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PRIVILEGIA NE IRROGANTO     di  Mauro Novelli         

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DOSSIER “SCUOLA”

 

 

 

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Report "Scuola"   5-3-2009


Indice degli articoli

Sezione principale: Scuola

Mondovì, al professionale 2 alunni volevano evitare l'interrogazione ( da "Stampa, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: voluta dal ministro Gelmini, del voto in condotta, che fa media con gli altri giudizi. I 5 sono stati pochi, ma vengono applicati come vuole il ministero. Maria Antonia Debernardi, preside dello Scientifico e reggente al «Garelli-Bellisario» di Mondovì: «Due 5 in condotta al Vasco, qualcuno in più nella scuola professionale.

[FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Probabilmente è la parola bozza a continua... ( da "Stampa, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Istruzione Maria Stella Gelmini ancora ieri attribuiva le accuse nei suoi confronti al frutto di strumentalizzazioni. Certo è che gli spunti di timore ci sono e i ritardi nel dissiparli non fanno che irrobustirli. Nell'attesa, i sindacati Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda degli insegnanti, convintissimi che i tagli di personale ci saranno e sostanziosi (

Il Pd e i sindacati: garantire un assegno ai precari che perderanno la cattedra ( da "Cittadino, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Intanto il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato che è in dirittura d'arrivo la prima ricognizione del precariato nei settori di scuola, università e ricerca: «Entro un mese, un mese e mezzo avremo una ricognizione precisa e un paniere di possibili risposte ad una vera e propria piaga sociale».

Curiosa iniziativa dei gestori dei negozi All Cinema: un noleggio in omaggio ai soci dell'Avis per ogni prelievo ( da "Cittadino, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Alberto Cremonesi, Diego Fornaroli, Andrea Franchi, Mariangela Gelmini, Giudseppe Gorgoni, Pierantonio Granata, Mario Livraghi, Andrea Losi, Luigi Madonini, Stefano Magnani, Giovanni Monteverdi, Gabriele Moroni, Giovanni Nichetti, Giulia Pagani, Luigi Pietta, Giuliano Premoli, Monique Saltzmann e Simona Zuccotti.

Il Pd: Scuola, serve un assegno ai precari rimasti senza lavoro ( da "Giornale di Brescia" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha annunciato che è in dirittura d'arrivo la prima ricognizione del precariato nei settori di scuola, università e ricerca. Parlando al centro dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Frascati (Roma), Gelmini ha detto che «entro un mese, un mese e mezzo avremo una ricognizione precisa sul precariato nei tre comparti e un paniere di possibili risposte ad una vera e propria piaga

una sola parola, sicurezza - massimo nardin ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: nel Padovano sta montando la rivolta contro il ministro alla Pubblica istruzione Gelmini. «La riforma della scuola è un argomento bollente, che coinvolge tutte le famiglie. Non è un caso che il dissenso lieviti a destra e a sinistra. Da tempo la Cisl rivendica che in Veneto abbiamo una situazione di organici diversa in ambito di scuole elementari rispetto al Paese.

l'alt ironico dei sindacati bel regalo in vista dell'8 marzo ( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini prima hanno tentato di imporre il maestro unico, e poi il drastico ridimensionamento della scuola a tempo pieno che toglie ai genitori che lavorano il fardello di trovare qualcuno che pensi ai loro figli durante l'orario di lavoro. «E' chiaro che l'annuncio ad effetto del ministro Sacconi è del tutto strumentale e ha il solo obbiettivo di fare cassa sulle spalle delle donne

Scuola, maestre volontarie contro i tagli ( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La riforma Gelmini porterà a una rivoluzione del quadro orario delle elementari. La preside: «Risparmio per istituto e famiglie» Scuola, maestre volontarie contro i tagli Tre insegnanti andranno in pensione, «arruolate» per i pomeriggi didattici CARBONERA.

Scuola, lettera aperta ( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come anche gli insegnanti di sostegno, ancor prima della riforma Gelmini. Adesso che la compresenza è stata abolita,... mai ci stancheremo di dire che, anziché tolta o ridotta, andava invece potenziata costituendo un'indispensabile risorsa per il recupero scolastico e l'individualizzazione dell'insegnamento.

il ritorno degli scontri politici ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Complice prima la riforma Gelmini e i ricercatori, poi la giornata del ricordo delle Foibe e ora il prossimo convegno sulla bioetica e l'inaugurazione dell'anno accademico. Il 10 febbraio scorso, per impedire che gli iscritti a Forza Nuova deponessero una corona di fiori vicino al cortile antico del Bo per ricordare Norma Cosetto,

su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: (Enrico Albertini) GELMINI AL MARCONI. L'assessore Piron sfida la Donazzan a discutere pubblicamente dell'abolizione del tempo lungo. «L'assessore regionale evita il confronto sul tema nonostante le migliaia di firme inviate dai genitori colpiti dalla riforma», accusa l'assessore alle Politiche scolastiche.

torre, l'ugl attacca l'assessore piron per i ragazzi lo sport è un diritto ( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: del ministro Gelmini, vista la difficile situazione», puntualizza il sindacalista. Che prosegue: «Ci chiediamo però quali siano i parametri di valutazione di Piron, e cosa sia da considerarsi "scontato" o cosa invece sia "straordinario" ai suoi occhi. Ecco, secondo noi, il diritto di svolgere l'ora di educazione fisica nelle scuole elementari pubbliche non è una cosa straordinaria,

scuola fvg, 1.200 posti a rischio: domani sit in flc-cgil contro i tagli ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: scuola che si prevede affluiranno a Trieste da tutte le province per chiedere alla Regione di arginare gli effetti della riforma Gelmini. «I tali annunciati - spiega Teresa Sarli, della segreteria regionale Flc - sono l'effetto della soppressione delle ore di copresenza nella scuola primaria, legata all'introduzione del maestro unico e dell'innalzamento del rapporto alunni/classi.

i genitori bocciano il maestro unico ( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Pochissimi quelli che hanno scelto le novità introdotte dal decreto Gelmini (24 e 27 ore) Villa (Cgil): «Sugli spot ha vinto il buonsenso» CECINA. Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni alla scuola primaria. Da questo anno i genitori che sono andati nelle segreterie per iscrivere i loro bambini si sono trovati davanti alle novità introdotte dal decreto Gelmini.

scuole senza soldi e senza supplenti - chiaramaria pinna ( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Che dice il rappresentante in Sardegna di Mariastella Gelmini? Qual'è la situazione nell'isola? E come è possibile far quadrare i bilanci quando tutti i dati sembrano solo virtuali e chi si occupa dei conti rischia di finire nei guai? Svolgimento: il responsabile dell'Istruzione in Sardegna, Armando Pietrella butta acqua sul fuoco e raccomanda: «Non create allarme inutile,

cinque in condotta alla figlia, la madre lo contesta ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: come peraltro prevede la norma introdotta a gennaio dal ministro Gelmini) e anticipando di tre mesi gli scrutini. «É un provvedimento illegittimo - afferma la madre - e se non ho ancora fatto ricorso al Tar è soltanto perchè ho scelto di tutelare prima di tutto mia figlia». Eppure, alla fine del primo quadrimestre, quello che il presidente del Consiglio di classe, Anna Maria Zilli,

scuola, assunte 250 maestre precarie - cristina zagaria ( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: spiegano gli assessori alle Politiche Educative scolastiche, Gioia Rispoli, e al Personale Enrica Ammaturo - consentirà il mantenimento e l´estensione del tempo pieno nelle nostre scuole, anche per andare incontro, nei limiti del possibile, ad eventuali difficoltà innescate dal disegno del ministro Gelmini che riduce il tempo pieno».

Udine Il rischio dell'ulteriore innalzamento dell'età pensionabile e le incertezz... ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: età pensionabile e le incertezze della riforma Gelmini. Ecco spiegato il fuggi fuggi di docenti e personale dalle scuole italiane. Un fenomeno diffuso su tutta la penisola e che non risparmia neppure la provincia di Udine. Anzi, a giudicare dai numeri delle richieste di pensionamento arrivate all'ufficio scolastico provinciale si può quasi parlare di un esodo.

Condotta: il cinque è una rarità ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: i dati del ministero dell'istruzione, infatti, hanno sottolineato che il 70 per cento dei ragazzi in pagella aveva avuto almeno un'insufficienza e che in alcuni casi questa insufficienza era relativa al voto di condotta. Non si è detto che l'intera percentuale fosse riferita solo al voto di condotta». Errigo a pagina II

tempo pieno, rivolta anti-gelmini - giuseppe filetto ( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: rivolta anti-Gelmini Migliaia di firme in Provveditorato: "Lo Stato mantenga i suoi impegni" "Al momento dell´iscrizione dei nostri figli abbiamo sottoscritto un impegno, ora il ministro non può tirarsi indietro" GIUSEPPE FILETTO Più di 2.700 firme sono state consegnate da altrettante famiglie alla Direzione Scolastica Regionale.

elementari, genitori sul piede di guerra ( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come funzionerà la scuola voluta dal ministro Gelmini? «Chiederemo un incontro con i dirigenti scolastici per capire quali offerte formative offrono e fino a che punto possono organizzarsi con la propria autonomia» dice Roberto Niccolai del Comitato genitori di Pistoia. Decisione presa dopo l'ultima riunione del comitato per fare il punto sulla situazione scuola.

tagli preoccupanti anche al personale non docente ( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: questo in fondo lo avevano previsto già al tempo delle proteste contro la riforma Gelmini lo scorso autunno. «Stiamo aspettando di avere i dati esatti delle iscrizioni e poi prepareremo un documento comune da mandare al ministero» dice Franco Buralli alla Cgil. «Speriamo dopo questo incontro di comimciare a muoverci - dice Cristina Zini della Cisl - anche con gli altri sindacati».

Elementari, un plebiscito per il tempo pieno di 40 ore ( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro Maria Stella Gelmini: «Le risorse per il tempo pieno ci sono. Anzi, sono state aumentate. Le famiglie saranno accontentate». I sindacati invece sono cauti. La Cisl scuola Lombardia chiede quindi «con forza che la promessa sia mantenuta e che venga garantito per la nostra regione l'organico ma soprattutto le scelte dei genitori».

Piace il 5 in condotta: Un deterrente ( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini. Quindi una carrellata di opinioni, pro e contro, l'introduzione del maestro unico nelle scuole primarie, sulla riforma universitaria e infine sul "5 in condotta". Proprio questo l'argomento di maggior interesse per la platea di uditori: un provvedimentoe che sembra piacere a tanti ragazzi perché ritenuta l'unico deterrente per chi a scuola applica un comportamento scorretto.

Infrastrutture, pronti sedici miliardi ( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini ha annunciato che è in dirittura d'arrivo la prima ricognizione del precariato nei settori di scuola, università e ricerca. Parlando al centro dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Frascati (Roma), Gelmini ha detto che «entro un mese, un mese e mezzo avremo una ricognizione precisa sul precariato nei tre comparti e un paniere di possibili risposte ad una vera e propria piaga

raddoppiano i prof che chiedono la pensione - ilaria venturi ( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: forse più legato alle incertezze della riforma Gelmini e ai tagli previsti in Finanziaria che metteranno la scuola in ginocchio. Le domande di pensione arrivate all´Ufficio scolastico provinciale, secondo quanto riportato dai sindacati, sono concentrate soprattutto alle superiori (149 richieste, di cui 24 part-time) e alle elementari (124 e 11 part-time).

tempo pieno i genitori in rivolta ( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: a causa della riforma Gelmini. In certe scuole mancherebbe persino il personale per controllare i ragazzi durante la mensa. Così il Comitato genitori pistoiesi, formatosi nei mesi scorsi, è sceso sul piede di guerra: «Chiederemo incontri ai dirigenti scolastici». PAVONI in Pistoia I SEGUE A PAGINA

Droga, Cassazione: con la Giovanardi-Fini pene più favorevoli ( da "Adnkronos" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Al via un nuovo portale informativo per le scuole contro l'uso di sostanze stupefacenti, alcol e tabacco. Il ministro dell'istruzione Gelmini: ''Ora è a 12 anni l'età del primo contatto con le droghe'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 07:38

carmignano, è boom per il tempo pieno ( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Anche sul Montalbano le famiglie sparigliano le carte alla Gelmini. Nella riforma del ministro le 24 e 27 ore settimanali (maestro unico compreso) dovevano essere il modello di riferimento per il futuro. Ma in ben pochi lo hanno indicato come prima scelta: diciotto in tutto il Comune, sedici a Seano.

Scelgono tutti 36 ore ( da "Nazione, La (Livorno)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: introdotta dal ministro della pubblica istrizione Maria Stella Gelmini. Due le opzioni per le tre sole classi che si potranno formare secondo la dirigenza scolastica: una classe a 36 ore (tempo prolungato ) e una a 30 ore ( tempo ordinario) a Donoratico e una a 36 ore a Castagneto Carducci. PARTENDO dalla riflessione sul tempo-scuola come momento fondamentale per i nostri ragazzi,

Scuole, frazioni a rischio ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche in relazione alla riforma Gelmini, in procinto di emanazione. Ribadita la volontà di salvaguardare le scuole delle frazioni periferiche, le più interessate da ridimensionamenti. «Dall'analisi dei dati informa l'Amministrazione comunale si rileva innanzi tutto la positività della situazione complessiva, in quanto le scelte delle famiglie hanno riconfermato sostanzialmente l'

È BOOM di richieste per il tempo pieno a scuola. Le iscrizioni per l'an... ( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in seguito alle azioni del ministro Gelmini, prevedono infatti la creazione delle classi sulla base delle 27 ore. Mi auguro che il ministro faccia marcia indietro sugli ingenti tagli anche cambiando questi regolamenti, per garantire ai ragazzi una scuola di qualità. Non si possono educare i giovani senza soldi e solo con la demagogia».

Ata, i tagli sono 137 ( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: di ILARIA TRADITI ANCONA LA FALCE della riforma scolastica Gelmini sta per abbattersi anche sul personale tecnico amministrativo: nella provincia saranno 137 i tagli a settembre, su un organico totale di 2177 Ata, secondo l'elaborazione Flc Cgil. Per ora una simulazione (l'esatta incidenza dei tagli per profilo sarà conosciuta dopo l'emanazione del decreto annuale sull'organico)

Nuova materia: Cittadinanza e Costituzione ( da "Messaggero, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giovedì 05 Marzo 2009 Chiudi Nuova materia: «Cittadinanza e Costituzione» Il ministro Gelmini: a settembre inizierà nelle scuole il corso, un'ora ogni settimana

ROMA - Arriva l'insegnamento della materia "Cittadinanza e Costituzione" destinato a prend... ( da "Messaggero, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come sintetizza il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nella conferenza a palazzo Chigi accanto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - «questa materia non dovrà essere interpretata come se fosse la vecchia educazione civica».

Scuola, in aumento studenti dispersi e docenti precari ( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: il ministro Gelmini ha annunciato «una ricognizione precisa » e un pacchetto di «possibili risposte » entro un mese e mezzo, ma già i numeri del Rapporto parlano chiaro. Dal 1998 al 2007 gli insegnanti a tempo determinato sono aumentati del 121% mentre i loro colleghi in ruolo diminuivano del 3,5 per cento.

QUASI UN PLEBISCITO per il tempo pieno e le 30 ore settimanali, mentre l'opz... ( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: «Le famiglie cesenati hanno respinto con decisione il modello didattico del maestro unico propugnato dalla riforma Gelmini si compiace l'assessore alla scuola Daniele Gualdi (Pd) . ora l'auspicio è che dal Governo arrivino provvedimenti adeguati per non tradire la volontà delle famiglie ».

Intelligenti ma indisciplinati ecco i ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In questi casi è importante il lavoro di docenti e di psicologi, che intervengono nella rieducazione dello studente». E guai a pensare che il voto in condotta sia una valutazione arbitraria. «Al Pacinotti - continua il preside Aldo Piras - ci siamo dati un codice di autoregolamentazione per rendere il più obiettiva possibile la valutazione da parte dei docenti.

di MARTINA VACCA e PIERA SALVI <ERRARE è umano, p... ( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In questi casi è importante il lavoro di docenti e di psicologi, che intervengono nella rieducazione dello studente». E guai a pensare che il voto in condotta sia una valutazione arbitraria. «Al Pacinotti - continua il preside Aldo Piras - ci siamo dati un codice di autoregolamentazione per rendere il più obiettiva possibile la valutazione da parte dei docenti.

<IL TEMPO LIBERO per i ragazzi è importante quanto il tem... ( da "Nazione, La (Prato)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini di spalmare 36 ore settimanali in cinque giorni. Togliendo il sabato come giorno dedicato allo studio, i ragazzi della media sarebbero costretti a restare a scuola fino alle 14,10 per tre giorni la settimana e addirittura fino alle 18,10 per i rimanenti due, una possibilità bocciata in pieno dalle famiglie perché costringerebbe gli studenti a rinunciare quasi interamente

Allarme mense scolastiche Ipotesi aumenti sulle famiglie ( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: compresi nella riforma Gelmini preoccupano i presidi. La mancanza di personale potrebbe far sì che i genitori degli alunni si accollino spese finora coperte dalla scuola. «Ho già avvertito - assicura un dirigente - finora abbiamo avuto insegnanti che seguivano i bambini in mensa, ma bisognerà assoldare personale esterno perché sopperisca all'assenza dei nostri,

Boom del 10 in condotta <Secchioni? No, fa media anche il volontariato> ( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Applicando le nuove direttive della legge Gelmini abbiamo considerato in maniera diversa il voto in condotta, spostandolo sul livello valoriale e di condivisione ». Ed ecco la trasformazione: il voto non dipende unicamente dal comportamento in aula o dal rendimento, ma da un atteggiamento esemplare dei ragazzi, impegnati anche al di fuori dell'ambito scolastico,

Riforma Gelmini, quali conseguenze nelle scuole elementari di Senigallia? Dalle iscrizioni ... ( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Giovedì 05 Marzo 2009 Chiudi di GIULIA MANCINELLI Riforma Gelmini, quali conseguenze nelle scuole elementari di Senigallia? Dalle iscrizioni chiuse il 28 febbraio è possibile delineare un primo quadro sul futuro assetto per l'anno scolastico 2009/2010. I genitori senigalliesi prediligono per i propri figli moduli scolastici da 40 (l'ex tempo pieno) e 30 ore settimanali,

<Mancano centinaia di insegnanti> Sulle mense nuove tasse in arrivo ( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: potrebbero far pagare ai genitori il servizio di vigilanza durante i pasti Dubbi per la riforma Gelmini, e la Cgil di Verona pubblica on-line la raccolta firme contro il maestro unico. Il preside: «Difficoltà per i genitori» VERONA — Insegnanti che fanno salti mortali per coprire l'orario scolastico, incertezza totale sull'anno che verrà e il timore per la reperibilità dei docenti.

Scuola, 4mila docenti in meno ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: per fare capire come la scuola cambierà in seguito alla riforma Gelmini. «Ci saranno meno insegnanti, sarà garantita una minore sicurezza e si ridurrà la qualità dell'offerta formativa», denunciano i sindacati. Sono stati organizzati per sabato 14 marzo sit in in tutta la Puglia, mentre il 21 si terrà una manifestazione generale.

<Usura nel Mezzogiorno cresciuta del 50 per cento> ( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: prorettore critica Gelmini Il vice presidente del Cun (Consiglio Universitario Nazionale), Enzo Siviero, prorettore Iuav, ha criticato il ministro dell'istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini e il suo staff. «I consiglieri del ministro dimostrano di non conoscere il sistema universitario e parlano per emozioni» ha detto al Corriere dell'

SONO UN insegnante di scuola elementare, un professionista ... ( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini non è assolutamente credibile. Quando in un plesso succedono casi eclatanti, ci sono i consigli di classe, i consigli di circolo, gli ispettori scolastici, i provveditori che vanno messi al corrente. E' stato fatto? Quelle colleghe dimenticano che loro sono al servizio della scuola: sono dipendenti statali che hanno giurato di rispettare le leggi della Repubblica italiana.

Scuola, caos tempo pieno La Cisl: sugli organici ora intervenga Formigoni ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: A Milano 5 mila nuovi alunni e duemila pensionamenti» Nonostante le garanzie del ministro Gelmini c'è preoccupazione nel mondo della scuola milanese sui tagli previsti Tempo di numeri. Nella scuola milanese, per la definizione delle future classi. E al Ministero, a cui spetta il compito di definire gli organici. Si parte, dunque, dai bilanci.

La lavagna <digitale> debutta al liceo Severi ( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: visto che è possibile scrivere direttamente sullo schermo ma a differenza della lavagna tradizionale consente di non cancellare, ma di girare pagina mantenendo in memoria il contenuto dei dati. Cesare Giuzzi Tecnologia La lezione al liceo Severi con la ultratecnologica lavagna ( foto Calzari). è stata voluta dalla Gelmini

Lontani dai rischi con il sito DrugFree' ( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l'informazione e la comunicazione Paolo Bonaiuti. Il portale individua tre diversi soggetti cui rivolgersi prioritariamente: gli insegnanti, i genitori, i giovani e a ciascuna delle componenti è dedicato un settore, diverso anche nella grafica e nella modalità di approccio oltre che nei contenuti.

MIRANDOLA OTTO MAESTRI IN MENO al... ( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: sconsiderate del ministro Maria Stella Gelmini, che portano gravi disagi anche a Mirandola. Oltre agli otto maestri in meno alle elementari, si registra il pericolo di chiusura delle materne di San Martino Spino, il taglio netto delle risorse per il funzionamento ordinario della scuola, e le gravi difficoltà a rispondere alle esigenze delle famiglie nell'organizzazione del tempo-

asseranno alla storia, e anche alla geografia scolastica, i 137 ragazzi che hanno meritato in Umbria... ( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: era Gelmini con i voti, l'aliquota di pierini è costituita dallo 0,36 per cento dei 37.371 iscritti alle scuole superiori. Nel panorama bullesco italiano 34.311 insufficienze in comportamento , si può dire che la regione sta sotto la media. Ma è molto variabile la popolazione di indisciplinati a seconda dell'indirizzo di studio.

diritti negati, donne e cgil contro il governo ( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: E, come se non bastasse, alla crisi si accompagnano i nefasti provvedimenti del governo: la detassazione dell'orario straordinario, l'abrogazione della norma 188 che evitava i licenziamenti mascherati, i tagli alla sanità, ai servizi sociali, la riforma Gelmini». (g.fav.)

asseggiano rischia di perdere la scuola ( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: la legge Gelmini, infatti, prevede che per formare una classe occorra un minimo di 15 alunni, requisito che per il momento alla scuola di Asseggiano non è stato raggiunto per un'inezia. Partendo dal presupposto che nessuno vuole prendere nemmeno in considerazione l'ipotesi di un anno scolastico 2009/2010 senza prima elementare,

l'accademia porterà la storia del friuli a scuola ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: portare la Storia del Friuli come materia di insegnamento nelle scuole, e in effetti con il piano Gelmini sul recupero dell'educazione civica potrà essere cosí. Ma intanto l'Accademia udinese, sotto la spinta del presidente uscente Gaetano Cola, ha allargato gli ambiti di azione stringendo un accordo con le accademie del Veneto, di Zagabria, di Lubiana, di Vienna.

Il cinque in condotta? Un atto di coraggio contro il bullismo ( da "Arena, L'" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: La ministra Gelmini sostiene che il valore dei nostri ragazzi non è cambiato, che la sintesi espressa dal ripristino del voto non ha penalizzato nessuno ma che, indipendentemente dalla riforma, sono gli insegnanti a essere diventati giustamente più severi.

precari della scuola, a settembre in 580 rischiano il posto ( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Mariastella Gelmini, sono determinati dalla riduzione del tempo scuola nelle elementari, il sindacato chiederà all'assessore regionale dell'Istruzione, Roberto Molinaro, di «garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie, evitare che la razionalizzazione della rete scolastica colpisca il diritto allo studio, soprattutto nelle zone periferiche,

Scuola, arriva l'ora di 'Cittadinanza e Costituzione'. Gelmini: non è la vecchia educazione civica ( da "Adnkronos" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: non è la vecchia educazione civica Un'ora a settimana da settembre con prof di storia e geografia senza aumenti di orario. Il ministro Gelmini: ''Comprenderà l'educazione stradale, alimentare e sportiva. Investiremo un miliardo di euro'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 05 marzo,

<Un milione di euro per i corsi di cittadinanza e costituzione> ( da "Giornale.it, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: in collaborazione con le organizzazioni ambientaliste e di corretta alimentazione, sulla quale, ha annunciato Gelmini, c'è già un canale di collaborazione aperto con Coldiretti. «L'introduzione dell'educazione alla cittadinanza - ha sottolineato Gelmini - va di pari passo con quella del voto in condotta, e servirà anche come strumento di integrazione».

Insider Pdl: così Berlusconi mette nell'angolo Fini">Insider Pdl: così Berlusconi mette nell'angolo Fini pag.2 ( da "Affari Italiani (Online)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e, perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini. < < pagina precedente

CESARE DELL'ACQUA SIAMO SINCERI, NESSUNO SE L'ASPETTAVA. DOPO TANTO DISCORRERE SULLE RADICI ... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Dopo tanto discorrere sulle radici ideologiche della Costituzione e sul suo storico declino, l'iniziativa del ministro Gelmini sembra aver colto tutti di sorpresa. In effetti, parliamo di un atto ispirato innanzitutto a saggezza e buonsenso. Certo, i più scettici penseranno a un recupero, sotto mentite spoglie, del vecchio insegnamento di «educazione civica».

<Cittadinanza e Costituzione> nelle scuole ( da "Avvenire" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Cittadinanza e Costituzione» nelle scuole istruzione Gelmini: materia interdisciplinare da 33 ore l'anno DA ROMA T rentatre ore scolastiche annuali, più o meno un'ora a settimana, dedicate allo studio della Costituzione, ai temi della legalità, dell'educazione ambientale, alimentare e stradale, alla promozione del fair play non solo nello sport.

Nuovo portale antidroga per i giovani <L'obiettivo è informare correttamente> ( da "Avvenire" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Paolo Bonaiuti. L'obiettivo è «informare correttamente i giovani sui danni provocati dall'uso di droghe» ha spiegato Giovanardi che ha ricordato come, secondo un recente son- daggio, il 50% dei giovani ritenga che la cocaina sia una droga con cui si può convivere.

L'istituto Bambin Gesù ora apre alle elementari ( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: anche se i bambini sono già iscritti in un'altra scuola. Con l'apertura della nuova scuola elementare si amplia quindi l'offerta didattica nel Comune di Fermo. Rientra nell'ambito delle offerte fornite dalle scuole cattoliche nel territorio. Sarà anche la possibilità di vagliare la risposta da parte delle famiglie a questo servizio.

Sfornati finora 300 ingegneri, tutti occupati ( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Con la riforma universitaria varata dal ministro Gelmini si passerà dai 32 esami attuali ai 20 del nuovo ordinamento. Come dire che per l'ateneo fabrianese si apriranno nuove possibilità di sviluppo tenuto conto della sforbiciata agli esami che potrebbe attrarre un maggior numero di studenti.

DIAMANTE MAROTTA APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI UN PROVVEDIMENTO CHE RIGUARDA GLI ORGANICI ... ( da "Mattino, Il (Caserta)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: con le previsioni contenute nella legge 133 e sulla base del piano del ministro Gelmini, si preannunciano molto pesanti. In particolare il regolamento sugli organici andrebbe, secondo i sindacati, a colpire soprattutto il profilo dei collaboratori scolastici la qual cosa metterà in crisi le piccole scuole, le realtà periferiche e molti circoli didattici della provincia di Caserta.

ELENA ROMANAZZI ROMA. A SCUOLA CON LA COSTITUZIONE SOTTO IL BRACCIO. ENTRA IN CLASSE, PER IL MOME... ( da "Mattino, Il (Benevento)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: idea - spiega Mariastella Gelmini - è quella di aprire le porte della scuola a molte testimonianze e a esempi positivi che possano rappresentare un modello di riferimento sui versanti più diversi». Un'ora a settimana, 33 in tutto, affidate al prof di storia e geografia, senza nulla togliere allo studio di queste materie.

Tutti scelgono il tempo pieno: è emergenza maestre ( da "Corriere Di Como, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: dato che si riferiscono alla situazione pre-riforma Gelmini quando vi era si la possibilità di lasciare i bambini tutto il giorno a scuola, ma vi erano anche numerose soluzioni alternative Riferisce anno in corso da 33, da 30 e da 27 ore, con più rientri pomeridiani senza essere però classificate come tempo pieno.

Vincono le trenta ore ma non sono sicure ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: In pratica una bocciatura della riforma Gelmini. Ma resta ancora da capire se le scuole saranno effettivamente in grado di accontentare le richieste. Il provvedimento ministeriale parla chiaro: le 30 ore non sono affatto scontate e verranno garantite solo nel caso in cui l'organico della scuola sia sufficiente a coprire il monte ore.

Scuola, è corsa alla pensione ( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: età pensionabile e le incertezze della riforma Gelmini. Ecco spiegato il fuggi fuggi di docenti e personale dalle scuole italiane. Un fenomeno diffuso su tutta la penisola e che non risparmia neppure la provincia di Udine. Anzi, a giudicare dai numeri delle richieste di pensionamento arrivate all'ufficio scolastico provinciale si può quasi parlare di un esodo.

Il 5 in condotta tocca anche il Polesine. Non c'è comunque la "pioggia" ... ( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini era stato chiaro: "Dobbiamo intervenire subito nelle situazioni difficili - aveva dichiarato - ecco perché ho deciso di introdurre il voto di condotta nella media di tutte le altre valutazioni in pagella". E si è partiti subito con i risultati degli scrutini della fine di queste quadrimestre.

Riforma scolastica Gelmini genitori e docenti a confronto ( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Riforma scolastica Gelmini genitori e docenti a confronto Giovedì 5 Marzo 2009, Mel Prima vengono i bambini e poi l'aspetto economico. In fondo questa è la voce che si è levata dal recente convegno organizzato dal Comitato Genitori dell'Ic Mel-Lentiai. Fra le novità che interessano il Bellunese, presentate da Domenico Martino,

La protesta torna a scuola: domani sindacati in piazza ( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini continuano con i loro provvedimenti a demolire la scuola rifiutando qualsiasi confronto con le diverse componenti del sistema formativo, lavoratori della scuola, genitori, enti locali, pedagogisti, siamo costretti a ritornare in piazza per riaffermare il no più deciso di tutte le organizzazioni sindacali trevigiane ad una politica scolastica arrogante che ci riporta indietro

(F.C.) Gli atti del convegno di Abano costituiranno il piano nazionale dell'orientamento e un ... ( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: ha detto Gelmini - ci si aspetta un'attenzione continua, che arrivi anche a contrastare la dispersione scolastica, problema che non riguarda solo i giovani, ma anche le famiglie e il Paese nella sua interezza. Il seminario di Abano - ha continuato Gelmini - è la prima tappa di una serie di attività che abbracciano l'istruzione e la formazione nella loro totalità.

Il ministro della buonavita ( da "Foglio, Il" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: pretendono di sapere e invece non sanno e si buttano in piazza e vogliono cacciare Mariastella Gelmini. E si incarogniva contro i falsi filosofi che inculcano la paura del futuro con quel loro disprezzo per la vita vera che offende e pretende. E forse era un po? già crociato, quel Sacconi terrigno e gioviale d?inizio autunno che inneggiava alla liberazione del paese e lanciava parole d?

Il Senato accademico vara le misure per favorire il ricambio generazionale ( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini" 1/2009 per evitare il blocco delle assunzioni e, in prospettiva, anche per migliorare i parametri considerati dal Miur per ripartire i finanziamenti. «La manovra - spiega il rettore, Cristiana Compagno - è coerente con quanto già previsto nel bilancio triennale 2009 -2011 ed è stata assunta con grande senso di responsabilità dal nostro Senato accademico.

Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre ( da "Sestopotere.com" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre (5/3/2009 14:46) | (Sesto Potere) - Roma - 5 marzo 2009 - “Ci sembra importante che finalmente si stia ponendo un'attenzione specifica all'educazione alla cittadinanza e alla costituzione.

Sanità/ Miur: Bandi specializzandi medicina entro metà ( da "Virgilio Notizie" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l'impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali: il Decreto Ministeriale sull'assegnazione dei contratti sarà dunque tempestivamente firmato

In provincia di Salerno le famiglie hanno bocciato il maestro unico ( da "Salerno notizie" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: gli spots del Ministro Gelmini sulla bontà dell?introduzione della figura del maestro unico nella scuola primaria non ?hanno bucato lo schermo?. La scuola non è un supermercato sui cui banconi esporre merce da vendere: ben altri sono i luoghi deputati a discutere di scuola, ben altri i tempi per arrivare a conclusioni condivise.

Videotape Clears Berlusconi of Sarkozy Blunder ( da "Corriere.it" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: bilateral agreements on cultural exchanges and education that Italy's education minister, Mariastella Gelmini, had signed with her French counterpart, Xavier Dercos. At that point, Mr Berlusconi remembered he had studied at the Sorbonne. When asked about the incident, Mr Barthes refused to retract or confirm. "We listened to the press conference and we were sure of what we heard.

E' arrivata l'ora di 'Cittadinanza e Cos ( da "superEva notizie" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Come sintetizza il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nella conferenza a palazzo Chigi accanto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - "questa materia non dovrà essere interpretata come se fosse la vecchia educazione civica".

