Sezione principale: Scuola
"Vogliamo
studiare qui Ridateci le nostre Scuole"
( da "Stampa, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini. Domani il consiglio di facoltà deciderà sul ricorso al Tar. I
ragazzi hanno realizzato un dossier che fotografa la situazione passata e
presente della facoltà: «Lo consegneremo al ministro per dimostrarle che questa
operazione non porta un euro di risparmio: i posti sono gli stessi anche se
accorpati e i direttori delle Scuole non sono pagati in più rispetto al loro
stipendio
Sant'Elena, le
elementari non chiudono ( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini. Il futuro della elementare della frazione è stato
garantito grazie ad una deroga concessa all'istituto comprensivo di Silea da
parte di Maria Giuliana Bigardi, dirigente dell'ufficio scolastico provinciale.
«L'amministrazione comunale è riuscita a risolvere una situazione che avrebbe
potuto causare molti disagi ai genitori e avrebbe anche creato un vuoto
culturale -
Casale, ordine del
giorno del Consiglio Tempo pieno all'istituto comprensivo
( da "Tribuna di Treviso, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, all'assessore regionale Donazzan e a tutti i parlamentari
eletti in Veneto per chiedere garanzie sul tempo pieno e la conferma
dell'offerta formativa per il prossimo anno scolastico nei plessi dell'istituto
comprensivo casalese. Al momento dell'iscrizione, infatti, la maggioranza dei
genitori della scuola primaria ha chiesto di poter usufruire del tempo lungo di
30 ore.
bagnano il naso
( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Ravetto: noi in Parlamento portiamo donne che bagnano il naso
agli uomini Veline depennate dalle liste per le Europee? Tutta una invenzione
Ero a Varsavia, non sono intervenuto Due anni fa dissi alla Carfagna che era da
sposare, ma era un invito rivolto ad altri volevo dire che era una ragazza
perbene A mia moglie voglio un mare di bene,
lo specchio
infranto - (segue dalla prima pagina)
( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nel caso di Gelmini, Carfagna, Brambilla?». Ma si capisce, certo.
Nella sempre spettacolare parabola di Silvio Berlusconi questo rimarrà il
vertice. Ma stavolta non è stato lui a scegliersi la scena e neppure la parte.
Lo ha costretto la moglie. L´unica persona vicina a infrangere lo specchio e a
rompere il muro dell´omertà,
Incubo tempo pieno
Meglio sugli organici ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini aveva più volte detto, in passato, che
l'applicazione dei vari numeri di ore ai singoli studenti sarebbe stata quella
chiesta dai genitori. Il problema è che forse da Roma nessuno si sarebbe atteso
così tante richieste di tempo pieno come sono effettivamente arrivate: e adesso
c'è difficoltà a coprire questo tempo-
Dalla zona di Foro
Boario a Francolino: gli incontri
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: proposta dalla Gelmini di strutture scolastiche poco frequentate e di
carenza di spazi sempre più grave. Si è anche affrontato il grave problema
della sicurezza stradale con l'enorme carico di incidenti, in crescita quelli
mortali; immancabile il riferimento all'iter eterno della Cispadana, e la
necessità di migliorare l'assetto della viabilità della provincia e del
territorio centese.
La scure di Marchi
sugli sprechi ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Basta parlare in consiglio della riforma Gelmini, del protocollo di
Kyoto e della Repubblica sociale. Parliamo di Castenaso». Piuttosto, annuncia,
«vogliamo che le strade siano asfaltate (via Marano, Ca' dell'Orbo, Villanova,
Tosarelli, oggi in pessime condizioni) e ridurre i costi della macchina
amministrativa».
"il buco di
bilancio pagatevelo voi" l'onda in marcia contro il g8 degli atenei
( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Nel giorno il cui il ministro Gelmini - dicono gli studenti dell´Onda
anomala contro il G8 - presentava a Palazzo Chigi l´iniziativa, abbiamo voluto
dare un segno tangibile della nostra protesta. Riteniamo inaccettabili le
modalità di organizzazione del G8 e gli attuali rapporti tra mondo accademico e
potere politico.
Berlusconi tira
dritto ( da "Tempo, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: utilizzati per i candidati europei sono gli stessi utilizzati per la
politica italiana, «e quindi sono quelli della Gelmini, della Carfagna, della
Ravetto, tutte donne che nel Parlamento italiano bagnano il naso agli uomini
con presenze che sfiorano il 98 per cento». Il secondo caso incriminato: la
festa di compleanno di Noemi Letizia. Anche qui, tutte bugie, un caso montato
ad arte.
SPORT E SCUOLA
Questo deve essere il quadriennio dello sport a scuola. È arriv...
( da "Unita, L'" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha già incontrato il ministro Gelmini». Così Gianni Petrucci su uno
dei temi su cui maggiormente si concentrano le aspettative di intervento. Anche
per Chimenti: «una delle priorità è l'investimento sulla scuola e sui giovani:
portiamo i nostri tecnici nelle aule, senza pretendere che i giovani pratichino
sport fuori dagli organismi scolastici».
Vespa gli concede
lo schermo E il premier attacca la moglie
( da "Unita, L'" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: le veline «non esistono» ma seguono i «parametri Gelmini, Carfagna e
Ravetto»; falsità «sul blog di Repubblica che le foto pubblicate oggi da Chi -
a cui fa uno spot - sarebbero taroccate». La tesi è: mia moglie è «nelle
trappole della sinistra». Trappole? «Mai detto trappole». Complotto? «Mai detto
complotto».
ORDINE DEL GIORNO (
da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini con il 10 in
pagella «sono state rilevate carenze circa i criteri adottati, incoerenze e
inadeguatezze nelle procedure valutative e negli strumenti utilizzati, oltre a
comportamenti professionali da parte di alcuni docenti non sempre riconducibili
ai doveri di correttezza e lealtà istituzionali nonché di riservatezza»
(
da "Tempo, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, si è fatta viva con un messaggio inviato alla
Fondazione: «Abbiamo elaborato un piano nazionale per contrastare il fenomeno
della pedopornografia, sia su Internet che nel contesto familiare, in
collaborazione con le associazioni dei genitori e con i principali motori della
rete».
Incontro sulla
riformadella scuola ( da "Secolo XIX, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: scuola Sibilla Aleramo di Torino ha intenzione di inviare al ministro
per la Pubblica Istruzione Maria Stella Gelmini. Una lettera che,
sostanzialmente, riassume il malumore generale riguardo l'argomento. Durante la
riunione, aperta a chiunque voglia conoscere meglio le problematiche legate
alla riforma scolastica, si parlerà anche degli organici concessi alle scuole
del territorio.
il governo boccia
le longhena "comportamento scorretto e sleale"
( da "Repubblica, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Bologna Duro giudizio sul comportamento dei docenti che hanno
applicato il "10 in
pagella" anti-Gelmini Il governo boccia le Longhena "comportamento
scorretto e sleale" «Carenze», «incoerenze», «inadeguatezze»,
«comportamenti professionali non sempre riconducibili ai doveri di correttezza
e lealtà istituzionali nonché di riservatezza». Il governo boccia gli
insegnanti delle Longhena.
La protesta delle
mamme esplode anche al cinema
( da "Resto del Carlino, Il (Rimini)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: arrabbiatissime per i tagli alla scuola del decreto Gelmini, hanno
promosso per questa primavera un ciclo di incontri e film per riflettere sul delicato
ruolo della scuola. Si parte questa sera mercoledì 6 maggio alle ore 21.15
(ingresso libero) al Centro Culturale Polivalente di Cattolica con il film «Don
Milani e la sua scuola.
Moglie e
marito,c'è di mezzo il mito
( da "Sole 24 Ore, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: acconciatura a caschetto del ministro Gelmini, nella foggia di chiara
ispirazione carfagnesca. E, last but not least, la cartellonistica esposizione
dei figli di ultimo letto da parte di Pierferdinando Casini nel tentativo di
attrarre elettori al suo estremo centro. Ultima annotazione, non meno scevra di
fascinose complicanze.
IN TRE ANNI noi
ragazzi siamo stati soggetti a diversi cambiamenti in ambito scol...
( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è subentrato Fioroni ed ora siamo nel bel mezzo della
"riforma" Gelmini. Con questo accidentato percorso l'iscrizione alle
superiori non ci spaventa, anche perché l'organizzazione e l'impostazione dei
nostri insegnanti ci hanno aiutato a far fronte ai cambiamenti, fermi restando
i valori umani, culturali ed educativi.
Cambiamenti fra
tradizione e innovazione ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Cosa ne pensa della riforma Gelmini? «Penso, in accordo con molti
insegnanti, che questa non sia una riforma, bensì una serie di cambiamenti il
cui fine è stato il tagliare fondi, ore e mezzi necessari al progresso
scolastico-formativo. Approvo un risparmio nelle spese, dove sono stati
sperperati quei fondi, ma le economie generalizzate porteranno a diminuire il
tempo-
Ex Lsu al Comitato
precari: ( da "Resto del Carlino, Il (Ascoli)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: vogliamo solo lavorare» RIFORMA GELMINI NEL MIRINO «A FINE dicembre
scorso abbiamo rischiato di perdere il posto di lavoro perché per noi,
lavoratori ex Lsu, non c'erano fondi a disposizione da parte del Governo,
quindi, adesso, se ci sono dei tagli in vista non è colpa nostra, ma di chi al
Governo ha deciso così».
Pironi promette:
Lo specchio
infranto ( da "Repubblica.it" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: nel caso di Gelmini, Carfagna, Brambilla...". Ma si
capisce, certo. Nella sempre spettacolare parabola di Silvio Berlusconi questo
rimarrà il vertice. Ma stavolta non è stato lui a scegliersi la scena e neppure
la parte. Lo ha costretto la moglie. L'unica persona vicina a infrangere lo
specchio e a rompere il muro dell'omertà,
Assetati (sui
banchi) di esemplarità positive ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro Gelmini chiede subito chiarimenti al dirigente
dell'Ufficio Scolastico Provinciale, un tempo denominato provveditore, che a
sua volta chiede una relazione sull'accaduto al dirigente della scuola. I due
rivali dichiarano che esistevano da tempo tra loro disparità di vedute sui
rispettivi metodi d'insegnamento,
TERESA BARTOLI
ROMA. LE VELINE CANDIDATE? LA FREQUENTAZIONE CON UNA MINORENNE? FALSITà... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, Carfagna o Prestigiacomo». Tanto che, «se sarà
eletta», la Renzulli sarà «coordinatrice» degli europarlamentari Pdl. Racconta
di come sia andato «con otto macchine di scorta, tanto che sembrava un funerale»
alla festa di Noemi Letizia perché il padre Elio voleva incontrarlo per parlare
di eurocandidati: «Sarei stato un pazzo ad andarci se ci fosse stato qualcosa
di piccante»
ELENA ROMANAZZI
ROMA. I PRESIDI FARANNO I PRESIDI E NON GLI SCERIFFI CONTRO I FIGLI DEGLI
IMMIGRA... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini. Dunque il ddl cambia
ancora. E questa è l'ultima volta. Al termine del lungo vertice di maggioranza,
presenti oltre ai capigruppo, quattro ministri, Roberto Maroni (Interni),
Angelino Alfano (Giustizia), Ignazio La Russa (Difesa), Elio Vito (rapporti con
il Parlamento, e si trova l'accordo.
ROMA. L'OMBRA DI
INTERNET E DEI SUOI PERICOLI NASCOSTI HA SEGNATO LA CELEBRAZIONE DELLA PRIMA
G... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, che ha reso noto di aver elaborato un
«piano nazionale per contrastare il fenomeno della pedopornografia, sia su
Internet che nel contesto familiare», Il promotore dell'evento, Barbareschi, ha
spiegato che la Giornata anticipa quella che sarà la legge, che, ha detto,
«spero sarà approvata già il prossimo anno con l'
PEDOFILIA, IL
PERICOLO VIAGGIA SU INTERNET GELMINI: PIANO CONTRO GLI ORCHI VIRTUALI ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pedofilia, il pericolo viaggia su Internet Gelmini: piano
contro gli orchi virtuali
GUIDO CASERZA UN
DIARIO DI LETTURA CHE RACCOGLIE AUTORI ETEROGENEI, DA GEORGE ORWELL A QUELLI
DEL... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stiamo assistendo a un fenomeno di delegittimazione della
funzione critica, tipico del presente berlusconizzato: direi che la Gelmini va
nella stessa direzione della Bur, che poi è anche quella della Feltrinelli, che
ha pubblicato le poesie di Villon con una prefazione di De André».
Marocchini
arrestatiper furto di vestiario ( da "Sicilia, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: decreto Mussi e della nuova legge Gelmini, l'università
deve puntare all'eccellenza, assicurando una serie di requisiti minimi per
poter continuare le proprie attività didattiche. Requisiti che riguardano sia
il numero dei docenti che quello degli studenti, ponendo fine ai cosiddetti
«laureifici», e che puntano a migliorare la qualità didattica e gestionale dei
vari corsi di laurea.
Quella
frazionesotto i riflettori ( da "Sicilia, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, ha reso
noto di aver elaborato un «Piano nazionale per contrastare il fenomeno della
pedopornografia, sia su Internet sia nel contesto familiare, in collaborazione
con le associazioni dei genitori e con i principali motori della rete».
Le donne di Silvio
e la sputazza al naso ( da "Sicilia, La" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Appunti Le donne di Silvio e la sputazza al naso Salvatore
Scalia «Prestigiacomo, Gelmini, Carfagna, Ravetto. Ecco le donne che noi
presentiamo. Ecco i nostri parametri. Altro che veline. Noi in Parlamento
portiamo donne che bagnano il naso agli uomini», così parlò Silvio Berlusconi
nella trasmissione televisiva Porta a porta di Bruno Vespa.
Cortei in centro,
giro di vite ( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con i manifestanti che promettono di contestare
pesantemente la visita del il ministro Gelmini e il summit dei rettori. Quei
giorni potrebbero vedere applicato il nuovo decreto che consente di limitare
cortei e manifestazioni in città. Da più parti, da anni, si sollecita un
provvedimento specifico. Adesso c'è. L'ha firmato il prefetto Paolo Padoin.
Vigone, scontro
fra continuità e voglia di nuovo ( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come alla vigilia della riforma Gelmini quando hanno
chiuso la mensa per fare delle classi che non sarebbero poi state utilizzate.
Siamo preoccupati inoltre per quella scomoda eredità che potrebbe derivare dal
contenzioso che il nostro sindaco ha aperto con l'azienda che ha ristrutturato
il teatro Selve, c'è in corso un arbitrato e non sappiamo con quale cifra si
chiuderà»
A prima vista
sembra che i ritmi, quelli che regolano la qualità della vita, a Vigone siano
sca... ( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come alla vigilia della riforma Gelmini quando hanno
chiuso la mensa per fare delle classi che non sarebbero poi state utilizzate.
Siamo preoccupati inoltre per quella scomoda eredità che potrebbe derivare dal
contenzioso che il nostro sindaco ha aperto con l'azienda che ha ristrutturato
il teatro Selve, c'è in corso un arbitrato e non sappiamo con quale cifra si
chiuderà»
"Io,
insegnante vero precursore delle pluriclassi" ( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Con la Gelmini si è parlato di maestro unico, in realtà il
termine più corretto è quello di insegnante prevalente, coadiuvato da altre
figure, in materie come inglese e religione. «Dal prossimo anno con la riforma
si disporrà di meno maestri e questo sarà un problema visto che la compresenza
di insegnanti ci permetteva talvolta di sdoppiare alcune lezioni»
Scuole di Medicina
cancellate Il ministro spegne le speranze ( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: FACCIA A FACCIA TRA LA GELMINI, IL RETTORE E GLI STUDENTI
DI NOVARA Scuole di Medicina cancellate Il ministro spegne le speranze
[FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA Per quest'anno non cambia nulla, ma nel prossimo
le proteste della facoltà di Medicina non saranno ignorate.
Il ministro
Gelmini annuncia un protocollo con Di Orio ( da "Tempo, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: stampa Università 1 Il ministro Gelmini annuncia un
protocollo con Di Orio La prossima settimana sarà firmato un protocollo
d'intesa tra il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, e il rettore
dell'università dell'Aquila. «Il protocollo conterrà molte delle proposte che
sono state annunciate.
Silvio volta
pagina ( da "Tempo, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Incontro a Villa Madama con le piccole e medie imprese
Presenti anche i ministri Alfano, Scajola, Fitto, Carfagna e Gelmini Silvio
volta pagina «Basta chiacchiere Ora pensiamo all'Italia» Nei palazzi della
politica non si parla d'altro. Tra una seduta in Aula, un intervento in
commissione, e una riunione di partito, il tema centrale resta sempre uno: la
querelle Berlusconi-Lario.
Berlusconi:
"Voglio bene a mia moglie però ammetta di aver sbagliato" ( da "Tempo, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: utilizzati per i candidati europei sono gli stessi utilizzati
per la politica italiana, «e quindi sono quelli della Gelmini, della Carfagna,
della Ravetto, tutte donne che nel Parlamento italiano bagnano il naso agli
uomini con presenze che sfiorano il 98 per cento». Il secondo caso incriminato:
la festa di compleanno di Noemi Letizia. Anche qui, tutte bugie, un caso
montato ad arte.
il cavaliere e il
letto al potere - (segue dalla prima pagina) ( da "Repubblica, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la Gelmini, la Brambilla nonché l´intero educandato di
attrici, veline e ballerine che non sono più la gioia malandrina del potere ma
sono ormai una degenerazione del potere italiano. è vero che fu gossip anche
quella divulgazione, per passaparola e per mormorio, del contenuto, non si sa
quanto calunnioso,
università,
tensione su elezioni e g8 - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: ha incontrato personalmente i rappresentanti del movimento
e li ha convinti a lasciare il palazzo entro l´ora di chiusura per evitare di
dover intraprendere un´azione di forza e così è stato. Ma lo slogan scandito
dall´Onda è ora: «Tremonti, Gelmini, Brunetta, voi non sapete il maggio che vi
aspetta».
scuola, la scure
su medie e licei oltre duemila docenti in meno - francesca savino ( da "Repubblica, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini per segnalare «l´estrema pesantezza dei tagli e
ottenere dal ministero i 245 posti necessari», mentre la Cisl scuola sottolinea
anche le responsabilità di enti locali e scuole che non hanno garantito il
tempo prolungato. La segreteria provinciale della Cisl di Bari, dove dopo dieci
anni Lena Gissi ha ceduto il testimone al collega Francesco Basile e a Domenico
Maiorano per
sì alla seconda
classe a tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come in tutte le scuole primarie della provincia, e
complice la riforma Gelmini, tante famiglie hanno scelto la strada delle 40 ore
complete. Dei 58 bambini iscritti alla stagione scolastica 2009/2010 circa la
metà vorrebbero il tempo pieno. «è stato raggiunto - conferma Melani - il
numero sufficiente per la formazione di una nuova prima.
gli interrogativi
sulla scuola che verrà ( da "Tirreno, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Stasera incontro al Conservatorio San Niccolò sugli
effetti della riforma Gelmini Gli interrogativi sulla scuola che verrà PRATO. I
giochi sono ormai fatti: mentre le scuole si sforzano di ricomporre il puzzle
degli organici già si delinea la scuola dell'obbligo che prenderà avvio il
prossimo settembre. Luci, oppure ombre?
nel montalbano
tempo pieno garantito ( da "Tirreno, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Nella riforma del ministro Gelmini le 24 e 27 ore
settimanali (maestro unico compreso) dovevano infatti essere il modello di
riferimento per il futuro. Le quote (e i tagli) erano stati calcolati di
conseguenza. Invece, sul Montalbano come altrove, le scelte delle famiglie
avevano sparigliato le carte.
L'assessore Sassi:
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: bocciare nei fatti la proposta Gelmini delle 24 ore, ha
consentito all'Ufficio scolastico provinciale di evitare, sulla scuola
primaria, tagli ancora più drastici, che erano già stati previsti dal
ministero». In città si avranno «15 docenti in meno dello scorso anno (da 583 a 568), con 4 classi in
più, ma sarà possibile garantire le 30 ore a tutti e alcune nuove classi di
tempo pieno»
L'Anpi rilancia:
quel 25 Aprile è di oggi e per l'Italia di domani ( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Insegnamento della Costituzione come materia autonoma e
curriciolare nelle scuole, di là dei generici impegni della Gelmini. Piena luce
del Parlamento su stragi nazifasciste e «armadi della vergogna». Infine
l'impegno a connettere scuola, ricerca e Istituti della Resistenza, per formare
una rete operante della memoria. Su tutto questo l'Anpi il 20 maggio misurerà i
candidati.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I provvedimenti del ministro Gelmini ha
proseguito parlano esattamente di questo, e le ultime contestazioni mi hanno
lasciato perplessa, perchè, durante gli anni della mia militanza nel movimento
studentesco, non avevo mai visto gli interessi degli studenti saldarsi con
quelli dei baroni universitari.
Si vive come in
attesa, di questi tempi. Specie se hai vent'anni o trenta, non hai un
contratto... ( da "Unita, L'" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: dicono Mara Carfagna e Mariastella Gelmini, pronte a
presentare le veline candidate alle europee, e solo la Fondazione Farefuturo di
Fini ha un riflesso di decoro: Berlusconi cresce nei sondaggi. All'opposizione,
l'incerto e maldestro rinnovamento del Pd. E nel libro sembra rimanga solo
l'occhio lucido di intelligenza e ironia di Diego Bianchi,
Tagli alle scuole,
quattro sindaci in Regione ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: obbligo previsti dal decreto Gelmini: il rischio è la
perdita di numerosi posti di lavoro, l'accorpamento di diverse classi e la fine
del tempo prolungato. Dopo numerose assemblee, i primi cittadini Peppino Zanda
(Desulo), Paolo Fontana (Aritzo), Antonello Secci (Gadoni) e Rinaldo Arangino
(Belvì) hanno incontrato l'assessore regionale Maria Lucia Baire che,
Scarafaggie
studenti sulle scale ( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: protesta contro la riforma Gelmini. In questi giorni, gli
studenti hanno però trovato sulle scale della basilica un messaggio che non si
aspettavano, un divieto a sedersi causato da una disinfestazione in atto sulla
scalinata, rifugio e nido per gli scarafaggi. Verità o espediente per limitare
il continuo bivaccare dei ragazzi che spesso si dimenticano di ripulire dopo i
pasti all'
Il Cavaliere agli
imprenditori ( da "Corriere della Sera" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come è accaduto con la Gelmini, la Carfagna. Bagneranno
tutte il naso agli uomini e saranno molto più presenti degli uomini». Con
questa introduzione, parola più, parola meno, il capo del governo le ha invitate
ieri sera a parlare di sé e presentarsi di fronte, fra gli altri, ai vertici di
Fastweb (Stefano Parisi), di Publitalia,
Cortei in centro,
ecco il giro di vite ( da "Stampa, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con i manifestanti che promettono di contestare
pesantemente la visita del il ministro Gelmini e il summit dei rettori. Quei
giorni potrebbero vedere applicato il nuovo decreto che consente di limitare
cortei e manifestazioni in città. Da più parti, da anni, si sollecita un
provvedimento specifico. Adesso c'è. L'ha firmato il prefetto Paolo Padoin.
Petrucci si
riprende la presidenza del Coni Scelta la continuità ( da "Corriere della Sera" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Coni cercherà di fare breccia nelle scuole con l'aiuto
del ministro Gelmini e contando sugli atleti, a cominciare dalla Di Centa.
«Perché l'attività di base è fondamentale». Sereno, sorridente e pacato,
Petrucci non ha risparmiato qualche bastonata al suo concorrente nel discorso
che ha introdotto la votazione.
Il Pool Loano si
aggiudicail titolo regionale Under 17 ( da "Secolo XIX, Il" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Grazie alla solidità di Gelmini e alla regia di Tassara,
Ugo Gambetta e Morana, Loano prende il volo e chiude in discesa. Da notare che
10 ragazzi su 12 del Pool erano sotto leva, di conseguenza questa, eccetto
l'accoppiata Damonte-Bussone, sarà la squadra under 17 anche l'anno prossimo.
Gelmini, investire
sui giovani come fa Berlusconi ( da "Stampaweb, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Maria Stella Gelmini, a margine di una tavola rotonda
sull?università e la ricerca all?accademia nazionale dei lincei a Roma. Per il
ministro non c?è una politica della ricerca e occorre «dare spazio ai molti
talenti. Il presidente Berlusconi - ha sottolineato - ha voluto investire per
esempio nella politica giovani sconosciuti come la sottoscritta.
Le trasformazioni
e le riforme scolastichedomani una tavola rotonda alle Ciminiere ( da "Sicilia, La" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: presentare ricorso al Tar avverso al decreto della Gelmini
sull'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie a esaurimento del
personale docente. I precari chiedono, come si è detto, che venga rispettata la
sentenza del Tar del Lazio, confermata dal Consiglio di Stato, la quale recita
che i docenti non di ruolo i quali chiedono di trasferirsi in altri uffici
scolastici provinciali,
Concerto al
femminile per l'Abruzzo il 21 giugno a San Siro ( da "Reuters Italia" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, durante la presentazione
dell'evento. Tra le moltissime artiste che finora hanno aderito, alcune in
forma di partecipazione diretta, alcune solo come sostenitrici, ci sono Arisa,
Malika Ayane, Loredana Berté, Raffaella Carrà, Carmen Consoli, Giorgia, Giusy
Ferreri, Irene Grandi, Anna Oxa, Paola e Chiara,
Istruzione tecnica
oggi un convegno per parlarne ( da "Trentino" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmin«La riforma - spiegno Daniele Siviero e la vicepreside
Daniela Toldo - prevede la riduzione degli indirizzi tecnici a soli nove
indirizzi e una conseguente riduzione dell'orario da 36 a 32 ore settimanali.
Analogamente il nuovo decreto prevede la riduzione dei licei a sei soli
indirizzi e del loro orario a 30 ore settimanali e potrebbe mettere in
discussione la sopravvivenza
Il Cavaliere agli
imprenditori ( da "Corriere.it" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: come è accaduto con la Gelmini, la Carfagna. Bagneranno
tutte il naso agli uomini e saranno molto più presenti degli uomini». Con
questa introduzione, parola più, parola meno, il capo del governo le ha
invitate ieri sera a parlare di sé e presentarsi di fronte, fra gli altri, ai
vertici di Fastweb (Stefano Parisi), di Publitalia,
L'Onda si prende
l'Università ( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Studenti indipendenti ha sbaragliato la concorrenza a
Palazzo Nuovo, Scienze e Agraria. E s'è difesa nelle roccaforti «nemiche»:
Giurisprudenza ed Economia. Seguono, per ora ben distanziati, Obiettivo
Studenti, l'Udu e il Fuan-Azione Giovani. Insomma, gli anti-Gelmini trionfano.
Scuola, 150
docenti tagliati ( da "Tribuna di Treviso, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: la mannaia voluta dai ministri Gelmini e Tremonti ha
lasciato sul campo 300 docenti nei tre gradi di scuola. La comunicazione dei
tagli alle medie e alle superiori è avvenuta ieri a Venezia, all'incontro delle
sigle sindacali della scuola con il dirigente dell'Ufficio scolastico
regionale, Carmela Palumbo.
"I soldi?
Tutti ai terremotati Potete fidarvi, controllerò io" ( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Come mai avete invitato la ministra Gelmini? «Per
veicolare l'incasso in progetti precisi. Promettiamo che controlleremo tutto,
sarà tutto chiaro e limpido, la gente si fidi di noi». Come vi siete messe in
contatto fra voi? «È successo tutto con i messaggini. E adesso che il progetto
è andato in porto siamo troppo gasate!
Sorelle d'Italia ( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini, a sua volta garante e
patrocinatrice dell'evento che destinerà l'incasso (il promoter dell'evento,
Roberto De Luca ha calcolato che potrebbe arrivare a un milione) alla
ricostruzione della scuola-simbolo «De Amicis» dell'Aquila, all'acquisto di
case e in generale al sostegno della popolazione.
Compromesso su
Medicina ( da "Stampa, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: apertura che arriva dal ministro Gelmini e un compromesso
raggiunto tra Novara e Torino che sembra mettere tutti d'accordo: «Novara non
perderà le scuole di specializzazione medica», che sembrava non avessero
futuro. Paolo Garbarino, rettore dell'Università del Piemonte orientale, è
soddisfatto a proposito di una vicenda che tante proteste ha sollevato nelle
ultime settimane:
laura, gianna, le
altre: un solo canto per l'abruzzo - massimiliano leva ( da "Repubblica, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: con gran parte del cast e il Ministro dell´Istruzione
Mariastella Gelmini, garante dell´evento - Un po´ perché era da tempo che
sognavo di riunire così tante donne. E poi perché daremo un aiuto concreto ai
terremotati». Ancora da definire la scaletta della serata, da cui forse sarà
tratto un dvd, visto che i tempi stretti non permettono una diretta tv.
ribaltone
all'università l'onda travolge la sinistra ( da "Repubblica, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La lista dell´Onda contro il ministro Gelmini batte la
storica formazione della sinistra Udu, vicina al Pd. La formazione Studenti
indipendenti avrà due dei rappresentanti nel consiglio d´amministrazione.
Stabile la lista vicina a Comunione e liberazione, mentre raccoglie pochi
consensi la neoformazione di estrema destra Arcadia.
rivoluzione
all'università l'onda travolge la sinistra - ottavia giustetti ( da "Repubblica, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Assemblea No Gelmini. Obiettivo Studenti (Comunione e
liberazione), invece, resta più o meno nella stessa posizione degli anni
passati e conquista una quantità di voti che si avvicina al 30 per cento (28
per cento in consiglio di amministrazione). Tiene abbastanza il Fuan, la destra
parlamentare che si è presentata infatti con Forza Italia e con la Lega,
di ANDREA SPINELLI
MILANO LE RAGAZZE fanno grandi sogni. Ed &... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il concerto è patrocinato dal ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini per un'iniziativa che ha come obiettivo primario la
ricostruzione di una scuola simbolo delle aree terremotate quale la
"Edmondo De Amicis" de l'Aquila. Il resto dei proventi andrà invece
per l'acquisto di alcune case di legno e al sostegno della Onlus
"Aiutiamoli a vivere".
Pausini & C. Â
PESCARA Un
concerto per raccogliere fondi a favore delle popolazioni dell'Abruzzo colpite
dal terremoto èstato organizzato per il 21 giugno a San Siro, a Milano, da
Laura Pausini c ( da "Tempo, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: di presentazione è intervenuto ieri anche il ministro
Mariastella Gelmini. I biglietti avranno due prezzi: 25 euro per il prato, per
il primo anello laterale, per il secondo e terzo anello; 150 euro per il primo
anello tribuna rossa. Il concerto, che avrà come titolo, «Amiche per
l'Abruzzo», sarà trasmesso con segnale unificato da Radio Rai, Radio 101, Radio
105, Radio Montecarlo,
Computer portatili
solo agli sfollati nelle tendopoli ( da "Tempo, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: pe run incontro con il ministro Gelmini, sicuramente più
importante dei computer protatili nell'ottica del futuro dell'Ateneo. Così,
sostenuto da molti docenti, a prendere questa iniziativa, sicuramente
impopolare se si considerano gli studenti aquilani che sono stati sistemati
nelle strutture ricettive della costa e i tanti fuorisede che avevano un
appartamento in affitto a L'
la scuola dei
tagli vista dall'europa - rosario ognibene ( da "Repubblica, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Da noi sappiamo quanto ha fatto e sta facendo discutere la
riforma Gelmini, soprattutto in termini di tagli degli organici del personale e
dei finanziamenti alle scuole. è ormai risaputo che sarà il Sud a pagare il
prezzo più salato a seguito dei circa 42 mila tagli di docenti. Circa la metà
dei posti che dal 1° settembre non esisteranno più riguarderà, infatti, il
Meridione.
Europee, pronti 6
milioni per le iniziative locali ( da "Tempo, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione Mariastella Gelmini per annunciare le novità
messe in campo dal governo proprio per il settore scolastico ed universitario.
Sulla strategia di comunicazione, l'idea è quella di puntare su concetti
chiari, per lo più centrati sugli impegni del partito. Come ad esempio,
"superare la crisi economica", "lotta all'immigrazione
clandestina"
Amiche per
l'Abruzzo, da Pausini a Carrà ( da "Tempo, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
intervenuta alla presentazione di ieri, le ha ringraziate, spiegando che
«questa iniziativa non è assolutamente politica, ma un gesto concreto di
solidarietà. Sono lieta che dal concerto possa rinascere una scuola simbolo
dell'Aquila come l'istituto De Amicis».
Banche, stress da
75 miliardi ( da "Sole 24 Ore, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: amministrazione di Barack Obama e la Federal Reserve hanno
dato ieri notte le pagelle degli stress test, gli esami di solidità, condotti
sui 19 principali istituti americani. Dieci sono stati bocciati e hanno
ricevuto l'ordine di correre ai ripari (si veda anche la tabella a fianco): da
Bank of America, che dovrà trovare 33,9 miliardi, a Wells Fargo, cui servono
13,7 miliardi.
Cinquanta amiche
per l'Abruzzo ( da "Secolo XIX, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: si è mobilitato il ministro dell'Istruzione Maria Stella
Gelmini: una parte dell'incasso servirà a ricostruire la scuola De Amicis
dell'Aquila. Un'altra parte servirà ad acquistare case in legno e al sostegno
della popolazione. I biglietti saranno in vendita da oggi: costeranno tutti 25
euro tranne il primo anello tribuna rossa che lievita a 150.
Donne in concerto
per aiutare l'Abruzzo ( da "Tempo, Il" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini,
intervenuta alla presentazione di ieri, le ha ringraziate, spiegando che
«questa iniziativa non è assolutamente politica, ma un gesto concreto di
solidarietà. Sono lieta che dal concerto possa rinascere una scuola simbolo
dell'Aquila come l'istituto De Amicis».
Tutte le donne del
pop cantano per l'Abruzzo ( da "Corriere della Sera" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Dice il ministro Maristella Gelmini: «La scuola ha una
funzione formativa ma anche di aiuto per superare il trauma del terremoto ». La
garanzia finale arriva da Pausini e Nannini: «Massima trasparenza. Altrimenti
non saremmo nemmeno partite ». Andrea Laffranchi
Le frecce di
Cupido hanno fatto flop ( da "Corriere della Sera" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: lo psicologo e portavoce di don Gelmini Alessandro
Meluzzi, dell'astrologo Riccardo Sorrentino. L'agenzia mette in contatto e
poi... A tarda sera, una didascalia invita i genitori a mandare i bambini a
letto. Senza volerlo, «Cupido» è il programma più comico di Italia 1, da morir
dal ridere: per come è presentato (la battuta più bella e significativa della
Panicucci è questa:
Con il Pd
l'astrofisico e il prof anti-Gelmini Nel Pdl Lara Comi, candidata più giovane ( da "Corriere della Sera" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 08/05/2009 - pag: 3 Elezioni europee Con il Pd
l'astrofisico e il prof anti-Gelmini Nel Pdl Lara Comi, candidata più giovane
Facce note, soprattutto. Da Mario Mauro, che il Pdl ricandida e che è destinato
a diventare presidente del Parlamento europeo, alla democratica Patrizia Toia,
a Vittorio Agnoletto di Rifondazione.
Rondoni:
"Balzani smetta di fare laboratori nel palazzo e venga al
Rondo-point" ( da "RomagnaOggi.it" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: né potrà gestire l'urbanistica, in quanto è un uomo della
Querzoli, la principale organizzazione, assieme a Sapro, che lavora
nell'urbanistica locale, da cui si è dimesso solo dopo aver vinto le
primarie". Attacco anche da Gianluca Pini della Lega Nord: "La riforma
Gelmini spazzerà via la sua facoltà di 27 iscritti".
ENZO GENTILE
MILANO. LA SOLIDARIETà MOLTIPLICATA PER 50, E ANCHE DI PIù. QUELLO CHE SI ... ( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, ha dato modo di intendere quanto lavoro ci sarà
da fare per montare uno spettacolo vero e proprio e non una semplice sfilata di
ugole volenterose. «Amiche per l'Abruzzo», questo il titolo (anche se con una
battuta la Nannini ne ha suggerito uno alternativo, «Tette per un tetto»), si
prefigge lo scopo di rastrellare denaro da destinare alla ricostruzione di una
scuola simbolo
L'omologazione non
ha a che vedere soltanto con la marca di scarpe indossate ( Voglio anch... ( da "Stampa, La" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: delle nuove perfide norme approvate dal ministro Gelmini,
mi sono sentito chiamato in causa. E il primo pensiero che ho fatto è stato:
sarebbe un peccato, davvero un peccato, che un'opportunità del genere venisse
cancellata, sarebbe un passo in più verso un'insipida omologazione. Perché, se
c'è un aspetto più degli altri che mi fa percepire come speciale la mia
formazione liceale,
In Lombardia solo
sette maestri unici ( da "Corriere.it" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: «Falsità» In Lombardia solo sette maestri
unici I primi dati ufficiali: bocciato dalle famiglie il modulo di 24 ore nelle
elementari. In crescita il tempo pieno MILANO - Maestro unico: «Alla prova dei
fatti, un fallimento». E' durissimo il giudizio del sindacato lombardo della
scuola sul modello Gelmini di docente elementare.
In Lombardia solo
sette maestri unici ( da "Corriere della Sera" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: La Gelmini: falsità Maestro unico: «Alla prova dei fatti,
un fallimento». E' durissimo il giudizio del sindacato lombardo della scuola
sul modello Gelmini di docente elementare. «Solo falsità contesta il ministro .
Il sindacato si rassegni: è finita l'epoca del suo strapotere irresponsabile ».
cento chilometri
per andare al liceo ( da "Tirreno, Il" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, contenute nella circolare, prescrivono alcune
possibilità, ma l'applicazione dei parametri di fatto non le consente. Insomma,
il governo da una parte fa propaganda, dall'altra però impone tagli
indiscriminati». Sulla circolare ministeriale, in effetti, si parla di tutela
delle scuole che si trovano in zone disagiate e gli istituti di Volterra
rientrano in questo ambito.
corrado guzzanti
al moderno la satira ritrova il suo guru ( da "Tirreno, Il" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Caterina Guzzanti sarà tra le altre il ministro
Mariastella Gelmini, mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo
spettacolo a Guzzanti nei panni di Padre Federico. Info. 0564 22491 Biglietti.
Primo settore 36 euro (+ 4 prevendita); secondo settore 31 euro (+ 4
prevendita); terzo settore 27 euro (+ 3 prevendita).
Saranno tagliati
150 docenti' ( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: fermano anti riforma Gelmini A FORZA di sentir parlare di
tagli, di insegnanti in meno, di classi accorpate e di scuole dimezzate, la
preoccupazione si è ormai diffusa e i genitori e gli stessi operatori della
scuola si mobilitano. E' nato così il Comitato di difesa della scuola pubblica
del Fermano, per protestare contro la riforma Gelmini e provare a dare
soluzioni alternative.
Il tradimento dei
"pensionati" ( da "Stampa, La" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: VOTO Il tradimento dei "pensionati" La beffa finale.
«Hanno raccontato di essere rimasti bloccati in autostrada in realtà correranno
per la Provincia» CANDIDATI PER TORTONA [FIRMA]MARIA TERESA MARCHESE TORTONA
Saranno 16 anzichè 17 i partiti e le liste civiche che appoggeranno gli otto
candidati sindaco: a sorpresa non ci sarà il partito dei Pensionati che fino a
poche ore prima
lazio-udinese date
il vostro voto ai giocatori ( da "Repubblica, La" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Pagina VII - Roma LE PAGELLE DEI LETTORI SU
ROMA.REPUBBLICA.IT Lazio-Udinese date il vostro voto ai giocatori
provinciali, alta
tensione nel pdl - andrea montanari ( da "Repubblica, La" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: vicino al ministro Mariastella Gelmini, che ha rifiutato
dopo che gli hanno offerto un collegio a rischio e il capo gruppo uscente di An
Giovanni De Nicola. In compenso alla Barona è stato candidato Carlo Cattaneo
che lavora all´ufficio stampa del Pdl All´ultimo momento è sparito dalla lista
dell´Udc anche il consigliere provinciale uscente Ruggero Lombardi.
Format Amici al
liceo classico ( da "Corriere della Sera" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: accordo con la Gelmini dice la preside . I ragazzi non
devono indossare vestiti firmati per rimarcare differenze sociali»), il Licos
ha già un piede nel domani, insomma. Nel Paese delle veline, avere dei ragazzi
che sappiano destreggiarsi tra Esiodo e i Pink Floyd, tra Cicerone e Saranno
famosi, è quantomeno consolante.
Collegio Borromeo
in ( da "Corriere della Sera" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: PAVIA Dopo 14 anni di attesa il Collegio Borromeo
inaugurerà questa mattina, alla presenza del ministro Gelmini e del cardinale
Tettamanzi, la sua sezione femminile (foto). Lo storico collegio universitario
pavese, fondato nel 1593 da San Carlo Borromeo, ha concluso, dopo diverse
vicende giudiziarie, il suo lungo cammino per aprire le porte anche alle donne.
ateneo, un
risultato che premia il lavoro di sinistra per ( da "Tirreno, Il" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stato protagonista della protesta contro i provvedimenti
del Governo e della Gelmini, in materia di riforma dell'università e della
ricerca. Non a caso sia la lista Sinistra Per che Ateneo Studenti avevano
espresso posizioni critiche, per quanto differenziate l'una dall'altra, nei
confronti dei provvedimenti del Governo.
il borromeo apre
alle donne Il più antico dei quattro collegi di merito di Pavia, dopo quasi... ( da "Unita, L'" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il borromeo apre alle donne Il più antico dei quattro
collegi di merito di Pavia, dopo quasi 500 anni, oggi aprirà alle donne. Alla
cerimonia anche il ministro Gelmini e l'arcivescovo di Milano Dionigi
Tettamanzi. La nuova struttura potrà ospitare 51 studentesse universitarie
meritevoli.
Persico: Perché mi
candido ( da "Denaro, Il" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: visione del nuovo disegno di legge Gelmini, la nuova
governance impone un cambiamento del ruolo dei dipartimenti che diventeranno
altro rispetto a quello che sono oggi. Il dipartimento della ricerca e i
laboratori di "pratica" possono diventare i maggiori animatori e
partecipanti nei networks delle comunità scientifiche e di quelle della
produzione e disseminazione della conoscenza.
Franceschini: ( da "Corriere.it" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Gelmini, non ci sono scuole che hanno riaperto in Abruzzo
e se non ci sono misure urgenti il rischio è che non aprano neanche a
settembre»); o di quella delle «casette», che «il premier ha detto vuole siano
completate nel 2009, ma nel decreto vengono stanziati 700 milioni, di cui solo
400 nel 2009, per cui se le vogliamo consegnare tutte non si capisce perchè 300
milioni sono previsti
Modesto ma più pimpante
alla fine ( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 15 Modesto ma più pimpante alla fine La pagella del Lecco
E' BEN POVERA COSA, e questo accresce i demeriti della Spal che rianima una
squadra cui comunque questa impresa rischia di non servire. Parte impaurito e a
lungo nel primo tempo si affida alle parate del suo portiere. Nel secondo tempo
però è più determinato e pimpante della Spal che cala vistosamente,
3.500 studenti in
festa per una settimana ( da "Tirreno, Il" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sport e visite guidate per i ragazzi delle scuole
cattoliche PRATO. Quest'anno la festa delle scuole cattoliche si fa in...
quattro. La consueta manifestazione, infatti, organizzata dalla Diocesi, si
svolgerà, a partire da oggi, nell'arco di una settimana, con iniziative
differenziate in base all'età degli studenti: «Vista la grande partecipazione,
staremo in mezzo
alla gente ( da "Tirreno, Il" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: bandiera nelle lotte anti-Gelmini. Ultimo ma non ultimo il
mondo del lavoro («la risoluzione della crisi per noi è sempre al primo
posto»): in lista il Pd schiera l'operaia Delphi Aleandra Labardi, ma anche
Massimo Cappelli («che è stato un altissimo dirigente Eni - dice Ruggeri - e
porta grande qualità alla nostra lista»).
Trieste PRIMO
weekend, primo Giro di pagelle. CAVENDISH. Oltre che Lambrette,... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Voto 100. BASSO. Dopo una cronosquadre un po' così, butta
via altro tempo, restando bloccato nel traffico provocato da una caduta sulla
salitella finale. A sentire il suo manager Amadio, è una caratteristica di Ivan
aver paura di stare in gruppo e sfilarsi'.
Ecco le ultime
liste dei candidati ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: 2 Ecco le ultime liste dei candidati IL VOTO PER LE
AMMINISTRATIVE Completiamo oggi l'elenco delle ultime tre liste, sul totale di
25 presentate in Comune per le prossime amministrative del 6-7 giugno. BOLOGNA
FUTURA (Candidato sindaco: Michele Laganà) Lupo Simone, Di Noto Giuseppe,
Veronesi Cristina, Cariani Daniela, Morabito Giuseppe, Guerriero Morena,
La facoltà di
Giurisprudenza dell'Università di Sassari vuole assegnare al colone... ( da "Unita, L'" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: «Fanno le riforme, promettono meritocrazia ed esempio per
i giovani e l'università di Sassari ha trovato la strada giusta per
distinguersi. Madame Gelmini acconsentirà a questa scandalosa iniziativa», è il
commento del segretario la Destra, Francesco Storace.
Tra le impronte
rom e il maestro unico resta il Lodo Alfano L'unico provvedimento approvato
rapidamente è quello che dà l'immunità penale alle 5 più alte cariche dello
Stato Su scu ( da "Unita, L'" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: il voto in condotta ai fini della valutazione complessiva,
e la valutazione numerica anche alle elementari. Blocco delle Ssis con la
«sostanziale chiusura di ogni canale di ingresso nella professione insegnante
per le secondarie», unito alla riduzione di orari e curricola per le secondarie
del secondo ciclo dal prossimo anno scolastico.
Gheddafi: polemica
aperta ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Ora si tratta di capire se madame Gelmini acconsentirà a
questa scandalosa iniziativa. Il ciarpame si annida negli atenei in maniera
avvilente. Facciamo nostro l'appello che sulla rete ha lanciato Elia Pirone -
conclude - a rifiutare questo eroico gesto». Da opposte sponde si accoda
Stefano Pedica, senatore dell'Italia dei Valori: «Il popolo sardo è un popolo
ricco di valori,
Servizi ai
cittadini: al Trentino Alto Adige la pagella migliore ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: I voti alla Pa. Otto indicatori per misurare la qualità
Servizi ai cittadini: al Trentino Alto Adige la pagella migliore Ambiente,
giustizia, lavoro e welfare premiano la regione - Sicilia all'ultimo posto
Curarsi in Emilia Romagna, mandare i figli a a scuola in Friuli, cercare
"sicurezza" e avviare un'attività d'impresa in Lombardia.
Le sorprese di
sanità e welfare ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: risultano quelle con i migliori voti in pagella in materia
di semplificazione e accesso: le "interrogazioni" sono state sulla
presenza di Asl con il centro unificato di prenotazione (Cup), sulle file agli
sportelli, sui giorni che bisogna aspettare per ecografia addominale completa e
sulla percentuale di siti web che forniscono dati sui tempi d'attesa.
GLI APPUNTAMENTI
PRINCIPALI GLI EVENTI ISTITUZIONALI ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: è stato invitato il ministro Mariastella Gelmini. e-gov
2012: il piano "impresa in un giorno" e il portale imprese (10,00-
13,00). e-gov 2012: la condivisione della conoscenza per la trasformazione del
territorio- (in collaborazione con CNIPa e Regione Puglia) (10,00- 13,00). Il
futuro della rete: larga bandae accesso alla rete come diritto universale (10,
Forlì, la Lega:
"Balzani è preside di 26 studenti ( da "RomagnaOggi.it" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: né potrà gestire l'urbanistica, in quanto è un uomo della
Querzoli, la principale organizzazione, assieme a Sapro, che lavora
nell'urbanistica locale, da cui si è dimesso solo dopo aver vinto le
primarie". Attacco anche da Gianluca Pini della Lega Nord: "La
riforma Gelmini spazzerà via la sua facoltà di 27 iscritti".
Serie A: le
pagelle di Atalanta-Genoa ( da "Datasport" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Serie A: le pagelle di Atalanta-Genoa (AGM-DS) -
10/05/2009 18.52.14 - (AGM-DS) - Milano, 10 maggio - Le pagelle di
Atalanta-Genoa, terminata 1-1. ATALANTA Consigli 6 Un grande intervento in
finale di primo tempo, ma anche una certa incertezza sul gol subìto.
Maturità, il 100 è
un miraggio ( da "Stampaweb, La" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Istruzione, Giuseppe Fioroni e Mariastella Gelmini, in una
legge che verrà applicata per la prima volta proprio per il prossimo esame di Stato.
L?anno scorso c?era stato un aumento dei 100 e lode: quasi 9 ragazzi ogni mille
avevano raggiunto il massimo dei voti, due in più rispetto al 2007 (lo 0,7%).
Quattrocento
artisti partecipano al ( da "Sicilia, La" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: Mariastella Gelmini, "una sfida ambiziosa dai forti
contenuti didattici e qualitativi". Alla presentazione di venerdì prossimo
della manifestazione saranno presenti il presidente della Provincia Giuseppe
Castiglione, Nicosia, Indaco, il vicedirettore dell'accademia Virgilio Piccari,
il vicepresidente Cnam Giuseppe Gaeta,
Scuola: assessore
Baire mercoledì dal ministro ( da "Sardegna oggi" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Abstract: sarda saranno al centro di una incontro fissato per
mercoledì 13 maggio a Roma tra il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini
e l'assessore regionale competente, Maria Lucia Baire. Lo ha annunciato la
stessa esponente della Giunta durante il ?tour dell'ascolto? che ha toccato
oggi il liceo scientifico di Ghilarza, la scuola media di Ardauli e l'istituto
comprensivo di Busachi.
