiunge ai 16,6 dei quali si era difatti già parlato. Un miliardo andrà a
finanziare interventi di edilizia scolastica «per rendere le scuole più
sicure», ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini». La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal Codacons.
Sono invece 200 i milioni che andranno al fondo per l'edilizia carceraria: per
il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati, si tratta di
«un segnale importantissimo che dimostra la concreta volontà del governo
Berlusconi di porre rimedio all'emergenza carceraria».(Ansa)
( da "Tirreno,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Pisa La mannaia della legge
Gelmini: spariranno centinaia di docenti PISA. Gli effetti della legge Gelmini e i risparmi sulla scuola voluti dal governo si sentiranno
presto. Secondo la Flc-Cgil provinciale, l'applicazione dei regolamenti
attuattivi della legge Gelmini porterà ad un taglio - nella sola provincia di Pisa - di 280
collaboratori scolastici, 48 assistenti docenti nel prossimo triennio e
di 164 insegnanti elementari e medi già dal prossimo anno. Da settembre, tra
personale docente e amministrativo, perderanno il lavoro 238 persone, di cui
164 insegnanti. Interessati in particolare al ridimensionamento, secondo una
stima del sindacato, saranno 84 insegnanti della scuola primaria e 80 di quella
media. «Questo taglio indiscriminato, senza criteri di valutazione reale,
produrrà effetti devastanti sulle scuole pubbliche - afferma la segretaria
provinciale Flc-Cgil, Daniela Fabbrini -. Il forte taglio dei collaboratori
scolastici non potrà assicurare il servizio dovuto, a partire dalla
sorveglianza all'ausilio agli alunni disabili fino ad arrivare addirittura
all'apertura e alla chiusura delle scuole». La consistente perdita di posti tra
i docenti nella scuola primaria è legata principalmente ai nuovi modelli di
orario varati dal ministero, che prevedono la scelta per le famiglie tra le 24
ore (maestro unico), 27/30 ore (orario prolungato con attività opzionali a
carico della scuola) o 40 ore (tempo pieno con due docenti ma senza
compresenza). Saranno soprattutto i precari i più colpiti, anche quelli che già
da anni lavorano per le scuole, e che vedranno ridursi ad un lumicino le
speranze per il rinnovo dell'incarico. Gli insegnanti di ruolo, invece,
potrebbero essere trasferiti con il consenso o d'ufficio in altre scuole,
oppure essere utilizzati per supplenze o progetti scolastici. Alle medie,
invece, saranno colpiti dal taglio soprattutto gli insegnanti di italiano,
storia, geografia ed educazione tecnica. La Cgil è preoccupata anche per il
mancato pagamento delle supplenze in molte scuole. «Per tamponare questa
situazione alcuni istituti hanno utilizzato le risorse per il pagamento del
salario accessorio del personale interno - dice Fabbrini - che non ha ancora
ricevuto il compenso per le attività aggiuntive svolte nello scorso anno
scolastico». Secondo la Cgil, questa grave difficoltà finanziaria non permette
a molte scuole di chiamare i supplenti. Gian Mario Scanu
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Bologna La scuola In piazza il 20 marzo per
il tempo pieno Simulazione degli organici a 27 ore IL popolo della scuola di
nuovo in piazza venerdì 20 marzo. Si annuncia una primavera calda contro il
taglio degli insegnanti e quindi del tempo pieno. Ieri è partita una lettera
dell´ufficio scolastico regionale alle sedi provinciali e quindi alle scuole in
cui si chiede ai presidi di calcolare l´organico delle future prime elementari
a 27 ore. Come a dire: niente "modulo" (30 ore) e "tempo
pieno" (40 ore). "E´ solo una simulazione sull´esistente fatta a
partire dal minimo, la circolare ministeriale sugli organici deve ancora
arrivare", frena la dirigente dell´Ufficio regionale Altomonte. Ma
immediata è stata la reazione di protesta, a partire dai genitori e degli
insegnanti che ieri si sono riuniti in assemblea che
inonderanno piazza Maggiore con le migliaia di richieste delle famiglie a
favore di una scuola pre-Gelmini. "Il divieto di manifestare al sabato è
inaccettabile", hanno fatto notare alcuni genitori. "Questo calcolo
dell´organico per le classi prime stravolge tutto", protestano le maestre.
La battaglia sugli organici è appena cominciata. (il. ve.)
( da "Tirreno,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Pistoia Metà alunni iscritti al tempo pieno
Rischio caos: al primo circolo richiesta soltanto una nuova prima Snobbata la
proposta delle 24 ore con uscita alle 12,30 Problemi anche per il boom alla
mensa TIZIANA GORI QUARRATA. Anche le famiglie quarratine sconfessano le
previsioni del ministero della Pubblica Istruzione e, in massa, iscrivono i
propri figli al tempo pieno. I dati raccolti dalla segreteria del primo circolo
didattico entro il 28 febbraio - termine di scadenza delle iscrizioni - parlano
chiaro: sono 58 i genitori dei bambini che frequenteranno la prima elementare a
settembre e che hanno chiesto il tempo normale a 30 ore, ma ben 53 quelli che
vorrebbero il tempo pieno a 40 ore. Si concretizza anche a Quarrata quello che
già è successo in tutti circoli didattici pistoiesi. La necessità di lasciare i
figli a scuola anche nel primo pomeriggio per gli impegni lavorativi di
entrambi i genitori ha decretato il flop delle 24 ore - con uscita alle 12,30 -
ripristinate dalla riforma Gelmini. Nessuna
richiesta nel secondo circolo, e si contano sulle dita di una mano quelle
inoltrate nel primo. Una situazione del genere non può che destare preoccupazione.
«Diciamo che siamo in ansia», commenta con un mezzo sorriso Marco Melani,
dirigente scolastico del primo circolo, che comprende le materne di Santonuovo,
Buriano, Lucciano e via Cino, e le elementari di Santonuovo, Santa Lucia e via
Torino. «Siamo perplessi su quello che potrebbe succedere. è una situazione
estremamente complicata. Attualmente è presente una sezione a tempo pieno -
dalla classe prima alla quinta - in via Torino, e una classe in Santa Lucia.
Due anni fa fu inoltrata la domanda per una seconda classe a tempo pieno per
Santa Lucia, ma il provveditorato non la concesse. Lo scorso anno le richieste
per il tempo pieno furono poche, solo una decina, e non raggiungevano il numero
sufficiente a formare una classe». Discorso diverso per l'anno scolastico
2009/2010. In parte a causa dell'aumento demografico, in parte proprio per la
riforma Gelmini, quasi il 50% dei genitori ha datto
domanda di iscrizione al tempo pieno. Consapevole del possibile boom di
richieste, Melani aveva trasmesso alla conferenza zonale per l'istruzione di
Pistoia - che a sua volta passa la comunicazione alla Provincia e poi alla
Regione Toscana - la domanda per una seconda classe full time a Santa Lucia. è
probabile che venga concessa, ma visti i numeri adesso ne sarebbero necessarie
due. «Dobbiamo capire come potremo organizzarci e, soprattutto, quanti
insegnanti avremo in organico. Al momento disponiamo di 45 insegnanti. Ci
auguriamo che vengano confermati. Anzi, sarebbe auspicabile che ne arrivassero
altri». Con una nuova classe a tempo pieno, infatti, chi controllerebbe i
bambini durante la mensa? «Sono previsti 3 rientri pomeridiani. Nell'ora
riservata alla mensa dovremo disporre dell'organico sufficiente a garantire il
controllo degli alunni». Nuove classi e più bambini a mensa riportano
all'attenzione il problema degli spazi. L'auspicio è che, entro il 2009,
partano finalmente i lavori della scuola elementare di via Dante Alighieri,
dove troveranno posto 6 classi.
( da "Repubblica,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XIII - Bari Modugno "Libertà è
partecipazione" show ispirato a Giorgio Gaber A pochi
giorni dalla decisione del ministro dell´Istruzione Gelmini di
inserire le liriche di Giorgio Gaber nel programma delle scuole italiane,
arriva in Puglia un lavoro a lui ispirato. "Libertà è partecipazione"
è una performance nata dai monologhi e dalle canzoni del "Signor G",
in scena domani alle 21 nel Teatroscalo di Modugno (annullato lo spettacolo
odierno). Prodotto dalla compagnia "Le vignacce" per la regia
di Domenico Laddaga, lo spettacolo è interpretato da Gianni D´Addario e Laddaga
accompagnati dai musicisti Gianluca Vecchio, Simone Iraci, Dario Iacovelli e
Daniele Sergio. Il punto di partenza è il cambiamento nei costumi degli
italiani negli ultimi anni, avvertito dallo stesso Gaber: la socialità tipica
del Belpaese, fatta di incontri in piazza e infinite chiacchiere, sembra aver
lasciato spazio a un lungo e diffidente silenzio. Info 080.532.60.70.
( da "Tirreno,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
I PRECEDENTI L'ultima scaramuccia al rettorato PISA. La
protesta contro la cura dimagrante imposta dal ministro Gelmini ha monopolizzato gran parte dell'inizio dell'anno accademico,
con studenti e forze dell'ordine che, prima di ieri, si sono fronteggiati più
volte. Ecco alcuni degli episodi più significativi. 17 ottobre 2008. Seicento
studenti occupano i binari della stazione ferroviaria di Pisa, causando ritardi
per i treni e disagi ai viaggiatori. L'intervento dissuasivo degli
agenti, in tenuta antisommossa, riporta la calma. Ma il corteo si ferma sul
Ponte di Mezzo e improvvisa un sit-in di quindici minuti. Gli agenti si
limitano a controllare la situazione. 24 ottobre. In ventimila sfilano per le
vie della città. Uno studente riesce a penetrare in Sapienza e ad aprire una
porta laterale. L'edificio, sede della facoltà di giurisprudenza, viene
occupato. Anche in tal caso le forze dell'ordine si limitano a controllare. 8
novembre. Ancora una manifestazione. E ancora occupazione dei binari, col
traffico ferroviario semiparalizzato. Gli studenti impediscono ai treni di
passare su cinque binari, fermando il traffico verso nord e sud. Chiedono
prezzi scontati per recarsi a Roma, dove di lì a pochi giorni si svolgerà un
grande corteo studentesco. Carabinieri e polizia si posizionano sul binario 5,
ma di lì a poco il blocco finisce. 26 novembre. Stavolta il contatto c'è.
Accade all'interno del rettorato, durante la seduta del consiglio di
amministrazione convocato per l'approvazione del bilancio. Gli studenti
chiedono di partecipare, ma trovano le porte sbarrate e gli agenti ad
attenderli: reparti antisommossa sono schierati sul lungarno Pacinotti. Un
gruppo di studenti riesce a entrare in palazzo Vitelli e qui finisce a a pugni
e spintoni. Sei persone si fanno medicare all'ospedale, due studenti, due
poliziotti e altrettanti dipendenti dell'ateneo, coinvolti loro malgrado nel
parapiglia. A.V.
( da "Eco
di Bergamo, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sì alle grandi opere Un miliardo in più per scuole e
carceri --> Dal Cipe 17,8 miliardi. Via al Mose e al Ponte sullo Stretto Il
Pd contro: fondi già esistenti, non c'è un euro in più Sabato 07 Marzo 2009
GENERALI, pagina 2 e-mail print Il modulo del Mose nella laguna di Venezia
ROMANon solo il Ponte sullo Stretto e il Mose - la barriera salva-Venezia -, ma
anche la ristrutturazione delle scuole e la costruzione di nuove carceri. Il
governo spinge sulla leva delle infrastrutture per il rilancio dell'economia italiana.
Mette così sul tavolo i 16,6 miliardi già preannunciati e vi aggiunge anche un
altro miliardo e 200 milioni di interventi per scuole e carceri. Al fianco
delle grandi opere, che possono rappresentare un volano per l'economia
soprattutto nel medio termine, arrivano quindi risorse per interventi minori,
con tempi di attivazione più bassi e in grado di spingere rapidamente
l'economia. Ma tutte le opere finanziate sono comunque scelte tra quelle
«pronte e cantierabili nel più breve tempo possibile», ha affermato il ministro
delle Infrastrutture Altero Matteoli. Fondo per le imprese: nove miliardi A
dare il via libera al nuovo pacchetto di risorse è stato il Cipe, il Comitato
interministeriale per la programmazione economica. Il piatto forte è stato il finanziamento
delle grandi opere mentre, per i fondi a sostegno delle imprese, le pressanti
richieste dei diversi ministri hanno portato a una mediazione: la creazione di
un fondo da nove miliardi nella disponibilità della presidenza del Consiglio,
che sarà attivato su progetti immediatamente realizzabili che saranno
presentati dai singoli ministeri. Sul fronte grandi opere arrivano i primi 1,3
miliardi per riaprire l'iter di realizzazione del Ponte sullo Stretto - la
prima pietra è prevista però solo nel 2010 - per il quale è stimata una spesa
di 6,1 miliardi, e 800 milioni per il sistema Mose a Venezia. Sono previsti
2.750 milioni di contributo pubblico per l'alta velocità ferroviaria e poco più
di 1,5 miliardi per realizzare metropolitane (da Roma a Bari, dalla Campania a
Cagliari e Palermo) e finanziare le reti di trasporto in vista dell'Expo
milanese del 2015. Molti anche gli interventi stradali, finanziati con
contributi pubblici (2 miliardi) e privati (8,090 miliardi), tra i quali il
traforo del Frejus, la Pedemontana e il completamento della Salerno-Reggio
Calabria La vera novità è però rappresentata dallo stanziamento aggiuntivo di
di 1,2 miliardi. Un miliardo andrà a finanziare l'edilizia scolastica «per
rendere le scuole più sicure», ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. La cifra, però, viene
considerata «irrisoria» dal Codacons. I restanti 200 milioni andranno al fondo
per l'edilizia carceraria. l'opposizione: raccontano favole Ma sulle opere
arrivano le critiche dell'opposizione. In primo luogo sul Ponte sullo Stretto,
«progetto strategico per l'intero Mezzogiorno», secondo il presidente
del Senato Renato Schifani, contestato invece dall'opposizione soprattutto per
i tempi («I soldi andavano spesi per cantieri da aprire domattina», dice il
Pd). Più in generale, osserva poi l'esponente democratico Pier Luigi Bersani, i
soldi per le infrastrutture «sono una favola», visto che «la cassa del Cipe è
ferma fino al 2010» e quindi «si tratta di fondi presi da capitoli già attivi.
E non c'è un euro in più». 07/03/2009 nascosto-->
( da "Sole
24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-07 -
pag: 2 autore: Berlusconi: crisi dura, non tragica «Per le imprese cassa di 9
miliardi a Palazzo Chigi» - Ma è tensione con i ministri Marco Rogari ROMA «La
crisi c'è, è anche pesante ma non è tragica». Silvio Berlusconi ribadisce la
sua linea della "fiducia", difende l'operato del Governo affermando
che «nessuno ha fatto più di noi in Europa». E critica duramente l'opposizione
e soprattutto i media, che drammatizzano eccessivamente l'attuale emergenza
danneggiando il Paese (si veda l'articolo a pag. 12). Le parole del premier
arrivano all'indomani delle riflessioni del ministro Giulio Tremonti («sarà più
difficile del 2008») e nello stesso giorno in cui il Consiglio dei ministri dà
l'ok al «fondo da 4 miliardi di euro» per gli ammortizzatori sociali, che va ad
aggiungersi agli altri 4 miliardi già mobilitati con la Finanziaria e con
l'intesa con le Regioni. Un Consiglio dei ministri preceduto dal Cipe che
sblocca 17,8 miliardi per le opere pubbliche (16,6 miliardi per le
infrastrutture, 1 miliardo per l'edilizia scolastica e 200 milioni per quella
carceraria). E che apre la strada all'istituzione a Palazzo Chigi di un fondo
strategico per imprese con una "dote" di 9 miliardi, su cui però contavano
molto vari dicasteri. Di qui il malumore che avrebbero manifestato diversi
ministri: da Claudio Scajola a Stefania Prestiagiacomo, Mariastella
Gelmini e a Sandro Bondi. Queste risorse risultavano inutilizzate dopo
l'aggiornamento del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) a 45 miliardi: dei 18
miliardi di competenza nazionale disponibili, 4 sono stati indirizzati al Fondo
nazionale per l'occupazione (ammortizzatori) e 5 alle infrastrutture.
