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DOSSIER “SCUOLA”

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toARTICOLI DEL 5-5-2008       #TOP



Report "Schola"

·                     Indice delle sezioni

·                     Indice degli articoli

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Indice delle sezioni

Schola (13)


Indice degli articoli

Sezione principale: Schola

NELLA NOSTRA provincia, caso anomalo per il Veneto, la scuola paritaria (o privat ( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: la scuola paritaria (o privat... NELLA NOSTRA provincia, caso anomalo per il Veneto, la scuola paritaria (o privata) rappresenta ancora un segmento molto debole dell'istruzione, pur conservando un ruolo importante nella prima infanzia. L'ultimo rapporto dell'Ufficio Scolastico Regionale dimostra che l'incidenza degli alunni delle scuole paritarie,

Al Sant'Alessandro continuità assicurata fino alle superiori ( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: come previsto dalla riforma della scuola secondaria superiore. Il rimando della riforma ci impedisce di operare in modo autonomo e la preparazione musicale degli allievi è autenticata con esami sostenuti al Conservatorio. Resta inoltre il problema finanziario, dato che le lezioni di strumento sono pagate a parte dalle famiglie".

Di Meglio al congedo: <Riscopriamo il sapere> ( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Di Meglio riesce a togliersi più di un sassolino dalla scarpa: "Anche l'ex ministro Fioroni, che ha reistituito gli esami di riparazione non chiamandoli così, dice a sommi capi nella sua circolare: "In costanza di contrattazione sindacale" a voi presidi tocca salvare la scuola...ma mi faccia il piacere". Ultimo e il più paterno pensiero agli studenti.

A scuola il caos dei debiti ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluta dal ministro uscente Fioroni per fermare il trascinamento delle carenze, sta però creando caos, perché le regole ministeriali non sono di facile applicazione e i fondi scarseggiano. E così c'è il preside che vara corsi di recupero per materia e per le 15 ore previste e chi, invece, cerca di risparmiare attivandoli per tempi più stretti o per aree disciplinari.

Su debiti e recupero il nuovo Governo pensa al dietrofront ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il meccanismo del recupero dei debiti voluto dal ministro Fioroni non va bene. Lo cancelleremo e torneremo agli sbarramenti biennali già previsti dalla riforma Moratti. Poi, punteremo tutto sulla scuola del mattino, dove saranno gli insegnanti ad avere ampia libertà di organizzare forme di recupero che verranno incentivate.

L'illusione del sostegno ex post ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: ne del decreto Fioroni, comunque necessario, ha generato situazioni paradossali. Non sono rari i casi di ragazzi che in marzo hanno frequentato corsi relativi a temi svolti in novembre, la cui valutazione negativa era stata da tempo superata; oppure di chi, dovendo recuperare molte insufficienze, ha frequentato più corsi pomeridiani,

I paradossi del sostegno ex post ( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: La scelta di Fioroni è stata volta a coniugare certezza e contrazione temporale, nel convincimento, forse non del tutto infondato, che nella percezione comune le due cose coincidano. La pubblicazione dei dati sulle insufficienze nel primo quadrimestre (in media, il 70% degli studenti ne ha riportato almeno una) ha suscitato allarme.

SCUOLA: COBAS, IL 9 SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A ROMA ( da "KataWebFinanza" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pochi giorni prima della disfatta elettorale del centrosinistra, il ministro Fioroni ha voluto umiliare ulteriormente la scuola pubblica, introducendo in extremis nell'esame di terza media una prova Invalsi a quiz, non per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti.

Città: Scuola, lavoro e sviluppo del territorio I compiti delle Regioni ( da "Sannio Online, Il" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, con le indicazioni del 2007, ha invece scelto di non porre una terza riforma; ha preferito piuttosto intervenire nei concreti dispositivi dell'ordinamento scolastico; dispositivi di legge non ancor attuati. Per correggerne e sostituirne specifiche parti In proposito, assumono un rilievo significativo alcune sceltealcune grandi opzioni segnanti il complessivo sistema formativo:

Retroscena/ D'Alema isolato e sconfitto nel Pd pag.1 ( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: Fioroni, che in molte occasioni hanno stretto alleanze proprio con i dalemiani. La componente cattolica ex diellina non intende assolutamente riaprire il dialogo e il confronto con i vari Diliberto, Migliore, Pecoraro, etc... E soprattutto considera Casini un pericolo, in quanto l'Udc potrebbe sottrarre agli eredi del PPI il legame con la Chiesa e soprattutto con le gerarchie vaticane.

Contro il caro-libri in campo l'Antitrust ( da "Italia Sera" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. L'istruttoria dell'Antitrust era stata aperta lo scorso settembre nei confronti dell'Aie, Associazione italiana editori, e successivamente era sta estesa a nove case editrici. Le stesse hanno preso l'impegno, reso vincolante dal garante, di fornire informazioni necessarie ai docenti per un confronto aperto sulla scelta dei libri di testo.

FRANCIA/ LA MAREA DELLE RIFORME SARKOZY; POCHE CONCLUSE ( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: mentre e' avviata la riforma del programma delle elementari del ministro Xavier Darcos, che punta a ridurre di meta' i 'fallimenti scolastici' entro il 2012 concentrandosi sui 'fondamentali'. Approvata inoltre la fine del sabato a scuola: gli scolari francesi saltano ora il mercoledì, il sabato e la domenica.

La scuola della Ricostruzione ( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)
Argomenti: Scuola

Abstract: il liberismo scolastico nella Scuola Statale e la libertà di scelta educativa solo a parole in un canale non statale, la cosiddetta "scuola privata", laica o religiosa, che senza regolari finanziamenti pubblici vive di stenti in modo separato, alternativo ed estraneo. Dall'altro continua di fatto il centralismo ministeriale e locale (regionale,


Articoli

NELLA NOSTRA provincia, caso anomalo per il Veneto, la scuola paritaria (o privat (sezione: Schola)

( da "Resto del Carlino, Il (Rovigo)" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

ROVIGO PRIMO PIANO pag. 24 NELLA NOSTRA provincia, caso anomalo per il Veneto, la scuola paritaria (o privat... NELLA NOSTRA provincia, caso anomalo per il Veneto, la scuola paritaria (o privata) rappresenta ancora un segmento molto debole dell'istruzione, pur conservando un ruolo importante nella prima infanzia. L'ultimo rapporto dell'Ufficio Scolastico Regionale dimostra che l'incidenza degli alunni delle scuole paritarie, rispetto al totale degli alunni in frequenza scolastica, in Polesine è sotto il 13%, quando a Verona siamo al 27%, a Padova al 24%, a Vicenza al 19% ecc. Rovigo paga soprattutto l'assenza (anche questo rimane un dato in netta controtendenza regionale) di scuole private nel ramo dell'istruzione secondaria di secondo grado. Per le medie ci sono due soli istituti, con un totale 117 studenti e 8 classi; nelle elementari ancora due scuole, 16 classi, per una cifra complessiva di circa 300 alunni; alle medie il rapporto tra iscritti nelle paritarie e totale degli iscritti è del 2%, alle elementari siamo sul 3%, cioè 3-4 punti sotto l'andamento veneto. Diverso il caso dell'istruzione per l'infanzia: vi sono oggi in provincia 73 realtà educative (ma erano 78 nel 2002) con 3018 alunni (erano 3166 nel 2002). La scuola dell'infanzia paritaria, sul totale degli alunni polesani che frequentano ambienti di scuola tra i 3 e i 6 anni, copre una fetta leggermente avanti rispetto alla scuola pubblica, collocandosi attorno al 56%; ma a Padova siamo al 79%, a Treviso al 75%, a Vicenza al 66%. Più confortante, invece, il trend sulla crescita dell'inserimento degli stranieri anche nelle paritarie per l'infanzia polesane (siamo oggi a quota 131) e sulla crescita dell'associazionismo tra genitori per quanto concerne gli aspetti legati all'organizzazione.