( da "Stampa,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
il caso La protesta di allievi e medici specializzandi
"Vogliamo studiare qui Ridateci le nostre Scuole" BARBARA COTTAVOZ
NOVARA Garbarino auscultaci», «Basta discorsi vogliamo ricorsi»: striscioni in
mano e stetoscopio al collo gli studenti e gli specializzandi ieri mattina
hanno manifestato nei viali dell'ospedale contro il taglio voluto dal Governo
di sei Scuole di Medicina, che sono state «federate» con l'Università di
Torino. Oggi alle 14 a
Roma il rappresentante degli studenti, Federico Barra, e il rettore
dell'«Avogadro»Paolo Garbarino, incontrano il ministro Gelmini. Domani il consiglio di facoltà deciderà sul ricorso al Tar. I
ragazzi hanno realizzato un dossier che fotografa la situazione passata e
presente della facoltà: «Lo consegneremo al ministro per dimostrarle che questa
operazione non porta un euro di risparmio: i posti sono gli stessi anche se
accorpati e i direttori delle Scuole non sono pagati in più rispetto al loro
stipendio - ha sottolineato Barra -. Invece si innesca una catena di
eventi negativi. La facoltà perde appeal e quindi studenti, l'ospedale ha
specializzandi in meno, cioè medici al lavoro nei reparti: ben cinquanta in
cinque anni. Questa politica Torino-centrica penalizza la città e il suo
ospedale che è l'ottavo in Italia e il secondo in Piemonte». La facoltà di
Medicina è in crescita e quest'anno attendeva lapertura di 9 Scuole di
specializzazione che andavano ad aggiungersi alle 16 già esistenti. Invece
tutto è cambiato: ne è stata aperta una sola e otto sono state accorpate
d'imperio a Torino, sempre università capofila. Era stato stabilito un accordo
tra i due atenei per cui sarebbero state mantenute le sedi formative novaresi
ma Torino, all'ultimo, ha deciso diversamente. «Il rettore torinese ha detto
che non era possibile inserire un vincolo del genere nel concorso ma Bari l'ha
fatto» sottolinea Edoardo Stellin. «Non è stato riconosciuto nulla a Novara, si
sono presi i posti e basta - commenta Erica Gaudino, studentessa del sesto anno
-. Io volevo fare Chirurgia toracica ma la nuova Scuola non è stata aperta.
Sono indignata: il Piemonte è penalizzato rispetto alla Lombardia, si chiudono
insegnamenti validi». Fiammetta Marella è al quinto anno e anche lei puntava a
una Scuola che avrebbe dovuto aprire quest'anno, Medicina legale: «Non so che
cosa farò, non posso permettermi di stare tre-quattro anni in coda ad aspettare
di passare il concorso chissà dove. Qui già conoscevo il reparto e so che è
valido. Siamo allo sbaraglio: veniamo preparati benissimo e poi ce ne dobbiamo
andare». Ieri mattina a fianco degli studenti il direttore del «Maggiore»
Claudio Macchi, che ha ricevuto una delegazione esprimendo tutto il suo
appoggio, e il professor Eugenio Torre, docente di Psichiatria: «Ero partito
con quattro specializzandi, adesso ne ho due e temo che l'anno prossimo
chiudano la Scuola. E' sbagliato il concetto di base: non è vero che pochi
posti siano disservizio visto che non prendiamo un euro di più per questo
insegnamento. In più si omogenizza la cultura medica annullando Scuole e
ricerche». Ieri i direttori di specialità hanno incontrato Garbarino, sono
stati ammessi anche studenti e specializzandi: «Il rettore - commenta Stellin -
ha dichiarato di voler aspettare l'esito del confronto di domani \ con il
ministro, ottenuto grazie all'onorevole Cota. Se negativo, la facoltà di
Medicina disporrà di ricorrere al Tar».
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( da "Tribuna
di Treviso, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
La prima classe rischiava di essere soppressa perchè non
raggiungeva il numero minimo di quindici allievi. I genitori tirano un sospiro
di sollievo Sant'Elena, le elementari non chiudono La dirigente dell'ufficio
scolastico concede la deroga per quest'anno SILEA. Salve, almeno per il
prossimo anno scolastico, le elementari della frazione di Sant'Elena, che
rischiavano di essere cancellate per il mancato raggiungimento del numero
minimo di alunni iscritti alla classe prima. A tirare un sospiro di sollievo,
sia l'amministrazione comunale sia soprattutto le famiglie dei bambini, che non
saranno così costrette ad emigrare nei plessi vicini. Il rischio per i genitori
degli alunni, infatti, era quello di trovarsi il prossimo settembre «sfrattati»
dalla scuola «Marconi» di Sant'Elena. Il motivo? La classe prima rischiava di
essere soppressa per il mancato raggiungimento del numero minimo di 15 allievi,
così come previsto dalla riforma della scuola varata da Mariastella
Gelmini. Il futuro della
elementare della frazione è stato garantito grazie ad una deroga concessa
all'istituto comprensivo di Silea da parte di Maria Giuliana Bigardi, dirigente
dell'ufficio scolastico provinciale. «L'amministrazione comunale è riuscita a
risolvere una situazione che avrebbe potuto causare molti disagi ai genitori e
avrebbe anche creato un vuoto culturale - spiega il sindaco Silvano
Piazza - per la nostra squadra, la scuola rappresenta una priorità, tanto che
l'opera più importante del nostro mandato sarà il nuovo plesso per Cendon e
Sant'Elena. Non potevamo permettere che fosse compromesso il lungo lavoro di
insegnanti e genitori e che venisse soppressa una classe prima». La deroga è
stata ottenuta in virtù proprio del progetto che prevede la costruzione di un
plesso unico per gli alunni di Cendon e Sant'Elena. «In vista della
realizzazione della nuova scuola è sembrato opportuno garantire la continuità
scolastica in un'area del territorio che lascia intuire per il prossimo futuro
un significativo sviluppo demografico e che invece sta scontando in questo
momento l'ingresso nel mondo dell'istruzione primaria di un numero ridotto di
bambini nati nel 2003 - chiarisce l'assessore all'istruzione Rosanna Potente -
la mancata formazione della prima avrebbe compromesso quel tessuto di relazioni
che gravita intorno al plesso di Sant'Elena». Le novità per il prossimo anno
scolastico interesseranno anche la scuola elementare Tiepolo di Lanzago. In
deroga alla riforma Gelmini, a settembre verranno
formate due classi prime, di cui una composta «solo» da quattordici alunni, per
rispondere alle esigenze di una frazione in espansione. (Rubina Bon)
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( da "Tribuna
di Treviso, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Casale, ordine del giorno del Consiglio «Tempo pieno
all'istituto comprensivo» CASALE. Un ordine del giorno del consiglio comunale
inviato al ministro Gelmini,
all'assessore regionale Donazzan e a tutti i parlamentari eletti in Veneto per
chiedere garanzie sul tempo pieno e la conferma dell'offerta formativa per il
prossimo anno scolastico nei plessi dell'istituto comprensivo casalese. Al
momento dell'iscrizione, infatti, la maggioranza dei genitori della scuola
primaria ha chiesto di poter usufruire del tempo lungo di 30 ore. Da
parte sua, il consiglio comunale ha espresso preoccupazione per le conseguenze
negative che potrebbero derivare dall'attuazione della legge di riforma della
scuola, che prevede un significativo ridimensionamento del personale scolastico
docente e ausiliario, da cui ne deriverebbe la soppressione delle compresenze e
l'aumento del numero di alunni per classe. «Il ministero dell'istruzione, anche
attraverso i propri organismi regionali e provinciali - si legge nell'ordine
del giorno del Consiglio - deve garantire all'istituto comprensivo
l'accoglimento delle richieste di tempo-scuola inoltrate dalle famiglie, il
mantenimento dell'organizzazione didattica, la conferma dell'organico anche per
le compresenze e la prosecuzione dei piani dell'offerta formativa scelti dai
genitori al momento dell'iscrizione dei figli alla prima classe». (ru.b.)
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( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 3 - Interni Veline non depennate Mara da sposare
Bagnano il naso Fare i nonni Prestigiacomo, Gelmini, Ravetto: noi in Parlamento portiamo donne che bagnano il naso
agli uomini Veline depennate dalle liste per le Europee? Tutta una invenzione
Ero a Varsavia, non sono intervenuto Due anni fa dissi alla Carfagna che era da
sposare, ma era un invito rivolto ad altri volevo dire che era una ragazza
perbene A mia moglie voglio un mare di bene, vedere come fa la nonna
aumenta il dolore. Sarebbe bello farlo in due
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( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 38 - Commenti LO SPECCHIO INFRANTO (SEGUE DALLA
PRIMA PAGINA) Eccolo, il premier più
popolare del mondo, secondo i suoi stessi sondaggi amato dal 75 per cento degli
italiani, ma compatito, con punte di disgusto, dalla donna che gli sta accanto
da trent´anni. Perché, sostiene Veronica, «è una persona che non sta bene».
Eccolo, il re nudo, con i suoi settantadue anni e i capelli nuovi, il cameraman
di fiducia, nel salotto amico, mentre spiega che figurarsi se lui frequenta le
ragazzine, come sostiene Veronica. Figurarsi se voleva candidare le veline
all´europarlamento. Figurarsi se Veronica, che gli sta accanto da trent´anni,
conosce la verità. Figurarsi, d´altra parte, se lui candida qualcuno per altri
meriti che l´impegno negli studi, la competenza, l´idealismo, come del resto
«nel caso di Gelmini, Carfagna, Brambilla…». Ma si capisce, certo.
Nella sempre spettacolare parabola di Silvio Berlusconi questo rimarrà il
vertice. Ma stavolta non è stato lui a scegliersi la scena e neppure la parte.
Lo ha costretto la moglie. L´unica persona
vicina a infrangere lo specchio e a rompere il muro dell´omertà, retto per
tanti anni da centinaia di schiene di cortigiani politici, giornalisti,
avvocati, amici, disposti a chiudere un occhio, due, tre in tutti questi anni
sullo scempio di legalità e moralità. E lui ha dovuto andare in televisione, in
mondovisione, a raccontare che sua moglie è male informata sul marito, vittima
di un complotto della sinistra, dei giornali di sinistra, di Repubblica. «Non a
caso Repubblica». Vero. Da chi doveva andare Veronica, in un paese classificato
nella libertà di stampa dietro al Benin, dove il marito controlla gran parte
dell´informazione? Non c´era molta scelta. Neppure Berlusconi ha fatto una
scelta originale, andando da Vespa per riparare i danni dell´attacco dei
vescovi. Dove, sennò? La claque lo sostiene, lo applaude a ogni passaggio della
difficile arrampicata di sesto grado sugli specchi, sullo specchio del volto
gigantesco di Veronica alle sue spalle. Sembra una scena di un film di Fellini,
la Donna stupenda e immensa, e l´omino laggiù, una formica, che si dibatte in
alibi puerili, strepita innocenza, sputa minacce. Gli spettatori italiani, dopo
tanti anni di teleserva, non faranno più caso all´atteggiamento di Bruno Vespa,
accondiscende fin dal titolo. Il più surreale mai escogitato da Vespa: «Adesso
parlo io». Adesso parla Berlusconi? Perché, gli altri giorni degli ultimi quindici
anni? Tuttavia, tanto per dare un´idea vaga di giornalismo, bisognerebbe
ricordare il genere delle questioni poste a Bill Clinton dal suo intervistatore
per il caso di Monica Lewinski (peraltro abbondantemente maggiorenne). Queste:
quando, dove e come vi siete conosciuti? Quante volte vi siete visti in
seguito? I genitori erano al corrente del vostro rapporto e in quali termini?
E´ venuta a trovarla a Washington (a Roma)? E´ andato a trovarla a casa di lei?
Dove dormivate? Avete avuto rapporti sessuali? Di che tipo? Quante volte?
Quante volte completi? E Bill Clinton ha risposto a tutte le domande, senza
citare neppure alla lontana una teoria del complotto. Alla fine è andato a
scusarsi da sua moglie, nel salotto di casa, non nel salotto televisivo del ciambellano.
Ha chiesto perdono a sua moglie, che aveva offeso. Si è ripresentato
all´opinione pubblica quando lo ha ottenuto, dopo aver ammesso nel dettaglio
più intimo e vergognoso le proprie colpe. Così accade in un paese democratico e
civile. Forse a Silvio Berlusconi sarà bastato passare una sera dall´amico
Vespa, nel calore della claque, per ricominciare da domani come nulla fosse.
Magari bisognerà pure rassegnarsi, con realismo, a capire che in questa storia
l´unica che non potrà più liberamente andare in giro per le strade di questo
paese è la vittima, Veronica Lario. Già inseguita dalla muta dei cani che hanno
appena cominciato a delegittimarla in tutti i modi.
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( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
FERRARA PRIMO PIANO pag. 2 Incubo tempo pieno Meglio sugli
organici QUI PRIMARIA PIANGE la scuola primaria. Non per gli organici, dal
momento che si tratta dell'ordine meno toccato dai tagli (-12 insegnanti, 13
sono appena stati dati a Ferrara dall'ufficio scolastico regionale) ; ma per il
tempo pieno, che con molta probabilità sarà un miraggio per almeno 200 famiglie
ferraresi. Il ministro Mariastella Gelmini aveva più volte detto, in
passato, che l'applicazione dei vari numeri di ore ai singoli studenti sarebbe
stata quella chiesta dai genitori. Il problema è che forse da Roma nessuno si
sarebbe atteso così tante richieste di tempo pieno come sono effettivamente
arrivate: e adesso c'è difficoltà a coprire questo tempo-scuola. Secondo
una proiezione della Cgil, ci si attende per il 2009/2010 39 classi prime
elementari che hanno chiesto le 40 ore quindi il tempo pieno ed una sessantina
che hanno optato per il tempo scuola a 24, 27 e 30 ore. Calcolando il
fabbisogno di insegnanti per le classi emerge che solo per le prime ci saranno
molti posti in meno. E una valanga di ragazzi che non potranno usufruire del
tempo pieno: come faranno le famiglie? La risposta è semplice: si arrangeranno.
Perché davvero sembra difficile pensare a una soluzione in questo senso. Molte,
in definitiva, potrebbero passare dalle 40 alle 30 ore, ma chiaramente non si
tratta della stessa cosa. Materialmente, a soffrire maggiormente potrebbero
essere alcune scuole di Ferrara (la quinta direzione, che ha 103 richieste per
le 40 ore), le città dell'Argentano (162 richieste Argenta, 70 Ostellato, 88
Portomaggiore) e Cento, dove c'è un alto tasso occupazionale e di impegno
lavorativo (128 richieste per le 40 ore, 59 per le 30 ore e quasi nessuna per
le 24 e 27 ore). INTANTO non si può non ricordare che per il prossimo anno
scolastico è stato deciso di non dare il via a sei prime classi. Si tratta di
Stellata e Pilastri nel comune di Bondeno; Volania in quello di Comacchio; San
Giovanni di Ostellato; Masi Torello e Monticelli, in comune di Mesola. Per
alcuni plessi (vedi quelli bondenesi) è in corso però ogni forma di lotta
possibile pur di riuscire a mantenere aperte le porte di queste storiche
scuole.
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( da "Resto
del Carlino, Il (Ferrara)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
FERRARA ECONOMIA E POLITICA pag. 7 Dalla zona di Foro
Boario a Francolino: gli incontri AGENDA ELETTORALE di GIULIANO LODI DIROTTATA
all'accogliente sala della Cmv per l'indisponibilità della Pandurera, si è
tenuta l'altra sera a Cento la Grande sfida', il primo incontro-scontro dei sei
candidati alla poltrona di Presidente della Provincia. Tra essi la prima donna
ad aspirare a questa carica, Marcella Zappaterra sostenuta da Pd e coalizioni
di sinistra, Davide Verri (lista civica Per Noi), Ercole Pappi (socialisti),
Mauro Malaguti (Pdl), Rino Conventi (Udc), Gino Masina l'unico centese in lizza
(lista civica Io amo Ferrara'). I candidati sorvegliati' ma non troppo dal
moderatore della serata Giuseppe Rovatti tanto da sforare abbondantemente nelle
risposte rivolte loro dai quattro giornalisti invitati dall'organizzazione
della serata (l'Accento Promotion) pienamente riuscita con una presenza nutrita
di pubblico tra cui, e non poteva essere altrimenti, tanti ex amministratori,
gli ex sindaci Bregoli e Fava, mentre per l'amministrazione attuale era
presente la vicesindaco Ornella Iotti. Le domande di ciascun giornalista
avrebbero dovuto essere due ma poi, per il prolungarsi delle risposte dei
candidati, si è preferito, dopo la prima serie di quesiti, fare spazio alle
dichiarazioni di voto. In discussione il ruolo che dovranno andare a rivestire
nel futuro le Province ed i Comuni ed i rapporti coi cittadini, addirittura
qualcuno ha chiesto ai candidati di esprimersi se sia ancora giusto mantenere
il ruolo della Provincia, scatenando tra i candidati una gara all'eliminazione
degli sprechi, con dimezzamenti di stipendi al presidente della Provincia e
quant'altro per risparmiare, si è parlato dei problemi inerenti la crescita
abnorme degli studenti nelle scuole, della spesa non più sostenibile dalla
Provincia, i problemi scaturenti dalla chiusura proposta
dalla Gelmini di strutture
scolastiche poco frequentate e di carenza di spazi sempre più grave. Si è anche
affrontato il grave problema della sicurezza stradale con l'enorme carico di incidenti,
in crescita quelli mortali; immancabile il riferimento all'iter eterno della
Cispadana, e la necessità di migliorare l'assetto della viabilità della
provincia e del territorio centese. Si è poi cercato di sapere,
inutilmente peraltro per l'assenza, hanno detto in diversi, del
contraddittorio, dai candidati quale opinione si sono fatti dell'attuale
amministrazione centese e quali rapporti instaurerebbero con essa se eletti.
Marcella Zappaterra ha sottolineato il ruolo per niente trainante del Comune di
Cento in ambito provinciale anche se, a suo dire, la provincia di Ferrara è
diventata ultimamente più appetibile ai centesi, Cento però non riesce ad
esprimere una leadership. Cento per Mauro Malaguti è più o meno in linea con
gli altri comuni anche se vede una responsabilità precisa, per l'attuale
situazione, di chi ha governato fino ad oggi. Malaguti crede fermamente in un
cambiamento serio'. Per Ercole Pappi c'è una certa animazione' nella politica
centese e si dice sicuro che l'alternanza politica sia un toccasana. Neppure
Davide Verri si sbilancia in giudizi sull'amministrazione di Cento; nel suo
intervento incorre però in un lapsus chiamando Cento provincia' e suscitando il
ritorno di fiamma di quanti al fatto che Cento acquistasse tale grado ci credevano
veramente. Verri afferma che Cento ha comunque bisogno di Ferrara. Passando
agli appelli al voto dei candidati c'è da registrare, sempre da parte di Verri,
un invito a credere in lui che non vede più la politica come mestiere, con la
convinzione che esiste la necessità di far emergere la potenzialità della
provincia e quanto di buono c'è in essa. Il socialista Ercole Pappi mette tra i
punti di forza,in caso di elezione, il sostegno alle piccole e medie imprese
che si impegnino a mantenere l'occupazione per almeno cinque anni. Da Pappi
anche un severo monito: «Basta con le seconde case sui Lidi, abbiamo bisogno di
tenere la terra». «Abbiamo noi adesso la forza dice Mauro Malaguti del Pdl la
nostra è l'unica coalizione che può contrastare chi ci ha governato fino ad
oggi. Ora serve una modalità diversa». Marcella Zappaterra, unica donna in
lizza, è dispiaciuta perché «nel confronto pacato della serata non sono uscite
le differenze abissali che ci sono tra di noi candidati». Sostiene di avere una
visione politica più adatta ad affrontare e risolvere i problemi e conclude con
lo slogan «il cambiamento a Cento sono io». Rino Conventi sostiene che l'Udc è
l'unico elemento di novità tra centro destro e centro sinistra; bisogna
riflettere su questo. «Io amo Ferrara' dice il centese Gino Masina è l'unica
realtà politica nuova, avulsa da logiche di partito. Noi vogliamo essere solo
la voce dei cittadini, la politica che decide dall'alto non ha più ragione di
esistere». La serata si conclude con successo e con la soddisfazione degli
organizzatori, Tura & C. de l'Accento Promotion.
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( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
VETRINA SAN LAZZARO pag. 20 «Occupiamoci di strade e
progetti» La scure di Marchi sugli sprechi CASTENASO IL PIANO DEL CANDIDATO
DELLA LISTA CIVICA PRONTI Marco Macciantelli con i venti candidati del Partito
democratico che lo sosterranno nelle elezioni di giugno CASTENASO RIVOLUZIONE
in Comune: stop alle battaglie contro i mulini a vento, via dirigenti e staff
ritenuti inutili. Andrea Marchi, candidato sindaco della lista civica di
Castenaso, detta le linee guida del suo programma. Esordisce: «Siamo persone di
diversa estrazione politica che hanno sposato un progetto: amministrare il
paese. Basta parlare in consiglio della riforma Gelmini, del protocollo di Kyoto e della
Repubblica sociale. Parliamo di Castenaso». Piuttosto, annuncia, «vogliamo che
le strade siano asfaltate (via Marano, Ca' dell'Orbo, Villanova, Tosarelli,
oggi in pessime condizioni) e ridurre i costi della macchina amministrativa».
In sintesi, taglio delle spese ritenute superflue. Annuncia che «la figura del
direttore generale, che ci costa 120mila euro all'anno, sparirà. E così lo
staff del sindaco. Ma saranno anche cancellate alcune costose consulenze
esterne dell'ufficio tecnico, mentre le riorganizzazioni verranno fatte non più
con i professori' ma di concerto con i sindacati e dipendenti. Perché solo chi
lavora in un Comune sa come deve essere organizzato il lavoro». CONTRARIO,
Marchi, anche al Passante nord e all'associazione intercomunale con San Lazzaro
e Ozzano, che comporta «un ulteriore aggravio di spesa». Altro obiettivo,
ripescare il vecchio progetto della piscina da realizzare non più di fianco
all'inceneritore del Frullo ma nell'area degli impianti sportivi, da abbinare a
«un polo di attrazione per i giovani, con pub e ristorante, perché a Castenaso
ci sono solo punti di aggregazione per anziani». Sul fronte della sicurezza,
«ripristino dei servizi serali e festivi della polizia municipale e maggiore
contributo per i servizi di vigilanza dell'associazione carabinieri». Altre
tappe, «scogliere il nodo del lotto 2 bis della Lungosavena, per superare
Villanova, una nuova farmacia alla Stellina e la riapertura anche carrabile del
ponte di Fiesso, chiesta da 1300 cittadini». Lorenzo Priviato Image:
20090506/foto/1491.jpg
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( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VIII - Palermo "Il buco di bilancio pagatevelo
voi" L´Onda in marcia contro il G8 degli atenei In vista del G8 University
Student´s Summit che si terrà in città venerdì e sabato, torna in campo l´Onda.
Ieri mattina cinquanta ragazzi hanno occupato la sede del Rettorato in piazza
Marina per esporre dal balcone lo striscione: «Contro l´insostenibile G8
dell´università. No ai tagli, il buco del bilancio pagatevelo voi» e chiedere
di incontrare il rettore Roberto Lagalla. «Nel giorno il
cui il ministro Gelmini -
dicono gli studenti dell´Onda anomala contro il G8 - presentava a Palazzo Chigi
l´iniziativa, abbiamo voluto dare un segno tangibile della nostra protesta.
Riteniamo inaccettabili le modalità di organizzazione del G8 e gli attuali
rapporti tra mondo accademico e potere politico. Alla fine ci ritroviamo
a convivere quotidianamente con aumenti delle tasse, buchi di bilancio, tagli
al personale e al mondo della ricerca. Questo G8 è per noi insostenibile». Per
venerdì gli studenti hanno organizzato un corteo che partirà alle 16 dal Teatro
Massimo in direzione della sede del G8 che si inaugurerà alle 14.30 alla
Società Siciliana per la Storia Patria in piazza San Domenico con gli
interventi di Giovanni Puglisi, vicepresidente della Crui (Conferenza dei
Rettori delle Università Italiane) e presidente della Commissione nazionale italiana
dell´Unesco, del presidente della Regione Siciliana Raffaele Lombardo e di
Roberto Lagalla, rettore dell´Università di Palermo. Nel corteo dell´Onda
anomala ci saranno carri sound system e striscioni contro i tagli
dell´università. «Aspettiamo studenti da tutta la Sicilia - dice Giorgio
Martinico - Il nostro obiettivo è arrivare in corteo fino alla sede del G8.
Lungo il percorso faremo alcune azioni tipiche dell´Onda anomala per
testimoniare il fermento che esiste nell´Università di Palermo». Per la prima
volta nell´appuntamento palermitano che precede quello torinese del 17 maggio
aperto a rettori e presidenti delle Università, anche gli studenti saranno
chiamati a dare il loro contributo e a discutere sui temi dello sviluppo
sostenibile e della cultura della legalità. c. b.
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( da "Tempo,
Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Veronica Il premier incalza la moglie: «Ora chieda
scusa e ammetta di essere caduta in un tranello mediatico» Berlusconi tira
dritto «Non perderò la simpatia dei cattolici» Non lo dice a chiare lettere ma,
leggendo bene tra le righe, il messaggio è chiaro: «A mia moglie voglio bene. A
questo punto ammetta l'errore - perché di questo si tratta - e chieda scusa,
pubblicamente». Berlusconi non ha dubbi: siamo davanti ad una trappola, pensata
ed organizzata ad hoc per colpire il presidente del Consiglio, «l'avversario»,
un tranello nel quale Veronica è cascata in pieno. Ed è per questo che lui, lo
dice, lo ripete, e lo ripete ancora: entrambi i capi di accusa lanciati dalla
moglie sono falsi, «quindi non veri». Il primo, il caso veline. Nessuna
ragazza, da definirsi tale, era stata inserita nell'elenco dei possibili candidati
per le europee. «Premesso che io non ho nulla contro le ragazze che fanno
questo lavoro magari per mantenersi agli studi. Detto ciò, nelle liste c'erano
solo persone plurilaureate, preparate e, in qualche caso, anche con notevole
esperienza in politica comunitaria». Che siano state cancellate in un secondo
momento? Bruno Vespa prova a incalzare. «Non credo proprio - replica il premier
-. I tre coordinatori avevano un elenco di 100 persone e dovevano arrivare a
72». Quindi, ci sono state 28 persone eliminate, «ma, indistintamente, uomini e
donne». Anche perché, e questo Berlusconi tiene a spiegarlo bene, i parametri utilizzati per i candidati europei sono gli stessi utilizzati per
la politica italiana, «e quindi sono quelli della Gelmini, della Carfagna, della Ravetto, tutte donne che nel Parlamento
italiano bagnano il naso agli uomini con presenze che sfiorano il 98 per
cento». Il secondo caso incriminato: la festa di compleanno di Noemi Letizia.
Anche qui, tutte bugie, un caso montato ad arte. La first lady,
nell'annunciare le sue intenzioni di divorzio, accusava il marito «di
frequentare delle minorenni». Parole che non vanno giù al premier. Accuse che
lui continua a respingere, raccontando minuto per minuto la famosa sera
napoletana: dal rapporto con il padre di Noemi, al suo essere parte integrante
della festa, dalle foto che ha fatto quella sera («tante e con tutti, anche gli
uomini della cucina e i titolari del ristorante») alla sua certezza
sull'equivoco, causato dalla stampa, «quella di sinistra», nello specifico
«Stampa e Repubblica». Mentre il capo del governo risponde alle domande di
Bruno Vespa, nello studio di Porta a Porta ha dietro di sé un grande fermo
immagine dal titolo emblematico: «Adesso parlo io». Ne ha voglia e si vede, pur
senza entrare troppo nei dettagli della questione privata, «per la quale mi
sembra doveroso tacere». Vestito blu, cravatta a pois bianchi e un foglio
bianco. Ha un'espressione tesa, concentrata. Berlusconi è pronto a sciorinare
tutto il suo privato, a rilanciare la palla nel giardino di Villa Visconti a
Macherio, dove risiede sua moglie Veronica. Il premier non pronuncia mai la
parola «divorzio», come invece ha fatto sua moglie. Lui parla di «una storia
che è finita o che sta per finire», grazie ad un «tranello mediatico» ordito
dalla sinistra. E quando poi il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De
Bortoli, ospite anche lui della puntata, gli fa notare come magari si poteva
evitare di andare ad una festa di compleanno «tenendo conto del ruolo
istituzionale che ricopre», Berlusconi non esita neanche un attimo, ed esprime
davvero quello che ha dentro: «Se non parlassi più con la gente, se non andassi
alle feste o nei ristoranti rinuncerei ad essere me stesso. E non rispetterei
le promesse amicali fatte. Io sono un uomo come tutti gli altri». Per tutta la
puntata il clima è questo. Gli intervistatori che provano a fare domande su
cosa accadrà adesso, e lui che continua a battere sulla questione «sono tutte
bugie». Quando vede le immagini dei trent'anni di matrimonio, con una
giovanissima Veronica su di un palcoscenico teatrale, i suoi figli da piccoli,
alcune foto della loro via coniugale, nel suo commento l'emozione si
percepisce: «A mia moglie voglio un mare di bene e sul rapporto con lei non
voglio aggiungere altro». Parole tenere anche sui figli: «Anche ai miei ragazzi
voglio il bene più totale, sono per loro un padre straordinario ed amatissimo e
mi dispiace siano stati portati in mezzo». In origine la puntata di Porta a
Porta doveva essere dedicata all'emergenza Abruzzo (oggi è un mese dal
terremoto), facendo anche una sorta di bilancio di quanto fatto dal governo a
un anno esatto dal suo insediamento. Non solo. Berlusconi aveva anche un'agenda
già fissata (con un probabile incontro con il capo dello Stato sull'allargamento
della squadra di governo), cambiata poi per la partecipazione al programma
televisivo. Era troppo importante dire a tutti come stanno davvero le cose. Era
troppo importante lanciare forse a Veronica un sottile invito a deporre l'ascia
di guerra, ammettendo semplicemente di aver sbagliato. Berlusconi non teme di
perdere consensi a causa di questa vicenda. Così come non teme di perdere la
simpatia dei cattolici, anzi precisa che «il governo ha con il Vaticano i
migliori rapporti che mai ci siano stati». In quella che ormai è diventata la
dinasty italiana, difficile prevedere le prossime puntate. Di certo, il legale
della signora Lario, l'avvocato Maria Cristina Morelli ha già cominciato a
lavorare al caso, mantenendo ovviamente il massimo riserbo su tutto. L'ipotesi
più ricorrente è quella di tentare di trovare un accordo da tutte e due le
parti e scegliere una separazione consensuale. Insomma, pare che la volontà sia
quella di non andare alla guerra ma di attendere che la bufera passi per poi fare
le opportune valutazioni. Tenendo comunque tutto «in una dimensione privata»,
evitando così un lungo contenzioso.
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( da "Unita,
L'" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
SPORT E SCUOLA «Questo deve essere il quadriennio dello
sport a scuola. È arrivato il momento di agire. Per questo una nostra
delegazione, composta anche da atleti, ha già incontrato il
ministro Gelmini». Così
Gianni Petrucci su uno dei temi su cui maggiormente si concentrano le
aspettative di intervento. Anche per Chimenti: «una delle priorità è
l'investimento sulla scuola e sui giovani: portiamo i nostri tecnici nelle aule,
senza pretendere che i giovani pratichino sport fuori dagli organismi
scolastici».
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( da "Unita,
L'" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Vespa gli concede lo schermo E il premier attacca la
moglie NATALIA LOMBARDO La magnanimità dell'Imperatore: Veronica «dichiari di
essere incorsa in errore e di avere detto due cose false» - sobillata dalle
«gazzette della sinistra» - e lui, che si ricorda di essere Presidente del
Consiglio, potrebbe accetare «la continuazione di un rapporto». Con un cambio
repentino del palinsesto di Porta a Porta, il salotto di Bruno Vespa ieri si è
trasformato nel palcoscenico ideale per lo spettacolo che ha consacrato Silvio
nel ruolo della vittima. E dello «straordinario padre» che adora i figli e
vuole «una mare di bene» alla moglie. che ha pagato al festa a Las Vegas per i
18 anni di Barbara. Una strategia ben calcolata per ribaltare eventuali perdite
di consenso, tanto più dopo il giudizio pesante ricevuto ieri dal quotidiano
dei vescovi, l'Avvenire. Sicuro di «non perdere la simpatia dei cattolici»,
Berlusconi ha un palco per attaccare la sinistra «non accetta la mia popolarità
al 75%», per dileggiare Franceschini: «Con una buglia la giorno leva il Pd di
torno» e accusare La Repubblica di aver provocato volutamente il ciclone
Veronica. Tutto falso, «una menzogna che io frequenti minorenni», le veline «non esistono» ma seguono i «parametri Gelmini, Carfagna e Ravetto»; falsità
«sul blog di Repubblica che le foto pubblicate oggi da Chi - a cui fa uno spot
- sarebbero taroccate». La tesi è: mia moglie è «nelle trappole della
sinistra». Trappole? «Mai detto trappole». Complotto? «Mai detto complotto».
La notizia di un blitz di Berlusconi a via Teulada è circolata alle tre e
mezza. Alle sette la registrazione, Vespa fa ripetere due volte «l'anteprima»
con il cavaliere già seduto in studio, per dire che lo aveva invitato per
l'anno di governo l'8 maggio ma «le vicende personali che hanno fatto tanto
clamore in giro per il mondo» hanno fatto cambiare i programmi. Nel secondo
ciak «il giro del mondo» sparisce, la claque è più sonora. Berlusconi è nervoso
e arrabbiato. Il titolo è «Adesso parlo io». Parla a briglia sciolta Per
mezz'ora da quando Vespa chiede «Presidente si aspettava questa tempesta?». È
il via alla piena sulle «falsità della stampa»: ribalta i suoi complimenti a
Mara Carfagna nella sera dei Telegatti e ad Aida Yespica. Mai ordinato di
eliminare le veline dalle liste perché era a Varsavia. Però sono sparite e
Veronica crede a tutto. Solo Piero Sansonetti gli ricorda essere «una donna
dalla testa pensante». Senza interruzioni il premier snocciola una nuova
versione sulla festa a Casoria per i 18 anni di Noemi, il maltempo e la fuga
dall'imbarazzo per le ovazioni a Milano(mi dicevano "sei magico"),
all'invito del padre, Elio Letizia, sulle candidature di Malvano e Martuscello.
E poi ancora le foto «con tutti, i nonni, i camerieri e i cuochi..., sarei un
pazzo a farmi vedere così se fosse qualcosa di poco pulito». Nello spettacolo
della purificazione entra però Ferruccio de Bortoli, direttore del Corriere
della Sera che il premier ringrazia per la discrezione. «Se avessi ricevuto io
la lettera di Veronica l'avrei pubblicata», dice il direttore. E l'affondo di
Berlusconi: «Non era lei ad averla provocata. Il destinatario non era causale».
E Vespa insinua: «Vuol dire che il direttore di Repubblica avrebbe
"sobillato" sua moglie?». Berlusconi risponde no. E guadagna un punto
quando de Bortoli gli suggerisce, da figura istituzionale, di non partecipare a
«certe feste, dove c'era qualcuno con la maglietta Song'è Napoli». Silvio
coglie la palla al volo: «Non sarei me stesso, vado tra la gente, parlo con
tutti, i cuochi e i tassisti». Il direttore del Messaggero, Napoletano, e dà il
là per il cambio di scena: il «cronoprogramma» sul terremoto. Berlusconi a
sopresa è voluto andare a Porta a Porta: si mostra marito e padre amoroso e
attacca le «falsità» della sinistra e di Repubblica. Se Veronica «ammette
l'errore» lui potrebbe riconciliarsi...
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( da "Resto
del Carlino, Il (Bologna)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA CRONACA pag. 14 ORDINE DEL GIORNO «Bonifichiamo il
parco Nicholas Green» IL GOVERNO boccia gli insegnanti delle Longhena. Dalle
ispezioni attivate alle scuole elementari dopo la clamorosa protesta anti-Gelmini con il 10 in pagella «sono state
rilevate carenze circa i criteri adottati, incoerenze e inadeguatezze nelle
procedure valutative e negli strumenti utilizzati, oltre a comportamenti
professionali da parte di alcuni docenti non sempre riconducibili ai doveri di
correttezza e lealtà istituzionali nonché di riservatezza». E' netto,
sul comportamento dei docenti, il sottosegretario all'Istruzione, Giuseppe
Pizza. Il dirigente dell'Usp, Vincenzo Aiello, si è mosso «la mattina stessa»
del 12 febbraio 2009, quando, ricorda Pizza, «il responsabile dell'Ufficio
scolastico regionale ha appreso dalla stampa che erano stati utilizzati i voti,
ma era stato attribuito dieci' a tutti gli alunni in ogni disciplina». Così, se
sotto la lente sono passate ben 362 schede di valutazione degli alunni,
l'ispettore Lelli ha pure «ascoltato individualmente tutti gli insegnanti, per
conoscere le motivazioni e i criteri adottati». Ed è emerso «che non si è
trattato di un dieci generalizzato, anche se rappresenta la maggioranza delle
situazioni». In ogni caso, il sottosegretario non assolve gli insegnanti:
dall'investigazione sono emerse «carenze». E adesso? Le pagelle incriminate non
saranno annullate, perché «la valutazione intermedia degli allievi non produce
effetti giuridici rilevanti». Diverso, invece, il discorso per 27 maestri,
responsabili del 10: l'Usp ha attivato «le procedure per l'irrogazione di
sanzioni disciplinari». Immediata la risposta della dirigente delle Longhena,
Giuliana Balboni che in una lettera aperta prende le difese degli insegnanti.
«Mi sto interrogando sulla debolezza del sistema di valutazione della qualità
del nostro sistema scolastico spiega . Infatti il mio giudizio sulle Longhena e
sui suoi docenti dopo circa un ventennio di conoscenza poco collima con quanto
letto ed ascoltato da fonti istituzionali». «Vorrei che si evitasse di cadere
nel pregiudizio che le valutazioni che seguono siano dovute a una posizione
politica personale o di appoggio incondizionato ai docenti delle Longhena».
ESAURITA l'accurata premessa, Balboni passa al contrattacco. «La scuola ha da
un decennio un corpo docente molto stabile, un forte dibattito interno e una
compattezza di immagine rara da trovare. Credo che tutto ciò debba essere
tenuto in considerazione quando si parla di questi docenti e delle loro
capacità in ambito valutativo, ma l'aspetto forse sfugge a un'ispezione che non
abbia sottomano la storia della scuola. Credo che non possa essere mossa
un'accusa più denigratoria di quella che bolla la scuola come autogestita e
mancante di una guida». Perché «con tale giudizio conclude la Balboni si nega
l'impegno che per tanti anni è stato dedicato da docenti, genitori e dirigenza
al tentativo di trasformare un' isola felice' in opportunità per tutti».
Infine, forte del rimprovero messo nero su bianco dal sottosegretario Pizza, il
parlamentare del Pdl Fabio Garagnani insiste nel chiedere la mano pesante sulle
maestre: «Ora mi aspetto sanzioni esemplari».
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( da "Tempo,
Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Barbareschi apre la Giornata nazionale: «Dobbiamo
avvicinare le famiglie al problema» «Combattiamo la pedofilia per tutelare i
diritti dei bambini» Prevenzione Meloni: «Su internet troppi pericoli, facciamo
le ronde virtuali» Assunta Fatone Sono accorsi tutti alla Prima Giornata
Nazionale contro la Pedofilia che si è svolta ieri a Roma, promossa dalla
Fondazione Luca Barbareschi Onlus. L'evento «mira a sensibilizzare l'opinione
pubblica su un problema tanto grave quanto sottovalutato» ha detto Luca
Barbareschi presentando l'iniziativa «e a portare ai soggetti partecipanti,
famiglie, genitori, docenti e, soprattutto, bambini, la testimonianza di
istituzioni ed associazioni in merito al lavoro che quotidianamente viene
svolto sia nel campo della prevenzione che in quello della cura e del
trattamento dei bambini abusati». Presente all'appuntamento anche il presidente
della Camera, Gianfranco Fini che, davanti alla platea di 400 ragazzini delle
scuole medie che hanno riempito il teatro Sala Umberto, ha difeso «il diritto
di crescita dei nostri figli» e accusato la pedopornografia di essere «non solo
un reato infame, ma un attentato alla dignità della persona umana: la sua lotta
è la trincea più avanzata per dimostrare il grado di civiltà e la
consapevolezza morale della necessità di preservare i minori da ogni forma di
abuso e sfruttamento». È d'accordo il ministro della Gioventù, Giorgia Meloni
che ha proposto ronde virtuali su internet, per smascherare i pedofili che si
nascondono in rete. Il ministro ha reso noto di aver avviato uno scambio di
corrispondenza con la polizia postale su «come utilizzare la grande energia
rappresentata dai giovani su internet, anche responsabilizzando rispetto alla
possibilità di incontrare reati e forme di pedofilia sul web e di denunciarle».
Non presente all'evento, il ministro dell'Istruzione, Mariastella
Gelmini, si è fatta viva
con un messaggio inviato alla Fondazione: «Abbiamo elaborato un piano nazionale
per contrastare il fenomeno della pedopornografia, sia su Internet che nel
contesto familiare, in collaborazione con le associazioni dei genitori e con i
principali motori della rete». Un fenomeno i cui dati parlano chiaro: 5
mila segnalazioni al Telefono Arcobaleno nell'ultimo anno. Centinaia e
centinaia di casi di bambini vittime di abusi e di molestie sessuali; un
aumento della pedopornografia del 131% negli ultimi cinque anni.
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( da "Secolo
XIX, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Incontro sulla riformadella scuola la protesta Acqui
Terme. È convocata per venerdì prossimo, alle 21, presso il Centro famiglia di
via Togliatti, l'incontro del Coordinamento acquese per la scuola pubblica. Un
coordinamento nato all'indomani della pubblicazione della riforma scolastica e
formato da insegnati e genitori. Durante la serata verranno ancora una volta
presi in esame i recenti tagli alla scuola ma, in particolare si discuterà
anche della nuova circolare relativa all'utilizzo dei libri di testo a partire
dal prossimo anno scolastico. Una nuova disposizione che, secondo gli insegnati
minerebbe in maniera massiccia la libertà di insegnamento. Nella circolare infatti
è spiegato che l'adozione dei libri di testo dovrà avvenire ogni cinque anni
nella scuola primaria, e ogni sei anni in quella secondaria di primo e secondo
grado. Una scelta destinata a far discutere perché, sostanzialmente,
obbligherebbe gli insegnanti ad adottare metodi magari non condivisi oltre che
non scelti. La circolare, datata 10 febbraio 2009, sarà letta e discussa
durante l'assemblea. Sarà possibile proporre suggerimenti che potranno essere
inseriti in una lettera che un gruppo di insegnati della scuola
Sibilla Aleramo di Torino ha intenzione di inviare al ministro per la Pubblica
Istruzione Maria Stella Gelmini. Una lettera che, sostanzialmente, riassume il malumore generale
riguardo l'argomento. Durante la riunione, aperta a chiunque voglia conoscere
meglio le problematiche legate alla riforma scolastica, si parlerà anche degli
organici concessi alle scuole del territorio. Organici che dovranno fare
meno di quarantacinque insegnati che non saranno più rimpiazzati: un problema
grave per i piccoli comuni. Gi. Gal. .x/06/0905 Insegnanti e genitori a
confronto sull'utilizzo dei libri scolastici e sugli organici. Obiettivo:
scrivere alla Gelmini .x/06/0905
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( da "Repubblica,
La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IV - Bologna Duro giudizio sul
comportamento dei docenti che hanno applicato il "10 in pagella" anti-Gelmini Il governo boccia le Longhena
"comportamento scorretto e sleale" «Carenze», «incoerenze»,
«inadeguatezze», «comportamenti professionali non sempre riconducibili ai
doveri di correttezza e lealtà istituzionali nonché di riservatezza». Il
governo boccia gli insegnanti delle Longhena. Dalle ispezioni attivate
alle scuole elementari, dopo la clamorosa protesta anti-Gelmini
con il 10 in
pagella dato ai bambini, emerge un giudizio netto sul comportamento dei
docenti. Il sottosegretario di Stato all´istruzione, Giuseppe Pizza, ne traccia
un quadro nella risposta scritta e depositata giovedì scorso in commissione
cultura della Camera a seguito dell´interrogazione parlamentare firmata dalle
deputate del Pd, Sandra Zampa e Manuela Ghizzoni. Il sottosegretario spiega le
modalità e gli esiti degli accertamenti dell´ispettore Luciano Lelli su 362
pagelle, disposti su richiesta del dirigente dell´ufficio scolastico
provinciale di Bologna, Vincenzo Aiello. Il dirigente dell´Usp si è mosso la
mattina del 12 febbraio 2009, quando, ricorda Pizza, «il responsabile
dell´ufficio scolastico regionale (Luigi Catalano) ha appreso dalla stampa che
era stato attribuito "dieci" a tutti gli alunni». Per Pizza
l´accertamento ispettivo è stato «puntuale e approfondito». L´ispettore Lelli
ha «ascoltato tutti gli insegnanti ed è così emerso che in realtà non si è
trattato di un dieci generalizzato ovunque». In ogni caso, il sottosegretario
non assolve gli insegnanti. Anzi. In ogni modo le pagelle incriminate non
saranno annullate, diverso, invece, il discorso per i 27 maestri, responsabili
del 10. L´Usp ha attivato «le procedure per l´irrogazione di sanzioni
disciplinari attraverso contestazioni di addebiti agli insegnanti individuati».
Da tempo lontana da Bologna, sul caso Longhena prende posizione anche Giuliana
Balboni: per 11 anni preside e tuttora dirigente titolare delle scuola
elementare, che in una lunga lettera difende gli insegnanti «che lavorano con
tanta attenzione ai risultati dell´apprendimento. Credo - scrive - che non
possa essere mossa un´accusa più denigratoria» di quella che bolla la scuola
come «mancante di una guida». Perché così «si nega l´impegno che per tanti anni
è stato dedicato da docenti, genitori e dirigenza al tentativo di trasformare
un´isola felice in opportunità per tutti».
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( da "Resto
del Carlino, Il (Rimini)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
CATTOLICA E VALCONCA pag. 13 La protesta delle mamme
esplode anche al cinema LA PROTESTA non è solo agitazione e rabbia ma anche
cultura e cinema. E così le mamme di Cattolica, riunitesi in un nutrito
comitato «cattolicaperlascuola» arrabbiatissime per i tagli
alla scuola del decreto Gelmini, hanno promosso per questa primavera un ciclo di incontri e film
per riflettere sul delicato ruolo della scuola. Si parte questa sera mercoledì
6 maggio alle ore 21.15 (ingresso libero) al Centro Culturale Polivalente di
Cattolica con il film «Don Milani e la sua scuola. Addio Barbiana» di
Bernard Kleindienst (Ita 2007), quindi si proseguirà il prossimo mercoledì 13
maggio con «La classe» di Laurent Cantet (Fra 2008), quindi l'ultimo mercoledì
20 maggio «Chiedo asilo» di Marco Ferrer (Ita/Fra 1979). In collaborazione con il
Circolo Didattico e la biblioteca comunale di Cattolica tali serate serviranno
anche per creare un gruppo scuola in grado di sostenere docenti, dirigenti ed
alunni. Il motto dell'iniziativa «tra banchi e lavagne per crescere,
ribellarsi, conoscere il mondo». In particolare, come ribadito dal Carlino, le
mamme hanno già calcolato un taglio di ben 5 maestre nel quadro organizzativo
delle scuole cattolichine per il prossimo anno scolastico.
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( da "Sole
24 Ore, Il" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore sezione: POLITICA E SOCIETA data:
2009-05-06 - pag: 16 autore: Il corpo dei leader. Da Clinton a Sarkozy, dalla
Dati alla Kirchner l'uso pubblico dei vizi privati diventa sostanza della
politica Moglie e marito,c'è di mezzo il mito Elettori o guardoni? L'opinione
pubblica si disorienta tra Parlamento e tinello u Continua da pagina 1 Un tempo
i vizi privati non diventavano mai pubiche virtù. Ma oggi non è più così. Al
massimo, si potrà disquisire se le sue mosse siano il frutto di uno strepitoso
talento naturale o di una strategia lungamente studiata che nel suo ultimo
sviluppo, la separazione dalla moglie, spacca l'esegesi in due scuole di
pensiero: è l'apoteosi del suo predominio mediatico che trova l'assoluto nel
gesto estremo del divorzio, o non più banalmente una situazione che stavolta
gli è sfuggita di mano? Nell'un caso come nell'altro, una cosa è certa: la
totale granitica centralità del Cavaliere che spiazza sempre la piazza, reale o
virtuale, e costringe gli altri a farne un imprescindibile termine di paragone.
Siamo dunque ben oltre la teoria del rovesciamento, il privato che si fa
pubblico, con relativo svuotamento di cassetti che fino a una decina d'anni fa
per convenzione sarebbero dovuti rimanere ben chiusi. Una volta che l'intimità,
amore o dolore che sia, è stata sdoganata come materia di dominio comune, è il
disvelamento, l'agnizione da feuilleton popolare (la macchia di liquido
organico sul tailleur della stagista Lewinski conservata a mo' di reliquia, il
"papi" con cui la ragazzina di Casoria chiama il suo illustre
pigmalione, l'identico anello regalato da Sarkozy alla vecchia e alla nuova
moglie) su cui voyeuristicamente si appuntano gli occhi del mondo. Ed è su
questo che l'uomo di potere deve scientemente puntare, sapendo che il
significato di ogni suo gesto e impresa riceverà una smodata enfatizzazione.