Risultati del convegno romano "Latino? S ( da "superEva notizie" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: futuro nel nuovo corso inaugurato dal ministro Gelmini. Uscirà, il Latino, dall'impasse che che ha avuto durante quasi un ventennio? Il convegno ha affrontato vari temi scottanti sul latino, ma senza suggerire vie d'uscite o soluzioni a breve termine. Cari amici, la settimana scorsa vi avevo preannunciato un importante convegno/corso che si sarebbe svolto a Roma il 26 febbraio 2009.

SCRUTINI INTERMEDI: PIOGGIA DI 5 IN CONDOTTA. LE ( da "WindPress.it" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: Il ministro Mariastella Gelmini dichiara: ?Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa.

UNIVERSITà: IMPEGNO MIUR SU PUBBLICAZIONE BANDI D ( da "WindPress.it" del 05-03-2009)
Argomenti: Scuola

Abstract: impegno del ministro Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l?impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali.


Articoli

Mondovì, al professionale 2 alunni volevano evitare l'interrogazione (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola Riforma e guai Mondovì, al professionale 2 alunni volevano evitare l'interrogazione [FIRMA]LORENZO BORATTO CUNEO C'è chi ha falsificato la firma dei genitori per giustificare un'assenza nel giorno dell'interrogazione. Chi è stato sospeso 2 settimane per motivi gravi, magari con l'obbligo di seguire comunque le lezioni. Risultato: 5 in condotta sulla pagella, con il rischio di essere bocciati a fine anno. E per chi ha preso 6 alla fine del primo quadrimestre, niente gita scolastica. Piace a presidi e insegnanti la reintroduzione, voluta dal ministro Gelmini, del voto in condotta, che fa media con gli altri giudizi. I 5 sono stati pochi, ma vengono applicati come vuole il ministero. Maria Antonia Debernardi, preside dello Scientifico e reggente al «Garelli-Bellisario» di Mondovì: «Due 5 in condotta al Vasco, qualcuno in più nella scuola professionale. In due casi si tratta di studenti sorpresi ad aver fatto la firma dei genitori su una giustificazione. Sono ragazzi sospesi più di una volta. I genitori brontolano, ma è un segnale forte, che mi pare funzioni». Antonio Scaltrito, dirigente del «Govone» di Alba: «Un solo 6 in tutta la scuola, ma sono aumentati i 10. Serviva questa novità, anche le famiglie adesso sono interessate al voto di condotta». «Fino a un anno fa il 10 si assegnava di routine. Adesso va agli alunni brillanti, propositivi - dice Giuseppe Ierardi del "Giolitti-Gandino" di Bra -. Il voto più diffuso per la condotta? Otto. Gli insegnanti hanno accolto bene la novità, genitori e studenti faticano di più a capire». Antonio Colombero, del «Denina» di Saluzzo: «Nessun 5 su 730 ragazzi, nessuno è stato sospeso per almeno due settimane; parecchi 6: per loro niente gite». Nella scuola saluzzese si sperimenta, grazie a fondi regionali, lo «studio assistito» pomeridiano: 60 ragazzi delle due scuole con 22 insegnanti si incontrano non per recuperare le singole materie, ma per sviluppare un metodo di studio. Domenico Vanzetti, preside dell'Arimondi di Savigliano: «Non abbiamo dato nè 5 nè 6, ma resta un buon deterrente: il 5 comporta la bocciatura, come il 7 fino a 15 anni fa, che voleva dire essere rimandati in tutte le materie a settembre. Un 10 in condotta alza la media, serve molto per il triennio e i crediti. Quest'anno l'8 è un voto positivo, in passato, contando nulla, era al limite della negatività. I 7? Per chi ha fatto assenze strategiche ad esempio, al massimo due per classe». Ma ci sono scuole che hanno fatto gli scrutini prima della circolare ministeriale datata 16 gennaio. Alcuni istituti utilizzano i trimestri, i voti sono stati assegnati dopo le vacanze di Natale. Ad esempio il «Guala» di Bra: «Abbiamo dato pochi 6, utilizzando criteri di valutazione stabiliti a dicembre - dice il preside Ezio Delfino -. Si è rimesso al centro il valore culturale e disciplinare del voto in condotta e anche i ragazzi stanno più attenti». Stessa cosa anche alle Magistrali di Cuneo. Il preside Alberto Lastrucci: «Abbiamo deciso prima delle nuove disposizioni. Due soli 7, su 1070 alunni». Sono stati due i 5 al «Bonelli» di Cuneo, 790 ragazzi. Il preside Salvatore Linguanti: «Il trimestre è più corto, permette di dare subito una scossa con i giudizi». Nessun 5 alle Medie. Silvana Carbone, della «Vida-Pertini» di Alba: «Su 663 alunni il voto più basso è stato 7. Abbiamo elaborato un criterio omogeneo». «Due 6, parecchi 7 - dice Teresa Grazia Rinero della Piumati-Craveri-Dalla Chiesa di Bra, 800 alunni -. E anche chi ha 7 non va in gita».

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[FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Probabilmente è la parola bozza a continua... (sezione: Scuola)

( da "Stampa, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

[FIRMA]SILVANA MOSSANO ALESSANDRIA Probabilmente è la parola «bozza» a continuare ad alimentare ansia e confusione nelle scuole di ogni ordine e grado. Se, come pare di capire secondo indiscrezioni, entro pochi giorni la «bozza di regolamento» sul riordino scolastico sarà sostituita dal «regolamento» vero e proprio, attesissimo dal ministero, si potrà concordare o dissentire, ma almeno discutendo su elementi oggettivi. Fino a ora, invece, pure a iscrizioni concluse, ogni illazione è permessa e ogni preoccupazione è legittima. Il ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini ancora ieri attribuiva le accuse nei suoi confronti al frutto di strumentalizzazioni. Certo è che gli spunti di timore ci sono e i ritardi nel dissiparli non fanno che irrobustirli. Nell'attesa, i sindacati Cisl Scuola, Uil Scuola, Snals, Gilda degli insegnanti, convintissimi che i tagli di personale ci saranno e sostanziosi (in un recente comunicato, preannunciano in Piemonte 1500 docenti delle primarie, 1000 nella media, un numero ancora imprecisato nelle superiori e 1500 addetti Ata) organizzano un presidio regionale per sabato dalle 11 alle 13 a Torino davanti alla prefettura. Ad Alessandria, i presidi delle scuole superiori hanno incontrato l'assessore provinciale Massimo Barbadoro e, in un documento unitario, hanno espresso «forti preoccupazioni per un prossimo anno scolastico che si delinea incerto» partendo dalla considerazione, «assolutamente certa, delle pesanti ricadute che i nuovi parametri numerici per la formazione delle classi avrà sull'organizzazione scolastica». Il rischio, legato soprattutto alle classi prime e terze, è che «le scelte dei ragazzi per un certo indirizzo di studi non possano essere rispettate» in caso di «resti» che non consentiranno di comporre una classe in più. Non solo: ma per classi da 30 alunni «molte delle aule non hanno una capienza idonea». Per le elementari, potendo scegliere tra 4 modelli (da 24, 27, 30 e 40 ore), la maggior parte delle famiglie ha puntato sulle 30 o sulle 40, in cui il maestro unico di riferimento avrà il maggior numero di ore, integrato da colleghi (quasi certamente di inglese e di religione). Il problema, viene evidenziato da dirigenti scolastici, riguarda l'impossibilità di organizzare le compresenze, «specie nelle classi dove c'è un certo numero di stranieri o situazioni difficili». L'auspicio è che, esanimate le situazioni, si possano adottare dei correttivi specifici, magari «a progetto». Per le medie, le più frequenti modalità di frequenza sono due: tempo ordinario a 30 ore (più quelle di mensa), con il monte ore più rilevante di Lettere (10), e il tempo prolungato a 36 ore (15 ore di Lettere). Nelle medie i problemi più temuti sono quelli della mancata compresenza e soprattutto nei corsi di bilinguismo. Intanto, il mondo scolastico è diviso: c'è chi fa un appello al ministro affinché prenda atto «del profondo e diffuso disagio» e ne «tenga conto nelle ordinanze di prossima emanazione» e chi ha una visione più fiduciosa: ovvero «gli organici verranno assegnati secondo un numero di insegnanti idoneo ad attuare il nuovo modello didattico, mentre fino a ora gli organici venivano assegnati secondo il vecchio ordinamento che non teneva conto delle modifiche attuate, negli anni, da Moratti in poi».

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Il Pd e i sindacati: garantire un assegno ai precari che perderanno la cattedra (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Pd e i sindacati: garantire un assegno ai precari che perderanno la cattedra n Un assegno di disoccupazione per i precari della scuola che, in seguito ai tagli previsti dal governo, non verranno più riassunti dal prossimo primo settembre 2009. Un conto che, secondo i dati Cgil, rischia di essere molto alto, pari a 200mila posti. La richiesta al governo è venuta ierii dal Pd, in particolare dall'ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che ha annunciato un emendamento che sarà presentato alla Camera dal Pd, e di cui é il primo firmatario, al decreto su "Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi". In pratica una garanzia per l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari non assunti, rimasti fuori per il blocco delle stabilizzazioni. Iniziativa che ha trovato l'appoggio del sindacato: «I precari della scuola - ha detto Francesco Scrima, segretario generale di Cisl Scuola - non sono 'figli di un dio minoré. Chiediamo da tempo la giusta attenzione per quanto potrà accadere nel prossimo anno scolastico, quando verranno a mancare migliaia i posti di lavoro. La proposta di un assegno di disoccupazione per i precari della scuola trova quindi piena condivisione e forte sostegno». Intanto il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato che è in dirittura d'arrivo la prima ricognizione del precariato nei settori di scuola, università e ricerca: «Entro un mese, un mese e mezzo avremo una ricognizione precisa e un paniere di possibili risposte ad una vera e propria piaga sociale».

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Curiosa iniziativa dei gestori dei negozi All Cinema: un noleggio in omaggio ai soci dell'Avis per ogni prelievo (sezione: Scuola)

( da "Cittadino, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Dona il sangue e puoi vedere un film gratis n Interessante iniziativa dei gestori dei negozi All Cinema di noleggio e vendita vhs e dvd che ha le proprie sedi a Casalpusterlengo in via Gramsci 63, a Codogno uin via Pascoli 1 e a Pizzighettone in via Vittorio Emanuiele II al civico 29 che in collaborazione con le sedi dell'associazione italiana donatori sangue (Avis) di Casalpusterlengo, Codogno, Bertonico, Somaglia e Castiglione D'Adda ha lanciato il programma "Tu doni il sangue, noi ti doniamo un noleggio". «Dal 1° marzo, per tutto il 2009 - spiegano i gestori di All Cinema-, i soci Avis che donano il sangue hanno diritto ad un noleggio gratis di un film presso le videoteche All cinema.L'offerta è valida dal martedì al venerdì il giorno stesso della donazione. Basterà mostrare al banco del negozio la tessera Avis riportante l'avvenuta donazione. Per quanto riguarda la sezione Avis di Casale che conta sull'apporto di 900 donatori effettivi c'è da segnalare un cambio ai vertici. Dopo oltre un decennio lascia la guida dell'Avis casalese Casimiro Carniti, che è anche presidente dell'Avis provinciale lodigiana, ed al suo posto è stato eletto Achille Anelli che si avvarrà della collaborazione del dottor Gianantonio Ongis in qualità di direttore sanitario, del vicepresidente Bruno Camiolo, della segretaria Marialuisa Sesini e del tesoriere Casimiro Carniti. Completano il direttivo sezionale Avis i consiglieri Marco Cortesi, Luciano Tarenzi, Alessandro Quartieri, Albino Lacchini e Emilio Oltolini Scalmani. Nominati inoltre Stefano Bozzacchi responsabile del gruppo di Guardamiglio e Adriano Ferrara responsabile del gruppo di Senna Lodigiana ed i collaboratori: Maria Pia Terzaghi, Loredana Albanesi, Giovanna Carenzi, Angelo Naborri, Giulia Ravera e Bice Medaglia. Infine Alessia Camiolo e Mara Marzagalli saranno le referenti del Gruppo Giovani Avis Casalpusterlengo.Nel corso dell'annuale assemblea la sezione Avis ha premiato con distintivo in argento per le 25 donazioni effettuate 27 donatori: Gianfranco Belloni, Giuseppe Baluardo, Mauro Luigi Bersani, Antonio Bertoli, Emiliano Vittorio Bignamini, Giuseppe e Cristian Cavallotti, Giorgio Cecconello, Ciro Cozzolino, Alberto Cremonesi, Diego Fornaroli, Andrea Franchi, Mariangela Gelmini, Giudseppe Gorgoni, Pierantonio Granata, Mario Livraghi, Andrea Losi, Luigi Madonini, Stefano Magnani, Giovanni Monteverdi, Gabriele Moroni, Giovanni Nichetti, Giulia Pagani, Luigi Pietta, Giuliano Premoli, Monique Saltzmann e Simona Zuccotti. Ad altri 43 donatori è andato un distintivo in rame per le 10 donazioni effettuate.

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Il Pd: Scuola, serve un assegno ai precari rimasti senza lavoro (sezione: Scuola)

( da "Giornale di Brescia" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Edizione: 05/03/2009 testata: Giornale di Brescia sezione:in primo piano Il Pd: «Scuola, serve un assegno ai precari rimasti senza lavoro» ROMA Un assegno di disoccupazione per i precari della scuola che, in seguito ai tagli previsti dal Governo, non verranno più riassunti dal prossimo primo settembre 2009. Un conto che, secondo i dati Cgil, rischia di essere molto alto, pari a 200mila posti. La richiesta al Governo è venuta ieri dal Pd, in particolare dall'ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che ha annunciato un emendamento che sarà presentato alla Camera dal Pd, e di cui è il primo firmatario, al decreto su «Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi». In pratica una garanzia per l'estensione degli ammortizzatori sociali ai precari non assunti, rimasti fuori per il blocco delle stabilizzazioni. Iniziativa che ha trovato l'appoggio del sindacato: «I precari della scuola - ha detto Francesco Scrima, segretario generale di Cisl Scuola - non sono "figli di un dio minore". Chiediamo da tempo la giusta attenzione per quanto potrà accadere nel prossimo anno scolastico, quando verranno a mancare migliaia di posti di lavoro. La proposta di un assegno di disoccupazione per i precari della scuola trova quindi piena condivisione e forte sostegno». Intanto il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato che è in dirittura d'arrivo la prima ricognizione del precariato nei settori di scuola, università e ricerca. Parlando al centro dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Frascati (Roma), Gelmini ha detto che «entro un mese, un mese e mezzo avremo una ricognizione precisa sul precariato nei tre comparti e un paniere di possibili risposte ad una vera e propria piaga sociale». L'emendamento del Pd prevede che «avrà diritto all'assegno il personale della scuola che nell'anno scolastico 2008-2009 ha prestato servizio con incarico a tempo determinato per un periodo non inferiore a 180 giorni. Le percentuali rispetto alla retribuzione e la durata dei trattamenti di disoccupazione sono fissate nella misura del 60% per i primi 12 mesi e del 50% per altri 12 mesi». Un appello al senso di «responsabilità del Governo» è venuto dalla capogruppo del Pd in commissione Cultura della Camera, Manuela Ghizzoni. Mentre secondo l'ex viceministro Mariangela Bastico, l'assegno ai precari non assunti della scuola sarebbe «un atto di equità e di giustizia sociale per persone che da anni lavorano nella scuola».

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una sola parola, sicurezza - massimo nardin (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'intervista. Adriano Pozzato, segretario generale a Padova del sindacato di Raffaele Bonanni «Una sola parola, sicurezza» Salvare il posto di lavoro è la priorità: serve un patto Oggi all'apertura dei lavori congressuali il leader provinciale lancia la sua proposta per uscire dal tunnel MASSIMO NARDIN PADOVA. «Questa crisi ci sta mordendo tutti? Sfidiamola con la coesione sociale e con la capacità di innovare e di avere fiducia nel futuro che caratterizzano questa nostra terra e tutti gli attori che ogni giorno si reinventano per continuare ad essere competitivi. Così usciremo dal tunnel». Se non fosse un sindacalista, Adriano Pozzato, classe 1960, avrebbe potuto fare il comunicatore. Sarà con questa forza e convinzione nella capacità di rialzare la testa, che il segretario generale della Cisl di Padova oggi pomeriggio parlerà ai circa 500, fra delegati sindacali, ospiti e imprenditori, che assisteranno alla prima giornata del congresso della Cisl padovana. Da 16 anni attivo all'interno del sindacato, Adriano Pozzato tocca in questa intervista tutti i punti cardine del momento anticipando alcune «pillole» del suo intervento in programma oggi pomeriggio al «Papa Luciani». Segretario Pozzato, questo congresso giunge nel cuore di una crisi senza precedenti. «L'intero Nordest sta conoscendo un periodo di crisi mai visto. Ovunque, all'ordine del giorno ci sono cassa integrazione, chiusure aziendali ed esuberi. E purtroppo siamo solo all'inizio: spiace, ma nei prossimi mesi ci si attende una conferma di tale situazione se non un'evoluzione». Proprio due giorni fa avete lanciato l'allarme sulla carenza di personale nei Centri per l'impiego. «Il discorso è semplice. Sino a poco tempo fa le agenzie di somministrazione del lavoro erano, assieme ai Centri per l'impiego, tra i principali motori del mercato del lavoro, ma oggi questa crisi sta portando le imprese a dire "Basta, stop". I Centri per l'impiego devono diventare il riferimento della cabina di regia tra soggetti pubblici e privati per ottimizzare l'incrocio tra domanda e offerta». Qui entra la vostra parola-chiave: sicurezza. «Sì. Attraverso questo congresso la Cisl lancerà il tema cruciale della sicurezza dell'occupazione. Garantire la sicurezza del posto di lavoro è basilare. In una provincia sviluppata come la nostra, tutti parlano di fare, senza poi però riuscire sempre a concretizzare i progetti. Il sindacato che guido è fortemente impegnato affinché il pragmatismo e la concretezza diventino protagonisti della ripresa e della crescita economica e sociale». Le piace la parola corresponsabilità, vero? «E' il mio cavallo di battaglia. Contro questa crisi bisogna sentirsi socialmente coesi, ma anche credere nell'innovazione e nei progetti lungimiranti per proporre un'azione congiunta in cui tutti gli interlocutori con potere decisionale agiscano con profondo senso del dovere e facciano il massimo per tutelare il mondo del lavoro e le comunità. Avendo sempre particolare attenzione alle situazioni più fragili». A giugno si vota per le amministrative: cosa chiedete alla politica? «Vogliamo una politica locale che dia risposte alle persone, che metta le questioni del lavoro fra le priorità. Ma anche che continui a migliorarsi per garantire un elevato livello di convivenza fra culture diverse, operando per rigenerare un confronto non muscolare, ma utile a risolvere i problemi». E con Cgil e Uil, come sono i rapporti? «In questi primi otto mesi di mandato, i rapporti all'interno della Triplice sono stati molto collaborativi, ma sarebbero arrivati al top senza alcune scelte della Cgil. Noi guardiamo al sodo e gli accordi con Provincia, Comune di Padova e Ipa del Camposampierese segnano la strada giusta su cui camminare insieme. Ci auguriamo che la Cgil prosegua nel percorso unitario anche per quanto riguarda le contrattazioni aziendali ora riformate. Insomma, serve maggiore partecipazione e minore conflittualità». Fra i temi politici caldi, nel Padovano sta montando la rivolta contro il ministro alla Pubblica istruzione Gelmini. «La riforma della scuola è un argomento bollente, che coinvolge tutte le famiglie. Non è un caso che il dissenso lieviti a destra e a sinistra. Da tempo la Cisl rivendica che in Veneto abbiamo una situazione di organici diversa in ambito di scuole elementari rispetto al Paese. Se togliamo il tempo lungo o il tempo pieno alle famiglie, si crea un enorme disservizio perché qui lavoriamo tutti dalla mattina alla sera. Vorrei andare a chiedere ai Comuni se stanno già preparando i servizi di assistenza doposcuola per i nostri figli... Togliere il tempo lungo a Nordest è un danno enorme perché le famiglie rimangono senza servizi e i Comuni non hanno risorse per rispondere. La Gelmini deve saperlo».

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l'alt ironico dei sindacati bel regalo in vista dell'8 marzo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

REAZIONI ALL'UNISONO CONTRO LA PROPOSTA L'alt ironico dei sindacati «Bel regalo in vista dell'8 marzo» Ilaria Scattolin «Non esiste parità di diritti e stipendi con i colleghi e nemmeno c'è una rete di aiuti alle donne» MESTRE. «Alle ultime elezioni politiche le donne hanno votato in maggioranza il Governo di centrodestra ma - secondo le donne della Cgil veneziana - farebbero bene a rendersi conto che il regalo di Berlusconi, Sacconi e Brunetta per questo 8 marzo, sono più licenziamenti, meno servizi alle famiglie e alla persona e, da ultimo, lo strumentale allungamento dell'età pensionabile per le donne nel pubblico impiego, che potrebbe essere estesa a tutti gli altri lavoratori». Sul principio che un giorno anche le donne, nel segno di una effettiva parità con l'altro sesso, possano andare in pensione alla stessa età dei maschi (cioè a 65 anni) anche le donne della Cgil sono d'accordo. «Ma le cose non stanno così - sottolinea Italia Scattolin, della segreteria Cgil veneziana -. Oggi non solo non esiste una reale parità di diritti, retribuzioni e possibilità di carriera professionale tra uomo e donna, ma nemmeno c'è quella rete di servizi sociali, dall'asilo alla scuola a tempo pieno fino all'assistenza agli anziani, che potrebbe sgravare la donna degli impegni familiari che ancora oggi sono tutti suo carico». «Oltretutto - fa presente un'altra donna sindacalista, Morena Da Dio, della segreteria della Flc-Cgil veneziana - la facoltà di andare in pensione a 65 anni esiste già oggi per le donne, ma è una decisione volontaria che può prendere solo chi se lo può permettere perché non ha carichi familiari sulle spalle e magari ha fa un lavoro effettivamente gratificante, con possibilità reali di crescita professionale e di carriera, alla pari con l'uomo. Ma in questa situazione ci sono ben poche donne, oggi». Saba Aulisio - segreteria della Fp, la federazione del pubblico impiego della Cgil e dipendente della Sanità Pubblica - annuncia che «tutte le donne del pubblico impiego e non solo quella della Cgil, sono pronte a dare battaglia contro questa ennesima manovra contro le donne e contro chi lavora nel pubblico impiego cercando di fare il suo meglio anche se il ministro Brunetta ci dipinge tutte come delle fannullone». E che dire, poi, delle donne che lavorano nel bistrattato mondo della scuola, dove le incursioni della ministra Gelmini prima hanno tentato di imporre il maestro unico, e poi il drastico ridimensionamento della scuola a tempo pieno che toglie ai genitori che lavorano il fardello di trovare qualcuno che pensi ai loro figli durante l'orario di lavoro. «E' chiaro che l'annuncio ad effetto del ministro Sacconi è del tutto strumentale e ha il solo obbiettivo di fare cassa sulle spalle delle donne che lavorano - aggiunge Italia Scattolin -. Ve la immaginate una maestra unica che a 60 anni e passa deve star ancora dietro a classi di alunni sempre più numerose, multietniche e impegnative?». Anche le donne sindacaliste di Cisl, Uil e Ugl - seppur con toni diversi - criticano il provvedimento annunciato da Sacconi. La Cisl, in particolare, contesta il «metodo» con cui è stata presentata l'applicazione di questa direttiva europea che allunga l'età pensionabile per le donne. «La Cisl non condivide la decisione del Governo di proporre un innalzamento, seppur graduale, dell'età pensionabile delle lavoratrici della pubblica amministrazione - affermano nella sede veneziana della confederazione. E' inammissibile che su un tema delicato come questo il Governo decida unilateralmente, senza aprire un confronto con il sindacato».

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Scuola, maestre volontarie contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Carbonera. La riforma Gelmini porterà a una rivoluzione del quadro orario delle elementari. La preside: «Risparmio per istituto e famiglie» Scuola, maestre volontarie contro i tagli Tre insegnanti andranno in pensione, «arruolate» per i pomeriggi didattici CARBONERA. Maestre volontarie per sopperire ai tagli della riforma Gelmini che porterà ad una rivoluzione del quadro orario alle elementari, con tempi pieni e attività opzionali al pomeriggio solo su richiesta. Il progetto è dell'istituto di Carbonera, che vuole così rispondere alle necessità delle famiglie che sempre più spesso chiedono che i bambini stiano a scuola fino al pomeriggio. «Ma non in un parcheggio, bensì in un ambiente didatticamente valido», precisa la preside Maria Teresa Roda. Le maestre che per ora hanno dato la disponibilità al progetto sono tre. Insegnanti storiche di Carbonera, che da giugno andranno in pensione, ma che si sono comunque rese disponibili con la scuola per proseguire il loro servizio in maniera volontaria e su richiesta dei genitori. L'iniziativa è in queste settimane al vaglio della dirigente scolastica Maria Teresa Roda, ma è certo che mamme e papà non potranno che plaudere all'innovazione. Dal prossimo settembre, infatti, per effetto della riforma Gelmini, le famiglie potranno scegliere tra due modelli base di quadro orario alle elementari, uno da 24 e uno da 27 ore, con un unico maestro di riferimento. A richiesta le ore a scuola possono crescere a 30, con attività facoltative o opzionali, o a 40, con il classico tempo pieno. «Per molte famiglie si tratta di avere anche tutti i pomeriggi coperti date le necessità di lavoro di entrambe i genitori. Si pone allora la questione dell'avvio dei nuovi tempi integrati - chiarisce Roda - Questo servizio è svolto a pagamento dalle cooperative e, quando i numeri sono piccoli, i costi aumentano. Spesso ci si trova a dover spiegare non senza difficoltà alle famiglie fin dove può arrivare la scuola come servizio fornito dallo Stato e dove comincia il privato, e dunque una spesa per loro». Ed ecco perché la dirigente scolastica dell'Istituto Comprensivo di Carbonera, dopo aver intuito la pressante richiesta da parte delle famiglie, ha guardato proprio al personale di esperienza che nella scuola ha trascorso la sua intera carriera lavorativa. «Ho cercato di evitare uno spreco di professionalità, di intelligenza, di un patrimonio raccolto in tanti anni. Ho dunque proposto alle maestre che vanno in pensione di animare dei laboratori pomeridiani e ho avuto una risposta positiva da parte loro. Questo faciliterebbe la possibilità di tenere la scuola aperta, venendo incontro alle esigenze di quelle famiglie che desiderano che la scuola offra un tempo non di puro parcheggio ma anche di attività culturali integrative - prosegue la preside - Sono proposte che debbono avere un tempo per essere pensate, organizzate e pianificate. Solo ora cominciamo ad avvicinarci alle vere conseguenze di questa apparente riforma». In queste settimane il decreto Gelmini sta mettendo in subbuglio le scuole. Prima la questione del numero minimo di iscritti - un problema, questo, che a Vascon e Pezzan è già stato risolto grazie all'impegno di un gruppo di mamme - poi il caos sui tempi integrati e i tempi pieni. E i presidi si trovano a dover fare da filtro. «Si tratta di pianificare il servizio mensa e di trasporto e, in un quadro legislativo con una situazione differente da quella passata, non riusciamo a farlo con esattezza». (Rubina Bon)

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Scuola, lettera aperta (sezione: Scuola)

( da "Tribuna di Treviso, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, lettera aperta Scuola, lettera aperta a genitori e governo Non parleremo di politica, ma di didattica, che è ciò che ci compete. Nessuno finora ci ha seriamente interpellati o ha creduto che la nostra opinione potesse avere un valore in merito al problema scuola!...Assistiamo increduli ed impotenti a dei cambiamenti che stravolgeranno completamente la scuola pubblica. Cambiamenti imposti senza alcun preavviso o dibattito democratico da chi di pedagogia, di psicologia e scuola non sa nulla! Tutto è avvenuto senza il coinvolgimento degli addetti ai lavori (almeno dei Presidi se non degli insegnanti!) che avrebbero potuto intravedere e prevedere le conseguenze più gravi di molte scelte fatte d'urgenza che graveranno sulle famiglie e sulla qualità della scuola (come ad esempio la probabile mancanza del tempo mensa e di tempo scuola scuolanel pomeriggio). La più grande perdita della scuola sarà quella della compresenza che, a rigor del vero, è sempre andata riducendosi nel corso degli anni, come anche gli insegnanti di sostegno, ancor prima della riforma Gelmini. Adesso che la compresenza è stata abolita,... mai ci stancheremo di dire che, anziché tolta o ridotta, andava invece potenziata costituendo un'indispensabile risorsa per il recupero scolastico e l'individualizzazione dell'insegnamento. Come insegnanti ci sentiamo di dire che di due cose abbiamo un bisogno fondamentale: di TEMPO SCUOLA e di PERSONALE, il famoso organico!... Il tempo per insegnare e per imparare e gli insegnanti, per far sì che nessun bambino, almeno all'inizio del suo cammino formativo, si perda per strada! E non stiamo parlando solo dei bambini extra-comunitari, come si potrebbe credere, ma anche dei «nostri», di quelli che non rientrano nei parametri per ottenere il sostegno, ma hanno tempi più lunghi di apprendimento e di sviluppo, o problemi comportamentali, davvero di ogni tipo, che ci chiediamo come un solo insegnante potrà gestire! Per quanto riguarda il maestro unico come unica figura di riferimento, non crederemo che ciò sia il bene del bambino, finchè non saranno i pedagogisti a dircelo, in base a seri studi condotti! Obbediremo certo, se ci sarà imposto, ma non saranno i politici a convincerci della verità di questa affermazione! Negli anni l'organizzazione della scuola attuale (per moduli di tre insegnanti su due classi o di quattro su tre classi) ha saputo diversificare la propria offerta formativa, anche con un enorme impegno nella formazione professionale, dettato dalla necessità di rispondere a nuovi bisogni cognitivi e relazionali dei ragazzi.... Ci sembra invece una cosa grande pensare che in tutti questi anni moltissimi team (il gruppo insegnanti a cui erano affidate le classi) si sono ritrovati dopo le lezioni per valutare insieme l'apprendimento degli alunni, progettare percorsi, pensare strategie didattiche ed educative, crescere professionalmente, a volte anche incoraggiarsi e discutere, perché il processo educativo è lungo e anche faticoso! Il confronto e la programmazione comune (due ore settimanali) hanno obbligato gli insegnanti a non essere più «isole», a far circolare idee, esperienze, opinioni, conoscenze...il miglior aggiornamento possibile!» Battel Giovanna, Bernasconi Barbara, Bit Anna, Bozzoli M. Delia, Buttignol Carla, Cattai Edda, Corsaro Sebastiana, Da Ros Michela, Fratin Angela, Gava Daniela, Ingiulla Alfina, Manna Antonietta, Piccoli Mariarosa, Posocco Antonietta, Pullini Milena, Ros Maria Teresa, Salvador Maria Grazia, Sartori Stefania, Stefani Michela Baldassarri Gigliola, Bitto Francesca, Casagrande Paola, Colombera Francesca, Di Stefano Ivana, Erario Lucrezia, Pegolo Barbara, Piccin Alessandra Batistuzzi Lara, Buttazzi Emanuela, Cester Giustina, Mazza Anna, Pavan Donatella, Perissinotto Nicoletta, Rossi Barbara, Tomasi Franca, Torturici Katia, Zanga Loredana Antoniazzi Alessandra, Benedet Marta, Cancian Angela, Cesa Giorgetta, Cossero Patrizia, Da Re Stefania, Fabris Silva, Perin Vilma, Portello Giovanna, Tomasella Valentina, Vendramin Emanuela. Cordignano Urologia di Conegliano medici bravi e gentili Caro Direttore, se i fannulloni sono quelli che ho incontrato nel reparto di Urologia di Conegliano, diretto dal dottor Bassi, io sto con i fannulloni. Mai avrei pensato che un Primario di un ospedale civile mi comunicasse con vera gioia il positivo risultato di una terapia; tanto meno che uno dei medici, ancora con cappotto e sciarpa ed in anticipo sull'orario di lavoro, venisse a trovarmi per chiedermi come avevo passato la notte dopo una giornata difficile. Sette giorni di ricovero, Sette giorni di intensa attività per ridurre al minimo la mia degenza, risolvendo il problema che mi affligeva. In quei giorni, ho visto testimonianze di vera riconoscenza da parte di altri degenti. Nonostante le sofferenze fisiche sopportate, lasciando il nosocomio mi è sembrato di allontanarmi da un... amico. Sono certo che se vi fossero anche maggiori disponibilità, il dottor Bassi potrebbe offrire ai pazienti un reparto a 5 stelle. Antonio Zigoni Oderzo Ridate piazza dei Signori ai giochi dei bambini Dai giorni del Carnevale i bambini di Treviso sono tornati in Piazza dei Signori: corrono, giocano,, si divertono. Fino a quando gli sarà consentito? Non per molto, si sa. Appena arriva il bel tempo L'amministrazione comunale bandisce i suoi piccoli cittadini per dare spazio ai plateatici di bar e ristoranti che invadono quasi tutta la piazza, e talora per riempirla con manifestazioni, fiere, che rendono denaro e offrono l'occasione anche di qualche esibizione propagandistica. E i bambini di Treviso dove vanno a giocare? Ci sono i giardini Mazzotti, a Porta Fra Giocondo, allestiti da qualche anno come parco giochi. Qui, dove l'aria è inquinatissima, fra due file di traffico intenso, quasi sotto una delle mega-antenne elettromagnetiche che decorano Treviso, con quattro miserabili attrezzature buttate là. Questa città così ricca, che risulta fra le prime per reddito in Italia, non offre un luogo decente nelle sue mura ai bambini. Forse perchè si presume che soltanto i poveri ne hanno bisogno, quelli che non hanno giardino privato, e dunque che importa? O perchè gli uomini che amministrano questa ricca città non sanno essere nè padri nè nonni, ma solo mercanti? Un gruppo di nonne Treviso

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il ritorno degli scontri politici (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 15 - Cronaca Il ritorno degli scontri politici In meno di un mese l'escalation di violenza legata alla politica giovanile ha di gran lunga superato i livelli di guardia. Complice prima la riforma Gelmini e i ricercatori, poi la giornata del ricordo delle Foibe e ora il prossimo convegno sulla bioetica e l'inaugurazione dell'anno accademico. Il 10 febbraio scorso, per impedire che gli iscritti a Forza Nuova deponessero una corona di fiori vicino al cortile antico del Bo per ricordare Norma Cosetto, studentessa universitaria vittima delle foibe, alcuni no global hanno parzialmente eluso il cordone di sicurezza predisposto dalla questura e tentato di sfondare in via Cesare Battisti, a suon di urla e petardi. La polizia ha risposto con cariche e ha arrestato Davide Fontolan, 31 anni, «placcato» mentre stava scappando. Ora la violenza interessa le elezioni studentesche all'Università. Due aggressioni sono avvenute a distanza di meno di ventiquattro ore. Esponenti di centro destra con No gobal e, No global con iscritti a liste collegate al Pd.

