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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   6-7 marzo 2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

La longa manus del governo sugli enti di ricerca ( da "EUROPA ON-LINE" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha lasciato trascorrere inutilmente quasi un anno salvo ispirare o quantomeno lasciar correre un recente colpo di mano parlamentare. Il 26 febbraio nell?aula del senato con un emendamento del relatore ad un provvedimento di tutt?altra natura ?

Passare all'Open source, appello ai ministri ( da "EUROPA ON-LINE" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione università e ricerca onorevole Mariastella Gelmini, e al capo del governo onorevole Silvio Berlusconi: per favore prendete in considerazione l?open source». I valori che lo definiscono E ancora: «Il software open source è già usato in molte aree con meravigliosi risultati e riducendo notevolmente i costi di gestione nelle infrastrutture con programmi come Apache,

La lotta alla mafia vince se si educano i giovani alla legalità ( da "Trentino" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini vuole di introdurre nei programmi la materia "Cittadanza e Costituzione". Pensa sia un passo avanti nella legalità? Penso di sì e ho fatto già delle dichiarazioni in questo senso. Quando vado nelle scuole, infatti, non parlo agli studenti solo di Giovanni Falcone come magistrato, ma anche come uomo che credeva nei valori di giustizia e libertà e che aveva un alto senso dello

Il 5 in condotta? Utile solo in casi gravissimi ( da "Arena, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come prevede la normativa Gelmini. Tra i protagonisti del secondo dibattito è stato chiamato un veronese, il preside dell'istituto tecnico «Cangrande» Antonio Pettinato, inquadrato nel gruppo dei «pro cinque in condotta». Il dirigente scolastico ha precisato che «pur essendo d'accordo sull'insufficienza in condotta, è giusto sottolienare che questo provvedimento in sè non è un'

Bentegodi, il podio stavolta è di tutti ( da "Arena, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Stella Gelmini, Giorgia Guglielmi, Pietro Margotti, Vittoria Mercati, Perla Piazza, Rebecca Ramazzo, Tommaso Rodella, Valeria Scinico, Andrea Stanghellini e Matteo Vicentini. Targhe speciali per Luisa Bovo e Silvia Pierantoni. Un ringraziamento particolare poi è andato ai genitori-dirigenti che sono sempre stati disponibili con varie mansioni nell'

Caro direttore, le chiedo gentilmente spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione dei ... ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ve lo chiedo dopo avere criticato senza alcun problema il vecchio ministro Mussi e maggiormente oggi il ministro Gelmini; saranno poi, attraverso le elezioni di maggio, gli studenti universitari a dire la loro. Francesco Esposto CONSIGLIERE NAZIONALE STUDENTI UNIVERSITARI

Al Quirinale premiate quattro studentesse ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: istruzione Maria Stella Gelmini che dovrebbe presenziare alla premiazione. IL GRUPPO di studentesse che si sono cimentate nell'impresa comprendeva Elisa, Chiara, Giada, Emanuela, Donatella, Laura e Chiara: solo quattro di loro si recheranno nella capitale a ritirare l'ambito riconoscimento varcando il portone più prestigioso d'Italia che recentemente ha contingentato gli ingressi.

ma dall'onda nessuna violenza - umberto curi ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i provvedimenti assunti dal funesto duetto Gelmini-Tremonti, i giovani della Facoltà in cui insegno hanno fornito una dimostrazione letteralmente esemplare di correttezza democratica, riuscendo a realizzare un vero piccolo miracolo: tenere aperta e viva per molte settimane la mobilitazione antigovernativa, senza macchiarsi nemmeno di un solo gesto di intolleranza o di violenza.

La giunta: pagheremo il tempo pieno ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al ministro della pubblica istruzione, agli amministratori locali e a un migliaio di genitori del comprensorio da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel, rispettivamente presidente e componente del consiglio d'istituto di Pieve, ha prodotto i primi effetti.

Autonomia sotto tiro, la Svp informa Vienna ( da "Alto Adige" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli ultimi incontri con il ministro Gelmini e con Gianni Letta hanno fatto balenare possibilità di intesa. «Siamo davanti allo stesso quadro politico vissuto col governo Berlusconi tra il 2001 ed il 2006. C'erano sempre attacchi, anche se in concreto non accadde nulla», dice Pichler Rolle, concludendo con un ramo d'ulivo rivolto a Roma: «La Svp è interessata a rasserenare il clima»

fars nuovo segretario regionale ( da "Centro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha studiato filosofia all'Università di Bologna, iscritto al Prc dal 1995 e per sette anni segretario della Federazione di Pescara, assume la guida del partito regionale raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini, chiamato a Roma ad altri incarichi. In Abruzzo Rifondazione comunista ha una struttura di 81 circoli e quasi tremila iscritti.

Dal primo settembre in pensione 92 docenti ( da "Provincia Pavese, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Questa volta la motivazione in più è la paura: per la riforma Gelmini e per i possibili cambiamenti nel sistema pensionistico. L'Ufficio scolastico provinciale ha deciso di rendere pubblico, sul proprio sito internet (www.paviascuola.it) l'elenco dei pensionamenti, divisi per tipo di scuola, e con il dettaglio dei singoli istituti.

cgil: la provincia va verso il disastro ( da "Centro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sommano altri 300 della scuola che i tagli della Gelmini espelleranno nell'anno scolastico 2009-2010». «Quando un ente pubblico è il primo a licenziare chi vi lavora da 7-8 anni», aggiunge Di Odoardo, «come possiamo dire alle aziende di tener duro ed evitare di licenziare?». «Teramo deve diventare un caso nazionale», incalza Di Odoardo, «la crisi sta allargando le fasce di povertà.

grazie al dottor ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e la Bassa padovana L'applicazione della riforma Gelmini della scuola, mi fa tornare alla memoria, con tanta rabbia e fastidio, la vicenda dell'allora tanto deprecata Riforma Berlinguer della scuola (cicli scolastici, 1997), rivelatasi infausta per l'esito elettorale del centrosinistra di Monselice e le bordate di fischi dei cittadini inferociti che volevano salvare le scuole

maria grazia bollettin non ha colpe tutto nasce dalla riforma gelmini ( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anno prossimo non possono di certo uscire dalla bocca della direttrice scolastica fintanto che il ministro Gelmini e il Provveditorato non dirà qual è l'organico di cui potrà disporre l'istituto. E' troppo comodo dare la colpa all'ultimo ingranaggio quando il problema nasce dai tagli della Gelmini-Tremonti. Lettera firmata Villafranca

"cerco la rabbia di oggi nelle canzoni di ieri" ( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Gelmini ha detto che Gaber potrà essere insegnato nelle scuole superiori. Il governo di centrodestra vuole strumentalizzare un cantautore che, negli ultimi anni della sua vita, aveva espresso la sua amarezza nei confronti della sinistra? «Forse sì, ma è anche capibile.

al comunale 250 famiglie - fulvio paloscia ( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E il ministro Gelmini «per farle capire cosa perderà la scuola con il ritorno al maestro unico, che renderà impossibile accompagnare gli alunni in questo tipo di iniziative. Senza contare la compresenza della crisi economica del Comunale, che si è visto ridurre i fondi, e le politiche di taglio alla scuola pubblica».

Marco Fars segretario di Rifondazione ( da "Tempo, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assume la guida del partito regionale raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini. L'assemblea e il nuovo segretario hanno assunto il documento approvato allo scorso congresso regionale come indicazione degli orientamenti e delle azioni future che il Prc intende intraprendere a livello regionale.

Voto in condotta? Bocciato ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Voto in condotta? Bocciato --> Non ci sono lamentele ma solo qualche malumore. Ora gli studenti delle scuole superiori cagliaritane hanno la possibilità di confrontarsi tra loro e analizzare i criteri che hanno determinato i voti in condotta.

riforma gelmini, l'opposizione degli insegnanti continua ( da "Tirreno, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In arrivo anche i ricorsi al Tar Riforma Gelmini, l'opposizione degli insegnanti continua In programma a breve una nuova iniziativa pubblica dei docenti PIETRASANTA. Mobilitazione contro la riforma della scuola elementare voluta dal ministro Gelmini non è finita. Corre sui binari dei ricorsi legali che gli insegnanti stanno sostenendo anche dalla Versilia,

Scuola dell'obbligo: aumenta la richiesta di tempo pieno ( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GELMINI SÌ ALLE 30 ORE settimanali di lezione (meglio se con servizio mensa incluso) e al tempo pieno di 40 e no alle 24 ore sostenute dal Governo attraverso la riforma del sistema scolastico voluta dal ministro Maria Stella Gelmini. E' l'orientamento delle famiglie bergamasche secondo un'indagine condotta dal sindacato di categoria della Flc Cgil che ha esaminato le richieste d'

Tempo pieno, appello dei sindacati ai parlamentari lombardi ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: finora i moduli aboliti dal ministro Gelmini avevano contenuto. Insomma, i genitori bergamaschi vogliono la scuola «lunga» anche se non è ancora chiaro quanta «educazione e istruzione» e quanta «assistenza» venga richiesta. «Ripeto quello che vado dicendo da mesi - osserva il dirigente scolastico provinciale Luigi Roffia - che, dopo che le famiglie hanno espresso le loro preferenze,

Banchi desolatamente vuoti: una situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto forte anche <BR... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Banchi desolatamente vuoti: una situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto forte anche a Fara Sabina dove i parametri imposti dal decreto ministeriale della Gelmini portano alla cancellazione di tre plessi e alla perdita di una presidenza

Comune, per Tentorio candidatura vicina E An va a congresso ( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: azzurra Mariastella Gelmini sembra di ferro: salvo clamorosi colpi di scena quel posto sarà di Giuseppe Romele, deputato di Forza Italia. Per il Carroccio si potrebbero trovare altre compensazioni, magari in quel Piemonte che sta un po' bloccando tutto, ma anche in altre situazioni lombarde: un posto alla Fiera di Milano,

Dura presa di posizione da parte della Consulta provinciale permanente sulle politiche educative e f... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Per questo appare sempre più urgente una mobilitazione su tutti i fronti affinché il ministro Gelmini prenda in considerazione la proposta dell'assemblea dei sindaci e della Consulta: applicare, nelle aree con più di un terzo del territorio montano il parametro della media provinciale tra numero di alunni e numero di punti di erogazione.

Se le disposizioni del ministro Gelmini non saranno riviste, Fara perderà due scuole d... ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: disposizioni del ministro Gelmini non saranno riviste, Fara perderà due scuole dell'infanzia e una elementare, per non parlare del rischio di vedere le medie private della presidenza. E' un quadro a fosche tinte il futuro della scuola nel comune, dove, tra scuole dell'obbligo e istituti di istruzione superiore, orbitano circa duemila e 600 studenti e 300 tra docenti e operatori Ata.

La scuola ritorna al passato. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'Italia, molto probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali, suggerite sia da dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che permetta un'offerta formativa accettabile.

Nelle scuole viterbesi, dopo la riforma Gelmini, è ormai quasi certo che scomparirà il tem... ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Nelle scuole viterbesi, dopo la riforma Gelmini, è ormai quasi certo che scomparirà il tempo pieno

Con la riforma del ministro Gelmini cambia l'orario negli istituti primari. Il dirigente scolastico: I numeri esatti li avremo la prossima settimana ( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Con la riforma del ministro Gelmini cambia l'orario negli istituti primari. Il dirigente scolastico: «I numeri esatti li avremo la prossima settimana»

Silvio Berlusconi a Riva ( da "Adige, L'" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Fitto oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Le riforme (im)possibili». Alle 11.15 è previsto l'intervento di Berlusconi, dal vivo o in videoconferenza, prima della chiusura di Formigoni. Dall'entourage di Formigoni confermano che a Riva del Garda salirà gran parte del Governo nazionale,

CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il... ( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 4 CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il... CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il Comitato genitori viareggini per la salvaguardia della scuola pubblica sta organizzando per domani e domenica due presidi per raccogliere firme per il ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la circolare ministeriale n° 4/2009,

Ritorno al passato per la scuola. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come ... ( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 06-03-2009) + 1 altra fonte
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'Italia, molto probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali, suggerite sia da dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che permetta un'offerta formativa accettabile.

Cittadinanza e costituzione Un seminario di formazione rivolto ai 178 dirigenti ... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: presentato dal ministro Mariastella Gelmini. L'incontro si concluderà con la presentazione, da parte delle scuole di Marsciano, Amelia e Perugia, delle migliori esperienze sui percorsi di cittadinanza a supporto dell'innovazione didattica. Ufficio scolastico regionale Un progetto in cui credere La scelta del candidato sindaco subito ed a ogni costo non mi entusiasma e non mi interessa,

Materne, 58 bimbi rischiano di restar fuori ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Parte la riforma Gelmini: nelle elementari due prime classi in più alla Gentile e alla Faà di Bruno di Marotta Materne, 58 bimbi rischiano di restar fuori L'assessore Lomartire: «Sono fiducioso, per settembre sarà tutto risolto»

FANOSono 58 i bambini che rischiano di rimanere esclusi dalla graduatoria per le materne. Il... ( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Saranno le prime classi a sperimentare l'applicazione della riforma Gelmini e del "maestro unico", e le famiglie sono state chiamate alla scelta del monte ore: 40 ore per il tempo pieno, mentre nelle scuole a tempo modulo, dove la scelta era tra 24, 27 e 30 ore, la stragrande maggioranza ha preferito l'ultima opzione.

La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dopo la decisione del giudice per l... ( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: incidente probatorio disposto da Panariello per sentire gli accusatori di don Gelmini. Di favoreggiamento devono rispondere, oltre a Nicolasi, un altro dei collaboratori di don Gelmini, Pierluigi La Rocca, e la madre di uno dei giovani che sarebbero stati molestati, Patrizia Guarino. Che avrebbe ricevuto una somma di denaro per far ritrattare le accuse a don Pierino .

La scuola del <pezzo di carta> Quanta ipocrisia su precariato e diplomifici ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: utilizzata anche dal ministro Gelmini per qualificare lo stato di degrado del sistema scolastico italiano, si definiscono gli istituti che rilasciano diplomi a chi non è riuscito a diplomarsi nelle scuole statali. Eppure, questi istituti sono legalmente riconosciuti dallo Stato che, evidentemente, assegna loro il compito di garantire a tutti il diritto al titolo di studio.

ROMA - I maldipancia sono forti e la voglia di contarsi molto scarsa, ma la decisione di Silvio ... ( da "Messaggero, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera uno stretto collaboratore del Senatùr. Il solo fatto di dover riempire le giornate discutendo di questioni di partito, non fa fare salti di gioia al premier che comincia a dubitare dell'efficacia del triumvirato (Bondi, La Russa, Verdini), anche perchè un analogo esperimento a quattro,

L'Svp allerta Vienna: autonomia in pericolo ( da "Corriere Alto Adige" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: colloqui avuti con Gianni Letta e Maria Stella Gelmini fanno ben sperare per il futuro. «Anche tra il 2001 ed il 2006 ci sono stati diversi attacchi all'autonomia ma — sottolinea Pichler Rolle — grazie all'impegno dei nostri parlamentari non è stato fatto nulla». Secondo il deputato del Pdl, Giorgio Holzmann, l'uscita di Pichler Rolle va letta in chiave congressuale.

Buona condotta, brutte pagelle ( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini inizia a sortire i suoi effetti. Primo su tutti il voto in condotta. I dati nazionali parlano di oltre 34mila studenti con il tanto temuto 5 in condotta. Voto che fa media con gli altri, voto che significa bocciatura. Una situazione che non si rispecchia però negli istituti pesaresi?

Da prof o da Lolita, l'occhiale è maxi ( da "Corriere della Sera" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sarah Palin e Maria Stella Gelmini sono ricordate anche per i loro occhiali». Ma la tendenza è indossare l'occhiale da vista nella notte e on stage. Arisa e Daniele Magro di X-factor su un paio di occhiali da secchione hanno costruito il look. I modaioli esibiscono montature scure, alla Woody Allen di «Provaci ancora Sam».

Incognite sull'effetto-tagli ( da "Nuova Ferrara, La" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dagli studenti iscritti Se e quanto i tagli previsti dalla manovra Tremonti-Gelmini incideranno sugli organici della scuola ancora non è dato sapere. Per calcolarli è necessario conoscere il numero degli studenti iscritti per il prossimo anno scolastico. Il termine è scaduto il 28 febbraio e le scuole hanno tempo fino a oggi per inviare i dati degli iscritti all'ufficio scolastico.

<Ecco la scuola che vogliamo> ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: attesa anche la Gelmini RIMINI «LA SCUOLA che vogliamo: Libertà, Autonomia, Qualità»: questo il titolo del convegno che da oggi, e fino a domenica, vedrà riuniti a Rimini, presso la Karis Foundation, i gestori e amministratori delle oltre 400 scuole paritarie italiane che costituiscono la Federazione Opere Educative (FOE).

Pino Ciulu confermato alla Cisl Scuola ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: L'elezione dei nuovi organismi dirigenti territoriali è avvenuto ieri mattina in città nel corso del terzo congresso provinciale della Cisl-Scuola durante il quale sono stati affrontati i più attuali argomenti che interessano la categoria con particolare riferimento ai decreti Gelmini. ( e. f. )

Oggi la tavola rotonda, ecco tutti i protagonisti ( da "Denaro, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Francesco Carlo Griccioli della Griglia, presidente onorario dell'Airh, don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, i sindaci Ilario Bortolan (Piedicavallo - Bi), Salvatore Perugini (Cosenza), Pasquale Boccia (Rocca di Papa Roma). del 06-03-2009 num.

<Il mio è un altro calcio> ( da "Avvenire" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: assist per il ministro Gelmini... «Io sono per l'inserimento dell'Educazione sportiva nelle scuole, affinché aumenti il numero dei praticanti e a latere si possa applicare a ogni singola disciplina, calcio incluso, una serie di materie complementari, come la Storia e soprattutto l'Educazione civica, con cui insegnare il rispetto per gli avversari e i singoli componenti della società»

SCUOLA: GELMINI, DA CIPE 1 MLD PER L'EDILIZIA ( da "Virgilio Notizie" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dichiarazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, sottolineando che ''la sicurezza scolastica e' un tema di primario interesse strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano l'impegno del Governo Berlusconi in questo campo''. Le risorse a cui il Cipe ha dato il via libera questa mattina si aggiungono a quelle gia' stanziate per la messa a norma delle scuole italiane.

Scuola: in Emilia-Romagna l'85% degli studenti sceglie quella statale ( da "RomagnaOggi.it" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il discusso decreto Gelmini, con la tanto sbandierata e strenuamente difesa scelta educativa delle famiglie, diventa l'occasione per dare uno sguardo al panorama emiliano-romagnolo, nel raffronto tra statale e paritario, che, per ora, vede ancora l'85% degli studenti (dalle scuole per l'infanzia alle secondarie di secondo grado) iscritto a scuole pubbliche,

GOVERNO: RIUNIONE BERLUSCONI CON MINISTRI E VERTICI FI ( da "Adnkronos" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: GOVERNO: RIUNIONE BERLUSCONI CON MINISTRI E VERTICI FI A PALAZZO GRAZIOLI ALFANO, GELMINI, FITTO, VITO, BONDI E VERDINI commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 06 marzo, ore 13:53

Rischio sovraffollamento per le "nuove" scuole ( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha criticato fortemente il progetto della Gelmini. «La questione che qui discutiamo sarebbe comico se non fosse tragico e purtroppo non mi sembra che ci sia una via d'uscita - ha spiegato - Delle due l'una: o si ritira il nuovo regolamento oppure si cambiano i parametri di legge esistenti che non potranno più essere rispettati.

Contro la scure sulle risorse destinate alla scuola si alza il fronte ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: previsti dalla riforma Gelmini. Con il documento, spedito agli uffici scolastici provinciale e regionale, al Ministero dell'Istruzione e ai sindaci di Refrontolo e Pieve, si chiede di "tutelare ciò che effettivamente conta per l'educazione, per riuscire a garantire ai nostri figli tempi, spazi e qualità nella scuola pubblica,

Sicurezza, due scuole videosorvegliate ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini ha affidato alle Regioni con l'incarico di formare gruppi di lavoro. Martedì scorso Galvanin, in rappresentanza di tutti gli enti provinciali del Veneto, ha partecipato alla riunione del gruppo a Venezia. Entro il 25 marzo ogni Comune dovrà aver segnalato un proprio tecnico da affiancare alla Magistratura delle acque.

Rosà A Rosà il 99 per cento delle famiglie dei bambini delle elementari ha scelto il t... ( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: e ha ricordato: "Nella mia veste di deputato ha già oltremodo interessato i colleghi della Lega Nord componenti della Commissione pubblica istruzione di approfondire la tematica. È in programma per questo, nelle prossime sedute della Camera, un question time al ministro Maria Grazia Gelmini". Silvano Bordignon

Comune, mozione pro tempo lungo ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: chiaro che il decreto del ministro Maria Stella Gelmini non ha nulla a che fare con una seria riforma della scuola, ma risponde soltanto ad una logica di bilancio impartita dal ministero delle Finanze. Detto questo è giusto anche ricordare che tutte le scelte politiche hanno una matrice e un colore, e questa scelta di certo non felice porta il nome del governo centrale attuale:

Stanziato un miliardo per la messa in sicurezza degli edifici pubblici ( da "Giornale.it, Il" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: miliardo di euro di Redazione Il ministro Gelmini: "E' il risultato della battaglia che stiamo portando avanti". Impegno del governo a rendere le scuole italiane "più sicure e garantire a tutti il diritto allo studio". Via libera alla messa in sicurezza degli edifici scolastici Roma - "Con il via libera del Cipe stamani il Governo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro per l?

SARANNO PIù DI 1500 I TAGLI ALLE CATTEDRE DI SALERNO E PROVINCIA PREVISTI PER IL PROSSIMO ANNO ... ( da "Mattino, Il (Salerno)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Secondo i Cobas gli effetti della legge Gelmini ricadranno non solo sul mondo del precariato ma anche su quello dei docenti ordinari. "Se infatti i precari sono destinati a scomparire - avverte Alessandro D'Auria, componente provinciale del Comitato di base della scuola - anche i colleghi titolari rischiano seriamente di rimanere senza lavoro".

MARCO CONTI ROMA. I MALDIPANCIA SONO FORTI E LA VOGLIA DI CONTARSI MOLTO SCARSA, MA LA DECISIONE ... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre il Carroccio minaccia di andar da solo perché «non vogliamo l'amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera uno stretto collaboratore del Senatùr. La querelle non è stata risolta e si intreccia con un'altra serie di casi ancora aperti, a cominciare dalle doppie candidatura di Bologna e Firenze (Guazzaloca-Cazzola e Galli-Toccafondi).

MOLTI STUDENTI PROTAGONISTI DI STUDIARE L'IMPRESA, L'IMPRESA DI STUDIARE PROSEGUIRAANNO ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potranno scegliere anche in base alle graduatorie di merito introdotte dalla legge Gelmini, approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati lo scorso gennaio. Gli istituti saranno giudicati in base a parametri definiti dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario statale (Cnvsu) e dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca.

PDL: VERTICE FI DA BERLUSCONI PER ORGANIZZAZIONE CONGRESSO ( da "Virgilio Notizie" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dei ministri e che ha visto coinvolti alcuni ministri di Forza Italia (dell'Istruzione Gelmini, dei Beni culturali Bondi, degli Affari regionali Fitto, dei Rapporti con il Parlamento, Vito) e il capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello insieme al coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti.

Specializzandi: Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace ritardo ( da "KataWeb News" del 06-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: delle scuole di specializzazione per il corrente anno accademico: "anche se abbiamo registrato l'apertura del Miur a limitare l'entità della razionalizzazione, in funzione delle specificità regionali -- conclude Mazzucco -- Ci appelliamo al Ministro Gelmini affinché queste dichiarazioni si traducano in atti concreti ed alle Regioni perché non ostacolino ulteriormente l'iter". AGI

Il tempo pieno , che non piace al ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di Asti,... ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che non piace al ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di Asti, che, come nel resto dell'Italia, hanno scelto l'orario lungo della scuola elementare, perché rispondente alle loro esigenze e a quelle dei bambini. La scuola elementare a tempo pieno funziona bene, è un servizio educativo essenziale, pensato con adeguati tempi di formazione e di apprendimento.

Ipsia Lombardi, scuola dei Lucignoli ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: RIFORMA GELMINI. UN CLAMOROSO RISVOLTO VERCELLESE Ipsia Lombardi, scuola dei Lucignoli [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Il ministro Gelmini rispolvera il cinque in condotta? Un motivo ci sarà, viene da pensare, almeno dopo una prima occhiata ai numeri. Che parlano di 35 mila insufficienze in tutta Italia.

Al Floriani ben tre allievi su quattro in difficoltà ( da "Trentino" del 07-03-2009)
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Abstract: istruzione Gelmini (col comportamento che fa media e può costare l'anno) da queste parti in virtù dell'autonomia sono rimasti lettera morta. Tornando al profitto prettamente didattico, in crisi risultano soprattutto i "primini": all'indirizzo tecnico-turistico di Gardascuola il campanello dall'allarme suona per l'82% (anche se nell'

Le pagelle delle scuole medie 5 in condotta per 34 alunni ( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-03-2009)
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Abstract: Le pagelle delle scuole medie «5» in condotta per 34 alunni Pagelle: quasi la metà degli alunni modenesi che frequentano le scuole medie ha almeno una insufficienza; meglio invece se così si può dire dal punto di vista della condotta scolastica.

La petizione di principio, un classico errore maschile ( da "Alto Adige" del 07-03-2009)
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Abstract: La Gelmini, sempre più Beata Ignoranza, presentando la sua "nuova materia", da non confondere - dice lei - con la "vecchia educazione civica" perde una splendida occasione: tra tutte le cose che elenca sotto il titolo della nuova materia scolastica, non pensa nemmeno per sbaglio di citare l'informazione sessuale e la lotta contro il pregiudizio e il razzismo.

Pdl, scoppia la grana delle poltrone ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
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Abstract: da Bondi alla Gelmini, da Fitto a Cicchitto, da Alfano a Verdini) il premier ha vagheggiato un evento destinato a colpire l'immaginario collettivo. Bonaiuti, il portavoce, ne fornisce una versione sobria: «Il presidente immagina un congresso proiettato verso il futuro, attento alle richieste dei giovani, delle donne e in stretto raccordo col mondo produttivo.

Gelmini: "Intitoliamo il Darwin a Vito" ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
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Abstract: RIVOLI DOPO LA PERIZIA CHE HA ESCLUSO LA FATALITÀ NEL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO LA FAMIGLIA SCAFIDI VUOLE GIUSTIZIA Gelmini: "Intitoliamo il Darwin a Vito"

La madre della vittima Chi dirige una scuola non può limitarsi a dare il bianco ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
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Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. «Ho conosciuto i genitori - dice la Gelmini -, due persone meravigliose che stanno affrontando con grande dignità la tragedia che li ha colpiti. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo gli enti locali e l'associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato l'istituto che ha frequentato e dove,

Rissa per l'eredità: dieci arresti ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
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Abstract: GELMINI INCHIESTA LOMBRIASCO All'interno «Intitoliamo a Vito il liceo Darwin» Angelo Soria dava soldi pubblici al suo socio Va male a scuola quattordicenne giù dal terzo piano Rissa per l'eredità: dieci arresti Patrizio Romano Tropeano e Zanotti Massimiliano Peggio Botte e insulti tra figli e figlie per le catenine della mamma Niccolò Zancan

Gelmini L'edilizia scolastica è prioritaria ( da "Giornale di Brescia" del 07-03-2009)
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Abstract: Giornale di Brescia sezione:in primo piano L'intervista Gelmini «L'edilizia scolastica è prioritaria» BRESCIANon solo cantieri, ma anche soldi per gli edifici scolastici che devono essere ristrutturati e messi in sicurezza. Nella riunione del Cipe di ieri mattina è stato stanziato un miliardo di euro per rendere più sicure le scuole italiane.

Incontro Arcai-Gelmini: impegno comune per Brescia ( da "Giornale di Brescia" del 07-03-2009)
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Abstract: Giornale di Brescia sezione:la città Incontro Arcai-Gelmini: impegno comune per Brescia Nei giorni scorsi l'assessore all'Istruzione del Comune Andrea Arcai ha incontrato il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Motivo dell'incontro: discutere sulle problematiche legate alla scuola di Brescia e al sistema scolastico locale.

La prima non si tocca ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)
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Abstract: La notizia che la scure del ministro Gelmini potrebbe abbattersi sulla prima elementare di Soave sta provocando reazioni e proteste. Il problema sarà affrontato in un'assemblea che i genitori hanno convocato per lunedì alle 21 alla scuola. Gli iscritti al prossimo anno scolastico sono 8, troppo pochi per istituire una classe secondo i dettami del decreto ministeriale,

Studenti, genitori e insegnanti contro la Gelmini ( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2009)
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Abstract: Gelmini In 500 ieri in centro storico, contro i tagli e a difesa del tempo pieno Studenti, genitori e insegnanti si sono ritrovati uniti per protestare contro la riforma della scuola. E' accaduto ieri pomeriggio per le vie del centro, dove ha sfilato il corteo, quasi 500 persone, indetto dai sindacati in occasione del dibattito parlamentare che si sta svolgendo in questi giorni sui

La rabbia e i sogni di Anna Adamolo Così gli studenti raccontano l'Onda ( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)
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Abstract: Gelmini. Tra loro anche una studentessa mantovana di vent'anni, che frequenta Scienze Politiche alla Statale di Milano e fa parte del Collettivo, Margherita, che racconta come «scrivere questo libro non sia un modo di porre la parola fine alla nostra esperienza, ma di offrire uno spaccato su tutti i pensieri e la complessità che abbiamo sviluppato durante i mesi di mobilitazione,

Zootecnia, azione a tutto campo per le aziende ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
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Abstract: Ma Coldiretti sta lavorando anche su altri fronti: quello dell'indicazione obbligatoria dell'origine della materia prima per tutti gli alimenti italiani («Siamo vicini al traguardo della legge») e quello dell'educazione alimentare nelle scuole: per questo è stato aperto un tavolo con il ministro Gelmini.

Tempo pieno certo per chi lo ha richiesto ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini dà assicurazioni all'assessore Arcai. Il modulo a 40 ore per le elementari, secondo le stime, è scelto dall'80 per cento delle famiglie «Tempo pieno certo per chi lo ha richiesto» Il ministro Mariastella Gelmini assicura all'assessore all'Istruzione in Loggia Andrea Arcai la «necessità di garantire il tempo pieno a tutte le famiglie bresciane che ne hanno fatto richiesta»

Museo camuno, oggi è il grande giorno ( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il programma prevede anche la presenza (probabile) del ministro Maria Stella Gelmini. Il cartellone della mattinata di sabato è nutrito, e al tradizionale taglio del nastro, fissato per le 10.30 e preceduto dal saluto del sindaco Edoardo Mensi, saranno presenti Massimo Zanello, assessore regionale alla Cultura; il presidente della Provincia Alberto Cavalli;

lite ministri-tremonti, lo stop di silvio "i miliardi del fondo li gestisco io" - claudio tito ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
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Abstract: Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18 miliardi del Fas (il fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare alle infrastrutture e che in primo momento erano stati assegnati "pro quota" ai vari dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di «centralizzare» a Palazzo Chigi ad eccezione delle Infrastrutture,

"dimenticati da preside e scuola" - sarah martinenghi ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini «è una persona sensibile e umana che ci ha ricevuto più volte. L´idea che quel liceo sia intitolato alla memoria di nostro figlio non ci dispiace perché almeno gli studenti anche fra molti anni si chiederanno chi fosse Vito: un ragazzo come loro che è morto studiando».

Parolacce e gestacci all'arbitro: fermo sei turni ( da "Arena, L'" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: marzo per Gelmini (Olimpica Dossobuono), Ferrari (Scaligera 2003) e Baietta (Alpo Adige) e sino all'11 marzo per Crisci (Bnc Noi) e Allocca (S.Stefano Zimella). Giocatori: squalifica per sei giornate, una delle quali scontata: Riccardo Ismail (Jovanese), «espulso per offese all'arbitro, teneva comportamento aggressivo nei confronti dello stesso e gli rivolgeva un gesto oltraggioso»

Scuola, vince il tempo pieno ( da "Provincia Pavese, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tempo pieno quindi, non le 24 o le 27 proposte dal ministro Gelmini. Possobilità indacate solo da una decina di genitori in totale. Ora bisogna aspettare le indicazioni sugli organici dal Ministero. La speranza delle scuole è che si riesca ad accogliere le richieste delle famiglie. Una speranza, ma non una certezza.

L'Ipsia va su Rai3 ( da "Provincia Pavese, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: allo stand della scuola diretta da Giovanni Zerbi farà visita in mattinata il ministro alla pubblica istruzione Maristella Gelmini; dalle ore 14,50 le telecamere della trasmissione «Ambiente Italia» manderanno in diretta su Rai3 le immagini delle macchine «ad energia rinnovabile» esposte dall'Ipsia alla fiera genovese.

precari, la proposta del pd "la regione li sostenga" ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: I timori per i tagli del decreto Gelmini, che in Sicilia porterà alla polverizzazione di 6.400 posti di lavoro, sono stati ieri al centro della tavola rotonda organizzata dal Pd con Cgil, Cisl e Uil, i dirigenti scolastici, i precari della scuola, le associazioni di genitori.

tempo prolungato a scuola mozione votata all'unanimità ( da "Mattino di Padova, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: messo in forse dalla riforma Gelmini. Su richiesta del consigliere Sara Spartà, la minoranza di centrosinistra ha ottenuto di inserire alcune modifiche al testo in votazione, uguale a quello già votato da numerosi altri Comuni della provincia di Padova: in apertura è stato aggiunto un richiamo all'articolo 34 della Costituzione, che garantisce il diritto all'

il piccone e la carota - maurizio bono ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: alla lunga i responsabili a titolo diverso dell´istruzione in Lombardia (il ministro Tremonti che taglia, il ministro Gelmini che "riforma" a suon di maestri unici, il governatore Formigoni che finanzia le famiglie, a patto che scelgano il sistema educativo privato) hanno inventato un nuovo significato del modo di dire. SEGUE A PAGINA IX

boom di iscritti alle scuole private ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 18 corteo di protesta Boom di iscritti alle scuole private Effetto Gelmini: più 15% alle elementari, più 10% alle medie Più 15% alle elementari, più 10% alle medie. è un boom degli iscritti quello che si prospetta per le scuole private. Il caos sulla riforma Gelmini è la causa della migrazione dalle scuole statali (dove l´incremento è di poco superiore all´1%): tagli dei docenti,

scuole private, boom di iscritti "la riforma gelmini fa paura" - franco vanni ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
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Abstract: anche negli asili l´effetto psicologico spinge i genitori verso le private: più 10% di iscritti all´anno prossimo. Il dato è della Fism, l´associazione delle scuole materne cattoliche. Per il presidente Martino Massoli «non bisogna dimenticare che se le famiglie scelgono noi è anche perché offriamo un ottimo servizio».

"poche sezioni e tante risorse ecco perché scelgo la paritaria" ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Comunque, anche senza il buono scuola, avrei preso la stessa decisione». Scegliendo una piccola scuola privata, Luca non rischia di perdere di vista i suoi compagni? «è vero che solo un altro ragazzino della sua scuola andrà con lui alle Orsoline, ma lì imparerà a fare nuove amicizie, si deve abituare.

Il piano degli interventi su tutto il territorio ( da "Cittadino, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini». La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal Codacons. Sono invece 200 i milioni che andranno al fondo per l'edilizia carceraria: per il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati, si tratta di «un segnale importantissimo che dimostra la concreta volontà del governo Berlusconi di porre rimedio all'

la mannaia della legge gelmini: spariranno centinaia di docenti ( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pisa La mannaia della legge Gelmini: spariranno centinaia di docenti PISA. Gli effetti della legge Gelmini e i risparmi sulla scuola voluti dal governo si sentiranno presto. Secondo la Flc-Cgil provinciale, l'applicazione dei regolamenti attuattivi della legge Gelmini porterà ad un taglio - nella sola provincia di Pisa - di 280 collaboratori scolastici,

in piazza il 20 marzo per il tempo pieno simulazione degli organici a 27 ore ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ieri si sono riuniti in assemblea che inonderanno piazza Maggiore con le migliaia di richieste delle famiglie a favore di una scuola pre-Gelmini. "Il divieto di manifestare al sabato è inaccettabile", hanno fatto notare alcuni genitori. "Questo calcolo dell´organico per le classi prime stravolge tutto", protestano le maestre. La battaglia sugli organici è appena cominciata. (il.

metà alunni iscritti al tempo pieno - tiziana gori ( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ripristinate dalla riforma Gelmini. Nessuna richiesta nel secondo circolo, e si contano sulle dita di una mano quelle inoltrate nel primo. Una situazione del genere non può che destare preoccupazione. «Diciamo che siamo in ansia», commenta con un mezzo sorriso Marco Melani, dirigente scolastico del primo circolo, che comprende le materne di Santonuovo,

"libertà è partecipazione" show ispirato a giorgio gaber ( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)
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Abstract: Giorgio Gaber A pochi giorni dalla decisione del ministro dell´Istruzione Gelmini di inserire le liriche di Giorgio Gaber nel programma delle scuole italiane, arriva in Puglia un lavoro a lui ispirato. "Libertà è partecipazione" è una performance nata dai monologhi e dalle canzoni del "Signor G", in scena domani alle 21 nel Teatroscalo di Modugno (annullato lo spettacolo odierno).

l'ultima scaramuccia al rettorato ( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)
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Abstract: la cura dimagrante imposta dal ministro Gelmini ha monopolizzato gran parte dell'inizio dell'anno accademico, con studenti e forze dell'ordine che, prima di ieri, si sono fronteggiati più volte. Ecco alcuni degli episodi più significativi. 17 ottobre 2008. Seicento studenti occupano i binari della stazione ferroviaria di Pisa, causando ritardi per i treni e disagi ai viaggiatori.

Sì alle grandi opere Un miliardo in più per scuole e carceri ( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini. La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal Codacons. I restanti 200 milioni andranno al fondo per l'edilizia carceraria. l'opposizione: raccontano favole Ma sulle opere arrivano le critiche dell'opposizione. In primo luogo sul Ponte sullo Stretto, «progetto strategico per l'intero Mezzogiorno»,

Berlusconi: crisi dura, non tragica ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
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Abstract: Mariastella Gelmini e a Sandro Bondi. Queste risorse risultavano inutilizzate dopo l'aggiornamento del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) a 45 miliardi: dei 18 miliardi di competenza nazionale disponibili, 4 sono stati indirizzati al Fondo nazionale per l'occupazione (ammortizzatori) e 5 alle infrastrutture.

Accentrati i fondi e Scajola se ne va ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a quanto appreso, dei ministri Prestigiacomo ( Ambiente), Gelmini (Istruzione, università e ricerca), Bondi (Beni e attività culturali). La mediazione finale di Berlusconi si è risolta in un Fondo unico presso Palazzo Chigi che accorpa risorse di cinque ministeri (se si include anche la Giustizia per le carceri).

Matteoli fa il pieno: 10,8 miliardi veri alle grandi opere ( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)
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Abstract: Gelmini). Berlusconi ha assunto a sé i 9 miliardi del Fas che restano da distribuire, mettendoli sotto il titolo di interventi anti- crisi per le imprese e l'economia reale. La lotteria del Fas avrà dunque una seconda puntata, più avanti. I ministri definanziati - a partire dal ministro dello Sviluppo economico - potranno rientrare da questa finestra.

Dieci in condotta alla classe anti-Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in piazza contro il ministro Dieci in condotta alla classe anti-Gelmini VERONA — Una classe da 10 in condotta. Mentre nei licei e istituti italiani vengono assegnati 5 come fossero caramelle (nel secondo quadrimestre il 5 comporta la bocciatura), Verona va controcorrente. Il record spetta al liceo classico Maffei, che conta addirittura una classe intera di ragazzi modello.

O RARIO RIDOTTO alle elementari bocciato anche in città... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Tra le novità introdotte dalla riforma Gelmini, c'era anche infatti il ritorno a 24 ore settimanali, che però nessuna famiglia vuole. Lo confermano i dati che arrivano dalle scuole. Al circolo didattico di Montecatini tra le 140 richieste compilate dalle famiglie per le opzioni sull'orario, nessuno ha barrato la croce sulle «24 ore».

Pasti e bus gratuiti E il Comune salva la prima elementare ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alla data del 28 febbraio le iscrizioni al primo anno erano solamente dieci, e stando alla legge Gelmini una prima con così pochi alunni non può essere formata. Il discorso, sempre per la medesima normativa, si ampliava all'intero plesso scolastico della frazione di Vedelago, che con le sole classi dalla seconda alla quinta non poteva rimanere aperto.

<Santa Gelmini del Taglio>: sfilano i no alla riforma ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: REDAZIONALE Il corteo Cinquecento ieri in piazza «Santa Gelmini del Taglio»: sfilano i no alla riforma TREVISO — Mondo scuola in piazza per sfidare la «Santa Gelmini del Taglio». Era una caricatura del ministro dell'Istruzione la grande figura ritagliata messa a capo del corteo che ieri pomeriggio ha «invaso» il centro storico di Treviso.

Elementari, fuga verso le scuole private ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: emergono nuovi effetti della riforma Gelmini. Il tutto in attesa di capire la questione degli organici, per i quali si parla di 300 posti di lavoro tra insegnanti, bidelli e personale di segreteria, a rischio. Le famiglie dei nuovi iscritti hanno richiesto in massa il tempo pieno di 40 ore o a 30 con i rientri e snobbato le 24 ore.

Dieci in condotta alla classe che scioperò contro la Gelmini ( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dieci in condotta alla classe che scioperò contro la Gelmini La II F del Maffei: «La riforma non ci piace» Il preside: «Merito anche del rapporto che hanno saputo costruire gli insegnanti con gli studenti» VERONA — Una classe da 10 in condotta. Mentre nei licei e istituti italiani vengono assegnati 5 come fossero caramelle (nel secondo quadrimestre il 5 comporta la bocciatura)

ROMA - Berlusconi rivendica di aver svolto, per il sostegno all'economia afflitta dal c... ( da "Messaggero, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini e Bondi). Malgrado la mediazione di Berlusconi nell'attribuire la gestione a palazzo Chigi, Scajola per protesta non ha partecipato al Consiglio dei ministri. Il titolare del Tesoro respinge sia le accuse di aver ritardato a comprendere lo tsunami finanziario («non è vero»), sia quelle relative a «una sottostima dell'

Berlusconi: la crisi c'è ma non è tragica ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in particolare i colleghi Scajola, Prestigiacomo, Gelmini e Bondi. Materia del contendere, le priorità nell'utilizzo delle risorse disponibili e l'attribuzione delle decisioni di spesa ai singoli ministeri. Il ministro dell'Economia si è opposto all'ipotesi di attribuzione diretta dei fondi ai diversi ministeri.

Altri banchetti contro la Gelmini ( da "Nuova Ferrara, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Altri banchetti contro la Gelmini Con il primo sabato di primavera tornano i banchetti del Coordinamento per l'Istruzione Pubblica Ferrarese: oggi alle 16, sotto il Volto del Cavallo (piazza Municipale) insegnanti, genitori e studenti riprenderanno le iniziative di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza «sulle problematiche della nuova scuola a firma Ministro Gelmini»

Tempo pieno A Milano boom di richieste ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini». Replica il direttore scolastico Regionale, Annamaria Dominici: «Non è fallita nessuna riforma: il tempo scuola prescelto dalle famiglie sarà garantito. E si va avanti con il maestro prevalente». Prime proiezioni sulla scuola del prossimo anno: secondo la direzione scolastica regionale la maggiore richiesta di 40 ore arriva da Milano (

Scajola, lite sui fondi E Palazzo Chigi accentra le risorse ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini (Istruzione), Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) erano critici, ma poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle rassicurazioni di Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo.

Crollo a scuola, la madre di Vito: dimenticati ( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Ringraziano il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: «è una persona sensibile». Ma puntano il dito contro i docenti della scuola dove loro figlio ha trovato la morte: «Da quando è successa la tragedia non abbiamo mai più sentito nessun professore, né tanto meno la preside, quella donna è senza cuore».

Pdl, gli azzurri in fermento per il congresso dei seimila ( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: oltre che di Angelino Alfano e Mariastella Gelmini. Frenetico è anche il confronto sui candidati del Pdl per le amministrative. Irrisolto il nodo Firenze. Da un lato, il deputato Gabriele Toccafondi ha confermato di aver avuto un incontro con il premier, dall'altro l'ex portiere del Milan, Giovanni Galli, è atteso oggi a Milano, dove non si esclude un contatto con Berlusconi.

Gelmini: <Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi> Ma la madre accusa: dimenticati dai prof ( da "Giorno, Il (Milano)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: 19 Gelmini: «Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi» Ma la madre accusa: dimenticati dai prof TRAGEDIA QUATTRO MESI FA IL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO ALLA DARWIN DI RIVOLI TORINO A quasi quattro mesi dalla tragedia, Fortunato Scafidi e Cinzia Caggiano, genitori di Vito, 17 anni, ucciso nel crollo del controsoffitto del liceo Darwin'

il motore del friuli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Timidi rimedi romani: la legge Gelmini, ultimamente approvata, stabilisce che il 7 per cento del finanziamento ordinario vada alle università meritevoli per didattica e ricerca. Poco o niente: tanto più che il 93 per cento rimanente andrà distribuito secondo il vecchio superato sistema.

Scuola: è una riforma devastante ( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi Il primo cittadino di Montebuono, Dario Santori, preoccupato che il comune possa perdere tutti i plessi «Scuola: è una riforma devastante» Si moltiplicano le proteste dei sindaci della Sabina contro il decreto Gelmini

Giulio Casale porta in scena Giorgio Gaber ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro della Pubblica Istruzione Marisa Stella Gelmini, dà il via libera alla possibilità di studiare le opere di Gaber nelle scuole, a Cagliari il Crogiuolo dell'infaticabile Mario Faticoni prosegue lungo la strada degli appuntamenti dedicati al grande "cantattore" inseriti nel Progetto Gaber, aperti con la mostra allestita all'Exmà inaugurata il 12 febbraio col patrocinio dell'

C'E' MARETTA tra i sindacati all'interno dell'Istituto tecnic... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: contemporaneamente ad una campagna contro la riforma Gelmini sulla scuola italiana a base appunto di manifesti, volantini, circolari e altro materiale che essa distribuisce e affigge dentro e fuori gli istituti scolastici. «Ma il contratto è valido, è stato sottoscritto dai sindacati più rappresentativi, è già applicato e il personale ha già ottenuto gli aumenti salariali previsti,

Il tesoretto finisce nei forzieri di Silvio E Scajola insorge ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini, che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In consiglio dei ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto buon gioco a far passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste risorse in mille rivoli non ha alcun senso.

Questa volta mi avete fatto bere la cicuta . Non sarà l'unico a sorbirsi l'amaro... ( da "Stampa, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini, che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In consiglio dei ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto buon gioco a far passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste risorse in mille rivoli non ha alcun senso.

di CRISTINA DEGLIESPOSTI A SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È quest... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: mandare il proprio figlio a scuola con il modello Gelmini introdotto quest'anno dal ministro e che prevede la frequenza di sole 24 ore settimanali. A garantirsi le preferenze dei genitori è ancora una volta il tempo pieno di 40 ore settimanali: a Castel San Pietro e Poggio le richieste sono state 72 su 128 domande pervenute (pari al 56%), mentre a Osteria Grande la quasi totalità,

Gruzzoli, i ministri litigano ( da "Riformista, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Angelino Alfano e la responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini pensavano di poter contare su quei fondi. All'interno degli stanziamenti varati dal Cipe ieri, 17,8 miliardi, sono state soddisfatte soltanto le richieste di Gelmini e Alfano, che hanno ottenuto rispettivamente un miliardo per l'edilizia scolastica e 200 milioni per quella carceraria.

Bisogna andare a Brescia per capire che farà la Lega ( da "Riformista, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: vicino a Mariastella Gelmini. «Ho la convinzione che troveremo concordia sul suo nome - ammetteva Podestà - vi saranno eventualmente altre compensazioni in altri ambiti». Ambiti economici. Non a caso mercoledì, si è scomodato persino Giancarlo Giorgetti, mente economica del Senatur, sostenendo la possibilità per la Lega di correre da sola.

Lite ministri-Tremonti, stop di Silvio "I miliardi del fondo li gestisco io" ( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18 miliardi del Fas (il fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare alle infrastrutture e che in primo momento erano stati assegnati "pro quota" ai vari dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di "centralizzare" a Palazzo Chigi ad eccezione delle Infrastrutture,

Chi le ha viste le girls del Cavaliere? ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Forse si salva la Gelmini, pur con mille contestazioni, ma la cerchia rosa del centrodestra non ha nulla da rimproverare a quella di centrosinistra. Eppure di temi - femminili e non solo - sui quali alzare la voce sia dalla maggioranza che dall'opposizione ce ne sarebbero.

8 marzo, Napolitano: la violenza sulle donne la vergogna più pesante ( da "Rai News 24" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica".

Gelmini: modo nuovo e divertente di affrontare le materie tradizionali ( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: POLITICA 07-03-2009 il ministro dell'Istruzione Gelmini: modo nuovo e divertente di affrontare le materie tradizionali Ministro Mariastella Gelmini, con questo progetto sperimentale possiamo pensare a un "maestro unico" che da qui in poi tratti la materia calcistica a supporto delle altre discipline scolastiche?

Abete: partendo dalla passione sportiva si offrono esempi e punti di riferimento ( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Desidero intanto esprimere un sentito ringraziamento al ministro Gelmini e ai suoi collaboratori: solo attraverso la condivisione del lavoro e degli obiettivi è stato possibile far partire l'intero progetto. ( M. Cas.) «L'esperienza sarà via via allargata all'intera Italia secondo uno sviluppo che ci verrà suggerito dai docenti» Giancarlo Abete

Ministri in campo alle Europee, spuntano i nomi di Alfano e Gelmini ( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: CRONACA 07-03-2009 Ministri in campo alle Europee, spuntano i nomi di Alfano e Gelmini ROMA. «L'ipotesi di far candidare i ministri alle prossime elezioni europee è qualcosa di cui non sono al corrente. E poi è ancora da affrontare tutto il piano delle candidature, cominciamo mercoledì della settimana prossima ad interessarcene».

Torino aveva i 'ganci fragili' il soffitto dell'aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare istituto a studente morto ( da "Avvenire" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare istituto a studente morto TORINO. Fragilità del sistema dei ganci che assicuravano la controsoffittatura. Questo, in sintesi, il risultato della perizia sull'incidente al liceo Darwin di Rivoli, prima cintura di Torino, dove lo scorso 22 novembre il crollo della controsoffittatura di un'aula ha causato la morte di Vito Scafidi,

Napolitano: "Stupro infame" ( da "Stampaweb, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: perchè rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica».

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ANTONIO TROISE MA LA POSTA IN GIOCO, QUESTA VOLTA, ERA DAVVERO TROPPO... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che ha causato la forte irritazione di molti ministri con il «portafoglio», da Scajola alla Gelmini, ma che neanche il grande mediatore, Gianni Letta, è riuscito a fermare. Tremonti ha portato dalla sua parte il cavaliere e, alla fine, il blitz è riuscito. Infine, i fondi del Fas, la grande cassaforte di risorse per le aree svantaggiate.

La prima media è salva, trovati 18 alunni ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: fino al numero minimo stabilito dal decreto Gelmini di 18 alunni. Oltre al rientro di un bambino iscritto alle elementari di Conselve ma residente a Terrassa, quattro famiglie da Conselve, una da Arre e una da Cartura hanno raccolto l'appello lanciato dal sindaco, Franco De Marchi, di iscrivere alle medie di questo paese i propri figli.

Un pianoper la sicurezzadelle scuole ( da "Sicilia, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: che sono rimasti senza lavoro a causa dei tagli imposti dal decreto Gelmini». Sono queste le proposte fatte dal Partito Democratico, e illustrate ieri dal capogruppo all'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, durante un incontro avuto con il personale scolastico docente e non docente, con i precari, nonché i rappresentanti sindacali e del coordinamento dei genitori,

<Università e ricercanon più solo promessema investimenti veri> ( da "Sicilia, La" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ministro Gelmini che aveva difeso i suoi interventi tesi a «eliminare gli sprechi» e le spese accumulate a causa di gestioni universitarie «poco efficienti». «E' inutile ripetercelo, siamo in una situazione difficile, come tutti sanno. Non voglio entrare nel merito di discorsi un po' più complicati però mentre sono profondamente convinto del fatto che occorre destinare attenzione,

8 marzo, il Comune di Modena regala alle donne il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani ( da "Sestopotere.com" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alitalia al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini; per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di Deserto dei Tartari, non trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte a cambiare religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi aprire il terzo occhio,

8 marzo, Napolitano: lo stupro un'infamia, non contano le nazionalità ( da "Rai News 24" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica".