Gli altri nove miliardi in un primo momento sembravano destinati (con ripartizioni
già abbozzate) a diversi dicasteri: in primis Sviluppo economico (per le Pmi)
ma anche Ambiente, Istruzione, Beni culturali e Giustizia. Una soluzione che
non sarebbe stata vista con favore dal ministero dell'Economia, orientato ad
adottare nuovi criteri al fine di ottimizzare le risorse disponibili per
affrontare la crisi. A questo punto sarebbe intervenuta la mediazione di
Berlusconi con la decisione di dare vita al Fondo unico presso Palazzo Chigi. A
spiegarne il funzionamento è lo stesso premier nella conferenza stampa dopo il
Cdm: «I ministri, man mano che avranno pronti i progetti di intervento
immediatamente realizzabili si rivolgeranno» a Palazzo Chigi che, dopo avere
consultato il ministero dell'Economia, «porterà le decisioni al Cipe». In altre
parole sarà il premiera gestire direttamente questa fetta di risorse targata
Fas. Ai 18 di competenza nazionale vanno aggiunti i 27 miliardi di competenza
regionale, 22 dei quali distribuiti al Mezzogiorno e 5 al Centro-Nord. Al quale
sono convogliati i primi programmi regionali approvati dal Cipe (3,5 miliardi),
in attesa dell'ok alla fetta più consistente (quella per il Sud). Ma al di là
della gestione dei fondi, la vera priorità per il Governo resta l'uscita dalla
crisi. Berlusconi, duettando a tratti con Tremonti in conferenza stampa,
replica seccamente alle accuse dell'opposizione di sottovalutazione della
crisi: l'Italia «è stata la prima» a capire che si stava «abbattendo una
tempesta» e la prima a correre ai ripari. «Abbiamo evitato di andare a fondo,
come invece aveva pianificato la sinistra», aggiunge Tremonti. Che, dopo aver
smentito di aver usato il termine "terribile" per definire il corso
del 2009, sottolinea come i ripetuti inviti del Governo all'ottimismo non siano
frutto di ingenuità, ma siano un'arma importante, utilizzata da un'illustre
predecessore:Roosevelt. «Se c'è una cosa di cui abbiamo paura, e forse è
l'unica, è la paura», dice Berlusconi. L'opposizione contrattacca. «Berlusconi
e Tremonti si confermano giocolieri di cifre», afferma Pier Luigi Bersani. E il
leader del Pd, Dario Franceschini aggiunge: Berlusconi, «chiuso nel suo bunker
dorato», dice solo no. Palazzo Chigi non ci sta e, cifre alla mano, cerca di
dimostrare il suo attivismo sul fronte della crisi sostenendo di aver mobilitato
55,8 miliardi nel biennio: 16 miliardi per gli ammortizzatori (12
"ordinari" e 4 dal Fas più altri 4 per 2010); 17,8 per le opere
pubbliche; 7 miliardi dal decreto anti-crisi, che però sarebbero non più di 4,9
secondo il testo licenziato dal Parlamento; 2 dal decreto incentivi; 9 dal
nuovo Fondo presso Palazzo Chigi. Berlusconi annuncia anche che è in cantiere
«un'importante iniziativa» sull'edilizia, che «avrà effetti eccezionali sulla
casa » e afferma che i Tremonti bond «smuoveranno 150 miliardi di finanziamenti
alle imprese». www.ilsole24ore.com Tremonti bond: i dieci punti chiave
L'IMPEGNO PER IL RILANCIO «In Europa nessuno ha fatto più di noi». Le risorse
del Fas a tre capitoli: aziende, ammortizzatori (4 miliardi) e infrastrutture
(5 miliardi) TREMONTI «Mai detto che la situazione è orribile: Silvio è come
Roosevelt, la sinistra avrebbe affossato il Paese». Bersani: giocolieri di
cifre
( da "Sole
24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-07 -
pag: 2 autore: Accentrati i fondi e Scajola se ne va Carmine Fotina ROMA Il
Fondo per l'economia reale accentrato a Palazzo Chigi provoca malumori nella
compagine di governo. I 9 miliardi di euroche saranno gestiti dalla Presidenza
del Consiglio, infatti, non rappresentano nuove risorse ma sono la somma di una
parte del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) inizialmente assegnata a singoli
ministeri attraverso i «Programmi attuativi nazionali ».Ora finisce tutto sotto
un'unica regia e il ministero che perde maggiori margini di spazio e di
autonomia è lo Sviluppo economico. Il ministro Claudio Scajola, secondo quanto
poi ricostruito, avrebbe prima posto la questione in un incontro informale con
Gianni Letta, per poi spiegare le ragioni del suo dissenso all'operazione di
accentramento nel corso della riunione preCipe. Alla fine Scajola ha lasciato
Palazzo Chigi senza partecipare al Consiglio dei ministri. Da un lato, l'idea
del ministero dell'Economia Giulio Tremonti di cancellare l'attribuzione delle
decisioni di spesa ai singoli ministeri; dall'altro, il tentativo di conservare
il vecchio schema da parte non solo di Scajola ma anche, a
quanto appreso, dei ministri Prestigiacomo ( Ambiente), Gelmini (Istruzione, università e ricerca), Bondi (Beni e attività
culturali). La mediazione finale di Berlusconi si è risolta in un Fondo unico
presso Palazzo Chigi che accorpa risorse di cinque ministeri (se si include
anche la Giustizia per le carceri). Una soluzione che va anche oltre
quanto si era prospettato fino a due giorni fa, cioè la costituzione di una
dote centrale limitata a 5,5 miliardi mentre 3,5 miliardi sarebbero rimasti
comunque nella diretta e immediata competenza di Scajola. Questo basta a
spiegare i forti dubbi dello Sviluppo economico: dallo staff del ministro non
nascondono che ci siano divergenze con Tremonti, perché l'idea di un Fondo
centrale rischierebbe di rendere più laboriosi e lenti gli interventi destinati
alle imprese. Già da alcuni mesi lo Sviluppo economico aveva messo sul tavolo
una serie di interventi, ora congelati in attesa che Palazzo Chigi decida le
priorità. Nel dettaglio, Scajola aveva in serbo di destinare 2 miliardi al
recupero dei siti industriali inquinati (un progetto pronto già dal marzo
2008); 1,8 miliardi a nuovi contratti di sviluppo per il Mezzogiorno; 200
milioni all'estensione del programma per l'innovazione "Industria
2015"; 800 milioni alla rete di telecomunicazione a banda larga; 700
milioni per incentivare l'utilizzo di fonti rinnovabili e gli interventi per il
risparmio energetico. Oltre a 100 milioni in due anni per l'avvio del programma
delle zone franche urbane. Nel frattempo per le imprese sembrano essere
diventati più urgenti dossier come il rifinanziamento del Fondo di garanzia per
le Pmi e il potenziamento dei crediti di imposta. Scajola, anche in vista del
tavolo sulle Pmi del 18 marzo, punta a irrobustire le garanzie sui prestiti, ma
sarebbe pronto anche a valutare eventuali nuovi correttivi per l'auto e
interventi per altri settori in difficoltà come la chimica e la moda. Tutto in
"ghiacciaia", in attesa delle decisioni di Palazzo Chigi e del parere
di Tremonti. carmine.fotina@ilsole24ore.com PRIORITà DA RIDEFINIRE Divergenze
con Tremonti: lo Sviluppo puntava subito a 3,5 miliardi per bonifiche,
contratti di programma, garanzie per crediti alle Pmi
( da "Sole
24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-07 -
pag: 3 autore: ANALISI Matteoli fa il pieno: 10,8 miliardi «veri» alle grandi
opere di Giorgio Santilli C on il Cipe di ieri si è conclusa la roulette russa
della riprogrammazione del tesoretto del Fas (il Fondo per le aree
sottoutilizzate), avviata da Giulio Tremonti otto mesi fa: in palio c'erano i
25,3 miliardi della quota nazionale (altri 27 restano nelle disponibilità delle
Regioni). Dalla partita è uscito vincitore il ministro delle Infrastrutture,
Altero Matteoli, che ha incassato cinque miliardi (del tutto inattesi, in
questa misura) aggiuntivi ai 7,3 miliardi che aveva avuto dal Cipe, sempre a
valere sul Fas, il 18 dicembre scorso. In tutto 12,3 miliardi, mentre 4
miliardi vanno al «fondo Sacconi» per gli ammortizzatori sociali, come
concordato nel protocollo con le Regioni. Le due priorità del Governo per
fronteggiare la crisi sono chiare dalla decisione di ieri: cantieri e cassa
integrazione. Azzerati tutti gli altri programmi, cosa che ha generato la
reazione dei ministri penalizzati (Scajola, Prestigiacomo, Bondi, Gelmini). Berlusconi ha assunto a sé i 9 miliardi del Fas che restano da
distribuire, mettendoli sotto il titolo di interventi anti- crisi per le
imprese e l'economia reale. La lotteria del Fas avrà dunque una seconda
puntata, più avanti. I ministri definanziati - a partire dal ministro dello
Sviluppo economico - potranno rientrare da questa finestra. Ma questi 9
miliardi localizzati a Palazzo Chigi sono soprattutto la riserva per
fronteggiare la crisi senza smentire la linea prudente e coerente sui conti
pubblici adottata dal premier e da Tremonti. La vittoria di Matteoli al Cipe
permette però di fare i conti, pressoché definitivi, sulle disponibilità
effettive del piano delle grandi opere per il 2009. Il Governo continua a
usare, come uno slogan propagandistico, la cifra di 16,6 miliardi. Ieri
cresciuta fino a 17,8 miliardi. Ma la sostanza non cambia. Questa cifra non ha
senso perché somma pere e mele: finanziamenti pubblici pluriennali e opere
private cantierabili (forse) entro l'anno. Pur di far quadrare questa cifra magica,
lanciata da Berlusconi a ottobre, cambiano gli addendi. Si è detto, per
esempio, nelle settimane scorse che le opere private inserite nel piano erano
Brebemi e Pedemontana. Ieri sono scomparse. Ora, per fare la somma di 8
miliardi " privati", vengono inserite l'autostrada della Cisa, la
Brescia-Padova, la tangenziale est di Milano e la Cecina- Civitavecchia che
sicuramente non sarà cantierata nel 2009. Meglio ragionare, allora, sulle sole
risorse pubbliche aggiuntive, come si è sempre fatto nel corso degli anni. è
l'unico parametro serio che conti davvero. Il paradosso della comunicazione
governativa è che quello varato ieri è comunque un piano-record: ci sono 10,8
miliardi aggiuntivi. Negli anni passati non si era mai andati oltre gli otto
miliardi, anche nella fase di lancio della legge obiettivo. Vediamo come si
arriva a questa cifra. Dai 12,3 miliardi arrivati dal Fas (7,3 a dicembre e 5
ieri) occorre sottrarne 3,6 miliardi che, per legge, andranno a finanziare non
investimenti, ma spesa corrente delle Fs per i treni regionali e di Tirrenia
per i traghetti. Restano 8,7 miliardi Fas destinati alle opere. Bisogna
aggiungere i 2,1 miliardi della Finanziaria 2009 per la legge obiettivo.
Totale: 10,8 miliardi. Per il piano 2009, vinta la partita dei finanziamenti,
ci sono ora due altre sfide da affrontare: la cassa e la cantierabilità. La
cassa attuale ammonta a poco più di un miliardo, perché il Fas è pluriennale e,
per il 2009, è a secco. Starà al ministro dell'Economia decidere quanta cassa
vorrà spostare sul piano. Discorso correlato a quello della cantierabilità.
Matteoli continua a dire che le opere saranno tutte cantierabili entro il 2009.
Indicazione importante perché, per quanto sia fortemente ottimistica, significa
che il Governo spingerà molto su progetti e autorizzazioni per accelerare. LE
URGENZE DEL GOVERNO Dalle scelte di ieri un segnale inequivocabile: si punta su
cantieri e cassa integrazione prima di tutto
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA -
data: 2009-03-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La storia Il record della
II F del Maffei. Erano scesi in piazza contro il ministro Dieci in condotta
alla classe anti-Gelmini VERONA — Una classe da 10 in
condotta. Mentre nei licei e istituti italiani vengono assegnati 5 come fossero
caramelle (nel secondo quadrimestre il 5 comporta la bocciatura), Verona va
controcorrente. Il record spetta al liceo classico Maffei, che conta
addirittura una classe intera di ragazzi modello. Si tratta della seconda F: 23
alunni, 21 ragazze e solo due maschietti. Qquasi tutti, fino a qualche mese fa
marciavano assieme ad altri centinaia di studenti nei cortei anti-Gelmini, contro la riforma che prevedeva anche l'introduzione
del 5 in condotta. A PAGINA 10 Martellato
( da "Nazione,
La (Pistoia)" del 07-03-2009)
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PRIMO PIANO pag. 21 O RARIO RIDOTTO alle elementari
bocciato anche in città... O RARIO RIDOTTO alle elementari bocciato anche in
città. Tra le novità introdotte dalla riforma Gelmini, c'era anche infatti il ritorno a 24 ore settimanali, che però
nessuna famiglia vuole. Lo confermano i dati che arrivano dalle scuole. Al
circolo didattico di Montecatini tra le 140 richieste compilate dalle famiglie
per le opzioni sull'orario, nessuno ha barrato la croce sulle «24 ore».
Segno che il tempo pieno o comunque l'orario prolungato, ex modulo, continuano
a essere le soluzione preferita dalle famiglie.La maggior parte delle richieste
si sono ripartite sulla scelta delle 30 e delle 40 ore di lezione. Circa 80
hanno puntato sull'opzione delle 30 ore di lezione. Mentre sulla soluzione
delle 27 ore si è riversata una sola scelta. A breve (entro l'11 marzo) la
scuola dovrà inviare le preferenze al ministero, ma in attesa del via libera,
non mancano le perplessità sul tornado di novità che ha investito la scuola con
la riforma Gelmini. «Dovremo far fronte a non pochi
problemi di riorganizzazione interna», spiega la direttrice Paola Zecchi. «Come
immaginavamo la maggior parte delle richieste si sono dirette su orari
prolungati». Scelta che avrebbe potuto provocare un problema di esuberi, come
già accaduto in altri istituti: «Per fortuna, nel nostro caso riuscirermo a
soddisfare praticamente tutte le domande che ci sono arrivate (solo alla
Casciani si contano due posti in esubero). L'impostazione del nostro circolo
era basata già sul tempo pieno, per cui riusciremo a soddisfare le richieste,
mantenendo invariato il numero delle classi». NO all'orario ridotto, quindi,
sembrano dire all'unisono i dati del primo circolo. Ma anche tanti
interrogativi sull'eliminazione delle cosiddette «compresenze», un'altra novità
introdotta dalla riforma: «Prima, grazie alle compresenze ovvero le ore di
presenza contemporanea di due insegnanti nella stessa classe sia al tempo pieno
sia al modulo le maestre si occupavano di gestire una classe dividendola in più
gruppi destinate ad attività e lavoratori diversi. Ora gestire attività
collaterali all'insegnamento come i laboratori sarà più complicato. Ci sono
attività che per essere applicate in modo proficuo richiedono una divisione in
piccoli gruppi, per evitare che la lezione diventi dispersiva». Uno degli
esempi è il laboratorio multimediale: «Per fare lezione nell'aula di
informatica e seguire al meglio le fasi dell'apprendimento continua
l'organizzazione in piccoli gruppi seguiti da più insegnanti nella solita ora
era l'ideale». Un problema reale, che ha già destato serie preoccupazioni nel
pianeta scuola e tra le famiglie: «Il rischio è che le lezioni dedicate ai
laboratori didattici, come quelli di informatica, arte, musica e simili vengano
sensibilmente ridotte, se non addirittura eliminate». Ma sul futuro è
fiduciosa: «Ora dovremo studiare nuove strategie. Ma ci siamo già attivati per
una riorganizzazione interna del personale che possa ovviare all'eliminazione
delle compresenze. e siamo sicuri che il nuovo progetto in cantiere pensato per
migliorare le tecniche d'insegnamento darà buoni frutti». Letizia Lavorini
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data:
2009-03-07 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Pasti e bus gratuiti E il
Comune salva la prima elementare Albaredo, trovati in extremis altri cinque
alunni Il sindaco: «Tutti mobilitati, anche la parrocchia» Entusiasti Ad
Albaredo sarà assicurata anche la prima classe VEDELAGO — Le elementari di
Albaredo sono salve: il prossimo anno, quando entreranno in classe con i loro
grembiulini nuovi e profumati, i 15 studenti di prima elementare potranno
fregiarsi di essere coloro che hanno tenuto in piedi l'intera scuola, e cinque
di loro potranno usufruire di mensa e trasporto gratis. Alla
data del 28 febbraio le iscrizioni al primo anno erano solamente dieci, e
stando alla legge Gelmini una prima con così pochi alunni non può essere formata. Il
discorso, sempre per la medesima normativa, si ampliava all'intero plesso
scolastico della frazione di Vedelago, che con le sole classi dalla seconda
alla quinta non poteva rimanere aperto. Invece le molte telefonate e i
solleciti dell'amministrazione comunale hanno sortito l'effetto sperato: cinque
bimbi residenti nella frazione capoluogo hanno accettato di iscriversi in prima
elementare ad Albaredo, firmando l'atto di sopravvivenza della scuola.
«L'impegno di questa amministrazione – spiega il sindaco Paolo Quaggiotto - è
sempre stato quello di mantenere la rete fra le scuole del territorio comunale,
una materna e una elementare in ognuna delle sette frazioni e una scuola media
a Vedelago. Per noi non si tratta di semplici plessi scolastici, ma di luoghi
di incontro e condivisione, e che custodiscono l'identità frazionale».
Garantire il numero minimo di iscritti era fondamentale: la rete avrebbe perso
uno dei suoi punti di riferimento. Invece adesso l'anno scolastico 2009-10 è
salvo e si svolgerà regolarmente, con grande soddisfazione del sindaco. Era
stato lui a lanciare l'accorato appello di venerdì scorso, «Mensa e trasporto
gratuiti ai bambini da fuori frazione che si fossero iscritti alla prima
elementare di Albaredo». Ed ha funzionato: chi per senso civico, chi per
spirito d'appartenenza a una comunità molto unita, e chi per approfittare degli
incentivi che l'amministrazione ha messo sul piatto. «La parrocchia ha
accettato di allungare il percorso del pulmino per raggiungere i confini di
frazione dove abitano i cinque bambini che si sono iscritti in prima – spiega
Quaggiotto – mentre il Comune pagherà per il tragitto e i pasti scolastici».