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su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Centro «I girasoli», dati choc Su 198 ragazzi seguiti da esperti 81 sono vittime di reati sessuali Un fenomeno che purtroppo non passa mai di moda. Stiamo parlando delle violenze sui bambini o a cui gli stessi assistono. E che spesso avvengono in casa, nel luogo dove ogni giovane dovrebbe essere più sicuro. Sono 198 i ragazzi seguiti, dall'inizio 2004 a fine 2008, dal centro di cura e protezione dei bambini, dei ragazzi e delle famiglie «I girasoli». Di questi 198 ragazzi, 81 hanno subito molestie sessuali, 34 maltrattamenti fisici e 23 psicologici, mentre altri 25 hanno assistito a violenze sessuali o a percosse su altri membri delle famiglie. Trentasette, infine, versavano in condizioni di grande trascuratezza. Per quanto riguarda gli abusi sessuali, su dieci casi sette sono bambine. Il Centro lavora tuttavia anche sulla provincia di Rovigo, ma il triste primato dei casi rimane nella provincia padovana. Dei 79 casi dell'ultimo anno, infatti, ben 65 provengono dalla città e dintorni. «Sono dati che ci fanno capire come sia importante lavorare non solo sui bambini ma anche sui genitori, che hanno un ruolo fondamentale - spiega l'assessore ai Servizi sociali Claudio Sinigaglia - l'educazione sessuale, a differenza di anni fa magari quando le cose si scoprivano con gradualità, adesso deve essere gestita in primo luogo dalle famiglie». Proprio all'interno delle mura domestiche arrivano i pericoli maggiori: il 70% dei ragazzi hanno subito abusi da parenti, una percentuale che sale all'86% quando si parla di violenze a cui si assiste. Le fasce d'età più coinvolte sono quelle 6-10 anni (32%) seguita da 14-17 (20%), 0-5 (18%) e 11-13 (17%). Tre ragazzi su quattro presi in cura dal centro I girasoli sono italiani, mentre fra gli stranieri spiccano i bambini romeni, che sono comunque in percentuale preponderante rispetto a quelli di altre nazionalità. Si conferma importante anche il ruolo della scuola, scuola,con i maestri e gli educatori che spesso si confermano abili raccoglitori di segnali di malessere. Sono 35 infatti le segnalazioni di problemi inviate da parte degli insegnanti. In cinque occasioni è stato il minore stesso vittima degli abusi a presentarsi direttamente presso il centro. Proprio questa sera, al cinema Mpx, secondo incontro del programma di scuola per i genitori. Titolo «e i bruchi diventeranno farfalle, nascere bambine, diventare donne». La relazione iniziale sarà affidata a Maria Rita Parsi, psicoterapeuta e presidente dell'associazione «movimento bambino». (Enrico Albertini) GELMINI AL MARCONI. L'assessore Piron sfida la Donazzan a discutere pubblicamente dell'abolizione del tempo lungo. «L'assessore regionale evita il confronto sul tema nonostante le migliaia di firme inviate dai genitori colpiti dalla riforma», accusa l'assessore alle Politiche scolastiche. Dopo il botta e risposta sul mancato arrivo del ministro ad Abano, ieri la Gelmini è intervenuta in videoconferenza al convegno nazionale «L'orientamente per il futuro» indetto dal Miur e organizzato dall'Itis Marconi. SPECOLA DELLE IDEE. Si annuncia con un parterre de rois, domani alle 17,30 nell'auditorium del centro culturale Altinate, il debutto in pubblico dell'associazione «La Specola delle idee»: presentata giorni fa alla stampa dal presidente Mario Liccardo e dal vicepresidente Gianernesto Zanin, ha tra gli scopi principali quello di guardare al futuro della città nei prossimi 10-20 anni. Relatori Giampiero dalla Zuanna, preside della facoltà di Statistica, l'imprenditore Federico De Stefani, il segretario della Cisl Giorgio Santini.

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torre, l'ugl attacca l'assessore piron per i ragazzi lo sport è un diritto (sezione: Scuola)

( da "Mattino di Padova, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

E' polemica sull'attività motoria nella scuola Davila Torre, l'Ugl attacca l'assessore Piron «Per i ragazzi lo sport è un diritto» TORRE. Fabio Beltempo, il segretario provinciale dell'Ugl, torna sullo scottante argomento delle elementari «Davila» di Torre, i cui alunni non svolgono attività motoria dall'inizio dell'anno scolastico perché quel plesso è ancora senza palestra. «In questi giorni, grazie all'intervento dell'assessore Piron, siamo venuti tutti a conoscenza della massima di monsignor Giovanni Nervo: "mai chiedere per carità quello che ti spetta di diritto". L'assessore si riferiva, ovviamente, alle polemiche sorte in questi giorni a causa dell'eventuale soppressione del tempo lungo nelle scuole venete, e al relativo interessamento "dovuto" da parte del ministro Gelmini, vista la difficile situazione», puntualizza il sindacalista. Che prosegue: «Ci chiediamo però quali siano i parametri di valutazione di Piron, e cosa sia da considerarsi "scontato" o cosa invece sia "straordinario" ai suoi occhi. Ecco, secondo noi, il diritto di svolgere l'ora di educazione fisica nelle scuole elementari pubbliche non è una cosa straordinaria, bensì un diritto di tutti i bambini che non può e non deve essere opzionale per nessuno, neanche per l'assessore Piron, che prodiga consigli agli altri su carità e diritti».

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scuola fvg, 1.200 posti a rischio: domani sit in flc-cgil contro i tagli (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Attualità Scuola Fvg, 1.200 posti a rischio: domani sit in Flc-Cgil contro i tagli A Trieste TRIESTE. Utilizzare i poteri conferiti dallo statuto speciale per contrastare i tagli previsti dalla Finanziaria e per difendere il diritto al lavoro del personale della scuola; predisporre ammortizzatori sociali adeguati per i lavoratori privi di forme di sostegno al reddito; intervenire economicamente a sostegno delle istituzioni scolastiche per garantire il personale necessario a soddisfare un'adeguata offerta formativa. Queste le richieste che la Flc-Cgil del Friuli Venezia Giulia avanza nei confronti dell'amministrazione regionale, sollecitando interventi immediati contro il taglio di 1.200 posti di lavoro precari a partire dal prossimo anno scolastico. A lanciare l'allarme è il segretario Natalino Giacomini in vista del sit-in organizzato dalla Flc per domani a Trieste, con inizio alle 9.30, sotto la sede del Consiglio regionale. «La giunta e le forze politiche - dichiara Giacomini - non possono rimanere indifferenti a un'emergenza di questa portata: in gioco non c'è solo il futuro di 1.200 lavoratori, tra docenti e Ata, ma anche la qualità della scuola pubblica nella nostra regione. Per questo abbiamo chiesto di incontrare l'assessore Molinaro e tutti i capigruppo. Già fissato inoltre, per le 17 di venerdì, un incontro con il prefetto di Trieste: gli chiederemo di manifestare al governo la grave incertezza in cui versa tutto il sistema dell'istruzione in regione e il forte disagio dei lavoratori». Centinaia i lavoratori della scuola che si prevede affluiranno a Trieste da tutte le province per chiedere alla Regione di arginare gli effetti della riforma Gelmini. «I tali annunciati - spiega Teresa Sarli, della segreteria regionale Flc - sono l'effetto della soppressione delle ore di copresenza nella scuola primaria, legata all'introduzione del maestro unico e dell'innalzamento del rapporto alunni/classi. Tutto questo mentre le domande di iscrizione confermano la netta preferenza delle famiglie per il tempo pieno e bocciano senza appello il modello di scuola che esce dalla rifgorma e dai decreti del governo».

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i genitori bocciano il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 1 - Cecina I genitori bocciano il maestro unico Boom di iscrizioni per tempo pieno (40 ore) e modulo (30) Pochissimi quelli che hanno scelto le novità introdotte dal decreto Gelmini (24 e 27 ore) Villa (Cgil): «Sugli spot ha vinto il buonsenso» CECINA. Il 28 febbraio si sono chiuse le iscrizioni alla scuola primaria. Da questo anno i genitori che sono andati nelle segreterie per iscrivere i loro bambini si sono trovati davanti alle novità introdotte dal decreto Gelmini. Se fino allo scorso anno la scelta a disposizione era tra il modulo di 30 ore e il tempo pieno di 40 ore, con l'ultima riforma della scuola le opzioni sul quadro orario sono diventate ben quattro: 24, 27, 30 o 40 ore. A conti fatti, gli italiani hanno bocciato il tempo scuola di 24 o 27 ore con un solo maestro e si sono diretti su ciò che ricordava quello che già c'era, puntando sulle 30 ore (il 56%) e sulle 40 ore (il 34%). Ma cosa è successo nelle scuole primarie di Cecina e Castagneto? Abbiamo fatto un sondaggio. Se a livello nazionale la bocciatura è stata sonora, a livello locale è stata clamorosa. Di 317 iscritti tra i due circoli di Cecina e l'Istituto comprensivo di Castagneto solamente uno (lo 0,3%), alle Guerrazzi, ha scelto il tempo scuola di 24 ore. Un dato estremamente rilevante se consideriamo che la media nazionale è stata del 3%. Le cose non sono andate meglio per il tempo scuola a 27 ore, scelto solamente da 4 famiglie su 317 (l'1,3%). Anche questo dato si attesta ben sotto la media nazionale che è al 7%. Praticamente in linea con la media italiana (56%) i 170 (56,6%) genitori che hanno optato per le 30 ore. Da segnalare anche che vi sono state molte scelte per il modello del tempo pieno a 40 ore, con 142 iscrizioni (il 44,8% contro la media nazionale del 34%). Bene il primo circolo di Cecina, le "Guerrazzi" dove ci sono state 23 iscrizioni in più rispetto allo scorso anno, mentre nel secondo circolo, le "Collodi", sono state sei le iscrizioni in più. In flessione l'Istituto comprensivo "G. Borsi" di Castagneto che lo scorso anno poteva contare su 63 bambini mentre per ora sono 55, otto alunni in meno. Ma adesso che i genitori hanno concluso le loro formalità burocratiche cosa succederà? Più della metà di coloro che hanno iscritto i bambini al tempo scuola di 30 ore, vedranno soddisfatte le loro richieste? La risposta è stata data dal Ministero il 15 gennaio scorso, nella circolare alle iscrizioni. Si legge che il tempo scuola a 30 ore può essere garantito solo «nei limiti dell'organico assegnato». Quindi se c'è la possibilità di avere il personale bene, altrimenti chi ha scelto le 30 verrà dirottato sulla seconda opzione, presumibilmente le 27 ore. Insomma, si può scegliere, ma con la consapevolezza che la richiesta può non essere esaudita. «Le scelte fatte dai genitori al momento dell'iscrizione - commenta Patrizia Villa, segretaria della Cgil scuola Livorno - rappresentano una bocciatura bella e buona. Questa è la dimostrazione che gli spot non vincono sul buonsenso e che le famiglie hanno scelto con la loro testa e secondo le loro necessità. Personalmente credo che all'inizio il governo riuscirà a garantire le 30 di tempo scuola. Ma ciò andrà a discapito dei precari, che verranno spazzati via. Per questo motivo, noi come sindacato abbiamo indetto uno sciopero per il 18 di questo mese». Rino Bucci

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scuole senza soldi e senza supplenti - chiaramaria pinna (sezione: Scuola)

( da "Nuova Sardegna, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tagliati dal ministero pure i fondi per l'ordinaria amministrazione Scuole senza soldi e senza supplenti Ma il decreto Brunetta ottiene qualche risultato: meno assenze brevi Armando Pietrella, soprintendente regionale, rassicura: «Non ci saranno problemi, il budget iniziale è basso ma sarà compensato» CHIARAMARIA PINNA SASSARI. Tema: i presidi sono arrabbiati neri, non solo preoccupati, perché nonostante gli istituti abbiano provveduto entro il termine del 14 febbraio ad approvare il programma annuale dell'esercizio finanziario per il 2009, il ministero non ha ancora comunicato quali saranno i finanziamenti che verranno erogati alla scuola. Che dice il rappresentante in Sardegna di Mariastella Gelmini? Qual'è la situazione nell'isola? E come è possibile far quadrare i bilanci quando tutti i dati sembrano solo virtuali e chi si occupa dei conti rischia di finire nei guai? Svolgimento: il responsabile dell'Istruzione in Sardegna, Armando Pietrella butta acqua sul fuoco e raccomanda: «Non create allarme inutile, il ministro non ha fatto nulla di nuovo rispetto a quanto programmato e approvato dal governo Prodi che, a sua volta, ha portato avanti le decisioni del ministro Moratti: all'inizio dell'anno, alle scuole viene assegnato un budget un po' ristretto che poi sarà integrato. E questo accade ogni anno perchè il ministero non ha un forziere stracarico». Mentre parla, Pietrella, è reduce da un incontro con alcuni capi di istituto della Sardegna per valutare le graduatorie dopo l'accorpamento di alcune scuole dal momento che, negli ultimi 5 anni, nell'isola, si sono perse 32mila iscrizioni per il calo delle nascite. All'incontro era presente senz'altro anche qualcuno dei capi d'istituto che nonostante le rassicurazioni continua a preoccuparsi per il budget tanto ristretto che nominare un supplente diventa un'impresa epica se è vero che, in bilancio, il ministero ha previsto una cifra media che oscilla intorno al 30% rispetto a quella necessaria, confidando un po' troppo nell'effetto deterrente del decreto Brunetta sull'assenteismo. Davvero lontani i tempi in cui (per carità, solo in alcuni casi) le sostituzioni addirittura venivano concordate in camera caritatis. «Questa delle supplenze è una preoccupazione inconsistente - rassicura Pietrella - i presidi lo sanno e sanno anche che possono agire autonomamente perché esistono gli anticipi bancari, i fondi accantonati dagli istituti, e comunque il ministero interviene direttamente appena informato. L'unico problema che il capo d'istituto deve mettersi è quello sulla legittimità della sostituzione», taglia corto il rappresentante del ministero che sottolinea: il vero problema da affrontare è quello di coinvolgere le famiglie nella formazione degli studenti. Eppure, nelle segreterie, tra i responsabili sindacali e i dirigenti la preoccupazione è tangibile, non fosse altro perché i soldi per pagare le sostituzioni o i corsi di recupero attinti dai fondi destinati ad altri progetti rischiano di scivolare in un illecito amministrativo nel mare di bilanci di carta privi di spessore che potrebbero far drizzare le antenne ai revisori dei conti. In sostanza i presidi temono che un bel giorno, dal ministero, arrivino poche ma chiarissime parole: i fondi a disposizione sono finiti, lo Stato non potrà restituire quanto avete anticipato. «Il ministero, in proposito, non ha dato ancora garanzie in un momento come questo come si fa a programmare serenamente?», dice Marisa Castellini, preside dell'Istituto industriale Angioy di Sassari, una donna energica e stimatissima che suo malgrado fa parte dell'esercito dei pessimisti. La sua è un'analisi chiarissima: «Esiste uno scollamento sempre più evidente tra direttive nazionali e bisogni locali, situazione che la Scuola condivide con la Sanità. Vorrei capire se i tagli in questi due settori in futuro produrranno un'Italia, e il Sud in particolare, popolato da ignoranti e debilitati fisici». La penuria di finanziamenti, nel caso dell'Angioy, si abbatte sull'istituto con la più alta presenza di studenti della provincia di Sassari: 1400 iscritti, una superficie di 25mila metri quadrati, 38 laboratori. «I fondi destinati a noi sono così ridotti che è faticoso lavorare per ottenere risultati di qualità mentre l'Europa spinge perché la scuola raggiunga livelli di eccellenza - aggiunge Marisa Castellini - nonostante tutto riusciamo a raggiungere alcuni obiettivi». Mancano i soldi per la programmazione e per l'ordinaria amministrazione. Che cosa accade se i docenti si assentano? «Il problema riguarda le sostituzioni brevi - spiega la preside - perché queste vengono retribuite dalla scuola e non dal ministero del'Economia, finché possono i colleghi coprono le ore, almeno nei primi giorni di assenza. Diciamolo: gli insegnanti sono bravi, solidali, la priorità sono gli studenti e le loro esigenze». Tutti attenti a non pesare sul bilancio della scuola sulla quale, da quest'anno, grava anche il costo delle visite fiscali volute da Brunetta. La formazione dello studente è l'obiettivo sul quale è impossibile non trovare concordi i dirigenti scolastici, «ma è sempre più difficile da raggiungere perchè senza finanziamenti non si può lavorare», spiega Peppe Calvisi, presidente regionale dell'Anquap, l'associazione nazionale per i quadri delle amministrazioni pubbliche che in Sardegna conta, per la categoria, più iscritti dei Confederali messi insieme. «Il ministero - prosegue - stanzia per le supplenze un cifra bassissima, come se Brunetta con il suo decreto sull'assenteismo avesse risolto il problema ma così non è, anche se è vero che le giornate singole di assenza per malattie sono diminuite». Calvisi, direttore di servizio dell'istituto che a Bitti unisce i tre licei scientifici di Bitti, Dorgali e Siniscola e un istituto professionale, 720 studenti complessivamente, sottolinea che, mediamente, i supplenti pagati tutto il mese oscillano tra i 7 e i 9. «Assistiamo allo smantellamento della struttura finanziaria, il budget dello scorso anno - spiega - prevedeva per noi 11mila euro per le supplenze, ne abbiamo spesi 120mila. Abbiamo attinto alle nostre casse, così come l'anno precedente, ma i fondi finiscono e il rischio è che il credito aperto con il ministero non si monetizzi». E porta gli esempi di una scuola media del Nuorese che in cassa ha appena 2500 euro, e un'altra che non ha nemmeno i mille euro necessari per il server dei computer. «Rispetto al decreto Fioroni - spiega Calvisi - quest'anno non è previsto un solo euro per le spese di funzionamento, questo significa congelare la scuola». Non gli resta che riporre fiducia nel progetto triennale avviato dal governo Soru che stanziò 50 milioni di euro per le attività scolastiche «speriamo che vada avanti - dice - e che i fondi non vengano dirottati su altri fronti. La scuola non è un'azienda come le altre, non le si può chiedere un ritorno immediato, ma investire sui nostri figli, sui cervelli che servono al Paese per crescere è fondamentale per la società». Un compito che, come sottolinea Marisa Castellini, richiede anche l'impegno della famiglia. «Troppo spesso la scuola riceve una delega in bianco da parte dei genitori per la formazione degli studenti che arrivano alle superiori quando sono poco più che bambini ed escono adulti, ma non è solo un fatto didattico, è un fatto di corresponsabilità». «L'incognita, quest'anno, per noi sono i corsi di recupero - aggiunge Gian Marco Patta, direttore amministrativo del liceo scientifico di Oristano, 1.070 iscritti, anche in questo caso la più grande scuola della provincia -. Lo scorso anno il costo è stato di 120mila euro, ora dovremo pensare a come programmare i prossimi. Cercheremo di ricavare ore aggiuntive, ricorreremo al fondo di istituto. Di certo, per il futuro, la scuola dovrà pensare a riorganizzarsi, dovrà ragionare sempre più in termini di azienda evitando doppioni, sprechi, spese che possono essere evitate». Patta, sportivo che ha portato sul podio la squadra di Oristano ai campionati nazionali di canoa, non vede solo nero e crede che mettendo animo e impegno come nello sport, la scuola italiana possa ottenere buoni risultati: il suo motto è «ottimizzare le risorse guardando all'obiettivo: la formazione dei ragazzi». Ma intanto i presidi prendono carta e penna e scrivono al ministro, «certo, perché siamo stati costretti ad approvare il programma annuale dell'esercizio finanziario in modo non veritiero - spiega Calvisi - e ora su tutti pende la spada di damocle che, se i residui attivi saranno dichiarati inesigibili, la scuola italiana finirà in bancarotta». Bilancio rosso o nero, i 426 presidi della Sardegna andranno avanti nei loro programmi scolastici, perché, come dice Bachisio Porru, preside dello Scientifico di Nuoro, il primo capo d'istituto che in Sardegna ha denunciato i tagli, «se Sanità e Trasporti possono chiudere in perdita, da noi non possono pretendere un pareggio di bilancio impossibile».

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cinque in condotta alla figlia, la madre lo contesta (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Udine Cinque in condotta alla figlia, la madre lo contesta Alla scuola media Ellero decretata l'insufficienza per due studentesse con tre mesi di anticipo rispetto agli scrutini Cinque in condotta sulla pagella, con tre mesi di anticipo rispetto alla data degli scrutini: è il voto che il Consiglio di classe di una II della scuola media "Ellero" ha decretato nei confronti di due studentesse, nel corso di una seduta straordinaria convocata il 21 ottobre scorso. Ed è anche l'incredibile storia che la madre di una delle due ragazzine ha voluto denunciare, dopo avere letto l'articolo che, sull'edizione di martedì, tracciava una panoramica delle insufficienze attribuite nelle scuole udinesi. Ebbene, dal monitoraggio mancavano proprio i dati relativi ai due istituti della media "Via Divisione Julia" che evavano preferito non darli. «Alla Ellero sono successe cose incresciose - afferma la madre, che è anche, a sua volta, insegnante in una scuola friulana - e il fatto di volerle tenere nascoste è un comportamento non meno grave». Pietra dello scandalo, appunto, quel 5 in condotta rifilato alla figlia e a una sua compagna di classe, senza fare scontare loro prima neppure un giorno di sospensione (come peraltro prevede la norma introdotta a gennaio dal ministro Gelmini) e anticipando di tre mesi gli scrutini. «É un provvedimento illegittimo - afferma la madre - e se non ho ancora fatto ricorso al Tar è soltanto perchè ho scelto di tutelare prima di tutto mia figlia». Eppure, alla fine del primo quadrimestre, quello che il presidente del Consiglio di classe, Anna Maria Zilli, aveva scritto e inviato con lettera protocollata ai genitori delle due ragazze, il 23 ottobre, si è puntualmente tradotto in numeri. «Accertati i fatti accaduti in ambito scolastico, notificato gli stessi alla famiglia e sentita l'alunna interessata - si legge - il Consiglio di classe decreta quale sanzione disciplinare una valutazione del comportamento, relativa al primo quadrimestre dell'attuale anno scolastico, pari a cinque decimi». L'episodio che aveva messo in moto preside e Consiglio risaliva a pochi giorni prima: le due ragazzine erano state indicate quali responsabili del danneggiamento di un'auto in sosta nel cortile interno della scuola. Secondo le testimonianze di alcuni studenti, sarebbero state loro a graffiarne la carrozzeria, poco prima dell'inizio delle lezioni. Il giorno successivo, la preside aveva convocato le due studentesse, interrogandole sul fatto, senza però avvertire le rispettive famiglie di quanto accaduto. «Quel giorno - racconta la madre - mia figlia non tornò a casa. Dopo averla inutilmente cercata, mi recai anche dalla Polizia. Quando finalmente rincasò, era terrorizzata. Il giorno dopo, a scuola, mi furono date poche spiegazioni e la settimana successiva arrivò la lettera. Non intendo assolvere mia figlia, anche se la "sentenza" della scuola è basata soltanto sulla testimonianza di ragazzini, ma non posso che criticare un provvedimento del genere. Se l'avessero sospesa, non avrei avuto niente da dire». Tanto più, alla luce delle conseguenze che quella sanzione ha avuto sul rendimento scolastico della ragazza. «Me l'hanno "bollata" con tre mesi di anticipo sulla fine del quadrimestre - continua la madre - e da quel momento lei si è comportata da vera monella, quasi a voler confermare il marchio che le hanno appiccicato addosso». Da qui, la decisione di non impugnare il provvedimento davanti al Tar. «Ho preferito stare vicino a mia figlia - conclude la madre -, per non crearle ulteriori traumi. Ma questo non significa che non lo farò in futuro». (l.d.f.)

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scuola, assunte 250 maestre precarie - cristina zagaria (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IV - Napoli Scuola, assunte 250 maestre precarie Intesa tra Comune e Cgil in controtendenza con il governo "Un primo passo importante. Così manterremo ed estenderemo il tempo pieno" CRISTINA ZAGARIA è finito il loro precariato. Duecentocinquanta maestre vengono assunte. Nel pieno della crisi e in controtendenza con il governo, che annuncia licenziamenti in massa dei lavoratori a tempo determinato, il Comune di Napoli riesce a fare un piccolo miracolo economico e assume a tempo indeterminato 250 maestre, senza spendere un euro, o poco meno. è il primo caso in Italia, tranne un micro-esperimento a Bologna, con appena 40 assunzioni. è stata sottoscritta, ieri pomeriggio, l´intesa tra palazzo San Giacomo e Cgil per la stabilizzazione del personale precario della scuola materna e degli asili nido. «Un accordo che rilancia il ruolo pubblico e la qualità del servizio - commenta soddisfatto, il segretario provinciale Fp Cgil, Gennaro Martinelli - Questa è la dimostrazione che si può affrontare il tema del lavoro senza fare solo tagli indiscriminati». L´intesa prevede l´assunzione a tempo indeterminato di 250 maestre che fino a ieri, ogni anno, venivano assunte il 15 settembre e licenziate a giugno. Sono tutte quelle docenti che hanno accumulato 180 giorni di lavoro all´anno per tre anni (dal 2002 al 30 giugno 2008). L´innovazione dell´accordo consiste nel contratto definitivo, ma par-time, escamotage che permette al Comune di non aumentare i costi. Le maestre, infatti, lavoreranno comunque dieci mesi l´anno. Dal 15 giugno al primo settembre, non prenderanno lo stipendio (proprio come accadeva fino ad oggi), ma ora invece di essere licenziate e riassunte, avranno garantiti assicurazione e contributi. In altre parole: non sono più precarie. Con l´assunzione delle 250, si sblocca la graduatoria, che permetterà ad altre 160 maestre (precarie storiche, ma senza i requisiti per l´assunzione) di essere ai primi posti e a molte nuove laureate di ottenere la cattedra, visto che per Napoli si calcola un fabbisogno di 760 insegnanti per le scuole elementari e per i nido. «Questo primo passo nella direzione della stabilizzazione del personale precario della scuola materna e della prima infanzia - spiegano gli assessori alle Politiche Educative scolastiche, Gioia Rispoli, e al Personale Enrica Ammaturo - consentirà il mantenimento e l´estensione del tempo pieno nelle nostre scuole, anche per andare incontro, nei limiti del possibile, ad eventuali difficoltà innescate dal disegno del ministro Gelmini che riduce il tempo pieno».

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Udine Il rischio dell'ulteriore innalzamento dell'età pensionabile e le incertezz... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 5 Marzo 2009, Udine Il rischio dell'ulteriore innalzamento dell'età pensionabile e le incertezze della riforma Gelmini. Ecco spiegato il fuggi fuggi di docenti e personale dalle scuole italiane. Un fenomeno diffuso su tutta la penisola e che non risparmia neppure la provincia di Udine. Anzi, a giudicare dai numeri delle richieste di pensionamento arrivate all'ufficio scolastico provinciale si può quasi parlare di un esodo. Il dato complessivo delle richieste di pensionamento, tra tutte le figure professionali impiegate nel mondo della scuola e tra tutti gli ordini di istituti, dall'infanzia alle superiori, parla di quasi 350 istanze presentate. Praticamente duecento in più rispetto allo scorso anno. Le richieste di pensionamento si concentrano soprattutto alle elementari, dove sono state presentate ben 88 domande: 19 solo nei quattro circoli didattici di Udine, 7 nel primo circolo e 4 ciascuno nelle altre tre direzioni. Dei 69 docenti intenzionati a lasciare il lavoro, ora sparsi in tutta la provincia, i numeri più consistenti si registrano nella direzione didattica di Codroipo (6) e nell'istituto comprensivo di Tarcento (5). A pagina III

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Condotta: il cinque è una rarità (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Condotta: il cinque è una rarità Qualche 6, ma per il resto il voto del primo quadrimestre si è stabilizzato tra il 7 e il 10 Giovedì 5 Marzo 2009, Il 5 in condotta tocca anche il Polesine. Non c'è comunque la "pioggia" di cinque avutasi a livello nazionale, ma solo di alcuni casi limitati. Si tratta infatti di sei 5 in condotta sparsi tra le 32 classi dell'istituto Colombo di Adria, che sono arrivati dopo gli scrutini intermedi del primo quadrimestre. Per il resto in Polesine non ci sono stati altri cinque, qualche sei, ma per quasi tutti gli altri istituti di Rovigo e provincia il voto di condotta si è stabilizzato tra il sette e il dieci. «In realtà quando si è parlato di un 70 per cento di insufficienze di condotta si sono letti i risultati in maniera non del tutto corretta - specifica Daniela Borghi, vicepreside degli istituti De Amicis e Marco Polo - i dati del ministero dell'istruzione, infatti, hanno sottolineato che il 70 per cento dei ragazzi in pagella aveva avuto almeno un'insufficienza e che in alcuni casi questa insufficienza era relativa al voto di condotta. Non si è detto che l'intera percentuale fosse riferita solo al voto di condotta». Errigo a pagina II

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tempo pieno, rivolta anti-gelmini - giuseppe filetto (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina IX - Genova Tempo pieno, rivolta anti-Gelmini Migliaia di firme in Provveditorato: "Lo Stato mantenga i suoi impegni" "Al momento dell´iscrizione dei nostri figli abbiamo sottoscritto un impegno, ora il ministro non può tirarsi indietro" GIUSEPPE FILETTO Più di 2.700 firme sono state consegnate da altrettante famiglie alla Direzione Scolastica Regionale. Rappresentano la protesta dei genitori genovesi contro il Decreto-Gelmini: quello che dal prossimo anno scolastico preannuncia il taglio della compresenza e l´istituzione del maestro unico. «Al momento dell´iscrizione dei nostri figli nella scuola pubblica abbiamo firmato un contratto con lo Stato - ricorda Simona Panchelli -: c´è chi ha scelto le 40 ore del tempo pieno, chi le 30 del modulo». «Vogliamo che tutto questo venga mantenuto soprattutto nelle classi di passaggio - aggiunge Emanuela Massa - ma anche nelle prime, alle quali al momento della preiscrizione è stato presentato un modello di offerta formativa che contemplava la sua organizzazione didattica, fondata sulla compresenza degli insegnanti e sul loro lavoro di équipe». La contestazione è giunta giovedì scorso in via Assarotti con una delegazione di genitori dei bambini della scuola elementare e media, ma anche di insegnanti. Le firme dovevano essere presentate a Sara Pagano, dirigente dell´Ufficio Scolastico Provinciale (l´ex Provveditorato agli Studi), ma per la sua assenza, dovuta a motivi di salute, sono arrivate sulla scrivania di Ambrogio Delfino. Così la delegazione è stata ricevuta dal braccio destro del direttore scolastico regionale, Attilio Massara. Le famiglie hanno presentato i moduli firmati, che finora sono circolati e sono stati sottoscritti soltanto in 13 scuole di Genova: Daneo, Grillo, De Scalzi, Embriaco, Garaventa, Baliano, Anna Frank, Burlando, Santullo, Chiabrera, Quezzi, negli istituti comprensivi di San Fruttuoso e San Teodoro; e in queste ore la raccolta di firme sta facendo il giro dei plessi scolastici della Valpolcevera, dell´Estremo Ponente, di Sestri e Sampierdarena. Delfino ha ascoltato le argomentazioni dei genitori, ma non ha potuto fornire risposte esaustive, "non avendo al momento gli strumenti per prevedere quale sarà la situazione dell´organico per il prossimo anno scolastico". Il vice direttore ha spiegato che saranno i dirigenti scolastici a decidere come utilizzare il personale per poter meglio soddisfare le richieste delle famiglie.