La cocaina? "Una droga leggera: ci fa divertire" ( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini è stata varata l'iniziativa di un nuovo portale internet informativo sui danni reali della droga. «L'indagine dimostra come su questo fronte c'è davvero molto da fare», conclude Giovanardi. Unica nota positiva. «La maggior parte dei ragazzi consiglierebbe ad amici in difficoltà per l'uso di sostanze stupefacenti di rivolgersi ai Sert.

Dal PD la sfida alla Gelimini perchè mantenga gli impegni ( da "Varesenews" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: tentare di capire cosa sarà della Riforma Gelmini, delle trenta ore nelle primarie, dell'abolizione delle compresenze, del modello futuro di scuola in un periodo di vacche magre. A testimoniare i problemi di oggi e le difficoltà di domani c'erano il direttore della paritaria Manfredini Giulio Cova, quello dell'istituto di Malnate, nonchè presidente dell'associazione ASVA Lucio Valli,

Inaugurato l'833esimo Anno Accademico dell'Università di Modena e Reggio , intervento Rettore Aldo Tomasi ( da "Sestopotere.com" del 07-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il Ministro Gelmini ha dichiarato: “finanziamenti a fronte di riforme”. L?Università di Modena e Reggio Emilia è pronta a scoprire le carte sul piano della riforma, ma vuole anche vedere le carte del Governo sui finanziamenti. In un momento di recessione acuta come questo, occorre scommettere sul proprio futuro,


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La longa manus del governo sugli enti di ricerca (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

La longa manus del governo sugli enti di ricerca LUCIANO MODICA Nella vita breve e difficile dell?ultimo governo Prodi spiccava il successo dell?approvazione nel settembre 2007 della legge delega sugli enti pubblici nazionali di ricerca. La saldezza della maggioranza e l?apertura a contributi migliorativi importanti dell?opposizione permisero infatti di introdurre per la prima volta nella nostra legislazione e con un largo consenso parlamentare l?autonomia statutaria del Cnr e degli altri enti di ricerca in attuazione della Costituzione e della Carta europea dei ricercatori. Diciott?anni dopo l?autonomia universitaria anche gli enti di ricerca venivano così resi responsabili di poter determinare autonomamente i loro stessi statuti «al fine di salvaguardarne l?indipendenza e la libera attività di ricerca, volta all?avanzamento della conoscenza, ferma restando la responsabilità del governo nell?indicazione della missione e di specifici obiettivi di ricerca per ciascun ente». L?organizzazione della ricerca pubblica veniva affidata dallo stato ai suoi stessi ricercatori e non alla longa manus della politica. Caduto il governo Prodi, la delega è passata al governo Berlusconi. Il ministro Gelmini ha lasciato trascorrere inutilmente quasi un anno salvo ispirare o quantomeno lasciar correre un recente colpo di mano parlamentare. Il 26 febbraio nell?aula del senato con un emendamento del relatore ad un provvedimento di tutt?altra natura ? quindi sfuggendo al controllo di merito della commissione competente ? la delega è stata prorogata ma la legge profondamente snaturata. La prima stesura dei nuovi statuti autonomi era stata affidata ai consigli scientifici degli enti, quindi ad organi che sono espressione democratica dei ricercatori. Ora è stata invece affidata agli attuali consigli di amministrazione, quindi ad organi di nomina governativa. Il segnale è chiaro: nessuna fiducia ai ricercatori, il governo si riprende in mano gli enti di ricerca a dispetto dell?autonomia costituzionalmente garantita e delle buone pratiche europee. Una seconda modifica prevede che sugli statuti e sui regolamenti degli enti si esprimano ben tre ministri ma non le commissioni parlamentari competenti. L?attuale maggioranza era opposizione quando la legge fu approvata e fece fuoco e fiamme, giustamente, affinché fosse previsto il parere parlamentare su temi così delicati come gli statuti degli enti pubblici nazionali di ricerca. Ora se ne è evidentemente dimenticata. Purtroppo è l?ennesimo segnale di un governo che vorrebbe volentieri fare a meno del parlamento democratico e per il quale i provvedimenti bipartisan sui temi cruciali per il futuro del paese come la ricerca rimangono solo spot elettorali o furbizie mediatiche.

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Passare all'Open source, appello ai ministri (sezione: Scuola)

( da "EUROPA ON-LINE" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

B L O G G E R I A Passare all?Open source, appello ai ministri MARIO ADINOLFI Una lettera da Zeusnews Zeusnews, il blog collettivo di informazione sul mondo di internet, ha scritto una lettera ad alcuni ministri del governo Berlusconi per invitare l?esecutivo a passare al software open source, vera bandiera democratica dell?informatica. Si legge su Zeusnews: «Cari ministri della pubblica amministrazione e l?innovazione onorevole Renato Brunetta, della semplificazione normativa onorevole Roberto Calderoli, dell?economia e finanze onorevole Giulio Tremonti, dello sviluppo economico onorevole Claudio Scajola, dell?istruzione università e ricerca onorevole Mariastella Gelmini, e al capo del governo onorevole Silvio Berlusconi: per favore prendete in considerazione l?open source». I valori che lo definiscono E ancora: «Il software open source è già usato in molte aree con meravigliosi risultati e riducendo notevolmente i costi di gestione nelle infrastrutture con programmi come Apache, Tomcat, Php, MySql e altri; nello sviluppo con strumenti come Eclipse, Ruby on Rails; nella comunicazione e collaborazione grazie ad applicazioni libere come Open Office, Wordpress e Joomla. Il mondo dello sviluppo del software sta cambiando grazie all?open source, grazie anche ai valori che lo definiscono: apertura, sviluppo, cambiamento, progresso, libertà. Questi stessi valori sono indispensabili per far crescere e migliorare il nostro stato ». Altri hanno detto sì Altri governi hanno già detto sì all?utilizzo di software aperti: Russia, Brasile, Olanda e molti altri. Notizia di questi giorni è che anche il Regno Unito adotterà l?open source, e ecco quanto ha dichiarato il ministro britannico per il digital engagement Tom Watson: «L?open source è uno dei più significativi sviluppi culturali dell?ultimo ventennio, perché ha dimostrato come gli individui, lavorando assieme in internet, possano creare prodotti che rivaleggiano e a volte superano quelli delle grandi aziende». Aiutare le aziende Anche Scott Mc Nealy, presidente e cofondatore di Sun, è stato interpellato dall?amministrazione Obama per utilizzare maggiormente sistemi aperti nella pubblica amministrazione americana. Grazie a questo universo informatico aperto si possono abbassare i costi, non essere più dipendenti da un unico fornitore per un programma, aiutare le aziende italiane che si dedicano allo sviluppo di software a crescere, dare ai cittadini strumenti innovativi e chiari che semplifichino la nostra burocrazia. Tutto questo è il mondo open source e la potenzialità che esprime. www.marioadinolfi.ilcannocchiale.it

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La lotta alla mafia vince se si educano i giovani alla legalità (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

«La lotta alla mafia vince se si educano i giovani alla legalità» Attiva nella Fondazione intitolata al fratello terrà una conferenza domani all'Arcivescovile Presidente della Fondazione Giovanni e Francesca Falcone ed impegnata in un'intensa attività educativa nelle scuole italiane per progetti sulla legalità e contro la lotta alla mafia, Maria Falcone (sorella di Giovanni), sarà oggi e domani a Trento, invitata dal Club Inner Wheel Trento Castel (Trentinosolidale onlus). Stasera partecipa ad una «cena con relatore» al Grand Hotel Trento il cui ricavato verrà devoluto alla Croce Rossa italiana, mentre domani mattina, dalle ore 8.30, terrà una conferenza sul tema «Impegno e legalità: Falcone uomo e magistrato» al Collegio arcivescovile "Endrici" di Trento. La conferenza sarà ripresa interamente da una troupe di Format e sarà visibile in seguito anche sul portale della scuola trentina "Vivoscuola" consultabile in http://www.vivoscuola.it/ di Sandra Mattei Vive per tenere sempre alta l'attenzione contro la mafia, nel ricordo di suo fratello Giovanni, morto nella strage di Capaci del 23 maggio 1992. Maria Falcone è l'anima della Fondazione omonima, che promuove attività per lo sviluppo di una cultura antimafiosa. Le abbiamo chiesto di parlarci del suo impegno. Lei è spesso invitata nelle scuole, per parlare di suo fratello e della lotta alla mafia. Ora il ministro Gelmini vuole di introdurre nei programmi la materia "Cittadanza e Costituzione". Pensa sia un passo avanti nella legalità? Penso di sì e ho fatto già delle dichiarazioni in questo senso. Quando vado nelle scuole, infatti, non parlo agli studenti solo di Giovanni Falcone come magistrato, ma anche come uomo che credeva nei valori di giustizia e libertà e che aveva un alto senso dello Stato. Sarà anche il tema affrontato nella sua conferenza a Trento? Certo, parlerò di impegno nella lotta alla mafia, che deve partire da ognuno di noi, perché la mafia è un'organizzazione che influisce non solo sull'economia e la società civile, ma anche sulla mentalità della gente, che spesso accetta comportamenti mafiosi, per quieto vivere o per paura. Ecco, bisogna combattere queste dinamiche, con il dialogo e l'educazione. A proposito di cultura mafiosa, recentemente in un'intervista alla Repubblica la figlia di Totò Riina, Maria Concetta, ha dichiarato di sentirsi discriminata. Cosa ne pensa? Sono contraria a far ricadere sui figli le colpe dei padri, ma sono rimasta sconcertata nel leggere che nell'intervista non c'era nessun pentimento o ripensamento per quello che è stato suo padre, responsabile di decine di omicidi e stragi. Per altro anche i suoi due figli maschi stanno scontando pene per reati di mafia. Per fortuna ci sono stati negli ultimi anni anche episodi che vanno in direzione contraria, come un figlio che ha convinto il padre a pentirsi. La proposta di limitare le intercettazioni telefoniche potrà influenzare negativamente la lotta alla mafia? Per quanto ne so, le indagini sulla mafia non dovrebbero rientrare nel provvedimento, ma certo se solo limitassero nel tempo le intercettazioni, sarebbe grave. Proprio oggi (ieri, per chi legge) sul Giornale di Sicilia un signore sottoposto ad indagine, del quale si sono pubblicate delle intercettazioni, diceva "aspettiamo che facciano la legge, così potremo agire indisturbati". Del resto in tutti gli arresti eccellenti degli ultimi tempi, da Provenzano a Lo Piccolo, le intercettazioni sono state fondamentali. A che punto è la lotta alla criminalità organizzata, in particolare di mafia, 'ndranghetra e camorra. Si sono fatti passi avanti? Sì, in Sicilia da quando c'è stata la sollevazione popolare dopo le stragi che hanno colpito Falcone e Borsellino, sono stati fatti notevoli progressi. La mobilitazione nelle scuole è costante e sono tanti i giovani cha hanno aderito alle iniziative e ai comitati come "Addiopizzo" e "Libero Futuro" che servono a sostenere e diffondere negli imprenditori la lotta al pizzo. Anche il presidente della Confindustria ha posto l'aut aut ai suoi iscritti che non si ribellino al racket. Ma sono i giovani ad essere i primi destinatari di queste battaglie, perché non cadano nell'indifferenza e, soprattutto, nell'omertà. E, soprattutto perché abbiano un futuro con prospettive più certe per quanto riguarda il lavoro. Quanto è alto il rischio che la mafia possa estendersi in zone come il Nord Italia? Ma non è un rischio, questo fenomeno c'è già. E' chiaro che Cosa Nostra punta alle regioni più ricche per riciclare denaro sporco. Ma c'è il vezzo, nel Nord, di pensare che la mafia sia un problema nostro e basta. Siete allo stesso punto d'indifferenza in cui era la Sicilia di vent'anni fa. Cosa ne pensa dell'esclusione di «Gomorra» dagli Oscar? Mi è dispiaciuto, anche se il libro ha avuto un successo internazionale. Penso che i criteri di assegnazione degli Oscar siano lontano dalla nostra cultura. Ha vinto The Millionaire perché con un budget molto basso, ha incassato tanto. La magistratura ha gli strumenti necessari per battere la mafia? Penso che il progetto di riforma per la separazione delle carriere non giovi all'efficienza della magistratura: il problema è superare la lentezza dei processi e garantire la certezza della pena.

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Il 5 in condotta? Utile solo in casi gravissimi (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA Pagina 15 SCUOLA. Antonio Pettinato, dirigente dell'istituto «Cangrande», intervistato a «Italia allo specchio» su Raidue «Il 5 in condotta? Utile solo in casi gravissimi» Il preside: «Meglio adottare provvedimenti preventivi. Ma è anche necessario che i docenti abbiano sempre autorevolezza con i ragazzi» Il cinque in condotta continua a far discutere. Anche in televisione, come è accaduto ieri pomeriggio nel corso della trasmissione «Italia allo specchio» su Rai2, condotta da Francesca Sanette, che ha sviluppato due temi, quello delle ronde e quello del cinque in condotta, vale a dire il passaporto per la bocciatura se confermato nel secondo quadrimestre, come prevede la normativa Gelmini. Tra i protagonisti del secondo dibattito è stato chiamato un veronese, il preside dell'istituto tecnico «Cangrande» Antonio Pettinato, inquadrato nel gruppo dei «pro cinque in condotta». Il dirigente scolastico ha precisato che «pur essendo d'accordo sull'insufficienza in condotta, è giusto sottolienare che questo provvedimento in sè non è un'imposizione ma una possibilità che i docenti possono utilizzare in casi di comportamenti gravi. Le finalità educative della sanzione restano come c'erano in precedenza: così viene aggiunta questa possibilità per i casi eccezionali». La conduttrice della trasmissione ha chiesto al professor Pettinato se nella sua scuola sia stato adottato questo provvedimento:« No, da noi nessun cinque in condotta, poichè abbiamo preferito utilizzare un approccio di tipo preventivo per gli studenti che hanno comportamenti da correggere. Preferiamo risolvere i problemi in itinere», ha risposto il dirigente, precisando invece che sono stati adottati per due ragazzi dei provvedimenti di sospensione di 15 giorni. «Uno dei due studenti ha preferito ritirarsi dalla scuola e l'altro è tornato intenzionato a comportarsi meglio». Nel dibattito sulle posizioni pro e contro il cinque in condotta, che ha visto intrecciarsi i pareri di direttori di testate, di personaggi dello spettacolo, di rappresentanti di associazioni di genitori e di studenti (tra cui un liceale milanese, con tutte le materie più che sufficienti, sanzionato nel primo quadrimestre con il cinque in condotta per aver collezionato sette ritardi nell'arrivo a scuola), il confronto si è spostato sulle responsabilità della famiglia nel comportamento dei figli a scuola, in particolare dopo la messa in onda di un filmato che mostrava una serie di situazioni estreme a scuola (filmate con i telefonini dagli stessi studenti), con ragazzi che aggredivano verbalmente una docente, insultadola, ad altri che distruggevano i banchi, da quelli che picchiavano i coetanei, per arrivare allo studente che correva nel corridoio della scuola in sella al suo scooter Qualcuno ha detto che il cinque in condotta, a questo punto, forse andrebbe dato ai genitori più che ai figli. Ma su questo punto il professor Pettinato non si è dimostrato d'accordo, anzi. «Non parlerei di insufficienza da dare alle istituzioni o alle famiglie. Qui il problema è quello dell'autorevolezza. Un docente, tra le sue qualità, non può fare a meno di avere questa dote. Ritengo che al momento di effettuare una selezione dei docenti, una scuola dovrebbe poterlo fare secondo criteri psicoattitudinali. I ragazzi sanno cogliere perfettamente i punti deboli del docente, capiscono subito con chi hanno a che fare e studiano le reazioni di chi hanno davanti». Ma è anche vero, è stato detto, che i docenti non hanno mezzi adeguati per sanzionare i maleducati e i violenti. Ci riuscirà il cinque in condotta? Staremo a vedere.E.C.  

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Bentegodi, il podio stavolta è di tutti (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 SPORT Pagina 45 NUOTO. AL CIRCOLO UFFICIALI LA TRADIZIONALE PREMIAZIONE DI ATLETI, TECNICI E DIRIGENTI Bentegodi, il podio stavolta è di tutti Intanto a Riccione vanno in scena gli assoluti, prima selezione per i Mondiali di Roma Si è svolta al Circolo Ufficiali di Castelvecchio l'ormai tradizionale serata organizzata dalla sezione Nuoto della Fondazione Bentegodi per premiare tutti gli atleti, i tecnici e i dirigenti meritevoli. Erano presenti, oltre al presidente della Bentegodi Alberto Nuvolari e al direttore Stefano Bianchini, il consigliere regionale della Fin Alessandro Marani, i dirigenti del Comune Unità Sport Silva Polo e Sandro Vazzoler, Laura Cotrotzo, segretaria della Fondazione Bentegodi, Michele Valzier (amministrazione Fondazione Bentegodi) e il vice presidente del Coni di Verona, Sgalambro. L'assessore comunale allo sport Federico Sboarina ha portato i saluti e i ringraziamenti dell'Amministrazione per l'attività svolta. Erano presenti anche i due sponsor della sezione, Massimo Cielo per Zitto e Marco Nardelli Leonardi per Mnl,il cui apporto è fondamentale per il sostegno dell'attività. Ecco l'elenco dei premiati: Luca Residori, campione d'Italia 50 rana e nazionale assoluto agli Europei 2008 di Rjeka; Luca Pizzini, campione d'Italia 200 rana e nazionale cadetti alla Coppa Latina; Niccolò Maschi, campione italiano juniores 200 e 400 misti, terzo classificato agli Europei juniores 4x200 sl a Belgrado e finalista ai Mondiali juniores di Monterrey; Marta Dell'Adami, seconda ai campionati italiani cadetti 200 dorso e terza 100 dorso; Mirko Cristofori, finalista ai ampionati italiani juniores 1500 e 400 sl. E inoltre: Valentina Maschi, finalista ai campionati italiani ragazze 200 e 400 misti; Enrico Visconti, finalista ai campionati italiani ragazzi 100 sl; Ilaria Bonfante, finalista ai campionati italiani ragazze 200 e 400 misti; Angelica Armellini, finalista ai campionati italiani Juniores 200 e 400 misti; Lara Veneri, partecipante ai campionati italiani assoluti; Andrea Belluzzo, finalista ai campionati italiani juniores staffette; Marco Luperini, finalista ai campionati italiani juniores staffette; Giulia Tebaldi, finalista ai campionati italiani cadette staffette; Maddalena Zocca, finalista ai campionati italiani cadette staffette; Andrea Adami, Nicola Provolo, Riccardo Passigato, Niccolò Merlini, Davide Bonizzato, tutti partecipanti ai campionati italiani ragazzi; Sara Veneri per il campionato squadre di serie C; Tommaso Pedone, campione regionale esordienti A; Martina Battistella, vice campione regionale esordienti B; Enrico Corato, terzo al campionato regionale esordienti A; Miriam Ruzzenente, terzo al campionato regionale esordienti B; Simone Di Giacomo, terzo al campionato regionale esordienti B. Un ricordo anche per gli esordienti finalisti ai meeting e ai campionati regionali Luca Castegini, Luca Centurioni, Marco Corrà, Edoardo Esposito, Stella Gelmini, Giorgia Guglielmi, Pietro Margotti, Vittoria Mercati, Perla Piazza, Rebecca Ramazzo, Tommaso Rodella, Valeria Scinico, Andrea Stanghellini e Matteo Vicentini. Targhe speciali per Luisa Bovo e Silvia Pierantoni. Un ringraziamento particolare poi è andato ai genitori-dirigenti che sono sempre stati disponibili con varie mansioni nell'organizzazione delle varie attività: Veneri, Vesentini, Loriggiola, Dal Pozzo, Corato, Armellini, Mercati, Cristofori. Infine,applauditissimi, i tecnici che hanno seguito nella scorsa stagione i ragazzi della sezione: il coordinatore Marcello Rigamonti, Giulia Butturini, Irene Guerriero, Mirto Spada, Gianni Sterza, Luisa Bovo, Alice Gianesini. Nel frattempo, l'attività sta continuando frenetica e in questo fine settimana la Bentegodi parteciperà agli assoluti di Riccione con ben cinque atleti: scenderanno in vasca Luca Pizzini; Luca Residori, Niccolò Maschi, Marta Dell'Adami, Lara Veneri. Le gare sono valide come prima selezione per i mondiali di Roma della prossima estate.  

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Caro direttore, le chiedo gentilmente spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione dei ... (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

lettere pag. 53 Caro direttore, le chiedo gentilmente spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione dei Caro direttore, le chiedo gentilmente spazio per una breve riflessione dopo avere preso visione dei manifesti abusivi affissi davanti ad ogni facoltà dell'Università degli Studi di Brescia dai giovani di Alleanza Nazionale. Tale affissione, seppure in questa occasione a mio modo di vedere troppo poco rispettosa del decoro dell'Università in quanto molto copiosa, penso sia sintomatica di come oggi alcuni giovani "subiscano" la politica e gli accadimenti nazionali. Mi spiego meglio. I manifesti si rifacevano con alcuni slogan, seppur poco chiari, agli eventi che hanno caratterizzato le Università italiane negli ultimi mesi e che hanno visto una mobilitazione senza pari nella storia italiana di docenti, studenti e rettori. Le mobilitazioni in oltre sessanta università italiane, come riportato più volte dagli organi di stampa, hanno visto numerosi momenti di discussione, confronto e proposte. Nella nostra città è nato un comitato composto da oltre cinquecento persone che hanno promosso numerosi eventi d'informazione e sensibilizzazione pubblica; si sono susseguiti conferenze in ogni facoltà, lezioni in piazza, volantinaggi, documenti, conferenze stampa ed infine una notte bianca. Eventi che hanno visto una notevole partecipazione trasversale, sia politicamente che anagraficamente, di giovani ed adulti. In tutta questa rinascita culturale che aveva la pretesa di riportare l'Università al centro dell'attenzione dopo le scellerate scelte del governo, i giovani di Alleanza Nazionale (e mi permetto di dire dell'attuale centro-destra) si sono distinti con l'essere alquanto contraddittori. Una posizione poco chiara che li ha visti votare a favore di documenti che esprimevano contrarietà con le scelte del governo (per fortuna!) ma senza poi alcuna partecipazione attiva né informazione al riguardo. Dopo mesi di silenzio, tale componente politica di notte attua propaganda ideologica contro i baroni e millanta maggiori fondi per la ricerca. Basta prendere atto che oggi l'Università degli Studi di Brescia è in una crisi che la porterà necessariamente ad aumentare le tasse universitarie e tagliare i servizi (ammesso e non concesso che rimanga in vita). Senza citare poi gli assenti indiscussi, i giovani della Lega Nord, forse più impegnati a rattoppare scelte politiche contrarie al federalismo universitario che a battersi per i diritti degli studenti bresciani. Mi lasci constatare infine, seppur con un paio di rare eccezioni, che tali componenti politiche di centro-destra sono del tutto assenti da un paio di anni soprattutto in ogni discussione e confronto universitario. Mi chiedo quindi che senso abbia aderire ciecamente ad una propaganda puramente ideologica imposta dai livelli nazionali. Mi chiedo come alcuni giovani preferiscono saltuari slogan invece di momenti di confronto critici ma propostivi. Mi chiedo dove sia finita la vecchia Azione Universitaria pungolo critico delle scelte di destra; che forse ora si stia già preparando a diventare la giovanile del Partito delle Libertà e ad assecondare il leader, nonché presidente del Consiglio? Come giovane, prima che persona impegnata nella società civile, mi chiedo quindi che senso abbia oggi fare politica con paraocchi senza alcuna criticità e senza proposte. Ve lo chiedo dopo avere criticato senza alcun problema il vecchio ministro Mussi e maggiormente oggi il ministro Gelmini; saranno poi, attraverso le elezioni di maggio, gli studenti universitari a dire la loro. Francesco Esposto CONSIGLIERE NAZIONALE STUDENTI UNIVERSITARI

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Al Quirinale premiate quattro studentesse (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

GARGNANO. Per «Il coraggio delle donne» Al Quirinale premiate quattro studentesse di Bruno Festa Da Gargnano a Roma: dai banchi di scuola al Quirinale. Quattro ragazze della classe Terza A della Scuola Media Statale «G. Marconi» di Gargnano hanno risposto alle sollecitazioni della loro docente, Giovanna Ongaro ed hanno partecipato al concorso nazionale «Il coraggio delle donne» che intendeva promuovere la cultura della parità, valorizzando il lavoro delle donne e la loro partecipazione alla vita sociale, culturale, scientifica, produttiva e politica, in tutte le loro dimensioni. Le studentesse bresciano hanno vinto e questa mattina partiranno presto da Gargnano per raggiungere prima la stazione ferroviaria di Desenzano e di seguito Roma per ricevere il premio direttamente dalle mani di Giorgio Napolitano, Presidente della Repubblica. L'appuntamento è per domani al Quirinale, nel corso di una cerimonia che vedrà il gruppetto senz'altro emozionato e soddisfatto per l'irripetibile esperienza. Le quattro studentesse e la loro insegnante incontreranno in questa occasione un'altra donna gardesana, salita nel periodo più recente alla ribalta della politica italia, il ministro dell'istruzione Maria Stella Gelmini che dovrebbe presenziare alla premiazione. IL GRUPPO di studentesse che si sono cimentate nell'impresa comprendeva Elisa, Chiara, Giada, Emanuela, Donatella, Laura e Chiara: solo quattro di loro si recheranno nella capitale a ritirare l'ambito riconoscimento varcando il portone più prestigioso d'Italia che recentemente ha contingentato gli ingressi. L'impegno, coronato dal successo, vedrà la consegna del premio proprio in occasione della «Festa della Donna» e proprio attorno alla donna era focalizzato il lavoro. In campo una buona dose di creatività e di ingegno, che hanno portato alla elaborazione di un lavoro dal titolo «Il coraggio si chiama donna: l'8 marzo ricordato nel college di Harry Potter».

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ma dall'onda nessuna violenza - umberto curi (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Primo Piano Ma dall'Onda nessuna violenza UMBERTO CURI In un editoriale e in uno scambio di lettere pubblicati da questo giornale nei giorni scorsi, gli studenti dell'«Onda anomala» della Facoltà di Lettere sono stati ripetutamente definiti «fascisti». Non so su quali dati di fatto, né su quali fonti si appoggi una definizione così perentoria e infamante. Quello che so per conoscenza diretta, poiché da mesi lavoro quotidianamente a contatto con gli studenti della Facoltà di Lettere, è che quell'epiteto è totalmente gratuito e privo di ogni fondamento. Al contrario, da quando il movimento dell'«Onda» ha mosso i primi passi nel nostro Ateneo, contestando (per motivazioni sacrosante) i provvedimenti assunti dal funesto duetto Gelmini-Tremonti, i giovani della Facoltà in cui insegno hanno fornito una dimostrazione letteralmente esemplare di correttezza democratica, riuscendo a realizzare un vero piccolo miracolo: tenere aperta e viva per molte settimane la mobilitazione antigovernativa, senza macchiarsi nemmeno di un solo gesto di intolleranza o di violenza. Per un lungo periodo, la Facoltà di Lettere è stato un luogo nel quale si sono svolte discussioni, seminari di approfondimento delle questioni riguardanti la situazione universitaria, dibattiti con ospiti esterni, senza che vi fosse il benché minimo inciampo al normale svolgimento dell'attività didattica e di ricerca, e senza che si verificasse neppure un incidente. Si sono ascoltate, e rispettate, le voci più diverse, coinvolgendo buona parte dei docenti in un lavoro di crescita della consapevolezza politica, usando sempre metodi del tutto pacifici. Devo dire che, avendo attraversato ormai alcuni decenni di vita universitaria nell'Ateneo padovano, non mi ero mai trovato in presenza di un movimento capace di coniugare con tanto equilibrio e costanza l'opposizione a misure legislative devastanti col rifiuto di ogni forma di sopraffazione. Tutto ciò è accaduto anche quando piccole frange estremiste, facendo leva sulla condivisibile indignazione per l'indisponibilità del ministro a rivedere i provvedimenti annunciati, avrebbero voluto un inasprimento delle forme di lotta, risultando alla fine del tutto emarginate. Si può pensarla come si crede, a proposito del convegno con monsignor Fisichella. Ma prima di bollare come fascisti giovani capaci di manifestare le proprie legittime rivendicazioni in maniera limpidamente democratica, è meglio conoscere ciò di cui si parla. docente di Storia della Filosofia Facoltà di Lettere e Filosofia

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La giunta: pagheremo il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Contro i tagli del governo scende in campo l'amministrazione Moro. Le preiscrizioni rilevano: il 30 per cento dei nuovi alunni è straniero La giunta: pagheremo il tempo pieno L'assessore Mazzocco assicura risorse per doposcuola e servizi mensa PIEVE DI SOLIGO. La lettera aperta sul decreto Gelmini, inviata al ministro della pubblica istruzione, agli amministratori locali e a un migliaio di genitori del comprensorio da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel, rispettivamente presidente e componente del consiglio d'istituto di Pieve, ha prodotto i primi effetti. L'assessore ai servizi sociali e alla scuola, Silvia Mazzocco, ha subito garantito il pieno sostegno dell'amministrazione comunale all'istituto comprensivo di Pieve anche per il prossimo anno scolastico (il primo con la nuova legge), specie nel doposcuola e nei servizi mensa e trasporti. Alla luce dei prospettati tagli alle risorse a disposizione dei dirigenti scolastici, restano forti anche a Pieve e Refrontolo le perplessità dei genitori sulla futura organizzazione delle sei scuole (una dell'infanzia, quattro primarie e una secondaria di primo grado). Dubbi che emergono affrontando sia il tema del «tempo pieno», cioè la possibilità di scegliere la permanenza alla scuola primaria per 40 ore settimanali, sia il tema dell'integrazione scolastica dei bambini stranieri. E anche se il ministro Mariastella Gelmini ha assicurato nei giorni scorsi che le richieste di tempo pieno delle famiglie «saranno soddisfatte», la giunta Moro lunedì ha preferito mettere nero su bianco l'impegno in proposito della propria amministrazione. «Come da qualche anno a questa parte - anticipa l'assessore Mazzocco - anche per il prossimo anno scolastico abbiamo confermato la disponibilità a sostenere a livello organizzativo ed economico le attività pomeridiane. Non solo scaglionando i trasporti a seconda delle diverse uscite, ma organizzando direttamente il doposcuola per i giorni nei quali non sarà previsto il rientro. Adesso, sulla base delle preiscrizioni chiuse lo scorso 28 febbraio, si tratterà di valutare con la dirigenza scolastica le scelte fatte dalle famiglie». E se la questione tempo pieno e doposcuola sembra quantomeno destinata a una soluzione, cominciano a farsi strada tra i genitori le preoccupazioni legate alla questione stranieri, come peraltro accennato nella lettera aperta anche da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel. Secondo una prima proiezione, per l'anno scolastico 2009-2010 è prevista una presenza di alunni stranieri nelle scuole pievigine vicina al 30%. Per la scuola primaria del Contà, ad esempio, si profila l'inserimento di un centinaio di bimbi stranieri su un totale di 300 alunni. Un dato che cozza contro quello della scuola privata: alla primaria del collegio diocesano «Balbi Valier» risulta iscritto un solo bambino straniero su 213. (Glauco Zuan)

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Autonomia sotto tiro, la Svp informa Vienna (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Autonomia sotto tiro, la Svp informa Vienna Incontro col ministro degli Esteri austriaco. Calderoli: la specialità non si discute IL DIALOGO DIFFICILE MAURIZIO DALLAGO BOLZANO. «Dichiarazioni fuori luogo e aperte minacce da parte di esponenti del governo italiano». «Il clima politico con Roma è tutt'altro che costruttivo, ma cerchiamo comunque il dialogo». La prima frase è di Pichler Rolle. La seconda del presidente Durnwalder. Oggi, insieme a Thaler Ausserhofer e Brugger, i maggiorenti Svp si incontreranno con il ministro degli Esteri austriaco. Al centro del colloquio in quel di Innsbruck lo stato dei rapporti tra Stella alpina e Palazzo Chigi. «è bene che Vienna venga informata di quanto accade», sottolinea l'Obmann. Ma in casa del partito di raccolta c'è maretta. «Sono perplesso sul modo in cui si annuncia l'incontro», evidenzia l'onorevole Brugger. Intanto il ministro Roberto Calderoli incontra Leitner dei Freiheitlichen. «L'autonomia speciale dell'Alto Adige non è assolutamente in discussione, come invece la Svp vuol fare credere», ha spiegato il ministro per la Semplificazione normativa. Ed anche se non è stato trovato l'accordo, per le europee tra Lega Nord e Freiheitlichen sembra essere sbocciato l'amore. «Per il Carroccio siamo l'interlocutore diretto per le questioni altoatesine, questa l'assicurazione del ministro», così Leitner. Tornando alla Svp, occorre aggiungere che quello col ministro Michael Spindelegger è il primo di una serie di incontri di routine con l'esponente del governo austriaco. «Negli ultimi mesi ci sono state una serie di dichiarazioni inadeguate ed anche di aperte minacce da parte di esponenti del governo italiano. Ad esempio gli attacchi verbali del ministro Brunetta oppure la richiesta di una commissione d'inchiesta da parte del ministro Carfagna», afferma Pichler Rolle. «Senza dimenticare le minacce di "congelare" i finanziamenti alla Provincia di Bolzano da parte del ministro Calderoli, oppure la proposta dell'onorevole Holzmann di eliminare la clausola dei 4 anni di residenza per le elezioni», ancora l'Obmann. Quest'ultimo va giù duro. Più disposto al dialogo il presidente Durnwalder, anche se riconosce che il clima politico con Roma è tutt'altro che costruttivo. «Cerchiamo comunque il dialogo, perché mi sembra che nella capitale ci sia tanta ignoranza sull'autonomia altoatesina e sul suo ancoraggio internazionale», dice Luis Durnwalder. Per quest'ultimo gli ultimi incontri con il ministro Gelmini e con Gianni Letta hanno fatto balenare possibilità di intesa. «Siamo davanti allo stesso quadro politico vissuto col governo Berlusconi tra il 2001 ed il 2006. C'erano sempre attacchi, anche se in concreto non accadde nulla», dice Pichler Rolle, concludendo con un ramo d'ulivo rivolto a Roma: «La Svp è interessata a rasserenare il clima». Infine Elena Artioli, presente anche lei all'incontro romano con i Freiheitlichen. «Se oggi riceviamo un ritorno di 9/10 del gettito, in futuro alla nostra specialità potrebbe arrivare anche il 100 per cento, questo ha detto il ministro Calderoli», chiude la Artioli.

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fars nuovo segretario regionale (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Rifondazione comunista Fars nuovo segretario regionale PESCARA. Marco Fars è il nuovo segretario regionale di Rifondazione Comunista. Fars è stato eletto mercoledì sera nella riunione del comitato politico regionale, raccogliendo circa il 70% dei consensi dell'assemblea. Fars, 38 anni, perito industriale, ha studiato filosofia all'Università di Bologna, iscritto al Prc dal 1995 e per sette anni segretario della Federazione di Pescara, assume la guida del partito regionale raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini, chiamato a Roma ad altri incarichi. In Abruzzo Rifondazione comunista ha una struttura di 81 circoli e quasi tremila iscritti.

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Dal primo settembre in pensione 92 docenti (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Dal primo settembre in pensione 92 docenti L'ufficio scolastico: «Ma non tutti i posti che si liberano saranno sostituiti» PAVIA. Dal primo settembre saranno 92 i docenti in pensione per Pavia e Pavese, tra materne, elementari, medie e superiori. E' circa il 40% del totale dei pensionamenti di tutta la provincia. Tanti, il doppio rispetto allo scorso anno. Questa volta la motivazione in più è la paura: per la riforma Gelmini e per i possibili cambiamenti nel sistema pensionistico. L'Ufficio scolastico provinciale ha deciso di rendere pubblico, sul proprio sito internet (www.paviascuola.it) l'elenco dei pensionamenti, divisi per tipo di scuola, e con il dettaglio dei singoli istituti. «Abbiamo voluto dare tutte le informazioni che possono servire a chi sta preparando la domanda di trasferimento, per garantire la massima trasparenza - spiega Anna Angelici, dirigente dell'Ufficio scolastico - Ma le scuole potrebbero avere una contrazione dei posti, non lo sapremo finché non arriverà la direttiva sugli organici». Significa che se anche vanno in pensione, per esempio, dieci docenti all'Itis Cardano o una docente di latino e greco al Foscolo non è automatico che ci siano altrettanti posti disponibili. Una possibilità che i docenti che stanno pensando al trasferimento (le domande vanno presentate entro lunedì prossimo, ndr) devono tenere in considerazione, perché si resterà nell'incertezza ancora per un po'. Ci sarà da aspettare anche per il bando sulla mobilità dei posti da dirigente. A Pavia saranno da coprire le presidenze di Foscolo, Bordoni e Volta. Anche se i presidi hanno tempo fino al 31 maggio per presentare le domande di pensionamento. (m.br.)

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cgil: la provincia va verso il disastro (sezione: Scuola)

( da "Centro, Il" del 06-03-2009)

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Pagina 3 - Teramo Cgil: «La provincia va verso il disastro» Previsti 4mila licenziamenti entro tre mesi se non arriveranno aiuti ECONOMIA Appello per salvare 600 precari TERAMO. La crisi colpisce duro in provincia di Teramo, più che altrove. Giampaolo Di Odoardo, segretario della Cgil, fa una riflessione sulla crisi e sugli effetti a livello locale. «La nostra ricchezza viene dall'industria, siamo gli unici in Abruzzo a essere paragonabili al Veneto. Perciò siamo più esposti», chiarisce, «121 nostre aziende sono in crisi, e se ne stanno aggiungendo altre. Prevediamo che nei prossimi tre mesi ci siano 4mila licenziamenti». Da un dossier Cgil risulta che fra il primo e il secondo semestre 2008 le assunzioni a tempo indeterminato sono scese da 10mila a 8mila e quelle a tempo determinato da 23.971 a 14.808. Di converso, sono aumentati i licenziamenti. Il 2008 peraltro, rispetto al 2007, ha dati peggiori per le assunzioni e i licenziamenti. E se la cassa integrazione nel 2008 ancora non ha risentito della crisi - la vera esplosione c'è stata nel 2009 - il quadro è giudicato molto preoccupante dal sindacalista. «Finora hanno pagato soprattutto i precari, i lavoratori a tempo determinato, le donne e gli immigrati», osserva Di Odoardo. «Immigrati che, se perdono il posto, diventano clandestini», rimarca Marilena D'Annunzio, segretario organizzativo, «per questo abbiamo chiesto la sospensione di un anno della Bossi-Fini. Per i precari la situazione è drammatica: ne abbiamo in provincia 300 della pubblica amministrazione e e ne sommano altri 300 della scuola che i tagli della Gelmini espelleranno nell'anno scolastico 2009-2010». «Quando un ente pubblico è il primo a licenziare chi vi lavora da 7-8 anni», aggiunge Di Odoardo, «come possiamo dire alle aziende di tener duro ed evitare di licenziare?». «Teramo deve diventare un caso nazionale», incalza Di Odoardo, «la crisi sta allargando le fasce di povertà. Come si può vivere con 750 euro al mese di cassa integrazione? Questa provincia va verso il disastro, non si può dire che è solo una questione internazionale». Di Odoardo chiama in causa la Regione, sia perchè studi dei sostegni al mondo economico, sia per aiuti diretti al Teramano («che non vorrei venisse penalizzato per avere vari assessori nella giunta regionale). E propone: «Perchè non impiegare questo momento in cui la produzione è ferma per riqualificare il personale? Basta aggiungere 300 euro alla Cig e far frequentare dei corsi per rimodellare la forza lavoro sulle esigenze del dopo-crisi». Oggi alle 9,30 al Lago Verde di Sant'Omero un attivo dei quadri e delegati della Cgil rifletterà su "Crisi e accordo separato" insieme alla segretaria nazionale Cgil Susanna Camusso. (a.f.)

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grazie al dottor (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 17 - Altre Grazie al dottor Grazie al dottor Paolo Frasson Sono stato ricoverato per ben tre volte (2005-2007-2009) nel reparto di Chirurgia dell'ospedale S. Antonio di Padova (direttore Paolo Frasson) e sono stato sottoposto a tre impegnativi interventi chirurgici Asa 3. La scelta di questo reparto e soprattutto dei suoi chirurghi è stata dettata dalle mie conoscenze in campo medico maturate nel corso della mia professione universitaria e soprattutto per i consigli ricevuti da amici, che sono anche miei colleghi nelle facoltà mediche di Padova e di Milano. Per questi motivi ho ritenuto di non prendere in considerazione soluzioni straniere che potevano apparire allettanti (Parigi, Montecarlo, Sloan Kettering Memorial Cancer Center, Mayo Clinic). Anche se non sono medico, posso tranquillamente dire che, per quanto riguarda la mia salute, i risultati ottenuti in seguito agli interventi subiti sono stati eccezionali. Il reparto in cui sono stato ricoverato si distingue per l'ottima organizzazione, l'eccellente professionalità e la grandissima umanità. A conclusione di quanto sopra desidero esprimere il più vivo ringraziamento al dottor Frasson e al dottor Simmini che hanno saputo gestire questa difficile situazione. Accanto a loro esprimo altrettanto ringraziamento, sentito ed affettuoso a tutto il personale della Chirurgia, medici ed infermieri, nella speranza che gli amministratori della sanità padovana sappiano difendere ed apprezzare il lavoro di queste persone che rappresentano un riferimento importante ed un bene prezioso per tutti i cittadini. Antonio Del Pra Milano Gli esami medici fatti con cura Come già precedentemente vi scrissi poco tempo fa, per la mia malattia devo ripetere spesso gli esami; vorrei ringraziare tutta l'equipe prelievi del sangue di via San Massimo e la 1 Bis del Monoblocco per le loro onorevoli cure; aiutandoci in particolar modo, io e mia sorella, e quando ci sono malori di cui io sono soggetta. Un grazie particolare va al buon dottor Lucio Marchiori e alla dottoressa che fa gli esami di allergologia, la signora Bileri. Paola e Adriana Carraro Politica impotente e primarie Oggi più di ieri assistiamo all'impotenza della politica, quella fatta dagli uomini, in senso lato, per gli uomini, sostituita dalla politica del potere, gestita da un'oligarchia sapientemente camuffata di «democrazia». Gli esempi a sinistra si sprecano. A parole si fanno le primarie per scegliere il candidato migliore. Tutto fila liscio quando al candidato si contrappone il nulla, come tra Prodi e Bertinotti, evitando accuratamente la contrapposizione con i D'Alema, Veltroni, Rutelli... Tutto fila liscio anche quando veniva eletto Naccarato segretario regionale contro nessuno. Le primarie non vanno bene quando non è aria per il candidato imposto, perché si possono avere delle «brutte» sorprese per chi gestisce il gruppo di potere, proprio come è successo con il «rifondaiolo» comunista Vendola in Puglia. Allora si blocca tutto, come è successo a Padova per la Provincia e come è successo a livello nazionale dopo il «disastro» Veltroni a cui si è sostituito il «vicedisastro» Franceschini, come ha dichiarato Matteo Renzi, l'unico volto nuovo scelto, questo sì, con le primarie a Firenze, ma che dà subito delle «legnate» al nuovo segretario del Partito democratico. Nel centrodestra almeno siamo più coerenti: le primarie non le facciamo e basta! E' evidente che per chi gestisce il potere dentro un partito, in una coalizione, in una amministrazione o governo, vale l'antico ritornello della canzone di Donatello «Io mi fermo qui». Recentemente il comunista presidente del Venezuela Chavez, in carica da 10 anni, ha fatto modificare gli articoli della Costituzione che limitavano la rielezione alla presidenza e ad altre cariche politiche, per cui potrà candidarsi alla presidenza quante volte vorrà: ovviamente per il bene del Venezuela, ci mancherebbe altro! Mussolini era uso declinare molti slogan, del tipo: «meglio un giorno da leone che cento da pecora». Forse l'unico slogan che non doveva sfuggirgli, a lui come a tanti come lui, oggi con la maschera di democratici, era che «i cimiteri sono pieni di gente indispensabile». Ciò che unisce in modo trasversale i gruppi di potere di qualunque colore è l'interesse del proprio interesse, scambiato per l'interesse generale! Per fortuna noi del centrodestra almeno, in virtù della Responsabilità di chi nomina un candidato, rispondiamo in prima persona delle scelte giuste o sbagliate. E in questo ultimo caso abbiamo il coraggio di dimetterci, di assumerci le nostre responsabilità. Perché allora non ci sono dimissioni o ricambi della nostra classe dirigente? E' ovvio: quando, dove e soprattutto chi avrebbe mai sbagliato? Sempre rimanendo in «casa nostra», si fa un gran parlare del candidato sindaco di Padova. L'abbiamo ed è vincente, democraticamente nominato! Con un programma di grande respiro che riserverà delle sorprese! E per il momento non posso svelare altro! Nella Prima Repubblica con i partiti eravamo sull'orlo del bàratro, in questa Seconda Repubblica abbiamo fatto un grande passo avanti...Vale ancora ciò che diceva Andreotti: «Il potere logora chi non ce l'ha». E lui è uno che di potere se ne intende! Giampiero Avruscio consigliere Fi verso Pdl Comune di Padova La riforma Gelmini e la Bassa padovana L'applicazione della riforma Gelmini della scuola, mi fa tornare alla memoria, con tanta rabbia e fastidio, la vicenda dell'allora tanto deprecata Riforma Berlinguer della scuola (cicli scolastici, 1997), rivelatasi infausta per l'esito elettorale del centrosinistra di Monselice e le bordate di fischi dei cittadini inferociti che volevano salvare le scuole delle frazioni. All'epoca la destra di Conte ha marciato gagliarda sul dissenso provocato e ha costruito il proprio trionfo. Ora la destra propone esattamente quelle chiusure scolastiche: in maniera scientifica... più carina: la riforma Gelmini e il messaggio accattivante della riduzione virtuosa delle spese inutili e degli sprechi. La destra di Monselice si accoda... alla Gelmini e non fiata? No certamente e da fiato alla bocca dell'assessore Belluco che si inventa sensibilità e tempestività dell'amministrazione sul tema ma dimentica tutto il lavoro di protesta, di pungolo propositivo messo in atto dal centrosinistra: Francesco Miazzi e Carla Montelatici in primis. Non sarebbe virtuoso e terribilmente pacato organizzare una raccolta permanente di firme in piazza (mercati, sabato e domenica) e in sede (disponibile per tutti i sabato mattina) per chiedere le dimissione della virtuosa ministro Gelmini? La stessa opera miope e distruttiva si sta verificando sulla sanità, nella Bassa: con la scusa dello spendere meno (meno risorse, più virtù) si sta liquidando la sanità ospedaliera attuale e con il progetto dell'ospedale unico di Schiavonia (decentrato e con numero posti letto dimezzato) si sta deteriorando la struttura sanitaria territoriale. Lo slogan è lo stesso: meno sprechi, più virtù. I virtuosismi amministrativi (l'invocato federalismo, un toccasana della provvidenza; i nuovi centri del potere economico regionali e i relativi sprechi; i nuovi ospedali e la finanza creativa privata) stanno martoriando l'attesa di salute e il portafogli degli abitanti della Bassa. Gastone Zilio Monselice

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maria grazia bollettin non ha colpe tutto nasce dalla riforma gelmini (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 29 - Provincia «Maria Grazia Bollettin non ha colpe tutto nasce dalla riforma Gelmini» LA LETTERA «Niente gite senza Pof approvato» Io sono il genitore di un bimbo che frequenta la scuola media di Villafranca Padovana e vorrei fare qualche precisazione su questo sciopero che tanto clamore ha destato. La protesta è stata indetta in un giorno (4 marzo 2009) nel quale era previsto uno spettacolo teatrale di una troupe di attori appositamente chiamati dall'Inghilterra e che era ospitata a casa di alcuni genitori volenterosi. Badare bene che l'agitazione aveva come scopo protestare contro la mancanza di attività extrascolastiche (teatri, piscine, ecc.). Il Piano di offerta formativa (il famoso Pof) non è stato approvato dal Consiglio d'istituto per ben tre volte e questo probabilmente come contropartita alla mancata distribuzione a pioggia del Fondo incentivazione. Parole del presidente del Consiglio di istituto Maurizio Bozzolan «C'è una montagna di soldi». Mi sento di spezzare una lancia a favore della direttrice scolastica Maria Grazia Bollettin che non si prende la responsabilità di far uscire dal plesso scolastico i ragazzi per recarsi alle piscine Plebiscito con i pullman in quanto la compagnia assicuratrice senza l'approvazione del Pof non copre un eventuale indennizzo in caso di qualsiasi incidente o infortunio occorso agli alunni. Stesso discorso vale per le gite scolastiche. Le risposte che molti genitori pretendono sugli orari di studio (24-27-30 e 40 ore settimanali) per l'anno prossimo non possono di certo uscire dalla bocca della direttrice scolastica fintanto che il ministro Gelmini e il Provveditorato non dirà qual è l'organico di cui potrà disporre l'istituto. E' troppo comodo dare la colpa all'ultimo ingranaggio quando il problema nasce dai tagli della Gelmini-Tremonti. Lettera firmata Villafranca

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"cerco la rabbia di oggi nelle canzoni di ieri" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)

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Pagina XIII - Firenze "Cerco la rabbia di oggi nelle canzoni di ieri" Il cantautore in redazione con alcuni fan parla di "Musiche ribelli" e del suo concerto del 9 al Puccini Sotto quel cappello nero, batte ancora il cuore di un ragazzo inquieto, sempre alla ricerca di una musica con un perché. Luca Carboni, ieri, è stato ospite della nostra redazione per un forum con i lettori in vista del concerto di lunedì 9 marzo al Puccini: a Cristina Ciocirlan, Lorita Giomarelli, Teresa Guarducci, Fiammetta Gurgo, Alessandro Latini, Raffaello Livi, Giuliana Meli, Franco Nencini, Paolo Pomponio, Andrea e Tobia Trinci ha ha raccontato come mai quel perché è andato a cercarlo nella canzone italiana degli anni Settanta con le cover dell´ultimo cd Musiche ribelli, e perché ci voglia un fisico bestiale a resistere nel mercato discografico d´oggi. Come sarà il concerto? «Suonare in teatro significa rispettare una ritualità che spesso chi fa musica rinnega, come la divisione in due tempi, che interrompe la tensione. Qui invece una prima e una seconda parte ci stanno benissimo, perché questo concerto vuole anche essere un racconto di cosa hanno rappresentato gli anni settanta e poi gli Ottanta: le canzoni di Musiche ribelli (ma anche altre, che non sono riuscito ad inserire nel cd) sono tutte nel primo tempo, alcune eseguite insieme a Riccardo Sinigallia. Nel secondo si approda al mio repertorio, gli Ottanta appunto. Tutto il concerto è contraddistinto da salti di suono, da implosioni e esplosioni. Conto di ospitare alcuni dei cantautori a cui ho reso tributo: Lolli, Finardi, Bennato hanno dato la loro disponibilità» Come mai ha scelto di rileggere il grande repertorio cantautorale «arrabbiato» di trent´anni fa? «Volevo dimostrare come canzoni scritte allora si adattino alla perfezione alla storia di oggi. E stimolare una riflessione sugli anni Settanta in un momento storico come quello attuale dove sta accadendo qualcosa di nuovo e di strano: c´è solo pop d´intrattenimento nelle classifiche, anche se gli input per scrivere nuove musiche ribelli ci sono, dalla crisi alle contraddizioni legate all´immigrazione. Allora, invece, i primi dieci posti delle hit parade ospitavano pezzi che raccontavano in modo poetico la vita reale della gente, speranze, frustrazioni, paure, ideologie. Poi sono arrivati gli anni Ottanta definiti del disimpegno e dell´edonismo: in realtà anche i cantautori di quell´epoca - fra cui io stesso - raccontavano il reale, ma non alla luce di una contrapposizione politica. Cercavamo più leggerezza». A cosa addebita l´attuale crisi di contenuti? «Negli anni Settanta le etichette avevano abbastanza soldi per stipendiare talent scout con il compito di scovare nuove scintille d´arte che arrivavano dal basso, perché è dal basso che nasce la creatività migliore. Sul nuovo si investiva, si scommetteva a lunga a scadenza. Oggi, con la crisi del mercato discografico, tutto è affidato al caso». O ai talent show televisivi come X Factor e Amici. «Da lì può uscire anche una grande voce, un bel personaggio, ma che troverà comunque collocazione nel mainstream. I talent show non vanno a caccia di nuovi talenti nell´underground, non indagano quella zona della canzone dove ha cittadinanza chi scrive canzoni ma non ha la vocalità per andare in tivù e cantare My way». I cantautori «impegnati» degli anni Settanta privilegiavano il testo rispetto alla creatività musicale. «In Sexy ho ironizzato sui cantautori con la chitarra acustica, il kazoo, l´armonica a bocca, simbolo di una certa noia musicale. Oggi credo che questa grande essenzialità - avviata negli anni Sessanta da Dylan e dai francesi - che ha rotto la convenzione del grande pop cantato tradizionale orchestrato. Non si trattava, insomma, di sterile povertà musicale, ma di una scelta stilistica che ha portato ad una naturalezza per troppo tempo assente nella canzone». Il ministro Gelmini ha detto che Gaber potrà essere insegnato nelle scuole superiori. Il governo di centrodestra vuole strumentalizzare un cantautore che, negli ultimi anni della sua vita, aveva espresso la sua amarezza nei confronti della sinistra? «Forse sì, ma è anche capibile. La canzone d´autore è sempre stato un grande puntello della sinistra, nei momenti in cui l´ideologia vacillava la fantasia dei cantautori prestava il suo soccorso, spesso ammodernando l´ideologia stessa. La destra non ha vissuto questo e quindi si attacca al primo elemento che ha disposizione per somigliare alla sinistra. Per quanto riguarda Gaber nelle scuole, sono d´accordo con Battiato: la grande musica non è riconducibile ad un sistema ministeriale, è qualcosa che prende di contropiede, sorprende la società» Come hanno reagito i cantautori di cui ha interpretato le cover? «La reazione più curiosa è stata quella di Guccini. Ho scritto tante canzoni, possibile che anche tu abbia riproposto L´avvelenata? Il fatto è che per noi emiliani quella canzone ha un valore fortissimo grazie alla sua gergalità, è uno sfogo che riassume tante cose degli anni Settanta: ogni strofa è un capitolo di quell´epoca. E poi poter dire tutte quelle parolacce senza averle scritte è il massimo: posso sempre dare colpa a Francesco». Ci vuole un fisico bestiale è utilizzata da uno spot televisivo. «Non amo molto la pubblicità, che comunque può essere un buon veicolo promozionale per un artista: Paolo Conte è riuscito a farsi conoscere all´estero perché in un spot di un caffè tedesco c´era un suo pezzo». Cosa è rimasto del Carboni di Farfallina? «In ogni album ho cercato sempre cose diverse, ogni disco è sempre uno stimolo per un viaggio nuovo sia nella musica che in quello che racconto. La fedeltà a me stesso non mi è mai interessata. Ho sempre preferito i salti nel vuoto». (testo raccolto da fulvio paloscia)

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al comunale 250 famiglie - fulvio paloscia (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Firenze AL COMUNALE 250 FAMIGLIE FULVIO PALOSCIA (segue dalla prima di cronaca) Che con l´aiuto delle maestre e di uno stuolo di collaboratori ha addomesticato un´opera così difficile, «ma gli immediati riferimenti al Signore degli Anelli ha aiutato i piccoli cantanti, attori, ballerini a entrare velocemente nella storia». La sfida più grande? «Far cantare i bambini in tedesco: ma, come delle spugne, hanno assorbito subito il suono della lingua, ascoltando il cd dell´opera. Una cosa è certa: saliranno sul palco non per inutile vanità - spiega Lalli - ma in preda a quell´emozione, quell´uggiolina che ti prende quando il sipario sta per alzarsi, immergendosi dunque nella magia vera e necessaria del teatro». L´assessore all´istruzione Lastri vorrebbe che tra il pubblico ci fossero Alessandro Baricco «perché questa esperienza concretizza la creazione di quel pubblico consapevole da lui auspicata». E il ministro Gelmini «per farle capire cosa perderà la scuola con il ritorno al maestro unico, che renderà impossibile accompagnare gli alunni in questo tipo di iniziative. Senza contare la compresenza della crisi economica del Comunale, che si è visto ridurre i fondi, e le politiche di taglio alla scuola pubblica».