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Al Sant'Alessandro continuità assicurata fino alle superiori (sezione: Schola)

( da "Eco di Bergamo, L'" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Nel marzo scorso, due istituti bergamaschi, il Comprensivo di Levate (dirigente Natale Coglitore e insegnante referente Francesco Chigioni) e il Collegio vescovile Sant'Alessandro, diretto da monsignor Achille Sana, sono stati scelti insieme a una trentina di istituti di tutta Italia per partecipare a un seminario organizzato a Roma dal Comitato per l'apprendimento della musica, presieduto da Luigi Berlinguer, per confrontare i modelli di organizzazione scolastica che rendono possibile l'insegnamento continuativo della musica nel curriculum. Moduli in note L'esperienza del Sant'Alessandro è particolarmente interessante perché solo sei scuole in Italia costruiscono un modulo musicale che prevede il collegamento tra primo e secondo grado. Al Sant'Alessandro gli allievi in prima media possono scegliere, in alternativa alle tre ore di laboratorio del mercoledì, di accedere per lo stesso numero di ore, alla pratica di uno strumento musicale con gli insegnanti della Scuola Santa Cecilia di Bergamo. Dalle medie alle superiori, la continuità è assicurata per chi accede al liceo scientifico a indirizzo musicale, attuato in forma sperimentale dal 2003 utilizzando la flessibilità del 20% del monte ore scolastico e sempre in collaborazione con la Scuola di musica Santa Cecilia. Test d'ingresso Per quanto riguarda le iscrizioni, è data la precedenza agli studenti che provengano da scuole medie a indirizzo musicale, per gli altri c'è un test d'ingresso. Possono essere ammessi al terzo anno del Liceo a indirizzo musicale, previo esame di idoneità, coloro che oltre a essere in regola con la scuola, abbiano anche superato il compimento inferiore in Conservatorio o dimostrino di aver compiuto studi musicali idonei. Al termine del primo biennio è previsto un esame di verifica dal quale dipende la prosecuzione degli studi nel triennio a indirizzo musicale. Al termine dei corsi lo studente consegue la maturità scientifica a indirizzo musicale, con equipollenza dei corsi di materie musicali con quelli tradizionali del conservatorio fino al compimento medio (strumento e materie complementari). L'orario comprende un'ora nel biennio e due nel triennio di storia della musica; tre ore nel biennio e due al terzo anno di teoria e solfeggio; due ore al quarto anno e 3 al quinto di armonia e analisi; un'ora fino al quarto anno di pianoforte; due ore fino al terzo anno di coro e due ore (in quarta e quinta) di orchestra. Lo strumento prende due ore in prima terza e quarta, tre in quinta e una in seconda. Negli ultimi tre anni è prevista anche un'ora di composizione. La sperimentazione "Questo è il quinto anno di sperimentazione soddisfacente ? spiega il rettore monsignor Sana ? tuttavia, quando siamo partiti, l'obiettivo era il liceo musicale coreutico, come previsto dalla riforma della scuola secondaria superiore. Il rimando della riforma ci impedisce di operare in modo autonomo e la preparazione musicale degli allievi è autenticata con esami sostenuti al Conservatorio. Resta inoltre il problema finanziario, dato che le lezioni di strumento sono pagate a parte dalle famiglie". Gli indirizzi ai licei Il liceo socio-psicopedagogico a indirizzo musicale Secco Suardo partirà invece nel prossimo anno scolastico: "Sul territorio cresce la richiesta di istruzione musicale approfondita e qualificata ? spiega il preside Giuseppe Pezzoni ? e il liceo socio-psicopedagogico è l'unica scuola superiore che, essendo tradizionalmente volta alla docenza, già contempla l'insegnamento della musica nel proprio curriculum". In particolare il corso prepara alle facoltà universitarie legate all'insegnamento della musica e alla musica come riabilitazione. L'orario comprende al pomeriggio un'ora di studio dello strumento individuale e due ore di musica d'insieme. La teoria comprende quattro ore nel triennio e tre nel biennio finale dedicati a storia della musica, teoria e grammatica musicale, pedagogia musicale, armonia e composizione. Anche l'Istituto superiore don Milani di Romano di Lombardia ha all'interno del liceo psicopedagogico la curvatura musicale. L'orario prevede due ore nel biennio di linguaggi musicali, due ore nel triennio di storia della musica e armonia, due ore sul quinquennio di strumento, obbligatorio però solo nel biennio e facoltativo nel triennio. Infine il liceo classico Paolo Sarpi ha una curvatura musicale in uno dei tre indirizzi sperimentali del liceo. La curvatura comprende 66 ore annuali (due ore la settimana su tutti e cinque gli anni di corso) di linguaggi musicali, ricavati dal 20% di monte ore flessibile.

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Di Meglio al congedo: <Riscopriamo il sapere> (sezione: Schola)