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elementari, genitori sul piede di guerra (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini Elementari, genitori sul piede di guerra Tempo pieno: più richieste che posti. Incertezza anche sulla mensa Il provveditore: «Aspetto i dati esatti delle iscrizioni» PISTOIA. I genitori dei ragazzini delle elementari sono disorientati, soprattutto quelli iscritti alla prima. Come funzionerà la scuola voluta dal ministro Gelmini? «Chiederemo un incontro con i dirigenti scolastici per capire quali offerte formative offrono e fino a che punto possono organizzarsi con la propria autonomia» dice Roberto Niccolai del Comitato genitori di Pistoia. Decisione presa dopo l'ultima riunione del comitato per fare il punto sulla situazione scuola. Nelle segreterie dei circoli didattici stanno arrivando molte domande per il tempo pieno, in certi casi più dell'anno scorso. Non viene scelto invece il tempo tradizionale, quelle con uscita alle 12,30 ripristinato dalla riforma. Insomma, le famiglie hanno sconfessato le previsioni del ministero, anche perché di solito i genitori devono lavorare entrambi per tirare avanti, logico che chiedano orari di scuola adeguati. I genitori. «In certe scuole manca persino, per le classi con rientro, il personale per controllare i ragazzi durante la mensa - dicono al Comitato genitori - qualche scuola ha proposto alle famiglie di pagare un extra per questo personale». Dubbi anche sulla qualità delle ore pomeridiane «ridotte a un doposcuola» ribadiscono al comitato. E ancora «cattedre vuote fino a ottobre in attesa di precari». Insomma «a settembre molti nodi di questa riforma verranno al pettine». Le scuole. Continuano ad arrivare più richieste di tempo pieno rispetto ai posti a disposizione. Non si sa ancora con precisione quante domande ci siano in più rispetto all'offerta, le scuole potranno dirlo verso metà marzo. All'Istituto comprensivo Raffaello per esempio, cercano di dirottare le rischieste in più nella scuola di Ramini, l'unica a tempo pieno. All'Istituto comprensivo Leonardo da Vinci la dirigente Anna Maria Corretti analizza le richieste del tempo pieno: 20-23 in più rispetto ai posti disponibili. Per la precisione 15 richieste in più per la Rodari e le altre per Pontenuovo. «Sono aumentate rispetto agli altri anni - dice - sto cercando una soluzione insieme alle famiglie». La direttrice del quarto circolo didattico Daniela Giusti Bartoli spiega: «Su sei scuole ho solo una sezione di tempo pieno alla Bertocci e ho cinque richieste di più. Una soluzione va trovata. Possiamo per esempio offrire un modulo di 30 ore con refezione. Il provveditorato per ora non ci ha ancora detto niente». La direttrice fa poi notare: «Per il modulo delle 24 ore (solo quattro ore al mattino), quello nuovo voluto dal ministro Gelmini, non abbiamo avuto nessuna richiesta. Le famiglie hanno bisogno di orari estesi, di mense e servizi aggiuntivi, non scelgono la scuola che finisce alle 12,30». Provveditorato. Nella provincia pistoiese ci sono attualmente 148 classi a tempo pieno. Per il prossimo anno non basteranno, come fare? Il provveditore Francesco Mauro spiega: «Sono riconfermati i posti dell'anno scorso. Non posso ancora dire però se ne otteremo di nuovi. Devo aspettare che le scuole mi mandino tutte le richieste, entro metà marzo, dopo faremo un confronto sull'organico a disposizione a livello provinciale». Sempre al provveditorato intanto spiegano che con la riforma Gelmini sono rimasti senza posto una cinquantina di insegnanti delle elementari, di ruolo, questi potrebbero rientrare se ci saranno richieste. «Dipende da quanto organico ci verrà assegnato dal ministero per quest'anno. Per ora è un mistero». I.P.

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tagli preoccupanti anche al personale non docente (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 8 - Montecatini «Tagli preoccupanti anche al personale non docente» L'allarme dell'assessore provinciale Roccella, pronti ad intervenire i sindacati PISTOIA. Allarme anche per la mancanza di personale non docente nelle scuole della provincia. «I tagli vanno dal 17% al 27% sull'organico - spiega l'assessore alla pubblica istruzione della Provincia Giovanna Roccella - e anche questo è un problema serio per le scuole, che non sanno come coprire tutti i servizi». E' stato uno degli argomenti discussi ieri in una riunione per fare il punto sulla questione scuola a cui hanno preso parte l'assessore provinciale alla pubblica istruzione Giovanna Roccella, per i sindacati-scuola la Cgil con Franco Buralli e la Cisl con Cristina Zini, e Maurizio Monti per l'Associazione dirigenti scolastici. Spiega ancora l'assessore: «Le iscrizioni al tempo pieno quest'anno superano le offerte. Fra due-tre giorni avremo i dati completi dalle scuole e potremo capire esattamente quanti saranno gli esuberi. Dopo si comincerà a lavorarci». L'assessore Roccella prevede iniziative congiunte: «Di sicuro coinvolgeremo i genitori e i Comuni della provincia». In subbuglio anche i sindacati che tutto questo in fondo lo avevano previsto già al tempo delle proteste contro la riforma Gelmini lo scorso autunno. «Stiamo aspettando di avere i dati esatti delle iscrizioni e poi prepareremo un documento comune da mandare al ministero» dice Franco Buralli alla Cgil. «Speriamo dopo questo incontro di comimciare a muoverci - dice Cristina Zini della Cisl - anche con gli altri sindacati». La Cgil ricorda la protesta dello scorso settembre quando già si prevedevano, con l'arrivo della riforma del ministro Gelmini, 450 posti in meno nelle scuole di Pistoia. Quindi «meno ore di lezione e crollo della qualità». Per la precisione: alle elementari i tagli andrebbero dal 25 al 30%, portando a Pistoia, una diminuzione di 247-296 insegnanti.

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Elementari, un plebiscito per il tempo pieno di 40 ore (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

SCUOLA Elementari, un plebiscito per il tempo pieno di 40 ore PAVIA. I quattro circoli didattici di Pavia si sono presi una settimana di tempo per elaborare le richieste delle famiglie per il prossimo anno scolastico. In Lombardia quasi il 90% delle domande riguarda il tempo pieno a 40 ore o l'orario prolungato a 30 ore. E Pavia non dovrebbe discostarsi di molto. E' una città di mamme lavoratrici, spesso anche pendolari che si affidano non solo al tempo pieno, nelle scuole primarie, ma anche al post-scuola. Il tempo scuola a 27 ore è stato, com'era del resto nelle previsioni, opzionato da una percentuale molto bassa di famiglie in Lombardia, circa il 7%, pochissime le domande delle 24 ore settimanali. Nei prossimi giorni il ministero dell'Istruzione dovrebbe assegnare alla Direzione scolastica regionale della Lombardia l'organico per il prossimo anno. E su questo punto i timori cominciano ad addensarsi. Difficilmente, prevedono i sindacati, la coperta basterà a coprire tutte le esigenze nonostante le rassicurazioni date proprio ieri, a Milano, dal ministro Maria Stella Gelmini: «Le risorse per il tempo pieno ci sono. Anzi, sono state aumentate. Le famiglie saranno accontentate». I sindacati invece sono cauti. La Cisl scuola Lombardia chiede quindi «con forza che la promessa sia mantenuta e che venga garantito per la nostra regione l'organico ma soprattutto le scelte dei genitori». L'ha ribadito in una lettera spedita a tutti i parlamentari lombardi, al presidente Roberto Formigoni e all'assessore all'Istruzione Gianni Rossoni, alla VII commissione e ai gruppi consiliari del consiglio regionale. Le iscrizioni si sono chiuse sabato. E in questi giorni le scuole stanno valutando le domande dei genitori per calcolare il fabbisogno di organico. (m.g.p.)

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Piace il 5 in condotta: Un deterrente (sezione: Scuola)

( da "Provincia Pavese, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Piace il «5» in condotta: «Un deterrente» Broni, dibattiti e lezioni per la cogestione al liceo scientifico BRONI. Nell'ambito del progetto cogestione del liceo scientifico di Broni, ha trovato spazio anche un dibattito politico tra due giovani rappresentanti politici: Alessandro Vercesi del Pd e Andrea Vercesi del Pdl. Stesso cognome, idee politiche opposte, i due giovanissimi militanti di partito si sono dati battaglia davanti a una nutrita platea di interessati che per due ore hanno ascoltato attentamente le fasi di dibattito, intervenendo più volte alla discussione. Si è partiti parlando di scuola e della riforma Gelmini. Quindi una carrellata di opinioni, pro e contro, l'introduzione del maestro unico nelle scuole primarie, sulla riforma universitaria e infine sul "5 in condotta". Proprio questo l'argomento di maggior interesse per la platea di uditori: un provvedimentoe che sembra piacere a tanti ragazzi perché ritenuta l'unico deterrente per chi a scuola applica un comportamento scorretto. Altro argomento la questione sicurezza legata all'immigrazione e all'integrazione. Anche in questo caso gli interventi dei ragazzi sono stati numerosi. La cogestione liceale, che si è snodata nello scorso week end, ha compreso anche lezioni di giornalismo, informatica, musica, danza e una partecipata conferenza con i volontari della Croce Rossa di Stradella. E oggi concerto . Questa sera alle 21 al liceo di Broni, si terrà un concerto lirico organizzato dal Comune e dall'Unitre dal titotolo «E lucean le stelle» dedicato all'anno dell'astronomia.

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Infrastrutture, pronti sedici miliardi (sezione: Scuola)

( da "Unione Sarda, L' (Nazionale)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Primo Piano Pagina 105 Infrastrutture, pronti sedici miliardi Il Governo apre subito i cantieri. I sindacati: più ammortizzatori --> Il Governo apre subito i cantieri. I sindacati: più ammortizzatori ROMA Il governo accelera sulle infrastrutture. Contro la crisi anche le opere pubbliche, piccole o grandi che siano, possono infatti essere un volano di sviluppo e ripresa. Domani, ha annunciato l'esecutivo alle parti sociali convocate a Palazzo Chigi, arriverà quindi al Cipe un piano di opere cantierabili entro sei mesi per un investimento complessivo di 16 miliardi di euro. AMMORTIZZATORI Al tavolo non si è potuto però fare a meno di parlare anche di ammortizzatori sociali, priorità assoluta per sindacati e Confindustria che, pur avendo apprezzato l'intesa interistituzionale tra governo e Regioni, chiedono un allargamento della platea e una immediata erogazione dei sostegni ai lavoratori. Dall'esecutivo una prima apertura c'è stata e riguarda i collaboratori a progetto che lavorano con continuità con un unico datore di lavoro. La loro condizione «sta a cuore» al governo visto che - hanno ricordato i ministri dell'Economia e del Lavoro, Giulio Tremonti e Maurizio Sacconi - nei provvedimenti sugli ammortizzatori in deroga sono già state previste delle tutele una tantum. Non è escluso che possano quindi arrivare anche nuove misure. In attesa di rendere operativo l'accordo sugli ammortizzatori (le Regioni potrebbero essere pronte la prossima settimana), il governo si concentra sul sostegno all'economia reale puntando sulle infrastrutture. Al pre-Cipe di oggi e al Comitato ufficiale di domani sarà esaminata una lista di opere «immediatamente cantierabili», ha spiegato il ministro delle Infrastrutture Altero Matteoli, estrapolata dal piano triennale da 44 miliardi di euro. I CANTIERI Nell'elenco, che potrebbe subire qualche modifica dell'ultimo minuto, figurano tra le altre opere, come sottolineato dal sottosegretario alle Infrastrutture Giuseppe Maria Reina, il Ponte sullo Stretto, la Salerno-Reggio e la statale Jonica. Gran parte dei fondi sarà infatti destinata proprio al sud: c'è «l'impegno di ripartire le risorse per l'80% al Sud e questo - ha spiegato - segna un'inversione di tendenza rispetto al passato. Riguardo alla sola parte di risorse pubbliche, pari a circa 8,5 miliardi, la suddivisione tra Nord e Sud è invece fifty-fifty». Il Cipe si occuperà infatti anche di grandi opere del Nord: risorse sono previste per la Brebemi (Brescia- Bergamo-Milano), la Pedemontana, il terzo valico, l'alta velocità Milano-Treviglio, alcune opere della Milano Expo. «Siamo qui per ascoltare quelle che a vostro giudizio sono le priorità e le indicazioni», ha detto il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, rivolgendosi alle organizzazioni dei lavoratori e delle imprese presenti all'incontro di Palazzo Chigi. E le indicazioni non sono mancate: per Confindustria è essenziale non solo far partire le grandi opere ma anche «le piccole», ha sottolineato la presidente Emma Marcegaglia. Per l'Ugl è invece necessario non dimenticare il Sud, mentre il leader della Cisl, Raffaele Bonanni, ha chiesto soprattutto «rapidità» e che il governo «mantenga fede agli impegni presi». Il segretario della Uil, Luigi Angeletti, ha richiesto certezze sugli investimenti e Fulvio Fammoni della Cgil, al tavolo al posto di Guglielmo Epifani, ha invece proposto di «dare la priorità alle opere immediatamente cantierabili, velocizzando la spesa». DISOCCUPATI Fuori dal tavolo Pd e Cgil continuano ad insistere per gli assegni ai disoccupati. Ieri è stata la volta dell'assegno di disoccupazione per i precari della scuola che, in seguito ai tagli previsti dal governo, non verranno più riassunti dal prossimo primo settembre 2009. Un conto che, secondo i dati Cgil, rischia di essere molto alto, pari a 200 mila posti. La richiesta al Governo è venuta ieri dal Pd, in particolare dall'ex ministro della Pubblica Istruzione, Giuseppe Fioroni, che ha annunciato un emendamento che sarà presentato alla Camera dal Pd, e di cui è il primo firmatario, al decreto su «Misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi». Intanto il ministro Mariastella Gelmini ha annunciato che è in dirittura d'arrivo la prima ricognizione del precariato nei settori di scuola, università e ricerca. Parlando al centro dell'Agenzia Spaziale Europea (Esa) a Frascati (Roma), Gelmini ha detto che «entro un mese, un mese e mezzo avremo una ricognizione precisa sul precariato nei tre comparti e un paniere di possibili risposte ad una vera e propria piaga sociale».

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raddoppiano i prof che chiedono la pensione - ilaria venturi (sezione: Scuola)

( da "Repubblica, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina VI - Bologna Raddoppiano i prof che chiedono la pensione I sindacati: è fuga dalla scuola per l´incertezza del futuro e l´innalzamento dell´età "Una norma irresponsabile, che suscita un grande allarme sociale" ILARIA VENTURI FUGA dalla scuola. Aumentano le domande di pensione di insegnanti, presidi e bidelli. Secondo i calcoli dei sindacati sono 496 le richieste presentate a gennaio, contro le 250 domande dell´anno scorso: quasi il doppio. La paura, che era già nell´aria, per le donne di dover essere obbligate a lasciare a 65 anni ha aumentato l´incertezza. Anche se sulla scuola, spiega Patrizia Prati della Cisl, ha pesato soprattutto «l´incognita di sapere come funzionerà a settembre». Sull´innalzamento dell´età pensionabile per le donne anche a Bologna i sindacati sono sul piede di guerra. «Inaccettabile e vergognoso, soprattutto in una fase di pensatissima crisi economica», attacca la Cgil con Antonella Raspadori (segreteria), Alda Germani (funzione pubblica) e Sandra Soster (scuola e università). A Bologna sono circa 32mila le dipendenti pubbliche potenzialmente interessate dal provvedimento del Governo a partire dal 2010, a meno che non raggiungano i quarant´anni di servizio. «L´allarme sociale che questa norma suscita tra le lavoratrici - continuano le sindacaliste - è un atto irresponsabile e soprattutto un atto di vera e propria vessazione perché non si può giustificare in alcun modo». Nella scuola l´effetto annuncio sui 65 anni in realtà è arrivato a domande di pensione già presentate. Ma il boom comunque c´è stato, forse più legato alle incertezze della riforma Gelmini e ai tagli previsti in Finanziaria che metteranno la scuola in ginocchio. Le domande di pensione arrivate all´Ufficio scolastico provinciale, secondo quanto riportato dai sindacati, sono concentrate soprattutto alle superiori (149 richieste, di cui 24 part-time) e alle elementari (124 e 11 part-time). A lasciare a settembre le scuole dell´infanzia saranno 15 maestre, alle medie gli insegnanti che andranno in pensione sono 111 (di cui 21 part-time). I pensionamenti del 2009 coinvolgeranno 55 bidelli e 25 amministrativi. Ad oggi hanno presentato domanda di pensione anche sei presidi. «Il paradosso nel mondo della scuola - dice Sandra Soster - è che da una parte il governo manda a casa i precari e dall´altra obbliga le insegnanti più anziane a rimanere». Nelle assemblee degli insegnanti con il sindacato il clima è teso. «Raccogliamo le preoccupazioni di tutti: giovani precari, che chissà mai se avranno la pensione e che oggi rischiano il posto, e insegnanti di ruolo». SEGUE A PAGINA V

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tempo pieno i genitori in rivolta (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pistoia: comitato al lavoro Tempo pieno i genitori in rivolta PISTOIA. Hanno paura che la loro richiesta di iscrizione per il tempo pieno sia bloccata dalla mancanza di insegnanti, a causa della riforma Gelmini. In certe scuole mancherebbe persino il personale per controllare i ragazzi durante la mensa. Così il Comitato genitori pistoiesi, formatosi nei mesi scorsi, è sceso sul piede di guerra: «Chiederemo incontri ai dirigenti scolastici». PAVONI in Pistoia I SEGUE A PAGINA 1

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Droga, Cassazione: con la Giovanardi-Fini pene più favorevoli (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Droga, Cassazione: con la Giovanardi-Fini pene più favorevoli Accolto il ricorso di un pusher pugliese. Al via un nuovo portale informativo per le scuole contro l'uso di sostanze stupefacenti, alcol e tabacco. Il ministro dell'istruzione Gelmini: ''Ora è a 12 anni l'età del primo contatto con le droghe'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 07:38

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carmignano, è boom per il tempo pieno (sezione: Scuola)

( da "Tirreno, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 6 - Prato Carmignano, è boom per il tempo pieno Alle Pontormo mancano due sezioni di materne, organici a rischio La risposta del ministero alle richieste è attesa per maggio CARMIGNANO. La preside spera e incrocia le dita. Confida per le elementari almeno nella riconferma dell'attuale organico. Per le materne chiede invece due sezioni. Ma in fondo Simonetta Belli, che dirige tutte e 4 le scuole materne, le 3 elementari e la media di Carmignano, appare tranquilla. Chiuse le iscrizioni, all'istituto comprensivo "Il Pontormo" si tirano le prime somme. Con previsioni ampiamente confermate per le materne, dove nessuna famiglia sembra ormai rinunciare all'asilo, e qualche piccola sorpresa per le elementari, con una flessione rispetto al dato che ci si sarebbe attesi dalla leva scolastica, per la scelta di alcune famiglie di mandare i figli a scuola altrove. Quasi nove su dieci scelgono il tempo pieno. Anche sul Montalbano le famiglie sparigliano le carte alla Gelmini. Nella riforma del ministro le 24 e 27 ore settimanali (maestro unico compreso) dovevano essere il modello di riferimento per il futuro. Ma in ben pochi lo hanno indicato come prima scelta: diciotto in tutto il Comune, sedici a Seano. «Con qualche difficoltà a creare anche una sola classe» ammette la preside. E l'impossibilità certa ad accogliere l'unica richiesta di Carmignano. A maggio una risposta alle famiglie. Ma anche per chi ha scelto il tempo pieno (40 ore settimanali, le 30 ore a Carmignano non ci sono), non c'è certezza. «Dipenderà dagli organici assegnati e non dalla scuola» mette le mani avanti la preside. Il ministero deciderà tra aprile e maggio: ad agosto ci saranno le assegnazioni definitive, con due mesi per giocarsi gli eventuali tempi supplementari. I numeri non sono però troppo incoraggianti. Escono sei quinte ed entreranno sette prime, le stesse dell'anno in corso. Non tutte sono sezioni autorizzate dal ministero al tempo pieno: ma di fatto tutte hanno fatto il tempo pieno, grazie all'uso delle compresenze e ad una scelta organizzativa interna. Cosa che ora non sarà più possibile. «Serve almeno la riconferma dell'attuale organico» spiega la preside. Lista d'attesa a Seano e Santa Cristina. Le materne continuano invece a crescere. I nuovi iscritti sono 122: 293 con i bambini più grandi già da un anno all'asilo. Servono due sezioni in più e Carmignano è già stata fortunata negli ultimi anni: dal 2000 le sezioni di materna sono passate da 4 a 12, a cui si aggiungono due scuole paritarie. Ma forse potrebbe bastare anche una sola sezione in più. I bambini in lista di attesa, solo teorica, sono 31 a Seano (compresi 9 che compiranno tre anni l'anno prossimo) e 15 a Poggio alla Malva. A Bacchereto avanzano però 17 posti. Alla media i nuovi iscritti sono 96: forse potrebbero bastare quattro prime (esattamente il numero delle terze in uscita), ma alla fine potrebbero essere anche cinque. Walter Fortini

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Scelgono tutti 36 ore (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Livorno)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

CECINA ROSIGNANO pag. 7 Scelgono tutti 36 ore CASTAGNETO PROTESTA DEI GENITORI DEI RAGAZZI DELLE MEDIE I GENITORI dei ragazzi che nel Comune di Castagneto Carducci saranno promossi al primo anno della scuola secondaria di primo grado (meglio conosciuta come scuola media) si sono ritrovati molto numerosi per parlare dell'iscrizione secondo la nuova riforma scolastica introdotta dal ministro della pubblica istrizione Maria Stella Gelmini. Due le opzioni per le tre sole classi che si potranno formare secondo la dirigenza scolastica: una classe a 36 ore (tempo prolungato ) e una a 30 ore ( tempo ordinario) a Donoratico e una a 36 ore a Castagneto Carducci. PARTENDO dalla riflessione sul tempo-scuola come momento fondamentale per i nostri ragazzi, e l'esperienza del tempo pieno lo dimostra, i numeri dicono che la grande maggioranza delle famiglie iscriverà i propri figli al massimo consentito, sfuggendo alla finta libertà di scelta tra le 30 e le 36 ore, visto che solo parte dei ragazzi, con criteri decisi dal Consiglio d'Istituto, potranno usufruire del tempo prolungato a Donoratico. IL MODULO di iscrizione prevede di dover dichiarare la prima opzione scelta dalle famiglie e anche la seconda: la piccola protesta promossa dai genitori è di barrare solo un'opzione. «L'assemblea spiegano i genitori delle classi V A e V B di Donoratico e V di Castagneto chiede con forza di considerare anche l'ipotesi della creazione di un'altra prima classe, per continuare ad elevare la qualità dell'insegnamento e le opportunità per i nostri ragazzi».

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Scuole, frazioni a rischio (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

SENIGALLIA pag. 15 Scuole, frazioni a rischio I dati definitivi confermano alcune situazioni in bilico SENIGALLIA ISCRIZIONI scolastiche all'ordine del giorno della Conferenza Ente locale Scuola che si è riunita proprio per esaminare la situazione delle scuole del primo ciclo d'istruzione. La Conferenza ha esaminato i dati anche in relazione alla riforma Gelmini, in procinto di emanazione. Ribadita la volontà di salvaguardare le scuole delle frazioni periferiche, le più interessate da ridimensionamenti. «Dall'analisi dei dati informa l'Amministrazione comunale si rileva innanzi tutto la positività della situazione complessiva, in quanto le scelte delle famiglie hanno riconfermato sostanzialmente l'attuale strutturazione della rete scolastica cittadina''. I modelli orari scelti prevalentemente dalle famiglie sono stati quelli a 40 ore - ex tempo pieno - e a 30 ore. «Le poche criticità, legate essenzialmente alle prime classi dei plessi di scuola primaria di alcune frazioni, non sono da considerare come preludio certo di future riduzioni e chiusure, sia per la fluidità del quadro normativo e organizzativo sia, in alcuni casi, per l'entità stessa delle iscrizioni al plesso e all'istituto comprensivo nel suo complesso» tranquillizzano i partecipanti alla Conferenza. L'Amministrazione comunale e i dirigenti scolastici si attiveranno in ogni caso con l'Ufficio scolastico regionale e con quello provinciale per salvaguardare le realtà scolastiche di frazione, impegnandosi fin d'ora a mettere in campo tutta la flessibilità organizzativa e le risorse possibili per garantire le scelte delle famiglie». «RILEVATO il rischio di progressivo scadimento della qualità complessiva dell'offerta formativa che è messa a repentaglio da provvedimenti che, soprattutto nella primaria maestro unico, eliminazione compresenze, innalzamento soglie per la formazione delle classi - alterano sostanzialmente la fisionomia stessa della scuola così come fino adesso le famiglie l'hanno conosciuta e apprezzata''. Su questi punti, la Conferenza Ente locale Scuola rivendica il ruolo di regia del sistema scolastico cittadino che ha svolto fino ad oggi. « L'Amministrazione comunale opera nell'interesse dell'intera collettività e insieme alle scuole intende adoperarsi per tutelare un sistema scolastico fondato su principi di equità e di pari opportunità e per proteggere, per quanto possibile, le esigenze delle famiglie e le scelte fatte fino ad oggi nel campo dell'istruzione''.

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È BOOM di richieste per il tempo pieno a scuola. Le iscrizioni per l'an... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Imola)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

IMOLA pag. 5 È BOOM di richieste per il tempo pieno a scuola. Le iscrizioni per l'an... È BOOM di richieste per il tempo pieno a scuola. Le iscrizioni per l'anno scolastico 2009-2010 si sono chiuse il 28 febbraio e un dato emerge chiarissimo: i genitori dei bimbi iscritti alla prima elementare chiedono sempre di più il tanto discusso tempo pieno da 40 ore. Sono 577 i genitori che hanno fatto iscritto i figli in prima elementare nelle scuole statali dei sette istituti comprensivi. E in 409 hanno fatto domanda per il tempo pieno a 40 ore, mentre 153 per il tempo a 30 ore e solo 15 per quello a 27 ore. In termini percentuali, il tempo pieno rappresenta il 71% delle domande. Quest'anno i bambini di prima che frequentano il tempo pieno sono il 55% degli iscritti: 301 bambini su 546. «LE FAMIGLIE afferma l'assessore alla scuola Andrea Bondi , diffidenti verso il maestro unico e intimorite dai numerosi tagli di organico, hanno scelto in massa il modello a tempo pieno. Questo ha dimostrato nel tempo la propria validità e non a caso nessuno ha fatto domanda per le 24 ore, una copertura oraria troppo scarna. I genitori vogliono una scuola di qualità e si sono rivolti ai modelli scolastici che hanno valutato migliori». Che fare quindi per soddisfare le richieste? «L'amministrazione comunale assicura Bondi metterà in campo tutte le iniziative affinché vengano soddisfatte dal ministero le richieste dei genitori, con una copertura completa delle 30 ore e con un tempo pieno che sia scuola e non doposcuola. Il Comune ha già messo in previsione a bilancio le risorse e le strutture necessarie per i servizi mensa, trasporto e diritto allo studio. Ora manca l'organico statale. I regolamenti vigenti, in seguito alle azioni del ministro Gelmini, prevedono infatti la creazione delle classi sulla base delle 27 ore. Mi auguro che il ministro faccia marcia indietro sugli ingenti tagli anche cambiando questi regolamenti, per garantire ai ragazzi una scuola di qualità. Non si possono educare i giovani senza soldi e solo con la demagogia».

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Ata, i tagli sono 137 (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Ancona)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

ANCONA pag. 6 Ata, i tagli sono 137 Da settembre riduzione dell'organico L'ALLARME Secondo i sindacati, per i tagli nel personale docente, il prossimo anno in molti istituti comprensivi non potrà essere garantito il tempo pieno a fronte di migliaia di famiglie che ne hanno fatto richiesta di ILARIA TRADITI ANCONA LA FALCE della riforma scolastica Gelmini sta per abbattersi anche sul personale tecnico amministrativo: nella provincia saranno 137 i tagli a settembre, su un organico totale di 2177 Ata, secondo l'elaborazione Flc Cgil. Per ora una simulazione (l'esatta incidenza dei tagli per profilo sarà conosciuta dopo l'emanazione del decreto annuale sull'organico) che presto potrebbe diventare realtà. Nel dettaglio, secondo le previsioni, saranno i collaboratori scolastici quelli più colpiti (88 tagli su 1449) seguiti dagli assistenti amministrativi (31 su 482) e assistenti tecnici (17 su 238). «A pagare saranno i precari, per questo abbiamo chiesto ammortizzatori sociali che li aiutino a fronteggiare la situazione» rincara la dose Paola Martano del sindacato autonomo Snals. E avverte: «Con i tagli al personale amministrativo molti Istituti di Ancona avranno problemi anche ad aprire i cancelli». Ma non è tutto: si sono chiuse da pochi giorni le iscrizioni per l'anno scolastico 2009/2010 e già un'altra bufera si è abbattuta sulla scuola. Dopo le polemiche sui cinque in condotta "meritati" da alcuni studenti anconetani per comportamenti scorretti tenuti nel corso del primo quadrimestre, finisce nel mirino il tempo scuola nella primaria che secondo le denunce dei sindacati non potrà essere garantito a migliaia di famiglie anconetane che ne hanno fatto richiesta. MENTRE i sindacati denunciano la grave situazione portando numeri e dati e lo stesso Miur rende note le prime stime a livello nazionale, la dirigente dell'Ufficio scolastico scolastico provinciale Anna Maria Nardiello glissa sulla questione: «Non sappiamo niente, i dati ufficiali arriveranno nei prossimi giorni». Ma a quanto pare le previsioni sulle iscrizioni alla primaria non sembrano incoraggianti. «Il quadro è chiaro, in città pochissimi genitori hanno optato per le 24 ore mette in guardia Martano le famiglie preferiscono un'offerta formativa più ampia che va incontro anche alle loro esigenze lavorative». MENTRE i dirigenti dei singoli Istituti si apprestano a comunicare l'esito delle iscrizioni alle primarie, l'ufficio scolastico provinciale rimane in attesa della circolare ministeriale sugli organici (che saranno calcolati sul tempo scuola di 27 ore come previsto dal regolamento), «fondamentale nello stabilire i criteri per la formazione delle nuove classi» come ha ricordato Nardiello. Quindi a giorni sarà resa nota ufficialmente la portata dei tagli e si aprirà un nuovo amaro capitolo per i lavoratori della scuola. Image: 20090305/foto/100.jpg

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Nuova materia: Cittadinanza e Costituzione (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 05 Marzo 2009 Chiudi Nuova materia: «Cittadinanza e Costituzione» Il ministro Gelmini: a settembre inizierà nelle scuole il corso, un'ora ogni settimana

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ROMA - Arriva l'insegnamento della materia "Cittadinanza e Costituzione" destinato a prend... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 05 Marzo 2009 Chiudi ROMA - Arriva l'insegnamento della materia "Cittadinanza e Costituzione" destinato a prendere il posto della attuale "Educazione Civica" ma, nell'intenzione del Governo, «con un nuovo approccio, nuovi contenuti, nuova apertura all'esterno». Come sintetizza il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nella conferenza a palazzo Chigi accanto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - «questa materia non dovrà essere interpretata come se fosse la vecchia educazione civica». A insegnarla saranno però - come già avviene per la materia attuale - i docenti dell'area storico-geografica, all'interno dell'orario scolastico in vigore. Di fatto, dovranno sottrarre un'ora a settimana all'insegnamento della Storia o della Geografia, per inserire la nuova materia? «Qui non si tratta né di sottrarre né di aggiungere - risponde la Gelmini - Sarebbe come riproporre un vecchio approccio. Non ci saranno nuovi professori a insegnarla né verrà modificato l'orario scolastico, ma assumeranno più importanza l'interdisciplinarietà, le sinergie, le compresenze di elementi di storia, di geografia e più in generale dell'ambito umanistico. Insomma, cambierà l'approccio alla materia». Si partirà con la sperimentazione di un anno già dal prossimo settembre, all'inizio del nuovo anno scolastico, negli istituti di ogni ordine e grado. Alla materia "Cittadinanza e Costituzione" saranno dedicate 33 ore annuali, ovvero in media circa un'ora a settimana. «Comprenderà l'educazione stradale -con la possibilità di rilascio del patentino di guida agli studenti delle superiori- l'educazione alimentare e ai corretti stili di vita, l'educazione sportiva».