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Marco Fars segretario di Rifondazione (sezione: Scuola)

( da "Tempo, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

stampa Prc Marco Fars segretario di Rifondazione PESCARA È Marco Fars il nuovo segretario regionale del Prc dell'Abruzzo. Nominato mercoledì sera, nella riunione del comitato politico regionale con il 70% dei consensi, Fars, 38 anni, ha studiato filosofia all'Università di Bologna. È iscritto al Prc dal 1995 e per sette anni è stato segretario della Federazione di Pescara; assume la guida del partito regionale raccogliendo l'eredità di Marco Gelmini. L'assemblea e il nuovo segretario hanno assunto il documento approvato allo scorso congresso regionale come indicazione degli orientamenti e delle azioni future che il Prc intende intraprendere a livello regionale.

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Voto in condotta? Bocciato (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Cagliari Pagina 1018 Voto in condotta? Bocciato --> Non ci sono lamentele ma solo qualche malumore. Ora gli studenti delle scuole superiori cagliaritane hanno la possibilità di confrontarsi tra loro e analizzare i criteri che hanno determinato i voti in condotta. E qualche caso anomalo lascia perplessi. Ne fa un esempio Roberto Ursino, rappresentante d'istituto del Deledda. «Mi sono ritrovato 6 in condotta», racconta, «sicuramente per via di alcune note sul registro, messe perché spesso mi sono assentato durante l'ora di lezione. Lo accetto, non protesto. Però una ragazza della mia scuola ha bruciato il registro della sua classe. E anche a lei è stato dato 6 in condotta. Eppure i due comportamenti non sono paragonabili». PREOCCUPAZIONE Un caso come questo contribuisce a creare preoccupazione tra i giovani. «Temevamo si potesse fare confusione», spiega Nicola De Echeverria, rappresentante del Siotto, «purtroppo i criteri di valutazione possono essere analizzati in maniera diversa dai vari consigli di classe, ed è per questo che nascono gli squilibri. Non sono d'accordo con il voto in condotta perché abbassa la media anche a chi magari non se lo merita. Per esempio, c'è una voce che impone di analizzare l'impegno dello studente. Ma cosa ne sanno i professori di quanto impegno mette un ragazzo nello studio? Possono solo valutare il rendimento». Non vede problemi, invece, Andrea De Carlo, rappresentante del Pacinotti. «Per il momento è stato usato bene», sottolinea, «è vero, c'era il rischio che creasse confusione, ma nella nostra scuola non ho sentito alcuna polemica». D'accordo anche Davide Mirai, del Michelangelo. «Inizialmente eravamo spaventati», ammette, «ma ora abbiamo capito che rischia la bocciatura chi fa qualcosa di davvero assurdo. Se invece ti comporti bene in classe allora è un bene perché ti aumenta la media». LE CRITICHE A prescindere dalla sua efficacia, Giacomo Dessì, 16 anni, coordinatore provinciale del sindacato Unione degli studenti ricorda che «il voto in condotta è in contraddizione con lo statuto dello studente, nel quale viene specificato che le sanzioni disciplinari non possono avere ripercussioni sul profitto e quindi sulla promozione. Inoltre non esiste una griglia precisa che stabilisce quali mancanze disciplinari devono essere prese in considerazione». STEFANO CORTIS

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riforma gelmini, l'opposizione degli insegnanti continua (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Consegnato ai genitori di alcune scuole un documento contrario ai voti. In arrivo anche i ricorsi al Tar Riforma Gelmini, l'opposizione degli insegnanti continua In programma a breve una nuova iniziativa pubblica dei docenti PIETRASANTA. Mobilitazione contro la riforma della scuola elementare voluta dal ministro Gelmini non è finita. Corre sui binari dei ricorsi legali che gli insegnanti stanno sostenendo anche dalla Versilia, del confronto costante dentro la scuola e con le famiglie, delle richieste di tempo pieno che i genitori hanno presentato in abbondanza al momento delle iscrizioni. Alcuni docenti dell'Istituto comprensivo Pietrasanta II, insieme ad un altro del Pietrasanata I, nelle scorse settimane, si sono mossi sul tema del voto in pagella in concomitanza con la consegna delle stesse alle famiglie. Chiedono al dirigente scolastico uno specifico ordine di servizio «riguardo all'applicazione della valutazione espressa in decimi». Considerando, tra le altre motivazioni, «che la maggioranza dei docenti delle scuole primarie dell'Istituto valuta i propri, dall'inizio dell'anno scolastico in corso, in continuità con i criteri assunti dal collegio negli anni passati». Ad ordine di servizio arrivato, gli insegnanti hanno consegnato ai genitori - insieme alle pagelle - una lettera, seguita dalle firme dei maestri e delle maestre aderenti, con la quale si spiegava «perché siamo contrari alla valutazione con voti decimali». è necessario - si legge nel documento - «rifiutare il ritorno alla scuola selettiva utilizzando un modello di scheda che rilevi i comportamenti partecipativi, che osservi i processi di apprendimento e il livello di maturazione globale raggiunti e che informi i genitori sull'esperienza scolastica dei propri figli, evidenziandone i progressi, le difficoltà, i risultati e al tempo stesso il curricolo che stanno svolgendo e che la scuola si sforza di adeguare alle loro esigenze formative». In questi giorni sono proseguite le iniziative, come la firma del ricorso al Tar del Lazio sulla circolare nº4/09 relativa alle iscrizioni, alla scomparsa delle compresenze, all'introduzione dell'insegnante unico nella scuola elementare. Il ricorso collettivo, che adduce motivazioni prevalentemente basate sul principio gerarchico della norma (vedi allegato), è coordinato a livello toscano dall'avvocato Corrado Mauceri di Firenze. Per aderire, in Versilia, ci si può rivolgere allo studio dell'avvocato Gabriele Dalle Luche di Pietrasanta (0584 71583). Ma gli insegnati di Pietrasanta contrari alla riforma Gelmini - spiegano Lucia Balduini e Marilena Pintus - stanno pensando anche ad un'iniziativa pubblica con la quale presentare tutti i moduli di iscrizione alternativi a quelli proposti dal ministero raccolti in questi giorni. Donatella Francesconi

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Scuola dell'obbligo: aumenta la richiesta di tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Bergamo - Brescia)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

BERGAMO pag. 2 Scuola dell'obbligo: aumenta la richiesta di tempo pieno INDAGINE CGIL SULLE PREISCRIZIONI LE FAMIGLIE BOCCIANO LA RIFOMA GELMINI SÌ ALLE 30 ORE settimanali di lezione (meglio se con servizio mensa incluso) e al tempo pieno di 40 e no alle 24 ore sostenute dal Governo attraverso la riforma del sistema scolastico voluta dal ministro Maria Stella Gelmini. E' l'orientamento delle famiglie bergamasche secondo un'indagine condotta dal sindacato di categoria della Flc Cgil che ha esaminato le richieste d'iscrizione presentate alle elementari e alle medie in vista dell'anno scolastico 2009-2010. Secondo il segretario provinciale, Tobia Sertori, si tratta «di una bocciatura senza appello perché i genitori, attraverso le preferenze espresse nei moduli consegnati alle segreterie, mostrano di volere che l'attuale scuola sia salvaguardata nei tempi e nelle modalità organizzative». NELLE PRIMARIE della città, infatti, prevale di gran lunga il tempo-scuola di 30 ore, con un significativo incremento delle preferenze per il tempo pieno. E lo stesso accade nel resto della Bergamasca: a Dalmine, su 233 iscritti, 169 hanno scelto le 40 ore settimanali; a Caravaggio medesima situazione con 91 famiglie su 92 ed altrettanto accade a Verdellino con 43 richieste su 81 iscritti. Grande successo pure per le 30 ore comprensive di servizio-mensa, scelte a Treviglio, Alzano Lombardo e Covo. «Adesso conclude Sertori - è il momento che il Governo dia una risposta concreta a questi genitori, ai quali era stata promessa la garanzia del rispetto delle loro scelte, attraverso l'assegnazione di un organico che effettivamente consenta di soddisfare le esigenze ». Intanto, la riforma Gelmini ha "colpito" nelle superiori: sono 7, infatti, su un totale di 40 mila, gli studenti bergamaschi delle superiori che nel primo quadrimestre hanno ricevuto il 5 in condotta. Sei di loro sono della stessa scuola. A.B.

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Tempo pieno, appello dei sindacati ai parlamentari lombardi (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tempo pieno, appello dei sindacati ai parlamentari lombardi --> Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA, pagina 13 e-mail print Tutti e dieci gli Istituti comprensivi della città hanno ricevuto soprattutto richieste per le 40 ore di scuola, mentre in provincia il 90% dei genitori ha chiesto le 30 ore. Sono i dati sulle preiscrizioni alla scuola del primo ciclo che emergono da un sondaggio campione realizzato dall'Ufficio scolastico provinciale. Il dato conferma quanto sta emergendo nel resto della Lombardia. Anzi, in città si registra un avanzamento verso il tempo pieno che finora i moduli aboliti dal ministro Gelmini avevano contenuto. Insomma, i genitori bergamaschi vogliono la scuola «lunga» anche se non è ancora chiaro quanta «educazione e istruzione» e quanta «assistenza» venga richiesta. «Ripeto quello che vado dicendo da mesi - osserva il dirigente scolastico provinciale Luigi Roffia - che, dopo che le famiglie hanno espresso le loro preferenze, bisogna aspettare gli organici assegnati dal ministero prima di tirare le somme». Proprio sugli organici Renato Capelli, segretario della Cisl Scuola regionale, ha chiesto ai parlamentari eletti in Lombardia, al presidente della Regione Formigoni, all'assessore all'Istruzione Gianni Rossoni un forte impegno per ottenerli, annunciando nel contempo la mobilitazione di «tutti coloro che hanno a cuore l'offerta formativa statale» nel caso le risorse umane assicurate dal ministero non permettessero il tempo scuola scelto dalle famiglie della Lombardia, dove solo il 3% ha scelto l'orario a 24 ore per la prima elementare, il 7% le 27 ore e il resto le 40 e 30 ore. Per quanto riguarda in dettaglio la situazione bergamasca, in attesa dei dati di ritorno ufficiali dal Miur, una prima indagine della Flc-Cgil di Bergamo negli Istituti Comprensivi della provincia conferma il dato complessivo. Per esempio a Dalmine il 72% ha chiesto le 40 ore e il 22% le 30 ore. All'Ic di Treviglio primo, su 113 iscritti, 109 chiedono le 30 ore con mensa e a Treviglio secondo su 121 iscritti, tutte le famiglie scelgono il tempo pieno; a San Paolo d'Argon, su 88 iscritti, tutti chiedono le 30 ore con mensa; a Caravaggio su 92 iscritti, 91 chiedono il tempo pieno. A Verdellino su 81 iscritti, 43 chiedono il tempo pieno e gli altri le 30 ore con mensa, all'Istituto di Rovetta su 125 iscritti, 90 chiedono le 30 ore; ad Alzano su 113 iscritti, 104 chiedono le 30 ore con mensa; a Covo su 140 iscritti, 132 chiedono le 30 ore con mensa, a S. Giovanni Bianco su 63 iscritti, 61 chiedono le 30 ore. «Questi dati dimostrano che la riforma Tremonti/Gelmini è bocciata - commenta Tobia Sertori segretario della Cgil scuola - perché sono proprio i genitori ad affermare con le loro scelte che l'attuale organizzazione della scuola primaria è da salvaguardare e anche per la scuola media i genitori optano per l'attuale tempo scuola, incrementando addirittura il tempo prolungato a 36 ore con servizio mensa. Ora servono gli organici adeguati». Gli organici, la riduzione dei quali sta alla base della scelta del maestro prevalente e delle 24 ore, sono infatti il centro di tutto. Il ministro infatti ha sottolineato che la scelta del maestro unico prevalente è irreversibile, ma poiché il contratto di lavoro alle elementari è di 22 ore di cattedra e due di programmazione e alle medie di 18 ore di cattedra, bisogna capire come saranno coperte le altre ore. «Se la mensa è tempo scuola - osserva per esempio Giambattista Sertori, dirigente dell'Ic di Stezzano - il "risparmio" alla fine sarebbe di un insegnante su 40; senza mensa, si arriva a un taglio di docenti del 10%». La pioggia di richieste di scuola lunga deriva da una serie di fattori concomitanti e prevedibili: da parte delle famiglie il rifiuto di una scuola ai minimi termini, (dopo che gli si è ripetuto per anni che i loro figli sono i più ignoranti d'Europa e che perciò nel mondo globalizzato resteranno in fondo alla fila) e la centralità del tempo scuola per reggere la complessa organizzazione domestica giornaliera; da parte del personale della scuola (che è in gran parte anche genitore) il timore di perdere il posto di lavoro. Insomma, in questo momento, la scuola pubblica è da toccare, per fini ragionieristici, solo con le molle. Susanna Pesenti 06/03/2009 nascosto-->

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Banchi desolatamente vuoti: una situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto forte anche <BR... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Banchi desolatamente vuoti: una situazione che potrebbe presentarsi in maniera molto forte anche a Fara Sabina dove i parametri imposti dal decreto ministeriale della Gelmini portano alla cancellazione di tre plessi e alla perdita di una presidenza

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Comune, per Tentorio candidatura vicina E An va a congresso (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Comune, per Tentorio candidatura vicina E An va a congresso --> Venerdì 06 Marzo 2009 CRONACA, pagina 15 e-mail print Niente di fatto, quindi probabilmente tutto fatto o quasi. Questo l'esito del vertice romano tra Pdl e Lega, alla presenza (tra gli altri) di Silvio Berlusconi, Ignazio La Russa, Roberto Calderoli: sul tavolo le candidature alle amministrative, vicenda che sembra ormai giunta vicino all'epilogo. Dal coordinatore nazionale azzurro Denis Verdini un commento laconico: «Stiamo lavorando, ma ancora non si è chiuso niente». L'ostacolo da superare si chiama Lega, che continua a rivendicare per sé la Provincia di Brescia, ma su questo versante il patto stretto tra La Russa e l'azzurra Mariastella Gelmini sembra di ferro: salvo clamorosi colpi di scena quel posto sarà di Giuseppe Romele, deputato di Forza Italia. Per il Carroccio si potrebbero trovare altre compensazioni, magari in quel Piemonte che sta un po' bloccando tutto, ma anche in altre situazioni lombarde: un posto alla Fiera di Milano, oppure la presidenza della sede Rai. Ad ogni modo appare improbabile che gli assetti raggiunti in Lombardia vengano rimessi in discussione, il che vuol dire che per Franco Tentorio, esponente di An, la candidatura a Palafrizzoni è sempre più vicina. I bene informati la danno ormai per chiusa, compresa Forza Italia, dove qualche tentativo finale di ribaltare nuovamente la situazione a favore di Carlo Saffioti sarebbe stato comunque fatto, ma senza esiti positivi. A questo punto mancherebbe solo l'ufficializzazione, ma è probabile che questa arrivi in contemporanea per tutti i candidati in Lombardia. Un primo significativo passaggio potrebbe però esserci domani all'Hotel Excelsior San Marco, dove dalle 9,30 è convocato l'ultimo congresso provinciale di An prima di quello nazionale (21-22 marzo a Roma) che sancirà la confluenza nel Pdl (congresso fondativo dal 27 al 29 marzo, sempre a Roma). Lo presiederà Massimo Corsaro, deputato bergamasco d'adozione e coordinatore regionale di An: ma ci sarà soprattutto il ministro della Difesa e plenipotenziario del partito, La Russa, e qualche esponente di peso di Forza Italia. Dal palco sono attesi interventi importanti, e potrebbe essere il giorno dell'investitura informale di Tentorio a sfidante di Roberto Bruni. Carroccio permettendo, beninteso: ma va comunque ricordato come le richieste della Lega non riguardassero Palafrizzoni, dove anzi la candidatura dell'ex vice di Cesare Veneziani è sempre stata vista con molto favore. D. N. 06/03/2009 nascosto-->

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Dura presa di posizione da parte della Consulta provinciale permanente sulle politiche educative e f... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Dura presa di posizione da parte della Consulta provinciale permanente sulle politiche educative e formative che ieri si è riunita per discutere la riorganizzazione delle rete scolastica. Sostanzialmente, è stato ribadito il secco no a ogni tentativo di applicazione dei parametri ministeriali che taglierebbero 83 dei 214 plessi scolastici presenti sul territorio, mentre è stata riconfermata la richiesta di attivazione dei tre nuovi indirizzi di scuola superiore (bilinguismo ad Amatrice, tecnico economico a Magliano e liceo artistico a Rieti), i quali «non comporterebbero alcun aumento dell'organico provinciale». «La consulta - riferisce l'assessore Marcheggiani - ha espresso preoccupazione anche per le notizie relative ai tagli degli organici che il Governo si appresta a fare: l'applicazione della finanziaria per il Lazio potrebbe comportare la perdita di 3500 insegnanti e di 1500 Ata e una pericolosa diminuzione dell'offerta formativa e didattica. In questo territorio - prosegue l'assessore provinciale - già ad agosto abbiamo dovuto subire gli effetti della razionalizzazione con una perdita forte di offerta didattica e posti di lavoro». Per questo appare sempre più urgente una mobilitazione su tutti i fronti affinché il ministro Gelmini prenda in considerazione la proposta dell'assemblea dei sindaci e della Consulta: applicare, nelle aree con più di un terzo del territorio montano il parametro della media provinciale tra numero di alunni e numero di punti di erogazione. In questo caso, le medie di Rieti (42 per la materna, 84 elementare, 129 per lmedie e 274 per le superiori) si tradurrebbero in una salvezza pressoché certa. I.S.

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Se le disposizioni del ministro Gelmini non saranno riviste, Fara perderà due scuole d... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di RAFFAELLA DI CLAUDIO Se le disposizioni del ministro Gelmini non saranno riviste, Fara perderà due scuole dell'infanzia e una elementare, per non parlare del rischio di vedere le medie private della presidenza. E' un quadro a fosche tinte il futuro della scuola nel comune, dove, tra scuole dell'obbligo e istituti di istruzione superiore, orbitano circa duemila e 600 studenti e 300 tra docenti e operatori Ata. Una situazione che il sindaco Vincenzo Mazzeo, nel giorno in cui si è riunita la consulta provinciale sulla scuola, non ha esitato a definire "drammatica". «Di concerto con la direzione didattica e con i genitori, con i quali abbiamo già tenuto una riunione, e ci incontreremo nuovamente lunedì - spiega il primo cittadino - stiamo cercando di limitare i danni di una riforma che va contro le esigenze del territorio, delle famiglie e della politica formativa e di edilizia scolastica, messa in atto in questi anni dal Comune». I tagli imposti dal Governo rischiano di assestare un colpo troppo duro alla scuola farense. Sindaco, dirigente scolastico e rappresentanti di classe stanno cercando di far quadrare i numeri entro l'11 marzo, data ultima per inviare la documentazione al ministero dell'Istruzione. «Per l'anno 2009-2010 - comunica Mazzeo - sono pervenute 557 iscrizioni per le elementari, 324 per l'infanzia, 444 per le medie. E' un trend in crescita che il ministero con i suoi tagli, però, non premiano. Se rimane invariato il tetto di 50 alunni per mantenere aperto un plesso della primaria, saremo costretti a chiudere la scuola di Canneto che conta 22 iscritti. E anche le elementari di Talocci (54) e Prime Case (60) andranno in sofferenza e saranno costrette ad attivare le pluriclassi. Se, come è adesso, il numero minimo di iscritti all'infanzia resta di 30 alunni dovranno essere chiuse le materne di Talocci (23 alunni) e Fara (16). Nonostante in questi anni si sia fatto tanto per preservare le scuole nelle frazioni, mantenute aperte anche grazie ai tanti bambini stranieri che vivono nel territorio, ora sembra di tornare agli anni '50, togliendo servizi primari ai cittadini». Anche dal punto i vista della razionalizzazione dell'organico le prospettive non sono rosee. «Alla primaria - prosegue Mazzeo - verranno tagliati sei docenti e tra le elementari e la scuola dell'infanzia, si perderanno sei operatori Ata. Alla media, che rischia di perdere la presidenza visto che non raggiunge i 500 iscritti, verranno sottratti otto professori e un bidello. E, come se non bastasse, sarà tagliata la spesa corrente. Il Comune cercherà di sopperire a questa mancanza erogando dei contributi».

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La scuola ritorna al passato. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi La scuola ritorna al passato. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'Italia, molto probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali, suggerite sia da dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che permetta un'offerta formativa accettabile. Ma si dovrà aspettare la data dell'11 marzo per avere maggiori certezze. «Siamo in ritardo di un mese - dice il dirigente del centro scolastico provinciale Romolo Bozzo - rispetto all'anno scorso perché le singole scuole stanno inserendo i dati ed è un lavoro molto macchinoso. A metà della prossima settimana avremo tutti i numeri del caso, ma se sono confermate le trenta ore, sarà difficile organizzare rientri pomeridiani». MORELLI a pag. 35

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Nelle scuole viterbesi, dopo la riforma Gelmini, è ormai quasi certo che scomparirà il tem... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Nelle scuole viterbesi, dopo la riforma Gelmini, è ormai quasi certo che scomparirà il tempo pieno

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Con la riforma del ministro Gelmini cambia l'orario negli istituti primari. Il dirigente scolastico: I numeri esatti li avremo la prossima settimana (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Viterbo)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Con la riforma del ministro Gelmini cambia l'orario negli istituti primari. Il dirigente scolastico: «I numeri esatti li avremo la prossima settimana»

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Silvio Berlusconi a Riva (sezione: Scuola)

( da "Adige, L'" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Politica Il 15 marzo il premier sarà al Palacongressi per il raduno di Rete Italia Silvio Berlusconi a Riva Un momento teso nei rapporti tra Trento e Roma è quello scelto dal premier Silvio Berlusconi per fare il suo debutto politico nella nostra provincia. Il Cavaliere sarà infatti l'ospite più atteso domenica 15 marzo al Palacongressi di Riva del Garda del raduno nazionale di Rete Italia (www.lareteitalia.it). L'organizzazione, nata nel 2006 da un'iniziativa di Roberto Formigoni, Mario Mauro e Maurizio Lupi, punta a favorire lo scambio di esperienze e la diffusione della sussidiarietà come motore dell'iniziativa politica. Rete Italia ha curato anche una scuola di formazione politica che in due anni ha radunato oltre 900 iscritti ai suoi seminari. La convention di Rete Italia sul Garda comincerà venerdì 13 marzo con la lectio magistralis «Chiesa e politica oggi: spunti per un giudizio», tenuta dal cardinale Angelo Scola, patriarca di Venezia. Sabato al mattino i ministri Maurizio Sacconi e Claudio Scajola terranno il loro «dialogo sulla crisi», seguito dalla discussione «Cattolici e laici nel Pdl» tenuta da Roberto Formigoni. Nel pomeriggio, dopo i gruppi di lavoro alle 18 Mario Mauro, vicepresidente dell'Europarlamento e Franco Frattini, ministro degli Esteri si occuperanno del ruolo dell'Italia in Europa e nel mondo. Domenica mattina titolo ad effetto per la tavola rotonda con i ministri Alfano, La Russa, Gelmini e Fitto oltre al sindaco di Roma Gianni Alemanno: «Le riforme (im)possibili». Alle 11.15 è previsto l'intervento di Berlusconi, dal vivo o in videoconferenza, prima della chiusura di Formigoni. Dall'entourage di Formigoni confermano che a Riva del Garda salirà gran parte del Governo nazionale, in un momento di grande fermento politico visto il congresso fondativo del Pdl programmato per il 27 e 28 marzo. Rete Italia, collegata anche a Radio Formigoni, sta raccogliendo le adesioni all'evento, molto quotato anche per il suo valore di formazione politica. Mario Malossini, coordinatore regionale di Forza Italia, esprime soddisfazione per «essere riuscito a strappare ad altri l'organizzazione di questo evento, portando per la seconda volta a Riva del Garda i temi della politica nazionale». M.Fri. 06/03/2009

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CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Viareggio)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA VIAREGGIO pag. 4 CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il... CONTINUA la protesta contro i tagli e il modello scuola-Gelmini. Il Comitato genitori viareggini per la salvaguardia della scuola pubblica sta organizzando per domani e domenica due presidi per raccogliere firme per il ricorso collettivo al Tar del Lazio contro la circolare ministeriale n° 4/2009, «che ha messo a piedi 278mila su 290mila famiglie, che non potranno usufruire del tempo pieno per i bambini». I sostenitori della protesta si chiedono «a chi affideranno i bambini le famiglie?» e puntano il dito sul fatto che «le scelte dei genitori hanno sonoramente bocciato il modello scuola-Gelmini e il decreto, che è illegittimo». Gli appuntamenti (per domenica manca solo la conferma ufficiale da parte del Comune) sono per domani alle 15 al mercato lato via Fratti e per domenica in Passeggiata davanti al Margherita, sempre alla stessa ora; per informazioni visitare il sito www.faccine.splindler.com. Image: 20090306/foto/8344.jpg

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Ritorno al passato per la scuola. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Civitavecchia)" del 06-03-2009)
Pubblicato anche in: (Messaggero, Il (Viterbo))

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Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di ANNABELLA MORELLI Ritorno al passato per la scuola. Con la riforma Gelmini infatti, anche nel Viterbese, come nel resto d'Italia, molto probabilmente saliranno in cattedra le trenta ore setimanali, suggerite sia da dirigenti che da sindacati, perché sono il solo modello che permetta un'offerta formativa accettabile. Ma si dovrà aspettare la data dell'11 marzo per avere maggiori certezze. «Siamo in ritardo di un mese - dice il dirigente del centro scolastico provinciale Romolo Bozzo - rispetto all'anno scorso perché le singole scuole stanno inserendo i dati ed è un lavoro molto macchinoso. A metà della prossima settimana avremo tutti i numeri del caso, ma se sono confermate le trenta ore, sarà difficile organizzare rientri pomeridiani». Tra i genitori non si fanno salti di gioia «Nelle prime classi - dice la mamma di un futuro scolaro - è sicuro l'arrivo del maestro unico onniscente, ovvero un solo insegnante che, essendo stato formato secondo gli indirizzi dei ministri precedenti, magari potrà conoscere benissimo la matematica, perché pensava di specializzarsi come insegnante di questa materia, ma un po' meno la didattica dell'italiano o viceversa. E l'inglese dove lo mettiamo? Sempre in bocca all'insegnante unico (se ha però l'idoneità per questa disciplina), che dovrà far rientrare nelle sue conoscenze anche l'altra famosa "i" di morattiana memoria dell'informatica. E gli alunni (che possono lievitare fino al ragguardevole numero di 29 per classe) rifletteranno le probabili carenze del tuttologo e saranno frutto di una scuola impossibilitata a prendersi cura di ogni bambino, come poteva avvenire con le compresenze oggi annullate». «E se le cose stanno così nelle classi prime - dice Elisabetta Mariotti, dell'area Saperi del Pd - non va tanto meglio nelle altre quattro classi che non potranno più usufruire del modulo (ovvero dell'organizzazione didattica che prevede l'intervento di 3 insegnanti su due classi) e per la prima volta nella storia della scuola italiana il diritto degli alunni a concludere un percorso scolastico in continuità con il modello organizzativo e didattico scelto all'inizio, non verrà rispettato». Sui tagli previsti nella scuola elementare insomma, è polemica feroce. «Il ministro Gelmini - dice un genitore particolarmente arrabbiato - giustifica scelte e tagli sottolineando che negli altri paesi europei il corpo docenti non è così folto, ma la realtà è che negli altri paesi della Ue non esistono i 7.000 insegnanti di religione che gravano invece sul suo ministero, così come quelli di sostegno che altrove vengono conteggiati nell'ambito delle spese sanitarie e non dell'istruzione. Sembra proprio una riforma mirata a tagliare per risparmiare e le madri lavoratrici, che non potranno più far conto sul tempo pieno, dovranno ricorrere ai benedetti nonni, se per loro fortuna li hanno, o alle tate a pagamento».. E per dirla con il dirigente del primo circolo Giuseppe Guastini: «Prima era la scuola a proporre il suo menu ai genitori, ora abbiamo il menu di Stato da Cuneo a Caltanisetta».

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Cittadinanza e costituzione Un seminario di formazione rivolto ai 178 dirigenti ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-03-2009)

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Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Cittadinanza e costituzione Un seminario di formazione rivolto ai 178 dirigenti scolastici a sostegno del nuovo insegnamento di Cittadinanza e Costituzione, introdotto in tutte le scuole, si terrà oggi per iniziativa dell'Ufficio scolastico regionale per l'Umbria. La scuola umbra non intende sottrarsi al confronto e al dialogo sui valori e regole condivisi per ricercare strategie adeguate in grado di favorire la partecipazione degli studenti al proprio processo educativo-formativo e alla vita della comunità scolastica. Ad aprire i lavori sarà Mauro Volpi, preside della facoltà di Giurisprudenza dell'Università di Perugia e membro del Csm. Luciano Corradini, presidente del gruppo di lavoro ministeriale su Legalità, cittadinanza e Costituzione, illustrerà quindi le linee guida contenute nel documento di indirizzo presentato dal ministro Mariastella Gelmini. L'incontro si concluderà con la presentazione, da parte delle scuole di Marsciano, Amelia e Perugia, delle migliori esperienze sui percorsi di cittadinanza a supporto dell'innovazione didattica. Ufficio scolastico regionale Un progetto in cui credere La scelta del candidato sindaco subito ed a ogni costo non mi entusiasma e non mi interessa, considerando che ho grande fiducia e stima della classe dirigente di AN, e alla fine mi auguro che sceglieranno un candidato con forte personalità e con delle caratteristiche politiche ed amministrative capaci di battere il candidato del centrosinistra, non facendosi sfuggire una occasione storica ed irrepetibile. Todi e Roma insegnano che nulla è impossibile anche scegliendo un mese prima dalle elezioni. Roma e Todi dimostrano che quando il centrodestra, compresa l'Unione di Centro, partecipa con unità di intenti e all'unisono con candidati credibili, tutto è possibile anche nella rossa Perugia. Oggi con la creazione del PdL non ci sono più ostacoli insormontabili. Oggi si aprono nuove frontiere, finalmente a Perugia e in Umbria si respira un'aria nuova ed i perugini guardano a noi come un vento nuovo, un vento che si augurano riesca a spazzare via una vecchia e statica nomenclatura che per anni ha tenuto questa città sotto un cielo plumbeo. Per poter creare questa situazione occorre ragionare e tenere in considerazione anche altre realtà locali che ci hanno visto vincitori e capire quali sono stati i fattori che ci hanno permesso di vincere. Non ho mai pensato che le case si costruiscano iniziando dai tetti, ma bisogna dotarle di solide fondamenta per poter sorreggere il peso, così come gli alberi hanno bisogno di radice profonde per poter resistere a tutte le intemperie che dovranno affrontare nella loro esistenza. Alleanza Nazionale queste radici le ha sempre avute, quindi non dobbiamo aver timore di niente e di nessuno, siamo nati per contrastare, affrontare e sconfiggere lo strapotere della sinistra. Dobbiamo essere molto convincenti, parlare e far capire ai perugini e agli umbri che abbiamo un valido progetto, un progetto che sia vicino alla gente e ai loro problemi, un progetto che porti Perugia ancora una volta a essere capoluogo politico ed economico di Regione, un progetto che parli di tasse locali, di economia per le piccole e medie imprese, di occupazione giovanile, di turismo, di anziani, un progetto che parli agli imprenditori e industriali per riportare Perugia e l'Umbria ad una leale ed onesta concorrenza. Una volta fatto tutto ciò, ben venga il candidato a sindaco. Rocco Valentino Consigliere comunale An-Pdl di Perugia Danni da cinghiali La positiva esperienza delle isole ecologiche, una loro conseguente e auspicabile riapertura per lo smaltimento dei rifiuti agricoli, è resa ora di nuovo possibile, anche in Umbria, da alcune novità normative di carattere nazionale che vanno peraltro di pari passo con l'adozione del Piano regionale dei rifiuti, dove si sottolinea l'importanza della stipula degli Accordi di Programma che possono prevedere le isole ecologiche come strumento privilegiato per lo smaltimento e per ottenere alcune semplificazioni amministrative nel rispetto della normativa comunitaria. Altro iter normativo importante, seguito e monitorato con molta attenzione, è quello riguardante il disegno di legge regionale di riforma delle norme sui danni da fauna selvatica e in particolare da cinghiali. E' necessario completare tempestivamente la riforma avviata, in una logica di prevenzione dei danni e di indennizzo integrale di quanti continuano a essere penalizzati, a causa di una presenza incontrollata della fauna selvatica stessa, su gran parte del territorio regionale. In quest'ambito resta comunque alta la nostra preoccupazione rispetto al pagamento degli indennizzi dei danni per i periodi 2007 e 2008. Coldiretti Umbria

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Materne, 58 bimbi rischiano di restar fuori (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)

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Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi Parte la riforma Gelmini: nelle elementari due prime classi in più alla Gentile e alla Faà di Bruno di Marotta Materne, 58 bimbi rischiano di restar fuori L'assessore Lomartire: «Sono fiducioso, per settembre sarà tutto risolto»

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FANOSono 58 i bambini che rischiano di rimanere esclusi dalla graduatoria per le materne. Il... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)

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Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di MARCO GIOVENCO FANOSono 58 i bambini che rischiano di rimanere esclusi dalla graduatoria per le materne. Il 28 febbraio si sono chiusi i termini per le iscrizioni alle sezioni ponte, alle scuole dell'infanzia e primaria. Ben 628 le richieste per la scuola dell'infanzia, numero che appunto eccede di 58 unità i 570 posti disponibili garantiti dalle scuole comunali e paritarie. Un film già visto per l'assessore Gianluca Lomartire, che si dichiara "molto fiducioso nel sistemare tutti o quasi tutti i bambini entro il prossimo settembre", quando inizierà il nuovo anno scolastico. "Ogni anno registriamo molte doppie richieste -spiega- e gli uffici stanno verificando queste situazioni proprio per aggiustare il quadro e assicurare il posto a più bambini possibile. Nell'ultimo anno scolastico si è riusciti ad accontentare quasi tutti e credo che l'obiettivo sarà raggiunto anche quest'anno". Per quanto riguarda le sezioni ponte (per bimbi fra 24 e 36 mesi), in tutto 60 posti equamente suddivisi fra i quartieri di Gimarra, San Lazzaro, Poderino e Sant'Orso, sono pervenute 188 domande, ma per regolamento la priorità è garantita ai residenti di quelle zone. Tuttavia, qualora le richieste dovessero essere inferiori a 15 per sezione, verranno accettate le iscrizioni provenienti da altri quartieri. "Con questo progetto -precisa Lomartire- è possibile rispondere in maniera adeguata alle esigenze della città, e comunque a maggio c'è la possibilità di iscrivere i propri figli all'asilo nido tradizionale". Nessun problema, invece, sul fronte delle iscrizioni alla scuola primaria dell'obbligo: quest'anno, a fronte delle 606 domande attese, risultano 599 iscritti, anche in conseguenza della forte mobilità lavorativa che ha costretto molte famiglie ad abbandonare il territorio. "Con questi numeri -spiega Lomartire- avremo 29 prime classi, due in più rispetto allo scorso anno, e saranno istituite presso la scuola Gentile e alla Faà di Bruno di Marotta". Saranno le prime classi a sperimentare l'applicazione della riforma Gelmini e del "maestro unico", e le famiglie sono state chiamate alla scelta del monte ore: 40 ore per il tempo pieno, mentre nelle scuole a tempo modulo, dove la scelta era tra 24, 27 e 30 ore, la stragrande maggioranza ha preferito l'ultima opzione. FIGLI E NUOVE DROGHEQuesta sera alle 21 nella sala Santa Maria Nuova incontro su "I figli e le nuove droghe". Partecipano il consigliere regionale e presidente del circolo Nuova Italia Giancarlo D'Anna, lo psicologo Sammy Marcantognini, Andrea Montalbini e Paola Uguccioni dell'Avap.

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La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dopo la decisione del giudice per l... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Umbria)" del 06-03-2009)

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Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di CORSO VIOLA La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso presentato dopo la decisione del giudice per l'udienza preliminare del tribunale di Terni, Pierluigi Panariello, che nel gennaio scorso aveva respinto la richiesta di Gianpaolo Nicolasi, uno dei collaboratori di don Pierino Gelmini, di essere processato con il rito abbreviato per il reato di favoreggiamento. Contestato nell'ambito dell'inchiesta a carico del sacerdote accusato di avere molestato sessualmente dieci giovani quando erano ospiti della Comunità Incontro. Il gup aveva motivato la sua decisione con la necessità di svolgere una integrazione probatoria. Ancora non si conoscono le motivazioni della sentenza della Cassazione, che di fatto eviterà un blocco de processo, che ripartirà il prossimo 23 marzo quando proseguirà l'incidente probatorio disposto da Panariello per sentire gli accusatori di don Gelmini. Di favoreggiamento devono rispondere, oltre a Nicolasi, un altro dei collaboratori di don Gelmini, Pierluigi La Rocca, e la madre di uno dei giovani che sarebbero stati molestati, Patrizia Guarino. Che avrebbe ricevuto una somma di denaro per far ritrattare le accuse a don Pierino . Il 23 marzo verrà ascoltato per l'ennesima volta uno dei principali accusatori, Michele Jacobbe. Che nelle scorse udienze ha fatto i nomi di altri due giovani che sarebbero stati molestati dall'ex sacerdote. Che in questi giorni sono stati ascoltati per verificare l'attendibilità di quanto riferito da Iacobbe. Interrogatori che avranno la valenza di incidente probatorio che darà valore di prova alle deposizioni in un eventuale processo nei confronti dell'anziano ex sacerdote. Una decisione presa dal gup Panariello che ha ha accolto una richiesta del pm Barbara Mazzullo. Nel suo provvedimento Panariello ha sostenuto che due degli ex ospiti hanno prima accusato don Gelmini e poi ritrattato le loro affermazioni. Per il gup c'è il rischio che questo succeda anche per gli altri giovani. Nell'udienza del 23 gennaio c'è stato il confronto tra Michele Iacobbe, uno dei principali accusatori di don Pierino Gelmini, e Riccardo Bonetta, il quale sostiene che l'altro gli riferì di essersi inventato tutto. Sia Iacobbe sia Bonetta, suo vicino di cella nel carcere di Torino nell'autunno 2007, hanno ribadito quanto già detto in passato agli inquirenti. In particolare Iacobbe ha confermato le accuse a don Gelmini, ripercorrendo per più di un'ora le tappe delle presunte violenze che si sarebbero svolte tra il 1999 e il 2000, quando era ospite della Comunità.

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La scuola del <pezzo di carta> Quanta ipocrisia su precariato e diplomifici (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 06-03-2009)

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Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: OPINIONI - data: 2009-03-06 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE SCANDALI ANTICHI, NUOVE INDIGNAZIONI La scuola del «pezzo di carta» Quanta ipocrisia su precariato e diplomifici di GIANCRISTIANO DESIDERIO I l problema delle scuole private paritarie che sottopagano i docenti è vecchio, ma si finge sia nuovo. Si sa che gli insegnanti non di ruolo, che hanno bisogno soprattutto di punteggio per scalare le graduatorie e sperare di entrare nelle scuole statali, si rivolgono alle scuole private legalmente riconosciute che consentono loro di lavorare e maturare punteggio in cambio di uno stipendio dimezzato. La cosa funziona così da sempre. Lo scandalo se c'è, dunque, è antico. La novità di oggi è data dalla trasmissione «Presa diretta» che ha sollevato il caso di precari sfruttati in alcuni istituti salernitani e così gli ispettori del lavoro di Salerno hanno inoltrato all'Ufficio scolastico regionale le segnalazioni delle irregolarità. Se le illegalità ci sono è bene che Alberto Bottino, dirigente generale della Campania, intervenga perché i precari non possono essere sfruttati dai diplomifici. Tuttavia, è proprio qui che il caso diventa più interessante di quanto non si immagini. L'aspetto economico di questa storia è, tutto sommato, quello meno importante. Perché ci si scandalizza se un docente non di ruolo è sottopagato e non si fa una piega se un apprendista-giornalista — ma si potrebbero fare altri esempi — è pagato con contratti di formazione lavoro? In fondo, il precario è un insegnante che non ha mai insegnato e che impara la professione proprio insegnando. Nessuno nasce imparato, neanche i docenti. Ma i diplomifici — questa è l'argomentazione più forte — non sono scuole come tutte le altre. Anche qui, però, la realtà è più interessante dei pregiudizi. Con questa espressione — diplomifici — utilizzata anche dal ministro Gelmini per qualificare lo stato di degrado del sistema scolastico italiano, si definiscono gli istituti che rilasciano diplomi a chi non è riuscito a diplomarsi nelle scuole statali. Eppure, questi istituti sono legalmente riconosciuti dallo Stato che, evidentemente, assegna loro il compito di garantire a tutti il diritto al titolo di studio. Il diploma, infatti, non è un incidente di percorso dell'ordinamento scolastico, bensì è il fine che tiene in piedi tutta la baracca. Tutta la scuola italiana, dalle medie fino all'università, è costruita sul primato del diploma che è indispensabile per essere «speso» sul mercato del lavoro, sia privato sia pubblico. Anche i precari possono insegnare perché hanno un titolo di studio e non perché siano autorevoli. Il diploma è, purtroppo, il vero valore della scuola che orienta tanto l'istruzione quanto la formazione e persino la ricerca. Luigi Einaudi fin dagli anni Venti del secolo scorso criticava il valore legale del titolo di studio e la prassi degli esami di Stato e degli esami universitari abilitanti perché in questo modo tutto l'ordinamento veniva orientato al rilascio di carte e diplomi che snaturano il compito della scuola. I diplomifici non sono una viziosa eccezione alla virtuosa regola della scuola italiana: ne sono la più coerente applicazione e senza i diplomifici i precari sarebbero ancora più precari. \\ La cosa funziona così da sempre Lo scandalo, se c'è, è antico

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ROMA - I maldipancia sono forti e la voglia di contarsi molto scarsa, ma la decisione di Silvio ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 06-03-2009)

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Venerdì 06 Marzo 2009 Chiudi di MARCO CONTI ROMA - I maldipancia sono forti e la voglia di contarsi molto scarsa, ma la decisione di Silvio Berlusconi di schierare in lista alle elezioni Europee tutti i ministri sembra ormai cosa fatta. Le resistenze opposte da più di un interessato quando qualche tempo fa questo giornale riportò l'indiscrezione, non sembrano superare la voglia del premier di limitare al massimo le sorprese che potrebbero emergere dal risultato europeo qualora si lasciassero correre, con il voto di preferenza, tredici candidati dietro il nome del Cavaliere che guiderà le liste in ogni circoscrizione. La capacità di An di sommare voti di preferenze alle scorse Europee fu infatti doppia rispetto a quella di FI. Meglio quindi "inzeppare" le liste di ministri-candidati che poi si dimetteranno, che rischiare di veder stravolto il rapporto di 70 a 30 che dovrebbe regolare anche la composizione del gruppo Pdl a Bruxelles. I problemi non mancano anche nella distribuzione dei ministri visto che nel Nord-Est si potrebbero affollare i ministri Sacconi, Brunetta e Frattini. Nella circoscrizione Centrale, che comprende il Lazio, potrebbero correre la Meloni e Matteoli. Dietro la Angelilli, Bartolozzi, Turchi, Antoniozzi, Pallone, Zappalà, Spurria e Salatto. Al Sud, il ministro Fitto correrà dietro il premier e a seguire Tatarella, Gargani, Andria, Ermanno Russo e Patriciello. In questi giorni l'agenda del premier è fitta di appuntamenti legati alle elezioni amministrative ed Europee e all'appuntamento congressuale di fine mese. Ieri a palazzo Grazioli ha incontrato i ministri La Russa (An) e Calderoli (Lega) e il coordinatore azzurro Verdini. Sul tavolo il nodo delle candidature e, in particolare il caso-Brescia, dove il Pdl per la provincia, spinge per Giuseppe Romele, mentre il Carroccio minaccia di andar da solo perchè «non vogliamo l'amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera uno stretto collaboratore del Senatùr. Il solo fatto di dover riempire le giornate discutendo di questioni di partito, non fa fare salti di gioia al premier che comincia a dubitare dell'efficacia del triumvirato (Bondi, La Russa, Verdini), anche perchè un analogo esperimento a quattro, fatto anni fa (Bondi, Cicchitto, Scajola e Miccichè), non diede risultati brillanti, mentre Verdini non sembra convincere più il Cavaliere. «Sino alle Europee non si tocca nulla», continua però a ripetere in queste ore il premier che teme contraccolpi non solo nella scelta di un "primum inter pares", ma anche nella definzione delle oltre 400 caselle che si dovranno riempire nel Pdl tra coordinatori regionali, provinciali e comunali. Solo nel Lazio, che la spartizione assegna ad An, è già aperta la lotta tra Vincenzo Piso (Alemanno) e Francesco Aracri (Gasparri), mentre in Campania Viespoli potrebbe farcela con il via libera della Carfagna. Nella speranza di poter discutere anche dello statuto del partito, che è ancora in gestazione, martedì si ritroveranno al Capranica tutti parlamentari del Pdl. Un appuntamento che farà da antipasto alla tre giorni di congresso di fine mese che si aprirà il 27 con gli interventi dei due attuali coordinatori di FI (Verdini) e di An (La Russa) e si concluderà domenica con il discorso di Berlusconi. Il sabato parleranno invece i ministri e, in serata, i delegati. A Fini e Schifani, è stato riservato uno spazio, sabato, di tre quarti d'ora. Ancora avvolto nella nebbia il ruolo che avrà Fini nel Pdl. L'incarico nel Ppe deve infatti fare i conti con gli equilibri interni al partito, visto che Berlusconi ha promesso a Mauro il posto da presidente del Parlamento e a Tajani la riconferma a Commissario Ue.