( da "Secolo XIX, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Di Meglio al congedo: "Riscopriamo il sapere" riflessioni Di un PRESIDE storico A giugno in pensione dopo 18 anni al comando del D'Oria. Con qualche amarezza: "La scuola italiana è alla deriva" 01/05/2008 "ABBIAMO lasciato marcire la scuola, dentro. Chi poteva non ha voluto impedire questo sfacelo. Chi voleva non ha potuto. Se non c'è stato dolo, c'è stata colpa grave". Combattente sempre, amareggiato molto, il preside Salvatore Di Meglio, che governa il liceo classico D'Oria da 18 anni - e a giugno, pensionandosi, conclude 44 anni di carriera - dice "sono passato attraverso la lunga notte della scuola". Ed ora dopo anni in cui "il micidiale articolo 17 della 477 ha immesso in ruolo, ope legis, milioni di docenti, dopo che è salita in cattedra una generazione che in parte era lì anche perché aveva corrotto, con un generale scadimento della concezione del lavoro - tranne si intende i soliti eroici che svolgono il compito anche degli altri, quell'esercito di maestri e prof quasi volontari che fa più ore dell'orologio - ecco che ora dopo tutti questi anni si comincia a vedere qualche barlume di miglioramento". Perché? "Perché nel 1990 sono ripresi i concorsi regolari e quindi gli insegnanti giovani sono genericamente più motivati, più preparati". Salvatore Di Meglio si è diplomato al liceo Colombo. Si è laureato in lettere classiche nel 1964, ma insegnava al D'Oria già da studente universitario "quando il preside Malco mi chiamò dicendo: "Te la senti? c'è una classe bastarda da coprire..." Allora i supplenti erano clerici vagantes, studenti che ne sapevano più di certi professori di oggi. Ma si sa poi tutto è diventato bieco nozionismo, concetto che ci ha portato ad un analfabetismo di sola andata". Circondato da foto di nipoti, cani e gatti, sorvegliato dall'effige del principe di Andrea D'Oria, questa sorta di comandante di un'ammiraglia quale è il liceo di piazza della Vittoria (che lo scorso anno ha compiuto i 70 anni), arringa: "Ma questi signori lo sanno che nozione è conoscenza e che l'ascesi della scienza passa attraverso la conoscenza, la competenza e capacità? Sono pieno della stessa indignazione di Dante con Filippo Argenti, ma qua nessuno si indigna più di niente, neanche nella scuola, dove si assiste a ogni nefandezza ma tutti pensano "o l'avia a soe bella conveniensa..." A proposito: parliamo in latino o in dialetto genovese?". Parliamo invece di quelle reiterate situazioni in cui un docente fa danni alla popolazione scolastica, eppure è inamovibile. Anche Di Meglio, in questi anni, avrà avuto le sue gatte da pelare: "Non possiamo permetterci di dire ad un insegnante: guarda, è il caso che fai un altro mestiere. E comunque fatto salvo il lavoro di un ispettore, le istituzioni scolastiche potrebbero ben credere ad un preside: se ci mettete qui in qualità di responsabili dei risultati, credeteci anche quando diciamo che un insegnante non funziona. Che è un matto, che è un incapace". Soli, con le mani legate. Una posizione poco invidiabile. Di Meglio riesce a togliersi più di un sassolino dalla scarpa: "Anche l'ex ministro Fioroni, che ha reistituito gli esami di riparazione non chiamandoli così, dice a sommi capi nella sua circolare: "In costanza di contrattazione sindacale" a voi presidi tocca salvare la scuola...ma mi faccia il piacere". Ultimo e il più paterno pensiero agli studenti."Sanno che ciò che dico è mia ferma convinzione. Pretendo la puntualità ma per primo arrivo in orario. Si alzano in piedi quando entro e non mi passano mai davanti. E se uno sta fumando in cortile e mi vede se la inghiotte. Ma in tutti questi anni non ho mai sospeso nessuno. O forse uno...Loro, i ragazzi, vanno trattati da adulti sapendo che non lo sono. Dando loro ciò di cui hanno bisogno e non ciò che chiedono. Di padri, fratelli, amici, amanti ne hanno un sacco, io sono un'altra cosa. Sono il loro preside". Donata Bonometti bonometti@ilsecoloxix.it 01/05/2008.

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A scuola il caos dei debiti (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-05-05 - pag: 1 autore: Istruzione. Negli istituti superiori il 40% degli studenti dovrà azzerare le insufficienze di giugno A scuola il caos dei "debiti" Pochi fondi e molti affanni su corsi di recupero ed esami a settembre Scuole superiori in affanno. Il trend degli studenti con debiti a giugno si aggira sul 40% del totale. Solo che a settembre – per la prima volta da anni – entrerà nella classe successiva solo chi avrà saldato le insufficienze. L'attivazione delle lezioni estive e degli "esami" finali, voluta dal ministro uscente Fioroni per fermare il trascinamento delle carenze, sta però creando caos, perché le regole ministeriali non sono di facile applicazione e i fondi scarseggiano. E così c'è il preside che vara corsi di recupero per materia e per le 15 ore previste e chi, invece, cerca di risparmiare attivandoli per tempi più stretti o per aree disciplinari. Intanto il Governo in arrivo pensa già al dietrofront. Servizi u pagine 4, 5 e 7 l'articolo prosegue alle pagine 4 5 7.

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Su debiti e recupero il nuovo Governo pensa al dietrofront (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-05 - pag: 7 autore: Su debiti e recupero il nuovo Governo pensa al dietrofront In vista il ritorno agli sbarramenti biennali previsti dalla riforma Moratti Luigi Illiano "Il meccanismo del recupero dei debiti voluto dal ministro Fioroni non va bene. Lo cancelleremo e torneremo agli sbarramenti biennali già previsti dalla riforma Moratti. Poi, punteremo tutto sulla scuola del mattino, dove saranno gli insegnanti ad avere ampia libertà di organizzare forme di recupero che verranno incentivate. Aboliremo anche i corsi pomeridiani, perché portano soltanto enormi costi aggiuntivi ". Valentina Aprea, responsabile scuola di Forza Italia ( Pdl) è perentoria nel rilanciare il modello della riforma Moratti che, d'altra parte per la scuola secondaria resta in vigore e dovrebbe scattare dal primo settembre 2009. E proprio sul versante dei recuperi la legge Moratti interveniva secondo lo scenario descritto da Aprea, stabilendo per i percorsi di studio del secondo ciclo una scansione di due bienni più il quinto anno. Con verifiche a ogni biennio per il recupero dei debiti: bocciatura per chi non le supera. In pratica il nuovo ordinamento prevede una riduzione delle ore curriculari settimanali (che oggi in alcuni casi toccano quota 36) con uno spazio per quelle opzionali, secondo lo schema "27+6". Le ore opzionali potranno essere riservate, tra l'altro, alle attività dedicate ai recuperi o alle eccellenze. Meccanismo che, nelle intenzioni, dovrebbe favorire l' autonomia delle scuole. è chiaro che l'efficacia del modello potrà essere verificata soltanto dall'applicazione concreta. I corsi di recupero di oggi, quindi, avrebbero i giorni contati. Notizia che molti presidi accoglieranno con favore, a giudicare dalle difficoltà organizzative che hanno dovuto fronteggiare in quest'anno scolastico. Va detto però, che, in generale, la reintroduzione degli sbarramenti è stata accolta con favore da dirigenti, insegnanti e da moltissime famiglie, perché ha messo fine al paradosso di studenti che si presentavano, ad esempio, alla maturità classica con insufficienze in greco e latino. E proprio la discontinuità, in atto da quest'anno, lascia ipotizzare che le bocciature aumenteranno. In attesa dei cambiamenti annunciati, sono giorni di fibrillazione nelle superiori, impegnate a misurarsi con il sistema di recupero messo in moto dall'ordinanza ministeriale (n. 92 del 5 novembre 2007) che detta le regole operative alle scuole. Lavoro che ha coinvolto tutti gli organi collegiali degli istituti. E impresa resa ancora più ardua dalle cifre sui debiti accumulati nel primo quadrime-stre: 2 milioni di studenti (il 70%) che hanno riportato 8 milioni di insufficienze, anche se a giugno la percentuale di ragazzi con debiti si dovrebbe attestare, come lo scorso anno, intorno al 40 per cento. Le scuole si sono organizzate secondo i fondi e le flessibilità concesse dal ministero. Consapevoli, in ogni caso, che le 15 ore minime previste per i corsi difficilmente potevano bastare per realizzare un vero recupero. Non a caso è stato facile prevedere l'aumento delle lezioni private. Adesso si lavora per attivare i corsi di recupero estivi per coloro che si ritroveranno col giudizio " sospeso",in vista dell'ammissione alla classe successiva. Non poche le difficoltà. L'articolo 2 dell'ordinanza afferma che"Le attività di recupero costituiscono parte ordinaria e permanente del piano dell'offerta formativa che ogni scuola predispone annualmente ", parole che sembrano in contraddizione con la possibilità offerta ai docenti di aderire su base volontaria ai corsi. In definitiva, i corsi sono "parte ordinaria" e quindi obbligatori per le scuole e facoltativi per gli insegnanti. Poi c'è l'aspetto economico. Il timore di non riuscire ad ottenere i finanziamenti per attivare tutti i recuperi necessari ha spinto moltissimi dirigenti a bloccare quasi del tutto i fondi per i progetti extracurricolari. C'è anche un rischio ricorsi che potrebbe essere alimentato dalla forte burocratizzazione prevista dall'ordinanza. Il testo stabilisce un ampio obbligo di documentazione: qualsiasi decisione va scritta, spiegata, motivata e comunicata tempestivamente ai genitori. E non è un mistero che spesso le cause al Tar si vincono per cavilli procedurali. Infine, l'impossibilità di conoscere l'esito delle verifiche finali, inciderà sulla formazione delle classi per il prossimo anno scolastico. IL MODELLO Si punterà al controllo delle conoscenze obbligatorio ogni due anni e alla riduzione delle ore curriculari.