Possono forse pensare di passare inosservati Sarkozy che va in vacanza con
l'amata sul panfilo dell'amico Bolloré o Berlusconi che con la sua presenza
rende indimenticabile il diciottesimo della bionda Noemi? Non importa che il
meccani-smo sia fagocitante, che occorra alzare sempre più l'asticella dello
stupore pena di cadere nella ripetitività, anticamera del disinteresse. Il
divorzio della coppia presidenziale, così come lo fu quello tra Sarkozy e
Cecilia, garantisce ai protagonisti mesi d'incontrastata ribalta. Nel caso
italiano, in più, c'è un ingrediente che assicura un supplemento d'interesse e
di longevità giornalistica: la spartizione patrimoniale e i destini d'un impero
che la vicenda ereditaria rischia di spaccare. Storia dunque di soldi, di
sesso, e per fortuna non di sangue, anche se il padre di una delle giovani
donne che il premier meditava di candidare alle prossime elezioni di fronte
all'espunzione della figlia ha minacciato l'insano gesto. Verrebbe da dire che
il meccanismo è perfetto, narrativamente oliato in tutte le sue componenti. Del
resto, il rovesciamento categoriale di cui si parlava prima svuota la vita di
autenticità e ne esalta la sua riduzione a format che inevitabilmente si
assomigliano. Quando Bill Clinton ammette l'oralità del suo rapporto con la
stagista deve al contempo rassicurare sulla tenuta del suo matrimonio. Il suo
staff provvede organizzando un apposito servizio fotografico in una spiaggia
esotica dove lui e Hillary si guardano negli occhi teneramente avvinghiati
mentre il sole tramonta. Esattamente come, la scorsa estate, ha fatto Veronica
Lario, che da altra metà di niente, così si era definita in una ormai famosa
lettera a Repubblica, è ridiventata la metà di qualcosa accettando di posare
mano nella mano del marito nel parco di villa Certosa. Guerra a colpi
d'immagini anche quella tra Sarkozy e l'ex moglie, in una sorta di gara per
additare all'opinione pubblica chi dei due fosse il reprobo: Cecilia che
abbandona il tetto coniugale nel culmine della campagna per l'Eliseo o Nicolas
che già flirta di nascosto con l'avvenente modella italiana? Perché tra
ripicche, tradimenti, ritorni di fiamma e colpi di scena ogni trama che si
rispetti deve avere un vincitore, e la posta in gioco è tale da non escludere
una pericolosa escalation di colpi bassi. Che altro ancora,si chiede l'osservatore
attonito ( anche se al Cavaliere interesserà molto di più ciò che potrebbe
cominciare a chiedersi l'Osservatore romano), dopo il botta e risposta: «Se la
fa con le minorenni », «è sobillata dalla sinistra », tra gli oramai ex coniugi
Berlusconi? Ma scendendo dalle sue somme rappresentazioni,l'assunzione della
dimensione privata a sommo catalizzatore di sguardi e discorsi è diventata
regola dominante. Basta scorrere alla rinfusa le cronache degli ultimi mesi ed
è un pullulare di esempi. Internazionali: la misteriosa gravidanza di Rachida
Dati, guardasigilli d'Oltralpe nonché ex favorita dell'Eliseo prima che
arrivasse Carlà ad occupare la scena. Le scarpe Lanvin di Michelle Obama e il
laborioso dibattito sulla scelta del cane presidenziale. Il conto del
parrucchiere di Cherie Blair o i sessanta diversi vestiti che Cristina
Kirchner, neo inquilina della Casa Rosada ha indossato nei primi sessanta
giorni del suo mandato. O casi domestici: la paternità di Sergio Cofferati che
rende il suo pendolarismo Bologna Genova (dove vive la sua attuale compagna)
più oneroso di quello che, se eletto, gli toccherà tra Genova e Bruxelles. Le
apparizioni del tenero, irascibile (con i fannulloni) Renato Brunetta a fianco
della sua maestosa fidanzata Titti. L'acconciatura a
caschetto del ministro Gelmini, nella foggia di chiara ispirazione carfagnesca. E, last but not
least, la cartellonistica esposizione dei figli di ultimo letto da parte di
Pierferdinando Casini nel tentativo di attrarre elettori al suo estremo centro.
Ultima annotazione, non meno scevra di fascinose complicanze. Che cosa
può spingere due potenti della terra come Clinton e Berlusconi, due che a un
aggrottar di ciglia potrebbero avere le più belle del reame in pronta
adorazione, a intrattenersi con un'anonima stagista piuttosto che una ragazza
napoletana vogliosa di scalare le vette dello spettacolo? Si può provare a
interpretare: voglia di veder riconosciuto "dal basso" il proprio
carisma seduttivo, fuori dalla solita compiacente schiera di nani e ballerine
che si aggirano nel palazzo? Fascino dell'avventura extra moenia il cui brivido
narcisista è più forte dello scandalo che può suscitare? Oppure voglia di
stupire dimostrando che, pur subissato dai doveri del ruolo, un grande leader
trova il tempo per le piccole cose, come far sognare il grande amore a una
stagista o rendere indimenticabile con la sua fugace apparizione una festa di
compleanno? Certo è che quando Berlusconi si è presentato a sorpresa in quel
ristorante di Napoli per la ragazza e la sua famiglia dev'essere stata la
materializzazione di un mito. Del resto lo ha detto esplicitamente la madre
Anna, in una delle tante esternazioni, di aver cresciuto la figlia «nella luce
del Vangelo e nel mito di Silvio». Ignorando, l'incolpevole, che tra moglie e
marito non si mette mai il mito. Paolo Madron © RIPRODUZIONE RISERVATA IL CASO
ITALIANO La querelle matrimoniale del presidente del Consiglio è arricchita
dalla curiosità per la spartizione di uno dei più grandi imperi finanziari I
COLPI DI IMMAGINE Le polemiche sulle
scarpe di Michelle Obama e il conto della parrucchiera di Cherie Blair. Il lato
privato da Cofferati a Brunetta AFP AP/LAPRESSE AP/LAPRESSE AFP Il privato
diventa pubblico. Prima di sposare la modella e cantautrice italiana Carla
Bruni, il presidente francese Nicolas Sarkozy si è separato dalla seconda
moglie Cecilia ( nella foto sopra). Il rapporto con la stagista della Casa
Bianca Monica Lewinsky ( foto sotto) costò a Bill Clinton presidente degli
Stati Uniti un processo per spergiuro. Dei vestiti di Cristina Kirchner (in
basso a sinistra), presidente argentina, i media si sono occupati a lungo, così
come della «misteriosa gravidanza» del ministro francese Rachida Dati (a
destra)
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( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO SCUOLA pag. 7 IN TRE ANNI noi ragazzi siamo stati soggetti
a diversi cambiamenti in ambito scol... IN TRE ANNI noi ragazzi siamo stati
soggetti a diversi cambiamenti in ambito scolastico, a cui abbiamo dovuto
adattarci, ma senza troppe difficoltà; già dal primo anno ci siamo trovati
davanti a docenti che hanno dovuto imparare a conoscerci. Il cambiamento
dell'insegnante di lettere è stato il più significativo per il numero di ore
che questo trascorre in classe con noi, ma siamo riusciti comunque a superare i
tre avvicendamenti adattandoci "senza troppi problemi" alle diverse
personalità. Ogni anno abbiamo dovuto subire test, per farci conoscere, ore e
ore solo per capire qualcosa gli uni degli altri, come se fossimo stati su un
campo di battaglia; ogni volta alla fine, però siamo riusciti a relazionarci
con ottimi risultati e ottimi rendimenti. In questi tre anni di scuola media,
noi ragazzi attualmente frequentanti la terza, ci siamo trovati immersi nei
grandi e piccoli cambiamenti che hanno coinvolto le istituzioni scolastiche.
L'istituto comprensivo di Fratta ha anche dovuto affrontare il succedersi di
tre diversi dirigenti in tre anni per ragioni non sempre a noi comprensibili,
ma sicuramente dettate da necessità e situazioni che non hanno impedito il buon
funzionamento delle scuole pur con gli inevitabili disagi che ogni cambiamento
improvviso comporta. Ma non è finita qui, anche i ministri della pubblica
istruzione si sono alternati: siamo entrati nelle scuole medie nel momento in
cui si stava applicando la legge Moratti, è subentrato
Fioroni ed ora siamo nel bel mezzo della "riforma" Gelmini. Con questo accidentato percorso
l'iscrizione alle superiori non ci spaventa, anche perché l'organizzazione e
l'impostazione dei nostri insegnanti ci hanno aiutato a far fronte ai
cambiamenti, fermi restando i valori umani, culturali ed educativi.
Davide Donin Dail Ottone Traniello Gradassi Nicholas Guaraldo
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( da "Resto
del Carlino, Il (Rovigo)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
ROVIGO SCUOLA pag. 7 Cambiamenti fra tradizione e
innovazione LA VOCE DELLA DIRIGENZA PARLANDO di Istituto Comprensivo non si
poteva non raccogliere la testimonianza, sia in ambito didattico che personale,
della prof.ssa Graziella Pengo, dirigente scolastico, dal settembre 2008. Qual
è stato il suo primo impatto a Fratta? «Sono entrata nella sede dell' A.
Palladio' con il rammarico di aver lasciato l' Istituto comprensivo di
Lendinara ed in particolare la scuola media, nella quale ho vissuto tutti gli
anni della mia carriera di insegnante e di dirigente. Tuttavia, attingendo al
patrimonio di esperienze umane e professionali, frutto di insostituibili
relazioni interpersonali createsi nel tempo, sono riuscita, grazie al clima di
collaborazione che caratterizza questo Istituto, ad affrontare l' impegno
affidatomi con serenità». Cosa prova quando è di fronte agli alunni? «Quando
entro in una classe, mi metto in situazione' ed instauro con gli allievi un
dialogo, cercando di individuare le loro esigenze, di sollecitarli ad esprimere
opinioni e a trovare punti d' incontro. In questi momenti provo una profonda
emozione». Qual è la difficoltà maggiore nella gestione dell'Istituto
comprensivo? «Il ruolo più impegnativo è quello di trattare, ogni giorno, oltre
che con alunni, insegnanti e genitori, con tante persone diverse, in quanto
occorre la disponibilità ad ascoltare, unita alla determinazione a trovare
soluzioni ai problemi». Cosa ne pensa della riforma Gelmini? «Penso, in accordo con molti
insegnanti, che questa non sia una riforma, bensì una serie di cambiamenti il
cui fine è stato il tagliare fondi, ore e mezzi necessari al progresso
scolastico-formativo. Approvo un risparmio nelle spese, dove sono stati
sperperati quei fondi, ma le economie generalizzate porteranno a diminuire il
tempo-scuola che, passando alle primarie da 30 a 27 ore settimanali e alle
secondarie da 33 a
30, sottrarrà occasioni di apprendimento». E riguardo al maestro unico? «Per me
si è assistito, in merito, ad un cambiamento di idee molto repentino; infatti,
qualche anno fa si credeva che la presenza di più insegnanti fosse occasione
per una formazione più completa, mentre ora si considera che un'unica figura di
riferimento per il bimbo sia utile, in ambito scolastico e personale». Debora
Pelà, Elisa Trombini, Chiara Voltan
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( da "Resto
del Carlino, Il (Ascoli)" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
ASCOLI pag. 6 Ex Lsu al Comitato precari: «I tagli non
dipendono da noi, vogliamo solo lavorare» RIFORMA GELMINI
NEL MIRINO «A FINE dicembre scorso abbiamo rischiato di perdere il posto di
lavoro perché per noi, lavoratori ex Lsu, non c'erano fondi a disposizione da
parte del Governo, quindi, adesso, se ci sono dei tagli in vista non è colpa
nostra, ma di chi al Governo ha deciso così». Rosella Pica, ex Lsu,
interviene duramente a nome di 131 lavoratori della provincia, sui tagli
imposti dal Ministrero della Pubblica Istruzione. Si rivolge al Comitato
Precari e di Ruolo e spiega che gli ex Lsu sono nelle scuole dal 1995. «Abbiamo
diritto come loro di lavorare si legge nel documento , anche se nel tempo
abbiamo subito tante ingiustizie. Le ditte di pulizie si sono battute, ma alla
fine hanno accetatto tutto pur di lavorare. Adesso chiediamo di non alimentare
guerre tra poveri, perché i tagli previsti sia per il personale docente che non
docente, non siamo stati noi a volerli. Basta con la storia del 25 per cento,
perché in questi anni i collaboratori scolastici sono stati assunti comunque.
Noi chiediamo solo di poter lavorare in tranquillità».
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( da "Repubblica.it" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Ma che effetto avrà fatto agli italiani
vedere in mondovisione il presidente del Consiglio costretto a discolparsi di
non andare con le minorenni? Dice proprio così, "Non è vero che frequento
le minorenni". Come sostiene non un passante, un avversario politico senza
scrupoli, un giornalaccio scandalistico, un sito di gossip, ma la madre dei
suoi figli. Eccolo, il premier più popolare del mondo, secondo i suoi stessi
sondaggi amato dal 75 per cento degli italiani, ma compatito, con punte di
disgusto, dalla donna che gli sta accanto da trent'anni. Perché, sostiene
Veronica, "è una persona che non sta bene". Eccolo, il re nudo, con i
suoi settantadue anni e i capelli nuovi, il cameraman di fiducia, nel salotto
amico, mentre spiega che figurarsi se lui frequenta le ragazzine, come sostiene
Veronica. Figurarsi se voleva candidare le veline all'europarlamento. Figurarsi
se Veronica, che gli sta accanto da trent'anni, conosce la verità. Figurarsi,
d'altra parte, se lui candida qualcuno per altri meriti che l'impegno negli
studi, la competenza, l'idealismo, come del resto "nel
caso di Gelmini, Carfagna,
Brambilla...". Ma si capisce, certo. Nella sempre spettacolare parabola di
Silvio Berlusconi questo rimarrà il vertice. Ma stavolta non è stato lui a
scegliersi la scena e neppure la parte. Lo ha costretto la moglie. L'unica
persona vicina a infrangere lo specchio e a rompere il muro dell'omertà,
retto per tanti anni da centinaia di schiene di cortigiani politici,
giornalisti, avvocati, amici, disposti a chiudere un occhio, due, tre in tutti
questi anni sullo scempio di legalità e moralità. E lui ha dovuto andare in
televisione, in mondovisione, a raccontare che sua moglie è male informata sul
marito, vittima di un complotto della sinistra, dei giornali di sinistra, di Repubblica.
"Non a caso Repubblica". Vero. Da chi doveva andare Veronica, in un
paese classificato nella libertà di stampa dietro al Benin, dove il marito
controlla gran parte dell'informazione? Non c'era molta scelta. Neppure
Berlusconi ha fatto una scelta originale, andando da Vespa per riparare i danni
dell'attacco dei vescovi. Dove, sennò? OAS_RICH('Middle'); La claque lo
sostiene, lo applaude a ogni passaggio della difficile arrampicata di sesto
grado sugli specchi, sullo specchio del volto gigantesco di Veronica alle sue
spalle. Sembra una scena di un film di Fellini, la Donna stupenda e immensa, e
l'omino laggiù, una formica, che si dibatte in alibi puerili, strepita
innocenza, sputa minacce. Gli spettatori italiani, dopo tanti anni di
teleserva, non faranno più caso all'atteggiamento di Bruno Vespa, accondiscende
fin dal titolo. Il più surreale mai escogitato da Vespa: "Adesso parlo
io". Adesso parla Berlusconi? Perché, gli altri giorni degli ultimi
quindici anni? Tuttavia, tanto per dare un'idea vaga di giornalismo,
bisognerebbe ricordare il genere delle questioni poste a Bill Clinton dal suo
intervistatore per il caso di Monica Lewinski (peraltro abbondantemente
maggiorenne). Queste: quando, dove e come vi siete conosciuti? Quante volte vi
siete visti in seguito? I genitori erano al corrente del vostro rapporto e in
quali termini? E' venuta a trovarla a Washington (a Roma)? E' andato a trovarla
a casa di lei? Dove dormivate? Avete avuto rapporti sessuali? Di che tipo?
Quante volte? Quante volte completi? E Bill Clinton ha risposto a tutte le
domande, senza citare neppure alla lontana una teoria del complotto. Alla fine
è andato a scusarsi da sua moglie, nel salotto di casa, non nel salotto
televisivo del ciambellano. Ha chiesto perdono a sua moglie, che aveva offeso.
Si è ripresentato all'opinione pubblica quando lo ha ottenuto, dopo aver
ammesso nel dettaglio più intimo e vergognoso le proprie colpe. Così accade in
un paese democratico e civile. Forse a Silvio Berlusconi sarà bastato passare
una sera dall'amico Vespa, nel calore della claque, per ricominciare da domani
come nulla fosse. Magari bisognerà pure rassegnarsi, con realismo, a capire che
in questa storia l'unica che non potrà più liberamente andare in giro per le
strade di questo paese è la vittima, Veronica Lario. Già inseguita dalla muta
dei cani che hanno appena cominciato a delegittimarla in tutti i modi. (6
maggio 2009
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Commenti Pagina 336 studenti e insegnanti
Assetati (sui banchi) di esemplarità positive Studenti e insegnanti di Gabriele
Uras --> di Gabriele Uras Sta scritto nel Corriere della Sera di ieri che in
un liceo classico di Milano, un professore di Filosofia e uno di Scienze
(supplente) vengono alle mani. Uno di loro andrà al pronto soccorso, dove gli
saranno assegnati 18 giorni di cure. «Correte, stanno facendo a botte in cortile»,
gridano gli alunni, che poi, a match concluso, pretendono spiegazioni
sull'accaduto: «Si picchiano i prof. È paradossale, meritiamo una spiegazione».
Il ministro Gelmini chiede subito chiarimenti al dirigente dell'Ufficio Scolastico
Provinciale, un tempo denominato provveditore, che a sua volta chiede una
relazione sull'accaduto al dirigente della scuola. I due rivali dichiarano che
esistevano da tempo tra loro disparità di vedute sui rispettivi metodi
d'insegnamento, e ammettono: «Avremmo dovuto parlarne». In queste tre
parole sta la chiave dell'accaduto, non l'unica, ma certamente la principale.
Forse arriverà qualche ispettore. Arriverà se il ministro non si accontenterà
dei chiarimenti del provveditore e questi, a sua volta, giudicherà non esaustive
le spiegazioni del preside, tenuto conto che anche questi potrebbe essere parte
in causa nell'odiosa vicenda, come si vedrà più avanti. Il caso resterà alla
ribalta delle cronache per qualche giorno, ma non ci saranno alla fine il
silenzio e l'oblio, come suole accadere in casi analoghi. Questo è un episodio
che rimarrà in bacheca molto a lungo, a disposizione di chi, nel parlare della
scuola e dei suoi problemi, vorrà farvi riferimento, quasi prezioso concetto
predicabile e argomento decisivo ad uso magari dei critici improvvisati, adusi,
quando fa comodo, a ricavare il generale da un solo caso particolare. Il più
ovvio di questi riferimenti sarà quello di chi denuncerà, magari dalle colonne
dello stesso quotidiano, la crisi della funzione docente nella scuola, e
parlerà di giovani privi di maestri, condannati a costruire da soli e tra le
incertezze la propria maturità, procedendo per prove ed errori, assetati di
esemplarità positive che mancano o scarseggiano, mentre abbondano quelle
negative o, al massimo, neutre e indifferenti, sorde alle loro domande di
senso. Prima il preside e quindi gl'ispettori ministeriali collocheranno
l'episodio sotto una polivalente lente d'ingrandimento e lo analizzeranno in
tutti i suoi aspetti: quello giuridico, ovviamente fatte salve eventualmente le
competenze della magistratura, quello didattico, giacché uno dei docenti ha
mosso critiche ai metodi dell'altro, quello psicologico, quello sociologico e
quello disciplinare, con qualche ellittica scorribanda sul terreno dell'analisi
delle personalità dei due contendenti, ma con tante prudenti circospezioni, in
nome della privacy, dal momento che gl'interessati avranno diritto a conoscere
i risultati dell'inchiesta che li riguarda, e quindi è meglio non esagerare.
Molto dipenderà dall'ampiezza della materia esaminata dagl'inquirenti. Quella
di competenza degl'ispettori dovrebbe essere più ampia di quella del preside e
anzi comprendere l'operato di costui, in quanto coordinatore della vita
dell'istituto, promotore e valorizzatore delle risorse umane, tra cui quelle
professionali, manager ad ampio spettro di azione e di responsabilità.
L'istituzione scolastica è un piccolo mondo organizzato a sistema, dove tutto
si tiene, e niente accade in una sua parte senza che anche le altre parti lo
avvertano e ne risentano, nel bene e nel male. Per il preside esistono luoghi
di osservazione privilegiati: segue personalmente o attraverso i suoi
collaboratori gli eventi grandi e piccoli che tramano la vita della sua scuola,
è a capo, tra l'altro, del collegio dei docenti e dei consigli di classe,
organismi collegiali che elaborano la programmazione educativa e didattica e
periodicamente ne verificano l'andamento. Le parole che il Corriere della Sera
mette tra virgolette («avremmo dovuto parlarne») attestano che le divergenze
didattiche dei due professori non hanno avuto modo di emergere nella sede
istituzionale propria, il consiglio di classe o, in seconda istanza, il
collegio dei docenti. Se il preside ne ha offerto l'occasione con opportune
formulazioni degli ordini del giorno, le responsabilità dei due confliggenti
aumentano non poco. Se non lo ha fatto, l'omissione diventa materia di
apprezzamento a suo carico da parte degl'ispettori. In certe situazioni,
nemmeno il preside è innocente. C'è da sperare che lo siano almeno
gl'ispettori, e che il ministro li voglia ascoltare.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
TERESA BARTOLI Roma. Le veline candidate?
La frequentazione con una minorenne? «Falsità», «menzogne» di una sinistra che
non accetta la sua popolarità. Una «trappola» in cui è caduta anche la moglie
che, se vuole che il rapporto vada avanti, deve dichiarare «pubblicamente di
essere incorsa in un errore». Silvio Berlusconi si presenta a sorpresa in tv
per smontare le accuse che hanno convinto Veronica Lario - «le ho voluto un
mare di bene, gliene voglio ancora» - a chiedere la separazione. Gianni Letta e
Paolo Bonaiuti lo avevano sconsigliato. Lui lunedì li aveva ascoltati. Tanto
che Letta aveva concordato per il tardo pomeriggio di ieri con gli uffici di
Giorgio Napolitano un appuntamento per discutere il rimpasto di governo. E
Bruno Vespa aveva preparato una puntata di Porta a Porta sul Giro d'Italia. Poi
il contrordine e la scaletta rivoluzionata per parlare di terremoto e governo.
Ma partendo dalla vicenda privata. «Adesso parlo io» recita la grafica alle
spalle di un Berlusconi teso, sorpreso dalle telecamere a farsi aria con i
fogli che riassumono gli interventi in Abruzzo mentre il piede balla sul
pavimento. «Francamente non mi aspettavo questa tempesta» esordisce. Veronica
deve averlo seguito con delusione: chi le ha parlato lasciava intendere che lei
si aspettava molto dall'apparizione tv. Ma la sua legale, Maria Cristina
Morelli, assicura che intende lavorare «con serenità e correttezza». Anche se
il premier è duro. Attacca la sinistra «che non accetta una popolarità al 75
per cento» e «usa l'arma dell'attacco personale». Nascono così le «due
falsità». «Sono qui per smentire quelle menzogne» ripete più volte chiarendo di
non voler «parlare di una vicenda privata», convinto che quando tutto sarà
chiaro non perderà ma «ci sarà un aumento della considerazione» dei cattolici
nei suoi confronti. Anche quando De Bortoli nota come «non sia garantita la par
condicio» alla moglie assente, insiste che «si tratta di smentire le falsità» e
di null'altro. Accusa lei: «Spiace che una storia che finisce o può finire
finisca sui giornali o in tv». La colpa di «mia moglie» - spiega - è aver
creduto a quelle falsità. Fa i complimenti a Ferruccio De Bortoli per come ha
coperto la notizia, il direttore del Corsera lo delude: «se la lettera fosse
stata inviata a me, l'avrei pubblicata con risalto». Ma «non è stato lei a
provocare, la lettera non è stata inviata a caso» replica il premier. Si
lamenta perché i figli «sono stati tirati in ballo». Si considera «un padre
straordinario e amatissimo». Ma è vero che non ha festeggiato il diciottesimo
dei tre ragazzi avuti da Veronica: «Ho telefonato a Luigi: lui è come me, non
festeggia e non ricorda di aver festeggiato». Anche Eleonora «non ricorda di
aver fatto una festa». Mentre Barbara ballò a Las Vegas, con gli amici in
maschere del settecento veneziano: una grande festa «da me sostenuta
finanziariamente». Berlusconi racconta di «come si organizzano le liste
elettorali» per smentire che le veline - «ma non condivido il disprezzo per chi
ha fatto questa scelta per emanciparsi, esistere e trovare un lavoro» - siano
state depennate all'ultimo e per difendere candidature con «tanti giovani e
tante donne che bagnano il naso gli uomini» come in Italia «Gelmini, Carfagna o Prestigiacomo». Tanto che, «se sarà eletta», la
Renzulli sarà «coordinatrice» degli europarlamentari Pdl. Racconta di come sia
andato «con otto macchine di scorta, tanto che sembrava un funerale» alla festa
di Noemi Letizia perché il padre Elio voleva incontrarlo per parlare di
eurocandidati: «Sarei stato un pazzo ad andarci se ci fosse stato qualcosa di
piccante». De Bortoli obietta: forse un premier non dovrebbe partecipare
alle feste. Lui si secca: «Rinuncerei ad essere me stesso, al rapporto con la
gente». Il punto è che lui è convinto di dover esser risarcito da chi ha
creduto alle menzogne: «Credo che chi è incaricato di una funzione pubblica,
come presidente del Consiglio, possa accettare la continuazione di un rapporto
soltanto se si chiarisce anche da parte di ha provocato questa situazione che
quelle accuse sono false e quindi si dichiari pubblicamente di essere incorsi
in un errore». Del rapporto personale non parla. Pochi accenni. Quando si
inorgoglisce parlando del nipotino e a Vespa dice «lei non sa e non immagina
quanto è bello fare i nonni in due». O quando, al termine del servizio sulla
storia del suo matrimonio commenta: «Queste cose non fanno che aumentare il
dispiacere e il dolore per una storia che può finire».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
ELENA ROMANAZZI Roma. I presidi faranno i
presidi e non gli sceriffi contro i figli degli immigrati clandestini. Passa la
linea del presidente della Camera Gianfranco Fini. Ma anche quella
silenziosamente privilegiata dal ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini. Dunque
il ddl cambia ancora. E questa è l'ultima volta. Al termine del lungo vertice
di maggioranza, presenti oltre ai capigruppo, quattro ministri, Roberto Maroni
(Interni), Angelino Alfano (Giustizia), Ignazio La Russa (Difesa), Elio Vito
(rapporti con il Parlamento, e si trova l'accordo. O meglio si raggiunge
un «compromesso», così lo definisce Maroni che non ci sta a far vincere un
nuovo oscar del buon senso a Fini. Giornata lunga e travagliata. Oggi ci sarà
il secondo round, quello che si consumerà al Consiglio dei ministri convocato
proprio per decidere sulla fiducia al ddl sicurezza. Maroni preme. Il tempo
passa. Il ddl, dopo il via libera alla Camera deve tornare in terza lettura al
Senato e entro la fine del mese il ministro dell'Interno vuole che sia legge. Non
si può andare oltre. La maggioranza è compatta assicurano Alfano, La Russa e
Maroni. Il testo ora è condiviso: dall'introduzione del reato di clandestinità
(non sarà penale, ma amministrativo), al prolungamento dei tempi di permanenza
nei Cie, fino all'istituzione delle «ronde». Anche le norme anti-racket sugli
appalti tornano nel ddl, riviste e corrette. Il testo infatti prevede,
conformemente a come era stato licenziato da palazzo Madama, l'esclusione dagli
appalti per tre anni per chi non denuncia gli estorsori, ma si esclude «la
punibilità», se il cittadino ha omesso al denuncia per stato di necessità.
Continuerà ad avere libertà di movimento e pieni poteri anche il procuratore
nazionale Antimafia. Alla Camera si sono votate solo le pregiudiziali di costituzionalità
presentate dal Pd e dall'Idv. L'accordo raggiunto nella maggioranza, infatti,
ha imposto delle riflessioni e la riscrittura di alcuni emendamenti che
riguardano articoli importanti e, dunque, al presidente della Camera, dopo un
acceso dibattito non è restato altro che sconvocare la seduta e rinviare la
discussione ad oggi. Non sono mancate le polemiche. Se dentro la maggioranza è
sta una giornata di brindisi per l'intesa raggiunta, i primi ad essere
soddisfatti sono i leghisti che respingono al mittente l'accusa di temere il
voto segreto e un nuovo flop, l'opposizione sta affilando le armi, forte anche
della manifestazione organizzata dai sindacati di polizia proprio davanti a
Montecitorio, e non è la prima volta che accade. Pier Ferdinando Casini leader
dell'Udc tuona: «Invece di tutelare la legalità si risponde con ronde,
medici-spia e presidi-spia. Ci affidiamo alle spie è un messaggio di giustizia
fai da te che è devastante. È lo Stato che contro la malavita getta la spugna».
Il leader del Pd Dario Franceschini attacca: «Ci sono delle norme che non solo
sono inumane e moralmente sbagliate, ma controproducenti perché spingono gli
immigrati verso la clandestinità». Sul piede di guerra anche l'Idv solidale con
le forze dell'ordine.
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Roma. L'ombra di Internet e dei suoi
pericoli nascosti ha segnato la celebrazione della prima Giornata nazionale
contro la pedofilia, che si è svolta ieri mattina al teatro Sala Umberto di
Roma, a cura della Fondazione Luca Barbareschi Onlus, alla presenza di rappresentanti
delle istituzioni e delle associazioni. Protagonisti, più di 400 ragazzini di
scuole medie del Lazio, che sono stati esortati a non aver paura di denunciare
sia la pedofilia «dal vivo» che quella sulla rete. Il primo è stato il
presidente della Camera, Gianfranco Fini: la pedofilia, ha detto, non è solo un
reato, «è un attentato alla dignità della persona umana». Fini ha quindi
invitato i giovani ad «aprirsi», mentre le istituzioni «hanno il dovere di
porre sempre più in avanti la sfida». E la sfida è stata raccolta dal ministro
della gioventù, Giorgia Meloni, che ha lanciato ai ragazzi l'idea di «ronde
virtuali» spontanee su Internet, per smascherare i pedofili che si nascondono
in rete. Sul tema si è attivato anche il ministro dell'istruzione, Mariastella Gelmini, che ha reso noto di aver elaborato un «piano nazionale per
contrastare il fenomeno della pedopornografia, sia su Internet che nel contesto
familiare», Il promotore dell'evento, Barbareschi, ha spiegato che la Giornata
anticipa quella che sarà la legge, che, ha detto, «spero sarà approvata già il
prossimo anno con l'apporto bipartisan di tutte le forze parlamentari».
Un impegno che Barbareschi non nasconde essere nato da una sua esperienza
personale: «Da bambino sono stato molestato e so quanto ci ho messo a
rimettermi in piedi: voglio che ciò che ho sofferto io non accada mai a
nessuno».
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pedofilia, il
pericolo viaggia su Internet Gelmini: piano contro gli
orchi virtuali
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Guido Caserza Un diario di lettura che
raccoglie autori eterogenei, da George Orwell a quelli del graphic novel, da
Cormac Mc Carthy a David Almon, può anche trasformarsi in una utile
provocazione sull'utilità della recensione e sul senso della critica
letteraria. Questione decisamente non nuova e ciclicamente dibattuta, ma che
con Shakespeare scriveva per soldi di Nick Hornby (Guanda, pagg. 162, euro
14,50), sottotitolo Consigli, dubbi e confidenze, si ripresenta con forza e
vivacità. Per dire: l'autore di Alta fedeltà sciorina i suoi giudizi con
leggerezza e ironia, però diventa anche sprezzante quando liquida i saggi di
Orwell come «oggi quasi tutti assolutamente inutilizzabili». Ha ragione a
proporre la sua tesi? Insomma, se la recensione non serve neppure a muovere le
vendite dei libri, a quali strumenti affidarsi? Con quale criterio scegliere un
titolo? Secondo Carla Benedetti, è insensato e fuorviante porsi la domanda:
«Non è questo il problema. - spiega l'autrice di Pasolini contro Calvino
(Boringhieri)- Le recensioni non devono servire a fare vendere più copie, ma a
fare capire e a educare i lettori, distinguendo fra i libri clonati che
affollano le nostre librerie e le opere di genio, quelle che, come dicevano i
grandi della letteratura, da Leopardi a Proust, sono sempre di consolazione,
anche quando parlano dell'infelicità umana». D'accordo, ma la recensione è
ancora uno strumento utile per andare su un libro invece che su un altro?
Secondo Tiziano Scarpa, il quale intende la recensione come un «servizio al
lettore», sì: «Una recensione ha questo di bello, che traghetta all'interno di un
giornale, sovraccarico di notizie legate all'inattualità, l'inattualità di un
romanzo, di un libro di poesie, e fa incontrare la proposta libera e solitaria
di uno scrittore con un lettore». Il narratore di Occhi sulla graticola
considera poi la recensione alla stregua di un vero e proprio genere
letterario: «Amo leggere certi recensori, come Berardinelli, Trevi, Lodoli,
anche se non sono interessato al libro di cui trattano, perché hanno la
capacità di cogliere uno spunto etico, un'intera poetica, un'idea di
letteratura. Sono microspunti che riescono a fare allargare lo sguardo: direi
quindi che, nei casi migliori, la recensione va gustata come un genere a se
stante, al di là della sua presunta utilità». Tranchante invece l'opinione di
Antonio Scurati (Il bambino che sognava la fine del mondo è il titolo del suo
ultimo romanzo, per Bompiani): «Sono ovviamente favorevole - dice - a
riconoscere il valore dell'esercizio della critica letteraria, intesa come
prolungamento della scrittura creativa, un valore che, come ha detto Carla
Benedetti, è del tutto fuori mercato. Constato però che l'attività recensoria
del giornalismo italiano ha raramente a che fare con la critica letteraria e
non contribuisce a orientare i lettori». E Scurati inquadra il decadimento della
pratica della recensione in un contesto più ampio: «Il problema è come fare
sopravvivere non tanto la recensione, ma la critica letteraria al fuori dei
recenti specialistici: la crisi della critica letteraria è infatti
l'epifenomeno di una crisi maggiore, ovvero la crisi della critica tout court».
Alfonso Berardinelli è dello stesso avviso? L'autore di Casi critici
(Quodlibet) risponde umoristicamente: «Le recensioni sono utili per chi le
legge, ma quasi nessuno le legge». Il paradosso lascia aperta la questione:
allora, come si riesce a orientare il lettore? Come sceglie un libro da
leggere? «La questione è misteriosa. Non saprei dire se contano di più le
apparizioni televisive, il passa parola o la pubblicità. Direi però che i best
seller hanno la proprietà di risolvere a monte il problema della scelta: un
lettore sgomentato dalle montagne di libri riversati nelle nostre librerie e
che non sa quasi nulla della produzione letteraria contemporanea, tende a
scegliere il libro che tutti gli altri leggono, non tanto per la qualità del
libro ma perché vuole stare in compagnia di altre migliaia di lettori: è un
modo veloce per sentirsi informato e colto». Dunque quale criterio suggerisce
per scegliere un libro? «Nessun criterio, solo curiosità e competenza». Competenza
è parola cara a Valerio Magrelli, poeta e critico letterario, di cui Laterzaha
da poco pubblicato Treni e viaggi in treno, il quale rivendica con decisione la
funzione della critica, lamentando la corrività dei tempi odierni: «Sono
d'accordo con Scarpa, la recensione è un genere letterario che consente
l'incontro tra un lettore professionista e uno scrittore. Purtroppo oggi
assistiamo invece allo smantellamento dell'autorevolezza critica, dai giornali
ai blog, in cui imperversano critici improvvisati. La funzione del critico è
invece quella di fare da filtro e se il filtro viene meno andiamo in dialisi.
Assistiamo purtroppo a una gara al ribasso. L'esempio più clamoroso è stato
quella della Rizzoli, che ha festeggiato il sessantesimo compleanno affidando a
dei cantautori prefazioni di grandi della letteratura italiana. Vinicio
Capossela è a mio avviso un grande musicista, ma è intollerabile che sia lui a
firmare la prefazione alle Rime di Michelangelo. Stiamo
assistendo a un fenomeno di delegittimazione della funzione critica, tipico del
presente berlusconizzato: direi che la Gelmini va nella stessa direzione della Bur, che poi è anche quella
della Feltrinelli, che ha pubblicato le poesie di Villon con una prefazione di
De André».
( da "Sicilia, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
bloccati al carrefour Marocchini
arrestati per furto di vestiario Nessun rischio chiusura. Al contrario, una
maggiore attenzione per la sede accademica di Siracusa per la quale, tuttavia,
si resta ancora in attesa dell'attivazione del Polo didattico decentrato. La
riunione convocata dal rettore Antonino Recca per discutere insieme con gli attori
siracusani la questione università ha toccato tutti i punti più «caldi», senza
ottenere però alcun risultato concreto. Solo un incontro interlocutorio, come
hanno sottolineato i presenti. Ma che ha provocato un errore diplomatico a
causa del mancato invito del sindaco Roberto Visentin. A partecipare
all'incontro, oltre ai rappresentanti dell'Ateneo catanese, è stato il
presidente della Provincia, Nicola Bono. Come ha illustrato il rettore Recca,
alla luce del decreto Mussi e della nuova legge Gelmini, l'università deve puntare
all'eccellenza, assicurando una serie di requisiti minimi per poter continuare
le proprie attività didattiche. Requisiti che riguardano sia il numero dei
docenti che quello degli studenti, ponendo fine ai cosiddetti «laureifici», e
che puntano a migliorare la qualità didattica e gestionale dei vari corsi di
laurea. Limitazioni che toccano da vicino i «piccoli», tra cui i corsi
siracusani di Scienze dei Beni culturali. Per questa ragione Recca ha parlato
di una maggiore attenzione dell'ateneo catanese per la sede decentrata di
Siracusa, che si traduce con la richiesta di un maggiore sforzo economico da
parte della Provincia (ente a cui compete lo stanziamento dei fondi), una
migliore razionalizzazione dei servizi e, dunque, un più attento lavoro. «Si è
trattato di una riunione interlocutoria - afferma il presidente della Provincia
regionale, Nicola Bono - in cui mi sono limitato ad ascoltare quanto comunicato
dal rettore, e ho dunque preso atto delle posizioni dell'Ateneo di Catania da
cui la nostra realtà accademica dipende. Adesso occorre una fase di riflessione
insieme con il Comune, socio fondatore insieme con la Provincia, del consorzio
Archimede e con le altre parti coinvolte nel progetto università. Entro la fine
di questa settimana intendo incontrare tutti i soggetti interessati, in maniera
tale che, come promesso al rettore, si possano dare le indicazioni sul futuro
dell'università a Siracusa». Tra i punti affrontati durante la riunione anche
il ridimensionamento modulare dei corsi di laurea e la necessità di maggiori
sforzi economici. «Tutte questioni che valuterò - conclude Bono - ma sulle
quali non posso fare alcuna valutazione senza il coordinamento degli enti
coinvolti. Dunque adesso occorre riflettere per il futuro della realtà
universitaria aretusea, che rappresenta una grande opportunità di sviluppo da
difendere e valorizzare». Isabella di bartolo
( da "Sicilia, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Quella frazione sotto i riflettori Roma.
L'ombra di Internet e dei suoi pericoli nascosti ha segnato la prima Giornata
nazionale contro la pedofilia, che si è svolta ieri a Roma, a cura della
Fondazione Luca Barbareschi Onlus, alla presenza di rappresentanti delle
istituzioni e delle associazioni. Protagonisti più di 400 ragazzini di scuole
medie del Lazio, esortati a non aver paura di denunciare sia la pedofilia «dal
vivo» sia quella sulla rete. Il primo è stato il presidente della Camera,
Gianfranco Fini: la pedofilia, ha detto, non è solo un reato, «è un attentato
alla dignità della persona umana». Per Fini la legislazione è all'altezza della
sfida, è tra le più avanzate, ma bisogna «continuare a tenere alta la guardia».
Ha quindi invitato i giovani ad «aprirsi», mentre le istituzioni «hanno il
dovere di porre sempre più in avanti la sfida». E la sfida è stata raccolta dal
ministro della gioventù, Giorgia Meloni, che ha lanciato ai ragazzi l'idea di
«ronde virtuali» spontanee su Internet, per smascherare i pedofili che si
nascondo in rete. Il ministro ha reso noto di aver avviato uno scambio di
corrispondenza con la polizia postale su «come utilizzare la grande energia
rappresentata dai giovani su Internet». C'è chi, ha spiegato, scaricando da
Internet incrocia siti pedopornografici, ma non li denuncia perchè scaricare da
Internet è un reato. «Ma c'è un livello diverso di gravità dei reati». Sulla
stessa lunghezza d'onda il direttore della Polizia postale, Domenico Vulpiani,
che ha esortato i ragazzi a segnalare i cattivi incontri che si celano in rete
e a non aver paura delle conseguenze: «Meglio pagare qualche euro di multa per
aver scaricato illegalmente piuttosto che essere accusati di aver condiviso file
pedopornografici». Il ministro dell'istruzione, Mariastella
Gelmini, ha reso noto di
aver elaborato un «Piano nazionale per contrastare il fenomeno della
pedopornografia, sia su Internet sia nel contesto familiare, in collaborazione
con le associazioni dei genitori e con i principali motori della rete».
Si è rivolto ai bambini presenti il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, che si è
impegnato a «aumentare la dimensione sociale dei quartieri, in modo che i
bambini possano avere spazi sicuri per giocare, spazi in cui i cattivi fantasmi
non possono arrivare». Il promotore dell'evento, Barbareschi, ha spiegato che
la Giornata anticipa quella che sarà la legge, che, ha detto, «spero sarà
approvata già il prossimo anno con apporto bipartisan». Un impegno che Barbareschi
non nasconde essere nato da una sua esperienza: «Da bambino sono stato
molestato: voglio che ciò che ho sofferto io non accada mai a nessuno». Angela
Abbrescia
( da "Sicilia, La" del 06-05-2009)
Argomenti: Scuola
Appunti Le donne
di Silvio e la sputazza al naso Salvatore Scalia «Prestigiacomo, Gelmini, Carfagna,
Ravetto. Ecco le donne che noi presentiamo. Ecco i nostri parametri. Altro che
veline. Noi in Parlamento portiamo donne che bagnano il naso agli uomini», così
parlò Silvio Berlusconi nella trasmissione televisiva Porta a porta di Bruno
Vespa. L'accenno
all'umido ha scatenato fantasie pruriginose, tanto più che di divorzio e di
gelosia si parlava, per le pubbliche accuse della moglie Veronica Lario. In che
senso Mara, Stefania e Mariastella bagnano in Parlamento il naso ai colleghi
maschi? E in che modo? Il significato che il Cavaliere voleva dare alla sua
espressione è chiaro: sono donne superiori ai colleghi, non certo stupide
ballerine o cortigiane con gambe molto lunghe e quoziente d'intelligenza molto
basso. Ma perché, a causa della loro presunta superiorità, bagnano il naso? Per
capire, si deve tralasciare l'ambiguo senso letterale e farsi guidare dai
ricordi infantili, ai tempi in cui le mamme siciliane esortavano i figli a
primeggiare con l'espressione «mettici a sputazza o nasu di to cumpagni». Anche
il lombardo Berlusconi è il prodotto esemplare di questa educazione, in cui
l'impiego della saliva, per un'irresistibile ascesa o per una carriera da
cortigiani, è elemento fondamentale.
( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
ESPERIMENTO FINO AL 31 LUGLIO LE NUOVE
LIMITAZIONI CONTENUTE IN UN PROVVEDIMENTO FIRMATO DAL PREFETTO Cortei in
centro, giro di vite Decisione presa dopo aver consultato il sindaco e le forze
dell'ordine [FIRMA]ANDREA ROSSI Il primo banco di prova potrebbe essere il
prossimo G8 dell'Università, con i manifestanti che
promettono di contestare pesantemente la visita del il ministro Gelmini e il summit dei rettori. Quei
giorni potrebbero vedere applicato il nuovo decreto che consente di limitare
cortei e manifestazioni in città. Da più parti, da anni, si sollecita un
provvedimento specifico. Adesso c'è. L'ha firmato il prefetto Paolo Padoin.
Fino al 31 luglio, in via sperimentale, i cortei potranno subire limitazioni «a
tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza». Formula che è il preludio a una
linea più dura nei confronti delle manifestazioni di piazza. Via dal centro?
Non tutte, ma alcune sì. Soprattutto nei fine settimana. E soprattutto via chi
ha creato problemi d'ordine pubblico in passato. Il decreto prevede che possano
essere interdette le aree su cui sorgono ospedali o luoghi di cura, d'arte e di
culto, ma anche - ed è lo snodo centrale del provvedimento - le zone
nevralgiche per la mobilità, caratterizzate da un forte afflusso di persone o
nelle quali siano presenti obiettivi critici. Negli ultimi tempi tutte le
grandi città italiane avevano sollecitato il governo a intervenire. Anche
Torino: troppi cortei in centro, spesso di sabato; strade bloccate, traffico in
tilt, a volte per poche decine di persone; serrande abbassate; mezzi pubblici
deviati; monumenti e piazze simbolo a volte imbrattati dai manifestanti. Ecco
allora che, dopo aver ascoltato il sindaco e le forze dell'ordine, il prefetto
ha firmato il documento che recepisce alla lettera un decreto emesso a fine
gennaio dal ministero dell'Interno. Il testo firmato da Maroni parla chiaro:
prevede la «necessità di limitare l'accesso alle aree particolarmente
sensibili, specialmente quando la manifestazione coinvolga un numero di
partecipanti elevato». Specifica quali sono le aree a rischio. Infine spiega
che «tali limiti potranno operare specialmente quando ci siano state precedenti
manifestazioni, con stesso oggetto e organizzazione, che abbiano turbato
l'ordine e la sicurezza pubblica». Identikit di aree off limits per ora non
circolano. Eventuali «zone rosse» nemmeno. «A Torino finora siamo riusciti a
governare con successo la situazione senza bisogno di specifici divieti»,
spiega il prefetto. «Con questo decreto non si istituisce nessun divieto fisso,
come successo a Milano con piazza Duomo, ma si inseriscono una serie di linee
guida. Poi, spetterà sempre al Questore valutare caso per caso». Ma è evidente
che, con questo strumento, d'ora in poi potrebbe essere più difficile ottenere
l'autorizzazione a organizzare un corteo in centro - via Roma, piazza san
Carlo, via Po, via Cernaia, piazza Castello - ma anche in zone come Porta
Palazzo, spesso teatro di cortei e assembramenti, soprattutto il sabato, giorno
in cui il mercato resta in funzione fino a tarda sera. Ed è anche chiaro che
questo strumento potrebbe essere utilizzato per «blindare» alcune zone della
città in particolari occasioni. Come il prossimo G8 degli atenei.
( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
A CONFRONTO Vigone, scontro fra
continuità e voglia di nuovo Due gli aspiranti alla poltrona di sindaco Si
presentano il vicesindaco Ugo Bertello e il consigliere di minoranza Restagno
ANTONIO GIAIMO A prima vista sembra che i ritmi, quelli che regolano la qualità
della vita, a Vigone siano scanditi dai tempi dell'agricoltura. Il paese e la
campagna. Ma basta solo sfiorare l'argomento elezioni per capire che la pace è
solo apparente. Sono due le liste civiche che si presenteranno alla prossima
consultazione. Il sindaco uscente, Bernardino Ambrosio, al suo secondo mandato,
si presenterà solo come consigliere. La continuità con la precedente
maggioranza viene rappresentata dalla lista «Uniti per Vigone», 16 nomi, 17 con
il candidato a sindaco, Ugo Bertello, che nella precedente amministrazione era
vice sindaco. Alle spalle un'esperienza dal '75 all'80 come assessore
all'Urbanistica e poi ancora due mandati dal '99 al 2009. Con lui, oltre all'ex
sindaco, Francesca Audero, Arturo Bessone, Elena Bessone, Mattia Bonansone,
Luigi Bossolasco, Antonio Darò, Francesco Pecco, Aldo Peretti, Franca Peretti,
Armando Piccato, Alberto Rinaudo, Stefania Rollè, Patrizia Salomoni, Francesco
Suino, Livio Tibaldo. All'interno di questa lista anche due rappresentanti
della Lega Nord. Ugo Bertello, 71 anni, avvocato civilista, politicamente di
centro destra, snocciola i punti del suo programma: «Punteremo ad ampliare gli
impianti sportivi e a rifare la mensa scolastica, chiusa lo scorso anno per
mancanza di locali. Compreremo la vecchia stazione ferroviaria, per darla alle
associazioni locali e alla Proloco. Rappresentiamo un po' tutte le idee
politiche del Parlamento». E sul metodo per incontrare la popolazione, lancia
la sua proposta: «Faremo un'assemblea pubblica e con un moderatore ci
sottoporremo a tutte le domande che arriveranno dal pubblico». Fra le linee del
suo programma anche maggior sicurezza a Vigone, dove saranno installate delle
telecamere, alcune anche al cimitero per evitare i furti, già avvenuti, di
grondaie in rame. Fra gli interessi della lista anche rafforzare i rapporti di
gemellaggio con l'Argentina. E deciso a dar battaglia è Claudio Restagno che
apre la lista «Progetto Vigone». Anche lui ha un passato trascorso fra i banchi
del Consiglio comunale e la nuova lista civica nasce dalla fusione fra quella
che ha ormai mezzo secolo di vita, il «Campanile», con quella della «Rotonda»,
già presente alle scorse elezioni. Restagno, 55 anni, è dirigente d'industria,
nell'ultima amministrazione era all'opposizione, in quella precedente era
assessore. Non è d'accordo ad affrontare la campagna elettorale con la proposta
dell'altro candidato a sindaco: «Preferiamo il dialogo casa per casa, il nostro
programma per certi versi coincide con quello dell'altra lista, ma
semplicemente perché ci siamo resi conto degli errori che hanno fatto in
passato, come alla vigilia della riforma Gelmini quando hanno chiuso la mensa per
fare delle classi che non sarebbero poi state utilizzate. Siamo preoccupati
inoltre per quella scomoda eredità che potrebbe derivare dal contenzioso che il
nostro sindaco ha aperto con l'azienda che ha ristrutturato il teatro Selve,
c'è in corso un arbitrato e non sappiamo con quale cifra si chiuderà». I
candidati della lista guidata da Restagno sono: Luciano Abate, Aldo Bessone,
Lorella Bessone, Lorenzo Blangero, Augusta Bosco, Fabio Cerato, Pietro Paolo
Dellacroce, Alberto Gallo, Marco Geuna, Michelangelo Grella, Armando La Gamba,
Patrizia La Rosa, Giovanni Marchisone, Paola Messa, Stefano Montù, Roberto
Sabena.
( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
A prima vista sembra che i ritmi, quelli
che regolano la qualità della vita, a Vigone siano scanditi dai tempi dell'agricoltura.