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L'Svp allerta Vienna: autonomia in pericolo (sezione: Scuola)

( da "Corriere Alto Adige" del 06-03-2009)

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Corriere dell'Alto Adige - BOLZANO - sezione: BOLZANOEPROV - data: 2009-03-06 num: - pag: 5 categoria: REDAZIONALE I rapporti con Roma Oggi la delegazione della Volkspartei vedrà il ministro degli Esteri. Preoccupazione anche in Trentino L'Svp allerta Vienna: autonomia in pericolo Pichler Rolle: «L'Austria deve sapere». Calderoli: «La specialità non è minacciata» L'Obmann: «Negli ultimi mesi troppi attacchi» Holzmann (An) minimizza «Sono preoccupazioni infondate» BOLZANO — Lo scontro con Roma supera il limite di guardia e l'Svp chiede aiuto a Vienna. Oggi lo stato maggiore del partito di raccolta — l'Obmann, il Landeshauptmann e i portavoce alla Camera e al Senato — incontreranno il nuovo ministro degli esteri austriaco Michael Spindelegger. «Negli ultimi mesi ci sono stati diversi attacchi e minacce aperte per noi — avverte Elmar Pichler Rolle — è importante che il governo austriaco sia informato». Intanto da Roma il ministro Roberto Calderoli, che ieri ha incontrato il leader dei Freiheitlichen, si affretta a chiarire che l'autonomia non è assolutamente in discussione. Anche il deputato di An Giorgio Holzmann getta acqua sul fuoco sostenendo che le preoccupazioni della Stella Alpina sono ingiustificate anche se, dice, certe uscite estemporanee sull'autonomia andrebbero evitate. Il vertice tra la delegazione della Volkspartei ed il ministro degli esteri austriaco si terrà oggi ad Innsbruck. Insieme a Pichler Rolle ci saranno il presidente della Provincia, Luis Durnwalder, il portavoce alla Camera Siegfried Brugger e la capogruppo in Senato, Helga Thaler Ausserhofer. Insomma una delegazione ai massimi livelli. «Informeremo il ministro sullo stato delle relazioni tra Roma e Bolzano » dice Pichler Rolle. E non è certo un mistero che i rapporti tra la capitale e la Provincia autonoma siano al minimo storico. L'Obmann parla di aperte minacce da parte dell'attuale maggioranza: «Gli affondi di Brunetta, l'istituzione di una commissione d'inchiesta contro l'autonomia sudtirolese annunciata dal ministro Carfagna, l'intenzione di Calderoli di tagliare parte dei fondi già messi a bilancio e anche il disegno di legge dell'on. Holzmann che vuole concedere il diritto di voto anche a chi risiede in Alto Adige da meno di quattro anni». Anche Durnwalder sostiene che il clima è tutt'altro che collaborativo ma il Landeshauptmann evita di drammatizzare sostenendo che i colloqui avuti con Gianni Letta e Maria Stella Gelmini fanno ben sperare per il futuro. «Anche tra il 2001 ed il 2006 ci sono stati diversi attacchi all'autonomia ma — sottolinea Pichler Rolle — grazie all'impegno dei nostri parlamentari non è stato fatto nulla». Secondo il deputato del Pdl, Giorgio Holzmann, l'uscita di Pichler Rolle va letta in chiave congressuale. «Anche io sono convinto che le modifiche allo Statuto vadano concordate e credo che nell'Svp ci sia un certo nervosismo in vista del congresso. Per il resto — assicura Holzmann — non c'è nessun attacco all'autonomia, piuttosto qualche uscita estemporanea che andrebbe evitate. Forse, come ha chiesto Mitolo, sarebbe il caso di dedicare una seduta del governo alle questioni altoatesine perchè sullo Statuto c'è grande disinformazione. Quanto alla riforma del diritto di voto non è certo un attacco all'autonomia, quella dell'Svp è una difesa d'ufficio». Da Roma interviene anche il ministro Roberto Calderoli che ieri ha incontrato i Freiheitlichen. «L'autonomia speciale non è assolutamente in discussione come l'Svp vorrebbe far credere». Intanto anche i trentini si mobilitano: sabato Patt e Upt manifesteranno a difesa dell'autonomia Marco Angelucci Allarme rosso Elmar Pichler Rolle e Siegfried Brugger incontreranno il ministro degli Esteri austriaco

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Buona condotta, brutte pagelle (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Pesaro)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

PESARO PRIMO PIANO pag. 3 Buona condotta, brutte pagelle Solo tredici studenti con il temuto «5». Il profitto, invece, lascia a desiderare SCUOLA: IL BILANCIO DEL PRIMO QUADRIMESTRE di CLAUDIA DEL MAGNA IL PRIMO quadrimestre è finito e, pagelle alla mano, per gli studenti è tempo di bilanci. La riforma Gelmini inizia a sortire i suoi effetti. Primo su tutti il voto in condotta. I dati nazionali parlano di oltre 34mila studenti con il tanto temuto 5 in condotta. Voto che fa media con gli altri, voto che significa bocciatura. Una situazione che non si rispecchia però negli istituti pesaresi? L'insufficienza in condotta si dovrebbe dare a quegli studenti che hanno collezionato almeno 15 giorni di sospensione. Un'eventualità che a Pesaro non si è verificata. Nonostante questo sono tredici gli studenti che si sono ritrovati in pagella un 5 alla voce «condotta». Otto al «Benelli» e cinque al «Santa Marta». «Le sospensioni dei nostri studenti sono state solo di qualche giorno ha spiegato Sergio Iacobis, preside del «Benelli» ma abbiamo deciso ugualmente per il 5. Tanti, troppi gli episodi non conformi alla vita scolastica, soprattutto con offese nei confronti dei docenti e reiterati comportamenti di disturbo». Anche all'Albeghiero, il preside Gabriele Paci dice: «Quei cinque studenti con voto in condotta insufficiente se lo sono meritato ampiamente. Non conosco caso per caso ma insomma, ci sono stati insulti verso i docenti, e poi liti con pugni e calci tra studenti, avevano già avuto due o tre sospensioni. Il problema a parere mio sono anche i genitori, totalmente incapaci di esercitare autorità sui figli. Li considerano degli amici, e quindi non comandano più né sono minimamente ascoltati. Hanno fatto dei figli straviziati che non rispondono a nessuno. E si prendono 5 in condotta». Decisamente meglio nelle altre scuole, dove non si sono registrati casi tanto gravi da richiedere l'assegnazione del tanto temuto 5. Molti invece i 6 e i 7 che, come conferma anche il preside del liceo scientifico Gustavo Ferretti, «indicano situazioni di preallarme». Un quadro che testimonia un abbassamento dei voti di condotta ma anche una condizione generale che a Pesaro è nettamente migliore rispetto al resto d'Italia. L'altra faccia della medaglia è rappresentata dai tantissimi 10 con i quali, a differenza degli scorsi anni, i consigli di classe hanno voluto premiare gli studenti più meritevoli. Nel solo istituto d'arte «Mengaroni» sono ben 69. VALANGA di insufficienze invece nelle materie di studio. Facendo una media tra tutte le scuole superiori della città la percentuale di studenti che hanno avuto almeno un'insufficienza in pagella si attesta intorno al 65 per cento. Svetta il «Benelli» dove, su un totale di 837 alunni, quelli che hanno almeno una materia sotto il sei sono ben 706 (84%). Particolare il dato del «Cecchi» che ha al suo interno due indirizzi di studio: il tecnico conta un 73 per cento di insufficienti mentre il professionale arriva fino al 90. A seguire l'alberghiero (70%) e l'istituto d'arte (68%). Poi vengono «Genga» e «Bramante», rispettivamente con 60 e 62 per cento. La situazione varia di poco nei licei: 61 per cento allo Scientifico, oltre il 50 a Classico, Linguistico e Psicopedagogico. Se si fa una differenza tra maschi e femmine sono le ragazze ad avere i voti migliori. Matematica è la «bestia nerissima» per la maggior parte degli studenti, insieme alle lingue straniere, a greco e latino nei licei, alle materie di indirizzo negli istituti tecnici e professionali. Un quadro generico che i dirigenti scolastici avevano previsto, «il primo quadrimestre serve a capire le reali difficoltà dei ragazzi, se si decide di aiutare qualcuno si preferisce farlo allo scrutinio finale», hanno confermato tutti i presidi. Gli stessi che hanno attivato molti corsi di recupero pomeridiani per dare la possibilità ai ragazzi di rimediare. Ma a volte sarebbe meglio non dover arrivare a farli.

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Da prof o da Lolita, l'occhiale è maxi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-06 num: - pag: 25 categoria: REDAZIONALE Apre il Mido Vendite in calo, tiene il settore vista. Tornano quelli neri da intellettuale Anni 60 Da prof o da Lolita, l'occhiale è maxi Lenti grandi e forme eccentriche. Fiorucci: devono farsi ricordare MILANO — Se sono da vista sono vistosi, «opponenti», un po' alla maniera degli intellettuali anni '70. Se sono da sole recuperano il modello a farfalla, hanno lenti colorate e certe montature larghe che escono dagli zigomi. Entrambi non svolgono solo una funzione pratica ma sono veri strumenti di comunicazione. Lo sa bene Madonna, che per suo secondo Sticky and Sweet Tour ha scelto occhiali a cuore come la Lolita di Kubrick (con o senza lecca lecca?). Made in Italy, of course, prodotti da Allison in edizione limitata per Moschino, venduti con cofanetto e shopping bag (da 250e). Sono tra le novità del Mido, la più importante fiera dell'occhialeria con circa 1.000 aziende in scena a Rho Pero, da oggi al 6 marzo, 3 mesi prima rispetto alle edizione precedenti. «Per per creare sistema con le altre manifestazioni, Micam, Mipel e Mifur e giocare d'anticipo su Mosca e New York», come ha spiegato il presidente di Mido Vittorio Tabacchi, anche patron di Safilo, industria di quel polo degli occhiali del Bellunese attanagliato della recessione. Con l'export (l'85% delle produzione) diminuito del 4.7% rispetto al 2007, meno 6.9% se si considera l'occhiale da sole. Conseguenza: la produzione scende a 2.597 milioni di euro (meno 6.4%). Cita il crack Lehman Brothers Tabacchi per spiegare che negli Usa, il primo mercato, la vendita degli occhiali da sole è calata del 24.7%, del 10.9% per le montature da vista che vanno bene anche in Francia (+5.4%). La crisi sfronda il superfluo e salva il necessario. La sfida è rinnovare l'occhiale, prodotto che ha 700 anni. E gli italiani sono imbattibili. Materiali, design e tecnologia fanno la differenza per oggetti da esibire senza complessi, anzi con orgoglio. Al Mido quelli del team Ferrari sono «rampanti»: stanghette rosse in acciaio elastico. Aggressivi quelli di Pirelli Pzero, leggeri come piume (20 grammi). Calvin Klein lancia la stanghetta che si stacca e diventa chiavetta Usb. Zerorh+ ha fatto i Lux per gli sportivi: lenti fotocromatiche e aste flessibili. «Tutto quello che sta sul viso cambia l'identità — osserva Elio Fiorucci —. Sarah Palin e Maria Stella Gelmini sono ricordate anche per i loro occhiali». Ma la tendenza è indossare l'occhiale da vista nella notte e on stage. Arisa e Daniele Magro di X-factor su un paio di occhiali da secchione hanno costruito il look. I modaioli esibiscono montature scure, alla Woody Allen di «Provaci ancora Sam». Tom Ford li ha rifatti in tartaruga, neri con astine ondulate quelli di Dolce & Gabbana. Italian Independent di Lapo Elkann recupera l'unisex: in metallo a goccia e il «muso» pronunciato. Quelli da sole? Esagerano. Ingioiellati con Swarovski o perle, hanno nomi suggestivi: «libellula» (Giorgio Armani), «butterfly» (Prada), con fiori (Gucci), pois (i nuovi Yamamay for Sting). Molto diva anni 50 o 70, fate voi. Maria Teresa Veneziani Tecnologici Aggressivi ma essenziali: i più leggeri pesano solo 20 grammi, nei più tecnologici le stanghette diventano chiavette Ubs

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Incognite sull'effetto-tagli (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Incognite sull'effetto-tagli L'organico docenti dipende dagli studenti iscritti Se e quanto i tagli previsti dalla manovra Tremonti-Gelmini incideranno sugli organici della scuola ancora non è dato sapere. Per calcolarli è necessario conoscere il numero degli studenti iscritti per il prossimo anno scolastico. Il termine è scaduto il 28 febbraio e le scuole hanno tempo fino a oggi per inviare i dati degli iscritti all'ufficio scolastico. Poi bisognerà attendere il decreto ministeriale di assegnazione dei posti nell'organico di diritto. «Anche se a oggi - commenta Cristina Vendra segretaria provinciale Cisl Scuola - non possiamo avere la certezza sulle conseguenze dei tagli, possiamo approssimativamente stabilire quanti potranno essere i posti disponibili nel nostro territorio». Secondo un'indagine a campione condotta dalla Cisl regionale, sottraendo il numero dei posti in organico di diritto assegnati lo scorso anno, al numero dei docenti che hanno presentato domanda di pensionamento al 28 febbraio scorso, nella nostra provincia ci sarebbero, nonostante i tagli, molti posti disponibili. «Solo il decreto di autorizzazione degli organici - prosegue Vendra - potrà dirci quante immissioni a ruolo dovranno essere fatte e quanti precari potranno essere inseriti fino a copertura posti». A Ferrara nella scuola infanzia su 220 posti nell'organico di diritto dello scorso anno, sottratti i pensionamenti, rimangono 196 titolari e quindi una disponibilità residua di 24 posti. «Ovviamente - commenta Vendra - per fare un esempio, se i tagli dovessero incidere su 20 posti, ci saranno solo quattro posti da assegnare e quindi verranno meno le supplenze». Nella scuola primaria, su 1063 posti in organico di diritto, sottratti i pensionamenti, rimangono 977 titolari e una disponibilità di 86 posti. Nella scuola di primo grado su 604 posti, i titolari al netto dei pensionamenti sono 532, quindi i posti disponibili sono 72. Nella scuola secondaria di secondo grado su 1189 posti, e 1093 titolari rimangono 106 posti disponibili. «Dai dati - continua Vendra - emerge una disponibilità pressoché invariata per l'infanzia e le superiori (la riforma infatti è rimandata al 2010), mentre qualche problema potrà verificarsi alle elementari e alle medie, perché sono le più colpite dalla riforma». E infatti la novità introdotta dalla riforma Gelmini prevede che gli organici vengano assegnati sulla base delle 27 ore settimanali, con la possibilità per le famiglie di chiedere alle elementari le 30 o le 40 ore. «Secondo le nostre proiezioni - spiega Vendra - i genitori confermano la necessità del tempo lungo tanto alle elementari quanto nella scuola media chiedendo in questo caso 29 ore oppure il tempo prolungato a 36 ore». Per il personale tecnico amministrativo della scuola, sempre secondo la Cisl, la situazione sarà più problematica perché la riforma Gelmini ha modificato, alzandoli, i parametri (numero alunni e numero plessi o sedi funzionanti), sulla base dei quali viene stabilito l'organico. A Ferrara a oggi, gli assistenti amministrativi sono 248, i collaboratori scolastici sono 727, gli assistenti tecnici 131. «Secondo le nostre stime - conclude Vendra - i più penalizzati saranno i collaboratori scolastici. In generale, poiché posti disponibili per i docenti nella nostra provincia ce ne sono, la situazione non dovrebbe essere così drammatica. Il punto interrogativo rimangono sempre i precari che, in presenza dei tagli, potranno non trovare il posto di lavoro». Silvia Siano

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<Ecco la scuola che vogliamo> (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACHE pag. 17 «Ecco la scuola che vogliamo» Da oggi private' a Rimini: attesa anche la Gelmini RIMINI «LA SCUOLA che vogliamo: Libertà, Autonomia, Qualità»: questo il titolo del convegno che da oggi, e fino a domenica, vedrà riuniti a Rimini, presso la Karis Foundation, i gestori e amministratori delle oltre 400 scuole paritarie italiane che costituiscono la Federazione Opere Educative (FOE). «E' un convegno spiegano gli organizzatori che si presenta innanzitutto come documentazione dell'esperienza positiva che le scuole associate rappresentano nel sistema nazionale di istruzione, in un momento storico di svolta per la scuola italiana». Fra i politici che interverranno, è attesa anche Mariastella Gelmini, Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca.

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Pino Ciulu confermato alla Cisl Scuola (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cronaca di Oristano Pagina 4018 Sindacato Pino Ciulu confermato alla Cisl Scuola Sindacato --> Pino Ciulu è stato confermato segretario generale della Cisl-Scuola della Provincia di Oristano. Nella segreteria è stata rieletta anche Elena Aroffu, mentre il Consiglio si è riservato di individuare il terzo componente in un momento successivo. Il consiglio territoriale è inoltre composto da Pierangela Carta, Michele Carrus, Antonella Casu, Bernardo Casu, Remo Cau, Giovannino Craba, Ines Demurtas, Miriam Lepori, Tore Lochi, Antonella Lotta, Carlo Lullia, Enrico Marceddu, Maria Rosaria Marcellino, Giovanna Mocci, Antonio Mulas Serafina Monni, M. Giovanna Mura, Angela Palmas, Rita Pani, Raimonda Piras, Debora Pisanu, Rita Pusceddu, Barbara Raspa, Gisella Scalas, Armandino Sedda, Antonietta Serchisu, Monica Serra, Gianpietro Spada, Giorgina Tidu, Donatella Trogu e Mario Urru. Collegio dei sindaci revisori è composto da Lorenza Careddu, Rita Canargiu e Manuela Loru. L'elezione dei nuovi organismi dirigenti territoriali è avvenuto ieri mattina in città nel corso del terzo congresso provinciale della Cisl-Scuola durante il quale sono stati affrontati i più attuali argomenti che interessano la categoria con particolare riferimento ai decreti Gelmini. ( e. f. )

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Oggi la tavola rotonda, ecco tutti i protagonisti (sezione: Scuola)

( da "Denaro, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Mediterraneo Oggi la tavola rotonda, ecco tutti i protagonisti Il Comune di Pompei presenta la prima tavola rotonda internazionale sulla pace in Libano. L'iniziativa si tiene oggi presso la sala consiliare del Comune di Pompei alle ore 17. All'incontro partecipano il principe Sergio di Jugoslavia, presidente dell'Associazione internazionale Regina Elena (Airh), l'arcivescovo Mikhael Al Jamil, procuratore patriarcale presso la Santa Sede della Chiesa di Antiochia dei Siri, il marchese Fausto Solaro del Borgo, commissario Magistrale dell'Acismom (Associazione dei Cavalieri Italiani del Sovrano Militare Ordine di Malta), il generale di corpo d'armata Mario Prato di Pamparato, comandante del corpo militare Ei-Smom, frà Antonio Nesci, gran priore di Napoli e della Sicilia dello Smom (Sovrano Militare Ordine di Malta), il generale Giovanni Napolitano, luogotenente per l'Italia meridionale dell'Oessg (Ordine equestre del Santo Sepolcro di Gerusalemme), Gianluigi Gaetani Dell'Aquila d'Aragona, cancelliere del Gran priorato di Napoli e Sicilia dello Smom, Francesco Carlo Griccioli della Griglia, presidente onorario dell'Airh, don Pierino Gelmini, fondatore della Comunità Incontro, il sindaco di Pompei, Claudio D'Alessio, i sindaci Ilario Bortolan (Piedicavallo - Bi), Salvatore Perugini (Cosenza), Pasquale Boccia (Rocca di Papa Roma). del 06-03-2009 num.

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<Il mio è un altro calcio> (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

SPORT 06-03-2009 CALCIO L'INTERVISTA «Il mio è un altro calcio» Gasperini: non sono mediatico, ma questo Genoa vola «Abbiamo colmato il gap con le grandi anche grazie a Internet Lo sport e l'Educazione civica andrebbero insegnati nelle scuole: la vera cultura si fonda sul rispetto degli avversari, non sulla vittoria a tutti i costi. Il mio scudetto? Battere domani l'Inter, per quello vero ci provo il prossimo anno» DI MASSIMILIANO CASTELLANI M ai come in questo momento i tifosi genoani si sentono delle Anime Salve. E che peccato che uno dei più grandi tifosi del Grifone, il sommo poeta di Genova Fabrizio De André, non possa cantare le gesta di questa straordinaria rinascita. Appena tre anni fa le carovane rossoblù migravano con la tristezza nel cuore, ma con il petto gonfio d'orgoglio genoano, nelle lande più desolate della C1. Ora il club più antico d'Italia, il Genoa Cricket and Footbal Club (fondato nel 1893), come si conviene a una società con 9 scudetti in bacheca (l'ultimo nel 1924) è tornato tra le nobili del calcio italiano, addirittura in corsa per un posto in Champions. Il patron Enrico Preziosi ha spazzato via la miseria e ridato lustro alla nobiltà che si respira già entrando nell'aulica sede di Pegli, nella cinquecentesca Villa Rostan, un tempo meta delle teste coronate d'Europa. Luogo ideale per ospitare il "Principe" silenzioso Diego Milito, vice capocannoniere in serie A con 15 reti, ma soprattutto il campo base dell'uomo della svolta, il condottiero Gian Piero Gasperini. Lei è un allenatore per niente "medioevale", padrone delle tecnologie, atteso, domani, alla sfida con il futuristico Mourinho... «Nel calcio di oggi la comunicazione sembra venga prima di tutto; saper essere mediatici quindi è sinonimo di "fenomeni", come nel caso di Mourinho. Io questa capacità non l'ho mai avuta e non mi alleno neppure per diventare più comunicativo. Poi ognuno è libero di esprimere la sua personalità come meglio crede, a patto di rimanere sempre entro le regole». Com'è che la società più anziana d'Italia è diventata d'incanto la più amata dai giovani... «Prima i ragazzi della città sulla scia dell'era Mancini-Vialli si avvicinavano di più alla Samp, ora stanno scoprendo il fascino antico, eppure così attuale del Genoa». Merito anche del 4° posto e del calcio spettacolo che state offrendo? «I risultati aiutano, ma dietro c'è un lavoro attento da parte del club che è riuscito a conquistare una fetta nuova di pubblico giovane. Ogni domenica mille ragazzi delle scuole elementari e medie partecipano al progetto " Genoa Club for children": un'esclusiva tutta nostra, con tante attività educative, compresa la "scuola di tifo"». Oltre ad andare regolarmente in rete in campo, molto del lavoro del suo staff tecnico (10 persone) si svolge nella Rete. «Siamo tutti figli di Internet. Le nuove tecnologie ci hanno permesso di colmare il gap che avevamo con le grandi. Avere il mondo a portata di mano senza doversi spostare da Genova è una grande opportunità: siamo riusciti a trovare soluzioni tecniche importanti e giocatori di talento in tempi rapidissimi». Siamo dunque entrati nell'era del calcio tecnologico? «La tecnologia ha una sua importanza nella preparazione delle partite e nella ricerca dei metodi di lavoro, poi alla macchina si devono affiancare le idee e la creatività delle menti umane che in ogni caso hanno sempre la precedenza». Per lei prima di tutto sono sempre venuti i giovani, come dimostrano i 10 anni da tecnico nel settore giovanile della Juventus. «Credevo di chiudere la mia carriera allenando solo i ragazzi, poi ho avuto voglia di confrontarmi con il professionismo, dal Crotone sono arrivato al Genoa dove continuo a lavorare sempre a stretto contatto con il mondo giovanile». Un mondo, quello del calcio, dove si vuole che i calciatori restino eterni "Peter Pan". «Il rischio c'è. Il problema è che il professionismo li vuole pronti, maturi e mediatici già a 18 anni. Così spesso molti ragazzi si perdono, specie quando non hanno dei modelli di riferimento, fuori e dentro il campo, disposti a farli crescere davvero». Colpa anche di una scarsa cultura di base nello sport? «Appena cominciano le prime convocazioni nelle Nazionali giovanili si manifesta il "disinnamoramento" allo studio e questo è un aspetto che per il futuro dobbiamo tenere sotto controllo. Bisogna intervenire subito nel caso di abbandono della scuola da parte di un giovane calciatore, fargli capire che l'istruzione è l'unica ricchezza certa che si ritroverà sempre nella vita». Bell'assist per il ministro Gelmini... «Io sono per l'inserimento dell'Educazione sportiva nelle scuole, affinché aumenti il numero dei praticanti e a latere si possa applicare a ogni singola disciplina, calcio incluso, una serie di materie complementari, come la Storia e soprattutto l'Educazione civica, con cui insegnare il rispetto per gli avversari e i singoli componenti della società». È questa mancanza di educazione sportiva che poi genera i Balotelli? «Balotelli lo conosco soltanto come un giocatore di talento. Ma ci sono tanti ragazzi che agiscono in maniera molto spregiudicata; nei settori giovanili spesso nessuno gli ha insegnato l'arte fondamentale dell'umiltà, inculcandogli invece la cattiva cultura della vittoria a tutti i costi». Un cultura dominante ormai e ad ogni sconfitta il "capro espiatorio" è sempre l'arbitro. «Spesso gli arbitri diventano l'alibi per mascherare i limiti tecnici di una squadra. Dopo gli arbitri, però, in cima alla classifica dei capri espiatori ci siamo sempre noi tecnici. A me finora è andata bene, di solito gli allenatori li mettono al muro, invece mi hanno appena dedicato una piastrella del "muretto" di Alassio». Ora i genoani si aspettano la "Scarpa d'oro" per Diego Milito. «Milito è il giocatore più determinante che abbia mai allenato. Thiago Motta è stato l'affare migliore del Genoa, un giocatore arrivato a parametro zero con un rendimento impressionante. Così come Biava, gente così in forma io la convocherei subito in Nazionale». L'obiettivo futuro di Gasperini? «Battere l'Inter. Per il Genoa sarebbe come vincere lo "scudetto morale" e poi daremmo una grossa mano a riaprire il campionato. Per lo "scudetto concreto" - sorride - ... Magari ci proviamo il prossimo anno». Gian Piero Gasperini, 51 anni, allena da tre stagioni il Genoa (AP)

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SCUOLA: GELMINI, DA CIPE 1 MLD PER L'EDILIZIA (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 6 mar - ''Con il via libera del Cipe questa mattina il Governo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro per l'edilizia scolastica. Questo e' il risultato della battaglia che stiamo portando avanti per rendere le scuole italiane piu' sicure e garantire a tutti il diritto allo studio''. Lo spiega in una dichiarazione Mariastella Gelmini, ministro dell'Istruzione, sottolineando che ''la sicurezza scolastica e' un tema di primario interesse strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano l'impegno del Governo Berlusconi in questo campo''. Le risorse a cui il Cipe ha dato il via libera questa mattina si aggiungono a quelle gia' stanziate per la messa a norma delle scuole italiane. Tra queste: il Piano triennale di messa a norma degli istituti scolastici voluto dal Miur che ha previsto, grazie anche al contributo delle Regioni e degli Enti Locali, uno stanziamento di 300 milioni di euro per il 2009 (300 milioni erano stati assegnati anche per il 2008). Altri 20 milioni di euro annui, tratti dai risparmi delle cosiddette ''spese della politica'', sono stati ripartiti in un fondo per l'adeguamento strutturale antisismico degli edifici scolastici grazie ad una intesa raggiunta dalla Conferenza unificata Stato-Regioni. Inoltre e' stata gia' avviata la messa in sicurezza dei 100 edifici scolastici con i maggiori problemi sotto il profilo della sicurezza sismica. Il 5% delle risorse del Programma delle infrastrutture strategiche e' stato destinato agli interventi di edilizia scolastica nelle zone a rischio sismico.

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Scuola: in Emilia-Romagna l'85% degli studenti sceglie quella statale (sezione: Scuola)

( da "RomagnaOggi.it" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

6 marzo 2009 - 10.32 (Ultima Modifica: 06 marzo 2009) Il discusso decreto Gelmini, con la tanto sbandierata e strenuamente difesa scelta educativa delle famiglie, diventa l'occasione per dare uno sguardo al panorama emiliano-romagnolo, nel raffronto tra statale e paritario, che, per ora, vede ancora l'85% degli studenti (dalle scuole per l'infanzia alle secondarie di secondo grado) iscritto a scuole pubbliche, mentre solo il 15% frequenta istituti privati. Su un totale di 559.033 alunni, il rapporto è di 477.840 a 81.193. Il ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, Mariastella Gelmini, interverrà sul tema, al convegno "La scuola che vogliamo: libertà, autonomia, qualità", organizzato dalla Federazione Opere Educative, in previsione da venerdì a domenica, a Rimini, presso la Karis Foundation. Intanto nel territorio regionale, secondo i dati pubblicati dal Resto del Carlino, gli istituti paritari superano quelli statali, per numero di studenti, solo nel settore dell'infanzia: 59.100, contro 49.332, per un totale di 108.432 alunni. Tra le elementari, predominano le strutture statali: 171.691 iscritti contro i 10.621 che hanno scelto le private (182.312 alunni totali). Per le secondarie di primo grado (medie per intendersi), su 104.163, sono 99.823 gli studenti che frequentano gli istituti statali, contro i 4.340, iscritti alle paritarie. Il divario aumenta ulteriormente nelle superiori, dove su un totale di 164.126 iscritti, 156.994 hanno scelto il pubblico, 7.132 il privato.

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GOVERNO: RIUNIONE BERLUSCONI CON MINISTRI E VERTICI FI (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

GOVERNO: RIUNIONE BERLUSCONI CON MINISTRI E VERTICI FI A PALAZZO GRAZIOLI ALFANO, GELMINI, FITTO, VITO, BONDI E VERDINI commenta 0 vota 0 tutte le notizie di POLITICA ultimo aggiornamento: 06 marzo, ore 13:53

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Rischio sovraffollamento per le "nuove" scuole (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Venezia)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Rischio sovraffollamento per le "nuove" scuole» Venerdì 6 Marzo 2009, Il mondo della scuola si agita alla prospettiva di avere classi sovraffollate a partire da settembre. Presidi e docenti ne hanno parlato ieri nell'auditorium dell'istituto tecnico "Pacinotti", in via Caneve, nel corso di un convegno organizzato dal Cesp di Padova (Centro studi per la scuola pubblica). Ne è scaturita una voce di unanime contrarietà allo schema di regolamento sulla riorganizzazione della rete predisposto a dicembre dal ministro dell'istruzione, in attuazione alla legge Finanziaria, ma che non è ancora stato tradotto in decreto firmato dal presidente della Repubblica. Il testo prevede che con il nuovo anno ci sarà un aumento degli studenti per classe di un paio di componenti, con possibilità di altri sforamenti in presenza di deroghe: alla scuola dell'infanzia si andrà da 18 a 26 fino 29 alunni (in precedenza era da 15 a 28); alla primaria da 15 a 26 fino 27 (da 10 a 25); alla secondaria di primo grado da 18 a 27 fino a 28 (da 10 a 27); in quella di secondo grado, da 27 a 29 fino 30 (da 25 a 28). Un incremento che in pratica avrà un impatto ancora maggiore perché, ad esempio, se con 54 iscritti prima si formavano 3 classi da 18, ora se ne faranno 2 da 27 con un +9 ciascuna. «I parametri contrastano con le norme su edilizia e prevenzione antincendi, che indicano 26 persone per aula, ponendo un problema di sicurezza e qualità della didattica - ha detto Stefano Micheletti dei Cobas - Invitiamo ogni istituto a creare un gruppo di lavoro per vigilare affinché le stanze delle scuole non siano sovraffollate». Più alunni e meno classi, naturalmente, significheranno meno insegnanti in servizio: la legge prevede che del superamento del limite massimo si assuma la responsabilità il dirigente scolastico con apposita dichiarazione. «La relazione educativa che fa della scuola una buona scuola va in crisi quando i professori di fronte non hanno un gruppo di studenti, ma una folla indistinta dove non si incontrano più le singole soggettività: credo che un numero eccessivo di ragazzi per classe non sia un indicatore di qualità», ha sostenuto la preside del liceo "Benedetti", Isabella Albano. La questione si sta facendo sempre più calda perché è proprio in questi giorni che si formano i cosiddetti organici di diritto, una volta concluse le prescrizioni con la fine del mese di febbraio, in attesa degli aggiustamenti tramite quelli di fatto, di solito peggiorativi, a settembre. Il sindacato autonomo Snals, il più rappresentativo, ha appena perduto un ricorso al Tar, ma ha già annunciato di ricorrere al Consiglio di Stato, per ribaltare la sentenza. Il segretario Giovanni Giordano ha chiesto «l'apporto di tutti per costruire un fronte compatto utile a fare chiarezza sulla vicenda a tutela dei posti di lavoro, della qualità del servizio e della sicurezza». All'assemblea è arrivata la solidarietà dell'assessore provinciale per l'Educazione, Andrea Ferrazzi, che ha criticato fortemente il progetto della Gelmini. «La questione che qui discutiamo sarebbe comico se non fosse tragico e purtroppo non mi sembra che ci sia una via d'uscita - ha spiegato - Delle due l'una: o si ritira il nuovo regolamento oppure si cambiano i parametri di legge esistenti che non potranno più essere rispettati. Ma siccome è più semplice rivedere la normativa, che abbattere i muri delle scuole per costruire aule più grandi, si riveda la normativa». Sul problema del sovraffollamento, anche a Venezia, s'annuncia una primavera calda. Alvise Sperandio

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Contro la scure sulle risorse destinate alla scuola si alza il fronte (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Contro la scure sulle risorse destinate alla scuola si alza il fronte Venerdì 6 Marzo 2009, Pieve di Soligo Trova consensi importanti la lettera scritta da Jacopo Beltrame e Carlo Donadel del consiglio d'istituto comprensivo di Pieve di Soligo per difendere "le risorse destinate alla scuola", messe a rischio dai "tagli" previsti dalla riforma Gelmini. Con il documento, spedito agli uffici scolastici provinciale e regionale, al Ministero dell'Istruzione e ai sindaci di Refrontolo e Pieve, si chiede di "tutelare ciò che effettivamente conta per l'educazione, per riuscire a garantire ai nostri figli tempi, spazi e qualità nella scuola pubblica, diritto e dovere dei piccoli e grandi cittadini". Una posizione che incontra l'appoggio del consigliere regionale Marco Zabotti, capogruppo della lista civica "Per il Veneto con Carraro": «Condivido le istanze e le preoccupazioni espresse nella recente assemblea pubblica a Pieve e nella lettera dei rappresentanti dei genitori dell'Istituto comprensivo di Pieve di Soligo e Refrontolo. Occorre un sostegno concreto del tempo lungo nelle scuole primarie della nostra regione: per questo ho sottoscritto e votato la mozione, approvata pressoché all'unanimità dal consiglio regionale, che impegna la giunta Galan ad "intraprendere tutte le opportune iniziative nei confronti del Governo per tutelare i servizi erogati dalle scuole nel territorio veneto"». Zabotti ribadisce come il ridimensionamento delle risorse umane nella scuola primaria rischi di ridurre l'offerta formativa per il "tempo lungo" e il "tempo pieno", mettendo in crisi l'organizzazione stessa delle famiglie, formate in prevalenza da genitori lavoratori. «A Treviso - aggiunge il consigliere "civico" - gran parte delle famiglie hanno scelto per l'iscrizione alla scuola primaria del prossimo anno il tempo lungo di 30 ore o il tempo pieno delle 40. Ma se la riforma non verrà modificata, ben 9 famiglie su 10 nella nostra regione non potranno usufruire di questa offerta formativa, per carenza di personale. Sollecito la Giunta e in particolare l'assessore Donazzan ad intervenire per tutelare le famiglie, preservando la specificità del modello scolastico della nostra regione e facendosi portavoce delle istanze dei genitori nell'incontro di sabato prossimo a Roma con il ministro Gelmini». Martina Tonin

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Sicurezza, due scuole videosorvegliate (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sicurezza, due scuole videosorvegliate Canova e Fusinieri osservati speciali dopo episodi di bullismo, vandalismo e anche spaccio di droga Venerdì 6 Marzo 2009, Dal prossimo anno scolastico telecamere aperte su Canova e Fusinieri. Questi i due istituti superiori scelti dalla Provincia per il via all'operazione sicurezza dentro e fuori le scuole voluta dall'assessore Marcello Spigolon. La presentazione di questa iniziativa è avvenuta ieri all'interno del convegno "La sicurezza nelle scuole" tenutosi a Palazzo Folco. Tra i partecipanti anche l'assessore regionale all'istruzione Elena Donazzan che ha espresso vivo apprezzamento per la decisione dell'Amministrazione Provinciale vicentina. "Le immagini registrate dal sistema di videosorveglianza saranno monitorate dalla Polizia Provinciale- ha spiegato Spigolon- Pensiamo così di rispondere alle richieste che ci sono giunte da presidi, insegnanti e famigliari degli studenti per contrastare fenomeni di bullismo, spaccio e vandalismo. Il fondo regionale ci mette a disposizione, per questa e altre iniziative sulla sicurezza, 480 mila euro (150 mila in spese correnti e il resto in conto capitale). Ma confidiamo anche in una ripresa degli investimenti provinciali dopo il calo di entrate dovuto alla diminuzione di immatricolazioni auto". L'assessore provinciale al patrimonio Nereo Galvanin ha invece presentato il lavoro di monitoraggio degli edifici scolastici. Un lavoro che, dopo i tragici fatti di Rivoli (il crollo fatale di un controsoffitto lo scorso 25 novembre), il Ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ha affidato alle Regioni con l'incarico di formare gruppi di lavoro. Martedì scorso Galvanin, in rappresentanza di tutti gli enti provinciali del Veneto, ha partecipato alla riunione del gruppo a Venezia. Entro il 25 marzo ogni Comune dovrà aver segnalato un proprio tecnico da affiancare alla Magistratura delle acque. Da quel momento gli enti avranno sei mesi di tempo per compilare un'apposita scheda sullo stato di soffitti, parapetti, rivestimenti, infissi e impianti. L'Assessorato regionale all'Edilizia Scolastica ha certificato l'esistenza in Veneto di 3.790 edifici scolastici e ne ha valutato lo stato utilizzando un punteggio da 0 a 56 (dove 0 è il valore ottimale, raggiunto in regione da cinquantacinque sedi, e 56 quello peggiore). La media regionale è di 11.8. "Ogni anno la Provincia di Vicenza- ha ricordato Galvanin- spende per l'edilizia scolastica circa 19-20 milioni di euro, che vanno ad aggiungersi a quelle ordinarie". Enrico Soli

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Rosà A Rosà il 99 per cento delle famiglie dei bambini delle elementari ha scelto il t... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Vicenza)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Venerdì 6 Marzo 2009, Rosà A Rosà il 99 per cento delle famiglie dei bambini delle elementari ha scelto il tempo pieno con 40 ore o il tempo lungo, 32 ore. Solo tre su 163 hanno scelto le 24 ore. E questo ha obbligato il primo cittadino Manuela Lanzarin a prendere posizione facendo approvare alla sua Giunta "un mandato al sindaco di assumere tutte le iniziative necessarie presso le sedi competenti per tutelare i servizi erogati dalla scuola primaria di Rosà". Gli amministratori rosatesi si sono accorti di quello che da tempo gli insegnanti del posto, prima con una affollatissima assemblea al Teatro Montegrappa, poi con interventi personali del direttore Renato Cenzato, andavano ricordando: che c'era il pericolo di un ridimensionamento del servizio scolastico locale. "La nostra scuola- aveva fatto sapere una settimana fa con un comunicato il direttore Cenzato - è collocata, come tutte quelle del Nordest, ad un livello di eccellenza sia in campo dell'educazione scientifica che di quella matematica, con un livello che è superiore a quello europeo. C'è il pericolo però, con il taglio del personale, che salti questa eccellenza". L'altro ieri il sindaco Lanzarin, che è anche assessore all'istruzione, ha ammesso con un suo comunicato: "I tagli al corpo docenti ed al personale di servizio Ata,viste soprattutto le caratteristiche del servizio scolastico a Rosà, indebolirebbero tutta l'organizzazione di un sistema di qualità che risponde alle esigenze delle famiglie ed in cui la nostra amministrazione sta investendo da tempo molte risorse." Il sindaco rosatese ha ricordato quanto la sua amministrazione ha in cantiere per la scuola primaria: "Accanto al progetto già in parte finanziato per la ristrutturazione della scuola primaria del capoluogo Giovanni Pascoli, con l'ampliamento dei locali adibiti al servizio mensa e alla creazione di nuovi ambienti da destinare a laboratori, l'amministrazione di Rosà - ha ricordato Manuela Lanzarin - ha in corso in questo periodo una prima valutazione con la Direzione didattica ed i genitori interessati per l'unificazione dei plessi scolastici delle frazioni di San Pietro e Cusinati". Il sindaco ha detto di voler impegnare anche la Regione perché difenda gli interessi del Veneto al Ministero, e ha ricordato: "Nella mia veste di deputato ha già oltremodo interessato i colleghi della Lega Nord componenti della Commissione pubblica istruzione di approfondire la tematica. È in programma per questo, nelle prossime sedute della Camera, un question time al ministro Maria Grazia Gelmini". Silvano Bordignon

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Comune, mozione pro tempo lungo (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Comune, mozione pro tempo lungo Venerdì 6 Marzo 2009, (C.Z.) "Il tempo lungo e il tempo pieno nelle scuole di Montagnana non hanno colore politico, ma è una esigenza e una precisa richiesta dei cittadini". Di questo ne è convinto il sindaco Giuseppe Mossa il quale ha presentato una mozione in consiglio comunale chiedendo che venga salvato il tempo pieno nelle scuole del territorio. "Il tempo lungo -ha detto Mossa-, non è certo uno sfizio ma un'esigenza. Non a caso piu' interventi nel corso degli anni l'amministrazione comunale ha voluto fare per garantire il servizio che le famiglie di Montagnana chiedono. Infatti il ridimensionamento del sistema scolastico rischia di mettere in ginocchio le famiglie montagnanesi con entrambi i genitori che lavorano e che hanno sempre fatto affidamento sul tempo prolungato. Ora con le casse del comune vuote, se il tempo pieno venisse meno, come comune non avremmo le risorse per intervenire. Per questo chiediamo che il decreto in relazione al tempo pieno della scuola primaria venga ritirato". In sintonia con il sindaco tutta la minoranza, anche se una distinzione di fondo -ha sottolineato il capogruppo Maurizia Dosso- va fatta. "E' chiaro che il decreto del ministro Maria Stella Gelmini non ha nulla a che fare con una seria riforma della scuola, ma risponde soltanto ad una logica di bilancio impartita dal ministero delle Finanze. Detto questo è giusto anche ricordare che tutte le scelte politiche hanno una matrice e un colore, e questa scelta di certo non felice porta il nome del governo centrale attuale: il governo di centrodestra".

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Stanziato un miliardo per la messa in sicurezza degli edifici pubblici (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 56 del 2009-03-06 pagina 0 Scuola, dal Cipe via libera a 1 miliardo di euro di Redazione Il ministro Gelmini: "E' il risultato della battaglia che stiamo portando avanti". Impegno del governo a rendere le scuole italiane "più sicure e garantire a tutti il diritto allo studio". Via libera alla messa in sicurezza degli edifici scolastici Roma - "Con il via libera del Cipe stamani il Governo ha messo a disposizione 1 miliardo di euro per l?edilizia scolastica. Questo è il risultato della battaglia che stiamo portando avanti per rendere le scuole italiane più sicure e garantire a tutti il diritto allo studio". Il ministro dell?Istruzione, Mariastella Gelmini, ha voluto sottolineare che la sicurezza scolastica è "un tema di primario interesse strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano l?impegno del governo Berlusconi in questo campo". Le risorse stanziate dal Cipe Le risorse a cui il Cipe ha dato il via libera questa mattina si aggiungono - ricorda il dicastero di viale Trastevere in una nota - a quelle già stanziate per la messa a norma delle scuole italiane. Le risorse stanziate: -il Piano triennale di messa a norma degli istituti scolastici voluto dal ministero dell?Istruzione che ha previsto, grazie anche al contributo delle Regioni e degli Enti Locali, uno stanziamento di 300 milioni di euro per il 2009 (300 milioni erano stati assegnati anche per il 2008) -altri 20 milioni di euro annui, tratti dai risparmi delle cosiddette "spese della politica", sono stati ripartiti in un fondo per l?adeguamento strutturale antisismico degli edifici scolastici grazie a una intesa raggiunta dalla Conferenza unificata Stato-Regioni -è stata già avviata la messa in sicurezza dei 100 edifici scolastici con i maggiori problemi sotto il profilo della sicurezza sismica -il 5% delle risorse del Programma delle infrastrutture strategiche è stato destinato agli interventi di edilizia scolastica nelle zone a rischio sismico -è stato rinnovato inoltre il protocollo di intesa tra ministero e Inail grazie al quale è attivato un ulteriore piano di finanziamento per un importo complessivo di 100 milioni di euro per l?adeguamento a norma delle scuole di primo e secondo grado -la messa in sicurezza delle scuole è una priorità del Governo Berlusconi riconosciuta come tale anche dal Decreto anticrisi che prevede espressamente l?assegnazione di una quota delle risorse nazionali del Fondo Aree Sottoutilizzate. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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SARANNO PIù DI 1500 I TAGLI ALLE CATTEDRE DI SALERNO E PROVINCIA PREVISTI PER IL PROSSIMO ANNO ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Salerno)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Saranno più di 1500 i tagli alle cattedre di Salerno e provincia previsti per il prossimo anno scolastico. Un numero raddoppiato se si considera che nel corso di quest'anno si sono registrati circa 900 posti in meno nelle varie classi di concorso. La previsione allarmante viene lanciata direttamente dai membri provinciali dei Cobas Scuola che definiscono "drammatica" la posizione di migliaia di docenti precari e non, presenti nel capoluogo e in provincia. Secondo i Cobas gli effetti della legge Gelmini ricadranno non solo sul mondo del precariato ma anche su quello dei docenti ordinari. "Se infatti i precari sono destinati a scomparire - avverte Alessandro D'Auria, componente provinciale del Comitato di base della scuola - anche i colleghi titolari rischiano seriamente di rimanere senza lavoro". La possibilità di trovare, infatti, in prossimità dell'inizio del nuovo anno scolastico docenti di ruolo in sovrannumero è quantomai concreta. "Ricordiamo a questi insegnanti che in assenza di collocazione si rischia il licenziamento dalla scuola - afferma D'Auria - quindi chi non si è ancora reso conto della gravità della situazione farà bene nei prossimi mesi a mettere in movimento la macchina della mobilitazione". Preoccupazione e forte amarezza: sono stati questi sentimenti a caratterizzare l'assemblea pubblica svoltasi ieri nella sala "Martin Luther King" della parrocchia del Volto Santo a Pastena e organizzata dai Cobas Scuola. A prendere parte all'incontro sono stati genitori, alcuni studenti del liceo classico "F. De Sanctis" guidati dal professore Nello De Bellis e membri del personale della scuola pubblica. Temi caldi: i tagli agli organici previsti per i prossimi mesi e la riduzione del tempo scuola. La discussione ha toccato inevitabilmente la futura introduzione del maestro unico che "porterà alla eliminazione delle compresenze e quindi a una ingente riduzione del corpo docente", riferisce Teresa Vicidomini, componente dell'esecutivo nazionale Cobas Scuola. "La scuola primaria era l'unico ordine di scuola ancora funzionante - chiude Vicidomini - ora col ritorno all'insegnante unico di riferimento il governo ha deciso di metterlo in ginocchio". Si accende intanto la fiamma della protesta dei docenti precari che hanno programmato per il prossimo 28 marzo una manifestazione nazionale a Roma con l'obiettivo di confrontarsi sui temi della crisi che ha inevitabilmente colpito il settore della formazione. Mentre stasera, a partire dalle 17, Cobas, Rdb ed Sdl si riuniranno in un sit in di protesta sotto palazzo Prefettura per rivendicare il diritto allo sciopero: nell'occasione verrà chiesto un incontro col prefetto di Salerno Claudio Meoli. gia. sol.

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MARCO CONTI ROMA. I MALDIPANCIA SONO FORTI E LA VOGLIA DI CONTARSI MOLTO SCARSA, MA LA DECISIONE ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

MARCO CONTI Roma. I maldipancia sono forti e la voglia di contarsi molto scarsa, ma la decisione di Silvio Berlusconi di schierare in lista alle elezioni Europee tutti i ministri sembra ormai cosa fatta. Le resistenze opposte da più di un interessato quando qualche tempo fa questo giornale riportò l'indiscrezione, non sembrano superare la voglia del premier di limitare al massimo le sorprese che potrebbero emergere dal risultato europeo qualora si lasciassero correre, con il voto di preferenza, tredici candidati dietro il nome del Cavaliere che guiderà le liste in ogni circoscrizione. La capacità di An di sommare voti di preferenze alle scorse Europee fu infatti doppia rispetto a quella di FI. Meglio quindi "inzeppare" le liste di ministri-candidati che poi si dimetteranno, che rischiare di vedere stravolto il rapporto di 70 a 30 che dovrebbe regolare anche la composizione del gruppo Pdl a Bruxelles. I problemi non mancano anche nella distribuzione dei ministri visto che nel Nord-Est si potrebbero affollare i ministri Sacconi, Brunetta e Frattini. Nella circoscrizione Centrale, che comprende il Lazio, potrebbero correre la Meloni, Matteoli e, forse, La Russa. Dietro la Angelilli, Bartolozzi, Turchi, Antoniozzi, Pallone, Zappalà, Spurria e Salatto. Al Sud, il ministro Fitto correrà dietro il premier e a seguire Tatarella, Gargani, Andria, Ermanno Russo e Patriciello. In questi giorni l'agenda del premier è fitta di appuntamenti legati alle amministrative ed Europee e all'appuntamento congressuale di fine mese. Ieri a palazzo Grazioli ha incontrato i ministri La Russa (An) e Calderoli (Lega) e il coordinatore azzurro Verdini. Sul tavolo il nodo delle candidature e, in particolare il caso-Brescia, dove il Pdl per la provincia, spinge per Giuseppe Romele, mentre il Carroccio minaccia di andar da solo perché «non vogliamo l'amichetto della Gelmini», come sosteneva ieri sera uno stretto collaboratore del Senatùr. La querelle non è stata risolta e si intreccia con un'altra serie di casi ancora aperti, a cominciare dalle doppie candidatura di Bologna e Firenze (Guazzaloca-Cazzola e Galli-Toccafondi). Il solo fatto di dover riempire le giornate discutendo di questioni di partito non fa fare salti di gioia al premier che comincia a dubitare dell'efficacia del triumvirato (Bondi, La Russa, Verdini), anche perché un analogo esperimento a quattro, fatto anni fa (Bondi, Cicchitto, Scajola e Miccichè), non diede risultati brillanti, mentre Verdini non sembra convincere più il Cavaliere. «Sino alle Europee non si tocca nulla», continua però a ripetere in queste ore il premier che teme contraccolpi non solo nella scelta di un "primum inter pares", ma anche nella definizione delle oltre 400 caselle che si dovranno riempire nel Pdl tra coordinatori regionali, provinciali e comunali. Solo nel Lazio, che la spartizione assegna ad An, è già aperta la lotta tra Vincenzo Piso (Alemanno) e Francesco Aracri (Gasparri), mentre in Campania Viespoli potrebbe farcela con il via libera della Carfagna. Nella speranza di poter discutere anche dello statuto del partito, che è ancora in gestazione, martedì si ritroveranno al Capranica tutti parlamentari del Pdl. Un appuntamento che farà da antipasto alla tre giorni di congresso di fine mese che si aprirà il 27 con gli interventi dei due attuali coordinatori di FI (Verdini) e di An (La Russa) e si concluderà domenica con il discorso di Berlusconi. Il sabato parleranno invece i ministri e, in serata, i delegati. A Fini e Schifani, è stato riservato uno spazio, sabato, di tre quarti d'ora. Ancora avvolto nella nebbia il ruolo che avrà Fini nel Pdl. L'incarico nel Ppe deve infatti fare i conti con gli equilibri interni al partito, visto che Berlusconi ha promesso a Mauro il posto da presidente del Parlamento e a Tajani la riconferma a Commissario Ue.

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MOLTI STUDENTI PROTAGONISTI DI STUDIARE L'IMPRESA, L'IMPRESA DI STUDIARE PROSEGUIRAANNO ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Molti studenti protagonisti di «Studiare l'impresa, l'impresa di Studiare» proseguiraanno gli studi in ambito universitario, e troveranno atenei parzialmente modificati. Soprattutto, potranno scegliere anche in base alle graduatorie di merito introdotte dalla legge Gelmini, approvata in via definitiva dalla Camera dei deputati lo scorso gennaio. Gli istituti saranno giudicati in base a parametri definiti dal Comitato nazionale di valutazione del sistema universitario statale (Cnvsu) e dal Comitato di indirizzo per la valutazione della ricerca. L'analisi dei due organismi avrà riflessi concreti sull'attività degli atenei. Quelli che spenderanno più del 90% del fondo di finanziamento ordinario per gli stipendi avranno preclusa la possibilità di bandire concorsi per docenti, ricercatori o personale amministrativo. Si tratta di un vincolo non da poco, se si pensa che un recente rapporto del Cnvsu ha indicato in 26 istituti su 58 quelli che evidenziano un'incidenza eccessiva dei costi per il personale. Le università migliori non avranno diritto soltanto a rinfoltire gli organici. Per quelle con valori più elevati in ordine a «offerta formativa, qualità della ricerca scientifica, efficacia ed efficienza delle sedi didattiche» è stabilito un incremento di risorse pari al 7% del fondo di finanziamento ordinario e del fondo straordinario della Finanziaria 2008. I giovani potranno quindi indirizzare le loro scelte verso atenei che avranno ricevuto una consacrazione pubblica per elevati standard qualitativi. La Gelmini prevede anche un diverso sistema di scelta dei professori universitari. Ordinari di cattedra e associati saranno selezionati da una commissione formata da cinque componenti di cui uno solo nominato dalla facoltà cha avrà richiesto il bando, mentre gli altri quattro verranno sorteggiati tra un elenco di ordinari del settore scientifico-disciplinare in questione. Un sistema simile, nell'intento di assicurare maggiore trasparenza ai concorsi, caratterizzerà la selezione dei ricercatori. Aumentano, inoltre, le borse di studio per gli studenti e sono finanziati ulteriori 1.700 posti nelle residenze universitarie.

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PDL: VERTICE FI DA BERLUSCONI PER ORGANIZZAZIONE CONGRESSO (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

(ASCA) - Roma, 6 mar - Definire gli aspetti organizzativi del congresso costitutivo del Popolo delle Liberta' che si svolgera' a Roma dal 27 al 29 marzo prossimo. Sarebbe questo l'oggetto di un vertice che si e' svolto a Palazzo Grazioli subito dopo il Consiglio dei ministri e che ha visto coinvolti alcuni ministri di Forza Italia (dell'Istruzione Gelmini, dei Beni culturali Bondi, degli Affari regionali Fitto, dei Rapporti con il Parlamento, Vito) e il capogruppo del Pdl al Senato Gaetano Quagliariello insieme al coordinatore di Forza Italia, Denis Verdini e al sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta e Paolo Bonaiuti. Durata oltre due ore, la riunione e' servita, secondo uno dei partecipanti, a ''fare il punto della situazione in generale e in particolare sul congresso del Pdl per il quale abbiamo definito alcuni aspetti organizzativi''.