Non è la prima volta che l'amministrazione si muove per aiutare le scuole:
l'anno scorso infatti aveva sostenuto i genitori di Cavasagra, che avevano
chiesto per i propri bambini la settimana corta (quindi senza lezioni al
sabato) ma con 5 rientri pomeridiani, trovando positivo riscontro nella giunta
comunale. Quest'anno a trovarsi nei guai è stata Albaredo, ma l'appello del
sindaco ha trovato felice riscontro. «Nei giorni precedenti lo scadere delle
iscrizioni, con la collaborazione della scuola e della parrocchia avevamo
verificato che fra i bambini che frequentavano la materna solo dieci si
sarebbero iscritti ad Albaredo. Era necessario fare qualcosa per garantire alle
famiglie un servizio importante». Silvia Madiotto Dalla stazione Il corteo
sfilato ieri pomeriggio a Treviso (Balanza)
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data:
2009-03-07 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Il corteo Cinquecento ieri in
piazza «Santa Gelmini del Taglio»: sfilano i no alla
riforma TREVISO — Mondo scuola in piazza per sfidare la «Santa Gelmini del Taglio». Era una caricatura del ministro
dell'Istruzione la grande figura ritagliata messa a capo del corteo che ieri
pomeriggio ha «invaso» il centro storico di Treviso. Il corteo, organizzato dai
sindacati Flc Cgil, Cisl, Uil Scuola e Gilda, ha sfilato dalla stazione
ferroviaria a piazza dei Signori per ribadire, ancora una volta, il no di
insegnanti, genitori e studenti alla tanto contestata riforma. Presente anche
una delegazione di sindaci della Marca. Nel mirino delle oltre 500 persone
presenti, «i tagli indiscriminati che vengono spacciati come razionalizzazioni
contro gli sprechi», spiega Ermanno Rambaldi della Cgil. «Ormai – prosegue il
sindacalista – è sotto gli occhi di tutti che la riforma Gelmini
non funziona: è stata bocciata in primis dai genitori». A far scaldare gli
animi sono soprattutto le questioni del maestro unico e del tempo-scuola di 24
ore. «A livello nazionale – sottolinea Enrico Quarello del Pd, che s'è unito ai
sindacati nella manifestazione - , solo il 3% delle famiglie ha chiesto le 24
ore e il 7% le 27; la stragrande maggioranza, pari al 56% invece ha chiesto le
30 ore e il 34% le 40. Segno evidente che il tempo pieno è un'esigenza sociale
in particolare nelle nostre città dove entrambi i genitori lavorano». Nella
Marca le cose non vanno tanto diversamente. «Quasi il 90% dei genitori –
afferma Rambaldi - ha scelto le 30 o le 40 ore anche a Treviso. E' la
dimostrazione che la riforma è del tutto distaccata rispetto alle esigenze
delle famiglie di oggi: i genitori, così come i docenti, questa riforma, non la
vogliono. Il governo prenda atto di come stanno realmente le cose a partire dal
prossimo decreto sugli organici». Pesanti, infatti, gli effetti della forbice
del ministero anche sugli organici trevigiani: si parla di 850 posti in meno
tra docenti e personale Ata. Federica Baretti
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE -
data: 2009-03-07 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Le iscrizioni
L'incertezza sugli orari ha spinto molte famiglie a non registrare i figli
nelle prime pubbliche Elementari, fuga verso le scuole private Alla Gozzi
«mancano» 19 alunni, alla Tintoretto 39. Medie: effetto verticalizzazione Alla
media Salvo D'Acquisto un terzo degli studenti non si è iscritto per le
incertezze sui professori MESTRE — Fuga verso gli istituti privati, tremano le scuole
pubbliche di Venezia. Molte famiglie per paura di perdere il tempo prolungato
hanno deciso di trasferire i figli alle private, altre hanno «congelato»
l'iscrizione nonostante il termine sia scaduto il 28 febbraio. Man mano che le
scuole elaborano i dati delle iscrizioni, emergono nuovi
effetti della riforma Gelmini. Il tutto in attesa di capire la questione degli organici, per i
quali si parla di 300 posti di lavoro tra insegnanti, bidelli e personale di
segreteria, a rischio. Le famiglie dei nuovi iscritti hanno richiesto in massa
il tempo pieno di 40 ore o a 30 con i rientri e snobbato le 24 ore. Ma
la paura di non venire accontentati ha contagiato molti. Alla Diaz mancano
svariate iscrizioni. «Solo alla elementare Gozzi 19 famiglie su 22 hanno
preferito iscrivere i figli alla prima privata - dice Riccardo Carlon,
dirigente scolastico del complesso Diaz - non si era mai verificato, è sintomo
della preoccupazione dei genitori». Ciò che preoccupa i dirigenti è che molte
famiglie non hanno iscritto i figli in prima nonostante la scadenza del
termine. Alle elementari Tintoretto «mancano» 39 alunni: «Stiamo cercando di
contattare telefonicamente tutti i genitori spiega la dirigente scolastica
Mercedes Biasetto - non era mai successo: mancano due classi prime dopo la
scadenza. Tanti hanno scelto le private». Le scuole paritarie di Venezia
confermano: «C'è stato un aumento degli iscritti», dicono alla scuola privata
Giovanni Paolo I di Venezia. Il problema è la quantità di richieste di tempo
pieno rispetto alle reali forze, che nessuno ancora conosce. «Su cinque scuole
elementari, tutti hanno chiesto le 40 ore per avere garantito il tempo pieno ma
non sappiamo quanti potremo accontentare », dice Maria Cavezzali dirigente della
Querini. Si calcola che potrebbero essere tremila le famiglie che dovranno
sopportare una riduzione rispetto alle proprie richieste. Senza contare il
taglio agli organici. «Rischiamo di perdere fino a sette insegnanti - avverte
Cavezzali - è il 10% dell'organico e lo stesso vale per i collaboratori
scolastici e il personale di segreteria ». Non è diversa la situazione delle
medie. Un terzo netto di iscrizioni in meno: alla scuola media mestrina Salvo
d'Acquisto parlano di fuga dalla verticalizzazione. Si perchè a Venezia alle
incertezze generali si aggiunge il piano della riorganizzazione comunale. «A
Mestre un terzo dei ragazzi che confluirebbero nel futuro comprensivo Querini
non si sono fatti vivi» dice il dirigente della Salvo d'Acquisto, Tiziano Panizzutti,
«Qui non si sa se ci saranno l'anno prossimo gli stessi insegnanti, e la
situazione è stata molto penalizzante. In zone come la Gazzera, dove non c'è
concorrenza con altre scuole a causa della posizione e della mancanza di
trasporti, questa evasione non c'è stata. E il "fuggi fuggi" ora
riguarda anche gli insegnanti, qui l'organico non è garantito». Tutte le scuole
fanno i conti. «Qui a Favaro i genitori hanno chiesto tempo pieno in più,
mentre noi dovremmo tagliare» dice la dirigente della Fucini, Ornella
Scomparin. «Alle medie» spiega invece il dirigente dell'Einaudi di Marghera,
Filippo Viola, «ogni due corsi perderanno il posto un insegnante e mezzo di
lettere oltre a un terzo delle ore di tecnologia. I precari sono a rischio ».
L'incertezza investe anche l'italiano e la seconda lingua straniera. «C'è molta
ambiguità: si dice che le attese non saranno deluse e si parla di tagli. Io
voglio essere positivo e spero che l'organizzazione che abbiamo sempre avuto si
possa ripetere», dice Gianni Masiero, dirigente delle medie Fermi e Marconi.
Intanto si impazzisce con i dati delle iscrizioni: il ministero li ha chiesti
entro il 20 marzo, l'ufficio regionale entro il 13, quello provinciale entro
l'11. Per essere precisi nel caos. Martino Galliolo M. Paola Scaramuzza
( da "Corriere
del Veneto" del 07-03-2009)
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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA -
data: 2009-03-07 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La storia Il record
ottenuto da ventuno ragazze e due soli maschi Dieci in condotta
alla classe che scioperò contro la Gelmini La II F del
Maffei: «La riforma non ci piace» Il preside: «Merito anche del rapporto che
hanno saputo costruire gli insegnanti con gli studenti» VERONA — Una classe da
10 in condotta. Mentre nei licei e istituti italiani
vengono assegnati 5 come fossero caramelle (nel secondo quadrimestre il 5
comporta la bocciatura), Verona va controcorrente. Il record spetta al liceo
classico Maffei, che conta addirittura una classe intera di ragazzi modello. Si
tratta della seconda F: 23 alunni, 21 ragazze e solo due maschietti. Sebbene quasi
tutti loro, fino a qualche mese fa marciavano assieme ad altri centinaia di
studenti nei cortei anti-Gelmini, contro la riforma
che prevedeva anche l'introduzione del 5 in condotta,
loro, invece, hanno trovato in pagella un bel 10. «Nemmeno
ce l'aspettavamo – dicono alla fine della lezione di educazione fisica - . Non
abbiamo voti bassi perché non siamo scalmanati. Siamo sempre stati tranquilli»,
dice Cecilia. E i due compagni di classe? «I maschi? Devono stare buoni e
tranquilli», dice scherzano. E dell'introduzione del voto
di condotta cosa ne pensano, loro che poco tempo fa
l'hanno contestato? «In realtà non abbiamo partecipato ai cortei contro il voto in condotta, ma per la riforma in generale. Il voto al comportamento può essere positivo, se ben vagliato»,
spiega Ester. «I professori poi – informa Alessia – hanno capito le difficoltà.
L'anno scorso è stato molto duro: credo abbiano voluto incentivare una classe
che ha dimostrato miglioramenti ». Insegnanti di manica larga, allora? Nient'affatto.
Sia i ragazzi che il preside del liceo, Francesco Butturini, giustificano i
voti alti in condotta con l'invidiabile rapporto con i
professori. «Abbiamo moltissimi 10 in condotta. Tutto
dipende da come un docente gestisce la classe: è importante stabilire un
rapporto con gli alunni, spiegare le cose in modo interessante, renderli
partecipi, avere un dialogo trasparente con loro. Così gli alunni diventano
protagonisti attenti». Anche negli altri istituti e licei di Verona i 10 in condotta non mancano. Anzi, la rarità è trovare i 5. «La
maggior parte degli alunni ha 9 e 8, ma ci sono anche i 10 – informa Sandro
Tutti, preside del Liceo Verona Est. “Certo che ci sono alunni con 10 in condotta – dice Giancarlo Peretti, dirigente scolastico
liceo Messedaglia – sono più dei 7, anche se la maggior parte hanno 9». «Il voto più frequente è il 9 – dice un altro dirigente
scolastico, Mauro Murino, Marco Polo – non abbiamo nemmeno un 5 in condotta ». Anche negli istituti tecnici, voto
massimo del comportamento persiste. Antonio Pettinato, preside dell'istituto
geometri Cangrade, proprio giovedì è apparso in televisione su rai due, accanto
alla giornalista e conduttrice di «Italia allo specchio» Francesca Senette, per
discutere dell'argomento. «Nella nostra scuola – riferisce – abbiamo preferito
sanzionare prima, piuttosto che dover assegnare poi dei 5 in condotta
nella pagella. E i risultati sono nero su bianco:
molti alunni fanno il loro dovere, meritandosi il voto
più alto ». Anna Martellato Aureole La seconda F del liceo classico Maffei, 21
ragazze e 2 ragazzi. Tutti con 10 in condotta.
( da "Messaggero,
Il" del 07-03-2009)
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Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi di FABRIZIO RIZZI ROMA -
Berlusconi rivendica di aver svolto, per il sostegno all'economia afflitta dal
crollo dei mercati, la più incisiva azione di governo («nessuno ha fatto più di
noi in Europa») ma nello stesso tempo fa appello a evitare «drammatizzazioni»
perché la crisi «c'è, e anche pesante, ma non è tragica». E aggiunge, «siamo
stati preveggenti, abbiamo avuto coraggio». Da combattere c'è solo la paura a
non spendere dei cittadini. Definisce l'assegno proposto dal Pd come «una
licenza di licenziare» soprattutto per i piccoli imprenditori e gli artigiani»
i cui dipendenti «godrebbero dell'indennità e continuerebbero a lavorare in
nero». Giulio Tremonti attacca alcuni giornali, colpevoli sia di aver fatto
titoloni con espressioni storpiate («mai usato le parole "terribile"
o "orribile" per definire il 2009»), sia la sinistra che parlava di
«miracolo» mentre «noi spiegavamo che la situazione sarebbe stata difficile»
già in campagna elettorale. In ogni caso, «abbiamo evitato di andare a fondo».
Le parole contro il disfattismo mediatico, arrivano nel giorno in cui, il Cipe,
dà il via libera al piano da 17,8 miliardi di euro, ma anche alla costituzione
di un fondo strategico da 9 miliardi a sostegno dell'economia reale e quindi
delle imprese, la cui gestione è affidata a palazzo Chigi. Le risorse verranno
attinte dalla dotazione nazionale del Fondo aree sottoutilizzate (Fas). C'è
stata alta tensione durante il confronto sul fondo dei 9 miliardi che ha
coinvolto al Cipe, Tremonti, da una parte, e diversi ministri dall'altra,
(Scajola, Prestigiacomo, Gelmini e Bondi). Malgrado la mediazione di Berlusconi nell'attribuire
la gestione a palazzo Chigi, Scajola per protesta non ha partecipato al
Consiglio dei ministri. Il titolare del Tesoro respinge sia le accuse di aver
ritardato a comprendere lo tsunami finanziario («non è vero»), sia quelle
relative a «una sottostima dell'emergenza». Per Tremonti, «i ripetuti
inviti del governo all'ottimismo non sono frutto di ingenuità. Sono un'arma
importante». Paragona i «discorsi al caminetto» del presidente Roosevelt,
quando invitava gli americani a uscire di casa e a vivere come prima,
all'ottimismo del premier. «Berlusconi ha fatto lo stesso, non capisco le
critiche della sinistra». Berlusconi dopo essersela presa con la Rai (la sola
tv pubblica che «attacca il governo in carica»), fa appello ai media affinché
non rappresentino scenari tragici («è dannoso per l'interesse di tutti noi»).
«Nel Consiglio di Europa di domenica scorsa abbiamo concordato la necessità di
far capire che questa crisi, che esiste, non chiudiamo gli occhi, è vissuta sui
media in maniera più drammatica di quanto non sia. Anche perché, di fronte al
calo delle Borse, se si guarda quante sono le azioni cambiate a certi prezzi,
si vede che sono una manciata di azioni». Invita a tenere i titoli «nel
cassetto e aspettare che questa crisi, passi». E con voce all'unisono,
Berlusconi e Tremonti, si dicono orgogliosi delle misure messe in campo: il
governo ha mobilitato 55,8 miliardi in un biennio, sia per gli ammortizzatori
sociali («i lavoratori possono essere sereni»), sia per le infrastrutture.
«L'assegno di disoccupazione» chiesto dal Pd? «Sarebbe una licenza di licenziare».
Berlusconi «sta vedendo» anche per l'innalzamento dei 65 anni alle donne, come
chiesto dalla Ue. Ma se ne occupa Sacconi, assicura ai cronisti uscendo da
Villa Stuart (la clinica dov'è stato operato Totti) dopo un controllo al collo
con la Tac.
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
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Primo Piano Pagina 103 Berlusconi: la crisi c'è ma non è
tragica No all'assegno Pd per i disoccupati: «È licenza di licenziare» -->
No all'assegno Pd per i disoccupati: «È licenza di licenziare» ROMA Le
«drammatizzazioni» che ogni giorno sfornano i media sono un danno innanzitutto
per il Paese, perché la crisi «c'è, è anche pesante ma non è tragica»: Silvio
Berlusconi scende in sala stampa al termine del Consiglio dei ministri e, in
una sorta di duetto col ministro dell'Economia Giulio Tremonti, attacca la
rappresentazione fatta da stampa e tv dell'azione dell'esecutivo, rivendicando
al contempo con orgoglio le misure messe in campo. FIDUCIA «Se c'è una cosa di
cui abbiamo paura, e forse è l'unica, è la paura», spiega ancora una volta il
premier. Non deve stupire dunque se su trenta minuti di conferenza stampa il
Cavaliere e il titolare del Tesoro decidono di spenderne la metà a fare una
sorta di controinformazione. Si comincia dall'apertura di alcuni giornali
italiani: «Mai usata - assicura il titolare del Tesoro, non senza nascondere
del fastidio - la parola ?terribile? o ?orribile? per definire il 2009.
Distorcere la realtà in questo modo non vuol dire fare opposizione al governo,
bensì agli italiani. Vuol dire - è la sua convinzione - segare il ramo sul
quale si è seduti». L'Italia, ribadisce il presidente del Consiglio, «è stata
la prima» a capire che «si stava abbattendo una tempesta» e la prima a correre
ai ripari: «Siamo stati preveggenti e abbiamo avuto coraggio», dice Berlusconi.