Il paese e la campagna. Ma basta solo sfiorare l'argomento elezioni per capire
che la pace è solo apparente. Sono due le liste civiche che si presenteranno
alla prossima consultazione. Il sindaco uscente, Bernardino Ambrosio, al suo
secondo mandato, si presenterà solo come consigliere. La continuità con la
precedente maggioranza viene rappresentata dalla lista «Uniti per Vigone», 16
nomi, 17 con il candidato a sindaco, Ugo Bertello, che nella precedente
amministrazione era vice sindaco. Alle spalle un'esperienza dal '75 all'80 come
assessore all'Urbanistica e poi ancora due mandati dal '99 al 2009. Con lui,
oltre all'ex sindaco, Francesca Audero, Arturo Bessone, Elena Bessone, Mattia
Bonansone, Luigi Bossolasco, Antonio Darò, Francesco Pecco, Aldo Peretti,
Franca Peretti, Armando Piccato, Alberto Rinaudo, Stefania Rollè, Patrizia
Salomoni, Francesco Suino, Livio Tibaldo. All'interno di questa lista anche due
rappresentanti della Lega Nord. Ugo Bertello, 71 anni, avvocato civilista,
politicamente di centro destra, snocciola i punti del suo programma: «Punteremo
ad ampliare gli impianti sportivi e a rifare la mensa scolastica, chiusa lo
scorso anno per mancanza di locali. Compreremo la vecchia stazione ferroviaria,
per darla alle associazioni locali e alla Proloco. Rappresentiamo un po' tutte
le idee politiche del Parlamento». E sul metodo per incontrare la popolazione,
lancia la sua proposta: «Faremo un'assemblea pubblica e con un moderatore ci
sottoporremo a tutte le domande che arriveranno dal pubblico». Fra le linee del
suo programma anche maggior sicurezza a Vigone, dove saranno installate delle
telecamere, alcune anche al cimitero per evitare i furti, già avvenuti, di
grondaie in rame. Fra gli interessi della lista anche rafforzare i rapporti di
gemellaggio con l'Argentina. E deciso a dar battaglia è Claudio Restagno che
apre la lista «Progetto Vigone». Anche lui ha un passato trascorso fra i banchi
del Consiglio comunale e la nuova lista civica nasce dalla fusione fra quella
che ha ormai mezzo secolo di vita, il «Campanile», con quella della «Rotonda»,
già presente alle scorse elezioni. Restagno, 55 anni, è dirigente d'industria,
nell'ultima amministrazione era all'opposizione, in quella precedente era
assessore. Non è d'accordo ad affrontare la campagna elettorale con la proposta
dell'altro candidato a sindaco: «Preferiamo il dialogo casa per casa, il nostro
programma per certi versi coincide con quello dell'altra lista, ma
semplicemente perché ci siamo resi conto degli errori che hanno fatto in
passato, come alla vigilia della riforma Gelmini quando hanno chiuso la mensa per
fare delle classi che non sarebbero poi state utilizzate. Siamo preoccupati
inoltre per quella scomoda eredità che potrebbe derivare dal contenzioso che il
nostro sindaco ha aperto con l'azienda che ha ristrutturato il teatro Selve,
c'è in corso un arbitrato e non sappiamo con quale cifra si chiuderà». I
candidati della lista guidata da Restagno sono: Luciano Abate, Aldo Bessone,
Lorella Bessone, Lorenzo Blangero, Augusta Bosco, Fabio Cerato, Pietro Paolo
Dellacroce, Alberto Gallo, Marco Geuna, Michelangelo Grella, Armando La Gamba,
Patrizia La Rosa, Giovanni Marchisone, Paola Messa, Stefano Montù, Roberto
Sabena.
( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
BOCCIOLETO. IN UN'AULA 16 BAMBINI DI ETÀ
DIVERSE Borgosesia "Io, insegnante vero precursore delle pluriclassi"
Premiazione del concorso Matteo Bagarini [FIRMA]MARIA CUSCELA BOCCIOLETO Salve
grazie alle pluriclassi: le scuole dell'alta Valsesia, per cui si temeva la
chiusura, terranno i battenti aperti. A Boccioleto (240 abitanti circa), come
avviene da decenni, si continuerà su questa strada (ad Alagna le pluriclassi
saranno due). I bambini che attualmente seguono le lezioni sono 16. Ma che cosa
significa insegnare in contemporanea a bimbi di età differenti? Lo spiega
Pierangelo Carrara, maestro di Boccioleto, nonché sindaco del paese e vice
presidente della Comunità Montana Valsesia. Insegnante da 35 anni, da sempre ha
lavorato con le pluriclassi. «Per insegnare in situazioni di questo genere
bisogna avere un'organizzazione meticolosa e il programma deve seguire
un'impostazione ben precisa. Un esempio? Mentre ti occupi di matematica con i
bambini di quarta e quinta elementare, bisogna trovare attività che siano
educative e nello stesso tempo non noiose per il resto della classe. E così
mentre ai bimbi più grandi si spiegano i quesiti, quelli più piccoli colorano e
imparano giocando. I momenti più critici sono i primi due mesi dell'anno
scolastico. Passato questo periodo si riesce a trovare il giusto
inquadramento». L'esperienza di saper gestire età così diverse nelle stesse ore
è indispensabile. Con la Gelmini si è parlato di maestro unico, in realtà il termine più corretto
è quello di insegnante prevalente, coadiuvato da altre figure, in materie come
inglese e religione. «Dal prossimo anno con la riforma si disporrà di meno maestri
e questo sarà un problema visto che la compresenza di insegnanti ci permetteva
talvolta di sdoppiare alcune lezioni». Carrara è preoccupato per il
futuro della scuola in montagna. «A Boccioleto ci sarà un iscritto in prima
elementare. In realtà i bambini avrebbero dovuto essere due, ma i genitori di
uno dei 2 alunni, con tutto il clamore che c'è stato sul tema scuola, hanno
optato per l'iscrizione a Varallo. Un atteggiamento che hanno in molti, non
condannabile di per sé ma negativo per la montagna. In questo senso non vedo un
buon futuro per l'alta Valsesia. Se togliamo la scuola che fine faranno paesi
come il nostro?». Il nome di Matteo Bagarini, ragazzo morto nel 2005 in un incidente,
riecheggerà a lungo sabato al Liceo scientifico «Gaudenzio Ferrari» di
Borgosesia. Alle 11,30 saranno premiati i vincitori del concorso di narrativa,
organizzato dalla famiglia Bagarini e dal Liceo. A partecipare sono stati 23
ragazzi. I primi tre classificati si aggiudicheranno un premio in denaro, al
primo verrà consegnata inoltre una targa della Stampa (che prossimamente
pubblicherà i migliori tre racconti). Dopo la premiazione ci sarà l'
intitolazione dell'aula di informatica alla memoria di Matteo Bagarini.
( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
INCONTRO A ROMA. FACCIA
A FACCIA TRA LA GELMINI, IL RETTORE E GLI STUDENTI DI NOVARA Scuole di Medicina
cancellate Il ministro spegne le speranze [FIRMA]BARBARA COTTAVOZ NOVARA Per
quest'anno non cambia nulla, ma nel prossimo le proteste della facoltà di
Medicina non saranno ignorate. E' quanto è stato garantito ieri
pomeriggio dal ministro dell'Università Maria Stella Gelmini
alla delegazione dell'università «Avogadro» composta dal rettore Paolo
Garbarino e dai rappresentanti degli studenti Edoardo Stellin e Federico Barra.
Oggetto: le Scuole di specializzazione di Medicina chiuse e accorpate a Torino.
Novara aveva 16 corsi post-laurea. Ma anzichè aumentare a 25, come promesso a
inizio anno, il decreto Gelmini le ha ridotte:
Anatomia patologica, Chirurgia maxillo facciale, Dermatologia, Neurologia,
Otorinolarignoiatria, Patologia clinica, Radioterapia e Urologia sono state
accorpate a Torino cancellando quindi metà della sede formativa novarese. Da
qui le proteste di tutti: gli studenti che non troveranno più molte delle
Scuole, la facoltà che perde attrattiva e quindi future iscrizioni, l'ospedale
che sta varando il nuovo grande policlinico e invece avrà meno medici
specializzandi al lavoro nei reparti. Ieri pomeriggio la loro voce è arrivata
sino al ministro grazie ad un incontro organizzato a Roma dal deputato novarese
Roberto Cota. Gli studenti Barra e Stellin e il rettore Garbarino hanno
consegnato al ministro un dossier, le firme raccolte, le lettere
dell'università e dell'ospedale: «Abbiamo fatto presente la penalizzazione
pesante per la facoltà e per tutto il territorio che utilizza l'ospedale, ben
più vasto della sola Novara - sottolineano i ragazzi -. Per il prossimo anno il
ministro, che non era al corrente della situazione, ci ha garantito che
verranno prese in considerazione le nostre ragioni nella riscrittura delle
regole. Abbiamo anche evidenziato l'ingiustizia di accorpare forzatamente un
ateneo grande e uno piccolo com'è successo a noi con Torino. Va bene
razionalizzare ed eliminare le facoltà che sfornano disoccupati, ma è assurdo
tagliare chi funziona. Soprattutto quando la regione ha un fabbisogno di medici
maggiore e li deve "importare": i posti nelle Scuole vanno decisi in
base ai bisogni di cura della popolazione». Oggi alle 10 a Medicina si terrà un
consiglio di facoltà straordinario sulle Scuole: «Verrà deliberato se agire
contro il governo - commenta Garbarino -. Catanzaro, Foggia e Ancona hanno già
presentato ricorso al Tar. L'incontro con il ministro è stato importante per
sottolineare le nostre peculiarità che non sono state considerate».
( da "Tempo, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Università
1 Il ministro Gelmini annuncia un
protocollo con Di Orio La prossima settimana sarà firmato un protocollo
d'intesa tra il ministro dell'istruzione, Maria Stella Gelmini, e il rettore
dell'università dell'Aquila. «Il protocollo conterrà molte delle proposte che
sono state annunciate. Mi riferisco - ha
sottolineato il ministro - al non far pagare le tasse agli studenti che il
prossimo anno si iscriveranno all'università dell'Aquila, alla ricostruzione
della casa dello studente, ai 110 milioni che sono stati dati per l'edilizia
universitaria. Inoltre con il rettore stiamo soprattutto cercando delle soluzioni
per l'ospitalità perché L'Aquila ha 12 mila studenti e c'è molta paura che non
tornino in città». Il ministro ha spiegato che molte famiglie «anche di fronte
a certificati di agibilità non se la sentono di mandare i figli nelle scuole e
nelle università. Nel frattempo, quindi - ha concluso - dobbiamo offrire almeno
una parte di questa ospitalità».
( da "Tempo, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa La cena Incontro
a Villa Madama con le piccole e medie imprese Presenti anche i ministri Alfano,
Scajola, Fitto, Carfagna e Gelmini Silvio volta pagina «Basta chiacchiere Ora pensiamo all'Italia»
Nei palazzi della politica non si parla d'altro. Tra una seduta in Aula, un
intervento in commissione, e una riunione di partito, il tema centrale resta
sempre uno: la querelle Berlusconi-Lario. Una vicenda che spacca gli
italiani - chi a favore dell'uno chi a favore dell'altro -, ma che non sposta
gli equilibri. Anzi. Il divorzio tra il premier e la signora Lario non provoca
mutamenti significativi negli elettori. Che tendono a considerarla una vicenda
dalle scarse influenze sulle loro scelte politiche. Lo confermano tutti i
sondaggi. Compreso quello realizzato ieri (e quindi dopo la puntata di Porta a
Porta) da Ipr Marketing, secondo cui la fiducia verso il premier resta
invariata. Lui nel frattempo, non ne vuole più parlare. Almeno non
pubblicamente. Vuole pensare ai dossier sul suo tavolo, al governo del Paese,
alle emergenze da affrontare (in primis l'Abruzzo), alla campagna elettorale
per le elezioni europee. L'aria ora è proprio questa: un premier che, dopo la
puntata di Porta a Porta, con il carico emozionale con cui ha parlato agli
italiani, dopo aver lanciato la palla a Macherio chiedendo alla moglie di
riconoscere il suo errore, e dopo aver ricevuto da Veronica un «io non mollo»,
alla fine tira dritto. Volta pagina. Un segnale chiaro di quello che è il
ragionamento del Berlusconi post Porta a Porta arriva dalla cena di ieri sera a
Villa Madama, organizzata dal premier per la piccola e media impresa. Ad
arrivare nella residenza diplomatica della Farnesina anche un nutrito gruppo di
ministri, tra i quali Fitto, Alfano, Scajola, Zaia. E non solo. Berlusconi ha
deciso di invitare alla cena anche le donne candidate per il Parlamento
europeo. In particolare, quei tre nomi selezionati e tanto discussi: Lara Comi
(seduta al tavolo del ministro Scajola), Licia Ronzulli e Barbara Matera
(posizionata al tavolo del premier). Una decisione che di certo Berlusconi non
prende a caso. Lo fa per presentare a tutti e cento gli imprenditori riuniti
nel palazzo di Monte Mario, le "non veline" candidate, tutte laureate
e impegnate su più fronti, come il Cavaliere ha ribadito più volte, e con
notevole esperienza professionale. Il premier si tuffa, quindi, nella sua
agenda: ieri ha cominciato con la visita ufficiale al sindaco di Roma Gianni
Alemanno, per poi nel pomeriggio tenere una riunione con i vertici di Alitalia
e Air France, e in serata cenare con le imprese. Il Cavaliere non vuole quindi
perdere ancora tempo in chiacchiere, specie se sulla sua vita privata.
Continuando a dimostrare agli italiani di essere «l'uomo del fare». Forte dei
sondaggi dalla sua parte, forte del bilancio del primo anno di governo che lui
stesso valuta «assolutamente positivo». In una intervista in esclusiva al Gr
Rai, in onda stamattina, Berlusconi spiega che, davanti a tutto questo successo
un segreto c'è: «Abbiamo saputo trasmettere anche agli italiani un messaggio di
serenità, un messaggio di efficienza e tutto questo è stato possibile per la
grande coesione della nostra maggioranza e anche per un unità di intenti di un
ottima, più che ottima, straordinaria squadra di ministri». Oggi molto
probabilmente Berlusconi andrà dal Capo dello Stato. Un incontro con al centro
l'allargamento della squadra di governo. Contrariamente a quando annunciato nei
giorni scorsi, e cioè la nomina solo di viceministri, il Cavaliere ha
confermato ieri l'intenzione di nominare un nuovo ministro: Michela Vittoria
Brambilla da sottosegretario, diventerà titolare (senza portafoglio) del
Turismo.
( da "Tempo, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa il premier in tv replica a
veronica Berlusconi: "Voglio bene a mia moglie però ammetta di aver
sbagliato" Il premier ospite di Porta a porta incalza la moglie: "Ora
chieda scusa e ammetta di essere caduta in un tranello mediatico". Fiducia
sul consenso: "Non perderò la simpatia dei cattolici". Non lo dice a
chiare lettere ma, leggendo bene tra le righe, il messaggio è chiaro: «A mia
moglie voglio bene. A questo punto ammetta l'errore - perché di questo si
tratta - e chieda scusa, pubblicamente». Berlusconi non ha dubbi: siamo davanti
ad una trappola, pensata ed organizzata ad hoc per colpire il presidente del
Consiglio, «l'avversario», un tranello nel quale Veronica è cascata in pieno.
Ed è per questo che lui, lo dice, lo ripete, e lo ripete ancora: entrambi i
capi di accusa lanciati dalla moglie sono falsi, «quindi non veri». Il primo,
il caso veline. Nessuna ragazza, da definirsi tale, era stata inserita nell'elenco
dei possibili candidati per le europee. «Premesso che io non ho nulla contro le
ragazze che fanno questo lavoro magari per mantenersi agli studi. Detto ciò,
nelle liste c'erano solo persone plurilaureate, preparate e, in qualche caso,
anche con notevole esperienza in politica comunitaria». Che siano state
cancellate in un secondo momento? Bruno Vespa prova a incalzare. «Non credo
proprio - replica il premier -. I tre coordinatori avevano un elenco di 100
persone e dovevano arrivare a 72». Quindi, ci sono state 28 persone eliminate,
«ma, indistintamente, uomini e donne». Anche perché, e questo Berlusconi tiene
a spiegarlo bene, i parametri utilizzati per i candidati
europei sono gli stessi utilizzati per la politica italiana, «e quindi sono
quelli della Gelmini, della
Carfagna, della Ravetto, tutte donne che nel Parlamento italiano bagnano il
naso agli uomini con presenze che sfiorano il 98 per cento». Il secondo caso
incriminato: la festa di compleanno di Noemi Letizia. Anche qui, tutte bugie,
un caso montato ad arte. La first lady, nell'annunciare le sue
intenzioni di divorzio, accusava il marito «di frequentare delle minorenni».
Parole che non vanno giù al premier. Accuse che lui continua a respingere,
raccontando minuto per minuto la famosa sera napoletana: dal rapporto con il
padre di Noemi, al suo essere parte integrante della festa, dalle foto che ha
fatto quella sera («tante e con tutti, anche gli uomini della cucina e i
titolari del ristorante») alla sua certezza sull'equivoco, causato dalla stampa,
«quella di sinistra», nello specifico «Stampa e Repubblica». Mentre il capo del
governo risponde alle domande di Bruno Vespa, nello studio di Porta a Porta ha
dietro di sé un grande fermo immagine dal titolo emblematico: «Adesso parlo
io». Ne ha voglia e si vede, pur senza entrare troppo nei dettagli della
questione privata, «per la quale mi sembra doveroso tacere». Vestito blu,
cravatta a pois bianchi e un foglio bianco. Ha un'espressione tesa,
concentrata. Berlusconi è pronto a sciorinare tutto il suo privato, a
rilanciare la palla nel giardino di Villa Visconti a Macherio, dove risiede sua
moglie Veronica. Il premier non pronuncia mai la parola «divorzio», come invece
ha fatto sua moglie. Lui parla di «una storia che è finita o che sta per
finire», grazie ad un «tranello mediatico» ordito dalla sinistra. E quando poi
il direttore del Corriere della Sera Ferruccio De Bortoli, ospite anche lui
della puntata, gli fa notare come magari si poteva evitare di andare ad una
festa di compleanno «tenendo conto del ruolo istituzionale che ricopre»,
Berlusconi non esita neanche un attimo, ed esprime davvero quello che ha
dentro: «Se non parlassi più con la gente, se non andassi alle feste o nei
ristoranti rinuncerei ad essere me stesso. E non rispetterei le promesse
amicali fatte. Io sono un uomo come tutti gli altri». Per tutta la puntata il
clima è questo. Gli intervistatori che provano a fare domande su cosa accadrà
adesso, e lui che continua a battere sulla questione «sono tutte bugie». Quando
vede le immagini dei trent'anni di matrimonio, con una giovanissima Veronica su
di un palcoscenico teatrale, i suoi figli da piccoli, alcune foto della loro
via coniugale, nel suo commento l'emozione si percepisce: «A mia moglie voglio
un mare di bene e sul rapporto con lei non voglio aggiungere altro». Parole
tenere anche sui figli: «Anche ai miei ragazzi voglio il bene più totale, sono
per loro un padre straordinario ed amatissimo e mi dispiace siano stati portati
in mezzo». In origine la puntata di Porta a Porta doveva essere dedicata
all'emergenza Abruzzo (oggi è un mese dal terremoto), facendo anche una sorta
di bilancio di quanto fatto dal governo a un anno esatto dal suo insediamento.
Non solo. Berlusconi aveva anche un'agenda già fissata (con un probabile
incontro con il capo dello Stato sull'allargamento della squadra di governo),
cambiata poi per la partecipazione al programma televisivo. Era troppo
importante dire a tutti come stanno davvero le cose. Era troppo importante
lanciare forse a Veronica un sottile invito a deporre l'ascia di guerra,
ammettendo semplicemente di aver sbagliato. Berlusconi non teme di perdere
consensi a causa di questa vicenda. Così come non teme di perdere la simpatia
dei cattolici, anzi precisa che «il governo ha con il Vaticano i migliori rapporti
che mai ci siano stati». In quella che ormai è diventata la dinasty italiana,
difficile prevedere le prossime puntate. Di certo, il legale della signora
Lario, l'avvocato Maria Cristina Morelli ha già cominciato a lavorare al caso,
mantenendo ovviamente il massimo riserbo su tutto. L'ipotesi più ricorrente è
quella di tentare di trovare un accordo da tutte e due le parti e scegliere una
separazione consensuale. Insomma, pare che la volontà sia quella di non andare
alla guerra ma di attendere che la bufera passi per poi fare le opportune
valutazioni. Tenendo comunque tutto «in una dimensione privata», evitando così
un lungo contenzioso.
( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 38 - Commenti IL CAVALIERE E IL
LETTO AL POTERE (SEGUE DALLA PRIMA PAGINA)
Né è una novità l´asservimento della televisione pubblica ai vizi del principe,
con il "Porta a porta" diventato per l´occasione "Letto a
letto". Ma la velocità, la passione e l´intensità del gossip sul divorzio
hanno coperto lo scandalo reale, ancora irrisolto e dunque intollerabile in un
paese civile. Berlusconi infatti non ha mai chiarito, né i suoi detrattori
hanno mai pienamente dimostrato, quanto erotici siano in Italia i dicasteri e
quanto ci sia di Morgensgabe, di dono del mattino, nelle cariche istituzionali.
Insomma, l´accanimento sul tradimento della moglie nasconde la vera questione
italiana: siamo tornati, unico Paese dell´Occidente avanzato, alle forme
autocratiche del potere, quando lo Stato, i posti di Stato, i ministeri di
Stato, venivano appaltati ai famigli, ai favoriti, ai mariti delle amanti, alle
amanti? Berlusconi, fiutando il palcoscenico maschile, ha consegnato a Bruno
Vespa le sue dichiarazioni di innocenza accompagnate dai soliti ammiccamenti
verso i peccati che giura di non avere commesso. Ma il sospetto infamante e
dunque calunnioso che pesa su di lui non è l´adulterio, non è l´avere
oltraggiato la delicatezza femminile della moglie, non è l´avere offeso e
rinnegato il berlusconismo ingentilito che c´è in Veronica, ma l´avere portato
il letto al potere d´Italia. Ed è persino divertente che il giornale dei vescovi
gli rimproveri l´impertinenza e la mancanza di sobrietà, insomma proprio i
famosi peccati di cui l´italiano, da simpatica canaglia, sa pentirsi e negare,
e al tempo stesso compiacersene e andare fiero. Inconsapevolmente, a riprova
che il moralismo è cieco, "Avvenire" ha reso un favore al Berlusconi
che si bea appunto della propria impertinenza e delle proprie marachelle e non
si rende conto che chiedere a un´assessora il permesso di palpeggiamento,
chiedere «posso palpeggiare un po´ la signora?» con un mezzo sorriso
burocratico istituzionale durante una visita nelle zone terremotate non è una
pulsione ma è una patologia. Eppure "Avvenire" ha accreditato,
censurandola, l´esuberanza sessual-affettiva e non la malattia, ha certificato
quell´eterna adolescenza nella quale Berlusconi finge drammaticamente di vivere
e non la sindrome del nonno immaturo che ridiventa bambino con i bambini e con
le bambine. Più acutamente il mondo religioso avrebbe dovuto vedervi la
decadenza di quell´infoiamento che fu raccontato al cinema da Tognazzi. Qui
infatti non c´è il premierato annichilito dalla commedia all´italiana, dalle
Baruffe chiozzotte, dalle trame dell´Ubalda tutta calda o del Magnifico
cornuto, ma c´è invece il sesso ossessione, il sesso fantasma, il sesso che nessun
concetto prefabbricato dalla psicologia può spiegare e contenere e che nessuna
velina potrà mai addomesticare; qui non c´è lo spettacolo delle soubrette dalle
forme rotonde e le gambe lunghe che capitalizzano e investono sulla propria
bellezza impataccando di carezze gli uomini ricchi e potenti, ma c´è lo
spettacolo degli anziani uomini di potere che le esibiscono e le istruiscono
alla politica: le ricompensano con la politica. Ma perché i vescovi non gli
chiedono conto di quell´altro peccato che, se fosse vero, sarebbe ben più
grave, peccato mortale contro l´Italia e contro gli italiani? Stiamo parlando
della simonia laica, del sospetto, mai provato e mai fugato, di ricompensare
l´avvenenza con i posti in Parlamento e con i ministeri. Fu nell´estate scorsa
che l´Italia fu invasa da decine e decine di "aforismi telefonici"
sui meriti sessuali di ministre e sottosegretarie, frasi più o meno volgari e
più o meno verosimili che ancora adesso purtroppo accompagnano la Carfagna, la Gelmini,
la Brambilla nonché l´intero educandato di attrici, veline e ballerine che non
sono più la gioia malandrina del potere ma sono ormai una degenerazione del
potere italiano. è vero che fu gossip anche quella divulgazione, per
passaparola e per mormorio, del contenuto, non si sa quanto calunnioso,
di alcune intercettazioni, come sempre di nessun valore penale. Ma la
distruzione legittima e legale di quelle intercettazioni non ha certo smontato
l´infamia della quale Berlusconi e le sue ministre si dichiararono vittime.
Anche perché l´Italia deve all´ambiguità della sua storia la fama di paese nel
quale si distruggono solo le prove, di paese nel quale più si distrugge e più
si costruisce la prova. Attenzione dunque a quel che accade. Con la complicità
delle televisioni e dei giornali che trascinano anche Veronica nel letamaio e
la mostrano senza veli per farne una velina dissennata e scosciata, Berlusconi
sta trasformando le ferite che ha inferto alla moglie in una battaglia e magari
già in una vittoria politica, con l´idea tutta berlusconiana della politica
che, come la vita sregolata e romanzesca, fluisce nel viso rifatto e nei
capelli che ricrescono, nella prostata che guarisce e nel seduttore che
ringiovanisce, nel padre in pericolo e nel marito monello: è un fumo, una
magia, un "a me gli occhi" che non solo restaura il mito guasto e
avariato del "Silvio Priapo" ma nasconde il vero, l´ultimo scandalo
di un´Italia non più governata dal conflitto di interessi, ma dal conflitto di
piaceri: prurito di interessi, conflitto di pruriti, conflitto di interessi
pruriginosi.
( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina XI - Torino Università, tensione
su elezioni e G8 Inseguimenti notturni tra sinistra e destra, l´Onda occupa il
Miur Un gruppo di studenti di Arcadia assaliti mentre affiggevano manifesti
OTTAVIA GIUSTETTI Inseguimenti nella notte, occupazioni e proteste: la prima
giornata di votazioni per le elezioni degli studenti dell´Università si è
chiusa senza incidenti ma con la promessa di una nuova massiccia mobilitazione
in occasione del G8 dell´Università in programma al Castello del Valentino la
prossima settimana. Poca attenzione in realtà alle urne, dove come a ogni
appuntamento l´affluenza si è fatta desiderare, e molta di più tra il collegio
Einaudi dove nella notte un gruppo della lista Arcadia che stava attaccando dei
manifesti ha denunciato l´aggressione di un gruppetto di persone che a volto
coperto e con bastoni di legno alla mano si è avvicinato per minacciarli. I
ragazzi di Arcadia, lista dell´estrema destra per la prima volta candidata alle
elezioni studentesche, si sono rifugiati all´interno della residenza per
studenti e il guardiano notturno che ha assistito alla scena proiettata dalle
telecamere ha chiamato la polizia. Gli aggressori sono fuggiti e non c´è stato
modo, almeno per ora, di identificarli, ma i rappresentanti della lista che fa
capo a Casapound si sono detti certi di riconoscerli come esponenti di
Askatasuna. Nel pomeriggio, invece, ad accendere i riflettori delle telecamere
sono stati gli studenti dell´Onda anomala che intorno alle 16 sono entrati, una
cinquantina, nella sede del Miur di via Pietro Micca e hanno occupato
pacificamente la sala riunioni. Appeso al balcone del secondo piano uno
striscione con scritto «block g8, 19 maggio manifestazione nazionale» hanno
lanciato un fumogeno e chiesto di essere ricevuti e ascoltati da un rappresentante
del ministero. «Occuperemo a oltranza fino a che le nostre richieste non
saranno prese in considerazione», hanno dichiarato in un primo momento. Così
nella sala occupata si è presentato Paolo Iennaco, il vice direttore scolastico
regionale, che si è seduto di fronte ai ragazzi e ha ascoltato le loro
richieste. «Vogliamo prendere parte all´attività decisionale che riguarda
scuola e università - hanno detto - visto che questo G8 torinese non ha
coinvolto in nessun modo gli studenti noi chiediamo che sia cancellato».
Iennaco ha chiarito con durezza di non voler prendere posizione in merito e ha
lasciato la sala promettendo di farsi solamente portavoce presso il ministero
delle istanze dell´Onda. Di fronte alla possibilità di una occupazione a
oltranza però nessuno ieri aveva intenzione di arrivare allo scontro, né gli
studenti né gli uomini della Digos, che nel frattempo erano accorsi per
misurare l´intensità della protesta. Giuseppe Petronzi, il capo della Digos, ha incontrato personalmente i rappresentanti del movimento e li
ha convinti a lasciare il palazzo entro l´ora di chiusura per evitare di dover
intraprendere un´azione di forza e così è stato. Ma lo slogan scandito
dall´Onda è ora: «Tremonti, Gelmini, Brunetta, voi non sapete il maggio che vi aspetta».
( da "Repubblica, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina IX - Bari Scuola, la scure su
medie e licei oltre duemila docenti in meno Sindacati in rivolta. La direzione:
avremmo dovuto chiudere FRANCESCA SAVINO Duemila 107 docenti in meno nelle
scuole medie di primo e secondo grado. Sale a 3mila 337 il numero totale di
cattedre che l´anno prossimo spariranno dagli istituti pugliesi; dopo i mille e
230 maestri in meno nelle elementari, ieri l´ufficio scolastico regionale ha
definito in un vertice con i sindacati gli ultimi tagli in organico. Le scuole
medie inferiori, che perderanno 1120 iscritti, pagheranno il prezzo maggiore:
mille e 109 i posti tagliati, a fronte di una previsione iniziale di 864
docenti in meno. «Un sacrificio insostenibile» si ribella la Flc Cgil che con
Gilda si è opposta all´operazione disposta dalla direzione scolastica. «Una
manovra necessaria» per la dirigente Lucrezia Stellacci: il decreto
interministeriale sugli organici imponeva un taglio complessivo di 2mila 170
cattedre suddividendolo in 864 per le medie inferiori e 1243 per le superiori,
nelle quali la fuga di alunni era più consistente con 2mila 164 studenti in
meno. La riduzione di professori avrebbe però messo a rischio «le attività
didattiche minime e la stessa esistenza degli istituti di secondo grado»: così
la direzione dell´Usr ha disposto lo slittamento di 245 tagli dagli istituti
superiori, che ne perderanno "solo" 998, alle medie inferiori. Flc e
Gilda chiedono di inviare una nota al ministro Gelmini per segnalare «l´estrema pesantezza dei tagli e ottenere dal
ministero i 245 posti necessari», mentre la Cisl scuola sottolinea anche le
responsabilità di enti locali e scuole che non hanno garantito il tempo
prolungato. La segreteria provinciale della Cisl di Bari, dove dopo dieci anni
Lena Gissi ha ceduto il testimone al collega Francesco Basile e a Domenico
Maiorano per passare alla segreteria confederale di Puglia, sottolinea
il prezzo da pagare negli istituti baresi: le medie perderanno 400 cattedre,
mentre nelle superiori ci saranno 347 professori in meno.
( da "Tirreno, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 5 - Pistoia Sì alla seconda classe
a tempo pieno Risposta positiva dal provveditorato per le elementari di Santa
Lucia Boom di famiglie che hanno richiesto le quaranta ore nelle primarie del
centro QUARRATA. Concesso il tempo pieno alla scuola elementare comunale Santa
Lucia. A partire da settembre, dunque, i bambini iscritti alla prima elementare
potranno stare a scuola anche il pomeriggio scegliendo tra una classe a tempo
normale e una a tempo pieno. Scelta che non è stata possibile per i loro
compagni più grandi di un anno. Il tempo pieno era stato loro negato per
insufficienza di richieste. Il numero minimo di bambini necessario per creare
una classe deve essere infatti di almeno quindici richiedenti. Per gli alunni
che attualmente frequentano le prime classi della scuola, però, a fare domanda
erano state solo una decina di famiglie. «Ma non abbiamo avuto - commenta Marco
Melani, dirigente del primo circolo - particolari contestazioni. I genitori
sono stati contattati prima dell'inizio della scuola per le spiegazioni del
caso». I dati raccolti dalla segreteria a fine febbraio hanno mostrato una
netta inversione di tendenza. Come in tutte le scuole
primarie della provincia, e complice la riforma Gelmini, tante famiglie hanno scelto la strada delle 40 ore complete.
Dei 58 bambini iscritti alla stagione scolastica 2009/2010 circa la metà
vorrebbero il tempo pieno. «è stato raggiunto - conferma Melani - il numero
sufficiente per la formazione di una nuova prima. Nella scuola
elementare Santa Lucia il prossimo anno avremo due classi prime, una a tempo
normale e l'altra a tempo prolungato». Saliranno così a due le classi full
time, una prima e una terza. «La speranza - afferma Melani - è di riuscire a
formare un'intera sezione come alle scuole elementari di via Torino». La
soluzione del tempo pieno per molte famiglie sopperisce a un'esigenza concreta,
nei casi in cui entrambi i genitori lavorano. Ma è una soluzione positiva anche
da un punto di vista occupazionale. Con più ore di scuola da coprire sono
necessarie anche più insegnanti. «Solitamente - spiega Melani - in ogni classe
c'è un'unica maestra, principale, e altre insegnanti con un numero minore di
ore. Invece in una classe a tempo pieno le insegnanti di riferimento devono
necessariamente essere due». Il Comune ha intanto firmato il contratto con la
ditta vincitrice dell'appalto per la realizzazione del primo lotto di lavori
per la nuova scuola elementare di via Dante Alighieri, negli spazi della ex BG
Export. A vincere la gara è stata la Tecno Edil Srl di Firenze, che ha a
disposizione 300 giorni per completare la prima parte dell'intervento:
ristrutturare lo stabile e costruire le prime quattro classi, che saranno
utilizzabili già a partire da settembre. Con il secondo lotto saranno ricavate
le ultime due classi e uno spazio da destinare a mensa o palestra.
L'amministrazione sta pensando a una sperimentazione: far pranzare i bambini
nelle aule e lasciare lo spazio inizialmente pensato per il refettorio alle
attività ginniche. Marta Quilici
( da "Tirreno, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Stasera incontro
al Conservatorio San Niccolò sugli effetti della riforma Gelmini Gli interrogativi
sulla scuola che verrà PRATO. I giochi sono ormai fatti: mentre le scuole si
sforzano di ricomporre il puzzle degli organici già si delinea la scuola
dell'obbligo che prenderà avvio il prossimo settembre. Luci, oppure ombre? Che cosa dire ai genitori e agli insegnanti che si
interrogano sul futuro della scuola italiana? Stasera su questo argomento si
terrà un incontro nella sala del Granaio del Conservatorio San Niccolò in
piazza S. Niccolò. Ad organizzare la riflessione "Verso la scuola che
verrà - Le aspettative dei docenti, dei genitori, degli studenti", sulle
concrete conseguenze che accomuneranno famiglie e operatori della scuola sono
state la sezione Aimc di Prato e
l'Associazione Genitori A.Ge. Toscana. «A nostro avviso occorre avere il
coraggio di fare chiarezza, scendere nel concreto e riconoscere pregi e difetti
della riforma Gelmini al di là di qualsiasi
pregiudizio di parte -dichiarano concordi gli organizzatori- Solo così la
scuola italiana potrà affrontare con consapevolezza e con la consueta
professionalità le grandi sfide che la attendono». Relatori d'eccezione
Gianfranco Simoncini, assessore all'Istruzione, alla Formazione e al Lavoro
Regione Toscana, che tratterà il tema "Rete scolastica e Sistema regionale
dell'istruzione. Il modello toscano", e Giovanni Biondi, capo Dipartimento
del ministero Istruzione, Università e Ricerca, con "La riforma in atto.
Cosa cambia nella scuola?". Due esperti di comprovata esperienza, le cui
relazioni saranno precedute dai saluti di Marco Romagnoli, sindaco del Comune
di Prato, e di Giovanni Bensi, Presidente regionale Aimc.
Sarà poi la volta del pubblico, che con le sue domande animerà l'ampio spazio
riservato al dibattito. Infine la riflessione e la proposta delle associazioni
con Luciano Magnanimo, membro della segreteria Aimc
di Prato, e Rita Manzani Di Goro, presidente dell'Associazione Genitori A.Ge.
Toscana, che curerà anche le conclusioni.
( da "Tirreno, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Prato Nel Montalbano tempo
pieno garantito La preside dell'istituto Pontormo: «E' una lieta notizia per
124 famiglie» CARMIGNANO. Possono tirare un sospiro di sollievo i genitori dei
142 bambini di tutto il comune che a settembre frequenteranno la prima
elementare. Le indicazioni sul modulo scelto per i loro figli - tempo pieno o
tempo normale - saranno tutte rispettate. Il che non era scontato, visti i
tagli annunciati dal governo e dal Ministero e a fronte dei numeri non troppo
incoraggianti delle sei quinte in uscita (non tutte autorizzate al tempo pieno,
anche se di fatto era quello che facevano) rispetto alle sette prime previste a
settembre. E invece nessuna sarà scontato. Manca l'ufficialità ancora. Ovvero
la comunicazione da Roma. Ma la prospettiva è certa, tanto che la preside
Simonetta Belli che dirige l'istituto "Il Pontormo" - sei scuole
elementari, una media e dodici sezioni di materna - decide di anticiparla.
«Oggi possiamo dare una lieta notizia» dice. Soprattutto possono tirare un
sospiro di sollievo le 124 famiglie, quasi l'88 per cento, che avevano scelto
il tempo pieno: quello più a rischio. Nella riforma del
ministro Gelmini le 24 e 27
ore settimanali (maestro unico compreso) dovevano infatti essere il modello di
riferimento per il futuro. Le quote (e i tagli) erano stati calcolati di
conseguenza. Invece, sul Montalbano come altrove, le scelte delle famiglie
avevano sparigliato le carte. Saranno così a tempo pieno, con 40 ore la
settimana, le due prime previste a Comeana e l'unica attesa a Carmignano.
Saranno a tempo pieno anche tre prime su quattro a Seano, con classi che
oscilleranno mediamente tra i 22 e 23 alunni. Per i diciotto bambini che
restano l'orario sarà invece di 27 ore (29 con la mensa), con due rientri
pomeridiani a settimana. "Il modulo a 24 e a 30 ore non è stato infatti
preso in considerazione a Carmignano" spiega la preside. Ad attendere,
incrociando le dita, a questo punto rimangono solo le famiglie dei 20-30
bambini in lista di attesa per un posto alle materna di Santa Cristina a Mezzana
e Seano. La loro sorte dipende infatti dall'assegnazione degli organici, che in
questo caso è ancora in alto mare. Se da Roma sarà concessa una sezione in più
potranno infatti trovare posto. Altrimenti l'unica alternativa sarà frequentare
una scuola paritaria: l'asilo di Seano, gestito dalle suore del paese, o quello
di Comeana, che fa capo al consorzio di cooperative pratesi Astir. W.F.
( da "Resto del Carlino, Il (R. Emilia)"
del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
REGGIO pag. 9 L'assessore Sassi: «Scuola,
evitati tagli maggiori» LA SCUOLA reggiana, almeno nella scuola primaria,
assorbe la "botta" dei tagli al personale docente della Finanziaria.
Piu' critica invece la situazione alle superiori e le ripercussioni sul
personale Ata. Lo dice l'assessore comunale alla scuola, Iuna Sassi, per cui
«il movimento di protesta che, dell'anno scorso, ha interessato l'intero Paese
e anche la nostra città ha evitato il peggio». La massiccia richiesta delle 30
e 40 ore, da parte delle famiglie, infatti, «oltre a bocciare
nei fatti la proposta Gelmini delle 24 ore, ha consentito all'Ufficio scolastico provinciale
di evitare, sulla scuola primaria, tagli ancora più drastici, che erano già
stati previsti dal ministero». In città si avranno «15 docenti in meno dello
scorso anno (da 583 a
568), con 4 classi in più, ma sarà possibile garantire le 30 ore a tutti e
alcune nuove classi di tempo pieno».
( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'Anpi rilancia: quel 25 Aprile è di oggi
e per l'Italia di domani BRUNO GRAVAGNUOLO Come ha vissuto l'Anpi, la più
grande associazione partigiana d'Italia, la «riabilitazione» del 25 Aprile da
parte di Berlusconi? C'è chi ha accredidato la diceria che si sia ritrovata
spiazzata. O che addirittura l'abbia osteggiata. Per evitare lo «scippo»
politico della ricorrenza. Niente di più sbagliato. Perché anzi l'Associazione
ha rivendicato a sé almeno in parte il merito di aver difeso in tutti questi
anni quella data fondativa. Di Liberazione, Libertà e Costituzione. E anche
perché la stessa revoca dell'inaccettabile legge 1361 - parificante
nell'«Ordine Tricolore» repubblichini e partigiani - è stata il frutto in primo
luogo dell'iniziativa dell'Anpi, che ha trascinato con sé forze politiche e
amministrazioni locali, anche di centrodestra. Fino a impedire la «pari dignità
dei belligeranti» nel 1943-41, che avrebbe rappresentato sbrego e regressione
simbolica all'anno zero, per la repubblica democratica e antifascista. Insomma
l'Anpi ha rilanciato e rilancia, come emergeva ieri nella sede romana
dell'Associazione in via degli Scipioni, in una conferenza stampa con Raimondo
Ricci, Vicepresidente nazionale, Armando Cossutta, del Comitato nazionale,
Carlo Ghezzi, presidente della Fondazione Di Vittorio e Luciano Guerzoni della
segreteria nazionale. Mattinata istruttiva, alla quale hanno partecipato anche
giornalisti come Valentino Parlato e storici come Giuseppe Tamburrano. E cosa
ne è venuto fuori? Innanzitutto che l'Anpi non è una comunità di reduci, e non
si arrocca. Ma si trova oggi ad affrontare persino una crisi di crescita, dove
le sue responsabilità sono aumentate. Perché? Intanto, tra le sue fila
accorrono giovani, giovanissimi e anche delusi di sinistra, orfani di
appartenenza politica. Alla ricerca di un luogo sul territorio in grado di
tonificare identità, e di restituire respiro attivo alla memoria. Per farne
proposta politica, occasione di militanza culturale, spazio di incontro tra le
generazioni, mentre i protagonisti della lotta partigiana scompaiono e cedono
il passo. Prendiamo le proposte, illustrate da Ricci all'inizio. Eccole.
Rispetto e attuazione della Costituzione giorno per giorno, inclusa la
celebrazione del 25 Aprile sempre e ai vari livelli istituzionali. Espunzione
delle norme discriminatorie contro i clandestini, indegne di un paese civile.
Messa in mora per sempre e con sanzione giuridica di ogni tentativo di
parificazione tra i combattenti del 1943-45. Insegnamento
della Costituzione come materia autonoma e curriciolare nelle scuole, di là dei
generici impegni della Gelmini. Piena luce del Parlamento su stragi nazifasciste e «armadi
della vergogna». Infine l'impegno a connettere scuola, ricerca e Istituti della
Resistenza, per formare una rete operante della memoria. Su tutto questo l'Anpi
il 20 maggio misurerà i candidati. I candidati delle varie liste da
appoggiare alle Europe e alle Amministrative. Programma nutrito dunque, in
vista della Conferenza nazionale di organizzazione del 26-28 Giugno a
Chianciano: Una nuova stagione per l'Anpi. Ma non c'era solo la sfida
programmatica. S'è parlato anche di politica, istituzioni e revisionismo.
L'Anpi ad esempio vuole dedicarsi al nesso Costituzione - Parlamentarismo e
Antifascismo. Per opporsi a derive presidenziali, premierali e plebiscitarie. E
alla ricerca storica: davvero il 1943-45 fu essenzialmente guerra civile e
quindi da ridimensionare? Un quesito che l'Anpi affronterà con storici e
testimoni. Per rettificare vulgate e leggende. La discussione con i dirigenti
nazionali, storici e giornalisti. Nessun imbarazzo per la celebrazione
berlusconiana della Liberazione, ma voglia di incalzare la destra. Dalla
scuola, alle istituzioni, all'uso della storia.
( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
ANCONA pag. 4 «I GIOVANI non chiedono di
potersi drogare, ma una società in cui inter... «I GIOVANI non chiedono di
potersi drogare, ma una società in cui intervenga la rivoluzione del merito,
ovvero l'esatto contrario del '68». E' un passaggio dell'intervento di ieri del
ministro per le politiche giovanili, Giorgia Meloni, a una manifestazione
elettorale del Pdl. «Il '68 ha
aggiunto voleva l'uguaglianza come punto d'arrivo, ovvero l'egualitarismo,
mentre l'eguaglianza dev'esservi come medesime opportunità per tutti senza
distinzioni e discriminazioni. I provvedimenti del ministro
Gelmini ha proseguito
parlano esattamente di questo, e le ultime contestazioni mi hanno lasciato
perplessa, perchè, durante gli anni della mia militanza nel movimento
studentesco, non avevo mai visto gli interessi degli studenti saldarsi con
quelli dei baroni universitari. Come quando ha continuato a Palermo gli
studenti facevano lezione all'aperto con il professor Carapezza; l'anomalia però
ha evidenziato la Meloni sta nel fatto che a Palermo ci sono quattro professor
Carapezza. C'e qualcosa che non va, perchè l'interesse degli studenti è
combattere la disparità, come il governo nazionale sta facendo. Le politiche
giovanili ha poi aggiunto non sono una questione di nicchia, ma necessitano di
una prospettiva di lungo periodo». Riferendosi quindi alla proposta lanciata
dal candidato sindaco di Ancona del Pdl Giacomo Bugaro, presente all'iniziativa
il quale ha annunciato per la città un piano casa per giovani con 250 alloggi
di 70 mq a 80mila euro cadauno la Meloni ha ricordato il piano casa del Governo
e il fondo di garanzia per l'acquisto di alloggi istituito dal suo dicastero
per i giovani e precari.
( da "Unita, L'" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
GIUSEPPE PROVENZANO Si vive come in
attesa, di questi tempi. Specie se hai vent'anni o trenta, non hai un contratto
di lavoro, non hai ancora guadagnato cento euro. File di praticanti, in attesa
che l'avvocato si accorga che non sei una segretaria. Molti in attesa di un
concorso pubblico: come si dice, gli esami non finiscono mai. Gli esami sono
finiti, e sono finiti i concorsi. Lo sanno quelli in attesa di una borsa di
dottorato, o da ricercatore - ma meno, ché «fare ricerca è da figli di papà».
In attesa di partire, spinti qua e là alla ventura, o verso le mete di sempre:
il Nord, l'America, l'Australia. E mentre Berlusconi sale nei sondaggi,
l'Italia si laurea in scienze della comunicazione, che non è una facoltà: è il
marchio, il modo d'essere più diffuso di una generazione. Deve attendere, chi
ha la folle idea di fare sul serio giornalismo: meglio inseguire sceneggiature
di fiction, fare l'autore di reality. Lì, almeno, lo zingaro, il transessuale,
il giovane di provincia, possono farcela. Da Maria De Filippi a Sanremo:
l'unica agenzia di mobilità sociale. Non si perde tempo, invece, alla sera
nelle chat. Passione e compassione a buon mercato, anticamera di realtà, senza
pudori e inibizioni. Piazza appartata e confortevole, perché la città è «lunghe
distanze da colmare, parcheggi che non si trovano». E così è diventata
l'Italia, lontananze marcate e soste impossibili, e a girarla viene «una gran
malinconia». Giovani e Belli, il libro di Concetto Vecchio (Chiarelettere) sui
trentenni di quest'Italia berlusconiana, si può leggere così, come una chat.
Facendo zapping sulle rubriche, clic su quella che intriga, contatto: e
scivolare in una storia, tra le «pieghe della medietà». Una generazione che si
svela in confessioni, lettere aperte e private, unica conversazione possibile.
Vie d'accesso a un sottosuolo, dove è verace l'immagine del paese. Al sesso
bulimico, al gallismo occulto e alle giovani trentenni stanche di socialità
coatta, di ambizioni frustrate, «single per sempre». Sono molti i libri che
negli ultimi anni denunciano il Mal di merito, come la più grave ingiustizia
del paese, l'assenza di Meritocrazia, i Mediocri, potenti dell'Italia immobile.
Una politica Contro i giovani, con Talento da svendere e Tutta la vita davanti,
che invece di valorizzare lascia avvizzire o spinge alla fuga. Concetto Vecchio
non ha tesi, si limita a dar voce a chi ha esperienza di questo male. Racconta
l'intollerabile casualità di diventare, si fa per dire, "classe
dirigente": l'esercito di giovani donne, col mito della Gregoraci,
candidate ed elette dal Pdl; la malintesa logica della rappresentanza che ha
riempito il Parlamento di giovani corpi da vetrina, e di ruffiani. "Il
merito prima di tutto", dicono Mara Carfagna e
Mariastella Gelmini, pronte
a presentare le veline candidate alle europee, e solo la Fondazione Farefuturo
di Fini ha un riflesso di decoro: Berlusconi cresce nei sondaggi.
All'opposizione, l'incerto e maldestro rinnovamento del Pd. E nel libro sembra
rimanga solo l'occhio lucido di intelligenza e ironia di Diego Bianchi,
Zoro, a fare cronaca dello spaesamento. I giovani impegnati in giro per
l'Italia non fanno notizia, non vanno in televisione: che senso avrebbe
cooptarli? «Poiché i giovani sono pochi, logica vorrebbe che su di loro si
investisse molto, assegnandogli maggiori responsabilità e funzioni di rilievo»
dice Livi Bacci nel suo Avanti giovani, alla riscossa! Con la scienza dei
numeri li chiama all'urgenza di un impegno. Alla fine, basterebbe trovare il
tempo e il luogo per parlarsi, coi giovani "passivi per necessità":
quelli che si raccontano a Vecchio, a cui la famiglia non paga l'affitto, e
vanno ad abitare le borgate romane. Tra gente di colore diverso, e la stessa
povertà caotica. Affitti in nero, da capogiro. Coprifuoco alla sera. E il
Governo vola nei sondaggi. C'è il Nord, nel libro, con la disarmante sensazione
che l'Università sia inutile: chi lavora da dopo la maturità può guadagnare più
del doppio rispetto al primo impiego di un laureato. Poi, in Bocconi, dove si
formerebbe la "futura classe dirigente", si scopre una maggioranza
senza curiosità del mondo, che non legge i quotidiani. E poi, c'è Catania in
bancarotta, metafora di quella morale e materiale del Sud, dell'Italia intera.
Tra la monnezza, rivolte delle plebi contro gli stessi politici che hanno
riempito e riempiranno di suffragi. Ci sono i 160 mila giovani strappati al
Mezzogiorno. Da laggiù non si parte, si scappa. Una dice: «se tutte le
intelligenze se ne andranno, alla fine resteranno solo i Gattopardi». No, è
come nel romanzo, sono andati via anche i Gattopardi: sono rimaste le iene, gli
sciacalli e le pecore. Avrebbe ben trovato il suo posto, nel libro, anche un
altro sentimento: la noia. La stessa che raccontò Brancati, a Caltanissetta, di
quel giovane che se fosse vissuto nei secoli passati sarebbe stato un
pensatore, un poeta o un condottiero, ma «vivendo in Italia nell'epoca in cui
gli era toccato di vivere, e avendo trent'anni nel '37, faceva l'unica cosa
nobile che potesse fare un uomo come lui: si annoiava». In quegli anni, nella
stessa città, cresceva Emanuele Macaluso: racconta dei giovani intellettuali
che nel dopoguerra entrarono in "connessione sentimentale" con un
popolo offeso, dando ad esso dignità e speranza. Dice del lento spegnersi delle
lotte meridionali, in un'Italia in cui è saltato ogni vincolo di solidarietà:
così scompare il Mezzogiorno, e scompare la sinistra. Rivela che lui, ormai, ha
perso la speranza. I giovani meridionali di oggi non l'hanno ancora conosciuta.