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Specializzandi: Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace ritardo (sezione: Scuola)

( da "KataWeb News" del 06-03-2009)

Argomenti: Scuola

Specializzandi: Lenzi (Cun), concorso a maggio spiace ritardo 6 marzo 2009 alle 16:19 — Fonte: repubblica.it — 0 commenti Il concorso per l'accesso alle scuole di specializzazione medica si farà a giugno prossimo con tre mesi di ritardo rispetto al 2008: dispiace il ritardo che si aggrava per chi laureatosi regolarmente deve utlteriormente aspettare in ragione del ritardo. Lo afferma il Presidente del Cun, Consiglio Universitario Nazionale, Andrea Lenzi per il quale, "l'iter per la pubblicizzazione del bando di concorso da parte del Miur, ora prevede la definizione dei contingentamenti -- quanti cardiologi o gastroenterologi -- da parte della Conferenza Stato-Regioni il 19 marzo prossimo". Insomma, salvo imprevisti, il concorso per i 5000 posti alle scuole di specializzazione si farà a giugno. "Ma -- obietta il Presidente Nazionale del Sigm, Segretariato Italiano Giovani Medici, Walter Mazzucco -- la specializzazione è un prerequisito essenziale per accedere al ruolo di dirigente medico ed il ritardo nell'accesso alla formazione implica un ritardo al mondo del lavoro: ogni mese che passa senza contratto è un mese perso, un danno non solo formativo". Dal Ministero dell'Università (Miur) competente assieme al Welfare, vengono rassicurazioni sulla pubblicazione dei bandi entro la prima decade di Aprile 2009, fermo restando "l'impegno" a trovare un accordo con le Regioni in sede di Conferenza Stato Regioni. "Siamo nelle mani dell'alta burocrazia ministeriale che decide spesso senza criteri sulle pelle dei giovani medici -- aggiunge Mazzucco -- come è stato per gli accorpamenti delle scuole di specializzazione fra regioni diverse e nella stessa regione: non siamo contrari a questa riforma ma non la si può calar dall'alto a ridosso del concorso". Dunque, forte perplessità sull'applicazione degli accorpamenti delle scuole di specializzazione per il corrente anno accademico: "anche se abbiamo registrato l'apertura del Miur a limitare l'entità della razionalizzazione, in funzione delle specificità regionali -- conclude Mazzucco -- Ci appelliamo al Ministro Gelmini affinché queste dichiarazioni si traducano in atti concreti ed alle Regioni perché non ostacolino ulteriormente l'iter". AGI

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Il tempo pieno , che non piace al ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di Asti,... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il «tempo pieno», che non piace al ministro Gelmini, piace moltissimo ai genitori di Asti, che, come nel resto dell'Italia, hanno scelto l'orario lungo della scuola elementare, perché rispondente alle loro esigenze e a quelle dei bambini. La scuola elementare a tempo pieno funziona bene, è un servizio educativo essenziale, pensato con adeguati tempi di formazione e di apprendimento. Così le famiglie ne chiedono la conferma, anche quando i governanti riducono i finanziamenti. I dirigenti scolastici hanno detto che sarà però molto difficile garantire le richieste dei genitori perché i tagli ridurranno il numero dei docenti, quindi si dovrà fare a meno della compresenza degli insegnati sulla stessa classe, che attualmente permette l'organizzazione di certe attività, visite esterne, sperimentazioni, che dal prossimo anno potrebbero essere abolite per causa di forza maggiore. La giustificazione del ministro è nota: meglio il maestro unico perché due insegnanti per classe con competenze diverse sono troppe per la mentalità del bambino, creano confusione. Giustificazione davvero infondata, tanto che i genitori non ne hanno tenuto in alcun conto. Spesso il ministro dell'istruzione è stato definito da studenti burloni della distruzione, ma questa volta è proprio così, distruzione della scuola pubblica.

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Ipsia Lombardi, scuola dei Lucignoli (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

RIFORMA GELMINI. UN CLAMOROSO RISVOLTO VERCELLESE Ipsia Lombardi, scuola dei Lucignoli [FIRMA]GLORIA POZZO VERCELLI Il ministro Gelmini rispolvera il cinque in condotta? Un motivo ci sarà, viene da pensare, almeno dopo una prima occhiata ai numeri. Che parlano di 35 mila insufficienze in tutta Italia. Una sessantina a Vercelli. Con una particolarità: 55 sono raggruppati in una sola scuola. E' l'Istituto professionale per l'industria e l'artigianato (Ipsia) «Lombardi», dove a ritrovarsi con il 5 in condotta è stato quasi il 10 per cento degli alunni, visto che la scuola ne conta esattamente 600. Una vera e propria ecatombe nelle prime classi, dove su 155 allievi le insufficienze in condotta sono state addirittura 21: un 13 per cento di quattordicenni davvero impossibili. Dodici su 146 i cinque nelle seconde classi, 9 nelle terze (su 123 allievi), 10 nelle quarte (su 90 allievi), mentre nelle ultime classi i cinque in condotta sono tre su 86. Ma che cosa avranno mai fatto di così terribile tutti questi ragazzi? «Il cinque non è quasi mai frutto di un solo episodio - spiega il preside Silvano Gardinale -, ma di una serie di comportamenti scorretti reiterati nel tempo: atti di vandalismo nei confronti di oggetti e persone, risse dove a volare non sono soltanto le parole, ma soprattutto insulti e parolacce. Verso i professori, e in qualche caso anche nei miei confronti». Nessuno di questi 55 ragazzi è mai arrivato ai 15 giorni di sospensione indicati dal ministero, ma i provvedimenti sono stati parecchi, e si è arrivati anche ai dieci giorni di allontanamento dalla scuola. «Certo non si tratta di numeri irrilevanti - ammette il preside -, ma abbiamo colto l'occasione fornita dal nuovo decreto per tentare di dare un segnale forte ai ragazzi e alle loro famiglie: gli anni scorsi questi 5 sarebbero stati dei 6 o dei 7, e avrebbero fatto meno clamore. Ma in questo modo speriamo anche di ottenere migliori risultati nel secondo quadrimestre». Va ricordato che fino ad oggi il voto in condotta ha avuto solo un valore simbolico, non determinante ai fini della promozione o della bocciatura. Anche il ragazzo più maleducato, insomma, se portato in consiglio di classe con un 7 o addirittura un 6, poteva confidare nella promozione grazie alla media dei voti nelle altre materie. Da quest'anno invece il voto in condotta farà media, e con un 5 nel secondo quadrimestre sarà automatica la bocciatura. E' la prima volta che i prof. possono ricorrere a questo voto, frutto di un provvedimento introdotto a gennaio proprio a ridosso degli scrutini, e per questo oggetto di diverse interpretazioni.

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Al Floriani ben tre allievi su quattro in difficoltà (sezione: Scuola)

( da "Trentino" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Matteo Cassol Al Floriani ben tre allievi su quattro in difficoltà Un po' meglio liceo e Gardascuola: anche qui, però, percentuali forti di insufficienze L'esito del primo quadrimestre nelle scuole superiori della Busa è più disastrato che a Trento (anche se migliore che nel resto d'Italia). La scure dei professori durissima soprattutto nelle prime RIVA. Gli studenti altogardesani? Messi maluccio, cioè asini: ma, rispetto ad altri, non troppo. Come i colleghi del capoluogo trentino, gli iscritti alle scuole superiori di Riva e dintorni dopo gli scrutini del primo quadrimestre si dimostrano tutt'altro che privi di lacune, anche se mediamente meno disastrati di quel che si registra a livello nazionale. Complessivamente in Busa il numero di ragazzi con almeno un' insufficienza (in prospettiva equivalente a un debito formativo, da recuperare con gli esami di riparazione se fosse stata adottata anche in provincia la riforma dell'ex ministro Fioroni in vigore altrove, e - in quinta - alla mancata ammissione all'esame di Stato) è inferiore alla linea di tendenza nazionale che vede nei guai il 72% degli scrutinati; non sfugge però come anche in zona non manchino i punti dolenti. A togliere le castagne dal fuoco sono il liceo Andrea Maffei e l'istituto Gardascuola, mentre all'istituto Floriani il dato è particolarmente pesante. Relativamente disciplinato appare il primo (considerando classico, scientifico, linguistico e pedagogico assieme), con "solo" - ma pensandoci non è affatto poco - il 47,78 % di insufficienti; quasi in sintonia con Trento e il suo 62 % di problematici il secondo, con due studenti su tre a piangere per almeno una voce in pagella; tra chi frequenta la struttura di viale dei Tigli, invece, a capitolare al momento del giudizio di metà anno è il 75,12 % dei ragazzi (oltre tre su quattro), con un picco del 76,55 negli indirizzi commerciale e geometri considerati unitariamente, mentre all'Iti si "scende" al 74,09. Mano leggera da parte dei docenti, invece, per quel che riguarda il voto di condotta, dove non è fioccato alcun cinque (ma anche pochissimi sette, a dirla tutta), forse se non soprattutto in virtù del fatto che - come quelli del suo predecessore - anche i dettami dell'attuale titolare dell'istruzione Gelmini (col comportamento che fa media e può costare l'anno) da queste parti in virtù dell'autonomia sono rimasti lettera morta. Tornando al profitto prettamente didattico, in crisi risultano soprattutto i "primini": all'indirizzo tecnico-turistico di Gardascuola il campanello dall'allarme suona per l'82% (anche se nell'anno inaugurale del liceo scientifico-infermieristico della cooperativa arcense i rimandati virtuali calano al 54%), mentre al liceo è il 56% dei novellini ad avere motivi di grattacapo: tutto normale - spiega però la vicepreside - perché ci sono sempre quelli che forse si sono sopravvalutati e di lì a poco dopo la batosta cambieranno aria. Via via che passano le stagioni e la selezione naturale ha fatto il proprio corso, effettivamente, le cose migliorano: al Maffei gli insufficienti sono il 50,29 percento in seconda, il 50 in terza, il 42,42 in quarta e il 36,96 in quinta. Le materie più ostiche per i liceali rivani, considerando quelle comuni tra tutti gli indirizzi? Matematica (il 28 % ci capisce poco), latino (25 %), inglese (21 %), italiano (12%) e storia (6,4%). Uno su cento manca la sufficienza persino in ginnastica.

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Le pagelle delle scuole medie 5 in condotta per 34 alunni (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Modena,La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Le pagelle delle scuole medie «5» in condotta per 34 alunni Pagelle: quasi la metà degli alunni modenesi che frequentano le scuole medie ha almeno una insufficienza; meglio invece se così si può dire dal punto di vista della condotta scolastica. L'Ufficio Scolastico Provinciale di Modena ha diffuso ieri i dati relativi agli esiti degli scrutini intermedi inerenti alla scuola secondaria di primo grado sia statale che paritaria. E se la situazione per le superiori era abbastanza critica - lo ricordiamo su 28.454 studenti scrutinati, quasi 20 mila con insufficienze - di certo alle medie non ridono. Su un totale di 18.628 alunni scrutinati - 18.067 dei quali, frequentanti la scuola secondaria di primo grado statale, mentre 561 quella paritaria - 8234 hanno riportato insufficienze: 8068 studenti delle secondarie statali, 156 gli altri. I non classificati invece sono stati 176. Prendendo in esame invece l'aspetto comportamentale, la cosiddetta condotta per intenderci, parametro che nelle superiori modenesi ha segnato un vero e proprio boom negativo con 172 alunni, le cose vanno un po' meglio. Nelle scuole medie infatti i casi che hanno riportato la non sufficienza solo nel comportamento sono stati "solamente" 34 - tutti in scuole secondarie di primo grado statali (le altre si fermano allo 0...) - mentre 163 quelli che oltre al voto negativo in condotta, risultano essere insufficienti almeno in altre tre materie. (fili.pe.)

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La petizione di principio, un classico errore maschile (sezione: Scuola)

( da "Alto Adige" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

A PROPOSITO DI STUPRI La petizione di principio, un classico errore maschile LIDIA MENAPACE Tutto rosso è il sangue umano e tutto umano è», scrive un poeta senegalese, e credo valga anche per il Dna. La storia di cercar di identificare "scientificamente" appartenenze biologiche alle "razze", che è un nonsenso scientifico, indica che ci si muove sul terreno dei più vili e pericolosi pregiudizi. La cosa viene da lontano, come il dire che tutte le donne sono puttane, o "porca Eva", così che tutti i Neri sono sporchi, gli Ebrei avari, i Gialli infidi e gli Arabi poi depositari di ogni crudeltà, sorpassati solo dai Romeni detti anche Rom, che è persino un'altra cultura. Questo è già razzismo, cioè rendere uno o una sospettabile di qualcosa, non perché ci sono indizi o prove che l'abbia fatta, ma per quello che è. E se non si vince fino in fondo, non si sradica dalle fondamenta qualsiasi traccia di pregiudizio legato a ciò che siamo, il pregiudizio riciccia nelle forme più inverosimili, così gli Italiani migranti erano discriminati e noi discriminiamo gli immigrati, gli Ebrei furono sottoposti alla Shoà e ripetono lo sterminio a Gaza. Per un certo periodo sembrò che il furto fosse ignoto in Italia e che ce lo avessero portato gli Albanesi. Adesso si vuol far credere che lo stupro è caratteristico di un gruppo culturale umano e si cerca di "dimostrarlo" in un modo che fa fare solo brutti inquinanti errori. Si chiama "petizione di principio" ed è uno dei più noti errori di logica classica: una cosa inventata dagli uomini, che sono campioni "a prescindere" di razionalità (altro diffuso pregiudizio). Lo stupro è in ogni cultura, più in quelle stanziali e fondate sulla proprietà (anche la donna è merce e deve essere "nuova"), era considerato e persino sancito come un diritto degli eserciti vittoriosi, e diffuso nelle famiglie a motivo del loro ordinamento patriarcale, col padre investito della patria potestà se arbitro di vita e di morte sui figli. E' stato fino a pochi decenni fa coperto dalle leggi: in Italia, "patria del diritto", era un reato contro la morale e non contro la persona e comportava indagini sulla moralità della vittima (la donna provoca, mente e simula!). E per ottenere che il parlamento italiano votasse una legge che lo definisce un reato contro la persona, ci sono volute un milione di firme raccolte da associazioni di donne sotto un testo di iniziativa popolare e ben due legislature, con un tenace impegno di donne parlamentari. Infine il parlamento italiano si sentì "costretto" ad approvare una legge contro la violenza sessuale che è una delle migliori in Europa. Naturalmente se nella polizia e nella magistratura permangono i pregiudizi che uno stupratore è per forza romeno e una donna provoca se gira senza una ronda di scorta, non si fa un passo avanti, anzi si rotola indietro. Considero un enorme vanto civile che noi donne del Comitato per la legge non abbiamo voluto allora un inasprimento delle pene, perché abbiamo sempre confidato in e voluto un mutamento di cultura e non un incrudimento repressivo. La Gelmini, sempre più Beata Ignoranza, presentando la sua "nuova materia", da non confondere - dice lei - con la "vecchia educazione civica" perde una splendida occasione: tra tutte le cose che elenca sotto il titolo della nuova materia scolastica, non pensa nemmeno per sbaglio di citare l'informazione sessuale e la lotta contro il pregiudizio e il razzismo. Peccato! l'avrei applaudita, anche col rischio di farmi male (al cuore).

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Pdl, scoppia la grana delle poltrone (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

MERCOLEDI' INCONTRO TRA IL PREMIER E IL PRESIDENTE DELLA CAMERA Pdl, scoppia la grana delle poltrone La fusione dimezza i posti ma i finiani alzano il prezzo: sei regioni tra cui il Lazio [FIRMA]UGO MAGRI ROMA Il congresso del partito al potere, il Pdl, che pesa quanto la Dc dei tempi d'oro, sarà tra 20 giorni. Ma per ora si sa solo che andrà in scena alla nuova Fiera di Roma. Il resto è tutto da inventare. Parola di Berlusconi, intercettato dai cronisti dopo un controllo al ginocchio: «Volete sapere se faremo tre coordinatori nazionali? Ne stiamo parlando, non ci sono conclusioni al riguardo. Candideremo i ministri alle Europee? E' un argomento ancora da trattare, così come l'intero piano delle candidature». Il bello è che Berlusconi dice la verità: manca il copione, la fusione tra Forza Italia e An entra nella fase cruciale senza un'idea chiara del come. Manovra politicamente rischiosa. Tutto verrà deciso col fiatone. Mercoledì il Cavaliere si vedrà con Fini. A sera terrà un summit dei fedelissimi, con grande dispiacere di quanti preferirebbero godersi le sfide della Champions. Riferirà l'esito del match col presidente della Camera, accoglierà suggerimenti sul tipo di congresso da svolgere, dal frullatore di idee qualcosa forse prenderà forma. L'unica cosa certa è che Berlusconi coltiva idee grandiose sul partito e sul suo atto di nascita. Non vuole che somigli neppure lontanamente a un congresso tradizionale. Ieri a pranzo coi suoi discepoli (da Bondi alla Gelmini, da Fitto a Cicchitto, da Alfano a Verdini) il premier ha vagheggiato un evento destinato a colpire l'immaginario collettivo. Bonaiuti, il portavoce, ne fornisce una versione sobria: «Il presidente immagina un congresso proiettato verso il futuro, attento alle richieste dei giovani, delle donne e in stretto raccordo col mondo produttivo...». Tradotto in concreto: dalle prime file della platea, via la nomenklatura, solo ragazzi e ragazze festanti. E soprattutto, la parola a gente pescata nella società civile: niente più passerella di notabili, basta con la fiera delle vanità, i ministri coordinino dei gruppi di lavoro dove i delegati possano offrire suggerimenti concreti. «Silvio», l'hanno lodato i più esperti tra gli apostoli, «è un progetto meraviglioso, ma noi dobbiamo fare i conti con An che è un partito-partito, questo fine settimana terrà i congressi provinciali per eleggere i delegati, mai accetteranno di annegare in una manifestazione del genere». Già, l'orgoglio di An. Mercoledì, a pranzo da Gianfranco, Silvio sonderà fino a che punto il presidente della Camera vorrà mettere i bastoni tra le ruote (tra parentesi: quando concedergli il palcoscenico? E perché a lui sì, per dire, e a Tremonti no?). Finirà con un punto di mediazione, saranno assise un po' rivoluzionarie e un po' vecchia maniera. Altra grana: le poltrone regionali. Venti i coordinatori forzisti, altrettanti quelli di An. Causa fusione, dovranno dimezzarsi. A Forza Italia ne spettano 14, ai finiani 6. Questi ultimi però non chiedono il Molise o il Trentino: vorrebbero i coordinatori di Lazio, Campania, Sicilia, Puglia e magari Lombardia. Dietro le quinte lo scontro è duro, per evitare spargimenti di sangue prende corpo l'idea del rinvio, le nomine dopo il congresso. Sulle candidature alle amministrative siamo (confida Calderoli) «al carissimo amico». Perfino dove potrebbero decidere i forzisti da soli, ad esempio per il sindaco di Firenze, il parto è laborioso. L'ultimissima è che pare spuntarla Galli, l'ex portiere del Milan. Oltre al sostegno di Verdini, pare adesso ci sia l'autorevole benestare di Bonaiuti. Insieme proveranno a superare le resistenze del Cavaliere, che una volta sarebbe stato entusiasta di un campione della pedata. Ma i tempi sono cambiati.

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Gelmini: "Intitoliamo il Darwin a Vito" (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

RIVOLI DOPO LA PERIZIA CHE HA ESCLUSO LA FATALITÀ NEL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO LA FAMIGLIA SCAFIDI VUOLE GIUSTIZIA Gelmini: "Intitoliamo il Darwin a Vito"

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La madre della vittima Chi dirige una scuola non può limitarsi a dare il bianco (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

La madre della vittima «Chi dirige una scuola non può limitarsi a dare il bianco» [FIRMA]PATRIZIO ROMANO RIVOLI Il liceo scientifico Charles Darwin di Rivoli verrà intitolato a Vito Scafidi, lo studente ucciso nel crollo del controsoffitto nella sua aula il 22 novembre scorso. Questo il desiderio del ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini. «Ho conosciuto i genitori - dice la Gelmini -, due persone meravigliose che stanno affrontando con grande dignità la tragedia che li ha colpiti. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo gli enti locali e l'associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato l'istituto che ha frequentato e dove, purtroppo, ha perso la vita». E nel contempo annuncia un pacchetto di risorse destinato, dopo il via libera del Cipe, all'edilizia scolastica. «È una decisione che conferma l'impegno dedicato dal Governo a questa questione - sostiene il ministro -, che per noi è stata sin dall'inizio prioritaria». La notizia arriva nel giorno in cui Fortunato e Cinzia, genitori di Vito, hanno sciolto il loro silenzio e hanno rilasciato un'intervista presso lo studio dei loro legali. Una conferenza stampa per far sapere che i periti del Politecnico, su incarico della magistratura, hanno confermato il loro sospetto, la loro certezza di sempre. La morte di Vito non è stata una fatalità. E la scelta della Gelmini li colpisce e li emoziona. «È una gran bella persona - confessa il papà -, ha cuore. L'abbiamo incontrata diverse volte in forma privata. È molto umana». Ma la mente ritorna a quanto poteva essere fatto per salvare il loro ragazzo. «Io sono una mamma - dice singhiozzando Cinzia -, controllo i miei figli e vedo se c'è un problema, un pericolo. Penso che chi dirige una scuola dovrebbe fare altrettanto e non accontentarsi di dare il bianco ai muri. Perché il Darwin era come una donna, bella all'occhio, ma se le togli il trucco...». Ora aspettano l'evolversi dell'indagine. «Abbiamo fiducia nella magistratura - conferma il papà -, troverà i responsabili e ognuno si dovrà assumere le proprie colpe». A precisare cosa avverrà è l'avvocato Luigi Giuliano. «Dopo questa perizia - afferma - credo ci saranno delle iscrizioni nel registro degli indagati. Chi possono essere i responsabili? Non tocca a noi sostituirci alla magistratura». Ma sul capitolo risarcimenti sono ferrei. «La famiglia Scafidi non ha mai parlato di richieste di danni né di soldi, mai - rimarca l'avvocato Renato Ambrosio -. Ciò che preme ai genitori è accertare le responsabilità e individuare i diritti violati». Solo giustizia per la morte di Vito, che non potrà essere archiviata come una triste fatalità.

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Rissa per l'eredità: dieci arresti (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

GELMINI INCHIESTA LOMBRIASCO All'interno «Intitoliamo a Vito il liceo Darwin» Angelo Soria dava soldi pubblici al suo socio Va male a scuola quattordicenne giù dal terzo piano Rissa per l'eredità: dieci arresti Patrizio Romano Tropeano e Zanotti Massimiliano Peggio Botte e insulti tra figli e figlie per le catenine della mamma Niccolò Zancan

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Gelmini L'edilizia scolastica è prioritaria (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 07/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano L'intervista Gelmini «L'edilizia scolastica è prioritaria» BRESCIANon solo cantieri, ma anche soldi per gli edifici scolastici che devono essere ristrutturati e messi in sicurezza. Nella riunione del Cipe di ieri mattina è stato stanziato un miliardo di euro per rendere più sicure le scuole italiane. Si tratta di una battaglia personale del ministro bresciano all'Istruzione, Mariastella Gelmini che da giugno del 2008, a pochi giorni dalla sua nomina ha iniziato a chiedere lo stanziamento di fondi per migliorare di fatto la qualità della vita degli studenti. Ma ottenere un miliardo di euro non è stato assolutamente facile, visto che con l'avvicinarsi della riunione del Comitato interministeriale per la programmazione economica ci sono state molte pressioni per «spostare» i fondi ad altre voci piuttosto che sull'edilizia scolastica, ma su questo il ministro sembra essere stato irremovibile ribadendo con forza una linea politica subito ribadita dall'insediamento al Dicastero. Che significato lo stanziamento del Cipe? «Questo è il risultato della battaglia che stiamo portando avanti per rendere le scuole italiane più sicure e garantire a tutti il diritto allo studio. La sicurezza scolastica è un tema di primario interesse strategico nazionale e i provvedimenti attuati dimostrano l'impegno del governo Berlusconi in questo campo». Il tragico incidente dell'istituto di Tivoli in cui ha perso la vita uno studente può aver avuto un effetto su questo? «In questo momento il mio pensiero va alle piccole vittime di San Giuliano di Puglia e a Vito Scafidi. Di Vito ho conosciuto i genitori, due persone meravigliose che stanno affrontando con grande dignità la tragedia che li ha colpiti. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo gli Enti locali e l'Associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato l'istituto che ha frequentato e dove, purtroppo, ha perso la vita» Il Ministero sta monitorando la situazione delle scuole italiane? «Dal giugno scorso abbiamo avviato un programma di indagine per censire lo stato di tutte le scuole italiane. A fine 2008 abbiamo concluso la parte dell'anagrafe dell'edilizia scolastica riguardante gli elementi strutturali, ed entro l'inizio dell'estate concluderemo l'indagine per gli elementi non strutturali delle scuole. A quel punto si deciderà come e dove intervenire a seconda delle urgenze rilevate». Ci saranno fondi anche per Brescia e più in generale per la Lombardia? «Sicuramente tra gli stanziamenti ci saranno anche fondi destinati alle scuole lombarde e bresciane». Quali sono stati i passaggi per arrivare al risultato di ieri? «Lo stanziamento del Cipe è stato il risultato finale dopo una serie di incontri e di tavoli che il Ministero all'istruzione ha tenuto con gli Enti locali: i Comuni, le Province e le Regioni. Abbiamo cercato un accordo con tutti, con la convinzione che la sicurezza scolastica non sia né di destra né di sinistra, ma una priorità dell'intero Paese. La sicurezza degli edifici scolastici è un tema cruciale, una priorità assoluta perché riguarda oltre 9 milioni di persone tra studenti e lavoratori». c. m.

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Incontro Arcai-Gelmini: impegno comune per Brescia (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 07/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:la città Incontro Arcai-Gelmini: impegno comune per Brescia Nei giorni scorsi l'assessore all'Istruzione del Comune Andrea Arcai ha incontrato il ministro della Pubblica istruzione Mariastella Gelmini. Motivo dell'incontro: discutere sulle problematiche legate alla scuola di Brescia e al sistema scolastico locale. «C'è tutta la volontà di lavorare congiuntamente per la scuola bresciana - ha spiegato l'assessore Arcai - e il ministro Gelmini si è mostrata profonda conoscitrice della realtà locale. Ha ascoltato con grande disponibilità le proposte e le iniziative suggerite, pertanto intende porre grande attenzione alle necessità del mondo scolastico bresciano, con particolare riferimento ai problemi finanziari delle scuole e alla necessità di garantire il tempo pieno a quelle famiglie che ne hanno fatto richiesta». Un primo incontro a cui ne seguiranno altri. L'assessore Arcai e il ministro Gelmini hanno precisato che quello avuto è stato solo una prima occasione di dialogo costruttivo a cui ne seguiranno altre sulle problematiche legate alla scuola bresciana per la quale, ha sottolineato l'assessore Arcai «il ministro Gelmini intende spendersi con tutta l'autorevolezza del ruolo che ricopre».

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La prima non si tocca (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

«La prima non si tocca» Soave, ma all'elementare ci sono solo 8 iscritti PORTO MANTOVANO (Soave). Le famiglie non ci stanno, il paese non ci sta. La notizia che la scure del ministro Gelmini potrebbe abbattersi sulla prima elementare di Soave sta provocando reazioni e proteste. Il problema sarà affrontato in un'assemblea che i genitori hanno convocato per lunedì alle 21 alla scuola. Gli iscritti al prossimo anno scolastico sono 8, troppo pochi per istituire una classe secondo i dettami del decreto ministeriale, che di alunni ne impone almeno 15. Leggendo però le proiezioni demografiche si evince come il deficit sia limitato alla sola annata 2009/2010, in quanto negli anni successivi i numeri si presentano ampiamente superiori: venti alunni nel 2010/11, diciotto nel 2011/12. C'è di più. Il plesso attualmente conta 75 iscritti, ben al di sopra dei 50 imposti per la sopravvivenza. La scuola dunque è viva e vitale, come lo è il paese che secondo il nuovo Pgt comunale sarà oggetto di un consistente piano di espansione urbanistica, con la destinazione di 78mila mq attualmente occupati dalla ex Facep ad area residenziale, commerciale e di servizio. Un'ulteriore crescita demografica è nelle previsioni, dunque, e nuovi abitanti richiedono non solo una conferma, ma un consolidamento dei servizi. Nei giorni scorsi si è tenuto un incontro alla direzione didattica per delineare le soluzioni possibili. Presenti i genitori, i docenti e il dirigente scolastico, assente il Comune, sono state indicate due vie percorribili: offrire un orario scolastico di 30 ore settimanali con due rientri pomeridiani e il sabato a casa, oppure istituire una classe a tempo pieno - 40 ore con mensa -, cercando di far convergere su Soave gli alunni in esubero a Porto. L'idea è quella di creare un ulteriore valore aggiunto per la scuola soavese, che di suo rappresenta un realtà d'eccellenza: una media di 15 alunni per classe contro i 26 di Porto, classi spaziose, laboratorio di informatica, palasport e biblioteca comunale in diretto collegamento con la scuola e a disposizione per progetti in orario scolastico, una didattica mirata in tempi distesi, l'opportunità di interagire con la comunità grazie alla collaborazione con l'associazionismo. Secondo fonti vicine all'amministrazione, il Comune avrebbe espresso la disponibilità a istituire un servizio di trasporto gratuito da Porto a Soave.

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Studenti, genitori e insegnanti contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Studenti, genitori e insegnanti contro la Gelmini In 500 ieri in centro storico, contro i tagli e a difesa del tempo pieno Studenti, genitori e insegnanti si sono ritrovati uniti per protestare contro la riforma della scuola. E' accaduto ieri pomeriggio per le vie del centro, dove ha sfilato il corteo, quasi 500 persone, indetto dai sindacati in occasione del dibattito parlamentare che si sta svolgendo in questi giorni sui tagli all'istruzione pubblica. La manifestazione si è conclusa in piazza dei Signori, dove si è tenuto un comizio per incitare studenti, genitori e insegnanti a far sentire la loro voce. La manifestazione, a cui ha aderito un buon numero di partecipanti, è stata indetta da Cgil, Cisl, Uil e Gilda e ha visto anche la partecipazione del «Comitato dei genitori delle scuole di Treviso» e dell'«Unione degli studenti», di cui si è fatto portavoce Marco Zabai, rappresentante degli alunni del Canova. Unite dallo slogan «Non rubateci il futuro», le varie parti della protesta si sono espresse a favore del mantenimento del tempo pieno e prolungato e della compresenza di più insegnanti per ogni classe e hanno criticato i tagli alle risorse e all'istituzione delle classi ponte per gli stranieri. (c.f.)

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La rabbia e i sogni di Anna Adamolo Così gli studenti raccontano l'Onda (sezione: Scuola)

( da "Gazzetta di Mantova, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

La rabbia e i sogni di Anna Adamolo Così gli studenti raccontano l'Onda è uscito "Sono Anna Adamolo", il libro edito da Nda Press che racconta aspirazioni rivendicazioni dell'Onda anomala, il movimento studentesco che quest'autunno ha riempito le piazze per opporsi alla crisi e ai tagli a scuola ed università pubbliche. Sono stati gli stessi studenti del centro sociale milanese Cantiere, dei collettivi studenteschi di Milano, Pisa, Trento e molti altri che hanno vissuto la mobilitazione a scrivere questa storia, che racconta anche la nascita di Anna Adamolo (anagramma di "onda anomala"), alter ego e "ministra dell'istruzione" del movimento, eletta al posto della Gelmini. Tra loro anche una studentessa mantovana di vent'anni, che frequenta Scienze Politiche alla Statale di Milano e fa parte del Collettivo, Margherita, che racconta come «scrivere questo libro non sia un modo di porre la parola fine alla nostra esperienza, ma di offrire uno spaccato su tutti i pensieri e la complessità che abbiamo sviluppato durante i mesi di mobilitazione, al di là degli slogan che tutti conoscono». "Sono Anna Adamolo" è un racconto scritto più a mani, con l'aiuto anche di gruppi di artisti che hanno curato le grafiche, ricercatori e docenti precari, tecnici amministrativi e altre realtà che hanno composto parti del libro secondo le proprie esperienze. «E, d'altra parte, lo stesso personaggio multiforme di Anna Adamolo è nato da un impulso rigorosamente comune», spiegano Agnese, un'altra studentessa che ha seguito tutta la creazione del volume. La prima apparizione di Anna Adamolo è stata il frutto di un hacking sul sito ufficiale del dicastero della Gelmini, progettato su scala internazionale. Da allora sul blog della "ministra" dell'Istruzione dell'Onda (www.annaadamolo.noblogs.org) chiunque può raccontare la propria storia di vita e protesta come Anna Adamolo. Il libro sarà presentato in tutta Italia con performance e in forme sempre diverse, aperta ai nuovi spunti e alle esperienze di movimento. «Portiamo avanti quest'esperienza in modo così variabile e collettivo - chiariscono i ragazzi del Cantiere - perché per sua stessa definizione questo personaggio è un immaginario non domato, è tutti noi e l'emblema del rifiuto di arrenderci a chi, colpendo scuola e univeristà, mina alle basi il nostro futuro».

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Zootecnia, azione a tutto campo per le aziende (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'IMPEGNO. Coldiretti oltre la direttiva-nitrati Zootecnia, azione a tutto campo «per le aziende» di Claudio Andrizzi Coldiretti scende in campo con un'azione a 360 gradi per bloccare la direttiva nitrati, la cui applicazione minaccia il 55% delle aziende zootecniche bresciane. È la principale novità annunciata dal presidente della Federazione provinciale, Ettore Prandini, durante un incontro con la stampa. «È la grande emergenza del settore, e la nostra organizzazione è mobilitata su più fronti - ha spiegato Prandini -. Il primo obbiettivo resta quello di andare in pressing sulla Regione per spostare la scadenza del 30 aprile, entro la quale le aziende dovrebbero presentare la documentazione legata alla normativa: un termine che le 22 mila imprese lombarde non saranno in grado di rispettare, quindi va spostato almeno a giugno». Ma l'attenzione è concentrata sulla ridiscussione della direttiva: anche su questo fronte Coldiretti è mobilitata. «Da una parte abbiamo avviato un tavolo con il ministro Zaia per concordare il percorso di revisione di un provvedimento vecchio di 20 anni e quindi non più credibile - ha aggiunto Prandini -. Dall'altro, grazie all'appoggio del vicepresidente del Parlamento Europeo, Mario Mauro, stiamo cercando di creare una coalizione di Paesi europei che condividano la nostra posizione e siano quindi favorevoli a rimettere in discussione la normativa». Quindi niente proroghe e niente deroghe, ma revisione radicale: una strada obbligata che, secondo Prandini, è condivisa anche dal ministro, Luca Zaia, ed è supportata da ricerche secondo le quali i parametri della direttiva sono ormai superati. Obiettivo rivolto, comunque, anche alla questione legata al decreto Quote latte e alle polemiche fra organizzazioni che ne sono seguite. «Polemiche che non vogliamo riaprire: ci limitiamo a riportare quanto dichiarato dal senatore Scarpa Bonazza, relatore del provvedimento: ha detto che il merito dell'approvazione dell'emendamento sulla rinuncia al contenzioso va alle organizzazioni agricole, in primis a Coldiretti - ha detto Prandini -. Ora però il vero problema è quello di non abbassare la guardia in occasione del passaggio alla Camera, nell'ambito del quale vanno apportate altre modifiche, ad esempio l'innalzamento del fondo almeno fino a 50 milioni di euro». Ma Coldiretti sta lavorando anche su altri fronti: quello dell'indicazione obbligatoria dell'origine della materia prima per tutti gli alimenti italiani («Siamo vicini al traguardo della legge») e quello dell'educazione alimentare nelle scuole: per questo è stato aperto un tavolo con il ministro Gelmini.

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Tempo pieno certo per chi lo ha richiesto (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA. Il ministro Gelmini dà assicurazioni all'assessore Arcai. Il modulo a 40 ore per le elementari, secondo le stime, è scelto dall'80 per cento delle famiglie «Tempo pieno certo per chi lo ha richiesto» Il ministro Mariastella Gelmini assicura all'assessore all'Istruzione in Loggia Andrea Arcai la «necessità di garantire il tempo pieno a tutte le famiglie bresciane che ne hanno fatto richiesta». E dovrà mettercela tutta, perché sono proprio tante. Secondo le prime stime oltre l'80 per cento delle domande di iscrizione alle elementari, pervenute ai circoli didattici della città, chiedono il modello orario a 40 ore settimanali. IL RESTO OPTA per le 30 ore, qualcuno per le 27, nessuno o quasi per le 24 ore. In ogni caso i giochi non sono ancora fatti. Le scuole hanno tempo fino a lunedì 9 per inviare direttamente al ministero di Trastevere le domande ricevute. E i dati definitivi verranno da Roma solo a cose fatte, anche perché l'Ufficio scolastico provinciale di via Sant'Antonio stavolta non ha nessuna parte in causa. Ma da Roma arrivano rassicurazioni. Arcai è stato ricevuto dal ministro mercoledì, e in un comunicato spiega che durante il colloquio ha illustrato a Gelmini «alcune problematiche legate alle scuole cittadine e al sistema scolastico locale». Problematiche, peraltro, di cui il ministro «si è dimostrata profonda conoscitrice», e «ha ascoltato con grande attenzione e disponibilità le proposte e le iniziative suggerite». Insomma, «c'è volontà di lavorare congiuntamente - dichiara Arcai - e il ministro Gelmini intende porre grande attenzione alla necessità del mondo scolastico bresciano, con particolare riferimento ai problemi finanziari e alla necessità di garantire il tempo pieno a quelle famiglie che ne hanno fatto richiesta». Nelle intenzioni dell'assessore e del ministro, l'incontro ha voluto rappresentare una prima occasione di dialogo «concreto e costruttivo» sui problemi della nostra scuola, «per la quale il ministro Gelmini - assicura Arcai - intende spendersi con l'autorevolezza del ruolo che ricopre». MI.VA.

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Museo camuno, oggi è il grande giorno (sezione: Scuola)

( da "Bresciaoggi(Abbonati)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

BRENO. Stamane l'attesissima inaugurazione Museo camuno, oggi è il grande giorno Il gran giorno è arrivato: stamane una cerimonia delle grandi occasioni inaugurerà il «CaMus - Museo Camuno» di Breno. Il programma prevede anche la presenza (probabile) del ministro Maria Stella Gelmini. Il cartellone della mattinata di sabato è nutrito, e al tradizionale taglio del nastro, fissato per le 10.30 e preceduto dal saluto del sindaco Edoardo Mensi, saranno presenti Massimo Zanello, assessore regionale alla Cultura; il presidente della Provincia Alberto Cavalli; quello della Fondazione Cariplo Giuseppe Guzzetti e il presidente della Comunità montana Alessandro Bonomelli. La cerimonia vera e propria prenderà il via alle 11.30, e subito dopo Vincenzo Gheroldi, consulente scientifico, e il direttore della raccolta museale Angelo Giorgi, che hanno curato l'allestimento, condurranno i presenti a una visita guidata. Nel pomeriggio si proseguirà con una riflessione dedicata alla progettazione del futuro della struttura, con le discussioni dell'assessore alla Cultura del Comune di Breno, Giampiero Pezzucchi, del suo omologo della Comunità montana, Giancarlo Maculotti, del direttore del Museo, di Marco Albertario, conservatore dell'Accademia Tadini di Lovere, e di Fiorella Frisoni, docente di Storia dell'arte moderna dell'Università statale di Milano. Chiuderà la giornata un concerto di musica da camera. L.RAN.

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lite ministri-tremonti, lo stop di silvio "i miliardi del fondo li gestisco io" - claudio tito (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Interni Lite ministri-Tremonti, lo stop di Silvio "I miliardi del fondo li gestisco io" E il Cavaliere bacchetta Giulio: non fare anche tu il catastrofista Il presidente del Consiglio all´Ue: le nostre famigli non sono indebitate, tenetene conto CLAUDIO TITO ROMA - «Udite, udite: perfino il Giornale ha titolato sul 2009 "orribile". Una cosa da non credere». A Palazzo Chigi inizia la riunione che prepara il Cipe. La tensione è altissima. I ministri protestano sull´accentramento nella presidenza del consiglio dei fondi per le aree sottosviluppate. Ma la preoccupazione di Giulio Tremonti è un´altra. I titoli dei quotidiani sulle sue previsioni economiche per il 2009 non sono per niente piaciuti a Silvio Berlusconi. I due ne hanno già parlato di buon mattino. «Se anche noi ci facciamo prendere dal panico e dal catastrofismo...», si è lamentato il Premier. Così , appena prende il via il cosiddetto pre-Cipe, il titolare dei conti pubblici mette le mani avanti. «Io quella cosa non l´ho detta. La crisi è sotto gli occhi di tutti, ma non arriverei a citare la Regina Elisabetta». E già, perché nel 1997 fu la sovrana inglese a parlare di «annus horribilis» dopo la morte di Lady Diana. Parole pronunciate in presenza del Cavaliere che da mesi cerca di spargere ottimismo a piene mani e chiede ai suoi ministri di fare altrettanto. Tant´è che davanti alla cerchia ristretta di uomini del governo ripete i suoi convincimenti. E lo fa rivolgendosi in primo luogo all´inquilino di Via XX Settembre. «Un conto è la crisi mondiale, un´altra è quella italiana. Io non voglio nascondere la difficoltà del quadro internazionale, ma da noi è tutta un´altra cosa». «Non possiamo farci travolgere dal catastrofismo mediatico - incalza -. Serve ottimismo o non ne usciamo». Ricorda che pure all´ultimo consiglio europeo di Bruxelles ha cercato di concordare delle parole chiave per evitare che «il pessimismo prevalga in tutta l´Unione». Il fattore-comunicazione, per il Cavaliere, è centrale. E lo è anche per il ministro del welfare, Maurizio Sacconi: «anche io ho avuto difficoltà a spiegare l´innalzamento dell´età pensionabile per le donne. è difficile far capire che riguarda solo il pubblico impiego. Appena si accenna ad una riforma previdenziale si amplifica tutto». Il Cavaliere cerca allora di separare la situazione italiana da quella degli alleati. Non solo, come ripete in tutte le occasioni pubbliche, perché l´esecutivo «è intervenuto tempestivamente» o perché «il sistema bancario ha sostanzialmente tenuto». Ma soprattutto perché «in Italia non c´è indebitamento familiare». Il debito privato, insomma, è nettamente inferiore a quello degli altri paesi occidentali. Sulla scrivania del premier, infatti, da tempo c´è uno studio che compara questo fattore dell´economia nostrana con quello dei partner europei. E i risultati sarebbero a favore di Roma al punto di compensare in larga parte il debito pubblico. Tant´è che Berlusconi vorrebbe chiedere a Bruxelles di tenere conto anche di questo aspetto nelle sue valutazioni. Non un inserimento nei "parametri" ufficiali ma qualcosa che almeno possa allentare il giudizio sul nostro debito pubblico. Al primo piano di Palazzo Chigi, però, il problema ieri non era solo questo. Tra i ministri si è scatenata una vera e propria battaglia. Claudio Scajola sul piede di guerra (la sua voce si sentiva pure nei corridoi). La Stefania Prestigiacomo in ansia. Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18 miliardi del Fas (il fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare alle infrastrutture e che in primo momento erano stati assegnati "pro quota" ai vari dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di «centralizzare» a Palazzo Chigi ad eccezione delle Infrastrutture, appunto, e del Lavoro. «Io - si è scatenato il ministro dello Sviluppo Economico - non posso rinunciare a quei 3-4 miliardi che mi avevate assicurato. In questo modo è impossibile lavorare». Stesso discorso per il ministro della Pubblica istruzione che ha puntato l´indice su tanti tagli «già subiti» con l´ultima finanziaria. «Anche io - le ha fatto eco il ministro dell´Ambiente - ho pagato fin troppo». Ma non c´è stato niente da fare. «Mi dispiace - ha tagliato corto Berlusconi - ma decido io. In questa fase si deve fare così». Un´impostazione difesa a spada tratta da Tremonti. E sì, perché sebbene anche il Tesoro abbia "perso" qualcosa, di fatto la «centralizzazione» aumenta il suo controllo sulle spese. La presidenza del consiglio sceglierà come, dove e quando impiegare quelle risorse. Ma concretamente sarà l´Economia a trasferire i fondi e quindi a "bollinare" la spesa. Lo scontro tra Tremonti e Scajola, allora, è stato durissimo. Tanto che alla fine il titolare dello Sviluppo Economico ha lasciato Palazzo Chigi disertando pure il consiglio dei ministri: «Ma non finisce qui».

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"dimenticati da preside e scuola" - sarah martinenghi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina X - Torino "Dimenticati da preside e scuola" I genitori di Vito accusano: "Nessun risarcimento ma saremo parte civile" "Dal giorno del crollo nessuno ci ha chiamati e quell´incidente non è stata una fatalità" SARAH MARTINENGHI «Ora vogliamo che siano trovati i responsabili, non ci interessano i soldi, ma vogliamo che queste cose non capitino più: non abbiamo mai pensato che quel crollo sia stato una fatalità. La preside del Darwin invece continuava a difendere la sua scuola, a dire quanto fosse sicura. Se così fosse ora non ci vorrebbero cinque milioni per rimetterla a posto. Non c´è umanità in quella donna: mai una lettera, una telefonata». è uno sfogo doloroso quello dei genitori di Vito Scafidi, che con gli avvocati dello studio Ambrosio e Commodo e il penalista Luigi Giuliano hanno commentato ieri la perizia tecnica sulle cause del crollo del liceo: secondo gli ingegneri Giovanni Barla, Pier Giorgio Debernardi e Giuseppe Pistone «il controsoffitto presentava carenze e difetti strutturali gravi che lo rendevano estremamente vulnerabile per azioni dinamiche anche di modesta entità». è bastato che la porta dell´aula sbattesse per far crollare sugli studenti «frammenti di tubi di ghisa, pilastrini di mattone e blocchi di calcestruzzo per un peso superiore a 200 chili. Questo materiale - scrivono i periti - poteva essere individuato da un´osservazione attraverso la botola». «Quella botola - hanno spiegato Fortunato Scafidi e la moglie Cinzia Caggiano - hanno sempre detto che non c´era. Invece era la più grossa di tutta la scuola. Il Darwin era come una donna che appare bella perché molto truccata. Non basta dare il bianco ogni anno sui muri sporchi, quando si dirige una scuola si deve monitorare tutto». Il ministro Mariastella Gelmini «è una persona sensibile e umana che ci ha ricevuto più volte. L´idea che quel liceo sia intitolato alla memoria di nostro figlio non ci dispiace perché almeno gli studenti anche fra molti anni si chiederanno chi fosse Vito: un ragazzo come loro che è morto studiando». I genitori puntano invece il dito contro la scuola che li ha «dimenticati», senza nemmeno avvisarli del crollo: «I professori li abbiamo visti all´ospedale, alla fiaccolata e all´esposizione del murale per Vito: abbiamo ricevuto molta più solidarietà dal sud Italia e da altri paesi del mondo che da chi vive a pochi chilometri da noi. Alla preside, poi, interessa forse più essere una primadonna che una mamma. Io sono una mamma - ha detto Cinzia Caggiano - e mi accorgo se i miei figli corrono un pericolo». «Non crediamo alla tragica fatalità - ha aggiunto il padre - Io sono del settore e so benissimo che ogni cosa se fatta bene non cade. Anche mio figlio all´età di 15 anni aveva scritto che un lavoro fatto male farà male per sempre. Purtroppo è stato profetico».

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Parolacce e gestacci all'arbitro: fermo sei turni (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 07 Marzo 2009 SPORT Pagina 44 Parolacce e gestacci all'arbitro: fermo sei turni Mano pesante del giudice sportivo provinciale sulla juniores della Jovanese con tre squalificati, uno dei quali addirittura per sei giornate. Ecco tutte le delibere. JUNIORES PROVINCIALE. Società: ammenda di euro 80 al Boys Gazzo e di euro 60 a Illasi ed Atlas Vr 83. Dirigenti: inibizione sino al 18 marzo per Gelmini (Olimpica Dossobuono), Ferrari (Scaligera 2003) e Baietta (Alpo Adige) e sino all'11 marzo per Crisci (Bnc Noi) e Allocca (S.Stefano Zimella). Giocatori: squalifica per sei giornate, una delle quali scontata: Riccardo Ismail (Jovanese), «espulso per offese all'arbitro, teneva comportamento aggressivo nei confronti dello stesso e gli rivolgeva un gesto oltraggioso». Squalifica per tre giornate: Sterchele (Napoleonica) e Zorzi (Santo Stefano Zimella). Squalifica per due giornate: De Paoli e Sandu (Jovanese),Toro (Alpo Adige), Chifari (Atlas Vr 83), Todeschini (Lavagno Mezzane), Anselmi (Sporting Badia Calavena) e Aldegheri (Tregnago). Squalifica per una giornata: Castellani (Gazzolo), Giacopuzzi (Grezzana), Ionasc e Antolini (Juventina Valpantena), Debole (Napoleonica), Turello (Olimpia Lazise), Menini e Felicetti (Pozzo), Anselmi e Perlati (Tregnago), Dal Farra (Atlas Vr 83), Gastaldello (Avesa), Fontana (N.U.Trevenzuolo), Giacopuzzi (Carianese), Rossetti e Zarattini (Colognola), Rancan (Gips Salizzole), Bianconi (Illasi), Zovadelli (Primomaggio), Lavarini e Montresor (Real San Massimo 2000), Vetere (Olimpia Stadio), Zanotto (Povegliano), Cagliari e Antolini (Juventina Valpantena). ALLIEVI. Società: ammenda di euro 100 all'Audace Sme e di euro 60 a Jovanese e Atlas Verona 83. Dirigenti: inibizione sino al 25 marzo per Greco (Primomaggio) e sino all'11 marzo per Giarola (Casteldazzano). Giocatori: squalifica per tre giornate: Longo (Corbiolo) e Bettili (Parona). Squalifica per due giornate: Gangini (Jovanese) e Campara (San Giovanni Lupatoto). Squalifica per una giornata: Stocco (Peschiera), Peroni (Gabetti Valeggio), Monastero (Albaronco), Pighi e Pjetri (Alba Borgo Roma), Costanzi (Pescantina San Lorenzo), Brutti (Povegliano), Da Silva (San Martino Speme), Giubelli (Avesa), Quintarelli (Parona), Morandini (Pol. Virtus), Dal Corso (Lugo) e Nuzzo (San Giovanni Lupatoto). GIOVANISSIMI. Società: ammenda di 500 euro al Gabetti Valeggio «per comportamento discriminatorio da parte dei propri sostenitori nei confronti di un calciatore avversario». L.Q.  