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Scuola, in aumento studenti dispersi e docenti precari (sezione: Scuola)

( da "Sole 24 Ore, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Sole-24 Ore sezione: NORME E TRIBUTI data: 2009-03-05 - pag: 35 autore: Istruzione. I dati di dieci anni Scuola, in aumento studenti «dispersi» e docenti precari Gianni Trovati MILANO Raddoppio del personale precario, aumento della dispersione scolastica alle superiori e meccanismi di formazione degli organici che seguono a fatica le dinamiche degli studenti, e che mostrano di aver bisogno di più di un ritocco. Sono questi i capitoli principali dei dieci anni della scuola italiana che il ministero dell'Istruzione racconta in un diluvio di grafici e tabelle, diffuso ieri. Una storia, è il caso di sottolinearlo, che conosce anche pagine felici, come l'impennata dei tassi di integrazione degli alunni disabili, ma che nel complesso disegna il profilo di una macchina gestionale che si è ingolfata. Il sintomo più evidente è proprio quello dei precari. Sul fenomeno, il ministro Gelmini ha annunciato «una ricognizione precisa » e un pacchetto di «possibili risposte » entro un mese e mezzo, ma già i numeri del Rapporto parlano chiaro. Dal 1998 al 2007 gli insegnanti a tempo determinato sono aumentati del 121% mentre i loro colleghi in ruolo diminuivano del 3,5 per cento. Risultato: all'inizio del decennio era precario un insegnante su 12, alla fine uno su sei. Accanto alla cattedra, il precariato è cresciutoanche tra il personale tecnicoamministrativo, fra cui nel 2007/2008 si contavano 79.700 contratti brevi (+19,8% rispetto al 2000, anno del passaggio di questo personale dagli enti locali al ministero dell'Istruzione): tra gli Ata, il tempo determinato abbraccia addirittura un dipendente su tre. Mentre il reclutamento "normale" si inceppava moltiplicando i contratti a termine, la platea degli studenti rimaneva quasi invariata (+2,8% in dieci anni): i numeri complessivi, però, in questo caso nascondono dinamiche molto decise, che vedono impennarsi le superiori (+9,3%, anche per l'aumento dell'obbligo) e la scuola dell'infanzia (+6,4%), mentre le medie pagano alla demografia una flessione del 3,4% e le elementari rimangono invariate. è il fattore immigrazione, invece, a spiegare la forbice che si apre fra un Mezzogiorno che perde studenti (-235mila alunni in tutto) e un Nord che vede affollarsi le classi (+351mila ragazzi). Nulla spiega, invece, che di fronte a queste tendenze il numero di scuole sia diminuito molto più velocemente proprio nelle Regioni che hanno guadagnato iscritti. Un dato «sorprendente» secondo lo stesso ministero, che in questi numeri trova valide ragioni per avviare una verifica ad ampio raggio sulla corretta applicazione dei criteri dimensionali che presiedono all'esistenza delle istituzioni scolastiche. Dati positivi, come accennato, emergono dall'aumento degli insegnanti di sostegno (anche loro al centro oggi di gravi problemi di reclutamento), segno di una maggiore attenzione ai servizi dedicati agli alunni diversamente abili. Anche in questo campo, però, qualcosa non va: nel CentroNord il rapporto fra alunni e docenti di sostegno è molto più alto che nel Mezzogiorno, un dato che si spiega solo con le «gestioni territoriali assai diversificate» che in qualche caso hanno guardato più ai posti che alla domanda effettiva. IL DATO Dal 1998 al 2007 gli insegnanti a tempo determinato sono cresciuti del 121 per cento

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QUASI UN PLEBISCITO per il tempo pieno e le 30 ore settimanali, mentre l'opz... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Cesena)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

VETRINA CESENA pag. 1 QUASI UN PLEBISCITO per il tempo pieno e le 30 ore settimanali, mentre l'opz... QUASI UN PLEBISCITO per il tempo pieno e le 30 ore settimanali, mentre l'opzione delle 24 ore raccoglie un seguito pressoché nullo. Queste le scelte compiute dalle famiglie cesenati per le iscrizioni alla prima elementare, secondo quanto emerge dai dati che il settore Pubblica Istruzione del Comune ha raccolto dalle segreterie dei cinque circoli didattici cittadini alla chiusura dei termini del 28 febbraio. Su 776 bambini che il prossimo anno frequenteranno la prima elementare nelle scuole pubbliche cesenati, per ben 601 (pari al 77,7%) i genitori hanno chiesto il tempo prolungato a 30 ore, mentre per 133 (pari al 17.2%) la scelta è caduta sulle 40 ore del tempo pieno. Per contro, sono state solo 39 (pari al 5%) le richieste per le 27 ore e appena 3 (pari allo 0.4%) quelle le 24 ore. Inoltre, dal confronto con lo scorso anno, si registra un'impennata delle richieste per il tempo pieno, che aumentano da 92 a 133 allievi pari al 44%.«Le famiglie cesenati hanno respinto con decisione il modello didattico del maestro unico propugnato dalla riforma Gelmini si compiace l'assessore alla scuola Daniele Gualdi (Pd) . ora l'auspicio è che dal Governo arrivino provvedimenti adeguati per non tradire la volontà delle famiglie ».

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Intelligenti ma indisciplinati ecco i (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PISTOIA pag. 2 Intelligenti ma indisciplinati ecco i I presidi: «Non bulli, sono soltanto demotivati». Ma all'istituto Petrocchi di MARTINA VACCA e PIERA SALVI «ERRARE è umano, perseverare diabolico» recitava la massima del poeta latino Seneca. Indemoniati o no, gli studenti delle superiori che hanno ricevuto un'insufficienza in condotta nel primo quadrimestre dovranno mettere la testa a posto, se non vogliono rischiare di perdere l'anno scolastico. I 5 in condotta, che negli undici istituti superiori di Pistoia sono stati in tutto 79 (un numero non altissimo su un totale di 6.537 studenti), infatti, se confermati nelle pagelle del secondo quadrimestre si tradurranno per gli studenti «indisciplinati» in una bocciatura. Quattro gli istituti superiori in cui sono state assegnate le insifficienze sul piano comportamentale: 55 all'Einaudi, 12 al Pacinotti, 10 all'istituto d'arte Petrocchi e appena 2 al tecnico industriale Silvano Fedi. «Ma non si tratta solo di 5 - ci spiega Elisabetta Pastacaldi, dirigente scolastico del Petrocchi -. I voti negativi nel nostro istituto sono stati anche i 3 e i 4. Certo le insufficienze gravi sono motivate da comportamenti altrettanto gravi e l'iter di approvazione è più complesso. In alcuni casi, gli studenti gravemente insufficienti sono stati quelli che avevano meritato durante il quadrimestre una sospensione superiore ai 15 giorni. Si tratta di un provvedimento che deve essere proposto dal consiglio dei docenti e sottoposto all'approvazione del consiglio d'istituto, di cui fanno parte docenti, genitori, ragazzi e personale di segreteria». Ma qual è l'identikit dei giovani indisciplinati? E, soprattutto, tra i 79 della black list ci sono più assenteisti o i più bulli? «Né gli uni né gli altri. Nella maggioranza dei casi, si tratta di ragazzi che hanno un doppio comportamento - ci spiega il preside del Pacinotti Aldo Piras -. Sono ragazzi che in generale hanno un buon rendimento nelle varie materie ma che sfogano la loro irruenza letteralmente sabotando le lezioni e creando difficoltà a docenti e compagni. Sono per lo più ragazzi poco seguiti dalle famiglie, più demotivati che in difficoltà di apprendimento. In questi casi è importante il lavoro di docenti e di psicologi, che intervengono nella rieducazione dello studente». E guai a pensare che il voto in condotta sia una valutazione arbitraria. «Al Pacinotti - continua il preside Aldo Piras - ci siamo dati un codice di autoregolamentazione per rendere il più obiettiva possibile la valutazione da parte dei docenti. Gli indicatori per la valutazione comportamentale vanno dalla frequenza e puntualità al rapporto con i docenti e col personale della scuola, fino al rispetto per l'ambiente». Nel dettaglio gli studenti che hanno avuto insufficieze in condotta sono soprattutto quelli delle prime classi, i più immaturi e disorientati. «In ogni caso - conclude il preside Piras - non si tratta di più del venti per cento». E all'istituto Einaudi, dove si registra il boom di voti negativi, la vicepreside Barbara Monicini ci tiene a precisare che «l'insufficienza in condotta è una decisione ponderata che deve essere proposta dal docente con il maggior numero di ore e che deve essere confermata con un voto all'unanimità dal consiglio di classe». Infine, record positivo all'istituto tecnico commerciale Capitini di Agliana, dove non solo non si registrano 5 in condotta, ma addirittura sei studenti si sono meritati il 10. Non è andata davvero male, visto che sui 606 studenti che frequentano l'istituto superiore aglianese 246 (40% circa ) hanno ottenuto il 9, come voto in merito al buon comportamento. Ma attenzione, il dirigente scolastico, Santi Marroncini, riferisce che per il primo quadrimenstre non sono stati adottati i criteri introdotti dalla nuova legge. «Non abbiamo attuato le ultime disposizioni spiega perché sono arrivate solo dieci giorni prima della fine del quadrimestre, quindi non ci sembrava giusto adottarle subito. Però abbiamo diffuso fra gli studenti i nuovi criteri sui quali si basa l'adozione del voto in condotta. Ora sono avvertiti e sanno come regolarsi per il prossimo quadrimestre».

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di MARTINA VACCA e PIERA SALVI <ERRARE è umano, p... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Pistoia)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA PISTOIA pag. 3 di MARTINA VACCA e PIERA SALVI «ERRARE è umano, p... di MARTINA VACCA e PIERA SALVI «ERRARE è umano, perseverare diabolico» recitava la massima del poeta latino Seneca. Indemoniati o no, gli studenti delle superiori che hanno ricevuto un'insufficienza in condotta nel primo quadrimestre dovranno mettere la testa a posto, se non vogliono rischiare di perdere l'anno scolastico. I 5 in condotta, che negli undici istituti superiori di Pistoia sono stati in tutto 79 (un numero non altissimo su un totale di 6.537 studenti), infatti, se confermati nelle pagelle del secondo quadrimestre si tradurranno per gli studenti «indisciplinati» in una bocciatura. Quattro gli istituti superiori in cui sono state assegnate le insifficienze sul piano comportamentale: 55 all'Einaudi, 12 al Pacinotti, 10 all'istituto d'arte Petrocchi e appena 2 al tecnico industriale Silvano Fedi. «Ma non si tratta solo di 5 - ci spiega Elisabetta Pastacaldi, dirigente scolastico del Petrocchi -. I voti negativi nel nostro istituto sono stati anche i 3 e i 4. Certo le insufficienze gravi sono motivate da comportamenti altrettanto gravi e l'iter di approvazione è più complesso. In alcuni casi, gli studenti gravemente insufficienti sono stati quelli che avevano meritato durante il quadrimestre una sospensione superiore ai 15 giorni. Si tratta di un provvedimento che deve essere proposto dal consiglio dei docenti e sottoposto all'approvazione del consiglio d'istituto, di cui fanno parte docenti, genitori, ragazzi e personale di segreteria». Ma qual è l'identikit dei giovani indisciplinati? E, soprattutto, tra i 79 della black list ci sono più assenteisti o i più bulli? «Né gli uni né gli altri. Nella maggioranza dei casi, si tratta di ragazzi che hanno un doppio comportamento - ci spiega il preside del Pacinotti Aldo Piras -. Sono ragazzi che in generale hanno un buon rendimento nelle varie materie ma che sfogano la loro irruenza letteralmente sabotando le lezioni e creando difficoltà a docenti e compagni. Sono per lo più ragazzi poco seguiti dalle famiglie, più demotivati che in difficoltà di apprendimento. In questi casi è importante il lavoro di docenti e di psicologi, che intervengono nella rieducazione dello studente». E guai a pensare che il voto in condotta sia una valutazione arbitraria. «Al Pacinotti - continua il preside Aldo Piras - ci siamo dati un codice di autoregolamentazione per rendere il più obiettiva possibile la valutazione da parte dei docenti. Gli indicatori per la valutazione comportamentale vanno dalla frequenza e puntualità al rapporto con i docenti e col personale della scuola, fino al rispetto per l'ambiente». Nel dettaglio gli studenti che hanno avuto insufficieze in condotta sono soprattutto quelli delle prime classi, i più immaturi e disorientati. «In ogni caso - conclude il preside Piras - non si tratta di più del venti per cento». E all'istituto Einaudi, dove si registra il boom di voti negativi, la vicepreside Barbara Monicini ci tiene a precisare che «l'insufficienza in condotta è una decisione ponderata che deve essere proposta dal docente con il maggior numero di ore e che deve essere confermata con un voto all'unanimità dal consiglio di classe». Infine, record positivo all'istituto tecnico commerciale Capitini di Agliana, dove non solo non si registrano 5 in condotta, ma addirittura sei studenti si sono meritati il 10. Non è andata davvero male, visto che sui 606 studenti che frequentano l'istituto superiore aglianese 246 (40% circa ) hanno ottenuto il 9, come voto in merito al buon comportamento. Ma attenzione, il dirigente scolastico, Santi Marroncini, riferisce che per il primo quadrimenstre non sono stati adottati i criteri introdotti dalla nuova legge. «Non abbiamo attuato le ultime disposizioni spiega perché sono arrivate solo dieci giorni prima della fine del quadrimestre, quindi non ci sembrava giusto adottarle subito. Però abbiamo diffuso fra gli studenti i nuovi criteri sui quali si basa l'adozione del voto in condotta. Ora sono avvertiti e sanno come regolarsi per il prossimo quadrimestre».

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<IL TEMPO LIBERO per i ragazzi è importante quanto il tem... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Prato)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

PROVINCIA PRATO pag. 12 «IL TEMPO LIBERO per i ragazzi è importante quanto il tem... «IL TEMPO LIBERO per i ragazzi è importante quanto il tempo per gli studi». Così un gruppo di genitori degli studenti della Salvemini-La Pira mette le mani avanti sulla possibilità prevista dalla riforma Gelmini di spalmare 36 ore settimanali in cinque giorni. Togliendo il sabato come giorno dedicato allo studio, i ragazzi della media sarebbero costretti a restare a scuola fino alle 14,10 per tre giorni la settimana e addirittura fino alle 18,10 per i rimanenti due, una possibilità bocciata in pieno dalle famiglie perché costringerebbe gli studenti a rinunciare quasi interamente alle loro attività extrascolastiche e di svago. «SE SARANNO confermate le indiscrezioni trapelate in questi giorni in via Deledda attaccano i genitori vedremo impegnati i nostri figli in orari estenuanti, dei veri tour de force». Le famiglie sono intenzionate a chiedere al più presto un incontro con il preside della scuola Salvemini-La Pira, soprattutto dopo aver saputo di un sondaggio effettuato nelle scuole elementari, per l'esattezza nelle quinte di tutto il comune, nel quale sembra sia prevalsa l'opinione di prediligere il sabato come giorno festivo e quindi senza scuola. I risultati del test hanno allarmato i genitori degli studenti che già frequentano le medie, anche perché nessuno è stato interpellato. L'UNICO MODO per evitare malintesi, a detta delle famiglie, è quello di convocare al più presto il comitato dei genitori perché si possa trovare una soluzione condivisa soprattutto nell'interesse dei ragazzi. «Come possiamo pretendere che i nostri figli ce la facciano a fare i compiti se escono alle cinque del pomeriggio dopo aver studiato per otto ore filate? spiega un padre La scuola è importante, ma è importante anche il doposcuola, intendendo cioè le attività del tempo libero dei ragazzi. Sicuramente la questione, che ha già sollevato molto malumore, nei prossimi giorni verrà ampiamente dibattuta all'interno del comitato dei genitori della scuola, affinché venga trovata una soluzione il più possibile unitaria tra genitori ed insegnanti con lo scopo di favorire comunque i nostri figli». Silvia Bini

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Allarme mense scolastiche Ipotesi aumenti sulle famiglie (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMAPAGINA - data: 2009-03-05 num: - pag: 1 categoria: REDAZIONALE I presidi potrebbero far pagare ai genitori il servizio di vigilanza durante i pasti Allarme mense scolastiche Ipotesi aumenti sulle famiglie VERONA — I tagli alla scuola, compresi nella riforma Gelmini preoccupano i presidi. La mancanza di personale potrebbe far sì che i genitori degli alunni si accollino spese finora coperte dalla scuola. «Ho già avvertito - assicura un dirigente - finora abbiamo avuto insegnanti che seguivano i bambini in mensa, ma bisognerà assoldare personale esterno perché sopperisca all'assenza dei nostri, impegnati a fare i salti mortali per coprire il turno di lavoro nelle varie classi. Spese che spetteranno ai genitori». Intanto i sindacati si preparano allo sciopero e assicurano che a Verona mancheranno centinaia di docenti. A PAGINA 2 Martellato

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Boom del 10 in condotta <Secchioni? No, fa media anche il volontariato> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Veneto - PADOVA - sezione: REGIONE - data: 2009-03-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Il fenomeno Il caso del «Duca degli Abruzzi» di Treviso Boom del 10 in condotta «Secchioni? No, fa media anche il volontariato» TREVISO — Wei è di origine cinese e tutti lo definiscono un genio in matematica; Victoria è arrivata in Italia 3 anni fa dalla Moldavia, lavora come cameriera nel week end e quando può fa assistenza agli anziani di una casa di riposo; Davide e Ilaria sono stati i primi ad accoglierli nelle loro classi, quando ancora non parlavano una parola della nostra lingua, seguendoli passo dopo passo come dei provetti mediatori culturali; Eva organizza da due anni un mercatino natalizio per raccogliere fondi di solidarietà. Cos'hanno in comune queste cinque storie? Sono tutti studenti dell'istituto superiore Duca degli Abruzzi di Treviso, e sono tutti dieci in condotta. Anni fa un voto simile non lo si raccontava neanche, per paura di essere presi in giro: la parola «secchione» ha turbato più di qualche generazione di studenti. Per questi ragazzi, oggi, è invece un'orgogliosa responsabilità che va presa molto seriamente, oltre che una grande soddisfazione: «Non è semplicemente un voto, ma il riconoscimento di quanto fatto da ognuno di noi in questi anni – spiega Ilaria –. Sentiamo il peso di questo importante giudizio, dobbiamo continuare su questa strada». La valanga di 5 in condotta registrata nelle altre scuole del Paese rimane fuori dalle porte del «Duca degli Abruzzi », che comprende liceo linguistico e scientifico e istituti a indirizzo sociale e psicopedagogico: i 10 in condotta nei primi scrutini dell'anno sono stati 165 su 1716 studenti. «Il 10 non è irraggiungibile – aggiunge Eva – nella nostra classe ce ne sono stati molti, eppure siamo vivaci e rumorosi come tutti i ragazzi della nostra età». La sedicenne, iscritta al liceo delle scienze sociali, racconta com'è nata la collaborazione con Advar: «L'anno scorso in classe abbiamo deciso di applicare concretamente quello che studiamo, per portare fuori dalla scuola le competenze acquisite e aiutare chi ha bisogno». Il primo passo è stato una raccolta di fondi durante le assemblee di classe, il secondo l'organizzazione di un mercatino in cui i ragazzi hanno venduto prodotti creati a mano da loro, dalle famiglie e da dipendenti e insegnanti dell'istituto. è ben diversa la storia di Wei, arrivato a Treviso 11 mesi fa: il suo 10 è dipeso dal forte impegno nel confrontarsi con una realtà nuova e difficile. L'approccio in classe del ragazzo cinese è stato complesso e faticoso, e per questo l'aiuto di Davide è stato un appoggio importante. I due hanno stretto subito amicizia: il giovane cinese aiuta il compagno con i numeri, viceversa Davide gli dà una mano con le lettere. «Grazie a Wei abbiamo tutti imparato moltissimo della vita e della cultura di un paese lontano come la Cina», spiega il quattordicenne trevigiano. Le difficoltà linguistiche sono state superate grazie anche a un team di insegnanti che nei pomeriggi sostiene gli studenti stranieri nell'apprendimento dell'italiano. Victoria ne ha usufruito tre anni fa: «Ho avuto alcuni problemi nell'inserimento e nell'integrazione, perché venivo da una realtà e da un'esperienza scolastica molto diverse, ma ho trovato una classe splendida, che mi ha aiutata tanto». Nel tempo libero, quando non fa la cameriera, aiuta la madre che lavora in una casa di riposo: «In Moldavia ho studiato musica, faccio compagnia agli anziani cantando e suonando per loro ». Conclude la preside Maria Antonia Piva: «Applicando le nuove direttive della legge Gelmini abbiamo considerato in maniera diversa il voto in condotta, spostandolo sul livello valoriale e di condivisione ». Ed ecco la trasformazione: il voto non dipende unicamente dal comportamento in aula o dal rendimento, ma da un atteggiamento esemplare dei ragazzi, impegnati anche al di fuori dell'ambito scolastico, del quale condividono i valori educativi e di integrazione culturale, dialogando e collaborando con i compagni e con la scuola. Il 10 diventa quindi un onore per chi lo riceve: non più un segreto da mantenere per non essere considerato troppo bravo dai compagni, ma un esempio da seguire. Silvia Madiotto Quelli del dieci Huang Wei, Davide Chiappara, Victoria Corobceanu, Ilaria Simonetto, Eva Bedin

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Riforma Gelmini, quali conseguenze nelle scuole elementari di Senigallia? Dalle iscrizioni ... (sezione: Scuola)

( da "Messaggero, Il (Ancona)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 05 Marzo 2009 Chiudi di GIULIA MANCINELLI Riforma Gelmini, quali conseguenze nelle scuole elementari di Senigallia? Dalle iscrizioni chiuse il 28 febbraio è possibile delineare un primo quadro sul futuro assetto per l'anno scolastico 2009/2010. I genitori senigalliesi prediligono per i propri figli moduli scolastici da 40 (l'ex tempo pieno) e 30 ore settimanali, a scapito del tempo-scuola a 24 ore che non è stato scelto in nessun istituto. Resta ancora in bilico il rischio chiusura per alcune prime classi delle frazioni. La situazione più critica è a S. Angelo dove gli iscritti sono solo 10. Problemi anche a Scapezzano (13) e a Vallone (14), mentre dovrebbero salvarsi con 15 iscritti le prime classi di Cesano e Montignano. «Le poche criticità -è stato detto ieri nella conferenza enti locali-scuola - non sono da considerarsi come preludio di future riduzioni e chiusure sia per la fluidità del quadro normativo e organizzativo sia, in alcuni casi, per l'entità stessa delle iscrizioni». Il Comune e i dirigenti scolastici ribadiscono comunque il loro impegno con l'Ufficio scolastico regionale e provinciale per salvaguardare le realtà scolastiche delle frazioni. «Tutte le scelte si sono orientate per le 30 ore settimanali per le prime e seconde classi e per le 40 ore a partire dalla terza - spiega Angela Leone, dirigente dell'Istituto comprensivo Senigallia Centro-Fagnani -. Per le prime classi l'unica situazione sul filo del rasoio è quella di Vallone, ma contiamo di superarla anche perché se dovessimo spostare gli iscritti alla Pascoli dovremmo attivare comunque una classe in più». «Per il tempo pieno e prolungato i genitori hanno seguito l'orientamento di questi ultimi anni, con la Puccini che passa però al tempo pieno -aggiunge il dirigente dell'istituto comprensivo Senigallia Nord-Mercantini, Giancarlo Santini -. In quanto alle prime classi di Scapezzano e Cesano non dovremmo avere problemi anche se bisognerà capire se il limite dei 15 iscritti è tassativo o meno». Nessun problema per quanto concerne il maestro unico, opzione non presente nelle scuole senigalliese perché nessun istituto è ricorso al modulo delle 24 ore settimanali. «Abbiamo riconfermato le classi con il tempo pieno e chiediamo l'adeguamento anche per il tempo prolungato di Marzocca - sottolinea la dirigente dell'Istituto comprensivo Senigallia Sud-Belardi, Fulvia Principi -. Siamo tranquilli anche per la prima classe di Montignano perché il numero è stato raggiunto».

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<Mancano centinaia di insegnanti> Sulle mense nuove tasse in arrivo (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Veneto" del 05-03-2009)

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Corriere del Veneto - VERONA - sezione: PRIMOPIANO - data: 2009-03-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE «Mancano centinaia di insegnanti» Sulle mense nuove tasse in arrivo I presidi potrebbero far pagare ai genitori il servizio di vigilanza durante i pasti Dubbi per la riforma Gelmini, e la Cgil di Verona pubblica on-line la raccolta firme contro il maestro unico. Il preside: «Difficoltà per i genitori» VERONA — Insegnanti che fanno salti mortali per coprire l'orario scolastico, incertezza totale sull'anno che verrà e il timore per la reperibilità dei docenti. I tagli alla scuola, compresi nella riforma Gelmini che prevede la scelta da parte delle famiglie degli orari scolastici che dovranno sostenere i figli (24, 27, 30 o 40 ore settimanali), stanno per dare i primi (amari) frutti. I primi a non vedere di buon occhio la cosa sono i sindacati, come la Cgil, che nel suo sito internet scaligero conta un elenco di firme raccolte dalle associazioni genitori contro il maestro unico. «La Cgil – informa il delegato sindacale Corrado Bares - ha indetto uno sciopero per il 18 marzo: a causa delle richieste dei genitori per l'orario scolastico dei figli, le scuole non potranno contare su un numero di docenti sufficiente. Questo è il problema. Le stime per Verona, riguardo ad elementari e medie, sono pessime. Avremo tra i 380 i 535 insegnanti in meno, a cui si aggiungono le duecento unità in meno di personale ausiliare e tecnico». Inutile però fasciarsi la testa prima di rompersela: i dati sulle risorse che spettano al Veneto e a Verona devono ancora essere resi noti. Così, i presidi veronesi delle scuole elementari e medie si limitano semplicemente a tracciare quello che secondo loro sarà – molto probabilmente - lo scenario futuro nelle classi veronesi. «Per quanto riguarda il tempo pieno nella mia scuola non ci saranno problemi – anticipa Renato Parisi, preside dell'Istituto Comprensivo Borgo Milano - . Abbiamo una situazione che rispecchia quella dell'anno scorso. La maggior parte dei genitori hanno optato per il modulo di 30 ore». A preoccupare di più il dirigente scolastico, è il reperimento dell'organico, che di fatto sarà ridotto: «Pare che la contemporaneità (ossia la presenza di due insegnanti all'interno di una classe anziché uno, ndr) tenderà a sparire. Ma questo sarà un primo problema – avverte il preside - perchè se un insegnate si ammalerà la classe rimarrà senza docente: bisognerà dividerla e accorparla ad altre». Impossibile reperire supplenti per qualche giorno: «Ci sono lungaggini burocratiche, con un esborso in più per lo Stato, perché dovremo chiamare dei docenti esterni». La mancanza di personale potrebbe far sì che i genitori degli alunni si accollino spese finora coperte dalla scuola. «Ho già avvertito: finora abbiamo avuto insegnanti che seguivano i bambini in mensa, ma bisognerà assoldare personale esterno perché sopperisca all'assenza dei nostri, impegnati a fare i salti mortali per coprire il turno di lavoro nelle varie classi. Spese che spetteranno ai genitori». Sono giorni di attesa per i presidi veronesi: dovrebbe essere loro recapitata la circolare degli organici che decreterà le risorse disponibili. Pare che però a rimetterci non saranno solo le elementari, ma anche le scuole secondarie di primo grado. Il nuovo orario investirà, oltre alle prime classi medie, anche le seconde e terze: un cambiamento in corso d'opera. «Sarà una difficoltà per i genitori degli alunni». Altro istituto, stesso problema. Il dirigente dell'Ic San Bernardino Michele Bottaro alza le mani: «Risorse disponibili per il tempo pieno? Ne sappiamo tanto quanto voi – risponde - . Non sono i dirigenti scolastici che decidono, il budget arriverà dalla Regione e verrà suddiviso a seconda delle necessità». Calma le acque Giovanni Pontara, dirigente dell'Ufficio scolastico provinciale. «Confermo il funzionamento di 40 ore settimanali per il numero di classi pari a quello dell'anno scorso: 332 classi a Verona e provincia avranno il tempo pieno – assicura - . Poi, cercheremo di capire se ci saranno le risorse per, in caso, incrementarle ». Anna Martellato Mense e proteste Bimbi in una mensa scolastica. A sinistra, una protesta contro la riforma della scuola

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Scuola, 4mila docenti in meno (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - BARI - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-05 num: - pag: 3 categoria: REDAZIONALE L'allarme dei sindacati Scuola, 4mila docenti in meno BARI — Quattromila docenti in meno e quasi duemila precari che da settembre non troveranno un posto di lavoro perché si ridurranno sensibilmente le supplenze. Ieri Cisl, Uil, Snals e Gilda hanno mostrato un video, che sarà diffuso su internet, per fare capire come la scuola cambierà in seguito alla riforma Gelmini. «Ci saranno meno insegnanti, sarà garantita una minore sicurezza e si ridurrà la qualità dell'offerta formativa», denunciano i sindacati. Sono stati organizzati per sabato 14 marzo sit in in tutta la Puglia, mentre il 21 si terrà una manifestazione generale. ( s. del.)

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<Usura nel Mezzogiorno cresciuta del 50 per cento> (sezione: Scuola)

( da "Corriere del Mezzogiorno" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere del Mezzogiorno - CASERTA - sezione: INPRIMOPIANO - data: 2009-03-05 num: - pag: 2 categoria: REDAZIONALE Brevi Allarme di Contribuenti.it «Usura nel Mezzogiorno cresciuta del 50 per cento» Sempre più famiglie, nel Mezzogiorno, fanno ricorso all'usura: lo segnala Contribuenti.it, l'associazione contribuenti italiani. «A seguito della grave situazione di difficoltà economica in cui versano le famiglie e le piccole imprese, il sovra indebitamento delle famiglie del mezzogiorno, nei primi 2 mesi del 2009, è cresciuto del 69,4%, rispetto al 2008 e l'usura è aumentata del 48,2%», sottolinea, in una nota, l'associazione. «Nel mezzogiorno sono a rischio d'usura 464.000 famiglie e 570.000 piccoli imprenditori» afferma Vittorio Carlomagno presidente di Contribuenti.it. In apertura dell'anno accademico Seconda Università, prorettore critica Gelmini Il vice presidente del Cun (Consiglio Universitario Nazionale), Enzo Siviero, prorettore Iuav, ha criticato il ministro dell'istruzione, università e ricerca Mariastella Gelmini e il suo staff. «I consiglieri del ministro dimostrano di non conoscere il sistema universitario e parlano per emozioni» ha detto al Corriere dell'Università e del Lavoro, a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico della Seconda Università di Napoli. «Dal ministro — ha aggiunto — arrivano ricette generaliste che non tengono conto dei tanti vincoli e laccioli che impediscono di lavorare. Noi dovremmo occuparci solo di didattica e ricerca». Prevenzione Scompensi cardiaci Allarme in Campania In Campania si ammalano 300mila persone l'anno. Un vero e proprio allarme sociale quello dello scompenso cardiaco, rispetto al quale sono richieste dagli esperti politiche adeguate di prevenzione. L'Anmco (Associazione Nazionale medici cardiologi ospedalieri) e la Takeda nell'ambito del convegno organizzato a Napoli terrà una conferenza stampa che avrà luogo a Palazzo Alabardieri (Piazza dei Martiri), alle 12 di domani. Intanto è in corso al Royal il convegno organizzato dalla società scientifica Aimar sulle malattie respiratorie più diffuse in Campania: asma, broncopatie ostruttive e bronchiti croniche.