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L'illusione del sostegno ex post (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: PRIMA data: 2008-05-05 - pag: 1 autore: TRA RITARDI E BUONE INTENZIONI L'illusione del sostegno "ex post" di Paolo Ferratini I l ritardo nella piena applicazio-ne del decreto Fioroni, comunque necessario, ha generato situazioni paradossali. Non sono rari i casi di ragazzi che in marzo hanno frequentato corsi relativi a temi svolti in novembre, la cui valutazione negativa era stata da tempo superata; oppure di chi, dovendo recuperare molte insufficienze, ha frequentato più corsi pomeridiani, perdendo così terreno negli argomenti trattati la mattina. La tempestività delle azioni, al contrario, è condizione necessaria della loro efficacia. E il sostegno non può essere "ex post". Articolo u pagina 7 l'articolo prosegue in altra pagina.

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I paradossi del sostegno ex post (sezione: Schola)

( da "Sole 24 Ore, Il (Del Lunedi)" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore del lunedì sezione: IN PRIMO PIANO data: 2008-05-05 - pag: 7 autore: ANALISI I paradossi del sostegno "ex post" di Paolo Ferratini A un mese dalla fine delle lezioni, è possibile tentare una prima valutazione sull'efficacia del nuovo meccanismo per assolvere i "debiti" scolastici. Un percorso non ancora concluso: occorre attendere gli scrutini di giugno per sapere quanto le attività di sostegno abbiano giovato; e solo all'inizio del prossimo anno potremo stilare un bilancio definitivo. La norma nasce dalla necessità di arginare un'evidente deriva, nel rigore e nella coerenza della valutazione degli apprendimenti, che da anni si era manifestata nelle scuole secondarie. Il regime precedente, non prevedendo tempi certi per il recupero dei debiti, aveva favorito il diffondersi di una prassi assolutoria per cui solo uno studente su quattro, fra chi era stato promosso con debito, lo saldava nell'anno successivo. Che fosse urgente intervenire – e che dunque bene abbia fatto il ministro a metterci mano – è incontestabile. Ma il difetto della norma precedente non stava nella dilatazione dei tempi di assolvimento del debito, bensì nella mancanza diogni reale certezza che questo venisse assolto. Uscendo dalla metafora creditizia e guardando il processo di apprendimento per quello che è, il vero problema non è quando, ma se e come si raggiunge un livello sufficiente di preparazione rispetto alle competenze previste in ogni disciplina. La scelta di Fioroni è stata volta a coniugare certezza e contrazione temporale, nel convincimento, forse non del tutto infondato, che nella percezione comune le due cose coincidano. La pubblicazione dei dati sulle insufficienze nel primo quadrimestre (in media, il 70% degli studenti ne ha riportato almeno una) ha suscitato allarme. A parte la confusione lessicale, favorita anche dai media, circa la natura di queste insufficienze, scambiate per "debiti" (tali diventeranno solo se confermate a fine anno), va ricordato che i numeri, nel caso delle valutazioni intermedie, dicono poco. In linea di massima, l'esperienza insegna che a giugno le insufficienze si dimezzano: spesso il voto negativo del primo periodo, soprattutto se isolato e non grave, è poco più che una segnalazione a studenti e famiglie. A dispetto di ciò, decreto e ordinanza vincolano le scuole a organizzare "interventi didatticoeducativi di recupero per gli studenti che (negli scrutini intermedi) abbiano presentato insufficienze in una o più discipline, al fine di un tempestivo recupero delle carenze rilevate". Dinanzi a tale tassatività, le scuole hanno predisposto una batteria di interventi che sembrerebbe saggiamente differenziata. Nel 25% dei casi hanno puntato sul recupero individuale dei ragazzi, scegliendo di sostenere il 45% delle situazioni di difficoltà nell'ambito dell'orario curricolare e solo per il 30%, di norma nelle materie fondamentali e di indirizzo, hanno attivato corsi di recupero pomeridiani. Non vi è dubbio che, nell'anno di prima applicazione, abbia pesato il doppio ritardo, dell'ordinanza e delle risorse, giunte alle scuole solo in gennaio. Resta tuttavia il fatto che lo sfasamento di tempi tra l'accertamento della lacuna e l'intervento di recupero genera situazioni paradossali. Tutt'altro che rari i casi di ragazzi che in marzo hanno frequentato corsi relativi a temi svolti in novembre, sui quali la valutazione negativa era stata da tempo superata; oppure, che è più grave, di chi, dovendo recuperare molte insufficienze, ha frequentato più corsi pomeridiani, perdendo nel frattempo terreno negli argomenti trattati la mattina, col risultato di prendere un "sei" nella prova conclusiva del recupero e di accumulare dei "quattro" nel secondo quadrimestre, magari nella stessa disciplina. La tempestività delle azioni è condizione necessaria della loro efficacia. Alle scuole va garantita maggiore libertà nell'organizzare gli interventi e, soprattutto, certezza di risorse disponibili. Dall'anno prossimo non ci saranno più alibi. PROBLEMI DI CALENDARIO Sono frequenti i casi di ragazzi che in marzo affrontano lacune maturate mesi prima e già superate.