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Scuola, vince il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

di Marianna Bruschi Scuola, vince il tempo pieno Iscrizioni nei 4 circoli: solo il 2% vorrebbe il modello a 24 o 27 ore I genitori: «Se non accoglieranno le richieste, ci mobiliteremo» Una lettera ai docenti da quattro colleghi «I prossimi anni sono decisivi per l'ateneo» PAVIA. Primi dati sulle iscrizioni alle classi prime. I bimbi che inizieranno le elementari nei quattro circoli di Pavia sono 557. Le famiglie sono state chiare: hanno chiesto le 40 ore. Tempo pieno quindi, non le 24 o le 27 proposte dal ministro Gelmini. Possobilità indacate solo da una decina di genitori in totale. Ora bisogna aspettare le indicazioni sugli organici dal Ministero. La speranza delle scuole è che si riesca ad accogliere le richieste delle famiglie. Una speranza, ma non una certezza. E i genitori sono pronti a dare battaglia, se le loro richieste non saranno accolte. «La quasi totalità ha chiesto le 40 ore - spiega Giuseppina Delfrate, dirigente del terzo circolo - Speriamo che ci sia una risposta soddisfacente alla forte richiesta della famiglie». Qui le iscrizioni sono aumentate, soprattutto al Vallone e a Cura Carpignano, dove ci sono 46 nuovi iscritti rispetto ai 34 dello scorso anno. Anche per il secondo circolo le prime saranno più numerose. Alla Gabelli la prima era composta da 15 bimbi, a settembre ce ne saranno 28. Anche qui la maggior parte ha chiesto il tempo pieno. «Siamo ancora in attesa della formazione degli organici - spiega il dirigente Gabriele Villa - E' ancora prematuro perché occorre vedere la formazione delle classi, ma se la situazione dovesse restare questa arriviamo a 506-507 alunni, compresi i 47 iscritti alle materne. Resta il problema che serve stabilità, non si può sempre restare sospesi da un anno all'altro». «Il nostro piano dell'offerta formativa si sviluppa su 40 ore - spiega Lidia Bertuggia, dirigente del primo circolo - Tutti i genitori tranne due hanno chiesto le 40 ore. E faremo le stesse classi dell'anno scorso: 4 alla Carducci, 3 alla De Amicis e una a Torre d'Isola». Al quarto circolo ci sono 108 iscritti. «C'è stata solo una richiesta per le 24 ore e una per le 27 - spiega la dirigente Rosa Lucia Mussi - e tre hanno chiesto le 30 ore». Traducendo in percentuali: il 98% circa delle famiglie ha chiesto il tempo pieno. «Se si tolgono le compresenze anche sul tempo pieno questo non esisterà più - spiega Paola Tacconi, del Comitato genitori e insegnanti per la scuola - perché è un modello organizzativo, non orario». Se per le prime il ministro Gelmnini aveva previsto il maestro unico e ora tutte le famiglie chiedono le 40 ore, che prevedono due insegnanti, come si riuscirà a far quadrare tagli e richieste dei genitori? «Se fosse un governo rispettoso delle richieste delle famiglie dovrebbe riflettere su quanto emerge e fare un passo indietro - spiega Paola Tacconi - Altrimenti siamo pronti a mobilitarci».

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L'Ipsia va su Rai3 (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

SANNAZZARO L'Ipsia va su Rai3 SANNAZZARO. Ultimo giorno oggi per gli studenti dell'Ipsia-Calvi di Sannazzaro alla fiera «Energetica» di Genova con l'esposizione dei loro prototipi di «macchine energetiche» realizzate a scuola con l'uso di materiali riciclati. Ma sarà una giornata da incorniciare: allo stand della scuola diretta da Giovanni Zerbi farà visita in mattinata il ministro alla pubblica istruzione Maristella Gelmini; dalle ore 14,50 le telecamere della trasmissione «Ambiente Italia» manderanno in diretta su Rai3 le immagini delle macchine «ad energia rinnovabile» esposte dall'Ipsia alla fiera genovese.

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precari, la proposta del pd "la regione li sostenga" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina V - Palermo Richiesta al governo per ammortizzatori sociali "ad hoc" Precari, la proposta del Pd "La Regione li sostenga" I timori per i tagli al centro della tavola rotonda con sindacati, dirigenti prof e genitori AMMORTIZZATORI sociali in deroga anche per i docenti precari della scuola siciliana. è una delle misure anti-crisi che il gruppo del Pd all´Ars chiede al governo regionale, assieme alla proposta di prevedere nella finanziaria un fondo speciale di 30 milioni di euro per le infrastrutture, al quale potranno attingere gli enti locali per mettere in sicurezza gli edifici scolastici. I timori per i tagli del decreto Gelmini, che in Sicilia porterà alla polverizzazione di 6.400 posti di lavoro, sono stati ieri al centro della tavola rotonda organizzata dal Pd con Cgil, Cisl e Uil, i dirigenti scolastici, i precari della scuola, le associazioni di genitori. Lo scopo del Pd, a livello nazionale e regionale, è quello pungolare il governo con misure strategiche per rilanciare il ruolo della scuola. «Chiediamo di vincolare in sede di approvazione del bilancio parte delle risorse Fas per costituire un fondo da 30 milioni di euro la sicurezza delle scuole. E così come è avvenuto per la pesca, chiediamo ammortizzatori anche per i docenti precari che non verranno più assunti», ha detto il capogruppo del Pd all´Ars Antonello Cracolici. Per la deputata del Pd Alessandra Siragusa non solo la scuola siciliana sarà quella più colpita dalla mannaia del governo nazionale ma nella scuola palermitana «si registra da alcuni anni l´assenza del Comune, che non garantisce più neanche le spese obbligatorie come la manutenzione, i buoni libro, la cartoleria e perfino l´acquisto della carta igienica». Dal comitato dei genitori la proposta di "vincolare" una quota di 1 milione e 280 mila euro circa per i buoni per l´acquisto dei libri nelle scuole medie di Palermo. «Da due anni il Comune ha tagliato i buoni perché ha usato i soldi destinati alla spesa sociale per altri scopi - dice Nino Sanfratello, rappresentante del comitato dei genitori - Il Pd proponga un emendamento alla finanziaria per far sì che tra i 50 milioni di euro che la Regione cede ogni anno al Comune per la spesa sociale sia previsto una cifra obbligatoria per i buoni libro». L´Flc-Cgil il 18 organizza lo sciopero generale della scuola, con un comizio di Guglielmo Epifani al Politeama. «Tra i tagli - ha aggiunto il segretario regionale Giusto Scozzaro - ci sono anche i 1600 insegnanti di ruolo che andranno in sovrannumero». «Sì agli ammortizzatori ma noi vogliamo lavorare - ha detto la portavoce della rete dei docenti precari Maria Pia Labita, che ha proposto scuole aperte anche al pomeriggio in alternativa al tempo pieno, con laboratori e doposcuola - Se ne faccia carico la Regione. Così si dà una risposta all´occupazione». E per il dirigente Giovanni Litrico «non è pensabile che tantissime scuole sono in lista d´attesa per le scuole dell´infanzia che il Comune non concede perché ci sono interventi edilizi che non si possono sostenere». a.r.

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tempo prolungato a scuola mozione votata all'unanimità (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

CONSIGLIO A SAONARA Tempo prolungato a scuola Mozione votata all'unanimità SAONARA. Di fronte a un pubblico composto in gran parte da genitori dei ragazzi che frequentano l'Istituto comprensivo, il consiglio comunale di Saonara ha approvato all'unanimità una mozione in difesa del tempo prolungato nella scuola dell'obbligo, messo in forse dalla riforma Gelmini. Su richiesta del consigliere Sara Spartà, la minoranza di centrosinistra ha ottenuto di inserire alcune modifiche al testo in votazione, uguale a quello già votato da numerosi altri Comuni della provincia di Padova: in apertura è stato aggiunto un richiamo all'articolo 34 della Costituzione, che garantisce il diritto all'istruzione per tutti i cittadini, e all'interno del testo riferimenti alla qualità della didattica, alla razionalizzazione della spesa per la Regione e al «federalismo culturale». Accordo totale fra maggioranza e opposizione anche sulla seconda delibera in votazione, che chiede al governo una deroga al patto di stabilità per i Comuni «virtuosi», vale a dire con i bilanci in ordine. Anche in questo caso sono state operate aggiunte al testo di base, presentato dalla Lega Nord-Liga Veneta in tutta la provincia: su iniziativa della maggioranza sono state infatti aggiunti dei paragrafi che esprimono sostegno all'iniziativa per destinare ai Comuni il 20 per cento del gettito Irpef. Una proposta sulla quale il gruppo della Lega, prima del voto favorevole alla mozione, ha comunque ribadito la sua astensione. (Patrizia Rossetti)

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il piccone e la carota - maurizio bono (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Milano Il piccone e la carota MAURIZIO BONO Il bastone e la carota: alla lunga i responsabili a titolo diverso dell´istruzione in Lombardia (il ministro Tremonti che taglia, il ministro Gelmini che "riforma" a suon di maestri unici, il governatore Formigoni che finanzia le famiglie, a patto che scelgano il sistema educativo privato) hanno inventato un nuovo significato del modo di dire. SEGUE A PAGINA IX

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boom di iscritti alle scuole private (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Milano Tagli, maestro unico, fasce orarie e incertezza spingono le famiglie verso le paritarie. Cgil, il 18 corteo di protesta Boom di iscritti alle scuole private Effetto Gelmini: più 15% alle elementari, più 10% alle medie Più 15% alle elementari, più 10% alle medie. è un boom degli iscritti quello che si prospetta per le scuole private. Il caos sulla riforma Gelmini è la causa della migrazione dalle scuole statali (dove l´incremento è di poco superiore all´1%): tagli dei docenti, maestro unico, il timore che la scuola pubblica sia progressivamente impoverita. E la Cgil prepara per il prossimo 18 marzo un corteo di protesta. FRANCO VANNI ALLE PAGINE II E III

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scuole private, boom di iscritti "la riforma gelmini fa paura" - franco vanni (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VIII - Milano Scuole private, boom di iscritti "La riforma Gelmini fa paura" Più 15% alle elementari, più 10 alle medie. Statali ferme Su cento milanesi 99 chiedono il tempo pieno per i figli La Cgil proclama sciopero con un corteo il 18 FRANCO VANNI L´«effetto Gelmini» spinge le famiglie lombarde a mandare i figli nelle scuole private. Alle elementari le richieste per gli istituti non statali crescono del 15 per cento, alle medie del 10. Le iscrizioni per il prossimo anno sono ancora aperte ma la tendenza è chiara: in settembre oltre 8mila studenti passeranno alle paritarie. I genitori sono spaventati dalla prospettiva dello smantellamento della scuola statale da parte del governo, temuto da opposizione e sindacati. La Cgil prepara un corteo a Milano «sul futuro dell´istruzione pubblica lombarda» per il 18 marzo, giorno dello sciopero della scuola. E, usando i dati diffusi dallo stesso ministero dell´Istruzione, lancia l´allarme: mentre il 99 per cento delle famiglie milanesi chiede per il prossimo anno il tempo pieno alle elementari (un record), il governo si prepara a tagliare in Lombardia 1.454 posti di maestra. A chiedere il dietrofront da parte del governo è anche la Regione: Gianni Rossoni, assessore all´Istruzione, annuncia che «il presidente Formigoni chiederà alla Gelmini di confermare il numero di insegnanti dell´anno scorso, perché solo così riusciremo a far fronte ai bisogni delle famiglie». Anche perché gli iscritti aumentano. Alle elementari, per l´anno prossimo hanno scelto una scuola non statale quasi 6mila studenti in più rispetto ai 38mila che lo hanno fatto dodici mesi fa (alle pubbliche gli iscritti erano 408mila). Alle medie l´aumento è più contenuto ma sempre significativo: 2.300 che si aggiungono ai quasi 24mila dello scorso anno (contro i 240mila alle pubbliche). Lo stima l´Agesc, Associazione dei genitori delle scuole cattoliche. Il presidente Stefano Portioli spiega: «La tendenza è evidente, quando c´è incertezza i genitori cercano le situazioni più rassicuranti, vogliono che i figli siano più seguiti. E la crisi economica non ha spaventato le famiglie, sempre più pronte a pagare per l´istruzione dei ragazzi». In Lombardia, va ricordato, la Regione contribuisce al pagamento delle rette, rimborsando alle famiglie fino al 50 per cento della spesa. La direzione scolastica fa di tutto per rassicurare le famiglie sul fatto che per l´anno prossimo la scuola pubblica non subirà stravolgimenti. Ma è anche l´eliminazione della «compresenza», la possibilità che due maestre siano contemporaneamente in classe, a spaventare i genitori. Soprattutto quelli delle scuole con tanti stranieri: se la maestra unica deve insegnare l´italiano ai nuovi arrivati - è questo il ragionamento di mamme e papà italiani - non avrà il tempo di seguire mio figlio. Nonostante i tagli non li riguardino, anche negli asili l´effetto psicologico spinge i genitori verso le private: più 10% di iscritti all´anno prossimo. Il dato è della Fism, l´associazione delle scuole materne cattoliche. Per il presidente Martino Massoli «non bisogna dimenticare che se le famiglie scelgono noi è anche perché offriamo un ottimo servizio». E la paura del crollo nel pubblico non c´entra? «Sicuramente, ma chi va alla paritaria lo fa perché si fida». SEGUE A PAGINA V

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"poche sezioni e tante risorse ecco perché scelgo la paritaria" (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Milano Sonia Leidi manderà il figlio dalle Orsoline dopo i cinque anni in una scuola statale "Poche sezioni e tante risorse ecco perché scelgo la paritaria" Lì si studia con veri professori anche al pomeriggio. La retta è di 3260 euro, il 25% lo paga la Regione Sonia Leidi, 41 anni, lavora in un´azienda immobiliare. è moglie di Davide e mamma di Sonia e Luca: a giugno il bambino finirà le elementari alla scuola statale di via Anemoni, in zona Lorenteggio. A settembre farà il suo primo giorno di medie alle Orsoline, dove già studia la sorella. «Questa volta scelgo la paritaria perché voglio che mio figlio sia seguito», dice Sonia. Dove studia adesso Luca è abbandonato? «Non dico questo, la scuola che frequenta è ottima. Ma per le medie ho deciso di cambiare. Ho chiesto alle amiche che hanno mandato i figli alle scuole pubbliche del quartiere e mi dicono che al pomeriggio, anziché stare con gli insegnanti, i ragazzini sono seguiti da giovani studenti e tirocinanti. Non dico che sia colpa di nessuno, ma la scuola pubblica ha meno soldi, tutto qui. Poi delle Orsoline mi fido» E questo vale il prezzo della retta? «C´è molto altro, anzitutto le strutture: mia figlia fa lezione di informatica e ognuno ha il suo computer. Poi c´è più rigore nella condotta e questo impedisce ai bulletti di fare danni. Tutto è più controllato, le sezioni sono due e non quindici, in classe ci sono meno studenti. L´ultima cosa, la più importante, è la possibilità di fermarsi in classe a studiare tutti i pomeriggi. Io e mio marito lavoriamo». Quanto pagherete per dare tutto questo ai vostri figli? «La retta per ciascuno è di 3260 euro l´anno. Non è una cifra esagerata e poi il 25 per cento ce lo rimborsa la Regione. Comunque, anche senza il buono scuola, avrei preso la stessa decisione». Scegliendo una piccola scuola privata, Luca non rischia di perdere di vista i suoi compagni? «è vero che solo un altro ragazzino della sua scuola andrà con lui alle Orsoline, ma lì imparerà a fare nuove amicizie, si deve abituare. Comunque, se vorrà vedere i suoi compagni delle elementari potrà farlo al pomeriggio: abitano tutti nel quartiere. E se non gli va bene, amen, siamo una famiglia vecchio stampo. A decidere sono i genitori». (f.v.)

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Il piano degli interventi su tutto il territorio (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Strade, treni e scuole: la mappa delle opere ROMA Non solo il Ponte sullo Stretto e il Mose, la barriera salva-Venezia, ma anche la ristrutturazione delle scuole e la costruzione di nuove carceri. Il governo spinge sulla leva delle infrastrutture per il rilancio dell'economia italiana, impastoiata dalla recessione. Mette così sul tavolo i 16,6 miliardi già preannunciati, e vi aggiunge anche un altro miliardo e 200 milioni di interventi per ristrutturare le scuole e realizzare nuove carceri. Al fianco delle grandi opere, che possono rappresentare un volano per l'economia soprattutto nel medio termine, arrivano quindi risorse per interventi minori, con tempi di attivazione bassissimi e in grado di spingere rapidamente l'economia in modo diffuso sul territorio. Ma tutte le opere finanziate sono comunque scelte tra quelle «pronte e cantierabili nel più breve tempo possibile», ha affermato il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli.A dare il via libera al nuovo pacchetto di risorse è stato il Cipe, il comitato interministeriale per la programmazione economica che si è riunito a Palazzo Chigi poco prima del Consiglio dei ministri. Il piatto forte è stato il finanziamento delle grandi opere mentre, per i fondi a sostegno delle imprese, le pressanti richieste dei diversi ministri hanno portato a una mediazione: la creazione di un fondo da 9 miliardi nella disponibilità della presidenza del Consiglio, che sarà attivato su progetti immediatamente realizzabili che saranno presentati dai singoli ministeriSul fronte grandi opere arrivano i primi 1,3 miliardi per avviare la costruzione del Ponte sullo Stretto per il quale è stimata una spesa di 6,1 miliardi, e 800 milioni per il sistema Mose. a Venezia. Sono previsti 2.750 milioni di contributo pubblico per l'alta velocità ferroviaria (le tratte Milano-Verona; Milano-Genova prima fase; oneri ambientali per la Firenze-Bologna; il primo stralcio dell'asse pontremolese) e poco più di 1,5 miliardi per realizzare metropolitane (la linea C di Roma, la metro regionale campana, le reti di Palermo e Catania, le metro di Bari e Cagliari, gli adeguamenti per Parma Brescia e Bologna) e finanziare le reti di trasporto in vista dell'Expo milanese del 2015. Molti anche gli interventi stradali, finanziati con contributi pubblici (2 miliardi) e privati (8,090 miliardi), tra i quali alcuni riguardano il traforo del Frejus, il sistema pedemontana Lecco-Bergamo e il completamento della Salerno-Reggio CalabriaLa vera novità è però rappresentata da uno stanziamento di 1,2 miliardi, che si aggiunge ai 16,6 dei quali si era difatti già parlato. Un miliardo andrà a finanziare interventi di edilizia scolastica «per rendere le scuole più sicure», ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini». La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal Codacons. Sono invece 200 i milioni che andranno al fondo per l'edilizia carceraria: per il sottosegretario alla Giustizia, Elisabetta Alberti Casellati, si tratta di «un segnale importantissimo che dimostra la concreta volontà del governo Berlusconi di porre rimedio all'emergenza carceraria».(Ansa)

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la mannaia della legge gelmini: spariranno centinaia di docenti (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 3 - Pisa La mannaia della legge Gelmini: spariranno centinaia di docenti PISA. Gli effetti della legge Gelmini e i risparmi sulla scuola voluti dal governo si sentiranno presto. Secondo la Flc-Cgil provinciale, l'applicazione dei regolamenti attuattivi della legge Gelmini porterà ad un taglio - nella sola provincia di Pisa - di 280 collaboratori scolastici, 48 assistenti docenti nel prossimo triennio e di 164 insegnanti elementari e medi già dal prossimo anno. Da settembre, tra personale docente e amministrativo, perderanno il lavoro 238 persone, di cui 164 insegnanti. Interessati in particolare al ridimensionamento, secondo una stima del sindacato, saranno 84 insegnanti della scuola primaria e 80 di quella media. «Questo taglio indiscriminato, senza criteri di valutazione reale, produrrà effetti devastanti sulle scuole pubbliche - afferma la segretaria provinciale Flc-Cgil, Daniela Fabbrini -. Il forte taglio dei collaboratori scolastici non potrà assicurare il servizio dovuto, a partire dalla sorveglianza all'ausilio agli alunni disabili fino ad arrivare addirittura all'apertura e alla chiusura delle scuole». La consistente perdita di posti tra i docenti nella scuola primaria è legata principalmente ai nuovi modelli di orario varati dal ministero, che prevedono la scelta per le famiglie tra le 24 ore (maestro unico), 27/30 ore (orario prolungato con attività opzionali a carico della scuola) o 40 ore (tempo pieno con due docenti ma senza compresenza). Saranno soprattutto i precari i più colpiti, anche quelli che già da anni lavorano per le scuole, e che vedranno ridursi ad un lumicino le speranze per il rinnovo dell'incarico. Gli insegnanti di ruolo, invece, potrebbero essere trasferiti con il consenso o d'ufficio in altre scuole, oppure essere utilizzati per supplenze o progetti scolastici. Alle medie, invece, saranno colpiti dal taglio soprattutto gli insegnanti di italiano, storia, geografia ed educazione tecnica. La Cgil è preoccupata anche per il mancato pagamento delle supplenze in molte scuole. «Per tamponare questa situazione alcuni istituti hanno utilizzato le risorse per il pagamento del salario accessorio del personale interno - dice Fabbrini - che non ha ancora ricevuto il compenso per le attività aggiuntive svolte nello scorso anno scolastico». Secondo la Cgil, questa grave difficoltà finanziaria non permette a molte scuole di chiamare i supplenti. Gian Mario Scanu

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in piazza il 20 marzo per il tempo pieno simulazione degli organici a 27 ore (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VII - Bologna La scuola In piazza il 20 marzo per il tempo pieno Simulazione degli organici a 27 ore IL popolo della scuola di nuovo in piazza venerdì 20 marzo. Si annuncia una primavera calda contro il taglio degli insegnanti e quindi del tempo pieno. Ieri è partita una lettera dell´ufficio scolastico regionale alle sedi provinciali e quindi alle scuole in cui si chiede ai presidi di calcolare l´organico delle future prime elementari a 27 ore. Come a dire: niente "modulo" (30 ore) e "tempo pieno" (40 ore). "E´ solo una simulazione sull´esistente fatta a partire dal minimo, la circolare ministeriale sugli organici deve ancora arrivare", frena la dirigente dell´Ufficio regionale Altomonte. Ma immediata è stata la reazione di protesta, a partire dai genitori e degli insegnanti che ieri si sono riuniti in assemblea che inonderanno piazza Maggiore con le migliaia di richieste delle famiglie a favore di una scuola pre-Gelmini. "Il divieto di manifestare al sabato è inaccettabile", hanno fatto notare alcuni genitori. "Questo calcolo dell´organico per le classi prime stravolge tutto", protestano le maestre. La battaglia sugli organici è appena cominciata. (il. ve.)

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metà alunni iscritti al tempo pieno - tiziana gori (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Pistoia Metà alunni iscritti al tempo pieno Rischio caos: al primo circolo richiesta soltanto una nuova prima Snobbata la proposta delle 24 ore con uscita alle 12,30 Problemi anche per il boom alla mensa TIZIANA GORI QUARRATA. Anche le famiglie quarratine sconfessano le previsioni del ministero della Pubblica Istruzione e, in massa, iscrivono i propri figli al tempo pieno. I dati raccolti dalla segreteria del primo circolo didattico entro il 28 febbraio - termine di scadenza delle iscrizioni - parlano chiaro: sono 58 i genitori dei bambini che frequenteranno la prima elementare a settembre e che hanno chiesto il tempo normale a 30 ore, ma ben 53 quelli che vorrebbero il tempo pieno a 40 ore. Si concretizza anche a Quarrata quello che già è successo in tutti circoli didattici pistoiesi. La necessità di lasciare i figli a scuola anche nel primo pomeriggio per gli impegni lavorativi di entrambi i genitori ha decretato il flop delle 24 ore - con uscita alle 12,30 - ripristinate dalla riforma Gelmini. Nessuna richiesta nel secondo circolo, e si contano sulle dita di una mano quelle inoltrate nel primo. Una situazione del genere non può che destare preoccupazione. «Diciamo che siamo in ansia», commenta con un mezzo sorriso Marco Melani, dirigente scolastico del primo circolo, che comprende le materne di Santonuovo, Buriano, Lucciano e via Cino, e le elementari di Santonuovo, Santa Lucia e via Torino. «Siamo perplessi su quello che potrebbe succedere. è una situazione estremamente complicata. Attualmente è presente una sezione a tempo pieno - dalla classe prima alla quinta - in via Torino, e una classe in Santa Lucia. Due anni fa fu inoltrata la domanda per una seconda classe a tempo pieno per Santa Lucia, ma il provveditorato non la concesse. Lo scorso anno le richieste per il tempo pieno furono poche, solo una decina, e non raggiungevano il numero sufficiente a formare una classe». Discorso diverso per l'anno scolastico 2009/2010. In parte a causa dell'aumento demografico, in parte proprio per la riforma Gelmini, quasi il 50% dei genitori ha datto domanda di iscrizione al tempo pieno. Consapevole del possibile boom di richieste, Melani aveva trasmesso alla conferenza zonale per l'istruzione di Pistoia - che a sua volta passa la comunicazione alla Provincia e poi alla Regione Toscana - la domanda per una seconda classe full time a Santa Lucia. è probabile che venga concessa, ma visti i numeri adesso ne sarebbero necessarie due. «Dobbiamo capire come potremo organizzarci e, soprattutto, quanti insegnanti avremo in organico. Al momento disponiamo di 45 insegnanti. Ci auguriamo che vengano confermati. Anzi, sarebbe auspicabile che ne arrivassero altri». Con una nuova classe a tempo pieno, infatti, chi controllerebbe i bambini durante la mensa? «Sono previsti 3 rientri pomeridiani. Nell'ora riservata alla mensa dovremo disporre dell'organico sufficiente a garantire il controllo degli alunni». Nuove classi e più bambini a mensa riportano all'attenzione il problema degli spazi. L'auspicio è che, entro il 2009, partano finalmente i lavori della scuola elementare di via Dante Alighieri, dove troveranno posto 6 classi.

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"libertà è partecipazione" show ispirato a giorgio gaber (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina XIII - Bari Modugno "Libertà è partecipazione" show ispirato a Giorgio Gaber A pochi giorni dalla decisione del ministro dell´Istruzione Gelmini di inserire le liriche di Giorgio Gaber nel programma delle scuole italiane, arriva in Puglia un lavoro a lui ispirato. "Libertà è partecipazione" è una performance nata dai monologhi e dalle canzoni del "Signor G", in scena domani alle 21 nel Teatroscalo di Modugno (annullato lo spettacolo odierno). Prodotto dalla compagnia "Le vignacce" per la regia di Domenico Laddaga, lo spettacolo è interpretato da Gianni D´Addario e Laddaga accompagnati dai musicisti Gianluca Vecchio, Simone Iraci, Dario Iacovelli e Daniele Sergio. Il punto di partenza è il cambiamento nei costumi degli italiani negli ultimi anni, avvertito dallo stesso Gaber: la socialità tipica del Belpaese, fatta di incontri in piazza e infinite chiacchiere, sembra aver lasciato spazio a un lungo e diffidente silenzio. Info 080.532.60.70.

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l'ultima scaramuccia al rettorato (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

I PRECEDENTI L'ultima scaramuccia al rettorato PISA. La protesta contro la cura dimagrante imposta dal ministro Gelmini ha monopolizzato gran parte dell'inizio dell'anno accademico, con studenti e forze dell'ordine che, prima di ieri, si sono fronteggiati più volte. Ecco alcuni degli episodi più significativi. 17 ottobre 2008. Seicento studenti occupano i binari della stazione ferroviaria di Pisa, causando ritardi per i treni e disagi ai viaggiatori. L'intervento dissuasivo degli agenti, in tenuta antisommossa, riporta la calma. Ma il corteo si ferma sul Ponte di Mezzo e improvvisa un sit-in di quindici minuti. Gli agenti si limitano a controllare la situazione. 24 ottobre. In ventimila sfilano per le vie della città. Uno studente riesce a penetrare in Sapienza e ad aprire una porta laterale. L'edificio, sede della facoltà di giurisprudenza, viene occupato. Anche in tal caso le forze dell'ordine si limitano a controllare. 8 novembre. Ancora una manifestazione. E ancora occupazione dei binari, col traffico ferroviario semiparalizzato. Gli studenti impediscono ai treni di passare su cinque binari, fermando il traffico verso nord e sud. Chiedono prezzi scontati per recarsi a Roma, dove di lì a pochi giorni si svolgerà un grande corteo studentesco. Carabinieri e polizia si posizionano sul binario 5, ma di lì a poco il blocco finisce. 26 novembre. Stavolta il contatto c'è. Accade all'interno del rettorato, durante la seduta del consiglio di amministrazione convocato per l'approvazione del bilancio. Gli studenti chiedono di partecipare, ma trovano le porte sbarrate e gli agenti ad attenderli: reparti antisommossa sono schierati sul lungarno Pacinotti. Un gruppo di studenti riesce a entrare in palazzo Vitelli e qui finisce a a pugni e spintoni. Sei persone si fanno medicare all'ospedale, due studenti, due poliziotti e altrettanti dipendenti dell'ateneo, coinvolti loro malgrado nel parapiglia. A.V.

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Sì alle grandi opere Un miliardo in più per scuole e carceri (sezione: Scuola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 07-03-2009)

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Sì alle grandi opere Un miliardo in più per scuole e carceri --> Dal Cipe 17,8 miliardi. Via al Mose e al Ponte sullo Stretto Il Pd contro: fondi già esistenti, non c'è un euro in più Sabato 07 Marzo 2009 GENERALI, pagina 2 e-mail print Il modulo del Mose nella laguna di Venezia ROMANon solo il Ponte sullo Stretto e il Mose - la barriera salva-Venezia -, ma anche la ristrutturazione delle scuole e la costruzione di nuove carceri. Il governo spinge sulla leva delle infrastrutture per il rilancio dell'economia italiana. Mette così sul tavolo i 16,6 miliardi già preannunciati e vi aggiunge anche un altro miliardo e 200 milioni di interventi per scuole e carceri. Al fianco delle grandi opere, che possono rappresentare un volano per l'economia soprattutto nel medio termine, arrivano quindi risorse per interventi minori, con tempi di attivazione più bassi e in grado di spingere rapidamente l'economia. Ma tutte le opere finanziate sono comunque scelte tra quelle «pronte e cantierabili nel più breve tempo possibile», ha affermato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli. Fondo per le imprese: nove miliardi A dare il via libera al nuovo pacchetto di risorse è stato il Cipe, il Comitato interministeriale per la programmazione economica. Il piatto forte è stato il finanziamento delle grandi opere mentre, per i fondi a sostegno delle imprese, le pressanti richieste dei diversi ministri hanno portato a una mediazione: la creazione di un fondo da nove miliardi nella disponibilità della presidenza del Consiglio, che sarà attivato su progetti immediatamente realizzabili che saranno presentati dai singoli ministeri. Sul fronte grandi opere arrivano i primi 1,3 miliardi per riaprire l'iter di realizzazione del Ponte sullo Stretto - la prima pietra è prevista però solo nel 2010 - per il quale è stimata una spesa di 6,1 miliardi, e 800 milioni per il sistema Mose a Venezia. Sono previsti 2.750 milioni di contributo pubblico per l'alta velocità ferroviaria e poco più di 1,5 miliardi per realizzare metropolitane (da Roma a Bari, dalla Campania a Cagliari e Palermo) e finanziare le reti di trasporto in vista dell'Expo milanese del 2015. Molti anche gli interventi stradali, finanziati con contributi pubblici (2 miliardi) e privati (8,090 miliardi), tra i quali il traforo del Frejus, la Pedemontana e il completamento della Salerno-Reggio Calabria La vera novità è però rappresentata dallo stanziamento aggiuntivo di di 1,2 miliardi. Un miliardo andrà a finanziare l'edilizia scolastica «per rendere le scuole più sicure», ha detto il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini. La cifra, però, viene considerata «irrisoria» dal Codacons. I restanti 200 milioni andranno al fondo per l'edilizia carceraria. l'opposizione: raccontano favole Ma sulle opere arrivano le critiche dell'opposizione. In primo luogo sul Ponte sullo Stretto, «progetto strategico per l'intero Mezzogiorno», secondo il presidente del Senato Renato Schifani, contestato invece dall'opposizione soprattutto per i tempi («I soldi andavano spesi per cantieri da aprire domattina», dice il Pd). Più in generale, osserva poi l'esponente democratico Pier Luigi Bersani, i soldi per le infrastrutture «sono una favola», visto che «la cassa del Cipe è ferma fino al 2010» e quindi «si tratta di fondi presi da capitoli già attivi. E non c'è un euro in più». 07/03/2009 nascosto-->

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Berlusconi: crisi dura, non tragica (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-07 - pag: 2 autore: Berlusconi: crisi dura, non tragica «Per le imprese cassa di 9 miliardi a Palazzo Chigi» - Ma è tensione con i ministri Marco Rogari ROMA «La crisi c'è, è anche pesante ma non è tragica». Silvio Berlusconi ribadisce la sua linea della "fiducia", difende l'operato del Governo affermando che «nessuno ha fatto più di noi in Europa». E critica duramente l'opposizione e soprattutto i media, che drammatizzano eccessivamente l'attuale emergenza danneggiando il Paese (si veda l'articolo a pag. 12). Le parole del premier arrivano all'indomani delle riflessioni del ministro Giulio Tremonti («sarà più difficile del 2008») e nello stesso giorno in cui il Consiglio dei ministri dà l'ok al «fondo da 4 miliardi di euro» per gli ammortizzatori sociali, che va ad aggiungersi agli altri 4 miliardi già mobilitati con la Finanziaria e con l'intesa con le Regioni. Un Consiglio dei ministri preceduto dal Cipe che sblocca 17,8 miliardi per le opere pubbliche (16,6 miliardi per le infrastrutture, 1 miliardo per l'edilizia scolastica e 200 milioni per quella carceraria). E che apre la strada all'istituzione a Palazzo Chigi di un fondo strategico per imprese con una "dote" di 9 miliardi, su cui però contavano molto vari dicasteri. Di qui il malumore che avrebbero manifestato diversi ministri: da Claudio Scajola a Stefania Prestiagiacomo, Mariastella Gelmini e a Sandro Bondi. Queste risorse risultavano inutilizzate dopo l'aggiornamento del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) a 45 miliardi: dei 18 miliardi di competenza nazionale disponibili, 4 sono stati indirizzati al Fondo nazionale per l'occupazione (ammortizzatori) e 5 alle infrastrutture. Gli altri nove miliardi in un primo momento sembravano destinati (con ripartizioni già abbozzate) a diversi dicasteri: in primis Sviluppo economico (per le Pmi) ma anche Ambiente, Istruzione, Beni culturali e Giustizia. Una soluzione che non sarebbe stata vista con favore dal ministero dell'Economia, orientato ad adottare nuovi criteri al fine di ottimizzare le risorse disponibili per affrontare la crisi. A questo punto sarebbe intervenuta la mediazione di Berlusconi con la decisione di dare vita al Fondo unico presso Palazzo Chigi. A spiegarne il funzionamento è lo stesso premier nella conferenza stampa dopo il Cdm: «I ministri, man mano che avranno pronti i progetti di intervento immediatamente realizzabili si rivolgeranno» a Palazzo Chigi che, dopo avere consultato il ministero dell'Economia, «porterà le decisioni al Cipe». In altre parole sarà il premiera gestire direttamente questa fetta di risorse targata Fas. Ai 18 di competenza nazionale vanno aggiunti i 27 miliardi di competenza regionale, 22 dei quali distribuiti al Mezzogiorno e 5 al Centro-Nord. Al quale sono convogliati i primi programmi regionali approvati dal Cipe (3,5 miliardi), in attesa dell'ok alla fetta più consistente (quella per il Sud). Ma al di là della gestione dei fondi, la vera priorità per il Governo resta l'uscita dalla crisi. Berlusconi, duettando a tratti con Tremonti in conferenza stampa, replica seccamente alle accuse dell'opposizione di sottovalutazione della crisi: l'Italia «è stata la prima» a capire che si stava «abbattendo una tempesta» e la prima a correre ai ripari. «Abbiamo evitato di andare a fondo, come invece aveva pianificato la sinistra», aggiunge Tremonti. Che, dopo aver smentito di aver usato il termine "terribile" per definire il corso del 2009, sottolinea come i ripetuti inviti del Governo all'ottimismo non siano frutto di ingenuità, ma siano un'arma importante, utilizzata da un'illustre predecessore:Roosevelt. «Se c'è una cosa di cui abbiamo paura, e forse è l'unica, è la paura», dice Berlusconi. L'opposizione contrattacca. «Berlusconi e Tremonti si confermano giocolieri di cifre», afferma Pier Luigi Bersani. E il leader del Pd, Dario Franceschini aggiunge: Berlusconi, «chiuso nel suo bunker dorato», dice solo no. Palazzo Chigi non ci sta e, cifre alla mano, cerca di dimostrare il suo attivismo sul fronte della crisi sostenendo di aver mobilitato 55,8 miliardi nel biennio: 16 miliardi per gli ammortizzatori (12 "ordinari" e 4 dal Fas più altri 4 per 2010); 17,8 per le opere pubbliche; 7 miliardi dal decreto anti-crisi, che però sarebbero non più di 4,9 secondo il testo licenziato dal Parlamento; 2 dal decreto incentivi; 9 dal nuovo Fondo presso Palazzo Chigi. Berlusconi annuncia anche che è in cantiere «un'importante iniziativa» sull'edilizia, che «avrà effetti eccezionali sulla casa » e afferma che i Tremonti bond «smuoveranno 150 miliardi di finanziamenti alle imprese». www.ilsole24ore.com Tremonti bond: i dieci punti chiave L'IMPEGNO PER IL RILANCIO «In Europa nessuno ha fatto più di noi». Le risorse del Fas a tre capitoli: aziende, ammortizzatori (4 miliardi) e infrastrutture (5 miliardi) TREMONTI «Mai detto che la situazione è orribile: Silvio è come Roosevelt, la sinistra avrebbe affossato il Paese». Bersani: giocolieri di cifre

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Accentrati i fondi e Scajola se ne va (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-07 - pag: 2 autore: Accentrati i fondi e Scajola se ne va Carmine Fotina ROMA Il Fondo per l'economia reale accentrato a Palazzo Chigi provoca malumori nella compagine di governo. I 9 miliardi di euroche saranno gestiti dalla Presidenza del Consiglio, infatti, non rappresentano nuove risorse ma sono la somma di una parte del Fas (Fondo aree sottoutilizzate) inizialmente assegnata a singoli ministeri attraverso i «Programmi attuativi nazionali ».Ora finisce tutto sotto un'unica regia e il ministero che perde maggiori margini di spazio e di autonomia è lo Sviluppo economico. Il ministro Claudio Scajola, secondo quanto poi ricostruito, avrebbe prima posto la questione in un incontro informale con Gianni Letta, per poi spiegare le ragioni del suo dissenso all'operazione di accentramento nel corso della riunione preCipe. Alla fine Scajola ha lasciato Palazzo Chigi senza partecipare al Consiglio dei ministri. Da un lato, l'idea del ministero dell'Economia Giulio Tremonti di cancellare l'attribuzione delle decisioni di spesa ai singoli ministeri; dall'altro, il tentativo di conservare il vecchio schema da parte non solo di Scajola ma anche, a quanto appreso, dei ministri Prestigiacomo ( Ambiente), Gelmini (Istruzione, università e ricerca), Bondi (Beni e attività culturali). La mediazione finale di Berlusconi si è risolta in un Fondo unico presso Palazzo Chigi che accorpa risorse di cinque ministeri (se si include anche la Giustizia per le carceri). Una soluzione che va anche oltre quanto si era prospettato fino a due giorni fa, cioè la costituzione di una dote centrale limitata a 5,5 miliardi mentre 3,5 miliardi sarebbero rimasti comunque nella diretta e immediata competenza di Scajola. Questo basta a spiegare i forti dubbi dello Sviluppo economico: dallo staff del ministro non nascondono che ci siano divergenze con Tremonti, perché l'idea di un Fondo centrale rischierebbe di rendere più laboriosi e lenti gli interventi destinati alle imprese. Già da alcuni mesi lo Sviluppo economico aveva messo sul tavolo una serie di interventi, ora congelati in attesa che Palazzo Chigi decida le priorità. Nel dettaglio, Scajola aveva in serbo di destinare 2 miliardi al recupero dei siti industriali inquinati (un progetto pronto già dal marzo 2008); 1,8 miliardi a nuovi contratti di sviluppo per il Mezzogiorno; 200 milioni all'estensione del programma per l'innovazione "Industria 2015"; 800 milioni alla rete di telecomunicazione a banda larga; 700 milioni per incentivare l'utilizzo di fonti rinnovabili e gli interventi per il risparmio energetico. Oltre a 100 milioni in due anni per l'avvio del programma delle zone franche urbane. Nel frattempo per le imprese sembrano essere diventati più urgenti dossier come il rifinanziamento del Fondo di garanzia per le Pmi e il potenziamento dei crediti di imposta. Scajola, anche in vista del tavolo sulle Pmi del 18 marzo, punta a irrobustire le garanzie sui prestiti, ma sarebbe pronto anche a valutare eventuali nuovi correttivi per l'auto e interventi per altri settori in difficoltà come la chimica e la moda. Tutto in "ghiacciaia", in attesa delle decisioni di Palazzo Chigi e del parere di Tremonti. carmine.fotina@ilsole24ore.com PRIORITà DA RIDEFINIRE Divergenze con Tremonti: lo Sviluppo puntava subito a 3,5 miliardi per bonifiche, contratti di programma, garanzie per crediti alle Pmi

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Matteoli fa il pieno: 10,8 miliardi veri alle grandi opere (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 07-03-2009)

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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO data: 2009-03-07 - pag: 3 autore: ANALISI Matteoli fa il pieno: 10,8 miliardi «veri» alle grandi opere di Giorgio Santilli C on il Cipe di ieri si è conclusa la roulette russa della riprogrammazione del tesoretto del Fas (il Fondo per le aree sottoutilizzate), avviata da Giulio Tremonti otto mesi fa: in palio c'erano i 25,3 miliardi della quota nazionale (altri 27 restano nelle disponibilità delle Regioni). Dalla partita è uscito vincitore il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli, che ha incassato cinque miliardi (del tutto inattesi, in questa misura) aggiuntivi ai 7,3 miliardi che aveva avuto dal Cipe, sempre a valere sul Fas, il 18 dicembre scorso. In tutto 12,3 miliardi, mentre 4 miliardi vanno al «fondo Sacconi» per gli ammortizzatori sociali, come concordato nel protocollo con le Regioni. Le due priorità del Governo per fronteggiare la crisi sono chiare dalla decisione di ieri: cantieri e cassa integrazione. Azzerati tutti gli altri programmi, cosa che ha generato la reazione dei ministri penalizzati (Scajola, Prestigiacomo, Bondi, Gelmini). Berlusconi ha assunto a sé i 9 miliardi del Fas che restano da distribuire, mettendoli sotto il titolo di interventi anti- crisi per le imprese e l'economia reale. La lotteria del Fas avrà dunque una seconda puntata, più avanti. I ministri definanziati - a partire dal ministro dello Sviluppo economico - potranno rientrare da questa finestra. Ma questi 9 miliardi localizzati a Palazzo Chigi sono soprattutto la riserva per fronteggiare la crisi senza smentire la linea prudente e coerente sui conti pubblici adottata dal premier e da Tremonti. La vittoria di Matteoli al Cipe permette però di fare i conti, pressoché definitivi, sulle disponibilità effettive del piano delle grandi opere per il 2009. Il Governo continua a usare, come uno slogan propagandistico, la cifra di 16,6 miliardi. Ieri cresciuta fino a 17,8 miliardi. Ma la sostanza non cambia. Questa cifra non ha senso perché somma pere e mele: finanziamenti pubblici pluriennali e opere private cantierabili (forse) entro l'anno. Pur di far quadrare questa cifra magica, lanciata da Berlusconi a ottobre, cambiano gli addendi. Si è detto, per esempio, nelle settimane scorse che le opere private inserite nel piano erano Brebemi e Pedemontana. Ieri sono scomparse. Ora, per fare la somma di 8 miliardi " privati", vengono inserite l'autostrada della Cisa, la Brescia-Padova, la tangenziale est di Milano e la Cecina- Civitavecchia che sicuramente non sarà cantierata nel 2009. Meglio ragionare, allora, sulle sole risorse pubbliche aggiuntive, come si è sempre fatto nel corso degli anni. è l'unico parametro serio che conti davvero. Il paradosso della comunicazione governativa è che quello varato ieri è comunque un piano-record: ci sono 10,8 miliardi aggiuntivi. Negli anni passati non si era mai andati oltre gli otto miliardi, anche nella fase di lancio della legge obiettivo. Vediamo come si arriva a questa cifra. Dai 12,3 miliardi arrivati dal Fas (7,3 a dicembre e 5 ieri) occorre sottrarne 3,6 miliardi che, per legge, andranno a finanziare non investimenti, ma spesa corrente delle Fs per i treni regionali e di Tirrenia per i traghetti. Restano 8,7 miliardi Fas destinati alle opere. Bisogna aggiungere i 2,1 miliardi della Finanziaria 2009 per la legge obiettivo. Totale: 10,8 miliardi. Per il piano 2009, vinta la partita dei finanziamenti, ci sono ora due altre sfide da affrontare: la cassa e la cantierabilità. La cassa attuale ammonta a poco più di un miliardo, perché il Fas è pluriennale e, per il 2009, è a secco. Starà al ministro dell'Economia decidere quanta cassa vorrà spostare sul piano. Discorso correlato a quello della cantierabilità. Matteoli continua a dire che le opere saranno tutte cantierabili entro il 2009. Indicazione importante perché, per quanto sia fortemente ottimistica, significa che il Governo spingerà molto su progetti e autorizzazioni per accelerare. LE URGENZE DEL GOVERNO Dalle scelte di ieri un segnale inequivocabile: si punta su cantieri e cassa integrazione prima di tutto

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Dieci in condotta alla classe anti-Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-03-07 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE La storia Il record della II F del Maffei. Erano scesi in piazza contro il ministro Dieci in condotta alla classe anti-Gelmini VERONA — Una classe da 10 in condotta. Mentre nei licei e istituti italiani vengono assegnati 5 come fossero caramelle (nel secondo quadrimestre il 5 comporta la bocciatura), Verona va controcorrente. Il record spetta al liceo classico Maffei, che conta addirittura una classe intera di ragazzi modello. Si tratta della seconda F: 23 alunni, 21 ragazze e solo due maschietti. Qquasi tutti, fino a qualche mese fa marciavano assieme ad altri centinaia di studenti nei cortei anti-Gelmini, contro la riforma che prevedeva anche l'introduzione del 5 in condotta. A PAGINA 10 Martellato

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O RARIO RIDOTTO alle elementari bocciato anche in città... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 07-03-2009)

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PRIMO PIANO pag. 21 O RARIO RIDOTTO alle elementari bocciato anche in città... O RARIO RIDOTTO alle elementari bocciato anche in città. Tra le novità introdotte dalla riforma Gelmini, c'era anche infatti il ritorno a 24 ore settimanali, che però nessuna famiglia vuole. Lo confermano i dati che arrivano dalle scuole. Al circolo didattico di Montecatini tra le 140 richieste compilate dalle famiglie per le opzioni sull'orario, nessuno ha barrato la croce sulle «24 ore». Segno che il tempo pieno o comunque l'orario prolungato, ex modulo, continuano a essere le soluzione preferita dalle famiglie.La maggior parte delle richieste si sono ripartite sulla scelta delle 30 e delle 40 ore di lezione. Circa 80 hanno puntato sull'opzione delle 30 ore di lezione. Mentre sulla soluzione delle 27 ore si è riversata una sola scelta. A breve (entro l'11 marzo) la scuola dovrà inviare le preferenze al ministero, ma in attesa del via libera, non mancano le perplessità sul tornado di novità che ha investito la scuola con la riforma Gelmini. «Dovremo far fronte a non pochi problemi di riorganizzazione interna», spiega la direttrice Paola Zecchi. «Come immaginavamo la maggior parte delle richieste si sono dirette su orari prolungati». Scelta che avrebbe potuto provocare un problema di esuberi, come già accaduto in altri istituti: «Per fortuna, nel nostro caso riuscirermo a soddisfare praticamente tutte le domande che ci sono arrivate (solo alla Casciani si contano due posti in esubero). L'impostazione del nostro circolo era basata già sul tempo pieno, per cui riusciremo a soddisfare le richieste, mantenendo invariato il numero delle classi». NO all'orario ridotto, quindi, sembrano dire all'unisono i dati del primo circolo. Ma anche tanti interrogativi sull'eliminazione delle cosiddette «compresenze», un'altra novità introdotta dalla riforma: «Prima, grazie alle compresenze ovvero le ore di presenza contemporanea di due insegnanti nella stessa classe sia al tempo pieno sia al modulo le maestre si occupavano di gestire una classe dividendola in più gruppi destinate ad attività e lavoratori diversi. Ora gestire attività collaterali all'insegnamento come i laboratori sarà più complicato. Ci sono attività che per essere applicate in modo proficuo richiedono una divisione in piccoli gruppi, per evitare che la lezione diventi dispersiva». Uno degli esempi è il laboratorio multimediale: «Per fare lezione nell'aula di informatica e seguire al meglio le fasi dell'apprendimento continua l'organizzazione in piccoli gruppi seguiti da più insegnanti nella solita ora era l'ideale». Un problema reale, che ha già destato serie preoccupazioni nel pianeta scuola e tra le famiglie: «Il rischio è che le lezioni dedicate ai laboratori didattici, come quelli di informatica, arte, musica e simili vengano sensibilmente ridotte, se non addirittura eliminate». Ma sul futuro è fiduciosa: «Ora dovremo studiare nuove strategie. Ma ci siamo già attivati per una riorganizzazione interna del personale che possa ovviare all'eliminazione delle compresenze. e siamo sicuri che il nuovo progetto in cantiere pensato per migliorare le tecniche d'insegnamento darà buoni frutti». Letizia Lavorini

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Pasti e bus gratuiti E il Comune salva la prima elementare (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)

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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2009-03-07 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Pasti e bus gratuiti E il Comune salva la prima elementare Albaredo, trovati in extremis altri cinque alunni Il sindaco: «Tutti mobilitati, anche la parrocchia» Entusiasti Ad Albaredo sarà assicurata anche la prima classe VEDELAGO — Le elementari di Albaredo sono salve: il prossimo anno, quando entreranno in classe con i loro grembiulini nuovi e profumati, i 15 studenti di prima elementare potranno fregiarsi di essere coloro che hanno tenuto in piedi l'intera scuola, e cinque di loro potranno usufruire di mensa e trasporto gratis. Alla data del 28 febbraio le iscrizioni al primo anno erano solamente dieci, e stando alla legge Gelmini una prima con così pochi alunni non può essere formata. Il discorso, sempre per la medesima normativa, si ampliava all'intero plesso scolastico della frazione di Vedelago, che con le sole classi dalla seconda alla quinta non poteva rimanere aperto. Invece le molte telefonate e i solleciti dell'amministrazione comunale hanno sortito l'effetto sperato: cinque bimbi residenti nella frazione capoluogo hanno accettato di iscriversi in prima elementare ad Albaredo, firmando l'atto di sopravvivenza della scuola. «L'impegno di questa amministrazione – spiega il sindaco Paolo Quaggiotto - è sempre stato quello di mantenere la rete fra le scuole del territorio comunale, una materna e una elementare in ognuna delle sette frazioni e una scuola media a Vedelago. Per noi non si tratta di semplici plessi scolastici, ma di luoghi di incontro e condivisione, e che custodiscono l'identità frazionale». Garantire il numero minimo di iscritti era fondamentale: la rete avrebbe perso uno dei suoi punti di riferimento. Invece adesso l'anno scolastico 2009-10 è salvo e si svolgerà regolarmente, con grande soddisfazione del sindaco. Era stato lui a lanciare l'accorato appello di venerdì scorso, «Mensa e trasporto gratuiti ai bambini da fuori frazione che si fossero iscritti alla prima elementare di Albaredo». Ed ha funzionato: chi per senso civico, chi per spirito d'appartenenza a una comunità molto unita, e chi per approfittare degli incentivi che l'amministrazione ha messo sul piatto. «La parrocchia ha accettato di allungare il percorso del pulmino per raggiungere i confini di frazione dove abitano i cinque bambini che si sono iscritti in prima – spiega Quaggiotto – mentre il Comune pagherà per il tragitto e i pasti scolastici». Non è la prima volta che l'amministrazione si muove per aiutare le scuole: l'anno scorso infatti aveva sostenuto i genitori di Cavasagra, che avevano chiesto per i propri bambini la settimana corta (quindi senza lezioni al sabato) ma con 5 rientri pomeridiani, trovando positivo riscontro nella giunta comunale. Quest'anno a trovarsi nei guai è stata Albaredo, ma l'appello del sindaco ha trovato felice riscontro. «Nei giorni precedenti lo scadere delle iscrizioni, con la collaborazione della scuola e della parrocchia avevamo verificato che fra i bambini che frequentavano la materna solo dieci si sarebbero iscritti ad Albaredo. Era necessario fare qualcosa per garantire alle famiglie un servizio importante». Silvia Madiotto Dalla stazione Il corteo sfilato ieri pomeriggio a Treviso (Balanza)

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<Santa Gelmini del Taglio>: sfilano i no alla riforma (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)