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SONO UN insegnante di scuola elementare, un professionista ... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Bologna)" del 05-03-2009)

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LETTERE E COMMENTI pag. 31 SONO UN insegnante di scuola elementare, un professionista ... SONO UN insegnante di scuola elementare, un professionista come le colleghe della Longhena' di Bologna. In 35 anni di vita di scuola ma mai mi è capitato di trovare una classe di 20-25 alunni meritevoli di 10 in tutte le materie. I simpatici monelli, per il loro modo di avvicinarsi alla vita, meritano anche 20, 30, 50, ma il punto è un altro. Far passare per normalità questa protesta anti-Gelmini non è assolutamente credibile. Quando in un plesso succedono casi eclatanti, ci sono i consigli di classe, i consigli di circolo, gli ispettori scolastici, i provveditori che vanno messi al corrente. E' stato fatto? Quelle colleghe dimenticano che loro sono al servizio della scuola: sono dipendenti statali che hanno giurato di rispettare le leggi della Repubblica italiana. Le autorità superiori dovranno intervenire prontamente per punire queste insegnanti. Mi auguro che il ministero della Pubblica Istruzione le licenzi subito per i seguenti motivi: manifesta incapacità di giudizio, vero e proprio sabotaggio, strumentalizzazione dei minori. Come collega grido loro: Vergognatevi'. Dario Franco Maestri, Gatteo (Forlì-Cesena)

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Scuola, caos tempo pieno La Cisl: sugli organici ora intervenga Formigoni (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE La polemica Atteso il piano del ministero. I sindacati: troppe richieste rispetto ai tagli Scuola, caos tempo pieno La Cisl: sugli organici ora intervenga Formigoni «A Milano 5 mila nuovi alunni e duemila pensionamenti» Nonostante le garanzie del ministro Gelmini c'è preoccupazione nel mondo della scuola milanese sui tagli previsti Tempo di numeri. Nella scuola milanese, per la definizione delle future classi. E al Ministero, a cui spetta il compito di definire gli organici. Si parte, dunque, dai bilanci. Gli iscritti: «Oltre 15 mila nuovi studenti negli istituti di ogni ordine e grado della regione, più di un terzo a Milano», spiega la Cgil. I pensionamenti: «Duemila quelli volontari ». Le richieste di tempo pieno: «Oltre il 90 per cento delle famiglie ha scelto le 40 ore». Così la Cisl scende in campo: «Formigoni e i parlamentari lombardi devono intervenire perché si definisca un organico adeguato ». Ovvero quello per «soddisfare le volontà dei genitori». Sovraffollamento, sicurezza, accorpamento delle cattedre. E tempo pieno. Sono tante le preoccupazioni nel mondo della scuola. I timori riguardano soprattutto i tagli all'organico «previsti dall'articolo 64 della legge 133». Quindi il destino dei precari: per questo ieri pomeriggio si è tenuto un presidio davanti al provveditorato. A cui ha atto seguito l'apertura di un tavolo. Risultato: «Tutti i supplenti annuali saranno riconfermati », evidenzia Caterina Spuma, Cgil. Lo ha assicurato «il provveditore Antonio Lupacchino che ha incontrato una delegazione ». Per la sindacalista «questo risultato è stato ottenuto grazie ai 2 mila pensionamenti volontari». La soddisfazione dura poco, «perché con così tante nuove iscrizioni bisogna aumentare il numero dei docenti ». Si parla di «15 mila nuovi studenti, secondo il provveditorato, di cui il 40 per cento solo a Milano e provincia», spiegano dal sindacato. Una cifra in contrasto con le proiezioni del ministero con oltre 11 mila alunni in più. Sia come sia, «l'incremento stride con i tagli». E a maggior ragione «con il tempo pieno, preferito da quasi tutti». Se Milano conferma le scelte delle 40 ore, lo stesso si può dire della Lombardia. E a nulla sono valse le rassicurazioni del ministro Mariastella Gelmini: «Le risorse ci sono. E le richieste verranno rispettate». Tra gli addetti ai lavori c'è scetticismo. «Con i tagli previsti non è possibile». Così la Cisl chiede l'intervento di Formigoni, coinvolgendo di fatto la Regione: «Va assicurata un'adeguata assegnazione di fondi per soddisfare tutti». Renato Capelli, segretario generale, è chiaro: «Le promesse vanno mantenute». Ma i presupposti «sono diversi. Per questo serve l'impegno di governatore e parlamentari». Ora che i numeri sono più chiari. Benedetta Argentieri Protesta Il presidio degli insegnanti precari che chiedono sicurezza per il posto di lavoro

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La lavagna <digitale> debutta al liceo Severi (sezione: Scuola)

( da "Corriere della Sera" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Corriere della Sera - MILANO - sezione: Cronaca di Milano - data: 2009-03-05 num: - pag: 6 categoria: REDAZIONALE Via alla sperimentazione del ministero La lavagna «digitale» debutta al liceo Severi Il prof di Fisica, il professore Alberto Colombo, parla del sistema tolemaico e di quello copernicano. Cita Aristarco di Samo e disegna orbite e pianeti. Gli alunni della terza D del liceo scientifico Severi non prendono appunti: fissano la lavagna bianca che fa scorrere numeri e immagini. La lavagna somiglia allo schermo di un pc. Dove basta sfiorare la superficie per cliccare, scrivere, disegnare. Suona la campanella all'Istituto di via Alcuino, il laboratorio di Fisica si svuota e il professore raccomanda di controllare la casella di posta elettronica. Ogni studente riceverà nel pomeriggio il «file» della lezione. Il Severi è uno dei 14 poli lombardi a partecipare alla sperimentazione della nuova lavagna elettronica prevista dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gemini. Il piano prevede l'installazione di 10 mila lavagne entro quest'anno in 4 mila istituti e di arrivare entro il 2012 alla «copertura» di una classe su quattro. Il sistema è semplice: un pc centrale, uno schermo delle dimensioni di una normale lavagna ma dotato di tecnologia «touch screen» che consente di scrivere con una «penna digitale », un proiettore e un software. Il sistema sostituisce gesso e ardesia, visto che è possibile scrivere direttamente sullo schermo ma a differenza della lavagna tradizionale consente di non cancellare, ma di girare pagina mantenendo in memoria il contenuto dei dati. Cesare Giuzzi Tecnologia La lezione al liceo Severi con la ultratecnologica lavagna ( foto Calzari). è stata voluta dalla Gelmini

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Lontani dai rischi con il sito DrugFree' (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Firenze)" del 05-03-2009)

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PRIMO PIANO pag. 3 Lontani dai rischi con il sito DrugFree' PORTALE PRESENTATO A PALAZZO CHIGI ROMA L'INDIRIZZO Internet è drugfree.edu: è il nuovo portale informativo per le scuole contro l'uso di droghe, tabacco, metamfetamine e steroidi, presentato a palazzo Chigi dal sottosegretario per la droga e la famiglia Carlo Giovanardi, con il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini, e il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega per l'informazione e la comunicazione Paolo Bonaiuti. Il portale individua tre diversi soggetti cui rivolgersi prioritariamente: gli insegnanti, i genitori, i giovani e a ciascuna delle componenti è dedicato un settore, diverso anche nella grafica e nella modalità di approccio oltre che nei contenuti. Unico l'obiettivo: aiutare i giovani a liberarsi dalla droga e dall'alcol, attraverso la diffusione di informazioni scientifiche in grado di far comprendere correttamente e chiaramente i danni derivanti dall'utilizzo delle varie sostanze stupefacenti. AL SITO è collegato un altro strumento innovativo di interazione: si chiama Drug Expert Link ed è un sistema di videoconferenza facilitata, gratuita per le scuole, che permette di collegare a distanza scuole con esperti di ogni parte del mondo, per attività di informazione e di prevenzione. Un primo esperimento ha già coinvolto tre istituti di Napoli, Palermo e Modena. Giovanardi si dice «convinto che la nostra azione è solo un frammento in un discorso certamente più complessivo, che deve vedere scendere in campo le famiglie e la scuola, le parrocchie come il mondo dello sport e della musica, altrimenti non si va da nessuna parte. C'è ancora molto da fare sul piano dell'educazione e della formazione». Poi aggiunge che «secondo una recente ricerca il 50% dei ragazzi sottovaluta la pericolosità della cocaina». r. int. Image: 20090305/foto/450.jpg

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MIRANDOLA OTTO MAESTRI IN MENO al... (sezione: Scuola)

( da "Resto del Carlino, Il (Modena)" del 05-03-2009)

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CARPI, MIRANDOLA, FINALE E BASSA pag. 11 MIRANDOLA OTTO MAESTRI IN MENO al... MIRANDOLA OTTO MAESTRI IN MENO alla scuola elementare di Mirandola. A lanciare l'allarme sono gli assessori comunali Isabella Folloni (Pubblica istruzione) e Maino Benatti (Attività produttive, candidato sindaco dopo aver vinto le primarie) che questa sera interverranno a un convegno sulla scuola in programma in municipio e organizzato dal Pd. «L'AMMINISTRAZIONE comunale di Mirandola - commenta Benatti _ ha investito per il 2009 maggiori risorse per la scuola (+4%), ha bloccato le rette, che erano già state abbassate nel 2007 del 10%, e ha finanziato progetti delle scuole per il diritto allo studio. Investimenti e programmi - continua Benatti - che purtroppo si scontrano con le decisioni sconsiderate del ministro Maria Stella Gelmini, che portano gravi disagi anche a Mirandola. Oltre agli otto maestri in meno alle elementari, si registra il pericolo di chiusura delle materne di San Martino Spino, il taglio netto delle risorse per il funzionamento ordinario della scuola, e le gravi difficoltà a rispondere alle esigenze delle famiglie nell'organizzazione del tempo-scuola». «Il ministro - dice Benatti - deve rivedere questa scelta, perché la scuola è una risorsa su cui intervenire, e non un peso da togliere». «L'ALLARME c'è - commenta la dirigente scolastica della scuola elementare centro (nella foto) dottoressa Paola Cavicchioli - ma non creiamo allarmismo. I maestri mancanti potrebbero essere otto, oppure sei, ma anche nove. E' ancora presto per tirare le somme - spiega - certo che il problema esiste. Il numero otto, nel caso specifico, deriva da una stima matematica ricavata sottraendo le compresenze dei maestri nelle 52 classi di Mirandola. L'eliminazione totale delle compresenze - dice - è infatti il nodo problematico della vicenda e non solo comporterà grosse ripercussioni ma scardina l'assetto dell'organizzazione precedente». INTANTO, i genitori dei bambini che a settembre inizieranno le classi prime sono al corrente della situazione. Per il resto, soltanto in una classe terza, al momento, è stato affrontato il problema in una assemblea dei genitori. All'incontro di questa sera parteciperanno l'assessore alla Pubblica Istruzione della Provincia, Silvia Facchini, l'assessore Isabella Folloni, il candidato sindaco del centro sinistra Maino Benatti, la dirigente scolastica Paola Cavicchioli. Coordina l'incontro Cristina Ceretti, segretario comunale Pd. v. bru.

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asseranno alla storia, e anche alla geografia scolastica, i 137 ragazzi che hanno meritato in Umbria... (sezione: Scuola)

( da "Nazione, La (Umbria)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

PRIMA pag. 1 asseranno alla storia, e anche alla geografia scolastica, i 137 ragazzi che hanno meritato in Umbria... asseranno alla storia, e anche alla geografia scolastica, i 137 ragazzi che hanno meritato in Umbria il 5 in condotta. Ai primi scrutini dell'era Gelmini con i voti, l'aliquota di pierini è costituita dallo 0,36 per cento dei 37.371 iscritti alle scuole superiori. Nel panorama bullesco italiano 34.311 insufficienze in comportamento , si può dire che la regione sta sotto la media. Ma è molto variabile la popolazione di indisciplinati a seconda dell'indirizzo di studio. Il 5 in condotta è stato portato a casa da nessuno dei 1814 ragazzi che hanno scelto i licei artistici; da uno solo dei 16.294 iscritti a classico, scientifico e magistrale; da 36 degli 11.701 che frequentano gli istituti tecnici; e da 100 dei 7.562 dell'istruzione professionale. Una differenza di comportamento che qualcuno dovrà pur studiare.

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diritti negati, donne e cgil contro il governo (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

OTTO MARZO Diritti negati, donne e Cgil contro il governo Iniziative in città. Tante occasioni per discutere del lavoro al femminile Per l'8 marzo, la storica giornata internazionale dedicata ai «diritti negati alle donne», la Cgil veneziana mette in campo una sfilza di iniziativa con un unico denominatore comune, la lotta «all'attacco senza precedenti del Governo Berlusconi alle donne». «Le iniziative programmate dalla Cgil veneziana - spiega la segretaria confederale, Italia Scattolin - saranno non solo un'occasione di riflessione, di denuncia e proposta sui temi della violenza, della qualità del lavoro, del welfare per le donne, ma rappresenteranno una importante occasione per favorire e promuovere la campagna referendaria promossa dalla Cgil a sostegno del no all'accordo separato, e che ci vede impegnate in prima linea, favorendo la votazione anche a donne e uomini che non frequentano le sedi sindacali e vogliamo incontrare e con le quali confrontarci». Le iniziative - presentate ieri dalla Cgil veneziana, - cominceranno ufficialmente oggi con il convegno su: «Fabbriche al femminile e lotte delle lavoratrici», che si terrà alle 16.30 all'ex Cotonificio di Venezia (San Nicolò dei Mendicoli) e prevede la presentazione del libro «Manifattura tabacchi - Cotonificio veneziano» edito dal Poligrafico dello Stato. Domani - alle 11.30 al Centro Culturale Candiani di Mestre - la inaugurazione della mostra «Donne manifeste: 60 anni di storia delle donne nei manifesti dell'Unione Donne Italiane, dal 1944 al 2004» che resterà aperta fino al 27 marzo e darà anche avvio ad un concorso rivolto a 6 Istituti di scuola superiore veneziani sul tema della violenza alle donne. In occasione dell'8 marzo, la Cgil inaugurerà il servizio Telefono Donna presso la Camera del Lavoro di Chioggia. Inoltre, in città e provincia, saranno allestiti banchetti informativi - con la distribuzione delle tradizionali mimose -, seggi per la votazione referendaria sull'accordo «separato che stravolge la contrattazione nazionale e territoriale» firmato solo da Cisl e Uil a livello nazionale. «In questa fase inedita di crisi e di rigurgiti maschilisti del Governo - ha detto ieri Ilaria Scattoin -, è ancora più importante far sentire la voce delle donne. L'analisi della situazione economica nel Paese è molto preoccupante, come è altrettanto palese che il prezzo della crisi per le donne sarà ancora più caro, sia per le lavoratrici presenti nei settori coinvolti che per le precarie e per le pensionate». «Si tratta di una crisi del tutto inedita - ha aggiunto la sindacalista - una crisi globale dell'economia finanziaria, che morde il tessuto produttivo causando la perdita di centinaia di posti di lavoro anche in settori dove importante è la presenza dell'occupazione femminile. E, come se non bastasse, alla crisi si accompagnano i nefasti provvedimenti del governo: la detassazione dell'orario straordinario, l'abrogazione della norma 188 che evitava i licenziamenti mascherati, i tagli alla sanità, ai servizi sociali, la riforma Gelmini». (g.fav.)

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asseggiano rischia di perdere la scuola (sezione: Scuola)

( da "Nuova Venezia, La" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Le preiscrizioni alla prima elementare ferme a 13, il minimo è 15 Asseggiano rischia di perdere la scuola La Municipalità spera in nuovi alunni o in una deroga dal Ministero ASSEGGIANO. Hanno fatto 13 ad Asseggiano, ma di fare festa non hanno voglia. Già, perché 13 sono le preiscrizioni alla classe prima delle elementari della frazione, un risultato che suona come una beffa: la legge Gelmini, infatti, prevede che per formare una classe occorra un minimo di 15 alunni, requisito che per il momento alla scuola di Asseggiano non è stato raggiunto per un'inezia. Partendo dal presupposto che nessuno vuole prendere nemmeno in considerazione l'ipotesi di un anno scolastico 2009/2010 senza prima elementare, ora gli scenari possibili per il futuro sono due. Il primo è che, finita la fase delle preiscrizioni in febbraio, fino al termine per le iscrizioni si aggiungano almeno altri due alunni. La seconda possibilità è che, nel caso non ci siano altre iscrizioni, per salvare la prima elementare di Asseggiano si chieda una deroga al ministero dell'Istruzione. Mossa, questa, che sarebbe suggerita da almeno due considerazioni: la prima, il fatto che nei prossimi anni Asseggiano sarà interessata da uno sviluppo demografico notevole, la seconda che la scomparsa della prima elementare nel 2009/2010 rischia di innescare un processo a caduta che porterebbe a breve alla chiusura della scuola stessa. Possibilità, questa, che Chirignago-Zelarino vuol scongiurare a tutti i costi, considerando che la scuola elementare di Asseggiano non assolve solo a una funzione didattica, ma da tempo ha anche instaurato una proficua collaborazione con alcune associazioni attive sul territorio. «Il nostro impegno per questa istituzione scolastica non si ferma», assicura Emanuele Rosteghin, componente dell'esecutivo di centrosinistra che guida la Municipalità di Chirignago-Zelarino. In ballo c'è la volontà di rendere più «attraente» la scuola di Asseggiano, aumentando l'offerta didattica. Per questo motivo l'amministrazione municipale ha già creato una collaborazione con il Comune, in particolare con l'assessorato all'Educazione retto da Anna Maria Miraglia, per trovare una soluzione al problema. In ogni caso, il punto è sempre il raggiungimento di quota 15 alunni iscritti alla classe prima elementare, condizione che eviterebbe la richiesta di una deroga la cui concessione potrebbe non essere poi così scontata. Sempre che non si decida di fare come in tanti paeselli di montagna, dove per evitare la chiusura delle scuole a iscriversi sono stati i nonni degli alunni.

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l'accademia porterà la storia del friuli a scuola (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 2 - Udine «L'Accademia porterà la Storia del Friuli a scuola» Passaggio del testimone da Cola a Londero alla presidenza. Oggi la prolusione di Bressani L'obiettivo è quasi raggiunto: portare la Storia del Friuli come materia di insegnamento nelle scuole, e in effetti con il piano Gelmini sul recupero dell'educazione civica potrà essere cosí. Ma intanto l'Accademia udinese, sotto la spinta del presidente uscente Gaetano Cola, ha allargato gli ambiti di azione stringendo un accordo con le accademie del Veneto, di Zagabria, di Lubiana, di Vienna. «Il nostro obiettivo era quello di creare una solida struttura di Alpe Adria» è il lascito programmatico di Cola nei giorni in cui quell'organismo euroregionale, dal punto di vista politico, è presieduto dal governatore del Fvg, Renzo Tondo. Obiettivo colto, quello dell'Accademia, se si pensa che «abbiamo cooptato da poco la Pannonia, insieme con Carinzia e Stiria. Perché il legame tra queste realtà si concreta se si rafforza il rapporto tra le culture». Con Cola, che pochi giorni fa ha lasciato la presidenza al professor Bruno Londero, l'organismo udinese ha dunque rafforzato l'impegno a diffondere la conoscenza della Storia del Friuli «esaltandone i valori culturali e scientifici». Ora il passo atteso: quello di accompagnare e favorire l'insegnamento nelle scuole. Il nuovo direttivo è oggi composto, oltre che dal professor Bruno Londero alla presidenza, dall'architetto Massimo Bortolotti, vicepresidente, da Francesca Tamburlini, segretario, da Maurio Buora, vicesegretario, dal professor Cesare Scalon economo-amministratore. Consiglieri sono la professoressa Liliana Cargnelutti, il professor Giovanni Frau, il dottor Bruno Vidal e l'ingegner Gaeato Cola, che lasciata la presidenza si dedicherà a un altro impegno del sodalizio: la valorizzazione dei quaderni trimestrali con l'obiettivo ambizioso di dare voce a tutti gli eventi culturali. Un obiettivo che tiene conto delle aspirazioni dei giovani aderenti all'Accademia che oggi conta 160 iscritti. Quanto al passaggio di testimone «abbiamo tenuto fede al logo del sodalizio: Accademia udinese di Scienze, Lettere e arti. Alla presidenza, infatti - ricorda Cola - si sono succeduti tre medici, Celotti, Caracci, Pessina, tutti primari, è poi toccato a me, ingegnere, e ora il testimone passa al professor Londero, letterato, già vicepresidente per 5 anni». Il prossimo appuntamento è previsto per quest'oggi, alle 18, nella sala della Fondazione Crup in via Manin 15, per l'apertura del 403° anno di attività: l'onorevole Piergiorgio Bressani terrà la prolusione "Alle origini della specialità: l'autonomia del Fvg nei lavori della Costituente".

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Il cinque in condotta? Un atto di coraggio contro il bullismo (sezione: Scuola)

( da "Arena, L'" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 05 Marzo 2009 NAZIONALE Pagina 7 Specchio italiano Il cinque in condotta? Un atto di coraggio contro il bullismo Un anno fa tutti bravi, adesso tutti lazzaroni. Il cambio del sistema di valutazione, col ritorno al giudizio in decimali che ha soppiantato quello in lettere e con la reintroduzione del voto in condotta, delinea un quadro diverso del valore dei nostri studenti alla verifica degli scrutini intermedi. La ministra Gelmini sostiene che il valore dei nostri ragazzi non è cambiato, che la sintesi espressa dal ripristino del voto non ha penalizzato nessuno ma che, indipendentemente dalla riforma, sono gli insegnanti a essere diventati giustamente più severi. In pratica da un anno all'altro avrebbero stretto la manica, e di molto. Dovremmo quindi pensare che, alla stregua dei pastai che avrebbero fatto cartello per aumentare i prezzi, gli insegnanti si sarebbero messi d'accordo per valutare meno generosamente la condotta e il profitto degli studenti? È difficile credere che da un anno all'altro siano diventati inesorabili, se non anche un tantino crudeli come gli istitutori dickensiani. Più facile invece pensare che la logica del voto abbia reso più perentoria la valutazione, facendola ridiventare secca ed inequivocabile come un tempo, non più vaga e sfumata, se non fumosa, come lo era il giudizio espresso in aggettivi (da «non sufficiente» in su), senza parlare di quando esisteva solo il giudizio in prosa, il cosiddetto «giudizio articolato», una frasetta molto elaborata, volutamente contorta e quindi ambigua perché si doveva evitare il ricorso a termini mortificanti e classificatori. Quindi se la Gelmini è nel giusto quando dice che la testa degli studenti non è cambiata da un anno all'altro, sbaglia quando sostiene che è cambiata la testa degli insegnanti. Se prima nel bonario e, diciamolo pure, ipocrita «non sufficiente», la valutazione minima, ci stava tutto, dal 2 (meno di 2 era puro sadismo) al 5, oggi l'insegnante ha a disposizione un ventaglio di quattro decimali per definire meglio il profitto dello studente. Un abissale 2 o un disastroso 4 non sono equiparabili a un 5 foriero di speranze. Ai miei tempi tornare a casa con un 4 o con un 5 in pagella non era la stessa cosa, c'era la differenza di almeno due settimane di arresti domiciliari. L'unica novità rispetto al passato è il diluvio di 5 in condotta che, secondo la riforma Gelmini, porterà a bocciatura certa se da qui a fine anno non ci sarà un sostanziale miglioramento, una completa conversione. Ai miei tempi il 7 era già una condanna all'ergastolo. Potevi essere un genio, avere tutti 9 e 10 ma col 7 in condotta ti portavi a settembre tutte le materie. Allora il bullismo non esisteva. Ricordo di un compagno di classe che infilzò con la penna a pennino la mano dell'insegnante manesco che lo stava colpendo con un manrovescio. Non fu bullismo, ma legittima difesa. Oggi il 5 in condotta, nelle intenzioni della ministra, dovrebbe dare una bella sfoltita ai bulli, riportando la disciplina nella scuola. Forse non basterà se gli insegnanti non recupereranno la capacità (e la dignità) di farsi rispettare e se le famiglie non daranno una mano agli insegnanti, collaborando ed esigendo in primo luogo esse stesse il rispetto da parte dei figli, dal momento che un lazzarone in famiglia è un lazzarone anche a scuola e nella società. Invece i genitori tendono a difendere sempre e comunque i figli lazzaroni, scontrandosi con gli insegnanti, minacciandoli addirittura di querela, e questo induce a pensare che il 5 in condotta non produrrà i risultati sperati. Che la scuola sia piena di lazzaroni lo testimonia la quantità di 5 in condotta. Che, a questo punto, va interpretata come un gesto di coraggio da parte degli insegnanti che, ribellandosi a una situazione non più sostenibile, hanno approfittato del nuovo strumento messo loro a disposizione dalla riforma.  

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precari della scuola, a settembre in 580 rischiano il posto (sezione: Scuola)

( da "Messaggero Veneto, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Pagina 5 - Udine Precari della scuola, a settembre in 580 rischiano il posto Domani la protesta della Flc-Cgil davanti alla sede del consiglio regionale. Il segretario Giacomini: intervengano i politici Scuola: scatta la protesta a difesa dei precari. A settembre, in regione circa 1.200 tra insegnanti e personale Ata, vale a dire bidelli e collaboratori scolastici, rischiano di rimanere senza posto di lavoro. Circa 580 in provincia. Un dato spaventoso secondo il segretario regionale della Flc-Cgil, Natalino Giacomini, che domani, alle 16.30, organizzerà un sit-in davanti alla sede del consiglio regionale. Prima illustrerà la situazione al prefetto di Trieste. Al suo fianco anche il Coordinamento regionale dei precari. «Sono 1.200 famiglie che si troveranno senza un reddito e lavoratori che non potranno beneficiare degli ammortizzatori sociali» tuona Giacomini, convinto che si tratti di un problema sociale che deve essere analizzato dai politici regionali. Considerato che gli esuberi previsti dal ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, sono determinati dalla riduzione del tempo scuola nelle elementari, il sindacato chiederà all'assessore regionale dell'Istruzione, Roberto Molinaro, di «garantire il tempo scuola richiesto dalle famiglie, evitare che la razionalizzazione della rete scolastica colpisca il diritto allo studio, soprattutto nelle zone periferiche, e l'effettivo funzionamento di tutti i punti di erogazione del servizio». Allo stesso modo, la Cgil sollecita la Regione a utilizzare i poteri conferiti dallo Statuto speciale per contrastare i tagli previsti dalla Finanziaria. Ma anche a difendere il diritto al lavoro dei precari e a intervenire economicamente a sostegno delle scuole alle prese con un drastico taglio di fondi che non consente il pagamento delle supplenze. Al prefetto, invece, la Cgil chiederà di intercedere con il ministero per «scongiurare la crisi occupazionale che investirà i lavoratori della scuola a partire dall'anno scolastico 2009/10». Il sindacato, insomma, non intende accettare passivamente i tagli previsti dalla riforma Gelmini. «Perché - spiega ancora Giacomini - se il taglio degli insegnanti si basa su un progetto, per il personale Ata a monte non c'è alcun ragionamento. Il taglio dei collaboratori scolastici e degli amministrativi, infatti, non ha ragione d'essere dal momento che il numero dei plessi non è stato ridotto». Dello stesso avviso Teresa Sarli della segreteria regionale della Flc-Cgil, secondo la quale la riduzione degli insegnanti inciderà sulla qualità della didattica. (g.p.)

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Scuola, arriva l'ora di 'Cittadinanza e Costituzione'. Gelmini: non è la vecchia educazione civica (sezione: Scuola)

( da "Adnkronos" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, arriva l'ora di 'Cittadinanza e Costituzione'. Gelmini: non è la vecchia educazione civica Un'ora a settimana da settembre con prof di storia e geografia senza aumenti di orario. Il ministro Gelmini: ''Comprenderà l'educazione stradale, alimentare e sportiva. Investiremo un miliardo di euro'' commenta 0 vota 0 tutte le notizie di CRONACA ultimo aggiornamento: 05 marzo, ore 08:37

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<Un milione di euro per i corsi di cittadinanza e costituzione> (sezione: Scuola)

( da "Giornale.it, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

n. 55 del 2009-03-05 pagina 3 «Un milione di euro per i corsi di cittadinanza e costituzione» di Redazione Saranno 33 le ore di lezione destinate nell'arco dell'anno all'insegnamento di cittadinanza e costituzione nelle scuole italiane. Lo ha annunciato il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, precisando che il governo stanzierà un milione di euro per il nuovo insegnamento, che sarà affidato ai docenti delle materie umanistiche. «Non vorremmo - ha puntualizzato il ministro - che questa nuova materia fosse interpretata come la vecchia educazione civica. L'idea - ha spiegato - è quella di aprire le porte della scuola a molte testimonianze e a esempi positivi che possano rappresentare un modello di riferimento su versanti più diversi». Oltre che di Costituzione, si parlerà anche di educazione stradale, con particolare attenzione al patentino per il motorino, di educazione ambientale, in collaborazione con le organizzazioni ambientaliste e di corretta alimentazione, sulla quale, ha annunciato Gelmini, c'è già un canale di collaborazione aperto con Coldiretti. «L'introduzione dell'educazione alla cittadinanza - ha sottolineato Gelmini - va di pari passo con quella del voto in condotta, e servirà anche come strumento di integrazione». © SOCIETà EUROPEA DI EDIZIONI SPA - Via G. Negri 4 - 20123 Milano

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Insider Pdl: così Berlusconi mette nell'angolo Fini">Insider Pdl: così Berlusconi mette nell'angolo Fini pag.2 (sezione: Scuola)

( da "Affari Italiani (Online)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Insider Pdl/ In An? Più berlusconiani che finiani... Tutti i segreti del congresso Giovedí 05.03.2009 09:48 Anche perché nessuno potrebbe inserirsi al fianco o appena sotto il presidente del Consiglio, a parte i tre coordinatori che avranno più che altro un ruolo operativo. Potrebbe, al contrario, nascere una segreteria politica, oltre alla direzione allargata anche ai ministri, per aiutare Berlusconi nella gestione del partito. Un organo composto da una decina di persone, dove comunque verrà sempre rispettato il rapporto di 7 a 3 a favore degli azzurri. E Fini? Il presidente della Camera - spiegano nei corridoi del Palazzo - non è detto che ambisca ancora a guidare il Centrodestra e a succedere al Cavaliere. Per il momento continua a muoversi in autonomia, ricordando la presidenza della Camera in mano a Pierferdinando Casini, e in futuro si vedrà. Anche perché qualcuno ha parlato di un ruolo in Europa e in particolare a Bruxelles. Con l'ingresso del Popolo della Libertà nel PPE, per Fini potrebbe aprirsi la strada verso la presidenza della Commissione Ue (poltrona attualmente occupata dal portoghese Barroso). Ovviamente spalleggiato e voluto da Berlusconi in persona. Un compromesso tra due alleati-rivali che accontenterebbe entrambi, soprattutto il premier che potrebbe scegliere il delfino tra i suoi fedelissimi. Giulio Tremonti? Non solo lui. C'è anche Roberto Formigoni e, perché no, qualche ministro dell'attuale governo. Come Renato Brunetta, Maurizio Sacconi e la "politica" e non tecnica Mariastella Gelmini. < < pagina precedente

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CESARE DELL'ACQUA SIAMO SINCERI, NESSUNO SE L'ASPETTAVA. DOPO TANTO DISCORRERE SULLE RADICI ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Cesare Dell'Acqua Siamo sinceri, nessuno se l'aspettava. Dopo tanto discorrere sulle radici ideologiche della Costituzione e sul suo storico declino, l'iniziativa del ministro Gelmini sembra aver colto tutti di sorpresa. In effetti, parliamo di un atto ispirato innanzitutto a saggezza e buonsenso. Certo, i più scettici penseranno a un recupero, sotto mentite spoglie, del vecchio insegnamento di «educazione civica». Esperienza non entusiasmante, come tutti ricordiamo. Le cause di quel fallimento risiedevano infatti nel voler ritagliare un piccolo spazio didattico accanto ai vecchi insegnamenti tradizionali. SEGUE A PAGINA 20

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<Cittadinanza e Costituzione> nelle scuole (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 05-03-2009 «Cittadinanza e Costituzione» nelle scuole istruzione Gelmini: materia interdisciplinare da 33 ore l'anno DA ROMA T rentatre ore scolastiche annuali, più o meno un'ora a settimana, dedicate allo studio della Costituzione, ai temi della legalità, dell'educazione ambientale, alimentare e stradale, alla promozione del fair play non solo nello sport. Lo prevede l'Atto di indirizzo dell'insegnamento «Cittadinanza e Costituzione » presentato ieri a Palazzo Chigi dal ministro dell'I- struzione, Mariastella Gelmini. Dal prossimo settembre, dunque, nelle scuole di ogni ordine e grado, dalle materne alle superiori, partirà la sperimentazione, per un anno, di questa nuova disciplina. Verrà insegnata durante le ore di storia, geografia e studi sociali, senza un incremento dell'orario scolastico. «Per sua natura ha spiegato il ministro si tratta di una materia interdisciplinare ». L'intento è di coinvolgere attivamente e creativamente gli studenti. A questo scopo si pensa a un concorso destinato alle scuole (il bando entro maggio) per finanziare con un milione le migliori proposte di sperimentazione. «La scuola italiana può e deve essere una palestra di democrazia », ha aggiunto Gelmini facendo notare come l'introduzione del voto in condotta vada di pari passo con il debutto di questa nuova disciplina, «che diventa anche uno strumento di integrazione ». Secondo il procuratore nazionale Antimafia Piero Grasso, che ha partecipato alla presentazione, «attraverso iniziative come questa coltiviamo la speranza di poter riuscire a formare cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri, affrancati da pregiudizi razziali o religiosi, strenui difensori della democrazia». Per il presidente dell'associazione Libera, don Luigi Ciotti «dobbiamo legare saldamente legalità a responsabilità, lo Stato faccia la sua parte noi faremo da pungolo propositivo ». Pur condividendo l'idea dell'iniziativa del ministro Gelmini, nel Pd si mette in guardia dal rischio «che questa iniziativa così importante sia solo uno stratagemma per distogliere l'attenzione» da quello che Giuseppe Lumia definisce «il fallimento della riforma del maestro unico ». Al contrario, per Gabriella Giammanco del Pdl, «l'insegnamento di Cittadinanza e Costituzione rappresenta uno dei punti più qualificanti del nuovo assetto scolastico voluto dal ministro Gelmini. Il grande patrimonio di valori e principi contenuti nella nostra Carta Costituzionale, legato alla sperimentazione di forme di partecipazione attiva alla vita democratica, non possono che costituire l'elemento centrale della formazione nei giovani di un senso civico più maturo e sensibile alle istanze di integrazione e cambiamento che dominano la nostra società». La sperimentazione partirà da settembre: la nuova disciplina verrà insegnata durante le ore di storia, geografia e studi sociali Mariastella Gelmini (Ansa)

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Nuovo portale antidroga per i giovani <L'obiettivo è informare correttamente> (sezione: Scuola)

( da "Avvenire" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

CRONACA 05-03-2009 Nuovo portale antidroga per i giovani «L'obiettivo è informare correttamente» DA MILANO S i chiama drugfree.edu ed è il nuovo portale informativo sulle droghe, ideato dal Dipartimento delle politiche antidroga in collaborazione con il ministero dell'Istruzione. Il portale, che si rivolge alle scuole, alle famiglie e agli studenti, è stato presentato ieri a Palazzo Chigi dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio Carlo Giovanardi, dal ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini e dal sottosegretario Paolo Bonaiuti. L'obiettivo è «informare correttamente i giovani sui danni provocati dall'uso di droghe» ha spiegato Giovanardi che ha ricordato come, secondo un recente son- daggio, il 50% dei giovani ritenga che la cocaina sia una droga con cui si può convivere. Il sito utilizza tra l'altro un sistema di videoconferenza che permette di collegare a distanza scuole con esperti, in ogni parte del mondo, consentendo quindi di fare prevenzione e informazione in modo interattivo in classe. Da drugfree.edu si potranno anche scaricare immagini ricavate dagli studi di neuroscienze, per permettere di capire gli effetti che le sostanze hanno sul cervello. Non solo: sul portale vengono usati format differenziati in base ai destinatari. In particolare la parte dedicata ai ragazzi utilizza un linguaggio più semplice e accattivante. Il sito web si chiama drugfree.edu ed è stato presentato ieri a Palazzo Chigi: si rivolge a studenti, scuola e famiglie. Previsto un sistema di videoconferenza per mettere in contatto gli utenti con gli esperti

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L'istituto Bambin Gesù ora apre alle elementari (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

L'istituto Bambin Gesù ora apre alle elementari Fermo Da settembre a Fermo ci sarà una scuola elementare in più. Lo storico istituto Bambin Gesù, in via Cipriani, 8, aprirà la classe prima della scuola primaria. Una scelta conseguente ai buoni risultati ottenuti dalla già avviata scuola materna nel corso di quest'anno scolastico. La scuola gestita da parte della cooperativa sociale Preziosissimo Sangue, che ha un'esperienza pluriennale nella gestione di istituti cattolici, intende far rivivere l'esperienza educativa dell'istituto Bambin Gesù cogliendo l'esigenza di tante famiglie fermane che da tempo auspicano la riapertura di una scuola primaria cattolica. La cooperativa punta tutto sul progetto educativo e sulla qualità dell'insegnamento, attraverso insegnanti preparati e l'aiuto di una rete di più di 40 scuole. Oltre al normale orario scolastico sarà da subito funzionante il doposcuola destinato allo svolgimento dei compiti. La scelta della gestione è stata sempre quella di offrire un orario scolastico obbligatorio e uno facoltativo, così che i bambini possano stare in famiglia e non affaticarli con una permanenza a scuola troppo lunga. "Siamo certi dicono i responsabili del progetto - che la qualità didattica può essere garantita con la scuola al mattino, mentre per venire incontro alle esigenze lavorative delle famiglie offriamo il servizio dopo-scuola al pomeriggio. "I bambini hanno bisogno, comunque, dei loro spazi e dei loro tempi e di stare il più possibile con la famiglia". Per eventuali informazioni sulle offerte da parte della scuola e su maggiori particolari si può contattare anche la direzione al numero 327 1277637, oppure la segreteria allo 0734 217421. Le iscrizioni saranno accettate fino al prossimo 15 marzo, anche se i bambini sono già iscritti in un'altra scuola. Con l'apertura della nuova scuola elementare si amplia quindi l'offerta didattica nel Comune di Fermo. Rientra nell'ambito delle offerte fornite dalle scuole cattoliche nel territorio. Sarà anche la possibilità di vagliare la risposta da parte delle famiglie a questo servizio.