O forse intuita disperando, sui morti ammazzati dalla mafia, oltre le parole
degli striscioni, a Locri. Concetto Vecchio trascorre un anno intero tra questi
giovani - l'anno in cui i vecchi litigavano su quando erano giovani loro:
ovvio, tutti i meriti e tutte le colpe sarebbero del '68. Il libro, in qualche
caso racconta come è andata a finire. La vita da avvocato, la vita in
Australia. La trentenne che ha trovato l'uomo, non perché lo volesse ma perché
ha capito ciò che non voleva. Accontentarsi: come impone la "buona
società". La buona politica farebbe tutto il contrario. Giovani e Belli è
uno sguardo su una gioventù pietrificata, in un tempo che si è fermato, che
comprende chi aveva vent'anni in quel 1994 della "discesa in campo" e
chi ha vent'anni oggi. Quelli che sono rimasti, e quelli che sono andati via
cantando. E tutti che attendono: chissà, la fine di quest'epoca, e non lo
sanno. Diceva Carlo Levi che, in certi momenti della storia, la sola fortuna
sarebbe quella di essere così liberi dal proprio tempo, così da esso esiliati,
da poter essere veramente contemporanei. Ma questa è una bestemmia. C'è la
crisi e il terremoto. La conferenza stampa con Berlusconi, a suo fianco Gianni
Chiodi, il governatore dell'Abruzzo. È lì, ci ricorda il libro, perché è
«Giovane e Bello».
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Provincia di Nuoro Pagina 5017 Barbagia
Belvì Tagli alle scuole, quattro sindaci in Regione Barbagia Belvì -->
Stamattina i sindaci del comprensorio scolastico di Desulo incontreranno
Armando Pietrella, direttore dell'Ufficio istruzione regionale, con l'obiettivo
di trovare una soluzione al problema dei tagli nelle scuole dell'obbligo previsti dal decreto Gelmini: il rischio è la perdita di numerosi posti di lavoro,
l'accorpamento di diverse classi e la fine del tempo prolungato. Dopo numerose
assemblee, i primi cittadini Peppino Zanda (Desulo), Paolo Fontana (Aritzo),
Antonello Secci (Gadoni) e Rinaldo Arangino (Belvì) hanno incontrato
l'assessore regionale Maria Lucia Baire che, sostiene il vicesindaco di
Desulo Alessandra Peddio «ha riconosciuto la validità delle nostre istanze si è
impegnata e, oltre a sollecitare l'incontro con Pietrella e ha manifestato
l'intenzione di venire di persona nel nostro territorio. Intanto il Consiglio
provinciale ha approvato l'ordine del giorno proposto dai consiglieri Camillo
Cogoni e Ciriaco Loddo che impegna il presidente Deriu chiedere al ministro
dell'Istruzione di rivedere i parametri del decreto tenendo conto della
specificità delle zone interne e della viabilità. ( c. e. )
( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Scarafaggie studenti sulle scale divieto
di sedersi davanti alla chiesa dell'annunziata CON L'ARRIVO della primavera
torna in voga tra gli studenti di via Balbi il bivacco al sole tra una lezione
e l'altra. Una delle zone più ambite per un po' di relax è senza dubbio la
scalinata della Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, già teatro
delle lezioni all'aperto tenute da alcuni professori durante il periodo di protesta contro la riforma Gelmini. In questi giorni, gli studenti hanno però trovato sulle scale
della basilica un messaggio che non si aspettavano, un divieto a sedersi
causato da una disinfestazione in atto sulla scalinata, rifugio e nido per gli
scarafaggi. Verità o espediente per limitare il continuo bivaccare dei ragazzi
che spesso si dimenticano di ripulire dopo i pasti all'aperto? Il prete
della basilica, don Germano Ivaldi, fuga ogni dubbio sulla legittimità del
divieto. «Non è un trucco per tenere lontano i ragazzi, anche se spesso
dobbiamo ingaggiare qualcuno per pulire i rifiuti che lasciano. La
disinfestazione era prevista da tempo, ma tra due settimane tutti potranno
tornare a sedersi, rispettando comunque il decoro». Tuttavia gli studenti non
sembrano credere del tutto alla versione fornita dal sacerdote. «Ci sono circa
venti divieti incollati sulle scale e sulle colonne, un messaggio un po' troppo
allarmante per una disinfestazione a cielo aperto - spiega sorridendo Andrea
Ganci, studente a Lettere - Ma in fondo è primavera e se c'è un po' di sole e
un panino, correrò il rischio». M. Pol. 07/05/2009
( da "Corriere della Sera" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Politica
data: 07/05/2009 - pag: 11 Ricevimento Il presidente del Consiglio salirà al
Colle per la Brambilla ministro Il Cavaliere agli imprenditori «Ecco le mie
signorine laureate» Cena a Villa Madama con le tre giovani in corsa per
Strasburgo ROMA «A ogni comizio le porterò con me e vi dimostrerò quanto sono
brave, altro che veline». Lo aveva promesso, l'ultima volta a Varsavia, mentre
la moglie tuonava contro il 'ciarpame senza pudore' rappresentato dalla
presenza di alcune donne non meritevoli nelle liste del Pdl. Lo aveva promesso
e ieri sera Silvio Berlusconi lo ha fatto. Le ha presentate una ad una ad un
centinaio di imprenditori. Le ha accompagnate al microfono. Invitate a parlare
di sé, del proprio curriculum, delle esperienze professionali, dei desideri e
dei programmi di ognuna di loro. Contesto: i saloni e i giardini di villa
Madama, di fronte a mezzo governo e a una fetta consistente di economia
italiana. Il premier è stato di parola. Come chi deve vincere una scommessa cui
tiene moltissimo ieri sera ha invitato a una cena fra l'esecutivo e il mondo
dell'imprenditoria «le signorine », così come le ha definite due giorni fa a
Porta a Porta, «che sono tutt'altro che veline ». Donne che si distinguono
anche per la bellezza, che saranno nelle liste del Popolo della Libertà per le
elezioni europee, ma che a giudizio del premier non hanno nulla a che fare con
l'accusa di essersi fatte strada solo per essere piacenti. Quando le «signorine
» (in realtà alcune accompagnate dal fidanzato, ma altre dal marito) hanno finito
di parlare, il Cavaliere ha chiosato: «Come volevasi dimostrare, altro che
show-girls!». Lui stesso ne aveva parlato così negli studi di Bruno Vespa:
«Lara Comi è bravissima e plurilaureata, è già stata coordinatrice dei giovani
di Forza Italia in Lombardia e sarà una bravissima parlamentare europea. Licia
Ronzulli è una laureata che dirige 50 persone con un'équipe di medici e che a
Strasburgo terrà le fila dei nostri europarlamentari, per garantirne le
presenze. La terza, Barbara Matera che è stata presentata ai 3 coordinatori da
Gianni Letta, è stata una 'signorina buonasera' e ha fatto Carabinieri, ed è in
attesa di discutere la tesi di laurea. È bellissima, ma serissima. Sarà la più
puntuale e la più preparata come tutte le donne che ho portato in politica: come è accaduto con la Gelmini, la Carfagna. Bagneranno tutte il naso agli uomini e saranno
molto più presenti degli uomini». Con questa introduzione, parola più, parola
meno, il capo del governo le ha invitate ieri sera a parlare di sé e
presentarsi di fronte, fra gli altri, ai vertici di Fastweb (Stefano Parisi),
di Publitalia, Amadori (Francesco Amadori), Fileni e Microsoft (Umberto
Paolucci). Una sorpresa che ha rallegrato una serata (punteggiata dalla musica
dal vivo di alcuni cantanti) che nelle intenzioni di Palazzo Chigi arricchisce
il ciclo degli incontri fra il presidente del Consiglio e il mondo
dell'economia italiana. Un ciclo iniziato l'anno scorso, subito dopo la
vittoria elettorale, mirato a incoraggiare i rapporti e lo scambio di informazioni
fra esecutivo e imprese, le singole conoscenze fra ministri e capi d'azienda,
con l'obiettivo finale di produrre un rapporto virtuoso fra attività di governo
e richieste del mondo del lavoro. Durante la cena si è parlato anche del
completamento della squadra di governo (fra gli altri Michela Brambilla,
Turismo, dovrebbe essere promossa a ministro). Oggi Berlusconi salirà al
Quirinale per parlarne con il capo dello Stato. Marco Galluzzo Visita al
Campidoglio Il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ieri a Roma
all'uscita del Campidoglio insieme al sindaco della città Gianni Alemanno
(Eidon/Andrea Rossi)
( da "Stampa, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
ESPERIMENTO FINO AL 31 LUGLIO LE NUOVE
LIMITAZIONI CONTENUTE IN UN PROVVEDIMENTO FIRMATO DAL PREFETTO Cortei in
centro, ecco il giro di vite Decisione presa dopo aver consultato il sindaco e
le forze dell'ordine [FIRMA]ANDREA ROSSI Il primo banco di prova potrebbe
essere il prossimo G8 dell'Università, con i manifestanti
che promettono di contestare pesantemente la visita del il ministro Gelmini e il summit dei rettori. Quei
giorni potrebbero vedere applicato il nuovo decreto che consente di limitare
cortei e manifestazioni in città. Da più parti, da anni, si sollecita un
provvedimento specifico. Adesso c'è. L'ha firmato il prefetto Paolo Padoin.
Fino al 31 luglio, in via sperimentale, i cortei potranno subire limitazioni «a
tutela dell'ordine pubblico e della sicurezza». Formula che è il preludio a una
linea più dura nei confronti delle manifestazioni di piazza. Via dal centro?
Non tutte, ma alcune sì. Soprattutto nei fine settimana. E soprattutto via chi
ha creato problemi d'ordine pubblico in passato. Il decreto prevede che possano
essere interdette le aree su cui sorgono ospedali o luoghi di cura, d'arte e di
culto, ma anche - ed è lo snodo centrale del provvedimento - le zone
nevralgiche per la mobilità, caratterizzate da un forte afflusso di persone o
nelle quali siano presenti obiettivi critici. Negli ultimi tempi tutte le
grandi città italiane avevano sollecitato il governo a intervenire. Anche
Torino: troppi cortei in centro, spesso di sabato; strade bloccate, traffico in
tilt, a volte per poche decine di persone; serrande abbassate; mezzi pubblici
deviati; monumenti e piazze simbolo a volte imbrattati dai manifestanti. Ecco
allora che, dopo aver ascoltato il sindaco e le forze dell'ordine, il prefetto
ha firmato il documento che recepisce alla lettera un decreto emesso a fine
gennaio dal ministero dell'Interno. Il testo firmato da Maroni parla chiaro:
prevede la «necessità di limitare l'accesso alle aree particolarmente
sensibili, specialmente quando la manifestazione coinvolga un numero di
partecipanti elevato». Specifica quali sono le aree a rischio. Infine spiega
che «tali limiti potranno operare specialmente quando ci siano state precedenti
manifestazioni, con stesso oggetto e organizzazione, che abbiano turbato l'ordine
e la sicurezza pubblica». Identikit di aree off limits per ora non circolano.
Eventuali «zone rosse» nemmeno. «A Torino finora siamo riusciti a governare con
successo la situazione senza bisogno di specifici divieti», spiega il prefetto.
«Con questo decreto non si istituisce nessun divieto fisso, come successo a
Milano con piazza Duomo, ma si inseriscono una serie di linee guida. Poi,
spetterà sempre al Questore valutare caso per caso». Ma è evidente che, con
questo strumento, d'ora in poi potrebbe essere più difficile ottenere
l'autorizzazione a organizzare un corteo in centro - via Roma, piazza san
Carlo, via Po, via Cernaia, piazza Castello - ma anche in zone come Porta
Palazzo, spesso teatro di cortei e assembramenti, soprattutto il sabato, giorno
in cui il mercato resta in funzione fino a tarda sera. Ed è anche chiaro che
questo strumento potrebbe essere utilizzato per «blindare» alcune zone della
città in particolari occasioni. Come il prossimo G8 degli atenei.
( da "Corriere della Sera" del
07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Sport data:
07/05/2009 - pag: 63 L'elezione
Nettamente sconfitto Chimenti: 55 voti a 24 Petrucci si riprende la presidenza
del Coni Scelta la continuità Quarto mandato: arriverà a Londra 2012 ROMA
Fedeltà e continuità. Il Coni ha scelto di non cambiare. Giovanni Petrucci, già
in carica dal 1999, sarà il presidente dello sport italiano per un altro
quadriennio, sino alla primavera del 2013 e guiderà le spedizioni olimpiche di
Vancouver (12-28 febbraio 2010) e Londra (27 luglio-12 agosto 2012). Si è
assicurato il quarto mandato in scioltezza. Il suo rivale, Franco Chimenti,
presidente della Federazione golf, ha ottenuto qualche voto in più di quelli
previsti, ma non si è mai avvicinato al vincitore. Quando Petrucci è arrivato
alla soglia fatidica delle 40 preferenze, il quorum, lui era fermo a 17. Il finale,
55 a 24,
non ammette discussioni. Ma quello che conforta lo storico presidente del Coni
è la composizione della Giunta, fedelissima a Petrucci come mai era accaduto
prima. «Siamo una squadra perfetta», ha sussurrato ai suoi compagni
d'avventura, elegante dentro il completo blu impreziosito da una rosa rossa
all'occhiello, regalatagli dalla moglie, Rafaela. È una Giunta con un'alta
presenza di atleti che hanno fatto la storia del nostro sport: Antonio Rossi e
Giovanna Trillini, Eddy Ottoz e Manuela Di Centa, sino a Franco Arese. E con
sette (su tredici) nuovi elementi, a cominciare da Giancarlo Abete, presidente
della Federcalcio, il più gettonato durante le votazioni, per proseguire con
Trillini e Di Centa (presente nella vecchia Giunta in qualità di membro del
Cio), Arese (atletica leggera), Renato Di Rocco (ciclismo), Giovanni Malagò
(presidente del comitato dei Mondiali di nuoto 2009) e Massimo Achini, giovane
presidente del Csi. I candidati dello sconfitto, da Alberto Miglietta a Claudio
Barbaro, da Sabatino Aracu sino a Fabio Pigozzi, sono rimasti fuori. Chimenti è
rimasto deluso: «Speravo in un finale diverso. Ha prevalso la logica
conservativa. Però 24 voti non sono pochi e garantiscono un'opposizione», aveva
detto prima dell'elezione della nuova Giunta. I fatti, nel giro di pochi
minuti, lo avrebbero smentito. Petrucci è pronto per la nuova avventura. Il suo
programma ruota su tre punti: più sport nelle scuole, finanziamenti certi per
poter programmare con serenità, lotta spietata al doping. A cominciare dal
ciclismo. «È un problema che dovremo affrontare di petto», ha fatto sapere il
gran capo subito dopo le elezioni. «Non capisco la diffidenza di certi Paesi di
fronte al nostro atteggiamento inflessibile sul doping. È una questione di
etica, civiltà, correttezza ». Il Coni cercherà di fare
breccia nelle scuole con l'aiuto del ministro Gelmini e contando sugli atleti, a cominciare dalla Di Centa. «Perché
l'attività di base è fondamentale». Sereno, sorridente e pacato, Petrucci non
ha risparmiato qualche bastonata al suo concorrente nel discorso che ha
introdotto la votazione. Chimenti aveva parlato per 12 minuti attaccando
un po' a casaccio, facendo passare Petrucci per un dittatore e rinfacciandogli
una mancata analisi sulla sconfitta degli sport di squadra a Pechino. La
replica, in otto minuti, è stata aspra: «Caro Chimenti, dove hai vissuto sino
ad ora? Abbiamo gestito bene i dieci anni più difficili dello sport italiano ».
Alla fine, però, Chimenti è stato il primo a congratularsi con Petrucci. Alessandro
Bocci Conferma Il presidente del Coni Gianni Petrucci, eletto ieri per la
quarta volta: è in carica dal 1999 (Eidon/Antimiani) \\ I miei collaboratori
nella nuova Giunta? Una squadra perfetta
( da "Secolo XIX, Il" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Pool Loano si aggiudicail titolo
regionale Under 17 pallacanestro IL BASKET Pool Loano si conferma società
leader in Liguria nel settore giovanile. Dopo aver vinto con largo anticipo il
sesto titolo regionale consecutivo Under 19 e dopo aver conquistato le finali
nazionali Under 13 del Join The Game, il team del presidente Dellacasa si
aggiudica pure il titolo ligure Under 17 d'Eccellenza, vincendo 98-70 (23-12,
46-32, 71-57) la bella contro il BC Spezia. Tranne lo 0-2 iniziale, gli ospiti
non mettono mai il naso avanti e vengono limitati dall'asfissiante difesa dei
loanesi. Nel secondo e terzo quarto il Pool non cala l'intensità difensiva e in
attacco segna come un rullo compressore, sfruttando anche la determinazione di
Rotolo e Damonte. Grazie alla solidità di Gelmini e alla regia di Tassara, Ugo
Gambetta e Morana, Loano prende il volo e chiude in discesa. Da notare che 10
ragazzi su 12 del Pool erano sotto leva, di conseguenza questa, eccetto
l'accoppiata Damonte-Bussone, sarà la squadra under 17 anche l'anno prossimo.
La formazione di Spedaliere, vincendo il campionato, ha conquistato il diritto
a partecipare, dal 25 al 27 maggio, al concentramento toscano di Bottegone
contro Varese, Casale e una quarta incomoda. L'Under 19, invece, già da lunedì
sarà impegnata a Riano Flaminio nel concentramento con Pistoia, Assisi e
Stamura Ancona che regalerà l'accesso alle Final Four Open (in palio il titolo
nazionale). Azimut: Ferrari, Tassara, Bussone 20, Gelmini
14, Ugo Gambetta, Damonte 18, Scala 23, Rotolo 7, Cascone 11, Morana 3,
Morando. Floriana Fazio 07/05/2009
( da "Stampaweb, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
ROMA «Serve un investimento vero nei
giovani». Così il ministro della Pubblica istruzione, Maria Stella Gelmini, a margine di una tavola rotonda sull’università e la ricerca
all’accademia nazionale dei lincei a Roma. Per il ministro non c’è una politica
della ricerca e
occorre «dare spazio ai molti talenti. Il presidente Berlusconi - ha
sottolineato - ha voluto investire per esempio nella politica giovani
sconosciuti come la sottoscritta. Mi piacerebbe, quindi, che anche all’interno del mondo della
ricerca e dell’università ci fosse un
vero ricambio generazionale. Abbiamo professori che vanno in pensione molto
tardi e tantissimi ragazzi che non riescono a entrare nelle università. Quello
che Berlusconi ha fatto in politica facciamolo nella università e nella ricerca». In particolare sulla mobilità dei docenti
il ministro ha sottolineato: «Vogliamo che siano riconosciute le esperienze
svolte all’estero. Spesso i professori italiani conseguono attestati
importanti in università straniere ma tutto questo non è spendibile all’interno del nostro
Paese. Ci vuole mobilità all’interno ma anche a livello internazionale». Nel Ddl
vi è anche un punto che riguarda il ruolo dei rettori e il ministro Gelmini ha voluto
ringraziare il presidente della Conferenza dei rettori che «si sta dimostrando
veramente riformista e sta agevolando un confronto non facile con il mondo dell’università». Secondo il
ministro «ripensare alla governance dell’università significa ripensare il
ruolo del rettore. Penso si debba andare fino in fondo sull’autonomia. Oggi - ha continuato - si parla molto di
autonomia all’interno dell’università ma l’autonomia è sganciata dalla
responsabilità e dalla assunzione di scelte precise. Noi abbiamo invece bisogno
di rettori che abbiano pieni poteri e che siano valutati in base ai risultati raggiunti». Il
ministro ha poi concluso ribadendo la volontà del Governo di coinvolgere nello
studio del Ddl tutti gli attori dell’università, soprattutto gli studenti, perchè «da
questa riforma deve emergere che l’università serve soprattutto a loro».
( da "Sicilia, La" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
Le trasformazioni e le riforme
scolastiche domani una tavola rotonda alle Ciminiere Migliaia di docenti precari
siciliani, tra questi molti catanesi, chiedono che venga rispettata la sentenza
del Tar Lazio, confermata dal Consiglio di Stato, cioè, l'inserimento a
'pettine' nelle graduatorie a esaurimento, anche per chi si trasferisce in
altri uffici scolastici provinciali, venga rispettato il punteggio già
acquisito dal docente non di ruolo e non andare a finire in coda agli elenchi.
Considerato che il decreto ministeriale non ha tenuto conto della suddetta
sentenza, i precari si sono rivolti ai legali per presentare
ricorso al Tar avverso al decreto della Gelmini sull'integrazione e l'aggiornamento delle graduatorie a
esaurimento del personale docente. I precari chiedono, come si è detto, che
venga rispettata la sentenza del Tar del Lazio, confermata dal Consiglio di
Stato, la quale recita che i docenti non di ruolo i quali chiedono di
trasferirsi in altri uffici scolastici provinciali, non finiscano in
coda alle graduatorie, ma vengano inseriti 'a pettine', cioè dovrà essere
rispettato il punteggio già acquisito; in altri termini, per esempio, chi ha
totalizzato, tra titoli e supplenze varie, 80 punti, non dovrà essere
scavalcato da un collega precario magari con 15 punti. C'è chi dice che il
ministero non avrebbe recepito il provvedimento del Tar del Lazio per scoraggiare
gli insegnanti del Sud a trasferirsi nel Nord per volere del sen. Bossi, che
sarebbe contrario che i docenti del Sud che vadano nel Settentrione, non
tenendo conto che professori precari 'sudisti' avrebbero una preparazione
pedagogia e didattica superiore a quella dei 'nordisti'. Per il segretario
provinciale della Flc Cgil Fasciana, a questo punto sarebbe stata più
conveniente istituire una graduatoria nazionale. Infatti, rileva che «il
rispetto della sentenza del Tar Lazio avrebbe consentito di chiudere la partita
definitivamente. Hanno ragione i precari del Sud a contrastare il decreto del
Ministro. La graduatoria a esaurimento - continua il segretario provinciale
della Flc Cgil - era nata sulla base di immissione nei ruoli pari a 150.000
unità. Venuto meno questo progetto, sarebbe stato utile trovare un nuovo
equilibrio, ripristinando le norme precedenti oppure istituendo una graduatoria
nazionale. In ogni caso andava rispettato un ragionamento più ampio che tenesse
conto delle varie situazioni presenti all'interno del precariato storico e
non». Secondo il prof. Santo Molino, che fa parte del direttivo nazionale
dell'Andis, «la riforma Gelmini e il ritorno al
docente unico nella scuola primaria ha comportato tagli per migliaia di posti,
soprattutto in quattro regioni: Sicilia, Calabria, Campania e Puglia. Questo
perché il tempo pieno non è stato toccato. È positivo che adesso nei nuovi
organici in Sicilia vengano istituite numerose nuove classi a tempo pieno e a
tempo prolungato. Si ritiene giusta la rivendicazione dei docenti precari
meridionali, perché altrimenti verrebbero discriminati. In pratica, con il
trasferimento in una graduatoria in provincia settentrionale, assisteremmo allo
spettacolo di docenti meridionali preceduti, pur in presenza di titoli
superiori e numerosi anni di servizio». Mario Castro
( da "Reuters Italia" del 07-05-2009)
Argomenti: Scuola
di Diana Bin MILANO (Reuters) - Laura
Pausini insieme a oltre 50 artiste italiane si esibiranno in concerto a favore
della popolazione terremotata dell'Abruzzo, il 21 giugno allo stadio San Siro
di Milano. Il concerto "Amiche per l'Abruzzo", patrocinato dal
ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca, è nato da un'idea
della Pausini, che corona così il suo sogno di riunire le donne della canzone
italiana, insieme a Elisa, Gianna Nannini e Fiorella Mannoia, le altre
"madrine" del progetto. "Questa è la prima volta che tante donne
di grandissimo spessore artistico come le qui presenti, hanno dato la propria
disponibilità a fare un grande gioco di squadra, e a promuovere un'iniziativa
... che ha uno sfondo di solidarietà concreta ... e che non ha nulla di
politico", ha detto oggi a Milano il ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini,
durante la presentazione dell'evento. Tra le moltissime artiste che finora
hanno aderito, alcune in forma di partecipazione diretta, alcune solo come sostenitrici,
ci sono Arisa, Malika Ayane, Loredana Berté, Raffaella Carrà, Carmen Consoli,
Giorgia, Giusy Ferreri, Irene Grandi, Anna Oxa, Paola e Chiara,
Antonella Ruggiero, Spagna, Ornella Vanoni, Iva Zanicchi. I fondi raccolti
dalla vendita dei biglietti saranno destinati principalmente alla ricostruzione
della scuola elementare Edmondo De Amicis, che il ministro Gelmini
ha definito "un simbolo dell'Aquila ... un punto di riferimento per la
formazione di questo territorio", e che è stata fortemente danneggiata dal
terremoto. "Sono stata a vedere come vivono", ha raccontato Gianna
Nannini, che nei giorni scorsi si è recata a Camarda, un paesino colpito dal
sisma che si trova vicino a Onna, "... se uno vive vicino alle cose, sa
gli aiuti che si possono dare". Un'altra parte del ricavato sarà devoluto
all'acquisto di case in legno e al sostegno in generale alla popolazione
abruzzese, tramite la Onlus "Aiutiamoli a Vivere", associazione di
volontariato che si occupa delle emergenze locali. "Non volevamo creare
imbarazzo o dividere gli uomini dalle donne", ha detto Pausini riferendosi
al fatto che il concerto sarà completamente al femminile, "ma abbiamo
semplicemente deciso di trovare un'idea che potesse richiamare molta gente,
perché quello che vogliamo è dare molto denaro". Continua...
( da "Trentino" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Iniziativa del Cidi all'Itis Marconi Istruzione
tecnica oggi un convegno per parlarne ROVERETO. Una giornata per parlare del
futuro dell'istruzione tecnica. Domani mattina, a partire dalle 9, nell'aula
magna dell'Itis Marconi si tiene il convegno "La nuova istruzione
tecnica" organizzato dal Cidi (Centro iniziativa democratica insegnanti).
Si tratta un'associazione indipendente presente in Trentino da qualche anno,
libera da partiti e sindacati, che raccoglie insegnanti di ogni ordine con lo
scopo di migliorare la scuola: «Il nostro - spiega il coordinatore Daniele
Siviero - è un movimento che vuole modificare la scuola partendo dal basso,
invece in questi ultimi anni spesso si è assistito che il ministro di turno si
è preso la briga di decidere in merito al destino degli istituti magari solamente
per ragioni di bilancio. Mentre tutto questo accadeva, gli insegnanti se ne
sono stati fermi e in silenzio. Non siamo un sindacato, ma l'intento della
nostra associazione è di consentire agli insegnanti di riprendere in mano le
sorti delle proprie scuole e migliorarle». Nel corso della giornata di domani
interverranno numerose autorità come il sindaco di Rovereto Valduga,
l'assessore provinciale all'istruzione Marta Dalmaso e il vicepresidente di
Confindustria del Veneto, Gian Luca Vigne. Un'occasione per discutere della
situazione presente e futura degli istituti tcnici in relazione con i
cambiamenti previsiti dal decreto legge dello scorso anno (il famigerato
"decreto Gelmin«La riforma - spiegno Daniele Siviero e
la vicepreside Daniela Toldo - prevede la riduzione degli indirizzi tecnici a
soli nove indirizzi e una conseguente riduzione dell'orario da 36 a 32 ore settimanali.
Analogamente il nuovo decreto prevede la riduzione dei licei a sei soli
indirizzi e del loro orario a 30 ore settimanali e potrebbe mettere in
discussione la sopravvivenza del liceo scientifico tecnologico». Un
orario ridotto in un primo momento potrebbe far contenti gli studenti, ma ne
risentirebbe la qualità della scuola: «Ridurre l'orario significherebbe dover
tagliare le attività di laboratorio e di conseguenza i tecnici. Ma le attività
svolte nei laboratori sono la prerogativa di questo tipo di scuole, il motivo
del successo di iscrizioni all'Itis Marconi e il motivo per cui il 70% dei
periti che escono da qua trovano lavoro immediatamente e il restante 30% non
trova lavoro perché sceglie di continuare gli studi. Non si capisce perché
bisognerebbe cambiare un sistema che funziona più che bene». (pat)
( da "Corriere.it" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Brambilla ministro Il Cavaliere agli
imprenditori «Ecco le mie signorine laureate» Cena a Villa Madama con le tre
giovani in corsa per Strasburgo ROMA «A ogni comizio le porterò con me e vi
dimostrerò quanto sono brave, altro che veline». Lo aveva promesso, l'ultima
volta a Varsavia, mentre la moglie tuonava contro il 'ciarpame senza pudore'
rappresentato dalla presenza di alcune donne non meritevoli nelle liste del
Pdl. Lo aveva promesso e ieri sera Silvio Berlusconi lo ha fatto. Le ha
presentate una ad una ad un centinaio di imprenditori. Le ha accompagnate al
microfono. Invitate a parlare di sé, del proprio curriculum, delle esperienze
professionali, dei desideri e dei programmi di ognuna di loro. Contesto: i
saloni e i giardini di villa Madama, di fronte a mezzo governo e a una fetta
consistente di economia italiana. Il premier è stato di parola. Come chi deve
vincere una scommessa cui tiene moltissimo ieri sera ha invitato a una cena
fra l'esecutivo e il mondo dell'imprenditoria «le signorine », così come le
ha definite due giorni fa a Porta a Porta, «che sono tutt'altro che veline ».
Donne che si distinguono anche per la bellezza, che saranno nelle liste del
Popolo della Libertà per le elezioni europee, ma che a giudizio del premier
non hanno nulla a che fare con l'accusa di essersi fatte strada solo per
essere piacenti. Quando le «signorine » (in realtà alcune accompagnate dal
fidanzato, ma altre dal marito) hanno finito di parlare, il Cavaliere ha
chiosato: «Come volevasi dimostrare, altro che show-girls!». Lui stesso ne
aveva parlato così negli studi di Bruno Vespa: «Lara Comi è bravissima e
plurilaureata, è già stata coordinatrice dei giovani di Forza Italia in
Lombardia e sarà una bravissima parlamentare europea. Licia Ronzulli è una
laureata che dirige 50 persone con un'équipe di medici e che a Strasburgo terrà
le fila dei nostri europarlamentari, per garantirne le presenze. La terza,
Barbara Matera che è stata presentata ai 3 coordinatori da Gianni Letta, è
stata una 'signorina buonasera' e ha fatto Carabinieri, ed è in attesa di
discutere la tesi di laurea. È bellissima, ma serissima. Sarà la più puntuale
e la più preparata come tutte le donne che ho portato in politica: come è accaduto con la Gelmini, la Carfagna. Bagneranno tutte il naso agli uomini e saranno
molto più presenti degli uomini». Con questa introduzione, parola più, parola
meno, il capo del governo le ha invitate ieri sera a parlare di sé e presentarsi
di fronte, fra gli altri, ai vertici di Fastweb (Stefano Parisi), di
Publitalia, Amadori (Francesco Amadori), Fileni e Microsoft (Umberto
Paolucci). Una sorpresa che ha rallegrato una serata (punteggiata dalla
musica dal vivo di alcuni cantanti) che nelle intenzioni di Palazzo Chigi
arricchisce il ciclo degli incontri fra il presidente del Consiglio e il mondo
dell'economia italiana. Un ciclo iniziato l'anno scorso, subito dopo la
vittoria elettorale, mirato a incoraggiare i rapporti e lo scambio di informazioni
fra esecutivo e imprese, le singole conoscenze fra ministri e capi d'azienda,
con l'obiettivo finale di produrre un rapporto virtuoso fra attività di
governo e richieste del mondo del lavoro. Durante la cena si è parlato anche
del completamento della squadra di governo (fra gli altri Michela Brambilla,
Turismo, dovrebbe essere promossa a ministro). Oggi Berlusconi salirà al
Quirinale per parlarne con il capo dello Stato. Marco Galluzzo stampa |
( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Andrea Rossi L'Onda si prende
l'Università Se i primi dati ufficiosi saranno confermati nessuno potrà dire
che non è stata una sorpresa. E non per l'affluenza, anche se rispetto al 2007
la crescita è di oltre il tre per cento, dal 10,24 al 13,7%, ovvero 8422
studenti su 61348 aventi diritto. Il fatto è che sembra che l'Onda si sia presa
l'Università, e l'abbia fatto in barba a tutte le previsioni della vigilia, che
tracciavano il successo di Obiettivo Studenti, la lista vicina a Comunione e
Liberazione. Colpa - o merito, dipende dai punti di vista - della frattura a
sinistra, con l'Udu - la lista di riferimento di Cgil e Pd, vincitrice della
tornata 2007 - dilaniata dalla frattura con l'Onda, confluita nel gruppo
Studenti indipendenti. Niente di più sbagliato. Studenti
indipendenti ha sbaragliato la concorrenza a Palazzo Nuovo, Scienze e Agraria.
E s'è difesa nelle roccaforti «nemiche»: Giurisprudenza ed Economia. Seguono,
per ora ben distanziati, Obiettivo Studenti, l'Udu e il Fuan-Azione Giovani.
Insomma, gli anti-Gelmini
trionfano.
( da "Tribuna di Treviso, La" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Scuola, 150 docenti tagliati Medie e
superiori, cala la scure. L'ira dei sindacati Con i maestri sparite di fatto
300 cattedre Lago: «Addio qualità dell'insegnamento Così crolla tutto» Sono 63
gli insegnanti in meno nelle scuole superiori di Treviso, 87 nelle medie. E' la
seconda, pesantissima, tornata di tagli all'organico della scuola pubblica
prevista dal ministero della Pubblica Istruzione. Sommando i 150 maestri
eliminati dall'organico di diritto delle elementari, la
mannaia voluta dai ministri Gelmini e Tremonti ha lasciato sul campo 300 docenti nei tre gradi di
scuola. La comunicazione dei tagli alle medie e alle superiori è avvenuta ieri
a Venezia, all'incontro delle sigle sindacali della scuola con il dirigente
dell'Ufficio scolastico regionale, Carmela Palumbo. «Sono tagli
gravissimi che vanno a colpire in special modo la scuola media e che
comporteranno un abbassamento del qualità dell'insegnamento», dice Leopoldino
Lago, segretario regionale dello Snals. I numeri sono risultati dal rapporto
fra alunni e cattedre del 2008-2009, tenendo conto delle esigenze del risparmio
volute dalla legge Gelmini e dalla Finanziaria e dalle
richieste di ogni singolo istituto. Queste le cifre nel dettaglio. In tutto il
Veneto sono 501 gli insegnanti in meno nelle aule delle scuole medie, 11.232
invece i posti confermati. Treviso è terza nella classifica dei tagli con 87
posti (confermate 2117 cattedre), preceduta da Padova (159 tagli) e Vicenza
(92). I tagli previsti dal ministero per tutta la Regione dovevano essere 916.
Le restanti 565 unità di docenti che dovranno essere eliminate saranno pescate
dalla graduatoria di fatto (i precari di lungo periodo) e sono gli insegnanti
di seconda lingua. Per quel che riguarda le superiori invece in tutta la
regione i professori in meno saranno 382 (15744 i posti confermati). Anche in
questo caso Treviso è la terza provincia con 63 unità di taglio (2919 i posti
confermati), preceduta Venezia (89 tagli) e Padova (70). E sono soprattutto i
tagli alle superiori ad aver scatenato le proteste dei sindacati. «Lo
sfoltimento non doveva esserci in questi termini - spiega Lago - la riforma
delle superiori dovrebbe partire non dal prossimo anno scolastico ma da quello
successivo ancora». Il ministero ha previsto per le scuole superiori venete 532
posti in meno. I restanti 150 che non sono stati tagliati dall'organico di
diritto saranno eliminati in futuro dall'organico di fatto, presumibilmente
delle medie. «Così andiamo a penalizzare ancora di più una scuola già
falcidiata», dice Lago. (Laura Canzian)
( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'ideatrice Laura Pausini "I soldi?
Tutti ai terremotati Potete fidarvi, controllerò io" Laura Pausini, come
le è venuto in mente un progettone simile? «Quello di mettere insieme le donne
della musica popolare italiana, anche per mostrare che la storia delle invidie
è soltanto una chiacchiera, è un sogno che coltivo da sempre. L'occasione è
ottima, siamo persone concrete. Non vogliamo dividere gli uomini dalle donne, è
solo un'idea per aiutare concretamente la gente dell'Abruzzo». Come mai avete invitato la ministra Gelmini? «Per veicolare l'incasso in progetti precisi. Promettiamo che
controlleremo tutto, sarà tutto chiaro e limpido, la gente si fidi di noi».
Come vi siete messe in contatto fra voi? «È successo tutto con i messaggini. E
adesso che il progetto è andato in porto siamo troppo gasate!» Come sarà
la scaletta, cosa inventerete sul palco? «È ancora presto, stiamo decidendo.
Dovremo cantare tutte insieme, saremo più di sessanta, non c'è spazio per
tutte». Ma lei cosa farà? «L'unica cosa che so fare bene è cantare. Posso farlo
senza musica o con una chitarra: ho il fidanzato chitarrista, che problema c'è?
Però sarebbe bello se riuscissimo a fare tutte le nostre canzoni più famose,
così, per allegria. E per far cantare la gente». \
( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Evento Il 21 giugno concerto a San Siro
«a radio unificate» Le 60 donne più famose del pop nazionale cantano per
l'Abruzzo Sorelle d'Italia MARINELLA VENEGONI MILANO Una Woodstock rosa.
Sessanta donne - interpreti, cantautrici, vecchie glorie, emergenti,
alternative - canteranno insieme a San Siro il 21 giugno (la Festa
internazionale della musica) per le popolazioni straziate dal terremoto. Sono
in vendita da oggi a 25 euro (ma ce ne sono anche da 150) i biglietti di
«Amiche per l'Abruzzo», la kermesse che spunta a pochi giorni dalla canzone
Domani promossa da Jovanotti&Co: lo annunciano, in un salone dello stadio,
molte delle signore coinvolte. «Tette per un tetto», ribattezza pronta
ridacchiando Gianna Nannini. Un bellissimo colpo d'occhio. Tre ordini di banchi
a scalare, occupati da visi freschi, da inquietanti esiti di pessimi chirurghi
estetici, da maturità invece serene. In prima fila Laura Pausini, che ha avuto
l'idea, con le colleghe che costituiscono con lei un Comitato di garanti:
Nannini, Elisa, Fiorella Mannoia. Al loro fianco, la ministra dell'Istruzione Mariastella Gelmini, a sua volta garante e patrocinatrice dell'evento che destinerà
l'incasso (il promoter dell'evento, Roberto De Luca ha calcolato che potrebbe
arrivare a un milione) alla ricostruzione della scuola-simbolo «De Amicis»
dell'Aquila, all'acquisto di case e in generale al sostegno della popolazione.
Punteggiata dalle intemperanze di Loredana Bertè («Ma qui c'è un buffet, non si
potevano destinare i soldi altrove? E non pensino solo alle chiese, ma alle
case») la lunga chiacchiera ha coinvolto tutte le presenti: Arisa, Nicki
Nicolai, Andrea Mirò, Tatangelo, Noemi, Alessandra Amoroso, Malika Ayane,
Spagna, Zanicchi, Syria, Paola&Chiara, Irene Fornaciari, Dolcenera, Jo
Squillo, Aida Cooper, Nicky Nicolai, Rettore, Senette, L'Aura, alle quali si
aggiungeranno sul palco tra le altre Alice, Rossana Casale, Caterina Caselli,
Carmen Consoli, Cristina D'Avena, Giorgia, Giusy Ferreri, Dori Ghezzi, Irene
Grandi, Milva, Nada, Anna Oxa, Patti Pravo, la Ruggiero. «Ha dato la sua
adesione anche Raffaella Carrà - annuncia Pausini - e stiamo contattando le
"alternative" Meg, Cristina Donà, Di Marco». Numi tutelari, la nonna
di tutte: Nilla Pizzi, che viene data della partita, e Mina: «Potremmo aprire
con un suo filmato, se ce lo manderà. Oppure, se Bono ha chiamato il Papa dal
Palco, noi telefoneremo a lei», butta lì Nannini. Viene in mente l'immaginario
femminile degli ultimi tempi italiani, l'orda di veline e ci si consola un po'
su queste donne d'Italia, che si portano dietro un'altra più confortante
rappresentazione. Faranno la loro parte la Siae, lo stadio con il Milan e
l'Inter e il Comune, rinunciando a ogni incasso. E mentre sembra improbabile
una diretta tv, saranno invece 13 le radio, Rai e private, che trasmetteranno
la kermesse «con un potenziale di oltre 30 milioni di ascoltatori», spiega De
Luca, che si è assunto il compito dell'organizzazione su implorante richiesta
di Pausini. Gallo nel pollaio, si diceva un tempo.
( da "Stampa, La" del 08-05-2009)
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LA POLEMICA.RAGGIUNTO UN ACCORDO TRA
NOVARA E TORINO Compromesso su Medicina Il rettore: "Manterremo alcuni
posti delle scuole di specializzazione" [FIRMA]GIANFRANCO QUAGLIA NOVARA
Un'apertura che arriva dal ministro Gelmini e un compromesso raggiunto tra
Novara e Torino che sembra mettere tutti d'accordo: «Novara non perderà le
scuole di specializzazione medica», che sembrava non avessero futuro. Paolo
Garbarino, rettore dell'Università del Piemonte orientale, è soddisfatto a
proposito di una vicenda che tante proteste ha sollevato nelle ultime
settimane: «Il ministro Gelmini non ha spento
le speranze, ha dato la certezza che le potenzialità della nostra Facoltà di
Medicina saranno adeguatamente considerate nel momento in cui saranno riviste
le modalità di federazione della scuole. L'accordo tra i presidi di Medicina di
Torino e del Piemonte orientale è un saggio compromesso per far partire le
scuole». L'intesa tra le due Università, che dovrà essere firmata dai due
rettori, pur mantenendo la sede amministrativa dei corsi a Torino, ha trovato
un compromesso per quanto riguarda la distribuzione dei contratti: per ciascuna
delle scuole di specializzazione un contratto sarà sempre attribuito
all'Università del Piemonte orientale, nel caso specifico a Novara. I candidati
poi indicheranno la sede scelta per la loro frequenza e l'assegnazione avverrà
sulla base di un'unica graduatoria di merito. In ciascuna sede si svolgeranno
percorsi didattici e assistenziali, come se la scuola di specializzazione
novarese agisse in regime di autonomia. Le commissioni d'esame avranno sempre
nella loro composizione almeno un professore dell'ateneo «Avogadro». Insomma,
le scuole di specializzazione saranno garantite. Aggiunge Garbarino: «Devo
riconoscere che l'intero territorio novarese si è mosso a sostegno della
Facoltà di Medicina e in particolare è stato determinante l'apporto dell'on.
Roberto Cota nell'aver ottenuto l'incontro con il ministro». Il capogruppo
della Lega Nord alla Camera: «La Gelmini ha auspicato
che tutti i rettori delle piccole università si mettano insieme e ha ribadito
il suo impegno a rivedere le modalità di federazione delle scuole, dando il
giusto risalto alle potenzialità di Novara». Aggiunge il rettore: «Il ministro
ci ha dato un'apertura di credito molto ampia: in altre parole ha riconosciuto
che abbiamo tutti i numeri per essere capofila delle scuole di specializzazione
e poterci federare non solo con Torino, ma con altre Università come l'Insubria
e Pavia. Insomma: sono state gettate le basi per realizzare, in tal senso, una
macroregione del Nordovest». Alla luce dei risultati ieri mattina il Consiglio
delle Facoltà di Medicina, Chirurgia e Scienze della Salute, riunito in via
straordinaria sotto la presidenza del preside Giovanni Vacca, ha deliberato di
non ricorrere al Tar contro il provvedimento del ministro. L'intesa raggiunta a
Torino ora è all'esame degli studenti e dei medici specializzandi, che nelle
scorse settimane avevano duramente contestato contro la decisione della Gelmini.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
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Pagina 63 - Spettacoli Il 21 giugno allo
stadio Meazza di Milano un concertone di cinquanta donne dalla Pausini alla
Nannini, da Elisa alla Mannoia Laura, Gianna, le altre: un solo canto per
l´Abruzzo MASSIMILIANO LEVA MILANO - Se non è un evento, poco ci manca. Se non
altro perché riunirà per la prima volta in una sola sera il meglio della musica
italiana al femminile. Titolo esplicito: "Amiche per l´Abruzzo".
Ossia il concertone ideato da Laura Pausini, assieme a Gianna Nannini, Elisa e
Fiorella Mannoia, che il 21 giugno vedrà esibirsi a San Siro, per raccogliere
fondi da destinare alle vittime del terremoto e alla ricostruzione della scuola
elementare "Edmondo De Amicis" a L´Aquila, una cinquantina di donne
della nostra canzone, senza limiti di età o genere: da Caterina Caselli a
Malika Ayane, da Giusy Ferreri a Raffaella Carrà, da Carmen Consoli a Iva
Zanicchi, da Milva a Dolcenera, da Giorgia a Loredana Berté. Tutte sullo stesso
palco, con una diretta radiofonica su 13 network nazionali, tra cui anche Radio
Deejay e Radio Capital, con un´audience «stimata di almeno 30 milioni di
spettatori», hanno spiegato gli organizzatori. «è un sogno che si realizza - ha
raccontato Laura Pausini in conferenza stampa, con gran
parte del cast e il Ministro dell´Istruzione Mariastella Gelmini, garante dell´evento - Un po´
perché era da tempo che sognavo di riunire così tante donne. E poi perché
daremo un aiuto concreto ai terremotati». Ancora da definire la scaletta della
serata, da cui forse sarà tratto un dvd, visto che i tempi stretti non
permettono una diretta tv. Ogni artista si esibirà su un palco girevole.
«L´idea di chiamare un cast solo al femminile non è un fatto discriminante - ha
aggiunto Gianna Nannini - Più che altro per una volta ci piace l´idea di unire
l´energia di noi donne». «Non si tratta di un evento politico, ma solo di una
squadra di grandi voci per una causa benefica», ha aggiunto il Ministro Gelmini. L´invito è stato esteso anche a Mina. I biglietti
sono in vendita da oggi a 25 euro.
( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
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Pagina III - Torino Il caso Affluenza in
forte crescita: sfiorato il 14 per cento Ribaltone all´Università l´Onda
travolge la sinistra All´Università si cambia. La lista
dell´Onda contro il ministro Gelmini batte la storica formazione della sinistra Udu, vicina al Pd. La
formazione Studenti indipendenti avrà due dei rappresentanti nel consiglio
d´amministrazione. Stabile la lista vicina a Comunione e liberazione, mentre
raccoglie pochi consensi la neoformazione di estrema destra Arcadia.
Affluenza in crescita: sfiorato il 14 per cento. GIUSTETTI A PAGINA IX
( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
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Pagina XI - Torino Rivoluzione
all´Università l´Onda travolge la sinistra Cresce l´affluenza: sfiorato il 14
per cento La lista vicina a Cl conferma gli ultimi risultati, poche preferenze
per l´estrema destra OTTAVIA GIUSTETTI C´è una nuova sinistra a capo della
componente studentesca dell´Università di Torino, una sinistra nata dai
collettivi di facoltà e dai giorni caldi della protesta. Che ha letteralmente
sbaragliato la sinistra ufficiale dell´Udu (del Partito democratico) che incredibilmente
questa volta non conquista nemmeno un seggio negli organi centrali d´ateneo. E
passa da percentuali di netta maggioranza delle scorse elezioni al lumicino di
soli dieci rappresentanti nei consigli di facoltà sui 135 eletti. La nuova
sinistra è quella che si è presentata per il Senato accademico e il consiglio
di amministrazione con il nome di Studenti Indipendenti e nelle diverse facoltà
invece con le liste dei singoli collettivi. è formata da un gruppo di ragazzi
impegnati in politica già da tempo ma anche di esordienti che hanno trovato la
propria motivazione nei mesi dell´autunno caldo, dietro ai cortei dell´Onda
anomala, nelle occupazioni. Nessun legame, da quel momento in poi, con i
ragazzi del collettivo autonomo e di Askatasuna, che già a Natale erano
praticamente fuori dall´Assemblea No Gelmini. Obiettivo Studenti (Comunione e
liberazione), invece, resta più o meno nella stessa posizione degli anni
passati e conquista una quantità di voti che si avvicina al 30 per cento (28
per cento in consiglio di amministrazione). Tiene abbastanza il Fuan, la destra
parlamentare che si è presentata infatti con Forza Italia e con la Lega,
che dal conteggio dei voti per gli organi centrali raggiunge l´11 per cento ma
che in facoltà come Economia si gioca la vittoria in un vero testa a testa con
Obiettivo Studenti. Resta al palo invece la tanto discussa lista Arcadia che fa
capo alla destra extraparlamentare di Casapound e che si aggiudica una
percentuale di preferenza vicina al 3 per cento, ma solo grazie a un
incredibile (non per vocazione) successo a Scienze strategiche. Importante
anche il dato che riguarda l´affluenza che per la prima volta in tanti anni
supera la soglia del 10 per cento e che, secondo i conteggi ufficiali
dell´Università, arriva a sfiorare addirittura il 14 per cento, con una forbice
molto importante di facoltà in facoltà. Alla chiusura dei seggi aveva votato un
totale di 8.422 studenti su 61.348 aventi diritto, il 13,7 per cento contro il
10,24 per cento delle scorse elezioni che si sono svolte nel 2007. Record di
voti a Orbassano, a Medicina 2, dove si sono recati alle urne oltre il
cinquanta per cento degli aventi diritto, mentre in facoltà come la Suism a
fatica si è arrivati al 4 per cento. In attesa si conoscere i risultati ufficiali
che saranno comunicati solo il 20 maggio dall´Università, dopo cioè che si sarà
riunita la commissione elettorale e avrà verificato e registrato i conteggi. La
tendenza generale però non è in discussione come dimostrano i numeri del
consiglio di amministrazione: di tre consiglieri due saranno della lista
Studenti Indipendenti, uno di Obiettivo studenti. Fuori Udu, Fuan e Arcadia.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 08-05-2009)
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CULTURA E SPETTACOLI pag. 28 di ANDREA
SPINELLI MILANO LE RAGAZZE fanno grandi sogni. Ed &... di ANDREA SPINELLI
MILANO LE RAGAZZE fanno grandi sogni. Ed è proprio la voglia di gettare il
cuore oltre il dolore per volarsene lontano che ha spinto Laura Pausini, Elisa,
Fiorella Mannoia, Gianna Nannini a fa r nascere "Amiche per
l'Abruzzo", il concertone che domenica 21 giugno mobilita tra gli spalti
di San Siro gli stati maggiori della canzone femminile italiana. Un elenco
spropositato, da far invidia a quello stilato in sala di registrazione da
Jovanotti, Giuliano Sangiorgi e Mauro Pagani incidendo il singolo Domani, altra
chiamata in servizio dei grandi della canzone a favore di quanti nel terremoto,
assieme alla casa, hanno perso pure un pezzo della loro vita. «Sono stata nelle
zone del sisma» spiega Gianna Nannini mostrando una pietra raccolta a Camarda
«e posso dire che il terremoto assomigla da vicino alla guerra; uno è imposto
dalla natura, l'altro dall'uomo, ma la distruzione è la stessa». Quella di
"Ragazze per l'Abruzzo" è una storia che comincia da lontano, dai
tempi del Live 8, quando alla Pausini venne l'idea di invitare sul palco del
Circo Massimo Giorgia, Elisa e Irene Grandi, per cantare assieme alcuni pezzi.