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SCUOLA: COBAS, IL 9 SCIOPERO E MANIFESTAZIONE A ROMA (sezione: Schola)

( da "KataWebFinanza" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

(AGI) - Roma, 5 mag. - Sciopero generale e manifestazione nazionale davanti al ministero della Pubblica istruzione (ore 9,30) in viale Trastevere. E' la forma di protesta scelta per venerdi' 9 maggio dai Cobas della scuola che chiedono il ritiro immediato dell'ordinanza ministeriale 92: ordinanza che - secondo il portavoce nazionale, Piero Bernocchi - "introduce recuperi-farsa che ridicolizzano la scuola, mette a rischio la formazione degli organici, impone lavoro gratuito agli ata, lede il diritto alle ferie". "Basta con la scuola cialtrona", e' lo slogan adottato per l'iniziativa. "Si massacrano gli organici - lamenta Bernocchi -, con migliaia di classi e posti di lavoro eliminati, l'aumento del numero di alunni per classe, il mancato sostegno all'handicap. Pochi giorni prima della disfatta elettorale del centrosinistra, il ministro Fioroni ha voluto umiliare ulteriormente la scuola pubblica, introducendo in extremis nell'esame di terza media una prova Invalsi a quiz, non per valutare le conoscenze degli studenti ma per imporre un assurdo criterio di classificazione di scuole e docenti. Infine, docenti ed ata sono derubati del diritto di assemblea per impedire loro di organizzarsi contro il catastrofico degrado della scuola pubblica". "La scuola-azienda di Berlinguer-Moratti-Fioroni - conclude il portavoce del sindacato - e' fallita: ha demolito l'impianto unitario della scuola, banalizzato il lavoro di docenti e ata, immiseriti con stipendi da fame, prodotto ignoranza. Solo con la piu' ampia lotta unitaria possiamo salvare la scuola pubblica". 05/05/2008 - 11:57.

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Città: Scuola, lavoro e sviluppo del territorio I compiti delle Regioni (sezione: Schola)