«Abbiamo evitato di andare a fondo - gli fa eco Tremonti - come invece aveva
pianificato la sinistra». Loro, dice infatti, «parlavano di miracolo», mentre
«noi spiegavamo che la situazione sarebbe stata difficile» già in campagna
elettorale. «Ci danno degli irresponsabili, ci dicono che siamo in ritardo ma -
fa i conti Tremonti - non è vero». Nessuna sottostima dell'emergenza, i
ripetuti inviti del governo all'ottimismo, a non modificare il proprio stile di
vita non sono frutto di ingenuità. Sono, spiega, un'arma importante, che ha un
illustre predecessore: il presidente Usa Roosevelt. «La prima cosa - dice
Tremonti - è difendere se stessi dalla paura». D'altro canto, ragionano a voce
alta il premier e il ministro, basta guardare i fatti per potersi dire
«orgogliosi». L'elenco delle misure e i conti, secondo il governo, sono lì a dimostrarlo:
dall'inizio dell'emergenza il governo ha mobilitato 55,8 miliardi (in un
biennio) su due grandi direttrici, gli ammortizzatori sociali e le
infrastrutture. La proposta del Pd di un assegno per i disoccupati è bocciata
senza appello dal Cavaliere perché sarebbe «una licenza di licenziare»: le
aziende, cioè, in presenza di un «ombrello» protettivo garantito dal governo,
potrebbero affrontare con maggiore leggerezza i ridimensionamenti dei propri
organici. Però, anche senza assegno di disoccupazione, i lavoratori possono
stare «sereni», è il messaggio rassicurante del premier, perché le risorse per
evitare il peggio il governo le ha già messe sul tavolo. LA DISCUSSIONE Prima
della riunione del Cipe si è registrata a Palazzo Chigi una certa tensione tra
i ministri, a proposito della gestione delle risorse per il sostegno
all'economia. Un confronto a tratti aspro, durante un incontro informale, con
Tremonti da una parte e, dall'altra, in particolare i
colleghi Scajola, Prestigiacomo, Gelmini e Bondi. Materia
del contendere, le priorità nell'utilizzo delle risorse disponibili e
l'attribuzione delle decisioni di spesa ai singoli ministeri. Il ministro
dell'Economia si è opposto all'ipotesi di attribuzione diretta dei fondi ai
diversi ministeri. Alla fine è stato Berlusconi a intervenire e a
decidere per il fondo unico sotto la responsabilità di Palazzo Chigi. «Un fondo
strategico - ha spiegato alla stampa - a sostegno dell'economia reale e quindi
delle imprese, che sarà nella disponibilità decisionale della presidenza del
Consiglio, alla quale si rivolgeranno i ministri, quando avranno pronti
progetti di intervento». Successivamente Palazzo Chigi raccoglierà il parere
del ministero dell'Economia e poi le decisioni verranno portate al Cipe,
condividendole il più possibile con il Consiglio dei ministri. Ma, a parte il
compromesso, il confronto deve aver lasciato qualche scontento, visto il
malumore che si è registrato informalmente da più ministri dopo la riunione del
governo. Il più deciso nel contrastare la filosofia con la quale Tremonti ha
impostato la gestione dei fondi per le imprese è stato il ministro delle
Attività Produttive Claudio Scajola che, a quanto si è appreso, ha prima posto
la questione in un incontro informale con Gianni Letta, poi ha protestato
vibratamente nel corso della riunione pre-Cipe e alla fine ha lasciato Palazzo
Chigi senza partecipare al Consiglio dei ministri.
( da "Nuova
Ferrara, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
OGGI IN PIAZZA Altri banchetti contro
la Gelmini Con il primo sabato di primavera tornano i banchetti del
Coordinamento per l'Istruzione Pubblica Ferrarese: oggi alle 16, sotto il Volto
del Cavallo (piazza Municipale) insegnanti, genitori e studenti riprenderanno
le iniziative di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza «sulle
problematiche della nuova scuola a firma Ministro Gelmini».
Argomento del primo appuntamento è la giornata di mobilitazione prevista per il
18 marzo e le varie iniziative ad essa correlate. Mercoledì 18 è in programma
lo sciopero della Cgil che sarà accompagnato al mattino da una manifestazione
(probabilmente un sit-in) e da altre iniziative a cura degli studenti del
coordinamento di Giurisprudenza.
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano
- data: 2009-03-07 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Scuola Tempo pieno A
Milano boom di richieste Boom del tempo pieno. Secondo la Cgil, il 99,08 per
cento delle famiglie milanesi (84,07 a livello regionale) ha preferito per i
propri figli l'iscrizione alle 30 o alle 40 ore «dimostrando una netta
bocciatura del maestro unico voluto dal ministro all'Istruzione, Mariastella Gelmini». Replica il direttore
scolastico Regionale, Annamaria Dominici: «Non è fallita nessuna riforma: il
tempo scuola prescelto dalle famiglie sarà garantito. E si va avanti con il
maestro prevalente». Prime proiezioni sulla scuola del prossimo anno: secondo
la direzione scolastica regionale la maggiore richiesta di 40 ore arriva da
Milano (92%), Pavia, Lodi, Bergamo. «Ci aspettiamo — continua il
direttore regionale — che la popolazione scolastica lombarda aumenti di 12 mila
alunni. Ebbene, se sarà confermato l'organico dell'anno scorso, potremo
soddisfare tutte le domande dei genitori». La Cgil chiede la convocazione
immediata del tavolo regionale «per avanzare al ministro la richiesta di
garantire gli organici necessari». Confermato anche il corteo del 18 marzo in
difesa degli organici, per il ripristino delle risorse tagliate, la conferma
della centralità del contratto nazionale e la difesa del diritto di sciopero.
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano -
data: 2009-03-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE In Consiglio dei ministri
Scajola, lite sui fondi E Palazzo Chigi accentra le risorse SEGUE DALLA PRIMA
Un commento amaro quando ha capito che la sua linea era uscita sconfitta dal
confronto con il superministro economico, Giulio Tremonti. è stato il premier
Silvio Berlusconi a mettere fine allo scontro tra i due sui fondi per il
sostegno all'economia e alle imprese, stabilendo che tutti i 9 miliardi a
disposizione sarebbero finiti in un fondo unico che sarà «nella disponibilità
decisionale della presidenza del Consiglio». Scajola ha così dovuto rinunciare
all'idea di appostare una parte del fondo (almeno 3,5 miliardi) presso il suo
ministero. Anche lui, come gli altri ministri che avranno progetti
«immediatamente realizzabili», ha spiegato Berlusconi, dovrà passare per Palazzo
Chigi, che «raccoglierà il parere del ministero dell'Economia», quindi di
Tremonti. Scajola l'ha presa così male che, per protesta, non ha partecipato al
successivo Consiglio dei ministri. Lui pensa che il megafondo presso la
presidenza del consiglio rischia di rallentare l'intervento per le imprese,
soprattutto piccole e medie, che contavano su uno strumento agile e veloce al
ministero dello Sviluppo. Ma è rimasto via via in minoranza. All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini
(Istruzione), Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente)
erano critici, ma poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle
rassicurazioni di Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo.
Gelmini poi, ha già ottenuto un miliardo per
l'edilizia scolastica. Tremonti ha avuto gioco facile quando anche il
sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, col quale in passato non sono
mancate frizioni, ha osservato che in una crisi come questa è meglio avere un
fondo unico da gestire con flessibilità secondo le necessità che si
presenteranno. Scajola ha spuntato che il fondo si chiamerà per «l'economia
reale e le imprese», ma ha dovuto rinunciare alla gestione diretta dello
stesso. Ma è già pronto a tornare alla carica con le sue richieste, a partire
dall'aumento da 500 mila a 1,5 milioni del tetto dei prestiti garantiti. Il
duello con il ministro dell'Economia continuerà. I due non si sono mai presi.
Lo scorso giugno quando sui giornali uscì il cosiddetto «piano Tremonti» che
anticipava le prime mosse del governo sull'economia Scajola, irritato, replicò:
«è un lavoro collegiale. Dentro ci sono le mie norme sullo sviluppo e quelle di
Tremonti sui tagli». Enrico Marro
( da "Corriere
della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache -
data: 2009-03-07 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE A quattro mesi dalla
tragedia di Rivoli Crollo a scuola, la madre di Vito: dimenticati TORINO — Ringraziano il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: «è una persona sensibile». Ma puntano il dito contro i docenti
della scuola dove loro figlio ha trovato la morte: «Da quando è successa la
tragedia non abbiamo mai più sentito nessun professore, né tanto meno la
preside, quella donna è senza cuore». A parlare sono i genitori di Vito
Scafidi, 17 anni, ucciso lo scorso novembre dal crollo del controsoffitto del
liceo scientifico «Darwin» di Rivoli (Torino). Ieri Fortunato Scafidi e Cinzia
Caggiano hanno annunciato la costituzione di parte civile in un eventuale
dibattimento. «Mio figlio — ha detto la madre — era orgoglioso della sua
scuola. A noi aveva detto soltanto di problemi alla palestra. In realtà
quell'edificio era come una bella donna truccata, visto che ora servono cinque
milioni per rimetterlo a posto».
( da "Nazione,
La (Firenze)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
POLITICA pag. 10 Pdl, gli azzurri in fermento per il
congresso dei seimila Il premier: «Un triumvirato? Non ho preso alcuna
decisione» ROMA IL TEMPO stringe. Forza Italia e An intensificano gli incontri
in vista dei primi due banchi di prova del Pdl. Da un lato, l'organizzazione
del congresso di fondazione del partitone (27-29 marzo) è stato al centro di un
tavolo cui ieri hanno partecipato i colonnelli azzurri. Dall'altro, c'è la
spinosa questione della definizione delle liste per le Europee. L'IPOTESI di
far candidare i ministri alle elezioni «è qualcosa di cui non sono al
corrente», ha assicurato ieri sera Silvio Berlusconi, uscendo da una clinica
romana dopo, così ha detto, «un controllo al menisco». Ma in An il dibattito si
è già aperto. Semaforo verde dal ministro e reggente del partito. «L'idea di
candidare i ministri alle Europee ha detto Ignazio La Russa è una buona cosa,
io sono disponibile». Chi non si sente affatto obbligato, invece, è Altero
Matteoli. Il ministro delle Infrastrutture non correrà: «Mi sono presentato
l'altra volta... ora basta». Anche i ministri di An Giorgia Meloni e Andrea
Ronchi sembrano intenzionati a restarne fuori. Con la Russa nei panni del
mediatore: «Non sarò io a obbligare gli altri». Al momento è certo che il
premier si presenterà capolista in tutte le circoscrizioni. Dietro di lui,
almeno una pattuglia di ministri. Tra gli azzurri, si parla di Raffaele Fitto e
Claudio Scajola, oltre che di Angelino Alfano e Mariastella
Gelmini. Frenetico è anche il confronto sui candidati del Pdl per le
amministrative. Irrisolto il nodo Firenze. Da un lato, il deputato Gabriele
Toccafondi ha confermato di aver avuto un incontro con il premier, dall'altro
l'ex portiere del Milan, Giovanni Galli, è atteso oggi a Milano, dove non si
esclude un contatto con Berlusconi. In questo clima di incertezze,
almeno il problema Prato è stato definito. Dopo il rifiuto di un paio di mesi
fa, l'industriale tessile Roberto Cenni ha annunciato ieri pomeriggio a
sorpresa di aver accettato la proposta del Pdl. Fervono nel caos i preparativi
per il congresso. Nemmeno i tre papabili coordinatori (Verdini-Bondi-LaRussa)
possono ancora dormire sonni tranquilli, dato che Berlusconi ha tagliato corto:
«Ne stiamo parlando, non ci sono decisioni al riguardo». La leadership, invece,
è un dogma. «E non potrebbe essere diversamente ammette l'ideatore di Forza
Italia Gianni Baget Bozzo dato che Berlusconi sta facendo funzionare qualcosa
di impensabile: un partito annunciato su un predellino». Del resto, aggiunge,
«non esistono vere e proprie militanze: il Pdl rimane un partito del leader, il
premier ha i voti, il premier decide». I seimila delegati che parteciperanno al
congresso di fine mese la macchina organizzativa forzista è già in azione: il
partito pagherà l'albergo vicino alla fiera di Roma, il viaggio è a carico dei
singoli si stanno però preparando al dibattito sull'identità. IL SENATORE Guido
Possa conferma che «forma partito e statuto saranno i due principali argomenti
di dibattito anche nell'assemblea dei gruppi parlamentari Pdl» fissata per
martedì. Possa spiega che «l'individuazione dell'identità resta l'interrogativo
più sentito per tanti parlamentari di FI e An». Da definire anche l'assetto
futuro del partitone. Non è un mistero che gli azzurri puntino a mantenere un
«impianto movimentista», mentre An è più legata al territorio. Su tutto questo,
però, come confermano i forzisti Raffaele Fitto e Gaetano Quagliariello, «non
ci sono ancora certezze». Marcella Cocchi Image: 20090307/foto/519.jpg
( da "Giorno,
Il (Milano)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
BREVI pag. 19 Gelmini: «Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi» Ma la madre accusa:
dimenticati dai prof TRAGEDIA QUATTRO MESI FA IL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO ALLA
DARWIN DI RIVOLI TORINO A quasi quattro mesi dalla tragedia, Fortunato Scafidi
e Cinzia Caggiano, genitori di Vito, 17 anni, ucciso nel crollo del
controsoffitto del liceo Darwin' di Rivoli, nel Torinese, sono straziati
dal dolore, lamentano scarso interesse dell'istituto e attendono giustizia. «Da
quando è successa la tragedia hanno sottolineato non abbiamo mai più sentito
nessun professore, né tanto meno la preside». La madre in lacrime ha aggiunto:
«Mio figlio era orgoglioso della sua scuola e a noi aveva detto solo di
problemi alla palestra. In realtà quell'edificio era come una bella donna
truccata, visto che ora servono 5 milioni per rimetterlo a posto». Intanto il
ministro dell'Istruzione desidererebbe intitolare il liceo a Scafidi. «Di Vito
ha spiegato Mariastella Gelmini ho conosciuto i
genitori, due persone meravigliose. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per
questo gli enti locali e l'associazione nazionale presidi, che gli venisse
intitolato l'istituto».
( da "Messaggero
Veneto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
L'UNIVERSITÀ IL MOTORE DEL FRIULI di GIANFRANCO D'ARONCO
Lunedì prossimo avrà luogo l'apertura ufficiale dell'anno accademico
all'Università di Udine. È l'occasione buona per tornare su un problema
fondamentale per il Friuli. Così, a costo di diventare noiosi, sarà bene
ripetere. E, per cominciare, ricordare il motivo che è alla base della legge
istitutiva della Università di Udine, votata nel 1977: «Contribuire al
progresso civile, sociale e alla rinascita del Friuli e a divenire organico
strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della
lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli». I termini sono espliciti,
i compiti sono precisi. Si tratta di una università ancorata a una specifica
realtà territoriale, che va riscoperta e valorizzata. Il compito non è quello
di una qualsiasi altra università. Da trent'anni e più, come bene è stato
scritto di recente, essa costituisce il motore principale dello sviluppo
culturale, sociale ed economico dell'intero Friuli. Il ministero stesso ha
inserito la nostra università tra quelle che hanno raggiunto la eccellenza;
alcune sue facoltà sono tra le prime in Italia. È cresciuta quantitativamente e
qualitativamente. Tutt'altro che chiusa in un "hortus" provinciale, è
ora entrata a far parte della Università euromediterranea, aderendo all'Emuni,
un consorzio che ha lo scopo di estendere le forme di cooperazione tra gli
atenei dell'Euroregione. Pure recentissima la nascita del primo Centro
interdipartimentale di ricerca sul welfare, al servizio del territorio
nell'ambito delle politiche sociali. Tutto questo nonostante la «continua e
progressiva sottrazione di risorse finanziarie» da parte dello Stato, come ha
denunciato il rettore magnifico Cristiana Compagno. Infatti, la nostra è tra le
15 università italiane che sono sottofinanziate in base a vecchi parametri,
mentre 65 sono sovrafinanziate (nuovi parametri sono stati stabiliti, ma dal
2004 sono rimasti chiusi in qualche armadio blindato). In altre parole, di
fronte al finanziamento spettante di 89,33 milioni, nel 2008 se ne sono avuti
76,15, con un sottofinanziamento di 13,18 milioni. Con 17 mila iscritti, Udine
è finanziata come se ne avesse 9 mila. Non è che si pianga solo da noi. Roberto
Pierotti, cattedratico alla Columbia University e alla Bocconi, ha pubblicato
or ora un libro, L'università truccata, in cui illustra «lo stato comatoso
della università italiana». Scendendo nel particolare concreto ed
esemplificando, l'autorevole sociologo Sabino Acquaviva ha scritto che «la
costituzione di poli universitari clientelari in cui si accatastano parenti e
amici, si dilata scendendo verso il Mezzogiorno». Per carità di patria lasciamo
perdere i particolari: c'è solo l'imbarazzo della scelta. Si arriverà a porre
rimedio a questo stato di cose? Non certo con il sistema tanto caro al
Gattopardo, che è quello di cambiare tutto perché tutto rimanga come prima. Lo
stesso presidente Giorgio Napolitano si è scomodato l'altro giorno a Perugia,
suggerendo al governo di evitare tagli indiscriminati, che punirebbero le
università virtuose. Di fronte alla stretta (si ammoniva una volta: bisogna
fare economia!), Udine ha ridotto le spese al massimo. Prima cosa: cederà
immobili poco utilizzati, ridurrà i concorsi, frenerà le supplenze,
razionalizzerà le lauree magistrali. Ultima notizia: collocherà in pensione
anticipata i docenti che hanno superato i 70 anni, e i tecnici amministrativi
aventi 40 anni di servizio, con il risparmio per il 2010-12 di 2,2 milioni di
euro: sarà così possibile l'ingresso di nuove energie. Per dare un esempio
niente affatto simbolico, erano stati spenti gli impianti nel periodo
natalizio. Timidi rimedi romani: la legge Gelmini, ultimamente approvata, stabilisce che il 7 per cento del
finanziamento ordinario vada alle università meritevoli per didattica e
ricerca. Poco o niente: tanto più che il 93 per cento rimanente andrà
distribuito secondo il vecchio superato sistema. Ai rimedi romani si
aggiungono i rimedi triestini. L'assessore regionale competente Alessia Rosolen
ha scoperto l'altro giorno la Scuola superiore della Università udinese che
funziona da 5 anni («una realtà che non conosco», ha dichiarato). Bene. Certo
conosce altre cose. Non so se ha già deciso prima che la giunta decida, quando
parla di normalizzare il sistema universitario del Friuli Venezia Giulia nella
visione di una «centralità culturale», di una «centralità al sistema
universitario», di un «soggetto unico», di un «sistema unico regionale», di una
«messa in rete degli atenei regionali», con l'aggiunta di una grande
«piattaforma» comprendente centri para-universitari e affini. Dietro queste
espressioni pudiche c'è la chiara intenzione di triestinizzare quanto più
possibile, e magari tutto. Se si volesse veramente razionalizzare, cioè
economizzare in base alla efficienza e agli iscritti, su 18 corsi di laurea
Trieste ne perderebbe 14 e Udine 4. Lo ha dichiarato Maurizio Franz,
consigliere regionale della maggioranza: ma non so se la Rosolen abbia battuto
ciglio. Il motto più acconcio per questa politica giuliana sarebbe:
"Quello che è tuo è mio, quello che è mio è mio ". La invasione nel
contado si è confermata anche nell'avere creato succursali della università
adriaca a Gorizia e a Pordenone, in area friulana, creando dei doppioni. Mi
viene in mente il protagonista di una storiella popolare, che aveva gettato il
berretto in Paradiso, sedendovi sopra e rimanendo così - diceva - sul suo.