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Sfornati finora 300 ingegneri, tutti occupati (sezione: Scuola)

( da "Corriere Adriatico" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Sfornati finora 300 ingegneri, tutti occupati Fabriano Undici anni di corsi per sfornare qualcosa come 300 ingegneri giunti in città da ogni parte d'Italia. E tutti, a parte qualche rara eccezione, hanno trovato un'occupazione. Anzi, nella sede di Unifabriano arrivano richieste dal Poligrafico di Roma e dalla Sezione sperimentale di Milano per l'assunzione di giovani laureati. Richieste alle quali Unifabriano suo malgrado non è riuscita ad avanzare candidature. I primi corsi attivati in città d'intesa con l'università di Camerino risalgono al 1997. Undici anni dopo nei laboratori e nelle aule di via don Riganelli si sono formati ben 300 laureati che hanno seguito il corso in ingegneria della produzione industriale. Il corso è strutturato in due indirizzi: quello meccanico, l'altro cartario voluto appunto per non disperdere il patrimonio di competenze e professionalità tramandato in città grazie alla presenza delle Cartiere Miliani. Le matricole per l'anno accademico 2008-2009 sono 31, mentre gli iscritti in totale hanno raggiunto quota 200. Con la riforma universitaria varata dal ministro Gelmini si passerà dai 32 esami attuali ai 20 del nuovo ordinamento. Come dire che per l'ateneo fabrianese si apriranno nuove possibilità di sviluppo tenuto conto della sforbiciata agli esami che potrebbe attrarre un maggior numero di studenti. Ora il futuro di Unifabriano è legato anche al procedimento giudiziario in corso presso il tribunale di Fabriano. Una controversia tra enti che vede di fronte una partecipata del ministero del Tesoro e l'ateneo di Camerino, il dicastero dell'Università e della ricerca scientifica oltre che lo stesso Consorzio che gestisce i corsi. La causa si trascina da tempo e tornerà davanti al giudice unico nell'udienza del prossimo 18 marzo. L.A.,

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DIAMANTE MAROTTA APPROVATO DAL CONSIGLIO DEI MINISTRI UN PROVVEDIMENTO CHE RIGUARDA GLI ORGANICI ... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Caserta)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

DIAMANTE MAROTTA Approvato dal Consiglio dei Ministri un provvedimento che riguarda gli organici del personale non docente delle scuole di ogni ordine e grado. Si tratta della bozza di regolamento sugli organici per gli assistenti amministrativi, tecnici e collaboratori scolastici. I tagli previsti, anche se allineati con le previsioni contenute nella legge 133 e sulla base del piano del ministro Gelmini, si preannunciano molto pesanti. In particolare il regolamento sugli organici andrebbe, secondo i sindacati, a colpire soprattutto il profilo dei collaboratori scolastici la qual cosa metterà in crisi le piccole scuole, le realtà periferiche e molti circoli didattici della provincia di Caserta. Le scuole dell'infanzia dislocate su più plessi, invece, potrebbero non funzionare adeguatamente a causa della riduzione dei collaboratori. Di qui la protesta dei sindacati convinti più che mai che i parametri dettati dal nuovo regolamento sugli organici Ata non permetteranno di garantire i servizi essenziali soprattutto nelle scuole con più plessi e le scuole dell'infanzia, primarie e secondarie di primo grado. La Flcgil ha elaborato, partendo dai dati di organico di diritto, un prospetto statistico di quanto si prevede nella regione e in provincia dal primo settembre 2009. In Campania si perderebbero 1788 posti, di cui 439 per gli assistenti amministrativi, 168 per i tecnici, 1175 per i collaboratori scolastici e 6 per cuochi e addetti alle aziende agrarie. A Caserta i posti in meno, su un organico di 4581, sarebbero 287. Per gli assistenti amministrativi su un organico di 1036 unità si prevedono 66 posti in meno il prossimo anno; su 438 assistenti tecnici, invece, il taglio interesserà 31 posti; per i profili di cuoco, infermieri, guardarobieri e addetti alle aziende agrarie su 22 posti in organico se ne prevedono 2 in meno. Il taglio maggiore, infine, riguarda il profilo dei collaboratori scolastici: su un organico di 3085 posti in organico se ne prevedono 188 in meno. A questi dati poi va aggiunta anche la perdita dei posti dei direttori dei servizi generali e amministrativi per effetto del dimensionamento (in provincia 6 le scuole che perderanno l'autonomia) e la diminuzione dei supplenti temporanei per il personale ata a seguito delle attribuzioni di mansioni aggiuntive al personale interno.

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ELENA ROMANAZZI ROMA. A SCUOLA CON LA COSTITUZIONE SOTTO IL BRACCIO. ENTRA IN CLASSE, PER IL MOME... (sezione: Scuola)

( da "Mattino, Il (Benevento)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

ELENA ROMANAZZI Roma. A scuola con la Costituzione sotto il braccio. Entra in classe, per il momento in via sperimentale, un nuova materia «Cittadinanza e Costituzione», da non confondere con la vecchia educazione civica: «L'idea - spiega Mariastella Gelmini - è quella di aprire le porte della scuola a molte testimonianze e a esempi positivi che possano rappresentare un modello di riferimento sui versanti più diversi». Un'ora a settimana, 33 in tutto, affidate al prof di storia e geografia, senza nulla togliere allo studio di queste materie. Si parte l'anno prossimo (malgrado le polemiche roventi sui tagli e uno sciopero annunciato dalla Gilda per il prossimo 18 marzo), un milione di euro stanziati, ma è solo un primo passo, un bando di concorso verrà pubblicato a maggio, per consentire alle scuole di fornire proposte, lanciare idee, mettersi in gioco. Perchè «Cittadinanza e Costituzione» non significa solo conoscere i propri diritti, ma rispettare le leggi, conoscere e rispettare l'ambiente (il primo progetto pilota ha riguardato la Campania in piena emergenza rifiuti), apprendere i primi rudimenti di educazione alla salute e educazione stradale (fino al conseguimento del patentino). Il ministro dell'Istruzione rammenta le parole del Capo dello Stato, pronunciate in occasione dell'apertura dell'anno scolastico: «Occorre insegnare, studiare e analizzare nelle scuole il dettato costituzionale - disse - per offrire ai giovani un quadro di riferimento indispensabile a costruire il loro futuro di cittadini consapevoli dei propri diritti e doveri». Questo offre il ministero. Il progetto abbraccia, in modo diverso, tutte le scuole di ordine e grado. Dalla scuola dell'infanzia dove prevalentemente si punterà a trasmettere conoscenze sul concetto di famiglia, scuola e gruppo, alla primaria dove verranno spiegate le prime nozioni di costituzione, i diritti fondamentali dell'uomo, l'importanza della tutela del paesaggio e l'educazione stradale. Alla scuola media il salto di qualità con lo studio della Costituzione che verrà approfondita nella scuola secondaria superiore dove si insegnerà anche il fair play nello sport. Accanto a queste 33 ore di lezione ci saranno poi i progetti che verranno affidati ad esperti. Alcuni di questi hanno preso parte alla conferenza stampa. Il procuratore nazionale antimafia, Piero Grasso, secondo il quale è venuto il tempo «di una nuova alleanza tra chi produce formazione e chi produce legalità». Don Luigi Ciotti, presidente di «Libera» è entusiasta: «Abbiamo bisogno di buone prassi - spiega - perché le buone prassi sono quelle che incidono. Bisogna andare oltre la legalità, perché questa è una bandiera che tutti usano anche chi la calpesta. Occorre, invece, coniugare legalità e co-responsabilità». Per le famiglie, per formare i giovani, per aiutare anche gli insegnanti spessi impegnati a fare i conti con ragazzi che fin da giovanissimi si avvicinano all'alcol e alla droga. Una vera e propria piaga se si considera che si è abbassata sensibilmente l'età dei consumatori: a dodici anni c'è già chi ha usato droghe. Per questa ragione, è stato creato un apposito portale messo in campo dal ministro dell'Istruzione e dal sottosegretario alla presidenza del Consiglio, con delega alle tossicodipendenze, Carlo Giovanardi, per raggiungere le nuove generazioni. La pagina web si chiama DrugFree.Edu (il link www.edu.dronet.org), sono previste anche video-conferenze con esperti. Un servizio del tutto gratuito.

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Tutti scelgono il tempo pieno: è emergenza maestre (sezione: Scuola)

( da "Corriere Di Como, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Tutti scelgono il tempo pieno: è emergenza maestre Le elementari dopo la riforma L'allarme della Cisl Scuola: «Bisogna garantire le scelte fatte dai genitori» Iscrizioni chiuse per le scuole elementari ed è già "emergenza maestre". Il dato regionale, secondo il segretario generale della Cisl Scuola Lombardia, Renato Cappelli facilmente rapportabile anche sulla provincia di Como, indica che quasi il 90% delle famiglie ha scelto il tempo pieno a 40 ore o l'orario prolungato a 30 ore. Solo il 7% ha optato invece per le 27 ore ed è stata praticamente nulla l'adesione delle 24 ore settimanali. «I genitori hanno bocciato senza appello il modello del maestro unico» dice Capelli, che chiede che venga garantito l'organico necessario per rispettare le scelte dei genitori. La Cisl ha inviato una lettera al presidente della Regione, Formigoni, all'assessore Rossoni e a tutti i parlamentari eletti in Lombardia quali garanti del tempo pieno. «Gli organici verranno stabiliti già nella prossima settimana - prosegue Capelli - quindi non c'è tempo da perdere». La tendenza al tempo pieno o prolungato viene confermata anche dalla sede comasca della Cisl Scuola. «In mancanza di servizi sociali alternativi - spiegano - e con entrambi i genitori che lavorano è logico che la scelta cada sul tempo pieno». I dati precisi a livello provinciale non sono ancora disponibili, come spiegano dagli uffici di via Volta dell'ex Provveditorato. «Gli unici numeri che abbiamo sono quelli dell'anno in corso - spiegano dall'Ufficio scolastico provinciale - i dirigenti dei singoli istituti stanno ancora elaborando le iscrizioni ricevute». Rimanendo all'anno in corso, le classi a tempo pieno erano solo 68, contro le 1.280 del tempo normale. Numeri che però potrebbero trarre in inganno, dato che si riferiscono alla situazione pre-riforma Gelmini quando vi era si la possibilità di lasciare i bambini tutto il giorno a scuola, ma vi erano anche numerose soluzioni alternative Riferisce anno in corso da 33, da 30 e da 27 ore, con più rientri pomeridiani senza essere però classificate come tempo pieno. Ora il modello a 40 ore pare che a livello regionale sia stato scelto in modo plebiscitario in tutta la Lombardia e in particolare nelle province di Milano, Lodi, Bergamo e Como. «Se l'organico assegnato alla Direzione scolastica regionale non garantirà il tempo pieno - concludono dalla Cisl Lombardia - promuoveremo una mobilitazione» Home Rimangono serie le condizioni del giovane di Somaino Egiziano a Guantanamo, entro il 17 marzo la risposta degli Usa Bulgheroni in visita a Como «Favorirò la collaborazione» Da ottobre stop agli Euro 2 diesel Il no del comitato "non catalizzati" Famiglie in difficoltà: stanziati 400mila euro Doppia rapina, 25enne in manette Megafono e musica new-age in classe

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Vincono le trenta ore ma non sono sicure (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Vincono le trenta ore ma non sono sicure Giovedì 5 Marzo 2009, I genitori confermano l'attuale modello scolastico di istruzione elementare. I primi dati relativi alle pre-iscrizioni al prossimo anno scolastico, resi noti dai dirigenti dei quattro circoli didattici udinesi, parlano chiaro. Salvo poche eccezioni, tutti i genitori hanno optato per il modello di 30 ore settimanali di lezione. In pratica una bocciatura della riforma Gelmini. Ma resta ancora da capire se le scuole saranno effettivamente in grado di accontentare le richieste. Il provvedimento ministeriale parla chiaro: le 30 ore non sono affatto scontate e verranno garantite solo nel caso in cui l'organico della scuola sia sufficiente a coprire il monte ore. In caso contrario si dovrà scendere alle opzioni di 27 o 24 ore settimanali. Per i genitori dei futuri alunni di prima, quindi, si prospetta ancora un periodo di attesa e di incertezza. Le scuole ora dovranno attendere la ripartizione degli organici, che funziona con una sorta di meccanismo a cascata. Il ministero individuerà i numeri dei docenti per ciascuna regione. A livello regionale, poi, ci sarà la spartizione per province e, per finire, per singole scuole. Ciascuna scuola, poi, dovrà organizzare al suo interno il personale, in modo tale da offrire il servizio alle famiglie. Nella scelta si garantirà innanzitutto la prosecuzione dell'attuale modello scolastico nelle classi già avviate, dalla seconda alla quinta, nel segno della continuità didattica. Da ultimo si valuterà l'effettiva possibilità di coprire le 30 ore di insegnamento anche in prima elementare.

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Scuola, è corsa alla pensione (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Udine)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola, è corsa alla pensione Presentate 200 domande in più dello scorso anno. Ma c'è pure la quiescienza obbligata Giovedì 5 Marzo 2009, Il rischio dell'ulteriore innalzamento dell'età pensionabile e le incertezze della riforma Gelmini. Ecco spiegato il fuggi fuggi di docenti e personale dalle scuole italiane. Un fenomeno diffuso su tutta la penisola e che non risparmia neppure la provincia di Udine. Anzi, a giudicare dai numeri delle richieste di pensionamento arrivate all'ufficio scolastico provinciale si può quasi parlare di un esodo. Il dato complessivo delle richieste di pensionamento, tra tutte le figure professionali impiegate nel mondo della scuola e tra tutti gli ordini di istituti, dall'infanzia alle superiori, parla di quasi 350 istanze presentate. Praticamente duecento in più rispetto allo scorso anno. Le richieste di pensionamento si concentrano soprattutto alle elementari, dove sono state presentate ben 88 domande: 19 solo nei quattro circoli didattici di Udine, 7 nel primo circolo e 4 ciascuno nelle altre tre direzioni. Dei 69 docenti intenzionati a lasciare il lavoro, ora sparsi in tutta la provincia, i numeri più consistenti si registrano nella direzione didattica di Codroipo (6) e nell'istituto comprensivo di Tarcento (5). Ma le cattedre lasciate libere dal primo settembre dai maestri elementari si trovano davvero su tutto il territorio provinciale, dalla montagna al mare. Cospicuo anche il numero di professori delle scuole superiori intenzionati a lasciare il proprio lavoro: 109 in totale, di cui 26 insegnanti di lettere e 12 di matematica, sia nei licei che nelle altre scuole superiori. Seguiti a ruota dai colleghi di tutte le varie discipline. Anche alle scuole medie, con 48 pensionamenti in tutta la provincia, i gruppi più numerosi sono quelli degli insegnanti di italiano (23) e di quelli di scienze e matematica (11). Sono invece solo 17, di cui 3 a Udine, gli insegnanti delle materne pronti ad andare in pensione. L'unico istituto a "perdere", per il pensionamento, il dirigente sarà l'Istituto comprensivo di San Pietro al Natisone, ma a lasciare le scuole sarà anche il personale ata, con 22 assistenti amministrativi, 9 assistenti tecnici, 41 collaboratori scolastici, 2 cuochi, 2 educatori e 3 segretari. E il numero del personale del mondo della scuola pronto ad andare in pensione potrebbe aumentare ancora di qualche unità. Per la prima volta quest'anno, infatti, i dirigenti scolastici hanno la possibilità di indicare d'ufficio il personale che abbia raggiunto i 40 anni di servizio necessari per andare in quiescenza e prevedere quindi una sorta di "pensione obbligata". Bisogna capire, insomma, come si orienteranno i dirigenti scolastici, ovvero se si limiteranno a stilare un semplice elenco del personale o se ne determineranno anche il pensionamento, non consentendo loro di rimanere ancora in servizio. Le prime richieste sono già pervenute all'ufficio scolastico provinciale che finirà di vagliare queste posizioni presumibilmente all'inizio della prossima settimana.

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Il 5 in condotta tocca anche il Polesine. Non c'è comunque la "pioggia" ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Rovigo)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Giovedì 5 Marzo 2009, Il 5 in condotta tocca anche il Polesine. Non c'è comunque la "pioggia" di cinque avutasi a livello nazionale, ma solo di alcuni casi limitati. Si tratta infatti di sei 5 in condotta sparsi tra le 32 classi dell'istituto Colombo di Adria, che sono arrivati dopo gli scrutini intermedi del primo quadrimestre. Il ministro Mariastella Gelmini era stato chiaro: "Dobbiamo intervenire subito nelle situazioni difficili - aveva dichiarato - ecco perché ho deciso di introdurre il voto di condotta nella media di tutte le altre valutazioni in pagella". E si è partiti subito con i risultati degli scrutini della fine di queste quadrimestre. Ovviamente la bocciatura con il 5 in condotta arriverà solo se poi nel secondo quadrimestre alla fine dell'anno scolastico il voto non sarà cambiato, ma ci sono 4 mesi di tempo per poter sistemare le cose. Per il resto in Polesine non ci sono stati altri cinque, qualche sei, ma per quasi tutti gli altri istituti di Rovigo e provincia il voto di condotta si è stabilizzato tra il sette e il dieci. "In realtà quando si è parlato di un 70 per cento di insufficienze di condotta si sono letti i risultati in maniera non del tutto corretta - specifica Daniela Borghi, vicepreside degli istituti De Amicis - Marco Polo - i dati del ministero dell'istruzione, infatti, hanno sottolineato che 70 per cento dei ragazzi in pagella aveva avuto almeno un'insufficienza e che in alcuni casi questa insufficienza era relativa al voto di condotta. Ma non si è mai detto che l'intera percentuale fosse riferita solo al voto di condotta. Nella nostra scuola non ce ne sono stati, ma ciascun istituto si è basato autonomamente sui criteri mandati dalla circolare del ministro Gelmini". Un cinque in condotta, che da quest'anno fa media anche con gli altri risultati della pagella, può essere dato solo in casi particolari, se cioè l'alunno è stato sospeso dalle lezioni per un periodo di tempo superiore alle due settimane, oppure se ha avuto dei comportamenti poco consoni all'interno dell'istituto. "Ogni scuola si è quindi attenuta alle direttive della circolare - precisa la preside dell'Itis Viola Patrizia Bellinello - se l'attribuzione dei 5 arriva principalmente con le due settimane di sospensione del ragazzo, questo è il criterio a cui ci si è attenuti nella mia scuola. Conseguentemente anche i 6 sono stati assegnati solo in quei casi in cui c'erano stati giorni di sospensione, cosa che nel nostro istituto non si è verificata". Agli studenti ora non resta che rimboccarsi le maniche in attesa della fine del quadrimestre e dell'anno scolastico. Maria Benedetta Errigo

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Riforma scolastica Gelmini genitori e docenti a confronto (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Belluno)" del 05-03-2009)

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Riforma scolastica Gelmini genitori e docenti a confronto Giovedì 5 Marzo 2009, Mel Prima vengono i bambini e poi l'aspetto economico. In fondo questa è la voce che si è levata dal recente convegno organizzato dal Comitato Genitori dell'Ic Mel-Lentiai. Fra le novità che interessano il Bellunese, presentate da Domenico Martino, responsabile dell'Ufficio Scolastico Provinciale, sono da ricordare quella sull'edilizia scolastica e il futuro delle scuole professionali. Si tenga conto che anche le scuole più moderne hanno aule con una capienza massima per 25 alunni più l'insegnante, mentre con la riforma attuale è data indicazione che si può superare il tetto di 25. Sul futuro degli istituti professionali c'è ancora tempo, almeno un anno. Inoltre, Martino ha rassicurato che a livello provinciale non dovrebbero esserci perdite di posti di lavoro per i docenti supplenti, tenuto conto del numero di insegnanti che andranno in pensione. Il dirigente scolastico Roberto Scoccia ha messo in risalto che la riforma lede principi cardine che sostanziano l'autonomia degli istituti scolastici. Ha concluso l'intervento con una riflessione sulla riduzione degli organici che, a seguito dell'applicazione dal nuovo regolamento, obbligherà organi collegiali, enti locali, territorio a una rivisitazione dell'offerta formativa, prefigurando un'inevitabile flessione del servizio offerto. Da segnalare che il comitato genitori ha programmato una seconda riunione al palazzo delle Contesse, per lunedì 9 alle 20.30. Interverranno Milena De Carlo dello Snals e Walter Guastella della Cgil.

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La protesta torna a scuola: domani sindacati in piazza (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Treviso)" del 05-03-2009)

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La protesta torna a scuola: domani sindacati in piazza Giovedì 5 Marzo 2009, «Mentre il Governo e la Gelmini continuano con i loro provvedimenti a demolire la scuola rifiutando qualsiasi confronto con le diverse componenti del sistema formativo, lavoratori della scuola, genitori, enti locali, pedagogisti, siamo costretti a ritornare in piazza per riaffermare il no più deciso di tutte le organizzazioni sindacali trevigiane ad una politica scolastica arrogante che ci riporta indietro di trent'anni». I sindacati della scuola di Flc Cgil, Cisl, Uil Scuola e Gilda riprendono la lotta contra la riforma del sistema scolastico. E per domani hanno organizzato una manifestazione pubblica, con partenza alle 16.30 dal piazzale della stazione per raggiungere piazza dei Signori dove interverranno i rispettivi segretari generali regionali. Per la Cisl interverrà Nereo Marcon. «I dati che si profilano per il prossimo anno scolastico - si legge in un comunicato - sono drammatici: aumentano gli alunni per classe e diminuiscono gli insegnanti con conseguente peggioramento della qualità dell'offerta formativa». mzan

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(F.C.) Gli atti del convegno di Abano costituiranno il piano nazionale dell'orientamento e un ... (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Padova)" del 05-03-2009)

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Giovedì 5 Marzo 2009, (F.C.) «Gli atti del convegno di Abano costituiranno il piano nazionale dell'orientamento e un punto di riferimento per le politiche del ministero». Colpo di scena: il ministro dell'istruzione Mariastella Gelmini è comparsa ad Abano Terme e, se pur in videoconferenza, ha fatto questo annuncio extra-forte intervenendo al congresso nazionale "L'orientamento per il futuro", indetto dallo stesso Miur e organizzato dall'Itis Marconi di Padova. Lei, che nel programma ufficiale compariva lunedì pomeriggio in apertura dei lavori, si è collegata con la platea aponense verso le 15 ringraziando le istituzioni che hanno reso possibile il seminario, rivolgendo una menzione particolare al governatore Giancarlo Galan, all'assessore Elena Donazzan, al sindaco di Abano Andrea Bronzato, al presidente della Provincia Vittorio Casarin e ai rappresentanti di Confindustria. «Occorre uscire dalla visione dell'orientamento come elemento episodico e frammentario. Dalle infrastrutture - ha detto Gelmini - ci si aspetta un'attenzione continua, che arrivi anche a contrastare la dispersione scolastica, problema che non riguarda solo i giovani, ma anche le famiglie e il Paese nella sua interezza. Il seminario di Abano - ha continuato Gelmini - è la prima tappa di una serie di attività che abbracciano l'istruzione e la formazione nella loro totalità. È per questo che ho chiesto la collaborazione dei ministeri del Lavoro e della Famiglia, delle varie istituzioni e realtà associative». Augurandosi che il meeting aponense, avviato oggi alla conclusione, «segni anche la ripresa del dialogo con tutti gli operatori della scuola, in particolare con i docenti», Gelmini ha sottolineato come la scuola abbia bisogno di stabilità e informazioni precise: «va speso più tempo per informare gli studenti e le loro famiglie, orientandoli nelle scelte».

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Il ministro della buonavita (sezione: Scuola)

( da "Foglio, Il" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

5 marzo 2009 Il ministro della buonavita Come Maurizio Sacconi, ex socialista e titolare del Welfare, si è fatto soldato bioetico in nome di un "laicissimo dubbio" Il giovane vecchio, l?universalismo selettivo, il welfare responsabilizzante: al ministro del Welfare Maurizio Sacconi piacciono gli ossimori. Ha riempito di ossimori un intero Libro verde in cui si proponeva di abrogare il Sessantotto e le sue ancelle: la pigrizia, la spocchia intellettualoide, la distrazione delle famiglie, “la perfida incultura” dell?assistenzialismo e del nichilismo che mette in moto un declino inarrestabile. Ma c?è un ossimoro che veste Sacconi stesso. Due parole apparentemente in contrasto: crociato laico. “Un laicissimo dubbio”, ha detto un giorno il ministro, “mi ha spinto ad agire”. Laicissimo “perché anche se oggi credo” la religione non c?entra con la mia azione senza se e senza ma attorno “al valore della vita e al suo confine con la morte”. Era un?azione estrema fino all?estremo su un caso estremo, il caso Englaro. E allora non c?è stato più spazio per l?ossimoro ma soltanto per i giudizi netti: o sei con Sacconi o sei contro Sacconi. O lo sposi o lo rigetti. Perché Maurizio Sacconi è l?uomo che ha detto “no” dopo che un tribunale, in ultimo grado, aveva detto “sì” a Beppino Englaro. E? l?uomo che con un atto di indirizzo ha detto “siete fuorilegge” alle strutture ospedaliere o convenzionate che si erano dette disponibili ad attuare la sentenza e dunque avviare il protocollo di distacco del sondino per l?alimentazione e l?idratazione di Eluana. E? l?uomo del decreto della discordia Berlusconi-Napolitano, denunciato dai radicali per violenza privata ed esaltato dai pro-life per tenacia pubblica. L?uomo che da settimane dice: in nome del principio di precauzione scelgo la vita anche se vita è stato vegetativo persistente, e da altrettante settimane si sente dire: in nome del principio di autodeterminazione si deve poter scegliere la morte quando vita è stato vegetativo persistente. E? il ministro con l?aspetto dello zio pacioccone che quando Berlusconi parla di “anarchia etica” si scalda, si tortura, insiste e non desiste. L?uomo delle istituzioni che legge la motivazione del giudice ma non si ferma. Il padre che ascolta l?invito di un padre – vieni a vedere com?è ora Eluana – ma non si ferma. Il liberale che ignora le proteste di piazza ma pur tuttavia“capisce”. Il ministro dialogante che dice vado avanti anche senza di voi e non accoglie neanche un punto dell?opposta versione dei fatti e della vita: non puoi imporre l?alimentazione e l?idratazione, non puoi impedire l?attuazione della sentenza, non puoi sostituirti a Beppino, alla madre, a Eluana stessa, leggi la Costituzione, lasciala andare, lascia stare. Niente e nessuno poteva fermare il Sacconi che dichiarava “rispetto tutti” ma prometteva di voler “lottare contro il tempo costi quel che costi”. Il Sacconi con le occhiaie nere inghiottito dalla poltrona del suo ufficio durante l?intervista a “Porta a Porta” – dolore e tormento a galla, ma nessun passo indietro all?orizzonte. Il Sacconi accusato di integralismo che apprende della morte di Eluana e si accascia come una bambola sgonfia sul banco del Senato – il banco su cui un tempo sbatteva la scarpa come Nikita Kruscev all?Onu, ed era una suola che risuonava contro Franco Marini, allora presidente dell?Aula: Franco non negarmi il diritto d?intervento. *** O lo approvi o lo disapprovi, ma in entrambi i casi lo guardi e trasecoli: Sacconi il laico si è fatto più pro life dei pro life cattolici. Proprio lui, l?ex socialista volenteroso di Conegliano Veneto che sogna “la vita buona nella società attiva”, l?ex militante del Psi che da ragazzo faceva il maestro di tennis per preventiva fede nel lavoretto a breve termine che mantiene le ambizioni a lungo termine, il “boulot alimentaire” che oggi suggerisce ai giovani. Lui, proprio lui, il politico di professione – molte legislature, due sottosegretariati – che ha deciso di andare oltre la professione per essere avanguardia bioetica lottante. Sacconi, il ministro ubiquo che accorpava tre dicasteri in uno (Welfare, Lavoro, Sanità) e correva e si affannava e si adombrava e si lasciava scappare sottovoce un “vaffanculo” all?indirizzo dei dipietristi nascosti nel pubblico di un convegno Cisl, e si divideva fra trattative Alitalia e convegni post blairiani, e rincuorava rimproverando i trentenni male occupati o disoccupati: cari ragazzi non è colpa vostra, no, è colpa degli anni Settanta, della cultura stagnante finto progressista e dei genitori permissivi che vi danno una cuccia ma non vi forniscono aiuto per decidere sul futuro – e però cari miei datevi una mossa e andate a lavorare al bar per pagarvi gli studi, e fate esperienza che vi fa solo bene. Non s?è mai visto un trentenne che non ha mai portato neppure “una cassa di ciliege”, diceva nel luglio scorso a Nunzia Penelope che lo intervistava sul Mondo. E più le domande cadevano sul Sessantotto, più Sacconi si infervorava. E nel corso dell?estate, a ogni intervistatore di ogni possibile giornale e tivù, Sacconi parlava di speranza, di voglia di futuro, di energie salvifiche, di asili, di donne solari non più sole, indipendenti ma supportate, e magnificava la nascita di “nuovi valori” nella “comunità da ritrovare” – servono i corpi intermedi, diceva: non solo la famiglia, ma pure la farmacia, il medico condotto, l?oratorio, il frate, il carabiniere, finanche il poliziotto di quartiere. E si commuoveva, il ministro uno e trino, parlando del suo Veneto che da agricolo s?era fatto industriale passando per l?esaltazione della comunità. E intanto su Internet i forum erano pieni di commenti avvelenati: questo vuole tornare agli anni Cinquanta, questo vuole l?Italia di Don Camillo e Peppone. Ma per Sacconi non era un?offesa, ché “Don Camillo e Peppone” è il suo film preferito. E dunque con ottimismo crescente il ministro continuava a rilasciare interviste sui vizi del “sistema risarcitorio”, sul metodo per debellare l?ubriachezza al volante, sull?aiuto cash agli ultimi degli ultimi, sul non aiuto alla Fiat, sulla falda acquifera della società italiana inquinata dal lassismo paracomunista. Contraeva i muscoli della faccia, Sacconi, e si lanciava senza salvagente nella lotta contro l?assurdità dello spreco massimo: le migliaia di intelligenze buttate che tra i venti e i trent?anni si “riposano”, i giovani vecchi che si svegliano disperati e soprattutto disoccupati – e ti credo, diceva il ministro, studiano Scienze della Comunicazione, mica una solida materia, chessò, Ingegneria. E molto si arrabbiava, Sacconi, con i cattivi maestri, e prometteva di sostenere i giovani vecchi, ma a patto che si responsabilizzassero: se gli offri un lavoro e non lo accettano allora no, basta, che si arrangino. E se la prendeva con i professori sobillatori e autoreferenziali che rimpinzano di boria “quei ragazzi presuntuosi” in senso letterale – che pretendono di sapere e invece non sanno e si buttano in piazza e vogliono cacciare Mariastella Gelmini. E si incarogniva contro i falsi filosofi che inculcano la paura del futuro con quel loro disprezzo per la vita vera che offende e pretende. E forse era un po? già crociato, quel Sacconi terrigno e gioviale d?inizio autunno che inneggiava alla liberazione del paese e lanciava parole d?ordine – natalità, comunità, occupabilità – e poi infondeva pensiero positivo sull?affare Alitalia, più volitivo di un manuale d?autoaiuto americano: ce la possiamo e ce la dobbiamo fare. E poi si smentiva, sconsolato, dopo il ritiro dell?offerta Cai. Non vedo alternative, diceva con le borse sotto gli occhi e il sorriso triste, ma non si arrendeva. E dopo il libro Verde, dopo la consultazione all?inglese degli elettori sul sito del ministero (scriveteci, esortava), prometteva di onorare la memoria dell?amico Marco Biagi, ucciso dalle Brigate rosse, con un libro Bianco (sui valori alla base della riforma del lavoro) e con una busta Arancione (sulle pensioni). Marco e le sue idee ispireranno il governo, diceva Sacconi. Il sacrificio di Marco non sarà vano, pensava. Non rendete vano il sacrificio di Eluana, ha detto dopo aver appreso che Eluana era morta. “Sacrificio”, ed ecco che in molti sobbalzavano: che parola usa? E il giorno successivo Adriano Sofri, su Repubblica, pur concedendo che la frase era stata pronunciata “con non so quanta consapevolezza”, glielo diceva chiaro e tondo: “… bestemmia più enorme di tutte, che accusa di un sacrificio umano, e pretende di riscattarlo, per giunta con una legge folle”. *** Un tempo, molto prima dell?agguato a Marco Biagi, molto prima di Eluana – c?era la spensieratezza alacre dell?“ape che vola”. L?ape che vola era il simbolo dell?associazione per la Sinistra liberale che l?ex socialista Maurizio Sacconi aveva fondato con l?ex pds Sergio Scalpelli nel 1993, in pieno ottimismo della volontà, in piena Tangentopoli e in piena nostalgia per il riformismo che poteva essere e invece era finito dietro i registri degli indagati, dietro i tribunali, dietro le sbarre, dietro i suicidi, dietro lo smantellamento della Prima Repubblica. L?ape che vola era energia compressa che ricominciava a scorrere, erano viaggi sgarrupati in treno un po? per mancanza di fondi un po? per paura dell?aereo – Maurizio guarda come siamo messi, non abbiamo una lira, non abbiamo gli uffici, non abbiamo i militanti, come cavolo facciamo a fare un partito?, gli dicevano ridendo i compagni, ma Maurizio non demordeva e anzi fremeva e ricordava l?asprezza degli esordi: ero un ragazzo, solo un ragazzo, e già combattevo per la libertà ovvero contro i facinorosi figli di papà che si riempivano la bocca di comunismo senza sapere che cosa fosse. E però poi si faceva una risata pure lui, e si lanciava nella sua specialità, le imitazioni: Martelli, Craxi, il Cavaliere. Ma il meglio del meglio era Gianni Agnelli. Un giorno sentivi squillare il telefono e ti pareva davvero di avere in linea l?Avvocato. *** Si offenderebbe un prete, un cardinale. Forse pure un papa, a sentirsi chiamare crociato. Non Maurizio Sacconi, che invece un po? si è offeso quando qualche quotidiano ha accusato il ministro della Salute “di non voler sanare il suo conflitto di interessi” – e il conflitto era Enrica Giorgetti, sua moglie, direttore generale di Farmindustria. Non si offende spesso il ministro ex craxiano che mai si è sentito ex. Al massimo si rabbuia perché soffre di nostalgia inestinguibile – Tony Blair “ha preso da Bettino”, dice Sacconi, e se l?interlocutore si mostra attonito tanto peggio per lui, ché Sacconi porta subito gli esempi: il congresso socialista di Rimini del 1982 e il manifesto del New Labour del 1995 si assomigliano, guarda qui cosa c?è scritto, guarda lì come riecheggia. E poi scuote la testa e si chiede come facciano Giuliano Amato, Enrico Boselli e Bobo Craxi a stare con gli ex pci – io dopo Tangentopoli ho trovato naturale andare con Berlusconi, ha detto Sacconi al Magazine del Corriere raccontando altresì di aver fatto, in gioventù, una “fuga in macchina” con Gianni De Michelis – ed erano anni di fantasmi, sospetti e complotti, e gran timore di un colpo di stato. E si capisce che per Sacconi quel mondo era infinitamente più promettente dell?oggi, si capisce che nulla cancellerà quel lutto, i colpi inferti dal nemico numero due, Tangentopoli, che pur sempre discende dal numero uno: il sessantottismo che ha fatto del (solito) Sessantotto un mito avariato di sogni e progresso. Balle: era già tramonto, palude mortifera, inabissarsi di una generazione, canto del cigno della società industriale. Lo dico io, ma non l?ho inventato io, spiega Sacconi a chi osi nominare quel numero maledetto, Sessantotto. Lo diceva Gianni (De Michelis), il mio mentore, ripete Sacconi, e De Michelis ha sempre confermato pur prendendolo in giro: “E pensare che l?ho trovato comunista”. Saranno pure diversi, i due – Maurizio non andava con Gianni in discoteca al Gilda, non frequentava la Roma o la Milano da bere, tornava sempre nel weekend a Treviso a curare il collegio, il venerdì in piazza all?ora dello spritz, da bravo politico della Prima Repubblica, ma su una cosa Sacconi e De Michelis sono sempre stati concordi: Sessantotto, uguale crepuscolo degli dei già decaduti. *** In nome della ragion laica, il giovane Sacconi, deputato a ventotto anni, si scagliava contro il sindacato beota e contro il foraggio di stato a industrie putrescenti, e se i colleghi più esperti non lo ascoltavano, bivaccando alla buvette, l?onorevole li tampinava tra un supplì e un Campari, e mostrava carte, apriva valigette, spiegava prospetti, e faceva sempre la figura del peone sgobbone – e intanto però lui, Sacconi, si costruiva la base lassù al Nord, e faceva esperimenti di finanziamenti non assistenziali, e beveva litri di vino per cortesia verso l?elettore che gli offriva il brindisi e raccontava la storia della vigna di suo padre e rifiutava i cocktail con la bandierina colorata e ogni diavoleria alcolica troppo moderna. *** “Essere una persona seria non vuol dire sempre essere equilibrati o pacati”, dice la sottosegretaria Eugenia Roccella, il braccio destro bioetico (e a volte ispiratore) di Sacconi. “Persona seria”, dicono ugualmente di Sacconi quelli che con Roccella e Sacconi non sono d?accordo, gli amici ex socialisti di Maurizio, i compagni che davanti ai suoi atti e ai suoi decreti lo guardano e lo interrogano: “Maurizio, che fai? C?è la separazione dei poteri”. Quelli che scuotono la testa quando Maurizio il crociato risponde: “Bisogna fare di più, bisogna fare di tutto”, e anche quando, fiaccato, diventa alfiere di pacatezza: “Ho sempre compreso il grande dolore del padre di Eluana e non ne discuto la scelta, ma confido che presto ci sarà una regolazione tale da rispettare il valore della vita”. E a quel punto gli ex compagni si dissociano e gli dicono “ti voglio bene ma non condivido” e si ripromettono di fargli cambiare idea, sapendo benissimo che Maurizio Sacconi troverà altri mille nuovi ossimori pur di non cambiarla. di Marianna Rizzini