La rinuncia della cantante romana fece però naufragare il progetto, ripreso lo
scorso autunno nel momento in cui l'interprete de "La solitudine"
carezzò la possibilità di mettere in piedi col contributo di Maria De Filippi
uno show tutto al femminile davanti alle telecamere di Canale 5. Ma il poco
tempo a disposizione per realizzare il progetto costrinse Laura ad un nuovo
slittamento. STAVOLTA NO, stavolta si fa; e con una partecipazione senza
precedenti nella storia della musica italiana. Prova ne siano il supporto di
Mtv e l'intervento di tredici network radiofonici che trasmetteranno la serata
in diretta per un bacino potenziale di 30 milioni di ascoltatori. Dalla serata
verrà tratto pure un dvd nei negoziin autunno. Incasso sperato, un milione di
euro. Le adesioni continuano. «Se Bono durante un concerto telefonò al Papa,
noi possiamo provare a chiamare Mina» butta là una Pausini in overdose
d'ottimismo. Il concerto è patrocinato dal ministro
dell'istruzione Mariastella Gelmini per un'iniziativa che ha come obiettivo primario la
ricostruzione di una scuola simbolo delle aree terremotate quale la
"Edmondo De Amicis" de l'Aquila. Il resto dei proventi andrà invece
per l'acquisto di alcune case di legno e al sostegno della Onlus
"Aiutiamoli a vivere". In vendita da stamattina a 25 euro, i
biglietti dello show non sono gravati né da diritti né dal prelievo Siae. Solo
il primo anello di tribuna ne costa 150 per consentire, a chi se lo può permettere,
di dare un sostegno alla causa abruzzese ancor più consistente.
( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa PESCARA Un concerto per
raccogliere fondi a favore delle popolazioni dell'Abruzzo colpite dal terremoto
è stato organizzato per il 21 giugno a San Siro, a Milano, da Laura Pausini
che, in pochi giorni, è riuscita a coinvolgere una cinquantina di cantanti, Il
ricavato del concerto servirà per la ricostruzione della scuola elementare
«Edmondo De Amicis» dell'Aquila. La scelta è stata fatta insieme al sindaco del
capoluogo abruzzese, Massimo Cialente. L'evento ha il patrocinio del ministero
dell'Istruzione e, infatti, alla conferenza stampa di
presentazione è intervenuto ieri anche il ministro Mariastella Gelmini. I biglietti avranno due prezzi:
25 euro per il prato, per il primo anello laterale, per il secondo e terzo
anello; 150 euro per il primo anello tribuna rossa. Il concerto, che avrà come
titolo, «Amiche per l'Abruzzo», sarà trasmesso con segnale unificato da Radio
Rai, Radio 101, Radio 105, Radio Montecarlo, Virgin Radio, Radio Deejay,
Radio Capital, M2o, Radrio KissKiss, Rtl, Radio Italia, Rds e Radio24. «Questa
- ha affermato la Gelmini - è un'iniziativa che fa
onore a tutte le cantanti che hanno dato la loro disponibilità».
( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)
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stampa Computer portatili solo agli
sfollati nelle tendopoli UniversitàIl Senato accademico non cambia il suo
orientamento nonostante le proteste L'AQUILA Il rinvio della scorsa settimana
non è bastato a cambiare gli orientamenti del Senato Accademico. I computer
portatili gratuiti saranno distribuiti solo tra gli studenti che sono in questo
momento nelle tendopoli cittadine. Quindi a studenti aquilani, residenti in
città. Una scelta che era stata contestata dalla rappresentanza studentesca la
scorsa settimana e che lo stesso rettore, Ferdinando Di Orio, aveva condiviso
nel successivo consiglio di amministrazione, tanto da sospendere la delibera e
rinviarla. In Senato, però, nulla è cambiato, complice l'assenza del rettore,
che si trovava a Roma, pe run incontro con il ministro Gelmini, sicuramente più importante dei
computer protatili nell'ottica del futuro dell'Ateneo. Così, sostenuto da molti
docenti, a prendere questa iniziativa, sicuramente impopolare se si considerano
gli studenti aquilani che sono stati sistemati nelle strutture ricettive della
costa e i tanti fuorisede che avevano un appartamento in affitto a L'Aquila
e hanno perso tutto anche loro ma che per la classe docente dell'università non
essendo accampati in tendopoli sono di serie B. «A nostro avviso i criteri
approvati discriminano tra studenti aquilani nelle tende e studenti aquilani
sfollati sulla costa, e ancora più grave non riconoscono in nessun modo che
anche gli universitari fuori sede hanno subito notevoli danni nei crolli delle
loro case - hanno affermato Stefano Calvano e Ida Malatesta, rappresentanti
degli studenti di Lista aperta nel Cda e in Senato - più volte abbiamo riconosciuto
le enormi difficoltà che vivono quotidianamente gli sfollati nelle tendopoli,
ma continuiamo a ritenere che questi aiuti informatici non debbano risolvere i
problemi di connettività dei campi, ma debbano essere di supporto alla ripresa
degli studi e della didattica, quindi avremmo preferito che oltre alla priorità
delle tendopoli vi fosse anche quella per i tesisti e per gli studenti a basso
reddito che hanno subito gravi danni materiali nel crollo delle loro
abitazioni, indipendentemente dalla loro residenza. I professori del Senato e
del Cda hanno letteralmente ignorato le nostre richieste. Noi di Lista Aperta,
riteniamo di fondamentale importanza che tutti gli studenti si sentano compresi
nelle loro difficoltà e incoraggiati ad un nuovo inizio dagli organi di Ateneo,
perchè i progetti di rinascita per i quali tutti noi ci stiamo impegnando,
devono trovare riscontro nelle reali esigenze degli studenti che sono il cuore
vitale dell'università. Nostro malgrado, oggi ci troviamo davanti ad una delibera
che va nel senso opposto».
( da "Repubblica, La" del 08-05-2009)
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Pagina XXIII - Palermo LA SCUOLA DEI
TAGLI VISTA DALL´EUROPA ROSARIO OGNIBENE l 2 aprile il Parlamento europeo ha
approvato una risoluzione finalizzata a una riflessione su come migliorare le
scuole. Sembra proprio la solita raccomandazione dotta e poco realizzabile per
le regioni del Sud. Lo scopo della risoluzione è quello di migliorare tutti i
sistemi nazionali d´istruzione, perché i cambiamenti economici e sociali
prodotti dalla globalizzazione stanno creando in Europa una serie di sfide
comuni per tutti i sistemi d´istruzione nazionali. Sono interessanti le attente
considerazioni su come dovrebbe essere la scuola europea, ma già dall´esordio
si comprende che qualcosa non quadra. La risoluzione esordisce con
un´affermazione che sembra scritta apposta per il momento particolare che la
nostra scuola sta attraversando. Si legge, infatti, che «gli Stati membri sono
responsabili per l´organizzazione, il contenuto e la riforma dell´istruzione
scolastica». Da noi sappiamo quanto ha fatto e sta facendo
discutere la riforma Gelmini, soprattutto in termini di tagli degli organici del personale e
dei finanziamenti alle scuole. è ormai risaputo che sarà il Sud a pagare il
prezzo più salato a seguito dei circa 42 mila tagli di docenti. Circa la metà
dei posti che dal 1° settembre non esisteranno più riguarderà, infatti, il
Meridione. La risoluzione, però, guarda con occhi benevoli a quelle aree
che lottano per il recupero degli studenti che abbandonano la scuola
prematuramente. Sottolinea la necessità di individuare gli studenti a rischio il
prima possibile e di fornire loro un sostegno aggiuntivo e altre attività di
apprendimento, nonché di sostenerli durante la transizione da un livello
scolastico al successivo, fornendo loro metodi di apprendimento personalizzati.
Sembra quasi che l´Europa stia pensando proprio alla condizione in cui versa il
sistema scolastico della Sicilia e delle scuole cittadine in particolare,
Palermo in testa. Eppure i tagli non sembrano tenerne conto. Non solo, il
Parlamento europeo ritiene che le scuole debbano fornire un´istruzione di alta
qualità e avere obiettivi ambiziosi per tutti gli studenti, nessuno escluso,
offrendo nel contempo una gamma di opzioni di studio e sostegno supplementare
nel rispetto delle loro esigenze individuali. Intanto le nostre scuole continuano
a rischiare la bancarotta e il personale si assottiglia sempre di più. L´Europa
ci chiede di ammodernare i programmi scolastici in modo da rispecchiare le
odierne realtà sociali, economiche, culturali e tecniche e in modo da essere
strettamente connessi col mondo dell´industria e delle imprese e col mercato
del lavoro. Intanto la nostra realtà sociale peggiora. Le imprese chiudono e
non si sa se vi sia un vero mercato del lavoro. Nella risoluzione si dice che
l´istruzione pubblica deve restare principalmente un settore finanziato dallo
Stato, ma che deve anche esplorare nuovi potenziali metodi di finanziamento
complementare. Non si comprende in Sicilia quali possano essere. Vi si ritiene
però, per gentile concessione, che andrebbe assicurato un sostegno
supplementare agli istituti d´istruzione pubblici che si trovano in situazioni
finanziarie più sfavorevoli, in particolare quelli delle regioni più povere
dell´Unione europea. Intanto le nostre scuole aspettano i finanziamenti
ordinari che non arrivano mai. Si afferma poi che tutte le scuole debbono
promuovere l´acquisizione di competenze democratiche, sostenendo i Consigli
degli studenti e consentendo agli alunni di condividere la responsabilità della
scuola con i genitori, gli insegnanti e i Consigli scolastici. Intanto da noi
si aspetta da anni una vera riforma degli organi collegiali della scuola.
( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Europee, pronti 6 milioni per le
iniziative locali La riunione Lo staff elettorale lavora al calendario Pochi i
manifesti. Slogan unico per tutti i candidati Manca davvero poco. Meno di un
mese. Eppure la strategia per la campagna elettorale è ancora in alto mare.
Così come il programma delle varie tappe e l'agenda degli interventi del
presidente del Consiglio. Berlusconi, capolista in tutte e cinque le
circoscrizioni, ha detto fin dall'inizio che scenderà in piazza, che ancora una
volta si impegnerà personalmente, con annesso bagno di folla. L'idea, di cui si
è parlato in una riunione ieri in via dell'Umiltà, è quella di lavorare ad una
serie di manifestazioni pubbliche nelle principali città italiane. Archiviato
il problema delle liste, ora il team elettorale del Pdl passa quindi alla fase
operativa. Per la riunione, convocata da Denis Verdini, sono arrivati nella
sede del partito Ignazio La Russa, Maurizio Lupi, Gregorio Fontana, Ignazio
Abrignani, Laura Ravetto e i capigruppo Fabrizio Cicchitto, Maurizio Gasparri,
Italo Bocchino. Ma non solo. C'erano anche Michela Brambilla, prossima a
diventare ministro del Turismo, che da responsabile nazionale delle iniziative
movimentiste del partito, si occuperà proprio di seguire le attività a livello
territoriale. E Mario Mantovani, nominato da Berlusconi responsabile del
settore "Difensori del voto". Carta e penna alla mano, nella riunione
si sono avanzate alcune ipotesi, avviato un primo programma, dato il via a
tutto ciò che è il materiale per la propaganda. Intanto, i fondi. Il team Pdl
ha deciso di destinare 6 milioni. Una somma che andrà suddivisa tra tutte le
province italiane per le organizzazioni territoriali. Ovviamente il tutto
avverrà in modo differenziato per le diverse città. Poi i materiali: confermati
i soliti santini, camper, le lettere, i gadget di vario tipo e genere. I
manifesti. Subito dopo il congresso nazionale del Pdl, Berlusconi ha annunciato
di non voler acquistare questa volta gli spazi per la cartellonistica grande,
quella delle affissioni 6
metri per 3. Stavolta il Cavaliere punta ai fatti,
trasmettendo i concetti chiave dell'operato del governo. A cominciare
dall'emergenza terremoto in Abruzzo, passando alla crisi economica, e ai
rifiuti a Napoli. I manifesti di Berlusconi avranno la sua foto, il simbolo del
partito e lo slogan. "Per contare sempre di più in Europa". Per
quanto riguarda gli altri candidati, rispetto alle ultime Politiche, il Pdl
stavolta non sconsiglia di mettere la propria faccia sui manifesti, purché si
attengano ai modelli preconfezionati in via dell'Umiltà. Stesso discorso anche
per le Amministrative: è già pronto uno slogan pre-impostato, "Anche per
la Provincia fai una precisa scelta di campo", sulle schede logo del
partito e doppio nome, quello di Berlusconi e quello del candidato presidente.
Rimanendo sulle Amministrative, domenica ci sarà il primo comizio pubblico del
premier. Ore 10, teatro Dal Verme a Milano, a sostegno del candidato alla
presidenza della Provincia milanese Guido Podestà. Sul calendario degli eventi,
ancora è tutto da decidere. Le tappe che vedranno la partecipazione del
Cavaliere dovrebbero essere una decina. Questo però, senza rinunciare
all'Abruzzo, che anzi continuerà ad essere un punto centrale nell'agenda del
premier. Da qui fino al G8 Berlusconi si recherà diverse volte nelle zone
colpite dal terremoto sia per controllare la ricostruzione, sia per tenere
d'occhio i preparativi per il summit mondiale. Intanto questo pomeriggio il
Cavaliere tornerà all'Aquila. Altro sopralluogo nel capoluogo abruzzese con il
capo della Protezione civile Guido Bertolaso, e conferenza stampa con il
ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini per annunciare le novità messe
in campo dal governo proprio per il settore scolastico ed universitario. Sulla
strategia di comunicazione, l'idea è quella di puntare su concetti chiari, per
lo più centrati sugli impegni del partito. Come ad esempio, "superare la
crisi economica", "lotta all'immigrazione clandestina",
"ricostruire l'Abruzzo". Dopo l'autopresentazione ufficiale alla cena
con gli imprenditori delle tre candidate Lara Comi, Licia Ronzulli e Barbara
Matera, ieri pomeriggio il premier ha continuato a buttare un occhio alle
europee. A varcare il portone di Palazzo Grazioli, prima la candidata Matera,
poi Carlo De Romanis, candidato nella circoscrizione di Centro, accompagnato
dalla giovane deputata del Pdl, Annagrazia Calabria. Gia.Ron.
( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Solidarietà 50 cantanti si
esibiranno a San Siro il 21 giugno Amiche per l'Abruzzo, da Pausini a Carrà
Luca Benedetti «Garantisco che i soldi ricavati dal concerto di San Siro
saranno spesi in modo corretto per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto
in Abruzzo. Ci metto la mia faccia. Tutte noi mettiamo la nostra faccia». Laura
Pausini si fa garante, assieme a tutte le cantanti coinvolte, del buon fine dell'iniziativa
di solidarietà «Amiche per l'Abruzzo», che il 21 giugno vedrà esibirsi allo
stadio San Siro di Milano il gotha della musica italiana al femminile: una
cinquantina di artiste guidate da Gianna Nannini, Elisa, Fiorella Mannoia e
Giorgia. Il Ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, intervenuta alla presentazione
di ieri, le ha ringraziate, spiegando che «questa iniziativa non è
assolutamente politica, ma un gesto concreto di solidarietà. Sono lieta che dal
concerto possa rinascere una scuola simbolo dell'Aquila come l'istituto De
Amicis». Altre parti dell'incasso di «Amiche per l'Abruzzo» saranno
destinate all'acquisto di case di legno per gli sfollati e alla Onlus
«Aiutiamoli a vivere». Oltre al ricavato dei biglietti (25 e 150 euro, in vendita
da oggi) ci sarà pure una raccolta fondi promossa da Mtv (partner principale
dell'evento) e dalle principali radio italiane. Laura Pausini ha invitato anche
Mina («Basterebbe un suo filmato o una telefonata») e ieri è arrivata
l'adesione di Raffaella Carrà, ma non è lei la presentatrice che sta cercando
il promoter Roberto De Luca. La conduzione dell'evento potrebbe essere affidata
alle deejay dei 13 network radiofonici nazionali (fra cui RDS, Radio Rai, Radio
Italia, RTL 102.5, Radio 105 e Radio Deejay) che trasmetteranno in diretta il
concerto, che avrà dunque una platea potenziale di oltre 30 milioni di persone.
Sul palco di San Siro, a partire dalle 16.30, ci sarà anche l'abruzzese Simona
Molinari: «La mia famiglia ora vive in una tendopoli. Grazie a nome
dell'Abruzzo». Anche Paola e Chiara si sentono altrettanto coinvolte
nell'iniziativa: «Nostro padre è abruzzese e là abbiamo molti amici e parenti.
Siamo sconvolte». Infine, l'auspicio di una loquace e vivace Loredana Berté:
«Spero che vengano ricostruite prima le case e poi le chiese».
( da "Sole 24 Ore, Il" del 08-05-2009)
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Il Sole-24 Ore sezione: IN PRIMO PIANO
data: 2009-05-08 - pag: 5 autore: Banche, stress da 75 miliardi L'esito del
test di Fed e Governo può essere incoraggiante per il settore Marco Valsania
NEW YORK Settantacinque miliardi di dollari per rafforzare il capitale delle
banche più deboli.L'amministrazione di Barack Obama e la
Federal Reserve hanno dato ieri notte le pagelle degli stress test, gli esami
di solidità, condotti sui 19 principali istituti americani. Dieci sono stati
bocciati e hanno ricevuto l'ordine di correre ai ripari (si veda anche la
tabella a fianco): da Bank of America, che dovrà trovare 33,9 miliardi, a Wells
Fargo, cui servono 13,7 miliardi. Citigroup ha bisogno di 5,5 miliardi,
Morgan Stanley di 1,8 miliardi, Gmac, il colosso dei finanziamenti per l'auto,
di 11,1 miliardi. Ma la cifra di 75 miliardi è stata inferiore a molte
previsioni, che ancora nei giorni scorsi temevano la fragilità delle grandi
banche richiedesse interventi da almeno cento miliardi di dollari. Promossi a
pieni voti sono stati gli altri nove protagonisti dell'alta finanza sotto
esame: JP Morgan, Goldman Sachs, American Express, State Street, Bank of New
York Mellon, MetLife, Capital One, US Bancorp, BB&T. Il ministro del Tesoro
Tim Geithner ha sottolineato «la chiarezza e trasparenza » offerta dai test e ha
aggiunto che le banche sono «ragionevolmente convinte » di poter raccogliere i
capitali necessari. Gli istituti in difetto di capitale si sono affrettati già
ieri a svelare le prime risposte: Wells Fargo ha in programma un collocamento
azionario da sei miliardi, Morgan Stanley un collocamento di azioni e
obbligazioni da cinque miliardi. Bank of America, oltre che di nuove risorse,
ha indicato di essere alla caccia di esponenti per rinnovare il cda. Il
governatore della Fed Ben Bernanke, subito dopo le pagelle, ha a sua volta
inviato un messaggio incoraggiante per il settore: gli esiti dei test, ha
detto, dovrebbero dimostrarsi «piuttosto rassicuranti». Prima ancora
dell'annuncio,parlando a Chicago, aveva già detto che «nessun istituto è
insolvente» ed espresso la speranza che «i risultati consentano al mercato di
avere maggior fiducia, di convincersi che le banche saranno solide e in grado
di offrire prestiti anche se l'economia peggiorerà più del previsto». Tesoro e
Fed hanno misurato i rischi per le banchenell'eventualità di un aggravarsi
della recessione nei prossimi due anni, ipotizzando perdite per i 19 istituti
pari a 600 miliardi nel 2009 e 2010, al 70% causate da mutui o prestiti al
consumo. Le perdite totali dall'inizio della crisi potrebbero superare i 950
miliardi. Le banche in affanno hanno adesso un mese di tempo per presentare
piani correttivi, da mettere in pratica entro il 9 novembre. Gli strumenti a
loro disposizione vanno dalla cessione di asset alla vendita di pacchetti
azionari, dalla conversione di titoli privilegiati in azioni ordinarie al
ricorso ad aiuti pubblici. Il governo si augura però che gli istituti possano
rafforzarsi senza ricorrere a nuovi fondi federali del Tarp, il programma di
ricapitalizzazione delle banche che ha ancora in cassa circa 109 dei 700
miliardi iniziali. I timori sul futuro dell'alta finanza, però, non sono
svaniti. Geithner ha detto che un aumento delle riserve è necessario in tutto
il settore bancario americano e che il sostegno governativo ai mercati finanziari
continuerà. E Wall Street, reduce da robusti rialzi, ha dato ieri spazio a
realizzi di profitto in attesa di analizzare con cura l'esito dei test. Sotto
osservazione, inoltre, restano le riforme dei controlli sul sistema
finanziario. «La struttura di regolamentazione ha ammesso Bernanke - deve
prevedere la capacità di monitorare, valutare e se necessario intervenire in
presenza di potenziali rischi sistemici». Proprio la mobilitazione di ispettori
federali per condurre gli stress test, ha detto il governatore, può servire da
modello per una nuova era di supervisione. La stessa credibilità della Banca
centrale è tuttavia finita nel mirino: ieri sera si è dimesso il presidente del
board della Fed di New York, Stephen Friedman, dopo polemiche sui suoi legami
con Goldman Sachs. © RIPRODUZIONE RISERVATA LE RISPOSTE DEI BIG Wells Fargo ha
annunciato un collocamento da 6 miliardi e anche Morgan Stanley punta a
raccogliere 5 miliardi di dollari Usa. Il segretario al Tesoro statunitense
Timothy Geithner con il governatore della Fed Ben Bernanke AFP
( da "Secolo XIX, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Cinquanta amiche per l'Abruzzo l'evento
Pausini, Nannini, Mannoia, Giorgia e Elisa: show il 21 giugno a San Siro per
raccogliere fondi in favore dei terremotati 08/05/2009 fabrizio basso Milano.
La solidarietà fa 50, tante sono le "Amiche per l'Abruzzo" che
guidate da Laura Pausini terranno un concerto a San Siro il 21 giugno.
L'obiettivo è raccogliere un milione di euro. Per la presentazione di questo
evento, che raggiungerà oltre trenta milioni di persone, si
è mobilitato il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini: una parte dell'incasso servirà a ricostruire la scuola De
Amicis dell'Aquila. Un'altra parte servirà ad acquistare case in legno e al
sostegno della popolazione. I biglietti saranno in vendita da oggi: costeranno
tutti 25 euro tranne il primo anello tribuna rossa che lievita a 150.
Non verranno distribuiti omaggi. I giornalisti pagheranno per accedere alla
tribuna stampa e la Siae non eserciterà diritti. Gli artisti si esibiranno
gratuitamente così come i loro musicisti. Altri soldi si spera di ricavarli
vendendo i diritti televisivi per una diretta: «Sky passa 14 milioni di euro a
Fiorello» dice Gianna Nannini «potrebbe passarne un po' anche a noi». Non
contenta. la Nannini invita anche Bruno Vespa «a mostrare i plastici delle zone
terremotate per sensibilizzare la gente, anziché parlare di altri temi». La
diretta radiofonica è già garantita: saranno tredici i network nazionali
collegati con San Siro. Imponente, poi, sarà l'impegno di Mtv Italia e di Mtv
Mobile powered by Tim che, oltre a seguire il concerto a vari livelli e con speciali
mirati, proseguiranno per tutta l'estate la raccolta di fondi. Altro denaro
dovrebbe arrivare infine dalle vendite del dvd che di certo verrà realizzato.
Una mobilitazione benefica così non si era mai vista prima. Laura Pausini è
l'anima di questa operazione: «È un'idea per sostenere l'Abruzzo ferito e fare
soldi. A memoria non ricordo ci sia mai stata una reunion così ricca. Il denaro
deve essere destinato a obiettivi ben precisi. Proprio per questo abbiamo
chiesto la collaborazione del ministro Gelmini che, a
sua volta, si è messo in contatto col sindaco dell'Aquila. Perché solo donne?
Non vogliamo creare imbarazzi o scissioni. Ci è sembrata una buona formula». Se
a livello strategico è tutto chiaro, un po' meno chiaro è cosa succederà sul
palco. Che, per la cronaca, sarà un prestito dei Depeche Mode che nello stadio
milanese si esibiranno due sere prima: «Sono stati informati» precisa Roberto
De Luca che con la sua Live Nation è il motore del concerto «e hanno prestato
volentieri il loro palco. Non abbiamo ancora pensato, invece, come si svolgerà
la serata. Abbiamo delle idee, dobbiamo ragionarci». La formula più
ipotizzabile, però, è quella del primo maggio a Roma, con la possibilità creare
session fra più artiste, anche se l'elenco non è ancora definitivo. Si attende
il benestare di Nilla Pizzi, Mina manderà un video. Tra i forfait annunciati
quelli di Ornella Vanoni e Alexia, in concerto altrove. Sarà comunque una
serata indimenticabile. Laura Pausini è affiancata dalla Nannini, che è già
stata in Abruzzo, Elisa e Fiorella Mannoia. Sarebbe un lungo elenco, citiamo,
tra le tante, Malika Ayane, Rachele Bastrenghi dei Baustelle, Giorgia, Loredana
Berté, Iva Zanicchi e Simona Molinari, abruzzese: «La mia famiglia vive in una
tendopoli. È una situazione difficile ma ho scoperto che i primi ad aiutarci
sono stati proprio coloro che sono state vittime di altri terremoti». Jo
Squillo ha annunciato che acquisterà cento biglietti da regalare ad altrettante
donne disoccupate. Un dono bellissimo. fabrizio.basso@gmail.com 08/05/2009
( da "Tempo, Il" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
stampa Solidarietà, 50 cantanti a San
Siro il 21 giugno Donne in concerto per aiutare l'Abruzzo Sono le "Amiche
per l’Abruzzo", le cantanti messe insieme da Laura Pausini,
con l’aiuto di altre tre madrine, Elisa, Gianna Nannini e Fiorella Mannoia, per
un concerto a favore
dei terremotati. «Garantisco che i soldi ricavati dal concerto di San Siro
saranno spesi in modo corretto per aiutare le popolazioni colpite dal terremoto
in Abruzzo. Ci metto la mia faccia. Tutte noi mettiamo la nostra faccia». Laura
Pausini si fa garante, assieme a tutte le cantanti coinvolte, del buon fine
dell'iniziativa di solidarietà «Amiche per l'Abruzzo», che il 21 giugno vedrà
esibirsi allo stadio San Siro di Milano il gotha della musica italiana al
femminile: una cinquantina di artiste guidate da Gianna Nannini, Elisa,
Fiorella Mannoia e Giorgia. Il Ministro dell'Istruzione
Mariastella Gelmini,
intervenuta alla presentazione di ieri, le ha ringraziate, spiegando che
«questa iniziativa non è assolutamente politica, ma un gesto concreto di
solidarietà. Sono lieta che dal concerto possa rinascere una scuola simbolo
dell'Aquila come l'istituto De Amicis». Altre parti dell'incasso di
«Amiche per l'Abruzzo» saranno destinate all'acquisto di case di legno per gli
sfollati e alla Onlus «Aiutiamoli a vivere». Oltre al ricavato dei biglietti (25
e 150 euro, in vendita da oggi) ci sarà pure una raccolta fondi promossa da Mtv
(partner principale dell'evento) e dalle principali radio italiane. Laura
Pausini ha invitato anche Mina («Basterebbe un suo filmato o una telefonata») e
ieri è arrivata l'adesione di Raffaella Carrà, ma non è lei la presentatrice
che sta cercando il promoter Roberto De Luca. La conduzione dell'evento
potrebbe essere affidata alle deejay dei 13 network radiofonici nazionali (fra
cui RDS, Radio Rai, Radio Italia, RTL 102.5, Radio 105 e Radio Deejay) che
trasmetteranno in diretta il concerto, che avrà dunque una platea potenziale di
oltre 30 milioni di persone. Sul palco di San Siro, a partire dalle 16.30, ci
sarà anche l'abruzzese Simona Molinari: «La mia famiglia ora vive in una
tendopoli. Grazie a nome dell'Abruzzo». Anche Paola e Chiara si sentono
altrettanto coinvolte nell'iniziativa: «Nostro padre è abruzzese e là abbiamo
molti amici e parenti. Siamo sconvolte». Infine, l'auspicio di una loquace e
vivace Loredana Berté: «Spero che vengano ricostruite prima le case e poi le
chiese».
( da "Corriere della Sera" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Spettacoli
data: 08/05/2009 - pag: 55 Concertone Il 21 giugno l'iniziativa ideata dalla
Pausini Tutte le donne del pop cantano per l'Abruzzo «Manca solo Mina» Diretta
radio «unificata» da S. Siro MILANO Eccole qui tutte assieme. Le «Amiche per
l'Abruzzo». Ovvero Laura Pausini e un manipolo di donne che il 21 giugno
daranno vita a una maratona musicale a San Siro a favore delle vittime del
terremoto. «L'unica cosa che so fare è cantare e se posso fare qualcosa per
fare del bene nei confronti di chi ha sofferto tanto, sono felice», ha detto la
Pausini, ideatrice dell'iniziativa presentata ufficialmente ieri. Le «madrine»
sono Gianna Nannini, arrivata all'incontro con una pietra di uno dei paesi
colpiti dal terremoto, Elisa e Fiorella Mannoia. La sorpresa potrebbe essere
Raffaella Carrà: ha aderito alla proposta, ma ancora non si sa se sarà presente
sul palco. L'elenco è lunghissimo, ben oltre le presenze di ieri all'incontro.
Dite un nome e c'è di sicuro: stelle come Giorgia, Carmen Consoli e Anna
Tatangelo, vecchie glorie come Rettore, Bertè e Spagna, desaparecide come
Fiordaliso e Leda Battisti, giovani promesse come Alessandra Amoroso, Noemi,
Arisa, Malika Ayane e Chiara Canzian, e c'è anche chi porta un pezzo di Abruzzo
come Paola & Chiara («Papà è di lì, abbiamo parenti e amici e il terremoto
ci ha sconvolte») e Simona Molinari («Sono dell'Aquila e la mia famiglia ora
vive in una tendopoli»). E Mina? «Sarebbe bello che intervenisse, magari con
una telefonata», dice la Pau. Tante, tantissime, qualcuna ci sarà altre
(Vanoni, Nilla Pizzi, Dori Ghezzi) hanno dato il proprio sostegno. Comunque
soltanto donne... «Non volevamo dividere, ma serviva un'idea per caratterizzare
l'evento e quello di fare qualcosa con le voci femminili è un mio sogno da
anni», dice la promotrice. La Nannini sdrammatizza con una battuta: «Tette per
un tetto». Si sono mobilitati in tanti. Per la prima volta nella storia della
radiofonia tutti i network trasmetteranno la parte più importante dello show
(dalle 21 alle 23.30) a reti unificate. Mtv registrerà uno speciale, ma niente
diretta tv: un po' per non penalizzare le radio, un po' perché ci sarà un dvd
della serata con ricavi in beneficenza. Il prezzo del biglietto è popolare: 25
euro, ma i posti più pregiati saranno venduti a 150 euro. Non ci saranno omaggi
per nessuno, nemmeno per politici e volti noti. Milan e Inter non hanno chiesto
nulla per l'affitto dello stadio: un regalino a sei cifre. Anche la Siae e il
comune di Milano daranno il loro contributo. «Tutti stanno lavorando gratis e
tolte le poche spese vive tutto andrà in beneficenza», annuncia Roberto De
Luca, organizzatore dell'evento con la sua Live Nation. Fra biglietti, sponsor
e donazioni «Amiche per l'Abruzzo» potrebbe arrivare a raccogliere 3 milioni di
euro. I fondi verranno destinati alla ricostruzione della scuola De Amicis
dell'Aquila, all'acquisto di case in legno nei comuni colpiti e
all'organizzazione «Aiutiamoli a vivere» di don Vitaliano Della Sala. A
gestirli sarà il ministero della Pubblica Istruzione. Dice
il ministro Maristella Gelmini: «La scuola ha una funzione formativa ma anche di aiuto per
superare il trauma del terremoto ». La garanzia finale arriva da Pausini e
Nannini: «Massima trasparenza. Altrimenti non saremmo nemmeno partite ». Andrea
Laffranchi
( da "Corriere della Sera" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Spettacoli
TV data: 08/05/2009 - pag: 63 A
fil di rete di Aldo Grasso Le frecce di Cupido hanno fatto flop B isogna
ammetterlo: ci vuole coraggio per allestire un programma simile. Così finto da
sembrare vero, così taroccato da sfiorare il sublime, così prevedibile da ammantarsi
di imprevedibilità. «Cupido» è una gara a dare il peggio di sé travestita da
caccia all'uomo (o alla donna). Come una Eva Kant rivisitata dal bisturi di
Diabolik, Federica Panicucci agisce da mezzana (etimo: «donna che tiene di mano
a pratiche amorose, cioè sta in mezzo ai negozi d'amore»), si danna in tutti i
modi affinché un incontro tra una certa Alba, torinese, e un certo Marco,
romano, organizzatore di convegni (qui è tutta un convegnistica) vada a buon
fine. La regia è di Christophe Sancez, quello di «Scherzi a parte ». (Italia 1,
mercoledì, ore 21.10). L'agenzia «Cupido» non è propriamente un'agenzia
matrimoniale anche se può contare sull'aiuto di preziosi consulenti quali il
seduttore Rossano Rubicondi, lo psicologo e portavoce di
don Gelmini Alessandro
Meluzzi, dell'astrologo Riccardo Sorrentino. L'agenzia mette in contatto e
poi... A tarda sera, una didascalia invita i genitori a mandare i bambini a
letto. Senza volerlo, «Cupido» è il programma più comico di Italia 1, da morir
dal ridere: per come è presentato (la battuta più bella e significativa della
Panicucci è questa: «Adesso vado a nascondermi»), per come è recitato,
per gli interventi di Meluzzi, Sorrentino e Rubicondi, per le candid camera
così prive di candore, per le storie inverosimili che vengono raccontate.
Certo, se applicassimo al programma la «legge Alemanno» (i ragazzi sono
fortemente contagiati dalle immagini che vedono in tv), dovremmo immaginare un
futuro per i nostri giovani pieno di convegnistica, molestato però dalle spiegazioni
dei Meluzzi, dai consigli delle Panicucci, dagli esempi dei Rubicondi. No,
meglio la rude scuola di «Romanzo criminale».
( da "Corriere della Sera" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Cronaca di
Milano data: 08/05/2009 - pag: 3 Elezioni europee Con il Pd
l'astrofisico e il prof anti-Gelmini Nel Pdl Lara Comi, candidata più giovane Facce note,
soprattutto. Da Mario Mauro, che il Pdl ricandida e che è destinato a diventare
presidente del Parlamento europeo, alla democratica Patrizia Toia, a Vittorio
Agnoletto di Rifondazione. Molti dei 23 eletti nella circoscrizione
Nord-Ovest (su 78 italiani) ritentano la strada di Strasburgo e, a un mese dal
voto, si intensificano le iniziative elettorali. Ma ci sono anche i nomi nuovi:
da Ivan Scalfarotto del Pd, a Lara Comi del Pdl. Da Carlo Fidanza, vicecapogruppo
pdl in Comune al sindacalista Maurizio Zipponi, in corsa con Italia dei Valori.
E, tra i big, Silvio Berlusconi, Umberto Bossi e Ignazio La Russa, con annessa
polemica del centrosinistra che accusa il centrodestra di «ingannare gli
elettori e l'Europa, candidando persone che già in partenza si sa non andranno
mai a lavorare all'europarlamento ». Il Pd si affida a Sergio Cofferati come
capolista, «scelto per l'esperienza e l'autorevolezza che rappresenta», come ha
spiegato l'altro giorno a Milano il segretario Dario Franceschini. Fra i
milanesi in corsa, ci riprovano l'ex leader della Camera del Lavoro, Antonio
Panzeri, l'ex ministro Patrizia Toia, l'ex assessore Francesco Ferrari.
Esordiscono l'astrofisico Giovanni Bignami e il professor Pietro Graglia,
biografo di Altiero Spinelli, diventato famoso durante la mobilitazione degli
studenti contro la riforma Gelmini per le sue «lezioni
in piazza». In corsa anche Chiara Porro de' Somenzi, esperta di politiche
sanitarie, la mantovana Elide Stancari, dirigente di Confagricoltura, e
l'imprenditrice pavese Milena D'Imperio. Per quanto invece riguarda il Pdl,
vengono confermati Mario Mauro e l'ex sindaco Gabriele Albertini; Cristiana
Muscardini a Vito Bonsignore e Iva Zanicchi. Lasciano il posto il sottosegretario
Mario Mantovani e il candidato alla presidenza, Guido Podestà: i due giovani
che dovrebbero esordire a Bruxelles al loro posto sono Carlo Fidanza,
vicepresidente nazionale di Azioni Giovani e oggi dei giovani del Pdl. E Lara
Comi, ex coordinatrice regionale dei giovani di Forza Italia. A trascinare voti
per il Popolo della Libertà ci sarà anche Laura Ravetto, responsabile della
Comunicazione del partito. E. So.
( da "RomagnaOggi.it" del 08-05-2009)
Argomenti: Scuola
8 maggio 2009 - 13.07 (Ultima Modifica:
08 maggio 2009) FORLI' - "Invito Balzani a venire al Rondo-point in piazza
Saffi e non a stare chiuso nel palazzo a fare laboratori e modelli, venga a
sentire la gente che lavora e che si impegna, in mezzo a cui sono io, da mesi e
mesi": è l'attacco di Alessandro Rondoni, candidato a sindaco di Pdl, Udc
e, al fotofinish, anche della Lega Nord, al candidato del centro-sinistra. Dopo
i toni soft dei mesi scorsi, si riscalda, come era prevedibile, la campagna
elettorale. "Ho il piacere di annunciare l'ingresso della Lega Nord in
coalizione. L'onorevole Pini, parlamentare e uomo delle istituzioni ha reso
ancora più compatta questa coalizione", annuncia Rondoni nella conferenza
stampa di venerdì mattina. "Siamo felici e sorridenti, dall'altra parte
sono tristi e in difficoltà, torneremo a far sorridere Forlì", continua
Rondoni. A Pini, invece, il compito di spiegare la decisione all'ultimo del
Carroccio, di appoggiare Rondoni, dopo tante guerre sui giornali. "Ci sono
stati incontri, con punti anche di asprezza, ma noi preferiamo metterle in
chiaro le cose. Avevamo lasciato aperto uno spiraglio e alla fine si è trovata
la quadra", dice Pini. Che nega, inoltre che ci sia stato
"mercanteggiamento sugli assessorati": "Abbiamo avuto la
garanzia del vice-sindaco, ma per averlo, come per avere gli assessorati,
bisogna prima vincere". Mette le mani avanti Andrea Pasini, segretario
provinciale dell'Udc: "Con l'arrivo della Lega c'è stato una rimodulazione
dei punti programmatici, per tenere conto delle diverse sensibilità, d'altra
parte il programma era in fase avanzata". Quindi da Pasini il messaggio
chiaro a Rondoni: "Il candidato è autonomo e sarà garante dei punti
concordati". Il programma non è ancora stato divulgato, anche se ormai
mancano appena 24 ore al termine ultimo del deposito, ma assicurano tutti i
leader locali dei partiti del centro-destra: "Nel programma si troveranno
scritti i 35 punti della Lega, c'è stata una convergenza degli equilibri e
delle sensibilità". Gli esponenti del centro-destra non hanno lesinato
attacchi a Balzani. Così Nervegna: "Balzani ha lanciato lo slogan ‘Assieme per cambiare
Forlì', ma se la vuole cambiare vuol dire che ci sono un sacco di problemi e
certo non può risolverli chi rappresenta la
continuità coi governi precedenti. Triplice, poi, l'affondo di Antonio Nervegna
(Pdl): "Balzani, in lista, ha Lucio Nardi, l'uomo della Legacoop mandato
da Bologna per fare da garante del completamento dell'iper". E poi,
ancora, Nervegna: "Balzani ha grandissimi conflitti di interessi: non
potrà presiedere la conferenza sanitaria in quanto è proprietario del 20% della
sanità privata forlivese, né potrà gestire l'urbanistica,
in quanto è un uomo della Querzoli, la principale organizzazione, assieme a
Sapro, che lavora nell'urbanistica locale, da cui si è dimesso solo dopo aver
vinto le primarie". Attacco anche da Gianluca Pini della Lega Nord:
"La riforma Gelmini
spazzerà via la sua facoltà di 27 iscritti".
( da "Mattino, Il (Nazionale)" del
08-05-2009)
Argomenti: Scuola
Enzo Gentile Milano. La solidarietà
moltiplicata per 50, e anche di più. Quello che si è messo in moto per aiutare
l'Abruzzo terremotato è un carrozzone tra i più variopinti e possenti mai
ipotizzati: dopo il lancio di «Domani», la «We are the world» italiana nata da
un'idea di Jovanotti e Giuliano Sangiorgi, sulla spinta di Laura Pausini e
delle sue amiche-colleghe Gianna Nannini, Fiorella Mannoia, Elisa e Giorgia, in
poche settimane si sono raccolte le firme e le adesioni di tutte le principali
cantanti italiane, per una partecipazione entusiasta quanto eterogenea, tale da
rendere difficile immaginare come potranno tutte salire sul palco dello stadio
di San Siro per esibirsi il 21 giugno, Festa della musica e della raccolta
fondi per un paio di progetti ben identificati. Già la conferenza stampa di
presentazione, sotto gli occhi stupiti e divertiti del ministro dell'istruzione
Mariastella Gelmini, ha dato modo
di intendere quanto lavoro ci sarà da fare per montare uno spettacolo vero e
proprio e non una semplice sfilata di ugole volenterose. «Amiche per
l'Abruzzo», questo il titolo (anche se con una battuta la Nannini ne ha
suggerito uno alternativo, «Tette per un tetto»), si prefigge lo scopo di
rastrellare denaro da destinare alla ricostruzione di una scuola simbolo
di L'Aquila, la Edmondo De Amicis, e alla Onlus Aiutiamoli a Vivere: biglietti
in vendita da domani con prezzi base di 25 euro, mentre le tribune più care
costeranno 150 euro. L'incasso presumibile con il tutto esaurito, dedotte
alcune spese vive incomprimibili, dovrebbe aggirarsi sul milione di euro cui,
secondo l'organizzatore Roberto De Luca, si aggiungeranno i contributi degli
sponsor e le offerte convogliate dai network radiofonici che trasmetteranno in
diretta l'avvenimento, mentre la copertura tv sarà a cura di Mtv. La corsa
della bontà ha fatto registrare negli ultimi giorni una sensazionale impennata
e, a parte le promotrici, la lista è lunghissima, senza precedenti: tra coloro
che hanno aderito e annunciano un passaggio per il 21 giugno ci sono Alice,
Arisa, Rachele Bastrenghi (Baustelle), Berté, Carrà, Casale, Consoli, D'Avena,
Dolcenera, Ferreri, Grandi, Jo Squillo, L'Aura, Mirò, Milva, Nada, Nicolai,
Noemi, Oxa, Paola e Chiara, Nilla Pizzi, Patty Pravo, Rettore, Ruggiero,
Spagna, Syria, Tatangelo, Turci, Vanoni, Zanicchi. Molte di loro ieri hanno
voluto presenziare e testimoniare la propria sensibilità segnalando l'unicità
di una simile operazione, mediatica e artistica: «L'unica cosa che so fare è
cantare», ha esordito Laura Pausini, «ma stavolta ho voluto chiamare tante
colleghe e amiche per coinvolgerle in profondità. Le nostre canzoni devono
essere un modo per stare vicino a chi sta soffrendo e farli sentire meno soli».
«La musica può servire a tante cause», ha aggiunto la Nannini, «e qui siamo
tutte donne, per sostenere la più importante delle cause e lasciare un segno
tangibile dopo tante parole». Anna Tatangelo ha suggerito anche
un'autotassazione, Iva Zanicchi ha ricordato come gli italiani per generosità
non sono secondi a nessuno, Loredana Berté, in modo molto colorito, ha invitato
a un controllo rigoroso sulla destinazione effettiva degli incassi («vigileremo
insieme», promette la Pausini in veste inedita di pasionaria), mentre da più
parti si è sollecitata un'azione diretta anche di Mina («contribuisci anche tu
all'evento»). Sulla struttura e sul disegno dello spettacolo, ancora poco è
dato sapere: ci saranno un paio di presentatrici, giovani, nessun biglietto omaggio
o pass, tutti si esibiranno a titolo gratuito, con i costi ridotti all'osso e
gli oneri tipici dei maxi-concerti (vigilanza, vigili del fuoco, straordinari
per i mezzi pubblici a carico del Comune di Milano): «È presumibile», ha
concluso De Luca, «che qualcuno dovrà usare le basi, perché è assolutamente
impossibile garantire la band ad ogni artista. Avremo un palco girevole per
consentire un veloce succedersi dei set principali che non saranno più di dieci
e nei quali si susseguiranno duetti e incontri mai avvenuti prima: pensiamo
anche a un dvd, sempre con funzione benefica, ma prima bisognerà verificare i
risultati e le registrazioni».
( da "Stampa, La" del 09-05-2009)
Argomenti: Scuola
L'omologazione non ha a che vedere
soltanto con la marca di scarpe indossate («Voglio anche io le Converse». «Ma
se non ti sono mai piaciute». «Sì, però le hanno tutti»), con la lunghezza
della frangia, oppure con i piercing e i tatuaggi sparpagliati per il corpo.
Queste non sono che le sue forme più riconoscibili e, con buona probabilità, le
più innocue. L'omologazione, quella profonda, è legata piuttosto al percorso,
alle esperienze accumulate, alla formazione. Nasce, prima che dalla voglia -
lecita e spesso passeggera - di annullare le differenze con i propri coetanei,
da una certa indolenza, spesso di natura genetica e quindi trasmissibile dai
genitori ai figli. L'omologazione è la strada più ovvia, quella che viene
naturale percorrere, se ci si abbandona mollemente al flusso biologico e
sociale dell'età che avanza. Il rischio è di trovarsi, a un certo punto,
incastrati in un canneto, o peggio ancora, in balia delle rapide, sbatacchiati
malamente da una roccia appuntita all'altra, incapaci di fare due bracciate per
portarsi in salvo. Di solito avviene quando è già troppo tardi, quando, per
rispondere alle domande cruciali su di sé, che tanto prima o poi arrivano - ma
chi sono io? Che cosa ho di veramente speciale? - viene in mente solo il
silenzio. Per mettersi al riparo da questo insidioso senso di nullità (già
dilagante tutto intorno a noi), occorre crearsi dei punti di forza, occorre
scegliere - in definitiva, si tratta davvero di scegliere - delle peculiarità
che rendano unico il nostro percorso in mezzo agli infiniti altri. Proprio per
questo, la lettura, così spesso chiamata in causa con una retorica fastidiosa,
costituisce un'opportunità reale, perché allarga la nostra esperienza, spesso
così «ovvia», ad altre, più straordinarie, lontane e imprevedibili. Ma non è
che un esempio. Si può praticare un'arte marziale dal nome impronunciabile -
ninjutsu, taijutsu, viet vo dao, tae kwon do - e abbracciarne la filosofia
connessa, si può vivere approfonditamente i Vangeli, imparare a memoria la
formazione del Chelsea e del Manchester, suonare l'oboe, oppure imparare il
tedesco. Dal mix di diverse discipline, meglio se molto specifiche, nascerà
infine una formazione unica e - potete scommetterci - una personalità unica.
Fra le possibilità menzionate, io ho scelto, in parte per curiosità e in parte
per accidente (un modulo di iscrizione consegnato davvero troppo in ritardo),
di studiare il tedesco alle scuole superiori, nella sezione B del Liceo
Scientifico «Gino Segrè» di Torino. Per questo, quando ho sentito dell'appello
che i ragazzi della mia sezione (come si chiamano? Discendenti? Posteri?) hanno
fatto tramite i quotidiani, affinché il tedesco non sparisse dalla loro scuola,
a causa delle poche iscrizioni e delle nuove perfide norme
approvate dal ministro Gelmini, mi sono sentito chiamato in causa. E il primo pensiero che ho
fatto è stato: sarebbe un peccato, davvero un peccato, che un'opportunità del
genere venisse cancellata, sarebbe un passo in più verso un'insipida
omologazione. Perché, se c'è un aspetto più degli altri che mi fa percepire
come speciale la mia formazione liceale, è proprio lo studio del
tedesco, della lingua come della letteratura. So bene quello che si dice in
giro: «Il tedesco? Ma sei pazzo? È difficile. Pensa che ha il nominativo,
l'accusativo eccetera... Come si chiamano? I casi, ecco, come il latino. E poi
è una lingua dura». Parzialmente vero. Vero. Del tutto falso, rispettivamente.
Non è una lingua semplice (quale lingua lo è, d'altronde?), è senz'altro molto
strutturata (quindi fa anche molto bene alla testa), ma non è affatto «dura» o
«sgradevole», e chiunque mastichi un po' di tedesco lo sa bene. L'inglese è indispensabile,
ce lo ripetono da anni e lo ripeto anch'io. Il tedesco è un di più, ma è un di
più che, una volta imparato e visto da una distanza sufficiente, risulterà
altrettanto indispensabile, perché farà la differenza, quando un uomo
corpulento dall'altra parte di una scrivania vi domanderà minaccioso: «E...
quali lingue parla?». Ora, il problema dei ragazzi della sezione B, la mia
sezione B, è semplice e cruciale: se non ci sono abbastanza iscritti, la classe
di tedesco non si può formare e l'intera sezione perderà la sua insegnante. Il
messaggio di questo articolo è altrettanto chiaro: iscrivetevi - iscrivete i
vostri figli - alla sezione di tedesco, voi, ragazzi di terza media, che il
prossimo anno farete il grande salto e voi, genitori degli stessi ragazzi, che
li tirerete su dalle braccia per aiutarli a saltare. Non
iscrivetevi/inscriveteli per salvare la sezione B, ma per salvarvi/salvarli
dall'omologazione. Di sicuro questo non basterà, ma è un'occasione, e le
occasioni, si sa, vanno prese quando si presentano, una alla volta. Dopo, sarà
già troppo tardi. Herzliche Grüße. *autore del romanzo «La solitudine dei
numeri primi»
( da "Corriere.it" del 09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il sindacato: «un fallimento» La Gelmini:
«Falsità» In Lombardia solo sette maestri unici I primi dati ufficiali:
bocciato dalle famiglie il modulo di 24 ore nelle elementari. In crescita il
tempo pieno MILANO - Maestro unico: «Alla prova dei fatti, un fallimento». E'
durissimo il giudizio del sindacato lombardo della scuola sul modello Gelmini di docente elementare.