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Corriere del Veneto - TREVISO - sezione: TREVISO2A - data: 2009-03-07 num: - pag: 12 categoria: REDAZIONALE Il corteo Cinquecento ieri in piazza «Santa Gelmini del Taglio»: sfilano i no alla riforma TREVISO — Mondo scuola in piazza per sfidare la «Santa Gelmini del Taglio». Era una caricatura del ministro dell'Istruzione la grande figura ritagliata messa a capo del corteo che ieri pomeriggio ha «invaso» il centro storico di Treviso. Il corteo, organizzato dai sindacati Flc Cgil, Cisl, Uil Scuola e Gilda, ha sfilato dalla stazione ferroviaria a piazza dei Signori per ribadire, ancora una volta, il no di insegnanti, genitori e studenti alla tanto contestata riforma. Presente anche una delegazione di sindaci della Marca. Nel mirino delle oltre 500 persone presenti, «i tagli indiscriminati che vengono spacciati come razionalizzazioni contro gli sprechi», spiega Ermanno Rambaldi della Cgil. «Ormai – prosegue il sindacalista – è sotto gli occhi di tutti che la riforma Gelmini non funziona: è stata bocciata in primis dai genitori». A far scaldare gli animi sono soprattutto le questioni del maestro unico e del tempo-scuola di 24 ore. «A livello nazionale – sottolinea Enrico Quarello del Pd, che s'è unito ai sindacati nella manifestazione - , solo il 3% delle famiglie ha chiesto le 24 ore e il 7% le 27; la stragrande maggioranza, pari al 56% invece ha chiesto le 30 ore e il 34% le 40. Segno evidente che il tempo pieno è un'esigenza sociale in particolare nelle nostre città dove entrambi i genitori lavorano». Nella Marca le cose non vanno tanto diversamente. «Quasi il 90% dei genitori – afferma Rambaldi - ha scelto le 30 o le 40 ore anche a Treviso. E' la dimostrazione che la riforma è del tutto distaccata rispetto alle esigenze delle famiglie di oggi: i genitori, così come i docenti, questa riforma, non la vogliono. Il governo prenda atto di come stanno realmente le cose a partire dal prossimo decreto sugli organici». Pesanti, infatti, gli effetti della forbice del ministero anche sugli organici trevigiani: si parla di 850 posti in meno tra docenti e personale Ata. Federica Baretti

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Elementari, fuga verso le scuole private (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)

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Corriere del Veneto - VENEZIA - sezione: VENEZIAMESTRE - data: 2009-03-07 num: - pag: 11 categoria: REDAZIONALE Le iscrizioni L'incertezza sugli orari ha spinto molte famiglie a non registrare i figli nelle prime pubbliche Elementari, fuga verso le scuole private Alla Gozzi «mancano» 19 alunni, alla Tintoretto 39. Medie: effetto verticalizzazione Alla media Salvo D'Acquisto un terzo degli studenti non si è iscritto per le incertezze sui professori MESTRE — Fuga verso gli istituti privati, tremano le scuole pubbliche di Venezia. Molte famiglie per paura di perdere il tempo prolungato hanno deciso di trasferire i figli alle private, altre hanno «congelato» l'iscrizione nonostante il termine sia scaduto il 28 febbraio. Man mano che le scuole elaborano i dati delle iscrizioni, emergono nuovi effetti della riforma Gelmini. Il tutto in attesa di capire la questione degli organici, per i quali si parla di 300 posti di lavoro tra insegnanti, bidelli e personale di segreteria, a rischio. Le famiglie dei nuovi iscritti hanno richiesto in massa il tempo pieno di 40 ore o a 30 con i rientri e snobbato le 24 ore. Ma la paura di non venire accontentati ha contagiato molti. Alla Diaz mancano svariate iscrizioni. «Solo alla elementare Gozzi 19 famiglie su 22 hanno preferito iscrivere i figli alla prima privata - dice Riccardo Carlon, dirigente scolastico del complesso Diaz - non si era mai verificato, è sintomo della preoccupazione dei genitori». Ciò che preoccupa i dirigenti è che molte famiglie non hanno iscritto i figli in prima nonostante la scadenza del termine. Alle elementari Tintoretto «mancano» 39 alunni: «Stiamo cercando di contattare telefonicamente tutti i genitori spiega la dirigente scolastica Mercedes Biasetto - non era mai successo: mancano due classi prime dopo la scadenza. Tanti hanno scelto le private». Le scuole paritarie di Venezia confermano: «C'è stato un aumento degli iscritti», dicono alla scuola privata Giovanni Paolo I di Venezia. Il problema è la quantità di richieste di tempo pieno rispetto alle reali forze, che nessuno ancora conosce. «Su cinque scuole elementari, tutti hanno chiesto le 40 ore per avere garantito il tempo pieno ma non sappiamo quanti potremo accontentare », dice Maria Cavezzali dirigente della Querini. Si calcola che potrebbero essere tremila le famiglie che dovranno sopportare una riduzione rispetto alle proprie richieste. Senza contare il taglio agli organici. «Rischiamo di perdere fino a sette insegnanti - avverte Cavezzali - è il 10% dell'organico e lo stesso vale per i collaboratori scolastici e il personale di segreteria ». Non è diversa la situazione delle medie. Un terzo netto di iscrizioni in meno: alla scuola media mestrina Salvo d'Acquisto parlano di fuga dalla verticalizzazione. Si perchè a Venezia alle incertezze generali si aggiunge il piano della riorganizzazione comunale. «A Mestre un terzo dei ragazzi che confluirebbero nel futuro comprensivo Querini non si sono fatti vivi» dice il dirigente della Salvo d'Acquisto, Tiziano Panizzutti, «Qui non si sa se ci saranno l'anno prossimo gli stessi insegnanti, e la situazione è stata molto penalizzante. In zone come la Gazzera, dove non c'è concorrenza con altre scuole a causa della posizione e della mancanza di trasporti, questa evasione non c'è stata. E il "fuggi fuggi" ora riguarda anche gli insegnanti, qui l'organico non è garantito». Tutte le scuole fanno i conti. «Qui a Favaro i genitori hanno chiesto tempo pieno in più, mentre noi dovremmo tagliare» dice la dirigente della Fucini, Ornella Scomparin. «Alle medie» spiega invece il dirigente dell'Einaudi di Marghera, Filippo Viola, «ogni due corsi perderanno il posto un insegnante e mezzo di lettere oltre a un terzo delle ore di tecnologia. I precari sono a rischio ». L'incertezza investe anche l'italiano e la seconda lingua straniera. «C'è molta ambiguità: si dice che le attese non saranno deluse e si parla di tagli. Io voglio essere positivo e spero che l'organizzazione che abbiamo sempre avuto si possa ripetere», dice Gianni Masiero, dirigente delle medie Fermi e Marconi. Intanto si impazzisce con i dati delle iscrizioni: il ministero li ha chiesti entro il 20 marzo, l'ufficio regionale entro il 13, quello provinciale entro l'11. Per essere precisi nel caos. Martino Galliolo M. Paola Scaramuzza

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Dieci in condotta alla classe che scioperò contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 07-03-2009)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: CRONACAVERONA - data: 2009-03-07 num: - pag: 10 categoria: REDAZIONALE La storia Il record ottenuto da ventuno ragazze e due soli maschi Dieci in condotta alla classe che scioperò contro la Gelmini La II F del Maffei: «La riforma non ci piace» Il preside: «Merito anche del rapporto che hanno saputo costruire gli insegnanti con gli studenti» VERONA — Una classe da 10 in condotta. Mentre nei licei e istituti italiani vengono assegnati 5 come fossero caramelle (nel secondo quadrimestre il 5 comporta la bocciatura), Verona va controcorrente. Il record spetta al liceo classico Maffei, che conta addirittura una classe intera di ragazzi modello. Si tratta della seconda F: 23 alunni, 21 ragazze e solo due maschietti. Sebbene quasi tutti loro, fino a qualche mese fa marciavano assieme ad altri centinaia di studenti nei cortei anti-Gelmini, contro la riforma che prevedeva anche l'introduzione del 5 in condotta, loro, invece, hanno trovato in pagella un bel 10. «Nemmeno ce l'aspettavamo – dicono alla fine della lezione di educazione fisica - . Non abbiamo voti bassi perché non siamo scalmanati. Siamo sempre stati tranquilli», dice Cecilia. E i due compagni di classe? «I maschi? Devono stare buoni e tranquilli», dice scherzano. E dell'introduzione del voto di condotta cosa ne pensano, loro che poco tempo fa l'hanno contestato? «In realtà non abbiamo partecipato ai cortei contro il voto in condotta, ma per la riforma in generale. Il voto al comportamento può essere positivo, se ben vagliato», spiega Ester. «I professori poi – informa Alessia – hanno capito le difficoltà. L'anno scorso è stato molto duro: credo abbiano voluto incentivare una classe che ha dimostrato miglioramenti ». Insegnanti di manica larga, allora? Nient'affatto. Sia i ragazzi che il preside del liceo, Francesco Butturini, giustificano i voti alti in condotta con l'invidiabile rapporto con i professori. «Abbiamo moltissimi 10 in condotta. Tutto dipende da come un docente gestisce la classe: è importante stabilire un rapporto con gli alunni, spiegare le cose in modo interessante, renderli partecipi, avere un dialogo trasparente con loro. Così gli alunni diventano protagonisti attenti». Anche negli altri istituti e licei di Verona i 10 in condotta non mancano. Anzi, la rarità è trovare i 5. «La maggior parte degli alunni ha 9 e 8, ma ci sono anche i 10 – informa Sandro Tutti, preside del Liceo Verona Est. “Certo che ci sono alunni con 10 in condotta – dice Giancarlo Peretti, dirigente scolastico liceo Messedaglia – sono più dei 7, anche se la maggior parte hanno 9». «Il voto più frequente è il 9 – dice un altro dirigente scolastico, Mauro Murino, Marco Polo – non abbiamo nemmeno un 5 in condotta ». Anche negli istituti tecnici, voto massimo del comportamento persiste. Antonio Pettinato, preside dell'istituto geometri Cangrade, proprio giovedì è apparso in televisione su rai due, accanto alla giornalista e conduttrice di «Italia allo specchio» Francesca Senette, per discutere dell'argomento. «Nella nostra scuola – riferisce – abbiamo preferito sanzionare prima, piuttosto che dover assegnare poi dei 5 in condotta nella pagella. E i risultati sono nero su bianco: molti alunni fanno il loro dovere, meritandosi il voto più alto ». Anna Martellato Aureole La seconda F del liceo classico Maffei, 21 ragazze e 2 ragazzi. Tutti con 10 in condotta.

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ROMA - Berlusconi rivendica di aver svolto, per il sostegno all'economia afflitta dal c... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 07-03-2009)

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Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi di FABRIZIO RIZZI ROMA - Berlusconi rivendica di aver svolto, per il sostegno all'economia afflitta dal crollo dei mercati, la più incisiva azione di governo («nessuno ha fatto più di noi in Europa») ma nello stesso tempo fa appello a evitare «drammatizzazioni» perché la crisi «c'è, e anche pesante, ma non è tragica». E aggiunge, «siamo stati preveggenti, abbiamo avuto coraggio». Da combattere c'è solo la paura a non spendere dei cittadini. Definisce l'assegno proposto dal Pd come «una licenza di licenziare» soprattutto per i piccoli imprenditori e gli artigiani» i cui dipendenti «godrebbero dell'indennità e continuerebbero a lavorare in nero». Giulio Tremonti attacca alcuni giornali, colpevoli sia di aver fatto titoloni con espressioni storpiate («mai usato le parole "terribile" o "orribile" per definire il 2009»), sia la sinistra che parlava di «miracolo» mentre «noi spiegavamo che la situazione sarebbe stata difficile» già in campagna elettorale. In ogni caso, «abbiamo evitato di andare a fondo». Le parole contro il disfattismo mediatico, arrivano nel giorno in cui, il Cipe, dà il via libera al piano da 17,8 miliardi di euro, ma anche alla costituzione di un fondo strategico da 9 miliardi a sostegno dell'economia reale e quindi delle imprese, la cui gestione è affidata a palazzo Chigi. Le risorse verranno attinte dalla dotazione nazionale del Fondo aree sottoutilizzate (Fas). C'è stata alta tensione durante il confronto sul fondo dei 9 miliardi che ha coinvolto al Cipe, Tremonti, da una parte, e diversi ministri dall'altra, (Scajola, Prestigiacomo, Gelmini e Bondi). Malgrado la mediazione di Berlusconi nell'attribuire la gestione a palazzo Chigi, Scajola per protesta non ha partecipato al Consiglio dei ministri. Il titolare del Tesoro respinge sia le accuse di aver ritardato a comprendere lo tsunami finanziario («non è vero»), sia quelle relative a «una sottostima dell'emergenza». Per Tremonti, «i ripetuti inviti del governo all'ottimismo non sono frutto di ingenuità. Sono un'arma importante». Paragona i «discorsi al caminetto» del presidente Roosevelt, quando invitava gli americani a uscire di casa e a vivere come prima, all'ottimismo del premier. «Berlusconi ha fatto lo stesso, non capisco le critiche della sinistra». Berlusconi dopo essersela presa con la Rai (la sola tv pubblica che «attacca il governo in carica»), fa appello ai media affinché non rappresentino scenari tragici («è dannoso per l'interesse di tutti noi»). «Nel Consiglio di Europa di domenica scorsa abbiamo concordato la necessità di far capire che questa crisi, che esiste, non chiudiamo gli occhi, è vissuta sui media in maniera più drammatica di quanto non sia. Anche perché, di fronte al calo delle Borse, se si guarda quante sono le azioni cambiate a certi prezzi, si vede che sono una manciata di azioni». Invita a tenere i titoli «nel cassetto e aspettare che questa crisi, passi». E con voce all'unisono, Berlusconi e Tremonti, si dicono orgogliosi delle misure messe in campo: il governo ha mobilitato 55,8 miliardi in un biennio, sia per gli ammortizzatori sociali («i lavoratori possono essere sereni»), sia per le infrastrutture. «L'assegno di disoccupazione» chiesto dal Pd? «Sarebbe una licenza di licenziare». Berlusconi «sta vedendo» anche per l'innalzamento dei 65 anni alle donne, come chiesto dalla Ue. Ma se ne occupa Sacconi, assicura ai cronisti uscendo da Villa Stuart (la clinica dov'è stato operato Totti) dopo un controllo al collo con la Tac.

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Berlusconi: la crisi c'è ma non è tragica (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)

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Primo Piano Pagina 103 Berlusconi: la crisi c'è ma non è tragica No all'assegno Pd per i disoccupati: «È licenza di licenziare» --> No all'assegno Pd per i disoccupati: «È licenza di licenziare» ROMA Le «drammatizzazioni» che ogni giorno sfornano i media sono un danno innanzitutto per il Paese, perché la crisi «c'è, è anche pesante ma non è tragica»: Silvio Berlusconi scende in sala stampa al termine del Consiglio dei ministri e, in una sorta di duetto col ministro dell'Economia Giulio Tremonti, attacca la rappresentazione fatta da stampa e tv dell'azione dell'esecutivo, rivendicando al contempo con orgoglio le misure messe in campo. FIDUCIA «Se c'è una cosa di cui abbiamo paura, e forse è l'unica, è la paura», spiega ancora una volta il premier. Non deve stupire dunque se su trenta minuti di conferenza stampa il Cavaliere e il titolare del Tesoro decidono di spenderne la metà a fare una sorta di controinformazione. Si comincia dall'apertura di alcuni giornali italiani: «Mai usata - assicura il titolare del Tesoro, non senza nascondere del fastidio - la parola ?terribile? o ?orribile? per definire il 2009. Distorcere la realtà in questo modo non vuol dire fare opposizione al governo, bensì agli italiani. Vuol dire - è la sua convinzione - segare il ramo sul quale si è seduti». L'Italia, ribadisce il presidente del Consiglio, «è stata la prima» a capire che «si stava abbattendo una tempesta» e la prima a correre ai ripari: «Siamo stati preveggenti e abbiamo avuto coraggio», dice Berlusconi. «Abbiamo evitato di andare a fondo - gli fa eco Tremonti - come invece aveva pianificato la sinistra». Loro, dice infatti, «parlavano di miracolo», mentre «noi spiegavamo che la situazione sarebbe stata difficile» già in campagna elettorale. «Ci danno degli irresponsabili, ci dicono che siamo in ritardo ma - fa i conti Tremonti - non è vero». Nessuna sottostima dell'emergenza, i ripetuti inviti del governo all'ottimismo, a non modificare il proprio stile di vita non sono frutto di ingenuità. Sono, spiega, un'arma importante, che ha un illustre predecessore: il presidente Usa Roosevelt. «La prima cosa - dice Tremonti - è difendere se stessi dalla paura». D'altro canto, ragionano a voce alta il premier e il ministro, basta guardare i fatti per potersi dire «orgogliosi». L'elenco delle misure e i conti, secondo il governo, sono lì a dimostrarlo: dall'inizio dell'emergenza il governo ha mobilitato 55,8 miliardi (in un biennio) su due grandi direttrici, gli ammortizzatori sociali e le infrastrutture. La proposta del Pd di un assegno per i disoccupati è bocciata senza appello dal Cavaliere perché sarebbe «una licenza di licenziare»: le aziende, cioè, in presenza di un «ombrello» protettivo garantito dal governo, potrebbero affrontare con maggiore leggerezza i ridimensionamenti dei propri organici. Però, anche senza assegno di disoccupazione, i lavoratori possono stare «sereni», è il messaggio rassicurante del premier, perché le risorse per evitare il peggio il governo le ha già messe sul tavolo. LA DISCUSSIONE Prima della riunione del Cipe si è registrata a Palazzo Chigi una certa tensione tra i ministri, a proposito della gestione delle risorse per il sostegno all'economia. Un confronto a tratti aspro, durante un incontro informale, con Tremonti da una parte e, dall'altra, in particolare i colleghi Scajola, Prestigiacomo, Gelmini e Bondi. Materia del contendere, le priorità nell'utilizzo delle risorse disponibili e l'attribuzione delle decisioni di spesa ai singoli ministeri. Il ministro dell'Economia si è opposto all'ipotesi di attribuzione diretta dei fondi ai diversi ministeri. Alla fine è stato Berlusconi a intervenire e a decidere per il fondo unico sotto la responsabilità di Palazzo Chigi. «Un fondo strategico - ha spiegato alla stampa - a sostegno dell'economia reale e quindi delle imprese, che sarà nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio, alla quale si rivolgeranno i ministri, quando avranno pronti progetti di intervento». Successivamente Palazzo Chigi raccoglierà il parere del ministero dell'Economia e poi le decisioni verranno portate al Cipe, condividendole il più possibile con il Consiglio dei ministri. Ma, a parte il compromesso, il confronto deve aver lasciato qualche scontento, visto il malumore che si è registrato informalmente da più ministri dopo la riunione del governo. Il più deciso nel contrastare la filosofia con la quale Tremonti ha impostato la gestione dei fondi per le imprese è stato il ministro delle Attività Produttive Claudio Scajola che, a quanto si è appreso, ha prima posto la questione in un incontro informale con Gianni Letta, poi ha protestato vibratamente nel corso della riunione pre-Cipe e alla fine ha lasciato Palazzo Chigi senza partecipare al Consiglio dei ministri.

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Altri banchetti contro la Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Nuova Ferrara, La" del 07-03-2009)

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OGGI IN PIAZZA Altri banchetti contro la Gelmini Con il primo sabato di primavera tornano i banchetti del Coordinamento per l'Istruzione Pubblica Ferrarese: oggi alle 16, sotto il Volto del Cavallo (piazza Municipale) insegnanti, genitori e studenti riprenderanno le iniziative di sensibilizzazione e informazione alla cittadinanza «sulle problematiche della nuova scuola a firma Ministro Gelmini». Argomento del primo appuntamento è la giornata di mobilitazione prevista per il 18 marzo e le varie iniziative ad essa correlate. Mercoledì 18 è in programma lo sciopero della Cgil che sarà accompagnato al mattino da una manifestazione (probabilmente un sit-in) e da altre iniziative a cura degli studenti del coordinamento di Giurisprudenza.

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Tempo pieno A Milano boom di richieste (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)

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Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-07 num: - pag: 7 categoria: REDAZIONALE Scuola Tempo pieno A Milano boom di richieste Boom del tempo pieno. Secondo la Cgil, il 99,08 per cento delle famiglie milanesi (84,07 a livello regionale) ha preferito per i propri figli l'iscrizione alle 30 o alle 40 ore «dimostrando una netta bocciatura del maestro unico voluto dal ministro all'Istruzione, Mariastella Gelmini». Replica il direttore scolastico Regionale, Annamaria Dominici: «Non è fallita nessuna riforma: il tempo scuola prescelto dalle famiglie sarà garantito. E si va avanti con il maestro prevalente». Prime proiezioni sulla scuola del prossimo anno: secondo la direzione scolastica regionale la maggiore richiesta di 40 ore arriva da Milano (92%), Pavia, Lodi, Bergamo. «Ci aspettiamo — continua il direttore regionale — che la popolazione scolastica lombarda aumenti di 12 mila alunni. Ebbene, se sarà confermato l'organico dell'anno scorso, potremo soddisfare tutte le domande dei genitori». La Cgil chiede la convocazione immediata del tavolo regionale «per avanzare al ministro la richiesta di garantire gli organici necessari». Confermato anche il corteo del 18 marzo in difesa degli organici, per il ripristino delle risorse tagliate, la conferma della centralità del contratto nazionale e la difesa del diritto di sciopero.

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Scajola, lite sui fondi E Palazzo Chigi accentra le risorse (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Primo Piano - data: 2009-03-07 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE In Consiglio dei ministri Scajola, lite sui fondi E Palazzo Chigi accentra le risorse SEGUE DALLA PRIMA Un commento amaro quando ha capito che la sua linea era uscita sconfitta dal confronto con il superministro economico, Giulio Tremonti. è stato il premier Silvio Berlusconi a mettere fine allo scontro tra i due sui fondi per il sostegno all'economia e alle imprese, stabilendo che tutti i 9 miliardi a disposizione sarebbero finiti in un fondo unico che sarà «nella disponibilità decisionale della presidenza del Consiglio». Scajola ha così dovuto rinunciare all'idea di appostare una parte del fondo (almeno 3,5 miliardi) presso il suo ministero. Anche lui, come gli altri ministri che avranno progetti «immediatamente realizzabili», ha spiegato Berlusconi, dovrà passare per Palazzo Chigi, che «raccoglierà il parere del ministero dell'Economia», quindi di Tremonti. Scajola l'ha presa così male che, per protesta, non ha partecipato al successivo Consiglio dei ministri. Lui pensa che il megafondo presso la presidenza del consiglio rischia di rallentare l'intervento per le imprese, soprattutto piccole e medie, che contavano su uno strumento agile e veloce al ministero dello Sviluppo. Ma è rimasto via via in minoranza. All'inizio anche i colleghi Mariastella Gelmini (Istruzione), Sandro Bondi (Beni culturali) e Stefania Prestigiacomo (Ambiente) erano critici, ma poi le perplessità dei primi due sono rientrate davanti alle rassicurazioni di Berlusconi che ha garantito piena accessibilità al megafondo. Gelmini poi, ha già ottenuto un miliardo per l'edilizia scolastica. Tremonti ha avuto gioco facile quando anche il sottosegretario alla presidenza, Gianni Letta, col quale in passato non sono mancate frizioni, ha osservato che in una crisi come questa è meglio avere un fondo unico da gestire con flessibilità secondo le necessità che si presenteranno. Scajola ha spuntato che il fondo si chiamerà per «l'economia reale e le imprese», ma ha dovuto rinunciare alla gestione diretta dello stesso. Ma è già pronto a tornare alla carica con le sue richieste, a partire dall'aumento da 500 mila a 1,5 milioni del tetto dei prestiti garantiti. Il duello con il ministro dell'Economia continuerà. I due non si sono mai presi. Lo scorso giugno quando sui giornali uscì il cosiddetto «piano Tremonti» che anticipava le prime mosse del governo sull'economia Scajola, irritato, replicò: «è un lavoro collegiale. Dentro ci sono le mie norme sullo sviluppo e quelle di Tremonti sui tagli». Enrico Marro

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Crollo a scuola, la madre di Vito: dimenticati (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 07-03-2009)

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Corriere della Sera - NAZIONALE - sezione: Cronache - data: 2009-03-07 num: - pag: 23 categoria: REDAZIONALE A quattro mesi dalla tragedia di Rivoli Crollo a scuola, la madre di Vito: dimenticati TORINO — Ringraziano il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini: «è una persona sensibile». Ma puntano il dito contro i docenti della scuola dove loro figlio ha trovato la morte: «Da quando è successa la tragedia non abbiamo mai più sentito nessun professore, né tanto meno la preside, quella donna è senza cuore». A parlare sono i genitori di Vito Scafidi, 17 anni, ucciso lo scorso novembre dal crollo del controsoffitto del liceo scientifico «Darwin» di Rivoli (Torino). Ieri Fortunato Scafidi e Cinzia Caggiano hanno annunciato la costituzione di parte civile in un eventuale dibattimento. «Mio figlio — ha detto la madre — era orgoglioso della sua scuola. A noi aveva detto soltanto di problemi alla palestra. In realtà quell'edificio era come una bella donna truccata, visto che ora servono cinque milioni per rimetterlo a posto».

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Pdl, gli azzurri in fermento per il congresso dei seimila (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 07-03-2009)

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POLITICA pag. 10 Pdl, gli azzurri in fermento per il congresso dei seimila Il premier: «Un triumvirato? Non ho preso alcuna decisione» ROMA IL TEMPO stringe. Forza Italia e An intensificano gli incontri in vista dei primi due banchi di prova del Pdl. Da un lato, l'organizzazione del congresso di fondazione del partitone (27-29 marzo) è stato al centro di un tavolo cui ieri hanno partecipato i colonnelli azzurri. Dall'altro, c'è la spinosa questione della definizione delle liste per le Europee. L'IPOTESI di far candidare i ministri alle elezioni «è qualcosa di cui non sono al corrente», ha assicurato ieri sera Silvio Berlusconi, uscendo da una clinica romana dopo, così ha detto, «un controllo al menisco». Ma in An il dibattito si è già aperto. Semaforo verde dal ministro e reggente del partito. «L'idea di candidare i ministri alle Europee ha detto Ignazio La Russa è una buona cosa, io sono disponibile». Chi non si sente affatto obbligato, invece, è Altero Matteoli. Il ministro delle Infrastrutture non correrà: «Mi sono presentato l'altra volta... ora basta». Anche i ministri di An Giorgia Meloni e Andrea Ronchi sembrano intenzionati a restarne fuori. Con la Russa nei panni del mediatore: «Non sarò io a obbligare gli altri». Al momento è certo che il premier si presenterà capolista in tutte le circoscrizioni. Dietro di lui, almeno una pattuglia di ministri. Tra gli azzurri, si parla di Raffaele Fitto e Claudio Scajola, oltre che di Angelino Alfano e Mariastella Gelmini. Frenetico è anche il confronto sui candidati del Pdl per le amministrative. Irrisolto il nodo Firenze. Da un lato, il deputato Gabriele Toccafondi ha confermato di aver avuto un incontro con il premier, dall'altro l'ex portiere del Milan, Giovanni Galli, è atteso oggi a Milano, dove non si esclude un contatto con Berlusconi. In questo clima di incertezze, almeno il problema Prato è stato definito. Dopo il rifiuto di un paio di mesi fa, l'industriale tessile Roberto Cenni ha annunciato ieri pomeriggio a sorpresa di aver accettato la proposta del Pdl. Fervono nel caos i preparativi per il congresso. Nemmeno i tre papabili coordinatori (Verdini-Bondi-LaRussa) possono ancora dormire sonni tranquilli, dato che Berlusconi ha tagliato corto: «Ne stiamo parlando, non ci sono decisioni al riguardo». La leadership, invece, è un dogma. «E non potrebbe essere diversamente ammette l'ideatore di Forza Italia Gianni Baget Bozzo dato che Berlusconi sta facendo funzionare qualcosa di impensabile: un partito annunciato su un predellino». Del resto, aggiunge, «non esistono vere e proprie militanze: il Pdl rimane un partito del leader, il premier ha i voti, il premier decide». I seimila delegati che parteciperanno al congresso di fine mese la macchina organizzativa forzista è già in azione: il partito pagherà l'albergo vicino alla fiera di Roma, il viaggio è a carico dei singoli si stanno però preparando al dibattito sull'identità. IL SENATORE Guido Possa conferma che «forma partito e statuto saranno i due principali argomenti di dibattito anche nell'assemblea dei gruppi parlamentari Pdl» fissata per martedì. Possa spiega che «l'individuazione dell'identità resta l'interrogativo più sentito per tanti parlamentari di FI e An». Da definire anche l'assetto futuro del partitone. Non è un mistero che gli azzurri puntino a mantenere un «impianto movimentista», mentre An è più legata al territorio. Su tutto questo, però, come confermano i forzisti Raffaele Fitto e Gaetano Quagliariello, «non ci sono ancora certezze». Marcella Cocchi Image: 20090307/foto/519.jpg

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Gelmini: <Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi> Ma la madre accusa: dimenticati dai prof (sezione: Scuola)

( da "Giorno, Il (Milano)" del 07-03-2009)

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BREVI pag. 19 Gelmini: «Intitoliamo il liceo a Vito Scafidi» Ma la madre accusa: dimenticati dai prof TRAGEDIA QUATTRO MESI FA IL CROLLO DEL CONTROSOFFITTO ALLA DARWIN DI RIVOLI TORINO A quasi quattro mesi dalla tragedia, Fortunato Scafidi e Cinzia Caggiano, genitori di Vito, 17 anni, ucciso nel crollo del controsoffitto del liceo Darwin' di Rivoli, nel Torinese, sono straziati dal dolore, lamentano scarso interesse dell'istituto e attendono giustizia. «Da quando è successa la tragedia hanno sottolineato non abbiamo mai più sentito nessun professore, né tanto meno la preside». La madre in lacrime ha aggiunto: «Mio figlio era orgoglioso della sua scuola e a noi aveva detto solo di problemi alla palestra. In realtà quell'edificio era come una bella donna truccata, visto che ora servono 5 milioni per rimetterlo a posto». Intanto il ministro dell'Istruzione desidererebbe intitolare il liceo a Scafidi. «Di Vito ha spiegato Mariastella Gelmini ho conosciuto i genitori, due persone meravigliose. Mi piacerebbe molto, e interpellerò per questo gli enti locali e l'associazione nazionale presidi, che gli venisse intitolato l'istituto».

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il motore del friuli (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'UNIVERSITÀ IL MOTORE DEL FRIULI di GIANFRANCO D'ARONCO Lunedì prossimo avrà luogo l'apertura ufficiale dell'anno accademico all'Università di Udine. È l'occasione buona per tornare su un problema fondamentale per il Friuli. Così, a costo di diventare noiosi, sarà bene ripetere. E, per cominciare, ricordare il motivo che è alla base della legge istitutiva della Università di Udine, votata nel 1977: «Contribuire al progresso civile, sociale e alla rinascita del Friuli e a divenire organico strumento di sviluppo e di rinnovamento dei filoni originali della cultura, della lingua, delle tradizioni e della storia del Friuli». I termini sono espliciti, i compiti sono precisi. Si tratta di una università ancorata a una specifica realtà territoriale, che va riscoperta e valorizzata. Il compito non è quello di una qualsiasi altra università. Da trent'anni e più, come bene è stato scritto di recente, essa costituisce il motore principale dello sviluppo culturale, sociale ed economico dell'intero Friuli. Il ministero stesso ha inserito la nostra università tra quelle che hanno raggiunto la eccellenza; alcune sue facoltà sono tra le prime in Italia. È cresciuta quantitativamente e qualitativamente. Tutt'altro che chiusa in un "hortus" provinciale, è ora entrata a far parte della Università euromediterranea, aderendo all'Emuni, un consorzio che ha lo scopo di estendere le forme di cooperazione tra gli atenei dell'Euroregione. Pure recentissima la nascita del primo Centro interdipartimentale di ricerca sul welfare, al servizio del territorio nell'ambito delle politiche sociali. Tutto questo nonostante la «continua e progressiva sottrazione di risorse finanziarie» da parte dello Stato, come ha denunciato il rettore magnifico Cristiana Compagno. Infatti, la nostra è tra le 15 università italiane che sono sottofinanziate in base a vecchi parametri, mentre 65 sono sovrafinanziate (nuovi parametri sono stati stabiliti, ma dal 2004 sono rimasti chiusi in qualche armadio blindato). In altre parole, di fronte al finanziamento spettante di 89,33 milioni, nel 2008 se ne sono avuti 76,15, con un sottofinanziamento di 13,18 milioni. Con 17 mila iscritti, Udine è finanziata come se ne avesse 9 mila. Non è che si pianga solo da noi. Roberto Pierotti, cattedratico alla Columbia University e alla Bocconi, ha pubblicato or ora un libro, L'università truccata, in cui illustra «lo stato comatoso della università italiana». Scendendo nel particolare concreto ed esemplificando, l'autorevole sociologo Sabino Acquaviva ha scritto che «la costituzione di poli universitari clientelari in cui si accatastano parenti e amici, si dilata scendendo verso il Mezzogiorno». Per carità di patria lasciamo perdere i particolari: c'è solo l'imbarazzo della scelta. Si arriverà a porre rimedio a questo stato di cose? Non certo con il sistema tanto caro al Gattopardo, che è quello di cambiare tutto perché tutto rimanga come prima. Lo stesso presidente Giorgio Napolitano si è scomodato l'altro giorno a Perugia, suggerendo al governo di evitare tagli indiscriminati, che punirebbero le università virtuose. Di fronte alla stretta (si ammoniva una volta: bisogna fare economia!), Udine ha ridotto le spese al massimo. Prima cosa: cederà immobili poco utilizzati, ridurrà i concorsi, frenerà le supplenze, razionalizzerà le lauree magistrali. Ultima notizia: collocherà in pensione anticipata i docenti che hanno superato i 70 anni, e i tecnici amministrativi aventi 40 anni di servizio, con il risparmio per il 2010-12 di 2,2 milioni di euro: sarà così possibile l'ingresso di nuove energie. Per dare un esempio niente affatto simbolico, erano stati spenti gli impianti nel periodo natalizio. Timidi rimedi romani: la legge Gelmini, ultimamente approvata, stabilisce che il 7 per cento del finanziamento ordinario vada alle università meritevoli per didattica e ricerca. Poco o niente: tanto più che il 93 per cento rimanente andrà distribuito secondo il vecchio superato sistema. Ai rimedi romani si aggiungono i rimedi triestini. L'assessore regionale competente Alessia Rosolen ha scoperto l'altro giorno la Scuola superiore della Università udinese che funziona da 5 anni («una realtà che non conosco», ha dichiarato). Bene. Certo conosce altre cose. Non so se ha già deciso prima che la giunta decida, quando parla di normalizzare il sistema universitario del Friuli Venezia Giulia nella visione di una «centralità culturale», di una «centralità al sistema universitario», di un «soggetto unico», di un «sistema unico regionale», di una «messa in rete degli atenei regionali», con l'aggiunta di una grande «piattaforma» comprendente centri para-universitari e affini. Dietro queste espressioni pudiche c'è la chiara intenzione di triestinizzare quanto più possibile, e magari tutto. Se si volesse veramente razionalizzare, cioè economizzare in base alla efficienza e agli iscritti, su 18 corsi di laurea Trieste ne perderebbe 14 e Udine 4. Lo ha dichiarato Maurizio Franz, consigliere regionale della maggioranza: ma non so se la Rosolen abbia battuto ciglio. Il motto più acconcio per questa politica giuliana sarebbe: "Quello che è tuo è mio, quello che è mio è mio ". La invasione nel contado si è confermata anche nell'avere creato succursali della università adriaca a Gorizia e a Pordenone, in area friulana, creando dei doppioni. Mi viene in mente il protagonista di una storiella popolare, che aveva gettato il berretto in Paradiso, sedendovi sopra e rimanendo così - diceva - sul suo. Altra scoperta nel nome della centralità, anzi (diciamo la parola giusta) dell'accentramento, perseguito da quando è nata la regione. Costituire una fondazione unica sarebbe il mezzo migliore per mettere in rete, anzi per far cadere nella rete l'università udinese. Tranquilli (parola di assessore): un'unica fondazione non sostituirebbe le due università, «ma verrebbe ad affiancarsi a esse in funzione di supporto». Non si tratterebbe di un "accorpamento" (voce dal sen fuggita altra volta), ma di «unità di energie». Abbiamo capito. Non basta il fatto che la Regione tenga già i cordoni della borsa, e possa sovvenzionare a piacer suo nella direzione che vuole e quando vuole. Occorre anche una fondazione unica. Pure in questo caso, Trieste sovrafinanziata riceverebbe di più, e Udine sottofinanziata di meno. Bene ha fatto la nuova presidenza della Fondazione Crup a prendere un primo contatto con l'università friulana: meglio gli interventi diretti anziché affidarsi ai calderoni, dove si sa cosa si mette, ma non si sa cosa ne esce. La realtà friulana è bella e varia, ed è quella che è stata siglata con il Patto del 28 ottobre tra il nostro ateneo e le rappresentanze del territorio. L'elenco è lungo, ma vale la pena rileggerlo. Erano presenti la Provincia, l'Arcivescovado, la Camera di Commercio, la Società filologica, il Comitato per l'autonomia, il Consorzio universitario, le Piccole e medie industrie, la Coldiretti, la Confagricoltura, la Confartigianato, la Confcooperative, la Legacoop, la Cgil udinese, la Uil di Gorizia e Udine, le Acli, la Banca di Cividale, l'Ente Friuli nel mondo. I finanziamenti, è precisato nel patto, dovranno rispettare identità e autonomia dei singoli atenei. «Chiacchiere e tabacchiere di legno al monte di pietà non si accettano», si leggeva una volta a Napoli. Noi friulani non abbiamo più un ministro, ma neanche un sottosegretario: debbono essere stanziati oltre Timavo, nel nome della unità regionale, oltre che di una gente unica. Le rappresentanze politiche e istituzionali vadano ora a Roma insieme con i parlamentari che abbiamo, a battere i pugni: l'unico linguaggio che il Bel Paese capisca. A meno che non preferiscano, anziché l'autonomia, l'eutanasia.

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Scuola: è una riforma devastante (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Rieti)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sabato 07 Marzo 2009 Chiudi Il primo cittadino di Montebuono, Dario Santori, preoccupato che il comune possa perdere tutti i plessi «Scuola: è una riforma devastante» Si moltiplicano le proteste dei sindaci della Sabina contro il decreto Gelmini

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Giulio Casale porta in scena Giorgio Gaber (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Spettacoli e Società Pagina 10245 Teatro. Stsera a Cagliari ?Polli d'allevamento?, primo dei due spettacoli del progetto Crogiuolo Giulio Casale porta in scena Giorgio Gaber Teatro.. Stsera a Cagliari ?Polli d'allevamento?, primo dei due spettacoli del progetto Crogiuolo --> Un viaggio nelle canzoni e nel teatro di Giorgio Gaber è sempre salutare. Così, mentre il ministro della Pubblica Istruzione Marisa Stella Gelmini, dà il via libera alla possibilità di studiare le opere di Gaber nelle scuole, a Cagliari il Crogiuolo dell'infaticabile Mario Faticoni prosegue lungo la strada degli appuntamenti dedicati al grande "cantattore" inseriti nel Progetto Gaber, aperti con la mostra allestita all'Exmà inaugurata il 12 febbraio col patrocinio dell'assessorato alla cultura del Comune e la collaborazione del Consorzio Camù. Una mostra dal titolo Qualcuno era?Giorgio Gaber , ideata dalla Fondazione Giorgio Gaber, con fotografie, testi di canzoni, locandine teatrali, interviste, recensioni, monologhi, copertine di dischi (33 e 45 giri), attraverso cui ripercorrere le tappe più importanti che hanno segnato la luminosa carriera dell'artista milanese, in programma per l'ultimo giorno domani sera alle 20. Sul fronte degli spettacoli, oggi alle 21 il teatro Sant'Eulalia ospita Polli d'allevamento , pièce prodotta dalla Compagnia Stabile del Teatro Filodrammatici di Milano e portata in scena da Giulio Casale, che Il Signor G firmò nel '78 con l'amico di sempre, Sandro Leporini. Uno spettacolo dei più importanti tra quelli scritti e portati in giro da Gaber sul finire degli anni Settanta, che già nel titolo rendeva visibile l'allontanamento da quel movimento giovanile ormai in fase di trasformazione. Segnò la presa di distanza dell'autore dal pensiero militante di quegli anni, e un avvicinamento alla forma del teatro canzone di cui è stato protagonista assoluto. Se Libertà obbligatoria , portato in scena nel '76, contribuì a fare di Gaber una delle bandiere della contestazione, Polli di allevamento fu un pugno allo stomaco per tanti giovani. Il suo recital più duro e anche quello più criticato, che espose l'implacabile fustigatore ad atti di grande intolleranza: durante le rappresentazioni sul palco pioveva di tutto. Ora per fortuna i tempi sono cambiati, anche se la forza di quel testo è rimasta tale. Questa sera Giulio Casale, poeta-rock di consumata bravura, cantante degli Estra, autore nel 2006 del libro Se ci fosse un uomo-gli anni affollati del Signor Gaber , uscito per la Arcana Libri, ridarà voce alle parole e ai pensieri che animarono lo spirito di Gaber in quegli anni. Le basi musicali sono le stesse che il cantautore, attore e commediografo milanese, utilizzò a quel tempo, arrangiate da Franco Battiato e Giusto Pio. Poi si passerà a un'altra produzione, Illogica allegria - Visita a Giorgio Gaber , firmata questa volta dal Crogiuolo, che verrà presentata il 12, 13,14 e 15 marzo. In scena, diretti dal regista Paolo Giorgio, Mario Faticoni e il pianista Salvatore Spano. Anche questo da non perdere. CARLO ARGIOLAS

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C'E' MARETTA tra i sindacati all'interno dell'Istituto tecnic... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

CARPI pag. 14 C'E' MARETTA tra i sindacati all'interno dell'Istituto tecnic... C'E' MARETTA tra i sindacati all'interno dell'Istituto tecnico industriale Leonardo da Vinci di Carpi diretto dal preside professor Giuseppe Piras. Lo Snals, il sindacato autonomo del personale della scuola, protesta per episodi di «sottrazione e distruzione di proprio materiale informativo sindacale», che sarebbero avvenuti all'interno dell'istituto di viale Peruzzi. La denuncia è del professor Alessandro Dallari, docente di matematica, rappresentante dello Snals all'interno del da Vinci, che ha scritto una lettera di protesta alla Rsu interna, la rappresentanza sindacale, allo stesso preside e alla segreteria provinciale del suo sindacato. IN ESSA il docente sostiene che dalla bacheca di informazioni sindacali installata per tutte le sigle, «sono stati tolti da ignoti volantini e manifesti riportanti il parere contrario dello Snals nei confronti del referendum indetto dalla Cgil scuola contro il contratto di lavoro, con i relativi aumenti salariali, dell'ottobre del 2008», sottolineando «la gravità del gesto, lesiva della libertà di espressione che deve essere garantita a tutti. E solo i nostri manifesti insiste il professor Dallari - sono spariti e non quelli della Cgil che sono ben visibili non solo nella bacheca ma anche sulle pareti della scuola». Il rappresentante dello Snals conclude la sua lettera di protesta chiedendo «la individuazione dei responsabili del grave atto di prevaricazione». L'ATTRITO e la polemica esistente tra i sindacati della scuola verte sulla questione del contratto nazionale di lavoro della categoria che è stato firmato da Cisl, Uil, Snals e da altri sindacati autonomi ma non dalla Cgil che, per questo, ha promosso un referendum tra il personale della scuola, docente e non docente, invitando la categoria a respingere il nuovo contratto di lavoro siglato col governo, dando vita contemporaneamente ad una campagna contro la riforma Gelmini sulla scuola italiana a base appunto di manifesti, volantini, circolari e altro materiale che essa distribuisce e affigge dentro e fuori gli istituti scolastici. «Ma il contratto è valido, è stato sottoscritto dai sindacati più rappresentativi, è già applicato e il personale ha già ottenuto gli aumenti salariali previsti, dunque la campagna della Cgil è solo propagandistica e nasconde fini politici», è il commento conclusivo dello Snals. Cesare Pradella

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Il tesoretto finisce nei forzieri di Silvio E Scajola insorge (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il tesoretto finisce nei forzieri di Silvio E Scajola insorge Questa volta mi avete fatto bere la cicuta». Non sarà l'unico a sorbirsi l'amaro calice, ma se c'è un ministro a cui ieri non è andata giù la decisione di costituire un «superfondo» anticrisi a Palazzo Chigi, quello è Claudio Scajola. Niente scene madri, ma a margine della riunione del Cipe il ministro dello Sviluppo economico ha detto a chiare lettere al premier e al ministro dell'Economia di non essere per nulla d'accordo. E per lasciare agli atti il suo no, dopo la riunione del comitato che ha deliberato il via libera alle nuove infrastrutture, ha platealmente disertato il consiglio dei ministri. Dei nove miliardi raschiati da Giulio Tremonti ai fondi europei per le aree meno industrializzate - quelli che per competenza spettano al governo - almeno la metà erano destinati a programmi del suo dicastero e, in parte alla collega dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che pure non ha mancato di protestare. Con i fondi prosciugati dalla manovra triennale, molti ministri speravano di poter attingere a quel fondo per finanziare questo o quell'investimento: Renato Brunetta cerca risorse per il piano di informatizzazione della pubblica amministrazione, Sandro Bondi reclama attenzione ai beni culturali, il segretario del Cipe - e leader della lobby del sud - Gianfranco Micciché, avrebbe voluto che quei fondi rimanessero tutti per il Mezzogiorno. L'unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini, che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In consiglio dei ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto buon gioco a far passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste risorse in mille rivoli non ha alcun senso. Meglio mettere fieno in cascina, e tenerlo pronto per qualunque evenienza». Benché infastidito per quanto letto la mattina su alcuni giornali a proposito di scenari «terribili» che sarebbero stati evocati dal superministro (aggettivo che Tremonti smentirà pubblicamente di aver pronunciato) in consiglio dei ministri i due hanno marciato uniti. Non è difficile capire il perché: ora Palazzo Chigi ha a disposizione nove miliardi di euro senza dover mediare in consiglio dei ministri sulla loro destinazione. Scajola ha ottenuto solo una piccola concessione: il fondo è stato definito «per l'economia reale e le imprese». Parte di queste risorse saranno probabilmente destinate al mondo dell'impresa: per affrontare ad esempio la crisi del tessile - Scajola ha aperto un negoziato al suo ministero - o della chimica. Lui perde però i fondi per due programmi, entrambi varati - lo denuncerà lui stesso - dal predecessore Pierluigi Bersani: quelli per «industria 2015», a sostegno dell'innovazione delle imprese, e per la bonifica di alcune aree industriali dismesse. \

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Questa volta mi avete fatto bere la cicuta . Non sarà l'unico a sorbirsi l'amaro... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Questa volta mi avete fatto bere la cicuta». Non sarà l'unico a sorbirsi l'amaro calice, ma se c'è un ministro a cui ieri non è andata giù la decisione di costituire un «superfondo» anticrisi a Palazzo Chigi, quello è Claudio Scajola. Niente scene madri, ma a margine della riunione del Cipe il ministro dello Sviluppo economico ha detto a chiare lettere al premier e al ministro dell'Economia di non essere per nulla d'accordo. E per lasciare agli atti il suo no, dopo la riunione del comitato che ha deliberato il via libera alle nuove infrastrutture, ha platealmente disertato il consiglio dei ministri. Dei nove miliardi raschiati da Giulio Tremonti ai fondi europei per le aree meno industrializzate - quelli che per competenza spettano al governo - almeno la metà erano destinati a programmi del suo dicastero e, in parte alla collega dell'Ambiente Stefania Prestigiacomo, che pure non ha mancato di protestare. Con i fondi prosciugati dalla manovra triennale, molti ministri speravano di poter attingere a quel fondo per finanziare questo o quell'investimento: Renato Brunetta cerca risorse per il piano di informatizzazione della pubblica amministrazione, Sandro Bondi reclama attenzione ai beni culturali, il segretario del Cipe - e leader della lobby del sud - Gianfranco Micciché, avrebbe voluto che quei fondi rimanessero tutti per il Mezzogiorno. L'unica uscita soddisfatta dalla riunione è stata Maria Stella Gelmini, che ottiene un miliardo dal Cipe per l'edilizia scolastica. In consiglio dei ministri Tremonti, regista incontrastato della crisi, ha avuto buon gioco a far passare l'idea: «Sentite, in questo momento far confluire queste risorse in mille rivoli non ha alcun senso. Meglio mettere fieno in cascina, e tenerlo pronto per qualunque evenienza». Benché infastidito per quanto letto la mattina su alcuni giornali a proposito di scenari «terribili» che sarebbero stati evocati dal superministro (aggettivo che Tremonti smentirà pubblicamente di aver pronunciato) in consiglio dei ministri i due hanno marciato uniti. Non è difficile capire il perché: ora Palazzo Chigi ha a disposizione nove miliardi di euro senza dover mediare in consiglio dei ministri sulla loro destinazione. Scajola ha ottenuto solo una piccola concessione: il fondo è stato definito «per l'economia reale e le imprese». Parte di queste risorse saranno probabilmente destinate al mondo dell'impresa: per affrontare ad esempio la crisi del tessile - Scajola ha aperto un negoziato al suo ministero - o della chimica. Lui perde però i fondi per due programmi, entrambi varati - lo denuncerà lui stesso - dal predecessore Pierluigi Bersani: quelli per «industria 2015», a sostegno dell'innovazione delle imprese, e per la bonifica di alcune aree industriali dismesse. \

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di CRISTINA DEGLIESPOSTI A SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È quest... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA CASTEL SAN PIETRO pag. 32 di CRISTINA DEGLIESPOSTI A SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È quest... di CRISTINA DEGLIESPOSTI A SCUOLA 24 ore a settimana? No, grazie. È questo il dato che emerge dalle iscrizioni dei bambini alla prima elementare per l'anno scolastico 2009-2010. Nessuno a Castel San Pietro e frazioni ha fatto domanda per mandare il proprio figlio a scuola con il modello Gelmini introdotto quest'anno dal ministro e che prevede la frequenza di sole 24 ore settimanali. A garantirsi le preferenze dei genitori è ancora una volta il tempo pieno di 40 ore settimanali: a Castel San Pietro e Poggio le richieste sono state 72 su 128 domande pervenute (pari al 56%), mentre a Osteria Grande la quasi totalità, con 34 domande su 37 (92%). Se la maggioranza delle famiglie conferma la scelta del tempo pieno a 40 ore, la seconda opzione più richiesta è comunque quella con un orario lungo: le 30 ore settimanale. A Castello e Poggio le richieste sono state 55, cioè il 43%, mentre a Osteria Grande 3 (8%). Una sola richiesta infine, a Castello e Poggio, per le 27 ore. «LA SITUAZIONE lavorativa delle famiglie castellane richiede questo tipo di scuola commenta l'assessore alla scuola Claudia Sermasi . Esprimiamo rammarico e preoccupazione per il fatto che a questa proposta educativa tanto apprezzata verrà tolta la possibilità della compresenza (degli insegnanti in aula, ndr) che era ciò che maggiormente la caratterizzava e le dava spessore. Restiamo in attesa per vedere come il ministero riuscirà a conciliare le esigenze delle famiglie con i tagli preannunciati al personale docente e ausiliario». Ma oltre al numero delle richieste per il tempo pieno, dalle iscrizioni emerge anche un altro dato significativo: l'aumento dei bambini stranieri a scuola. «Per il prossimo anno scolastico spiega Manuela Mingazzini, dirigente della direzione didattica di Castel San Pietro si sono iscritti quindici bambini stranieri. Questo è un dato in crescita di anno in anno, soprattutto nelle scuole materne. Come anche il trend degli iscritti complessivi: l'anno in corso ha rappresentato un vero e proprio boom. Quest'anno gli iscritti sono calati, ma di poche unità, perché la tendenza è sempre l'aumento». È dello stesso parere anche Maurizio Lazzarini, il dirigente dell'istituto comprensivo castellano. «Anche a Osteria Grande spiega abbiamo registrato una lieve flessione degli iscritti. Ma è un caso isolato, perché di solito aumentano sempre. E a questo fa seguito anche il nostro bisogno di spazio: anche con i numeri attuali siamo un po' stretti'. Gli stranieri iscritti sono quattro e qui come a Castel San Pietro lavoriamo con un progetto per l'inserimento di questi bambini».