Altra scoperta nel nome della centralità, anzi (diciamo la parola giusta)
dell'accentramento, perseguito da quando è nata la regione. Costituire una
fondazione unica sarebbe il mezzo migliore per mettere in rete, anzi per far
cadere nella rete l'università udinese. Tranquilli (parola di assessore):
un'unica fondazione non sostituirebbe le due università, «ma verrebbe ad
affiancarsi a esse in funzione di supporto». Non si tratterebbe di un "accorpamento"
(voce dal sen fuggita altra volta), ma di «unità di energie». Abbiamo capito.
Non basta il fatto che la Regione tenga già i cordoni della borsa, e possa
sovvenzionare a piacer suo nella direzione che vuole e quando vuole. Occorre
anche una fondazione unica. Pure in questo caso, Trieste sovrafinanziata
riceverebbe di più, e Udine sottofinanziata di meno. Bene ha fatto la nuova
presidenza della Fondazione Crup a prendere un primo contatto con l'università
friulana: meglio gli interventi diretti anziché affidarsi ai calderoni, dove si
sa cosa si mette, ma non si sa cosa ne esce. La realtà friulana è bella e
varia, ed è quella che è stata siglata con il Patto del 28 ottobre tra il
nostro ateneo e le rappresentanze del territorio. L'elenco è lungo, ma vale la
pena rileggerlo. Erano presenti la Provincia, l'Arcivescovado, la Camera di
Commercio, la Società filologica, il Comitato per l'autonomia, il Consorzio
universitario, le Piccole e medie industrie, la Coldiretti, la Confagricoltura,
la Confartigianato, la Confcooperative, la Legacoop, la Cgil udinese, la Uil di
Gorizia e Udine, le Acli, la Banca di Cividale, l'Ente Friuli nel mondo. I
finanziamenti, è precisato nel patto, dovranno rispettare identità e autonomia
dei singoli atenei. «Chiacchiere e tabacchiere di legno al monte di pietà non
si accettano», si leggeva una volta a Napoli. Noi friulani non abbiamo più un
ministro, ma neanche un sottosegretario: debbono essere stanziati oltre Timavo,
nel nome della unità regionale, oltre che di una gente unica. Le rappresentanze
politiche e istituzionali vadano ora a Roma insieme con i parlamentari che
abbiamo, a battere i pugni: l'unico linguaggio che il Bel Paese capisca. A meno
che non preferiscano, anziché l'autonomia, l'eutanasia.
( da "Messaggero,
Il (Rieti)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi Il
primo cittadino di Montebuono, Dario Santori, preoccupato che il comune possa
perdere tutti i plessi «Scuola: è una riforma devastante» Si moltiplicano le
proteste dei sindaci della Sabina contro il decreto Gelmini
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Spettacoli e Società Pagina 10245 Teatro. Stsera a
Cagliari ?Polli d'allevamento?, primo dei due spettacoli del progetto Crogiuolo
Giulio Casale porta in scena Giorgio Gaber Teatro.. Stsera a Cagliari ?Polli
d'allevamento?, primo dei due spettacoli del progetto Crogiuolo --> Un
viaggio nelle canzoni e nel teatro di Giorgio Gaber è sempre salutare. Così,
mentre il ministro della Pubblica Istruzione Marisa Stella Gelmini, dà il via libera alla possibilità di studiare le opere di Gaber
nelle scuole, a Cagliari il Crogiuolo dell'infaticabile Mario Faticoni prosegue
lungo la strada degli appuntamenti dedicati al grande "cantattore"
inseriti nel Progetto Gaber, aperti con la mostra allestita all'Exmà inaugurata
il 12 febbraio col patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune e
la collaborazione del Consorzio Camù. Una mostra dal titolo Qualcuno
era?Giorgio Gaber , ideata dalla Fondazione Giorgio Gaber, con fotografie,
testi di canzoni, locandine teatrali, interviste, recensioni, monologhi,
copertine di dischi (33 e 45 giri), attraverso cui ripercorrere le tappe più importanti
che hanno segnato la luminosa carriera dell'artista milanese, in programma per
l'ultimo giorno domani sera alle 20. Sul fronte degli spettacoli, oggi alle 21
il teatro Sant'Eulalia ospita Polli d'allevamento , pièce prodotta dalla
Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici di Milano e portata in scena da
Giulio Casale, che Il Signor G firmò nel '78 con l'amico di sempre, Sandro
Leporini. Uno spettacolo dei più importanti tra quelli scritti e portati in
giro da Gaber sul finire degli anni Settanta, che già nel titolo rendeva
visibile l'allontanamento da quel movimento giovanile ormai in fase di
trasformazione. Segnò la presa di distanza dell'autore dal pensiero militante
di quegli anni, e un avvicinamento alla forma del teatro canzone di cui è stato
protagonista assoluto. Se Libertà obbligatoria , portato in scena nel '76,
contribuì a fare di Gaber una delle bandiere della contestazione, Polli di
allevamento fu un pugno allo stomaco per tanti giovani. Il suo recital più duro
e anche quello più criticato, che espose l'implacabile fustigatore ad atti di
grande intolleranza: durante le rappresentazioni sul palco pioveva di tutto.
Ora per fortuna i tempi sono cambiati, anche se la forza di quel testo è
rimasta tale. Questa sera Giulio Casale, poeta-rock di consumata bravura,
cantante degli Estra, autore nel 2006 del libro Se ci fosse un uomo-gli anni
affollati del Signor Gaber , uscito per la Arcana Libri, ridarà voce alle
parole e ai pensieri che animarono lo spirito di Gaber in quegli anni. Le basi
musicali sono le stesse che il cantautore, attore e commediografo milanese,
utilizzò a quel tempo, arrangiate da Franco Battiato e Giusto Pio. Poi si
passerà a un'altra produzione, Illogica allegria - Visita a Giorgio Gaber ,
firmata questa volta dal Crogiuolo, che verrà presentata il 12, 13,14 e 15
marzo. In scena, diretti dal regista Paolo Giorgio, Mario Faticoni e il
pianista Salvatore Spano. Anche questo da non perdere. CARLO ARGIOLAS
( da "Resto
del Carlino, Il (Modena)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
CARPI pag. 14 C'E' MARETTA tra i sindacati all'interno
dell'Istituto tecnic... C'E' MARETTA tra i sindacati all'interno dell'Istituto
tecnico industriale Leonardo da Vinci di Carpi diretto dal preside professor
Giuseppe Piras. Lo Snals, il sindacato autonomo del personale della scuola,
protesta per episodi di «sottrazione e distruzione di proprio materiale
informativo sindacale», che sarebbero avvenuti all'interno dell'istituto di
viale Peruzzi. La denuncia è del professor Alessandro Dallari, docente di matematica,
rappresentante dello Snals all'interno del da Vinci, che ha scritto una lettera
di protesta alla Rsu interna, la rappresentanza sindacale, allo stesso preside
e alla segreteria provinciale del suo sindacato. IN ESSA il docente sostiene
che dalla bacheca di informazioni sindacali installata per tutte le sigle,
«sono stati tolti da ignoti volantini e manifesti riportanti il parere
contrario dello Snals nei confronti del referendum indetto dalla Cgil scuola
contro il contratto di lavoro, con i relativi aumenti salariali, dell'ottobre
del 2008», sottolineando «la gravità del gesto, lesiva della libertà di
espressione che deve essere garantita a tutti. E solo i nostri manifesti
insiste il professor Dallari - sono spariti e non quelli della Cgil che sono ben
visibili non solo nella bacheca ma anche sulle pareti della scuola». Il
rappresentante dello Snals conclude la sua lettera di protesta chiedendo «la
individuazione dei responsabili del grave atto di prevaricazione». L'ATTRITO e
la polemica esistente tra i sindacati della scuola verte sulla questione del
contratto nazionale di lavoro della categoria che è stato firmato da Cisl, Uil,
Snals e da altri sindacati autonomi ma non dalla Cgil che, per questo, ha
promosso un referendum tra il personale della scuola, docente e non docente,
invitando la categoria a respingere il nuovo contratto di lavoro siglato col
governo, dando vita contemporaneamente ad una campagna
contro la riforma Gelmini sulla scuola italiana a base appunto di manifesti, volantini,
circolari e altro materiale che essa distribuisce e affigge dentro e fuori gli
istituti scolastici. «Ma il contratto è valido, è stato sottoscritto dai
sindacati più rappresentativi, è già applicato e il personale ha già ottenuto
gli aumenti salariali previsti, dunque la campagna della Cgil è solo
propagandistica e nasconde fini politici», è il commento conclusivo dello
Snals. Cesare Pradella
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Il tesoretto finisce nei forzieri di Silvio E Scajola
insorge Questa volta mi avete fatto bere la cicuta». Non sarà l'unico a
sorbirsi l'amaro calice, ma se c'è un ministro a cui ieri non è andata giù la
decisione di costituire un «superfondo» anticrisi a Palazzo Chigi, quello è
Claudio Scajola. Niente scene madri, ma a margine della riunione del Cipe il
ministro dello Sviluppo economico ha detto a chiare lettere al premier e al
ministro dell'Economia di non essere per nulla d'accordo. E per lasciare agli
atti il suo no, dopo la riunione del comitato che ha deliberato il via libera
alle nuove infrastrutture, ha platealmente disertato il consiglio dei ministri.
Dei nove miliardi raschiati da Giulio Tremonti ai fondi europei per le aree
meno industrializzate - quelli che per competenza spettano al governo - almeno
la metà erano destinati a programmi del suo dicastero e, in parte alla collega
dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che pure non ha mancato di protestare.
Con i fondi prosciugati dalla manovra triennale, molti ministri speravano di
poter attingere a quel fondo per finanziare questo o quell'investimento: Renato
Brunetta cerca risorse per il piano di informatizzazione della pubblica
amministrazione, Sandro Bondi reclama attenzione ai beni culturali, il
segretario del Cipe - e leader della lobby del sud - Gianfranco Micciché,
avrebbe voluto che quei fondi rimanessero tutti per il Mezzogiorno. L'unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini, che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In
consiglio dei ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto
buon gioco a far passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste
risorse in mille rivoli non ha alcun senso. Meglio mettere fieno in
cascina, e tenerlo pronto per qualunque evenienza». Benché infastidito per
quanto letto la mattina su alcuni giornali a proposito di scenari «terribili» che
sarebbero stati evocati dal superministro (aggettivo che Tremonti smentirà
pubblicamente di aver pronunciato) in consiglio dei ministri i due hanno
marciato uniti. Non è difficile capire il perché: ora Palazzo Chigi ha a
disposizione nove miliardi di euro senza dover mediare in consiglio dei
ministri sulla loro destinazione. Scajola ha ottenuto solo una piccola
concessione: il fondo è stato definito «per l'economia reale e le imprese».
Parte di queste risorse saranno probabilmente destinate al mondo dell'impresa:
per affrontare ad esempio la crisi del tessile - Scajola ha aperto un negoziato
al suo ministero - o della chimica. Lui perde però i fondi per due programmi,
entrambi varati - lo denuncerà lui stesso - dal predecessore Pierluigi Bersani:
quelli per «industria 2015», a sostegno dell'innovazione delle imprese, e per
la bonifica di alcune aree industriali dismesse. \
( da "Stampa,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Questa volta mi avete fatto bere la cicuta». Non sarà
l'unico a sorbirsi l'amaro calice, ma se c'è un ministro a cui ieri non è
andata giù la decisione di costituire un «superfondo» anticrisi a Palazzo
Chigi, quello è Claudio Scajola. Niente scene madri, ma a margine della
riunione del Cipe il ministro dello Sviluppo economico ha detto a chiare
lettere al premier e al ministro dell'Economia di non essere per nulla d'accordo.
E per lasciare agli atti il suo no, dopo la riunione del comitato che ha
deliberato il via libera alle nuove infrastrutture, ha platealmente disertato
il consiglio dei ministri. Dei nove miliardi raschiati da Giulio Tremonti ai
fondi europei per le aree meno industrializzate - quelli che per competenza
spettano al governo - almeno la metà erano destinati a programmi del suo
dicastero e, in parte alla collega dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che
pure non ha mancato di protestare. Con i fondi prosciugati dalla manovra
triennale, molti ministri speravano di poter attingere a quel fondo per
finanziare questo o quell'investimento: Renato Brunetta cerca risorse per il
piano di informatizzazione della pubblica amministrazione, Sandro Bondi reclama
attenzione ai beni culturali, il segretario del Cipe - e leader della lobby del
sud - Gianfranco Micciché, avrebbe voluto che quei fondi rimanessero tutti per
il Mezzogiorno. L'unica uscita soddisfatta dalla riunione è
stata Maria Stella Gelmini, che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In
consiglio dei ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto
buon gioco a far passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire
queste risorse in mille rivoli non ha alcun senso. Meglio mettere fieno
in cascina, e tenerlo pronto per qualunque evenienza». Benché infastidito per
quanto letto la mattina su alcuni giornali a proposito di scenari «terribili»
che sarebbero stati evocati dal superministro (aggettivo che Tremonti smentirà pubblicamente
di aver pronunciato) in consiglio dei ministri i due hanno marciato uniti. Non
è difficile capire il perché: ora Palazzo Chigi ha a disposizione nove miliardi
di euro senza dover mediare in consiglio dei ministri sulla loro destinazione.
Scajola ha ottenuto solo una piccola concessione: il fondo è stato definito
«per l'economia reale e le imprese». Parte di queste risorse saranno
probabilmente destinate al mondo dell'impresa: per affrontare ad esempio la
crisi del tessile - Scajola ha aperto un negoziato al suo ministero - o della
chimica. Lui perde però i fondi per due programmi, entrambi varati - lo
denuncerà lui stesso - dal predecessore Pierluigi Bersani: quelli per
«industria 2015», a sostegno dell'innovazione delle imprese, e per la bonifica
di alcune aree industriali dismesse. \
( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA CASTEL SAN PIETRO pag. 32 di CRISTINA DEGLIESPOSTI
A SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È quest... di CRISTINA DEGLIESPOSTI A
SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È questo il dato che emerge dalle
iscrizioni dei bambini alla prima elementare per l'anno scolastico 2009-2010.
Nessuno a Castel San Pietro e frazioni ha fatto domanda per mandare il proprio figlio a scuola con il modello Gelmini introdotto quest'anno dal ministro e che prevede la frequenza di
sole 24 ore settimanali. A garantirsi le preferenze dei genitori è ancora una
volta il tempo pieno di 40 ore settimanali: a Castel San Pietro e Poggio le
richieste sono state 72 su 128 domande pervenute (pari al 56%), mentre a
Osteria Grande la quasi totalità, con 34 domande su 37 (92%). Se la
maggioranza delle famiglie conferma la scelta del tempo pieno a 40 ore, la
seconda opzione più richiesta è comunque quella con un orario lungo: le 30 ore
settimanale. A Castello e Poggio le richieste sono state 55, cioè il 43%,
mentre a Osteria Grande 3 (8%). Una sola richiesta infine, a Castello e Poggio,
per le 27 ore. «LA SITUAZIONE lavorativa delle famiglie castellane richiede
questo tipo di scuola commenta l'assessore alla scuola Claudia Sermasi .
Esprimiamo rammarico e preoccupazione per il fatto che a questa proposta
educativa tanto apprezzata verrà tolta la possibilità della compresenza (degli
insegnanti in aula, ndr) che era ciò che maggiormente la caratterizzava e le
dava spessore. Restiamo in attesa per vedere come il ministero riuscirà a
conciliare le esigenze delle famiglie con i tagli preannunciati al personale
docente e ausiliario». Ma oltre al numero delle richieste per il tempo pieno,
dalle iscrizioni emerge anche un altro dato significativo: l'aumento dei bambini
stranieri a scuola. «Per il prossimo anno scolastico spiega Manuela Mingazzini,
dirigente della direzione didattica di Castel San Pietro si sono iscritti
quindici bambini stranieri. Questo è un dato in crescita di anno in anno,
soprattutto nelle scuole materne. Come anche il trend degli iscritti
complessivi: l'anno in corso ha rappresentato un vero e proprio boom.
Quest'anno gli iscritti sono calati, ma di poche unità, perché la tendenza è
sempre l'aumento». È dello stesso parere anche Maurizio Lazzarini, il dirigente
dell'istituto comprensivo castellano. «Anche a Osteria Grande spiega abbiamo
registrato una lieve flessione degli iscritti. Ma è un caso isolato, perché di
solito aumentano sempre. E a questo fa seguito anche il nostro bisogno di spazio:
anche con i numeri attuali siamo un po' stretti'. Gli stranieri iscritti sono
quattro e qui come a Castel San Pietro lavoriamo con un progetto per
l'inserimento di questi bambini».