( da "Sannio Online, Il" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Pubblicato il 05-05-2008 I percorsi di cambiamento che interessano la scuola italiana sono influenzati solo marginalmente dalle riforme introdotte nel decennio 1997-2007; sono tutti figli della più consistente tra le riforme; sono figli dell'autonomia degli istituti scolastici! I percorsi di cambiamento che interessano la scuola italiana sono influenzati solo marginalmente dalle riforme introdotte nel decennio 1997-2007; sono tutti figli della più consistente tra le riforme; sono figli dell'autonomia degli istituti scolastici! Le due riforme approvate, e solo parzialmente attuate, nell'ultimo decennio le cosiddette riforme "Berlinguer-De Mauro" del 2000 e "Moratti"del 2003 prendono, entrambe, a ben guardare, le mosse dall'autonomia, ne valorizzano e ne sviluppano aspetti diversi in direzioni opposte, almeno nelle prospettive. Il ministro Fioroni, con le indicazioni del 2007, ha invece scelto di non porre una terza riforma; ha preferito piuttosto intervenire nei concreti dispositivi dell'ordinamento scolastico; dispositivi di legge non ancor attuati. Per correggerne e sostituirne specifiche parti In proposito, assumono un rilievo significativo alcune sceltealcune grandi opzioni segnanti il complessivo sistema formativo: la prima riguarda l'innalzamento di due anni dell'obbligo scolastico (e non genericamente formativo, come in precedenza), la seconda riguarda la natura dei percorsi di insegnamento degli istituti tecnici e professionali. Ora?su quali punti si propone una riflessione? Su alcuni punti che sembrano, appaiono cruciali! Le prospettive, gli sbocchi della scuola secondaria; il collegamento tra istruzione professionale e mondo del lavoro; i bisogni formativi dei docenti e il ruolo dell'università. Quali sbocchi per la scuola secondaria superiore? La scuola secondaria di secondo grado, nel processo di ristrutturazione del sistema scolastico, rappresenta da sempre il nodo più difficile da sciogliere. Perché? Perché?.in essa è presente la doppia valenza della "terminalità" e della "propedeutícità" agli studi universitari. La decisione sul grado di terminalità ha segnato, a partire dagli anni '60, tutti i tentativi di riforma della secondaria superiore. Anche i suoi ripetuti fallimenti! La doppia valenza dei percorsi di studio terminali o propedeutici si presenta soprattutto negli istituti tecnici. Da una parte costituiscono il segmento formativo più aperto alla realtà extrascolastica e alle sue trasformazioni e per questo, ai fini dei percorsi formativi, sono funzionali alle esigenze rappresentate dal mondo del lavoro, dal mondo della produzione; dall'altra rappresentano quasi un terzo del totale degli iscritti all'università; il 30,8% nell'anno accademico 2005/2006. Anche i licei e gli istituti professionali e d'arte conoscono questo dilemma. In forma assai più attenuata! Da dove nasce l'ambiguità? Ha origini lontane; scaturisce dalla modalità stessa con cui si è costituito il sistema formativo in Italia; nasce, non potrebbe essere altrimenti, dalla volontà del mondo della scuola di fornire una risposta sollecita a precise esigenze del mondo del lavoro. Non solo! Anche ad esigenze di vita delle persone e dei cittadini! Come risolvere il problema della ambivalenza della SMS? Meglio come risolvere, come comporre il diritto ed insieme il dovere di svolgere un lavoro, come dice la nostra Carta Costituzionale, con il diritto di sapere, di conoscere, con il diritto di cittadinanza? Diritti, parimenti, sanciti, con uguale enfasi, dalla Carta Costituzionale? La soluzione del problema può venire anche in questo caso dall'autonomia! L'autonomia da una parte permette un'articolazione del sistema formativo costruita, nella cornice delle linee nazionali dei "curricoli" e si rapporta dall'altra con gli Enti Locali e altri soggetti istituzionali, economici, culturali, di volontariato e di solidarietà. Si incarica, insomma, di segnare in modo flessibile la linea di separazione tra licealità e terminalità; di superare la rigida predefinizione. Tutto ciò è possibile? Come? Ecco! Per rispondere al "Come" sforziamoci di leggere le pagine più significative della storia del nostro sistema scolastico. Le trasformazioni del mercato del lavoro hanno prodotto negli anni '70 e '80, in varie Regioni d'Italia, innovazioni autonome progettate dalle scuole utilizzando le indicazioni del decreto legislativo n. 419 del 1974. Si è verificato, in particolare, allora, un fenomeno utile a comprendere anche le dinamiche odierne; allora si formalizzarono proposte curricolari legate strettamente alle esigenze del mondo del lavoro; spesso caratterizzate da veri eccessi di localismo. Si rilevò, subito, che l'approfondimento di uno specifico ambito lavorativo, magari derivante da spinte settoriali di imprese del territorio entrava, in realtà, in conflitto con le contemporanee riflessioni pedagogico-formative, che guardavano a una formazione flessibile, centrata sui presupposti di base della professionalità e della cittadinanza; si rilevò subito che una preparazione troppo specifica e troppo "tagliata" su misura di richieste immediate, delle richieste solo aziendali, in prospettiva, nella successiva evoluzione del mondo del lavoro e delle connesse trasformazioni sarebbe diventata rapidamente obsoleta. Ne derivarono curricoli molto frammentati, ottenuti con una logica non diversa da quella che aveva influenzato la nascita di molti indirizzi dell'istruzione tecnica e ancor più di quella professionale. Competenze che, rispetto alle trasformazioni del lavoro, avvizzivano troppo presto. Non solo! Ma non formavano a pieno il cittadino! Perché tutto ciò? Perché le professioni si venivano modificando in profondità, in risposta a un'attenzione che si spostava dal prodotto al processo, dall'esecuzione alla programmazione e al controllo. Diventava centrale, nella definizione delle professionalità, la competenza progettuale, il controllo di eventi dotati di margini di imprevedibilità, la disponibilità al cambiamento, le capacità di decisione autonoma. Quali le conseguenze? Qualità un tempo riservate a ristretti gruppi di vertice nelle organizzazioni aziendali, venivano assegnate, per ragioni di efficienza, alle maestranze. A lavoratori esterni ai gruppi di vertice! Da qui i cambiamenti! Gli attuali programmi dell'istruzione tecnica, infatti, sono oggi il risultato di quella stagione di sperimentazioni. Sicché una domanda si impone! Allora come ora! Quale è il ruolo del "locale" nella formazione? Si ripresenta in questi anni, in forme nuove, la stessa esigenza di collegare strettamente i curricoli dell'istruzione tecnica e professionale alla realtà economica e produttiva dei territori. Senza negare le esigenze di formare l'uomo ed il cittadino! Come fare? Il centro-destra ritiene necessario destinare, già all'inizio del secondo ciclo, metà del sistema formativo complessivo a questo tipo di formazione. Il Centro-sinistra esclude ogni riproposizione del modello duale che si concretizzerebbe inevitabilmente nella creazione di un canale dello svantaggio scolastico. Una soluzione di mediazione tra i due impianti è stata conseguita con l'accordo raggiunto il 19 giugno 2003 all'interno della Conferenza Stato-Regioni. L'accordo prevede l'attuazione di percorsi sperimentali di istruzione-formazione sulla base di protocolli d'intesa, sottoscritti alla fine del 2003 da tutte le Regioni con il Ministero della Pubblica Istruzione dell'Università e della Ricerca Scientifica e con il Ministero del Lavoro. Questi percorsi, di durata triennale, sono tuttora attivi e frequentati da oltre 70mila giovani; prevedono il conseguimento di una qualifica professionale. Non solo! Contribuiscono a formare l'uomo ed il cittadino! I successivi accordi della Conferenza Stato-Regioni, sul punto, hanno riguardato la definizione degli standard formativi minimi relativi alle competenze di base e a quelle tecnico-professionali. Il Governo Prodi ha in qualche modo accolto questa posizione di mediazione fra le esigenze in campo; l'ha recepita nell'ordinamento con il comma n. 622 della Legge finanziaria per il 2007, innalzando a 16 anni l'obbligo di istruzione. La Finanziaria 2007 prevede che,"nel rispetto degli obiettivi di apprendimento generali e specifici" di cui ai curricoli nazionali possono essere concordati tra il Ministero della Pubblica Istruzione e le singole Regioni "percorsi e progetti che, fatta salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche, siano in grado di prevenire e contrastare la dispersione e di favorire il successo nell'assolvimento dell'obbligo di istruzione". Il problema della IFP costituisce uno dei nodi lasciati irrisolti dalla riforma costituzionale del Titolo V della Parte seconda. Lo è tuttora! L' articolo 117 della Costituzione novellata riserva alla competenza esclusiva dello Stato con il comma 2 lettera n le "norme generali sull'istruzione" ; con il comma 3, alla competenza concorrente fra Stato e Regioni "l'istruzione, salva l'autonomia delle istituzioni scolastiche e con esclusione dell'istruzione e formazione professionale". In questo contesto risulta pertanto decisiva per garantire l'unitarietà del sistema, la competenza statale prevista dallo stesso articolo 117, alla lettera m) del secondo comma, volta a determinare i " livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali che devono essere garantiti su tutto il territorio nazionale", tra i quali rientra anche l'istruzione e la formazione fino al diciottesimo anno d'età. Nel master plan deciso dalla Conferenza Stato-Regioni, entro il primo settembre 2009 le Regioni dovranno aver completato la predisposizione delle condizioni per l'esercizio delle funzioni loro attribuite dal Titolo V della Parte seconda della Costituzione. Con le decisioni regionali...forse saremo alla fine di un percorso durato un cinquantennio! Forse saremo in una fase che consentirà agli italiani di liberarsi di un fantasma che ha segnato discussione, difficoltà, divisioni. Forse sta per finire un periodo difficile ma non improduttivo della storia della scuola italiana! Infine. Quale la formazione dei docenti? Un importante contributo dell'università alla formazione dei docenti piùspecificamente al mondo dell'istruzione tecnico-professionale potrà venire dalla costituzione di "poli" tra gli istituti tecnici e gli istituti professionali, tra le strutture della formazione professionale accreditate, gli istituti tecnici superiori. Si possono plausibilmente attendere contributi a partire da forme di attenzione e di partecipazione, con particolare riferimento ai percorsi di Istruzione e formazione superiore integrata (IFTS), destinati a giovani diplomati o a persone già occupate che intendono riqualificarsi, e finalizzati a formare tecnici superiori destinati a svolgere lavori di alto contenuto di conoscenza. Questi corsi devono integrare, con la supervisione scientifica dell'università, le risorse della scuola e di soggetti del mondo del lavoro. È necessario, allora, sollecitarne la progettazione e la realizzazione "a quattro mani": università, scuola secondaria di secondo grado, sistema produttivo, enti locali. Alcuni processi in atto nella scuola italiana possono contribuire a innescare un cambiamento capace di toccare gli snodi cruciali della formazione professionale. In particolare, l'autonomia, come detto, può offrire un contributo efficace alla soluzione dei problemi, in quanto permette un'articolazione del sistema formativo costruita, nel quadro delle linee nazionali dei curricoli, epperò, in rapporto con il territorio. Ne possono derivare inoltre, lo si ripete, apporti preziosi per segnare in modo flessibile la linea di separazione tra licealità e terminalità che non può essere predefinita compiutamente a monte. In conclusione?le possibilità di evoluzione offerte dall'autonomia, di cui peraltro, come visto, esistono già alcuni esempi, non esimono però dal compito di trovare definizione per tutti gli aspetti del sistema formativo attualmente sospesi, a partire da quelli, ancora irrisolti al più alto livello istituzionale, relativi alle competenze che la Costituzione assegna allo Stato e alle Regioni. Il primo settembre 2009 non è lontano: non si può giungere a questa scadenza senza avere sciolto i numerosi nodi lasciati aperti dalla riforma del Titolo V della Parte seconda della Costituzione e dalle due riforme incompiute tra le quali oggi la scuola cerca faticosa mente di tracciare il proprio cammino. Giovanni Zarro.