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Gruzzoli, i ministri litigano (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Recessione/1 Berlusconi contro la stampa Gruzzoli, i ministri litigano Fondi Fas. Scontro tra Tremonti e una parte dei ministri che non vuole la regia dei fondi anticrisi a palazzo Chigi. di Tonia Mastrobuoni Silvio Berlusconi ha ammesso ieri che la crisi «esiste» ma è partito all'attacco dei media, che la dipingerebbero «in maniera più drammatica di quella che è». Quanto al crollo delle borse, «è dovuto a una manciata di azioni». Durante una conferenza stampa a Palazzo Chigi il presidente del Consiglio non ha risparmiato critiche anche alla Rai, «unica tv di Stato che attacca il governo in carica». Giulio Tremonti, seduto accanto a lui, è stato altrettanto duro. «Ho letto la parola "orribile" per il 2009, io non ho mai usato quella parola - ha scandito il ministro dell'Economia - e considero quel tipo di politica disinformazione». La parola era nei titoli di alcuni giornali a mo' di riassunto, dopo che Tremonti aveva detto, al Liquidity Day, che il 2009 «sarà un anno ancora più difficile del 2008». Siccome quello appena concluso è stato l'anno più nero da un trentennio a questa parte, con un calo del Pil dell'1 per cento, la stampa ne ha dedotto che il ministro stesse prefigurando un annus horribilis. Per Berlusconi la preoccupazione è chiara: «se si continua a dare l'impressione che la crisi sia tragica questo non può che spaventare le persone». La conferenza stampa è avvenuta tuttavia al termine di una mattinata burrascosa, per il governo. Non tanto per i titoli dei giornali, quanto per un confronto tesissimo tra alcuni ministri e Tremonti durante una riunione informale che ha preceduto il Cipe. Dopo un braccio di ferro con Tremonti, il responsabile dello Sviluppo, Claudio Scajola, ha addirittura deciso di disertare il consiglio dei ministri post-Cipe. Lo scontro è avvenuto sulla quota nazionale dei fondi Fas da destinare al sostegno dell'economia, che i ministri ambivano a gestire direttamente. Per Scajola la quota di risorse del suo dicastero doveva essere assegnato prioritariamente all'innalzamento del tetto del fondo di garanzia per le imprese, ai contratti di programma, al tavolo per il sostegno alle piccole e medie imprese e ai settori in crisi. Ma anche alcuni colleghi come la responsabile dell'Ambiente, Stefania Prestigiacomo, il ministro per i Beni culturali, Sandro Bondi, quello della Giustizia, Angelino Alfano e la responsabile dell'Istruzione Mariastella Gelmini pensavano di poter contare su quei fondi. All'interno degli stanziamenti varati dal Cipe ieri, 17,8 miliardi, sono state soddisfatte soltanto le richieste di Gelmini e Alfano, che hanno ottenuto rispettivamente un miliardo per l'edilizia scolastica e 200 milioni per quella carceraria. Sul resto, dopo che Tremonti aveva espresso la sua contrarietà all'ipotesi di un affidamento diretto ai dicasteri, scatenando le ire dei colleghi, è intervenuto Berlusconi. Avocando a sé, affidando cioè a Palazzo Chigi, ben 9 dei 18 miliardi della quota nazionale del Fas. «I ministri, man mano che avranno pronti dei progetti di intervento realizzabili, si rivolgeranno alla presidenza del Consiglio - ha spiegato poi in conferenza stampa - che ne discuterà con l'assemblea dei ministri, formalmente o informalmente, raccoglierà il parere dell'Economia e le decisioni verranno portate al Comitato interministeriale per la programmazione economica». Per Scajola una procedura troppo farraginosa, quella voluta da Tremonti e Berlusconi. Tanto che dopo uno sfogo con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, il ministro ha abbandonato i colleghi. In conferenza stampa, Berlusconi non se l'è presa successivamente solo con la stampa. Ha bocciato la proposta del Pd di un assegno per i disoccupati («favorirebbe licenziamenti e lavoro nero»), ha detto che «nessuno ha fatto più noi in Europa», visto che gli sforzi finanziari più imponenti degli altri paesi sono stati fatti «per salvare le banche e non come supporto all'economia». Il capo del governo si è lanciato addirittura in una valutazione ultra ottimista. La situazione dei dipendenti della pubblica amministrazione, ha azzardato, «è migliorata». Immediata la replica del segretario del partito democratico, Enrico Fanceschini: «Berlusconi, chiuso nel suo bunker dorato, non vede più quello che succede nel paese, tra la gente normale». 07/03/2009

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Bisogna andare a Brescia per capire che farà la Lega (sezione: Scuola)

( da "Riformista, Il" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

la partita in a2a, l'expo, le amministrative Bisogna andare a Brescia per capire che farà la Lega di Alessandro Da Rold La Lega torna a puntare i piedi al Nord in vista delle prossime elezioni amministrative. Lo fa con cognizione di causa: il Carroccio vola nei sondaggi, conscio che la tornata elettorale di giugno possa rappresentare un'occasione per conquistare posizioni nevralgiche oltre che sul territorio lombardo pure nei vicini Veneto e Piemonte. E a dare manforte a Umberto Bossi c'è una crisi economica che - sempre sondaggi alla mano - pare premiare più le forze intermedie che i partiti unici. «È un momento di grande cambiamento, Bossi e i colonnelli lo sanno bene» commentano fonti leghiste. Per questo motivo, nelle ultime settimane, i lumbard trattano a tutto campo con i vertici del Popolo delle Libertà. Mercoledì, da una riunione tra il coordinatore di Forza Italia Denis Verdini con Ignazio La Russa e il ministro Roberto Calderoli, non è uscito nulla di significativo. Per trovare la quadra bisognerà aspettare lunedì: ne parleranno a quattr'occhi ad Arcore Bossi e Silvio Berlusconi. La partita è soprattutto lombarda e riguarda da vicino le grandi società che operano sul territorio. La Lega vuole contare nelle prossime operazioni di riordino dei consigli di amministrazione di Fondazione Fiera, controllante di Fiera Spa, Expo 2015 e A2a. Sulla multiutility dell'energia sono in corso da settimane trattative di riassesto della governance. Negli ultimi giorni, il Carroccio ha chiesto il passaggio immediato dal sistema duale a quello tradizionale, un modo per riordinare i posti nel consiglio di sorveglianza espressione della vecchia giunta di centrosinistra. Ed è proprio a Brescia il nodo da sciogliere. A giugno si vota per la provincia e l'obiettivo della Lega è contrastare lo strapotere accumulato in questi anni in A2a da Forza Italia e Alleanza Nazionale. Guido Podestà, coordinatore regionale degli azzurri, ieri si diceva sicuro della candidatura di Giuseppe Romele, vicino a Mariastella Gelmini. «Ho la convinzione che troveremo concordia sul suo nome - ammetteva Podestà - vi saranno eventualmente altre compensazioni in altri ambiti». Ambiti economici. Non a caso mercoledì, si è scomodato persino Giancarlo Giorgetti, mente economica del Senatur, sostenendo la possibilità per la Lega di correre da sola. Ipotesi ribadita ieri da Davide Boni, capodelegazione nella giunta lombarda: «Non abbiamo nessun problema a correre da soli, i matrimoni stanno in piedi se si va d'accordo». Sull'Expo 2015, in stallo, i giochi sono aperti. Su Fondazione Fiera le mire leghiste sono note: mettere Paolo Galassi, attuale presidente Confapi, al posto di Luigi Roth. Bossi non cederà su questa partita dove ha inserito persino il figlio Renzo, in un apposito Osservatorio. A Sondrio la Lega correrà con un suo candidato. Come in provincia di Bergamo, dove si presenterà con Ettore Pirovano, deputato e attuale vicesindaco di Caravaggio. Per il sindaco della città orobica invece si parla di Carlo Saffioti del Pdl: e Bergamo è anch'essa azionista di A2a. 07/03/2009

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Lite ministri-Tremonti, stop di Silvio "I miliardi del fondo li gestisco io" (sezione: Scuola)

( da "Borsa(La Repubblica.it)" del 07-03-2009)

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Lite ministri-Tremonti, stop di Silvio "I miliardi del fondo li gestisco io" ROMA - "Udite, udite: perfino il Giornale ha titolato sul 2009 "orribile". Una cosa da non credere". A Palazzo Chigi inizia la riunione che prepara il Cipe. La tensione è altissima. I ministri protestano sull'accentramento nella presidenza del consiglio dei fondi per le aree sottosviluppate. Ma la preoccupazione di Giulio Tremonti è un'altra. I titoli dei quotidiani sulle sue previsioni economiche per il 2009 non sono per niente piaciuti a Silvio Berlusconi. I due ne hanno già parlato di buon mattino. "Se anche noi ci facciamo prendere dal panico e dal catastrofismo...", si è lamentato il premier. Così , appena prende il via il cosiddetto pre-Cipe, il titolare dei conti pubblici mette le mani avanti. "Io quella cosa non l'ho detta. La crisi è sotto gli occhi di tutti, ma non arriverei a citare la Regina Elisabetta". E già, perché nel 1997 fu la sovrana inglese a parlare di "annus horribilis" dopo la morte di Lady Diana. Parole pronunciate in presenza del Cavaliere che da mesi cerca di spargere ottimismo a piene mani e chiede ai suoi ministri di fare altrettanto. Tant'è che davanti alla cerchia ristretta di uomini del governo ripete i suoi convincimenti. E lo fa rivolgendosi in primo luogo all'inquilino di Via XX Settembre. "Un conto è la crisi mondiale, un'altra è quella italiana. Io non voglio nascondere la difficoltà del quadro internazionale, ma da noi è tutta un'altra cosa". "Non possiamo farci travolgere dal catastrofismo mediatico - incalza -. Serve ottimismo o non ne usciamo". Ricorda che pure all'ultimo consiglio europeo di Bruxelles ha cercato di concordare delle parole chiave per evitare che "il pessimismo prevalga in tutta l'Unione". Il fattore-comunicazione, per il Cavaliere, è centrale. E lo è anche per il ministro del welfare, Maurizio Sacconi: "anche io ho avuto difficoltà a spiegare l'innalzamento dell'età pensionabile per le donne. È difficile far capire che riguarda solo il pubblico impiego. Appena si accenna ad una riforma previdenziale si amplifica tutto". Il Cavaliere cerca allora di separare la situazione italiana da quella degli alleati. Non solo, come ripete in tutte le occasioni pubbliche, perché l'esecutivo "è intervenuto tempestivamente" o perché "il sistema bancario ha sostanzialmente tenuto". Ma soprattutto perché "in Italia non c'è indebitamento familiare". Il debito privato, insomma, è nettamente inferiore a quello degli altri paesi occidentali. Sulla scrivania del premier, infatti, da tempo c'è uno studio che compara questo fattore dell'economia nostrana con quello dei partner europei. E i risultati sarebbero a favore di Roma al punto di compensare in larga parte il debito pubblico. Tant'è che Berlusconi vorrebbe chiedere a Bruxelles di tenere conto anche di questo aspetto nelle sue valutazioni. Non un inserimento nei "parametri" ufficiali ma qualcosa che almeno possa allentare il giudizio sul nostro debito pubblico. Al primo piano di Palazzo Chigi, però, il problema ieri non era solo questo. Tra i ministri si è scatenata una vera e propria battaglia. Claudio Scajola sul piede di guerra (la sua voce si sentiva pure nei corridoi). La Stefania Prestigiacomo in ansia. Maria Stella Gelmini e Sandro Bondi irritati. Per cosa? Per i 18 miliardi del Fas (il fondo per le aree sottosviluppate). Fondi da destinare alle infrastrutture e che in primo momento erano stati assegnati "pro quota" ai vari dicasteri. E che il Cavaliere ha preteso di "centralizzare" a Palazzo Chigi ad eccezione delle Infrastrutture, appunto, e del Lavoro. "Io - si è scatenato il ministro dello Sviluppo Economico - non posso rinunciare a quei 3-4 miliardi che mi avevate assicurato. In questo modo è impossibile lavorare". Stesso discorso per il ministro della Pubblica istruzione che ha puntato l'indice su tanti tagli "già subiti" con l'ultima finanziaria. "Anche io - le ha fatto eco il ministro dell'Ambiente - ho pagato fin troppo". Ma non c'è stato niente da fare. "Mi dispiace - ha tagliato corto Berlusconi - ma decido io. In questa fase si deve fare così". Un'impostazione difesa a spada tratta da Tremonti. E sì, perché sebbene anche il Tesoro abbia "perso" qualcosa, di fatto la "centralizzazione" aumenta il suo controllo sulle spese. La presidenza del consiglio sceglierà come, dove e quando impiegare quelle risorse. Ma concretamente sarà l'Economia a trasferire i fondi e quindi a "bollinare" la spesa. Lo scontro tra Tremonti e Scajola, allora, è stato durissimo. Tanto che alla fine il titolare dello Sviluppo Economico ha lasciato Palazzo Chigi disertando pure il consiglio dei ministri: "Ma non finisce qui". 07/03/2009 - 08:30

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Chi le ha viste le girls del Cavaliere? (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 07-03-2009)

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Commenti Pagina 342 Belle senza grinta Chi le ha viste le girls del Cavaliere? Belle senza grinta --> Le aveva esibite con orgoglio, prima in campagna elettorale, poi all'insediamento del quarto Consiglio dei ministri. Belle, giovani, vestite con ricercata sobrietà, ad eccezione di una sbavatura per quel sandalo sotto il pantalone mentre galateo avrebbe voluto piedi rigorosamente coperti. La cronaca si era accanita e divertita sui particolari estetici delle donne di Palazzo Chigi, con immancabili battute sui gusti del Cavaliere e l'appropriatezza di certe scelte. Si era detto molto anche sui ruoli di queste fanciulle chiamate a ricoprire cariche istituzionali dopo essere state poco più che showgirl, militanti di periferia, presenzialiste nei salotti televisivi con autoreggente a favore di telecamera. Il sotteso era come farsi rappresentare da chi veniva da "piccole cariche" televisive ora passata a impegni seri nel governo di un Paese che ha bisogno di menti, prima che di (belle) gambe. Le donne (di destra) facevano il tifo nella segreta speranza che demolissero quel fastidioso luogo comune che vuole una donna bella senza cervello, o se ha cervello dev'essere una racchia. Anche Berlusconi ha creduto in loro, ha dato fiducia e titoli e le ha lasciate al lavoro in sontuosi uffici. Poi se n'è disinteressato.Come buttare un bambino in mezzo al mare e dire "impara a nuotare". Hanno annaspato per qualche tempo, poi pian piano sono sparite dalla circolazione, salvo qualche breve apparizione in occasione di polemiche che necessitavano di smentita. La Carfagna ha avuto un picco di notorietà quando il presidente del Consiglio l'ha nominata speaker del governo; è persino andata ad accogliere il presidente del Brasile Lula in aeroporto, in visita ufficiale in Italia, ma subito dopo le hanno tolto la voce: i colleghi maschi non hanno gradito che quella ragazzetta dagli occhi spiritati e sempre in tiro fosse titolare di un ruolo di così grande visibilità. Non avevano tutti i torti. È dunque tornata ai suoi appartamenti di ministro senza portafoglio, ma di idee concrete sulle Pari opportunità non c'è ombra. La Brambilla parla di innovazione nel Turismo, ma il turismo per ora lo fa solo lei tra viaggi e conferenze in giro per il mondo. La Prestigiacomo, (unica veterana tra le novizie), tra una seduta e l'altra di botulino è intervenuta ogni tanto su questioni ambientali ma non pare sia stata così incisiva da fare notizia. La Meloni ne spara qualcuna giusta sull'universo giovanile che sembra più di sinistra che di destra, ma stringi stringi... Forse si salva la Gelmini, pur con mille contestazioni, ma la cerchia rosa del centrodestra non ha nulla da rimproverare a quella di centrosinistra. Eppure di temi - femminili e non solo - sui quali alzare la voce sia dalla maggioranza che dall'opposizione ce ne sarebbero. Voce, grinta, intelligenza, senso pratico e decisionismo che le (belle) donne di Berlusconi non sanno (o non possono) sfoderare. Che spreco. ANNA PICCIONI

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8 marzo, Napolitano: la violenza sulle donne la vergogna più pesante (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 07-03-2009)

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Roma | 7 marzo 2009 8 marzo, Napolitano: la violenza sulle donne la vergogna più pesante Napolitano: nessuna differenza fra stupratori italiani o stranieri Lo stupro "è l'ombra piu' pesante" sulla lotta della donna per la piena parità, la vergogna, l'infamia" come "tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne". Questo "nel mondo come in Italia, in una parte del mondo in modi orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere non fa differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differenza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale. Il fascismo privò le donne "dei fondamentali ed elementari diritti e le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali" ad abbandonare le scuole pubbliche. Napolitano ha fatto questa dichiarazione ricordando l'esempio di una delle premiate, la professoressa di matematica Emma Castelnuovo. Il Capo dello Stato le ha reso così omaggio "perche' rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica".

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Gelmini: modo nuovo e divertente di affrontare le materie tradizionali (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

POLITICA 07-03-2009 il ministro dell'Istruzione Gelmini: modo nuovo e divertente di affrontare le materie tradizionali Ministro Mariastella Gelmini, con questo progetto sperimentale possiamo pensare a un "maestro unico" che da qui in poi tratti la materia calcistica a supporto delle altre discipline scolastiche? L'obiettivo dell'iniziativa è fare del calcio uno strumento formativo interdisciplinare. Il progetto prevede infatti una rilettura in chiave calcistica delle materie affrontate durante l'anno dagli studenti. Forse un modo nuovo, originale e divertente per studiare la storia, la geografia o la geometria attraverso il calcio e le sue regole. Perché non studiare l'America Latina raccontando Pelè e Maradona? Che cosa può fare la scuola in favore del calcio e viceversa? Lo sport è uno strumento educativo formidabile, proprio come la scuola. Cosa può fare l'uno per l'altra e viceversa? Le faccio un esempio: gli alunni delle classi che parteciperanno al progetto saranno coinvolti nella scrittura della "Carta dei Diritti e dei Doveri dei Tifosi", un documento prodotto nelle scuole dagli studenti, che si rivolge ad un calcio che si macchia purtroppo di continui episodi di violenza e intolleranza. D'altro canto, alla base di un gioco di squadra come il calcio c'è la solidarietà, il rispetto tra i compagni. Dopotutto cos'è una classe se non una squadra? Argomenti del genere, trattati in aula, potranno diventare anche deterrenti per fenomeni da "ultimo stadio" come la violenza giovanile e il bullismo? Le potenzialità educative dello sport, e del calcio in particolare, sono molteplici. Questo progetto ha l'obiettivo di diffondere tra i giovani valori come l'amicizia, la passione, la correttezza, la lealtà, il sacrificio, che sono i principi base trasmessi dallo sport, un formidabile deterrente contro i fenomeni di bullismo. Inoltre, rilanciare lo sport a scuola significa dare la possibilità ai nostri ragazzi di passare meno ore al computer e di fare più esercizio fisico. Qual è l'obiettivo che si è posto il suo ministero in questo triennio di sperimentazione didattica? Vogliamo dare vita a un progetto formativo che unisca e coinvolga tante differenti attività, che parli il linguaggio delle migliori esperienze che lo sport può offrire. In un primo momento sarà avviato in 10 regioni per coinvolgere circa 60mila ragazzi. In seguito, saranno interessati gli studenti di tutte le regioni e anche gli alunni delle scuole secondarie di primo grado. Il ministro scenderà in campo direttamente in qualcuna di queste 10 regioni ( per eventi particolari) oppure si limiterà per ora ad osservare dalla tribuna? Intanto mi sto impegnando perché questo progetto vada in porto. Non dimentichiamo che i veri protagonisti sono i ragazzi, le scuole e gli insegnanti. Certo, se riuscirò a partecipare direttamente non potrà che farmi piacere. Massimiliano Castellani «Gli alunni coinvolti parteciperanno alla redazione della "Carta dei Diritti e dei Doveri dei Tifosi' contro la violenza» Mariastella Gelmini

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Abete: partendo dalla passione sportiva si offrono esempi e punti di riferimento (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

POLITICA 07-03-2009 il presidente della Figc Abete: partendo dalla passione sportiva si offrono esempi e punti di riferimento Presidente Giancarlo Abete, quando si parla di "nuova cultura sportiva", significa ripartire dalla base e quindi dalle scuole come in questo caso? "I valori scendono in campo" esemplifica e utilizza i valori propri del gioco del calcio: il rispetto delle regole, dell'avversario, dell'arbitro, la lotta alla violenza, la tutela della salute, il divertimento, l'essere squadra e, attraverso un linguaggio che è praticamente universale, far diventare il calcio un veicolo di integrazione. Mai come in questo periodo storico bisogna saper indicare ai giovani dei punti di riferimento certi e offrire loro esempi concreti, nel segno di una solidarietà e di una partecipazione che allontani forme di individualismo e In che modo la materia calcio può diventare uno strumento culturale? Il calcio, così come tutto lo sport, può diventare strumento educativo, affiancando le agenzie formative e in primo luogo la scuola. Partendo dalla passione sportiva, si possono trasferire nei giovani i grandi valori originari ed insiti nella pratica sportiva. È necessario ripartire dalla base, dai bambini. Ritengo che l'impegno delle persone di buona volontà, nello sport, nel calcio e nella società, debba essere prevalentemente rivolto alla formazione. In un progetto ambizioso come questo ci potrebbe essere anche un impegno diretto da parte dei club e dei singoli campioni? L'impegno va certamente potenziato, ma non partiamo da zero: le società a livello professionistico già sono molto attive. Con i loro club e con le Nazionali, i nostri calciatori non si tirano mai indietro per iniziative di questo tipo e sono tanti quelli che operano in maniera concreta, ma riservata, proprio per evitare il rischio di una spettacolarizzazione che finisce con il nuocere all'obiettivo. C'è soprattutto la grande area del calcio dilettantistico e di base, presente in maniera capillare su tutto il territorio, con migliaia di dirigenti volontari che fanno della formazione e della crescita dei giovani la ragione del loro impegno. In che modo questo progetto potrebbe interagire con l'attività delle scuole calcio? Questo progetto ha la sua proiezione naturale all'interno delle scuole ed è rivolto ad alunni dagli 8 ai 10 anni. È la fascia d'età che corrisponde alla categoria pulcini all'interno delle nostre scuole calcio. Questo significa che nelle 10 regioni dove è partito il progetto, molti bambini che frequentano le nostre scuole calcio saranno direttamente coinvolti nell'ambito naturale dell'apprendimento, cioè l'istituto scolastico. Ci tengo a ricordare che l'attività del Settore giovanile e scolastico della Federazione ogni giorno interviene presso la vasta periferia fatta di circa 730mila tesserati con iniziative volte al rafforzamento di quei valori originari dello sport di cui parlavamo prima. Da qui ai prossimi tre anni sarà possibile vedere risultati concreti? Questo è il primo anno. L'esperienza sarà via via allargata a tutta l'Italia secondo uno sviluppo che ci sarà suggerito dagli insegnanti e dagli stessi alunni. Desidero intanto esprimere un sentito ringraziamento al ministro Gelmini e ai suoi collaboratori: solo attraverso la condivisione del lavoro e degli obiettivi è stato possibile far partire l'intero progetto. ( M. Cas.) «L'esperienza sarà via via allargata all'intera Italia secondo uno sviluppo che ci verrà suggerito dai docenti» Giancarlo Abete

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Ministri in campo alle Europee, spuntano i nomi di Alfano e Gelmini (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 07-03-2009 Ministri in campo alle Europee, spuntano i nomi di Alfano e Gelmini ROMA. «L'ipotesi di far candidare i ministri alle prossime elezioni europee è qualcosa di cui non sono al corrente. E poi è ancora da affrontare tutto il piano delle candidature, cominciamo mercoledì della settimana prossima ad interessarcene». Silvio Berlusconi nonostante il chiarimento continua ad accarezzare l'idea di schierare la squadra di governo al voto di giugno. I ministri, però, non sembrano tutti d'accordo e soprattutto pronti a seguire un'eventuale indicazione del premier. Sul fronte An, ad esempio, Ignazio La Russa si dice disponibile a candidarsi, mentre da Altero Matteoli arriva un netto no. Il Cavaliere, che dovrebbe essere capolista in tutte le circoscrizioni, non molla sull'ipotesi di vedere tutta la sua squadra correre per trainare il Pdl. La Russa capisce e si allinea: «Candidare i ministri alle europee è una buona cosa, io sono disponibile» Matteoli però non ci sta: «Non mi candiderò», replica secco il ministro delle Infrastrutture. Anche Maurizio Gasparri però spinge: «Penso che sia giusto che i ministri si candidino, è un elemento di forza per la lista Pdl», rimarca il presidente dei senatori del Popolo della libertà che da ministro si presentò alle europee e «ottenni 220.000 voti», ricorda. Detto questo c'è ancora molto da capire. E quali ministri saranno eventualmente candidatiri e dove lo saranno è, però, ancora tutto da decifrare. Per gli azzurri si parla con insistenza di Raffaele Fitto e Claudio Scajola. Del resto, sono abituati a battere il territorio e la competizione europea (che si tiene con le preferenze) non li intimorisce. Il ministro dei Rapporti con le regioni, Raffaele Fitto, si limita a dire: «Non è stato deciso nulla, si vedrà più avanti nel partito». Tra i potenziali candidati, si fanno i nomi anche di Angelino Alfano e Mariastella Gelmini. Il ministro della Giustizia Angelino Alfano (Ansa) possibile candidato alle Europee

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Torino aveva i 'ganci fragili' il soffitto dell'aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare istituto a studente morto (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 07-03-2009 Torino aveva i 'ganci fragili' il soffitto dell'aula crollata Il ministro Gelmini: intitolare istituto a studente morto TORINO. Fragilità del sistema dei ganci che assicuravano la controsoffittatura. Questo, in sintesi, il risultato della perizia sull'incidente al liceo Darwin di Rivoli, prima cintura di Torino, dove lo scorso 22 novembre il crollo della controsoffittatura di un'aula ha causato la morte di Vito Scafidi, studente di 17 anni. Nessuna fatalità, dunque, il vento e la corrente che fecero sbattere le porte furono soltanto la causa scatenante di quello che secondo la perizia dei consulenti del pm Raffaele Guariniello era in realtà un problema strutturale. E, nel giorno in cui il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini propone di intitolare l'istituto della tragedia allo studente morto, la sua famiglia attacca: «Quell'edificio - ha sostenuto la madre, Cinzia Caggiano - era come una bella donna truccata: ora servono cinque milioni di euro per rimetterla a posto». Altro che fatalità, quindi. «Ma come si fa a credere a una cosa del genere», sostiene Fortunato Scafidi, il padre della giovane vittima. «Io lavoro nel settore edile - aggiunge - e so benissimo che ogni cosa, se fatta bene, non cade». È anche per questo motivo che l'uomo ha deciso di costituirsi parte civile nell'eventuale processo, che per il momento resta però lontano visto che l'inchiesta aperta dalla Procura della Repubblica di Torino non ha ancora indagati. Gli Scafidi ringraziano il ministro Gelmini - «una donna sensibile che ci è stata molto vicino» - e attaccano invece il personale scolastico. «Dal giorno della tragedia nessuno si è più fatto vivo con noi». (Al.Vi.) Cinzia Scafidi, la madre di Vito (Ansa)

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Napolitano: "Stupro infame" (sezione: Scuola)

( da "Stampaweb, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

ROMA Monito di Napolitano durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale sulle violenze. «Lo stupro è l?ombra più pesante sulla lotta della donna per la piena parità, la vergogna, l?infamia come tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne». Questo «nel mondo come in Italia, in una parte del mondo in modi orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere non fa differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differernza». Il presidente della Repubblica ricorda il periodo fascista. Il fascismo privò le donne «dei fondamentali ed elementari diritti e le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali» ad abbandonare le scuole pubbliche. Napolitano ha fatto questa dichiarazione ricordando l?esempio di una delle premiate, la professoressa di matematica Emma Castelnuovo. Il Capo dello Stato le ha reso così omaggio «perchè rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica». L?Italia sta facendo passi avanti anche «sul piano dell?intervento legislativo» nel reagire alla violenza sulle donne. Lo afferma il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano intervenendo nel Salone delle Feste del Quirinale alle celebrazioni dell?8 marzo. «Nel nostro Paese - ha sottolineato il capo dello Stato -possiamo dire che si stanno facendo dei passi nel reagire a ogni sorta di violenza contro le donne e a ogni sorta di pratiche lesive della loro dignità. Passi avanti sul piano della presa di coscienza e della denuncia» e - ha aggiunto Napolitano - passi avanti sul piano dell?intervento legislativo e dell?azione di governo, come ci dicono le iniziative richiamate dal ministro Carfagna, alcune delle quali già ampiamente condivise in Parlamento». Nelle istituzioni e nella politica la presenza delle donne è davvero «modesta». È quanto sostiene il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in occasione della celebrazione della ?Giornata internazionale della donnà che si sta svolgendo al Quirinale. Ci sono molte personalità femminili che si stanno affermando nei vari campi ma, sottolinea Napolitano, «restano tante ombre: in particolare quelle della sempre modesta, molto modesta presenza femminile nelle istituzioni rappresentative e in funzioni dirigenti nel mondo della politica».

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SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ANTONIO TROISE MA LA POSTA IN GIOCO, QUESTA VOLTA, ERA DAVVERO TROPPO... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Nazionale)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

SEGUE DALLA PRIMA PAGINA ANTONIO TROISE Ma la posta in gioco, questa volta, era davvero troppo alta. «Sbagliare sarebbe stato una tragedia», ha confessato uno dei più stretti collaboratori di Berlusconi. Il primo vagito della «cabina di regia» c'è stato qualche settimana con l'accordo fra governo e regioni che ha dirottato 4 miliardi del Fondo sociale europeo, gestito dai governatori, sul capitolo degli ammortizzatori sociali. Con gli altri 5 miliardi stanziati dal governo, la dote a disposizione per chi perde il posto sale così a 9 miliardi. Ma la battaglia più dura è stata sulle infrastrutture. Al pre-Cipe, raccontano fonti bene informate, c'è stato un vero e proprio duello fra il sottosegretario «nordista», Roberto Castelli e quello «sudista», Giuseppe Reina. «Il diavolo e l'acquasanta», li ha ribattezzati il siciliano Gianfranco Miccichè, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con la delega al Cipe, che da siciliano si è trovato a sostenere la partita sul Ponte sullo Stretto, un'opera simbolo per il cavaliere. Alla fine, per il Sud, la battaglia delle infrastrutture è finita con un sostanziale pareggio, 50% di stanziamenti pubblici al Mezzogiorno, l'altra parte al Centro-nord. Che, in più, ha potuto contare sui fondi messi a disposizione dagli imprenditori privati attraverso il meccanismo del «project financing». Al di là delle cifre, la novità anche in questo caso, è nella strategia: basta con gli stanziamenti destinati a restare sulla carta, diretti verso «cantieri fantasma». Questa volta i soldi andranno ad opere «immediatamente cantierabili» o già «cantierate», per usare un linguaggio più tecnico. Insomma, l'iniezione di denaro pubblico rimetterà in moto autocarri e macchine scavatrici, darà lavoro a 140mila persone, come ha spiegato ieri il ministro delle Infrastrutture, Altero Matteoli. «Sono lavori che partiranno al massimo entro sei mesi». Ma la rappresentazione «plastica» della «cabina di regia» anti-crisi nata a Palazzo Chigi è nel fondo per l'economia reale fortemente voluto da Tremonti, che ha causato la forte irritazione di molti ministri con il «portafoglio», da Scajola alla Gelmini, ma che neanche il grande mediatore, Gianni Letta, è riuscito a fermare. Tremonti ha portato dalla sua parte il cavaliere e, alla fine, il blitz è riuscito. Infine, i fondi del Fas, la grande cassaforte di risorse per le aree svantaggiate. Una dote che in origine poteva contare su oltre 63 miliardi. Una parte è stata già utilizzata dall'esecutivo per misure anti-cicliche. In cassa, sono rimasti 45 miliardi, 18 di diretta competenza dell'amministrazione centrale e 27 affidati, invece, alle regioni. Qui è stata rispettata al centimetro la quota 85-15 fissata dalla legge: 22 miliardi sono andati al Mezzogiorno, 5 al Centro-nord. Solo che ieri, sul tavolo del Cipe, i «Par» (in pratica i «Fas» regionali) già pronti erano quasi tutti firmati dalle regioni del settentrione. In ritardo, invece, i governatori del Sud. È proprio da qui che partirà la fase due della «cabina di regia» di Palazzo Chigi. Con l'obiettivo finale di cancellare tutte le sigle che attualmente identificano i vari centri di spesa, per concentrarle in un unico grande fondo per il rilancio dell'economia. Gli ultimi indicatori contenuti nei bollettini e nei documenti della Banca d'Italia parlano esplicitamente di «recessione», con un forte calo di ordini e fatturati, di un crollo del clima di fiducia e di una brusca frenata del credito soprattutto per le piccole e medie aziende. Non a caso, per la prossima settimana, in via Venti Settembre, tornerà a riunirsi il comitato per la stabilità. Per ora il governo è riuscito a utilizzare contro la crisi il «tesoro» dei fondi Fas. È vero che avrebbero dovuto essere spesi solo per il riequilibrio territoriale. Ma in questa fase, Tremonti, non se l'è sentita di correre il rischio di un'espansione della spesa pubblica dovendo fare i conti, nello stesso tempo, con il terzo debito più alto del mondo. Saranno sufficienti le risorse sbloccate ieri per superare la grande crisi? Nessuno può dirlo. Resta il fatto che per trovare altri fondi bisognerà mettere mano a sostanziali riforme per ridurre la spesa. A cominciare, da quella delle pensioni. Un tema che, per ora, non è nell'agenda del governo.

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La prima media è salva, trovati 18 alunni (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

La prima media è salva, trovati 18 alunni Il sindaco: «L'obiettivo è stato raggiunto». Ma niente contributi per i libri e sconti del 50% sul trasporto Sabato 7 Marzo 2009, Terrassa Padovana Scuole medie salve: raggiunta quota 18. Il comune di Terrassa Padovana infine ce l'ha fatta, riuscendo ad attrarre iscrizioni per la futura prima media anche da fuori paese, fino al numero minimo stabilito dal decreto Gelmini di 18 alunni. Oltre al rientro di un bambino iscritto alle elementari di Conselve ma residente a Terrassa, quattro famiglie da Conselve, una da Arre e una da Cartura hanno raccolto l'appello lanciato dal sindaco, Franco De Marchi, di iscrivere alle medie di questo paese i propri figli. In cambio lo sconto del 50% sul trasporto scolastico. In concreto, 10 euro al mese anziché 20. Niente sgravi sui libri, come invece era avvenuto tre anni fa, con un impegno economico di ben 45 mila euro. È bastato meno, stavolta. Anzi, in realtà, l'incentivo per il trasporto scolastico era previsto per le sole adesioni da Conselve, non attendendo arrivi da altri comuni, come Arre e Cartura. Ma l'amministrazione comunale assicura che saranno valutati ulteriori accordi per il trasporto, in base alle esigenze delle altre due famiglie. «Siamo stati in pena fino all'ultimo per conoscere i risultati delle iscrizioni - dichiara De Marchi -. Ora posso annunciare ufficialmente con grande soddisfazione che la prima classe della scuola media del nostro Comune partirà regolarmente a settembre. Lo sforzo e l'impegno nostro e dall'amministrazione scolastica ha permesso di raggiungere l'obiettivo di mantenere in vita un servizio primario e fondamentale per i cittadini. Ringrazio in particolare la dirigente della Direzione scuola media di Conselve, Loretta Franceschin, e la professoressa Paola Drezzadore». Gli "autoctoni" sarebbero stati solo undici, insufficienti a garantire da settembre la continuità del plesso, considerando che pure il successivo anno 2010-11 si ripresenterà la stessa problematica. Poi l'andamento demografico promette un'inversione di tendenza e un boom di bambini, con punte di 29 alunni per classe. Con meno di diciotto iscritti, invece, la dirigente scolastica non assicurava infatti per quest'anno sulla formazione di un organico sufficiente di docenti e operatori, e teoricamente anche le altre due classi medie esistenti avrebbero potuto subire delle conseguenze negative. Fino a quella estrema, l'avvio del plesso alla chiusura. Gloria Cesarotto

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Un pianoper la sicurezzadelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Un piano per la sicurezza delle scuole Palermo. «Un piano straordinario per la messa in sicurezza delle scuole siciliane nonché l'estensione degli ammortizzatori sociali in deroga anche agli operatori scolastici che sono rimasti senza lavoro a causa dei tagli imposti dal decreto Gelmini». Sono queste le proposte fatte dal Partito Democratico, e illustrate ieri dal capogruppo all'Assemblea regionale siciliana, Antonello Cracolici, durante un incontro avuto con il personale scolastico docente e non docente, con i precari, nonché i rappresentanti sindacali e del coordinamento dei genitori, e che si è tenuto nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni, a Palermo. «Già nella prossima finanziaria regionale - spiega Antonello Cracolici - proporremo delle misure straordinarie di sostegno alla scuola, a cominciare da un fondo, anche per la progettazione, al quale potranno attingere gli Enti locali, che inizialmente potrebbe essere di 30 milioni di euro, per avviare un piano organico di interventi infrastrutturali per la messa in sicurezza degli edifici scolastici». «Al tempo stesso, alla luce di oltre 7.000 posti di lavoro persi nell'ultimo anno in Sicilia a causa del decreto Gelmini - conclude Cracolici - chiederemo al governo regionale di impegnarsi affinchè gli ammortizzatori sociali, che in Sicilia sono già stati concessi "in deroga" ad alcune categorie della pesca e della sanità, siano estesi anche al mondo della scuola». R. P.

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<Università e ricercanon più solo promessema investimenti veri> (sezione: Scuola)

( da "Sicilia, La" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

«Università e ricerca non più solo promesse ma investimenti veri» Anna Rita Rapetta Roma. Investire nell'Università e nella Ricerca. E' la seconda volta, in pochi giorni, che il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, torna a sollecitare un'iniezione di risorse in un settore pesantemente colpito dai tagli dell'ultima Finanziaria. Quello del presidente della Repubblica, intervenuto nel corso della visita a Firenze all'Istituto di Scienze Umane, è un richiamo al governo affinché non abbandoni un campo di vitale importanza per il Paese, ma anche un monito agli Atenei e ai rettori perché è nel loro interesse impegnarsi a individuare le «distorsioni» del sistema e ad avviare un'«auto-riforma» delle Università. «Purtroppo ce lo ripetiamo, e se lo ripetono anche tutti, facendo omaggio a fior di labbra a questa necessità fondamentale di investire nella ricerca e di investire nell'alta formazione, tranne poi non trarne le conseguenze», dice Napolitano palesando tutto il suo disappunto per la disattenzione delle promesse, la carenza di risorse destinate all'Università e il ritardo ad agire. In sostanza il capo dello Stato ricalca il messaggio di 10 giorni fa, quando aveva auspicato un «ripensamento delle scelte di bilancio improntate a tagli indiscriminati». In sostanza, una bocciatura dell'operato del ministro Gelmini che aveva difeso i suoi interventi tesi a «eliminare gli sprechi» e le spese accumulate a causa di gestioni universitarie «poco efficienti». «E' inutile ripetercelo, siamo in una situazione difficile, come tutti sanno. Non voglio entrare nel merito di discorsi un po' più complicati però mentre sono profondamente convinto del fatto che occorre destinare attenzione, impegno e risorse a questo campo fondamentale dell'impegno dello Stato e della società, sono egualmente convinto che è un campo in cui occorre un ripensamento critico e uno sforzo di rinnovamento, di riforma», continua il capo dello Stato che non nega le disfunzioni del sistema e le difficoltà a intervenire in un contesto di crisi economica diffusa. Ma le disfunzioni dell'Università, chiosa Napolitano, non possono diventare un escamotage per tagliare. L'Università, dal canto suo, deve trovare una cura ai mali che l'affliggono. «La parola riforma è forse ultra abusata ed è anche logorata dall'uso soltanto apparente - continua Napolitano -, ma credo che nello stesso momento in cui si reagisce a giudizi liquidatori, a sentenze indiscriminate o a valutazioni sommarie e sprezzanti del sistema universitario nel suo complesso, bisogna avere la capacità di individuare distorsioni, punti deboli o motivi di grave ritardo del sistema e operare per rinnovarlo». Il presidente della Repubblica, che nei giorni della protesta studentesca era stato criticato dai giovani dell'Onda perché secondo loro era rimasto nell'ombra, ribadisce di non aver «alcuna competenza e alcun potere» per quello che riguarda le politiche della Scuola e dell'Università. Sa anche che i suoi interventi possono «suscitare qualche addebito di fuoriuscita dai limiti» delle sue funzioni ma non intende lasciar cadere un'istanza «fondamentale di modernizzazione e di rinnovamento del Paese». Una sola risposta dal Pdl: «quando si parla di università - dice Francesco Pasquali, coordinatore dei giovani Fi - bisogna pensare agli studenti e non ai baroni».

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8 marzo, il Comune di Modena regala alle donne il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

8 marzo, il Comune di Modena regala alle donne il nuovo spettacolo di Francesca Reggiani (7/3/2009 12:24) | (Sesto Potere) - Modena - 7 marzo 2009 - Dai tagli alla spesa pubblica ai tagli alla persona fisica, dall'Alitalia al Ministro della Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini; per passare alle tematiche che riguardano i sentimenti, l'amore e la vita di coppia. Di qui i racconti di donne, che dopo anni di Deserto dei Tartari, non trovando un uomo degno di questo nome, sono disposte a cambiare religione, imparano all'occorrenza mantra nepalesi, nel tentativo di farsi aprire il terzo occhio, il quarto ciakra, il settimo sigillo, insomma qualunque cosa pur di sturare il tappo di solitudine che spesso le accompagna da anni. Attualità e intimità si mescolano nella nuova performance teatrale di Francesca Reggiani che arriva al Teatro Storchi di Modena lunedì 9 marzo. "Tutto quello che le donne (non) dicono", scritto a quattro mani dalla Reggiani e da Valter Lupo, non lascia scampo, con le sue battute fulminee e brucianti, con i suoi ritratti feroci e veritieri, le sue riflessioni acute e scomode, con il suo sguardo ironico e divertente sulla nostra disastrata attualità. Il tutto arricchito dal piccolo bagaglio dei repertori di personaggi più classici parodiati dall'attrice: da Donatella Versace a Sofia Loren a Sabrina Ferilli. Lo spettacolo replica martedì 10 marzo al Forum Guido Monzani di via Aristotele. Le due serate organizzate dal Comitato Pari Opportunità e dagli Assessorati alle Pari Opportunità e alla Cultura del Comune di Modena, rappresentano il regalo che l'amministrazione comunale fa alle cittadine modenesi in occasione della Festa della donna.

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8 marzo, Napolitano: lo stupro un'infamia, non contano le nazionalità (sezione: Scuola)

( da "Rai News 24" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma | 7 marzo 2009 8 marzo, Napolitano: lo stupro un'infamia, non contano le nazionalità Napolitano: nessuna differenza fra stupratori italiani o stranieri Lo stupro "è l'ombra piu' pesante" sulla lotta della donna per la piena parità, la vergogna, l'infamia" come "tutte le forme di molestia, di vessazione, di persecuzione nei confronti delle donne". Questo "nel mondo come in Italia, in una parte del mondo in modi orribili, barbarici, in Italia verso donne italiane o straniere non fa differenza, ad opera di stranieri o italiani non fa differenza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, durante la celebrazione della Giornata internazionale della donna al Quirinale. Il fascismo privò le donne "dei fondamentali ed elementari diritti e le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali" ad abbandonare le scuole pubbliche. Napolitano ha fatto questa dichiarazione ricordando l'esempio di una delle premiate, la professoressa di matematica Emma Castelnuovo. Il Capo dello Stato le ha reso così omaggio "perche' rappresenta e ci ricorda la Resistenza al fascismo che, oltre a privare le donne di fondamentali ed elementari diritti le costrinse, se ebree, con le infami leggi razziali ad abbandonare con i loro colleghi e studenti le scuole pubbliche rifugiandosi con coraggio in un esperimento di scuola privata esclusivamente ebraica".

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La cocaina? "Una droga leggera: ci fa divertire" (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 07-03-2009)

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n. 57 del 2009-03-07 pagina 0 La cocaina? "Una droga leggera: ci fa divertire" di Giacomo Susca Le risposte choc dei giovanissimi a un'indagine dell'Asl di Roma. Per la metà di loro la polvere bianca non è una sostanza pericolosa. L'uso degli stupefacenti attività ormai abituale a in discoteca, allo stadio e perfino a scuola. La nuova campagna informativa del ministero La questione prioritaria uno è che tra i giovanissimi la droga resta un veicolo di «divertimento», e non di emarginazione. In discoteca, ma anche allo stadio e perfino tra i banchi di scuola. E molti pensano ancora che faccia del male «solo se si esagera». Ma soprattutto sbagliano tutto quando credono che la cocaina sia tra gli stupefacenti «meno pericolosi» o, per una parte significativa di loro, addirittura «una droga leggera». è lo spaccato preoccupante che emerge da uno studio dell'Asl Roma F condotto tra 1.800 studenti dai 14 ai 19 anni. Quasi tutti ammettono di avere amici che consumano abitualmente hashish e superalcolici, cosa ormai considerata «normale». La droga, per loro stessa confessione, serve a «far parte del gruppo», per star insieme in allegria. è trasgressione solo per un adolescente su cinque. In generale, il 27 per cento assume alcol, il 20 hashish, il 6 per cento cocaina, mentre cresce la diffusione di ecstasy (2,6%), acidi (1,6%) e resiste l'eroina (1,2%). Andare a ballare per il 43 per cento dei ragazzi coincide con l'esperienza diretta degli stupefacenti. Con i rischi che si possono immaginare se si guarda ad un altro dato: il 23 per cento del campione intervistato ritiene che gli anabolizzanti non siano delle droghe a tutti gli effetti. Un problema di informazione, ma non solo. Per nulla marginali sono poi i comportamenti come l'uso dell'auto in condizioni psico-fisiche alterate, il vomito auto-indotto, commettere atti vandalici e avere rapporti sessuali non protetti. Lanciarsi nel vuoto con un elastico o giocare d'azzardo, al contrario, non fanno più parte dell'immaginario giovanile sotto il capitolo «esperienze estreme». Un segnale anche questo, secondo i medici autori dell'indagine. «Entrano in gioco gravi carenze educative - interpreta il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi -. Mentre l'immagine dell'eroinomane è negativa, chi consuma cocaina è considerato una persona di successo». Insieme al ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini è stata varata l'iniziativa di un nuovo portale internet informativo sui danni reali della droga. «L'indagine dimostra come su questo fronte c'è davvero molto da fare», conclude Giovanardi. Unica nota positiva. «La maggior parte dei ragazzi consiglierebbe ad amici in difficoltà per l'uso di sostanze stupefacenti di rivolgersi ai Sert. Uno stimolo per noi operatori delle strutture pubbliche di cura», testimonia il presidente di Federsed (Federazione dei servizi pubblici per le dipendenze), Alfio Lucchini. © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Dal PD la sfida alla Gelimini perchè mantenga gli impegni (sezione: Scuola)

( da "Varesenews" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Varese - Il senatore Rusconi, capogruppo del PD in commissione scuola, ha incontrato genitori, docenti e studenti di Varese per un confronto sul futuro dell'istruzione Dal PD la sfida alla Gelimini perchè mantenga gli impegni Erano tanti, circa centinaio, seduti in una sala del Collegio De Filippi ad ascoltare il senatore del PD Antonio Rusconi che parlava del futuro della scuola. Dalle 15 fino alle 19 per tentare di capire cosa sarà della Riforma Gelmini, delle trenta ore nelle primarie, dell'abolizione delle compresenze, del modello futuro di scuola in un periodo di vacche magre. A testimoniare i problemi di oggi e le difficoltà di domani c'erano il direttore della paritaria Manfredini Giulio Cova, quello dell'istituto di Malnate, nonchè presidente dell'associazione ASVA Lucio Valli, e la vicepreside del liceo linguistico Manzoni Luisa Oprandi. Lo scenario che ne è emerso non è confortante: la crisi economica e la politica dei tagli colpisce tutto il settore dell'istruzione, pubblico e privato, riducendo gli strumenti per realizzare un'istruzione di qualità che non lasci indietro nessuno. Il Senatore, pur ammettendo la scarsa attenzione del PD sul problema scuola nell'ultima campagna elettorale, ha spiegato le difficoltà nel fare opposizione in un processo di riforma che è avvenuto con decreti legge, che hanno saltato, quindi, ogni forma di confronto e di dialogo democratico. Dalle denunce si è passati alla fase propositiva. La volontà è quella del coinvolgimento consapevole di genitori, studenti, docenti, per raccogliere firme che richiamino il Ministro Gelmini al rispetto degli impegni presi con le famiglie ( il modulo delle trenta ore settimanali delle primarie sembra a rischio pur avendo ottenuto la maggio parte delle preferenze ). La volontà è quella di un riscatto che sia innanzitutto politico, che vada a salvaguardare ciò che si può ancora recuperare ma che, soprattutto, non perda di vista i due obiettivi futuri, quello delle superiori e dell'università, su cui il confronto è ancora aperto. Sabato 7 Marzo 2009 A.T.

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Inaugurato l'833esimo Anno Accademico dell'Università di Modena e Reggio , intervento Rettore Aldo Tomasi (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 07-03-2009)

Argomenti: Scuola

Inaugurato l'833esimo Anno Accademico dell'Università di Modena e Reggio , intervento Rettore Aldo Tomasi (7/3/2009 19:06) | (Sesto Potere) - Modena - 7 marzo 2009 -Cerimonia di inagurazione per l'Ateneo di Modena e Reggio che alla Fondazione Marco Biagi ha celebrato l'apertura delle attività didattiche per l'Anno Accademico 2008/2009, l'833esimo della sua plurisecolare storia, con un impegnato intervento del Rettore prof. Aldo Tomasi, del Pro Rettore prof. Sergio Paba sulla internazionalizzazione e del prof. Giuseppe Torelli, che ha tenuto la lctio magistralis. Per il Rettore prof. Aldo Tomasi la drammaticità della situazione finanziaria deve stimolare la ricerca del merito e della qualità ed ha aggiunto: "La qualità dei nostri laureati è bassa? Piuttosto che tagliare la sussistenza, il Governo, così come le Amministrazioni locali e le Università stesse, mettano a punto sistemi di valutazione oggettiva che premino le Università virtuose e puniscano quelle peggiori. Il Ministro Gelmini ha dichiarato: “finanziamenti a fronte di riforme”. L?Università di Modena e Reggio Emilia è pronta a scoprire le carte sul piano della riforma, ma vuole anche vedere le carte del Governo sui finanziamenti. In un momento di recessione acuta come questo, occorre scommettere sul proprio futuro, investendo bene. Il sistema Universitario italiano è governato da centinaia (migliaia) di leggi che ne determinano e segnano tutti i singoli atti, ma pochi sono i Decreti che vanno a valutare efficacia ed efficienza. Spesso, i nostri legislatori si preoccupano di tutto quanto concerne la “procedura” e la correttezza della stessa, quasi mai dei risultati. Su questo punto mi sento di chiedere fortemente a chi ha la responsabilità di governo del Paese, di togliere lacci formali semplicemente abolendo regolamenti, leggi e leggine, istituendo nel contempo una seria ed oggettiva valutazione. Introducendo un sistema premiale e incentivante. Non si tratta di premiare reali o presunte “eccellenze” (parola assai abusata), ma di far crescere il livello medio della qualità. La cultura della valutazione e della valorizzazione dovrà diventare uno degli elementi caratterizzanti della vita universitaria, secondo criteri condivisi. Ricordo comunque che la meritocrazia è possibile solo se sono garantite a tutti la stesse opportunità, prescindendo dal genere, dalle scelte politico-culturali, dai legami familiari e dall?appartenenza a gruppi accademici. Una politica nazionale per l?Università è necessaria. Solo in questo modo sarà possibile affrontare i tagli già decisi. Faccio un esempio: si può dire chiaramente che 60.000 docenti a tempo indeterminato sono troppi per il sistema Universitario italiano, purché questo venga accompagnato dalla possibilità di “investire” in docenti, anche a tempo determinato, con contratti “ad hoc”, con stipendi adeguati e competitivi. Anche il vituperato sistema concorsuale italiano può trovare soluzione nell?affermarsi di un sana politica Nazionale, caratterizzata da premi, incentivi, non solo, ma anche da punizioni. Non ho mai udito di docenti non confermati alla fine del triennio di straordinariato. A parole, la nostra legislazione sembrerebbe sfidare antichi tabù sindacali, quali quello di potere licenziare un docente (che ha vinto un concorso) se alla fine del triennio non risulta confermato da una commissione nazionale; nei fatti un giudizio negativo non si è (quasi) mai visto. Solo affermando la meritocrazia e la trasparenza l?Università italiana potrà salvarsi".

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