( da "Riformista,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Recessione/1 Berlusconi contro la stampa Gruzzoli, i
ministri litigano Fondi Fas. Scontro tra Tremonti e una parte dei ministri che
non vuole la regia dei fondi anticrisi a palazzo Chigi. di Tonia Mastrobuoni
Silvio Berlusconi ha ammesso ieri che la crisi «esiste» ma è partito
all'attacco dei media, che la dipingerebbero «in maniera più drammatica di
quella che è». Quanto al crollo delle borse, «è dovuto a una manciata di
azioni». Durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi il presidente del
Consiglio non ha risparmiato critiche anche alla Rai, «unica tv di Stato che
attacca il governo in carica». Giulio Tremonti, seduto accanto a lui, è stato
altrettanto duro. «Ho letto la parola "orribile" per il 2009, io non
ho mai usato quella parola - ha scandito il ministro dell'Economia - e
considero quel tipo di politica disinformazione». La parola era nei titoli di
alcuni giornali a mo' di riassunto, dopo che Tremonti aveva detto, al Liquidity
Day, che il 2009 «sarà un anno ancora più difficile del 2008». Siccome quello
appena concluso è stato l'anno più nero da un trentennio a questa parte, con un
calo del Pil dell'1 per cento, la stampa ne ha dedotto che il ministro stesse
prefigurando un annus horribilis. Per Berlusconi la preoccupazione è chiara:
«se si continua a dare l'impressione che la crisi sia tragica questo non può
che spaventare le persone». La conferenza stampa è avvenuta tuttavia al termine
di una mattinata burrascosa, per il governo. Non tanto per i titoli dei
giornali, quanto per un confronto tesissimo tra alcuni ministri e Tremonti
durante una riunione informale che ha preceduto il Cipe. Dopo un braccio di
ferro con Tremonti, il responsabile dello Sviluppo, Claudio Scajola, ha
addirittura deciso di disertare il consiglio dei ministri post-Cipe. Lo scontro
è avvenuto sulla quota nazionale dei fondi Fas da destinare al sostegno
dell'economia, che i ministri ambivano a gestire direttamente. Per Scajola la
quota di risorse del suo dicastero doveva essere assegnato prioritariamente
all'innalzamento del tetto del fondo di garanzia per le imprese, ai contratti
di programma, al tavolo per il sostegno alle piccole e medie imprese e ai
settori in crisi. Ma anche alcuni colleghi come la responsabile dell'Ambiente,
Stefania Prestigiacomo, il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, quello
della Giustizia, Angelino Alfano e la responsabile
dell'Istruzione Mariastella Gelmini pensavano di poter contare
su quei fondi. All'interno degli stanziamenti varati dal Cipe ieri, 17,8
miliardi, sono state soddisfatte soltanto le richieste di Gelmini e Alfano, che hanno ottenuto rispettivamente un miliardo per
l'edilizia scolastica e 200 milioni per quella carceraria. Sul resto,
dopo che Tremonti aveva espresso la sua contrarietà all'ipotesi di un
affidamento diretto ai dicasteri, scatenando le ire dei colleghi, è intervenuto
Berlusconi. Avocando a sé, affidando cioè a Palazzo Chigi, ben 9 dei 18
miliardi della quota nazionale del Fas. «I ministri, man mano che avranno
pronti dei progetti di intervento realizzabili, si rivolgeranno alla presidenza
del Consiglio - ha spiegato poi in conferenza stampa - che ne discuterà con
l'assemblea dei ministri, formalmente o informalmente, raccoglierà il parere
dell'Economia e le decisioni verranno portate al Comitato interministeriale per
la programmazione economica». Per Scajola una procedura troppo farraginosa,
quella voluta da Tremonti e Berlusconi. Tanto che dopo uno sfogo con il
sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro ha
abbandonato i colleghi. In conferenza stampa, Berlusconi non se l'è presa
successivamente solo con la stampa. Ha bocciato la proposta del Pd di un
assegno per i disoccupati («favorirebbe licenziamenti e lavoro nero»), ha detto
che «nessuno ha fatto più noi in Europa», visto che gli sforzi finanziari più
imponenti degli altri paesi sono stati fatti «per salvare le banche e non come
supporto all'economia». Il capo del governo si è lanciato addirittura in una
valutazione ultra ottimista. La situazione dei dipendenti della pubblica
amministrazione, ha azzardato, «è migliorata». Immediata la replica del
segretario del partito democratico, Enrico Fanceschini: «Berlusconi, chiuso nel
suo bunker dorato, non vede più quello che succede nel paese, tra la gente
normale». 07/03/2009
( da "Riformista,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
la partita in a2a, l'expo, le amministrative Bisogna
andare a Brescia per capire che farà la Lega di Alessandro Da Rold La Lega
torna a puntare i piedi al Nord in vista delle prossime elezioni
amministrative. Lo fa con cognizione di causa: il Carroccio vola nei sondaggi,
conscio che la tornata elettorale di giugno possa rappresentare un'occasione
per conquistare posizioni nevralgiche oltre che sul territorio lombardo pure
nei vicini Veneto e Piemonte. E a dare manforte a Umberto Bossi c'è una crisi
economica che - sempre sondaggi alla mano - pare premiare più le forze
intermedie che i partiti unici. «È un momento di grande cambiamento, Bossi e i
colonnelli lo sanno bene» commentano fonti leghiste. Per questo motivo, nelle
ultime settimane, i lumbard trattano a tutto campo con i vertici del Popolo
delle Libertà. Mercoledì, da una riunione tra il coordinatore di Forza Italia
Denis Verdini con Ignazio La Russa e il ministro Roberto Calderoli, non è
uscito nulla di significativo. Per trovare la quadra bisognerà aspettare
lunedì: ne parleranno a quattr'occhi ad Arcore Bossi e Silvio Berlusconi. La
partita è soprattutto lombarda e riguarda da vicino le grandi società che
operano sul territorio. La Lega vuole contare nelle prossime operazioni di
riordino dei consigli di amministrazione di Fondazione Fiera, controllante di
Fiera Spa, Expo 2015 e A2a. Sulla multiutility dell'energia sono in corso da
settimane trattative di riassesto della governance. Negli ultimi giorni, il
Carroccio ha chiesto il passaggio immediato dal sistema duale a quello
tradizionale, un modo per riordinare i posti nel consiglio di sorveglianza
espressione della vecchia giunta di centrosinistra. Ed è proprio a Brescia il
nodo da sciogliere. A giugno si vota per la provincia e l'obiettivo della Lega
è contrastare lo strapotere accumulato in questi anni in A2a da Forza Italia e
Alleanza Nazionale. Guido Podestà, coordinatore regionale degli azzurri, ieri
si diceva sicuro della candidatura di Giuseppe Romele, vicino
a Mariastella Gelmini. «Ho la convinzione che troveremo concordia sul suo nome -
ammetteva Podestà - vi saranno eventualmente altre compensazioni in altri
ambiti». Ambiti economici. Non a caso mercoledì, si è scomodato persino
Giancarlo Giorgetti, mente economica del Senatur, sostenendo la possibilità per
la Lega di correre da sola. Ipotesi ribadita ieri da Davide Boni,
capodelegazione nella giunta lombarda: «Non abbiamo nessun problema a correre
da soli, i matrimoni stanno in piedi se si va d'accordo». Sull'Expo 2015, in
stallo, i giochi sono aperti. Su Fondazione Fiera le mire leghiste sono note:
mettere Paolo Galassi, attuale presidente Confapi, al posto di Luigi Roth.
Bossi non cederà su questa partita dove ha inserito persino il figlio Renzo, in
un apposito Osservatorio. A Sondrio la Lega correrà con un suo candidato. Come
in provincia di Bergamo, dove si presenterà con Ettore Pirovano, deputato e
attuale vicesindaco di Caravaggio. Per il sindaco della città orobica invece si
parla di Carlo Saffioti del Pdl: e Bergamo è anch'essa azionista di A2a.
07/03/2009
( da "Borsa(La
Repubblica.it)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Lite ministri-Tremonti, stop di Silvio "I miliardi
del fondo li gestisco io" ROMA - "Udite, udite: perfino il Giornale
ha titolato sul 2009 "orribile". Una cosa da non credere". A
Palazzo Chigi inizia la riunione che prepara il Cipe. La tensione è altissima.
I ministri protestano sull'accentramento nella presidenza del consiglio dei
fondi per le aree sottosviluppate. Ma la preoccupazione di Giulio Tremonti è
un'altra. I titoli dei quotidiani sulle sue previsioni economiche per il 2009
non sono per niente piaciuti a Silvio Berlusconi. I due ne hanno già parlato di
buon mattino. "Se anche noi ci facciamo prendere dal panico e dal
catastrofismo...", si è lamentato il premier. Così , appena prende il via
il cosiddetto pre-Cipe, il titolare dei conti pubblici mette le mani avanti.
"Io quella cosa non l'ho detta. La crisi è sotto gli occhi di tutti, ma
non arriverei a citare la Regina Elisabetta". E già, perché nel 1997 fu la
sovrana inglese a parlare di "annus horribilis" dopo la morte di Lady
Diana. Parole pronunciate in presenza del Cavaliere che da mesi cerca di
spargere ottimismo a piene mani e chiede ai suoi ministri di fare altrettanto.
Tant'è che davanti alla cerchia ristretta di uomini del governo ripete i suoi
convincimenti. E lo fa rivolgendosi in primo luogo all'inquilino di Via XX
Settembre. "Un conto è la crisi mondiale, un'altra è quella italiana. Io
non voglio nascondere la difficoltà del quadro internazionale, ma da noi è
tutta un'altra cosa". "Non possiamo farci travolgere dal catastrofismo
mediatico - incalza -. Serve ottimismo o non ne usciamo". Ricorda che pure
all'ultimo consiglio europeo di Bruxelles ha cercato di concordare delle parole
chiave per evitare che "il pessimismo prevalga in tutta l'Unione". Il
fattore-comunicazione, per il Cavaliere, è centrale. E lo è anche per il
ministro del welfare, Maurizio Sacconi: "anche io ho avuto difficoltà a
spiegare l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. È difficile far
capire che riguarda solo il pubblico impiego. Appena si accenna ad una riforma
previdenziale si amplifica tutto". Il Cavaliere cerca allora di separare
la situazione italiana da quella degli alleati. Non solo, come ripete in tutte
le occasioni pubbliche, perché l'esecutivo "è intervenuto
tempestivamente" o perché "il sistema bancario ha sostanzialmente
tenuto". Ma soprattutto perché "in Italia non c'è indebitamento
familiare". Il debito privato, insomma, è nettamente inferiore a quello
degli altri paesi occidentali. Sulla scrivania del premier, infatti, da tempo c'è
uno studio che compara questo fattore dell'economia nostrana con quello dei
partner europei. E i risultati sarebbero a favore di Roma al punto di
compensare in larga parte il debito pubblico. Tant'è che Berlusconi vorrebbe
chiedere a Bruxelles di tenere conto anche di questo aspetto nelle sue
valutazioni. Non un inserimento nei "parametri" ufficiali ma qualcosa
che almeno possa allentare il giudizio sul nostro debito pubblico. Al primo
piano di Palazzo Chigi, però, il problema ieri non era solo questo. Tra i
ministri si è scatenata una vera e propria battaglia. Claudio Scajola sul piede
di guerra (la sua voce si sentiva pure nei corridoi). La Stefania Prestigiacomo
in ansia. Maria Stella Gelmini e Sandro
Bondi irritati. Per cosa? Per i 18 miliardi del Fas (il fondo per le aree
sottosviluppate). Fondi da destinare alle infrastrutture e che in primo momento
erano stati assegnati "pro quota" ai vari dicasteri. E che il
Cavaliere ha preteso di "centralizzare" a Palazzo Chigi ad eccezione
delle Infrastrutture, appunto, e del Lavoro. "Io - si è scatenato
il ministro dello Sviluppo Economico - non posso rinunciare a quei 3-4 miliardi
che mi avevate assicurato. In questo modo è impossibile lavorare". Stesso
discorso per il ministro della Pubblica istruzione che ha puntato l'indice su
tanti tagli "già subiti" con l'ultima finanziaria. "Anche io -
le ha fatto eco il ministro dell'Ambiente - ho pagato fin troppo". Ma non
c'è stato niente da fare. "Mi dispiace - ha tagliato corto Berlusconi - ma
decido io. In questa fase si deve fare così". Un'impostazione difesa a
spada tratta da Tremonti. E sì, perché sebbene anche il Tesoro abbia
"perso" qualcosa, di fatto la "centralizzazione" aumenta il
suo controllo sulle spese. La presidenza del consiglio sceglierà come, dove e
quando impiegare quelle risorse. Ma concretamente sarà l'Economia a trasferire
i fondi e quindi a "bollinare" la spesa. Lo scontro tra Tremonti e
Scajola, allora, è stato durissimo. Tanto che alla fine il titolare dello
Sviluppo Economico ha lasciato Palazzo Chigi disertando pure il consiglio dei
ministri: "Ma non finisce qui". 07/03/2009 - 08:30
( da "Unione
Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Commenti Pagina 342 Belle senza grinta Chi le ha viste le
girls del Cavaliere? Belle senza grinta --> Le aveva esibite con orgoglio,
prima in campagna elettorale, poi all'insediamento del quarto Consiglio dei
ministri. Belle, giovani, vestite con ricercata sobrietà, ad eccezione di una
sbavatura per quel sandalo sotto il pantalone mentre galateo avrebbe voluto
piedi rigorosamente coperti. La cronaca si era accanita e divertita sui
particolari estetici delle donne di Palazzo Chigi, con immancabili battute sui
gusti del Cavaliere e l'appropriatezza di certe scelte. Si era detto molto
anche sui ruoli di queste fanciulle chiamate a ricoprire cariche istituzionali
dopo essere state poco più che showgirl, militanti di periferia, presenzialiste
nei salotti televisivi con autoreggente a favore di telecamera. Il sotteso era
come farsi rappresentare da chi veniva da "piccole cariche"
televisive ora passata a impegni seri nel governo di un Paese che ha bisogno di
menti, prima che di (belle) gambe. Le donne (di destra) facevano il tifo nella
segreta speranza che demolissero quel fastidioso luogo comune che vuole una
donna bella senza cervello, o se ha cervello dev'essere una racchia. Anche
Berlusconi ha creduto in loro, ha dato fiducia e titoli e le ha lasciate al
lavoro in sontuosi uffici. Poi se n'è disinteressato.Come buttare un bambino in
mezzo al mare e dire "impara a nuotare". Hanno annaspato per qualche
tempo, poi pian piano sono sparite dalla circolazione, salvo qualche breve
apparizione in occasione di polemiche che necessitavano di smentita. La
Carfagna ha avuto un picco di notorietà quando il presidente del Consiglio l'ha
nominata speaker del governo; è persino andata ad accogliere il presidente del
Brasile Lula in aeroporto, in visita ufficiale in Italia, ma subito dopo le
hanno tolto la voce: i colleghi maschi non hanno gradito che quella ragazzetta
dagli occhi spiritati e sempre in tiro fosse titolare di un ruolo di così
grande visibilità. Non avevano tutti i torti. È dunque tornata ai suoi
appartamenti di ministro senza portafoglio, ma di idee concrete sulle Pari
opportunità non c'è ombra. La Brambilla parla di innovazione nel Turismo, ma il
turismo per ora lo fa solo lei tra viaggi e conferenze in giro per il mondo. La
Prestigiacomo, (unica veterana tra le novizie), tra una seduta e l'altra di
botulino è intervenuta ogni tanto su questioni ambientali ma non pare sia stata
così incisiva da fare notizia. La Meloni ne spara qualcuna giusta sull'universo
giovanile che sembra più di sinistra che di destra, ma stringi stringi... Forse si salva la Gelmini, pur con
mille contestazioni, ma la cerchia rosa del centrodestra non ha nulla da
rimproverare a quella di centrosinistra. Eppure di temi - femminili e non solo
- sui quali alzare la voce sia dalla maggioranza che dall'opposizione ce ne
sarebbero. Voce, grinta, intelligenza, senso pratico e decisionismo che
le (belle) donne di Berlusconi non sanno (o non possono) sfoderare. Che spreco.
ANNA PICCIONI
( da "Rai
News 24" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma | 7 marzo 2009 8 marzo, Napolitano: la violenza sulle
donne la vergogna più pesante Napolitano: nessuna differenza fra stupratori
italiani o stranieri Lo stupro "è l'ombra piu' pesante" sulla lotta
della donna per la piena parità, la vergogna, l'infamia" come "tutte
le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti delle
donne". Questo "nel mondo come in Italia, in una parte del mondo in
modi orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere non fa
differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differenza". Lo ha
detto il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna
al Quirinale. Il fascismo privò le donne "dei fondamentali ed elementari
diritti e le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali" ad
abbandonare le scuole pubbliche. Napolitano ha fatto questa dichiarazione
ricordando l'esempio di una delle premiate, la professoressa di matematica Emma
Castelnuovo. Il Capo dello Stato le ha reso così omaggio "perche' rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a
privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree,
con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le
scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica".
( da "Avvenire"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
POLITICA 07-03-2009 il ministro
dell'Istruzione Gelmini: modo nuovo e divertente di affrontare le materie
tradizionali Ministro Mariastella Gelmini, con questo
progetto sperimentale possiamo pensare a un "maestro unico" che da
qui in poi tratti la materia calcistica a supporto delle altre discipline
scolastiche? L'obiettivo dell'iniziativa è fare
del calcio uno strumento formativo interdisciplinare. Il progetto prevede
infatti una rilettura in chiave calcistica delle materie affrontate durante
l'anno dagli studenti. Forse un modo nuovo, originale e divertente per studiare
la storia, la geografia o la geometria attraverso il calcio e le sue regole.