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Retroscena/ D'Alema isolato e sconfitto nel Pd pag.1 (sezione: Schola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)

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Retroscena/ D'Alema isolato e sconfitto nel Pd Lunedí 05.05.2008 14:30 --> L'impressione tra i veltroniani è che D'Alema voglia lentamente tentare di modificare la strategia del segretario, reo di aver riportato il Cavaliere a Palazzo Chigi. L'ipotesi è quella di un accordo che vada dall'Unione di centro fino a quella parte dell'Arcobaleno che non intende tornare alla falce e martello. Ma la strada è tutta in salita. Nel Partito Democratico, infatti, le posizioni di D'Alema non fanno breccia e risultano pressoché isolate. I prodiani di Rosy Bindi e di Arturo Parisi, comunque minoranza della minoranza, vedono l'Udc come il fumo negli occhi e prima di tornare ancora con i post / neo-comunisti vogliono riflettere a lungo. I fassiniani, pochi, restano in stand-by e per il momento non intendono intraprendere una guerra con il leader. Enrico Letta e la sua pattuglia di fedelissimi sono ormai sempre più vicini all'ex primo cittadino della capitale. Ma il vero colpo di scena - il vero schiaffo per l'ex presidente della Quercia - arriva dai popolari della Margherita. Overro gli uomini di Franco Marini e Beppe Fioroni, che in molte occasioni hanno stretto alleanze proprio con i dalemiani. La componente cattolica ex diellina non intende assolutamente riaprire il dialogo e il confronto con i vari Diliberto, Migliore, Pecoraro, etc... E soprattutto considera Casini un pericolo, in quanto l'Udc potrebbe sottrarre agli eredi del PPI il legame con la Chiesa e soprattutto con le gerarchie vaticane.

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Contro il caro-libri in campo l'Antitrust (sezione: Schola)

( da "Italia Sera" del 05-05-2008)

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Politica Interna Contro il caro-libri in campo l'Antitrust L'Antitrust ha messo un argine al caro libri. Dopo aver chiuso l'istruttoria sull'editoria scolastica per presunte violazioni alla concorrenza, il garante ha accettato l'impegno preso dagli editori di promuovere nuove edizioni multimediali e libri a prezzo ridotto. Gli editori dovranno inoltre mettete a disposizione degli insegnanti una banca dati gratuita per confrontare i diversi prodotti, con l'intero elenco dei libri di testo in commercio per ogni singola materia, le informazioni su autore, editore, prezzo e recapito dell'editore. In questo modo si amplia la possibilità di scelta autonoma da parte degli insegnanti, riducendo il ruolo dell'attività promozionale degli editori, e si consente una migliore visibilità anche alle case editrici di minori dimensioni. Facilitando inoltre il lavoro dei docenti delle scuole superiori che per la prima volta si trovano a dover fare i conti e rispettare i tetti di spesa introdotti dal ministro della Pubblica istruzione Giuseppe Fioroni. L'istruttoria dell'Antitrust era stata aperta lo scorso settembre nei confronti dell'Aie, Associazione italiana editori, e successivamente era sta estesa a nove case editrici. Le stesse hanno preso l'impegno, reso vincolante dal garante, di fornire informazioni necessarie ai docenti per un confronto aperto sulla scelta dei libri di testo. Già a partire dai prossimi giorni gli insegnanti delle scuole secondarie potranno accedere gratuitamente, tramite apposita password, all'intero elenco dei libri di testo in commercio con tutte le informazioni correlate. Da adesso in poi la consultazione sarà possibile ogni anno, a partire dal 5 aprile. Tutte le case editrici (Rcs Libri, Zanichelli, Mondadori Education, Pearson Paravia Bruno Mondadori, De Agostini, Capitello, Sei, Giunti Scuola e Principato) si sono inoltre impegnate a offrire strumenti didattici innovativi, abbinati ai libri o proposti separatamente per favorire un contenimento della spesa delle famiglie. La maggior parte degli editori sfrutterà gli strumenti informatici per trasferire su supporto digitale una parte dei contenuti oggi diffusi solamente su carta, così da ridurre la foliazione dei testi stampati e, conseguentemente, una riduzione dei costi di produzione. I risparmi così ottenuti potranno tradursi in un contenimento dei prezzi di copertina, a beneficio dei consumatori. Edizione n. 898 del 05/05/2008.

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FRANCIA/ LA MAREA DELLE RIFORME SARKOZY; POCHE CONCLUSE (sezione: Schola)

( da "Virgilio Notizie" del 05-05-2008)