«Solo falsità contesta il ministro . Il sindacato si rassegni: è finita
l'epoca del suo strapotere irresponsabile ». Ieri Gilda, Flc Cgil, Cisl e Uil
Scuola hanno diffuso i dati aggiornati sugli organici della scuola in
Lombardia. Da Roma il ministro ha ribattuto colpo su colpo. «Questa volta non
si tratta di una nostra valutazione ma del parere delle famiglie alza la voce
Angelo Scebba, segretario regionale Gilda in Lombardia . Basta dare
un'occhiata ai moduli orari scelti in regione: su oltre 21 mila classi alle
elementari quelle con il modulo orario di 24 ore, e quindi con il maestro
unico, saranno soltanto sette. Forse si arriverà a otto. Una quota irrisoria».
I sindacalisti lamentano 4.853 posti in meno negli organici della scuola
lombarda. «I tagli riguarderanno 696 maestri elementari, 2.025 professori
delle medie e 2.132 delle superiori. Purtroppo le nostre previsioni si sono
confermate azzeccate. E non stiamo parlando di stime ma di dati del
provveditorato», allarga le braccia il segretario generale della Flc Cgil
Lombardia, Corrado Barachetti. Certo, in parte basterà non rimpiazzare i
docenti che vanno in pensione. Si parla di 2.000 tra prof e maestri solo a
Milano. «Ma ci saranno anche 1.700 supplenti annuali che da settembre non
avranno più lavoro affonda Barachetti . Inoltre, per la prima volta in
Lombardia, abbiamo 700 docenti di ruolo che resteranno senza posto e saranno
ricollocati in altre scuole». Il ministro non si fa pregare. «Primo: le classi
che hanno scelto il modello delle 24 ore in Lombardia non sono sette ma il
triplo», precisa Gelmini. «Secondo, e più importante, il sindacato fa finta
di non sapere che il maestro unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo
pieno compreso. Finalmente anche nel nostro Paese i docenti avranno responsabilità
educative chiare». Ma il sindacato insiste. «C'è anche un problema evidente di
qualità del tempo pieno. L'orario è lo stesso ma sono state tolte le
compresenze. In Lombardia ci troviamo con più studenti e meno docenti »,
riassume Renato Capelli della Cisl Scuola Lombardia. Aggiunge il sindacalista:
«La verità è che molte famiglie che avevano chiesto il tempo pieno sono state
costrette a ripiegare su altri modelli orari ». «Niente di più falso si
scalda Gelmini . L'anno prossimo in Italia i ragazzi
che potranno contare sul tempo pieno saranno 30 mila in più. E la qualità
della formazione per chi frequenterà le 40 ore non sarà certo inferiore
rispetto al passato. Tagliando le compresenze abbiamo soltanto ridotto gli
sprechi. Ribadisco: nessuna penalizzazione sul piano educativo». I
sindacalisti della scuola lombarda osservano all'unisono che «il modello delle
24 ore si dimostra un fallimento visto che il ministero si aspettava che a
fare questa scelta fossero il 20-30 per cento delle famiglie». Il ministro non
ne vuole sapere: «Ancora una volta soltanto falsità. Le 24 ore sono state
scelte dal 4 per cento dei genitori. E' giusto garantire più opportunità. E
comunque non ci attendevamo nulla di diverso». Per finire, la questione fondi.
Le scuole lombarde hanno 200 milioni di «residui attivi ». «Danaro che lo
Stato deve agli istituti», spiega Barachetti della Uil. «Chiediamo che il
presidente della Regione, Roberto Formigoni, costituisca un fondo di garanzia
per le scuole. Proprio come ha fatto per le aziende in difficoltà». Rita Querzé
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( da "Corriere della Sera" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Politica
data: 09/05/2009 - pag: 13 Le iscrizioni I primi dati ufficiali: bocciato dalle
famiglie il modulo di 24 ore nelle elementari. In crescita il tempo pieno In
Lombardia solo sette maestri unici Su oltre 21 mila classi. Il sindacato: un
fallimento. La Gelmini: falsità Maestro unico: «Alla prova dei fatti, un fallimento».
E' durissimo il giudizio del sindacato lombardo della scuola sul modello Gelmini di docente elementare. «Solo
falsità contesta il ministro . Il sindacato si rassegni: è finita l'epoca del
suo strapotere irresponsabile ». Ieri Gilda, Flc Cgil, Cisl e Uil Scuola
hanno diffuso i dati aggiornati sugli organici della scuola in Lombardia. Da
Roma il ministro ha ribattuto colpo su colpo. «Questa volta non si tratta di
una nostra valutazione ma del parere delle famiglie alza la voce Angelo Scebba,
segretario regionale Gilda in Lombardia . Basta dare un'occhiata ai moduli
orari scelti in regione: su oltre 21 mila classi alle elementari quelle con il
modulo orario di 24 ore, e quindi con il maestro unico, saranno soltanto sette.
Forse si arriverà a otto. Una quota irrisoria». I sindacalisti lamentano 4.853
posti in meno negli organici della scuola lombarda. «I tagli riguarderanno 696
maestri elementari, 2.025 professori delle medie e 2.132 delle superiori.
Purtroppo le nostre previsioni si sono confermate azzeccate. E non stiamo
parlando di stime ma di dati del provveditorato», allarga le braccia il
segretario generale della Flc Cgil Lombardia, Corrado Barachetti. Certo, in
parte basterà non rimpiazzare i docenti che vanno in pensione. Si parla di
2.000 tra prof e maestri solo a Milano. «Ma ci saranno anche 1.700 supplenti
annuali che da settembre non avranno più lavoro affonda Barachetti . Inoltre,
per la prima volta in Lombardia, abbiamo 700 docenti di ruolo che resteranno
senza posto e saranno ricollocati in altre scuole». Il ministro non si fa
pregare. «Primo: le classi che hanno scelto il modello delle 24 ore in
Lombardia non sono sette ma il triplo», precisa Gelmini.
«Secondo, e più importante, il sindacato fa finta di non sapere che il maestro
unico riguarda tutti i modelli orari. Tempo pieno compreso. Finalmente anche
nel nostro Paese i docenti avranno responsabilità educative chiare». Ma il
sindacato insiste. «C'è anche un problema evidente di qualità del tempo pieno.
L'orario è lo stesso ma sono state tolte le compresenze. In Lombardia ci
troviamo con più studenti e meno docenti », riassume Renato Capelli della Cisl
Scuola Lombardia. Aggiunge il sindacalista: «La verità è che molte famiglie che
avevano chiesto il tempo pieno sono state costrette a ripiegare su altri
modelli orari ». «Niente di più falso si scalda Gelmini
. L'anno prossimo in Italia i ragazzi che potranno contare sul tempo pieno
saranno 30 mila in più. E la qualità della formazione per chi frequenterà le 40
ore non sarà certo inferiore rispetto al passato. Tagliando le compresenze
abbiamo soltanto ridotto gli sprechi. Ribadisco: nessuna penalizzazione sul
piano educativo». I sindacalisti della scuola lombarda osservano all'unisono
che «il modello delle 24 ore si dimostra un fallimento visto che il ministero
si aspettava che a fare questa scelta fossero il 20-30 per cento delle
famiglie». Il ministro non ne vuole sapere: «Ancora una volta soltanto falsità.
Le 24 ore sono state scelte dal 4 per cento dei genitori. E' giusto garantire
più opportunità. E comunque non ci attendevamo nulla di diverso». Per finire,
la questione fondi. Le scuole lombarde hanno 200 milioni di «residui attivi ».
«Danaro che lo Stato deve agli istituti», spiega Barachetti della Uil.
«Chiediamo che il presidente della Regione, Roberto Formigoni, costituisca un
fondo di garanzia per le scuole. Proprio come ha fatto per le aziende in
difficoltà». Rita Querzé In classe I bambini di una scuola elementare milanese
(Piaggesi/Fotogramma)
( da "Tirreno, Il" del 09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Cecina Cento chilometri per
andare al liceo Il Classico perde la prima, nove studenti costretti ad emigrare
VOLTERRA. Scegliere la via più corta per varcare la soglia della prima liceo
classico significa andare a Colle e sciropparsi 56 chilometri lungo
la tanto dibattuta strada killer 68. Le alternative sono gli 86 chilometri per
raggiungere quella di Cecina, oppure i quasi 100 per il ginnasio di Pontedera.
Viabilità più agevole, of course. Ma sarà sempre un'odissea per i nove studenti
di 14 anni che, in queste ore, si sono visti falciare la prospettiva di sedersi
dietro i banchi dell'istituto Carducci di Volterra. Riforma scolastica docet.
Quello che fino a giorni fa era un grido d'allarme, oggi è una vera e propria
certezza. «Se non cambia qualcosa, se le rigidità ministeriali non saranno
superate, nel prossimo anno scolastico si perderà la prima classe del
classico». L'appello-denuncia arriva dall'assessore provinciale alla pubblica
istruzione Rosa Dello Sbarba. Da volterrana doc come è, il verdetto dell'ultimo
minuto fa ancora più male. «Salvare questo indirizzo sta diventando sempre più difficile
- prosegue -. Il problema è che le direttive del ministro Gelmini, contenute nella circolare, prescrivono alcune possibilità, ma
l'applicazione dei parametri di fatto non le consente. Insomma, il governo da
una parte fa propaganda, dall'altra però impone tagli indiscriminati». Sulla
circolare ministeriale, in effetti, si parla di tutela delle scuole che si
trovano in zone disagiate e gli istituti di Volterra rientrano in questo
ambito. Tuttavia, anche negli ultimi incontri avuti con gli uffici ministeriali
periferici (provinciale e regionale) è stata riscontrata la rigida applicazione
dei parametri. E così, sulla base del numero degli iscritti, al Carducci
potranno essere mantenute quattro prime classi sulle cinque richieste
(pedagogico, artistico e due dello scientifico). «La scuola non ha
comunicazioni ufficiali in merito, anche se quelle ufficiose purtroppo non sono
buone», dicono dalla presidenza del Carducci. Una mannaia del genere avrà
ricadute forti anche sullo stesso corpo insegnanti. Con riduzione di ore in
vista che per qualcuno potrebbe significare anche la perdita del posto di
lavoro. «La Provincia, il Comune di Volterra, la stessa scuola - continua - si
sono mosse ai vari livelli, trovando nell'Ufficio scolastico provinciale e in
quello regionale la disponibilità a cercare una soluzione. Ma, nei fatti,
queste persone hanno le mani legate. Sono, infatti, gli stessi Uffici
scolastici, in caso di deroga, come indica il Ministero, a doversi assumere
ogni responsabilità di carattere economico e anche penale». Lunedì la scuola ha
indetto un consiglio d'istituto per pianificare il da farsi. E quindi
interpellare le famiglie degli iscritti in prima liceo, informare loro degli
ostacoli e prospettare soluzioni. Una potrebbe essere quella di ricorrere alla
seconda scelta sottoscritta nel modulo di iscrizione. Le altre tre opzioni si
chiamano Colle Val D'Elsa, Cecina o Pontedera. «La nostra speranza - conclude
Dello Sbarba - è che si trovi il modo di risolvere il problema già
nell'organico di diritto. L'auspicio è che prevalga il buonsenso, che si valuti
attentamente cosa vuol dire per uno studente della Valdicecina doversi
trasferire ogni mattina a decine e decine di chilometri di distanza». Che la
certezza del percorso e del titolo di studio debba essere garantita è fuori
dubbio. Ma come in una città che si sta progressivamente spopolando di servizi.
E ora, sembra, di scuole. «Siamo molto preoccupati - si sfoga Vania Waibel,
rappresentante di istituto - Stiamo andando verso un paese sempre più ignorante».
Francesca Suggi
( da "Tirreno, Il" del 09-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 7 - Grosseto Corrado Guzzanti al
Moderno La satira ritrova il suo guru WEEKEND IN MAREMMA GROSSETO. Dopo anni di
assenza dalle scene teatrali Corrado Guzzanti, uno dei "maestri"
italiani della satira più amati dal pubblico, torna in "Recital". E
martedì prossimo, 12 maggio, porta al Teatro Moderno di Grosseto - con un
appuntamento organizzato da Ad Arte in collaborazione con il Comune - il suo
nuovo spettacolo per cui sono ancora disponibili gli ultimi biglietti. Dopo
dodici anni, dunque, Corrado Guzzanti torna a teatro con un vero e proprio
recital, dove in compagnia di Marco Marzocca e Caterina Guzzanti proporrà
alcuni suoi personaggi storici come il santone Quèlo,il conduttore La Porta o
l'avvenente presentatrice di Rieducational Channel Vulvia, ma anche tanta
satira politica con le parodie del ministro Tremonti, dell'ex presidente del
consiglio Prodi, di Fausto Bertinotti e per la prima volta anche di Antonio Di
Pietro; Corrado si avvarrà dell'aiuto in scena di un maxi schermo sul quale
andranno diversi contributi filmati in precedenza di quei personaggi che
necessitano maggiori trucchi speciali impensabili da realizzare in tempo reale
(Prodi, La Porta, i mafiosi). Caterina Guzzanti sarà tra le
altre il ministro Mariastella Gelmini, mentre Marco Marzocca farà da spalla per tutto lo spettacolo a
Guzzanti nei panni di Padre Federico. Info. 0564 22491 Biglietti. Primo settore
36 euro (+ 4 prevendita); secondo settore 31 euro (+ 4 prevendita); terzo
settore 27 euro (+ 3 prevendita). Prevendite. Grosseto, Dischi Olmi,
piazza Dante, telefono 0564 22491; circuito regionale Box Office, www.boxol.it.
( da "Resto del Carlino, Il (Fermo)" del
09-05-2009)
Argomenti: Scuola
FERMO pag. 5 Saranno tagliati 150
docenti' Nasce un comitato fermano anti riforma Gelmini A FORZA di sentir parlare di
tagli, di insegnanti in meno, di classi accorpate e di scuole dimezzate, la
preoccupazione si è ormai diffusa e i genitori e gli stessi operatori della
scuola si mobilitano. E' nato così il Comitato di difesa della scuola pubblica
del Fermano, per protestare contro la riforma Gelmini e provare a dare soluzioni alternative. Nei giorni scorsi
la prima, affollata riunione: c'erano genitori, insegnanti, studenti, cittadini
che hanno a cuore il futuro e la qualità dell'istruzione. Scrivono i
responsabili del comitato: «E' stato evidenziato il grave, irreparabile danno
che ogni ordine di scuola subirà anche da noi, non solo a causa della diminuzione
degli insegnanti, ma anche per l'impossibilità di garantire la qualità
didattica, dato il totale stravolgimento degli attuali assetti. L'intenzione è
di impoverire l'offerta formativa e non certo di migliorarla o potenziarla. In
particolare, a partire dal prossimo anno scolastico si assisterà a un taglio di
personale nella sola provincia di Fermo di più di 150 insegnanti, molti dei
quali nella scuola primaria». Il comitato spiega che i tagli si tradurranno in
intere sezioni soppresse, in accorpamenti di classi che diventeranno sempre più
numerose, fino anche a 29 alunni, nel ritorno alle classi miste, con i bambini
di diverse età. E ancora, posti di lavoro persi, professionalità svilite. Per
non parlare delle scuole dei piccoli paesi che saranno chiuse e ridimensionate.
Il comitato fa appello a chiunque voglia interessarsi; per raccogliere adesioni
è stato creato un indirizzo email comitfermanoscuola@live.it. Si potrà chiamare
ai numeri 348 3890940 o 0734 220811. Presto sarà organizzata un'altra assemblea
pubblica, per fare il punto della situazione e rilanciare la battaglia che si
preannuncia lunga.
( da "Stampa, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Scuola
VERSO IL VOTO Il
tradimento dei "pensionati" La beffa finale. «Hanno raccontato di
essere rimasti bloccati in autostrada in realtà correranno per la Provincia»
CANDIDATI PER TORTONA [FIRMA]MARIA TERESA MARCHESE TORTONA Saranno 16 anzichè
17 i partiti e le liste civiche che appoggeranno gli otto candidati sindaco: a
sorpresa non ci sarà il partito dei Pensionati che fino a poche ore prima
della scadenza del termine per la presentazione delle liste in Comune
appoggiava Massimo Berutti, candidato del centro destra; la lista alla fine si
è volatilizzata. Il segretario regionale Michele Giovine era atteso a Tortona
in mattinata per depositare i nomi di 13 tortonesi, ma alle 11 (il termine era
alle 12, come dovunque) è giunta la notizia che i rappresentati dei Pensionati
erano «fermi in autostrada alle porte di Torino per un incidente stradale». In
realtà, come confermato ieri pomeriggio dallo stesso Berutti, in conferenza
stampa, si tratta di una falsa notizia: «Nessun intoppo. Michele Giovine, venendo
meno alla parola data, si è presentato come candidato presidente per la
provincia di Alessandria e non ha permesso la presentazione della lista dei
Pensionati in appoggio alla mia coalizione, tutto questo senza neppure
avvertirci. Sono dispiaciuto per i candidati tortonesi di questa lista che sono
rimasti fuori dalla competizione elettorale, ma che per fortuna continuano a
sostenermi. Se ci avessero avvisato solo poche ore prima avremmo potuto
presentare una lista civica, così invece è un vero tradimento politico». Le
liste quindi saranno soltanto 16, secondo lo schieramento già noto: Pd, Udc,
Psl, «Viva Tortona Viva» e Italia dei valori che appoggiano Giorgio Bailo; Pdl,
Lega nord, «Con Voi per Tortona» per Massimo Berutti; «Scegliere per Cambiare»
e Moderati per Marina Cattaneo; «Nuova Tortona» per Alberto Balduzzi;
«Ronchetti per Tortona» per Paolo Ronchetti; La Destra per Luciano Riva;
Movimento Sociale Tradizione e Merito per Davide Grillo; Rifondazione comunista
e Amici di Beppe Grillo per Carmelo Ciniglio. Alberto Balduzzi Nuova Tortona:
Fabio Morreale, Ida Astorino, Gino Bartalena, Lorenzo Bocchio, Andrea Casanova,
Pietro Castelli, Matteo Comacin, Lino Dallocchio, Fabio Delaude, Angelo Dino,
Gian Filippo Marcucci, Matteo Massa, Luigi Meraglia, Giacomo Pane, Nicola
Pirulli, Luisella Reginato, Matteo Repetto, Pierluigi Russo, Antonio
Simoniello, Nadia Turco. Massimo Berutti Pdl: Pierpaolo Cortesi, Franco
Carabetta, Luigi Bonetti, Giorgio Musiari, Laura Pavan, Gianpaolo Zornetta,
Franco Arcesati, Anna Bisio in Frascolino, Daniele Calore, Daniele Cebrelli,
Marco Cremonti, Giovanni Ferrari Cuniolo, Mario Galvani, Stefano Orsi Carbone,
Stefano Parlati, Giancarla Poggio, Gianpietro Porta, Lorella Repetto,
Margherita Torlasco, Antonella Zanassi. Lega Nord: Carlo Galuppo, Maurizio
Balduzzi, Matteo Benetti, Nicolò Castellini, Paolo Chiodi, Franco Faccone,
Adriano Mario Fracassi, Giovanna Galfano in Simiele, Matteo Ghezzi, Andrea
Umberto Romano Golinelli, Giuliano Lugano, Lina Francesca Maffeis, Pasqualino
Orsi, Emanuela Patta in Sozzani, Gianluigi Domenico Pernigotti, Flavio Piazza,
Claudio Raffaghello, Rossana Clara Angelina Rivabella, Angelo Ruffinotti, Paola
Valenti. Con voi per Tortona: Antonio Zanardi, Enrico Tedoldi, Adeklio Giorgio
Ferrari, Paolo Arpe, Gerardo Benedetto, Luciano Bettio, Monica Bonifazi, Obizzo
Bracciforti, Paolo Maria Federico Candida, Laura Castellano, Carlo Croce,
Andrea Foli, Franco Giangrasso, Ivan Giovanelli, Maria Lucia Guarini, Sara
Mirabelli, Maria Grazia Novelli, Bruno Passoni, Andrea Poggi, Vilmo Repetti.
Carmelo Ciniglio Rifondazione comunista: Daniela Cauli, Pasquale Amadio, Cinzia
Amoroso, P. Giorgio Barisone, Marta Beneventi, Luigi Bighiani, Mauro Canevaro,
Eleonora Cardellini, Roberta Cauli, Giuseppina De Rosa, Guerrino Fiori,
Giovanna Marro, Enrico Protto, Stefanella Ravazzi, Giuseppina Rivabella,
Giuliana Rossi, Giovanni Ruberto, Davide Vaccari. Amici di Beppe Grillo: Simone
Accili, Cinzia Avogadri, Alessio Barbieri, Simona Cecconello, Giuseppe Cuniolo
detto Pino, Fausto Forlino, Fulvia Ghia, Assunta Improta, Giorgio Magli, Luca
Maria Montedoro, Fabrizio Palumbro, Piera Angela Piana, Letizia Scalini,
Desiree Uorchinesc, Milena Uorchinesc. Davide Grillo Movimento Nazionale
tradizione e merito: Guido Verdi, Alessandro Lazzarotto, Luigi Bussetti, Dario
Della Ratta, Massimiliano Degiorgis, Federico Franza, Corrado Amore, Giuseppe
Gallisai, Ezio Pilati, Valter Casella, Maria Giovanna Ferraris, Paola
Zacchetti, Elio Giardinelli, Corrado Forni, Fabrizio Bassotto, Massimo Viale.
Luciano Riva de Onestis La Destra: Mauro Gianni Bordoni, Bruno Crozza, Giulio
Pagella, Roberto Simonini, Federica Morini, Roberto Amati, Jessica Asti, Matteo
Baini, Ugo Beccuti, Roberto Bisio, Valter Ferrari, Magdouline Gerbasi, Daniela
Imberti, Roberto Murari, Giuseppe Pedrazzini, Anna Ponzano. Paolo Ronchetti
Ronchetti per Tortona: Cristina Bailo, Monica Benetti, Carlo Boasso, Marika
Bobice, Daniela Bovone, Massimiliano Cassola, Pietro Del Vento, Orlando De
Luca, Fabio Dimilta, Moreno Falco, Piero Gastaldi, Nicoletta Nicola Zenevre,
Maria Cristina Ottone Roldi, Giovanni Parisio, Massimo Penacca, Daniela Roma,
Cristina Ronchi, Marilena Tosino Salamone, Gabriele Toso, Mario Zanotti. Marina
Cattaneo Scegliere per cambiare: Ezio Giungato, Michele Semino, Elio Balistreri,
Francesca Sabrina Bagnasco, Barbara Simona Bassi, Maddalena Crudeli, Massimo
Degiovanni, Giovanni Diodato, Giovanna Fontana, Dario La Sala, Andrea Lupo,
Daniela Moscardini, Leo Noce, Andrea Pessarelli, Irma Poggi, Valeria Quaroni,
Laura Robiglio, Giulio Scabini, Matteo Giovanni Tosi, Aldo Verrea. Moderati:
Massimo Parodi, Nadia Bressani, Marco Sapelli, Patrizia Badella, Marco Bazzoni,
Giuliano Brazzo, Franca Cannas in Torti, Marilena Cataldo in Martone, Claudio
Falleti, Marco Ghè, Isidoro Lonardi, Manuel Josè Miraglia, Giuseppe Morgavio,
Alessandro Padeletti, Lucia Sacco in Miraglia. Giorgio Bailo Udc: Anna Accosa,
Alberto Artana, Pietro Boggio Sola, Giuliano Civeriati, Daniela Coccia,
Giuseppe Corsico, Vincenzo Costa, Roberto Davico, Raffaele Delli Paoli, Aurelia
Destro, Cesare Dossena, Carlo Fraguglia, Gian Luigi Giacomazzi, Frederic
Lagalla (detto Francia), Dino Mora, Patrizia Pederzani, Mario Pivetti, Marina
Ranaldo, Pietro Ruffini, Gianluca Silvestri. Pd: Elena Barbieri, Gianluca
Bardone, Giovanni Castagnello, Mariella Corolli, Claudia Deagatone, Gianfranco
Dematteis, Fedelfranco Filella, Alessandra Ghisolfi, Lia Giachero, Dilva
Malvicini, Fabrizio Marchese, Renata Mongiardini, Maria Grazia Pacquola, Marco
Picchi, Riccardo Prete, Antonello Santoro, Giuseppe Semino, Alessandro
Torlasco, Emilio Usardi, Maria Luisa Vaccari. Viva Tortona Viva: Mauro Sala,
Fabio Bianchi, Mario Bovone, Carlo Cacciatore, Silvana Campana, Andrea Colonna,
Gianni Da Crema, Cristian Denti, Enrico Ercole, Angelo Gatti, Cristiana Goggi,
Vito Loguercio, Roberto Mascherpa, Roberto Mungiovì, Andrea Nicorelli, Gabriele
Ragni, Italo Reginato, Valeria Sorli, Romeo Vaccari, Francesca Zecchino.
Partito Socialista e Liberale: Luigi Valsorda, Giovanni Grignani, Claudio Moro,
M. Gabriella Benvenuto, Rocco Molfese, Hervè Vito Romanotto, Luigi Manzoni,
Lisa Frangiamore, Giovanni Dicaro, Franco Cantalupo, Francesco Musumeci,
Stefano Pareti, Sara Irmello, Sara Gualco, Marcello Todaro, Mario Giannone,
Enrico Foresto, Daniele Sassi, Francesco Quattrone, Nunzio Zecchino. Italia dei
valori: Giorgio Battistotti, Giovanni Battista Mongini, Elsa Ober, Ilaria
Beretta, Raffaele Scotti, Mirko Romano, Roberto Fruttero, Paolo Parodi, Umberto
Rossi, Edi Cudin, Barbara Girotto, Elvira Romana, Marco Laguzzi, Raffaele Sala,
Maria Barrera, Jacqueline Mendoza, Rita Repetto, Antonella Sodini, Gian Piero
Bernuzzi, Valentino Villani.
( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina VII - Roma
LE PAGELLE DEI LETTORI SU ROMA.REPUBBLICA.IT Lazio-Udinese date il vostro voto ai giocatori
( da "Repubblica, La" del 10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina V - Milano Provinciali, alta
tensione nel Pdl Podestà ingaggia la Santanché. La Russa: no a tarallucci e
vino Tra i volti noti il figlio di Veronesi, Daverio (con Penati), Bianca
Pitzorno. E a Cinisello c´è pure Prosperini Ventisette i gruppi che si sono
presentati per sedici candidati presidente. Al Dal Verme oggi atteso Berlusconi
ANDREA MONTANARI Guido Podestà imbarca in extremis anche la destra del
Movimento per l´Italia di Daniela Santanchè. Nonostante il veto del ministro
della Difesa Ignazio La Russa, il candidato alla Provincia di Pdl e Lega ha
annunciato che avrà il sostegno della signora della destra ma lo ha fatto solo
dopo la presentazione della lista alla Cancelleria della corte d´Appello. E,
soprattutto, dopo una notte di trattative che hanno coinvolto anche il premier
Silvio Berlusconi, che pare abbia dovuto addirittura ricomporre una lite tra La
Russa e Podestà. Tanto che il Popolo delle Libertà ha seriamente rischiato ieri
di presentare la sua lista oltre il termine previsto dalla legge. «Anche la
Santanchè sarà al mio fianco» minimizza il candidato di Pdl e Lega. Nella sede
di viale Monza c´è voglia di sdrammatizzare. «La Russa? Se fosse qui lo bacerei
- dice lei - Per me non esiste una questione personale e rivendico di essergli
stata amica». Il ministro della Difesa, però, risponde con freddezza mentre
visita la fiera Campionaria: «Sul piano personale, nessun rancore, ma i
tarallucci e vino non vanno bene». Poi con un ghigno che parla da sé aggiunge:
«Sono contento per Podestà che avrà un voto in più, ma una cosa sono i rapporti
personali, altro è la politica. è un tipo di cultura che non appartiene a me,
non apparteneva ad An e non vogliamo che appartenga al Pdl». Quindi annuncia
che oggi lui non ci sarà al teatro Dal Verme per la convention che lancerà la
candidatura di Podestà. Non per polemica, ma «perché sarò a Latina con il capo
dello Stato per il raduno degli alpini e poi a Verona». Fortemente a rischio
anche la presenza di Silvio Berlusconi, ufficialmente forse bloccato ad Arcore
da un forte mal di collo. Ma c´è chi giura che alla fine arriverà lo stesso e
non si limiterà solo a un intervento telefonico. Ieri gli sms inviati da
Podestà ai suoi militanti davano per certa la prima ipotesi. Non ci sarà,
invece, il governatore Roberto Formigoni da ieri in missione in Canada. Alla
fine, sono ben 16 le candidature depositate alla corte d´Appello, contro le 14
del 2004. Sostenute da 27 liste contro le 14 della scorsa volta. Alcune
sarebbero, però, a rischio. Quella della Destra, per esempio, è già stata
ricusata, ma il partito ha fatto ricorso. Tra le novità, la candidatura del
direttore d´orchestra Alberto Veronesi, figlio del famoso oncologo, con l´Mpa
di Raffaele Lombardo. La scrittrice Bianca Pitzorno è in corsa per la lista
Sinistra per la Provincia di Milano. Benedetta Tobagi, figlia del giornalista
ucciso dalla Br nel 1980 e il critico d´arte Philippe Daverio fanno parte della
lista Penati. Nel Pdl, il collegio di Cinisello che era stato prenotato da
Ignazio La Russa è stato preso invece dall´assessore regionale Piergianni
Prosperini. Tra gli esclusi eccellenti, il consigliere provinciale Max Bruschi,
vicino al ministro Mariastella Gelmini, che ha rifiutato dopo che gli hanno offerto un collegio a
rischio e il capo gruppo uscente di An Giovanni De Nicola. In compenso alla
Barona è stato candidato Carlo Cattaneo che lavora all´ufficio stampa del Pdl
All´ultimo momento è sparito dalla lista dell´Udc anche il consigliere
provinciale uscente Ruggero Lombardi.
( da "Corriere della Sera" del
10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Lombardia
data: 10/05/2009 - pag: 12 La storia Pavia, la mattina programmi ministeriali,
al pomeriggio accademia dello spettacolo Format Amici al liceo classico «Danza
e rock fanno cultura» Ma se si va male nella versione niente laboratorio
artistico PAVIA Al mattino sembra un liceo classico come tanti altri: sudori
freddi con l'aoristo, l'Eneide virgiliana da imparare a memoria, così come
l'Inferno dantesco. Al pomeriggio, il latino e il greco si fanno da parte, via
le divise scolastiche, ballerine ai piedi e tutti a volteggiare, cantare,
suonare. A sfidare l'assioma secondo cui se fai il Classico, non c'è tempo per
dedicarsi a niente altro, ci prova da tre anni il Liceo Licos, istituto
paritario alla periferia di Pavia, il primo in Italia a integrare nella
programmazione ortodossa da ministero, materie come storia della musica rock e
la danza: quattro classi, dove il più grandi hanno ora 16 anni, vi studiano una
sessantina it.) adolescenti, in prevalenza ragazze. Curiosa idea venuta in
mente a due ex-professoresse di educazione fisica, pavesi entrambe, sulla
quarantina, Simonetta Minelli, la preside e Alessandra Bajoni, l'ammini--
stratrice: «Eravamo stufe raccontano dello snobismo da classico: ogni volta che
portavamo i ragazzi a fare una gara, le colleghe ci piazzavano
un'interrogazione il giorno dopo. Così ci siamo chieste: perché non concepire
una scuola che possa assecondare le passioni artistiche dei ragazzi, senza
tralasciare una solida formazione umanistica?» Pronti via, hanno comprato un
edificio immerso nel verde e hanno messo insieme un robusto corpo docenti.
Dove, tra l'insegnante di scienze e quello di inglese, spicca l'americano Brian
Bullard, metà dell a celebre coppia di ballerini Brian&Garrison, vista in
vari «Fantastico» d'annata: già giudice da «Amici», protagonista di divertenti
sketch ogni domenica da Simona Ventura, qui Brian insegna l'arte del passo a
due: «Il modello è quello del mio paese, i campus dove lo sport e lo spettacolo
sono ben integrati, con il plus della preparazione culturale. Che lascia aperta
ai ragazzi ogni strada, quando avranno finito ». In realtà i ragazzi («Che se
prendono 4 nella versione, non partecipano alle attività del pomeriggio»,
ammonisce la preside), a far l'avvocato o l'insegnante di lettere non ci
pensano punto. Vengono da tutta Italia, da Alcamo come da Cagliari, e molti
dormono in un convitto, hanno affrontato sacrifici (la retta costa 6.000 euro
all'anno) ed è ovvio che sognino un futuro nel mondo dello spettacolo. «Ma non
la tivù, voglio entrare in un corpo da ballo, voglio il teatro, la gente a un
metro », spiega Davide, 16 anni da Como, uno dei più talentuosi, già premiato
in diversi concorsi. Insomma «Amici» della De Filippi, paragone che viene
subito in mente, è lontano: «Non possiamo permetterci di litigare con
l'insegnante. Che ci caccia subito fuori e ci tratta come dei professionisti»,
racconta Adele, siciliana, 16enne anch'essa, etoile di «Ipazia», musical a
sfondo, manco a dirlo, «classico» che i ragazzi hanno provato e riprovato per
la prima di oggi, alle 17 al prestigioso Teatro Fraschini. Banditi i
telefonini, che vengono sequestrati prima delle lezioni, e tutti gli studenti
in divisa («Su questo, siamo d'accordo con la Gelmini dice la preside . I ragazzi non
devono indossare vestiti firmati per rimarcare differenze sociali»), il Licos
ha già un piede nel domani, insomma. Nel Paese delle veline, avere dei ragazzi
che sappiano destreggiarsi tra Esiodo e i Pink Floyd, tra Cicerone e Saranno
famosi, è quantomeno consolante. Esercizio Brian Bullar con una classe e
un'allieva in un esercizio di danza Matteo Cruccu
( da "Corriere della Sera" del 10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Corriere della Sera sezione: Lombardia
data: 10/05/2009 - pag: 12 Pavia Collegio Borromeo in «rosa» PAVIA Dopo 14 anni di attesa il Collegio Borromeo inaugurerà
questa mattina, alla presenza del ministro Gelmini e del cardinale Tettamanzi, la sua sezione femminile (foto). Lo
storico collegio universitario pavese, fondato nel 1593 da San Carlo Borromeo,
ha concluso, dopo diverse vicende giudiziarie, il suo lungo cammino per aprire
le porte anche alle donne. La concessione edilizia per la costruzione
della sezione femminile fu firmata 14 anni fa dall'allora commissario
prefettizio Gorgoglione. A fermarne per diversi anni i lavori furono, però, i
ricorsi al Tar presentati da Italia Nostra che contestava la nuova edificazione
in uno dei luoghi più antichi del centro storico. La modifica del progetto
iniziale ha finalmente consentito il proseguimento e il completamento della
struttura che dal prossimo anno ospiterà 51 studentesse. Enrico Venni
( da "Tirreno, Il" del 10-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 4 - Pisa Ateneo, un risultato che
premia il lavoro di Sinistra Per La vittoria di Sinistra Per alle elezioni
universitarie è quella di chi, in maniera decisa ma responsabile, è stato protagonista della protesta contro i provvedimenti del
Governo e della Gelmini, in
materia di riforma dell'università e della ricerca. Non a caso sia la lista
Sinistra Per che Ateneo Studenti avevano espresso posizioni critiche, per
quanto differenziate l'una dall'altra, nei confronti dei provvedimenti del
Governo. Queste elezioni rappresentano la riscossa dei giovani e una
nuova, importante apertura di credito nei confronti del centrosinistra, alla
luce anche dell'ottima affluenza alle urne. A conferma di ciò si aggiunge il
fatto che Azione Giovani rimane una presenza marginale e minoritaria
all'interno dell'Ateneo. Come Pd esprimiamo tutto il nostro plauso per questo
risultato, anche perché con entrambe le liste, e soprattutto con Sinistra Per,
abbiamo avviato da tempo, ovviamente nel rispetto delle reciproche autonomie,
un percorso di confronto costruttivo nel merito delle proposte. Infine, è un
risultato che consentirà di rafforzare sempre più il rapporto tra
rappresentanze universitarie e forze politiche soprattutto nei problemi legati
al diritto allo studio. Carmine Zappacosta responsabile provinciale Pd
Università e Ricerca
( da "Unita, L'" del 10-05-2009)
Argomenti: Scuola
il borromeo apre
alle donne Il più antico dei quattro collegi di merito di Pavia, dopo quasi 500
anni, oggi aprirà alle donne. Alla cerimonia anche il ministro Gelmini e l'arcivescovo
di Milano Dionigi Tettamanzi. La nuova struttura potrà ospitare 51 studentesse
universitarie meritevoli.
( da "Denaro, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Cultura Universita' Persico: Perché mi
candido Ateneo di Salerno, il 10 e 11 giugno si vota per la nomina del rettore
Mercoledì 10 e giovedì 11 giugno si svolgeranno le elezioni per l'elezione del
nuovo rettore dell'Università di Salerno. In questo articolo Pasquale Persico,
presidente del collegio dei direttori di Dipartimento dell'Università di
Salerno, spiega le ragioni che lo hanno spinto a presentare la sua candidatura.
pasquale persico* L' Università ha un ruolo nella formazione della capability
di base o può svolgere un ruolo anche nel progetto professionale di Alta
formazione delle "competenze" nella società della conoscenza? Non
esiste una risposta ovvia, esiste una risposta complessa che riguarda la
possibilità che l'università si senta rete nel progetto delle professioni
chiave della società in evoluzione. Bisogna aprire laboratori di
approfondimento su questi temi e dare conto delle pratiche di valutazione dei
risultati sperimentali o di quelli permanenti. Le università e le
organizzazioni equivalenti si devono trasformare ipotizzando un maggiore
confronto con: altri importanti produttori e fruitori della conoscenza; una
varietà di intermediari interessati ad attività di trasferimento intensivo
della conoscenza; le professioni emergenti da nuovi laboratori competitivi di
produzione di competenze; le istituzioni che sviluppano strategie di sviluppo e
implementano nuove attività. L'implicazione di tutto ciò è che l'università
dovrà trasformarsi a breve da produttore puro di conoscenza generale (modello
insostenibile in uno stato debole) e formatore di qualifiche elevate a partner
in una rete complessa, che la spinga oltre i confini pedagogici e scientifici
tipici dei suoi tradizionali ruoli. Saranno necessari grandi cambiamenti nella
cultura, gestione e struttura dell'attuale istituzione. L'università di
Salerno, nel fare il grande passo verso il consolidamento delle strutture e
delle presenze, ha forse trascurato il ruolo dei dipartimenti come chiave di
aiuto alla riorganizzazione del modello potenziale. Oggi, anche nella visione del nuovo disegno di legge Gelmini, la nuova governance impone un cambiamento del ruolo dei
dipartimenti che diventeranno altro rispetto a quello che sono oggi. Il
dipartimento della ricerca e i laboratori di "pratica" possono
diventare i maggiori animatori e partecipanti nei networks delle comunità
scientifiche e di quelle della produzione e disseminazione della conoscenza.
Questa linea strategica deve essere annunciata e praticata; deve trovare
pratiche evidenti e strutture consolidate di riferimento; le Facoltà sono state
potenziate per una giusta scelta tattica, ma oggi si impone una nuova
ripartenza per evitare che il tema dell'esclusione dal mercato del lavoro
evoluto diventi la caratteristica del nostro laureato e dei nostri ricercatori.
I nuovi curriculum accademici dovranno avere una progettazione ed una gestione
più vicina al dipartimento. Le lauree specialistiche ispirate dai laboratori di
ricerca o dalle "pratiche di rete" e dai sistemi di conoscenze
dovranno ispirare la ristrutturazione delle conoscenze di base dei diplomi di
laurea triennali . Saperi generali e saperi specifici devono nuovamente
interagire per trovare le nuove tassonomie di apprendimento, formare i lemmari
disciplinari e quelli interdisciplinari. Ecco il nodo politico che è emerso,
per affrontarlo occorre un impegno esplicito sui seguenti temi: 1) consolidare
il ruolo del Dipartimento che deve essere la struttura portante dei temi appena
richiamati. Dottorandi, dottorati e ricercatori diventano la fonte ispiratrice
del cambiamento. 2) la struttura amministrativa e gestionale deve essere
rivisitata: se i dipartimenti di grandi dimensioni diventano i nuovi motori del
cambiamento e produrranno nuove relazioni con il mondo delle competenze, essi
dovranno moltiplicare ed indirizzare la struttura di servizi a loro
disposizione e dovrà essere invertito il rapporto con l'amministrazione: oggi
sembra che i dipartimenti debbano fornire informazioni e rendicontazione per
giustificare i mille servizi inutili dell'amministrazione che arranca nel
fornire gli elementi necessari alla velocità dei cambiamenti in atto. 3) definitiva
autonomia di iniziative anche complesse. Non è ammissibile, oggi, che gli
uffici tecnici e quelli di progettazione edilizia abbiano più autonomia
funzionale dei dipartimenti. 4) aprire subito uno spazio sperimentale di
ricollocazione delle lauree specialistiche promosse dai dipartimenti per un
dialogo innovativo con le facoltà che dovranno ricevere dai dipartimenti
ristrutturati il lemmario dei saperi di base e di quelli specialistici che
costituiscono l'offerta formativa. 5) ridefinizione della logistica
dell'università per ripensare allo spazio dei dipartimenti non come spazio
interstiziale di supporto alla formazione, ma come cuore pulsante della nuova
identità dell'università. Oggi, lo scontro tra i candidati al Rettorato non
riguarda le singole promesse ma riguarda la modalità di gestione della
transizione verso il cambiamento imposto dal ministero ma anche necessario Un
approccio paternalistico e dirigistico in contrapposizione ad un approccio in
cui la partecipazione responsabile è assicurato dalla pariteticità dei poteri
decisionali sulla transizione . Perché mi candido? Oltre un anno fa fu creata
una commissione paritetica Senato- Collegio dei Direttori dei dipartimenti
perché venisse studiato a fondo il tema della transizione o della nuova Governance.
Pressato dai problemi del terzo mandato, esigenza legittima ma non necessaria,
l'attuale Rettore ha accelerato il processo di revisione dello statuto ma oggi,
continua ad essere resistente sulle modalità con cui possono essere rafforzati
i poteri dei dipartimenti e immagina di sapere già tutto su cosa fare. Questo
segnale nasconde la volontà di mischiare tutto e di affidare ad una commissione
del senato magari allargata lo studio delle modalità di passaggio alla nuova
governance: una egemonia paternalistica sull'uso delle risorse strategiche
ancora per molti anni. Cambiare metodo e prospettiva per una metamorfosi
necessaria. I candidati al Rettorato dovrebbero garantire ex-ante la
pariteticità tra le componenti dell'Università che saranno chiamate a cambiare
il volto della Università di Salerno. Il Disegno di Legge Gelmini
nel cambiare il rapporto tra Ricerca e Didattica non prevede subordinazione ma
rilancio di entrambe in una nuova visione gestionale delle risorse umane e dei
servizi. " il cambiamento dei comportamenti potenziali che dovrà ispirare
la nuova struttura di governance: il rettore dovrà assumersi la responsabilità
di lavorare con una senato aperto al cambiamento capace di dialogare con
organismi rappresentativi delle nuove esigenze di cambiamento. Se ciò non verrà
ipotizzato ex-ante i rischi di sclerosi si moltiplicheranno e la gestione
dell'esistente privilegerà i tanti rentier posizionati nei punti chiave della
gestione, attuale, paternalistica ed onnipresente. * presidente del collegio dei
direttori di Dipartimento dell'Università di Salerno del 09-05-2009 num.
( da "Corriere.it" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Dal palco della «rete» di «Incontriamoci»
all'Eliseo a Roma Franceschini: «Premier tra gli orafi e antiquari non conosce
il Paese reale» «L'Italia non è via dei Coronari, è un'altra cosa». E accusa:
«Insultato per le critiche al decreto Abruzzo» ROMA - Il premier «giri un po' per
il Paese reale», per vedere lo stato di crisi che c'è e resta preoccupante. È
l'invito del segretario del Pd Dario Franceschini a Berlusconi dal palco di un
incontro con la «rete»di «Incontriamoci» dell'ex ministro prodiano Giulio
Santagata all'Eliseo. L'IRONIA - «Dice - ha ironizzato Franceschini parlando
della passeggiata di sabato del premier in una via del centro di Roma - che
parla con tutti, che gli piace scambiare opinioni con i tassisti, stare con la
gente comune, poi sabato è andato a fare una immersione nel mondo reale a via
dei Coronari tra gli orafi e gli antiquari...». «L'Italia - ha aggiunto - non è
via dei Coronari, è un'altra cosa, molto diversa. Lui si è costruito questo
grande reality, in cui si è imprigionato e in cui vorrebbe coinvolgere anche il
Paese». INSULTATO - Subito dopo il leader del Pd si è soffermato sulle reazioni
alle sue parole sulle coperture del «decreto Abruzzo» all'Aquila: «Sono stato
aggredito con insulti da esponenti della maggioranza che sembravano fare a gara
tra loro... forse mandano in televisione quello che insulta di più, ma non
hanno nemmeno fantasia, mi danno del "demagogo", del
"mentitore..."». «Noi - ha aggiunto - abbiamo sempre detto che su
questo tema serve un atteggiamento responsabile. Abbiamo pronunciato parole
positive sul lavoro dei volontari della Protezione civile, ma abbiamo anche
detto che da parte dell'opposizione ci deve essere un ruolo di controllo».
Franceschini ha quindi parlato della questione delle scuole («a parte la classe
inaugurata da Berlusconi e dalla Gelmini, non ci sono scuole che hanno riaperto in Abruzzo e se non ci
sono misure urgenti il rischio è che non aprano neanche a settembre»); o di
quella delle «casette», che «il premier ha detto vuole siano completate nel
2009, ma nel decreto vengono stanziati 700 milioni, di cui solo 400 nel 2009,
per cui se le vogliamo consegnare tutte non si capisce perchè 300 milioni sono
previsti per il 2010». Infine, «avevano detto che sarebbero stati
stanziati 8 miliardi - ha concluso - e ce ne sono 5,9 spalmati fino al 2032:
allora la nostra è strumentalizzazione o dovere di controllo?». stampa |
( da "Resto del Carlino, Il (Ferrara)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
PRIMA DIVISIONE pag. 15
Modesto ma più pimpante alla fine La pagella del Lecco E' BEN POVERA COSA, e questo accresce i demeriti della
Spal che rianima una squadra cui comunque questa impresa rischia di non servire.
Parte impaurito e a lungo nel primo tempo si affida alle parate del suo
portiere. Nel secondo tempo però è più determinato e pimpante della Spal che
cala vistosamente, e quando trova il primo gol sembra mettersi le ali ai
piedi, mentre quelle della Spal finiscono sotto i tacchi. Così il Lecco la può
anche calpestare Voto Lecco: 5,5
( da "Tirreno, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 2 - Prato 3.500 STUDENTI IN FESTA
PER UNA SETTIMANA Giochi, sport e visite guidate per i
ragazzi delle scuole cattoliche PRATO. Quest'anno la festa delle scuole
cattoliche si fa in... quattro. La consueta manifestazione, infatti, organizzata
dalla Diocesi, si svolgerà, a partire da oggi, nell'arco di una settimana, con
iniziative differenziate in base all'età degli studenti: «Vista la grande
partecipazione, contiamo circa 3500 alunni in tutto, - afferma don
Massimo Malinconi, responsabile diocesano delle scuole cattoliche - abbiamo
pensato di diversificare tempi e luoghi in cui si svolgerà la festa;
organizzando eventi differenti, specifici per ciascun ordine di scuola, vorremmo coinvolgere di più i nostri ragazzi.
Speriamo così anche di favorire la partecipazione di tutti». A poche settimane
dal termine delle lezioni, don Massimo Malinconi fa un primo bilancio dell'anno
appena trascorso ed avanza alcune previsioni per il prossimo. «Le nostre scuole
sono in salute: anche quest'anno abbiamo lavorato con entusiasmo per portare
avanti il nostro progetto educativo». Le scuole cattoliche paritarie pratesi
sono aperte a tutti, identiche a quelle statali per accessi, programmi, titoli
professionali dei docenti, requisiti di sicurezza e rispetto della normativa
vigente. Tuttavia, lo specifico resta, perché la scuola
cattolica, come strumento pastorale per la promozione, formazione e
crescita integrale dell'uomo, è un'espressione della missione della Chiesa.
Inserita a pieno titolo nel sistema nazionale di insegnamento, la scuola cattolica paritaria pratese è uno dei grandi servizi
che la Chiesa locale offre alla città. Ecco il programma delle iniziative.
Oggi, nel salone della Misericordia, in via Convenevole, spettacolo di Teo
Paoli, dalle 15 alle 19, per le scuole di Santa Caterina, San Niccolò, San
Martino e via Clementi. Domani, dalle 9 alle 12, alle Cascine di Tavola, per
gli alunni di quarta e quinta elementare si svolgeranno i giochi preparati
dagli insegnanti. Giovedì 14, dalle 9,30 alle 11,30, presso l'Anfiteatro di
Santa Lucia (a Sant'Agostino in caso di pioggia), attività ed animazione per i
bambini di 5 anni delle 18 scuole del coordinamento. Sempre giovedì 14, dalle 9
alle 12, a
San Niccolò, per gli alunni della secondaria di I grado, sono previsti giochi
ginnico-sportivi, preparati dai professori di educazione fisica delle scuole
coinvolte. Venerdì 15, per gli alunni della scuola
secondaria di II grado, è stata organizzata una visita guidata ad alcuni
edifici storico-artistici della città.
( da "Tirreno, Il" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Pagina 13 - Livorno «Staremo in mezzo
alla gente» Ruggeri: nella lista del Pd le tante facce della città LIVORNO. «La
lista delle porte aperte». La definisce così il segretario Pd Marco Ruggeri la
lista dei candidati democratici alle comunali, pensata per accompagnare il
Cosimi-bis a Palazzo Civico. «Ci sono dentro - precisa il segretario - anche
persone non iscritte al Pd: qui sono rappresentate le tante facce di Livorno.