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Il Senato accademico vara le misure per favorire il ricambio generazionale (sezione: Scuola)

( da "Gazzettino, Il (Pordenone)" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Il Senato accademico vara le misure per favorire il ricambio generazionale Giovedì 5 Marzo 2009, Udine Il Senato Accademico dell'università di Udine ha deliberato le nuove misure relative alla cessazione di servizio del personale docente e tecnico-amministrativo. Le misure adottate dovrebbero consentire all'Ateneo di ridurre il rapporto tra spese per il personale e fondo di finanziamento ordinario e favorire l'assunzione di ricercatori. La manovra prevede la discrezionalità dell'amministrazione per la concessione del biennio di servizio attivo del personale, anticipando di fatto il pensionamento a 70 per i docenti, e la risoluzione dei rapporti di lavoro del personale dirigente e tecnico amministrativo che ha maturato 40 anni di servizio effettivo. Tali misure avranno effetto a partire da quest'anno e potrebbero consentire all'ateneo di ottenere un risparmio di stipendi stimato in 2,2 milioni di euro per il periodo 2010-2012. Le misure adottate tengono conto delle recenti disposizioni normative (decreto legge "Tremonti" 112/2008) e sono previste al fine di contenere il rapporto tra spese per stipendi e fondo di finanziamento ordinario, che per Udine nel 2008 si attesta all'86,91%, al di sotto della soglia del 90%. È questa, infatti, una condizione essenziale prevista dalla legge "Gelmini" 1/2009 per evitare il blocco delle assunzioni e, in prospettiva, anche per migliorare i parametri considerati dal Miur per ripartire i finanziamenti. «La manovra - spiega il rettore, Cristiana Compagno - è coerente con quanto già previsto nel bilancio triennale 2009 -2011 ed è stata assunta con grande senso di responsabilità dal nostro Senato accademico. In particolare, essa è stata varata tenendo conto dell'attuale scenario istituzionale e legislativo, che mira ad un incisivo intervento riformatore nelle pubbliche amministrazioni nella direzione di un sostanziale ridimensionamento della spesa, contrassegnato da forti tagli ai finanziamenti al sistema universitario e finalizzato da una parte alla riduzione degli organici, dall'altra dalla forte spinta a favorire il ricambio generazionale mediante l'assunzione di giovani leve, finanziata da risorse liberate dal turn over».

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Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre (sezione: Scuola)

( da "Sestopotere.com" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Scuola. Gelmini: Cittadinanza e Costituzione al via da settembre (5/3/2009 14:46) | (Sesto Potere) - Roma - 5 marzo 2009 - “Ci sembra importante che finalmente si stia ponendo un'attenzione specifica all'educazione alla cittadinanza e alla costituzione. Ma dobbiamo essere altresì consapevoli che questa educazione dei cittadini non si può esaurire nell'arco temporale delle 33 ore annuali previste, ma va curata nel modo di fare scuola, trasversalmente alle discipline, promuovendo un attivo scambio con il territorio, la partecipazione e le esperienze di volontariato”. Così Vittorio Cogliati Dezza, presidente nazionale di Legambiente ha commentato la notizia dell?introduzione della materia Cittadinanza e Costituzione. “Su questo versante - ha continuato Cogliati Dezza - la scuola italiana ha una grande tradizione e un patrimonio diffuso di buone pratiche che non devono andare disperse, ma devono anzi riuscire a trovare in questo nuovo impegno per l'educazione alla cittadinanza e alla costituzione una adeguata valorizzazione”.

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Sanità/ Miur: Bandi specializzandi medicina entro metà (sezione: Scuola)

( da "Virgilio Notizie" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Roma, 5 mar. (Apcom) - Questa mattina rappresentanti del Ministero dell'Istruzione, Università e Ricerca hanno ricevuto le associazioni dei futuri specializzandi delle facoltà di medicina, Federspecializzandi e Sims che chiedevano garanzie sulle procedure dei concorsi per l'accesso alle scuole di area sanitaria e sugli accorpamenti delle stesse. Il Ministero, spiega una nota di Viale Trastevere, ha rassicurato gli studenti sulla pubblicazione dei bandi entro la prima decade del prossimo aprile ed ha confermato l'impegno del ministro Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l'impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali: il Decreto Ministeriale sull'assegnazione dei contratti sarà dunque tempestivamente firmato dal ministro Gelmini dopo l'acquisizione del decreto sui contingenti nazionali delle scuole da parte del ministero della Salute. Perché le legittime aspettative dei medici in formazione vengano garantite pienamente - hanno spiegato i rappresentanti del ministero - occorre ora che la Conferenza Stato-Regioni e i presidi delle facoltà di medicina adempiano alle loro funzioni.

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In provincia di Salerno le famiglie hanno bocciato il maestro unico (sezione: Scuola)

( da "Salerno notizie" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

In provincia di Salerno le famiglie hanno bocciato il maestro unico Le famiglie salernitane, in linea con il dato nazionale, hanno chiesto più tempo scuola per i loro figli. Su un campione omogeneo di 46 scuole primarie (il 30,06% del totale), la scelta di Tempo Pieno è pari al 22,75%, superiore di gran lunga al 3,62% di Tempo Pieno dell?A/S 2008/09. Il 70,96% ha scelto il tempo lungo (30 ore); l?1,51% le 27 ore, lo 0,32% il maestro unico. Non solo numeri, ma un segnale al Governo che è stato sonoramente battuto, e non sul filo di lana, sulle politiche scolastiche fin qui messe in campo. In un tempo scandito da una pubblicità pervasiva, non di rado ingannevole, gli spots del Ministro Gelmini sulla bontà dell?introduzione della figura del maestro unico nella scuola primaria non ?hanno bucato lo schermo?. La scuola non è un supermercato sui cui banconi esporre merce da vendere: ben altri sono i luoghi deputati a discutere di scuola, ben altri i tempi per arrivare a conclusioni condivise. Giù le mani dalla scuola pubblica e di qualità! Le famiglie si sono guardate bene dall?incantatore di turno che ricorrendo agli espedienti del mestiere - grembiulino, voto in condotta, valutazione in decimi ? tentava di convincerle che un tempo scuola ridotto all?osso fosse più funzionale alla crescita dei loro figli. Indietro non si torna, l?orologio della storia volge inesorabilmente al futuro! Istruzione e formazione non sono terreno di scontro politico ? ideologico, bensì ?patrimonio inalienabile? di un intero Paese. Dismetterlo per fini di parte è operazione anacronistica e, come tale, va rifiutata in toto. La scuola è luogo di cultura, di pace e di aggregazione sociale e, come tale, va vissuta e difesa. Tagliare risorse, e su di esse pensare di cucire l?abito bello della festa (controriforma), non è affatto operazione lungimirante. Le famiglie salernitane hanno dato credito ai docenti che in questi mesi hanno contrastato il lucido disegno di destrutturazione della scuola pubblica. La FLC Cgil di Salerno ringrazia le famiglie e i lavoratori della scuola salernitana che in questi lunghi mesi hanno sostenuto la sua azione di lotta. La FLC Cgil di Salerno, da sola, ma non in solitudine, e con coerenza, ha sostenuto le ragioni della scuola reale per scongiurare l?impoverimento dell?offerta formativa, il licenziamento di migliaia di lavoratori precari. L?impegno della FLC Cgil di Salerno non si ferma qui: dalla prossima settimana assemblee sindacali nei luoghi di lavoro, iniziative sul territorio provinciale in preparazione dello Sciopero generale di tutti i comparti della Conoscenza per il 18 Marzo 2009 e della grande Manifestazione nazionale a Roma della CGIL per il 4 Aprile 2009. Ed ora signor Ministro? Ora si corra ai ripari, si ridia serenità alla scuola, ai suoi operatori che certamente meritano tutt?altra attenzione, non certamente quella di chi ha impegnato il proprio tempo a definirli ?fannulloni? o ?insegnanti del sud che abbassano la qualità della scuola italiana?!!! Il Segretario Generale Provinciale Angelo Capezzuto 05/03/2009

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Videotape Clears Berlusconi of Sarkozy Blunder (sezione: Scuola)

( da "Corriere.it" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

Videotape Clears Berlusconi of Sarkozy Blunder Prime minister was not referring to French president's wife but Canal Plus refuses to apologise Only what is said in front of the microphone should be on the record, not half-heard whispers, particularly when translation into another language could create confusion. It is true that Silvio Berlusconi has often denied or corrected even official recordings of his remarks, but this time it is genuinely difficult to claim that he whispered into the French president's ear the words: "C'est moi che t'ai donné ta femme" (I gave you your wife), a heavy-handed allusion to Carla Bruni's Italian roots. The remark, made during the media briefing with President Sarkozy at the conclusion of last week's Italy-France summit, was flashed round the globe, rekindling debate over the linguistic flamboyance of Italy's prime minister and attracting charges of sexism. Two Democratic Party (PD) europarliamentarians, Anna Paola Concia and Donata Gottardi, even took the case to the European Court in Strasbourg, alleging serial offences against women's dignity. But if you listen to the recording a few times, separating the words with the aid of a sound technician, the phrase that Mr Berlusconi actually said to Mr Sarkozy, in French and at a certain distance from the microphone, is quite different: "Tu sais que j'ai etudié à la Sorbonne" (You know that I studied at the Sorbonne). The press attaché at the Prime Minister's Office was quick to point this out and refute the claims of the Canal Plus programme, which took the opportunity to elect Mr Berlusconi "relou de l'année" (an idiomatic expression that means more or less "pain of the year"). Yesterday, the Corriere della Sera was invited to listen again to the recording and to try to decipher it. The crucial question is whether the word "donne" can be mistaken for "Sorbonne". Since the both words end in "nne", and the accent falls on the second syllable of "Sorbonne", the name of the celebrated Parisian seat of learning can in fact sound like "donne". Yan Barthes, the author of the TV programme, wanted and still wants, as the show has yet to be broadcast to confirm the initial interpretation with the help of further technical and linguistic support. But "aural insistence" supports the view that the recording leaves no more room for doubt. In fact, Mr Berlusconi's remark came during the official part of the media briefing when Mr Sarkozy was announcing the bilateral agreements on cultural exchanges and education that Italy's education minister, Mariastella Gelmini, had signed with her French counterpart, Xavier Dercos. At that point, Mr Berlusconi remembered he had studied at the Sorbonne. When asked about the incident, Mr Barthes refused to retract or confirm. "We listened to the press conference and we were sure of what we heard. We continue to work on the recording and we will be coming back to the issue". For the time being, it's stalemate with no apologies and no red faces. As we wait for a "grand jury of sound" to rule, we can also give the lie to a famous remark by Giulio Andreotti: "Thinking ill is sinful, but accurate". It isn't always like that. Massimo Nava English translation by Giles Watson www.watson.it Article in Italian stampa |

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E' arrivata l'ora di 'Cittadinanza e Cos (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

E' arrivata l'ora di 'Cittadinanza e Costituzione' n'ora a settimana da settembre con prof di storia e geografia senza aumenti di orario L'annuncio è stato fatto tramite conferenza stampa e la decisione è presa: avremo l'ora di 'Cittadinanza e Costituzione' senza aggiungere altro tempo al monte ore disponibile. Il Ministro dell'Istruzione sottolinea che serve un approccio nuovo ai contenuti, che non dovrà essere confusa con la vecchia educazione civica e che dovrà essere utilizzato parte dell'orario ora disponibile per l'area storico-geografica. semplice no? Cercheremo di capirne di più consultando il sito Adnkronos.com . Intanto eccovi la parte introduttiva dell'articolo che parla della conferenza stampa: "Roma, 5 mar. - (Adnkronos) - Arriva l'insegnamento della materia 'Cittadinanza e Costituzione' destinato a prendere il posto della attuale 'Educazione Civica' ma, nell'intenzione del governo, "con un nuovo approccio, nuovi contenuti, nuova apertura all'esterno". Come sintetizza il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini - nella conferenza a palazzo Chigi accanto al sottosegretario alla presidenza del Consiglio Paolo Bonaiuti e al procuratore nazionale antimafia Piero Grasso - "questa materia non dovrà essere interpretata come se fosse la vecchia educazione civica". .." Per continuare la lettura, basterà cliccare il link correlato. Ciao, Luigi PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 5 marzo 2009 in: Normativa ?scuola Storia » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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Risultati del convegno romano "Latino? S (sezione: Scuola)

( da "superEva notizie" del 05-03-2009)

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Risultati del convegno romano "Latino? Sì, grazie!" Si è regolarmente svolto a Roma il 26 febbraio 2009, come previsto, un convegno/corso dal tema "Latino? Sì, grazie!" Nell'intervento troverete la sintesi del convegno, con tutti i dettagli relativi alla partecipazione di vari importanti rappresentanti delle università, della scuola e di varie istituzioni. Il convegno si presentava interessante soprattutto per la particolarità del tema trattato, il Latino, e il suo futuro nel nuovo corso inaugurato dal ministro Gelmini. Uscirà, il Latino, dall'impasse che che ha avuto durante quasi un ventennio? Il convegno ha affrontato vari temi scottanti sul latino, ma senza suggerire vie d'uscite o soluzioni a breve termine. Cari amici, la settimana scorsa vi avevo preannunciato un importante convegno/corso che si sarebbe svolto a Roma il 26 febbraio 2009. Il titolo del convegno era "Latino? Sì, grazie!", sottotitolo "Civis romanus sum, latine loquor". Il convegno si è svolto regolarmente e vi riporto una sintesi dell'evento. Il tema era senza alcun dubbio interessante, e forse si attendeva un risultato alquanto diverso, più incisivo, insomma, e più denso di interventi corposi e ricchi di proposte interessanti. In sostanza la partecipazione attiva c'è stata da parte di docenti qualificati ed esperti di didattica, questo è un dato di fatto. Suggerimenti e proposte sul latino come lingua universale sono state avanzate, senza tuttavia risolvere sic et simpliciter il problema di una lingua che man mano è stata declassata in Italia, in base alla falsa e colpevole opinione diffusa anche da parte delle istituzioni, che si tratti di una lingua morta. C'è stato l'impegno da parte del ministro a risolvere vari problemi di carattere economico e strutturale delle nostre scuole, problemi fra i quali il latino, diciamolo chiaramente, non è il principale o l'unico. Tutto si basa ora sulla buona volontà del ministro e sulla disponibilità di funzionari, docenti ed esperti di scuola ad attivarsi per migliorare il livello culturale dei nostri studenti, mettendoli in grado di competere con i colleghi, almeno quelli europei. Staremo a vedere quale sarà lo svolgimento delle cose nei prossimi anni. Il Latino prenderà un nuovo corso, o sarà ancora sottovalutato e considerato un peso, non soltanto per i nostri studenti, ma anche per vari docenti e funzionari di livello ministeriale? Eccovi intanto il rapporto sul convegno romano. ======================== "Latino? Sì, grazie!", "Civis romanus sum, latine loquor". Convegno/corso Giovedì 26 febbraio si è svolto a Roma, con il patrocinio del Comune, nella prestigiosa e affollata Sala piccola della Protomoteca del Palazzo Senatorio in Campidoglio (dunque, nel cuore della città) l'atteso Convegno promosso dall'AESPI (=Associazione Europea Scuola e Professionalità Insegnante) sull'insegnamento del latino, dall'esplicito titolo "Latino? Sì, grazie!". Il Convegno, valido anche come corso di formazione per docenti, voleva dare una adeguate risposta ai rischi di una riduzione delle ore di latino in alcuni ordini di Scuole Superiori. Il Convegno è stato presentato dal Presidente dell'AESPI, Prof. Angelo Ruggiero ed è stato coordinato dal Prof. Andrea Bottone, che della stessa associazione è responsabile per il Lazio.Particolarmente apprezzato è stato un messaggio della Segretaria del CNADSI (Comitato Nazionale Associazione Difesa Scuola Italiana), la veneranda e sempre battagliera Prof.ssa Rita Calderini. Come è stato spiegato dagli organizzatori, la presenza o meno del latino nel corso di studi appare sempre più come la discriminante tra una scuola tesa all'educazione della persona e una scuola, invece, subordinata agli interessi dell'economia. In particolare, il sottotitolo "Civis romanus sum, latine loquor", che campeggiava sull'invito, intendeva sottolineare l'importanza della civiltà romana per il concetto stesso di cittadinanza, ma anche il carattere attuale ed europeo del latino stesso. Avevano fatto pervenire telefonicamente cordiali saluti il Presidente del Consiglio, On. Silvio Berlusconi, e i Presidenti di Camera e Senato; messaggi scritti di Incoraggiamento all'iniziativa sono giunti dal Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella Gelmini, e dal Ministro della Gioventù, On. Giorgia Meloni, nonché gli onorevoli parlamentari europei Nello Musumeci e Mario Mauro, quest'ultimo in qualità di Vicepresidente del Parlamento Europeo. Il saluto del Comune è stato portato di persona dall'Assessore alle Politiche Educative Laura Marsilio, che ha dato rilievo al valore assunto dal progetto educativo Latine loqui promosso dall'Assessorato, mentre il saluto della Fondazione Ugo Spirito, che pure aveva concesso il patrocinio all'iniziativa, è stato portato dal suo Presidente emerito, Prof. Gaetano Rasi. Ai discorsi dei relatori si sono inoltre alternati gli interventi politici degli Onn. Frassinetti e Rampelli che a causa degli impegni parlamentari non han potuto dar vita ad un'organica "tavola rotonda", come previsto, ma hanno ugualmente partecipato in modo utile ai lavori del Convegno, promettendo di impegnarsi in favore del latino. Per tutta la mattinata si sono alternati al tavolo oratori qualificati, ciascuno dei quali ha contribuito ad evidenziare, con la propria specifica professionalità, la grandezza e l'importanza del latino, auspicando così un celere ritorno dello stesso sui banchi di scuola fin dalla scuola media inferiore e, alle superiori, un concreto potenziamento del suo insegnamento dove esso già esiste e la sua estensione a ordini di studio che ne sono privi. In particolare il Prof. Enrico Orsi, del Politecnico di Milano, ha sottolineato il legame tra lo studio del latino e le scienze, mentre la Prof.ssa Francesca Orestano, dell'Università degli Studi di Milano, si è soffermata sulla sua utilità per lo studio delle lingue moderne e in particolare sui legami tra il latino e la letteratura inglese. Il Dott. Raffaele Ciambrone ha poi illustrato il valore pedagogico del latino, mentre il Prof. Tommaso Romano ha proiettato il latino nel futuro, come lingua viva per una nuova universalità. Il ruolo del latino nel sistema dei licei e in particolare nel liceo scientifico è stato trattato dal Prof. Giulio Alfano della Pontificia Università Lateranense, mentre il Preside Vincenzo Casoria ha lamentato, con toni appassionati, che non si trovi spazio per l'insegnamento del latino nelle scuole secondarie di primo grado. Una carrellata sull'insegnamento del latino in chiave europea è stata presentata con aiuto di proiezioni dal Prof. Alessandro Cesareo, mentre il Prof. Luca Lattanzi, Segretario Nazionale dell'AESPI, ha riferito di un esperienza didattica tra metodo tradizionale e metodo natura. Il Convegno si è concluso con le proposte delle associazioni. Il Convegno, nel limite dei suoi tempi stringati, ha solo aperto un discorso: i singoli aspetti si spera possano essere approfonditi in iniziative a venire. PUBBLICITà PUBBLICITà Invia tramite EMAIL | Versione per la STAMPA |-->Le vostre opinioni Questo Speciale sulle Galassie è stato ospitato sul sito di ScienzaOnLine del Comune di Roma--> Pubblicato il 5 marzo 2009 in: Lingua latina » Invia tramite EMAIL » Versione per la STAMPA--> » Le vostre opinioni

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SCRUTINI INTERMEDI: PIOGGIA DI 5 IN CONDOTTA. LE (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 05-03-2009)

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05-03-2009 Scuole secondarie di secondo grado (scuole superiori): aumentano le insufficienzePiù insufficienze rispetto all?anno scorso: alle scuole superiori il 72% degli studenti ha riportato un?insufficienza Al termine degli scrutini del primo quadrimestre, nella scuola secondaria di secondo grado, risulta che il 72% degli studenti ha riportato almeno una insufficienza (lo scorso anno erano il 70,3%). Il 28% degli studenti non ha riportato insufficienze L?anno scorso erano il 29,7%.Maggiori carenze negli Istituti professionali Il tipo di istruzione che riporta la situazione maggiormente negativa continua ad essere quella professionale, con l?80% dei ragazzi che ha riportato insufficienze (valore identico a quello dello scorso anno). Seguono gli istituti tecnici con il 78,1% (dato peggiore del 76,4% dello scorso anno), i licei artistici e gli istituti d?arte 77,2% (73,8%), gli ex istituti magistrali con il 70,9% (57,6%), i licei scientifici 64,5% (61,9%), i classici 60,1 (57,6%) ed infine i licei linguistici con 59,9% (67,4% lo scorso anno). Meno insufficienze al Liceo Linguistico Gli studenti ?più bravi? sono stati i ragazzi del Liceo Linguistico, in cui il 40,1% è arrivato agli scrutini intermedi senza insufficienze.Più insufficienze al Centro Sud Le carenze si riscontrano in modo abbastanza uniforme tra le diverse zone del paese (Nord 70,1%, Centro 74,0%, Sud ed Isole 74,4%). Le insufficienze al sud crescono.Ancora Lingue straniere e Matematica le bestie nere degli studenti italiani Tra le discipline, le lingue straniere superano la matematica e diventano la materia che registra il maggior numero di insufficienze, con il 63,3% (il 62,2% lo scorso anno). La matematica segue con il 61,1% (lo scorso anno era al 62,4%). Pioggia di ?5 in condotta?: 34.311, 8.151 con la sola insufficienza in comportamentoI più indisciplinati agli istituti professionali Tra le novità di quest?anno c?è il ritorno del voto in condotta e negli scrutini intermedi possiamo già rilevare il dato sulle insufficienze nel comportamento. A livello complessivo, 34.311 alunni degli scrutinati ha registrato insufficienze nel comportamento, in particolare al sud. Anche in questo caso gli istituti professionali registrano la situazione peggiore, seguono i tecnici. Meno indisciplinati nei licei classici e negli scientifici Nei licei classici e scientifici 3.000 alunni hanno riportato una insufficienza nel comportamento.Al Sud più 5 in condotta A livello di aree geografiche, in percentuale, i ragazzi più indisciplinati sono nel sud (15.683 studenti con insufficienza in comportamento, di cui 4.175 con insufficienza solo in comportamento). Nelle isole ci sono stati 5.677 ragazzi con insufficienza in comportamento, di cui 1.100 con insufficienza solo in comportamento). Nel centro, 5.777 studenti con insufficienza in comportamento, di cui 1.089 con insufficienza solo nel comportamento). Al nord 7.174 ragazzi con insufficienza in comportamento, di cui 1.681 con insufficienza solo nel comportamento. Scuole secondarie di primo grado (scuole medie):Più insufficienze in matematica Nella scuola media i ragazzi con almeno una insufficienza sono stati il 46%, ma a differenza delle scuole superiori le carenze si distribuiscono in modo abbastanza omogeneo tra le principali discipline: matematica (59,7%), inglese (54%), seconda lingua comunitaria (51,4%), storia (51,1%), scienze (45,7%), geografia (42,8%), italiano (42,6%), tecnologia (38%), arte e immagine (25,7%), musica (24,7%), scienze motorie e sportive (7,4%).Iscrizione alla prima elementare 2009/2010 Il ministero ha eseguito un campione su circa 900 scuole rappresentative e distribuite tra tutto il territorio nazionale. Dai primi dati, che non si possono certo considerare quelli definitivi per cui ci vorranno alcune settimane, risulta che il 3% abbia scelto le 24 ore, il 7% le 27 ore, il 56% le 30 ore, il 34% le 40. L?anno precedente le richieste non erano state rilevate dal ministero ma si stimano le seguenti tendenze: -le 24 e le 27 sono richieste da 1 famiglia su 10; -le 30 ore dunque sono la modalità più richiesta dalle famiglie (6 famiglie su 10 circa); -le 40 ore sono sul livello della richiesta dell?anno scorso con un lieve aumento (3 famiglie su 10). Ogni quadro orario prevede il maestro unico di riferimento.Il ministro Mariastella Gelmini dichiara: ?Dal 2009/2010 dunque più libertà per le famiglie che hanno scelto il quadro orario più adatto per i propri figli. Voglio ricordare che tutti i modelli orari (24,27,30 ore) prevedono il maestro unico di riferimento e non solo quello a 24 ore come qualcuno sostiene in maniera imprecisa. Il maestro unico di riferimento sarà una figura indispensabile per la formazione del bambino così come accade in tutti i paesi europei. Solo in Italia erano previsti più maestri per alunno e da quando è stata introdotta questa modalità l?Italia è scesa dal terzo all?ottavo posto nelle classifiche internazionali della qualità delle elementari.?

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UNIVERSITà: IMPEGNO MIUR SU PUBBLICAZIONE BANDI D (sezione: Scuola)

( da "WindPress.it" del 05-03-2009)

Argomenti: Scuola

05-03-2009 Questa mattina i rappresentanti del Miur hanno ricevuto le associazioni dei futuri specializzandi delle facoltà di medicina, Federspecializzandi e SIMS che chiedevano garanzie sulle procedure dei concorsi per l?accesso alle scuole di area sanitaria e sugli accorpamenti delle stesse. Il Ministero ha rassicurato gli studenti sulla pubblicazione dei bandi entro la prima decade di aprile 2009 e ha confermato l?impegno del ministro Gelmini a perfezionare questo adempimento nella Conferenza Stato-Regioni del 19 marzo. Sul processo di riordino delle scuole di specializzazione, il Ministero ha poi confermato l?impegno a procedere alla razionalizzazione salvaguardando le eccellenze e considerando le esigenze territoriali. Il Decreto Ministeriale sull?assegnazione dei contratti sarà dunque tempestivamente firmato dal ministro Gelmini dopo l?acquisizione del decreto sui contingenti nazionali delle scuole da parte del ministero della Salute. Perché le legittime aspettative dei medici in formazione vengano garantite pienamente ? hanno spiegato i rappresentanti del ministero ? occorre ora che la Conferenza Stato-Regioni e i presidi delle facoltà di medicina adempiano alle loro funzioni.

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