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FOCUS -2- postato fa da APCOM ARTICOLI A TEMA Altri Parigi, 5 mag. (Apcom) - Il governo vuole anche liberalizzare la possibilita' per i pensionati di svolgere un'altra attivita' a tempo parziale e aumentare progressivamente l'eta' a partire dalla quale il lavoratore anziano che perde il posto non dovra' piu' cercare occupazione per avere diritto alla pensione. Abbandonata invece perche' bocciata dalle parti sociali la promessa di un contratto di lavoro unico. Il governo si e' infine impegnato a tradurre in legge la riforma della rappresentativita' sindacale (che sara' vincolata in futuro ai risultati delle elezioni professionali). FRONTE ISTITUZIONALE E ORGANIZZAZIONE DELLA COSA PUBBLICA Sarkozy aveva promesso un governo con solo 15 ministri, nel quale uomini e donne fossero presenti in ugual numero. Il governo di Francois Fillon però conta ben 37 membri (15 ministri, 21 sottosegretari e un alto commissario), di cui 13 donne. La legge sulla riforma delle istituzioni, in Parlamento dal 20 maggio, prevede tra l'altro l'adozione congiunta tra governo e Parlamento dell'ordine del giorno di quest'ultimo, la limitazione del ricorso ai decreti d'urgenza, la riduzione a due del numero dei mandati presidenziali consecutivi e la revoca del divieto fatto al presidente di esprimersi davanti al Parlamento. Sul fronte della scuola e dell'istruzione, la fine della 'carta scolastica', che vincolava la scuola frequentata al quartiere di residenza, promessa da Sarkozy dovrebbe essere effettiva nel 2010, mentre e' avviata la riforma del programma delle elementari del ministro Xavier Darcos, che punta a ridurre di meta' i 'fallimenti scolastici' entro il 2012 concentrandosi sui 'fondamentali'. Approvata inoltre la fine del sabato a scuola: gli scolari francesi saltano ora il mercoledì, il sabato e la domenica. La riforma delle universita' ha introdotto il principio di autonomia degli atenei, mentre parte dei proventi della privatizzazione parziale di Gaz de France (5 miliardi di euro) sono stati destinati alla modernizzazione e alla riabilitazione delle universita'. Sospeso anche per mancanza di fondi l'annunciato 'piano Marshall' per le 'banlieues' piu' disagiate. Un piu' modesto piano 'Speranza banlieue' presentato a marzo prevede tra l'altro il rafforzamento della presenza di poliziotti nei quartieri, la creazione di istituti scolastici di eccellenza e una maggior diffusione dei servizi pubblici. Sul fronte giudiziario, oltre alla riforma della 'carta giudiziaria', e' stata approvata la controversa legge che introduce le pene minime di reclusione per i delinquenti recidivi, mentre l'ancor piu' controversa 'detenzione di sicurezza' che dovrebbe seguire la pena detentiva vera e propria per i detenuti presunti pericolosi, seppure approvata, non potra' entrare in vigore prima di una quindicina d'anni a causa della parziale abrogazione della legge che la introduce da parte del Consiglio costituzionale. Sul fronte dell'ambiente, Sarkozy ha convocato a ottobre il 'Grenelle dell'ambiente', cui hanno partecipato i principali protagonisti del settore (politici, ong, imprese). ma i frutti della riunione fanno fatica a farsi sentire: le proposte del 'Grenelle' sono attualmente all'esame del Consiglio economico e sociale. I deputati hanno invece approvato la legge sugli organismi geneticamente modificati (OGM). FROTNE INTERNAZIONALE Sul fronte dell'immigrazione, Sarkozy ha creato come promesso un ministero apposito e il suo titolare, Brice Hortefeux, ha quasi raggiunto le quote di espulsioni (25.000) fissate per il 2007. A ottobre poi il Parlamento ha adottato una controversa legge che consente i test del DNA per i casi di raggruppamento familiare. Per quanto riguarda la politica estera ed europea, Sarkozy puo' rivendicare il successo del Trattato europeo semplificato, da lui proposto e adottato a dicembre a Lisbona. Il presidente ha lanciato il progetto di Unione per il Mediterraneo che dovebbe associare i paesi della riva sud del 'mare nostrum' all'Unione europea e ha promesso la fine della 'Francafrique', la collusione tra Parigi e i regimi corrotti delle ex colonie francesi in Africa; ma, su questo versante, non ci sono state novita' di rilievo.

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La scuola della Ricostruzione (sezione: Schola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 05-05-2008)

Argomenti: Scuola

Lunedí 05.05.2008 12:17 --> di Luciano Nicastro filosofo e sociologo Si succedono i Governi (Berlusconi, Prodi, Berlusconi), ma la "questione Scuola" continua a non trovare uno spazio di attenzione prioritaria né un tempo programmato di risoluzione condivisa nella politica. La lunga notte della Scuola Italiana così continua ancora a far parlare di sé nei tanti fatti quotidiani di devianza giovanile alla quale ci stiamo abituando. Si è arrivati ad una vera empasse istituzionale perché ci si ostina a non sciogliere i nodi culturali e politici del sistema scolastico che riguardano da un lato il tentativo, incoerente e contraddittorio, di far convivere, nella legislazione e nella prassi, il liberismo scolastico nella Scuola Statale e la libertà di scelta educativa solo a parole in un canale non statale, la cosiddetta "scuola privata", laica o religiosa, che senza regolari finanziamenti pubblici vive di stenti in modo separato, alternativo ed estraneo. Dall'altro continua di fatto il centralismo ministeriale e locale (regionale, provinciale ) come controllo pervasivo e limitante a priori, come gestione verticistica di tutto ciò che riguarda la vita quotidiana ed ordinaria della Scuola, mediante gli atti di imperio delle continue circolari ministeriali che come è noto - hanno inopinatamente assunto forza di legge a fronte di finanziamenti incerti e inadeguati al normale funzionamento ed in presenza di un patrimonio di edilizia scolastica fatiscente da rinnovare e dotato di insufficienti infrastrutture didattiche funzionanti. E' iniziata ora la nuova legislatura Repubblicana con l'elezione dei Presidenti del Senato e della Camera dei Deputati ed è stata invocata una nuova stagione politica e parlamentare "costituente" (Schifani) ed una storica pacificazione nazionale dell'Italia e degli Italiani (Fini) affidando al giudizio storico sia il totalitarismo fascista "italiano" che il totalitarismo comunista "sovietico" ma riverdendo le radici "antifasciste" della festa del 25 Aprile e "lavoriste" del I Maggio come fatto costituzionale e non rituale senza indulgere a culture revisionistiche e politiche unilaterali e di parte che finiscono per avere il sapore della rivincita e per annunciare nubi sull'orizzonte democratico del Paese. Gli Italiani hanno bisogno di una Patria Comunità di valori fondanti condivisi e non di un compromesso storiografico, costruito con pasticciati e disinvolti revisionismi. Ripartiamo dalla Scuola. In Italia, dal Sud al Nord, c'è un bisogno diffuso ed oggettivo di un'"altra" Scuola, di un salto di qualità della didattica e della ricerca, in un quadro di libertà effettiva e responsabile della sua funzione educativa e sociale e della sua capacità di socializzazione politica. Le riforme "dall'alto" (di Destra, di Sinistra e di Centro!) sono fallite. Il tempo dei Ministri "tutto fare" e interventisti deve finire. Bisogna percorrere "un'altra via" per riportare più serietà, severità, merito e rigore negli studi, nella didattica e nella ricerca a partire da un quadro normativo di socializzazione democratica, professionale e morale dei docenti e dei discenti. Rinnovare la Scuola e non solo riformare le riforme precedenti deve essere " la prima questione" dell'Agenda politica non tanto del Governo quanto del Parlamento Nazionale. Lo esige come dovere primario la Società civile, come capitale sociale e morale delle famiglie, degli educatori e dei giovani delle nuove generazioni che salgono. Lo pretende la libertà della ricerca e la responsabilità della cultura. Il vizio "italico" di pensare in buona sostanza che " la Scuola la facciano i Ministri e non i Maestri" non si è ancora estinto. Non si può continuare a riformare e a governare il sistema scolastico a colpi di circolari o di annunci dei vari Ministri della P. I. di turno, la didattica, la metodologia della ricerca, l'Esame di Stato o il tipo di scuola dell'obbligo. Il principio di sussidiarietà deve essere garantito ed applicato, per rispetto della libertà di insegnamento, dai Ministri della P.I. e dell'Università. Ci vuole un nuovo corso che dall'interno e dal basso cambi il costume della nostra Scuola ai vari livelli, riordinando e qualificando le sedi di controllo di merito.

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