Perché non studiare l'America Latina raccontando Pelè e Maradona? Che cosa può
fare la scuola in favore del calcio e viceversa? Lo sport è uno strumento
educativo formidabile, proprio come la scuola. Cosa può fare l'uno per l'altra
e viceversa? Le faccio un esempio: gli alunni delle classi che parteciperanno
al progetto saranno coinvolti nella scrittura della "Carta dei Diritti e
dei Doveri dei Tifosi", un documento prodotto nelle scuole dagli studenti,
che si rivolge ad un calcio che si macchia purtroppo di continui episodi di
violenza e intolleranza. D'altro canto, alla base di un gioco di squadra come
il calcio c'è la solidarietà, il rispetto tra i compagni. Dopotutto cos'è una
classe se non una squadra? Argomenti del genere, trattati in aula, potranno
diventare anche deterrenti per fenomeni da "ultimo stadio" come la
violenza giovanile e il bullismo? Le potenzialità educative dello sport, e del
calcio in particolare, sono molteplici. Questo progetto ha l'obiettivo di
diffondere tra i giovani valori come l'amicizia, la passione, la correttezza,
la lealtà, il sacrificio, che sono i principi base trasmessi dallo sport, un
formidabile deterrente contro i fenomeni di bullismo. Inoltre, rilanciare lo
sport a scuola significa dare la possibilità ai nostri ragazzi di passare meno
ore al computer e di fare più esercizio fisico. Qual è l'obiettivo che si è
posto il suo ministero in questo triennio di sperimentazione didattica?
Vogliamo dare vita a un progetto formativo che unisca e coinvolga tante
differenti attività, che parli il linguaggio delle migliori esperienze che lo
sport può offrire. In un primo momento sarà avviato in 10 regioni per
coinvolgere circa 60mila ragazzi. In seguito, saranno interessati gli studenti
di tutte le regioni e anche gli alunni delle scuole secondarie di primo grado.
Il ministro scenderà in campo direttamente in qualcuna di queste 10 regioni ( per
eventi particolari) oppure si limiterà per ora ad osservare dalla tribuna?
Intanto mi sto impegnando perché questo progetto vada in porto. Non
dimentichiamo che i veri protagonisti sono i ragazzi, le scuole e gli
insegnanti. Certo, se riuscirò a partecipare direttamente non potrà che farmi
piacere. Massimiliano Castellani «Gli alunni coinvolti parteciperanno alla
redazione della "Carta dei Diritti e dei Doveri dei Tifosi' contro la
violenza» Mariastella Gelmini
( da "Avvenire"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
POLITICA 07-03-2009 il presidente della Figc Abete:
partendo dalla passione sportiva si offrono esempi e punti di riferimento
Presidente Giancarlo Abete, quando si parla di "nuova cultura
sportiva", significa ripartire dalla base e quindi dalle scuole come in
questo caso? "I valori scendono in campo" esemplifica e utilizza i
valori propri del gioco del calcio: il rispetto delle regole, dell'avversario,
dell'arbitro, la lotta alla violenza, la tutela della salute, il divertimento,
l'essere squadra e, attraverso un linguaggio che è praticamente universale, far
diventare il calcio un veicolo di integrazione. Mai come in questo periodo
storico bisogna saper indicare ai giovani dei punti di riferimento certi e
offrire loro esempi concreti, nel segno di una solidarietà e di una
partecipazione che allontani forme di individualismo e In che modo la materia
calcio può diventare uno strumento culturale? Il calcio, così come tutto lo
sport, può diventare strumento educativo, affiancando le agenzie formative e in
primo luogo la scuola. Partendo dalla passione sportiva, si possono trasferire
nei giovani i grandi valori originari ed insiti nella pratica sportiva. È
necessario ripartire dalla base, dai bambini. Ritengo che l'impegno delle
persone di buona volontà, nello sport, nel calcio e nella società, debba essere
prevalentemente rivolto alla formazione. In un progetto ambizioso come questo
ci potrebbe essere anche un impegno diretto da parte dei club e dei singoli
campioni? L'impegno va certamente potenziato, ma non partiamo da zero: le
società a livello professionistico già sono molto attive. Con i loro club e con
le Nazionali, i nostri calciatori non si tirano mai indietro per iniziative di
questo tipo e sono tanti quelli che operano in maniera concreta, ma riservata,
proprio per evitare il rischio di una spettacolarizzazione che finisce con il nuocere
all'obiettivo. C'è soprattutto la grande area del calcio dilettantistico e di
base, presente in maniera capillare su tutto il territorio, con migliaia di
dirigenti volontari che fanno della formazione e della crescita dei giovani la
ragione del loro impegno. In che modo questo progetto potrebbe interagire con
l'attività delle scuole calcio? Questo progetto ha la sua proiezione naturale
all'interno delle scuole ed è rivolto ad alunni dagli 8 ai 10 anni. È la fascia
d'età che corrisponde alla categoria pulcini all'interno delle nostre scuole
calcio. Questo significa che nelle 10 regioni dove è partito il progetto, molti
bambini che frequentano le nostre scuole calcio saranno direttamente coinvolti
nell'ambito naturale dell'apprendimento, cioè l'istituto scolastico. Ci tengo a
ricordare che l'attività del Settore giovanile e scolastico della Federazione
ogni giorno interviene presso la vasta periferia fatta di circa 730mila
tesserati con iniziative volte al rafforzamento di quei valori originari dello
sport di cui parlavamo prima. Da qui ai prossimi tre anni sarà possibile vedere
risultati concreti? Questo è il primo anno. L'esperienza sarà via via allargata
a tutta l'Italia secondo uno sviluppo che ci sarà suggerito dagli insegnanti e
dagli stessi alunni. Desidero intanto esprimere un sentito
ringraziamento al ministro Gelmini e ai suoi collaboratori:
solo attraverso la condivisione del lavoro e degli obiettivi è stato possibile
far partire l'intero progetto. ( M. Cas.) «L'esperienza sarà via via allargata all'intera
Italia secondo uno sviluppo che ci verrà suggerito dai docenti» Giancarlo Abete
( da "Avvenire"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 07-03-2009 Ministri in
campo alle Europee, spuntano i nomi di Alfano e Gelmini ROMA. «L'ipotesi di far candidare i ministri alle
prossime elezioni europee è qualcosa di cui non sono al corrente. E poi è ancora
da affrontare tutto il piano delle candidature, cominciamo mercoledì della
settimana prossima ad interessarcene». Silvio Berlusconi nonostante il chiarimento continua ad accarezzare
l'idea di schierare la squadra di governo al voto di giugno. I ministri, però,
non sembrano tutti d'accordo e soprattutto pronti a seguire un'eventuale
indicazione del premier. Sul fronte An, ad esempio, Ignazio La Russa si dice
disponibile a candidarsi, mentre da Altero Matteoli arriva un netto no. Il
Cavaliere, che dovrebbe essere capolista in tutte le circoscrizioni, non molla
sull'ipotesi di vedere tutta la sua squadra correre per trainare il Pdl. La
Russa capisce e si allinea: «Candidare i ministri alle europee è una buona
cosa, io sono disponibile» Matteoli però non ci sta: «Non mi candiderò»,
replica secco il ministro delle Infrastrutture. Anche Maurizio Gasparri però
spinge: «Penso che sia giusto che i ministri si candidino, è un elemento di
forza per la lista Pdl», rimarca il presidente dei senatori del Popolo della
libertà che da ministro si presentò alle europee e «ottenni 220.000 voti»,
ricorda. Detto questo c'è ancora molto da capire. E quali ministri saranno
eventualmente candidatiri e dove lo saranno è, però, ancora tutto da decifrare.
Per gli azzurri si parla con insistenza di Raffaele Fitto e Claudio Scajola.
Del resto, sono abituati a battere il territorio e la competizione europea (che
si tiene con le preferenze) non li intimorisce. Il ministro dei Rapporti con le
regioni, Raffaele Fitto, si limita a dire: «Non è stato deciso nulla, si vedrà
più avanti nel partito». Tra i potenziali candidati, si fanno i nomi anche di
Angelino Alfano e Mariastella Gelmini. Il ministro
della Giustizia Angelino Alfano (Ansa) possibile candidato alle Europee
( da "Avvenire"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
CRONACA 07-03-2009 Torino aveva i 'ganci fragili' il
soffitto dell'aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare istituto a studente morto TORINO. Fragilità del
sistema dei ganci che assicuravano la controsoffittatura. Questo, in sintesi,
il risultato della perizia sull'incidente al liceo Darwin di Rivoli, prima
cintura di Torino, dove lo scorso 22 novembre il crollo della
controsoffittatura di un'aula ha causato la morte di Vito Scafidi,
studente di 17 anni. Nessuna fatalità, dunque, il vento e la corrente che
fecero sbattere le porte furono soltanto la causa scatenante di quello che
secondo la perizia dei consulenti del pm Raffaele Guariniello era in realtà un
problema strutturale. E, nel giorno in cui il Ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini propone di intitolare l'istituto
della tragedia allo studente morto, la sua famiglia attacca: «Quell'edificio -
ha sostenuto la madre, Cinzia Caggiano - era come una bella donna truccata: ora
servono cinque milioni di euro per rimetterla a posto». Altro che fatalità,
quindi. «Ma come si fa a credere a una cosa del genere», sostiene Fortunato
Scafidi, il padre della giovane vittima. «Io lavoro nel settore edile -
aggiunge - e so benissimo che ogni cosa, se fatta bene, non cade». È anche per
questo motivo che l'uomo ha deciso di costituirsi parte civile nell'eventuale
processo, che per il momento resta però lontano visto che l'inchiesta aperta
dalla Procura della Repubblica di Torino non ha ancora indagati. Gli Scafidi
ringraziano il ministro Gelmini - «una donna sensibile
che ci è stata molto vicino» - e attaccano invece il personale scolastico. «Dal
giorno della tragedia nessuno si è più fatto vivo con noi». (Al.Vi.) Cinzia
Scafidi, la madre di Vito (Ansa)
( da "Stampaweb,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA Monito di Napolitano durante la celebrazione della
Giornata internazionale della donna al Quirinale sulle violenze. «Lo stupro è l?ombra
più pesante sulla lotta della donna per la piena parità, la vergogna, l?infamia
come tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti
delle donne». Questo «nel mondo come in Italia, in una parte del mondo in modi
orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere non fa
differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differernza». Il presidente
della Repubblica ricorda il periodo fascista. Il
fascismo privò le donne «dei fondamentali ed elementari diritti e le costrinse,
se ebree, con le infami leggi razziali» ad abbandonare le scuole pubbliche.
Napolitano ha fatto questa dichiarazione ricordando l?esempio di una delle
premiate, la professoressa di matematica Emma Castelnuovo. Il Capo dello Stato
le ha reso così omaggio «perchè rappresenta e ci ricorda la
Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed
elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad
abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con
coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente
ebraica». L?Italia sta facendo passi avanti anche «sul piano
dell?intervento legislativo» nel reagire alla violenza sulle donne. Lo afferma
il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano
intervenendo nel Salone delle Feste del Quirinale alle celebrazioni dell?8
marzo. «Nel nostro Paese - ha sottolineato il capo dello Stato -possiamo dire
che si stanno facendo dei passi nel reagire a ogni sorta di violenza contro le
donne e a ogni sorta di pratiche lesive della loro dignità. Passi avanti sul
piano della presa di coscienza e della denuncia» e - ha aggiunto Napolitano -
passi avanti sul piano dell?intervento legislativo e dell?azione di governo,
come ci dicono le iniziative richiamate dal ministro Carfagna, alcune delle
quali già ampiamente condivise in Parlamento». Nelle istituzioni e nella
politica la presenza delle donne è davvero «modesta». È quanto sostiene il
presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in
occasione della celebrazione della ?Giornata internazionale della donnà che si
sta svolgendo al Quirinale. Ci sono molte personalità femminili che si stanno
affermando nei vari campi ma, sottolinea Napolitano, «restano tante ombre: in
particolare quelle della sempre modesta, molto modesta presenza femminile nelle
istituzioni rappresentative e in funzioni dirigenti nel mondo della politica».
( da "Mattino,
Il (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ANTONIO TROISE Ma la posta in
gioco, questa volta, era davvero troppo alta. «Sbagliare sarebbe stato una
tragedia», ha confessato uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi. Il
primo vagito della «cabina di regia» c'è stato qualche settimana con l'accordo
fra governo e regioni che ha dirottato 4 miliardi del Fondo sociale europeo,
gestito dai governatori, sul capitolo degli ammortizzatori sociali. Con gli
altri 5 miliardi stanziati dal governo, la dote a disposizione per chi perde il
posto sale così a 9 miliardi. Ma la battaglia più dura è stata sulle
infrastrutture. Al pre-Cipe, raccontano fonti bene informate, c'è stato un vero
e proprio duello fra il sottosegretario «nordista», Roberto Castelli e quello
«sudista», Giuseppe Reina. «Il diavolo e l'acquasanta», li ha ribattezzati il
siciliano Gianfranco Miccichè, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio
con la delega al Cipe, che da siciliano si è trovato a sostenere la partita sul
Ponte sullo Stretto, un'opera simbolo per il cavaliere. Alla fine, per il Sud,
la battaglia delle infrastrutture è finita con un sostanziale pareggio, 50% di
stanziamenti pubblici al Mezzogiorno, l'altra parte al Centro-nord. Che, in
più, ha potuto contare sui fondi messi a disposizione dagli imprenditori
privati attraverso il meccanismo del «project financing». Al di là delle cifre,
la novità anche in questo caso, è nella strategia: basta con gli stanziamenti
destinati a restare sulla carta, diretti verso «cantieri fantasma». Questa
volta i soldi andranno ad opere «immediatamente cantierabili» o già
«cantierate», per usare un linguaggio più tecnico. Insomma, l'iniezione di
denaro pubblico rimetterà in moto autocarri e macchine scavatrici, darà lavoro
a 140mila persone, come ha spiegato ieri il ministro delle Infrastrutture,
Altero Matteoli. «Sono lavori che partiranno al massimo entro sei mesi». Ma la
rappresentazione «plastica» della «cabina di regia» anti-crisi nata a Palazzo
Chigi è nel fondo per l'economia reale fortemente voluto da Tremonti, che ha causato la forte irritazione di molti ministri con il
«portafoglio», da Scajola alla Gelmini, ma che neanche il grande
mediatore, Gianni Letta, è riuscito a fermare. Tremonti ha portato dalla sua
parte il cavaliere e, alla fine, il blitz è riuscito. Infine, i fondi del Fas,
la grande cassaforte di risorse per le aree svantaggiate. Una dote che
in origine poteva contare su oltre 63 miliardi. Una parte è stata già
utilizzata dall'esecutivo per misure anti-cicliche. In cassa, sono rimasti 45
miliardi, 18 di diretta competenza dell'amministrazione centrale e 27 affidati,
invece, alle regioni. Qui è stata rispettata al centimetro la quota 85-15
fissata dalla legge: 22 miliardi sono andati al Mezzogiorno, 5 al Centro-nord.
Solo che ieri, sul tavolo del Cipe, i «Par» (in pratica i «Fas» regionali) già
pronti erano quasi tutti firmati dalle regioni del settentrione. In ritardo,
invece, i governatori del Sud. È proprio da qui che partirà la fase due della
«cabina di regia» di Palazzo Chigi. Con l'obiettivo finale di cancellare tutte
le sigle che attualmente identificano i vari centri di spesa, per concentrarle in
un unico grande fondo per il rilancio dell'economia. Gli ultimi indicatori
contenuti nei bollettini e nei documenti della Banca d'Italia parlano
esplicitamente di «recessione», con un forte calo di ordini e fatturati, di un
crollo del clima di fiducia e di una brusca frenata del credito soprattutto per
le piccole e medie aziende. Non a caso, per la prossima settimana, in via Venti
Settembre, tornerà a riunirsi il comitato per la stabilità. Per ora il governo
è riuscito a utilizzare contro la crisi il «tesoro» dei fondi Fas. È vero che
avrebbero dovuto essere spesi solo per il riequilibrio territoriale. Ma in
questa fase, Tremonti, non se l'è sentita di correre il rischio di
un'espansione della spesa pubblica dovendo fare i conti, nello stesso tempo,
con il terzo debito più alto del mondo. Saranno sufficienti le risorse
sbloccate ieri per superare la grande crisi? Nessuno può dirlo. Resta il fatto
che per trovare altri fondi bisognerà mettere mano a sostanziali riforme per
ridurre la spesa. A cominciare, da quella delle pensioni. Un tema che, per ora,
non è nell'agenda del governo.
( da "Gazzettino,
Il (Padova)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
La prima media è salva, trovati 18 alunni Il sindaco:
«L'obiettivo è stato raggiunto». Ma niente contributi per i libri e sconti del
50% sul trasporto Sabato 7 Marzo 2009, Terrassa Padovana Scuole medie salve:
raggiunta quota 18. Il comune di Terrassa Padovana infine ce l'ha fatta,
riuscendo ad attrarre iscrizioni per la futura prima media anche da fuori
paese, fino al numero minimo stabilito dal decreto Gelmini di 18 alunni. Oltre al rientro di un bambino iscritto alle
elementari di Conselve ma residente a Terrassa, quattro famiglie da Conselve,
una da Arre e una da Cartura hanno raccolto l'appello lanciato dal sindaco,
Franco De Marchi, di iscrivere alle medie di questo paese i propri figli.
In cambio lo sconto del 50% sul trasporto scolastico. In concreto, 10 euro al
mese anziché 20. Niente sgravi sui libri, come invece era avvenuto tre anni fa,
con un impegno economico di ben 45 mila euro. È bastato meno, stavolta. Anzi,
in realtà, l'incentivo per il trasporto scolastico era previsto per le sole
adesioni da Conselve, non attendendo arrivi da altri comuni, come Arre e
Cartura. Ma l'amministrazione comunale assicura che saranno valutati ulteriori
accordi per il trasporto, in base alle esigenze delle altre due famiglie.