Qui abbiamo cercato di correggere i nostri errori e recuperare lo spirito del
Pd che tanto è piaciuto ai livornesi in occasione delle ultime elezioni
politiche». All'aperto è anche la location della presentazione: sulla piazzetta
davanti alla sede del Lem, tre o quattro bandiere e neanche un microfono a
sovrastare il traffico della domenica mattina. Non una scelta a caso: due
chilometri di lungomare più in là, dentro l'Hotel palazzo, il ministro Altero
Matteoli infiocchetta le candidature del tandem Taradash-Vaccaro. «Non una sede
chiusa - esordisce Ruggeri - ma in mezzo alla gente: tra la sede della
Compagnia portuali e la Fortezza Vecchia, davanti ai pescherecci e al porto.
Faremo la campagna all'aperto con gazebo in ogni angolo di Livorno». L'altro
motivo lo dice Cosimi con una battuta che è anche una sferzata: «La verità vera
è che non ci s'aveva una lira per fare la presentazione al Palazzo: ho visto
che lì c'è una bella manifestazione tutta blindata...». Humor elettorale a
parte, i due ci tengono a sottolineare le scelte del Pd: la prima sta nella
parità femmine-maschi. Nella top ten della lista si trovano 5 donne (Paola
Bernardo, Gianna Valente, Aleandra Labardi, Claudia Badaloni, Cristina Giudici)
e 5 uomini (Marco Ruggeri, Maurizio Viti, Alessandro Latorraca, Massimo
Cappelli, Enzo Raugei). Scorrendo la lista completa dei quaranta candidati, si
capisce quali priorità detteranno l'agenda politica Pd: in ordine sparso «porto,
sanità, scuola, lavoro» e di conseguenza, dice Cosimi, «coesione sociale e
redistribuzione della ricchezza». Limitando lo sguardo ai primi dieci in lista:
per il porto l'omaggio di Ruggeri è tutto al presidente della Cpl, l'ex Pdci
Enzo Raugei («ha fatto un atto di coraggio rispetto alla sua storia»). A
guidare la folta pattuglia della sanità («obiettivo nuovo ospedale») troviamo
il primario di chirurgia dell'ospedale Maurizio Viti, ma anche il medico
Alessandro Latorraca (a rappresentare, fra l'altro, anche il gruppo legato al
mondo cattolico). Per la scuola («uno dei punti - dice Ruggeri - su cui
costruire il rilancio della città») troviamo la dirigente delle Benci Gianna
Valente, bandiera nelle lotte anti-Gelmini. Ultimo ma non ultimo il mondo
del lavoro («la risoluzione della crisi per noi è sempre al primo posto»): in
lista il Pd schiera l'operaia Delphi Aleandra Labardi, ma anche Massimo
Cappelli («che è stato un altissimo dirigente Eni - dice Ruggeri - e porta
grande qualità alla nostra lista»). Tra le candidature spicca poi quella
di Valerio Vergili, giovane psicologo affetto da tetraparesi spastica («la
diversabilità? - dice Cosimi - un pezzo di città a cui dare risposte con un
progetto che sta non fuori, ma dentro la normalità»). Gianluca Della Maggiore
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
CICLISMO pag. 19 Trieste PRIMO weekend,
primo Giro di pagelle. CAVENDISH. Oltre che Lambrette,... Trieste PRIMO
weekend, primo Giro di pagelle. CAVENDISH. Oltre che Lambrette, colleziona
Centenari: dopo aver vinto la Sanremo numero cento, indossa la prima maglia
rosa di questo Giro. Non è solo bravo, ma è anche attento alle ricorrenze. Voto 100. BASSO. Dopo una cronosquadre un po' così, butta via
altro tempo, restando bloccato nel traffico provocato da una caduta sulla
salitella finale. A sentire il suo manager Amadio, è una caratteristica di Ivan
aver paura di stare in gruppo e sfilarsi'. Per star davanti c'è tempo,
ma forse è meglio non sprecarne troppo adesso. Voto -13 (secondi persi).
POZZATO. Ripete da mesi di voler far di tutto per prendere la maglia rosa: gli
va dato atto che ci prova anche. Va all'assalto nel finale, ma le squadre dei
velocisti gli chiudono la strada. Oggi avrà in ammiraglia l'amico motociclista
Marco Melandri: gli servirà per aprire di più il gas. Voto 21 (posizioni da
scalare se vuol arrivare in vetta alla classifica). SOLIDARIETA'. Non solo
Armstrong e la sua fondazione per la lotta al cancro: questo Giro tiene un
occhio di riguardo a più di un'associazione benefica. Fra le tante anche
Intervita, organizzazione non governativa che ha attivato un numero a favore di
un centro per i bimbi del Congo. Voto 48589 (il numero per inviare gli sms
solidali). PALCO RAI. L'opinionista all'amatriciana Gigggetto Sgarbozza rivela
al Processo di aver scommesso su Cavendish e di dover pagare 50 euro a
Bulbarelli che invece aveva puntato su Petacchi. Quando la Rai diventa Snai.
Voto 1/2 (la quota pagata oggi se la scenetta si ripeterà). a. cos.
( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)"
del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
BOLOGNA PRIMO PIANO pag. 2 Ecco le ultime liste dei candidati IL VOTO PER LE
AMMINISTRATIVE Completiamo oggi l'elenco delle ultime tre liste, sul totale di
25 presentate in Comune per le prossime amministrative del 6-7 giugno. BOLOGNA
FUTURA (Candidato sindaco: Michele Laganà) Lupo Simone, Di Noto Giuseppe,
Veronesi Cristina, Cariani Daniela, Morabito Giuseppe, Guerriero Morena,
Papiano Livio, Khafif Izza, Callegari Michele, Domanico Antonietta, Salizzoni
Enrico, Fazzi Donata, Stegani Luca, Gabbi Fabia, Giacomelli Luca, Piesca
Madalina Paula, Zucchelli Paolo, Antonova Andriana, Gambarin Dario, Virone
Daniela, Venturoli Federico, Di Rosa Maddalena, Mura Paolo, Capano Ivana,
Negozio Marcello, Borioni Valentina, Cantoni Giancarlo, Tsimbal Marina, Venturi
Flaminio, Quaglia Fabrizio, Granata Salvatore, Giovannini Gamberini Michela,
Alampi Giuseppe, Corsini Claudia, Gasbarro Guglielmo, Sabattini Gianluca,
Giorgi Walther, Scozzieri Davide, Antonelli Mara Rosa, Vitore Stefa Leka. ALTRA
CITTA'-LISTA CIVICA DI DONNE (Candidato sindaco: Giuseppina Tedde) Massa Lucia,
Baratti Cristina, Bavazzano Simona, Capri Sandra, Carbone Maria, Chianella
Alba, Comperini Cristina, Costanzini Vanna, De Leo Nicole, Del Grosso Elena, Di
Cosimo Patrizia, Di Stefano Anna Maria, Donzelli Margherita, Fabbri Lorena,
Gattei Federica, Grassellini Loredana, Gubellini Patrizia, Lanzi Carla, Lenzi
Anna, Macchi Angela, Maiorelli Isa, Mazzanti Linda, Mazzotti Barbara, Munoz Cea
Millaray, Mirasoli Lina, Pagella Lorenza, Pareschi Franca, Passarelli Loredana,
Pazmino Yadye Catalina, Pompilio Mariella, Preto Claudia, Rossi Rossella,
Saviotti Mariella, Schiassi Sandra, Severi Giulia, Stella Claudia, Surace
Angela, Taglioli Giuliana, Tough Patricia, Tufanelli Tiziana, Urbinelli
Antonella, Vicinelli Licia, Vicinelli Luisa, Visi Alice, Zanarini Samantha. 9
QUARTIERI UNITI PER BOLOGNA (Candidato sindaco: Leonardo Tucci) Pini Glauco,
Orsi Manuela, Zanna Stefano, Vitto Franco, Paselli Elisabetta, Cottignoli
Lorenzo, Albertazzi Loris, Marzoli Stefano, Miserazzi Giovanni, Morellato
Paolo, Meliddo Alessandro, Bergamini Graziella, Giuliani Rossella, Forni
Francesco, Malavasi Giacomo, Lambertini Gianfranco, Villotti Marco, Sanguettoli
Luciana, Luca Francesco, Basile Gustavo, Malavasi Mauro, Valentini Lamberto, De
Bellis Michele, Meliddo Vincenzo, Altobelli Anna, Ribaudo Giuseppe, Mazza
Natascia, Torres Susanna, Camplese Danilo Berardo, Bugliari Goggia Paolo,
Chiara Roberto, Mazzanzi Larisa. (3. fine)
( da "Unita, L'" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
La facoltà di Giurisprudenza
dell'Università di Sassari vuole assegnare al colonello libico Gheddafi, la
laurea honoris causa. La proposta votata dal consiglio di facoltà verrà ora
esaminata dal Senato accademico. In caso di approvazione la parola definitiva spetterà
al ministero dell'Istruzione. «Fanno le riforme, promettono
meritocrazia ed esempio per i giovani e l'università di Sassari ha trovato la
strada giusta per distinguersi. Madame Gelmini acconsentirà a questa scandalosa iniziativa», è il commento del
segretario la Destra, Francesco Storace.
( da "Unita, L'" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Tra le impronte rom e il maestro unico
resta il Lodo Alfano L'unico provvedimento approvato rapidamente è quello che
dà l'immunità penale alle 5 più alte cariche dello Stato Su scuola e università
solo tagli. Ancora al palo il piano casa ANDREA CARUGATI Dal lodo Alfano, al
maestro unico al piano-casa. Un anno di Berlusconi secondo l'analisi degli
esperti de «lavoce.info» Giustizia. Al di là degli annunci, i provvedimenti
varati sono «di portata ridotta». Spicca solo l'approvazione «a tamburo
battente» del lodo Alfano. La riforma dell'ordinamento giudiziario, con la
separazione delle carriere, è rimasta un annuncio. In campo penale si segnala
il provvedimento volto a limitare l'utilizzo e soprattutto la pubblicazione
delle intercettazioni, attualmente all'esame della Camera, per il quale il
governo ha già autorizzato il voto di fiducia. Più
«impegnative» le misure in tema di giustizia civile, con un provvedimento (che
attende ancora il sì definitivo del Senato)che mira a snellire le procedure, a
introdurre un filtro per i ricorsi in Cassazione e sanzioni per chi provoca
l'allungamento del processo. Immigrazione. Si parte nel 2008 con «l'emergenza
rom», con la nomina a commissari dei prefetti di Roma, Napoli e Milano: per il
censimento dei campi viene annunciato il prelievo delle impronte digitali,
anche per i minori, che suscita dure polemiche. Ma, di fatto, le impronte prese
sono state «pochissime». «La questione rom resta irrisolta», dice «lavoce».
Mentre le misure di integrazione, addotte di fronte alle istituzioni europee
come giustificazione per i censimenti, «non si sono viste». Approvata
l'aggravante di clandestinità, mentre il reato di ingresso clandestino e di
permanenza in clandestinità è uno dei pilastri del ddl sicurezza che la Camera
approverà la settimana prossima con la fiducia, dopo numerose polemiche anche
all'interno della stessa maggioranza. In questo ddl anche le ronde, la
detenzione dei clandestini nei Cie fino a sei mesi, mentre medici e
presidi-spia sono stati formalmente aboliti. Nulla di fatto sul fronte
dell'integrazione: il fondo è stato «quasi azzerato»: 5 milioni contro i 750
della Germania. Nulla neppure per il diritto di voto e
l'accesso alla cittadinanza più rapido per i bambini nati in Italia. Nessun
intervento contro lo sfruttamento in nero degli immigrati. Anzi, ispezioni e
controlli «sono stati alleggeriti». Fino a ottobre 2008 le espulsioni sono
state 6mila, contro le 740mila domande di regolarizzazione dell'ultimo
decreto-flussi: dunque un tasso dell'1%. Risultato: la "cattiveria"
«non ha sortito i risultati attesi», ma ha «scosso» l'immagine dell'Italia.
Scuola. Il governo ha puntato tutto sulla riduzione dell'organico, anche con
l'introduzione del «maestro prevalente». Ma le richieste di tempo pieno da
parte delle famiglie vanno nella direzione opposta. Altri provvedimenti: il voto in condotta ai fini della valutazione complessiva, e la valutazione numerica
anche alle elementari. Blocco delle Ssis con la «sostanziale chiusura di ogni
canale di ingresso nella professione insegnante per le secondarie», unito alla
riduzione di orari e curricola per le secondarie del secondo ciclo dal prossimo
anno scolastico. Università. Tagli al Fondo di finanziamento ordinario
con gravi rischi la didattica e la ricerca. Destinazione del 7% del Fondo in
base a criteri di qualità, che però non sono stati ancora indicati dal
ministero. Un ritardo «grave e inspiegabile», secondo «lavoce». Accantonata,
per ora, la proposta di trasformare gli atenei in fondazioni. Sul fronte del
reclutamento dei docenti, è stata annunciata una legge-delega, ma i tempi di
approvazione rischiano di prolungare l'attuale blocco delle assunzioni di altri
due anni. Casa. In un anno il governo non solo non ha dato il via ad alcun
cantiere per nuove case. Di due giorni fa la notizia del ripristino, parziale
(350 milioni su 550), dei fondi del piano casa per le fasce più deboli varato
dal governo Prodi e azzerato da Berlusconi nel giugno 2008. Il piano casa più
"famoso", quello che prevede l'aumento delle cubature, è ancora
oggetto di discussioni tra governo e Regioni, dopo che l'esecutivo ha dovuto
fare marcia indietro a riconoscere alle Regioni la potestà legislativa in materia
di volumetrie. Pensioni. Abolizione del divieto di cumulo, con un costo stimato
di 500 milioni. Quanto alla proposta Brunetta sull'aumento a 65 anni dell'età
pensionabile delle donne nel pubblico impiego, secondo lavoce «non produce
risparmi rilevanti se confrontato interventi alternativi». Dure critiche alla
sospensione del metodo contributivo per i dipendenti della Camera, compresi i
deputati. Mercati finanziari. Misure per rafforzare la posizione dei soci di
controllo (come il passaggio del tetto di acquisto di azioni proprie dal 10 al
20% e l'aumento dal 3 al 5% delle azioni che il socio di controllo può
acquistare ogni anno senza incorrere in obblighi di Opa). «Un passo indietro»,
per «lavoce», che segnala le critiche dell'Antitrust. Il dossier
( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Provincia di Sassari Pagina 7055
Università Gheddafi: polemica aperta Università --> «Se non fosse vero
sarebbe da ridere. Ma è tutto vero, il limite del ridicolo è spostato ogni
giorno più avanti. Fanno le riforme, promettono meritocrazia ed esempio per i
giovani e l'università di Sassari ha trovato la strada giusta per distinguersi
decidendo di avviare l'iter per conferire a Gheddafi, leader della Libia, una
laurea in legge»: lo afferma Francesco Storace, sul suo blog, commentando la
notizia. «Evidentemente, non paga di avere sottoscritto con il Colonnello un
accordo umiliante, tendenzioso e falso in quanto ufficializza di fatto
inesistenti crimini italiani durante il periodo in cui la Libia è stata una
nostra colonia, le baronie hanno in programma di istituire una specie di nuova
facoltà che su facebook è stata opportunamente appellata come prostituzione
intellettuale. Ora si tratta di capire se madame Gelmini acconsentirà a questa scandalosa
iniziativa. Il ciarpame si annida negli atenei in maniera avvilente. Facciamo
nostro l'appello che sulla rete ha lanciato Elia Pirone - conclude - a
rifiutare questo eroico gesto». Da opposte sponde si accoda Stefano Pedica,
senatore dell'Italia dei Valori: «Il popolo sardo è un popolo ricco di valori,
ma una laurea in Legge ad onoris ad un dittatore come Gheddafi non può certo
fare onore all'Ateneo sassarese. Spero vivamente che il rettore e soprattutto
il popolo sardo faccia sentire il proprio diniego a questa pessima idea».
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA
data: 2009-05-11 - pag: 1 autore: I voti alla Pa. Otto
indicatori per misurare la qualità Servizi ai cittadini: al Trentino Alto Adige
la pagella migliore
Ambiente, giustizia, lavoro e welfare premiano la regione - Sicilia all'ultimo
posto Curarsi in Emilia Romagna, mandare i figli a a scuola in Friuli, cercare
"sicurezza" e avviare un'attività d'impresa in Lombardia.
Occorrerebbe il dono dell'ubiquità per sfruttare contemporaneamente le
prestazioni della pubblica amministrazione con il bollino di qualità. Che sono
concentrate, seppure a macchia di leopardo, nel Nord Italia. Con il Trentino
Alto Adige a fare la parte del leone: leader assoluto sui terreni
dell'ambiente, del lavoro, del welfare e della giustizia. Al Sud nessuna
eccellenza, con regioni come Sicilia e Calabria sempre ai minimi nelle
valutazioni contenute nelle pagelle stilate dagli esperti e dai ricercatori di
Forum Pa, che per la prima volta hanno provato a misurare nel loro complesso i
servizi pubblici e burocratici dal punto di vista cittadino. Una rilevazione
che è stata elaborata nell'ambito del progetto MisuraPa (su input del
dipartimento Innovazione e tecnologie del ministero della Pubblica
amministrazione) e che costituisce un punto di partenza, una sorta di
«asticella», per la misurazione delle performance della Pa in dieci settori
strategici: ambiente, giustizia, istruzione, lavoro, mobilità, sanità,
sicurezza, welfare, competitività, qualità della vita. Nessuna bocciatura e
nessunapromozione vera e propria almeno per il momento. Ma la fotografia
scattata, con una prospettiva regionale, sull'effettiva capacità delle
strutture pubbliche di garantire servizi adeguati agli utenti parla chiaro: il
Paese è spaccato nettamente in due tronconi. Proprio questa spaccatura è il
dato saliente della rilevazione, che rappresenterà il piatto forte della
ventesima edizione di «Forum Pa» da oggi al via a Roma alla presenza del
ministro Renato Brunetta. Parente e Rogari u pagine 2 e 3 l'articolo prosegue alle
pagine 2 3
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: SYSTEM
data: 2009-05-11 - pag: 2 autore: Le sorprese di sanità e welfare Abruzzo al
top sui nuclei disagiati, la Calabria per le case popolari PAGINA A CURA DI Giovanni Parente Marco Rogari
Cercate una casa popolare o un alloggio comunque collegato all'edilizia
residenziale pubblica? Recatevi in Calabria: è la regione leader del settore in
Italia. Se invece avete urgente bisogno di servizi adeguati per le famiglie o i
minori in condizioni di disagio non aspettatevi una grande offerta in Trentino
Alto Adige, così come nelle Marche o nel Molise:l'eccellenza si chiama Abruzzo.
Almeno per alcuni tratti è un'Italia che non t'aspetti quella che emerge dalle
valutazioni, per quanto provvisorie, effettuate dai "misuratori" di
Forum Pa per fissare una prima asticella sugli standard delle prestazioni
erogate dal nostro sistema di Welfare. Ma naturalmente da queste prime pagelle
di massima, parziali e totali, prende forma anche l'Italia che t'aspetti.
Quella che vede proprio il Trentino al top dei servizi per nuclei familiari,
bambini, anziani e disabili, seguito da Emilia Romagna, Valle d'Aosta e
Lombardia. E che soprattutto evidenzia la penisola spaccata in due, esattamente
come sottolineato dal Libro bianco sul nuovo modello sociale presentato qualche
giorno fa dal ministro del Welfare, Maurizio Sacconi. La distanza tra Nord e
Sud è quasi abissale. Con Sicilia, Molise, Puglia e Campania, a occupare gli
ultimi posti della classifica (non definitiva) stilata nell'ambito di del primo
step di MisuraPa. Ma anche in questa spaccatura spunta un po' d'Italia che non
t'aspetti.A risultare sotto il livello della media nazionale sono, sia pure di
poco, anche regioni, come l'Umbria e laLiguria, considerate non proprio
disattente ai nuclei in difficoltà. Per non parlare dell'ultimo posto assegnato
al Veneto sul fronte dei servizi integrativi o innovativi per la prima infanzia
(leader il Trentino) o del quart'ultimo attribuito al Piemonte sul terreno dei
servizi per la terza età. Al Friuli Venezia Giulia, invece, spetta la migliore
performance nell'assistenza domiciliare integrata, seguita da Valle d'Aosta e
Molise. Una pagella, quest'ultima, senza sorprese come
confermano le insufficienze più marcate attribuite a Calabria e Sicilia. Tra
gliindicatoriscelti c'è anche quello delle prestazioni e dei servizi per i
disabili. Al momento in testa a questa prima classifica è il Trentino Alto
Adige, che precede Valle d'Aosta e Piemonte; in coda si trovano, in rapida
successione, Abruzzo, Molise e Puglia. Per quanto riguarda, invece, la salute,
al top ci sono Emilia Romagna, Valle d'Aosta e Toscana. Va peggio per le
regioni del Mezzogiorno, che occupano le ultime posizioni della graduatoria
complessiva. Mentre sulla Lombardia che, pur non essendo nelle primissime
posizioni è vicina al valore medio italiano, pesa la "migrazione
sanitaria". In pratica, si tratta di una delle aree che serve un bacino di
utenza tendenzialmente più ampio dei suoi residenti perché i pazienti
affluiscono nelle strutture anche da altre regioni. Inoltre, il modello
lombardo ha puntato molto sul privato accreditato. Ecco perché in alcuni
indicatori, si pensi alla dotazione di emergenza, si trova un po' più indietro.
Se si scende nel dettaglio, la Valle d'Aosta è quella posizionata meglio alla
voce " emergenza e continuità assistenziale": un indicatore che tiene
conto, tra l'altro, delle centrali operative 118 in rapporto agli
abitanti, ma anche dei servizi di guardia medica e delle ore erogate per
questi. Da sottolineare come il Molise sia capofila per l'offerta: una misura
che considera assistenza territoriale ospedaliera e la dotazione di
apparecchiature diagnostiche avanzate. Mentre il Trentino Alto Adige è il primo
della classe per equità e gestione: in questa voce rientrano anche la spesa
sanitaria pubblica procapite e l'avanzo o il disavanzo sanitario. Svetta,
invece, l'Abruzzo per qualità organizzativa, che tiene conto di indicatori,
come per esempio, la degenza media o il tasso di utilizzo dei posti letto.
Sempre Valle d'Aosta e Trentino (seguite da Liguria, Marche, Piemonte e
Toscana) risultano quelle con i migliori voti in pagella in materia di semplificazione e
accesso: le "interrogazioni" sono state sulla presenza di Asl con il centro
unificato di prenotazione (Cup), sulle file agli sportelli, sui giorni che
bisogna aspettare per ecografia addominale completa e sulla percentuale di siti
web che forniscono dati sui tempi d'attesa. Ultime in questa graduatoria
Calabria e Sardegna. Sul delicato versante della prevenzione, la leadership,
come nel caso della classifica complessiva del comparto salute, spetta
all'Emilia Romagna. E qui la mezza sorpresa è l'ultimo posto del Trentino. ©
RIPRODUZIONE RISERVATA GRADUATORIE GENERALI Il primato spetta alle regioni
settentrionali, mentre la Sicilia occupa in entrambi i settori l'ultima
posizione CORSIE INTASATE La Lombardia è al di sotto della media nazionale, ma
c'è da considerare la migrazione di pazienti da altre aree del Paese
( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del
11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: SYSTEM
data: 2009-05-11 - pag: 13 autore: GLI APPUNTAMENTI PRINCIPALI GLI EVENTI
ISTITUZIONALI Convegno inaugurale. «Pa un anno dopo: facciamo il punto»
(11/5/2009 ore 11,30- 13,00) Il ministro Renato Brunetta dà conto ai cittadini
e ai lavoratori pubblici di un anno di lavoro. Convegno conclusivo di Forum Pa
2009 «Entriamo nel merito» La Pa riparte dalla valutazione(14/5/2009 ore 15,00-
18,30) Interviene, tra gli altri, il ministro Mara Carfagna. Il futuro
dell'Europa e le elezioni europee (in collaborazione con il Dipartimento
politiche comunitarie)(12/5/2009 ore 10,00- 13,00) Interviene il ministro
Andrea Ronchi LE AZIONI DI RIFORMA DELLA PA Lunedì 11 maggio Costruire la nuova
dirigenza pubblica per l'innovazione negli Enti Locali: il progetto di
accreditamento dei Direttori generali- (in collaborazione con Andigel)- (10,00-
13,00) Pa e customer focus. Convention delle amministrazioni pubbliche
impegnate a migliorare la qualità dei servizi(14,30- 18,00). Apre Renato
Brunetta, ministro per la Pa e l'innovazione Pubblico e privato insieme per
uscire dalla crisi con l'innovazione (ore 15,00- 18,00). Con Renato Brunetta,
ministro per la Pa e l'innovazione Pubblica amministrazione aperta? Diritto di
accessoe trasparenza dal 1990 ad oggi (in collaborazione con SSPA)(15,00-
18,00). Dar voce ai cittadini: i risultati delle ricerche sull'opinione dei
cittadini (15,00- 18,00). Sviluppo della qualitàe dell'efficacia del sistema
formativo in ambito pubblico (15,00- 18,00). Martedì 12 maggio Giornalismo
partecipativoe nuovi media: come cambia il modo di fare inchiesta (10,00-
13,00). Conversando di ... corruzione. (15,00- 18,00). Misura Pa primi
risultati dei "cento indicatori" ( 15,00- 18,00). Mercoledì 13 maggio
Una nuova politica per le pari opportunità nel pubblico impiego (in collaborazione
con futuro@alfemminile) ( 10,00- 13,00). I contesti di applicazione ei
prevedibili effetti del decreto delegato sul pubblico impiego (10,00- 13,00).
Class action nella Pa (10,00- 13,00). Semplificazione amministrativa, riduzione
degli oneri e dei tempi: risultati e prospettive di un anno di lavoro (15,00-
18,00). L'etica del lavoro pubblico e il riconoscimento del merito(in
collaborazione con Italiaetica) (15,00- 18,00). La riforma della dirigenza
nella legge delega e nei decreti delegati: un momento di confronto aperto
(15,00- 18,00). Rapporto annuale sulla formazione nella pubblica
amministrazione 2008- SSPA (15,00- 18,00). Giovedì 14 maggio* Il nuovo modello
contrattuale del pubblico impiego (in memoria di Ubaldo Poti)(10,00- 13,00).
Linea amica: come cambia il frontoffice della Pa (10,00- 13,00) Con Renato
Brunetta, ministro per la Pa e l'innovazione Consultazione onlinee
partecipazione ai processi decisionali (10,00- 13,00). La formazione per lo
sviluppo locale. Il programma Empowerment (in collaborazione con SSPa)(15,00-
18,00). La progettazione dei siti internet degli enti pubblici. Case history:
il sito del ministero dell'Interno (a cura de Il Sole 24 Ore) (15,00- 18,00).
Pa DIGITALE Lunedì 11 maggio Mai più carta per una Pa efficiente e trasparente
(15,00- 18,00). Martedì 12 maggio L'innovazione tecnologica cambia la scuola
(10,00- 13,00) è stato invitato il ministro Mariastella Gelmini. e-gov 2012: il piano
"impresa in un giorno" e il portale imprese (10,00- 13,00). e-gov
2012: la condivisione della conoscenza per la trasformazione del territorio-
(in collaborazione con CNIPa e Regione Puglia) (10,00- 13,00). Il futuro della
rete: larga bandae accesso alla rete come diritto universale (10,00-
13,00). Amministrare 2.0: una Pa che ascolta i cittadini(in collaborazione con
Artea) (15,00- 18,00). Attuazione e sviluppo del SPC: profili normativi e
amministrativi del rapporto pubblico-privato (15,00- 18,00). Mercoledì 13
maggio Barcamp Innovatori Pa (10,00- 18,00). e-gov 2012:l'innovazione
tecnologica per Beni culturali (10,00- 13,00). è stato invitato il ministro
Sandro Bondi Verso un "cruscotto del cittadino": dalla circolarità
anagrafica al fascicolo del cittadino (10,00- 13,00). Strategie e azioni per
l'e-gov nazionale delle Regioni (15,00- 18,00). Le azioni degli Enti locali
contro il digital divide per l'accesso alla rete (15,00- 18,00). Giovedì 14
maggio Le strategie per la diffusione di soluzioni open source nella Pa (10,00-
13,00). e-gov 2012: gestione documentale, dematerializzazione e posta elettronica
certificata (10,00- 13,00). e-gov 2012: il piano per la giustizia digitale
(10,00- 13,00). è stato invitato il ministro Angelino Alfano Il piano per
l'editoria digitale (10,00- 11,30). Il progetto ICT4university (11,30- 13,00).
CITTà E TERRITORIO Martedì 12 maggio Federalismo fiscalee federalismo
istituzionale: quale impatto sulle amministrazioni pubbliche? (10,00- 13,00)
Intervengono il sottosegretario Aldo Brancher e il ministro Raffaele Fitto
Adriatico e Mar Nero: due euroregioni protagoniste in Europa (10,00- 13,00)
Interviene il ministro Raffaele Fitto Riprendiamoci le nostre risorseLe Pa del
Mezzogiorno e le associazioni di volontariato per il riuso sociale dei beni
sequestrati alla criminalità organizzata (10,00- 13,00). Il sostegno alle imprese
nella gestione della crisi (in collaborazione con il Dip. impresa e
internazionalizzazione del MISE)(15,00- 18,00). La mediazione comunitaria. Come
funziona il lobbying istituzionale dell'Italia sull'Europa (15,30- 18,00). Il
governo del territorio e della fiscalità legata ai beni immobiliari: azioni di
sistema ed esperienze in atto (15,00- 18,00). Le attività di monitoraggio degli
investimenti pubblici. Regionia confronto (15,00- 18,00). Mercoledì 13 maggio
Il governo del territorio fra legge di principi e politiche pubbliche (in
collaborazione con INU)(10,00- 13,00). RIN.GIOVANI.MENTI- Per una nuova Pa nel
Mezzogiorno (15,00- 18,00). Migliorare le politiche di Ricerca e Innovazione
per le RegioniContenuti e processi di policy (in collaborazione con il Dip. per
lo sviluppo e la coesione del MISE)(15,00- 18,00). Giovedì 14 maggio Terzo
forum nazionale sui patrimoni immobiliari urbani territoriali pubblici (9,30-
17,30). LAVORO E WELFARE Lunedì 11 maggio Programma nazionale di protezione dei
minori stranieri non accompagnati (10,00- 12,00). Martedì 12 maggio L'impegno
della Pa per l'inclusione delle categorie deboli attraverso tecnologie
innovative (in collaborazione con ASPHI) - (15,00- 18,00). Mercoledì 13 maggio
Uniamo le forze: le risposte degli Enti locali alle famiglie e alle imprese
colpite dalla crisi (15,00- 18,00). Giovedì 14 maggio I servizi per il lavoro
nella gestione della crisi (10,00- 13,00). SANITà Lunedì 11 maggio e-healt and
web 2.0 applications (15,00- 18,00). Martedì 12 maggio Guadagnare Salute:
Premio alle migliori pratiche di prevenzione (15,00- 18,00). Mercoledì 13
maggio Il piano di e-gov in sanità (10,00- 13,00). Un confronto tra esperienze
innovative nell'ambito dei sistemi regionali di formazione in sanità (in
collaborazione con FORMAS)(10,00- 13,00). La governance del sistema del welfare
(15,00- 18,00). Interviene il ministro per il Lavoro, la salute e le politiche
sociali Maurizio Sacconi Giovedì 14 maggio Linee di Indirizzo per l'Assistenza
Psicologica. (in collaborazione con Sipsote FederSanità ANCI Piemonte) (10,00-
13,00). SICUREZZA Martedì 12 maggio La sicurezza urbanae territoriale: un
obiettivo di sistema(in partnership con Techfor) (10,00- 13,00). Interviene il
ministro dell'Interno Roberto Maroni Incontro con i comuni del Lazio: progetti
per la sicurezza integrata 2009 (in collaborazione con la regione Lazio,
Assesorato alla sicurezza) (10,00- 14,00). Mercoledì 13 maggio L'Ambiente è
COSA NOSTRATavola Rotonda su reati ambientali e abusivismo nel Lazio (10,00-
13,00). Giovedì 14 maggio Tecnologia Industriale per l'HOMELAND SECURITY (in
collaborazione con TECHFOR)(10,00- 13,00). ENERGIA E AMBIENTE Lunedì 11 maggio
Il G8 Ambiente di Siracusa: risultati e prospettive in un nuovo quadro delle
regole(segue Premio SFIDE sui temi delle azioni per lo sviluppo centrate sulle
politiche energetiche) (14,30- 19,00). Interviene il ministro dell'Ambiente,
Stefania Prestigiacomo Martedì 12 maggio Politiche energetichee ambientali come
motore di sviluppo: istruzioni per l'uso ( 15,00- 18,00). Mercoledì 13 maggio
Quale politica dell'energia per uscire dalla crisi? (10,00- 13,00). Interviene
il ministro dello Sviluppo economico Claudio Scajola Mobilità automobilisticae
qualità dell'aria (15,30- 18,00). ECONOMIA Lunedì 11 maggio Finanza e investimenti
degli Enti locali tra manovre anticrisi e patto di stabilità (15,00- 18,00). Il
codice degli appalti a regime: il nuovo ruolo dei tecnici nell'iter
realizzativo delle opere pubbliche (a cura de Il Sole 24 Ore)(15,00- 18,00).
Giovedì 14 maggio Banche e Pa: una partnership che cresce (in collaborazione
con ABI)(10,00- 13,00). Le interviste di Stefano Rolando (in collaborazione con
Almaviva) Martedì 12 maggio Profondo nord, profondo sud. Le città italiane al
centro della dinamica pubblica. Genovae Palermo- Intervista a Marta Vincenzi e
a Diego Cammarata(12,00- 13,30). Mercoledì 13 maggio " Libertà e privacy,
in Italia oggia Franco Pizzetti (12,00- 13,30). Marco Pannella"-
Intervistaa Marco Pannella (15,00- 17,00). Giovedì 14 maggio L'Europa e Barack
ObamaIntervista a Gianni De Michelis (12,00- 13,00). Politica e
funzionari.L'etica della responsabilità Intervista a Linda Lanzillotta(10,00-
11,30) Le novità a confronto alla Fiera di Roma
( da "RomagnaOggi.it" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
8 maggio 2009 - 13.07 (Ultima Modifica:
08 maggio 2009) Forlì, elezioni. Pini (Lega): "Cento giorni per pulire il
centro dal degrado" FORLI' - "Invito Balzani a venire al Rondo-point
in piazza Saffi e non a stare chiuso nel palazzo a fare laboratori e modelli,
venga a sentire la gente che lavora e che si impegna, in mezzo a cui sono io,
da mesi e mesi": è l'attacco di Alessandro Rondoni, candidato a sindaco di
Pdl, Udc e, al fotofinish, anche della Lega Nord, al candidato del
centro-sinistra. Dopo i toni soft dei mesi scorsi, si riscalda, come era
prevedibile, la campagna elettorale. "Ho il piacere di annunciare
l'ingresso della Lega Nord in coalizione. L'onorevole Pini, parlamentare e uomo
delle istituzioni ha reso ancora più compatta questa coalizione", annuncia
Rondoni nella conferenza stampa di venerdì mattina. "Siamo felici e
sorridenti, dall'altra parte sono tristi e in difficoltà, torneremo a far
sorridere Forlì", continua Rondoni. A Pini, invece, il compito di spiegare
la decisione all'ultimo del Carroccio, di appoggiare Rondoni, dopo tante guerre
sui giornali. "Ci sono stati incontri, con punti anche di asprezza, ma noi
preferiamo metterle in chiaro le cose. Avevamo lasciato aperto uno spiraglio e
alla fine si è trovata la quadra", dice Pini. Che nega, inoltre che ci sia
stato "mercanteggiamento sugli assessorati": "Abbiamo avuto la
garanzia del vice-sindaco, ma per averlo, come per avere gli assessorati,
bisogna prima vincere". Mette le mani avanti Andrea Pasini, segretario
provinciale dell'Udc: "Con l'arrivo della Lega c'è stato una rimodulazione
dei punti programmatici, per tenere conto delle diverse sensibilità, d'altra
parte il programma era in fase avanzata". Quindi da Pasini il messaggio
chiaro a Rondoni: "Il candidato è autonomo e sarà garante dei punti
concordati". Il programma non è ancora stato divulgato, anche se ormai
mancano appena 24 ore al termine ultimo del deposito, ma assicurano tutti i
leader locali dei partiti del centro-destra: "Nel programma si troveranno
scritti i 35 punti della Lega, c'è stata una convergenza degli equilibri e
delle sensibilità". Gli esponenti del centro-destra non hanno lesinato
attacchi a Balzani. Così Nervegna: "Balzani ha lanciato lo slogan ‘Assieme per cambiare
Forlì', ma se la vuole cambiare vuol dire che ci sono un sacco di problemi e certo non può risolverli
chi rappresenta la continuità coi governi precedenti. Triplice, poi, l'affondo
di Antonio Nervegna (Pdl): "Balzani, in lista, ha Lucio Nardi, l'uomo
della Legacoop mandato da Bologna per fare da garante del completamento
dell'iper". E poi, ancora, Nervegna: "Balzani ha grandissimi
conflitti di interessi: non potrà presiedere la conferenza sanitaria in quanto
è proprietario del 20% della sanità privata forlivese, né
potrà gestire l'urbanistica, in quanto è un uomo della Querzoli, la principale
organizzazione, assieme a Sapro, che lavora nell'urbanistica locale, da cui si
è dimesso solo dopo aver vinto le primarie". Attacco anche da Gianluca
Pini della Lega Nord: "La riforma Gelmini spazzerà via la sua facoltà di 27 iscritti".
( da "Datasport" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Serie A: le
pagelle di Atalanta-Genoa (AGM-DS) - 10/05/2009 18.52.14 - (AGM-DS) - Milano,
10 maggio - Le pagelle di Atalanta-Genoa, terminata 1-1. ATALANTA Consigli 6 Un
grande intervento in finale di primo tempo, ma anche una certa incertezza sul
gol subìto. Capelli 6.5
Rischia l'autorete per anticipare Milito ma è comunque prezioso nei recuperi.
Si fa male nel finale ed è costretto ad uscire. Pellegrino 6 In campo nel finale al posto
di Capelli, fa mucchio in area. Manfredini 6.5 Guida con autorità la
retroguardia nerazzurra chiudendo quasi tutti gli spazi. Peluso 6 Se la cava
con coraggio e spirito di sacrificio. Padoin 6.5 Gran primo tempo, con l'assist
per il gol di Valdes e altre giocate interessanti. Nella ripresa dà manforte
alla difesa nel momento di maggior sofferenza. Garics 6 Molto vivace nel primo
tempo, nella ripresa è costretto a restare nella propria metà campo.
Parravicini 5.5 Parte bene, poi cala e Delneri gli preferisce l'esperienza di
De Ascentis. Valdes Zapata 7 Gol a parte, è una spina nel fianco continua per
la difesa rossoblù, guadagnando tanti falli e causando le ammonizioni di
Papastathopoulos e Mesto. Nella ripresa accusa la stanchezza ed è fiacco nelle
conclusioni. De Ascentis 6 In
campo per tamponare a metàcampo, si mette al servizio della squadra. Guarente 5
Una buona partita, con gol sfiorato su punizione, completamente rovinata da due
ammonizioni prese nel giro di 1'. Defendi 6 Gioca da attaccante aggiunto nel
primo tempo ma quando il Genoa preme Delneri lo fa uscire. Floccari 5.5 La
grande apertura che innesca Padoin nell'azione del gol non compensa
l'erroraccio davanti a Rubinho nel finale di primo tempo. Troppo isolato nella
ripresa, un infortunio muscolare lo costringe ad uscire nel finale. Cerci 5.5
Entra in un momento di difficoltà, non può fare molto. GENOA Rubinho 6 A vuoto sul gol di Valdes, si
riscatta su Floccari. Papastathopoulos 6 In difficoltà su Valdes, meglio nella ripresa
quando gioca soprattutto in attacco. Bocchetti 5.5 Spesso incerto e poco
deciso, cresce nella ripresa. Vanden Borre s.v. senza voto.
Mesto 5.5 In
sofferenza su una fascia continuamente presa d'assalto dagli avversari,
Gasperini giustamente gli risparmia la ripresa. Modesto 6 nessun errore ma
anche poche iniziative. Criscito 6.5 Subito ammonito, soffre la rapidità degli
attaccanti nerazzurri ma ha il gran merito di reagire. Pericoloso in attacco,
opportunismo da grande centravanti in occasione del gol. Rossi 6 Dinamico e
grintoso, sa sempre rendersi utile. Milanetto 5.5 Gara modesta, condizionata da
un infortunio che si trascina dietro per buona parte del primo tempo. Juric 6
Anima del centrocampo, pur senza fare cose eccelse. Jankovic 6.5 Spreca
sottoporta, ma il suo ingresso dà comunque una scossa importante ai propri
compagni. Sculli 6.5 Tra i pochi rossoblù continui per tutti 90'. Lotta su
tutti i palloni e trascina i compagni al pareggio. Milito 6 Lontano dalla
prestazione del derby, trova comunque il modo per rendersi pericoloso ed
entrare nell'azione del gol. Palladino 6 Viene fuori nel secondo tempo, dopo i
primi 45' anonimi.
( da "Stampaweb, La" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Sarà facile superare l’esame di maturità con
un voto sufficiente o poco di più. Sarà difficilissimo avere il massimo dei
punti. E quelli bravi senza lode? «Potrebbero scomparire», spiega Claudio
Cereda, dirigente dell’istituto tecnico Hensemberger di Monza. E tutto per colpa di una svista degli ultimi due
ministri dell’Istruzione, Giuseppe Fioroni e Mariastella Gelmini, in una legge che
verrà applicata per la prima volta proprio per il prossimo esame di Stato. L’anno scorso c’era stato
un aumento dei 100 e lode: quasi 9
ragazzi ogni mille avevano raggiunto il massimo dei voti, due in più rispetto
al 2007 (lo 0,7%). E in 66 su 1000 erano fra i «bravi» portando a casa un bel
100. Quest’anno potrebbe andare in modo molto diverso. Tutto inizia nel
gennaio del 2007 quando Giuseppe
Fioroni, per ovviare all’alto tasso di abbandono degli studi all’università, scrive
la legge numero 1 del 2007
in cui dà maggior valore al credito - cioè al curriculum
degli studenti negli ultimi tre anni di scuola - rispetto ai colloqui. Difatti aumenta il punteggio massimo del credito da
20 a 25 e
diminuisce quello del colloquio da 35
a 30,
in modo da lasciare inalterato il 100 del punteggio
finale della maturità. «Ma Fioroni non si è reso conto che era necessario
modificare anche il punteggio integrativo altrimenti si falsa l’intero sistema di
valutazione», spiega Cereda. La commissione d’esame infatti ha un piccolo jolly
di voti da usare con gli studenti dal curriculum scolastico brillante che
all’esame non riescono ad ottenere il massimo dei voti nelle prove scritte. «In genere capita
di dare 1 o 2 punti, non di più», precisa Cereda. «Quando insegnavo al liceo
scientifico lo scorso anno mi è capitata una ragazza che aveva vinto borse di
studio ed era una delle migliori in assoluto: alla prova di matematica è stato
impossibile darle il massimo punteggio perché aveva risposto in modo non
perfetto a uno dei 5 quesiti. Ma è difficilissimo rispondere in modo ottimale
su tutto, in particolare nelle prove tecniche. In un caso come questo la
commissione si riservava di dare un punteggio integrativo di 1 o 2 punti che
permettevano di raggiungere lo stesso il 100 e lode o almeno il 100. Da quest’anno non sarà
possibile». Non lo permettono le cifre dei punteggi. I punti di integrazione
vengono attribuiti solo a chi
ha almeno 15 punti di credito scolastico, insomma una media del 6 o del 7 nei
tre anni, e quindi la stragrande maggioranza degli studenti. E a chi ha almeno
70 come risultato della prova d’esame. «Ma per totalizzare 70 tra prove scritte e orali si deve essere davvero eccellenti, e quasi
nessuno ci riesce davvero». E quindi «ai prossimi esami avremo qualche 100 e
lode e pochi, pochissimi 100 e un abbassamento di tutta la fascia dei voti alti
per una dimenticanza che grida vendetta al cospetto di Dio».
( da "Sicilia, La" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
Venerdì alle ciminiere l'inaugurazione
della mostra delle opere Quattrocento artisti partecipano al «Premio nazionale
delle arti» Per il secondo anno consecutivo, l'Accademia delle Belle Arti di
Catania, nella sua azione di promozione delle istituzioni Afam (istituti di
"Alta formazione artistica e musicale"), organizza e ospita il
prestigioso "Premio nazionale delle arti", giunto quest'anno alla
sesta edizione. Si tratta di una «Vetrina di giovani talenti - la definisce il
direttore dell'Accademia, Carmelo Nicosia - ma soprattutto di verifiche e
proposte culturali». È certamente un appuntamento di grande spessore e di
prestigio per tutta la città, che vedrà impegnati centinaia di artisti, circa
quattrocento, che provengono dalle accademia italiane statali e legalmente
riconosciute. Anche per questa edizione - i cui dettagli saranno dati nella
conferenza stampa convocata per mercoledì prossimo, 13 maggio, alle 10.30,
nella sede della Provincia regionale di Catania - la partecipazione è
massiccia, segno di un innegabile fermento artistico in atto, di vivacità
intellettuale, in un fiorire di idee e rappresentazioni del mondo che aprono
uno spaccato culturale di grande respiro sul tessuto nazionale e locale. La
rilettura della realtà, la sua interpretazione, la comunicazione del sul e al
mondo, diventa materia viva nelle opere degli artisti selezionati da
un'apposita giuria. La mostra delle opere che rientrano nella sezione
"Arti figurative, digitali e scenografiche", sarà inaugurata venerdì
15 maggio alle 19, al Centro fieristico Le Ciminiere, e sarà aperta al pubblico
fino al 30 del mese. Quest'anno, il "Premio nazionale delle arti"
sarà caratterizzato dalla presenza di alcuni giovani artisti stranieri,
rappresentanza qualificata di una geografia colta e simbolica, del bacino del
Mediterraneo. «Una sfida - spiega il direttore - che la nostra accademia ha
accettato con entusiasmo, accogliendo una sezione Mediterraneo, curata dalla
prof.ssa Martina Corgnati, all'insegna dell'accoglienza e della solidarietà, e
di un prezioso scambio culturale». In questo senso, "anche per il futuro,
e in vista dell'area di libero scambio, la Siciilia può fare da cerniera,
aprendosi ai Paesi del Mediterraneo con iniziative culturali importanti",
commenta il presidente dell'Accademia Enzo Indaco. Per il ministro dell'Istruzione,
dell'Università e della Ricerca, Mariastella Gelmini, "una sfida ambiziosa dai
forti contenuti didattici e qualitativi". Alla presentazione di venerdì
prossimo della manifestazione saranno presenti il presidente della Provincia
Giuseppe Castiglione, Nicosia, Indaco, il vicedirettore dell'accademia Virgilio
Piccari, il vicepresidente Cnam Giuseppe Gaeta, il professore Rosario
Genovese, il direttore dell'Istituto musicale Vincenzo Bellini, Carmelo
Giudice, e un rappresentante del ministero della Pubblica istruzione.
( da "Sardegna oggi" del 11-05-2009)
Argomenti: Scuola
lunedì, 11 maggio 2009 Scuola: assessore
Baire mercoledì dal ministro I problemi della scuola sarda saranno al centro di
una incontro fissato per mercoledì 13 maggio a Roma tra il Ministro
dell'Istruzione Mariastella Gelmini e l'assessore
regionale competente, Maria Lucia Baire. Lo ha annunciato la stessa esponente
della Giunta durante il “tour dell'ascolto” che ha toccato oggi il liceo scientifico
di Ghilarza, la scuola media di Ardauli e l'istituto comprensivo di Busachi.
Intanto la Cgil denuncia carenze nelle
procedure di comunicazione per gli organici, soprattutto verso chi perde il
posto. -->CAGLIARI - “I problemi che affliggono la scuola sarda, che stanno
emergendo dagli incontri nei territori - ha detto l'assessore Baire -
riguardano il precariato scolastico ed i tagli
all'organico, il dimensionamento scolastico e l'edilizia scolastica. Con questo
tour dell'ascolto - ha aggiunto - stiamo studiando il territorio che non può
essere trattato tutto allo stesso modo, ma occorre fare dei distinguo a seconda
delle zone, della popolazione residente, dei collegamenti viari e dei mezzi
pubblici, cosi' come per le diverse condizioni climatiche, e garantire
l'istruzione, ma non a scapito della qualità”. Intanto la Cgil-Flc
ha inviato una nota agli Uffici Scolastici Provinciali e alla Direzione regionale della
Sardegna per denunciare carenze nelle procedure di comunicazione in materia di
organici e per le ricadute sul personale perdente posto. "Arrivano
numerose segnalazioni dalle scuole, sia da parte dei Docenti che dei Dirigenti
Scolastici - ha spiegato il Sindacato - in ordine alla singolarità dei
comportamenti da parte degli Uffici Scolastici Provinciali relativamente alla
definizione degli organici di scuola. Abbiamo già denunciato l'abnormità dei
comportamento della Direzione scolastica regionale che, specie sulla primaria,
ha effettuato più tagli di quelli richiesti dallo stesso Miur, ovviamente
negando alle scuole le richieste, sostenute dalla famiglie, di maggior tempo
scuola e di qualità dell'offerta formativa. Ma desta molta preoccupazione anche
l'uso di disinvolti comportamenti da parte dell'Amministrazione Scolastica che,
in assenza di rispetto di qualsiasi norma e procedura, comunica alle singole
Istituzioni Scolastiche all'ultimo momento (rispetto ai tempi della procedura
informatizzata) e in maniera del tutto informale l'organico di scuola".
"I Dirigenti Scolastici perciò, senza neppure un 'decreto' di definizione
dell'organico - ha sottolineato Peppino Loddo della Cgil - sono costretti a
'dichiarare' informalmente soprannumerari docenti, non rispettando neppure i
termini contrattuali, di forma e di tempo, con la richiesta di presentazione
immediata di domande di trasferimento. Così le scuole per insipienza
organizzativa dell'Amministrazione si avviano ad essere coinvolte in procedure
conflittuali che, legittimamente, i docenti, con l'assistenza certa del
Sindacato, intentano a tutela dei propri diritti. Chiediamo con determinazione
la cessazione di queste pratiche, non essendo in alcun modo accettabile che
della disorganizzazione dell'Amministrazione Regionale e Provinciale debbano
pagare le scuole nelle persone dei loro Dirigenti scolastici e dei docenti e
Ata". -->