«Siamo stati in pena fino all'ultimo per conoscere i risultati delle iscrizioni
- dichiara De Marchi -. Ora posso annunciare ufficialmente con grande
soddisfazione che la prima classe della scuola media del nostro Comune partirà
regolarmente a settembre. Lo sforzo e l'impegno nostro e dall'amministrazione
scolastica ha permesso di raggiungere l'obiettivo di mantenere in vita un
servizio primario e fondamentale per i cittadini. Ringrazio in particolare la
dirigente della Direzione scuola media di Conselve, Loretta Franceschin, e la
professoressa Paola Drezzadore». Gli "autoctoni" sarebbero stati solo
undici, insufficienti a garantire da settembre la continuità del plesso,
considerando che pure il successivo anno 2010-11 si ripresenterà la stessa
problematica. Poi l'andamento demografico promette un'inversione di tendenza e
un boom di bambini, con punte di 29 alunni per classe. Con meno di diciotto
iscritti, invece, la dirigente scolastica non assicurava infatti per quest'anno
sulla formazione di un organico sufficiente di docenti e operatori, e
teoricamente anche le altre due classi medie esistenti avrebbero potuto subire
delle conseguenze negative. Fino a quella estrema, l'avvio del plesso alla
chiusura. Gloria Cesarotto
( da "Sicilia,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Un piano per la sicurezza delle scuole Palermo. «Un piano
straordinario per la messa in sicurezza delle scuole siciliane nonché
l'estensione degli ammortizzatori sociali in deroga anche agli operatori
scolastici che sono rimasti senza lavoro a causa dei tagli
imposti dal decreto Gelmini». Sono queste le proposte fatte dal Partito Democratico, e
illustrate ieri dal capogruppo all'Assemblea regionale siciliana, Antonello
Cracolici, durante un incontro avuto con il personale scolastico docente e non
docente, con i precari, nonché i rappresentanti sindacali e del coordinamento
dei genitori, e che si è tenuto nella Sala Rossa di Palazzo dei
Normanni, a Palermo. «Già nella prossima finanziaria regionale - spiega
Antonello Cracolici - proporremo delle misure straordinarie di sostegno alla
scuola, a cominciare da un fondo, anche per la progettazione, al quale potranno
attingere gli Enti locali, che inizialmente potrebbe essere di 30 milioni di
euro, per avviare un piano organico di interventi infrastrutturali per la messa
in sicurezza degli edifici scolastici». «Al tempo stesso, alla luce di oltre
7.000 posti di lavoro persi nell'ultimo anno in Sicilia a causa del decreto Gelmini - conclude Cracolici - chiederemo al governo
regionale di impegnarsi affinchè gli ammortizzatori sociali, che in Sicilia
sono già stati concessi "in deroga" ad alcune categorie della pesca e
della sanità, siano estesi anche al mondo della scuola». R. P.
( da "Sicilia,
La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
«Università e ricerca non più solo promesse ma
investimenti veri» Anna Rita Rapetta Roma. Investire nell'Università e nella
Ricerca. E' la seconda volta, in pochi giorni, che il capo dello Stato, Giorgio
Napolitano, torna a sollecitare un'iniezione di risorse in un settore
pesantemente colpito dai tagli dell'ultima Finanziaria. Quello del presidente
della Repubblica, intervenuto nel corso della visita a Firenze all'Istituto di
Scienze Umane, è un richiamo al governo affinché non abbandoni un campo di vitale
importanza per il Paese, ma anche un monito agli Atenei e ai rettori perché è
nel loro interesse impegnarsi a individuare le «distorsioni» del sistema e ad
avviare un'«auto-riforma» delle Università. «Purtroppo ce lo ripetiamo, e se lo
ripetono anche tutti, facendo omaggio a fior di labbra a questa necessità
fondamentale di investire nella ricerca e di investire nell'alta formazione,
tranne poi non trarne le conseguenze», dice Napolitano palesando tutto il suo
disappunto per la disattenzione delle promesse, la carenza di risorse destinate
all'Università e il ritardo ad agire. In sostanza il capo dello Stato ricalca
il messaggio di 10 giorni fa, quando aveva auspicato un «ripensamento delle
scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». In sostanza, una
bocciatura dell'operato del ministro Gelmini che aveva difeso i suoi interventi tesi a «eliminare gli
sprechi» e le spese accumulate a causa di gestioni universitarie «poco
efficienti». «E' inutile ripetercelo, siamo in una situazione difficile, come tutti
sanno. Non voglio entrare nel merito di discorsi un po' più complicati però
mentre sono profondamente convinto del fatto che occorre destinare attenzione,
impegno e risorse a questo campo fondamentale dell'impegno dello Stato e della
società, sono egualmente convinto che è un campo in cui occorre un ripensamento
critico e uno sforzo di rinnovamento, di riforma», continua il capo dello Stato
che non nega le disfunzioni del sistema e le difficoltà a intervenire in un
contesto di crisi economica diffusa. Ma le disfunzioni dell'Università, chiosa
Napolitano, non possono diventare un escamotage per tagliare. L'Università, dal
canto suo, deve trovare una cura ai mali che l'affliggono. «La parola riforma è
forse ultra abusata ed è anche logorata dall'uso soltanto apparente - continua
Napolitano -, ma credo che nello stesso momento in cui si reagisce a giudizi
liquidatori, a sentenze indiscriminate o a valutazioni sommarie e sprezzanti
del sistema universitario nel suo complesso, bisogna avere la capacità di individuare
distorsioni, punti deboli o motivi di grave ritardo del sistema e operare per
rinnovarlo». Il presidente della Repubblica, che nei giorni della protesta
studentesca era stato criticato dai giovani dell'Onda perché secondo loro era
rimasto nell'ombra, ribadisce di non aver «alcuna competenza e alcun potere»
per quello che riguarda le politiche della Scuola e dell'Università. Sa anche
che i suoi interventi possono «suscitare qualche addebito di fuoriuscita dai
limiti» delle sue funzioni ma non intende lasciar cadere un'istanza
«fondamentale di modernizzazione e di rinnovamento del Paese». Una sola
risposta dal Pdl: «quando si parla di università - dice Francesco Pasquali,
coordinatore dei giovani Fi - bisogna pensare agli studenti e non ai baroni».
( da "Sestopotere.com"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
8 marzo, il Comune di Modena regala alle donne il nuovo
spettacolo di Francesca Reggiani (7/3/2009 12:24) | (Sesto Potere) - Modena - 7
marzo 2009 - Dai tagli alla spesa pubblica ai tagli alla persona fisica, dall'Alitalia al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini; per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore
e la vita di coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di Deserto dei
Tartari, non trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte a cambiare
religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi
aprire il terzo occhio, il quarto ciakra, il settimo sigillo, insomma
qualunque cosa pur di sturare il tappo di solitudine che spesso le accompagna
da anni. Attualità e intimità si mescolano nella nuova performance teatrale di
Francesca Reggiani che arriva al Teatro Storchi di Modena lunedì 9 marzo.
"Tutto quello che le donne (non) dicono", scritto a quattro mani
dalla Reggiani e da Valter Lupo, non lascia scampo, con le sue battute fulminee
e brucianti, con i suoi ritratti feroci e veritieri, le sue riflessioni acute e
scomode, con il suo sguardo ironico e divertente sulla nostra disastrata
attualità. Il tutto arricchito dal piccolo bagaglio dei repertori di personaggi
più classici parodiati dall'attrice: da Donatella Versace a Sofia Loren a
Sabrina Ferilli. Lo spettacolo replica martedì 10 marzo al Forum Guido Monzani
di via Aristotele. Le due serate organizzate dal Comitato Pari Opportunità e
dagli Assessorati alle Pari Opportunità e alla Cultura del Comune di Modena,
rappresentano il regalo che l'amministrazione comunale fa alle cittadine
modenesi in occasione della Festa della donna.
( da "Rai
News 24" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Roma | 7 marzo 2009 8 marzo, Napolitano: lo stupro
un'infamia, non contano le nazionalità Napolitano: nessuna differenza fra
stupratori italiani o stranieri Lo stupro "è l'ombra piu' pesante"
sulla lotta della donna per la piena parità, la vergogna, l'infamia" come
"tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti
delle donne". Questo "nel mondo come in Italia, in una parte del
mondo in modi orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere
non fa differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differenza". Lo
ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio
Napolitano, durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna
al Quirinale. Il fascismo privò le donne "dei fondamentali ed elementari
diritti e le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali" ad
abbandonare le scuole pubbliche. Napolitano ha fatto questa dichiarazione
ricordando l'esempio di una delle premiate, la professoressa di matematica Emma
Castelnuovo. Il Capo dello Stato le ha reso così omaggio "perche' rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a
privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree,
con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le
scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica".
( da "Giornale.it,
Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
n. 57 del 2009-03-07 pagina 0 La cocaina? "Una droga
leggera: ci fa divertire" di Giacomo Susca Le risposte choc dei
giovanissimi a un'indagine dell'Asl di Roma. Per la metà di loro la polvere
bianca non è una sostanza pericolosa. L'uso degli stupefacenti attività ormai
abituale a in discoteca, allo stadio e perfino a scuola. La nuova campagna
informativa del ministero La questione prioritaria uno è che tra i giovanissimi
la droga resta un veicolo di «divertimento», e non di emarginazione. In
discoteca, ma anche allo stadio e perfino tra i banchi di scuola. E molti
pensano ancora che faccia del male «solo se si esagera». Ma soprattutto
sbagliano tutto quando credono che la cocaina sia tra gli stupefacenti «meno
pericolosi» o, per una parte significativa di loro, addirittura «una droga
leggera». è lo spaccato preoccupante che emerge da uno studio dell'Asl Roma F
condotto tra 1.800 studenti dai 14 ai 19 anni. Quasi tutti ammettono di avere
amici che consumano abitualmente hashish e superalcolici, cosa ormai
considerata «normale». La droga, per loro stessa confessione, serve a «far
parte del gruppo», per star insieme in allegria. è trasgressione solo per un
adolescente su cinque. In generale, il 27 per cento assume alcol, il 20
hashish, il 6 per cento cocaina, mentre cresce la diffusione di ecstasy (2,6%),
acidi (1,6%) e resiste l'eroina (1,2%). Andare a ballare per il 43 per cento
dei ragazzi coincide con l'esperienza diretta degli stupefacenti. Con i rischi
che si possono immaginare se si guarda ad un altro dato: il 23 per cento del
campione intervistato ritiene che gli anabolizzanti non siano delle droghe a tutti
gli effetti. Un problema di informazione, ma non solo. Per nulla marginali sono
poi i comportamenti come l'uso dell'auto in condizioni psico-fisiche alterate,
il vomito auto-indotto, commettere atti vandalici e avere rapporti sessuali non
protetti. Lanciarsi nel vuoto con un elastico o giocare d'azzardo, al
contrario, non fanno più parte dell'immaginario giovanile sotto il capitolo
«esperienze estreme». Un segnale anche questo, secondo i medici autori
dell'indagine. «Entrano in gioco gravi carenze educative - interpreta il
sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi -. Mentre
l'immagine dell'eroinomane è negativa, chi consuma cocaina è considerato una
persona di successo». Insieme al ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini è stata varata l'iniziativa di un nuovo portale internet
informativo sui danni reali della droga. «L'indagine dimostra come su questo
fronte c'è davvero molto da fare», conclude Giovanardi. Unica nota positiva.
«La maggior parte dei ragazzi consiglierebbe ad amici in difficoltà per l'uso
di sostanze stupefacenti di rivolgersi ai Sert. Uno stimolo per noi
operatori delle strutture pubbliche di cura», testimonia il presidente di
Federsed (Federazione dei servizi pubblici per le dipendenze), Alfio Lucchini.
© SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano
( da "Varesenews"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Varese - Il senatore Rusconi, capogruppo del PD in
commissione scuola, ha incontrato genitori, docenti e studenti di Varese per un
confronto sul futuro dell'istruzione Dal PD la sfida alla Gelimini perchè mantenga
gli impegni Erano tanti, circa centinaio, seduti in una sala del Collegio De
Filippi ad ascoltare il senatore del PD Antonio Rusconi che parlava del futuro
della scuola. Dalle 15 fino alle 19 per tentare di capire
cosa sarà della Riforma Gelmini, delle trenta ore nelle primarie, dell'abolizione delle
compresenze, del modello futuro di scuola in un periodo di vacche magre. A
testimoniare i problemi di oggi e le difficoltà di domani c'erano il direttore
della paritaria Manfredini Giulio Cova, quello dell'istituto di Malnate, nonchè
presidente dell'associazione ASVA Lucio Valli, e la vicepreside del
liceo linguistico Manzoni Luisa Oprandi. Lo scenario che ne è emerso non è
confortante: la crisi economica e la politica dei tagli colpisce tutto il
settore dell'istruzione, pubblico e privato, riducendo gli strumenti per
realizzare un'istruzione di qualità che non lasci indietro nessuno. Il
Senatore, pur ammettendo la scarsa attenzione del PD sul problema scuola
nell'ultima campagna elettorale, ha spiegato le difficoltà nel fare opposizione
in un processo di riforma che è avvenuto con decreti legge, che hanno saltato,
quindi, ogni forma di confronto e di dialogo democratico. Dalle denunce si è
passati alla fase propositiva. La volontà è quella del coinvolgimento
consapevole di genitori, studenti, docenti, per raccogliere firme che
richiamino il Ministro Gelmini al rispetto degli
impegni presi con le famiglie ( il modulo delle trenta ore settimanali delle
primarie sembra a rischio pur avendo ottenuto la maggio parte delle preferenze
). La volontà è quella di un riscatto che sia innanzitutto politico, che vada a
salvaguardare ciò che si può ancora recuperare ma che, soprattutto, non perda
di vista i due obiettivi futuri, quello delle superiori e dell'università, su
cui il confronto è ancora aperto. Sabato 7 Marzo 2009 A.T.
( da "Sestopotere.com"
del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola
Inaugurato l'833esimo Anno Accademico dell'Università di
Modena e Reggio , intervento Rettore Aldo Tomasi (7/3/2009 19:06) | (Sesto
Potere) - Modena - 7 marzo 2009 -Cerimonia di inagurazione per l'Ateneo di
Modena e Reggio che alla Fondazione Marco Biagi ha celebrato l'apertura delle
attività didattiche per l'Anno Accademico 2008/2009, l'833esimo della sua
plurisecolare storia, con un impegnato intervento del Rettore prof. Aldo
Tomasi, del Pro Rettore prof. Sergio Paba sulla internazionalizzazione e del
prof. Giuseppe Torelli, che ha tenuto la lctio magistralis. Per il Rettore
prof. Aldo Tomasi la drammaticità della situazione finanziaria deve stimolare
la ricerca del merito e della qualità ed ha aggiunto: "La qualità dei
nostri laureati è bassa? Piuttosto che tagliare la sussistenza, il Governo,
così come le Amministrazioni locali e le Università stesse, mettano a punto
sistemi di valutazione oggettiva che premino le Università virtuose e puniscano
quelle peggiori. Il Ministro Gelmini ha dichiarato:
“finanziamenti a fronte di riforme”. L?Università di Modena e Reggio Emilia è
pronta a scoprire le carte sul piano della riforma, ma vuole anche vedere le
carte del Governo sui finanziamenti. In un momento di recessione acuta come
questo, occorre scommettere sul proprio futuro, investendo bene. Il sistema
Universitario italiano è governato da centinaia (migliaia) di leggi che ne
determinano e segnano tutti i singoli atti, ma pochi sono i Decreti che vanno a
valutare efficacia ed efficienza. Spesso, i nostri legislatori si preoccupano
di tutto quanto concerne la “procedura” e la correttezza della stessa, quasi
mai dei risultati. Su questo punto mi sento di chiedere fortemente a chi ha la
responsabilità di governo del Paese, di togliere lacci formali semplicemente
abolendo regolamenti, leggi e leggine, istituendo nel contempo una seria ed
oggettiva valutazione. Introducendo un sistema premiale e incentivante. Non si
tratta di premiare reali o presunte “eccellenze” (parola assai abusata), ma di
far crescere il livello medio della qualità. La cultura della valutazione e
della valorizzazione dovrà diventare uno degli elementi caratterizzanti della
vita universitaria, secondo criteri condivisi. Ricordo comunque che la
meritocrazia è possibile solo se sono garantite a tutti la stesse opportunità,
prescindendo dal genere, dalle scelte politico-culturali, dai legami familiari
e dall?appartenenza a gruppi accademici. Una politica nazionale per
l?Università è necessaria. Solo in questo modo sarà possibile affrontare i
tagli già decisi. Faccio un esempio: si può dire chiaramente che 60.000 docenti
a tempo indeterminato sono troppi per il sistema Universitario italiano, purché
questo venga accompagnato dalla possibilità di “investire” in docenti, anche a
tempo determinato, con contratti “ad hoc”, con stipendi adeguati e competitivi.
Anche il vituperato sistema concorsuale italiano può trovare soluzione
nell?affermarsi di un sana politica Nazionale, caratterizzata da premi,
incentivi, non solo, ma anche da punizioni. Non ho mai udito di docenti non
confermati alla fine del triennio di straordinariato. A parole, la nostra
legislazione sembrerebbe sfidare antichi tabù sindacali, quali quello di potere
licenziare un docente (che ha vinto un concorso) se alla fine del triennio non
risulta confermato da una commissione nazionale; nei fatti un giudizio negativo
non si è (quasi) mai visto. Solo affermando la meritocrazia e la trasparenza
l?Università italiana potrà salvarsi".